Rassegna del 21/11/2015
INDICE RASSEGNA STAMPA
Rassegna del 21/11/2015
SI PARLA DI NOI
Gazzetta Mantova
21/11/15 P. 48
Questa giunta a doppio senso
Francesco Dugoni
1
Gazzetta Mantova
21/11/15 P. 48
I conti sui rifiuti che il Pd sbaglia
Vice Sindaco Di
Rodigo
2
La Voce Di Mantova
21/11/15 P. 4
Tre domande sull'acqua
Gastone Savio
3
La Voce Di Mantova
21/11/15 P. 8
Differenziata assurda per picnic al cimitero..
4
Gazzetta Mantova
21/11/15 P. 25
Gogna web per i furbetti dei rifiuti
5
Gazzetta Mantova
21/11/15 P. 27
Borsina agli alunni per il cibo avanzato
6
Gazzetta Mantova
21/11/15 P. 28
Discariche abusive nel parco Guardie volontarie in campo
7
Gazzetta Mantova
21/11/15 P. 37
Rubate le telecamere dall'isola ecologica Si temono nuovi furti
Mauro Pinotti
8
Gazzetta Mantova
21/11/15 P. 16
Incarico al super-esperto «Verifiche sulle emissioni»
Monica Viviani
9
Gazzetta Mantova
21/11/15 P. 16
«No alle pregiudiziali»
Gazzetta Mantova
21/11/15 P. 17
Pastacci: «Manca la richiesta ufficiale»
Gazzetta Mantova
21/11/15 P. 17
Ies, ok all'impianto di trattamento fanghi Ma ora serve il decreto ministeriale
13
Gazzetta Mantova
21/11/15 P. 18
Versalis, incrocia le braccia quasi l'80%
14
La Voce Di Mantova
21/11/15 P. 9
Versalis, 80% dei lavoratori al presidi
15
Gazzetta Mantova
21/11/15 P. 23
Pasticcio sulle bollette 40 famiglie al freddo Dodici
Lino Fontana
16
Sandro Mortari
17
RIFIUTI
ENERGIA
11
Sandro Mortari
12
POLITICA LOCALE
Gazzetta Mantova
21/11/15 P. 14
Belvedere sulla Torre Via libera tra le proteste
La Voce Di Mantova
21/11/15 P. 8
Palazzi "ingabbia" le minoranze
19
La Voce Di Mantova
21/11/15 P. 4
La vicenda Asep e la delicata salute dell'assessore
20
La Voce Di Mantova
21/11/15 P. 24
Uniti contro la povertà dilagante
Paolo Biondo
21
Brescia Oggi
21/11/15 P. 12
Nozze fra A2A e Lgh, c'è lo stop di Cogeme
Mimmo Varone
22
Corriere Della Sera Brescia 21/11/15 P. 1-3
Lgh: no di Cogeme, ultimatum A2A
Pietro Gorlani
24
Corriere Della Sera Brescia 21/11/15 P. 3
Cremona e Crema sono per il sì e accusano i vertici regionali della Lega Nord
Federica Bandirali
27
Giornale Di Brescia
Cogeme stoppa l'accordo Lgh/A2A «Serve chiarimento sulla gara pubblica»
Massimo Lanzini
28
COMPETITORS
21/11/15 P. 44
RIFIUTI: SCENARIO
Brescia Oggi
21/11/15 P. 27
Corriere Della Sera Brescia 21/11/15 P. 2
Finanze comunali in crisi Per fortuna c'è la discarica
Tagli in Provincia «Così sono a rischio tutti i trasporti e la pulizia strade»
30
Matteo Trebeschi
31
ENERGIA: SCENARIO
Sole 24 Ore
21/11/15 P. 29
Eni dice addio a Galp Energia
32
Sole 24 Ore - Plus
21/11/15 P. 7
Con Egp le rinnovabili tornano sotto i riflettori
Laura Magna
33
21/11/15 P. 28
Patto d'area sull'ambiente Nasce l'osservatorio green
Riccardo Negri
34
SEGNALAZIONI
Gazzetta Mantova
Indice Rassegna Stampa
Pagina I
INDICE RASSEGNA STAMPA
Rassegna del 21/11/2015
La Voce Di Mantova
21/11/15 P. 25
Indice Rassegna Stampa
Le aiuole? Eccovi lo sponsor
Paolo Zordan
35
Pagina II
erta giunta
a oppio senso
È significativo constatare che
se la nostra provincia è in testa
alla classifica stilata da Legambiente Lombardia in tema di
raccolta differenziata su 69 comuni, 57 sono gestiti da Mantova Ambiente. Per questo ritengo che qualche merito vada riconosciuto a questa società.
Logica vorrebbe dunque che,
previa una trattativa stringente
e finalizzata a ottenere le migliori condizioni per un servizio economico e di massima trasparenza, i Comuni che hanno aderito
al precedente affidamento lo
rinnovino.
Di fatto non è così, non da parte
di tutti i Comuni almeno.
Tra questi spicca l'amministrazione di Borgo Virgilio, autoproclamatasi Comune capofila per
quei sindaci convinti che una
gara sarà più vantaggiosa.
Supposizione lecita, ma che
non ha alcuna certezza di essere tale, specie se la massa critica
dei richiedenti è limitata. Specie
se si considera che con il prossimo affidamento molti costi d'investimento saranno ammortizzati e con la precisa volontà da
parte di Tea di accollarsi una
percentuale dei crediti insoluti.
Per questo, in occasione dell'ultimo consiglio comunale, il gruppo Noi di Borgo Virgilio aveva
presentato una mozione per
chiedere al sindaco di aprire
Si parla di noi
una trattativa con MantovaAmbiente. Mozione respinta, si vada a gara!
Eppure è curioso rileggere le
dichiarazioni dell'assessore
all'ambiente che in occasione
del precedente consiglio garantiva l'economicità del servizio
offerta da Mantova Ambiente e
registrare la volta successiva il
suo più profondo silenzio...
Trattasi di giunta a doppio senso di circolazione?
una gara per la gestione dei rifiuti non è assolutamente paragonabile a un bando per la fornitura di matite, come qualcuno
vorrebbe. il ciclo dei rifiuti è molto, molto più complesso e articolato. Non si limita al semplice
ritiro porta a porta, ma coinvolge tutto il percorso del rifiuto.
In questo Mantova Ambiente ha
investito molto (vedi ad esempio l'impianto di Ceresara perla
lavorazione del secco che, in
sinergia con la raccolta differenziata, consente di minimizzare i
conferimenti in discarica).
Un impianto messo adisposizione di tutta la comunità mantovana, in unagiustavisionesecondo cui la partita rifiuti si gioca
all'interno di un territorio e che
è quindi necessaria una cabina
di regia se vogliamo davvero
garantire ai cittadini che il rifiuto sia gestito all'insegna della
più completa sostenibilità ambientale.
Voler conciliare invece gestioni
quinquennali con tariffe sempre più basse e maggior efficienza nella gestione dei rifiuti, economicità del servizio e massimizzazione dei risultati, il tutto
riferito non a un territorio, ma a
qualche Comune sparso qua e
là, magari sperando nella non
partecipazione di qualche multiutilityemiliana, richiama molto
l'immagine della moglie
ubriaca...
Francesco Dugoni
Capogruppo
Noi di Borgo Virgilio
Pagina 1
I CÜ
CHE
.
S
PD SBAGLIA
elle scorse settimane è stato distribuito a Rodigo il giornale del circolo Pd dove vengono evidenziati diversi argoche riguardano il nostro comune, suggerimenti per
J_ 'N
la sicurezza stradale, detriti di Mantova Agricoltura, zanzara tigre, quasi tutto degno di nota (a parte la ciclabile in via Rampina
che mi sembra irrealizzabile) ma quello che mi lascia basito è la
testardaggine nel criti care l'annosa questione della raccolta differenziata che occupa lo spazio più importante della pubblicazione. Vanto dell'attuale giunta comunale, sembra che i nostri successi, e quindi i successi per il paese, creino invidia e rabbia e si
continua a criticare l'incriticabile confermando ancora una volta
di aver bisogno di lezioni di matematica non riuscendo a recepire
i costi del servizio raccolta rifiuti gestito in economia.
Snocciolano cifre paragonando i costi per una famiglia nel
2011, ultimo anno di gestione Mantova Ambiente, rispetto al primo anno di gestione in proprio dal comune, dichiarando che la
differenza in termini di vantaggi per i cittadini è irrisoria ..... peccato che la stessa Mantova Ambiente ci chiese un aumento di
200.000/ euro che, divisi per i 5.400 cittadini fanno 37 euro a cittadino ... Inoltre l'attuale tassa è comprensiva della gestione del
centro di raccolta, dello svuotamento dei cestini sul territorio,
della gestione dei cimiteri, dell'ammortamento dei mezzi e della
pulizia delle strade, cose non previste nel 2011 e nemmeno sarebbero state comprese nella nuova cifra che propose Mantova Ambiente. Provate a rifare i conti adesso!
L'ha capito anche il presidente (del consiglio) che le partecipate sono un costo divenuto insopportabile per le pubbliche amministrazione, voi proprio no?
Gonfi di rancore per le ripetute sconfitte elettorali e la crescente perdita di consensi, lor signori si attaccano sul niente, tanto per
darsi una visibilità che stenta a uscire dalle loro case.... figuriamoci in un comune dove ormai la popolazione si è resa conto
dell'azione riformatrice e gestione oculata dei conti pubblici da
parte dell'attuale amministrazione.
Tale attenta gestione, in un periodo che ha visto una diminuzione importante delle entrate (trasferimenti statali e oneri di urbanizzazione) ha portato comunque alla diminuzione del debito
di 1,566 milioni di euro in 5 anni, a investimenti continui e a una
manutenzione puntuale sul territorio ed al mantenimento ed incremento dei servizi offerti ai cittadini.
Quindi di cosa stiamo parlando, ma per favore ....
Stiamo aiutando i concittadini, offrendo lavori socialmente utili in tutte le forme possibili, voucher, dote comune, garanzia giovani, servizio civile, borse lavoro: questo si chiama opportunità
per chi è in attesa di cercarsi qualche occupazione stabile, offriamo 450/500 euro/mese per lavori di 60 ore mensili.
Per me lo sfruttamento è ben altro!
La vostra è una politica vecchia, conservatrice, sullo stesso stile
di quella politica che negli ultimi 30 anni ha progressivamente
portato al collasso la nostra amata Italia, legata alle unioni economicamente catastrofiche per i comuni (vedi Mantova Ambiente e
Sisam), sempre contraria a prescindere dai fatti rna solo per colore politico e schiava dei dettami dei vostri organismi centrali.
Noi siamo diversi, non abbiamo input, lavoriamo negli interessi del paese e fortunatamente l'intelligenza dei rodighesi ha superato le barriere politiche premiando chi si è preso a cuore la gestione vincente, proficua ed intelligente del nostro abitato.
Voi nuovi e vecchi militanti del barcollante partito del Pd volete delle cifre significative che vi diano il senso economico e vi
creino spunti di riflessione? Eccole: dal 2004 al 2009 la giunta Grazioli ha incassato tra vendita di terreni e oneri di urbanizzazione
ben 4.678.000 euro, i trasferimenti statali nel 2004 furono 784.000
euro e calarono fino a 509.000 euro nel 2009; l'attuale giunta ha
incassato 656.000 euro per oneri di urbanizzazione e vendite di
terreni dal 2009 al 2014 e i trasferimenti statali nel 2014 sono diminuiti fino a 185.000 euro. Dal 2004 al 2009 il debito è calato per
610.000 euro e dal 2009 al 2014 per 1.566.000 euro, il debito totale
del comune di Rodigo era nel2004 7,628 milioni, nel 2009 di 7,018
milioni e nel 2014 di 5,452 milioni.
Ragionate signori e chi ha cervello per giudicare lo faccia!
