BREAKING LIMITS
MONTAGGIO
Alfred Thun GmbH & Co. KG
www.thun.de
INDICE
PREMESSA
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CAPITOLO 1: PRINCIPI FONDAMENTALI
1. Classi di rischio nei raccordi filettati (VDI 2862)
2. Valutazione statistica della mancanza di qualità
3. Qualità del montaggio uguale qualità del prodotto 4. Chi dovrebbe ottimizzare il montaggio?
5. Importanza di „6 Sigma “
6. Procedura da osservare in caso di reclamo 7. Sicurezza di processo ed utile d’impresa 8. Concetto di “Assembly Team”
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CAPITOLO 2: MONTAGGIO DI MOVIMENTI CENTRALI NEL TELAIO DELLA BICICLETTA
1. Principi e norme per filetti
2. Telai e loro preparazione
3. Differenze sostanziali fra calotte di metallo e plastica
4. Attrezzi per l`assemblaggio
5. Coppia di serraggio
6. Rumori: cause e loro eliminazione (grasso)
7. Allentamento delle calotte durante la pedalata, concetti di prevenzione
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CAPITOLO 3: MONTAGGIO DELLE PEDIVELLE SUI PERNI DEL MOVIMENTO
CENTRALE CON PERNO QUADRO
1. Principi fondamentali
2. Perno quadro di precisione
3. Coppia di serraggio, uso di grasso
4. Raccomandazione per le chiavi
5. Linea catena precisa con definizione dell`angolo di rotazione
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CAPITOLO 4: INDICAZIONI GENERALI PER L’ ASSEMBLAGGIO,
LA SICUREZZA E LA DURATA
1. Procedura da seguire in caso di reclamo
2. Sicurezza e durata 3. Safallamento assiale e radiale dei perni quadri e/o delle pedivelle 4. Effetto temperatura
5. Collisione pedivelle/calotte 6. Altre raccomandazioni 25
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SOMMARIO E VISTA
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LETTERATURA RACCOMANDATA
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Salvo errori. Vietata la riproduzione anche per estratti. Stato della tecnica: gennaio 2009.
Alfred Thun GmbH & Co. KG
PREMESSA
Se il vostro obiettivo fosse quello di trionfare
in una gara di formula 1, dareste a Lewis
Hamilton una Mercedes “freccia d’ argento”
degli anni 50?
Certamente no, anche se la “freccia d’ argento”
– un tempo - era la migliore.
Anche se si tratta di mercati – al giorno d’oggi
– non si può uscire vincenti utilizzando le tecniche ed i metodi del passato – anche se alla
loro epoca erano i migliori. Grazie a quanto
osservato in centinaia di fabbriche europee di
biciclette abbiamo constatato che la maggior
parte delle aziende, che si occupano di assemblaggio dei componenti montano canotti
sella, manubri, movimento centrale, pedivelle
ecc. con attrezzi tecnicamente superati. Se tali
componenti devono affrontare criticità dal
punto di vista sia funzionale che della sicurezza, significa che sia Voi che la Vostra impresa
Vi state esponendo a rischi inutili. Inoltre state
rinunciando a notevoli potenziali sia di fatturato che di utili, che ora noi ci permettiamo di
illustrarVi in modo particolareggiato.
In un mercato caratterizzato sia dalla globalizzazione che da una straordinaria trasparenza,
ogni fabbricante di biciclette, a prescindere
che si tratti di Europa, Estremo-Oriente o
America, ha la possibilità – dopo un’attenta
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valutazione - di rendere i suoi prodotti più
attraenti, selezionando in assoluta libertà i
componenti di maggiore successo. Questo
vale soprattutto da un punto di vista teorico.
In pratica, invece, a causa della globalizzazione ci sono soltanto pochi fornitori di componenti e pochi componenti alternativi all’
interno di una determinata categoria di prezzi.
Di conseguenza le biciclette, che sono vendute sui mercati globali, sono diventate molto
simili dal punto di vista del prezzo. La scelta
dei componenti ha così perso di significato.
Ora è piuttosto la qualità dell’ assemblaggio
dei componenti a decidere in merito al Vostro
successo. Noi possiamo fornirVi il seguente
suggerimento:
Procedere ad un’analisi particolareggiata e
all’ ottimizzazione delle Vostre procedure
di montaggio.
E la nostra passione di accompagnarVi
lungo questo percorso.
Ma in questo percorso non siamo soli. Come
“operatori di rete”, ricorriamo alle competenze di Atlas Copco Tools, che è leader a
livello mondiale per gli attrezzi di montaggio
utilizzabili in tutti i settori e nei diversi rami
dell’industria, dove si effettua un assemblaggio di prima qualità. Con la collaborazione di
Atlas Copco e soprattutto grazie alla Vostra
attiva partecipazione come fabbricante di
biciclette, vorremmo ottimizzare il Vostro
assemblaggio. Denominiamo questa cooperazione “Assembly Team”, in grado di migliorare
il Vostro montaggio, rendendolo più sicuro ed
efficiente. Ma Assemly Team può fare ancora
molto di più: Può infatti aumentare la
produttività eliminando gli errori e quindi
incrementare sostanzialmente gli utili della
Vostra Azienda.
A partire dal 2006 sono apparse ben tre
edizioni di „FAQ`s for Adapter Assembly“;
l’ultima edizione è stata tradotta in altre otto
lingue europee. La grande richiesta a livello
internazionale ci ha confermato che nel campo del montaggio c’è un enorme interesse a
migliorare il proprio know-how e nello stesso
tempo ad ottimizzare l’assemblaggio.
L’arricchimento costante delle nostre conoscenze ci ha quindi permesso di pubblicare
una quarta edizione, molto più ampia come
contenuto tecnologico e completamente aggiornata. Inoltre, per la prima volta, abbiamo
anche descritto il processo di montaggio delle
pedivelle e citato altre tematiche di estrema
importanza legate soprattutto al tema del
movimento centrale nonché delle pedivelle.
Ora vorremo anche ringraziare i nostri lettori
delle edizioni precedenti per i suggerimenti
e le proposte, che sono state ricapitolate in
questa ultima edizione.
Per facilitare la lettura e la comprensione,
abbiamo optato per la presentazione di FAQs
(Frequently Asked Questions), dove „D “ rappresenta la domanda, mentre „R“ è la risposta.
Nel primo capitolo abbiamo fornito le informazioni generali sull’importanza dal punto
di vista tecnico ed economico dei processi di
montaggio e le loro ottimizzazioni.
Il secondo capitolo si occupa del montaggio
del movimento centrale nel telaio ed il terzo
capitolo fornisce informazioni esaurienti sul
montaggio delle pedivelle nel movimento
centrale. Il quarto capitolo, infine, fornisce
indicazioni di vitale importanza per l’assemblaggio, l’affidabilità e la durata.
Siamo veramente lieti di poter contribuire a
migliorare quel meraviglioso prodotto, che si
chiama bicicletta.
Ennepetal, 13 Maggio 2009
Alfred Thun
5
LA FORZA È NASCOSTA NELLA QUALITÀ.
Friedrich Nietzsche
6
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To o lsTalk
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5 fasi per un montaggio
a perfetta regola d’arte
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Soluzione: Utilizzare una tecnologia
di prima qualità
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ToolsNet
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5
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Classe di rischio A
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Classe di
rischio B
1
Fonte:
Classe di rischio C
CAPITOLO 1: PRINCIPI FONDAMENTALI
1. CLASSI DI RISCHIO PER RACCORDI
FILETTATI (VDI 2862)
rischio includiamo il raccordo del movimento
centrale e delle pedivelle.
In pratica, i problemi avvengono con grande
frequenza durante l’assemblaggio delle
biciclette e molto sovente sono imputabili ad
errori. Al verificarsi di un errore, la cosa più
importante non è ricercare il colpevole, bensì
trovare la soluzione e soprattutto evitare il
ripetersi di tale errore in futuro. In questo
opuscolo, Thun presenta i problemi, che si
verificano più di frequente durante il montaggio del movimento centrale e delle pedivelle, cercando di descriverne le cause e nel
contempo di individuare le soluzioni pratiche
ritenute più idonee per evitare ed eliminare
tali problemi.
Nel caso delle biciclette, la classe di rischio C
(“irritazione del cliente”) riguarda, in particolare, molti raccordi filettati di accessori come
per es. il cavalletto, la pompa, le luci ecc.
La norma VDI 2862 descrive tre classi di
rischio per i raccordi filettati.
La classe di rischio A viene classificata critica
dal punto di vista della sicurezza (“pericolo
mortale”).
Per le biciclette, questo rischio si verifica nei
raccordi filettati esistenti su manubrio, attacco
del manubrio, forcella e freni.
La classe di rischio B è definita critica dal
punto di vista funzionale (“difetto di funzionamento del veicolo”). In questa classe di
Lo stato della tecnica descritto dalla VDI
2862 con la definizione di tre classi di rischio
contiene misure e conseguenze di una certa
rilevanza per i fabbricanti di biciclette. Il nostro suggerimento è il seguente: Innanzitutto
occorre assegnare i raccordi filettati ad una
determinata classe di rischio. Se per i raccordi
filettati della classe C si è deciso di non dover
apportare alcuna modifica di una certa rilevanza, allora occorrerà concentrarsi sulle due
classi di rischio A e B.
2. VALUTAZIONE STATISTICA DELLA
MANCANZA DI QUALITÀ
Di solito le aziende, che si occupano dell’assemblaggio di biciclette non si avvalgono di
metodi obiettivi per valutare la carenza di
qualità. La maggior parte delle informazioni e
delle misure da adottare sono fornite soltanto
soggettivamente, se richiesto, basandosi sulla
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propria memoria, in modo assolutamente non
documentato e soprattutto senza una verifica
a posteriori dell’efficacia.
Potrebbe sembrare quasi un assurdo, ma i
nuovi problemi sorti a causa di una elaborazione insufficiente degli errori potevano
essere tranquillamente previsti ed evitati.
La valutazione complessiva e qualitativa dei
componenti per tutta la durata del ciclo è
quindi fortuita, incompleta e non dichiarabile.
Questo è vero soltanto in parte. Infatti, qualunque sia la decisione presa dai collaboratori,
c’è sempre il rischio di un errore. Il verificarsi
oppure no di un errore non è affatto prevedibile e questo comporta l’instabilità del
sistema.
