Tutto il buono dell’Italia. O G N I G I O R N O N E I N O S T R I I P E R M E R C AT I . www.iper.it Palio del Baradello F 3 Contrade Borghi Comuni Saluto del Presidente Nel solco della storica tradizione, ma con tante novità: questo in sintesi il programma della 34ª edizione del Palio del Baradello che anche quest’anno rappresenterà uno dei momenti significativi anche in ambito turistico della nostra città. E l’auspicio che come presidente faccio è proprio questo: che il Palio del Baradello diventi sempre più un punto di riferimento per i comaschi, ma anche per i turisti che visitano Como e il suo lago. Se è vero, infatti, che un luogo si distingue in particolare per le sue bellezze ambientali e per le sue attrattive, è altrettanto vero che una attenta e puntuale programmazione di eventi spesso si rivela decisiva proprio nella promozione di un territorio. E il Palio vuole inserirsi in questo contesto, presentandosi anno dopo anno con sempre nuovi spunti di interesse e con iniziative capaci di catalizzare l’attenzione generale. Così per l’edizione 2014 è stato messo a punto un programma ancora più ricco e interessante per merito soprattutto dell’impegno dei tanti volontari che ruotano attorno alla manifestazione, cui va il mio grazie personale per l’affetto e la dedizione dimostrati. Quest’anno, poi, il Palio ha fatto segnare un avvicendamento significativo nel ruolo di maggiorente occupato ora da Nadia Tettamanti; confermata, invece, Silvia Venturi nel ruolo dell’Imperatrice Beatrice di Borgogna. Tra le novità, insieme alle tradizionali gare per l’assegnazione della vittoria finale, merita una segnalazione l’ingresso di una nuova squadra: accanto a Camerlata, San Martino, Tavernola, Camnago Volta e Cernobbio, si è infatti aggiunto il Comune di Casnate con Bernate. In più parteciperanno altre delegazioni del territorio tra le quali il Borgo di Quarcino e la Contrada della Cortesella. Novità anche nell’ambito delle manifestazioni di contorno con la presenza spettacolare dei falconieri di Lomazzo e dei Giullari di Davide Rossi che con i serpari degli Aufideni si esibiranno nelle magie e nei giochi di fuoco. Spazio e attenzione saranno dedicati anche ai bambini con una giornata tutta per loro. Buon divertimento e buon Palio a tutti! Laura Bordoli w Rivista Palio del Baradello: Testata Reg. 14/04 Trib. Como Dir. Resp. Alessandro Gini - Progetto grafico www.nuovaera.info w Fonti: si ringraziano Mauro Fuggiaschi, Sergio Masciadri, Gigliola Foglia, Giuseppe Reina w Foto: Vanna Schiera, Stefano Tagliabue, Mauro Fuggiaschi, Mauro Valli, Augusto Santini, Alberto Parma, Andrea Insolia, Vincenzo Palmieri, Lorena Ciceri, Nicoletta Brenna w Si ringrazia per la cortese collaborazione: Autorità di bacino del Lario e dei laghi minori, Comitato Provinciale di Como della FICSF, Associazione Sportiva Cernobbio 2010, Canottieri la Sportiva-Lezzeno, Canottieri US. Bellagina-Bellagio, Canottieri Stella-Laglio, Associazione Amici della Lucia, Canottieri Tremezzina. Si ringraziano i comuni rivieraschi di Cernobbio, Moltrasio, Laglio, Argegno, Colonno, Sala Comacina, Ossuccio, Lenno, Tremezzo, Cremia, Bellagio, Lezzeno, Nesso, per la disponibilità delle loro imbarcazioni “lucie”. Ditta LAURIA, via Del Lavoro 30 Como, Ditta GHIMAS, servizi subacquei via 5 Giornate 36 Cernobbio, Ditta ALMAR, via Polano 69 Tavernola Como, Allievi Associazione CARDUCCI (per progetto Palio), Associazione ALPINI, Ditta RIVAAUTO, di via Asiago Como w L’Associazione Cavalieri Palio del Baradello ringrazia di cuore quanti, enti, sponsor, volontari e collaboratori, hanno reso possibile la realizzazione di questa 34° edizione e la pubblicazione di questa rivista Palio del Baradello F 5 Contrade Borghi Comuni Como e la sua storia Nota in tutto il mondo come “città della seta” e città natale di Alessandro Volta, inventore della pila e di altri preziosi strumenti scientifici, Como presenta un tessuto urbano interessante e composito, dove affiorano come in una tessitura jacquard, i fili diversi dei principali periodi storici: i resti della città romana, i numerosi monumenti medievali dentro e fuori la Città Murata, la superba Cattedrale rinascimentale, i palazzi nobiliari e il rinnovamento urbanistico neoclassico, fino ai capolavori architettonici del movimento Razionalista. I primi insediamenti in età protostorica furono sulle alture della Spina Verde, ma è una cittadina fortificata sulla riva del lago quella che viene conquistata nel 196 a. C. dalle legioni del console Claudio Marcello, da Giulio Cesare poi dichiarata “colonia romana”, che in seguito diventerà “municipium” col nome di Novum Comum e garantirà per i suoi abitanti pieno diritto di cittadinanza. Gli storici latini registrano le popolazioni del territorio come Reti, Insubres, Orobii e, appunto, Comenses. Il toponimo significherebbe semplicemente “villaggio” oppure “conca”, da un termine celtico combe: e proprio con questo nome, Combe, la città è citata in uno dei più antichi testi dedicati alla leggenda di Re Artù, che l’avrebbe conquistata durante la sua calata verso Roma, dove tuttavia non giungerà mai. Perfino quell’opera di fantasia testimonia dunque il rilievo della città, nell’antichità e nel Medioevo, quale punto di snodo di importanti vie d’acqua e di terra. Non fu certo per caso che qui passasse la linea di fortificazioni dell’Impero (Limes) durante le invasioni barbariche; e che il generale Francione, asserragliato sull’Isola Comacina, resistesse ancora vent’anni dopo la caduta della città capoluogo. Il territorio passò poi nelle mani dei Longobardi e, nel 774, dei Carolingi. Attorno all’an- no Mille l’autorità della corona è sentita come lontana e il potere effettivo è nelle mani dei nobili feudatari o dei vescovi cittadini. La condizione più “libertaria” degli abitanti delle città e la relativa sicurezza fornita dall’autorità dei vescovi contribuiscono al fiorire dei commerci e delle arti, ma anche a una presa di coscienza dei cives. Vanno così nascendo le autonomie comunali, che si danno organi di governo e statuti adeguati alla nuova realtà cittadina, formalmente sempre nel rispetto dell’autorità imperiale che interviene a ostacolare la loro crescente potenza solo in caso di urto con gli interessi dell’Impero, o di un feudo, o di un’altra città. Giova ricordare che le varie leghe comunali sono espressione di interessi locali e non di una coscienza nazionale o di un “irredentismo” italiano contro potenze straniere, mentre il disegno “unitario” era semmai quello dell’Impero; e che la scelta filoimperiale di Como non fu tra- 6 F Palio del Baradello Contrade Borghi Comuni dimento né bieco opportunismo, ma uno schierarsi politicamente legittimo e forse l’unico modo per sottrarsi all’invadenza milanese e mantenere la propria autonomia cittadina. All’epoca delle Signorie la città verrà turbata dai contrasti tra le famiglie Rusca (o Rusconi) e Vittani, cadendo infine in potere dei Visconti e poi degli Sforza, duchi di Milano. Per secoli il territorio diviene campo di battaglia tra le varie potenze europee, fino alla dominazione austriaca e infine alla proclamazione del Regno d’Italia nel 1861. Como e il lago si troveranno di nuovo al centro della grande Storia europea nel 1945, con gli eventi legati alla fine della dittatura fascista; ma da qui partirà pure il cammino verso l’Europa unita, con i primi contatti con i partner europei instaurati dal Cancelliere tedesco Konrad Adenauer durante i suoi periodi di soggiorno lariani. La Guerra Decennale e l’alleanza con Federico All’inizio del XII secolo il libero Comune di Como rappresenta una solida realtà politica ed economica, il cui territorio, corrispondente a quello della Diocesi, si estende a nord fino alla Valtellina e al Canton Ticino, mentre trova il suo limite a est, ovest e sud nella potenza milanese. Como si sottrae all’influenza ambrosiana a cominciare dal punto di vista religioso, avendo aderito secoli prima al cosiddetto Scisma dei Tre Capitoli e dipendendo quindi dal Patriarcato di Aquileia. A Milano fanno gola le vie d’acqua e di terra in mano ai Comaschi, preziose per i commerci in piena espansione; questa la vera motivazione per lo scontro che opporrà le due città dal 1118 al 1127, narrato da un anonimo poeta nel Liber Cumanus, in cui l’Isola Comacina appare avversario odiato perfino più dei Milanesi stessi. La città capitola, ed è rasa al suolo in piena violazione dei termini della resa, il 27 agosto 1127. Per trent’anni i Comaschi arrancano sotto le dure condizioni dei vincitori: è loro proibito di commerciare e di costruire in pietra. Le rovine della cittadella e dei due borghi fortificati di Vico e della Coloniola (che abbracciando il bacino lacustre meritarono alla città fin dall’antichità l’appellativo di urbs cancrina, cioè a forma di granchio) rimangono a memoria dei lutti e della crudele sconfitta. A ciò si aggiungono continue angherie a danno dei cittadini. Quando nel 1152 viene eletto il nuovo Imperatore, il gio- vane ed energico duca di Svevia Federico, nella rinnovata forza dell’Impero, i Comaschi intravedono una difesa e una possibilità di riscatto. Il grande tessitore dell’alleanza è il Vescovo di Como Ardizzone I Lucini. I comaschi prendono parte al primo breve assedio di Milano dell’estate 1158, alla sfortunata battaglia di Carcano (1160), e alla distruzione di Milano nel marzo 1162. I rapporti con l’Impero non si limiteranno però all’aspetto militare, toccando molteplici questioni giuridiche ed economiche, con concessione di diritti e privilegi da parte di Federico, arbitrati e risoluzioni di vertenze locali. La visita del 1159 Non fu certo una città munita e turrita quella che accolse l’Imperatore nel 1159: torri e mura erano distrutte, non esistevano ancora il Broletto, eretto agli inizi del ‘200, e neppure la Porta Torre, terminata nel 1192 a coronamento delle mura che il Barbarossa diede licenza di edificare. Per suo impulso venne ricostruito anche il Baradello, area fortificata già nella preistoria e dove Federico stesso troverà rifugio a seguito di sfortunate imprese belliche. Resistevano le chiese, forse danneggiate ma non demolite dai Milanesi: la Cattedrale di Santa Maria Maggiore (sull’area dell’attuale