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Il progetto “Alice nelle Città” prevede,
per l’anno 2002/03 gemellaggi e scambi
tra le seguenti scuole:
Ventuno scuole (Medie e I stituti
Compr ensivi) par tecipano nell ’anno
scolastico 2002/03 al secondo anno del
pr ogetto “Alice nelle città”, una delle
pr oposte formativ e e culturali del
CE.SE.DI, il Centr o S er vizi D idattici della
Pr o vincia di Torino . Le scuole
appar tengono ai territori di 23 Comuni,
che contribuiscono alla r ealizzazione del
pr ogetto fornendo assistenza, ser vizi e
contributi.
Le classi sono 42 (870 studenti tra la
prima e la ter za media), coor dinate da 90
insegnanti. D urante l ’anno scolastico gli
studenti lav orano a ricer che sul
territorio per pr edisporr e per corsi di
visita e piani di accoglienza in grado di
coinv olger e le classi gemellate.
I per corsi di ricer ca e accoglienza
seguono 3 ar ee di pr ogetto dominanti:
A CQ U A
TERRA
MEMORIA e PRESENTE
Istituto Comprensivo di Almese e Villardora (lab. classi I e II)
e Sc. Media Statale “E. Fermi” di Piverone (classi I B e II A)
Sc. Media Statale “E. Fermi” di Bussoleno (classi II B e III D) con
Sc. Media Statale “A. Gramsci” di Settimo Torinese (classi II B e
III D) e Sc. Media Statale di Ciriè (classi II E e II A)
Istituto Comprensivo “E. Fermi” di Castiglione Torinese (lab.
classi III) e Sc. Media Statale “M.L. Quarini” di Chieri (classi III
A e III D)
Sc. Media Statale “Don Milani” di Druento (classi I A e I B) e
Istituto Comprensivo di Vigone (classi II A e II B)
Istituto Comprensivo “E. Savio” di Gassino Torinese (classi I B
e I C) e Sc. Media Statale di Locana Canavese (classi I L e II L)
Istituto Comprensivo “66 Martiri” di Grugliasco (classi I D e III
D) e Istituto Comprensivo di Nole (classi II A e III C)
Sc. Media Statale “Leonardo da Vinci” di Ivrea (classi I E e I i) e
Istituto Comprensivo di Poirino (classi I B e I C)
Istituto Comprensivo di Mappano (classi I A e I C) e Istituto
Comprensivo di Verolengo (classi II A e II B)
Sc. Media Statale “S. Pertini” di Montalto Dora (classi II A e II
B) e Sc. Media Statale “Giovanni XXIII” di Pianezza (classi II D e
II E)
Istituto Comprensivo “Palma” di Settimo Vittone (classi I A e I
B) e Sc. Media Statale “Dante Alighieri” di Volpiano e
S.Benigno (classi I A1 e II D)
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Giunto al secondo anno, il progetto “Alice nelle Città”, nato per
stimolare nei più giovani interesse e attenzione verso il territorio della
provincia di Torino, si consolida e si diversifica su filoni di ricerca
didattica e scambio culturale in campo umanistico e scientifico.
La ricerca, come tutte le attività del sapere, reca con sé il
fascino della scoperta e il desiderio di condividere con altri ciò
che i libri, i documenti, le testimonianze, le nuove esperienze e le
attività di laboratorio hanno portato alla luce. Quando il campo
della ricerca è il territorio del comune in cui viviamo si aggiunge
anche l’orgoglio di appartenere ad una storia condivisa, a tradizioni
consolidate, a importanti trasformazioni in atto.
Lo scambio di informazioni ed esperienze, insieme al momento vero
e proprio dell’incontro tra giovani studenti che vivono
quotidianamente in luoghi e ambienti talvolta molto diversi,
seppure tra loro non lontani, fornisce una grande
opportunità di crescita e formazione.
I tre filoni tematici su cui le classi coinvolte nel progetto
hanno avviato durante l’anno percorsi di ricerca – ACQUA,
TERRA, MEMORIA E PRESENTE – sono una rappresentazione non
solo simbolica della varietà del nostro territorio
provinciale, in grado di fornire, come ben illustra questo
libretto, un’ampia gamma di spunti di conoscenza e approfondimento.
Un augurio di buon lavoro e un ringraziamento ai giovani studenti, ai
docenti, agli operatori culturali e a tutti i collaboratori che partecipano
al progetto.
L’Assessore al Sistema Educativo e Formativo
Prof. Gianni Oliva
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Almese e Villardora sorgono quasi al centro dell'area che si
estende dalle pendici del Musinè all'imbocco della valle di Susa.
L'area prende il nome dal torrente Messa che nasce dal Monte
Civrari (m. 2302), attraversa i comuni di Rubiana, verso l'alto, e
Almese, per poi sfociare nella Dora Riparia, in località Drubiaglio
(frazione di Avigliana). Il fondovalle della Dora Riparia, ove si
estende il cono di deiezione del torrente Messa, è da sempre
afflitto dalle alluvioni dovute ai frequenti capricci di questo
corso d'acqua. Il territorio è stato antropizzato sin dall'età del
bronzo, anche perché collocato in prossimità di un'importante
area di passaggio, come testimoniano i ritrovamenti ceramici in
area sia almesina che villardorese.
Almese conserva testimonianze residenziali di epoca romana: i
resti di una grande villa, individuata negli anni ottanta, e le
tombe rinvenute lungo la strada del colle del Lys. L'area
presenta anche interessanti testimonianze di età medioevale nel
Castello di San Mauro, nella Tenuta di Panzone, nel Castello di
Villardora e nella Torre del Colle.
Il territorio fu coinvolto nei secoli in numerosi conflitti bellici.
Gli scontri fra distaccamenti partigiani e truppe nazifasciste nel
1944 – ‘45 sono ricordati nel monumento che sorge al Colle del
Lys, in memoria dei resistenti caduti.
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Il Comune di Bussoleno, situato nella valle di Susa a circa 45 km da
Torino, è attraversato dalla Dora Riparia. Nel centro del paese, in
quello che una volta era il borgo chiuso tra le mura, di cui
rimangono una torre e un tratto lungo il fiume, sono visibili
interessanti edifici medioevali, quali Casa Aschieri, recentemente
ristrutturata, e Casa Amprimo, che furono utilizzate come modello
per il Borgo medioevale di Torino. Ad epoca medioevale risale anche
il campanile, mentre la Chiesa Parrocchiale fu riedificata nel XVIII
secolo.
Per la sua posizione lungo la via Franchigena, Bussoleno fu, fin dal
Medioevo, un vivace centro commerciale e luogo di sosta per le
persone dirette in Francia. Importante per lo sviluppo del paese fu
la costruzione della ferrovia Torino - Susa, inaugurata nel 1854, e
successivamente l’apertura della linea internazionale Bussoleno Modane.
