UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI PAVIA Ripartizione Personale Docente – Ufficio Concorsi Via Mentana 4 - 27100 PAVIA - tel.(0382)504934/5/6 - fax n.(0382)504933 D.R. n. 306/concorsi IL RETTORE - VISTO il T.U. delle leggi sull’istruzione Superiore, approvato con R.D. 31.8.1933, n. 1592; - VISTA la legge 3.7.1998, n. 210; - VISTA la legge 19.10.1999, n. 370; - VISTO il D.P.R. 23.3.2000, N. 117; - VISTO il D.R. 223/concorsi del 18.3.2001 il cui avviso è stato pubblicato sulla G.U. – IV Serie Speciale – n. 27 del giorno 5.4.2002 con cui sono state indette le procedure di valutazione comparativa per la copertura di n. 9 posti di Professore Universitario di ruolo di II^ Fascia; VISTO il D.R. n. 277/concorsi del 31.7.2002 pubblicato nella G.U. – IV^ Serie Speciale – n. 67 del giorno 23.8.2002, con il quale è stata costituita, fra le altre, la Commissione giudicatrice della procedura di valutazione comparativa per la copertura di n. 1 posto di Professore Universitario di ruolo di II^ Fascia per il Settore Scientifico Disciplinare LART/07 - MUSICOLOGIA E STORIA DELLA MUSICA - presso la Facoltà di MUSICOLOGIA; - ACCERTATA la regolarità formale degli atti consegnati dalla Commissione giudicatrice e costituiti dai verbali delle singole riunioni, dei quali costituiscono parte integrante i giudizi individuali e collegiali espressi su ciascun candidato, nonché dalla relazione riassuntiva dei lavori svolti; DECRETA Sono approvati gli atti della Commissione giudicatrice della procedura di valutazione comparativa per la copertura di n. 1 posto di Professore Universitario di ruolo di II^ Fascia - Settore Scientifico Disciplinare L-ART/07 - MUSICOLOGIA E STORIA DELLA MUSICA presso la Facoltà di MUSICOLOGIA di questo Ateneo. Sono dichiarati idonei, in ordine alfabetico, i seguenti candidati: - Prof. MAYRHOFER Marina - Prof. ZAPPALA' Pietro Pavia, 28.2.2003 IL RETTORE (Roberto SCHMID) F.to VITA FINZI SP/PM 1 PROCEDURA DI VALUTAZIONE COMPARATIVA AD 1 POSTO DI PROFESSORE UNIVERSITARIO DI RUOLO, FASCIA DEGLI ASSOCIATI - PER IL SETTORE SCIENTIFICO-DISCIPLINARE L-ART/07 - FACOLTÀ DI MUSICOLOGIA, INDETTA CON D.R. N. 223/CONCORSI DEL 18/03/2002 IL CUI AVVISTO E' STATO PUBBLICATO SULLA G.U. IV SERIE SPECIALE N. 27 DEL 05/04/2002. VERBALE N. 5 (Relazione finale) Il giorno 4 febbraio 2003 alle ore 9.00 si riunisce presso la Facoltà di Musicologia, Corso Garibaldi 178 in Cremona, la Commissione giudicatrice della suddetta valutazione comparativa, nelle persone di: Prof. Elena Barassi Prof. Antonino Albarosa Prof. Gioacchino Lanza Tomasi Prof. Bruno Brizi Prof. Sergio Martinotti per redigere la seguente relazione finale della presente procedura di valutazione comparativa. La commissione ha tenuto complessivamente n. 7 riunioni iniziando i lavori il 28/10/2002 e concludendoli il 04/02/2003. Nella prima riunione del 28/10/2002 la Commissione ha immediatamente provveduto alla nomina del Presidente nella persona del Prof. Gioacchino Lanza Tomasi e del Segretario nella persona del Prof. Elena Barassi. La Commissione ha rilevato che tra i suoi componenti e tra ciascuno di essi non sussisteva nessuna causa di astensione prevista dall’art. 51 del Codice di Procedura Civile. Ognuno dei membri ha dichiarato di non avere relazioni di parentela ed affinità entro il 4° grado incluso con gli altri commissari (art. 5 comma 2 D.lgs 7/5/1948, n. 1172). La Commissione ha preso visione del Bando e ha stabilito i criteri di massima per procedere alla valutazione comparativa. La Commissione, nel valutare il curriculum, i titoli e le pubblicazioni scientifiche dei candidati, ha preso in considerazione i seguenti criteri: a) originalità ed innovatività della produzione scientifica e rigore metodologico; b) apporto individuale del candidato analiticamente determinato nei lavori in collaborazione; per enucleare l’apporto individuale del candidato, la Commissione terrà conto delle parti firmate o di precisazioni inserite all'interno delle pubblicazioni; c) congruenza dell' attività del candidato con i campi di studio e le metodologie ricompresi nel settore scientifico disciplinare per il quale è bandita la procedura ovvero con tematiche interdisciplinari che li comprendano; 2 d) rilevanza scientifica della collocazione editoriale delle pubblicazioni e loro diffusione all’interno della comunità scientifica; e) continuità temporale della produzione scientifica anche in relazione alla evoluzione delle conoscenze nello specifico settore disciplinare; f) rinomanza nel settore scientifico-disciplinare stabilita anche sulla base di inviti ufficiali a presentare relazioni sia su riviste che a congressi internazionali; g) rilevanza dei premi e dei riconoscimenti conseguiti in relazione all’attività scientifica. Costituiscono, in ogni caso, titoli da valutare specificatamente nella valutazione comparativa: a) l’attività didattica svolta in Italia e all'estero e la sua continuità; in particolare sarà attribuito maggior rilievo agli insegnamenti ufficiali rispetto alla didattica integrativa; b) i servizi prestati negli Atenei e negli Enti di ricerca italiani e stranieri; c) l’attività di ricerca, comunque svolta, presso soggetti pubblici e privati italiani e stranieri; d) i titoli di dottore di ricerca, la fruizione di borse di studio finalizzate ad attività di ricerca; e) il servizio prestato nei periodi di distacco presso i soggetti di cui all'art.3 comma 2 del Decreto legislativo 27/07/99 n.297; f) l’organizzazione, direzione e coordinamento di gruppi di ricerca; g) il coordinamento di iniziative in campo didattico e scientifico svolte in ambito nazionale ed internazionale. La Commissione ha, altresì, stabilito i criteri di valutazione delle prove: § Una discussione sui titoli scientifici presentati; § Una prova didattica (stabilita nell'ambito della declaratoria dell'area tematica del settore scientifico-disciplinare oggetto del bando e connessa con i titoli del candidato) su tema da assegnarsi con 24 ore di anticipo. A tal fine ciascun candidato estrae a sorte tre fra i cinque temi proposti dalla Commissione, scegliendo immediatamente quello che formerà oggetto della lezione. La Commissione terrà conto per la valutazione della chiarezza di esposizione, del grado di conoscenza della materia oggetto d’esame, del grado di padronanza delle tematiche di ricerca oggetto degli eventuali titoli scientifici. Ogni Commissario ha formulato individualmente per ciascun candidato un giudizio per ogni fase della procedura (valutazione titoli e pubblicazioni; prova didattica) così come per ogni fase della procedura la Commissione formulerà un giudizio collegiale per ciascun candidato. Successivamente la Commissione formulerà per ciascun candidato un giudizio complessivo che tenga conto dei singoli giudizi collegiali riguardanti le singole fasi della procedura. Al termine, la Commissione, dopo ponderata valutazione comparativa, sulla base dei giudizi complessivi relativi a ciascun candidato, con deliberazione assunta con la maggioranza dei componenti, dichiarerà i nominativi di non più di due idonei per il posto bandito. Dopo aver individuato i criteri di massima, la Commissione ha preso visione dell'elenco dei candidati compresi nell'elenco fornito dall'Amministrazione (All.1 verb. 1). Ognuno dei componenti ha dichiarato di non avere relazioni di parentela ed affinità entro il 4° grado incluso con i candidati (art. 5 comma 2 D.lgs. 07.05.48 n.1172) e che non sussistevano le cause di astensione di cui all'art. 51 c.p.c. 3 E' stato quindi fissato il calendario delle prove didattiche, come segue: Discussione sui titoli scientifici dei candidati Arbo, Armellini, Careri, Cerchiari, giorno 28/01/2003, ore 8,30. Discussione sui titoli scientifici dei candidati Gialdroni, Guizzi, Mayrhofer, Morazzoni, giorno 28/01/2003, ore 14,00. Prova didattica dei candidati Arbo, Armellini, Careri, Cerchiari giorno 29/01/2003,ore 8,30. Prova didattica dei canditati Gialdroni, Guizzi, Mayrhofer, Morazzoni, giorno 29/01/2003, ore 14,00. Discussione sui titoli scientifici dei candidati: Morelli, Padoan, Pozzi, Rizzuti, giorno 30/01/2003, ore 8,30. Discussione sui titoli scientifici dei candidati: Russo, Sanguinetti, Staffieri, Zappalà, giorno 30/01/2003, ore 14,00. Prova didattica dei candidati Morelli, Padoan, Pozzi, Rizzuti, giorno 31/01/2003, ore 8,30. Prova didattica dei candidati Russo, Sanguinetti, Staffieri, Zappalà, giorno 31/01/2003, ore 14,00. Nella seconda seduta del 27/01/2003 la Commissione, ha accertato che i criteri generali fissati nella precedente riunione sono stati resi pubblici per almeno sette giorni presso l'Albo Rettorale e l'albo della Facoltà che ha richiesto il posto. La Commissione, presa visione dell’elenco dei candidati al concorso trasmesso dall’Amministrazione, delle pubblicazioni effettivamente inviate, delle esclusioni operate dagli uffici e delle rinunce sino ad ora pervenute (v. allegati 1 verb. 2, 2 verb. 2, 3 verb. 2, 3bis verb. 2, 4 verb. 2, 5 verb. 2, 6 verb. 2, relativi ai dott. Arbo, Sanguinetti, Guizzi, Morelli, Pozzi, Rizzuti), ha deciso che i candidati da valutare ai fini del concorso erano n. 10, e precisamente: 1. Armellini Mario; 2. Careri Enrico; 3. Cerchiari Luca; 4. Gialdroni Teresa Maria; 5. Mayrhofer Marina; 6. Morazzoni Anna Maria; 7. Padoan Maurizio; 8. Russo Francesco Paolo; 9. Staffieri Gloria; 10. Zappalà Pietro. Per la valutazione delle pubblicazioni e dei titoli di ciascun candidato la Commissione ha tenuto conto dei criteri indicati nella seduta preliminare del 28/10/2002. Al termine della disamina ciascun membro ha provveduto, caso per caso, alla valutazione della documentazione presentata dai candidati e ha formulato il proprio giudizio. Verificato che i singoli docenti avevano concluso le fasi attinenti alla formulazione dei giudizi personali (All. 9 verb. 2) la Commissione ha preso atto di questi ultimi e li ha uniti al verbale come parte integrante dello stesso. Si è quindi passati alla fase successiva riguardante l’esame e la valutazione collegiale dei titoli e delle pubblicazioni presentati da ciascun candidato (all. 10 verb. 2). 4 Nella seduta del 28/01/2003 e del 30/01/2003 la Commissione, presente al completo, ha predisposto per ogni candidato, cinque buste contenenti ognuna un tema per la prova didattica. I candidati regolarmente convocati sono stati chiamati in ordine alfabetico. Si è poi svolta la discussione sui titoli scientifici presentati da ciascun candidato. Al termine ciascun commissario ha espresso il proprio giudizio e la commissione quello collegiale (All. 1 e 2 verb. 3) e (All. 1 e 2 verb. 3bis). Nella seduta del 29/01/2003 e del 31/01/2003 la Commissione ha provveduto ad ascoltare i candidati in ordine alla prova didattica secondo il calendario predisposto nella seduta del 28/10/2002. Al termine ciascun commissario ha espresso il proprio giudizio e la Commissione quello collegiale. I giudizi dei singoli commissari e quello della commissione (All. 1 e 2 verb. 4) e (All. 1 e 2 verb. 4bis) sono stati allegati al verbale e ne costituiscono parte integrante. Le sedute relative alle prove d'esame si sono svolte pubblicamente. Terminate le prove dei candidati, la Commissione ha iniziato ad esaminare collegialmente gli stessi al fine di formulare il giudizio complessivo che è dato dalla comparazione dei giudizi individuali e collegiali espressi sui candidati in tutte le fasi della procedura di valutazione. I giudizi complessivi formulati dalla Commissione sono stati allegati al verbale n. 4bis (all. 3) e ne costituiscono parte integrante. Al termine, dopo ponderata valutazione comparativa, la Commissione dichiara IDONEI per la procedura di valutazione comparativa ad 1 posto di professore universitario di ruolo, fascia degli associati, per il settore scientifico-disciplinare L-ART/07, Facoltà di Musicologia indetta con D.R. n. 223/concorsi del 18/03/2002 il cui avviso è stato pubblicato sulla G.U. IV serie speciale n. 27 del 05/04/2002, i candidati: · Pietro Zappalà all'unanimità. · Marina Mayrhofer (prof. Gioacchino Lanza Tomasi, prof. Antonino Albarosa, prof. Elena Ferrari Barassi). · Hanno altresì riportato un voto a testa Luca Cerchiari (prof. Bruno Brizi) e Maurizio Padoan (Prof. Sergio Martinotti). La Commissione con la presente relazione finale dichiara conclusi i lavori e raccoglie tutti gli atti concorsuali in un plico che viene chiuso e sigillato con l’apposizione delle firme di tutti i commissari sui lembi di chiusura. Il plico, contenente duplice copia dei verbali delle singole riunioni, dei quali costituiscono parte integrante i giudizi individuali e collegiali espressi su ciascun candidato e duplice copia della relazione finale dei lavori svolti nonché un floppy disk contenente gli atti stessi, viene consegnato dal Presidente al Responsabile del procedimento il quale invierà al Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica, per la pubblicazione sul 5 “Bollettino Ufficiale”, la relazione riassuntiva dei lavori con annessi i giudizi individuali e collegiali. Tali atti saranno resi pubblici anche per via telematica. La seduta è tolta alle ore 18.30. Il presente verbale viene redatto, letto e sottoscritto seduta stante. Cremona, 4 febbraio 2003 LA COMMISSIONE: Prof. Elena Barassi (segretario) ______________________________ Prof. Antonino Albarosa ______________________________ Prof. Gioacchino Lanza Tomasi (presidente) ______________________________ Prof. Bruno Brizi ______________________________ Prof. Sergio Martinotti ______________________________ Allegato 9 verbale 2 del 27/01/03 Giudizi individuali sui titoli Candidato Armellini Mario Mario Armellini. Studioso serio e puntuale, dal curriculum brillante, dalla preparazione ottima, autore, nel 1991, del pregevole volume Le due Armide. Metamorfosi estetiche e drammaturgiche da Lully a Gluck, di una dissertazione di dottorato su Francesco Silvani nonché di altri contributi che ribadiscono la serietà del candidato, pone in evidenza non solo qualità di metodo e di interessi, ma anche concezioni drammaturgiche che denotano sicurezza di origini di formazione e capacità di sviluppo e di approfondimento. Antonino Albarosa Laurea nel 1989 in Discipline delle arti ecc. con Bianconi. Ha partecipato a convegni sul Settecento (Venezia, 1993) e a gruppi di ricerca con Bianconi. Pubblicazioni scientifiche varie dal 1991 il cui tema prediletto è stato Quinault e l'ambiente francese tra Lully e Gluck. Importante il suo libro "Le due Armide": resistenza della Tragédie lyrique in Francia: buon equilibrio dell'insieme. Sergo Martinotti L’attività didattica del candidato è ancora acerba, comprendendo una serie di conferenze e seminari tenuti all’Università di Bologna fra il 1981 e il 1986, una sporadica docenza a 6 tempo determinato nell’anno 2000 presso il Conservatorio di Potenza per due discipline (entrambe rientranti nel settore previsto), una correlazione di tesi presso l’Università di Bologna, e l’insegnamento di ”Storia delle teorie drammatiche” per il Master interdisciplinare avanzato di Filologia dei testi musicali e letterari medievali e moderni, I livello, presso la Facoltà di Musicologia dell’Università di Pavia a Cremona (15 ore complessive). Viceversa l’attività scientifica si può dire consistente, annoverando fra l’altro la posizione di Visiting Research Fellow ricoperta per un anno presso il King’s College di Londra, il Dottorato di ricerca a Bologna e la borsa biennale post-dottorato, conseguita pure a Bologna. A questo si aggiungono il riordino dell’Archivio Maderna (rispecchiato in una pubblicazione del 1989) e la partecipazione (in cinque casi fruendo di apposita borsa) a diversi seminari e convegni internazionali; quest’ultima ha valore soprattutto nei casi in cui la relazione presentata abbia conosciuto uno sbocco editoriale, già avvenuto o in via di realizzazione (Madrid 1992, pubbl. 1993; Iesi 1999, pubbl. 2000; Bologna 1999, contributo uscito ne Il Saggiatore musicale, 1999: atti completi tuttora in corso di pubblicazione; Verona 1999, Venezia 1999, Bari 2000, Aversa 2001). Non sono pienamente valutabili, perché non vi emerge sempre con chiarezza l’effettiva attività svolta dal candidato, la collaborazione al coordinamento di alcuni convegni internazionali. Da un quinquennio il candidato riveste la posizione di ispettore di biblioteca di ruolo presso il Civico Museo Bibliografico Musicale di Bologna. Le pubblicazioni del candidato si snodano con continuità temporale; in diversi casi esse non solo vantano sedi editoriali di prestigio, ma, mostrando originalità e rigore di metodo, offrono un positivo apporto alle conoscenze musicologiche. Questo va detto soprattutto del volume Le due Armide e dei quattro saggi presentati; due di questi (“Le metamorfosi di Ernelinda” e “Il prigionier superbo di Pergolesi”, già offerti come relazioni ai citati convegni di Madrid e di Iesi), così come il predetto volume, illustrano l’interesse dell’autore per il melodramma italiano e francese del Sei-Settecento. La sua competenza è rivolta soprattutto alle vicende storiche relative ai melodrammi e alla struttura dei rispettivi libretti: quest’ultima competenza del resto è dimostrata anche nel programma di sala per Armide di Gluck (stagione scaligera 1996-1997). Meno approfondito di quello sui testi poetici è il discorso sulla musica: fra l’altro nel volume citato alcuni brani musicali in facsimile tratti da edizioni moderne non rivelano (sia pure per contingenti ragioni editoriali) l’identità di queste ultime, come vorrebbe una corretta condotta filologica. Gli altri due saggi, ottimamente impostati (“L«Archivio Maderna»” già citato e la relazione introduttiva al convegno Musica e Museo), trattano argomenti diversi dal melodramma. Le ulteriori pubblicazioni comprendono un’intelligente recensione e tre voci (“Musicale, editoria”, “Musicali, manoscritti” e “Opera, libretti di”) per il Manuale enciclopedico della bibliofilia. Vi si aggiungono la traduzione e la cura di un volume di Fenlon dall’inglese. Al di là delle pubblicazioni presentate, si può ricordare la fiorente attività divulgativa, indice di laboriosità e di interessi multiformi. Non è valutabile la dissertazione di Dottorato presentata, non possedendo il requisito della diffusione editoriale, e valendo solo come testimonianza del titolo acquisito. La produzione scientifica del candidato nel suo complesso va considerata degna di nota. Elena Ferrari Barassi 7 Il dottor Mario Armellini ha conseguito il dottorato di ricerca nel 1996. Ha insegnato come docente a contratto nell’Università di Pavia e nella Scuola di Paleografia e Filologia Musicale. E’ stato coordinatore di vari convegni e ha partecipato a vari progetti del Dipartimento di musica e spettacolo della Università di Bologna, fra i quali anche la catalogazione dell’archivio di Bruno Maderna. Il contributo più importante presentato dal candidato è Le due Armide metamorfosi estetiche e drammaturgiche da Lully a Gluck (1991), una attenta ricognizione sull’uso del testo di Quinault e sulle vicende del teatro per musica in Francia. La sua attività di ricerca si è svolta in vari campi all’interno dei progetti di cui sopra con alcuni interventi mirati. L’opera più ampia è la tesi di dottorato Francesco Silvani e la fortuna italiana della ‘Fede tradita e vendicata’. E’ attualmente in servizio quale Funzionario specialista presso il Comune di Bologna. Gioacchino Lanza Tomasi Titoli: Dottorato, Borsa post-dottorato (95-97), bibliotecario Comune di Bologna; catalogazione; Insegnamento a contratto (master-Cremona 2002); Coordinamento convegni bolognesi (Pompilio e Bianconi). Pubblicazioni: Essenziale, ma metodologicamente corretto, il lavoro di catalogazione dell'Archivio Maderna; consistenti i frutti maturi delle dissertazioni di laurea e di dottorato, in particolare quello sulle Armide che ha trovato sbocco nella pubblicazione Passigli, sia dal punto di vista dell'informazione puntuale come da quello delle formalizzazioni tipologiche e analitiche; la maggior parte degli altri contributi presentati ruota attorno a questi stessi argomenti, con particolare interesse alla parabola della fortuna di alcuni testi operistici (vd. Silvani e Pergolesi); non trascurabile l'impegno nella cura dei volumi di Fenlon e Strohm. Bruno Brizi Candidato Enrico Careri Enrico Careri. Ingegno specialistico sicuro, spicca per acume e puntualità, per solida preparazione scientifica e culturale, per metodo e precisione nelle trattazioni relative alle pubblicazioni concorsuali, che hanno per oggetto interessi settecentistici. Appare persona di ottima formazione e capace di profili, come ad esempio su Geminiani, che possono essere considerati tracce di preciso riferimento. Antonino Albarosa - Laurea con D'Amico nel 1983; - laurea in Gran Bretagna - Liverpool - nel 1990; - ricercatore a Napoli dal 1999. Originalità dei lavori imperniati soprattutto nel '700: importanti i lavori su Geminiani, Nardini, Corelli, Vivaldi, alcuni dei quali apparsi su riviste straniere (Music and Letters). 