Rassegna del 21/11/2015 INDICE RASSEGNA STAMPA Rassegna del 21/11/2015 SI PARLA DI NOI Gazzetta Mantova 21/11/15 P. 48 Questa giunta a doppio senso Francesco Dugoni 1 Gazzetta Mantova 21/11/15 P. 48 I conti sui rifiuti che il Pd sbaglia Vice Sindaco Di Rodigo 2 La Voce Di Mantova 21/11/15 P. 4 Tre domande sull'acqua Gastone Savio 3 La Voce Di Mantova 21/11/15 P. 8 Differenziata assurda per picnic al cimitero.. 4 Gazzetta Mantova 21/11/15 P. 25 Gogna web per i furbetti dei rifiuti 5 Gazzetta Mantova 21/11/15 P. 27 Borsina agli alunni per il cibo avanzato 6 Gazzetta Mantova 21/11/15 P. 28 Discariche abusive nel parco Guardie volontarie in campo 7 Gazzetta Mantova 21/11/15 P. 37 Rubate le telecamere dall'isola ecologica Si temono nuovi furti Mauro Pinotti 8 Gazzetta Mantova 21/11/15 P. 16 Incarico al super-esperto «Verifiche sulle emissioni» Monica Viviani 9 Gazzetta Mantova 21/11/15 P. 16 «No alle pregiudiziali» Gazzetta Mantova 21/11/15 P. 17 Pastacci: «Manca la richiesta ufficiale» Gazzetta Mantova 21/11/15 P. 17 Ies, ok all'impianto di trattamento fanghi Ma ora serve il decreto ministeriale 13 Gazzetta Mantova 21/11/15 P. 18 Versalis, incrocia le braccia quasi l'80% 14 La Voce Di Mantova 21/11/15 P. 9 Versalis, 80% dei lavoratori al presidi 15 Gazzetta Mantova 21/11/15 P. 23 Pasticcio sulle bollette 40 famiglie al freddo Dodici Lino Fontana 16 Sandro Mortari 17 RIFIUTI ENERGIA 11 Sandro Mortari 12 POLITICA LOCALE Gazzetta Mantova 21/11/15 P. 14 Belvedere sulla Torre Via libera tra le proteste La Voce Di Mantova 21/11/15 P. 8 Palazzi "ingabbia" le minoranze 19 La Voce Di Mantova 21/11/15 P. 4 La vicenda Asep e la delicata salute dell'assessore 20 La Voce Di Mantova 21/11/15 P. 24 Uniti contro la povertà dilagante Paolo Biondo 21 Brescia Oggi 21/11/15 P. 12 Nozze fra A2A e Lgh, c'è lo stop di Cogeme Mimmo Varone 22 Corriere Della Sera Brescia 21/11/15 P. 1-3 Lgh: no di Cogeme, ultimatum A2A Pietro Gorlani 24 Corriere Della Sera Brescia 21/11/15 P. 3 Cremona e Crema sono per il sì e accusano i vertici regionali della Lega Nord Federica Bandirali 27 Giornale Di Brescia Cogeme stoppa l'accordo Lgh/A2A «Serve chiarimento sulla gara pubblica» Massimo Lanzini 28 COMPETITORS 21/11/15 P. 44 RIFIUTI: SCENARIO Brescia Oggi 21/11/15 P. 27 Corriere Della Sera Brescia 21/11/15 P. 2 Finanze comunali in crisi Per fortuna c'è la discarica Tagli in Provincia «Così sono a rischio tutti i trasporti e la pulizia strade» 30 Matteo Trebeschi 31 ENERGIA: SCENARIO Sole 24 Ore 21/11/15 P. 29 Eni dice addio a Galp Energia 32 Sole 24 Ore - Plus 21/11/15 P. 7 Con Egp le rinnovabili tornano sotto i riflettori Laura Magna 33 21/11/15 P. 28 Patto d'area sull'ambiente Nasce l'osservatorio green Riccardo Negri 34 SEGNALAZIONI Gazzetta Mantova Indice Rassegna Stampa Pagina I INDICE RASSEGNA STAMPA Rassegna del 21/11/2015 La Voce Di Mantova 21/11/15 P. 25 Indice Rassegna Stampa Le aiuole? Eccovi lo sponsor Paolo Zordan 35 Pagina II erta giunta a oppio senso È significativo constatare che se la nostra provincia è in testa alla classifica stilata da Legambiente Lombardia in tema di raccolta differenziata su 69 comuni, 57 sono gestiti da Mantova Ambiente. Per questo ritengo che qualche merito vada riconosciuto a questa società. Logica vorrebbe dunque che, previa una trattativa stringente e finalizzata a ottenere le migliori condizioni per un servizio economico e di massima trasparenza, i Comuni che hanno aderito al precedente affidamento lo rinnovino. Di fatto non è così, non da parte di tutti i Comuni almeno. Tra questi spicca l'amministrazione di Borgo Virgilio, autoproclamatasi Comune capofila per quei sindaci convinti che una gara sarà più vantaggiosa. Supposizione lecita, ma che non ha alcuna certezza di essere tale, specie se la massa critica dei richiedenti è limitata. Specie se si considera che con il prossimo affidamento molti costi d'investimento saranno ammortizzati e con la precisa volontà da parte di Tea di accollarsi una percentuale dei crediti insoluti. Per questo, in occasione dell'ultimo consiglio comunale, il gruppo Noi di Borgo Virgilio aveva presentato una mozione per chiedere al sindaco di aprire Si parla di noi una trattativa con MantovaAmbiente. Mozione respinta, si vada a gara! Eppure è curioso rileggere le dichiarazioni dell'assessore all'ambiente che in occasione del precedente consiglio garantiva l'economicità del servizio offerta da Mantova Ambiente e registrare la volta successiva il suo più profondo silenzio... Trattasi di giunta a doppio senso di circolazione? una gara per la gestione dei rifiuti non è assolutamente paragonabile a un bando per la fornitura di matite, come qualcuno vorrebbe. il ciclo dei rifiuti è molto, molto più complesso e articolato. Non si limita al semplice ritiro porta a porta, ma coinvolge tutto il percorso del rifiuto. In questo Mantova Ambiente ha investito molto (vedi ad esempio l'impianto di Ceresara perla lavorazione del secco che, in sinergia con la raccolta differenziata, consente di minimizzare i conferimenti in discarica). Un impianto messo adisposizione di tutta la comunità mantovana, in unagiustavisionesecondo cui la partita rifiuti si gioca all'interno di un territorio e che è quindi necessaria una cabina di regia se vogliamo davvero garantire ai cittadini che il rifiuto sia gestito all'insegna della più completa sostenibilità ambientale. Voler conciliare invece gestioni quinquennali con tariffe sempre più basse e maggior efficienza nella gestione dei rifiuti, economicità del servizio e massimizzazione dei risultati, il tutto riferito non a un territorio, ma a qualche Comune sparso qua e là, magari sperando nella non partecipazione di qualche multiutilityemiliana, richiama molto l'immagine della moglie ubriaca... Francesco Dugoni Capogruppo Noi di Borgo Virgilio Pagina 1 I CÜ CHE . S PD SBAGLIA elle scorse settimane è stato distribuito a Rodigo il giornale del circolo Pd dove vengono evidenziati diversi argoche riguardano il nostro comune, suggerimenti per J_ 'N la sicurezza stradale, detriti di Mantova Agricoltura, zanzara tigre, quasi tutto degno di nota (a parte la ciclabile in via Rampina che mi sembra irrealizzabile) ma quello che mi lascia basito è la testardaggine nel criti care l'annosa questione della raccolta differenziata che occupa lo spazio più importante della pubblicazione. Vanto dell'attuale giunta comunale, sembra che i nostri successi, e quindi i successi per il paese, creino invidia e rabbia e si continua a criticare l'incriticabile confermando ancora una volta di aver bisogno di lezioni di matematica non riuscendo a recepire i costi del servizio raccolta rifiuti gestito in economia. Snocciolano cifre paragonando i costi per una famiglia nel 2011, ultimo anno di gestione Mantova Ambiente, rispetto al primo anno di gestione in proprio dal comune, dichiarando che la differenza in termini di vantaggi per i cittadini è irrisoria ..... peccato che la stessa Mantova Ambiente ci chiese un aumento di 200.000/ euro che, divisi per i 5.400 cittadini fanno 37 euro a cittadino ... Inoltre l'attuale tassa è comprensiva della gestione del centro di raccolta, dello svuotamento dei cestini sul territorio, della gestione dei cimiteri, dell'ammortamento dei mezzi e della pulizia delle strade, cose non previste nel 2011 e nemmeno sarebbero state comprese nella nuova cifra che propose Mantova Ambiente. Provate a rifare i conti adesso! L'ha capito anche il presidente (del consiglio) che le partecipate sono un costo divenuto insopportabile per le pubbliche amministrazione, voi proprio no? Gonfi di rancore per le ripetute sconfitte elettorali e la crescente perdita di consensi, lor signori si attaccano sul niente, tanto per darsi una visibilità che stenta a uscire dalle loro case.... figuriamoci in un comune dove ormai la popolazione si è resa conto dell'azione riformatrice e gestione oculata dei conti pubblici da parte dell'attuale amministrazione. Tale attenta gestione, in un periodo che ha visto una diminuzione importante delle entrate (trasferimenti statali e oneri di urbanizzazione) ha portato comunque alla diminuzione del debito di 1,566 milioni di euro in 5 anni, a investimenti continui e a una manutenzione puntuale sul territorio ed al mantenimento ed incremento dei servizi offerti ai cittadini. Quindi di cosa stiamo parlando, ma per favore .... Stiamo aiutando i concittadini, offrendo lavori socialmente utili in tutte le forme possibili, voucher, dote comune, garanzia giovani, servizio civile, borse lavoro: questo si chiama opportunità per chi è in attesa di cercarsi qualche occupazione stabile, offriamo 450/500 euro/mese per lavori di 60 ore mensili. Per me lo sfruttamento è ben altro! La vostra è una politica vecchia, conservatrice, sullo stesso stile di quella politica che negli ultimi 30 anni ha progressivamente portato al collasso la nostra amata Italia, legata alle unioni economicamente catastrofiche per i comuni (vedi Mantova Ambiente e Sisam), sempre contraria a prescindere dai fatti rna solo per colore politico e schiava dei dettami dei vostri organismi centrali. Noi siamo diversi, non abbiamo input, lavoriamo negli interessi del paese e fortunatamente l'intelligenza dei rodighesi ha superato le barriere politiche premiando chi si è preso a cuore la gestione vincente, proficua ed intelligente del nostro abitato. Voi nuovi e vecchi militanti del barcollante partito del Pd volete delle cifre significative che vi diano il senso economico e vi creino spunti di riflessione? Eccole: dal 2004 al 2009 la giunta Grazioli ha incassato tra vendita di terreni e oneri di urbanizzazione ben 4.678.000 euro, i trasferimenti statali nel 2004 furono 784.000 euro e calarono fino a 509.000 euro nel 2009; l'attuale giunta ha incassato 656.000 euro per oneri di urbanizzazione e vendite di terreni dal 2009 al 2014 e i trasferimenti statali nel 2014 sono diminuiti fino a 185.000 euro. Dal 2004 al 2009 il debito è calato per 610.000 euro e dal 2009 al 2014 per 1.566.000 euro, il debito totale del comune di Rodigo era nel2004 7,628 milioni, nel 2009 di 7,018 milioni e nel 2014 di 5,452 milioni. Ragionate signori e chi ha cervello per giudicare lo faccia! Vice sindaco di Rodigo Si parla di noi Pagina 2 Tre domande sull'acqua Egregio direttore una delegazione "spontanea" di citadini solferinesi è venuta a chiedermi " speranze " sul destino della gestione dell'acqua a Solferino da parte della Società Sisam - Sicam. Tre sono le domande che mi hanno fatto: " Non si è scritto che la legge nazionale sull'acqua per uso umano dispone che entro il 2015 gli Ato dovrebbero unificare le Società partecipate, operanti sul territorio della stessa Provincia, con un unico gestore? Poi, " In ottemperanza a questo dettato si legge che Indecast, la partecipata per la gestione dell'acqua comunale della Municipalità castiglionese si stia unendo a Tea; come mai la Sisam - Sicam per questo passaggio