Di interesse naturalistico sono il Parco Orsiera - Rocciavrè e
l’Orrido di Foresto, spettacolare spaccatura nelle falde del
Rocciamelone.
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Castiglione Torinese, estremo lembo del Monferrato sulle
colline a nord di Superga, è una pennellata di verde nel
quadro del creato.”
(Giuseppe Brovero, Castiglione Torinese – Appunti di
storia, Racconti di anziani, Pagine di diario, Scuola
Grafica Emiliani, Rapallo, 1951).
Castiglione Torinese si trova a pochi Km da Torino in
territorio in gran parte collinare a Sud del fiume Po. Le
parti abitate sin dai tempi più antichi sono le pendici delle
colline, dove sorgono numerose borgate, e gruppi di case, e
cascine e ville anche antiche e imponenti, fra cui quella in
cui visse Renzo Pezzani. Il castello, sulla cima più alta che si
affaccia sulla pianura (fu questo l’ultimo baluardo dei
Marchesi del Monferrato in territorio Savoia) ora è stato
sostituito da una grande casa.
La parte pianeggiante, un tempo acquitrinosa e paludosa,
rimase disabitata fino a circa duecento anni fa. Ora è
attraversata da un canale dell’ENEL e dalla statale TorinoCasale, lungo la quale vi sono tutte le case più recenti e si
sono insediate alcune aziende.
Oggi si sta formando una sorta di centro dove sorge la
chiesa parrocchiale, accanto alle scuole elementari e medie,
e a nuovi edifici con negozi sotto i portici. Lì vicino, un
antico convento ristrutturato è diventato recentemente
sede del Comune, e il suo chiostro un piacevole parco
pubblico.
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Vicinissima a Torino, da cui è divisa dalla
collina di Superga, Chieri sorge proprio
dove pianura e collina si incontrano
fornendo il tipico
vino “Freisa” e i
gustosi cardi.
Già all’epoca
Romana risulta
centro di grande
importanza, ma è il
Medioevo che segna
il suo sviluppo urbanistico,
caratterizzandolo con monumenti di sicuro pregio. Il Barocco,
testimoniato dalle chiese di San Bernardino e San Filippo, si
aggiunge al Gotico di San Domenico. È bello visitare la chiesa di
San Giorgio, che sorge nella parte più alta della città,
raggiungibile attraverso un percorso circolare (“la chiocciola”)
che da Piazza Mazzini si inerpica su per la rocca e conduce al
sagrato, anche punto panoramico della città. Colto l’insieme, ci
si può immergere nella visita di uno dei più significativi
monumenti, la Collegiata di Santa Maria della Scala, conosciuta
come il Duomo. È una delle più belle chiese della regione,
costruita nel primo Quattrocento, con a fianco un pregevole
Battistero. Ma sarebbe incompleta una visita a Chieri, sede
dell’antica Università del fustagno, se non si seguissero le
tracce dell’attività produttiva che la ha pervasa da secoli,
facendo tappa al Museo del Tessile, provvisoriamente collocato
nell’ex monastero di Santa Chiara a poca distanza dal Duomo.
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Di origine romanica, Ciriè diventa un fiorente Borgo
grazie a Margherita di Savoia ved. Monferrato che fa il
suo ingresso nel castello di Ciriè nell’anno 1306. Nel
1575 Emanuele Filiberto di Savoia
cede a Gian Gerolamo D’Oria la
Castellania di Ciriè in permuta del
Principato di Oneglia privandosi
così di un piccolo centro ricco di
arte e di storia. La dinastia D’Oria
sino agli inizi del ‘900 prende
dimora nell’omonimo palazzo ora
sede municipale.
Il Duomo (XIII - XIV secolo) in gotico
piemontese è conosciuto come ragguardevole esempio di tale
stile architettonico, con importanti opere d’arte all’interno. La Chiesa
seicentesca di San Giuseppe conserva l’icona dell’Assunta dipinta su tavole di
legno nel 1516 dal Defendente Ferraris.
Inoltre a catturare l’attenzione degli appassionati d’arte, la Chiesa del Santo
Sudario sede della prima Confraternita omonima dal 1521 e l’antica Chiesa di
San Martino di Liramo (XI secolo), certamente la più interessante delle Chiese
romaniche della zona perché conserva, oltre al campanile, le navate
originarie restaurate e affrescate con pregevoli pitture risalenti al
1200/1400. Nei dintorni la Cappella di Robaronzino dove si possono ammirare
stucchi dei Maestri luganesi e quattro tele di Pietro Francesco Guala.
Oggi Ciriè, situata a 21 km da Torino e a 7 km dall’Aeroporto di Caselle, è un
importante centro commerciale e del terziario avanzato, con una popolazione
di circa 18.000 abitanti.
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Il nome “ Druent” trae origine dal celtico Dòir (corso
d’acqua) per la particolare posizione del luogo che
anticamente indicava la località tra i fiumi Ceronda e
Casternone; con l’italianizzarsi dei nomi nel 1936 divenne
Druento.
La fondazione del paese nel luogo attuale si fa risalire al
1260 dall’insediamento primario della “Rubianetta”. Nel
tempo vicende varie trasformano Druento; a partire dagli
anni ’60, da paese rurale diventa insediamento industriale
della prima cintura torinese. Tuttavia negli abitanti è
rimasta forte l’identità locale del proprio territorio,
testimoniata dalla conservazione della tipica struttura a
cortile degli insediamenti rurali nel centro storico e dagli
insediamenti più significativi come il Borgo Castello, S.
Sebastiano, S. Michele, S. Maria della Stella, i Navigli, i
Pilunet.
Druento è una porta di accesso al Parco La Mandria. Su 3000
ettari totali del parco 1620 sono in territorio druentino
con il 93% di pre-parco inserito nella “Corona Verde” ovvero
nella “Corona di Delizie“ barocche testimonianza di un
patrimonio ambientale misto di aree verdi, residenze reali e
ambienti rurali.
Sono presenti numerose cascine: Vittoria, Peppinella,
Rubianetta, Bizzaria (Bela Rosin). Per valorizzare questa
porta del parco e diffondere il turismo ambientale sta
sorgendo nella cascina Rubianetta il “Centro del Cavallo”
ed è attivo un sistema di trasporto pubblico da Druento
all’interno del parco mediante cavalli, carrozze e piste
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Gassino è situata tra il Po e le colline di Torino, a nord-est del
capoluogo piemontese.
La sua bellezza è soprattutto naturale, data la varietà del
paesaggio: sono però le colline a rappresentare la maggiore
attrazione del territorio sia per le vallate e la folta vegetazione,
sia perché da esse si può ammirare l’immenso scenario delle Alpi.
