Partecipare al cambiamento e
promuovere l’innovazione
Il NUOVO e il PON
Questa serie di slide mira a esplicitare come il PON offra
strumenti che aiutano le scuole
a accogliere i
cambiamenti, innescati da nuove realtà e dalla nuova
normativa, che investono il Paese e la sua scuola.
Attraverso le proposte del PON, le scuole possono sperimentare,
anticipare, innovare gli assetti che la riforma degli ordinamenti, la
riforma della PA, la maturazione degli indirizzi federalistici nonché il
rinnovato quadro degli obiettivi per Europa 2020 delineano e
richiedono.
2
1. Il Sistema Nazionale di Valutazione
2007/2008
2008/2009
2009/2010
2010/2011
Italiano
matematica
Italiano
matematica
Italiano
matematica
Italiano
matematica
Italiano
matematica
Italiano
matematica
Italiano
matematica
Italiano
matematica
2011/2012
Classi con valutazione esterna
Scuola primaria classe seconda
Italiano
matematica
Scuola primaria classe quinta
Italiano
matematica
Scuola secondaria del primo ciclo
classe prima
Esame di Stato: Scuola secondaria
del primo ciclo classe terza
Scuola secondaria del secondo ciclo
classe seconda
Italiano
matematica
Italiano
matematica
Italiano
matematica
3
1. L’evoluzione dell’SNV
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
8.
La legge delega 53/2003 art.3 con decreti verranno definite le norme generali sulla
valutazione del sistema educativo di istruzione e formazione e sugli apprendimenti
degli studenti secondo i principi direttivi: b: l’Istituto nazionale per la valutazione del
sistema di istruzione effettua verifiche periodiche e sistematiche sulle conoscenze e
abilità degli studenti e sulla qualità complessiva dell’offerta formativa… c: per gli esami
di Stato (I e II ciclo) prove predisposte da INVALSI
DLgs 59/2004 (riforma del primo ciclo) art 11 prova scritta esame di Stato predisposta
da INVALSI
DLgs 286/2004 è istituito il Sistema nazionale di valutazione del sistema educativo di
istruzione e formazione ad esso concorrono INVALSI, le istituzioni scolastiche e
formative, regioni, province e comuni in relazione ambiti di competenza.
Attività sperimentale di valutazione degli apprendimenti a partire dal 2004, nel 2006/7
prove su un campione di istituti in presenza di osservatori esterni
Legge n. 176 del 25/10/2007 art. 1 c. 4ter l’esame di Stato comprende prova scritta a
carattere nazionale, il 2007/2008 prime prove nazionali per gli esami conclusivi del I
ciclo (esami di italiano e matematica 3 media)
DPR 122 del 22/06/2009 art 3 la prova INVALSI concorre alla valutazione dell’esame
di Stato
Direttiva 76 del 15/09/2008 rilevazione degli apprendimenti SNV per le classi 2, 5 della
scuola primaria; 1 e 3 della secondaria del I ciclo(si prenderà la prova dell’esame di
Stato per le classi 3); 2 e 5 del II ciclo. Solo Italiano e matematica
E’ in discussione quando avere la prima prova nazionale dell’esame di Stato
dell’esame conclusivo del secondo ciclo
4
1. Il contributo del PON allo sviluppo dell’SNV
Introduzione del Referente per la Valutazione
a.
coordinatore della valutazione degli apprendimenti nei moduli PON
b) garante del riconoscimento del credito nella valutazione curriculare di quanto svolto
dagli allievi nell’ampliamento dell’offerta formativa
c)
ponte fra la valutazione curriculare e quella nell’ambito dell’offerta formativa
d) interfaccia con l’INVALSI per l’attuazione delle prove
e) competente nella lettura dei dati (dal PON, dall’INVALSI, dalle valutazione della
scuola)
5
1. Il contributo del PON allo sviluppo
dell’SNV
1. Referente della valutazione e crediti per gli allievi
Le Disposizioni pg 146 definiscono i compiti del referente per la valutazione.
