BORRUSO
"
DE LUCA * DE SIMONE
JK
PELLITTERI
STUDI ARABO ISLAMICI
in
memoria
di Umberto Rizzitano
o
É
(lt
N
N
E
o
t)
ll
:f,
tlr
I
GI;
o:
E
o
E
.=
o
E
(g
o
o
.o
ct
(E
'cl
5
cn
DI MAZABA DEL VALLO
LICEO GINNASIO *GIAN GIACOMb ADRIA"
2
Maria Amalia De Luca
Vincenzo Mortillaro Marchese di Villarena
Appa?tti per ana stoia dell'arabistica siciliana
Non è dunqae senza un preciso intento, Io cont'esso, assdi sentirnentale, che oggi io contribuisco al <Qaad.erno)> a Lui dedicato
proprio con questi appunti.
Mi 4uguro cbe essi aengano accolti come Ia aolenterosa prorrzessa di portare a termine I'interessante proposta del prof. U. Rizzitano e spero cbe lo specialista non si adombri se, data la sede, ho
douuto snellire il lauoro tralasciando, contanque non definitiaanente,
il singolo esarixe e I'attento uaglio di certe interpretazioni epigralicbe
e numismatiche del Mortillara che richiederebbero una più specilica
preparaziorîe oltre che una lunga, accarata ricerca e la conseguente
aerilica dei materiali
A
in
esarne.
di ouuiare riportando spesso e oolentieri i giadizi che, dell'opera del Mortillaro, d.ied.ero autoreî)oli
arabisti suoi contenporanei: prirno lra tutti Michele Anari, la cui
singolare polemica col Mortillaro bo riportato cofl un pizzico di bonaria ironia. Sono sicura cbe í miei due insígni contenanei non ce fle
aorranno se oggi ci Tterrnettiarno d.i sonidere un po' rileggendo i
loro battibeccbi scientifici; d.ietro di essi riaffiora inlattì I'eterna,
intramontabile polernica tra aeccÍtio e nuouo, reazione e aaangaardia,
d.estra e sinistra, antinornie cbe si aonebbe non mescolare con la
ricerca rua cbe poi, si sa, finiscono col fare capolino d.oue neno ce
lo aspettiamo (perfino tra i lioriti arabescbi dì una iscrizìone cufica!).
DeI resto, I'eco d.ei dioerbi cbe spesso accotxpagnano la caniera dì
uomini illustri, Iungi dall'offascarne le doti, ci consentono an recupero.più articolato ed umano del personaggio.
Da questa angolazione ua riaista ancbe la figura di Vincenzo
Mortillaro, specialnzente sotto il prolilo arabistico. Conze si uedrà,
egli non fa un ualente arabista ma sopperì ad una insufliciente preparazione filologica ed epigratica con lo zelo e Ia passione; ebbe il
merito, non piccolo, d.i tener desti gli studi arabìsticí in Sicilia e
quello, arlcora maggiore, di raccoglierne corz amorc i materiali. e, seppure inadeguatatnente, di ollrirli al pubblico.
queste lacune ho cercato
Vincenzo Mortillaro nasceva a Palermo il 27 luglio 1806, esattamente 20 giorni dopo il suo grande ,anragonista Michele Amad.
Rampollo di antico e signorile casato, ebbe un,educazione di
stampo tradizionale e trascorse una giovinezza tutta casa e chiesa
tanto che a sedici anni già manifestava I'intenzione, poi accantonata,
di farsi prete. Fin dalla adolescenza coltivò i più svaiiati studi, sfoggiando così prematuramente quell'eclettismo che c ratteîizzò u".pì"
i suoi interessi: gli sono familiari infatti tanto le discipline ecclesia-
stiche che le scientifiche 2, non senza qualche elegante irruzione nel
settore umanistico ed antiquario3.
Diciottenne, intraprende 1o studio della lingua araba sotto la
guida di Salvatore Morso, allora titolare della cattedra di arabo
presso l'Università di Palermo. L'abate Morso aveva infatti raccolto
d,al 1797 la spinosa eredità del famigerato Giuseppe Vella per il
quale il 6 agosto 1785, aus,pice I'ignaro monsignor Alfonso Airoldi,
ela stato istituito quelf insegnamento 4. Meno geniale del suo ptedecessore ma indubbiament€ assai più serio e coscienzioso, resse il
Morso quell'ufficio dando notevoli contibuti alla ricostruzione della
Palermo antica atttaverso lo studio e la pubblicazione di materiali
r,elativi all'epoca anbas.
S. Morso motiva nel 1828 lasciando vacante il posto di professore di arabo.Lo sostituisce quale incaricato dello svolgimento delle
lezioni il nostto Mortillaro, all'unanimità riconosciuto erede spirituale del defunto ó. I1 4 gennaio 1830, a soli ventitré ,anni, egli viene
ufficialmente nominato professore interinoT.
Si inaugura così per il giovanissimo docente il perioclo, sotto il
profilo arabistico, quantitativamente e qualitativamente più denso di
risultati. In questi anni infatti egli si dedicherà con costanza e passione prevalentemente agli studi orientalistici.
