COMUNE DI NUORO ____________ CONSIGLIO COMUNALE DEL 4 FEBBRAIO 2016 I . D . N . S.n.c. Istituto Dattilografico Nuorese di Uscidda Agostina & Co. Sede legale: Via Mannironi, 125 /FAX 0784/203726 Sede operativa: Via Nonnis, 41 0784/264048 – FAX 0784/260636 08100 – N U O R O E-MAIL: [email protected] Servizi di resocontazione stenotipica in simultanea Legenda: ... = Frase incompleta (...) = Parola o frase non comprensibile (***) = Registrazione interrotta INDICE DEGLI INTERVENTI • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • PRESIDENTE 4 PUNTO UNO O.D.G.: INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE: 4 FONDI ONLUS PER RICOVERO E CUSTODIA ANIMALI. 4 CONS. SIOTTO GRAZIANO 4 PRESIDENTE 7 ASS. SANNA 7 PRESIDENTE 11 CONS. SIOTTO GRAZIANO 11 PRESIDENTE 13 CHIARIMENTI UTILIZZO CASERMA DI PRATO SARDO. 13 CONS. SAIU 13 PRESIDENTE 15 SINDACO 15 PRESIDENTE 17 CONS. SAIU 18 PRESIDENTE 20 SINDACO 20 PRESIDENTE 21 CONS. MANCA 21 PRESIDENTE 22 CONS. BIANCHI 22 PRESIDENTE 23 PUNTO DUE O.D.G.: SEGNALAZIONE DA PARTE DEI CITTADINI DI FABBRICATI ERRONEAMENTE CENSITI COME DI VALORE STORICO NELLE TAVOLE DI ADEGUAMENTO DEL PIANO PARTICOLAREGGIATO DEL CENTRO STORICO AL PIANO PAESAGGISTICO a cura dell’I.D.N. S.n.c. REGIONALE. VERIFICA DI COERENZA CON LE DISPOSIZIONI DEL PIANO PAESAGGISTICO REGIONALE. • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • ASS. SANNA PRESIDENTE CONS. LAI PRESIDENTE CONS. ZOLA PRESIDENTE CONS. BRODU PRESIDENTE SEGRETARIO GENERALE PRESIDENTE CONS. BRODU SEGRETARIO GENERALE PRESIDENTE SEGRETARIO GENERALE PRESIDENTE SEGRETARIO GENERALE PRESIDENTE CONS. LAI PRESIDENTE CONS. CAMARDA PRESIDENTE CONS. MANCA PRESIDENTE CONS. MONTESU PRESIDENTE SEGRETARIO GENERALE PRESIDENTE CONS. CATTE PRESIDENTE CONS. SIOTTO MICHELE PRESIDENTE CONS. BRODU 23 23 26 26 26 26 28 31 32 32 33 33 34 34 34 34 34 35 35 36 36 36 36 38 38 40 40 40 41 42 42 43 43 2 • • • • • • • • • • • • • • • • • • • • PRESIDENTE CONS. ZEDDE PRESIDENTE CONS. SIOTTO GRAZIANO PRESIDENTE CONS. SELLONI PRESIDENTE CONS. SAIU PRESIDENTE CONS. MONTESU PRESIDENTE CONS. MONTESU PRESIDENTE CONS. MONTESU PRESIDENTE CONS. BRODU CONS. MANCA PRESIDENTE CONS. LAI PRESIDENTE PUNTO QUATTRO O.D.G.: APPROVAZIONE REGOLAMENTO PER L’ORGANIZZAZIONE E IL FUNZIONAMENTO DELLA COMMISSIONE COMUNALE DI VIGILANZA SUI LOCALI DI PUBBLICO SPETTACOLO. • • ASS. BELLOI PRESIDENTE PUNTO CINQUE O.D.G.: STATUTO DELL’ENTE DI GOVERNO NELL’AMBITO DELLA SARDEGNA LEGGE REGIONALE 4.2.2015 N. 4, ART. 6 – APPROVAZIONE. • • • • • CONS. SAIU PRESIDENTE CONS. SAIU PRESIDENTE CONS. SAIU a cura dell’I.D.N. S.n.c. 47 47 47 47 48 48 49 49 55 55 55 55 55 55 55 55 56 56 57 57 57 57 57 • • • • • • • • • • • • • PRESIDENTE CONS. ZEDDE PRESIDENTE CONS. LAI PRESIDENTE CONS. SAIU PRESIDENTE SINDACO PRESIDENTE SEGRETARIO GENERALE PRESIDENTE CONS. ZEDDE PRESIDENTE PUNTO SEI O.D.G.: CATASTO DELLE AREE PERCORSE DA INCENDI. AGGIORNAMENTO ANNI 2009-2010-2011-2012-20132014. APPROVAZIONE. • • • • • • • • • • ASS. SANNA PRESIDENTE CONS. LAI PRESIDENTE ASS. SANNA PRESIDENTE CONS. ZOLA PRESIDENTE CONS. MANCA PRESIDENTE 60 60 62 62 63 63 66 66 66 66 68 68 68 69 69 70 70 70 70 72 72 72 72 73 57 58 60 60 60 60 3 Ad ore 15.00 il SEGRETARIO procede al primo appello dei Consiglieri. Sono presenti il Presidente del Consiglio, Consigliere Beccu, e il Consigliere Montesu. Non è presente il numero legale, le interrogazioni inizieranno alle ore 15.30. PRESIDENTE Buonasera a tutti. Iniziamo con la prima interrogazione. PUNTO UNO ALL’ORDINE DEL GIORNO: INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE: FONDI ONLUS PER RICOVERO E CUSTODIA ANIMALI. La parola al Consigliere Siotto per l’illustrazione. CONSIGLIERE SIOTTO GRAZIANO Buonasera signor Sindaco, Assessori e collegi Consiglieri, l’interrogazione che ho presentato con l’aggettivo “urgente” si riferisce ai fondi alle onlus che il Comune ha liquidato da marzo a maggio 2014 e ha fatto una determinazione d’impegno per quanto riguarda dei cuccioli di cane per l’annualità giugno 2015. Faccio un breve excursus per chi non ha avuto modo di vedere questa documentazione e poi la illustro. Accade che quando vengono trovati dei cuccioli di cane questi per la loro età non possono essere dati in custodia e mantenuti dalla società Mondo Cane di Macomer, che è in convenzione col Comune di Nuoro, quindi gli uffici provvedono a contattare una onlus. In quattro ritrovamenti su quattro gli uffici hanno provveduto per vie brevi, come appunto si legge nelle determinazioni degli uffici del servizio ambiente, a contattare sempre la medesima onlus, la ENPA sezione di Nuoro. Quello che vorrei ricordare è che, come spesso purtroppo sta accadendo, le richieste di atti si perdono tra un ufficio e l’altro e quando viene fatta una richiesta di atti viene presentata il 18 gennaio da me per quanto riguarda le fatture e ogni comunicazione tra comando, Comune e la sezione ENPA. Io ho presentato questa richiesta di rilascio atti il 18 gennaio e mi sono stati rilasciati gli atti via mail dagli uffici ieri pomeriggio, subito dopo pranzo più o meno. Se avessi avuto prima questi atti l’interrogazione