8 Dimostra conoscenza della musica italiana del primo '700 anche nella stesura di voci enciclopediche. Utili le edizioni di musiche di Bonporti. Ricercatore confermato. Scrive dal 1984. Sergio Martinotti L’attività didattica del candidato comprende un corso per schedatori di manoscritti musicali, tenuto a Roma e a Napoli nel 1987 per il consorzio IRIS, un certo numero di conferenze, 6 anni di attività didattica integrativa presso l’Università di Roma “La Sapienza” (1991-1995), quindi la posizione di ricercatore, ricoperta presso l’Università di Napoli “Federico II” dal 1997 ad oggi per 5 anni (il sesto è in corso). Alla didattica integrativa, condotta fino al 2001, dal 1999-2000 in poi si è affiancato l’insegnamento per affidamento di Musicologia e Storia della musica. L’attività didattica complessiva si può dunque considerare discretamente consistente. L’attività scientifica annovera anzitutto il titolo di Ph. D. in Musicologia, conseguito presso l’Università di Liverpool, quindi la partecipazione a numerosi congressi scientifici e seminari, per lo più internazionali. Tali contributi in parecchi casi hanno avuto un seguito editoriale: convegno Roma 1985, pubbl. 1987; Padova 1992, pubbl. 1994; Fusignano 1994, pubbl. 1996; Livorno 1994, pubbl. 1996; Venezia 1997, pubbl. 1998; altri sono in corso di stampa (convegni Pirano 2001, Roma 2001). L’orizzonte scientifico del candidato ha compreso anche voci originali e revisioni per il New Grove Dictionary of Opera, per il New Grove Dictionary of music and Musicians e per la MGG. Tuttavia nel campo scientifico (così come in quello didattico) non si segnalano iniziative organizzative personali espresse dal candidato. Nel complesso la sua attività scientifica si può considerare discretamente rilevante. Le pubblicazioni presentate comprendono 3 monografie, 6 saggi (dei quali due costituiti dalle relazioni ai citati convegni Fusignano 1994 e Venezia 1997) e un’edizione critica (si veda oltre). Gli interessi del candidato, dopo una prima fase di indagini sulla musica vocale italiana sei-settecentesca, si sono appuntati soprattutto sulla musica strumentale, e più propriamente violinistica italiana, a cavallo fra Seicento e Settecento. Egli ha indagato il periodo corelliano e post-corelliano in Italia e in Inghilterra, con riguardo a nomi anche di primo piano: Valentini (pure autore di cantate e oratori), Geminiani, Bonporti; ha preso anche in considerazione la recezione dei contemporanei di Vivaldi nell’attuale dopoguerra; ma infine l’orizzonte si è ampliato (nel saggio del 2001) anche verso l’arte di Haydn, Mozart, Schubert, Beethoven. L’approccio alla materia è sia storiografico sia analitico. Il volume su Geminiani, seppure di sfondo prevalentemente compilativo, tuttavia offre anche spunti analitici e critici di non secondario interesse. Dei quattro lavori di edizione che il candidato ha al suo attivo, egli ha presentato solo quello delle Sonate a tre op. IV di Antonio Bonporti, condotto con metodo sano e convincente. Negli ultimi tempi egli è tornato a interessarsi di musica vocale, nella fattispecie ha condotto l’edizione del melodramma vivaldiano La Verità in Cimento: tuttavia tale lavoro non rientra nella sfera delle pubblicazioni valutabili. 9 I prodotti di impronta filologica del candidato trovano un riscontro metodologicamente complementare nelle due benemerite pubblicazioni di contenuto catalografico, condotte su due fondi romani: opera smilza la prima, più consistente la seconda. I lavori del candidato, usciti con regolare continuità temporale, hanno un prevalente carattere di originalità, ed offrono materia utile al progredire della musicologia. Le sedi editoriali in genere sono prestigiose e in più di un caso oltrepassano i confini nazionali. Pertanto le pubblicazioni del candidato nel loro insieme sono da giudicarsi di una certa rilevanza. Elena Ferrari Barassi Il dott. Enrico Careri è ricercatore presso il Dipartimento di Discipline storiche dell’Università Federico II di Napoli dal 1997. Ha conseguito oltre alla laurea in Italia un Ph. D. in musicologia presso la University of Liverpool. La sua tesi di dottorato sulla controversa figura di Francesco Geminiani è stata rielaborata in monografia e pubblicata in Inghilterra Francesco Geminiani (1687-1762), Oxford, Clarendon Press, 1993 ed in Italia, Francesco Geminiani (1687-1762), Lucca 1999. Il volume costituisce oggi il book of reference sull’autore. Gli altri suoi studi sulle scuole violinistiche italiane sono tutti competenti, qualche volta innovativi, quali Dopo l’opera quinta. Evoluzione stilistica della sonata per violino nella prima metà del Settecento (2000). Il candidato ha anche curato l’edizione delle Sonate a tre op. IV (2001) e delle Sonate a tre op. VI (2002) di Antonio Bonporti e della pantomima di Francesco Geminiani The Inchanted Forrest (1996). E’ in corso di stampa l’edizione dell’opera seria di Antonio Vivaldi La verità in Cimento. Per metodologia e competenza la attività scientifica del dott. Careri si segnala fra le più promettenti della giovane musicologia italiana. Gioacchino Lanza Tomasi Titoli: Ricercatore Ph. Diss. con Talbot Affidam. di insegnamento Univ. Napoli, dal '97 Pubblicazioni: Due importanti lavori di catalogazione; la migliore monografia di cui si disponga su Geminiani e relativo catalogo; gli altri saggi si inscrivono nel filone con utilissimi collegamenti con gli altri artisti più o meno coevi, Bonporti, Tartini, Vivaldi e poi Valentini attraversando un buon tratto del Settecento. Con l'edizione delle sonate a tre di Bonporti, abbiamo un utile riferimento per collocare nella giusta dimensione storica il dibattito sulla musica teorica e pratica ispirato alle 'buone regole' che sta alla base delle discussioni accademiche nel periodo Arcadico. Bruno Brizi Candidato Cerchiari Luca 10 Luca Cerchiari. Intelligenza duttile e brillante, mostra le sue qualità in orientamenti contemporanei legati soprattutto a fenomeni della cultura musicale afroamericana e della moderna tecnologia di riproduzione del suono. Negli scritti sono evidenti sicura competenza e passione culturale, oltreché gradevolezza di stile espositivo. Antonino Albarosa Attività intensa di didattica musicale dal 1981 (conferenze, lezioni, seminari, corsi), soprattutto sul jazz e Joplin, musica africana e il disco in vari circoli milanesi nonchè alle Università di Torino, Bocconi, Udine, Padova, Pavia, Iulm di Milano. Ha partecipato a convegni internazionali a Graz, Lovanio, ecc.. Ha svolto rapporti internazionali a Darmstad, Boston, Parigi. Ha collaborato a collane della Fabbri, Curci, Garzanti, Ricordi, L'Epos, Sansoni. Ha svolto attività televisiva e radiofonica a Milano, Roma, Parigi, Lugano, Torino. Ha progettato e realizzato corsi per assistenti e animatori scolastici. Ha pubblicato: Il jazz (1984), la prefazione alla Storia degli strumenti musicali di Curt Sachs, saggi sulla Treemonisha di Joplin, il libro sulla civiltà musicale afro-americana (Oscar Mondadori 1999) programmando altri contributi soprattutto sul Jazz. Ha pubblicato i libri: Il disco (Sansoni, 2001), Dal ragtime a Wagner (L'Epos, 2001), Miles Davis (Oscar Mondadori, 2001). Dirige l'Istituto Superiore di Musicologia di Milano. Sergio Martinotti L’attività didattica del candidato svolta entro il settore previsto comprende in ambito universitario 9 conferenze, tenute 4 allo IULM di Milano e le altre all’Università di Pavia e alla Statale di Milano. Mi sembra incerta la valutabilità dell’insegnamento triennale di Civiltà musicale afro-americana svolto per contratto all’Università di Torino, e quello svolto nel 2001-2002 all’Università di Padova, in quanto essi potrebbero esser esclusivi del settore L-ART/08 Etnomusicologia. Tuttavia rispettivamente nel 2000-2001 e nel biennio 2000-2001 e 2001-2002 il candidato ha svolto insegnamenti per contratto pienamente rientranti nel settore L-ART/07, presso l’Università di Udine e alla Bocconi di Milano. In altra sfera di attività egli ha istituito e coordinato continuativamente, dal 1990 ad oggi, una serie di corsi di formazione professionale di contenuto musicologico ed etnomusicologico per assistenti musicali televisivi e operatori del campo discografico: corsi sostenuti dalla Regione Lombardia e realizzati dall’Associazione Echomusic - Istituto Superiore di Musicologia, da lui fondata. Egli vi ha insegnato particolarmente Etnomusicologia, ma anche Critica e giornalismo musicale. Egli ha svolto inoltre una vastissima attività didattica non continuativa sotto forma di conferenze, lezioni, seminari, corsi, tenuti nelle sedi più disparate, universitarie e non. Anche gli impegni didattici extra-universitari del candidato hanno sicuramente contribuito ad alimentare la sua produzione scientifica, stimolando i suoi interessi di studioso. La sua attività didattica riferita al settore L-ART/07 nel complesso è da giudicare di una certa consistenza. Quanto all’attività scientifica, è valutabile, benché formalmente non incluso nel settore LART/07, il titolo di Dottore di ricerca in Etnomusicologia conseguito a Graz per le metodologie adottate. Meritoria la fondazione nel 1986 dell’Associazione Culturale Musica Oggi e la posizione, al suo interno, di vicepresidente fino al 1990. Meritoria è anche la recente fondazione dell’Archivio internazionale del disco. Ha preso parte a convegni 11 internazionali (due si sono svolti oltre i termini della domanda) . Fra i quali il 5. Jazzwissenschaftlicher Kongress di Graz (1999) dove ha presentato la relazione “Scott Joplin’s Treemonisha”, poi confluita nel volume Scott Joplin’s Treemonisha (1911). Opera in three acts. An ethnoanthropological and musicological analysis (2000). Il 13.04.02 al candidato è stato rivolto l’invito a prender parte a una giornata internazionale di studio organizzata a Gorizia dell’Università di Udine, con una relazione sul tema “L’archivio del disco di Milano, con particolare riguardo a documenti sonori fino al 1925”.Anche se la relativa manifestazione ebbe luogo il 23.05.02, quindi fuori dal termine utile per la valutazione entro il presente concorso, detto invito può valere pur sempre quale riconoscimento della competenza del candidato in una disciplina del settore L-ART/07. Nel suo complesso l’attività scientifica del candidato relativamente al settore di pertinenza è da giudicare discretamente rilevante. Il candidato ha al suo attivo una vasta produzione scientifica, della quale tuttavia la maggior parte è estranea all’ambito del presente concorso, poiché ricade nel predetto settore L-ART/08 Etnomusicologia; né del resto lo studioso ha ritenuto opportuno sottoporla ad esame nella sua interezza in occasione del presente concorso, poiché ha presentato solo 4 pubblicazioni. Per di più di queste sono valutabili solo le ultime tre ovvero il saggio introduttivo alla Storia degli strumenti musicali del Sachs , Treemonisha e la solida monografia Il disco. Musica, tecnologia, mercato. Infatti nel volume Armonia del ventesimo secolo, opera di collaborazione, non è distinguibile, in quanto non dichiarato a stampa, l’apporto dei singoli autori. Né, stando ai criteri di giudizio adottati nel presente procedimento, vale una dichiarazione del 15 luglio 2002 inoltrata privatamente dal candidato ai commissari per chiarire tale distinzione di ruoli. Venendo al valore intrinseco delle pubblicazioni valutabili, nei primi tre lavori citati (la cui collocazione editoriale è di rilievo) la ricerca è condotta con rigore; i risultati conseguiti sono indubbiamente originali ed offrono un valido contributo allo sviluppo della scienza musicologica. Dunque le pubblicazioni valutabili del candidato sono da considerarsi quantitativamente scarse, ma di rilevante qualità scientifica. Elena Ferrari Barassi Il dottor Luca Cerchiari presenta varie pubblicazioni sulla musica afro-americana. Queste si distinguono per la pregnanza dell’analisi, un fatto di per sé positivo in un settore di ricerca che ha sovente fatto tutt’uno fra vita d’eroe ed esercizio della musica. Inevitabilmente il settore è connesso a fenomeni di sociologia del mercato più di altri campi di ricerca, vedi la pubblicazione Il disco musica tecnologia mercato (2001), nel qual caso si ha l’impressione di una ricognizione su fatti ordinari della nostra vita recente, ma che è pur importante poter mettere in fila se non altro quale argomento di riflessione. Di maggior spessore appaiono invece i volumi Miles Davis (2001) e Dal Ragtime a Wagner Treemonisha di Scott Joplin (2001). Per verità la ricerca sulle origini dotte dell’opera di Joplin vanno rinvenute piuttosto in quella espansione americana del grand’opéra fornito da Gomez e per li rami dalla Gioconda, piuttosto che dal Parsifal. Ma l’influenza armonica delle progressioni che segnalano l’enigma di Kundry peccatrice redentrice stingono in Treemonisha e Cerchiari contribuisce con questo altro esempio ad indicare la singolare circolazione dei modelli culturali europei nella attività musicale dei dilettanti che è il nucleo più genuino della musica degli Stati Uniti. 12 L’attività didattica del Dottor Cerchiari si è svolta con una serie di contratti per corsi integrativi (lo spirito originale del contratto) che mostrano un elevato apprezzamento del mondo accademico per la sua competenza settoriale. Gioacchino Lanza Tomasi Titoli Dottorato di ricerca in Etnomusicologia in Austria (Graz) Servizi in Atenei (corsi, conferenze e lezioni) Contratto Univ. Torino 1997-1999, Udine (Editoria musicale); Bocconi (extracurriculare 2000, 15 ore 2001), Padova 2001-2002, conferenze allo Iulm di Milano e qui a Cremona (Discografia e videografia musicale) Iniziative didattiche e scientifiche: coordinamento tramite il suo ISM; Formazione professionale tramite il suo ISM; Direzione artistica e rassegne Convegni Attività radiofonica e televisiva (Milano, Svizzera Italiana), Associazioni culturali: Jazz; Istituto superiore di Musicologia ; Echo Music. Pubblicazioni: Cerchiari è un'autorità per la storia della musica jazz in Italia, e i suoi titoli, considerando anche la sede editoriale, sono una garanzia di informazione approfondita (sia per le biografie, sia per le tecniche compositive che per le "performances"), e di diffusione di cultura musicale che oggi interessa in modo lusinghiero anche i giovani; la maggior parte dei suoi titoli è dedicata a questo campo della musicologia, con una padronanza delle tecniche analitiche che, oltre a riferirsi agli approcci classici, ha tesaurizzato giustamente anche l'efficacia dei metodi d'analisi della recente scuola americana (Middleton, ecc.) rivolta alla musica di consumo; su un altro campo egli sembra dettar legge, considerato l'interesse che da più parti gli è stato dimostrato nella cerchia accademica e negli ambienti internazionali interessati all'industria della cultura musicale tramite associazioni, scuole di alta cultura internazionale private sì, ma di grande impatto culturale, ed anche in questo si muove egregiamente: il campo sonoro e la storia del disco; la fonte sonora viene considerata filologicamente valida alla stregua del reperto scritto e come tale determina e condiziona gli stessi tradizionali studi musicali che si confrontano con la musica del Novecento e del Duemila; e per di più determina l'industria del consumo della musica. Questi lavori mi sono risultati estremamente convincenti, accanto agli utili aggiornamenti del manuale di Sachs sugli strumenti musicali. Bruno Brizi Candidato Teresa Maria Gialdroni Teresa Maria Gialdroni. La candidata si occupa in primo luogo della Cantata, soggetto nel quale ha raggiunto sicura autorevolezza, come si deduce dalla qualità dei numerosi contributi presentati. Lega però il suo curriculum scientifico anche ad altri interessi di rilievo, come quelli relativi alla poesia nonché, più in generale, al melodramma. Il quadro che ne risulta è quello di una studiosa seria e solida. Antonino Albarosa 13 Ambito: musica vocale italiana tra '600 e '700 (musica da camera ed opera del primo '700); studio su Provenzale, Sarro e Vinci e studio Cantata del tardo '600. Ambito: Teatro in musica soprattutto sul Metastasio. Conduce ricerche su fondi delle Marche (sconosciuti). Diploma in pianoforte, laurea in Lettere. Docente di "Storia della musica" al conservatorio di Foggia, poi a L'Aquila ed oggi a Pesaro. Contrattista alla "Tor Vergata" di Roma ove insegna "Bibliografia" ed "Archivistica". Collaboratrice del DBI, Grove's, MGG e Dizionario Autori Bompiani. Ciclo di 10 trasmissioni per la RAI (su Stabat Mater). Collaboratrice di Festivals di Città di Castello, Urbino e Sagra Malatestiana di Rimini. Partecipazione a molti convegni dal 1984 al 2002 in Italia (all'estero: Amburgo su Hasse nel 1999 - Vienna su Metastasio nel 2000); ha curato gli atti del convegno su Monteverdi del 1995 a Mantova. Sergio Martinotti L’attività didattica della candidata si è svolta per 17 anni presso vari Conservatori, dapprima (per 1 anno) con Letteratura poetica e drammatica, quindi con Storia della musica, e vi prosegue tuttora con l’insegnamento di Storia della musica e storia ed estetica musicale presso il Conservatorio Rossini di Pesaro. A questa si sono aggiunti nel 1990/91 seminari monografici presso la “Libera Università Maria SS. Assunta” di Roma; quindi per 2 anni ha svolto seminari presso l’Università di Roma Tor Vergata, dapprima come cultore della materia, poi come contrattista ex art. 25; finché da 4 anni a questa parte fruisce, presso la stessa Università, di un contratto per l’insegnamento di Bibliografia, biblioteconomia e archivistica musicale. La sua attività didattica di settore può dirsi dunque discretamente consistente. Nell’ambito della sua attività scientifica, dal 1995 al 2000 ha organizzato vari convegni in quanto componente del Comitato convegni e rapporti internazionali della SIdM; è redattore della rivista “Studi Musicali”, ha collaborato con varie voci al DBI, al Dizionari degli Autori Bompiani e alle nuove edizioni del New Grove e della MGG, è autrice di varie recensioni, ed ha anche svolto attività divulgativa per l’allestimento di una mostra, per la RAI, inoltre per la stesura di programmi di sala e di un opuscolo per CD. Ha partecipato a numerosi convegni internazionali, e in 7 casi le sue relazioni sono apparse nei relativi atti, mentre due sono di prossima pubblicazione; di una raccolta di atti (Claudio Monteverdi: studi e prospettive, Mantova 1993; pubbl. 