Ufficio stampa
Rassegna stampa
lunedì 7 gennaio 2013
Pagina 1 di 72
INDICE
Il Resto del Carlino Ravenna
Prima pagina
07/01/13
4
Prima pagina
Corriere Romagna Ravenna
Prima pagina
07/01/13
5
Prima pagina
La Voce di Romagna Ravenna
Prima pagina
07/01/13
6
Prima pagina
Romagna a Roma
07/01/13
7
Politica
Corriere della Sera
LA TARTARUGA PIù ANTIPATICA
07/01/13
9
Economia Nazionale
Irpef e Imu, la mossa del premier
07/01/13
Edilizia e Infrastrutture, Economia Nazionale, Politica Nazionale
Passera: lista di Monti, occasione persa
07/01/13
11
Economia Nazionale, Politica Nazionale
Cinque Stelle, i dissidenti con Ingroia
07/01/13
13
Politica Nazionale
Nomi, il Professore prende tempo
07/01/13
14
Politica Nazionale
Pd, appelli e raccolte di firme per gli esclusi
07/01/13
15
Politica Nazionale
Pdl-Lega, un vertice ad Arcore per l'intesa obbligata
07/01/13
Politica Nazionale
La doppia strategia di Maroni per convincere il Carroccio
07/01/13
Politica Nazionale
Redditometro, come controllare le spese
07/01/13
16
17
18
Economia Nazionale
Una famiglia su due vede un 2013 più difficile, il 10% è ottimista
07/01/13
10
Sanità e Politiche sociali, Economia Nazionale
20
Il Resto del Carlino
SE UN ORDINE NON BASTA
07/01/13
21
Istruzione
Ritorno in classe con l’incubo delle iscrizioni online
07/01/13
Istruzione
«I genitori stiano tranquilli Nessuno resterà fuori dall’aula»
07/01/13
Istruzione
Monti torna in tv e cavalca le tasse «L’Imu può cambiare, giù l’Irpef»
07/01/13
Politica Nazionale
Berlusconi alza il tiro: avrò il 40% E lima l’accordo con Maroni
07/01/13
Politica Nazionale
UN PIANO CASA NELL’URNA
07/01/13
23
24
25
26
Edilizia e Infrastrutture, Politica Nazionale
Il 2013 un altro anno di rinunce Mezza Italia tira ancora la cinghia
07/01/13
22
Sanità e Politiche sociali, Economia Nazionale
27
Il Sole 24 Ore
Quel «quoziente» che l'Italia ignora
07/01/13
Sanità e Politiche sociali, Economia Nazionale
Pagina 2 di 72
28
L'antipolitica lascia il segno ma non per tutti
07/01/13
30
Pubblica Amministrazione, Politica Nazionale
Il nodo delle Province passa al futuro Governo
07/01/13
32
Pubblica Amministrazione
Un colpo alprincipio locale è meglio
07/01/13
33
Pubblica Amministrazione
NORME E TRIBUTI: Mini canone se si sfora il termine di un giorno
07/01/13
Pubblica Amministrazione
NORME E TRIBUTI: Cedolare, strada in salita per i ritardatari
07/01/13
Pubblica Amministrazione
NORME E TRIBUTI: Con la deduzione al 5% cambia la convenienza
07/01/13
Pubblica Amministrazione
Regioni, si salvano Toscana ed Emilia
07/01/13
Pubblica Amministrazione, Trasporti
Fiducia in calo per due terzi dei sindaci
07/01/13
Pubblica Amministrazione
NORME E TRIBUTI: Sulle tariffe Tares caos competenze
07/01/13
Pubblica Amministrazione, Ambiente
NORME E TRIBUTI: Verifiche a campione anche su contratti e spese
07/01/13
Pubblica Amministrazione
In arrivo l'incremento Iva sui servizi socio-sanitari
07/01/13
Pubblica Amministrazione
NORME E TRIBUTI: Tributi, più tempo per le correzioni
07/01/13
Pubblica Amministrazione
La cedolare conviene ma serve un riordino
07/01/13
37
40
41
Pubblica Amministrazione
NORME E TRIBUTI: Sprint finale per avviare controlli e audit interni
07/01/13
35
38
Pubblica Amministrazione
Si mette in moto la macchina dei tagli agiunte e consigli
07/01/13
34
44
45
46
47
48
49
Pubblica Amministrazione
La Repubblica
Arriva la carica dei 95 indagati ecco i parlamentari uscenti che reclamano ancora un seggio
07/01/13
Politica Nazionale
Quel salasso sulla casa che vale 24 miliardi
07/01/13
51
Pubblica Amministrazione, Politica Nazionale
“L’Imu può essere cambiata” Monti apre il fronte delle tasse
07/01/13
Pubblica Amministrazione, Politica Nazionale
Il Professore setaccia 2.200 nomi e dice no al Cencelli al Senato già in lista Profumo e Balduzzi
07/01/13
Politica Nazionale
La strana battaglia sull’Imu così Silvio-Tom e Mario-Jerry si inseguono nelle promesse
07/01/13
Politica Nazionale
Berlusconi-Maroni, vertice per l’accordo
07/01/13
Politica Nazionale
Salsi: i grillini scontenti voteranno per Ingroia
07/01/13
54
56
60
62
Politica Nazionale
Rivoluzione nelle scuole addio fondi a pioggia più soldi alle migliori
07/01/13
53
59
Politica Nazionale
Bersani, impasse in Sicilia e Friuli al Senato patto con gli Arancioni
07/01/13
50
Istruzione
63
La Stampa
Monti: modificare l’Imu si può
07/01/13
Edilizia e Infrastrutture, Economia Nazionale, Politica Nazionale
Dal premier no alle quote Riccardi non si candiderà
07/01/13
Politica Nazionale
Il Pdl a un passo daTerzi Il 40 per cento alle donne
07/01/13
Politica Nazionale
Bersani stringe sulle liste i popolari chiedono seggi
07/01/13
Politica Nazionale
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66
68
70
71
pressunE
07/01/2013
il Resto del Carlino
RAVENNA
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: n.d.
Diffusione: n.d.
Direttore Responsabile: Giovanni Morandi
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cronaca.ravennaCg)ii.carlino. net
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Lunedì 7 gennaio 2013
Redazione: via Salare 'O, 48121 Ravenna - EeLO5442è561i Fax
39019
t Pubblicità: S.P.E. - Ravenna - L.B. Aiberti, 60 - lel. 0544 278065/ Fax 0546 270457
LUGO DANNI PER CENTINAIA DI MIGLIAIA DI EURO ALLA DITTA 'FEDERICI'
oso incendio nella notte
rugge una falegn eria
ROGO L'intervento dei pompieri è durato ore
o A pagina 5
va Lì nensone, i
L'arcivescovo Vere c c
Festa per i bimbi
utù a fe e
io A pagina 3
Le Befane
e i loro doni
invacono
la cita
TEMERAR O
bagno di ieri
Pi na retta
Primo tuffo
del 2013,
gran folla
in spiaggia
SORRISI Sorpresa in Pediatria
6.A pagina 4
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Filetto
Faenza
Corto circ uito
Ìfl chiesa,,
il presepe
va a fuoco
Falliscono
razzie
di tabacchi.
e gasolio
a A pagina 2
campanile
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Ravenna - Via Cavour, 46 e 50 Tal. 0544-38187 - 0544-30169 — Milano Marittima - Viale Gramsci, 64 -Tel. 0544-994698
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di Ravenna Faenza-Lupo e Imola
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: n.d.
Direttore responsabile: Pietro Caricato
Diffusione: n.d.
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07/01/2013
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Siamo a
REDAZIONE, AIDINIINISTRAZIONE E PUBBLICITÀ: PIAllA TRE MARTIRI 431/1 - trilli -TEL 0541-354111 WC 0541-354199. SPEDIZIONE IN
- D.L. 353,1031001071D L. 271021041 ARI. 1 COMMA 1 - DCB FARLE ALTRE SE DI:
RAVENNA (0544-2162624 EORLI 10543-355201 1111112 10547-6119001 ERA (0549-995147), IMOLA (0542-217101
E-MAIL RI0191 14110FIRIERE13051AGNA.IT 1,20 IN TARDA CON LA STAMPA*
San Marino
fa festa con tre gol ,
aI o
ienìca
choc: perdono
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Fabbo
cio Palazzo Flaminìo
Tel. 0541-381799
del lunedì
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Rimini
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euro 1,20
Anno XXI / N. 6
LUNEDÌ
7 GENNAIO
2013
batte Trento
et ko a Boia
M
Vola dalla scala, padre lotta per la vita
Lo ha soccorso il figlio di tredici anni
Ricoverato al Bufalini in rianimazione
Scivolato dalle scale di
casa per andare a prendere un
bicchiere di acqua. Ora un padre
di trentasei anni si trova in fin di
L'ultima festa riempie le piazze
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RIMINI
Befane e tanto divertimento per grandi e bambini
Arriva la stangata
In aumento le tasse
rifiuti, gas e Rc auto
vita all'ospedale Bufalini di Cesena, dove è stato ricoverato nel reparto di rianimazione .
• MASCIA a pagina 3
RIMINI.
RIMINI. Si prospetta un
annus horribilis quello
appena iniziato: il 2013 si
apre all'insegna di una
ondata di nuove tasse, in
primi» la Tares, la nuova
gabella sui rifiuti che
costerà ben 260 euro.
• BOSELLI a pagina 2
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«Anni bellissimi e intensi»
Il vescovo saluta la città: «Vi porterò nel cuore»
RAVENNA. Un duomo
straripante di persone,
cariche istituzionali, religiosi, gente comune,
ha reso omaggio ieri pomeriggio a monsignor
Giuseppe Verucchi che
ha ricordato i dodici anni trascorsi in città. «Un
periodo bellissimo e intenso» ha ricordato il
vescovo, giunto a Ravenna nell'estate del
2000.
• SERVIZIO a pagina 3
Monsignor
Giuseppe
Verucchi
ieri in duomo
(fotoservizio
Massimo
Fiorentini)
REEREN
Rosso ai semafori
Forlì, 1.400 multe
in tutto il 2012
a pagina
Violento incendio
distrugge una
falegnameria
Feste e Befane nelle piazze romagnole. SERVIZI nelle cronache
CESENA. Trovati dal consigliere comunale Natascia Guiduzzi che promette di far luce sul caso
Pasta per i poveri nel cassonetto
FORLÌ. In un
anno i dispositivi installati a
quattro semafori
cittadini hanno
registrato 1.403
infrazioni, per
un totale di
216mila euro di Multe ai semafori
multe finite nelle
casse del Comune di Forlì.
• PASINI
neengMen2
LUGO
8
LUGO. I vigili del
fuoco hanno lavorato
per tutta la notte e fino
alle 13 di ieri. Un
incendio ha devastato
la Falegnameria
Federici.
• SERVIZIO a pagina 42
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IMOLA
Fanno parte di aiuti della Ue: decine di chili che scadono nel 2015 Superbike 2013
CESENA. Decine di chili
L'autodromo sicuro:
di pasta destinata ai poveri finita misteriosamente
«L'accordo c'è»
Nott de Bisò a Faenza
in un cassonetto di Bulgaria. Le confezioni hanno il
marchio Ue, la scritta che
non sono commerciabili e
la scadenza nel giugno
2015. Sono state trovate
dalla consigliera grillina
Natascia Guiduzzi.
• BAIARDI a pagina 11
pienone in piazza
Profezia per il Giallo
•DONATI
a pagina 41
acquisto oro
IMOLA. Ancora sub
judice ma non per
l'autodromo Ferrari che
annuncia: l'accordo per
il Mondiale Superbike
del 30 giugno è già stato
raggiunto.
• SERVIZIO a pagina 43
pagamento immediato
Pagina 5 di 72
press
unE
FOCE
07/01/2013
ROMAGNA
RAVENNA
FAENZA LUGO
8• IMOLA
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: n.d.
Direttore Responsabile: Stefano Andrini
kAndomesfip.,
LUNEDÌ
7. GENNAIO 2013
LA
Rimini
Via Flaminia 175/a do Flaminio
Tel. 0541-381799
cE
V
Diffusione: n.d.
GRANDE
ROMAGNA
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30107
ANNO
N. 6
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LUGO L'incendio è scoppiato nella notte tra sabato
e domenica. I carabinieri indagano sulla natura del rogo
In cenere il laboratorio, gli uffici e il legname
Falegnameria
distrutta
dalle fiamme
n incendio ha
devastato nella
serata di sabato
il
CdpalirlInle
della falegnameria "Luigi Federici" in una traversa di via Pirati
alla [ICriferia nord di Lino. Le fiamme
sono divampate intorno alle
22.40 ed è stato un cittadino a
notare il fumo che usciva dai
finesfioni dell'edificio a dare
l'allarme telefonando ai carabinieri. I militari hatmo subito
informato i vigili del fuoco:
prima ad arrivare in pochi minuti è stata la squadra del distaccamento di Lugo, ma visn,
le proporzioni del rogo che si
ROMAGNA
I segretari Pd
rilanciano
la Provincia unica
I futuri parlamentari romagnoli del Partito Democratico dopo le primarie e la
conquista di un posto sicuro parlano del futuro
della Romagna. Pagani, Di
Maio, Petitti e Lattuca
guardano al domani e rilanciano il processo di aggregazione territoriale, la
Provincia unica.
era già esteso sono state chiamate altre due squadre da Ravenn.a. Le fiamme, sviluppalesi nella park, retrostame dell'immobile, hanno distrutto il
laboratorio, gli uffici e cataste
di legno pronto per la lavorazione ma non hanno causato
feriti. I vigili del fuoco sono
stati impegnati per l'intera
nottata nell'opera di spegnimenu' dell'incendio e sono rimasti sul posto anche per
buona parte di ieri a completare le operazioni di verifica.
Le cause sono in fase di accertamento; sull'accaduto indagano i carabinieri di Limo.
Faenza Piazza piena per la Nott de' bisò
Il Niballo Il grande fantoccio nell'immaginario popolare viene bruciato per portare via
anche tutte le sfortune dell'anno appena trascorso. La testa incendiata è caduta a terra
in direzione del Rione Giallo, il segno premonitore su chi vincerà il Palio 2013. Per la
festa la piazza del Popolo di Faenza era gremita di gente.
A pagina 14
Cacciari a pagina 14
Lotteria Italia, i biglietti vincenti
1° PREMIO 5.000.000
A 786229 - MODENA
2° PREMIO 2.000.000
G 794560 - NUMANA (AN)
3° PREMIO 1.500.000
M 811661 - VALLATA (AV)
4° PREMIO 800.000
E 822453 - CASTROCIELO (FR)
5° PREMIO 500.000
G 255449 - SAN DONA DI PIAVE (VE)
6° PREMIO 250.000
B 025115 - ROMA
IL VASUMETTO
dAndreaVasuni
A pagina 3
Il vescovo Verucchi
saluta Ravenna
in duomo
Grazie, Ravenna". E' con
un opuscolo di diverse pagine distribuito ai presenti
che il vescovo Giuseppe
Verucchi ha voluto mettere anche su carta il suo ultimo saluto a tutta la comunità di fedeli. Ad ascoltarlo ieri pomeriggio per
quella che è stata l'ultima
sua omelia ufficiale, c'era
un Duomo gremito da oltre mille persone.
A pagina 13
RIMINI
ROMAGNA IN CUCINA
Ricetta I grandi chef romagnoli
all'opera per i nostri lettori
Continua la nostra rassegna dedicata ai grandi chef
romagnoli. Oggi vi portiamo a Milano Marittima, anche qui c'è l'Osteria del
Gran Fritto di Bartolini e
dietro ai fornelli lo chef Ervis Ristani, che oggi per i
nostri lettori ha cucinato le
crocchette di patate e baccalà e che ci racconta l'emozione di cucinare il pesce appena pescato
Incidente Cade
COMPRO ORO
COMEIZZAWD: ORO
AlIODTEIIIE
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(Borgo S. Giuliano, a 100 metti dal Ponte
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Pesaro:
Pagina 6 di 72
S.S. Adriatica, 67 - tel. 0721 220909
dalle scale
di casa: è grave
Sta lottando tra la vita e la
morte dopo una brutta caduta dalle scale. E' successo attorno alle 2 di notte
Or un'abitazione di Viserba.
L'uomo, un imbianchino di
36 anni, si trovava in casa
da solo con il figlio di 13
anni ed è stato il ragazzino
a dare l'allarme dopo avere sentito un tonfo.
A pagina 10
XVI
press unE
FOC E
07/01/2013
ROMAGNA
RAVENNA
FAENZA LUGO
& IMOLA
Direttore Responsabile: Stefano Andrini
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: n.d.
Diffusione: n.d.
Romagna a Roma
Intervista ai futuri parlamentari romagnoli del Pd
dopo le primarie. Pagani, Di Maio, Petitti e Lattuca
adesso guardano al domani
he futuro vede per
la Romagna e verso
quali scenari contribuirà a portarla?
Pagani: "La Romagna
sarà più forte solo
se sarà più unita e
più coesa. La capacità dei romagnoli
di progettare insieme
le scelte strategiche e di lavorare tutti
per ottenere risultati comuni sarà determinante per il nostro futuro".
Di Maio: "Vedo un futuro che necessariamente deve cambiare pagina rispetto al presente. Penso alla necessità di
cercare nuovi modelli di sviluppo, di
potenziare l'offerta turistica dell'entroterra (un patrimonio sfruttato in minima parte), di costruire collegamenti
viari più efficienti (attraverso il ferro in
primis), di attrarre qui nuovi investimenti".
Petitti: "L'unificazione dei servizi potrà
portare nuove opportunità alla Romagna, che avrà più forza se saprà valorizzare specificità e differenze. Ogni
cittadino, come contribuente, ha diritto di ricevere la stessa qualità di prestazioni. Un risultato che si ottiene lavorando sull'organizzazione e razionalizzazione dei servizi, Come abbiamo
già fatto, ad esempio, unificando il servizio acque, con l'area vasta sanitaria,
il decentramento universitario o l'azienda Start per il trasporto pubblico
locale".
Lattuca: "La Romagna sta vivendo tutte le difficoltà della crisi economica
che attraversa il Paese e l'Europa. La
via d'uscita non può che venire dalla
valorizzazione delle nostre eccellenze,
dall'agro alimentare al turismo, dalla
manifattura di qualità all'information
technology. Unire punti di forza storici
a qualcosa di nuovo come un polo del
wellness su scala nazionale ed europea
potrebbe davvero fare la differenza. Inoltre l'insediamento universitario
rappresenta oggi un presidio strategico
per la ricerca e l'innovazione in vari
settori".
Quali istanze specifiche si candida a
portare a Roma?
Pagani "Ci candidiamo per vincere le
elezioni con Bersani, quindi i parlamentari del Pd saranno tutti impegnati
a sostenere l'azione del Governo, per
cambiare l'Italia. Non ci sono programmi individuali dei singoli parlamentari, il programma è uguale per
tutti, è il programma di Bersani e del
Partito Democratico. Ovviamente ogni
Parlamentare sostiene le istanze del
suo territorio, in accordo con gli amministratori locali, come hanno fatto
Gabriele Albonetti e Vidmer Mercatali.
Sulle infrastrutture strategiche come il
Porto, la E55 ed i collegamenti ferroviari, ad esempio, occorre mantenere
alto l'impegno".
Di Maio: "Le istanze di una generazione, quella dei ventenni, che si è stancata di sentirsi dire: "State buoni e aspettate il vostro turno, vi diremo noi
quando sarà il vostro momento". L'età
anagrafica non basta, ma è importante
perchè la condizione dei giovani di oggi è Medita per chi oggi ha 50-60-70
UNICA
La Provincia
s'ha da fare
Mi auguro che
i parlamentari
romagnoli
la incentivino
Marco Di Maio
anni, l'età media della classe dirigente
italiana".
Petitti "Quattro le priorità. Dopo la terza corsia della A14 va realizzata la nuova Statale 16. Risolvere la questione degli scarichi a mare e salvaguardare la
balneazione, ottenendo risorse dalla
Cassa depositi e prestiti da affiancare
a quelle che derivano dalla tariffa idrica. Lavorare con i nostri sindaci per
rafforzare il ruolo dell'aeroporto Fellini
come scalo turistico e commerciale
della Romagna. Salvaguardare i presidi
della sicurezza del nostro territorio,
Questura e Prefettura".
Lattuca: "Se penso allo sviluppo di
questo territorio la questione centrale
è quella delle infrastrutture. Ci sono le
condizioni per fare un salto di qualità
per collegare la Romagna all'Europa,
fondamentale la nuova e45. Non vogliamo rinunciare ad un sistema di servizi sociali, sanitari ed educativi che si
è sempre distinto per la sua qualità.
Per entrambi gli obiettivi la parola
chiave è integrazione, fare rete, fare sistema. Detto questo c'è una tematica
legata ai giovani, al mondo del lavoro,
ai diritti, alle pari opportunità, alla cultura intesa non solo come eventi che
va affrontata con decisione a livello nazionale".
Ci sarà ancora spazio per processi di
aggregazione territoriale come quello
— decaduto — della provincia unica?
Pagani: "Certamente, dentro un quadro più completo e più razionale di
riforme istituzionali. Se vinceremo le
elezioni la prossima dovrà essere una
Pagina 3
ROMAGNA-...
Romagna a Ronca
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press unE
FOC E
DI
ROMAGNA
RAVENNA
FAENZA LUGO
& IMOLA
Direttore Responsabile: Stefano Andrini
legislatura costituente, e cercheremo
di riformare e di riorganizzare le istituzioni in un disegno unitario e razionale, per rendere la pubblica amministrazione più efficace, più efficiente e
meno costosa".
Di Maio: "La Provincia di Romagna
s'ha da fare. Mi auguro che il gruppo
romagnolo dei parlamentari PD possa
incentivare questa aggregazione anche
in assenza di leggi nazionali che lo impongano. Del resto è l'impegno che,
come segretari, ci eravamo assunti: lo
proseguiremo anche nella nuova veste
di parlamentari".
Petitti: "Dobbiamo ripartire proprio da
dove il processo si è fermato, riconoscendo specificità e differenze, ma senza resistenze o campanilismi. Si deve
ad esempio unire la Romagna turistica
attraverso la metropolitana di superficie da Rimini a Ravenna. Va proseguita
l'unificazione dei servizi sanitari salvaguardando le eccellenze dei territori
e tenendo la spesa sotto controllo. Occorre coordinare le politiche sulla sicurezza, pesandole sulle presenze turistiche e non sul semplice numero dei
residenti. Riusciremo se sapremo unire
le nostre forze come Romagna, sia
guardando a Bologna sia a Roma, e
con un vero federalismo, non solo territoriale e fiscale, ma anche per il demanio marittimo e il catasto".
Lattuca: "Dovrà esserci lo spazio per
ridisegnare l'assetto complessivo dello
Stato. Serve un progetto di riforma
coerente che non parta con superficialità dal tema dei costi ma che consideri
come criteri quelli di efficienza ed efficacia dell'azione amministrativa.
I:ambito romagnolo è quello giusto, lo
hanno dimostrato le diverse esperienze di Area Vasta, i "secessionismi" invece non servono a nulla".
Paolo Gambi
07/01/2013
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: n.d.
Diffusione: n.d.
PROTAGONISTI
Chi sono Dopo le
primarie saranno
parlamentari
Chi porterà la Romagna a
Roma dopo la prossima tornata elettorale? Facciamo
qui una scommessa, selezionando alcuni di quelli che ci
sembrano interlocutori che
verosimilmente, in seguito
alle primarie del loro partito,
finiranno per sedere sugli
scranni parlamentari. E lo
facciamo all'interno dell'indiscutibilmente principale partito sul territorio, ossia il PD.
Si tratta di Alberto Pagani,
segretario provinciale di Ravenna, il cui acume politico
non è sfuggito a molti, Marco Di Maio, segretario provinciale di Forlì-Cesena, che
oltre all'acume ha anche dimostrato la determinazione
nel conquistare il risultato
nelle primarie nonostante
molti "big" fossero schierati
contro, Emma Petitti, la delicata ma determinatissima
segretaria provinciale di Rimini, ed Enzo Lattuca, segretario comunale di Cesena
che con i suoi 24 anni segna
forse il record del più giovane candidato al Parlamento.
A loro abbiamo rivolto alcune domande. Per prevenire
polemiche specifichiamo come nei partiti dell'opposizione non sono state fatte primarie e quindi era impossibile ipotizzare i candidati romagnoli vincenti.
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Romagna a Ronr,
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press LinE
CORRIERE DELLA SERA
Fondato nel 1876
i i m www.coniere.it
07/01/2013
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: 609.785
Direttore Responsabile: Ferruccio De Bortoli
Diffusione: 474.395
LA TARTARUGA
TILT _ANI1IPAIICA
di SERGIO RIZZO
CI e nt o n ov a. n. t a tré
giorni. Qualcuno
in meno rispetto
ai 226 impiegati
sette anni fa dal vogatore
solitario Alex Bellini per
andare con una barca a remi da Genova a Fortaleza.,
in Brasile. Il doppio, addirittura, di quanti ne sono
bastati nel t990 a Rcinhoid
Messner per attraversare a
piedi l'Antartide. Imprese
estreme: turi però come le
sfide che propone di continuo la nostra pubblica amministrazione. Ce ntonovaritatré giorni, ha calcolato l'ufficio studi della Confartigianato, è il tempo che
serve in media a una fattura emessa da un fornitore
per trasformarsi in denaro. Sei mesi e mezzo. Nel
frattempo l'impresa fallisce e i suoi lavoratori si ritrovano sul la.strico. Oppure, per tirare avanti, può indebitarsi fino al collo: trovando però, il che non è assicurato, qualche banca disposta a fare credito. In caso contrario ci sono sempre gli strozzini.
Questa faccenda va avanti da una vita. Correva l'alino 1997 quando le statistiche europee denunciarono come la nostra pubblica amministrazione saldasse le fatture mediamente
in 87 giorni. Appena sette
in meno della Grecia, allora a quota 94. Trascorsi
quindici anni e alcune stagioni politiche, scandite
da sei anni di centrosinistra, otto e mezzo di centrodestra e 11110 di coabitazione, eccoci a 193. Sei in
perfino rispetto alla
Grecia.
Nel solo semestre finito
a novernbre del 20t2, periodo di crisi economica feroce, i tempi medi di pagamento pubblici si sono allungati ancora di ben 54
giorni rispetto ai 139 dei
maggio scorso. E senza
contare le forniture alla sanità, ormai regolate a ritmi
biblici: la media è di 269
giorni, ma si arriva a 425
nel Sud, con punte di 793
in Calabria, 7.55 in Molte,
66r in Campania.
Gli effetti sono devastanti. Si calcola che i debiti
commerciali accumulati
dàlla pubblica amministrazione abbiano raggiunto
79 miliardi, dei quali 35,6
soltanto verso i fornitori
dei servizio sanitario. lin
macigno che si ingigantisce a velocità impressionante e nessuno, a dispetto delle promesse condivise da tutti, vuole davvero timuovere. La motivazione?
Eneonfc s sabile: pagare i
fornitori farebbe esplodere un debito pubblico già
cresciuto nell'ultimo anno, secondo la stessa Confartigianato, di i87.008 curo al minuto. Anche se è
impossibile ignorare le
conseguenza eata.strofiehe
sul sistema delle imprese,
cui i ritardi di pagamento
costano quasi due miliardi
e mezzo l'anno solo di
maggiori oneri finanziari,
Ma adesso siamo al dunque. E ancora una volta le
nostre cattive abitudini si
scontrano con il vincolo
esterno, Ovvero, le regole
europee. Proprio mentre
scopriamo che i tempi medi di pagamento si sono allungati ulteriormente di
quasi due mesi dobbiamo
fare i conti con la normativa comunitaria in vigore
dàl primo gennaio che impone di saldare i conti entro trenta giorni.
I partiti che si stanno affrontando in campagna
elettorale non possono eludere questo argomento
cruciale. O liquidarlo con i
soliti vaghi propositi. Occorrono impegni precisi.
Perché non è soltanto un
problema economico. E
una questione di civiltà. E
ciò, sia chiaro, vale tanto
per lo Stato quanto per i
molti privati da tempo purtroppo assuefatti alle pessime usanze púbbliche. tip
Paese nel quale non si onorano gli impegni in tempi
certi non è degno di dirsi
civile.
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Irpef e Imu, la mossa del pre er
«Alcune tasse potranno essere ridotte® E sulla., casa più gettito ai Comuni»
ROMA Siine tasse invita.
gli elettori a non credere alle
«promesse insostenibili»,
ma per la prima volta è lui
stesso ad accettare di scendere nel dettaglio: c'è la «possibilità» di ridurre firpef e congelare l'Iva a luglio; e anche
di fare «di più», e la «via maestra» per riuscirci è «ridurre
di più la spesa pubblica».
Insomma anche per Monti, come per Berlusconi, è necessario dare un orizzonte di
sgravio contributivo agli hanani. La cornice e gli argomenti sono diversi, ma anche sull'Imu si possono fare
degli auspici. Innanzitutto, ci
tiene a dire, «è frutto del precedente governo», ma «va
modificata e il gettito va dato
maggiormente ai Comuni».
Intervistato su SkyTg24
Monti parla soprattutto di
economia e di fisco. Lo fa per
aprire gli occhi agli elettori,
mettendoli in guardia dagli
annunci dei «veri politici» come definisce }iersani e Berlusconi, e soprattutto inquadra
il tema in una cornice più ara .pia: «Bisogna rivedere l'intera struttura fiscale e farlo sull'arco di un po' di anni. Bisogna fare molta attenzione però alle promesse fiscali: le tasse sono certamente da ridurre, ma non con promesse insostenibili e non mantenibili. Se abbiamo una situazione
compromessa è a causa di
quanto fatto negli anni precedenti».
In questo quadro il capo
del governo rivela un dettaglio di qualche anno fa, ricordando quando nel 2004 Berlusconi gli chiese di fare il ministro dell'Economia. «Gli
dissi che avrei anche potuto
ma che nel breve non c'era
modo di ridurre Ilrpef come
aveva promesso». La nomina
a ministro non ci fu e il Cavaliere, ha aggiunto il professore, «non é poi riuscito a ridurre l'Irpef». E a proposito di
Imu c'è da aggiungere «che è
frutto del precedente governo, che lo promise all'Europa».
Affiorano dettagli persona-
li: quanto ha pagato lui di
Imu? «Parecchio, ma non ho
qui la cifra, se ne occupa mia.
moglie di queste cose». Quella stessa moglie che chiama
«presidente», ricordando di
aver confidato solo a lei, e a
Napolitano, l'intenzione dì
candidarsi: «Lo dissi ai miei
due presidenti. Quello della
Repubblica e quello di casa
mia...».
Una decisione che «covava» da tempo, scaturita dalla
decisione del PdI di ritirare la
fiducia piena al governo, rafforzata dall'endorsement di
Obania («abbiamo un rapporto di grande vicinanza e di
condivisione della comprensione delle cose e delle persone»), in qualche modo discussa in modo approfondito con
il capo dello Stato: «L'ho tenuto al corrente dei miei travagli interiori. Non credo che
lui abbia avuto sorpresa dalla
mia candidatura, ma credo
l'abbia avuta nella sera di sa.bato 8 dicembre, quando dopo una riflessione solitaria
ho presentato le dimissioni».