La situazione è ancor più difficile quando si
assumono nuovi collaboratori, si lavora a turni
oppure si utilizza personale interinale.
Per ottimizzare l’uso ritenuto più appropriato delle misure da adottare, si suggerisce di
compilare delle statistiche, che dovranno
supportare tali misure. Naturalmente, come si
può ben comprendere, statistiche e documentazioni - da sole – non possono eliminare
tutte le problematiche sorte. Ciononostante,
sia la statistica che la documentazione sono di
grande aiuto ad individuare le cause, l’entità,
la frequenza, i costi per l’eliminazione di tali
problemi.
3. QUALITÀ DEL MONTAGGIO UGUALE
QUALITÀ DEL PRODOTTO
Senza statistica e documentazione manca
in ogni caso lo standard, in base al quale il
risultato dell’assemblaggio di un movimento
centrale può essere controllato, misurato e
valutato.
Si argomenta spesso che gli standards non
sono generalmente necessari, dal momento
che i collaboratori hanno l’esperienza necessaria per scegliere la procedura migliore.
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Nella Vostra qualità di fabbricante di biciclette dovrete confrontarVi ogni giorno con le
esigenze specifiche del prodotto.
Le parole chiave sono soddisfazione del
cliente, garanzia, responsabilità del prodotto,
tracciabilità (“traceability”), Reach ecc. Si dovranno inoltre osservare nuove disposizioni di
legge come la lotta contro le immissioni moleste e la direttiva europea contro il propagarsi
di vibrazioni. È quindi facilmente comprensibile che soltanto adottando tecniche e metodi
all’avanguardia si potranno soddisfare le
esigenze del giorno d’oggi.
Asserzioni del tipo “così ha sempre funzionato” non sono affatto accettabili e sono
veramente avventate.
La qualità delle Vostre biciclette rappresenta
quindi uno dei numerosi fattori, che determi-
nano il successo della Vostra impresa.
In pratica disponete di due leve per controllare questo fattore: la qualità dei componenti (telaio compreso) come pure la qualità
dell’assemblaggio della bicicletta presso il
Vostro stabilimento. La cosa migliore sarebbe,
se foste Voi stessi – in prima persona – a stabilire la qualità dei componenti presso i Vostri
fornitori, controllando personalmente oppure
facendo controllare da Vostri incaricati. Il
nostro suggerimento sarebbe di farVi inviare
dai Vostri fornitori dei certificati aggiornati
tenendo conto della ISO 9001:2000 (e seguenti) e delle norme EN, che regolamentano i
componenti. Questo rappresenta per lo meno
il primo passo da compiere per realizzare una
qualità documentata dei componenti.
Per la definizione e l’osservanza della qualità
del montaggio ne siete, invece, personalmente responsabili e questo rappresenta per Voi il
parametro più importante, immediatamente
influenzabile.
4. CHI DOVREBBE OTTIMIZZARE
L’ASSEMBLAGGIO?
La realtà di tutti i giorni mette in evidenza il
fatto che i processi di montaggio sono spesso
difficili da controllare. Da che cosa dipende?
Le esigenze di un montaggio di qualità sono
molteplici:
mo fare una distinzione fra commercio specializzato e discounters. Di solito nel commercio
specializzato si effettua un controllo di tutti
i raccordi filettati. Ma da un punto di vista
pratico e realistico, queste misure appaiono
costose ed inefficienti. Nessuno è in grado di
garantire in modo documentato che i commercianti anche durante il periodo stressante
delle vendite prima di Pasqua diano ai loro
collaboratori il tempo necessario per controllare i raccordi filettati con attrezzi adatti,
fornendo loro check lists complete. Permettere ad un apprendista di serrare alcune viti
in modo affrettato e superficiale potrebbe
comportare un serraggio effettuato con una
coppia troppo elevata ed in molti casi (per es.
con le parti in carbonio) potrebbe addirittura
essere fatale.
Prima di consegnare la bicicletta ai discounters
vengono effettuati dei controlli finali differenziati? In caso affermativo, si potrebbe trattare
soltanto di controlli molto superficiali.
Se si ritiene giusto che la qualità del montaggio rivesta grande importanza, allora è arrivato il momento di ottimizzare in modo efficace
tale processo.
L’unico posto, in cui si dovrebbe attuare questa ottimizzazione, è il Vostro stabilimento di
produzione.
5. IMPORTANZA DI „6 SIGMA“
- La direzione della produzione si aspetta un
montaggio veloce e senza problemi.
- I commercianti – come fase successiva – si
aspettano un prodotto, che possa essere venduto con il minimo sforzo, vale a dire “ready to
sell” e che durante il periodo di garanzia non
venga continuamente restituito
- Gli utenti finali nella loro qualità di acquirenti
facenti parte della Supply-Chain si aspettano
un prodotto ad elevate prestazioni dal punto
di vista del montaggio ed il cui funzionamento sia garantito per molti anni.
Il target finale e principale dei fornitori, dei
commercianti e degli utenti è la completa
soddisfazione dei Clienti, che può essere
garantita soltanto con l’assenza totale di errori
e difetti in tutte e tre le fasi operative.
In particolare con i commercianti, i fornitori
possono puntare ad una migliore qualità del
montaggio.
Per quanto riguarda i commercianti, dobbia-
Ogni giorno, più di 30.000 movimenti centrali
lasciano gli stabilimenti Thun.
Ognuno di questi movimenti centrali è prodotto utilizzando processi ben strutturati e
con un alto grado di affidabilità documentata.
La qualità dei nostri processi è controllata
e certificata da TÜV-Nord. Il risultato di una
elevata qualità del processo è rappresentato
dalla soddisfazione dei clienti e da maggiori utili. Come si arriva a questa sorprendente correlazione fra qualità di processo e successo di impresa?
In primo luogo è importante avere l’esatta
cognizione che i prodotti industriali di pregio
possano essere prodotti utilizzando soltanto
processi di produzione stabili. Al posto della
qualità di processo si può anche parlare di
elevata od idonea capacità e sicurezza di
processo.
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Ma come si fa a misurare la qualità di un
processo?
A questo punto ci si deve avvalere delle statistiche citate in precedenza.
La qualità o l’affidabilità dei processi può
essere definita statisticamente e misurata da
“Sigma”. I processi normali originariamente
non regolamentati hanno all’incirca 3 Sigma.
Attualmente Thun è arrivato a 5 Sigma. Nel
2009 il target da raggiungere per la qualità
è 6 Sigma. Teoricamente potremmo persino
raggiungere 7 Sigma, ma questo avrebbe una
certa importanza soltanto nel caso di requisiti
molto più elevati (per es. industria aerospaziale).
Le differenze apparentemente insignificanti
fra i diversi Sigma della qualità di processo
comportano, invece, conseguenze drammatiche per la qualità del prodotto.
Supponendo che ci siano 1.000.000 di possibilità di errore/parametri (“DPMO” o “PPM”)
con 3 Sigma si possono verificare ca. 60.000
errori, con 5 Sigma ca. 35 errori e con 6 Sigma
ca. 3,5 errori!!
In base a ricerche empiriche si è potuto dimostrare che nei processi non regolamentati
3 Sigma è sparito ca. il 15-20% del fatturato
per costi imputabili alla carenza di qualità.
Questa era la nostra situazione iniziale prima
del 2007, prima che iniziassimo con il progetto
6 Sigma. Oggi siamo orgogliosi di affermare
che abbiamo fatto enormi passi in avanti,
ma non abbiamo ancora raggiunto i targets
prestabiliti, ma che dovremo assolutamente
raggiungere. E anche se siamo soddisfatti,
non siamo ancora completamente contenti.
Nella Supply-Chain non basta per es. produrre
“soltanto” un buon movimento centrale. Una
catena è forte come la sua maglia più debole.
E’ per questo motivo che anche i processi di
montaggio delle biciclette devono essere
sicuri.
Ognuno di questi movimenti centrali sarà di
piena soddisfazione dell’utente finale, soltanto se sarà stato installato in modo sicuro, a
costi vantaggiosi e qualitativamente di pregio.
In caso contrario si dovranno affrontare problemi seri come reclami e sovente anche costi
elevati per le conseguenze, a prescindere
naturalmente dalla perdita di immagine.
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6. PROCEDURA DA OSSERVARE IN CASO
DI RECLAMO
I reclami sono fatti incresciosi ed irritanti.
È proprio per questo motivo che li si deve
affrontare in modo obiettivo.
La nostra raccomandazione è che bisogna
gestire i reclami nel migliore dei modi.
In pratica può avvenire che i clienti reclamino per i movimenti centrali non per motivi
adducibili al movimento centrale stesso, ma a
problemi sorti durante il montaggio.
È comprensibile che la fabbrica di biciclette, che si occupa dell’assemblaggio ricerchi
innanzitutto l’errore o il difetto presso il fornitore del movimento centrale. In alcuni casi il
fabbricante di biciclette cambia addirittura il
fornitore.
Ma che cos’è successo?
Questo è il caso classico di una imputazione
di colpa non controllata nei confronti del
fornitore.
In molti casi, il fornitore non è neppure stato
informato del problema e quindi non ha alcuna possibilità di eliminare e/o prevenire tale
difetto. In base a questo comportamento, il
fabbricante di biciclette tenterà in prima persona di individuare la vera causa del difetto,
per eliminarla. Inoltre si trascinerà il vecchio
problema irrisolto e lo scaricherà sulle spalle
del suo nuovo fornitore e dopo un po’ di tempo potrà constatare la ricomparsa dello stesso
problema. Questo non è affatto il modo ideale
di gestire i reclami!
Sarebbe molto più corretto procedere nel
modo seguente:
Informare innanzitutto Thun con una descrizione obiettiva del problema (per es. non si
riesce a montare il movimento centrale, si
stacca, è rumoroso ecc.).
La misura successiva da adottare è di peculiare importanza, dato che “il corpo del reato”,
cioè la bicicletta montata viene inviata a
Thun NON RIPARATA (naturalmente a nostre
spese). Individueremo la causa, la elimineremo e provvederemo a redigere il cosiddetto
rapporto 8D. Ulteriori misure saranno decise
valutando obiettivamente ogni singolo caso.
