Risveglio
Pentecostale
Organo ufficiale delle Chiese Cristiane Evangeliche Assemblee di Dio in Italia
Periodico Mensile - Poste Italiane spa - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L.353/2003 (conv. in L.27/02/2004 n.46) art.1 comma 2, DCB Vicenza
Numero 7/8 - Anno LXIII
Luglio/Agosto 2009
«O voi che cercate Dio, fatevi animo,
poichè il Signore ascolta i bisognosi...
Lo lodino i cieli e la terra, i mari
e tutto ciò che si muove in essi!...»
(Salmo 69:32-34)
Giovani
Risveglio
Pentecostale
Organo ufficiale
delle Chiese Cristiane Evangeliche
“Assemblee di Dio in Italia”
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Pentecostale - Cristiani Oggi:
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Lorenzo Framarin, Domenico
Modugno, Elio Varricchione.
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L’aggettivo “diverso” viene usato in
ambito sociologico per definire gruppi e comportamenti che si discostano
dagli standard della maggioranza.
Così sono diversi i portatori di
handicap o gli extracomunitari o gli
omosessuali e così via.
Generalmente la società guarda
con diffidenza, con fastidio, con timore i “diversi”, perché si tratta di
persone che turbano l’equilibrio sociale o che richiedono aiuto o che
costringono a rimettere in discussione modi di pensare e di vivere consolidati.
Evidentemente la diversità non è
un valore positivo o negativo in sé:
tutto dipende dalle caratteristiche di
tale diversità.
Può trattarsi di un lievito positivo per la società e allora essa può
senz’altro trarne un beneficio; può
trattarsi di qualcosa di deleterio e allora sarà bene prendere le dovute
precauzioni.
Ai tempi dell’Impero persiano qualcuno individuò un nucleo di diversi
all’interno della società.
Aman, dignitario della corte del re
Assuero, fece presente al suo sovrano che nell’impero c’era un popolo
separato, dunque diverso da tutti gli
altri popoli di quell’immenso impero.
La sua diversità non era tanto di
carattere etnico o linguistico, quanto
di carattere morale e religioso.
Infatti le sue leggi in materia erano
diverse da quelle degli altri popoli.
Tali leggi erano quelle che Dio aveva dato al Suo popolo fin dai tempi
di Mosè.
Talvolta tali leggi contrastavano
con quelle dei vari popoli pagani
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con cui gli Ebrei convivevano ed allora nasceva il conflitto e si accentuava la diversità.
Il progetto di Aman fu quello di distruggere il popolo ebreo, ma Dio
intervenne, non con una liberazione dal carattere miracoloso come altre volte era accaduto nella storia del
Suo popolo, ma guidando gli eventi
in modo tale che questo popolo ne
uscì indenne.
La Chiesa del Signore in ogni tempo è stata un popolo diverso, separato.
Tale diversità non nasce da un pregiudiziale orgoglio di voler essere diversi a tutti i costi, ma dalla constatazione che i valori e l’etica del cristianesimo sono spesso in conflitto con
quelli della società in cui si vive.
La vocazione della Chiesa è quella di essere sale della terra, luce del
mondo, lievito portatore di valori utili alla crescita della società, ma la diversità di fondo che esiste talvolta
rende inevitabile la contrapposizione: “Io ho dato loro la tua parola; e
il mondo li ha odiati, perchè non sono del mondo, come io non sono del
mondo” (Giov. 17:14).
I giovani non devono avere paura di essere un popolo separato, non
devono avere paura di proclamare la
loro fede nel Signore in un mondo
che rifiuta sempre di più i valori dello spirito, non devono avere paura di
seguire una morale che si differenzia
da quella spesso corrotta e peccaminosa dei nostri tempi.
A scuola o nel proprio posto di lavoro, nel linguaggio e nell’abbigliamento, nelle relazioni con i propri
genitori, nella sfera della sessualità,
SOMMARIO
Luglio/Agosto 2009
Div er si
nella scelta degli amici e delle attività di svago, nei progetti per la propria vita, nella comunità locale e in
qualsiasi altro contesto sociale in cui
vivono, i giovani abbiano il coraggio
e manifestino la gioia di saper vivere in maniera diversa.
Giuseppe in Egitto non si sentì a
disagio nel rifiutare le proposte lussuriose della moglie di Potifar (Gen.
39:7-10).
Mosè non si lasciò abbagliare dallo splendore dei tesori d’Egitto,
quando scelse di essere maltrattato
con il popolo di Dio (Ebr. 11:24-26).
Daniele e i suoi amici in Babilonia
non si preoccuparono di apparire
giovani diversi rispetto a tutti gli altri che erano stati ammessi alla corte del re e non vollero contaminarsi
con cibi e bevande vietati dalla legge divina (Dan. 1:8-16).
Gli apostoli non ebbero paura di
proclamare con forza che avrebbero
ubbidito a Dio piuttosto che agli uomini, se la legge degli uomini fosse
stata in contrasto con quella di Dio
(Atti 4:19; 5:29).
È difficile andare contro corrente. La maggior parte delle persone si
sente a proprio agio quando si trova dalla parte della maggioranza;
quando pensa, vive, agisce nel modo in cui pensano, vivono e agiscono tutti gli altri.
E spesso non si riflette neanche tanto se le scelte condivise dalla maggioranza siano le migliori,
o quali siano le implicazioni di tali
modi di agire.
Gesù ha messo in guardia rispetto al pericolo di lasciarsi trasportare
dalle masse, di omologare il proprio
Ester 3:8
modo di vivere al modo di vivere
degli altri: “…larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa” (Matt.7:13).
I giovani in particolare vivono,
magari inconsapevolmente, una
grande contraddizione.
Da un lato cercano in molti modi di distinguersi, di apparire diversi
da tutti gli altri e per questo cercano
di personalizzare il loro motorino, il
loro abbigliamento, la loro acconciatura, il loro modo di fare, ma dall’altro si preoccupano di conformarsi
quanto più possibile ai modelli dominanti.
Insomma una grande microdiversità in un mondo giovanile sostanzialmente uniforme.
Come sarebbe bello se i giovani
credenti, facendo leva sulla naturale
predisposizione, propria dell’età giovanile, a distinguersi, a differenziarsi, manifestassero la propria diversità non su questioni futili, ma sulle
questioni più importanti dell’esistenza umana: la fede, la morale, gli ideali di vita.
L’Iddio che diede ispirazione, forza, coraggio, intraprendenza alle
tante figure giovanili della Bibbia,
capaci di differenziarsi dalle masse
del proprio tempo e di lasciare un
segno nella storia del popolo di Dio
è lo stesso Dio del XXI secolo in cui
viviamo e la Sua potenza inalterata
può fare ancora di ogni giovane una
persona speciale ed assolutamente
unica.
Rodolfo Arata
Editoriale - R. Arata
Giovani diversi ........... pag.2
Che tipo di lettera sei?
E. Varricchione............... pag.4
Il perdono cristiano
G. Boscariol..................pag.7
La vera offerta
C. Turco .......................... pag.8
Salvezza gratuita
F. Crosby .......................pag.11
Promossi Alla Gloria
Emanuele Toppi.......... pag.14
Notizie Dalle Nostre
Comunità.....................pag.15
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Che tipo di lettera sei?
2 CORINZI 3:1-6
Siamo davanti a una di quelle pagine della Parola nelle quali Paolo scrive non da grande apostolo o dottore, ma con il cuore del pastore. Chissà se qualche lacrima non gli ha bagnato il foglio… Mentre taluni, nel raccomandare qualcuno all’attenzione di altri, decantano
anche al di sopra del vero le qualità di quella
persona, per quello che ha fatto, o sa fare, lui
“si lascia andare” con un sublime “la nostra
lettera, scritta nei nostri cuori, siete voi… una
lettera di Cristo…” (versi 2 e 3).
Per un servo di Dio non ci può essere soddisfazione più grande del constatare il progresso dell’opera di Dio nei credenti, dalla salvezza per grazia di ognuno alla crescita nelle vie del Signore, nel condividere l’amore per
il popolo di Dio e la passione che spinge ad
evangelizzare andando gioiosamente incontro
a coloro che sono sulla via della salvezza.
Probabilmente in quella occasione Paolo si
è soffermato ad osservare i credenti, domandandosi per ciascuno: che tipo “di lettera” è
quel fratello, quella sorella? Proviamo a farlo
anche noi, ora.
Cominciamo dalla busta
Noi siamo la busta che contiene un messaggio. Ognuna è diversa dalle altre, ciascuna esprime il suo carattere già nell’esteriore, si
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presenta come un biglietto da visita al primo
incontro. Se la giriamo, sul retro possiamo leggere il Mittente: Cristo Gesù. Sì, perché siamo
una lettera di Cristo e quindi apparteniamo a
Lui. È grande e tremenda questa considerazione: lo Spirito del Dio vivente ha scritto di Sé
nel nostro cuore.
Consapevoli della possibilità di inorgoglirci davanti a questa idea, non dimentichiamo
mai che “noi abbiamo questo tesoro in vasi di
terra, affinché questa grande potenza sia attribuita a Dio e non a noi” (2 Corinzi 4:7). Che
il Signore ci aiuti ad avere un cuore che sia
come una “tavola liscia” sulla quale sia facile
scrivere.
Presentiamoci a Lui come un foglio bianco,
dove ogni nostra posizione personale a Dio
non gradita sia stata cancellata dalla “gomma
di Cristo”, tramite l’effetto efficace del Suo sacrificio animato dal Suo infinito amore.
“Lettere” che portano in sé un messaggio
Mentre qualcuno che conosciamo ci viene
incontro, ne riconosciamo “la busta” e già abbiamo un’idea di quel che ci potrà dire.
C’è quel tale che ha assimilato solo l’aspetto negativo della “lettera” che Geremia scrive
lamentandosi della condizione del popolo di
Israele, e quindi piange, piange… Ma Geremia
aveva ben in vista il piano di salvezza di Dio per il
Suo popolo e ha speso tutta la sua vita per servire
il suo Signore!
C’è quell’altro che è un po’ come le lettere
dell’amministratore di condominio: non c’è quasi
niente che va bene nella casa-Chiesa, è tutto guasto e da rifare.
Ma ringraziamo il Signore che la Chiesa è Sua, e
Colui che ha cominciato in ogni “credente-condomino” una buona opera, la condurrà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù (cfr. Filippesi 1:6).
Altri sono come le lettere dell’esattoria: quando le ricevi ti dicono sempre che non hai pagato
qualcosa. Ma il messaggio dell’Evangelo ci dice che
Cristo ha pagato ogni cosa per noi e ci dà accesso
per la Sua misericordia a una vita nuova ed eterna,
nella quale possiamo offrire gratuitamente ciò che
dalla Sua generosa mano abbiamo già ricevuto,
tanto che Gesù dice: “Date, e vi sarà dato; vi sarà
versata in seno buona misura, pigiata, scossa, traboccante; perché con la misura con cui misurate,
sarà rimisurato a voi” (Luca 6:38).
Alcuni somigliano a quelle buste di colore verdino, che contengono una multa per qualcosa che
hai fatto e ti toglie dei punti dalla patente: sono tavole della legge che camminano, che puntano il
dito accusatore con maggior vigore del Legislatore
stesso.
Oh, quanta carità (e quanto insegnamento) c’è
in Gesù seduto in terra davanti a una donna colta in flagrante adulterio, che ha scampato la lapidazione e trema in attesa del Suo verdetto! Quelle
Sue parole: “Donna, dove sono quei tuoi accusatori? Nessuno ti ha condannata?” Ella rispose:
“Nessuno, Signore”. E Gesù le disse: “Neppure io ti
condanno; va’ e non peccare più” (Giovanni 8:1011) ridonano la vita a lei e anche a noi!
Ci sarebbero tanti altri tipi di lettera, ma chiudiamo con quelle che molti scrivono durante le
campagne elettorali.
Quante promesse mai mantenute testimoniano
della mancanza di fedeltà degli uomini! Mentre noi
abbiamo creduto in Cristo che si presenta come il
Sì e l’Amen.
E la Parola ci ricorda che tutte le promesse di
Dio hanno il loro “sì” in Cristo (cfr. 2 Corinzi 1:20)
e che “…fedele è colui che ha fatto le promesse”
(Ebrei 10:23).
Se siamo lettere di Cristo, portiamo in noi ogni
giorno la Sua bella notizia, il Suo messaggio.
Una lettera conosciuta e letta da tutti gli uomini
A cosa servirebbe una lettera, bella, con un
grande messaggio d’amore, ma mai spedita?
Portiamo a destinazione il messaggio che Gesù
ha scritto in noi. In base alla Sua volontà e alla nostra disponibilità, alcuni saranno una “lettera circolare”, letta da molti; altri saranno “letti” da pochi,
magari solo dal proprio coniuge o da un figlio o
da un amico. Qualcuno non saprà mai se il proprio
messaggio è stato davvero raccolto e letto… come
quelli affidati al mare in una bottiglia di vetro.