Ci sono alcuni sassolini
che è meglio togliere dalle
scarpe: la legge anticorruzione «va migliorata perché le
forze politiche della mia strana maggioranza non hanno
trovato intesa, per colpa del
Pdl, così come sul mercato
del lavoro avremmo voluto fare di più ma c'era un freno
del Pd». E il discorso si collega all'alleanza con Fini e Casi :ni: «Non li valuto per la loro
storia ma prima di altri hanno capito che i problemi non
si risolvevano senza la grande coalizione. Sono stati i più
tenaci sostenitori della maggioranza, mentre l'apporto
Pd e Pdl è stato a corrente alternate».
Sulle critiche di questi giorni, soprattutto da parte del
Pdl, assicura che non ha mai
offerto garanzie, assicurando
che non si sarebbe candidato: «Non c'era alcun patto, io
due preddentl
«La candidatura? Lo dissi
ai miei due presidenti,
quello della Repubblica e
quello di casa mia»
stesso pensavo di non candi darmi perché pensavo non
necessario farlo». ("è infine
la soddisfazione per la crescita del suo movimento nei
sondaggi: «Mi fa piacere», è
«molto sensibile e in pochissimi giorni. Serviva agli italia.ni vedere il simbolo o pelomeno avere certezza che questo impegno è partito e ci sarà, quando annunceremo le
candidature, ci sarà ecco me».
L'ultimo sassolino è sull'accusa di vicinanza a banche e
finanze: il governo del Cavaliere era contro la tassazione
delle transazioni finanziarie,
«io ho cambiato la posizione
dell'Italia»; ricorda la norma
sul divieto di sedere nei cda
di aziende concorrenti; e infine, sull'accusa di vicinanza ai
poteri forti, invita a chiedere
a Jack Welch e a Bill Gates: al
primo impedì l'acquisizione
della Honeywell, al secondo
diede una multa record per
violazione delle norme sulla
concorrenza.
Marco Galluzzo
?figalluzzo®res.ii:
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Passera: lista di Monti, occasione persa
Serviva un programma più coraggioso
«Alla fine hanno \int° vecoie logic)e di corrente. Dico no alla patrimoniale»
(f. de b.) «Si è persa una grande occasione, io credevo al progetto di una lista unica
Monti sia alla Camera sia al Senato. C'è un
grande mondo che non si riconosce né con
la sinistra — soprattutto se condizionata dalle componenti estreme — né con l'antipolitica né con Berlusconi. Avevo dato la mia disponibilità a candidarmi, senza pretese di
ruoli presenti. o futuri.. Fino a poche ore prima di quella riunione del 28 dicembre sembravatutto fatto. Durante la riunione hanno
prevalso le posizioni di Italia Futura. di :Montezemolo, di Riccarcli, di Casini. Ho preso atto e me ne sono tirato fuori, ma non farò
mancare il mio sostegno a Monti». Perché
non le piace la soluzione trovata, la politica
è fatta, purtroppo, di compromessi, spesso
al ribasso? «Non si è creata quella nuova formazione forte e chiara che io auspicavo ma.
un insieme di liste collegate che certamente
faranno un buon lavoro, rimanendo però
esposte alle vecchie logiche di corrente».
Forse lei si aspettava di avere compiti più
importanti, si è sentito un po' messo in disparte? «Guardi, quella. mattina Monti mi
aveva chiesto la disponibilità ad assisterlo
in un ruolo di coordinamento, ma avevo legato ['accettazione al progetto di lista nuova
e unica». E ne ha parlato con Monti dopo la
rottura? «Certo, il rapporto personale non è
mai venuto meno; mi è stato anche chiesto
se volevo entrare in lista, ma ho detto di
no». E ha ricevuto offerte anche da altri
schieramenti? «Non accetterei mai di candidarmi contro Monti». Tosi e Galan hanno
fatto il suo nome come possibile candidato
premier della probabile riedizione dell'alleanza. fra Pdl. e Lega. «Stesso discorso, Bertusconi non lo sento da un pezzo».
Siete andati sempre d'accordo lei e il presidente Monti in questi mesi? «Sempre [lo,
ma in una squadra è naturale». E con gli altri ministri? «I rapporti sono stati di leale
collaborazione e di grande soddisfazione.
Ho avuto problemi solo con la struttura del
ministero dell'Economia, mai con Grilli». Diplomatico Passera, troppo diplomatico. Le
chiedo una previsione sulle elezioni, come
andrà secondo lei? «Sulla base delle proiezioni ad oggi, vincerà bene Bersani, ma servono maggioranze forti per affrontare alla radice i problemi del Paese. Mi auguro una coalizione forte con il raggruppamento di Monti
che garantisca la governabilità del Paese almeno in questa fase ancora difficile». E Monti si è giocato il Quirinale? «Il suo impegno
potitico è un gesto di coraggioso civismo.
Ha fatto ciò che era giusto, non quello che
forse era per lui personalmente utile. Monti
in questo senso è uomo di passione, non un
freddo».
Lei ritiene però che la «scelta civica» del
presidente del Consiglio non sia una soluzione politica all'altezza di ciò che ha rappresentato il suo esecutivo, è così? «E una
buona sintesi, Il nostro governo con la maggioranza che l'ha, sostenuto ha salvato il Paese dalla bancarotta, dalla perdita di sovranità, non dimentichiamocelo, anche se oggi
qualcuno fa, finta di non ricordare la montagna di debito pubblico, 2 mila miliardi di
curo, che grava sulle nostre teste e quindi
alla necessità di non abbandonare la politica del rigore. Monti ha portato forte innovazione nella politica del Paese sia nel metodo
che nello stile e oggi fa le sue proposte ai
cittadini elettori: considero immorale definire la sua scelta immorale come ha fatto
D'Alema e inaccettabili le accuse della Camusso».
D'accordo, ma lei come se la immaginava
questa ipotetica lista unica di una nuova formazione di centro, cattolica, liberate ed europeista? «Doveva innanzi tutto essere una
cosa nuova, chiara e non legata a strutture
preesistenti, con figure di primo piano sia
della società che della politica beninteso, in
particolare del mondo dell'impresa., delle
professioni, dell'economia sociale con una
grande attenzione ai temi della famiglia e
delta solidarietà., che oggi non sono rappresentati come sarebbe giusto che fosse.
Avrei voluto un programma in alcuni punti
più coraggioso. Una svolta più radicale».
Nemmeno l'Agenda Monti, dunque, la soddisfa? «Mi è dispiaciuto non rivedere richia.mato con più forza, anche nei simboli, il
concetto di Agenda per l'Italia, anche se sul
tema dei contenuti sicuramente si sarebbe
potuto lavorare a una piattaforma più completa. Siamo tutti d'accordo che non serve
un Monti bis, ma un percorso di lavoro per
i prossimi cinque-dieci anni che costruisca
anche un modello di società nel quale i cittadini possano riconoscersi. Una società pii
dinamica, ma anche più coesa e dove il privato prof it, il privato non profit e il pubblico condividano le responsabilità dello sviluppo sostenibile».
In quali punti ritoccare e migliorare il
programma della Scelta Civica di Monti?
«Non si può rispondere con poche righe.
Deve essere per esempio chiaro l'impegno a
non aumentare le tasse, anzi a ridurle. No,
quindi, a. una nuova patrinioniate. Alleggerire il carico fiscale per te famiglie con redditi
bassi e con figli e per le imprese che investono in innovazione e internazionalizzazione
e soprattutto che assumono, attraverso un
nuovo contratto di inserimento e reinserimento da mettere a punto. La spesa pubbli-
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ca va ripensata e tagliata cori interventi
strutturali profondi. Valorizzato lo sconfina.to patrimonio pubblico formato da terreni,
immobili, partecipazioni, crediti, al fine di
trovare le risorse per lo sviluppo e facilitare
la riduzione del debito. Ecco un capitolo sul
quale il nostro governo non ha avuto il tempo e forse la determinazione per portare risultati soddisfacenti».
E quali altri aspetti dell'attività dell'esecutivo, secondo lei, potevano essere curati meglio? «Non dimentichiamoci mai la situazione di emergenza e di carenza di risorse nella quale ci siamo trovati. Si deve fare sicuramente di più per i beni culturali e ambientali e a favore del terzo settore in tutte le sue
forme; c'è un tessuto fitto e prezioso di economia sociale, di sussidiarietà, che forma.
un capitale sociale italiano ineguagliabile».
Passera dice di apprezzare molto, nell'Agenda Monti, il richiamo alla centralità
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del ruolo femminile ma sostiene che sulla
famiglia l'impegno dev'essere più chiaro e
circostanziato: «Si continua a sottovalutare
l'enorme pressione che si accumula sulle famiglie a basso e medio reddito. Se una donna che vuole lavorare non riesce a trovare
un asilo nido per i figli ogni discorso sull'occupazione appare inutile. Se non garantiamo servizi adeguati agli anziani non possiamo dirci un Paese civile. E lo stesso discorso vale per la scuola a tempo pieno, per la
sanità di prossimità». Non soddisfa il ministro dello Sviluppo nemmeno la parte dedicata alla riduzione dei costi diretti e indiretti della politica. Troppo timida. Vaga. «Dobbiamo incidere più in profondità sul costo
vivo dell'apparato politico e amministrativo pubblico. Un esempio: un solo livello istituzionale e politico fra i Comuni e lo Stato
centrale, Ripensamento totale di tutte le
strutture intermedie, non solo le Province.
per le energie rinnovabffl. In meBilanci consolidati, certificati e confrontabidia due o tre volte quelli di altri
li per ogni entità pubblica. CommissariaPaesi. Una tassa occulta che si pamento, vero non finto, di ogni ente che
gava sulle bollette elettriche che
non rispetta le regole; riduzione drastica di
abbiamo evitato aumentasse antutte le assemblee elettive locali e centrali.
cora, senza per questo rinunciare
Si può fare molto, molto di più di quanto lue figli a tutti gli obbiettivi europei. La dinon si creda per migliorare il nostro federastribuzione di quegli incentivi
lismo. Le resistenze incontrate anche dal era stata approvata da quasi tutti i partiti e
nostro governo sono state formidabili, veti le resistenze sono state forti. Riordinato i
a tutti i livelli, spesso eravamo circondati processi sull'assegnazione delle frequenze,
da sguardi divertiti e poco indul- eliminato il cosiddetto beauty contest che
genti dei dirigenti pubblici, ma favoriva il gruppo Berlusconi e altri: diciaquando si riusciva ad ottenere mo che anche qui non mi sono fatto molte
qualche risultato, l'effetto positi- simpatie. Affrontato tante crisi aziendali. Le
vo era perfino contagioso. Nella faccio solo l'esempio della Fincantieri. C'era.
pubblica amministrazione ci so- chi voleva venderla addirittura con dote
no tanti talenti e persone fiere di mentre a mio parere si poteva completare
servire Io Stato. Dobbiamo dare risanamento e rilancio. Si è messo a, punto
loro fiducia con il buon esempio. un nuovo piano, stretto un accorcio con i
Le Poste per me sono diventate sindacati e oggi il gruppo è in grado di fare
una specie di metafora dell'Italia addirittura acquisizioni all'estero».
che in pochi anni può passare dalChe cosa si rammarica di non aver potuto
le ultime posizioni alle prime in fare in quest'anno abbondante di governo?
Europa».
«Due cose, l'authority dei trasporti rimasta
Dunque, Passera, quale sarà il sulla carta, troppe e inaccettabili le pressiosuo futuro? «Ho ricominciato dac- ni, e gli incentivi all'innovazione per i quali
capo tante volte e sono pronto a non siamo riusciti a trovare le risorse». Pasrifarlo. Voglio continuare a dare sera, lei è un cattolico, ha partecipato agli inun contributo a questo Paese, Co- contri di Todi, come giudica il rapporto delme? Si vedrà, tutto è aperto. Per la Chiesa con la politica? «I cattolici sono un
ora ho tante cose da fare come mi- tessuto fondamentale del Paese, ne costituinistro». Ordinaria amministrazio- scono una imprescindibile ossatura identitane. «Eh no, tutt'altro, ci sono de- ria, il loro contributo è sottostimato, ma
creti da convertire, regolamenti troppi si sentono talvolta interpreti esclusi-da varare, processi da perfeziona- vi delle gerarchie ecclesiastiche». E se torre. Dalle infrastrutture all'ener- nasse indietro lo rifarebbe? Accetterebbe di
gia, dalle start up agli aeroporti, nuovo di lasciare una delle più importanti
gli interventi sono stati numerosi posizioni del settore privato per un governo
e gli effetti si vedranno già nei tecnico? «Sì lo rifarei, senza alcun dubbio. E
prossimi mesi». Non mi faccia. ridirei di sì a Monti e a Napolitano anche se
l'elenco dei provvedimenti, per non è finita come avrei desiderato». Il suo
carità, ce lo risparmi. «Le dico so- account 'Fwitter? ‹-O'corradopassera, papà
lo che da vent'anni l'Italia non di Sofia, Luigi, Luce e Giovanni, marito di
aveva un piano energetico. il mer- Giovanna, amante dell'Italia, ministro della
cato del gas oggi è più concorren- Repubblica». Mi raccomando niente 'waw o
ziale e grazie agli interventi che emoticon, però, perché è come andare in
stiamo realizzando il gas costerà bermuda all'inaugurazione di un anno accameno anche alle famiglie già dai demico.
prossimi mesi». Per ora non si vede, purtroppo. «Siamo riusciti a
riordinare gli incentivi, esagerati,
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caso L'ex magistrato avrebbe offerto a Favia il posto dì capolista alla Camera per Emilia-Romagna
Cinque Sielle i dissidenti con Ino-roia
Il novimento verso la scissione
Nei nuovo soggetto i delusi da Grillo
MILANO ---- La trama politica di
Antonio Ingrola sembra intrecciarsi
a doppio filo con quella dei Cinque
Stelle, Prima un invito a Beppe Grillo ad allearsi con lui (respinto al mittente), poi la proposta ai dissidenti
grillini espulsi a candidarsi con la.
sua lista «Rivoluzione Civile». Secondo indiscrezioni, rimbalzate anche
su web e media, Ingroia avrebbe offerto il posto di capolista alla Camera in Emilia-Romagna a Giovanni Favia, consigliere regionale, e sarebbe
a caccia degli altri ex ribelli da schierare all'interno della sua nuova formazione politica.
Oggi è atteso a Bologna per la defi
nizione delle liste una delle colonne
della «Rivoluzione Civile», il leader
idv Antonio Di Pietro, che ha liquidato il caso con un «non ne so nulla»,
salvo poi chiarire: «1-lo massimo rispetto per il Movimento 5 Stelle, rispetto sia quelli che lo appoggiano
sia quelli che hanno scelto di dissentire. Ma non mi interessa entrare nei
problemi degli altri. Io mi rivolgo a.
Lutti i cittadini, senza chiedere se
hanno votato questo o quel partito,
ai cittadini stanchi di essere presi in
giro, per costruire un'alternativa di
governo a quella delle destre».
Nel frattempo, i ribelli grillini più
noti prendono posizioni differenti.
Irrintracciabile Favia (che però ha
sempre smentito un'eventuale candidatura), al contrattacco, invece, Federica Salsi, che ammette di essere
stata avvicinata da alcuni partiti e rifiuta le offerte. «Sono stata. contattata da varie forze politiche — afferma
il consigliere a Palazzo d'Accursio
ma io non mi candido al Parlameli-.
to. Non era mia intenzione candidarmi prima del caso che mi ha visto
protagonista lo è ora. Ci tengo a
finire il mio mandato in Comune a
Bologna». Su Facebook poi Salsi rincara la dose: «A differenza di Grillo,
per me la parola data ha un valore.
Tanto meno mi toccano le pressioni
del suo amico Di Pietro su altri ex
esponenti del Movimento 5 Stelle. il
loro gioco è di facile comprensione». Più secco Valentino Tavolazzi,
che in merito a una possibile candidatura — smentisce un eventuale
coinvolgimento: «Personalmente
non ne so nulla»,
Intanto, in Rete, prendono corpo
nuovi scenari che potrebbero aprire
la strada a orizzonti molto più complessi rispetto a una semplice candidatura di qualche (ex) esponente di
spicco grillino nelle liste di Ingoia.
Si profila la nascita di un nuovo soggetto politico a livello nazionale:
un'ala del movimento, delusa dalle
scelte di Grillo e Casaleggio, sarebbe
pronta a staccarsi dai Cinque Stelle e
troverebbe «ospitalità• per le Politiche in «Rivoluzione Civile.». Si tratterebbe di un'operazione simile a quella che fecero nel 2009 proprio Di Pietro e Grillo con Sonia Mano (ex candidata gcillina nel 2008 alla presidenza della Sicilia) per le Europee.
Emanuele Buzzì
ebnzzi@corriere .it
percorso
LL 0;2 eeeWn
2
deglì espulú
Giovanni Favia (foto)
è stato eletto
consigliere regionale
nel 2010 per il MSS.
Federica _Falsi è nel
consiglio comunale
di Bologna dal 2011
In autunno dissidi
e critiche tra i due
esponenti e Grillo:
il leader a dicembre
espelle Falsi e Favia.
Nei mesi precedenti
Tavolazzi, Biolè, Pirini
3
Per i dissidenti
si profila l'ipotesi
della creazione di un
nuovo soggetto
nazionale: alcuni
esponenti verrebbero
candidati con Ingrola
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Nomi il Professore prende tempo
Al Senato 1 Ude chiede 15 posti
Si tratta sulle quote per Palazzo Madama: trenta seggi per i montiani
ROMA Centinaia di CIErflcula di accademici, imprenditori, quadri aziendali, liberi
professionisti e politici di professione stanno passando in
queste ore sotto gli occhi del
professor Mario Monti che —
vista la complessità della selezione ha chiesto più tempo
per chiudere la sua lista civica
in corsa alla Camera e il listone unico (montiani, Udc. F11)
previsto per l'elezione del Senato. Dunque, ha detto il presidente in carica per gli affari
correnti nella sua intervista a
StryTg 24, forse si andrà oltre
martedì, giornata in cui il Pd
renderà ufficiali le sue liste.
Probabilmente — spiegano
nella sede di Italia Futura di
via Properzio per la chiusura delle 4 liste del polo di centro (alla Camera Udc e Eli alla
fine vanno da sole) se ne riparla mercoledì quando ormai
mancheranno solo 12 giorni
al termine di legge previsto
per la raccolta delle firme in
calce alle liste elettorali. E per
meglio gestire questa fase convulsa del procedimento elettorale la squadra di Monti sta
preparando il trasloco in una
sede più grande e funzionale,
affittata al centro di Roma.
Per il professore, ma anche
per Fini e Casini, il nodo da
sciogliere è ancora quello della lista unica al Senato. Se è vero che alla fine decide tutto
Monti, secondo il refrain pro-
posto da Italia Futura, quanto
dovranno pesare le «quote»
deil'Udc e di Fli? Simulazioni
alla mano —un bottino elettorale del 20% potrebbe corrispondere a una cinquantina
di seggi senatoriali — i centristi reclamano «quote fisse»
stabilite in partenza: per esempio, 5 senatori a Fli, 15 all'Udc
e 30 alla componente civica di
Monti che però dovrebbe farsi
carico degli ex Pd (Ichino,
Merloni, D'Ubaldo) ed ex Pdl
(Cazzola, Mantovano,
Pecorella, Straequadanio,
Pisanu) schierati con il professore. Invece i ministri tecnici
in carica non «peseranno» allo stesso modo: Andrea Eiccardi ha ripetuto che non sarà
candidato per restare «nella
società civile» mentre Renato
Balduzzi e Francesco Profumo
I tempi
li premier aveva
annunciato la
definizione delle
candidature per domani
verrebbero candidati al Senato in Piemonte. E anche per
una eventuale candidatura del
ministro Corrado Passera,
Monti ha osservato: «Io spero
che per Passera non sia scritta
la parola fine».
La questione, come è noto,
ha riguardato anche la ferma
volontà di Passera di varare
una lista comune per il centro
sia al Senato sia alla Camera.
Non é andata così. E ora succede che alcuni ministri di Monti trovino un posto in lista anche con i centristi. Mario Catania ha confermato a Paolo Festuccia della «Stamp» di aver
accettato la proposta di Casini
e di Cesa: «Io comunque mi
candido con Monti nel senso
che siamo tutti nel perimetro
del premier».
Sulle liste, i montiani sono
abbottonatissimi: «I nomi arriveranno tutti insieme perché
siamo una vera squadra, mica
facciamo come il Pd che tira
fuori un nome al giorno...».
Eppure su Twitter molti si
im stanno interrogando sulla no-
trasloco
Lo staff del professore
sta preparando il
trasloco in una sede
più grande
tizia (apparsa su «l'Unità») di
una candidatura offerta da
Monti al comandante Gregorio De Falco: per intenderci, il
capo della Sala operativa della
Capitaneria di porto di Livorno che un anno fa («Salga a.
bordo, cazzo...!») mise in riga.
il comandante della Costa Concordia Francesco Schettino.
Però Monti sta cercando so-.
prattutto nelle università: sarebbe caldeggiata direttamente dal premier la candidatura
di Guido Tabellini, rettore della Bocconi lino a ottobre dei
2012, che, interpellato dal
«Fatto», non ha confermato
ma neanche smentito. Alla
presentazione del simbolo della lista Monti, non è passato
inosservato, poi, Ernesto Auci, già direttore del «Sole 24
ore». Mentre tra i candidati
passati al vaglio dal professore ci sono anche il generale
Vincenzo Camporini e la professoressa Stefania Giannini,
rettore a Perugia.
Dino Martirano
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Pd appelli e raccolte di firme per gli «esclusi»
,
Il rebus delle candidalure. Resta in dubbio il remano Reggi. I(-2 protesta della Sicilia
ROMA
Domani il Pd, lo
ha promesso, dovrà ufficializzare i nomi dei suoi candidati
al Parlamento. I vertici del partito sono costantemente al lavoro per selezionare i vincitori
delle primarie; per compilare
il listone dei prescelti che, pur
non avendo partecipato alle
primarie, correranno alle prossime Politiche; e per scegliere
chi occuperà le caselle dei capilista e delle prime posizioni a
seguire, quelle cioè a elezione
garantita.
Il tempo stringe, ma restano ancora diversi nodi da sbrogliare e parecchie polemiche
da sedare. I capicorrente incalzano per cercare di aumentare
il proprio peso: tranne i bersaniani e la sinistra, tutti gli altri
sono stati penalizzati dalle pri-
to democratico siciliano, per
esempio, non smette di protestare contro le candidature
«calate dall'alto che impediscono l'inserimento di siciliani»;
e in Lig-uria sabato i vertici locali del Pd hanno reso noto di
aver sospeso i lavori sulle liste
in attesa di discutere ancora
con il direttivo nazionale.
Ultima, ma non per importanza, sul tavolo romano c'è la
grana dei cosiddetti impresentabili: persone anche promosse dall'elettorato delle primarie, ma appesantite da inchieste, condanne, conflitti di interessi o parentele scomode. Nei
giorni scorsi il Fatto Quotidiano ne ha elencati una serie: da
Mirello Crisafulli di Enna, a
Francantonio Genovese (Messina)„ a Antonino Papania (Trapani), a Nicodemo Oliverio
in campo
(Crotone), a
Bruna
BrembilRealacci rientrerà in gioco grazie a
la
(Milano),
una sottoscrizione di operatori della Anna Pucci°a
green economy, per Vita si sono
(pure Milano).
mossi Ettore Scola e Sergio Zavoli
Ci sono regole
precise su questa tipologia di
mafie. E i trombati cercano di potenziali candidati? Maurizio
rientrare grazie a interventi e Migliavacca, uomo di Bersani
appelli: cosi Ermete Realacci impegnato sulle liste, risponce la farà grazie a una sottoscri- de: «Non lo so, non me ne oczione di operatori della green cupo. Se ne sta occupando il
econome (più difficile il recu- Comitato dei garanti».
Infine, continua a covare
pero dei suoi colleghi Roberto
Della Seta e Francesco Ferran- sotto la cenere il malumore
te, uomini chiave del caso II- dei renziani. Ieri lo stesso sinva); mentre per Vincenzo Vita daco di Firenze ha ribadito la.
ieri si sono mossi Ettore Scola sua «lealtà» al segretario del
e Sergio Zavoli; e prosegue an- partito diventato candidato alche un costante tambureggia- la presidenza del Consiglio gramento a favore di Paola Con- zie al voto dell'elettorato di
cia.
centrosinistra. Però ha anche
Sembra ancora in dubbio la aggiunto; «Ancora oggi a volte
candidatura di Roberto Reggi, mi mordo la lingua per non diil braccio destro di Matteo .Ren- re tutto ciò che mi viene in
zi che continua a incontrare mente. Ma il Pd è il mio partil'opposizione della dirigenza to». Con lui Arturo Parisi:
pd toscana, anche se molti nel Pd ora è sbilanciato a sinistra.
partito sono convinti che si Lo voterò. Ma è un partito non
troverà una soluzione. Oltre al capace di raccogliere la magfatto che diverse regioni prote- gioranza degli.
R. R.
stano contro l'inserimento di
esterni decisi da Roma. Il PartiRPRODUZIONE MSERVATA
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Pdl-Lega, un vertice ad Amore
per l'intesa «obbligata»
Si tratta sul ruolo di Berlusconi
Alfano: siamo molto vicini a raggiungere l'accordo
ROMA Un incontro ad Arcore, a ranghi ristretti, e con un
solo obiettivo: chiudere nella
maniera meno onerosa possibile per ciascuno un accordo che
è diventato indispensabile sia.
per il Pdl che per la Lega. A sera
la cena era ancora in corso, ma
soprattutto dall'entourage berhisconiano filtrava ottimismo:
«Arrivati a questo punto diceva un ex ministro ---- una rottura sarebbe incomprensibile e
devastante sia per loro che per
noi». E dunque Berlusconi, Alfano, Verdini, Bonaiuti assieme a
MarOili hanno messo le rispettive carte sul tavolo, con tanto di
paletti. Consapevoli che una
parte il Pcli per sperare d.i
vincere le elezioni o almeno di
essere determinante al Senato
per impedire la vittoria piena
del Pd (conquistando Lombardia e Veneto) ha assoluto bisogno di un'intesa. E l'altra, la Lega, per portare IVlaroni alla guida del Pirellone ed essere contemporaneamente certa di entrare in Parlamento (la soglia
del 4% alla Camera secondo i
sondaggi è raggiunta, ma non è
scontata) ha altrettanto la necessità di siglare un'intesa con
ilPdL
Certo, i problemi alla vigilia
del summit non erano ancora
del tutto risolti. Tutt'altro. Berlusconi vuole superarli ad ogni
costo, convinto com'è che la
sua coalizione, se unita, possa
vincere: «Possiamo raggiungere il 40%. Monti? E' una cornpar-
sa destinata a lasciare presto la
politica italiana. Candidandosi
ha fatto una cosa immorale». E
Angelino All'ano, qualche ora.
prima del vertice, dava l'accordo in dirittura d'arrivo: «Siamo
molto vicini a raggiungere
un'intesa, con la Lega che si è
espressa sulla cosa più importante: e cioè Berlusconi capo
della coalizione». Ma anche chi
all'intesa nei giorni scorsi ha lavorato dietro le quinte, come
Paolo Romani, ragionava mettendo sul piatto la «logica delle
cose: sul programma, la richiesta della Lega di lasciare il 75%
delle tasse nella regione dove
vengono raccolte non è così difficile da soddisfare: si parla di
un meccanismo che dovrebbe
andare in vigore gradualmente
in 5 anni, e già oggi per 150 miliardi dati allo Stato, la Lombardia ne riceve in...».
Le accuse
Cavaliere: possiamo
raggiungere il 40%.
Monti è soltanto
una c:omparsa
11
Le regole
La norma base
nel Pdl sarà la non
ricandidabilità per chi
ha già svolto 3 mandati
L'altra richiesta invece, ovvero che Berlusconi non sia il candidato premier della coalizione,
sulla carta è «un falso problema: la legge chiede di indicare
solo il capo della coalizione.
Poi, se si vuole, ogni partito indica il suo candidato premier
già nel 2006 facemmo l'attacco a tre punte con Berlusco
ni-Fini-Casini-----oppure si può
dire quello che è ovvio, e cioè
che sarà il capo dello Stato a dare l'incarico».
In ogni caso, conferma anche Alfano, il Pdl non rinuncerà al ruolo di Berlusconi «che ci
sta facendo guadagnare moltissimo nei sondaggi», e su questo la Lega dovrà farsene una ragione. Ma il punto del contendere è proprio qui. E si capisce
che è nel Carroccio che sta avvenendo una guerra tra le anime
più dure e pure e quelle più disponibili all'intesa. Lo stesso
Matteo Salvini, che ieri mattina.
in un'intervista al Messaggero
spiegava che «non sempre la base ha ragione» aprendo all'accordo, in serata (dopo che tanti
messaggi di leghisti arrabbiati
gli erano giunti e l'ex capogruppo Reguzzoni Io bacchettava
perché la base «finora si era detto che contava») smorzava gli
entusiasmi dei possibili alleati:
«All'ano dice che c'è l'accordo?
Evidentemente ha notizie che
io non ho. Con Berlusconi in
campo non è possibile alcun accordo».
Dunque si decide tutto nelle
prossime, delicatissime ore. E
solo dopo si scioglieranno gli altri nodi. Oggi pomeriggio comunque si terrà il tavolo delle
candidature per la Lombardia
(con Gelmini, Santan.chè, Romani, Casero, Mantovani), e a
Roma un ufficio di presidenza.
sulle regole per le liste. Praticamente certo che la norma base
sarà la non ricandidabilità per
chi ha più di tre mandati alle
spalle e più di 65 anni (ma sono
previste parecchie deroghe),
dovrebbe poi passare il principio del 40% di donne elette e
molte di loro a capolista e il più
possibile l'apertura a facce nuove, giovani, imprenditori. Possibile anche qualche sorpresa di
peso: sembra che Alfano stia
corteggiando, con possibilità di
ottenere il risultato, il ministro
degli Esteri Terzi, per presenta.re una candidatura di caratura
internazionale.
intanto, si fa frenetica la ricerca del candidato per la Regione Francesco Storace difficilmente otterrà, l'appoggio
del Pdl, che sembra orientato a
scegliere un candidato interno
o della società civile. In pole position ci sono la deputata Beatrice Lorenzin e l'eurodeputata. Roberta Angelilli, ma anche Simonetta Matone, magistrato, se rinunciasse al «paracadute» di
un seggio parlamentare sarebbe un candidato che potrebbe
mettere d'accordo tutti.
Paola Di Caro
P:PRODUZIONF R , SFRATA
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Dietro le quinte l leader leghista e gli equilibri interni a rischio
La doppia strategia di Maroni
per convincere il Carroccio
Molti dirigenti contro l'alleanza: perdiamo metà degli elettori
MILANO — Mentre Roberto Maroni gioca la sua partita
in campo, ad Arcore, Matteo
Salvini lavora ai fianchi. Duro, e con studiata scelta dei
tempi: proprio negli stessi minuti in cui il leader leghista
varca i cancelli del villone in
Brianza, il segretario lombardo con il Tg3 serale sceglie il
registro ultimativi): «Con Berlusconi in campo, non è possibile alcun accordo».
Il punto è tutto lì, il problema è sempre quello. Perché
la Lega l'accordo lo vuole,
con tutte le sue forze: è indispensabile per vincere in
Lombardia, per portare un risultato di prima classe ai militanti che lo attendono da anni, per premere con tutti e
due i piedi sull'acceleratore
del nuovo sogno, l'Euroregìone del Nord, con Piemonte,
Lombardia e Veneto allineate
sotto la guida leghista. Per Roberto Maroni è l'alternativa
tra uno scintillante successo
e la débacle della strategia
messa in campo fin dalla sua.
elezione a segretario federale.
