BREAKING LIMITS MONTAGGIO Alfred Thun GmbH & Co. KG www.thun.de INDICE PREMESSA 4 CAPITOLO 1: PRINCIPI FONDAMENTALI 1. Classi di rischio nei raccordi filettati (VDI 2862) 2. Valutazione statistica della mancanza di qualità 3. Qualità del montaggio uguale qualità del prodotto 4. Chi dovrebbe ottimizzare il montaggio? 5. Importanza di „6 Sigma “ 6. Procedura da osservare in caso di reclamo 7. Sicurezza di processo ed utile d’impresa 8. Concetto di “Assembly Team” 7 7 8 9 9 10 10 11 CAPITOLO 2: MONTAGGIO DI MOVIMENTI CENTRALI NEL TELAIO DELLA BICICLETTA 1. Principi e norme per filetti 2. Telai e loro preparazione 3. Differenze sostanziali fra calotte di metallo e plastica 4. Attrezzi per l`assemblaggio 5. Coppia di serraggio 6. Rumori: cause e loro eliminazione (grasso) 7. Allentamento delle calotte durante la pedalata, concetti di prevenzione 13 14 15 15 17 18 19 CAPITOLO 3: MONTAGGIO DELLE PEDIVELLE SUI PERNI DEL MOVIMENTO CENTRALE CON PERNO QUADRO 1. Principi fondamentali 2. Perno quadro di precisione 3. Coppia di serraggio, uso di grasso 4. Raccomandazione per le chiavi 5. Linea catena precisa con definizione dell`angolo di rotazione 21 22 22 23 23 CAPITOLO 4: INDICAZIONI GENERALI PER L’ ASSEMBLAGGIO, LA SICUREZZA E LA DURATA 1. Procedura da seguire in caso di reclamo 2. Sicurezza e durata 3. Safallamento assiale e radiale dei perni quadri e/o delle pedivelle 4. Effetto temperatura 5. Collisione pedivelle/calotte 6. Altre raccomandazioni 25 25 26 27 27 27 SOMMARIO E VISTA 29 LETTERATURA RACCOMANDATA 30 3 Salvo errori. Vietata la riproduzione anche per estratti. Stato della tecnica: gennaio 2009. Alfred Thun GmbH & Co. KG PREMESSA Se il vostro obiettivo fosse quello di trionfare in una gara di formula 1, dareste a Lewis Hamilton una Mercedes “freccia d’ argento” degli anni 50? Certamente no, anche se la “freccia d’ argento” – un tempo - era la migliore. Anche se si tratta di mercati – al giorno d’oggi – non si può uscire vincenti utilizzando le tecniche ed i metodi del passato – anche se alla loro epoca erano i migliori. Grazie a quanto osservato in centinaia di fabbriche europee di biciclette abbiamo constatato che la maggior parte delle aziende, che si occupano di assemblaggio dei componenti montano canotti sella, manubri, movimento centrale, pedivelle ecc. con attrezzi tecnicamente superati. Se tali componenti devono affrontare criticità dal punto di vista sia funzionale che della sicurezza, significa che sia Voi che la Vostra impresa Vi state esponendo a rischi inutili. Inoltre state rinunciando a notevoli potenziali sia di fatturato che di utili, che ora noi ci permettiamo di illustrarVi in modo particolareggiato. In un mercato caratterizzato sia dalla globalizzazione che da una straordinaria trasparenza, ogni fabbricante di biciclette, a prescindere che si tratti di Europa, Estremo-Oriente o America, ha la possibilità – dopo un’attenta 4 valutazione - di rendere i suoi prodotti più attraenti, selezionando in assoluta libertà i componenti di maggiore successo. Questo vale soprattutto da un punto di vista teorico. In pratica, invece, a causa della globalizzazione ci sono soltanto pochi fornitori di componenti e pochi componenti alternativi all’ interno di una determinata categoria di prezzi. Di conseguenza le biciclette, che sono vendute sui mercati globali, sono diventate molto simili dal punto di vista del prezzo. La scelta dei componenti ha così perso di significato. Ora è piuttosto la qualità dell’ assemblaggio dei componenti a decidere in merito al Vostro successo. Noi possiamo fornirVi il seguente suggerimento: Procedere ad un’analisi particolareggiata e all’ ottimizzazione delle Vostre procedure di montaggio. E la nostra passione di accompagnarVi lungo questo percorso. Ma in questo percorso non siamo soli. Come “operatori di rete”, ricorriamo alle competenze di Atlas Copco Tools, che è leader a livello mondiale per gli attrezzi di montaggio utilizzabili in tutti i settori e nei diversi rami dell’industria, dove si effettua un assemblaggio di prima qualità. Con la collaborazione di Atlas Copco e soprattutto grazie alla Vostra attiva partecipazione come fabbricante di biciclette, vorremmo ottimizzare il Vostro assemblaggio. Denominiamo questa cooperazione “Assembly Team”, in grado di migliorare il Vostro montaggio, rendendolo più sicuro ed efficiente. Ma Assemly Team può fare ancora molto di più: Può infatti aumentare la produttività eliminando gli errori e quindi incrementare sostanzialmente gli utili della Vostra Azienda. A partire dal 2006 sono apparse ben tre edizioni di „FAQ`s for Adapter Assembly“; l’ultima edizione è stata tradotta in altre otto lingue europee. La grande richiesta a livello internazionale ci ha confermato che nel campo del montaggio c’è un enorme interesse a migliorare il proprio know-how e nello stesso tempo ad ottimizzare l’assemblaggio. L’arricchimento costante delle nostre conoscenze ci ha quindi permesso di pubblicare una quarta edizione, molto più ampia come contenuto tecnologico e completamente aggiornata. Inoltre, per la prima volta, abbiamo anche descritto il processo di montaggio delle pedivelle e citato altre tematiche di estrema importanza legate soprattutto al tema del movimento centrale nonché delle pedivelle. Ora vorremo anche ringraziare i nostri lettori delle edizioni precedenti per i suggerimenti e le proposte, che sono state ricapitolate in questa ultima edizione. Per facilitare la lettura e la comprensione, abbiamo optato per la presentazione di FAQs (Frequently Asked Questions), dove „D “ rappresenta la domanda, mentre „R“ è la risposta. Nel primo capitolo abbiamo fornito le informazioni generali sull’importanza dal punto di vista tecnico ed economico dei processi di montaggio e le loro ottimizzazioni. Il secondo capitolo si occupa del montaggio del movimento centrale nel telaio ed il terzo capitolo fornisce informazioni esaurienti sul montaggio delle pedivelle nel movimento centrale. Il quarto capitolo, infine, fornisce indicazioni di vitale importanza per l’assemblaggio, l’affidabilità e la durata. Siamo veramente lieti di poter contribuire a migliorare quel meraviglioso prodotto, che si chiama bicicletta. Ennepetal, 13 Maggio 2009 Alfred Thun 5 LA FORZA È NASCOSTA NELLA QUALITÀ. Friedrich Nietzsche 6 / C y O ve r v inT ie To o lsTalk W 5 fasi per un montaggio a perfetta regola d’arte w F Soluzione: Utilizzare una tecnologia di prima qualità ni ac tor to r ToolsNet Eve nt M o 5 4 Classe di rischio A 3 2 Classe di rischio B 1 Fonte: Classe di rischio C CAPITOLO 1: PRINCIPI FONDAMENTALI 1. CLASSI DI RISCHIO PER RACCORDI FILETTATI (VDI 2862) rischio includiamo il raccordo del movimento centrale e delle pedivelle. In pratica, i problemi avvengono con grande frequenza durante l’assemblaggio delle biciclette e molto sovente sono imputabili ad errori. Al verificarsi di un errore, la cosa più importante non è ricercare il colpevole, bensì trovare la soluzione e soprattutto evitare il ripetersi di tale errore in futuro. In questo opuscolo, Thun presenta i problemi, che si verificano più di frequente durante il montaggio del movimento centrale e delle pedivelle, cercando di descriverne le cause e nel contempo di individuare le soluzioni pratiche ritenute più idonee per evitare ed eliminare tali problemi. Nel caso delle biciclette, la classe di rischio C (“irritazione del cliente”) riguarda, in particolare, molti raccordi filettati di accessori come per es. il cavalletto, la pompa, le luci ecc. La norma VDI 2862 descrive tre classi di rischio per i raccordi filettati. La classe di rischio A viene classificata critica dal punto di vista della sicurezza (“pericolo mortale”). Per le biciclette, questo rischio si verifica nei raccordi filettati esistenti su manubrio, attacco del manubrio, forcella e freni. La classe di rischio B è definita critica dal punto di vista funzionale (“difetto di funzionamento del veicolo”). In questa classe di Lo stato della tecnica descritto dalla VDI 2862 con la definizione di tre classi di rischio contiene misure e conseguenze di una certa rilevanza per i fabbricanti di biciclette. Il nostro suggerimento è il seguente: Innanzitutto occorre assegnare i raccordi filettati ad una determinata classe di rischio. Se per i raccordi filettati della classe C si è deciso di non dover apportare alcuna modifica di una certa rilevanza, allora occorrerà concentrarsi sulle due classi di rischio A e B. 2. VALUTAZIONE STATISTICA DELLA MANCANZA DI QUALITÀ Di solito le aziende, che si occupano dell’assemblaggio di biciclette non si avvalgono di metodi obiettivi per valutare la carenza di qualità. La maggior parte delle informazioni e delle misure da adottare sono fornite soltanto soggettivamente, se richiesto, basandosi sulla 7 propria memoria, in modo assolutamente non documentato e soprattutto senza una verifica a posteriori dell’efficacia. Potrebbe sembrare quasi un assurdo, ma i nuovi problemi sorti a causa di una elaborazione insufficiente degli errori potevano essere tranquillamente previsti ed evitati. La valutazione complessiva e qualitativa dei componenti per tutta la durata del ciclo è quindi fortuita, incompleta e non dichiarabile. Questo è vero soltanto in parte. Infatti, qualunque sia la decisione presa dai collaboratori, c’è sempre il rischio di un errore. Il verificarsi oppure no di un errore non è affatto prevedibile e questo comporta l’instabilità del sistema. La situazione è ancor più difficile quando si assumono nuovi collaboratori, si lavora a turni oppure si utilizza personale interinale. Per ottimizzare l’uso ritenuto più appropriato delle misure da adottare, si suggerisce di compilare delle statistiche, che dovranno supportare tali misure. Naturalmente, come si può ben comprendere, statistiche e documentazioni - da sole – non possono eliminare tutte le problematiche sorte. Ciononostante, sia la statistica che la documentazione sono di grande aiuto ad individuare le cause, l’entità, la frequenza, i costi per l’eliminazione di tali problemi. 