CONFINDUSTRIA
Campania
Bilancio di previsione della Regione
Campania per l’anno 2010
Osservazioni
Premessa
La programmazione finanziaria della Regione Campania recepisce e sconta
elementi di complessità finanziaria e normativa, tra i quali:
•
•
norme statali che impattano sulla finanza locale
un federalismo fiscale incompiuto.
Il Bilancio annuale 2010 della Regione Campania evidenzia che ogni
preventiva indicazione contabile è ancora una volta fortemente condizionata
da vincoli pressanti dovuti ad alcune destinazioni obbligate, quali:
•
•
dal lato dell’entrata, imperversa il finanziamento della spesa sanitaria tramite
IRAP e IRPEF;
dal lato della spesa, continua a sussistere un forte indebitamento della Regione
e la prevalenza di destinazione delle risorse al funzionamento della macchina
amministrativa (spese per il personale e per il funzionamento del Consiglio
Regionale).
2
Entrata
• Titolo I – Tributi propri – quote di tributi erariali euro
7.330.862.668,84
• Titolo II – Trasferimenti correnti
euro
3.832.856.990,33
• Titolo III – Entrate extratributarie
euro
261.077.457,42
• Titolo IV – Trasferimenti in c/capitale
euro
1.985.272.729,39
• Titolo V – Mutui, prestiti, operazioni creditizie
euro
1.447.000.000,00
• Titolo VI – Contabilità speciali
euro
3.203.411.000,00
• Avanzo di amministrazione
euro
729.900.000,00
Totale entrata
euro
18.790.380.845,98
3
Entrata:
Considerazioni generali
• Le entrate del Bilancio regionale sono vincolate
pesantemente dal finanziamento del disavanzo
sanitario attraverso l’IRAP e l’IRPEF.
• A causa della necessità di finanziare tale deficit, infatti,
non solo non è possibile prevedere una riduzione di tali
imposte, ma si prevede in Campania l’applicazione
della massima aliquota dell’addizionale regionale.
4
Spesa
• Titolo I - Spesa corrente
euro 11.938.327.554,10
• Titolo II - Spesa di investimento
euro 2.426.723.379,82
• Titolo III - Rimborso prestiti e mutui
euro 1.221.918.912,06
• Titolo IV - Contabilità speciali
euro 3.203.411.000,00
Totale spesa
euro 18.790.380.845,98
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Spesa:
trend ultimo triennio
Negli ultimi tre esercizi, la Regione ha aumentato le spese correnti
Spesa corrente – Spesa di investimento
Confronto Bilanci Previsionali 2008 - 2010
Valori in Milioni di euro
Spesa corrente
Anno 2008 11.603.108.422
Anno 2009 11.667.707.046
Anno 2010 11.938.327.554
Spesa di investimento
Anno 2008 2.421.266.649
Anno 2009 2.273.279.102
Anno 2010 2.426.723.379
6
Spesa Sanitaria:
trend ultimo triennio
2008 9,2miliardi
2009 9,4miliardi
2010 9,6miliardi
49,7% della spesa totale
51,2% della spesa totale
60% della spesa totale
La Spesa Sanitaria in valore assoluto sembra quasi immutata, ma come si
può evincere, il suo peso è aumentato più di dieci punti percentuali dal
2008 al 2010.
L’aumento di peso all’interno del bilancio però non trova riscontro in un
aumento della qualità del servizio. Come si desume da uno studio
SVIMEZ 2009, condotto su dati ISTAT, l’indice di qualità dell’assistenza
ospedaliera in Campania passa da 26.88% del 2000 a soli 19.35% del
2007.
7
Spesa:
situazione immutata - nessun miglioramento
La Regione ha appostato – dei circa 14,5 miliardi complessivi di spesa
corrente e di investimento – solo:
• 110 milioni per lo sviluppo economico, di cui:
- 20 M al turismo e all’industria alberghiera
- 8,5 M all’industria e alle fonti energetiche.
• 32.000 euro
al cofinanziamento regionale dei progetti comunitari.
Inoltre, risultano aumentate le spese di funzionamento della Regione (650M
nel 2009 e 716 nel 2010) e praticamente immutata la spesa sanitaria (9,4
miliardi nel 2009 e 9,6 miliardi nel 2010).
