t CJ.\PPUCCI~IQ bimestrale di cronaca, studi e informazione dei Frati Cappuccini di Napoli - Aut. Tribunale di i nO 47 del 28.04.04 re: FERDINANDJ MASTROIANNI Redazione: Piazza S. Eframo Vecchio 21, 80137 Napoli Tel. e Fax: 081.7519403 www.ofmcappuccininapoli.it - E-Mail: [email protected] BRASILE: 8 DICEMBRE 1960-2010 ( IO "IL CAPPUCCINO" NACQUI lO ANNI F~ Sono 50 anri dalla partenza del primo drappell J di Missionari per il Sud della Bahia in Brasik. realizzando ur fervido sogno del Provinciale P. Francesco Saveno Toppi. I 4 p.onieri furono: l' Lindolfo Rutol come Superiore, ]' Callisto Guida. P. Teodoro Pellone. Fra Salvatore 'livolo. Inizialmente trovarono molle difficoltà, che stavano per far naufragare l'i:liziatlva apostolica. ma la forza d volontà in special modo di P. CaListo e di P. Lindolh ma anche delk zio di quest'ultimo, P. Sabatino kmicchino, condus~e in porto la barca, approdando a Porto Seguro, .1 Nova Foresta (pr)i Eunapolis) e a :}anta Cruz Cabrali,~. Nel 1962 g.unsero in Brasile 4 Chierici, di c Ji solo due fecer o ottima riuscita P. L'baldo Oliviero e P. Francescc Bonetti. All'iniZIO del 1964 la Missione dei napoletani di Jenne Custodia di Carave\as, e dOpO lO anni dalla partenza dei primi coraggio~i evangelizzator ed esattamente a metà novembre 1970 nacque a Vice Provincià di Caravelas, cc-n P. Lindolfo pri:no Vice-Provinciale. Dopo molt sacrifici e grandi realizzazioni in particolare Il Centro Promozionale di Eunapolls per formazione dei giovani i Frati Cappuccini d Napoli dovettero abbandonare quelle terre qua.:;i esattamente 4( anni dopo i sofferti inizi, cioè ne, 1999, quando ,a Vice Provinc a di Caravelas :u incorporata .illa Provincia di Bahia-Sergipe Tra i meriti del ProvIrlciale P. Crescenzo Rauccio figura anche quello di aver dato vita nel 2001 - a me, IL CAPPUCCINO, che ora compio lO anni di lodevole attività. P. Mariano Parente - ;Iella sua straordinaria "Sintesi-Cronologica" - ha ricordato solo la nascita delle mie sorelle :naggiori, cioè le rivista Studi e Ricerche Francescane (1972-2005), e Rivista Storica dei Cappuccini di Napoli (2006-). E' vero che dei picc)li non sempre ci si ricorda, eppure, io parlo sempre dei grandi Cappuccini del passato e del presente. Penso che non si potrà fare a meno di consultarmi, ad esempio per leggere le belle poesie di P. Romualdo Gambale, che elogia i Frati meritevoli (in verità tutti !). Faccio una promessa solenne: se sarò ancora vivo - come spero - quando P. Mariano andrà in cielo, mi ricorderò di lui ben volentieri! Conservo con soddisfazione una cartolina dell' Archivista di Montughi datata 27 novembre 200 l: "Caro Fiorenzo, grazie vivissime per i tuoi scritti. I primi due li ho donati alla nostra Casa di formazione di S Casciano, perché i giovani imparino a conoscere le nostre origini. Ho poi davanti "Il Cappuccino", la tua nuova creatura. Felicitazioni! Sarò lieto di leggere, di volta in volta, le tue rapide sorprese cappuccinesche. Non condivido l'espressione del Suo Provinciale: "Siamo una j:'~ovincia senza storia ..." Una vera esagerazione! Auguri. P. Giacomo Carlini. Il Provinciale si rifenva a una Storia "scritta", e aveva ragione! Va detto, a elogio di P. Crescenzo, che si mostrò sempre sensibile al problema, e per questo autorizzò anche l'avvio de Il Cappuccino. Se tutti gli articoli de IL CAPPUCCINO si raccogliessero in un volume, riempirebbero circa 1000 pagine. Ciao, cari Lettori! LE OLEOGRAFIE DI PAOLO DESCHWANDEN ()re 11,45: Prof. GIUSEPPE DI PIETRO Breve comunicazione su Un medito della Biblioteca Pacca di Benevento Il periodic.J "Stelle e Fiori " fondato e diretto dal CappucciTIO Bonaventura Gargiulo era arricchito da bdle oleografie, come Natale cogli Angeli, Angelo della gloria, Sacr..1 Famiglia, Buun pastore, ecc, Chi le componeva" La risposta è nello stes~o periodico: il p:ttore svizzero PaOlO Deschwander, di cui si riporta anche un ritra:to-incisione, e lo si definisce "Missionario della pittura sacra" poiché ne produs~e migliaia, "rrolte comprate da sovrani, moltissime benedette dai Papi", invadendo, per così dire, l'Europa crist:ana (Stelle e Fiore 1881, p. 141) III CONVEGNO STORICO DEI CAPPUCCINI DI NAPOLI Nei giorni 21 e 