1998) ha anche curato l’edizione, in collaborazione con altri due studiosi. La sua attività scientifica si può dire pertanto di un certo spessore. Dei suoi numerosi saggi ha presentato i 10 più significativi. Gli argomenti si muovono fra vari aspetti della musica vocale italiana tra Sei e Settecento, soprattutto di ambiente napoletano e romano. Fra gli autori da lei studiati ve ne sono di notevole spicco, quali Francesco Provenzale, Domenico Sarro e Leonardo Vinci. La studiosa non solo ha illuminato zone d’ombra della loro produzione, ma ha anche rivelato, anche al di fuori di queste personalità, la diffusione di forme finora poco studiate, quali la cantata spirituale a Napoli, la cantata/prologo, la serenata e la festa teatrale; inoltre ha contribuito in modo sostanziale a chiarire le fortune e le trasmigrazioni di un testo melodrammatico di 14 primaria importanza quale la Didone abbandonata di Metastasio. Forte di una solida formazione nel campo della ricerca bibliografica e di quella archivistica, la candidata ne ha nutrito la sua attitudine al confronto, all’analisi formale di testi e musiche, alla contestualizzazione storica. Le sedi editoriali che ospitano le sue pubblicazioni (succedutesi nel tempo con costante regolarità) sono di notevole rilievo; i suoi contributi sono di fondamentale importanza per il progredire di uno consistente strato disciplinare del settore. La sua produzione scientifica è quindi da considerarsi degna di grande attenzione. Elena Ferrari Barassi La dott.ssa Teresa Maria Gialdroni è attualmente professore a contratto presso l’Università di Roma Tor Vergata, dove tiene il corso di biblioteconomia bibliografia e archivistica musicale. Ha una notevole esperienza didattica iniziata nel 1982 con l’insegnamento di letteratura drammatica e poetica presso i conservatori. La sua attività scientifica principalmente ha avuto per oggetto la musica vocale di ambiente napoletano e romano fra Sei e Settecento con particolare attenzione all’immenso repertorio della cantata da camera. Ha pubblicato studi specialistici sulle cantate di Francesco Provenzale (1985), Domenico Sarro (1985), Leonardo Vinci (1991), studi che si possono dire riassunti in Bibliografai della cantata da camera italiana (1620-1740 ca.) (1990). Si è successivamente interessata di librettologia con uno studio sulle varianti della Didone abbandonata di Metastasio (1998). Le ricerche della candidata vanno segnalate per una attenta ricognizione delle fonti. Gioacchino Lanza Tomasi Titoli: Diploma in pianoforte; docente al conservatorio, Partecipazione a corsi di perfezionamento come docente a Roma, Contratto di docenza universitaria a Roma 1998-2002 Redazione "Studi musicali". Pubblicazioni: Contributo prezioso e fondativo per l'archivio della Cantata italiana (e lasciamo perdere l'etichetta «da camera» che è puramente di comodo) i saggi relativi alla presentazione del genere, alla catalogazione di un importante fondo e della produzione di rinomati compositori attivi tra fine Seicento e inizi Settecento, che hanno lo spessore di monografie vere e proprie, affrontate giustamente in collaborazione con illustri maestri e specialisti nei casi complessi o nella 'scoperta' di materiali vergini, rari e preziosi. L'articolazione del catalogo è completa e va dalla presentazione del genere, alla registrazione vera e propria dei numeri musicali sezionati, alla trascrizione dei testi inediti; esprimo qualche riserva sulla loro trascrizione e in certi casi sulla loro interpretazione; a mio modo di vedere, in alcuni casi non è precisa neppure l'indicazione delle peculiarità metriche; ciò nonostante, si tratta di un modello da seguire, e già di per sé fruibile, perché in questo settore il lavoro repertoriale finora condotto a livello internazionale è in gran parte inservibile se si volesse pensare in un prossimo futuro al quadro complessivo 15 (archivio) della produzione musicale del genere. Interessanti anche i saggi metastasiani, in linea con l'interesse attuale per le traiettorie e la 'fortuna' di un testo musicato in partenza e indagato nelle sue trasformazioni. Bruno Brizi Candidato Mayrhofer Marina Marina Mayrhofer. Elabora con maturità tematiche complesse, per le quali mostra ampiezza di conoscenze e di esperienza culturale. Le sue spiccate tendenze per il teatro musicale italiano ed europeo la inducono a inserire giustamente e coerentemente Napoli nel giuoco dei suoi interessi. La linea che caratterizza le sue indagini si rivela legata ad esigenze non frammentate, sibbene ad un evidente filo conduttore. Antonino Albarosa Docente supplente a Salerno dal 1975 al 1980, dal 1983 a Napoli alla cattedra di "Storia della musica" svolgendo attività seminariale poi dal 1991 ancora a Salerno ecc.; relatrice di tesi di laurea. Ha partecipato a numerosi convegni (tra cui: Jomelli, Donizetti, Cimarosa). Ha svolto conferenze (fin troppe) varie anche sul Romanticismo e sull'età moderna, ambito molto vario. Ha svolto saggi su Salieri, Paisiello, Donizetti. Dal 1983 ha pubblicato saggi (23). Importante il volume sul teatro musicale classico. Sergio Martinotti L’attività didattica della candidata nel settore L-ART/07 si è esplicata interamente in sedi universitarie. Dopo circa 1 anno di insegnamento integrativo presso l’Università di Napoli a favore della cattedra di Letteratura italiana, quindi al di fuori del settore qui considerato, la candidata per 5 anni (dal 1974/75 al 1979/80) ha svolto analoga attività in qualità di contrattista presso l’Università di Salerno in assistenza alla cattedra di Storia della musica. Dal 1982/83 a tutt’oggi (quindi per un totale di 10 anni) ha poi prestato servizio come ricercatrice, dapprima per un anno a Salerno, poi di nuovo a Napoli. A Salerno ha insegnato per 3 anni (1991/92-1993/94) per affidamento Storia della musica alla Facoltà di Magistero; contemporaneamente, nel 1992/93 e dal 1994/95 al 2000/01 ha ricoperto per 8 anni a Napoli la supplenza di Storia della musica moderna e contemporanea alla Facoltà di Lettere e filosofia. Dal 1993/94 al 1995/96 ha pure insegnato per affidamento Storia della musica presso l’Istituto Universitario Orientale di Napoli, e nel 1997 e nel 2000 ha tenuto lezioni di Storia della musica per il Corso di specializzazione in Storia dell’arte della Facoltà di Lettere e filosofia. Nel frattempo ha tenuto varie conferenze, seminari e presentazioni all’interno e all’esterno dell’Università in vari centri e istituzioni della Campania, fra i quali il teatro S. Carlo. L’attività didattica della candidata deve dunque essere considerata abbondante e varia. Quanto all’attività scientifica, si rileva una borsa di studio ottenuta nel 1970 presso la cattedra di Letteratura italiana a Napoli, utilizzata per ricerche su Adam de la Halle e sull’Ars nova italiana; si segnala inoltre la partecipazione a numerosi convegni nazionali e internazionali, una volta anche come presidente di seduta (Salerno 1999); fra i convegni si 16 annoverano nel 1997, 1999 e 2001, i colloqui bolognesi del “Saggiatore musicale”. Delle relazioni presentate, 7 hanno conosciuto la pubblicazione nei rispettivi atti. In altro ambito professionale, la candidata fa parte del comitato scientifico per la pubblicazione di una Storia dello spettacolo a Napoli, e recentemente è stata chiamata a collaborare con un articolo (non ancora apparso) a Studi Verdiani. Nel 1999, in seno al gruppo di ricerca LESMU per l’area napoletana, coordinato da Renato Di Benedetto in seguito a una richiesta di cofinanziamento (1997), ha compilato schede lessicali di due testi. La candidata ha svolto anche attività squisitamente divulgativa, mediante cataloghi concertistici e programmi di sala. Considerata nel suo insieme, l’attività scientifica della candidata è da ritenersi intensa e di buon livello. Le pubblicazioni di maggiore rilevanza comprendono il volume Relazioni elettive (consistente in una raccolta di saggi) e una dozzina di altri saggi, fra i quali 5 relazioni a convegni uscite nei rispettivi atti. Stupisce non trovare nell’elenco generale alcuna recensione, né alcuna cura di atti o miscellanee. I 10 titoli presentati annoverano il citato volume e 9 saggi, 2 dei quali frutto di convegni (Livorno 1996, pubbl. 1997; Morcone 1990, pubbl. 1999). Gli argomenti studiati si muovono quasi sempre nell’ambito del melodramma, spaziando da Lully all’Ottocento italiano. L’autrice indaga con interesse soprattutto i libretti, il loro aspetto formale e peso drammaturgico, le loro vicissitudini migratorie da un compositore all’altro, e ne coglie quindi i riflessi nelle musiche che li intonano. Ella ama osservare ampi panorami e avvicinarsi anche a librettisti e musicisti di primo piano: da una parte (fra l’altro) Quinault, Calzabigi, Verazi, Coltellini, dall’altra appunto Lully, Paisiello, Salieri, Donizetti. Esce dal filone tematico della ricerca (ma solo, in pratica, per rientrarvi) il saggio n° 4 della raccolta Relazioni elettive, incentrato sopra gli influssi strumentali paisielliani su alcuni concerti per pianoforte di Mozart. Nel complesso della produzione l’informazione bibliografica d’appoggio e l’inquadramento storico sono seri, l’impostazione dei problemi è vivace, lo spirito critico è vigile; non sempre condotte in profondità sono invece le analisi sulla forma e sul linguaggio musicale che ne formano i corollari. Le sedi editoriali delle pubblicazioni sono ottimali, la produzione si presenta continua nel tempo. L’apporto di novità che tali studi recano alle conoscenze musicologiche è da ritenersi interessante, anche se non sempre di fondamentale importanza. Elena Ferrari Barassi La dott.ssa Marina Mayrhofer insegna in ambito universitario dal 1975, prima come assegnista e contrattista presso l’Università di Salerno e successivamente presso la Federico II di Napoli dove è ricercatore confermato dal 1980. La candidata ha tenuto incarichi di corsi ufficiali di insegnamento presso l’Università di Salerno ed attualmente li detiene presso la Federico II e l’Orientale di Napoli. Da sempre molto attiva in seminari di ricerca ha guidato gli studenti nelle ricerche d’archivio e negli ascolti guidati impartendo loro le basi per un avviamento agli studi di musicologia ed alla formazione della conoscenza del repertorio. Quest’ultimo aspetto va specialmente sottolineato in quanto alla base della relazione fra musica quale attività sociale e musica quale settore di ricerca (la musicologia spesso lo trascura). La attività scientifica della candidata ha data un contributo alla librettologia in ambito napoletano. Queste ricerche sono fino al 1996 riassunte in Relazioni elettive. Studi sul teatro musicale classico, Napoli 1996. Seguono diversi studi su punti chiave della drammaturgia settecentesca, quali i rapporti fra Francia e Italia nei libretti di R. De 17 Calzabigi, e nuove ricerche su Giovanni Paisiello nel periodo illuminista: La drammaturgia di Giovanni Paisiello tra Illuminismo e Rivoluzione, (1999). Queste ricerche si inquadrano in quella lunga via che dovrà portare ad una indispensabile ricognizione dei documenti e delle influenze che confluiscono nella vita artistica e culturale di Napoli fra Sette ed Ottocento ed hanno riscosso significativi riconoscimenti. La Mayrhofer collabora con Roberto De Simone nelle sue ricostruzioni di una drammaturgia criptica, interna all’ambiente musicale napoletano e riferita ai suoi collegamenti con la massoneria. Gioacchino Lanza Tomasi Titoli: È ricercatrice a Napoli Afffidamento di insegnamento , Salerno 91-93 e ss., e Napoli Pubblicazioni: Contributi in gran parte focalizzati sull'Opera riformata e sul repertorio della 'scuola Napoletana' a fine Settecento (con qualche incursione nell'Ottocento) in genere abbastanza densi ma, a mio modo di vedere, non di particolare originalità: mi riferisco a quelli che hanno affrontato il formulario metastasiano e le ascendenze francesi nei libretti di Verazi e Calzabigi (generiche per come sono presentate, e non sempre calzanti); laddove affronta aspetti di dettaglio (un'aria di Paisiello) l'analisi risulta preziosa e convincente. Tra gli altri, considero notevole il saggio sulla drammaturgia di Paisiello a proposito dei 'Pittagorici' e di "Re Teodoro", per il supporto di natura documentaristica e per l'esame dei materiali originali. Bruno Brizi Candidato Morazzoni Anna Maria Anna Maria Morazzoni. Le pubblicazioni che la candidata presenta sono legate all’indagine sulla ricerca relativa alla musica, alla teoria musicale e alla musicologia contemporanea. Si tratta di elaborazioni di qualità, di ricercatrice acuta e dai gusti di indagine precisi e coerenti. Antonino Albarosa Dal 1978 insegna all'Istituto Peri di Reggio Emilia. Interessi scientifici soprattutto su filosofia e musica di area tedesca (scritti su Alban Berg e sui Diari di Schoenberg); area Novecento italiano (Castiglioni, Gentilucci e Togni). Redattrice di "Aut Aut". Ha partecipato a convegni presso la Fondazione Cini ed all'estero (Lubiana, New York, Vienna). Sergio Martinotti L’attività didattica della candidata comprende 2 anni di esercitazioni integrative di Storia della musica e 5 anni di partecipazione alle commissioni d’esame della stessa disciplina presso l’Università di Milano. In ambito extra-universitario ella ha insegnato per 25 anni (22 in ruolo, nel quale permane tuttora) Storia ed estetica musicale presso l’Istituto 18 musicale pareggiato di Reggio Emilia, e per 8 anni ha tenuto cicli integrativi di lezioni di carattere monografico presso un Istituto Magistrale di Milano. Fra il 1979 e il 1994 ha progettato e condotto corsi di seria divulgazione per vari organismi culturali a Milano, a Firenze, a Brescia e a Bologna. Ha anche svolto conferenze su figure e aspetti, anche bibliografici, della musica contemporanea e su argomenti di estetica presso Università (North Texas State University, City University of New York, Salerno) e presso altri enti. Gli impegni didattici extra-universitari, come del resto quelli universitari, grazie agli interessi destati nella candidata, hanno sicuramente contribuito ad alimentare la sua produzione scientifica, della quale si riferisce più avanti. L’attività didattica nel suo complesso è da giudicare di una certa consistenza. L’attività scientifica contempla la partecipazione a parecchi importanti convegni in Italia e all’estero. In 5 di questi casi risulta la presentazione di una relazione propria: di tali contributi “Werfel e Verdi” (al convegno Parola, musica, scena della Fondazione Cini, 1983), è tuttora inedito, mentre gli altri sono pubblicati: “Der Schoenberg Kreis in Italien” (Wien 1986); “Ein Mythos in der Gegenwart” (Lubiana 1992); “Berg” (Lubiana 1995), “Das Sehen des Hörens” (Lubiana 1996). Dal 1993 la studiosa contribuisce a formare e dal 1999 coordina la redazione della prestigiosa rivista aut aut, di impostazione filosofica, ma non aliena dall’ospitare contributi di carattere musicologico. Ha condotto numerose traduzioni di libri e di saggi dal francese, dall’inglese e dal tedesco, ed ha prodotto 3 voci per l’ultima edizione del New Grove, inoltre resoconti, interviste, rassegne bibliografiche, indici, programmi di sala, ecc. Attualmente sta curando le edizioni tedesca e italiana di un’ampia scelta di scritti di Schönberg in larga parte inediti. Dunque l’attività scientifica complessiva della candidata non si può certo dire priva di spessore. Le pubblicazioni presentate (parte di una vasta produzione) comprendono la curatela di 2 volumi (Musorgskij; Stravinskij oggi), 2 libri contenenti la traduzione ed edizione degli scritti di Berg e di Schönberg, inoltre 5 saggi (dei quali uno costituisce una delle predette relazioni congressuali) e 1 recensione. Gli argomenti trattati riguardano principalmente la musica e la filosofia del XX secolo, soprattutto di area tedesca; ma non mancano nemmeno lavori ambientati nel XIX secolo (come il già citato Musorgskij e Fanny Hensel). Le ricerche sono state di carattere documentario e più spesso di orientamento estetico, ma anche il lavoro di edizione, come si è visto, vi ha avuto la sua parte. Dunque il grado di versatilità è stato notevole ed ha riguardato il metodo più che le tematiche. La ricerca è stata condotta con rigore, e l’apparizione dei lavori ha mantenuto una continua e regolare successione temporale; la collocazione editoriale è stata per lo più qualificata ed atta ad assicurare una efficace diffusione dei medesimi nel mondo scientifico. I risultati conseguiti dall’autrice sono indubbiamente originali ed offrono un valido contributo allo sviluppo della scienza musicologica. Nel loro complesso le pubblicazioni della candidata sono da considerarsi abbastanza numerose e molto interessanti sul piano qualitativo. Elena Ferrari Barassi La dott.ssa Anna Maria Morazzoni insegna dal 1978 Storia ed Estetica musicale presso l’Istituto pareggiato A. Peri di Reggio Emilia. Anteriormente aveva svolto attività di didattica e di ricerca presso la Statale di Milano dove si era laureata. La sua attività scientifica è incentrata sulla musica del Novecento in Germania, in particolare sulla seconda Scuola di Vienna. In questa qualità di competenza specialistica 19 ha curato l’edizione italiana di alcuni testi fondamentali: Alban Berg, Suite lirica. Tutti gli scritti (1995), Arnold Schoenberg Leggere il cielo. Diari 1911, 1914, 1923 (1999). La candidata ha presentato anche alcuni protagonisti della musica radicale in Italia quali Camillo Togni, Adriano Guarnieri, Niccolò Castiglioni. Presenta anche alcuni saggi rimarchevoli sulla interdisciplinarietà fra musica e filosofia e musica e arti figurative nel sec. XX. Nell’ambito considerato la dott.ssa Morazzoni va considerata una figura di spicco per la conoscenza e la divulgazione delle estetiche derivate dall’espressionismo viennese nel nostro paese. Gioacchino Lanza Tomasi Titoli: Borsista 77-78 Redazione "aut aut" Pubblicazioni: _ _ Relativamente circoscritto il campo dell'attività di ricerca, che pure ha a suo vantaggio l'aver messo lo studioso italiano in condizione di leggere in traduzione gli scritti di Berg e di Schoenberg, con una adeguata presentazione e con un apprezzabile commento; i suoi interessi, rivolti essenzialmente a due tre grandissimi nomi e pochi altri della cultura musicale del Novecento, trovano riscontro anche nella cura dei volumi di due importanti convegni su Musorgskij e Stravinskij e nella partecipazione attiva ad alcuni seminari, convegni e giornate di studio nazionali e internazionali, anche in ambito accademico. Considerando complessivamente il curriculum ho apprezzato molto anche le traduzioni di importanti lavori di carattere tecnico, teorico e filologico, non solo 'scolastico'. Bruno Brizi Candidato Maurizio Padoan Maurizio Padoan, attivo organizzatore culturale, si è occupato, con risultati seri e positivi, di storia della musica nell'Italia settentrionale, in particolare quella collegata alla città di Bergamo; nonché di storia dell’estetica musicale e di altri temi vari, colti con competenza e puntualità. Intelligenza duttile, possiede viva curiosità culturale che va dalla storia della musica come tale, alla filosofia, alla sociologia. Nino Albarosa Assistente in "Storia della musica" all'UC di Milano dal 1971 al 1992. Docente contrattista a Brescia (UC) dal 1994. Docente a contratto in Scuola della Musica a Milano dal novembre 2002. Vice-presidente dell'AMIS di Como dal 1978. Componente dei sindaci della SIdM (1987 - 2000). Ha partecipato a convegni italiani e stranieri (Polonia). Ha redatto voci enciclopediche su MGG, Grove's, DBI, Responsabile progetto di ricerca presso l'UC di musica sacra lombardo-padana, 20 Intese di lavoro presso università di Chicago, Heidelberg, Varsavia, Zagabria, Pubblicazioni (dal 1872). Studi su Grandi (1985), Legrenzi (1994). Libro su La musica a S. Maria Maggiore a Bergamo nel periodo di Cavaccio (1983). Contributi biennali su convegni di studi presso l'AMIS dal 1989 con partecipazione di studiosi tracui Gianturco, Vecchi, Piccardi, Piperno, Degrada, Mischiati e di stranieri tra cui Talbot, Strohm. Ricerca sulla musica sacra lombardo-padana: 2000 documenti manoscritti. Sergio Martinotti L’attività didattica del candidato, interamente svolta in campo universitario, è stata determinata dalla posizione di assistente di Storia della musica ricoperta presso l’Università Cattolica di Milano per 11 anni (1971/72-1991/92) e presso l’Università Cattolica di Brescia per 2 anni (1992/93 e 1993/94), inoltre dalla qualifica di docente a contratto di Storia della musica, rivestita presso l’Università Cattolica di Brescia per 8 anni (1994/95-2001/02) e riconfermata nella sede di Milano per il secondo semestre 2002. Presso l’Università Cattolica di Milano e presso altre istituzioni il candidato ha tenuto lezioni anche nell’ambito di diversi corsi di aggiornamento. Pertanto tale attività è da ritenersi di notevole consistenza. L’attività scientifica comprende fra l’altro la vice-presidenza nazionale dell’AMIS per 7 anni (1978-1984), quindi la presidenza più che ventennale (dal 1975 in poi, tuttora viva) della stessa Associazione sezione di Como; vi si aggiunge l’appartenenza quadriennale al Collegio dei Sindaci della SIdM (1997-2000). Inoltre il candidato è stato responsabile dell’accordo di collaborazione, esistito dal 1981 al 1985, tra l’AMIS-Como e la Società dei Compositori e Musicologi Polacchi. Sempre entro l’AMIS egli ha promosso diverse iniziative musicologiche di rilievo internazionale, in particolare i noti convegni sulla musica nell’età barocca, organizzati con cadenza biennale dal 1985 a Como, e a partire dal 1999 a Brescia: convegni regolarmente seguiti dalla pubblicazione degli atti. Dal 1985 è anche responsabile dei gruppi di ricerca dell’AMIS-Como, coordinando il recupero di musiche antiche destinate alla fruizione musicale e alla divulgazione. In particolare nell’anno 2002 sono state avviate ricerche iconografico-musicali della regione insubrica e sugli antichi organi della provincia di Como. Dal 1999 è responsabile del progetto di ricerca sulla musica sacra lombardo-padana promosso dall’Università Cattolica di Brescia. Tali progetti si valgono di finanziamenti ora della fondazione Cariplo , ora della Regione Lombardia. Contatti e intese di lavoro vengono da lui intrattenuti con Università straniere: Chicago, St. Louis, Heidelberg, Cracovia, Varsavia, Zagabria. Ha partecipato in qualità di relatore a congressi in Italia e all’estero, anche a prescindere da quelli da lui organizzati: tali partecipazioni si sono verificate soprattutto in Inghilterra e in Polonia. Di uno di questi congressi sono già usciti gli atti (Zagabria 1994; pubbl. 