Vice sindaco di Rodigo
Si parla di noi
Pagina 2
Tre domande
sull'acqua
Egregio direttore
una delegazione "spontanea"
di citadini solferinesi è venuta
a chiedermi " speranze " sul
destino
della
gestione
dell'acqua a Solferino da parte della Società Sisam - Sicam. Tre sono le domande
che mi hanno fatto: " Non si è
scritto che la legge nazionale
sull'acqua per uso umano dispone che entro il 2015 gli
Ato dovrebbero unificare le
Società partecipate, operanti
sul territorio della stessa Provincia, con un unico gestore?
Poi, " In ottemperanza a questo dettato si legge che Indecast, la partecipata per la
gestione dell'acqua comunale della Municipalità castiglionese si stia unendo a Tea;
come mai la Sisam - Sicam
per questo passaggio invocato dall'Ato ha espresso su
dodici sindaci componenti la
sua assemblea dieci voti contrari? " (favorevoli solo Solferino ed Asola). Ancora, "
Com'è possibile che i nostri
sindaci tollerino in periodi di
magra come gli attuali, che i
loro amministrati continuino
a pagare l'acqua 0,66 euro
più cara rispetto alle altre
Società del mantovano? "
(euro metro cubo anno 2015:
Sisam - Sicam 1,88 - Indecast 1,26, dalla Gazzetta di
Mantova del 28 luglio 2015).
Una chiosa a lato, ma non del
tutto impegnativa perché riguarda la sfera personale, se
si può e ce ne sono, avere
notizie sulle contestazioni
ipotizzate alla Sicam su "
spese gonfiate e i ricavi inascosti ", fatti su cui indaga,
così titolava la Gazzetta di
Mantova di giovedì 6 agosto
2015, l'autorità competente.
La nostra risposta è stata
d'aver solo evidenziato a suo
tempo gli oggetti delle loro
domande, le precisazioni devono venire dai loro sindaci,
ai quali detti cittadini dovranno girare le stesse domande. Aggiungiamo, si affrettino a chiederne conto
perché alla fine dell'anno
manca poco più di un mese.
Gastone Savio
Si parla di noi
Pagina 3
PAOLA BULBARELLI CHIEDE CONTO ALLA TEA: "E IN CITTÀ I SACCHETTI SONO DAPPERTUTTO"
Differenzick assurda
per picni al cimitero...
«Che ci fanno i bidoncini per le
lattine al cimitero ? Mica ci si va
per fare un picnic !». Parte con
una battuta la rimostranza di
Paola Bulbarelli, consigliere comunale dell'omonima lista civica, all'indirizzo della raccolta differenziata nel capoluogo
che ha esteso il proprio raggio
d'azione anche all'interno del
camposanto monumentale di
Borgo Angeli.
Ma non è solo una questione di
battute. Qui si lamenta un disservizio. A detta della rappresentante dell'opposizione, i
nuovi bidoni che hanno sostituito i cassonetti del verde nel
cimitero monumentale non solo sono pochi, ma irrazionali.
«Logica vorrebbe- spiega Paola Bulbarelli - che i punti di
raccolta dei rifiuti fossero collocati in prossimità delle fontanelle con i secchi per l'acqua.
Invece ce ne sono pochi, e quel
che è peggio, mal concepiti. Si
tratta - prosegue - di bidoncini
piuttosto ridotti per dimensione; ma mentre può avere un
senso mettere piccoli contenitori per rifiuti pressoché inesistenti (per esempio, quelli del
vetro e delle lattine, che al cimitero non verranno mai riempiti), non si giustificano le identiche dimensioni per i contenitori del verde e della carta,
ovvero del rifiuto indiffenerziato di plastica».
Insomma, con una popolazione
anziana in continua progressione, prosegue il consigliere comunale, «questo tipo di raccolta, così effettuato, si sconsiglia
da sé. Stessa censura - conclude Paola Bulbarelli - che mi
sento di indirizzare a Tea Ambiente per la raccolta in città,
per la quale non ho visto migliorie rispetto agli inizi della
sperimentazione, ma solo sacchetti per terra a tutte le ore».
I bidoncini della differenziata al cimitero. Accanto, Paola Bulbarelli
Pa1oui"ingaó6io" le
11,
Si parla di noi
Pagina 4
40
Gogna web per i furb etti dei rifiuti
Borgo Virgilio. Sul sito del Comune l'elenco dei trasgressori «eco-deficienti»
! BORGOVIRGILIO
Aumentano ancora i numeri
dell'attività svolta dal Nucleo di
polizia ambientale di Borgo Virgilio, e da oggi i dati dei verbali
eseguiti, come l'ammontare della sanzione, la località dell'accertamento, le iniziali del trasgressore, verranno pubblicati sulla
home page del sito del Comune.
L'elenco dei "negligenti dei ri fiuti" è già visibile sul primo piano del portale web. «Ritengo un
atto di civiltà il rispetto del decoro urbano - dice il sindaco Alessandro Beduschi - è quindi per
noi un obbligo continuare nella
lotta agli ecodeficienti, che vanno sanzionati, unica medicina
utile per convertirli al rispetto
Rifiuti
delle regole. Nelle prossime settimane cercheremo inoltre di
dotare gli agenti di telecamere
mobili per coprire anche quelle
zone meno controllate».
A meno di due mesi dal via del
nuovo settore, che si sta occupando esclusivamente della lotta ai trasgressori della differenziata, si contano verbali trai centocinquanta ed i duecento euro,
consegnati a ventisette persone,
tra cui tre ditte. Il nucleo di polizia ambientale Npa ha sede a
Borgoforte ed è coordinato dal
vicecomandante della polizia locale Monica Allegri, che, insieme al tecnico amministrativo
Claudio Benaglia, sta monitorando ogni giorno i punti critici
per scovare e sanzionare i tra-
Alessandro Beduschi
sgressori con multe a partire da
150 euro. «Sono stati staccati già
quasi trenta verbali per sanzioni
inerenti all'igiene urbana - dichiara l'amministrazione - ciò
dimostra che creare un nucleo
di polizia ad hoc funziona».
Dal registro delle sanzioni per
violazioni del regolamento rifiuti risulta che sono stati multati
ventisette trasgressori (quattordici nel primo mese). Tra questi,
sedici sono residenti a Borgo Virgilio, mentre gli altri in diversi
Comuni della provincia. Quanto
alle località più colpite dall'abbandono delle immondizie, o
per un errato conferimento, venti verbali riguardano la frazione
di Cerese (in particolare via Cisa,
via Guerra, via di Mezzo), strada
del Corriere, via Nenni e la piazza del municipio) sei Borgoforte
(via Ponte-Romanore, via San
Cataldo) e uno Cappelletta (via
Granasso).
Pagina 5
D
rana agli alunni
per il cibo avanzato
L'amministrazione comunale di
Desenzano vuole incoraggiare la
sostenibilitàe la buona gestione dei
rifiuti attraverso iniziative che
coinvolgono sia i cittadini adulti che
quelli più giovani. in particolare, in
occasione della Settimana europea
perla riduzione dei rifiuti 2015, da
oggi al 29 novembre, il Comune
promuove una campagna di
sensibilizzazione contro lo spreco
alimentare. Le parole d 'ordine
sono: riduzione delle quantità di
rifiuti , riuso e riciclo delle risorse.
Saranno coinvolti 1738 bambini e 73
docenti. Agli alunni delle scuole
pubbliche desenzanesi , tramite la
cooperativa "Elefanti Volanti",
saranno distribuite le borse "good
food bag" per portare a casale
porzioni di cibo non consumato e
ancora buono. Perché anche in
Italia, come in altri Paesi europei e
negli usa, portare a casa il cibo
rimasto nel piatto possa diventare
motivo di orgoglio. (Ic)
feret-ta.aen a firnnsei :
Rifiuti
Pagina 6
Discariche abusive nel parco
Guardie volontarie in campo
delle farnie, realizzato in modo
capillare su tutto il territorio
Le Guardie ecologiche volontadel parco; quello della rarissirie del Parco Oglio Sud offrono ma rana dilataste in febbraio.
un servizio assai importante,
Gli operatori censiscono
per quanto forse poco cono- inoltre il capriolo ed altri mamsciuto, per la tutela dell'am- miferi, nonché l'avifauna acbiente e del territorio. Le Gev quatica svernante. Da alcuni
sono cittadini voanni utilizzano
lontari, animati
particolari
dalla passione e
"trappole fotodallo spirito di
grafiche", grazie
gruppo. Attualalle quali è possimente ventuno.
bile scoprire la
Le
Guardie
presenza di aniecologiche vomali altrimenti
lontarie risultapiuttosto difficili
no quindi indida osservare.
spensabili per la
Ultimamente
vita ed il buon
alcune Gev hanfunzionamento
no iniziato a sedel Parco. Primo
gnalare le loro osambito di attiviservazioni
su
tà è la vigilanza Controlli delle guardie
piattaforme specialistiche onliambientale: in
particolare nel fine settimana,
ne, come Ornitho.it e iNaturale guardie percorrono tratti di
list.org: secondo gli esperti, si
argini e strade all'interno del
tratta di una operazione indiParco, per verificare l'eventuaspensabile per conoscere la
le presenza di discariche, tagli
biodiversità del parco e la tradi alberi non autorizzati e altri
sformazione del suo territorio.
tipi di illeciti ambientali. I voGli esiti dei monitoraggi possolontari si mettono inoltre a dino essere consultati sul sito insposizione per supportare le atternet del Parco (ogliosud.it).
tività di educazione ambientaAlcune guardie, grazie a un
le, le iniziative didattiche, le feprotocollo d'intesa siglato col
ste e gli eventi organizzati dall'
Comune di Viadana, collaboraente Parco.
no con quest'ultimo anche al
Le Gev partecipano a numedi fuori del territorio del Parco,
rosi monitoraggi ambientali: in particolare per operazioni di
ad esempio il censimento degli vigilanza ambientale e di protealberi monumentali; quello zione civile.
(r. n.)
1 VIADANA
Rifiuti
Pagina 7
Rubate le telecamere
dall'isola ecologica
Si temono nuovi
Villa Saviola. Smontate quelle puntate verso Pegognaga
Le ipotesi: predoni del rame, o chi vuole aprirsi vie di fuga
1 MOTTEGGIANA (Villa Saviola)
Due telecamere di videosorveglianza situate ai lati della recinzione che protegge l'isola
ecologica di via Raffaello Sanzio a Villa Saviola, sono state
rubate ad opera di ignoti.
Ad accorgersi della sparizione sono stati alcuni addetti che
lavorano all'interno della piazzola che poi hanno immediatamente avvisato il sindaco di
Motteggiana, Fabrizio Nosari.
Il furto è stato denunciato dal
responsabile dell'ufficio tecnico geometra Giorgio Chiarentin, ieri mattina, ai carabinieri
di Suzzara.
In tutto erano sei le telecamere che controllavano l'isola
ecologica, oggetto in passato
di varie effrazioni. Due sono
all'ingresso, due all'interno e le
altre due, quelle rubate, erano
state sistemate ai lati della recinzione che dà su via Raffaello
Sanzio, strada di collegamento
che porta, in entrata alla frazione, verso la chiesa e su via Fabio Filzi, in uscita, verso Pegognaga. Si è trattato senza dubbio di uno strano furto: o i ladri
avevano la necessità impellente di rubare l'apparecchiatura
per rivenderla al mercato nero
o per installarla da qualche altra parte su commissione di
qualcuno, o il furto delle due
telecamere è di fatto una scelta
strategica per evitare la rilevazione di auto sospette su via
Il palo senza la telecamera
(mp)
Raffaello Sanzio, che potrebbe
essere stata identificata da persone malintenzionate, come
probabile via di fuga o, ipotesi
più probabile, le telecamere sono state semplicemente eliminate per evitare che i ladri possano essere ripresi in zone dove sono situati rifiuti pericolosi
ed ingombranti coane batterie
ed elettrodomestici da cui rubare il rame e gli avvolgimenti
dei motori elettrici.