22 ge:-maio 2011 sarà celebrato nel convento dei Cappuccini di Nola il Terzo Convegno per la Storia della Provincia cappuccina. I lavori avranno il seguente Ordine del giorno. VENERDI 21 GENNAIO Ore 9,30 M.R.P. LEONARDO IZZO Saluto di accoglienza. Se ,rsa sulle ultime pubblicazioni in Provincia Ore lO: P. MARIANO PARENTE Le Ordinazioni generali di P. Serafino da Capricolle Segue dibattito - Ore 11, J5: Coffee break P. UBALDO OLIVIERO Riflessiom sulla missione dei Cappuccini napoletani in Bahia SABATO 22 GENNAIO Ore 9,30: Ripresa dei lavori Ore 10: P. FIORENZO MASTROIANNI Il convento cappuccino: struttura e spiritualità Segue dibattito Ore JJ: Coffeee break Ore Il ,3(): CARMELA RASO E ANTONIETTA ADINOLFI Analisi architettonica del convento di Caserta per il restauro e la rivalorizzazione Segue dibattito ~)re 12,45: Conclusioni del P. Provinciale MADONNA MIRACOLOSA DEL PARAGUA Y E DELL'ARGENTINA P. Salvatore Bressi era un Cappuccino dell'Ottocento, che andò in missione in terre lontane, portando con sé un'immagine cartacea della Madonna sotto il titolo della Vergine Consolatrice degli afflitti. Non l'abbandonò mai, anche quando andò come cappellano dei soldati nei campi di battaglia, e ne esperimentò la grande protezione. A lei dedicò una cappella nell' accampamento di Tugutù nel Paraguay, che però nel mese di aprile del 1867 cadde bruciata, ma l'immagine di Maria restò illesa. Durante le terribili epidemie del colera, del tifo e del vaiuolo, che fecero grande strage nel campo, Maria - venerata in quella effigie - largheggiò di misericordia verso tutti coloro che la invocarono. Terminata la guerra dopo 5 anni, P. Salvatore costruì a Belgrano, presso Buenos Aires, un tempio a Lei e un collegio per l'educazione dei giovani, inaugurati ambedue - rispetti vamente - il primo novembre e il primo dicembre 1874. Anche cogli Argentini la Vergine si mostrò prodiga e benigna, come lo testimoniano gli ex voto d'oro ed'argento donati dai fedeli e affissi per gratitudine presso il suo altare". VANGELI PER 2000 E-MAIL Tutti sanno che E-Mai! sta per Posta elettronica, perché permette di recapitare i propri messaggi in tempo reale attraverso il computer. Dalla domenica quinta del tempo ordinario di quest'anno, è possibile ricevere comodamen te a casa i commenti al vangelo curati da P. Fiorenzo Ma stroianni, che settimanalmente lì invia a chiunque gli comunica la propria E-mail: inviare a: padrefioTenzo.@)ibeTo.it). Una trentina di riga per volta, che descrivono i 4 sensi della Scrittura (letterale. allegorico, morale, anagogico) nei singoli vangeli domenicali. LA SCUOLA DI BIKOK INTITOLATA A MONS. TOPPI Nel decimo anniversario di è:JÌscopato (1990-2000) di Mons. T('PPI, la Superiora Generale delk'Figlie del S. Rosario di Pompei" Madre Colomba Russo rivolse pl'..:he parole di ringraziamento. per ìl suo amore verso la sua Cong.~egazione, e concluse ricordando l'' attenzione particolare" avuta dal Vescovo Cappuccino versò'''le nostre case di missione, solleva; do con il suo aiuto concreto, lè DELLE TRENTATRÉ TRASLAZIOl''E DELTEscmo In "Campania Serafica" giugno 1935, p. 4, eggiamo: "II giorno 18 maggio. nella quiete del Monastero delle Cappuccine a Via Pisanelli, ha avuto luogo la traslazione del "eschio della Ven. M. Longo, dalla Clausura alla Chiesa. La caré Reliquia che era conservata da circa tre se coli presso le suor:;, per dispo sizione della S. Sece, è stata de posta canonicamer.te in un nuo vo loculo, nel pres'Jiterio". Presenti come -\utorità Ec clesiastiche vi era10 i Rev.mi Mons. De Nicole Vic Gen., Mons. Ludovico S-:otti, Notaio delle cause dei ~anti, Mons. Petriccione, Promotore della Fede, Mons. RUJtolo, Vice Postulatore della ~=ausa e due medici. Il Teschio fu a "volto in un candido velo e Cf iuso in una cassetta di legno di noce, tap pezzata di seta rossa ed ornata di delicati merletti Assistevano in religioso silenziJ alcuni RR. Padri Cappuccini ed altre devo te persone". sorti della missione in Africa. In: ,ltti - disse la scuola materna di Blkok porta il suo nome". Di questa scuola mostriamo I ~magine ai nostri lettori. Precisiamo che Bikok si trova n Cameroun dista dalla capitale Yaundé circa 50 Km e che la str .ttura accoglie oltre 100 bambini di scuola materna, accuditi da 3 ',lOre e 3 insegnanti. Erette nel 1994, la Casa delk Suore e la Scuola fortemente volute dalla Generale Madre Cokmba Russo - si mantengono con offerte dei benefattori italiani e CC''1 le adozioni a distanza (200 euro all'anno). I bambini ricevono una l1erenda a mezzogiorno. Poiché a ca,a parlano in dialetto, a scuola .mparano il francese. La scuola è dedicata a Mons Toppi, che nel 50° anniversario della sua ordinazione sacerdotale '1on volle altri doni che offerte da destinare alla ristrutturazione de:.a scuola, ma non ha avuto mai occasione di portarsi sul luogo. !