Ma in tutti i casi vale la pena “far leggere Cristo
in noi”, proprio come quella luce che Gesù ci invita ad essere o quel pane da gettare sulle acque…
“perché dopo molto tempo lo ritroverai” (Ecclesiaste
11:1).
La lettera va affrancata
Sì, per essere “valida” la nostra lettera deve essere affrancata. Ma stiamo tranquilli, Gesù ha pagato il costo del “francobollo”, che è anche stato opportunamente “timbrato”, tanto che Egli “ci
ha pure segnati con il proprio sigillo e ha messo la
caparra dello Spirito nei nostri cuori” (2 Corinzi
1:22). Ecco allora che possiamo dire anche noi con
l’apostolo Paolo che “la nostra capacità viene da
Dio. Egli ci ha anche resi idonei a essere ministri di
un nuovo patto, non di lettera, ma di Spirito; perché la lettera uccide, ma lo Spirito vivifica” (v.6).
Siamo una lettera valida e possiamo essere
“spediti” ad altri tramite lo Spirito Santo, che nella
nostra allegoria fa da Portalettere! Affidiamo a Lui
le nostre vite-lettere, perché Egli conosce i destinatari e ce li metterà davanti.
L’avviso di ricevimento
Quando il portalettere ci consegna un documento importante ci fa firmare un avviso di ricevimento, che farà sapere al mittente che quella lettera ha raggiunto il suo destinatario. Il Signore potrà suonare a qualche cuore anche tramite te, perché Gesù dice: “Chi riceve voi riceve me; e chi riceve me, riceve colui che mi ha mandato” (Matteo
10:40). A chi accetta il Suo messaggio che tu porti
scolpito sul tuo cuore, Lui chiederà “una firma di
conferma”.
E tu, hai ricevuto questo messaggio?
Elio Varricchione
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cristiano
Il Perdono
“Rimettici i nostri debiti come
anche noi li abbiamo rimessi ai nostri debitori” (Matteo 6:12)
Quando una persona si converte, fa una meravigliosa esperienza,
comune, nella sua varietà, a tutti i
credenti: qualcosa la convince d’essere bisognosa di perdono.
Poi scoprirà che non qualcosa, ma Qualcuno l’ha convinta: lo
Spirito Santo, la terza persona della
Trinità “Quando sarà venuto, convincerà il mondo quanto al peccato, alla giustizia e al giudizio”
(Giov.16:18).
La persona in questione sente
un grande peso che l’opprime, ma
la notizia che Gesù, il figlio di Dio,
col proprio sacrificio le ha provveduto il perdono di cui aveva bisogno con il Suo sangue sparso sulla
croce, le dona una completa purificazione e la libera dall’oppressione.
“Venite a me, voi tutti che siete affaticati ed oppressi, e io vi darò riposo” (Mat.11:18).
Dopo la gioia e la pace, vengono le esperienze.
Insieme a quelle buone ed edificanti, basate sulla fede nella Parola
di Dio che man mano si va scoprendo, si possono fare anche delle esperienze tristi e negative, che
mettono in crisi le più forti coscienze e i più fermi caratteri.
Gesù, vero Dio e vero Uomo, ha
saputo, all’apice della Sua missione terrena, esprimere il più grande
e meraviglioso sentimento nei confronti dell’umanità.
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“Dio è Amore” (1 Giov.4:8,16):
spinto fino all’estremo perdono di
coloro che l’hanno crocifisso, “Gesù
diceva: Padre perdona loro, perché
non sanno quello che fanno” (Luca
23:34).
Benché nella Scrittura ci siano
molti passaggi che mettono in risalto la necessità, per il credente,
di perdonare il prossimo, talvolta
risulta assai arduo metterli in pratica. “Perciò mandarono a dire a
Giuseppe: ‘Tuo padre, prima di morire, diede questo ordine: Dite così a
Giuseppe: Perdona ora ai tuoi fratelli il loro misfatto e il loro peccato; perché ti hanno fatto del male’”
(Gen.50:17).
Giuseppe seppe perdonare i
suoi fratelli, ma quanti, tra i salvati da Cristo e rigenerati dallo Spirito
Santo, saprebbero perdonare con la
medesima naturalezza e sincerità di
cuore?
“Il Signore di quel servo, mosso
a compassione, lo lasciò andare e
gli condonò il debito. Ma quel servo,
uscito, trovò uno dei suoi conservi che gli doveva cento denari (una
somma irrisoria confronto al debito
che gli era stato condonato); e afferratolo, lo strangolava, dicendo:
“Paga quello che mi devi”! Perciò
il conservo gettatosi a terra, lo pregava dicendo: “Abbi pazienza con
me, e ti pagherò”. Ma l’altro non
volle, anzi andò e lo fece imprigionare, finché avesse pagato il debito”
(Mat.18:27-30).
Pur essendo stato perdonato,
questo malvagio e ingrato servito-
re non seppe perdonare. Quindi fu
condannato (cnf. Mat.18:32-35).
Chi non sa perdonare si trova in
uno stato peccaminoso, perciò non
può godere della grazia del Signore
delle Sue benedizioni e della gioia
della Sua presenza. Quasi senza accorgersene scivola nell’indifferenza
per le cose di Dio e si sente triste,
solo e abbandonato.
Il Signore, con molta pazienza,
non manca di darci il giusto indirizzo, affinché possiamo godere pienamente dei privilegi riservati ai figli di Dio. “Se voi perdonerete agli
uomini, il Padre celeste perdonerà
a voi” (Mat.6:14); “Perdonate e vi
sarà perdonato” (Mar.11:25, Luca
6:37).
“Perdonaci i nostri peccati, poiché anche noi perdoniamo” (Luca
11:4).
Il testo di Matteo 6:12 non dice: “Il Signore ci perdona come noi
perdoneremo”, ma: “come anche
noi li abbiamo rimessi ai nostri debitori”.
Perciò dobbiamo impegnarci per
mettere in pratica il consiglio della Parola di Dio, infatti “il regno
va preso con violenza” (Mat.11:12).
Una violenza fatta talvolta anche
contro il nostro carattere. “Dica
il debole son forte” (Gioele 3:10).
Signore, rivestici della forza e della
potenza dello Spirito Santo!
Forza e potenza si manifestano
nell’amore che abbiamo ricevuto e
quindi possiamo dispensare anche
al prossimo “Noi amiamo perché
Egli ci ha amati il primo… questo è
il comandamento che abbiamo da
Lui: che chi ama Dio ami anche il
suo fratello” (1 Giov.4:19,21).
Poiché nella vita comunitaria è
possibile avere qualche contrasto,
il Signore ci esorta, attraverso il ministero dell’apostolo Paolo, piuttosto a subire qualche torto, in virtù
dell’amore che ci ha donato “Perché
non patite piuttosto qualche danno?” (1 Cor. 6:7). “Soprattutto abbiate amore intenso gli uni per gli altri,
perché l’amore copre moltitudine di
peccati” (1 Pie.4:8).
Il Signore ci aiuti ad amare anche i nostri nemici, ma intanto impariamo ad amare almeno i nostri
fratelli!
Concludendo, possiamo affermare insieme all’apostolo Paolo:
“Siamo chiamati a libertà; soltanto non dobbiamo fare della libertà un’occasione per vivere secondo
le nostre passioni, ma per mezzo
dell’amore serviamoci gli uni gli altri; perché così facendo adempiremo alla legge che dice: “Ama il tuo
prossimo come te stesso”. Ma se ci
mordiamo gli uni con gli altri saremo consumati gli uni gli altri”.
“Siate invece gli uni verso gli altri
benigni e misericordiosi, perdonandovi a vicenda, come anche Dio vi
ha perdonati in Cristo” (Gal.5:13-15;
Efe.4:32).
Guerino Boscariol
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La Ver a
“E avvenne, di lì a qualche tempo, che Caino fece una offerta di frutti della terra
Il Signore guardò con favore Abele e la sua offerta, ma non
Quando parliamo di Caino, pensiamo a lui come a un assassino, dimenticando il fatto che anche lui era un uomo, a suo modo, molto religioso.
Contrariamente a quello che si crede comunemente,
egli era ottemperante nei suoi doveri verso Dio e nel
suo bisogno di piacere all’Onnipotente.
Il delitto di Abele fu il risultato della sua attitudine
religiosa sbagliata. Da quanto si nota nel racconto biblico, sembra quasi che la devozione di Caino fosse
superiore a quella di suo fratello: non fu Abele ad offrire per primo al Signore, ma Caino. “Avvenne, dopo
qualche tempo, che Caino fece un’offerta di frutti della terra al Signore” (Gen.4:3).
Si nota che Caino pensò di portare un’offerta; la
prese e la portò al Signore. Qui si evidenzia la devozione di Caino convinto della necessità di fare offerte
al Signore. Ma la sua semplicità risultò inutile, perché
non accettò i presupposti richiesti da Dio affinché il
sacrificio fosse accettabile.
Più tardi anche Abele, probabilmente spinto dal fatto che suo fratello Caino, molto religioso, aveva fatto
un’offerta a Dio, fece lo stesso. Caino divenne omicida e, invece che dolersi ed agire secondo il volere di
Dio, si inacerbì contro Abele, assassinandolo.
Due religioni
Caino e Abele sono i rappresentanti delle religioni dell’umanità perché vi sono soltanto due religioni: quella di Caino, in relazione con le foglie di fico
usate dai nostri progenitori per coprire la loro nudità, e quella
di Abele,
che
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prende esempio dall’agire di Dio. Dio procurò
per Adamo ed Eva dei vestiti di pelle nel giardino
dell’Eden.
Ecco due diversi tipi di religione: quella di Caino, la
ricerca della redenzione tramite le opere, e quella di
Abele, ossia della salvezza raggiunta per grazia mediante la fede.
Ovunque si proclami che solo il prezioso Sangue
di Gesù Cristo è l’unica via di salvezza, lì c’è la religione di Abele.
Ove, invece, si neghi questa verità, se la grazia in
Gesù Cristo è rifiutata, si scoprirà ancora una volta di
ritrovarsi in quella che è la religione di Caino.
L’elargizione di Caino
Caino era credente, non confutò l’esistenza di Dio,
anzi palesò di ravvisarla portandoGli un’offerta.
Non era ateo. Era convinto anche della necessità
della salvezza, eppure tutto ciò fu inutile.
Le foglie di fico non poterono coprire la nudità di
Adamo ed Eva; infatti il Signore dovette provvedere
dei vestiti di pelle per insegnare loro tre verità:
• la redenzione è una grazia di Dio, e non si ottiene
per l’opera dell’uomo;
• la redenzione si ha solo per la morte di un sostituto innocente;
• la redenzione si ha solo per mezzo di spargimento
di sangue.
Caino non può essere giustificato per aver commesso il suo crudele omicidio. Sicuramente i suoi genitori dovevano avergli trasmesso quanto era gradito
a Dio.
Abele capì quel che Dio aveva insegnato. Per questo Caino diede spazio alla sua ambiziosa religione,
senza considerare seriamente la volontà di Dio.
g
Offerta
a al Signore. Abele offrì anch’egli dei primogeniti del suo gregge e del loro grasso.
guardò con favore Caino e la sua offerta” (Gen.4:3 5).
Ignorò la Parola di Dio e scelse di interpretarla a modo proprio. Così facendo, contestò l’autorità incondizionata e infallibile della Parola di Dio. Non rigettò
l’intera Parola di Dio, ma la rimaneggiò per allinearla
alla propria filosofia.
Infedele non è solo colui che rigetta la Parola di Dio,
rifiutandola, ma anche chi si definisce religioso e trae
la propia personale morale dalla Bibbia, ma al tempo
stesso rigetta la Divinità di Cristo, la Sua resurrezione,
la Verità della grazia...
Il veleno è tanto più pericoloso quanto più viene occultato, magari ricoperto di zucchero; allo stesso modo
l’errore è tanto più ripugnante quanto più è rivestito di
frasi religiose e pie.
Il sangue escluso dall’offerta di Caino
Secondo l’epistola agli Ebrei, l’offerta di Caino non fu
portata con fede, mentre quella di Abele fu presentata per fede nella Parola rivelata da Dio riguardante lo
spargimento di sangue.
Questo è chiaro se si tiene conto del verbo, in ebraico, adoperato per definire l’atto dell’offerta di Caino,
“minchah”, che significa “oblazione”. Questo verbo è
lo stesso usato ripetutamente nel libro di Levitico per
descrivere l’oblazione.
Sono cinque i tipi di oblazioni che Dio si aspettava
da Israele: l’olocausto (Lev.1), l’oblazione (Lev.2), i sacrifici di azioni di grazie (Lev.3), i sacrifici per il peccato (Lev.4), i sacrifici per le colpe (Lev.5).