La differenza, come torna a
sottolineare Salvini, è nel nome di Silvio Berlusconi: per
la base leghista, il candidato
premier non può essere lui.
Maroni, nelle ultime settimane, è riuscito a persuadere parecchi dei dirigenti: turarsi il
naso non è semplicemente ragion di Stato, è questione di
vita o di morte. Per questo
non esita a spargere ottimismo a piene mani. Come ieri
su Twitter: «Giro tra la gente
e sento entusiasmo per la
mia candidatura alla Presidenza della Lombardia. Un sogno? lo ci credo: Lombardia
in testa».
Però il segretario leghista
sa che un passo falso rimetterebbe in discussione anche
gli equilibri interni al Carroccio e la sua segreteria. Non ci
vuole un indovino. Giusto ieri il suo storico avversario,
l'ex capogruppo alla Camera
Marco Reguzzoni, ha scritto
un affilato post su Facebook:
«Con l'obiettivo di tenere i nostri soldi a casa nostra erava-
L'obiettivo
L'ex ministro ha fatto
capire ai suoi che vincere
in Regione è questione
di vita o di morte
mo alleati con il Pdl al Governo e in Lombardia». Poi, però, «hanno voluto rompere
l'alleanza perché volevano
"pulizia" sostenendo che non
avremmo ottenuto niente e
che bisognava "ascoltare la
base". Abbiamo fatto cadere
la Regione Lombardia per
questo motivo. E adesso? Credo che nella vita ci voglia un
minimo di coerenza».
Un commento anche alle
parole di Salvini. maroniano
di ferro, che prima di aggiu stare il tiro in serata, con alcune interviste aveva dato la
sensazione di essere disposto
a qualche compromesso in vista della vittoria in Lombardia: «Si può vincere da soli o
in compagnia ma se vogliamo essere più forti sarà necessario farci sostenere dalle
quattro liste civiche che già ci
sono e dal Pdl». Anche «se ci
mettiamo a sentire i militanti
loro diranno che è sempre e
comunque meglio correre da
soli». Proprio quello che ripetono a Maroni i tanti dirigenti di territorio che vedono un
nuovo accordo con Berlusconi come il fumo negli occhi,
«una trovata impossibile da
spiegare dice uno di loro
— che ci costerebbe la metà
degli elettori». Resta il fatto
che, come ricorda Salvini, «il
centrosinistra in Lombardia è
intorno al 30%», e probabilmente anche più avanti. E
dunque, niente alleanza significa mettere la vittoria in Regione ad altissimo rischio.
Il piano 13 consiste nel sospendere la designazione a
premier di Silvio Berlusconi
fino a dopo le elezioni: in fondo, il Porcellum chiede di indicare il capo della coalizione, non il candidato premier.
Ma un eccesso di furbizia in
un caso come questo, avvertono gli amministratori locali,
rischierebbe di essere pagato
salatissimo sul territorio in
tutte le future tornate amministrative: «E una Lega senza
sindaci, che Lega è?».
Marco Cremonesi
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Reddilometro, come controllare le spese
Ecco la soglia Nal, degli 007 del Fisco
Dai detersi\i alla scuola: i parametri di riferimento per le è le irarazioni
ROMA ----- Come facciamo a sapere se stiamo spendendo più di quello che il Fisco ritiene normale per un nucleo familiare che dichiara un reddito come il nostro? La domanda da quest'anno rileva, visto che i controlli
dél nuovo itdd ito metro scattano in automatico quando i due valori discordano per più del
20%. In quel caso l'Agenzia delle Entrate ci
chiederà conio della discrepanza e inizierà un
pí ng gong tutto da giocare.
Meglio allora tenere sotto controllo le spe
se„ sapendo che il meconismo del redditometre, che si applicherà a partire dai redditi dei
2009, prevede che per 26 tipologie di beni e
servizi sui 56 presi in considerazione si tenga
per buono il valore più alto tra quello dichiarato dal contribuente e quello risultante dalle
medie delllstat.
Facciamo un esempio: supponiamo che il
contribuente possegga un'automobile per la
cui manutenzione spende 5 mila euro
come risulta dalle relative ricevute. Nel momento in cui quel contribuente venisse sotto-
i numeri del fisco
Coppia con un figlio
Spesa mensile familiare in euro
nel 2011 secondo la media stat
ppia con due figli
biu.„; Coppia con tre figli
11111arto
Almentari e bevande
1 7).8
Nk:40
N,
A
nits°8".
Abbigliamento
izature
'' ---- ----------------- -------Acqua e condominio
giri
iscaldamento
centralizzato
7
mohii i, elettrod o rnesti ci,
k servizi per la casa
Medicinali
k Carburanti
°
.
tt
\NM
Evi anuterizioni
,..;'°°e riparazioni veicoli
Tram, autobus,
taxi e altro
Spese telefoniche
°
posto a una verifica di coerenza da parte dell'Agenzia delle Entrate, questa -andrebbe a ve
rificaie sulle tabelle dell'Istat qual è la spesa
media per una simile manutenzione, e tra i
due valori, quello dichiarato e quello medio,
gli imputerebbe il maggiore.
Oppure nel caso il bene in questione siano
apparecchi per telefonia e/o le relative spese
di utilizzo, il Fisco metterebbe a confronto la
spesa che risulta dal contribuente con la media Istat per la tipologia di nucleo familiare di
appartenenza. E anche In questo caso assumerebbe il valore più alto.
Ma quali sono queste medie Istat che il Fisco mette a confronto con i valori da noi di
chiarati, a volte preferendole? Si tratta dei valori riportati nella serie «Spesa media mensile
familiare» in cui, per ciascuna delle li tipologie di famiglie (single con meno di 35 anni,
tra 35 e 61 e più di 65; coppie senza figli elb
altri familiari con meno di 35 anni, trai 35 e
64 e oltre i 65; coppie con uno, due o tre ifigli;
monogenitore e .Kaltre tipologie») a ogni bene o servizio acquistabile si attribuisce un valore medio di spesa, che cambia anche a seconcia della collocazione territoriale.
naw
Acquisto apparecchi
i di telefonia
[
Libri scolastici
Tasse, rette e simili
dall'asilo al master
et,g,
Tempo libero*
b
Prodotti per la cura
della persona
arbiere, parrucchiere,
i stituti di bellezza
4 3.
.‘se: Argenteria, gioielleria
bigiottEiria, orologi'----------------o
Onorari a liberi
professionisti
Ni Pastieconsumazion
i
k, fuori casa
'
RU
5
3308
997
Alberghi, pensioni
e viaggi organizzati
(
laa.ann
18,9
895
122<91
1, 84 :
15:11:111:111:11:15:15:11:111:111:11:155:11:111%01#1015 :Wiit
.Giurhi.giorattek, radi:;. r,, hi-fi, pc, libri: giornali, dischi, camellegia, bwriarnent, ione, intterie, piante. fiori riparazione apparedii
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07/01/2013
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Anche qui è meglio affidarsi a un esempio
relativo al 2011: per una coppia con figlio che
vive a Milano l'Istat ipotizza una spesa mensile media per alimentari e bevande di 579,45
euro, che equivale a circa 7 mila euro annui.
Ma se i figli diventano due l'esborso mensile
medio diventa di 612,97 euro, un valore che,
per lo stesso tipo di famiglia, a Roma scende
a 585,61 euro e a Napoli invece sale a 634,07
euro.
Nelle tabelle qui illustrate abbiamo ipolizzato di avere a che fare con una coppia con
uno, due o tre figli, residente a Milano, a Roma o a Napoli. Per ciascuna di queste tipologie familiari abbiamo riportato il valore medio di spesa che l'Istat attribuisce a ciascuna
tipologia di beni. Tra questi beni, abbiamo
scelto solo quelli che il redditometro prende
in considerazione, tralasciando invece quelli
per i quali il nuovo strumento di accertamento non prevede una comparazione con i valori medi dell'lstat. Perciò non troverete nelle
tabelle l'assicurazione dell'auto, perché questo dato il Fisco lo ricava dall'anagrafe tributaria, né troverete la bolletta elettrica, perché la
nostra spesa per l'energia il Fisco la rintraccia
incrociando le banche-dati, dunque non ha
bisogno di un riscontro con le medie dell'Istat,
Tra i beni considerati nelle tabelle ci sono
invece spese come quelle per i libri scolastici
il cui valore mensile potrebbe apparire poco
significativo: ad esempio 5,95 euro per una
OgdaMìì,.,:ì&MhMasì:,.
Ugg***WREROgP;ffigggEWSEEEE
• •:•:•:i*ì*ì*ì*ì*ì:ì:ì
• Angt)01%;
coppia con un figlio residente a Milano. lin
dato che però, esploso sull'anno, diventa un
più ragionevole 71 euro.
Come utilizzare le tabelle in modo proficuo? Basterà controllare mensilmente se il vostro livello di spesa per la singola voce è adeguato a quello indicato in tabella per il vostro
tipo di famiglia. Sapendo che il Fisco distingue tra Nord-Ovest, Nord -Est, Centro, Sud e
Isole. Perciò se vivete a Novara potete prendere per buoni i valori qui riportati per Milano,
mentre se risiedete a Triggiano potranno andare bene i dati qui attribuiti a Napoli.
Per il Nord-Est e le Isole, che qui non trovano esemplificazione, basterà accedere al sito
delllstat e rintracciare i relativi dati. Scoprirete che l'istituto statistico scende molto più
nel dettaglio di quanto non abbia deciso di fare il Fisco. Ad esempio potrete verificare che
per una coppia con tre figli (e più) residente
nelle Isole l'Istat ipotizza una spesa media
mensile per i detersivi di 28,61 euro, Ma non
preoccupatevi, di questo il Fisco non vi chiederà. specifico riscontro.
Antonella Beccami
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Lo studio Coldiretti Per H 48% degli intervistati gli acquisti risentiranno della crisi, per il 42% la situazione resterà stabile
Lna famiglia
, su- due vede un 90 -13 più
ROMA — La metà delle famiglie
italiane per il futuro vede nero. Nonostante le previsioni economiche
diano in miglioramento l'anno appena iniziato rispetto al 2012, prevale un clima di sfiducia che porta a
deprimere l'economia ancora di
più. Secondo un sondaggio-analisi
condotto dall'istituto Swg per conto della Coldiretti, il 48 per cento
delle famiglie italiane è convinto
che la situazione economica nel
2013 sia destinata a peggiorare, per
il 42 per cento rimanga la stessa
mentre per appena il io per cento
migliorerà,
«L'ottimismo degli analisti economici con la discesa dello spread.
non sembra — sottolinea la
Coldiretti trovare riscontro nelle
famiglie, che nel 51 per cento dei casi dichiarano già adesso di riuscire
a pagare appena le spese senza po-
re, opportunità attuali e future dí risparmio, In controtend.enza il clima
di fiducia economico generale che
ilstat a dicembre ha visto in aumento dal 69,7 al 72,9% mentre quello
delle imprese tende al pessimismo.
Ora. Coldiretti taglia le ali anche a.
quella unica e piccola testimonianza di ottimismo e punta al negativo.
Dall'indagine emergono atteggiamenti tipici della scarsa fiducia sul
.
issa
.
tersi permettere ulteriori lussi, mentre una percentuale d.ell'8 per cento
non ha un reddito sufficiente nemmeno per l'indispensabile. C'è però
anche un 40% di italiani che vive serenamente senza particolari affanni
economici e IN per cento che si può
concedere dei lussi».
D'altra parte gli ultimi dati Istat
non lasciavano molti margini
d'azione. Oltre un quarto degli italiani (il 28,4%) «è a rischio di povertà» si leggeva a dicembre nel rapporto «reddito e condizioni di vita». Crollato nel secondo semestre
del 2012 il mercato della casa con i
mutui a picco (-41%) rivelava sempre l'Istituto di statistica nella sua
indagine annuale sul mercato degli
immobili, E nuova discesa a dicembre dell'indice di fiducia personale
delle famiglie (da 90,9 a 90,7) sintesi delle opinioni sul bilancio familia-
futuro. La maggioranza delle famiglie ai saldi preferisce riciclare i vecchi vestiti, con il 53 per cento degli
italiani che ha rinunciato o rimandato gli acquisti di abbigliamento ed.
-accessori. «In. seconda posizione,
nella classifica delle rinunce sottolinea la Coldiretti — ci sono i viaggi e le vacanze che sono stati ridotti
o annullati dal 51 per cento degli italiani cosi come la frequentazione di
noci d
one, che e ro
tra volta a quota un
isoltato: secondo uno
IIeloitte i telefonirii tottcì
..aSEIera entro la fine di
raggiungeranno la soglia
10% e o
bar, discoteche o ristoranti nel tempo libero, dei quali ha fatto a meno
ben il 48 per cento».
«A seguire, nella classifica del
cambiamento delle abitudini di consumo, c'è — continua l'associazione di categoria l'acquisto di nuove tecnologie al quale hanno dovuto dire addio il 42 per cento degli
italiani, le ristrutturazioni della casa (40 per cento), l'auto o la moto
dei dite
in edia
A P P € e,o che rest a no
no
11 a ri si ds
quelli basso costo, i di
stima eloi
i 1,13 una
a
milton ff'.1:t.n
efdponl n i
' Tl loia a5°°
anno in ilari,
dì preFi
zzloc)fi3naroaloo do
nuova (38 per cento) e gli arredamenti (38), ma anche le attività calturali (;7)». Da tutto questo clima
di risparmi sembra.n.o rimanere
esclusi i generi alimentari. «Solo il
17 per cento degli italiani — commentano i tecnici di Coldiretti dichiara di aver ridotto o rimandato
gli acquisti alimentari, una percentuale superiore solo alle spese per i
figli (9 per cento)».
<(..F., necessario rompere questa spirale negativa aumentando il reddito disponibile soprattutto nelle fasce più deboli della popolazione»,
ha affermato il neopresidente della
Coldiretti Sergio Marini, 42 anni,
probabile candidato nelle liste di
Pier Ferdinando Casini, «occorre sostenere la ripresa dei consumi per
rilanciare l'economia»,
R. Ba
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11.1e cor,,,eihire
007 del
.
press unE
il Resto del Carlino
Direttore Responsabile: Giovanni Morandi
SE UN ORDINE
NON BASTA
IL METODO italiano è l'annuncio.
Busta 11 proclama, poi la
realizzazione è scontata. Il nostro
è il campionato più bello al mondo.
Che importa se ali stadi sono vuoti
e i campi. speldchiati? Siamo
fuori dalla crisi, il nostro Paese è il
più ospitale, tu moda la più
elegante. Ti sistema sanitario il
migliore, almeno sulla carta. Chi
osa clubita,rne? Da ora in poi ci si
iscriverò: a scuola solo online.
Basta l'ordine e diventiamo i primi
della classe in Eu,ropa. E chi non
ha un computer? Si arrangi.
L'anno scorso mia nipote e andata
in prima media. I libri di testo,
senza i dizionari, sono costati
circa 500 curo. A Berlino, sono
gratis, o al massimo si paga un
contributo di cento euro per il
prestito. Li ho sfogliati, ben fatti,
tutti con compact disc. Peccuto che
nella sua scuola non ci sia un
computer a testa, neppure uno per
classe. Lei, Francesca, è la prima
in un corso muitimediale
organizzato a livello nazionale.
Peccato che si paghi extra, come
tutto nella scuola italiana.A
cominciare dalle lezioni d'inglese
e di francese, se si vuole imparare
veramente uno
07/01/2013
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: 183.714
Diffusione: 137.247
ANDANDO contro le tradizioni di
famiglia poco atletiche, lei è stata
selezionata a Il anni anche per la
squadra di ginnastica artistica a
livello agonistico. All'inizio
dell'anno serve la visita medica. Il
dottore della mutua risponde che è
disponibile a primavera. Visita
privata, 200 euro, Ilfiglio
dodicenne di un mio amico a
Berlino gioca a pallanuoto. Visita
medica a. scuola, 5 euro. Noi siamo
moderni, anzi up to date come si
dice nel dialetto di Shakespeore. E
la grande Germania? Solo il 4 %
de`i genitori ritiene sùff iciente l'uso
dei computer a scuola, due terzi
ritengono necessari e urgenti
migiroramenti. Solo in una scuola
su 10 ogni scolaro ha a
disposizione un pc, e in media uno
studente su tre ha accesso in
internet una volta a settimana. L?
30% non usa mai un computer: le
scuole nonne hanno a sufficienza,
e appena il 15% dei ragazzi ha un
suo lap top privato. Vedo con
sgomento che Il/fonti twitta, sa
usare le faccine per dire che è
felice, e scrive T/VOTA/ come un
teenager di A tlanta. Ne sono
orgog7ioso. Frau Angelct non sa
neanche che cosa significhi twitt.
E. orrore, non è neanche su
Facebook. E così retrograda da
ritenere che un politico non debba
comunicare con il cellulare.
Quando ha qualcosa da dire, parla
alla tv, alla radio, in corzkrenza.
Qui a nessuno salterebbe in testa
di torturare i cittadini obbligandoli
a usare internet per esercitare
quelli che sono i loro diritti.
Deutschland iTher alles? Su tutti,
ma non su di noi. Basta dirlo, e
siamo in testa.
12.tolic m isse
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le!ie
pressunE
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Ritorno in classe con l'incubo delle iscrizioni online
Un milione e mezzo le famiglie con figli che iniziano elementari, medie e superiori: domande dal 21
Savia Mastrantonìo
ROMA
RIENTRO con il magone. Circa 8
milioni di studenti oggi saranno
di nuovo tra i banchi dopo le vacanze natalizie. E se per loro l'angoscia maggiore è quella della normalità che sopravanza, per le famiglie si aggiunge l'ansia dell'iscrizione al prossimo anno scolastico
(2013-2014) che da quest'anno sarà solo ed esclusivamente online.
Ovviamente la procedura è valida
solo nelle scuole statali e non riguarda la scuola dell'infanzia.
Ogni innovazione è accompagnata da una buona dose di preoccupazione e anche se da viale Trastevere traspira una grande tranquillità, per i genitori degli alunni i
dubbi sono molti.
Il primo quesito, su tutti, riguarda le famiglie che non possiedono
un computer e che, pertanto, si
sentono escluse. Un problema
che provvederanno a risolvere le
segreterie degli istituti, sia quelli
dai quali si proviene sia quelli dove si vuole iscrivere il ragazzo. A
questo proposito il Ministero ha
LE PAURE
«E chi non ha un computer?»
IL ministero: «NegLi istituti
un servizio di supporto»
emanato una circolare che porta
la data del 17 dicembre: «Le istituzioni scolastiche destinatarie delle domande offriranno un servizio di supporto per le famiglie prive di strumentazione informatica
e, in subordine, qualora necessario, anche le scuole di provenienza offriranno il medesimo servizio di supporto».
INEVITABILE che questo comporti un aggravio di lavoro per gli impiegati delle scuole, ma ci sarà flessibilità. Del resto la fascia temporale entro la quale si dovrà provvedere alle iscrizioni è piuttosto ampia e va dal 21 gennaio al 28 febbraio. Le famiglie coinvolte nelle
iscrizioni online saranno circa un
milione e mezzo poiché le procedure riguardano gli alunni che dovranno accedere alle prime classi
delle scuole primarie, secondarie
di i e di II grado. Per chi possiede
Internet, invece, il percorso è semplice: occorre accedere all'area
www. iscrizioni.
scegliere l'istituto in cui si intende mandare il giovane e poi compilare
l'apposito modulo messo a disposizione dalla scuola scelta.
Saranno poi gli istituti a 'lavorare'
le domande secondo criteri fissati. Potrebbero sorgere difficoltà
laddove ci siano istituti carichi di
richieste di iscrizione e che si trovano nelle condizioni di dover fare delle scelte. Sui criteri di selezione, fin qui, ci si era affidati alla
fortuna con sorteggi. Però
quest'anno l'aria sembra cambiata e il Ministero sarebbe contrario
alla 'lotteria' dell'istruzione. Alcuni istituti, che agiscono in regime
di autonomia, hanno deciso di privilegiare il merito e quindi di accogliere in via prioritaria alunni.
che negli anni precedenti abbiano accumulato buoni voti e buoni
giudizi.
PERÒ non è un criterio che vale
per tutti, ogni scuola decide i propri parametri. In alcuni casi, infatti, vale il principio 'geografico', ovvero la vicinanza dell'abitazione
dalla sede della scuola o la residenza, nel circondario, di parenti oppure, infine, la distanza con i luoghi di lavoro dei genitori.
E inevitabile che quest'anno si
metta in evidenza qualche
criticità. Ma è la spending review
che impone il risparmio, fanno sapere da viale Trastevere.
CASO TRA ELEZIONI E VACANZE NON SARÀ FACILE RISPE I i ARE LA REGOLA
Duecento giorni tra i banchi, limite a rischio
ROMA
DUECENTO giorni. Tanti devono essere quelli dedicati alla didattica nelle scuole. Per legge. Ma
quest'anno, tra occupazioni protratte (anche per
dieci giorni in alcune città), vacanze varie, appuntamenti elettorali che in alcune regioni sono plurimi, si rischia di non raggiungere il limite minimo
fissato per dare validità all'anno scolastico. Ed è
un problema in più per tutti gli studenti ma in modo particolare per quelli della maturità.
Ogni appuntamento elettorale, per le scuole sede
di seggio, significa 4 giorni di chiusura. Nel La-
zio, per esempio, oltre alle politiche del 24 e 25 febbraio ci saranno, tra maggio e giugno, le consultazioni per l'elezione del sindaco. Insomma, un bel
bottino di giorni di vacanza che rischia di mettere
in difficoltà gli istituti che hanno già fissato le date per la fine delle lezioni. In linea di massima si
oscilla tra 1'8 e il 12 giugno. Non sarà facile per i
dirigenti di istituto barcamenarsi tra le tante assenze e la regola dei 200 giorni. Con ogni probabilità, salteranno i 'ponti' che si potevano ipotizzare,
come il primo maggio.
Pagina 7
iscrizi,I, effibre
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07/01/2013
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LàNT.,Y ,'n'r.‘ IL SO I OSEGRETARIO ROSSI DORIA
«I genitori stiano tranquilli
Nessuno resterà fuori dall'aula»
ROMA
NELLA SUA biografia ha scritto
che è stato (ma è ancora nell'anima) un «maestro di strada». Perché a lui la scuola piace viverla
dal di dentro, cominciando dagli
ultimi. E sottosegretario all'Istruzione, si chiama Marco Rossi Doria, e spazza subito via le polemiche sulle iscrizioni on line.
«Andare a scuola è un diritto inalienabile. Non c'è alcun problema: anche se
una famiglia non riesce
a iscrivere il figlio online non è che poi questo non andrà a scuola.
Tantopiù se si tratta
della scuola dell'obbligo. Franca> niente non condivido tutte queste
preoccupazioni, ritengo che le cose complesse siano altre».
Però questo diktat sull'utilizzo di Internet spaventa...
«Ricordo che l'Italia è un Paese
con un sistema scolastico molto civile, tra i più civili al mondo e
l'Ocse ce l'ha riconosciuto. È un
Paese che è riuscito a integrare
750.000 stranieri e 200.000 disabili, Come si può pensare che il computer sia un ostacolo nell'esercizio di un diritto inalienabile?».
La preoccupazione è per le
persone che non hanno strumenti telematici.
«Ci saranno le segreterie ad aiutare. Ma se noi iscriviamo anche gli
L'ELETTRONICA
CI AIUTA
Come si può pensare
che it pc sia un ostacolo
per un diritto inatienabite?
Ci saranno te segreterie
a dare una mano
stranieri senza permesso di soggiorno perché l'istruzione è un diritto 'di ogni persona' non di ogni
italiano. Davvero, sono ottimista».
Per quali motivi?
«Abbiamo dei precedenti molto
promettenti, dal punto di vista
tecnico. Con le prove del cosiddetto 'concorsone' e le risposte in
tempo reale. Ancora prima con la
busta elettronica per la maturità.
Ci sono state criticità ma la macchina ha funzionato. Il principio
di base non cambia: le modalità
sono inclusive, non certo esclusive. Nessuno resterà escluso».
E se il ritardo per intoppi telematici portasse all'esclusione
di un alunno da una determinata classe che avevo scelto?
«E un rischio che si correva anche
prima. Si poteva optare per una
certa classe ma se le richieste erano troppe si rischiava di restare
fuori lo stesso. Forse non sarà tutto semplice e senza problemi, ma
ritengo che l'elettronica ci stia aiutando, non il contrario».
E comunque ci vorrà un po' di
tempo perché tutto l'apparato vada a regime?
«Ovviamente, calcolo un paio di
anni. Ma noi puntiamo su un'efficienza alta del sistema. Molto alta».
Savia Mastrantonìo
unire
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07/01/2013
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Monti torna in tv e cavalca le tasse
«L'Imu può
Nair, giù l'Irpef»
li Prof ci ripensa: niente aumento Mi. «Silvio? Pronto al dialogo»
k
I MIEI DUE
PRESIDENTI
OBAMA
E LA MERKEL
Sento molto La vicinanza
di Obama, ci chiamiamo
per nome. La Merkel?
Qualche volta si è Lamentata
della mia durezza ai tavoli
Antonella Coppa i
La decisione di candidarmi
l'ho comunicata prima
di tutto ai miei presidenti:
quello della Repubblica
e quello di casa mia
Mario
MontI
sii pettina
priinna
deIl'írtrervì sta tv
ago e.,1
MANO TESA
A PASSERA
ROMA
UN COLPO a destra, uno a sinistra. Monti attacca il P& e il Pd
presentando il suo governo come
una specie di via Crucis, in cui lui
ha tentato di fare ma ha avuto la
palla al piede dei due maggiori
partiti che l'hanno sostenuto «a
correnti alterne». Nello stesso
tempo, lancia agli elettori un'esca
sotto forma di riduzione delle tasse, riconoscendo addirittura che,
con calma, va rivista l'intera struttura fiscale. Nel breve periodo, però, «è possibile diminuire l'Irpef
di un punto e congelare l'aumento dell'Iva». Nessuna promessa
«non mantenibile» (Be 31USCO Eli insegna): ad ogni intervento deve
corrispondere un taglio della spesa pubblica. Dopo aver ripetuto
che non servono nuove manovre,
spiega che l'Imu «va modificata»
e va «aumentato» il gettito destinato ai comuni. Come? Alleggerendo l'imposta sulla prima casa, con
particolare attenzione alle famiglie con i figli a carico.
PER CONVINCERE gli italiani, il
premier le prova tutte. Per dire: la
scelta dì andare con tre liste alla
Camera è un capolavoro di astuzia politica poiché gli consente di
'pesare' la sua forza nel 15% che
gli viene accreditato. Così, non solo ne rivendica la paternità («non
ho subito diktat») ma dà una frecciata a Casini e a Fini: «Mi sa che
Spero che non sia
scritta La parola fine,
visto che ha ancora
moltissimo da dare
e da dire al Paese
le forze politiche hanno avuto la
sorpresa non gradita quando si è
visto che il riferimento al mio nome poteva andare solo su mia lista». Poi, però, ci tiene a distinguersi dai 'professionisti', presentandosi come il campione dell'antipolitica istituzionale. Ai microfoni di Sky. sottolinea d'aver l'appoggio europeo e quello americano, rischiando la gaffe diplomatica. «Sento molto l'endorsement e
la vicinanza di Obama». Intanto,
prende anche le distanze dalla Merkel: sostenerla perché mi rivuole
al governo? «Non c'è reciprocità
in queste cose».
E COSI, tiene la porta aperta al Cavaliere che lo attacca (e lui fa lo
stesso) e a Bersani se prende le distanze da Vendola e affini. Ammette che la scelta di gettarsi
nell'agone riduce le sue chances
per il Quirinale, non esclude incarichi europei. E rivela che i primi
a sapere delle sue intenzioni sono
stati Napolitano e la moglie Elsa,
«i due presidenti della Repubblica e di casa Ira », a Milano.
Dove si riliigia dopo la maratona
in tivù: tornerà nella capitale questo pomeriggio per il rush finale
sulle candidature. Per ora non ci
sono passi avanti significativi dopo il vertice di sabato sera se non
la presa d'atto di Casini e Fini che
il criterio delle quote con lui non
fa breccia.
IL PREMIER vuole far valere il
melito come ci iterio di scelta e
conferma il principio di due deroghe per liste per chi ha più di tre
mandati per un totale di sei eccezion i. "...Socchiuderò
l'uscio ai politici
purché ben fuitrati quanto a ,
rigore e coniportainen10». Diffidie far _
Corrado Ps
gi i cam-
biare idea: pare non ci abbia nemmeno provato il leader Ude che
ha partecipato con Monti — accompagnato dai ministri Ornaghi
e Riccardi (che non si candiderà:
verrà ripescato al governo mentre
Passera resta in stand by alla cerimonia per l'ordinazione pescatole
del segretario del Papa, monsignor Gergo Mansione. Semmai il
piano dei centrasti è di sottoporgli i nomi più addebitali per il listane unico del Senato, crocevia
degli equilibri politici: con Casini
probabilmente h si.
candidate
anche Rado,
(Newpre3s)
M,nj t,n,arnt, e
al.. :2, lin,
<1; li. può ,alahi.m.,
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07/01/2013
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Berlusconi alza 11 tiro: avrà 1140%
E lima l'accordo con Maroni
Vertice fititne ad Arcore. L'intesa c'è, ma i padani scalpitano
IL PARADOSSO
k DEL CAVALIERE
SALVINI
CRITICO
IL
Monti è diventato
un leaderino come gli altri
e si è messo insieme
a un'accoppiata, Fini e Casini,
che te La raccomando
Con Berlusconi in campo
non è possibile accordo
Sul piatto c'è anche
la condivisione di Maroni
candidato in Lombardia
Massimiliano Mingoia
RosseLla MInotti
sfugge al controllo di molti e ormai ai nervi di tutti. Oggi nel primo pomeriggio vertice regionale
del Pdl a Milano in viale Monza e
in serata a Roma, con disponibilità a proseguire nella mattinata di.
domani, mentre Maroni riunisce
il suo Consiglio nazionale stasera
in via Bellerio.
MILANO
FACCIA a faccia fino a tarda notte
ad Arcore. Silvia Berlusconi e Roberto Maroni definiscono i dettagli di un accordo che garantisce a
Pdl e Lega una presenza di peso a
Roma e regala al segretario federale una chance in più per la coisa
alla presidenza della Regione
Lombardia. Un accordo inevitabile dopo la discesa in campo di Mario Monti e la candidatura del piccolo Monti lombardo, Gabriele
Albertini, che con o senza Roberto Formigoni porta comunque
via voti, sia al centrosinistra che
al centrodestra.
LE SCHERMAGLIE fra i due
schieramenti proseguono per tutta l'Epifania. Il segretario Pd1 Angelino Affino ribadisce: «Noi abbiamo individuato il candidato
ed è Silvio Berlusconi, non credo
che da parte della Lega ci saranno
insuperabili problemi su questo».
Bobo rilancia subito via tweet:
«Sottoscrivo riniziativa concreta
di Tremanti contro l'Imu. Grande Giulio, ti vorrei come premier». Ma l'ipotesi di un Tremoli.-
TRATTATIVE
Silvio Berlusconi
e Roberto Maroni
(Ansa)
ti candidato premier della nuova
alleanza non è tra le più probabili.