>er interessamento delle Suore, sono stati attivati una diecina di p"7zi nella zona di Bikok, con altre strutture socialmente utili. UN DISCORSO DI P. FELICIANO DEL 1880 cesco" riporta un d scorso tenu to dal P. Feliciano il 18 Iltglio 1880 nella piccoL! chiesà' del Monastero, che fin da allora ce lebravano solennerr.ente la ricor renza del SS. Rede1tore. Lo se gnaliamo a chi volesse leggerlo: sta in detto peric'dico. anno 1880, pagine 444-4~9. IL TELEFONO DELLA PREGHIERA Se hai bisogno di preghiere chiama 081.751.94.03 2 UNA VEGGENTE DI MEDJUGORJE A S. Ef'RAMO Era il lontano 29 maggio 1995 q <.lando l'amica Eleonora Strocchia, ch.: era già stata più di cento volte.! Medjugorje, sfidando persino le bombe e i tiri dei cecchini - poiche ,i portava fino a Mostar- condus se l1egli Studi della Te lediffus ione l. attolica del convento di S.Eframo Vecchio due grandi personaggi: :'-.larija Pavlovic, nota veggente di Medjugorje, e con le lei il non mt'no famoso e importante Parroco Francescano, P. Slavko Barbaric. P Jrtroppo fu una sorpresa, e non si poté realizzare nessuna intervista :elevisiva, poiché si richiedeva un tecnico per la strumentazione tele\ isiva. A ricordo dei pochi minuti trascorsi insieme - come dimenticar:: il bel sorriso di Marija - P. Slavko vergò il seguente autografo: "PacI.? e bene! Carissimo Fiorenzo, gra zie pertutto che stai facendo per il '11essaggio della Madonna. Prego per te e per la tua opera in Medjugc'rje. Dio ti benedica e la Madonna protegga. Nello spirito francescane ti saluto. Pace e bene! Fra Slavko Barbaric. Napoli, 29.Y.95". Dopo circa due mesi la stessa 1: ;eonora volle che mi portassi con la mia troupe a Medjugorje, dove - J suo dire - realizzammo il miglior documentario sulla storia delle aprarizioni. P. Fiorenzo PERCHE' NON POSSIAMO NON DIRCI "CRISTIANI" Nel 1959 il Senatore, storico, filosofo, scrittore' fecondo Bene detto Croce stampò un opusco letto di appena 20 pagine, dive nute oltremodo famose e citate, in cui il filosofo sostiene giusta mente che "il cristianesimo è sta to la più grande rivoluzione che l'umanità abbia mai compiuta", sia in confronto a poetica-arti stica-filosofica della Grecia e a quella del diritto a Roma; e quel le moderne "non si possono pen sare senza la rivoluzione cristia na". Qui vogliamo ricordare che una copia di detto opuscolo, benché con molto ritardo, e cioè il 28 giugno 1992, la figlia del Senatore la inviò per posta a P Agostino Falanga, teologo e sto rico capuccino risiedente allora al Corso Vittorio Emanuele di Napoli. Il 30 giugno P. Agostino in viò la seguente letterina alla mit tente Alda Croce: "Sono il P.Agostino Falanga Cappuccino, assicuro ricevuta del prezioso Opuscolo dell'illustre Genitore: "Perché non possiamo non dirci cristiani", Le sono grato del dono per poterI o ristudiare e poi conservarlo nella Biblioteca con ventuale. Lo stile del grande In gegno è ridondante e complica to; ma già il titolo basta da solo a significare tutto. Ora una cosa desidererei, avere una copia del Diario personale di cui ha tratta to IL Mattino alcuni mesi fa. Al meno apere dove si può acqui stare. Quando era vivo la Buona Anima del Babbo, molti cattolici pregavano per Lui che si acco stasse di più alla Fede pratica (e fra queste c'ero anch'io). Poi le peripezie della guerra e dei dolo ri ci riuscirono ... Le sono grato e la ossequio". P. Fiorenzo ricorda che un altro Cappuccino napoletano, P. Callisto, trovandosi a S. Agnel lo, vide il filosofo nella villa adia cente al convento, e gli portò una immaginetta sacra, che Benedet to Croce accolse