3. QUALITÀ DEL MONTAGGIO UGUALE QUALITÀ DEL PRODOTTO Senza statistica e documentazione manca in ogni caso lo standard, in base al quale il risultato dell’assemblaggio di un movimento centrale può essere controllato, misurato e valutato. Si argomenta spesso che gli standards non sono generalmente necessari, dal momento che i collaboratori hanno l’esperienza necessaria per scegliere la procedura migliore. 8 Nella Vostra qualità di fabbricante di biciclette dovrete confrontarVi ogni giorno con le esigenze specifiche del prodotto. Le parole chiave sono soddisfazione del cliente, garanzia, responsabilità del prodotto, tracciabilità (“traceability”), Reach ecc. Si dovranno inoltre osservare nuove disposizioni di legge come la lotta contro le immissioni moleste e la direttiva europea contro il propagarsi di vibrazioni. È quindi facilmente comprensibile che soltanto adottando tecniche e metodi all’avanguardia si potranno soddisfare le esigenze del giorno d’oggi. Asserzioni del tipo “così ha sempre funzionato” non sono affatto accettabili e sono veramente avventate. La qualità delle Vostre biciclette rappresenta quindi uno dei numerosi fattori, che determi- nano il successo della Vostra impresa. In pratica disponete di due leve per controllare questo fattore: la qualità dei componenti (telaio compreso) come pure la qualità dell’assemblaggio della bicicletta presso il Vostro stabilimento. La cosa migliore sarebbe, se foste Voi stessi – in prima persona – a stabilire la qualità dei componenti presso i Vostri fornitori, controllando personalmente oppure facendo controllare da Vostri incaricati. Il nostro suggerimento sarebbe di farVi inviare dai Vostri fornitori dei certificati aggiornati tenendo conto della ISO 9001:2000 (e seguenti) e delle norme EN, che regolamentano i componenti. Questo rappresenta per lo meno il primo passo da compiere per realizzare una qualità documentata dei componenti. Per la definizione e l’osservanza della qualità del montaggio ne siete, invece, personalmente responsabili e questo rappresenta per Voi il parametro più importante, immediatamente influenzabile. 4. CHI DOVREBBE OTTIMIZZARE L’ASSEMBLAGGIO? La realtà di tutti i giorni mette in evidenza il fatto che i processi di montaggio sono spesso difficili da controllare. Da che cosa dipende? Le esigenze di un montaggio di qualità sono molteplici: mo fare una distinzione fra commercio specializzato e discounters. Di solito nel commercio specializzato si effettua un controllo di tutti i raccordi filettati. Ma da un punto di vista pratico e realistico, queste misure appaiono costose ed inefficienti. Nessuno è in grado di garantire in modo documentato che i commercianti anche durante il periodo stressante delle vendite prima di Pasqua diano ai loro collaboratori il tempo necessario per controllare i raccordi filettati con attrezzi adatti, fornendo loro check lists complete. Permettere ad un apprendista di serrare alcune viti in modo affrettato e superficiale potrebbe comportare un serraggio effettuato con una coppia troppo elevata ed in molti casi (per es. con le parti in carbonio) potrebbe addirittura essere fatale. Prima di consegnare la bicicletta ai discounters vengono effettuati dei controlli finali differenziati? In caso affermativo, si potrebbe trattare soltanto di controlli molto superficiali. Se si ritiene giusto che la qualità del montaggio rivesta grande importanza, allora è arrivato il momento di ottimizzare in modo efficace tale processo. L’unico posto, in cui si dovrebbe attuare questa ottimizzazione, è il Vostro stabilimento di produzione. 5. IMPORTANZA DI „6 SIGMA“ - La direzione della produzione si aspetta un montaggio veloce e senza problemi. - I commercianti – come fase successiva – si aspettano un prodotto, che possa essere venduto con il minimo sforzo, vale a dire “ready to sell” e che durante il periodo di garanzia non venga continuamente restituito - Gli utenti finali nella loro qualità di acquirenti facenti parte della Supply-Chain si aspettano un prodotto ad elevate prestazioni dal punto di vista del montaggio ed il cui funzionamento sia garantito per molti anni. Il target finale e principale dei fornitori, dei commercianti e degli utenti è la completa soddisfazione dei Clienti, che può essere garantita soltanto con l’assenza totale di errori e difetti in tutte e tre le fasi operative. In particolare con i commercianti, i fornitori possono puntare ad una migliore qualità del montaggio. Per quanto riguarda i commercianti, dobbia- Ogni giorno, più di 30.000 movimenti centrali lasciano gli stabilimenti Thun. Ognuno di questi movimenti centrali è prodotto utilizzando processi ben strutturati e con un alto grado di affidabilità documentata. La qualità dei nostri processi è controllata e certificata da TÜV-Nord. Il risultato di una elevata qualità del processo è rappresentato dalla soddisfazione dei clienti e da maggiori utili. Come si arriva a questa sorprendente correlazione fra qualità di processo e successo di impresa? In primo luogo è importante avere l’esatta cognizione che i prodotti industriali di pregio possano essere prodotti utilizzando soltanto processi di produzione stabili. Al posto della qualità di processo si può anche parlare di elevata od idonea capacità e sicurezza di processo. 9 Ma come si fa a misurare la qualità di un processo? A questo punto ci si deve avvalere delle statistiche citate in precedenza. La qualità o l’affidabilità dei processi può essere definita statisticamente e misurata da “Sigma”. I processi normali originariamente non regolamentati hanno all’incirca 3 Sigma. Attualmente Thun è arrivato a 5 Sigma. Nel 2009 il target da raggiungere per la qualità è 6 Sigma. Teoricamente potremmo persino raggiungere 7 Sigma, ma questo avrebbe una certa importanza soltanto nel caso di requisiti molto più elevati (per es. industria aerospaziale). Le differenze apparentemente insignificanti fra i diversi Sigma della qualità di processo comportano, invece, conseguenze drammatiche per la qualità del prodotto. Supponendo che ci siano 1.000.000 di possibilità di errore/parametri (“DPMO” o “PPM”) con 3 Sigma si possono verificare ca. 60.000 errori, con 5 Sigma ca. 35 errori e con 6 Sigma ca. 3,5 errori!! In base a ricerche empiriche si è potuto dimostrare che nei processi non regolamentati 3 Sigma è sparito ca. il 15-20% del fatturato per costi imputabili alla carenza di qualità. Questa era la nostra situazione iniziale prima del 2007, prima che iniziassimo con il progetto 6 Sigma. Oggi siamo orgogliosi di affermare che abbiamo fatto enormi passi in avanti, ma non abbiamo ancora raggiunto i targets prestabiliti, ma che dovremo assolutamente raggiungere. E anche se siamo soddisfatti, non siamo ancora completamente contenti. Nella Supply-Chain non basta per es. produrre “soltanto” un buon movimento centrale. Una catena è forte come la sua maglia più debole. E’ per questo motivo che anche i processi di montaggio delle biciclette devono essere sicuri. Ognuno di questi movimenti centrali sarà di piena soddisfazione dell’utente finale, soltanto se sarà stato installato in modo sicuro, a costi vantaggiosi e qualitativamente di pregio. In caso contrario si dovranno affrontare problemi seri come reclami e sovente anche costi elevati per le conseguenze, a prescindere naturalmente dalla perdita di immagine. 10 6. PROCEDURA DA OSSERVARE IN CASO DI RECLAMO I reclami sono fatti incresciosi ed irritanti. È proprio per questo motivo che li si deve affrontare in modo obiettivo. La nostra raccomandazione è che bisogna gestire i reclami nel migliore dei modi. In pratica può avvenire che i clienti reclamino per i movimenti centrali non per motivi adducibili al movimento centrale stesso, ma a problemi sorti durante il montaggio. È comprensibile che la fabbrica di biciclette, che si occupa dell’assemblaggio ricerchi innanzitutto l’errore o il difetto presso il fornitore del movimento centrale. In alcuni casi il fabbricante di biciclette cambia addirittura il fornitore. Ma che cos’è successo? Questo è il caso classico di una imputazione di colpa non controllata nei confronti del fornitore. In molti casi, il fornitore non è neppure stato informato del problema e quindi non ha alcuna possibilità di eliminare e/o prevenire tale difetto. In base a questo comportamento, il fabbricante di biciclette tenterà in prima persona di individuare la vera causa del difetto, per eliminarla. Inoltre si trascinerà il vecchio problema irrisolto e lo scaricherà sulle spalle del suo nuovo fornitore e dopo un po’ di tempo potrà constatare la ricomparsa dello stesso problema. Questo non è affatto il modo ideale di gestire i reclami! Sarebbe molto più corretto procedere nel modo seguente: Informare innanzitutto Thun con una descrizione obiettiva del problema (per es. non si riesce a montare il movimento centrale, si stacca, è rumoroso ecc.). La misura successiva da adottare è di peculiare importanza, dato che “il corpo del reato”, cioè la bicicletta montata viene inviata a Thun NON RIPARATA (naturalmente a nostre spese). Individueremo la causa, la elimineremo e provvederemo a redigere il cosiddetto rapporto 8D. Ulteriori misure saranno decise valutando obiettivamente ogni singolo caso. Così sia il problema che le misure adottate saranno documentate in modo obiettivo. A tutti gli interessati sarà così offerta la possibilità di evitare il problema in modo durevole. max. 25 % Ottimizzare Minimizzare Max. 10 % Mancato rendimento rendimento a sostegno ca. 45% ca. 20 % Eliminare rendimento effettivo rendimento reattivo A sinistra: Tipi di rendimento confrontando le diverse grandezze In basso: regola fattore 10 Fonte: Manuale Masing per la gestione della qualità, Hanser, 5.edizione pag. 97 e 584 guadagno perso Costi per guasti in €uro guasto presso il Cliente ????? €uro Progettazione 0,10 €uro pezzo singolo 1 €uro modulo 10 €uro Attrezzo finale 100 €uro Fase di controllo in relazione ai costi accumolati Purtroppo, in molti casi i fabbricanti di biciclette ed i loro collaboratori hanno la sensazione di essere controllati con questa procedura. Si deve assolutamente liberare da questa sensazione. Fornitore e fabbricante dipendono l`uno dall`altro. Non si tratta, se è bene o male, si tratta semplicemente della soluzione del problema, per evitare spese inutili. 