ZOOLOGIA APPLICATA BIOINDICATORI A LIVELLO DI POPOLAZIONI E COMUNITA’ ANIMALI Prof. Biagio D’Aniello Università di Napoli“Federico II” Dipartimento di Biologia Strutturale e Funzionale Campus Universitario di Monte Sant’Angelo Introduzione bioindicatori animali Via Cinthia – 80126 Napoli Università Federico II di Napoli COMUNITA’ Definizione: gruppo di popolazioni di specie che coesistono nello spazio e nel tempo. Proprietà: una comunità ha delle proprietà particolari che non hanno le popolazioni che ne fanno parte. Es. la diversità delle specie presenti nella comunità, i limiti alla presenza di specie in competizione, l’organizzazione della rete trofica, la biomassa totale e la produttività globale sono solo alcune delle proprietà che possono caratterizzare una comunità. Per gli studi sulla qualità ambientale si restringe il lavoro per praticità a gruppi tassanomici (insetti, uccelli) o gruppi ecologici (erbivori, detritivori, macrobentofauna). Si parla di comunità di uccelli di un bosco, di erbivori di un prato, di pesci di un fiume, di macrobentofauna di un torrente etc. Introduzione bioindicatori animali Università Federico II di Napoli Parametri descrittivi delle comunità Diversità: numero di specie che costituiscono la comunità. Nello studio della diversità si possono considerare anche altri livelli tassonomici (i generi o le famiglie ad esempio). Nello studio della diversità di una comunità si deve tenere conto dell’importanza delle diverse specie. A tal proposito si può calcolare l’ abbondanza specifica. Talvolta si calcola la biomassa o anche la produttività (parametro molto attendibile per lo zooplancton). Di solito gli studi delle comunità si limitano ad alcune categorie (es. avifauna o la teriofauna). E’ difficile estendere gli studi ai livelli trofici o all’intera collezione di specie presenti. Spesso sono limiti dettati dalle conoscenze dell’operatore che sceglie di studiare ciò che meglio conosce. Tuttavia, sarebbe almeno utile concentrare gli sforzi sugli elementi che più interagiscono tra di loro. Introduzione bioindicatori animali Università Federico II di Napoli Le misure della diversità Ricchezza specifica: è il numero di specie nella comunità o nel segmento di comunità preso in considerazione. E’ in ogni caso molto difficile il conteggio sistematico di tutte le specie di una comunità animale; quindi, meglio considerarne solo una parte. In questo modo le stime diventano anche più affidabili. In effetti, se ci si riferisce ad un gruppo di specie come gli uccelli su di una superficie limitata, si possono agevolmente contare tutte le specie presenti (anche per gli altri gruppi di vertebrati); le stime diventano meno affidabili se ci si riferisce alle comunità di insetti o invertebrati del suolo. PROBLEMA: è possibile misurare la ricchezza specifica se si studia solo un campione limitato? Introduzione bioindicatori animali Università Federico II di Napoli La ricchezza specifica Considerato che aumentando la dimensione del campione, aumenta anche il numero di specie contate, fino a raggiungere un plateau per cui aumentando ancora il campione il numero di specie contate sarà sempre lo stesso. Introduzione bioindicatori animali Università Federico II di Napoli Ci sono poi delle equazioni matematiche che permettono di avere degli indici che indicano la ricchezza specifica. Parametri descrittivi delle comunità Eterogeneità: indica come sono distribuiti gli individui della comunità nelle diverse specie che sono state censite. La comunità A avrà ovviamente una diversità specifica minore. Introduzione bioindicatori animali Università Federico II di Napoli Parametri descrittivi delle comunità Uniformità: è una quantificazione della eterogeneità. E’ perfettamente normale che le comunità contengano specie più abbondanti e specie più rare; la misura dell’uniformità ci dice quanto è eterogenea la comunità se paragonata ad una popolazione