Nel 1830, a ,spese dell'Università, pubblica i suoi Rudimentì dì
lìngaa arabc destinati a servire da libro di testo per gli studenti del
corso unìversitario dí lingua araba.
8, non è
11 lavoro, come altri qualche anno dopo ebbe a dire
2 Cft. r-. M. MAfoRcA MoRrrLLARo, V. Mortillaro, marchese dí Villarena,
Palermo. 1906. pp. 40-43. Nel 1826, essendo risultato primo al concorso per la
cattedra di Aleebra all'Università di Palermo, dà alla stampa il suo Corso ele'
nentale di alpebra linita (cft.: v. MoRTTLLARo, Opere,22 voll', Palermo; 18431888,'3vol. II, Palermo, 1844. pp. 295-502).
Cfr.: v. MoRnLLARo, Cenni sulla dìstrutta Solunto, in Giornale di scien'
ze, lettere ed afiì, t. t5, 1826, p. 314 e segg., poi ristampato in Opere, vo7. Il
cit., pp.
81-91.
4 Le ffagicomiche imprese del Vella sono tfoppo note per soffermatmici,
rimando quindi il lettore a: A. BAVIERA ALBANESE, L'arabica irn|ostura, Paler'
mo, 1978- nonché alla famosa trasposizione letteraria fattane da r. screscre
rcl Consiglio d'Egitto, Totino, Einaudi 1963.
5 s.-uonso, Descrizione di Palerno antìco, Paletmo, 7827. Pet ulteriori
notizie sulla vita e I'opera di S. Morso si veda: v. MoRTILLARo, Elogio dell'
abate S. Morso, Palermq 1828 poi in Opere, vol. II cit. p. 107 e segg.
ó L. M. Majotca Mortillaro, genero di Vincenzo, così racconta: <<(l/
Morso) Pdma di morire, abbracciando il Mortillaro, dissegli: <<Morendo Epanìnonda lasciaua qualí suoì lig,Iì le uíttorie di Leuttra e di Mantinea. Io lascio
te qaal mio'fielio, ed a te lascio la nzia cara diletta, la cattedra di Arabo. Tu
solo potraì intenderla>>. Cfr, r,. u. MAToRcA MoRTTLLARo, oo. cit., p, 47.
? Cfr. <<Commissione della Pubblica Istruzione ed Educazione>> 1" Ripartimentu n. 577.
8 c. cARUsq ,Îui rudimentì di lìngua araba espostì dal sig. V. Mortillaro,
Paletmo, 18i8.
che una grossolana e daudicante riptoduzione della grammatica erpe'
nianae
di buona memoria.
iRudimenti, di cui è parola, altro non sono,
che una perletta copia della gramnzati.ca dell'eruditissimo Erpenio,
d.ico perfetta, salao gli errori, ...i quali sono del copista non dell'ori<<...gioua sapere cbe
ginale>> ro.
E in effetti il Caruso non sognava quando, nelle pagine del
Mortillaro, riscontrava non pochi strafalcioni e innumerevoli errori
tipografici, irnperdonabili quando si consideri <<che l'autore di qualche opuscolo riguardante I'accennato idiona (l'arabo), essendo co'
stretto a far da tipograt'o, deae con le proprie tnani combinate la
tt
materiale cornposizione della stampo> ' Tru gli abbagli più colossali
Caruso segnalò parecchi diptoti dati per triptoti e vicevetsal I'imperativo derivaw dal perfetto invece che dalf imperfetto; un'erronea
classificazione delle declinazioni e I'arbitraria deformazione del compatativo {emminile. Errori quesd che il nostro Mortillaro, nonostante
àvesse qualche anno prima dichiarato che il Caruso sapea di arabico
quanto lui di cinese 12, si af.Ítettò puntualmente a correggere come
13.
traspare dalla seconda edizione
Allo stesso periodo risale la lettera al prof. Ippolito Rosellini
(orientalista ed egittologo presso I'Università di Pisa) su una cassetta
della Cappella Palatinata.
Dalla interpretazione epigtafica fornita dal Mortillaro in questa
circostanza ci patla ampiiam'ente Michele Amari, fornendoci tra I'
alro, un fosco squatcio dell'ambiente accademico (dell'epoca natu!
ralmentel):
<<Io non so invero se tutti gli errori di così fatta interpretazione
siano da atuibuire al Mortillarc. Confrontando il racconto ch'egli fa
e ERpENrus, Grannatica arabica, I*ida, 1913. Erpenius è pseudonimo latino di Thomas van Erpe (I584-t624) noto orientalista olandese. Oltre alla suc-
citata grammatica ricordiamo dr ltí Locnani sapientis labulae et selecta quaedan
Arabun adagia cunt interpretatione latina et notis, I*ida, 1615.
1o c. cAnuso, op. cit., pp. 3-4.
1r lbid., p. 3. Il Catuso, esprimendosi in tal modo, non fa che rendere al
Mortillaro pan per locaccia, visto che quest'ultimo, in una severa requisitoria
conffo il Garofàlo, aveva così "tuonato": <Non vi pare una teoria nuova del
signor Garofalo che di tutti gli strafalcioni i quali,ttovansi-in-un'opera non
dàbbasene accagionare I'autore,ha il tipografo?> (cfu, Lettera Il al Padre D.G'8.