con molto pia cere. L'ANGOLO DELLE IMMACOIATINE PREPARIAMOCI AL CENTENARIO XVII. P. LudovicoAcernese: vero figlio di S. Francesco Le fonti ci hanno lasciato questo estemporaneo ritratto di P. Lodovico: "Di costituzione non robusta, ma neppure maci lenta, dall' aspetto ieratico, seve ro e bonario insieme, indossava l'umile tonaca cappuccina col grosso cordone, la corona pe sante con la crocetta di bosso". E P. Gabriele aggiunge: "Osser vante della regola fino allo scru polo, ne portava sempre un esemplare addosso. La povertà, la castità, l'obbedienza erano per lui tre margherite preziosissime, che formavano il cardine della sua vita religiosa in considera zione di che fu sempre costante in lui la pratica di fare la sua confessione sacramentale, di otto in otto giorni, con compun zione di santo. Aveva in gran conto il ritiro, essendo suo pie no convincimento che, prima dote del religioso, debba essere appunto il vivere lontano, il più possibile, dai secolari; per que sto, con costanza ammirevole, egli privavasi financo di uscire. ( ... ) La sua vita fu azione e pre ghiera, scriveva, studiava sem pre, sempre pregava". P. Lodovico era un france scano nato, francescanamente visse e da francescano morì. Vi veva distaccat~ da tutto e si mostrava rassegnato e felice spe cialmente quando i disagi e la precarietà della vita gli pesava no, perché allora sentiva di es sere veramente francescano. Il VEDILA TV suo vitto, poi, era modestissimo, Ogni domenica mattina, quasi penitenziale. Così le sue alfe ore 9,30, su Canale 21 cose, le suppellettili, il corredo, va in onda la rubrica reli i mezzi di apostolato. Ancor più giosa "La civiltà dell'amo visibile era la sua povertà inte re" condotta daL Frate riore. Nonostante i suoi titoli si Cappuccino P. Fiorenzo vantava di presentarsi sempre Mastroianni. Se la segui puoi crescere come "un povero frate" o "un spiritualmente. povero cappuccino", come ritro Vedi! Ascolta! Cresci! viamo nei suoi scritti. Sr. Daniela Del Gaudio L'Al\rGOLO MARIANO MARIA E L'EUCARISTIA SECONDO '\10NS. TOPPI: 9) EUCARISTIA, MARIA, CIDESA IL TEATINO VALERIO PAGANO E SANT'EFRAMO VECCHIO PRECISAZIONI SULGARGIUW POETA Valerio Pagano (1550-1631) visse quasi sempre a Napoli e, per mcarico dei superiori, ordin() l'Archivio di San Paolo Maggiore e redasse tra l'altro la Breve N/atione del principio e progressi de la religione de chierici regolar e delle attioni d'alcuni di essi padri, rimasta inedita nella Biblioteca Nazionale di Napoli (Fondo S. Martino, cod. 564). Leggendo la pagina 28v dà la sensazione di attribuire la fonda Lione del convento di S.Efrar.1o Vecchio ai Cappuccini calabresi; ma da una più attenta lettura si evidenzia il contrario, oppure cade in un anacronismo e in una contraddizione. Anzitutto eglì parla della riforma cappuccina nelle Marche ad opera di Matteo da Bascio Poi aggiunge che "alcuni altri frati del'istesso Ordine in Calabria. nel regno di Napoli, a imitatione di fra Matteo" furono difesi contro le persecuzioni degli Zoccolanti da "donna Geronima Borger duchessa di Nucera, la quale signora [... ] li tenne allogiati nella casa sua stessa in Filocaso" (o Filogaso, oggi Motta Filocastro in provincld di Catanzaro). A questo punto dice esanamente: "E questi frati in questo modo riformati [...] presero un luogo in Napoli l'anno del 1530 e fu di primi luochi che essi havessero, che fu la chiesa di Sant'Eufemio fuora la città", Non è chiaro se "questi :,ati" sono quelli calabresi o i Cappuc cini in genere dello "stesso Ordine", nati con Matteo da Bascio. Grammaticalmente sembrerebbe riferirsi ai calabresi, se non aves se accennato a Filocaso dove la duchessa li raccolse non prima del 1532 (l'anno in cui i cala:)resi divennero Cappuccini), mentre Sant'Eframo - com'egli stesso dice è del 1530. E' facile trovare articoli e poesie firmate con la sigla P.B.d.S., che quasi sempre signi ficano Padre Bonaventura da Sorrento (Gargiulo), quando si tratta di articoli giornalistici, ma sempre significano Padre Benia mino da Samo quando firmano una poesia. Non risulta infatti che Gar giulo abbia mai scritto versi, mentre si sa benissimo che ne scrisse molti il Cappuccino di Samo, autore anche della serie di