ipotetica in cui le specie siano tutte rappresentate da uno stesso numero d’individui. Introduzione bioindicatori animali Università Federico II di Napoli Fattori che influenzano i parametri descrittivi delle comunità animali I parametri descrittivi vengono influenzati in vario modo da vari fattori ambientali e non, nonché dal livello di stress ambientale. Pertanto lo studio delle comunità animali stesse assume valore nell’ottica della “bioindicazione”. ATTENZIONE: 1. Lo studio della comunità non indica un processo di stress in atto (che potrebbe essere ancora attivo), ma cambiamenti già avvenuti! Le cause di eventuali disfunzioni vanno ricercate dal tecnico. 2. I valori di diversità non danno indicazioni sul grado di stress ambientale se non sono confrontati con valori teorici di riferimento! Ciò non è sempre agevole in quanto in molti casi non sono disponibili indici ottenuti in ambienti integri; tuttavia, si possono confrontare con gli indicatori ottenuti in ambienti in cui sia ben noto il grado di alterazione ambientale e i fattori che lo hanno determinato. Introduzione bioindicatori animali Università Federico II di Napoli Variazione della ricchezza specifica Il numero di specie in una comunità aumenta con: 1. Area di studio, perchè ci sono probabilmente più biotopi. 2. Dimensione del campione (fino al raggiungimento del plateu). 3. Diversità del paesaggio; es. diversità della vegetazione Esempi Il numero di specie di uccelli di una comunità in una foresta monostratificata e coetanea sarà certamente inferiore rispetto ad una foresta a più strati e disetanea. Alcuni agenti inquinanti (es. pesticidi) influiscono direttamente (es. insetti) o indirettamente (es. uccelli per ridotte disponibilità alimentari) sul numero di specie delle comunità animali. Introduzione bioindicatori animali Università Federico II di Napoli Variazione dell’eterogeneità e dell’uniformità L’eterogeneità e l’uniformità aumentano parallelamente alla diversità ambientale! In pratica, con maggiore diversità ambientale ci saranno più specie (maggiore ricchezza specifica) il cui numero d’individui tenderà ad equipararsi (maggiore eterogeneità e uniformità). ATTENZIONE Nell’applicazione dei metodi del calcolo della diversità specifica, bisogna tenere in debito conto che un aumento degli indici non sempre corrisponde ad un miglioramento. Es. se si aumenta artificialmente la diversità piantando boschetti in ambienti rurali la comunità ornitica aumenterà; spesso gli enti locali piantano pini alloctoni in foreste di faggio in alta quota. Si tratta sicuramente d’interventi scorretti in quanto possono interferire negativamente con la fase climacica della faggeta, tuttavia provocano un aumento degli indici di diversità che indicherebbero un miglioramento. Introduzione bioindicatori animali Università Federico II di Napoli La scelta delle comunità da utilizzare come bioindicatori Una comunità è tanto più utile come bioindicatore quanto maggiormente presentano le seguenti proprietà: 1. Facile identificazione delle unità sistematiche. 2. Facilmente delimitabile nello spazio. 3. Agevole campionamento con metodi poco costosi. 4. La comunità deve essere quanto più possibile influenzabile dai fattori di stress. 5. Deve essere una comunità cosmopolita, altrimenti non sarebbe facilmente associabile con i fattori di stress ambientale. Introduzione bioindicatori animali Università Federico II di Napoli Indice Biotico Esteso (IBE) Introduzione bioindicatori animali Università Federico II di Napoli PLECOTTERI Perla Leuctra Isoperla Nemoura Introduzione bioindicatori animali Università Federico II di Napoli EFEMEROTTERI Baetis Epeorus Introduzione bioindicatori animali Ecdyonurus Università Federico II di Napoli Ephemerella TRICOTTERI Limnephilidae Hydropsychidae Odontoceridae Rhyacophilidae Introduzione bioindicatori animali Università Federico II di Napoli DITTERI Simuliidae Chironomidae