8
Spesa Sviluppo economico
SPESE CORRENTI per complessivi euro 28.275.310,57 ripartiti nelle seguenti funzioni obiettivo:
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•
turismo e industria alberghiera per euro 15.025.000,00;
industria e fonti energetiche per euro 200.000,00;
Artigianato per euro 1.234.000,00;
Risorse del sottosuolo per euro 430.000,00;
commercio per euro 1.686.310,57;
sperimentazione, informazione, ricerca e consulenza in agricoltura per euro 2.480.000,00;
produzione agricola, agroalimentare, mercati agricoli e consulenze mercantili per euro 1.410.000,00;
credito agrario per euro 1.750.000,00;
rafforzamento sistema produttivo regionale per euro 4.000.000,00.
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SPESE D’INVESTIMENTO per complessivi euro 81.741.910,90 ripartiti nelle seguenti funzioni obiettivo:
interventi per lo sviluppo zone montane per euro 58.000,00;
agricoltura per euro 800.000,00;
turismo e industria alberghiera per euro 5.390.000,00;
industria e fonti energetiche per euro 8.350.000,00;
artigianato per euro 47.000,00;
risorse del sottosuolo per euro 170.000,00;
commercio per euro 8.000,00;
sperimentazione, informazione, ricerca e consulenza in agricoltura per euro 9.718.927,01;
produzione agricola, agroalimentare, mercati agricoli e consulenze mercantili per euro 1.750.000,00;
Credito agrario per euro 9.319.643,89;
interventi per il rafforzamento del sistema produttivo regionale per euro 46.130.340,00.
Si conferma un trend in diminuzione delle risorse destinate al turismo (32,5 Ml nel 2008 – 20, 4 Ml nel
2009 e nel 2010).
Da approfondire la destinazione delle risorse relative alla funzione obiettivo: “rafforzamento sistema
produttivo regionale”, pari a circa 50 milioni di euro, e “industria e fonti energetiche”, pari a 8,5
9
milioni di euro.
Spesa energia:
attenzione agli sprechi in consulenze
La Giunta Regionale della Campania ha approvato con il decreto
dirigenziale n. 531 del 6 ottobre 2009 l’avviso pubblico di finanziamento
di audit energetici, progettazioni preliminari e definitive di interventi di
riqualificazione negli edifici pubblici per i Comuni dell’area dei Regi
Lagni.
La Confindustria Campania auspica che la maggior parte dei fondi non
vengano dissipati in consulenze, ma siano utilizzati realmente per ridurre
il deficit del bilancio energetico della Campania attraverso l’attuazione e
la promozione di politiche di diffusione e di incentivazione all’utilizzo di
fonti energetiche rinnovabili (solare, eolica e delle biomasse) per arrivare
a coprire il 28% del fabbisogno energetico campano; così come richiesto
dalla U.E.
10
Spesa in Infrastrutturazione, tutela
e valorizzazione del territorio
SPESE CORRENTI per complessivi euro 939.189.914,76 ripartiti nelle seguenti funzioni obiettivo:
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valorizzazione delle risorse ambientali per euro 159.570.636,86;
edilizia abitativa per euro 20.000.000,00;
interventi straordinari per euro 225.000,00;
programmazione, progettazione, potenziamento e sviluppo del sistema dei trasporti regionali per euro 15.235,48;
gestione delle infrastrutture dei servizi di trasporto per euro 738.279.042,42;
interventi sul territorio agricolo, bonifiche ed irrigazioni per euro 10.608.000,00;
forestazione, caccia e pesca per euro 10.492.000,00.
SPESE D’INVESTIMENTO per complessivi euro 551.621.680,20 ripartiti nelle seguenti funzioni obiettivo:
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•
valorizzazione delle risorse ambientali per euro 109.410.588,65;
edilizia abitativa per euro 66.507.406,21;
programmazione, progettazione, potenziamento e sviluppo del sistema dei trasporti regionali per euro 450.000,00;
gestione delle infrastrutture dei servizi di trasporto per euro 29.159.057,34;
interventi sul territorio agricolo, bonifiche ed irrigazioni per euro 7.000.000,00;
forestazione, caccia e pesca per euro 137.044.628,00;
piano forestale regionale per euro 200.000,00;
politiche di sostegno per gli investimenti degli enti locali e soggetti economici della Regione Campania per euro 201.850.000,00.