Dal DPR 89/10 regolamento dei licei art 10.2“
Ai fini della realizzazione dei principi di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, e per il conseguimento degli obiettivi
formativi di cui al presente regolamento, nell’esercizio della loro autonomia
didattica, organizzativa e di ricerca, le istituzioni scolastiche…….possono
organizzare, attraverso il piano dell’offerta formativa, nei limiti delle loro
disponibilità di bilancio, attività ed insegnamenti facoltativi coerenti con il
profilo educativo, culturale e professionale dello studente previsto per il
relativo percorso liceale. La scelta di tali attività e insegnamenti è facoltativa
per gli studenti. Gli studenti sono tenuti alla frequenza delle attività e degli
insegnamenti facoltativi prescelti. Le materie facoltative concorrono alla
valutazione complessiva. Al fine di ampliare e razionalizzare tale scelta, gli
istituti possono organizzarsi anche in rete e stipulare contratti d’opera con
esperti, nei limiti delle risorse iscritte nel programmaannuale di ciascuna
istituzione scolastica.
6
1. Il contributo del PON allo sviluppo
dell’SNV
1. Valutazioni della scuola e valutazione nel PON; interfaccia INVALSI ed
esperto della lettura dei dati
•
•
•
•
•
Circ 14410 del 06/12/2010 Strumenti interni di valutazione dell’efficacia degli
interventi C ed F del Piano Integrato FSE 2010/11: Schede di valutazione
degli apprendimenti a inizio e a completamento degli interventi – Valutazioni
degli esiti e certificazioni esterne
Per il Piano Integrato 2011/12 la compilazione della scheda di valutazione è
obbligatoria per i percorsi C ed F
Azioni B3 di informazione e sensibilizzazione sulle indagini internazionali e
sull’SNV; formazione dei referenti per la valutazione delle scuole secondarie
del I ciclo; strumenti sviluppati dall’INVALSI per la lettura dei dati dell’SNV
utilizzati durante i seminari B3 per capire nel confronto all’interno della
scuola, dell’area territoriale e nazionale il livello di competenza raggiunto
dagli allievi
Disponibilità di una serie storica di dati SNV e di dati PON
Relazione del referente per la valutazione al Collegio dei Docenti per
valutare l’impatto del PON e progettare l’ulteriore partecipazione della scuola
alla programmazione dei Fondi Strutturali
7
1. Il contributo del PON allo sviluppo
dell’SNV
1. Confronto fra i risultati di due classi, della scuola e
nazionali alle prove INVALSI
Durante i seminari B3 i
docenti hanno
imparato a leggere la
distribuzione degli
allievi delle classi
testate in “livelli” (come
accade nelle prove
OCSE PISA) e a
confrontare le
distribuzioni di classi
diverse di una stessa
scuola e i risultati della
scuola con i risultati
nazionali
8
2. La riforma del primo ciclo
• Le indicazioni nazionali per il curriculum
• Insegnamento Cittadinanza e Costituzione
• Promozione dell’apprendimento dell’inglese
9
2. La riforma del primo ciclo
•
•
La riforma del I ciclo, DPR 89 del 20/03/2009, si pone in continuità con le
azioni precedenti di riforma del primo ciclo (DLgs 59 del 19/02/2004 e
Decreto del Ministro della PI del 31/07/2007) richiamandosi sia alle
“Indicazioni per la scuola dell’infanzia e del I ciclo” sia alle “Indicazioni per il
curriculo”
L’atto di indirizzo del Ministro relativo al primo ciclo, 08/09/2009 invita a
sperimentare per un triennio mentre si procederà alla loro armonizzazione
•
Il DL 137 del 01/09/2008, convertito in La legge 169 del 30/10/2008,
introduce azioni di sensibilizzazione formazione del personale riguardo a
Cittadinanza e Costituzione che viene introdotto dal DPR 89/09 come
insegnamento ordinamentale inserito nell’area disciplinare storico-geografica
•
Il DPR 81 del 20/03/2009 obbliga gli insegnanti di scuola primaria non
ancora specializzati per l’insegnamento dell’inglese alla frequenza di speciali
percorsi triennali di formazione linguistica. La DG per il personale ripropone
un nuovo piano di formazione in modalità blended
10
2. Il contributo del PON a sostegno della riforma
del I ciclo
•
In collaborazione con l’ANSAS sono stati sviluppati tre nuovi piani di
formazione per i docenti, coerenti con le nuove indicazioni curriculari.
