UOSP
Ufficio dell’orientamento scolastico e professionale
Fare il muratore, fare la muratrice
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Cos t ruire e cos t ruirsi
Fare il muratore, fare la muratrice è…
La professione
Un mestiere dell’edilizia e del genio civile
Lavorare sul cantiere
Una costruzione dall’A alla Z
Lavorare nel genio civile
La sicurezza sul lavoro
Apprendista muratore per caso o per scelta?
La forma zione
Il contratto di tirocinio
La formazione in azienda e sul cantiere
La scuola
I corsi interaziendali
Esami e attestato federale di capacità
Recuperare una qualifica professionale
Formazione oggi, professionista domani
Dopo la forma zione di ba se
Imparare tutta la vita
La formazione continua
Tornare sui banchi di scuola
Indirizzi utili
Costruire e
costruirsi
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Fare il muratore, fare la muratrice è…
Costruire case e palazzi o opere del genio civile o partecipare a lavori di ristrutturazione e di restauro di immobili di valore culturale o storico. Edificare una casa unifamiliare o far parte di squadre di professionisti per
restaurare una chiesa o un castello o per realizzare ponti o dighe o costruzioni epocali come AlpTransit.
I muratori lavorano manualmente, al caldo e al freddo,
dentro e fuori. La manualità è ancora al centro del lavoro.
Per essere buoni muratori, per fare bene il mestiere e per
poter migliorare la professionalità, bisogna avere anche
una solida formazione di base teorica e pratica. Il tirocinio di muratore abbina scuola e lavoro sull’arco di tre anni e permette di acquisire le qualifiche necessarie per entrare nel mondo del lavoro come muratore qualificato.
Una buona formazione di base apre ai giovani muratori
qualificati diverse possibilità di crescita personale e di
miglioramento professionale. La formazione è un investimento che dura nel tempo, come le opere che i muratori
contribuiscono a realizzare.
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L’edilizia e il genio civile sono settori vitali dell’economia
svizzera e ticinese. Offrono circa 90’000 posti di lavoro a
livello nazionale. In Ticino più di 450 imprese del settore
della costruzione danno impiego a circa 7’300 addetti, muratori, costruttori stradali, ecc; i muratori qualificati, con
attestato di capacità federale (AFC), sono circa 850; ogni
anno una sessantina di giovani inizia il tirocinio di muratore.
Nuove professioni - soprattutto nei servizi - hanno sminuito l’interesse per quelle manuali. I mestieri dell’edilizia e
del genio civile, invece, restano attrattivi e interessano
sempre un buon numero di giovani. Lavorare manualmente e all’aria aperta è spesso una ricerca di creatività e di libertà. Veder avanzare una costruzione e tradurre un progetto in realtà conserva un certo fascino. Contribuire in
prima persona a realizzare un manufatto significa concretizzare e trasmettere il proprio sapere, le proprie capacità,
in un’opera destinata a durare nel tempo.
L’industria del mattone cerca sempre nuove leve da formare ed offre notevoli opportunità di crescita personale e
professionale.
L’arte e la tecnica di costruire e conservare gli edifici ti
attrae?
La costruzione o la riparazione di opere di interesse
pubblico ti coinvolge?
Questo opuscolo ti dirà di più sulla professione di muratore, sulla formazione di base, sulle possibilità di perfezionamento e di carriera. Per una scelta consapevole e
motivata. Per un futuro qualificato.
La professione
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Un mestiere dell’edilizia e del genio civile
Costruzione, manutenzione, ristrutturazione, restauro:
ogni cantiere ha la sua specificità. I muratori non sono di
certo travolti dalla routine e durante la loro vita professionale possono fare esperienze molto diverse. Ogni progetto può rivelarsi una nuova avventura, persino una sfida. Con un po’ di fortuna può capitare che un muratore si
trovi a far parte di una squadra “speciale” per la realizzazione di opere che, oltre al loro valore generale, assumono un significato storico e sociale: il restauro di un monumento storico, la costruzione o il consolidamento di
un’opera di genio civile di grandi dimensioni (ponti, viadotti, dighe, ripari fonici), l’edificazione di uno stadio, di
un cinema, di un teatro.
Per far bene il mestiere di muratore non devono mancare
professionalità, competenze e spirito di squadra. E per
star bene nel proprio ruolo, nella propria pelle, ci vuole
anche una buona dose di identificazione e motivazione.
La padronanza tecnica acquisita nel tempo e la passione
per il proprio lavoro sono qualità indispensabili.
Lavorare sul cantiere
“Fare il muratore dà soddisfazione. Quando si passa davanti
a una casa si può dire: lì, ho lavorato con mattoni, cazzuola,
malta, filo a piombo e livello… guarda che bella casa!”. C’è
identificazione, orgoglio, nella voce di Alessio, apprendista
muratore al primo anno di formazione, quando parla della
sua scelta professionale. “Motivazione e personale ben formato fanno la qualità del lavoro”, commenta Vincenzo
Brenna, responsabile di un’impresa edile.
Oggi fare il muratore non è più una vita dura come una volta. Macchinari, materiali, orari di lavoro definiti dal contratto collettivo, misure di prevenzione per la salute e per
evitare infortuni, hanno migliorato la qualità di vita sul
cantiere. Il mestiere di muratore non è stato stravolto dall’evoluzione tecnologica. Nuovi materiali e tecniche ed
un’organizzazione del lavoro che tende alla specializzazione hanno senz’altro cambiato il modo di operare su un
cantiere. La diffusione di macchinari ha in parte reso meno pesante la quotidianità del lavoro. Materiali più sofisticati o più ecologici hanno richiesto un impegno di aggiornamento nel “saper fare” dei muratori. Maggiori misure di
protezione hanno ridotto la pericolosità e la fatica del mestiere. Ma l’apporto dell’uomo, la manualità, è ancora al
centro del lavoro: le mani e i muscoli del muratore restano
il principale strumento di lavoro. Ma non solo!