1998); di altri congressi gli atti sono in preparazione (Ronciglione 1997; Varsavia 1997; Exeter 1998). Il complesso di tale attività scientifica è da ritenersi assai rilevante. Le pubblicazioni del candidato, nel loro insieme, comprendono due volumi (il secondo formato da una serie di saggi) e una buona quantità di altri saggi. La sua cura dei 7 volumi di atti dei convegni AMIS già usciti, per quanto reale, non è valutabile, perché sempre condotta in collaborazione con altri studiosi e non riconoscibile, in base ad alcun indizio, quanto alla parte spettante al candidato. Le pubblicazioni presentate consistono nei 2 libri e in 8 saggi, dei quali uno (“La drammaturgia dell’illusione”) rientra nella categoria delle 21 relazioni congressuali. L’ambito storico abbracciato si estende dal primo Seicento a oggi, visto che la musica e la teoria estetico-musicale preferite dall’autore sono ambientate nel Seicento, ma in un caso egli si spinge fino all’Ottocento (come recita anche il titolo del libro Statuti della musica. Studi sull’estetica musicale tra Sei e Ottocento), e un suo saggio di impianto sociologico riguarda la fenomenologia dell’ascolto nei giovani d’oggi. L’area geografica più frequentata è l’Italia del nord, soprattutto nei lavori basati su ricerche documentarie, peraltro ampiamente commentate e contestualizzate; ma in altri studi, soprattutto quelli di estetica storica, non vi sono nemmeno di questi limiti, visto che si affrontano nomi come quelli di Giovan Battista Doni e di Esteban Arteaga; e pure nelle ricerche a sfondo documentario ambientate nell’area sopra citata emergono nomi di primo piano, quali quelli di Tarquinio Merula, Alessandro Grandi, Maurizio Cazzati, Giovanni Legrenzi. Nel caso di Grandi anzi si nota una piena deroga alla frequente piattaforma dell’indagine archivistica: infatti la conduzione del lavoro è prettamente analitico-musicale (nel senso dell’analisi soprattutto formale) e si fonda sulla trascrizione diretta delle fonti antiche. Le sedi editoriali ospitanti i lavori dello studioso non sono molto varie, ma in genere prestigiose. La continuità della produzione è assodata, e l’originalità dei contributi sicura, così come il loro generoso apporto al progredire delle conoscenze musicologiche. Questo è dimostrato ad esempio dalle numerose recensioni condotte in Italia e all’estero al volume La musica in S. Maria Maggiore a Bergamo. Le pubblicazioni del candidato sono certamente da giudicare di notevole valore scientifico. Elena Ferrari Barassi Il dottor Maurizio Padoan, attualmente professore a contratto presso l’Università cattolica di Brescia, presenta una serie di ricerche sulla musica in Lombardia, in particolare si è dedicato allo studio di uno fra i centri fondamentali per la storia della musica sacra fra il Cinque ed il Seicento quale è la Cappella di Santa Maria Maggiore a Bergamo. Questi studi formano un complesso organico e comprendono oltre alla ricognizione dei documenti anche alcune monografie dedicate al periodo bergamasco di singoli maestri quali Alessandro Grandi, Maurizio Cazzati, Giovanni Cavaccio e Giovanni Legrenzi. Quest’ultimo studio illustra i contatti giovanili di un compositore destinato ad una grande carriera, e che sarà anche l’ultimo maestro di levatura internazionale passato dalla Cappella di Santa Maria Maggiore. Gli studi di estetica musicale sono di un livello inferiore e formano un contributo poco significativo. L’attività didattica del dottor Padoan si è svolta per dieci anni all’Università cattolica di Milano e successivamente alla Università cattolica di Brescia. Il dottor Padoan è stato molto attivo nell’organizzazione di convegni ed risulta sovente promotore organizzativo di convegni sulla musica dell’età barocca nell’area lombardo veneta. Gioacchino Lanza Tomasi Titoli: AMIS Contratto di insegnamento Univ. Catt. di Milano dal '94Pubblicazioni: Fondamentali dal punto di vista archivistico e catalografico la monografia su S. Maria Maggiore e quella, che va considerata tale, sulla musica a Milano (quella sacra nel Nord Italia); accanto ad esse rappresenta un serio risultato anche il lavoro su Merula; utili anche se non entusiasmanti le sintesi di natura storico-estetica della 22 parte precisata nel volume pubblicato con Luppi, anche se trovo un po' pretenzioso nel titolo "Statuti della musica"; di analogo tenore il saggio su Arteaga; più approfonditi quelli pubblicati in IRASM sul Doni e sul "Corago". Organica e a tutto tondo l'analisi dei Mottetti di Grandi. In sintesi, considerando anche il ruolo attivissimo all'interno dell'AMIS, il mio giudizio è particolarmente positivo. Bruno Brizi Candidato Russo Francesco Paolo Francesco Paolo Russo. I titoli del candidato vertono soprattutto su problematiche relative al teatro musicale. Degni di attenzione, è da lodare in modo particolare l’edizione critica del Barbiere di Paisiello, a dimostrazione di conoscenza di quegli strumenti che consentono al musicologo interventi anche dal punto di vista della prassi. Antonino Albarosa - Laurea in Musicologia a Pavia (Cremona) nel 1988; - dottorato di ricerca a Cremona nel 1996; - perfezionamento a Roma (1990 - 1991); - attività in biblioteche a Modena, Fermo, Livorno; - docente nei conservatori di L'Aquila e Vibo Valentia; - professore a contratto in DAMS a Cosenza; - partecipazione a convegni a Taranto, Roma, Como, Bari, ecc.. - ciclo alla RAI e voci sull'MGG; - edizione critica sul Barbiere di Paisiello, 2001; - saggi su Paisiello, Rossini. Sergio Martinotti L'attività didattica del candidato è iniziata con 2 anni di supplenza di Storia della musica presso Conservatori, quindi è proseguita con 3 anni di insegnamento a contratto di Drammaturgia musicale all'Università della Calabria (1998/99-2000/01); vi ha trovato posto anche una collaborazione di carattere integrativo con il docente di Storia della musica presso l'Università di Roma Tor Vergata. Ha pure svolto una collaborazione divulgativa per la RAI. Tale attività nel suo complesso può dirsi qualificata, ma ancora quantitativamente moderata. L'attività scientifica ha compreso fra l'altro il Dottorato in Filologia musicale a Cremona e una borsa post-Dottorato presso l'Università "La Sapienza" di Roma. Per 6 anni (1993/941998/99)il candidato ha prestato servizio come bibliotecario presso Conservatori e Istituti musicali, il che gli è sicuramente valso come stimolo per alimentare i suoi interessi scientifici. E' stato anche responsabile del settore recensioni librarie della Nuova Rivista Musicale Italiana ed ha redatto voci per la MGG; in sede divulgativa ha realizzato l'opuscolo di un CD, ha collaborato con riviste di larga diffusione ed ha redatto programmi di sala. Ha partecipato con relazioni proprie a un certo numero di convegni di rilievo, il più delle volte con una propria relazione e in un paio di casi ha contribuito alla loro organizzazione o alla cura degli atti. In 4 casi i suoi contributi sono venuti alla luce entro i rispettivi atti, in 3 casi la pubblicazione è prossima. L'attività scientifica complessiva del candidato si può considerare discretamente rilevante. 23 Le pubblicazioni comprendono 4 volumi (dei quali uno in collaborazione con Maria Irene Maffei, valutabile grazie alla trasparenza delle indicazioni di responsabilità), un altro invece (Jacopo Ferretti e il melodramma del primo Ottocento) non valutabile, non essendo chiare le modalità della sua dichiarata pubblicazione in proprio. Dei suoi saggi 4 costituiscono le predette relazioni congressuali. Viceversa la sua cura degli atti del convegno Ranieri Calzabigi tra Vienna e Napoli non è valutabile, non risultando la sua paternità scissa da quella di un collaboratore. Il fatto che almeno 4 pubblicazioni (fra le quali i 3 nominati atti di convegni) siano in corso di stampa denota la continuità del suo impegno di studioso. Delle pubblicazioni presentate, i 5 volumi si identificano con quelli già presi in considerazione; dei 5 saggi due rientrano fra le citate relazioni a convegni, pubblicate in sedi prestigiose, gli altri tre pure hanno visto la luce in periodici di rinomanza. Gli argomenti trattati appartengono tutti alla storia del melodramma compresa per lo più fra la metà del Settecento e il primo Ottocento: e fra i nomi dei musicisti e dei librettisti studiati spiccano quelli di Calzabigi, di Paisiello, di G. B. Lorenzi, di Rossini. Il metodo di studio, sempre seguito con rigore, è condotto su un triplice versante teorico, analitico e filologico; e l'apice dell'importanza è raggiunto dal doppio volume dell'edizione critica del Barbiere di Siviglia di Paisiello, testo e musica, pubblicato con veste e impianto redazionale pregevole presso l'Istituto Storico Germanico di Roma. Completa la produzione dichiarata dal candidato un catalogo di un antico fondo musicale romano, condotto con cura e competenza in ben distinguibile collaborazione con altra studiosa. Le pubblicazioni del candidato, seppure ancora non numerosissime, meritano un giudizio largamente favorevole. Elena Ferrari Barassi Il dott. Francesco Paolo Russo ha conseguito la laurea ed il dottorato di ricerca presso la Scuola di paleografia e filologia musicale di Cremona. Ha altresì conseguito i diplomi di archivista e paleografo presso al Scuola di archivistica, paleografia e diplomatica presso l’Archivio di Stato di Roma, e quello di bibliotecario rilasciato dalla Scuola vaticana di Biblioteconomia. Ha svolto attività di bibliotecario e di insegnamento presso conservatori ed è stato per quattro anni professore a contratto di Drammaturgia musicale presso l’Università della Calabria. La sua produzione scientifica è orientata nell’ambito librettologico. In particolare notevoli i nuovi contributi su Jacopo Ferretti che confluiranno in una monografia di prossima pubblicazione. Una ottima competenza in campo filologico è attestata dalla sua tesi di dottorato pubblicata come Giovanni Paisiello. Il barbiere di Siviglia. Edizione critica a cura di Francesco Paolo Russo, Laaber, 2001. Gioacchino Lanza Tomasi Titoli: Dottorato Borsa post-dottorato Diploma di archivista Bibliotecario musicale Incarico a contratto a Cosenza, dal 1998-2001 Pubblicazioni: 24 Monumentale e pregevole l'edizione critica del 'Barbiere' di Paisiello (inevitabilmente, qua e là qualche imprecisione nella presentazione del testo poetico, che viene presentato con apparato critico - novità importante ed assoluta -); in collaborazione con la Maffei il catalogo del fondo dell'accademia di Francia a Roma: anche qui ha esaudito egregiamente al debito nei risultati che si attendono da simili lavori; gli altri studi rivelano una applicazione intensa ed entusiastica nella ricerca che, anche sulla base del curriculum, promette ulteriori risultati che non sono stati valutati nel concorso come pubblicazioni e che sono rappresentati nelle fasi intermedie già con qualche contributo (a proposito ad esempio di Ferretti); ho apprezzato anche il volume da lui curato su Salvi, un autore per me molto importante anche sul piano della cultura letteraria e critica di fine Settecento: si tratta di una curatela, ma è spia del vivace interesse del candidato ad entrare con competenza in varie interessanti iniziative. Bruno Brizi Candidato Gloria Staffieri Gloria Staffieri concentra la sua produzione soprattutto sul teatro musicale, occupandosene in modo colto ed anche originale. Antonino Albarosa Collabora a Studi Verdiani di Parma con Piperno e Petrobelli dal 1995. Si è laureata a Roma con Petrobelli nel 1986 sull'oratorio musicale a Roma. Cultore della materia alla Sapienza di Roma dal 1991 e poi docente contrattista nella stessa sede dal 1997. Ha collaborato all'enciclopedia Treccani ed alla Fabbri. Ha pubblicato saggi su Corelli, sulla storia del Teatro alla Pergola di Firenze (per gli Studi Verdiani , 1996, influssi di Meyerbeer su Verdi - 1998 e 2002). Ha partecipato a convegni (Studi corelliani nel 1986, Antonio Draghi nel 1998, saggi verdiani nel 2001). Ha pubblicato Colligite fragmenta: la vita musicale romana nel 1991 sul periodo barocco. Sergio Martinotti L’attività didattica della candidata, dapprima orientata verso l’insegnamento di Storia della musica in un Conservatorio (tenuto per 4 anni), si è poi attestata in ambiente universitario, precisamente presso l’Università “La Sapienza” di Roma: tale attività è stata per 9 anni integrativa (1991/92-1999/2000) e per 4 anni (nel 1992/93 e dal 1997/98 al 1999/2000) ha avuto anche risvolti seminariali indipendenti; nel 2001/02 si è poi concretata in un corso modulare tenuto per contratto e un analogo contratto è stato previsto per due moduli nel 2002/03, segno dell’apprezzamento ricevuto. Tale attività didattica si può considerare bene avviata. L’attività scientifica vanta fra l’altro il premio internazionale “Giuseppe Verdi” del Rotary di Parma/Istituto Naz. di Studi Verdiani, ricevuto nel 1999, e nel 2001 un contratto di ricerca ottenuto dall’Università di Siena per studiare fonti belliniane situate a Londra; per 7 anni ha collaborato e tuttora collabora a un progetto internazionale di ricerca promosso 25 dall’Istituto di Studi Verdiani; inoltre per 5 anni ha svolto un lavoro di autrice e di redattrice per la collana “Eredità del Novecento” (settore Musica) dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana. Ha partecipato a numerosi convegni internazionali di prestigio: in 6 casi le sue relazioni sono uscite nei relativi atti, e 3 sono di prossima pubblicazione. La curatela di uno di questi volumi non può essere valutata, essendo stata condotta in collaborazione, non quantitativamente né qualitativamente determinabile, con Pierluigi Petrobelli; né essa è, del resto, stata fatta valere per il presente concorso. Lo stesso si dica per la revisione di un’edizione mozartiana. La candidata ha redatto anche voci di enciclopedia, una recensione, due programmi di sala, opuscoli per CD, un saggio per un CD-rom d’alto livello e vari altri lavori, di carattere divulgativo. L’attività scientifica della candidata si può dire piuttosto consistente. La studiosa presenta 8 pubblicazioni valutabili, ovvero un’importante monografia e 7 saggi: di questi ultimi 5 costituiscono relazioni presentate ai predetti convegni. La successione temporale dei lavori è continua e in tutti i casi le sedi editoriali sono prestigiose. Gli argomenti riguardano per lo più la musica vocale prevalentemente, ma non solo, teatrale, del Sei-Settecento e dell’Ottocento; l’ambito esplorato è quello italiano, spesso tuttavia studiato in relazione a influssi francesi. Sporadicamente, ma non superficialmente, viene presa in considerazione anche la musica strumentale: Corelli, e il divenire di una formazione orchestrale ottocentesca fiorentina. Nella citata monografia l’indagine raccoglie interessanti frutti storico-cronachistici, fondati su una sistematica e bene organizzata ricognizione documentaria; anche in altri lavori la studiosa dà prova di una buona capacità di estrarre utili risultati storici da ricerche d’archivio; altrove ella coinvolge nelle sue ricostruzioni storiche anche l’analisi strutturale di testi letterari musicati e l’esistenza dei cosiddetti “scenari”. Il suo contributo alla scienza musicologia è indubbiamente di un non indifferente rilievo. Elena Ferrari Barassi La dott.ssa Gloria Staffieri è attualmente professore a contratto presso la Facoltà di Scienze umanistiche dell’Università La Sapienza. La sua ricerca può esser distinta in due fasi. Nella prima si è dedicata alla musica del sec. XVII di ambito romano: Colligite fragmenta. La vita musicale romana negli “avvisi Marescotti” (1683-1707) e Arcangelo Corelli compositore di “Sinfonie” (1990). Dal 1995 la dott.ssa Staffieri si associa al gruppo di ricerca indirizzato dall’Istituto Nazionale di Studi Verdiani. In questo ambito ha fornito contributi di notevole rilevanza. Si tratta di ricerche mirate in ambiti selezionati, tesi ad illustrare la circolazione delle idee e la prassi teatrale nel pieno Ottocento. In particolare si segnala lo studio Da Robert le Diable a Macbeth: influssi di Meyerbeer sulla produzione verdiana degli anni 40 e 50 (1998) a cui seguono Il gioco di specchi di Rigoletto: Hugo-Meyerbeer-Verdi (2002), ed altri di prossima diffusione. L’attività didattica della candidata è meno rilevante di quella scientifica. D’altra parte sovente l’attività didattica può esser esaustiva e quindi sottrarre tempo alla ricerca. Nel campo della ricerca invece la candidata si rivela fra le figure più attive della nostra musicologia. Gioacchino Lanza Tomasi Titoli: Tesi segnalata: Fondaz. Levi 26 Collaborazione con Istituto Nazionale Studi Verdiani di Parma Contratto di insegnamento univ. integrativo 1997-ss.; dal 2002 , autonomo (un modulo , e due moduli) Pubblicazioni: Nel campo della ricerca archivistica, il lavoro sugli Avvisi Marescotti mette a disposizione un importante strumento di informazione sulla vita musicale romana, a cavallo tra i due secoli interessati che sappiamo molto importanti per la storia della 'Cantata da camera' e delle esecuzioni pubbliche; gli altri saggi sul teatro musicale si bilanciano tra Seicento e Ottocento (soprattutto Verdi, naturalmente; e si apprezza nel caso il magistero di Petrobelli), con particolare interesse per le fonti letterarie e gli influssi musicali d'Oltralpe: si tratta di saggi 'tosti' occasionati in genere da convegni nazionali e internazionali, ma che costituiscono una coroncina che fa presagire una monolitica e coesa monografia-saggio. Bruno Brizi Candidato Pietro Zappalà Pietro Zappalà è studioso, organizzatore, interessato a problemi come la biblioteconomia e l’elettronica al servizio della catalogazione. E’ quindi persona di vasta attività e curiosità sia scientifica, sia tecnica, sia operativa. Dello studioso è testimonianza la produzione presentata, che, se vede buona parte dedicata alla personalità creativa di Felix Mendelssohn Bartholdy, della quale è autorevole conoscitore, vede anche impegno nel settore appunto della biblioteca e della catalogazione. Di notevole importanza la sua elaborazione di edizioni musicali, che denotano attivamente la conoscenza delle tecniche e degli stili specifici. E’ opportuno, fra di esse, sottolineare la Erstausgabe del Magnificat mendelssohniano. Nino Albarosa Seminari su musiche di Mahler, Mendelssohn. Dal 1994 tiene corsi di "Biblioteconomia musicale". Ha tenuto lezioni all'Università di Cracovia. Responsabile per gli scambi Erasmus. Coltiva interessi per minori come Bottesini, Piatti, Ponchielli. Già bibliotecario a Bolzano, dal 1994 ricercatore alla scuola di Paleografia di Cremona. Ha vinto il II concorso per la migliore tesi bandito dalla Fondazione Levi di Venezia (pubblicata). Laurea in musicologia a Cremona nel 1985. Saggi su Mendelssohn, Bottesini, Piatti. Ha pubblicato le Sei Sonate di Locatelli - op. 8 e musiche sacre di Mendelssohn. Ha svolto conferenze dal 1990 ad oggi. Ha scritto programmi di sala dal 1986 su Brahms, ecc. Ha tradotto dal tedesco saggi di Dahlhaus ed altri. Ha partecipato a convegni su Bottesini, Ponchielli, Piatti. Ha partecipato al convegno di Berkeley (USA) sulla formazione dei bibliotecari in Italia. Membro del comitato di redazione della NRMI (1997 - 2000). 