Duomo), le vicine San Giacomo e San Provino, Santa Eufemia già rinominata San Fedele col suo battistero, Sant’Eusebio, San Giorgio in Borgo Vico, e lungo la Via Regia la Basilica di Sant’Abbondio, l’annessa SS. Cosma e Damiano, e poco lontano San Carpoforo, per ricordare solo alcuni dei templi tuttora esistenti. E naturalmente vi era l’Episcopio, i cui resti medievali sono ora inglobati nell’attuale Palazzo Vescovile. Palio del Baradello F 7 Contrade Borghi Comuni Possibile che Federico col suo seguito venisse alloggiato proprio nel monastero di San Carpoforo. Malgrado le difficoltà, i cittadini accolsero l’Imperatore con festeggiamenti degni del grande ospite: “Avanzando fino a Como vi viene accolto nel modo più onorevole e ne chiede e ottiene un trattato di alleanza e aiuto”, narra il cronista tedesco Rahevino. Questo avvenne verosimilmente all’inizio di marzo, in un periodo “di calma”, dopo la conclusione dei lavori alla Dieta di Roncaglia e tre mesi trascorsi tra il Piemonte, Marengo e Pavia. Dopo la trionfale accoglienza in città l’Imperatore con un piccolo seguito si imbarca verso l’Isola Comacina, alleata dei Milanesi, con una sorta di azione dimostrativa che evidentemente ha successo perché, “colpiti da una sorta di timore divino” (sono parole sempre di Rahevino), gli Isolani gli vanno incontro sulle navi, gli giurano fedeltà e gli presentano onorevoli doni. Non corrisponde dunque a verità la diffusa affermazione che Federico avrebbe addirittura distrutto l’Isola (la cui rovina nel 1169 fu opera delle milizie comasche). Sempre per assicurare la praticabilità della preziosa via di comunicazione costituita dal lago, Federico prosegue la navigazione verso nord arrivando almeno fino a Menaggio, dove emana un privilegio per il monastero cistercense dell’Acquafredda: è datato 6 marzo 1159 e ci fornisce l’unica data certa relativa alla visita. Che non durò molto a lungo, dal momento che Federico è già a Lodi quando emana, il 23 marzo, un altro diploma a favore dei comaschi, vantandosi di averne ricostruito dalle fondamenta. la città ridotta in cenere. Federico I “Barbarossa”, un personaggio tra storia e leggenda Ma chi era Federico “Barbarossa”, il grande alleato di Como? Nato probabilmente a Waiblingen attorno al 1122, era figlio del Duca di Svevia Federico di Hohenstaufen detto il Guercio, che apparteneva al partito detto poi in Italia dei Ghibellini, dal nome appunto del castello di Waiblingen. La madre Giuditta era figlia del duca di Baviera Enrico il Nero e di Wulfhild di Sassonia, sorella di Enrico il Superbo che era duca di Sassonia ma anche marchese di Toscana, e quindi del partito antagonista dei Welfen (Guelfi). Tramite la nonna paterna Federico era inoltre legato alla precedente dinastia imperiale di Franconia, per cui fu visto come ideale pacificatore della guerra tra fazioni. Fu incoronato re di Germania il 9 marzo 1152. Il nerbo della sua politica fu sempre il rafforzamento dell’autorità e della coesione dell’Impero, anche se dovette più volte affrontare defezioni di alleati e contese dinastiche, prima fra tutte quella con il cugino Enrico il Leone, di volta in volta prezioso sostenitore o acerrimo avversario. Irrinunciabile era il controllo sia sui Comuni a nord sia sul Regno di Sicilia a sud, anche perché l’Italia era il contesto dove ottenere prerogative essenziali alla costruzione dell’impero universale: la supremazia nella contesa col Papato per la potestà civile, il legame con la tradizione dell’Impero Romano, la sovranità su Comuni e feudi. Questo lo portò inevitabilmente allo scontro con le varie leghe comunali, in particolare la Societas Lombardiae appoggiata da Papa Alessandro III. Nel 1183 con la Pace di Costanza l’Imperatore concede varie autonomie in campo amministrativo, politico e giudiziario; i Comuni dal canto loro si impegnano a pagare certi tributi e gli riconoscono il diritto di dirimere le contese fra un Comune e l’altro. Le nozze del figlio Enrico VI con l’erede normanna Costanza d’Altavilla legheranno all’Impero anche l’Italia meridionale. Quando Gregorio VIII indice la Terza Crociata il Barbarossa vi aderisce insieme al figlio Federico duca di Svevia e un esercito di 20.000 cavalieri, ma attraversando il fiume Saleph in Cilicia (ora Göksu, in Turchia) Federico I muore il 10 giugno 1190. Nell’assedio di San Giovanni d’Acri perderà la vita anche il giovane duca di Svevia. Il grande imperatore divenne presto protagonista di varie leggende soprattutto in terra germanica, la principale SCEGLI... GRUPPO SERRAtORE www.grupposerratore.com CANTÙ | ERBA | GRANDATE | LECCO | PESCATE | ALBAVILLA 190x204_serratore_cantù.indd 1 23/07/14 18:14 Palio del Baradello F 9 Contrade Borghi Comuni delle quali ricalca il mito indoeuropeo dell’eroe dormiente: Federico non sarebbe morto ma solo addormentato, seduto a tavola coi suoi cavalieri in una caverna delle montagne della Turingia (secondo altre fonti in Baviera); si ridesterà quando i corvi cesseranno di volare attorno alla vetta. E non mancano nemmeno le leggende. Tre riguardano direttamente il territorio comasco: 1) In una pergamena dell’archivio parrocchiale di Brienno si conservava un dente che l’imperatore avrebbe perso a seguito di una caduta, dopo aver troppo apprezzato il vino del luogo; 2) Risalendo il lago con la sua flotta, Federico sarebbe stato assalito dalle imbarcazioni di Gravedona che lo depredarono sottraendogli addirittura la corona imperiale. Per questo si dice che alla firma della Pace di Costanza l’Imperatore abbia esclamato: “A tutti perdono, tranne ai perfidi Gravedonesi”; 3) Infine nella chiesa di San Giuliano in Como c’era una tomba con “i Corpi del Beato Federico e Compagni” che sarebbero morti durante il pellegrinaggio a Santiago e Roma, e la voce popolare l’attribuì al Barbarossa, quando è noto invece che parte delle sue spoglie sono sepolte nella chiesa di San Pietro ad Antiochia di Siria, le ossa nella cattedrale di Tiro, il cuore e gli organi interni a Tarso. Il Castel Baradello e “il medioevo” Il Palio comasco prende nome da una fortificazione millenaria che sovrasta la città come una “sentinella di pietra”. La collina dove sorge era già abitata sin dall’antichi- tà, come confermato dagli scavi archeologici, e utilizzata come luogo fortificato e di osservazione dalle legioni romane; in età bizantina faceva parte del Limes (Confine) a contenimento delle invasioni barbariche, con il nome di Baractelia. Al termine della Guerra Decennale il castello fu distrutto dai Milanesi assieme alle mura della città. Nel 1158 Federico I costrinse alla resa Milano con l’aiuto anche dei comaschi e quale ringraziamento, scrive il Giovio, “iacentia moenia restituit”, e aggiunge Corrado da Liechtenau: “castrum construxit, muris et turribus munitum, quod Patarellum teutonici vocant… et in praesidiis milites teutonicos collocavit”. Il castello era molto vasto e comprendeva anche una chiesetta dedicata a San Nicola, due cisterne d’acqua, i locali di macina, il forno, alloggi e depositi. Le mura di cinta scendevano lungo la collina fino al piano. Qui nel 1160 lo stesso Federico trovò rifugio dopo la sconfitta di Carcano, e così pure dopo quella disastrosa di Legnano nel 1176. Nel 1178 l’imperatore donò il castello alla Chiesa e al Comune di Como. Durante le lotte tra Guelfi e Ghibellini il Baradello fu poi teatro di una triste storia: catturato durante la battaglia di Desio del 21 gennaio 1277, Napo Torriani fu rinchiuso in una gabbia di ferro appesa lungo la parete esterna della torre, fino alla morte. 10 F Palio del Baradello Contrade Borghi Comuni La funzionalità del castello fu mantenuta anche nei secoli successivi, finché fu demolito dagli Spagnoli nel 1527 per evitare che fosse utilizzato dagli avversari. Rimase solo la torre che fu venduta e dopo vari passaggi di proprietà, nel 1927 pervenne all’Ospedale Sant’Anna che lo donò poi al Comune. Lavori di consolidamento sono stati effettuati nel 1902, nel 1946 e quindi nel 2008 unitamente a indagini archeologiche di grande interesse. L’altro luogo fondamentale per la vita del Palio è il Centro Culturale “Il Medioevo” in via Badone n. 2: inaugurato nel novembre 1998 e sede associativa ufficiale dal 2000, gode anche di un piccolo palcoscenico nella sala riunioni, dedicata a Samuele Rustici (giovane capitano del Borgo di Brienno, tragicamente scomparso) e arricchita da un dipinto di Pietro Introzzi che riprende gli affreschi senesi dell’ “Allegoria del Buon Governo” di Ambrogio Lorenzetti. La Biblioteca Medievale, aperta al pubblico a richiesta, è ricca di trecento volumi, oltre ottocento riviste specializzate, circa quarantamila tra foto e diapositive del Palio fin dalla sua origine, così come le varie annate della rassegna stampa e gli opuscoli annuali, per finire con videocassette, CD e DVD. L’imperatrice (The empress) Silvia Venturi anche quest’anno impersonerà l’Imperatrice Beatrice di Borgogna accanto a Fabio Facchinetti nei panni di Federico I detto il Barbarossa. I giochi del Palio (Games of Palio) Tiro con l’arco - Archery Per la prima volta nella storia del Palio del Baradello viene introdotta una sfida tra arcieri. L’uso dell’arco è antichissimo e fu inizialmente utilizzato per la caccia, successivamente, vista la forza devastatrice delle frecce scagliate, l’arma fu adottata anche per eliminare i nemici in guerra; infine l’uomo l’usò per divertirsi fino a farne una specialità tra le più affascinanti dei giochi olimpici. La disputa che si svolgerà tra i borghi del Palio è di tipo ludico e vedrà gli arcieri dei Borghi in competizione tra loro con gare di tiro di precisione. La particolarità e il fascino della gara consiste nel fatto che gli arcieri dovranno usare archi in legno e di foggia storico-medievale e potranno scoccare un massimo di tre frecce. Il tiro alla fune - Tug of war Il Tiro alla Fune è uno dei più antichi giochi. La sfida tra le due squadre rappresenta in modo ancestrale la lotta tra bene e male. Questo gioco era praticato sia come attività sportiva autonoma, sia come pratica di allenamento per le altre discipline. Oggi il Tiro alla Fune fa parte delle comuni competizioni di lotta. La cariolana - Race with wheelbarrows Gara caratteristica e faticosissima, consiste