La legge elettorale che i partiti.
non hanno potuto, o voluto, cambiare permette alla coalizione
Pdl-Lega di non indicare il candidato premier. Però il Carroccio
potrebbe puntare in caso di vittoria sul sindaco di Verona Flavio
Tosi in modo da giustificare con
la base il ritorno di un'alleanza
quanto mai sgradita.
Più difficile da trovare il sillogismo tecnico con cui si potrà annunciare che la condizione principe della Lega, lasciare il 75 per
cento delle tasse sul territorio, vie-
ne rispettata. Vanno all'attacco i
bossiani, come l'onorevole Marco
Reguzzoni che scrive su Facebook: <Allarmo voluto rompere
l'alleanza dicendo che bisognava
ascoltare la base. Abbiamo fano
cadere la regione Lombardia per
questo motivo. E adesso? Credo
che nella vita ci voglia un minimo di coerenza». Replica immediata delreurodeputato Matteo
Sal.vini che si scaglia contro «qualche leghista' che lino a ieri ha
campato alla corte del padrone, e
che oggi si scopre duro e puro...».
I veleni corrono sul web, la complessa situazione del centrodestra
FONDAMENTALE sarà per .Maroni e la Lega la posizione che assumerà il governatore uscente Roberto Formigoni, che potrebbe appoggiare Albertini oppure rientrare nel Pdl facendo convergere parte dei voti di CI sull'ex ministro
dell'Interno. Berlusconi è forte
dei sondaggi (secondo gli opposituri sovrastimati), che danno il
partito in risalita di diversi punti
dopo il suo ritorno in campo. Dice: «Le rilevazioni mi danno gia
oggi al 20 per cento, conto di riprendermi quel 40 per cento che
ci ha votato nel 2008». E pur di attaccare Mario Monti e i centristi,
il Cavaliere arriva al punto di dire
«Io spero che gli italiani votino o
per il Pd o per il Pdl, non devono
disperdere i voti verso i piccoli
partiti». E sulla guerra all'odiato
«centrino» di Monti, l'intesa con
il Carroccio è totale.
Pagina 10
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ue-orcle eco NI:Toil
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UN PIANO CASA
NELL'URNA
VENDESI, vendesi, vendest
cartelli spuntano un po'
dovunque, anche nell'edificio
in cui Mario Monti abita a
Milano c'è n'è uno da prima
dell'estate. L'offerta resta di
gran lunga superiore alla
domanda e il livello delle
vendite è sempre in forte calo.
Si calcola che ci siano 600mila
case invendute. I prezzi sono
scesi (1(112008 del 20-30% e
anche quest'anno caleranno
(per Nornistria, di poco più del
4%). All'inizio delle trattative
quasi tutti i venditori ft-Inno
resistenza, poi finiti° i conti con
la realtà: i prezzi calano e il
trend di compravendita sale,
nei residenziale è di circa 8
mesi. P quindi ancora una fase
favorevole ai compratori, ina
non ci sono segnali di
inversione di tendenza.
Qualcosa sembra muoversi
negli Stati Uniti, ma in Italia la
linea resta piatta. Del resto it
paese e in recessione; sul
settore si è abbattuto 17mu per
importi superiori all7ci; ora
compare anche la nuova tassa
sui rifiuti, la Tares,
proporzionale alla grandezza
dell'immobile. superiore di un
20% rispetto alla Tarsu. E poi
l'investimento in una casa
rende fioco, il 2-3% con
un'inflazione oggi (113%, al
punto che alcuni operatori
tedeschi suggeriscono di non
investire nelle p- oco redditizie
case italiane; te banche hanno
le loro gatte da pelare e quindi
rendono difficilissimo l'accesso
al mutuo; inesistenti i
provvedimenti per il settore. E
senza questi, diceNomisma,
mercato <‹è fatalmente
destinato a non riprendersi».
07/01/2013
Periodicità: Quotidiano
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È UN SETTORE che costituisce
più del 10% della ricchezza
nazionale, con 2 milioni di
addetti. Che si fa, lo tassiamo e
basta? Due docenti
Università di Bologna, Paolo
Posi e Carlo D'Acida, hanno
studiato un piano triennale di
rilancio proponendo un
«abbuono fiscale» per indurre
le famiglie (quelle che hanno
risparrni) aa anticipare i loro
investimenti nell'acquisto di
una casa. In cambio hanno
l'abbuono, ovvero la possibilità
di dedurre il 50% delle spese
documentate. Prometei« ha
calcolato l'impatto di questo
piano: uno stimolo triennale di
due miliardi per l'acquisto
incrementa il Bit di un quarto
di punto percentuale il primo
anno, di mezzo punto il
secondo, di un terzo nel
successivo. E sul fronte
dell'occupazione, crea 65mila
nuovi posti. Ci piacerebbe
avere anche un piano per chi
non ha risparmi. Ecco, questi
sono gli argomenti che
vorre`mmo,,fosse,ro dibattuti in
campagna elettorale.
L 20' 3 un ali, uno ai miucx
:Via
arcera urgil , a "
'rit
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press LinE
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07/01/2013
Periodicità: Quotidiano
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Il 2013 un altro o di unce
Mezza Italia tira ancora la cinghia
Colchreni-Swg: il 5] % delle ihmiglie copre a malapena le spese
ROMA
CONTINUA a scendere il famigerato spread, cala anche il fabbisogno statale (grazie alle entrate fiscali). D'accordo. Ma questo è pane quotidiano per gli economisti.
E intanto le tasche della gente comune? Sempre più vuote, almeno
per la metà delle famiglie italiane.
Secondo un'indagine ColdirettiSwg, infatti, nel 2013 il 48% dei
nuclei famigliari farà i conti con
una situazione economica destinata a peggiorare nell'anno appena
iniziato, il 42% resterà «al palo»,
mentre appena il 10% si dice convinto che il futuro prossimo migliorerà.
in particolare, nel 51% dei casi gli
interpellati dichiarano fin d'ora
di riuscire a pagare appena le spe-
se, senza potersi permettere il «superfluo», mentre una fascia
dell'8% non ha un reddito sufficiente per l'indispensabile. C'è però anche, segnala Coldiretti, un
40% di italiani che dice di vivere
«serenamente», senza particolari
affanni economici; e 1'1% che ammette di potersi concedere dei veri lussi.
LA MAGGIORANZA delle famiglie, nonostante i saldi ormai molto frequenti, ricicla dall'armadio
gli abiti smessi. nel cambio stagione: è il 53% del campione statistico, infatti, a dichiarare che ha rinunciato agli acquisti di abbigliamento ed accessori (o li ha rimandati), classificando questi prodotti tra quelli di cui si può fare tran-
48
PER CENTO
Quasi' La metà delle
ottpggffiorRmarittiMEHRE:
dei
proprio bd;l1co
quillamente a meno in tempo di
crisi. Sul podio delle rinunce, insieme ai vestiti, si collocano anche i viaggi e le vacanze programmate, che secondo le stime di
Coldiretti sono stati ridotti o annullati dal 51% degli italiani; come la frequentazione di bar, discoteche o ristoranti nel tempo libero, di cui si è privato più o meno a
cuor leggero ben il 48%.
BILANCI AL VERDE
HANNO RIDOTTO, RINUNCIATO
O RIMANDATO L'ACQUISTO PER
51%
Riescono a pagare
appena le spese
senza potersi permettere
ulteriori lassi
Abbigliamento
Viaggi o vacanze k
Tempo libero
8%
Non ha un reddito
sufficiente nemmeno
per l'indispensabile
40%
Vive serenamente
senza particolari
affanni economici
1%
Si può concedere
dei lussi
ANSA - CENTIMETRI
•
A seguire, nella classifica del cambiamento delle abitudini da parte
dei consumatori, compare un «riflesso condizionato» come l'acquisto di nuove tecnologie, che sembrava in costante espansione e invece registra l'addio a malincuore
da parte del 42% degli intetvistati.
PERDONO colpi anche le ristrutturazioni della casa (40%), l'auto
o la moto nuova (38%) e gli arredamenti (38%). «Soffrono» le spese
per attività culturali (37%), che
già occupavano una posizione
non esaltante in questa graduatoria tutta italiana. Da segnalare sul
lato opposto, il fatto che (sostiene
Coldiretti con un sospiro di sollievo) solo il 17% degli italiani dichiara di aver ridotto la spesa per
i generi alimentari, una percentuale superiore solo alle spese per
i figli (9%). «E necessario rompere questa spirale negativa aumentando il reddito disponibile soprattutto nelle fasce più deboli
della popolazione», conclude il
presidente della Coldiretti, Sergio Marini.
B. Rug.
ext
Beni tecnologici
Ristrutturazioni
della casa
711
Arredamento
8
Auto/moto
Attività culturali
Generi alimentari
nr:
Spese per i figli
•
Fonte: Coldiretti/Swg, Indagine a risposte multiple
PER CENTO
La quota di famiglie
che dichiara di non avere
un reddito sufficiente
per l'indispensabile
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S°Ie rld
CAS
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Quel «quoziente»
che l'Italia ignora
di Enrico De Mita
I
n Francia l'imposta sul
reddito colpisce il nucleo
familiare, a differenza di altri
Paesi europei che assoggettano
separatamente a imposta i
contribuenti coniugati: Regno
Unito, Austria, Paesi Bassi,
Svezia e, da11976, l'Italia per
effetto di una infelice sentenza
della nostra Corte
Costituzionale (179/1976).
La legge francese ha
mostrato di recente la sua
vitalità per via di una sentenza
della Corte Costituzionale
francese che ha dichiarato
incostituzionale una legge
tributaria che poneva una
discriminazione fra le famiglie,
quelle monoreddito e le altre
(Dc 29 dicembre 2012).
Continua > pagina 10
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ll'erld CAS
Direttore Responsabile: Roberto Napoletano
Il «quoziente» ignorato
La disparità di trattamento condannata dalla Corte francese consiste in
questo: a parità di reddito la famiglia
che ha un solo reddito paga di più della
famiglia che ha più redditi ciascuno dei
quali è inferiore al minimo imponibile.
In Italia la discriminazione della famiglia monoreddito è un dato costante da
quando la Corte italiana dichiarò incostituzionale il cumulo dei redditi, con
una concezione individualistica della
famiglia, proprio nel momento in cui la
riforma del diritto di famiglia si fondava sulla unità economica di essa. Con
più sentenze la Corte italiana ha cercato di correre ai ripari sone citando il Parlamento a una riforma della tassazione
attenta alla composizione della famiglia, facendo esplicito riferimento anche alla regola del quoziente familiare
che vige in Francia.
Alcune forze politiche continuano a
proporre progetti di legge e anche oggi
la scelta del quoziente familiare viene
indicata nel dibattito politico. Ma è probabile che per un bel pò non se ne faccia niente. La ragione principale è data
dal calo di gettito che si avrebbe con la
riforma. Ma la questione riflette anche
gli orientamenti sulla famiglia nella nostra società. Alcuni ritengono che col
quoziente familiare le donne verrebb ero incentivate a non lavorare, mentre il
livello del lavoro delle donne italiane
in Europa è fra i più bassi; d'altra parte
se ci si lamenta che in Italia nascono pochi figli non si dovrebbe trascurare che
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la regola del quoziente sarebbe un incentivo da non trascurare.
Ciò che sembra certo è che, dato il
fine della comunità di garantire la libera circolazione dei lavoratori, la regola del quoziente non sembra indifferente. L'Italia non può stare a guardare. Non solo per i profili europei (ai
quali pure deve stare attenta) ma anche e soprattutto per rispetto dei principi di uguaglianza e di capacità contributiva (articoli 3, 53), scritti nella nostra Costituzione.
Enrico De Mita
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L'antipolitica
lascia il segno
ma non per tutti
di Stefano Folli
nche quest'anno il sondaggio di Ipr
Marketing sul consenso ai sindaci e ai
presidenti di regione insegna qualcosa.
Forse più di altre volte perché la crisi economica ha colpito duro gli enti locali, ha messo in
discussione antichi equilibri, ha obbligato a riconsiderare numerosi criteri amministrativi.
Come se non bastasse, il vento degli scandali
ha investito le regioni e ha scoperchiato parecchi tabernacoli. Due amministrazioni sono state travolte, nel Lazio e in Lombardia, una terza
(il Molise) dovrà tornare alle urne.
Una classe dirigente territoriale è sotto pressione, come ie non più dei politici ché agiscono a livello nazionale. E allora ecco le cifre che
devono confermare o smentire giudizi e pregiudizi sti come vengono ammministrate le nostre città e le nostre regioni. Al solito, la domanda del sondaggio è semplice e diretta: votereste di nuovo questo sindaco e/o questo presidente di regione? Il paragone è con il punteggio realizzato il giorno dell'elezione. Si può restare ai piani alti della graduatoria anche se si è
perso qualche punto nel favore della popolazione, ma solo se si era stati eletti con una percentuale rilevante.
Ebbene, cominciando dalle regioni, un'occhiata ai tabelloni ci dice che la crisi di credibilità successiva agli scandali non ha delegittimato né il personale politico né l'istituto in se
stesso È chiaro che la tempesta ha lasciato il
segno e l'intero impianto del decentramento
regionale andrà rivisto nella prossima legislatura: non già per annichilirlo e ritornare a un
brutale centralismo, bensì per renderlo più vicino alcittadino e più in grado di erogare servizi a un costo contenuto, cancellando la vergogna degli sprechi palesi e occulti.
E tuttavia l'istituto regge, così come la fiducia in una buona parte degli eletti. Il sondaggio
dice che a metà circa della legislatura regionale otto presidenti godono ancora di una soglia
di fiducia che garantirebbe loro la rielezione,
se si votasse oggi. Sono i "governatori" di Toscana, Veneto, Emilia Romagna, Marche, Liguria, Basilicata, Umbria, Campania e Puglia. Il
consenso maggiore va al toscano Rossi, che
mantiene (salvo una lieve limatura) il 59% di
gradimento realizzato nel voto del 2010. Al secondo posto c'è un leghista pragmatico come
il veneto Zaia, che ottiene il 58% e perde poco
rispetto al 60,2 dell'elezione. Chiude questo
ventaglio degli otto rieleggibili il pugliese Vendola, che agguanta un utile 50%, incrementando 1148,7 del 2010.
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L'antipolitica
lascia
il segno
ma non
per tutti
Nel complesso sei presidenti di centrosinistra e 'due
di centrodestra (oltre a Zaia,
fra i primi otto c'è il campano Caldoro). Sotto la soglia
critica del 50% ci sono Calabria, Friuli V.G., Piemonte,
Abruzzo e Sardegna. tutte
regioni amministrate dal
centrodestra. Nel complesso possiamo dedurne che
gli italiani vogliono che le
regioni continuino a esistere, purchè sappiano innovarsi e anche correggere i
propri gravi errori. Non è
più tempo di un federalismo retorico e mal costruito, utile più a consolidare
centri di potere antagonisti
che a corrispondere alle esigenze dei cittadini. Speriamo che questo pro-memoria, ora che siamo alla vigilia delle elezioni politiche,
giunga ad orecchie attente.
Quanto agli amministratori comunali, i risultati sono
ovviamente dettati da fatti,
persone e circostanze che variano da luogo a luogo. In linea generale si può dire che
chi, pur essendo al secondo
mandato, riesce a mantenere un livello di consenso alto, merita una particolare
menzione. È il caso del primo classificato, il salernitano De Luca, che realizza ben
i172 per cento. Ma non è da
meno Flavio Tosi, sindaco di
Verona, che al secondo mandato incrementa di un 8,7%
(!) il dato del giorno in cui è
stato rieletto nel 2012.
Sono cifre rilevanti che testimoniano una verità: viene premiato chi è affezionato alla sua città, chi se ne occupa attraverso un duro lavoro sul territorio. Questa
sembra anche la situazione
di Giuliano Pisapia, peraltro al suo primo mandato,
che a Milano risulta più popolare oggi del giorno in cui
i suoi concittadini lo hanno
eletto: più 4,9 per cento.
Mentre Graziano Delrio, secondo mandato a Reggio
Emilia, sale a154,5 nonostante le fatiche del suo contemporaneo incarico come presidente dell'Anci, l'associazione dei Comuni.
Ci sono anche esempi contrari che acquistano un valore politico che non si può
non sottolineare. A Parma,
ad esempio, impressiona la
caduta di Pizzarotti, il sindaco eletto a sorpresa nel 2012
nella lista di Beppe Grillo.
Tante attese, tante promesse di un nuovo modo di governare e oggi meno 7,2 nel
consenso dei cittadini. Pizzarotti è ancora a153%, ma l'impatto con la realtà è stato devastante. E poi c'è il caso di
Palazzo Vecchio. Come è noto, uno dei nomi nuovi della
politica italiana, il fiorentino
Matteo Renzi, si è ritagliato
un posto nel cuore dei "media" grazie aibrillanti risultati del duello con Bersani alle
primarie del Pd: sconfitto
con onore al secondo turno
dopo un successo smagliante al primo. Eppure Renzi come sindaco di Firenze è stato retrocesso: dal 59,5% il
giorno del voto all'attuale 52.
Abbastanza per essere virtualmente rieletto, ma ben
7,5 punti persi per strada.
Come mai? Molti sospettano che le ambizioni nazionali abbiano distratto - a dir poco - Renzi dagli impegni come amministratore comunale. Per lui è -un campanello
d'allarme da non sottovalutare. Al contrario il romano
Alemanno, da tanti considerato sconfitto in partenza se
si presenterà di nuovo per il
Campidoglio, riesce a conquistare un 5o% (meno 3,7)
che non è poi male dopo le
tragicomiche vicende della
nevicata, lo scorso inverno.
Stefano Folli
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Il nuovo assetto. La legge di stabilità ha rinviato la riforma a131 dicembre
Il nodo delle Province
passa al futuro Governo
Antonello Cherchi
Per le province è tutto da rifare. Per quanto riguarda l'accorpamento - con conseguente
riduzione del numero delle amministrazioni - e il trasferimento delle funzioni a regioni e comuni - compreso il passaggio di
personale, patrimonio, risorse
(poche) e debiti (molti) - si è ritornati al punto di partenza.
Il lavoro fin qui svolto e sfociato nel decreto legge 188/2012,
che tagliava quasi la metà delle
province, si è, infatti, bruscamente interrotto a causa della
crisi di Governo, che ha indotto
il Parlamento a far cadere il Dl
di riordino. Il prossimo Esecutivo e le future Camere potranno
anche tener conto di quanto già
fatto fmora, ma non c'è nulla di
certo. Anzi, considerata la delicatezza della materia - con un
ampio fronte che, in teoria, è per
la riduzione delle province, ma
che, all'atto pratico, si scontra
con consistenti e diffusi interessi contrari al taglio - c'è dapensare che la questione sarà rimessa
in discussione.
Di certo al momento c'è che
la partita è rinviata a fine 2013.
Così prevede, infatti, la legge
di stabilità (legge 228/2012),
che con il comma 115 ha rimandato al prossimo 31 dicembre il
termine per la riforma delle
province, mettendo per il momento in naftalina anche il resto degli interventi - la riorganizzazione delle prefetture e
l'istituzione delle città metropolitane - che avevano come
presupposto il riordino delle
QUADRO BLOCCATO
Nessun voto nel 2013:
il Dl Salva Italia ha trasferito
le corri petenze congelando
anche le amministrazioni
in scadenza
amministrazioni provinciali.
La prima conseguenza di ciò
è che anche quest'anno nessuna
provincia andrà al voto. Così come è accaduto lo scorso anno quando, per effetto di quanto
previsto dal decreto legge salvaItalia (D1201/20n), che ha "svuotato" le province, trasferendone
le competenze a regioni e comuni (passaggio, quest'ultimo, ancora neanche affrontato) e allo
stesso tempo ha congelato il rinnovo delle amministrazioni in
scadenza - anche quest'anno la
parola, invece che agli elettori,
verrà data ai commissari, che dovranno reggere le province scadute fino al completamento della riforma.
Otto amministrazioni (Asti,
Varese, Massa-Carrara, Roma,
Benevento, Foggia, Catanzaro
e Vibo Valentia), che arriveranno a fine corsa nel 2013, passerànno, pertanto, sotto la gestione commissariale, aggiungendosi alle sei che si trovano nella medesima situazione dallo
scorso anno.
Un quadro (per usare un eufemismo) articolato, complicato come ricorda Piero Antonelli,
direttore generale dell'Upi
(Unione province italiane) - dai
ricorsi pendenti davanti alla
Corte.costituzionale e che investono sia le norme di riorganizzazione delle province dettate
dal decreto Salva-Italia, sia quelle introdotte dal D195/2012, da
cui ha preso origine il decreto
188, poi abortito in Parlamento.
Per il prossimo Governo, una vera patata bollente.
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Un colpo
al principio
«locale
è meglio»
uello del 2012 è un
Governance Poll in
cui prolifera il segno
"meno". Si tratta di una
tendenza in qualche modo
generalizzata, anche se alcuni
dati saltano subito agli occhi. A
esempio, la divergenza del
percorso compiuto fino a oggi
dai protagonisti di
centrosinistra_della tornata
elettorale del 2011: se a Milano
Pisapia conosce un
incremento del consenso che
lo proietta oltre il risultato
conseguito nelle urne, la stessa
cosa non si può dire di De
Magistris a Napoli e di Zedda a
Cagliari, entrambi penalizzati
da una sensibile diminuzione:
Il caso di Matteo Renzi,
d'altronde, ci ricorda le
numerose incognite connesse
alla categoria della visibilità:
protagonista delle primarie
nazionali di centrosinistra,
indicato come il possibile
ispiratore di un nuovo corso
politico, il sindaco di Firenze
rispetto al giorno dell'elezione
arretra di sette punti.
Emblematico della volatilità
del consenso e della difficile
partita finanziaria che
interessa le amministrazioni
locali il caso di Alessandria,
dove il dissesto delle casse
comunali è costato al primo
- cittadino, élefto cfíiochi mesi; 1
20 punti di gradimento. È ben
facile ravvisare, la strétta
connessione con la cronaca nel
riscontro ottenuto dal sindaco
di Taranto Ippazio: perde 21
punti in seguito allavicenda
Ilva.
Sui giudizi espressi nei
confronti dei singoli sindaci e
presidenti di regione incide
una valutazione diretta e
circostanziata, da ricondurre
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alla qualità ,e all'efficacia delle
scelte compiute dai diretti
interessati nel corso del
•
mandato. Ma nella sua
fisionomia più generalizzata, il
decremento subito dagli
amministratori negli ultimi
mesi è forse il prodotto
dell'incidenza di altri elementi
critici. Anzitutto l'incessante
calo di credibilità della
politica, giunta nel corso
dell'anno a una soglia minima
solo parzialmente compensata
dalle strategie riparatorie
adottate dalle forze partitiche
più avvertite. L'avvento dei
tecnici al governo, d'altronde,
se positivo nella logica di una
tenuta complessiva del
sistema, ha di fatto sancito la
crisi defmitiva di un modello
consolidato ed esteso di
rappresentazione della realtà
politica del nostro Paese.
La collettiva perdita di
senso che ne è seguita ha
investito tutte le articolazioni
del sistema di rappresentanza,
del quale i prossimi mesi ci
diranno la capacità di recupero
e rigenerazione. Ai fini
dell'indagine che abbiamo
condotto, non può essere
ignorato un ribaltamento dei
rapporti consolidati
nell'immaginario collettivo tra
centrò e periferia. Durante il
zoiz sono state le
•
amministrazioni periferiche a
guadagnare visibilità negativa,
finendo al centro di casi di
corruzione e malversazioni.
Questo fenomeno ha
compromesso quell'illusione
di impermeabilità alla
degenerazione che, dietro il
principio "locale è meglio",
sembrava garantito dal
rapporto di prossimità tra
amministratori e cittadini. A
essere scalfita dalle poco
onorevoli vicende degli ultimi
mesi non è stata dunque solo
l'immagine dei singoli
amministratori coinvolti. Ma
forse quella stessa speranza di
"buona politica" che il Paese
era parso in grado, nonostante
tutto, di preservare.
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Ricadute civilistiche
Mini-canone
se si sfora
il termine
di un giorno
nv La regolarizzazione dei
ritardi nella registrazione
dei contratti di locazione
con il ravvedimento non
evita le pesantissime sanzioni civilistiche previste dal
decreto sul fisco municipale del 2o11: la determinazione del canone in misura pari al triplo della rendita catastale e la decorrenza exnovo del rapporto locativo. La
precisazione, forse troppo
rigorosa, è contenuta nella
circolare n. 47/E del 2012
dell'agenzia delle Entrate.
Le super sanzioni
Ai sensi dell'articplo 3, commi 8 e 9, Dlgs 23/2011, in caso
di registrazione dei contratti
di locazione abitativa oltre i
termini, volontaria o d'Ufficio, il relativo rapporto contrattuale viene regolato ope
legis prevedendo: O la durata della locazione in quattro
anni a decorrere dalla data di
registrazione, con diritto al
successivo rinnovo; O la determinazione del canone di
affitto in misura pari al triplo
della rendita catastale, oltre
maturazione degli indici
Istat. Le medesime conseguenze si verificano nelle ipotesi di indicazione di un affitto inferiore a quello effettivo
e di registrazione di un comodato fittizio. Consideratal'entità delle rendite catastali, è
evidente che si tratta di una
forte penalizzazione rispetto
ai canoni di mercato - fmo al
70-80% in meno - che si protrae per un periodo di tempo
piuttosto lungo.
Uno dei maggiori dubbi riguardava l'operatività di questa disposizione anche in presenza di ritardi lievi nella registrazione, magari "sistemati" attraverso la procedura
del ravvedimento. La soluzione che sembrava più ragionevole era quella di ritenere
che la sanatoria effettuata ai
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sensi dell'articolo 13, Dlgs
472/1997, avrebbe consentito di evitare anche le sanzioni civilistiche. Si sarebbe così
fruito di un periodo di tolleranza diun anno dalla conclusione del contratto di locazione per rimediare all'omissione a tutti gli effetti legge.
L'agenzia delle Entrate è
invece di opinione contraria.
Secondo il documento di
prassi, infatti, il ravvedimento opera esclusivamente sul
piano degli effetti tributari
delle violazioni, mentre nel
caso di specie di discute delle conseguenze civilistiche
delle stesse. Stando così le cose, però, basta anche un solo
giorno di ritardo, rispetto ai
3o giorni della scadenza di
legge, per subire irrimediabilmente le conseguenze sopra
descritte. È evidente che in
questo modo si disincentiva
fortemente l'adempimento
spontaneo del contribuente.
Secondo le Entrate, infatti,
l'applicazione della disciplina in esame deve essere richiesta in sede di registrazione tardiva del contratto. In
questa occasione, infatti, l'imposta di registro deve essere
applicata all'ammontare del
canone rideterminato come
per legge e deve essere indicata la durata convenzionale, e non quella contrattuale.
La denuncia dell'inquilino
Le Entrate precisano inoltre
che in occasione della registrazione tardiva del contratto - anche su impulso dell'inquilino in nero che intenda
beneficiare del canone scontato - gli uffici non devono ef-,
fettuare valutazioni sull'applicabilità delle disposizioni
sopra citate. Gli uffici dovranno infatti limitarsi a recepire le informazioni comunicate dal contribuente, in
punto di canone di locazione e di durata contrattuale.
Si rileva infine che nulla impedisce agli uffici di accettare eventuale documentazione aggiuntiva, prodotta dal
contribuente, comprovante
l'effettività del contratto di
locazione registrato (ad
esempio, bollette o bonifici
bancari). Tale documentazione sarà utilizzata nella
successiva fase accertativa.
Lu.Lo.
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Locazioni, La circolare 47/E consente La scelta solo in caso di mancata regolarizzazione del rapporto e limita La «remissione in bonis»
Cedolare, strada in salita per i ritarda
Opzione off-limits per chi ha già registrato l'affitto e vorrebbe applicare la tassa piatta
Luigi Lovecchio
rcal Discó'rosso alla possibilità
di correggere, con il ravvedimento, la registrazione di un
contratto di locazione effettuata senza l'opzione perla cedolare secca Mentre l'inasprimento del prelievo sugli affitti "ordinari" dal i°genniaio 2013 aumenta la convenienza relativa della
tassa piatta, le Entrate - con la
circolare 47/E/2012 - chiariscono che la sanatoria degli effetti
delle opzioni non comunicate
(la cosiddetta remissione in
bonis), prevista nell'articolo 2
del Dl16/2012, non è ammissibile nel regime della cedolare se
il contribuente ha già versato
l'imposta di registro.
Ne deriva che il contribuente
che ha scelto la cedolare con la
presentazione di questi moduli potrebbe anche omettere del
tutto il versamento dell'imposta sostitutiva, senza perdere il
diritto a beneficiarne.
I casi affrontati nella suddetta circolare n. 47 hanno riguardato: O la registrazione in ritardo del contratto; O la registraziOne del contratto nei termini senza esercizio dell'opzione; O l'incidenza della disciplina sulla remissione in bonis di
cui all'articolo 2, Dl n.16/2012;
La registrazione in ritardo
Il documento di prassi conferma quanto già precisato in proposito nella circolare n. 26/E
del 2011. Si ribadisce pertanto
che è possibile scegliere la cedolare in sede di registrazione tardiva del contratto. Naturalmente, prima di provvedere alla registrazione, occorre-
La normativa transitoria
Per il primo anno di applicazione della cedolare, con riferimento ai contratti già registrati al 7 aprile 2011, si è disposto che la scelta dovesse essere manifestata in sede di compilazione del modello Unico
2012. Con la circolare n. 20/E
del 2012, l'Agenzia ha in proposito confermato che sino allo
scorso i° ottobre era possibile
inviare la lettera raccomandata all'inquilino e così entrare
nel regime sostitutivo dell'hImposta sostitutiva
pef con effetto retroattivo per
tutto il 2ou, anche in mancanza di pagamento degli acconti
di cedolare.
e Un'imposta sostitutiva è un
La disciplina a regime
A regime, l'opzione deve essere esercitata in sede di registrazione del contratto o della proroga del contratto o in occasione della scadenza del rinnovo
del pagamento dell'imposta di
registro relativa auna qualsiasi
delle annualità successive. Il
comportamento concludente
consiste nella presentazione
del modello Siria o del modello 69, senza pagamento di imposta di registro, e nella previa
spedizione della lettera raccomandata all'inquilino, con la
quale si rinuncia agli aggiornamenti contrattuali.
Non ha invece alcuna rilevanza il regolare versamento
degli acconti per l'anno in corso, salva ovviamente l'applicazione delle sanzioni di legge.
tributo che viene pagato al
posto di una o più imposte
diverse: la cedolare secca sugli
affitti, disciplinata dal decreto
sul fisco municipale (Dlgs
23/2011) e applicata a partire
dal? aprile 2011, sostituisce
l'Irpef sulle locazioni abitative,
l'addizionale comunale e
regionale a El'Irpef, l'imposta di
registro e quella di bollo.
Peraltro, l'imposta di bollo e di
registro eventualmente versate
prima di optare per la cedolare
non vengono rimborsate. La sua
natura di imposta sostitutiva fa
sì che la cedolare risulti del
tutto separata dall'Irpef:
quindi, eventuali detrazioni
come il 50% sulle
ristrutturazioni edilizie
potranno essere "scontate" solo
dall'Irpef, ma non dalla
cedolare secca.
rà ricordarsi di trasmettere la
comunicazione all'inquilino
Nella circolare 47 si afferma
peraltro che l'opzione è possibile ricorrendo al ravvedimento, mentre nel documento n.