invocato dall'Ato ha espresso su dodici sindaci componenti la sua assemblea dieci voti contrari? " (favorevoli solo Solferino ed Asola). Ancora, " Com'è possibile che i nostri sindaci tollerino in periodi di magra come gli attuali, che i loro amministrati continuino a pagare l'acqua 0,66 euro più cara rispetto alle altre Società del mantovano? " (euro metro cubo anno 2015: Sisam - Sicam 1,88 - Indecast 1,26, dalla Gazzetta di Mantova del 28 luglio 2015). Una chiosa a lato, ma non del tutto impegnativa perché riguarda la sfera personale, se si può e ce ne sono, avere notizie sulle contestazioni ipotizzate alla Sicam su " spese gonfiate e i ricavi inascosti ", fatti su cui indaga, così titolava la Gazzetta di Mantova di giovedì 6 agosto 2015, l'autorità competente. La nostra risposta è stata d'aver solo evidenziato a suo tempo gli oggetti delle loro domande, le precisazioni devono venire dai loro sindaci, ai quali detti cittadini dovranno girare le stesse domande. Aggiungiamo, si affrettino a chiederne conto perché alla fine dell'anno manca poco più di un mese. Gastone Savio Si parla di noi Pagina 3 PAOLA BULBARELLI CHIEDE CONTO ALLA TEA: "E IN CITTÀ I SACCHETTI SONO DAPPERTUTTO" Differenzick assurda per picni al cimitero... «Che ci fanno i bidoncini per le lattine al cimitero ? Mica ci si va per fare un picnic !». Parte con una battuta la rimostranza di Paola Bulbarelli, consigliere comunale dell'omonima lista civica, all'indirizzo della raccolta differenziata nel capoluogo che ha esteso il proprio raggio d'azione anche all'interno del camposanto monumentale di Borgo Angeli. Ma non è solo una questione di battute. Qui si lamenta un disservizio. A detta della rappresentante dell'opposizione, i nuovi bidoni che hanno sostituito i cassonetti del verde nel cimitero monumentale non solo sono pochi, ma irrazionali. «Logica vorrebbe- spiega Paola Bulbarelli - che i punti di raccolta dei rifiuti fossero collocati in prossimità delle fontanelle con i secchi per l'acqua. Invece ce ne sono pochi, e quel che è peggio, mal concepiti. Si tratta - prosegue - di bidoncini piuttosto ridotti per dimensione; ma mentre può avere un senso mettere piccoli contenitori per rifiuti pressoché inesistenti (per esempio, quelli del vetro e delle lattine, che al cimitero non verranno mai riempiti), non si giustificano le identiche dimensioni per i contenitori del verde e della carta, ovvero del rifiuto indiffenerziato di plastica». Insomma, con una popolazione anziana in continua progressione, prosegue il consigliere comunale, «questo tipo di raccolta, così effettuato, si sconsiglia da sé. Stessa censura - conclude Paola Bulbarelli - che mi sento di indirizzare a Tea Ambiente per la raccolta in città, per la quale non ho visto migliorie rispetto agli inizi della sperimentazione, ma solo sacchetti per terra a tutte le ore». I bidoncini della differenziata al cimitero. Accanto, Paola Bulbarelli Pa1oui"ingaó6io" le 11, Si parla di noi Pagina 4 40 Gogna web per i furb etti dei rifiuti Borgo Virgilio. Sul sito del Comune l'elenco dei trasgressori «eco-deficienti» ! BORGOVIRGILIO Aumentano ancora i numeri dell'attività svolta dal Nucleo di polizia ambientale di Borgo Virgilio, e da oggi i dati dei verbali eseguiti, come l'ammontare della sanzione, la località dell'accertamento, le iniziali del trasgressore, verranno pubblicati sulla home page del sito del Comune. L'elenco dei "negligenti dei ri fiuti" è già visibile sul primo piano del portale web. «Ritengo un atto di civiltà il rispetto del decoro urbano - dice il sindaco Alessandro Beduschi - è quindi per noi un obbligo continuare nella lotta agli ecodeficienti, che vanno sanzionati, unica medicina utile per convertirli al rispetto Rifiuti delle regole. Nelle prossime settimane cercheremo inoltre di dotare gli agenti di telecamere mobili per coprire anche quelle zone meno controllate». A meno di due mesi dal via del nuovo settore, che si sta occupando esclusivamente della lotta ai trasgressori della differenziata, si contano verbali trai centocinquanta ed i duecento euro, consegnati a ventisette persone, tra cui tre ditte. Il nucleo di polizia ambientale Npa ha sede a Borgoforte ed è coordinato dal vicecomandante della polizia locale Monica Allegri, che, insieme al tecnico amministrativo Claudio Benaglia, sta monitorando ogni giorno i punti critici per scovare e sanzionare i tra- Alessandro Beduschi sgressori con multe a partire da 150 euro. «Sono stati staccati già quasi trenta verbali per sanzioni inerenti all'igiene urbana - dichiara l'amministrazione - ciò dimostra che creare un nucleo di polizia ad hoc funziona». Dal registro delle sanzioni per violazioni del regolamento rifiuti risulta che sono stati multati ventisette trasgressori (quattordici nel primo mese). Tra questi, sedici sono residenti a Borgo Virgilio, mentre gli altri in diversi Comuni della provincia. Quanto alle località più colpite dall'abbandono delle immondizie, o per un errato conferimento, venti verbali riguardano la frazione di Cerese (in particolare via Cisa, via Guerra, via di Mezzo), strada del Corriere, via Nenni e la piazza del municipio) sei Borgoforte (via Ponte-Romanore, via San Cataldo) e uno Cappelletta (via Granasso). Pagina 5 D rana agli alunni per il cibo avanzato L'amministrazione comunale di Desenzano vuole incoraggiare la sostenibilitàe la buona gestione dei rifiuti attraverso iniziative che coinvolgono sia i cittadini adulti che quelli più giovani. in particolare, in occasione della Settimana europea perla riduzione dei rifiuti 2015, da oggi al 29 novembre, il Comune promuove una campagna di sensibilizzazione contro lo spreco alimentare. Le parole d 'ordine sono: riduzione delle quantità di rifiuti , riuso e riciclo delle risorse. Saranno coinvolti 1738 bambini e 73 docenti. Agli alunni delle scuole pubbliche desenzanesi , tramite la cooperativa "Elefanti Volanti", saranno distribuite le borse "good food bag" per portare a casale porzioni di cibo non consumato e ancora buono. Perché anche in Italia, come in altri Paesi europei e negli usa, portare a casa il cibo rimasto nel piatto possa diventare motivo di orgoglio. (Ic) feret-ta.aen a firnnsei : Rifiuti Pagina 6 Discariche abusive nel parco Guardie volontarie in campo delle farnie, realizzato in modo capillare su tutto il territorio Le Guardie ecologiche volontadel parco; quello della rarissirie del Parco Oglio Sud offrono ma rana dilataste in febbraio. un servizio assai importante, Gli operatori censiscono per quanto forse poco cono- inoltre il capriolo ed altri mamsciuto, per la tutela dell'am- miferi, nonché l'avifauna acbiente e del territorio. Le Gev quatica svernante. Da alcuni sono cittadini voanni utilizzano lontari, animati particolari dalla passione e "trappole fotodallo spirito di grafiche", grazie gruppo. Attualalle quali è possimente ventuno. bile scoprire la Le Guardie presenza di aniecologiche vomali altrimenti lontarie risultapiuttosto difficili no quindi indida osservare. spensabili per la Ultimamente vita ed il buon alcune Gev hanfunzionamento no iniziato a sedel Parco. Primo gnalare le loro osambito di attiviservazioni su tà è la vigilanza Controlli delle guardie piattaforme specialistiche onliambientale: in particolare nel fine settimana, ne, come Ornitho.it e iNaturale guardie percorrono tratti di list.org: secondo gli esperti, si argini e strade all'interno del tratta di una operazione indiParco, per verificare l'eventuaspensabile per conoscere la le presenza di discariche, tagli biodiversità del parco e la tradi alberi non autorizzati e altri sformazione del suo territorio. tipi di illeciti ambientali. I voGli esiti dei monitoraggi possolontari si mettono inoltre a dino essere consultati sul sito insposizione per supportare le atternet del Parco (ogliosud.it). tività di educazione ambientaAlcune guardie, grazie a un le, le iniziative didattiche, le feprotocollo d'intesa siglato col ste e gli eventi organizzati dall' Comune di Viadana, collaboraente Parco. no con quest'ultimo anche al Le Gev partecipano a numedi fuori del territorio del Parco, rosi monitoraggi ambientali: in particolare per operazioni di ad esempio il censimento degli vigilanza ambientale e di protealberi monumentali; quello zione civile. (r. n.) 1 VIADANA Rifiuti Pagina 7 Rubate le telecamere dall'isola ecologica Si temono nuovi Villa Saviola. Smontate quelle puntate verso Pegognaga Le ipotesi: predoni del rame, o chi vuole aprirsi vie di fuga 1 MOTTEGGIANA (Villa Saviola) Due telecamere di videosorveglianza situate ai lati della recinzione che protegge l'isola ecologica di via Raffaello Sanzio a Villa Saviola, sono state rubate ad opera di ignoti. Ad accorgersi della sparizione sono stati alcuni addetti che lavorano all'interno della piazzola che poi hanno immediatamente avvisato il sindaco di Motteggiana, Fabrizio Nosari. Il furto è stato denunciato dal responsabile dell'ufficio tecnico geometra Giorgio Chiarentin, ieri mattina, ai carabinieri di Suzzara. In tutto erano sei le telecamere che controllavano l'isola ecologica, oggetto in passato di varie effrazioni. Due sono all'ingresso, due all'interno e le altre due, quelle rubate, erano state sistemate ai lati della recinzione che dà su via Raffaello Sanzio, strada di collegamento che porta, in entrata alla frazione, verso la chiesa e su via Fabio Filzi, in uscita, verso Pegognaga. Si è trattato senza dubbio di uno strano furto: o i ladri avevano la necessità impellente di rubare l'apparecchiatura per rivenderla al mercato nero o per installarla da qualche altra parte su commissione di qualcuno, o il furto delle due telecamere è di fatto una scelta strategica per evitare la rilevazione di auto sospette su via Il palo senza la telecamera (mp) Raffaello Sanzio, che potrebbe essere stata identificata da persone malintenzionate, come probabile via di fuga o, ipotesi più probabile, le telecamere sono state semplicemente eliminate per evitare che i ladri possano essere ripresi in zone dove sono situati rifiuti pericolosi ed ingombranti coane batterie ed elettrodomestici da cui rubare il rame e gli avvolgimenti dei motori elettrici. Mauro Pinotti NIdc. U , 4ìtt.vn. dol:'icol-v mal raic,i Si tenwno nuovi fnrfi Rifiuti Pagina 8 Incarico al super-esperto «Ver ifiche sulle emissioni» Murari: sosteniamo il lavoro, ma l'impatto ambientale deve essere minimo di Monica Viviani Da un lato quei cento posti di lavoro che restituiranno un po' di ossigeno a un territorio martoriato dalla crisi. Dall'altro la salute e l'ambiente della città, per decenni maltrattati da un polo industriale sortole a ridosso. Due obiettivi da conseguire insieme, più che due facce opposte della stessa medaglia: la stessa preoccupazione per il Comune che sa che su questo terreno si gioca una partita importante, forse decisiva, per il futuro di Mantova. Nessuna preclusione a priori, ma attenzione, questa sì, al rispetto