t CJ.\PPUCCI~IQ
bimestrale di cronaca, studi e informazione dei Frati Cappuccini di Napoli - Aut. Tribunale di
i nO 47 del 28.04.04
re: FERDINANDJ MASTROIANNI Redazione: Piazza S. Eframo Vecchio 21, 80137 Napoli Tel. e Fax: 081.7519403
www.ofmcappuccininapoli.it - E-Mail: [email protected]
BRASILE: 8 DICEMBRE 1960-2010 ( IO "IL CAPPUCCINO" NACQUI lO ANNI
F~
Sono 50 anri dalla partenza del
primo drappell J di Missionari per
il Sud della Bahia in Brasik.
realizzando ur fervido sogno del
Provinciale P. Francesco Saveno
Toppi. I 4 p.onieri furono: l'
Lindolfo Rutol come Superiore, ]'
Callisto Guida. P. Teodoro Pellone.
Fra Salvatore 'livolo.
Inizialmente trovarono molle
difficoltà, che stavano per far
naufragare l'i:liziatlva apostolica.
ma la forza d volontà in special
modo di P. CaListo e di P. Lindolh
ma anche delk zio di quest'ultimo,
P. Sabatino kmicchino, condus~e
in porto la barca, approdando a
Porto Seguro, .1 Nova Foresta (pr)i
Eunapolis) e a :}anta Cruz Cabrali,~.
Nel 1962 g.unsero in Brasile 4
Chierici, di c Ji solo due fecer o
ottima riuscita P. L'baldo Oliviero
e P. Francescc Bonetti. All'iniZIO
del 1964 la Missione dei
napoletani di Jenne Custodia di
Carave\as, e dOpO lO anni dalla
partenza dei primi coraggio~i
evangelizzator
ed esattamente a
metà novembre 1970 nacque a
Vice Provincià di Caravelas, cc-n
P. Lindolfo pri:no Vice-Provinciale.
Dopo molt sacrifici e grandi
realizzazioni
in particolare Il
Centro Promozionale di Eunapolls
per formazione dei giovani i Frati
Cappuccini d Napoli dovettero
abbandonare quelle terre qua.:;i
esattamente 4( anni dopo i sofferti
inizi, cioè ne, 1999, quando ,a
Vice Provinc a di Caravelas :u
incorporata .illa Provincia di
Bahia-Sergipe
Tra i meriti del ProvIrlciale P. Crescenzo Rauccio figura anche quello di aver dato vita
nel 2001 - a me, IL CAPPUCCINO, che ora compio lO anni di lodevole attività.
P. Mariano Parente - ;Iella sua straordinaria "Sintesi-Cronologica" - ha ricordato solo la
nascita delle mie sorelle :naggiori, cioè le rivista Studi e Ricerche Francescane (1972-2005),
e Rivista Storica dei Cappuccini di Napoli (2006-).
E' vero che dei picc)li non sempre ci si ricorda, eppure, io parlo sempre dei grandi
Cappuccini del passato e del presente. Penso che non si potrà fare a meno di consultarmi, ad
esempio per leggere le belle poesie di P. Romualdo Gambale, che elogia i Frati meritevoli (in
verità tutti !).
Faccio una promessa solenne: se sarò ancora vivo - come spero - quando P. Mariano
andrà in cielo, mi ricorderò di lui ben volentieri!
Conservo con soddisfazione una cartolina dell' Archivista di Montughi datata 27 novembre
200 l: "Caro Fiorenzo, grazie vivissime per i tuoi scritti. I primi due li ho donati alla nostra
Casa di formazione di S Casciano, perché i giovani imparino a conoscere le nostre origini.
Ho poi davanti "Il Cappuccino", la tua nuova creatura. Felicitazioni! Sarò lieto di leggere, di
volta in volta, le tue rapide sorprese cappuccinesche. Non condivido l'espressione del Suo
Provinciale: "Siamo una j:'~ovincia senza storia ..." Una vera esagerazione! Auguri. P. Giacomo
Carlini.
Il Provinciale si rifenva a una Storia "scritta", e aveva ragione! Va detto, a elogio di P.
Crescenzo, che si mostrò sempre sensibile al problema, e per questo autorizzò anche l'avvio
de Il Cappuccino.
Se tutti gli articoli de IL CAPPUCCINO si raccogliessero in un volume, riempirebbero
circa 1000 pagine.
Ciao, cari Lettori!