L’attività professionale richiede buone conoscenze tecniche, inventiva, capacità di interpretare piani e schemi tecnici, di utilizzare strumenti di precisione. Così il muratore
sul cantiere, oltre ad essere realizzatore, diventa interlocutore di ingegneri ed architetti. Opera con perizia, con professionalità e con passione per costruire dal nulla, sotto il
sol leone o a temperature rigide, mattone dopo mattone,
una casa tradizionale o ecologica, un immobile industriale
o commerciale, un ponte, un acquedotto, una diga, ecc..
Una costruzione dall’A alla Z
La posa della modinatura su un terreno indica che lì sta
per sorgere un nuovo immobile. Si apre un nuovo cantiere. La squadra dell’impresa, incaricata di edificare, delimita l’area del cantiere. Installa i macchinari e le attrezzature di lavoro. Posa un prefabbricato per il personale e
i depositi per il materiale. Rende funzionante il cantiere,
con gli allacciamenti di energia e di acqua. Si comincia a
scavare, a preparare le fondazioni, a costruire.
Le fondazioni sono generalmente realizzate in calcestruzzo armato, una miscela di sabbia, ghiaia, cemento e
acqua, rinforzato da una struttura interna di acciaio. Il
muratore costruisce il cassero, la forma nella quale viene
gettato il calcestruzzo. Posa l’acciaio di armatura secondo i piani e i calcoli effettuati dall’ingegnere. Completa
posando il cassero di chiusura che fissa al precedente
con distanziatori e appositi sistemi di legature. A forma
completata getta il calcestruzzo. Dà avvio alla costruzione vera e propria: muri portanti, tavolati, pareti di separazione, tutto su precisa misura, secondo il progetto dell’architetto. Mattoni di cotto, calcestruzzo o calcestruzzo
armato, pietra naturale, elementi prefabbricati o altri materiali innovativi ed ecologici danno forma alla costruzione, grazie al lavoro preciso ed abile dei muratori. Di pari
passo la squadra del cantiere posa i ponteggi.
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Un deciso colpo di cazzuola, al posto giusto e nella giusta quantità, filo a piombo e livello: di mattone in mattone la costruzione avanza e si completa con scale, pilastri,
parapetti, davanzali, canne fumarie, altri elementi come
caminetti o vani, senza dimenticare i collegamenti alla rete delle canalizzazioni, gli allacciamenti per gli impianti
elettrici e per le telecomunicazioni. I materiali di costruzione vengono abbinati a isolanti termici o fonici.
A tetto con la costruzione, i muratori passano ai lavori di
finitura: intonacatura di pareti e soffitti, esecuzione di
sottofondi flottanti o cappe, sistemazione esterna (muri
di cinta, scale, rampe di accesso, ecc.).
E’ stato un lavoro di squadra. I muratori hanno lavorato
fianco a fianco con gruisti, conducenti di macchine da
cantiere, tecnici dell’edilizia, architetti ed ingegneri, ma
pure con carpentieri, pittori, gessatori, piastrellisti, montatori elettricisti, montatori di impianti sanitari, lattonieri,
montatori di riscaldamenti, falegnami. La costruzione è
terminata: la squadra festeggia!
Particolarmente soddisfatto Diego, il capo cantiere:
“Anche questa volta i termini di consegna sono stati rispettati, settimana per settimana è stato pianificato l’andamento dei lavori, concatenando il nostro lavoro di squadra con l’intervento di altri artigiani, tenendo i contatti
con architetti e impresari”.
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...si comincia a scavare, a preparare le fondazioni,
a costruire...
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...il muratore costruisce il cassero, la forma nella quale
viene gettato il calcestruzzo. Posa l’acciaio di armatura
secondo i piani e i calcoli effettuati dall’ingegnere. A
forma completata getta il calcestruzzo...
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...un deciso colpo di cazzuola, al posto giusto e nella
giusta quantità, filo a piombo e livello: di mattone in
mattone la costruzione avanza e si completa...
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...buone conoscenze tecniche, capacità di interpretare
piani e schemi tecnici, di utilizzare strumenti
di precisione. Così il muratore sul cantiere, oltre ad
essere realizzatore, diventa interlocutore di ingegneri
ed architetti...
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...a tetto con la costruzione, i muratori passano ai lavori
di finitura: intonacatura di pareti e soffitti, esecuzione di
sottofondi, sistemazione esterna...
...è stato un lavoro di squadra...
Apprendista muratore per caso o per scelta?
Abbiamo posto questa domanda ad apprendisti del primo
e del secondo anno, incontrati a Gordola, al Centro di formazione professionale della SezioneTicino della Società
svizzera degli impresari costruttori (SSIC), mentre seguivano i corsi interaziendali.
Una scelta molto consapevole per Samuele, Alessio e
Michele, sulle orme dei rispettivi padri, ma soprattutto
per il piacere di lavorare manualmente. “Alla fine della
giornata – fa notare Samuele – ti giri, guardi indietro e hai
davanti agli occhi che cosa hai fatto. Vai a casa contento e
realizzato!”. “Un lavoro che vedi avanzare giorno per giorno – aggiunge Alessio – che resta nel tempo. Quando la casa è a tetto, è una bella soddisfazione”. Michele crede molto in quello che fa: “Ho scelto di fare il muratore perché è
un lavoro onesto”. Figlio di un capo-cantiere, apprendista
frontaliere, Michele si sveglia molto presto la mattina per
affrontare 70 chilometri di tragitto per arrivare sul posto
di lavoro; la sera trova ancora il tempo e le energie per allenarsi con la sua squadra.