sarebbe stata ben diversa, poi capiremo il perché. Io illustro l’interrogazione che si riferisce appunto a quattro casi su quattro, quindi due cucciolate ritrovate tra marzo e maggio 2014, affidate all’ENPA Nuoro, e successive due cucciolate trovate a giugno 2015 e affidate all’ENPA Nuoro. a cura dell’I.D.N. S.n.c. 4 Illustro il testo che ho depositato: «VISTA la determinazione 3248 del 31 dicembre 2014, con la quale il servizio ambiente del Comune di Nuoro in seguito al ritrovamento di sette cuccioli di cane randagio, non accettabili per età dalla società Mondo Cane che gestisce il canile di Macomer con cui questo Comune è convenzionato, provvedeva in data 5 marzo 2014, come citato nella medesima determina, ad inoltrare richiesta alla società ENPA - Ente Nazionale Protezione Animali - di farsi carico del temporaneo sostentamento e mantenimento dei cuccioli; VISTO che nella medesima determinazione un secondo ritrovamento di N. 12 cuccioli di cane comportava l’attivazione del settore ambiente del Comune di Nuoro, che richiedeva nuovamente sempre alla medesima ENPA Nuoro di volersi far carico del temporaneo sostentamento e mantenimento dei cuccioli, fissando 4,40 euro giornalieri per animale a titolo di spese di alimentazione, vaccinazione più spese di controllo veterinario; VISTA la successiva determinazione N. 521 dell’11 marzo 2015, mediante la quale il servizio ambiente del Comune di Nuoro provvedeva alla liquidazione di un importo pari a 2.257,32 euro a favore di ENPA sezione Nuoro per i servizi citati nelle precedenti determinazioni; VISTA la determinazione N. 2973 del 31 dicembre 2015, mediante la quale il servizio ambiente del Comune di Nuoro a seguito dell’avvenuto primo ritrovamento di N. 2 cuccioli di cane da parte di una cittadina e di successiva cucciolata composta da N. 9 cani, per un totale di presumibili N. 11 cani, chiedeva come citato in determina “per vie brevi alla signora Boneddu, rappresentante dell’ENPA Nuoro, di presentare richiesta di rimborso spese relativa al mantenimento dei 12 cuccioli ritrovati nel mese di giugno 2015 per un totale di euro 1.327,37 impegnati con la medesima determina”; VISTA la determinazione N. 2975 del 31/12/2015, mediante la quale nell’impossibilità di conferire nuovi randagi presso la struttura del canile di Macomer gestito dalla società Mondo Cane, così come da sospensione temporanea disposta dal servizio veterinario della A.S.L. N. 3, il servizio ambiente del Comune di Nuoro provvedeva ad affidare il canile Croce Blu, sito in località Testimonzos-Corte, il servizio di ricovero dei nuovi randagi al costo giornaliero di euro 2 per i cani adulti e di euro 2,50 cadauno per i cuccioli, come citato in determina; CONSIDERATO che presso la città di Nuoro è attiva anche un’altra associazione, l’Anpana, Associazione Nazionale protezione Animali Natura e Ambiente, fondata a Roma il 3 aprile 85, presente in 20 regioni e in più di 80 a cura dell’I.D.N. S.n.c. 5 Province, che conta su una forza di 45.000 aderenti e più di 1.000 operatori, risultante iscritta su tutto il territorio nazionale agli albi regionali per il volontariato per la protezione animali, ambiente e per la protezione civile, inoltre riconosciuta dal Dipartimento Nazionale per la Protezione Civile con decreto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e tra le associazioni di protezione ambientale con Decreto Ministeriale 11 maggio 2004, riconosciuta dal Ministero della salute con Decreto 4/2007 ENAS del 3 luglio 2007, iscritta al registro delle associazioni di interesse della Comunità Europea nell’elenco delle associazioni europee di volontariato, riconosciuta dalle Nazioni Unite come ente formatore e possedente la certificazione ISO 9001 2008 per la formazione di qualità professionale; CONSIDERATO che presso la città di Nuoro è attiva anche l’associazione OIPA Italia onlus, organizzazione non lucrativa di utilità sociale, riconosciuta dal Ministero dell'Ambiente con Decreto Ministeriale dell’1 agosto 2007, pubblicato sulla gazzetta ufficiale N. 196 del 24 agosto 2007, iscritta al registro generale regionale del volontariato della Regione Lombardia sezione B civile al numero progressivo 30/10 ed avente codice fiscale - citato nell’interrogazione; SI CHIEDE: - se per la custodia dei cani citati nelle determinazioni, circa 30, esista presso il Comune di Nuoro un regolamento che stabilisca a quali associazioni devono essere affidati dal servizio ambiente tali esemplari e quali siano i criteri di questo regolamento; - in assenza di tale regolamento quali siano i criteri adottati dal servizio ambiente del Comune di Nuoro per l’affidamento dei suddetti esemplari alla sempre medesima associazione; - in assenza di criteri oggettivi, confortati da atti scritti, pubblici e/o interni al Comune di Nuoro, il servizio ambiente abbia provveduto a tali affidamenti di propria iniziativa e per via diretta; - perché la determinazione N. 2973 del 31/12/2015 risulti modificata a penna e da chi; - perché la determinazione N. 2973 del 31/12/2015 riporti nella prima pagina ed al primo “considerato” la seguente dicitura: “sono stati