LE OLEOGRAFIE DI
PAOLO DESCHWANDEN
()re 11,45: Prof. GIUSEPPE DI PIETRO Breve comunicazione su Un medito della Biblioteca Pacca di Benevento Il periodic.J "Stelle e Fiori "
fondato e diretto dal CappucciTIO
Bonaventura
Gargiulo
era
arricchito da bdle oleografie, come
Natale cogli Angeli, Angelo della
gloria, Sacr..1 Famiglia, Buun
pastore, ecc, Chi le componeva"
La risposta è nello stes~o
periodico: il p:ttore svizzero PaOlO
Deschwander, di cui si riporta
anche un ritra:to-incisione, e lo si
definisce "Missionario della
pittura sacra" poiché ne produs~e
migliaia, "rrolte comprate da
sovrani, moltissime benedette dai
Papi", invadendo, per così dire,
l'Europa crist:ana (Stelle e Fiore
1881, p. 141)
III CONVEGNO STORICO DEI CAPPUCCINI DI NAPOLI
Nei giorni 21 e 22 ge:-maio 2011 sarà celebrato nel convento dei Cappuccini di Nola il Terzo Convegno per la Storia della Provincia cappuccina. I lavori avranno il seguente Ordine del giorno. VENERDI 21 GENNAIO Ore 9,30 M.R.P. LEONARDO IZZO Saluto di accoglienza. Se ,rsa sulle ultime pubblicazioni in Provincia Ore lO: P. MARIANO PARENTE Le Ordinazioni generali di P. Serafino da Capricolle Segue dibattito - Ore 11, J5: Coffee break
P. UBALDO OLIVIERO Riflessiom sulla missione dei Cappuccini napoletani in Bahia SABATO 22 GENNAIO Ore 9,30: Ripresa dei lavori Ore 10: P. FIORENZO MASTROIANNI Il convento cappuccino: struttura e spiritualità Segue dibattito Ore JJ: Coffeee break Ore Il ,3(): CARMELA RASO E ANTONIETTA ADINOLFI Analisi architettonica del convento di Caserta per il restauro e la rivalorizzazione Segue dibattito
~)re
12,45: Conclusioni del P. Provinciale
MADONNA
MIRACOLOSA
DEL PARAGUA Y
E DELL'ARGENTINA
P. Salvatore Bressi era un
Cappuccino dell'Ottocento, che
andò in missione in terre lontane,
portando con sé un'immagine
cartacea della Madonna sotto il
titolo della Vergine Consolatrice
degli afflitti.
Non l'abbandonò mai, anche
quando andò come cappellano dei
soldati nei campi di battaglia, e ne
esperimentò la grande protezione.
A lei dedicò una cappella
nell' accampamento di Tugutù nel
Paraguay, che però nel mese di
aprile del 1867 cadde bruciata, ma
l'immagine di Maria restò illesa.
Durante le terribili epidemie
del colera, del tifo e del vaiuolo,
che fecero grande strage nel campo,
Maria - venerata in quella effigie
- largheggiò di misericordia verso
tutti coloro che la invocarono.
Terminata la guerra dopo 5
anni, P. Salvatore costruì a
Belgrano, presso Buenos Aires, un
tempio a Lei e un collegio per
l'educazione dei
giovani,
inaugurati ambedue - rispetti­
vamente - il primo novembre e il
primo dicembre 1874.
Anche cogli Argentini la
Vergine si mostrò prodiga e
benigna, come lo testimoniano gli
ex voto d'oro ed'argento donati
dai fedeli e affissi per gratitudine
presso il suo altare".
VANGELI
PER 2000 E-MAIL
Tutti sanno che E-Mai! sta
per Posta elettronica, perché
permette di recapitare i propri
messaggi in tempo reale
attraverso il computer.
Dalla domenica quinta del
tempo ordinario di quest'anno,
è possibile ricevere comodamen­
te a casa i commenti al vangelo
curati da P. Fiorenzo Ma­
stroianni, che settimanalmente lì
invia a chiunque gli comunica la
propria E-mail: inviare a:
padrefioTenzo.@)ibeTo.it).
Una trentina di riga per volta,
che descrivono i 4 sensi della
Scrittura (letterale. allegorico,
morale, anagogico) nei singoli
vangeli domenicali.
LA SCUOLA DI BIKOK INTITOLATA A MONS. TOPPI
Nel decimo anniversario di è:JÌscopato (1990-2000) di Mons.
T('PPI, la Superiora Generale delk'Figlie del S. Rosario di Pompei"
Madre Colomba Russo rivolse pl'..:he parole di ringraziamento. per
ìl suo amore verso la sua Cong.~egazione, e concluse ricordando
l'' attenzione particolare" avuta dal Vescovo Cappuccino versò'''le
nostre case di missione, solleva; do con il suo aiuto concreto, lè
DELLE
TRENTATRÉ
TRASLAZIOl''E
DELTEscmo
In "Campania Serafica"
giugno 1935, p. 4, eggiamo: "II
giorno 18 maggio. nella quiete
del Monastero delle Cappuccine
a Via Pisanelli, ha avuto luogo
la traslazione del "eschio della
Ven. M. Longo, dalla Clausura
alla Chiesa. La caré Reliquia che
era conservata da circa tre se­
coli presso le suor:;, per dispo­
sizione della S. Sece, è stata de­
posta canonicamer.te in un nuo­
vo loculo, nel pres'Jiterio".
Presenti come -\utorità Ec­
clesiastiche vi era10 i Rev.mi
Mons. De Nicole Vic Gen.,
Mons. Ludovico S-:otti, Notaio
delle cause dei ~anti, Mons.
Petriccione, Promotore della
Fede, Mons. RUJtolo, Vice
Postulatore della ~=ausa e due
medici.
Il Teschio fu a "volto in un
candido velo e Cf iuso in una
cassetta di legno di noce, tap­
pezzata di seta rossa ed ornata
di delicati merletti Assistevano
in religioso silenziJ alcuni RR.
Padri Cappuccini ed altre devo­
te persone".
sorti della missione in Africa. In: ,ltti - disse la scuola materna di
Blkok porta il suo nome".