Così sia il problema che le misure adottate saranno documentate in modo obiettivo. A tutti
gli interessati sarà così offerta la possibilità di
evitare il problema in modo durevole.
max. 25 %
Ottimizzare
Minimizzare
Max. 10 %
Mancato
rendimento
rendimento a sostegno
ca. 45%
ca. 20 %
Eliminare
rendimento
effettivo
rendimento reattivo
A sinistra:
Tipi di rendimento confrontando
le diverse grandezze
In basso:
regola fattore 10
Fonte:
Manuale Masing per la gestione della qualità, Hanser,
5.edizione pag. 97 e 584
guadagno perso
Costi per guasti in €uro
guasto presso il
Cliente ????? €uro
Progettazione
0,10 €uro
pezzo singolo
1 €uro
modulo 10
€uro
Attrezzo finale
100 €uro
Fase di controllo in relazione ai costi accumolati
Purtroppo, in molti casi i fabbricanti di
biciclette ed i loro collaboratori hanno la
sensazione di essere controllati con questa
procedura. Si deve assolutamente liberare
da questa sensazione. Fornitore e fabbricante
dipendono l`uno dall`altro. Non si tratta, se è
bene o male, si tratta semplicemente della soluzione del problema, per evitare spese inutili.
7. SICUREZZA DI PROCESSO ED UTILE
D’IMPRESA
Supponiamo che un fabbricante di biciclette
abbia dei movimenti centrali perfetti, ma nonostante dei problemi da risolvere? A questo
punto si deve ricercare la causa del problema,
che potrebbe anche essere imputabile al
montaggio.
L’elevata sicurezza di processo durante il montaggio non rappresenta soltanto il mezzo, per
migliorare la qualità delle Vostre biciclette e
aumentare quindi la soddisfazione del cliente,
ma è anche il percorso ideale da seguire per
eliminare costi inutili alla Vostra impresa ed
aumentare così in modo alquanto rimarchevole i Vostri utili.
Anche nel caso, in cui Voi crediate che la
Vostra tecnologia di montaggio abbia dato
ottimi risultati sul mercato, l’aumento di utili
sarà sempre la motivazione principale per
investire in tecnologie di montaggio sempre
più avanzate e tecnologicamente sofisticate.
La gratificazione sarà veramente considerevole: Nessun altro investimento nella Vostra
Impresa potrà produrre utili così elevati ed in
così poco tempo! Inoltre potrete anche applicare tutto il “know-how” acquisito durante il
montaggio ottimizzato delle pedivelle o dei
movimenti centrali su tutti gli altri importanti
raccordi filettati della bicicletta.
In considerazione della straordinaria importanza tecnica ed economica
dei processi di montaggio è necessario avvalersi di specifiche competenze esterne.
In qualità di azienda leader nel settore degli
attrezzi di montaggio, Atlas Copco Tools può
assisterVi e supportarVi in modo ottimale,
per soddisfare qualsiasi Vostra esigenza. Altre
informazioni le potrete trovare sul sito www.
atlascopco.com o contattando il Servizio
Assistenza Clienti.
Gli investimenti nella tecnica di montaggio
non devono essere obbligatoriamente costosi.
Atlas Copco Tools è in grado di offrirVi soluzioni adeguate e con prezzi soddisfacenti per
la soluzione migliore di ogni singolo caso
unitamente ad un Servizio Assistenza Clienti
internazionale, efficiente e di prima qualità.
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8. CONCETTO DI “ASSEMBLY TEAM”
Il target dell’Assembly Team è l’ottimizzazione dei processi di montaggio dei movimenti
centrali e delle pedivelle.
L’Assembly Team si occupa di tre attività specifiche, illustrate qui di seguito:
- L’assistenza esterna di Thun è in grado di
assistere e supportare adeguatamente i Vostri
reparti Acquisti, Progettazione e Gestione del
prodotto
- A livello tecnico ed operativo sarete ottimamente assistiti dalla nostra Direzione tecnica,
perchè in base all’esperienza acquisita, i nostri
tecnici parlano fra loro la stessa lingua, si comprendono molto rapidamente ed elaborano
insieme soluzioni efficaci e soddisfacenti
- Il Servizio di Assistenza esterna di Atlas
Copco Tools è inoltre a Vostra completa di-
sposizione per corsi di addestramento nonché
decisioni strategiche, per es. investimenti
nella tecnologia di montaggio. Noi saremmo
disponibili a coordinare il loro impiego.
Nell’ambito dell’Assembly Team saranno a
Vostra disposizione in qualsiasi momento i
nostri tecnici ottimamente addestrati e molto
competenti. Vi preghiamo, quindi, di voler
utilizzare la nostra offerta per un’analisi professionale della Vostra situazione reale, grazie
alla presentazione - da parte nostra - di nuove
tecnologie e all’addestramento del Vostro
personale!
Per concludere, vorremmo richiamare alla
Vostra cortese attenzione il concetto che la
tecnologia di montaggio di prima qualità non
si limita in alcun caso soltanto ai movimenti centrali Thun o al fatto che i movimenti
centrali Thun potrebbero richiedere ulteriori
investimenti in una tecnologia di montaggio
più dispendiosa. Non è affatto così!
ASSEMBLYTEAM
12
CAPITOLO 2: MONTAGGIO DI MOVIMENTI CEN TRALI NEL TELAIO DELLE BICICLETTE
1. PRINCIPI E NORME
PER FILETTI
D: Ci sono differenze durante il montaggio
dei movimenti centrali Thun e quelli di
altri fornitori?
R: No, le procedure di base applicate a tutte
le fasi di lavoro con l’adozione delle misure
relative come preparazione dei telai, tecnologia di montaggio e parametri essenziali come
per es. coppia di serraggio sono in gran parte
identiche. Le risposte illustrate qui di seguito
sono applicabili ad altri fornitori. Eventuali
differenze saranno descritte caso per caso.
D: Ci sono misure diverse nei filetti delle
scatole con filetto 34,8 x 24 (1,37”x24)?
R: Sì, ci sono complessivamente tre norme per
la regolamentazione del filetto delle scatole:
BS, DIN e ISO.
D: Quali sono le differenze da osservare
per le diverse norme?
R: Le differenze fra le dimensioni teoriche
del filetto sono irrilevanti e tutti i filetti – nei
casi normali – sono compatibili. Tuttavia, Vi
suggeriamo di prescrivere al fornitore del
Vostro telaio la norma BS811:1950 per il filetto
1,37”x24, la norma DIN 79012 - identica alla BS
811 per il filetto 34,8x24 o la norma ISO 6696
per il filetto 1,375”x24. La norma DIN 79012 è
stata ritirata in Marzo 2009 e perciò de facto è
sostituita della ISO 6696.
D: Ci sono altre differenze fra le norme?
R: La BS 811 del 1950 specifica per i filetti classi
di tolleranze come ”fine”, “media” e “grossolana”. La DIN 79012 del 1960 tratta soltanto la
classe di tolleranza “media”. Questo non facilita di certo i compiti dei fabbricanti di biciclette. Inoltre, in entrambe le norme, non sono
state specificate le dimensioni dei calibri. Questo causa purtroppo grande incertezza per il
controllo dimensionale con i calibri. L’edizione
1989 dell’ISO 6696 è più chiara ed esplicativa a
tale riguardo, poichè stabilisce le dimensioni e
le tolleranze dei calibri. Si definiscono persino
le misure, con cui non si possono più utilizzare
i calibri per il controllo in seguito ad usura. In
pratica, queste informazioni sono di valido
aiuto per la calibratura. Tutte e tre le norme
hanno in comune il fatto che – utilizzando
per i telai e le calotte materiali sempre più
moderni e processi di assemblaggio innovativi – si richiede una certa rielaborazione, ma
purtroppo c’è da aspettarsi che questo ben
difficilmente avverrà a livello di standardizzazione internazionale. Per questo motivo
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si dovrà raccomandare a clienti e fornitori di
stipulare accordi individuali.
D: Che cosa si intende per “necessità di
rielaborazione”?
R: La BS 811 - ritenuta la norma più vecchia e
quindi la “madre” delle tre norme - è rimasta invariata da quasi 60 anni. Tenuto conto
dei materiali utilizzati al giorno d’oggi, dei
concetti di montaggio innovativi nonchè delle
varianti apportate alle biciclette (per es. MTB!)
è comprensibile la necessità di una rielaborazione. Per esempio, nelle nostre calotte –
dal punto di vista dimensionale - abbiamo in
parte “alterato” il filetto, per ridurre il rischio
di un allentamento autonomo durante la pedalata. Questa procedura è stata seguita dalla
maggior parte dei nostri concorrenti e per
questo motivo le dimensioni originarie della
BS, DIN o ISO non rappresentano più al giorno
d’oggi lo “stato dell’arte”.
D: In base a quale norma fornisce Thun?
R: Visto che la DIN 79012 non è più in vigore, il
filetto in 2009 sarà cambiato in ISO 6696.
D: Nel caso di un montaggio “misto” le
norme ISO/DIN/BS potrebbero creare dei
problemi?
R: Eventuali difficoltà potrebbero verificarsi –
da un punto di vista teorico - con la seguente
combinazione: filetto calotta ISO, filetto telaio
DIN (=BS). In pratica però, le differenze dimen14
sionali delle norme sono così irrilevanti, che
ben difficilmente c’è da aspettarsi particolari
difficoltà.
D: A Thun si possono ordinare anche calibri per filettature?
R: Il nostro programma di calibri per filettature
è stato studiato in base a norme e know-how
acquisito con la pratica e può essere utilizzato
sia per movimenti centrali che per scatole.
Questi lavori termineranno nel maggio 2009.
Poi i nostri clienti potranno acquistare in
qualsiasi momento direttamente da noi calibri
calibrati (quindi documentati dal punto di
vista dimensionale).
2. TELAI E LORO PREPARAZIONE
D: Ci sono differenze fra telai in acciaio e
alluminio?
R: I telai in acciaio vengono saldati, operazione che in pratica comporta una deformazione
delle scatole durante la saldatura. Se il filetto
dopo la saldatura (o meglio dopo la verniciatura) non viene ripassato, si avrà un filetto con
tolleranze maggiorate. In molti casi si avranno
così misure non conformi alla norma. I telai in
alluminio verranno per lo più sottoposti ad un
trattamento termico e soltanto dopo si procederà alla filettatura. Così i filetti risulteranno
più precisi. Questa operazione, naturalmente,
comporterà dei vantaggi. I telai in alluminio
evidenziano inoltre delle scatole con una
sezione del materiale notevolmente maggiore
e questo significa grandi superfici di appoggio,
che sono di enorme vantaggio per il montaggio delle calotte destre.