Mauro Pinotti
NIdc. U , 4ìtt.vn.
dol:'icol-v mal raic,i
Si tenwno nuovi fnrfi
Rifiuti
Pagina 8
Incarico al super-esperto
«Ver
ifiche sulle emissioni»
Murari: sosteniamo il lavoro, ma l'impatto ambientale deve essere minimo
di Monica Viviani
Da un lato quei cento posti di
lavoro che restituiranno un po'
di ossigeno a un territorio martoriato dalla crisi. Dall'altro la
salute e l'ambiente della città,
per decenni maltrattati da un
polo industriale sortole a ridosso. Due obiettivi da conseguire
insieme, più che due facce opposte della stessa medaglia: la
stessa preoccupazione per il
Comune che sa che su questo
terreno si gioca una partita importante, forse decisiva, per il
futuro di Mantova.
Nessuna preclusione a priori, ma attenzione, questa sì, al
rispetto innanzitutto delle prescrizioni contenute nell'ultima
Autorizzazione integrata ambientale rilasciata dalla Provincia nel 2014 e verifica dei dati
forniti dall'azienda sull'abbattimento delle emissioni «per avere un quadro scientificamente
oggettivo». Questa l'impostazione di via Roma di fronte al
progetto di ristrutturazione
presentato
dal
Gruppo
Pro-Gest che prevede, fra le altre cose, l'installazione di un
turbogas di ultima generazione
che andrà a sostituire le due
vecchie caldaie a metano degli
anni `60 e l'ammodernamento
del termocombustore impiantato negli anni `90 per bruciare
gli scarti della disinchiostrazione della carta.
Energia
A spiegarlo è l'assessore "alla
partita" ( Ambiente e Pianificazione territoriale) Andrea Murari che di recente insieme al
sindaco Mattia Palazzi ha incontrato in Confindustria i vertici di Pro - Gest. «Siamo molto
interessati alla ripartenza produttiva della cartiera e alla ripresa dell' occupazione nello
stabilimento sapendo che è
una partita di grande importanza perla città - spiega - e siamo
convinti che si debba fare industria con la massima attenzione per l ' ambiente e le maggiori
cautele possibili. E' una partita
che va gestita con massima responsabilità, equilibrio e razionalità». Di qui l'incarico di verificare i dati forniti dall'azienda
sull'abbattimento dell'inquinamento atmosferico già affidato
a un consulente esterno esperto di emissioni . «Non trovo sorprendente - aggiunge Murari che un' amministrazione chieda a chi vuole insediarsi di considerare la possibilità produrre
meno emissioni . Come è scontato che un insediamento industriale abbia bisogno di energia
e produca emissioni, è altrettanto scontato il fatto che noi
siamo tenuti a valutare tutte le
possibilità percorribili per limitare al massimo l'impatto amL'ASSESSORE
DI VIA ROMA
II punto fermo
sono le prescrizioni
previste dall'Aia 2014
per termovalorizzatore
e impianto destinato
a produrre energia
bientale». Parole che suonano
come una risposta alle preoccupazioni di Francesco Zago e
Giancarlo Giacomin (rispettivamente direttore generale e direttore tecnico delle Cartiere
del Gruppo) che con la Gazzetta avevano parlato di «poco entusiasmo verso il nostro progetto di riavviamento della cartiera» da parte del Comune aggiungendo che «ci è stato proposto di fare una cartiera senza
produrre energia e senza emissioni».
Un punto fermo però per via
Roma c'è: sono le prescrizioni
previste dall'attuale Aia rinnovata alla vecchia proprietà Burgo dalla Provincia cui spetta
ora anche il via libera tecnico
alla richiesta di modifica avanzata dall'azienda. «Verificheremo che il proponimento dei
nuovi proprietari sia compatibile con le attuali prescrizioni aggiunge Murari - per questo
stiamo collaborando con la
Provincia che ha piena competenza autorizzativa. L'Aia pone
dei limiti chiari alle emissioni
sia per il termovalorizzatore
che per l'impianto di cogenarzione e produzione elettricità e
vapore: è chiaro che è quello
oggi il testo di riferimento». Testo che prevede anche che
«l'energia elettrica - si legge dovrà essere prodotta utilizzando esclusivamente i propri fanghi di processo» e che « non è
consentito alimentare il termovalorizzatore con fanghi di processo o altri rifiuti combustibili
provenienti dall'esterno del sito, compresi quelli prodotti da
altri insediamenti industriali di
Burgo Group».
1 VERTICI
DI PRO-GEST
Dimezzeremo
i fumi in atmosfera
rispetto a quelli
che producevano
le due vecchie caldaie
ancora autorizzate
Pagina 9
Una veduta della cartiera che aspetta i viali bera necessari per ripartire . Sotto l 'assessore Andrea Murari eli direttore generale delle cartiere Pro - Gest Francesco Zago
(foto Sa e)
Dimensioni ridotte
rispetto a Enipower
Sul turbogas interviene Matteo
Gaddi di Sinistra Lavoro: aL'azienda
ha dichiarato che non vuole vendere
energia ma solo realizzare un
impianto che renda la nuova Burgo
autosufficiente dal punto di vista
energetico. Quindi significa che il
nuovo turbogas avrebbe dimensioni
assai ridotte, non oltre i 25 MW. Si
tratta di un impianto di gran lunga
più piccolo rispetto a quello
dell'Enipower che è di 800 MW.
Ovviamente è importante che la
realizzazione dell'impianto avvenga
contemporaneamente agli
investimenti perla nuova
produzione cartaria».
Energia
Pagina 10
«No alle pregiudiziali»
La Cgil: questo territorio non può fare a meno dell'industria
«Un gruppo industriale che si
propone di investire 150 milioni di euro realizzando in un anno 100 nuovi posti lavoro con la
prospettiva di realizzare un polo della carta di alta qualità e innovativo, rappresenta un'opportunità per la città e per le
persone che cercano lavoro».
E' un appello al confronto «con
i necessari passaggi tecnici» ma
senza pregiudiziali «e nel quale
vogli amo essere parte attiva insieme agli enti preposti», quello che la Cgil rivolge agli amministratori locali sul "caso" cartiera. «La lotta generosa dei lavoratori Burgo - dichiara il segretario generale Massimo
Marchini - è sempre stata mirata a far ripartire la cartiera e attraverso questa lotta ha raccolto la solidarietà di istituzioni e
cittadini. Abbiamo tutti accolto
con entusiasmo l'acquisto di
uno stabilimento fermo da mesi da parte di un gruppo primario del settore della carta. Non
conosciamo ancora il piano industriale e siamo animati dalla
voglia di incontrare Zago per
avere un quadro esatto, ma le
anticipazioni sono molto importanti». Anticipazioni come
l'impegno al miglioramento
ambientale assicurato dai vertici del Gruppo: «Questo è posi ti vo - aggiunge - perché da quanto abbiamo capito si tratta di
sostituire macchinari obsoleti
e poco efficienti anche sul piano delle emissioni con un impianto che genera un miglioramento del bilancio ambientale.
Su questi presupposti è oppor-
tuno verificare le condizioni
ambientali di miglioramento»
e se i nuovi impianti sono davvero in grado di garantirle «non
possiamo avere pregiudiziali»
prosegue Marchini aggiungendo che «questo è un territorio
che non può fare a meno
dell'industria. Non penso alle
industrie del passato, ma a
un'industria che si innova e si
colloca anche nel difficile contesto ambientale come un modello sostenibile che non si
contrappone alla città, ma vive
con la città».
Dal canto suo Giovanni Mantovanelli (Slc Cgil) parte dal dato di fatto che «Pro-Gest ha
inoltrato agli uffici preposti
una richiesta di autorizzazione
per realizzare una nuova cartiera dentro il contenitore della
fabbrica sospesa e c'è un iter in
corso presso le strutture tecniche deputate»: «E' scontato aggiunge - che verranno fissati
dei parametri ambientali (su
emissioni, reflui e smaltimento
dei residui di lavorazione) più
severi e restrittivi rispetto a
quelli autorizzati precedentemente alla Burgo. Ritengo che
questo sia giusto in virtù del fatto che la tecnologia di questi
anni è sicuramente più avanza-
La sala comandi della cartiera ex Burgo oggi Pro-test
la rispetto a quella dei decenni
trascorsi». Mantovanelli ricorda poi che «la centrale termoelettrica tuttora esistente è stata
costruita nel 1962, è obsoleta» e
che il direttore generale Francesco Zago ha dichiarato «che la
nuova centrale produrrà solo
energia per l'autoconsumo il
che è molto positivo». In un pa-
(foto Sac)
ese manifatturiero «che non ha
una politica industriale l'iniziativa della Pro-Gest assume una
portata che deve vedere tutte le
parti sociali coinvolte - conclude il sindacalista - e ricordo che
dal 2008 ad oggi sono state fermate 32 cartiere e che l'unica
che potrebbe ripartire è quella
di Mantova.
(rn. v.)
Incuicn nl uper-esperto
< \crifichr xulIc cmi,vsionw
Energia
Pagina 11
Pastacci: «Manca la richiesta umciale»
II presidente: aspettiamo i documenti di Pro-Gest, appena li avremo partirà la conferenza di servizi perla valutazione
di Sandro Mortari
Per riavviare l'ex cartiera Burgo,
alla subentrante Pro-Gest serve
un turbogas per rendere la fabbrica autonoma dal punto di vista energetico, oltre all'ammodernamento del termocombustore per bruciare gli scarti della
disinchiostrazione della carta.
Due interventi che richiedono
l'ok di vari enti pubblici riuniti
in una conferenza di servizi che
dovrà avviare la Provincia. Non
appena Pro-gest avrà presentato a Palazzo di Bagno formale richiesta di modifica dellavecchia
autorizzazione integrata ambiente rilasciata alla Burgo per i
vecchi impianti.
«Ci sono stati dei colloqui informali tra i nostri uffici e l'azienda - dice il presidente della Provincia Alessandro Pastacci -, ma
ancora non è stata depositata
una richiesta ufficiale da cui partire per avviare la conferenza dei
servizi che dovrà esprimersi. Appena avremo la richiesta apriremo la procedura prevista dalla
legge». E aggiunge: «Ci sarà la
massima attenzione da parte nostra, come con tutte le procedure autorizzatine, e in stretta relazione con il Comune di Mantova, direttamente interessato visto che lo stabilimento è sul suo
territorio». Già si profilano
all'orizzonte polemiche sul fatto
che Pro-Gest voglia costruire un
altro turbogas, dopo i due di Enipower: «Come abbiamo sempre
fatto, aspettiamo la valutazione
sanitaria che, oggi più che mai, è
molto importante» afferma il
presidente.
Non
appena
Pro-test presenterà la richiesta
ufficiale di modifica dell'Aiaverrà avviato il procedimento e si
Energia
La macchina continua della ex cartiera Burgo : verrà sostituita
aprirà la conferenza dei servizi
che ad uno stesso tavolo metterà tutti gli enti interessati, a partire da Provincia, Comune, Asl e
Arpa. Entro 150 giorni dall'avvio
del procedimento la conferenza
dovrà concludersi con un suo
pronunciamento, che potrebbe
essere un si o un no alla modifica dell'Aia oppure anche un rinvio ad altri livelli decisori come
la presidenze del consiglio dei
(foto Saccani)
ministri. «La conferenza di servizi - dice Pastacci - è lo strumento
di massima tutela di cui dispone
il territorio e la città». L'obiettivo
di Pro-gest è riavviare l'ex Burgo
nell'autunno 2016.
Pagina 12
les, ok all'impianto di trattamento fanghi
Ma ora serve il decreto ministeriale
passo avanti per il futuro
impianto di trattamento dei
fanghi all 'interno della raffineria
les. il Comune ha dato all'azienda
l'autorizzazione paesaggistica per
la realizzazione d i questa sorta di
depuratore, fondamentale per
procedere alla bonifica del sito.