Di questa scuola mostriamo I ~magine ai nostri lettori.
Precisiamo che Bikok si trova n Cameroun dista dalla capitale
Yaundé circa 50 Km e che la str .ttura accoglie oltre 100 bambini
di scuola materna, accuditi da 3 ',lOre e 3 insegnanti.
Erette nel 1994, la Casa delk Suore e la Scuola fortemente
volute dalla Generale Madre Cokmba Russo - si mantengono con
offerte dei benefattori italiani e CC''1 le adozioni a distanza (200 euro
all'anno). I bambini ricevono una l1erenda a mezzogiorno. Poiché a
ca,a parlano in dialetto, a scuola .mparano il francese.
La scuola è dedicata a Mons Toppi, che nel 50° anniversario
della sua ordinazione sacerdotale '1on volle altri doni che offerte da
destinare alla ristrutturazione de:.a scuola, ma non ha avuto mai
occasione di portarsi sul luogo. !>er interessamento delle Suore,
sono stati attivati una diecina di p"7zi nella zona di Bikok, con altre
strutture socialmente utili.
UN DISCORSO DI P. FELICIANO DEL 1880 cesco" riporta un d scorso tenu­
to dal P. Feliciano il 18 Iltglio
1880 nella piccoL! chiesà' del
Monastero, che fin da allora ce­
lebravano solennerr.ente la ricor­
renza del SS. Rede1tore. Lo se­
gnaliamo a chi volesse leggerlo:
sta in detto peric'dico. anno
1880, pagine 444-4~9.
IL TELEFONO DELLA PREGHIERA Se hai bisogno di preghiere chiama 081.751.94.03 2
UNA VEGGENTE DI MEDJUGORJE A S. Ef'RAMO Era il lontano 29 maggio 1995 q <.lando l'amica Eleonora Strocchia,
ch.: era già stata più di cento volte.! Medjugorje, sfidando persino le
bombe e i tiri dei cecchini - poiche ,i portava fino a Mostar- condus­
se l1egli Studi della Te lediffus ione l. attolica del convento di S.Eframo
Vecchio due grandi personaggi: :'-.larija Pavlovic, nota veggente di
Medjugorje, e con le lei il non mt'no famoso e importante Parroco
Francescano, P. Slavko Barbaric. P Jrtroppo fu una sorpresa, e non si
poté realizzare nessuna intervista :elevisiva, poiché si richiedeva un
tecnico per la strumentazione tele\ isiva. A ricordo dei pochi minuti
trascorsi insieme - come dimenticar:: il bel sorriso di Marija - P. Slavko
vergò il seguente autografo: "PacI.? e bene! Carissimo Fiorenzo, gra­
zie pertutto che stai facendo per il '11essaggio della Madonna. Prego
per te e per la tua opera in Medjugc'rje. Dio ti benedica e la Madonna
protegga. Nello spirito francescane ti saluto. Pace e bene! Fra Slavko
Barbaric. Napoli, 29.Y.95".
Dopo circa due mesi la stessa 1: ;eonora volle che mi portassi con
la mia troupe a Medjugorje, dove - J suo dire - realizzammo il miglior
documentario sulla storia delle aprarizioni.
P. Fiorenzo
PERCHE' NON POSSIAMO NON DIRCI "CRISTIANI" Nel 1959 il Senatore, storico,
filosofo, scrittore' fecondo Bene­
detto Croce stampò un opusco­
letto di appena 20 pagine, dive­
nute oltremodo famose e citate,
in cui il filosofo sostiene giusta­
mente che "il cristianesimo è sta­
to la più grande rivoluzione che
l'umanità abbia mai compiuta",
sia in confronto a poetica-arti­
stica-filosofica della Grecia e a
quella del diritto a Roma; e quel­
le moderne "non si possono pen­
sare senza la rivoluzione cristia­
na".
Qui vogliamo ricordare che
una copia di detto opuscolo,
benché con molto ritardo, e cioè
il 28 giugno 1992, la figlia del
Senatore la inviò per posta a P
Agostino Falanga, teologo e sto­
rico capuccino risiedente allora
al Corso Vittorio Emanuele di
Napoli.
Il 30 giugno P. Agostino in­
viò la seguente letterina alla mit­
tente Alda Croce: "Sono il
P.Agostino Falanga Cappuccino,
assicuro ricevuta del prezioso
Opuscolo dell'illustre Genitore:
"Perché non possiamo non dirci
cristiani", Le sono grato del
dono per poterI o ristudiare e poi
conservarlo nella Biblioteca con­
ventuale. Lo stile del grande In­
gegno è ridondante e complica­
to; ma già il titolo basta da solo
a significare tutto. Ora una cosa
desidererei, avere una copia del
Diario personale di cui ha tratta­
to IL Mattino alcuni mesi fa. Al­
meno apere dove si può acqui­
stare. Quando era vivo la Buona
Anima del Babbo, molti cattolici
pregavano per Lui che si acco­
stasse di più alla Fede pratica (e
fra queste c'ero anch'io). Poi le
peripezie della guerra e dei dolo­
ri ci riuscirono ... Le sono grato
e la ossequio".
P. Fiorenzo ricorda che un
altro Cappuccino napoletano, P.
