RIFIUTI ED ENERGIA
Parlare con i giovani per trasmettere ai più grandi

Il RIFIUTO non si “rifiuta”, è RISORSA
1
AMBIENTE

“le azioni nostre e degli Enti
Pubblici”
PREVENTIVE
AZIONI
EDUCATIVE
2
Il progetto per una diversa
gestione dei rifiuti nella città

Con riferimento a progetti di ampliamento o costruzione di
termovalorizzatori, ribadiamo la nostra ferma opposizione,
iniziata già da diversi anni, motivati dal fatto che esistono
metodi alternativi all’incenerimento, presenti e collaudati anche
in Italia, che possono portare a enormi vantaggi di tipo:
ECONOMICO
SANITARIO
AMBIENTALE
3

Già da diverso tempo, numerosi enti di importanza
primaria e cittadini firmatari di petizioni hanno
proposto di seguire l’esempio di vari consorzi e
Comuni che hanno raggiunto obiettivi di raccolta
differenziata dal 50 all’85 %, come ad esempio il 55
% del consorzio di bacino di Padova 1 (32 Comuni),
Villafranca D’Asti, con il suo nuovo record dell’86,89
% raggiunto nel 2003, 42 Comuni di CEM ambiente,
che ogni anno raggiungono risultati enormi sia sul
versante della raccolta differenziata che nell’impiego
di manodopera e nell’ottenimento di grandi risparmi
economici.
4

La stessa Direttiva 2000/CE sull’incenerimento
dei rifiuti non si pone lo scopo di incentivare le
pratiche di incenerimento ma, al contrario,
ribadisce come “la strategia comunitaria per la
gestione dei rifiuti assegni la priorità assoluta
alla prevenzione dei rifiuti”, facendola seguire
dal recupero e dal riutilizzo e, solo in ultima
istanza, dallo smaltimento in condizioni di
sicurezza. Per recupero deve intendersi
quello di materia e non quello di energia
5

Nessun termovalorizzatore è in grado di
eliminare i rifiuti ma solo di concentrarli:
residua infatti ceneri pari ad un terzo circa del
bruciato, che devono essere portate in
discariche speciali, costose e pericolose.
6

Ma se al posto delle suddette ceneri tossiche
con altri metodi è possibile portare in discarica
volumi uguali se non addirittura inferiori di
materiale inerte, senza avere quindi la
successiva formazione di percolato e biogas, a
cosa serve costruire un inceneritore?
7
Il costo dei rifiuti e
spesa di una famiglia media:

Una famiglia media di 4 persone spende
settimanalmente per un carrello di spesa
almeno 150 € [***].
8
Compra meno rifiuti


Parte di questa spesa è consumata, e parte
diventa rifiuto, in prevalenza costituito da
scarti alimentari ed imballaggi:
circa 6 kg [***] degli acquisti effettuati
settimanalmente da una famiglia non sono
consumati né riutilizzati dalla famiglia, ma
devono essere smaltiti.
9
Quanto ci costa?

Lo smaltimento di tali rifiuti ha un costo che
va ad incidere sul costo iniziale della spesa
e quindi sul bilancio famigliare:
(circa 200 €/anno,
pari a
circa 4 €/settimana [***]).
10
Per ridurre il costo complessivo della
nostra spesa occorre:



Orientarsi verso un consumo eco-compatibile;
Evitare il più possibile i prodotti usa e getta;
Acquistare prodotti confezionati in modo sobrio,
o quelli con imballaggi riutilizzabili o riciclabili.
11

Va ricordato, infatti, che gli imballaggi nei
Rifiuti Solidi Urbani (R.S.U.) sono
contenuti nella misura del 36 % in peso
e quasi del 50 % in volume!
12
Il ruolo delle istituzioni
Un gran vecchio mi disse:
«Secondo te, qual’è il guadagno certo della
tua attività?».