Tarallo intorni al Tubulario della Cappella Palatina pubblicato dal ben. L. Ga'
rolaJo, in Opere, vol, I, Palermo, L841, p. l4t).
12 Ibid., pag. t42.
13 cfr. Opere, vol. III, Paletmo, L846, pp. 5-149,
t4 Lettera del bar. V. Mortillaro al chiarissino Prolessore I. Rosellini
su Ia iscrizione culica di una cassettina dell'I.R. Cappella Palatina di Palerno,
in Giornale di scienze, lettere ed arti, t. 44, L833, p. 178 e segg,, poi in Opere,
vol.
III
cit., pp.
205-214.
-34-
di certo disegno m,andato a un prolessore r,ofnano' e il
pettegolezzo
Sirnboliche rappreche ne s.rirse dieci ,anni dopo l;abate Lanci,nelle
rotn*flo
,inronru Vol' II, pag. 203 iegg' si ricava che il.professore
cne
t€sto;
del
trascrizione
vna
abbozzata
era il Lanci; ch'egli avea
a
iscrizione
de1la
però,
un-lucido
domandando,
ir-rp"ar it Éd"ttio,
reca'
il" ii p"t"tla leggere più sicurameite; e che il lucido gli fuaccusa
oit^to.i. Il Lanciiot .,i11"t" parole e con molte millanterie
satebbe- a.ggravato
i"iii rtl""illaro d'un plagio, il quale invero, nonnascermi
in mente
della roba usurpata. Tiro avanti e dico
àri
la
"Att
ii ,orp"*o che sia ^ttivai^ al Lanci, insieme col lucido' efaintetpreriuscito
l"l"ri., Ja Morso e del Bakur, la quale il Mortillaro non sapea
pur
non,
io
quel t-9tpo
u ,.ou^, nella biblioteca di Palermo' In
oet
gare
alle
punto
e
i'alfab.to arabo, pensava pochissimo agli studi
disputaua
si
che
il;;r;i; *u uiuàndo n"f put", -saPla b;ne e un altro lallude
^cte'
al
mente la cattedra a'"rrbi.à tra il il4ortillaro
di
avea
Mortillaro
il
che
di lui e
Carusof non troppo piJ
"utotot"di Angelini gli- siano stati ad ate
i
irunor.ritti
Che
nemici.
molti
di àfferrnarlo. Che poi 1a
;;ir;;i ; eossibile *u io non ho motivo
per
r"rót"ì-à". àa Mo*o, trovata da altti ls' caso' sia stata copiata
*ind^r^ a Roma, mi sembra verosimile>
" In una lettera al conte Castiglioni det 18151ó il Mortillaro
17'
P,er alcune asserzioni
rnette sotto accusa nitti*""o il de Sacy
che I'arabista siciliano si
fatte nella Clrrrrto*iiir' irobr. Asserzioni
scopetta e- decifrazione
sente in grado di .-"tttit" grazie alla.ptopria
n"tft" a;;;" volta però il povero Mortillaro fa
di un sigillo
".*".
indietro in seguito alla dotta
iu'"
citrecca. Di lì a e*. ;;;;
^u"i^ stroncatura della sua insulsa
ed esauriente disquisizione' con annessa
e awentata inr.opr"t-iot", oh"
naud
il De Sacy fa in una lettera al Rei--
18'
Nelle pause
nost;
;e
di questa fitta, e-non-
indolore' corrispondenza
trova l'eirergia pet abbracciare anche
il
il
settore giorna-
listico.
e letNel 1832 assume la direzione delle Efleneridi ,scientifiche
araargomento
di
saggi
terariie per Ia Sicili'a dove pubblicherà vari
ls M'
AMARI,
Le epigrali
t6 Lettera ot ,ooil'é'.-ó.
sus.sello arabo, in cto*ità 1;
ar,abicb.e
di Sicitia' 2a ed'' Palermo' I97L' p' 302'
sulla ínterpreta.fiory!: un.ilt4orlante
C;;;;eli";;
;;i":u' Ltt"'^e^iitii t' 49' L8)5' parte l' p' 26
;::;;l.l- l" oP"', vol' IILit ' PP:]-\7:?\2\ illustre orientalista francese'
-lz A.
Ir"rc silu.'tie bl s"w'irz:8-1818)'
(PariÉí' 1806) quivi ricordata'
l'"ltro d.tt, ió'rtlà*"a;l aiabe
ral.T.Reinaudi;;;-1wi-uttuiioÀotit'-i'-''"'ailíevàdelDeSacv'aquel
deúa Real Biblioteca di Parigi.
tempo aiuro_conr..l,",olà'Íi,i;;;*.i;ri
-iitita t mxzo;i;rtali
riportata in v' Monur'r-eno'
è
1835'
L?'í"ri**itì;;ttd;'
OPrrr, vol. III-cit., PP.222'225'
aurore rra
,
-35-
bistico le.
La coll,abonazione a questo foglio si concluderà però bruin seguito a dissapori con i colleghi.