26 la scelta sembrava sempre
ammissibile, anche al di fuori
di tale istituto.
La registrazione nei termini
senza opzione
Secondo le Entrate non è possibile, in linea di principio, sana-
re il mancato esercizio dell'opzione dopo l'avvenuta registrazione del contratto e, in generale, dopo il decorso del termine
di legge. In tali ipotesi, la scelta
non potrà che applicarsi per
l'annualità contrattuale successiva. Così, ad esempio, nel
caso di un contratto sottoscritto il 1° gennaio e registrato i1 22
gennaio di quest'anno senza
aver espresso l'opzione, non
potrà porsi rimedio all'omissione pen l'annualità in corso,
neppure in sede di ravvedimento. Le medesime considerazioni valgono se entro la scadenza del rinnovo dell'imposta di registro in una qualsiasi
delle annualità contrattuali
non si sia manifestata la volontà di entrare nel regime sostitutivo. Si torna così alla tesi tradizionale delle Finanze secondo
cui, nell'ambito delle manifestazioni di volontà, il ravvedimento è inefficace.
La remissione in bonis
Le Entrate inoltre chiariscono
che è possibile avvalersi della
sanatoria dei ritardi negli
adempimenti di natura formale (articolo 2, D116/2012), solo
a condizione che la volontà di
optare per la cedolare fosse
inequivocabile al momento di
esecuzione dell'onere di legge. Questo significa in pratica
che, al momento della prima
registrazione ovvero della scadenza del rinnovo del 'pagamento annuale dell'imposta
di registro, il contribuente:
O non deve aver pagato l'imposta di registro, e O deve
aver spedito, ove prescritto, la
lettera di rinuncia agli aggiornamenti contrattuali.
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Cedola, snuela m salita per i ra 1.111
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A Cu RA DI Sergio Pellegrino e Giovanni Valcarenghi
FOTOGRAMMA
Le regole applicabili alla cedola re alla luce della circolare 47/E/2012 per i diversi tipi di contratto
VECCHI CONTRATTI
Contratti già registrati o prorogati alla data del 7 aprile 2011 con relativo pagamento
Come si effettua l'opzione
Come si revoca la cedolare
La cedolare si sceglie presentando un modello
69 entro il termine di scadenza del pagamento
dell'imposta di registro dovuta annualmente sul
canone pattuito
La cedolare secca si revoca presentando apposito
modello 69 con la scelta entro il termine di scadenza
delversamento dell'imposta di registro dovuta sul
canone annuo non coperto da tassa piatta
Quando va inviata la lettera
Che cosa succede in caso di mancato invio
La lettera raccomandata va spedita al conduttore
prima della scelta
Il mancato invio non è ravvedibile con la remissione
in bonis, poiché non coinvolge l'Agenzia
Come e quando si paga
Che cosa succede se non si paga
Per l'anno 2011 vigeva un sistema particolare di
obbligo di versamento degli acconti, anche se nel
periodo precedente non era stata versata imposta
sostitutiva. Si poteva applicare il ravvedimento
Il mancato versamento dell'acconto o il
pagamento dell'Irpef non rappresenta
comportamento concludente che preclude
l'accesso al regime. È possibile il ravvedimento
NUOVI CONTRATTI
Contratto registrato o prorogato da ll'8 aprile 2011 in poi
Come si effettua l'opzione
Che cosa succede in caso di mancata opzione
La scelta va manifestata al momento della
registrazione del contratto, con opzione nel modello
Siria o nel modello 69. La scelta può essere fatta a
.
ciascuna scadenza delle annualità successive
Se il contratto è registrato tardivamente,
l'opzione può essere effettuata in quella sede. In
assenza di opzione alla registrazione, la scelta
può essere effettuata per le annualità successive
Quando va inviata la lettera
Che cosa succede in caso di mancato invio
Va spedita al conduttore prima della scelta; è possibile
inserire la rinuncia all'Istat nel contratto evitando l'invio
Il mancato invio non è ravvedibile con la remissione
in bonis, poiché non coinvolge ['Agenzia
Come e quando si paga
facendo riferimento alla base storica del precedente
anno, che può non esistere nel caso di contratti
appena stipulati: in questo caso, si paga tutto a saldo
Ilversamento della cedolare va effettuato entro il
termine di pagamento delle imposte sui redditi,
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Ilregimeirdinario. Abbatti mento.forfettario ridòtto dal 1 °gennaio
Con la deduzione al 5%
cambia la convenienza
Sergio Pellegrino
Giovanni Valcarenghi
ran Cedolare seccacon maggiore appeal dal 2o13. Fermo restando il regime previsto per la tas:
sazione piatta, peggiorano le
conseguenze fiscaliperlatassazione dei canoni di locazione.
Così, è possibile che qualcuno inparticolar modo i contribuenti con redditi medio bassi- debba rivedere i calcoli di convenienza già effettuati nel passato, ponendo a confronto la perdita degli adeguamenti Istat,
l'esonero dal registro del 2% e
l'incremento del carico Irpef da
mettere in conto nel nuovo anno.11 tutto ruota attorno all'articolo 37 del Tuir e in particolare
al comma 4-bis, oggetto di modifica ad opera della legge
92/2012 (la riforma Fornero),
con decorrenza dal periodo
d'imposta 2013 e con l'intento di
reperire maggiori risorse per il
finanziamento dei nuovi istituti introdotti o modificati nell'ambito della legislazione sul
lavoro dipendente.
Lanormaprevede che,per tutti gli immobili locati (in questa
sede interessano però quelli a
destinazione abitativa oggetto
dipossibile opzione per la cedolare secca, quindi affittati a privati da persone fisiche) il reddito
da assoggettare a tassazione sia
pari al maggiore trala rendita catastale rivalutata e il canone dilocazione ridotto forfettariamente del5% (per i fabbricati siti nella città di Venezia e nelle isole
della Giudecca, Murano e Burano, l'abbattimento forfettario è
del 25%). La novità sta proprio
nella contrazione della misura
di abbattimento forfettario
dell'imponibile riconosciuto al
proprietario per compensare le
spese di mantenimento del bene; infatti, dal precedente 15%, si
passa al 5 per cento. Nel nuovo
scenario, per un canone di 12Mila euro, il vecchio imponibile di
10.200 euro risulta incrementato (dal 2013) a 11.400 euro; L200
euro in più che, all'aliquota minima del 23%, significano 276 euro
di maggiore Irpef da mettere in
conto, senza contare il maggior
carico di addizionali regionali e
comunali, ove presenti.
In buona sostanza, la convenienza per l'adozione della imposta sostitutiva, diversamente da quanto accadeva sino al
2012, si riscontra già in relazio-
EFFETTO ANTICIPATO
Per gli edifici storico-artistici
alla tassazione
in base alla tariffa d'estimo
più bassa tra quelle di zona
ha colpito gli acconti 2012
ne a canoni assai esigui, anche
di 400 euro mese; ovviamente,
poi, ciascuno dovrà anche fare i
conti sulla propria posizione
specifica, in relazione all'esistenza di oneri deducibili e detrazioni di imposta, che divengono non fruibili per chi adotta
la cedolare secca.
Inoltre, se l'immobile oggetto
di locazione è di interesse storico-artistico, le sorprese sono
già arrivate con gli acconti del
2012 e si consolideranno già con
la prossima dichiarazione dei
redditi, quindi in anticipo rispetto alle regole generali sulle locazioni sopra richiamate; infatti,
non si potrà più tassare la renditapiù bassaprevistaper i fabbricati della zona (in ragione della
legge 413/1991), bensì si dovrà
tassare il maggior valore tra rendita ordinaria rivalutata ridotta
al 50% ex Rm 1/2o12 e canone
abbattuto forfettariamente del
35 per cento. Qui il cambio di
passo risulta davvero epocale,
con conseguente necessità di rivedere l'impostazione generale dei contratti.
Preso atto delle modifiche,
non risulta per nulla strano riscontrare due differenti fenomeni: da un lato, ferma restando la destinazione abitativa degli immobili qui esaminati, non
è più indifferente valutare quale sia il conduttore dei locali e
quale destinazione (possibile e
legittima) lo stesso intenda imprimere al fabbricato; insomma, l'incremento del carico tributario determinerà una evidente preferenza per le ipotesi
in cui sia possibile optare per
l'applicazione della tassazione
piatta, posto che, fermo restando il canone ricavabile dal mercato, la variabile fiscale potrebbe determinare una evidente situazione di vantaggio per il proprietario dello stabile. Per altro verso, per molti contratti di
locazione già in corso, per i quali non si era attentamente valutata la convenienza all'accesso
al sistema di tassazione piatta,
potrebbe divenire utile un cambio di rotta, posto che il regime
fiscale può essere prescelto o
variato in concomitanza con la
scadenza delle singole annualità. Visti i numeri in gioco, e il
valore determinante attribuito al versamento dell'imposta
di registro, prima di pagare il
rinnovo annuale conviene valutare la posizione con- estrema attenzione.
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••
Regioni, si salvano Toscana ed Ea
Il governatore Rossi, stabile, vince la gara - Errani migliora di 4 punti rispetto al risultato alle urne
ANSA
Gianni Trovati
Quarantadue punti in meno
rispetto alle elezioni, accumulati da nove presidenti su 14 che
perdono terreno e con i segni
meno che diventano io se si
prendono a confronto i dati del
Governance Poll 2011.
I numeri disegnano con chiarezza i contorni della crisi della
politica regionale, e c'è da scommettere sul fatto che i colori sarebbero stati anche più cupi se
l'indagine avesse preso in considerazione anche Lombardia e Lazio. Le cronache dell'ultima stagione degli scandali regionali
hanno rimbalzato infatti proprio
tra Roma e Milano, tra le ostriche del capogruppo Pdl alla Pisana e i voti acquistati a 5o curo
l'uno dalla 'ndrangheta dall'assessore lombardo alla casa, solo
per citare le due vicende tipo in
una tempesta di inchieste che
dalla Calabria al Piemonte ha risparmiato pochissime amministrazioni. Se si aggiunge il fatto
che soprattutto Roberto Formigoni, almeno fino al 2010, ha sempre ottenuto posizioni di vertice
nelle rilevazioni annuali del Governance Poll, diventa chiaro
che un consuntivo completo sarebbe ancor più fallimentare di
quello descritto nel grafico qui a
destra. Un quadro in cui spiccano in p ositivo solo i dati del vincitore, il toscano Enrico Rossi, e
quelli dell'emiliano Vasco Errani, che dei Governatori è anche il
presidente nazionale.
Ma in questo 2012 difficile
per tutto il Paese, la rabbia diffusa per gli scandali è andata a
braccetto con il collasso di sistemi economici locali che proprio nelle Regioni hanno cercato spesso risposte che non
c'erano, in un mix che nel maxiastensionismo nelle elezioni siciliane di ottobre ha prodotto i
primi effetti evidenti.
Dall'Alcoa al Sulcis Iglesiente,
salendo al nuorese, a Orosei e ai
porti del Nord, le emergente sàrde che spesso negli ultimi mesi
hanno riempito di cortei le strade di Roma hanno fatto capolino
anche nel discorso di fine anno
del Capo dello Stato Giorgio Napolitano, come simbolo delle
punte italiane della «crisi con
cui da quattro anni ci si confronta su scala mondiale». In un quadro del genere, puntellato dalle
manifestazioni e dai presidi sotto ai palazzi delle istituzioni locali, il presidente Ugo Cappellacci
ha accelerato la perdita di consensi già rilevata nel 2011, e chiude quest'anno la classifica con
un modesto 44%, otto punti sotto il risultato ottenuto nelle urne
nel 2009. Modesta anche la performance del suo collega abruzzese, che si ferma al 45% di elettori disposti a rivotarlo proprio
mentre imbocca gli ultimi 12 mesi del proprio mandato.
Sotto al 50% si attesta un altro
Governatore in scadenza, il friu-
lano Renzo Tondo, che tenterà
la strada del rinnovo, sfidato
dall'europarlamentare del Pd Deborah Serracchiani. A giudicare
dai numeri, in campagna elettorale si dovrà impegnare parecchio, per irrobustire il 48% riconosciutogli dal Governance Poll
che segnala una perdita di quasi
6 punti rispetto alle scorse elezioni e di 7 punti sulla rilevazione
dell'anno scorso. Da quest'ultimo punto di vista quella di Tondo è la performance peggiore fra
i-presidenti, mentre il confronto
con il dato elettorale assegna la
maglia nera al Governatore della
Calabria Giuseppe Scopelliti,
che probabilmente paga anche il
dramma di Reggio di cui è stato
sindaco e rimane l'uomo politico
di riferimento.
La pioggia dei consensi in caduta risparmia in pratica solo
la Liguria e parte del Centro Italia. Qui si incontrano i due risultati migliori: Enrico Rossi conferma il proprio trend storico,
con una stabilità che gli permette di staccare i concorrenti e
chiudere in testa. La dinamica
più brillante è invece quella di
Vasco Errani, che uscito assolto a novembre dall'accusa di falso ideologico nel caso Terremerse (una coop guidata dal
fratello Giovanni che aveva ricevuto un finanziamento regionale) guadagna 3,9 punti dalle
elezioni e 3 dall'anno scorso.
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La classifica dei governatori
Il consenso percentuale ottenuto dai presidenti di Regione nel2012a confronto con quello delta scorsa
edizione del Governance Poli e quello nel giorno dell'elezione
POSIZ.
2012
1
REGIONE
(A)
TOSCANA
°
VENETO
2°
3
o
EM ELIA R.
5
6
7
8
Claudio
Burlando*
Vito
De Filippo*
UMBRIA
Catiuscia
Marini
CAMPANIA
Stefano
Caldoro
PUGLIA
Nild
Vendola*
°
10.Q CALABRIA
° FRIULI V. G.
PIEMONTE
13
14
Vasco
Errani*
LIGURIA
°
11
Luca
Zaia
Gian Mario
Spacca*
BASILICATA
o
Enrico
Rossi
MARCHE
°
0
PRES.
DI REGIONE
° ABRUZZO
GOVERNANCE DIFF. CON
DIFF. CON GOV
POLL 2012
GIORNO ELEZ. POLL 2011
_59
— 56
,7
,2
58
3,9
0,8
4
-s3
0,9
2
—52
—8,8
—4,3
50
Giuseppe
Scopelliti
Renzo
Tondo
—0
—5
1,3
—9,8
_t_s
—5 9 8
—7
Roberto
Cota
Giovanni
Chiodi
—
3,8
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0
SARDEGNA
Ugo
Cappellacci
—
7,9
(A) in Trentino Atto Adige e in Valle d'Aosta non è prevista l'elezione diretta del presidente di Regione - (*) eletto per un secondo
mandato. I presidenti delle Regioni di Lazio e Lombardia non sono stati testati perché dimissionari. Il presidente della Regione
Molise non è stato testato perché le elezioni regionali 2011 sono state annullate. Il presidente della Regione Sicilia non è stato
testato perché al momento della rilevazione era stato da poco eletto
Fonte: Ipr Marketing per II Sole 24 Ore
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Costkialla pob t]Ic s Apri pista Lazio e Molise
Si mette in moto la macchina
dei tagli a giunte e consigli
Con le elezioni di febbraio pubblico locale esclusi).
Riscritte le carte fondamentadebutteranno ufficialmente
nel Lazio e in Molise i tagli ai li, i nuovi p arametri cominciano
consigli e alle giunte regionali, a essere applicati naturalmente
mentre il Friuli Venezia Giulia al rinnovo dei consigli, e proattende l'ultimo voto della Ca- prio per questa ragione saranno
mera- e la Lombardia è fuori 'Lazio e Molise ad aprire le danpartita perché già rispettava i ze. Le Regioni avevano infatti
sei mesi di tempo per approvare
nuovi parametri.
La scomparsa effettiva di 30 la nuova geografia politica locaseggi da consigliere e io posti da le, ma la Regionopoli tutti i giorassessore regionale è quasi un ni sulle prime pagine dei quotimiracolo, dopo anni di dibattiti diani in autunno ha accelerato i
sui costi dellapolitica che finora tempi. Nel Lazio, dove la presierano riusciti ad agire di forbice dente uscente Renata Polverini
solo dalle parti dei piccoli Co- ha provato a usare i giorni caldi
muni, dove le indennità sono dello scandalo-Fiorito per rianipiù leggere. I limiti alle dimen- mare la credibilità di un'istitusioni di assemblee ed esecutivi zione ai minimi storici, si dovrà
misurati sul numero dei residen- votare per so consiglieri, invece
ti sono in «Gazzetta Ufficiale» dei 7o che hanno popolato la Pidall'agosto del zon, ma in prima sana fmo a ieri. In Molise, invebattuta avevano impegnato più ce, i 3zomila residenti della Reche altro le avvocature regiona- gione portano a zo i posti in pali nella scrittura della valanga di lio, con una riduzione che ha fatricorsi alla Corte costituziona- to preoccupare soprattutto ipole. A ottobre, sull'onda degli litici di Isernia dove, se i risultati
scandali, il Governo Monti ha saranno simili a quelli del 2(511, si
rimesso mano al problema spie- eleggeranno solo 4 consiglieri.
gando che chi non avesse riIn Lombardia, come accenscritto gli Statuti alleggerendo nato, a tutto il dibattito si è
i propri organi politici si sareb- guardato con un certo distacbe visto tagliare dell'8o% i fon- co, perché i io milioni di residi statali (sanità e trasporto denti in Regione permettono
I
Posti in politica
Le regole introdotte nel 2011
e rilanciate lo scorso ottobre
dal decreto enti locali
impongono nuovi limiti
massimi nei posti da
consigliere e da assessore (un
quinto dei consiglieri) in base
alla popolazione residente.
Nel complesso delle Regioni
l'applicazione a regime
porterebbe alla cancellazione
di 295 posti nelle Assemblee e
81 nelle Giunte
Le altre misure
Per evitare la sanzione del
taglio a W80% dei fondi statali
(esclusi quelli per sanità e
trasporti) le Regioni devono
anche cancellare i vitalizi
(introducendo i l metodo
contributivo), limitare le
indennità entro il livello
registrato
nell'amministrazione più
«virtuosa» e ridurrei fondi ai
gruppi consiliari entro il tetto
di 5mila euro a consigliere.
Imposto anche un collegio di
revisori dei conti
al Pirellone di mantenere tutti
gli 8o consiglieri delle scorse legislature. Con i nuovi parametri, che consentono un assessore ogni cinque consigliere,
l'Esecutivo non potrà superare
ii6 componenti, mentre in passato ha toccato quota 17.
La partita è ancora aperta per
il Friuli Venezia Giulia, atteso al
voto in primavera. Essendo una
Regione Autonoma, la modifica
statutaria passa in questo caso
dal Parlamento nazionale, e nei
prossimi giorni l'atto finale della Legislatura potrebbe essere
rappresentato proprio dal via libera alle nuove regole. In questo caso, la Regione dovrebbe
passare da 6o a so consiglieri
(anziché ai 3o che sarebbero stati previsti dall'applicazione dei
parametri fissati dalla legge nazionale): oltre al Friuli Venezia
Giulia, sono interessate alla convocazione in extremis di Montecitorio anche Sardegna e Sicilia,
ma quest'ultima è appena andata al voto confermando tutti í 90
«deputati» (nell'Isola si chiamano così), per cui la riduzione
sbarcherà a Palermo solo
nell'autunno del 2017.
Le amministrative rappresenteranno infine una nuova tappa
dei tagli alla politica dei Comuni fmo a iomila abitanti, che al
termine dei rinnovi avranno
perso quasi 35mila fra consiglieri e assessori.
G.Tr.
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Fiducia in calo per due terzi
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d
•
• sindaci
Effetto urne: 8 dei 9 politici locali più apprezzati sono usciti dalle amministrative della primavera 2012
Gianni Trovati
n7.-1 Per Vincenzo De Luca è il secondo successo in solitaria, che
replica quello ottenuto cinque anni fa quando tre salernitani su
quattro risposero un «sì» convinto all'ipotesi di rivotarlo in caso di
elezioni. Il caso del sindaco piddino di Salerno, però, rappresenta
la più classica delle eccezioni. Il
resto della graduatoria stilata dal
Governance Poll 2012, che come
ogni anno ha misurato per íl Sole
240re ilgrado di consenso mantenuto dai sindaci nel corso del governo della propria città, mostra
una regola è chiara, e di segno opposto rispetto alla vicenda salernitana: a spingere in alto i sindaci
che si contendono i gradini nobili
nella classifica sono quasi sempre le vittorie elettorali ottenute
pochimesi fa.
L'effetto-novità favolare al secondo posto Leoluca Orlando,
nonostante i problemi gravissimi di Palermo e la lunga stagione
da sindaco già vissuta a più riprese tra il 1985 e il 2000, porta al
quinto posto il comasco Mario
Lucini e al sesto il lucchese Alessandro Tambellini, seguiti a ruota da Marco Doria (Genova) e Simone Petrangeli (Rieti, altra città con grossi problemi nei conti).
Il passaggio nelle urne gonfia però anche il consenso di chi si è
presentato al voto dopo un primo mandato, come mostra il caso di Flavio Tosi e soprattutto
quello di Marco Zambuto. Il primo è sopravvissuto brillantemente al periodo nero della Lega, ma è abituato alle vette del
Governance Poll e guadagna un
punto rispetto alla rilevazione di
12 mesi fa; il sindaco di Agrigento, che aveva chiuso il2on conun
opaco 49%, -sale oggi sul terzo
scalino del podio nazionale con
un rotondo 70%, non troppo sotto al 74,7% mietuto nelle urne. Risultato: 8 dei 9 sindaci più amati
d'Italia sono usciti dalle amministrative della primavera 2012.
Per chi non ha appena lucidato
lapropriapop,olaritàconuna campagna elettorale, i numeri sono in
genere assai meno confortanti e
nel loro complesso disegnano un
tracollo nel favore di cui godono i
sindaci, che sono tradizionalmente i politici più apprezzati nelle rilevazioni del Governance Poll.
Nel loro insieme, i sindaci dei capoluoghi di Provincia hanno lasciato per strada 279 punti di conCHI MIGLIORA
Buone performance
rispetto alle elezioni
per il leghista Tosi a Verona,
per Pisapia a Milano
e per il genovese Doria
senso rispetto al giorno della loro
elezione, con una flessione media
del 5 per cento. La crisi, del resto,
è una cattiva compagna di strada
per chi amministra, e le sue declinazioni locali più dure aprono
trappole mortali per l'immagine
di chi è in prima linea: lo sa bene
Ippazio Stefano, abituato a percentuali importanti prima che il
caso-Ilva rendesse la città teatro
del drammatico scontro fra diritto al lavoro e alla salute, e ha avuto modo di apprenderlo anche Rita Rossa, che come primo atto del
proprio mandato ha dovuto alzare la bandiera del dissesto in
un'Alessandria piegata dalla precedente amministrazione.
In queste due città, l'asprezza
del quadro locale ha agito in modo repentino, cancellando anche
l'effetto-novità e falcidiando di
oltre 20 punti i risultati elettorali
ottenuti in primavera. È stato invece più lungo il calendario dei
problemi di Foggia, che si dibatte fra emergenze rifiuti, fallimenti di società partecipate (con tanto di indagini della Procura), un
caso Tributitalia in salsa pugliese (in questo caso è la Gema la società che ha raccolto tributi senza versarli al Comune), il tutto
condito da ultimo con una polemica sui «premi» ai dirigenti nonostante il blocco degli stipendi
pubblici fissato dalle manovre
nazionali: un rosario di vicende
che schiaccia il sindaco Giovan
Battista Mongelli all'ultimo posto della graduatoria.
Sono i numeri complessivi, comunque, a denunciare una crescente freddezza degli elettori
nei confronti dei propri sindaci,
forse travolti anche dalle ventate
di anti-politica che soffiano soprattutto intorno ai palazzi diRegioni e Stato. Un dato con cui si
confronteranno i circa 9,5 milioni di italiani che vivono nei 644
Comuni attesi alle amministrative 2013: uno squadrone di enti
guidato da Roma dove Gianni
Alemanno, che il Governance
Po112012'relega nelle parti basse
della classifica, ha confermato
che ritenterà la prova delle urne.
Qualche motivo di preoccupazione c'è anche per la maggioranza che governa Catania, il secondo Comune alvoto per dimensioni, e che arriva all'appuntamento
elettorale con il sindaco al terzultimo posto nella classifica nazionale del gradimento.
[email protected]
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Come cambia il consenso
RISPETTO AL VOTO
RISPETTO ALL'ANNO SCORSO
La differenza di consenso rispetto al giorno dell'elezione
La differenza di consenso rispetto alla scorsa edizione del Governance Poli
Verona
Flavio Tosi
8,7
Agrigento
Milano
Giuliano Pisapia
4,9
Pesaro
Luca Ceriscioli
3,6
21,0
Lecce
Marco Zambuto
Paolo Perrone
Milano
Giuliano Pisapia
8,5
-8,0
10,5
I PEGGIORI
I PEGGIORI
Crotone
Peppino Vallone (*)
-12,4
Crotone
Peppino Vallone
Alessandria
Maria Rita Rossa
-21,0
Napoli
Luigi De Magistris
-11;0
Taranto
Stefano Ippazio (*)
-21,7
Cagliari
Massinio Zedda
-12,0
Nota: (*) eletto per u n secondo mandato
Fonte:Ipr Marketing per Il Sole 24 Ore
IL personaggio
Il viceré esuberante
piace ai cittadini
Ala bene l'immagine
V spontanea, ma non si
può andare in giro come fai tu, e
almeno 'sto sigaro buttalo
quando vai in televisione». A
fine settembre Vincenzo De
Luca ha accolto così, in pubblico,
il segretario del Pd Pier Luigi
Bersani, sceso a Salerno nella
campagna per le primarie. Se
questi sono i toni usati con gli
amici, quelli più acidi rivolti agli
avversari politici hanno
raggiunto il picco nel comizio
napoletano del marzo 2010,
-
quando diede dello
«sterminatore di congiuntivi» a
un esponente di punta del Fdl
partenopeo, «un essere che a
definirlo umano si fa un oltraggio
alla biologia».
La misura non è la dote
principale di Vincenzo De Luca,
ma del resto non gli è mai servita.
Abbonato alle vette del
consenso, è l'uomo forte (o il
«viceré», secondo i non troppi
critici) della città dali993,
quando iniziò ilprimo dei suoi
quattro mandati da sindaco,
interrotti fra 2001 e 2006 quando
fu eletto alla Camera, a cui forse
potrebbe tornare alle prossime
politiche. Avversario storico del
bassolinismo, De Luca non ha
limitato la propria esuberanza
alla dialettica, ma l'ha trasportata
anche nell'urbanistica con il
reclutamento di architetti di
fama, da Santiago Calatrava a
David Chipperfield, per
cambiare il volto della città.
Un'attivitàincessante che è
arrivata al culmine con il
Crescent, l'enorme edificio ad
anfiteatro fronte mare
progettato da Ricardo Bofill, su
cui in città si litiga da anni. «Un
colonnato cosìnon si vedeva dai
tempi di San Pietro, se il
Vaticano permette». A
novembre il Consiglio di Stato ha
sbloccato i lavori, ma il comitato
«No Crescent» spera ancora
negli sviluppi di un'inchiesta
penale avviata dalla Procura
della Repubblica.
Ma De Luca, naturalmente,
non è solo questo. Gli altri cavalli
di battaglia sono noti, e vanno
dalla sicurezza alla raccolta
differenziata, che a Salerno
viaggia verso un 7o% stellare
anche per molte città del Nord.
Come sanno bene ivaresini, che
l'hanno scorso videro la città
riempirsi di enormi manifesti per
una campagna di
sensibilizzazione organizzata
dal Comune in cui si spiegava
che «Varese non è Salerno».
Detto da un sindaco leghista
do c come Attilio Fontana fa un
certo effetto.
G.Tr.