D: Come avviene la preparazione del
telaio?
R: In linea di massima, i filetti del telaio dovrebbero essere esenti da particelle di sporco
e da corpi estranei (per es. resti di sabbiatura
e vernici ecc.), perché impedirebbero un
corretto avvitamento. Per resti di sabbiatura o
vernice si preferiscono calotte in poliammide
invece di quelle in metallo, dal momento che
le calotte in poliammide reagiscono in modo
più flessibile. Le calotte in metallo, invece, in
caso di “impedimenti” non possono essere
più avvitate sul filetto. In ogni caso, però, si
dovrebbe procedere alla rimozione dei resti di
sabbiatura, per es. con una spazzolatura. Durante la verniciatura o il rivestimento con polveri, i filetti dovranno essere accuratamente
protetti con una copertura; altrimenti - dopo
la verniciatura - dovranno essere ripassati
con un maschiatore filettatore conforme alla
norma.
D: Per la ripassata che cosa si deve osservare?
R: Dal momento che la ripassata viene effettuata con olio e/o emulsione, i resti rimangono depositati sul filetto. Questo comporta
uno stato particolare, che noi qui di seguito
descriviamo come “assemblaggio con grasso”.
Vi preghiamo di voler osservare le indicazioni
illustrate qui di seguito.
3. DIFFERENZE FRA CALOTTE IN METALLO
E PLASTICA
D: Thun impiega esclusivamente calotte di
plastica. Quali sono le motivazioni?
R: La plastica da noi utilizzata è una poliammide rinforzata da fibre di vetro. La poliammide è un materiale con caratteristiche eccellenti, che fornisce ottima prova in numerosi
attrezzi tecnologici.
Senza poliammide, un’auto moderna o un
elettrodomestico high-tech sarebbero impensabili.
Nel caso delle biciclette, la poliammide presenta numerosi vantaggi: nessuna corrosione
(una corrosione da contatto nella scatola rende difficoltoso l’allentamento in caso di riparazioni), si tratta di materiale leggero con un
eccellente rapporto prezzo-prestazioni. Negli
ultimi 20 anni, Thun da solo ha fornito almeno
200 milioni di calotte in poliammide. Se si
includono i quantitativi prodotti anche da altri
fornitori, la quantità totale supera i 500 milioni
di calotte in poliammide. Si tratta quindi di un
materiale estremamente affidabile.
D: Che cosa si intende concretamente per
calotta in poliammide?
R: Se una calotta in metallo non è stato allineata correttamente sulla catena di montaggio
ed è stata avvitata un po’ obliquamente, il
filetto sarà danneggiato, in particolare questo
avviene nel telaio in alluminio. Nel “worst
case”, il filetto viene danneggiato in modo
irreparabile e il telaio - incluse tutte le parti
già installate - è da rottamare (si valuta un
danno di 100 € o di maggiore entità). Se
si utilizzano calotte in poliammide, la cosa
peggiore che possa capitare è la rottura della
calotta con un danno di € 0,25. Le calotte in
poliammide sono generalmente più flessibili e
con una maggiore tolleranza in caso di filetto
difettoso, residui di vernice e tutte le altre
anomalie come per es. cattivo allineamento
dei due filetti della scatola. Le calotte in metallo (soprattutto in acciaio) si corroderanno
dopo il montaggio a causa della corrosione
intercristallina della scatola (del resto questo
avviene anche nei telai in alluminio). In caso di
riparazione, l’allentamento potrà essere notevolmente difficoltoso. Le calotte in poliammide sono inoltre in grado di assorbire il rumore,
mentre le calotte in metallo si comportano
come una campana, che trasmette facilmente
vibrazioni e rumori. Per concludere, i costi di
produzione delle calotte in metallo sono da 5
a 10 volte più elevati delle calotte in poliammide.
Per tutti i motivi sopra addotti, la scelta cade
sulle calotte in poliammide.
4. ATTREZZI PER L’ASSEMBLAGGIO
D: In pratica gli avvitamenti vengono
eseguiti con l’aiuto di chiavi pneumatiche
ad impulsi. Si tratta di attrezzi idonei a
questo scopo?
R: No, definitivamente no! Le chiavi pneumatiche non sono adatte al montaggio di raccordi
filettati con una coppia di serraggio definita.
Questo vale per qualsiasi tipo di raccordo filettato sulla bicicletta come nel caso delle viti
per canotti sella, selle, attacchi manubrio, ma
anche per ogni movimento centrale a prescin15
dere dalla calotta utilizzata (in metallo per es..
acciaio, zamac, alluminio o poliammide).
D: Perché le chiavi pneumatiche ad impulsi
– in generale - non sono adatte?
R: Le chiavi pneumatiche ad impulsi – originariamente – sono state progettate per allentare
i raccordi filettati. Non sono quindi adatte ad
un avvitamento controllato, dal momento
che molti impulsi – creati dal meccanismo
pneumatico – possono continuare ad essere
trasmessi al giunto in modo incontrollato.
Dopo l’appoggio della testa della vite, nel
giunto vengono continuamente inviati impulsi, finché l’operaio non rilascia il pulsante di
avviamento.
Inoltre ogni coppia di serraggio applicata ad
ogni avvitamento dipende dall’operaio, che la
stabilisce soltanto in modo casuale.
Questo avviene anche quando il giunto –
dopo il serraggio – viene serrato ancora con
una chiave dinamometrica alla coppia di
serraggio desiderata. Quando la chiave salta
via, si è per lo meno sicuri che si è raggiunta
la coppia di serraggio richiesta – ma probabilmente questa è già stata anche superata. Una
coppia di serraggio troppo elevata, in molti
casi, può danneggiare il giunto.
D: Perché le chiavi pneumatiche non sono
particolarmente adatte all’assemblaggio
delle calotte?
R: Le chiavi pneumatiche non sono adatte
all’assemblaggio delle calotte, dal momento
che la coppia di serraggio è regolabile soltanto in un unico senso di rotazione e precisamente in senso orario (per la calotta sinistra).
Nel caso, in cui una chiave pneumatica sia
stata regolata in senso orario, non si può
regolare la calotta destra in senso antiorario,
che continuerà a ruotare a pieno regime (ca.
25-50% in più del senso orario). Teoricamente, questo problema potrebbe essere risolto
brillantemente utilizzando - per il senso
orario ed antiorario - due chiavi pneumatiche
separate, ma questa operazione potrebbe
comportare nuovi problemi come per es. il
rischio di confusione e scambio fra le due
unità. Inoltre le chiavi pneumatiche superano
- di solito - i limiti imposti dalle disposizioni
di legge per le immissioni di rumori molesti
sul posto di lavoro come pure le disposizioni
imposte dalla Direttiva UE per la prevenzione
delle vibrazioni. Per tutti i motivi testé addotti
sconsigliamo l’uso di chiavi pneumatiche per
l’assemblaggio!
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D: Quali sono le tolleranze della coppia di
serraggio, quando si utilizzano le chiavi
pneumatiche?
R: La tolleranza – a seconda del ciclo di controllo e della qualità di alimentazione dell’aria
compressa - arriva fino a ± 25%. Se l’operaio
ha impostato il suo attrezzo, per es. a 30 Nm,
la coppia di serraggio effettiva può arrivare in
pratica fino a 22,5 Nm oppure 37,5 Nm.
D: Quali sono le alternative alle chiavi
pneumatiche?
A: Le alternative sono le seguenti:
A: Sono disponibili numerose alternative, che
presenteremo qui di seguito:
1. Chiavi ad impulsi a disinserzione: Le chiavi
ad impulsi sono azionate pneumatica mente e sono maneggevoli come le chiavi
pneumatiche.
È soltanto diversa la loro tecnologia. Le
chiavi ad impulso hanno una fase di avvi tamento estremamente rapida e incomin ciano ad emettere impulsi soltanto a
partire dal momento dell’appoggio della testa della vite. Dopo 5-10 impulsi la chiave
si disinserisce autonomamente al raggiun gimento della coppia preimpostata.
Una volta che l’attrezzo è stato impostato
per il singolo caso di avvitamento, si ha a
disposizione un utensile estremamente
sicuro ed affidabile.
Suggerimento: Assicurarsi che ci sia un
rifornimento di aria compressa di prima
qualità.
2. Chiavi a comando elettrico: Queste chiavi
permettono un serraggio preciso in base
alla coppia impostata, anche tenendo
conto dell’angolo di rotazione. A seconda
delle esigenze avanzate si possono
prendere in considerazione fenomeni di
assestamento, garantendo nello stesso
tempo un trasferimento dei dati senza
cavi e una documentazione al 100% della
procedura di avvitamento. L’attrezzo
è flessibile ed utilizzabile anche per altri
avvitamenti e offre una elevata precisione
di ripetibilità e sicurezza di processo.
D: Ma concretamente che cosa suggerite?
A: Suggeriamo gli attrezzi di montaggio di
Atlas Copco Tools (www.atlascopco.com)
Sia le chiavi ad impulsi (per es.. EP6PTX32) che
le chiavi elettriche (per es. Tensor DS) sono
molto funzionali come attrezzi di montaggio,
dal momento che forniscono risultati riproducibili e funzionano in modo molto attendibile.
Le chiavi ad impulsi vengono impostate con
un certo grado di avvitamento, operazione
che limita la loro flessibilità.
Così un attrezzo ad impulsi non è particolarmente idoneo ad un cambiamento rapido per
es. passando da raccordi ingrassati a giunti
non ingrassati. Un attrezzo elettrico offre
– invece – un maggior grado di libertà, dal
momento che può essere programmato senza
alcuna fatica preimpostando diverse coppie di
serraggio.
5. COPPIA DI SERRAGGIO
D: Con quale coppia di serraggio si devono
montare le calotte Thun?
R: Se state utilizzando una chiave elettrica,
raccomandiamo di applicare su entrambi i lati
una identica coppia di serraggio di 25-30 Nm
(per un avvitamento senza grasso). La raccomandazione dei nostri concorrenti è identica.