Sarà allora che il duca di Cumia gli offrirà I'incarico di Direr
tore del Giornale di scienze lettere ed. arti, una delle più importanti
testate del Regno dove il Mortillaro ha modo di ripubblicare buona
scamente
parte dei suoi precedenti lavori.
Tra questi i Saggi di archeologia e filologia arabas: otto monografie divulgative riguardanti, rispettivamente, Maometto e il Corano, i caratteti arubi, il calendario, la rnetrologia, la monetazione, i
vetri, le cifre e
Allo
il Libro di Giobbe.
stesso periodo risale
Ia brusca ed aman interruzione del
magistero universitario e la conseguente spiacevole polemica con il
suo successore Giuseppe Caruso 2r. Le alterne e non sempre cJriare
vicende che accompagnarono l'indecòrosa bamfÍa accademica e il
ritiro del Mortillaro ci sono sommariamente delineate da alcuni bol-
lettini pubblicati dal Giornale di scienze lettere ed afii2.
Ma delusioni e contrarietà, se sottrassero il Mortiliaro alla carriera accademica, non gli impediruno di proseguire privata.mente, con
immutato ardore, i suoi studi.
Nel 1835 S.E. don Antonio Lucchesi Palli, Luogotenente del
Regno, lo incarica di riordinare i Diplomi della Cattedrale, aprendo
così, nella già variegata attività scientifica del Mortillaro, il nuovo
ed importante capitolo della Diplomaticaa.
A quell'epoca egli intraprende la carriera di fiàanziere esordendo corne Controllore del Catasto e ,passando cosl <dal raccogliruento degli studi al goaerno degli alfarì pubblici>u. Anche quesra
professione non mancherà di riservargli bocconi amaú, La sua f.ama
di autonomista convinto è fonte di preoccupazione continua per il
,t
- _ _ Tr^ quesú: Lettere sui manoscritti arabi, che si trouano nelle dioerse
bibliote-cbe-di Sicilia,.t. I,-p..75 e r, fV, p. 112 (poi in Opere, vol. III, cir.,
pp. 189-198); Sagl di arc.heologia e filolò-gla qrgbalt.II, p. +r é p. Z69,t.IIf',
g.^J.7, !, {V,.p. 34- (poi interamente confluiti in ópere,'.iol. III cit., pp. iif:
195); Medaglia araba inedita, t. I, p. L66.
20 Cfr. nota precedente.
2l Giuseppe
rirolare della cattedra di arabo a palermo dal lg41
e autore, oltre del-Caruso,
succitato (cfr. nota 8) sui rudimenti di linsud araba..,., dt
una Appendice all'.opera del.-Mongitore,' in Bibliotero Sàcro, iii.r*l-iéic,
vol., II, ,n. 1^pjr._40:60,_che il Moriillaro stronca biliosa-."t.'".U"-r"'i'fiiíro
t ar. padre D-G-U.'rarailo circa l'Appendice all'opera del Mongitore, in opere,
vol. I cit., pp.99-L07.
22 Cfu. Giornale di scienze, lettere
e arti, t. 45, t81,4, p. 100 e seeg.
ibid., t. 49,^tg)r, p. 92 e.segg.; si veda pure próspettò Trgti ítr;ii d;il" R: ú"r;ilerstta.dt.ratermo per t'nnno,scolastico 1847 e 7942, p.7.
dal .titolo
palermo,
___,-,î-{J
]1voro,,
.Tabalario.della *rtropoiitàna Chiesa di
vedra Ia luce
Der la Dttm^
vol.
I
volta nel 1841 e sarà nuovamente stampato in Opere,
p;. t:.l,-490.
Cl.t. t. M. MAJoRcA
cit.;
u
MoRTTLLARo,
op. cit.,
-s6-
p. 74.
govefno borbonico che si affretta a relegado a caltagirone con un
ioouo incarico. Nel contempo il Giornale di scienze lettere ed arti
ui"n. ,oppr.sso per decreto governativo poiché aveva riservato elogi
tro,ppo .Jot"ti àlVttpro Siciliano di Michele AmariÉ'
'^Norrorturrt gli impegni e i disagi dell'attuale posizione- il Mortillaro non abbanJona le sue ricerche e nel 1838 vede la luce l'Appendice alla sacra regia uisita per la sicilia di Mons. Angelo De cioc'
cbis%.Tra i:-,43 il '+s escono i primi quattro volumi delle opere
" la maggior parte degli scritti precedentemente
in cui confluiscono
apparsi in opuscoli o riviste.