Non mancano comunque attrattive legate alla sua storia: la pianta
della città fa pensare che essa sia di origine romana e sicuramente
risale al Medio Evo quando era un castello fortificato, circondato
da mura. Il primo documento ufficiale, che ne attesta l’esistenza, è
infatti un diploma di re Arduino, risalente all’anno 1003;
dell’epoca medievale rimangono testimonianze di inestimabile
valore storico ed artistico, quali i portici a crociera e alcuni
palazzi in cui sono rinvenibili elementi propri dell’architettura di
tale periodo.
Oggi la città, su cui gravitano i paesi collinari, ha assunto
importanza come centro commerciale.
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Grugliasco sorge a pochi km a sud-ovest di
Torino, lungo la direttrice della Val Susa.
La vicinanza con il
capoluogo piemontese ha
sempre favorito un
rapporto di stretta
dipendenza non solo
economica, ma anche
politico-istituzionale con
la città e quindi con la Dinastia Sabauda.
Il territorio non è attraversato da corsi d’acqua naturali, ma la
creazione di una bealera, garantendo l’approvvigionamento idrico,
fin dal XVI secolo ha dato un forte impulso sia all’agricoltura sia
allo sviluppo della proto industria tessile. Il suo tracciato
inoltre, con la biforcazione all’interno dell’abitato, ha
determinato lo sviluppo del tessuto urbano e la configurazione a
“concentrico” del nucleo più antico. Con il ‘900 inizia l’espansione
produttiva ed edilizia, legata allo sviluppo dell’industria
automobilistica, ripresi alla fine degli anni ’50 con il “miracolo
economico” e l’insediamento delle grandi imprese nel settore
metalmeccanico.
Oggi Grugliasco è una cittadina di medie dimensioni (39.500 abitanti),
ha carattere prevalentemente industriale e commerciale, con un
buono sviluppo anche nel settore terziario. Il trasferimento sul
territorio della Facoltà di Agraria e di Veterinaria e quello
previsto dell’intero polo Universitario Scientifico, vedono
Grugliasco impegnata ulteriormente anche nel settore culturale.
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La città di Ivrea, capoluogo del
Canavese, sorge a 50 chilometri da
Torino, ai piedi del
vasto anfiteatro
morenico della
Serra. Fondata dai
Romani con il nome
di Eporedia, la
città fa costruita
con tipico impianto
ortogonale,
ancora
oggi riscontrabile
nel centro storico. Ma fu il Medioevo il periodo di
maggior fioritura: fin dal IV secolo Ivrea divenne
sede episcopale e nel X secolo il vescovo
Varmondo Arborio la rese splendida per la
presenza di chiese e palazzi. La città poi, sotto il
regno di Arduino, divenne, sia pure per breve
tempo, la capitale d'Italia (1002).
Risalgono appunto a tale periodo i monumenti di cui
ancora oggi gode la città: i principali sono la Cattedrale, il
Palazzo Vescovile, la Torre campanaria di Santo Stefano; del
XIV secolo è il Palazzo della Credenza, antica sede del
Comune. Ma l'edificio simbolo di Ivrea è il Castello "delle
rosse torri", sorto nel Trecento nel centro della città in
posizione dominante con funzione difensiva.
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Locana
Locana, di probabile origine celto-ligure, è il maggior
centro della Valle dell’Orco a cui in passato dava il nome.
Quarto comune d’Italia per estensione, distribuisce la sua
vastissima superficie in novantadue frazioni. Nel capoluogo
e nelle borgate vi sono numerosi edifici con caratteristiche
architettoniche alpestri, mentre il ponte nella frazione
Verné testimonia una presenza romana.
Più del 10% del territorio è compreso nel Parco Nazionale
Gran Paradiso. Percorrendo le tranquille mulattiere si
raggiungono angoli suggestivi per segreti incontri con
timide specie animali e rari fiori. Locana, oltre ad essere
stata luogo di tradizionali attività agro-silvo-pastorali, è
stata anche terra di minatori e “capitale dei magnin e degli
spazzacamini”.
La comunità, per non dimenticare, ha dedicato a questi
singolari artigiani itineranti un monumento ed un Museo dei
mestieri che unisce presente e passato.
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Alle porte di Torino sorge Mappano una realtà di circa 7000 abitanti, la cui storia
documentata risale al XIII secolo, quando la regione, per il suo paesaggio acquitrinoso,
era conosciuta come “i Fanghi” o “alla Palude”.
L’attuale denominazione è legata invece al nome di una ricca famiglia di
proprietari terrieri del luogo, gli Amapano. Nel XVII secolo la bonifica
i del territorio e la costruzione del “Naviglio” da parte dei Gesuiti, così
rc o m u n a le d come l’impulso dato da Carlo Emanuele II all’economia piemontese,
In te rc
favorirono lo sviluppo dell’agricoltura e dell’allevamento
mappanesi e la nascita del mestiere dei “Lavandè”, capaci di servire
per decenni l’intera città di Torino.
La costruzione della Chiesa Parrocchiale dedicata a N. S. del Sacro
Cuore di Gesù, nel 1913, testimoniava la crescita della popolazione, ulteriormente
aumentata negli anni in seguito all’insediamento di industrie e alla correlata immigrazione
dal Sud. In questa realtà vive l’Istituto Comprensivo di Mappano.
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Montalto Dora è il primo paese che si incontra
dirigendosi da Ivrea ad Aosta e può sembrare strano
che si chiami così infatti nonostante il suo nome, il
paese è situato in una zona completamente
pianeggiante e, per arrivarci da Ivrea, si percorre un
tratto di strada in discesa.
L'origine del nome è certamente Romana mentre il
distintivo Dora è ben più tardo e risale
verosimilmente al 1800 per evitare confusione con
altri luoghi.
Questo paese offre al visitatore una visita
ottimamente bilanciata tra cultura e natura; da una
parte la riscoperta del passato, dall'altra
passeggiate bucoliche verso il lago Nero e il lago
Pistono, tipici laghi dell'anfiteatro morenico d'Ivrea,
unico in Italia. Un itinerario romantico,
naturalistico, da assaporare con dolce lentezza.
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Nole
A 24 chilometri dal capoluogo piemontese, in direzione delle Valli di
Lanzo, poco dopo Ciriè, è situato il paese di Nole, ove abitano circa
6300 persone.
Oggi Nole ha perso la sua tipicità artigianale e agricola, pur
mantenendo le caratteristiche del paese.
Due sono le zone di particolare valenza ambientale: la Riserva
naturale della Vauda e la zona di salvaguardia della Stura,
interessanti dal punto di vista della flora, della fauna e della
paleontologia (resti di foresta fossile risalente a circa 3 milioni di
anni fa’).