Non fui in grado di rispondere.
13

Le istituzioni devono avere, non solo il
coraggio di dare indicazioni, ma anche di
legiferare con leggi che aumentino la capacità
di recuperare le risorse contenute/costituite
in/da quei materiali avanzati in casa, che noi
chiamiamo rifiuti
14
Innanzitutto occorrerebbe trovare un
amministratore che abbia il coraggio di “fare
una campagna che non lo faccia rieleggere”
convincendolo a comunicare ai suoi cittadini
quali prodotti non acquistare perché dotati di
un involucro dannoso o molto difficile da
smaltire.
15
In contropartita bisognerebbe anche favorire
ed incentivare le imprese a modificare il tipo
d’imballaggio e ridurlo sia nel peso che nel
volume in maniera tale che non sia nocivo e
che sia facilmente riciclabile (a costo zero,
magari garantendo un finanziamento con le
banche per avere un prestito per modificare
la produzione).
16
Alcuni esempi d’azione:

imporre dove non è possibile con le
argomentazioni che nelle feste cittadine,
culturali o politiche, siano utilizzati piatti e
posate di carta o di alluminio…
e non plastiche
17
Iniziative proprie

Ridurre l’acquisto di flaconi vari
(shampoo, detersivi, saponi liquidi, acqua
minerale, ecc.)
acquistando prodotti sfusi, riutilizzando
contenitori vecchi, e recuperando le bottiglie
di vetro
18
Inoltre:


Per le spedizioni di giornali, riviste e pacchi, è
ormai diffusa l’abitudine di avvolgerli in buste
di cellophane o altre plastiche difficili da
smaltire.
È consigliabile invitare i responsabili di questo
sistema a sostituire la plastica con fascette di
carta, evitando di utilizzare collanti pericolosi.
19

Inoltre, prima di conferire carta e cartone alla
raccolta differenziata bisognerebbe togliere
grappette in metallo ed ogni altro eventuale
elemento estraneo (plastiche, legni,
polistirolo)
20
Vantaggi


Così si riducono di molto gli imballaggi a
perdere, difficili da smaltire.
Le istituzioni si devono preparare ad una
lunga campagna d’educazione a partire dalla
prima infanzia fino alla tarda età, e solo
quando la prima infanzia raggiunge l’età
matura potremmo dire di essere sulla buona
strada per un mondo migliore senza il
pericolo di essere sommersi da ciò che non
vogliamo più.
21
La volontà

Per fare questo bisogna favorire la
cittadinanza con dei piccoli ausili onde
incrementare una buona raccolta, come ad
esempio dare a chi ne avesse bisogno una
serie di contenitori da mettere in casa per
raccogliere gli scarti che desidera conferire
nei contenitori separati:
umido
carta
plastica
22
Dialogo continuo

Dopo una spiegazione, la più ampia possibile,
con un primo nucleo di cittadini e nelle scuole
di ogni ordine e grado, le istituzioni devono
intervenire
23



incentivazione alla gestione associata dei
servizi da parte degli enti locali;
individuazione di livelli ottimali per
l’erogazione dei servizi, mirata ad ottenere
prestazioni di qualità;
individuazione di misure correttive e
sanzionatorie che incidano sul rapporto tra
gestore ed ente locale.
24
Finalità

Il conseguimento di obiettivi comporta
l’attuazione del principio di
corresponsabilità, da parte di tutti i
soggetti che interagiscono con il
bene-rifiuto, sull’intero ciclo di vita.
25
Sciogliere la matassa,
trovare il capo

I cittadini, quali utenti del servizio ed
erogatori dello stesso, hanno diritto a leggi di
facile comprensione.
26
Cercare il valore

Incidere sulla produzione del rifiuto con
politiche di riduzione a monte dello
stesso; parallelamente, operare a valle
facilitando l’adozione di tecnologie ad
alto contenuto innovativo e la crescita
di un vero mercato di rifiuti recuperati.
27
La raccolta differenziata, valutazioni:






Con la raccolta differenziata è possibile:
Limitare la richiesta di materia prima;
Ridurre i consumi energetici;
Diminuire lo smaltimento in discarica;
Salvaguardare l’ambiente e la natura;
Ridurre lo spreco dell’acqua.
28
… e ora facciamo qualche conto!
29
LA CARTA