innanzitutto delle prescrizioni contenute nell'ultima Autorizzazione integrata ambientale rilasciata dalla Provincia nel 2014 e verifica dei dati forniti dall'azienda sull'abbattimento delle emissioni «per avere un quadro scientificamente oggettivo». Questa l'impostazione di via Roma di fronte al progetto di ristrutturazione presentato dal Gruppo Pro-Gest che prevede, fra le altre cose, l'installazione di un turbogas di ultima generazione che andrà a sostituire le due vecchie caldaie a metano degli anni `60 e l'ammodernamento del termocombustore impiantato negli anni `90 per bruciare gli scarti della disinchiostrazione della carta. Energia A spiegarlo è l'assessore "alla partita" ( Ambiente e Pianificazione territoriale) Andrea Murari che di recente insieme al sindaco Mattia Palazzi ha incontrato in Confindustria i vertici di Pro - Gest. «Siamo molto interessati alla ripartenza produttiva della cartiera e alla ripresa dell' occupazione nello stabilimento sapendo che è una partita di grande importanza perla città - spiega - e siamo convinti che si debba fare industria con la massima attenzione per l ' ambiente e le maggiori cautele possibili. E' una partita che va gestita con massima responsabilità, equilibrio e razionalità». Di qui l'incarico di verificare i dati forniti dall'azienda sull'abbattimento dell'inquinamento atmosferico già affidato a un consulente esterno esperto di emissioni . «Non trovo sorprendente - aggiunge Murari che un' amministrazione chieda a chi vuole insediarsi di considerare la possibilità produrre meno emissioni . Come è scontato che un insediamento industriale abbia bisogno di energia e produca emissioni, è altrettanto scontato il fatto che noi siamo tenuti a valutare tutte le possibilità percorribili per limitare al massimo l'impatto amL'ASSESSORE DI VIA ROMA II punto fermo sono le prescrizioni previste dall'Aia 2014 per termovalorizzatore e impianto destinato a produrre energia bientale». Parole che suonano come una risposta alle preoccupazioni di Francesco Zago e Giancarlo Giacomin (rispettivamente direttore generale e direttore tecnico delle Cartiere del Gruppo) che con la Gazzetta avevano parlato di «poco entusiasmo verso il nostro progetto di riavviamento della cartiera» da parte del Comune aggiungendo che «ci è stato proposto di fare una cartiera senza produrre energia e senza emissioni». Un punto fermo però per via Roma c'è: sono le prescrizioni previste dall'attuale Aia rinnovata alla vecchia proprietà Burgo dalla Provincia cui spetta ora anche il via libera tecnico alla richiesta di modifica avanzata dall'azienda. «Verificheremo che il proponimento dei nuovi proprietari sia compatibile con le attuali prescrizioni aggiunge Murari - per questo stiamo collaborando con la Provincia che ha piena competenza autorizzativa. L'Aia pone dei limiti chiari alle emissioni sia per il termovalorizzatore che per l'impianto di cogenarzione e produzione elettricità e vapore: è chiaro che è quello oggi il testo di riferimento». Testo che prevede anche che «l'energia elettrica - si legge dovrà essere prodotta utilizzando esclusivamente i propri fanghi di processo» e che « non è consentito alimentare il termovalorizzatore con fanghi di processo o altri rifiuti combustibili provenienti dall'esterno del sito, compresi quelli prodotti da altri insediamenti industriali di Burgo Group». 1 VERTICI DI PRO-GEST Dimezzeremo i fumi in atmosfera rispetto a quelli che producevano le due vecchie caldaie ancora autorizzate Pagina 9 Una veduta della cartiera che aspetta i viali bera necessari per ripartire . Sotto l 'assessore Andrea Murari eli direttore generale delle cartiere Pro - Gest Francesco Zago (foto Sa e) Dimensioni ridotte rispetto a Enipower Sul turbogas interviene Matteo Gaddi di Sinistra Lavoro: aL'azienda ha dichiarato che non vuole vendere energia ma solo realizzare un impianto che renda la nuova Burgo autosufficiente dal punto di vista energetico. Quindi significa che il nuovo turbogas avrebbe dimensioni assai ridotte, non oltre i 25 MW. Si tratta di un impianto di gran lunga più piccolo rispetto a quello dell'Enipower che è di 800 MW. Ovviamente è importante che la realizzazione dell'impianto avvenga contemporaneamente agli investimenti perla nuova produzione cartaria». Energia Pagina 10 «No alle pregiudiziali» La Cgil: questo territorio non può fare a meno dell'industria «Un gruppo industriale che si propone di investire 150 milioni di euro realizzando in un anno 100 nuovi posti lavoro con la prospettiva di realizzare un polo della carta di alta qualità e innovativo, rappresenta un'opportunità per la città e per le persone che cercano lavoro». E' un appello al confronto «con i necessari passaggi tecnici» ma senza pregiudiziali «e nel quale vogli amo essere parte attiva insieme agli enti preposti», quello che la Cgil rivolge agli amministratori locali sul "caso" cartiera. «La lotta generosa dei lavoratori Burgo - dichiara il segretario generale Massimo Marchini - è sempre stata mirata a far ripartire la cartiera e attraverso questa lotta ha raccolto la solidarietà di istituzioni e cittadini. Abbiamo tutti accolto con entusiasmo l'acquisto di uno stabilimento fermo da mesi da parte di un gruppo primario del settore della carta. Non conosciamo ancora il piano industriale e siamo animati dalla voglia di incontrare Zago per avere un quadro esatto, ma le anticipazioni sono molto importanti». Anticipazioni come l'impegno al miglioramento ambientale assicurato dai vertici del Gruppo: «Questo è posi ti vo - aggiunge - perché da quanto abbiamo capito si tratta di sostituire macchinari obsoleti e poco efficienti anche sul piano delle emissioni con un impianto che genera un miglioramento del bilancio ambientale. Su questi presupposti è oppor- tuno verificare le condizioni ambientali di miglioramento» e se i nuovi impianti sono davvero in grado di garantirle «non possiamo avere pregiudiziali» prosegue Marchini aggiungendo che «questo è un territorio che non può fare a meno dell'industria. Non penso alle industrie del passato, ma a un'industria che si innova e si colloca anche nel difficile contesto ambientale come un modello sostenibile che non si contrappone alla città, ma vive con la città». Dal canto suo Giovanni Mantovanelli (Slc Cgil) parte dal dato di fatto che «Pro-Gest ha inoltrato agli uffici preposti una richiesta di autorizzazione per realizzare una nuova cartiera dentro il contenitore della fabbrica sospesa e c'è un iter in corso presso le strutture tecniche deputate»: «E' scontato aggiunge - che verranno fissati dei parametri ambientali (su emissioni, reflui e smaltimento dei residui di lavorazione) più severi e restrittivi rispetto a quelli autorizzati precedentemente alla Burgo. Ritengo che questo sia giusto in virtù del fatto che la tecnologia di questi anni è sicuramente più avanza- La sala comandi della cartiera ex Burgo oggi Pro-test la rispetto a quella dei decenni trascorsi». Mantovanelli ricorda poi che «la centrale termoelettrica tuttora esistente è stata costruita nel 1962, è obsoleta» e che il direttore generale Francesco Zago ha dichiarato «che la nuova centrale produrrà solo energia per l'autoconsumo il che è molto positivo». In un pa- (foto Sac) ese manifatturiero «che non ha una politica industriale l'iniziativa della Pro-Gest assume una portata che deve vedere tutte le parti sociali coinvolte - conclude il sindacalista - e ricordo che dal 2008 ad oggi sono state fermate 32 cartiere e che l'unica che potrebbe ripartire è quella di Mantova. (rn. v.) Incuicn nl uper-esperto < \crifichr xulIc cmi,vsionw Energia Pagina 11 Pastacci: «Manca la richiesta umciale» II presidente: aspettiamo i documenti di Pro-Gest, appena li avremo partirà la conferenza di servizi perla valutazione di Sandro Mortari Per riavviare l'ex cartiera Burgo, alla subentrante Pro-Gest serve un turbogas per rendere la fabbrica autonoma dal punto di vista energetico, oltre all'ammodernamento del termocombustore per bruciare gli scarti della disinchiostrazione della carta. Due interventi che richiedono l'ok di vari enti pubblici riuniti in una conferenza di servizi che dovrà avviare la Provincia. Non appena Pro-gest avrà presentato a Palazzo di Bagno formale richiesta di modifica dellavecchia autorizzazione integrata ambiente rilasciata alla Burgo per i vecchi impianti. «Ci sono stati dei colloqui informali tra i nostri uffici e l'azienda - dice il presidente della Provincia Alessandro Pastacci -, ma ancora non è stata depositata una richiesta ufficiale da cui partire per avviare la conferenza dei servizi che dovrà esprimersi. Appena avremo la richiesta apriremo la procedura prevista dalla legge». E aggiunge: «Ci sarà la massima attenzione da parte nostra, come con tutte le procedure autorizzatine, e in stretta relazione con il Comune di Mantova, direttamente interessato visto che lo stabilimento è sul suo territorio». Già si profilano all'orizzonte polemiche sul fatto che Pro-Gest voglia costruire un altro turbogas, dopo i due di Enipower: «Come abbiamo sempre fatto, aspettiamo la valutazione sanitaria che, oggi più che mai, è molto importante» afferma il presidente. Non appena Pro-test presenterà la richiesta ufficiale di modifica dell'Aiaverrà avviato il procedimento e si Energia La macchina continua della ex cartiera Burgo : verrà sostituita aprirà la conferenza dei servizi che ad uno stesso tavolo metterà tutti gli enti interessati, a partire da Provincia, Comune, Asl e Arpa. Entro 150 giorni dall'avvio del procedimento la conferenza dovrà concludersi con un suo pronunciamento, che potrebbe essere un si o un no alla modifica dell'Aia oppure anche un rinvio ad altri livelli decisori come la presidenze del consiglio dei (foto Saccani) ministri. «La conferenza di servizi - dice Pastacci - è lo strumento di massima tutela di cui dispone il territorio e la città». L'obiettivo di Pro-gest è riavviare l'ex Burgo nell'autunno 2016. Pagina 12 les, ok all'impianto di trattamento fanghi Ma ora serve il decreto ministeriale passo avanti per il futuro impianto di trattamento dei fanghi all 'interno della raffineria les. il Comune ha dato all'azienda l'autorizzazione paesaggistica per la realizzazione d i questa sorta di depuratore, fondamentale per procedere alla bonifica del sito. Sarà, infatti, qui che verrà «ripulito» quanto si emungerà dal sottosuolo (il cosiddetto surnatante, retaggio di decenni di inquinamento provocato dalla raffineria). La domanda era stata presentata l'ii settembre scorso e l'autorizzazione paesaggistica, con l'ok della sovrintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio, è stata emessa il 10 novembre. Per iniziare i lavori la les dovrà attendere il decreto dei ministero dell'Ambiente sul progetto di bonifiche approvato nel luglio scorso e che ha sostituito il precedente. Dovrebbe essere questione di settimane se non di giorni : con il decreto la les potrà, poi, chiedere