UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI PAVIA
Ripartizione Personale Docente – Ufficio Concorsi
Via Mentana 4 - 27100 PAVIA - tel.(0382)504934/5/6 - fax n.(0382)504933
D.R. n. 306/concorsi
IL RETTORE
- VISTO il T.U. delle leggi sull’istruzione Superiore, approvato con R.D. 31.8.1933, n.
1592;
- VISTA la legge 3.7.1998, n. 210;
- VISTA la legge 19.10.1999, n. 370;
- VISTO il D.P.R. 23.3.2000, N. 117;
- VISTO il D.R. 223/concorsi del 18.3.2001 il cui avviso è stato pubblicato sulla
G.U. – IV Serie Speciale – n. 27 del giorno 5.4.2002 con cui sono state indette le
procedure di valutazione comparativa per la copertura di n. 9 posti di Professore
Universitario di ruolo di II^ Fascia;
VISTO il D.R. n. 277/concorsi del 31.7.2002 pubblicato nella G.U. – IV^ Serie Speciale – n.
67 del giorno 23.8.2002, con il quale è stata costituita, fra le altre, la Commissione
giudicatrice della procedura di valutazione comparativa per la copertura di n. 1 posto di
Professore Universitario di ruolo di II^ Fascia per il Settore Scientifico Disciplinare LART/07 - MUSICOLOGIA E STORIA DELLA MUSICA - presso la Facoltà di
MUSICOLOGIA;
- ACCERTATA la regolarità formale degli atti consegnati dalla Commissione giudicatrice e
costituiti dai verbali delle singole riunioni, dei quali costituiscono parte integrante i
giudizi individuali e collegiali espressi su ciascun candidato, nonché dalla relazione
riassuntiva dei lavori svolti;
DECRETA
Sono approvati gli atti della Commissione giudicatrice della procedura di valutazione
comparativa per la copertura di n. 1 posto di Professore Universitario di ruolo di II^ Fascia
- Settore Scientifico Disciplinare L-ART/07 - MUSICOLOGIA E STORIA DELLA MUSICA presso la Facoltà di MUSICOLOGIA di questo Ateneo.
Sono dichiarati idonei, in ordine alfabetico, i seguenti candidati:
- Prof. MAYRHOFER Marina
- Prof. ZAPPALA' Pietro
Pavia, 28.2.2003
IL RETTORE
(Roberto SCHMID)
F.to VITA FINZI
SP/PM
1
PROCEDURA DI VALUTAZIONE COMPARATIVA AD 1 POSTO DI PROFESSORE
UNIVERSITARIO DI RUOLO, FASCIA DEGLI ASSOCIATI - PER IL SETTORE
SCIENTIFICO-DISCIPLINARE L-ART/07 - FACOLTÀ DI MUSICOLOGIA, INDETTA
CON D.R. N. 223/CONCORSI DEL 18/03/2002 IL CUI AVVISTO E' STATO
PUBBLICATO SULLA G.U. IV SERIE SPECIALE N. 27 DEL 05/04/2002.
VERBALE N. 5
(Relazione finale)
Il giorno 4 febbraio 2003 alle ore 9.00 si riunisce presso la Facoltà di Musicologia, Corso
Garibaldi 178 in Cremona, la Commissione giudicatrice della suddetta valutazione
comparativa, nelle persone di:
Prof. Elena Barassi
Prof. Antonino Albarosa
Prof. Gioacchino Lanza Tomasi
Prof. Bruno Brizi
Prof. Sergio Martinotti
per redigere la seguente relazione finale della presente procedura di valutazione
comparativa.
La commissione ha tenuto complessivamente n. 7 riunioni iniziando i lavori il 28/10/2002 e
concludendoli il 04/02/2003.
Nella prima riunione del 28/10/2002 la Commissione ha immediatamente provveduto alla
nomina del Presidente nella persona del Prof. Gioacchino Lanza Tomasi e del Segretario
nella persona del Prof. Elena Barassi.
La Commissione ha rilevato che tra i suoi componenti e tra ciascuno di essi non
sussisteva nessuna causa di astensione prevista dall’art. 51 del Codice di Procedura
Civile.
Ognuno dei membri ha dichiarato di non avere relazioni di parentela ed affinità entro il 4°
grado incluso con gli altri commissari (art. 5 comma 2 D.lgs 7/5/1948, n. 1172).
La Commissione ha preso visione del Bando e ha stabilito i criteri di massima per
procedere alla valutazione comparativa.
La Commissione, nel valutare il curriculum, i titoli e le pubblicazioni scientifiche dei
candidati, ha preso in considerazione i seguenti criteri:
a) originalità ed innovatività della produzione scientifica e rigore metodologico;
b) apporto individuale del candidato analiticamente determinato nei lavori in
collaborazione; per enucleare l’apporto individuale del candidato, la Commissione terrà
conto delle parti firmate o di precisazioni inserite all'interno delle pubblicazioni;
c) congruenza dell' attività del candidato con i campi di studio e le metodologie ricompresi
nel settore scientifico disciplinare per il quale è bandita la procedura ovvero con tematiche
interdisciplinari che li comprendano;
2
d) rilevanza scientifica della collocazione editoriale delle pubblicazioni e loro diffusione
all’interno della comunità scientifica;
e) continuità temporale della produzione scientifica anche in relazione alla evoluzione delle
conoscenze nello specifico settore disciplinare;
f) rinomanza nel settore scientifico-disciplinare stabilita anche sulla base di inviti ufficiali a
presentare relazioni sia su riviste che a congressi internazionali;
g) rilevanza dei premi e dei riconoscimenti conseguiti in relazione all’attività scientifica.
Costituiscono, in ogni caso, titoli da valutare specificatamente nella valutazione
comparativa:
a) l’attività didattica svolta in Italia e all'estero e la sua continuità; in particolare sarà
attribuito maggior rilievo agli insegnamenti ufficiali rispetto alla didattica integrativa;
b) i servizi prestati negli Atenei e negli Enti di ricerca italiani e stranieri;
c) l’attività di ricerca, comunque svolta, presso soggetti pubblici e privati italiani e stranieri;
d) i titoli di dottore di ricerca, la fruizione di borse di studio finalizzate ad attività di ricerca;
e) il servizio prestato nei periodi di distacco presso i soggetti di cui all'art.3 comma 2 del
Decreto legislativo 27/07/99 n.297;
f) l’organizzazione, direzione e coordinamento di gruppi di ricerca;
g) il coordinamento di iniziative in campo didattico e scientifico svolte in ambito nazionale
ed internazionale.
La Commissione ha, altresì, stabilito i criteri di valutazione delle prove:
§
Una discussione sui titoli scientifici presentati;
§
Una prova didattica (stabilita nell'ambito della declaratoria dell'area tematica del
settore scientifico-disciplinare oggetto del bando e connessa con i titoli del
candidato) su tema da assegnarsi con 24 ore di anticipo. A tal fine ciascun
candidato estrae a sorte tre fra i cinque temi proposti dalla Commissione,
scegliendo immediatamente quello che formerà oggetto della lezione. La
Commissione terrà conto per la valutazione della chiarezza di esposizione, del
grado di conoscenza della materia oggetto d’esame, del grado di padronanza delle
tematiche di ricerca oggetto degli eventuali titoli scientifici.
Ogni Commissario ha formulato individualmente per ciascun candidato un giudizio per
ogni fase della procedura (valutazione titoli e pubblicazioni; prova didattica) così come per
ogni fase della procedura la Commissione formulerà un giudizio collegiale per ciascun
candidato. Successivamente la Commissione formulerà per ciascun candidato un giudizio
complessivo che tenga conto dei singoli giudizi collegiali riguardanti le singole fasi della
procedura. Al termine, la Commissione, dopo ponderata valutazione comparativa, sulla
base dei giudizi complessivi relativi a ciascun candidato, con deliberazione assunta con la
maggioranza dei componenti, dichiarerà i nominativi di non più di due idonei per il posto
bandito.
Dopo aver individuato i criteri di massima, la Commissione ha preso visione dell'elenco dei
candidati compresi nell'elenco fornito dall'Amministrazione (All.1 verb. 1).
Ognuno dei componenti ha dichiarato di non avere relazioni di parentela ed affinità entro il
4° grado incluso con i candidati (art. 5 comma 2 D.lgs. 07.05.48 n.1172) e che non
sussistevano le cause di astensione di cui all'art. 51 c.p.c.
3
E' stato quindi fissato il calendario delle prove didattiche, come segue:
Discussione sui titoli scientifici dei candidati Arbo, Armellini, Careri, Cerchiari, giorno
28/01/2003, ore 8,30.
Discussione sui titoli scientifici dei candidati Gialdroni, Guizzi, Mayrhofer, Morazzoni,
giorno 28/01/2003, ore 14,00.
Prova didattica dei candidati Arbo, Armellini, Careri, Cerchiari giorno 29/01/2003,ore 8,30.
Prova didattica dei canditati Gialdroni, Guizzi, Mayrhofer, Morazzoni, giorno 29/01/2003,
ore 14,00.
Discussione sui titoli scientifici dei candidati: Morelli, Padoan, Pozzi, Rizzuti, giorno
30/01/2003, ore 8,30.
Discussione sui titoli scientifici dei candidati: Russo, Sanguinetti, Staffieri, Zappalà, giorno
30/01/2003, ore 14,00.
Prova didattica dei candidati Morelli, Padoan, Pozzi, Rizzuti, giorno 31/01/2003, ore 8,30.
Prova didattica dei candidati Russo, Sanguinetti, Staffieri, Zappalà, giorno 31/01/2003, ore
14,00.
Nella seconda seduta del 27/01/2003 la Commissione, ha accertato che i criteri
generali fissati nella precedente riunione sono stati resi pubblici per almeno sette giorni
presso l'Albo Rettorale e l'albo della Facoltà che ha richiesto il posto.
La Commissione, presa visione dell’elenco dei candidati al concorso trasmesso
dall’Amministrazione, delle pubblicazioni effettivamente inviate, delle esclusioni operate
dagli uffici e delle rinunce sino ad ora pervenute (v. allegati 1 verb. 2, 2 verb. 2, 3 verb. 2,
3bis verb. 2, 4 verb. 2, 5 verb. 2, 6 verb. 2, relativi ai dott. Arbo, Sanguinetti, Guizzi,
Morelli, Pozzi, Rizzuti), ha deciso che i candidati da valutare ai fini del concorso erano n.
10, e precisamente:
1. Armellini Mario;
2. Careri Enrico;
3. Cerchiari Luca;
4. Gialdroni Teresa Maria;
5. Mayrhofer Marina;
6. Morazzoni Anna Maria;
7. Padoan Maurizio;
8. Russo Francesco Paolo;
9. Staffieri Gloria;
10. Zappalà Pietro.
Per la valutazione delle pubblicazioni e dei titoli di ciascun candidato la
Commissione ha tenuto conto dei criteri indicati nella seduta preliminare del 28/10/2002.
Al termine della disamina ciascun membro ha provveduto, caso per caso, alla valutazione
della documentazione presentata dai candidati e ha formulato il proprio giudizio.
Verificato che i singoli docenti avevano concluso le fasi attinenti alla formulazione dei
giudizi personali (All. 9 verb. 2) la Commissione ha preso atto di questi ultimi e li ha uniti al
verbale come parte integrante dello stesso.
Si è quindi passati alla fase successiva riguardante l’esame e la valutazione collegiale dei
titoli e delle pubblicazioni presentati da ciascun candidato (all. 10 verb. 2).
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Nella seduta del 28/01/2003 e del 30/01/2003 la Commissione, presente al completo, ha
predisposto per ogni candidato, cinque buste contenenti ognuna un tema per la prova
didattica.
I candidati regolarmente convocati sono stati chiamati in ordine alfabetico.
Si è poi svolta la discussione sui titoli scientifici presentati da ciascun candidato. Al termine
ciascun commissario ha espresso il proprio giudizio e la commissione quello collegiale
(All. 1 e 2 verb. 3) e (All. 1 e 2 verb. 3bis).
Nella seduta del 29/01/2003 e del 31/01/2003 la Commissione ha provveduto ad ascoltare
i candidati in ordine alla prova didattica secondo il calendario predisposto nella seduta del
28/10/2002.
Al termine ciascun commissario ha espresso il proprio giudizio e la Commissione quello
collegiale. I giudizi dei singoli commissari e quello della commissione (All. 1 e 2 verb. 4) e
(All. 1 e 2 verb. 4bis) sono stati allegati al verbale e ne costituiscono parte integrante.
Le sedute relative alle prove d'esame si sono svolte pubblicamente.
Terminate le prove dei candidati, la Commissione ha iniziato ad esaminare collegialmente
gli stessi al fine di formulare il giudizio complessivo che è dato dalla comparazione dei
giudizi individuali e collegiali espressi sui candidati in tutte le fasi della procedura di
valutazione.
I giudizi complessivi formulati dalla Commissione sono stati allegati al verbale n. 4bis (all.
3) e ne costituiscono parte integrante.
Al termine, dopo ponderata valutazione comparativa, la Commissione dichiara IDONEI per
la procedura di valutazione comparativa ad 1 posto di professore universitario di ruolo,
fascia degli associati, per il settore scientifico-disciplinare L-ART/07, Facoltà di
Musicologia indetta con D.R. n. 223/concorsi del 18/03/2002 il cui avviso è stato
pubblicato sulla G.U. IV serie speciale n. 27 del 05/04/2002, i candidati:
·
Pietro Zappalà all'unanimità.
·
Marina Mayrhofer (prof. Gioacchino Lanza Tomasi, prof. Antonino Albarosa, prof.
Elena Ferrari Barassi).
·
Hanno altresì riportato un voto a testa Luca Cerchiari (prof. Bruno Brizi) e Maurizio
Padoan (Prof. Sergio Martinotti).
La Commissione con la presente relazione finale dichiara conclusi i lavori e raccoglie tutti
gli atti concorsuali in un plico che viene chiuso e sigillato con l’apposizione delle firme di
tutti i commissari sui lembi di chiusura.
Il plico, contenente duplice copia dei verbali delle singole riunioni, dei quali costituiscono
parte integrante i giudizi individuali e collegiali espressi su ciascun candidato e duplice
copia della relazione finale dei lavori svolti nonché un floppy disk contenente gli atti stessi,
viene consegnato dal Presidente al Responsabile del procedimento il quale invierà al
Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica, per la pubblicazione sul
5
“Bollettino Ufficiale”, la relazione riassuntiva dei lavori con annessi i giudizi individuali e
collegiali. Tali atti saranno resi pubblici anche per via telematica.
La seduta è tolta alle ore 18.30.
Il presente verbale viene redatto, letto e sottoscritto seduta stante.
Cremona, 4 febbraio 2003
LA COMMISSIONE:
Prof. Elena Barassi (segretario)
______________________________
Prof. Antonino Albarosa
______________________________
Prof. Gioacchino Lanza Tomasi (presidente) ______________________________
Prof. Bruno Brizi
______________________________
Prof. Sergio Martinotti
______________________________
Allegato 9 verbale 2 del 27/01/03
Giudizi individuali sui titoli
Candidato Armellini Mario
Mario Armellini. Studioso serio e puntuale, dal curriculum brillante, dalla preparazione
ottima, autore, nel 1991, del pregevole volume Le due Armide. Metamorfosi estetiche e
drammaturgiche da Lully a Gluck, di una dissertazione di dottorato su Francesco Silvani
nonché di altri contributi che ribadiscono la serietà del candidato, pone in evidenza non
solo qualità di metodo e di interessi, ma anche concezioni drammaturgiche che denotano
sicurezza di origini di formazione e capacità di sviluppo e di approfondimento.
Antonino Albarosa
Laurea nel 1989 in Discipline delle arti ecc. con Bianconi.
Ha partecipato a convegni sul Settecento (Venezia, 1993) e a gruppi di ricerca con
Bianconi.
Pubblicazioni scientifiche varie dal 1991 il cui tema prediletto è stato Quinault e l'ambiente
francese tra Lully e Gluck.
Importante il suo libro "Le due Armide": resistenza della Tragédie lyrique in Francia: buon
equilibrio dell'insieme.
Sergo Martinotti
L’attività didattica del candidato è ancora acerba, comprendendo una serie di conferenze e
seminari tenuti all’Università di Bologna fra il 1981 e il 1986, una sporadica docenza a
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tempo determinato nell’anno 2000 presso il Conservatorio di Potenza per due discipline
(entrambe rientranti nel settore previsto), una correlazione di tesi presso l’Università di
Bologna, e l’insegnamento di ”Storia delle teorie drammatiche” per il Master
interdisciplinare avanzato di Filologia dei testi musicali e letterari medievali e moderni, I
livello, presso la Facoltà di Musicologia dell’Università di Pavia a Cremona (15 ore
complessive).
Viceversa l’attività scientifica si può dire consistente, annoverando fra l’altro la posizione
di Visiting Research Fellow ricoperta per un anno presso il King’s College di Londra, il
Dottorato di ricerca a Bologna e la borsa biennale post-dottorato, conseguita pure a
Bologna. A questo si aggiungono il riordino dell’Archivio Maderna (rispecchiato in una
pubblicazione del 1989) e la partecipazione (in cinque casi fruendo di apposita borsa) a
diversi seminari e convegni internazionali; quest’ultima ha valore soprattutto nei casi in
cui la relazione presentata abbia conosciuto uno sbocco editoriale, già avvenuto o in via di
realizzazione (Madrid 1992, pubbl. 1993; Iesi 1999, pubbl. 2000; Bologna 1999, contributo
uscito ne Il Saggiatore musicale, 1999: atti completi tuttora in corso di pubblicazione;
Verona 1999, Venezia 1999, Bari 2000, Aversa 2001).
Non sono pienamente valutabili, perché non vi emerge sempre con chiarezza l’effettiva
attività svolta dal candidato, la collaborazione al coordinamento di alcuni convegni
internazionali.
Da un quinquennio il candidato riveste la posizione di ispettore di biblioteca di ruolo
presso il Civico Museo Bibliografico Musicale di Bologna.
Le pubblicazioni del candidato si snodano con continuità temporale; in diversi casi esse
non solo vantano sedi editoriali di prestigio, ma, mostrando originalità e rigore di metodo,
offrono un positivo apporto alle conoscenze musicologiche. Questo va detto soprattutto
del volume Le due Armide e dei quattro saggi presentati; due di questi (“Le metamorfosi di
Ernelinda” e “Il prigionier superbo di Pergolesi”, già offerti come relazioni ai citati convegni
di Madrid e di Iesi), così come il predetto volume, illustrano l’interesse dell’autore per il
melodramma italiano e francese del Sei-Settecento. La sua competenza è rivolta
soprattutto alle vicende storiche relative ai melodrammi e alla struttura dei rispettivi
libretti: quest’ultima competenza del resto è dimostrata anche nel programma di sala per
Armide di Gluck (stagione scaligera 1996-1997). Meno approfondito di quello sui testi
poetici è il discorso sulla musica: fra l’altro nel volume citato alcuni brani musicali in
facsimile tratti da edizioni moderne non rivelano (sia pure per contingenti ragioni
editoriali) l’identità di queste ultime, come vorrebbe una corretta condotta filologica.
Gli altri due saggi, ottimamente impostati (“L«Archivio Maderna»” già citato e la
relazione introduttiva al convegno Musica e Museo), trattano argomenti diversi dal
melodramma. Le ulteriori pubblicazioni comprendono un’intelligente recensione e tre voci
(“Musicale, editoria”, “Musicali, manoscritti” e “Opera, libretti di”) per il Manuale
enciclopedico della bibliofilia. Vi si aggiungono la traduzione e la cura di un volume di
Fenlon dall’inglese. Al di là delle pubblicazioni presentate, si può ricordare la fiorente
attività divulgativa, indice di laboriosità e di interessi multiformi. Non è valutabile la
dissertazione di Dottorato presentata, non possedendo il requisito della diffusione
editoriale, e valendo solo come testimonianza del titolo acquisito.
La produzione scientifica del candidato nel suo complesso va considerata degna di nota.
Elena Ferrari Barassi
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Il dottor Mario Armellini ha conseguito il dottorato di ricerca nel 1996. Ha insegnato come
docente a contratto nell’Università di Pavia e nella Scuola di Paleografia e Filologia
Musicale. E’ stato coordinatore di vari convegni e ha partecipato a vari progetti del
Dipartimento di musica e spettacolo della Università di Bologna, fra i quali anche la
catalogazione dell’archivio di Bruno Maderna. Il contributo più importante presentato dal
candidato è Le due Armide metamorfosi estetiche e drammaturgiche da Lully a Gluck (1991),
una attenta ricognizione sull’uso del testo di Quinault e sulle vicende del teatro per musica
in Francia.
La sua attività di ricerca si è svolta in vari campi all’interno dei progetti di cui sopra
con alcuni interventi mirati. L’opera più ampia è la tesi di dottorato Francesco Silvani e la
fortuna italiana della ‘Fede tradita e vendicata’. E’ attualmente in servizio quale Funzionario
specialista presso il Comune di Bologna.
Gioacchino Lanza Tomasi
Titoli:
Dottorato, Borsa post-dottorato (95-97), bibliotecario Comune di Bologna;
catalogazione;
Insegnamento a contratto (master-Cremona 2002);
Coordinamento convegni bolognesi (Pompilio e Bianconi).