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La classifica dei sindaci
II consenso percentuale ottenuto dai sindaci ne12012 a confronto con quello della scorsa edizione del Governante Folle quello nel giorno dell'elezione;
Legenda: 0= Centrodestra; e= Centrosinistra; e= Terzo Polo; 0= Liste civiche
LA METODOLOGIA
.,
-
1
2
3
4
5
6
7
9
10
16
17
19
22
24
25
31
35
'
37
39
41
48
Salerno
Palermo
Agrigento
Verona
Como
Lucca
Genova
Rieti
Lecce
Belluno
Milano
Andria
Pordenone
Sassari
Trento
Monza
Savona
Napoli
Asti
Pistoia
Ferrara
Piacenza
Torino
L'Aquila
Cuneo
Pavia
Sondrio
Vercelli
Nuoro
Bari
Oristano'
Lodi
Pesaro
Viterbo
Isernia
Udine
Pisa
Chieti
Grosseto
Reggio Emilia
Brindisi
Frosinone
Padova
Cosenza
Novara
Aosta
Cagliari
Fermo
Venezia
Farli
O
O
A
O
O
o
o
O
5
O
O
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O
O
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e
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*
ei
O
e
0
O
e
O
O
*
O
Vincenzo De Luca (*)
Leoluca Orlando
Marco Zambuto (*)
Flavio Tosi (*)
Mario Lucini
Alessandro Tambeilini
Marco Doria
Simone Petrangeli
Paolo Perrone (*)
Jacopo Massaro
Giuliano Pisa pia
Nicola Giorgino
Claudio Pedrotti
Gianfranco Ganau (")
Alessandro Andreatta
Roberto Scanagatti
Federico Berruti (*)
Luigi De Magistris
Fabrizio Brignolo
Sa muele Bertinelli
Tiziano Tagliani
Paolo Dosi
Piero Fassino
Massimo Cialente (*)
Federico Borgna
Alessandro Cattaneo
Alcide Molteni
Andrea Corsero
Alessandro Bianchi
Michele Emiliano
Guido Tendas
Lorenzo Guerini (*)
LucaCeriscioli
Giulio Marini
Ugo De Vivo
Furia Honsell
Marco Filippeschi
Umberto Di Primio
Emilio Bonifazi (")
Graziano Delrio (*)
Cosimo Consales
Nicola Ottaviani
Navi° Zanonato
Mario Occhiuto
Andrea Ballerà
Bruno Giordano
Massimo Zedda
Nella Brambatti
Giorgio Orsoni
Roberto Balzani
72,0
71,0
70,0
66,0
65,5
65,0
. 63,0
63,0
62,5
60,0
60,0
60,0
60,0
60,0
60,0
59,5
59,0
59,0
58,5
58,5
58,5
58,0
58,0
57,5
57,0
57,0
57,0
57,0
57,0
57,0
56,0
56,0
56,0
56,0
55,5
55,5
55,0
55,0
54,5
54,5
54,0
54,0
54,0
54,0
54,0
54,0
54,0
53,5
53,5
53,5
74,4
72,4
74,7
57,3
74,9
69,7
59,7
67,2
64,3
62,7
55,1
58,6
59,6
65,9
64,4
63,4
58,0
65,4
56,9
59,0
56,7
57,8
56,7
59,2
59,9
54,4
54,2
60,6
55,3
59,9
58,1
53,7
52,4
62,0
57,4
52,7
53,1
61,4
57,3
52,5
53,2
53,1
52,0
53,3
52,9
59,7
59,4
51,4
51,1
55,1
-2,4
-1,4
-4,7
8,7
-9,4
-4,7
3,3'
-4,2
-1,8
-2,7
4,9
1,4
0,4
-5,9
-4,4
-3,9
1,0
-6,4
1,6
-0,5
1,8
0,2
1,3
-1,7
-2,9
2,6
2,8
-3,6
1,7
-2,9
-2,1
2,3
3,6
-6,0
-1,9
2,8
1,9
-6,4
-2,8
2,1
0,8
0,9
2,0
0,7
1,1
-5,7
-5,4
2,2
2,4
-1,61
7,0
Nd
21,0
1,0
Nd
Nd
Nd
Nd
10,5
Nd
8,5
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0,0
0,0
-3,0
Nd
0,0
-11,0
Nd
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0,5
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1,5
Nd
6,0
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-0,5
-8,0
Nd
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1,0
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Nd
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-2,0
-2,5
-2,5
Nd
Nd
4,0
3,0
-1,0
-4,0
-12,0
1,5
1,5
-4,0
51 Arezzo
Biella
La Spezia
Lecco
55 Cremona
Bologna
Vicenza
Ancona
Ragusa
Trieste
61 Trapani
Bolzano
Firenze
Potenza
Ravenna
66 Gorizia
Rimini
Siena
69 Caserta
70 Brescia
Verbania
V
Enna
Roma
Terni
75 Siracusa
Macerata
Campobasso
Treviso
Vibo Valentia
Massa
81 Perugia
Ascoli Piceno
83 Pescara
Benevento
Modena
Latina
Taranto
Varese
Teramo
90 Bergamo
Matera
Rovigo
93 Alessandria
Livorno
Crotone
96 Mantova
Prato
Caltanissetta
Catania
100 Messina
101 Foggia
e Giuseppe Fa nfa ni (")
e Donato Gentile
O Massimo Federici (*)
e Virginio Brivio
5,, Oreste Perri
O Virginia Merola
O Achille Variati
O Fiorello Gra millano
O Emanuele Dipasquale (*)
O Roberto Cosolini
e Vito Damiano
O Luigi Spagnolli (")
O Matteo Renzi
O Vito Santarsiero (")
e Fabrizio Matteucd (*)
* Ettore Romoli (*)
O Andrea Gnassi
O Franco Ceccuzzi
O Pio Del Gaudio
O Adriano Paroli
O Marco Zacchera
O Paolo Garofalo
e Gianni Alemanno
e Leopoldo Di Girolamo
* Roberto Visentin
O Romano Carancini
0 Luigi Di Bartolomeo
e Gian Paolo Gobbo
e Nicola D'Agostino
* Roberto Pucci
e Wladimiro Boccali
e Guido Castelli
O Luigi Albore Mascia
O Fausto Pepe(*)
e Giorgio Righi (*)
5 Giovanni Di Giorgi
O Stefano topazio (*)
o Affilio Fontana (")
e Maurizio Brucchi
e Franco Tentorio
o Salvatore Adduce
O Bruno Piva
O Maria Rita Rossa
O Alessandro Cosimi
O Peppino Vallone (*)
5 Nicola Sodano
5 Roberto Cenni
e Michele Campisi
e Raffaele Stancanelli
e Giuseppe Buzzanca
O Giovanni Battista Mongelli
53,0
53,0
53,0
53,0
52,5
52,5
52,5
52,5
52,5
52,5
52,0
52,0
52,0
52,0
52,0
51,0
51,0
51,0
50,5
50,0
50,0
50,0
50,0
50,0
49,0
49,0
49,0
49;0
49,0
49,0
48,5
48,5
48,0
48,0
48,0
48,0
48,0
48,0
48,0
47,5
47,5
47,5
47,0
47,0
47,0
46,0
46,0
46,0
46,0
45,0
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51,2
51,7
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50,2
51,5
50,5
50,5
56,8
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57,5
53,6
52,4
59,5
59,3
55,0
51,5
53,5
54,7
52,7
51,4
54,1
58,5
53,7
53,0
56,6
50,3
56,6
50,4
59,3
54,3
52,9
50,7
54,5
51,6
50,1
51,0
69,7
53,9
57,1
51,4
50,3
51,0
68,0
51,5
59,4
52,2
50,9
55,2
54,6
51,1
53,4
-
1,8
1,3
0,5
2,8
1,0
2,0
2,0
-4,3
-4,7
-5,0
-1,6
-0,4
-7,5
-7,3
-3,0
-0,5
-2,5
-3,7
-2,2
-1,4
-4,1
-8,5
-3,7
-3,0
-7,6
-1,3
-7,6
-1,4
-10,3
-5,3
-4,4
-2,2
-6,5
-3,6
-2,1
-3,0
-21,7
-5,9
-9,1
-3,9
-2,8
-3,5
• -21,0
-4,5
-12,4
-6,2
-4,9
-9,2
-8,6
-6,1
-11,4
• 0,5
0,0
0,0
0,0
0,0
-1,5
-3,5
-3,5
-4,5
-5,0
Nd
0,0
-1,0
-2,0
-3,0
-2,0
-2,0
-4,0
3,5
1,0
0,0
-2,0
-4,0
-6,0
-2,0
-2,5
-3,0
-3,0
-4,0
-5,0
-1,5
-3,5
0,0
-4,0
-4,0
-5,0
-5,0
-7,0
-8,0
0,5
-0,5
-4,5
Nd
-0,5
-8,0
-0,5
-1,0
-1,5
-2,0
-2,0
-3,0
Nota: (*) eletto per un secondo mandato. (*l per irconsenso giorno elezione" è riportato fidato elettorale del primo turno o del ballottaggio a seconda dei casi; (***) non rilevato perché eletto nel 2012. I sindaci di Imperia, Catanzaro, Reggio Calabria e Avellino non
sono stati [estati perché al momento della d'evasione i Comuni erano retti da commissari prefettizi
fonte: Ipr Marketing per il Sole 240re
It sondaggio
n. Le interviste sono state
effettuate nel periodo 15
settembre-15 dicembre
2012
I questionari
La somministrazione dei
questionari è stata
effettuata tramite interviste
effettuate con sistemi misti:
telefonichecon l'ausilio del
sistema Cati, telematiche
tramite i I sistema Cawi e con
il sistema Tempo Reale
II campione
a Presidente Regione: 2.000
elettori in ogni Regione,
disaggregati per sesso, età e
area di residenza
Sindaco: 800 elettori in
ogni Comune capoluogo,
disaggregati per sesso, età e
area di residenza
Istituto fornitore
a 1PR Marketing
(www.iprmarketing.it)
Direttore: Antonio Noto
Committente
IlSole24 Ore
Le risposte
Rispondenti: 86%del
campione (in media)
Indecisi:24%(in media)
r Margine di errore livello
regionale: -F/-2%
a Margine di errore livello
comuni capoluogo: +/-4%
Le domande
Presidente Regione: Le
chiedo un giudizio
complessivo sull'operato
del presidente della
Regione nell'arco del2012.
Se domani cifossero le
elezioni regionali, lei
voterebbe a favore o contro
l'attuale presidente di
Regione?
Sindaco: Le chiedo un
giudizio complessivo
sull'operato del sindaco
della sua città nell'arco del
2012.5e domani d fossero
le elezioni comunali, lei
voterebbe a favore o contro
l'attuale sindaco?
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eiducìaina-zio perduc raro dei sindsc
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MiegatMANZUMTAUMIgiaar~tal
TerITTS,IVINTINTIvne,
Scadenze. C'è tempo solo fino al 9 gennaio per approvare i regolamenti
•
Sp t finale per a are
controlli e audit finte
ni (per applicarle sin dal 2013)
disposizioni sul controllo strategico, la verifica dell'andamento degli organismi esterni
(in particolare delle società
partecipate) e il controllo sulla qualità dei servizi.
Questi tre elementi, peraltro,
per quanto ad applicazione differita (nel 2014 per gli enti con
popolazione superiore a 50mila abitanti e nel 2015 per quelli
con popolazione superiore a
15mila abitanti), devono essere
comunque considerati neiregolamenti da tutte le amministrazioni locali. Infatti il controllo
strategico è strettamente con-
Amministratori
inadempienti:
sanzioni fino
a 20 mensilità
Alberto Barbiero
mu Gli enti locali devono adottare in tempi strettissimi, entro
il 9 gennaio, i regolamenti che
definiscono la disciplina del sistema dei controlli interni e attivare le varie forme di audit.
Le nuove disposizioni ins eri-.
tedalg213/0nTesto unico degli enti locali
(Tuel) hanno un termine di attuazione di prossima scadenza, stabilito in novanta giorni
dall'entrata in vigore del Dl
174/2012 (il io ottobre), termine che non è stato prorogato.
Tutte le Province, le unioni
di Comuni e i Comuni (indipendentemente dalla dimensione),
inbase al nuovo articolo 147 del
Tuel, deVono approvare in Consiglio un regolamento sui controlli diregolarità amministrativa e contabile dei propri atti, sul
controllo di gestione e sulla verifica dei programmi. Essi sono
tenuti a defmire anche nuove
norme del regolamento di contabilitàper il costante controllo
degli equilibri finanziari.
Gli enti locali con popolazione superiore a ioomila abitanti devono anche defmire nel regolamento dei controlli inter-
La supervisione
01 i ATTI ECONTABILITÀ
I controlli devono essere
svolti in fase di formazione
degli atti (con i pareri di
regolarità) e in fase
successiva, con analisi a
campione
02 I PROGRAMMI
Gli enti locali devono
verifica re l'adeguatezza dei
programmi e riscontrare la
coerenza tra risaltati
raggiunti e obiettivi definiti
03 ORGANISMI
PARTECIPATI E SERVIZI
Il controllo sugli organismi
partecipati è necessario per
il bilancio consolidato. Le
nesso alla verifica dei programLe amministrazioni sono temi, il controllo sugli organismi nute a comunicare al prefetto e
partecipati è reso obbligatorio alla sezione regionale di condalle numerose norme che im- trollo della Corte dei conti terripongono agli enti locali la vigi- torialmente competenti l'adolanza su tali realtà (si pensi alle zione dei regolamenti e l'attivadisposizioni sul divieto di ripia- zione dei sistemi dei controlli
no delle perdite), mentre il con- interni degli enti locali entro la
trollo sulla qualità dei servizi è scadenza del 9 gennaio. Se le renecessario, sia ín funzione di gole e l'avvio del sistema non siquanto previsto per i contratti ano stati realizzati entro la data
di servizio (articolo u3, comma prefissata, il prefetto assegna
n del Tuel) e le carte dei servizi all'ente locale un ulteriore ter(articolo 2, comma 461, legge mine di sessanta giorni: se an244/2007) sia in base alle nor- che entro questa scadenza l'enme (articoli 312-325 del Dpr te non provvede, il prefetto ini207/2010) sulle verifica di con- zia la procedura per lo sciogliformità negli appalti di servizi. mento del Consiglio. Gli amministratori locali devono tenere
in considerazione anche le sanzioni (da cinque a venti volte la
retribuzione lorda mensile)
previste dall'innovato articolo
148, comma 4 del Tuel, che posverifiche sulla qualità dei
servizi sono richieste da
sono essere irrogate dalle sezionorme già vigenti
ni giurisdizionali della Corte
dei conti, qualora queste rilevi04 i STRATEGIE
no l'assenza o l'inadeguatezza
E PROGRAMMI
degli strumenti e delle metodoL'ente locale deve verificare
logie di controllo interno.
lo stato di attuazione delle
Gli enti locali, quindi, devolinee programmatiche, della
no definire regole articolate, teRpp e dei piani specifici, in
nendo conto sia dei sistemi di
rapporto alle dinamiche di
audit esistenti (ad esempio i ribilancio
scontri della regolarità amministrativa e contabile, la verifi05 I EQUILIBRI FINANZIARI
ca del budget e degli obiettivi
Le amministrazioni devono
del Peg, la valutazione della
verificare la coerenza con le
performance delle risorse umaregole conta bili, con il patto
ne, gli eventuali sistemi di condi stabilità e con il pareggio
tabilità analitica rapportati al
di bilancio, analizzando i
controllo di gestione), sia delle
profili critici
necessità di innovazione.
.
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RMI RRIURI
Rifiuti. Sóvrapposizione Ato-Comune
Sulle tariffe Tares
caos competenze
Anna Guiducci
Le tariffe della Tares devono essere approvate dagli enti regionali costituiti e disciplinati dalle normative di settore.
Ai sensi dell'articolo 34, comma 23, della legge 221/2012, (conversione del secondo decreto
sviluppo), sono infatti unicamente gli enti di governo degli
ambiti o bacini territoriali otti-:
mali a esercitare le funzioni di
organizzazione dei servizi pubblici locali a rete di rilevanza
economica (rifiuti compresi),
di scelta della forma di gestione
e affidamento, di determinazione delle tariffe e di controllo.
La norma si pone in evidente
contrasto con la disciplina istitutiva della Tares (articolo 14, Dl
201/11), secondo la quale il Consiglio comunale deve approvare le
tariffe deltributo entro il termine
fissato per l'approvazione del bilancio di previsione, in conformità al piano finanziario del servizio di gestione dei rifiuti urbani,
redatto dal soggetto che svolge il
servizio stesso e approvato dall'autorità competente.
Poiché soggetto attivo del tributo è il Comune, deve essere il
Consiglio comunale a deliberare
eventuali riduzioni ed esenzioni,
la cui copertura fmanziaria deve
essere assicurata con risorse della fiscalità generale.
La disciplina integrativa recata dalla legge dí stabilità 2013 (legge 228/2012) non chiarisce la competenza in materia di approvazione delle tariffe, esponendo al rischio di impugnazione gli atti
eventualmente adottati in violazione di legge per incompetenza
assoluta dell'organo deliberante.
Il comma 387 dell'articolo uni-
co consente ai Comuni, in deroga all'articolo 52 del Dlgs
446/97, di affidare, fino al 31 dicembre 2013, la gestione del tributo o della tariffa ai soggetti
che, al 31 dicembre 2012, svolgono, anche disgiuntamente, il servizio di gestione dei rifiuti e di
accertamento e riscossione della Tarsu, della Tia i o della Tia 2.
Ilversamento del tributo o della tariffa nonché della maggiorazione di o,3o euro a metro quadrato (elevatile fino a 0,40 dal Consiglio comunale) deve essere effettuato con F24 o con conto corrente postale intestato esclusivamente al Comune.
Per quest'anno, il termine di
versamento dellaprima rata è posticipato ad aprile, ferma restando la facoltà del Comune di deliberare una scadenza successiva.
Sino alla determinazione delle tariffe l'importo delle rate è
calcolato in acconto, commisurandolo a quanto versato nell'anno precedente a titolo di Tarsu,
Tia i o Tia 2 e tenendo conto della maggiorazione di 0,30 euro a
metro quadrato. L'eventuale
conguaglio per maggiorazioni fino a 0,40 euro è invece effettuato con l'ultima rata.
I tempi di pagamento del servizio di igiene urbana da parte dei
Comuni non coincidono, per
l'anno 2013, con i tempi di riscossione del tributo o della tariffa.
Lo squilibrio fmanziario potrebbe compromettere seriamente
la gestione della liquidità degli
enti e comportare il ricorso ad
anticipazioni di tesoreria, i cui
costi produrrebbero necessariamente incrementi tariffari a carico dei contribuenti.
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Le procedure. Gli atti e le delibere da tenere sotto osservazione
Verifiche a campione
anche su contratti e spese
Le miòve dbposizioni del durre le modalità nel rispetto dei
Testo unico enti locali delinea- principi internazionali direvisiono l'impostazione e i principali ne (con possibile riferimento
contenuti del regolamento dei agli Isa - International standards
controlli interni, ma gli enti lo- on auditing), nonché devono decali devono definirle nel detta- finire i parametri per la campioglio e renderle coerenti con gli natura degli atti (provvedimenti
strumenti di verifica.
amministrativi, determinazioni
I nuovi articoli del Tuel (dal di spesa e liquidazione, contrat147 al 147-quinquies) stabilisco- ti) da sottoporre alla verifica. È
no sia gli oggetti principali del peraltro necessario che questa
sistema di audit sia alcune mo- parte del regolamento sia colledalità organizzative.
gata al piano anticorruzione, prePer i Controlli di regolarità visto dalla legge 190/2012, al fine
amministrativa e contabile il di ottimizzare l'uso degli struquadro sui percorsi di verifica menti di audit.
preventiva sì connette con l'articolo 49 del Tuel sui pareri e
sull'obbligo del parere di regola- SOCIETÀ PARTECIPATE
ritàtecnicaper le determinazio- Partenza scaglionata
ni dirigenziali.
fino a12015, ma per tutti
Le nonne regolamentari sul è già in vigore l'obbligo
controllo successivo (che vede
come soggetto di riferimento il di monitora re le uscite
segretario dell'ente) devono tra- e la qualità delle prestazioni
La disciplina del controllo di
gestione deve essere modulata
tenendo conto della correlazione agli obiettivi del Peg (piano
esecutivo di gestione), delle fasi
e dell'analisi per centri di costo
specificati dall'articolo 197 del
Tuel. La diSciplina del controllo
sugli equilibri finanziari deve invece essere ricondotta al regolamento di contabilità.
I parametri per le norme regolamentari sono anzitutto le disposizioniinmateria dicontabilità pubblica presenti nello stesso
Tuel (ad esemplo l'articolo 193),
quelle sul patto di stabilità e il bilancio consolidato; nonché quelle di attuazione dell'articolo 81
della Costituzione sul pareggio
di bilancio. Il sistema di verifica
dovrà porre attenzione agli elementi di maggior incidenza, come ad esempio la sostenibilità
dell'indebitamento.
Inoltre, l'articolo 148 (controlli della Corte dei conti sui bilanci) evidenzia ulteriori profili di
criticità sui quali focalizzarsi: ricorso frequente alle anticipazioni di tesoreria, disequilibrio consolidato della parte corrente del
bilancio, anomalie nella gestione
di servizi per conto terzi, l'aumento non giustificato di spesa
degli organipolitici istituzionali
Il check sugli equilibri finanziari si correla al controllo sui
programmi, che può essere composto in terminipiù o meno articolati, ma necessariamente efficaci, per rispondere al confronto
con i verificatori esterni all'ente.
Proprio lo spettro esteso del
controllo della Corte dei conti
sollecita tutti gli enti locali (non
solo quelli con oltre mon-lila abitanti, tenuti già dal 2013) a disciplinare nel regolamento forme
strutturate di controllo strategico, ma soprattutto il controllo
sugli organismi partecipati e
sulla qualità dei servizi, connettendoli alle numerose disposizioni legislative già comportanti obblighi in tal senso.
Al. Ba.
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IM91MalfaTZMUTZZ,-'211291:1MINPUMEMOZOreagrffinwa~m,
~~~2~7?'_~,, +s
Wetfare. Aliquota al 10% per gli affidamenti effettuati dal 2014
In arrivo l'incremento Iva
sui servizi socio-sanitari
Domenico Luddeni
m La legge di stabilità 2013
(legge 228/2012) aumenta l'aliquota Iva applicabile ad alcune
prestazioni socio-sanitarie come gestione di asili nido, case di
riposo, assistenza domiciliare,
prestazioni educative, rendendo più costoso per gli enti locali
fornire i servizi.
L'articolo 1, comma 488 della
legge, al punto a), abroga il punto n. 41-bis della tabella A parte
II del Dpr 633/1972 che riguarda
i beni e i servizi soggetti all'aliquota agevolata del 4%, che includeva: «Prestazioni socio-sanitarie, educative, comprese
quelle di assistenza domiciliare
o ambulatoriale o in case di riposo e simili od ovunque rese».
Contemporaneamente vengono assoggettate all'Iva al
io% le stesse prestazioni se fornite dalle cooperative sociali e
dai loro consorzi nell'ambito di
un appalto o di una convenzione. Considerato che queste prestazioni, grazie a una norma interpretativa (legge 296/2006,
comma 331) ora abrogata dalla
legge di stabilità, potevano es-
sere assoggettate all'aliquota
Iva del4%, si capisce come questa disposizione provochi un
aumento dei costi per gli enti locali, su prestazioni di grande
impatto finanziario e di notevole rilevanza sociale.
Il comma 490 della legge di
stabilità aggiunge che queste
disposizioni si applicano alle
L'EFFETTO
L'addio all'aliquota
agevolata del 4%
determinerà un aumento
dei costi per gli enti
e per le cooperative sociali
operazioni effettuate sulla base di contratti stipulati dopo il
31 dicembre 2013.
Da quella data l'ente locale
non potrà più detrarre PIVa sugli acquisti relativi a queste prestazioni (salvo una limitata detrazione applicando il pro rata)
in quanto i corrispettivi incassati sono esenti, e l'incremento
Iva da14% al 10% andrà a ridur-
re ulteriormente le risorse a disposizione degli enti. Inoltre
l'aliquota al io% si applicherà a
quelle prestazioni, quando sono rese da cooperative sociali e
dai loro consorzi, mentre prima
l'aliquota applicabile era a14%
per le prestazioni rese da tutte i
tipi di cooperative e consorzi.
La disposizione provoca un
serio problema di copertura finanziaria, perché insede di gara
la stazione appaltante deve valutare gli importi offerti al netto
dell'Iva, per evitare discriminazioni. Ma se p oi Pente aggiudica
lagaraauna cooperativanon sociale sivedrà fatturare laprestazione ad aliquota ordinaria del
22% dal primo luglio 2013.
Considerati la semprepiù difficile situazione finanziaria degli enti locali, e il valore sociale
delle attività interessate, sembrerebbe opportuno unripensamento, per il quale il tempo non
manca Diversamente, gli enti
chevolessero evitare questo aggravio di spesa dovrebberobandire le gare e affidarle prima del
31 dicembre prossimo.
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Stabilità, IL nuovo calendario
Tributi, più tempo
per le correzioni
Pasquale Mirto
provare le aliquote Imu entro fine marzo, anche se il termine di
distabilitàgli enti locali avranno approvazione del bilancio 2013
più tempo per correggere tarif- è stato già prorogato al 30 giugno. Una situazione a tutt'evife e aliquote comunali.
La regola generale sulla tem- denza illogica, oltre che lesiva
pistica è fissata dall'articolo 1, dell'autonomia dei Comuni.
Anche per i termini di invio e
comma 169 della legge 296/
2006 il quale prevede che gli en- pubblicazione delle delibere c'è
ti locali deliberano le tariffe e le unaregola generale e varie eccealiquote relative ai tributi di loro zioni. La regola generale è contecompetenza entro la data di ap- nuta nell'articolo 13, comma
provazione del bilancio diprevi- del Dl 201/2011, il quale prevede
sione. In questo modo le delibe- che tutte le delib erazioni regolare hanno effetto dal i gennaio mentari e tariffarie relative alle
dell'anno di riferimento. Altri- entrate tributarie dei Comuni
devono essere inviate al ministementi scatta la proroga.
Ma alla regola generale si ag- ro dell'Economia entro trenta
giunge da quest'anno una nuova giorni dalla data in cui sono diveeccezione. La legge di stabilità nute esecutive, e comunque enall'articolo 1, comma 444, dà la tro trenta giorni dal termine per
possibilità ai Comuni, per ripri- il bilancio di previsione. Il manstinare gli equilibri di bilancio, cato invio nei termini è sanzionadi modificare tariffe e aliquote to,previadiffida, con il blocco, sientro ilio settembre, ovvero en- no all'adempimento dell'obblitro la data prevista per la verifi- go, delle risorse a qualsiasi titolo
dovute agli enti inadempienti.
ca degli equilibri di bilancio.
Un'eccezione specifica giàri- Ma questo nuovo meccanismo
guardava l'Imu. L'articolo 13, è subordinato a un decreto del
comma 13-bis del Dl 201/2011 Mef, ancora non emanato.
Oltre all'eccezione già detta
prevede che da quest'anno l'efficacia delle delibere di appro- per l'Imu, per l'addizionale Irvazione delle aliquote e della pef l'articolo 14, comma 8, del
detrazione Imu decorre dalla Dlgs 23/2011 dispone che la delidata di pubblicazione sul sito in- bera di variazione ha effetto
formatico del ministero del- dalig gennaio dell'anno di publ'Economia, egli effetti delle de- blicazione sul sito informatico
libere retroagiscono al r2 genna- del Mef a condizione che la
io dell'anno di pubblicazione pubblicazione avvenga entro il
nel sito. Ma solo se la pubblica- 20 dicembre dell'anno a cui la
zione avviene entro i130 aprile delibera afferisce. Pena la condell'anno a cui la delibera si rife- ferma dell'addizionale approrisce. Quindi l'invio al Mef de- vata in precedenza.
Semplificare e uniformare
ve avvenire entro 1123 aprile. Altrimenti, aliquote e detrazione questi variegati termini appasi intendono prorogate di anno re ormai una necessità imprein anno. Per rispettare questi scindibile.
termini i Comuni dovranno apO RIPRODUZIONE RISERVATA
Da quest'anno con la legge
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s'erld
CAS
Direttore Responsabile: Roberto Napoletano
07/01/2013
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: 331.753
Diffusione: 262.360
La cedolare conviene
ma serve un riordino
IL PRELIEVO SUGLI AFFITTI
ri
g empi duri per il mattone. Prima l'Imu, poi la Tares al
posto di tassa/tariffa sui rifiuti e ora anche la ciliegina finale. Da quest'anno, la deduzione forfettaria sui
canoni di affitto indicati in dichiarazione dei redditi scende
dal 15 al 5%, come prevede la riforma sul mercato del lavoro.
Un rincaro sicuro per tutti coloro i quali non hanno scelto
(o non hanno potuto scegliere) la cedolare, vale a dire la
"tassa piatta" sugli affitti. Intanto, per effetto del taglio alla
deduzione forfettaria, la convenienza comparata della cedolare diventa ancora più evidente. Un elemento che potrebbe spingere molti proprietari a rivalutare la propria scelta
di non optare per la tassa piatta. E qui viene il bello, perché
chi lo volesse (e potesse fare) dovrà affrontare una vera e
propria corsa a ostacoli. Secondo l'agenzia delle Entrate, infatti, l'opzione per applicare la cedolare è di fatto off-limits
per chi ha già registrato un nuovo contratto di affitto (non si
applica quindi la sanatoria degli effetti delle opzioni non comunicate, la cosiddetta remissione in bonis, si veda a pagina
2 della sezione Norme e tributi). Tutto incontestabile, forse.
Ma non si può ignorare che il nuovo quadro della tassazione
ordinaria delle locazioni abbia cambiato non poco le carte
in tavola. E che, a questo punto, forse la fiscalità sugli affitti
meriterebbe un ripensamento e un riordino generale.
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unE
la Repubblica
07/01/2013
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: 509.141
Direttore Responsabile: Ezio Mauro
Diffusione: 396.446
Arriva la carica dei 95 indagati
ecco i parlamentari uscenti
che reclamano ancora un seggio
Ilrecord è del Pdl con 56 esponenti sotto inchiesta
LIANA MILELLA
ROMA — Alla prova del voto la
legge sulle liste pulite si rivela per
quello che molti commentatori
avevano paventato che potesse
essere, un clamoroso flop. Nonostante ben tre ministeri di peso —
Interno con Cancellieri, Giustizia
con Severino, Funzione pubblica
con Patroni Griffi — si siano impegnati per mesi, il risultato ora è
sotto gli occhi di tutti. In vista della chiusura sui candidati, quella
legge si rivela non sufficiente per
garantire effettivamente "liste
pulite ". Il divieto di candidarsiper
i soli condannati in via definitiva
con una pena minima di due anni
per reati gravi non ferma la grande massa dei nomi più discussi,
tutti coloro che hanno processi in
corso per reati gravi, dall'associazione mafiosa o camorristica alla
corruzione, al finanziamento illecito alla frode.
Una carica di 95 parlamentari
uscenti, tutti con condanne ancora non passate in giudicato o ancora indagati, irromperà nella gara per palazzo Madama e per
Montecitorio. La parte del leone
la farà ancora il Pdl che, con Silvio
Berlusconi alla testa, guida la
classifica dei politici italiani nei
guai con la giustizia. Dopo il Cavaliere, che rischia nel 2013 una
condanna definitiva a 4 anni per il
caso Mediaset e una nuova sentenza negativa per la vicenda
Ruby, ecco i personaggi più noti
del suo entourage. In testa Denis
Verdini che addirittura sta materialmente selezionando i candidati, nonostante abbia tre inchieste con cui fare i conti. Il Pdl po-
trebbe rilanciare ex onorevoli ed
ex senatori che hanno riempito le
cronache giudiziarie, da Aldo
Brancher a Salvatore Sciascia, da
Alfonso Papa ad Altero Matteoli.
Ma il vero caso delle prossime
elezioni, visto dal coté dei palazzi
di giustizia, rischia di essere quello del gruppo Grande Sud del ex
deputato Pdl Gianfranco Micciché. La sua futura lista, collaterale a quella di B erlusconi, potrebbe
raccogliere alcuni degli inquisiti e
già condannatipiù chiacchierati e
quindi più scomodi per l'ex premier. Il nome più noto in prima
battuta è quello di Marcello Dell'Utri, l'ex manager di Publitalia,
senatore uscente, che rischia una
pesante condanna per concorso
in associazione mafiosa. Grazie
all'esclusione dalla legge sull'incandidabilità di chi ha patteggiato una pena, per lui non conta il
verdetto definitivo a2 anni e 3 me-
si per false fatture e frode fiscale
che risale al '99. Ma sono i processi di Palermo i più imbarazzanti,
soprattutto quello sul concorso in
416bis che lo ha visto subire una
pena di 9 anni in primo grado poi
ridotta a 7, fermata dalla Cassazione per un annullamento e il
rinvio a un nuovo appello.Accanto aDell'Utripotrebbe correre Nicola Cosentino, salvato dall'arresto grazie al no della Camera nonostante un'accusa di concorso
esterno in associazione camorristica. Altri due inquisiti noti come
Clemente Mastella e l'ex Idv
Americo Porfidia potrebbe trovare un posto con Miccichè.
Esiste ovviamente un caso Lega, soprattutto dopo la nuova inchiesta esplosa per la gestione dei
fondi al Senato, che vede coinvolti l' exministro Calderoli e il capogruppo Bricolo. Dibattito anche
nell'Udc per il segretario Cesaper
Aspettativa elettorale per sette magistrati
oggi la decisione del Csm. C'è Grasso
RO MA — Con le sette richieste di aspettativa che
verranno esaminate oggi dal plenum del Csm, saranno nove i magistrati che correranno alle prossime elezioni. Già accolte le domande di Antonio
Ingroia e Stefano Amore (candidato Pd I), oggi saranno esaminate le richieste già note di Pietro
Grasso (col Pd nel listino Bersani), Stefano Dambruoso (area centrista), Doris Lo Moro (a caccia
della riconferma col Pd), e dei debuttanti Paolo
Andrea Taviano (che correrà alle regionali del Lazio per la Fiamma Tricolore), Domenico Ammirati, Michelangelo Russo e Daniela Canepa.
via di una condanna p er corruzione annullata per incompatibilità
del gip.