nel percorrere per due volte un circuito trasportando un passeggero su di una carriola. Questo gioco era molto diffuso durante le feste che si svolgevano a Como durante il Medioevo. Ogni equipaggio è composto da due atleti, uno che spinge la carriola ed uno che si fa trasportare su di essa. Palio del Baradello F 11 Contrade Borghi Comuni Palio del Baradello F 13 Contrade Borghi Comuni Palio, brief history The origins of “Palio del Baradello” “The city of Como gives him a hearty welcome with great feasts and revel: big banquets, illuminations, contests and equestrian tournaments are organized in his honor”. This is what happened in the summer of 1159 when Frederick the Ist of Swabia (Barbarossa, or Redbeard) arrived in the city, accompanied by his young bride Beatrix of Burgundy and by the Duke of Saxony, Henry the Lion. They arrived at the end of the siege on Milan, which had just concluded with the capitulation of the Lombard chief town. The Como historians agree in the acknowledgement of the importance of the role played by Barbarossa in the rebirth of Como and consider the celebrations organized as a right thanks, coming not only from the captains and the bishop of the city, but from the entire population. The Palio del Baradello, with its historical parade and traditional games, reminds us the relevance of those celebrations. The Palio is an historical reenactment born in 1981 when in the Camerlata district was organized a fancy-dress feast conceived to spend some quality time together in an original way and on the Castel Baradello fields. The following year the Palio was already trying to exceed the simple neighborhood feast to become something more important and began linking itself to particular historical events of the Early Middle Ages. Today, thirty years later, the Palio del Baradello has assumed an important role in the cultural life. During these last years the event has gradually grown, the historical contents have been refined, but, above all, the city has been more in- volved year by year. The former editions’result was positive, nevertheless it’s imperative doing something new to directly involve those city localities which testify single historical events. The splendid Romanesque basilicas hailed the Redbeard entering the town with his dignitaries, the city walls destroyed by the Milanese were rebuilt and crowned with the majestic Porta Torre thanks to our alliance with the great Emperor. Piazza del Duomo is there to remind us a particularly sad moment for the city: one night, in 1127, women, elders and children boarded the comballi (typical Como boats) to leave forever behind the city which was soon to be invaded by the allied troops of Milan. In each one of these spots the Palio del Baradello wants to attend with a specific event. It is one of the big news which christens a new era: the Palio in the places which witnessed the city history. Palio del Baradello F 15 Contrade Borghi Comuni Lotteria Palio del Baradello Acquista uno dei tagliandi per partecipare all’estrazione di uno dei magnifici premi in palio. Estrazione prevista il giorno 23 ottobre 2014 alla presenza di un incaricato del sindaco di Como con pubblicazione dei numeri estratti sul quotidiano “La Provincia” di Como nei giorni successivi e sul sito www.paliodelbaradello.it Per la lotteria si ringraziano le seguenti attività w Autoviemme Como S.r.l. S.S. Giovi, 25 - Casnate con Bernate w Union Hotel Canazei - Campitello Val di Fassa - Trentino w Run & Bike via Borgovico, 161 - Como w Midas F.lli Baldassin S.n.c. via Statale per Lecco, 405 Lipomo w Midas F.lli Baldassin S.n.c. via Asiago, 25/b - Como Tavernola w Ottica Terruzzi via Milano, 37 - Como w Il giornale La Provincia Como w Pittrice Nicoletta Brenna via 5 Giornate, 78/B - Cernobbio w Gioielleria Lopez Via Vitani, 26 - Como w Osteria del Gallo via Vitani, 16 - Como w Cherie Calzature via Vitani, 24 - Como w Calcio Como Acconciature Veronica via XX Settembre, 18 - Maslianico w Pizzeria Vecchia Tavernola Como via per Cernobbio, 33 - Como Tavernola w Farmacia della Salute via Conciliazione - Como Tavernola w Angolo del Fiore via Polano - Como Tavernola w Vannucchi Abbigliamento v. Vittani Como w Libreria Plinio il Vecchio via Vitani, 14 - Como w Salone Bau Miau via 25 aprile, 13 - Maslianico w Rizzi Vini via Roggia Molinara 2/A - Cernobbio w La Drogheria SAS via Diaz, 15 - Como w Pastificio Braglia via Vitani, 7 - Como w Apicoltura Gallo Maurizio via San Bartolomeo, 4 - Solzago w Ferrario Srl - Disegni per abbigliamento, borse via Domenico Pino, 4 - Como w Centro Estetico Caraibi via Monterosa P.co Centerville - Villa Guardia w Parucchiera Vanessa via Bellinzona, 112 - Monteolimpino Como w Punto Chic di Tina - Parrucchiere per Uomo via Bellinzona, 50 Como w Ristorante Il Pescatore Faggeto Lario Comitato organizzatore Palio del Baradello Presidente: Luigi Cavadini, Vicepresidente: Laura Bordoli, Tesoriere: Vanna Schiera, Maggiorente: Nadia Tettamanti, Segretario: Carlemilio Wittmann Associazione Cavalieri del Palio del Baradello Presidente: Laura Bordoli Consiglieri e Collaboratori: Donato Barone, Elena Bollini, Nicoletta Brenna, Carmen Cangi, Aldo Dell’Orsina, Walter Esposto, Fabio Facchinetti, Gigliola Foglia, Marco Magnarapa, Romualdo Marelli, Mario Minatta, Vincenzo Palmieri, Barbara Pezzoni, Ferruccio Prosdocimo, Vanna Schiera, Sabatino Tafuni, Nadia Tettamanti, Wilma Visconti, Carlemilio Wittmann, Micol Wittmann seguici Webmaster del sito www.paliodelbaradello.it Mauro Maestri su Facebook Via Varesina 24 - Villa Guardia (CO) Tel: 031 481353/481698 Cell. 335 1794796 vi propone... 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Tale leggenda, detta dell’eroe dormiente, vuole che Federico non sia morto ma solo addormentato, seduto a tavola coi suoi migliori cavalieri in una caverna delle montagne di Kyffhäuser, in Turingia (o secondo altre fonti nel monte Untersberg in Baviera); quando i corvi cesseranno di volare attorno alla vetta, egli si ridesterà per riportare la Germania all’antica grandezza. Di tanto in tanto l’Imperatore alzerebbe una mano per inviare all’esterno un paggio a vedere se i corvi abbiano smesso di volare. In seguito la storia fu attribuita al Barbarossa dai fratelli Grimm e da altri scrittori dell’800 che aggiunsero il dettaglio della barb, cresciuta attraversando il tavolo e girandovi tutt’attorno fino a compiere due giri: quando completerà il terzo giro, Federico si sveglierà e affronterà una straordinaria battaglia al sorgere del Giorno del Giudizio. Un altro mito vuole che Federico fosse in possesso della fatale Lancia del Destino, quella con cui il soldato Longino trafisse il costato di Cristo sulla croce: chi la possiede è invincibile, ma se la perde muore di lì a poco. Alcuni resoconti narrano appunto che nell’attraversare il fiume dove trovò la morte, la lancia gli sfuggì di mano. Inoltre Jacopo da Varagine nella sua Legenda Aurea, opera diffusissima nel Medioevo, indicava tre segni preannuncianti la fine del mondo: una serie di calamità naturali, la venuta dell’Anticristo, e infine l’avvento del ‘buon re’ destinato a combattere l’Anticristo stesso; ebbene, soprattutto in area germanica il Barbarossa venne identificato con questo sovrano degli ultimi tempi. Altre leggende si ritrovano anche in Italia. Come quella dell’Umiliazione del Barbarossa ad opera del papa Alessandro III, assolutamente priva di fondamenti storici ma utilizzata in chiave antipapale (anche da Martin Lutero stesso) nella Germania del ‘500: racconta che al ritorno dalla vittoriosa crociata (cosa che non fu il Barbarossa avrebbe intrapreso una guerra contro il Papa, reo di averlo tradito e fatto cadere nelle mani del sultano di Armenia che lo tenne prigioniero per un anno. Un pio racconto agiografico, invece, vuole che Federico, ospite a Niš (regione di Rascia) dal duca di Serbia Stefan Nemanja nel 1189, cadesse ammalato e venisse risanato dal figlio del duca, che aveva poteri taumaturgici: il principe Rastko (Crescenzio in latino) si fece monaco col nome di Sava, fu il primo arcivescovo serbo ed è il santo più importante (san Saba) della chiesa ortodossa serba. Altra leggenda di guarigione si trova a Medicina, in Romagna: distrutta dalle città vicine nel 1151 proprio per la fedeltà al Barbarossa, venne da lui ricostruita nel 1155 e dotata di quel nome quando, ammalatosi, vi venne risanato grazie a una serpe finita per sbaglio nella sua minestra. Qui nella seconda decade di settembre si tiene un solenne Palio per ricordare l’evento. Assai meno edificante la leggenda legata al Castello di Lagopesole in Basilicata, dove Federico si sarebbe ritirato in tarda età, avendo orecchie lunghe e appuntite che nascondeva sotto capigliatura fluente. Per impedire che la cosa fosse risaputa faceva gettare nel trabocchetto di una torre i barbieri a cui affidava la cura di barba e capelli. Ancora in Basilicata, presso Matera, si trova la Grotta dei Pipistrelli usata in tempi antichi come chiesa rupestre; qui si narra di un Re Barbarossa (non necessariamente il “nostro”) che avrebbe distrutto la chiesa per seppellirvi sua figlia insieme a un favoloso tesoro. Legata invece direttamente agli eventi storici è la leggenda piemontese secondo la quale, durante l’assedio di Alessandria attorno al 1174-75, gli imperiali scavarono un tunnel dentro le mura per cogliere di sorpresa gli assediati, ma San Pietro in persona scese dal cielo ammantato di luce e sopra un cavallo bianco, nelle mani una spada e le chiavi del Paradiso, svegliando tutta la città avvertendola del pericolo. Nel duomo di Alessandria è conservato un dipinto che raffigura appunto San Pietro nell’atto di spronare i soldati contro un attonito Barbarossa. Tre, infine, le leggende che riguardano il Comasco. Il dente di Brienno: si racconta che risalendo il lago dopo la disastrosa sconfitta di Legnano del 1176 il Barbarossa Palio del Baradello F 19 Contrade Borghi Comuni fu costretto a rifugiarsi nel porticciolo di Brienno, dove fu accolto con grande onore. Ma si ubriacò in modo indecente, per cui uscendo dalla taverna la sera inciampò in un gradino battendo la testa e perdendo un dente. Questo pare si trovasse dentro una pergamena nell’archivio parrocchiale, o addirittura conservata nella chiesa parrocchiale, fino al 1937 quando l’allora Vescovo di Como impose un riordino delle reliquie per sbarazzarsi di quanto non fosse documentato come genuinamente sacro. Sempre risalendo il lago con la sua flotta dopo Legnano, si narra che Federico fu assalito dalle imbarcazioni di Gravedona (che già durante la Guerra Decennale aveva parteggiato ora per Como ora per Milano) che lo depredarono della maggior parte del bottino di guerra sottraendogli addirittura la corona imperiale. Per cui si dice che alla firma della Pace di Costanza l’Imperatore abbia esclamato “A tutti perdono, tranne ai perfidi Gravedonesi”. Naturalmente è piuttosto inverosimile che l’imperatore sconfitto e in fuga avesse con sé un ingente bottino, e tantomeno la corona imperiale, che veniva indossata solo in speciali occasioni. Infine, nella chiesa di San Giuliano in Pomario a Como c’era una tomba con antichissima pittura (immagini di pellegrini), contenente “i Corpi del Beato Federico e Compagni” che sarebbero morti durante il loro pellegrinaggio a Santiago e Roma; la voce popolare arrivò ad attribuire la tomba al Barbarossa, una fantasia che già Benedetto Giovio smentiva (1532) sottolineando da una parte che non c’erano sulla tomba le insegne imperiali, dall’altra che era notorio che l’Imperatore era morto durante la Crociata. 