Il centro storico, in cui si trova la parrocchiale di San Vincenzo ed il
campanile di epoca barocca, evidenzia chiaramente l’impianto
medioevale del borgo fortificato.
Altre testimonianze artistiche sono gli affreschi seicenteschi del
Santuario di S. Vito e delle chiese di S. Grato e S. Giovanni.
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All’imbocco della Val di Susa, a circa 10 Km. da Torino, sorge
Pianezza, vivace cittadina di circa 12.000 abilitanti. Le sue
origini si perdono nella preistoria; Pianezza significa
“territorio pianeggiante”. Il borgo con la maestosa torre
campanaria testimonia i trascorsi medioevali della città. Il
passato ci ha tramandato testimonianze insigni per storia, arte
e fede: la romanica pieve di S. Pietro, la cappella
quattrocentesca della Madonna della Stella, la chiesa barocca
del Gesù e la cappella romanico-gotica di S. Sebastiano.
Il Masso erratico Gastaldi è ben conosciuto dai geologi per le
sue notevoli dimensioni.
I servizi sono soddisfacenti: scuole di ogni ordine e grado,
attrezzature ludico-sportive, luoghi di ritrovo per giovani e
anziani. Gli insediamenti abitativi e produttivi sono distribuiti
razionalmente sul territorio, l’edilizia residenziale è
sviluppata in orizzontale, le aree verdi sono abbondanti e
attrezzate: vivere a Pianezza è piacevole e per questo sempre
più persone scelgono di venire ad abitare nel nostro Comune.
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Il luogo era già abitato fin dalla preistoria. Durante le epoche interglaciali, gruppi di
cacciatori salivano dalla Liguria e si stabilivano nelle zone, ricche di selvaggina e di
laghi pescosi. In località vicine (Salto, in Canavese) sono state trovate ossa umane
risalenti a 20.000 anni fa.
Sul vicino lago di Viverone, risalente a 4.000 anni fa, sono state
trovate le fondamenta di 5.000 pali di un villaggio di palafitte, con
numerosissimi resti di cocci attestanti l’attività della pesca. Tracce
antiche (2500 anni fa?) di stampi in pietra per spade attestano la
vocazione del luogo all’attività di fusione dei metalli.
Comune antico (fondato attorno all’anno 1000), conteso da Vercelli e
Ivrea, era dotato di mura e torri angolari, di cui si
conservano vestigia, e di chiese romaniche.
L’ attività principale è l’agricoltura, in
particolare la coltivazione della
vite. Circa 1000 sono oggi i
residenti.
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Il Paese è situato su un altopiano, a 249 m. di altitudine, 25
chilometri a sud - est di Torino, sulla statale per Asti. La
popolazione è di circa 9.000 abitanti. Il centro storico conserva
edifici civili e religiosi che testimoniano 750 anni di storia locale.
Simbolo e vanto di Poirino è il settecentesco “Campanile”, che con
la sua imponente mole (60 metri) domina tutto l’altopiano.
A Poirino hanno sede alcuni stabilimenti industriali e diverse
telerie, rinomate soprattutto per la produzione di tela da
“corredo”, tende da sole, tovaglie.
Nel territorio poirinese sono presenti più di 400 peschiere,
utilizzate per l’irrigazione dei campi e l’allevamento della tinca
dorata gobba la quale ha conseguito notevole successo al “Salone
del Gusto di Torino”. Poirino è un fiorente centro agricolo e
zootecnico; tra le colture di pregio sono particolarmente
apprezzati anche gli asparagi. Nel mese di maggio, si svolge la
tradizionale “Sagra dell’asparago e della tinca”, cui è collegato il
“Concorso di pittura” dedicato alla memoria del pittore poirinese
Paolo Gaidano.
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Settimo si trova a una decina di km da Torino e conta circa
50.000 abitanti . La città vanta origini antiche risalenti
all’epoca romana, infatti il suo nome deriva dalla sua
posizione, cioè al VII miglio dal Foro di
Torino. Nel Medioevo era cinta da
imponenti mura che proteggevano il
paese e il Castello, di cui oggi rimane
una sola Torre inglobata nel
Palazzo Municipale.
Settimo subì nel corso del tempo
importanti cambiamenti di tipo
strutturale e demografico fino a
diventare uno dei maggiori centri
della Provincia. Nel 1958 Settimo divenne
formalmente Città.
Tradizione e innovazione si incontrano a Settimo dando
vita ad un’economia dinamica. Tipici della città sono stati
diversi mestieri, che costituiscono ancora oggi dei punti di
eccellenza per il sistema produttivo locale, come la
produzione delle penne. Altre attività tipiche sono state
quella dei lavandai, delle fornaci,della lavorazione della
canapa e dell’osso, abilmente ricostruite nell’Ecomuseo. La
tradizione si conserva nel folclore settimese , nelle Fiere
locali e nel vivace Carnevale, che con le sue maschere tipiche
si distingue come uno dei più caratteristici della zona.
Oggi Settimo si presenta anche come una città capace di dare
voce ai giovani cittadini attraverso la loro diretta
partecipazione al Consiglio Comunale dei Ragazzi per
migliorare il territorio.
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Canav
Al confine con la Valle d’Aosta si estende il territorio
della Comunità Montana della Bassa Valle della Dora
Baltea che conta circa 5760 abitanti e comprende 7 piccoli
comuni.
Nel fondovalle, sui dolci pendii alluvionali della riva
sinistra della Dora troviamo Settimo Vittone e Carema,
mentre i versanti più franosi della riva destra sono
occupati da Quincinetto, Tavagnasco e Quassolo. Nomaglio
e Andrate infine sorgono in posizione panoramica, su
piccole morene laterali.
La Valle della Dora Baltea è assai interessante. Vari punti
panoramici offrono ai visitatori la possibilità di osservare
come l’azione del ghiacciaio abbia formato l’ambiente nella
valle a U, nei laghetti glaciali, nelle rocce scistose di cui è
ricca la zona; le numerose mulattiere inoltre consentono
di percorrere i sentieri montani e di conoscere, accanto ai
boschi di castagni, le caratteristiche “topie”, cioè i
terrazzamenti coltivati a vite.
Notevoli sono inoltre nella zona le testimonianze dei
diversi periodi storici: dalle preistoriche “coppelle” del
Bec Renon, al medievale complesso di San Lorenzo, agli
edifici religiosi sei, sette, ottocenteschi.
Rilevanti sono infine, le forme di architettura rurale
presenti con i muri a secco, con le vecchie case dai tipici
tetti a lose, con le stradine interne dei borghi ancora in
parte acciottolate, con i ponticelli di attraversamento dei
torrenti, con le caratteristiche edicole votive, con i tipici
“burnel” (fontane) e con gli archi canavesani dei loggiati.