Callisto, trovandosi a S. Agnel­
lo, vide il filosofo nella villa adia­
cente al convento, e gli portò una
immaginetta sacra, che Benedet­
to Croce accolse con molto pia­
cere.
L'ANGOLO DELLE IMMACOIATINE PREPARIAMOCI AL CENTENARIO XVII. P. LudovicoAcernese:
vero figlio di S. Francesco
Le fonti ci hanno lasciato
questo estemporaneo ritratto di
P. Lodovico: "Di costituzione
non robusta, ma neppure maci­
lenta, dall' aspetto ieratico, seve­
ro e bonario insieme, indossava
l'umile tonaca cappuccina col
grosso cordone, la corona pe­
sante con la crocetta di bosso".
E P. Gabriele aggiunge: "Osser­
vante della regola fino allo scru­
polo, ne portava sempre un
esemplare addosso. La povertà,
la castità, l'obbedienza erano per
lui tre margherite preziosissime,
che formavano il cardine della
sua vita religiosa in considera­
zione di che fu sempre costante
in lui la pratica di fare la sua
confessione sacramentale, di
otto in otto giorni, con compun­
zione di santo. Aveva in gran
conto il ritiro, essendo suo pie­
no convincimento che, prima
dote del religioso, debba essere
appunto il vivere lontano, il più
possibile, dai secolari; per que­
sto, con costanza ammirevole,
egli privavasi financo di uscire.
( ... ) La sua vita fu azione e pre­
ghiera, scriveva, studiava sem­
pre, sempre pregava".
P. Lodovico era un france­
scano nato, francescanamente
visse e da francescano morì. Vi­
veva distaccat~ da tutto e si
mostrava rassegnato e felice spe­
cialmente quando i disagi e la
precarietà della vita gli pesava­
no, perché allora sentiva di es­
sere veramente francescano. Il
VEDILA TV
suo vitto, poi, era modestissimo,
Ogni domenica mattina,
quasi penitenziale. Così le sue
alfe ore 9,30, su Canale 21
cose, le suppellettili, il corredo,
va in onda la rubrica reli­
i mezzi di apostolato. Ancor più
giosa "La civiltà dell'amo­
visibile era la sua povertà inte­
re" condotta daL Frate riore. Nonostante i suoi titoli si
Cappuccino P. Fiorenzo vantava di presentarsi sempre
Mastroianni. Se la segui puoi crescere come "un povero frate" o "un
spiritualmente. povero cappuccino", come ritro­
Vedi! Ascolta! Cresci! viamo nei suoi scritti.
Sr. Daniela Del Gaudio
L'Al\rGOLO MARIANO MARIA E L'EUCARISTIA
SECONDO '\10NS. TOPPI:
9) EUCARISTIA, MARIA,
CIDESA
IL TEATINO VALERIO PAGANO
E SANT'EFRAMO VECCHIO
PRECISAZIONI
SULGARGIUW POETA
Valerio Pagano (1550-1631) visse quasi sempre a Napoli e, per
mcarico dei superiori, ordin() l'Archivio di San Paolo Maggiore e
redasse tra l'altro la Breve N/atione del principio e progressi de la
religione de chierici regolar e delle attioni d'alcuni di essi padri,
rimasta inedita nella Biblioteca Nazionale di Napoli (Fondo S. Martino,
cod. 564).
Leggendo la pagina 28v dà la sensazione di attribuire la fonda­
Lione del convento di S.Efrar.1o Vecchio ai Cappuccini calabresi; ma
da una più attenta lettura si evidenzia il contrario, oppure cade in un
anacronismo e in una contraddizione.
Anzitutto eglì parla della riforma cappuccina nelle Marche ad
opera di Matteo da Bascio Poi aggiunge che "alcuni altri frati
del'istesso Ordine in Calabria. nel regno di Napoli, a imitatione di fra
Matteo" furono difesi contro le persecuzioni degli Zoccolanti da
"donna Geronima Borger duchessa di Nucera, la quale signora [... ] li
tenne allogiati nella casa sua stessa in Filocaso" (o Filogaso, oggi
Motta Filocastro in provincld di Catanzaro).
A questo punto dice esanamente: "E questi frati in questo modo
riformati [...] presero un luogo in Napoli l'anno del 1530 e fu di primi
luochi che essi havessero, che fu la chiesa di Sant'Eufemio fuora la
città",
Non è chiaro se "questi :,ati" sono quelli calabresi o i Cappuc­
cini in genere dello "stesso Ordine", nati con Matteo da Bascio.
Grammaticalmente sembrerebbe riferirsi ai calabresi, se non aves­
se accennato a Filocaso dove la duchessa li raccolse non prima del
1532 (l'anno in cui i cala:)resi divennero Cappuccini), mentre
Sant'Eframo - com'egli stesso dice è del 1530.
E' facile trovare articoli e
poesie firmate con la sigla
P.B.d.S., che quasi sempre signi­
ficano Padre Bonaventura da
Sorrento (Gargiulo), quando si
tratta di articoli giornalistici, ma
sempre significano Padre Benia­
mino da Samo quando firmano
una poesia.
Non risulta infatti che Gar­
giulo abbia mai scritto versi,
mentre si sa benissimo che ne
scrisse molti il Cappuccino di
Samo, autore anche della serie
di articoli su Campania Serafi­
ca, prima serie, dal titolo gene­
rale Paradiso Serafico.