articoli su Campania Serafi ca, prima serie, dal titolo gene rale Paradiso Serafico. P. Beniamino La Guardia da Samo nacque il 12 ottobre 1876, e fu ordinato sacerdote cappuc cino il 16 aprile 1899. In questa data aveva 23 anni e firmò una poesia dedicata a Santa Veroni ca Giuliani, quale libera tradu zione dell' inno "Quis te non memoret, clara Veronica?", e Gargiulo gliela pubblicò nella ri vista da lui diretta, intitolata L'Eco di S. Francesco (anno 1899, pagina 313bis), sotto la serie di poesie unite dal titolo Paradiso Serafico. Felice da Mareto si lasciò ingannare, attribuendo la poe sia al Gargiulo nel suo libro Le Cappuccine nel mondo, pagina 416 . Ugualmente fece il dotto Frate Minore napoletano P. Gi rolamo Mascia nel suo articolo su S. Bernardino in Studi e ri cerche francescane 8( 1979) 225 228. C) Maria cliede e implora da Dio l'umiltà pçr la gerarchia ec clesiastica, pe- i teologi, per le anime consacrate per compren dere l'eucarist a e per partecipa P. BENIA:\IINO DA SARNO re all' annien~amento di Gesù NELLA CRONACA LOCALE nell'eucaristia E infatti, Mons. Toppi sente Un quaderno di cronaca manoscritta del convento di Nocera la sua ment( occupata dalla mizia con la data 20 giugnc 1935 e con un profilo biografico del flagellazione Ji Gesù che si ri ' Presidente di quel convento. ? Beniamino da Samo, composto for verbera nel ~ uo stesso corpo se da P. Isidoro da S. GennarJ, suo successore nella Presidenza del sotto lo sguado di Maria, e convento; "Il giorno 20 Giugno del : 935, festa del Corpus Domini, il M.R.P. tramite l' eLcaristia - la Beniamino da Samo, dopo breve malattia, munito dei SS. Sacramen flagellazione \ iene "applicata a ti, chiuse serenamente i suo~ giorni, nel me e alla Chie~a". bacio del Signore. Gesù nel tabernacolo è Gesù Fu Padre di gran meno, di vita nel Getsemar i Mons. Toppi operosissima. Instancabile lavoratore, vede gli aposuli che dormono, profuse tutta la sua vita nello studio, nel e contempla rv~aria soffrire "da_ l' insegnamento, nella predica,'ione. Appe vanti a ques!.i realtà odierna, na entrato nell'Ordine si fec;? subito no tare per vivida intelligenza, e '1egli anni di davanti alle de\ iazioni sul miste studio fu alunno diligentissirr\J; sempre il ro dell'amore, lavanti all'acquie primo, supplendo col suo tenace volere scenza dei responsabili, all'apa alle sostanziali deficienze dì :nsegnamen tia dei sacerde ti e dei religiosi, to e di insegnanti del suo teMpo, per cui alla solitudine desolante dei ta può essere considerato un autodidatta. bernacolì ... E ~Ii gridava tutto il Per molti anni tenne scuoia di lettere, di filosofia, di teologia, a suo amore! G chiedeva di co vicenda o cumulativamente. senza mai rifiutarsi alle richieste dei municarmi le S Je veglie insonni, superiori, insegnando con vi\ ace e superiore duttilità, ogni sorta di materia, essendo, per tanti a:;ni, quasi, si può dire, l'unico Lettore perché lui pnesse avere una della Provincia. lampada viver:e perenne ... Gli Oratore di valore superiC'"e, anche in questo ramo, anzi in que chiedeva di far risplendere nella sto più che in altre sue atti vita. si fece ammirare per una volontà che Chiesa la SUé presenza reale non conosceva ostacoli, e ch;:> gli fece, con tenacia mai abbastanza amorosa operante" encomiata, superare la difficoltà quasi insormontabile di una voce "Maria - scrive Mons. Toppi fioca, oltre ogni dire, e che poi si irrobustì e divenne sufficiente e - mi ha immer<o nel Getsemani, forte, con un instancabile esercizio. Nella predicazione assidua e facendomi par:ecipare alla soli lunga quanto tutta la sua viti! sacerdotale, profuse i tesori della sua tudine ango,ciosa di Gesù vasta e varia cultura letteraria. artistica, filosofica, teologica, susci tando ovunque la più fervida ,immirazione, onorando così l'Ordine e nell'eucaristia nelle anime e in la Provincia. mezzo ai fedeli (=Gesù in mezzo) Frutto del suo lavoro lasc:a una biblioteca di circa quarantamila e alla sua partl\:olare sofferenza volumi, per la Provincia, col suo sudore; e più ancora, i manoscritti per l'apatia e r irresponsabilità di delle sue prediche, che sono parte viva della sua intelligenza e del tanti religiosi e sacerdoti. Ho suo