Inoltre vengono sviluppati nuovi materiali per i piani [email protected] e
Poseidon che erano nati come corsi di formazione dei formatori. Ogni
anno i docenti delle scuole delle regioni dell’obiettivo convergenza
possono partecipare alle azioni di formazione blended presso i
presìdi disciplinari guidati da tutor selezionati e formati dall’ANSAS. I
nuovi
•
Le(g)ALI al SUD
•
Ampliamento dell’azione della DG per il personale della scuola per la
formazione nella lingua inglese per i docenti del primo ciclo
11
2. Il contributo del PON alla riforma del I ciclo
•
I piani di formazione per la scuola secondaria del primo ciclo (“Educazione scientifica”;
Lingue, letteratura e cultura Europea: Italiano e Lingue”) nonché il potenziamento di
[email protected] e Poseidon promossi dalla DG per il personale come Piani di formazione
per i formatori
•
Con il Le(g)ALI al SUD il PON propone un approfondimento dello studio dei temi della
legalità e offre l’opportunità per una riflessione su queste tematiche insieme ad altri
soggetti del territorio che possono portare dentro la scuola l’esperienza vissuta della
lotta per la legalità, il diritto di cittadinanza, il significato dei valori costituzionali
•
Dal 2007/2008 con l’intervento B7 del Piano integrato il personale della scuola può
attivare corsi di lingua che porteranno alla fine dei 7 anni di programmazione a un
ampio staff dell’istituto dotato di certificazioni linguistiche
•
Il PON amplificherà nelle regioni dell’Obiettivo convergenza il piano di formazione
avviato della DG per il personale della scuola per la formazione nella lingua inglese
per i docenti del primo ciclo
12
3. Il secondo ciclo e il completamento
dell’obbligo di istruzione
• L’alternanza
• La certificazione delle competenze a
conclusione dell’obbligo di istruzione
• L’accordo Stato-regioni per l’obbligo
scolastico
13
3. Il secondo ciclo e il completamento dell’obbligo di
istruzione a)
•
Il DLgs n. 77 del 15 aprile 2005 “Definizione delle norme generali relative all’alternanza
scuola-lavoro, a norma dell’articolo 4 della legge 28 marzo 2003, n. 53” introduce
l’alternanza come “modalità di realizzazione dei corsi del secondo ciclo, sia nel
sistema licei, sia nel sistema dell’istruzione e della formazione professionale per
assicurare ai giovani, oltre alle conoscenze di base, l’acquisizione di competenze
spendibili nel mercato del lavoro”.
•
Con decreto ministeriale n. 9 del 27/01/2010 viene introdotto un modello per la
certificazione delle competenze a conclusione dell’obbligo di istruzione. Il modello, da
rilasciare a richiesta dell’interessato, va anche compilato dalle scuole art. 1 c. 3 “i
consigli di classe, al termine delle operazioni di scrutinio finale, per ogni studente che
ha assolto l’obbligo di istruzione della durata di 10 anni, compilano na scheda secondo
quanto riportato nella seconda pagina del modello certificato ..”Nelle indicazioni che
accompagnano il decreto inoltre: “per la certificazione delle competenze un utile
riferimento può essere costituito anche dalla documentazione messa a disposizione
dal Compendio INVALSI sulle prove PISA-OCSE …” Il modello di certificato è una
semplificazione del modello EQF (Quadro Europeo dei Titoli e delle Qualifiche)e
propone l’assegnazione della valutazione secondo un’articolazione in 3 livelli
14
3. Il secondo ciclo e il completamento dell’obbligo di
istruzione b)
•
E’ stato definito in conferenza Stato-regioni il raccordo fra i percorsi degli
istituti professionali e i percorsi di istruzione e formazione professionale. Le
linee guida allegate all’accordo del 16/12/2010 definiscono le possibilità di
collaborazione fra il sistema dell’istruzione e il sistema dell’istruzione e
formazione professionale delle regioni (IeFP) secondo regime di
sussidiarietà e queste indicazioni sono riportate nella circolare
AOODGPER11313 n. 101 del 30/12/2010 per l’iscrizione all’a.s. 2011/12
–
Sussididarietà integrativa gli istituti professionali realizzano percorsi
che consentono ai giovani in possesso solo del titolo del I ciclo di
completare l’obbligo di istruzione e accedere poi o al sistema
istruzione, scuole secondarie, o al sistema IeFP
–
Sussidiarietà complementare se l’Assessorato regionale in accordo
con USR attiva presso gli istituti professionali classi che assumono gli
standard formativi e ordinamento degli IeFP.
