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Presentazione
Ai genitori e agli insegnanti
Il presente fascicolo è pensato per gli insegnanti orientatori e per i genitori più esigenti che
desiderano approfondire, anche nei dettagli, la conoscenza di questo speciale Liceo.
Come tutte le scuole superiori, esso si connota per le discipline di indirizzo.
Si è deciso, perciò di presentare soltanto queste materie e di scegliere un’esposizione chiara,
supportata da esempi, immagini e lavori degli studenti.
In questo modo l’opuscolo può essere visionato anche dai ragazzi più attenti. Per quelli distratti, un
depliant di una pagina è anche troppo, ma per l’insegnante o il genitore che orienta il ragazzo, è
essenziale possedere una conoscenza della scuola e delle discipline non superficiale ma
approfondita, non basata sull’apparenza, ma sulla sostanza di ciò che accade tra queste mura nella
quotidianità.
La lunga serie di domande che, ad esempio, sono elencate in psicologia, servono anche ai docenti
orientatori per semplificare l’oggetto di studio della disciplina, studiata per ben 4 anni.
Altri esempi più impegnativi (Pedagogia, con il programma di una quinta classe) servono invece
agli adulti per acquisire la consapevolezza dell’importanza teorica e pratica di simili studi. Per
semplificare il fascicolo non vengono presentati nemmeno i programmi di Diritto e Legislazione
Sociale e di Musica: due importanti discipline che arricchiscono la già ampia offerta.
Per conoscere tutti i programmi, si rinvia al sito della scuola.
Quale lavoro dopo il diploma?
Spesso la scuola viene scelta in funzione del lavoro che il giovane vorrebbe solgere.
“Che cosa si può andare a fare dopo questo liceo” ci viene “brutalmente” chiesto da molti ragazzi e
genitori.
La risposta è semplice e complessa allo stesso tempo.
E’ semplice perché, come ogni liceo, il Socio-psicopedagogico dà accesso a tutte le facoltà
universitarie e, in forza della completezza disciplinare umanistica e scientifica (che emerge dal
quadro orario, riportato nell’ultima pagina), si presenta come l’unico liceo dove si approfondiscono
le discipline della contemporaneità. Lo studio socio-psicologico, pedagogico e metodologico,
costruiscono una personalità flessibile, aperta alla comunicazione, molto ricercata nel mondo del
lavoro.
D’altra parte è piuttosto complesso elencare tutte le professioni a cui può orientare questo liceo.
Esse sono in enorme crescita sia orizzontale (aumento numerico dei posti di lavoro e delle tipologie
professionali), sia verticale (aumento qualitativo dei settori specialistici e delle prestazioni richieste:
ad es. anche il maestro e l’infermiere oggi si formano all’università).
Questa complessità emerge in modo chiaro dalle scelte post-diploma dei nostri studenti.
I diplomati (2002 – 2007) si sono distribuiti in ben 18 settori diversi, così divisi:
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
8.
9.
10.
11.
12.
13.
14.
15.
16.
17.
18.
Scienze dell’Educazione (1/6 degli iscritti)
Scienze Politiche
Tecnica delle arti visive - indirizzo della facoltà di lettere a Ca’ Foscari Servizi Sociali
Commercio- impiego in negozio con i genitori –
Psicologia
Operatrice di asilo-nido
Conservatorio, canto
Filosofia
Scienze sociologiche
Scienze della Comunicazione
Scienze Biologiche
Scienze della Formazione Primaria
Puericultrice - specializzazione in scuola privata Laurea Infermieristica
Lingue
Economia
Giurisprudenza
1
Professioni tradizionali e nuovi impieghi: lo sviluppo del terzo settore*
Le professioni tipiche dei Servizi e delle Scienze Sociali e dell’educazione sono in enorme crescita
•
come impieghi di alto profilo post-universitario:
• le varie specializzazioni del sociologo, dello psicologo,
dell’antropologo ( a scuola sono già stati invitati ad es.
psicoterapeuti, psicologi dello sport, musicoterapeuti ecc.)
e gli ambiti della ricerca educativa e didattica
• le molteplici attività degli insegnanti rispetto agli ordini di
scuola (ins. Di scuola dell’infanzia, elementare, media) e
ai compiti differenziati al loro interno (insegnanti
specializzati nel sostegno, dirigenza, psicopedagogisti) e
professioni afferenti all’infanzia: neuropsichiatra infantile,
magistrato dei minori; logopedista; assistente sociale ecc)
•
come impieghi intermedi conseguenti a lauree brevi (es. educatori professionali) o corsi di
formazione specifici in tutto il “terzo settore” (cooperative, mondo dell’impresa sociale nonprofit, associazioni ed enti privati che erogano servizi alla persona, ecologici, sportivi, di
animazione turistica ecc.)
•
come impieghi immediati post-diploma per chi si stanca dello studio. Il diploma liceale, è
sempre un buon biglietto da visita per chiunque decida di affrontare un lavoro al termine della
scuola superiore (la richiesta, ad esempio, di operatore di comunità o di operatrici per i nidi
dell’infanzia di Venezia è sempre superiore alle disponibilità delle allieve diplomate).
“In una inchiesta a livello nazionale su ciò che i datori di lavoro cercano nei nuovi assunti al
primo impiego, le capacità tecniche sono risultate meno importanti della fondamentale capacità di
imparare sul lavoro. Dopo di essa i datori di lavoro hanno elencato:
• la capacità di ascoltare e comunicare oralmente
• la capacità di adattarsi e reagire in modo creativo a insuccessi e ostacoli;
• il dominio di sé, la fiducia, la motivazione personali necessari per lavorare verso degli obiettivi
• l’orgoglio per i risultati raggiunti…
• l’efficacia nel lavoro di gruppo e nelle relazioni interpersonali…
• le capacità organizzative…
Un elenco simile è emerso anche in uno studio sulle caratteristiche che le società richiedono ai fini
dell’assunzione…Le tre competenze più auspicabili sono
• le capacità nel campo della comunicazione
• le capacità interpersonali
• l’iniziativa”
(D. Goleman. Lavorare con intelligenza emotiva, pag.25)
Tutte le scuole dovrebbero sviluppare queste capacità, ma il Liceo Socio-psicopedagogico opera per
statuto in queste direzioni.
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* Con il termine “terzo settore” si intende quello intermedio tra pubblico e privato. Viene definito anche “privato sociale” e
comprende tutte le attività svolte da enti, associazioni, cooperative che svolgono un servizio pubblico con gestioni private.
Un grande economista americano afferma “Oggi siamo in grado di produrre tutto ciò che ci serve con una frazione limitata di
persone... Alle generazioni del terzo millennio resterà poco da scegliere. Sono infatti quattro le porte tradizionali alle quali si
bussa per cercare lavoro: il mercato, lo Stato, il terzo settore e la criminalità organizzata. Il mercato però offrirà sempre meno
opportunità a causa del progresso tecnologico. Lo Stato, ovunque nel mondo, non è più in grado di assumere. E l’unica
alternativa alla criminalità resta il terzo settore: tutte quelle attività, cioè, che producono capitale sociale.”
Jeremy Rifkin
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2
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CHE COSA SI STUDIA
NEL LICEO SOCIO-PSICOPEDAGOGICO ?
Questo Liceo è caratterizzato dallo studio delle Scienze Sociali e dell’Educazione.