22 F 34° edizione Palio del Baradello Contrade Borghi Comuni dal 30 agosto al 20 settembre 2014 Il programma della manifestazione Program of the event I borghi, le contrade e i comuni partecipanti saranno: Borgo di CAMERLATA Borgo di CAMNAGO VOLTA Comune di CASNATE CON BERNATE Comune di CERNOBBIO Borgo di S. MARTINO Borgo di TAVERNOLA Parteciperanno alle manifestazioni, ma non alle gare valide per l’assegnazione del palio, anche altre delegazioni del territorio, tra le quali il BORGO DI QUARCINO E LA CONTRADA CORTESELLA. 30 Agosto sabato: S. Abbondio: offerta del cero votivo - Offering of the votive candle ORE 17.30 In occasione dei Vespri e della preghiera con Sua Eccellenza Mons. Diego Coletti Vescovo di Como, si procederà alla tradizionale offerta del Cero Votivo. Al termine della cerimonia il Presule impartirà la benedizione ai Capitani e al drappo del Palio realizzato dalla pittrice Jo Taiana, vincitrice del concorso organizzato dal Palio del Baradello in collaborazione con l’Associazione Giosuè Carducci di Como. 31 Agosto domenica: Castello Baradello: visita alla sentinella di pietra - Visit to the “stone sentinel” ORE 15.00 Le guardie del “Parco della Spina Verde” illustreranno ai presenti la storia del Castello, sarà poi possibile visitare la torre, mentre i Capitani e i Gonfalonieri dei Borghi e dei Comuni partecipanti al Palio, insieme ai figuranti in abiti d’epoca, interpreteranno momenti di vita medioevale. Saranno presenti il Gruppo Falconieri Comitato Rievocazione Storica di Lomazzo, gli Arcieri del Drago Alato di Cernobbio, il Gruppo Sbandieratori e Musici di Tavernola ed il gruppo dell’Associazione Concordanza che si esibirà in danze medievali. Ore 17.00 S. MESSA, con la partecipazione dei figuranti in costume. Palio del Baradello F 23 Contrade Borghi Comuni 4 Settembre giovedì: Como: visita medievale - Guided visit (in italian only) ORE 17.00 Ritrovo davanti alla Torre di San Vitale. Organizzata dalla “SOCIETÀ ARCHEOLOGICA COMENSE” visita guidata gratuita all’antico borgo di SAN VITALE 6 Settembre sabato: Piazza Cavour: sbarco a Como del Barbarossa - Emperor redbeard lands at Como ORE 18.00 Rientrando dalla ricognizione delle sponde del lago, scortato da un corteo di imbarcazioni lariane, messe a disposizione dalla F.I.C.SF. Comitato provinciale di Como, giungerà in città Federico I di Hohenstaufen, detto il Barbarossa, accompagnato dall’ Imperatrice Beatrice di Borgogna, dignitari, dame e militi. L’imperatore scenderà a terra nell’antico porto e riceverà l’omaggio delle autorità cittadine, si formerà quindi il corteo che, accompagnato da giocolieri e musici, attraverserà la piazza Cavour percorrendo poi via Plinio, per raggiungere il Duomo e il Broletto dove sosterà per ammirare i giochi dei giullari. Narratrice dell’evento Miriana Ronchetti, drammaturga, attrice e regista. ORE 20.00 Portico del Broletto piazza Duomo e piazza Grimoldi: cena medioevale - Medieval dinner Porticato del Broletto - Su prenotazione si potrà partecipare alla famosa “Cena Medioevale”, a base di pietanze e cibi preparati secondo le ricette del dodicesimo secolo. (Per prenotazioni telefonare a 031 525037 o 031 510792 oppure e-mail: [email protected]) Piazza Duomo - Grande spettacolo con i GIULLARI DI DAVIDE ROSSI che si esibiranno con giochi di fuoco, equilibrismi di spade e bellissimi esemplari di serpenti innocui di varie specie e grandezze. 7 Settembre domenica: Piazza San Fedele: giuramento dei capitani - The captains’s swearing ORE 15.00 Da Porta Torre il corteo si porterà in Piazza San Fedele. Ingresso ufficiale del BARBAROSSA e della consorte BEATRICE DI BORGOGNA con la LETTURA DELL’EDITTO DI RONCAGLIA, la consegna delle chiavi della città, presentazione dei borghi partecipanti al Palio e GIURAMENTO DEI CAPITANI. Allieteranno la cerimonia le danze medievali dell’associazione CONCORDANZA e lo spettacolo degli SBANDIERATORI E MUSICI DI TAVERNOLA. Viale Battisti ORE 17.30 Il Corteo da piazza San Fedele si recherà a Porta Torre dove in viale Cesare Battisti si svolgerà la PRIMA GARA UFFICIALE DEL TIRO CON L’ARCO, seguita dalla premiazione. 11 Settembre giovedì S. Carpoforo: elevazione spirituale - Middle ages’ spiritual music ORE 21.00 concerto con gli strumentisti della CELTIC HARP ORCHESTRA “IL FLUIRE DELLA NATURA, dal tempo dei monasteri ai giorni nostri”. 24 F Palio del Baradello Contrade Borghi Comuni 12 Settembre venerdì Festa del borgo di San Martino - Feast of borough San Martino ORE 20.00 Ritrovo dei Borghi partecipanti in Via Piadeni. ORE 20.30 da via Piadeni gli Sbandieratori e Musici seguiti da tutte le rappresentanze dei Borghi raggiungeranno in sfilata via Dottesio dove si susseguiranno: l’esibizione degli SBANDIERATORI e MUSICI DI TAVERNOLA, la gara della CORSA SUI TRAMPOLI con un atleta di ogni Borgo partecipante, la premiazione del vincitore e la partita degli SCACCHI VIVENTI. ORE 24.00 conclusione della manifestazione 13 Settembre sabato Via Milano bassa e piazza Vittoria - Market in via Milano and piazza Vittoria DALLE ORE 15.00 PIAZZA VITTORIA sarà presente il Mercatino hobbisti artigiani ed il GRUPPO SAGITTA IMPERIALIS dimostrerà alcune tipiche lavorazioni del periodo medievale. Interverrà il Gruppo Medievale LA MASNADA LARIANA con musiche, balli e dimostrazione di combattimenti. ORE 20.30 sfilata rappresentanti dei Borghi dalla chiesa di S. Bartolomeo, con l’esibizione degli SBANDIERATORI E MUSICI DI TAVERNOLA. ORE 21.00 VIA MILANO BASSA - SECONDA GARA UFFICIALE “LA CARIOLANA”. A seguire premiazione. 14 Settembre domenica “Gran corteo storico del Barbarossa” - Como city, great historical parade ORE 15.30 Partenza dal Piazzale dell’Ippocastano, il CORTEO STORICO comprendente numerosissimi figuranti e sbandieratori si snoderà per le vie cittadine Aldo Moro, XX Settembre, Milano, piazza Vittoria, via Cesare Cantù, Giovio, Vittorio Emanuele, fino all’arrivo in Duomo e piazza Cavour. Parteciperanno alla sfilata il CARROCCIO e le MACCHINE DA GUERRA, gli SBANDIERATORI E MUSICI DI TAVERNOLA, gli SBANDIERATORI E MUSICI LARIANI, gli SBANDIERATORI DI FENEGRÒ, LA MASNADA LARIANA e gli artisti della Parada par Tücc. Parteciperà al Corteo Storico anche il Gruppo Falconieri Comitato Rievocazione Storica di Lomazzo. In piazza Cavour il Palio del Baradello avrà la sua degna conclusione con la passerella di tutti i gruppi che hanno partecipato alla sfilata, gli Sbandieratori si esibiranno in numeri e volteggi assai spettacolari. La Masnada Lariana farà dimostrazioni di combattimenti. ORE 17.30 TERZA GARA UFFICIALE “IL TIRO ALLA FUNE”, valida per l’assegnazione al Borgo Vincitore del drappo del Palio, dipinto a mano quest’anno dalla pittrice Jo Taiana dell’Associazione G. Carducci di Como. PREMIAZIONE DEL COSTUME PIÙ BELLO. Palio del Baradello F 25 Contrade Borghi Comuni 20 Settembre sabato: Piazza Verdi e via Magistri Comacini - Piazza Verdi and via Magistri Comacini “GRANDE FESTA MEDIOEVALE” DEDICATA AI BAMBINI - MEDIEVAL FESTIVAL for children. ORE 16.00 giochi medievali, laboratorio con Madonna Wilma, laboratorio con l’Associazione Luminanda, i falconi di Falconeria Maestra, danze con l’Associazione Concordanza, la Masnada Lariana, i giocolieri della Parada Par Tücc, mercatino hobbysti, antichi mestieri, smielatura dal vivo. A corollario della manifestazione si terrà il CONCORSO FOTOGRAFICO. FREE ADMISSION TO ALL EVENTS - www.paliodelbaradello.it CONCORSO FOTOGRAFICO Drappo del Palio 2013 dipinto da Nicoletta Brenna Nel periodo del 34° Palio del Baradello si potranno scattare foto che parteciperanno come tema specifico al “36° Concorso Fotografico Nazionale – 5° edizione di fotografia digitale” Foto Cine Club Cernobbio 2014. Chiunque potrà inviare i file del 34° palio entro il 16 ottobre 2014. Per iscrizioni e modalità di partecipazione si rimanda ai siti: www.paliodelbaradello.it oppure www.fotocineclubcernobbio.it La premiazione si terrà domenica 16 novembre 2014 presso il Grand Hotel Villa d’Este di Cernobbio. 