7. SICUREZZA DI PROCESSO ED UTILE D’IMPRESA Supponiamo che un fabbricante di biciclette abbia dei movimenti centrali perfetti, ma nonostante dei problemi da risolvere? A questo punto si deve ricercare la causa del problema, che potrebbe anche essere imputabile al montaggio. L’elevata sicurezza di processo durante il montaggio non rappresenta soltanto il mezzo, per migliorare la qualità delle Vostre biciclette e aumentare quindi la soddisfazione del cliente, ma è anche il percorso ideale da seguire per eliminare costi inutili alla Vostra impresa ed aumentare così in modo alquanto rimarchevole i Vostri utili. Anche nel caso, in cui Voi crediate che la Vostra tecnologia di montaggio abbia dato ottimi risultati sul mercato, l’aumento di utili sarà sempre la motivazione principale per investire in tecnologie di montaggio sempre più avanzate e tecnologicamente sofisticate. La gratificazione sarà veramente considerevole: Nessun altro investimento nella Vostra Impresa potrà produrre utili così elevati ed in così poco tempo! Inoltre potrete anche applicare tutto il “know-how” acquisito durante il montaggio ottimizzato delle pedivelle o dei movimenti centrali su tutti gli altri importanti raccordi filettati della bicicletta. In considerazione della straordinaria importanza tecnica ed economica dei processi di montaggio è necessario avvalersi di specifiche competenze esterne. In qualità di azienda leader nel settore degli attrezzi di montaggio, Atlas Copco Tools può assisterVi e supportarVi in modo ottimale, per soddisfare qualsiasi Vostra esigenza. Altre informazioni le potrete trovare sul sito www. atlascopco.com o contattando il Servizio Assistenza Clienti. Gli investimenti nella tecnica di montaggio non devono essere obbligatoriamente costosi. Atlas Copco Tools è in grado di offrirVi soluzioni adeguate e con prezzi soddisfacenti per la soluzione migliore di ogni singolo caso unitamente ad un Servizio Assistenza Clienti internazionale, efficiente e di prima qualità. 11 8. CONCETTO DI “ASSEMBLY TEAM” Il target dell’Assembly Team è l’ottimizzazione dei processi di montaggio dei movimenti centrali e delle pedivelle. L’Assembly Team si occupa di tre attività specifiche, illustrate qui di seguito: - L’assistenza esterna di Thun è in grado di assistere e supportare adeguatamente i Vostri reparti Acquisti, Progettazione e Gestione del prodotto - A livello tecnico ed operativo sarete ottimamente assistiti dalla nostra Direzione tecnica, perchè in base all’esperienza acquisita, i nostri tecnici parlano fra loro la stessa lingua, si comprendono molto rapidamente ed elaborano insieme soluzioni efficaci e soddisfacenti - Il Servizio di Assistenza esterna di Atlas Copco Tools è inoltre a Vostra completa di- sposizione per corsi di addestramento nonché decisioni strategiche, per es. investimenti nella tecnologia di montaggio. Noi saremmo disponibili a coordinare il loro impiego. Nell’ambito dell’Assembly Team saranno a Vostra disposizione in qualsiasi momento i nostri tecnici ottimamente addestrati e molto competenti. Vi preghiamo, quindi, di voler utilizzare la nostra offerta per un’analisi professionale della Vostra situazione reale, grazie alla presentazione - da parte nostra - di nuove tecnologie e all’addestramento del Vostro personale! Per concludere, vorremmo richiamare alla Vostra cortese attenzione il concetto che la tecnologia di montaggio di prima qualità non si limita in alcun caso soltanto ai movimenti centrali Thun o al fatto che i movimenti centrali Thun potrebbero richiedere ulteriori investimenti in una tecnologia di montaggio più dispendiosa. Non è affatto così! ASSEMBLYTEAM 12 CAPITOLO 2: MONTAGGIO DI MOVIMENTI CEN TRALI NEL TELAIO DELLE BICICLETTE 1. PRINCIPI E NORME PER FILETTI D: Ci sono differenze durante il montaggio dei movimenti centrali Thun e quelli di altri fornitori? R: No, le procedure di base applicate a tutte le fasi di lavoro con l’adozione delle misure relative come preparazione dei telai, tecnologia di montaggio e parametri essenziali come per es. coppia di serraggio sono in gran parte identiche. Le risposte illustrate qui di seguito sono applicabili ad altri fornitori. Eventuali differenze saranno descritte caso per caso. D: Ci sono misure diverse nei filetti delle scatole con filetto 34,8 x 24 (1,37”x24)? R: Sì, ci sono complessivamente tre norme per la regolamentazione del filetto delle scatole: BS, DIN e ISO. D: Quali sono le differenze da osservare per le diverse norme? R: Le differenze fra le dimensioni teoriche del filetto sono irrilevanti e tutti i filetti – nei casi normali – sono compatibili. Tuttavia, Vi suggeriamo di prescrivere al fornitore del Vostro telaio la norma BS811:1950 per il filetto 1,37”x24, la norma DIN 79012 - identica alla BS 811 per il filetto 34,8x24 o la norma ISO 6696 per il filetto 1,375”x24. La norma DIN 79012 è stata ritirata in Marzo 2009 e perciò de facto è sostituita della ISO 6696. D: Ci sono altre differenze fra le norme? R: La BS 811 del 1950 specifica per i filetti classi di tolleranze come ”fine”, “media” e “grossolana”. La DIN 79012 del 1960 tratta soltanto la classe di tolleranza “media”. Questo non facilita di certo i compiti dei fabbricanti di biciclette. Inoltre, in entrambe le norme, non sono state specificate le dimensioni dei calibri. Questo causa purtroppo grande incertezza per il controllo dimensionale con i calibri. L’edizione 1989 dell’ISO 6696 è più chiara ed esplicativa a tale riguardo, poichè stabilisce le dimensioni e le tolleranze dei calibri. Si definiscono persino le misure, con cui non si possono più utilizzare i calibri per il controllo in seguito ad usura. In pratica, queste informazioni sono di valido aiuto per la calibratura. Tutte e tre le norme hanno in comune il fatto che – utilizzando per i telai e le calotte materiali sempre più moderni e processi di assemblaggio innovativi – si richiede una certa rielaborazione, ma purtroppo c’è da aspettarsi che questo ben difficilmente avverrà a livello di standardizzazione internazionale. Per questo motivo 13 si dovrà raccomandare a clienti e fornitori di stipulare accordi individuali. D: Che cosa si intende per “necessità di rielaborazione”? R: La BS 811 - ritenuta la norma più vecchia e quindi la “madre” delle tre norme - è rimasta invariata da quasi 60 anni. Tenuto conto dei materiali utilizzati al giorno d’oggi, dei concetti di montaggio innovativi nonchè delle varianti apportate alle biciclette (per es. MTB!) è comprensibile la necessità di una rielaborazione. Per esempio, nelle nostre calotte – dal punto di vista dimensionale - abbiamo in parte “alterato” il filetto, per ridurre il rischio di un allentamento autonomo durante la pedalata. Questa procedura è stata seguita dalla maggior parte dei nostri concorrenti e per questo motivo le dimensioni originarie della BS, DIN o ISO non rappresentano più al giorno d’oggi lo “stato dell’arte”. D: In base a quale norma fornisce Thun? R: Visto che la DIN 79012 non è più in vigore, il filetto in 2009 sarà cambiato in ISO 6696. D: Nel caso di un montaggio “misto” le norme ISO/DIN/BS potrebbero creare dei problemi? R: Eventuali difficoltà potrebbero verificarsi – da un punto di vista teorico - con la seguente combinazione: filetto calotta ISO, filetto telaio DIN (=BS). In pratica però, le differenze dimen14 sionali delle norme sono così irrilevanti, che ben difficilmente c’è da aspettarsi particolari difficoltà. D: A Thun si possono ordinare anche calibri per filettature? R: Il nostro programma di calibri per filettature è stato studiato in base a norme e know-how acquisito con la pratica e può essere utilizzato sia per movimenti centrali che per scatole. Questi lavori termineranno nel maggio 2009. Poi i nostri clienti potranno acquistare in qualsiasi momento direttamente da noi calibri calibrati (quindi documentati dal punto di vista dimensionale). 