15
3. Il contributo del PON all’espletamento
dell’obbligo di istruzione
• I percorsi C5 e C6 e C1 con stage all’estero
• Le certificazioni esterne per lingue e ICT e i percorsi B3
sui framework nazionali e internazionali per la
valutazione delle competenze
• Le azioni F: Il supporto alla motivazione e il contrasto
dell’abbandono scolastico
16
3. Il contributo del PON all’espletamento dell’obbligo di
istruzione
•
Nell’ ambito del Piano integrato ogni anno le scuole possono progettare percorsi di
stage aziendali, C5, anche nei paesi Europei, o di impresa formativa simulata, C6 o
percorsi C1 ocn stage all’estero che prevede la realizzazione di un project work in un
Paese europeo per allievi che abbiano già almeno la certificazione del livello B2 di
conoscenza delle lingue
•
Il PON promuove le certificazioni esterne per i percorsi C1 e G1 riservati sulle lingue e
sulle ICT (le certificazioni saranno obbligatorie dal prossimo anno). Queste
certificazioni sono una parte di CV ben identificabile e internazionalmente riconosciuta
che trova immediata collocazione nel modello di certificazione
•
I seminari B3 nel 2008/2009 sulle indagini nazionali e internazionali hanno raggiunto
14.000 docenti del biennio aggiornandoli sui framework nazionali e internazionali e la
valutazione delle competenze secondo gli standard internazionali formando i docenti
sulla valutazione per “livelli”
•
Con l’azione F2 sono stati raggiunti oltre 46.000 studenti del biennio: le scuole hanno
un potente strumento con questa azione per intervenire contro l’abbandono e per
garantire il necessario orientamento verso i percorsi della scuola superiore più vicini
agli interessi dei ragazzi per contrastare la dispersione e promuovere il proseguimento
oltre l’obbligo di istruzione
17
4. La riforma del secondo ciclo
• Spazi di flessibilità e autonomia del
curriculo
• Maggiore spazio a scienze e tecnologia e
l’approccio laboratoriale
• Il CLIL
• I Dipartimenti
18
4. La riforma del secondo ciclo
•
•
•
•
La riforma introduce delle possibilità di personalizzare i percorsi
facendo uso di due strumenti: quote di autonomia (il 20% dedicato al
curriculum dell’autonomia definito nell’ambito del DPR 275/99) e
quota di flessibilità (variabile a seconda che I o II biennio e del tipo di
scuola finalizzata a caratterizzare ulteriormente il particolare
indirizzo e da attivare sulla base di richieste del territorio, del mondo
del lavoro, delle professione e, per i licei, anche degli studenti e delle
famiglie, del mo)
Vengono introdotte ore di scienze, per i tecnici e i professionali si
parla di scienze integrate, nel biennio, le linee guida dei Tecnici e dei
professionali sottolineano l’importanza dell’approccio laboratoriale
Al 5 anno di tutti i percorsi di secondaria superiore una materia dovrà
essere insegnata in lingua straniera
Vengono promossi i Dipartimenti “quali articolazioni funzionali del
Collegio Docenti, di supporto alla didattica e alla progettazione”
19
4. Il contributo del PON alla riforma del II ciclo
•
Il supporto attraverso il finanziamento del Piano Integrato
all’ampliamento dell’offerta formativa
•
I laboratori costruiti con il FESR e la formazione dei docenti con
materiali innovativi che propongono un approccio laboratoriale e
fanno ampio utilizzo delle risorse digitali nella didattica della
matematica come in quella dell’italiano e delle lingue straniere
•
I percorsi B1 di formazione per il CLIL (a.s. 2007/2008; 2008/2009;
2009/2010 e 2010/2011), l’azione B7 e l’amplificaizone della
formazione CLIL avviata dalla DG per il personale della scuola
•
I progetti di formazione B e D nati per far crescere insieme i docenti
della stessa area disciplinare dell’istituto
20
4. Il contributo del PON alla riforma del II ciclo
a)
Aggiuntivo vs Extra-curriculare
•
Le azioni dell’obiettivo C “Migliorare i livelli di conoscenza e competenza dei giovani”
sono gli strumenti con cui le scuole delle regioni convergenza arricchiscono le
professionalità della scuola anche con esperti esterni per dare attuazione alle
opportunità della riforma.
•
E’ opportuno che le istituzioni scolastiche programmino questi spazi come “veri
ampliamenti” di quanto la scuola già fa e può fare con le proprie risorse umane ed
economiche: in questo è l’aggiuntività.