Sarà, infatti, qui che verrà
«ripulito» quanto si emungerà dal
sottosuolo (il cosiddetto
surnatante, retaggio di decenni di
inquinamento provocato dalla
raffineria). La domanda era stata
presentata l'ii settembre scorso e l'autorizzazione paesaggistica, con
l'ok della sovrintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio, è
stata emessa il 10 novembre. Per iniziare i lavori la les dovrà attendere
il decreto dei ministero dell'Ambiente sul progetto di bonifiche
approvato nel luglio scorso e che ha sostituito il precedente. Dovrebbe
essere questione di settimane se non di giorni : con il decreto la les
potrà, poi, chiedere allo Sportello unico del Comune il permesso di
costruire e aprire il cantiere.
Energia
Pagina 13
Versalis, incrocia le braccia quasi 1'80%
In oltre 150 al presidio invia Taliercio. I sindacati: «Dalla politica ci aspettiamo un aiuto vero, la solidarietà non ci basta»
«I lavoratori hanno preso coscienza del rischio che corriamo e la loro presenza qui oggi
lo dimostra». Erano oltre 150
ieri mattina i dipendenti di
Versalis e Enipower che hanno
partecipato al presidio organizzato in concomitanza con
lo sciopero di due ore indetto
da Cgil, Cisl e Uil per dire no alla cessione della maggioranza
di Versalis. Soddisfatti i componenti della Rsu Enzo Garaboldi (Filctem-Cgil), Luca Imbornone (Femca Cisl) e Marco
Bastianini (Uiltec Uil): «Anche
l'adesione allo sciopero è stata
alta: ci aggiriamo sull'80% - dicono - Il problema è che non
sappiamo cosa ci aspetta domani, se ci sarà o meno continuità nella produzione e negli
investimenti. Nessuna garanzia ci è stata finora data sul futuro dello stabilimento». Sono
convinti «che oggi si sta compiendo un progetto - aggiungono - che era da tempo nei
cassetti di Eni» e chiedono:
«Chi ci assicura che l'acquirente una volta che il mercato non
sarà più redditizio non prenda
la strada della dismissione? E'
un film già visto». Sanno anche che <d'imprimatur a quanto sta accadendo arriva dal livello governativo e questo
complica ancora di più le cose». Presenti al presidio oltre ai
segretari territoriali e al segretario generale Uil Paolo Soncini, anche il deputato del Pd
Marco Carra e una delegazione della Rsu les. «La solidarietà della politica però non basta
- commentano il segretario di
Filctem Cgil Gerardino Santopietro e di Uiltec Uil Giovanni
Pelizzoni - Abbiamo bisogno
di azioni concrete e non di vicinanza ai problemi. Strada facendo misureremo le azioni
che verranno messe in campo.
Non solo: andremo a seguire
tutte le audizioni parlamentari
e spingeremo per la riapertura
dell'osservatorio della chimica a livello ministeriale». Insomma: perché Eni ci ripensi
lapolitica deve essere al fianco
dei sindacati: «Mai come in
questo momento - ribadisce il
segretario di Femca Cisl Adolfo Feudatari - chiediamo alla
politica di fare la propria parte: istituzioni locali e parlamentari devono farsi interpreti presso il premier Renzi e il
ministro Padoan perché la chimica rimanga in Italia». Soddisfatti per la massiccia adesione allo sciopero anche i segretari generali. «Dimostra che i
lavoratori hanno compreso
molto bene il rischio che corre
il settore chimico di Eni - dichiara il segretario generale
della Cgil Massimo Marchini D'altronde quando in un eventuale cessione si parla di clausole di salvaguardia si capisce
bene quanto è rischioso passare da Eni al controllo di fondi
finanziari stranieri». Sulla stessa linea Soncini: «Non possiamo permettere che si apra que-
sto scenario sul territorio man-
tovano dove la crisi è più dura
che altrove in tutti i settori. Per
questo torno a lanciare un appello a sindacati, istituzioni,
politici, imprenditori perché
senza guardare a colori o ban diere si stia tutti dalla stessa
parte per evitare questo scempio che leva ossigeno aMantova».
(m. u.)
ILA
I%Iontedison, difensori ancora all'attacco
Ancora i difensori all'attacco alla
corte d'appello di Brescia, dov'è
in corso il processo di secondo
grado contro dieci ex manager e
amministratori di Montedison
condannati in primo grado a
pene comprese tra i due e gli otto
anni e dieci mesi di reclusione
per omicidio colposo, in
relazione alla morte di undici
operai uccisi da forme di
sarcoma contratte sul lavoro per
il contatto con sostanze
cancerogene. Ieri a sostenere
l'innocenza di Giorgio Mazzanti,
ex presidente dell'Eni e ai vertici
di Montedison nel ruolo di
direttore generale e quindi
amministratore delegato tra la
fine degli anni '60 e i primi anni
'70 (condannato in primo grado a
cinque annidi reclusione perla
morte di sette operai) è stato
l'avvocato Giovanni Accinni.
Attorno a mezzogiorno ha preso
la parola l 'avvocato Sergio
Genovesi , difensore di Amleto
Cirocco, direttore dello
stabilimento di Mantova dal
1976 al 1980, ritenuto
responsabile della morte di dieci
operai ( nel processo di primo
grado 8 anni e 10 mesi); e di
Gianni Paglia, direttore dello
stabilimento di via Taliercio tra il
1984 e i quattro anni successivi,
condannato a cinque anni e sette
mesi per il decesso di otto
lavoratori. La prossima udienza
è per giovedì prossimo con la
parola ad altri difensori. Il
processo di primo grado si era
chiuso il 15 ottobre dello scorso
anno con l 'assoluzione di tutti gli
imputati dal reato di omissione
dolosa di cautele contro gli
infortuni sul lavoro «perché il
fatto non costituisce reato».
z.
II presidio dei lavoratori ieri mattina davanti all'ingresso di versai is
Energia
(foto Fusaati)
Pagina 14
Versalis, 80% dei lavoratori al presidio
Oltre 150 dipendenti ieri mattina con i sindacati per dire no alla vendita
Più di 150 dipendenti di Versalis, circa l'80% del personale,
ieri mattina Laha partecipato al
presidio dei lavoratori della
Versalis durante lo sciopero di
due ore indetto unitariamente
dalle categorie sindacali Femca, Filctem, Uiltec per dire no
alla vendita della maggioranza
dell'azienda di via Taliercio.
«Siamo qui a fianco dei lavoratori Versalis - afferma il segretario provinciale Paolo Soncini - perché il territorio mantovano ha già pagato un prezzo
altissimo in termini occupazionali e non possiamo permetterci
una nuova crisi». Secondo la
Uil lo sciopero conferma la volontà dei lavoratori di avere risposte e certezze sul futuro dello stabilimento Versalis di
Mantova. «La vicenda Versalis,"'
sia per gli investimenti di Eni su
Mantova, sia per la ventilata
vendita del sito produttivo, ha
destato viva preoccupazione tra
i 960 lavoratori (e i circa 300
dell'indotto) e tra le organizzazioni sindacali - afferma Soncini -. Davanti a questo scenario
siamo in prima linea insieme ai
lavoratori, e chiediamo con forza l'impegno unitario di tutte le
forze sindacali, sociali e politiche per fare chiarezza sulla
questione e assicurare un futuro
Un momento dei presidio di ieri mattina davanti alla Versalis
a centinaia di lavoratori». Prossima tappa della mobilitazione
i Sindaci interessati, le Comsarà il 5 dicembre a Roma, con
Cgil, Cisl, Uil Camusso, Furlan
una grande assemblea pubblica
missioni parlamentari Industria
e Barbagallo; a questo proponazionale di tutti i delegati del
e Lavoro, le forze politiche.
sito la Uil richiama l'attenzione
Gruppo Eni a cui verranno inAll'Assemblea nazionale interdegli amministratori del terrivitati i Presidenti delle Regioni,
verranno i Segretari generali di
torio su questo appuntamento.
Mucche esterni: dipendenti.Mps 3.1
Yenolle , 80%del1.-Mú d prceidi.
Energia
Pagina 15
Pasticcio sulle bollette
Dodici4111 famiglie al freddo
Castelbelforte . Il condominio non h a pagato il gas: «Le fattu re non arrivavano»
Bastonata dalla società che vuole undicimil a euro in un' unica so luzione
1 CASTELBELFORTE
Caos burocrazia
É li secondo caso
in pochi giorni
Se a Castelbelforte è stato
chiuso il gasa un condominio
per morosità, a Rod igo invece ci
son voluti (Gazzetta di ieri) otto
giorni per riapre il contatore.
Alla famiglia di Giuseppe
Bresciani per una perdita di gas
in casa gli è stato chiuso il
contatore e per riaprirlo, dopo
la riparazione fatta a proprie
spese, ha dovuto attendere
appunto una settimana. Tutto
questo per individuare chi
doveva intervenire tra l'Eni e
Italgas la società che
distribuisce il metano nelle
abitazioni . La malcapitata
famiglia si è trovata in mezzo
ad un rimpallo burocratico che
non mette in conto i disagi che
può creare al cittadini. (I.f.)
t
Da lunedì scorso dodici famiglie che abitano in un condominio in via Gazzani, in paese,
sono al freddo e senza acqua
calda perché la società che eroga il gas ha chiuso i contatori.
Il motivo: non sono stati pagati in un'unica soluzione 11mila euro di bollette arretrate entro venti giorni dall'avviso di
pagamento.
La vicenda, però, ha origini
ben più lontane e abbastanza
intricate. Nel maggio del 2012
Castelbelforte fu inserito tra
quelli terremotati per cui, per
legge, furono sospesi temporaneamente i pagamenti di tutte
le utenze domestiche, gas
compreso, fino alla fine del
2013. «A giugno di quest'anno
- racconta Anna Leggio, assessore alla Cultura che occupa
un appartamento del condominio - alcuni condomini, con
l'amministratore, sono andati
alla sede di Desenzano della
EniGas che ci fornisce il metano per capire il motivo per cui
non arrivavano le bollette. Si
scopre che nel database della
società l'indirizzo postale non
veniva stampigliato completamente, ma risultava troncato
per cui le bollette non venivano recapitate. Nel frattempo
EniGas ci aveva chiesto il pagamento rateizzato, come da legge, delle bollette sospese per il
terremoto per un importo di
25.481 euro che stiamo regolarmente pagando ogni mese.
Anzi ci accolliamo anche la
Il condominio di via Gazzani a Castelbelforte
quota di alcune famiglie che,
per vari motivi, non pagano».
Leggio aggiunge che l'amministratore del condominio,
non ricevendo le bollette, ha
precauzionalmente chiesto ai
condomini un versamento
equivalente ai consumi presunti di gas, somme che ha regolarmente accantonato. «11 5
settembre scorso EniGas ha inviato una lettera all'amministratore chiedendo il pagamento di i lmila euro di consumi arretrati dal 2014 fino ad oggi. Poiché non era corredata
delle pezze giustificative per la
somma richiesta, ovvero delle
fatture/bollette emesse per i
consumi del condominio,
l'amministratore si è rivolto ad
(foto Bassi)
un avvocato perché chiedesse, a nome dei suoi clienti, copie delle bollette all'EniGas
che comprovassero la somma
richiesta. Ma EniGas non ha
mai risposto».
L'assessore
sottolinea:
«Martedì scorso alcuni condomini e l'amministratore sono
andati di nuovo allo sportello
EniGas di Desenzano per chiedere le copie delle fatture.
L'addetto ha risposto che non
venivano consegnate per tutelarsi. Tutelarsi da chi nessuno
lo sa». Addirittura i "morosi"
castelbelfortesi hanno fatto
notare: «E un anno e mezzo
che non paghiamo, perché
noti ci avete chiuso il gas?».