Eccetto l’oblazione, chiamata “minchah”, composta
di farina ed olio, tutte le altre erano offerte che prevedevano uno spargimento di sangue.
Come l’oblazione illustrava anzitempo la vita giusta
di Cristo, l’olocausto, invece, ne figurava il Suo sacrificio espiatorio.
Solo dopo la salvezza ottenuta per grazia mediante
la fede nel prezioso Sangue di Gesù, possiamo camminare ricalcando le orme di Cristo.
Cercare una religione che ponesse enfasi solo sulle
opere, e non contemplasse il sangue del sacrificio fu
l’errore fatale di Caino. Con il suo agire ha mutato l’ordine dell’offerta, ponendo l’oblazione prima dell’olocausto, trasgredendo il precetto di Dio.
Nell’ordine divino, prima deve venire la salvezza, poi
potrà, di conseguenza, seguire l’oblazione di una vita
spesa compiendo le buone opere che Lui ha precendentemente preparato per noi affinché le pratichiamo.
Bella, ma inefficace
Che l’offerta di Caino non fosse bella non è provato.
Anzi probabilmente, rispetto al sacrificio cruento,
grondante di sangue, presentato da Abele, l’offerta di
Caino era maggiormente gradevole nell’esteriore.
La vera adorazione, però, non sta nelle cose esteriori,
ma viene dal cuore: “Ma quello che è intimo e nascosto
nel cuore, la purezza incorruttibile di uno spirito dolce e pacifico, che agli occhi di Dio è di gran valore” (I
Pie.3:4).
Indipendentemente dal rito, Dio accetta l’adorazione
quando questa è fatta sotto la grazia del Sangue prezioso di Gesù. “Quand’io vedrò il sangue, passerò oltre” (Eso.12:13) per questo Caino fu rigettato e Abele
gradito.
È scritto: “Il Signore guardò con favore Abele e la sua
offerta... ” (Gen.4:4).
Sappiamo che una traduzione più antica dice: “Dio
guardò sopra la sua offerta”.
Inoltre leggiamo nella lettera agli Ebrei: “Per fede
Abele offrì a Dio un sacrificio più eccellente di quello
di Caino” (Ebrei 11:4).
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L’offerta confermata
Oblazioni e sacrifici per il peccato dovevano essere infiammati dal fuoco dell’olocausto.
L’altare dell’olocausto si trovava nei pressi della
porta del tabernacolo e del tempio, questo era una
anticipazione della croce del Calvario, per la quale
l’anima compunta entra per la porta (Cristo).
La religione non si ferma alla croce, avanza direttamente fino all’oblazione, ma su di essa non cadrà
mai il fuoco, segno dell’approvazione di Dio.
Se il Signore abbia manifestato col fuoco la Sua
approvazione riguardo l’offerta di Abele la Bibbia
non lo dice; l’insegnamento è evidente, comunque.
Come Abele fu certo che la sua offerta era stata
accettata per la testimonianza dello Spirito Santo,
così anche noi, quando arriviamo alla croce, possiamo avere la garanzia di essere graditi a Dio.
L’apostolo scrive: “Lo Spirito stesso attesta insieme col nostro spirito, che siamo figli di Dio”
(Rom.8:16).
Lo Spirito di Dio conferma ad ogni credente che
egli è salvato.
La semplice religione non può far questo, al massimo potrà condurre una persona a dire: “Spero...,
tento..., faccio del mio meglio”. Ma colui che ha
messo il suo cuore sull’altare e si impegna a perseverare nella volontà di Dio può affermare: “…io so
in chi ho creduto, e sono convinto che egli ha il potere di custodire il mio deposito fino a quel giorno”
(2 Tim.1:12).
Il significato di questa testimonianza
Molti pensano che la loro testimonianza debba
essere confermata con il fuoco o con una voce o
una sensazione fisica o un’emozione, altri addirittura rimuginano di ricevere delle visioni o di avere
dei sentimenti particolari e di conseguenza dimenticano ciò che la Bibbia dice: “Chi non crede a Dio,
l’ha fatto bugiardo” (I Giov.5:10).
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La vera testimonianza è la Parola di Dio, e questa è immutabile, le Sue promesse sono sempre le
stesse.
“Chiunque avrà invocato il nome del Signore, sarà salvato” (Rom.10:13). Dio ci aiuti a credere in
questo.
Se abbiamo invocato il Suo nome e abbiamo sperimentato la nuova nascita, siamo salvati.
Non abbiamo assolutamente bisogno di rivelazioni austere, basta credere nella fedeltà della Parola
di Dio.
Se questo è avvenuto, allora il Suo Spirito può
testimoniare insieme al nostro spirito, mediante
ognuna delle preziose promesse contenute nella
Parola, che siamo figliuoli di Dio.
Questa è la salvezza.
Abele ha creduto, e Dio ha gradito la sua offerta.
Caino ha lavorato, si è stancato ed è andato incontro alla perdizione eterna.
Dio ci aiuti a confessare Cristo e non una religione, affinché possiamo dire con piena certezza: “Lo
Spirito stesso attesta insieme col nostro spirito, che
siamo figli di Dio” (Rom.8:16).
Cesare Turco
Salvezzaita
Quante volte il testo di un inno ci tocca il cuore! Spesso ci capita di cantare un inno, soprattutto
i vecchi inni, un po’ apaticamente, per abitudine,
senza badare al messaggio che reca.
In seguito, però, una situazione difficile, una
prova particolare o un particolare bisogno ci inducono a prestare più attenzione a questi canti, che
allora si presentano a noi; come una rivelazione,
come se sentissimo per la prima volta quelle parole, così profonde da giungere a scalfire il nostro
cuore. Improvvisamente il Signore ci parla chiaramente attraverso quel testo che conoscevamo forse a memoria, ma al cui significato non abbiamo
mai prestato attenzione.
Nel momento della prova quelle parole tornano
alla nostra mente e assieme alla musica del canto, non ci abbandonano più, ci accompagnano fintantoché avremo bisogno di conforto, realizzando
che, forse, anche l’autore dell’inno si era trovato
nella nostra stessa situazione. Eppure, solo raramente, ci si chiede quale sia stata la storia che ha
condotto l’autore a scrivere quel determinato canto.
Nonostante negli ultimi anni questo principio
stia venendo meno, la composizione del testo ha
sempre preceduto quella musicale.
Il testo è il vero canto, la musica ne è sempre
stata solo il veicolo, l’ancella della parola.
In passato, quindi, gli inni seguivano una struttura metrica ben precisa, in quanto ad esso poteva
venire applicato un tema musicale qualsiasi, a patto che riprendesse lo stesso schema metrico, proprio come fosse un vestito; è per questo motivo
che molti canti – alcuni anche in italiano – possiedono più versioni del testo, quelli che in musica
vengono chiamati tecnicamente contrafacta.
Pertanto, quando si vuole indagare sulla storia
di un canto, bisogna tener presente che, solitamente, l’autore del testo non è anche il compositore della musica.
L’autore, toccato dal Signore, scriveva un testo
poetico per esternare un determinato sentimento,
per esempio di lode, o di ringraziamento, oppure
per fini didattici, in modo da creare un testo facilmente memorizzabile che contenesse le principali
verità di fede del credente.
gratu
Frances Jane Van Alystyne
(Fanny Crosby)
1820-1915
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Tutto ciò, però, non implicava necessariamente che il
testo dovesse
essere musicato. Esso poteva essere pubblicato e letto,
condiviso con
i fratelli, o memorizzato, ma
molto spesso
veniva pubblicato per la
lettura devota, proprio
come si leggerebbe una
comune poesia. Molto
spesso accadeva che
un musicista
cristiano venisse a conoscenza di questi testi e
così decidesse di musicarli, in modo da poterli cantare.
Probabilmente, Fanny Crosby fu la scrittrice di
inni più prolifica nella storia. Scrisse il testo di
più di ottomila inni, la stragrande maggioranza dei quali furono musicati. La sua umiltà la indusse, nel momento della pubblicazione di questi inni, che nascevano come testi poetici, molto
spesso a scopo evangelistico, ad usare pseudonimi per celare la propria identità. Di lei si contano più di duecento diversi pseudonimi usati
nelle raccolte di inni o nelle singole pubblicazioni su riviste cristiane. Le capitò di scrivere fino a sette inni o poesie al giorno, quando era
presa dal fervore della lode. Scrisse talmente
tanti testi che, in molte occasioni, udendo cantare un inno mai sentito, chiedeva chi ne fosse
l’autore, per poi scoprire che il testo era suo.
Frances Jane Crosby nacque in una famiglia
di forte fede puritana il 24 Maggio 1820.
Da bambina fu colpita da un’infezione oculare, e curata da un medico incompetente, tanto
da causarle la cecità.
Pochi mesi dopo suo padre si ammalò gravemente e morì, così sua madre, una giovane di
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ventun anni, fu costretta a lavorare lontano da
casa come cameriera e Fanny andò a stare dalla nonna Eunice, la quale non solo si preoccupò di educare Fanny negli insegnamenti umani,
ma si prese soprattutto cura del suo spirito.
Nonna Eunice le leggeva la Bibbia e gliela
spiegava con cura, dando enfasi all’importanza
della preghiera.
Quando, infatti, Fanny realizzò con tristezza
di non poter imparare come fanno gli altri bambini, Nonna Eunice le insegnò a pregare chiedendo a Dio la conoscenza.
Anche un’altra donna ebbe un ruolo importante nella vita di Fanny. Questa fu la signora
Hawley, la quale aiutò la giovane a memorizzare la Bibbia, e il Signore premiava la fede della
piccola dandole la capacità di memorizzare fino
a cinque capitoli alla settimana. Fanny sviluppò
una memoria tale da stupire i suoi amici.
La cecità non la faceva sentire diversa dagli
altri, infatti a otto anni compose i seguenti versi:
“Oh, che bambina felice sono, anche se non posso vedere! Sono decisa ad essere felice in questo
mondo! Di quante benedizioni che gli altri non
hanno posso godere! Così non riesco – né voglio
– piangere o sospirare per la mia cecità”.
Nel 1834 venne a conoscenza dell’Istituto per
ciechi di New York e capì che questa era la risposta alle sue preghiere. Entrò nell’Istituto a
dodici anni e vi rimase come insegnante.
Nel marzo del 1858, Fanny sposò Alexander
Van Alystyne, un ex allievo dell’Istituto che allora vi lavorava come insegnante. Era uno dei migliori organisti di New York. Anche Fanny era
una brava musicista, infatti sapeva suonare l’arpa in modo eccellente, suonava il pianoforte ed
aveva una bella voce di soprano.
Anche in tarda età (visse fino a 95 anni) era
solita sedere al pianoforte e suonare di tutto,
dai brani di musica classica, agli inni, fino al
ragtime. Alle volte, persino, si dilettava a suonare i vecchi inni in stile jazz.
Dopo il matrimonio, Fanny lasciò l’Istituto e dopo alcuni anni cominciò a dedicarsi a
quella che sarebbe divenuta la propria vocazione, comporre inni, tanto che si accordò con
un editore: avrebbe scritto tre inni alla settimana da usare nelle pubblicazioni per la Scuola
Domenicale.
Nonostante Fanny fosse in grado di compor-
il desiderio che la Chiesa di Cristo potesse fire poesia piuttosto complessa e di improvvisanalmente risvegliarsi ed uscire dall’ombra per
re musica con una struttura classica, i suoi inni
avevano come scopo quello di recare il messag- evangelizzare il mondo. Eccone alcuni versi:
gio dell’Evangelo a persone che non erano soliSvegliatevi! Svegliatevi!
te ascoltare le prediche in chiesa, quindi i suoi
Il Maestro ci chiama!
testi erano scritti in un linguaggio semplice e
Alzatevi! Alzatevi!
diretto. Ogni qualvolta scriveva un inno, pregaE, confidando nella Sua Parola,
va Dio affinché se ne servisse per condurre a Sé
Avanzate! Avanzate!
più anime possibile.
Proclamate l’anno di giubilo,
Quando ancora era in vita, il gruppo evangeE prendete la croce,
listico di Dwight L. Moody e Ira D. Sankey prela benedetta croce di Cristo nostro Signore.
sentò gli inni di Fanny alle folle di persone che
assistevano alle riunioni evangelistiche, e Fanny
Su, Su, canta il coro,
fu molto attiva nel Movimento di Santità, un
Su, Su, la stella del mattino brilla su di noi;
movimento in seno alle chiese evangeliche per
Su, su, mentre davanti a noi,
la ricerca di una più profonda esperienza spiriIl nostro potente Salvatore ci conduce.
tuale con Dio.