Sul priÀo di questi volumí, malauguratamente per-il nostfo conh sua attenzione I'altero orientalista austfiaco
teffaneo,^
di patria non
quella
temibile
da
che
favilie
uto q"i ad enumerar. i frrl'oini e le
per
un'idea..del
dare
qualche
frase
p""", ,prioafono. Riferirò solo
i.nor" ie[a recensione: <<i nomî (arabi) sono cosl inzuppati nell'ita'
di raffiguii* .h" molti degli stessi è affatto impossibile al critico
due framche
sieno
non
vi
tutto
in
t*fi... Rio.rr."uole si è che
diciascattedrale)...
della
Queste
*."ti ,oui (altude al Tabulario
parte
scofin
parte
mutilate'
però
in
sette righe di testo arabo sono
una
è
Vi
rileva"'
si
'annessa
quasi
nulla
rettarnente stal4pate, sicché
petò
quale
il
Morso,
S,
abate
oiientaiista
;;;d";il d"l paLrmitano
27'
marchese"'>>
;;
----- t;t odenialista più forte del signor
Ma le saette arb,r?giche non scalfiscono minirnarnente il Mortil'
ad r11a8'
luro .lr.,loo adamantiía perseveranza,le tinturza ad una
IlvolumeterzodelleopereèinteramenteconsacÎatoa]r\,aragià citati,
bistica. Esso contiene, oltre aÍa ristampa diD,alcuni lavoti
t eit:ere di argomento epigrafico nonché- una modesta
;;;;
n-lbt;orrrn arabo-sicula séguit'a dalla illustrazione di alcune monete,
puborimo approccio con la n--umismatica, più tardi coronato daila
"pp,rnt"rà
(1774-1856)..- Per carità
Josef von itr"-m.r-Pnrgstall
tf.urion" del Medagtiere di cui parleremo a suo tempo'
Nel quarto volume iI puzo forte è costituito daTla Illustrazione
precisi dati ana'
d.i un atsnàlabio arabo*, c,ri il Mortillaro atffibuisce
25M.AMARI,IJnperiododelleistoriesicilanedelsecoloXlrl(comeè
noto e i-iiioio-aéffà
I .di4à".
della Guerra del Vespro), Palermo, L842; 2a
.d.i
*' - *t"
.^
ópere, vol. IV, Palermo 1848, pp' I97'3lo'
" ef"
rípituta dallo stesso Mortillaro nella
è
il;.;fi;i*" d.i".l" H"-m.r
" lft'ii-al*-a;
Setadilalco in Operè, vol III cit', pp' 13-41'
Lettera
8 lbid.
D Sono indítizzate: a F. Maccagnorle, pp' 20I-203; { nrof'-F' Castagna'
pp'
o. 204 al barone I. S' De S"cy, pp. 226-DL; aI barone J' lon -Hammer' pp'
Di
Giovanni,
F'
al
sig'
238'2A0i
Crísi:i,^pp'
G.
Li;-;;it "l-;;óÌ' *o"'.
di F. Giunta, P4.tlo9' L969'
24L-242.
30
Cfr, Opeten vol. IV, cit., pp. Ll0-lj.5.
-37-
graÍici una volm ranro non smendti
da Michere Amari che tuttavia
ne contesta la m,ani{attura síciliana 3r.
è indispensabile aprire una breve parentesi
, A.n".r.a.,pynto
che
torse
'aiuterà il lettorc a districarsi nih convursa serie di aweni_
menti che seguono.
Il decennio 1S3g-4g è un periodo assai cornplesso della
storia
siciliana in cui è dato assistere a .rru
di q*.tt. ,rorr-, u;;:;;:rrr*
storiche nel corso dete quari int.r.rri'"ideologie
molto diverse, se
non addirittura diame&a'nente
gpposre, ri utruulrro ;;;;r;;.;;."r.
sotto un comune e quanto mai fragile
vessillo p"" if .i"r.*i*.","
di obiettivi immediati.
rn quegli
anni infatti, die*o un fronte unico antiborbonico
.si
schierarono f.otz,e e gruppi politici
ai .t.iog.rr"a estrazione: aristocratici auronomistici (e tra questi il nostro
Mortillaro), nemici gíu_
rati della monarchia borbonica, ri" a"i-i.-pi
di umiliazioni per la vecchia ;ig;r.hi" ?..àrf"del caracciolo fonte
. ;A;;;;;i
<<regime politico a direzione ris*elta
""
sul tipo ingrese>rl
iii.f.i*ai
borghesi che *argamente aueuAno attinti
ara ered.ità dera riuoru';î
zione francere>> 33 come il Ferrara, il D,Ondes,
if
C"rtrei;
meno tiepidamente conragiati da ideologie
liberali a._*?",rjiff"-"
minati nella cui schiera spicca Michere "Amari
rrgri" Ji-""r;ì;;;r.
carbonaro, nemico giurlp di ogni ,oro-d1oigroranza, dispotisno e
oscurantismo religiosot>
il
e; infine mazziniani.ó_.
il
Críspi e il La Masa.
Questi diversi filoni confluiranno
tutti
tottesca, Ie cui molte cbances verranno presto
pil;;ió;i;r,
nell,esp etienza q,uaran-
a;;;t"ilà;; *:;J*
non compato e, fondamenalmente, irpr.pr."to
e diffidóie-lei
confronti di una insu*ezione popolare lt.
continuamenre
di sfuggire dalle mani delta dàsse ilú;;;. "irohirua
r'.
II fallimento quarantottesco portò comunqrre con
sé un grosso
risultato: l'insanabire spaccatura dei fronte
prg,rfo unitario deta vigi.9n la- conseguente, definitiva i;ù;;;rbiÈ";;;ir#;
!u.