Lino Fontana
cdo 1,1k i,1111u,
uo,Grl r,waUi ,•a i fk<dd
Energia
Pagina 16
IL IL
Belvedere sulla Torre
Via libera tra le proteste
L'aula vota il recupero della Gabbia e l'esproprio dell'appartamento di accesso
Le opposizioni attaccano: uno spreco di denaro pubblico, c'erano altre priorità
di Sandro Mortari
La Torre della Gabbia, il punto
più alto della città, diventerà un
belvedere con vista a 360 gradi
su Mantova. Lo ha deciso ieri sera il consiglio comunale dopo
una lunga discussione che ha visto la minoranza opporsi all'acquisto, per 430mila euro, dell'appartamento privato da 224 metri
necessario per accedere alla torre da via Cavour 96, dopo aver
aperto una breccia nel muro da
2,70 metri di spessore. Il progetto di recupero prevede un investimento di un milione 450mila
euro che serviranno oltre che
per acquistare le sale affrescate
anche per il consolidamento e il
restauro della Torre. Che sarà
dotata di una biglietteria, di una
caffetteria e servizi igienici ricavati nell'alloggio, destinato a sala d'attesa per i turisti che, a
gruppi, affronteranno i circa 200
gradini per raggiungere la sommità. Contrari all'operazione
Forza Italia (tranne Gorgati che
per una «questione di pragmatismo» si è astenuto), Comunità e
territori, i civici bulbarelliani e di
de Marchi, la Lega e i Cinquestelle, che hanno ritenuto l'acquisto
dell'appartamento uno spreco
di denaro pubblico.
Favorevoli, invece, Pd, lista
Palazzi e Sei che hanno applaudito l'intervento di «recupero e
valorizzazione di uno dei simboli della città, capace di attrarre
turisti». Dopo l'illustrazione del
progetto (e delle cinque ipotesi
d'accesso) da parte dell'assessore ai lavori pubblici Martinelli si
è scatenato il fuoco di fila
dell'opposizione. Longfils (Forza Italia): «Questo atto è contrario al rogito del 1987 quando il
Comune comprò la torre interclusa. Chi voterà la delibera,
dunque, si espone ad un possibile danno erariale. Sarebbe meglio accedere dal piano ammezzato senza comprare nulla». Baschieri, capogruppo di Forza Italia, ha puntato sull' accesso da
via Cavour 102, «mai turisti - ha
osservato - si catturano in altro
modo». Per Grandi di Comunità
e territori «le priorità per la città
sono altre», mentre per il bulbarelliano Irpo «bisognava trovare
una soluzione diversa per accedere ad un bene di nostra proprietà e non far fare un affare al
proprietario dell'appartamento». Anche Tonelli dell'M5S e Zera della Lega hanno parlato di
«sperpero di denaro pubblico,
sulla torre di certo non andranno anziani, bambini e disabili»,
mentre Pasetti, capogruppo del
Pd, come Rosignoli e la Cortese
del gruppo, la Radaelli e Provenzano della lista gialla («i soldi sono spesi bene e saranno un investimento per il futuro») hanno
difeso il progetto. Coloro che si
erano espressi contro il recupero della torre, dopo che il sindaco li ha accusati di essere confusi, hanno precisato di essere comunque d'accordo sul consolidamento del monumento. E de
Marchi: «Meglio fare i bagni
pubblici che altro». «Li faremo»
ha promesso Palazzi.
Lunga anche la discussione
sulla variazione di bilancio da 15
milioni 845mila euro, legata
all'assestamento, per finanziare
il piano opere pubbliche 2016.
«Metteremo in campo lavori per
18 milioni - ha detto il vice sindaco Buvoli - e voglio vedere quanti Comuni riusciranno a farlo». E
Palazzi: «L'ultimo piano record
risaliva a fine anni '90 quando
furono spesi 8 milioni di euro.
Noi col nostro creeremo lavoro». Baschieri: «Potete spendere
grazie a noi che vi abbiamo lasciato 30 milioni», «senza sfocare il patto di stabilità» ha fatto
eco Irpo. Per Baschieri, che ha
stigmatizzato il fatto che il piano
non sia stato condiviso con l'opposizione, da bocciare sono il
centro sociale ad Angeli, la mancata riqualificazione di piazza
Cavallotti e il palasport a Borgochiesanuova; Irpo ha contestato
il ponte ciclabile a Catena, il centro sociale e il palasport, mentre
Grandi ha ritenuto «doverosi»
solo gli interventi di manutenzione previsti nei quartieri.
Longtils intemperante, espulsione a tempo dall'aula
Espulsione a tempo, ieri sera, per Giuliano Longfils di
Forza Italia durante il dibattito sul recupero della
Torre della Gabbia. È accaduto quando l'ex presidente
dei consiglio comunale ha interrotto più volte
l'avvocato dei comune , Sara Magotti , che stava
rispondendo in aula a quanto aveva sostenuto poco
prima l'esponente dei centrodestra, e cioè che l'atto di
esproprio dell'appartamento nella Torre era «nullo in
radice». «Non ci sono motivi di nullità e se anche
Politica locale
facessimo causa per la servitù di passaggio non è detto
che la vinceremmo» aveva replicato il legale.
«Esilarante)) ha interrotto Longfils , prendendosi
l'ammonizione dei presidente Allegretti . Il quale, di
fronte alle continue intemperanze di Longfils, lo ha
espulso sino al termine della discussione sulla Torre
della Gabbia. il consigliere di centrodestra è potuto
rientrare i n aula solo quando si è affrontato il secondo
punto all'ordine dei giorno relativo all'assestamento.
Pagina 17
LAVORI 2016
Approvata
la variazione
ura isoldi
sono
s
in cassa
La variazione di bilancio annessa all'assestamento, dell'ammontare di 15 milioni 845mila
euro, è passata col sì del centrosinsitra e di de Marchi e il no di
centrodestra, M5S e Grandi. Nella variazione 14 milioni 400mila
(da aggiungere a circa 4 milioni
già disponibili) riguardano il piano opere pubbliche 2016. Si tratta di 17 interventi (il 18°, il completamento delle opere di urbanizzazione di Ponte Rosso da
760mila euro, è già finanziato)
per i quali la giunta ha deciso di
anticipare l'impegno di spesa al
2015. Per farlo ha approvato tutti i 17 progetti preliminari (quello per il ponte di Catena sarà redatto dal Parco del Mincio) per
poi finanziarli con l'avanzo
2014. Ciò permetterà almeno di
appaltare tutti i lavori entro il
2016. Le opere: manutenzione
straordinaria pista di atletica del
campo scuola (400mila euro), recupero Torre della Gabbia
(998.910), messa in sicurezza di
piazzale Mondadori (250mila),
manutenzione straordinaria alloggi erp (1 milione 227mila), ristrutturazione scuola don Mazzolari (600mila), manutenzione
straordinaria impianti sportivi
(800mila), miglioramento sismico scuola Pomponazzo (365mila), nuova palestra di Borgochiesanuova (975.892mila di quota
comunale più quella regionale),
Pru
di
Borgochiesanuova
(265.930), ponte ciclopedonale
di Fiera Catena (800mila, quota
comunale più quella regionale),
centro sociale di Angeli (300mila), valorizzazione Rocca di Sparafucile (281.626), recupero facciata loggia d'onore di Palazzo
Te (650mila), riqualificazione
ambiti urbani (2 milioni 662mila
per corso Vittorio Emanuele, a
cui vanno aggiunti altri 740mila
per altri interventi), impianti a
Palazzo della Ragione (1 milione
200mila), riqualificazione di
strada Spalti (632.236) e di viale
Partigiani e viale Gorizia (1 milione 983.505 euro).
Uno scorcio del consiglio comunale di Mantova che ieri sera ha dato il via libera al recupero della Torre della Gabbia
Politica locale
Pagina 18
P alazzi "ingabbia" le minoranze
Passa il piano per il recupero funzionale della storica torre duecentesca
Sarà un restauro epocale, ma
alla prova del dibattito consiliare anche il recupero con finalità turistiche della Torre
della Gabbia non è risultato
immune da pesanti censure e
stroncature, sia dall ' opposizione di destra che da quella di
sinistra. Sotto accusa, l'acquisizione per 430mila euro
dell'immobile di accesso.
Già, il problema è tutto qui. Come hanno spiegato all'emiciclo
il sindaco Mattia Palazzi e
l'assessore Nicola Martinelli,
non c'era scelta: l'accesso alla
torre acquisita nel 1985 dal Comune, ma senza possibilità di
accesso diretto, e con una sola
servitù di passaggio, non sareb-
be possibile senza questa acquisizione. La quale peraltro risulterà funzionale a corredare
l'offerta turistica (leggasi la visione spettacolare a 360 gradi
dal belvedere della Gabbia alta
55 metri) con l'annessione di
spazi accessori da adibire probabilmente a zone di ristoro,
caffetteria, bagni e altro, oltre
che a biglietteria.
Su quell'appartamento da
430mila euro si sono però alzati
gli scudi delle minoranze, che
alla fine hanno votato compatti
contro il progetto, con la sola
astensione del forzista Andrea
Gorgati . Per lo più faceva da
traino l'obiezione di Alberto
Grandi (Comunità e territori),
che non accorda al recupero
della torre una corsia preferenziale né gli attribuisce carattere
prioritario, quanto lo sarebbe
invece una più attenta politica
del lavoro.
Ma a questo punto si innesta la
replica del primo cittadino.
«Non è possibile dichiarare che
mi disinteresso del lavoro - ha
sbottato Palazzi - quando questa sera siamo chiamati a votare
anche una variazione di bilancio che autorizza lavori per oltre 18 milioni di euro. Basta
questo a documentare che stiamo ragionando per riavviare i
cantieri. E non solo con le opere
pubbliche. Abbiamo preso
contatti anche con istituti bancari per una politica degli affitti
mirata a rioccupare i negozi
vuoti del centro storico. E abbiamo anche fra i nostri impegni un business plan - ha concluso Palazzi - per dare nuova
occupazione agli ex dipendenti
Burgo e Mol».
L'assise consiliare si è quindi
conclusa con il voto sugli assestamenti di bilancio al previsionale 2015, necessario al
varo di lavori pubblici per 18,7
milioni di euro.
Una seduta dei consiglio comunale: il tavolo della giunta
Politica locale
Pagina 19
La vicenda Asep
e la delicata salute
dell'assessore
Gentile direttore,
abbiamo letto con interesse
quanto affermato, su un altro
quotidiano dall'Assessore alle Finanze del Comune di
Porto Mantovano, Stefano
Boccanera, il quale rompe
finalmente l'assordante silenzio dell' amministrazione comunale su questioni di contenuto, comunicando che tutta la maggioranza coesa,
compreso Sel, condivide
l'azione di governo del Comune, anche per quanto riguarda, ad esempio, la contrazione dei servizi, l'aumento delle tariffe per i cittadini e
ovviamente l'indispensabile
assunzione
dell'addetto
stampa.
Ci spiace che l'Assessore si
sia tanto indispettito perché,
abbiamo osato rivelare la sua
significativa assenza alla seduta di giunta che ha licenziato la trasformazione della
società Asep SpA, in società
a responsabilità limitata denominata "Asep Srl" , assenza che ha ritenuto di giustificare, per motivi di salute.
Piaccia o meno ma, l'Assessore si è sfilato nella fase
più delicata del percorso decisionale riguardante il futuro
di Asep. Altri in giunta si
sono presi questa responsabilità, così come altri ancora,
non si sa per la verità quanto
consapevolmente, voteranno
in Consiglio Comunale, non
l'Assessore perché non può,
il definitivo atto di trasformazione della società. Concludiamo con l'intento di rassicurare l'Assessore, che vagheggia la presenza di corvi,
per non dire cospiratori
all' interno dell'ente:
la sua mancata presenza alla
seduta di giunta è ben documentata dal verbale n.115
del 23/10/2015, reperibile da
chiunque sull' albo pretorio
del Comune, così come la
consistenza patrimoniale di
Asep SpA rilevabile consultando gli archivi della
CCIAA di Mantova.
Porto Partecipazione
Competitors
Pagina 20
` Le associazioni della cittadina scendono in campo per garantire aiuto
Uniti contro la povertà dilagante
Riparte il progetto "Sostegno in rete": voucher, lavoro e raccolta alimenti
PORTO MANTOVANO Voucher per lavori socialmente utili, predisposti con il
supporto di Asep, orti sociali
realizzati su un terreno messo
a disposizione dal Comune
con la collaborazione di Bonini Garden e la raccolta degli
alimenti che hanno perso valore commerciale, grazie alla
disponibilità garantita dai supermercati locali , che saranno poi distribuiti sul territorio alle famiglie in difficoltà.