2. TELAI E LORO PREPARAZIONE D: Ci sono differenze fra telai in acciaio e alluminio? R: I telai in acciaio vengono saldati, operazione che in pratica comporta una deformazione delle scatole durante la saldatura. Se il filetto dopo la saldatura (o meglio dopo la verniciatura) non viene ripassato, si avrà un filetto con tolleranze maggiorate. In molti casi si avranno così misure non conformi alla norma. I telai in alluminio verranno per lo più sottoposti ad un trattamento termico e soltanto dopo si procederà alla filettatura. Così i filetti risulteranno più precisi. Questa operazione, naturalmente, comporterà dei vantaggi. I telai in alluminio evidenziano inoltre delle scatole con una sezione del materiale notevolmente maggiore e questo significa grandi superfici di appoggio, che sono di enorme vantaggio per il montaggio delle calotte destre. D: Come avviene la preparazione del telaio? R: In linea di massima, i filetti del telaio dovrebbero essere esenti da particelle di sporco e da corpi estranei (per es. resti di sabbiatura e vernici ecc.), perché impedirebbero un corretto avvitamento. Per resti di sabbiatura o vernice si preferiscono calotte in poliammide invece di quelle in metallo, dal momento che le calotte in poliammide reagiscono in modo più flessibile. Le calotte in metallo, invece, in caso di “impedimenti” non possono essere più avvitate sul filetto. In ogni caso, però, si dovrebbe procedere alla rimozione dei resti di sabbiatura, per es. con una spazzolatura. Durante la verniciatura o il rivestimento con polveri, i filetti dovranno essere accuratamente protetti con una copertura; altrimenti - dopo la verniciatura - dovranno essere ripassati con un maschiatore filettatore conforme alla norma. D: Per la ripassata che cosa si deve osservare? R: Dal momento che la ripassata viene effettuata con olio e/o emulsione, i resti rimangono depositati sul filetto. Questo comporta uno stato particolare, che noi qui di seguito descriviamo come “assemblaggio con grasso”. Vi preghiamo di voler osservare le indicazioni illustrate qui di seguito. 3. DIFFERENZE FRA CALOTTE IN METALLO E PLASTICA D: Thun impiega esclusivamente calotte di plastica. Quali sono le motivazioni? R: La plastica da noi utilizzata è una poliammide rinforzata da fibre di vetro. La poliammide è un materiale con caratteristiche eccellenti, che fornisce ottima prova in numerosi attrezzi tecnologici. Senza poliammide, un’auto moderna o un elettrodomestico high-tech sarebbero impensabili. Nel caso delle biciclette, la poliammide presenta numerosi vantaggi: nessuna corrosione (una corrosione da contatto nella scatola rende difficoltoso l’allentamento in caso di riparazioni), si tratta di materiale leggero con un eccellente rapporto prezzo-prestazioni. Negli ultimi 20 anni, Thun da solo ha fornito almeno 200 milioni di calotte in poliammide. Se si includono i quantitativi prodotti anche da altri fornitori, la quantità totale supera i 500 milioni di calotte in poliammide. Si tratta quindi di un materiale estremamente affidabile. D: Che cosa si intende concretamente per calotta in poliammide? R: Se una calotta in metallo non è stato allineata correttamente sulla catena di montaggio ed è stata avvitata un po’ obliquamente, il filetto sarà danneggiato, in particolare questo avviene nel telaio in alluminio. Nel “worst case”, il filetto viene danneggiato in modo irreparabile e il telaio - incluse tutte le parti già installate - è da rottamare (si valuta un danno di 100 € o di maggiore entità). Se si utilizzano calotte in poliammide, la cosa peggiore che possa capitare è la rottura della calotta con un danno di € 0,25. Le calotte in poliammide sono generalmente più flessibili e con una maggiore tolleranza in caso di filetto difettoso, residui di vernice e tutte le altre anomalie come per es. cattivo allineamento dei due filetti della scatola. Le calotte in metallo (soprattutto in acciaio) si corroderanno dopo il montaggio a causa della corrosione intercristallina della scatola (del resto questo avviene anche nei telai in alluminio). In caso di riparazione, l’allentamento potrà essere notevolmente difficoltoso. Le calotte in poliammide sono inoltre in grado di assorbire il rumore, mentre le calotte in metallo si comportano come una campana, che trasmette facilmente vibrazioni e rumori. Per concludere, i costi di produzione delle calotte in metallo sono da 5 a 10 volte più elevati delle calotte in poliammide. Per tutti i motivi sopra addotti, la scelta cade sulle calotte in poliammide. 4. ATTREZZI PER L’ASSEMBLAGGIO D: In pratica gli avvitamenti vengono eseguiti con l’aiuto di chiavi pneumatiche ad impulsi. Si tratta di attrezzi idonei a questo scopo? R: No, definitivamente no! Le chiavi pneumatiche non sono adatte al montaggio di raccordi filettati con una coppia di serraggio definita. Questo vale per qualsiasi tipo di raccordo filettato sulla bicicletta come nel caso delle viti per canotti sella, selle, attacchi manubrio, ma anche per ogni movimento centrale a prescin15 dere dalla calotta utilizzata (in metallo per es.. acciaio, zamac, alluminio o poliammide). D: Perché le chiavi pneumatiche ad impulsi – in generale - non sono adatte? R: Le chiavi pneumatiche ad impulsi – originariamente – sono state progettate per allentare i raccordi filettati. Non sono quindi adatte ad un avvitamento controllato, dal momento che molti impulsi – creati dal meccanismo pneumatico – possono continuare ad essere trasmessi al giunto in modo incontrollato. Dopo l’appoggio della testa della vite, nel giunto vengono continuamente inviati impulsi, finché l’operaio non rilascia il pulsante di avviamento. Inoltre ogni coppia di serraggio applicata ad ogni avvitamento dipende dall’operaio, che la stabilisce soltanto in modo casuale. Questo avviene anche quando il giunto – dopo il serraggio – viene serrato ancora con una chiave dinamometrica alla coppia di serraggio desiderata. Quando la chiave salta via, si è per lo meno sicuri che si è raggiunta la coppia di serraggio richiesta – ma probabilmente questa è già stata anche superata. Una coppia di serraggio troppo elevata, in molti casi, può danneggiare il giunto. D: Perché le chiavi pneumatiche non sono particolarmente adatte all’assemblaggio delle calotte? R: Le chiavi pneumatiche non sono adatte all’assemblaggio delle calotte, dal momento che la coppia di serraggio è regolabile soltanto in un unico senso di rotazione e precisamente in senso orario (per la calotta sinistra). Nel caso, in cui una chiave pneumatica sia stata regolata in senso orario, non si può regolare la calotta destra in senso antiorario, che continuerà a ruotare a pieno regime (ca. 25-50% in più del senso orario). Teoricamente, questo problema potrebbe essere risolto brillantemente utilizzando - per il senso orario ed antiorario - due chiavi pneumatiche separate, ma questa operazione potrebbe comportare nuovi problemi come per es. il rischio di confusione e scambio fra le due unità. Inoltre le chiavi pneumatiche superano - di solito - i limiti imposti dalle disposizioni di legge per le immissioni di rumori molesti sul posto di lavoro come pure le disposizioni imposte dalla Direttiva UE per la prevenzione delle vibrazioni. Per tutti i motivi testé addotti sconsigliamo l’uso di chiavi pneumatiche per l’assemblaggio! 16 D: Quali sono le tolleranze della coppia di serraggio, quando si utilizzano le chiavi pneumatiche? R: La tolleranza – a seconda del ciclo di controllo e della qualità di alimentazione dell’aria compressa - arriva fino a ± 25%. Se l’operaio ha impostato il suo attrezzo, per es. a 30 Nm, la coppia di serraggio effettiva può arrivare in pratica fino a 22,5 Nm oppure 37,5 Nm. D: Quali sono le alternative alle chiavi pneumatiche? A: Le alternative sono le seguenti: A: Sono disponibili numerose alternative, che presenteremo qui di seguito: 1. Chiavi ad impulsi a disinserzione: Le chiavi ad impulsi sono azionate pneumatica mente e sono maneggevoli come le chiavi pneumatiche. È soltanto diversa la loro tecnologia. Le chiavi ad impulso hanno una fase di avvi tamento estremamente rapida e incomin ciano ad emettere impulsi soltanto a partire dal momento dell’appoggio della testa della vite. Dopo 5-10 impulsi la chiave si disinserisce autonomamente al raggiun gimento della coppia preimpostata. Una volta che l’attrezzo è stato impostato per il singolo caso di avvitamento, si ha a disposizione un utensile estremamente sicuro ed affidabile. Suggerimento: Assicurarsi che ci sia un rifornimento di aria compressa di prima qualità. 2. Chiavi a comando elettrico: Queste chiavi permettono un serraggio preciso in base alla coppia impostata, anche tenendo conto dell’angolo di rotazione. A seconda delle esigenze avanzate si possono prendere in considerazione fenomeni di assestamento, garantendo nello stesso tempo un trasferimento dei dati senza cavi e una documentazione al 100% della procedura di avvitamento. L’attrezzo è flessibile ed utilizzabile anche per altri avvitamenti e offre una elevata precisione di ripetibilità e sicurezza di processo. D: Ma concretamente che cosa suggerite? A: Suggeriamo gli attrezzi di montaggio di Atlas Copco Tools (www.atlascopco.com) Sia le chiavi ad impulsi (per es.. EP6PTX32) che le chiavi elettriche (per es. Tensor DS) sono molto funzionali come attrezzi di montaggio, dal momento che forniscono risultati riproducibili e funzionano in modo molto attendibile. Le chiavi ad impulsi vengono impostate con un certo grado di avvitamento, operazione che limita la loro flessibilità. Così un attrezzo ad impulsi non è particolarmente idoneo ad un cambiamento rapido per es. passando da raccordi ingrassati a giunti non ingrassati. Un attrezzo elettrico offre – invece – un maggior grado di libertà, dal momento che può essere programmato senza alcuna fatica preimpostando diverse coppie di serraggio. 