Condivisibile il forte impegno sui trasporti, mentre alcuni approfondimenti meriterebbe la voce
“Valorizzazione delle risorse ambientali”, che dopo quelle riferite ai trasporti, rappresenta la funzione
obiettivo più finanziata, ma, dal bilancio non si evincono le azioni destinatarie delle risorse.
Qualche chiarimento merita la voce “politiche di sostegno per gli investimenti degli enti locali e soggetti
economici della Regione Campania”.
11
Spesa d’investimento
in infrastrutture e trasporti:
relazione con la Crescita economica
Il settore trasporti nella Regione Campania conta 130.000 addetti e 17.000 aziende
(10% del totale regionale, 7,5% della media nazionale)
Il Valore Aggiunto del settore è pari a circa 8,7miliardi di euro (10% circa del
totale regionale) ed è aumentato del 3% negli ultimi anni. (ACAM, 2009)
Confindustria Campania condivide la scelta di investire in tale ambito in quanto
come mostra anche la Teoria Economica esiste una relazione positiva tra
investimenti in infrastrutture e reddito pro-capite. Tale relazione deriva dall’effetto
del moltiplicatore della domanda, il quale produce effetti positivi nel breve
periodo; in modo particolare se la spesa per le infrastrutture rimane interna alla
Regione consentendo così la realizzazione di un rapporto positivo tra interventi in
infrastrutture e crescita del reddito.
Tali investimenti continuerebbero ad essere produttivi anche nel lungo periodo se
le opere pubbliche realizzate riuscissero a sfruttare il cosiddetto moltiplicatore di
sviluppo.
12
Spesa forestazione, caccia e pesca
Soffermandoci solo sulla voce forestazione si sottolinea che in alcuni casi l’assunzione della manodopera
forestale è stata spesso finalizzata a mantenere un minimo livello occupazionale nelle aree marginali
interne e quindi come strumento a puri fini assistenziali piuttosto che per la concreta realizzazione di
interventi sul territorio.
In alcuni casi il settore forestale, infatti, è diventato un ambito preferenziale per la stabilizzazione degli
operatori impiegati in lavori cosiddetti socialmente utili (Dl 1/12/1997 n. 468); in Campania, difatti, gli
operai stagionali hanno avuto i contratti trasformati in rapporti di lavoro a tempo indeterminato presso
l’amministrazione pubblica.
Nonostante siano state realizzate azioni di razionalizzazione delle Comunità Montane, volte ad una
razionalizzazione dei costi e ad una più efficace azione sul territorio, sono stati attivati una serie di corsi
professionali per operatori idraulico forestali volti evidentemente a delle assunzioni.
Paragonando i dati delle regioni del sud, si può facilmente notare che in quanto all’importo della spesa la
Campania è seconda solo alla Sicilia ed entrambe non sono regioni montane.
Basilicata
Spesa pubblica (in
migliaia di euro)
155.267
Dipendenti enti
pubblici a tempo
indeterminato
Dipendenti enti
pubblici a tempo
determinato
Dipendenti enti
pubblici totale*
Calabria
Campania
Puglia
Sardegna
Sicilia
178.065
334.328
192.438
108.386
431.482
5.000
2.940
240
4.000
875
2.100
750
2.500
15.270
5.040
990
6.500
30.000
6.100
6.200
7.000
11.200
*I dati tengono conto delle assunzioni o delle stabilizzazioni previste nel 2004
13
Spesa Formazione, ricerca e sviluppo
della cultura e delle risorse umane
SPESE CORRENTI per complessivi euro 70.361.134,59 ripartiti nelle seguenti funzioni obiettivo:
•
•
•
•
•
•
scuola per euro 50.310.000,00;
attività culturali per euro 12.098.000,00;
formazione professionale per euro 1.049.000,00;
preavviamento al lavoro per euro 5.970.134,59;
tempo libero per euro 250.000,00;
interventi ed attività di cooperazione con i paesi mediterranei per euro 684.000,00.
SPESE D’INVESTIMENTO per complessivi euro 32.229.000,00 ripartiti nelle seguenti funzioni obiettivo:
•
•
•
•
scuola per euro 15.000.000,00;
attività culturali per euro 3.815.000,00;
formazione professionale per euro 12.414.000,00;
preavviamento al lavoro per euro 1.000.000,00.
Dimezzate le spese di preavviamento al lavoro, in quanto passate da circa 13 milioni di euro del 2009 a 7
milioni nel 2010
La formazione professionale è passata da 1 milione nel 2009 a 13,5 milioni nel 2010: sarebbe utile operare
un confronto con il sistema delle imprese per rilevare il reale fabbisogno formativo al quale tali risorse
saranno destinate.