;1..
dei singoli gruppi dei propri ruoli
" e
propJ
netta definizione dei confini e dele
dir;;;; ideologiche deile varie
j.i
r*iJàillil#:i.
correnti.
È a questo incandescente periodo che si deve
far risarire Ia rug-
gine tra Michele Amari e
,".OLi,T;.1T1n;^.Storia
il
marches.
rur"rriilu*
l;;t
"""rfu#;-
dei Masutnani di Sicitia,2a ed., Cataria,
r933-t939,
tifÍ:;:r:WI:, It risorsinento in sicitia, Bari,
1970, p.2e0.
rlid, b. 2e6.
:rr A proposito
del '4g si veda il già citato
-38-
R. RoMEq pp. 3L7_34j.
I
favorito la testaurazione monarchica
verò sempre al secondo di aver $.
g[ ideai Jd 'ìS In realtà Mortillaro non tradì gli
;;ffi;ì
non li aveva ma.i
id;;ii^;;"l"riolnari, lui.i, ,rnit^ri di Amari perché
aspirato ad una
solo
aveva
.""iitltr. Come molti aliri nobili siciliani però che
il prezzo per
conto
éiiifll inaip"ndente e sovrana. Resosi
di
rivoluzionario
sowertimènto
un
rrggil;.;; tale obiettivo era
II
Ferdinando
di
corona
per
la
esito incerto , aveva p,.lutito optare
dopo t"ito, più rispettosa delle sue idee'
alla resa e al sucSi spiega così il suo appoggio incondizionarc
atteggiamento gli valse.i
cessivo ritorno borUotlo u'piIt-o' Tale
atrtgoverno per tutto il decennio seguente' Gli vengono
;k;;;;;;pfurirgli,
iuuoti d.l
cuLi afÍia:,tca l'ufficio
a^ri- f".*fini di rilievo nell'amminístraziÀne
che gli consente di
attività
;i;;;;;;; de[a Biblioteca comunale,
studi'arlo e pubblidi
conservato'
accedere al prezioso medagliere ivi
37'
carne un catalogo
le lacune e i límiti della preparaQuesto lavoro palesa appieno
Molte delle letture da
zione del Mortillaro ;;;-p" numismatico'
luifornitesisono'i""r*"inesatte,arbitrarieetalvoltaaddirittura
fatte da Amari nel
osservazioni
marchiane' Si treggano al riguardo le
di Sicitia38 e i molto meno
Mu'ul*oni
í'i
Sioia
d.l\u
terzo vol'ume
più incisivi .e pittoreschi' giudizi autoeleganti ,e rigorosi, *u-*""i
àel Medagliere3e'
grafi con cui egli p"t'iffa i" prop'iu copia
dei catasti in SiciNel 1850 viene nominato Direttore GeneraLe
o'
delle acque
lia e Regio Co**i,'u'io p"i t'u-*i"istrazione
(V' Mortillaro) avea 'tenuta nella'pri.,...io allusi alla condotta ch'egli
maveradell84gquand'eifucaldoproÀotoreleUareazionebotbonica'eclericale
un'#';;i;ti;'JJ"it^at*o::;A; I'opinione p-ubblica della
3ó
in Palermo. All,,'i
;ià:,ìffi ;;tr,,Yî'-,;[;lî;fl fi;:ii;::;"0:,1:-;n\',1'iiy;,i;:ffi\t,
aveva' stampatt'
ciliano det I 848' RapPig"
;;;; rt;'il Parlamenio
íngiurie tÎ-"'l':^li-'":?\alcrmo
in quel Parlamentàiiolto
.'1i:^''";i;;;
si
'o'o
nominatoialla
'él'i#f Í:iu"ii"i'J-ll'.-il".d:ir;-c;;;'i-'''.i;"*::H::";*interrogò
;*ot'ro 'io m'era convinto della complicità
lo Zappulla. i tipog'ufii'iiiîAt
Musulmani di sicilia, 2a ed' cit., Intro
tóii-lri
o*ni.iJ
del MortilÌaro". *.
duzione, p' 13 nota 3'
,t di
r' Palerno'
D-t^-.-. in
37 ll ned'agliere arabo-siculo detta giblioteca Comunale
oprrr,'iól. VIIII P"l.t-o, 1861, pp' 1-146'
p' 350
not^ 2; p' 348 nota 5; vedi pure a
38 Ed. cit., vol' III, í. t, r'iil
la nota del revisore'
si conservano Ie copie delle
alle balordaggini dell'audàve'
opere delMortillaro ;;;#;;
i salaci e irriverenti commatginí'
nei
contrappunto'
tore fanno puntualmentà'da
menti del Possessore.
3e Presso
la Biblioteca
Comunale- di. Palermo
M-ú1''
tfrCÍ.r.Opere,vol.VI,Palermo,1854:Intornoallamisurad'elleacque
; ; ;tù:;-i igs""l1ig della amninisilazione. d.elle .acque
correnti in palermo, p.