Le materie specifiche* sono:
pagina
• SOCIOLOGIA …………………………………………………………….
5
• PSICOLOGIA …………………………………………………………….
7
• METODOLOGIA DELLA RICERCA SOCIO-PSICOPEDAGOGICA……
9
• PEDAGOGIA …………………………………………………………….
11
• UN PROGETTO PER L’ORIENTAMENTO:
“Progetto esperienza: conoscere per scegliere”…… …………………………………….
12
• METODO DI LAVORO:
1) Metodo di insegnamento …………………………………………………….
2) Organizzazione della classe …………………………………………………..
3) Quaderno di lavoro …………………………………………………………..
4) La prima lezione dal libro di testo ……………………………………………..
5) Criteri di valutazione …………………………………………………………
6) Strumenti di valutazione …...…………………………………………………
7) Griglia per i voti…...…………………………………………………………
8) Griglia per valutare un elaborato scelto …………………………………………
9) Griglia per la valutazione dell’autonomia nello studio ……………………………
10) Esempi di griglia di valutazione in Psicologia …………………………………..
11) COMPITI a CASA …………………………………………………………..
12) Le tre opportunità della scuola Superiore ……………………………………….
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* Per ciascuna di queste discipline, nelle pagine seguenti si troveranno:
-
argomenti principali studiati
domande a cui cerca di rispondere ogni disciplina
esempi di lavori svolti dagli studenti
Per qualsiasi ulteriore informazione si può telefonare al numero della scuola 041 – 5225276 e
chiedere del responsabile all’orientamento Danilo Reato o della prof.ssa Laura Gattini, o del
vicepreside Giuseppe Poggi. I docenti sono disponibili anche ad incontri individuali su
appuntamento.
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3
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Un’ex allieva scrive ai ragazzi di terza media
Cari studenti,
mi chiamo Agnese* e sono una ragazza che sette anni fa era in procinto di preparare l’esame di
terza media.
Mi è stato chiesto di scrivere questa lettera dai miei insegnanti delle scuole superiori, di cui
personalmente ho uno splendido ricordo, per far conoscere la mia esperienza al Liceo Sociopsicopedagogico “N. Tommaseo”, a ragazzi che, come voi, si trovano di fronte ad una scelta
difficile ed impegnativa.
Il mio obiettivo non vuole essere quello di pubblicizzare gratuitamente la mia scuola, ma piuttosto
quello di sottolineare le potenzialità ed i pregi di un liceo impostato probabilmente in modo più
creativo e costruttivo rispetto a quelli tradizionali.
L’indirizzo Socio-psicopedagogico, infatti, non si limita all’insegnamento di materie come
matematica, italiano, latino, storia, inglese, ecc., sempre e comunque fondamentali, ma integra il
percorso scolastico con studi che danno la possibilità, a noi ragazzi, di ampliare i nostri orizzonti
nella conoscenza di noi stessi, degli altri e della società in cui viviamo (e in cui è necessario, per
noi, integrarci pienamente in modo corretto e consapevole).
Mi riferisco principalmente a insegnamenti come Psicologia, Sociologia, Pedagogia, Metodologia
della ricerca, Filosofia, che danno la possibilità di costruirsi una più forte e solida identità, insieme
ad una più ampia e matura conoscenza della realtà e del modo sociale.
Ora, non voglio avervi spaventato con tutti questi discorsi seri, anche perché vi assicuro che fin dai
primi giorni l’atmosfera che si respira è fondata su fiducia e collaborazione reciproca tra
insegnanti e studenti, che spesso operano per la costruzione di attività pratiche di stage e
laboratorio, in cui i ragazzi hanno la possibilità di applicare le nozioni teoriche.
Come ultima cosa tengo a precisare che questo Liceo ha incentrato la sua didattica sulla
interdisciplinarità, che permette non solo di avere una visione a più ampio raggio dei legami tra
insegnamenti diversi, ma da anche la possibilità di attuare una scelta più consapevole dopo la
maturità.
Con la speranza di avervi chiarito alcune idee sulle vostre scelte future, vi auguro un buon
proseguimento degli studi qualsiasi decisione prendiate.
Agnese
P.S. Un saluto particolare ed un enorme ringraziamento a tutti i professori della scuola media che
hanno contribuito alla mia formazione scolastica ed individuale.
*Agnese frequenta il corso di laurea in “Tecnica delle Arti visive” a Ca Foscari
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4
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SOCIOLOGIA
2 ore in terza e quarta
Chi studia questa materia impara a:
- Conoscere i rapporti tra individuo e società
- Comprendere il mondo di oggi e la propria miocro -società
- partecipare alla comunità nazionale, europea e mondiale attraverso la comprensione dei relativi problemi
LE DOMANDE DELLA SOCIOLOGIA
Tra le creature viventi, gli esseri umani sono i soli completamente autocoscienti, capaci di indagare e di
riflettere su se stessi.
In tutta la storia i nostri antenati hanno meditato sulla natura umana quale si manifesta nella vita sociale
della nostra specie.
Perché gli esseri umani formano delle famiglie e perché adorano degli dei ?
Perché il modo di vita di un gruppo è cosi diverso da quello di un altro?
Cosa spinge alcune persone ad infrangere le norme sociali e altre invece ad osservarle?
Perché alcuni sono ricchi e altri poveri? Cosa spinge un gruppo ad entrare in guerra con un altro?
Cosa sarà di un essere umano che non è stato allevato insieme agli altri esseri umani?
Cosa tiene insieme la società e perché tutte le società cambiano nel tempo?
Fino a poco tempo fa le risposte a questi e ad altri quesiti simili venivano dall’intuizione, dalla speculazione,
dal peso morto dei miti, delle superstizioni, dal “buon senso popolare”, tradizionale trasmesso dal passato.
Soltanto nel corso dell’ultimo secolo si è applicato un nuovo metodo allo studio della società umana e del
comportamento sociale: il metodo scientifico, che fornisce risposte tratte dai fatti raccolti mediante una
ricerca sistematica.Da questo nuovo metodo di indagine ha tratto origine la vivace, ma ancor giovane
disciplina della sociologia.
La sociologia è lo studio scientifico della società umana e del comportamento sociale.
Dal manuale in adozione, pag. 3
ELENCO DI ARGOMENTI studiati in Classe TERZA e QUARTA
Libro di testo: Ian Robertson “Elementi di Sociologia” Zanichelli.
1. La sociologia: un nuovo modo di osservare un mondo familiare.
2.
3.
4.
I metodi della ricerca sociologica
La cultura
La società
Individuo, cultura e società
5.
6.
7.
8.
9.
La socializzazione
L’interazione sociale nella vita quotidiana
I gruppi sociali
La devianza
Sesso e società
La disuguaglianza sociale
10. La stratificazione e le classi sociali
11. Le disuguaglianze razziali ed etniche
12. Sesso, età e disuguaglianze
Le istituzioni sociali
13.
14.
15.
16.
17.
18.
La famiglia
L’istruzione
La religione
La scienza
L’ordinamento economico
L’ordinamento politico
Il cambiamento sociale nel mondo contemporaneo
19. La dinamica della popolazione
20. L’urbanizzazione e la vita urbana
21. Cambiamento sociale e la vita urbana
5
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PSICOLOGIA
4 ore alla settimana nel biennio, 2 ore in terza e quarta
Chi studia questa disciplina impara a:
- approfondire la crescita della persona nelle sue diverse dimensioni (mente, corpo, emozioni, sentimenti,
idee).