rinvenuti da una cittadina N. 2 cuccioli appena nati abbandonati”, salvo poi nella terza riga della seconda pagina risulti visibilmente modificata a penna l’entità dei cuccioli e si riporti “come è avvenuto per i 3 cuccioli rinvenuti in data 5 giugno 2015”; - di conoscere quanti cuccioli, se 11 o 12, siano stati effettivamente dati in a cura dell’I.D.N. S.n.c. 6 affidamento al servizio ambiente dal Comune di Nuoro alla signora Boneddu e se, esistendo errore materiale, chi ne sia responsabile; - qualora verificato ed accertato che i cuccioli siano effettivamente 11 e non 12, quando gli uffici provvederanno al disimpegno delle somme eventualmente indebitamente impegnate; - chi stabilisce e mediante quale scala di riferimento, il costo giornaliero di ogni cucciolo, considerato che in tre differenti determinazioni del servizio ambiente si trovano appunto tre importi differenti: nella determinazione N. 3248/2014 abbiamo un costo di euro 4,40, nella N. 2973 del 31/12/2015 4 euro, nella determinazione N. 2975 del 31/12/2015 2,50 euro; - conoscere se tutte le pezze giustificative per custodia e mantenimento dei cuccioli oggetto delle citate determinazioni siano intestate all’associazione ENPA Nuoro e/o a persona o entità giuridica differente; - se è intendimento di questa Giunta e del competente Assessorato, sentita la commissione ambiente del Comune di Nuoro ed il Consiglio Comunale, adottare un regolamento che stabilisca per tali affidamenti urgenti e temporanei criteri di turnazione, di modo che pubblicamente e con trasparenza anche le altre associazioni operanti quotidianamente nell’ambito comunale e con le carte in regola possano beneficiare di tali rimborsi da parte del Comune di Nuoro». PRESIDENTE Assessore Sanna può rispondere. ASSESSORE SANNA Grazie Presidente, saluto il Consiglio Comunale e ringrazio il Consigliere Siotto per aver portato attraverso un’interrogazione che mira a mettere luce su un determinato aspetto, quello che è un tema in realtà molto ampio e molto sensibile. E quando dico “sensibile” mi riferisco, oltre che evidentemente ad un aspetto etico che deve riguardare tutti, quello della salvaguardia e del benessere degli animali, sensibile anche dal punto di vista economico, perché è un tema che impegna annualmente circa 200.000 euro di fondi comunali. Questa è più o meno la spesa che globalmente il nostro Comune sostiene annualmente soprattutto per la custodia dei cani randagi e per altre spese accessorie che lei stesso citava e tutte rientrano nel più ampio capitolo della lotta al randagismo. Vado a rispondere direttamente ai vari quesiti posti in modo puntuale, poi magari se me lo consente farò un altro paio di considerazioni relativamente alla situazione. a cura dell’I.D.N. S.n.c. 7 Al punto 1 lei chiede se per la custodia dei cani citati nelle determinazioni esista presso il Comune un regolamento che stabilisca a quali associazioni debbano essere affidati e quali criteri debbano essere adottati. Non esiste al momento nessun tipo di regolamento. E’ allo studio della commissione ambiente un regolamento che riguarda tutta la tutela complessiva del benessere degli animali e che può, perché il Consiglio Comunale è sovrano, normare anche quelli che sono i rapporti tra l’Amministrazione e le associazioni di volontariato, che anche dal punto di vista legislativo hanno un ruolo pregnante, nel senso che vengono richiamate proprio nelle direttive regionali sulla lotta al randagismo. Randagismo che non riguarda soltanto la specie canina, ma anche evidentemente la specie felina. Da questo punto di vista per esempio sarebbe importante normare il fenomeno delle cosiddette colonie feline. Vado un attimino a divagare, però per farle capire che nel momento in cui mi sono insediato in questo ruolo ero abbastanza profano della materia. Non che ora sia uno dei massi esperti presenti a Nuoro, però certamente ho ravvisato da subito la complessità del tema che deriva dalla norma. Il tema interessa evidentemente il Comune come ente in qualche modo responsabile e proprietario anche di tutti gli animali vaganti all’interno del proprio territorio. Quindi tutti gli animali non microchippati per intenderci sono diretta responsabilità dell’ente comunale. Interessa evidentemente la A.S.L. come ente istituzionale relativo alla prevenzione, alle campagne di vaccinazione, anche al riconoscimento dello stato di salute per esempio degli animali durante il ritrovamento. E poi interessa sempre in ambito comunale la polizia locale, la polizia municipale, che infatti è sempre la prima che per norma deve essere attivata ad intervenire per esempio nei casi di ritrovamenti - lei ha citato le cucciolate - di animali in libero transito, diciamo così. La polizia municipale è dotata di lettori di microchip, quindi nel momento in cui individuano il proprietario lo sanzionano per abbandono; oppure nel momento in cui non rilevano nessun chip avvisano immediatamente la A.S.L. La A.S.L, una volta accertato lo stato di salute dell’animale ritrovato o degli animali nel caso delle cucciolate, allora provvede... Nelle determine viene citato il fatto che