Alessio e Francisco Patricio hanno avuto l’opportunità
di fare uno stage in un’impresa edile durante l’ultimo anno di scuola media. Entrambi concordano sull’utilità di
questa esperienza. Francisco Patricio si è dapprima rivolto ad una sede regionale dell’Ufficio di orientamento scolastico professionale, ha fatto un colloquio d’orientamento e gli è stato consigliato di provare con uno stage. Ha
così potuto curiosare nel mondo dell’edilizia e avvicinarsi ai suoi mestieri. Dopo la prima settimana non ha avuto
dubbi e dopo la seconda settimana il datore di lavoro gli
ha assicurato il posto di tirocinio. “Lo stage – dice Alessio
- mi ha fatto capire che cosa avevo davanti nella vita”.
Per Alessandro e Roberto, apprendisti al 2° anno, fare il
muratore è stata una scelta cresciuta dentro, negli anni.
“Da piccolo giocavo per ore con la sabbia e una vecchia cazzuola di mio nonno – dice Alessandro – a 15 anni ho provato un’altra professione, ma poi ho voluto fare il muratore a
tutti i costi”. “Mi piace e basta - replica Roberto - un po’
per tradizione di famiglia, un po’ per passione, non cambierei”. Mirco è stato attirato dalla possibilità di lavorare all’aria aperta, mentre Andrea ha intravisto in questa professione una certa varietà di attività e la possibilità di
accumulare esperienze di lavoro diverse a dipendenza dei
cantieri. Diego condivide: “lavorare all’aria aperta è un
vantaggio”.
E l’impatto con il mondo del lavoro, con il cantiere? Per
qualcuno entrare in sintonia con la squadra non è stato
così scontato, forse un po’ di timidezza, forse la differenza di età, poi ha ingranato. “Il cantiere ti confronta con persone di tutte le età – afferma Samuele – con altre realtà personali e sociali. In questi primi mesi di tirocinio mi sento
cresciuto come persona, accettato fra gli adulti”. “Quando
ho cominciato l’apprendistato sono stato accolto molto
bene in azienda - racconta Alessandro - dalla squadra e dal
mio maestro di tirocinio. Il mio datore di lavoro mi tratta come un figlio, il capo cantiere è molto premuroso, mi rendono sempre attento a non farmi male”.
Tutti sono sensibilizzati sulle misure di prevenzione degli
infortuni. Lavorare col casco è d’obbligo, ne sono consapevoli, è una delle prime cose che hanno imparato. Ma
sanno anche che molto dipende anche dall’essere responsabili di sé stessi e verso gli altri. “Sul cantiere è come in autostrada – dice Michele – devi avere cento occhi,
non devi mai sentirti troppo sicuro di te stesso, ma sempre
essere vigile, attento, prudente. Devi pensare a che cosa fai
e a che cosa fanno gli altri, muoverti con cautela, con la testa sulle spalle”.
Giovanni ha cominciato a lavorare a 16 anni, un po’ qua e
un po’ là, e ha fatto anche il manovale. Divenuto adulto,
ha capito che una formazione di base solida era il miglior
investimento che potesse fare. A 23 anni, ha cominciato
l’apprendistato di muratore. “Lavoro in una grande impresa – dice – e questo mi dà la possibilità di provare diversi lavori, di imparare di più. Mi coinvolgono sempre nei lavori
tecnici. Mi spostano in vari cantieri per completare la mia
formazione pratica”.
Accanto alla pratica, anche la formazione teorica, a scuola e durante i corsi interaziendali. “A scuola sono più motivato – fa notare Michele – e ottengo risultati migliori rispetto a quelli della scuola media. Forse perché questa
scuola mi prepara per il futuro e quindi mi sento più responsabilizzato”. “Durante i corsi interaziendali si impara il metodo giusto – afferma Roberto - si eseguono lavori con più
calma rispetto al cantiere, si seguono tutte le fasi, si vede
dove si sbaglia e si capisce perché”. “In cantiere prevale la
pratica – dice Giovanni – al Centro di formazione professionale invece le regole dell’arte. Non si può barare, un lavoro
deve essere fatto con precisione, non ci sono eccezioni”.
Dopo 2 anni di apprendistato si può già fare un bilancio.
“Il lavoro è anche meglio di quanto immaginavo”, dice
Andrea. Gli altri confermano, con qualche sfumatura.
“Tutto dipende dal datore di lavoro e da chi ti insegna il mestiere – precisa Mirco - da come sanno tramandarti la tradizione, da come ti insegnano le regole dell’arte”.
Un mestiere scelto per la vita? Per tutti non ci sono dubbi: la risposta è sì. Qualcuno già intravede la possibilità di
perfezionarsi. Giovanni per esempio vuole diventare assistente tecnico. Mirco non sa ancora, ma considera che
il suo apprendistato sarà un ottimo punto di partenza. Per
qualcuno affiora già il sogno di costruirsi la propria casa,
soldi permettendo, nel tempo libero.
Una scelta professionale confermata con convinzione e
soprattutto consigliata ad altri giovani. “Non bisogna lasciarsi attirare dal salario – mette in guardia Roberto - è il
lavoro che ti deve piacere!”
Terminato il corso interaziendale, ognuno rientra nella
propria azienda formatrice e sui rispettivi cantieri. Chi costruisce una palazzina, chi lavora sul cantiere di una nuova caserma per i pompieri. Alessandro è impegnato nella
ristrutturazione di una vecchia casa in sasso e quindi scopre anche le modalità di costruzione di una volta. “Bisogna
lavorare con maggiore attenzione, per non danneggiare la
struttura portante. Se il mio datore di lavoro mi ha messo
su un cantiere così delicato vuol dire che ha fiducia in me”.
E la fiducia aumenta la motivazione.
