Ufficio stampa Rassegna stampa lunedì 7 gennaio 2013 Pagina 1 di 72 INDICE Il Resto del Carlino Ravenna Prima pagina 07/01/13 4 Prima pagina Corriere Romagna Ravenna Prima pagina 07/01/13 5 Prima pagina La Voce di Romagna Ravenna Prima pagina 07/01/13 6 Prima pagina Romagna a Roma 07/01/13 7 Politica Corriere della Sera LA TARTARUGA PIù ANTIPATICA 07/01/13 9 Economia Nazionale Irpef e Imu, la mossa del premier 07/01/13 Edilizia e Infrastrutture, Economia Nazionale, Politica Nazionale Passera: lista di Monti, occasione persa 07/01/13 11 Economia Nazionale, Politica Nazionale Cinque Stelle, i dissidenti con Ingroia 07/01/13 13 Politica Nazionale Nomi, il Professore prende tempo 07/01/13 14 Politica Nazionale Pd, appelli e raccolte di firme per gli esclusi 07/01/13 15 Politica Nazionale Pdl-Lega, un vertice ad Arcore per l'intesa obbligata 07/01/13 Politica Nazionale La doppia strategia di Maroni per convincere il Carroccio 07/01/13 Politica Nazionale Redditometro, come controllare le spese 07/01/13 16 17 18 Economia Nazionale Una famiglia su due vede un 2013 più difficile, il 10% è ottimista 07/01/13 10 Sanità e Politiche sociali, Economia Nazionale 20 Il Resto del Carlino SE UN ORDINE NON BASTA 07/01/13 21 Istruzione Ritorno in classe con l’incubo delle iscrizioni online 07/01/13 Istruzione «I genitori stiano tranquilli Nessuno resterà fuori dall’aula» 07/01/13 Istruzione Monti torna in tv e cavalca le tasse «L’Imu può cambiare, giù l’Irpef» 07/01/13 Politica Nazionale Berlusconi alza il tiro: avrò il 40% E lima l’accordo con Maroni 07/01/13 Politica Nazionale UN PIANO CASA NELL’URNA 07/01/13 23 24 25 26 Edilizia e Infrastrutture, Politica Nazionale Il 2013 un altro anno di rinunce Mezza Italia tira ancora la cinghia 07/01/13 22 Sanità e Politiche sociali, Economia Nazionale 27 Il Sole 24 Ore Quel «quoziente» che l'Italia ignora 07/01/13 Sanità e Politiche sociali, Economia Nazionale Pagina 2 di 72 28 L'antipolitica lascia il segno ma non per tutti 07/01/13 30 Pubblica Amministrazione, Politica Nazionale Il nodo delle Province passa al futuro Governo 07/01/13 32 Pubblica Amministrazione Un colpo alprincipio locale è meglio 07/01/13 33 Pubblica Amministrazione NORME E TRIBUTI: Mini canone se si sfora il termine di un giorno 07/01/13 Pubblica Amministrazione NORME E TRIBUTI: Cedolare, strada in salita per i ritardatari 07/01/13 Pubblica Amministrazione NORME E TRIBUTI: Con la deduzione al 5% cambia la convenienza 07/01/13 Pubblica Amministrazione Regioni, si salvano Toscana ed Emilia 07/01/13 Pubblica Amministrazione, Trasporti Fiducia in calo per due terzi dei sindaci 07/01/13 Pubblica Amministrazione NORME E TRIBUTI: Sulle tariffe Tares caos competenze 07/01/13 Pubblica Amministrazione, Ambiente NORME E TRIBUTI: Verifiche a campione anche su contratti e spese 07/01/13 Pubblica Amministrazione In arrivo l'incremento Iva sui servizi socio-sanitari 07/01/13 Pubblica Amministrazione NORME E TRIBUTI: Tributi, più tempo per le correzioni 07/01/13 Pubblica Amministrazione La cedolare conviene ma serve un riordino 07/01/13 37 40 41 Pubblica Amministrazione NORME E TRIBUTI: Sprint finale per avviare controlli e audit interni 07/01/13 35 38 Pubblica Amministrazione Si mette in moto la macchina dei tagli agiunte e consigli 07/01/13 34 44 45 46 47 48 49 Pubblica Amministrazione La Repubblica Arriva la carica dei 95 indagati ecco i parlamentari uscenti che reclamano ancora un seggio 07/01/13 Politica Nazionale Quel salasso sulla casa che vale 24 miliardi 07/01/13 51 Pubblica Amministrazione, Politica Nazionale “L’Imu può essere cambiata” Monti apre il fronte delle tasse 07/01/13 Pubblica Amministrazione, Politica Nazionale Il Professore setaccia 2.200 nomi e dice no al Cencelli al Senato già in lista Profumo e Balduzzi 07/01/13 Politica Nazionale La strana battaglia sull’Imu così Silvio-Tom e Mario-Jerry si inseguono nelle promesse 07/01/13 Politica Nazionale Berlusconi-Maroni, vertice per l’accordo 07/01/13 Politica Nazionale Salsi: i grillini scontenti voteranno per Ingroia 07/01/13 54 56 60 62 Politica Nazionale Rivoluzione nelle scuole addio fondi a pioggia più soldi alle migliori 07/01/13 53 59 Politica Nazionale Bersani, impasse in Sicilia e Friuli al Senato patto con gli Arancioni 07/01/13 50 Istruzione 63 La Stampa Monti: modificare l’Imu si può 07/01/13 Edilizia e Infrastrutture, Economia Nazionale, Politica Nazionale Dal premier no alle quote Riccardi non si candiderà 07/01/13 Politica Nazionale Il Pdl a un passo daTerzi Il 40 per cento alle donne 07/01/13 Politica Nazionale Bersani stringe sulle liste i popolari chiedono seggi 07/01/13 Politica Nazionale Pagina 3 di 72 66 68 70 71 pressunE 07/01/2013 il Resto del Carlino RAVENNA Periodicità: Quotidiano Tiratura: n.d. Diffusione: n.d. Direttore Responsabile: Giovanni Morandi ••\ ‘\\N. 'Ogf‘í \n" h hhhhN\o 3): 2, .\\ '..t'''' '''.'"". ' ' ‘,\ % www,i(restodetcartino.itfravenna Sa') \, vvCv verve cronaca.ravennaCg)ii.carlino. net [email protected] Lunedì 7 gennaio 2013 Redazione: via Salare 'O, 48121 Ravenna - EeLO5442è561i Fax 39019 t Pubblicità: S.P.E. - Ravenna - L.B. Aiberti, 60 - lel. 0544 278065/ Fax 0546 270457 LUGO DANNI PER CENTINAIA DI MIGLIAIA DI EURO ALLA DITTA 'FEDERICI' oso incendio nella notte rugge una falegn eria ROGO L'intervento dei pompieri è durato ore o A pagina 5 va Lì nensone, i L'arcivescovo Vere c c Festa per i bimbi utù a fe e io A pagina 3 Le Befane e i loro doni invacono la cita TEMERAR O bagno di ieri Pi na retta Primo tuffo del 2013, gran folla in spiaggia SORRISI Sorpresa in Pediatria 6.A pagina 4 ie A pagina 6 Filetto Faenza Corto circ uito Ìfl chiesa,, il presepe va a fuoco Falliscono razzie di tabacchi. e gasolio a A pagina 2 campanile PRADA fl)fl flU( eN \ ,9 A pagina 5 oraria cnstina accessori uomo donna C tj cc SALDI dal -.. GENNAIO Ravenna - Via Cavour, 46 e 50 Tal. 0544-38187 - 0544-30169 — Milano Marittima - Viale Gramsci, 64 -Tel. 0544-994698 Pagina 4 di 72 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 HOGAN .5> i\ L\O di Ravenna Faenza-Lupo e Imola Periodicità: Quotidiano Tiratura: n.d. Direttore responsabile: Pietro Caricato Diffusione: n.d. orhere PONTEC NOLEGGIO PONTEGGI h*" rnftil • 111 , 177 BOO 9E30351 Ett~ja J 1 1 1111111 1 07/01/2013 orriere press unE So Siamo a REDAZIONE, AIDINIINISTRAZIONE E PUBBLICITÀ: PIAllA TRE MARTIRI 431/1 - trilli -TEL 0541-354111 WC 0541-354199. SPEDIZIONE IN - D.L. 353,1031001071D L. 271021041 ARI. 1 COMMA 1 - DCB FARLE ALTRE SE DI: RAVENNA (0544-2162624 EORLI 10543-355201 1111112 10547-6119001 ERA (0549-995147), IMOLA (0542-217101 E-MAIL RI0191 14110FIRIERE13051AGNA.IT 1,20 IN TARDA CON LA STAMPA* San Marino fa festa con tre gol , aI o ienìca choc: perdono ole Fabbo cio Palazzo Flaminìo Tel. 0541-381799 del lunedì 3 1 Rimini Fee,nc.0i av n rid10 euro 1,20 Anno XXI / N. 6 LUNEDÌ 7 GENNAIO 2013 batte Trento et ko a Boia M Vola dalla scala, padre lotta per la vita Lo ha soccorso il figlio di tredici anni Ricoverato al Bufalini in rianimazione Scivolato dalle scale di casa per andare a prendere un bicchiere di acqua. Ora un padre di trentasei anni si trova in fin di L'ultima festa riempie le piazze MM9HMMHMHMMg RIMINI Befane e tanto divertimento per grandi e bambini Arriva la stangata In aumento le tasse rifiuti, gas e Rc auto vita all'ospedale Bufalini di Cesena, dove è stato ricoverato nel reparto di rianimazione . • MASCIA a pagina 3 RIMINI. RIMINI. Si prospetta un annus horribilis quello appena iniziato: il 2013 si apre all'insegna di una ondata di nuove tasse, in primi» la Tares, la nuova gabella sui rifiuti che costerà ben 260 euro. • BOSELLI a pagina 2 ms=lim «Anni bellissimi e intensi» Il vescovo saluta la città: «Vi porterò nel cuore» RAVENNA. Un duomo straripante di persone, cariche istituzionali, religiosi, gente comune, ha reso omaggio ieri pomeriggio a monsignor Giuseppe Verucchi che ha ricordato i dodici anni trascorsi in città. «Un periodo bellissimo e intenso» ha ricordato il vescovo, giunto a Ravenna nell'estate del 2000. • SERVIZIO a pagina 3 Monsignor Giuseppe Verucchi ieri in duomo (fotoservizio Massimo Fiorentini) REEREN Rosso ai semafori Forlì, 1.400 multe in tutto il 2012 a pagina Violento incendio distrugge una falegnameria Feste e Befane nelle piazze romagnole. SERVIZI nelle cronache CESENA. Trovati dal consigliere comunale Natascia Guiduzzi che promette di far luce sul caso Pasta per i poveri nel cassonetto FORLÌ. In un anno i dispositivi installati a quattro semafori cittadini hanno registrato 1.403 infrazioni, per un totale di 216mila euro di Multe ai semafori multe finite nelle casse del Comune di Forlì. • PASINI neengMen2 LUGO 8 LUGO. I vigili del fuoco hanno lavorato per tutta la notte e fino alle 13 di ieri. Un incendio ha devastato la Falegnameria Federici. • SERVIZIO a pagina 42 IE2I22I22I22I22I22I23 IMOLA Fanno parte di aiuti della Ue: decine di chili che scadono nel 2015 Superbike 2013 CESENA. Decine di chili L'autodromo sicuro: di pasta destinata ai poveri finita misteriosamente «L'accordo c'è» Nott de Bisò a Faenza in un cassonetto di Bulgaria. Le confezioni hanno il marchio Ue, la scritta che non sono commerciabili e la scadenza nel giugno 2015. Sono state trovate dalla consigliera grillina Natascia Guiduzzi. • BAIARDI a pagina 11 pienone in piazza Profezia per il Giallo •DONATI a pagina 41 acquisto oro IMOLA. Ancora sub judice ma non per l'autodromo Ferrari che annuncia: l'accordo per il Mondiale Superbike del 30 giugno è già stato raggiunto. • SERVIZIO a pagina 43 pagamento immediato Pagina 5 di 72 press unE FOCE 07/01/2013 ROMAGNA RAVENNA FAENZA LUGO 8• IMOLA Periodicità: Quotidiano Tiratura: n.d. Direttore Responsabile: Stefano Andrini kAndomesfip., LUNEDÌ 7. GENNAIO 2013 LA Rimini Via Flaminia 175/a do Flaminio Tel. 0541-381799 cE V Diffusione: n.d. GRANDE ROMAGNA 1 1 01 I I I I I 1 0101 1 1 30107 ANNO N. 6 € 1 LUGO L'incendio è scoppiato nella notte tra sabato e domenica. I carabinieri indagano sulla natura del rogo In cenere il laboratorio, gli uffici e il legname Falegnameria distrutta dalle fiamme n incendio ha devastato nella serata di sabato il CdpalirlInle della falegnameria "Luigi Federici" in una traversa di via Pirati alla [ICriferia nord di Lino. Le fiamme sono divampate intorno alle 22.40 ed è stato un cittadino a notare il fumo che usciva dai finesfioni dell'edificio a dare l'allarme telefonando ai carabinieri. I militari hatmo subito informato i vigili del fuoco: prima ad arrivare in pochi minuti è stata la squadra del distaccamento di Lugo, ma visn, le proporzioni del rogo che si ROMAGNA I segretari Pd rilanciano la Provincia unica I futuri parlamentari romagnoli del Partito Democratico dopo le primarie e la conquista di un posto sicuro parlano del futuro della Romagna. Pagani, Di Maio, Petitti e Lattuca guardano al domani e rilanciano il processo di aggregazione territoriale, la Provincia unica. era già esteso sono state chiamate altre due squadre da Ravenn.a. Le fiamme, sviluppalesi nella park, retrostame dell'immobile, hanno distrutto il laboratorio, gli uffici e cataste di legno pronto per la lavorazione ma non hanno causato feriti. I vigili del fuoco sono stati impegnati per l'intera nottata nell'opera di spegnimenu' dell'incendio e sono rimasti sul posto anche per buona parte di ieri a completare le operazioni di verifica. Le cause sono in fase di accertamento; sull'accaduto indagano i carabinieri di Limo. Faenza Piazza piena per la Nott de' bisò Il Niballo Il grande fantoccio nell'immaginario popolare viene bruciato per portare via anche tutte le sfortune dell'anno appena trascorso. La testa incendiata è caduta a terra in direzione del Rione Giallo, il segno premonitore su chi vincerà il Palio 2013. Per la festa la piazza del Popolo di Faenza era gremita di gente. A pagina 14 Cacciari a pagina 14 Lotteria Italia, i biglietti vincenti 1° PREMIO 5.000.000 A 786229 - MODENA 2° PREMIO 2.000.000 G 794560 - NUMANA (AN) 3° PREMIO 1.500.000 M 811661 - VALLATA (AV) 4° PREMIO 800.000 E 822453 - CASTROCIELO (FR) 5° PREMIO 500.000 G 255449 - SAN DONA DI PIAVE (VE) 6° PREMIO 250.000 B 025115 - ROMA IL VASUMETTO dAndreaVasuni A pagina 3 Il vescovo Verucchi saluta Ravenna in duomo Grazie, Ravenna". E' con un opuscolo di diverse pagine distribuito ai presenti che il vescovo Giuseppe Verucchi ha voluto mettere anche su carta il suo ultimo saluto a tutta la comunità di fedeli. Ad ascoltarlo ieri pomeriggio per quella che è stata l'ultima sua omelia ufficiale, c'era un Duomo gremito da oltre mille persone. A pagina 13 RIMINI ROMAGNA IN CUCINA Ricetta I grandi chef romagnoli all'opera per i nostri lettori Continua la nostra rassegna dedicata ai grandi chef romagnoli. Oggi vi portiamo a Milano Marittima, anche qui c'è l'Osteria del Gran Fritto di Bartolini e dietro ai fornelli lo chef Ervis Ristani, che oggi per i nostri lettori ha cucinato le crocchette di patate e baccalà e che ci racconta l'emozione di cucinare il pesce appena pescato Incidente Cade COMPRO ORO COMEIZZAWD: ORO AlIODTEIIIE 3~11 - OIRSIDIGGI - DISZIAIMGDIO 2011.177.111" PAGHIAMO SUBITO! IN CONTANTI! C 800 912 501 i (Borgo S. Giuliano, a 100 metti dal Ponte di Tiberio) tel. 0541 22414 Rimini: Via Tiberio, 35 Pesaro: Via Giolitti, 107 - tel. 0721 453787 Pesaro: Pagina 6 di 72 S.S. Adriatica, 67 - tel. 0721 220909 dalle scale di casa: è grave Sta lottando tra la vita e la morte dopo una brutta caduta dalle scale. E' successo attorno alle 2 di notte Or un'abitazione di Viserba. L'uomo, un imbianchino di 36 anni, si trovava in casa da solo con il figlio di 13 anni ed è stato il ragazzino a dare l'allarme dopo avere sentito un tonfo. A pagina 10 XVI press unE FOC E 07/01/2013 ROMAGNA RAVENNA FAENZA LUGO & IMOLA Direttore Responsabile: Stefano Andrini Periodicità: Quotidiano Tiratura: n.d. Diffusione: n.d. Romagna a Roma Intervista ai futuri parlamentari romagnoli del Pd dopo le primarie. Pagani, Di Maio, Petitti e Lattuca adesso guardano al domani he futuro vede per la Romagna e verso quali scenari contribuirà a portarla? Pagani: "La Romagna sarà più forte solo se sarà più unita e più coesa. La capacità dei romagnoli di progettare insieme le scelte strategiche e di lavorare tutti per ottenere risultati comuni sarà determinante per il nostro futuro". Di Maio: "Vedo un futuro che necessariamente deve cambiare pagina rispetto al presente. Penso alla necessità di cercare nuovi modelli di sviluppo, di potenziare l'offerta turistica dell'entroterra (un patrimonio sfruttato in minima parte), di costruire collegamenti viari più efficienti (attraverso il ferro in primis), di attrarre qui nuovi investimenti". Petitti: "L'unificazione dei servizi potrà portare nuove opportunità alla Romagna, che avrà più forza se saprà valorizzare specificità e differenze. Ogni cittadino, come contribuente, ha diritto di ricevere la stessa qualità di prestazioni. Un risultato che si ottiene lavorando sull'organizzazione e razionalizzazione dei servizi, Come abbiamo già fatto, ad esempio, unificando il servizio acque, con l'area vasta sanitaria, il decentramento universitario o l'azienda Start per il trasporto pubblico locale". Lattuca: "La Romagna sta vivendo tutte le difficoltà della crisi economica che attraversa il Paese e l'Europa. La via d'uscita non può che venire dalla valorizzazione delle nostre eccellenze, dall'agro alimentare al turismo, dalla manifattura di qualità all'information technology. Unire punti di forza storici a qualcosa di nuovo come un polo del wellness su scala nazionale ed europea potrebbe davvero fare la differenza. Inoltre l'insediamento universitario rappresenta oggi un presidio strategico per la ricerca e l'innovazione in vari settori". Quali istanze specifiche si candida a portare a Roma? Pagani "Ci candidiamo per vincere le elezioni con Bersani, quindi i parlamentari del Pd saranno tutti impegnati a sostenere l'azione del Governo, per cambiare l'Italia. Non ci sono programmi individuali dei singoli parlamentari, il programma è uguale per tutti, è il programma di Bersani e del Partito Democratico. Ovviamente ogni Parlamentare sostiene le istanze del suo territorio, in accordo con gli amministratori locali, come hanno fatto Gabriele Albonetti e Vidmer Mercatali. Sulle infrastrutture strategiche come il Porto, la E55 ed i collegamenti ferroviari, ad esempio, occorre mantenere alto l'impegno". Di Maio: "Le istanze di una generazione, quella dei ventenni, che si è stancata di sentirsi dire: "State buoni e aspettate il vostro turno, vi diremo noi quando sarà il vostro momento". L'età anagrafica non basta, ma è importante perchè la condizione dei giovani di oggi è Medita per chi oggi ha 50-60-70 UNICA La Provincia s'ha da fare Mi auguro che i parlamentari romagnoli la incentivino Marco Di Maio anni, l'età media della classe dirigente italiana". Petitti "Quattro le priorità. Dopo la terza corsia della A14 va realizzata la nuova Statale 16. Risolvere la questione degli scarichi a mare e salvaguardare la balneazione, ottenendo risorse dalla Cassa depositi e prestiti da affiancare a quelle che derivano dalla tariffa idrica. Lavorare con i nostri sindaci per rafforzare il ruolo dell'aeroporto Fellini come scalo turistico e commerciale della Romagna. Salvaguardare i presidi della sicurezza del nostro territorio, Questura e Prefettura". Lattuca: "Se penso allo sviluppo di questo territorio la questione centrale è quella delle infrastrutture. Ci sono le condizioni per fare un salto di qualità per collegare la Romagna all'Europa, fondamentale la nuova e45. Non vogliamo rinunciare ad un sistema di servizi sociali, sanitari ed educativi che si è sempre distinto per la sua qualità. Per entrambi gli obiettivi la parola chiave è integrazione, fare rete, fare sistema. Detto questo c'è una tematica legata ai giovani, al mondo del lavoro, ai diritti, alle pari opportunità, alla cultura intesa non solo come eventi che va affrontata con decisione a livello nazionale". Ci sarà ancora spazio per processi di aggregazione territoriale come quello — decaduto — della provincia unica? Pagani: "Certamente, dentro un quadro più completo e più razionale di riforme istituzionali. Se vinceremo le elezioni la prossima dovrà essere una Pagina 3 ROMAGNA-... Romagna a Ronca Pagina 7 di 72 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 press unE FOC E DI ROMAGNA RAVENNA FAENZA LUGO & IMOLA Direttore Responsabile: Stefano Andrini legislatura costituente, e cercheremo di riformare e di riorganizzare le istituzioni in un disegno unitario e razionale, per rendere la pubblica amministrazione più efficace, più efficiente e meno costosa". Di Maio: "La Provincia di Romagna s'ha da fare. Mi auguro che il gruppo romagnolo dei parlamentari PD possa incentivare questa aggregazione anche in assenza di leggi nazionali che lo impongano. Del resto è l'impegno che, come segretari, ci eravamo assunti: lo proseguiremo anche nella nuova veste di parlamentari". Petitti: "Dobbiamo ripartire proprio da dove il processo si è fermato, riconoscendo specificità e differenze, ma senza resistenze o campanilismi. Si deve ad esempio unire la Romagna turistica attraverso la metropolitana di superficie da Rimini a Ravenna. Va proseguita l'unificazione dei servizi sanitari salvaguardando le eccellenze dei territori e tenendo la spesa sotto controllo. Occorre coordinare le politiche sulla sicurezza, pesandole sulle presenze turistiche e non sul semplice numero dei residenti. Riusciremo se sapremo unire le nostre forze come Romagna, sia guardando a Bologna sia a Roma, e con un vero federalismo, non solo territoriale e fiscale, ma anche per il demanio marittimo e il catasto". Lattuca: "Dovrà esserci lo spazio per ridisegnare l'assetto complessivo dello Stato. Serve un progetto di riforma coerente che non parta con superficialità dal tema dei costi ma che consideri come criteri quelli di efficienza ed efficacia dell'azione amministrativa. I:ambito romagnolo è quello giusto, lo hanno dimostrato le diverse esperienze di Area Vasta, i "secessionismi" invece non servono a nulla". Paolo Gambi 07/01/2013 Periodicità: Quotidiano Tiratura: n.d. Diffusione: n.d. PROTAGONISTI Chi sono Dopo le primarie saranno parlamentari Chi porterà la Romagna a Roma dopo la prossima tornata elettorale? Facciamo qui una scommessa, selezionando alcuni di quelli che ci sembrano interlocutori che verosimilmente, in seguito alle primarie del loro partito, finiranno per sedere sugli scranni parlamentari. E lo facciamo all'interno dell'indiscutibilmente principale partito sul territorio, ossia il PD. Si tratta di Alberto Pagani, segretario provinciale di Ravenna, il cui acume politico non è sfuggito a molti, Marco Di Maio, segretario provinciale di Forlì-Cesena, che oltre all'acume ha anche dimostrato la determinazione nel conquistare il risultato nelle primarie nonostante molti "big" fossero schierati contro, Emma Petitti, la delicata ma determinatissima segretaria provinciale di Rimini, ed Enzo Lattuca, segretario comunale di Cesena che con i suoi 24 anni segna forse il record del più giovane candidato al Parlamento. A loro abbiamo rivolto alcune domande. Per prevenire polemiche specifichiamo come nei partiti dell'opposizione non sono state fatte primarie e quindi era impossibile ipotizzare i candidati romagnoli vincenti. Pagina 3 Romagna a Ronr, Pagina 8 di 72 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 press LinE CORRIERE DELLA SERA Fondato nel 1876 i i m www.coniere.it 07/01/2013 Periodicità: Quotidiano Tiratura: 609.785 Direttore Responsabile: Ferruccio De Bortoli Diffusione: 474.395 LA TARTARUGA TILT _ANI1IPAIICA di SERGIO RIZZO CI e nt o n ov a. n. t a tré giorni. Qualcuno in meno rispetto ai 226 impiegati sette anni fa dal vogatore solitario Alex Bellini per andare con una barca a remi da Genova a Fortaleza., in Brasile. Il doppio, addirittura, di quanti ne sono bastati nel t990 a Rcinhoid Messner per attraversare a piedi l'Antartide. Imprese estreme: turi però come le sfide che propone di continuo la nostra pubblica amministrazione. Ce ntonovaritatré giorni, ha calcolato l'ufficio studi della Confartigianato, è il tempo che serve in media a una fattura emessa da un fornitore per trasformarsi in denaro. Sei mesi e mezzo. Nel frattempo l'impresa fallisce e i suoi lavoratori si ritrovano sul la.strico. Oppure, per tirare avanti, può indebitarsi fino al collo: trovando però, il che non è assicurato, qualche banca disposta a fare credito. In caso contrario ci sono sempre gli strozzini. Questa faccenda va avanti da una vita. Correva l'alino 1997 quando le statistiche europee denunciarono come la nostra pubblica amministrazione saldasse le fatture mediamente in 87 giorni. Appena sette in meno della Grecia, allora a quota 94. Trascorsi quindici anni e alcune stagioni politiche, scandite da sei anni di centrosinistra, otto e mezzo di centrodestra e 11110 di coabitazione, eccoci a 193. Sei in perfino rispetto alla Grecia. Nel solo semestre finito a novernbre del 20t2, periodo di crisi economica feroce, i tempi medi di pagamento pubblici si sono allungati ancora di ben 54 giorni rispetto ai 139 dei maggio scorso. E senza contare le forniture alla sanità, ormai regolate a ritmi biblici: la media è di 269 giorni, ma si arriva a 425 nel Sud, con punte di 793 in Calabria, 7.55 in Molte, 66r in Campania. Gli effetti sono devastanti. Si calcola che i debiti commerciali accumulati dàlla pubblica amministrazione abbiano raggiunto 79 miliardi, dei quali 35,6 soltanto verso i fornitori dei servizio sanitario. lin macigno che si ingigantisce a velocità impressionante e nessuno, a dispetto delle promesse condivise da tutti, vuole davvero timuovere. La motivazione? Eneonfc s sabile: pagare i fornitori farebbe esplodere un debito pubblico già cresciuto nell'ultimo anno, secondo la stessa Confartigianato, di i87.008 curo al minuto. Anche se è impossibile ignorare le conseguenza eata.strofiehe sul sistema delle imprese, cui i ritardi di pagamento costano quasi due miliardi e mezzo l'anno solo di maggiori oneri finanziari, Ma adesso siamo al dunque. E ancora una volta le nostre cattive abitudini si scontrano con il vincolo esterno, Ovvero, le regole europee. Proprio mentre scopriamo che i tempi medi di pagamento si sono allungati ulteriormente di quasi due mesi dobbiamo fare i conti con la normativa comunitaria in vigore dàl primo gennaio che impone di saldare i conti entro trenta giorni. I partiti che si stanno affrontando in campagna elettorale non possono eludere questo argomento cruciale. O liquidarlo con i soliti vaghi propositi. Occorrono impegni precisi. Perché non è soltanto un problema economico. E una questione di civiltà. E ciò, sia chiaro, vale tanto per lo Stato quanto per i molti privati da tempo purtroppo assuefatti alle pessime usanze púbbliche. tip Paese nel quale non si onorano gli impegni in tempi certi non è degno di dirsi civile. 1117:PROD:1730,1E Pagina 9 di 72 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 Pagina 1 CORRIERE DELLA SER A pressunE CORRIERE DELLA SERA Fondato nel 1876 • • Eig www.coniere.it 07/01/2013 Periodicità: Quotidiano Tiratura: 609.785 Direttore Responsabile: Ferruccio De Bortoli Diffusione: 474.395 Irpef e Imu, la mossa del pre er «Alcune tasse potranno essere ridotte® E sulla., casa più gettito ai Comuni» ROMA Siine tasse invita. gli elettori a non credere alle «promesse insostenibili», ma per la prima volta è lui stesso ad accettare di scendere nel dettaglio: c'è la «possibilità» di ridurre firpef e congelare l'Iva a luglio; e anche di fare «di più», e la «via maestra» per riuscirci è «ridurre di più la spesa pubblica». Insomma anche per Monti, come per Berlusconi, è necessario dare un orizzonte di sgravio contributivo agli hanani. La cornice e gli argomenti sono diversi, ma anche sull'Imu si possono fare degli auspici. Innanzitutto, ci tiene a dire, «è frutto del precedente governo», ma «va modificata e il gettito va dato maggiormente ai Comuni». Intervistato su SkyTg24 Monti parla soprattutto di economia e di fisco. Lo fa per aprire gli occhi agli elettori, mettendoli in guardia dagli annunci dei «veri politici» come definisce }iersani e Berlusconi, e soprattutto inquadra il tema in una cornice più ara .pia: «Bisogna rivedere l'intera struttura fiscale e farlo sull'arco di un po' di anni. Bisogna fare molta attenzione però alle promesse fiscali: le tasse sono certamente da ridurre, ma non con promesse insostenibili e non mantenibili. Se abbiamo una situazione compromessa è a causa di quanto fatto negli anni precedenti». In questo quadro il capo del governo rivela un dettaglio di qualche anno fa, ricordando quando nel 2004 Berlusconi gli chiese di fare il ministro dell'Economia. «Gli dissi che avrei anche potuto ma che nel breve non c'era modo di ridurre Ilrpef come aveva promesso». La nomina a ministro non ci fu e il Cavaliere, ha aggiunto il professore, «non é poi riuscito a ridurre l'Irpef». E a proposito di Imu c'è da aggiungere «che è frutto del precedente governo, che lo promise all'Europa». Affiorano dettagli persona- li: quanto ha pagato lui di Imu? «Parecchio, ma non ho qui la cifra, se ne occupa mia. moglie di queste cose». Quella stessa moglie che chiama «presidente», ricordando di aver confidato solo a lei, e a Napolitano, l'intenzione dì candidarsi: «Lo dissi ai miei due presidenti. Quello della Repubblica e quello di casa mia...». Una decisione che «covava» da tempo, scaturita dalla decisione del PdI di ritirare la fiducia piena al governo, rafforzata dall'endorsement di Obania («abbiamo un rapporto di grande vicinanza e di condivisione della comprensione delle cose e delle persone»), in qualche modo discussa in modo approfondito con il capo dello Stato: «L'ho tenuto al corrente dei miei travagli interiori. Non credo che lui abbia avuto sorpresa dalla mia candidatura, ma credo l'abbia avuta nella sera di sa.bato 8 dicembre, quando dopo una riflessione solitaria ho presentato le dimissioni». Ci sono alcuni sassolini che è meglio togliere dalle scarpe: la legge anticorruzione «va migliorata perché le forze politiche della mia strana maggioranza non hanno trovato intesa, per colpa del Pdl, così come sul mercato del lavoro avremmo voluto fare di più ma c'era un freno del Pd». E il discorso si collega all'alleanza con Fini e Casi :ni: «Non li valuto per la loro storia ma prima di altri hanno capito che i problemi non si risolvevano senza la grande coalizione. Sono stati i più tenaci sostenitori della maggioranza, mentre l'apporto Pd e Pdl è stato a corrente alternate». Sulle critiche di questi giorni, soprattutto da parte del Pdl, assicura che non ha mai offerto garanzie, assicurando che non si sarebbe candidato: «Non c'era alcun patto, io due preddentl «La candidatura? Lo dissi ai miei due presidenti, quello della Repubblica e quello di casa mia» stesso pensavo di non candi darmi perché pensavo non necessario farlo». ("è infine la soddisfazione per la crescita del suo movimento nei sondaggi: «Mi fa piacere», è «molto sensibile e in pochissimi giorni. Serviva agli italia.ni vedere il simbolo o pelomeno avere certezza che questo impegno è partito e ci sarà, quando annunceremo le candidature, ci sarà ecco me». L'ultimo sassolino è sull'accusa di vicinanza a banche e finanze: il governo del Cavaliere era contro la tassazione delle transazioni finanziarie, «io ho cambiato la posizione dell'Italia»; ricorda la norma sul divieto di sedere nei cda di aziende concorrenti; e infine, sull'accusa di vicinanza ai poteri forti, invita a chiedere a Jack Welch e a Bill Gates: al primo impedì l'acquisizione della Honeywell, al secondo diede una multa record per violazione delle norme sulla concorrenza. Marco Galluzzo ?figalluzzo®res.ii: RPRODUZIONF RISERVMA Pagina 2 Pagina 10 di 72 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 press unE CORRIERE DELLA SERA ••m Fondato nel 1876 07/01/2013 Periodicità: Quotidiano www.coriere.it Direttore Responsabile: Ferruccio De Bortoli Tiratura: 609.785 Diffusione: 474.395 Passera: lista di Monti, occasione persa Serviva un programma più coraggioso «Alla fine hanno \int° vecoie logic)e di corrente. Dico no alla patrimoniale» (f. de b.) «Si è persa una grande occasione, io credevo al progetto di una