28 F Palio del Baradello Contrade Borghi Comuni Camerlata Dai reperti storici rinvenuti appare chiaro che la zona in cui sorse il Borgo di Camerlata era già abitata a partire dal secolo IX a.C.; si trattava di un’area eminentemente boschiva e il periodo romano non la cambiò molto. Si ricorda però la costruzione di un tempio dedicato al dio Mercurio, presso il quale secondo la tradizione furono martirizzati Carpoforo, Esanto, Cassio, Licinio, Severo e Secondo, soldati al servizio di Massimiano Erculeo che, convertiti al Cristianesimo, non vollero offrire sacrifici agli dèi pagani. Come tutti gli altri edifici di culto pagani, dopo l’editto del 313 dell’imperatore Costantino che riconosceva la religione cristiana, il tempio fu trasformato dal protovescovo Felice in chiesa cristiana, come risulta dal ritrovamento di epigrafi cristiane. Accanto fu edificato un monastero benedettino, con annessa chiesa dedicata a San Carpoforo che fu consacrata come prima cattedrale di Como il 25.5.1040. La chiesa fu più volte ristrutturata, mentre intorno alla metà del ‘500 fu edificato dai monaci Eremitani di San Gerolamo un nuovo convento, che venne poi soppresso nel 1772. Nel corso del XVI secolo la chiesa fu completamente trasformata e nel 1773 fu elevata a parrocchia. Con i nuovi lavori effettuati tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900 essa ha acquisito la struttura odierna, mentre nel frattempo la parrocchia veniva trasferita in una piccola chiesa dedicata a Santa Brigida, in posizione più centrale rispetto al Borgo, e che in seguito fu incorporata nel Sanatorio G. B. Grassi. Infine la sede parrocchiale passò nella nuova chiesa, sempre dedicata a Santa Brigida, che fu eretta tra il 1924 e il 1927 e nella quale nel 1932 furono traslati i corpi di San Carpoforo e di San Felice. Lungo la tortuosa stradina che porta al Castel Baradello sono stati individuati i resti di un’altra chiesa romanica dedicata a San Martino, detta San Martino in Sylvis per distinguerla da quella edificata nel Borgo di San Martino. Nel XIII secolo presso la chiesa si stabilirono i Domenicani, ma nel ‘500 essa fu abbandonata e trasformata in abitazione privata, e più recentemente in ristorante. Tutta la zona di Camerlata era in passato scarsamente abitata, ma data la sua importan- foto Mauro Fuggiaschi za come nodo stradale tra Como e Cantù, Varese e Milano, sia dal punto di vista militare che commerciale, fu protetta da svariate fortificazioni, ormai completamente scomparse, che si collegavano col sovrastante Castello. Nel ‘700 Camerlata fu elevata a Comune censuario e tra il 1812 e il 1884 ebbe autonomia comunale con un territorio che comprendeva anche Lora, Navedano, Garzola, San Donato e Civiglio. Nel 1884 fu unita al Palio del Baradello F 29 Contrade Borghi Comuni Camerlata, brief history This borough on the hills south of Como participates in the Palio del Baradello since 1981. Its name could derive from a tavern called “Portich dei düü merli” (Porch of the Two Blackbirds), or from a “cà merlata” (battlemented house). Its most important buildings are: St. Carpoforo’s Basilica, the first cathedral of Como; on top of the hill the Baradello Castle, existing at the time of the Roman Empire, and increased in 1159 by Emperor Frederick the Redbeard; and the modern fountain in the main square, a majestic combination of rings and spheres recalling Volta’s pile. Comune di Como con conseguente sviluppo dei primi insediamenti industriali. Resta da fare un accenno al nome del Borgo, anche se non è assodata la sua origine; infatti secondo alcuni esso deriva proprio dalle fortificazioni indicate in precedenza, mentre secondo altri si riferisce a una casa edificata nei pressi della Basilica di San Carpoforo e che era arricchita da una consistente merlatura; infine per altri ancora il nome deriva da una tipica taverna nella cui insegna si leggeva “Portich dei düü Merli”. Il Borgo di Camerlata è l’unico rimasto tra quelli che nel 1981 aderirono alla manifestazione. I suoi colori sono verde-rosso, e ha vinto negli anni 1990, 1991, 1994, 1996 (assieme al Borgo di Tavernola), nel 1999 e nel 2013. Nel suo emblema è riportata la casa merlata. 32 F Palio del Baradello Contrade Borghi Comuni Camnago Volta Una chiesetta che rispecchia lo stile di San Francesco La chiesetta di San Francesco sorge nella località Ravanera che si trova sull’antica strada pedonale che da San Donato attraverso Camnago porta a Tavernerio. Verosimilmente fu fatta costruire intorno alla fine del 1500 dalla nobile Famiglia Odescalchi di Como forse come cappella gentilizia e come ex voto su terreni di proprietà della famiglia stessa. Interessante ricordare che sulla campana del piccolo campanile a vela che sovrasta il tetto è incisa la data 1601. Comunque la prima notizia dell’esistenza del complesso oratoriale di Ravanera è del 27 settembre 1703 ed è data da Francesco Bonesana Vescovo di Como dal 1695 al 1709. Da questo documento si coglie la dedicazione a San Francesco d’Assisi e l’appartenenza della chiesetta alla parrocchia di Camnago nella Pieve di Zezio Inferiore, nel luogo detto Ravanera. Dai successivi documenti di visite pastorali dei Vescovi di Como si parla, come proprietaria del piccolo tempio, della famiglia Odescalchi a cui incombe l’onere di celebrazioni di sante Messe settimanali e annuali con particolare solennità nella festa di San Francesco. Le sante Messe venivano officiate dai frati del terzo ordine francescano del convento di San Donato ed è forse per questo che la chiesetta è stata dedicata al Santo d’Assisi. Un’altra ipotesi sulla dedicazione a San Francesco è che in città il culto del Santo era molto diffuso sia per la presenza dei francescani già dal XIII secolo, sia per le predicazioni avvenute a Como nel 1422 e nel 1432 del frate francescano San Bernardino da Siena. L’edificio sacro fu degli Odescalchi fino al 1824, per passare poi, per successione testamentaria, alla famiglia Raimondi. Nel 1834, un atto di vendita attesta un nuovo proprietario: i Greppi, famiglia nobile di Albese. Con atto notarile regolare la signora Elisa Greppi nel 1934 la donava infatti alla parrocchia di Camnago Volta. La chiesetta di San Francesco è semplicissima nella sua architettura, immersa da un lato nel bosco e dall’altro nelle verdi balze coltivate e segnate da filari di viti. Rispecchia lo stile del Santo a cui è dedicata, uno stile improntato sulla solitudine, la povertà e la semplicità. Le mura sono costruite con sassi irregolari e pietre nude a sprazzi coperte da semplice intonaco. Nella chiesetta che è definita ad un’aula unica con volte a vela, divisa da una balaustra di legno, si trovava, purtroppo se ne sono perse le tracce, una tela dipinta raffigurante l’Annunciazione della Beata Vergine Maria. Appoggiata su due pali infissi su un tramezzo in muratura, incorniciata da una bellissima cornice barocca si trova una pregevole immagine dipinta su tela di S. Francesco, nell’atto di ricevere le stimmate sul monte Verna. Sotto la tela, un grande altare di pietra, poggiato su due mensole, sufficientemente grande per le funzioni liturgiche. Il dipinto di San Francesco nel 1992 è stato restaurato e riapparendo alla luce è tornato ad essere oggetto di meritata ammirazione che invita alla preghie- ra e all’imitazione della santità del Poverello d’Assisi. A Camnago Volta la villa della Beata Giovannina Franchi Giovanna Franchi detta Giovannina, fondatrice delle Suore Infermiere dell’Addolorata che sarà proclamata Beata il 20 settembre 2014, nasce a Como il 24 giugno 1807 in una famiglia fra le più facoltose e stimate della città, ma ciò non le impedisce di conoscere la realtà sociale della popolazione più povera, la drammatica situazione di malati, di anziani abbandonati e di molte famiglie ridotte in povertà a seguito dell’industrializzazione. Giovannina che si dedicò alla cura gratuita dei poveri infermi della città di Como era secondogenita di 7 figli (5 sorelle e due fratelli) dei coniugi Giuseppe, magistrato del Tribunale cittadino, e Giuseppina Mazza, di famiglia nobile. Battezzata il giorno dopo la nascita, ricevette il sacramento della Cresima all’età di 11 anni come si usava a quei tempi. Passò l’infanzia tra le pareti domestiche (1807-1814) e l’adolescenza nell’educandato del monastero di S. Carlo delle Visitandine di Como (1814-1824). Rientrata in famiglia si dedicò alla cura dei genitori aiutandoli a seguire i lavori dei massari nelle ville estive di Camnago, Grandate e Drezzo. A Camnago Volta si trova ancora la villa della nobile fa- Palio del Baradello F 33 Contrade Borghi Comuni Camnago Volta, brief history Formerly known as Camnago San Martino, this borough situated uphill in the Cosia Valley is now named after its most famous denizen, Alessandro Volta, the inventor of the electric battery (1745-1827) and the celtic words meaning “residence of the lord”. It first joined the Palio in 2010. Its most relevant monuments are the villa and mausoleum of Volta, the parish church dedicated to St. Cecilia and the smaller church of St. Francis, ancient mills and furnaces as well as creations of nature such as the Bottini Waterfall, the gorges of the river and the so-called “pots of the giants”. miglia Franchi che ha dato i natali a Giovannina. In questa villa, dal 1825 al 1853, Giovannina Franchi e i suoi familiari trascorsero dei periodi più o meno lunghi perché i contadini coltivavano le loro proprietà terriere e vi allevavano anche i loro bachi da seta. Dopo una breve esperienza di fidanzamento, conclusasi nel 1840 con la morte del fidanzato, Giovannina decise di consacrarsi totalmente al Signore. Dal 1846 si pose sotto la di- rezione spirituale del pio e dotto canonico penitenziere della Cattedrale di Como don Giovanni Abbondio Crotti, il quale svolgeva apostolato anche tra gli ammalati e i carcerati. Il 27 settembre 1853 Giovannina Franchi, all’età di 46 anni, compie una scelta provocatoria e ardita: abbandona gli agi familiari e con tre compagne va a vivere in via Vitani, una via tra le più povere e malfamate della città. Qui si mette a servizio dei malati, curandoli a domicilio e accogliendoli nella sua casa, dando inizio alla “Pia unione delle Sorelle Infermiere di Carità” che, attraverso la dedizione, l’amore, l’abnegazione, diventa, nei diversi luoghi dove opera, segno della Provvidenza del Padre. La Franchi scrisse per sé e le Sorelle il Metodo di vita, approvato il 16 luglio 1862 dal vescovo di Como mons. Marzorati. Una Regola di vita molto semplice, ma basata su alcuni principi fondamentali: prediligere i malati gravi e moribondi, perché più soli e più vicini all’incontro con Dio; considerare la viva presenza di Cristo nell’Eucaristia e nella persona sofferente; mostrarsi “coraggiose e nel medesimo tempo umili”. Tutto il carisma della Franchi si può riassumere in una sua espressione: «La carità del prossimo sia nelle Sorelle un amore universale che tutti abbraccia nel Signore e non esclude nessuno» (Metodo di vita, n. 1). Nell’estate del 1871, mentre a Como il vaiolo nero (secondo alcuni il colera) seminava morte, Giovannina si prodigava nell’assistenza a persone colpite dal male. Contagiata, si avviò rapidamente verso la conclusione della sua vita e morì alle ore 5,30 del 23 febbraio 1872, 4 mesi prima di compiere 65 anni di età, in concetto di santità. LA VETRERIA RISTORANTE - PIZZERIA - BAR La Nuova Villa Aurelia Via Milano 16 - Bregnano (Co) Tel.031-7240014 www.lanuovavillaurelia.it Festeggia con noi i tuoi momenti importanti Battesimi, Comunioni, Cresime, Matrimoni, Convegni, Compleanni. Menù cerimonia a partire da € 40,00 compreso di fiori al centro tavola e stampa dei menù PIZZA D’ASPORTO a € 5,00 PRANZO di LAVORO € 11,00 Grandate - Via Leopardi, 35 - Tel. 031-396457 www.ristorantelavetreria.it Vetreria_Modulo_9,3x13,5_Pizza.indd 1 31/07/14 10:16 sabato sera... 