allo Sportello unico del Comune il permesso di costruire e aprire il cantiere. Energia Pagina 13 Versalis, incrocia le braccia quasi 1'80% In oltre 150 al presidio invia Taliercio. I sindacati: «Dalla politica ci aspettiamo un aiuto vero, la solidarietà non ci basta» «I lavoratori hanno preso coscienza del rischio che corriamo e la loro presenza qui oggi lo dimostra». Erano oltre 150 ieri mattina i dipendenti di Versalis e Enipower che hanno partecipato al presidio organizzato in concomitanza con lo sciopero di due ore indetto da Cgil, Cisl e Uil per dire no alla cessione della maggioranza di Versalis. Soddisfatti i componenti della Rsu Enzo Garaboldi (Filctem-Cgil), Luca Imbornone (Femca Cisl) e Marco Bastianini (Uiltec Uil): «Anche l'adesione allo sciopero è stata alta: ci aggiriamo sull'80% - dicono - Il problema è che non sappiamo cosa ci aspetta domani, se ci sarà o meno continuità nella produzione e negli investimenti. Nessuna garanzia ci è stata finora data sul futuro dello stabilimento». Sono convinti «che oggi si sta compiendo un progetto - aggiungono - che era da tempo nei cassetti di Eni» e chiedono: «Chi ci assicura che l'acquirente una volta che il mercato non sarà più redditizio non prenda la strada della dismissione? E' un film già visto». Sanno anche che <d'imprimatur a quanto sta accadendo arriva dal livello governativo e questo complica ancora di più le cose». Presenti al presidio oltre ai segretari territoriali e al segretario generale Uil Paolo Soncini, anche il deputato del Pd Marco Carra e una delegazione della Rsu les. «La solidarietà della politica però non basta - commentano il segretario di Filctem Cgil Gerardino Santopietro e di Uiltec Uil Giovanni Pelizzoni - Abbiamo bisogno di azioni concrete e non di vicinanza ai problemi. Strada facendo misureremo le azioni che verranno messe in campo. Non solo: andremo a seguire tutte le audizioni parlamentari e spingeremo per la riapertura dell'osservatorio della chimica a livello ministeriale». Insomma: perché Eni ci ripensi lapolitica deve essere al fianco dei sindacati: «Mai come in questo momento - ribadisce il segretario di Femca Cisl Adolfo Feudatari - chiediamo alla politica di fare la propria parte: istituzioni locali e parlamentari devono farsi interpreti presso il premier Renzi e il ministro Padoan perché la chimica rimanga in Italia». Soddisfatti per la massiccia adesione allo sciopero anche i segretari generali. «Dimostra che i lavoratori hanno compreso molto bene il rischio che corre il settore chimico di Eni - dichiara il segretario generale della Cgil Massimo Marchini D'altronde quando in un eventuale cessione si parla di clausole di salvaguardia si capisce bene quanto è rischioso passare da Eni al controllo di fondi finanziari stranieri». Sulla stessa linea Soncini: «Non possiamo permettere che si apra que- sto scenario sul territorio man- tovano dove la crisi è più dura che altrove in tutti i settori. Per questo torno a lanciare un appello a sindacati, istituzioni, politici, imprenditori perché senza guardare a colori o ban diere si stia tutti dalla stessa parte per evitare questo scempio che leva ossigeno aMantova». (m. u.) ILA I%Iontedison, difensori ancora all'attacco Ancora i difensori all'attacco alla corte d'appello di Brescia, dov'è in corso il processo di secondo grado contro dieci ex manager e amministratori di Montedison condannati in primo grado a pene comprese tra i due e gli otto anni e dieci mesi di reclusione per omicidio colposo, in relazione alla morte di undici operai uccisi da forme di sarcoma contratte sul lavoro per il contatto con sostanze cancerogene. Ieri a sostenere l'innocenza di Giorgio Mazzanti, ex presidente dell'Eni e ai vertici di Montedison nel ruolo di direttore generale e quindi amministratore delegato tra la fine degli anni '60 e i primi anni '70 (condannato in primo grado a cinque annidi reclusione perla morte di sette operai) è stato l'avvocato Giovanni Accinni. Attorno a mezzogiorno ha preso la parola l 'avvocato Sergio Genovesi , difensore di Amleto Cirocco, direttore dello stabilimento di Mantova dal 1976 al 1980, ritenuto responsabile della morte di dieci operai ( nel processo di primo grado 8 anni e 10 mesi); e di Gianni Paglia, direttore dello stabilimento di via Taliercio tra il 1984 e i quattro anni successivi, condannato a cinque anni e sette mesi per il decesso di otto lavoratori. La prossima udienza è per giovedì prossimo con la parola ad altri difensori. Il processo di primo grado si era chiuso il 15 ottobre dello scorso anno con l 'assoluzione di tutti gli imputati dal reato di omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro «perché il fatto non costituisce reato». z. II presidio dei lavoratori ieri mattina davanti all'ingresso di versai is Energia (foto Fusaati) Pagina 14 Versalis, 80% dei lavoratori al presidio Oltre 150 dipendenti ieri mattina con i sindacati per dire no alla vendita Più di 150 dipendenti di Versalis, circa l'80% del personale, ieri mattina Laha partecipato al presidio dei lavoratori della Versalis durante lo sciopero di due ore indetto unitariamente dalle categorie sindacali Femca, Filctem, Uiltec per dire no alla vendita della maggioranza dell'azienda di via Taliercio. «Siamo qui a fianco dei lavoratori Versalis - afferma il segretario provinciale Paolo Soncini - perché il territorio mantovano ha già pagato un prezzo altissimo in termini occupazionali e non possiamo permetterci una nuova crisi». Secondo la Uil lo sciopero conferma la volontà dei lavoratori di avere risposte e certezze sul futuro dello stabilimento Versalis di Mantova. «La vicenda Versalis,"' sia per gli investimenti di Eni su Mantova, sia per la ventilata vendita del sito produttivo, ha destato viva preoccupazione tra i 960 lavoratori (e i circa 300 dell'indotto) e tra le organizzazioni sindacali - afferma Soncini -. Davanti a questo scenario siamo in prima linea insieme ai lavoratori, e chiediamo con forza l'impegno unitario di tutte le forze sindacali, sociali e politiche per fare chiarezza sulla questione e assicurare un futuro Un momento dei presidio di ieri mattina davanti alla Versalis a centinaia di lavoratori». Prossima tappa della mobilitazione i Sindaci interessati, le Comsarà il 5 dicembre a Roma, con Cgil, Cisl, Uil Camusso, Furlan una grande assemblea pubblica missioni parlamentari Industria e Barbagallo; a questo proponazionale di tutti i delegati del e Lavoro, le forze politiche. sito la Uil richiama l'attenzione Gruppo Eni a cui verranno inAll'Assemblea nazionale interdegli amministratori del terrivitati i Presidenti delle Regioni, verranno i Segretari generali di torio su questo appuntamento. Mucche esterni: dipendenti.Mps 3.1 Yenolle , 80%del1.-Mú d prceidi. Energia Pagina 15 Pasticcio sulle bollette Dodici4111 famiglie al freddo Castelbelforte . Il condominio non h a pagato il gas: «Le fattu re non arrivavano» Bastonata dalla società che vuole undicimil a euro in un' unica so luzione 1 CASTELBELFORTE Caos burocrazia É li secondo caso in pochi giorni Se a Castelbelforte è stato chiuso il gasa un condominio per morosità, a Rod igo invece ci son voluti (Gazzetta di ieri) otto giorni per riapre il contatore. Alla famiglia di Giuseppe Bresciani per una perdita di gas in casa gli è stato chiuso il contatore e per riaprirlo, dopo la riparazione fatta a proprie spese, ha dovuto attendere appunto una settimana. Tutto questo per individuare chi doveva intervenire tra l'Eni e Italgas la società che distribuisce il metano nelle abitazioni . La malcapitata famiglia si è trovata in mezzo ad un rimpallo burocratico che non mette in conto i disagi che può creare al cittadini. (I.f.) t Da lunedì scorso dodici famiglie che abitano in un condominio in via Gazzani, in paese, sono al freddo e senza acqua calda perché la società che eroga il gas ha chiuso i contatori. Il motivo: non sono stati pagati in un'unica soluzione 11mila euro di bollette arretrate entro venti giorni dall'avviso di pagamento. La vicenda, però, ha origini ben più lontane e abbastanza intricate. Nel maggio del 2012 Castelbelforte fu inserito tra quelli terremotati per cui, per legge, furono sospesi temporaneamente i pagamenti di tutte le utenze domestiche, gas compreso, fino alla fine del 2013. «A giugno di quest'anno - racconta Anna Leggio, assessore alla Cultura che occupa un appartamento del condominio - alcuni condomini, con l'amministratore, sono andati alla sede di Desenzano della EniGas che ci fornisce il metano per capire il motivo per cui non arrivavano le bollette. Si scopre che nel database della società l'indirizzo postale non veniva stampigliato completamente, ma risultava troncato per cui le bollette non venivano recapitate. Nel frattempo EniGas ci aveva chiesto il pagamento rateizzato, come da legge, delle bollette sospese per il terremoto per un importo di 25.481 euro che stiamo regolarmente pagando ogni mese. Anzi ci accolliamo anche la Il condominio di via Gazzani a Castelbelforte quota di alcune famiglie che, per vari motivi, non pagano». Leggio aggiunge che l'amministratore del condominio, non ricevendo le bollette, ha precauzionalmente chiesto ai condomini un versamento equivalente ai consumi presunti di gas, somme che ha regolarmente accantonato. «11 5 settembre scorso EniGas ha inviato una lettera all'amministratore chiedendo il pagamento di i lmila euro di consumi arretrati dal 2014 fino ad oggi. Poiché non era corredata delle pezze giustificative per la somma richiesta, ovvero delle fatture/bollette emesse per i consumi del condominio, l'amministratore si è rivolto ad (foto Bassi) un avvocato perché chiedesse, a nome dei suoi clienti, copie delle bollette all'EniGas che comprovassero la somma richiesta. Ma EniGas non ha mai risposto». L'assessore sottolinea: «Martedì scorso alcuni condomini e l'amministratore sono andati di nuovo allo sportello EniGas di Desenzano per chiedere le copie delle fatture. L'addetto ha risposto che non venivano consegnate per tutelarsi. Tutelarsi da chi nessuno lo sa». Addirittura i "morosi" castelbelfortesi hanno fatto notare: «E un anno e mezzo che non paghiamo, perché noti ci avete chiuso il gas?». Lino Fontana cdo 1,1k i,1111u, uo,Grl r,waUi ,•a i fk<dd Energia Pagina 16 IL IL Belvedere sulla Torre Via libera tra le proteste L'aula vota il recupero della Gabbia e l'esproprio dell'appartamento di accesso Le opposizioni attaccano: uno spreco di denaro pubblico, c'erano altre priorità di Sandro Mortari La Torre della Gabbia, il punto più alto della città, diventerà un belvedere con vista a 360 gradi su Mantova. Lo ha deciso ieri sera il consiglio comunale dopo una lunga discussione che ha visto la minoranza opporsi all'acquisto, per 430mila euro, dell'appartamento privato da 224 metri necessario per accedere alla torre da via Cavour 96, dopo aver aperto una breccia nel muro da 2,70 metri di spessore. Il progetto di recupero prevede