Nel caso di raccordi filettati ingrassati, si deve
ridurre la coppia di serraggio. Se si utilizza
una chiave pneumatica (non raccomandata)
o meglio una chiave ad impulsi, si dovrà impostare a 25-30 Nm (filetto non ingrassato) la
rotazione in senso orario della calotta sinistra
. Come illustrato in precedenza, la rotazione in
senso antiorario non regolabile della calotta
destra evidenzierà una coppia più elevata.
Questo particolare, però, non comporta alcun
problema per le calotte Thun.
D: Questo vale sia per scatole in acciaio
che in alluminio?
R: Queste raccomandazioni sono valide per
scatole in alluminio con un diametro esterno
di > 44 mm. Le scatole in acciaio hanno un
diametro più piccolo, il che sta a significare
una superficie di appoggio più piccola nella
calotta destra. In tutte le varianti delle calotte
destre (fatta eccezione per LP e 111) abbiamo
un diametro di 43 mm. Così le nostre calotte
destre si appoggiano sempre in modo sicuro
sulla scatola. Le calotte destre in metallo
dei nostri concorrenti hanno soltanto un
diametro di ca. 37-38 mm. In questo modo si
rinuncia ad un notevole appoggio potenziale.
Un appoggio più piccolo della testa (a causa
di un diametro più piccolo nella scatola e/o
appoggio della calotta) comporta - in generale - una certa criticità, dal momento che si
deve ridurre la coppia di serraggio.
D: La calotta Thun mostra altri vantaggi
rispetto alle calotte in metallo?
R: Il diametro esterno di ridotte dimensioni
della spalla della calotta destra in metallo non
riesce a bloccare correttamente la lunetta
del carter. Ci sono persino dei casi, in cui il
foro nella lunetta è più grande del diametro
esterno della spalla e così la lunetta non può
essere montata. Un altro svantaggio delle
calotte in metallo è il lato sinistro: Per poter
essere assemblate - tenuto conto della rigidità
caratteristica, delle tolleranze dei diametri e
17
degli errori di allineamento – le calotte sinistre
devono avere un certo gioco fra il diametro
interno e il cuscinetto a sfere e questo crea
nell’utente la sensazione che il cuscinetto dopo il montaggio - abbia gioco. Si ricevono
così reclami e si deve procedere ad un nuovo
assemblaggio, che comporta costi dispendiosi. Questo problema non si verifica, invece,
nelle calotte Thun: Le calotte in poliammide
sono flessibili, facilitando così la scelta più
idonea.
6. RUMORI: CAUSE E LORO ELIMINAZIONE
(GRASSO)
D: Quali sono le misure da adottare, se
durante la pedalata si sente un certo
scricchiolio?
R: Nella bicicletta, i rumori si trasmettono spesso in modo incontrollato. Può così
capitare di avere l’impressione che il perno
del movimento centrale scricchioli, mentre in
realtà la causa è imputabile alle sospensioni
elastiche del telaio, alla catena, ai pedali o
alla pedivella. Si prega quindi di controllare
accuratamente tutte le eventuali cause con
una “diagnosi fatta per esclusione”, verificando nello stesso tempo la correttezza dei momenti di avvitamento delle calotte, dei delle
pedivelle nonché dei pedali. Se poi si constata
che lo scricchiolio proviene effettivamente dal
perno del movimento centrale, si dovrebbe
18
applicare – in via sperimentale – del grasso
sul diametro interno della calotta sinistra.
Soltanto nel caso, in cui non si raggiungano i
risultati sperati, si dovrà provare a montare le
calotte applicando grasso nel filetto 1,37x24.
Se, invece, questa prova è riuscita positivamente, si dovrebbe passare ad un montaggio
con grasso. In questo caso si dovranno prendere altre misure.
D: In linea di massima raccomandereste di
assemblare con grasso?
R: Se è stato dimostrato che i rumori provengono effettivamente del movimento centrale/
scatola, si potrebbe ipotizzare che possano
dipendere da numerosi fattori, come illustrato
qui di seguito:
coppie di serraggio corrette in diversi raccordi
filettati (vedi sopra), diametro della scatola, materiale e geometria del telaio, qualità
dei giunti saldati, tolleranze del filetto della
scatola, superficie nel filetto (non lavorata,
verniciata....) ecc. Per tutti questi motivi non
siamo in grado di esprimere una raccomandazione generalmente valida. In base alla nostra
esperienza, molti fabbricanti assemblano le
biciclette con buon successo senza grasso.
L’assemblaggio con grasso dovrebbe essere
evitato, se possibile, dal momento che si
potrebbero verificare importanti conseguenze. In ogni caso si dovrebbe impiegare meno
grasso possibile.
D: Che cosa si deve osservare nel caso di
un assemblaggio con grasso?
R: Per riepilogare riteniamo che l’impiego di
grasso rappresenti una criticità sia per le calotte in poliammide che in metallo: Motivo: Il
grasso sul filetto ne riduce l’attrito. Si avranno
così le seguenti conseguenze: 1. la calotta
entra facilmente, ma esce anche tanto facilmente. “Entrare facilmente” facilita il lavoro al
montatore. Ma durante la pedalata, le calotte
potrebbero anche allentarsi facilmente. E
questo rappresenta un caso potenziale di
reclamo. 2. a causa della riduzione dell’attrito,
il momento torcente effettivamente applicato
viene alterato. Raccomandiamo, quindi, di ridurre la coppia di serraggio a ca. 20-25 Nm. 3.
Entrambe le conseguenze 1. e 2. possono essere compensate soltanto da un rivestimento
VC-3. In ognuno dei casi descritti si dovrebbe
scegliere un attrezzo di montaggio, che possa
essere impostato in modo flessibile tenendo
conto delle diverse condizioni di avvitamento.
Questo è possibile per es. con Tensor DS di
Atlas Copco.
D: Ma, altrimenti, che cosa si dovrebbe
ancora osservare durante l’assemblaggio
con grasso?
R: Il grasso non deve corrodere la plastica della calotta o del tubo (Boogie/Rocky). Secondo
le informazioni del nostro fornitore sono stati
approvati i grassi per cuscinetti a rotolamento
secondo la DIN 51825 e precisamente grassi
lubrificanti a base di esteri polifenilici e grassi
lubrificanti a base di oli siliconici.
D: Come si comporta la cosiddetta lunetta
per il fissaggio del carter?
R: La lunetta evidenzia particolari vantaggi
soprattutto in combinazione con scatole
in acciaio a pareti sottili, dal momento che
viene maggiorato l’appoggio della spalla
della calotta destra. Nelle scatole in alluminio, la lunetta non rappresenta un vantaggio
specifico. L’impiego di una lunetta significa,
però, un potenziale problema per l’allineamento radiale durante il fissaggio del carter:
Se la lunetta viene ruotata a destra, la calotta
destra può essere trascinata a destra e questo
comporterebbe un suo allentamento. Per
questo motivo, l’allineamento è ammissibile
soltanto a sinistra. Suggerimento: Addestrate i
Vostri collaboratori!
D: E’ indifferente in quale punto applicare
grasso?
R: Innanzitutto occorre applicare la minor
quantità possibile! E’ anche peculiare che nessun tipo di grasso si depositi sulla spalla della
calotta destra. Questo obiettivo può essere
raggiunto soltanto, quando il grasso viene
applicato sul filetto della scatola del perno del
movimento centrale. In questo caso la calotta
durante la rotazione sposta il grasso davanti
a sé.
D: Per quanto riguarda il tema delle emissioni acustiche, le calotte Thun rappresentano qualche vantaggio?
R: Sì. Le calotte in metallo hanno lo svantaggio di una campana metallica e producono
e/o trasferiscono vibrazioni anche di tipo
acustico. Le calotte Thun in poliammide assorbono le emissioni acustiche.
7. ALLENTAMENTO DELLE CALOTTE
DURANTE LA PEDALATA, CONCETTI DI
PREVENZIONE
D: Quali sono le cause dell’allentamento
delle calotte durante la pedalata?
R: Sono tre le cause principali, che avvengono
contemporaneamente entrando in sinergia
fra di loro: a) coppia di serraggio troppo bassa
(vedi sopra); b) biciclette con freno a contropedale (momento torcente di allentamento
nella calotta destra); c) filetti ingrassati delle
calotte. Si deve inoltre osservare che la lunetta per il fissaggio del carter può contribuire a provocare un allentamento involontario della
calotta destra: Per il montaggio del carter
sulla lunetta viene modificata la posizione angolare della lunetta sotto la calotta destra
già serrata rigidamente; se avviene a destra,
c’è il pericolo di un allentamento della calotta destra. Se si allenta una delle due calotte, dopo breve tempo si allenterà anche
l’altra, dato che viene a mancare la tensione
fra le calotte.
D: Con quali misure si riesce ad evitare
un allentamento indesiderato durante la
pedalata?
R: Innanzitutto la misura più ovvia: Un montaggio a regola d’arte con l’aiuto di efficienti
chiavi elettriche, dove viene garantita la
coppia di serraggio corretta di 25-30 Nm (con
calotte non ingrassate). Per ultimo si possono
prendere in considerazione anche le seguenti
misure: a) incollaggio (per es. Loctite) o b)
rivestimento di bloccaggio (per es. VC-3)
19
D: Quali sono i vantaggi e gli svantaggi
per l’incollaggio?
R: Vantaggi: facile disponibilità e prezzi
vantaggiosi. Svantaggi: L’incollaggio diventa
inefficace a causa di un nuovo avvitamento
dopo l’essiccazione; l’incollaggio perde di
efficacia congiuntamente a calotte ingrassate
(vedi sopra); l’applicazione della colla deve
essere accurata, osservando scrupolosamente
le norme di protezione del lavoro.
Suggerimento: Per la scelta della colla fateVi
consigliare da Loctite (www.Loctite.com) e
scegliete una variante, il cui momento torcente di allentamento non superi 50-60 Nm ca.,
per permettere un facile smontaggio delle
calotte da parte del Servizio Assistenza.
D: Quali sono i vantaggi e gli svantaggi
con il VC-3?
R: Vantaggi: Soltanto una perdita ridotta di
efficacia anche nel caso di ripetute operazioni
di avvitamento, l’effetto bloccaggio è “preimpostato” da parte di Thun, ci dev’essere anche
una perfetta sintonia con il grasso, nessuna
lavorazione aggiuntiva, nessuna misura per
l’assemblaggio; svantaggio: costi elevati
D: I rivestimenti con VC-3 possono essere
combinati con grasso?