27 Sergio Martinotti L’attività didattica del candidato conta la posizione di ricercatore, che egli ha ricoperto per 8 anni dal 1994 in poi presso la Scuola di Paleografia e Filologia Musicale, poi Facoltà di Musicologia, dell’Università di Pavia-Cremona. Dall’a. a. 1994/95 per 7 anni ha svolto dapprima per affidamento, poi per supplenza, l’insegnamento di Biblioteconomia e bibliografia generale presso la stessa sede. La parte di “bibliografia generale” in realtà è stata sempre svolta esclusivamente quale bibliografia generale della musica. Dal 2001/02, con l’instaurarsi del nuovo ordinamento universitario, il suo insegnamento ha assunto la denominazione (più veritiera) di Biblioteconomia e bibliografia musicale. Negli anni 1994/95, 1998/99 e 1999/2000 il candidato ha tenuto seminari integrativi; nel 1996/97 ha tenuto presso la stessa sede anche un corso propedeutico di Armonia. Nel 2000/01 ha tenuto presso la Facoltà di Musicologia un seminario dal titolo Tradizione, interpretazione, esecuzione, relativo alla ripresa mendelssohniana della Passione secondo S. Matteo di Bach. Dal 1991 al 2000 è stato il responsabile della Scuola per gli scambi Erasmus, poi Socrates, mantenendo contatti con numerosissime Università situate in Germania, Belgio, Inghilterra, Danimarca, Francia, Austria. Nel 1998/99 ha organizzato e diretto presso l’Università di Pavia un Master di formazione professionale per Operatori di biblioteca con formazione musicale, unico nel suo genere e risultato assai utile per l’inserimento lavorativo dei partecipanti. Fra l’ottobre 1999 e l’inizio di aprile 2000 presso l’Università Jagiellonska di Cracovia ha tenuto 2 corsi intensivi sull’uso delle ricerche elettroniche per la ricerca musicologica, preparando un CD-Rom per uso didattico; inoltre ha tenuto numerose conferenze presso enti vari. Nel suo insieme l’attività didattica del candidato è da ritenersi molto consistente. L’attività scientifica del candidato comprende fra l’altro il Dottorato di ricerca in Filologia musicale, inoltre la posizione di bibliotecario ricoperta per 1 anno presso il Conservatorio di Bolzano e per 6 anni presso la Scuola Universitaria di Pavia-Cremona. Questo genere di servizio ha avuto una ripercussione decisiva sulla produzione scientifica del candidato, della quale si dirà più avanti. Nel 1999-2000 ha tenuto un seminario nell’ambito dei corsi di Dottorato in Filologia musicale di Pavia-Cremona. Nel 1994 è stato co-fondatore della sezione italiana della IAML (International Association of Music Libraries) e da quell’anno al 2000 ne è stato vicepresidente (7 anni). Dal 1997 al 2000 è stato membro (4 anni) del comitato di redazione della Rivista Italiana di Musicologia. Dal 2000 al 2002 ha partecipato al progetto di ricerca di rilevanza nazionale “Fonti della musica italiana dal 1810 al 1850” coordinato da Fabrizio Della Seta, il cui responsabile scientifico è stato Michele Girardi. Nel 1999/2000 ha partecipato al progetto Tempus JEP 12135-97, volto all’armonizzazione dei curricula musicologici dei paesi europei. Sedi universitarie partecipanti: Regensburg, Pavia, Cracovia, Durham, Londra. Nel 1988 con la sua tesi di laurea ha vinto il prestigioso premio della Fondazione Levi (II edizione). Ha partecipato, in Italia e all’estero, a numerosi convegni, conferenze e seminari, presentando relazioni proprie, che in parecchi casi hanno visto la luce (es. “Giovanni Bottesini”, Crema 1996). In tale ambito è costante la sua partecipazione a tutti i congressi internazionali della IAML (International Association of Music Libraries). Ha anche al suo attivo vari programmi di sala. Nel suo complesso l’attività scientifica del candidato è da giudicarsi del tutto rilevante. Le pubblicazioni del candidato comprendono fra l’altro 1 monografia (Le Choralkantaten di Felix Mendelssohn Bartholdy, 1992), numerosi saggi (dei quali 4 corrispondenti alle citate 28 relazioni congressuali), 5 edizioni musicali, e la cura editoriale di scritti teorici di G. S. Mayr, condotta in collaborazione con Angela Romagnoli ma valutabile, in quanto vi è chiaramente distinto l’apporto del candidato (revisione e integrazioni esplicative e bibliografiche allo Zibaldone); vi si aggiungono 1 recensione e 2 traduzioni dal tedesco di saggi, rispettivamente di Dalhaus e di Brinkmann. Di tutto ciò il candidato ha scelto di presentare al concorso la monografia, 6 saggi, un saggio-recensione edito on-line e 2 edizioni musicali. In virtù dei suoi studi su Mendelssohn il candidato è da ritenersi uno dei principali attuali studiosi mendelssohniani. Il suo volume Choralkantaten (frutto della tesi di laurea, come si è detto insignita del premio Fondazione Levi e in quell’occasione pubblicata) ha destato notevole risonanza nel mondo musicologico ed ha ricevuto parecchie recensioni elogiative, poiché ha portato all’attenzione di studiosi e musicisti un aspetto della produzione del compositore prima negletta; esso contiene anche l’edizione della cantata Wir glauben all’ an einen Gott, bisognosa di una rivisitazione editoriale. Anche il saggio “Di alcuni mottetti giovanili di Felix Mendelssohn Bartholdy” (1993) ha offerto un contributo di grande novità, poiché ha rivelato manoscritti inediti, rinvenuti a Berlino, di composizioni giovanili del maestro. Lo stesso dicasi del saggio “Autographe von Felix Mendelssohn in Italien”. Gli autografi in questione sono costituiti da una serie di lettere, da copie autografe di composizioni per organo, da due canoni, e dalla riduzione pianistica di due cori da Oedipus in Kolonus, il tutto esistente in diverse biblioteche italiane (a Bergamo, Bologna, Firenze, Milano, Torino, Roma). Al di fuori dell’autore prediletto, il candidato ha studiato un lavoro di Giovanni Bottesini tributario dello stesso Mendelssohn (1999). Quanto alle sue edizioni, esse hanno riguardato, oltre la citata cantata di Mendelssohn inserita nel volume nominato, un’altra composizione di quel maestro prima inedita: il Magnificat (1996); ma esistono anche altre edizioni di composizioni inedite, che egli non presenta in questa sede: i Neun Psalmen (1997) e Jugendmotetten (alias 13 Pslammottetten; 1997). All’edizione delle composizioni di Mendelssohn si aggiunge anche quella delle Sei Sonate a violino solo e basso di Antonio Locatelli (1995), allestita per gli Opera omnia del compositore. A parte l’accurato e agguerrito lavoro filologico delle edizioni, dello studio dei testimoni (“I Preludi”, 1995), delle ricognizioni bibliografiche, il candidato nei suoi lavori ha superato la sterile fase informativa, inserendo anche puntuali inquadramenti storici ed estese analisi musicali e testuali, atte a favorire una conoscenza approfondita delle musiche (anche quelle di Bottesini) riproposte alla moderna lettura. Un versante completamente diverso della produzione scientifica di Zappalà è rappresentato dai suoi lavori incentrati sui problemi di governo delle biblioteche musicali, anche attuato tramite i più moderni sussidi elettronici. In quest’ottica rientrano il saggio “La figura del bibliotecario musicale”, e così pure altri due minori, non presentati alla presente valutazione, ma dei quali è utile conoscere l’esistenza: “La gestione degli acquisti” e “Un esempio di catalogazione”. Questi lavori costituiscono l’esito della pluriennale attività di bibliotecario del candidato e del suo insegnamento di una disciplina mai prima frequentata. Anche in questo caso il suo lavoro si muove sotto il segno della novità e originalità di concezione. Notevole è la versatilità dello studioso, ma in ciascuno dei campi prescelti il lavoro è condotto con il più sicuro rigore. L’apparizione degli scritti ha mantenuto una continua e regolare successione temporale; la collocazione editoriale è stata il più delle volte assai qualificata. In ogni modo i risultati conseguiti dallo studioso, di un’innovatività fuori discussione, offrono un ottimo contributo al patrimonio 29 dell’odierna musicologia. Nel loro complesso le pubblicazioni del candidato sono da considerarsi piuttosto numerose e di importante rilievo sul piano qualitativo. Elena Ferrari Barassi Il dott. Pietro Zappalà, attualmente ricercatore presso la Facoltà di musicologia di Cremona dove insegna “Biblioteconomia e bibliografia musicale”presenta una serie di ricerche incentrate in particolare su alcuni aspetti dell’opera di Mendelssohn. Questi apporti riconosciuti in ambito scientifico internazionale si aprono con la tesi dottorato e conducono alla edizione delle Choralkantaten, Fondazione Levi 1991, del Magnificat, Carus, Stuttgart 1996, e per lo stesso editore il dott Zappalà cura l’edizione di altri inediti mendessohniani: Neun Psalmen nach Tate & Brady und Lobwasser, e 13 Psalmmotetten (entrambi 1997), e ancora Gloria (1998). Altre ricerche mendelssohniane riguardano i Preludien und Fugen op.37, i rapporti con Mendelssohn con vari compositori interpreti (Bottesini, Piatti) e una ricerca sul primo viaggio italiano del compositore. Questo ambito di ricerca filologica indica nel candidato un dominio della filologia di tutto rispetto. Occorre dire però che nel riferire sul fenomeno della fortuna di Mendelssohn in Italia (ad es, nel caso di Bottesini) il candidato non va oltre l’apparato descrittivo delle fonti analizzate. L’attività didattica del dottor Zappalà presso la Scuola di Paleografia e Filologia Musicale si è distinta per l’assiduità e l’efficacia. Difatti il dottor Zappalà ha elaborato una metodologia della ricerca e dell’aggiornamento per i futuri bibliotecari musicali di cui si avvertiva la necessità. In particolare il candidato ha stimolato l’aggiornamento continuo della disciplina, connessa alla costruzione della facoltà di giudizio sul materiale di nuova pubblicazione disponibile, dato importante in un campo dove le pubblicazioni presenti hanno valori affatto diversi. Egli ha inoltre curato gli aspetti innovativi della disciplina quali l’uso delle risorse telematiche e l’automazione delle schedature. Va sottolineato che negli otto anni della sua presenza a Cremona il dott. Zappalà ha preparato vari studenti alla professione di bibliotecario musicale, parecchi dei quali sono attivi e talvolta anche di ruolo quali bibliotecari presso i conservatori. Gioacchino Lanza Tomasi Titoli: Ricercatore Dottorato Premio Fondaz. Levi, tesi-pubblicazione Catalogazione elettronica Affidamento di insegnamento univ. dal 1994 Insegnamento a Cracovia (2 cicli); master di formazione professionale di operatoribibliotecari Titoli: I lavori su Mendelssohn sono il frutto di un lavoro approfondito che parte dalla tesi di laurea e dal dottorato, con riconoscimento da parte di importanti istituzioni; anche sotto il profilo della pubblicazione (edizione critica delle partiture) il risultato è egregio e si avvale delle attuali metodologie critiche, tenendo presente la tradizione ma anche i problemi connessi con l'interpretazione e l'esecuzione; sul campo filologico egli dimostra anche in altri contributi di essere ferrato un degno 30 rappresentante della 'scuola' cremonese, obbligatorio punto di riferimento a livello nazionale e internazionale; i contributi relativi alla catalogazione e alla biblioteconomia musicale - ed ho avuto modo di constatare direttamente per molti anni il suo lavoro presso la Scuola - non solo ha portato a dei risultati aggiornatissimi, ma ha permesso all'Ufficio bibliografico della stessa Scuola di essere un centro importante dell'informazione bibliografica specifica; in questo ambito un contributo originale e paradigmatico è il saggio sulla biblioteca Jagellonica, che ci restituisce tra l'altro materiali berlinesi che si consideravano dispersi. Le recensioni e le traduzioni sono in linea con questo indirizzo filologico e bibliografico ed hanno per oggetto titoli essenziali di studiosi stranieri. Bruno Brizi Giudizi collegiali verbale allegato 10 verbale 2 del 27/01/03 Valutazione titoli Mario Armellini Il dott. Mario Armellini ha un curriculum didattico di buon livello, una ottima esperienza di ricerca all’interno del DAMS di Bologna. L’attività scientifica si può dire consistente, annoverando fra l’altro la posizione di Visiting Research Fellow ricoperta per un anno presso il King’s College di Londra, il Dottorato di ricerca a Bologna e la borsa biennale post-dottorato, conseguita pure a Bologna. A questo si aggiungono il riordino dell’Archivio Maderna (rispecchiato in una pubblicazione). La sua pubblicazione scientifica di maggior interesse è quella su Le due Armide. Metamorfosi estetiche drammaturgiche da Lully a Gluck. Enrico Careri Il dott. Enrico Careri è ricercatore presso la Federico II di Napoli dal 1997, con affidamento dell’insegnamento di musicologia e storia della musica. L’attività scientifica annovera anzitutto il titolo di Ph. D. in Musicologia, conseguito presso l’Università di Liverpool, quindi la partecipazione a numerosi congressi scientifici e seminari, per lo più internazionali. la Commissione aderisce alla conclusione del giudizio di Elena Ferrari Barassi che qui si riporta: I lavori del candidato usciti con regolare continuità temporale hanno un prevalente carattere di originalità, ed offrono materia utile al progredire della musicologia. Luca Cerchiari Il dott. Luca Cerchiari è lo studioso di musica afroamericana più apprezzato dall’accademia italiana. Ha conseguito un dottorato in etnomusicologia presso l'università di Graz. E’ stato difatti invitato da varie università quale specialista della materia. Le sue pubblicazioni su Scott Joplin e Miles Davis riconducono la sua indagine entro le metodologie di ricerca della tradizione colta, con ampio spazio accordato all’analisi armonica e strutturale. Altre sue opere di ampio successo rientrano maggiormente nelle indagine sociologica sulla diffusione della musica di consumo nel nostro tempo. Teresa Maria Gialdroni La dott.ssa Teresa Maria Gialdroni è attualmente professore a contratto presso l’Università di Roma Tor Vergata, dove tiene il corso di biblioteconomia bibliografia e archivistica 31 musicale. Ha una notevole esperienza didattica iniziata nel 1982 con l’insegnamento di letteratura drammatica e poetica presso i conservatori. La sua attività scientifica principalmente ha avuto per oggetto la musica vocale di ambiente napoletano romano fra sei e settecento con particolare attenzione all’immenso repertorio della cantata da camera. Ha pubblicato studi specialistici sulle cantate di Francesco Provenzale (1985), Domenico Sarro (1985), Leonardo Vinci (1991), studi che si possono dire riassunti in Bibliografia della cantata da camera italiana (1620-1740 ca.) (1990). Si è successivamente interessata di librettologia con uno studio sulle varianti della Didone abbandonata di Metastasio (1998). Le ricerche della candidata vanno segnalate per una attenta ricognizione delle fonti. Studiosa seria e preparata. Marina Mayrhofer La dott.ssa Marina Mayrhofer insegna in ambito universitario dal 1975, prima come assegnista e contrattista presso l’Università di Salerno e successivamente presso la Federico II di Napoli dove è ricercatore confermato dal 1980. La candidata ha tenuto incarichi di corsi ufficiali di insegnamento presso l’Università di Salerno ed attualmente li detiene presso la Federico II e l’Orientale di Napoli. Da sempre molto attiva in seminari di ricerca ha guidato gli studenti nelle ricerche d’archivio e negli ascolti guidati impartendo loro le basi per un avviamento agli studi di musicologia ed alla formazione della conoscenza del repertorio. La attività scientifica della candidata ha data un contributo alla librettologia in ambito napoletano. Queste ricerche sono fino al 1996 riassunte in Relazioni elettive. Studi sul teatro musicale classico, Napoli 1996. Seguono diversi studi su punti chiave della drammaturgia settecentesca, quali i rapporti fra Francia e Italia nei libretti di R. De Calzabigi, e nuove ricerche su Giovanni Paisiello nel periodo illuminista: La drammaturgia di Giovanni Paisiello tra Illuminismo e Rivoluzione, (1999). Queste ricerche si inquadrano in quella lunga via che dovrà portare ad una indispensabile ricognizione dei documenti e delle influenze che confluiscono nella vita artistica e culturale di Napoli fra Sette ed Ottocento. Gli studi presentati si segnalano per la presenza di un comune filo conduttore. Studiosa tenace e molto presente nell'attività didattica. Anna Maria Morazzoni La dott.ssa Anna Maria Morazzoni insegna dal 1978 Storia ed Estetica musicale presso l’Istituto pareggiato A. Peri di Reggio Emilia. Anteriormente aveva svolto attività di Didattica integrativa e di ricerca presso la Statale di Milano dove si era laureata. La sua attività scientifica è incentrata sulla musica del Novecento in Germania, in particolare sulla seconda Scuola di Vienna. In questa qualità di competenza specialistica ha curato l’edizione italiana di alcuni testi fondamentali: Alban Berg, Suite lirica. Tutti gli scritti (1995), Arnold Schoenberg Leggere il cielo. Diari 1911, 1914, 1923 (1999). La candidata ha presentato anche alcuni protagonisti della musica radicale in Italia quali Camillo Togni, Adriano Guarnieri, Niccolò Castiglioni. Presenta anche alcuni saggi rimarchevoli sulla interdisciplinarietà fra musica e filosofia e musica e arti figurative nel sec. XX. Ha curato gli Atti di due convegni alla Piccola Scala Musorgskij (1980) e Stravinskij (1981) e tradotto con competenza dal tedesco, dall'inglese e dal francese testi di musicologia. Nell’ambito considerato la dott.ssa Morazzoni va ritenuta una figura di spicco per la conoscenza e la divulgazione delle estetiche derivate dall’espressionismo viennese nel nostro paese. 