5. COPPIA DI SERRAGGIO D: Con quale coppia di serraggio si devono montare le calotte Thun? R: Se state utilizzando una chiave elettrica, raccomandiamo di applicare su entrambi i lati una identica coppia di serraggio di 25-30 Nm (per un avvitamento senza grasso). La raccomandazione dei nostri concorrenti è identica. Nel caso di raccordi filettati ingrassati, si deve ridurre la coppia di serraggio. Se si utilizza una chiave pneumatica (non raccomandata) o meglio una chiave ad impulsi, si dovrà impostare a 25-30 Nm (filetto non ingrassato) la rotazione in senso orario della calotta sinistra . Come illustrato in precedenza, la rotazione in senso antiorario non regolabile della calotta destra evidenzierà una coppia più elevata. Questo particolare, però, non comporta alcun problema per le calotte Thun. D: Questo vale sia per scatole in acciaio che in alluminio? R: Queste raccomandazioni sono valide per scatole in alluminio con un diametro esterno di > 44 mm. Le scatole in acciaio hanno un diametro più piccolo, il che sta a significare una superficie di appoggio più piccola nella calotta destra. In tutte le varianti delle calotte destre (fatta eccezione per LP e 111) abbiamo un diametro di 43 mm. Così le nostre calotte destre si appoggiano sempre in modo sicuro sulla scatola. Le calotte destre in metallo dei nostri concorrenti hanno soltanto un diametro di ca. 37-38 mm. In questo modo si rinuncia ad un notevole appoggio potenziale. Un appoggio più piccolo della testa (a causa di un diametro più piccolo nella scatola e/o appoggio della calotta) comporta - in generale - una certa criticità, dal momento che si deve ridurre la coppia di serraggio. D: La calotta Thun mostra altri vantaggi rispetto alle calotte in metallo? R: Il diametro esterno di ridotte dimensioni della spalla della calotta destra in metallo non riesce a bloccare correttamente la lunetta del carter. Ci sono persino dei casi, in cui il foro nella lunetta è più grande del diametro esterno della spalla e così la lunetta non può essere montata. Un altro svantaggio delle calotte in metallo è il lato sinistro: Per poter essere assemblate - tenuto conto della rigidità caratteristica, delle tolleranze dei diametri e 17 degli errori di allineamento – le calotte sinistre devono avere un certo gioco fra il diametro interno e il cuscinetto a sfere e questo crea nell’utente la sensazione che il cuscinetto dopo il montaggio - abbia gioco. Si ricevono così reclami e si deve procedere ad un nuovo assemblaggio, che comporta costi dispendiosi. Questo problema non si verifica, invece, nelle calotte Thun: Le calotte in poliammide sono flessibili, facilitando così la scelta più idonea. 6. RUMORI: CAUSE E LORO ELIMINAZIONE (GRASSO) D: Quali sono le misure da adottare, se durante la pedalata si sente un certo scricchiolio? R: Nella bicicletta, i rumori si trasmettono spesso in modo incontrollato. Può così capitare di avere l’impressione che il perno del movimento centrale scricchioli, mentre in realtà la causa è imputabile alle sospensioni elastiche del telaio, alla catena, ai pedali o alla pedivella. Si prega quindi di controllare accuratamente tutte le eventuali cause con una “diagnosi fatta per esclusione”, verificando nello stesso tempo la correttezza dei momenti di avvitamento delle calotte, dei delle pedivelle nonché dei pedali. Se poi si constata che lo scricchiolio proviene effettivamente dal perno del movimento centrale, si dovrebbe 18 applicare – in via sperimentale – del grasso sul diametro interno della calotta sinistra. Soltanto nel caso, in cui non si raggiungano i risultati sperati, si dovrà provare a montare le calotte applicando grasso nel filetto 1,37x24. Se, invece, questa prova è riuscita positivamente, si dovrebbe passare ad un montaggio con grasso. In questo caso si dovranno prendere altre misure. D: In linea di massima raccomandereste di assemblare con grasso? R: Se è stato dimostrato che i rumori provengono effettivamente del movimento centrale/ scatola, si potrebbe ipotizzare che possano dipendere da numerosi fattori, come illustrato qui di seguito: coppie di serraggio corrette in diversi raccordi filettati (vedi sopra), diametro della scatola, materiale e geometria del telaio, qualità dei giunti saldati, tolleranze del filetto della scatola, superficie nel filetto (non lavorata, verniciata....) ecc. Per tutti questi motivi non siamo in grado di esprimere una raccomandazione generalmente valida. In base alla nostra esperienza, molti fabbricanti assemblano le biciclette con buon successo senza grasso. L’assemblaggio con grasso dovrebbe essere evitato, se possibile, dal momento che si potrebbero verificare importanti conseguenze. In ogni caso si dovrebbe impiegare meno grasso possibile. D: Che cosa si deve osservare nel caso di un assemblaggio con grasso? R: Per riepilogare riteniamo che l’impiego di grasso rappresenti una criticità sia per le calotte in poliammide che in metallo: Motivo: Il grasso sul filetto ne riduce l’attrito. Si avranno così le seguenti conseguenze: 1. la calotta entra facilmente, ma esce anche tanto facilmente. “Entrare facilmente” facilita il lavoro al montatore. Ma durante la pedalata, le calotte potrebbero anche allentarsi facilmente. E questo rappresenta un caso potenziale di reclamo. 2. a causa della riduzione dell’attrito, il momento torcente effettivamente applicato viene alterato. Raccomandiamo, quindi, di ridurre la coppia di serraggio a ca. 20-25 Nm. 3. Entrambe le conseguenze 1. e 2. possono essere compensate soltanto da un rivestimento VC-3. In ognuno dei casi descritti si dovrebbe scegliere un attrezzo di montaggio, che possa essere impostato in modo flessibile tenendo conto delle diverse condizioni di avvitamento. Questo è possibile per es. con Tensor DS di Atlas Copco. D: Ma, altrimenti, che cosa si dovrebbe ancora osservare durante l’assemblaggio con grasso? R: Il grasso non deve corrodere la plastica della calotta o del tubo (Boogie/Rocky). Secondo le informazioni del nostro fornitore sono stati approvati i grassi per cuscinetti a rotolamento secondo la DIN 51825 e precisamente grassi lubrificanti a base di esteri polifenilici e grassi lubrificanti a base di oli siliconici. D: Come si comporta la cosiddetta lunetta per il fissaggio del carter? R: La lunetta evidenzia particolari vantaggi soprattutto in combinazione con scatole in acciaio a pareti sottili, dal momento che viene maggiorato l’appoggio della spalla della calotta destra. Nelle scatole in alluminio, la lunetta non rappresenta un vantaggio specifico. L’impiego di una lunetta significa, però, un potenziale problema per l’allineamento radiale durante il fissaggio del carter: Se la lunetta viene ruotata a destra, la calotta destra può essere trascinata a destra e questo comporterebbe un suo allentamento. Per questo motivo, l’allineamento è ammissibile soltanto a sinistra. Suggerimento: Addestrate i Vostri collaboratori! D: E’ indifferente in quale punto applicare grasso? R: Innanzitutto occorre applicare la minor quantità possibile! E’ anche peculiare che nessun tipo di grasso si depositi sulla spalla della calotta destra. Questo obiettivo può essere raggiunto soltanto, quando il grasso viene applicato sul filetto della scatola del perno del movimento centrale. In questo caso la calotta durante la rotazione sposta il grasso davanti a sé. D: Per quanto riguarda il tema delle emissioni acustiche, le calotte Thun rappresentano qualche vantaggio? R: Sì. Le calotte in metallo hanno lo svantaggio di una campana metallica e producono e/o trasferiscono vibrazioni anche di tipo acustico. Le calotte Thun in poliammide assorbono le emissioni acustiche. 7. ALLENTAMENTO DELLE CALOTTE DURANTE LA PEDALATA, CONCETTI DI PREVENZIONE D: Quali sono le cause dell’allentamento delle calotte durante la pedalata? R: Sono tre le cause principali, che avvengono contemporaneamente entrando in sinergia fra di loro: a) coppia di serraggio troppo bassa (vedi sopra); b) biciclette con freno a contropedale (momento torcente di allentamento nella calotta destra); c) filetti ingrassati delle calotte. Si deve inoltre osservare che la lunetta per il fissaggio del carter può contribuire a provocare un allentamento involontario della calotta destra: Per il montaggio del carter sulla lunetta viene modificata la posizione angolare della lunetta sotto la calotta destra già serrata rigidamente; se avviene a destra, c’è il pericolo di un allentamento della calotta destra. Se si allenta una delle due calotte, dopo breve tempo si allenterà anche l’altra, dato che viene a mancare la tensione fra le calotte. D: Con quali misure si riesce ad evitare un allentamento indesiderato durante la pedalata? R: Innanzitutto la misura più ovvia: Un montaggio a regola d’arte con l’aiuto di efficienti chiavi elettriche, dove viene garantita la coppia di serraggio corretta di 25-30 Nm (con calotte non ingrassate). Per ultimo si possono prendere in considerazione anche le seguenti misure: a) incollaggio (per es. Loctite) o b) rivestimento di bloccaggio (per es. VC-3) 19 D: Quali sono i vantaggi e gli svantaggi per l’incollaggio? R: Vantaggi: facile disponibilità e prezzi vantaggiosi. Svantaggi: L’incollaggio diventa inefficace a causa di un nuovo avvitamento dopo l’essiccazione; l’incollaggio perde di efficacia congiuntamente a calotte ingrassate (vedi sopra); l’applicazione della colla deve essere accurata, osservando scrupolosamente le norme di protezione del lavoro. Suggerimento: Per la scelta della colla fateVi consigliare da Loctite (www.Loctite.com) e scegliete una variante, il cui momento torcente di allentamento non superi 50-60 Nm ca., per permettere un facile smontaggio delle calotte da parte del Servizio Assistenza. D: Quali sono i vantaggi e gli svantaggi con il VC-3? R: Vantaggi: Soltanto una perdita ridotta di efficacia anche nel caso di ripetute operazioni di avvitamento, l’effetto bloccaggio è “preimpostato” da parte di Thun, ci dev’essere anche una perfetta sintonia con il grasso, nessuna