Pubblicazioni:
Essenziale, ma metodologicamente corretto, il lavoro di catalogazione dell'Archivio
Maderna; consistenti i frutti maturi delle dissertazioni di laurea e di dottorato, in
particolare quello sulle Armide che ha trovato sbocco nella pubblicazione Passigli,
sia dal punto di vista dell'informazione puntuale come da quello delle
formalizzazioni tipologiche e analitiche; la maggior parte degli altri contributi
presentati ruota attorno a questi stessi argomenti, con particolare interesse alla
parabola della fortuna di alcuni testi operistici (vd. Silvani e Pergolesi); non
trascurabile l'impegno nella cura dei volumi di Fenlon e Strohm.
Bruno Brizi
Candidato Enrico Careri
Enrico Careri. Ingegno specialistico sicuro, spicca per acume e puntualità, per solida
preparazione scientifica e culturale, per metodo e precisione nelle trattazioni relative alle
pubblicazioni concorsuali, che hanno per oggetto interessi settecentistici. Appare persona
di ottima formazione e capace di profili, come ad esempio su Geminiani, che possono
essere considerati tracce di preciso riferimento.
Antonino Albarosa
- Laurea con D'Amico nel 1983;
- laurea in Gran Bretagna - Liverpool - nel 1990;
- ricercatore a Napoli dal 1999.
Originalità dei lavori imperniati soprattutto nel '700: importanti i lavori su Geminiani,
Nardini, Corelli, Vivaldi, alcuni dei quali apparsi su riviste straniere (Music and Letters).
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Dimostra conoscenza della musica italiana del primo '700 anche nella stesura di voci
enciclopediche.
Utili le edizioni di musiche di Bonporti.
Ricercatore confermato.
Scrive dal 1984.
Sergio Martinotti
L’attività didattica del candidato comprende un corso per schedatori di manoscritti
musicali, tenuto a Roma e a Napoli nel 1987 per il consorzio IRIS, un certo numero di
conferenze, 6 anni di attività didattica integrativa presso l’Università di Roma “La
Sapienza” (1991-1995), quindi la posizione di ricercatore, ricoperta presso l’Università di
Napoli “Federico II” dal 1997 ad oggi per 5 anni (il sesto è in corso). Alla didattica
integrativa, condotta fino al 2001, dal 1999-2000 in poi si è affiancato l’insegnamento per
affidamento di Musicologia e Storia della musica. L’attività didattica complessiva si può
dunque considerare discretamente consistente.
L’attività scientifica annovera anzitutto il titolo di Ph. D. in Musicologia, conseguito presso
l’Università di Liverpool, quindi la partecipazione a numerosi congressi scientifici e
seminari, per lo più internazionali. Tali contributi in parecchi casi hanno avuto un seguito
editoriale: convegno Roma 1985, pubbl. 1987; Padova 1992, pubbl. 1994; Fusignano 1994,
pubbl. 1996; Livorno 1994, pubbl. 1996; Venezia 1997, pubbl. 1998; altri sono in corso di
stampa (convegni Pirano 2001, Roma 2001). L’orizzonte scientifico del candidato ha
compreso anche voci originali e revisioni per il New Grove Dictionary of Opera, per il New
Grove Dictionary of music and Musicians e per la MGG. Tuttavia nel campo scientifico (così
come in quello didattico) non si segnalano iniziative organizzative personali espresse dal
candidato. Nel complesso la sua attività scientifica si può considerare discretamente
rilevante.
Le pubblicazioni presentate comprendono 3 monografie, 6 saggi (dei quali due costituiti
dalle relazioni ai citati convegni Fusignano 1994 e Venezia 1997) e un’edizione critica (si
veda oltre).
Gli interessi del candidato, dopo una prima fase di indagini sulla musica vocale italiana
sei-settecentesca, si sono appuntati soprattutto sulla musica strumentale, e più
propriamente violinistica italiana, a cavallo fra Seicento e Settecento. Egli ha indagato il
periodo corelliano e post-corelliano in Italia e in Inghilterra, con riguardo a nomi anche di
primo piano: Valentini (pure autore di cantate e oratori), Geminiani, Bonporti; ha preso
anche in considerazione la recezione dei contemporanei di Vivaldi nell’attuale
dopoguerra; ma infine l’orizzonte si è ampliato (nel saggio del 2001) anche verso l’arte di
Haydn, Mozart, Schubert, Beethoven. L’approccio alla materia è sia storiografico sia
analitico. Il volume su Geminiani, seppure di sfondo prevalentemente compilativo,
tuttavia offre anche spunti analitici e critici di non secondario interesse. Dei quattro lavori
di edizione che il candidato ha al suo attivo, egli ha presentato solo quello delle Sonate a tre
op. IV di Antonio Bonporti, condotto con metodo sano e convincente. Negli ultimi tempi
egli è tornato a interessarsi di musica vocale, nella fattispecie ha condotto l’edizione del
melodramma vivaldiano La Verità in Cimento: tuttavia tale lavoro non rientra nella sfera
delle pubblicazioni valutabili.
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I prodotti di impronta filologica del candidato trovano un riscontro metodologicamente
complementare nelle due benemerite pubblicazioni di contenuto catalografico, condotte su
due fondi romani: opera smilza la prima, più consistente la seconda.
I lavori del candidato, usciti con regolare continuità temporale, hanno un prevalente
carattere di originalità, ed offrono materia utile al progredire della musicologia. Le sedi
editoriali in genere sono prestigiose e in più di un caso oltrepassano i confini nazionali.
Pertanto le pubblicazioni del candidato nel loro insieme sono da giudicarsi di una certa
rilevanza.
Elena Ferrari Barassi
Il dott. Enrico Careri è ricercatore presso il Dipartimento di Discipline storiche
dell’Università Federico II di Napoli dal 1997. Ha conseguito oltre alla laurea in Italia un
Ph. D. in musicologia presso la University of Liverpool. La sua tesi di dottorato sulla
controversa figura di Francesco Geminiani è stata rielaborata in monografia e pubblicata
in Inghilterra Francesco Geminiani (1687-1762), Oxford, Clarendon Press, 1993 ed in Italia,
Francesco Geminiani (1687-1762), Lucca 1999. Il volume costituisce oggi il book of reference
sull’autore. Gli altri suoi studi sulle scuole violinistiche italiane sono tutti competenti,
qualche volta innovativi, quali Dopo l’opera quinta. Evoluzione stilistica della sonata per violino
nella prima metà del Settecento (2000). Il candidato ha anche curato l’edizione delle Sonate a
tre op. IV (2001) e delle Sonate a tre op. VI (2002) di Antonio Bonporti e della pantomima di
Francesco Geminiani The Inchanted Forrest (1996). E’ in corso di stampa l’edizione
dell’opera seria di Antonio Vivaldi La verità in Cimento.
Per metodologia e competenza la attività scientifica del dott. Careri si segnala fra le
più promettenti della giovane musicologia italiana.
Gioacchino Lanza Tomasi
Titoli:
Ricercatore
Ph. Diss. con Talbot
Affidam. di insegnamento Univ. Napoli, dal '97
Pubblicazioni:
Due importanti lavori di catalogazione; la migliore monografia di cui si disponga su
Geminiani e relativo catalogo; gli altri saggi si inscrivono nel filone con utilissimi
collegamenti con gli altri artisti più o meno coevi, Bonporti, Tartini, Vivaldi e poi Valentini
attraversando un buon tratto del Settecento. Con l'edizione delle sonate a tre di Bonporti,
abbiamo un utile riferimento per collocare nella giusta dimensione storica il dibattito sulla
musica teorica e pratica ispirato alle 'buone regole' che sta alla base delle discussioni
accademiche nel periodo Arcadico.
Bruno Brizi
Candidato Cerchiari Luca
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Luca Cerchiari. Intelligenza duttile e brillante, mostra le sue qualità in orientamenti
contemporanei legati soprattutto a fenomeni della cultura musicale afroamericana e della
moderna tecnologia di riproduzione del suono. Negli scritti sono evidenti sicura
competenza e passione culturale, oltreché gradevolezza di stile espositivo.
Antonino Albarosa
Attività intensa di didattica musicale dal 1981 (conferenze, lezioni, seminari, corsi),
soprattutto sul jazz e Joplin, musica africana e il disco in vari circoli milanesi nonchè alle
Università di Torino, Bocconi, Udine, Padova, Pavia, Iulm di Milano.
Ha partecipato a convegni internazionali a Graz, Lovanio, ecc..
Ha svolto rapporti internazionali a Darmstad, Boston, Parigi.
Ha collaborato a collane della Fabbri, Curci, Garzanti, Ricordi, L'Epos, Sansoni.
Ha svolto attività televisiva e radiofonica a Milano, Roma, Parigi, Lugano, Torino.
Ha progettato e realizzato corsi per assistenti e animatori scolastici.
Ha pubblicato: Il jazz (1984), la prefazione alla Storia degli strumenti musicali di Curt
Sachs, saggi sulla Treemonisha di Joplin, il libro sulla civiltà musicale afro-americana
(Oscar Mondadori 1999) programmando altri contributi soprattutto sul Jazz.
Ha pubblicato i libri: Il disco (Sansoni, 2001), Dal ragtime a Wagner (L'Epos, 2001), Miles
Davis (Oscar Mondadori, 2001).
Dirige l'Istituto Superiore di Musicologia di Milano.
Sergio Martinotti
L’attività didattica del candidato svolta entro il settore previsto comprende in ambito
universitario 9 conferenze, tenute 4 allo IULM di Milano e le altre all’Università di Pavia e
alla Statale di Milano. Mi sembra incerta la valutabilità dell’insegnamento triennale di
Civiltà musicale afro-americana svolto per contratto all’Università di Torino, e quello
svolto nel 2001-2002 all’Università di Padova, in quanto essi potrebbero esser esclusivi del
settore L-ART/08 Etnomusicologia. Tuttavia rispettivamente nel 2000-2001 e nel biennio
2000-2001 e 2001-2002 il candidato ha svolto insegnamenti per contratto pienamente
rientranti nel settore L-ART/07, presso l’Università di Udine e alla Bocconi di Milano. In
altra sfera di attività egli ha istituito e coordinato continuativamente, dal 1990 ad oggi, una
serie di corsi di formazione professionale di contenuto musicologico ed etnomusicologico
per assistenti musicali televisivi e operatori del campo discografico: corsi sostenuti dalla
Regione Lombardia e realizzati dall’Associazione Echomusic - Istituto Superiore di
Musicologia, da lui fondata. Egli vi ha insegnato particolarmente Etnomusicologia, ma
anche Critica e giornalismo musicale. Egli ha svolto inoltre una vastissima attività
didattica non continuativa sotto forma di conferenze, lezioni, seminari, corsi, tenuti nelle
sedi più disparate, universitarie e non. Anche gli impegni didattici extra-universitari del
candidato hanno sicuramente contribuito ad alimentare la sua produzione scientifica,
stimolando i suoi interessi di studioso. La sua attività didattica riferita al settore L-ART/07
nel complesso è da giudicare di una certa consistenza.
Quanto all’attività scientifica, è valutabile, benché formalmente non incluso nel settore LART/07, il titolo di Dottore di ricerca in Etnomusicologia conseguito a Graz per le
metodologie adottate. Meritoria la fondazione nel 1986 dell’Associazione Culturale Musica
Oggi e la posizione, al suo interno, di vicepresidente fino al 1990. Meritoria è anche la
recente fondazione dell’Archivio internazionale del disco. Ha preso parte a convegni
11
internazionali (due si sono svolti oltre i termini della domanda) . Fra i quali il 5.
Jazzwissenschaftlicher Kongress di Graz (1999) dove ha presentato la relazione “Scott
Joplin’s Treemonisha”, poi confluita nel volume Scott Joplin’s Treemonisha (1911). Opera in
three acts. An ethnoanthropological and musicological analysis (2000). Il 13.04.02 al candidato è
stato rivolto l’invito a prender parte a una giornata internazionale di studio organizzata a
Gorizia dell’Università di Udine, con una relazione sul tema “L’archivio del disco di
Milano, con particolare riguardo a documenti sonori fino al 1925”.Anche se la relativa
manifestazione ebbe luogo il 23.05.02, quindi fuori dal termine utile per la valutazione
entro il presente concorso, detto invito può valere pur sempre quale riconoscimento della
competenza del candidato in una disciplina del settore L-ART/07. Nel suo complesso
l’attività scientifica del candidato relativamente al settore di pertinenza è da giudicare
discretamente rilevante.
Il candidato ha al suo attivo una vasta produzione scientifica, della quale tuttavia la
maggior parte è estranea all’ambito del presente concorso, poiché ricade nel predetto
settore L-ART/08 Etnomusicologia; né del resto lo studioso ha ritenuto opportuno
sottoporla ad esame nella sua interezza in occasione del presente concorso, poiché ha
presentato solo 4 pubblicazioni. Per di più di queste sono valutabili solo le ultime tre
ovvero il saggio introduttivo alla Storia degli strumenti musicali del Sachs , Treemonisha e la
solida monografia Il disco. Musica, tecnologia, mercato. Infatti nel volume Armonia del
ventesimo secolo, opera di collaborazione, non è distinguibile, in quanto non dichiarato a
stampa, l’apporto dei singoli autori. Né, stando ai criteri di giudizio adottati nel presente
procedimento, vale una dichiarazione del 15 luglio 2002 inoltrata privatamente dal
candidato ai commissari per chiarire tale distinzione di ruoli. Venendo al valore intrinseco
delle pubblicazioni valutabili, nei primi tre lavori citati (la cui collocazione editoriale è di
rilievo) la ricerca è condotta con rigore; i risultati conseguiti sono indubbiamente originali
ed offrono un valido contributo allo sviluppo della scienza musicologica. Dunque le
pubblicazioni valutabili del candidato sono da considerarsi quantitativamente scarse, ma
di rilevante qualità scientifica.
Elena Ferrari Barassi
Il dottor Luca Cerchiari presenta varie pubblicazioni sulla musica afro-americana.
Queste si distinguono per la pregnanza dell’analisi, un fatto di per sé positivo in un settore
di ricerca che ha sovente fatto tutt’uno fra vita d’eroe ed esercizio della musica.
Inevitabilmente il settore è connesso a fenomeni di sociologia del mercato più di altri
campi di ricerca, vedi la pubblicazione Il disco musica tecnologia mercato (2001), nel qual
caso si ha l’impressione di una ricognizione su fatti ordinari della nostra vita recente, ma
che è pur importante poter mettere in fila se non altro quale argomento di riflessione. Di
maggior spessore appaiono invece i volumi Miles Davis (2001) e Dal Ragtime a Wagner Treemonisha di Scott Joplin (2001). Per verità la ricerca sulle origini dotte dell’opera di
Joplin vanno rinvenute piuttosto in quella espansione americana del grand’opéra fornito
da Gomez e per li rami dalla Gioconda, piuttosto che dal Parsifal. Ma l’influenza armonica
delle progressioni che segnalano l’enigma di Kundry peccatrice redentrice stingono in
Treemonisha e Cerchiari contribuisce con questo altro esempio ad indicare la singolare
circolazione dei modelli culturali europei nella attività musicale dei dilettanti che è il
nucleo più genuino della musica degli Stati Uniti.
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L’attività didattica del Dottor Cerchiari si è svolta con una serie di contratti per corsi
integrativi (lo spirito originale del contratto) che mostrano un elevato apprezzamento del
mondo accademico per la sua competenza settoriale.
Gioacchino Lanza Tomasi
Titoli
Dottorato di ricerca in Etnomusicologia in Austria (Graz)
Servizi in Atenei (corsi, conferenze e lezioni) Contratto Univ. Torino 1997-1999,
Udine (Editoria musicale); Bocconi (extracurriculare 2000, 15 ore 2001), Padova
2001-2002, conferenze allo Iulm di Milano e qui a Cremona (Discografia e
videografia musicale)
Iniziative didattiche e scientifiche: coordinamento tramite il suo ISM; Formazione
professionale tramite il suo ISM; Direzione artistica e rassegne
Convegni
Attività radiofonica e televisiva (Milano, Svizzera Italiana), Associazioni culturali:
Jazz; Istituto superiore di Musicologia ; Echo Music.
Pubblicazioni:
Cerchiari è un'autorità per la storia della musica jazz in Italia, e i suoi titoli, considerando
anche la sede editoriale, sono una garanzia di informazione approfondita (sia per le
biografie, sia per le tecniche compositive che per le "performances"), e di diffusione di
cultura musicale che oggi interessa in modo lusinghiero anche i giovani; la maggior parte
dei suoi titoli è dedicata a questo campo della musicologia, con una padronanza delle
tecniche analitiche che, oltre a riferirsi agli approcci classici, ha tesaurizzato giustamente
anche l'efficacia dei metodi d'analisi della recente scuola americana (Middleton, ecc.)
rivolta alla musica di consumo; su un altro campo egli sembra dettar legge, considerato
l'interesse che da più parti gli è stato dimostrato nella cerchia accademica e negli ambienti
internazionali interessati all'industria della cultura musicale tramite associazioni, scuole di
alta cultura internazionale private sì, ma di grande impatto culturale, ed anche in questo si
muove egregiamente: il campo sonoro e la storia del disco; la fonte sonora viene
considerata filologicamente valida alla stregua del reperto scritto e come tale determina e
condiziona gli stessi tradizionali studi musicali che si confrontano con la musica del
Novecento e del Duemila; e per di più determina l'industria del consumo della musica.
Questi lavori mi sono risultati estremamente convincenti, accanto agli utili aggiornamenti
del manuale di Sachs sugli strumenti musicali.
Bruno Brizi
Candidato Teresa Maria Gialdroni
Teresa Maria Gialdroni. La candidata si occupa in primo luogo della Cantata, soggetto nel
quale ha raggiunto sicura autorevolezza, come si deduce dalla qualità dei numerosi
contributi presentati. Lega però il suo curriculum scientifico anche ad altri interessi di
rilievo, come quelli relativi alla poesia nonché, più in generale, al melodramma. Il quadro
che ne risulta è quello di una studiosa seria e solida.
Antonino Albarosa
13
Ambito: musica vocale italiana tra '600 e '700 (musica da camera ed opera del primo '700);
studio su Provenzale, Sarro e Vinci e studio Cantata del tardo '600.
Ambito: Teatro in musica soprattutto sul Metastasio.
Conduce ricerche su fondi delle Marche (sconosciuti).
Diploma in pianoforte, laurea in Lettere.
Docente di "Storia della musica" al conservatorio di Foggia, poi a L'Aquila ed oggi a
Pesaro.
Contrattista alla "Tor Vergata" di Roma ove insegna "Bibliografia" ed "Archivistica".
Collaboratrice del DBI, Grove's, MGG e Dizionario Autori Bompiani.
Ciclo di 10 trasmissioni per la RAI (su Stabat Mater).
Collaboratrice di Festivals di Città di Castello, Urbino e Sagra Malatestiana di Rimini.
Partecipazione a molti convegni dal 1984 al 2002 in Italia (all'estero: Amburgo su Hasse nel
1999 - Vienna su Metastasio nel 2000); ha curato gli atti del convegno su Monteverdi del
1995 a Mantova.
Sergio Martinotti
L’attività didattica della candidata si è svolta per 17 anni presso vari Conservatori,
dapprima (per 1 anno) con Letteratura poetica e drammatica, quindi con Storia della
musica, e vi prosegue tuttora con l’insegnamento di Storia della musica e storia ed estetica
musicale presso il Conservatorio Rossini di Pesaro. A questa si sono aggiunti nel 1990/91
seminari monografici presso la “Libera Università Maria SS. Assunta” di Roma; quindi per
2 anni ha svolto seminari presso l’Università di Roma Tor Vergata, dapprima come cultore
della materia, poi come contrattista ex art. 25; finché da 4 anni a questa parte fruisce,
presso la stessa Università, di un contratto per l’insegnamento di Bibliografia,
biblioteconomia e archivistica musicale. La sua attività didattica di settore può dirsi
dunque discretamente consistente.
Nell’ambito della sua attività scientifica, dal 1995 al 2000 ha organizzato vari convegni in
quanto componente del Comitato convegni e rapporti internazionali della SIdM; è
redattore della rivista “Studi Musicali”, ha collaborato con varie voci al DBI, al Dizionari
degli Autori Bompiani e alle nuove edizioni del New Grove e della MGG, è autrice di varie
recensioni, ed ha anche svolto attività divulgativa per l’allestimento di una mostra, per la
RAI, inoltre per la stesura di programmi di sala e di un opuscolo per CD. Ha partecipato a
numerosi convegni internazionali, e in 7 casi le sue relazioni sono apparse nei relativi atti,
mentre due sono di prossima pubblicazione; di una raccolta di atti (Claudio Monteverdi:
studi e prospettive, Mantova 1993; pubbl. 1998) ha anche curato l’edizione, in collaborazione
con altri due studiosi.
La sua attività scientifica si può dire pertanto di un certo spessore.