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Lavorare nel genio civile
Alcune imprese si specializzano in lavori di sottostruttura, opere dette comunemente del genio civile, in cui prevalgono lavorazioni con il cemento armato. Anche in questo settore, i muratori intervengono in squadra con altri
professionisti e lavorano per la realizzazione di opere di
grandi dimensioni, di importanza sociale e pubblica particolare, opere infrastrutturali per la mobilità - strade, ponti, viadotti e gallerie - o per la gestione del territorio, quali arginature fluviali, dighe, acquedotti e canalizzazioni.
La sicurezza sul lavoro
L’evoluzione nella medicina del lavoro e nella prevenzione degli infortuni ha permesso di individuare rischi di malattie e di danni permanenti alla salute in molti campi professionali e di mettere a punto un’efficace prevenzione.
Garantire la sicurezza sul lavoro e la protezione della salute dei lavoratori è compito del datore di lavoro in qualsiasi settore di attività. Il lavoratore, da parte sua, deve
responsabilmente assumersi la protezione della propria
persona e non mettere in pericolo gli altri.
L’attività sui cantieri comporta rischi specifici, ma la prevenzione e la consapevolezza dei pericoli del cantiere accompagnano il lavoro quotidiano. Sovraccarichi per la
schiena, sostanze che possono causare irritazioni alla cute, agli occhi o alle vie respiratorie, macchinari rumorosi
che possono provocare danni all’udito: ci si può proteggere! Caduta di materiale dall’alto, oggetti sporgenti o
contundenti, ponteggi non sufficientemente sicuri, inciampi e cadute nel vuoto: tutti imprevisti che si possono evitare. Basta un casco e soprattutto non smettere mai
di essere consapevole dei propri movimenti e delle proprie azioni.
Le condizioni di lavoro
Il Contratto nazionale mantello (CNM) e il Contratto collettivo
di lavoro per il Ticino definiscono le condizioni generali di lavoro per gli addetti dell’edilizia. Per esempio: inizio e fine del rapporto di lavoro (periodo di prova, disdetta, licenziamenti, pensionamento anticipato, ecc.), orario di lavoro, vacanze, assenze,
tredicesima mensilità, adeguamenti salariali, supplementi salariali (lavoro straordinario, tempo di viaggio, lavoro notturno,
ecc.), malattia e infortunio, divieto del lavoro nero, ecc.
Macchine, attrezzi, mani e muscoli
Gru, carrelli elevatori, betoniere, martelli pneumatici,
escavatrici, mezzi di trasporto, ecc. I macchinari permettono
di razionalizzare il lavoro e di evitare eccessivi sforzi fisici.
Nell’edilizia e nel genio civile, a differenza di altri settori,
i macchinari non hanno però soppiantato il lavoro manuale
dell’artigiano. Impegno fisico e resistenza sono ancora necessari
ai muratori per svolgere la loro attività. Mani, muscoli e
attrezzi personali - cazzuola, martello, filo a piombo, livello,
metro, squadra, ecc. - restano i mezzi di lavoro basilari ed
intramontabili per ogni muratore. Nuovi strumenti tecnici
permettono però di lavorare con maggiore precisione e
minore fatica.
Costruire salvaguardando l’ambiente
L’ecologia è entrata nella costruzione. La crescente sensibilità
ecologica ha spinto architetti, ingegneri e produttori di materiali
per l’edilizia a sviluppare concetti e materiali portatori di un
valore ecologico aggiunto e basati su criteri elevati di comfort
abitativo e di risparmio energetico.
Anche sui cantieri si è imposta la coscienza del valore ambientale. Infatti nella gestione corrente di un cantiere esistono regole
precise per la protezione dell’ambiente. Queste regolamentazioni
consentono a tutti gli operatori del settore di operare ai diversi livelli nella massima sicurezza e con materiali di qualità.
Non solo mattoni
Accanto a tradizionali mattoni in cotto e pietra naturale, i più
disparati materiali naturali e sintetici si impongono nel settore
della costruzione. Dal calcestruzzo leggero alla malta sintetica, a
materiali isolanti, termici e fonici, vegetali, minerali e sintetici.
Per usarli occorre conoscerli, distinguerli, utilizzarli correttamente come materiale da costruzione. L’evoluzione è interessante: sul cantiere si imparano sempre cose nuove.
Muratrice? Si può fare!
Nonostante le numerose iniziative per promuovere le pari
opportunità fra ragazzi e ragazze nella scelta scolastica e professionale, in molte professioni non si fanno passi avanti.
Nel settore della costruzione si marcia sul posto. Perché?
E’ indubbio che il lavoro di muratore richiede caratteristiche
fisiche più maschili, ma non al punto da precludere questa scelta
ad una donna. Si tratta di un’esperienza che richiede alle
“pioniere” una buona dose di resistenza per affrontare dapprima
le perplessità o le contrarietà di familiari ed amici poi per
convivere con la diffidenza e i pregiudizi dei colleghi e dei
formatori.
Che ne pensano i coetanei? Sono un po’ titubanti, ma alla fine
prevale il sì. “Una ragazza può provarci.
La forza fisica non c’entra tanto, l’importante è essere sveglia
ed essere attratta da un mestiere manuale”.
Simona, una giovane romanda, ha voluto provare, non è stato
facile, ma ce l’ha fatta.
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La formazione
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Il tirocinio
La formazione professionale di base (tirocinio) prevede la
trasmissione e l’acquisizione delle capacità, delle conoscenze e delle qualifiche necessarie per svolgere un’attività qualificata nel mondo del lavoro. Comprende la formazione professionale pratica in un’impresa di costruzione,
la formazione scolastica (cultura generale e conoscenze
professionali) in una Scuola professionale artigianale industriale e corsi interaziendali di pratica professionale
assistita, per l’acquisizione delle tecniche di base di lavoro, al Centro di formazione professionale della Società
svizzera degli impresari costruttori (SSIC-TI) a Gordola.
L’apprendistato è retto da un’ordinanza federale che fissa
i contenuti e gli obiettivi della formazione.