cuore, e che speriamo \ engano presto date alle stampe, per potuto sentire tutta la sofferen l'onore della nostra ProvinCIa e del suo nome. za di Gesù per 11 bacio di Giuda, La sua vita si chiuse vera:nente come lavoratore e combattente. ripetuto da tar.ti sacrilegi e tra Pochi giorni prima di morire dovettero fargli garbata violenza, per non fargli continuare una predicazione iniziata, ma a cui il fisico dimenti della verità 260. minuto, ormai non reggeva p' j. -Gesù eucaristico si donava Il Signore e S. Francesc,' gli diano il premio di tanto lavoro a Maria-Chie,a; -l'eucaristia, !l:eneroso e disinteressato. A:nen. anelito alla sua venuta, impegno ~ NB. Il sullodato Padre fu Lettore di Filosofia, di Teologia, Custo per la Chiesa :Jellegrina ad af de Generale, Definitore Pro\ inciale, Guardiano, Esaminatore pro smodale della Diocesi di Nola e di Nocera Inferiore. Da tutti ammira conllnua a pago 4) to per la sua vasta cultura e per la sua ferrea memoria". MONOGHENÈS THEÒS Alla "Scuola del vangelo" del martedl sera a Sant'Eframo partecipavano due coniugi di Tavernanova Anna Maria e Tonino Fico - che portavano con loro anche il bambino Metteo di 7-8 anni. P. Fiorenzo spiegò che nelle parole di Giovanni "mono ghenès Theòs" sta racchiusa tutta la cristologia, perché Gesù viene chiamato Dio, vien detto "generato" e si precisa che è "mono", cioè "unico" generato. Il bambino Matteo prende va appunti a modo suo, ma fis sò in mente queste parole. Un giorno andò a Roma coi genito ri, i quali - nella stazione Termi ni - furono bloccati da un Te stimone di Geova, per i quali Gesù è solo "uno dei tanti" figli di Dio. Mentre i tre si intratte nevano in questioni più o meno difficili, Matteo fingeva di gio care muovendosi qua e là, ma seguiva i discorsi, e a un certo punto si fermò e chiese al Testi mone di Geova: "E tu sai dirmi che cosa significa "Mono ghenés Theòs?". Beh, se l'aves se saputo, non sarebbe stato più un Testimone di GeovaL.. L'ANGOLO DI FRA GEREMIA GEREMIA NELLA COSCIENZA RUMENA NEL XX SEC. Tra le voci elevatesi in pre ghiera verso questo figlio della terra romena vanno ricordate quelle del Canonico Ilie Daianu, autore di Un sféml pribeag roman (Un santo pellegrino ro meno)Cluj 1926,1936, 1943;,il prof. Gino Lupi, autore di Fra Geremia da Valacchia in Italia Francescana 14 (1939), pp. 118 125, e il filosofo Francesco Ore stano, autore di, Fra Geremia da Valacchia in Italia Francesca na 14 (1939), pp. 118-125. Dopo il trasferimento a Roma, avvenuto il 18 febbraio 1948, con un una nuova ricogni zione e un nuovo tumulamento nella Chiesa S. Lorenzo da Brin disi durante una solenne cele brazione in rito romeno bizanti no il 5 marzo 1948, la tomba del Servo di Dio divenne punto di riferimento e di aggregazione per tutti gli esuli romeni che si tro vavano nella Città Eterna. Un altro punto di riferimento, lungo i trent'anni e più, fino alla morte della direttrice, Sig.ra Felicia Pa raschivescu (avvenuta nel mese di maggio 1982), è stato il Circo lo "Ieremia Valahul-Pelerinì ai unitàjJii crestine" (Geremia da Valacchia-Pelegrini per l'unità cristiana). Inoltre, è stato tradot to e stampato in romeno due volte 1956 e 1982 - il libro di Orestano. Da ricordare anche 2 frati cappuccini, con grandi me riti per la divulgazione della fi gura del nostro confratello: P. Teodosio da Voltri e Mons. Francesco Saverio Toppi. Dopo la beatificazione, la fi gura del Beato diventa non solo conosciuta dai cattolici romeni (a lui veniva ed è ancora dedi cato il giorno di lunedì come gior no di particolare devozione, e le biografie di Teodosio da Voltri e di F.S. Toppi sono tradotte e ri stampate più volte), ma diventa anche sostegno per il suo po polo in uno dei più bui periodi (continuaapag.4) 3 P. CARMELO CONTI GUGLIA INCONTRO REDATTORI RIVISTA STORICA Il giorno Il no\ embre si sono radunati a S. Eframo Vecchio i Redattori della "Rivista Storica dei Cappuccini di Napoli" per programmare il prossimo numero della Rivista e i Convegni storici della Provincia cappuccina di ~apoli. Nella foto, alcuni partecipanti: Giuseppe Di Pietro, Romolo Gentile, Cannela Raso, AntC'nietta Adinolfi, Maria Bruna. CIL PRIMO DOCUMENTARIO ALL'ESTERO) Scesi varie volte in