32 Maurizio Padoan Il dottor Maurizio Padoan, attualmente professore a contratto presso l’Università cattolica di Brescia, presenta una serie di ricerche sulla musica nell'Italia settentrionale, in particolare si è dedicato allo studio di uno fra i centri fondamentali per la storia della musica sacra fra il Cinque ed il Seicento quale è la Cappella di Santa Maria Maggiore a Bergamo. Questi studi formano un complesso organico e comprendono oltre alla ricognizione dei documenti anche alcune monografie dedicate al periodo bergamasco di singoli maestri quali Alessandro Grandi, Maurizio Cazzati, e Giovanni Legrenzi. Questa attività di ricerca ed i convegni dell'AMIS in Italia ed all'estero lo hanno posto all'attenzione internazionale. Gli studi di estetica musicale presentano minor interesse. L’attività didattica del dottor Padoan, prima integrativa e poi a contratto, si è svolta per dieci anni all’Università cattolica di Milano e successivamente alla Università cattolica di Brescia. Francesco Paolo Russo Il dott. Francesco Paolo Russo ha conseguito il dottorato di ricerca presso la Scuola di paleografia e filologia musicale di Cremona. Ha altresì conseguito i diplomi di archivista a paleografo presso al Scuola di archivistica paleografia e diplomatica presso l’Archivio di Stato di Roma, e quello di bibliotecario rilasciato dalla Scuola vaticana di Biblioteconomia. Ha svolto attività di bibliotecario e di insegnamento presso conservatori ed è stato per quattro anni professore a contratto di Drammaturgia musicale presso l’Università della Calabria. La sua produzione scientifica è orientata nell’ambito librettologico. In particolare notevoli i nuovi contributi su Jacopo Ferretti che confluiranno in una monografia di prossima pubblicazione. Una ottima competenza in campo filologico è attestata dalla sua tesi di dottorato rielaborata e pubblicata come Giovanni Paisiello. Il barbiere di Siviglia. Edizione critica a cura di Francesco Paolo Russo, Laaber, 2001. Gloria Staffieri La dott.ssa Gloria Staffieri è attualmente professore a contratto presso la Facoltà di Scienze umanistiche dell’Università La Sapienza. La sua ricerca può esser distinta in due fasi. Nella prima si è dedicata alla musica del sec. XVII di ambito romano: Colligite fragmenta. La vita musicale romana negli “avvisi Marescotti” (1683-1707) e Arcangelo Corelli compositore di “Sinfonie” (1990). Dal 1995 la dott.ssa Staffieri si associa al gruppo di ricerca indirizzato dall’Istituto Nazionale di Studi Verdiani. In questo ambito ha fornito contributi di notevole rilevanza. Si tratta di ricerche mirate in ambiti selezionati, tesi ad illustrare la circolazione delle idee e la prassi teatrale nel pieno ottocento. In particolare si segnala lo studio Da Robert le Diable a Macbeth: influssi di Meyerbeer sulla produzione verdiana degli anni 40 e 50 (1998) a cui seguono Il gioco di specchi di Rigoletto: HugoMeyerbeer-Verdi, (2002) ed altri di prossima diffusione. L’attività didattica della candidata è meno rilevante di quella scientifica. Nel campo della ricerca invece la candidata si rivela fra le figure più interessanti della nostra musicologia. Pietro Zappalà Il dott. Pietro Zappalà, attualmente ricercatore presso la Facoltà di musicologia di Cremona dove insegna “Biblioteconomia e bibliografia musicale”presenta una serie di ricerche incentrate in particolare su alcuni aspetti dell’opera di Mendelssohn. Questi apporti, recensiti in ambito scientifico internazionale, si aprono con la tesi di laurea premiata dalla Fondazione Levi e dipoi pubblicata (Choralkantaten, 1991), e proseguono con Magnificat, Carus, Stuttgart 1996. Altre ricerche mendelssohniane riguardano i 33 Preludien und Fugen op.37, l'influsso di Mendelssohn su alcuni compositori-interpreti (Bottesini, Piatti) e una ricerca sul primo viaggio italiano del compositore. Questo ambito di ricerca filologica indica nel candidato una metodologia di tutto rispetto. Occorre dire però che nel riferire sul fenomeno della fortuna di Mendelssohn in Italia (ad es, nel caso di Bottesini) Il candidato non va oltre l’apparato descrittivo delle fonti analizzate. L’attività didattica del dottor Zappalà presso la Facoltà di Musicologia si è distinta per l’assiduità e l’efficacia. Difatti il dottor Zappalà ha elaborato una metodologia della ricerca e dell’aggiornamento per i futuri bibliotecari musicali. In particolare ha stimolato l’aggiornamento continuo della disciplina, ed ha promosso un master di formazione professionale per "operatori di biblioteca con specializzazione musicale". Nell'ambito della sua attività didattica e organizzativa ha rivolto particolare attenzione agli aspetti innovativi della disciplina quali l’uso delle risorse telematiche e l’automazione delle schedature. Molti studenti del dott. Zappalà sono oggi in ruolo presso i conservatori. Allegato 1 verbale 3 Giudizi individuali sulla discussione dei titoli 28/1/03 ore 9,30-19,00. Mario Armellini Antonino Albarosa Mario Armellini espone con molta serietà, ragionevolezza, maturità, competenza. Si esprime a ragion veduta. Sergio Martinotti Discute con competenza e chiarezza espositiva. Gioacchino Lanza Tomasi Ha discusso con pertinenza riferendo sulla sua attività di bibliotecario del Civico Museo Bibliografico di Bologna. Ha esposto la politica delle acquisizioni e mostra conoscenza dei contenuti delle principali raccolte bibliografiche italiane. Elena Ferrari Barassi Riferisce le sue esperienze di bibliotecario musicale, a contatto con manoscritti, stampe e documenti originali di primario interesse e le sue relazioni con studiosi di spicco. Segnala poi caratteristiche e problematiche editoriali di alcuni libretti italiani e francesi del Sei e Settecento. L’esposizione è chiara, competente ed esauriente. La prova va ritenuta lodevole. Bruno Brizi Esposizione chiara sul suo ruolo di lavoro in biblioteca e consapevolezza sulla problematica relativa ai testi di Quinault. Enrico Careri Antonino Albarosa 34 Il candidato esprime ottima sensibilità nei confronti delle tematiche discusse. Sergio Martinotti Buona preparazione dimostrata, in particolare sul rapporto tra concerto grosso e la musica inglese (Geminiani, Handel). Gioacchino Lanza Tomasi Discute con sicurezza le sue proposte sulla evoluzione del concerto e della sonata barocca. Afferma come momento cruciale la conclusione alla dominante della prima sezione, con successiva ripresa da cui prende il via l’ampliamento delle forme di scrittura per strumenti. Queste osservazioni sono da lui addotte, fra l’altro, attraverso un regesto statistico sulla produzione del tempo. Indagine significativa ma in cui sembra prevalere una ipotesi di lavoro piuttosto che una disamina di tutte le componenti in gioco. Parla anche con competenza sul significato delle pause in Schubert ed in Mozart. Un tema marginale ma affascinante sullo sviluppo della musica a Vienna fra Mozart e la Romantik. Elena Ferrari Barassi Tocca il fenomeno della cadenza mediana alla dominante e della “ripresa” nella sonata violinistica italiana successiva al 1720. La mette in relazione con la coeva produzione vocale. Passa al concerto coevo in Inghilterra e alla competizione fra Geminiani e Handel, quindi all’uso della pausa in Schubert in relazione alla musica pianistica e da camera sua e degli altri viennesi. Esposizione convincente anche se non sempre fluida. Prova positiva. Bruno Brizi Ho riscontrato una notevole maturità nel rispondere agli aspetti connessi con i risultati delle sue ricerche. Anche il questioni in tangenziali. Nel caso della produzione a Londra mi sono sorpreso dell’assenza di un accenno alla Accademia di musica antica che era la sede deputata per l’esecuzione e il dibattito sul genere “concerto” sia strumentale che vocale. Luca Cerchiari Antonino Albarosa Il candidato esprime ottima preparazione, ottima duttilità ed ottima capacità di sintesi. Sergio Martinotti In modo esuberante ma preparatissimo il candidato ha risposto sui temi della tecnologia e della riproduzione del suono. Buona anche la sua preparazione sulla musica colta (in particolare di Gottschalk). Gioacchino Lanza Tomasi Studioso del jazz e della musica di consumo cui non è sotteso un testo scritto, il candidato mostra una certa propensione ideologica nel sostenere la equipollenza culturale di tali testi rispetto a quelli codificati dalla scrittura. L’ascendenza di questa procedura è antica e risale ad un celebre testo di Hugue Panassié. Gli argomenti sono noti e si avvalgono di un ampio sostegno sociologico. Ma i loro aderenti offrono l’impressione di profeti sulla 35 difensiva. La preparazione scientifica e la metodologia sono d’altra parte ineccepibili e nelle pubblicazioni presentate il candidato si avvale con pertinenza dell’analisi formale, per quale vi è una messe di studi di vari ricercatori anglosassoni sulla musica di consumo, Meyers in primo luogo. Nella discussione il candidato preferisce invece la brillantezza e l’impatto dell’argomentazione sociologica, potente mezzo di seduzione di cui si avvale con rara efficacia. Elena Ferrari Barassi Il candidato spiega il suo trasferimento di interessi scientifici dal jazz alla storia del disco. Pone l’accento sulle costanti linguistico-musicali nelle più varie civiltà e valorizza i relativi processi di trasmissione. Dimostra ricchezza di cultura e ampiezza di vedute. Rivela altresì profonda conoscenza delle vicissitudine dei mezzi tecnici di riproduzione chiarendone anche la funzione nella creazione musicale. Richiestone, si sofferma sulla produzione compositiva di Gottschalk. Eloquio chiaro, ricco e improntato a originalità. Prova di notevole livello. Bruno Brizi Utile precisazione preliminare sul contenuto dei titoli prodotti e sugli ambiti e gli argomenti intedisciplinari. Esauriente e informatissima la risposta ai quesiti pur riscontrando atteggiamenti interpretativi in contrasto con il punto di vista di alcuni commissari. Teresa Maria Gialdroni Antonino Albarosa Discussione di candidata preparata, curiosa, entusiasta, conseguente. Sergio Martinotti Vivace ed informata, ha chiarito il tema dei suoi studi professionali e i diversi momenti della cantata. Si è poi soffermata sulle ultime edizioni di Petrucci. Gioacchino Lanza Tomasi Informa sulla sua metodologia di ricerca nel campo della cantata e spiega come pensa di affrontare un corpus vastissimo ed ancora inesplorato. Illustra poi il rinvenimento a Pesaro in una collezione privata di una stampa sconosciuta del Petrucci che ha avviato una nuova prospettiva sulla tarda attività dello stampatore. Ricercatrice informata e capace, si attiene alla propria capacità di indagine archivistica. Elena Ferrari Barassi La candidata descrive in modo esauriente la interrelazione fra il suo insegnamento in conservatorio e quello universitario e parla anche dello stimolo derivato dal contatto con i discenti. Risponde a domande sull' "aria cavata" e sui contesti sociali e sulla circolazione della cantata settecentesca, sottolineando l'importanza dello studio sulle fonti. Riferisce poi sulle su ricerche a proposito dei fondi musicali delle Marche, spiegando le circostanze del ritrovamento di un frammento di Petrucci e delle conseguenti indagini sulla attività dello stampatore. Parla con sicurezza e abbondanza di riferimenti. La prova è da ritenere altamente qualificata. 36 Bruno Brizi Esito molto positivo della discussione sui titoli. In particolare su alcuni aspetti di dettaglio di cui si dovrà tener conto in funzione di un repertorio del genere cantata. Marina Mayrhofer Antonino Albarosa Discussione espressa da una candidata di cultura napoletana con sguardo rivolto all'Europa. Ha posto in evidenza profondità. Sergio Martinotti La supplenza ormai ventennale alla cattedra di Storia della Musica a Napoli, la partecipazione a numerosi convegni, le conferenze svolte dalla candidata sul neoclassicismo e sul primo periodo Discussione di candidata preparata, curiosa, entusiasta, conseguente. Gioacchino Lanza Tomasi La candidata illustra i suoi studi sui rapporti fra librettisti illuministi e compositori sul finale del Settecento e i riflessi della temperie illuminista a Parigi, Vienna e Napoli. Le sue ricerche hanno anche permesso di rettificare alcuni dati, considerati scontati, su date e circostanze dell'opera napoletana, quali in particolare la esecuzione e recensione de I Pittagorici di Paisiello a Napoli. L'esposizione tende alla Kulturgeschichte senza mancare di una opportuna documentazione sulle fonti, qualche volta anche frutto di ricerche personali. Elena Ferrari Barassi La candidata si diffonde sui risvolti illuministici dell'attività di Paisiello, prendendo in considerazione le fonti letterarie, i contenuti dei libretti e la forma musicale; si dimostra meno interessata alle questioni delle varianti connesse con la trasmissione. Passando a Salieri, illustra l'influsso della massoneria sull' operato musicale di Salieri e di Paisiello. Supera lo spirito del colloquio tendendo ad una esposizione molto diffusa corredata da consistenti digressioni. Dimostra di avere espanso lavori precedentemente svolti da altri studiosi mediante supplementi di ricerca e mirate conclusioni personali. Prova assai apprezzabile. Bruno Brizi Propensione alla digressione rispetto alle precise domande. Il risultato è quello di una esposizione prolungata che ripete i contenuti dei saggi presentati. L’esposizione è garbata e relativamente elegante. Anna Maria Morazzoni Antonino Albarosa Candidata duttile, intelligente, preparata, dalla esposizione gradevole. 37 Sergio Martinotti La candidata mosra interessi scientifici soprattutto sulla musica di area tedesca (Berg e Schoenberg) ma mostra attenzione anche culturalmente per il Novecento italiano (Castiglioni, Togni, Gentilucci). Ha svolto la relazione con piacevole discorso su Musorgskij segnalando anche un interesse speciale su Schoenberg ed Einsten e su Berg e l’Italia. Gioacchino Lanza Tomasi La candidata ha illustrato la sua eccellente competenza per quanto riguarda l’archivio Schoenberg di cui conosce problematiche e stadi della ricerca. Analoga competenza va rilevata nella discussione sull’archivio Togni. Indubbiamente nel campo particolare la candidata è ferratissima e conosce la bibliografia delle fonti su questi musicisti in modo esaustivo. Più generica la sua conoscenza di Musorgskij e della problematica connessa al compositore ed alla scuola nazionale russa. Va segnalata la piacevolezza dell’esposizione. Elena Ferrari Barassi Risponde a una domanda su Musorskij sottolineando la relazione tra il concetto allargato di patria e le scelte testuali e musicali nelle canzoni e nelle opere; ne illustra le conseguenze anche nella musica puramente strumentale. Puntualizza l’influsso su Debussy. Espone la sua opinione sul perché della strumentazione “inadeguata” del Boris e sulle reali intenzioni dell’autore. Illustra quindi il rapporto tra Schoenberg ed Einstein in relazione all’epistolario da lei edito e studiato. Quindi risponde esaurientemente a domande sull’archivio Schoenberg e sul fondo Togni. L’esposizione dimostra un vivo legame con le materie trattate, profondo sugli autori del Novecento, meno diretto con Musorgskij, ed è condotta con estrema chiarezza e con grande capacità comunicativa. Prova brillante meritevole di lode. Bruno Brizi Nell’esposizione orale la candidata rivela una maturità che va bene al di là dei titoli presentati. Ha dimostrato una padronanza completa nell’ambito delle sue ricerche. Dal mio punto di vista considero il colloquio sostenuto particolarmente brillante. Allegato 2 verbale 3 del 28/01/2003 Giudizi collegiali discussione dei titoli Mario Armellini Ha discusso con pertinenza riferendo sulla sua attività di bibliotecario del Civico Museo Bibliografico di Bologna. Ha esposto la politica della acquisizioni e mostra conoscenza dei contenuti delle principali raccolte bibliografiche italiane. La prova va ritenuta lodevole. Enrico Careri Tocca il fenomeno della cadenza mediana alla dominante e della “ripresa” nella sonata violinistica italiana successiva al 1700 e la mette in relazione con la coeva produzione vocale. Tali affermazioni meriterebbero una ambientazione contestuale nella musica del tempo. Parla con competenza del significato delle pause in Schubert e in Mozart: un tema marginale ma affascinante sullo sviluppo della musica a Vienna fra Mozart e la Romantik. Convincente l’esposizione. 38 Luca Cerchiari Il candidato spiega il suo trasferimento di interessi scientifici dal jazz alla storia del disco. Pone l’accento sulle costanti linguistico-musicali in varie civiltà e valorizza i relativi processi di trasmissione. Dimostra ricchezza di cultura e capacità nello stabilire ogni sorta di correlazioni. Illustra le vicessitudini dei mezzi tecnici di riproduzione chiarendone anche la funzione nella creazione musicale. Richiestone, si sofferma sulla produzione di Gottschalk. Eloquio chiaro e convincente. Prova di notevole livello. Teresa Maria Gialdroni La candidata descrive in modo esauriente la interrelazione fra il suo insegnamento in conservatorio e quello universitario e parla anche dello stimolo derivato dal contatto con i discenti. Informa sulla sua metodologia di ricerca nel campo della cantata e spiega come pensa di affrontare un corpus vastissimo ed ancora inesplorato. Illustra poi il rinvenimento a Pesaro in una collezione privata di una stampa sconosciuta del Petrucci che ha avviato una nuova prospettiva sulla tarda attività dello stampatore. Marina Mayrhofer La candidata illustra i suoi studi sui rapporti fra librettisti illuministi e compositori sul finale del Settecento e i riflessi della temperie illuminista a Parigi, Vienna e Napoli. Le sue ricerche hanno anche permesso di rettificare alcuni dati su Paisiello riportati dal Robinson , quali in particolare alcune date e circostanze dell'opera napoletana; riferisce anche sul ritrovamento dell'annuncio relativo alla esecuzione napoletana de I Pittagorici di Paisiello a Napoli e legge una interessante recensione sulla stessa. Anna Maria Morazzoni La candidata ha illustrato la sua eccellente competenza per quanto riguarda l’archivio Schoenberg di cui conosce problematiche e stadi della ricerca. Analoga competenza va rilevata nella discussione sull’archivio Togni. Indubbiamente nel campo particolare la candidata è ferratissima e conosce la bibliografia delle fonti su questi musicisti in modo esaustivo. Più generica la sua conoscenza della problematica connessa a Musorgskij ed alla scuola nazionale russa. Va segnalata la piacevolezza dell’esposizione. Allegato 3 verbale 3 bis del 30/01/2003 Giudizi individuali sulla discussione dei titoli Maurizio Padoan Antonino Albarosa Il candidato si presenta nella triplice veste di cultore del documento, di interprete di esso, e altresì di cultore di estetica musicale, esprimendo nella discussione ottima padronanza di argomentazione e agilità di orientamento. Sergio Martinotti La sua esperienza di lavoro è ottima ed informata. La sua conoscenza della musica barocca, e non soltanto in ambiente italiano, è lodevole grazie anche alla pubblicazione di parecchi volumi sull'argomento editi dalla AMIS di Como. In questo campo la sua competenza è assoluta. Veramente lodevole. 39 Gioacchino Lanza Tomasi Esperto di musica del primo barocco italiano con una perfetta padronanza della musica nell'Italia settentrionale. In questo campo va considerato un animatore fondamentale in contatto con tutti gli studiosi del settore a livello internazionale. Eccellente l'esposizione. Elena Ferrari Barassi Risponde in modo esauriente alle domande sulla musica e sugli organici vocali e strumentali nelle cappelle nord-italiane nel Sei-Settecento, con riferimenti alla bibliografia esistente (spesso da lui confutata) alle fonti musicali e ai documenti d'archivio. Riferisce quindi sulle problematiche teorico-estetiche connesse con i repertori religiosi del tempo, fondate sul docere e sul monere. Acceenado quindi alla attività di organizzatore di convegni internazionali, illustra il crescente interesse di musicologi di tutto il mondo (soprattutto statunitensi, inglesi e tedeschi) per la civiltà musicale lombardo-padana del tempo, che sta assumendo un grande rilievo. Prestazione improntata a grande maturità: lodevole senza riserve. Bruno Brizi Animatore delle iniziative AMIS, competenza assoluta sul periodo trattato: le cappelle musicali dal metà cinquecento alla fine del seicento nell'Italia settentrionale. Meno convincente nell'affrontare la poetica e la retorica del tempo. Pietro Zappalà Antonino Albarosa Candidato sicuro e molto competente. Sergio Martinotti Il candidato ha risposto con una ricchezza di informazione veramente lodevole. Successivamente è stato interpellato su Bottesini e Piatti, compositori a lui cari per aver partecipato a convegni su di loro. Gioacchino Lanza Tomasi Il candidato ha una perfetta preparazione di biblioteconomia musicale e si comprende come sia un uomo prezioso nell'organizzazione di una biblioteca e nella preparazione degli studenti a questa professione. Ne conosce le problematiche antiche e recenti, quali quelle della archiviazione informatica e della consultazione in rete. Interrogato sugli altri due aspetti dei titoli presentati, mostra padronanza quale editore di testi mondessohniani, edizioni d'altra parte lodate a livello internazionale per le quali continua a ricevere commesse dalla casa editrice Carus. Quanto alle sue conoscenze dell'Ottocento strumentale italiano mi pare manchi nel candidato la curiosità per la circolazione delle idee e la comparazione dei testi ed il conseguente inquadramento in un contesto storico delle opere studiate. Elena Ferrari Barassi Si diffonde sul coordinamento internazionale dei sistemi catalografici, prospettando le due principali visuali vigenti: quella sintetica e pratica, sufficiente per la gestione bibliotecaria, e quella analitica auspicata dall'utente musicologo e musicista. Si sofferma quindi sulle soluzione tecniche in uso ed in evoluzione e sulle possibilità di catalogare fototeche e fonoteche, inoltre sulle prospettive di coordinamento fra vari sistemi eterogenei di catalogazione impiegati localmente. Infine parla della sua esperienza di editore di alcune prime edizioni a stampa mendelssohniane. Le sue risposte sono sempre estremamente lucide, pertinenti, esaurienti, articolate, e si fondano su una profonda competenza e su uno spiccato e duttile senso critico. Discute poi a proposito della presenza di 40 Mendelssohn nelle opere di Bottesini e di Piatti, segnalando le circostanze contingenti dei propri lavori condotti in argomento. Richiestone, accenna al suo rinvenimento di materiali della biblioteca nazionale prussiana presso la Jagellonica di Cracovia. Prestazione vivace e di altissimo profilo. Bruno Brizi Grande competenza nell'ambito della biblioteconomia musicale. Apprezzabili ed apprezzati