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Sul suo territorio esiste ancora una contrada chiamata della Torre, lungo la quale si innalza una costruzione a pianta quadrata, abbastanza sviluppata in altezza: con ogni probabilità è ciò che rimane di una torre di segnalazione, che serviva a mettere in comunicazione il Castello di Vertemate con il Baradello. Durante il periodo della decennale guerra tra Como e Milano, Casnate insieme a tutta la pieve di Fino Mornasco venne occupata dai milanesi che successivamente dovettero abbandonarne il territorio per riconquistarlo in un secondo tempo e perderlo infine definitivamente allorché nel 1196 tutta la pieve venne assegnata alla giurisdizione del Comune di Como. La Parrocchia di Casnate è una delle più antiche Chiese appartenenti alla pieve di Fino Mornasco: già nel 1297 in un inventario dei beni appartenen- foto Mauro Valli ti al capitolo del Duomo di Como è citata una “Ecclesia Sancti Ambrosii” posta nel territorio di Casnate. Fino al 1600 il paese di Bernate RosaIes possedeva solamente la cappella di S. Martino, una chiesetta molto piccola a un solo altare (definitivamente distrutta nel secolo XVIII), poiché dipendeva direttamente da Fino Mornasco. Solo dopo lunghe e insistenti richieste da parte degli abitanti si ottenne di poter ovviare alla scomodità e alla distanza da Fino passando alla dipendenza della più vicina Casnate. Con il tempo, però, i rapporti coi casnatesi andavano peggiorando, men- Palio del Baradello F 39 Contrade Borghi Comuni Casnate, brief history This village of farmers stands in a beautiful situation on the morenic hills, south of Como city, and it is crossed by the Seveso river and its two tributaries. Recent studies claim for it a celtic origin. In tis territory a district still exists, called “district of the Tower”, with the remains of an old watchtower connecting the Vertemate Castle and the Baradello Castle. During the Decennial War between Como and Milan, Casnate with the whole religious district (“Pieve”, mother parish) of Fino Mornasco was occupied by the Milanese, then evacuated, later conquered again but finally the territory was subjected to Como jurisdiction. St. Ambrose parish church in Casnate is one among the oldest churches of that Pieve, acknowledged by documents since 1297; the other nucleus, Bernate Rosales, had just a small chapel (destroyed in the XVIII century) and was depending from the parish of Fino Mornasco, later from the parish in Casnate. A parish church in Bernate was built only in 1844. tre aumentava il desiderio di avere una propria Parrocchiale. Giunse l’occasione tanto attesa con il crollo della Parrocchiale di Casnate e il ritardo nell’ avviare la nuova fabbrica, ma soprattutto per il decisivo apporto del Conte Agostino Cigalini, che si impegnò a fornire i fondi necessari alla costruzione di una chiesa in Bernate, il vescovo di Como acconsenti nel 1844 a concedere una Parrocchiale ai bernatesi. 42 F Palio del Baradello Contrade Borghi Comuni Cernobbio Alcune delle più antiche notizie che lo riguardano si riscontrano in un manoscritto del XII secolo, in relazione a una struttura fortificata. Il nome per così dire moderno deriva da coenobium, antico monastero cluniacense fondato attorno all’anno Mille nella zona in cui attualmente è sita Villa Erba per opera di Maiolo, proveniente dall’abbazia benedettina di Cluny (edificata nel 210), mentre in passato la località era indicata come Garrovo per via dell’omonimo torrente. Il monastero, che appunto sembra abbia dato nome alla cittadina, entra presto in contrasto con quello di Cantù, sottoposto alla medesima Regola benedettina, che sotto l’egida milanese pretendeva di avere anche la direzione di quello di Cernobbio. Così, anche se indirettamente, i contrasti tra Milano e Como varcano anche le mura degli istituti religiosi. Il monastero divenne sempre più importante a seguito di numerosi lasciti, tanto che di esso il Vescovo di Como Feliciano Ninguarda ci ha lasciato una dettagliata dissertazione risalente al 1593. Inoltre alla chiesa principale era collegato un oratorio dedicato a San Rocco. Il cenobio fu soppresso nel 1785 per disposizione dell’imperatore d’Austria Giuseppe II e tutto il complesso fu venduto ai privati. Cernobbio fu sempre alleato con Como e nel 1240 passò sotto la diretta giurisdizione come Borgo. Fu distrutto una prima volta nel 1432 per opera di Filippo Maria Visconti e una seconda volta nel 1522 dagli abitanti di Torno. Come comune moderno nasce nel 1929 dall’accorpamento di Cernobbio, Piazza Santo Stefano e Rovenna; il 24.5.2005 il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi gli ha conferito il titolo di città. La chiesa parrocchiale di San Vincenzo, a una sola navata, è stata ricostruita attorno all’anno 1760 sulle rovine di un’antica chiesa della quale si ha notizia attraverso un documento del 1183; di essa ci riferisce anche il Vescovo Feliciano Ninguarda nella sua relazione alla Visita Pastorale. La nuova parrocchiale fu edificata tra il 1904 e il 1924 e dedicata al SS. Redentore. Nella chiesa è conservato l’antico fonte battesimale risalente al 1570. foto Mauro Fuggiaschi Ai margini della cittadina è edificata anche la Cappella della Beata Vergine delle Grazie, chiamata anche dell’Immacolata. Anch’essa è di antica origine, difatti ne abbiamo notizie attraverso le relazioni (1593) del già citato Vescovo Ninguarda. Inoltre nella frazione di Rovenna è situata la chiesa parrocchiale di San Michele, di antichissima fondazione e ricostruita a partire dal 1667. Nella sua sacrestia è conservata la famosa croce di Rovenna, in rame dorato e Palio del Baradello F 43 Contrade Borghi Comuni Cernobbio, brief history This elegant town on the western shore of the lake, north of Como, took its name from a “cenobium”, that’s to say a Cluniac nunnery which boasts a troubled history. It is a member of the Palio since 1996. Its main monuments are the old temples of St. Vincent and of St. Mary, the more recent parish church dedicated to the Redeemer, the worshipped Sanctuary on Mount Bisbino, and many luxury villas, both ancient and modern, such as Villa d’Este (one among the best hotels in the world) or Villa Erba, which was home to the famous filmmaker Luchino Visconti. cristalli di rocca, risalente alla fine dell’XI secolo o all’inizio del XII; notevole anche l’altare ligneo. Da Rovenna si raggiunge la vetta del monte Bisbino col suo Santuario della Beata Vergine: una chiesetta in questo luogo è documentata già nel 1368. Nella frazione di Piazza Santo Stefano, che prende il nome da un’antichissima chiesa dedicata appunto al santo Protomartire, è stata edificata una chiesa nuova nella seconda metà del ‘600: da una relazione del Vescovo Ciceri risulta infatti che nel 1685 era ancora in costruzione. Poco lontano da essa sorge l’Oratorio dell’Asnigo, del quale si hanno notizie già nel ‘200 e in seguito adibito a lazzaretto. Infine lungo la strada che da Stimianico porta a Piazza, in frazione Casnedo vi è la bella chiesa intitolata a San Nicola, che in precedenza era intitolata anche a San Carlo, e della quale si ha notizia da una relazione datata 1786 del Vescovo Giambattista Muggiasca. Da ricordare inoltre che Cernobbio è famosa per le numerose ville che l’arrichiscono, e tra tutte basta citare la sontuosa Villa d’Este fatta edificare dal Cardinale Tolomeo Gallio ed eredi tra il 1557 e il 1607 sulle rovine dell’antico chiostro di Sant’Andrea eretto nel 1442. Testo tratto dal libro: Como, Anno Domini 1159 La città e il suo Palio 1981-2010 di Giuseppe Reina e Gigliola Foglia Via Cantonale 27 Melide - CH Tel.: +41 (0)91 649 78 07 www.tuttoimmobili.ch Email: [email protected] IN SVIZZERA A CADRO (6,5 km da Lugano) RESIDENZA VAL MAGIN Vendita 18 appartamenti spaziosi e luminosi, di varie metrature e con ottime rifiniture. Giardini, terrazze, box interrati e cantine. L’immobile sorgerà in una splendida posizione panoramica, ben esposta, situata nel comune di Cadro, in una zona verdeggiante e residenziale, a circa 6 km dal centro di Lugano. 