Dei suoi numerosi saggi ha presentato i 10 più significativi. Gli argomenti si muovono fra
vari aspetti della musica vocale italiana tra Sei e Settecento, soprattutto di ambiente
napoletano e romano. Fra gli autori da lei studiati ve ne sono di notevole spicco, quali
Francesco Provenzale, Domenico Sarro e Leonardo Vinci. La studiosa non solo ha
illuminato zone d’ombra della loro produzione, ma ha anche rivelato, anche al di fuori di
queste personalità, la diffusione di forme finora poco studiate, quali la cantata spirituale a
Napoli, la cantata/prologo, la serenata e la festa teatrale; inoltre ha contribuito in modo
sostanziale a chiarire le fortune e le trasmigrazioni di un testo melodrammatico di
14
primaria importanza quale la Didone abbandonata di Metastasio. Forte di una solida
formazione nel campo della ricerca bibliografica e di quella archivistica, la candidata ne ha
nutrito la sua attitudine al confronto, all’analisi formale di testi e musiche, alla
contestualizzazione storica. Le sedi editoriali che ospitano le sue pubblicazioni
(succedutesi nel tempo con costante regolarità) sono di notevole rilievo; i suoi contributi
sono di fondamentale importanza per il progredire di uno consistente strato disciplinare
del settore. La sua produzione scientifica è quindi da considerarsi degna di grande
attenzione.
Elena Ferrari Barassi
La dott.ssa Teresa Maria Gialdroni è attualmente professore a contratto presso
l’Università di Roma Tor Vergata, dove tiene il corso di biblioteconomia bibliografia e
archivistica musicale. Ha una notevole esperienza didattica iniziata nel 1982 con
l’insegnamento di letteratura drammatica e poetica presso i conservatori.
La sua attività scientifica principalmente ha avuto per oggetto la musica vocale di
ambiente napoletano e romano fra Sei e Settecento con particolare attenzione all’immenso
repertorio della cantata da camera. Ha pubblicato studi specialistici sulle cantate di
Francesco Provenzale (1985), Domenico Sarro (1985), Leonardo Vinci (1991), studi che si
possono dire riassunti in Bibliografai della cantata da camera italiana (1620-1740 ca.) (1990). Si
è successivamente interessata di librettologia con uno studio sulle varianti della Didone
abbandonata di Metastasio (1998). Le ricerche della candidata vanno segnalate per una
attenta ricognizione delle fonti.
Gioacchino Lanza Tomasi
Titoli:
Diploma in pianoforte; docente al conservatorio,
Partecipazione a corsi di perfezionamento come docente a Roma,
Contratto di docenza universitaria a Roma 1998-2002
Redazione "Studi musicali".
Pubblicazioni:
Contributo prezioso e fondativo per l'archivio della Cantata italiana (e lasciamo
perdere l'etichetta «da camera» che è puramente di comodo) i saggi relativi alla
presentazione del genere, alla catalogazione di un importante fondo e della
produzione di rinomati compositori attivi tra fine Seicento e inizi Settecento, che
hanno lo spessore di monografie vere e proprie, affrontate giustamente in
collaborazione con illustri maestri e specialisti nei casi complessi o nella 'scoperta'
di materiali vergini, rari e preziosi. L'articolazione del catalogo è completa e va
dalla presentazione del genere, alla registrazione vera e propria dei numeri musicali
sezionati, alla trascrizione dei testi inediti; esprimo qualche riserva sulla loro
trascrizione e in certi casi sulla loro interpretazione; a mio modo di vedere, in alcuni
casi non è precisa neppure l'indicazione delle peculiarità metriche; ciò nonostante,
si tratta di un modello da seguire, e già di per sé fruibile, perché in questo settore il
lavoro repertoriale finora condotto a livello internazionale è in gran parte
inservibile se si volesse pensare in un prossimo futuro al quadro complessivo
15
(archivio) della produzione musicale del genere. Interessanti anche i saggi
metastasiani, in linea con l'interesse attuale per le traiettorie e la 'fortuna' di un testo
musicato in partenza e indagato nelle sue trasformazioni.
Bruno Brizi
Candidato Mayrhofer Marina
Marina Mayrhofer. Elabora con maturità tematiche complesse, per le quali mostra
ampiezza di conoscenze e di esperienza culturale. Le sue spiccate tendenze per il teatro
musicale italiano ed europeo la inducono a inserire giustamente e coerentemente Napoli
nel giuoco dei suoi interessi. La linea che caratterizza le sue indagini si rivela legata ad
esigenze non frammentate, sibbene ad un evidente filo conduttore.
Antonino Albarosa
Docente supplente a Salerno dal 1975 al 1980, dal 1983 a Napoli alla cattedra di "Storia
della musica" svolgendo attività seminariale poi dal 1991 ancora a Salerno ecc.; relatrice di
tesi di laurea.
Ha partecipato a numerosi convegni (tra cui: Jomelli, Donizetti, Cimarosa).
Ha svolto conferenze (fin troppe) varie anche sul Romanticismo e sull'età moderna, ambito
molto vario.
Ha svolto saggi su Salieri, Paisiello, Donizetti.
Dal 1983 ha pubblicato saggi (23).
Importante il volume sul teatro musicale classico.
Sergio Martinotti
L’attività didattica della candidata nel settore L-ART/07 si è esplicata interamente in sedi
universitarie. Dopo circa 1 anno di insegnamento integrativo presso l’Università di Napoli
a favore della cattedra di Letteratura italiana, quindi al di fuori del settore qui considerato,
la candidata per 5 anni (dal 1974/75 al 1979/80) ha svolto analoga attività in qualità di
contrattista presso l’Università di Salerno in assistenza alla cattedra di Storia della musica.
Dal 1982/83 a tutt’oggi (quindi per un totale di 10 anni) ha poi prestato servizio come
ricercatrice, dapprima per un anno a Salerno, poi di nuovo a Napoli. A Salerno ha
insegnato per 3 anni (1991/92-1993/94) per affidamento Storia della musica alla Facoltà di
Magistero; contemporaneamente, nel 1992/93 e dal 1994/95 al 2000/01 ha ricoperto per 8
anni a Napoli la supplenza di Storia della musica moderna e contemporanea alla Facoltà
di Lettere e filosofia. Dal 1993/94 al 1995/96 ha pure insegnato per affidamento Storia
della musica presso l’Istituto Universitario Orientale di Napoli, e nel 1997 e nel 2000 ha
tenuto lezioni di Storia della musica per il Corso di specializzazione in Storia dell’arte
della Facoltà di Lettere e filosofia. Nel frattempo ha tenuto varie conferenze, seminari e
presentazioni all’interno e all’esterno dell’Università in vari centri e istituzioni della
Campania, fra i quali il teatro S. Carlo. L’attività didattica della candidata deve dunque
essere considerata abbondante e varia.
Quanto all’attività scientifica, si rileva una borsa di studio ottenuta nel 1970 presso la
cattedra di Letteratura italiana a Napoli, utilizzata per ricerche su Adam de la Halle e
sull’Ars nova italiana; si segnala inoltre la partecipazione a numerosi convegni nazionali e
internazionali, una volta anche come presidente di seduta (Salerno 1999); fra i convegni si
16
annoverano nel 1997, 1999 e 2001, i colloqui bolognesi del “Saggiatore musicale”. Delle
relazioni presentate, 7 hanno conosciuto la pubblicazione nei rispettivi atti. In altro ambito
professionale, la candidata fa parte del comitato scientifico per la pubblicazione di una
Storia dello spettacolo a Napoli, e recentemente è stata chiamata a collaborare con un articolo
(non ancora apparso) a Studi Verdiani. Nel 1999, in seno al gruppo di ricerca LESMU per
l’area napoletana, coordinato da Renato Di Benedetto in seguito a una richiesta di
cofinanziamento (1997), ha compilato schede lessicali di due testi. La candidata ha svolto
anche attività squisitamente divulgativa, mediante cataloghi concertistici e programmi di
sala. Considerata nel suo insieme, l’attività scientifica della candidata è da ritenersi intensa
e di buon livello.
Le pubblicazioni di maggiore rilevanza comprendono il volume Relazioni elettive
(consistente in una raccolta di saggi) e una dozzina di altri saggi, fra i quali 5 relazioni a
convegni uscite nei rispettivi atti. Stupisce non trovare nell’elenco generale alcuna
recensione, né alcuna cura di atti o miscellanee. I 10 titoli presentati annoverano il citato
volume e 9 saggi, 2 dei quali frutto di convegni (Livorno 1996, pubbl. 1997; Morcone 1990,
pubbl. 1999). Gli argomenti studiati si muovono quasi sempre nell’ambito del
melodramma, spaziando da Lully all’Ottocento italiano. L’autrice indaga con interesse
soprattutto i libretti, il loro aspetto formale e peso drammaturgico, le loro vicissitudini
migratorie da un compositore all’altro, e ne coglie quindi i riflessi nelle musiche che li
intonano. Ella ama osservare ampi panorami e avvicinarsi anche a librettisti e musicisti di
primo piano: da una parte (fra l’altro) Quinault, Calzabigi, Verazi, Coltellini, dall’altra
appunto Lully, Paisiello, Salieri, Donizetti. Esce dal filone tematico della ricerca (ma solo,
in pratica, per rientrarvi) il saggio n° 4 della raccolta Relazioni elettive, incentrato sopra gli
influssi strumentali paisielliani su alcuni concerti per pianoforte di Mozart. Nel complesso
della produzione l’informazione bibliografica d’appoggio e l’inquadramento storico sono
seri, l’impostazione dei problemi è vivace, lo spirito critico è vigile; non sempre condotte
in profondità sono invece le analisi sulla forma e sul linguaggio musicale che ne formano i
corollari. Le sedi editoriali delle pubblicazioni sono ottimali, la produzione si presenta
continua nel tempo. L’apporto di novità che tali studi recano alle conoscenze
musicologiche è da ritenersi interessante, anche se non sempre di fondamentale
importanza.
Elena Ferrari Barassi
La dott.ssa Marina Mayrhofer insegna in ambito universitario dal 1975, prima come
assegnista e contrattista presso l’Università di Salerno e successivamente presso la
Federico II di Napoli dove è ricercatore confermato dal 1980. La candidata ha tenuto
incarichi di corsi ufficiali di insegnamento presso l’Università di Salerno ed attualmente li
detiene presso la Federico II e l’Orientale di Napoli. Da sempre molto attiva in seminari di
ricerca ha guidato gli studenti nelle ricerche d’archivio e negli ascolti guidati impartendo
loro le basi per un avviamento agli studi di musicologia ed alla formazione della
conoscenza del repertorio. Quest’ultimo aspetto va specialmente sottolineato in quanto
alla base della relazione fra musica quale attività sociale e musica quale settore di ricerca
(la musicologia spesso lo trascura).
La attività scientifica della candidata ha data un contributo alla librettologia in
ambito napoletano. Queste ricerche sono fino al 1996 riassunte in Relazioni elettive. Studi sul
teatro musicale classico, Napoli 1996. Seguono diversi studi su punti chiave della
drammaturgia settecentesca, quali i rapporti fra Francia e Italia nei libretti di R. De
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Calzabigi, e nuove ricerche su Giovanni Paisiello nel periodo illuminista: La drammaturgia
di Giovanni Paisiello tra Illuminismo e Rivoluzione, (1999). Queste ricerche si inquadrano in
quella lunga via che dovrà portare ad una indispensabile ricognizione dei documenti e
delle influenze che confluiscono nella vita artistica e culturale di Napoli fra Sette ed
Ottocento ed hanno riscosso significativi riconoscimenti. La Mayrhofer collabora con
Roberto De Simone nelle sue ricostruzioni di una drammaturgia criptica, interna
all’ambiente musicale napoletano e riferita ai suoi collegamenti con la massoneria.
Gioacchino Lanza Tomasi
Titoli:
È ricercatrice a Napoli
Afffidamento di insegnamento , Salerno 91-93 e ss., e Napoli
Pubblicazioni:
Contributi in gran parte focalizzati sull'Opera riformata e sul repertorio della
'scuola Napoletana' a fine Settecento (con qualche incursione nell'Ottocento) in
genere abbastanza densi ma, a mio modo di vedere, non di particolare originalità:
mi riferisco a quelli che hanno affrontato il formulario metastasiano e le
ascendenze francesi nei libretti di Verazi e Calzabigi (generiche per come sono
presentate, e non sempre calzanti); laddove affronta aspetti di dettaglio (un'aria di
Paisiello) l'analisi risulta preziosa e convincente. Tra gli altri, considero notevole il
saggio sulla drammaturgia di Paisiello a proposito dei 'Pittagorici' e di "Re
Teodoro", per il supporto di natura documentaristica e per l'esame dei materiali
originali.
Bruno Brizi
Candidato Morazzoni Anna Maria
Anna Maria Morazzoni. Le pubblicazioni che la candidata presenta sono legate
all’indagine sulla ricerca relativa alla musica, alla teoria musicale e alla musicologia
contemporanea. Si tratta di elaborazioni di qualità, di ricercatrice acuta e dai gusti di
indagine precisi e coerenti.
Antonino Albarosa
Dal 1978 insegna all'Istituto Peri di Reggio Emilia.
Interessi scientifici soprattutto su filosofia e musica di area tedesca (scritti su Alban Berg e
sui Diari di Schoenberg); area Novecento italiano (Castiglioni, Gentilucci e Togni).
Redattrice di "Aut Aut".
Ha partecipato a convegni presso la Fondazione Cini ed all'estero (Lubiana, New York,
Vienna).
Sergio Martinotti
L’attività didattica della candidata comprende 2 anni di esercitazioni integrative di Storia
della musica e 5 anni di partecipazione alle commissioni d’esame della stessa disciplina
presso l’Università di Milano. In ambito extra-universitario ella ha insegnato per 25 anni
(22 in ruolo, nel quale permane tuttora) Storia ed estetica musicale presso l’Istituto
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musicale pareggiato di Reggio Emilia, e per 8 anni ha tenuto cicli integrativi di lezioni di
carattere monografico presso un Istituto Magistrale di Milano. Fra il 1979 e il 1994 ha
progettato e condotto corsi di seria divulgazione per vari organismi culturali a Milano, a
Firenze, a Brescia e a Bologna. Ha anche svolto conferenze su figure e aspetti, anche
bibliografici, della musica contemporanea e su argomenti di estetica presso Università
(North Texas State University, City University of New York, Salerno) e presso altri enti.
Gli impegni didattici extra-universitari, come del resto quelli universitari, grazie agli
interessi destati nella candidata, hanno sicuramente contribuito ad alimentare la sua
produzione scientifica, della quale si riferisce più avanti. L’attività didattica nel suo
complesso è da giudicare di una certa consistenza.
L’attività scientifica contempla la partecipazione a parecchi importanti convegni in Italia e
all’estero. In 5 di questi casi risulta la presentazione di una relazione propria: di tali
contributi “Werfel e Verdi” (al convegno Parola, musica, scena della Fondazione Cini, 1983),
è tuttora inedito, mentre gli altri sono pubblicati: “Der Schoenberg Kreis in Italien” (Wien
1986); “Ein Mythos in der Gegenwart” (Lubiana 1992); “Berg” (Lubiana 1995), “Das Sehen
des Hörens” (Lubiana 1996). Dal 1993 la studiosa contribuisce a formare e dal 1999
coordina la redazione della prestigiosa rivista aut aut, di impostazione filosofica, ma non
aliena dall’ospitare contributi di carattere musicologico. Ha condotto numerose
traduzioni di libri e di saggi dal francese, dall’inglese e dal tedesco, ed ha prodotto 3 voci
per l’ultima edizione del New Grove, inoltre resoconti, interviste, rassegne bibliografiche,
indici, programmi di sala, ecc. Attualmente sta curando le edizioni tedesca e italiana di
un’ampia scelta di scritti di Schönberg in larga parte inediti. Dunque l’attività scientifica
complessiva della candidata non si può certo dire priva di spessore.
Le pubblicazioni presentate (parte di una vasta produzione) comprendono la curatela di 2
volumi (Musorgskij; Stravinskij oggi), 2 libri contenenti la traduzione ed edizione degli
scritti di Berg e di Schönberg, inoltre 5 saggi (dei quali uno costituisce una delle predette
relazioni congressuali) e 1 recensione. Gli argomenti trattati riguardano principalmente la
musica e la filosofia del XX secolo, soprattutto di area tedesca; ma non mancano nemmeno
lavori ambientati nel XIX secolo (come il già citato Musorgskij e Fanny Hensel). Le ricerche
sono state di carattere documentario e più spesso di orientamento estetico, ma anche il
lavoro di edizione, come si è visto, vi ha avuto la sua parte. Dunque il grado di versatilità è
stato notevole ed ha riguardato il metodo più che le tematiche.
La ricerca è stata condotta con rigore, e l’apparizione dei lavori ha mantenuto una
continua e regolare successione temporale; la collocazione editoriale è stata per lo più
qualificata ed atta ad assicurare una efficace diffusione dei medesimi nel mondo
scientifico. I risultati conseguiti dall’autrice sono indubbiamente originali ed offrono un
valido contributo allo sviluppo della scienza musicologica.
Nel loro complesso le pubblicazioni della candidata sono da considerarsi abbastanza
numerose e molto interessanti sul piano qualitativo.
Elena Ferrari Barassi
La dott.ssa Anna Maria Morazzoni insegna dal 1978 Storia ed Estetica musicale
presso l’Istituto pareggiato A. Peri di Reggio Emilia. Anteriormente aveva svolto attività di
didattica e di ricerca presso la Statale di Milano dove si era laureata.
La sua attività scientifica è incentrata sulla musica del Novecento in Germania, in
particolare sulla seconda Scuola di Vienna. In questa qualità di competenza specialistica
19
ha curato l’edizione italiana di alcuni testi fondamentali: Alban Berg, Suite lirica. Tutti gli
scritti (1995), Arnold Schoenberg Leggere il cielo. Diari 1911, 1914, 1923 (1999). La candidata
ha presentato anche alcuni protagonisti della musica radicale in Italia quali Camillo Togni,
Adriano Guarnieri, Niccolò Castiglioni. Presenta anche alcuni saggi rimarchevoli sulla
interdisciplinarietà fra musica e filosofia e musica e arti figurative nel sec. XX.
Nell’ambito considerato la dott.ssa Morazzoni va considerata una figura di spicco
per la conoscenza e la divulgazione delle estetiche derivate dall’espressionismo viennese
nel nostro paese.
Gioacchino Lanza Tomasi
Titoli:
Borsista 77-78
Redazione "aut aut"
Pubblicazioni:
_
_ Relativamente circoscritto il campo dell'attività di ricerca, che pure ha a suo vantaggio
l'aver messo lo studioso italiano in condizione di leggere in traduzione gli scritti di
Berg e di Schoenberg, con una adeguata presentazione e con un apprezzabile
commento; i suoi interessi, rivolti essenzialmente a due tre grandissimi nomi e pochi
altri della cultura musicale del Novecento, trovano riscontro anche nella cura dei
volumi di due importanti convegni su Musorgskij e Stravinskij e nella partecipazione
attiva ad alcuni seminari, convegni e giornate di studio nazionali e internazionali,
anche in ambito accademico.
Considerando complessivamente il curriculum ho apprezzato molto anche le
traduzioni di importanti lavori di carattere tecnico, teorico e filologico, non solo
'scolastico'.
Bruno Brizi
Candidato Maurizio Padoan
Maurizio Padoan, attivo organizzatore culturale, si è occupato, con risultati seri e positivi,
di storia della musica nell'Italia settentrionale, in particolare quella collegata alla città di
Bergamo; nonché di storia dell’estetica musicale e di altri temi vari, colti con competenza e
puntualità. Intelligenza duttile, possiede viva curiosità culturale che va dalla storia della
musica come tale, alla filosofia, alla sociologia.
Nino Albarosa
Assistente in "Storia della musica" all'UC di Milano dal 1971 al 1992.
Docente contrattista a Brescia (UC) dal 1994.
Docente a contratto in Scuola della Musica a Milano dal novembre 2002.
Vice-presidente dell'AMIS di Como dal 1978.
Componente dei sindaci della SIdM (1987 - 2000).
Ha partecipato a convegni italiani e stranieri (Polonia).
Ha redatto voci enciclopediche su MGG, Grove's, DBI,
Responsabile progetto di ricerca presso l'UC di musica sacra lombardo-padana,
20
Intese di lavoro presso università di Chicago, Heidelberg, Varsavia, Zagabria,
Pubblicazioni (dal 1872).
Studi su Grandi (1985), Legrenzi (1994).
Libro su La musica a S. Maria Maggiore a Bergamo nel periodo di Cavaccio (1983).
Contributi biennali su convegni di studi presso l'AMIS dal 1989 con partecipazione di
studiosi tracui Gianturco, Vecchi, Piccardi, Piperno, Degrada, Mischiati e di stranieri tra
cui Talbot, Strohm.
Ricerca sulla musica sacra lombardo-padana: 2000 documenti manoscritti.
Sergio Martinotti
L’attività didattica del candidato, interamente svolta in campo universitario, è stata
determinata dalla posizione di assistente di Storia della musica ricoperta presso
l’Università Cattolica di Milano per 11 anni (1971/72-1991/92) e presso l’Università
Cattolica di Brescia per 2 anni (1992/93 e 1993/94), inoltre dalla qualifica di docente a
contratto di Storia della musica, rivestita presso l’Università Cattolica di Brescia per 8 anni
(1994/95-2001/02) e riconfermata nella sede di Milano per il secondo semestre 2002.