P. Beniamino La Guardia da
Samo nacque il 12 ottobre 1876,
e fu ordinato sacerdote cappuc­
cino il 16 aprile 1899. In questa
data aveva 23 anni e firmò una
poesia dedicata a Santa Veroni­
ca Giuliani, quale libera tradu­
zione dell' inno "Quis te non
memoret, clara Veronica?", e
Gargiulo gliela pubblicò nella ri­
vista da lui diretta, intitolata
L'Eco di S. Francesco (anno
1899, pagina 313bis), sotto la
serie di poesie unite dal titolo
Paradiso Serafico.
Felice da Mareto si lasciò
ingannare, attribuendo la poe­
sia al Gargiulo nel suo libro Le
Cappuccine nel mondo, pagina
416 . Ugualmente fece il dotto
Frate Minore napoletano P. Gi­
rolamo Mascia nel suo articolo
su S. Bernardino in Studi e ri­
cerche francescane 8( 1979) 225­
228.
C) Maria cliede e implora da
Dio l'umiltà pçr la gerarchia ec­
clesiastica, pe- i teologi, per le
anime consacrate per compren­
dere l'eucarist a e per partecipa­
P. BENIA:\IINO DA SARNO re all' annien~amento di Gesù
NELLA CRONACA LOCALE nell'eucaristia
E infatti, Mons. Toppi sente
Un quaderno di cronaca manoscritta del convento di Nocera
la sua ment( occupata dalla
mizia con la data 20 giugnc 1935 e con un profilo biografico del
flagellazione Ji Gesù che si ri­ ' Presidente di quel convento. ? Beniamino da Samo, composto for­
verbera nel ~ uo stesso corpo
se da P. Isidoro da S. GennarJ, suo successore nella Presidenza del
sotto lo sguado di Maria, e
convento;
"Il giorno 20 Giugno del : 935, festa del Corpus Domini, il M.R.P.
tramite l' eLcaristia - la
Beniamino da Samo, dopo breve malattia, munito dei SS. Sacramen­
flagellazione \ iene "applicata a
ti, chiuse serenamente i suo~ giorni, nel
me e alla Chie~a".
bacio del Signore.
Gesù nel tabernacolo è Gesù
Fu Padre di gran meno, di vita
nel Getsemar i Mons. Toppi
operosissima. Instancabile lavoratore,
vede gli aposuli che dormono,
profuse tutta la sua vita nello studio, nel­
e contempla rv~aria soffrire "da_
l' insegnamento, nella predica,'ione. Appe­
vanti a ques!.i realtà odierna,
na entrato nell'Ordine si fec;? subito no­
tare per vivida intelligenza, e '1egli anni di
davanti alle de\ iazioni sul miste­
studio fu alunno diligentissirr\J; sempre il
ro dell'amore, lavanti all'acquie­
primo, supplendo col suo tenace volere
scenza dei responsabili, all'apa­
alle sostanziali deficienze dì :nsegnamen­
tia dei sacerde ti e dei religiosi,
to e di insegnanti del suo teMpo, per cui
alla solitudine desolante dei ta­
può essere considerato un autodidatta.
bernacolì ... E ~Ii gridava tutto il
Per molti anni tenne scuoia di lettere, di filosofia, di teologia, a
suo amore! G chiedeva di co­
vicenda o cumulativamente. senza mai rifiutarsi alle richieste dei
municarmi le S Je veglie insonni,
superiori, insegnando con vi\ ace e superiore duttilità, ogni sorta di
materia, essendo, per tanti a:;ni, quasi, si può dire, l'unico Lettore
perché lui pnesse avere una
della Provincia.
lampada viver:e perenne ... Gli
Oratore di valore superiC'"e, anche in questo ramo, anzi in que­
chiedeva di far risplendere nella
sto più che in altre sue atti vita. si fece ammirare per una volontà che
Chiesa la SUé presenza reale
non conosceva ostacoli, e ch;:> gli fece, con tenacia mai abbastanza
amorosa operante"
encomiata, superare la difficoltà quasi insormontabile di una voce
"Maria - scrive Mons. Toppi
fioca, oltre ogni dire, e che poi si irrobustì e divenne sufficiente e
- mi ha immer<o nel Getsemani,
forte, con un instancabile esercizio. Nella predicazione assidua e
facendomi par:ecipare alla soli­
lunga quanto tutta la sua viti! sacerdotale, profuse i tesori della sua
tudine ango,ciosa di Gesù
vasta e varia cultura letteraria. artistica, filosofica, teologica, susci­
tando ovunque la più fervida ,immirazione, onorando così l'Ordine e
nell'eucaristia nelle anime e in
la Provincia.
mezzo ai fedeli (=Gesù in mezzo)
Frutto del suo lavoro lasc:a una biblioteca di circa quarantamila
e alla sua partl\:olare sofferenza
volumi, per la Provincia, col suo sudore; e più ancora, i manoscritti
per l'apatia e r irresponsabilità di
delle sue prediche, che sono parte viva della sua intelligenza e del
tanti religiosi e sacerdoti. Ho
suo cuore, e che speriamo \ engano presto date alle stampe, per
potuto sentire tutta la sofferen­
l'onore della nostra ProvinCIa e del suo nome.
za di Gesù per 11 bacio di Giuda,
La sua vita si chiuse vera:nente come lavoratore e combattente.
ripetuto da tar.ti sacrilegi e tra­
Pochi giorni prima di morire dovettero fargli garbata violenza, per
non fargli continuare una predicazione iniziata, ma a cui il fisico
dimenti della verità 260.
minuto, ormai non reggeva p' j.