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Anticamente il Borgo, che si raggiungeva uscendo dalla città attraverso la Porta di San Vitale, era denominato di Zezio e solo in seguito assunse il nome del Santo nato all’inizio del IV secolo in Pannonia (l’odierna Ungheria). Non si conosce il motivo di tale cambiamento, ma sappiamo con sicurezza che a San Martino fu dedicata una piccola chiesa annessa all’ospedale dei pellegrini eretto presso il ponte sul fiume Cosia, che prima del 1833 era un po’ più a monte rispetto all’attuale. L’ospizio era affidato agli Umiliati, che seguivano una Regola in parte analoga a quella data da San Benedetto; il loro Ordine si divideva in tre rami, dei quali il più importante era costituito dai sacerdoti. A San Martino però erano presenti gli Umiliati del secondo gruppo, che erano laici addetti principalmente all’attività artigiana della tessitura. Essi vivevano in comunità a differenza di quelli appartenenti al terzo ramo, che rimanevano in famiglia. Nel ‘400 l’ospizio fu incorporato all’ospedale Sant’Anna che lo utilizzò come lazzaretto per ammalati contagiosi. Nel 1571 il convento passò al Cardinale Tolomeo Gallio a seguito della soppressione dell’Ordine degli Umiliati, mentre l’attività tessile fu proseguita dai Cappuccini. Nel 1639 il Vescovo Carafino istituì una parrocchia autonoma nella chiesetta di San Martino, mentre prima di tale data l’assistenza religiosa veniva fornita dalla parrocchia di San Sisto, sita dove attualmente sorge il cinema La Lucernetta (quindi all’interno della Città Murata). Nel 1783 la sede parrocchiale fu trasferita nella chiesa del monastero agostiniano di Sant’Agata, le cui prime notizie Palio del Baradello F 47 Contrade Borghi Comuni S. Martino, brief history St. Martino’s borough, grown around the bridge on the Cosia River just outside the southeastern corner of the city, participates in the Palio since 1999. Formerly known as “Borgo di Zezio”, it takes its name from a very old church and hospice for pilgrims, ruled by the religious order of the Humiliates who traditionally worked as textile craftsmen. The main edifices are nowadays the two churches (the newer being the actual parish seat) dedicated to St. Agatha. In the surrounding the Milanese built the Castel Nuovo (New Castle, no more existing) after destroying Como in 1127. risalgono al 1306, ma che era di origine molto più antica e che fu poi soppresso nel 1781. Sappiamo che la vecchia chiesa era a navata unica, alla quale furono aggiunte successivamente delle cappelle laterali. La nuova chiesa, sorta per le accresciute esigenze religiose, fu consacrata nel 1969. Un ultimo accenno va fatto al cosiddetto Castel Nuovo, eretto dai milanesi per controllare i comaschi dopo la distruzione di Como nell’anno 1127. L’unica sua traccia rimasta è nella toponomastica cittadina. Il Borgo di San Martino, i cui colori sono verde-nero, ha iniziato a partecipare al Palio del Baradello a decorrere dal 1999 e finora non ha vinto alcuna edizione, ma si è distinto per la sportività con cui ha sempre affrontato tutte le gare. Va infine ricordato che nello stemma del Borgo non poteva non essere riportata l’effigie di San Martino che con la spada divide il proprio mantello per vestire un povero. CON IL TEMPO, ALCUNE COSE CAMBIANO. COMO Via Cecilio15 22100 Como Tel 031 5001334 Fax 030 3660303 Email [email protected] Web www.morinirent.com 50 F Palio del Baradello Contrade Borghi Comuni Tavernola foto Mauro Fuggiaschi Senza alcun dubbio il Borgo è di origine romana, come risulta chiaro dai toponimi di alcuni suoi rioni che attualmente sono: Folcino Superiore e Inferiore, Gerenzana, Musso, Tavernola al Lago, e San Bartolomeo alle Vigne. Folcino potrebbe facilmente ricondursi al volgare fulcìn, falcetto, tipico strumento agricolo per le strisce di terreno dove non è possibile utilizzare la falce (ma in latino ricordiamo una gens Fulcinia e il termine fulcimen, cioè sostegno o terrapieno). Gerenzana deriva quasi certamente dall’unione dei termini latini ager e glarea a indicare un terreno ghiaioso (oppure agger una riva o un argine). Musso forse da un altro termine latino volgarizzato che allude a una località protetta (munita). Il nome di Tavernola deriva evidentemente dal termine latino tabernula che indica un punto di ristoro, molto comune in quel tempo lungo le principali vie di transito (nel nostro caso l’antica via Regia o Regina, che alcuni vogliono fatta restaurare dalla regina longobarda Teodolinda, ma senza gran fondamento). In periodo medievale veniva indicata come Tavernola solo la taverna che si affacciava sul lago, mentre l’area dov’è attualmente sita la borgata principale era chiamata San Bartolomeo ad Pexinam, indicante una polla d’acqua che si trovava proprio vicino alla chiesa; nome che in seguito fu modificato in San Bartolomeo nelle Selve e quindi in San Bartolomeo nelle Vigne. Non si conosce con esattezza la data in cui fu eretta l’antica chiesa intitolata a San Bartolomeo. Le prime notizie che riguardano proprio questa ecclesia Sancti Bartholomaei de Pessina risalgono agli Statuti cittadini del 1335, ma anche in quelli del 1296 vi è un accen- no a Tabernula e così pure un altro accenno si riscontra in un manoscritto del Capitolo del Duomo datato 1283. All’inizio la chiesa fu collegata alla parrocchia di San Salvatore e in seguito a quella di San Zenone, solo nel 1920 fu eretta a parrocchia autonoma. Nel corso dei secoli fu più volte ristrutturata, ma nel 1942 fu sconsacrata e adibita ad abitazione privata dopo adeguate modifiche. Ciò in quanto tra il 1936 e il 1937 era stata edificata la nuova chiesa dedicata a Cristo Re. Nel Palio del Baradello F 51 Contrade Borghi Comuni Tavernola, brief history Its name comes from the Latin “tabernula”, the small inn still existing along the Via Regia, the main road to the Alpine passes, but the rural borough was formerly named from St. Bartholomew “into the woods” or “into the vineyards”, the old church (the new one is dedicated to Christ the King). Here on the shore of Breggia Stream a relevant battle was fought during the Decennial War between Como and Milan (1118-1127). From the 19th century many “holiday houses” of wealthy people were to be built near the lake: Villa Gonzales, Villa Sforni, Villa Bignami among the others. 1817 Tavernola faceva parte del Comune di Monte Olimpino e solo dal 1884 fu incorporata nel Comune di Como. Le attività principali del Borgo sono state quasi sempre agricoltura e pesca, infatti solo all’inizio del ‘900 si ebbero le prime industrie, principalmente nel settore tessile, e in seguito sorsero i primi cantieri navali. Il Borgo, con i colori bianco-rosso, partecipa al Palio del Baradello a partire dal 1885 e ha vinto negli anni 1985, 1986, 1989, nel 1996 ex-aequo con Camerlata, e nel 2007. Nel suo stemma è raffigurato un pellicano, che curiosamente non ha alcun riferimento araldico: è stato scelto perché gli abitanti di Tavernola erano denominati in dialetto “I Goss”, ovvero gli ingordi, e chi meglio di un pellicano che ingoia un pesce intero facendolo sparire nella sacca sotto il suo lungo becco può impersonarli? Prima di chiudere questi brevi cenni è d’uopo ricordare che il Borgo può contare su una valida organizzazione; essa gli consente la partecipazione alla grande sfilata, che ogni anno chiude la manifestazione, con un numero considerevole di persone, abilmente preparate per varie raffigurazioni che vengono ripartite nel Gran Corteo Storico. Il tema proposto lo scorso anno è stato “Il Vetro nel Medioevo”. 52 F Palio del Baradello Contrade Borghi Comuni Ricette medioevali kkkkk Gustosi speziati 350 gr farina 100 gr burro 100 gr zucchero di canna 100 gr miele 1 uovo Due pizzichi di sale 1/2 cucchiaino di cannella in polvere 1/2 cucchiaino di zenzero in polvere 1/2 cucchiani di chiodi di garofano in polvere 1 pizzico di noce moscata di Madonna Carmen Rubrica culinaria che propone ricette medievali rivisitate secondo il gusto dei giorni nostri Impastare il tutto e far riposare per mezz’ora a temperatura ambiente coperto da un canovaccio. Stendere a circa un centimetro di spessore, ritagliare i biscotti a piacere. Infornare a forno a caldo 170° per 10/15 minuti, controllando bene la cottura. kkkkk Delizia alle mandorle 150 gr farina 1/2 bustina di lievito per dolci 1 pizzico di cardamomo in polvere 1 pizzico di chiodi di garofano in polvere 1 pizzico di cannella in polvere 100 gr di farina di mandorle 80 gr di zucchero semolato 1 uovo 60 gr di burro Impastare il tutto e far riposare per mezz’ora a temperatura ambiente coperto da un canovaccio. Stendere a circa un centimetro di spessore, ritagliare i biscotti a piacere. Infornare a forno a caldo 170° per 10/15 minuti, controllando bene la cottura. OSTERIA DEL GALLO Amaro Cardinello Piz Amaro della tradizione comasca a bassa gradazione alcolica a base di miele millefiori di e infusi di erbe aromatiche Brunate MADESIMO Elisir di grappa CON MIELE DI RODODENDRO DI MADESIMO Distribuiti da: OSTERIA DEL GALLO Via Vitani, 16 - Como - Tel. 031 272591 - www.osteriadelgallo-como.it 1-4pubblicità.pdf C M Y CM MY CY CMY K 1 11/06/14 16:05 Palio del Baradello F 55 Contrade Borghi Comuni Cortesella The Cortesella town-district First core of the roman colony, built upon marshland later reclaimed by Julius Caesar, here there were the pristine harbour of the city and an amphitheatre; the Middle Ages have a flourishing of fruitful works into the small lanes around St. Nazaro church: joiners and wood-cutters in the present via Muralto, goldsmiths in via Plinio, bakers where today there is Largo Boldoni and butchers just in the centre of the Cortesella, with the butchery on the precise spot where now the Banca d’Italia (State Bank) stands. Decayed since the period of the Signorie, the old district was demolished in 1938. The only testimony of its past are the remains of the Torre dei Mercanti (Traders’ Tower) in via Ballarini, the Bazzi House in via Olginati, and the palace of the Vitani family with theTower Demorata in via Vitani. Also the house of the Blessed Mother Giovannina Franchi, the founder of the Nurse-Nuns of Our Lady of Sorrows, who will be proclaimed saint by the Church on September 20th, stands here in this district. Its colors are black, silver and red. The emblem of the District reproduces the 1-4pubblicità.pdf 2 11/06/14 16:05 coat-of-arms of Corticella family. C M Y CM MY CY CMY K Primo nucleo della colonia romana, sorto su terreno paludoso poi bonificato da Giulio Cesare, vi si trovavano il primitivo porto della città di Como e un anfiteatro; nel Medioevo vede un fervore di attività produttive nelle viuzze raccolte attorno alla chiesa di S. Nazaro: i legnamari nell’attuale via Muralto, gli orefici nell’odierna via Plinio, i prestinai dove oggi è aperto il Largo Boldoni e i macellai proprio al centro della Cortesella, con il macello dove ora è edificata la Banca d’Italia. Decaduta fin dall’epoca delle Signorie, l’antica contrada viene demolita nel 1938. Uniche testimonianze del passato sono i resti della Torre dei Mercanti in via Ballarini, la casa Bazzi in via Olginati, e la casa dei Vitani con la Torre Demorata in via Vitani. Qui sorge anche la casa di Madre Giovannina Franchi, fondatrice delle Suore Infermiere dell’Addolorata, che sarà beatificata il 20 settembre. I suoi colori sono nero-argento-rosso. L’emblema della Contrada riproduce quello della famiglia Corticella. UN MONDO IN CUI PUOI COSTRUIRE IL TUO FUTURO E POSSIBILE. SCOPRI LE NOSTRE SOLUZIONI PER INTEGRARE LA TUA PENSIONE BENEFICIANDO ANCHE DI VANTAGGI FISCALI. Ti aspettiamo in filiale per un check up previdenziale gratuito. 