lista unica Monti sia alla Camera sia al Senato. C'è un grande mondo che non si riconosce né con la sinistra — soprattutto se condizionata dalle componenti estreme — né con l'antipolitica né con Berlusconi. Avevo dato la mia disponibilità a candidarmi, senza pretese di ruoli presenti. o futuri.. Fino a poche ore prima di quella riunione del 28 dicembre sembravatutto fatto. Durante la riunione hanno prevalso le posizioni di Italia Futura. di :Montezemolo, di Riccarcli, di Casini. Ho preso atto e me ne sono tirato fuori, ma non farò mancare il mio sostegno a Monti». Perché non le piace la soluzione trovata, la politica è fatta, purtroppo, di compromessi, spesso al ribasso? «Non si è creata quella nuova formazione forte e chiara che io auspicavo ma. un insieme di liste collegate che certamente faranno un buon lavoro, rimanendo però esposte alle vecchie logiche di corrente». Forse lei si aspettava di avere compiti più importanti, si è sentito un po' messo in disparte? «Guardi, quella. mattina Monti mi aveva chiesto la disponibilità ad assisterlo in un ruolo di coordinamento, ma avevo legato ['accettazione al progetto di lista nuova e unica». E ne ha parlato con Monti dopo la rottura? «Certo, il rapporto personale non è mai venuto meno; mi è stato anche chiesto se volevo entrare in lista, ma ho detto di no». E ha ricevuto offerte anche da altri schieramenti? «Non accetterei mai di candidarmi contro Monti». Tosi e Galan hanno fatto il suo nome come possibile candidato premier della probabile riedizione dell'alleanza. fra Pdl. e Lega. «Stesso discorso, Bertusconi non lo sento da un pezzo». Siete andati sempre d'accordo lei e il presidente Monti in questi mesi? «Sempre [lo, ma in una squadra è naturale». E con gli altri ministri? «I rapporti sono stati di leale collaborazione e di grande soddisfazione. Ho avuto problemi solo con la struttura del ministero dell'Economia, mai con Grilli». Diplomatico Passera, troppo diplomatico. Le chiedo una previsione sulle elezioni, come andrà secondo lei? «Sulla base delle proiezioni ad oggi, vincerà bene Bersani, ma servono maggioranze forti per affrontare alla radice i problemi del Paese. Mi auguro una coalizione forte con il raggruppamento di Monti che garantisca la governabilità del Paese almeno in questa fase ancora difficile». E Monti si è giocato il Quirinale? «Il suo impegno potitico è un gesto di coraggioso civismo. Ha fatto ciò che era giusto, non quello che forse era per lui personalmente utile. Monti in questo senso è uomo di passione, non un freddo». Lei ritiene però che la «scelta civica» del presidente del Consiglio non sia una soluzione politica all'altezza di ciò che ha rappresentato il suo esecutivo, è così? «E una buona sintesi, Il nostro governo con la maggioranza che l'ha, sostenuto ha salvato il Paese dalla bancarotta, dalla perdita di sovranità, non dimentichiamocelo, anche se oggi qualcuno fa, finta di non ricordare la montagna di debito pubblico, 2 mila miliardi di curo, che grava sulle nostre teste e quindi alla necessità di non abbandonare la politica del rigore. Monti ha portato forte innovazione nella politica del Paese sia nel metodo che nello stile e oggi fa le sue proposte ai cittadini elettori: considero immorale definire la sua scelta immorale come ha fatto D'Alema e inaccettabili le accuse della Camusso». D'accordo, ma lei come se la immaginava questa ipotetica lista unica di una nuova formazione di centro, cattolica, liberate ed europeista? «Doveva innanzi tutto essere una cosa nuova, chiara e non legata a strutture preesistenti, con figure di primo piano sia della società che della politica beninteso, in particolare del mondo dell'impresa., delle professioni, dell'economia sociale con una grande attenzione ai temi della famiglia e delta solidarietà., che oggi non sono rappresentati come sarebbe giusto che fosse. Avrei voluto un programma in alcuni punti più coraggioso. Una svolta più radicale». Nemmeno l'Agenda Monti, dunque, la soddisfa? «Mi è dispiaciuto non rivedere richia.mato con più forza, anche nei simboli, il concetto di Agenda per l'Italia, anche se sul tema dei contenuti sicuramente si sarebbe potuto lavorare a una piattaforma più completa. Siamo tutti d'accordo che non serve un Monti bis, ma un percorso di lavoro per i prossimi cinque-dieci anni che costruisca anche un modello di società nel quale i cittadini possano riconoscersi. Una società pii dinamica, ma anche più coesa e dove il privato prof it, il privato non profit e il pubblico condividano le responsabilità dello sviluppo sostenibile». In quali punti ritoccare e migliorare il programma della Scelta Civica di Monti? «Non si può rispondere con poche righe. Deve essere per esempio chiaro l'impegno a non aumentare le tasse, anzi a ridurle. No, quindi, a. una nuova patrinioniate. Alleggerire il carico fiscale per te famiglie con redditi bassi e con figli e per le imprese che investono in innovazione e internazionalizzazione e soprattutto che assumono, attraverso un nuovo contratto di inserimento e reinserimento da mettere a punto. La spesa pubbli- Pagina 11 di 72 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 press unE CORRIERE DELLA SERA Fondato ne11876 •• Periodicità: Quotidiano www.coniere.it Direttore Responsabile: Ferruccio De Bortoli ca va ripensata e tagliata cori interventi strutturali profondi. Valorizzato lo sconfina.to patrimonio pubblico formato da terreni, immobili, partecipazioni, crediti, al fine di trovare le risorse per lo sviluppo e facilitare la riduzione del debito. Ecco un capitolo sul quale il nostro governo non ha avuto il tempo e forse la determinazione per portare risultati soddisfacenti». E quali altri aspetti dell'attività dell'esecutivo, secondo lei, potevano essere curati meglio? «Non dimentichiamoci mai la situazione di emergenza e di carenza di risorse nella quale ci siamo trovati. Si deve fare sicuramente di più per i beni culturali e ambientali e a favore del terzo settore in tutte le sue forme; c'è un tessuto fitto e prezioso di economia sociale, di sussidiarietà, che forma. un capitale sociale italiano ineguagliabile». Passera dice di apprezzare molto, nell'Agenda Monti, il richiamo alla centralità 07/01/2013 Tiratura: 609.785 Diffusione: 474.395 del ruolo femminile ma sostiene che sulla famiglia l'impegno dev'essere più chiaro e circostanziato: «Si continua a sottovalutare l'enorme pressione che si accumula sulle famiglie a basso e medio reddito. Se una donna che vuole lavorare non riesce a trovare un asilo nido per i figli ogni discorso sull'occupazione appare inutile. Se non garantiamo servizi adeguati agli anziani non possiamo dirci un Paese civile. E lo stesso discorso vale per la scuola a tempo pieno, per la sanità di prossimità». Non soddisfa il ministro dello Sviluppo nemmeno la parte dedicata alla riduzione dei costi diretti e indiretti della politica. Troppo timida. Vaga. «Dobbiamo incidere più in profondità sul costo vivo dell'apparato politico e amministrativo pubblico. Un esempio: un solo livello istituzionale e politico fra i Comuni e lo Stato centrale, Ripensamento totale di tutte le strutture intermedie, non solo le Province. per le energie rinnovabffl. In meBilanci consolidati, certificati e confrontabidia due o tre volte quelli di altri li per ogni entità pubblica. CommissariaPaesi. Una tassa occulta che si pamento, vero non finto, di ogni ente che gava sulle bollette elettriche che non rispetta le regole; riduzione drastica di abbiamo evitato aumentasse antutte le assemblee elettive locali e centrali. cora, senza per questo rinunciare Si può fare molto, molto di più di quanto lue figli a tutti gli obbiettivi europei. La dinon si creda per migliorare il nostro federastribuzione di quegli incentivi lismo. Le resistenze incontrate anche dal era stata approvata da quasi tutti i partiti e nostro governo sono state formidabili, veti le resistenze sono state forti. Riordinato i a tutti i livelli, spesso eravamo circondati processi sull'assegnazione delle frequenze, da sguardi divertiti e poco indul- eliminato il cosiddetto beauty contest che genti dei dirigenti pubblici, ma favoriva il gruppo Berlusconi e altri: diciaquando si riusciva ad ottenere mo che anche qui non mi sono fatto molte qualche risultato, l'effetto positi- simpatie. Affrontato tante crisi aziendali. Le vo era perfino contagioso. Nella faccio solo l'esempio della Fincantieri. C'era. pubblica amministrazione ci so- chi voleva venderla addirittura con dote no tanti talenti e persone fiere di mentre a mio parere si poteva completare servire Io Stato. Dobbiamo dare risanamento e rilancio. Si è messo a, punto loro fiducia con il buon esempio. un nuovo piano, stretto un accorcio con i Le Poste per me sono diventate sindacati e oggi il gruppo è in grado di fare una specie di metafora dell'Italia addirittura acquisizioni all'estero». che in pochi anni può passare dalChe cosa si rammarica di non aver potuto le ultime posizioni alle prime in fare in quest'anno abbondante di governo? Europa». «Due cose, l'authority dei trasporti rimasta Dunque, Passera, quale sarà il sulla carta, troppe e inaccettabili le pressiosuo futuro? «Ho ricominciato dac- ni, e gli incentivi all'innovazione per i quali capo tante volte e sono pronto a non siamo riusciti a trovare le risorse». Pasrifarlo. Voglio continuare a dare sera, lei è un cattolico, ha partecipato agli inun contributo a questo Paese, Co- contri di Todi, come giudica il rapporto delme? Si vedrà, tutto è aperto. Per la Chiesa con la politica? «I cattolici sono un ora ho tante cose da fare come mi- tessuto fondamentale del Paese, ne costituinistro». Ordinaria amministrazio- scono una imprescindibile ossatura identitane. «Eh no, tutt'altro, ci sono de- ria, il loro contributo è sottostimato, ma creti da convertire, regolamenti troppi si sentono talvolta interpreti esclusi-da varare, processi da perfeziona- vi delle gerarchie ecclesiastiche». E se torre. Dalle infrastrutture all'ener- nasse indietro lo rifarebbe? Accetterebbe di gia, dalle start up agli aeroporti, nuovo di lasciare una delle più importanti gli interventi sono stati numerosi posizioni del settore privato per un governo e gli effetti si vedranno già nei tecnico? «Sì lo rifarei, senza alcun dubbio. E prossimi mesi». Non mi faccia. ridirei di sì a Monti e a Napolitano anche se l'elenco dei provvedimenti, per non è finita come avrei desiderato». Il suo carità, ce lo risparmi. «Le dico so- account 'Fwitter? ‹-O'corradopassera, papà lo che da vent'anni l'Italia non di Sofia, Luigi, Luce e Giovanni, marito di aveva un piano energetico. il mer- Giovanna, amante dell'Italia, ministro della cato del gas oggi è più concorren- Repubblica». Mi raccomando niente 'waw o ziale e grazie agli interventi che emoticon, però, perché è come andare in stiamo realizzando il gas costerà bermuda all'inaugurazione di un anno accameno anche alle famiglie già dai demico. prossimi mesi». Per ora non si vede, purtroppo. «Siamo riusciti a riordinare gli incentivi, esagerati, RIPRODUZIOIE P:SERVATA Pagina 12 di 72 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 pressunE 07/01/2013 CORRIERE DELLA SERA Fondato nel 1876 Periodicità: Quotidiano i i m www.coriere.it Tiratura: 609.785 Direttore Responsabile: Ferruccio De Bortoli Diffusione: 474.395 caso L'ex magistrato avrebbe offerto a Favia il posto dì capolista alla Camera per Emilia-Romagna Cinque Sielle i dissidenti con Ino-roia Il novimento verso la scissione Nei nuovo soggetto i delusi da Grillo MILANO ---- La trama politica di Antonio Ingrola sembra intrecciarsi a doppio filo con quella dei Cinque Stelle, Prima un invito a Beppe Grillo ad allearsi con lui (respinto al mittente), poi la proposta ai dissidenti grillini espulsi a candidarsi con la. sua lista «Rivoluzione Civile». Secondo indiscrezioni, rimbalzate anche su web e media, Ingroia avrebbe offerto il posto di capolista alla Camera in Emilia-Romagna a Giovanni Favia, consigliere regionale, e sarebbe a caccia degli altri ex ribelli da schierare all'interno della sua nuova formazione politica. Oggi è atteso a Bologna per la defi nizione delle liste una delle colonne della «Rivoluzione Civile», il leader idv Antonio Di Pietro, che ha liquidato il caso con un «non ne so nulla», salvo poi chiarire: «1-lo massimo rispetto per il Movimento 5 Stelle, rispetto sia quelli che lo appoggiano sia quelli che hanno scelto di dissentire. Ma non mi interessa entrare nei problemi degli altri. Io mi rivolgo a. Lutti i cittadini, senza chiedere se hanno votato questo o quel partito, ai cittadini stanchi di essere presi in giro, per costruire un'alternativa di governo a quella delle destre». Nel frattempo, i ribelli grillini più noti prendono posizioni differenti. Irrintracciabile Favia (che però ha sempre smentito un'eventuale candidatura), al contrattacco, invece, Federica Salsi, che ammette di essere stata avvicinata da alcuni partiti e rifiuta le offerte. «Sono stata. contattata da varie forze politiche — afferma il consigliere a Palazzo d'Accursio ma io non mi candido al Parlameli-. to. Non era mia intenzione candidarmi prima del caso che mi ha visto protagonista lo è ora. Ci tengo a finire il mio mandato in Comune a Bologna». Su Facebook poi Salsi rincara la dose: «A differenza di Grillo, per me la parola data ha un valore. Tanto meno mi toccano le pressioni del suo amico Di Pietro su altri ex esponenti del Movimento 5 Stelle. il loro gioco è di facile comprensione». Più secco Valentino Tavolazzi, che in merito a una possibile candidatura — smentisce un eventuale coinvolgimento: «Personalmente non ne so nulla», Intanto, in Rete, prendono corpo nuovi scenari che potrebbero aprire la strada a orizzonti molto più complessi rispetto a una semplice candidatura di qualche (ex) esponente di spicco grillino nelle liste di Ingoia. Si profila la nascita di un nuovo soggetto politico a livello nazionale: un'ala del movimento, delusa dalle scelte di Grillo e Casaleggio, sarebbe pronta a staccarsi dai Cinque Stelle e troverebbe «ospitalità• per le Politiche in «Rivoluzione Civile.». Si tratterebbe di un'operazione simile a quella che fecero nel 2009 proprio Di Pietro e Grillo con Sonia Mano (ex candidata gcillina nel 2008 alla presidenza della Sicilia) per le Europee. Emanuele Buzzì ebnzzi@corriere .it percorso LL 0;2 eeeWn 2 deglì espulú Giovanni Favia (foto) è stato eletto consigliere regionale nel 2010 per il MSS. Federica _Falsi è nel consiglio comunale di Bologna dal 2011 In autunno dissidi e critiche tra i due esponenti e Grillo: il leader a dicembre espelle Falsi e Favia. Nei mesi precedenti Tavolazzi, Biolè, Pirini 3 Per i dissidenti si profila l'ipotesi della creazione di un nuovo soggetto nazionale: alcuni esponenti verrebbero candidati con Ingrola Pagina 4 Pagina 13 di 72 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 press LinE CORRIERE DELLA SERA Fondato nel 1876 • • m www.coniere.it 07/01/2013 Periodicità: Quotidiano Tiratura: 609.785 Direttore Responsabile: Ferruccio De Bortoli Diffusione: 474.395 Nomi il Professore prende tempo Al Senato 1 Ude chiede 15 posti Si tratta sulle quote per Palazzo Madama: trenta seggi per i montiani ROMA Centinaia di CIErflcula di accademici, imprenditori, quadri aziendali, liberi professionisti e politici di professione stanno passando in queste ore sotto gli occhi del professor Mario Monti che — vista la complessità della selezione ha chiesto più tempo per chiudere la sua lista civica in corsa alla Camera e il listone unico (montiani, Udc. F11) previsto per l'elezione del Senato. Dunque, ha detto il presidente in carica per gli affari correnti nella sua intervista a StryTg 24, forse si andrà oltre martedì, giornata in cui il Pd renderà ufficiali le sue liste. Probabilmente — spiegano nella sede di Italia Futura di via Properzio per la chiusura delle 4 liste del polo di centro (alla Camera Udc e Eli alla fine vanno da sole) se ne riparla mercoledì quando ormai mancheranno solo 12 giorni al termine di legge previsto per la raccolta delle firme in calce alle liste elettorali. E per meglio gestire questa fase convulsa del procedimento elettorale la squadra di Monti sta preparando il trasloco in una sede più grande e funzionale, affittata al centro di Roma. Per il professore, ma anche per Fini e Casini, il nodo da sciogliere è ancora quello della lista unica al Senato. Se è vero che alla fine decide tutto Monti, secondo il refrain pro- posto da Italia Futura, quanto dovranno pesare le «quote» deil'Udc e di Fli? Simulazioni alla mano —un bottino elettorale del 20% potrebbe corrispondere a una cinquantina di seggi senatoriali — i centristi reclamano «quote fisse» stabilite in partenza: per esempio, 5 senatori a Fli, 15 all'Udc e 30 alla componente civica di Monti che però dovrebbe farsi carico degli ex Pd (Ichino, Merloni, D'Ubaldo) ed ex Pdl (Cazzola, Mantovano, Pecorella, Straequadanio, Pisanu) schierati con il professore. Invece i ministri tecnici in carica non «peseranno» allo stesso modo: Andrea Eiccardi ha ripetuto che non sarà candidato per restare «nella società civile» mentre Renato Balduzzi e Francesco Profumo I tempi li premier aveva annunciato la definizione delle candidature per domani verrebbero candidati al Senato in Piemonte. E anche per una eventuale candidatura del ministro Corrado Passera, Monti ha osservato: «Io spero che per Passera non sia scritta la parola fine». La questione, come è noto, ha riguardato anche la ferma volontà di Passera di varare una lista comune per il centro sia al Senato sia alla Camera. Non é andata così. E ora succede che alcuni ministri di Monti trovino un posto in lista anche con i centristi. Mario Catania ha confermato a Paolo Festuccia della «Stamp» di aver accettato la proposta di Casini e di Cesa: «Io comunque mi candido con Monti nel senso che siamo tutti nel perimetro del premier». Sulle liste, i montiani sono abbottonatissimi: «I nomi arriveranno tutti insieme perché siamo una vera squadra, mica facciamo come il Pd che tira fuori un nome al giorno...». Eppure su Twitter molti si im stanno interrogando sulla no- trasloco Lo staff del professore sta preparando il trasloco in una sede più grande tizia (apparsa su «l'Unità») di una candidatura offerta da Monti al comandante Gregorio De Falco: per intenderci, il capo della Sala operativa della Capitaneria di porto di Livorno che un anno fa («Salga a. bordo, cazzo...!») mise in riga. il comandante della Costa Concordia Francesco Schettino. Però Monti sta cercando so-. prattutto nelle università: sarebbe caldeggiata direttamente dal premier la candidatura di Guido Tabellini, rettore della Bocconi lino a ottobre dei 2012, che, interpellato dal «Fatto», non ha confermato ma neanche smentito. Alla presentazione del simbolo della lista Monti, non è passato inosservato, poi, Ernesto Auci, già direttore del «Sole 24 ore». Mentre tra i candidati passati al vaglio dal professore ci sono anche il generale Vincenzo Camporini e la professoressa Stefania Giannini, rettore a Perugia. Dino Martirano O P:PRODUZIONE 01100070 Pagina 14 di 72 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 Pagina 4 pressunE CORRIERE DELLA SERA Fondato ne] 1876 •• 07/01/2013 Periodicità: Quotidiano www.coniere.it Tiratura: 609.785 Direttore Responsabile: Ferruccio De Bortoli Diffusione: 474.395 Pd appelli e raccolte di firme per gli «esclusi» , Il rebus delle candidalure. Resta in dubbio il remano Reggi. I(-2 protesta della Sicilia ROMA Domani il Pd, lo ha promesso, dovrà ufficializzare i nomi dei suoi candidati al Parlamento. I vertici del partito sono costantemente al lavoro per selezionare i vincitori delle primarie; per compilare il listone dei prescelti che, pur non avendo partecipato alle primarie, correranno alle prossime Politiche; e per scegliere chi occuperà le caselle dei capilista e delle prime posizioni a seguire, quelle cioè a elezione garantita. Il tempo stringe, ma restano ancora diversi nodi da sbrogliare e parecchie polemiche da sedare. I capicorrente incalzano per cercare di aumentare il proprio peso: tranne i bersaniani e la sinistra, tutti gli altri sono stati penalizzati dalle pri- to democratico siciliano, per esempio, non smette di protestare contro le candidature «calate dall'alto che impediscono l'inserimento di siciliani»; e in Lig-uria sabato i vertici locali del Pd hanno reso noto di aver sospeso i lavori sulle liste in attesa di discutere ancora con il direttivo nazionale. Ultima, ma non per importanza, sul tavolo romano c'è la grana dei cosiddetti impresentabili: persone anche promosse dall'elettorato delle primarie, ma appesantite da inchieste, condanne, conflitti di interessi o parentele scomode. Nei giorni scorsi il Fatto Quotidiano ne ha elencati una serie: da Mirello Crisafulli di Enna, a Francantonio Genovese (Messina)„ a Antonino Papania (Trapani), a Nicodemo Oliverio in campo (Crotone), a Bruna BrembilRealacci rientrerà in gioco grazie a la (Milano), una sottoscrizione di operatori della Anna Pucci°a green economy, per Vita si sono (pure Milano). mossi Ettore Scola e Sergio Zavoli Ci sono regole precise su questa tipologia di mafie. E i trombati cercano di potenziali candidati? Maurizio rientrare grazie a interventi e Migliavacca, uomo di Bersani appelli: cosi Ermete Realacci impegnato sulle liste, risponce la farà grazie a una sottoscri- de: «Non lo so, non me ne oczione di operatori della green cupo. Se ne sta occupando il econome (più difficile il recu- Comitato dei garanti». Infine, continua a covare pero dei suoi colleghi Roberto Della Seta e Francesco Ferran- sotto la cenere il malumore te, uomini chiave del caso II- dei renziani. Ieri lo stesso sinva); mentre per Vincenzo Vita daco di Firenze ha ribadito la. ieri si sono mossi Ettore Scola sua «lealtà» al segretario del e Sergio Zavoli; e prosegue an- partito diventato candidato alche un costante tambureggia- la presidenza del Consiglio gramento a favore di Paola Con- zie al voto dell'elettorato di cia. centrosinistra. Però ha anche Sembra ancora in dubbio la aggiunto; «Ancora oggi a volte candidatura di Roberto Reggi, mi mordo la lingua per non diil braccio destro di Matteo .Ren- re tutto ciò che mi viene in zi che continua a incontrare mente. Ma il Pd è il mio partil'opposizione della dirigenza to». Con lui Arturo Parisi: pd toscana, anche se molti nel Pd ora è sbilanciato a sinistra. partito sono convinti che si Lo voterò. Ma è un partito non troverà una soluzione. Oltre al capace di raccogliere la magfatto che diverse regioni prote- gioranza degli. R. R. stano contro l'inserimento di esterni decisi da Roma. Il PartiRPRODUZIONE MSERVATA Pagina 15 di 72 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 Pagina 5 FU. 9171!].> vai col, di pressunE CORRIERE DELLA SERA Fondato ne] 1876 •• 07/01/2013 Periodicità: Quotidiano www.coniere.it Tiratura: 609.785 Direttore Responsabile: Ferruccio De Bortoli Diffusione: 474.395 Pdl-Lega, un vertice ad Amore per l'intesa «obbligata» Si tratta sul ruolo di Berlusconi Alfano: siamo molto vicini a raggiungere l'accordo ROMA Un incontro ad Arcore, a ranghi ristretti, e con un solo obiettivo: chiudere nella maniera meno onerosa possibile per ciascuno un accordo che è diventato indispensabile sia. per il Pdl che per la Lega. A sera la cena era ancora in corso, ma soprattutto dall'entourage berhisconiano filtrava ottimismo: «Arrivati a questo punto diceva un ex ministro ---- una rottura sarebbe incomprensibile e devastante sia per loro che per noi». E dunque Berlusconi, Alfano, Verdini, Bonaiuti assieme a MarOili hanno messo le rispettive carte sul tavolo, con tanto di paletti. Consapevoli che una parte il Pcli per sperare d.i vincere le elezioni o almeno di essere determinante al Senato per impedire la vittoria piena del Pd (conquistando Lombardia e Veneto) ha assoluto bisogno di un'intesa. E l'altra, la Lega, per portare IVlaroni alla guida del Pirellone ed essere contemporaneamente certa di entrare in Parlamento (la soglia del 4% alla Camera secondo i sondaggi è raggiunta, ma non è scontata) ha altrettanto la necessità di siglare un'intesa con ilPdL Certo, i problemi alla vigilia del summit non erano ancora del tutto risolti. Tutt'altro. Berlusconi vuole superarli ad ogni costo, convinto com'è che la sua coalizione, se unita, possa vincere: «Possiamo raggiungere il 40%. Monti? E' una cornpar- sa destinata a lasciare presto la politica italiana. Candidandosi ha fatto una cosa immorale». E Angelino All'ano, qualche ora. prima del vertice, dava l'accordo in dirittura d'arrivo: «Siamo molto vicini a raggiungere un'intesa, con la Lega che si è espressa sulla cosa più importante: e cioè Berlusconi capo della coalizione». Ma anche chi all'intesa nei giorni scorsi ha lavorato dietro le quinte, come Paolo Romani, ragionava mettendo sul piatto la «logica delle cose: sul programma, la richiesta della Lega di lasciare il 75% delle tasse nella regione dove vengono raccolte non è così difficile da soddisfare: si parla di un meccanismo che dovrebbe andare in vigore gradualmente in 5 anni, e già oggi per 150 miliardi dati allo Stato, la Lombardia ne riceve in...». Le accuse Cavaliere: possiamo raggiungere il 40%. Monti è soltanto una c:omparsa 11 Le regole La norma base nel Pdl sarà la non ricandidabilità per chi ha già svolto 3 mandati L'altra richiesta invece, ovvero che Berlusconi non sia il candidato premier della coalizione, sulla carta è «un falso problema: la legge chiede di indicare solo il capo della coalizione. Poi, se si vuole, ogni partito indica il suo candidato premier già nel 2006 facemmo l'attacco a tre punte con Berlusco ni-Fini-Casini-----oppure si può dire quello che è ovvio, e cioè che sarà il capo dello Stato a dare l'incarico». In ogni caso, conferma anche Alfano, il Pdl non rinuncerà al ruolo di Berlusconi «che ci sta facendo guadagnare moltissimo nei sondaggi», e su questo la Lega dovrà farsene una ragione. Ma il punto del contendere è proprio qui. E si capisce che è nel Carroccio che sta avvenendo una guerra tra le anime più dure e pure e quelle più disponibili all'intesa. Lo stesso Matteo Salvini, che ieri mattina. in un'intervista al Messaggero spiegava che «non sempre la base ha ragione» aprendo all'accordo, in serata (dopo che tanti messaggi di leghisti arrabbiati gli erano giunti e l'ex capogruppo Reguzzoni Io bacchettava perché la base «finora si era detto che contava») smorzava gli entusiasmi dei possibili alleati: «All'ano dice che c'è l'accordo? Evidentemente ha notizie che io non ho. Con Berlusconi in campo non è possibile alcun accordo». Dunque si decide tutto nelle prossime, delicatissime ore. E solo dopo si scioglieranno gli altri nodi. Oggi pomeriggio comunque si terrà il tavolo delle candidature per la Lombardia (con Gelmini, Santan.chè, Romani, Casero, Mantovani), e a Roma un ufficio di presidenza. sulle regole per le liste. Praticamente certo che la norma base sarà la non ricandidabilità per chi ha più di tre mandati alle spalle e più di 65 anni (ma sono previste parecchie deroghe), dovrebbe poi passare il principio del 40% di donne elette e molte di loro a capolista e il più possibile l'apertura a facce nuove, giovani, imprenditori. Possibile anche qualche sorpresa di peso: sembra che Alfano stia corteggiando, con possibilità di ottenere il risultato, il ministro degli Esteri Terzi, per presenta.re una candidatura di caratura internazionale. intanto, si fa frenetica la ricerca del candidato per la Regione Francesco Storace difficilmente otterrà, l'appoggio del Pdl, che sembra orientato a scegliere un candidato interno o della società civile. In pole position ci sono la deputata Beatrice Lorenzin e l'eurodeputata. Roberta Angelilli, ma anche Simonetta Matone, magistrato, se rinunciasse al «paracadute» di un seggio parlamentare sarebbe un candidato che potrebbe mettere d'accordo tutti. Paola Di Caro P:PRODUZIONF R , SFRATA Pagina 6 Pagina 16 di 72 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 pressunE CORRIERE DELLA SERA Fondato nel 1876 • • m www.coniere.it Direttore Responsabile: Ferruccio De Bortoli 07/01/2013 Periodicità: Quotidiano Tiratura: 609.785 Diffusione: 474.395 Dietro le quinte l leader leghista e gli equilibri interni a rischio La doppia strategia di Maroni per convincere il Carroccio Molti dirigenti contro l'alleanza: perdiamo metà degli elettori MILANO — Mentre Roberto Maroni gioca la sua partita in campo, ad Arcore, Matteo Salvini lavora ai fianchi. Duro, e con studiata scelta dei tempi: proprio negli stessi minuti in cui il leader leghista varca i cancelli del villone in Brianza, il segretario lombardo con il Tg3 serale sceglie il registro ultimativi): «Con Berlusconi in campo, non è possibile alcun accordo». Il punto è tutto lì, il problema è sempre quello. Perché la Lega l'accordo lo vuole, con tutte le sue forze: è indispensabile per vincere in Lombardia, per portare un risultato di prima classe ai militanti che lo attendono da anni, per premere con tutti e due i piedi sull'acceleratore del nuovo sogno, l'Euroregìone del Nord, con Piemonte, Lombardia e Veneto allineate sotto la guida leghista. Per Roberto Maroni è l'alternativa tra uno scintillante successo e la débacle della strategia messa in campo fin dalla sua. elezione a segretario federale. La differenza, come torna a sottolineare Salvini, è nel nome di Silvio Berlusconi: per la base leghista, il candidato premier non può essere lui. Maroni, nelle ultime settimane, è riuscito a persuadere parecchi dei dirigenti: turarsi il naso non è semplicemente ragion di Stato, è questione di vita o di morte. Per questo non esita a spargere ottimismo a piene mani. Come ieri su Twitter: «Giro tra la gente e sento entusiasmo per la mia candidatura alla Presidenza della Lombardia. Un sogno? lo ci credo: Lombardia in testa». Però il segretario leghista sa che un passo falso rimetterebbe in discussione anche gli equilibri interni al Carroccio e la sua segreteria. Non ci vuole un indovino. Giusto ieri il suo storico avversario, l'ex capogruppo alla Camera Marco Reguzzoni, ha scritto un affilato post su Facebook: «Con l'obiettivo di tenere i nostri soldi a casa nostra erava- L'obiettivo L'ex ministro ha fatto capire ai suoi che vincere in Regione è questione di vita o di morte mo alleati con il Pdl al Governo e in Lombardia». Poi, però, «hanno voluto rompere l'alleanza perché volevano "pulizia" sostenendo che non avremmo ottenuto niente e che bisognava "ascoltare la base". Abbiamo fatto cadere la Regione Lombardia per questo motivo. E adesso? Credo che nella vita ci voglia un minimo di coerenza». Un commento anche alle parole di Salvini. maroniano di ferro, che prima di aggiu stare il tiro in serata, con alcune interviste aveva dato la sensazione di essere disposto a qualche compromesso in vista della vittoria in Lombardia: «Si può vincere da soli o in compagnia ma se vogliamo essere più forti sarà necessario farci sostenere dalle quattro liste civiche che già ci sono e dal Pdl». Anche «se ci mettiamo a sentire i militanti loro diranno che è sempre e comunque meglio correre da soli». Proprio quello che ripetono a Maroni i tanti dirigenti di territorio che vedono un nuovo accordo con Berlusconi come il fumo negli occhi, «una trovata impossibile da spiegare dice uno di loro — che ci costerebbe la metà degli elettori». Resta il fatto che, come ricorda Salvini, «il centrosinistra in Lombardia è intorno al 30%», e probabilmente anche più avanti. E dunque, niente alleanza significa mettere la vittoria in Regione ad altissimo rischio. Il piano 13 consiste nel sospendere la designazione a premier di Silvio Berlusconi fino a dopo le elezioni: in fondo, il Porcellum chiede di indicare il capo della coalizione, non il candidato premier. Ma un eccesso di furbizia in un caso come questo, avvertono gli amministratori locali, rischierebbe di essere pagato salatissimo sul territorio in tutte le future tornate amministrative: «E una Lega senza sindaci, che Lega è?». Marco Cremonesi ©. !RIPRODUZIONE RSERVATA Pagina 7 Pagina 17 di 72 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 press unE 07/01/2013 CORRIERE DELLA SERA Fondato nel 1876 Periodicità: Quotidiano i i m www.corieredt Tiratura: 609.785 Direttore Responsabile: Ferruccio De Bortoli Diffusione: 474.395 Reddilometro, come controllare le spese Ecco la soglia Nal, degli 007 del Fisco Dai detersi\i alla scuola: i parametri di riferimento per le è le irarazioni ROMA ----- Come facciamo a sapere se stiamo spendendo più di quello che il Fisco ritiene normale per un nucleo familiare che dichiara un reddito come il nostro? La domanda da quest'anno rileva, visto che i controlli dél nuovo itdd ito metro scattano in automatico quando i due valori discordano per più del 20%. In quel caso l'Agenzia delle Entrate ci chiederà conio della discrepanza e inizierà un pí ng gong tutto da giocare. Meglio allora tenere sotto controllo le spe se„ sapendo che il meconismo del redditometre, che si applicherà a partire dai redditi dei 2009, prevede che per 26 tipologie di beni e servizi sui 56 presi in considerazione si tenga per buono il valore più alto tra quello dichiarato dal contribuente e quello risultante dalle medie delllstat. Facciamo un esempio: supponiamo che il contribuente possegga un'automobile per la cui manutenzione spende 5 mila euro come risulta dalle relative ricevute. Nel momento in cui quel contribuente venisse sotto- i numeri del fisco Coppia con un figlio Spesa mensile familiare in euro nel 2011 secondo la media stat ppia con due figli biu.