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Il comune di Verolengo dista circa 30 km
da Torino ed occupa un tratto di pianura
lungo la sponda sinistra del Po nei pressi
del punto in cui vi
confluisce la Dora
Baltea. Centro di
tradizione rurale, è
popolato da circa
4500 abitanti
distribuiti fra il
capoluogo e 6 frazioni, occupati
oggi per la maggior parte nell'industria e nei servizi, quindi
spesso pendolari tra Verolengo e i centri vicini.
Il Capoluogo è formato da un nucleo centrale di origine
medievale, diviso in isolati rettangolari con le vie
perpendicolari tra di loro, e da una parte più recente che si è
formata soprattutto verso nord e verso est. Nel paese sono
operanti una Banda musicale e numerose associazioni con fini
culturali, sportivi, ricreativi e umanitari.
Elementi degni di rilievo sono:
L’acqua (fiumi Po e Dora Baltea, Canale Cavour, Roggia Natta,
Corno Chiaro);
La nebbia (con tanti fiumi non se ne può fare a meno!);
I portici di origine medioevale;
Gli insediamenti della Mansio Quadrata nella frazione Benne;
La chiesa Parrocchiale;
La torre di avvistamento della Madonnina;
Le chiese di San Michele e della Trinità;
Il Santuario della Madonnina.
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Vigone ha una tradizione culturale ed un patrimonio storico – artistico
ragguardevoli; ne sono testimonianza un gran numero di edifici (le chiese, il
teatro Selve, il Museo dello spettacolo viaggiante, la
Biblioteca) e personaggi illustri del passato. Tra le
offerte culturali presenti sul territorio di Vigone un
posto di primo piano è occupato dalla Biblioteca Comunale
“Luisia”, che propone una vastissima scelta di testi sia per
la lettura, sia per l’approfondimento. Dotata di un
operatore specializzato ed accessibile più volte alla
settimana, si presenta come una delle opportunità più
interessanti per i ragazzi, anche nella prospettiva di un
sempre miglior collegamento tra la scuola e le strutture
disponibili sul territorio. Il tessuto economico – sociale di Vigone non è stato
soggetto a mutamenti rilevanti negli ultimi anni. Sotto il profilo
occupazionale vi sono stati invece sensibili cambiamenti. Il numero
di addetti al settore agricolo è andato progressivamente
calando. Parallelamente è cresciuto il numero di
coloro che hanno trovato occupazione in
parte nel settore commerciale e in
maggior misura nell’industria e nel
terziario. Vigone infatti continua ad
offrire un numero
ridotto di opportunità
occupazionali poiché
non esistono grosse
aziende industriali
nel comune.
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Volpiano era un comune agricolo trasformatosi negli anni ’60 -’70 in corrispondenza di
una massiccia ondata migratoria proveniente per lo più dall’Italia meridionale. Nel comune
si è sviluppata una zona industriale in prossimità dello svincolo
autostradale To - Ao (medie e piccole aziende). Tuttavia esistono
ancora in paese alcune aziende agricole a conduzione familiare.
Il paese sorge al limite della Vauda che ha offerto in questi anni
materia per attività di osservazione e laboratorio ambientale.
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S. Benigno è un comune più piccolo (5700 abitanti) che ha in parte
conservato le caratteristiche di comune agricolo. Negli ultimi anni
c’è stata una rivalutazione della memoria storica legata
all’esistenza di resti dell’Abbazia di Fruttuaria.
In questo comune le attività di ricerca osservazione e sperimentazione ambientale sono
legate alla presenza dei torrenti Orco e Malone.
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ALICE NEL LE CI TTÀ: DESC RIZIONE DEL PROGETTO
Le scuole che hanno aderito al progetto per l’anno scolastico 2002/03 hanno presentato nelle
pagine di questo libretto una traccia del percorso di ricerca e delle proposte di accoglienza
delle classi gemellate.
La Provincia di Torino sostiene le scuole partecipanti attraverso il Ce.Se.Di. con un contributo
e con forme di collaborazione: formazione docenti, assistenza on line, aiuto alla
progettazione, coordinamento di tutte le fasi dell’intervento. I Comuni interessati dal
progetto sostengono le scuole con contributi, assistenza e servizi (mense, trasporti, accessi
gratuiti a musei, parchi, ecc.).
Le scuole partecipanti appartengono a realtà urbane molto diverse (comuni grandi, medi,
piccoli e consorzi intercomunali), sparse su tutto il territorio della provincia, dall’area
metropolitana torinese alle colline, dalle valli alpine alla pianura. Le varietà socio-culturali
e territoriali di cui ogni comunità è portatrice rendono Alice nelle Città un progetto unico nel
suo genere, in quanto dà l’opportunità di scoprire un territorio di grande ricchezza, bellezza e
interesse. L’attenzione alla ricerca scientifica (aree di progetto acqua e terra) e
l’approfondimento della ricerca storica fino alle trasformazioni del presente (area di
progetto memoria e presente) sono elementi che caratterizzano il progetto nell’anno in corso.
La prima fase del progetto consiste nella definizione di gemellaggi tra scuole e classi, sulla
base di interessi comuni e percorsi di ricerca condivisi, e nella preparazione di programmi di
accoglienza.
La seconda fase si attua attraverso le visite e gli incontri tra le classi.
La terza ed ultima fase prevede, nel mese di maggio, tre incontri tematici tra gruppi di scuole,
ospiti dei comuni di Verolengo (area tematica dominante acqua), Grugliasco (area tematica
terra) e Castiglione Torinese (area tematica memoria e presente).
Scoprire e conoscere il territorio della provincia di Torino è il tema che lega tutti i percorsi
proposti.
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A r ea di pr oget t o AC QUA
Acqua amica, acqua risorsa, acqua fonte di vita e
simbolo della bellezza della natura. Ma anche acqua
simbolo della forza della natura, rappresentazione
talvolta drammatica di come la natura possa ribellarsi
ai piani poco lungimiranti degli uomini.
Otto scuole del territorio della provincia di Torino
partecipano ad Alice nelle Città presentando progetti di
ricerca e attività di accoglienza che ruotano attorno
all’acqua come elemento fondamentale della vita di una
comunità. Fiumi, torrenti, laghi, peschiere segnano il
territorio dei comuni diventando laboratori
sperimentali e tracciati per i percorsi che conducono i
giovani studenti e i loro ospiti a scoprire come l’acqua
abbia trasformato la storia, la natura, la cultura, lo
sviluppo economico di molte nostre comunità.
Nelle pagine del capitolo “acqua” sono illustrati i
progetti di ricerca e i programmi di accoglienza definiti
a seguito dei gemellaggi avvenuti tra le scuole di:
Almese/Villardora e Piverone; Mappano e Verolengo;
Montalto Dora e Pianezza; Poirino e Ivrea.