Durata: 3 anni
Chi sceglie di imparare il mestiere di muratore si appresta ad intraprendere un tirocinio della durata di 3 anni.
Gran parte del suo tempo lo passerà in azienda per la formazione pratica, circa un terzo alla scuola professionale
e ai corsi interaziendali. Per la parte teorica e di cultura
generale dovrà ritagliarsi un tempo di studio individuale
(compiti a casa, ecc. ) fuori dalla scuola e dal lavoro.
Come trovare un posto di tirocinio
Per intraprendere il tirocinio occorre trovare un posto in
un’azienda autorizzata a formare apprendisti (azienda
formatrice) rivolgendosi direttamente alle ditte, alla
Sezione Ticino della Società svizzera impresari costruttori, quale associazione professionale.
L’Ufficio dell’orientamento scolastico e professionale dispone di un elenco dei posti liberi, consultabile su
http://www.ti.ch/tirocinio oppure su
http://www.orientamento.ch
Un breve stage in un’impresa e/o presso il Centro di formazione professionale a Gordola permette un primo contatto con il settore e una scelta più consapevole.
Il contratto di tirocinio: diritti e doveri
Fra la persona in formazione - i suoi genitori o i suoi rappresentanti legali - e il datore di lavoro viene stipulato un
contratto di tirocinio che automaticamente implica l’iscrizione alla scuola professionale. Il contratto prevede il salario, l’orario e la durata del lavoro e delle vacanze e un periodo di prova fino a 3 mesi.
Questo “patto” definisce diritti e doveri delle parti. “Il rapporto di lavoro deve crescere - quotidianamente e per tutta
la durata del tirocinio - nella relazione professionale e umana fra apprendista e formatore, fra apprendista e datore di
lavoro”, afferma l’arch. Paolo Ortelli, responsabile dei corsi al Centro di formazione professionale SSIC-TI. In altre
parole, ognuno deve rispettare diritti e doveri reciproci.
Claudio, apprendista al primo anno, è ben cosciente dei
suoi diritti: “Come apprendisti dobbiamo farci rispettare
nei nostri diritti, non dobbiamo accettare di fare solo lavori
di pulizia perché siamo lì per imparare il mestiere”. Claudio
ha ragione, ma anche lui deve rispettare il rapporto di lavoro, impegnarsi ad imparare e a tenere un comportamento corretto.
“L’assunzione di un apprendista – diceVincenzo Brenna, responsabile di un’impresa edile - implica una forte responsabilità per l’azienda, nei confronti del giovane. Il ragazzo arriva sul cantiere, deve imparare il lavoro da zero. Non va
relegato a fare il manovale, ma orientato costantemente verso l’apprendimento pratico delle varie mansioni. Viene affidato ad un formatore, che verifica lavoro e apprendimento.
Su ogni cantiere ha una persona di riferimento. Imparare è
un suo diritto. Suo dovere è dimostrare impegno e rispettare le regole del cantiere”.
Il rapporto di lavoro ha una componente umana: la relazione fra persone (formatore/apprendista, datore di lavoro/dipendente, giovane/adulto) basata sul rispetto reciproco e sulla correttezza.
Una dimensione molto soggettiva che dovrebbe trasmettere motivazione, stimoli, voglia di imparare.
La formazione in azienda e sul cantiere
L’apprendista viene seguito regolarmente sul cantiere dal
formatore in azienda, un muratore qualificato con almeno
3 anni di esperienza o un capo muratore, oppure direttamente dall’impresario costruttore. Un ispettore di tirocinio – esterno all’azienda, designato dalla Divisione della
formazione professionale – segue, se necessario, la persona in formazione nei contatti con il datore di lavoro.
Sui cantieri l’apprendista impara a conoscere e a utilizzare utensili, macchinari e materiali da costruzione, acquisisce dimestichezza a dosare la malta e il calcestruzzo,
ad eseguire i lavori generali di costruzione (misurazioni,
tracciamenti, installazione di un cantiere, fissazione di
ponteggi, ecc.), i lavori di muratura (grezza, a vista, in pietra naturale), in calcestruzzo e cemento armato (casserature, armature, calcestruzzo), ad eseguire canalizzazioni e condotte tecniche, ad effettuare lavori speciali
(intonaci, rivestimenti, impermeabilizzazioni, risanamenti), a scavare e a realizzare soprastrutture e sottostrutture. Apprende l’organizzazione del cantiere e le norme di
sicurezza per la conduzione dei lavori ed impara ad interpretare i disegni e a eseguire semplici computi metrici.
Tutti questi lavori vengono ripetuti alternativamente,
compatibilmente con l’attività in corso sul cantiere dell’impresa formatrice o spostandosi in altri cantieri, fino a
quando l’apprendista sarà in grado di eseguirli da solo.
L’apprendista è tenuto a redigere un libro di lavoro (o diario di lavoro) nel quale annota i principali lavori eseguiti,
quanto ha imparato e le esperienze fatte. Questo libro di
lavoro – controllato e firmato mensilmente dal formatore
in azienda – viene valutato durante i corsi interaziendali
ed è parte integrante della materia lavori pratici nell’ambito degli esami finali.
La scuola
La scuola professionale di base promuove lo sviluppo della personalità e delle competenze sociali della persona in
formazione insegnando le conoscenze teoriche e la cultura generale.
L’apprendista frequenta i corsi alla Scuola professionale
artigianale e industriale (SPAI), a Mendrisio.
Il programma di formazione teorica comprende le seguenti materie:
- conoscenze dei materiali
- conoscenze delle costruzioni
- calcolo professionale
- disegno professionale
- cultura generale
- ginnastica e sport.
I corsi interaziendali
Durante i 3 anni di tirocinio, l’apprendista integra pratica
e teoria acquisite sul cantiere e a scuola con i corsi interaziendali organizzati dalla Società svizzera degli impresari costruttori al suo Centro di formazione professionale a Gordola. Si tratta di corsi di 2 o 3 settimane, ripetuti
due volte all’anno, per un periodo complessivo di 16 settimane di formazione.