„; Coppia con tre figli 11111arto Almentari e bevande 1 7).8 Nk:40 N, A nits°8". Abbigliamento izature '' ---- ----------------- -------Acqua e condominio giri iscaldamento centralizzato 7 mohii i, elettrod o rnesti ci, k servizi per la casa Medicinali k Carburanti ° . tt \NM Evi anuterizioni ,..;'°°e riparazioni veicoli Tram, autobus, taxi e altro Spese telefoniche ° posto a una verifica di coerenza da parte dell'Agenzia delle Entrate, questa -andrebbe a ve rificaie sulle tabelle dell'Istat qual è la spesa media per una simile manutenzione, e tra i due valori, quello dichiarato e quello medio, gli imputerebbe il maggiore. Oppure nel caso il bene in questione siano apparecchi per telefonia e/o le relative spese di utilizzo, il Fisco metterebbe a confronto la spesa che risulta dal contribuente con la media Istat per la tipologia di nucleo familiare di appartenenza. E anche In questo caso assumerebbe il valore più alto. Ma quali sono queste medie Istat che il Fisco mette a confronto con i valori da noi di chiarati, a volte preferendole? Si tratta dei valori riportati nella serie «Spesa media mensile familiare» in cui, per ciascuna delle li tipologie di famiglie (single con meno di 35 anni, tra 35 e 61 e più di 65; coppie senza figli elb altri familiari con meno di 35 anni, trai 35 e 64 e oltre i 65; coppie con uno, due o tre ifigli; monogenitore e .Kaltre tipologie») a ogni bene o servizio acquistabile si attribuisce un valore medio di spesa, che cambia anche a seconcia della collocazione territoriale. naw Acquisto apparecchi i di telefonia [ Libri scolastici Tasse, rette e simili dall'asilo al master et,g, Tempo libero* b Prodotti per la cura della persona arbiere, parrucchiere, i stituti di bellezza 4 3. .‘se: Argenteria, gioielleria bigiottEiria, orologi'----------------o Onorari a liberi professionisti Ni Pastieconsumazion i k, fuori casa ' RU 5 3308 997 Alberghi, pensioni e viaggi organizzati ( laa.ann 18,9 895 122<91 1, 84 : 15:11:111:111:11:15:15:11:111:111:11:155:11:111%01#1015 :Wiit .Giurhi.giorattek, radi:;. r,, hi-fi, pc, libri: giornali, dischi, camellegia, bwriarnent, ione, intterie, piante. fiori riparazione apparedii Pagina 18 di 72 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 k • •leraed • N CORRIERE: l'ALLA SERA press unE CORRIERE DELLA SERA ••m Fondato nel 1876 07/01/2013 Periodicità: Quotidiano www.coniere.it Direttore Responsabile: Ferruccio De Bortoli Anche qui è meglio affidarsi a un esempio relativo al 2011: per una coppia con figlio che vive a Milano l'Istat ipotizza una spesa mensile media per alimentari e bevande di 579,45 euro, che equivale a circa 7 mila euro annui. Ma se i figli diventano due l'esborso mensile medio diventa di 612,97 euro, un valore che, per lo stesso tipo di famiglia, a Roma scende a 585,61 euro e a Napoli invece sale a 634,07 euro. Nelle tabelle qui illustrate abbiamo ipolizzato di avere a che fare con una coppia con uno, due o tre figli, residente a Milano, a Roma o a Napoli. Per ciascuna di queste tipologie familiari abbiamo riportato il valore medio di spesa che l'Istat attribuisce a ciascuna tipologia di beni. Tra questi beni, abbiamo scelto solo quelli che il redditometro prende in considerazione, tralasciando invece quelli per i quali il nuovo strumento di accertamento non prevede una comparazione con i valori medi dell'lstat. Perciò non troverete nelle tabelle l'assicurazione dell'auto, perché questo dato il Fisco lo ricava dall'anagrafe tributaria, né troverete la bolletta elettrica, perché la nostra spesa per l'energia il Fisco la rintraccia incrociando le banche-dati, dunque non ha bisogno di un riscontro con le medie dell'Istat, Tra i beni considerati nelle tabelle ci sono invece spese come quelle per i libri scolastici il cui valore mensile potrebbe apparire poco significativo: ad esempio 5,95 euro per una OgdaMìì,.,:ì&MhMasì:,. Ugg***WREROgP;ffigggEWSEEEE • •:•:•:i*ì*ì*ì*ì*ì:ì:ì • Angt)01%; coppia con un figlio residente a Milano. lin dato che però, esploso sull'anno, diventa un più ragionevole 71 euro. Come utilizzare le tabelle in modo proficuo? Basterà controllare mensilmente se il vostro livello di spesa per la singola voce è adeguato a quello indicato in tabella per il vostro tipo di famiglia. Sapendo che il Fisco distingue tra Nord-Ovest, Nord -Est, Centro, Sud e Isole. Perciò se vivete a Novara potete prendere per buoni i valori qui riportati per Milano, mentre se risiedete a Triggiano potranno andare bene i dati qui attribuiti a Napoli. Per il Nord-Est e le Isole, che qui non trovano esemplificazione, basterà accedere al sito delllstat e rintracciare i relativi dati. Scoprirete che l'istituto statistico scende molto più nel dettaglio di quanto non abbia deciso di fare il Fisco. Ad esempio potrete verificare che per una coppia con tre figli (e più) residente nelle Isole l'Istat ipotizza una spesa media mensile per i detersivi di 28,61 euro, Ma non preoccupatevi, di questo il Fisco non vi chiederà. specifico riscontro. Antonella Beccami A RIPRODUZIONE RISERVATA Pagina 19 di 72 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 Tiratura: 609.785 Diffusione: 474.395 pressunE CORRIERE DELLA SERA Fondato ne11876 I Emo www.coniere.it 07/01/2013 Periodicità: Quotidiano Tiratura: 609.785 Responsabile: Ferruccio De Bortoli Diffusione: 474.395 Lo studio Coldiretti Per H 48% degli intervistati gli acquisti risentiranno della crisi, per il 42% la situazione resterà stabile Lna famiglia , su- due vede un 90 -13 più ROMA — La metà delle famiglie italiane per il futuro vede nero. Nonostante le previsioni economiche diano in miglioramento l'anno appena iniziato rispetto al 2012, prevale un clima di sfiducia che porta a deprimere l'economia ancora di più. Secondo un sondaggio-analisi condotto dall'istituto Swg per conto della Coldiretti, il 48 per cento delle famiglie italiane è convinto che la situazione economica nel 2013 sia destinata a peggiorare, per il 42 per cento rimanga la stessa mentre per appena il io per cento migliorerà, «L'ottimismo degli analisti economici con la discesa dello spread. non sembra — sottolinea la Coldiretti trovare riscontro nelle famiglie, che nel 51 per cento dei casi dichiarano già adesso di riuscire a pagare appena le spese senza po- re, opportunità attuali e future dí risparmio, In controtend.enza il clima di fiducia economico generale che ilstat a dicembre ha visto in aumento dal 69,7 al 72,9% mentre quello delle imprese tende al pessimismo. Ora. Coldiretti taglia le ali anche a. quella unica e piccola testimonianza di ottimismo e punta al negativo. Dall'indagine emergono atteggiamenti tipici della scarsa fiducia sul . issa . tersi permettere ulteriori lussi, mentre una percentuale d.ell'8 per cento non ha un reddito sufficiente nemmeno per l'indispensabile. C'è però anche un 40% di italiani che vive serenamente senza particolari affanni economici e IN per cento che si può concedere dei lussi». D'altra parte gli ultimi dati Istat non lasciavano molti margini d'azione. Oltre un quarto degli italiani (il 28,4%) «è a rischio di povertà» si leggeva a dicembre nel rapporto «reddito e condizioni di vita». Crollato nel secondo semestre del 2012 il mercato della casa con i mutui a picco (-41%) rivelava sempre l'Istituto di statistica nella sua indagine annuale sul mercato degli immobili, E nuova discesa a dicembre dell'indice di fiducia personale delle famiglie (da 90,9 a 90,7) sintesi delle opinioni sul bilancio familia- futuro. La maggioranza delle famiglie ai saldi preferisce riciclare i vecchi vestiti, con il 53 per cento degli italiani che ha rinunciato o rimandato gli acquisti di abbigliamento ed. -accessori. «In. seconda posizione, nella classifica delle rinunce sottolinea la Coldiretti — ci sono i viaggi e le vacanze che sono stati ridotti o annullati dal 51 per cento degli italiani cosi come la frequentazione di noci d one, che e ro tra volta a quota un isoltato: secondo uno IIeloitte i telefonirii tottcì ..aSEIera entro la fine di raggiungeranno la soglia 10% e o bar, discoteche o ristoranti nel tempo libero, dei quali ha fatto a meno ben il 48 per cento». «A seguire, nella classifica del cambiamento delle abitudini di consumo, c'è — continua l'associazione di categoria l'acquisto di nuove tecnologie al quale hanno dovuto dire addio il 42 per cento degli italiani, le ristrutturazioni della casa (40 per cento), l'auto o la moto dei dite in edia A P P € e,o che rest a no no 11 a ri si ds quelli basso costo, i di stima eloi i 1,13 una a milton ff'.1:t.n efdponl n i ' Tl loia a5°° anno in ilari, dì preFi zzloc)fi3naroaloo do nuova (38 per cento) e gli arredamenti (38), ma anche le attività calturali (;7)». Da tutto questo clima di risparmi sembra.n.o rimanere esclusi i generi alimentari. «Solo il 17 per cento degli italiani — commentano i tecnici di Coldiretti dichiara di aver ridotto o rimandato gli acquisti alimentari, una percentuale superiore solo alle spese per i figli (9 per cento)». <(..F., necessario rompere questa spirale negativa aumentando il reddito disponibile soprattutto nelle fasce più deboli della popolazione», ha affermato il neopresidente della Coldiretti Sergio Marini, 42 anni, probabile candidato nelle liste di Pier Ferdinando Casini, «occorre sostenere la ripresa dei consumi per rilanciare l'economia», R. Ba D RIPRODUR:V:E RISERVA1A Pagina 9 [. . la ,oglia Pagina 20 di 72 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 11.1e cor,,,eihire 007 del . press unE il Resto del Carlino Direttore Responsabile: Giovanni Morandi SE UN ORDINE NON BASTA IL METODO italiano è l'annuncio. Busta 11 proclama, poi la realizzazione è scontata. Il nostro è il campionato più bello al mondo. Che importa se ali stadi sono vuoti e i campi. speldchiati? Siamo fuori dalla crisi, il nostro Paese è il più ospitale, tu moda la più elegante. Ti sistema sanitario il migliore, almeno sulla carta. Chi osa clubita,rne? Da ora in poi ci si iscriverò: a scuola solo online. Basta l'ordine e diventiamo i primi della classe in Eu,ropa. E chi non ha un computer? Si arrangi. L'anno scorso mia nipote e andata in prima media. I libri di testo, senza i dizionari, sono costati circa 500 curo. A Berlino, sono gratis, o al massimo si paga un contributo di cento euro per il prestito. Li ho sfogliati, ben fatti, tutti con compact disc. Peccuto che nella sua scuola non ci sia un computer a testa, neppure uno per classe. Lei, Francesca, è la prima in un corso muitimediale organizzato a livello nazionale. Peccato che si paghi extra, come tutto nella scuola italiana.A cominciare dalle lezioni d'inglese e di francese, se si vuole imparare veramente uno 07/01/2013 Periodicità: Quotidiano Tiratura: 183.714 Diffusione: 137.247 ANDANDO contro le tradizioni di famiglia poco atletiche, lei è stata selezionata a Il anni anche per la squadra di ginnastica artistica a livello agonistico. All'inizio dell'anno serve la visita medica. Il dottore della mutua risponde che è disponibile a primavera. Visita privata, 200 euro, Ilfiglio dodicenne di un mio amico a Berlino gioca a pallanuoto. Visita medica a. scuola, 5 euro. Noi siamo moderni, anzi up to date come si dice nel dialetto di Shakespeore. E la grande Germania? Solo il 4 % de`i genitori ritiene sùff iciente l'uso dei computer a scuola, due terzi ritengono necessari e urgenti migiroramenti. Solo in una scuola su 10 ogni scolaro ha a disposizione un pc, e in media uno studente su tre ha accesso in internet una volta a settimana. L? 30% non usa mai un computer: le scuole nonne hanno a sufficienza, e appena il 15% dei ragazzi ha un suo lap top privato. Vedo con sgomento che Il/fonti twitta, sa usare le faccine per dire che è felice, e scrive T/VOTA/ come un teenager di A tlanta. Ne sono orgog7ioso. Frau Angelct non sa neanche che cosa significhi twitt. E. orrore, non è neanche su Facebook. E così retrograda da ritenere che un politico non debba comunicare con il cellulare. Quando ha qualcosa da dire, parla alla tv, alla radio, in corzkrenza. Qui a nessuno salterebbe in testa di torturare i cittadini obbligandoli a usare internet per esercitare quelli che sono i loro diritti. Deutschland iTher alles? Su tutti, ma non su di noi. Basta dirlo, e siamo in testa. 12.tolic m isse Pagina 21 di 72 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 le!ie pressunE il Resto del Carlino Direttore Responsabile: Giovanni Morandi 07/01/2013 Periodicità: Quotidiano Tiratura: 183.714 Diffusione: 137.247 Ritorno in classe con l'incubo delle iscrizioni online Un milione e mezzo le famiglie con figli che iniziano elementari, medie e superiori: domande dal 21 Savia Mastrantonìo ROMA RIENTRO con il magone. Circa 8 milioni di studenti oggi saranno di nuovo tra i banchi dopo le vacanze natalizie. E se per loro l'angoscia maggiore è quella della normalità che sopravanza, per le famiglie si aggiunge l'ansia dell'iscrizione al prossimo anno scolastico (2013-2014) che da quest'anno sarà solo ed esclusivamente online. Ovviamente la procedura è valida solo nelle scuole statali e non riguarda la scuola dell'infanzia. Ogni innovazione è accompagnata da una buona dose di preoccupazione e anche se da viale Trastevere traspira una grande tranquillità, per i genitori degli alunni i dubbi sono molti. Il primo quesito, su tutti, riguarda le famiglie che non possiedono un computer e che, pertanto, si sentono escluse. Un problema che provvederanno a risolvere le segreterie degli istituti, sia quelli dai quali si proviene sia quelli dove si vuole iscrivere il ragazzo. A questo proposito il Ministero ha LE PAURE «E chi non ha un computer?» IL ministero: «NegLi istituti un servizio di supporto» emanato una circolare che porta la data del 17 dicembre: «Le istituzioni scolastiche destinatarie delle domande offriranno un servizio di supporto per le famiglie prive di strumentazione informatica e, in subordine, qualora necessario, anche le scuole di provenienza offriranno il medesimo servizio di supporto». INEVITABILE che questo comporti un aggravio di lavoro per gli impiegati delle scuole, ma ci sarà flessibilità. Del resto la fascia temporale entro la quale si dovrà provvedere alle iscrizioni è piuttosto ampia e va dal 21 gennaio al 28 febbraio. Le famiglie coinvolte nelle iscrizioni online saranno circa un milione e mezzo poiché le procedure riguardano gli alunni che dovranno accedere alle prime classi delle scuole primarie, secondarie di i e di II grado. Per chi possiede Internet, invece, il percorso è semplice: occorre accedere all'area www. iscrizioni. scegliere l'istituto in cui si intende mandare il giovane e poi compilare l'apposito modulo messo a disposizione dalla scuola scelta. Saranno poi gli istituti a 'lavorare' le domande secondo criteri fissati. Potrebbero sorgere difficoltà laddove ci siano istituti carichi di richieste di iscrizione e che si trovano nelle condizioni di dover fare delle scelte. Sui criteri di selezione, fin qui, ci si era affidati alla fortuna con sorteggi. Però quest'anno l'aria sembra cambiata e il Ministero sarebbe contrario alla 'lotteria' dell'istruzione. Alcuni istituti, che agiscono in regime di autonomia, hanno deciso di privilegiare il merito e quindi di accogliere in via prioritaria alunni. che negli anni precedenti abbiano accumulato buoni voti e buoni giudizi. PERÒ non è un criterio che vale per tutti, ogni scuola decide i propri parametri. In alcuni casi, infatti, vale il principio 'geografico', ovvero la vicinanza dell'abitazione dalla sede della scuola o la residenza, nel circondario, di parenti oppure, infine, la distanza con i luoghi di lavoro dei genitori. E inevitabile che quest'anno si metta in evidenza qualche criticità. Ma è la spending review che impone il risparmio, fanno sapere da viale Trastevere. CASO TRA ELEZIONI E VACANZE NON SARÀ FACILE RISPE I i ARE LA REGOLA Duecento giorni tra i banchi, limite a rischio ROMA DUECENTO giorni. Tanti devono essere quelli dedicati alla didattica nelle scuole. Per legge. Ma quest'anno, tra occupazioni protratte (anche per dieci giorni in alcune città), vacanze varie, appuntamenti elettorali che in alcune regioni sono plurimi, si rischia di non raggiungere il limite minimo fissato per dare validità all'anno scolastico. Ed è un problema in più per tutti gli studenti ma in modo particolare per quelli della maturità. Ogni appuntamento elettorale, per le scuole sede di seggio, significa 4 giorni di chiusura. Nel La- zio, per esempio, oltre alle politiche del 24 e 25 febbraio ci saranno, tra maggio e giugno, le consultazioni per l'elezione del sindaco. Insomma, un bel bottino di giorni di vacanza che rischia di mettere in difficoltà gli istituti che hanno già fissato le date per la fine delle lezioni. In linea di massima si oscilla tra 1'8 e il 12 giugno. Non sarà facile per i dirigenti di istituto barcamenarsi tra le tante assenze e la regola dei 200 giorni. Con ogni probabilità, salteranno i 'ponti' che si potevano ipotizzare, come il primo maggio. Pagina 7 iscrizi,I, effibre .. Pagina 22 di 72 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 sQ.,0 45* trl 1"e. ,• press unE il Resto del Carlino Direttore Responsabile: Giovanni Morandi 07/01/2013 Periodicità: Quotidiano Tiratura: 183.714 Diffusione: 137.247 LàNT.,Y ,'n'r.‘ IL SO I OSEGRETARIO ROSSI DORIA «I genitori stiano tranquilli Nessuno resterà fuori dall'aula» ROMA NELLA SUA biografia ha scritto che è stato (ma è ancora nell'anima) un «maestro di strada». Perché a lui la scuola piace viverla dal di dentro, cominciando dagli ultimi. E sottosegretario all'Istruzione, si chiama Marco Rossi Doria, e spazza subito via le polemiche sulle iscrizioni on line. «Andare a scuola è un diritto inalienabile. Non c'è alcun problema: anche se una famiglia non riesce a iscrivere il figlio online non è che poi questo non andrà a scuola. Tantopiù se si tratta della scuola dell'obbligo. Franca> niente non condivido tutte queste preoccupazioni, ritengo che le cose complesse siano altre». Però questo diktat sull'utilizzo di Internet spaventa... «Ricordo che l'Italia è un Paese con un sistema scolastico molto civile, tra i più civili al mondo e l'Ocse ce l'ha riconosciuto. È un Paese che è riuscito a integrare 750.000 stranieri e 200.000 disabili, Come si può pensare che il computer sia un ostacolo nell'esercizio di un diritto inalienabile?». La preoccupazione è per le persone che non hanno strumenti telematici. «Ci saranno le segreterie ad aiutare. Ma se noi iscriviamo anche gli L'ELETTRONICA CI AIUTA Come si può pensare che it pc sia un ostacolo per un diritto inatienabite? Ci saranno te segreterie a dare una mano stranieri senza permesso di soggiorno perché l'istruzione è un diritto 'di ogni persona' non di ogni italiano. Davvero, sono ottimista». Per quali motivi? «Abbiamo dei precedenti molto promettenti, dal punto di vista tecnico. Con le prove del cosiddetto 'concorsone' e le risposte in tempo reale. Ancora prima con la busta elettronica per la maturità. Ci sono state criticità ma la macchina ha funzionato. Il principio di base non cambia: le modalità sono inclusive, non certo esclusive. Nessuno resterà escluso». E se il ritardo per intoppi telematici portasse all'esclusione di un alunno da una determinata classe che avevo scelto? «E un rischio che si correva anche prima. Si poteva optare per una certa classe ma se le richieste erano troppe si rischiava di restare fuori lo stesso. Forse non sarà tutto semplice e senza problemi, ma ritengo che l'elettronica ci stia aiutando, non il contrario». E comunque ci vorrà un po' di tempo perché tutto l'apparato vada a regime? «Ovviamente, calcolo un paio di anni. Ma noi puntiamo su un'efficienza alta del sistema. Molto alta». Savia Mastrantonìo unire Pagina 23 di 72 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 press LITE il Resto del Carlino Direttore Responsabile: Giovanni Morandi 07/01/2013 Periodicità: Quotidiano Tiratura: 183.714 Diffusione: 137.247 Monti torna in tv e cavalca le tasse «L'Imu può Nair, giù l'Irpef» li Prof ci ripensa: niente aumento Mi. «Silvio? Pronto al dialogo» k I MIEI DUE PRESIDENTI OBAMA E LA MERKEL Sento molto La vicinanza di Obama, ci chiamiamo per nome. La Merkel? Qualche volta si è Lamentata della mia durezza ai tavoli Antonella Coppa i La decisione di candidarmi l'ho comunicata prima di tutto ai miei presidenti: quello della Repubblica e quello di casa mia Mario MontI sii pettina priinna deIl'írtrervì sta tv ago e.,1 MANO TESA A PASSERA ROMA UN COLPO a destra, uno a sinistra. Monti attacca il P& e il Pd presentando il suo governo come una specie di via Crucis, in cui lui ha tentato di fare ma ha avuto la palla al piede dei due maggiori partiti che l'hanno sostenuto «a correnti alterne». Nello stesso tempo, lancia agli elettori un'esca sotto forma di riduzione delle tasse, riconoscendo addirittura che, con calma, va rivista l'intera struttura fiscale. Nel breve periodo, però, «è possibile diminuire l'Irpef di un punto e congelare l'aumento dell'Iva». Nessuna promessa «non mantenibile» (Be 31USCO Eli insegna): ad ogni intervento deve corrispondere un taglio della spesa pubblica. Dopo aver ripetuto che non servono nuove manovre, spiega che l'Imu «va modificata» e va «aumentato» il gettito destinato ai comuni. Come? Alleggerendo l'imposta sulla prima casa, con particolare attenzione alle famiglie con i figli a carico. PER CONVINCERE gli italiani, il premier le prova tutte. Per dire: la scelta dì andare con tre liste alla Camera è un capolavoro di astuzia politica poiché gli consente di 'pesare' la sua forza nel 15% che gli viene accreditato. Così, non solo ne rivendica la paternità («non ho subito diktat») ma dà una frecciata a Casini e a Fini: «Mi sa che Spero che non sia scritta La parola fine, visto che ha ancora moltissimo da dare e da dire al Paese le forze politiche hanno avuto la sorpresa non gradita quando si è visto che il riferimento al mio nome poteva andare solo su mia lista». Poi, però, ci tiene a distinguersi dai 'professionisti', presentandosi come il campione dell'antipolitica istituzionale. Ai microfoni di Sky. sottolinea d'aver l'appoggio europeo e quello americano, rischiando la gaffe diplomatica. «Sento molto l'endorsement e la vicinanza di Obama». Intanto, prende anche le distanze dalla Merkel: sostenerla perché mi rivuole al governo? «Non c'è reciprocità in queste cose». E COSI, tiene la porta aperta al Cavaliere che lo attacca (e lui fa lo stesso) e a Bersani se prende le distanze da Vendola e affini. Ammette che la scelta di gettarsi nell'agone riduce le sue chances per il Quirinale, non esclude incarichi europei. E rivela che i primi a sapere delle sue intenzioni sono stati Napolitano e la moglie Elsa, «i due presidenti della Repubblica e di casa Ira », a Milano. Dove si riliigia dopo la maratona in tivù: tornerà nella capitale questo pomeriggio per il rush finale sulle candidature. Per ora non ci sono passi avanti significativi dopo il vertice di sabato sera se non la presa d'atto di Casini e Fini che il criterio delle quote con lui non fa breccia. IL PREMIER vuole far valere il melito come ci iterio di scelta e conferma il principio di due deroghe per liste per chi ha più di tre mandati per un totale di sei eccezion i. "...Socchiuderò l'uscio ai politici purché ben fuitrati quanto a , rigore e coniportainen10». Diffidie far _ Corrado Ps gi i cam- biare idea: pare non ci abbia nemmeno provato il leader Ude che ha partecipato con Monti — accompagnato dai ministri Ornaghi e Riccardi (che non si candiderà: verrà ripescato al governo mentre Passera resta in stand by alla cerimonia per l'ordinazione pescatole del segretario del Papa, monsignor Gergo Mansione. Semmai il piano dei centrasti è di sottoporgli i nomi più addebitali per il listane unico del Senato, crocevia degli equilibri politici: con Casini probabilmente h si. candidate anche Rado, (Newpre3s) M,nj t,n,arnt, e al.. :2, lin, <1; li. può ,alahi.m., Pagina 24 di 72 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 pressunE il Resto del Carlino Direttore Responsabile: Giovanni Morandi 07/01/2013 Periodicità: Quotidiano Tiratura: 183.714 Diffusione: 137.247 Berlusconi alza 11 tiro: avrà 1140% E lima l'accordo con Maroni Vertice fititne ad Arcore. L'intesa c'è, ma i padani scalpitano IL PARADOSSO k DEL CAVALIERE SALVINI CRITICO IL Monti è diventato un leaderino come gli altri e si è messo insieme a un'accoppiata, Fini e Casini, che te La raccomando Con Berlusconi in campo non è possibile accordo Sul piatto c'è anche la condivisione di Maroni candidato in Lombardia Massimiliano Mingoia RosseLla MInotti sfugge al controllo di molti e ormai ai nervi di tutti. Oggi nel primo pomeriggio vertice regionale del Pdl a Milano in viale Monza e in serata a Roma, con disponibilità a proseguire nella mattinata di. domani, mentre Maroni riunisce il suo Consiglio nazionale stasera in via Bellerio. MILANO FACCIA a faccia fino a tarda notte ad Arcore. Silvia Berlusconi e Roberto Maroni definiscono i dettagli di un accordo che garantisce a Pdl e Lega una presenza di peso a Roma e regala al segretario federale una chance in più per la coisa alla presidenza della Regione Lombardia. Un accordo inevitabile dopo la discesa in campo di Mario Monti e la candidatura del piccolo Monti lombardo, Gabriele Albertini, che con o senza Roberto Formigoni porta comunque via voti, sia al centrosinistra che al centrodestra. LE SCHERMAGLIE fra i due schieramenti proseguono per tutta l'Epifania. Il segretario Pd1 Angelino Affino ribadisce: «Noi abbiamo individuato il candidato ed è Silvio Berlusconi, non credo che da parte della Lega ci saranno insuperabili problemi su questo». Bobo rilancia subito via tweet: «Sottoscrivo riniziativa concreta di Tremanti contro l'Imu. Grande Giulio, ti vorrei come premier». Ma l'ipotesi di un Tremoli.