Sicilia per reali:i'Zare i filmati a quiz relativi al Beato Giacomo Cusmano e da trasmetlere in TV locali della Sicilia. Fu in tale occasione che mi incontrai con P. Francesco Gioia, poi Arcivescovo di Canerino, il quale mi chiese di scrivere un libro su Madre Francesca Rubatto, fondatrice delle Suore Cappuccine di Genova. Il libro aprarve l'anno seguente ( 1990) col titolo "Adorabi le volontà". L'obbdienza nell'Epostoiario di Madre Rubatto. E col libro fu progettato anche un viaggio in Brasile, Uruguay e Argenti na per filmare l'atti v'ità delle Cappuccme in quelle terre. Accennai anche al primo viaggio, che portò me, ìl cameraman Enzo Cestari - allora addetto all' emittente Canale 21 e l'allora fi danza (ora consorte) in Brasile, Uruguay, Brasile, Rio Grande do Sul. Già il 13 gennaio 1989 vennero CI parlare con me a Napoli le Suore di Genova. Nella biblioteca della TDC si conserva un libro con dedica: MALAISI RICCIOTTI ALFONSO. ABC de la histcria de la 19lesia compendiata en 100 lecciones. Dedica autografa: Al queridisimo P Fiorenzo con mucho carino y gratitud, en recue~do por su visita en la Argentina. Hermana Capuchina de la M. Rubatto. Argenllna 13.9.89" Non voglio omettere di ricordare come la prima telecamera fu acquistata con offe:te di varie persone. Angela Principe nel 1981 mise in palio l'anelo d'oro e ne ricavò 80.000 liore. P. Fiorenzo IPPOLITO BORGHESE E LA CAPPELLA DEL RELIQUlARIO Il nome "Cappella del reliquiario" sita nella chiesa della Conce zione di Napoli, derlva probabilmente dalla presenza di un reliquiario costruito da Fra Egidio da Torre del c]reco, morto nel 1635, di cui il cronista dice: "e:l;li fece il disegno del reliquiario d'Amalfi e di Napoli collocando quelle sante reliqUie come hora stanno". Non sappiamo se si riferiva allo stesso reliquiario o a un altro il cronista del Breve 'iotamento p. l88~ quando negli stessi anni· scrisse che il "valente pittore" lppoilto Borghese compose nella nostra chiesa molte pitture. Tra le altre. il ritratto di PDaniele da Napoli, "al naturale", ed esattamente "è quella stessa che rappre senta Dio Padre ndla cornice di marmo nella parte superiore del reliquiario di que~ta nostra chiesa della Concettione di Napoli, havendo anco lo stesso pittore fatto l'altre pitture di detto reliquiario". E' interessante notare che in questa cappella furono sepolti due Frati veramente sar.ti: in cornu evangelii Fra Geremia da Valacchia, in una cassa di pio:nbo rinchiusa in un'altra di legno, "et all'incon tro vi sta il corpo Ji Fra Pacifico da Salerno suo maestro". C__U_N_F_R_-\_M_M_E_N_T_O_C_E_RR_E_T_E_S_E______) Sulla rivista L(... Voce dei Cappuccini di Cerreto Sannita (n. l del 20 l O) viene riportata la notizia che Antonio, figlio del Barone Tommaso Carizzi Ji Cerreto, ma abitualmente residente in Napoli, "nel 1756, poco pì l che ventenne, proprio a Cerreto, fu colpito da alcune indisposizÌcni con perdita di rremoria e della parola e, a suo dire, riacquistò cO'1ìpletamente la sa.ute per grazia ottenuta dalla Madonna delle Grazie, la cui statua. in quel mese di giugno, era esposta nell'insigne collegiata chiesa di S. Martino"; statua che si venerava nel convento dei Cappuccini dal 1732 (RENATO PESCICELLI, Palazzi case efam.glie Cerretesi nel XVIII secolo, II ed., Teta Print, Cerreto Sannita 20(19,417). 4 LA MADONNA DELL'ARCO Il prodigio della Madonna dell' Arco venne narrato da un cronista cappuccino del Set tecento, P. Emmanuele da Na poli, in questi termini: Era l'an no 1590 e "nel villaggio, pres so a Napoli, detto dell'Arco, fu un portentoso awenimen to, che fece gran ribrezzo ad ognuno. Una donna di vita non buona, ed in età avanzata, montava in disordinato sdegno per certa traversia accaduteli, principiò a maledire ed impre care contro dell' imagine della Vergine santissima, assai ve nerata in quella chiesa; con turbatasi all'istesso punto l'aria, principiò a tuonare, ed una delle saette colpendo nelle gambe di quella scellerata don na, le inaridì in maniera che si separarono immediatamente dal corpo, a vista di molta gente. D'allora in poi avanza tosi la divozione a quella santa imagine, venne sempre più frequentata quella chiesa, ora di jus padronato della città