il Comune di Nuoro affida quasi direttamente ed è praticamente la risposta alla seconda domanda. a cura dell’I.D.N. S.n.c. 8 In realtà nei casi documentati è sempre la A.S.L. che in qualche modo, accertato lo stato di salute degli animali, poi va ad affidare questi animali. Soltanto dopo il Comune riceve comunicazione dall’associazione, in questo caso è un’associazione però io ho determine anche di anni precedenti di altri tre o quattro casi relativi ad associazioni differenti, che però hanno agito sempre in questo modo: prima gli sono stati affidati i cani dalla A.S.L. e poi la determina del Comune è quasi una sorta di ratifica a proseguire nell’occuparsi di quegli animali che sono di stretta competenza del Comune. Il problema è sensibile soprattutto per quanto riguarda i cuccioli, perché inserire un cucciolo in canile significa condannarlo a morte sostanzialmente. Io ho ravvisato subito la necessità di convocare un tavolo tecnico al quale sono stati invitati l’A.S.L, la polizia municipale e tutte le associazioni che lei ha citato e che hanno partecipato a questo tavolo; intanto è un primo tavolo interlocutorio che si è tenuto a novembre del quale ho verbale, poi glielo faccio avere, perché in mezzo a questo caos l’unico modo per raccordarsi è evidentemente quello di incontrarsi, di parlarsi e di stabilire un protocollo che sia univoco, soprattutto nei confronti della A.S.L. Cioè quando la A.S.L. interviene dovrebbe - glielo dobbiamo dire noi - fare un giro di telefonate, iniziando però non sempre dalla stessa associazione ma da tutte le associazioni a rotazione, per stabilire quel concetto che lei giustamente ha sottolineato, cioè di rotazione negli affidamenti, perché trattasi sempre di attività di volontariato e quindi non ci può neanche essere evidentemente l’obbligo. Noi auspichiamo che questa attività di volontariato venga implementata perché per noi è evidentemente fonte di sollievo sotto un certo punto di vista. Lei chiede in assenza di tale regolamento quali criteri siano stati adottati dal servizio ambiente del Comune di Nuoro. Il servizio ambiente risponde in questo modo. L’affido temporaneo all’associazione ENPA dei cuccioli rinvenuti nel territorio comunale nei casi citati, è avvenuto perché, nell’impossibilità di ricoverare gli stessi presso il canile di Macomer convenzionato perché troppo piccoli, quindi troppo giovani, l’associazione è stata contattata direttamente dai veterinari dell’A.S.L. di Nuoro o dalla polizia municipale stessa, che ha ricevuto la segnalazione relativa al ritrovamento dei cuccioli. Il servizio ambiente è sempre stato messo al corrente a posteriori dall’associazione stessa della presa in consegna dei cuccioli, la quale puntualmente relazionava sullo svolgimento delle comunicazioni intercorse tra le medesime, la a cura dell’I.D.N. S.n.c. 9 polizia municipale e i veterinari dell’A.S.L. di Nuoro, chiedendo formalmente autorizzazione al mantenimento temporaneo degli stessi per il periodo limitato allo svezzamento e impegnandosi per quanto possibile dopo averli sottoposti ai primi vaccini, ai primi trattamenti veterinari, a far adottare i cuccioli in modo da evitare... Ecco, il vantaggio delle associazioni in generale è questo: hanno una rete di contatti che favoriscono poi l’adozione di questi cuccioli e quindi evitano che questi poi vadano a finire nel canile comunale, con un ulteriore aggravio di spesa - questo è il lato venale però come amministratori dobbiamo considerare anche quello - nei confronti delle casse comunali. Se in assenza di criteri oggettivi confortati da atti scritti pubblici interni al Comune di Nuoro il servizio ambiente abbia provveduto a tali affidamenti di propria iniziativa, sostanzialmente è la medesima risposta di prima. Quasi sempre il settore ambiente del Comune di Nuoro riceveva una comunicazione a posteriori del fatto che gli erano stati dati in consegna o dalla polizia municipale o dalla A.S.L, sul momento sostanzialmente in cui il ritrovamento avviene. Perché la determinazione N. 2973 del 31/12 risulti modificata a penna e da chi. La determinazione risulta modificata a penna perché nell’intervallo di tempo intercorso dalla deposizione della determinazione di impegno - mese di luglio - alla restituzione dell’atto – dicembre - è avvenuto nel frattempo un altro caso di recupero di un cucciolo rinvenuto nel mese di agosto. Quindi è stata modificata a penna per aggiornarla al ritrovamento intercorso tra una determina e l’altra, cioè tra la determina di impegno depositata nel mese di luglio e la restituzione dell’atto da parte del settore finanziario nel mese di dicembre. Ed è stata modificata dalla funzionaria comunale che ha apposto la firma accanto alla determina modificata credo. Perché la determinazione riporti nella prima pagina due cuccioli e poi tre. È anche la stessa questione del “11” e poi “12”, la motivazione è la medesima, cioè questo ritrovamento del mese di agosto. Quindi i cuccioli sono 12 e non 11, come citato nella prima determina che giustamente richiamava. Chi stabilisce e mediante quale scala di riferimento il costo giornaliero del