Questo sono solo alcune delle
soluzioni inserite nel progetto
Reti a sostegno.
Reti a sostegno è stato ideato
dai responsabili di Porto in
Rete e sarà presentato venerdì
27 novembre nella sala civica
"E. Berlinguer" di Bancole.
Al fianco del sodalizio presieduto da Massimo Federico Avigni in questo atto di solidarietà sociale vi sono anche
l'amministrazione comunale
e Asep, oltre al prezioso sostegno del Csvm e della società "Educo" e al fondamentale co-finanziamento della
Fondazione Comunità Mantovana.
«Tale progetto - spiega Avigini - è rivolto a cittadini e
famiglie in difficoltà economica e prevede l'attivazione
di opportunità sociali, lavorative e relazionali, mirate al restituire ai soggetti coinvolti la
dignità di un lavoro, anche se
parziale, e di una rete di solidarietà anche attraverso processi di auto mutuo aiuto. Un
progetto molto ambizioso,
che rappresenta una novità
importante per la nostra comunità».
Il tutto ha preso forma lo scorso anno e grazie ad una sottoscrizione a premi si sono
raccolti fondi e poi sono stati
utilizzati per obiettivi simili.
Visti l'interesse e la partecipazione fornita dalla comunità di Porto Mantovano, i responsabili Porto in rete hanno
ritenuto doveroso ripetere
l'esperienza partendo sempre
dalla sottoscrizione a premi.
«Con questo impegno - prosegue il presidente di Porto in
Rete - ci rivolgiamo a tutte le
associazioni di volontariato
del territorio, all'istituzione e
a tutti coloro che hanno a cuore le difficoltà delle persone,
la necessità di integrarsi, l'esigenza di trovare spazi ed occasioni di incontro, la volontà
di fare, per migliorare un po'
la qualità della vita. Credo che
questa sia un'occasione importante anche per sottolineare ancora una volta che solo
dalla collaborazione e partecipazione vera e concreta di
tutti si possono ottenere risultati importanti».
Oltre al progetto vi sono in
programma altre iniziative.
Nei prossimi giorni, spiega
sempre Avigni, a tutte le famiglie di Porto Mantovano
verrà recapitato un opuscolo
di presentazione di Porto in
rete. «E il modo che abbiamo
scelto per rivolgerci a tutte le
persone e associazioni che
hanno voglia di dare una mano per migliorare la nostra comunità nel senso che si diceva
prima. Abbiamo scelto uno
slogan che crediamo esprima
un po' questo concetto: "partecipando migliori la vita"»,
conclude Avigni.
Paolo Biondo
Le associazioni
di Porto
in campo contro
la povertà
e in aiuto
alle famiglie
disagiate
Uniti contro la povertà dilagante
Competitors
Pagina 21
LA TRATTATIVA. La società che detiene un terzo delle azioni di Linea Group ha bloccato il negoziato sull'offerta vincolante presentata dalla multiutility di via Lamarmora
Nozze fra A2A e Lgh, c'è lo stop di Cogeme
Valotti: «Solo rilievi formali sulla procedura, chiederemo un parere legale terzo per proseguire l'operazione. Resto fiducioso»
Mimmo Varone
Cogeme blocca la marcia di
avvicinamento tra A2A e Linea Group Holding (Lgh).
All'interno di Cogeme, presente con il 31 per cento in
Lgh, qualcuno ha stoppato la
procedura in corso con la richiesta che la cessione di quote da parte delle amministrazioni avvenga tramite gara a
evidenza pubblica. Ha posto
un problema non di tipo industriale bensì procedurale,
a quanto pare dovuto a resistenze politiche locali. Tuttavia il presidente di A2A Giovanni Valotti si mostra fiducioso che l'operazione possa
andare comunque in porto.
E per sbloccare l'impasse
non esclude un parere terzo.
«Ho letto dai giornali che il
cda di Cogeme non ha approvato la procedura in essere ha dichiarato ieri Valotti a
margine della consegna delle
borse di studio ai figli dei dipendenti -, da quanto ho capito per motivi formali legati alla necessità di seguire una
procedura di evidenza pubblica. Capisco le cautele, perché
ogni amministratore ha delle
responsabilità, ma la procedura proposta è stata confortata dal parere di legali importanti . E da parte nostra
siamo pronti a considerare altri pareri se questi non sono
ritenuti sufficienti . Mi sembra che l'intoppo non sia nel
merito della proposta ma nella procedura».
Un parere legale terzo per
riprendere la marcia verso
l'integrazione, dunque. Per
ora sarebbe questa la soluzione all'esame per superare il
«no» del cda di Cogeme, holding che raggruppa 70 Comu-
Competitors
ni nelle province di Brescia e
Bergamo e detiene un terzo
di Linea Group. La presa di
posizione del consiglio di Cogeme, allo stato attuale, blocca il negoziato perché i patti
parasociali di Lgh prevedono
una maggioranza qualificata
del 70 per cento per approvare operazioni straordinarie.
Tuttavia l'ottimismo su una
soluzione a breve dell'impasse ci sarebbe anche da parte
di Lgh, anche perché l'offerta
vincolante di A2A scade il 21
dicembre. L'offerta della multiutility di Brescia e Milano
porta un'iniezione di 127 milioni in cambio del 51 per cento delle azioni e sette membri
nel cda (Lgh ne avrebbe sei
tra cui il presidente).
Il cda di Cogeme esprime
una maggioranza riferibile al
centro destra ed è l'unico che
ha contestato la procedura.
Tuttavia, lo schema messo a
punto negli ultimi mesi per
l'integrazione rispetterebbe
tutte le condizioni che, a norma di legge, consentono invece di seguire la strada della
trattativa privata tra le due
società. Adirlo sono due pareri legali messi a punto da Bonelli Erede Pappalardo per
Linea Group e dallo studio
Gianni Origoni per A2A. Di
qui, l'idea - per superare gli
attuali dubbi - di proporre comunque al cda di Cogeme di
acquisire un terzo parere legale indipendente e dirimere
definitivamente la questione. Certo, ci sono i tempi da
rispettare. «La deadline è il
21 dicembre, come abbiamo
detto. Vediamo se si risolverà
entro quella data altrimenti
ne prenderemo atto - sottolinea Valotti -. Al momento la
palla è nel campo di Lgh e faranno le loro valutazioni. Certo è che sarebbe veramente
un peccato se dopo dieci mesi di lavoro si arrivasse a un
nulla di fatto. Avrei pieno rispetto del fatto che la proposta non venisse apprezzata,
ma che si possa insabbiare
per vizi procedurali sarebbe
sorprendente».
SENZA ENTRARE nel merito,
Valotti si limita a ricordare,
tra l'altro, che A2A in questo
caso non compra ma concambia azioni, che c'è la possibilità di una evoluzione verso la
fusione, e via dicendo. Insomma «c'è tutta una serie di motivi - dice -, e la procedura è
stata costruita e condivisa
con Lgh nel pieno rispetto
della normativa in essere,
quindi non c'è nessuna volontà di aggirare le procedure di
evidenza pubblica. E c'è il tema della scadenza di fine anno perché se l'operazione
non si fa entro quella data allora si rimette in gioco tutto». Il valore di Lgh dipenderà molto da come la Holding
chiuderà l'anno. Se chiudesse il bilancio peggio di quello
dell'anno scorso, come molti
dicono, anche il valore potrebbe essere messo in discussione. In ogni caso, «siamo disponibili a cercare comunque di fare questa operazione
a fronte di questo parere intermedio - aggiunge Valotti
-. Certo che la disponibilità ci
deve essere soprattutto sul
fronte di Lgh». •
Sarebbe un
pe cc at o s e dopo
10 me si di lavo ro
si a rr iva ss e
a un nulla di fatto
GIOVANNI VALOTTI
PRESIDENTE DI A2A
Pagina 22
II termoutilizzatore di A2A. La multiutility ha presentato un'offerta vincolante per il 51 per cento di Lgh
Competitors
Pagina 23
L'operazione delle m l ti tility La società franciacortina chiede una gara pubblica. Caso politico in Linea Group
Lgh: no di Cogeme, ultima
Valot: «Sì ad
A
parere terzo ma con risposta entro il 21 dicembre o lasciamo»
Il cda di Cogeme ha bocciato l'offerta di A2A, che vuole rilevare il 51% di Lgh, e chiede
una gara di evidenza pubblica.
Il presidente della multiutility
bresciano-milanese apre ad
un ultimo parere legale ma ricorda: «La scadenza resta il 21
dicembre altrimenti lasciamo». Ed in Linea Group si
apre il caso politico, con Cremona e Crema (centrosinistra) che accusano Rovato di
essersi fatto condizionare dalle indicazioni della Lega Nord
regionale.
a pagina 3 Goriani e Bandirali
Competitors
Pagina 24
di Pietro Gorlanii
Lgh, no di Co gerne all'offerta di A2A
Valotti (fiducioso) lancia l'ultima
- dovesse magari rivedere l'offerta al ribasso.
L'altro ieri il
cda di Cogeme,
a differenza
degli altri soci
Lgh, ha
bocciato
proposta di
partnership di
A2A,
chiedendo una
gara ad
evidenza
pubblica per
l'offerta che
prevede
l'acquisto dei
51% delle
quote in
cambio di 127
milioni. Il
presidente di
A2A, Va lotti
apre ad altri
pareri legali ma
ribadisce la
scadenza dell'
operazione al
21 dicembre
Competitors
Il no arrivato da Cogeme all'offerta di A2A per rilevare il 51
per cento di Linea Group, è pesante ma non dovrebbe affossare la futura nascita di una super-utility lombarda. Per il presidente di A2A, Giovanni Valotti, non è il de profundis
all'accordo. Si è detto disponibile a considerare «altri pareri legali» alla proposta. Che non
verrà però modificata nella sostanza.
A2A ha offerto a Lgh 127 milioni in casti e azioni e sei poltrone su tredici nel futuro cda
(più il presidente). E Valotti ribadisce la scadenza del 21 dicembre, anche per beneficiare
di gravi fiscali sulle aggregazioni. «Altrimenti si rimette in gioco tutto - spiega il professore
della Bocconi - e noi valuteremo i nostri interessi. La palla
ora è nel campo di Lgh».
Il problema è che un'operazione di questo tipo doveva incassare il sì di almeno il 70% degli azionisti. Cremona, Crema,
Pavia e Lodi senza Rovato sono
«fermi» al 69.1%. Per questo i
soci favorevoli potrebbero «costringere» nei prossimi giorni
l'utilities franciacortina a tornare sui suoi passi. Paventando
anche lo spauracchio di una richiesta danni se l'eventuale gara
pubblica non dovesse portare
offerte più favorevoli e se Ala con in mano i nuovi conti di Lgh
Valotti si dice stupito della richiesta di seguire una procedura di evidenza pubblica: «Capisco tutte le cautele degli amministratori ma la procedura proposta è stata condivisa da Lgh in
tutto il percorso, e validata dal
parere legale di due studi importanti (Bonelli eredi Pappalardo e Gianni Regoli and partner); Siamo disponibili a considerare altri pareri se questi non
sono ritenuti sufficienti. L'intoppo oggi non è nel merito
della proposta, che sembra aver
convinto tutti, ma nella procedura». Valotti, ieri a Santa Giulia
per premiare cento studenti
meritevoli figli di dipendenti
A2A, ribadisce perché non serve
la gara: «C'è una partnership,
non una vendita. Noi non compriamo ma concambiamo azioni. C'è la possibilità che questa
cosa evolva in una fusione. La
procedura è stata condivisa con
Lgh nel pieno rispetto della normativa in essere, non c'è nessuna intenzione di aggirare le procedure di evidenza pubblica.