•
Attenzione però alla ammissibilità della spesa: il personale della scuola non può venir
pagato dai Fondi Strutturali per attività che rientrano nel proprio orario di servizio
•
Ad esempio: il docente della classe che attuasse un modulo durante ore/giornate
curriculari (cosa che spesso accade con il progetti C5 di stage) non potrà avere il
compenso del tutor, né potrà essere pagato il personale ATA comunque presente in
quelle ore
21
4. Il contributo del PON alla riforma del II ciclo
b)
•
•
Nei primi tre anni di programmazione le istituzioni scolastiche delle regioni dell’Obiettivo
convergenza hanno potuto arricchire con i Piani FESR le dotazioni tecnologiche in tutti
gli ambiti (scientifico, linguistico, tecnologico, di settore).
Nello sviluppo dell’offerta formativa Poseidon e [email protected] sono stati prodotti materiali
didattici che saranno al più presto disponibili a tutte le scuole nonché costituirano al
base per corsi in presenza presso i presidi disciplinari. L’approccio metodologico
proposto è sempre UN APPROCCIO laboratoriale “laboratorio concepito, nei nuovi
ordinamenti, come una metodologia didattica innovativa, che coinvolge tutte le
discipline, in quanto facilita la personalizzazione del processo di
insegnamento/apprendimento che consente agli studenti di acquisire il “sapere”
attraverso il “fare”, dando forza all’idea che la scuola è il posto in cui si “impara ad
imparare” per tutta la vita. Tutte le discipline dovrebbero, quindi giovarsi di momenti
laboratoriali, in quanto tutte le aule possono diventare laboratori” (dalle linee guida per il
passaggio al nuovo ordinamento Istituti tecnici).
•
Con il progetto B7 docenti e personale ATA hanno la possibilità di seguire dei corsi per
l’apprendimento delle lingue e conseguire anno per anno la certificazione per il livello
raggiunto. Il PON inoltre sosterrà l’azione specifica di formazione sul CLIL promossa
dalla Direzione per il Personale della scuola
•
Con il piano integrato, o con i progetti B10 di formazione nazioanle, le scuole vengono
invitate ad attivare iniziative per TUTTI i docenti di un’area disciplinare. Si è puntato
cioè a far crescere dentro le scuole delle regioni dell’obiettivo convergenza delle
comunità di pratiche di colleghi che hanno appreso a lavorare e crescere insieme.
22
5. Il nuovo CAD
Il nuovo CAD, il Codice dell'Amministrazione Digitale (Decreto legislativo
n. 235/2010 pubblicato nella GU del 10/01/2011) introduce infatti un
insieme di innovazioni normative che vanno a incidere
concretamente sui comportamenti e sulle prassi delle
amministrazioni e sulla qualità dei servizi resi.
Il DLgs introduce sanzioni e premialità per le PA e garantisce date certe
per lo sviluppo di una serie di servizi digitali di cui il cittadino potrà
usufruire consentendo trasparenza dell’informazione, efficienza della
risposta, semplificazione delle procedure.
Il Decreto parla alla PA, la sfida è in Italia, e al sud innanzitutto, mettere i
cittadini in grado di utilizzare le nuove offerte
23
5. Il nuovo CAD
Dal sito del Ministero per la PA e l’innovazione
Nei prossimi mesi, famiglie e imprese potranno colloquiare attraverso computer e Internet con tutte
le amministrazioni locali e centrali. In particolare:
•
entro i prossimi 3 mesi le Pubbliche Amministrazioni utilizzeranno la PEC o altre soluzioni
tecnologiche equivalenti per tutte le comunicazioni che richiedono una ricevuta di ritorno ai
soggetti che preventivamente hanno dichiarato il proprio indirizzo elettronico;
•
entro i prossimi 4 mesi le amministrazioni individueranno un unico ufficio responsabile
dell'attività ICT;
•
entro i prossimi 6 mesi le Pubbliche Amministrazioni centrali pubblicheranno sui propri siti
istituzionali i bandi di concorso;
•
entro i prossimi 12 mesi saranno emanate regole tecniche che consentiranno di dare piena
validità alle copie cartacee e, soprattutto, a quelle digitali dei documenti informatici, dando così
piena effettività al processo di de materializzazione dei documenti della PA. Inoltre le Pubbliche
Amministrazioni non potranno richiedere l'uso di moduli e formulari che non siano stati
pubblicati sui propri siti istituzionali. Il cittadino fornirà poi una sola volta i propri dati alla
Pubblica Amministrazione: sarà onere delle amministrazioni (in possesso dei dati) assicurare tramite convenzioni - l'accessibilità delle informazioni alle altre PA richiedenti;
•
entro i prossimi 15 mesi le Pubbliche Amministrazioni predisporranno appositi piani di
emergenza idonei ad assicurare, in caso di eventi disastrosi, la continuità delle operazioni
indispensabili a fornire i servizi e il ritorno alla normale operatività.