cucciolo. Il costo giornaliero dei 4 euro e 4,40, che sono i costi che derivano dal sostentamento relativo al rimborso richiesto dall’associazione, derivano dal mero calcolo tra le spese che si è dichiarato di sostenere e il numero di individui, di cuccioli di animali in possesso, quindi è una mera divisione aritmetica. a cura dell’I.D.N. S.n.c. 10 Si potrebbe normare se si decidesse di attivare... perché poi si potrebbe decidere anche di attivare un tipo di collaborazione a titolo gratuito con le associazioni di volontariato. Io penso sia auspicabile questa seconda via. Invece per quanto riguarda i 2,50 euro citati nella determina di affidamento al canile di Nuoro, si riferiscono non al singolo cucciolo ma a cucciolata. La differenza è che la cucciolata è rappresentata dalla madre e dai cuccioli, quindi 2,50 euro diventa il compenso per la sola madre, che da sola insieme ai cuccioli individua la cucciolata. Quindi 2 euro per ogni individuo adulto, 2,50 euro chiaramente perché un animale in allattamento ha maggiori esigenze per quanto riguarda l’alimentazione etc. Non è riferito però ad ogni singolo cucciolo. Chiede di conoscere se tutte le pezze giustificative etc. Sì, sono tutte intestate all’associazione ENPA. Se è intendimento di questa Giunta e del competente Assessorato etc. A questa domanda in parte le ho già risposto in premessa. E’ assolutamente intendimento di prendere il tema che è certamente un tema annoso e, come dicevano molto sensibile. Ma non solo questo, faccio anche l’esempio delle antenne; la prima cosa che io ho chiesto è che il Consiglio Comunale, quindi l’ente, si dotasse di un regolamento che metta chiarezza soprattutto sulle procedure da seguire, perché si creano queste situazioni di poca chiarezza innanzitutto nei confronti dell’utenza, a cui i procedimenti appaiono poco chiari, ma altrettanta difficoltà viene riscontrata dagli uffici, che devono muoversi più per prassi - dall’excursus storico io ho potuto fare sulla tematica - che non per una regolamentazione vera e propria. Siccome si tratta di fondi del Comune, ritengo che quantomeno da questo punto di vista dobbiamo metterci d’impegno nel darci quanto prima una norma che sia certa e che soprattutto contemperi alle esigenze di tutti gli attori coinvolti nel tema. PRESIDENTE La parola al Consigliere Siotto. CONSIGLIERE SIOTTO GRAZIANO Ringrazio l’Assessore Sanna per le puntuali risposte che mi ha dato. Come ho già detto in premessa avrei presentato un’interrogazione differente se avessi avuto quelle pezze giustificative almeno dieci giorni prima e non ieri pomeriggio. a cura dell’I.D.N. S.n.c. 11 Lo dico al Sindaco in qualità di rappresentante legale di quest’ente: andando a vedere le fatture che mi sono state fornite ieri sera dagli uffici, ho fatto una cosa semplice: ho preso la calcolatrice e le ho sommate e i conti non tornano. Cioè con determinazione N. 521/2015 per i cani del marzo/maggio 2014 il Comune liquida 2.257,32 euro. Sommando le fatture che l’associazione ha depositato presso il servizio ambiente c’è una spesa di 2.226,34 euro, quindi una differenza di 30,98 euro. Poca cosa, però non dovrebbe essere così. Questo oltretutto non considerando che nelle fatture presentate dall’associazione - io parlo per quello che mi è stato consegnato dagli uffici via mail si ritrova a proposito di felini test Fiv e Felv, che si tratta di leucemia virale felina e virus dell’immuno-deficienza felina. Cioè qualcuno ha liquidato questa somma che viene riportata nella fattura dell’ambulatorio veterinario del dottor Antonio Oggianu, fattura N. 406/2014, dei test felini per un procedimento che riguarda dei cani. Questa può essere una svista, però io la segnalo che rimanga bene agli atti, anche i verbali perché bisogna fare i dovuti controlli. Oltretutto bisognerebbe anche far sapere al servizio ambiente o magari alla stessa associazione, che noi abbiamo liquidato dei soldi pubblici, quindi comunali, per la microchippatura presso gli ambulatori privati. Però sappiamo bene tutti che la A.S.L. di Nuoro se noi portiamo i nostri cani questo servizio lo fa gratuitamente. Allora perché noi dobbiamo pagare un’associazione che porta dal privato il proprio cucciolo per farlo microchippare, quando il servizio A.S.L. lo fa gratuitamente? Per quanto riguarda i cani di giugno, a parte la correzione a penna che credo sia una cosa fattibile per una determinazione, però io vedo che i cani come da determinazioni ufficiali sono stati ritrovati il 5 giugno; fra le fatture che l’associazione presenta ci sono fatture del 25 maggio. Cioè dieci giorni prima questa associazione sapeva di trovare dei cuccioli. Hanno acquistato una quantità di cinque Lactol Beaphar, che sarebbe latte in polvere per i cuccioli, dieci giorni prima dell’avvenuto ritrovamento. Il problema è appunto che non tornano i conti, perché dovrei capire perché l’associazione presenta a luglio 2015 un prospetto di spesa di circa 1.200 euro - parlo per approssimazione - e a dicembre però il servizio ambiente determina di impegnarne ben 1.327. a cura dell’I.D.N. S.n.c. 12 Se a luglio ha dato una spesa che ha