- Sviluppare capacità introspettive, cioè saper conoscere se stessi
- Saper comunicare con le persone, e capire gli altri
- Trovare il lavoro più adatto a sè e orientare il proprio futuro nella società attuale
- Progettare attività di studio e ricerca
Nel biennio
si dedicano ogni settimana 4 ore a studiare gli “Elementi di Psicologia, Sociologia e Statistica”
testo in adozione: M. Farnè, F. L. Sacco: “La psicologia nella vita quotidiana” Zanichelli 2002
LE DOMANDE DELLA PSICOLOGIA
Riportiamo alcune delle numerose domande di psicologia la cui risposta è contenuta nei capitoli del libro di testo
•
Perché è importante conoscere noi stessi?
•
Il nostro comportamento dipende maggiormente dall’istinto o dall’educazione, dalla natura o dalla cultura?
•
Perché la gran parte delle persone segue acriticamente le mode?
•
Da dove nasce il comportamento razzista?
•
Si possono superare le paure?
•
Un uomo che arriva ad uccidere è “normale”?
•
Quali comportamenti ci dimostrano che le nostre scelte
non sono sempre completamente libere?
•
Quali sono le differenze tra psicologo, psicoterapeuta,
psicanalista, psichiatra, neurologo?
•
Grazie a quali “leggi” percepiamo una figura che spicca
sullo sfondo?
•
Quali sono le differenze tra attenzione volontaria e
attenzione involontaria?
•
Quali sono i motivi del nostro non stare attenti?
•
Perché la previsione, il controllo del comportamento
e il miglioramento della qualità della vita,
sono considerati scopi “pratici”, “applicativi” della psicologia?
•
Cosa sono le neuroscienze?
Nel triennio
Il corso affronta lo studio sistematico della psicologia partendo da problemi ed argomenti “vicini “
allo studente per giungere ad affrontare quelli più impegnativi e “lontani” i quali necessitano di una
forte motivazione intrinseca allo studio.
6
ELENCO DI ARGOMENTI studiati in Classe TERZA e QUARTA
•
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•
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•
La prima infanzia (da zero a due anni)
La seconda infanzia (da due a sei anni)
La fanciullezza(da sei a undici anni)
L’adolescenza
I problemi dell’età adulta e della vecchiaia
Individuo e società
Dalla comunicazione interpersonale a quella di massa
Test per lo studio della personalità e la valutazione scolastica
Disturbi psichici nell’età evolutiva
Disadattamento e devianza
Testo in adozione:
A. Oliverio Ferraris, A. Oliverio, “I motivi del comportamento umano”, Zanichelli, 2002
La rigorosità del percorso sistematico del libro viene tessuta con la flessibilità nella distribuzione dei contenuti e della loro attualizzazione.
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immagini
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7
METODOLOGIA DELLA RICERCA SOCIO-PSICOPEDAGOGICA
(2 ore alla settimana in classe quinta)
Chi studia questa disciplina impara a:
svolgere attività di ricerca e di studio mediante gli strumenti tipici delle Scienze Sociali, soprattutto
indagando la realtà cittadina (interviste, questionari).
Il testo in adozione: A. Bianchi, P. Di Giovanni, “La ricerca Socio-psicopedagogica”, Paravia, 97, è adottato già in
terza classe per familiarizzare gli studenti con le tematiche di attualità su cui si svolgeranno le ricerche e per anticipare
la lettura delle numerose schede tecniche che insegnano come realizzarle.
LE DOMANDE DI METODOLOGIA DELLA RICERCA
•
•
•
•
•
•
Come si organizza una ricerca sociale?
Si può riconoscere un sondaggio con dati attendibili da uno con dati falsi?
Quali sono i pregi e i difetti delle interviste e dei questionari ?
Quali sono i metodi migliori per studiare i differenti fenomeni sociali?
Quali metodi usano di preferenza i sociologi e gli psicologi?
Come si realizza una ricerca associata, cioè un’indagine di gruppo?
ELENCO DI ARGOMENTI studiati in Classe QUINTA
Argomenti oggetto di indagini
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L’Aggressività
Educazione ai Mass Media
La cultura giovanile
Lo sport
Livello di aspettativa, ansia, rendimento
La motivazione al lavoro
La motivazione scolastica
Le tossicodipendenze
La variabilità culturale delle malattie
Emarginazione e marginalità
Creatività e disturbi mentali
La condizione del malato
Svantaggio e handicap
Schede tecniche
Come nasce una ricerca
Il buon ricercatore
Il punto di vista del ricercatore
Ricerca quantitativa e qualitativa
Disegno di ricerca
Le variabili
Il campionamento
L’intervista
Il questionario
L’esame dei documenti
La ricerca interdisciplinare
• La ricerca-azione
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PEDAGOGIA
3 ore alla settimana nel triennio
Questa disciplina insegna a:
- riflettere sui differenti sistemi educativi;
- analizzare criticamente la Storia della scuola e dei modelli educativi,
- acquistare competenze comunicative orientate ai valori fondamentali: responsabilità, solidarietà,
valorizzazione della diversità;
- abituarsi all’uso appropriato dei linguaggi delle Scienze dell’Educazione;
LE DOMANDE DELLA PEDAGOGIA
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Chi provvede all’educazione dei popoli?
Che cosa è necessario insegnare alle persone e perchè?
Qual è il metodo migliore per insegnare?
Ci sono metodi diversi per ciascuna età e per ciascun allievo?
Come dev’essere l’insegnante ideale e come prepararlo?
Cosa fare per aiutare gli alunni in difficoltà di apprendimento?
Come sviluppare al massimo le capacità di ognuno?
Quando è nata la scienza dell’educazione e come si è sviluppata?
Cosa hanno scoperto i grandi studiosi dell’educazione, i pedagogisti ?
Come organizzare una scuola efficace ed efficiente?
Che rapporto c’è tra scuola e società?
ELENCO DI ARGOMENTI studiati in Classe QUINTA
riferiti al Testo in adozione:
R. Tassi, “Itinerari pedagogici 3A”, Zanichelli ,95.
PARTE PRIMA: PEDAGOGIA E SOCIOLOGIA
1.
La pedagogia progressiva
Alexander Sutherland Neill: l’uomo autoregolato
2.
La pedagogia marxista
Anton Semionovic Makarenko: l’uomo disciplinato
3.
La pedagogia umanistica
Sergej Hessen: l’uomo autonomo
PARTE SECONDA: PEDAGOGIA E PSICOLOGIA
1.
La psicologia scientifica
Maria Montessori.: la metodologia di orientamento
analitico
2.
La psicologia sociale
Ovide Decroly: la metodologia di orientamento globale
3.
La psicologia genetica
Jean Piaget: la metodologia di orientamento strutturalista
PARTE TERZA: PEDAGOGIA E FILOSOFIA
1. La prospettiva pedagogica del pragmatismo americano
John Dewey: l’educazione come esperienza sociale
2. Oltre l’attivismo pedagogico
Jerome Seymour Bruner: l’educazione come tensione
all’eccellenza
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9
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UN PROGETTO PER L’ORIENTAMENTO
"Progetto Esperienza: Conoscere per Scegliere”
La nostra scuola offre agli studenti del Liceo Socio-psicopedagogico opportunità programmate di incontro
con realtà e professionisti che operano nel campo sociale ed educativo. Queste diverse esperienze consentono
di conoscere in modo concreto e non superficiale i possibili ambiti di studio e di lavoro cui prelude
l’indirizzo.