Ma è nel Pd che, giusto domani
nella direzione del partito, si
porrà il problema di che fare non
solo di chi, parlamentare uscente,
conta una condanna, ma di chi ha
vinto le primarie di fine dicembre
e ha un nome che figura in qualche inchiesta. A p orre il problema
è stato l'ex pm di Venezia Felice
Casson, adesso il Pd è chiamato a
confrontare la posizione dei singoli aspiranti con il suo codice etico. A far discutere le vicende giudiziarie degli ex parlamentari
Giovanni Lolli, aquilano, imputato per favoreggiamento, Nicodemo Oliverio, di Crotone, imputato per bancarotta fraudolenta,
Vladimiro Crisafulli, ennese, rinviato a giudizio per abuso d'ufficio. Tutti e tre hanno vinto le primarie. Ad essi si aggiungono altri
vincitori i cui nomi sono però finiti nelle cronache giudiziarie. Si
tratta di Bruna Brembilla, milanese, citata in un'indagine sulla
`ndrangheta; Andrea Rigoni, di
Massa, condannato a 8 mesi per
abuso edilizio, ma prescritto; Ludovico Vico, di Taranto, intercettato nell'inchiesta sull'Ilva mentre progetta di attaccare l' expresidente di Legambiente Della Seta
una vgolta arrivato in Parlamento; Antonio Papania, di Alcamo,
che ha patteggiato una pena di
due mesi per abuso di ufficio nel
2002. Nel Pd l'aria che si respira è
questa: coinvolgimentinon significativi, condanne lievi. Rischia
soprattutto Vico, l'unico che non
havinto direttamente le primarie.
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la Repubblica
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07/01/2013
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: 509.141
Direttore Responsabile: Ezio Mauro
Diffusione: 396.446
Quel salasso sulla casa che vale 24 miliardi
L 'imposta costa 280 euro in media afamiglia. A Milano 430. Roma record: 640
LUISA GRION
ROMA — L'ultima rata è stataversata più diventi giorni fa, ma l'Imu
—in realtà mai uscita dalla mente
degli italiani — è di nuovo potentemente tornata alla ribalta grazie
alla campagna elettorale in corso.
Da chi vi a visto una sciagura necessaria per rimettere in sesto i
conti, a chi l'ha considerata una
vera e propria patrimoniale «colpevole» di aver ulteriormente
affossato l'economia, l'imposta
Inni, i versamenti di giugno
e la stima 2012
MOW:
s;angatz •
seczmde
;n1
municipale unica non ha mai
smesso di far discutere il Paese ed
è inevitabile che continui a farlo.
La posta sul piatto è notevole. Le
entrate garantite dall'Imu sono
state stimate in 24 miliardi di euro ,
tre in più di quelli messi in preventivo dal governo con nel decreto
Salva-Italia.
La valanga di soldi versati ha
pesato molto sui bilanci delle famiglie e ha segnato ampie diffe-
IMU versata
rata giugno
(in milioni di euro)
Proiezione gettito
fine 2012
(in milioni di euro)
23,M2,794
IMU abitazione principale versamento
in due rate (accordo + saldo)
15.116.184
1.512
3.009
IMU abitazione principale versamento
in due rate (2 accordi + saldo)
876.854
91
267
15.989.695
1.603
3.277
15.904.183
7.948
15.883
184.613
16
52
Totale IMU abitazione principale
IMU altri immobili
granz:1 ceRdA
Numero
contribuenti
rata giugno
di cui:
fabbricati rurali
ad uso strumentale
il numero totale dei contribuenti è inferiore alla somma dei contribuenti per le diverse tipologie di immobili,
perchè lo stesso proprietario può possedere immobili di diverse tipologie
renze fra piccoli centri e grandi
città. L'imposta, per il 2012, è stata infatti calcolata su una rendita
catastale rivalutata del 60 per cento e ai Comuni è stata data la po ssibilità divariare le aliquote. Lo 0,4
per cento indicato per la prima casa poteva essere diminuito o aumentato di uno 0,2; lo 0,76 per
cento sulla seconda casa poteva
essere alleggerito e appesantito
dello 0,3 con la po ssibilità di applicare l'aliquota record dello 1,06
per cento. Gli italiani, secondo
uno studio Uil, hanno sborsato in
mediaperlaprima casa 278 euro e
745 per la seconda, ma nei grandi
centri l'imposta— già notevole —
è diventata una vera e propria
stangata. A Roma, grazie agli aumenti dell'aliquota decisi dal Comune, il costo medio per la prima
casa è lievitato a 639 euro; a Milano 428. A versare i 24 miliardi, secondo la C gia di Mestre, sono stati per 4,2 miliardi i proprietari di
prima casa, per 10,81e seconde case e per oltre 9 gli imprenditori.
Fonte: Tesoro
MIVUA "MMEM"
Mal sopportata dalla grande
maggioranza degli italiani, cui
era stato raccontato che si poteva fare a meno della "vecchia"
Ici, la più pesante Imu ha navigato fin dall'inizio, in un mare di
polemiche. Una su tutte quella
che ha riguardato gli immobili
della Chiesa: il governo Montiha
infatti deciso di praticare l'esenzione sulle aree di culto e far pagare l'imposta solo su quelle
«commerciali» suscitando mol-
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"L'Imu può essere cambiata"
Monti apre il fronte dello tasso
lpfpuileggeraelmenelata,epossan ,
Quel salasso sulla casa che vale 24 miliardi
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Direttore Responsabile: Ezio Mauro
07/01/2013
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: 509.141
Diffusione: 396.446
elezioni, l'Imu è di nuovo un
campo di battaglia. Monti dice
che è frutto del precedente governo e che va ristrutturata assicurando più gettito ai Comuni.
Tremonti, ministro dell'Economia del governo che l'ha ideata,
assicura che «fu immaginata p er
i12014, non c'era dentro laprima
casa e non c'era la rivalutazione
catastale». Certo non ci sarebbero stati nemmeno i 24 miliardi:
ora il leader della Lista Lavoro e
Libertà invita al ricorso alla Cor-
La .'ibzellloRkS CI
Tkenu;a3, che
hwenC: Za Zussea
EX MINISTRO
Giulio Tremonti.
L'introduzione dell'Imu
risale al governo di cui
era ministro
ssW.:a
essem cz:sV
te perplessità sulle difficoltà di
fissare un confine netto fra le
une e le altre. Bruxelles, alla fine,
ha benedetto la norma (mentre
ha invece bocciato il precedente
sistema di esenzioni Ici ma —
caso unico nella storia della Ue
— non ha chiesto all'Italia di recuperare gli aiuti illecitamente
concessi per «assoluta impossibilità» a farlo).
C.A,MN SAIUMA
Ora, a poche settimane dalle
te Costituzionale contro «l'imposta iniqua». Quanto alla parte
spettante ai Comuni è già stabilito che da quest'anno gli introiti andranno tutti alle Giunte.
Tutti meno quelli versata per
opifici e immobili industriali. Si
tratta di circa 2 miliardi, l'Anci li
richiede. «I Comuni reclamano
piena autonomia per provare ad
uscire dalla situazione disastrosa in cui si trovano», spiega il segretario Angelo Rughetti.
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"L'Imu può essere cambiata"
Monti apre il fronte dello tasso
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Quel salasso `orda casa che vale24miliarch
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Direttore Responsabile: Ezio Mauro
07/01/2013
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: 509.141
Diffusione: 396.446
"L' Imu può essere cambiata"
Monti apre il fronte delle tasse
"Irpefpiù leggera e Iva congelata, è possibile "
ALBERTO CUSTOD ERO
ROMA — «L'Imu va data ai comuni. È
possibile ridurre l'Irpef e congelare
l'Iva, ma no a promesse non sostenibili». Mario Monti, il premier dimissionario che chiama «Barak» il presidente Usa, rilancia sul tema delle tasse. «Nel novembre del 2011 — spiega
— la situazione era catastrofica. Ora i
conti sono in ordine, una manovra
potrebbe essere necessaria solo se ci
saranno eventi imprevisti». Un ordine
ottenuto grazie a «una battaglia di civiltà» contro l'evasione fiscale che ha
«fatto recuperare 10 miliardi». «Sommati ai 60 miliardi risparmiati grazie
al calo dello spread— spiega Monti—
ecco spiegato come, al momento, anche l'Ue ci riconosca il pareggio di bilancio pubblico strutturale per 2013>.
Dopo la twittata di sabato, domenica tocca a Sky Tg24 raccogliere le
"confessioni" del leader della lista
"Scelta Civica". «La Merkel si è lamentata della mia durezza», dice. «Non era
abituata», chiosa, alludendo ai non felici rapporti fra la Cancelliera e il suo
predecessore. S'innervosisce quando
lo ascrivono ai poteri forti («Chiedete
a Bill Gates se è vero», replica). E gli
contestano la vicinanza ai salotti b ancari: «Il governo Berlusconi era contro
la tassa sulle transazioni finanziarie
— si difende — io ho cambiato posizione. E adesso si sta facendo la cosiddetta Tobin Tax». Quindi, si toglie un
sassolino dalla scarpa destra («La legge anticorruzione non è stata voluta
dal Pdl»), e uno dalla sinistra («Sul
mercato del lavoro avremmo voluto
fare di più ma c'era un freno del Pd»).
Ma le sue dichiarazioni hanno scatenato reazioni politiche da entrambi
gli schieramenti. «Monti nei p anni del
propagandista non fa un buon servizio alla p olitica e al Paese — replica p er
i democratici la senatriceAnna Fino cchiaro — conosce bene la lealtà del Pd
nel so stenere il suo Esecutivo. E anche
sulla riforma del lavoro il nostro sostegno, anche se noi avremmo fatto
scelte diverse, non è venuto meno.
Non abbiamo mai fatto ricatti». Anche il Pdl lo ha criticato: «Dopo esser
stato promotore dell'Imu in questa
versione — attacca il segretario Pdl
Angelino Alfano — da buon vecchio
politico parla ora di diminuzione delle tasse». Il deputato p d Francesco
Boccia torna sull'invito di Monti di
qualche giorno fa di «silenziare le ali
Nel novembre del 2011 la
situazione era catastrofica.
Ora i conti sono in ordine,
manovra necessaria solo se
ci saranno eventi imprevisti
No a promesse insostenibili
Da calo spread e lotta alla
evasione arrivati 70 miliardi
La Merkel lamentò la mia
durezza, non era abituata
estreme». «Il taglio delle ali— replica
Boccia— è un ragionamento da anni
'70. Pensavamo di esserci lasciati alle
spalle il tempo del Comunismo e delle ali estreme. C'è una coalizione di
progressisti da un lato, dall' altro un'operazione chimica che ha come unico
scopo quello di impedire che il Pd governi». «Su spread e Imu dice cose non
vere — è l'affondo di Renato Brunetta
—fa conti ridicoli e sbagliati. Vada arileggersi il suo Def. Matita blu».
Toni aspri anche dalla Lega. «Monti ha approvato l'Imu e ora dice che
vuole toglierla — twitta Roberto Maroni — scusi Professore, ma davvero
lei pensa che i cittadini siano tutti fessi?». Il leader del Carroccio «esulta»
poi per l'iniziativa anti-Imu dell'ex
ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, che ha suggerito agli italiani di
ricorrere alla Consulta contro la tassa
sugli immobili che a suo giudizio è
«incostituzionale». Anche i comuni
italiani, infine, sono schierati contro il
premier uscente. «Se il governo avesse seguito le indicazioni dell'Anci —
commenta il segretario dell'Asso ciazione, Angelo Rughetti—l'Imu sarebbe tutta degli enti locali».
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Monti apre il fronte delle tasse
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Quel salassosullac»sache,ale24 mili
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la Repubblica
07/01/2013
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: 509.141
Direttore Responsabile: Ezio Mauro
Diffusione: 396.446
Il Professore setaccia 2.200 nomi
e dice no al Cencelli al Senato
già in lista Profumo e Balduzzi
In force il capitano De Falco. Competizione con l'Udc
ANNALISA CUZZOCREA
ROMA—NessunCencelli.Dipercentuali Mario Monti non vuole
neanche sentire parlare. Così, le
rivendicazioni di Udc e Fli per i
posti nella lista unica del Senato,
dove i centristi volevano il 40 per
cento e la truppa di Fini i115, sono
state rimandate al mittente. Il
professore sta vagliando personalmente e uno a uno gli oltre
2.200 curricula sul suo tavolo. Sono quelli che hanno raccolto per
lui tra la società civile i promotori
di Verso la terza Repubblica: Olivero, Dellai, Montezemolo. Ma
anche le storie di chi si autopropone, o di persone che egli stesso
vorrebbe nella sua squadra. Si fa
anche il nome del capitano Giorgio De Falco, diventato l'emble-
3onz•t":
cznuNdWa SenaZ'z:
e aRRa ez
:kbRCm huw,U,
A BORDO
Il capitano Gregorio De
Falco, famoso per il
"salga a bordo, cazzo"
detto al comandante
Francesco Schettino la
sera del disastro della
Costa Concordia
aORnanz:
ma degli italiani responsabili
quando intimò di tornare a bordo
al capitano Gennaro Schettino,
che aveva abbandonato la Concordia dopo averla affondata con
una manovra azzardata davanti
all'isola del Giglio.
Le decisioni arriveranno tra
stanotte e domani Dall'entoura-
ge di Monti, sono tutti ben attenti
a non lasciarsi sfuggire nulla:
«Presenterà un team, una squadra», dice chi gli è vicino. «Non intende distillare nomi giorno per
giorno». E però, alcune certezze
già ci sono: Andrea Olivero sarà
capolista alla Camera nella circoscrizione Piemonte 2. Lorenzo
Dellai, fondatore della Margherita e d expresidente della pr ovincia
di Trento (si è dimesso il 29 dicembre), guiderà ovviamente in
Trentino. Da Italia Futura, sembrano blindati i nomi dell'economista Irene Tinagli, del manager
Carlo Calenda, che lavora con
Montezemolo dai tempi della
Pagina 7
ll Professore setaccia 2.201Moini
e dice no al Cexellial Senato
;,idiolistaRofunoeBaldtwi
Nonpuò paragomucialPd1
sul fisco promesse elettorali"
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la Repubblica
Direttore Responsabile: Ezio Mauro
Ferrari, del braccio destro Andrea
Romano Insieme al generale Vincenzo Camporini e alla rettrice
dell'Università p er stranieri di Perugia Stefania Giannini. Ci sono
poi Giorgio Santini della Cisl e il
portavoce di Sant'Egidio Mario
Marazziti (che correrebbe al posto del fondatore Andrea Riccardi) . Oltre agli ex ministri Francesco Profumo (pare respinto dal
Pd) e Renato Balduzzi. E a Pietro
Ichino: «Lo avremmo chiamato
anche se non fosse già stato parlamentare - ha detto l'ex premier non lo premiamo per aver varcato un confine».
Ma c'è un certo ritardo. La presentazione delle liste «non avverrà necessariamente martedì»,
ha detto Monti a Skytg24. I suoi
precisano che nessuno aveva mai
garantito nulla per domani, e che
il tutto potrebbe slittare anche a
giovedì. Anche se liste e firme dovranno essere presentate già il 21
gennaio in Corte d'appello, e
quindi, una certa fretta è comprensibile. Il "tagliatore" Enrico
Bondi invierà il suo "codice" ai
Ex~ Aas,:ma R1
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07/01/2013
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: 509.141
Diffusione: 396.446
partiti entro questa sera. «I requisiti andranno aldilà delle attese»,
dicono nel quartier generale del
professore. Fli e Udc sanno già cosa attendersi: «È chiaro che chi ha
problemi con la giustizia o palesi
conflitti di interesse con concessioni pubbliche non sarà della
partita», dice il finiano Benedetto
della Vedova, pronto per un seggio al Senato. Insieme a lui, trasmigrerà a Palazzo Madama anche Giulia Bongiorno, che per i
montiani correrà anche come governatore nel Lazio. Restano a
Montecitorio invece Flavia Perina, Fabio Granata, Italo Bocchino: «Da combattenti», dice quest'ultimo, che però avvisa sui tempi: «La lista del Senato - quellaunica - arriverà tra stanotte e domattina. Solo dopo potremo presentare le nostre a Montecitorio».
L'Udc punta a un rinnovamento tutto suo, in competizione con
Monti. Trai centristi hanno già rinunciato Renzo Lusetti e Francesco Bosi, con troppe candidature
alle spalle. Non si chiederanno
deroghe per Mario Tassone, che
in Parlamento ci sta da 34 anni, e
che pure ci sperava. In più, sotto il
simbolo con il nome di Casini bene in vista correrà il ministro Mario Catania. Il leader sarà quasi
certamente al Senato, Buttiglione
è derogato alla Camera.
Infine, gli ex pdl e pd. Monti
non avevapre clusioni su chihalasciato Berlusconi per tempo, come Beppe Pisanu, Mario Mauro,
Franco Frattini (che però ha fatto
sapere di non essere interessato).
Molto più incerto il destino di Pecorella, Bertolini, Stracquadanio,
Sacconi, Mantovano. Del Pd, oltre Ichino e altri transfughi, c'è un
insistente corteggiamento nei
confronti di Marco Follini Che
per ora, resiste.
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ll Professore setaccia 2.201Moini
e dice no al Cexellial Senato
;,idiolistaRnfunoeBaldwzi
Nonpuò paragomucialPd1
sul fisco promesse elettorali"
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Direttore Responsabile: Ezio Mauro
07/01/2013
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: 509.141
Diffusione: 396.446
Se il Prof e Berlusconi
giocano a Tom e Jerry
FRANCESCO MERLO
VIZI di Silvio Berlusconi
stanno diventando i piaceri
di Mario Monti. I due si inseguono come Tom e Jerry e nessuno più capisce chi è Berlusconi e chi Monti, chi il gatto Tom e
chi il topo Jerry. E Monti ruba la
battuta a Berlusconi.
/
>>> SEGUE A PAGINA 9
Pagina 1
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11111111111113
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07/01/2013
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: 509.141
Direttore Responsabile: Ezio Mauro
>>
(segue dalla prima pagina)
FRANCESCO MERLO
ERI a Sky, quando prometteva
di abbassare le lasse, Mon ti era
un Tom che inseguiva il suo
Jerry sin nella tana della demagogia. Dunque Monti ieri, nell'ennesima tele intervista, faceva "la
mossa", non da sciantosa ma da
Berlusconi: «L'Imuvamo dificata e
assegnata ai comuni, l'Iva va congelata, l'Irpef va abbassata di un
punto». Berlusconi, inarrivabile,
replicava con naturalezza gaglioffa che «l'Imu va abolita» e dalla sua
millesimavetrinatelevisiva eletto rale sosteneva che in Italia «c'è il
terrorismo fiscale» con un'uscita
perfettamente calata nel ruolo del
filibustiere.
Ovviamente Monti, che non è
un magliaro come l'altro, risulta
sempre più impacciato e goffo in
questo strano gioco di scambio e di
travestimento. Berlusconi gli ha
trasmesso la demagogia elettorale
insieme all'ossessione catodica, al
narcisismo, alla brama di p ossesso
del salotto televisivo e, in un due
se [limane, in Italia i malati di tv sono diventati due. Map er Berlusco -
I
a Cava.nem ha tYasm,:sm":
emauogia
e.'eMorz-Ce h%sReme
alrossessìom: azzCoeica
kuuxàsdsm.
ni dire che capisce «chi evade le
tasse» è una sp arata naturale, congeniale con il suo mondo sgargiante di ceffi alla Briatore, di tacchi a spillo e di mascara. Al contrario, quando Monti spiega che «bisogna calare le tasse», sia pure aggiungendo «con cautela», smotta,
si esibisce in un cedimento di
identità, scimmiotta l'uomo -disastro da cui aveva liberato il paese,
imita l'untore che aveva appestato
l'Italia. Non dico che sia come se si
tingesse anche lui i capelli o calzasse il sovrattacco o indossasse la
bandana. Ma il populismo sulle
tasse non è solo un peccato di vanità. È un tradimento di Monti verso Monti.
Diffusione: 396.446
La strana battaglia sull'Imu
così Silvio-Tom e Mario-Jerry
si inseguono nelle promesse
E insieme stanno invadendo gli spazi televisivi
Ed è vero che l'uso del Twitter
non è in sé berlusconiano e anzi è
post berlusconiano. Come infatti
disse Sgarbi: «Berlusconi è analogico e non digitale». E voleva dire
che è fermo alla tv e non capisce né
la tecnolo gia della comunicazione
"fai—da—te" (i video di Grillo) né
appunto quella della connessione
perenne (il twittcr). E però Monti
per commentare, nientemeno, la
riforma elettorale, è ricorso al dettaglio delle faccine, agli emoticon,
che non è l'alfabeto dei nativi digitali ma la smorfia usata da Flavia
Vento. Di nuovo Monti attenta alla propria identità, che è molto definita e molto blasonata: la sobrietà può esser spiritosa ma non
vezzosa e neppure pittoresca.
E si capisce che si è messo nelle
mani dei creativi: «Non sapevo —
ha detto — che fossero gli stessi
che curano la campagna di Nichi
Vendola». Il frizzante, emozionale
e narrativo Nichi significa movimentismo, tendenza, voga. Deve
essere anche per questo che i sondaggi, che pure premiano di qualche punto il doping televisivo di
Berlusconi, il solito abuso che il
Cavaliere fa delle tv che possiede e
dellaRai che ancora controlla, non
premiano invece il Monti degradato a Tom che insegue Jerry.
Monti può forse conquistare il
moderato italiano, ma non certo
stordendolo alla Berlusconi. Semmai rassicurandolo alla Monti. E
invece, come dicevamo, Monti
tradisce Monti e dunque Tom insegue Jerry a Unomattina, nell'Arena, dall'Annunziata, nelle interviste a raffica dei tg e nei faccia a
faccia di Sky. Sono "drogati" dall' audience e ne vo gliono sempre di
•%;
più, al punto che siamo rimasti tutti allibiti quando il saggio Sergio
Zavoli, presidente della Vigilanza
Rai, qualche giorno fa è sbottato:
«Basta, é uno sgarro inaccettabile
allapar condicio ». E non stavap arlando di Tom-Silvio ma appunto
di Jerry-Monti che, già in overdose, è stato ieri tenuto lontano dagli
studi di Massimo G fletti co n un' ordinanza aziendale, di cui lo stesso
Monti ha lodato l'indipendenza
da... Monti, un po' come faceva
Berlusconi quando additava ad
esempio l'autonomia del suo fido
Masi: «Non riesco a vedere in che
modo il presidente Tarantola e il
direttore generale Gubitosi siano
uomini miei: hanno mostrato anche in questo caso indipendenza»
E Silvio ringhia: «Non è nemmeno il mio rivale, ma solo la ruota di
scorta del Pd». E ieri lo ha degradato da «leaderino » a «semplice comparsa ». Monti adotta invece la cortesia dorotea, annunzia che dopo
le elezioni dialogherà «anche con
Berlusconi» e intanto distilla veleni strumentalmente equidistanti:
«Pdl e Pd mi hanno sostenuto a fasi alterne» ha detto ieri in un esercizio di bugia elettorale. E l'altro
giorno con in te stai cuffioni di "Radio anch'io" ha proposto addirittura di «silenziare Fassina e la
Cgil». Sono infatti «la parte più
conservatrice della sinistra che si
oppone al cambiamento» ripete
Monti che ha sostituito lo spettro
del comunismo con quello del sindacalismo ma agita l'identico ossessivo spauracchio rosso di quel
Berlusconi che infatti si arrabbia e
lo attacca a Radio Radio: «Lui fa in
tv esattamente le cose che faccio
io, ma se le f
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Labfranabattagkbunnw
abiSlio-TomeMariACII)
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la Repubblica
07/01/2013
Periodicità: Quotidiano
Tiratura: 509.141
Direttore Responsabile: Ezio Mauro
La televisione è un'ossessione
italiana che contagia tutti e però
Monti ci ha davvero stupito perché
sembrava estraneo, immune a
qualsiasi imbonimento e lontano
da ogni tentazione populista. Anzi, era stato chiamato proprio perché era il contrario di questo modello: l'antidoto, il contravveleno.
Sta invece diventando una specie
di portatore sano del berlusconismo? «Nel Pd — ha detto — c'è
Ichino che ha lasciato il partito per
venire sulle mie posizioni e non è il
solo, perché ci sono anche Morando, Tonini eVassallo ». E fa quasi tenerezza vedere che dopo il Te
Deum con la Merkel e Hollande i
suoi nuovi compagni diprocessio ne sono Morando, Tonini eVassallo. Anche Berlusconi del resto passò dal ranch di Bush al resort di
Briatore.
E dire che all'inizio Monti andava solo da Lilli Gruber, che è il massimo dello chic e della sobrietà, soprattutto in collegamento da qualche posto misterioso ma autorevole. Ora invece, dopo appena un
anno, proprio come Berlusconi
promette di abbassare le tasse. E se
è salito in politica è però sceso in tv
dove sottrae l'acqua a Berlusconi,
ruba nella casa del ladro.
Diffusione: 396.446
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Certo all'ossessione delle fidanzate e della «patonza che deve girare» Monti risponde con l'abuso
elettorale del più pudico spread.
Ma il rischio è l'ossimoro del pop
sobrio, del doping tranquillo, dell'anfetamina moscia soprattutto
se è vero che vuole candidare Gregorio De Falco, che fu l'alter ego di
Schettino, il suo doppio, il suo degno compare nella notte della tragedia della Costa, quello che gridando «torni a bordo cazzo» portò
il dettaglio della farsa in una tragedia vera. Perché Tom raggiunga
Jerry manca solo che Berlusconi
candidi Schettino.
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La Armatela& bunnu
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la Repubblica
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07/01/2013
Periodicità: Quotidiano
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Berlusconi-Maroni, vertice per l' accordo
Alfano: "Silvio è il nostro candidato " Salvini: "Allora salta tutto "
ANDREA MONTANARI
MILANO — Questione di ore. Per
fare l'accordo tra Pdl e Lega e confermare l'alleanza sia in Lombardia che alle elezionipolitiche o per
rompere definitivamente. Con
entrambe le opzioni ancora aperte. Dopo la cena ieri sera tra Silvio
Berlusconi e Roberto Maroni. Al
tavolo solo loro due, per evitare
fughe di notizie. Resta ancora
aperto il nodo della candidatura a
premier del Cavaliere. «È il nostro
candidato - ha ribadito il segretario del Pdl Angelino Alfano - Ma
non credo che siaunproblemainsormontabile». Replica a muso
duro il leghista Matteo Salvini:
«Non so Alfano da dove prenda
tutto questo ottimismo. Con Berlusconi in campo non c'è possibilità di alcun accordo». Una doccia
fredda per il segretario pdl che
aveva appena definito «inevitabile» una collaborazione tra i due
partiti per tentare la rimonta come ne12006. Un faccia a faccia decisivo quello tra Berlusconi e Maroni. Prima dell'ufficio di presidenza del Pdl che oggi nel tardo
pomeriggio definirà le regole per
le candidature. E del Consiglio federale della Lega che domani tirerà le somme su tutta la partita
Zeri sera la cena
CR,5ze leazZ'er z
oggi la ->mesiders.
e ZZ'Onlkaltrd Za
rianlonz-:! ZegKisZ•z-z,
delle alleanze. Nulla viene dato
ancora per scontato. Né in un senso, né nell'altro.
Prima della cena con il Cavaliere ieri per tutto il giorno il leader
della Lega Maroni aveva sfoderato il suo ottimismo su twitter: «Giro tra la gente e sento entusiasmo
per la mia candidatura alla presidenza della Lombardia. Un sogno? Io ci credo». Un ottimismo
condiviso anche dal governatore
del Piemonte Roberto Cota:
«Quando Maroni governerà la
Lombardia faremo la macroregione del Nord». Anche Berlusconi ieri ha continuato a strizzare
l'occhio alla pancia leghista. Per
compiacere i dirigenti del Carroccio ha attaccato ancora il premier
Mario Monti e promesso che come primo atto se vincerà le elezioni «abolirà l'Imu». Non prima di
ripetere che la lista del Professore
è «immorale» perché messa in
campo per portare voti alla sinistra «sotto mentite spoglie» Mentre, secondo il Cavaliere, per
Monti si aprirebbe solo la prospettiva di «un ruolo da comparsa
nello scenario politico». Per il resto anche Berlusconi vede rosa:
«Dopo 13 mesi di silenzio sono
tornato e in appena 15 giorni ho
recuperato nei sondaggi 10 punti»
dice al Tg5 ostentando la convinzione di potersi riprendere «quel
40% che ci ha votato nel 2008». E
tuttavia qualche timore deve restare se Silvio sente il bisogno di
rinnovare l'appello al"voto utile",
usato anche nella campagna elettorale del 2008. «Gli italiani devono fare una scelta di campo netta.
O la sinistra di B ersani, o il centrodestra rappresentato da me. Tutto il re sto, apartire da Monti, è inutile nell'attuale quadro politico».
La sensazione comunque è che
il Pdl prima di cedere alle richieste
della Lega sul passo indietro di
Berlusconi da candidato premier,
voglia essere certo che il Carroccio accetti il pacchetto completo.
La candidatura di Maroni in Lombardia in cambio dell'alleanza
anche alle elezioni politiche. Stessa diffidenza tra i leghisti che temono un voltafaccia in extremis
di Berlusconi e per questo spingerebbero per arrivare all'accordo
solo all'ultimo minuto. In ogni ca-
so, il Cavaliere resterebbe come
leader della coalizione, ruolo previsto dalla legge elettorale e che il
Carroccio è disposto a concedergli.
Chi sianellaLega che nel Pdl ha
partecipato in questi giorni al tavolo tecnico sulla proposta leghista di trattenere il 75 per cento del
gettito delle tasse nelle regioni assicura che tutti gli ostacoli sarebbero stati superati. Con un meccanismo che consentirebbe di ap plicare la misura più rapidamente in Lombardia e in modo più diluito nelle altre regioni. Per altro
solo in quelle che rispetteranno il
criterio dei costi standard nella
spesa.
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Berlusconi-Maroni,verticepediecordo
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si di,dono Facebook
-No,l'intsa ade.'
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07/01/2013
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Direttore Responsabile: Ezio Mauro
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Bersani, impasse in Sicilia e Friuli
al Senato patto con gli Arancioni
SullelisteilP,siminacciarlisfilursi. Recuperata la Concia
GIOVANNA CASADIO
ROMA — Con ottimi sondaggi
sul tavolo, il Pd studia l' offensiva
per il Senato. È il tallone d'Achille che Bersani non può sottovalutare, e su cui in queste ore si sta
discutendo, in un intreccio tra
scelta di candidati forti (Piero
Grasso; Maria Chiara Carrozza;
Guglielmo Epifani), accordi, e
"casi" irrisolti. Come la trattativa con i socialisti di Riccardo
Nencini. Il segretario del Psi è arrivato a Roma sabato, per chiedere il rispetto degli accordi su
numero e "peso" dei candidati
nelle liste. Partita ancora aperta.
Tanto che Nencini dichiara di
essere pronto a non candidarsi
personalmente, e di preparare
delle liste del P si autonome perii
Senato in Lazio, Campania e Basilicata. Sarebbe un danno per il
Enoc tintaaAezRes-x:i e Coceanu
Laneao SeoRa
a
Pd, dove
dove qualcuno immagina
persino "accordi tecnici" di non
belligeranza con il Movimento
Arancione di Ingroia-De Magistris per evitare competizioni a
sinistra, ad e sempio in Sicilia e in
Veneto. Ottenere la maggioranza al Senato per Bersani è dare
scacco a Monti e alle mire centriste sulla premiership.