- TRATTATIVE Silvio Berlusconi e Roberto Maroni (Ansa) ti candidato premier della nuova alleanza non è tra le più probabili. La legge elettorale che i partiti. non hanno potuto, o voluto, cambiare permette alla coalizione Pdl-Lega di non indicare il candidato premier. Però il Carroccio potrebbe puntare in caso di vittoria sul sindaco di Verona Flavio Tosi in modo da giustificare con la base il ritorno di un'alleanza quanto mai sgradita. Più difficile da trovare il sillogismo tecnico con cui si potrà annunciare che la condizione principe della Lega, lasciare il 75 per cento delle tasse sul territorio, vie- ne rispettata. Vanno all'attacco i bossiani, come l'onorevole Marco Reguzzoni che scrive su Facebook: <Allarmo voluto rompere l'alleanza dicendo che bisognava ascoltare la base. Abbiamo fano cadere la regione Lombardia per questo motivo. E adesso? Credo che nella vita ci voglia un minimo di coerenza». Replica immediata delreurodeputato Matteo Sal.vini che si scaglia contro «qualche leghista' che lino a ieri ha campato alla corte del padrone, e che oggi si scopre duro e puro...». I veleni corrono sul web, la complessa situazione del centrodestra FONDAMENTALE sarà per .Maroni e la Lega la posizione che assumerà il governatore uscente Roberto Formigoni, che potrebbe appoggiare Albertini oppure rientrare nel Pdl facendo convergere parte dei voti di CI sull'ex ministro dell'Interno. Berlusconi è forte dei sondaggi (secondo gli opposituri sovrastimati), che danno il partito in risalita di diversi punti dopo il suo ritorno in campo. Dice: «Le rilevazioni mi danno gia oggi al 20 per cento, conto di riprendermi quel 40 per cento che ci ha votato nel 2008». E pur di attaccare Mario Monti e i centristi, il Cavaliere arriva al punto di dire «Io spero che gli italiani votino o per il Pd o per il Pdl, non devono disperdere i voti verso i piccoli partiti». E sulla guerra all'odiato «centrino» di Monti, l'intesa con il Carroccio è totale. Pagina 10 9e-hr,oni oro tiro. rorti'1 ue-orcle eco NI:Toil Pagina 25 di 72 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 press unE il Resto del Carlino Direttore Responsabile: Giovanni Morandi UN PIANO CASA NELL'URNA VENDESI, vendesi, vendest cartelli spuntano un po' dovunque, anche nell'edificio in cui Mario Monti abita a Milano c'è n'è uno da prima dell'estate. L'offerta resta di gran lunga superiore alla domanda e il livello delle vendite è sempre in forte calo. Si calcola che ci siano 600mila case invendute. I prezzi sono scesi (1(112008 del 20-30% e anche quest'anno caleranno (per Nornistria, di poco più del 4%). All'inizio delle trattative quasi tutti i venditori ft-Inno resistenza, poi finiti° i conti con la realtà: i prezzi calano e il trend di compravendita sale, nei residenziale è di circa 8 mesi. P quindi ancora una fase favorevole ai compratori, ina non ci sono segnali di inversione di tendenza. Qualcosa sembra muoversi negli Stati Uniti, ma in Italia la linea resta piatta. Del resto it paese e in recessione; sul settore si è abbattuto 17mu per importi superiori all7ci; ora compare anche la nuova tassa sui rifiuti, la Tares, proporzionale alla grandezza dell'immobile. superiore di un 20% rispetto alla Tarsu. E poi l'investimento in una casa rende fioco, il 2-3% con un'inflazione oggi (113%, al punto che alcuni operatori tedeschi suggeriscono di non investire nelle p- oco redditizie case italiane; te banche hanno le loro gatte da pelare e quindi rendono difficilissimo l'accesso al mutuo; inesistenti i provvedimenti per il settore. E senza questi, diceNomisma, mercato <‹è fatalmente destinato a non riprendersi». 07/01/2013 Periodicità: Quotidiano Tiratura: 183.714 Diffusione: 137.247 È UN SETTORE che costituisce più del 10% della ricchezza nazionale, con 2 milioni di addetti. Che si fa, lo tassiamo e basta? Due docenti Università di Bologna, Paolo Posi e Carlo D'Acida, hanno studiato un piano triennale di rilancio proponendo un «abbuono fiscale» per indurre le famiglie (quelle che hanno risparrni) aa anticipare i loro investimenti nell'acquisto di una casa. In cambio hanno l'abbuono, ovvero la possibilità di dedurre il 50% delle spese documentate. Prometei« ha calcolato l'impatto di questo piano: uno stimolo triennale di due miliardi per l'acquisto incrementa il Bit di un quarto di punto percentuale il primo anno, di mezzo punto il secondo, di un terzo nel successivo. E sul fronte dell'occupazione, crea 65mila nuovi posti. Ci piacerebbe avere anche un piano per chi non ha risparmi. Ecco, questi sono gli argomenti che vorre`mmo,,fosse,ro dibattuti in campagna elettorale. L 20' 3 un ali, uno ai miucx :Via arcera urgil , a " 'rit Pagina 26 di 72 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 i sc' press LinE il Resto del Carlino Direttore Responsabile: Giovanni Morandi 07/01/2013 Periodicità: Quotidiano Tiratura: 183.714 Diffusione: 137.247 Il 2013 un altro o di unce Mezza Italia tira ancora la cinghia Colchreni-Swg: il 5] % delle ihmiglie copre a malapena le spese ROMA CONTINUA a scendere il famigerato spread, cala anche il fabbisogno statale (grazie alle entrate fiscali). D'accordo. Ma questo è pane quotidiano per gli economisti. E intanto le tasche della gente comune? Sempre più vuote, almeno per la metà delle famiglie italiane. Secondo un'indagine ColdirettiSwg, infatti, nel 2013 il 48% dei nuclei famigliari farà i conti con una situazione economica destinata a peggiorare nell'anno appena iniziato, il 42% resterà «al palo», mentre appena il 10% si dice convinto che il futuro prossimo migliorerà. in particolare, nel 51% dei casi gli interpellati dichiarano fin d'ora di riuscire a pagare appena le spe- se, senza potersi permettere il «superfluo», mentre una fascia dell'8% non ha un reddito sufficiente per l'indispensabile. C'è però anche, segnala Coldiretti, un 40% di italiani che dice di vivere «serenamente», senza particolari affanni economici; e 1'1% che ammette di potersi concedere dei veri lussi. LA MAGGIORANZA delle famiglie, nonostante i saldi ormai molto frequenti, ricicla dall'armadio gli abiti smessi. nel cambio stagione: è il 53% del campione statistico, infatti, a dichiarare che ha rinunciato agli acquisti di abbigliamento ed accessori (o li ha rimandati), classificando questi prodotti tra quelli di cui si può fare tran- 48 PER CENTO Quasi' La metà delle ottpggffiorRmarittiMEHRE: dei proprio bd;l1co quillamente a meno in tempo di crisi. Sul podio delle rinunce, insieme ai vestiti, si collocano anche i viaggi e le vacanze programmate, che secondo le stime di Coldiretti sono stati ridotti o annullati dal 51% degli italiani; come la frequentazione di bar, discoteche o ristoranti nel tempo libero, di cui si è privato più o meno a cuor leggero ben il 48%. BILANCI AL VERDE HANNO RIDOTTO, RINUNCIATO O RIMANDATO L'ACQUISTO PER 51% Riescono a pagare appena le spese senza potersi permettere ulteriori lassi Abbigliamento Viaggi o vacanze k Tempo libero 8% Non ha un reddito sufficiente nemmeno per l'indispensabile 40% Vive serenamente senza particolari affanni economici 1% Si può concedere dei lussi ANSA - CENTIMETRI • A seguire, nella classifica del cambiamento delle abitudini da parte dei consumatori, compare un «riflesso condizionato» come l'acquisto di nuove tecnologie, che sembrava in costante espansione e invece registra l'addio a malincuore da parte del 42% degli intetvistati. PERDONO colpi anche le ristrutturazioni della casa (40%), l'auto o la moto nuova (38%) e gli arredamenti (38%). «Soffrono» le spese per attività culturali (37%), che già occupavano una posizione non esaltante in questa graduatoria tutta italiana. Da segnalare sul lato opposto, il fatto che (sostiene Coldiretti con un sospiro di sollievo) solo il 17% degli italiani dichiara di aver ridotto la spesa per i generi alimentari, una percentuale superiore solo alle spese per i figli (9%). «E necessario rompere questa spirale negativa aumentando il reddito disponibile soprattutto nelle fasce più deboli della popolazione», conclude il presidente della Coldiretti, Sergio Marini. B. Rug. ext Beni tecnologici Ristrutturazioni della casa 711 Arredamento 8 Auto/moto Attività culturali Generi alimentari nr: Spese per i figli • Fonte: Coldiretti/Swg, Indagine a risposte multiple PER CENTO La quota di famiglie che dichiara di non avere un reddito sufficiente per l'indispensabile Pagina 12 Pagina 27 di 72 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 07/01/2013 pressunE Periodicità: Quotidiano S°Ie rld CAS Direttore Responsabile: Roberto Napoletano Tiratura: 331.753 Diffusione: 262.360 Quel «quoziente» che l'Italia ignora di Enrico De Mita I n Francia l'imposta sul reddito colpisce il nucleo familiare, a differenza di altri Paesi europei che assoggettano separatamente a imposta i contribuenti coniugati: Regno Unito, Austria, Paesi Bassi, Svezia e, da11976, l'Italia per effetto di una infelice sentenza della nostra Corte Costituzionale (179/1976). La legge francese ha mostrato di recente la sua vitalità per via di una sentenza della Corte Costituzionale francese che ha dichiarato incostituzionale una legge tributaria che poneva una discriminazione fra le famiglie, quelle monoreddito e le altre (Dc 29 dicembre 2012). Continua > pagina 10 Pagina 1 Pagina 28 di 72 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 07/01/2013 pressunE ll'erld CAS Direttore Responsabile: Roberto Napoletano Il «quoziente» ignorato La disparità di trattamento condannata dalla Corte francese consiste in questo: a parità di reddito la famiglia che ha un solo reddito paga di più della famiglia che ha più redditi ciascuno dei quali è inferiore al minimo imponibile. In Italia la discriminazione della famiglia monoreddito è un dato costante da quando la Corte italiana dichiarò incostituzionale il cumulo dei redditi, con una concezione individualistica della famiglia, proprio nel momento in cui la riforma del diritto di famiglia si fondava sulla unità economica di essa. Con più sentenze la Corte italiana ha cercato di correre ai ripari sone citando il Parlamento a una riforma della tassazione attenta alla composizione della famiglia, facendo esplicito riferimento anche alla regola del quoziente familiare che vige in Francia. Alcune forze politiche continuano a proporre progetti di legge e anche oggi la scelta del quoziente familiare viene indicata nel dibattito politico. Ma è probabile che per un bel pò non se ne faccia niente. La ragione principale è data dal calo di gettito che si avrebbe con la riforma. Ma la questione riflette anche gli orientamenti sulla famiglia nella nostra società. Alcuni ritengono che col quoziente familiare le donne verrebb ero incentivate a non lavorare, mentre il livello del lavoro delle donne italiane in Europa è fra i più bassi; d'altra parte se ci si lamenta che in Italia nascono pochi figli non si dovrebbe trascurare che Periodicità: Quotidiano Tiratura: 331.753 Diffusione: 262.360 la regola del quoziente sarebbe un incentivo da non trascurare. Ciò che sembra certo è che, dato il fine della comunità di garantire la libera circolazione dei lavoratori, la regola del quoziente non sembra indifferente. L'Italia non può stare a guardare. Non solo per i profili europei (ai quali pure deve stare attenta) ma anche e soprattutto per rispetto dei principi di uguaglianza e di capacità contributiva (articoli 3, 53), scritti nella nostra Costituzione. Enrico De Mita ©RIPRODUZIONE RISERVATA Pagina 10 Pagina 29 di 72 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 pressunE 07/01/2013 ll'erldOIS Direttore Responsabile: Roberto Napoletano Periodicità: Quotidiano Tiratura: 331.753 Diffusione: 262.360 L'antipolitica lascia il segno ma non per tutti di Stefano Folli nche quest'anno il sondaggio di Ipr Marketing sul consenso ai sindaci e ai presidenti di regione insegna qualcosa. Forse più di altre volte perché la crisi economica ha colpito duro gli enti locali, ha messo in discussione antichi equilibri, ha obbligato a riconsiderare numerosi criteri amministrativi. Come se non bastasse, il vento degli scandali ha investito le regioni e ha scoperchiato parecchi tabernacoli. Due amministrazioni sono state travolte, nel Lazio e in Lombardia, una terza (il Molise) dovrà tornare alle urne. Una classe dirigente territoriale è sotto pressione, come ie non più dei politici ché agiscono a livello nazionale. E allora ecco le cifre che devono confermare o smentire giudizi e pregiudizi sti come vengono ammministrate le nostre città e le nostre regioni. Al solito, la domanda del sondaggio è semplice e diretta: votereste di nuovo questo sindaco e/o questo presidente di regione? Il paragone è con il punteggio realizzato il giorno dell'elezione. Si può restare ai piani alti della graduatoria anche se si è perso qualche punto nel favore della popolazione, ma solo se si era stati eletti con una percentuale rilevante. Ebbene, cominciando dalle regioni, un'occhiata ai tabelloni ci dice che la crisi di credibilità successiva agli scandali non ha delegittimato né il personale politico né l'istituto in se stesso È chiaro che la tempesta ha lasciato il segno e l'intero impianto del decentramento regionale andrà rivisto nella prossima legislatura: non già per annichilirlo e ritornare a un brutale centralismo, bensì per renderlo più vicino alcittadino e più in grado di erogare servizi a un costo contenuto, cancellando la vergogna degli sprechi palesi e occulti. E tuttavia l'istituto regge, così come la fiducia in una buona parte degli eletti. Il sondaggio dice che a metà circa della legislatura regionale otto presidenti godono ancora di una soglia di fiducia che garantirebbe loro la rielezione, se si votasse oggi. Sono i "governatori" di Toscana, Veneto, Emilia Romagna, Marche, Liguria, Basilicata, Umbria, Campania e Puglia. Il consenso maggiore va al toscano Rossi, che mantiene (salvo una lieve limatura) il 59% di gradimento realizzato nel voto del 2010. Al secondo posto c'è un leghista pragmatico come il veneto Zaia, che ottiene il 58% e perde poco rispetto al 60,2 dell'elezione. Chiude questo ventaglio degli otto rieleggibili il pugliese Vendola, che agguanta un utile 50%, incrementando 1148,7 del 2010. Continua 1- pagina 3 Pagina 30 di 72 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 Pagina 1 pressunE s'erld 07/01/2013 CAS Periodicità: Quotidiano Tiratura: 331.753 Direttore Responsabile: Roberto Napoletano L'antipolitica lascia il segno ma non per tutti Nel complesso sei presidenti di centrosinistra e 'due di centrodestra (oltre a Zaia, fra i primi otto c'è il campano Caldoro). Sotto la soglia critica del 50% ci sono Calabria, Friuli V.G., Piemonte, Abruzzo e Sardegna. tutte regioni amministrate dal centrodestra. Nel complesso possiamo dedurne che gli italiani vogliono che le regioni continuino a esistere, purchè sappiano innovarsi e anche correggere i propri gravi errori. Non è più tempo di un federalismo retorico e mal costruito, utile più a consolidare centri di potere antagonisti che a corrispondere alle esigenze dei cittadini. Speriamo che questo pro-memoria, ora che siamo alla vigilia delle elezioni politiche, giunga ad orecchie attente. Quanto agli amministratori comunali, i risultati sono ovviamente dettati da fatti, persone e circostanze che variano da luogo a luogo. In linea generale si può dire che chi, pur essendo al secondo mandato, riesce a mantenere un livello di consenso alto, merita una particolare menzione. È il caso del primo classificato, il salernitano De Luca, che realizza ben i172 per cento. Ma non è da meno Flavio Tosi, sindaco di Verona, che al secondo mandato incrementa di un 8,7% (!) il dato del giorno in cui è stato rieletto nel 2012. Sono cifre rilevanti che testimoniano una verità: viene premiato chi è affezionato alla sua città, chi se ne occupa attraverso un duro lavoro sul territorio. Questa sembra anche la situazione di Giuliano Pisapia, peraltro al suo primo mandato, che a Milano risulta più popolare oggi del giorno in cui i suoi concittadini lo hanno eletto: più 4,9 per cento. Mentre Graziano Delrio, secondo mandato a Reggio Emilia, sale a154,5 nonostante le fatiche del suo contemporaneo incarico come presidente dell'Anci, l'associazione dei Comuni. Ci sono anche esempi contrari che acquistano un valore politico che non si può non sottolineare. A Parma, ad esempio, impressiona la caduta di Pizzarotti, il sindaco eletto a sorpresa nel 2012 nella lista di Beppe Grillo. Tante attese, tante promesse di un nuovo modo di governare e oggi meno 7,2 nel consenso dei cittadini. Pizzarotti è ancora a153%, ma l'impatto con la realtà è stato devastante. E poi c'è il caso di Palazzo Vecchio. Come è noto, uno dei nomi nuovi della politica italiana, il fiorentino Matteo Renzi, si è ritagliato un posto nel cuore dei "media" grazie aibrillanti risultati del duello con Bersani alle primarie del Pd: sconfitto con onore al secondo turno dopo un successo smagliante al primo. Eppure Renzi come sindaco di Firenze è stato retrocesso: dal 59,5% il giorno del voto all'attuale 52. Abbastanza per essere virtualmente rieletto, ma ben 7,5 punti persi per strada. Come mai? Molti sospettano che le ambizioni nazionali abbiano distratto - a dir poco - Renzi dagli impegni come amministratore comunale. Per lui è -un campanello d'allarme da non sottovalutare. Al contrario il romano Alemanno, da tanti considerato sconfitto in partenza se si presenterà di nuovo per il Campidoglio, riesce a conquistare un 5o% (meno 3,7) che non è poi male dopo le tragicomiche vicende della nevicata, lo scorso inverno. Stefano Folli RIPRODUZIONE RISERVATA Pagina 31 di 72 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 Diffusione: 262.360 Pagina 3 07/01/2013 pressunE Periodicità: Quotidiano S°Ie rld CAS Tiratura: 331.753 Direttore Responsabile: Roberto Napoletano Diffusione: 262.360 Il nuovo assetto. La legge di stabilità ha rinviato la riforma a131 dicembre Il nodo delle Province passa al futuro Governo Antonello Cherchi Per le province è tutto da rifare. Per quanto riguarda l'accorpamento - con conseguente riduzione del numero delle amministrazioni - e il trasferimento delle funzioni a regioni e comuni - compreso il passaggio di personale, patrimonio, risorse (poche) e debiti (molti) - si è ritornati al punto di partenza. Il lavoro fin qui svolto e sfociato nel decreto legge 188/2012, che tagliava quasi la metà delle province, si è, infatti, bruscamente interrotto a causa della crisi di Governo, che ha indotto il Parlamento a far cadere il Dl di riordino. Il prossimo Esecutivo e le future Camere potranno anche tener conto di quanto già fatto fmora, ma non c'è nulla di certo. Anzi, considerata la delicatezza della materia - con un ampio fronte che, in teoria, è per la riduzione delle province, ma che, all'atto pratico, si scontra con consistenti e diffusi interessi contrari al taglio - c'è dapensare che la questione sarà rimessa in discussione. Di certo al momento c'è che la partita è rinviata a fine 2013. Così prevede, infatti, la legge di stabilità (legge 228/2012), che con il comma 115 ha rimandato al prossimo 31 dicembre il termine per la riforma delle province, mettendo per il momento in naftalina anche il resto degli interventi - la riorganizzazione delle prefetture e l'istituzione delle città metropolitane - che avevano come presupposto il riordino delle QUADRO BLOCCATO Nessun voto nel 2013: il Dl Salva Italia ha trasferito le corri petenze congelando anche le amministrazioni in scadenza amministrazioni provinciali. La prima conseguenza di ciò è che anche quest'anno nessuna provincia andrà al voto. Così come è accaduto lo scorso anno quando, per effetto di quanto previsto dal decreto legge salvaItalia (D1201/20n), che ha "svuotato" le province, trasferendone le competenze a regioni e comuni (passaggio, quest'ultimo, ancora neanche affrontato) e allo stesso tempo ha congelato il rinnovo delle amministrazioni in scadenza - anche quest'anno la parola, invece che agli elettori, verrà data ai commissari, che dovranno reggere le province scadute fino al completamento della riforma. Otto amministrazioni (Asti, Varese, Massa-Carrara, Roma, Benevento, Foggia, Catanzaro e Vibo Valentia), che arriveranno a fine corsa nel 2013, passerànno, pertanto, sotto la gestione commissariale, aggiungendosi alle sei che si trovano nella medesima situazione dallo scorso anno. Un quadro (per usare un eufemismo) articolato, complicato come ricorda Piero Antonelli, direttore generale dell'Upi (Unione province italiane) - dai ricorsi pendenti davanti alla Corte.costituzionale e che investono sia le norme di riorganizzazione delle province dettate dal decreto Salva-Italia, sia quelle introdotte dal D195/2012, da cui ha preso origine il decreto 188, poi abortito in Parlamento. Per il prossimo Governo, una vera patata bollente. RIPRODUZIONE RISERVATA Pagina 2 Pagina 32 di 72 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 pressunE s'erld CAS Direttore Responsabile: Roberto Napoletano Un colpo al principio «locale è meglio» uello del 2012 è un Governance Poll in cui prolifera il segno "meno". Si tratta di una tendenza in qualche modo generalizzata, anche se alcuni dati saltano subito agli occhi. A esempio, la divergenza del percorso compiuto fino a oggi dai protagonisti di centrosinistra_della tornata elettorale del 2011: se a Milano Pisapia conosce un incremento del consenso che lo proietta oltre il risultato conseguito nelle urne, la stessa cosa non si può dire di De Magistris a Napoli e di Zedda a Cagliari, entrambi penalizzati da una sensibile diminuzione: Il caso di Matteo Renzi, d'altronde, ci ricorda le numerose incognite connesse alla categoria della visibilità: protagonista delle primarie nazionali di centrosinistra, indicato come il possibile ispiratore di un nuovo corso politico, il sindaco di Firenze rispetto al giorno dell'elezione arretra di sette punti. Emblematico della volatilità del consenso e della difficile partita finanziaria che interessa le amministrazioni locali il caso di Alessandria, dove il dissesto delle casse comunali è costato al primo - cittadino, élefto cfíiochi mesi; 1 20 punti di gradimento. È ben facile ravvisare, la strétta connessione con la cronaca nel riscontro ottenuto dal sindaco di Taranto Ippazio: perde 21 punti in seguito allavicenda Ilva. Sui giudizi espressi nei confronti dei singoli sindaci e presidenti di regione incide una valutazione diretta e circostanziata, da ricondurre Q 07/01/2013 Periodicità: Quotidiano Tiratura: 331.753 Diffusione: 262.360 alla qualità ,e all'efficacia delle scelte compiute dai diretti interessati nel corso del • mandato. Ma nella sua fisionomia più generalizzata, il decremento subito dagli amministratori negli ultimi mesi è forse il prodotto dell'incidenza di altri elementi critici. Anzitutto l'incessante calo di credibilità della politica, giunta nel corso dell'anno a una soglia minima solo parzialmente compensata dalle strategie riparatorie adottate dalle forze partitiche più avvertite. L'avvento dei tecnici al governo, d'altronde, se positivo nella logica di una tenuta complessiva del sistema, ha di fatto sancito la crisi defmitiva di un modello consolidato ed esteso di rappresentazione della realtà politica del nostro Paese. La collettiva perdita di senso che ne è seguita ha investito tutte le articolazioni del sistema di rappresentanza, del quale i prossimi mesi ci diranno la capacità di recupero e rigenerazione. Ai fini dell'indagine che abbiamo condotto, non può essere ignorato un ribaltamento dei rapporti consolidati nell'immaginario collettivo tra centrò e periferia. Durante il zoiz sono state le • amministrazioni periferiche a guadagnare visibilità negativa, finendo al centro di casi di corruzione e malversazioni. Questo fenomeno ha compromesso quell'illusione di impermeabilità alla degenerazione che, dietro il principio "locale è meglio", sembrava garantito dal rapporto di prossimità tra amministratori e cittadini. A essere scalfita dalle poco onorevoli vicende degli ultimi mesi non è stata dunque solo l'immagine dei singoli amministratori coinvolti. Ma forse quella stessa speranza di "buona politica" che il Paese era parso in grado, nonostante tutto, di preservare. Direttore IPR Marketing Pagina 2 Pagina 33 di 72 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 pressunE s'erld CAS Direttore Responsabile: Roberto Napoletano Ricadute civilistiche Mini-canone se si sfora il termine di un giorno nv La regolarizzazione dei ritardi nella registrazione dei contratti di locazione con il ravvedimento non evita le pesantissime sanzioni civilistiche previste dal decreto sul fisco municipale del 2o11: la determinazione del canone in misura pari al triplo della rendita catastale e la decorrenza exnovo del rapporto locativo. La precisazione, forse troppo rigorosa, è contenuta nella circolare n. 47/E del 2012 dell'agenzia delle Entrate. Le super sanzioni Ai sensi dell'articplo 3, commi 8 e 9, Dlgs 23/2011, in caso di registrazione dei contratti di locazione abitativa oltre i termini, volontaria o d'Ufficio, il relativo rapporto contrattuale viene regolato ope legis prevedendo: O la durata della locazione in quattro anni a decorrere dalla data di registrazione, con diritto al successivo rinnovo; O la determinazione del canone di affitto in misura pari al triplo della rendita catastale, oltre maturazione degli indici Istat. Le medesime conseguenze si verificano nelle ipotesi di indicazione di un affitto inferiore a quello effettivo e di registrazione di un comodato fittizio. Consideratal'entità delle rendite catastali, è evidente che si tratta di una forte penalizzazione rispetto ai canoni di mercato - fmo al 70-80% in meno - che si protrae per un periodo di tempo piuttosto lungo. Uno dei maggiori dubbi riguardava l'operatività di questa disposizione anche in presenza di ritardi lievi nella registrazione, magari "sistemati" attraverso la procedura del ravvedimento. La soluzione che sembrava più ragionevole era quella di ritenere che la sanatoria effettuata ai - 07/01/2013 Periodicità: Quotidiano Tiratura: 331.753 Diffusione: 262.360 sensi dell'articolo 13, Dlgs 472/1997, avrebbe consentito di evitare anche le sanzioni civilistiche. Si sarebbe così fruito di un periodo di tolleranza diun anno dalla conclusione del contratto di locazione per rimediare all'omissione a tutti gli effetti legge. L'agenzia delle Entrate è invece di opinione contraria. Secondo il documento di prassi, infatti, il ravvedimento opera esclusivamente sul piano degli effetti tributari delle violazioni, mentre nel caso di specie di discute delle conseguenze civilistiche delle stesse. Stando così le cose, però, basta anche un solo giorno di ritardo, rispetto ai 3o giorni della scadenza di legge, per subire irrimediabilmente le conseguenze sopra descritte. È evidente che in questo modo si disincentiva fortemente l'adempimento spontaneo del contribuente. Secondo le Entrate, infatti, l'applicazione della disciplina in esame deve essere richiesta in sede di registrazione tardiva del contratto. In questa occasione, infatti, l'imposta di registro deve essere applicata all'ammontare del canone rideterminato come per legge e deve essere indicata la durata convenzionale, e non quella contrattuale. La denuncia dell'inquilino Le Entrate precisano inoltre che in occasione della registrazione tardiva del contratto - anche su impulso dell'inquilino in nero che intenda beneficiare del canone scontato - gli uffici non devono ef-, fettuare valutazioni sull'applicabilità delle disposizioni sopra citate. Gli uffici dovranno infatti limitarsi a recepire le informazioni comunicate dal contribuente, in punto di canone di locazione e di durata contrattuale. Si rileva infine che nulla impedisce agli uffici di accettare eventuale documentazione aggiuntiva, prodotta dal contribuente, comprovante l'effettività del contratto di locazione registrato (ad esempio, bollette o bonifici bancari). Tale documentazione sarà utilizzata nella successiva fase accertativa. Lu.Lo. RIPRODUZIONE RISERVATA Pagina 34 di 72 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 Pagina 2 07/01/2013 press LinE ll'erld CAS Direttore Responsabile: Roberto Napoletano Periodicità: Quotidiano Tiratura: 331.753 Diffusione: 262.360 Locazioni, La circolare 47/E consente La scelta solo in caso di mancata regolarizzazione del rapporto e limita La «remissione in bonis» Cedolare, strada in salita per i ritarda Opzione off-limits per chi ha già registrato l'affitto e vorrebbe applicare la tassa piatta Luigi Lovecchio rcal Discó'rosso alla possibilità di correggere, con il ravvedimento, la registrazione di un contratto di locazione effettuata senza l'opzione perla cedolare secca Mentre l'inasprimento del prelievo sugli affitti "ordinari" dal i°genniaio 2013 aumenta la convenienza relativa della tassa piatta, le Entrate - con la circolare 47/E/2012 - chiariscono che la sanatoria degli effetti delle opzioni non comunicate (la cosiddetta remissione in bonis), prevista nell'articolo 2 del Dl16/2012, non è ammissibile nel regime della cedolare se il contribuente ha già versato l'imposta di registro. Ne deriva che il contribuente che ha scelto la cedolare con la presentazione di questi moduli potrebbe anche omettere del tutto il versamento dell'imposta sostitutiva, senza perdere il diritto a beneficiarne. I casi affrontati nella suddetta circolare n. 47 hanno riguardato: O la registrazione in ritardo del contratto; O la registraziOne del contratto nei termini senza esercizio dell'opzione; O l'incidenza della disciplina sulla remissione in bonis di cui all'articolo 2, Dl n.16/2012; La registrazione in ritardo Il documento di prassi conferma quanto già precisato in proposito nella circolare n. 26/E del 2011. Si ribadisce pertanto che è possibile scegliere la cedolare in sede di registrazione tardiva del contratto. Naturalmente, prima di provvedere alla registrazione, occorre- La normativa transitoria Per il primo anno di applicazione della cedolare, con riferimento ai contratti già registrati al 7 aprile 2011, si è disposto che la scelta dovesse essere manifestata in sede di compilazione del modello Unico 2012. Con la circolare n. 20/E del 2012, l'Agenzia ha in proposito confermato che sino allo scorso i° ottobre era possibile inviare la lettera raccomandata all'inquilino e così entrare nel regime sostitutivo dell'hImposta sostitutiva pef con effetto retroattivo per tutto il 2ou, anche in mancanza di pagamento degli acconti di cedolare. e Un'imposta sostitutiva è un La disciplina a regime A regime, l'opzione deve essere esercitata in sede di registrazione del contratto o della proroga del contratto o in occasione della scadenza del rinnovo del pagamento dell'imposta di registro relativa auna qualsiasi delle annualità successive. Il comportamento concludente consiste nella presentazione del modello Siria o del modello 69, senza pagamento di imposta di registro, e nella previa spedizione della lettera raccomandata all'inquilino, con la quale si rinuncia agli aggiornamenti contrattuali. Non ha invece alcuna rilevanza il regolare versamento degli acconti per l'anno in corso, salva ovviamente l'applicazione delle sanzioni di legge. tributo che viene pagato al posto di una o più imposte diverse: la cedolare secca sugli affitti, disciplinata dal decreto sul fisco municipale (Dlgs 23/2011) e applicata a partire dal? aprile 2011, sostituisce l'Irpef sulle locazioni abitative, l'addizionale comunale e regionale a El'Irpef, l'imposta di registro e quella di bollo. Peraltro, l'imposta di bollo e di registro eventualmente versate prima di optare per la cedolare non vengono rimborsate. La sua natura di imposta sostitutiva fa sì che la cedolare risulti del tutto separata dall'Irpef: quindi, eventuali detrazioni come il 50% sulle ristrutturazioni edilizie potranno essere "scontate" solo dall'Irpef, ma non dalla cedolare secca. rà ricordarsi di trasmettere la comunicazione all'inquilino Nella circolare 47 si afferma peraltro che l'opzione è possibile ricorrendo al ravvedimento, mentre nel documento n. 26 la scelta sembrava sempre ammissibile, anche al di fuori di tale istituto. La registrazione nei termini senza opzione Secondo le Entrate non è possibile, in linea di principio, sana- re il mancato esercizio dell'opzione dopo l'avvenuta registrazione del contratto e, in generale, dopo il decorso del termine di legge. In tali ipotesi, la scelta non potrà che applicarsi per l'annualità contrattuale successiva. Così, ad esempio, nel caso di un contratto sottoscritto il 1° gennaio e registrato i1 22 gennaio di quest'anno senza aver espresso l'opzione, non potrà porsi rimedio all'omissione pen l'annualità in corso, neppure in sede di ravvedimento. Le medesime considerazioni valgono se entro la scadenza del rinnovo dell'imposta di registro in una qualsiasi delle annualità contrattuali non si sia manifestata la volontà di entrare nel regime sostitutivo. Si torna così alla tesi tradizionale delle Finanze secondo cui, nell'ambito delle manifestazioni di volontà, il ravvedimento è inefficace. La remissione in bonis Le Entrate inoltre chiariscono che è possibile avvalersi della sanatoria dei ritardi negli adempimenti di natura formale (articolo 2, D116/2012), solo a condizione che la volontà di optare per la cedolare fosse inequivocabile al momento di esecuzione dell'onere di legge. Questo significa in pratica che, al momento della prima registrazione ovvero della scadenza del rinnovo del 'pagamento annuale dell'imposta di registro, il contribuente: O non deve aver pagato l'imposta di registro, e O deve aver spedito, ove prescritto, la lettera di rinuncia agli aggiornamenti contrattuali. 