-Gesù eucaristico si donava
Il Signore e S. Francesc,' gli diano il premio di tanto lavoro
a Maria-Chie,a; -l'eucaristia,
!l:eneroso e disinteressato. A:nen.
anelito alla sua venuta, impegno
~ NB. Il sullodato Padre fu Lettore di Filosofia, di Teologia, Custo­
per la Chiesa :Jellegrina ad af­
de Generale, Definitore Pro\ inciale, Guardiano, Esaminatore pro
smodale della Diocesi di Nola e di Nocera Inferiore. Da tutti ammira­
conllnua a pago 4)
to per la sua vasta cultura e per la sua ferrea memoria".
MONOGHENÈS THEÒS
Alla "Scuola del vangelo"
del martedl sera a Sant'Eframo
partecipavano due coniugi di
Tavernanova
Anna Maria e
Tonino Fico - che portavano con
loro anche il bambino Metteo di
7-8 anni.
P. Fiorenzo spiegò che nelle
parole di Giovanni "mono­
ghenès Theòs" sta racchiusa
tutta la cristologia, perché Gesù
viene chiamato Dio, vien detto
"generato" e si precisa che è
"mono", cioè "unico" generato.
Il bambino Matteo prende­
va appunti a modo suo, ma fis­
sò in mente queste parole. Un
giorno andò a Roma coi genito­
ri, i quali - nella stazione Termi­
ni - furono bloccati da un Te­
stimone di Geova, per i quali
Gesù è solo "uno dei tanti" figli
di Dio. Mentre i tre si intratte­
nevano in questioni più o meno
difficili, Matteo fingeva di gio­
care muovendosi qua e là, ma
seguiva i discorsi, e a un certo
punto si fermò e chiese al Testi­
mone di Geova: "E tu sai dirmi
che cosa significa "Mono­
ghenés Theòs?". Beh, se l'aves­
se saputo, non sarebbe stato più
un Testimone di GeovaL..
L'ANGOLO DI
FRA GEREMIA
GEREMIA NELLA
COSCIENZA RUMENA
NEL XX SEC.
Tra le voci elevatesi in pre­
ghiera verso questo figlio della
terra romena vanno ricordate
quelle del Canonico Ilie Daianu,
autore di Un sféml pribeag
roman (Un santo pellegrino ro­
meno)Cluj 1926,1936, 1943;,il
prof. Gino Lupi, autore di Fra
Geremia da Valacchia in Italia
Francescana 14 (1939), pp. 118­
125, e il filosofo Francesco Ore­
stano, autore di, Fra Geremia da
Valacchia in Italia Francesca­
na 14 (1939), pp. 118-125.
Dopo il trasferimento a
Roma, avvenuto il 18 febbraio
1948, con un una nuova ricogni­
zione e un nuovo tumulamento
nella Chiesa S. Lorenzo da Brin­
disi durante una solenne cele­
brazione in rito romeno bizanti­
no il 5 marzo 1948, la tomba del
Servo di Dio divenne punto di
riferimento e di aggregazione per
tutti gli esuli romeni che si tro­
vavano nella Città Eterna. Un
altro punto di riferimento, lungo
i trent'anni e più, fino alla morte
della direttrice, Sig.ra Felicia Pa­
raschivescu (avvenuta nel mese
di maggio 1982), è stato il Circo­
lo "Ieremia Valahul-Pelerinì ai
unitàjJii crestine" (Geremia da
Valacchia-Pelegrini per l'unità
cristiana). Inoltre, è stato tradot­
to e stampato in romeno due
volte 1956 e 1982 - il libro di
Orestano. Da ricordare anche 2
frati cappuccini, con grandi me­
riti per la divulgazione della fi­
gura del nostro confratello: P.
Teodosio da Voltri e Mons.
Francesco Saverio Toppi.
Dopo la beatificazione, la fi­
gura del Beato diventa non solo
conosciuta dai cattolici romeni
(a lui veniva ed è ancora dedi­
cato il giorno di lunedì come gior­
no di particolare devozione, e le
biografie di Teodosio da Voltri e
di F.S. Toppi sono tradotte e ri­
stampate più volte), ma diventa
anche sostegno per il suo po­
polo in uno dei più bui periodi
(continuaapag.4)
3
P. CARMELO
CONTI GUGLIA
INCONTRO REDATTORI RIVISTA STORICA
Il giorno Il no\ embre si sono radunati a S. Eframo Vecchio i Redattori della "Rivista Storica dei
Cappuccini di Napoli" per programmare il prossimo numero della Rivista e i Convegni storici della
Provincia cappuccina di ~apoli. Nella foto, alcuni partecipanti: Giuseppe Di Pietro, Romolo Gentile,
Cannela Raso, AntC'nietta Adinolfi, Maria Bruna.