Athericidae Introduzione bioindicatori animali Tipulidae Università Federico II di Napoli ODONATI Calopteryx Onychogomphus Introduzione bioindicatori animali Università Federico II di Napoli COLEOTTERI Elmididae Introduzione bioindicatori animali Università Federico II di Napoli PLECOTTERI Introduzione bioindicatori animali Università Federico II di Napoli EFEMEROTTERI Introduzione bioindicatori animali Università Federico II di Napoli TRICOTTERI Introduzione bioindicatori animali Università Federico II di Napoli DITTERI Introduzione bioindicatori animali Università Federico II di Napoli ODONATI Introduzione bioindicatori animali Università Federico II di Napoli MOLLUSCHI - GASTEROPODI Introduzione bioindicatori animali Università Federico II di Napoli MOLLUSCHI - BIVALVI Introduzione bioindicatori animali Università Federico II di Napoli ANELLIDI - IRUDINEI Introduzione bioindicatori animali Università Federico II di Napoli ANELLIDI - OLIGOCHETI Introduzione bioindicatori animali Università Federico II di Napoli PLATELMINTI - TURBELLARI Introduzione bioindicatori animali Università Federico II di Napoli CROSTACEI Introduzione bioindicatori animali Università Federico II di Napoli Introduzione bioindicatori animali Università Federico II di Napoli NO ZAMPE ARTICOLATE SI >6 NUMERO DI ZAMPE 6 Introduzione bioindicatori animali INSETTI MACROINVERTEBRATI Università Federico II di Napoli NO EFEMEROTTERI OCCHI COMPOSTI SI NO CERCI LUNGHI SI SI BRANCHIE ADDOMINALI NO Introduzione bioindicatori INSETTI animali Università Federico II di Napoli LIMITI DI IDENTIFICAZIONE E COMPETENZE Phylum Studenti del I anno [Cnidaria; Arthropoda; Chordata] Classe Studenti del I anno [Oligochaeta; Arachnida; Reptilia] Ordine Famiglia Genere Tecnico con esperienza assai limitata (studenti con preparazione zoologica) [Lepidoptera; Chiroptera] Tecnico di media esperienza [Hominidae; Simuliidae] Tecnico esperto [Homo; Simulium] Specialista Specie Introduzione bioindicatori animali [Electrogena lateralis; Perla marginata] Università Federico II di Napoli 0-1 Plecotteri Efemerotteri 2-5 6-10 11-15 16-20 21-25 26-30 31-35 >36 > 1 US 8 9 10 11 12 13 14 1 US 7 8 9 10 11 12 > 1 US 7 8 9 10 11 12 1 US 6 7 8 9 10 11 > 1 US 5 6 7 8 9 10 11 1 US 4 5 6 7 8 9 10 Gammaridi 4 5 6 7 8 9 10 Asellidi Oligocheti Chironomidi 3 4 5 6 7 8 9 2 3 4 5 Tricotteri 1 Introduzione bioindicatori animali Università Federico II di Napoli STAZIONE 1 GASTEROPODI (1) EFEMEROTTERI (6) COLEOTTERI (2) PLECOTTERI (2) TRICOTTERI (3) PLECOTTERI > 1 US Plecotteri DITTERI (5) IRUDINEI (2) US = 21 I.B.E. = 11 6-10 11-15 16-20 21-25 26-30 31-35 >36 8 9 10 11 12 13 14 1 US 7 8 9 10 11 12 Efemerotteri > 1 US 7 8 9 10 11 12 1 US 6 7 8 9 10 11 Tricotteri 0-1 2-5 Classe = I > 1 US 5 6 7 8 9 10 11 1 US 4 5 6 7 8 9 10 Gammaridi 4 5 6 7 8 9 10 Asellidi 3 4 5 6 7 8 9 Oligocheti Introduzione bioindicatori animali Chironomidi 1 2 3 4 5 Università Federico II di Napoli STAZIONE 2 GASTEROPODI (1) COLEOTTERI (2) EFEMEROTTERI (5) TRICOTTERI (2) DITTERI (6) Plecotteri ODONATI (2) IRUDINEI (1) US = 19 I.B.E. = 9 6-10 11-15 16-20 21-25 26-30 31-35 >36 > 1 US 8 9 10 11 12 13 14 1 US 7 8 9 10 11 12 7 8 9 10 11 12 6 7 8 9 10 11 0-1 2-5 EFEMEROTTERI Efemerotteri > 1 US 1 US Tricotteri Classe = II > 1 US 5 6 7 8 9 10 11 1 US 4 5 6 7 8 9 10 Gammaridi 4 5 6 7 8 9 10 Asellidi 3 4 5 6 7 8 9 Oligocheti Introduzione bioindicatori Chironomidi 1 animali 2 3 4 5 Università Federico II di Napoli STAZIONE 3 OLIGOCHETI (1) ASELLIDI (1) DITTERI (2) IRUDINEI (1) I.B.E. = 3 0-1 Plecotteri US = 5 6-10 11-15 16-20 21-25 26-30 31-35 >36 > 1 US 8 9 10 11 12 13 14 1 US 7 8 9 10 11 12 7 8 9 10 11 12 6 7 8 9 10 11 2-5 Efemerotteri > 1 US 1 US Tricotteri Classe = V > 1 US 5 6 7 8 9 10 11 1 US 4 5 6 7 8 9 10 Gammaridi 4 5 6 7 8 9 10 ASELLIDI Asellidi 3 4 5 6 7 8 9 Oligocheti Introduzione bioindicatori Chironomidi 1 animali 2 3 4 5 Università Federico II di Napoli