0 RIPRODUZIONE RISERVATA Pagina 35 di 72 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 Pagina 2 Cedola, snuela m salita per i ra 1.111 07/01/2013 pressunE ll'erldOIS Periodicità: Quotidiano Direttore Responsabile: Roberto Napoletano Caso per caso Tiratura: 331.753 Diffusione: 262.360 A Cu RA DI Sergio Pellegrino e Giovanni Valcarenghi FOTOGRAMMA Le regole applicabili alla cedola re alla luce della circolare 47/E/2012 per i diversi tipi di contratto VECCHI CONTRATTI Contratti già registrati o prorogati alla data del 7 aprile 2011 con relativo pagamento Come si effettua l'opzione Come si revoca la cedolare La cedolare si sceglie presentando un modello 69 entro il termine di scadenza del pagamento dell'imposta di registro dovuta annualmente sul canone pattuito La cedolare secca si revoca presentando apposito modello 69 con la scelta entro il termine di scadenza delversamento dell'imposta di registro dovuta sul canone annuo non coperto da tassa piatta Quando va inviata la lettera Che cosa succede in caso di mancato invio La lettera raccomandata va spedita al conduttore prima della scelta Il mancato invio non è ravvedibile con la remissione in bonis, poiché non coinvolge l'Agenzia Come e quando si paga Che cosa succede se non si paga Per l'anno 2011 vigeva un sistema particolare di obbligo di versamento degli acconti, anche se nel periodo precedente non era stata versata imposta sostitutiva. Si poteva applicare il ravvedimento Il mancato versamento dell'acconto o il pagamento dell'Irpef non rappresenta comportamento concludente che preclude l'accesso al regime. È possibile il ravvedimento NUOVI CONTRATTI Contratto registrato o prorogato da ll'8 aprile 2011 in poi Come si effettua l'opzione Che cosa succede in caso di mancata opzione La scelta va manifestata al momento della registrazione del contratto, con opzione nel modello Siria o nel modello 69. La scelta può essere fatta a . ciascuna scadenza delle annualità successive Se il contratto è registrato tardivamente, l'opzione può essere effettuata in quella sede. In assenza di opzione alla registrazione, la scelta può essere effettuata per le annualità successive Quando va inviata la lettera Che cosa succede in caso di mancato invio Va spedita al conduttore prima della scelta; è possibile inserire la rinuncia all'Istat nel contratto evitando l'invio Il mancato invio non è ravvedibile con la remissione in bonis, poiché non coinvolge ['Agenzia Come e quando si paga facendo riferimento alla base storica del precedente anno, che può non esistere nel caso di contratti appena stipulati: in questo caso, si paga tutto a saldo Ilversamento della cedolare va effettuato entro il termine di pagamento delle imposte sui redditi, Pagina 2 Cedolare, spada in salita peri ra 1min Pagina 36 di 72 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 pressunE S°Ie 07/01/2013 rld CAS Periodicità: Quotidiano Tiratura: 331.753 Direttore Responsabile: Roberto Napoletano Diffusione: 262.360 Ilregimeirdinario. Abbatti mento.forfettario ridòtto dal 1 °gennaio Con la deduzione al 5% cambia la convenienza Sergio Pellegrino Giovanni Valcarenghi ran Cedolare seccacon maggiore appeal dal 2o13. Fermo restando il regime previsto per la tas: sazione piatta, peggiorano le conseguenze fiscaliperlatassazione dei canoni di locazione. Così, è possibile che qualcuno inparticolar modo i contribuenti con redditi medio bassi- debba rivedere i calcoli di convenienza già effettuati nel passato, ponendo a confronto la perdita degli adeguamenti Istat, l'esonero dal registro del 2% e l'incremento del carico Irpef da mettere in conto nel nuovo anno.11 tutto ruota attorno all'articolo 37 del Tuir e in particolare al comma 4-bis, oggetto di modifica ad opera della legge 92/2012 (la riforma Fornero), con decorrenza dal periodo d'imposta 2013 e con l'intento di reperire maggiori risorse per il finanziamento dei nuovi istituti introdotti o modificati nell'ambito della legislazione sul lavoro dipendente. Lanormaprevede che,per tutti gli immobili locati (in questa sede interessano però quelli a destinazione abitativa oggetto dipossibile opzione per la cedolare secca, quindi affittati a privati da persone fisiche) il reddito da assoggettare a tassazione sia pari al maggiore trala rendita catastale rivalutata e il canone dilocazione ridotto forfettariamente del5% (per i fabbricati siti nella città di Venezia e nelle isole della Giudecca, Murano e Burano, l'abbattimento forfettario è del 25%). La novità sta proprio nella contrazione della misura di abbattimento forfettario dell'imponibile riconosciuto al proprietario per compensare le spese di mantenimento del bene; infatti, dal precedente 15%, si passa al 5 per cento. Nel nuovo scenario, per un canone di 12Mila euro, il vecchio imponibile di 10.200 euro risulta incrementato (dal 2013) a 11.400 euro; L200 euro in più che, all'aliquota minima del 23%, significano 276 euro di maggiore Irpef da mettere in conto, senza contare il maggior carico di addizionali regionali e comunali, ove presenti. In buona sostanza, la convenienza per l'adozione della imposta sostitutiva, diversamente da quanto accadeva sino al 2012, si riscontra già in relazio- EFFETTO ANTICIPATO Per gli edifici storico-artistici alla tassazione in base alla tariffa d'estimo più bassa tra quelle di zona ha colpito gli acconti 2012 ne a canoni assai esigui, anche di 400 euro mese; ovviamente, poi, ciascuno dovrà anche fare i conti sulla propria posizione specifica, in relazione all'esistenza di oneri deducibili e detrazioni di imposta, che divengono non fruibili per chi adotta la cedolare secca. Inoltre, se l'immobile oggetto di locazione è di interesse storico-artistico, le sorprese sono già arrivate con gli acconti del 2012 e si consolideranno già con la prossima dichiarazione dei redditi, quindi in anticipo rispetto alle regole generali sulle locazioni sopra richiamate; infatti, non si potrà più tassare la renditapiù bassaprevistaper i fabbricati della zona (in ragione della legge 413/1991), bensì si dovrà tassare il maggior valore tra rendita ordinaria rivalutata ridotta al 50% ex Rm 1/2o12 e canone abbattuto forfettariamente del 35 per cento. Qui il cambio di passo risulta davvero epocale, con conseguente necessità di rivedere l'impostazione generale dei contratti. Preso atto delle modifiche, non risulta per nulla strano riscontrare due differenti fenomeni: da un lato, ferma restando la destinazione abitativa degli immobili qui esaminati, non è più indifferente valutare quale sia il conduttore dei locali e quale destinazione (possibile e legittima) lo stesso intenda imprimere al fabbricato; insomma, l'incremento del carico tributario determinerà una evidente preferenza per le ipotesi in cui sia possibile optare per l'applicazione della tassazione piatta, posto che, fermo restando il canone ricavabile dal mercato, la variabile fiscale potrebbe determinare una evidente situazione di vantaggio per il proprietario dello stabile. Per altro verso, per molti contratti di locazione già in corso, per i quali non si era attentamente valutata la convenienza all'accesso al sistema di tassazione piatta, potrebbe divenire utile un cambio di rotta, posto che il regime fiscale può essere prescelto o variato in concomitanza con la scadenza delle singole annualità. Visti i numeri in gioco, e il valore determinante attribuito al versamento dell'imposta di registro, prima di pagare il rinnovo annuale conviene valutare la posizione con- estrema attenzione. e RIPRODUZIONE RISERVATA Pagina 37 di 72 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 Pagina 2 pressunE 07/01/2013 ll'erldOIS Periodicità: Quotidiano Tiratura: 331.753 Direttore Responsabile: Roberto Napoletano Diffusione: 262.360 •• Regioni, si salvano Toscana ed Ea Il governatore Rossi, stabile, vince la gara - Errani migliora di 4 punti rispetto al risultato alle urne ANSA Gianni Trovati Quarantadue punti in meno rispetto alle elezioni, accumulati da nove presidenti su 14 che perdono terreno e con i segni meno che diventano io se si prendono a confronto i dati del Governance Poll 2011. I numeri disegnano con chiarezza i contorni della crisi della politica regionale, e c'è da scommettere sul fatto che i colori sarebbero stati anche più cupi se l'indagine avesse preso in considerazione anche Lombardia e Lazio. Le cronache dell'ultima stagione degli scandali regionali hanno rimbalzato infatti proprio tra Roma e Milano, tra le ostriche del capogruppo Pdl alla Pisana e i voti acquistati a 5o curo l'uno dalla 'ndrangheta dall'assessore lombardo alla casa, solo per citare le due vicende tipo in una tempesta di inchieste che dalla Calabria al Piemonte ha risparmiato pochissime amministrazioni. Se si aggiunge il fatto che soprattutto Roberto Formigoni, almeno fino al 2010, ha sempre ottenuto posizioni di vertice nelle rilevazioni annuali del Governance Poll, diventa chiaro che un consuntivo completo sarebbe ancor più fallimentare di quello descritto nel grafico qui a destra. Un quadro in cui spiccano in p ositivo solo i dati del vincitore, il toscano Enrico Rossi, e quelli dell'emiliano Vasco Errani, che dei Governatori è anche il presidente nazionale. Ma in questo 2012 difficile per tutto il Paese, la rabbia diffusa per gli scandali è andata a braccetto con il collasso di sistemi economici locali che proprio nelle Regioni hanno cercato spesso risposte che non c'erano, in un mix che nel maxiastensionismo nelle elezioni siciliane di ottobre ha prodotto i primi effetti evidenti. Dall'Alcoa al Sulcis Iglesiente, salendo al nuorese, a Orosei e ai porti del Nord, le emergente sàrde che spesso negli ultimi mesi hanno riempito di cortei le strade di Roma hanno fatto capolino anche nel discorso di fine anno del Capo dello Stato Giorgio Napolitano, come simbolo delle punte italiane della «crisi con cui da quattro anni ci si confronta su scala mondiale». In un quadro del genere, puntellato dalle manifestazioni e dai presidi sotto ai palazzi delle istituzioni locali, il presidente Ugo Cappellacci ha accelerato la perdita di consensi già rilevata nel 2011, e chiude quest'anno la classifica con un modesto 44%, otto punti sotto il risultato ottenuto nelle urne nel 2009. Modesta anche la performance del suo collega abruzzese, che si ferma al 45% di elettori disposti a rivotarlo proprio mentre imbocca gli ultimi 12 mesi del proprio mandato. Sotto al 50% si attesta un altro Governatore in scadenza, il friu- lano Renzo Tondo, che tenterà la strada del rinnovo, sfidato dall'europarlamentare del Pd Deborah Serracchiani. A giudicare dai numeri, in campagna elettorale si dovrà impegnare parecchio, per irrobustire il 48% riconosciutogli dal Governance Poll che segnala una perdita di quasi 6 punti rispetto alle scorse elezioni e di 7 punti sulla rilevazione dell'anno scorso. Da quest'ultimo punto di vista quella di Tondo è la performance peggiore fra i-presidenti, mentre il confronto con il dato elettorale assegna la maglia nera al Governatore della Calabria Giuseppe Scopelliti, che probabilmente paga anche il dramma di Reggio di cui è stato sindaco e rimane l'uomo politico di riferimento. La pioggia dei consensi in caduta risparmia in pratica solo la Liguria e parte del Centro Italia. Qui si incontrano i due risultati migliori: Enrico Rossi conferma il proprio trend storico, con una stabilità che gli permette di staccare i concorrenti e chiudere in testa. La dinamica più brillante è invece quella di Vasco Errani, che uscito assolto a novembre dall'accusa di falso ideologico nel caso Terremerse (una coop guidata dal fratello Giovanni che aveva ricevuto un finanziamento regionale) guadagna 3,9 punti dalle elezioni e 3 dall'anno scorso. RIPRODUZIONE RISERVATA Pagina 2 Pagina 38 di 72 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 07/01/2013 pressunE ll'erld CAS Periodicità: Quotidiano Tiratura: 331.753 Direttore Responsabile: Roberto Napoletano Diffusione: 262.360 La classifica dei governatori Il consenso percentuale ottenuto dai presidenti di Regione nel2012a confronto con quello delta scorsa edizione del Governance Poli e quello nel giorno dell'elezione POSIZ. 2012 1 REGIONE (A) TOSCANA ° VENETO 2° 3 o EM ELIA R. 5 6 7 8 Claudio Burlando* Vito De Filippo* UMBRIA Catiuscia Marini CAMPANIA Stefano Caldoro PUGLIA Nild Vendola* ° 10.Q CALABRIA ° FRIULI V. G. PIEMONTE 13 14 Vasco Errani* LIGURIA ° 11 Luca Zaia Gian Mario Spacca* BASILICATA o Enrico Rossi MARCHE ° 0 PRES. DI REGIONE ° ABRUZZO GOVERNANCE DIFF. CON DIFF. CON GOV POLL 2012 GIORNO ELEZ. POLL 2011 _59 — 56 ,7 ,2 58 3,9 0,8 4 -s3 0,9 2 —52 —8,8 —4,3 50 Giuseppe Scopelliti Renzo Tondo —0 —5 1,3 —9,8 _t_s —5 9 8 —7 Roberto Cota Giovanni Chiodi — 3,8 Pagina 2 0 SARDEGNA Ugo Cappellacci — 7,9 (A) in Trentino Atto Adige e in Valle d'Aosta non è prevista l'elezione diretta del presidente di Regione - (*) eletto per un secondo mandato. I presidenti delle Regioni di Lazio e Lombardia non sono stati testati perché dimissionari. Il presidente della Regione Molise non è stato testato perché le elezioni regionali 2011 sono state annullate. Il presidente della Regione Sicilia non è stato testato perché al momento della rilevazione era stato da poco eletto Fonte: Ipr Marketing per II Sole 24 Ore Pagina 39 di 72 6 07/01/2013 pressunE ll'erld CAS Direttore Responsabile: Roberto Napoletano Periodicità: Quotidiano Tiratura: 331.753 Diffusione: 262.360 Costkialla pob t]Ic s Apri pista Lazio e Molise Si mette in moto la macchina dei tagli a giunte e consigli Con le elezioni di febbraio pubblico locale esclusi). Riscritte le carte fondamentadebutteranno ufficialmente nel Lazio e in Molise i tagli ai li, i nuovi p arametri cominciano consigli e alle giunte regionali, a essere applicati naturalmente mentre il Friuli Venezia Giulia al rinnovo dei consigli, e proattende l'ultimo voto della Ca- prio per questa ragione saranno mera- e la Lombardia è fuori 'Lazio e Molise ad aprire le danpartita perché già rispettava i ze. Le Regioni avevano infatti sei mesi di tempo per approvare nuovi parametri. La scomparsa effettiva di 30 la nuova geografia politica locaseggi da consigliere e io posti da le, ma la Regionopoli tutti i giorassessore regionale è quasi un ni sulle prime pagine dei quotimiracolo, dopo anni di dibattiti diani in autunno ha accelerato i sui costi dellapolitica che finora tempi. Nel Lazio, dove la presierano riusciti ad agire di forbice dente uscente Renata Polverini solo dalle parti dei piccoli Co- ha provato a usare i giorni caldi muni, dove le indennità sono dello scandalo-Fiorito per rianipiù leggere. I limiti alle dimen- mare la credibilità di un'istitusioni di assemblee ed esecutivi zione ai minimi storici, si dovrà misurati sul numero dei residen- votare per so consiglieri, invece ti sono in «Gazzetta Ufficiale» dei 7o che hanno popolato la Pidall'agosto del zon, ma in prima sana fmo a ieri. In Molise, invebattuta avevano impegnato più ce, i 3zomila residenti della Reche altro le avvocature regiona- gione portano a zo i posti in pali nella scrittura della valanga di lio, con una riduzione che ha fatricorsi alla Corte costituziona- to preoccupare soprattutto ipole. A ottobre, sull'onda degli litici di Isernia dove, se i risultati scandali, il Governo Monti ha saranno simili a quelli del 2(511, si rimesso mano al problema spie- eleggeranno solo 4 consiglieri. gando che chi non avesse riIn Lombardia, come accenscritto gli Statuti alleggerendo nato, a tutto il dibattito si è i propri organi politici si sareb- guardato con un certo distacbe visto tagliare dell'8o% i fon- co, perché i io milioni di residi statali (sanità e trasporto denti in Regione permettono I Posti in politica Le regole introdotte nel 2011 e rilanciate lo scorso ottobre dal decreto enti locali impongono nuovi limiti massimi nei posti da consigliere e da assessore (un quinto dei consiglieri) in base alla popolazione residente. Nel complesso delle Regioni l'applicazione a regime porterebbe alla cancellazione di 295 posti nelle Assemblee e 81 nelle Giunte Le altre misure Per evitare la sanzione del taglio a W80% dei fondi statali (esclusi quelli per sanità e trasporti) le Regioni devono anche cancellare i vitalizi (introducendo i l metodo contributivo), limitare le indennità entro il livello registrato nell'amministrazione più «virtuosa» e ridurrei fondi ai gruppi consiliari entro il tetto di 5mila euro a consigliere. Imposto anche un collegio di revisori dei conti al Pirellone di mantenere tutti gli 8o consiglieri delle scorse legislature. Con i nuovi parametri, che consentono un assessore ogni cinque consigliere, l'Esecutivo non potrà superare ii6 componenti, mentre in passato ha toccato quota 17. La partita è ancora aperta per il Friuli Venezia Giulia, atteso al voto in primavera. Essendo una Regione Autonoma, la modifica statutaria passa in questo caso dal Parlamento nazionale, e nei prossimi giorni l'atto finale della Legislatura potrebbe essere rappresentato proprio dal via libera alle nuove regole. In questo caso, la Regione dovrebbe passare da 6o a so consiglieri (anziché ai 3o che sarebbero stati previsti dall'applicazione dei parametri fissati dalla legge nazionale): oltre al Friuli Venezia Giulia, sono interessate alla convocazione in extremis di Montecitorio anche Sardegna e Sicilia, ma quest'ultima è appena andata al voto confermando tutti í 90 «deputati» (nell'Isola si chiamano così), per cui la riduzione sbarcherà a Palermo solo nell'autunno del 2017. Le amministrative rappresenteranno infine una nuova tappa dei tagli alla politica dei Comuni fmo a iomila abitanti, che al termine dei rinnovi avranno perso quasi 35mila fra consiglieri e assessori. G.Tr. RIPRODUZIONE RISERVATA Pagina 2 Pagina 40 di 72 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 07/01/2013 pressunE ll'erld CAS Periodicità: Quotidiano Tiratura: 331.753 Direttore Responsabile: Roberto Napoletano Fiducia in calo per due terzi Diffusione: 262.360 d • • sindaci Effetto urne: 8 dei 9 politici locali più apprezzati sono usciti dalle amministrative della primavera 2012 Gianni Trovati n7.-1 Per Vincenzo De Luca è il secondo successo in solitaria, che replica quello ottenuto cinque anni fa quando tre salernitani su quattro risposero un «sì» convinto all'ipotesi di rivotarlo in caso di elezioni. Il caso del sindaco piddino di Salerno, però, rappresenta la più classica delle eccezioni. Il resto della graduatoria stilata dal Governance Poll 2012, che come ogni anno ha misurato per íl Sole 240re ilgrado di consenso mantenuto dai sindaci nel corso del governo della propria città, mostra una regola è chiara, e di segno opposto rispetto alla vicenda salernitana: a spingere in alto i sindaci che si contendono i gradini nobili nella classifica sono quasi sempre le vittorie elettorali ottenute pochimesi fa. L'effetto-novità favolare al secondo posto Leoluca Orlando, nonostante i problemi gravissimi di Palermo e la lunga stagione da sindaco già vissuta a più riprese tra il 1985 e il 2000, porta al quinto posto il comasco Mario Lucini e al sesto il lucchese Alessandro Tambellini, seguiti a ruota da Marco Doria (Genova) e Simone Petrangeli (Rieti, altra città con grossi problemi nei conti). Il passaggio nelle urne gonfia però anche il consenso di chi si è presentato al voto dopo un primo mandato, come mostra il caso di Flavio Tosi e soprattutto quello di Marco Zambuto. Il primo è sopravvissuto brillantemente al periodo nero della Lega, ma è abituato alle vette del Governance Poll e guadagna un punto rispetto alla rilevazione di 12 mesi fa; il sindaco di Agrigento, che aveva chiuso il2on conun opaco 49%, -sale oggi sul terzo scalino del podio nazionale con un rotondo 70%, non troppo sotto al 74,7% mietuto nelle urne. Risultato: 8 dei 9 sindaci più amati d'Italia sono usciti dalle amministrative della primavera 2012. Per chi non ha appena lucidato lapropriapop,olaritàconuna campagna elettorale, i numeri sono in genere assai meno confortanti e nel loro complesso disegnano un tracollo nel favore di cui godono i sindaci, che sono tradizionalmente i politici più apprezzati nelle rilevazioni del Governance Poll. Nel loro insieme, i sindaci dei capoluoghi di Provincia hanno lasciato per strada 279 punti di conCHI MIGLIORA Buone performance rispetto alle elezioni per il leghista Tosi a Verona, per Pisapia a Milano e per il genovese Doria senso rispetto al giorno della loro elezione, con una flessione media del 5 per cento. La crisi, del resto, è una cattiva compagna di strada per chi amministra, e le sue declinazioni locali più dure aprono trappole mortali per l'immagine di chi è in prima linea: lo sa bene Ippazio Stefano, abituato a percentuali importanti prima che il caso-Ilva rendesse la città teatro del drammatico scontro fra diritto al lavoro e alla salute, e ha avuto modo di apprenderlo anche Rita Rossa, che come primo atto del proprio mandato ha dovuto alzare la bandiera del dissesto in un'Alessandria piegata dalla precedente amministrazione. In queste due città, l'asprezza del quadro locale ha agito in modo repentino, cancellando anche l'effetto-novità e falcidiando di oltre 20 punti i risultati elettorali ottenuti in primavera. È stato invece più lungo il calendario dei problemi di Foggia, che si dibatte fra emergenze rifiuti, fallimenti di società partecipate (con tanto di indagini della Procura), un caso Tributitalia in salsa pugliese (in questo caso è la Gema la società che ha raccolto tributi senza versarli al Comune), il tutto condito da ultimo con una polemica sui «premi» ai dirigenti nonostante il blocco degli stipendi pubblici fissato dalle manovre nazionali: un rosario di vicende che schiaccia il sindaco Giovan Battista Mongelli all'ultimo posto della graduatoria. Sono i numeri complessivi, comunque, a denunciare una crescente freddezza degli elettori nei confronti dei propri sindaci, forse travolti anche dalle ventate di anti-politica che soffiano soprattutto intorno ai palazzi diRegioni e Stato. Un dato con cui si confronteranno i circa 9,5 milioni di italiani che vivono nei 644 Comuni attesi alle amministrative 2013: uno squadrone di enti guidato da Roma dove Gianni Alemanno, che il Governance Po112012'relega nelle parti basse della classifica, ha confermato che ritenterà la prova delle urne. Qualche motivo di preoccupazione c'è anche per la maggioranza che governa Catania, il secondo Comune alvoto per dimensioni, e che arriva all'appuntamento elettorale con il sindaco al terzultimo posto nella classifica nazionale del gradimento. [email protected] O RIPRODUZIONE RISERVA», Pagina 3 e . if caloper ,..ue trzideisindee Pagina 41 di 72 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 07/01/2013 pressunE ll'erld CAS Periodicità: Quotidiano Tiratura: 331.753 Direttore Responsabile: Roberto Napoletano Diffusione: 262.360 Come cambia il consenso RISPETTO AL VOTO RISPETTO ALL'ANNO SCORSO La differenza di consenso rispetto al giorno dell'elezione La differenza di consenso rispetto alla scorsa edizione del Governance Poli Verona Flavio Tosi 8,7 Agrigento Milano Giuliano Pisapia 4,9 Pesaro Luca Ceriscioli 3,6 21,0 Lecce Marco Zambuto Paolo Perrone Milano Giuliano Pisapia 8,5 -8,0 10,5 I PEGGIORI I PEGGIORI Crotone Peppino Vallone (*) -12,4 Crotone Peppino Vallone Alessandria Maria Rita Rossa -21,0 Napoli Luigi De Magistris -11;0 Taranto Stefano Ippazio (*) -21,7 Cagliari Massinio Zedda -12,0 Nota: (*) eletto per u n secondo mandato Fonte:Ipr Marketing per Il Sole 24 Ore IL personaggio Il viceré esuberante piace ai cittadini Ala bene l'immagine V spontanea, ma non si può andare in giro come fai tu, e almeno 'sto sigaro buttalo quando vai in televisione». A fine settembre Vincenzo De Luca ha accolto così, in pubblico, il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, sceso a Salerno nella campagna per le primarie. Se questi sono i toni usati con gli amici, quelli più acidi rivolti agli avversari politici hanno raggiunto il picco nel comizio napoletano del marzo 2010, - quando diede dello «sterminatore di congiuntivi» a un esponente di punta del Fdl partenopeo, «un essere che a definirlo umano si fa un oltraggio alla biologia». La misura non è la dote principale di Vincenzo De Luca, ma del resto non gli è mai servita. Abbonato alle vette del consenso, è l'uomo forte (o il «viceré», secondo i non troppi critici) della città dali993, quando iniziò ilprimo dei suoi quattro mandati da sindaco, interrotti fra 2001 e 2006 quando fu eletto alla Camera, a cui forse potrebbe tornare alle prossime politiche. Avversario storico del bassolinismo, De Luca non ha limitato la propria esuberanza alla dialettica, ma l'ha trasportata anche nell'urbanistica con il reclutamento di architetti di fama, da Santiago Calatrava a David Chipperfield, per cambiare il volto della città. Un'attivitàincessante che è arrivata al culmine con il Crescent, l'enorme edificio ad anfiteatro fronte mare progettato da Ricardo Bofill, su cui in città si litiga da anni. «Un colonnato cosìnon si vedeva dai tempi di San Pietro, se il Vaticano permette». A novembre il Consiglio di Stato ha sbloccato i lavori, ma il comitato «No Crescent» spera ancora negli sviluppi di un'inchiesta penale avviata dalla Procura della Repubblica. Ma De Luca, naturalmente, non è solo questo. Gli altri cavalli di battaglia sono noti, e vanno dalla sicurezza alla raccolta differenziata, che a Salerno viaggia verso un 7o% stellare anche per molte città del Nord. Come sanno bene ivaresini, che l'hanno scorso videro la città riempirsi di enormi manifesti per una campagna di sensibilizzazione organizzata dal Comune in cui si spiegava che «Varese non è Salerno». Detto da un sindaco leghista do c come Attilio Fontana fa un certo effetto. G.Tr. O RIPRODUZIONE RISERVATA • Pagina 3 E1da eì a 1acaloper ,..ue trzideisindee Pagina 42 di 72 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 07/01/2013 pressunE ll'erldOIS Periodicità: Quotidiano Tiratura: 331.753 Direttore Responsabile: Roberto Napoletano Diffusione: 262.360 La classifica dei sindaci II consenso percentuale ottenuto dai sindaci ne12012 a confronto con quello della scorsa edizione del Governante Folle quello nel giorno dell'elezione; Legenda: 0= Centrodestra; e= Centrosinistra; e= Terzo Polo; 0= Liste civiche LA METODOLOGIA ., - 1 2 3 4 5 6 7 9 10 16 17 19 22 24 25 31 35 ' 37 39 41 48 Salerno Palermo Agrigento Verona Como Lucca Genova Rieti Lecce Belluno Milano Andria Pordenone Sassari Trento Monza Savona Napoli Asti Pistoia Ferrara Piacenza Torino L'Aquila Cuneo Pavia Sondrio Vercelli Nuoro Bari Oristano' Lodi Pesaro Viterbo Isernia Udine Pisa Chieti Grosseto Reggio Emilia Brindisi Frosinone Padova Cosenza Novara Aosta Cagliari Fermo Venezia Farli O O A O O o o O 5 O O e O O e O 0 O O o e O O e O 0 O 0 O O e O O e O e O e O * ei O e 0 O e O O * O Vincenzo De Luca (*) Leoluca Orlando Marco Zambuto (*) Flavio Tosi (*) Mario Lucini Alessandro Tambeilini Marco Doria Simone Petrangeli Paolo Perrone (*) Jacopo Massaro Giuliano Pisa pia Nicola Giorgino Claudio Pedrotti Gianfranco Ganau (") Alessandro Andreatta Roberto Scanagatti Federico Berruti (*) Luigi De Magistris Fabrizio Brignolo Sa muele Bertinelli Tiziano Tagliani Paolo Dosi Piero Fassino Massimo Cialente (*) Federico Borgna Alessandro Cattaneo Alcide Molteni Andrea Corsero Alessandro Bianchi Michele Emiliano Guido Tendas Lorenzo Guerini (*) LucaCeriscioli Giulio Marini Ugo De Vivo Furia Honsell Marco Filippeschi Umberto Di Primio Emilio Bonifazi (") Graziano Delrio (*) Cosimo Consales Nicola Ottaviani Navi° Zanonato Mario Occhiuto Andrea Ballerà Bruno Giordano Massimo Zedda Nella Brambatti Giorgio Orsoni Roberto Balzani 72,0 71,0 70,0 66,0 65,5 65,0 . 