lavorazione aggiuntiva, nessuna misura per l’assemblaggio; svantaggio: costi elevati D: I rivestimenti con VC-3 possono essere combinati con grasso? R: A causa della presenza di grasso, si ha una riduzione dell’attrito nel filetto. Quindi: La calotta entra facilmente ed esce altrettanto facilmente. Entrambe tali operazioni facilitano il lavoro del montatore, ma per l’utente finale si tratta di un inconveniente veramente spiacevole, perchè si può verificare un allentamento della calotta durante la pedalata. D’altra parte il grasso o la colla possono contribuire a ridurre e/o a impedire eventuali rumori. Se si utilizza VC-3 insieme a dei grassi si ottengono contemporaneamente due effetti speciali: L’aumento dell’attrito nel filetto per evitare un allentamento indesiderato e l’ingrassaggio del filetto per evitare i rumori. Per dirla in breve: se si utilizza grasso ci vuole VC-3. D: C’è un vantaggio - utilizzando la calotta Thun - per risolvere il problema dell’allentamento delle calotte? R: Tutte le calotte in metallo mostrano diversi rivestimenti superficiali con coefficienti di attrito non definiti. Nel caso, in cui si utilizzano calotte in metallo, c’è quindi una maggiore probabilità di allentamento durante la pedalata. Per questo motivo i perni dei movimenti centrali con calotte in metallo di concorrenti seri mettono in evidenza mezzi di incollaggio 20 per lo più incapsulati o simili a VC-3. Ma entrambe queste soluzioni rendono il prodotto notevolmente più caro. D: Se si acquistano attrezzi di montaggio costosi e provvisti di comando elettronico, si potrebbe utilizzarli anche per altri raccordi filettati? R: Sì, esistono diverse possibilità di programmazione. Si potrebbe per es. impostare a 24 Nm la direzione in senso orario della calotta sinistra, dopo che è stata ingrassata. La direzione in senso antiorario della calotta destra potrebbe essere impostata a 30 Nm (non ingrassata). La vite M8x1 potrebbe per es. essere avvitata a 42 Nm. Non è possibile fare confusione con le chiavi degli attrezzi. Esempio: quando si toglie il dado per la vite, la chiave dinamometrica “sa” in base alla sua programmazione che si deve serrare con una coppia a 42 Nm. Questa operazione apre prospettive completamente nuove per l’ottimizzazione del processo. Capitolo 3: Montaggio di pedivelle sui perni del movimento centrale con perno quadro 1. Principi fondamentali D: Qual è la storia di questo principio di fissaggio? R: Fino a ca. 20 anni fa nelle city-bikes si usavano fissaggi a chiavella. Mentre sulle biciclette da corsa erano già noti da molti anni i fissaggi con perno quadro. Grazie al successo sui mercati di MTB alla fine degli anni 80 si è affermato come soluzione universale il collegamento con perno quadro, ritenuto estremamente sicuro. D: Ci sono norme diverse per la sua regolamentazione? A: La norma ISO usata un tempo in Europa ha perso importanza con il passare degli anni. La norma valida in tutti gli altri continenti è stata ed è rimasta la JIS. Questa norma ormai usata in tutto il mondo viene contraddistinta con “12,73 mm”. Purtroppo le dimensioni dei perni quadri a causa di una inclinazione di 2° non possono essere misurate in modo attendibile con gli attrezzi di misurazione tradizionali. Suggerimento: Se avete problemi con i prodotti della concorrenza, potete incaricarci di eseguire la misurazione dietro un piccolo compenso forfettario per le spese sostenute. D: Questo significa che tutti i movimenti centrali sono compatibili con tutte le pedivelle? R: Parliamo soltanto per noi: sì; i movimenti centrali Thun sono compatibili con tutte le pedivelle con fissaggio con perno quadro. D: Ci sono ancora altre norme oltre ai fissaggi con perno quadro? R: Sì, diverse. Con le MTB (mounting bikes) di grande pregio, questi fissaggi innovativi hanno assunto un significato particolare, ma nel campo delle biciclette di classe media non sono di facile smercio a causa di diversi problemi. Sono inoltre molto costosi vista la complessità della loro costruzione e pongono serie problematiche ai processi di assemblaggio, mentre le riparazioni sono molto costose per mancata compatibilità del sistema. 2. PERNO QUADRO DI PRECISIONE D: Avete acquisito esperienze su eventuali discordanze dimensionali nelle pedivelle o per i movimenti centrali? R: In base a serie di misurazioni empiriche su banchi di misura 3D ad altissima precisione 21 abbiamo constatato che la precisione dimensionale dei perni quadri nelle pedivelle è da 3 a 5 volte inferiore rispetto a quella esistente sui perni. Si può quindi dichiarare che la costruzione di un quadro interno è notevolmente più difficoltosa di uno esterno. Suggerimento: Richiedete i disegni delle pedivelle ai Vostri fornitori. D: Le citate discordanze dimensionali a quanti e quali parametri si riferiscono? R: In totale 13: le misure della chiave (2), l’inclinazione delle quattro superfici del perno quadro (4), il pianparallelismo delle superfici dei perni quadri (4), la torsione delle superfici fra di loro (2) nonché lo spostamento centrale dell’asse del perno quadro rispetto all’asse dell’albero (1). Per concludere, la realizzazione di un perno quadro con misure dimensionali corrette rappresenta una sfida oltremodo eccitante dal punto di vista geometrico per biciclette a buon mercato. D: Riveste grande importanza in pratica? R: Senza ombra di dubbio ha una certa rilevanza. Con l’inclinazione di 2° del perno quadro, però, si possono assorbire relativamente bene le discordanze dimensionali durante lo spostamento. Ma anche in questo caso, tutto ha un limite. Nei casi normali, i componenti si adattano fra di loro senza problematiche. 22 3. COPPIA DI SERRAGGIO, IMPIEGO DI GRASSO D: Si riscontrano differenze durante il montaggio di pedivelle in acciaio e/o alluminio? R: Utilizzando i soliti attrezzi di montaggio: nessuna. Ma se siete disposti, per es. ad investire in Tensor DS di Atlas Copco, si aprono per Voi prospettive molto interessanti (vedi qui di seguito), se si considera la misurazione dell’angolo di rotazione. D: Qual è il contenuto della Vostra raccomandazione per la coppia di serraggio? R: Le nostre viti hanno una classe di resistenza 10.9, su richiesta anche 12.9. Già con la classe di resistenza 10.9 potete lavorare con una coppia di serraggio di ca. 40-45 Nm. D: Le viti o i perni quadri devono essere ingrassati? R: In entrambi i casi Vi sconsigliamo di utilizzare il grasso. Il grasso non deve essere utilizzato né per le viti né per i perni quadri, dato che può influire sulle caratteristiche di attrito in modo incontrollato. D: E se ciononostante si dovesse impiegare del grasso? R: Viti M8x1: Si deve assolutamente impedire che il grasso penetri sotto la testa della vite. E’ quindi preferibile che una piccola quantità di grasso (bastano soltanto pochi mm³) venga applicata sul foro M8x1. Durante l’avvitamento, il grasso si distribuisce da solo. Attenzione: ridurre la coppia di serraggio di ca. il 20%! Perni quadri: il grasso sui perni quadri riduce l’attrito. Quindi il perno quadro della pedivella con uguale coppia di serraggio continuerà a scorrere sul perno quadro. Suggerimento: Si può ricorrere a questo trucco per realizzare una linea catena più piccola di alcuni mm, ma occorre procedere con precauzione! Perché quando l’ingrassaggio dei perni quadri avviene “occasionalmente”, si avranno grossi problemi con linee catena, che mostrano grandi differenze fra di loro ed altre problematiche potrebbero sorgere durante la regolazione del deragliatore, la collisione del lato interno della pedivella con la calotta ecc. 4. RACCOMANDAZIONE PER LE CHIAVI D: Quali sono le chiavi raccomandate per il montaggio delle pedivelle? R: Sono valide le indicazioni fornite per il montaggio delle calotte. Raccomandiamo chiavi ad impulsi o ancora meglio chiave elettriche di Atlas Copco Tools, per es. il Tensor DS. D: Quali sono i vantaggi delle chiavi elettriche? R: La programmazione rende possibile una scelta particolareggiata di parametri per ogni caso di avvitamento. Esempio: Per il montaggio di pedivelle in acciaio o alluminio o calotte destre o sinistre. In questi casi, le forze di bloccaggio richieste sono diverse e influiscono su molti fattori come coppia di serraggio, numero di giri o angolo di rotazione. Tutti questi fattori possono essere presi in considerazione con Tensor DS. Si dovranno inoltre considerare anche tutti i fenomeni di assestamento del raccordo filettato, è possibile illuminare il punto di avvitamento con LED ecc. Su richiesta è possibile arricchire queste fasi con la documentazione di tutti i parametri di avvitamento per ogni bicicletta, la visualizzazione dei risultati di avvitamento, la trasmissione senza fili dei dati, statistiche, analisi Cmk/Cpk ecc. Suggerimento: FateVi consigliare gratuitamente da Atlas Copco Tools, per prepararVi una soluzione tecnicoconcettuale. Noi cureremo i Vostri contatti. 