un investimento di un milione 450mila euro che serviranno oltre che per acquistare le sale affrescate anche per il consolidamento e il restauro della Torre. Che sarà dotata di una biglietteria, di una caffetteria e servizi igienici ricavati nell'alloggio, destinato a sala d'attesa per i turisti che, a gruppi, affronteranno i circa 200 gradini per raggiungere la sommità. Contrari all'operazione Forza Italia (tranne Gorgati che per una «questione di pragmatismo» si è astenuto), Comunità e territori, i civici bulbarelliani e di de Marchi, la Lega e i Cinquestelle, che hanno ritenuto l'acquisto dell'appartamento uno spreco di denaro pubblico. Favorevoli, invece, Pd, lista Palazzi e Sei che hanno applaudito l'intervento di «recupero e valorizzazione di uno dei simboli della città, capace di attrarre turisti». Dopo l'illustrazione del progetto (e delle cinque ipotesi d'accesso) da parte dell'assessore ai lavori pubblici Martinelli si è scatenato il fuoco di fila dell'opposizione. Longfils (Forza Italia): «Questo atto è contrario al rogito del 1987 quando il Comune comprò la torre interclusa. Chi voterà la delibera, dunque, si espone ad un possibile danno erariale. Sarebbe meglio accedere dal piano ammezzato senza comprare nulla». Baschieri, capogruppo di Forza Italia, ha puntato sull' accesso da via Cavour 102, «mai turisti - ha osservato - si catturano in altro modo». Per Grandi di Comunità e territori «le priorità per la città sono altre», mentre per il bulbarelliano Irpo «bisognava trovare una soluzione diversa per accedere ad un bene di nostra proprietà e non far fare un affare al proprietario dell'appartamento». Anche Tonelli dell'M5S e Zera della Lega hanno parlato di «sperpero di denaro pubblico, sulla torre di certo non andranno anziani, bambini e disabili», mentre Pasetti, capogruppo del Pd, come Rosignoli e la Cortese del gruppo, la Radaelli e Provenzano della lista gialla («i soldi sono spesi bene e saranno un investimento per il futuro») hanno difeso il progetto. Coloro che si erano espressi contro il recupero della torre, dopo che il sindaco li ha accusati di essere confusi, hanno precisato di essere comunque d'accordo sul consolidamento del monumento. E de Marchi: «Meglio fare i bagni pubblici che altro». «Li faremo» ha promesso Palazzi. Lunga anche la discussione sulla variazione di bilancio da 15 milioni 845mila euro, legata all'assestamento, per finanziare il piano opere pubbliche 2016. «Metteremo in campo lavori per 18 milioni - ha detto il vice sindaco Buvoli - e voglio vedere quanti Comuni riusciranno a farlo». E Palazzi: «L'ultimo piano record risaliva a fine anni '90 quando furono spesi 8 milioni di euro. Noi col nostro creeremo lavoro». Baschieri: «Potete spendere grazie a noi che vi abbiamo lasciato 30 milioni», «senza sfocare il patto di stabilità» ha fatto eco Irpo. Per Baschieri, che ha stigmatizzato il fatto che il piano non sia stato condiviso con l'opposizione, da bocciare sono il centro sociale ad Angeli, la mancata riqualificazione di piazza Cavallotti e il palasport a Borgochiesanuova; Irpo ha contestato il ponte ciclabile a Catena, il centro sociale e il palasport, mentre Grandi ha ritenuto «doverosi» solo gli interventi di manutenzione previsti nei quartieri. Longtils intemperante, espulsione a tempo dall'aula Espulsione a tempo, ieri sera, per Giuliano Longfils di Forza Italia durante il dibattito sul recupero della Torre della Gabbia. È accaduto quando l'ex presidente dei consiglio comunale ha interrotto più volte l'avvocato dei comune , Sara Magotti , che stava rispondendo in aula a quanto aveva sostenuto poco prima l'esponente dei centrodestra, e cioè che l'atto di esproprio dell'appartamento nella Torre era «nullo in radice». «Non ci sono motivi di nullità e se anche Politica locale facessimo causa per la servitù di passaggio non è detto che la vinceremmo» aveva replicato il legale. «Esilarante)) ha interrotto Longfils , prendendosi l'ammonizione dei presidente Allegretti . Il quale, di fronte alle continue intemperanze di Longfils, lo ha espulso sino al termine della discussione sulla Torre della Gabbia. il consigliere di centrodestra è potuto rientrare i n aula solo quando si è affrontato il secondo punto all'ordine dei giorno relativo all'assestamento. Pagina 17 LAVORI 2016 Approvata la variazione ura isoldi sono s in cassa La variazione di bilancio annessa all'assestamento, dell'ammontare di 15 milioni 845mila euro, è passata col sì del centrosinsitra e di de Marchi e il no di centrodestra, M5S e Grandi. Nella variazione 14 milioni 400mila (da aggiungere a circa 4 milioni già disponibili) riguardano il piano opere pubbliche 2016. Si tratta di 17 interventi (il 18°, il completamento delle opere di urbanizzazione di Ponte Rosso da 760mila euro, è già finanziato) per i quali la giunta ha deciso di anticipare l'impegno di spesa al 2015. Per farlo ha approvato tutti i 17 progetti preliminari (quello per il ponte di Catena sarà redatto dal Parco del Mincio) per poi finanziarli con l'avanzo 2014. Ciò permetterà almeno di appaltare tutti i lavori entro il 2016. Le opere: manutenzione straordinaria pista di atletica del campo scuola (400mila euro), recupero Torre della Gabbia (998.910), messa in sicurezza di piazzale Mondadori (250mila), manutenzione straordinaria alloggi erp (1 milione 227mila), ristrutturazione scuola don Mazzolari (600mila), manutenzione straordinaria impianti sportivi (800mila), miglioramento sismico scuola Pomponazzo (365mila), nuova palestra di Borgochiesanuova (975.892mila di quota comunale più quella regionale), Pru di Borgochiesanuova (265.930), ponte ciclopedonale di Fiera Catena (800mila, quota comunale più quella regionale), centro sociale di Angeli (300mila), valorizzazione Rocca di Sparafucile (281.626), recupero facciata loggia d'onore di Palazzo Te (650mila), riqualificazione ambiti urbani (2 milioni 662mila per corso Vittorio Emanuele, a cui vanno aggiunti altri 740mila per altri interventi), impianti a Palazzo della Ragione (1 milione 200mila), riqualificazione di strada Spalti (632.236) e di viale Partigiani e viale Gorizia (1 milione 983.505 euro). Uno scorcio del consiglio comunale di Mantova che ieri sera ha dato il via libera al recupero della Torre della Gabbia Politica locale Pagina 18 P alazzi "ingabbia" le minoranze Passa il piano per il recupero funzionale della storica torre duecentesca Sarà un restauro epocale, ma alla prova del dibattito consiliare anche il recupero con finalità turistiche della Torre della Gabbia non è risultato immune da pesanti censure e stroncature, sia dall ' opposizione di destra che da quella di sinistra. Sotto accusa, l'acquisizione per 430mila euro dell'immobile di accesso. Già, il problema è tutto qui. Come hanno spiegato all'emiciclo il sindaco Mattia Palazzi e l'assessore Nicola Martinelli, non c'era scelta: l'accesso alla torre acquisita nel 1985 dal Comune, ma senza possibilità di accesso diretto, e con una sola servitù di passaggio, non sareb- be possibile senza questa acquisizione. La quale peraltro risulterà funzionale a corredare l'offerta turistica (leggasi la visione spettacolare a 360 gradi dal belvedere della Gabbia alta 55 metri) con l'annessione di spazi accessori da adibire probabilmente a zone di ristoro, caffetteria, bagni e altro, oltre che a biglietteria. Su quell'appartamento da 430mila euro si sono però alzati gli scudi delle minoranze, che alla fine hanno votato compatti contro il progetto, con la sola astensione del forzista Andrea Gorgati . Per lo più faceva da traino l'obiezione di Alberto Grandi (Comunità e territori), che non accorda al recupero della torre una corsia preferenziale né gli attribuisce carattere prioritario, quanto lo sarebbe invece una più attenta politica del lavoro. Ma a questo punto si innesta la replica del primo cittadino. «Non è possibile dichiarare che mi disinteresso del lavoro - ha sbottato Palazzi - quando questa sera siamo chiamati a votare anche una variazione di bilancio che autorizza lavori per oltre 18 milioni di euro. Basta questo a documentare che stiamo ragionando per riavviare i cantieri. E non solo con le opere pubbliche. Abbiamo preso contatti anche con istituti bancari per una politica degli affitti mirata a rioccupare i negozi vuoti del centro storico. E abbiamo anche fra i nostri impegni un business plan - ha concluso Palazzi - per dare nuova occupazione agli ex dipendenti Burgo e Mol». L'assise consiliare si è quindi conclusa con il voto sugli assestamenti di bilancio al previsionale 2015, necessario al varo di lavori pubblici per 18,7 milioni di euro. Una seduta dei consiglio comunale: il tavolo della giunta Politica locale Pagina 19 La vicenda Asep e la delicata salute dell'assessore Gentile direttore, abbiamo letto con interesse quanto affermato, su un altro quotidiano dall'Assessore alle Finanze del Comune di Porto Mantovano, Stefano Boccanera, il quale rompe finalmente l'assordante silenzio dell' amministrazione comunale su questioni di contenuto, comunicando che tutta la maggioranza coesa, compreso Sel, condivide l'azione di governo del Comune, anche per quanto riguarda, ad esempio, la contrazione dei servizi, l'aumento delle tariffe per i cittadini e ovviamente l'indispensabile assunzione dell'addetto stampa. Ci spiace che l'Assessore si sia tanto indispettito perché, abbiamo osato rivelare la sua significativa assenza alla seduta di giunta che ha licenziato la trasformazione della società Asep SpA, in società a responsabilità limitata denominata "Asep Srl" , assenza che ha ritenuto di giustificare, per motivi di salute. Piaccia o meno ma, l'Assessore si è sfilato nella fase più delicata del percorso decisionale riguardante il futuro di Asep. Altri in giunta si sono presi questa responsabilità, così come altri ancora, non si sa per la verità quanto consapevolmente, voteranno in Consiglio Comunale, non l'Assessore perché non può, il definitivo atto di trasformazione della società. Concludiamo con l'intento di rassicurare l'Assessore, che vagheggia la presenza di corvi, per non dire cospiratori all' interno dell'ente: la sua mancata presenza alla seduta di giunta è ben documentata dal verbale n.115 del 23/10/2015, reperibile da chiunque sull' albo pretorio del Comune, così come la consistenza patrimoniale di Asep SpA rilevabile consultando gli archivi della CCIAA di Mantova. Porto Partecipazione Competitors Pagina 20 ` Le associazioni della cittadina scendono in campo per garantire aiuto Uniti contro la povertà dilagante Riparte il progetto "Sostegno in rete": voucher, lavoro e raccolta alimenti PORTO MANTOVANO Voucher per lavori socialmente utili, predisposti con il supporto di Asep, orti sociali realizzati su un terreno messo a disposizione dal Comune con la collaborazione di Bonini Garden e la raccolta degli alimenti che hanno perso valore commerciale, grazie alla disponibilità garantita dai supermercati locali , che saranno poi distribuiti sul territorio alle famiglie in difficoltà. Questo sono solo alcune delle soluzioni inserite nel progetto Reti a sostegno. Reti a sostegno è stato ideato dai responsabili di Porto in Rete e sarà presentato venerdì 27 novembre nella sala civica "E. Berlinguer" di Bancole. Al fianco del sodalizio presieduto da Massimo Federico Avigni in questo atto di solidarietà sociale vi sono anche l'amministrazione comunale e Asep, oltre al prezioso sostegno del Csvm e della società "Educo" e al fondamentale co-finanziamento della Fondazione Comunità Mantovana. «Tale progetto - spiega Avigini - è rivolto a cittadini e famiglie in difficoltà economica e prevede l'attivazione di opportunità sociali, lavorative e relazionali, mirate al restituire ai soggetti coinvolti la dignità di un lavoro, anche se parziale, e di una rete di solidarietà anche attraverso processi di auto mutuo aiuto. Un progetto molto ambizioso, che rappresenta una novità importante per la nostra comunità». Il tutto ha preso forma lo scorso anno e grazie ad una sottoscrizione a premi si sono raccolti fondi e poi sono stati utilizzati per obiettivi simili. Visti l'interesse e la partecipazione fornita dalla comunità di Porto Mantovano, i responsabili Porto in rete hanno ritenuto doveroso ripetere l'esperienza partendo sempre dalla sottoscrizione a premi. «Con questo impegno - prosegue il presidente di Porto in Rete - ci rivolgiamo a tutte le associazioni di volontariato del territorio, all'istituzione e a tutti coloro che hanno a cuore le difficoltà delle persone, la necessità di integrarsi, l'esigenza di trovare spazi ed occasioni di incontro, la volontà di fare, per migliorare un po' la qualità della vita. Credo che questa sia un'occasione importante anche per sottolineare ancora una volta che solo dalla collaborazione e partecipazione vera e concreta di tutti si possono ottenere risultati importanti». Oltre al progetto vi sono in programma altre iniziative. Nei prossimi giorni, spiega sempre Avigni, a tutte le famiglie di Porto Mantovano verrà recapitato un opuscolo di presentazione di Porto in rete. «E il modo che abbiamo scelto per rivolgerci a tutte le persone e associazioni che hanno voglia di dare una mano per migliorare la nostra comunità nel senso che si diceva prima. Abbiamo scelto uno slogan che crediamo esprima un po' questo concetto: "partecipando migliori la vita"», conclude Avigni. Paolo Biondo Le associazioni di Porto in campo contro la povertà e in aiuto alle famiglie disagiate Uniti contro la povertà dilagante Competitors Pagina 21 LA TRATTATIVA. La società che detiene un terzo delle azioni di Linea Group ha bloccato il negoziato sull'offerta vincolante presentata dalla multiutility di via Lamarmora Nozze fra A2A e Lgh, c'è lo stop di Cogeme Valotti: «Solo rilievi formali sulla procedura, chiederemo un parere legale terzo per proseguire l'operazione. Resto fiducioso» Mimmo Varone Cogeme blocca la marcia di avvicinamento tra A2A e Linea Group Holding (Lgh). All'interno di Cogeme, presente con il 31 per cento in Lgh, qualcuno ha stoppato la procedura in corso con la richiesta che la cessione di quote da parte delle amministrazioni avvenga tramite gara a evidenza pubblica. Ha posto un problema non di tipo industriale bensì procedurale, a quanto pare dovuto a resistenze politiche locali. Tuttavia il presidente di A2A Giovanni Valotti si mostra fiducioso che l'operazione possa andare comunque in porto. E per sbloccare l'impasse non esclude un parere terzo. «Ho letto dai giornali che il cda di Cogeme non ha approvato la procedura in essere ha dichiarato ieri Valotti a margine della consegna delle borse di studio ai figli dei dipendenti -, da quanto ho capito per motivi formali legati alla necessità di seguire una procedura di evidenza pubblica. Capisco le cautele, perché ogni amministratore ha delle responsabilità, ma la procedura proposta è stata confortata dal parere di legali importanti . E da parte nostra siamo pronti a considerare altri pareri se questi non sono ritenuti sufficienti . Mi sembra che l'intoppo non sia nel merito della proposta ma nella procedura». Un parere legale terzo per riprendere la marcia verso l'integrazione, dunque. Per ora sarebbe questa la soluzione all'esame per superare il «no» del cda di Cogeme, holding che raggruppa 70 Comu- Competitors ni nelle province di Brescia e Bergamo e detiene un terzo di Linea Group. La presa di posizione del consiglio di Cogeme, allo stato attuale, blocca il negoziato perché i patti parasociali di Lgh prevedono una maggioranza qualificata del 70 per cento per approvare operazioni straordinarie. Tuttavia l'ottimismo su una soluzione a breve dell'impasse ci sarebbe anche da parte di Lgh, anche perché l'offerta vincolante di A2A scade il 21 dicembre. L'offerta della multiutility di Brescia e Milano porta un'iniezione di 127 milioni in cambio del 51 per cento delle azioni e sette membri nel cda (Lgh ne avrebbe sei tra cui il presidente). Il cda di Cogeme esprime una maggioranza riferibile al centro destra ed è l'unico che ha contestato la procedura. Tuttavia, lo schema messo a punto negli ultimi mesi per l'integrazione rispetterebbe tutte le condizioni che, a norma di legge, consentono invece di seguire la strada della trattativa privata tra le due società. Adirlo sono due pareri legali messi a punto da Bonelli Erede Pappalardo per Linea Group e dallo studio Gianni Origoni per A2A. Di qui, l'idea - per superare gli attuali dubbi - di proporre comunque al cda di Cogeme di acquisire un terzo parere legale indipendente e dirimere definitivamente la questione. Certo, ci sono i tempi da rispettare. «La deadline è il 21 dicembre, come abbiamo detto. Vediamo se si risolverà entro quella data altrimenti ne prenderemo atto - sottolinea Valotti -. Al momento la palla è nel campo di Lgh e faranno le loro valutazioni. Certo è che sarebbe veramente un peccato se dopo dieci mesi di lavoro si arrivasse a un nulla di fatto. Avrei pieno rispetto del fatto che la proposta non venisse apprezzata, ma che si possa insabbiare per vizi procedurali sarebbe sorprendente». SENZA ENTRARE nel merito, Valotti si limita a ricordare, tra l'altro, che A2A in questo caso non compra ma concambia azioni, che c'è la possibilità di una evoluzione verso la fusione, e via dicendo. Insomma «c'è tutta una serie di motivi - dice -, e la procedura è stata costruita e condivisa con Lgh nel pieno rispetto della normativa in essere, quindi non c'è nessuna volontà di aggirare le procedure di evidenza pubblica. E c'è il tema della scadenza di fine anno perché se l'operazione non si fa entro quella data allora si rimette in gioco tutto». Il valore di Lgh dipenderà molto da come la Holding chiuderà l'anno. Se chiudesse il bilancio peggio di quello dell'anno scorso, come molti dicono, anche il valore potrebbe essere messo in discussione. In ogni caso, «siamo disponibili a cercare comunque di fare questa operazione a fronte di questo parere intermedio - aggiunge Valotti -. Certo che la disponibilità ci deve essere soprattutto sul fronte di Lgh». • Sarebbe un pe cc at o s e dopo 10 me si di lavo ro si a rr iva ss e a un nulla di fatto GIOVANNI VALOTTI PRESIDENTE DI A2A Pagina 22 II termoutilizzatore di A2A. La multiutility ha presentato un'offerta vincolante per il 51 per cento di Lgh Competitors Pagina 23 L'operazione delle m l ti tility La società franciacortina chiede una gara pubblica. Caso politico in Linea Group Lgh: no di Cogeme, ultima Valot: «Sì ad A parere terzo ma con risposta entro il 21 dicembre o lasciamo» Il cda di Cogeme ha bocciato l'offerta di A2A, che vuole rilevare il 51% di Lgh, e chiede una gara di evidenza pubblica. Il presidente della multiutility bresciano-milanese apre ad un ultimo parere legale ma ricorda: «La scadenza resta il 21 dicembre altrimenti lasciamo». Ed in Linea Group si apre il caso politico, con Cremona e Crema (centrosinistra) che accusano Rovato di essersi fatto condizionare dalle indicazioni della Lega Nord regionale. a pagina 3 Goriani e Bandirali Competitors Pagina 24 di Pietro Gorlanii Lgh, no di Co gerne all'offerta di A2A Valotti (fiducioso) lancia l'ultima - dovesse magari rivedere l'offerta al ribasso. L'altro ieri il cda di Cogeme, a differenza degli altri soci Lgh, ha bocciato proposta di partnership di A2A, chiedendo una gara ad evidenza pubblica per l'offerta che prevede l'acquisto dei 51% delle quote in cambio di 127 milioni. Il presidente di A2A, Va lotti apre ad altri pareri legali ma ribadisce la scadenza dell' operazione al 21 dicembre Competitors Il no arrivato da Cogeme all'offerta di A2A per rilevare il 51 per cento di Linea Group, è pesante ma non dovrebbe affossare la futura nascita di una super-utility lombarda. Per il presidente di A2A, Giovanni Valotti, non è il de profundis all'accordo. Si è detto disponibile a considerare «altri pareri legali» alla proposta. Che non verrà però modificata nella sostanza. A2A ha offerto a Lgh 127 milioni in casti e azioni e sei poltrone su tredici nel futuro cda (più il presidente). E Valotti ribadisce la scadenza del 21 dicembre, anche per beneficiare di gravi fiscali sulle aggregazioni. «Altrimenti si rimette in gioco tutto - spiega il professore della Bocconi - e noi valuteremo i nostri interessi. La palla ora è nel campo di Lgh». Il problema è che un'operazione di questo tipo doveva incassare il sì di almeno il 70% degli azionisti. Cremona, Crema, Pavia e Lodi senza Rovato sono «fermi» al 69.1%. Per questo i soci favorevoli potrebbero «costringere» nei prossimi giorni l'utilities franciacortina a tornare sui suoi passi. Paventando anche lo spauracchio di una richiesta danni se l'eventuale gara pubblica non dovesse portare offerte più favorevoli e se Ala con in mano i nuovi conti di Lgh Valotti si dice stupito della richiesta di seguire una procedura di evidenza pubblica: «Capisco tutte le cautele degli amministratori ma la procedura proposta è stata condivisa da Lgh in tutto il percorso, e validata dal parere legale di due studi importanti (Bonelli eredi Pappalardo e Gianni Regoli and partner); Siamo disponibili a considerare altri pareri se questi non sono ritenuti sufficienti. L'intoppo oggi non è nel merito della proposta, che sembra aver convinto tutti, ma nella procedura». Valotti, ieri a Santa Giulia per premiare cento studenti meritevoli figli di dipendenti A2A, ribadisce perché non serve la gara: «C'è una partnership, non una vendita. Noi non compriamo ma concambiamo azioni. C'è la possibilità che questa cosa evolva in una fusione. La procedura è stata condivisa con Lgh nel pieno rispetto della normativa in essere, non c'è nessuna intenzione di aggirare le procedure di evidenza pubblica. Avrei pieno rispetto del fatto che la proposta non venisse apprezzata ma sarebbe sorprendente che si incagliasse per vizi procedurali». E si dice fiducioso: «Siamo disponibili a cercare comunque