Durante questi corsi vengono svolte attività di esercitazione pratica individuale e in gruppo sempre accompagnate da un momento teorico-didattico a supporto dell’attività pratica. Questa “palestra professionale” dà
l’opportunità agli apprendisti di ritrovarsi fra loro, di provare tecniche nuove o specializzazioni a tutto campo, in
un ambiente idoneo, seguiti da istruttori professionisti
tecnicamente e pedagogicamente formati. Durante il corso interaziendale l’attività è svolta con tempi di lavoro
adeguati per un corretto apprendimento ed approfondimento delle tecniche d’esecuzione.
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Esami e attestato federale di capacità
Gli esami finali verificano che l’apprendista abbia acquisito le conoscenze teoriche e le competenze professionali per svolgere autonomamente il lavoro di muratore.
Indirettamente, l’azienda formatrice può dimostrare la
qualità del suo impegno nella formazione. Chi supera la
procedura di qualificazione consegue l’attestato federale di capacità (AFC) quale muratore o muratrice. Da apprendista a muratore qualificato: il giovane entra nel
mondo del lavoro con un attestato riconosciuto dalla
Confederazione.
Recuperare una qualifica professionale
Fortunatamente un’opportunità persa in gioventù può essere riacciuffata con una buona dose di impegno personale. L’esperienza professionale agevola la possibilità di
conseguire da adulto un attestato federale di capacità
(AFC). Infatti, la Legge federale sulla formazione professionale consente, a determinate condizioni, di recuperare una qualifica professionale attraverso un piano personalizzato e di presentarsi agli esami. Questo percorso
può godere dell’accompagnamento degli esperti in formazione per adulti dell’Ufficio cantonale del Delegato al
perfezionamento professionale. Il Centro di formazione
professionale SSIC-TI propone annualmente corsi di
preparazione agli esami per conseguire l’attestato federale di capacità quale praticante muratore.
Formazione oggi, professionalità domani.
“Fare il muratore deve essere una scelta determinata e motivata, non una scelta di ripiego”. Ne è convinto Giorgio
Rezzonico, istruttore dei corsi interaziendali al Centro
professionale a Gordola. Perché? “La formazione di base
di muratore è impegnativa. Le materie scolastiche tendono
ad assicurare anche una buona formazione generale oltre
che tecnica. Le attività pratiche quotidiane richiedono impegno, intraprendenza e passione costante. I corsi interaziendali servono ad esercitare le regole dell’arte”.
“Se oggi, come azienda, dedichiamo attenzione alla formazione degli apprendisti – commenta Vincenzo Brenna, responsabile d’impresa - domani il settore potrà contare su
muratori qualificati che lavoreranno bene”.
Francesco Guidicetti è formatore e assistente tecnico.
Non sono passati molti anni da quando lui stesso ha intrapreso l’apprendistato e già avverte cambiamenti nell’organizzazione del lavoro edile: una più marcata specializzazione, l’uso di elementi prefabbricati, modalità di
costruzione più rapide, ecc.. Nella sua funzione di formatore si preoccupa di salvaguardare la completezza della
formazione di base. “E’ importante permettere all’apprendista di cimentarsi in tutti i lavori della costruzione anche se
il cantiere non ne offre la possibilità. Nella nostra azienda
diamo la possibilità agli apprendisti di lavorare su cantieri
diversi, proprio per permettere loro di confrontarsi con vari
lavori, su cantieri con dimensioni e finalità diverse”.
“I corsi interaziendali sono un ottimo complemento – dice
ancora Francesco Guidicetti – noi Ticinesi siamo gli unici ad
insegnare ancora le tecniche di costruzione in pietra naturale. Per fortuna! Sarebbe veramente peccato perdere la cultura del sasso, storicamente radicata sul nostro territorio”.
Dopo la formazione di base
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Imparare tutta la vita
Un muratore qualificato trova impiego presso piccole, medie o grandi imprese edili o del genio civile, presso uffici
tecnici comunali e cantonali o altri enti pubblici, più raramente lavora in proprio. Tutti possono ambire a migliorare la propria posizione professionale.
L’attuale sistema di formazione concepisce l’attestato federale di capacità (AFC) come un traguardo per una qualifica professionale, ma anche come la prima tappa di un
percorso di formazione. Un muratore motivato può aggiungere “mattoni” alla sua formazione di base e costruirsi una carriera attraverso l’esperienza e l’aggiornamento
(formazione continua). Ha pure la possibilità di tornare sui
banchi di scuola, a tempo pieno o parallelamente all’esercizio della professione, per perfezionare ed aumentare le
proprie competenze, per conseguire altri diplomi o titoli di
studio. Scegliere oggi di fare il muratore non preclude, domani, di diventare architetto o ingegnere!
La formazione continua
Anche nell’edilizia e nel genio civile vi sono stati importanti mutamenti nella tecnica di costruzione, nei materiali e nei metodi di lavoro. Per questo il muratore deve aggiornare il proprio sapere, imparare ad usare nuovi
strumenti o macchinari. L’offerta di formazione continua
risponde a queste esigenze e permette di migliorare le
competenze su tutto l’arco della vita. La sezione Ticino
della Società svizzera degli impresari costruttori, attraverso il suo Centro per la formazione professionale a
Gordola (Centro SSIC), offre la possibilità ai muratori di
seguire corsi specifici per consolidare le conoscenze professionali e personali. Alcuni corsi sono ricorrenti: corsi
pratici di breve durata, sicurezza sul lavoro, informatica
(CAD e gestione di impresa), licenza per conduzione di
macchine da cantiere o licenza per brillamento; altri sono
più puntuali e permettono di aggiornare le competenze
tecniche della professione: corsi di formazione per capo
squadra, per capo muratore e per impresario costruttore.