Per 1 kg di carta di prima qualità sono
necessari 7,6 kWh [***].
Per 1 kg di carta riciclata servono solo 2,75
kWh [***].
Un quotidiano nazionale a gran diffusione
pesa circa 300 gr, si può quindi dire che
riciclando 1 kg di carta si risparmiano ben
4,85 kWh, che possono essere utilizzati per
tenere accese 48 lampadine da 100 W per 1
ora
30
Ogni quotidiano riciclato ci regala circa 14
ore di luce elettrica
Questo è quello che serve oltre agli alberi
Per fare una ton di cellulosa
Acqua
Da materie prime
Da carta riciclata
Energia
elettrica
400 000 Lt
7 600 kWh
1 800 Lt
2 700 kWh
31
IL VETRO



Energia necessaria per ottenere 1 kg di vetro
(= 2,5 bottiglie di vino da 0,75 Lt ):
6,3 kWh da materia prima [***];
4,3 kWh da materie seconde (riciclo) [***].
32
vetro

Si può quindi dire che riciclando 1 kg di vetro
si risparmiano 2 kWh, che possono essere
utilizzati per tenere accese 20 lampadine da
100 W per 1 ora.
 Ogni bottiglia da 0,75 Lt raccolta e riciclata ci
regala circa 8 ore di luce elettrica
33
LA PLASTICA

In realtà non esiste un solo tipo di plastica
ma una grande quantità di plastiche,
Richiesta energetica:
 Per un kg di plastica PET da materia prima
sono necessari 45 kWh [***];
 Per un kg di plastica PET riciclata servono
solo 15 kWh [***].
34
plastica PE x sacchetti e sacchi per
spazzatura e PET x bottiglie

Si può quindi dire che riciclando 1 kg di
plastica si risparmiano ben 30 kWh che
possono essere utilizzati per tenere accese
300 lampadine da 100 W per 1 ora.
 Considerando che 25 bottiglie di plastica da 12 Lt pesano 1 kg circa, ogni bottiglia riciclata ci
regala sulle 12 ore di luce elettrica.
35
L’ALLUMINIO


L’alluminio si estrae con elevati costi
energetici; sviluppare la raccolta differenziata
ed il riciclaggio di questo materiale è quindi
molto utile per il risparmio energetico.
L’alluminio da riciclo, o “alluminio secondario”,
proviene in particolare da lattine, pentole ed
imballaggi, oltre che da elementi d’auto, treni,
aerei, ecc.
36
Ricordiamo che l’alluminio:

se fosse portato in discarica degraderebbe in
tempi secolari ed occuperebbe molto spazio;
 se fosse invece recuperato e riciclato,
potrebbe essere riutilizzato molte volte.
 81 lattine d’alluminio usate pesano 1 kg,
equivalenti a 0,75 kg d’alluminio secondario
(previo trattamento). Quindi, per produrre 1 kg
d’alluminio secondario sono necessarie
81 / 0,75 = 108 lattine usate.
37
Tanta energia riciclata





Energia necessaria per ottenere 1 kg
d’alluminio:
16 kWh per il primario [***];
0,85 kWh per il secondario [***].
Si può quindi dire che riciclando 1 kg di
alluminio si risparmiano ben 15,15 kWh che
possono essere utilizzati per tenere accese
150 lampadine da 100 W per 1 ora.
Ogni lattina raccolta e riciclata ci regala più di
1 ora di luce elettrica
38
L’UMIDO
L’umido è costituito dai cibi avanzati e dagli
scarti legati alla preparazione dei cibi,
sarà sempre l’incubo se non s’insegna ad osservarlo
come una fonte di recupero e d’energia.




Per biogas
Compost
Gasificazione
Mangimi per animali
39
• Proviamo adesso a considerare l’economia
a scala regionale: considerato che nella
Regione Marche ci sono 1.500.000
abitanti, compresi stranieri ed emigrati, e
che questi producono 1,5 kg a testa di
rifiuti al giorno, i rifiuti prodotti
annualmente sarebbero 821.200.000 kg.
40
• Attualmente meno del 15 % (123.200 ton)
di tali rifiuti vengono raccolti in maniera
differenziata, per un conferimento in
discarica superiore alle 698.000 ton/anno;
con l’80 % di raccolta differenziata,
invece, si conferirebbero annualmente sole
164.200 ton, oltre 4 volte meno!
41
• Proviamo ora a stimare, rispetto ad una
•
situazione limite in cui tutti i rifiuti vengano
smaltiti in discarica, il risparmio derivante da una
raccolta differenziata all’80 %, grazie alla quale
non verrebbero conferiti in discarica ben 657.000
ton. di rifiuti l’anno.
Se si considera che un camion può trasportare
10 tonnellate di rifiuti al costo medio di 200 € al
camion più un costo di conferimento in discarica
di 70 € a tonnellata, il risparmio può essere:
42
Risparmio gasolio inquinamento
salute
[(657.000 ton / 10 ton/camion x 200
€/camion) + (657.000 ton x 70 €/ton) ] =
 13.140.000 € + 45.990.000 € =
59.130.000 €/anno.