sostenuto, e nelle comunicazioni emerge che allega le fatture del cibo, poi c’è il cane in più... però mi sia consentito dire... si parla di spese veterinarie. Nelle comunicazioni che l’associazione invia al servizio ambiente a luglio dice “le spese veterinarie ve le faremo avere più avanti”. Vorrei capire se questo è determinato dal fatto che io il 18 gennaio presento richiesta atti chiedendo le fatture, le fatture che vengono rilasciate in allegato non sono al 31 dicembre, data in cui il Comune determina di impegnare, ma sono al 18 gennaio. Quindi i cani probabilmente o sono stati portati il 18 gennaio o la fattura è stata rilasciata il 18 gennaio, data in cui io presento la richiesta di accesso alle fatture. Come fa il servizio ambiente a determinare di impegnare quella determinata somma se non ci sono le spese veterinarie già sostenute? Rifacendomi alla volontà della maggioranza espressa dall’Assessore, tutto questo marasma va normato, va regolamentato, come già sta provvedendo la competente commissione ambiente. Ovviamente io, pur non facendo parte ufficialmente di questa commissione, chiederò di partecipare. Porterò avanti queste fatture, queste comunicazioni che mi sono state rilasciate ieri sera. Le porterò anche alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti, perché se ci sono eventuali errori questi non li posso valutare io ma lo deve fare la magistratura competente. PRESIDENTE Procederei con l’appello e poi proseguiamo con l’interrogazione del Consigliere Saiu. Ad ore 16.02 il SEGRETARIO procede al secondo appello dei Consiglieri. Il PRESIDENTE, constatata la presenza del numero legale dei Consiglieri (presenti 23, assenti 2), dichiara valida e aperta la seduta. PRESIDENTE Do atto che il Consigliere Salvatore Siotto è assente giustificato. Procediamo con la seconda interrogazione urgente del Consigliere Saiu. CHIARIMENTI UTILIZZO CASERMA DI PRATO SARDO. La parola all’esponente. CONSIGLIERE SAIU Grazie Presidente, io vorrei iniziare il mio intervento ringraziando i Capigruppo di maggioranza e di minoranza, quindi i rappresentanti dei gruppi presenti in a cura dell’I.D.N. S.n.c. 13 Consiglio Comunale e lei, per aver acconsentito all’iscrizione dell’interrogazione all’ordine del giorno, nonostante la Conferenza dei Capigruppo si fosse già espressa sui lavori. E’ un aspetto che credo sia necessario sottolineare perché se non fosse stato per la collaborazione di tutti i gruppi consiliari presenti, questa interrogazione non si sarebbe potuta tenere e questo mi sembra doveroso richiamarlo. Così come ritengo di dover dare lettura immediatamente dell’interrogazione che ho presentato in data 27 gennaio 2016 e che ha ad oggetto “Chiarimenti in ordine al possibile diverso utilizzo della caserma di Prato Sardo”. L’interrogazione è rivolta al Sindaco. «CONSIDERATO che i lavori di costruzione della caserma di Prato Sardo sono quasi completati; RILEVATO che alcuni organi di informazione locale hanno diffuso notizie relative ad un possibile diverso utilizzo della caserma stessa ed in particolare hanno reso noto che vi sia la concreta possibilità che la struttura venga adibita a centro di accoglienza per migranti; PRESO ATTO che in città vi è una diffusa preoccupazione legata al mancato arrivo dei militari della Brigata Sassari e che detta preoccupazione appare rafforzata dal progressivo arretramento della presenza dello Stato nei nostri territori, così come testimoniato dalla chiusura di tanti uffici e presidi pubblici; RILEVATO che la gestione dei flussi migratori che investono l’Italia rappresenta ovunque un grosso problema; CONSIDERATO che la presenza della Brigata Sassari a Prato Sardo va difesa con forza, soprattutto nell’interesse della nostra comunità; Si chiede di sapere: - se vi siano state interlocuzioni con la Regione o con il Ministero della Difesa relative ad un diverso utilizzo della caserma di Prato Sardo; - se siano al riguardo intercorse comunicazioni scritte o verbale di cui si richiede di avere notizia; - se a sua conoscenza, signor Sindaco, vi siano elementi che possano in qualche modo costituire riscontro alla volontà di mutare la destinazione d’uso della caserma di Prato Sardo; - come intenda attivarsi l’Amministrazione Comunale per difendere la presenza di militari della Brigata Sassari e impedire che la caserma di Prato Sardo venda adibita a centro di accoglienza per migranti». a cura dell’I.D.N. S.n.c. 14 PRESIDENTE La parola al Sindaco. SINDACO Buongiorno a tutti e buongiorno al Consigliere Saiu che propone l’interrogazione urgente che ha appena illustrato. Vado subito a rispondere. La prima domanda è se vi siano state interlocuzioni con la Regione o con il Ministero della Difesa relative ad un diverso utilizzo della caserma di Prato Sardo. Fin dal primo momento del nostro insediamento io stesso ho avuto rapporti costanti con i rappresentanti dell’esercito e in particolare dapprima con il Generale Tozzi, che è andato poi in pensione il 4 settembre, poi con il generale Giovannini che anche di recente, esattamente nel mese di gennaio 2016, si è recato a Nuoro, con il quale abbiamo sempre parlato