di Napoli, e convento de padri domenicani. Il luogo altresì è stato ridotto vistoso e nobile per le ville e casini, che sono stati edificati da tempo in tem po da napoletani". IL TELEFONO DELLA PREGHIERA Se hai bisogno di pre ghiere chiama 081.751.94.03 V.'ANGOLO MARIANO) (continua da pago 3) frettarla, accettazione amorosa e spasimante dell'anima in purga Nato nel 1910, sacerdote torio, il Cristo Gesù nella storia degli Oblati di Maria Imma di Nazaret e nel mistero pasqua colata, è morto il 22 agosto le il Cristo Gesù in cielo e nel 20 lO, all' età di 100 anni, era il Cristo suo corpo mistico laureato in Lettere greche Gesù nel suo sacrificio - nel all'Università di Napoli con nostro sacrificio - il Cristo Gesù una tesi su S. Giovanni Cri in Maria e Giuseppe=nella Chie sostomo, di cui tradusse le sa [...]; Gesù si offre: nostra azio Omelie al popolo antioche ne di grazie-eucaristia della Chie no. Ha lavorato nel campo sa trionfante, pellegrina e pur gante! Maria e Giuseppe ci aiu sociale e in quello missiona tano ad inserirei nell'Eucaristia rio, unendo sempre studio e divinal; -Maria gridava e si of prassi. Predicatore molto ef friva nella Chiesa, s'immolava ficace, è stato l'iniziatore e nell'eucaristia per risolvere i pro l'ispiratore dei Misteri della blemi attuali della vita religiosa luce nel rosario mariano, ora e sacerdotale; Maria, però, la integrati ufficialmente. P. Mamma diceva gemendo: "sono Romualdo si riferisce poeti miei figli e mie figlie, came della camente a quest' ultimo me mia carne ... è satana che li tra rito spirituale, valorizzato dal volge con l'inganno e il piace Cappuccino Mons. Tappi, Ar re ... lo resto in mezzo a loro, li civescovo Prelato di Pompei .. voglio salvi... Gesùl Mi ha fatta Mamma dei peccatori, Mamma Fu Carmelo Conti Guglia di misericordia, ascolta la mia che in nobili pensieri preghiera, accetta l'offerta della della luce quei misteri mia verginità, che si ripete nella primo espresse ed ispirò. Chiesa da schiere di anime ... Gesù! Amore! L'eucarestia: il tuo E fu Toppi felicissimo corpo glorioso, pregno di Spiri egli che era tanto attento to Santo, li trasformi, li salvi, li a notar l'arricchimento spiritualizzi, li elevi; -oggi, 6 no della prece popolar. vembre, il Signore mi ha comu La proposta Conti Guglia nicato un senso vivissimo del Fu sapiente ed opportuna: l'eucaristia come espressione e ha colmato una lacuna; strumento dell'intimità nuziale oggi è bella realtà. tra lui e la Chiesa-anima; e la P. Romualdo Gambale. sposa-Maria-Chiesa [...] ha sete e si disseta accostandosi con la fede [...] al cuore crocifisso e L'ANGOLO '\ sacramentato, che si dona con una totalità assoluta e perfetta ( ___D._if_FRA_G_'E_RE_MIA ______) di amore nella comunione euca (continua da pago 3) ristica; -mi hai innanzitutto fatto della sua storia. E' nostra con riflettere sul dono dell'eucaristia. vinzione che Dio lo ha chiamato [... J. Poi mi hai subito immerso agli onori degli altari proprio per nella passione, come tu oggi la dare un po' di sollievo al popo risoffri nella Chiesa-eucaristia; lo romeno quando il regime co preghiera inesauribile [ ..] che munista cercava un po' di legiti dall'eucaristia, raccogliendo tut mità all'estero, anche se all'in to il mistero di Gesù, nello Spiri terno era ritornato ai vecchi me to Santo giunge al Padre per la todi degli anni '50. In questo Chiesa e per l'umanità; -l'euca contesto, la partecipazione di un ristia e i sacerdoti oggi l...], Ge cospicuo (per quei tempi) grup meva Maria, mostrandogli le sof po di romeni alla cerimonia della ferenze del Figlio sulla via del beatificazione resta emblematico, Calvario, nell'eucaristia! ... E im come anche il fatto che un anno plorava la grazia della liturgia; dopo, Mons. Ioan Robu veniva e Maria: [...] Riparare per quanti consacrato come vescovo di non ti amano ... per i religiosi e Bucarest, dopo una "sede va per i sacerdoti, che oggi ti con cante" ufficialmente di quasi 35 testano nell'eucaristia. anni. .. Fr. Petre-Marian lanos, OFMCap. Questo periodico viene inviato gratuitamente. Chi volesse inviare offerte volontarie, può servirsi del modulo accluso, ccp n. 66914680 intestato a : EDIZIONI CAPPUCCINI - NAPOLI