R: A causa della presenza di grasso, si ha una
riduzione dell’attrito nel filetto. Quindi: La
calotta entra facilmente ed esce altrettanto facilmente. Entrambe tali operazioni facilitano il
lavoro del montatore, ma per l’utente finale si
tratta di un inconveniente veramente spiacevole, perchè si può verificare un allentamento della calotta durante la pedalata. D’altra
parte il grasso o la colla possono contribuire a
ridurre e/o a impedire eventuali rumori. Se si
utilizza VC-3 insieme a dei grassi si ottengono
contemporaneamente due effetti speciali:
L’aumento dell’attrito nel filetto per evitare un
allentamento indesiderato e l’ingrassaggio del
filetto per evitare i rumori. Per dirla in breve:
se si utilizza grasso ci vuole VC-3.
D: C’è un vantaggio - utilizzando la calotta
Thun - per risolvere il problema dell’allentamento delle calotte?
R: Tutte le calotte in metallo mostrano diversi
rivestimenti superficiali con coefficienti di
attrito non definiti. Nel caso, in cui si utilizzano calotte in metallo, c’è quindi una maggiore
probabilità di allentamento durante la pedalata. Per questo motivo i perni dei movimenti
centrali con calotte in metallo di concorrenti
seri mettono in evidenza mezzi di incollaggio
20
per lo più incapsulati o simili a VC-3. Ma entrambe queste soluzioni rendono il prodotto
notevolmente più caro.
D: Se si acquistano attrezzi di montaggio
costosi e provvisti di comando elettronico, si potrebbe utilizzarli anche per altri
raccordi filettati?
R: Sì, esistono diverse possibilità di programmazione. Si potrebbe per es. impostare
a 24 Nm la direzione in senso orario della
calotta sinistra, dopo che è stata ingrassata.
La direzione in senso antiorario della calotta
destra potrebbe essere impostata a 30 Nm
(non ingrassata). La vite M8x1 potrebbe per
es. essere avvitata a 42 Nm. Non è possibile
fare confusione con le chiavi degli attrezzi.
Esempio: quando si toglie il dado per la vite,
la chiave dinamometrica “sa” in base alla sua
programmazione che si deve serrare con una
coppia a 42 Nm. Questa operazione apre prospettive completamente nuove per l’ottimizzazione del processo.
Capitolo 3: Montaggio di pedivelle sui perni del
movimento centrale con perno quadro
1. Principi fondamentali
D: Qual è la storia di questo principio di
fissaggio?
R: Fino a ca. 20 anni fa nelle city-bikes si
usavano fissaggi a chiavella. Mentre sulle
biciclette da corsa erano già noti da molti
anni i fissaggi con perno quadro. Grazie al
successo sui mercati di MTB alla fine degli anni
80 si è affermato come soluzione universale
il collegamento con perno quadro, ritenuto
estremamente sicuro.
D: Ci sono norme diverse per la sua regolamentazione?
A: La norma ISO usata un tempo in Europa ha
perso importanza con il passare degli anni. La
norma valida in tutti gli altri continenti è stata
ed è rimasta la JIS. Questa norma ormai usata
in tutto il mondo viene contraddistinta con
“12,73 mm”. Purtroppo le dimensioni dei perni
quadri a causa di una inclinazione di 2° non
possono essere misurate in modo attendibile
con gli attrezzi di misurazione tradizionali. Suggerimento: Se avete problemi con i
prodotti della concorrenza, potete incaricarci
di eseguire la misurazione dietro un piccolo
compenso forfettario per le spese sostenute.
D: Questo significa che tutti i movimenti centrali sono compatibili con tutte le
pedivelle?
R: Parliamo soltanto per noi: sì; i movimenti
centrali Thun sono compatibili con tutte le
pedivelle con fissaggio con perno quadro.
D: Ci sono ancora altre norme oltre ai
fissaggi con perno quadro?
R: Sì, diverse. Con le MTB (mounting bikes)
di grande pregio, questi fissaggi innovativi
hanno assunto un significato particolare, ma
nel campo delle biciclette di classe media
non sono di facile smercio a causa di diversi
problemi. Sono inoltre molto costosi vista la
complessità della loro costruzione e pongono
serie problematiche ai processi di assemblaggio, mentre le riparazioni sono molto costose
per mancata compatibilità del sistema.
2. PERNO QUADRO DI PRECISIONE
D: Avete acquisito esperienze su eventuali
discordanze dimensionali nelle pedivelle o
per i movimenti centrali?
R: In base a serie di misurazioni empiriche su
banchi di misura 3D ad altissima precisione
21
abbiamo constatato che la precisione dimensionale dei perni quadri nelle pedivelle è da 3
a 5 volte inferiore rispetto a quella esistente
sui perni. Si può quindi dichiarare che la costruzione di un quadro interno è notevolmente più difficoltosa di uno esterno. Suggerimento: Richiedete i disegni delle pedivelle ai
Vostri fornitori.
D: Le citate discordanze dimensionali a
quanti e quali parametri si riferiscono?
R: In totale 13: le misure della chiave (2),
l’inclinazione delle quattro superfici del perno
quadro (4), il pianparallelismo delle superfici
dei perni quadri (4), la torsione delle superfici
fra di loro (2) nonché lo spostamento centrale
dell’asse del perno quadro rispetto all’asse
dell’albero (1). Per concludere, la realizzazione
di un perno quadro con misure dimensionali
corrette rappresenta una sfida oltremodo
eccitante dal punto di vista geometrico per
biciclette a buon mercato.
D: Riveste grande importanza in pratica?
R: Senza ombra di dubbio ha una certa rilevanza. Con l’inclinazione di 2° del perno quadro, però, si possono assorbire relativamente
bene le discordanze dimensionali durante lo
spostamento. Ma anche in questo caso, tutto
ha un limite. Nei casi normali, i componenti si
adattano fra di loro senza problematiche.
22
3. COPPIA DI SERRAGGIO, IMPIEGO DI
GRASSO
D: Si riscontrano differenze durante il
montaggio di pedivelle in acciaio e/o alluminio?
R: Utilizzando i soliti attrezzi di montaggio:
nessuna. Ma se siete disposti, per es. ad investire in Tensor DS di Atlas Copco, si aprono
per Voi prospettive molto interessanti (vedi
qui di seguito), se si considera la misurazione
dell’angolo di rotazione.
D: Qual è il contenuto della Vostra raccomandazione per la coppia di serraggio?
R: Le nostre viti hanno una classe di resistenza
10.9, su richiesta anche 12.9. Già con la classe
di resistenza 10.9 potete lavorare con una
coppia di serraggio di ca. 40-45 Nm.
D: Le viti o i perni quadri devono essere
ingrassati?
R: In entrambi i casi Vi sconsigliamo di
utilizzare il grasso. Il grasso non deve essere
utilizzato né per le viti né per i perni quadri,
dato che può influire sulle caratteristiche di
attrito in modo incontrollato.
D: E se ciononostante si dovesse impiegare del grasso?
R: Viti M8x1: Si deve assolutamente impedire
che il grasso penetri sotto la testa della vite.
E’ quindi preferibile che una piccola quantità
di grasso (bastano soltanto pochi mm³) venga
applicata sul foro M8x1. Durante l’avvitamento, il grasso si distribuisce da solo. Attenzione:
ridurre la coppia di serraggio di ca. il 20%!
Perni quadri: il grasso sui perni quadri riduce
l’attrito. Quindi il perno quadro della pedivella
con uguale coppia di serraggio continuerà a
scorrere sul perno quadro. Suggerimento: Si
può ricorrere a questo trucco per realizzare
una linea catena più piccola di alcuni mm, ma
occorre procedere con precauzione! Perché
quando l’ingrassaggio dei perni quadri avviene “occasionalmente”, si avranno grossi problemi con linee catena, che mostrano grandi
differenze fra di loro ed altre problematiche
potrebbero sorgere durante la regolazione
del deragliatore, la collisione del lato interno
della pedivella con la calotta ecc.
4. RACCOMANDAZIONE PER LE CHIAVI
D: Quali sono le chiavi raccomandate per il
montaggio delle pedivelle?
R: Sono valide le indicazioni fornite per il
montaggio delle calotte. Raccomandiamo
chiavi ad impulsi o ancora meglio chiave elettriche di Atlas Copco Tools, per es. il Tensor
DS.
D: Quali sono i vantaggi delle chiavi elettriche?
R: La programmazione rende possibile una
scelta particolareggiata di parametri per
ogni caso di avvitamento. Esempio: Per il
montaggio di pedivelle in acciaio o alluminio
o calotte destre o sinistre. In questi casi, le
forze di bloccaggio richieste sono diverse e
influiscono su molti fattori come coppia di serraggio, numero di giri o angolo di rotazione.
Tutti questi fattori possono essere presi in
considerazione con Tensor DS. Si dovranno
inoltre considerare anche tutti i fenomeni
di assestamento del raccordo filettato, è
possibile illuminare il punto di avvitamento
con LED ecc. Su richiesta è possibile arricchire
queste fasi con la documentazione di tutti i
parametri di avvitamento per ogni bicicletta,
la visualizzazione dei risultati di avvitamento,
la trasmissione senza fili dei dati, statistiche,
analisi Cmk/Cpk ecc. Suggerimento: FateVi
consigliare gratuitamente da Atlas Copco
Tools, per prepararVi una soluzione tecnicoconcettuale. Noi cureremo i Vostri contatti.
5. LINEA CATENA PRECISA CON
DEFINIZIONE DELL’ANGOLO DI ROTAZIONE
D: Per l’impostazione rapida del deragliatore sarebbe auspicabile che la linea
catena resti – se possibile – costantemente
uguale all’interno di una serie di prodotti.
Come la si può realizzare?
R: La risposta è un assemblaggio con la predefinizione dell’angolo di rotazione. La possibilità di programmare l’angolo di rotazione è
uno dei vantaggi più importanti di Tensor DS
di Atlas Copco. Come premessa fondamentale
vale quanto segue: Una vite con un filetto
M8x1 compie -con una rotazione completa di
360° - un abbassamento di 1 mm, quindi scende più in basso di 1 mm. Questa riflessione apparentemente banale comporta però una prospettiva oltremodo interessante. La procedura
sarà la seguente: (1) durante un montaggio di
prova si monta la pedivella destra, misurando
contemporaneamente l`angolo di rotazione
e la linea catena. La vite viene serrata fintanto
che la linea catena non raggiunge la giusta
misura. A questo punto occorre annotarsi
l’angolo di rotazione e programmare Tensor
DS aggiungendo 30° all’angolo di rotazione
(per compensare fenomeni di assestamento
nel perno quadro e nel filetto) (2) L’operaio
posiziona la vite nel foro del perno. La coppia
di serraggio è innanzitutto minima fino all’appoggio della testa sulla spalla della pedivella.