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The oldest core was around St. Giacomo and Filippo, a small church dating from the X century, made up by one short nave with semicircular apse and a bell-tower. Then the building was enlarged and altered several times. In 1970-1973 the local government of Como started restoration works, bringing old frescoes back to light. The ancient castle of the noble family Reina (among them one Lodovico, husband to Chiara Volta, Alessandro’s sister) still stands in the present via San Giacomo. After the end of the Second World War the whole district saw the arrival of hundredth families who changed it into a populated border-hamlet. Just half century ago also the new parish church of St. Paolo was built. Among the causes of the demographic explosion: the Rivarossi; that historic firm had here its headquarters from 1947 up to 2004; it owes its international renown to the precision of reproductions of its modelling trains. Its rich modelling collection is still partially shown to the public into the Hornby main seat in the UK. The symbol of this borough, together with the small church, is the crenellated arch of Reina castle. I nuclei originari del quartiere Sagnino, oltre a Quarcino – così chiamato per la forte presenza di boschi di querce - sono Mognano e Folcino a Sud Est, e Ponte Chiasso e Interlegno a Nord Ovest: tutt’intorno era solo campagna coltivata (miglio, granturco, vite, patate, gelso per i bachi da seta). Questo territorio, che domina la valle del Breggia, venne aggregato all’antica circoscrizione dei Corpi Santi di Como nel 1515. Il nucleo storico dell’insediamento viene individuato attorno alla Chiesa dei SS. Giacomo e Filippo (nella foto), di impianto proto-romanico risalente al X secolo, costituita da una sola breve navata con abside semicircolare e affiancata da una torre campanaria sul lato sud. Poi l’edificio venne più volte ampliato divenendo, dalla seconda metà del XIII sec. una sussidiaria della parrocchia di S. Salvatore e, dal XVII sec., di quella di S. Zenone di Monte Olimpino. Tra il 1970 e il 1973 il Comune avviò i restauri che consolidarono le strutture e misero in luce antichi affreschi. Dell’antica famiglia nobiliare dei Reina (di cui faceva parte anche Lodovico, marito di Chiara Volta, sorella di Alessandro) rimane il vecchio castello con i suoi archi merlati lungo le via San Giacomo: qui dal 1847 al 1879 risiedeva una colonna mobile di Gendarmeria, mentre durante il colera del 1884 parte della proprietà fu adibita a lazzaretto. Nel secondo dopoguerra il quartiere vide un ampio piano di ampliamento edilizio, divenendo popolosa frazione di confine. Proprio mezzo secolo fa fu edificata anche la nuova chiesa di S. Paolo Apostolo. Tra le cause del boom demografico la Rivarossi, storica azienda che dal 1947 al 2004 ebbe qui il quartier generale e deve la sua fama alla precisione delle riproduzioni dei suoi modellini ferroviari. La sua vasta raccolta di modelli è tuttora esposta presso la sede della Hornby nel Regno Unito. Simbolo del borgo, oltre alla chiesetta, anche l’arco merlato dell’antico castello Reina. 58 F Palio del Baradello Contrade Borghi Comuni Costumi e accessori Abiti e accessori di abbigliamento Il secolo che la nostra Associazione vuole richiamare alla memoria è il 1100, durante il quale ha avuto luogo una rivoluzione nel modo di vestire. Se prima ben poco era cambiato dall’Antichità gallo-romana (gli abiti servivano essenzialmente per difendersi dal freddo e avevano linee sciolte che coprivano il corpo), nel corso del XII secolo invece gli abiti cominciano a modellare la figura, diventano più raffinati, specialmente per il costume femminile, tanto che nel ‘200 perfino le autorità religiose e civili dovranno intervenire contro il lusso smodato. Parliamo evidentemente di un certo tipo sociale, al di sopra della povera gente che purtroppo costituiva la maggior parte della popolazione. Infatti per i poveri l’abbigliamento era addirittura al di sotto del minimo indispensabile: un semplice abito da lavoro composto da una tunica che per gli uomini copriva i fianchi (accompagnandosi alle brache) e che nelle donne raggiungeva la caviglia. Questa tunica si usava per molti anni, perché veniva rivoltata, più volte tinta (se il possessore ne aveva la possibilità… i più poveri dovevano accontentarsi dei colori naturali del filato), e infine serviva per ritagliarne pezzi da utilizzare per la successiva. Spesso la tunica aveva un cappuccio per ripararsi dal freddo e dalla pioggia, mentre un cappello di paglia era utile a difendersi dal sole durante i lavori nei campi. Le persone più abbienti della plebe possedevano anche un abito per la festa, che spesso accompagnava l’intera vita del proprietari. Nel Medioevo il colore aveva un simbolismo particolare, tanto che determinati colori erano riservati solo a certe categorie di persone, ed erano quindi un segno tangibile Tavernola – tema anno 2013: il vetro nel medioevo. Foto M. Fuggiaschi della collocazione sociale. Il più importante era l’oro (a cui era assimilato il giallo) perché raffigurava la ricchezza e la fede, seguiva l’argento (assimilabile al bianco) simbolo di purezza e innocenza, al terzo posto vi era il vermiglio che rappresentava il fuoco e la nobiltà, seguiva l’azzurro che rimandava al cielo e alla lealtà, al quinto posto il nero che simboleggiava la terra e la semplicità, quindi il verde che rimanda a fortezza e saggezza. Per ultimo vi era il porpora, colore complesso e proprio per questo secondo alcuni considerato il colore più nobile di tutti. A Roma e Bisanzio era il colore degli Imperatori. Quanto agli abiti, partendo dai neonati, possiamo ricordare che si utilizzavano delle fasce che li ricoprivano completamente, lasciando scoperto solo il viso: si credeva infatti che gli infanti così crescessero più diritti. Dopo alcuni mesi tale fasciatura veniva ridotta liberando il capo e le braccia. Le famiglie ricche adoperavano fasce di lino, quelle povere fasce di canapa o altro rozzo tessuto. Crescendo, poi, i bambini venivano vestiti come gli adulti, riutilizzando i panni smessi di fratelli maggiori e genitori. Per uscire si indossava la giornea, sorta di ampia sopravveste che lasciava vedere gli abiti sottostanti. Gli adolescenti maschi usavano un giubbetto (zupparello) sopra brache e camicia, abbigliamento che diventava motivo di scandalo quando il giubbetto si faceva troppo corto, secondo una certa moda italiana. In questo periodo, come dicevamo, la donna riscopre il proprio corpo e lo mette in evidenza, stringendo la linea della vita e sfruttando ogni accorgimento, quale ad esempio l’uso di bottoni lungo il fianco; fa insomma apparire la propria femminilità, che diventa sempre più oggetto di adulazione da parte degli uomini. Si allungano gli strascichi, si allungano anche le maniche a volte fino a coprire le mani; un taglio tipico della manica è quello che la vuole aderente dalla spalla al gomito, allargandosi a campana dal gomito in giù e lasciando intravedere una sottotunica, bianca o colorata. Col passar del tempo saranno introdotti anche abiti non più in un sol pezzo ma con gonna a piegoline cucita a vita bassa al corpetto. L’uomo porta camiciola e tunica (se aderente, questa ha spacchi sui fianchi oppure è aperta sul davanti), insieme a brache di tela (braies) e/o calzamaglie (chausses) aderenti e dapprima a due gambe separate che, se corte, venivano tenute a posto con lacci, e se lunghe fino alla vita venivano affrancate a una cintura; i personaggi di rilievo (nobili, magistrati) adottano anche una veste lunga, una sorta di palandrana (ovviamente inadatta ai combatten- Palio del Baradello F 59 Contrade Borghi Comuni ti). Vengono di moda anche i giubbetti imbottiti e, grazie alle Crociate, la sovracotta senza maniche (indossata per coprire l’armatura dal sole). Per uomini e donne sono in uso sopravvesti ampie e aperte, oppure mantelli allacciati con bottone o fibula sul davanti o di lato per lasciare libero un braccio. Va da sé che le classi ricche impiegassero, oltre a fogge elaborate, anche materiali più raffinati: stoffe preziose (come la seta orientale) a colori vivaci (come detto, le tinture erano costosissime!), ricamate o trapunte di pietre preziose, nonché pellicce (usate come fodere interne), gioielli ecc. Quanto alle calzature, non tutti le possedevano; se vi erano i mezzi economici, per confezionarle veniva usato il cuoio, altrimenti dei panni trapuntati (tipo pedule) o delle calze solate. Solo i ricchi avevano eleganti calzature rifinite e decorate, magari dorate, a volte con lunghe punte rivoltate all’insù. La nobiltà e l’alto clero avevano anche calze riccamente ricamate: celebri le calze papali e quelle dell’incoronazione degli Imperatori germanici! La donna sposata portava un velo (a volte con soggolo che copriva collo e mento) sopra i capelli, solitamente raccolti in due trecce che potevano venire allungate artificialmente (una vanità attaccata con durezza dai moralisti). Verranno poi di moda vari tipi di copricapo, più o meno elaborati. ...da noi la tua Auto è la Protagonista! • Carrozzeria multimarca • Servizio Pneumatici • Ricarica aria condizionata • Ripristino bolli da grandine • Verniciatura a forno ed ecologica • Dima universale con riscontro elettronico • Sostituzione e riparazione cristalli AUTO IVA T U T I SOST Via Socrate, 5 Casnate con Bernate (CO) Tel. 031-45.06.18 Fax 031-33.99.243 [email protected] www.carrozzeriamida.it bar Papilogia via Bellinzona 116 Como Tel. 342 3858720 62 F Palio del Baradello Contrade Borghi Comuni Contendenti al Palio ‘14 Contendenti al Palio 2014 COLORICONTENDENTI Borghi Quartieri fuori le mura VITTORIE ANNI 7 90 - 91 - 94 - 96 ex aequo - 99 - ‘12 - ’13 5 1985 - 86 - 89 - 96 ex aequo - 2007 5 2003 - 08 ex aequo - 09 - 10 - 11 CAMERLATA S.MARTINO TAVERNOLA CAMNAGO VOLTA Comuni Compresi nella Provincia CERNOBBIO Borghi BRECCIA 11988 PRESTINO 11987 REBBIO 4 1981 - 82 - 84 - 2005 S. AGOSTINO 2 2000 - 02 S.ANTONIO Contrada CORTESELLA Comuni Compresi nella Provincia BLEVIO BRIENNO Vincitori ex partecipanti 11983 11997 12004 7 1992 - 93- 95 - 98 - 2001 - 06 - 08 ex aequo