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A lmese e Villar dor a
S or ella acqua
Mattino: dopo la presentazione del territorio e dell'attività didattica svolta, i
ragazzi divisi in più gruppi svolgeranno delle semplici attività di laboratorio di
carattere scientifico.
Pomeriggio: dopo il pranzo, presso il Centro Sociale di Villardora, gli allievi
di Almese accompagneranno i compagni ospiti attraverso un percorso naturalistico
(da un punto di vista botanico e geologico) sino a raggiungere un punto panoramico
interessante sulla Valmessa.
In caso di maltempo: attività artistica e ludica presso il Centro Sociale di Villardora.
Saluto di commiato presso la Scuola Media.
Piver one
L’uomo tra il lago e la collina: un rapporto millenario
Il percorso di accoglienza condurrà alla scoperta del marese e delle sponde vergini
del lago di Viverone, sede di antichi insediamenti di palafitte: piante, acqua e pesci
saranno oggetto di osservazione. L’itinerario prosegue nel parco della scuola, luogo
di raccolta e di allevamento delle piante che hanno condiviso la storia degli
insediamenti umani in collina.
La cultura contadina sarà oggetto di studio e scoperta nel pomeriggio, mediante la
conoscenza di vecchi mestieri basati sulla coltivazione delle piante e sullo scambio
tra le culture materiali della terra e del lago. Momenti di socializzazione e gioco
legheranno le varie fasi del percorso.
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Mappano
Le risorse idriche del territorio mappanese
nel pr esente e nel passato
Mattino: accoglienza della scuola ospite e presentazione dei materiali prodotti dagli
allievi durante la preparazione del progetto. Laboratorio: “l’acqua in laboratorio”,
esperimenti da condurre insieme sul tema “acqua”. Uscita per percorso storico-naturalistico
alla riscoperta del patrimonio idrico del territorio Mappanese. Presentazione di vecchi
mestieri, tra cui quello dei “lavandé”, attraverso i luoghi (“balere” e vecchia lavanderia) e le
storie raccontate da testimoni.
Pomeriggio: Dopo il pranzo offerto dalla comunità Mappanese sono previsti giochi di
simulazione a squadre sul tema “Acqua una risorsa da preservare” e la visita all’acquedotto.
Ver olengo
L ungo il fiume, sull ’acqua
Mattino: i ragazzi si confronteranno sulle attività e sui laboratori svolti relativi al
progetto e effettueranno le registrazioni digitali, con commento musicale, delle poesie da
loro scritte, sul tema dell’acqua. Il lavoro farà parte del CD del progetto.
Pomeriggio: dopo il pranzo presso la sede del Gruppo Pesca Sportiva di Verolengo,
con la collaborazione dell’associazione Amici del Corno Chiaro si andrà alla scoperta della
parte dell’area del Parco fluviale del Po che appartiene al territorio di Verolengo,
caratterizzata da lanche e piccoli corsi d’acqua originati da risorgive.
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Montalt o Dor a
A cqua: risorsa pr e ziosa e insostituibile.
S appiamo come gestirla? Pr ogettiamo insieme
Mattino: accoglienza a scuola, presentazione del programma della giornata e delle ricerche
preparate dai ragazzi con supporti visivi ed informatici.
Prima parte della visita guidata al Lago Pistono e ai suoi dintorni; il percorso comprende la salita verso
la collina dominata dal castello medioevale da cui è possibile una visione completa del territorio fino al
fiume Dora Baltea. Pranzo al sacco lungo le rive del lago.
Pomeriggio: prosecuzione visita, alla scoperta del Lago Nero, dello scomparso Lago Coniglio,
delle "Terre ballerine" e del lago Sirio; un percorso tra geologia, storia, zoologia e botanica per
conoscere ed apprezzare una zona unica nel suo genere, inserita nell'area protetta dei cinque laghi che
circondano la città di Ivrea.
Piane zza
Conoscer e la città e il suo territorio
Dopo l'accoglienza delle classi ospiti a Villa Leuman, splendida dimora liberty oggi sede del Comune,
visita al centro storico e poi al Masso erratico Gastaldi. Le mete successive sono la Cappella di San
Sebastiano e la Pieve di San Pietro, il monumento più antico di Pianezza, con visita guidata dagli alunni.
Dopo la sosta per il pranzo e momenti di gioco e socializzazione, ci si recherà alla chiesetta della
Madonna della Stella (‘400), dove gli alunni presenteranno le vicende del sito e le testimonianze
artistiche mediante una drammatizzazione che li vedrà attori. Il pomeriggio si concluderà in una cascina
del territorio, con informazioni sull'agricoltura biologica e visita a un piccolo caseificio (con degustazione
di alcuni prodotti della cascina). In dono alle classi ospiti una pubblicazione prodotta dai nostri alunni
con l'itinerario di visita e foto ricordo della giornata.
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P oirino
Passeggiando per rivi e per campi
Conoscere il passato per orientarsi nel presente, conservare e progettare per il futuro.
Su queste tracce gli studenti ospiti saranno guidati a scoprire attività, vita e cultura
contadina tra terra ed acqua, come risorse per una migliore integrazione uomo e
ambiente.
Il percorso di accoglienza prevede tre itinerari:
la pianura: il paesaggio naturale e agricolo, le colture e l’allevamento
visita al pianalto e all’incastellamento
visita al centro del paese per scoprire la storia e il presente di Poirino
Ivr ea
Storia, natura…e nuo vi amici
Due sono i percorsi di visita proposti.
Dopo l’accoglienza degli ospiti e la presentazione del programma della giornata, gli
alunni della scuola guideranno i nuovi amici alla scoperta del centro cittadino con
commento sui principali monumenti storici romani, medievali e moderni. Uno
spettacolo teatrale ad episodi narrerà la storia di Ivrea dai tempi primitivi…al futuro.
Nel pomeriggio un’escursione al Parco dei 5 laghi sarà occasione per la scoperta della
flora, della fauna e della particolare geologia della zona.
Dopo l’accoglienza degli ospiti e la presentazione della città seguirà una visita
commentata ai numerosi resti dell’antica Eporedia. Seguiranno esperienze di
laboratorio grafico-pittorico.
Il pomeriggio sarà dedicato alla visita dei monumenti medievali più significativi della
città. Un intrattenimento musicale sarà occasione di ulteriore socializzazione. Un
itinerario guidato al “Museo d’arte moderna all’aperto” concluderà la visita.
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A r ea di pr oget t o TERRA
Terra amica, terra risorsa, terra simbolo delle radici, del
lavoro, della fatica, del cibo genuino. Ma anche terra come
chiave di accesso alle tangibili trasformazione del territorio e
della vita degli uomini.