di quelle che erano le intenzioni effettive del Ministero della Difesa sulla caserma di Prato Sardo. Ciò che è stato spiegato sin da subito, da parte del generale Tozzi in particolare, era che la decisione finale sull’allocazione delle forze armate presso la caserma di Prato Sardo era ormai una decisione al momento del nostro insediamento rimandata ai piani più alti, cioè rimandata a Roma. Ed è una di quelle decisioni che rientrano nei rapporti tra la Regione Sardegna e il Ministero della Difesa anche legate al problema delle servitù militari. Cioè la Regione Sardegna nelle sue plurime configurazioni da parte di rappresentanti politici anche di entrambi gli schieramenti, ha nel tempo richiesto un ridimensionamento di quelle che sono le cosiddette servitù militari. E’ in atto una riflessione a livello governativo sull’entità della presenza dei militari in Sardegna. Io ho chiesto personalmente che nell’ambito di una trattativa Stato-Regione in ordine alle servitù militari non venisse messo in mezzo l’impegno preso a suo tempo con l’accordo come voi sapete del 1997 per la presenza dell’esercito a Prato Sardo. Cioè ho chiesto che venissero distinti i piani: una cosa sono le servitù militari di Quirra e di tutte le altre zone che sono gravate da decenni da servitù militari; una cosa è la presenta di una caserma dove non c’è una vera e propria servitù militare con esercitazioni. Mi si chiede poi se siano al riguardo intercorse comunicazioni scritte o verbali di cui si chiede di avere notizia e poi anche se a sua conoscenza vi sono elementi che possano in qualche modo costituire riscontro alla volontà di mutare la destinazione a cura dell’I.D.N. S.n.c. 15 d’uso della caserma di Prato Sardo. Le interlocuzioni che io personalmente ho avuto, sia recandomi a Cagliari che ospitando in Comune i rappresentanti dell’esercito, che negli incontri che ho avuto con Domenico Rossi, sottosegretario alla Difesa, che quindi è il riferimento più alto dal punto di vista istituzionale, governativo per la materia di cui si tratta, sono avvenute non per iscritto ma verbalmente. L’ultima interlocuzione l’ho avuta esattamente sabato scorso quando ho incontrato appositamente il sottosegretario Rossi con il quale, insieme ad un deputato della Repubblica di Nuoro, abbiamo avuto un’interlocuzione durante la quale il sottosegretario ha ribadito che allo stato attuale la notizia circolata sui giornali la settimana scorsa non ha nessun fondamento, almeno non proviene dal Ministero della Difesa, non proviene dall’esercito e non ha nessun riscontro di carattere oggettivo. Allo stato attuale non c’è un mutamento delle intenzioni rispetto a quello di portare un mutamento rispetto alla destinazione d’uso nella volontà del Governo, nella volontà dell’Esercito; c’è solo in atto un grande dialogo, discussione tra Regione Sardegna per quanto riguarda la presenza militare in generale in Sardegna ma che non riguarda Prato Sardo. Questa interlocuzione è avvenuta esattamente sabato scorso, allorquando il sottosegretario si è recato in Sardegna e io sono andato a trovarlo in quell’occasione. Per quanto riguarda poi la questione dei migranti, cioè come intenda attivarsi l’Amministrazione Comunale per difendere la presenza dei militari della Brigata Sassari ed impedire che la caserma di Prato Sardo venda adibita a centro di accoglienza per migranti, mi ricollego a ciò che ho detto sino ad adesso e cioè che il Comune di Nuoro può dialogare, interloquire, far sentire la sua voce, però ormai il livello di trattativa si è spostato talmente tanto in alto, che il nostro potere è abbastanza limitato. Posso dire che durante le frequenti riunioni che vengono svolte in prefettura a Cagliari relative ai migranti, l’ultima l’abbiamo fatta circa a metà gennaio ed era una conferenza regionale sull’immigrazione alla presenza dei vertici militari, dei Procuratori della Repubblica, dei Prefetti, dei Sindaci e dei Questori della Sardegna, si è discusso sulle forme di accoglienza dei migranti. Vi ricordo che la quota di migranti assegnata alla Sardegna è di circa il 3% di tutto il movimento migratorio che in questo equivale a circa 8.000 persone. I criteri di integrazione e di accoglienza dei migranti non prevedono l’isolamento a cura dell’I.D.N. S.n.c. 16 dei migranti stessi in una zona distante dalla città. Per cui se queste sono le linee guida del Ministero dell’Interno, nonché le linee guida che provengono dai vari organismi che si occupano delle varie sfaccettature del fenomeno, noi faremo presente che la struttura della caserma di Prato Sardo è la meno idonea in assoluto e non è idonea per niente rispetto all’accoglienza e all’integrazione dei migranti stessi. Per cui allo stato attuale l’impegno dell'Amministrazione è affinché venga mantenuta la destinazione d’uso che deriva poi dagli accordi di programma e casomai ribadire il concetto che noi siamo aperti all’accoglienza, siamo aperti alle persone che soffrono, che sono appunto i migranti in questo momento con un problema a livello mondiale. Non ci sottraiamo ai nostri impegni, ma non in quella struttura perché in base alle