E’ un’esperienza unica per i Licei, e si pone sulla scia delle iniziative di altri istituti liceali delle Scienze
Sociali più avanzati come l’Ariosto di Ferrara che, per primo in Italia, ha realizzato con noi questo tipo di
breve ma stimolante “apprendistato” all’interno di curricoli a intensa riflessione teorica.
Dove è possibile, si favorisce anche una presenza attiva volontaria attraverso stage o microstage, nelle realtà
che hanno suscitato i maggiori interessi degli studenti.
Le attività proposte sono sostanzialmente di tre tipi
1 ► INCONTRI
con operatori dei differenti ambiti di lavoro o di ricerca, invitati a scuola, durante le ore di lezione
2 ► VISITE
LA SCUOLA FUORI DELLA SCUOLA
attività di PARTECIPAZIONE a convegni, conferenze, mostre ecc. e VISITE a luoghi di lavoro,
istituti, imprese sociali ecc., come approfondimento di temi affrontati in classe.
3 ► STAGE
ESPERIENZE DI FORMAZIONE ED ORIENTAMENTO PRE-PROFESSIONALE
STAGE in ambito scolastico ed extrascolastico, anche nel periodo estivo con borse di studio della
Fondazione Cassa di Risparmio di Venezia. Queste attività sono svolte presso enti convenzionati
con la nostra scuola. Le attività svolte sono simili al tirocinio e vengono valutate come crediti
formativi. Nell’ultimo anno sono state distribuite 12 borse di studio da 300 euro a tutti gli studenti
che avevano chiesto di svolgere esperienze durante l’estate.
L’elenco che segue riguarda uno dei progetti annuali già realizzato e che ha coinvolto in tempi e modi diversi
tutte le classi.
INCONTRI
-
Psicologo dello sport
Insegnante (con funzione di psicopedagogista)
Ex studentesse dell'istituto
- attuali universitarie
- impiegate in lavori di interesse sociale
Educatrice professionale - animatrice - (ex allieva)
Assistente sociale
Psicoterapeuta
Responsabili A.I.P.D.(Assoc. Italiana Persone Down)
Animatori AISM - testimonianza di associati
Operatori del Comune di Venezia progetto"Nonsolocompiti"
Sociologo
LA SCUOLA FUORI DELLA SCUOLA
-
Imprese sociali, “Casa del Fanciullo”, Associazioni di volontariato
Partecipazione al salone nazionale "JOB" - Verona (novembre)
Centro diurno A.N.F.F.A.S. - A.I.S.M.
Partecipazione a CIVITAS, Salone Nazionale del Terzo Settore.
-
C.T.B. Centro di tutela del bambino e Centro Antiabuso
10
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Esperienze di orientamento e formazione pre-professionale
Esempi di luoghi in cui si sono svolti gli stage
(Dalla programmazione di un triennio)
1.
Itinerari all'interno dell'orario scolastico classe quarta. Stage di cinque giorni (martedì mattina)
-
2.
Scuole dell'infanzia
- Comunale S.G. Bosco del Lido
- Statale S. Elena
- Scuola Materna privata “Ancelle di Gesù bambino”
Centro diurno A.N.F.F.A.S.
Asilo nido "Il Delfino"(Lido)
Nido "Ciliegio"( Castello)
Centro diurno per disabili psichici “ Nicopeja”
studenti: 6
studenti: 6
studenti: 1
numero studenti: 4
studenti: 3
studenti: 2
studenti:1
Itinerari al di fuori dell'orario scolastico su libera scelta degli studenti
-
Liguria Riva Ligure Vacanze pasquali 2000
In viaggio turistico con associazione di disabili psichici non gravi
numero studenti: 2
-
Dolomiti S. Vito di Cadore
27 giugno 8 luglio 2000
Soggiorno con l'associazione che offre ospitalità temporanea
per emarginati ed immigrati a Dolo
numero studenti: 2
-
Calabria
Sila
numero studenti: 1
Una settimana nel periodo estivo per due anni consecutivi
Campo d'animazione organizzato dal Centro Comunitario Agape di Reggio Calabria con i ragazzi Rom,
nomadi di Mèlito di Porto Salvo (RC) guidato da Concetta Toscano (assistente sociale) e dal Dott.
Schipani Giovanni, (neuropsichiatra infantile).
Verona
Convegno residenziale presso l’Università degli studi
numero studenti: 24
Titolo-.“L’altro mi guarda e mi riguarda; educarsi ed educare all’altruismo”
30 nov.– 3 dicembre 2000
Altre attività
Attività di animazione e istruzione specifica alla vela per bambini presso Lega Navale Italiana di Venezia. Ogni
domenica nei mesi invernali, salvo dicembre, e 7 ore al giorno per un intero mese estivo
numero studenti 1
-
immagini
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11
Riportiamo alcuni esempi di certificazioni e resoconti di attività svolte dagli allievi
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Esempio di contratto formativo con il Comune di Venezia per lo svolgimento di stage estivo presso le scuole
dell’infanzia della città. Come per gli altri enti o associazioni, la scuola ha stipulato un’apposita convenzione che
tutela e organizza l’esperienza. La ragazza che ha compiuto lo stage per 30 giorni, ha ricevuto una borsa di studio
di 300 euro dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Venezia.
PROGETTO FORMATIVO
(Rif. Convenzione prot.Gen.n° 122262 stipulata in data 26 marzo 2002)
Nominativo del tirocinante: D. Sara
Attuale condizione: studente scuola secondaria superiore.
Azienda/struttura ospitante: Comune di Venezia
Sede del tirocinio: Scuola dell’infanzia
Periodo del tirocinio: da giugno a settembre 2002.
Tutori (indicati dal soggetto promotore): Prof. N. Potenza e A. Gozzo.
Tutore aziendale: Tettamanzi Alessandro
Polizze assicurative: POLIZZA N° 90062008 FARO- N°2E 4894-DAS.
Applicazione n° 1558 Filo –Stipulate attraverso “DOMINA SERVIZI ASSICURATIVI”
S.R.L.- PADOVA
Obbiettivi del tirocinio
1.
2.
3.
4.
5.
Orientare gli studenti nella scelta del loro futuro, offrendo occasioni di incontro con vari settori del mondo del
lavoro.
Motivare gli allievi allo studio con esperienze concrete di coinvolgimento.
Realizzare una esperienza di osservazione partecipante, coerente con l’indirizzo di studi intrapreso.
Sviluppare l’attitudine a comunicare in contesti diversi , facendo attenzione ai propri comportamenti verbali e
non verbali.
Analizzare la struttura di cui si è ospiti(spazi, tempi, regole).
Obblighi del tirocinante:
•
Seguire le indicazioni dei tutori e fare riferimento ad essi per qualsiasi esigenza di tipo organizzativo od altre evenienze.
•
Rispettare gli obblighi di riservatezza circa le notizie di cui venga a conoscenza sia durante, che dopo lo svolgimento del
tirocinio
•
Rispettare i regolamenti e le norme in materia di igiene e sicurezza della struttura.