i lavori editoriali su Mendelssohn. Di minor rilievo quelli sullo strumentalismo italiano dell'Ottocento: Bottesini, Piatti. Gloria Staffieri Antonino Albarosa Candidata colta, intelligente, di raffinato argomentare. Sergio Martinotti La candidata risponde con molta proprietà su Corelli e le sue sinfonie. Altrettanto informata parla di Meyerbeer e musicisti coevi e successivi. Gioacchino Lanza Tomasi La candidata risponde con competenza e mostra fin dagli esordi capacità non comuni di ricercatrice, attenta ai documenti e capace di formulare raccordi ed ipotesi per il loro utilizzo. Entrata nella équipe dell'Istituto di studi verdiani le sue ricerche si fanno più esaurienti e mostra una ottima conoscenza del grand-opéra meyeerbeeriano e della recente letteratura in proposito. Prestazione di notevole livello. Elena Ferrari Barassi Riferisce sulla sua esperienza di musicologa esordiente nella relazione presentata e nella cura degli Atti del IV congresso corelliano. E sulle ricadute metodologiche sugli studi successivi. Ammette di non aver sondato i precedenti funzionali e formali del termine di Sinfonia. Passa all'influsso di Meyerbeer su Verdi, inquadrando inoltre Meyerbeer nel panorama del sinfonismo romantico. Prestazioni di indiscutibile valore. Bruno Brizi Estrema padronanza degli argomenti che rientrano nell'ambito delle sue ricerche. Grande competenza sul repertorio verdiano e meyerbeeriano. Impressione ottima. Allegato 4 verbale 3bis del 30/01/2003 Giudizio collegiale discussione dei titoli Maurizio Padoan Esperto di musica del primo barocco italiano, nel corso della discussione dimostra una perfetta padronanza della musica dell'Italia settentrionale. In questo campo si riconferma un animatore di primo piano attraverso l'AMIS di cui è presidente. In tale qualità il dott. Padoan descrive le sue esperienze, avendo organizzato i convegni dell'AMIS a Como ed essendo entrato in contatto con tutti gli studiosi del settore a livello internazionale. Esauriente l'esposizione. Pietro Zappalà 41 Il candidato ha una perfetta preparazione di biblioteconomia musicale e si comprende come sia un uomo prezioso nell'organizzazione di una biblioteca e nella preparazione degli studenti a questa professione. Ne conosce le problematiche antiche e recenti, quali quelle della archiviazione informatica e della consultazione in rete. Nel corso delle sue visite a varie biblioteche estere ha identificato alla Jagellonica di Cracovia alcuni materiali provenienti dalla biblioteca reale prussiana di Berlino. Interrogato su altri aspetti dei titoli presentati mostra padronanza quale editore di testi mendelssohniani, edizioni d'altra parte lodate a livello internazionale per le quali continua a ricevere commesse dalla casa editrice Carus. Ha anche presentato lavori minori su Bottesini e Piatti. Esposizione esauriente e competente. Gloria Staffieri La candidata risponde con competenza e mostra fin dagli esordi dedicati alla sinfonia di ambito corelliano capacità non comuni di ricercatrice, attenta ai documenti e capace di formulare raccordi ed ipotesi per il loro utilizzo. Entrata nella équipe dell'Istituto nazionale di studi verdiani, le sue ricerche si fanno più esaurienti e mostra una ottima conoscenza del grand-opéra meyerbeeriano e della recente letteratura sul tema. Prestazione di notevole livello. Allegato 1 verbale 4 del 29/01/03 Lezione Mario Armellini Antonino Albarosa Esposizione seria, dotta, chiara, molto appropriata. Sergio Martinotti Molto documentato, espone con garbo e prudenza. Gioacchino Lanza Tomasi Espone correttamente e sa organizzare i materiali entro i termini temporali con efficacia didattica. Elena Ferrari Barassi L'eloquio del candidato scelto e a tratti specialistico, risulta nondimeno piano e di grande chiarezza. L'esposizione non è improntata vivacità ma a una equilibrata a razionale distribuzione degli argomenti con scarso ricorso alla esemplificazione. Il discorso sui testi viene inquadrato con dovizia di informazioni entro un generale panorama storico-geografico e nell'ambito del costume e del gusto teatrale. Non vengono trascurati i risvolti economici e sociali, legati anche alle varie tipologie dei teatri. Il discorso, del tutto esauriente, si distribuisce sapientemente nel tempo a disposizione. Prestazione lodevole. Bruno Brizi Sintesi chiara, articolata secondo aspetti relativi alla problematica dell'affermazione del fenomeno della trasmigrazione dei testi. Forse a completare il quadro si sarebbe potuto aggiungere il percorso riferito allo stesso musicista che cambia attraverso le riprese. Enrico Careri 42 Antonino Albarosa Il candidato mette in evidenza oltre alla preparazione ottime qualità didattiche. Sergio Martinotti In un modo abbastanza ingegnoso il candidato cita le fonti dalla parte opposta, ovvero dalla parte del pubblico. Interessante il suo giudizio sulla musica in Inghilterra nel primo Settecento. Musica di guadagno. Giudizio positivo. Gioacchino Lanza Tomasi Lezione metodologicamente valida per introdurre i discenti all'uso delle fonti. Il periodo trattato è ristretto e delinea un quadro del gusto e del consumo musicale inglese che come è noto è difforme da quello degli altri centri europei. Prova positiva. Elena Ferrari Barassi Per potere meglio entrare nel vivo dell'argomento, il candidato traccia un preliminare quadro storico sulla situazione musicale romana, preludio alla successiva diaspora di molti musicisti di formazione corelliana a Londra. Di quest'ultima città viene analiticamente descritta la civiltà culturale, sociale ed economica. L'informazione offerta è vasta e ricca di spunti aneddotici e culturali di varia estrazione. Il ricorso ad abbondanti testimonianze ed esempi contribuisce a destare un vivo interesse. Alla seconda parte del tema proposto vengono dedicati solo gli ultimi minuti del tempo concesso: questo non risulta quindi sfruttato al meglio. Prestazione di buon livello. Bruno Brizi Nessun riferimento nell'esposizione ai luoghi deputati delle esecuzioni nell'ambiente londinese. Un po' confuso il riferimento all'editoria a livello internazionale (Amsterdam Parigi, etc.) Per il resto sia pur esclusivamente ritagliata sulla produzione strumentale la esposizione è risultata molto soddisfacente. Luca Cerchiari Antonino Albarosa Il candidato ribadisce ottima preparazione e dichiarata passione e partecipazione alla disciplina. Sergio Martinotti Bravo ed informatissimo in modo esuberante ha esposto i suoi temi. Gioacchino Lanza Tomasi Una esauriente lezione sulle origini della riproduzione discografica. Molte notizie sull'epoca delle scoperte (Edison, Berliner) ed esecuzione di alcuni brani esemplificativi. Capacità affabulativa rimarchevole unita a competenza con accenni alla formazione della propria metodologia derivata dalla lettura che il candidato fa de la Storia degli strumenti musicali di Kurt Sachs. Elena Ferrari Barassi Il discorso prende le mosse dall'avvio del fenomeno in un contesto culturale germanico-positivistico e storico-tecnologico. Viene tracciata la preistoria del disco. Questa stagione e le sue successive evoluzioni vengono evidenziate entro i rispettivi contesti industriali, mettendo inoltre l'accento sugli aspetti del consumo musicale, del relativo repertorio, della prassi interpretativa e dell'incidenza del timbro vocale strumentale sulla produzione pre-discografica e discografica. Si mette in luce l'apporto dislocato nel tempo di esponenti del mondo musicale (quali Brahms, Tito Ricordi II, Enrico Caruso) ed extra musicale (quale Guglielmo Marconi). Inoltre si evidenzia per il jazz 43 l'edizione (sopratutto pianistica) a stampa come fondamento per l'esecuzione a più strumenti registrata su disco. Discorso molto informato, esposto con baldanza, scioltezza, proprietà di linguaggio e sicura capacità comunicativa. Alla sua efficacia contribuiscono esemplificazioni musicali ben scelte e di grande interesse. Il tempo a disposizione è sfruttato in modo ottimale. La prestazione è eccellente. Bruno Brizi Data la natura del tema l'esposizione è riuscita estremamente facilitata essendo il candidato un esperto della materia; troppo accentuati i coups de théâtre che hanno accompagnato l'esposizione. Teresa Maria Gialdroni Antonino Albarosa Esposizione ben preparata, ben puntuale, partecipata. Sergio Martinotti La candidata è ben preparata sull'argomento ed ha vivacemente parlato del ballo pantomima nel secondo Settecento. Quando nasce in Europa l'interesse per il genere. Relazione buona. Gioacchino Lanza Tomasi Una esposizione informata sulle origini della moda per il ballo pantomima in epoca metastasiana. Molte e varie informazioni, non precisamente collegate fra loro, producono una relazione in cui è difficile distinguere i punti focali. Lezione quindi pregevole, ma di repertorio. Elena Ferrari Barassi La candidata imposta con chiarezza l'argomento, accennando ai suoi precedenti e delineando la natura delle fonti primarie utili per il suo studio. Puntualizza l'evoluzione delle indicazioni di paternità nelle reinterpretazioni successive dello stesso soggetto, ma spesso spazianti dalle più remote fonti classiche o letterarie fino ai coreografi dell'età considerata. Parimenti sottolinea il ruolo dell'Angiolini nel richiamo al Metastasio, quindi spiega (con opportune esemplificazioni) le modalità delle progressive trasformazioni scenico -drammatiche dei soggetti, fino alla perdita finale della specificità metastasiana e all'occasionale inclusione nel ballo dell'antefatto all'opera. Viene affrontato anche il problema dei compositori, variabili fra l'altro a seconda delle consuetudini dei diversi teatri. L'esposizione è fluente, il linguaggio scelto, lo svolgimento esauriente, pur nell'obbligato taglio riassuntivo. Prestazione lodevole. Bruno Brizi Un discorso essenzialmente fondato sulle notizie desunte dai libretti, con scarsi riferimenti alla sopravvivenza delle musiche; informazione generale sul balletto che non si appunta in modo specifico sui caratteri del genere pantomima. I caratteri di esibita scena cruenta caratterizzavano contestualmente anche le opere rimaneggiate di Metastasio, ma con significative esclusioni quali ad esempio la Semiramide e l'Ipermestra. Marina Mayrhofer Antonino Albarosa Esposizione pertinente al tema, colta, dal tratto umanistico, dalle eccellenti intersezioni, didatticamente molto interessante. 44 Sergio Martinotti Con eloquio sciolto e profonda preparazione la candidata ha tracciato un esauriente profilo di Salieri soffermandosi soprattutto sull'opera Armide e Axur con i suoi risvolti arcadici. Eccellente. Gioacchino Lanza Tomasi La questione delle intersezioni fra illuminismo a Vienna e a Parigi nel periodo 1770-1788 è tracciata seguendo le vicende di Antonio Salieri. Ventenne promettente a Vienna, musicista di Gluck e Beaumarchais a Parigi, musicista per Da Ponte e Giuseppe II a Vienna. Il quadro del contesto storico è esauriente e buona risulta anche la conoscenza delle forme specifiche della musica riformata a cui Salieri resta fondamentalmente fedele. Ne esce fuori un Salieri la cui fama si appoggia sia sulla partecipazione ai gruppi intellettuali di potere del tempo, sia su un contributo originale alla elaborazione di particolari evoluzioni delle forme drammaturgiche adatte agli indirizzi dell'opera riformata. Esposizione buona con sottolineatura dei punti di forza dell'argomentazione. Si è mantenuta nei termini temporali previsti. Elena Ferrari Barassi La candidata illustra dettagliatamente, anche nelle sue successive mutazioni l'ambiente storico e culturale che sottostà alle vicende biografico-artistiche dell'autore prescelto. Grande spazio è dato alla temperie ideologica e al gusto teatrale del luogo e dei vari momenti considerati. La candidata si rifà, oltre che a testimonianze di prima mano e a fonti originali, anche a studi già esistenti. Uno squarcio di minuziosa analisi musicale bene si inquadra fra le convincenti considerazioni personali. La trattazione è molto densa, ma cionondimeno improntata a notevole chiarezza ed è ben distribuita nel tempo disponibile. Prestazione di livello notevole. Bruno Brizi Esposizione ammaliante con ricchezza di riferimenti; peccato che non riconosca nell'avvio dell'Armida uno stereotipo che caratterizza il dramma giocoso illustrato da Heartz; più grave la presentazione iniziale dell'Axur che nell'autografo di Salieri presenta una scena di trambustoagguato, dopodichè si riscontra il duetto di avvio che caratterizza una buona parte della produzione seria dell'epoca. Anna Maria Morazzoni Antonino Albarosa Esposizione ottima, chiara, competente, esauriente. Sergio Martinotti Dotata di competenza notevole nel campo della musica moderna la candidata ha parlato di Alban Berg chiedendosi se la desolazione esistenziale che traspare dalla sua musica lo pongano o no come un espressionista. Più avanti anche ha trattato del concerto per violino di Berg le cui fondazioni risiederebbero nella IX di Mahler. Molto qualificata. Gioacchino Lanza Tomasi La candidata ha una ottima conoscenza di Alban Berg tanto a livello di fonti che di letteratura. Può anche permettersi alcune rettifiche su un mito del nostro tempo quale la considerazione di Adorno quale allievo a tutto tondo di Alban Berg. La sua lezione era tesa a documentare il disadattamento esistenziale del compositore e il suo trasfondersi come tinta poetica nella sua opera. Esposizione eccellente a cui va fatto soltanto l'appunto di non essersi organizzata sul piano temporale. Elena Ferrari Barassi 45 Il tema, che la candidata padroneggia con sicurezza, vien svolto con coerenza, varietà e pienezza di argomenti, attinti dagli elementi più svariati: dagli scritti dell'autore, dalla sua musica, e dal successivo giudizio di Boulez. Ne emergono aspetti molteplici di grande interesse, visti come unitari grazie alla coincidenza delle opinioni espresse per iscritto dal compositore , del suo atteggiamento umano e del suo pensiero musicale, riscontrabile particolarmente nel Wozzek e nel ViolinKonzert. Esposizione sciolta, brillante, bene organizzata, pure nel fortemente serrato succedersi degli spunti toccati. Prestazione altamente apprezzabile. Bruno Brizi Matura e brillante esposizione che ha centrato secondo me bene il tema della poetica di Berg, con corretta segnalazione della bibliografia specializzata. Allegato 2 verbale 4 del 29/01/2003 Lezione giudizi collegiali Mario Armellini Sintesi chiara, articolata secondo aspetti relativi alla problematica del fenomeno della trasmigrazione dei testi. Enrico Careri Lezione metodologicamente valida per introdurre i discenti all'uso delle fonti. Il periodo trattato è ristretto e delinea un quadro del gusto e del consumo musicale inglese, che, come è noto, è difforme da quello degli altri centri europei. Prova positiva. Luca Cerchiari Una esauriente lezione sulle origini della riproduzione discografica. Molte notizie sull'epoca delle invenzioni (Edison, Berliner) ed esecuzioni di alcuni brani esemplificativi. Capacità affabulativa rimarchevole unita a competenza con accenni alla formazione della propria metodologia sulla base della Storia degli strumenti musicali di Kurt Sachs. Terresa Maria Gialdroni La candidata è ben preparata sull'argomento ed ha vivacemente parlato del ballo pantomima nel secondo Settecento. Quando nasce in Europa l'interesse per il genere. Relazione buona. Marina Mayrhofer La candidata illustra dettagliatamente, anche nelle sue successive mutazioni, d'ambiente storico e culturale che sottostà alle vicende biografico-artistiche dell'autore prescelto. Grande spazio è dato alla temperie ideologica e al gusto teatrale del luogo e dei vari momenti considerati. La candidata si rifà oltre che a testimonianze di prima mano e a fonti originali, anche a studi già esistenti. Uno squarcio di minuziosa analisi musicale bene si inquadra fra le convincenti considerazioni personali. La trattazione è molto densa, ma ciononostante improntata a notevole chiarezza ed è ben distribuita nel tempo disponibile. Prestazione di livello notevole. Anna Maria Morazzoni La candidata ha una ottima conoscenza di Alban Berg tanto a livello di fonti che di letteratura. Può anche permettersi alcune rettifiche su un mito del nostro tempo quale la considerazione di Adorno quale allievo di Alban Berg. La sua lezione era tesa a documentare il disadattamento esistenziale del 46 compositore e il suo trasfondersi come tinta poetica nella sua opera. Esposizione eccellente a cui va fatto soltanto l'appunto di non essersi organizzata sul piano temporale. Allegato 1 verbale 4-bis Prova didattica 31/01/2003 Giudizi individuali Maurizio Padoan Antonino Albarosa Dimostra, oltre che ottima conoscenza dei musicisti, la sua forte propensione verso il documento, mettendo a disposizione i frutti delle sue personali, ricche ricerche. Sergio Martinotti Il candidato ha trattato con grande proprietà la musica a Bergamo, estendendola anche a Venezia e soffermandosi in particolare sulla figura di A. Grandi. Interessante anche il suo discorso sulla monumentalità dei Vespri. Elena Ferrari Barassi Sottolinea la circolazione di musicisti e di esperienze nell'epoca considerata entro il nord-est d'Italia, al di là delle divisioni politiche. Distingue il differente destino della musica profana e di quella sacra, eppure l'analogia della poetica a loro sottesa. Il discorso prosegue privilegiando l'aspetto estetico degli eventi musicali. Dalle testimonianze addotte vengono sistematicamente estratte osservazioni circa affetto, stupore e il concetto di verosimiglianza, principi rispecchiati anche da opere figurative. Viene citata la poetica proto-barocca del Vettori, non dissimile da quella di Gerolamo Mei, con il suo forte accento sul potere persuasivo e sul profondo sentimento richiesto anche alla musica sacra. Alcuni esempi musicali vocali e strumentali ne mettono in evidenza la valenza spettacolare e la capacità ammaliativa, raggiunta anche tramite l'abbellimento. Alcune tabelle confrontano l'attività di diverse cappelle in relazione alle festività e al numero dei cantori e degli strumentisti, il quale ultimo risulta indice di maggiore grandiosità. Il candidato fa cenno anche di un isolato eccesso spettacolare offerto a Verona da un castrato vestito da sirena. Discorso articolato, rigoroso, ricco di spunti di grande interesse. Prestazione ottima. Gioacchino Lanza Tomasi Ha trattato temi diversi. Ha iniziato da Mantova e da esemplificazioni monterverdiane l'Arianna. Il ballo delle ingrate collegandole a estrapolazioni sulla nuova poetica rappresentativa del barocco. E' poi passato alle cappelle del quadrilatero Milano Bergamo Bologna Venezia e fornito alcune tavole sinottiche sulla composizione delle cappelle e sulle musiche eseguite sulla loro tipologia liturgica. Penso che il candidato volesse stabilire le caratteristiche della poetica barocca attraverso varie argomentazioni, ma l'intento non è risultato chiaro. Bruno Brizi Una presentazione onesta e chiara, poca coesione tra gli esempi prodotti al fine di un discorso integrato. Pietro Zappalà 47 Antonino Albarosa Impostazione rigorosa ed altrettanto rigoroso sviluppo delle argomentazioni. Sergio Martinotti Il candidato ha risposto in modo molto documentato commentando le fonti cartacee prodotte. Molto interessante la considerazione che i bibliotecari futuri debbono avere una solida preparazione di base. Elena Ferrari Barassi Espone le molte sfaccettature del problema, non tutte risolte a tutt'oggi, soprattutto quelle giuridiche; propone un ampliamento dell'accezione di biblioteca musicale al di là delle biblioteche di conservatorio. Ne espone la casistica, delineando i requisiti specifici. Il tema catalografico considera anche i documenti sonori. Sottolinea la veloce evoluzione delle tecniche ed i relativi risultati informativi, foriera di sempre nuovi compiti e capacità richiesti ai bibliotecari. Si diffonde poi sui problemi di conservazione, spesso acuiti dal progresso tecnologico, di gestione, di copyright, di capacità comunicative ed informatiche, quindi sui requisiti specifici via via richiesti al bibliotecario musicale. Si sofferma quindi sulle iniziative e sedi di formazione per questi operatori e sulla relativa situazione in Italia e all'estero. Si dimostra aggiornatissimo sulla più recente