63,0 63,0 62,5 60,0 60,0 60,0 60,0 60,0 60,0 59,5 59,0 59,0 58,5 58,5 58,5 58,0 58,0 57,5 57,0 57,0 57,0 57,0 57,0 57,0 56,0 56,0 56,0 56,0 55,5 55,5 55,0 55,0 54,5 54,5 54,0 54,0 54,0 54,0 54,0 54,0 54,0 53,5 53,5 53,5 74,4 72,4 74,7 57,3 74,9 69,7 59,7 67,2 64,3 62,7 55,1 58,6 59,6 65,9 64,4 63,4 58,0 65,4 56,9 59,0 56,7 57,8 56,7 59,2 59,9 54,4 54,2 60,6 55,3 59,9 58,1 53,7 52,4 62,0 57,4 52,7 53,1 61,4 57,3 52,5 53,2 53,1 52,0 53,3 52,9 59,7 59,4 51,4 51,1 55,1 -2,4 -1,4 -4,7 8,7 -9,4 -4,7 3,3' -4,2 -1,8 -2,7 4,9 1,4 0,4 -5,9 -4,4 -3,9 1,0 -6,4 1,6 -0,5 1,8 0,2 1,3 -1,7 -2,9 2,6 2,8 -3,6 1,7 -2,9 -2,1 2,3 3,6 -6,0 -1,9 2,8 1,9 -6,4 -2,8 2,1 0,8 0,9 2,0 0,7 1,1 -5,7 -5,4 2,2 2,4 -1,61 7,0 Nd 21,0 1,0 Nd Nd Nd Nd 10,5 Nd 8,5 0,0 0,0 0,0 -3,0 Nd 0,0 -11,0 Nd 7,5 0,5 Nd -1,0 1,5 Nd 6,0 5,0 0,5 -0,5 -8,0 Nd 1,0 1,0 -1,5 Nd -1,5 3,5 -2,0 -2,5 -2,5 Nd Nd 4,0 3,0 -1,0 -4,0 -12,0 1,5 1,5 -4,0 51 Arezzo Biella La Spezia Lecco 55 Cremona Bologna Vicenza Ancona Ragusa Trieste 61 Trapani Bolzano Firenze Potenza Ravenna 66 Gorizia Rimini Siena 69 Caserta 70 Brescia Verbania V Enna Roma Terni 75 Siracusa Macerata Campobasso Treviso Vibo Valentia Massa 81 Perugia Ascoli Piceno 83 Pescara Benevento Modena Latina Taranto Varese Teramo 90 Bergamo Matera Rovigo 93 Alessandria Livorno Crotone 96 Mantova Prato Caltanissetta Catania 100 Messina 101 Foggia e Giuseppe Fa nfa ni (") e Donato Gentile O Massimo Federici (*) e Virginio Brivio 5,, Oreste Perri O Virginia Merola O Achille Variati O Fiorello Gra millano O Emanuele Dipasquale (*) O Roberto Cosolini e Vito Damiano O Luigi Spagnolli (") O Matteo Renzi O Vito Santarsiero (") e Fabrizio Matteucd (*) * Ettore Romoli (*) O Andrea Gnassi O Franco Ceccuzzi O Pio Del Gaudio O Adriano Paroli O Marco Zacchera O Paolo Garofalo e Gianni Alemanno e Leopoldo Di Girolamo * Roberto Visentin O Romano Carancini 0 Luigi Di Bartolomeo e Gian Paolo Gobbo e Nicola D'Agostino * Roberto Pucci e Wladimiro Boccali e Guido Castelli O Luigi Albore Mascia O Fausto Pepe(*) e Giorgio Righi (*) 5 Giovanni Di Giorgi O Stefano topazio (*) o Affilio Fontana (") e Maurizio Brucchi e Franco Tentorio o Salvatore Adduce O Bruno Piva O Maria Rita Rossa O Alessandro Cosimi O Peppino Vallone (*) 5 Nicola Sodano 5 Roberto Cenni e Michele Campisi e Raffaele Stancanelli e Giuseppe Buzzanca O Giovanni Battista Mongelli 53,0 53,0 53,0 53,0 52,5 52,5 52,5 52,5 52,5 52,5 52,0 52,0 52,0 52,0 52,0 51,0 51,0 51,0 50,5 50,0 50,0 50,0 50,0 50,0 49,0 49,0 49,0 49;0 49,0 49,0 48,5 48,5 48,0 48,0 48,0 48,0 48,0 48,0 48,0 47,5 47,5 47,5 47,0 47,0 47,0 46,0 46,0 46,0 46,0 45,0 42,0 51,2 51,7 52,5 50,2 51,5 50,5 50,5 56,8 57,2 57,5 53,6 52,4 59,5 59,3 55,0 51,5 53,5 54,7 52,7 51,4 54,1 58,5 53,7 53,0 56,6 50,3 56,6 50,4 59,3 54,3 52,9 50,7 54,5 51,6 50,1 51,0 69,7 53,9 57,1 51,4 50,3 51,0 68,0 51,5 59,4 52,2 50,9 55,2 54,6 51,1 53,4 - 1,8 1,3 0,5 2,8 1,0 2,0 2,0 -4,3 -4,7 -5,0 -1,6 -0,4 -7,5 -7,3 -3,0 -0,5 -2,5 -3,7 -2,2 -1,4 -4,1 -8,5 -3,7 -3,0 -7,6 -1,3 -7,6 -1,4 -10,3 -5,3 -4,4 -2,2 -6,5 -3,6 -2,1 -3,0 -21,7 -5,9 -9,1 -3,9 -2,8 -3,5 • -21,0 -4,5 -12,4 -6,2 -4,9 -9,2 -8,6 -6,1 -11,4 • 0,5 0,0 0,0 0,0 0,0 -1,5 -3,5 -3,5 -4,5 -5,0 Nd 0,0 -1,0 -2,0 -3,0 -2,0 -2,0 -4,0 3,5 1,0 0,0 -2,0 -4,0 -6,0 -2,0 -2,5 -3,0 -3,0 -4,0 -5,0 -1,5 -3,5 0,0 -4,0 -4,0 -5,0 -5,0 -7,0 -8,0 0,5 -0,5 -4,5 Nd -0,5 -8,0 -0,5 -1,0 -1,5 -2,0 -2,0 -3,0 Nota: (*) eletto per un secondo mandato. (*l per irconsenso giorno elezione" è riportato fidato elettorale del primo turno o del ballottaggio a seconda dei casi; (***) non rilevato perché eletto nel 2012. I sindaci di Imperia, Catanzaro, Reggio Calabria e Avellino non sono stati [estati perché al momento della d'evasione i Comuni erano retti da commissari prefettizi fonte: Ipr Marketing per il Sole 240re It sondaggio n. Le interviste sono state effettuate nel periodo 15 settembre-15 dicembre 2012 I questionari La somministrazione dei questionari è stata effettuata tramite interviste effettuate con sistemi misti: telefonichecon l'ausilio del sistema Cati, telematiche tramite i I sistema Cawi e con il sistema Tempo Reale II campione a Presidente Regione: 2.000 elettori in ogni Regione, disaggregati per sesso, età e area di residenza Sindaco: 800 elettori in ogni Comune capoluogo, disaggregati per sesso, età e area di residenza Istituto fornitore a 1PR Marketing (www.iprmarketing.it) Direttore: Antonio Noto Committente IlSole24 Ore Le risposte Rispondenti: 86%del campione (in media) Indecisi:24%(in media) r Margine di errore livello regionale: -F/-2% a Margine di errore livello comuni capoluogo: +/-4% Le domande Presidente Regione: Le chiedo un giudizio complessivo sull'operato del presidente della Regione nell'arco del2012. Se domani cifossero le elezioni regionali, lei voterebbe a favore o contro l'attuale presidente di Regione? Sindaco: Le chiedo un giudizio complessivo sull'operato del sindaco della sua città nell'arco del 2012.5e domani d fossero le elezioni comunali, lei voterebbe a favore o contro l'attuale sindaco? Pagina 3 eiducìaina-zio perduc raro dei sindsc Pagina 43 di 72 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 07/01/2013 pressunE ll'erldOIS Periodicità: Quotidiano Tiratura: 331.753 Direttore Responsabile: Roberto Napoletano Diffusione: 262.360 MiegatMANZUMTAUMIgiaar~tal TerITTS,IVINTINTIvne, Scadenze. C'è tempo solo fino al 9 gennaio per approvare i regolamenti • Sp t finale per a are controlli e audit finte ni (per applicarle sin dal 2013) disposizioni sul controllo strategico, la verifica dell'andamento degli organismi esterni (in particolare delle società partecipate) e il controllo sulla qualità dei servizi. Questi tre elementi, peraltro, per quanto ad applicazione differita (nel 2014 per gli enti con popolazione superiore a 50mila abitanti e nel 2015 per quelli con popolazione superiore a 15mila abitanti), devono essere comunque considerati neiregolamenti da tutte le amministrazioni locali. Infatti il controllo strategico è strettamente con- Amministratori inadempienti: sanzioni fino a 20 mensilità Alberto Barbiero mu Gli enti locali devono adottare in tempi strettissimi, entro il 9 gennaio, i regolamenti che definiscono la disciplina del sistema dei controlli interni e attivare le varie forme di audit. Le nuove disposizioni ins eri-. tedalg213/0nTesto unico degli enti locali (Tuel) hanno un termine di attuazione di prossima scadenza, stabilito in novanta giorni dall'entrata in vigore del Dl 174/2012 (il io ottobre), termine che non è stato prorogato. Tutte le Province, le unioni di Comuni e i Comuni (indipendentemente dalla dimensione), inbase al nuovo articolo 147 del Tuel, deVono approvare in Consiglio un regolamento sui controlli diregolarità amministrativa e contabile dei propri atti, sul controllo di gestione e sulla verifica dei programmi. Essi sono tenuti a defmire anche nuove norme del regolamento di contabilitàper il costante controllo degli equilibri finanziari. Gli enti locali con popolazione superiore a ioomila abitanti devono anche defmire nel regolamento dei controlli inter- La supervisione 01 i ATTI ECONTABILITÀ I controlli devono essere svolti in fase di formazione degli atti (con i pareri di regolarità) e in fase successiva, con analisi a campione 02 I PROGRAMMI Gli enti locali devono verifica re l'adeguatezza dei programmi e riscontrare la coerenza tra risaltati raggiunti e obiettivi definiti 03 ORGANISMI PARTECIPATI E SERVIZI Il controllo sugli organismi partecipati è necessario per il bilancio consolidato. Le nesso alla verifica dei programLe amministrazioni sono temi, il controllo sugli organismi nute a comunicare al prefetto e partecipati è reso obbligatorio alla sezione regionale di condalle numerose norme che im- trollo della Corte dei conti terripongono agli enti locali la vigi- torialmente competenti l'adolanza su tali realtà (si pensi alle zione dei regolamenti e l'attivadisposizioni sul divieto di ripia- zione dei sistemi dei controlli no delle perdite), mentre il con- interni degli enti locali entro la trollo sulla qualità dei servizi è scadenza del 9 gennaio. Se le renecessario, sia ín funzione di gole e l'avvio del sistema non siquanto previsto per i contratti ano stati realizzati entro la data di servizio (articolo u3, comma prefissata, il prefetto assegna n del Tuel) e le carte dei servizi all'ente locale un ulteriore ter(articolo 2, comma 461, legge mine di sessanta giorni: se an244/2007) sia in base alle nor- che entro questa scadenza l'enme (articoli 312-325 del Dpr te non provvede, il prefetto ini207/2010) sulle verifica di con- zia la procedura per lo sciogliformità negli appalti di servizi. mento del Consiglio. Gli amministratori locali devono tenere in considerazione anche le sanzioni (da cinque a venti volte la retribuzione lorda mensile) previste dall'innovato articolo 148, comma 4 del Tuel, che posverifiche sulla qualità dei servizi sono richieste da sono essere irrogate dalle sezionorme già vigenti ni giurisdizionali della Corte dei conti, qualora queste rilevi04 i STRATEGIE no l'assenza o l'inadeguatezza E PROGRAMMI degli strumenti e delle metodoL'ente locale deve verificare logie di controllo interno. lo stato di attuazione delle Gli enti locali, quindi, devolinee programmatiche, della no definire regole articolate, teRpp e dei piani specifici, in nendo conto sia dei sistemi di rapporto alle dinamiche di audit esistenti (ad esempio i ribilancio scontri della regolarità amministrativa e contabile, la verifi05 I EQUILIBRI FINANZIARI ca del budget e degli obiettivi Le amministrazioni devono del Peg, la valutazione della verificare la coerenza con le performance delle risorse umaregole conta bili, con il patto ne, gli eventuali sistemi di condi stabilità e con il pareggio tabilità analitica rapportati al di bilancio, analizzando i controllo di gestione), sia delle profili critici necessità di innovazione. . C RIPRODUZIONE RISERVATA Pagina 7 Pagina 44 di 72 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 07/01/2013 pressunE Periodicità: Quotidiano Tiratura: 331.753 Direttore Responsabile: Roberto Napoletano Diffusione: 262.360 RMI RRIURI Rifiuti. Sóvrapposizione Ato-Comune Sulle tariffe Tares caos competenze Anna Guiducci Le tariffe della Tares devono essere approvate dagli enti regionali costituiti e disciplinati dalle normative di settore. Ai sensi dell'articolo 34, comma 23, della legge 221/2012, (conversione del secondo decreto sviluppo), sono infatti unicamente gli enti di governo degli ambiti o bacini territoriali otti-: mali a esercitare le funzioni di organizzazione dei servizi pubblici locali a rete di rilevanza economica (rifiuti compresi), di scelta della forma di gestione e affidamento, di determinazione delle tariffe e di controllo. La norma si pone in evidente contrasto con la disciplina istitutiva della Tares (articolo 14, Dl 201/11), secondo la quale il Consiglio comunale deve approvare le tariffe deltributo entro il termine fissato per l'approvazione del bilancio di previsione, in conformità al piano finanziario del servizio di gestione dei rifiuti urbani, redatto dal soggetto che svolge il servizio stesso e approvato dall'autorità competente. Poiché soggetto attivo del tributo è il Comune, deve essere il Consiglio comunale a deliberare eventuali riduzioni ed esenzioni, la cui copertura fmanziaria deve essere assicurata con risorse della fiscalità generale. La disciplina integrativa recata dalla legge dí stabilità 2013 (legge 228/2012) non chiarisce la competenza in materia di approvazione delle tariffe, esponendo al rischio di impugnazione gli atti eventualmente adottati in violazione di legge per incompetenza assoluta dell'organo deliberante. Il comma 387 dell'articolo uni- co consente ai Comuni, in deroga all'articolo 52 del Dlgs 446/97, di affidare, fino al 31 dicembre 2013, la gestione del tributo o della tariffa ai soggetti che, al 31 dicembre 2012, svolgono, anche disgiuntamente, il servizio di gestione dei rifiuti e di accertamento e riscossione della Tarsu, della Tia i o della Tia 2. Ilversamento del tributo o della tariffa nonché della maggiorazione di o,3o euro a metro quadrato (elevatile fino a 0,40 dal Consiglio comunale) deve essere effettuato con F24 o con conto corrente postale intestato esclusivamente al Comune. Per quest'anno, il termine di versamento dellaprima rata è posticipato ad aprile, ferma restando la facoltà del Comune di deliberare una scadenza successiva. Sino alla determinazione delle tariffe l'importo delle rate è calcolato in acconto, commisurandolo a quanto versato nell'anno precedente a titolo di Tarsu, Tia i o Tia 2 e tenendo conto della maggiorazione di 0,30 euro a metro quadrato. L'eventuale conguaglio per maggiorazioni fino a 0,40 euro è invece effettuato con l'ultima rata. I tempi di pagamento del servizio di igiene urbana da parte dei Comuni non coincidono, per l'anno 2013, con i tempi di riscossione del tributo o della tariffa. Lo squilibrio fmanziario potrebbe compromettere seriamente la gestione della liquidità degli enti e comportare il ricorso ad anticipazioni di tesoreria, i cui costi produrrebbero necessariamente incrementi tariffari a carico dei contribuenti. O RIPRODUZIONE RISERVATA Pagina 7 Pagina 45 di 72 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 07/01/2013 pressunE Periodicità: Quotidiano S°Ie rld CAS Tiratura: 331.753 Direttore Responsabile: Roberto Napoletano Diffusione: 262.360 Le procedure. Gli atti e le delibere da tenere sotto osservazione Verifiche a campione anche su contratti e spese Le miòve dbposizioni del durre le modalità nel rispetto dei Testo unico enti locali delinea- principi internazionali direvisiono l'impostazione e i principali ne (con possibile riferimento contenuti del regolamento dei agli Isa - International standards controlli interni, ma gli enti lo- on auditing), nonché devono decali devono definirle nel detta- finire i parametri per la campioglio e renderle coerenti con gli natura degli atti (provvedimenti strumenti di verifica. amministrativi, determinazioni I nuovi articoli del Tuel (dal di spesa e liquidazione, contrat147 al 147-quinquies) stabilisco- ti) da sottoporre alla verifica. È no sia gli oggetti principali del peraltro necessario che questa sistema di audit sia alcune mo- parte del regolamento sia colledalità organizzative. gata al piano anticorruzione, prePer i Controlli di regolarità visto dalla legge 190/2012, al fine amministrativa e contabile il di ottimizzare l'uso degli struquadro sui percorsi di verifica menti di audit. preventiva sì connette con l'articolo 49 del Tuel sui pareri e sull'obbligo del parere di regola- SOCIETÀ PARTECIPATE ritàtecnicaper le determinazio- Partenza scaglionata ni dirigenziali. fino a12015, ma per tutti Le nonne regolamentari sul è già in vigore l'obbligo controllo successivo (che vede come soggetto di riferimento il di monitora re le uscite segretario dell'ente) devono tra- e la qualità delle prestazioni La disciplina del controllo di gestione deve essere modulata tenendo conto della correlazione agli obiettivi del Peg (piano esecutivo di gestione), delle fasi e dell'analisi per centri di costo specificati dall'articolo 197 del Tuel. La diSciplina del controllo sugli equilibri finanziari deve invece essere ricondotta al regolamento di contabilità. I parametri per le norme regolamentari sono anzitutto le disposizioniinmateria dicontabilità pubblica presenti nello stesso Tuel (ad esemplo l'articolo 193), quelle sul patto di stabilità e il bilancio consolidato; nonché quelle di attuazione dell'articolo 81 della Costituzione sul pareggio di bilancio. Il sistema di verifica dovrà porre attenzione agli elementi di maggior incidenza, come ad esempio la sostenibilità dell'indebitamento. Inoltre, l'articolo 148 (controlli della Corte dei conti sui bilanci) evidenzia ulteriori profili di criticità sui quali focalizzarsi: ricorso frequente alle anticipazioni di tesoreria, disequilibrio consolidato della parte corrente del bilancio, anomalie nella gestione di servizi per conto terzi, l'aumento non giustificato di spesa degli organipolitici istituzionali Il check sugli equilibri finanziari si correla al controllo sui programmi, che può essere composto in terminipiù o meno articolati, ma necessariamente efficaci, per rispondere al confronto con i verificatori esterni all'ente. Proprio lo spettro esteso del controllo della Corte dei conti sollecita tutti gli enti locali (non solo quelli con oltre mon-lila abitanti, tenuti già dal 2013) a disciplinare nel regolamento forme strutturate di controllo strategico, ma soprattutto il controllo sugli organismi partecipati e sulla qualità dei servizi, connettendoli alle numerose disposizioni legislative già comportanti obblighi in tal senso. Al. Ba. AI RIPRODUZIONE RISERVATA Pagina 7 Pagina 46 di 72 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 07/01/2013 pressunE ll'erld CAS Periodicità: Quotidiano Tiratura: 331.753 Direttore Responsabile: Roberto Napoletano Diffusione: 262.360 IM91MalfaTZMUTZZ,-'211291:1MINPUMEMOZOreagrffinwa~m, ~~~2~7?'_~,, +s Wetfare. Aliquota al 10% per gli affidamenti effettuati dal 2014 In arrivo l'incremento Iva sui servizi socio-sanitari Domenico Luddeni m La legge di stabilità 2013 (legge 228/2012) aumenta l'aliquota Iva applicabile ad alcune prestazioni socio-sanitarie come gestione di asili nido, case di riposo, assistenza domiciliare, prestazioni educative, rendendo più costoso per gli enti locali fornire i servizi. L'articolo 1, comma 488 della legge, al punto a), abroga il punto n. 41-bis della tabella A parte II del Dpr 633/1972 che riguarda i beni e i servizi soggetti all'aliquota agevolata del 4%, che includeva: «Prestazioni socio-sanitarie, educative, comprese quelle di assistenza domiciliare o ambulatoriale o in case di riposo e simili od ovunque rese». Contemporaneamente vengono assoggettate all'Iva al io% le stesse prestazioni se fornite dalle cooperative sociali e dai loro consorzi nell'ambito di un appalto o di una convenzione. Considerato che queste prestazioni, grazie a una norma interpretativa (legge 296/2006, comma 331) ora abrogata dalla legge di stabilità, potevano es- sere assoggettate all'aliquota Iva del4%, si capisce come questa disposizione provochi un aumento dei costi per gli enti locali, su prestazioni di grande impatto finanziario e di notevole rilevanza sociale. Il comma 490 della legge di stabilità aggiunge che queste disposizioni si applicano alle L'EFFETTO L'addio all'aliquota agevolata del 4% determinerà un aumento dei costi per gli enti e per le cooperative sociali operazioni effettuate sulla base di contratti stipulati dopo il 31 dicembre 2013. Da quella data l'ente locale non potrà più detrarre PIVa sugli acquisti relativi a queste prestazioni (salvo una limitata detrazione applicando il pro rata) in quanto i corrispettivi incassati sono esenti, e l'incremento Iva da14% al 10% andrà a ridur- re ulteriormente le risorse a disposizione degli enti. Inoltre l'aliquota al io% si applicherà a quelle prestazioni, quando sono rese da cooperative sociali e dai loro consorzi, mentre prima l'aliquota applicabile era a14% per le prestazioni rese da tutte i tipi di cooperative e consorzi. La disposizione provoca un serio problema di copertura finanziaria, perché insede di gara la stazione appaltante deve valutare gli importi offerti al netto dell'Iva, per evitare discriminazioni. Ma se p oi Pente aggiudica lagaraauna cooperativanon sociale sivedrà fatturare laprestazione ad aliquota ordinaria del 22% dal primo luglio 2013. Considerati la semprepiù difficile situazione finanziaria degli enti locali, e il valore sociale delle attività interessate, sembrerebbe opportuno unripensamento, per il quale il tempo non manca Diversamente, gli enti chevolessero evitare questo aggravio di spesa dovrebberobandire le gare e affidarle prima del 31 dicembre prossimo. 19 !PRODUZIONE RISERVATA Pagina 7 Pagina 47 di 72 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 07/01/2013 pressunE ll'erld CAS Direttore Responsabile: Roberto Napoletano Periodicità: Quotidiano Tiratura: 331.753 Diffusione: 262.360 Stabilità, IL nuovo calendario Tributi, più tempo per le correzioni Pasquale Mirto provare le aliquote Imu entro fine marzo, anche se il termine di distabilitàgli enti locali avranno approvazione del bilancio 2013 più tempo per correggere tarif- è stato già prorogato al 30 giugno. Una situazione a tutt'evife e aliquote comunali. La regola generale sulla tem- denza illogica, oltre che lesiva pistica è fissata dall'articolo 1, dell'autonomia dei Comuni. Anche per i termini di invio e comma 169 della legge 296/ 2006 il quale prevede che gli en- pubblicazione delle delibere c'è ti locali deliberano le tariffe e le unaregola generale e varie eccealiquote relative ai tributi di loro zioni. La regola generale è contecompetenza entro la data di ap- nuta nell'articolo 13, comma provazione del bilancio diprevi- del Dl 201/2011, il quale prevede sione. In questo modo le delibe- che tutte le delib erazioni regolare hanno effetto dal i gennaio mentari e tariffarie relative alle dell'anno di riferimento. Altri- entrate tributarie dei Comuni devono essere inviate al ministementi scatta la proroga. Ma alla regola generale si ag- ro dell'Economia entro trenta giunge da quest'anno una nuova giorni dalla data in cui sono diveeccezione. La legge di stabilità nute esecutive, e comunque enall'articolo 1, comma 444, dà la tro trenta giorni dal termine per possibilità ai Comuni, per ripri- il bilancio di previsione. Il manstinare gli equilibri di bilancio, cato invio nei termini è sanzionadi modificare tariffe e aliquote to,previadiffida, con il blocco, sientro ilio settembre, ovvero en- no all'adempimento dell'obblitro la data prevista per la verifi- go, delle risorse a qualsiasi titolo dovute agli enti inadempienti. ca degli equilibri di bilancio. Un'eccezione specifica giàri- Ma questo nuovo meccanismo guardava l'Imu. L'articolo 13, è subordinato a un decreto del comma 13-bis del Dl 201/2011 Mef, ancora non emanato. Oltre all'eccezione già detta prevede che da quest'anno l'efficacia delle delibere di appro- per l'Imu, per l'addizionale Irvazione delle aliquote e della pef l'articolo 14, comma 8, del detrazione Imu decorre dalla Dlgs 23/2011 dispone che la delidata di pubblicazione sul sito in- bera di variazione ha effetto formatico del ministero del- dalig gennaio dell'anno di publ'Economia, egli effetti delle de- blicazione sul sito informatico libere retroagiscono al r2 genna- del Mef a condizione che la io dell'anno di pubblicazione pubblicazione avvenga entro il nel sito. Ma solo se la pubblica- 20 dicembre dell'anno a cui la zione avviene entro i130 aprile delibera afferisce. Pena la condell'anno a cui la delibera si rife- ferma dell'addizionale approrisce. Quindi l'invio al Mef de- vata in precedenza. Semplificare e uniformare ve avvenire entro 1123 aprile. Altrimenti, aliquote e detrazione questi variegati termini appasi intendono prorogate di anno re ormai una necessità imprein anno. Per rispettare questi scindibile. termini i Comuni dovranno apO RIPRODUZIONE RISERVATA Da quest'anno con la legge Pagina 7 Pagina 48 di 72 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 pressunE s'erld CAS Direttore Responsabile: Roberto Napoletano 07/01/2013 Periodicità: Quotidiano Tiratura: 331.753 Diffusione: 262.360 La cedolare conviene ma serve un riordino IL PRELIEVO SUGLI AFFITTI ri g empi duri per il mattone. Prima l'Imu, poi la Tares al posto di tassa/tariffa sui rifiuti e ora anche la ciliegina finale. Da quest'anno, la deduzione forfettaria sui canoni di affitto indicati in dichiarazione dei redditi scende dal 15 al 5%, come prevede la riforma sul mercato del lavoro. Un rincaro sicuro per tutti coloro i quali non hanno scelto (o non hanno potuto scegliere) la cedolare, vale a dire la "tassa piatta" sugli affitti. Intanto, per effetto del taglio alla deduzione forfettaria, la convenienza comparata della cedolare diventa ancora più evidente. Un elemento che potrebbe spingere molti proprietari a rivalutare la propria scelta di non optare per la tassa piatta. E qui viene il bello, perché chi lo volesse (e potesse fare) dovrà affrontare una vera e propria corsa a ostacoli. Secondo l'agenzia delle Entrate, infatti, l'opzione per applicare la cedolare è di fatto off-limits per chi ha già registrato un nuovo contratto di affitto (non si applica quindi la sanatoria degli effetti delle opzioni non comunicate, la cosiddetta remissione in bonis, si veda a pagina 2 della sezione Norme e tributi). Tutto incontestabile, forse. Ma non si può ignorare che il nuovo quadro della tassazione ordinaria delle locazioni abbia cambiato non poco le carte in tavola. E che, a questo punto, forse la fiscalità sugli affitti meriterebbe un ripensamento e un riordino generale. Pagina 10 Pagina 49 di 72 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 press unE la Repubblica 07/01/2013 Periodicità: Quotidiano Tiratura: 509.141 Direttore Responsabile: Ezio Mauro Diffusione: 396.446 Arriva la carica dei 95 indagati ecco i parlamentari uscenti che reclamano ancora un seggio Ilrecord è del Pdl con 56 esponenti sotto inchiesta LIANA MILELLA ROMA — Alla prova del voto la legge sulle liste pulite si rivela per quello che molti commentatori avevano paventato che potesse essere, un clamoroso flop. Nonostante ben tre ministeri di peso — Interno con Cancellieri, Giustizia con Severino, Funzione pubblica con Patroni Griffi — si siano impegnati per mesi, il risultato ora è sotto gli occhi di tutti. In vista della chiusura sui candidati, quella legge si rivela non sufficiente per garantire effettivamente "liste pulite ". Il divieto di candidarsiper i soli condannati in via definitiva con una pena minima di due anni per reati gravi non ferma la grande massa dei nomi più discussi, tutti coloro che hanno processi in corso per reati gravi, dall'associazione mafiosa o camorristica alla corruzione, al finanziamento illecito alla frode. Una carica di 95 parlamentari uscenti, tutti con condanne ancora non passate in giudicato o ancora indagati, irromperà nella gara per palazzo Madama e per Montecitorio. La parte del leone la farà ancora il Pdl che, con Silvio Berlusconi alla testa, guida la classifica dei politici italiani nei guai con la giustizia. Dopo il Cavaliere, che rischia nel 2013 una condanna definitiva a 4 anni per il caso Mediaset e una nuova sentenza negativa per la vicenda Ruby, ecco i personaggi più noti del suo entourage. In testa Denis Verdini che addirittura sta materialmente selezionando i candidati, nonostante abbia tre inchieste con cui fare i conti. Il Pdl po- trebbe rilanciare ex onorevoli ed ex senatori che hanno riempito le cronache giudiziarie, da Aldo Brancher a Salvatore Sciascia, da Alfonso Papa ad Altero Matteoli. Ma il vero caso delle prossime elezioni, visto dal coté dei palazzi di giustizia, rischia di essere quello del gruppo Grande Sud del ex deputato Pdl Gianfranco Micciché. La sua futura lista, collaterale a quella di B erlusconi, potrebbe raccogliere alcuni degli inquisiti e già condannatipiù chiacchierati e quindi più scomodi per l'ex premier. Il nome più noto in prima battuta è quello di Marcello Dell'Utri, l'ex manager di Publitalia, senatore uscente, che rischia una pesante condanna per concorso in associazione mafiosa. Grazie all'esclusione dalla legge sull'incandidabilità di chi ha patteggiato una pena, per lui non conta il verdetto definitivo a2 anni e 3 me- si per false fatture e frode fiscale che risale al '99. Ma sono i processi di Palermo i più imbarazzanti, soprattutto quello sul concorso in 416bis che lo ha visto subire una pena di 9 anni in primo grado poi ridotta a 7, fermata dalla Cassazione per un annullamento e il rinvio a un nuovo appello.Accanto aDell'Utripotrebbe correre Nicola Cosentino, salvato dall'arresto grazie al no della Camera nonostante un'accusa di concorso esterno in associazione camorristica. Altri due inquisiti noti come Clemente Mastella e l'ex Idv Americo Porfidia potrebbe trovare un posto con Miccichè. Esiste ovviamente un caso Lega, soprattutto dopo la nuova inchiesta esplosa per la gestione dei fondi al Senato, che vede coinvolti l' exministro Calderoli e il capogruppo Bricolo. Dibattito anche nell'Udc per il segretario Cesaper Aspettativa elettorale per sette magistrati oggi la decisione del Csm. C'è Grasso RO MA — Con le sette richieste di aspettativa che verranno esaminate oggi dal plenum del Csm, saranno nove i magistrati che correranno alle prossime elezioni. Già accolte le domande di Antonio Ingroia e Stefano Amore (candidato Pd I), oggi saranno esaminate le richieste già note di Pietro Grasso (col Pd nel listino Bersani), Stefano Dambruoso (area centrista), Doris Lo Moro (a caccia della riconferma col Pd), e dei debuttanti Paolo Andrea Taviano (che correrà alle regionali del Lazio per la Fiamma Tricolore), Domenico Ammirati, Michelangelo Russo e Daniela Canepa. via di una condanna p er corruzione annullata per incompatibilità del gip. Ma è nel Pd che, giusto domani nella direzione del partito, si porrà il problema di che fare non solo di chi, parlamentare uscente, conta una condanna, ma di chi ha vinto le primarie di fine dicembre e ha un nome che figura in qualche inchiesta. A p orre il problema è stato l'ex pm di Venezia Felice Casson, adesso il Pd è chiamato a confrontare la posizione dei singoli aspiranti con il suo codice etico. A far discutere le vicende giudiziarie degli ex parlamentari Giovanni Lolli, aquilano, imputato per favoreggiamento, Nicodemo Oliverio, di Crotone, imputato per bancarotta fraudolenta, Vladimiro Crisafulli, ennese, rinviato a giudizio per abuso d'ufficio. Tutti e tre hanno vinto le primarie. Ad essi si aggiungono altri vincitori i cui nomi sono però finiti nelle cronache giudiziarie. Si tratta di Bruna Brembilla, milanese, citata in un'indagine sulla `ndrangheta; Andrea Rigoni, di Massa, condannato a 8 mesi per abuso edilizio, ma prescritto; Ludovico Vico, di Taranto, intercettato nell'inchiesta sull'Ilva mentre progetta di attaccare l' expresidente di Legambiente Della Seta una vgolta arrivato in Parlamento; Antonio Papania, di Alcamo, che ha patteggiato una pena di due mesi per abuso di ufficio nel 2002. Nel Pd l'aria che si respira è questa: coinvolgimentinon significativi, condanne lievi. Rischia soprattutto Vico, l'unico che non havinto direttamente le primarie. C RIPRODUZIONE RISERVATA Pagina 50 di 72 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 