14
Spesa d’investimento in infrastrutture,
sviluppo e formazione delle risorse umane:
analisi della variazione, Teoria delle Preferenze Rivelate
Infrastrutturazone,
tutela e
valorizzazione del
territorio
Sviluppo
economico
Formazione,
ricerca e
sviluppo della
cultura e delle
risorse umane
Infrastrutturazone
tutela e
valorizzazione
del territorio
%
Sviluppo
economico
%
Formazione,
ricerca e
sviluppo
della cultura e
delle risorse
umane
%
2010
551.621.680,20
81.741.910,90
32.229.000,00
2,935%
0,435%
0,171%
2009
515.720.541,14
67.480.645,71
36.776.129,50
2,809%
0,367%
0,2%
2008
638.626.189,39
62.376.016,00
62.376.016,00
3,459%
0,742%
0,379%
Da questa elaborazione, in base alla Teoria delle Preferenze Rivelate del Governo si può
desumere implicitamente che la Regione ha sempre riversato maggiori risorse nell’ambito
di progetti dedicati alle Infrastrutture, seguiti da quelli per lo Sviluppo economico e,
fanalino di coda, l’ambito della Ricerca e Formazione.
Si desume inoltre che il valore della spesa è comunque diminuito negli ultimi tre anni.
15
Tracciabilità della Spesa:
necessità di maggiore chiarezza e trasparenza
• Per giungere ad una “tracciabilità della spesa regionale” si ritiene che i
capitoli di Bilancio, basati su dizioni di carattere meramente contabile,
dovrebbero essere affiancati da uno schema di tipo economico e
finanziario: solo così si potranno – come per esempio nel caso
dell’U.P.B. “Industria e fonti energetiche dell’Ambito di intervento
“Sviluppo Economico” – rintracciare le vere destinazioni degli
interventi.
• Confindustria Campania, quindi propone all’Assessore competente di
volere istituire un tavolo tecnico per redigere un rendiconto
economico - previsionale e consuntivo – nel quale siano
raggruppate “per destinatario” le poste di bilancio.
• Ciò, consentirebbe alla Regione di poter successivamente valutare
possibili manovre di riequilibrio della spesa proposte dalla valutazione
“del beneficiario finale” (Ente locale, famiglie, imprese, ecc.).
16
Conclusioni
•
Come è anche affermato nella relazione illustrativa al Disegno di
legge, i vincoli che condizionano la manovra di bilancio, limitano le
decisioni di investimenti; conseguentemente le politiche di sviluppo
sono incentrate esclusivamente sull’utilizzo delle risorse
comunitarie.
•
Considerando quindi la debolezza finanziaria della Regione nel
liberare risorse proprie, è necessario uno sforzo in termini di
programmazione e spesa dei fondi comunitari per uscire
dall’obiettivo di convergenza, in considerazione di una contrazione
degli stanziamenti dopo il 2013.
•
Le dinamiche di spesa evidenziano la difficoltà a varare un
programma di riforma strutturale della macchina regionale tale da
garantire un contenimento delle spese correnti e la ripresa di una
politica di bilancio votata in maniera non episodica o casuale
all’incremento della competitività del territorio.
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Conclusioni
•
Non possiamo esimerci dal formulare un giudizio negativo
sull’incremento della pressione tributaria, peraltro non soltanto sui
redditi prodotti dal comparto produttivo, ma anche sui redditi dei
cittadini; e ciò senza che a tale sacrificio sia correlata una chiara
prospettiva di sviluppo ed un significativo e dichiarato
miglioramento dei servizi.
•
Nel contesto socio economico della Regione Campania, già provato
dalle difficoltà dovute alla crisi economica di quest’anno, appare un
atto di miopia politica ricorrere, come è stato fatto anche per gli anni
scorsi, alla leva fiscale, e non invece individuare idonei strumenti di
controllo della spesa che possono certamente assicurare gli
auspicabili interventi strutturali tesi a consolidare una tendenza che
sia capace di liberare risorse verso i settori produttivi, deputati
questi ultimi a generare la crescita della regione e ad attivare
duraturi meccanismi occupazionali.
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Scarica

Bilancio di previsione della Regione Campania per l`anno 2006