Gloria Gloria, ascolta il coro eterno,
Anche oggi, molti dei suoi inni continuano a
Grida: “Osanna” mentre audaci marciamo;
condurre anime a Cristo, dando loro salvezza e
Soldati fedeli di quaggiù,
conforto. Alcuni dei suoi inni, che oggi cantiasolo Gesù riconosciamo,
mo in Italia, sono: “Lieta certezza”, “A Dio sia
e gridiamo al mondo: “Salvezza gratuita!”
la gloria”, “Sicura in man di Cristo”, “Oh, Gesù,
solo tu sei la mia vittoria”, ed altri ancora.
Fino agli ultimi giorni della sua vita, nel 1915,
Fanny fu impegnata nel lavoro missionario tra
i poveri d’America. La sua visione fu
quella di portare le persone a Cristo
non solo con i suoi inni, ma anche con
la propria testimonianza di vita.
Sulla sua cecità, Fanny disse: “Sembra
che la benedetta provvidenza di Dio
abbia voluto che io fossi cieca per tutta la vita, e ringrazio Dio per ciò. Se domani mi venisse offerta una vista umana, la rifiuterei. Non sarei mai riuscita
a scrivere inni alla gloria di Dio, se fossi
stata distratta dalle cose belle ed interessanti attorno a me... Se potessi scegliere,
sceglierei comunque di rimanere cieca…
perché, quando morirò, il primo volto che
avrò mai visto sarà il volto del mio benedetto Salvatore.”
Fanny era caratterizzata da un forte spirito missionario ed incoraggiava la ricerca di un risveglio di potenza in seno alla
Chiesa del Signore, il risveglio che sarebbe scaturito nel Risveglio Pentecostale del
1906.
In un bellissimo canto appassionato possiamo leggere il desiderio di Fanny per
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Promossi alla gloria
1940 - 2009
“Essi si riposano dalle loro fatiche perché
le loro opere li seguono” (Apocalisse 14:13)
L’8 luglio 2009, all’età di sessantanove anni, il nostro caro fratello Emanuele Toppi ci
ha preceduti nella gloria del nostro Signore
Cristo Gesù. La sua dipartita è stata improvvisa, inaspettata. Tutti lo aspettavamo ai
prossimi turni di campeggio, dove da anni
si è prodigato in cucina, sì proprio lì, dietro
ai fornelli, per servire il Maestro.
Primo fra otto fratelli, vissuto in una famiglia di credenti, accettò il Signore come personale Salvatore all’età di 15 anni e
si battezzò nella chiesa di Roma il 6 giugno
1955.
Fu un servitore di Dio che, più che predicare, ha praticato l’Evangelo. Quando, alla
fine degli anni Cinquanta, si è iniziata la costruzione dell’Istituto Biblico Italiano in via
Prenestina a Roma, lui era lì a impastare il
cemento insieme ad altri fratelli. E non poteva mancare di rendersi utile per l’Orfanotrofio Betania fin dai primi anni di vita. Non
si è mai risparmiato, si è sempre reso disponibile.
Il Signore benedice sempre i Suoi figlioli
che si dispongono. Nel marzo del 1964 ricevette il battesimo nello Spirito Santo.
Sposato con figli e un lavoro, prima come artigiano poi in una azienda comunale,
ha trovato il tempo di essere presente dove
c’era una necessità tecnico/pratica: alla Casa
di Riposo Emmaus, a innalzare tralicci per
Radioevangelo, nei primi Raduni Giovanili a
Betania, nei Centri Comunitari, con le tende
di evangelizzazione e al Centro Kades.
Pur non essendo visibile come lo potrebbe essere un predicatore noto, era così conosciuto e amato da raccogliere, per il suo
funerale, circa mille persone, di cui un discreto numero erano conoscenti ed ex colleghi di lavoro, che hanno ascoltato il lieto
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messaggio dell’Evangelo già anticipato dalla
testimonianza resa da Emanuele.
Lui stesso diceva: “Non so parlare bene,
ma il Signore mi ha dato le mani per lavorare per Lui. Non è servizio anche questo?”
Ciò che rimane impresso a tutti noi credenti e non, e che non dovremmo mai dimenticare, è che il servizio al Signore deve
essere largito con tutto il cuore, con la massima disponibilità, come un sacrificio vivente (cfr. Rom.12:1).
Nell’ultimo giorno della sua vita era
all’Istituto Biblico Italiano a servire in modo pratico proprio dove aveva iniziato 50
anni fa. Sempre pronto, sempre disponibile
ovunque lo si chiamava. Grazie, Signore, per
quest’uomo di Dio che con la sua vita e il
suo servizio pratico ci ha insegnato il modo
in cui possiamo amare Dio, la Sua Chiesa e
la fratellanza tutta!
Come sempre, dietro a un uomo di
Dio c’è una donna di Dio. La cara moglie
Drusiana gli è stata vicino e l’accompagnava quando poteva, avendo una famiglia numerosa con cinque figli tutti timorati di Dio
e non si lamentava quando mancava da casa
per ore e giornate. Anche lei in questo modo ha servito il Signore.
Abbiamo ricevuto una grande eredità che
vogliamo raccogliere. Il fratello Emanuele
possa rimanere per noi un esempio, seppur
un esempio nascosto, ma sempre presente
al bisogno, all’occorrenza.
Alla moglie Drusiana, ai figli Luca,
Stefano, Debora, Giacomo e Andrea va tutto il nostro affetto e il sostegno in preghiera
perché “il Padre misericordioso e Dio di ogni
consolazione” consoli i loro cuori (2 Cor.1:3,
4). Il fratello Emanuele è ora alla presenza
del nostro Signore Gesù Cristo per ricevere
la corona della vita (Giac.1:12).
Lino Brancato
Notizie dalle nostre Comunità
CULTO DI CHIUSURA LIV ANNO ACCADEMICO DELL’ISTITUTO BIBLICO ITALIANO
Venerdì 19 giugno 2009, è stato celebrato
al Signore il culto di chiusura del LIV Anno
Accademico dell’Istituto Biblico Italiano.
Il locale di culto in cui ci siamo incontrati
per tale occasione è stato quello della chiesa di Roma-Casilino, che il pastore Salvatore
Cusumano e il Consiglio di Chiesa, come
sempre, hanno messo a disposizione.
Oltre a un nutrito numero di credenti provenienti dalle diverse chiese di Roma, erano presenti anche molti insegnati e pastori
provenienti da diverse zone d’Italia, ed anche alcuni dei fratelli principali della nostra
opera, membri del Consiglio Generale delle Chiese.
Già fin dall’inizio si percepiva un’atmosfera da “occasione speciale” e, sui volti degli studenti, traspariva un senso di serenità
e di soddisfazione per l’obiettivo raggiunto,
nonché l’emozione per quanto ci si accingeva a fare.
Dopo aver lodato e pregato il Signore insieme, il fratello Eliseo Cardarelli, direttore dell’Istituto Biblico Italiano, ha espresso la gratitudine a quanti hanno collaborato
per la buona riuscita di quest’anno scolastico, ma soprattutto al Signore, che continuamente è stato presente e operante nell’attività della nostra Scuola.
I docenti che quest’anno si sono alternati nell’insegnamento delle varie materie, provenienti da diverse zone d’Italia, sono stati
ventiquattro e il Signore ha guidato e sostenuto l’Opera Sua.
Subito dopo l’intervento del direttore
dell’IBI, ha preso la parola il fratello Felice
Antonio Loria, presidente delle Assemblee
di Dio in Italia, per consegnare, come stabilito dal Comitato Direttivo dell’IBI, dei diplomi Honoris Causa ad alcuni docenti che
da anni collaborano nell’insegnamento presso l’IBI. Il fratello Loria ha chiaramente specificato che questo non vuole essere il riconoscimento di un titolo accademico, quanto
un segno di gratitudine per il lavoro svolto nel corso degli anni
passati.
Siamo così giunti ad
un appuntamento che
ormai è “norma” in
ogni culto di chiusura
di un anno accademico, il momento in cui
gli studenti cantano
per lodare Dio e per
manifestare i sentimenti del loro cuore.
Come sempre abilmente guidati dalla sorella Anna Maria
Toppi, i quaranta studenti, venticinque del
primo anno, dodici
del secondo e tre del
terzo, hanno intonato tre inni che hanno
toccato i nostri cuori.
Il primo inno dal
titolo “A Dio sia la
Gloria” , chiaramente, ha espresso sentimenti e parole di lode al Signore perché
mi lavò col Suo sangue, mi salvò con potenza…
Il secondo inno, “Con Gesù” , ha evidenziato il desiderio degli studenti di voler stare
con Gesù anche un’ora sola perché Egli è il
mio Consolatore e desidero udire la Sua voce che rallegra e dona pace al cuor…
Il terzo inno era intitolato “Questo è il dì”
fatto dal Signor, vogliam gioire con tutto il
cuor…
Toccanti sono state le testimonianze degli
studenti che hanno commosso il cuore dei
presenti.
Il messaggio della Parola di Dio è stato affidato al fratello Felice Leveque, pastore della chiesa di Grosseto e diaspora, che ha predicato sul testo di 2 Timoteo 2:24-26.
Il tema del messaggio ha riguardato il servo del Signore e si è sviluppato considerando alcune caratteristiche proprie di ogni servitore, come indicate dall’apostolo Paolo a
Timoteo.
Prima di tutto, Paolo ricorda a Timoteo e,
quindi anche a noi, che “il servo del Signore
non deve litigare…”, evidenziando quali potrebbero essere le conseguenze disastrose di
un atteggiamento litigioso.
In secondo luogo, “il servo del Signore…
deve essere mite con tutti, capace di insegnare, paziente”, perché soltanto così potrà essere adatto ad imparare, capace di aspettare i tempi di Dio e strumento di salvezza per
i perduti e per coloro che si sono allontanati dal Signore.
Dopo che il Signore ci ha istruiti e consolati con il messaggio della Sua Parola, il culto si è concluso con un rinnovato sentimento di gratitudine nei confronti del nostro
amato Padre Celeste che, come sempre, sa
come parlare al nostro cuore e come guidarci nelle Sue vie.
L’impegno che vogliamo prendere al presente e per il futuro è quello di operare e
pregare affinchè questa meravigliosa opera di fede dell’istituto Biblico Italiano possa
continuare ad andare avanti per la sola gloria di Dio e per la
crescita e la formazione del Suo
popolo.
Solo a Dio siano ogni onore e
gloria!
Angelo Gargano
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Notizie dalle nostre Comunità
NOTIZIE DA PALERMO - VIA NC 1
Ho la gioia di comunicare che, nel corso di
due distinti servizi, quindici credenti hanno
ubbidito al comandamento di Gesù del battesimo in acqua. È superfluo dire che entrambe le riunioni sono state caratterizzate dalla
gioia per queste decisioni prese, dalla commozione dei neofiti e dei loro familiari intervenuti per l’occasione, dalla gratitudine nei
confronti del Signore per la grazia che continua ad effondere verso coloro che credono.
Alcuni dei fedeli scesi nelle acque battesimali
sono giovani nati in famiglie già facenti parte della comunità, altri sono credenti frutto
dell’evangelizzazione personale dei credenti e dell’annuncio dell’Evangelo del Signore
Gesù nei nostri culti. In ciascuno di loro è
stata evidente l’opera dello Spirito Santo che,
pur nella diversità delle esperienze personali, ha portato ognuna di queste anime al conseguimento della salvezza in Cristo Gesù.
Questi fedeli prendono il posto di coloro che,
per ragioni di lavoro, si trasferiscono altrove
e di coloro che il Signore chiama alla casa celeste. Infatti, già da tempo è ripreso un flusso
migratorio, non massiccio, ma comunque significativo, dalla nostra città verso il nord.