(Firma per presa visione ed accettazione del tirocinante): ………………………………………………………………
(Firma per il soggetto promotore):……………………………………………………………………………………….
(Firma per il soggetto ospitante):…………………………………………………………………………………………
RESOCONTO STAGE ESTIVO
Periodo: Luglio-agosto 2001 Luogo: Aprigliano (CS) Partecipante: F. Lisa Ore totali: 80
Questa estate ho collaborato per il terzo anno alla realizzazione di un progetto di integrazione tra rom e
italiani, il 18° campo rom, esso consiste nel vivere una settimana con dei ragazzi zingari imparando a
conoscerci reciprocamente nel rispetto delle diversità delle nostre culture.
Il campo si svolge sempre nello stesso luogo, Quaresima di Aprigliano, sulla Sila, in riva al lago Arvo, in un
posto incantevole, eppure ogni anno tutto è diverso. In particolare quest’anno l’ho vissuto con maggior
consapevolezza sia del mio ruolo di animatrice volontaria, sia delle relazioni che si creano nel campo(…)
Ogni anno viene scelto un tema su cui vengono attivati vari laboratori (teatro, giochi, arte, musica); nel 1998
“rom e gagè”, nel 1999 “viaggiare”, nel 2000 “parole disegnate”.
Per me questo campo è stato particolarmente importante perché ho cominciato ad imparare una lingua
affascinante che apre le porte di un mondo diverso da quello che conoscevo fino ad ora, fatto di silenzi e
pensieri. Spesso le persone “diverse” ed, in particolare, alcuni bambini sordi che ho seguito in modo
particolare, codificano le situazioni in modo diverso da noi ed è importante avere questa consapevolezza nel
momento in cui ci si avvicina a loro(…)
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12
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METODO di INSEGNAMENTO
I contenuti verranno sviluppati mediante conversazioni, indagini, lavori di gruppo ed altri procedimenti attivi
nei quali le discipline di indirizzo non si presenteranno rigidamente distinte, ma logicamente confluenti nella
comprensione pluridimensionale dei problemi umani. Il libro di testo, frutto di una solida esperienza di
insegnamento degli autori, sviluppa i nuclei fondanti delle discipline secondo un’impostazione chiara ed
accattivante. Il percorso del manuale sarà intrecciato con lo sviluppo dei temi di attualità e con le altre
attività didattiche (approfondimenti individuali e di gruppo, riflessioni, recensioni, letture e resoconti
riportati nel quaderno di lavoro).
ITINERARIO METODOLOGICO
Per il conseguimento degli obiettivi l’insegnante opererà secondo un itinerario metodologico* che
si concretizza nella motivazione e coinvolgimento degli studenti attraverso:
a)
l’esplicitazione degli obiettivi generali e particolari della attività proposta.
b)
il chiarimento dei contenuti e delle operazioni da sviluppare per il conseguimento di ogni
obiettivo, evidenziando i prerequisiti già in possesso degli alunni; le modalità di lettura
personale degli argomenti nel libro di testo e altrove; il metodo consigliato per la
comprensione, la memorizzazione, la sintesi e l’esposizione orale o scritta .
c)
la comunicazione di nuovi termini e/o concetti, evitando, quando sia possibile di proporre
materiali precostituiti o poco specifici e la lezione frontale, cercando di far ricavare concetti e
informazioni il più possibile dagli studenti stessi attraverso opportune domande e la
discussione;
d)
l’eventuale attuazione pratica dell’insegnante, assieme alla classe, a titolo esemplificativo, di
una parte del percorso che i ragazzi dovranno percorrere da soli;
e)
la raccolta, attraverso questionari e schede di lavoro, di informazioni nuove, delle tecniche e
delle osservazioni formulate dalla classe;
f)
lo svolgimento della maggior parte delle attività sull’analisi di testi relativi alle Scienze Sociali
e dell’Educazione al fine di individuare e catalogare i caratteri specifici. Gli allievi
singolarmente o a piccoli gruppi saranno successivamente invitati a relazionare, sintetizzare,
esporre e, quando è possibile, a produrre a loro volta materiali a seconda delle consegne
ricevute: dette produzioni potranno costituire anche oggetto di verifica, sia in itinere che finale;
g)
la predisposizione di esercizi-verifiche orali e scritte, illustrando alla classe le prestazioni
richieste dalle verifiche stesse;
h)
la correzione-discussione con la classe dei lavori assegnati, delle verifiche, proponendo la
revisione e la ripetizione, anche parziale, fino al conseguimento dell’obiettivo;
i)
l’esplicitazione delle categorie di valutazione; discussione con la classe dei criteri e dei metodi
di valutazione, sollecitando l’autovalutazione da parte dello studente.
Talvolta le attività sopra indicate saranno precedute da esercitazioni inerenti l’obiettivo proposto,
ma assegnate senza alcun chiarimento preventivo, con lo scopo di evidenziare, a insegnante e
studenti, limiti e carenze dell’apprendimento (nel metodo di studio, nella memorizzazione, nelle
capacità di analisi e sintesi, ecc.). Questo esercizio prepara anche ad affrontare le prove d’esame di
fine quinquennio.
* adattato dalla rivista “Sensate Esperienze”
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metodo (esempio tratto dalla programmazione di una classe)
LA PRIMA LEZIONE: DAL LIBRO DI TESTO
Il libro di testo in adozione nelle differenti discipline non pretende di essere considerato il migliore
testo in assoluto né l’unico approccio possibile alla materia o agli autori.
Il libro di testo scelto dagli insegnanti è, però, il manuale migliore che essi hanno trovato nel
mercato (salvo le debite eccezioni) come strumento che soddisfa il bisogno di semplificare la
materia per lettori inesperti. Ciò significa che gli insegnanti ritengono il libro rispondente alla
maggior parte dei requisiti necessari per un buon servizio allo studente che lo affronta per la prima
volta e con le proprie forze.
Le difficoltà sono necessarie
Il testo deve essere chiaro; i contenuti devono essere congruenti con il programma ministeriale e
riconducibili all’interno della programmazione scolastica; il testo dev’essere flessibile (ad es.
permettendo una lettura non sistematica).
A volte la chiarezza non va di pari passo con la facilità di lettura, vi sono parole nuove ed un
fraseggio piuttosto articolato. Lo studente deve cogliere questo aspetto come un elemento che lo
provoca ad una crescita linguistica e concettuale. Ci si deve porre di fronte al libro senza la pretesa
di trovare “la pappa pronta” e omogeneizzata!
La lettura di un manuale deve richiedere anche un certo impegno progressivo nell’arricchimento del
lessico e dei concetti: non è la stessa cosa che leggere un romanzo o un articolo di giornale.
Un insegnante più bravo del mio
Leggere il libro di testo prima della lezione è un modo immediato di porre lo studente di fronte ad
un docente molto preparato: l’autore che lo ha scritto. I capitoli sono le sue lezioni espresse nella
forma ritenuta migliore. Esse sono il risultato di una ricerca e di un’esperienza pluriennale da parte
di uno studioso che ha pensato e scritto il libro espressamente per i giovani lettori, non tanto per gli
insegnanti!
In genere gli autori di un manuale scolastico sono insegnanti con un loro metodo e una loro
originalità che può essere più o meno condivisa. Tuttavia il libro rimane un progetto di lavoro che
va compreso prima che criticato; esperimentato prima di rifiutarlo in blocco.