bibliografia e sulle nuove risorse tecnologiche. Il suo linguaggio è di grande proprietà e ricchezza lessicale. Esposizione vivace e dinamica, ben argomentata, estremamente razionale nella successione degli argomenti e nel loro concatenamento. Prestazione eccellente. Gioacchino Lanza Tomasi Una lezione sulle problematiche della formazione e dei compiti del bibliotecario oggi. La trattazione è esauriente, accompagnata da una vasta bibliografia e da opportune considerazioni sulla necessità per il bibliotecario musicale di una formazione umanistica di base. Accompagna la lezione anche un programma del master per bibliotecari musicali ideato dal candidato. La competenza specialistica è eccellente, e convincente l'esposizione. Bruno Brizi Discorso articolato e pressoché completo sull'argomento prescelto; qualche lungaggine. Gloria Staffieri Antonino Albarosa Eccellente capacità di semplificazione delle argomentazioni. Sergio Martinotti La candidata ha tracciato con una forma pacata ma molto suggestiva il discorso su Victor Hugo in particolare ha notato l'importanza del suo saggio su Shakespeare. Quanto a Verdi è noto che Ernani e Rigoletto sono di ascendenza hughiana. Elena Ferrari Barassi La candidata dichiara di voler limitare le sue considerazioni a Rigoletto, trascurando Ernani. Richiama l'importanza di Hugo per la cultura europea ripercorrendone le principali testimonianze critiche. Ricorda la componente del grottesco e sottolinea i principi, finora poco riconosciuti, della versificazione e della disgregazione della unità d'azione. Denota l'opera italiana (soprattutto verdiana) come cassa di risonanza per i lavori letterari di Hugo in ragione dell'impatto emotivo, dei colpi di scena e (lato meno studiato) in forza del taglio drammatico. Accenna anche a influssi 48 meyeerberiani e si sofferma su considerazioni di Hugo a proposito di Shakespeare, poi riprese da Boito, e forse responsabili della maturazione dell'ultimo teatro di Verdi. Il discorso si incentra prevalentemente sugli aspetti formali costruttivi e strutturali del dramma verdiano. L'informazione, assai precisa, è nutrita di rilevanti apporti originali. Esposizione pacata, scevra da vistosità. Prestazione di notevole efficacia. Gioacchino Lanza Tomasi La candidata prende in esame la prefazione del Cromwell . Ritiene questo manifesto importante per una fra le principali originalità del teatro di Verdi: quello della rappresentazione e simpatia dei cattivi e dei derelitti. Essii appaiono adesso eroi di pari statura di quelli tradizionali delle classi alte. Nel Rigoletto fa rimarcare la candidata il buffone è il protagonista e prevale sul Duca. Formula poi l'ipotesi che anche lo scritto di Hugo del 1861 sul teatro di Shakespeare possa aver influito su Verdi attraverso una lettura di Boito che lo possedeva e ne aveva annotato i passi salienti. Le ipotesi sono affascinanti ma, a mio avviso parziali, in quanto il teatro di Shakespeare è all'origine anche del teatro dello Sturm und Drang e quindi la rottura delle unità classiche e il culto del brigante sono un topos costante della rivoluzione romantica, giunta in Francia cinquant'anni dopo la sua origine tedesca. E' stata marginalmente toccata anche la derivazione delle novità strutturali nel melodramma verdiano da Meyerbeer, novità che si contrappongono allo schema della "solita forma" baseviana, di cui la candidata elenca le quattro sopravvivenze nel Rigoletto. Si ha l'impressione di una notevole curiosità culturale, che porta a ricerche stimolanti, anche se non può ancora darsi per acquisito un esauriente controllo della materia. Bruno Brizi Lodevole tentativo di individuazione delle ascendenze hughiane al di là dei soggetti mutuati; tentativo che per altro mi ha lasciato un po' perplesso. Allegato 2 verbale 4bis Giudizi collegiali - Prova didattica del 31/01/2003 Maurizio Padoan Ha portato all'attenzione internazionale la musica del mottetto concertato da Merula a Legrenzi e la circolazione di maestri nelle cappelle dell'area inclusa fra Milano Bergamo Venezia e Bologna nei settant'anni in esame. In questo campo il candidato ha illustrato le sue ricerche con tavole sinottiche e altri materiali preziosi per l'acquisizione alla musicologia di un momento localizzato e significativo del trapasso che porterà alla affermazione delle scuole violinistiche e dell'opera. L'inquadramento dei materiali addotti risulta meno felice. Pietro Zappalà Una lezione sulle problematiche della formazione e dei compiti del bibliotecario oggi. La trattazione è esauriente, accompagnata da una vasta bibliografia e da opportune considerazioni sulla necessità per il bibliotecario musicale di una formazione umanistica di base. Accompagna la lezione anche un programma del master per bibliotecari musicali ideato dal candidato. La competenza specialistica è eccellente, e convincente l'esposizione. Gloria Staffieri La candidata ha tracciato con una forma pacata ma molto suggestiva il discorso su Verdi e Victor Hugo; in particolare ha notato l'importanza del saggio di Hugo su Shakespeare. La candidata dimostra una rimarchevole curiosità culturale, anche se le sue ricerche abbisognano di ulteriori approfondimenti e appaiono oggi al livello di proposte stimolanti. 49 Allegato 3 verbale 4 bis Giudizi collegiali complessivi Mario Armellini Ha un curriculum didattico di buon livello e un’ottima esperienza di ricerca, corroborata dalla sua posizione presso il Civico Museo Bibliografico Musicale di Bologna. La sua attività scientifica annovera, fra l’altro, il Dottorato di ricerca, una borsa posto-dottorato, un’esperienza annuale di Visiting Research Fellow a Londra, il riordino dell’Archivio Maderna e la partecipazione a numerosi convegni. Le pubblicazioni presentate (un libro e diversi saggi) mostrano la sua prevalente inclinazione per il melodramma italiano e francese del Sei-Settecento, spesso considerato anche attraverso le relative implicazioni librettistiche. Il suo lavoro di maggiore interesse è quello su Le due Armide: Metamorfosi estetiche e drammaturgiche da Lully a Gluck. Nel corso della discussione dei titoli, svolta prevalentemente sulla sua attività di bibliotecario a Bologna, espone fra l’altro la politica delle acquisizioni mostra conoscenza dei contenuti delle principali raccolte bibliografiche italiane. Prova pertinente e lodevole. La prova didattica consiste in una sintesi chiara e articolata sugli aspetti relativi alla problematica del fenomeno della trasmigrazione dei testi. Nel complesso il candidato offre un’immagine di competenza e maturità. Enrico Careri Ha svolto attività didattica a Napoli come ricercatore e affidatario di un insegnamento. Ha al suo attivo una variegata attività scientifica, annoverando il titolo di Ph. D. a Liverpool e la partecipazione a numerosi congressi e seminari per lo più internazionali. Nei suoi lavori si riscontra originalità di contenuti e di metodo, utile al progresso della musicologia. Nel corso della discussione sui titoli argomenta con competenza a proposito di aspetti formali della sonata violinistica italiana successiva al 1700 anche in relazione alla produzione vocale, ma sorvola a tratti sull’ambientazione entro il repertorio strumentale coevo. Affronta con competenza il significato delle pause in Schubert e Mozart inquadrandolo nello sviluppo della musica a Vienna fra Mozart e la Romantik. La prova didattica è metodologicamente valida allo scopo di introdurre i discenti all’uso delle fonti; compatibilmente con il periodo trattato ristretto, delinea un quadro del gusto e del consumo musicale inglese. Il giudizio complessivo sul candidato è positivo. Luca Cerchiari E’ lo studioso di musica afro-americana più apprezzato nell’accademia italiana. Ha alle spalle un’attività didattica alquanto consistente, che conta fra l’altro insegnamenti per contratto all’Università di Udine e alla Bocconi di Milano, conferenze all’Università di Pavia, alla Statale e allo IULM di Milano, e l’istituzione dell’Istituto Superiore di Musicologia, per la formazione di addetti all’industria e alla diffusione musicale. L’attività scientifica comprende fra l’altro il Dottorato di ricerca in Etnomusicologia a Graz (la tesi è svolta secondo criteri validi per la musica euro-colta), la fondazione dell’associazione culturale Musica oggi e dell’Archivio del disco e l’abituale partecipazione a convegni internazionali. Le sue pubblicazioni su Scott Joplin e Miles Davies applicano alla musica afro-americana le metodologie di ricerca della tradizione colta; altre sue opere di successo vertono sull’odierna diffusione della musica di consumo. Nella discussione sui titoli dimostra ricchezza di cultura e capacità di stabilire correlazioni, illustrando fra l’altro la funzione dei mezzi tecnici nella creazione musicale. La prova didattica, vertente sulle scelte e le 50 modalità storico-tecniche delle prime diffusioni musicali discografiche, è svolta in forma esauriente e competente, confermando il notevole livello del candidato. Teresa Maria Gialdroni Ha una notevole esperienza didattica, essendo stata a lungo docente presso i conservatori, ed essendo in seguito stata attiva anche presso Università, dapprima con attività seminariali e integrative, quindi per 4 anni come professore a contratto presso l’Università di Roma Tor Vergata. In campo scientifico ha partecipato fra l’altro a numerosi convegni internazionali, contribuendo talora alla loro organizzazione. Le sue pubblicazioni sono incentrate prevalentemente sulla musica vocale di ambiente napoletano e romano fra Sei e Settecento, con particolare attenzione all’immenso repertorio della cantata da camera; successivamente si sono rivolte alla librettologia. Nei suoi lavori la candidata ha applicato un’attenta ricognizione delle fonti e dei documenti, dimostrandosi studiosa seria e preparata. La discussione sui titoli, nel corso della quale ella illustra le proprie esperienze didattiche, metodologie di ricerca, recenti risultati e progetti, è condotta in modo del tutto esauriente. Infine la prova didattica, vertente sulle tracce metastasiane nel ballo pantomima tra Sette e Ottocento, viene svolta con vivacità e dimostra una salda preparazione. Il giudizio complessivo sulla candidata è decisamente positivo. Marina Mayrhofer Dal 1979 vanta una lunga esperienza didattica in sedi universitarie, dapprima come contrattista e dal 1980 come ricercatrice confermata, quindi dal 1991 anche come titolare di affidamento, supplenza (Salerno, Napoli Federico II) e di un ciclo di lezioni presso l’Istituto Orientale di Napoli. Si è fatta promotrice di seminari di ricerca e di guide all’ascolto per gli studenti. La sua attività di ricerca comprende una borsa di studio e la partecipazione a numerosi convegni nazionali e internazionali. Nell’ambito della sua produzione scientifica, dopo aver contribuito alla librettologia di ambito napoletano, ha studiato punti chiave della drammaturgia settecentesca (rapporti fra Francia e Italia nei libretti di Calzabigi) ed ha compiuto ricerche su Paisiello nel periodo illuminista, valorizzando un filone di indagine volto a chiarire la vita artistica e culturale di Napoli fra Sei e Ottocento. Durante l’interessante discussione dei titoli illustra i rapporti fra librettisti illuministi e compositori di fine Settecento fra Parigi, Vienna e Napoli, rettificando dati su Paisiello e riferendo sul suo ritrovamento di resoconti circa I Pittagorici di Paisiello a Napoli. Nell’ambito della prova didattica la sua trattazione è molto densa, offrendo un’ambientazione artistico-biografica entro un mutevole quadro culturale, eppure risulta chiara e convincente. Si basa, oltre che su studi già esistenti, anche su acquisizioni di prima mano e su considerazioni personali, confortate anche dalla puntuale analisi musicale di un brano. Il giudizio complessivo sulla candidata è altamente positivo. Anna Maria Morazzoni La varia attività didattica della candidata, dapprima integrativa presso l’Università di Milano, dal 1978 si è svolta presso l’Istituto pareggiato A. Peri di Reggio Emilia; sotto forma di conferenze, si è estesa anche alla North Texas State University, alla city University of New York e all’Università di Salerno. Il curriculum scientifico annovera, fra l’altro, una borsa di studio presso l’Università di Milano, la partecipazione a parecchi importanti convegni in Italia e all’estero, e il coordinamento della rivista “aut aut”. La sua produzione scientifica, incentrata sulla musica del Novecento in Germania (in particolare sulla scuola di Vienna) comprende l’edizione italiana di alcuni testi fondamentali di Berg e Schönberg e di scritti di saggistica. Ha prodotto inoltre saggi rimarchevoli su alcuni 51 protagonisti della musica radicale in Italia e su aspetti della interdisciplinatietà fra musica e filosofia, musica e arti figurative nel secolo XX. Ha curato gli atti di due convegni su Musorgskij e Stravinskij. La discussione dei titoli, attaente per la piacevolezza dell’esposizione, ha riguardato l’Archivio Schönberg e l’Archivio Togni ed è stata condotta con eccellente competenza. Più generica è risultata la sua conoscenza di Musorgskij e della scuola nazionale russa. Nel corso della prova didattica ha dimostrato un’ottima conoscenza di Alban Berg (fonti e letteratura) ed ha documentato il riflesso del suo disagio esistenziale nella sua opera. Parimenti ha rettificato il mito di Adorno quale allievo di Berg. Esposizione eccellente. Nel complesso la candidata va ritenuta una figura di spicco, limitatamente alla conoscenza e alla divulgazione delle estetiche derivate dall’espressionismo viennese nel nostro paese. Maurizio Padoan Assistente presso l’Università Cattolica di Milano del 1972 e presso l’Università Cattolica di Brescia per 2 anni dal 1995, è professore a contratto presso la seconda delle due sedi e a Milano è stato titolare di diversi corsi di aggiornamento. L’attività scientifica ha comportato la vice presidenza e dal 1975 la presidenza nazionale dell’AMIS di Como, inoltre dal 1985 la conduzione dei gruppi di ricerca dello stesso organismo. In tale posizione ha promosso numerosi e ben noti convegni internazionali; inoltre ha presentato personalmente relazioni a congressi in Italia e all’estero. Le sue pubblicazioni sulla musica dell’Italia settentrionale, in particolare quella della cappella di S. Maria Maggiore a Bergamo (uno dei centri fondamentali per la produzione di musica sacra fra il Cinque e il Seicento) formano un complesso organico: comprendono ricognizioni di documenti e monografie sul periodo bergamasco di singoli maestri di spicco. Gli studi di estetica musicale presentano minore interesse. Nel corso della discussione dei titoli ha dimostrato, con esposizione esauriente, la sua perfetta padronanza della musica del primo barocco nell’Italia settentrionale; inoltre ha messo in rilievo le sue esperienze di animatore di primo piano nell’ambito dell’AMIS e i suoi contatti con gli studiosi del settore a livello internazionale. La prova didattica ha illustrato efficacemente la situazione del mottetto concertato da Merula a Legrenzi (da lui portata all’attenzione internazionale) e la circolazione dei maestri nelle cappelle fra Milano, Bergamo, Venezia e Bologna; significativo trapasso, che porterà all’affermazione delle scuole violinistiche e dell’opera. Meno felice è stato l’inquadramento delle tavole sinottiche addotte e di altri materiali, pure preziosi per l’acquisizione di nuovi dati alla musicologia. Studioso efficace, attivo e di notorietà internazionale. Gloria Staffieri La carriera didattica comprende l’insegnamento in un conservatorio e, in ambito universitario, attività didattica integrativa con risvolti seminariali indipendenti; quindi, dal 2001/02, la posizione di professore a contratto presso l’Università di Roma La Sapienza. L’attività scientifica vanta, fra l’altro, il premio internazionale “Giuseppe Verdi”, un contratto di ricerca presso l’Università di Siena e la collaborazione a un progetto internazionale promosso dall’Istituto di Studi Verdiani. Le sue pubblicazioni hanno rispecchiato due distinte fasi della sua ricerca: dapprima hanno riguardato la musica del sec. XVII di ambito romano (Colligite fragmenta e Arcangelo Corelli compositore di Sinfonie), quindi nel 1995, in concomitanza con il suo lavoro nell’orbita dell’Istituto di Studi Verdiani, ha fornito contributi di notevole rilevanza, tesi a illustrare in ambiti selezionati la circolazione delle idee e la prassi musicale dell’Ottocento (Da Robert le Diable a Macbeth, Il gioco di specchi di Rigoletto). Nel corso della discussione dei titoli risponde con competenza e, a proposito della sinfonia di ambito corelliano, si mostra attenta ai documenti e capace di formulare raccordi e ipotesi sul loro utilizzo. Quindi dimostra un’ottima conoscenza del grand-opèra meyerbeeriano e della recente letteratura sul tema. Nella prova didattica traccia con forma 52 pacata ma molto suggestiva il discorso su Verdi e Victor Hugo, sottolineando fra l’altro l’importanza del saggio di Hugo su Shakespeare. Dimostra una rimarchevole curiosità culturale, anche se il suo discorso abbisogna di ulteriori approfondimenti e appare oggi al livello di proposta stimolante. Nel suo complesso la candidata si rivela, pur nella sua acerbità, fra le figure più interessanti della nostra musicologia. Pietro Zappalà La carriera didattica comprende la posizione di ricercatore dal 1994 presso l’Università di Pavia e l’insegnamento della biblioteconomia musicale dal 1995 in poi. Tale attività si è distinta per l’assiduità e l’efficacia, avendo egli elaborato una metodologia della formazione per i futuri bibliotecari musicali. In particolare ha stimolato l’aggiornamento continuo della disciplina ed ha promosso un Master di formazione professionale per operatori di biblioteca con specializzazione musicale; ha rivolto particolare attenzione ad aspetti innovativi quali le risorse telematiche e l’automazione delle schedature. Molti suoi ex studenti sono oggi attivi come bibliotecari presso conservatori. In campo scientifico con la sua tesi di laurea ha ottenuto il premio della Fondazione Levi e la conseguente pubblicazione (Le Choralkantaten di Felix Mendelssohn Bartholdy, 1991); quindi ha conseguito il titolo di Dottore di ricerca in Filologia musicale e ha svolto attività di bibliotecario presso biblioteche musicali, inoltre ha tenuto un seminario per i corsi di Dottorato a Cremona, ed è stato co-fondatore e vice presidente della sezione italiana della IAML (International association of Music Libraries): alle iniziative internazionali di detta Associazione ha sempre partecipato e partecipa attivamente. Quali pubblicazioni più notevoli, presenta una serie di ricerche su alcuni aspetti dell’opera di Mendelssohn. Questi apporti, recensiti in ambito scientifico internazionale, si aprono con il menzionato libro derivato dalla tesi di laurea e proseguono con edizioni e saggi, anche riguardanti l’influsso di Mendelssohn su compositori-interpreti. La metodologia filologica (esercitata anche su un’edizione di sonate di Locatelli) e quella della ricerca documentaria sono di tutto rispetto; ma a proposito della fortuna di Mendelssohn in Italia non è oltrepassato l’apparato descrittivo delle fonti analizzate. Durante la discussione dei titoli, sostenuta in modo esauriente, mostra una perfetta preparazione di biblioteconomia musicale, lasciando comprendere come sia un uomo prezioso nell’organizzazione di una biblioteca e nella preparazione degli studenti a questa professione. Ne conosce le problematiche antiche e quelle recenti (quali gli aspetti informatici). Interrogato su altri aspetti dei titoli, illustra il suo ritrovamento a Cracovia di materiali provenienti dalla Biblioteca reale prussiana di Berlino. Mostra padronanza quale editore di testi mendelssohnian, per i quali continua a ricevere commesse dalla casa editrice Carus. Nel corso della prova didattica tratta in forma esauriente e convincente le problematiche della formazione e dei compiti del bibliotecario musicale oggi, apportando una vasta bibliografia e rilevando la necessità per il bibliotecario musicale di una formazione umanistica di base. La competenza specialistica è eccellente, e convincente l’esposizione. Il giudizio complessivo sul candidato è altamente positivo. 53