la Repubblica press unE 07/01/2013 Periodicità: Quotidiano Tiratura: 509.141 Direttore Responsabile: Ezio Mauro Diffusione: 396.446 Quel salasso sulla casa che vale 24 miliardi L 'imposta costa 280 euro in media afamiglia. A Milano 430. Roma record: 640 LUISA GRION ROMA — L'ultima rata è stataversata più diventi giorni fa, ma l'Imu —in realtà mai uscita dalla mente degli italiani — è di nuovo potentemente tornata alla ribalta grazie alla campagna elettorale in corso. Da chi vi a visto una sciagura necessaria per rimettere in sesto i conti, a chi l'ha considerata una vera e propria patrimoniale «colpevole» di aver ulteriormente affossato l'economia, l'imposta Inni, i versamenti di giugno e la stima 2012 MOW: s;angatz • seczmde ;n1 municipale unica non ha mai smesso di far discutere il Paese ed è inevitabile che continui a farlo. La posta sul piatto è notevole. Le entrate garantite dall'Imu sono state stimate in 24 miliardi di euro , tre in più di quelli messi in preventivo dal governo con nel decreto Salva-Italia. La valanga di soldi versati ha pesato molto sui bilanci delle famiglie e ha segnato ampie diffe- IMU versata rata giugno (in milioni di euro) Proiezione gettito fine 2012 (in milioni di euro) 23,M2,794 IMU abitazione principale versamento in due rate (accordo + saldo) 15.116.184 1.512 3.009 IMU abitazione principale versamento in due rate (2 accordi + saldo) 876.854 91 267 15.989.695 1.603 3.277 15.904.183 7.948 15.883 184.613 16 52 Totale IMU abitazione principale IMU altri immobili granz:1 ceRdA Numero contribuenti rata giugno di cui: fabbricati rurali ad uso strumentale il numero totale dei contribuenti è inferiore alla somma dei contribuenti per le diverse tipologie di immobili, perchè lo stesso proprietario può possedere immobili di diverse tipologie renze fra piccoli centri e grandi città. L'imposta, per il 2012, è stata infatti calcolata su una rendita catastale rivalutata del 60 per cento e ai Comuni è stata data la po ssibilità divariare le aliquote. Lo 0,4 per cento indicato per la prima casa poteva essere diminuito o aumentato di uno 0,2; lo 0,76 per cento sulla seconda casa poteva essere alleggerito e appesantito dello 0,3 con la po ssibilità di applicare l'aliquota record dello 1,06 per cento. Gli italiani, secondo uno studio Uil, hanno sborsato in mediaperlaprima casa 278 euro e 745 per la seconda, ma nei grandi centri l'imposta— già notevole — è diventata una vera e propria stangata. A Roma, grazie agli aumenti dell'aliquota decisi dal Comune, il costo medio per la prima casa è lievitato a 639 euro; a Milano 428. A versare i 24 miliardi, secondo la C gia di Mestre, sono stati per 4,2 miliardi i proprietari di prima casa, per 10,81e seconde case e per oltre 9 gli imprenditori. Fonte: Tesoro MIVUA "MMEM" Mal sopportata dalla grande maggioranza degli italiani, cui era stato raccontato che si poteva fare a meno della "vecchia" Ici, la più pesante Imu ha navigato fin dall'inizio, in un mare di polemiche. Una su tutte quella che ha riguardato gli immobili della Chiesa: il governo Montiha infatti deciso di praticare l'esenzione sulle aree di culto e far pagare l'imposta solo su quelle «commerciali» suscitando mol- Pagina 6 "L'Imu può essere cambiata" Monti apre il fronte dello tasso lpfpuileggeraelmenelata,epossan , Quel salasso sulla casa che vale 24 miliardi Pagina 51 di 72 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 la Repubblica press unE Direttore Responsabile: Ezio Mauro 07/01/2013 Periodicità: Quotidiano Tiratura: 509.141 Diffusione: 396.446 elezioni, l'Imu è di nuovo un campo di battaglia. Monti dice che è frutto del precedente governo e che va ristrutturata assicurando più gettito ai Comuni. Tremonti, ministro dell'Economia del governo che l'ha ideata, assicura che «fu immaginata p er i12014, non c'era dentro laprima casa e non c'era la rivalutazione catastale». Certo non ci sarebbero stati nemmeno i 24 miliardi: ora il leader della Lista Lavoro e Libertà invita al ricorso alla Cor- La .'ibzellloRkS CI Tkenu;a3, che hwenC: Za Zussea EX MINISTRO Giulio Tremonti. L'introduzione dell'Imu risale al governo di cui era ministro ssW.:a essem cz:sV te perplessità sulle difficoltà di fissare un confine netto fra le une e le altre. Bruxelles, alla fine, ha benedetto la norma (mentre ha invece bocciato il precedente sistema di esenzioni Ici ma — caso unico nella storia della Ue — non ha chiesto all'Italia di recuperare gli aiuti illecitamente concessi per «assoluta impossibilità» a farlo). C.A,MN SAIUMA Ora, a poche settimane dalle te Costituzionale contro «l'imposta iniqua». Quanto alla parte spettante ai Comuni è già stabilito che da quest'anno gli introiti andranno tutti alle Giunte. Tutti meno quelli versata per opifici e immobili industriali. Si tratta di circa 2 miliardi, l'Anci li richiede. «I Comuni reclamano piena autonomia per provare ad uscire dalla situazione disastrosa in cui si trovano», spiega il segretario Angelo Rughetti. C RIPRODUZIONE RISERVATA Pagina 6 "L'Imu può essere cambiata" Monti apre il fronte dello tasso lpfpuileggeraelmenelata,epossan , Quel salasso `orda casa che vale24miliarch Pagina 52 di 72 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 press unE la Repubblica Direttore Responsabile: Ezio Mauro 07/01/2013 Periodicità: Quotidiano Tiratura: 509.141 Diffusione: 396.446 "L' Imu può essere cambiata" Monti apre il fronte delle tasse "Irpefpiù leggera e Iva congelata, è possibile " ALBERTO CUSTOD ERO ROMA — «L'Imu va data ai comuni. È possibile ridurre l'Irpef e congelare l'Iva, ma no a promesse non sostenibili». Mario Monti, il premier dimissionario che chiama «Barak» il presidente Usa, rilancia sul tema delle tasse. «Nel novembre del 2011 — spiega — la situazione era catastrofica. Ora i conti sono in ordine, una manovra potrebbe essere necessaria solo se ci saranno eventi imprevisti». Un ordine ottenuto grazie a «una battaglia di civiltà» contro l'evasione fiscale che ha «fatto recuperare 10 miliardi». «Sommati ai 60 miliardi risparmiati grazie al calo dello spread— spiega Monti— ecco spiegato come, al momento, anche l'Ue ci riconosca il pareggio di bilancio pubblico strutturale per 2013>. Dopo la twittata di sabato, domenica tocca a Sky Tg24 raccogliere le "confessioni" del leader della lista "Scelta Civica". «La Merkel si è lamentata della mia durezza», dice. «Non era abituata», chiosa, alludendo ai non felici rapporti fra la Cancelliera e il suo predecessore. S'innervosisce quando lo ascrivono ai poteri forti («Chiedete a Bill Gates se è vero», replica). E gli contestano la vicinanza ai salotti b ancari: «Il governo Berlusconi era contro la tassa sulle transazioni finanziarie — si difende — io ho cambiato posizione. E adesso si sta facendo la cosiddetta Tobin Tax». Quindi, si toglie un sassolino dalla scarpa destra («La legge anticorruzione non è stata voluta dal Pdl»), e uno dalla sinistra («Sul mercato del lavoro avremmo voluto fare di più ma c'era un freno del Pd»). Ma le sue dichiarazioni hanno scatenato reazioni politiche da entrambi gli schieramenti. «Monti nei p anni del propagandista non fa un buon servizio alla p olitica e al Paese — replica p er i democratici la senatriceAnna Fino cchiaro — conosce bene la lealtà del Pd nel so stenere il suo Esecutivo. E anche sulla riforma del lavoro il nostro sostegno, anche se noi avremmo fatto scelte diverse, non è venuto meno. Non abbiamo mai fatto ricatti». Anche il Pdl lo ha criticato: «Dopo esser stato promotore dell'Imu in questa versione — attacca il segretario Pdl Angelino Alfano — da buon vecchio politico parla ora di diminuzione delle tasse». Il deputato p d Francesco Boccia torna sull'invito di Monti di qualche giorno fa di «silenziare le ali Nel novembre del 2011 la situazione era catastrofica. Ora i conti sono in ordine, manovra necessaria solo se ci saranno eventi imprevisti No a promesse insostenibili Da calo spread e lotta alla evasione arrivati 70 miliardi La Merkel lamentò la mia durezza, non era abituata estreme». «Il taglio delle ali— replica Boccia— è un ragionamento da anni '70. Pensavamo di esserci lasciati alle spalle il tempo del Comunismo e delle ali estreme. C'è una coalizione di progressisti da un lato, dall' altro un'operazione chimica che ha come unico scopo quello di impedire che il Pd governi». «Su spread e Imu dice cose non vere — è l'affondo di Renato Brunetta —fa conti ridicoli e sbagliati. Vada arileggersi il suo Def. Matita blu». Toni aspri anche dalla Lega. «Monti ha approvato l'Imu e ora dice che vuole toglierla — twitta Roberto Maroni — scusi Professore, ma davvero lei pensa che i cittadini siano tutti fessi?». Il leader del Carroccio «esulta» poi per l'iniziativa anti-Imu dell'ex ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, che ha suggerito agli italiani di ricorrere alla Consulta contro la tassa sugli immobili che a suo giudizio è «incostituzionale». Anche i comuni italiani, infine, sono schierati contro il premier uscente. «Se il governo avesse seguito le indicazioni dell'Anci — commenta il segretario dell'Asso ciazione, Angelo Rughetti—l'Imu sarebbe tutta degli enti locali». RIPRODUZIONE RISERVATA Pagina 6 n -L'Imu può essere cambiata" Monti apre il fronte delle tasse k Quel salassosullac»sache,ale24 mili Pagina 53 di 72 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 pressunE la Repubblica 07/01/2013 Periodicità: Quotidiano Tiratura: 509.141 Direttore Responsabile: Ezio Mauro Diffusione: 396.446 Il Professore setaccia 2.200 nomi e dice no al Cencelli al Senato già in lista Profumo e Balduzzi In force il capitano De Falco. Competizione con l'Udc ANNALISA CUZZOCREA ROMA—NessunCencelli.Dipercentuali Mario Monti non vuole neanche sentire parlare. Così, le rivendicazioni di Udc e Fli per i posti nella lista unica del Senato, dove i centristi volevano il 40 per cento e la truppa di Fini i115, sono state rimandate al mittente. Il professore sta vagliando personalmente e uno a uno gli oltre 2.200 curricula sul suo tavolo. Sono quelli che hanno raccolto per lui tra la società civile i promotori di Verso la terza Repubblica: Olivero, Dellai, Montezemolo. Ma anche le storie di chi si autopropone, o di persone che egli stesso vorrebbe nella sua squadra. Si fa anche il nome del capitano Giorgio De Falco, diventato l'emble- 3onz•t": cznuNdWa SenaZ'z: e aRRa ez :kbRCm huw,U, A BORDO Il capitano Gregorio De Falco, famoso per il "salga a bordo, cazzo" detto al comandante Francesco Schettino la sera del disastro della Costa Concordia aORnanz: ma degli italiani responsabili quando intimò di tornare a bordo al capitano Gennaro Schettino, che aveva abbandonato la Concordia dopo averla affondata con una manovra azzardata davanti all'isola del Giglio. Le decisioni arriveranno tra stanotte e domani Dall'entoura- ge di Monti, sono tutti ben attenti a non lasciarsi sfuggire nulla: «Presenterà un team, una squadra», dice chi gli è vicino. «Non intende distillare nomi giorno per giorno». E però, alcune certezze già ci sono: Andrea Olivero sarà capolista alla Camera nella circoscrizione Piemonte 2. Lorenzo Dellai, fondatore della Margherita e d expresidente della pr ovincia di Trento (si è dimesso il 29 dicembre), guiderà ovviamente in Trentino. Da Italia Futura, sembrano blindati i nomi dell'economista Irene Tinagli, del manager Carlo Calenda, che lavora con Montezemolo dai tempi della Pagina 7 ll Professore setaccia 2.201Moini e dice no al Cexellial Senato ;,idiolistaRofunoeBaldtwi Nonpuò paragomucialPd1 sul fisco promesse elettorali" - Pagina 54 di 72 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 pressunE la Repubblica Direttore Responsabile: Ezio Mauro Ferrari, del braccio destro Andrea Romano Insieme al generale Vincenzo Camporini e alla rettrice dell'Università p er stranieri di Perugia Stefania Giannini. Ci sono poi Giorgio Santini della Cisl e il portavoce di Sant'Egidio Mario Marazziti (che correrebbe al posto del fondatore Andrea Riccardi) . Oltre agli ex ministri Francesco Profumo (pare respinto dal Pd) e Renato Balduzzi. E a Pietro Ichino: «Lo avremmo chiamato anche se non fosse già stato parlamentare - ha detto l'ex premier non lo premiamo per aver varcato un confine». Ma c'è un certo ritardo. La presentazione delle liste «non avverrà necessariamente martedì», ha detto Monti a Skytg24. I suoi precisano che nessuno aveva mai garantito nulla per domani, e che il tutto potrebbe slittare anche a giovedì. Anche se liste e firme dovranno essere presentate già il 21 gennaio in Corte d'appello, e quindi, una certa fretta è comprensibile. Il "tagliatore" Enrico Bondi invierà il suo "codice" ai Ex~ Aas,:ma R1 czet~ nra dìMale n,%-kaknR A com.p:, R:Rmuu,'m 07/01/2013 Periodicità: Quotidiano Tiratura: 509.141 Diffusione: 396.446 partiti entro questa sera. «I requisiti andranno aldilà delle attese», dicono nel quartier generale del professore. Fli e Udc sanno già cosa attendersi: «È chiaro che chi ha problemi con la giustizia o palesi conflitti di interesse con concessioni pubbliche non sarà della partita», dice il finiano Benedetto della Vedova, pronto per un seggio al Senato. Insieme a lui, trasmigrerà a Palazzo Madama anche Giulia Bongiorno, che per i montiani correrà anche come governatore nel Lazio. Restano a Montecitorio invece Flavia Perina, Fabio Granata, Italo Bocchino: «Da combattenti», dice quest'ultimo, che però avvisa sui tempi: «La lista del Senato - quellaunica - arriverà tra stanotte e domattina. Solo dopo potremo presentare le nostre a Montecitorio». L'Udc punta a un rinnovamento tutto suo, in competizione con Monti. Trai centristi hanno già rinunciato Renzo Lusetti e Francesco Bosi, con troppe candidature alle spalle. Non si chiederanno deroghe per Mario Tassone, che in Parlamento ci sta da 34 anni, e che pure ci sperava. In più, sotto il simbolo con il nome di Casini bene in vista correrà il ministro Mario Catania. Il leader sarà quasi certamente al Senato, Buttiglione è derogato alla Camera. Infine, gli ex pdl e pd. Monti non avevapre clusioni su chihalasciato Berlusconi per tempo, come Beppe Pisanu, Mario Mauro, Franco Frattini (che però ha fatto sapere di non essere interessato). Molto più incerto il destino di Pecorella, Bertolini, Stracquadanio, Sacconi, Mantovano. Del Pd, oltre Ichino e altri transfughi, c'è un insistente corteggiamento nei confronti di Marco Follini Che per ora, resiste. C RIPRODUZIONE RISERVATA Pagina 7 ll Professore setaccia 2.201Moini e dice no al Cexellial Senato ;,idiolistaRnfunoeBaldwzi Nonpuò paragomucialPd1 sul fisco promesse elettorali" - Pagina 55 di 72 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 press LinE la Repubblica Direttore Responsabile: Ezio Mauro 07/01/2013 Periodicità: Quotidiano Tiratura: 509.141 Diffusione: 396.446 Se il Prof e Berlusconi giocano a Tom e Jerry FRANCESCO MERLO VIZI di Silvio Berlusconi stanno diventando i piaceri di Mario Monti. I due si inseguono come Tom e Jerry e nessuno più capisce chi è Berlusconi e chi Monti, chi il gatto Tom e chi il topo Jerry. E Monti ruba la battuta a Berlusconi. / >>> SEGUE A PAGINA 9 Pagina 1 bblica Nuovanvoluzionenellescuole da120141bridi solo al le migli Pagina 56 di 72 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 11111111111113 press unE la Repubblica 07/01/2013 Periodicità: Quotidiano Tiratura: 509.141 Direttore Responsabile: Ezio Mauro >> (segue dalla prima pagina) FRANCESCO MERLO ERI a Sky, quando prometteva di abbassare le lasse, Mon ti era un Tom che inseguiva il suo Jerry sin nella tana della demagogia. Dunque Monti ieri, nell'ennesima tele intervista, faceva "la mossa", non da sciantosa ma da Berlusconi: «L'Imuvamo dificata e assegnata ai comuni, l'Iva va congelata, l'Irpef va abbassata di un punto». Berlusconi, inarrivabile, replicava con naturalezza gaglioffa che «l'Imu va abolita» e dalla sua millesimavetrinatelevisiva eletto rale sosteneva che in Italia «c'è il terrorismo fiscale» con un'uscita perfettamente calata nel ruolo del filibustiere. Ovviamente Monti, che non è un magliaro come l'altro, risulta sempre più impacciato e goffo in questo strano gioco di scambio e di travestimento. Berlusconi gli ha trasmesso la demagogia elettorale insieme all'ossessione catodica, al narcisismo, alla brama di p ossesso del salotto televisivo e, in un due se [limane, in Italia i malati di tv sono diventati due. Map er Berlusco - I a Cava.nem ha tYasm,:sm": emauogia e.'eMorz-Ce h%sReme alrossessìom: azzCoeica kuuxàsdsm. ni dire che capisce «chi evade le tasse» è una sp arata naturale, congeniale con il suo mondo sgargiante di ceffi alla Briatore, di tacchi a spillo e di mascara. Al contrario, quando Monti spiega che «bisogna calare le tasse», sia pure aggiungendo «con cautela», smotta, si esibisce in un cedimento di identità, scimmiotta l'uomo -disastro da cui aveva liberato il paese, imita l'untore che aveva appestato l'Italia. Non dico che sia come se si tingesse anche lui i capelli o calzasse il sovrattacco o indossasse la bandana. Ma il populismo sulle tasse non è solo un peccato di vanità. È un tradimento di Monti verso Monti. Diffusione: 396.446 La strana battaglia sull'Imu così Silvio-Tom e Mario-Jerry si inseguono nelle promesse E insieme stanno invadendo gli spazi televisivi Ed è vero che l'uso del Twitter non è in sé berlusconiano e anzi è post berlusconiano. Come infatti disse Sgarbi: «Berlusconi è analogico e non digitale». E voleva dire che è fermo alla tv e non capisce né la tecnolo gia della comunicazione "fai—da—te" (i video di Grillo) né appunto quella della connessione perenne (il twittcr). E però Monti per commentare, nientemeno, la riforma elettorale, è ricorso al dettaglio delle faccine, agli emoticon, che non è l'alfabeto dei nativi digitali ma la smorfia usata da Flavia Vento. Di nuovo Monti attenta alla propria identità, che è molto definita e molto blasonata: la sobrietà può esser spiritosa ma non vezzosa e neppure pittoresca. E si capisce che si è messo nelle mani dei creativi: «Non sapevo — ha detto — che fossero gli stessi che curano la campagna di Nichi Vendola». Il frizzante, emozionale e narrativo Nichi significa movimentismo, tendenza, voga. Deve essere anche per questo che i sondaggi, che pure premiano di qualche punto il doping televisivo di Berlusconi, il solito abuso che il Cavaliere fa delle tv che possiede e dellaRai che ancora controlla, non premiano invece il Monti degradato a Tom che insegue Jerry. Monti può forse conquistare il moderato italiano, ma non certo stordendolo alla Berlusconi. Semmai rassicurandolo alla Monti. E invece, come dicevamo, Monti tradisce Monti e dunque Tom insegue Jerry a Unomattina, nell'Arena, dall'Annunziata, nelle interviste a raffica dei tg e nei faccia a faccia di Sky. Sono "drogati" dall' audience e ne vo gliono sempre di •%; più, al punto che siamo rimasti tutti allibiti quando il saggio Sergio Zavoli, presidente della Vigilanza Rai, qualche giorno fa è sbottato: «Basta, é uno sgarro inaccettabile allapar condicio ». E non stavap arlando di Tom-Silvio ma appunto di Jerry-Monti che, già in overdose, è stato ieri tenuto lontano dagli studi di Massimo G fletti co n un' ordinanza aziendale, di cui lo stesso Monti ha lodato l'indipendenza da... Monti, un po' come faceva Berlusconi quando additava ad esempio l'autonomia del suo fido Masi: «Non riesco a vedere in che modo il presidente Tarantola e il direttore generale Gubitosi siano uomini miei: hanno mostrato anche in questo caso indipendenza» E Silvio ringhia: «Non è nemmeno il mio rivale, ma solo la ruota di scorta del Pd». E ieri lo ha degradato da «leaderino » a «semplice comparsa ». Monti adotta invece la cortesia dorotea, annunzia che dopo le elezioni dialogherà «anche con Berlusconi» e intanto distilla veleni strumentalmente equidistanti: «Pdl e Pd mi hanno sostenuto a fasi alterne» ha detto ieri in un esercizio di bugia elettorale. E l'altro giorno con in te stai cuffioni di "Radio anch'io" ha proposto addirittura di «silenziare Fassina e la Cgil». Sono infatti «la parte più conservatrice della sinistra che si oppone al cambiamento» ripete Monti che ha sostituito lo spettro del comunismo con quello del sindacalismo ma agita l'identico ossessivo spauracchio rosso di quel Berlusconi che infatti si arrabbia e lo attacca a Radio Radio: «Lui fa in tv esattamente le cose che faccio io, ma se le f Pagina 9 Labfranabattagkbunnw abiSlio-TomeMariACII) sinepononellepromesk Pagina 57 di 72 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012 - 2015 • pressunE la Repubblica 07/01/2013 Periodicità: Quotidiano Tiratura: 509.141 Direttore Responsabile: Ezio Mauro La televisione è un'ossessione italiana che contagia tutti e però Monti ci ha davvero stupito perché sembrava estraneo, immune a qualsiasi imbonimento e lontano da ogni tentazione populista. Anzi, era stato chiamato proprio perché era il contrario di questo modello: l'antidoto, il contravveleno. Sta invece diventando una specie di portatore sano del berlusconismo? «Nel Pd — ha detto — c'è Ichino che ha lasciato il partito per venire sulle mie posizioni e non è il solo, perché ci sono anche Morando, Tonini eVassallo ». E fa quasi tenerezza vedere che dopo il Te Deum con la Merkel e Hollande i suoi nuovi compagni diprocessio ne sono Morando, Tonini eVassallo. Anche Berlusconi del resto passò dal ranch di Bush al resort di Briatore. E dire che all'inizio Monti andava solo da Lilli Gruber, che è il massimo dello chic e della sobrietà, soprattutto in collegamento da qualche posto misterioso ma autorevole. Ora invece, dopo appena un anno, proprio come Berlusconi promette di abbassare le tasse. E se è salito in politica è però sceso in tv dove sottrae l'acqua a Berlusconi, ruba nella casa del ladro. Diffusione: 396.446 6 ùsszn-,k;no fi:noaZ‘e e della " ,?aon',-,a che z . eve tdrake, zmunkw kís,-anuZz- con Palmsz: z-dù Certo all'ossessione delle fidanzate e della «patonza che deve girare» Monti risponde con l'abuso elettorale del più pudico spread. Ma il rischio è l'ossimoro del pop sobrio, del doping tranquillo, dell'anfetamina moscia soprattutto se è vero che vuole candidare Gregorio De Falco, che fu l'alter ego di Schettino, il suo doppio, il suo degno compare nella notte della tragedia della Costa, quello che gridando «torni a bordo cazzo» portò il dettaglio della farsa in una tragedia vera. Perché Tom raggiunga Jerry manca solo che Berlusconi candidi Schettino. C RIPRODUZIONE RISERVATA Pagina 9 La Armatela& bunnu abi SI io-Tom e Mario-JCII) si nepono nelle promesk Pagina 58 di 72 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 • pressunE la Repubblica Direttore Responsabile: Ezio Mauro 07/01/2013 Periodicità: Quotidiano Tiratura: 509.141 Diffusione: 396.446 Berlusconi-Maroni, vertice per l' accordo Alfano: "Silvio è il nostro candidato " Salvini: "Allora salta tutto " ANDREA MONTANARI MILANO — Questione di ore. Per fare l'accordo tra Pdl e Lega e confermare l'alleanza sia in Lombardia che alle elezionipolitiche o per rompere definitivamente. Con entrambe le opzioni ancora aperte. Dopo la cena ieri sera tra Silvio Berlusconi e Roberto Maroni. Al tavolo solo loro due, per evitare fughe di notizie. Resta ancora aperto il nodo della candidatura a premier del Cavaliere. «È il nostro candidato - ha ribadito il segretario del Pdl Angelino Alfano - Ma non credo che siaunproblemainsormontabile». Replica a muso duro il leghista Matteo Salvini: «Non so Alfano da dove prenda tutto questo ottimismo. Con Berlusconi in campo non c'è possibilità di alcun accordo». Una doccia fredda per il segretario pdl che aveva appena definito «inevitabile» una collaborazione tra i due partiti per tentare la rimonta come ne12006. Un faccia a faccia decisivo quello tra Berlusconi e Maroni. Prima dell'ufficio di presidenza del Pdl che oggi nel tardo pomeriggio definirà le regole per le candidature. E del Consiglio federale della Lega che domani tirerà le somme su tutta la partita Zeri sera la cena CR,5ze leazZ'er z oggi la ->mesiders. e ZZ'Onlkaltrd Za rianlonz-:! ZegKisZ•z-z, delle alleanze. Nulla viene dato ancora per scontato. Né in un senso, né nell'altro. Prima della cena con il Cavaliere ieri per tutto il giorno il leader della Lega Maroni aveva sfoderato il suo ottimismo su twitter: «Giro tra la gente e sento entusiasmo per la mia candidatura alla presidenza della Lombardia. Un sogno? Io ci credo». Un ottimismo condiviso anche dal governatore del Piemonte Roberto Cota: «Quando Maroni governerà la Lombardia faremo la macroregione del Nord». Anche Berlusconi ieri ha continuato a strizzare l'occhio alla pancia leghista. Per compiacere i dirigenti del Carroccio ha attaccato ancora il premier Mario Monti e promesso che come primo atto se vincerà le elezioni «abolirà l'Imu». Non prima di ripetere che la lista del Professore è «immorale» perché messa in campo per portare voti alla sinistra «sotto mentite spoglie» Mentre, secondo il Cavaliere, per Monti si aprirebbe solo la prospettiva di «un ruolo da comparsa nello scenario politico». Per il resto anche Berlusconi vede rosa: «Dopo 13 mesi di silenzio sono tornato e in appena 15 giorni ho recuperato nei sondaggi 10 punti» dice al Tg5 ostentando la convinzione di potersi riprendere «quel 40% che ci ha votato nel 2008». E tuttavia qualche timore deve restare se Silvio sente il bisogno di rinnovare l'appello al"voto utile", usato anche nella campagna elettorale del 2008. «Gli italiani devono fare una scelta di campo netta. O la sinistra di B ersani, o il centrodestra rappresentato da me. Tutto il re sto, apartire da Monti, è inutile nell'attuale quadro politico». La sensazione comunque è che il Pdl prima di cedere alle richieste della Lega sul passo indietro di Berlusconi da candidato premier, voglia essere certo che il Carroccio accetti il pacchetto completo. La candidatura di Maroni in Lombardia in cambio dell'alleanza anche alle elezioni politiche. Stessa diffidenza tra i leghisti che temono un voltafaccia in extremis di Berlusconi e per questo spingerebbero per arrivare all'accordo solo all'ultimo minuto. In ogni ca- so, il Cavaliere resterebbe come leader della coalizione, ruolo previsto dalla legge elettorale e che il Carroccio è disposto a concedergli. Chi sianellaLega che nel Pdl ha partecipato in questi giorni al tavolo tecnico sulla proposta leghista di trattenere il 75 per cento del gettito delle tasse nelle regioni assicura che tutti gli ostacoli sarebbero stati superati. Con un meccanismo che consentirebbe di ap plicare la misura più rapidamente in Lombardia e in modo più diluito nelle altre regioni. Per altro solo in quelle che rispetteranno il criterio dei costi standard nella spesa. C RIPRODUZIONE RISERVATA Pagina 10 Berlusconi-Maroni,verticepediecordo ,anti Pagina 59 di 72 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 si di,dono Facebook -No,l'intsa ade.' pressunE la Repubblica 07/01/2013 Periodicità: Quotidiano Tiratura: 509.141 Direttore Responsabile: Ezio Mauro Diffusione: 396.446 Bersani, impasse in Sicilia e Friuli al Senato patto con gli Arancioni SullelisteilP,siminacciarlisfilursi. Recuperata la Concia GIOVANNA CASADIO ROMA — Con ottimi sondaggi sul tavolo, il Pd studia l' offensiva per il Senato. È il tallone d'Achille che Bersani non può sottovalutare, e su cui in queste ore si sta discutendo, in un intreccio tra scelta di candidati forti (Piero Grasso; Maria Chiara Carrozza; Guglielmo Epifani), accordi, e "casi" irrisolti. Come la trattativa con i socialisti di Riccardo Nencini. Il segretario del Psi è arrivato a Roma sabato, per chiedere il rispetto degli accordi su numero e "peso" dei candidati nelle liste. Partita ancora aperta. Tanto che Nencini dichiara di essere pronto a non candidarsi personalmente, e di preparare delle liste del P si autonome perii Senato in Lazio, Campania e Basilicata. Sarebbe un danno per il Enoc tintaaAezRes-x:i e Coceanu Laneao SeoRa a Pd, dove dove qualcuno immagina persino "accordi tecnici" di non belligeranza con il Movimento Arancione di Ingroia-De Magistris per evitare competizioni a sinistra, ad e sempio in Sicilia e in Veneto. Ottenere la maggioranza al Senato per Bersani è dare scacco a Monti e alle mire centriste sulla premiership. Il puzzle delle liste democratiche si compone con difficoltà, a 48 ore dal via libero definitivo in Direzione domani. Il Friuli e la Sicilia sono ancora in pieno caos. Debora Serracchiani, segretaria democratica friulana, ingaggia un braccio di ferro e interrompe le trattative: «Quattro paracadutati da Roma sono troppi». Ci si aggiorna a oggi. In Piemonte, MariellaEnoc ringrazia ma rinuncia. All'expresidente di Confindustria piemontese, manager della sanità, cattolica, era stato offerto il primo posto in lista davanti a Cesare Damiano o nella circoscrizione 2. Un modo per equilibrare il "gauchista" Damiano. Niente da fare. Ignazio Marino sarà capolista piemontese al Senato, nonostante lui preferisse il Lazio. Incassa però la candidatura in un posto sicuro di Paola Concia, deputata uscente della corrente mariniana, leader lesbo -gay. In tarda serata si riaprono le speranze per Stefano Ceccanti e per ilrenziano Roberto Reggi. In To s cana potrebbero essere due donne capolista: al Senato (Maria Chiara Carrozza) e alla Camera (Michela Marzano, seguita da Andrea Manciulli). La Sicilia è in alto mare; oggi il segretario Giuseppe Lupo dovrebbe tornare a Roma, i siciliani non vogliono più di sei nomi nazionali. B eppe Fioroni, dato per possibile capolista in Sicilia orientale (oltre che secondo in Lazio 2), stamaniribadirànell'incontro con Migliavacca che è ben contento co sì. Matteo Renzi ha fatto avere al tavolo delle candidature la sua lista dei 17, sicuri sarebbero Simona Bonafè (in Lombardia); Francesco Bonifazi, Ivan Scalfarotto, Luca Lotti, Laura Cantini, Nadia Ginetti, Maria Elena Boschi, Paolo Gentiloni, Lino Paganelli, Ermete Realacci, Cristina Alicata, Alessandra Tresalli (consigliere di Carbonia), Michele Ansaldi (ex portavoce di Rutelli). Si è fatto anche il nome del giornalista Beppe Severgnini. Inoltre. Appello del regista Scola e di Sergio Zavoli perrecup erare Vincenzo Vita, esperto di media. Enzo Bianco, l'ex ministro dell'Interno che non si candida ma potrebbe essere in corsa per fare il sindaco di Catania, replica ai montiani del