;;'"ó;;;.;-à; poíri*ó,-p. 5i'"
si{g.;-Notizie econoftzico-statistiche fic^uate
sui catasti di Sicilia, P' 97 e segg'
-39-
,
nare
Quatrro anni dopo il luogotenente saaiano Io invita a riordiil tabulario della Magione a1, ricca collezione dei privilegi con-
cessi a quella chiesa
apartire dal 1150.
Il
marchese ne enume-ra
b.r,
8L6, disponendoli in o1flne *onologico, aggiungendovi talvolta qual_
che osservazione e pubblicando per esreso
più pregevoli e intÉressanti.
Inevitabilmente la prestigiosa posizione da lui taggiunta dà adito
a numerosi pettegolezzi e a owie critiche. Michele Amari nella preÍazione a17a Storia dei Musulrnani di sicilia accennerà a queste
$le-
ì
miche, precisando che le co*ezioni e Ie rettifiche da lui ,ppoirr,.
agli scritti del Mortillaro non sono dettate da inimicizie ai gurte ma
da imparziali criteri obiettivi. <<...eualunque sia l'animo ,iio o"iro
I'autore, io tengo che la condotta politica à'u' uo,n. non abbia nulla
a fare col meriro dei suoi studi; e sarei il primo ad applaudir come
scrittore tale o talaltro che punirei corne cittadino cori iutta la severità delle leggi se mai le vicende mi chiamassero nuovamente alla
esecuzione delle leggi>
a2.
Il Mortillaro, oltremodo risenrito, replíca con una lettera indirizzata al cantù in cui, a sua volta, cerca di demolire l'opera dell'
Amari a3.
Nel 1857 riceve il delicatissimo incarico di Direttore Generale
dei Dazi indiretti <<carica perniciosissima, ca*sa prima deil'ua.gano
cbe si scatenò sul capo di lui dopo il 1860>44. '
La situazione politica sta infatti per precipitare; dopo gli oscuri
anni cinquanta in cui si nota <<un rad.icale abbassanzento nel tono
della oita dell'isola>> as per la f.orzata emigrazione della sua più vivace
in t,elli gb e n zi a compromess asi nella rivoluzione quarantottesia, adesso,
nell'impresa gaúbaldtna, riaffiorano, vivificate dalle ormai affermate
e diffuse ideologie indipendentistiche e risorgimentali e dalla acqui-
sizione di una più matura coscienza untaria, le speranze dell'ala liberale progressista e delle forze democratiche collegatesi alle più avanzate conenti di pensiero europeo.
con I'a*ivo di Garibaldi inizia per la sicilia una nuova fase
e
ar_Elenco *onologico delle antiche petganefle pertinenti
a\la Reale chiesa
- -della Magioxe, rn Opere, vol. VII, palermo,"fg:8,
a2 E-ironicamente aggiunge in
nota: <<coteste parole sono state ailegate dal
marchese. Mortillato pe_r_ far creder dettato da nimistà politica il giudizio ch'io
dsttj s-yle. sue opere._Ma quanti nemíci politici avrà dunque il Mortillaro tra
gli ltaliani, frqncesj, .klglesi, Tedeschi, olandesi, Indiani o Americani.iire fan
parte dl Società asiatiche owero orientali ch'esse chiamansi?>, vr. anienr,
$o_
ria dei.Musulmani di Sicilia, cit., introduzione, p. L3 e nota 3;.
43,Lettera a c. cantù sul'I e II uotune'denaii"rii1ll
Musurnani dì
- Sicilia,di
M. Amari, in Opere, vol. VIII .it., fp. iAf-fAS.
r L.M. MAJoRcA
MoRTTLLARo, oyt, cit,, p. 201.
45
a
nolncao, op.
cit., p, 360,'
-40-
non senza agonia 6, quel vecchio mondo reazionatio e
codino barricato nella propria insularità e fieramente e ostinatamente legato all'idea del separatismo di cui íl nosro Mortillato era
stato una punta di diamante.
A lui, ormai escluso dalla vita politica, non rimangono dre gli
studi, peralto mai trascurati visto che nel 1861, ad ulteriole testimonianza della sua ,indefessa attività scientifica, comrpare I'ottavo
soccombe,
volume del\e Opere, di contenuto squisitamente arabisticoaT. Olffe
alla Lettera aI Cantù e al Medagliere arabo-siculo già ticordati vi
sono compresi: una Lettera al cau. S. Cusa (cognato del Mortiliaro
e titolaîe della cattedra palermitana di arabo dal 1868 al 1888 circa)
prolessore di paleografia, intorno ad una patero araba, pp. 149-155;
una Lettera al prof. Francesco Castagna (íl suo discepolo prediletto)
su î,r.n manosuitto del Corano, pp. 156-i58 l una Lettera aI cau. F.P.
Mortillaro sulla ruemoria del P.pe di Scordia degli Arabi e del loro
soggiorno in Sicilia, pp. 165-172.
Tra le spiacevoli ,esperienze di questo periodo si annovera I'accusa mossagli di essersi impossessato delle monete arabe della Bibliotec,a del Comune. Indignato, il marchese <<timise le medaglie e rassegnò le dimissioni (da Deputato Comunale della Biblioteca) ...né
mai più in awenire volle partecipale alla vita pubblica italiana>>$.