Presso l’Università Cattolica di Milano e presso altre istituzioni il candidato ha tenuto
lezioni anche nell’ambito di diversi corsi di aggiornamento. Pertanto tale attività è da
ritenersi di notevole consistenza.
L’attività scientifica comprende fra l’altro la vice-presidenza nazionale dell’AMIS per 7
anni (1978-1984), quindi la presidenza più che ventennale (dal 1975 in poi, tuttora viva)
della stessa Associazione sezione di Como; vi si aggiunge l’appartenenza quadriennale al
Collegio dei Sindaci della SIdM (1997-2000). Inoltre il candidato è stato responsabile
dell’accordo di collaborazione, esistito dal 1981 al 1985, tra l’AMIS-Como e la Società dei
Compositori e Musicologi Polacchi. Sempre entro l’AMIS egli ha promosso diverse
iniziative musicologiche di rilievo internazionale, in particolare i noti convegni sulla
musica nell’età barocca, organizzati con cadenza biennale dal 1985 a Como, e a partire dal
1999 a Brescia: convegni regolarmente seguiti dalla pubblicazione degli atti. Dal 1985 è
anche responsabile dei gruppi di ricerca dell’AMIS-Como, coordinando il recupero di
musiche antiche destinate alla fruizione musicale e alla divulgazione. In particolare
nell’anno 2002 sono state avviate ricerche iconografico-musicali della regione insubrica e
sugli antichi organi della provincia di Como. Dal 1999 è responsabile del progetto di
ricerca sulla musica sacra lombardo-padana promosso dall’Università Cattolica di Brescia.
Tali progetti si valgono di finanziamenti ora della fondazione Cariplo , ora della Regione
Lombardia. Contatti e intese di lavoro vengono da lui intrattenuti con Università straniere:
Chicago, St. Louis, Heidelberg, Cracovia, Varsavia, Zagabria. Ha partecipato in qualità di
relatore a congressi in Italia e all’estero, anche a prescindere da quelli da lui organizzati:
tali partecipazioni si sono verificate soprattutto in Inghilterra e in Polonia. Di uno di questi
congressi sono già usciti gli atti (Zagabria 1994; pubbl. 1998); di altri congressi gli atti sono
in preparazione (Ronciglione 1997; Varsavia 1997; Exeter 1998). Il complesso di tale attività
scientifica è da ritenersi assai rilevante.
Le pubblicazioni del candidato, nel loro insieme, comprendono due volumi (il secondo
formato da una serie di saggi) e una buona quantità di altri saggi. La sua cura dei 7 volumi
di atti dei convegni AMIS già usciti, per quanto reale, non è valutabile, perché sempre
condotta in collaborazione con altri studiosi e non riconoscibile, in base ad alcun indizio,
quanto alla parte spettante al candidato. Le pubblicazioni presentate consistono nei 2 libri
e in 8 saggi, dei quali uno (“La drammaturgia dell’illusione”) rientra nella categoria delle
21
relazioni congressuali. L’ambito storico abbracciato si estende dal primo Seicento a oggi,
visto che la musica e la teoria estetico-musicale preferite dall’autore sono ambientate nel
Seicento, ma in un caso egli si spinge fino all’Ottocento (come recita anche il titolo del libro
Statuti della musica. Studi sull’estetica musicale tra Sei e Ottocento), e un suo saggio di
impianto sociologico riguarda la fenomenologia dell’ascolto nei giovani d’oggi. L’area
geografica più frequentata è l’Italia del nord, soprattutto nei lavori basati su ricerche
documentarie, peraltro ampiamente commentate e contestualizzate; ma in altri studi,
soprattutto quelli di estetica storica, non vi sono nemmeno di questi limiti, visto che si
affrontano nomi come quelli di Giovan Battista Doni e di Esteban Arteaga; e pure nelle
ricerche a sfondo documentario ambientate nell’area sopra citata emergono nomi di primo
piano, quali quelli di Tarquinio Merula, Alessandro Grandi, Maurizio Cazzati, Giovanni
Legrenzi. Nel caso di Grandi anzi si nota una piena deroga alla frequente piattaforma
dell’indagine archivistica: infatti la conduzione del lavoro è prettamente analitico-musicale
(nel senso dell’analisi soprattutto formale) e si fonda sulla trascrizione diretta delle fonti
antiche. Le sedi editoriali ospitanti i lavori dello studioso non sono molto varie, ma in
genere prestigiose. La continuità della produzione è assodata, e l’originalità dei contributi
sicura, così come il loro generoso apporto al progredire delle conoscenze musicologiche.
Questo è dimostrato ad esempio dalle numerose recensioni condotte in Italia e all’estero al
volume La musica in S. Maria Maggiore a Bergamo. Le pubblicazioni del candidato sono
certamente da giudicare di notevole valore scientifico.
Elena Ferrari Barassi
Il dottor Maurizio Padoan, attualmente professore a contratto presso l’Università
cattolica di Brescia, presenta una serie di ricerche sulla musica in Lombardia, in particolare
si è dedicato allo studio di uno fra i centri fondamentali per la storia della musica sacra fra
il Cinque ed il Seicento quale è la Cappella di Santa Maria Maggiore a Bergamo. Questi
studi formano un complesso organico e comprendono oltre alla ricognizione dei
documenti anche alcune monografie dedicate al periodo bergamasco di singoli maestri
quali Alessandro Grandi, Maurizio Cazzati, Giovanni Cavaccio e Giovanni Legrenzi.
Quest’ultimo studio illustra i contatti giovanili di un compositore destinato ad una grande
carriera, e che sarà anche l’ultimo maestro di levatura internazionale passato dalla
Cappella di Santa Maria Maggiore. Gli studi di estetica musicale sono di un livello
inferiore e formano un contributo poco significativo.
L’attività didattica del dottor Padoan si è svolta per dieci anni all’Università
cattolica di Milano e successivamente alla Università cattolica di Brescia. Il dottor Padoan
è stato molto attivo nell’organizzazione di convegni ed risulta sovente promotore
organizzativo di convegni sulla musica dell’età barocca nell’area lombardo veneta.
Gioacchino Lanza Tomasi
Titoli: AMIS
Contratto di insegnamento Univ. Catt. di Milano dal '94Pubblicazioni:
Fondamentali dal punto di vista archivistico e catalografico la monografia su S.
Maria Maggiore e quella, che va considerata tale, sulla musica a Milano (quella
sacra nel Nord Italia); accanto ad esse rappresenta un serio risultato anche il lavoro
su Merula; utili anche se non entusiasmanti le sintesi di natura storico-estetica della
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parte precisata nel volume pubblicato con Luppi, anche se trovo un po' pretenzioso
nel titolo "Statuti della musica"; di analogo tenore il saggio su Arteaga; più
approfonditi quelli pubblicati in IRASM sul Doni e sul "Corago". Organica e a tutto
tondo l'analisi dei Mottetti di Grandi. In sintesi, considerando anche il ruolo
attivissimo all'interno dell'AMIS, il mio giudizio è particolarmente positivo.
Bruno Brizi
Candidato Russo Francesco Paolo
Francesco Paolo Russo. I titoli del candidato vertono soprattutto su problematiche relative
al teatro musicale. Degni di attenzione, è da lodare in modo particolare l’edizione critica
del Barbiere di Paisiello, a dimostrazione di conoscenza di quegli strumenti che consentono
al musicologo interventi anche dal punto di vista della prassi.
Antonino Albarosa
- Laurea in Musicologia a Pavia (Cremona) nel 1988;
- dottorato di ricerca a Cremona nel 1996;
- perfezionamento a Roma (1990 - 1991);
- attività in biblioteche a Modena, Fermo, Livorno;
- docente nei conservatori di L'Aquila e Vibo Valentia;
- professore a contratto in DAMS a Cosenza;
- partecipazione a convegni a Taranto, Roma, Como, Bari, ecc..
- ciclo alla RAI e voci sull'MGG;
- edizione critica sul Barbiere di Paisiello, 2001;
- saggi su Paisiello, Rossini.
Sergio Martinotti
L'attività didattica del candidato è iniziata con 2 anni di supplenza di Storia della musica
presso Conservatori, quindi è proseguita con 3 anni di insegnamento a contratto di
Drammaturgia musicale all'Università della Calabria (1998/99-2000/01); vi ha trovato
posto anche una collaborazione di carattere integrativo con il docente di Storia della
musica presso l'Università di Roma Tor Vergata. Ha pure svolto una collaborazione
divulgativa per la RAI. Tale attività nel suo complesso può dirsi qualificata, ma ancora
quantitativamente moderata.
L'attività scientifica ha compreso fra l'altro il Dottorato in Filologia musicale a Cremona e
una borsa post-Dottorato presso l'Università "La Sapienza" di Roma. Per 6 anni (1993/941998/99)il candidato ha prestato servizio come bibliotecario presso Conservatori e Istituti
musicali, il che gli è sicuramente valso come stimolo per alimentare i suoi interessi
scientifici. E' stato anche responsabile del settore recensioni librarie della Nuova Rivista
Musicale Italiana ed ha redatto voci per la MGG; in sede divulgativa ha realizzato
l'opuscolo di un CD, ha collaborato con riviste di larga diffusione ed ha redatto
programmi di sala. Ha partecipato con relazioni proprie a un certo numero di convegni di
rilievo, il più delle volte con una propria relazione e in un paio di casi ha contribuito alla
loro organizzazione o alla cura degli atti. In 4 casi i suoi contributi sono venuti alla luce
entro i rispettivi atti, in 3 casi la pubblicazione è prossima. L'attività scientifica
complessiva del candidato si può considerare discretamente rilevante.
23
Le pubblicazioni comprendono 4 volumi (dei quali uno in collaborazione con Maria Irene
Maffei, valutabile grazie alla trasparenza delle indicazioni di responsabilità), un altro
invece (Jacopo Ferretti e il melodramma del primo Ottocento) non valutabile, non essendo
chiare le modalità della sua dichiarata pubblicazione in proprio. Dei suoi saggi 4
costituiscono le predette relazioni congressuali. Viceversa la sua cura degli atti del
convegno Ranieri Calzabigi tra Vienna e Napoli non è valutabile, non risultando la sua
paternità scissa da quella di un collaboratore. Il fatto che almeno 4 pubblicazioni (fra le
quali i 3 nominati atti di convegni) siano in corso di stampa denota la continuità del suo
impegno di studioso. Delle pubblicazioni presentate, i 5 volumi si identificano con quelli
già presi in considerazione; dei 5 saggi due rientrano fra le citate relazioni a convegni,
pubblicate in sedi prestigiose, gli altri tre pure hanno visto la luce in periodici di
rinomanza. Gli argomenti trattati appartengono tutti alla storia del melodramma
compresa per lo più fra la metà del Settecento e il primo Ottocento: e fra i nomi dei
musicisti e dei librettisti studiati spiccano quelli di Calzabigi, di Paisiello, di G. B.
Lorenzi, di Rossini. Il metodo di studio, sempre seguito con rigore, è condotto su un
triplice versante teorico, analitico e filologico; e l'apice dell'importanza è raggiunto dal
doppio volume dell'edizione critica del Barbiere di Siviglia di Paisiello, testo e musica,
pubblicato con veste e impianto redazionale pregevole presso l'Istituto Storico Germanico
di Roma. Completa la produzione dichiarata dal candidato un catalogo di un antico fondo
musicale romano, condotto con cura e competenza in ben distinguibile collaborazione con
altra studiosa. Le pubblicazioni del candidato, seppure ancora non numerosissime,
meritano un giudizio largamente favorevole.
Elena Ferrari Barassi
Il dott. Francesco Paolo Russo ha conseguito la laurea ed il dottorato di ricerca
presso la Scuola di paleografia e filologia musicale di Cremona. Ha altresì conseguito i
diplomi di archivista e paleografo presso al Scuola di archivistica, paleografia e
diplomatica presso l’Archivio di Stato di Roma, e quello di bibliotecario rilasciato dalla
Scuola vaticana di Biblioteconomia. Ha svolto attività di bibliotecario e di insegnamento
presso conservatori ed è stato per quattro anni professore a contratto di Drammaturgia
musicale presso l’Università della Calabria.
La sua produzione scientifica è orientata nell’ambito librettologico. In particolare
notevoli i nuovi contributi su Jacopo Ferretti che confluiranno in una monografia di
prossima pubblicazione. Una ottima competenza in campo filologico è attestata dalla sua
tesi di dottorato pubblicata come Giovanni Paisiello. Il barbiere di Siviglia. Edizione critica a
cura di Francesco Paolo Russo, Laaber, 2001.
Gioacchino Lanza Tomasi
Titoli:
Dottorato
Borsa post-dottorato
Diploma di archivista
Bibliotecario musicale
Incarico a contratto a Cosenza, dal 1998-2001
Pubblicazioni:
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Monumentale e pregevole l'edizione critica del 'Barbiere' di Paisiello
(inevitabilmente, qua e là qualche imprecisione nella presentazione del testo
poetico, che viene presentato con apparato critico - novità importante ed assoluta -);
in collaborazione con la Maffei il catalogo del fondo dell'accademia di Francia a
Roma: anche qui ha esaudito egregiamente al debito nei risultati che si attendono
da simili lavori; gli altri studi rivelano una applicazione intensa ed entusiastica
nella ricerca che, anche sulla base del curriculum, promette ulteriori risultati che
non sono stati valutati nel concorso come pubblicazioni e che sono rappresentati
nelle fasi intermedie già con qualche contributo (a proposito ad esempio di Ferretti);
ho apprezzato anche il volume da lui curato su Salvi, un autore per me molto
importante anche sul piano della cultura letteraria e critica di fine Settecento: si
tratta di una curatela, ma è spia del vivace interesse del candidato ad entrare con
competenza in varie interessanti iniziative.
Bruno Brizi
Candidato Gloria Staffieri
Gloria Staffieri concentra la sua produzione soprattutto sul teatro musicale,
occupandosene in modo colto ed anche originale.
Antonino Albarosa
Collabora a Studi Verdiani di Parma con Piperno e Petrobelli dal 1995.
Si è laureata a Roma con Petrobelli nel 1986 sull'oratorio musicale a Roma.
Cultore della materia alla Sapienza di Roma dal 1991 e poi docente contrattista nella stessa
sede dal 1997.
Ha collaborato all'enciclopedia Treccani ed alla Fabbri.
Ha pubblicato saggi su Corelli, sulla storia del Teatro alla Pergola di Firenze (per gli Studi
Verdiani , 1996, influssi di Meyerbeer su Verdi - 1998 e 2002).
Ha partecipato a convegni (Studi corelliani nel 1986, Antonio Draghi nel 1998, saggi
verdiani nel 2001).
Ha pubblicato Colligite fragmenta: la vita musicale romana nel 1991 sul periodo barocco.
Sergio Martinotti
L’attività didattica della candidata, dapprima orientata verso l’insegnamento di Storia
della musica in un Conservatorio (tenuto per 4 anni), si è poi attestata in ambiente
universitario, precisamente presso l’Università “La Sapienza” di Roma: tale attività è stata
per 9 anni integrativa (1991/92-1999/2000) e per 4 anni (nel 1992/93 e dal 1997/98 al
1999/2000) ha avuto anche risvolti seminariali indipendenti; nel 2001/02 si è poi
concretata in un corso modulare tenuto per contratto e un analogo contratto è stato
previsto per due moduli nel 2002/03, segno dell’apprezzamento ricevuto. Tale attività
didattica si può considerare bene avviata.
L’attività scientifica vanta fra l’altro il premio internazionale “Giuseppe Verdi” del Rotary
di Parma/Istituto Naz. di Studi Verdiani, ricevuto nel 1999, e nel 2001 un contratto di
ricerca ottenuto dall’Università di Siena per studiare fonti belliniane situate a Londra; per
7 anni ha collaborato e tuttora collabora a un progetto internazionale di ricerca promosso
25
dall’Istituto di Studi Verdiani; inoltre per 5 anni ha svolto un lavoro di autrice e di
redattrice per la collana “Eredità del Novecento” (settore Musica) dell’Istituto
dell’Enciclopedia Italiana. Ha partecipato a numerosi convegni internazionali di prestigio:
in 6 casi le sue relazioni sono uscite nei relativi atti, e 3 sono di prossima pubblicazione. La
curatela di uno di questi volumi non può essere valutata, essendo stata condotta in
collaborazione, non quantitativamente né qualitativamente determinabile, con Pierluigi
Petrobelli; né essa è, del resto, stata fatta valere per il presente concorso. Lo stesso si dica
per la revisione di un’edizione mozartiana. La candidata ha redatto anche voci di
enciclopedia, una recensione, due programmi di sala, opuscoli per CD, un saggio per un
CD-rom d’alto livello e vari altri lavori, di carattere divulgativo. L’attività scientifica della
candidata si può dire piuttosto consistente.
La studiosa presenta 8 pubblicazioni valutabili, ovvero un’importante monografia e 7
saggi: di questi ultimi 5 costituiscono relazioni presentate ai predetti convegni. La
successione temporale dei lavori è continua e in tutti i casi le sedi editoriali sono
prestigiose. Gli argomenti riguardano per lo più la musica vocale prevalentemente, ma
non solo, teatrale, del Sei-Settecento e dell’Ottocento; l’ambito esplorato è quello italiano,
spesso tuttavia studiato in relazione a influssi francesi. Sporadicamente, ma non
superficialmente, viene presa in considerazione anche la musica strumentale: Corelli, e il
divenire di una formazione orchestrale ottocentesca fiorentina.
Nella citata monografia l’indagine raccoglie interessanti frutti storico-cronachistici, fondati
su una sistematica e bene organizzata ricognizione documentaria; anche in altri lavori la
studiosa dà prova di una buona capacità di estrarre utili risultati storici da ricerche
d’archivio; altrove ella coinvolge nelle sue ricostruzioni storiche anche l’analisi strutturale
di testi letterari musicati e l’esistenza dei cosiddetti “scenari”. Il suo contributo alla scienza
musicologia è indubbiamente di un non indifferente rilievo.
Elena Ferrari Barassi
La dott.ssa Gloria Staffieri è attualmente professore a contratto presso la Facoltà di
Scienze umanistiche dell’Università La Sapienza. La sua ricerca può esser distinta in due
fasi. Nella prima si è dedicata alla musica del sec. XVII di ambito romano: Colligite
fragmenta. La vita musicale romana negli “avvisi Marescotti” (1683-1707) e Arcangelo Corelli
compositore di “Sinfonie” (1990). Dal 1995 la dott.ssa Staffieri si associa al gruppo di ricerca
indirizzato dall’Istituto Nazionale di Studi Verdiani. In questo ambito ha fornito contributi
di notevole rilevanza. Si tratta di ricerche mirate in ambiti selezionati, tesi ad illustrare la
circolazione delle idee e la prassi teatrale nel pieno Ottocento. In particolare si segnala lo
studio Da Robert le Diable a Macbeth: influssi di Meyerbeer sulla produzione verdiana degli
anni 40 e 50 (1998) a cui seguono Il gioco di specchi di Rigoletto: Hugo-Meyerbeer-Verdi (2002),
ed altri di prossima diffusione.
L’attività didattica della candidata è meno rilevante di quella scientifica. D’altra
parte sovente l’attività didattica può esser esaustiva e quindi sottrarre tempo alla ricerca.
Nel campo della ricerca invece la candidata si rivela fra le figure più attive della nostra
musicologia.
Gioacchino Lanza Tomasi
Titoli:
Tesi segnalata: Fondaz. Levi
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Collaborazione con Istituto Nazionale Studi Verdiani di Parma
Contratto di insegnamento univ. integrativo 1997-ss.; dal 2002 , autonomo (un
modulo , e due moduli)
Pubblicazioni:
Nel campo della ricerca archivistica, il lavoro sugli Avvisi Marescotti mette a
disposizione un importante strumento di informazione sulla vita musicale romana,
a cavallo tra i due secoli interessati che sappiamo molto importanti per la storia
della 'Cantata da camera' e delle esecuzioni pubbliche; gli altri saggi sul teatro
musicale si bilanciano tra Seicento e Ottocento (soprattutto Verdi, naturalmente; e
si apprezza nel caso il magistero di Petrobelli), con particolare interesse per le fonti
letterarie e gli influssi musicali d'Oltralpe: si tratta di saggi 'tosti' occasionati in
genere da convegni nazionali e internazionali, ma che costituiscono una coroncina
che fa presagire una monolitica e coesa monografia-saggio.
Bruno Brizi
Candidato Pietro Zappalà
Pietro Zappalà è studioso, organizzatore, interessato a problemi come la biblioteconomia e
l’elettronica al servizio della catalogazione. E’ quindi persona di vasta attività e curiosità
sia scientifica, sia tecnica, sia operativa. Dello studioso è testimonianza la produzione
presentata, che, se vede buona parte dedicata alla personalità creativa di Felix
Mendelssohn Bartholdy, della quale è autorevole conoscitore, vede anche impegno nel
settore appunto della biblioteca e della catalogazione.