Colgo l’occasione per ricordare, tra coNOTIZIE DA PIOPPO (PA)
Con gratitudine al Signore desideriamo
condividere la nostra gioia con tutti i lettori. Domenica 29 marzo abbiamo celebrato
un culto di battesimi, nel corso del quale sei
giovani in ubbidienza alla Parola del Signore
hanno fatto patto con Dio; tutto frutto della tenda d’evangelizzazione. È stato un giorno di grande festa per la nostra comunità. Il
locale era gremito di fratelli, parenti ed amici
presenti per l’occasione. I battezzandi hanno
testimoniato della salvezza in Cristo, dimostrando la gioia del Signore nei loro visi raggianti. Il messaggio della Parola del Signore,
tratta dal Vangelo di Luca 15 sulla parabo-
loro che sono andati col Signore, il fratello Giuseppe Morisco, uno dei componenti del nucleo originario della nostra comunità. Originario di Bari, si trasferì in Sicilia per
ragioni di lavoro, essendo sottufficiale della
Guardia di Finanza, e in Sicilia si sposò e si
stabilì definitivamente. Il padre era un evangelico valdese, ma lui non mostrò particolare interesse per la fede, fino a quando, in occasione della nascita della prima figlia, trovandosi in grande ambascia perché il parto risultava estremamente problematico, ricordò le parole del Salmo 50: “Invocami nel
giorno della distretta, io te ne libererò e tu mi
glorificherai”. Così gridò al Signore e immediata giunse la liberazione divina! A questo
punto si avvicinò alla comunità pentecostale
di Corleone (PA), località in cui prestava servizio, e, insieme alla moglie, diede il cuore
al Signore. Grazie a questa conversione, anche i suoceri che risiedevano a Trapani furono condotti all’Evangelo e misero la loro abitazione a disposizione perché vi si tenessero dei culti. Trasferitosi a Palermo con la famiglia e cambiata la sua attività lavorativa, fu
impegnato attivamente a sostenere la piccola comunità locale che allora si riuniva in un
locale a Piazza Magione. Sarebbe troppo lungo ripercorrere tutte le fasi della crescita della
la della pecora e della
dramma smarrita, è stato di grande edificazione. In un’altra occasione Dio ha continuato a
benedirci quando abbiamo celebrato il culto
di Santa Cena. Per l’occasione è stato invitato il fratello Giunta, pastore della comunità di
Villabate. La Parola di
Dio, predicata per l’occasione dal Vangelo di
Giovanni cap.13, ha fatto risaltare l’amore che e il ringraziamento siano resi a Dio, in Cristo
Gesù.
Domenico Cilio
Gesù ebbe per i Suoi fino alla fine. La lode
BATTESIMI A RIVOLI (TO)
Signore, scendendo nelle acque battesimali
secondo l’insegnamento della Parola di Dio,
Il 29 marzo nella comunità di Rivoli abbia- e cioè per immersione. Il culto è iniziato con
mo avuto un culto con battesimi, alla presen- cantici di lode e adorazione, che hanno edifiza del Signore, in un locale di culto pieno ol- cato l’assemblea in modo speciale. La Parola
tre misura di credenti, simpatizzanti e perso- di Dio è stata meditata dal libro di Giosuè al
ne che per la prima volta hanno partecipacapitolo 1, ricordando che la promessa di Dio
to al culto. Sei neofiti hanno fatto patto col
“Non ti lascerò e non ti abbandonerò” è per
16
comunità. Il fratello Morisco non ha esercitato alcun ministerio, ma la competenza acquisita con la sua attività lavorativa, il suo amore per l’opera di Dio ed il suo zelo hanno fatto sì che per decenni la comunità di Palermo,
e non solo, ha potuto trarre grande beneficio
dai suoi interventi in campo burocratico, amministrativo ed organizzativo. Fino a qualche
settimana prima del suo decesso, nonostante l’età avanzata e le non più buone condizioni fisiche, ha frequentato regolarmente i culti e fino all’ultimo ha pubblicamente lodato
il Signore, ricordando con gratitudine il bene
della salvezza e le tante benedizioni ricevute. Il Signore lo ha chiamato all’età di 95 anni, agli inizi di questo anno 2009, e il ricordo
della sua persona rimane nei cuori di quanti
lo abbiamo conosciuto e ne abbiamo apprezzato le virtù cristiane.
Rodolfo Arata
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tutti quelli che in ogni tempo si sono affidati
alle amorevoli cure del Padre Celeste. A Dio
sia la lode per
ogni benedizione che ci concede. Pace a tutti.
Francesco
Lazzaro
16° RADUNO GIOVANILE
ITALIA NORD-EST
Nei giorni 11-13 Aprile 2009 si è tenuto il
sedicesimo Raduno Giovanile delle Chiese
Cristiane Evangeliche Assemblee di Dio in
Italia della zona Italia Nord-Est. Le riunioni di
questo tanto consueto quanto lieto “appuntamento” si sono svolte anche quest’anno presso il Centro Congressi Europeo di Bellaria
(Rimini). Predicatore nei culti, nonché relatore dello studio biblico, è stato il fratello
Vito Nuzzo, pastore delle comunità A.D.I di
Agrigento e Porto Empedocle (Ag). Tema del
raduno ed argomento dello Studio Biblico,
è stato il verso 23 del capitolo 4 del libro dei
Proverbi: “Custodisci il tuo cuore più di ogni
altra cosa, poiché da esso procedono le sorgenti della vita”. In un tempo di insicurezza generale come il nostro, il cuore dell’uomo si propone come il luogo di deposito più
sicuro. Lo studio della Parola ci ha ricordato la “vitale” importanza di selezionare accuratamente ciò che riponiamo nel cuore; come credenti dobbiamo impegnarci a ritenere
il “Buon Deposito” della Parola di Dio , custo-
dendolo e beneficiandone allo stesso tempo. Attraverso la predicazione della Parola,
durante le tre riunioni
di culto lo Spirito Santo
ha saziato il nostro cuore facendoci considerare rispettivamente: l’importanza di appartarsi con il Signore Gesù,
(Luca 9:28-36); l’Onnipotenza di Dio, Colui
che può capovolgere ogni situazione (Atti
16:16-34), l’inesauribile Provvidenza di Dio,
Colui che può sovvenire ad ogni nostro bisogno (II Re 4:1-7). Di grande consolazione ed ulteriore motivo di ringraziamento al
Signore, è stata la testimonianza resa dal fratello Nuzzo per l’intervento miracoloso di Dio
nella sua vita in relazione ai gravi problemi di
salute ultimamente affrontati. La partecipazione del coro della comunità di Bologna, durante una delle riunioni di culto, è stata motivo di ulteriore edificazione per l’anima no-
EVANGELIZZAZIONE NEL BIELLESE
gliendo le occasioni per testimoniare della
nostra fede in Cristo. Alcuni contatti significativi ci hanno incoraggiato. All’ora stabilita,
Vogliamo condividere con tutta la fratelabbiamo iniziato i culti in piazza, predicando
lanza poche notizie relative alla giornata di
evangelizzazione che le comunità delle pro- abbondantemente la Parola. La nostra prevince di Biella, Novara e Vercelli hanno vis- ghiera rimane quella che quanti hanno ascolsuto il 4 aprile u.s., cogliendo l’occasione per tato l’invito dell’Evangelo possano, compunringraziare il Signore e rendervi partecipi del- ti dallo Spirito Santo, arrendere il loro cuore
la gioia di esserci trovati insieme per servire a Dio per la salvezza. Il ritrovo per il pranzo
il Maestro. Quest’anno abbiamo visitato i ter- (anche questo gentilmente offerto dalla comunità di Biella) è stato presso la Città Studi,
ritori del Biellese, incoraggiando così la comunità locale. Dopo il ritrovo nei locali del- dove abbiamo tenuto anche il raduno conla comunità di Biella, dove abbiamo ricevu- clusivo. Nel culto pomeridiano, abbiamo avuto un’accoglienza premurosa, ci siamo suddi- to la possibilità di condividere numerose tevisi in due gruppi, per raggiungere i paesi di stimonianze relative alle evangelizzazioni del
Gaglianico e di Vigliano, nei quali avremmo mattino. Abbiamo gioito insieme della comunione fraterna e constatato quanto grande è
in seguito tenuto dei culti all’aperto. Prima
dei culti, i credenti si sono inoltrati nelle stra- il Signore, che ci ha reso un’unica famiglia. Il
consiglio della Parola è stato portato dal frade dei luoghi, distribuendo opuscoli e co-
stra. Ringraziamo il Signore, sia per l’impegno profuso dai fratelli che hanno curato l’organizzazione di questo incontro, che per la
buona partecipazione dei giovani delle comunità della zona.
Soprattutto desideriamo esprimere la nostra
gratitudine a Dio per le benedizioni che Egli
ha elargito alla nostra vita anche in questa
occasione, e per la gioia che ci ha dato nel
vedere tanti giovani raggiunti dal Suo Amore
ed arricchiti dalla Sua Grazia.
Antonio Fabio Briguglio
tello Corrado Siciliano, che ha condiviso delle riflessioni sulla necessità di coltivare un
profondo amore fraterno ed evitare ogni divisione, perché dall’unità dei credenti il mondo
sarà attratto al nostro Dio d’amore. Lo spunto per il messaggio è stato tratto dalle parole di Giuseppe ai suoi fratelli: “Non ci siano,
durante il viaggio, delle liti tra di voi” (Genesi
45:24). Il viaggio che stiamo conducendo per
avvisare che il nostro Signore vive e vuole
salvare dev’essere contraddistinto dal vincolo
supremo dell’amore, caratteristica che farà sapere a tutti “che siamo suoi discepoli”.
Con sentimenti di gratitudine abbiamo lodato il Signore, concludendo così una giornata ripiena di benedizioni. A Dio la gloria in
ogni cosa!
Corrado Siciliano
NOTIZIE DALLA COMUNITÀ DI
ALESSANDRIA DELLA ROCCA (AG)
In occasione di questa giornata di festa, abbiamo avuto come ospite il fratello
Bruno Mungiovì, pastore della comunità di
Desideriamo con grande gioia comunicare Siculiana (Ag), che ci ha esposto il messagalla fratellanza che sabato 25 aprile abbiamo gio della Parola di Dio, incoraggiando la comunità ed i neofiti a trovare nella Parola di
tenuto un servizio di battesimi.
Dio la nostra giuda.
Quattro anime, dopo aver accettato Gesù
Convinti che Dio ha in serbo per noi ancocome loro unico Salvatore e Signore, hanno deciso di ubbidire alla Parola di Dio, testi- ra copiose ed abbondanti benedizioni, preghiamo che Egli continui a salvare nuove
moniando pubblicamente della loro fede in
Cristo e di essere fedeli a Dio nel servirLo se- anime e a portare avanti l’opera Sua.
Gaetano Montante
condo l’insegnamento della Parola.
R i s v e g l i o P e n t e c o s ta l e - L u g l i o / A g o s t o 2 0 0 9
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Notizie dalle nostre Comunità
IX INCONTRO FRATERNO
DELLA LIGURIA
Salvatore per mezzo di tre inni. La predicazione della Parola, sempre attraverso la strumentalità del fratello, ha avuto per oggetto il brano nel vangelo Luca 22:31-38 ponenIl quattro di aprile u.s. in una cittadina
do particolare attenzione sui versetti 31 e
dell’estremo ponente ligure, Sanremo (IM),
32: “Satana ha chiesto di vagliarvi …ma Io
nota a tutti per gli eventi canori, il Signore
ho pregato per te”. Un tempo il vaglio era lo
ci ha dato grazia di svolgere il IX Incontro
strumento che separava il grano dalla pula;
Fraterno delle Chiese della Liguria. Sede
in una giornata ventosa, con un forcone, il
delle riunioni è stato il famoso Palafiori di
grano veniva gettato in alto: mentre il vento
Sanremo. In una sala gremita di credenti provenienti dalle svariate chiese della no- portava via le impurità, ed esso ricadeva su
stra regione, il Signore ci ha parlato per mez- se stesso. Il “vaglio” è per tutti, per separare
zo della suo servo Alessandro Cravana, pa- i veri credenti da quelli che hanno una simstore delle chiese di Brescia e Cremona, in- patia per il Vangelo. Non serve per separarci del Signore, ma per staccarci da ciò che è
vitato per l’occasione. Al mattino lo Studio
della Parola considerava il verso di Romani vile e che ci impedisce di crescere nelle vie
12:3: “un concetto sobrio di sé...”; è indispen- del Signore. Il “vaglio” è utile per far venisabile, per servire bene il
Signore e i fratelli, avere un
equilibrato concetto di se
stessi, sperimentabile attraverso la riconciliazione
con Dio e camminando alla Sua presenza. Dopo la
pausa per il pranzo, nel
pomeriggio abbiamo offerto il Culto al Signore, nel
quale è intervenuto il coro della chiesa di Asti, celebrando ed esaltando il
CARRARA: BATTESIMI
Siamo grati al Signore per la Sua fedeltà
NOTIZIE DA CASALBORE (AV)
Siamo grati a Dio per la gioia che ci ha dato di poter celebrare nella piccola comunità di Casalbore un servizio battesimale. Il 31
maggio cinque anime, tre fratelli e due sorelle, sono scese nelle acque battesimali rendendo pubblica testimonianza della propria
fede in Gesù Cristo. Abbiamo avuto con noi
18
re a galla i sentimenti più nascosti, ma ha un
limite ed è solo per un tempo. Ricordiamo
che in questo momento di vaglio il Salvatore
disse a Pietro e dice ancora a noi: “…Io ho
pregato per te”. Possa Dio concederci altre
giornate come questa in cui la predicazione
della Sua Parola ha consolato, edificato, illuminato ed esortato la Sua Chiesa, al fine di
proseguire nel nostro cammino di fede.
Preghiamo per l’Opera Sua!
Vi esorto a pregare affinché anche in questa regione possiamo continuare vedere le
Sue copiose benedizioni “… ottenendo il fine della fede: la salvezza della anime” (I
Pietro 1:9).