di fare questa operazione, massima apertura da parte di A2A a trovare tutte le rassicurazioni formali. Chiaramente sono i soci di Lgh a questo punto che devono esprimersi». Di certo l'offerta non può essere toccata al rialzo, come hanno spiegato i vertici A2A ai sindaci franciacortini la settimana scorsa. «Anzi. Ci hanno paventato il rischio che il prossimo anno cali» ricorda il sindaco di Tremano, Andrea Bianchi. Gli occhi ora sono puntati su Cogeme. Il nuovo presidente Giuseppe Mondini (che ha votato a favore dell'offerta A2A insieme ad Ezio Codenotti di Paderno) è stato di fatto «sfiduciato» dai tre che gli hanno votato contro: il consigliere delegato Giulio Centemero (ai vertici della Lega Nord di Milano, che Rovato voleva come presidente), Maurizio Giannotti (espressione di Cazzago) e Simona Troncana di Pontoglio (espressione di Forza Italia). Una spaccatura nei confronti degli altri soci Lgh (tutti di centrosinistra) che non può non leggersi anche politicamente. pgorlanigcorriere.it © RIPRODUZIOfd= RSERVA'A Pagina 25 La galassia SOCI Di LINEA GROUP i p 3®9919% Valotti Aperti ad altri pareri legali ma la procedura è stata condivisa da Lgh; non si tratta di acquisto. La scadenza resta il 21 dicembre Competitors Pagina 26 Le reazioni degli altri soci Ir li I «no» franciiacortiino Cremona e Crema sono per il sì e accusano i vertici regionali della Lega Nord «Nelle prossime settimane si dovrà lavorare su patti che rendano ancor più uniti i soci storici di Lgh» aveva detto il sindaco di Cremona Gianluca Galimberti pochi giorni fa in consiglio comunale, facendo il punto sulle trattative di fusione tra la multiutility del sud Lombardia e A2A. E dopo la bocciatura di Cogeme, che ha sede a Rovato, all'offerta vincolante fatta da A2A a Linea Group Holding, l'unione dei soci sembra sempre più lontana. A favore della fusione restano Crema, Cremona, Lodi e Pavia, tutte a maggioranza di centrosinistra, mentre Rovato, comune guidato dalla Lega Nord, ha di fatto stoppato una trattativa che sembrava già chiusa. La data, almeno quella, resta sempre la stessa: entro il 21 dicembre le società che fanno parte di Lgh e i comuni azionisti dovranno esprimersi in modo definitivo. Nell'ambiente cremonese circola l'ipotesi che dietro questa mossa di Rovato possa esserci una movenza politica arrivata direttamente dai vertici leghisti regionali. Ma anche che ci possano essere contatti di fusione con altre multiutilities: il nome principale è quello di Iren, territorialmente vicina, che parrebbe però non navigare in buone acque. Dall'altra parte A2A avrebbe ancora gli occhi anche su un potenziamento di integrazione con Acsm-Agam, multiutility controllata dai Comuni di Monza e Como e di cui A2A detiene circa il 20 per cento del capitale. «Questo stop bresciano è un insuccesso che nasce dalla mancanza di trasparenza, anche giuridica, di tutta l'operazione: è una partita politica del Pd e il sindaco Galimberti è uno dei principali responsabili del fallimento» dice Federico Fasani, del Nuovo Centro Destra di Cremona che poi parla di governane: «Lgh in fondo avrebbe solo il presidente, che è di rappresentanza, e A2A l'amministratore delegato delle scelte». Ferma la presa di posizione di Stefania Bonaldi, sindaco di Crema, nonostante la doccia fredda arrivata dalla decisione di Rovato: «Crema è favorevole ad operazioni di partnership industriale» dice Bonaldi che è pronta a togliersi un sassolino dalla scarpa: «Meglio non parlare ora, ma verrà il giorno in cui commenteremo questa decisione di Rovato. E ho davvero molta ma molta voglia». Federica Bandirali Percentuale di soci Lgh favorevoli all'accordo con A2A 30,9 Quote Lgh dei comuni Cogeme, di cui Rovato detiene il 21,5% Competitors Pagina 27 Cogeme stoppa l' accordo «Serve c1úarimento pubblica» sulla Il Cda di Rovato si spacca sulla proposta di fusione Ora assemblea dei sindaci o una terza consulenza BRESCIA. Il Consiglio di amministrazione di Cogeme dice no alla proposta finanziario/ industriale di A2A per l'acquisizione del 5l % di Lgh. Questo il dato secco uscito nellatarda serata di giovedì dalla seduta del Cda di Rovato. Se questo passaggio possa rappresentare la bocciatura definitiva del piano di partnership, oppure se entro il termine del 21 dicernbre vi siano ancorale condizioni perché il progetto riprenda a camminare, sono invece gli interrogativi attorno ai quali hanno lavorato ieri gli operatori delle due multiutility lombarde. Tre a due . La proposta formalizzata da A2A a inizio mese Competitors aveva già ottenuto il via libera da parte degli altri soci di Linea Group : le ex municipalizzate di Cremona, Pavia, Lodi e Crema. Giovedì sera lo stop del Cda di Cogeme, clic sollecita un supplemento di advisory (dopo che le due consulenze già acquisite da Lgh e A2A non avevano individuato criticità) chiedendo se l'accordo non richieda la necessità di passare attraverso una gara di evidenza pubblica. Di fatto il consiglio di Cogeme - eletto solo un mese fa - ne è uscito spaccato: a favore dell'accordo hanno votato il presidente Giuseppe Mondini (Erbusco) ed Ezio Codenotti (Paderno), contrari Maurizio Giannotti (Cazzago), Giulio Centemero (Rovato) e Simona Troncana (Pontoglio). La replica di Valotti . Cosa succede ora? Il patto di sindacato di Lgh prevede che l'accordo A2A possa andare a buon fine solo se sostenuto da una maggioranza qualificata di almeno il 70% dei soci. Cogeme da sola pesa per il 30,9% e risulta quindi determinante. Il no del Cda - se cene saranno le condizioni «politiche» - potrebbe essere superato o attraverso la convocazione di un'assemblea dei 70 sindaci soci o da un nuovo advisory favorevole da parte di un consulente terzo. «Noi restiamo disponibili a qualsiasi approfondimento rilanciail presidenteA2A, Giovanni Valotti - anche se francaniente stupisce una battuta di arresto non sul merito del progetto quanto piuttosto sugli aspetti procedurali di un percorso fin dall'inizio concordato con Lgli. C'è poi il fattore tempo, che non è una variabile indipendente. Oltre il 21 dicembre i termini dell'accordo andrebbero ridefiniti». il MASSIMO LANZINI Pagina 28 Rovato. La sede di Cogeme, società che fornisce servizi a settanta Comuni tra Ovest e Bergamasca Competitors Pagina 29 ODOLO. La convenzione col gestore compensa una situazione pesante Finanze comunali in c Per fo una c'è la disc Se dovessimo usare una metafora, il Comune di Odolo potrebbe essere definito come un «nobile decaduto» che ha perso larga parte delle proprie entrate, e che oggi riesce a stare in piedi prevalentemente grazie a una discarica e all'aliquota Imu versata dalle aziende. Un tempo, negli anni '70 del secolo scorso, questo era il paese dei fumi ma anche dell'acciaio, con tante industrie che lo avevano portato Rifiuti: Scenario ai vertici nazionali della ricchezza e a quelli mondiali della produzione di tondino, e in breve tempo gli abitanti erano passati da 500 a duemila. Poi i venti della crisi presero a soffiare sempre più forti sul mondo della siderurgia, e della floridezza dei decenni passati oggi non c'è quasi più traccia. A risentirne oltre alle aziende è stata ovviamente l'occupazione: se negli anni '70 trovare un disoccupato odolese era impossibile, oggi 1 le liste di collocamento non sono più vuote. Sono invece vuote le casse del municipio, che non conta più sulle grandi entrate garantite un tempo dalle fabbriche, e neppure sulle sponsorizzazioni che le stesse concedevano. Oggi l'Imu pesa per l'8,6 per mille per aziende e seconde case (ma queste non esistono), e sul territorio in realtà resta solo l'uno per mille, visto che al totale va tolto quel 7,6 che per legge il Co- mune gira allo Stato. In sintesi, la disponibilità è di circa 400 mila euro annui. Qui la Tasi non si paga e l'addizionale Irpef non è stata mai applicata. Da pagare c'è solo la Tari, il cui incasso copre le spese dei servizi. In sintesi, a dare un po' di respiro arriva la nuova convenzione quinquennale sottoscritta con la Vergomasco che gestisce la discarica omonima: se fino allo scorso anno nelle casse civiche entravano 170 mila euro, quest'anno ne entreranno 380 mila. Attualmente sono quindi i rifiuti e la misera quota impositiva sulle aziende a sostenere l'ente locale; ovviamente costretto a ridurre al minimo gli investimenti. • M.PAs. Pagina 30 0 Il bilancio di Matteo Trebeschi Tagli in Provincia «Così sono a rischio tutti i trasporti e la pulizia strade» Ogni automobilista si aspetta che le autorità sgomberino le strade quando cade la neve, così come le buche nell 'asfalto vengano riparate. Si chiamano «funzioni fondamentali», ma l'anno prossimo potrebbero non essere più una certezza . Ad ammetterlo , ieri a Brescia, è stato il presidente di quell 'area vasta che ha ereditato i compiti della «vecchia» Provincia. «Con un disavanzo di 34 milioni - ha detto Pierluigi MottineIIi - per il 2016 non siamo in grado di assicurare la manutenzione delle strade, lo sgombero della neve e il trasporto pubblico». A rischio anche la formazione professionale e la disabilità sensoriale . E vero che gli appalti per gli spazzaneve sono coperti dai contratti del 2015, ma è sull'anno prossimo che tutto diventa approssimativo . E le conseguenze ricadrebbero sui comuni stessi. Ecco perché ieri , durante l'assemblea dei sindaci, il presidente della Provincia ha auspicato «che intervengano i parlamentari» per un emendamento alla legge di stabilità. L'ente di arca vasta sta subendo un Rifiuti: Scenario lento impoverimento : in 5 anni gli investimenti si sono quasi dimezzati (-44%). E crollata anche la spesa corrente (-23%): rispetto ai primi sei mesi del 2014 il Broletto quest'anno ha 20 milioni di euro in meno. E se le province scompariranno , il ruolo di interfaccia tra comuni e Regione sarà assunto dalle «aree omogenee» (ancora da definire), una sorta di «consulta» territoriale dei sindaci per fare rete. «L'aggregazione - ha detto ieri i1 consigliere Andrea Ratti - ottimizza le risorse ed è utile perla pianificazione ». Insieme, i comuni potranno più facilmente accedere ai bandi europei. E pur senza ipotizzare altre sovrastrutture , il modello per le aree omogenee potrebbe essere quello delle 5 comunità montane, ma anche della giunta dei sindaci (Brescia e hinterland) e dei 18 comuni della Franciacorta . Resta da definire il Basso Garda e tutta la pianura: come si aggregheranno? 0 R@RO`J[JXIONE RISERVATA Pagina 31 Chiusa la vendita dell'ultimo 4% Eni dice addio a Gaip Energia Eni dice addio a Galp Energia.Ieri il gruppo guidato da Claudio Descalzi ha infatti comunicato l'esito dell'accelerated bookbuilding, lanciato il giorno prima erivolto ainvestitoriistituzionali, che le ha consentito di cedere, per 325 milioni di euro, il 4% del capitale dellasocietàportoghese, cioè la partecipazione residua ancora detenuta dal gruppo. L'asticella del prezzo si è fermata a 9,81 euro per azione e l'operazione sarà regolata il prossimo 24 novembre mediante consegna dei titoli e pagamento del corrispettivo. Le azioni erano al servizio dell'exchangeable bond del gruppo di Descalzi, i cui termini di conversione sono scaduti. Dopo la ces sione di ieri- che Eni ha portato aternine affiancata da Goldman S achs e MerrillLynch in qualità di joint bookrunner -, il gruppo è così uscito definitivamente da Galp Energia L'entrata nell'azionariato dell'azienda portoghese risale al 2000 quando il Eni Andamento del titolo a Milano 15,75 .................. 