5. LINEA CATENA PRECISA CON DEFINIZIONE DELL’ANGOLO DI ROTAZIONE D: Per l’impostazione rapida del deragliatore sarebbe auspicabile che la linea catena resti – se possibile – costantemente uguale all’interno di una serie di prodotti. Come la si può realizzare? R: La risposta è un assemblaggio con la predefinizione dell’angolo di rotazione. La possibilità di programmare l’angolo di rotazione è uno dei vantaggi più importanti di Tensor DS di Atlas Copco. Come premessa fondamentale vale quanto segue: Una vite con un filetto M8x1 compie -con una rotazione completa di 360° - un abbassamento di 1 mm, quindi scende più in basso di 1 mm. Questa riflessione apparentemente banale comporta però una prospettiva oltremodo interessante. La procedura sarà la seguente: (1) durante un montaggio di prova si monta la pedivella destra, misurando contemporaneamente l`angolo di rotazione e la linea catena. La vite viene serrata fintanto che la linea catena non raggiunge la giusta misura. A questo punto occorre annotarsi l’angolo di rotazione e programmare Tensor DS aggiungendo 30° all’angolo di rotazione (per compensare fenomeni di assestamento nel perno quadro e nel filetto) (2) L’operaio posiziona la vite nel foro del perno. La coppia di serraggio è innanzitutto minima fino all’appoggio della testa sulla spalla della pedivella. Quando la testa della vite appoggia sulla spalla della pedivella, subisce un momento contrario. In base a questo momento contrario, la chiave riconosce che la vite ha l’appoggio della testa e inizia la misurazione dell’angolo di rotazione. Nello stesso momento la coppia di serraggio viene aumentata, per es. fino a 45 Nm. Tensor DS avvita fino a raggiungere l’angolo di rotazione programmato. Fantastico: la linea catena è perfetta! D: Questa procedura è adatta alle pedivelle in acciaio e alluminio? R: Questa procedura funziona in modo sicuro ed attendibile soprattutto con le pedivelle in alluminio. In base all’avvitamento dell’angolo di rotazione si possono programmare diversi dimensioni, in modo da poter garantire un avvitamento sicuro. D: Quali sono i motivi, in caso di pedivelle in accaio, per delle differenze più grandi? R: Le pedivelle in alluminio a prezzi vantaggiosi - a prescindere dalla loro provenienza 23 - hanno una resistenza relativamente identica di ca. 100-120 HB. Le differenze della resistenza nelle pedivelle in acciaio sono di maggiore entità. Inoltre, nel caso, in cui si utilizzi dell’alluminio, il materiale è più elastico. Si deve supporre che con la pressione assiale esercitata dalla vite si possono compensare al meglio le discordanze dimensionali nei due perni quadri grazie all’adattabilità dell’alluminio. D: L’effetto “Stick-slip” ha ripercussioni sul raccordo o sulla tecnologia delle chiavi di serraggio? R: L’effetto “Stick-Slip” (effetto di aderenza e scorrimento, che ha luogo come “saltellamento”) è causato dalla differenza prodottasi fra aderenza e scorrimento. Questo fenomeno può rivestire una certa importanza in numerosi raccordi filettati. In linea di massima si può affermare che la chiave Tensor DS è particolarmente adatta a ridurre al minimo l’effetto “Stick-Slip” durante il serraggio grazie alla possibilità di programmazione dei diversi numeri di giri. 24 CAPITOLO 4: INDICAZIONI GENERALI PER IL MON TAGGIO, LA SICUREZZA E LA DURATA 1. PROCEDURA DA SEGUIRE IN CASO DI RECLAMO D: Qual è la procedura ottimale da seguire in caso di reclamo, che dipende eventualmente dal montaggio? A: Quando si viene a sapere da un Concessionario o dai consumatori che ci sono stati dei reclami, che dipendono dal montaggio di movimenti centrali o pedivelle, occorre procedere nel modo seguente: a) informate il Vostro interlocutore presso Thun e comunicate il problema del con sumatore. Il nostro collaboratore farà ritirare immediatamente la bicicletta – naturalmente a gratis. Per permetterci di effettuare una ricerca approfondita dei difetti sarà di vitale importanza che non sia stata apportata alcuna modifica allo stato originale della bicicletta. Biso gna anche tralasciare di tentare una riparazione o svitare componenti di qual siasi genere ecc. b)esamineremo subito in modo profes- sionale il problema sorto, Vi informeremo sul risultato ed eventualmente discutere mo con Voi tutte le opzioni valide, per impedire il riprodursi di tale problema in futuro. Verrà inoltre chiarito, se la bici cletta verrà riparata o sostituita e chi dovrà sostenere i costi. 2. SICUREZZA E DURATA D: Come viene valutata la durata dei movimenti centrali Thun? R: La durata dei movimenti centrali viene valutata applicando due criteri: sicurezza del prodotto (rottura del perno) e usura (durata dei cuscinetti a sfere). La sicurezza viene definita a partire dall’1.1.2006 dalle norme EN. Tutti i movimenti centrali Thun dispongono di certificazioni prescritte da una delle rispettive norme. Queste certificazioni vengono prodotte da laboratori di prova esterni ed accreditati e rinnovate regolarmente. Suggerimento: Richiedete tali certificati a noi o ai nostri concorrenti. Controllate anche, se i certificati sono stati emessi da un istituto di prove accreditato - altrimenti non sono validi. L’usura e/o la durata dei movimenti centrali non sono prescritti da norme. Però sappiamo che l’uso esclusivo di cuscinetti a sfere industriali è estremamente avanzato rispetto alle calotte tradizionali (BSA o Thompson)”. 25 I calcoli danno una durata di esercizio dei cuscinetti a sfere e/o movimenti centrali di ca. 50.000 km ed oltre. D: Esiste una correlazione fra sicurezza e durata? R: Nessuna correlazione diretta, ma indiretta. Questa procedura viene da noi designata come ridondanza. Thun è l’unico produttore che ha messo in stretta correlazione la durata con la sicurezza, per ottimizzare il criterio ampiamente più importante della sicurezza. Come risulta dalla teoria della resistenza di esercizio dei componenti, nella tecnologia è generalmente noto che qualsiasi componente si può rompere in qualsiasi momento. Per esempio, soltanto per motivi di peso, nessun aereo sarebbe in grado di alzarsi, se tutti i componenti fossero solidi per l`eternità. Il nostro scopo è quello che - per motivi di sicurezza - l’usura dei movimenti centrali abbia sempre luogo prima che inizi il rischio di rottura. Perché sarebbe fatale, se la durata fosse più lunga del periodo, in cui il perno potrebbe potenzialmente rompersi. Quando un movimento centrale, che ha un certo gioco, sviluppa rumori o scricchiola, si è avvertiti che si sta abbandonando la zona di sicurezza e che si dovrebbe sostituirlo. Infatti l’usura è uno strumento artificioso della manutenzione, per aumentare la sicurezza del prodotto nel singolo caso concreto. 26 D: Qual è la manutenzione da adottare per un movimento centrale? R: Il movimento centrale è esente da manutenzione. Il maggior pericolo per ogni movimento centrale - a prescindere dalla sua origine - è la pulitura con dispositivi ad alta pressione. In questo caso esiste il rischio che il liquido di pulitura venga spinto ad alta pressione nei cuscinetti a sfere e che sia quindi lavato via dal grasso del cuscinetto. I nostri cuscinetti a sfere hanno guarnizioni metalliche, che sono più stabili delle guarnizioni elastiche in nylon della concorrenza. In generale si dovrebbe evitare la pulitura con dispositivi ad alta pressione e questo anche per proteggere tutti gli altri supporti come pedali, ruota libera, cambio posteriore, mozzi ecc. Suggerimento: Nell’opuscolo ci deve essere un chiaro richiamo ad evitare la pulitura con dispositivi ad alta pressione. 3. SAFALLAMENTO ASSIALE E RADIALE DEI PERNI QUADRI E/O DELLE PEDIVELLE D: Come si deve valutare il verificarsi di un errore di eccentricità? R: I perni quadri – soprattutto nelle pedivelle – sono difficilmente governabili dal punto di vista della tecnica di produzione. Con una serie di misure delle guarniture catena su un banco di misura 3D di un laboratorio accreditato per le misurazioni abbiamo stabilito che che gli ingranaggi – soltanto in seguito ad errori dimensionali nei perni quadri – evidenziano un errore di eccentricità superiore a 1,0 mm, nonostante l’albero mostri un errore di oscillazione radiale inferiore a 0,1 mm. Se su una guarnitura montata in uno dei nostri movimenti centrali rilevate un errore di eccentricità, questo - molto probabilmente ha origine nel quadro della pedivella destra e/o dell`ingranaggio. Ha poco senso ricercare l’errore nel movimento centrale. Questa asserzione - tenuto conto della documentata precisione dei perni quadri - vale soltanto per i movimenti centrali Thun. I movimenti centrali dei nostri concorrenti evidenziano errori di oscillazione radiale, da cui potrebbe scaturire l’errore di eccentricità. Suggerimento: Per i problemi afferenti l’errore di eccentricità possiamo supportarVi con il nostro know-how, utilizzando la tecnica di misurazione ad alta precisione. dei pericoli fino allora sconosciuti, è obbligato a comunicarli immediatamente. D: La posizione radiale del perno quadro nelle pedivelle riveste ancora una certa importanza? R: Durante le prove sul banco di prova abbiamo constatato che l’allineamento tradizionale del perno quadro nella pedivella è particolarmente vantaggioso. Secondo la tradizione, misura diagonale significa asse centrale della pedivella. Ci sono però fabbricanti che posizionano il perno quadro nelle pedivelle ruotato di 45°. Questo comporta svantaggi durante il test dinamico a causa della iniziazione delle forze nell’albero. Dal momento che non si può escludere che anche durante la pedalata possano prodursi dei deficit di sicurezza, sconsigliamo l’impiego di tali pedivelle. Questo svantaggio di tipo geometrico riguarda tutte le versioni del movimento centrale, anche quelle della nostra concorrenza. D: Che cosa si deve fare nel caso di “collisioni” di pedivelle con calotte? R: Queste collisioni sono molto spiacevoli, dal momento che non sono assolutamente necessarie. Alcuni fabbricanti di guarniture compiono sforzi enormi per determinate guarniture, per ridurre e/o impedire la compatibilità dei sistemi. Questo avviene o quando l`ingranaggio o l`interno delle pedivelle sono progettati in modo da entrare in contatto con il diametro esterno della calotta destra o quando le teste delle pedivelle sono più lunghe di ca. 5 mm verso l’interno e toccano il lato frontale della calotta sinistra e/o destra. Suggerimento: Inviate un reclamo al Vostro fornitore e richiedete l’eliminazione del difetto. 