Di notevole importanza la sua elaborazione di edizioni musicali, che denotano attivamente
la conoscenza delle tecniche e degli stili specifici. E’ opportuno, fra di esse, sottolineare la
Erstausgabe del Magnificat mendelssohniano.
Nino Albarosa
Seminari su musiche di Mahler, Mendelssohn.
Dal 1994 tiene corsi di "Biblioteconomia musicale".
Ha tenuto lezioni all'Università di Cracovia.
Responsabile per gli scambi Erasmus.
Coltiva interessi per minori come Bottesini, Piatti, Ponchielli.
Già bibliotecario a Bolzano, dal 1994 ricercatore alla scuola di Paleografia di Cremona.
Ha vinto il II concorso per la migliore tesi bandito dalla Fondazione Levi di Venezia
(pubblicata).
Laurea in musicologia a Cremona nel 1985.
Saggi su Mendelssohn, Bottesini, Piatti.
Ha pubblicato le Sei Sonate di Locatelli - op. 8 e musiche sacre di Mendelssohn.
Ha svolto conferenze dal 1990 ad oggi.
Ha scritto programmi di sala dal 1986 su Brahms, ecc.
Ha tradotto dal tedesco saggi di Dahlhaus ed altri.
Ha partecipato a convegni su Bottesini, Ponchielli, Piatti.
Ha partecipato al convegno di Berkeley (USA) sulla formazione dei bibliotecari in Italia.
Membro del comitato di redazione della NRMI (1997 - 2000).
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Sergio Martinotti
L’attività didattica del candidato conta la posizione di ricercatore, che egli ha ricoperto per
8 anni dal 1994 in poi presso la Scuola di Paleografia e Filologia Musicale, poi Facoltà di
Musicologia, dell’Università di Pavia-Cremona. Dall’a. a. 1994/95 per 7 anni ha svolto
dapprima per affidamento, poi per supplenza, l’insegnamento di Biblioteconomia e
bibliografia generale presso la stessa sede. La parte di “bibliografia generale” in realtà è
stata sempre svolta esclusivamente quale bibliografia generale della musica. Dal 2001/02,
con l’instaurarsi del nuovo ordinamento universitario, il suo insegnamento ha assunto la
denominazione (più veritiera) di Biblioteconomia e bibliografia musicale. Negli anni
1994/95, 1998/99 e 1999/2000 il candidato ha tenuto seminari integrativi; nel 1996/97 ha
tenuto presso la stessa sede anche un corso propedeutico di Armonia. Nel 2000/01 ha
tenuto presso la Facoltà di Musicologia un seminario dal titolo Tradizione, interpretazione,
esecuzione, relativo alla ripresa mendelssohniana della Passione secondo S. Matteo di Bach.
Dal 1991 al 2000 è stato il responsabile della Scuola per gli scambi Erasmus, poi Socrates,
mantenendo contatti con numerosissime Università situate in Germania, Belgio,
Inghilterra, Danimarca, Francia, Austria. Nel 1998/99 ha organizzato e diretto presso
l’Università di Pavia un Master di formazione professionale per Operatori di biblioteca
con formazione musicale, unico nel suo genere e risultato assai utile per l’inserimento
lavorativo dei partecipanti. Fra l’ottobre 1999 e l’inizio di aprile 2000 presso l’Università
Jagiellonska di Cracovia ha tenuto 2 corsi intensivi sull’uso delle ricerche elettroniche per
la ricerca musicologica, preparando un CD-Rom per uso didattico; inoltre ha tenuto
numerose conferenze presso enti vari. Nel suo insieme l’attività didattica del candidato è
da ritenersi molto consistente.
L’attività scientifica del candidato comprende fra l’altro il Dottorato di ricerca in Filologia
musicale, inoltre la posizione di bibliotecario ricoperta per 1 anno presso il Conservatorio
di Bolzano e per 6 anni presso la Scuola Universitaria di Pavia-Cremona. Questo genere di
servizio ha avuto una ripercussione decisiva sulla produzione scientifica del candidato,
della quale si dirà più avanti. Nel 1999-2000 ha tenuto un seminario nell’ambito dei corsi
di Dottorato in Filologia musicale di Pavia-Cremona. Nel 1994 è stato co-fondatore della
sezione italiana della IAML (International Association of Music Libraries) e da quell’anno
al 2000 ne è stato vicepresidente (7 anni). Dal 1997 al 2000 è stato membro (4 anni) del
comitato di redazione della Rivista Italiana di Musicologia. Dal 2000 al 2002 ha partecipato
al progetto di ricerca di rilevanza nazionale “Fonti della musica italiana dal 1810 al 1850”
coordinato da Fabrizio Della Seta, il cui responsabile scientifico è stato Michele Girardi.
Nel 1999/2000 ha partecipato al progetto Tempus JEP 12135-97, volto all’armonizzazione
dei curricula musicologici dei paesi europei. Sedi universitarie partecipanti: Regensburg,
Pavia, Cracovia, Durham, Londra. Nel 1988 con la sua tesi di laurea ha vinto il prestigioso
premio della Fondazione Levi (II edizione). Ha partecipato, in Italia e all’estero, a
numerosi convegni, conferenze e seminari, presentando relazioni proprie, che in parecchi
casi hanno visto la luce (es. “Giovanni Bottesini”, Crema 1996). In tale ambito è costante la
sua partecipazione a tutti i congressi internazionali della IAML (International Association
of Music Libraries). Ha anche al suo attivo vari programmi di sala. Nel suo complesso
l’attività scientifica del candidato è da giudicarsi del tutto rilevante.
Le pubblicazioni del candidato comprendono fra l’altro 1 monografia (Le Choralkantaten di
Felix Mendelssohn Bartholdy, 1992), numerosi saggi (dei quali 4 corrispondenti alle citate
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relazioni congressuali), 5 edizioni musicali, e la cura editoriale di scritti teorici di G. S.
Mayr, condotta in collaborazione con Angela Romagnoli ma valutabile, in quanto vi è
chiaramente distinto l’apporto del candidato (revisione e integrazioni esplicative e
bibliografiche allo Zibaldone); vi si aggiungono 1 recensione e 2 traduzioni dal tedesco di
saggi, rispettivamente di Dalhaus e di Brinkmann. Di tutto ciò il candidato ha scelto di
presentare al concorso la monografia, 6 saggi, un saggio-recensione edito on-line e 2
edizioni musicali. In virtù dei suoi studi su Mendelssohn il candidato è da ritenersi uno
dei principali attuali studiosi mendelssohniani. Il suo volume Choralkantaten (frutto della
tesi di laurea, come si è detto insignita del premio Fondazione Levi e in quell’occasione
pubblicata) ha destato notevole risonanza nel mondo musicologico ed ha ricevuto
parecchie recensioni elogiative, poiché ha portato all’attenzione di studiosi e musicisti un
aspetto della produzione del compositore prima negletta; esso contiene anche l’edizione
della cantata Wir glauben all’ an einen Gott, bisognosa di una rivisitazione editoriale. Anche
il saggio “Di alcuni mottetti giovanili di Felix Mendelssohn Bartholdy” (1993) ha offerto
un contributo di grande novità, poiché ha rivelato manoscritti inediti, rinvenuti a Berlino,
di composizioni giovanili del maestro. Lo stesso dicasi del saggio “Autographe von Felix
Mendelssohn in Italien”. Gli autografi in questione sono costituiti da una serie di lettere,
da copie autografe di composizioni per organo, da due canoni, e dalla riduzione pianistica
di due cori da Oedipus in Kolonus, il tutto esistente in diverse biblioteche italiane (a
Bergamo, Bologna, Firenze, Milano, Torino, Roma). Al di fuori dell’autore prediletto, il
candidato ha studiato un lavoro di Giovanni Bottesini tributario dello stesso Mendelssohn
(1999). Quanto alle sue edizioni, esse hanno riguardato, oltre la citata cantata di
Mendelssohn inserita nel volume nominato, un’altra composizione di quel maestro prima
inedita: il Magnificat (1996); ma esistono anche altre edizioni di composizioni inedite, che
egli non presenta in questa sede: i Neun Psalmen (1997) e Jugendmotetten (alias 13
Pslammottetten; 1997). All’edizione delle composizioni di Mendelssohn si aggiunge anche
quella delle Sei Sonate a violino solo e basso di Antonio Locatelli (1995), allestita per gli
Opera omnia del compositore.
A parte l’accurato e agguerrito lavoro filologico delle edizioni, dello studio dei testimoni
(“I Preludi”, 1995), delle ricognizioni bibliografiche, il candidato nei suoi lavori ha
superato la sterile fase informativa, inserendo anche puntuali inquadramenti storici ed
estese analisi musicali e testuali, atte a favorire una conoscenza approfondita delle
musiche (anche quelle di Bottesini) riproposte alla moderna lettura.
Un versante completamente diverso della produzione scientifica di Zappalà è
rappresentato dai suoi lavori incentrati sui problemi di governo delle biblioteche musicali,
anche attuato tramite i più moderni sussidi elettronici. In quest’ottica rientrano il saggio
“La figura del bibliotecario musicale”, e così pure altri due minori, non presentati alla
presente valutazione, ma dei quali è utile conoscere l’esistenza: “La gestione degli
acquisti” e “Un esempio di catalogazione”. Questi lavori costituiscono l’esito della
pluriennale attività di bibliotecario del candidato e del suo insegnamento di una disciplina
mai prima frequentata. Anche in questo caso il suo lavoro si muove sotto il segno della
novità e originalità di concezione. Notevole è la versatilità dello studioso, ma in ciascuno
dei campi prescelti il lavoro è condotto con il più sicuro rigore. L’apparizione degli scritti
ha mantenuto una continua e regolare successione temporale; la collocazione editoriale è
stata il più delle volte assai qualificata. In ogni modo i risultati conseguiti dallo studioso,
di un’innovatività fuori discussione, offrono un ottimo contributo al patrimonio
29
dell’odierna musicologia. Nel loro complesso le pubblicazioni del candidato sono da
considerarsi piuttosto numerose e di importante rilievo sul piano qualitativo.
Elena Ferrari Barassi
Il dott. Pietro Zappalà, attualmente ricercatore presso la Facoltà di musicologia di
Cremona dove insegna “Biblioteconomia e bibliografia musicale”presenta una serie di
ricerche incentrate in particolare su alcuni aspetti dell’opera di Mendelssohn. Questi
apporti riconosciuti in ambito scientifico internazionale si aprono con la tesi dottorato e
conducono alla edizione delle Choralkantaten, Fondazione Levi 1991, del Magnificat, Carus,
Stuttgart 1996, e per lo stesso editore il dott Zappalà cura l’edizione di altri inediti
mendessohniani: Neun Psalmen nach Tate & Brady und Lobwasser, e 13 Psalmmotetten
(entrambi 1997), e ancora Gloria (1998). Altre ricerche mendelssohniane riguardano i
Preludien und Fugen op.37, i rapporti con Mendelssohn con vari compositori interpreti
(Bottesini, Piatti) e una ricerca sul primo viaggio italiano del compositore. Questo ambito
di ricerca filologica indica nel candidato un dominio della filologia di tutto rispetto.
Occorre dire però che nel riferire sul fenomeno della fortuna di Mendelssohn in Italia (ad
es, nel caso di Bottesini) il candidato non va oltre l’apparato descrittivo delle fonti
analizzate.
L’attività didattica del dottor Zappalà presso la Scuola di Paleografia e Filologia
Musicale si è distinta per l’assiduità e l’efficacia. Difatti il dottor Zappalà ha elaborato una
metodologia della ricerca e dell’aggiornamento per i futuri bibliotecari musicali di cui si
avvertiva la necessità. In particolare il candidato ha stimolato l’aggiornamento continuo
della disciplina, connessa alla costruzione della facoltà di giudizio sul materiale di nuova
pubblicazione disponibile, dato importante in un campo dove le pubblicazioni presenti
hanno valori affatto diversi. Egli ha inoltre curato gli aspetti innovativi della disciplina
quali l’uso delle risorse telematiche e l’automazione delle schedature. Va sottolineato che
negli otto anni della sua presenza a Cremona il dott. Zappalà ha preparato vari studenti
alla professione di bibliotecario musicale, parecchi dei quali sono attivi e talvolta anche di
ruolo quali bibliotecari presso i conservatori.
Gioacchino Lanza Tomasi
Titoli:
Ricercatore
Dottorato
Premio Fondaz. Levi, tesi-pubblicazione
Catalogazione elettronica
Affidamento di insegnamento univ. dal 1994
Insegnamento a Cracovia (2 cicli); master di formazione professionale di operatoribibliotecari
Titoli:
I lavori su Mendelssohn sono il frutto di un lavoro approfondito che parte dalla tesi
di laurea e dal dottorato, con riconoscimento da parte di importanti istituzioni;
anche sotto il profilo della pubblicazione (edizione critica delle partiture) il risultato
è egregio e si avvale delle attuali metodologie critiche, tenendo presente la
tradizione ma anche i problemi connessi con l'interpretazione e l'esecuzione; sul
campo filologico egli dimostra anche in altri contributi di essere ferrato un degno
30
rappresentante della 'scuola' cremonese, obbligatorio punto di riferimento a livello
nazionale e internazionale;
i contributi relativi alla catalogazione e alla
biblioteconomia musicale - ed ho avuto modo di constatare direttamente per molti
anni il suo lavoro presso la Scuola - non solo ha portato a dei risultati
aggiornatissimi, ma ha permesso all'Ufficio bibliografico della stessa Scuola di
essere un centro importante dell'informazione bibliografica specifica; in questo
ambito un contributo originale e paradigmatico è il saggio sulla biblioteca
Jagellonica, che ci restituisce tra l'altro materiali berlinesi che si consideravano
dispersi. Le recensioni e le traduzioni sono in linea con questo indirizzo filologico e
bibliografico ed hanno per oggetto titoli essenziali di studiosi stranieri.
Bruno Brizi
Giudizi collegiali verbale allegato 10 verbale 2 del 27/01/03
Valutazione titoli
Mario Armellini
Il dott. Mario Armellini ha un curriculum didattico di buon livello, una ottima esperienza di
ricerca all’interno del DAMS di Bologna. L’attività scientifica si può dire consistente,
annoverando fra l’altro la posizione di Visiting Research Fellow ricoperta per un anno
presso il King’s College di Londra, il Dottorato di ricerca a Bologna e la borsa biennale
post-dottorato, conseguita pure a Bologna. A questo si aggiungono il riordino
dell’Archivio Maderna (rispecchiato in una pubblicazione). La sua pubblicazione
scientifica di maggior interesse è quella su Le due Armide. Metamorfosi estetiche
drammaturgiche da Lully a Gluck.
Enrico Careri
Il dott. Enrico Careri è ricercatore presso la Federico II di Napoli dal 1997, con affidamento
dell’insegnamento di musicologia e storia della musica. L’attività scientifica annovera
anzitutto il titolo di Ph. D. in Musicologia, conseguito presso l’Università di Liverpool,
quindi la partecipazione a numerosi congressi scientifici e seminari, per lo più
internazionali. la Commissione aderisce alla conclusione del giudizio di Elena Ferrari
Barassi che qui si riporta: I lavori del candidato usciti con regolare continuità temporale
hanno un prevalente carattere di originalità, ed offrono materia utile al progredire della
musicologia.
Luca Cerchiari
Il dott. Luca Cerchiari è lo studioso di musica afroamericana più apprezzato
dall’accademia italiana. Ha conseguito un dottorato in etnomusicologia presso l'università
di Graz. E’ stato difatti invitato da varie università quale specialista della materia. Le sue
pubblicazioni su Scott Joplin e Miles Davis riconducono la sua indagine entro le
metodologie di ricerca della tradizione colta, con ampio spazio accordato all’analisi
armonica e strutturale. Altre sue opere di ampio successo rientrano maggiormente nelle
indagine sociologica sulla diffusione della musica di consumo nel nostro tempo.
Teresa Maria Gialdroni
La dott.ssa Teresa Maria Gialdroni è attualmente professore a contratto presso l’Università
di Roma Tor Vergata, dove tiene il corso di biblioteconomia bibliografia e archivistica
31
musicale. Ha una notevole esperienza didattica iniziata nel 1982 con l’insegnamento di
letteratura drammatica e poetica presso i conservatori.
La sua attività scientifica principalmente ha avuto per oggetto la musica vocale di
ambiente napoletano romano fra sei e settecento con particolare attenzione all’immenso
repertorio della cantata da camera. Ha pubblicato studi specialistici sulle cantate di
Francesco Provenzale (1985), Domenico Sarro (1985), Leonardo Vinci (1991), studi che si
possono dire riassunti in Bibliografia della cantata da camera italiana (1620-1740 ca.)
(1990). Si è successivamente interessata di librettologia con uno studio sulle varianti della
Didone abbandonata di Metastasio (1998). Le ricerche della candidata vanno segnalate
per una attenta ricognizione delle fonti. Studiosa seria e preparata.
Marina Mayrhofer
La dott.ssa Marina Mayrhofer insegna in ambito universitario dal 1975, prima come
assegnista e contrattista presso l’Università di Salerno e successivamente presso la
Federico II di Napoli dove è ricercatore confermato dal 1980. La candidata ha tenuto
incarichi di corsi ufficiali di insegnamento presso l’Università di Salerno ed attualmente li
detiene presso la Federico II e l’Orientale di Napoli. Da sempre molto attiva in seminari di
ricerca ha guidato gli studenti nelle ricerche d’archivio e negli ascolti guidati impartendo
loro le basi per un avviamento agli studi di musicologia ed alla formazione della
conoscenza del repertorio.
La attività scientifica della candidata ha data un contributo alla librettologia in ambito
napoletano. Queste ricerche sono fino al 1996 riassunte in Relazioni elettive. Studi sul
teatro musicale classico, Napoli 1996. Seguono diversi studi su punti chiave della
drammaturgia settecentesca, quali i rapporti fra Francia e Italia nei libretti di R. De
Calzabigi, e nuove ricerche su Giovanni Paisiello nel periodo illuminista: La drammaturgia
di Giovanni Paisiello tra Illuminismo e Rivoluzione, (1999). Queste ricerche si inquadrano
in quella lunga via che dovrà portare ad una indispensabile ricognizione dei documenti e
delle influenze che confluiscono nella vita artistica e culturale di Napoli fra Sette ed
Ottocento. Gli studi presentati si segnalano per la presenza di un comune filo conduttore.
Studiosa tenace e molto presente nell'attività didattica.
Anna Maria Morazzoni
La dott.ssa Anna Maria Morazzoni insegna dal 1978 Storia ed Estetica musicale presso
l’Istituto pareggiato A. Peri di Reggio Emilia. Anteriormente aveva svolto attività di
Didattica integrativa e di ricerca presso la Statale di Milano dove si era laureata.
La sua attività scientifica è incentrata sulla musica del Novecento in Germania, in
particolare sulla seconda Scuola di Vienna. In questa qualità di competenza specialistica
ha curato l’edizione italiana di alcuni testi fondamentali: Alban Berg, Suite lirica. Tutti gli
scritti (1995), Arnold Schoenberg Leggere il cielo. Diari 1911, 1914, 1923 (1999). La
candidata ha presentato anche alcuni protagonisti della musica radicale in Italia quali
Camillo Togni, Adriano Guarnieri, Niccolò Castiglioni. Presenta anche alcuni saggi
rimarchevoli sulla interdisciplinarietà fra musica e filosofia e musica e arti figurative nel
sec. XX. Ha curato gli Atti di due convegni alla Piccola Scala Musorgskij (1980) e
Stravinskij (1981) e tradotto con competenza dal tedesco, dall'inglese e dal francese testi
di musicologia.
Nell’ambito considerato la dott.ssa Morazzoni va ritenuta una figura di spicco per la
conoscenza e la divulgazione delle estetiche derivate dall’espressionismo viennese nel
nostro paese.
32
Maurizio Padoan
Il dottor Maurizio Padoan, attualmente professore a contratto presso l’Università cattolica di
Brescia, presenta una serie di ricerche sulla musica nell'Italia settentrionale, in particolare si è
dedicato allo studio di uno fra i centri fondamentali per la storia della musica sacra fra il Cinque ed
il Seicento quale è la Cappella di Santa Maria Maggiore a Bergamo. Questi studi formano un
complesso organico e comprendono oltre alla ricognizione dei documenti anche alcune monografie
dedicate al periodo bergamasco di singoli maestri quali Alessandro Grandi, Maurizio Cazzati, e
Giovanni Legrenzi. Questa attività di ricerca ed i convegni dell'AMIS in Italia ed all'estero lo hanno
posto all'attenzione internazionale. Gli studi di estetica musicale presentano minor interesse.
L’attività didattica del dottor Padoan, prima integrativa e poi a contratto, si è svolta
per dieci anni all’Università cattolica di Milano e successivamente alla Università cattolica
di Brescia.
Francesco Paolo Russo
Il dott. Francesco Paolo Russo ha conseguito il dottorato di ricerca presso la Scuola
di paleografia e filologia musicale di Cremona. Ha altresì conseguito i diplomi di archivista
a paleografo presso al Scuola di archivistica paleografia e diplomatica presso l’Archivio di
Stato di Roma, e quello di bibliotecario rilasciato dalla Scuola vaticana di Biblioteconomia.