Tornare sui banchi di scuola
“Ritornare sui banchi di scuola non è facile ma è indispensabile, anche per una professione manuale”. Lo conferma
l’arch. Paolo Ortelli, Responsabile dei corsi edilizia al
Centro di Formazione Professionale SSIC-TI a Gordola.
“Al di là delle motivazioni di carriera, che il mondo delle imprese sostiene e cerca di favorire, due sono gli aspetti fondamentali della formazione continua: il primo è legato al
grande sviluppo e alla modifica nel tempo delle tecniche di
costruzione che richiedono un aggiornamento costante; il
secondo alla sfera personale, in termini di crescita individuale, consente di migliorare notevolmente la propria autostima (“più sai, più sei”) attraverso un costante e continuo
confronto e messa in discussione”.
“Sempre più – aggiunge l’arch. Ortelli - chi ha acquisito una
formazione di base si rende conto di come sia periodicamente indispensabile rimettersi in discussione ed affinare le
proprie competenze. Non è solo una scelta individuale ma
sempre più è il risultato di una strategia aziendale che spinge i propri addetti verso un aggiornamento costante per far
fronte alle esigenze del mercato del lavoro. In Ticino abbiamo la fortuna di avere, presso il Centro di formazione professionale della SSIC a Gordola, un’ampia possibilità di corsi di formazione e di aggiornamento per muratori, cosa che
non sempre succede per altre professioni”.
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Un altro tirocinio?
Il muratore qualificato può accedere a un tirocinio supplementare per formarsi in un’altra professione del settore della costruzione. L’AFC gli consente di affrontare
un’ulteriore tirocinio nella forma abbreviata.
La maturità professionale tecnica
La maturità professionale è una sorta di “passaporto”
per accedere al perfezionamento professionale o per
proseguire la formazione in una scuola universitaria
professionale (SUP) o in altre scuole. Può essere conseguita con modalità diverse: parallelamente al tirocinio, per allievi particolarmente motivati, oppure tramite
i corsi per professionisti qualificati (a tempo pieno o a
tempo parziale).
Tecnico/a dipl. SSS dell’edilizia
Il muratore qualificato, con o senza maturità professionale, può frequentare la Scuola specializzata superiore
tecnica (SSST) a Trevano a tempo pieno (2 anni e 1 anno
di stage) per diventare tecnico/a dipl. SSS dell’edilizia.
Capo squadra
Dopo un anno di attività il muratore qualificato, con
competenze certificate di capo gruppo all’interno della
propria impresa, può intraprendere la formazione di capo squadra per conseguire un attestato di qualifica riconosciuto a livello nazionale dall’associazione professionale (primo scalino della carriera in azienda). Corsi al
Centro SSIC a Gordola, parallelamente all’esercizio
della professione (lezioni prevalentemente il sabato),
per la durata di 1 anno.
Capo muratore/muratrice (APF)
Dopo 4 anni di pratica professionale in un’impresa edile
o del genio civile, di cui almeno 3 quale capo squadra,
con una solida preparazione teorica e pratica, il muratore qualificato può diventare capo muratore con attestato professionale federale (APF). Corsi di preparazione
al Centro SSIC a, parallelamente all’esercizio della professione (lezioni prevalentemente il sabato), per la durata di 2 anni.
Impresario/a costruttore/trice dipl. (EPS)
Diventare impresario costruttore rappresenta l’apice
della carriera riconosciuta dall’associazione professionale (SSIC). Chi è in possesso dell’attestato professionale federale di capo muratore, di un diploma di tecnico
SSS dell’edilizia o di un diploma di ingegnere civile e
vanta almeno 3 anni di pratica professionale come assistente di cantiere può intraprendere la formazione di impresario costruttore. Corsi di preparazione agli esami
professionali superiori (EPS) al Centro SSIC a Gordola,
parallelamente all’esercizio della professione, per la durata di 1 anno.
Ingegnere/a o architetto/a
Chi è in possesso di un attestato federale di capacità
(AFC) e di una maturità professionale tecnica può iscriversi ad una scuola universitaria professionale (SUP) in
Ticino (SUPSI, Dipartimento Ambiente, Costruzione e
Design) o nella Svizzera interna. La formazione si
estende sull’arco di 3 anni (scuola a tempo pieno) o di 4
anni (frequenza parallelamente all’attività professionale) e si conclude con un Bachelor of Science SUP in architettura o un Bachelor of Science SUP in ingegneria
civile. In seguito si può completare con un secondo ciclo di studio ed ottenere un Master. L’ingegnere o l’architetto SUP, a determinate condizioni, possono continuare gli studi nelle scuole politecniche federali.