24
5. Il PON contro il digital divide
Il PON ha moltiplicato l’incidenza delle azioni dell’obiettivo G “Migliorare i
sistemi di apprendimento durante tutto l’arco della vita” moltiplicando
i soggetti che possono porle in essere: i Centri provinciali per
l’istruzione degli adulti, gli istituti con corsi serali, i Centri Risorse, i
centri Servizi.
A partire dall’a.s. 2011/12 viene attivata l’azione G4: interventi di
formazione degli adulti sull’utilizzo dei servizi digitali
Tutta la programmazione 2007/2013 è gestita attraverso sistemi
informativi che seguono i progetti in ogni fase di vita
25
5. Il PON contro il digital
divide a)
• Attraverso
le azioni G1 “Interventi formativi flessibili
finalizzati al recupero dell’istruzione di base per
giovani privi di titolo di studio e adulti” i corsi
nell’ambito dell’asse scientifico – tecnologico
specificamente finalizzati allo sviluppo di competenze
digitali sono stati più di 36.000
• Con l’a.s. 2011/12 viene attivata una nuova azione,
G4 “interventi di formazione degli adulti sull’utilizzo
dei servizi digitali” finalizzata a facilitare l’utilizzo dei
servizi digitali. Anche G4, come G1, potrà essere
gestita dai CTP, dai Centri risorse e dai Centri servizi
26
5. Il PON contro il digital
divide b
A partire dal 2005, in modo sperimentale per la programmazione 20002006 e poi a regime per il PON 2007/2013, la gestione dei PON si
svolge su un sistema informativo gestito dall’AdG del PON e condiviso
dai beneficiari (le istituzioni scolastiche, ANSAS e INVALSI), dai nuclei
di valutazione presso di UUSSRR, dai destinatari (Allievi dei corsi), dai
soggetti responsabili del monitoraggio e controllo (Commissione
Europea, Autorità di Audit, Autorità di certificazione), dal MEF.
Il sistema informativo è costituito da due ambienti dialoganti, l’uno
sviluppato e aggiornato dal gestore dei sistemi informativi del MIUR e
incardinato nel SIDI (sistema informativo del MIUR), l’altro sviluppato e
aggiornato dall’ANSAS.
Tutta la vita dei progetti (pubblicazione del bando, presentazione delle
proposte, valutazione, autorizzazione, gestione e documentazione
didattica e finanziaria, pagamenti…) si svolge in modo trasparente e
regolamentato sul sistema del PON.
27
6. La normativa per il permesso di soggiorno
Il rilascio del permesso di soggiorno è subordinato
al superamento di test di conoscenza della lingua
italiana
In base agli accordi con il Ministero degli Interni
questi test possono essere svolti presso i CTP.
Chi ha frequentato i corsi li lingua italiana presso i
CTP e ha conseguito al termine del corso un livello
di conoscenza della lingua pari ad A2 non è tenuto
allo svolgimento del test
28
6. La normativa per il permesso di soggiorno
Dalla nota prot. n. AOODGPER 11020 del 16/12/2010
L'articolo 9 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, come
modificato dall'articolo 1, comma 22, lettera i), della legge n. 94/2009,
ha stabilito che “Il rilascio del permesso di soggiorno CE per
soggiornanti di lungo periodo è subordinato al superamento, da parte
del richiedente, di un test di conoscenza della lingua italiana, le cui
modalità di svolgimento sono determinate con decreto del Ministro
dell'interno, di concerto con il Ministro dell'istruzione, dell'università e
della ricerca”;
L’accordo riguarda le modalità di svolgimento dei test (che possono
svolgersi presso i CTP), e il riconoscimento della formazione linguistica
che questi centri forniscono.
29
6. Il contributo del PON alla regolarizzazione degli immigrati
Nei primi 3 anni di attuazione del PON oltre
7.000 stranieri hanno frequentato i corsi G1
presso gli istituti abilitati a gestire questa
misura…
30
ET2020
Con il PON per lo
sviluppo intelligente,
sostenibile e
inclusivo della
Sicilia
31
ET2020
Con il PON per lo
sviluppo intelligente,
sostenibile e
inclusivo della
Calabria
32
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1. Il contributo del PON allo sviluppo dell`SNV