Ha svolto attività di bibliotecario e di insegnamento presso conservatori ed è stato per
quattro anni professore a contratto di Drammaturgia musicale presso l’Università della
Calabria.
La sua produzione scientifica è orientata nell’ambito librettologico. In particolare
notevoli i nuovi contributi su Jacopo Ferretti che confluiranno in una monografia di
prossima pubblicazione. Una ottima competenza in campo filologico è attestata dalla sua
tesi di dottorato rielaborata e pubblicata come Giovanni Paisiello. Il barbiere di Siviglia.
Edizione critica a cura di Francesco Paolo Russo, Laaber, 2001.
Gloria Staffieri
La dott.ssa Gloria Staffieri è attualmente professore a contratto presso la Facoltà di
Scienze umanistiche dell’Università La Sapienza. La sua ricerca può esser distinta in due
fasi. Nella prima si è dedicata alla musica del sec. XVII di ambito romano: Colligite
fragmenta. La vita musicale romana negli “avvisi Marescotti” (1683-1707) e Arcangelo
Corelli compositore di “Sinfonie” (1990). Dal 1995 la dott.ssa Staffieri si associa al gruppo
di ricerca indirizzato dall’Istituto Nazionale di Studi Verdiani. In questo ambito ha fornito
contributi di notevole rilevanza. Si tratta di ricerche mirate in ambiti selezionati, tesi ad
illustrare la circolazione delle idee e la prassi teatrale nel pieno ottocento. In particolare si
segnala lo studio Da Robert le Diable a Macbeth: influssi di Meyerbeer sulla produzione
verdiana degli anni 40 e 50 (1998) a cui seguono Il gioco di specchi di Rigoletto: HugoMeyerbeer-Verdi, (2002) ed altri di prossima diffusione.
L’attività didattica della candidata è meno rilevante di quella scientifica. Nel campo
della ricerca invece la candidata si rivela fra le figure più interessanti della nostra
musicologia.
Pietro Zappalà
Il dott. Pietro Zappalà, attualmente ricercatore presso la Facoltà di musicologia di
Cremona dove insegna “Biblioteconomia e bibliografia musicale”presenta una serie di
ricerche incentrate in particolare su alcuni aspetti dell’opera di Mendelssohn. Questi
apporti, recensiti in ambito scientifico internazionale, si aprono con la tesi di laurea
premiata dalla Fondazione Levi e dipoi pubblicata (Choralkantaten, 1991), e proseguono
con Magnificat, Carus, Stuttgart 1996. Altre ricerche mendelssohniane riguardano i
33
Preludien und Fugen op.37, l'influsso di Mendelssohn su alcuni compositori-interpreti
(Bottesini, Piatti) e una ricerca sul primo viaggio italiano del compositore. Questo ambito di
ricerca filologica indica nel candidato una metodologia di tutto rispetto. Occorre dire però
che nel riferire sul fenomeno della fortuna di Mendelssohn in Italia (ad es, nel caso di
Bottesini) Il candidato non va oltre l’apparato descrittivo delle fonti analizzate.
L’attività didattica del dottor Zappalà presso la Facoltà di Musicologia si è distinta
per l’assiduità e l’efficacia. Difatti il dottor Zappalà ha elaborato una metodologia della
ricerca e dell’aggiornamento per i futuri bibliotecari musicali. In particolare ha stimolato
l’aggiornamento continuo della disciplina, ed ha promosso un master di formazione
professionale per "operatori di biblioteca con specializzazione musicale". Nell'ambito della
sua attività didattica e organizzativa ha rivolto particolare attenzione agli aspetti innovativi
della disciplina quali l’uso delle risorse telematiche e l’automazione delle schedature. Molti
studenti del dott. Zappalà sono oggi in ruolo presso i conservatori.
Allegato 1 verbale 3
Giudizi individuali sulla discussione dei titoli 28/1/03 ore 9,30-19,00.
Mario Armellini
Antonino Albarosa
Mario Armellini espone con molta serietà, ragionevolezza, maturità, competenza. Si
esprime a ragion veduta.
Sergio Martinotti
Discute con competenza e chiarezza espositiva.
Gioacchino Lanza Tomasi
Ha discusso con pertinenza riferendo sulla sua attività di bibliotecario del Civico Museo
Bibliografico di Bologna. Ha esposto la politica delle acquisizioni e mostra conoscenza dei
contenuti delle principali raccolte bibliografiche italiane.
Elena Ferrari Barassi
Riferisce le sue esperienze di bibliotecario musicale, a contatto con manoscritti, stampe e
documenti originali di primario interesse e le sue relazioni con studiosi di spicco. Segnala
poi caratteristiche e problematiche editoriali di alcuni libretti italiani e francesi del Sei e
Settecento. L’esposizione è chiara, competente ed esauriente. La prova va ritenuta
lodevole.
Bruno Brizi
Esposizione chiara sul suo ruolo di lavoro in biblioteca e consapevolezza sulla
problematica relativa ai testi di Quinault.
Enrico Careri
Antonino Albarosa
34
Il candidato esprime ottima sensibilità nei confronti delle tematiche discusse.
Sergio Martinotti
Buona preparazione dimostrata, in particolare sul rapporto tra concerto grosso e la musica
inglese (Geminiani, Handel).
Gioacchino Lanza Tomasi
Discute con sicurezza le sue proposte sulla evoluzione del concerto e della sonata barocca.
Afferma come momento cruciale la conclusione alla dominante della prima sezione, con
successiva ripresa da cui prende il via l’ampliamento delle forme di scrittura per
strumenti. Queste osservazioni sono da lui addotte, fra l’altro, attraverso un regesto
statistico sulla produzione del tempo. Indagine significativa ma in cui sembra prevalere
una ipotesi di lavoro piuttosto che una disamina di tutte le componenti in gioco. Parla
anche con competenza sul significato delle pause in Schubert ed in Mozart. Un tema
marginale ma affascinante sullo sviluppo della musica a Vienna fra Mozart e la Romantik.
Elena Ferrari Barassi
Tocca il fenomeno della cadenza mediana alla dominante e della “ripresa” nella sonata
violinistica italiana successiva al 1720. La mette in relazione con la coeva produzione
vocale. Passa al concerto coevo in Inghilterra e alla competizione fra Geminiani e Handel,
quindi all’uso della pausa in Schubert in relazione alla musica pianistica e da camera sua e
degli altri viennesi. Esposizione convincente anche se non sempre fluida. Prova positiva.
Bruno Brizi
Ho riscontrato una notevole maturità nel rispondere agli aspetti connessi con i risultati
delle sue ricerche. Anche il questioni in tangenziali. Nel caso della produzione a Londra
mi sono sorpreso dell’assenza di un accenno alla Accademia di musica antica che era la
sede deputata per l’esecuzione e il dibattito sul genere “concerto” sia strumentale che
vocale.
Luca Cerchiari
Antonino Albarosa
Il candidato esprime ottima preparazione, ottima duttilità ed ottima capacità di sintesi.
Sergio Martinotti
In modo esuberante ma preparatissimo il candidato ha risposto sui temi della tecnologia e
della riproduzione del suono. Buona anche la sua preparazione sulla musica colta (in
particolare di Gottschalk).
Gioacchino Lanza Tomasi
Studioso del jazz e della musica di consumo cui non è sotteso un testo scritto, il candidato
mostra una certa propensione ideologica nel sostenere la equipollenza culturale di tali testi
rispetto a quelli codificati dalla scrittura. L’ascendenza di questa procedura è antica e
risale ad un celebre testo di Hugue Panassié. Gli argomenti sono noti e si avvalgono di un
ampio sostegno sociologico. Ma i loro aderenti offrono l’impressione di profeti sulla
35
difensiva. La preparazione scientifica e la metodologia sono d’altra parte ineccepibili e
nelle pubblicazioni presentate il candidato si avvale con pertinenza dell’analisi formale,
per quale vi è una messe di studi di vari ricercatori anglosassoni sulla musica di consumo,
Meyers in primo luogo. Nella discussione il candidato preferisce invece la brillantezza e
l’impatto dell’argomentazione sociologica, potente mezzo di seduzione di cui si avvale con
rara efficacia.
Elena Ferrari Barassi
Il candidato spiega il suo trasferimento di interessi scientifici dal jazz alla storia del disco.
Pone l’accento sulle costanti linguistico-musicali nelle più varie civiltà e valorizza i relativi
processi di trasmissione. Dimostra ricchezza di cultura e ampiezza di vedute. Rivela altresì
profonda conoscenza delle vicissitudine dei mezzi tecnici di riproduzione chiarendone
anche la funzione nella creazione musicale. Richiestone, si sofferma sulla produzione
compositiva di Gottschalk. Eloquio chiaro, ricco e improntato a originalità. Prova di
notevole livello.
Bruno Brizi
Utile precisazione preliminare sul contenuto dei titoli prodotti e sugli ambiti e gli
argomenti intedisciplinari. Esauriente e informatissima la risposta ai quesiti pur
riscontrando atteggiamenti interpretativi in contrasto con il punto di vista di alcuni
commissari.
Teresa Maria Gialdroni
Antonino Albarosa
Discussione di candidata preparata, curiosa, entusiasta, conseguente.
Sergio Martinotti
Vivace ed informata, ha chiarito il tema dei suoi studi professionali e i diversi momenti
della cantata. Si è poi soffermata sulle ultime edizioni di Petrucci.
Gioacchino Lanza Tomasi
Informa sulla sua metodologia di ricerca nel campo della cantata e spiega come pensa di
affrontare un corpus vastissimo ed ancora inesplorato. Illustra poi il rinvenimento a
Pesaro in una collezione privata di una stampa sconosciuta del Petrucci che ha avviato una
nuova prospettiva sulla tarda attività dello stampatore. Ricercatrice informata e capace, si
attiene alla propria capacità di indagine archivistica.
Elena Ferrari Barassi
La candidata descrive in modo esauriente la interrelazione fra il suo insegnamento in
conservatorio e quello universitario e parla anche dello stimolo derivato dal contatto con i
discenti. Risponde a domande sull' "aria cavata" e sui contesti sociali e sulla circolazione
della cantata settecentesca, sottolineando l'importanza dello studio sulle fonti. Riferisce
poi sulle su ricerche a proposito dei fondi musicali delle Marche, spiegando le circostanze
del ritrovamento di un frammento di Petrucci e delle conseguenti indagini sulla attività
dello stampatore. Parla con sicurezza e abbondanza di riferimenti. La prova è da ritenere
altamente qualificata.
36
Bruno Brizi
Esito molto positivo della discussione sui titoli. In particolare su alcuni aspetti di dettaglio
di cui si dovrà tener conto in funzione di un repertorio del genere cantata.
Marina Mayrhofer
Antonino Albarosa
Discussione espressa da una candidata di cultura napoletana con sguardo rivolto
all'Europa. Ha posto in evidenza profondità.
Sergio Martinotti
La supplenza ormai ventennale alla cattedra di Storia della Musica a Napoli, la
partecipazione a numerosi convegni, le conferenze svolte dalla candidata sul
neoclassicismo e sul primo periodo
Discussione di candidata preparata, curiosa, entusiasta, conseguente.
Gioacchino Lanza Tomasi
La candidata illustra i suoi studi sui rapporti fra librettisti illuministi e compositori sul
finale del Settecento e i riflessi della temperie illuminista a Parigi, Vienna e Napoli. Le sue
ricerche hanno anche permesso di rettificare alcuni dati, considerati scontati, su date e
circostanze dell'opera napoletana, quali in particolare la esecuzione e recensione de I
Pittagorici di Paisiello a Napoli. L'esposizione tende alla Kulturgeschichte senza mancare
di una opportuna documentazione sulle fonti, qualche volta anche frutto di ricerche
personali.
Elena Ferrari Barassi
La candidata si diffonde sui risvolti illuministici dell'attività di Paisiello, prendendo in
considerazione le fonti letterarie, i contenuti dei libretti e la forma musicale; si dimostra
meno interessata alle questioni delle varianti connesse con la trasmissione. Passando a
Salieri, illustra l'influsso della massoneria sull' operato musicale di Salieri e di Paisiello.
Supera lo spirito del colloquio tendendo ad una esposizione molto diffusa corredata da
consistenti digressioni. Dimostra di avere espanso lavori precedentemente svolti da altri
studiosi mediante supplementi di ricerca e mirate conclusioni personali. Prova assai
apprezzabile.
Bruno Brizi
Propensione alla digressione rispetto alle precise domande. Il risultato è quello di una
esposizione prolungata che ripete i contenuti dei saggi presentati. L’esposizione è garbata
e relativamente elegante.
Anna Maria Morazzoni
Antonino Albarosa
Candidata duttile, intelligente, preparata, dalla esposizione gradevole.
37
Sergio Martinotti
La candidata mosra interessi scientifici soprattutto sulla musica di area tedesca (Berg e
Schoenberg) ma mostra attenzione anche culturalmente per il Novecento italiano
(Castiglioni, Togni, Gentilucci). Ha svolto la relazione con piacevole discorso su
Musorgskij segnalando anche un interesse speciale su Schoenberg ed Einsten e su Berg e
l’Italia.
Gioacchino Lanza Tomasi
La candidata ha illustrato la sua eccellente competenza per quanto riguarda l’archivio
Schoenberg di cui conosce problematiche e stadi della ricerca. Analoga competenza va
rilevata nella discussione sull’archivio Togni. Indubbiamente nel campo particolare la
candidata è ferratissima e conosce la bibliografia delle fonti su questi musicisti in modo
esaustivo. Più generica la sua conoscenza di Musorgskij e della problematica connessa al
compositore ed alla scuola nazionale russa. Va segnalata la piacevolezza
dell’esposizione.
Elena Ferrari Barassi
Risponde a una domanda su Musorskij sottolineando la relazione tra il concetto allargato
di patria e le scelte testuali e musicali nelle canzoni e nelle opere; ne illustra le
conseguenze anche nella musica puramente strumentale. Puntualizza l’influsso su
Debussy. Espone la sua opinione sul perché della strumentazione “inadeguata” del Boris e
sulle reali intenzioni dell’autore. Illustra quindi il rapporto tra Schoenberg ed Einstein in
relazione all’epistolario da lei edito e studiato. Quindi risponde esaurientemente a
domande sull’archivio Schoenberg e sul fondo Togni. L’esposizione dimostra un vivo
legame con le materie trattate, profondo sugli autori del Novecento, meno diretto con
Musorgskij, ed è condotta con estrema chiarezza e con grande capacità comunicativa.
Prova brillante meritevole di lode.
Bruno Brizi
Nell’esposizione orale la candidata rivela una maturità che va bene al di là dei titoli
presentati. Ha dimostrato una padronanza completa nell’ambito delle sue ricerche. Dal
mio punto di vista considero il colloquio sostenuto particolarmente brillante.
Allegato 2 verbale 3 del 28/01/2003
Giudizi collegiali discussione dei titoli
Mario Armellini
Ha discusso con pertinenza riferendo sulla sua attività di bibliotecario del Civico Museo
Bibliografico di Bologna. Ha esposto la politica della acquisizioni e mostra conoscenza dei
contenuti delle principali raccolte bibliografiche italiane. La prova va ritenuta lodevole.
Enrico Careri
Tocca il fenomeno della cadenza mediana alla dominante e della “ripresa” nella sonata
violinistica italiana successiva al 1700 e la mette in relazione con la coeva produzione
vocale. Tali affermazioni meriterebbero una ambientazione contestuale nella musica del
tempo. Parla con competenza del significato delle pause in Schubert e in Mozart: un tema
marginale ma affascinante sullo sviluppo della musica a Vienna fra Mozart e la Romantik.
Convincente l’esposizione.
38
Luca Cerchiari
Il candidato spiega il suo trasferimento di interessi scientifici dal jazz alla storia del disco.
Pone l’accento sulle costanti linguistico-musicali in varie civiltà e valorizza i relativi
processi di trasmissione. Dimostra ricchezza di cultura e capacità nello stabilire ogni sorta
di correlazioni. Illustra le vicessitudini dei mezzi tecnici di riproduzione chiarendone anche
la funzione nella creazione musicale. Richiestone, si sofferma sulla produzione di
Gottschalk. Eloquio chiaro e convincente. Prova di notevole livello.
Teresa Maria Gialdroni
La candidata descrive in modo esauriente la interrelazione fra il suo insegnamento in
conservatorio e quello universitario e parla anche dello stimolo derivato dal contatto con i
discenti. Informa sulla sua metodologia di ricerca nel campo della cantata e spiega come
pensa di affrontare un corpus vastissimo ed ancora inesplorato. Illustra poi il
rinvenimento a Pesaro in una collezione privata di una stampa sconosciuta del Petrucci
che ha avviato una nuova prospettiva sulla tarda attività dello stampatore.
Marina Mayrhofer
La candidata illustra i suoi studi sui rapporti fra librettisti illuministi e compositori sul
finale del Settecento e i riflessi della temperie illuminista a Parigi, Vienna e Napoli. Le sue
ricerche hanno anche permesso di rettificare alcuni dati su Paisiello riportati dal Robinson
, quali in particolare alcune date e circostanze dell'opera napoletana; riferisce anche sul
ritrovamento dell'annuncio relativo alla esecuzione napoletana de I Pittagorici di Paisiello a
Napoli e legge una interessante recensione sulla stessa.
Anna Maria Morazzoni
La candidata ha illustrato la sua eccellente competenza per quanto riguarda l’archivio
Schoenberg di cui conosce problematiche e stadi della ricerca. Analoga competenza va
rilevata nella discussione sull’archivio Togni. Indubbiamente nel campo particolare la
candidata è ferratissima e conosce la bibliografia delle fonti su questi musicisti in modo
esaustivo. Più generica la sua conoscenza della problematica connessa a Musorgskij ed
alla scuola nazionale russa. Va segnalata la piacevolezza dell’esposizione.
Allegato 3 verbale 3 bis del 30/01/2003
Giudizi individuali sulla discussione dei titoli
Maurizio Padoan
Antonino Albarosa
Il candidato si presenta nella triplice veste di cultore del documento, di interprete di esso, e altresì
di cultore di estetica musicale, esprimendo nella discussione ottima padronanza di argomentazione e
agilità di orientamento.
Sergio Martinotti
La sua esperienza di lavoro è ottima ed informata. La sua conoscenza della musica barocca, e non
soltanto in ambiente italiano, è lodevole grazie anche alla pubblicazione di parecchi volumi
sull'argomento editi dalla AMIS di Como. In questo campo la sua competenza è assoluta.
Veramente lodevole.
39
Gioacchino Lanza Tomasi
Esperto di musica del primo barocco italiano con una perfetta padronanza della musica nell'Italia
settentrionale. In questo campo va considerato un animatore fondamentale in contatto con tutti gli
studiosi del settore a livello internazionale. Eccellente l'esposizione.
Elena Ferrari Barassi
Risponde in modo esauriente alle domande sulla musica e sugli organici vocali e strumentali nelle
cappelle nord-italiane nel Sei-Settecento, con riferimenti alla bibliografia esistente (spesso da lui
confutata) alle fonti musicali e ai documenti d'archivio. Riferisce quindi sulle problematiche
teorico-estetiche connesse con i repertori religiosi del tempo, fondate sul docere e sul monere.
Acceenado quindi alla attività di organizzatore di convegni internazionali, illustra il crescente
interesse di musicologi di tutto il mondo (soprattutto statunitensi, inglesi e tedeschi) per la civiltà
musicale lombardo-padana del tempo, che sta assumendo un grande rilievo. Prestazione improntata
a grande maturità: lodevole senza riserve.
Bruno Brizi
Animatore delle iniziative AMIS, competenza assoluta sul periodo trattato: le cappelle musicali dal
metà cinquecento alla fine del seicento nell'Italia settentrionale. Meno convincente nell'affrontare la
poetica e la retorica del tempo.
Pietro Zappalà
Antonino Albarosa
Candidato sicuro e molto competente.
Sergio Martinotti
Il candidato ha risposto con una ricchezza di informazione veramente lodevole. Successivamente è
stato interpellato su Bottesini e Piatti, compositori a lui cari per aver partecipato a convegni su di
loro.
Gioacchino Lanza Tomasi
Il candidato ha una perfetta preparazione di biblioteconomia musicale e si comprende come sia un
uomo prezioso nell'organizzazione di una biblioteca e nella preparazione degli studenti a questa
professione. Ne conosce le problematiche antiche e recenti, quali quelle della archiviazione
informatica e della consultazione in rete. Interrogato sugli altri due aspetti dei titoli presentati,
mostra padronanza quale editore di testi mondessohniani, edizioni d'altra parte lodate a livello
internazionale per le quali continua a ricevere commesse dalla casa editrice Carus. Quanto alle sue
conoscenze dell'Ottocento strumentale italiano mi pare manchi nel candidato la curiosità per la
circolazione delle idee e la comparazione dei testi ed il conseguente inquadramento in un contesto
storico delle opere studiate.