Francesco Maceli
che continua a manifestare nei confronti del
Suo popolo. Domenica 19 aprile 2009, nella comunità di Carrara, tre sorelle e due fratelli sono scesi nelle acque battesimali confessando la
loro fede in Cristo
Gesù. Per l’occasione il locale era gremito di credenti e
di famigliari dei neofiti. Il seme della
Parola è stato annunciato con potenza dello Spirito
Santo. La giornata è stata molto intensa, il coro delle
chiese di Carrara
e La Spezia ci ha
rallegrato con canti spirituali. La giornata è
proseguita con un agape cristiana ed il culto con la celebrazione della cena del Signore,
nella chiesa di La Spezia. Con vero piacere abbiamo avuto con noi il fratello Giorgio
Botturi, che il Signore ha usato nel ministerio della Parola. È stato ricordato che diversi
anni or sono, quando nella piccola comunità di Marina di Carrara non vi era alcun pastore, il fratello Botturi, molto giovane, proveniente da Verona si recava a Carrara per
celebrare il culto al Signore. Il suo impegno,
unito a quello di altri credenti, ha fatto sì che
il seme della Parola non andasse perduto.
Tutta la gloria va al Signore, che ci ha onorati chiamandoci al Suo servizio.
Continuiamo a pregare gli uni per gli altri.
Dio benedica la Sua opera.
Geremia Cammarano
il fratello Francesco Lugubre che, sotto la
guida dello Spirito Santo, ha esposto alla fratellanza il messaggio della parola di Dio come si trova nell’Evangelo di: Marco 16:15-16
“Andate per tutto il mondo, predicate il vangelo ad ogni creatura. Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato; ma chi non
avrà creduto sarà condannato”. Per l’occasione tante persone sono state presenti per
la prima volta ad ascoltare il meraviglioso messaggio dell’Evangelo essendone profondamente toccati. La domenica seguente abbiano tenuto il servizio per la celebrazione della Santa Cena in memoria del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo. Anche
in quest’occasione il Signore ci ha benedetto
grandemente.
Umberto Parzanese
R i s v e g l i o P e n t e c o s ta l e - L u g l i o / A g o s t o 2 0 0 9
XI INCONTRO FRATERNO DELLE
CHIESE ADI DEL TRIVENETO
“La grazia del Signore Gesù Cristo,
l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi” I
Corinzi 13:13. Nella giornata di sabato 25 aprile 2009 i credenti delle comunità del Triveneto si sono dati appuntamento per celebrare al Signore l’XI
Incontro Fraterno delle Chiese Cristiane
Evangeliche Assemblee di Dio in Italia.
Desideriamo ricordare che questo incontro è
nato dal desiderio di credenti che hanno sentito il bisogno di ritrovarsi per poter innalzare
e glorificare il nome del Salvatore e Signore
Gesù Cristo. L’incontro si è tenuto presso
gli impianti sportivi della zona Mandria a
Padova. Nel culto mattutino, dopo aver elevato al Signore la lode, abbiamo ascoltato alcuni inni cantati dal coro della chiesa di
Bassano del Grappa (VI), i quali hanno edificanto e riscaldato i nostri cuori. Per l’occasione il messaggio della Parola di Dio ci è stato ministrato dal pastore Antonio Rocca, conduttore della chiesa di Venaria Reale (TO). Il
testo biblico di I Re 18:36-38 ci ha ricordato
che, come Elia, anche i credenti affrontano le
avversità della vita e la malvagità del peccato. Il mondo sfida la Chiesa del Signore e cerca di infiltrarsi per sviarne i credenti. La preghiera di fede di Elia trovò risposta da parte dell’Onnipotente: il fuoco scese dal cielo
e diede prova della Sua forza prosciugando
l’acqua dal fosso, bruciando e consumando
l’olocausto (v.38). Così, la Chiesa del Signore
ha bisogno del fuoco dello Spirito Santo che
manifesti i Suoi effetti nella vita dei credenti, grazie alla genuinità di un’esperienza che
procede direttamente da un incontro personale con Dio e non per effetto di nuovi e moderni elementi aggiuntivi alla fede biblica. La
potenza del fuoco è in grado di infiammare
i cuori dei credenti, perché la gente non è attratta della fredda indifferenza, ma necessita del calore dell’amore di Dio, che si manifesta in coloro che Lo vivono profondamente.
L’effetto del fuoco è quello di bruciare il peccato purificando la vita nuova nel Signore.
La Parola di Dio ci ha portato a riflettere su
un’altra caratteristica del fuoco, quella di propagarsi. Anche se essa rappresenta una negatività dal punto di vista naturale, sotto l’aspetto spirituale invece è una benedizione vedere i peccatori salvati e coinvolti dall’esperienza pentecostale. Non spegnamo il fuoco dello Spirito Santo, lasciamo che arda e si propaghi in seno alle chiese e nel mondo! Nel
culto pomeridiano il testo della meditazione è stato letto in II Samuele 23:13-17, dove si racconta del coraggio indomito dei tre
prodi del re Davide, i quali furono disposti a sacrificare la propria vita per soddisfare un desiderio del re: bere l’acqua del pozzo di Bethlemme. “Oh, se qualcuno mi desse
da bere dell’acqua del pozzo che è vicino alla
porta di Betlemme!”. Realizzare il desiderio di
Davide significava affrontare i Filistei, i nemi-
ci di Giuda. Ma perché Davide chiese proprio
quell’acqua? Certamente per provare la fedeltà, l’ubbidienza, il coraggio e l’amore di chi
gli era vicino. La parola del Signore ci ha ricordato che, come quei prodi, anche noi siamo messi alla prova; Dio desidera rafforzare i nostri sentimenti e la nostra sincerità verso di Lui. Davide sparse quell’acqua davanti al Signore come un’offerta, in quanto i tre
uomini rischiarono la propria vita per amor
suo. Infine sono stati ricordati alcuni esempi
del Nuovo Testamento, come quello di Maria
di Betania, che prese del profumo di nardo schietto di gran prezzo, ruppe l’alabastro
e unse i piedi di Gesù; quel semplice gesto
fu prezioso agli occhi del Sommo Maestro,
e quello dell’apostolo Paolo, che scrisse in II
Corinzi 12:15: “E io molto volentieri spenderò
e sacrificherò me stesso per voi…” La Bibbia
ci insegna che il “poco” nelle mani di Dio si
può rivelare “tanto” per coloro che hanno bisogno. Desideriamo ringraziare il Signore
per come ha visitato i cuori. Tutti noi certamente siamo ritornati alle nostre case e comunità benedetti dal Signore, anche per la
sobrietà e la semplicità con le quali il popolo
pentecostale si accosta a Dio.
Vincenzo Calabrese
NOTIZIE DA BARCELLONA
E S. AGATA DI MILITELLO (ME)
de gioia di organizzare un culto di
battesimi, nel quale tre nuovi credenti hanno confessato Cristo come proprio personale Salvatore e
A Dio sia la gloria per le Sue benedizioni
Signore.
largiteci dall’alto per mezzo del Suo amore.
Giorni di gioia e letizia il noIl Signore sta portando avanti il Suo popolo
stro Dio ci dona ogni volta che
e continua ad edificarlo secondo la Sua accon il cuore umile ci presentiacettevole e gradita volontà.
mo davanti al Suo trono. Inoltre
Comunichiamo alla fratellanza il privilegio
nel mese di giugno con la chieche abbiamo avuto il 4 aprile di svolgere un
sa di Barcellona abbiamo organizzaincontro provinciale nel Centro Palacultura
benedetto, fortificato, incoraggiato e parlato una settimana di preghiera per la
di Barcellona, in cui più di trecento fratelli si sono riuniti per adorare e offrire il pro- to con la Sua benedetta Parola tramite il fra- ricerca del battesimo nello Spirito Santo, e
prio culto al Signore. Il predicatore ospite è tello Maccarrone, pastore nella provincia di giovedì 11 il Signore ha sparso il Suo buon
Spirito su due credenti riempendoli di postato il fratello Palumbo, pastore della chie- Trapani.
Nel mese di maggio abbiamo goduto della tenza dall’alto.
sa di Paternò.
visita della famiglia Peretti, per mezzo delRiconosciamo che ancora c’è tanto lavoro
Nello stesso mese, il 25, abbiamo avula quale si è tenuta una settimana di culti di da fare e per questo vi chiediamo di pregato un altro incontro nei locali della chiesa di Barcellona. È stata una giornata dedi- risveglio, e una settimana dopo nella chie- re per noi.
Davide Valentino
cata al Signore, il Quale ci ha grandemente sa di S.Agata il Signore ci ha dato la granR i s v e g l i o P e n t e c o s ta l e - L u g l i o / A g o s t o 2 0 0 9
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Notizie dalle nostre Comunità
NOTIZIE DALLA DIASPORA DI LODI
Desideriamo comunicare a tutta la fratellanza che nei primi mesi del 2009 abbiamo svolto tre campagne evangelistiche nelle località di Pandino (Cr), Caravaggio (Bg) e
Pieve Emanuele (Mi). In particolare nel mese
di febbraio le chiese di Lodi e San Giuliano
Milanese hanno distribuito volantini per tutte le strade di Pandino. Inoltre, da sei mesi
circa, si svolgono in questa cittadina regolari riunioni di culto ogni lunedì alle 19.00, in
via Castello 66. Nel mese di marzo anche la
cittadina di Caravaggio è stata evangelizzata dai credenti del gruppo evangelistico della Chiesa di Lodi. Per l’occasione è stata presa una sala comunale il 21 marzo. Anche in
questa cittadina da circa 8 mesi si svolgono
regolari riunioni di culto ogni mercoledì al-
le 20,30 e domenica mattina alle 10,30, mentre stiamo pregando per avere in queste zone un locale dove poterci riunire sistematicamente. Nel mese di aprile Dio ci ha concesso la possibilità di entrare nella scuola media “Cazzulani” di Lodi, su richiesta del corpo docenti della scuola stessa. Da tempo pregavamo che il Signore toccasse in maniera
particolare la città di Lodi; alla fine di aprile siamo stati contattati dalla scuola che ci ha
chiesto di presentare la nostra fede. Pregate
per noi, perché in questo istituto ci sono circa 700 alunni che, a partire da settembre, potranno sistematicamente ascoltare ogni mese nelle loro aule il messaggio dell’Evangelo, che sarà portato dai diversi collaboratori
della Chiesa di Lodi. Ringraziamo Dio anche
per la località di Pieve Emanuele, paese da
oltre 15.000 abitanti, dove sabato 23 maggio
BATTESIMI A VICENZA
sorelle che, in ubbidienza alla Parola di Dio,
sono stati battezzati testimoniando della pro“Le Sue compassioni si rinnovano... grande pria appartenenza a Cristo. I familiari e gli
è la Sua fedeltà!” (Lam.3:22-23). Ci rallegria- amici intervenuti sono stati raggiunti dal messaggio della Parola di Dio annunciato dal framo nel rendere partecipe la fratellanza della gioia provata dalla Chiesa di Vicenza, do- tello Giuseppe Bortoli, pastore delle comumenica 10 maggio, nel vedere tre fratelli e tre nità di Bassano del Grappa (VI) e Belluno. Il
APERTURA AD ANZIO (RM)
La chiesa di Velletri (RM) desidera rendere partecipe tutta la fratellanza dell’apertura di una missione ad Anzio (RM) e più precisamente nella frazione di Lavinio Stazione
in Via Giuseppe Basile, 4. Domenica 17 maggio, nel locale preso in affitto, abbiamo svolto
il primo culto al Signore nella città di Anzio.
Commozione e gioia erano visibili sul volto di tutti. Diverse erano le persone simpatizzanti del posto, grandi e piccoli, che hanno
preso parte alla riunione, ascoltando la predicazione della Parola di Dio. Il nostro proponimento è quello di raggiungere con l’aiuto
di Dio, tutti i cittadini di Anzio con l’annuncio della Salvezza per Grazia mediante la fe20
de in Cristo Gesù. Ai nostri giorni Anzio è un
centro turistico che ha acquistato le connotazioni di un elegante centro balneare, ma è
conosciuta internazionalmente per essere stata teatro di una delle più celebri azioni della seconda guerra mondiale: lo sbarco che
da lei prende il nome. Il giorno 22 gennaio
1944 gli eserciti alleati iniziarono a sbarcare
in un’ampia fascia costiera ed Anzio rappresentò tuttavia uno dei perni principali di tutta
l’operazione. Anzio in questi ultimi anni ha
registrato una notevole evoluzione demografica e a tutt’oggi conta oltre 50.000 abitanti,
inoltre vi sono numerose frazioni. Il Signore,
che è grande in misericordia, ha provveduto
ogni cosa ed abbondantemente e non è possibile esprimere in poche parole i miracoli
R i s v e g l i o P e n t e c o s ta l e - L u g l i o / A g o s t o 2 0 0 9
è stata svolta una bellissima evangelizzazione in piazza Puccini, presso il Centro Civico
Comunale. Siamo certi che anche per questa
località Dio ha preparato un’arca di salvezza!