Indirizzi utili
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Associazione padronale
Società svizzera
impresari costruttori
Sezione Ticino
(SSIC-TI)
Direzione
e segretariato generale
Viale Portone 4
6500 Bellinzona
tel. 091 825 54 23
fax 091 825 75 38
[email protected]
http://www.ssic-ti.ch
Centro formazione
professionale
Società svizzera impresari
costruttori , sezione Ticino
(SSIC-TI)
Corsi interaziendali di
professione muratore e
corsi di perfezionamento
Via S. Maria
6596 Gordola
tel. 091 745 01 31
fax 091 745 47 03
[email protected]
http://www.ssic-ti.ch/
Società svizzera
impresari costruttori
(SSIC)
Segretariato generale
Weinbergstr. 49 - Postfach
8035 Zurigo
tel. 044 258 83 02
fax 044 258 83 35
[email protected]
http://www.baumeister.ch
http://www.sse-sbv-ssic.ch
Dipartimento
dell’educazione,
della cultura e dello
sport (DECS)
Divisione della scuola
Ufficio di orientamento
scolastico e professionale (UOSP)
Stabile Torretta, 6500
Bellinzona
Tel. 091 814 63 51
Fax 091 814 63 59
[email protected]
http://www.ti.ch/orientamento
Divisione della formazione professionale
(DFP)
Via Vergiò 18
6932 Breganzona
tel. 091 815 31 00
fax 091 815 31 09
[email protected]
http://www.ti.ch/dfp
Ufficio del Delegato
al perfezionamento
professionale
Esperti per la formazione
degli adulti
Via Vergiò 18
6932 Breganzona
http://www.ti.ch/udpp
Sede di Locarno:
091 756 11 01
Sede di Biasca:
091 874 31 48
Scuole
Scuola professionale
artigianale e industriale
(SPAI)
via P. F. Mola
6850 Mendrisio
tel. 091 646 49 77
fax 091 646 26 11
[email protected]
Scuola specializzata
superiore di tecnica
dell’edilizia e
dell’impiantistica
(SSST)
6952 Trevano - Canobbio
tel. 091 815 11 51
fax 091 815 11 59
[email protected]
Scuola universitaria
professionale della
Svizzera italiana
(SUPSI)
Dipartimento ambiente,
costruzioni e design
6952 Canobbio
tel. 058 666 6300
fax 058 666 6309
[email protected]
http://www.dacd.supsi.ch
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Repor t age e r edazione
Lorenza Hofmann, Bellinzona
Fot ogra f ie
Massimo Pacciorini, Studio job, Giubiasco
Gr a f ica
theredbox.ch, Lugano
Re alizza zione editoriale
Beatrice Tognola Giudicetti, Servizio documentazione UOSP Bellinzona.
St ampa
Industria grafica Gaggini & Bizzozero SA, Muzzano
Ufficio dell’orientamento
scolastico e professionale
Servizio documentazione
StabileTorretta
6500 Bellinzona
tel. 091 814 63 51/58
e-mail: [email protected]
www.ti.ch/uosp.ch
Edizione e diffusione
Segretariato romando ASOSP Losanna
Realizzato grazie al contributo della Confederazione (UFFT)
e della Società svizzera impresari costruttori, sezione Ticino (SSIC), Gordola.
© Ufficio dell’orientamento scolastico e professionale (UOSP), febbraio 2006
Consulenza
Orientatori e orientatrici sono a
disposizione di tutti gli utenti, giovani e adulti, per sostenere e aiutare ad effettuare una scelta ragionata .
Gli orientatori operano negli uffici
regionali ed assicurano la consulenza nel proprio comprensorio.
Per aiutarvi nella scelta
della professione, degli studi e nella pianificazione di carriera,
presso gli uffici dell’orientamento scolastico e professionale e
il Servizio documentazione potete trovare sostegno e consulenza.
Il materiale informativo a disposizione:
Documentazione scritta
Monografie professionali
(InfoProf)- brevi schede informative su singole professioni con relative formazioni e perfezionamenti, possibili sbocchi,
condizioni di lavoro e ulteriori indirizzi.
Monografie delle scuole
(InfoScuole) e delle università
(uniInfo) brevi schede su singoli
iter di studio offerti da scuole professionali e di cultura generale,
scuole specializzate superiori di
tecnica, scuole universitarie professionali (SUP), Associazioni
professionali, università e politecnici.
Dossier e quaderni descrizione
più approfondita o raccolta strutturata di materiale informativo su
una professione, un settore professionale, una scuola o un settore di formazione.
Il quaderno che avete in questo
momento tra le mani fa parte di
una collezione, anche gli altri titoli
che la compongono possono essere consultati, presi in prestito o
acquistati presso i servizi dell’orientamento.
Scuola media e poi? La panoramica delle offerte formative in
Ticino, con uno sguardo verso il
resto delle Svizzera.
Materiale audiovisivo,
muovi media
DVD, CD ROM o videocassette:
presentazioni di professioni, di
settori professionali o di formazioni, guide di scuole e università,
guide per la scelta professionale e
della carriera, ecc.
Siti internet di aiuto alla scelta
della professione e della pianificazione di carriera, di scuole, di
associazioni e di istituzioni nell’ambito della formazione e del
mondo del lavoro, che permettono
di interagire e di acquisire in breve
tempo un gran numero di informazioni, aiutano a scegliere percorsi
professionali, inserimenti scolastici o universitari.
Il sito dell’orientamento inTicino
www.ti.ch/uosp
I siti ufficiali realizzati nelle tre
lingue a livello svizzero nell’ambito dell’orientamento professionale e di carriera
www.orientamento.ch
www.perfezionamento.ch
Informazione
Documentariste e documentaristi
sono a disposizione del pubblico,
giovani e adulti, per dare informazioni dettagliate su professioni e
formazioni, per assistere e aiutare
nella scelta e nel reperimento delle informazioni e del materiale informativo.
L’ufficio cantonale dell’orientamento e gli uffici regionali organizzano regolarmente:
-pomeriggi e serate informative
-porte aperte
-visite aziendali
-stages
-espoprofessioni (a scadenza
biennale)
Uffici regionali
dell’orientamento scolastico
e professionale
6501 Bellinzona
StabileTorretta
Viale Stefano Franscini
tel. 091 814 63 51
fax 091 814 63 59
@ [email protected]
6710 Biasca
Piazzale Comunale 4
tel. 091 816 30 91
fax 091 816 30 99
@ [email protected]
6600 Locarno
Via della Posta 8
tel. 091 816 14 71
fax 091 816 14 79
@ [email protected]
6928 Manno
Via Cantonale - Galleria 2
tel. 091 610 89 01
fax 091 610 89 09
@ [email protected]
6932 Breganzona
ViaVergiò 18
tel. 091 815 31 60
fax 091 815 31 69
@ [email protected]
6850 Mendrisio
Via P.F. Mola
tel. 091 646 29 19
fax 091 646 71 81
@ [email protected]
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