Elena Ferrari Barassi
Si diffonde sul coordinamento internazionale dei sistemi catalografici, prospettando le due
principali visuali vigenti: quella sintetica e pratica, sufficiente per la gestione bibliotecaria, e quella
analitica auspicata dall'utente musicologo e musicista. Si sofferma quindi sulle soluzione tecniche in
uso ed in evoluzione e sulle possibilità di catalogare fototeche e fonoteche, inoltre sulle prospettive
di coordinamento fra vari sistemi eterogenei di catalogazione impiegati localmente. Infine parla
della sua esperienza di editore di alcune prime edizioni a stampa mendelssohniane. Le sue risposte
sono sempre estremamente lucide, pertinenti, esaurienti, articolate, e si fondano su una profonda
competenza e su uno spiccato e duttile senso critico. Discute poi a proposito della presenza di
40
Mendelssohn nelle opere di Bottesini e di Piatti, segnalando le circostanze contingenti dei propri
lavori condotti in argomento. Richiestone, accenna al suo rinvenimento di materiali della biblioteca
nazionale prussiana presso la Jagellonica di Cracovia. Prestazione vivace e di altissimo profilo.
Bruno Brizi
Grande competenza nell'ambito della biblioteconomia musicale. Apprezzabili ed apprezzati i lavori
editoriali su Mendelssohn. Di minor rilievo quelli sullo strumentalismo italiano dell'Ottocento:
Bottesini, Piatti.
Gloria Staffieri
Antonino Albarosa
Candidata colta, intelligente, di raffinato argomentare.
Sergio Martinotti
La candidata risponde con molta proprietà su Corelli e le sue sinfonie. Altrettanto informata parla di
Meyerbeer e musicisti coevi e successivi.
Gioacchino Lanza Tomasi
La candidata risponde con competenza e mostra fin dagli esordi capacità non comuni di ricercatrice,
attenta ai documenti e capace di formulare raccordi ed ipotesi per il loro utilizzo. Entrata nella
équipe dell'Istituto di studi verdiani le sue ricerche si fanno più esaurienti e mostra una ottima
conoscenza del grand-opéra meyeerbeeriano e della recente letteratura in proposito. Prestazione di
notevole livello.
Elena Ferrari Barassi
Riferisce sulla sua esperienza di musicologa esordiente nella relazione presentata e nella cura degli
Atti del IV congresso corelliano. E sulle ricadute metodologiche sugli studi successivi. Ammette di
non aver sondato i precedenti funzionali e formali del termine di Sinfonia. Passa all'influsso di
Meyerbeer su Verdi, inquadrando inoltre Meyerbeer nel panorama del sinfonismo romantico.
Prestazioni di indiscutibile valore.
Bruno Brizi
Estrema padronanza degli argomenti che rientrano nell'ambito delle sue ricerche. Grande
competenza sul repertorio verdiano e meyerbeeriano. Impressione ottima.
Allegato 4 verbale 3bis del 30/01/2003
Giudizio collegiale discussione dei titoli
Maurizio Padoan
Esperto di musica del primo barocco italiano, nel corso della discussione dimostra una perfetta
padronanza della musica dell'Italia settentrionale. In questo campo si riconferma un animatore di
primo piano attraverso l'AMIS di cui è presidente. In tale qualità il dott. Padoan descrive le sue
esperienze, avendo organizzato i convegni dell'AMIS a Como ed essendo entrato in contatto con
tutti gli studiosi del settore a livello internazionale.
Esauriente l'esposizione.
Pietro Zappalà
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Il candidato ha una perfetta preparazione di biblioteconomia musicale e si comprende come sia un
uomo prezioso nell'organizzazione di una biblioteca e nella preparazione degli studenti a questa
professione. Ne conosce le problematiche antiche e recenti, quali quelle della archiviazione
informatica e della consultazione in rete. Nel corso delle sue visite a varie biblioteche estere ha
identificato alla Jagellonica di Cracovia alcuni materiali provenienti dalla biblioteca reale prussiana
di Berlino. Interrogato su altri aspetti dei titoli presentati mostra padronanza quale editore di testi
mendelssohniani, edizioni d'altra parte lodate a livello internazionale per le quali continua a ricevere
commesse dalla casa editrice Carus. Ha anche presentato lavori minori su Bottesini e Piatti.
Esposizione esauriente e competente.
Gloria Staffieri
La candidata risponde con competenza e mostra fin dagli esordi dedicati alla sinfonia di ambito
corelliano capacità non comuni di ricercatrice, attenta ai documenti e capace di formulare raccordi
ed ipotesi per il loro utilizzo. Entrata nella équipe dell'Istituto nazionale di studi verdiani, le sue
ricerche si fanno più esaurienti e mostra una ottima conoscenza del grand-opéra meyerbeeriano e
della recente letteratura sul tema.
Prestazione di notevole livello.
Allegato 1 verbale 4 del 29/01/03
Lezione
Mario Armellini
Antonino Albarosa
Esposizione seria, dotta, chiara, molto appropriata.
Sergio Martinotti
Molto documentato, espone con garbo e prudenza.
Gioacchino Lanza Tomasi
Espone correttamente e sa organizzare i materiali entro i termini temporali con efficacia didattica.
Elena Ferrari Barassi
L'eloquio del candidato scelto e a tratti specialistico, risulta nondimeno piano e di grande chiarezza.
L'esposizione non è improntata vivacità ma a una equilibrata a razionale distribuzione degli
argomenti con scarso ricorso alla esemplificazione. Il discorso sui testi viene inquadrato con dovizia
di informazioni entro un generale panorama storico-geografico e nell'ambito del costume e del
gusto teatrale. Non vengono trascurati i risvolti economici e sociali, legati anche alle varie tipologie
dei teatri. Il discorso, del tutto esauriente, si distribuisce sapientemente nel tempo a disposizione.
Prestazione lodevole.
Bruno Brizi
Sintesi chiara, articolata secondo aspetti relativi alla problematica dell'affermazione del fenomeno
della trasmigrazione dei testi. Forse a completare il quadro si sarebbe potuto aggiungere il percorso
riferito allo stesso musicista che cambia attraverso le riprese.
Enrico Careri
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Antonino Albarosa
Il candidato mette in evidenza oltre alla preparazione ottime qualità didattiche.
Sergio Martinotti
In un modo abbastanza ingegnoso il candidato cita le fonti dalla parte opposta, ovvero dalla parte
del pubblico. Interessante il suo giudizio sulla musica in Inghilterra nel primo Settecento. Musica di
guadagno. Giudizio positivo.
Gioacchino Lanza Tomasi
Lezione metodologicamente valida per introdurre i discenti all'uso delle fonti. Il periodo trattato è
ristretto e delinea un quadro del gusto e del consumo musicale inglese che come è noto è difforme
da quello degli altri centri europei. Prova positiva.
Elena Ferrari Barassi
Per potere meglio entrare nel vivo dell'argomento, il candidato traccia un preliminare quadro storico
sulla situazione musicale romana, preludio alla successiva diaspora di molti musicisti di formazione
corelliana a Londra. Di quest'ultima città viene analiticamente descritta la civiltà culturale, sociale
ed economica. L'informazione offerta è vasta e ricca di spunti aneddotici e culturali di varia
estrazione. Il ricorso ad abbondanti testimonianze ed esempi contribuisce a destare un vivo
interesse. Alla seconda parte del tema proposto vengono dedicati solo gli ultimi minuti del tempo
concesso: questo non risulta quindi sfruttato al meglio. Prestazione di buon livello.
Bruno Brizi
Nessun riferimento nell'esposizione ai luoghi deputati delle esecuzioni nell'ambiente londinese. Un
po' confuso il riferimento all'editoria a livello internazionale (Amsterdam Parigi, etc.) Per il resto sia
pur esclusivamente ritagliata sulla produzione strumentale la esposizione è risultata molto
soddisfacente.
Luca Cerchiari
Antonino Albarosa
Il candidato ribadisce ottima preparazione e dichiarata passione e partecipazione alla disciplina.
Sergio Martinotti
Bravo ed informatissimo in modo esuberante ha esposto i suoi temi.
Gioacchino Lanza Tomasi
Una esauriente lezione sulle origini della riproduzione discografica. Molte notizie sull'epoca delle
scoperte (Edison, Berliner) ed esecuzione di alcuni brani esemplificativi. Capacità affabulativa
rimarchevole unita a competenza con accenni alla formazione della propria metodologia derivata
dalla lettura che il candidato fa de la Storia degli strumenti musicali di Kurt Sachs.
Elena Ferrari Barassi
Il discorso prende le mosse dall'avvio del fenomeno in un contesto culturale germanico-positivistico
e storico-tecnologico. Viene tracciata la preistoria del disco. Questa stagione e le sue successive
evoluzioni vengono evidenziate entro i rispettivi contesti industriali, mettendo inoltre l'accento sugli
aspetti del consumo musicale, del relativo repertorio, della prassi interpretativa e dell'incidenza del
timbro vocale strumentale sulla produzione pre-discografica e discografica. Si mette in luce
l'apporto dislocato nel tempo di esponenti del mondo musicale (quali Brahms, Tito Ricordi II,
Enrico Caruso) ed extra musicale (quale Guglielmo Marconi). Inoltre si evidenzia per il jazz
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l'edizione (sopratutto pianistica) a stampa come fondamento per l'esecuzione a più strumenti
registrata su disco. Discorso molto informato, esposto con baldanza, scioltezza, proprietà di
linguaggio e sicura capacità comunicativa. Alla sua efficacia contribuiscono esemplificazioni
musicali ben scelte e di grande interesse. Il tempo a disposizione è sfruttato in modo ottimale. La
prestazione è eccellente.
Bruno Brizi
Data la natura del tema l'esposizione è riuscita estremamente facilitata essendo il candidato un
esperto della materia; troppo accentuati i coups de théâtre che hanno accompagnato l'esposizione.
Teresa Maria Gialdroni
Antonino Albarosa
Esposizione ben preparata, ben puntuale, partecipata.
Sergio Martinotti
La candidata è ben preparata sull'argomento ed ha vivacemente parlato del ballo pantomima nel
secondo Settecento. Quando nasce in Europa l'interesse per il genere. Relazione buona.
Gioacchino Lanza Tomasi
Una esposizione informata sulle origini della moda per il ballo pantomima in epoca metastasiana.
Molte e varie informazioni, non precisamente collegate fra loro, producono una relazione in cui è
difficile distinguere i punti focali. Lezione quindi pregevole, ma di repertorio.
Elena Ferrari Barassi
La candidata imposta con chiarezza l'argomento, accennando ai suoi precedenti e delineando la
natura delle fonti primarie utili per il suo studio. Puntualizza l'evoluzione delle indicazioni di
paternità nelle reinterpretazioni successive dello stesso soggetto, ma spesso spazianti dalle più
remote fonti classiche o letterarie fino ai coreografi dell'età considerata. Parimenti sottolinea il ruolo
dell'Angiolini nel richiamo al Metastasio, quindi spiega (con opportune esemplificazioni) le
modalità delle progressive trasformazioni scenico -drammatiche dei soggetti, fino alla perdita finale
della specificità metastasiana e all'occasionale inclusione nel ballo dell'antefatto all'opera. Viene
affrontato anche il problema dei compositori, variabili fra l'altro a seconda delle consuetudini dei
diversi teatri. L'esposizione è fluente, il linguaggio scelto, lo svolgimento esauriente, pur
nell'obbligato taglio riassuntivo. Prestazione lodevole.
Bruno Brizi
Un discorso essenzialmente fondato sulle notizie desunte dai libretti, con scarsi riferimenti alla
sopravvivenza delle musiche; informazione generale sul balletto che non si appunta in modo
specifico sui caratteri del genere pantomima. I caratteri di esibita scena cruenta caratterizzavano
contestualmente anche le opere rimaneggiate di Metastasio, ma con significative esclusioni quali ad
esempio la Semiramide e l'Ipermestra.
Marina Mayrhofer
Antonino Albarosa
Esposizione pertinente al tema, colta, dal tratto umanistico, dalle eccellenti intersezioni,
didatticamente molto interessante.
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Sergio Martinotti
Con eloquio sciolto e profonda preparazione la candidata ha tracciato un esauriente profilo di Salieri
soffermandosi soprattutto sull'opera Armide e Axur con i suoi risvolti arcadici. Eccellente.
Gioacchino Lanza Tomasi
La questione delle intersezioni fra illuminismo a Vienna e a Parigi nel periodo 1770-1788 è
tracciata seguendo le vicende di Antonio Salieri. Ventenne promettente a Vienna, musicista di
Gluck e Beaumarchais a Parigi, musicista per Da Ponte e Giuseppe II a Vienna. Il quadro del
contesto storico è esauriente e buona risulta anche la conoscenza delle forme specifiche della
musica riformata a cui Salieri resta fondamentalmente fedele. Ne esce fuori un Salieri la cui fama si
appoggia sia sulla partecipazione ai gruppi intellettuali di potere del tempo, sia su un contributo
originale alla elaborazione di particolari evoluzioni delle forme drammaturgiche adatte agli indirizzi
dell'opera riformata. Esposizione buona con sottolineatura dei punti di forza dell'argomentazione. Si
è mantenuta nei termini temporali previsti.
Elena Ferrari Barassi
La candidata illustra dettagliatamente, anche nelle sue successive mutazioni l'ambiente storico e
culturale che sottostà alle vicende biografico-artistiche dell'autore prescelto. Grande spazio è dato
alla temperie ideologica e al gusto teatrale del luogo e dei vari momenti considerati. La candidata si
rifà, oltre che a testimonianze di prima mano e a fonti originali, anche a studi già esistenti. Uno
squarcio di minuziosa analisi musicale bene si inquadra fra le convincenti considerazioni personali.
La trattazione è molto densa, ma cionondimeno improntata a notevole chiarezza ed è ben distribuita
nel tempo disponibile. Prestazione di livello notevole.
Bruno Brizi
Esposizione ammaliante con ricchezza di riferimenti; peccato che non riconosca nell'avvio
dell'Armida uno stereotipo che caratterizza il dramma giocoso illustrato da Heartz; più grave la
presentazione iniziale dell'Axur che nell'autografo di Salieri presenta una scena di trambustoagguato, dopodichè si riscontra il duetto di avvio che caratterizza una buona parte della produzione
seria dell'epoca.
Anna Maria Morazzoni
Antonino Albarosa
Esposizione ottima, chiara, competente, esauriente.
Sergio Martinotti
Dotata di competenza notevole nel campo della musica moderna la candidata ha parlato di Alban
Berg chiedendosi se la desolazione esistenziale che traspare dalla sua musica lo pongano o no come
un espressionista. Più avanti anche ha trattato del concerto per violino di Berg le cui fondazioni
risiederebbero nella IX di Mahler. Molto qualificata.
Gioacchino Lanza Tomasi
La candidata ha una ottima conoscenza di Alban Berg tanto a livello di fonti che di letteratura. Può
anche permettersi alcune rettifiche su un mito del nostro tempo quale la considerazione di Adorno
quale allievo a tutto tondo di Alban Berg. La sua lezione era tesa a documentare il disadattamento
esistenziale del compositore e il suo trasfondersi come tinta poetica nella sua opera. Esposizione
eccellente a cui va fatto soltanto l'appunto di non essersi organizzata sul piano temporale.
Elena Ferrari Barassi
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Il tema, che la candidata padroneggia con sicurezza, vien svolto con coerenza, varietà e pienezza di
argomenti, attinti dagli elementi più svariati: dagli scritti dell'autore, dalla sua musica, e dal
successivo giudizio di Boulez. Ne emergono aspetti molteplici di grande interesse, visti come
unitari grazie alla coincidenza delle opinioni espresse per iscritto dal compositore , del suo
atteggiamento umano e del suo pensiero musicale, riscontrabile particolarmente nel Wozzek e nel
ViolinKonzert. Esposizione sciolta, brillante, bene organizzata, pure nel fortemente serrato
succedersi degli spunti toccati. Prestazione altamente apprezzabile.
Bruno Brizi
Matura e brillante esposizione che ha centrato secondo me bene il tema della poetica di Berg, con
corretta segnalazione della bibliografia specializzata.
Allegato 2 verbale 4 del 29/01/2003
Lezione giudizi collegiali
Mario Armellini
Sintesi chiara, articolata secondo aspetti relativi alla problematica del fenomeno della
trasmigrazione dei testi.
Enrico Careri
Lezione metodologicamente valida per introdurre i discenti all'uso delle fonti. Il periodo trattato è
ristretto e delinea un quadro del gusto e del consumo musicale inglese, che, come è noto, è difforme
da quello degli altri centri europei. Prova positiva.
Luca Cerchiari
Una esauriente lezione sulle origini della riproduzione discografica. Molte notizie sull'epoca delle
invenzioni (Edison, Berliner) ed esecuzioni di alcuni brani esemplificativi. Capacità affabulativa
rimarchevole unita a competenza con accenni alla formazione della propria metodologia sulla base
della Storia degli strumenti musicali di Kurt Sachs.
Terresa Maria Gialdroni
La candidata è ben preparata sull'argomento ed ha vivacemente parlato del ballo pantomima nel
secondo Settecento. Quando nasce in Europa l'interesse per il genere. Relazione buona.
Marina Mayrhofer
La candidata illustra dettagliatamente, anche nelle sue successive mutazioni, d'ambiente storico e
culturale che sottostà alle vicende biografico-artistiche dell'autore prescelto. Grande spazio è dato
alla temperie ideologica e al gusto teatrale del luogo e dei vari momenti considerati. La candidata si
rifà oltre che a testimonianze di prima mano e a fonti originali, anche a studi già esistenti. Uno
squarcio di minuziosa analisi musicale bene si inquadra fra le convincenti considerazioni personali.
La trattazione è molto densa, ma ciononostante improntata a notevole chiarezza ed è ben distribuita
nel tempo disponibile. Prestazione di livello notevole.
Anna Maria Morazzoni
La candidata ha una ottima conoscenza di Alban Berg tanto a livello di fonti che di letteratura. Può
anche permettersi alcune rettifiche su un mito del nostro tempo quale la considerazione di Adorno
quale allievo di Alban Berg. La sua lezione era tesa a documentare il disadattamento esistenziale del
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compositore e il suo trasfondersi come tinta poetica nella sua opera. Esposizione eccellente a cui va
fatto soltanto l'appunto di non essersi organizzata sul piano temporale.
Allegato 1 verbale 4-bis
Prova didattica 31/01/2003 Giudizi individuali
Maurizio Padoan
Antonino Albarosa
Dimostra, oltre che ottima conoscenza dei musicisti, la sua forte propensione verso il documento,
mettendo a disposizione i frutti delle sue personali, ricche ricerche.
Sergio Martinotti
Il candidato ha trattato con grande proprietà la musica a Bergamo, estendendola anche a Venezia e
soffermandosi in particolare sulla figura di A. Grandi. Interessante anche il suo discorso sulla
monumentalità dei Vespri.
Elena Ferrari Barassi
Sottolinea la circolazione di musicisti e di esperienze nell'epoca considerata entro il nord-est
d'Italia, al di là delle divisioni politiche. Distingue il differente destino della musica profana e di
quella sacra, eppure l'analogia della poetica a loro sottesa. Il discorso prosegue privilegiando
l'aspetto estetico degli eventi musicali. Dalle testimonianze addotte vengono sistematicamente
estratte osservazioni circa affetto, stupore e il concetto di verosimiglianza, principi rispecchiati
anche da opere figurative. Viene citata la poetica proto-barocca del Vettori, non dissimile da quella
di Gerolamo Mei, con il suo forte accento sul potere persuasivo e sul profondo sentimento richiesto
anche alla musica sacra. Alcuni esempi musicali vocali e strumentali ne mettono in evidenza la
valenza spettacolare e la capacità ammaliativa, raggiunta anche tramite l'abbellimento. Alcune
tabelle confrontano l'attività di diverse cappelle in relazione alle festività e al numero dei cantori e
degli strumentisti, il quale ultimo risulta indice di maggiore grandiosità. Il candidato fa cenno anche
di un isolato eccesso spettacolare offerto a Verona da un castrato vestito da sirena. Discorso
articolato, rigoroso, ricco di spunti di grande interesse. Prestazione ottima.
Gioacchino Lanza Tomasi
Ha trattato temi diversi. Ha iniziato da Mantova e da esemplificazioni monterverdiane l'Arianna. Il
ballo delle ingrate collegandole a estrapolazioni sulla nuova poetica rappresentativa del barocco. E'
poi passato alle cappelle del quadrilatero Milano Bergamo Bologna Venezia e fornito alcune tavole
sinottiche sulla composizione delle cappelle e sulle musiche eseguite sulla loro tipologia liturgica.
Penso che il candidato volesse stabilire le caratteristiche della poetica barocca attraverso varie
argomentazioni, ma l'intento non è risultato chiaro.
Bruno Brizi
Una presentazione onesta e chiara, poca coesione tra gli esempi prodotti al fine di un discorso
integrato.
Pietro Zappalà
47
Antonino Albarosa
Impostazione rigorosa ed altrettanto rigoroso sviluppo delle argomentazioni.
Sergio Martinotti
Il candidato ha risposto in modo molto documentato commentando le fonti cartacee prodotte. Molto
interessante la considerazione che i bibliotecari futuri debbono avere una solida preparazione di
base.