Tutto questo mentre godiamo nelle comunità
di San Giuliano e Lodi la benedetta presenza di Dio, infatti sono diverse settimane che
il Signore sta guarendo numerose persone e
non pochi credenti stanno realizzando il battesimo nello Spirito Santo. Pregate per noi affinché la manifestazione di Dio in queste zone sia abbondante!
Gennaro Chiocca
testo del messaggio, tratto dal terzo capitolo della seconda lettera dell’Apostolo Paolo ai
Corinzi, ha sottolineato come ogni credente
debba essere una lettera di Cristo, lettera conosciuta da Dio, con un mittente ben identificabile, Cristo Gesù, che ancora oggi viene
mandata a tutto il mondo. Ciascun credente,
dunque, è una lettera di Cristo ed anche
un cartello indicatore della grazia di Dio.
Grazia che anche questi cari che si sono
battezzati hanno dimostrato di avere trovato nel Signore Gesù. Le semplici e personali testimonianze di come l’Evangelo
ha raggiunto i cuori, li ha curati quando
erano feriti, ristorati quando erano affaticati, uniti e sorretti nella difficoltà hanno incoraggiato ogni presente ad affidarsi al Signore, qualunque sia la circostanza di vita nella quale possa trovarsi. Sì,
il Signore ha fatto cose grandi per noi, e
noi siamo nella gioia. Vincenzo Specchi
che Dio ha compiuto per l’apertura di questa
missione. Forse non è un caso; ma proprio al
fianco del nostro locale di culto, si trova una
Moschea. Noi la consideriamo un’opportunità che il Signore ci ha dato per testimoniare, senza differenze o favoritismi, della svariata grazia di Dio. Se avete familiari, parenti
o amici che abitano in questa città, non indugiate a comunicarcelo, saremo ben lieti di visitarli per portare loro una parola di speranza. I culti si svolgono nei seguenti giorni ed
orari: domenica alle ore 10.30; martedì alle
ore 19.30. Vi chiediamo di pregare per noi affinché Iddio faccia una grande opera in questa zona. Al Signore vadano tutta la Gloria e
la Lode.
Archetto Brasiello
ARTICOLI DI FEDE
BATTESIMI A SPEZZANO DI FIORANO ( MO )
Con il cuore ricolmo di gioia comunichiamo alla fratellanza che il giorno 24 maggio nella comunità a Spezzano di Fiorano (Mo), una sorella ed
un fratello sono scesi nelle acque battesimali confessando la loro fede in
Cristo Gesù con il desiderio di amarLo e servirLo. È stato un giorno di
festa per la comunità, e per l’occasione è stato con noi il fratello Paolo
Faia, pastore della comunità di Parma e Piacenza che, meditando sul testo Isaia 61:1-3, ci ha incoraggiati a confidare nel Signore e a credere
che Gesù Cristo
è il Salvatore che
continua a salvare. Preghiamo il
Signore che voglia continuare a
benedirci, a farci
prosperare e a salvare nuove anime
nelle nostre zone,
affinché il Suo nome sia innalzato e
glorificato.
Nicola Mancini
NOTIZIE DA GENAZZANO (RM)
Con grande gioia comunichiamo alla fratellanza che il Signore ci ha
dato grazia di organizzare da lunedì 4 a giovedì 7 maggio 2009, come
di consueto ormai negli ultimi anni, presso la sala “Nuova” del Castello
“Colonna” di Genazzano delle riunioni speciali di Evangelizzazione. Nei
giorni precedenti le riunioni sono stati distribuiti volantini e sono state
affisse per tutta la città locandine che invitavano quanti lo desideravano
a frequentare i culti. I posti a sedere sono stati tutti occupati fin dalla prima serata da diverse anime nuove, da credenti delle comunità in visita
e dai membri della locale Comunità, che non hanno risparmiato il proprio impegno e la propria disponibilità. Abbiamo avuto la gioia di avere come predicatori in queste serate il fratello Silvano Colloraffi, pastore ad Aprilia (LT) e Nettuno (RM) con il coro; il fratello Gianluca Ciancio
Todaro, pastore a Cassino (FR) e Sora (FR); il fratello Paolo Tarantino,
pastore a Fiano Romano (RM), ed il fratello Francesco Zullo, pastore a
Ardea (RM), Genzano (RM), Pomezia (RM) e Ponza (LT). Il Signore attraverso la predicazione della Sua Parola ha benedetto tutti i partecipanti,
parlando al cuore di tutti i presenti ed incoraggiandoci a continuare ad
edificare la nostra vita sulla Roccia Perfetta che è Cristo Gesù il Signore e
diverse anime bisognose hanno risposto agli appelli alla salvezza. Ogni
sera, inoltre, al termine delle riunioni ci siamo intrattenuti con un’agape
fraterna durante la quale abbiamo continuato a testimoniare dell’opera
che Dio compie nelle nostre vite. La nostra preghiera è che il seme sparso possa portare frutto abbondante a Lode e Gloria di Dio.
Francesco Alboreto
ARTICOLI DI FEDE
Crediamo e accettiamo l’intera Bib­
bia come la ispirata Parola di Dio,
unica, infallibile e autorevole regola
della nostra fede e della nostra condotta (II Tim.3: 15 -17; II Pie.1:21;
Ro­m.1:16; I Tes­s.2:13).
Crediamo nell’unico vero Dio, E­ter­
no, Onnipotente, Creatore e Signo­re
di tutte le cose e che nella Sua u­nità
vi sono tre distinte Per­sone: Pa­dre,
Fi­glio­lo e Spirito San­to (Efe.4:6; Matt.
28:19; Luca 3: 21-22, I Gio­v.5:7).
Crediamo al battesimo nello Spi­
rito Santo, come esperienza susseguente a quella della nuova nascita,
che si manifesta, secondo le Scrit­
ture, con il segno del parlare in altre
lingue e, praticamente, con una vita
di progressiva santificazione, nell’ubbidienza a tutta la verità delle Sacre
Scritture, nella potenza del­l’an­nun­
cio di “Tutto l’E­van­ge­lo” al mondo
(Atti 2:4; 2:42-46, 8:12-17; 10:44-46;
11:14-16; 15: 7-9; 19:2-6; Mar. 16:20;
Gio­v.16: 13; Matt.28:19-20).
Crediamo ai carismi e alle grazie
dello Spirito Santo nella vita dei cristiani che, nell’esercizio del sacerdozio universale dei credenti, si manifestano per l’edificazione, l’esortazione
e la consolazione della comunità cristiana e, conseguentemente, della soCrediamo nella Sua vita senza pec- cietà umana (I Cor. 12:4-11; Gal.5:22;
cato, nei Suoi miracoli, nella Sua
Ebr.13:15; Rom.12:1).
morte vicaria, come “prezzo di riscatto per tutti” gli uomini, nella Sua Crediamo ai ministeri del Signore
resurrezione, nella Sua ascensione al- glo­rificato, quali strumenti autorela destra del Padre, quale unico me- voli di guida, d’insegnamento, di e­
diatore, nel Suo personale e immi- dificazione e di servizio nella comunente ritorno per i redenti e poi sulla nità cristiana, rifuggendo da qualsiasi
terra in potenza e gloria per stabilire forma gerarchica (Efe.1: 22-23; 4:11il Suo regno (I Pie. 2:22; II Cor.5:21; 13; 5:23; Col.1:18).
Atti 2:22; I Pie.3:18; Rom. 1:4; 2:24;
I Cor.15:4; Atti 1:9-11, Gio­v.14:1-3; I Crediamo all’attualità e alla validiCor. 15:25; I Tim.2:5).
tà delle deliberazioni del Con­cilio di
Crediamo all’esistenza degli ange- Ge­ru­sa­lem­me, riportate in Atti 15:2829; 16:4.
li creati tutti puri e che una parte
di questi, caduti in una corruzione
e perdizione irreparabili, per diret- Crediamo alla resurrezione dei
ta azione di Satana, angelo ribelle, morti, alla condanna dei reprobi e
saranno con lui eternamente puniti alla glorificazione dei redenti, i quali hanno perseverato nella fede fi(Mat­t.25:41; Efe.6:11-12).
no alla fine (Atti 24:15; Matt.25:46;
Crediamo che soltanto il ravvedi- 24:12,13).
mento e la fede nel prezioso sangue di Cristo, unico Sommo Sa­cer­ Celebriamo il battesimo in acqua
do­te, siano indispensabili per la pu- per immersione, nel nome del Pa­
rificazione dal peccato di chiunque dre e del Figliolo e dello Spirito San­
Lo ac­cetta come personale Sal­va­tore to, per coloro che fanno professione
e Si­­gnore (Rom.3:22-25; Atti 2:38; I della propria fede nel Si­gnore Gesù
Pie.1:18, 19; Efe.2:8).
Cristo come loro personale Salvatore
(Matt.28:18-19; Atti 2:38; 8:12).
Crediamo che la rigenerazione
(nuo­va nascita) per opera dello Spi­
rito San­­to è assolutamente essenziale Celebriamo la cena del Signore o
per la sal­vezza (Giov.3:3; I Pie.1:23; San­ta Cena, sotto le due specie del
pa­ne e del vino, rammemorando coTito 3:5).
sì la morte del Signore e annunzianCrediamo alla guarigione divina, done il ritorno, amministrata a chi­
secondo le Sacre Scritture median- un­que sia stato battezzato secondo
te la preghiera, l’unzione dell’olio e le regole dell’Evangelo e vive una vil’imposizione delle mani (Isa.53:4-5; ta degna e santa davanti a Dio e alla
Matt.8:16-17; I Pie.2:24; Mar. 16:17- società (I Cor.11:23-29; Luca 22:1918; Giac.5: 14-16).
20).
Crediamo che il Signore Gesù Cri­
sto fu concepito dallo Spirito Santo
e assunse la natura umana in seno di Maria vergine. Vero Dio e vero uomo (Gio­v.1:1,2, 14; Luca 1:34,35;
Matt.1:23).
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Notizie dalle nostre Comunità
BATTESIMI BASSANO DEL GRAPPA
è stata predicata dal fratello Saverio Eronia,
pastore a Treviso, che ha condiviso con noi
“Dio ci ha liberati dal potere delle tenebre e Atti 2:37-47 esortandoci ad
un santo timore di Dio. “Ora
ci ha trasportati nel regno del suo amato figlio. In lui abbiamo la redenzione, il perdono egli vi ha riconciliati nel corpo della sua carne, per mezdei peccati” (Colossesi 1:13,14). La comunità
di Bassano del Grappa desidera comunicare zo della sua morte, per faralla fratellanza che domenica 24 maggio ab- vi comparire davanti a sé
biamo avuto la gioia di vedere scendere nel- santi,senza difetto e irrele acque battesimali una sorella e due fratelli, prensibili, se appunto perche hanno testimoniato dell’opera gloriosa di severate nella fede, fondaCristo Gesù nella loro vita. Siamo stati bene- ti e saldi e senza lasciardetti dalla Parola di Dio, che per l’occasione vi smuovere dalla speran-
za del vangelo che avete ascoltato”. (Colossesi
1:22,23). La lode va al Signore della Chiesa.
Giuseppe Bortoli
NOTIZIE DA CRISPANO
tre comunità circonvicine,
in special modo i credenti di Frattamaggiore,
ed abbiamo potuto realizzare l’importanDesideriamo esprimere la nostra gioia e
gratitudine al Signore per le belle opportuni- za dell’unione fraterna nel servire il Signore.
tà che Egli ci concede nel servirLo, comuni- Con immensa gioia abbiamo visto tante anicando alla fratellanza ciò che Dio sta operan- me rispondere all’appello della Salvezza con
do in mezzo a noi. Nel mese di maggio, dal il grande desiderio di conoscere la Verità.