D’altra parte il libro di testo serve soltanto come riferimento di base: non è la disciplina in sé
compiuta e offerta dogmaticamente.
E’ un aiuto concreto per conoscere le strutture e i nuclei fondanti della disciplina. Spesso gli indici
dei testi corrispondono ai concetti strutturali dinamici di base delle diverse scienze.
L’armadio delle conoscenze
Il manuale in genere segue un ordine universalmente riconosciuto nel proporre la disciplina e perciò
rimane - per gli adolescenti insicuri nel muovere i primi passi nel campo culturale - come un
piccolo “armadio delle conoscenze” fornito di tutto. I capitoli sono i ripiani dell’armadio delle
conoscenze di quella materia specifica e, i paragrafi, i cassetti all’interno dei quali ordinare i
differenti concetti ecc.
Non si deve esaltare l’uso del manuale, ma esso rimane un riferimento essenziale eccetto il caso in
cui un insegnante disponga di un adeguato numero di ore e decida di ricostruire l’ordine disciplinare
con un lavoro impegnativo assieme ai suoi studenti. Il testo, insomma è come una carta geografica
del sapere specifico, una mappatura di base (concettuale, linguistica, bibliografica, iconografica,
ecc.) che funge anche da miniera tascabile nella quale cercare e alla quale far riferimento durante le
discussioni, le lezioni, le scoperte, i dubbi ecc.
A volte il libro può svolgere la funzione di mini enciclopedia del sapere, altre volte esso contiene
stimoli e proposte per la lettura e l’approfondimento.
14
Lo studente che affronta il libro di testo autonomamente, frequenta le lezioni del professore
che lo ha scritto; confronta il suo modo di esporre con quello del proprio insegnante;
percepisce ottiche diverse e informazioni complementari e si prepara allo studio universitario
cui il liceo naturalmente prelude.
La “verifica” prima della “lezione”
L’allievo deve imparare a leggere autonomamente il testo. L’insegnante, lascerà del tempo anche in
classe per lo studio e seguirà il processo di lettura personale approfondita chiedendo di condividere
ciò che è stato letto e compreso e, soprattutto le difficoltà incontrate. Queste saranno le lezioni
attive, molto coinvolgenti e dialogate (se gli allievi hanno studiato con applicazione) e costituiranno
la verifica più importante dell’impegno, della responsabilità, della comprensione, dell’attenzione,
della capacità organizzativa, della motivazione e dei diversi metodi di studio e stili di
apprendimento.
Successivamente, al termine dei moduli didattici, gli studenti affronteranno un elaborato scritto
conclusivo.
Questa modalità di lavoro si acquisirà progressivamente dalla prima classe alle successive.
In genere i primi veri studenti studiosi si riconoscono già dalla prima classe e crescono di numero e
abilità negli anni successivi. Essi terminano la lettura programmata per tutto l’anno dei capitoli
previsti molto prima dei termini del “contratto” stipulato ad inizio anno. Alcuni completano in un
anno ciò che è previsto per due, cioè svolgono per interesse, senza esserne obbligati, l’intera lettura
approfondita del libro di testo (con schemi di sintesi autonomamente costruiti o con la risposta
scritta alle domande dei questionari dei capitoli), dedicando poi il proprio tempo agli
approfondimenti di temi particolari, alla lettura di libri d’autore, di saggi, di riviste di settore ecc.
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metodo
CRITERI DI VALUTAZIONE
La valutazione è un passaggio essenziale nel cammino formativo dello studente.
•
•
È importante per l’allievo, perché lo rende consapevole dei progressi compiuti e lo può
avvertire che in alcuni ambiti gli è richiesto un impegno maggiore o di tipo diverso;
è importante per l’insegnante perché lo informa sulla risposta della classe al suo lavoro e gli
indica situazioni particolari di difficoltà o eccellenza che richiedono interventi mirati.
La valutazione non è mai un giudizio sulla persona, è invece lo strumento che consente di
verificare l’ efficacia del lavoro svolto, nel suo duplice aspetto di valutazione sommativa e
formativa.
La valutazione sommativa dice quanto l’allievo ha preso in ciascuna disciplina utilizzando voti
da1 a 10
• La valutazione formativa misura invece la crescita complessiva dell’allievo nella scuola (al di
là del rendimento ottenuto nelle singole materie), considerando
- la regolarità dell’impegno
- la capacità di organizzarsi autonomamente nello studio
- la collaborazione con gli insegnanti e i compagni
- il contributo originale che viene dato alla vita della classe.
•
I singoli voti ottenuti sono comunicati agli allievi e riportati nel registro personale dell’insegnante;
se il Collegio Docenti delibera la suddivisione dell’anno scolastico in quadrimestri, a metà di
ciascuno le famiglie sono informate sul profitto attraverso una scheda o una lettera.
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metodo
STRUMENTI DI VALUTAZIONE
Le tipologie delle prove di verifica sono quelle di seguito riportate dai “Piani di Studio della commissione Brocca”.
Le cadenze bimestrali delle verifiche in concomitanza con pagelline e scrutini, si inseriscono
comunque nell’ottica di un metodo di lavoro sintetizzabile nell’affermazione che ogni lezione è una
verifica ed ogni verifica è una lezione.
Le prove di seguito suggerite potranno essere utilizzate nei contesti operativi opportuni e in
rapporto al tipo di percorso compiuto. Sono prove molto utili perché diversificate e complementari,
tali da consentire una visione globale del livello raggiunto.
La verifica e la valutazione
Per garantire la possibilità di una corretta valutazione, occorre tener conto del rapporto tra finalità,
obbiettivi, contenuti. I contenuti sono funzionali al conseguimento degli obbiettivi, che saranno
oggetto di verifica periodica nella prospettiva di una valutazione formativa, calibrata sul
conseguimento delle finalità.
Il tipo di prove che si propongono sono:
1.
prove scritte mirate a verificare il conseguimento delle abilità necessarie a:
•
•
•
•
formulare per iscritto i risultati di ricerche, indagini, approfondimenti;
redigere, entro limiti prefissati di tempo e di spazio, brevi saggi, schede e note
esplicative;
ricondurre i contenuti di un testo ad una serie di parole chiave;
analizzare, sulla base di griglie, opere e testi a forte interesse psicologico,
sociologico ed educativo.
2.
colloqui individuali con piccoli gruppi su argomenti già ampiamente studiati e illustrati con
l’utilizzo di griglie appropriate di conduzione del colloquio nonché di tecniche di
animazione orientate a facilitare la identificazione e soluzione dei problemi;
3.
attività ed esperienze guidate intese come analisi di situazioni reali o simulate (cfr. aree di
progetto); stesura di progetti di intervento; osservazione sistematica dei comportamenti in
situazioni educative e formative.
immagini
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I COMPITI A CASA
Quando l'attività scolastica è coinvolgente i compiti a casa ne sono una normale, necessaria e piacevole
continuazione.
Nelle discipline di indirizzo i compiti sono di due tipi: studio del libro di testo e attività libere di
approfondimento.
Si è pattuito di dedicare ai compiti di casa almeno metà delle ore corrispondenti a scuola. Per una disciplina
di quattro ore settimanali si chiede uno studio domestico di due ore.
1) Lo studio degli argomenti nel libro di testo prevede la lettura (veloce o sistematica); la costruzione di
schemi per la memorizzazione e l'esposizione orale; le risposte scritte ad eventuali domande.