4. EFFETTO TEMPERATURA D: Temperature basse o alte hanno una certa importanza? A: No. Né durante il montaggio (in cui di solito c’è una temperatura di ca. 15-25°) né con temperature estreme si hanno problemi utilizzando le biciclette. Poliammidi moderne, anche nel campo di temperature alte o basse, sono molto resistenti, stabili intrinsecamente ed efficienti. I nostri movimenti centrali sono utilizzati sia in Scandinavia a temperature estremamente basse che in Tunisia con temperature estremamente elevate. 5. COLLISIONE PEDIVELLE/CALOTTE 6. ALTRE RACCOMANDAZIONI D: Per quale motivo è molto importante sapere a quali componenti ed i loro vantaggi e svantaggi specifici si devono combinare i movimenti centrali Thun? R: Secondo la cosiddetta “decisione della Honda” presa dalla Corte Suprema, il fabbricante è obbligato a controllare il prodotto. L’obbligo di verifica del prodotto si estende anche a prodotti di terzi, che possono essere entrati in contatto con i propri prodotti. Se dalla combinazione dei prodotti propri con quelli di terzi dovessero derivare dei pericoli, i fabbricanti dovranno tenerne conto durante la verifica del prodotto. Se il fabbricante – durante tale controllo - dovesse individuare D: Thun raccomanda di utilizzare grasso soltanto, quando – come è stato documentato – riduce i rumori. Ma perché il grasso viene impiegato così sovente? R: Lo possiamo chiarire soltanto per motivi “storici”. Fino a ca. 10 anni fa i cosiddetti calotte BSA erano molto diffusi – e lo sono ancor oggi nelle biciclette a buon mercato provenienti dal Sud Europa o dal lontano oriente. Nelle calotte BSA, il grasso deve essere introdotto manualmente nella pista delle sfere calotte in acciaio e in questa occasione il grasso deve essere applicato sul filetto. Questa operazione era persino raccomanda27 bile per i telai in acciaio allora molto diffusi, i cui filetti - a causa della saldatura - erano deformati. Anche le calotte in acciaio erano deformate a causa della cementazione. Inoltre si dovrebbe impedire la ruggine per attrito, dal momento che questi cuscinetti BSA di pessima qualità dovevano essere regolati o smontati di frequente. C’erano anche altri buoni motivi per impiegare il grasso. Queste motivazioni, però, al giorno d’oggi non sono più valide per i movimenti centrali Cartridge esenti da manutenzione e di lunga durata e per tutti i fornitori. D: Ci sono altri problemi collegati al grasso? R: Al momento dell’acquisto il grasso non è gratuito. Il grasso potrebbe provocare allergie agli operai e quindi i telai e i componenti – dopo essere entrati in contatto con mani sporche di grasso – dovrebbero essere puliti, operazione che comporta dei costi. Tutto ciò rappresenta dei costi, che durante l’anno potrebbero sommarsi e dare un importo finale in €uro di ben 5 cifre. D: Le pedivelle, durante il montaggio, potrebbero rompersi assialmente? R: Sì, questo può avvenire soprattutto nelle pedivelle in alluminio. Però si tratta di un problema che non dipende dal fornitore dei movimenti centrali. Una rottura assiale della pedivella (la cosiddetta spaccatura) può essere un’indicazione importante, per capire che la pedivella è stata sollecitata troppo durante l’azionamento del perno quadro dell’albero – per esempio con una coppia di serraggio troppo elevata. Potrebbe esserci inoltre la presenza di grasso sul perno quadro o nei fori filettati ecc. Inoltre le pedivelle in alluminio possono mostrare delle cavità da ritiro nella zona dei perni quadri, soprattutto quando sono state fuse. A seconda della posizione delle cavità da ritiro rispetto agli sforzi di trazione nelle pedivelle sotto carico, questo può essere l’inizio della rottura sia subito dopo il montaggio che successivamente - in qualsiasi momento - durante la pedalata. “Per fortuna” le pedivelle tendono a rompersi già durante l’assemblaggio e questa sarebbe la migliore delle due opzioni. I punti delle cavità da ritiro non sono individuabili dall’esterno e quindi particolarmente pericolosi. Suggerimento: In caso di rotture assiali controllate innanzitutto il momento torcente, l’impiego di grasso ecc. Nel caso concreto di 28 ipotesi di cavità da ritiro Vi raccomandiamo la tomografia computerizzata, che viene eseguita da istituti specializzati. D: Ci sono eventuali problemi durante il montaggio dei cavi luci, se sono stati inseriti all’interno del telaio? R: Nel Nordeuropa è prassi corrente che i cavi luci vengano posati all’interno del telaio. Per evitare una riparazione dispendiosa con la bicicletta già montata, i cavi luci non devono essere danneggiati durante il montaggio del movimento centrale. Ci si deve quindi assicurare che per i cavi luci ci sia spazio sufficiente fra diametro interno della scatola e diametro esterno del movimento centrale. Nei nostri movimenti centrali il diametro esterno ammonta a max. 30 mm. I nostri concorrenti sono svantaggiati dal punto di vista progettuale e costruttivo, dal momento che il loro diametro esterno arriva fino a 31 mm. Lo spazio per il passaggio del cavo è proprio di 1,5 mm. Questo può comportare lo schiacciamento o la rottura del cavo luce. La conseguenza è uno smontaggio e riparazioni molto costose. D: Durante la cosiddetta ispezione al momento della consegna è ancora possibile serrare le calotte? R: Teoricamente sì, ma in pratica è molto dispendioso. Tenuto conto della disponibilità di chiavi standardizzate per perni quadri presso tutti i fornitori di movimenti centrali, il controllo e l’eventuale riavvitamento delle calotte non è più possibile, a meno che non si smontino prima le pedivelle. Ma questa operazione – per la presenza del carter o del cambio posteriore sul lato destro – è esageratamente costosa. Se si analizza il risultato si potrà affermare che il montaggio deve avvenire secondo lo stato dell’arte più avanzato. SOMMARIO E VISTA “Una previsione è difficile, soprattutto quando si tratta del futuro” (Sir Winston Churchill) Cerchiamo di prevedere il nostro futuro, per es. nel 2012. Azzardiamo lo scenario seguente. Il processo di concentrazione dei Vostri fornitori è drammaticamente avanzato. Dei quasi mille fabbricanti di diversi componenti attivi in tutto il mondo ne sono rimasti al max. 5-7 per ogni gruppo. Al posto dei 9 fornitori di movimenti centrali cartridge esistenti oggi in tutto il mondo ne resteranno ancora soltanto 3 o 4 (come già adesso per mozzi con cambio interno). Thun è invece presente! Noi combattiamo per realizzare questo target. Delle migliaia di commercianti di biciclette esistenti in tutto il mondo nelle diverse catene di distribuzione è scomparso dal mercato ben l’80%. Dei ca. 700 fabbricanti di biciclette attivi a livello di globalizzazione nel 2008 ne sono rimasti soltanto 150-200. Ma Voi ce l’avete fatta. Le nostre più vive felicitazioni!! Ma che cosa si possono aspettare da Voi questi pochi clienti estremamente esigenti e ben addestrati? Sicuramente si stanno aspettando il look attuale, un buon equipaggiamento, una buona logistica ed i prezzi più vantaggiosi. Questo è il Vostro job, qui c’è il Vostro know-how e il Vostro successo. Ma questo da solo non basta. Dovrete inoltre soddisfare le seguenti esigenze: - - - - - - - certificazione della Vostra gestione della qualità secondo l’ISO 9001:2008 strategia 6 Sigma per l’intera impresa documentazione di tutti i processi di montaggio e precisamente per ogni singola bicicletta prodotta indice dell’idoneità della macchina e/o del processo: Cmk> 1,5; Cpk> 1,33 tracciabilità digitale “upstream” e “downstream” Presso la Vostra sede: auditing di prodotti, processi e sistemi da parte dei Vostri clienti Da parte Vostra: auditing di prodotti, processi e sistemi presso i Vostri fornitori (tramite Voi o Vostri incaricati) Questo significherà riporre grandi esigenze nei Vostri confronti, nei confronti della Vostra organizzazione e dei Vostri collaboratori. Ma tocca a Voi affrontare il problema: il futuro inizia oggi e …ogni giorno conta! 29 Thun è l’unico produttore al mondo che non Vi lascia soli a fronteggiare tali problematiche. Altri potrebbero essere eventualmente più a buon mercato, perché pensano di poterselo permettere. Altri – forse - Vi potranno anche illustrare piccoli vantaggi, se acquistate il loro prodotto – che però sono irrilevanti per il Vostro successo. Ma soltanto Thun potrà mettersi al Vostro fianco e supportarVi nel migliore dei modi – non soltanto come fornitore, ma anche come Vostro partner. Perché noi sappiamo che soltanto insieme potremo costruire il futuro. LETTERATURA RACCOMANDATA: Atlas Copco: introduzione alla tecnica di filettatura Atlas Copco: sicurezza di processo nella filettatura Atlas Copco: metodi statistici per l’analisi di ogni singolo caso di filettatura Atlas Copco: controllo e calibratura nella tecnica di filettatura (Tutti i cataloghi Atlas Copco possono essere ordinati gratuitamente sul sito www.atlascopco.com oppure presso di noi) Si deve inoltre raccomandare la rappresentazione estremamente ampia di tutti gli aspetti della gestione di qualità (rappresentazione particolareggiata della statistica, valutazioni dei rischi, economicità, diritti, corsi di addestramento ecc.): Manuale Masing per la gestione della qualità Edito da Tilo Pfeifer e Robert Schmitt edizione completamente rielaborata ISBN: 978-3-446-40752-7 30 ASSEMBLYTEAM 32 Alfred Thun GmbH & Co. KG Peddenöde 6 D-58256 Ennepetal phone: +49 (0) 23 33/836 - 0 fax: +49 (0) 23 33 /836 150 [email protected] www.thun.de