15,55 ....................... 15,35 ...................... 15,15 ..................... . 1495 ..................... 14,75 ..................... . 14,55 ........................ 14,35 Energia: Scenario ------------------------------------- l7n -l7, Cane a sei zampe acquisì Il 33,34% dellasocietà per 900 milioni dieuro.A marzo del2012,poi, ilgruppo di SanDonato Milanesefirmôuna serie di accordi con Americo Amorim e C aixa Geral de Depósitos (Cgd) cheprevedevanolavendita da parte di Eni del 5%io di Galp adAmorimEnergia eil contestuale scioglimento del patto parasociale trale tre società Nell'ambito degli stessi accordi,sistabifialtresì per il grippo di San Donato Milanese il diritto di vendere sul mercato fino al 18% del capitale in suo possesso (con possibilità di un ulteriore 2% in caso di emissione di titoli convertibili), e identica facoltàfu assegnataanche aCgdper la sua partecipazione dell'1 per cento. Quell'intesa contemplava poi un ulteriore passaggio per Amorim Energia. titolare di una cali option fmo a un spio d el capitale di Galp e di una prelazione fino al 5,34%, con esercizio della call, o finoal1o,34%laddovenonfosse stata esercitata La vendita dell'intero pacchetto di Galp Energia, avvenuta in più tranche, ha fruttato all'Eni un incas s o complessivo di 3, 2 miliardi di euro. Il primo tassello andò a traguardo a luglio 2012 con il gruppo di Descalzi che cedette il 5% ad Amorim Energia, per 59o milioni (scendendo al 28,34%), al prezzo di 14,25 euro per azione. Poi, a novembre, il duplice binario: il collocamento di un altro 4%, al prezzo di 1148 curo, conun incasso di 381 milioni, e di 1.028 milioni di bond convertibili in azioni della società (circal"8%delcapitale),icuitermini sono appunto scaduti "liberando" ititoli sottostanti. Ce.Do. Pagina 32 Con Egp le rinnovabili tornano s otto i riflettori L'incorporazione di Enel dimostra che il settore è maturo anche in Italia La strategia carbon free dei competitor europei Laura Magna o La rivoluzione delle energie rinnovabili è compiuta. Anche in Italia, con Enel che reincorpora Enel Green Power (Egp), buonaultimadopo operazioni simili condotte dalla spagnola Iberdrola e dalla francese Edf. Le energie pulite di Enel tornano acasaa cinque anni esatti dallo spin offe della quotazione in Bors a e proprio mentre a Parigi si parla, con Cop21, del tema del cambiamento climatico. Ecco perché l'operazione ha anche una valenza ben più ampia. «Segna la maturità del settore delle energie pulite conclude Angelo Lazzari, amministratore delegato diArc Am -, il fatto cioè che i grandi operatori non possonofarne ameno , anche perché è il settore con il più elevato potenziale di crescita, nell'ordine del2o% neiprossimi cinque anni in Usa e comparabile in Europa . Un settore che darà un contributo rilevante alle antiche questioni del cambiamento climatico e soprattutto dello sfruttamento delle risorse del pianeta». «Si decreta così un passaggio deciso sul fatto che le vecchie centrali sono obsolete e andranno smantellate - dice a Plus24 Massimo Gionso , Consigliere Delegato di Cfo Sim -: il futuroè delle rin- novabili, è il nuovo che avanza anche se con un po' di ritardo». Un ritardo peraltro non pregiudizievole, secondo gli analisti. «L'importante - dice Emanuele Rigamonti, analista di Jci Capital - è aver finalmente sterzato nella direzione giusta: Egp viene riportata dentro la capogruppo a due euro circa dopo essersi quotata nel 201o a1,6o euro: c'è stataunacreazione di valore sia per l'azionista di minoranza sia per Enel stessa». Per Enel, il reintegro arriva «all'interno di un percorso verso una configurazione carbon free prevista dal management per il2o5o - continua Rigamonti - che ha visto lo spin-off del 2010 come passaggio intermedio volto all'adeguata valorizzazione del potenziale di Egp, e in cui il prossimo Enel Green Power Andamento dei titolo a Milano 31/12/2014 18/11/2015 reintegro va visto come segnale per dare indirizzo green alla capogruppo». Sarà una Enel non solo carbon free ma dotata di «velocità e agilità afferma Gionso - una multiutility a 36o gradi, con molti buoni numeri. Per gli azionisti non cambia nulla sui dividendi, confermati a 16 centesimi nel 2015 e 18 nel 2o16 con un payout del 65%. L'organico sarà ridotto di 4milaunità, ovverodel14%, maattraverso 6mila prepensionamenti e l'assunzione di 2mila nuove leve, i risparmi complessivi dell'integrazione sono quantificati in 1,8 miliardi e il target delle dismissioni residue vada 5 a 6 miliardi, gran parte di questi risparmi saranno destinati alla crescita, con gli investimenti che aumentano di 2,5 miliardi». Mancano a que s to p unto s olo i de ttagli su come verrà finanziata questa operazione, che prevede un concambio tra azioni con un rapporto di 0,486: «Il finanziamento con debito, se da un lato sarebbe positivo per l'Eps, andrebbe ad aumentare la leva finanziaria di circa 0,2 volte, in contrasto con il primario obiettivo di riduzione del debito a livello di gruppo e con i target comunicati», aggiunge Rigamonti. Anche la vendita di una quota di Endesa non è probabile, come non lo è «di più la decisione di distribuire un dividendo straordinario da parte di Endesa, che però poterebbe anch'esso a un aumento della leva finanziaria - spiega Rigamonti -. Infine, ultima e a nostro avviso più probabile opzione, l'emissione di nuove azioni con un effetto diluitivo nell'ordine del 2-3 per cento». RI PRODUZIONE RI SE P.VATA Cnn tg, Ic inn-Wli Energia: Scenario Pagina 33 Patto d'area sull 'ambiente Nasce l'osservatorio green Ecologisti e amministratori alleati perla tutela della salute in tutto il Viadanese Screening delle emissioni, analisi delle acque e controlli sanitari sui bambini 1 POMPONESCO Enti locali ed associazioni ambientaliste uniscono le forze. Obiettivo: la costituzione di un osservatorio ambientale. Se n'è parlato giovedì sera in municipio a Pomponesco. All'incontro, promosso dalle associazioni "Noi, Ambiente, Salute" e "Comitato intercomunale per la qualità della vita", sono intervenuti anche il primo cittadino Pino Baruffaldi, il sindaco di Sabbioneta Aldo Vincenzi, i vice sindaci di ViadanaAlessandro Cavallari e di Dosolo Umberto Pasquali. «La costituzione di un osservatorio - spiega Luigi Gardini, esponente ambientalista - si rende opportuna a seguito dei risultati dell'indagine ambientale-epidemiologica (che aveva evidenziato alcune correlazioni tra lo stato di salute dei bambini e la loro vicinanza agli impianti industriali del territorio, ndr) e della recente richiesta, da parte di alcune aziende del territorio, di realizzare o ampliare impianti ad elevato impatto ambientale». I contenuti operativi: scree- Saranno poste sotto attenzione anche le emissioni delle aziende (archivio) ring delle emissioni in alinosfera; valutazione delle ricadute al suolo degli eventuali inquinanti; controllo delle acque reflue e del loro impatto su territorio e sistema irriguo; valutazione di impatto acustico degli insediamenti industriali; attività di prevenzione del rischio di incidente rilevante; verifica dello stato attuale della salute della popolazione in età pediatrica; individuazione di uno o più tecnici idonei e disponibili a collaborare per l'attuazione del programma. I sindaci hanno manifestato adesione all'idea e massima disponibilità a fare la loro parte. «Riteniamo - assicura Vincenzi - che il confronto e la collaborazione siano uno stile da perseguire. L'importante è partire col piede giusto, anche facendo tesoro di altre esperienze analoghe». Il gruppo di lavoro si è aggiornato ai primi di dicembre. Nel frattempo contatterà un osservatorio già attivo nel Parmense per riceverne spunti ed indicazioni, e provvederà a coinvolgere pure i sindaci della Bassa reggiana. Ci si è già accordati inoltre su una prima azione da perseguire: formalizzare una richiesta di incontro adAsl e Arpa. L'auspicio è che le autorità preposte possano predisporre un progetto operativo, dotato di strumentazioni idonee e finalizzato alla rilevazione degli inquinanti presenti nell'acqua, nell'aria e sul suolo. Secondo le associazioni ambientaliste dovrebbe essere adottata una moratoria: no concessioni per ampliamenti o autorizzazioni per nuove attività ad elevato impatto ambientale, finché non si disporrà di un quadro più preciso sullo stato di salute dell'ambiente viadanese. Riccardo Negri ram aaa,.wr„ra ;r,ri. a=re l' ..i rraNrio gr. rn Segnalazioni Pagina 34 Asola: la decisione del Comune per garantire una maggiore manutenzione Le aiuole? E ccovi l o sponso r ASOLA - Le rotatorie stradali sponsorizzate per mantenerle al meglio. Ecco la decisione della giunta comunale, che intende migliorare e valorizzare alcune aree verdi comunali fra cui in particolare piazza Diaz e le aree verdi interne alle rotatorie provinciali all ' ingresso di Asola. Le opere di riqualificazione delle aiuole verdi interne a piazza Diaz sono già state realizzate e ora è intenzione dell'amministrazione riqualificare le aree verdi interne alle rotatorie provinciali in concessione, per le quali verrà entro breve acquisito dalla Provincia di Mantova il parere. Mediante contratto di sponsorizzazione saranno affidate 3 rotatorie provinciali poste a nord (via Mantova) e nord ovest (via Cadimarco) e le aree verdi interne a piazza Diaz. Le aziende che si aggiudicheranno la gestione delle aree verdi potranno disporre dell ' utilizzo di alcuni impianti di pubblicità di dimensioni variabili che saranno posizionati nelle immediate vicinanze delle zone interessate . Al fine di conferire alle aree verdi in questione un aspetto decoroso , l'esecutivo asolano ha già incaricato il responsabile del settore servizi alla città della predisposizione del bando per l'assegnazione delle aree stesse, mediante procedura ad evidenza pubblica. In seguito è prevista la formazione di una graduatoria pubblica per l'in- dividuazione degli sponsor a cui affidare la realizzazione dei lavori di arredo urbano e la relativa manutenzione ordinaria e straordinaria dell'area. La graduatoria sarà formulata sulla base di specifici criteri che andranno dal- la valutazione della qualità e quantità degli interventi del programma di gestione manutenzione, alle migliorie proposte sul progetto di riqualificazione e all'utilizzo di essenze fiorite stagionali. Paolo Zordan II municipio di Asola n,To E adesso Palazzo Ceni si allarga I Segnalazioni Pagina 35