Gli allievi dall'inizio del biennio e del triennio, programmano con il docente lo studio sistematico dei libri di
testo. Scandiscono secondo un calendario la lettura approfondita di diversi capitoli, ordinati secondo un
processo modulare che non necessariamente è equivalente all'indice del libro, ma risponde a scelte
predeterminate (ad esempio in classe terza si parte analizzando l'adolescenza - capitolo 7 - e si lascia al
secondo anno la storia della disciplina - capitolo 1 -). È interessante notare come l’ultima edizione (2005) del
libro di testo di Psicologia per il biennio abbia adottato proprio questa scansione dei contenuti, invertendo
l’ordine “logico” per rispondere agli interessi e ai bisogni dell’adolescente.
2) Le attività libere sono sviluppate a discrezione dell'allievo e possono consistere in letture di articoli di
giornali, riviste, libri e la loro eventuale "recensione"; riflessioni su argomenti sociali, problemi personali con
resoconti di visite, partecipazioni a convegni, conferenze; schede di analisi di film, trasmissioni,
videocassette.
A molti sembrerà incredibile, eppure in un contesto di forte motivazione gli allievi studiano di più e si
stancano di meno. Ad essi viene insegnato a programmare lo studio distribuendo gli impegni nell'arco del
mese e della settimana. Ciò permette di ridurre gli "ingolfamenti" periodici e di mantenere gli altri importanti
impegni extrascolastici (sportivi, musicali, formativi, ricreativi).
Non rinunciare mai all’attività fisica
Nessun allievo dovrebbe essere obbligato a rinunciare al proprio sport preferito - indispensabile igiene
mentale e vera disciplina responsabilizzante - per allungare a dismisura i tempi di studio in isolamento e
sedentarietà. Tutti i giovani dovrebbero frequentare un gruppo organizzato, ed i genitori dovrebbero
preoccuparsi non solo se il proprio figlio adolescente si rifiuta di studiare, ma anche quando studia soltanto o
rimane chiuso in casa sfuggendo il confronto con i coetanei.
Dal punto di vista fisico le trasformazioni scheletriche e muscolari dell’adolescenza sono determinanti per
tutta la vita. Una sedentarietà forzata dai 14 ai 17 anni porta con frequenza a deformazioni persistenti, anche
se minime, della spina dorsale, perciò in questa età è essenziale la ginnastica, anche correttiva, più che in
qualsiasi altro periodo. Non a caso gli ateniesi facevano danzare i giovani nelle palestre: questa era la prima
lezione necessaria in quell’età. Ancor oggi, infatti, la scuola superiore per eccellenza si chiama ginnasio,
luogo di ginnastica, appunto!
Esempio di TABELLA DI REGISTRAZIONE DELLE ATTIVITA' DI STUDIO applicata in 3 classi
La tabella va completata al termine di ogni periodo di tempo dedicato allo studio della disciplina. Per completare la tabella sono necessari pochi
secondi. La data va ridotta ad un numero, l'argomento ad un titolo, il metodo ad una sigla ( da specificare in una Legenda ). L’utilità di questa
registrazione rigorosa non è percepibile, spesso, dagli allievi, ma chi si adatta ad eseguire con ordine un esercizio costante di attestazione del lavoro
svolto, si prepara (soprattutto psicologicamente) a svolgere incombenze adulte di carattere formale. Il fastidio causato dalla compilazione meticolosa
dovrebbe essere superato dalla necessità di giungere addirittura a tabelle di progettazione del proprio studio settimanale, mensile, annuale.
(Ma questo, forse, è chiedere troppo?!)
Data
Oggetto
2002\ Argomento
2003
Mese
Capitoli
e pagine
…
Metodo
Tempo
Legenda:
APL = Approfondimento livelli; L =
Lettura; LA = Lettura approfondita;
R = Riflessioni; S = costruzione Schemi
per le sintesi e l'esposizione orale
h\min.
Giorno
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17
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LE TRE OPPORTUNITA’ DELLA SCUOLA SUPERIORE
Riportiamo integralmente dai piani di studio ministeriali un’ importante pagina di pedagogia, il cui
valore non è ancora tramontato. Essa vuole rappresentare lo stile del nostro lavoro.
Gli insegnanti.
4.1.2 Per corrispondere ai bisogni educativi degli allievi, la scuola secondaria superiore ha a
disposizione tre rilevanti opportunità.
La prima è costituita dalle discipline di studio.
Ciascuna di esse promuove finalità educative connesse alle esigenze dei giovani, grazie al
perseguimento di obiettivi e di contenuti specifici. Le discipline che compongono i curricoli non
devono dunque rivendicare un valore finale, ma strumentale.
Le conoscenze, i metodi, i concetti, la sintassi, i valori di cui sono portatrici diventano preziosa ed
insostituibile risorsa formativa se considerati mezzi privilegiati a disposizione dei docenti per
corrispondere alle domande degli adolescenti e per dare un senso alla loro crescita.
Da questo punto di vista, la cultura è e si fa educazione.
La seconda è costituita dalla qualità delle relazioni umane tra educatori e studenti.
I giovani chiedono di non essere semplicemente trattati da studenti ma, a pieno titolo, da
“persone”.
L’esperienza scolastica è certo peculiare. Trova nella dimensione conoscitiva il proprio carattere
distintivo.
Non esistono tuttavia conoscenze astratte, concepite in un asettico spazio professionale.
Ciascuna di esse ha innanzitutto significato per chi le trasmette e deve a sua volta diventare
significativa per chi la riceve.
Tale caratteristica però non può esaurirsi nella significatività cognitiva: deve estendersi anche a
quella affettiva e perfino etica. Ciò vuol dire che solo relazioni umane esemplari e profonde,
ancorché rispettose della “coscienza morale e civile degli alunni” (art. 1, DPR 417/74), possono
garantire un uso formativo della cultura e dell’esperienza scolastica.
La terza è costituita dall’organizzazione della scuola come ambiente democratico ed educativo.
E’ necessario in primo luogo valorizzare gli spazi sanciti dai Decreti Delegati per la
partecipazione dei genitori e degli studenti alla gestione democratica delle istituzioni scolastiche.
In particolare, quelli affidati, previo evidentemente il sostegno educativo necessario in fase di
preparazione e di gestione, alla piena responsabilità degli allievi, come le assemblee di classe, e di
istituto e il disposto dell’art. 106, del T.U DPR 309, 9 Ottobre 1990.
In secondo luogo è necessario assumere quelle forme di lavoro didattico che possano valorizzare
gli atteggiamenti collaborativi, l’impegno costante, la trasparenza, il rispetto per tutti.
Infine, occorre non trascurare un’accurata gestione di momenti della vita scolastica come
l’intervallo, i trasferimenti nelle aule speciali, la biblioteca, i laboratori, le attività extrascolastiche e parascolastiche ecc., particolarmente preziosi per l’educazione del carattere e per il
consolidamento delle esigenze educative, oltre che tecnico conoscitive, degli adolescenti.
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Cari ragazzi,
sono Chiara, una ex studentessa di questo liceo.
Ho parlato di liceo non a caso: il Tommaseo infatti dal momento che ha smesso di
essere una scuola magistrale (che formava le maestre elementari) ha preso forma
come liceo linguistico e sociopsicopedagogico. E’ in particolare di quest’ultimo che
vi voglio parlare.