43
Ecologia solo differenziando
Il valore appena riportato è da considerarsi
riferibile al solo risparmio annuale
derivante dal mancato conferimento nella
discarica (e quindi senza contare i risparmi
ecologici, sanitari, ambientali e di traffico,
per la mancata circolazione dei 65.700
camion
44
Evitiamo di acquistare energia x
A questo vanno inoltre aggiunti:
 il ricavo derivante dal risparmio energetico
connesso al riciclaggio dei materiali di scarti.
Considerando la raccolta differenziata all’80 %
e 1.500.000 abitanti.
 il risparmio energetico che diventerebbe pari
a 3,612 GWh = 3.612.000.000 Kwh, al costo
di 0,7 cent al kwh è = a 252.840.000 €/anno;
45
Il ricavo sulla vendita dei materiali
raccolti:
Organico
30 %
197.100 t
10 € / t
1.971.000 €
Carta
24 %
157.680 t
50 € / t
7.784.000 €
Stracci e legno
20 %
131.400 t
10 € / t
1.314.000 €
Plastica
13 %
85.410 t
130 € / t
11.103300 €
Vetro
8%
52.560 t
600 € / t
31.536.000 €
Metalli
3%
19.710 t
250 € / t
4.927.500 €
Alluminio
1%
6.570 t
900 € / t
5.913.000 €
Vari
1%
6.570 t
100 %
657.000 t
Totale materiali differenziati
64.548.800 €
46
Risparmi complessivi

il contributo derivante dai certificati verdi CEE
(che sarebbe un diritto avere):
 = a cent 40 x ogni /kWh risparmiati, x
3.612.000 MWh risparmiati = come da ultimo
contratto fatto dal Sindaco di Urbania per la
produzione di energia da fotovoltaico.
 Il Risparmio regionale sarà quindi di 1.444.800
€/anno
47
Riepilogo regionale:



1.500.000 abitanti;
821.200 ton/anno di rifiuti prodotti;
657.000 ton/anno di materiali selezionabili
con una raccolta all’80 %.
48
Da cui derivano:
59.130.000
€/anno
Risparmi per il mancato
conferimento in discarica
252.840.000
€/anno
risparmio energetico
derivante dalla raccolta differenziata
64.548.800
€/anno
Ricavi da vendita materiali raccolti
1.444.800
€/anno
Ricavo certificati verdi CEE
378.463.600
€/anno
TOTALE
49
In alternativa un impianto
completamente interrato



che costa approssimativamente
€ ? Green island
Serve per un numero di abitanti
che va da 2500 a 5000
Per le marche ne servirebbero circa 380 ?
50
riepilogo


€ ?????? Risparmio della collettività
190.000.000 € = Spesa presunta dell’ impianto
innovativo per un milione e mezzo di abitanti
€ 188.463.000 Rimanenza
che chiude la bocca
ad ogni scusante

51
Riferimento dati








Villafranca D’Asti
Libro dei rifiuti regione marche.
Consorzio Medio Novarese per la
riduzione, il riutilizzo e lo smaltimento rifiuti
Studio regione Lombardia “ il rifiuto non si
rifiuta “ è risorsa
Studio realizzato dallo studio - Padova &
associati SAS per conto di Ecoverde Srl
Coordinamento e ricerca Frulla Aldo.
AMMINISTRATORE UNICO Ecoverde Srl
Certificati verdi fonte A.P.E.R.
Assistenza ing Mauro Cordella
52
53
Scarica

Aldo Frulla Ecoverde S.r.l. Raccolta differenziata