Sei scuole del territorio della provincia di Torino partecipano ad
Alice nelle Città presentando progetti di ricerca e attività di
accoglienza che partono dalla conoscenza e dallo studio della
terra come elemento fondamentale della vita di una comunità. La
città e la campagna, luoghi di rilevanza naturalistica e luoghi
della cultura materiale, diventano laboratori per nuove
esperienze, terreni da esplorare attraverso cui i giovani studenti
e i loro ospiti possono scoprire come il rapporto tra la terra e
l’uomo abbia contribuito a scrivere la storia, la cultura, lo
sviluppo sociale e economico delle nostre comunità.
Nelle pagine del capitolo “terra” sono illustrati i progetti di
ricerca e i programmi di accoglienza definiti a seguito dei
gemellaggi avvenuti tra le scuole di: Locana Canavese e Gassino
Torinese; Nole e Grugliasco; Settimo Vittone e
Volpiano/S.Benigno.
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Locana C anavese
Un viaggio nel tempo e nella natura
Mattino: accoglienza presso la scuola media. Gli alunni, indossando il costume
locale, illustreranno la mostra artistico-fotografica da loro realizzata; faranno poi
visitare agli ospiti il museo di antichi e nuovi mestieri illustrandoli con dimostrazioni
pratiche. Il gruppo folcloristico si esibirà nelle sue danze tradizionali. Dopo la visita al
mulino e alla Chiesa Parrocchiale dedicata a S. Pietro in Vincoli, pausa per un buon
pranzo.
Pomeriggio: sono previsti una gara di pesca all’incubatoio ittico e giochi
naturalistici all’aria aperta; in alternativa (in caso di cattivo tempo) incursione al Centro
Visitatori del Parco Nazionale Gran Paradiso a Noasca per vedere i fiori più belli e gli
animali più caratteristici della valle.
Gassino
O perazione G assino e dintorni
Dopo l’accoglienza a scuola e la presentazione del programma della giornata, con la
guida dei ragazzi inizierà il percorso per far conoscere Gassino e il suo territorio.
Si comincerà con la visita al Castello di Bardassano, caratteristico paese distante pochi
chilometri, per poi proseguire con il pranzo, offerto dai ragazzi.
Al pomeriggio, mediante le mostre fotografiche allestite dagli allievi (sugli ambienti
naturali del territorio, sulla “pietra di Gassino” e sugli scorci caratteristici del paese) e la
visita guidata di Gassino, gli ospiti potranno conoscere la realtà storica e paesaggistica
locale. Non mancheranno momenti di socializzazione con le attività ludiche del
laboratorio di “Giocoleria”. Infine merenda e commiato.
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Nole
Nella terra le nostr e radici
Le classi ospiti verranno condotte a conoscere il territorio nolese nella sua dimensione
fisico-geologica e antropica, in riferimento alle tre zone in cui può essere suddiviso:
Nucleo urbano, con le sue originarie strutture difensive e i rimaneggiamenti successivi
Fertile pianura alluvionale dello Stura (con resti di foresta fossile pleistocenica) a
vocazione agricola
Altopiano della Vauda con aree boschive e a brughiera parzialmente occupato dal
poligono militare ora diventato parco naturale.
Gr ugliasc o
Ambiente, natura, storia e cultura
Arrivo degli ospiti e accoglienza presso la scuola, poi nell’Auditorium una breve
rappresentazione con diapositive ed illustrazioni del materiale preparato dagli alunni
relativo a “Itinerario nel centro storico lungo il percorso delle bealere: vie, palazzi,
cappelle, parchi con la guida di un Anonimo del Settecento”.
Visita alla duna fossile di S. Lorenzo: rialzo di sabbia e limo glaciale dovuto all’azione
del vento nel corso delle ere geologiche.
Dopo il pranzo Caccia al Tesoro: i ragazzi divisi in gruppi, riceveranno il materiale utile
per muoversi nel centro storico (mappe, schede di monumenti, fotografie, ecc.) alla
ricerca del Tesoro.
Premiazione e saluto di commiato.
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Set timo Vit t one e C omunità Montana
Dor a Balt ea C anavesana
I l paese, se esiste, è uno spazio vissuto
Il percorso di visita proposto si articolerà sul territorio di 3 comuni della Comunità
Montana Dora Baltea Canavesana: Settimo Vittone, Nomaglio e Andrate.
Partendo dalla Scuola Media di Settimo Vittone, le classi raggiungeranno a piedi la
chiesetta romanica di San Lorenzo (XI sec.), la visiteranno e osserveranno dall’alto il
paese di Settimo Vittone: territorio, elementi naturali ed insediamenti umani, tipologia
e distribuzione delle abitazioni, coltivazioni, ecc.
Il percorso, sempre a piedi, proseguirà attraverso un bosco di castagni, querce e prati
coltivati a vigneto, fino alla mulattiera per Nomaglio. Qui si visiterà il vecchio mulino ad
acqua, oggi Ecomuseo della castagna. Si continuerà poi con la visita del caratteristico
borgo di Nomaglio e si percorrerà il sentiero dei castagni. Gli alunni saranno sollecitati
a riflettere sull’importanza della castagna nell’economia montana del passato e del
presente. Ad Andrate avrà termine il percorso con la visita al locale Museo della Civiltà
Contadina.
Volpiano e S.Benigno
D a comune agricolo a comune dormitorio
La giornata di accoglienza sarà così suddivisa:
Mattino a S. Benigno per la visita all’Abbazia di Fruttuaria e un itinerario alla scoperta
delle modifiche territoriali legate all’utilizzo del territorio.
Nel pomeriggio, dopo il pranzo, è prevista la visita a Volpiano per mettere in evidenza
le trasformazioni provocate dall’industrializzazione nell’ultimo trentennio.
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A r ea di pr oget t o ME MORIA e PRESENTE
Memoria di storie secolari tramandate nei libri, nei documenti, nelle
mappe, nelle testimonianze della cultura orale; memoria in grado di
rivivere attraverso le opere d’arte, le tradizioni, l’orgoglio di
raccontare se stessi che ogni comunità possiede. Ma anche memoria
come strumento per interpretare il presente con le trasformazioni
in atto, e come insegnamento per il futuro.
Sette scuole del territorio della provincia di Torino partecipano ad
Alice nelle Città presentando progetti di ricerca e attività di
accoglienza che partono dalla conoscenza e dallo studio della
memoria e del presente di ciascuna comunità. La città, con la sua
storia, la struttura urbanistica, i monumenti, le tracce ancora
leggibili che il tempo ha lasciato, diventa il laboratorio all’interno
del quale i giovani studenti e i loro ospiti sono condotti a scoprire
le storie, le leggende, le tradizioni, le culture che costituiscono il
tratto distintivo di ogni comunità. I segni della memoria insieme alle
testimonianze del presente tracciano un affascinante percorso
lungo le strade del territorio della nostra provincia.