Il puzzle delle liste democratiche si compone con difficoltà,
a 48 ore dal via libero definitivo
in Direzione domani. Il Friuli e la
Sicilia sono ancora in pieno
caos. Debora Serracchiani, segretaria democratica friulana,
ingaggia un braccio di ferro e interrompe le trattative: «Quattro
paracadutati da Roma sono
troppi». Ci si aggiorna a oggi. In
Piemonte, MariellaEnoc ringrazia ma rinuncia. All'expresidente di Confindustria piemontese,
manager della sanità, cattolica,
era stato offerto il primo posto in
lista davanti a Cesare Damiano o
nella circoscrizione 2. Un modo
per equilibrare il "gauchista"
Damiano. Niente da fare. Ignazio Marino sarà capolista piemontese al Senato, nonostante
lui preferisse il Lazio. Incassa
però la candidatura in un posto
sicuro di Paola Concia, deputata uscente della corrente mariniana, leader lesbo -gay. In tarda
serata si riaprono le speranze
per Stefano Ceccanti e per ilrenziano Roberto Reggi. In To s cana
potrebbero essere due donne
capolista: al Senato (Maria
Chiara Carrozza) e alla Camera
(Michela Marzano, seguita da
Andrea Manciulli). La Sicilia è in
alto mare; oggi il segretario Giuseppe Lupo dovrebbe tornare a
Roma, i siciliani non vogliono
più di sei nomi nazionali. B eppe
Fioroni, dato per possibile capolista in Sicilia orientale (oltre
che secondo in Lazio 2), stamaniribadirànell'incontro con Migliavacca che è ben contento co sì. Matteo Renzi ha fatto avere al
tavolo delle candidature la sua
lista dei 17, sicuri sarebbero Simona Bonafè (in Lombardia);
Francesco Bonifazi, Ivan Scalfarotto, Luca Lotti, Laura Cantini,
Nadia Ginetti, Maria Elena Boschi, Paolo Gentiloni, Lino Paganelli, Ermete Realacci, Cristina Alicata, Alessandra Tresalli
(consigliere di Carbonia), Michele Ansaldi (ex portavoce di
Rutelli). Si è fatto anche il nome
del giornalista Beppe Severgnini. Inoltre. Appello del regista
Scola e di Sergio Zavoli perrecup erare Vincenzo Vita, esperto di
media. Enzo Bianco, l'ex ministro dell'Interno che non si candida ma potrebbe essere in corsa per fare il sindaco di Catania,
replica ai montiani del Pd e alle
tentazioni di saltare il fosso: «Il
profilo democratico-liberale
nel Pd dovrà essere di indubbia
rilevanza». Ma la lealtà a Bersani
pure.
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Bersani,Ampame m Sieiliaeniu
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07/01/2013
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Pd, i probabili capilista
Camera
P:EN1ONTE
Senato
Camera
Senato
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1 Cesare
Damiano
2 Luigi
Gobba
Ignazio
Gian Claudio
Marino
Bressa
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1 Davide
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2 Pier Paolo
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1 Pierluigi
Bersani
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Giorgio
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Laura
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Dario Josefa
Franceschini Idem
n.2 Claudio Broglia
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Andrea
Orlando
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Enrico
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Donatella
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TOSCANA
Michela
Marzano
Giovanni
Maria Chiara
Carrozza
Legnini
n.2 Franco Marini
n.2 Andrea Manciulli
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Marina
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Stefania
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Cassano
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Anna
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Pierluigi
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07/01/2013
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Direttore Responsabile: Ezio Mauro
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L'annuncio del consigliere comunale di Bologna espulso. Anche Ilaria Cucchi sarà candidata con Rivoluzione civile
Salsi: i grillini scontenti voteranno per Ingroia
ELEONORA CAPELLI
BOLOGNA — I "ribelli" dei Cinque
Stelle virano sempre più vers o l'arancione, la lista di Antonio Ingroia si
prepara a raccogliere i consensi dei
grillini che non hanno apprezzato le
espulsioni e gli anatemi del loro leader. «È plausibile che i delusi da Beppe Grillo convoglino l'interesse sulla
lista di Ingroia - dice Federica Salsi,
espulsa dopo la partecipazione alla
trasmissione televisiva Ballarò - le tematiche sono affini e le ultime "sparate" a molti non sono piaciute. Poi
ognuno si meriterà i voti che riesce a
conquistare». Salsi, consigliere comunale di Bologna, non correrà per-
sonalmente («Non mi candido da
nessuna parte, a differenza di Grillo
per me la parola data ha un valore»),
però non si sente di criticare l'amico
Giovanni Favia se deciderà di cedere
alle sirene di "Rivoluzione Civile".
Trai compagni dipartito l'approdo
"arancione" del consigliere regionale
che ha racco lto 161 milavoti in Emilia
non sembra affatto forzato. «Di fatto
Giovanni è libero, in regione c'è un
gruppo di persone scontente dell'o perato di Grillo e Casaleggio - dice Salsi - si potrebbero riconoscere in una
scelta di questo genere». La trattativa
tra l'ex grillino "marchiato" dal fuori
onda in cui lamentava la scarsa democrazia interna al movimento, e il
magistrato per oranonviene «né confermata né smentita» dagli interessati. Oggi Antonio Di Pietro (che ieri si è
limitato a commentare «non ne so
nulla») sarà a Bologna ma il suo braccio destro, Silvana Mura, chiede al ribelle di rompere gli indugi. «Favia sarebbe un grande valore aggiunto per
un progetto politico serio - dice Mura
- la sua candidaturaun contributo per
l'intero Paese». La "concorrenza" a
Grillo della lista di Ingroia del resto
non si limita ai nomi in lista, ma si gioca anche sui temi: in Piemonte ad
esempio verrà candidato un esponente del Movimento No Tav. Il cartello elettorale messo in piedi dai sindaci di Napoli e Palermo, Leoluca Or-
I PERSONAGGI
Federica Salsi venne espulsa da Beppe Grillo
per la sua apparizione televisiva a "Ballarò".
A destra l'ex pm Antonio Ingroia
lando e Luigi De Magistris, intanto
continua a racco gliere esponenti della società civile.
Nelle ultime ore è maturata la candidatura di Ilaria Cucchi, sorella di
Stefano, mentre il giornalista Sandro
Ruotolo è stato contattato ma non ha
ancora aderito. A Genova sarà candidato Vittorio Agnoletto, ex leader del
movimento No Global, mentre in Sicilia co neràFranco La Torre, figlio del
leader comunista assassinato dalla
mafia Pio La Torre. In lista anche Giovanna Marmo, dirigente della Fiom
che ha seguito la vicenda di Termini
Imerese. In To s cana certa la candidatura dell' astrofisicaMargheritaHack.
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Bersanumpassem Sicilia cFriulì
Senatopatto con gh Iranciom
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07/01/2013
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Spese di
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Stipendi
Stipendi
Retribuzione
supplenze brevi personale di ruolo accessoria
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Lombardia
Veneto
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Sicilia
Sardegna
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Scienze
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Rivoluzione nelle scuole
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Conterà "il risultato ". E i sindacati si ribellano
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RivoTrzione nelle scuole
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07/01/2013
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SALVO INTRAVAIA
ROMA — La scuola si prepara all'ennesima rivoluzione: più soldi agli istitutimigliori. La novitàp er il cosiddetto fondo di Funzionamento delle oltre 9mila istituzioni scolastiche italiane dovrebbe scattare dal 2014. Una
idea che richiama alla mente lo stesso
sistema, lanciato dall'ex ministero
dell'Istruzione Mariastella Gelmini,
che oggi assegna più risorse alle università italiane più meritevoli. Peccato che in Italia non esista un meccanismo in grado di valutare scientificamente le performance dei singoli istituti. Un fatto che porta i sindacati a
bollare questa norma – introdotta
nella legge di Stabilitàvarata lo scorso
24 dicembre, comma 149 dell'articolo 1 – come una cosa "irrealizzabile".
Il provvedimento è chiaro: "A de-
Dati 2010, Italiano
primaria III media II superiore
lem-e d Sta,,:eì;
Kas,nRn;ano
dubbìsuRnutotl.:
ZygRluta.',1oRRe
correre da12014 i risultati conseguiti
dalle singole istituzioni sono presi in
considerazione ai fini della distribuzione delle risorse per il funzionamento". Un ragionamento che non
fa una piega. Ma che per Massimo Di
Menna, a capo della Uil scuola, «si
tratta di una norma scritta in modo
approssimativo».«La cosa migliore–
spiega – è che il prossimo governo
non tenga conto di questa norma
scritta con sup erficialità». La posta in
gioco è alta, basta citare i dati di due
anni fa quando le scuole ricevettero
dal ministero – e dagli enti locali –
quasi 2 miliardi e mezzo di euro per
le cosiddette spese di Funzionamento didattico e amministrativo. Con
queste risorse la scuola riesce a coprire a malapena le spese l'acquisto
della cancelleria e del materiale di
pulizia, le spese postali e telefoniche
e quelle per l'acquisto di libri e riviste
scientifiche, dei materiali e la manutenzione degli strumenti da utilizzare nei laboratori. Manon solo: le spese di funzionamento servono a fare
camminare la macchina scolastica.
«Non riusciamo a comprendere –
confessa Domenico Pantale o, lea-
m-~
Sewu3ng
2011-2012, scuola superiore
Le peggiori
V. d'Aosta
18.5
Sardegna
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La migliore
Umbria
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media Italia
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2011-2012
Le migliori
Campania
Calabria
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Sardegna La
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addlefilrichapogú
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07/01/2013
Periodicità: Quotidiano
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Direttore Responsabile: Ezio Mauro
A 15 anni firma articolo su Nature
per i francesi è il nuovo Einstein
PER i media francesi, potrebbe essere il nuovo
Einstein. Neil Ibata, un quindicennefranceseche
frequenta il Liceo Internazionale di Strasburgo e
fa uno stage nell'osservatorio dove lavora il
papà, ha firmato un articolo pubblicato da "Nature" sul le galassie nane attorno ad Andromeda,
giudicato di grande interesse dagli scienziati.
der della Flc Cgil- la logica di questa
norma e cosa si intenda per "risultati"».
«In Italia- continua - non c'è un
sistema di valutazione collaudato. E
poi, che senso ha legare le risorse per
il funzionamento ad ipotetici risul-
Neil I bata,
il Menne
francese
tati ancora tutti da verificare?». Gli
unici dati al momento disponibili
per valutare le performance delle
scuole sono i risultati dei test Invalsi
in Italiano e Matematica sugli alunni della scuola elementare, media e
superiore e i dati sui promossi e boc-
Diffusione: 396.446
ciati. Ma è fin troppo evidente che le
prove standardizzate risentono delle condizioni socio-economico-culturali del contesto: non è la stessa cosa fare scuola a Scampia o al centro
di Milano. Per valutare le scuole meritevoli si potrebbe anche ricorrere
ai dati sulla dispersione scolastica,
appoggiarsi ai risultati dei test internazionali o mettere in piedi un complesso sistema divalutazione adhoc.
«Un sistema di valutazione serve
senz'altro - osserva Di Menna - ma
sarebbe serio costruirlo in 4 anni e
spendendo quanto si spende in
Francia». «E ammesso che si possanoverificare gli apprendimenti, qual
è la ratio che porta a tagliare le risorse alle scuole con risultati peggiori?
Semmai, occorrerebbe assegnare a
queste scuole più risorse».
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Il sì condizionato di Giorgio Rembado, presidente dell'Associazione presidi
"Giusto premiare solo chi s'impegna
ma non sia una scusa per nuovi tagli"
ROMA—Giorgio Rembado è ilpresidente dell'Associazione nazionale presidi e non sa nulla della no vita prevista nella legge di Stabilità
(da poco in Gazzetta ufficiale) che
equiparale scuole —da12014— alle università: p er rip artire le risorse
per il funzionamento dei singoli
istituti il ministero dell'Istruzione
terrà conto dei risultati. Cosa siano
questi risultati, si scoprirà con il
prossimo governo, che dovrà definire e attuare la complessa legge di
Stabilità. «Nessuno al momento sa
che cosa significhi risultati», dice
Rembado.
È l'ultimo colpo del ministro
Profumo in questi tredici mesi rutilanti. Cosa ne pensa?
«Innanzitutto devo fare uno
scongiuro».
Scongiuri.
«Non vorrei che questo articolo
di legge fosse il solito strumento
per depauperare il sistema di istruzione che giàè allo stremo, non reggerebbe più ritocchi al ribasso.
Non vorrei che al momento del-
PRESIDENTE
Giorgio
Rembado,
Associazione
presidi
l'applicazione scoprissimo che il
disegno sui risultati semplicemente corrisponde a un taglio».
E questa è la prima cosa.
«La seconda questione è che, al
netto della valutazione delle modalità di applicazione, dare risorse
maggiori alle scuole che corrispondono impegni superiori è analogica di giustizia. Dobbiamo uscire
dai finanziamenti a pioggia, dalle
misure uguali p ertutti. Ilno stro datore di lavoro, lo Stato, deve defini-
I test Invalsi non bastano, sarà
necessario tener conto anche del
numero dei promossi, della media
dei voti, dei miglioramenti avvenuti
re obiettivi diversi e specifici e dare
finanziamenti adeguati. Fosse così, l'articolo sarebbe virtuoso».
Su che cosa dovrebbe basarsi la
definizione di risultato per una
scuola? I test Invalsi?
«Non bastano. Sarà necessario
tener conto del numero dei promossi, della media dei voti e trovare una classifica che misuri i progressi: bisogna conoscere il punto
di partenza di una scuolap er quantificare gli scarti in avanti».
Ha apprezzato un ministro,
Francesco Profumo, che annunciando di voler solo oliare il sistema in verità ha presentato una rivoluzione scolastica ogni due settimane?
«Apprezzo i tentativi di innovazione, alcune riforme tentate da
Profumo potrebbero essere riprese e portate avanti. Sull'innovazione tecnologica ha dato una spinta
superiore ai precedenti ministri.
Su altre cose, come le 24 ore per gli
insegnanti senza aumento di stipendio, ha fatto errori facilmente
evitabili. Diciamo che il ministro
tecnico non ha raggiunto risultati
definitivi, ma il suo percorso non
dovrebbe essere interrotto».
(c. z.)
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Rivoluzionendlescuole
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Direttore Responsabile: Mario Calabresi
07/01/2013
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Tiratura: 350.297
Diffusione: 253.971
Monti: modificare l'Imu si può
Berlusconi lo sfida: "Inutile votarlo". Il Pd attacca il primo ministro:propaganda che non fa bene al Paese
RAFFAELLO MASCI
ROMA
Moderati d'Italia, non votate
Monti: è inutile, dice Silvio
Berlusconi dai microfoni del
Tg5. Moderati d'Italia votate
me e - vedrete - riusciremo ad
abbassare le tasse, dice Mario
Monti dagli schermi di
SkyTg24.
I due leader che si sono avvicendati al governo negli ultimi anni, dopo il match di due
giorni fa per vie digitali, ieri
sono tornati a scontarsi in Tv:
Berlusconi sulla testata ammiraglia della sua flotta tele
visiva, Monti sulla più rampante tv privata. Ma mentre
Monti glissa e sfuma i toni,
Berlusconi va giù duro, ribadendo il concetto anche su Teleradiostereo e sul Giornale
dell'Umbria in una intervista.
E dunque cominciamo da
qui: «Monti - ha detto Berlusconi - si è messo insieme a
compagni di viaggio a dir poco inaffidabili e la sua lista è
stata messa in campo per
portare voti alla sinistra sotto
mentite spoglie. Una cosa immorale - osserva - contro la
quale è mio dovere battermi».
E comunque il Prof, «è una
comparsa destinata a lasciare
presto la politica italiana».
Da qui l'invito - diffuso sul
Tg5 - a non votare i "piccoli":
«Solo concentrando il voto
dei moderati in un solo partito questo potrà avere la maggioranza assoluta in Parlamento e potrà, come primo
intervento, cambiare la Costituzione e la parte che riguarda i poteri di decisione del
L'imposta è frutto del
precedente governo
Il gettito va destinato
maggiormente ai
Comuni
Le tasse sono
certamente
da ridurre, ma
non con promesse
insostenibili
Mario Monti
presidente
del Consiglio
presidente del Consiglio, del
governo e del Parlamento».
Quanto al suo destino è tutta
una marcia trionfale: ««Non mi
sento affatto sconfitto. Siamo
tutti noi ottimisti perché dopo 13
mesi di distanza e silenzio, in cui
non ho dato nemmeno un'intervista ai giornali italiani né fatto una
comparsa in televisione, sono ritornato a comunicare e i sondaggi ci confermano che in poco più
di 15 giorni siamo saliti di 10 punti
e quindi contiamo di recuperare
quel 40 per cento di elettori che
ci avevano votato nel 2008».
Mario Monti, com'è nello stile
dell'uomo, è stato molto più so-
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Monti: modificare l'Imu si può
ll - presidente ELsa' e il nmrito,
lo lidmina e gr2sLisee i conti
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Una cosa immorale
Monti si è messo in
campo con compagni
inaffidabili per portare
voti alle sinistre
Il Professore è una
comparsa
destinata a lasciare
presto la politica
italiana
Silvio Berlusconi
Leader
del Pdl
Il premier Mario Monti
brio e mai ha nominato il suo
predecessore nell'intervento a
SkyTg24, ma la distanza abissale nei toni e nel merito è stata
Il leader Pdl: «È bastato
che riapparissi e
abbiamo ripreso 10
punti, arriveremo al 40»
evidente da subito. Ha iniziato
raccontando come sia maturata
la decisione di fare politica attiva: «Quando ho preso la decisione di "salire" in politica? La stavo covando già da un po' e la sfi-
Silvio Berlusconi, leader del Pdl
ducia del Pdl mi ha solo rafforzato nel mio convincimento». E dopo la riflessione c'è stata la scelta, previamente comunicata «ai
miei due presidenti: quello della
Repubblica e quello di casa»,
cioè sua moglie.
E quando ha deciso per
un'alleanza al centro? «All'inizio non c'era alcun patto - ha
detto - Poi Casini e Fini prima
di altri hanno capito che i problemi non si risolvevano senza
la grande coalizione, sono stati i
più tenaci sostenitori della
maggioranza».
Quanto alle cose da fare «Bisogna rivedere l'intera struttu-
ra fiscale - spiega - Bisogna fare
molta attenzione però alle promesse fiscali: le tasse sono certamente da ridurre, ma non con
promesse insostenibili. Se abbiamo una situazione compromessa è a causa di quanto fatto
negli anni precedenti». Nel mirino del Professore c'è soprattutto l'Imu, «frutto del precedente
governo, che deve essere modificata per destinare il gettito
maggiormente ai Comuni». E
nella lista dei provvedimenti da
migliorare ci sono sicuramente
anche la legge anti-corruzione e
quella sul mercato del lavoro, rimaste incomplete per colpa del-
la mancata intesa con Pdl e Pd.
Inoltre, rimarca ancora Monti,
se la riduzione della spesa pubblica andrà come previsto, c'è la
«possibilità» di ridurre l'Irpef e
congelare l'Iva a luglio.
Gettando lo sguardo al passato, Monti ammette che nei
suoi 13 mesi di governo il sostegno di Pd e Pdl è stato «a correnti alternate». Parole che non
sono sfuggite a Anna Finocchiaro del Pd: «Monti nei panni del
propagandista non fa un buon
servizio alla politica e al Paese»,
ma soprattutto «conosce bene
la lealtà del Pd nel sostenere il
suo esecutivo».
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Dal premier no alle quote
Riccardi non si candiderà.
L'Ude proporrà i nomi meno indigesti per il Senato. Compreso Casini
UGO MAGRI
ROMA
Il criterio delle quote, un tot
per cento a me e un tot a te,
con Monti non fa breccia.
Sulla lista che in Senato recherà il suo nome, il Prof rifiuta a priori qualunque lottizzazione dei candidati basata sull'appartenenza alle
rispettive famiglie politiche.
In altre parole, non pensa affatto di mettere in lista personaggi poco convincenti,
soltanto perché indossano la
casacca di Fli o dell'Udc, i
due partiti alleati.
Chi è al corrente delle sue
riflessioni domenicali, le sintetizza in questo modo: «Se
per assurdo Fini e Casini gli
proponessero 80 nomi supervalidi da candidare in Senato,
il presidente Monti magari li
metterebbe in lista tutti e 80
senza problemi. Se viceversa
non ce ne trovasse uno solo
adeguato alla sfida, in quel caso se ne infischierebbe del bilancino e li boccerebbe in massa...». Sono concetti ben presenti al Gatto e alla Volpe (così, sulla sponda montiana, vengono affettuosamente ribattezzati Fini e Casini), specie
dopo il vertice con Monti sabato sera. Né da allora risultano
significativi passi avanti, anche perché ieri mattina il premier è andato a San Pietro per
l'ordinazione dei nuovi vescovi, con un codazzo da fare invi-
dia agli stessi porporati: da
Buttiglione a Cesa, dal ministro Riccardi (che peraltro
non si candiderà) all'altro ministro Ornaghi, tutti quanti in
prima fila. E nel pomeriggio il
premier, dopo l'intervista su
Sky, si è rifugiato a Milano.
L'unica novità è una certa
presa d'atto collettiva che
Monti è piuttosto determinato
a far valere il merito come criterio della sua scelta. Proprio
su Sky ha ribadito che socchiuderà l'uscio ai politici,
purché «ben filtrati quanto a
rigore di comportamento»,
dunque ha poco senso insistere per fargli adottare un metro lassista. Semmai, l'astuzia
che gli ex-dc stanno escogitan-
do per aggirare certe possibili
impuntature del Prof, consiste
nel sottoporgli i loro nomi più
appetibili per il listone del Senato, quello dove gli alleati
correranno tutti insieme trainati da Monti; e di concentrare viceversa le candidature
meno pregiate nella lista Udc
alla Camera, sulla quale non
comparirà il nome del premier ma campeggerà quello di
Casini. Tradotto in concreto,
lo stesso Pier Ferdinando, che
pure darà il suo nome alla lista
per la Camera, intende candidarsi al Senato, futuro crocevia di tutti gli equilibri politici:
impossibile per Monti negargli un posto nel «listone». Top
secret i nomi di quanti del-
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110 alle
quoto
candiderà
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Riccardi
Santiní
\\ Andrea Riccardi,
ministro del
governo Monti e
tra i promotori
della lista
elettorale
ispirata al premier,
non si candiderà
Giorgio Santini,
segretario
aggiunto
della Cisl,
potrebbe
essere candidato
alla Camera
in Veneto 1
l'Udc lo seguiranno a Palazzo
Madama, ma saranno appunto «i meglio fichi del bigoncio»
(avrebbe detto Cossiga), in
modo che l'esaminatore abbia
poco da obiettare...
Poi, si capisce, una certa
proporzione tra partiti e movimenti andrà pur rispettata,
Monti non è così na'if da ignorarlo. Oggi la stretta finale,
curriculum degli aspiranti
parlamentari alla mano, perché domani sera al massimo
tutte le liste dovranno già essere pronte, in modo da raccoglierci su le firme, come
prescrive la legge.
07/01/2013
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1lPdl a un passo da Ibrzi
1140 per cento alle donne
Santanchè capolista in Piemonte. Ricanclidato solo il 10% dei parlamentari
Lustrare l'immagine internazionale del Cavaliere. Rassicurare i potenti alleati d'Oltreoceano circa le sue vere
intenzioni. Far comprendere
alle cancellerie europee che
Berlusconi non ha preso una
deriva nazionalista e anti-comunitaria, come da certi suoi
discorsi potrebbe apparire.
Compensare in qualche misura l'addio di Frattini, ormai sul punto di correre con
la lista di Monti in Senato, e
dimostrare che pure personaggi dotati di grande equilibrio possono schierarsi col
centrodestra... Sono alcune
delle mille ragioni che spingono in queste ore Alfano
(per non dire di Letta), a perorare con forza la candidatura in Parlamento di un ministro «tecnico» nella persona di Terzi, titolare degli Affari Esteri. Lui pare ci starebbe, anche per effetto delle
insistenze. E del resto, erano
ben noti i suoi rapporti con
Fini quando ancora contava
nel Pdl, insomma la scelta di
campo non sarebbe un vero
colpo di fulmine.
Sennonché la voce è circolata in un battibaleno, e già
nel partito si registrano mini-sommosse. Perché c'è chi
non perdona a Terzi 1) la grande diplomazia sfoggiata con
l'India sulla vicenda marò e 2)
il voto italiano all'Onu pro-Palestina (in verità Terzi puntava
all'astensione, fu Monti a volere diversamente). Ora si tratta
Sul ministro è subito
scattata una fronda da
parte di tanti onorevoli
che non lo amano
ancora debbono essere stabiliti i criteri per la formazione
delle liste. Anzi, neppure gli
apparentamenti sono stati definiti. Tutto discende dalle
trattative in corso con la Lega.
Se oggi Berlusconi tornerà a
Roma con il Carroccio in tasca,
allora darà via libera pure all'alleanza con Grande Sud
(Micciché) e con Fratelli d'Italia (La Russa-Crosetto-Meloni). In caso contrario, zero intese con questi soggetti. La ragione, a prima vista misteriosa, è presto spiegata. Il Cavaliere vuole concedere un po' di
spazio alle liste minori solo nel
caso in cui un accordo con Maroni gli conceda qualche reale
chance di vittoria finale. Pur di
battere la sinistra, ben venga
ha «gelato» tutti, specie gli euro-parlamentari vogliosi di
trasferirsi alla Camera o al Senato: «Per voi non c'è posto».
Altri cavalli di frisia verranno
stesi nel pomeriggio, quando a
Palazzo Grazioli si riunirà l'Uf-
Gli apparentamenti con
Micciché e Fratelli
d'Italia dipendono da
quello con la Lega
ficio di presidenza in versione
molto ristretta, senza la colorita pletora di intrusi che solitamente vi si affacciano. Si stabilirà che non può tornare in
Parlamento chi già vi è stato
tre volte, chi ha superato i 65
anni, chi non ha versato puntualmente al partito le quote
dello stipendio (malcostume
ben diffuso nel Pdl). Solo pochissime deroghe verranno
tollerate. E l'ultima parola
spetterà, inutile dire a chi.
La vera sorpresa, per un
partito maschilista come il Pdl,
consisterà in una forte apertura al mondo femminile. Pare
che Berlusconi voglia in lista
numerosissime donne, e soprattutto che vengano elette. Il
40 per cento dei posti «sicuri»
dovrebbe essere a loro destinato. Per esempio, capolista in
Piemonte potrebbe essere Daniela Santanché. «E non sarà
una passerella di sole miss Italia», mettono le mani avanti gli
aiutanti del Capo. [u.m.]
un patto con i partitini. Se invece il diavolo ci mettesse la
coda, e l'accordo con la Lega
dovesse saltare, allora Berlusconi avrebbe un'unica convenienza: rimpolpare il Pdl, fagocitando le liste-satellite. Qualunque scelta sulle candidature dipende da questo snodo.
Ma la promessa di rinnovare le liste, e di confermare il 10
per cento «al massimo» dei
parlamentari uscenti, è ancora
valida oppure no? Nel giro di
Arcore la danno per scontata.
Per cui viva disperazione tra
deputati e senatori, specie di
lungo corso. E grande affollamento in via dell'Umiltà, davanti alla porta di Verdini, l'uomo incaricato da Berlusconi di
vagliare le liste. Finora Verdini
Pagina 5
Dal pturnier no alle quoto
Riectu.dinon si candiderà
di capire cosa ne pensa la Suprema Corte, cioè Berlusconi.
Qualcuno lo racconta entusiasta di Terzi, altri decisamente
meno. Comunque non siamo al
momento delle decisioni, bensì
in una fase molto preliminare.
II Pdl a un passo dei Tuzi
11 40 per con to alle donni,
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S eem
e
CCparentincerto
il destino del
costituzionalista
\\
s
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Nolsì
Calabrese
De Martin
Fuori il professore
che ha appoggiato
Renzi
Il nutrizionista
Giorgio Calabrese
sarà in lista
In lista il docente
torinese Juan
Carlos De Martin
Bersani stringe sulle liste
popolari chiedono seggi
Il sindaco Renzi potrebbe riuscire a ottenere più di 60 parlamentari
ROMA
Bersani ha fretta di tuffarsi
nella campagna elettorale e girare l'Italia. Vuole quindi chiudere al più presto la composizione delle liste e lasciarsi alle
spalle polemiche e mal di pancia. Domani infatti la direzione
del Pd dovrebbe mettere il sigillo alle candidature che dovrebbe sancire una prevalenza di esponenti vicini al segretario tra coloro che sono stati
eletti alle primarie o verranno
inseriti nel listino (si calcola
attorno al 70%). L'area ex Popolare di Letta, Franceschini,
Bindi e Fioroni già canta vittoria perché pensa di arrivare a
quota 20% e magari far dimagrire ulteriormente Bersani grazie
ai ricorsi delle varie regioni che
non accettano l'assegnazione
dei posti calati da Roma. «Eleggeremo sicuramente più parlamentari di Renzi», esultano gli
ex Popolari che hanno vissuto
male il protagonismo del sindaco di Firenze. Il quale fa spallucce e si ritiene soddisfatto di poter eleggere oltre 60 parlamentari (tra Camera e Senato), che
potrebbero diventare 70 se il Pd
avrà un'affermazione più forte
del previsto. Ancora in bilico co-
munque la candidatura di Reggi, braccio destro del rottamatore, che invece indicherà tra i
suoi 17 del listino Michele Anzaldi (ex portavoce di Rutelli) e
Ancora in bilico
la candidatura di Reggi
braccio destro
del «rottamatore»
mentari uscenti vengono confermati tra i renziani solo Realacci e Gentiloni.
Incerta ancora la sorte del senatore e costituzionalista Leccanti dell'area liberal che potrebbe essere recuperato in zona Cesarini. Questa è una componente che viene penalizzata
ma per Walter VeriM, storico
braccio destro di Veltroni che
sarà candidato in buona posizione nella sua Umbria, il problema
non è quantitativo, ma se il Pd
avrà una chiara «agenda riformista e se punta al dialogo con
Monti dopo le lezioni». Verini
pensa che sarà così, ma nella sua
l'avvocato di Milano Roberto
Cociancich (presidente della
conferenza internazionale scoutismo cattolico). Fuori invece il
deputato Sarrubbi: tra i parla-
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Bersani stringe sulle liste
i popolari chiedono seggi
Numi curie dai li bo
Forse ei sarà \ Aloni
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07/01/2013
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•••
area c'è chi ritiene che i liberai
siano tenuti fuori deliberatamente. Ne è convinto anche Parisi, che lascia il Parlamento e ritiene che il Pd sia «più sbilanciato a sinistra: lo ha deciso da tempo Bersani, e lo ha confermato la
sua vittoria nella sfida con Renzi». Il segretario vuole chiudere
in fretta il nodo delle candidature e vuole dare spazio quanto più
possibile alla società civile. Dopo
le candidature rosa della filosofa
Michela Marzano e dell'ex leader degli industriali piemontesi
Mariella Enoc, spuntano i nomi
del nutrizionista Giorgio Calabrese e del docente al Politecni-
co di Torino l'italo argentino
Juan Carlo De Martin.
Praticamente definiti i capolista alla Camera e al Senato. Fioroni doveva guidare il Pd in Sicilia
orientale, accanto a Bersani nella
Sicilia Occidentale. L'ex ministro
della Pubblica Istruzione invece
ha preferito correre nel Lazio
(Lazio 2) ma non come capolista:
sarà il numero due dopo una donna. Forse la Ferrante, l'agguerrita
capogruppo in commissione Giustizia alla Camera. Stessa scelta
fatta da Marini che lascia il primo
posto al Senato a Stefania Pezzopane, ex presidente della provincia dell'Aquila.
[A. L M.[
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Bersani stringe sulle liste
i popolari chiedono seggi
Numi curie dai li bo
Forse ei sarà \ Aloni
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Rassegna stampa - Provincia di Ravenna