Avrei pieno rispetto del fatto che
la proposta non venisse apprezzata ma sarebbe sorprendente
che si incagliasse per vizi procedurali». E si dice fiducioso:
«Siamo disponibili a cercare comunque di fare questa operazione, massima apertura da parte di A2A a trovare tutte le rassicurazioni formali. Chiaramente
sono i soci di Lgh a questo punto che devono esprimersi». Di
certo l'offerta non può essere
toccata al rialzo, come hanno
spiegato i vertici A2A ai sindaci
franciacortini la settimana scorsa. «Anzi. Ci hanno paventato il
rischio che il prossimo anno cali» ricorda il sindaco di Tremano, Andrea Bianchi.
Gli occhi ora sono puntati su
Cogeme. Il nuovo presidente
Giuseppe Mondini (che ha votato a favore dell'offerta A2A insieme ad Ezio Codenotti di Paderno) è stato di fatto «sfiduciato» dai tre che gli hanno votato
contro: il consigliere delegato
Giulio Centemero (ai vertici della Lega Nord di Milano, che Rovato voleva come presidente),
Maurizio Giannotti (espressione di Cazzago) e Simona Troncana di Pontoglio (espressione
di Forza Italia). Una spaccatura
nei confronti degli altri soci Lgh
(tutti di centrosinistra) che non
può non leggersi anche politicamente.
pgorlanigcorriere.it
© RIPRODUZIOfd= RSERVA'A
Pagina 25
La galassia
SOCI Di LINEA GROUP
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p
3®9919%
Valotti
Aperti ad
altri pareri
legali ma la
procedura è
stata
condivisa
da Lgh; non
si tratta di
acquisto.
La scadenza
resta il 21
dicembre
Competitors
Pagina 26
Le reazioni degli altri soci Ir
li I «no» franciiacortiino
Cremona e Crema sono per il sì e accusano i vertici regionali della Lega Nord
«Nelle prossime settimane si dovrà
lavorare su patti che rendano ancor più
uniti i soci storici di Lgh» aveva detto il
sindaco di Cremona Gianluca
Galimberti pochi giorni fa in consiglio
comunale, facendo il punto sulle
trattative di fusione tra la multiutility
del sud Lombardia e A2A. E dopo la
bocciatura di Cogeme, che ha sede a
Rovato, all'offerta vincolante fatta da
A2A a Linea Group Holding, l'unione
dei soci sembra sempre più lontana. A
favore della fusione restano Crema,
Cremona, Lodi e Pavia, tutte a
maggioranza di centrosinistra, mentre
Rovato, comune guidato dalla Lega
Nord, ha di fatto stoppato una trattativa
che sembrava già chiusa. La data,
almeno quella, resta sempre la stessa:
entro il 21 dicembre le società che
fanno parte di Lgh e i comuni azionisti
dovranno esprimersi in modo
definitivo. Nell'ambiente cremonese
circola l'ipotesi che dietro questa
mossa di Rovato possa esserci una
movenza politica arrivata direttamente
dai vertici leghisti regionali. Ma anche
che ci possano essere contatti di
fusione con altre multiutilities: il nome
principale è quello di Iren,
territorialmente vicina, che parrebbe
però non navigare in buone acque.
Dall'altra parte A2A avrebbe ancora gli
occhi anche su un potenziamento di
integrazione con Acsm-Agam,
multiutility controllata dai Comuni di
Monza e Como e di cui A2A detiene
circa il 20 per cento del capitale.
«Questo stop bresciano è un
insuccesso che nasce dalla mancanza
di trasparenza, anche giuridica, di tutta
l'operazione: è una partita politica del
Pd e il sindaco Galimberti è uno dei
principali responsabili del fallimento»
dice Federico Fasani, del Nuovo Centro
Destra di Cremona che poi parla di
governane: «Lgh in fondo avrebbe
solo il presidente, che è di
rappresentanza, e A2A
l'amministratore delegato delle scelte».
Ferma la presa di posizione di Stefania
Bonaldi, sindaco di Crema, nonostante
la doccia fredda arrivata dalla decisione
di Rovato: «Crema è favorevole ad
operazioni di partnership industriale»
dice Bonaldi che è pronta a togliersi un
sassolino dalla scarpa: «Meglio non
parlare ora, ma verrà il giorno in cui
commenteremo questa decisione di
Rovato. E ho davvero molta ma molta
voglia».
Federica Bandirali
Percentuale
di soci Lgh
favorevoli
all'accordo
con A2A
30,9
Quote
Lgh dei comuni
Cogeme, di cui
Rovato detiene
il 21,5%
Competitors
Pagina 27
Cogeme stoppa
l' accordo
«Serve c1úarimento
pubblica»
sulla
Il Cda di Rovato si spacca
sulla proposta di fusione
Ora assemblea dei sindaci
o una terza consulenza
BRESCIA. Il Consiglio di amministrazione di Cogeme dice
no alla proposta finanziario/
industriale di A2A per l'acquisizione del 5l % di Lgh. Questo
il dato secco uscito nellatarda
serata di giovedì dalla seduta
del Cda di Rovato. Se questo
passaggio possa rappresentare la bocciatura definitiva del
piano di partnership, oppure
se entro il termine del 21 dicernbre vi siano ancorale condizioni perché il progetto riprenda a camminare, sono invece gli interrogativi attorno
ai quali hanno lavorato ieri gli
operatori delle due multiutility lombarde.
Tre a due . La proposta formalizzata da A2A a inizio mese
Competitors
aveva già ottenuto il via libera
da parte degli altri soci di Linea Group : le ex municipalizzate di Cremona, Pavia, Lodi e
Crema. Giovedì sera lo stop
del Cda di Cogeme, clic sollecita un supplemento di advisory (dopo che le due consulenze già acquisite da Lgh e
A2A non avevano individuato
criticità) chiedendo se l'accordo non richieda la necessità di
passare attraverso una gara di
evidenza pubblica. Di fatto il
consiglio di Cogeme - eletto
solo un mese fa - ne è uscito
spaccato: a favore dell'accordo hanno votato il presidente
Giuseppe Mondini (Erbusco)
ed Ezio Codenotti (Paderno),
contrari Maurizio Giannotti
(Cazzago), Giulio Centemero
(Rovato) e Simona Troncana
(Pontoglio).
La replica di Valotti . Cosa succede ora? Il patto di sindacato
di Lgh prevede che l'accordo
A2A possa andare a buon fine
solo se sostenuto da una maggioranza qualificata di almeno il 70% dei soci. Cogeme da
sola pesa per il 30,9% e risulta
quindi determinante. Il no del
Cda - se cene saranno le condizioni «politiche» - potrebbe essere superato o attraverso la
convocazione di un'assemblea dei 70 sindaci soci o da un
nuovo advisory favorevole da
parte di un consulente terzo.
«Noi restiamo disponibili a
qualsiasi approfondimento rilanciail presidenteA2A, Giovanni Valotti - anche se francaniente stupisce una battuta di
arresto non sul merito del progetto quanto piuttosto sugli
aspetti procedurali di un percorso fin dall'inizio concordato con Lgli. C'è poi il fattore
tempo, che non è una variabile indipendente. Oltre il 21 dicembre i termini dell'accordo
andrebbero ridefiniti». il
MASSIMO LANZINI
Pagina 28
Rovato. La sede di Cogeme, società che fornisce servizi a settanta Comuni tra Ovest e Bergamasca
Competitors
Pagina 29
ODOLO. La convenzione col gestore compensa una situazione pesante
Finanze comunali in c
Per fo una c'è la disc
Se dovessimo usare una metafora, il Comune di Odolo
potrebbe essere definito come un «nobile decaduto»
che ha perso larga parte delle
proprie entrate, e che oggi riesce a stare in piedi prevalentemente grazie a una discarica
e all'aliquota Imu versata dalle aziende.
Un tempo, negli anni '70
del secolo scorso, questo era
il paese dei fumi ma anche
dell'acciaio, con tante industrie che lo avevano portato
Rifiuti: Scenario
ai vertici nazionali della ricchezza e a quelli mondiali della produzione di tondino, e in
breve tempo gli abitanti erano passati da 500 a duemila.
Poi i venti della crisi presero
a soffiare sempre più forti sul
mondo della siderurgia, e della floridezza dei decenni passati oggi non c'è quasi più
traccia. A risentirne oltre alle
aziende è stata ovviamente
l'occupazione: se negli anni
'70 trovare un disoccupato
odolese era impossibile, oggi
1
le liste di collocamento non
sono più vuote.
Sono invece vuote le casse
del municipio, che non conta
più sulle grandi entrate garantite un tempo dalle fabbriche, e neppure sulle sponsorizzazioni che le stesse concedevano. Oggi l'Imu pesa per
l'8,6 per mille per aziende e
seconde case (ma queste non
esistono), e sul territorio in
realtà resta solo l'uno per mille, visto che al totale va tolto
quel 7,6 che per legge il Co-
mune gira allo Stato. In sintesi, la disponibilità è di circa
400 mila euro annui.
Qui la Tasi non si paga e
l'addizionale Irpef non è stata mai applicata. Da pagare
c'è solo la Tari, il cui incasso
copre le spese dei servizi. In
sintesi, a dare un po' di respiro arriva la nuova convenzione quinquennale sottoscritta
con la Vergomasco che gestisce la discarica omonima: se
fino allo scorso anno nelle
casse civiche entravano 170
mila euro, quest'anno ne entreranno 380 mila. Attualmente sono quindi i rifiuti e
la misera quota impositiva
sulle aziende a sostenere
l'ente locale; ovviamente costretto a ridurre al minimo
gli investimenti. • M.PAs.
Pagina 30
0 Il bilancio
di Matteo Trebeschi
Tagli in Provincia
«Così sono a rischio
tutti i trasporti
e la pulizia strade»
Ogni automobilista si aspetta che le autorità
sgomberino le strade quando cade la neve, così
come le buche nell 'asfalto vengano riparate. Si
chiamano «funzioni fondamentali», ma l'anno
prossimo potrebbero non essere più una
certezza . Ad ammetterlo , ieri a Brescia, è stato il
presidente di quell 'area vasta che ha ereditato i
compiti della «vecchia» Provincia. «Con un
disavanzo di 34 milioni - ha detto Pierluigi
MottineIIi - per il 2016 non siamo in grado di
assicurare la manutenzione delle strade, lo
sgombero della neve e il trasporto pubblico». A
rischio anche la formazione professionale e la
disabilità sensoriale . E vero che gli appalti per
gli spazzaneve sono coperti dai contratti del
2015, ma è sull'anno prossimo che tutto diventa
approssimativo . E le conseguenze ricadrebbero
sui comuni stessi. Ecco perché ieri , durante
l'assemblea dei sindaci, il presidente della
Provincia ha auspicato «che intervengano i
parlamentari» per un emendamento alla legge
di stabilità. L'ente di arca vasta sta subendo un
Rifiuti: Scenario
lento impoverimento : in 5 anni gli
investimenti si sono quasi dimezzati (-44%). E
crollata anche la spesa corrente (-23%): rispetto
ai primi sei mesi del 2014 il Broletto quest'anno
ha 20 milioni di euro in meno. E se le province
scompariranno , il ruolo di interfaccia tra
comuni e Regione sarà assunto dalle «aree
omogenee» (ancora da definire), una sorta di
«consulta» territoriale dei sindaci per fare rete.
«L'aggregazione - ha detto ieri i1 consigliere
Andrea Ratti - ottimizza le risorse ed è utile
perla pianificazione ». Insieme, i comuni
potranno più facilmente accedere ai bandi
europei. E pur senza ipotizzare altre
sovrastrutture , il modello per le aree
omogenee potrebbe essere quello delle 5
comunità montane, ma anche della giunta dei
sindaci (Brescia e hinterland) e dei 18 comuni
della Franciacorta . Resta da definire il Basso
Garda e tutta la pianura: come si
aggregheranno?