Coinvolto nei moti del Badia, nel 1866 viene addirittvî^
^ffestato sotto I'accusa di cos'pirazione e trascorfe in carcere nove mesi.
Ma queste dolorose vicende sembrano non intaccarne minimamente
la gtinta se, ancora nel '68, 1o ritroviamo ap,olemizzare vivacemente
il
suo eterno antagonista Michele Amari.
Dapprima scrrive al De Gubernatis, direttore della Riuista Orientale di Firenze, una lettera di rettifica ad alcune asserzioni di Amari
apparse su quel giornale ae. Quindi, direttamente all'Amari indirizzta
una vibrata protesta so.
con
<<Chiarissímo professore,
con molta precipitanza e con toppa preoccupazione parmi che
v'interniate s€mpre più nella lettura dei miei arabici lavori. Ep'pure
a púma giunta non vi avevate rovato di buono che solo i rami, i
quali.dichiaraste ben fatti, condannandomi per tutt'altro all'oblio...
Non crediate che io sia risentito pel modo aspro col quale con a{fret4ó
Queste frange legittimiste non furono estranee, insieme ai più intransigenti repubblicani, alle sommosse del '65 e del '66. Al riguardo si veda s. lvt'
etxcr, L'Italia antinoderata, Parma, 1968, pp. 13-47.
a7 Opere, vol. VIII, Palermo, 1861.
48
L. M. MAJoRcA MoRTTLLARo, op. cit,, p. 89.
M. AMARI, Di alcune ffiofiete arabicbe conseludte nella Biblioteca Comunale dì Palermo, rn Riaista Orientale, Firenze, 1867, vol. I, pp. 6304)6,
fi Letteru del marcbese V. Mortillaro aI ProÍ. M. Anari, Palermo, 1868.
4e
-41 -
:"*
g
:g
ii
r3
tata superficialità
vi
tîattate
i
miei diplomatici lavori, ingegnan'
dovi in contxapposto di mettere in onore qualche opera che fu dimo
str,ato a ribocco essere quisquiglia (naturalnente si allude agli suitti
del Caruso!) ché a me basta alla fin fine che non sieno sembrati poi
tanto volgari ad uomini più competenti di voi
se il permettete
o se pur il volete quanto voi, ma che non usano
come voi modi
assoluti, dogrnatici; insomma, il vostto infallibile e laconico io, che
spogliandovi di tutto ciò che è umano lascia luogo a dubitare che
siate proprio figlio di Adamo...> sl.
Nel 1881, a settantacinque anni, ritorna ancora agli studi arabistici s2 che alterna alla compilazione, iniziata nel 1862, delle sue
rnemorie articolate in ben dodici volumi s3 in cui passa a rassegna
gli awenimenti salienti di quegli anni tormentati.
Sprofondato negli studi vivrà i suoi ultimi anni fino alla morte
sopraggiunta nel L888.
Intelligenza a\teru e brillante, purtroppo sacificata ad un
superficiale eclettismo ed in parte soffocata da quel provinciali
smo culturale che spesso insidia gli intellettuali siciliani, Vincenzo
Mortillaro inconsapevolmente ci suggeriva la chiave di lettura più
appropriata al suo contributo arabistico qu,ando, nelle Notizie dei
nostri tempi, scriveva così: <<Augu:ro all'Amari gli anni di Nestore
in pro delliarabica letteratura, convinto che soprawivendomi Egli
usetà coscienziosa giustizia, e gen€rosa equità aiumiei poveri scritti,
eseguiti con sfosi non comuni nello stato deltra maggiot penuria di
r.
mezzi, di relazioni e di ajuti>
sr Ibid., pp. 3-4.
s2 v. vrontrr-r-ano, Idea di un glossario delle uoci sicìliane ileriuanti ilall'arabo in Arcbioio Storico Siciliaao, N.S., VI, 1881, pp' 132'136.
s3 Essi costituiscono i dodici ultimi tomi delle Opere e comprendono
rispettivamente: Leggende storiche siciliane, vol. IX, Palermo, 1862; Re,nine'
scànze de' miei tenpi, vol. X, Palermo, 1865; I niei ultimi ricordi, vol. XI,
Palermo, L868; Menoile, auuenimenti e rimembrunze, vol. XII, Palermo, 1870;
Fatti eil accenni, vol. XIII, Palermo, 18751' Frammenti di storia corttettpornîtea'
vot. XIV, Palermo, 1876; Spigolatate storicbe, vol. XV, Palermo, 188L; Croxo'
gralia contemporanea, vol. XVI, Palermo, 1882; Nuotte pagine d'i cronaca recente, vol. XVII, Palermo, 1884; Notizie dei nostri tempi, vo7. XVIII, Palermo,
1886; Aaaeninenti sincroni, vol. XIX, Palermo, L886; Appendice agli ottanta
anni d.i storia,vol. XX, Palermo, L887; L'era nouella, vol. XXI, Palermo, 1888;
L'era xooella (seconda dispensa), vol, XXII, Palermo, L888.
* Opere, vol. XVIII, pp, 2L5-2L6.
-42-