Quando la testa della vite appoggia sulla spalla della pedivella, subisce un momento contrario. In base a questo momento contrario,
la chiave riconosce che la vite ha l’appoggio
della testa e inizia la misurazione dell’angolo
di rotazione. Nello stesso momento la coppia
di serraggio viene aumentata, per es. fino a 45
Nm. Tensor DS avvita fino a raggiungere l’angolo di rotazione programmato. Fantastico: la
linea catena è perfetta!
D: Questa procedura è adatta alle pedivelle in acciaio e alluminio?
R: Questa procedura funziona in modo sicuro
ed attendibile soprattutto con le pedivelle in
alluminio. In base all’avvitamento dell’angolo
di rotazione si possono programmare diversi
dimensioni, in modo da poter garantire un
avvitamento sicuro.
D: Quali sono i motivi, in caso di pedivelle
in accaio, per delle differenze più grandi?
R: Le pedivelle in alluminio a prezzi vantaggiosi - a prescindere dalla loro provenienza
23
- hanno una resistenza relativamente identica
di ca. 100-120 HB. Le differenze della resistenza nelle pedivelle in acciaio sono di maggiore
entità. Inoltre, nel caso, in cui si utilizzi dell’alluminio, il materiale è più elastico. Si deve supporre che con la pressione assiale esercitata
dalla vite si possono compensare al meglio le
discordanze dimensionali nei due perni quadri grazie all’adattabilità dell’alluminio.
D: L’effetto “Stick-slip” ha ripercussioni sul
raccordo o sulla tecnologia delle chiavi di
serraggio?
R: L’effetto “Stick-Slip” (effetto di aderenza
e scorrimento, che ha luogo come “saltellamento”) è causato dalla differenza prodottasi
fra aderenza e scorrimento. Questo fenomeno può rivestire una certa importanza in
numerosi raccordi filettati. In linea di massima
si può affermare che la chiave Tensor DS è
particolarmente adatta a ridurre al minimo
l’effetto “Stick-Slip” durante il serraggio grazie
alla possibilità di programmazione dei diversi
numeri di giri.
24
CAPITOLO 4: INDICAZIONI GENERALI PER IL MON TAGGIO, LA SICUREZZA E LA DURATA
1. PROCEDURA DA SEGUIRE IN CASO
DI RECLAMO
D: Qual è la procedura ottimale da seguire
in caso di reclamo, che dipende eventualmente dal montaggio?
A: Quando si viene a sapere da un Concessionario o dai consumatori che ci sono stati
dei reclami, che dipendono dal montaggio di
movimenti centrali o pedivelle, occorre procedere nel modo seguente:
a) informate il Vostro interlocutore presso
Thun e comunicate il problema del con sumatore. Il nostro collaboratore farà
ritirare immediatamente la bicicletta
– naturalmente a gratis. Per permetterci
di effettuare una ricerca approfondita dei difetti sarà di vitale importanza che
non sia stata apportata alcuna modifica
allo stato originale della bicicletta. Biso gna anche tralasciare di tentare una
riparazione o svitare componenti di qual siasi genere ecc.
b)esamineremo subito in modo profes-
sionale il problema sorto, Vi informeremo
sul risultato ed eventualmente discutere mo con Voi tutte le opzioni valide, per
impedire il riprodursi di tale problema in
futuro. Verrà inoltre chiarito, se la bici cletta verrà riparata o sostituita e chi
dovrà sostenere i costi.
2. SICUREZZA E DURATA
D: Come viene valutata la durata dei movimenti centrali Thun?
R: La durata dei movimenti centrali viene
valutata applicando due criteri: sicurezza del
prodotto (rottura del perno) e usura (durata dei cuscinetti a sfere). La sicurezza viene
definita a partire dall’1.1.2006 dalle norme EN.
Tutti i movimenti centrali Thun dispongono di
certificazioni prescritte da una delle rispettive
norme. Queste certificazioni vengono prodotte da laboratori di prova esterni ed accreditati
e rinnovate regolarmente.
Suggerimento: Richiedete tali certificati a noi
o ai nostri concorrenti. Controllate anche, se
i certificati sono stati emessi da un istituto di
prove accreditato - altrimenti non sono validi.
L’usura e/o la durata dei movimenti centrali
non sono prescritti da norme. Però sappiamo che l’uso esclusivo di cuscinetti a sfere
industriali è estremamente avanzato rispetto
alle calotte tradizionali (BSA o Thompson)”.
25
I calcoli danno una durata di esercizio dei
cuscinetti a sfere e/o movimenti centrali di ca.
50.000 km ed oltre.
D: Esiste una correlazione fra sicurezza e
durata?
R: Nessuna correlazione diretta, ma indiretta.
Questa procedura viene da noi designata
come ridondanza. Thun è l’unico produttore
che ha messo in stretta correlazione la durata
con la sicurezza, per ottimizzare il criterio
ampiamente più importante della sicurezza.
Come risulta dalla teoria della resistenza di
esercizio dei componenti, nella tecnologia
è generalmente noto che qualsiasi componente si può rompere in qualsiasi momento.
Per esempio, soltanto per motivi di peso,
nessun aereo sarebbe in grado di alzarsi, se
tutti i componenti fossero solidi per l`eternità.
Il nostro scopo è quello che - per motivi di
sicurezza - l’usura dei movimenti centrali
abbia sempre luogo prima che inizi il rischio
di rottura. Perché sarebbe fatale, se la durata
fosse più lunga del periodo, in cui il perno
potrebbe potenzialmente rompersi. Quando
un movimento centrale, che ha un certo gioco, sviluppa rumori o scricchiola, si è avvertiti
che si sta abbandonando la zona di sicurezza
e che si dovrebbe sostituirlo. Infatti l’usura è
uno strumento artificioso della manutenzione,
per aumentare la sicurezza del prodotto nel
singolo caso concreto.
26
D: Qual è la manutenzione da adottare per
un movimento centrale?
R: Il movimento centrale è esente da manutenzione. Il maggior pericolo per ogni
movimento centrale - a prescindere dalla sua
origine - è la pulitura con dispositivi ad alta
pressione. In questo caso esiste il rischio che il
liquido di pulitura venga spinto ad alta pressione nei cuscinetti a sfere e che sia quindi
lavato via dal grasso del cuscinetto. I nostri cuscinetti a sfere hanno guarnizioni metalliche,
che sono più stabili delle guarnizioni elastiche
in nylon della concorrenza. In generale si
dovrebbe evitare la pulitura con dispositivi ad
alta pressione e questo anche per proteggere tutti gli altri supporti come pedali, ruota
libera, cambio posteriore, mozzi ecc. Suggerimento: Nell’opuscolo ci deve essere un chiaro
richiamo ad evitare la pulitura con dispositivi
ad alta pressione.
3. SAFALLAMENTO ASSIALE E RADIALE
DEI PERNI QUADRI E/O DELLE
PEDIVELLE
D: Come si deve valutare il verificarsi di un
errore di eccentricità?
R: I perni quadri – soprattutto nelle pedivelle – sono difficilmente governabili dal punto
di vista della tecnica di produzione. Con una
serie di misure delle guarniture catena su un
banco di misura 3D di un laboratorio accreditato per le misurazioni abbiamo stabilito che
che gli ingranaggi – soltanto in seguito ad
errori dimensionali nei perni quadri – evidenziano un errore di eccentricità superiore a
1,0 mm, nonostante l’albero mostri un errore
di oscillazione radiale inferiore a 0,1 mm. Se
su una guarnitura montata in uno dei nostri
movimenti centrali rilevate un errore di
eccentricità, questo - molto probabilmente ha origine nel quadro della pedivella destra
e/o dell`ingranaggio. Ha poco senso ricercare l’errore nel movimento centrale. Questa
asserzione - tenuto conto della documentata
precisione dei perni quadri - vale soltanto per
i movimenti centrali Thun. I movimenti centrali dei nostri concorrenti evidenziano errori di
oscillazione radiale, da cui potrebbe scaturire
l’errore di eccentricità. Suggerimento: Per i
problemi afferenti l’errore di eccentricità possiamo supportarVi con il nostro know-how,
utilizzando la tecnica di misurazione ad alta
precisione.
dei pericoli fino allora sconosciuti, è obbligato
a comunicarli immediatamente.
D: La posizione radiale del perno quadro
nelle pedivelle riveste ancora una certa
importanza?
R: Durante le prove sul banco di prova abbiamo constatato che l’allineamento tradizionale
del perno quadro nella pedivella è particolarmente vantaggioso. Secondo la tradizione, misura diagonale significa asse centrale
della pedivella. Ci sono però fabbricanti che
posizionano il perno quadro nelle pedivelle
ruotato di 45°. Questo comporta svantaggi
durante il test dinamico a causa della iniziazione delle forze nell’albero. Dal momento
che non si può escludere che anche durante la
pedalata possano prodursi dei deficit di sicurezza, sconsigliamo l’impiego di tali pedivelle.
Questo svantaggio di tipo geometrico riguarda tutte le versioni del movimento centrale,
anche quelle della nostra concorrenza.
D: Che cosa si deve fare nel caso di “collisioni” di pedivelle con calotte?
R: Queste collisioni sono molto spiacevoli,
dal momento che non sono assolutamente
necessarie. Alcuni fabbricanti di guarniture
compiono sforzi enormi per determinate
guarniture, per ridurre e/o impedire la compatibilità dei sistemi. Questo avviene o quando
l`ingranaggio o l`interno delle pedivelle sono
progettati in modo da entrare in contatto
con il diametro esterno della calotta destra
o quando le teste delle pedivelle sono più
lunghe di ca. 5 mm verso l’interno e toccano
il lato frontale della calotta sinistra e/o destra.
Suggerimento: Inviate un reclamo al Vostro
fornitore e richiedete l’eliminazione del difetto.
4. EFFETTO TEMPERATURA
D: Temperature basse o alte hanno una
certa importanza?