0 R@RO`J[JXIONE RISERVATA
Pagina 31
Chiusa la vendita dell'ultimo 4%
Eni dice addio
a Gaip Energia
Eni dice addio a Galp Energia.Ieri il gruppo guidato da Claudio Descalzi ha infatti comunicato l'esito dell'accelerated bookbuilding, lanciato il giorno prima
erivolto ainvestitoriistituzionali,
che le ha consentito di cedere, per
325 milioni di euro, il 4% del capitale dellasocietàportoghese, cioè
la partecipazione residua ancora
detenuta dal gruppo. L'asticella
del prezzo si è fermata a 9,81 euro
per azione e l'operazione sarà regolata il prossimo 24 novembre
mediante consegna dei titoli e pagamento del corrispettivo. Le
azioni erano al servizio dell'exchangeable bond del gruppo
di Descalzi, i cui termini di conversione sono scaduti.
Dopo la ces sione di ieri- che Eni
ha portato aternine affiancata da
Goldman S achs e MerrillLynch in
qualità di joint bookrunner -, il
gruppo è così uscito definitivamente da Galp Energia L'entrata
nell'azionariato dell'azienda portoghese risale al 2000 quando il
Eni
Andamento del titolo a Milano
15,75
..................
15,55
.......................
15,35
......................
15,15
.....................
.
1495
.....................
14,75
..................... .
14,55
........................
14,35
Energia: Scenario
------------------------------------- l7n
-l7,
Cane a sei zampe acquisì Il 33,34%
dellasocietà per 900 milioni dieuro.A marzo del2012,poi, ilgruppo
di SanDonato Milanesefirmôuna
serie di accordi con Americo
Amorim e C aixa Geral de Depósitos (Cgd) cheprevedevanolavendita da parte di Eni del 5%io di Galp
adAmorimEnergia eil contestuale scioglimento del patto parasociale trale tre società Nell'ambito
degli stessi accordi,sistabifialtresì
per il grippo di San Donato Milanese il diritto di vendere sul mercato fino al 18% del capitale in suo
possesso (con possibilità di un ulteriore 2% in caso di emissione di
titoli convertibili), e identica facoltàfu assegnataanche aCgdper
la sua partecipazione dell'1 per
cento. Quell'intesa contemplava
poi un ulteriore passaggio per
Amorim Energia. titolare di una
cali option fmo a un spio d el capitale
di Galp e di una prelazione fino al
5,34%, con esercizio della call, o finoal1o,34%laddovenonfosse stata esercitata
La vendita dell'intero pacchetto di Galp Energia, avvenuta
in più tranche, ha fruttato all'Eni
un incas s o complessivo di 3, 2 miliardi di euro. Il primo tassello
andò a traguardo a luglio 2012
con il gruppo di Descalzi che cedette il 5% ad Amorim Energia,
per 59o milioni (scendendo al
28,34%), al prezzo di 14,25 euro
per azione. Poi, a novembre, il
duplice binario: il collocamento
di un altro 4%, al prezzo di 1148
curo, conun incasso di 381 milioni, e di 1.028 milioni di bond convertibili in azioni della società
(circal"8%delcapitale),icuitermini sono appunto scaduti "liberando" ititoli sottostanti.
Ce.Do.
Pagina 32
Con Egp le rinnovabili
tornano s otto i riflettori
L'incorporazione di Enel
dimostra che il settore
è maturo anche in Italia
La strategia carbon free
dei competitor europei
Laura Magna
o La rivoluzione delle energie rinnovabili è compiuta. Anche in Italia, con
Enel che reincorpora Enel Green
Power (Egp), buonaultimadopo operazioni simili condotte dalla spagnola Iberdrola e dalla francese Edf. Le
energie pulite di Enel tornano acasaa
cinque anni esatti dallo spin offe della
quotazione in Bors a e proprio mentre
a Parigi si parla, con Cop21, del tema
del cambiamento climatico. Ecco
perché l'operazione ha anche una valenza ben più ampia. «Segna la maturità del settore delle energie pulite conclude Angelo Lazzari, amministratore delegato diArc Am -, il fatto
cioè che i grandi operatori non possonofarne ameno , anche perché è il settore con il più elevato potenziale di
crescita, nell'ordine del2o% neiprossimi cinque anni in Usa e comparabile in Europa . Un settore che darà un
contributo rilevante alle antiche questioni del cambiamento climatico e
soprattutto dello sfruttamento delle
risorse del pianeta». «Si decreta così
un passaggio deciso sul fatto che le
vecchie centrali sono obsolete e andranno smantellate - dice a Plus24
Massimo Gionso , Consigliere Delegato di Cfo Sim -: il futuroè delle rin-
novabili, è il nuovo che avanza anche
se con un po' di ritardo». Un ritardo
peraltro non pregiudizievole, secondo gli analisti. «L'importante - dice
Emanuele Rigamonti, analista di Jci
Capital - è aver finalmente sterzato
nella direzione giusta: Egp viene riportata dentro la capogruppo a due
euro circa dopo essersi quotata nel
201o a1,6o euro: c'è stataunacreazione di valore sia per l'azionista di minoranza sia per Enel stessa».
Per Enel, il reintegro arriva «all'interno di un percorso verso una configurazione carbon free prevista dal
management per il2o5o - continua
Rigamonti - che ha visto lo spin-off
del 2010 come passaggio intermedio
volto all'adeguata valorizzazione del
potenziale di Egp, e in cui il prossimo
Enel Green Power
Andamento dei titolo a Milano
31/12/2014
18/11/2015
reintegro va visto come segnale per
dare indirizzo green alla capogruppo». Sarà una Enel non solo carbon
free ma dotata di «velocità e agilità afferma Gionso - una multiutility a
36o gradi, con molti buoni numeri.
Per gli azionisti non cambia nulla sui
dividendi, confermati a 16 centesimi
nel 2015 e 18 nel 2o16 con un payout
del 65%. L'organico sarà ridotto di
4milaunità, ovverodel14%, maattraverso 6mila prepensionamenti e l'assunzione di 2mila nuove leve, i risparmi complessivi dell'integrazione sono quantificati in 1,8 miliardi e il
target delle dismissioni residue vada
5 a 6 miliardi, gran parte di questi risparmi saranno destinati alla crescita, con gli investimenti che aumentano di 2,5 miliardi».
Mancano a que s to p unto s olo i de ttagli su come verrà finanziata questa
operazione, che prevede un concambio tra azioni con un rapporto di
0,486: «Il finanziamento con debito,
se da un lato sarebbe positivo per
l'Eps, andrebbe ad aumentare la leva
finanziaria di circa 0,2 volte, in contrasto con il primario obiettivo di riduzione del debito a livello di gruppo
e con i target comunicati», aggiunge
Rigamonti. Anche la vendita di una
quota di Endesa non è probabile, come non lo è «di più la decisione di distribuire un dividendo straordinario
da parte di Endesa, che però poterebbe anch'esso a un aumento della leva
finanziaria - spiega Rigamonti -.
Infine, ultima e a nostro avviso più
probabile opzione, l'emissione di
nuove azioni con un effetto diluitivo
nell'ordine del 2-3 per cento».
RI PRODUZIONE RI SE P.VATA
Cnn tg, Ic inn-Wli
Energia: Scenario
Pagina 33
Patto d'area sull 'ambiente
Nasce l'osservatorio green
Ecologisti e amministratori alleati perla tutela della salute in tutto il Viadanese
Screening delle emissioni, analisi delle acque e controlli sanitari sui bambini
1 POMPONESCO
Enti locali ed associazioni ambientaliste uniscono le forze.
Obiettivo: la costituzione di un
osservatorio ambientale.
Se n'è parlato giovedì sera in
municipio a Pomponesco.
All'incontro, promosso dalle
associazioni "Noi, Ambiente,
Salute" e "Comitato intercomunale per la qualità della vita", sono intervenuti anche il
primo cittadino Pino Baruffaldi, il sindaco di Sabbioneta Aldo Vincenzi, i vice sindaci di
ViadanaAlessandro Cavallari e
di Dosolo Umberto Pasquali.
«La costituzione di un osservatorio - spiega Luigi Gardini,
esponente ambientalista - si
rende opportuna a seguito dei
risultati dell'indagine ambientale-epidemiologica (che aveva evidenziato alcune correlazioni tra lo stato di salute dei
bambini e la loro vicinanza agli
impianti industriali del territorio, ndr) e della recente richiesta, da parte di alcune aziende
del territorio, di realizzare o
ampliare impianti ad elevato
impatto ambientale».
I contenuti operativi: scree-
Saranno poste sotto attenzione anche le emissioni delle aziende (archivio)
ring delle emissioni in alinosfera; valutazione delle ricadute al suolo degli eventuali inquinanti; controllo delle acque
reflue e del loro impatto su territorio e sistema irriguo; valutazione di impatto acustico degli
insediamenti industriali; attività di prevenzione del rischio di
incidente rilevante; verifica
dello stato attuale della salute
della popolazione in età pediatrica; individuazione di uno o
più tecnici idonei e disponibili
a collaborare per l'attuazione
del programma.
I sindaci hanno manifestato
adesione all'idea e massima disponibilità a fare la loro parte.
«Riteniamo - assicura Vincenzi - che il confronto e la collaborazione siano uno stile da
perseguire. L'importante è partire col piede giusto, anche facendo tesoro di altre esperienze analoghe».
Il gruppo di lavoro si è aggiornato ai primi di dicembre.
Nel frattempo contatterà un
osservatorio già attivo nel Parmense per riceverne spunti ed
indicazioni, e provvederà a
coinvolgere pure i sindaci della
Bassa reggiana. Ci si è già accordati inoltre su una prima
azione da perseguire: formalizzare una richiesta di incontro
adAsl e Arpa.
L'auspicio è che le autorità
preposte possano predisporre
un progetto operativo, dotato
di strumentazioni idonee e finalizzato alla rilevazione degli
inquinanti presenti nell'acqua, nell'aria e sul suolo.
Secondo le associazioni ambientaliste dovrebbe essere
adottata una moratoria: no
concessioni per ampliamenti o
autorizzazioni per nuove attività ad elevato impatto ambientale, finché non si disporrà di
un quadro più preciso sullo stato di salute dell'ambiente viadanese.
Riccardo Negri
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Segnalazioni
Pagina 34
Asola: la decisione del Comune per garantire una maggiore manutenzione
Le aiuole? E ccovi l o sponso r
ASOLA - Le rotatorie stradali
sponsorizzate per mantenerle
al meglio. Ecco la decisione
della giunta comunale, che
intende migliorare e valorizzare alcune aree verdi comunali fra cui in particolare
piazza Diaz e le aree verdi
interne alle rotatorie provinciali all ' ingresso di Asola. Le
opere di riqualificazione delle
aiuole verdi interne a piazza
Diaz sono già state realizzate
e ora è intenzione dell'amministrazione riqualificare le
aree verdi interne alle rotatorie provinciali in concessione, per le quali verrà entro
breve acquisito dalla Provincia di Mantova il parere. Mediante contratto di sponsorizzazione saranno affidate 3
rotatorie provinciali poste a
nord (via Mantova) e nord
ovest (via Cadimarco) e le
aree verdi interne a piazza
Diaz. Le aziende che si aggiudicheranno la gestione
delle aree verdi potranno disporre dell ' utilizzo di alcuni
impianti di pubblicità di dimensioni variabili che saranno posizionati nelle immediate vicinanze delle zone interessate . Al fine di conferire
alle aree verdi in questione un
aspetto decoroso , l'esecutivo
asolano ha già incaricato il
responsabile del settore servizi alla città della predisposizione del bando per l'assegnazione delle aree stesse,
mediante procedura ad evidenza pubblica. In seguito è
prevista la formazione di una
graduatoria pubblica per l'in-
dividuazione degli sponsor a
cui affidare la realizzazione
dei lavori di arredo urbano e
la relativa manutenzione ordinaria
e
straordinaria
dell'area. La graduatoria sarà
formulata sulla base di specifici criteri che andranno dal-
la valutazione della qualità e
quantità degli interventi del
programma di gestione manutenzione, alle migliorie
proposte sul progetto di riqualificazione e all'utilizzo di
essenze fiorite stagionali.
Paolo Zordan
II municipio
di Asola
n,To
E adesso Palazzo Ceni si allarga
I
Segnalazioni
Pagina 35
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Rassegna del 21/11/2015