CIL PRIMO DOCUMENTARIO ALL'ESTERO)
Scesi varie volte in Sicilia per reali:i'Zare i filmati a quiz relativi al
Beato Giacomo Cusmano e da trasmetlere in TV locali della Sicilia.
Fu in tale occasione che mi incontrai con P. Francesco Gioia, poi
Arcivescovo di Canerino, il quale mi chiese di scrivere un libro su
Madre Francesca Rubatto, fondatrice delle Suore Cappuccine di
Genova. Il libro aprarve l'anno seguente ( 1990) col titolo "Adorabi­
le volontà". L'obbdienza nell'Epostoiario di Madre Rubatto. E col
libro fu progettato anche un viaggio in Brasile, Uruguay e Argenti­
na per filmare l'atti v'ità delle Cappuccme in quelle terre.
Accennai anche al primo viaggio, che portò me, ìl cameraman
Enzo Cestari - allora addetto all' emittente Canale 21 e l'allora fi­
danza (ora consorte) in Brasile, Uruguay, Brasile, Rio Grande do
Sul.
Già il 13 gennaio 1989 vennero CI parlare con me a Napoli le
Suore di Genova.
Nella biblioteca della TDC si conserva un libro con dedica:
MALAISI RICCIOTTI ALFONSO.
ABC de la histcria de la 19lesia compendiata en 100 lecciones.
Dedica autografa: Al queridisimo P Fiorenzo con mucho carino y
gratitud, en recue~do por su visita en la Argentina. Hermana
Capuchina de la M. Rubatto. Argenllna 13.9.89"
Non voglio omettere di ricordare come la prima telecamera fu
acquistata con offe:te di varie persone. Angela Principe nel 1981
mise in palio l'anelo d'oro e ne ricavò 80.000 liore.
P. Fiorenzo
IPPOLITO BORGHESE E LA CAPPELLA DEL RELIQUlARIO Il nome "Cappella del reliquiario" sita nella chiesa della Conce­
zione di Napoli, derlva probabilmente dalla presenza di un reliquiario
costruito da Fra Egidio da Torre del c]reco, morto nel 1635, di cui
il cronista dice: "e:l;li fece il disegno del reliquiario d'Amalfi e di
Napoli collocando quelle sante reliqUie come hora stanno".
Non sappiamo se si riferiva allo stesso reliquiario o a un altro il
cronista del Breve 'iotamento p. l88~ quando negli stessi anni·­
scrisse che il "valente pittore" lppoilto Borghese compose nella
nostra chiesa molte pitture. Tra le altre. il ritratto di PDaniele da
Napoli, "al naturale", ed esattamente "è quella stessa che rappre­
senta Dio Padre ndla cornice di marmo nella parte superiore del
reliquiario di que~ta nostra chiesa della Concettione di Napoli,
havendo anco lo stesso pittore fatto l'altre pitture di detto
reliquiario".
E' interessante notare che in questa cappella furono sepolti due
Frati veramente sar.ti: in cornu evangelii Fra Geremia da Valacchia,
in una cassa di pio:nbo rinchiusa in un'altra di legno, "et all'incon­
tro vi sta il corpo Ji Fra Pacifico da Salerno suo maestro".
C__U_N_F_R_-\_M_M_E_N_T_O_C_E_RR_E_T_E_S_E______)
Sulla rivista L(... Voce dei Cappuccini di Cerreto Sannita (n. l
del 20 l O) viene riportata la notizia che Antonio, figlio del Barone
Tommaso Carizzi Ji Cerreto, ma abitualmente residente in Napoli,
"nel 1756, poco pì l che ventenne, proprio a Cerreto, fu colpito da
alcune indisposizÌcni con perdita di rremoria e della parola e, a suo
dire, riacquistò cO'1ìpletamente la sa.ute per grazia ottenuta dalla
Madonna delle Grazie, la cui statua. in quel mese di giugno, era
esposta nell'insigne collegiata chiesa di S. Martino"; statua che si
venerava nel convento dei Cappuccini dal 1732 (RENATO PESCICELLI,
Palazzi case efam.glie Cerretesi nel XVIII secolo, II ed., Teta Print,
Cerreto Sannita 20(19,417).
4
LA MADONNA
DELL'ARCO
Il prodigio della Madonna
dell' Arco venne narrato da un
cronista cappuccino del Set­
tecento, P. Emmanuele da Na­
poli, in questi termini: Era l'an­
no 1590 e "nel villaggio, pres­
so a Napoli, detto dell'Arco,
fu un portentoso awenimen­
to, che fece gran ribrezzo ad
ognuno. Una donna di vita non
buona, ed in età avanzata,
montava in disordinato sdegno
per certa traversia accaduteli,
principiò a maledire ed impre­
care contro dell' imagine della
Vergine santissima, assai ve­
nerata in quella chiesa; con­
turbatasi all'istesso punto
l'aria, principiò a tuonare, ed
una delle saette colpendo nelle
gambe di quella scellerata don­
na, le inaridì in maniera che si
separarono immediatamente
dal corpo, a vista di molta
gente. D'allora in poi avanza­
tosi la divozione a quella santa
imagine, venne sempre più
frequentata quella chiesa, ora
di jus padronato della città di
Napoli, e convento de padri
domenicani. Il luogo altresì è
stato ridotto vistoso e nobile
per le ville e casini, che sono
stati edificati da tempo in tem­
po da napoletani".