Elena Ferrari Barassi
Espone le molte sfaccettature del problema, non tutte risolte a tutt'oggi, soprattutto quelle
giuridiche; propone un ampliamento dell'accezione di biblioteca musicale al di là delle biblioteche
di conservatorio. Ne espone la casistica, delineando i requisiti specifici. Il tema catalografico
considera anche i documenti sonori. Sottolinea la veloce evoluzione delle tecniche ed i relativi
risultati informativi, foriera di sempre nuovi compiti e capacità richiesti ai bibliotecari. Si diffonde
poi sui problemi di conservazione, spesso acuiti dal progresso tecnologico, di gestione, di copyright,
di capacità comunicative ed informatiche, quindi sui requisiti specifici via via richiesti al
bibliotecario musicale. Si sofferma quindi sulle iniziative e sedi di formazione per questi operatori e
sulla relativa situazione in Italia e all'estero. Si dimostra aggiornatissimo sulla più recente
bibliografia e sulle nuove risorse tecnologiche. Il suo linguaggio è di grande proprietà e ricchezza
lessicale. Esposizione vivace e dinamica, ben argomentata, estremamente razionale nella
successione degli argomenti e nel loro concatenamento. Prestazione eccellente.
Gioacchino Lanza Tomasi
Una lezione sulle problematiche della formazione e dei compiti del bibliotecario oggi. La
trattazione è esauriente, accompagnata da una vasta bibliografia e da opportune considerazioni sulla
necessità per il bibliotecario musicale di una formazione umanistica di base. Accompagna la lezione
anche un programma del master per bibliotecari musicali ideato dal candidato. La competenza
specialistica è eccellente, e convincente l'esposizione.
Bruno Brizi
Discorso articolato e pressoché completo sull'argomento prescelto; qualche lungaggine.
Gloria Staffieri
Antonino Albarosa
Eccellente capacità di semplificazione delle argomentazioni.
Sergio Martinotti
La candidata ha tracciato con una forma pacata ma molto suggestiva il discorso su Victor Hugo in
particolare ha notato l'importanza del suo saggio su Shakespeare. Quanto a Verdi è noto che Ernani
e Rigoletto sono di ascendenza hughiana.
Elena Ferrari Barassi
La candidata dichiara di voler limitare le sue considerazioni a Rigoletto, trascurando Ernani.
Richiama l'importanza di Hugo per la cultura europea ripercorrendone le principali testimonianze
critiche. Ricorda la componente del grottesco e sottolinea i principi, finora poco riconosciuti, della
versificazione e della disgregazione della unità d'azione. Denota l'opera italiana (soprattutto
verdiana) come cassa di risonanza per i lavori letterari di Hugo in ragione dell'impatto emotivo, dei
colpi di scena e (lato meno studiato) in forza del taglio drammatico. Accenna anche a influssi
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meyeerberiani e si sofferma su considerazioni di Hugo a proposito di Shakespeare, poi riprese da
Boito, e forse responsabili della maturazione dell'ultimo teatro di Verdi. Il discorso si incentra
prevalentemente sugli aspetti formali costruttivi e strutturali del dramma verdiano. L'informazione,
assai precisa, è nutrita di rilevanti apporti originali. Esposizione pacata, scevra da vistosità.
Prestazione di notevole efficacia.
Gioacchino Lanza Tomasi
La candidata prende in esame la prefazione del Cromwell . Ritiene questo manifesto importante per
una fra le principali originalità del teatro di Verdi: quello della rappresentazione e simpatia dei
cattivi e dei derelitti. Essii appaiono adesso eroi di pari statura di quelli tradizionali delle classi alte.
Nel Rigoletto fa rimarcare la candidata il buffone è il protagonista e prevale sul Duca. Formula poi
l'ipotesi che anche lo scritto di Hugo del 1861 sul teatro di Shakespeare possa aver influito su Verdi
attraverso una lettura di Boito che lo possedeva e ne aveva annotato i passi salienti. Le ipotesi sono
affascinanti ma, a mio avviso parziali, in quanto il teatro di Shakespeare è all'origine anche del
teatro dello Sturm und Drang e quindi la rottura delle unità classiche e il culto del brigante sono un
topos costante della rivoluzione romantica, giunta in Francia cinquant'anni dopo la sua origine
tedesca. E' stata marginalmente toccata anche la derivazione delle novità strutturali nel
melodramma verdiano da Meyerbeer, novità che si contrappongono allo schema della "solita
forma" baseviana, di cui la candidata elenca le quattro sopravvivenze nel Rigoletto.
Si ha l'impressione di una notevole curiosità culturale, che porta a ricerche stimolanti, anche se non
può ancora darsi per acquisito un esauriente controllo della materia.
Bruno Brizi
Lodevole tentativo di individuazione delle ascendenze hughiane al di là dei soggetti mutuati;
tentativo che per altro mi ha lasciato un po' perplesso.
Allegato 2 verbale 4bis
Giudizi collegiali - Prova didattica del 31/01/2003
Maurizio Padoan
Ha portato all'attenzione internazionale la musica del mottetto concertato da Merula a Legrenzi e la
circolazione di maestri nelle cappelle dell'area inclusa fra Milano Bergamo Venezia e Bologna nei
settant'anni in esame. In questo campo il candidato ha illustrato le sue ricerche con tavole sinottiche
e altri materiali preziosi per l'acquisizione alla musicologia di un momento localizzato e
significativo del trapasso che porterà alla affermazione delle scuole violinistiche e dell'opera.
L'inquadramento dei materiali addotti risulta meno felice.
Pietro Zappalà
Una lezione sulle problematiche della formazione e dei compiti del bibliotecario oggi. La
trattazione è esauriente, accompagnata da una vasta bibliografia e da opportune considerazioni sulla
necessità per il bibliotecario musicale di una formazione umanistica di base. Accompagna la lezione
anche un programma del master per bibliotecari musicali ideato dal candidato. La competenza
specialistica è eccellente, e convincente l'esposizione.
Gloria Staffieri
La candidata ha tracciato con una forma pacata ma molto suggestiva il discorso su Verdi e Victor
Hugo; in particolare ha notato l'importanza del saggio di Hugo su Shakespeare. La candidata
dimostra una rimarchevole curiosità culturale, anche se le sue ricerche abbisognano di ulteriori
approfondimenti e appaiono oggi al livello di proposte stimolanti.
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Allegato 3 verbale 4 bis
Giudizi collegiali complessivi
Mario Armellini
Ha un curriculum didattico di buon livello e un’ottima esperienza di ricerca, corroborata
dalla sua posizione presso il Civico Museo Bibliografico Musicale di Bologna. La sua
attività scientifica annovera, fra l’altro, il Dottorato di ricerca, una borsa posto-dottorato,
un’esperienza annuale di Visiting Research Fellow a Londra, il riordino dell’Archivio
Maderna e la partecipazione a numerosi convegni. Le pubblicazioni presentate (un libro e
diversi saggi) mostrano la sua prevalente inclinazione per il melodramma italiano e
francese del Sei-Settecento, spesso considerato anche attraverso le relative implicazioni
librettistiche. Il suo lavoro di maggiore interesse è quello su Le due Armide: Metamorfosi
estetiche e drammaturgiche da Lully a Gluck. Nel corso della discussione dei titoli, svolta
prevalentemente sulla sua attività di bibliotecario a Bologna, espone fra l’altro la politica
delle acquisizioni mostra conoscenza dei contenuti delle principali raccolte bibliografiche
italiane. Prova pertinente e lodevole. La prova didattica consiste in una sintesi chiara e
articolata sugli aspetti relativi alla problematica del fenomeno della trasmigrazione dei
testi. Nel complesso il candidato offre un’immagine di competenza e maturità.
Enrico Careri
Ha svolto attività didattica a Napoli come ricercatore e affidatario di un insegnamento. Ha
al suo attivo una variegata attività scientifica, annoverando il titolo di Ph. D. a Liverpool e
la partecipazione a numerosi congressi e seminari per lo più internazionali. Nei suoi lavori
si riscontra originalità di contenuti e di metodo, utile al progresso della musicologia. Nel
corso della discussione sui titoli argomenta con competenza a proposito di aspetti formali
della sonata violinistica italiana successiva al 1700 anche in relazione alla produzione
vocale, ma sorvola a tratti sull’ambientazione entro il repertorio strumentale coevo.
Affronta con competenza il significato delle pause in Schubert e Mozart inquadrandolo
nello sviluppo della musica a Vienna fra Mozart e la Romantik. La prova didattica è
metodologicamente valida allo scopo di introdurre i discenti all’uso delle fonti;
compatibilmente con il periodo trattato ristretto, delinea un quadro del gusto e del
consumo musicale inglese. Il giudizio complessivo sul candidato è positivo.
Luca Cerchiari
E’ lo studioso di musica afro-americana più apprezzato nell’accademia italiana. Ha alle
spalle un’attività didattica alquanto consistente, che conta fra l’altro insegnamenti per
contratto all’Università di Udine e alla Bocconi di Milano, conferenze all’Università di Pavia,
alla Statale e allo IULM di Milano, e l’istituzione dell’Istituto Superiore di Musicologia, per la
formazione di addetti all’industria e alla diffusione musicale. L’attività scientifica
comprende fra l’altro il Dottorato di ricerca in Etnomusicologia a Graz (la tesi è svolta
secondo criteri validi per la musica euro-colta), la fondazione dell’associazione culturale
Musica oggi e dell’Archivio del disco e l’abituale partecipazione a convegni internazionali.
Le sue pubblicazioni su Scott Joplin e Miles Davies applicano alla musica afro-americana
le metodologie di ricerca della tradizione colta; altre sue opere di successo vertono
sull’odierna diffusione della musica di consumo. Nella discussione sui titoli dimostra
ricchezza di cultura e capacità di stabilire correlazioni, illustrando fra l’altro la funzione dei
mezzi tecnici nella creazione musicale. La prova didattica, vertente sulle scelte e le
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modalità storico-tecniche delle prime diffusioni musicali discografiche, è svolta in forma
esauriente e competente, confermando il notevole livello del candidato.
Teresa Maria Gialdroni
Ha una notevole esperienza didattica, essendo stata a lungo docente presso i
conservatori, ed essendo in seguito stata attiva anche presso Università, dapprima con
attività seminariali e integrative, quindi per 4 anni come professore a contratto presso
l’Università di Roma Tor Vergata. In campo scientifico ha partecipato fra l’altro a numerosi
convegni internazionali, contribuendo talora alla loro organizzazione. Le sue pubblicazioni
sono incentrate prevalentemente sulla musica vocale di ambiente napoletano e romano fra
Sei e Settecento, con particolare attenzione all’immenso repertorio della cantata da
camera; successivamente si sono rivolte alla librettologia. Nei suoi lavori la candidata ha
applicato un’attenta ricognizione delle fonti e dei documenti, dimostrandosi studiosa seria
e preparata. La discussione sui titoli, nel corso della quale ella illustra le proprie
esperienze didattiche, metodologie di ricerca, recenti risultati e progetti, è condotta in
modo del tutto esauriente. Infine la prova didattica, vertente sulle tracce metastasiane nel
ballo pantomima tra Sette e Ottocento, viene svolta con vivacità e dimostra una salda
preparazione. Il giudizio complessivo sulla candidata è decisamente positivo.
Marina Mayrhofer
Dal 1979 vanta una lunga esperienza didattica in sedi universitarie, dapprima come
contrattista e dal 1980 come ricercatrice confermata, quindi dal 1991 anche come titolare
di affidamento, supplenza (Salerno, Napoli Federico II) e di un ciclo di lezioni presso
l’Istituto Orientale di Napoli. Si è fatta promotrice di seminari di ricerca e di guide all’ascolto
per gli studenti. La sua attività di ricerca comprende una borsa di studio e la
partecipazione a numerosi convegni nazionali e internazionali. Nell’ambito della sua
produzione scientifica, dopo aver contribuito alla librettologia di ambito napoletano, ha
studiato punti chiave della drammaturgia settecentesca (rapporti fra Francia e Italia nei
libretti di Calzabigi) ed ha compiuto ricerche su Paisiello nel periodo illuminista,
valorizzando un filone di indagine volto a chiarire la vita artistica e culturale di Napoli fra
Sei e Ottocento. Durante l’interessante discussione dei titoli illustra i rapporti fra librettisti
illuministi e compositori di fine Settecento fra Parigi, Vienna e Napoli, rettificando dati su
Paisiello e riferendo sul suo ritrovamento di resoconti circa I Pittagorici di Paisiello a
Napoli. Nell’ambito della prova didattica la sua trattazione è molto densa, offrendo
un’ambientazione artistico-biografica entro un mutevole quadro culturale, eppure risulta
chiara e convincente. Si basa, oltre che su studi già esistenti, anche su acquisizioni di
prima mano e su considerazioni personali, confortate anche dalla puntuale analisi
musicale di un brano. Il giudizio complessivo sulla candidata è altamente positivo.
Anna Maria Morazzoni
La varia attività didattica della candidata, dapprima integrativa presso l’Università di
Milano, dal 1978 si è svolta presso l’Istituto pareggiato A. Peri di Reggio Emilia; sotto
forma di conferenze, si è estesa anche alla North Texas State University, alla city
University of New York e all’Università di Salerno. Il curriculum scientifico annovera, fra
l’altro, una borsa di studio presso l’Università di Milano, la partecipazione a parecchi
importanti convegni in Italia e all’estero, e il coordinamento della rivista “aut aut”. La sua
produzione scientifica, incentrata sulla musica del Novecento in Germania (in particolare
sulla scuola di Vienna) comprende l’edizione italiana di alcuni testi fondamentali di Berg e
Schönberg e di scritti di saggistica. Ha prodotto inoltre saggi rimarchevoli su alcuni
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protagonisti della musica radicale in Italia e su aspetti della interdisciplinatietà fra musica e
filosofia, musica e arti figurative nel secolo XX. Ha curato gli atti di due convegni su
Musorgskij e Stravinskij. La discussione dei titoli, attaente per la piacevolezza
dell’esposizione, ha riguardato l’Archivio Schönberg e l’Archivio Togni ed è stata condotta
con eccellente competenza. Più generica è risultata la sua conoscenza di Musorgskij e
della scuola nazionale russa. Nel corso della prova didattica ha dimostrato un’ottima
conoscenza di Alban Berg (fonti e letteratura) ed ha documentato il riflesso del suo disagio
esistenziale nella sua opera. Parimenti ha rettificato il mito di Adorno quale allievo di Berg.
Esposizione eccellente. Nel complesso la candidata va ritenuta una figura di spicco,
limitatamente alla conoscenza e alla divulgazione delle estetiche derivate
dall’espressionismo viennese nel nostro paese.
Maurizio Padoan
Assistente presso l’Università Cattolica di Milano del 1972 e presso l’Università Cattolica di
Brescia per 2 anni dal 1995, è professore a contratto presso la seconda delle due sedi e a
Milano è stato titolare di diversi corsi di aggiornamento. L’attività scientifica ha comportato
la vice presidenza e dal 1975 la presidenza nazionale dell’AMIS di Como, inoltre dal 1985
la conduzione dei gruppi di ricerca dello stesso organismo. In tale posizione ha promosso
numerosi e ben noti convegni internazionali; inoltre ha presentato personalmente relazioni
a congressi in Italia e all’estero. Le sue pubblicazioni sulla musica dell’Italia settentrionale,
in particolare quella della cappella di S. Maria Maggiore a Bergamo (uno dei centri
fondamentali per la produzione di musica sacra fra il Cinque e il Seicento) formano un
complesso organico: comprendono ricognizioni di documenti e monografie sul periodo
bergamasco di singoli maestri di spicco. Gli studi di estetica musicale presentano minore
interesse. Nel corso della discussione dei titoli ha dimostrato, con esposizione esauriente,
la sua perfetta padronanza della musica del primo barocco nell’Italia settentrionale; inoltre
ha messo in rilievo le sue esperienze di animatore di primo piano nell’ambito dell’AMIS e i
suoi contatti con gli studiosi del settore a livello internazionale. La prova didattica ha
illustrato efficacemente la situazione del mottetto concertato da Merula a Legrenzi (da lui
portata all’attenzione internazionale) e la circolazione dei maestri nelle cappelle fra Milano,
Bergamo, Venezia e Bologna; significativo trapasso, che porterà all’affermazione delle
scuole violinistiche e dell’opera. Meno felice è stato l’inquadramento delle tavole sinottiche
addotte e di altri materiali, pure preziosi per l’acquisizione di nuovi dati alla musicologia.
Studioso efficace, attivo e di notorietà internazionale.
Gloria Staffieri
La carriera didattica comprende l’insegnamento in un conservatorio e, in ambito
universitario, attività didattica integrativa con risvolti seminariali indipendenti; quindi, dal
2001/02, la posizione di professore a contratto presso l’Università di Roma La Sapienza.
L’attività scientifica vanta, fra l’altro, il premio internazionale “Giuseppe Verdi”, un contratto
di ricerca presso l’Università di Siena e la collaborazione a un progetto internazionale
promosso dall’Istituto di Studi Verdiani. Le sue pubblicazioni hanno rispecchiato due
distinte fasi della sua ricerca: dapprima hanno riguardato la musica del sec. XVII di ambito
romano (Colligite fragmenta e Arcangelo Corelli compositore di Sinfonie), quindi nel 1995,
in concomitanza con il suo lavoro nell’orbita dell’Istituto di Studi Verdiani, ha fornito
contributi di notevole rilevanza, tesi a illustrare in ambiti selezionati la circolazione delle
idee e la prassi musicale dell’Ottocento (Da Robert le Diable a Macbeth, Il gioco di specchi
di Rigoletto). Nel corso della discussione dei titoli risponde con competenza e, a proposito
della sinfonia di ambito corelliano, si mostra attenta ai documenti e capace di formulare
raccordi e ipotesi sul loro utilizzo. Quindi dimostra un’ottima conoscenza del grand-opèra
meyerbeeriano e della recente letteratura sul tema. Nella prova didattica traccia con forma
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pacata ma molto suggestiva il discorso su Verdi e Victor Hugo, sottolineando fra l’altro
l’importanza del saggio di Hugo su Shakespeare. Dimostra una rimarchevole curiosità
culturale, anche se il suo discorso abbisogna di ulteriori approfondimenti e appare oggi al
livello di proposta stimolante. Nel suo complesso la candidata si rivela, pur nella sua
acerbità, fra le figure più interessanti della nostra musicologia.
Pietro Zappalà
La carriera didattica comprende la posizione di ricercatore dal 1994 presso l’Università di
Pavia e l’insegnamento della biblioteconomia musicale dal 1995 in poi. Tale attività si è
distinta per l’assiduità e l’efficacia, avendo egli elaborato una metodologia della
formazione per i futuri bibliotecari musicali. In particolare ha stimolato l’aggiornamento
continuo della disciplina ed ha promosso un Master di formazione professionale per
operatori di biblioteca con specializzazione musicale; ha rivolto particolare attenzione ad
aspetti innovativi quali le risorse telematiche e l’automazione delle schedature. Molti suoi
ex studenti sono oggi attivi come bibliotecari presso conservatori. In campo scientifico con
la sua tesi di laurea ha ottenuto il premio della Fondazione Levi e la conseguente
pubblicazione (Le Choralkantaten di Felix Mendelssohn Bartholdy, 1991); quindi ha
conseguito il titolo di Dottore di ricerca in Filologia musicale e ha svolto attività di
bibliotecario presso biblioteche musicali, inoltre ha tenuto un seminario per i corsi di
Dottorato a Cremona, ed è stato co-fondatore e vice presidente della sezione italiana della
IAML (International association of Music Libraries): alle iniziative internazionali di detta
Associazione ha sempre partecipato e partecipa attivamente. Quali pubblicazioni più
notevoli, presenta una serie di ricerche su alcuni aspetti dell’opera di Mendelssohn. Questi
apporti, recensiti in ambito scientifico internazionale, si aprono con il menzionato libro
derivato dalla tesi di laurea e proseguono con edizioni e saggi, anche riguardanti l’influsso
di Mendelssohn su compositori-interpreti. La metodologia filologica (esercitata anche su
un’edizione di sonate di Locatelli) e quella della ricerca documentaria sono di tutto rispetto;
ma a proposito della fortuna di Mendelssohn in Italia non è oltrepassato l’apparato
descrittivo delle fonti analizzate. Durante la discussione dei titoli, sostenuta in modo
esauriente, mostra una perfetta preparazione di biblioteconomia musicale, lasciando
comprendere come sia un uomo prezioso nell’organizzazione di una biblioteca e nella
preparazione degli studenti a questa professione. Ne conosce le problematiche antiche e
quelle recenti (quali gli aspetti informatici). Interrogato su altri aspetti dei titoli, illustra il suo
ritrovamento a Cracovia di materiali provenienti dalla Biblioteca reale prussiana di Berlino.
Mostra padronanza quale editore di testi mendelssohnian, per i quali continua a ricevere
commesse dalla casa editrice Carus. Nel corso della prova didattica tratta in forma
esauriente e convincente le problematiche della formazione e dei compiti del bibliotecario
musicale oggi, apportando una vasta bibliografia e rilevando la necessità per il
bibliotecario musicale di una formazione umanistica di base. La competenza specialistica
è eccellente, e convincente l’esposizione. Il giudizio complessivo sul candidato è
altamente positivo.
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