Il 2 giugno abbiamo avuto nella palestra
23 al 29, abbiamo avuto tutte le sere una sedella scuola elementare di Crispano un serrie di culti di evangelizzazione sotto la tenda installata nella villa comunale di Crispano vizio battesimale: sei neofiti, 4 fratelli e 2
(NA) godendo del ministerio dei servi di Dio sorelle, hanno testimoniato della loro fede in Gesù scendendo nelle acque battesiche si sono alternati nella predicazione del
mali, in ubbidienza al Comandamento del
Vangelo, come il Fratello Aniello Esposito,
Domenico Modugno e Carmelo Calogero, ac- Signore, aggiungendosi alla grande famicompagnati da gruppi di giovani che, con la glia di Dio. Per l’occasione abbiamo avuto il
loro testimonianza e con alcuni cori, hanno piacere di avere con noi il fratello Contrino
Pasquale, pastore della comunità di Angri
edificato e rallegrato i nostri cuori. Alle riunioni hanno partecipato anche i fedeli di al- (NA) e Boscoreale (NA), che è stato lo struEVANGELIZZAZIONE A NAPOLI-EST le chiese della zona (in particolare delle comunità di Napoli-Gianturco, Napoli Ponticelli
e Torre Del Greco) e di tante persone che
Con cuore grato e gioioso ringraziamo il
per la prima volta partecipavano a riunioSignore per la grazia che manifesta in favoni di culto evangelico. Tutte le sere il Signore
re del Suo popolo e in particolare di quanti
Lo invocano con cuore sincero, al fine di rea- ha usato i giovani del gruppo “EDEN” con
lizzare ogni giorno la Sua misericordia e l’im- canti che hanno rallegrato e consolato i cuomensità della Sua potenza. Dal 29 al 31 mag- ri di tutti i presenti. Il messaggio della Parola
gio abbiamo avuto la gioia di svolgere tre riu- del Signore è stato ministrato dal fratello
nioni evangelistiche nel palazzetto dello sport Salvatore Sorce, del gruppo “EDEN”, dal fradi Napoli- Ponticelli con la gradita partecipa- tello Domenico Modugno, pastore della cozione del gruppo musicale “EDEN”, compo- munità di Modugno (BA), e dal fratello Felice
sto da diversi giovani delle chiese C.C.I.N.E. Leveque, pastore della comunità di Grosseto.
La Parola di Dio, predicata sotto l’unzione
del Nord Europa. Siamo grati al Signore per
dello Spirito Santo, ha toccato i cuori di tutti i
la Sua divina e santa presenza che abbiamo realizzato nelle riunioni con il coinvolgi- presenti, portando benedizioni e incoraggiamento a quanti si sono arresi nelle Sue mamento e la partecipazione dei credenti del-
mento usato dal Signore per ministrarci la
Sua Parola. La domenica successiva ci siamo
raccolti attorno alla tavola del Signore per un
culto di Santa Cena. Anche in questa occasione la presenza di Dio si è manifestata in una
maniera straordinaria attraverso il messaggio della Sua Parola, presentataci dal fratello
Archetto Brasiello, pastore a Velletri (FR), rallegrando e ravvivando i cuori dei credenti e
di quanti erano presenti tra noi per le prime
volte. Ci raccomandiamo, come sempre, alle
preghiere della fratellanza, persuasi che Dio
continuerà a benedire il Suo popolo, concedendogli un glorioso risveglio in vista del
Suo imminente ritorno.
Camillo Capasso
ni. Molti sono stati coloro che hanno risposto all’appello per la salvezza, la guarigione e
una piena consacrazione per realizzare l’opera del Signore in seno alle proprie famiglie
nell’attesa dell’imminente ritorno del Signore
Gesù Cristo. Consapevoli dei nostri limiti,
diamo al Signore tutta la gloria che Gli è dovuta, confidando nella promessa della Sua
Parola: “Colui che ha iniziato un’opera buona la condurrà a compimento” (Filipp.1:6).
Invitiamo tutta la fratellanza a presentare davanti al trono della Grazia divina l’opera di
evangelizzazione nel napoletano, così bisognosa della grazia e dell’aiuto di Dio.
Mattia Basile
NOTIZIE DA CHIETI E PESCARA
ci ha fatto sentire la Sua frescura. Il Signore
ha usato un valido strumento che, sotto l’unDomenica 24 maggio è stata per noi un’in- zione dello Spirito Santo, ha parlato la matdimenticabile giornata di festa; sette neofiti
tina a Chieti e nel pomeriggio a Pescara: il
sono scesi nelle acque del battesimo.
fratello Massimo Zangari con un solo termiLa sala che contiene poco più di 100 posti a ne “ma” ha messo in risalto il cambiamensedere si è letteralmente riempita, ma la pre- to di rotta dei neofiti. A Pescara ha incoragsenza di Dio con il soffio dello Spirito Santo giato tutti i cristiani alla Speranza Viva circa il
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Ritorno di Gesù Cristo. Con tutta la Chiesa ci
siamo impegnati a spandere attorno a noi il
buon odore di Cristo.
Ma non possiamo fare a meno di dire a tutti: “Fratelli, pregate per noi!”
Mosé Ciccone
CALENDARIO APPUNTAMENTI
BATTESIMI A TRINITAPOLI (FG)
Con gioia desideriamo rendere partecipe la
fratellanza che il giorno 30 maggio abbiamo
celebrato un Culto battesimale nella comunità di Trinitapoli. Quattro credenti, due fratelli e due sorelle, tra i quali un padre col suo
giovane figlio, hanno pubblicamente confessato la loro fede in Gesù Cristo e testimoniato di volerLo servire per tutta la loro vita.
Gioioso è stato l’ascolto di due cantici di
lode al Signore cantati dal coro della chiesa.
Il locale di culto era gremito di parenti, amici e fedeli delle comunità limitrofe.
Per l’occasione il fratello Angelo Rotundo,
pastore a Tito (PZ), ci ha ministrato il consiglio della Parola di Dio tratto dal primo capitolo della lettera ai Colossesi.
Preghiamo affinchè questi giovani e ognuno di noi perseveriamo nella fede per comparire davanti al Signore santi e irreprensibili. Ringraziamo Iddio per ogni bene. A Dio
la gloria.
Salvatore Santoro
XIV CONVEGNO NAZIONALE
SCUOLE DOMENICALI
Da giovedì 3 a sabato 5 settembre 2009,
a Fiuggi (FR), si terrà il XIV Convegno
Nazionale Scuole Domenicali, riservato a pastori e monitori. I predicatori ai culti saranno
i fratelli A. Brasiello, V. Calabrese, S. Zedda e
F. De Luca. I relatori agli studi saranno i fratelli A. Vitale, P. Caruso e A. Mortelliti.
RADUNO CAMPISTICO ITALIA
NORD EST
Sabato 12 settembre 2009, a Castel San
Pietro (BO), presso il Pala Congressi, si terrà
il Raduno Campistico della zona Italia Nord
Est. Ospite il fratello Domenico Modugno.
INCONTRO CONDUTTORI
PROVINCIA DI TARANTO
Lunedì 14 settembre 2009 a Palagiano (TA),
alle ore 19, si terrà un incontro dei conduttori
delle chiese provincia di Taranto.
INCONTRO CAMPISTI
PUGLIA-BASILICATA
2° INCONTRO ANZIANI A MATERA
riggio si è celebrato il culto, rallegrato dalla
presenza di numerosi fedeli che, in aggiunta agli anziani già pervenuti, ci hanno ragComunichiamo alla fratellanza che il 30
giunto provenienti dalla provincia, e in quemaggio, presso la comunità di Matera, via
San Pardo, si è svolto il “2° Raduno per an- sta occasione il messaggio è stato presentaziani della provincia di Matera”. Ospite per to dal fratello Raffaele Lucano. La sera sucl’occasione è stato il fratello Raffaele Lucano, cessiva, domenica 31 maggio, abbiamo cepastore a Cornaredo (MI). La giornata è ini- lebrato la Cena del Signore sempre con la
presenza del fratello Lucano. Il Signore si è
ziata con un culto nel quale il messaggio
della parola di Dio è stato predicata dal fra- usato di questo meraviglioso strumento alla
Sua Gloria e per la nostra edificazione. Le ritello Alessandro Granata da Palagianello
(TA). Si è proseguito con lo studio, opportu- unioni sono state largamente benedette dal
no per la circostanza: “L’anziano nella chie- Signore, al quale va il nostro ringraziamento
sa, una luce che risplende tra le generazio- e una lode sincera.
Carmine Lamanna
ni”, esposto dal fratello Lucano. Nel pome-
Sabato 24 ottobre 2009, a Massafra (TA),
presso il locale di culto di Viale Marconi, si
terrà l’Incontro Campisti della zona Puglia
e Basilicata. Ospite il pastore Giuseppe
Conserva.
CONVEGNO NAZIONALE
RADIO EVANGELO
Sabato 3 ottobre 2009, presso il Centro
Comunitario Evangelico Poggiale (BO),
si terrà il Convegno Nazionale delle Radio
Evangelo, riservato ai direttori ed ai collaboratori delle diverse radio presenti sul territorio
nazionale.
CONVEGNO PASTORALE
ITALIA NORD EST
Venerdì 16 e sabato 17 ottobre 2009, presso il
Centro Comunitario Evangelico Poggiale
(BO), si terrà il Convegno Pastorale della zona Italia Nord Est.
INCONTRO CHIESE
PROVINCIA DI MATERA
Sabato 17 ottobre 2009 si terrà, a Matera Via XX Settembre 14/6, l’Incontro delle chiese della provincia di Matera
XXXIV INCONTRO
NAZIONALE GIOVANILE
ADI-IBI
Da venerdì 30 ottobre a lunedì 2 novembre 2009, a Fiuggi Terme (FR), presso il PalaFiuggi, si terrà il XXXIV Incontro
Nazionale Giovanile A.D.I.-I.B.I.
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Notizie dalle nostre Comunità
APERTURA LOCALE DI CULTO
CUGGIONO (MI)
de un annuncio per l’affitto di un locale.
Immediatamente si mise in contatto con
l’agenzia e, dopo aver ispezionato il locale, con grande meraviglia, comprese che il
Desideriamo rendere partecipe tutta la
Signore aveva risposto, perché corrispondefratellanza della gioia che il Signore ci ha
va esattamente alle nostre esigenze ed era
concesso domenica 8 marzo 2009 di demigliore di tutti i locali visti in precedendicare un locale di culto nella cittadina di
Cuggiono (MI). Nell’estate del 2008, deside- za. Nella stessa mattinata fu firmato il conrosi e motivati nel proclamare l’Evangelo ad tratto d’affitto. Gloria a Dio! Quello che non
ogni creatura, abbiamo avuto la possibilità era avvenuto in diversi mesi di ricerca, si
era concretizzato in poche ore! Dopo alcudi effettuare due campagne evangelistiche
ni lavori di sistemazione, domenica 8 marnel territorio del comune di Buscate (MI).
Incoraggiati dal forte desiderio di alcune fa- zo alle ore 18.00 abbiamo potuto con giomiglie della nostra comunità di Castellanza, ia avere un culto di dedicazione al Signore.
residenti nella zona, è nata la volontà di cer- Dio è fedele, il locale era gremito di credencare un locale da adibire come Missione per ti ed anche di diverse persone intervenute
per la prima volta ad ascoltare la Parola del
la zona di Buscate e paesi limitrofi. Dopo
diversi incontri con dei proprietari ed alcu- Signore, che nell’occasione ci è stata minine agenzie immobiliari del luogo, sembra- strata dal fratello Michele Motolese, pastore
va impossibile poter realizzare il nostro de- a Mazzo di Rho (MI).
Chiediamo a tutta la fratellanza di presiderio. Una mattina, però, quando sembrava che nessuno volesse affittare un locale a gare per questa nuova opera, perché desidegli evangelici, un fratello, dopo l’ennesi- deriamo vedere altre anime convertirsi al
mo diniego, rimase un po’ amareggiato ma, Signore, mediante la predicazione del pudeciso ad andare avanti, rivolse in cuor suo ro Evangelo. Siamo certi che Dio non mancherà di manifestare la Sua fedeltà, mentre
una preghiera al Signore chiedendoGli di
mostrare la Sua volontà. Mentre percorreva noi, umili strumenti, continuiamo a servirLo
a piedi le strade del centro di Cuggiono, vi- con zelo ed ubbidienza, guidati dallo Spirito
Santo nella Sua gloriosa opera, nell’attesa
del Suo imminente ritorno. L’indirizzo della chiesa è Via San Rocco 40 – Cuggiono
(Mi); le riunioni di culto si tengono la domenica alle ore 18,00 e prossimamente anche il giovedi alle ore 20,00. Dio ci benedica
Silvano Basile
PROMEMORIA APPUNTAMENTI
XIV Convegno Nazionale
Scuole Domenicali
riservato ai pastori, monitori e assistenti delle Scuole Domenicali
a Fiuggi (FR) dal 3 al 5 settembre 2009
I predicatori ai Culti saranno i fratelli pastori A. Brasiello,
V. Calabrese, S. Zedda, F. De Luca. Relatori agli studi
saranno i fratelli pastori A. Vitale, P. Caruso, A. Mortelliti.
Inviate le richieste di iscrizione al Convegno Scuola
Domenicale a ADI-Media, Via della Formica 23,
00155 Roma, fax 06.2251432
Risveglio
Pentecostale
Organo ufficiale delle Chiese Cristiane
Evangeliche
“Assemblee di Dio in Italia”
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dal Consiglio Generale delle Chiese Cristiane
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sconosciuto
PARTITO
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non AMMESSO
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Luglio/Agosto 2009 - Assemblee di Dio in Italia