IL TELEFONO
DELLA PREGHIERA
Se hai bisogno di pre­
ghiere chiama
081.751.94.03
V.'ANGOLO MARIANO)
(continua da pago 3)
frettarla, accettazione amorosa e
spasimante dell'anima in purga­
Nato nel 1910, sacerdote
torio, il Cristo Gesù nella storia
degli Oblati di Maria Imma­
di Nazaret e nel mistero pasqua­
colata, è morto il 22 agosto
le il Cristo Gesù in cielo e nel
20 lO, all' età di 100 anni, era
il Cristo
suo corpo mistico
laureato in Lettere greche
Gesù nel suo sacrificio - nel
all'Università di Napoli con
nostro sacrificio - il Cristo Gesù
una tesi su S. Giovanni Cri­
in Maria e Giuseppe=nella Chie­
sostomo, di cui tradusse le
sa [...]; Gesù si offre: nostra azio­
Omelie al popolo antioche­
ne di grazie-eucaristia della Chie­
no. Ha lavorato nel campo sa trionfante, pellegrina e pur­
gante! Maria e Giuseppe ci aiu­
sociale e in quello missiona­
tano ad inserirei nell'Eucaristia
rio, unendo sempre studio e
divinal; -Maria gridava e si of­
prassi. Predicatore molto ef­
friva nella Chiesa, s'immolava
ficace, è stato l'iniziatore e
nell'eucaristia per risolvere i pro­
l'ispiratore dei Misteri della
blemi attuali della vita religiosa
luce nel rosario mariano, ora
e sacerdotale; Maria, però, la
integrati ufficialmente. P.
Mamma diceva gemendo: "sono
Romualdo si riferisce poeti­
miei figli e mie figlie, came della
camente a quest' ultimo me­
mia carne ... è satana che li tra­
rito spirituale, valorizzato dal
volge con l'inganno e il piace­
Cappuccino Mons. Tappi, Ar­
re ... lo resto in mezzo a loro, li
civescovo Prelato di Pompei ..
voglio salvi... Gesùl Mi ha fatta
Mamma dei peccatori, Mamma
Fu Carmelo Conti Guglia
di misericordia, ascolta la mia
che in nobili pensieri
preghiera, accetta l'offerta della
della luce quei misteri
mia verginità, che si ripete nella
primo espresse ed ispirò.
Chiesa da schiere di anime ...
Gesù! Amore! L'eucarestia: il tuo
E fu Toppi felicissimo
corpo glorioso, pregno di Spiri­
egli che era tanto attento
to Santo, li trasformi, li salvi, li
a notar l'arricchimento
spiritualizzi, li elevi; -oggi, 6 no­
della prece popolar.
vembre, il Signore mi ha comu­
La proposta Conti Guglia
nicato un senso vivissimo del­
Fu sapiente ed opportuna:
l'eucaristia come espressione e
ha colmato una lacuna;
strumento dell'intimità nuziale
oggi è bella realtà.
tra lui e la Chiesa-anima; e la
P. Romualdo Gambale.
sposa-Maria-Chiesa [...] ha sete
e si disseta accostandosi con la
fede [...] al cuore crocifisso e
L'ANGOLO
'\ sacramentato, che si dona con
una totalità assoluta e perfetta
( ___D._if_FRA_G_'E_RE_MIA
______)
di amore nella comunione euca­
(continua da pago 3)
ristica; -mi hai innanzitutto fatto
della sua storia. E' nostra con­
riflettere sul dono dell'eucaristia.
vinzione che Dio lo ha chiamato
[... J. Poi mi hai subito immerso
agli onori degli altari proprio per nella passione, come tu oggi la
dare un po' di sollievo al popo­
risoffri nella Chiesa-eucaristia; ­
lo romeno quando il regime co­
preghiera inesauribile [ ..] che
munista cercava un po' di legiti­
dall'eucaristia, raccogliendo tut­
mità all'estero, anche se all'in­
to il mistero di Gesù, nello Spiri­
terno era ritornato ai vecchi me­
to Santo giunge al Padre per la
todi degli anni '50. In questo
Chiesa e per l'umanità; -l'euca­
contesto, la partecipazione di un ristia e i sacerdoti oggi l...], Ge­
cospicuo (per quei tempi) grup­
meva Maria, mostrandogli le sof­
po di romeni alla cerimonia della ferenze del Figlio sulla via del
beatificazione resta emblematico,
Calvario, nell'eucaristia! ... E im­
come anche il fatto che un anno
plorava la grazia della liturgia; ­
dopo, Mons. Ioan Robu veniva e Maria: [...] Riparare per quanti
consacrato come vescovo di non ti amano ... per i religiosi e
Bucarest, dopo una "sede va­
per i sacerdoti, che oggi ti con­
cante" ufficialmente di quasi 35
testano nell'eucaristia.
anni. ..
Fr. Petre-Marian lanos,
OFMCap.
Questo periodico viene inviato gratuitamente. Chi volesse inviare offerte volontarie, può servirsi del modulo accluso, ccp n. 66914680 intestato a : EDIZIONI CAPPUCCINI - NAPOLI 
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IO "IL CAPPUCCINO" NACQUI lO ANNI F~ MIRACOLOSA