Nelle pagine del capitolo “memoria e presente” sono illustrati i
progetti di ricerca e i programmi di accoglienza definiti a seguito dei
gemellaggi avvenuti tra le scuole di: Bussoleno, Ciriè e Settimo
Torinese; Castiglione Torinese e Chieri; Druento e Vigone.
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Bussoleno
Scopriamo insieme le belle zz e e le tradizioni del nostr o territorio
Il programma della giornata di accoglienza prevede:
Accoglienza degli ospiti e consegna di un opuscolo sul lavoro svolto. I ragazzi, a gruppi, si alterneranno lungo un itinerario che li
condurrà alla scoperta dei luoghi più significativi e alla visita dei musei locali.
Dopo il pranzo nei locali della scuola media, trasferimento a Chianocco per un percorso naturalistico ed etnografico. Conclusione con
una merenda a base di dolci locali e dimostrazione pratica della produzione artigianale dei canestrelli.
Nel corso della giornata sono previsti alcuni momenti musicali.
Ciriè
Storia del territorio
I giovani visitatori saranno accompagnati alla scoperta dei tesori storico – artistici della città di Ciriè, quali le due Chiese di S. Martino e
S. Giovanni, pregevoli esempi di arte romanica e gotica, la Torre di S. Rocco, il Palazzo dei Marchesi D’Oria e Villa Remmert.
Agli ospiti verrà presentato un CD rom realizzato dagli alunni di Ciriè attraverso lo studio dei documenti conservati presso l’Archivio
Storico e un’ampia documentazione con fotografie e disegni della città.
Set timo Torinese
A spasso tra passato e pr esente: storia, tradizione e folclor e sotto la torr e
Mattino: accoglienza con distribuzione ai ragazzi ospiti dell’opuscolo “Benvenuti al …Settimo cielo!” breve guida turistica sul
territorio di Settimo realizzata dagli allievi nel laboratorio di Storia locale. Visita alla Mostra storica sul quartiere”Borgo Nuovo ieri ed
oggi”, nel quale è ubicata la Scuola Media, poi a spasso per Settimo a scoprire i monumenti caratteristici della Città. Partecipazione ad
una seduta ufficiale del Consiglio Comunale dei Ragazzi di Settimo Torinese e saluto del Sindaco.
Pomeriggio: Trasferimento al Mulino Nuovo, sede dell’Ecomuseo, dove i ragazzi parteciperanno ad un laboratorio didattico
incentrato sulle attività produttive caratterizzanti la realtà storica settimese: l’attività molitoria, quella dei lavandai, la lavorazione della
canapa e dell’osso, la pesca e le fornaci. Al rientro a scuola, visione di un video su Settimo, realizzato dagli allievi e, dopo la merenda,
saluti agli ospiti con le maschere del Carnevale settimese.
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C as tiglione Torinese
I nno v azione e tradizione a confr onto
Mattino: accoglienza con saluti e presentazione della giornata. Divisione dei ragazzi in
due gruppi. Visita all’azienda di coltivazione bio-dinamica “il brichetto”, per conoscere modi
diversi di utilizzare il territorio e le sue risorse, recuperando la tradizione. Visita ad una delle
aziende agricole presenti sul territorio in cui è praticata agricoltura “moderna”. Pranzo alla
mensa della scuola elementare.
Pomeriggio: passeggiata a Castiglione Alto, cuore antico del paese, e vista dall’alto
degli insediamenti abitativi sorti nell’ultimo decennio. Mostra dei lavori svolti dai ragazzi. Gare
sportive e giochi.
Chieri
Un giorno a Chieri, tra cultura e amicizia
Dopo l’accoglienza a scuola, visita al centro storico della Città con guide dell’associazione
Carrea Potentia. Visita al Museo del Tessile guidata dagli alunni della Quarini.
Vengono presentati materiali illustrativi realizzati da alunni della Quarini negli scorsi anni e
prodotti dal Centro Stampa del Comune di Chieri:
Guida giovane per ragazzi
Guida virtuale al Museo del Tessile
Vie di Chieri sulle carte (indagine toponomastica).
Dopo il pranzo breve conferenza sulla ricerca “Ambiente cittadino e periferie”, con materiali
illustrativi. Gli alunni della scuola gemellata potranno partecipare alle seguenti attività:
laboratorio di tessitura, arrampicata sportiva nella palestra di roccia allestita nell’istituto,
laboratorio artistico.
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Dr uent o
D ruento porta del par co
Mattino: accoglienza degli ospiti nell’auditorium della scuola
media. Itinerario a piedi per il paese alla scoperta della cultura locale. I
ragazzi condurranno gli ospiti attraverso i luoghi e le vicende del passato
e del presente, con racconti sulla vecchia Druento, storie raccolte da
interviste a testimoni e mostre.
Pomeriggio: dopo il pranzo è prevista escursione in carrozza al
Parco Regionale La Mandria, con visita guidata dai guardaparco alle
cascine e alle residenze storiche del Parco. Rientro in paese con saluto
ufficiale degli ospiti presso il Centro Culturale S. Sebastiano.
Vigone
Terr e di acqua, di cultura e tradizione
Il percorso di visita permette di conoscere attraverso due itinerari la
realtà del territorio dal punto di vista Storico, Culturale e Naturalistico.
Il primo itinerario condurrà i visitatori a conoscere: il ciclo di affreschi
presso la Chiesa di S. Maria de Hortis, il Museo dello spettacolo
viaggiante (Sala dei ricordi), le terre del mais, il centro di addestramento
ippico.
Il secondo itinerario condurrà i visitatori ai piloni votivi, al Museo dello
spettacolo viaggiante (Sala dei ricordi) e al Teatro Selve. Il percorso
terminerà con la visita all’allevamento cavalli.
Il pranzo fornirà un piacevole momento di riposo e socializzazione tra i
partecipanti.
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SETTIMO
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SETTIMO VITT
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CAST
CASTIGLIONE
TORINESE
POIRINO
GRUGLIASCO
GRUGLIASCO
VIGONE
39
CHIERI
LIBRETTO ALICE 4.0 ILO
11-02-2003
17:55
Pagina 40
“Alice nelle città” è un progetto didattico del CE.SE.DI. (Centro Servizi Didattici della Provincia di Torino) per l’anno scolastico 2002/2003.
Testi e fotografie di questo opuscolo sono stati forniti dalle Scuole che partecipano ai percorsi di visita e accoglienza. Progetto grafico e
illustrazioni di Giorgio Sommacal. Coordinamento del progetto a cura di Mauro Fissore. Stampa CAST - Moncalieri.
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libretto Alice nelle Città