Non dovete spaventarvi per questa parola che magari associate a lezioni pesanti al
mattino e ore infinite di compiti a casa!
Direi, piuttosto, che la nostra scuola è un po’ speciale perché propone lo studio di
materie bellissime come psicologia, pedagogia, sociologia non solo attraverso libri
ma pure con tante attività sul campo.
Per esempio, potrete conoscere da vicino una scuola per l’infanzia, o un centro per
disabili, o per bambini con gravi problemi familiari e così via.
Nel primo anno si cercherà, soprattutto, di capire la differenza fra queste materie. Di
certo voi ne avete tanto sentito parlare e ne siete rimasti affascinati, ma sicuramente
vi creano in testa una gran confusione!!
Parlando di me, devo dire che la mia esperienza è stata più che positiva. Sono uscita
da questa scuola ormai da quattro anni e ne ho tuttora un bellissimo ricordo.
Vi confesso che nei primi anni non ero proprio una studentessa modello perché, come
spesso succede nell’età dell’adolescenza, prendevo “sottogamba” quello che i miei
professori mi volevano insegnare. Ma quando, maturando, ho cambiato
atteggiamento, mi sono innamorata di questa scuola, delle materie che si studiavano e
(da non crederci!!) perfino dei professori!!
Tutto questo poi mi ha aiutato nella scelta dell’università. Infatti, ho continuato nello
studio di materie come pedagogia, sociologia e psicologia frequentando a Padova il
corso di Scienze dell’educazione.
Questo corso prevedeva anche 250 ore di tirocinio diretto da svolgere in un ente a
scelta. E provate ad indovinare dove le ho volute trascorrere io??
Proprio così! Sono tornata nella mia scuola superiore e coi miei ex professori (che mi
hanno tutti sinceramente accolto a braccia aperte) abbiamo lavorato ad un progetto
(“Progetto Orientamento”) che servirà
di certo anche a voi!
Vi saluto tutti, vi auguro buona strada
e di fare questa scelta così importante
non solo con la testa ma anche col cuore.
Chiara
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Attività che arricchiscono l’offerta didattica della scuola
Le attività scolastiche del Liceo Socio- psicopedagogico non si esauriscono nelle
tradizionali ore di lezione ma coinvolgono classi, piccoli gruppi o allievi singoli in diverse
iniziative finalizzate alla crescita umana e culturale.
In gran parte queste attività sono tutte raccolte ed ordinate all’interno del “Progetto
Esperienza: conoscere per scegliere” (vedi apposita pagina).
Oltre agli stage in orario scolastico, a quelli estivi e al la partecipazione a convegni,
conferenze ecc, queste attività comprendono anche i per-corsi speciali svolti da esperti
esterni.
Negli ultimi tre anni, si sono svolte le seguenti attività:
• Conferenza di presentazione della psicoterapia
• arte e musica (presso l’Accademia: percorso di lettura dei quadri e di ascolto guidato di
un concerto con strumenti e musiche d’epoca);
• corso di avvio alla gestione cooperativa (progetto europeo)
• storia e attualità, animazione svolta dagli operatori del progetto “Telemaco” del
Comune di Venezia (laboratorio teatrale, giornalino interistituti “Neo”, ecc.);
• volontariato pomeridiano nel progetto “Nonsolocompiti”;
• visite a musei e mostre (ad es. Itinerari Educativi del Comune)
Queste attività si distribuiscono nei diversi mesi dell’anno, rendono vivace l’offerta
didattica e consentono di personalizzare il cammino formativo dell’allievo.
Vi sono, infine, oltre piccoli ma utili progetti che si ripetono annualmente in alcune classi.
Eccone un elenco:
1. Accoglienza presso la scuola per circa dieci giorni di ragazzi svizzeri del Liceo Artistico
di Zurigo e viaggio di istruzione in Svizzera (cl. 2^,3^, 4^)
2. Partecipazione a “Job & orienta”, salone annuale nazionale sull’orientamento a Verona
3. Attività con le Università:
• tirocinio di diverse dottoresse della S.S.I.S Veneto ( Scuola di Specializzazione per gli
Insegnanti della Secondaria diretta dal pedagogista Umberto Margiotta) per acquisire
l’abilitazione alla docenza nella classe di concorso A036 “Filosofia e Scienze
dell’Educazione”
• partecipazione al progetto “Scenari” del Centro Universitario per l’Orientamento
(CUORI.)dell’università di Venezia, che prevede la somministrazione di un test, una
visita guidata a siti e CD-ROM, conversazioni con le classi quarte e colloqui individuali
con gli allievi per facilitare la scelta della facoltà o dei percorsi post diploma.
• Altre attività con ex allievi:
• Studio dell’organizzazione della didattica in aula durante il periodo di tirocinio
obbligatorio di ex allieva laureanda in Scienze della Formazione con la pedagogista
Carla Xodo
• esperimento di una studentessa in Psicologia all’Università di Padova con il prof. Guido
Petter sullo sviluppo del pensiero divergente negli adolescenti.
• attività di indagine di una ex studentessa laureanda a Padova con il prof. Pietro Boscolo
sullo sviluppo dei livelli scolastici di eccellenza
• partecipazione come relatori ad un convegno del terzo settore su scuola e volontariato.
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IL LICEO SOCIO-PSICO-PEDAGOGICO
Questo Liceo è caratterizzato dallo studio delle Scienze Sociali e dell'Educazione. Il piano di studi individua questi
saperi specifici nella Pedagogia, come teoria e pratica dell'educazione, nella Psicologia come studio dello sviluppo
dell'individuo nella sua unità psico-fisica e nelle sue relazioni umane; nella Sociologia come studio dei fenomeni e delle
strutture sociali, nel diritto come studio delle istituzioni e delle norme fondamentali che regolano lo stato e la vita dei
cittadini.
Tutte le altre discipline del curricolo concorrono a fornire gli strumenti concettuali e metodologici necessari per
valorizzare gli scopi conoscitivi delle discipline specifiche indicate, tenuto conto della complessità della cultura
contemporanea.
Il quadro disciplinare, con l'offerta consistente delle materie umanistiche e scientifiche, mira ad una formazione
completa che:
•
•
valorizzi i differenti interessi e vocazioni
assicuri il possesso degli strumenti necessari per affrontare la contemporaneità ed il proprio futuro
Quadro Orario Liceo Sociopsicpedagogico
Ore settimanali
Materie
per classe
I II III IV V
Educazione Fisica
2 2 2 2 2
Religione o Altro
1 1 1 1 1
Italiano
5 5 4 4 4
Lingua Straniera
3 3 3 3 3
Latino
4 4 3 3 2
Musica
2 2 2 2 2
Storia
2 2 2 2 3
Filosofia
3 3 3
Diritto ed Economia
2 2
Diritto e Legislazione Sociale
3
Psicologia
2 2
Pedagogia
3 3 3
Sociologia
2 2
Elementi di Psicologia, Sociologia e
4 4
Statistica
Geografia
2 2
Matematica ed Informatica
4 4 3 3 3
Scienze della Terra
3
Biologia
3
3
Fisica
4
Chimica
4
Metodologia della ricerca
2
Totale settimanale per anno
34 34 34 34 34
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Presentazione - Università Ca` Foscari di Venezia