A: No. Né durante il montaggio (in cui di
solito c’è una temperatura di ca. 15-25°) né
con temperature estreme si hanno problemi
utilizzando le biciclette. Poliammidi moderne,
anche nel campo di temperature alte o basse,
sono molto resistenti, stabili intrinsecamente
ed efficienti. I nostri movimenti centrali sono
utilizzati sia in Scandinavia a temperature
estremamente basse che in Tunisia con temperature estremamente elevate.
5. COLLISIONE PEDIVELLE/CALOTTE
6. ALTRE RACCOMANDAZIONI
D: Per quale motivo è molto importante sapere a quali componenti ed i loro
vantaggi e svantaggi specifici si devono
combinare i movimenti centrali Thun?
R: Secondo la cosiddetta “decisione della
Honda” presa dalla Corte Suprema, il fabbricante è obbligato a controllare il prodotto.
L’obbligo di verifica del prodotto si estende
anche a prodotti di terzi, che possono essere
entrati in contatto con i propri prodotti. Se
dalla combinazione dei prodotti propri con
quelli di terzi dovessero derivare dei pericoli,
i fabbricanti dovranno tenerne conto durante
la verifica del prodotto. Se il fabbricante –
durante tale controllo - dovesse individuare
D: Thun raccomanda di utilizzare grasso
soltanto, quando – come è stato documentato – riduce i rumori. Ma perché il grasso
viene impiegato così sovente?
R: Lo possiamo chiarire soltanto per motivi “storici”. Fino a ca. 10 anni fa i cosiddetti
calotte BSA erano molto diffusi – e lo sono
ancor oggi nelle biciclette a buon mercato
provenienti dal Sud Europa o dal lontano
oriente. Nelle calotte BSA, il grasso deve essere introdotto manualmente nella pista delle
sfere calotte in acciaio e in questa occasione
il grasso deve essere applicato sul filetto.
Questa operazione era persino raccomanda27
bile per i telai in acciaio allora molto diffusi,
i cui filetti - a causa della saldatura - erano
deformati. Anche le calotte in acciaio erano
deformate a causa della cementazione. Inoltre
si dovrebbe impedire la ruggine per attrito,
dal momento che questi cuscinetti BSA di
pessima qualità dovevano essere regolati o
smontati di frequente. C’erano anche altri
buoni motivi per impiegare il grasso. Queste
motivazioni, però, al giorno d’oggi non sono
più valide per i movimenti centrali Cartridge
esenti da manutenzione e di lunga durata e
per tutti i fornitori.
D: Ci sono altri problemi collegati al
grasso?
R: Al momento dell’acquisto il grasso non è
gratuito. Il grasso potrebbe provocare allergie
agli operai e quindi i telai e i componenti
– dopo essere entrati in contatto con mani
sporche di grasso – dovrebbero essere puliti,
operazione che comporta dei costi. Tutto ciò
rappresenta dei costi, che durante l’anno potrebbero sommarsi e dare un importo finale in
€uro di ben 5 cifre.
D: Le pedivelle, durante il montaggio,
potrebbero rompersi assialmente?
R: Sì, questo può avvenire soprattutto nelle
pedivelle in alluminio. Però si tratta di un
problema che non dipende dal fornitore dei
movimenti centrali.
Una rottura assiale della pedivella (la cosiddetta spaccatura) può essere un’indicazione
importante, per capire che la pedivella è stata
sollecitata troppo durante l’azionamento del
perno quadro dell’albero – per esempio con
una coppia di serraggio troppo elevata. Potrebbe esserci inoltre la presenza di grasso sul
perno quadro o nei fori filettati ecc. Inoltre le
pedivelle in alluminio possono mostrare delle
cavità da ritiro nella zona dei perni quadri, soprattutto quando sono state fuse. A seconda
della posizione delle cavità da ritiro rispetto
agli sforzi di trazione nelle pedivelle sotto
carico, questo può essere l’inizio della rottura
sia subito dopo il montaggio che successivamente - in qualsiasi momento - durante la
pedalata. “Per fortuna” le pedivelle tendono a
rompersi già durante l’assemblaggio e questa
sarebbe la migliore delle due opzioni. I punti
delle cavità da ritiro non sono individuabili
dall’esterno e quindi particolarmente pericolosi. Suggerimento: In caso di rotture assiali
controllate innanzitutto il momento torcente,
l’impiego di grasso ecc. Nel caso concreto di
28
ipotesi di cavità da ritiro Vi raccomandiamo la
tomografia computerizzata, che viene eseguita da istituti specializzati.
D: Ci sono eventuali problemi durante il
montaggio dei cavi luci, se sono stati inseriti all’interno del telaio?
R: Nel Nordeuropa è prassi corrente che i cavi
luci vengano posati all’interno del telaio. Per
evitare una riparazione dispendiosa con la
bicicletta già montata, i cavi luci non devono
essere danneggiati durante il montaggio
del movimento centrale. Ci si deve quindi
assicurare che per i cavi luci ci sia spazio
sufficiente fra diametro interno della scatola
e diametro esterno del movimento centrale.
Nei nostri movimenti centrali il diametro
esterno ammonta a max. 30 mm. I nostri
concorrenti sono svantaggiati dal punto di
vista progettuale e costruttivo, dal momento
che il loro diametro esterno arriva fino a 31
mm. Lo spazio per il passaggio del cavo è
proprio di 1,5 mm. Questo può comportare lo
schiacciamento o la rottura del cavo luce. La
conseguenza è uno smontaggio e riparazioni
molto costose.
D: Durante la cosiddetta ispezione al momento della consegna è ancora possibile
serrare le calotte?
R: Teoricamente sì, ma in pratica è molto
dispendioso. Tenuto conto della disponibilità di chiavi standardizzate per perni quadri
presso tutti i fornitori di movimenti centrali,
il controllo e l’eventuale riavvitamento delle
calotte non è più possibile, a meno che non
si smontino prima le pedivelle. Ma questa
operazione – per la presenza del carter o del
cambio posteriore sul lato destro – è esageratamente costosa. Se si analizza il risultato si
potrà affermare che il montaggio deve avvenire secondo lo stato dell’arte più avanzato.
SOMMARIO E VISTA
“Una previsione è difficile,
soprattutto quando si tratta del futuro”
(Sir Winston Churchill)
Cerchiamo di prevedere il nostro futuro, per
es. nel 2012. Azzardiamo lo scenario seguente.
Il processo di concentrazione dei Vostri fornitori è drammaticamente avanzato. Dei quasi
mille fabbricanti di diversi componenti attivi
in tutto il mondo ne sono rimasti al max. 5-7
per ogni gruppo. Al posto dei 9 fornitori di
movimenti centrali cartridge esistenti oggi in
tutto il mondo ne resteranno ancora soltanto
3 o 4 (come già adesso per mozzi con cambio
interno). Thun è invece presente!
Noi combattiamo per realizzare questo target.
Delle migliaia di commercianti di biciclette
esistenti in tutto il mondo nelle diverse catene
di distribuzione è scomparso dal mercato ben
l’80%. Dei ca. 700 fabbricanti di biciclette attivi a livello di globalizzazione nel 2008 ne sono
rimasti soltanto 150-200. Ma Voi ce l’avete
fatta. Le nostre più vive felicitazioni!!
Ma che cosa si possono aspettare da Voi
questi pochi clienti estremamente esigenti
e ben addestrati?
Sicuramente si stanno aspettando il look attuale, un buon equipaggiamento, una buona
logistica ed i prezzi più vantaggiosi. Questo
è il Vostro job, qui c’è il Vostro know-how e il
Vostro successo.
Ma questo da solo non basta. Dovrete inoltre
soddisfare le seguenti esigenze:
-
-
-
-
-
-
-
certificazione della Vostra gestione della
qualità secondo l’ISO 9001:2008
strategia 6 Sigma per l’intera impresa
documentazione di tutti i processi di
montaggio e precisamente per ogni singola
bicicletta prodotta
indice dell’idoneità della macchina e/o del
processo: Cmk> 1,5; Cpk> 1,33
tracciabilità digitale “upstream” e “downstream”
Presso la Vostra sede: auditing di prodotti,
processi e sistemi da parte dei Vostri clienti
Da parte Vostra: auditing di prodotti, processi e sistemi presso i Vostri fornitori (tramite Voi o Vostri incaricati)
Questo significherà riporre grandi esigenze
nei Vostri confronti, nei confronti della Vostra
organizzazione e dei Vostri collaboratori. Ma
tocca a Voi affrontare il problema: il futuro
inizia oggi e …ogni giorno conta!
29
Thun è l’unico produttore al mondo che non
Vi lascia soli a fronteggiare tali problematiche.
Altri potrebbero essere eventualmente più a
buon mercato, perché pensano di poterselo
permettere. Altri – forse - Vi potranno anche
illustrare piccoli vantaggi, se acquistate il
loro prodotto – che però sono irrilevanti per
il Vostro successo. Ma soltanto Thun potrà
mettersi al Vostro fianco e supportarVi nel migliore dei modi – non soltanto come fornitore,
ma anche come Vostro partner.
Perché noi sappiamo che soltanto insieme
potremo costruire il futuro.
LETTERATURA RACCOMANDATA:
Atlas Copco:
introduzione alla tecnica di filettatura
Atlas Copco:
sicurezza di processo nella filettatura
Atlas Copco:
metodi statistici per l’analisi di ogni singolo
caso di filettatura
Atlas Copco:
controllo e calibratura nella tecnica di filettatura
(Tutti i cataloghi Atlas Copco possono essere
ordinati gratuitamente sul sito www.atlascopco.com oppure presso di noi)
Si deve inoltre raccomandare la rappresentazione estremamente ampia di tutti gli aspetti
della gestione di qualità (rappresentazione
particolareggiata della statistica, valutazioni
dei rischi, economicità, diritti, corsi di addestramento ecc.):
Manuale Masing per la gestione della qualità
Edito da Tilo Pfeifer e Robert Schmitt
edizione completamente rielaborata
ISBN: 978-3-446-40752-7
30
ASSEMBLYTEAM
32
Alfred Thun GmbH & Co. KG Peddenöde 6 D-58256 Ennepetal
phone: +49 (0) 23 33/836 - 0 fax: +49 (0) 23 33 /836 150 [email protected] www.thun.de
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capitolo 1