Pd e alle tentazioni di saltare il fosso: «Il profilo democratico-liberale nel Pd dovrà essere di indubbia rilevanza». Ma la lealtà a Bersani pure. Pagina 11 Bersani,Ampame m Sieiliaeniu Senatopatto con gli M-1110M C RIPRODUZIONE RISERVATA 'alti: i Pagina 60 di 72 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 ama r In , ma la Repubblica press LinE 07/01/2013 Periodicità: Quotidiano Tiratura: 509.141 Direttore Responsabile: Ezio Mauro Diffusione: 396.446 Pd, i probabili capilista Camera P:EN1ONTE Senato Camera Senato TRENT:NO 1 Cesare Damiano 2 Luigi Gobba Ignazio Gian Claudio Marino Bressa VENETO 1 Davide Zoggia 2 Pier Paolo Baretta LOMARD:A\ 1 Pierluigi Bersani Massimo Mucchetti n.2 Carlo Dell'Aringa Giorgio Tonini Laura Puppato ROMANA 2 Maurizio Martina Dario Josefa Franceschini Idem n.2 Claudio Broglia 1:GUR:A Andrea Orlando MARCh. Enrico Letta Donatella Albano ARRNUO TOSCANA Michela Marzano Giovanni Maria Chiara Carrozza Legnini n.2 Franco Marini n.2 Andrea Manciulli umaRA Marina Sereni Stefania Pezzopane Franco Cassano Ermete Realacci Anna Finoocniaro SAMUC.ATA Pierluigi Bersani Roberto Speranza Piero Grasso 2 Donatella Ferranti Beppe Fioroni Rosy Bindi n.2 AMPAN:A i Enrico Letta 2 Rosaria Capacchione Guglielmo Epifan i Camera A":3ERNA Silvio Lai 1 Pierluigi Bersani 2 Pierluigi Bersani Marco Minniti Ignazio Marino (o Francantonio Genovese) Pagina 11 BersaniAmpasse m SiediacFnu alSenatopaltocTghkrancioni ;1:" Pagina 61 di 72 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 . press LinE la Repubblica 07/01/2013 Periodicità: Quotidiano Tiratura: 509.141 Direttore Responsabile: Ezio Mauro Diffusione: 396.446 L'annuncio del consigliere comunale di Bologna espulso. Anche Ilaria Cucchi sarà candidata con Rivoluzione civile Salsi: i grillini scontenti voteranno per Ingroia ELEONORA CAPELLI BOLOGNA — I "ribelli" dei Cinque Stelle virano sempre più vers o l'arancione, la lista di Antonio Ingroia si prepara a raccogliere i consensi dei grillini che non hanno apprezzato le espulsioni e gli anatemi del loro leader. «È plausibile che i delusi da Beppe Grillo convoglino l'interesse sulla lista di Ingroia - dice Federica Salsi, espulsa dopo la partecipazione alla trasmissione televisiva Ballarò - le tematiche sono affini e le ultime "sparate" a molti non sono piaciute. Poi ognuno si meriterà i voti che riesce a conquistare». Salsi, consigliere comunale di Bologna, non correrà per- sonalmente («Non mi candido da nessuna parte, a differenza di Grillo per me la parola data ha un valore»), però non si sente di criticare l'amico Giovanni Favia se deciderà di cedere alle sirene di "Rivoluzione Civile". Trai compagni dipartito l'approdo "arancione" del consigliere regionale che ha racco lto 161 milavoti in Emilia non sembra affatto forzato. «Di fatto Giovanni è libero, in regione c'è un gruppo di persone scontente dell'o perato di Grillo e Casaleggio - dice Salsi - si potrebbero riconoscere in una scelta di questo genere». La trattativa tra l'ex grillino "marchiato" dal fuori onda in cui lamentava la scarsa democrazia interna al movimento, e il magistrato per oranonviene «né confermata né smentita» dagli interessati. Oggi Antonio Di Pietro (che ieri si è limitato a commentare «non ne so nulla») sarà a Bologna ma il suo braccio destro, Silvana Mura, chiede al ribelle di rompere gli indugi. «Favia sarebbe un grande valore aggiunto per un progetto politico serio - dice Mura - la sua candidaturaun contributo per l'intero Paese». La "concorrenza" a Grillo della lista di Ingroia del resto non si limita ai nomi in lista, ma si gioca anche sui temi: in Piemonte ad esempio verrà candidato un esponente del Movimento No Tav. Il cartello elettorale messo in piedi dai sindaci di Napoli e Palermo, Leoluca Or- I PERSONAGGI Federica Salsi venne espulsa da Beppe Grillo per la sua apparizione televisiva a "Ballarò". A destra l'ex pm Antonio Ingroia lando e Luigi De Magistris, intanto continua a racco gliere esponenti della società civile. Nelle ultime ore è maturata la candidatura di Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, mentre il giornalista Sandro Ruotolo è stato contattato ma non ha ancora aderito. A Genova sarà candidato Vittorio Agnoletto, ex leader del movimento No Global, mentre in Sicilia co neràFranco La Torre, figlio del leader comunista assassinato dalla mafia Pio La Torre. In lista anche Giovanna Marmo, dirigente della Fiom che ha seguito la vicenda di Termini Imerese. In To s cana certa la candidatura dell' astrofisicaMargheritaHack. C RIPRODUZIONE RISERVATA Pagina 11 Bersanumpassem Sicilia cFriulì Senatopatto con gh Iranciom Pagina 62 di 72 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012 - 2015 la Repubblica pressunE 07/01/2013 Periodicità: Quotidiano Tiratura: 509.141 Direttore Responsabile: Ezio Mauro 20I/lì Spese di pulizia Diffusione: 396.446 ìn eun, Stipendi Stipendi Retribuzione supplenze brevi personale di ruolo accessoria • 2.508.366.958 359.804.607 4.0,696,235,640 »htkstk quht.l&mmtÚ kttA t 2W9 Piemonte Lombardia Veneto Calabria Sicilia Sardegna htt mme' Lettura Matematica Scienze 102 107 104 102 107 105 102 108 106 92 92 93 97 98 94 91 92 97 Rivoluzione nelle scuole addio fondi a pioggia più soldi alle migliori • Qx., "••• Conterà "il risultato ". E i sindacati si ribellano Pagina 21 -" RivoTrzione nelle scuole addio fondi a plogs_a pni di allennglion Pagina 63 di 72 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 la Repubblica press LinE Direttore Responsabile: Ezio Mauro 07/01/2013 Periodicità: Quotidiano Tiratura: 509.141 Diffusione: 396.446 SALVO INTRAVAIA ROMA — La scuola si prepara all'ennesima rivoluzione: più soldi agli istitutimigliori. La novitàp er il cosiddetto fondo di Funzionamento delle oltre 9mila istituzioni scolastiche italiane dovrebbe scattare dal 2014. Una idea che richiama alla mente lo stesso sistema, lanciato dall'ex ministero dell'Istruzione Mariastella Gelmini, che oggi assegna più risorse alle università italiane più meritevoli. Peccato che in Italia non esista un meccanismo in grado di valutare scientificamente le performance dei singoli istituti. Un fatto che porta i sindacati a bollare questa norma – introdotta nella legge di Stabilitàvarata lo scorso 24 dicembre, comma 149 dell'articolo 1 – come una cosa "irrealizzabile". Il provvedimento è chiaro: "A de- Dati 2010, Italiano primaria III media II superiore lem-e d Sta,,:eì; Kas,nRn;ano dubbìsuRnutotl.: ZygRluta.',1oRRe correre da12014 i risultati conseguiti dalle singole istituzioni sono presi in considerazione ai fini della distribuzione delle risorse per il funzionamento". Un ragionamento che non fa una piega. Ma che per Massimo Di Menna, a capo della Uil scuola, «si tratta di una norma scritta in modo approssimativo».«La cosa migliore– spiega – è che il prossimo governo non tenga conto di questa norma scritta con sup erficialità». La posta in gioco è alta, basta citare i dati di due anni fa quando le scuole ricevettero dal ministero – e dagli enti locali – quasi 2 miliardi e mezzo di euro per le cosiddette spese di Funzionamento didattico e amministrativo. Con queste risorse la scuola riesce a coprire a malapena le spese l'acquisto della cancelleria e del materiale di pulizia, le spese postali e telefoniche e quelle per l'acquisto di libri e riviste scientifiche, dei materiali e la manutenzione degli strumenti da utilizzare nei laboratori. Manon solo: le spese di funzionamento servono a fare camminare la macchina scolastica. «Non riusciamo a comprendere – confessa Domenico Pantale o, lea- m-~ Sewu3ng 2011-2012, scuola superiore Le peggiori V. d'Aosta 18.5 Sardegna 16,9 La migliore Umbria 8,6 .. media Italia 11,8 Escang dR 2011-2012 Le migliori Campania Calabria :3re Sardegna La 86,5 media Italia 93,4 Pagina 21 addlefilrichapogú misAlliallenglim Pagina 64 di 72 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 la Repubblica press LinE 07/01/2013 Periodicità: Quotidiano Tiratura: 509.141 Direttore Responsabile: Ezio Mauro A 15 anni firma articolo su Nature per i francesi è il nuovo Einstein PER i media francesi, potrebbe essere il nuovo Einstein. Neil Ibata, un quindicennefranceseche frequenta il Liceo Internazionale di Strasburgo e fa uno stage nell'osservatorio dove lavora il papà, ha firmato un articolo pubblicato da "Nature" sul le galassie nane attorno ad Andromeda, giudicato di grande interesse dagli scienziati. der della Flc Cgil- la logica di questa norma e cosa si intenda per "risultati"». «In Italia- continua - non c'è un sistema di valutazione collaudato. E poi, che senso ha legare le risorse per il funzionamento ad ipotetici risul- Neil I bata, il Menne francese tati ancora tutti da verificare?». Gli unici dati al momento disponibili per valutare le performance delle scuole sono i risultati dei test Invalsi in Italiano e Matematica sugli alunni della scuola elementare, media e superiore e i dati sui promossi e boc- Diffusione: 396.446 ciati. Ma è fin troppo evidente che le prove standardizzate risentono delle condizioni socio-economico-culturali del contesto: non è la stessa cosa fare scuola a Scampia o al centro di Milano. Per valutare le scuole meritevoli si potrebbe anche ricorrere ai dati sulla dispersione scolastica, appoggiarsi ai risultati dei test internazionali o mettere in piedi un complesso sistema divalutazione adhoc. «Un sistema di valutazione serve senz'altro - osserva Di Menna - ma sarebbe serio costruirlo in 4 anni e spendendo quanto si spende in Francia». «E ammesso che si possanoverificare gli apprendimenti, qual è la ratio che porta a tagliare le risorse alle scuole con risultati peggiori? Semmai, occorrerebbe assegnare a queste scuole più risorse». C RIPRODUZIONE RISERVATA Il sì condizionato di Giorgio Rembado, presidente dell'Associazione presidi "Giusto premiare solo chi s'impegna ma non sia una scusa per nuovi tagli" ROMA—Giorgio Rembado è ilpresidente dell'Associazione nazionale presidi e non sa nulla della no vita prevista nella legge di Stabilità (da poco in Gazzetta ufficiale) che equiparale scuole —da12014— alle università: p er rip artire le risorse per il funzionamento dei singoli istituti il ministero dell'Istruzione terrà conto dei risultati. Cosa siano questi risultati, si scoprirà con il prossimo governo, che dovrà definire e attuare la complessa legge di Stabilità. «Nessuno al momento sa che cosa significhi risultati», dice Rembado. È l'ultimo colpo del ministro Profumo in questi tredici mesi rutilanti. Cosa ne pensa? «Innanzitutto devo fare uno scongiuro». Scongiuri. «Non vorrei che questo articolo di legge fosse il solito strumento per depauperare il sistema di istruzione che giàè allo stremo, non reggerebbe più ritocchi al ribasso. Non vorrei che al momento del- PRESIDENTE Giorgio Rembado, Associazione presidi l'applicazione scoprissimo che il disegno sui risultati semplicemente corrisponde a un taglio». E questa è la prima cosa. «La seconda questione è che, al netto della valutazione delle modalità di applicazione, dare risorse maggiori alle scuole che corrispondono impegni superiori è analogica di giustizia. Dobbiamo uscire dai finanziamenti a pioggia, dalle misure uguali p ertutti. Ilno stro datore di lavoro, lo Stato, deve defini- I test Invalsi non bastano, sarà necessario tener conto anche del numero dei promossi, della media dei voti, dei miglioramenti avvenuti re obiettivi diversi e specifici e dare finanziamenti adeguati. Fosse così, l'articolo sarebbe virtuoso». Su che cosa dovrebbe basarsi la definizione di risultato per una scuola? I test Invalsi? «Non bastano. Sarà necessario tener conto del numero dei promossi, della media dei voti e trovare una classifica che misuri i progressi: bisogna conoscere il punto di partenza di una scuolap er quantificare gli scarti in avanti». Ha apprezzato un ministro, Francesco Profumo, che annunciando di voler solo oliare il sistema in verità ha presentato una rivoluzione scolastica ogni due settimane? «Apprezzo i tentativi di innovazione, alcune riforme tentate da Profumo potrebbero essere riprese e portate avanti. Sull'innovazione tecnologica ha dato una spinta superiore ai precedenti ministri. Su altre cose, come le 24 ore per gli insegnanti senza aumento di stipendio, ha fatto errori facilmente evitabili. Diciamo che il ministro tecnico non ha raggiunto risultati definitivi, ma il suo percorso non dovrebbe essere interrotto». (c. z.) C RIPRODUZIONE RISERVATA Pagina 21 Rivoluzionendlescuole addlelbridiamta pniAdiallennglion Pagina 65 di 72 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 LA STAMPA press LinE Direttore Responsabile: Mario Calabresi 07/01/2013 Periodicità: Quotidiano Tiratura: 350.297 Diffusione: 253.971 Monti: modificare l'Imu si può Berlusconi lo sfida: "Inutile votarlo". Il Pd attacca il primo ministro:propaganda che non fa bene al Paese RAFFAELLO MASCI ROMA Moderati d'Italia, non votate Monti: è inutile, dice Silvio Berlusconi dai microfoni del Tg5. Moderati d'Italia votate me e - vedrete - riusciremo ad abbassare le tasse, dice Mario Monti dagli schermi di SkyTg24. I due leader che si sono avvicendati al governo negli ultimi anni, dopo il match di due giorni fa per vie digitali, ieri sono tornati a scontarsi in Tv: Berlusconi sulla testata ammiraglia della sua flotta tele visiva, Monti sulla più rampante tv privata. Ma mentre Monti glissa e sfuma i toni, Berlusconi va giù duro, ribadendo il concetto anche su Teleradiostereo e sul Giornale dell'Umbria in una intervista. E dunque cominciamo da qui: «Monti - ha detto Berlusconi - si è messo insieme a compagni di viaggio a dir poco inaffidabili e la sua lista è stata messa in campo per portare voti alla sinistra sotto mentite spoglie. Una cosa immorale - osserva - contro la quale è mio dovere battermi». E comunque il Prof, «è una comparsa destinata a lasciare presto la politica italiana». Da qui l'invito - diffuso sul Tg5 - a non votare i "piccoli": «Solo concentrando il voto dei moderati in un solo partito questo potrà avere la maggioranza assoluta in Parlamento e potrà, come primo intervento, cambiare la Costituzione e la parte che riguarda i poteri di decisione del L'imposta è frutto del precedente governo Il gettito va destinato maggiormente ai Comuni Le tasse sono certamente da ridurre, ma non con promesse insostenibili Mario Monti presidente del Consiglio presidente del Consiglio, del governo e del Parlamento». Quanto al suo destino è tutta una marcia trionfale: ««Non mi sento affatto sconfitto. Siamo tutti noi ottimisti perché dopo 13 mesi di distanza e silenzio, in cui non ho dato nemmeno un'intervista ai giornali italiani né fatto una comparsa in televisione, sono ritornato a comunicare e i sondaggi ci confermano che in poco più di 15 giorni siamo saliti di 10 punti e quindi contiamo di recuperare quel 40 per cento di elettori che ci avevano votato nel 2008». Mario Monti, com'è nello stile dell'uomo, è stato molto più so- Pagina 4 Monti: modificare l'Imu si può ll - presidente ELsa' e il nmrito, lo lidmina e gr2sLisee i conti Pagina 66 di 72 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 pressunE 07/01/2013 LA STAMPA Periodicità: Quotidiano Tiratura: 350.297 Direttore Responsabile: Mario Calabresi Diffusione: 253.971 Una cosa immorale Monti si è messo in campo con compagni inaffidabili per portare voti alle sinistre Il Professore è una comparsa destinata a lasciare presto la politica italiana Silvio Berlusconi Leader del Pdl Il premier Mario Monti brio e mai ha nominato il suo predecessore nell'intervento a SkyTg24, ma la distanza abissale nei toni e nel merito è stata Il leader Pdl: «È bastato che riapparissi e abbiamo ripreso 10 punti, arriveremo al 40» evidente da subito. Ha iniziato raccontando come sia maturata la decisione di fare politica attiva: «Quando ho preso la decisione di "salire" in politica? La stavo covando già da un po' e la sfi- Silvio Berlusconi, leader del Pdl ducia del Pdl mi ha solo rafforzato nel mio convincimento». E dopo la riflessione c'è stata la scelta, previamente comunicata «ai miei due presidenti: quello della Repubblica e quello di casa», cioè sua moglie. E quando ha deciso per un'alleanza al centro? «All'inizio non c'era alcun patto - ha detto - Poi Casini e Fini prima di altri hanno capito che i problemi non si risolvevano senza la grande coalizione, sono stati i più tenaci sostenitori della maggioranza». Quanto alle cose da fare «Bisogna rivedere l'intera struttu- ra fiscale - spiega - Bisogna fare molta attenzione però alle promesse fiscali: le tasse sono certamente da ridurre, ma non con promesse insostenibili. Se abbiamo una situazione compromessa è a causa di quanto fatto negli anni precedenti». Nel mirino del Professore c'è soprattutto l'Imu, «frutto del precedente governo, che deve essere modificata per destinare il gettito maggiormente ai Comuni». E nella lista dei provvedimenti da migliorare ci sono sicuramente anche la legge anti-corruzione e quella sul mercato del lavoro, rimaste incomplete per colpa del- la mancata intesa con Pdl e Pd. Inoltre, rimarca ancora Monti, se la riduzione della spesa pubblica andrà come previsto, c'è la «possibilità» di ridurre l'Irpef e congelare l'Iva a luglio. Gettando lo sguardo al passato, Monti ammette che nei suoi 13 mesi di governo il sostegno di Pd e Pdl è stato «a correnti alternate». Parole che non sono sfuggite a Anna Finocchiaro del Pd: «Monti nei panni del propagandista non fa un buon servizio alla politica e al Paese», ma soprattutto «conosce bene la lealtà del Pd nel sostenere il suo esecutivo». Pagina 4 Monti: modificare l'Imu si può ll - presidente ELsa' e il nmrito, lo lidmina e gr2sLisee i conti Pagina 67 di 72 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 press unE 07/01/2013 LA STAMPA Periodicità: Quotidiano Tiratura: 350.297 Direttore Responsabile: Mario Calabresi \ 3 .,<„, \ 3 N \ -1 Diffusione: 253.971 N, \ \‘`,, N NN,, k `,■, N Ns»., NN." Dal premier no alle quote Riccardi non si candiderà. L'Ude proporrà i nomi meno indigesti per il Senato. Compreso Casini UGO MAGRI ROMA Il criterio delle quote, un tot per cento a me e un tot a te, con Monti non fa breccia. Sulla lista che in Senato recherà il suo nome, il Prof rifiuta a priori qualunque lottizzazione dei candidati basata sull'appartenenza alle rispettive famiglie politiche. In altre parole, non pensa affatto di mettere in lista personaggi poco convincenti, soltanto perché indossano la casacca di Fli o dell'Udc, i due partiti alleati. Chi è al corrente delle sue riflessioni domenicali, le sintetizza in questo modo: «Se per assurdo Fini e Casini gli proponessero 80 nomi supervalidi da candidare in Senato, il presidente Monti magari li metterebbe in lista tutti e 80 senza problemi. Se viceversa non ce ne trovasse uno solo adeguato alla sfida, in quel caso se ne infischierebbe del bilancino e li boccerebbe in massa...». Sono concetti ben presenti al Gatto e alla Volpe (così, sulla sponda montiana, vengono affettuosamente ribattezzati Fini e Casini), specie dopo il vertice con Monti sabato sera. Né da allora risultano significativi passi avanti, anche perché ieri mattina il premier è andato a San Pietro per l'ordinazione dei nuovi vescovi, con un codazzo da fare invi- dia agli stessi porporati: da Buttiglione a Cesa, dal ministro Riccardi (che peraltro non si candiderà) all'altro ministro Ornaghi, tutti quanti in prima fila. E nel pomeriggio il premier, dopo l'intervista su Sky, si è rifugiato a Milano. L'unica novità è una certa presa d'atto collettiva che Monti è piuttosto determinato a far valere il merito come criterio della sua scelta. Proprio su Sky ha ribadito che socchiuderà l'uscio ai politici, purché «ben filtrati quanto a rigore di comportamento», dunque ha poco senso insistere per fargli adottare un metro lassista. Semmai, l'astuzia che gli ex-dc stanno escogitan- do per aggirare certe possibili impuntature del Prof, consiste nel sottoporgli i loro nomi più appetibili per il listone del Senato, quello dove gli alleati correranno tutti insieme trainati da Monti; e di concentrare viceversa le candidature meno pregiate nella lista Udc alla Camera, sulla quale non comparirà il nome del premier ma campeggerà quello di Casini. Tradotto in concreto, lo stesso Pier Ferdinando, che pure darà il suo nome alla lista per la Camera, intende candidarsi al Senato, futuro crocevia di tutti gli equilibri politici: impossibile per Monti negargli un posto nel «listone». Top secret i nomi di quanti del- Pagina 5 Dal prm Rionolil Pagina 68 di 72 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 110 alle quoto candiderà press unE LA STAMPA Direttore Responsabile: Mario Calabresi Riccardi Santiní \\ Andrea Riccardi, ministro del governo Monti e tra i promotori della lista elettorale ispirata al premier, non si candiderà Giorgio Santini, segretario aggiunto della Cisl, potrebbe essere candidato alla Camera in Veneto 1 l'Udc lo seguiranno a Palazzo Madama, ma saranno appunto «i meglio fichi del bigoncio» (avrebbe detto Cossiga), in modo che l'esaminatore abbia poco da obiettare... Poi, si capisce, una certa proporzione tra partiti e movimenti andrà pur rispettata, Monti non è così na'if da ignorarlo. Oggi la stretta finale, curriculum degli aspiranti parlamentari alla mano, perché domani sera al massimo tutte le liste dovranno già essere pronte, in modo da raccoglierci su le firme, come prescrive la legge. 07/01/2013 Periodicità: Quotidiano Tiratura: 350.297 Diffusione: 253.971 Pagina 5 Dal prm Rionolil Pagina 69 di 72 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012 2015 - 110 alle quoto candiderà pressunE LA STAMPA Direttore Responsabile: Mario Calabresi 07/01/2013 Periodicità: Quotidiano Tiratura: 350.297 Diffusione: 253.971 1lPdl a un passo da Ibrzi 1140 per cento alle donne Santanchè capolista in Piemonte. Ricanclidato solo il 10% dei parlamentari Lustrare l'immagine internazionale del Cavaliere. Rassicurare i potenti alleati d'Oltreoceano circa le sue vere intenzioni. Far comprendere alle cancellerie europee che Berlusconi non ha preso una deriva nazionalista e anti-comunitaria, come da certi suoi discorsi potrebbe apparire. Compensare in qualche misura l'addio di Frattini, ormai sul punto di correre con la lista di Monti in Senato, e dimostrare che pure personaggi dotati di grande equilibrio possono schierarsi col centrodestra... Sono alcune delle mille ragioni che spingono in queste ore Alfano (per non dire di Letta), a perorare con forza la candidatura in Parlamento di un ministro «tecnico» nella persona di Terzi, titolare degli Affari Esteri. Lui pare ci starebbe, anche per effetto delle insistenze. E del resto, erano ben noti i suoi rapporti con Fini quando ancora contava nel Pdl, insomma la scelta di campo non sarebbe un vero colpo di fulmine. Sennonché la voce è circolata in un battibaleno, e già nel partito si registrano mini-sommosse. Perché c'è chi non perdona a Terzi 1) la grande diplomazia sfoggiata con l'India sulla vicenda marò e 2) il voto italiano all'Onu pro-Palestina (in verità Terzi puntava all'astensione, fu Monti a volere diversamente). Ora si tratta Sul ministro è subito scattata una fronda da parte di tanti onorevoli che non lo amano ancora debbono essere stabiliti i criteri per la formazione delle liste. Anzi, neppure gli apparentamenti sono stati definiti. Tutto discende dalle trattative in corso con la Lega. Se oggi Berlusconi tornerà a Roma con il Carroccio in tasca, allora darà via libera pure all'alleanza con Grande Sud (Micciché) e con Fratelli d'Italia (La Russa-Crosetto-Meloni). In caso contrario, zero intese con questi soggetti. La ragione, a prima vista misteriosa, è presto spiegata. Il Cavaliere vuole concedere un po' di spazio alle liste minori solo nel caso in cui un accordo con Maroni gli conceda qualche reale chance di vittoria finale. Pur di battere la sinistra, ben venga ha «gelato» tutti, specie gli euro-parlamentari vogliosi di trasferirsi alla Camera o al Senato: «Per voi non c'è posto». Altri cavalli di frisia verranno stesi nel pomeriggio, quando a Palazzo Grazioli si riunirà l'Uf- Gli apparentamenti con Micciché e Fratelli d'Italia dipendono da quello con la Lega ficio di presidenza in versione molto ristretta, senza la colorita pletora di intrusi che solitamente vi si affacciano. Si stabilirà che non può tornare in Parlamento chi già vi è stato tre volte, chi ha superato i 65 anni, chi non ha versato puntualmente al partito le quote dello stipendio (malcostume ben diffuso nel Pdl). Solo pochissime deroghe verranno tollerate. E l'ultima parola spetterà, inutile dire a chi. La vera sorpresa, per un partito maschilista come il Pdl, consisterà in una forte apertura al mondo femminile. Pare che Berlusconi voglia in lista numerosissime donne, e soprattutto che vengano elette. Il 40 per cento dei posti «sicuri» dovrebbe essere a loro destinato. Per esempio, capolista in Piemonte potrebbe essere Daniela Santanché. «E non sarà una passerella di sole miss Italia», mettono le mani avanti gli aiutanti del Capo. [u.m.] un patto con i partitini. Se invece il diavolo ci mettesse la coda, e l'accordo con la Lega dovesse saltare, allora Berlusconi avrebbe un'unica convenienza: rimpolpare il Pdl, fagocitando le liste-satellite. Qualunque scelta sulle candidature dipende da questo snodo. Ma la promessa di rinnovare le liste, e di confermare il 10 per cento «al massimo» dei parlamentari uscenti, è ancora valida oppure no? Nel giro di Arcore la danno per scontata. Per cui viva disperazione tra deputati e senatori, specie di lungo corso. E grande affollamento in via dell'Umiltà, davanti alla porta di Verdini, l'uomo incaricato da Berlusconi di vagliare le liste. Finora Verdini Pagina 5 Dal pturnier no alle quoto Riectu.dinon si candiderà di capire cosa ne pensa la Suprema Corte, cioè Berlusconi. Qualcuno lo racconta entusiasta di Terzi, altri decisamente meno. Comunque non siamo al momento delle decisioni, bensì in una fase molto preliminare. II Pdl a un passo dei Tuzi 11 40 per con to alle donni, Pagina 70 di 72 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015 LA STAMPA pressunE Direttore Responsabile: Mario Calabresi S eem e CCparentincerto il destino del costituzionalista \\ s 07/01/2013 Periodicità: Quotidiano Tiratura: 350.297 Diffusione: 253.971 Nolsì Calabrese De Martin Fuori il professore che ha appoggiato Renzi Il nutrizionista Giorgio Calabrese sarà in lista In lista il docente torinese Juan Carlos De Martin Bersani stringe sulle liste popolari chiedono seggi Il sindaco Renzi potrebbe riuscire a ottenere più di 60 parlamentari ROMA Bersani ha fretta di tuffarsi nella campagna elettorale e girare l'Italia. Vuole quindi chiudere al più presto la composizione delle liste e lasciarsi alle spalle polemiche e mal di pancia. Domani infatti la direzione del Pd dovrebbe mettere il sigillo alle candidature che dovrebbe sancire una prevalenza di esponenti vicini al segretario tra coloro che sono stati eletti alle primarie o verranno inseriti nel listino (si calcola attorno al 70%). L'area ex Popolare di Letta, Franceschini, Bindi e Fioroni già canta vittoria perché pensa di arrivare a quota 20% e magari far dimagrire ulteriormente Bersani grazie ai ricorsi delle varie regioni che non accettano l'assegnazione dei posti calati da Roma. «Eleggeremo sicuramente più parlamentari di Renzi», esultano gli ex Popolari che hanno vissuto male il protagonismo del sindaco di Firenze. Il quale fa spallucce e si ritiene soddisfatto di poter eleggere oltre 60 parlamentari (tra Camera e Senato), che potrebbero diventare 70 se il Pd avrà un'affermazione più forte del previsto. Ancora in bilico co- munque la candidatura di Reggi, braccio destro del rottamatore, che invece indicherà tra i suoi 17 del listino Michele Anzaldi (ex portavoce di Rutelli) e Ancora in bilico la candidatura di Reggi braccio destro del «rottamatore» mentari uscenti vengono confermati tra i renziani solo Realacci e Gentiloni. Incerta ancora la sorte del senatore e costituzionalista Leccanti dell'area liberal che potrebbe essere recuperato in zona Cesarini. Questa è una componente che viene penalizzata ma per Walter VeriM, storico braccio destro di Veltroni che sarà candidato in buona posizione nella sua Umbria, il problema non è quantitativo, ma se il Pd avrà una chiara «agenda riformista e se punta al dialogo con Monti dopo le lezioni». Verini pensa che sarà così, ma nella sua l'avvocato di Milano Roberto Cociancich (presidente della conferenza internazionale scoutismo cattolico). Fuori invece il deputato Sarrubbi: tra i parla- Pagina 6 Bersani stringe sulle liste i popolari chiedono seggi Numi curie dai li bo Forse ei sarà \ Aloni Pagina 71 di 72 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012 - 2015 press unE LA STAMPA Direttore Responsabile: Mario Calabresi 07/01/2013 Periodicità: Quotidiano Tiratura: 350.297 Diffusione: 253.971 ••• area c'è chi ritiene che i liberai siano tenuti fuori deliberatamente. Ne è convinto anche Parisi, che lascia il Parlamento e ritiene che il Pd sia «più sbilanciato a sinistra: lo ha deciso da tempo Bersani, e lo ha confermato la sua vittoria nella sfida con Renzi». Il segretario vuole chiudere in fretta il nodo delle candidature e vuole dare spazio quanto più possibile alla società civile. Dopo le candidature rosa della filosofa Michela Marzano e dell'ex leader degli industriali piemontesi Mariella Enoc, spuntano i nomi del nutrizionista Giorgio Calabrese e del docente al Politecni- co di Torino l'italo argentino Juan Carlo De Martin. Praticamente definiti i capolista alla Camera e al Senato. Fioroni doveva guidare il Pd in Sicilia orientale, accanto a Bersani nella Sicilia Occidentale. L'ex ministro della Pubblica Istruzione invece ha preferito correre nel Lazio (Lazio 2) ma non come capolista: sarà il numero due dopo una donna. Forse la Ferrante, l'agguerrita capogruppo in commissione Giustizia alla Camera. Stessa scelta fatta da Marini che lascia il primo posto al Senato a Stefania Pezzopane, ex presidente della provincia dell'Aquila. [A. L M.[ Pagina 6 Bersani stringe sulle liste i popolari chiedono seggi Numi curie dai li bo Forse ei sarà \ Aloni Pagina 72 di 72 Riproduzione autorizzata licenza Ars Promopress 2012-2015