linee guida e alle direttive che provengono dallo stesso Ministero dell’Interno quella struttura non è per niente adatta. Recentemente, ne abbiamo già parlato altre volte, l’Amministrazione ha pagato i debiti nei confronti dell’impresa che sta realizzando la caserma; la Regione ha inviato l’anticipo dei cosiddetti lavori di completamento, cioè ha inviato 150.000 euro mi pare il 27 dicembre, l’acconto del 10% previsto dalla legge per avviare i lavori di completamento. I lavori di completamento verranno avviati a brevissimo, cioè non appena termineranno le procedure di controllo dell’aggiudicatario, che è la stessa impresa che ha realizzato la maggior parte dei lavori, per cui ripartiranno sia i lavori di completamento che i lavori cosiddetti del lotto principale. Le stime sono che entro l’estate i lavori dovrebbero essere completamente terminati. L’impresa aveva fatto una causa per il pagamento di interessi, esattamente 107.000 euro per il ritardo nel pagamento di alcune fatture, di alcuni SAL e l’Amministrazione sta cercando di trovare una transazione con l’impresa e pagare anche questa fattura di interessi. I pagamenti del pregresso sono naturalmente la condizione affinché i lavori riprendano. Spero di essere stato chiaro. PRESIDENTE La parola al Consigliere Saiu per la replica. a cura dell’I.D.N. S.n.c. 17 CONSIGLIERE SAIU Ringrazio il Sindaco per la chiarezza delle risposte e la puntualità delle precisazioni fornite. Dalle sue parole emergono, Sindaco, sia elementi di conforto che però elementi di preoccupazione. Gli elementi di conforto sono rappresentati intanto dai tempi di realizzazione e di conclusione dei lavori della caserma di Prato Sardo che lei ci ha appena illustrato e indicato approssimativamente per l’estate. Poi è vero, questioni finanziarie legate al ritardo nei pagamenti alla ditta che si è aggiudicata l’appalto hanno determinato per le casse comunali conseguenze che anche in altre circostanze abbiamo avuto modo di riprendere. Però è importante che lei abbia precisato che entro l’estate i lavori verosimilmente saranno conclusi anche perché, lei lo ricorderà molto bene, proprio nel luglio scorso l’Assessore ai Lavori Pubblici fu coinvolto in una piccola polemica relativa alla conclusione dei lavori della caserma che a luglio dell’anno scorso sembravano essere addirittura in pericolo e l’Assessore Belloi richiamava addirittura la possibilità che occorresse rifarsi ad una consultazione popolare per decidere la destinazione di quei locali. Invece, ripeto, è per me elemento di conforto sentire dalla sua voce che la caserma di Prato Sardo verosimilmente verrà conclusa entro l’estate. Così come è per me motivo di soddisfazione apprendere che le linee guida che vengono seguite dagli organismi deputati ad occuparsi dell’accoglienza dei migranti, non prevedono la collocazione in edifici e strutture analoghe a quella della caserma, che rischierebbero effettivamente di trasformarsi in veri e propri ghetti. Questa è certamente una soluzione che non è auspicabile né per i migranti né evidentemente per la comunità nuorese. Da questo punto di vista in effetti anch’io avevo notizie circa la collocazione di migranti solo in un certo numero, solo all’interno di strutture con determinate caratteristiche. Poi in realtà abbiamo visto purtroppo come le cronache italiane ci abbiano consegnato anche episodi di accoglienza che sfuggivano a quelle linee guida e quindi a centri di accoglienza che assomigliavano veramente a dei ghetti. Però questo non è l’aspetto che interessa la nostra discussione, perché noi siamo nel Consiglio Comunale di Nuoro e discutiamo di una preoccupazione che manifestano molti cittadini. a cura dell’I.D.N. S.n.c. 18 Quindi chi era preoccupato che i lavori della caserma avessero delle difficoltà di completamento può essere rassicurato, ed io per primo. Così come rassicurante è la notizia che lì non potranno andarci i migranti per via delle condizioni oggettive della struttura della caserma che non consentirebbe di ospitarli. Molto meno rassicurante - mi permetta - sono stati i passaggi relativi alle sue interlocuzioni e col Generale Giovannini e con il sottosegretario Rossi, perché mi pare di aver colto, dalle espressioni che lei ci ha rappresentato, una sorta di differenza di posizioni. Se infatti il Generale Giannini mi pare di capire richiami ad una decisione definitiva che ancora non è stata presa, invece il sottosegretario Rossi dice una cosa diversa. Ecco, questo è l’elemento di preoccupazione. Cioè a dire: se i migranti non andranno nella caserma di Prato Sardo per le ragioni che lei ci ha illustrato, però non è detto che ci vadano i militari della Brigata Sassari, perché la partita che si sta giocando è quella: tra la Regione Sardegna e il Ministero della Difesa, legata alla presenza militare sia nelle basi che nelle cosiddette servitù. E ha fatto bene lei a sottolineare come le due questioni, i due aspetti siano radicalmente diversi. Io credo che da questo punto di vista sia necessario fare chiarezza, cioè che la nostra Amministrazione, l’Amministrazione del Comune di Nuoro e la popolazione nuorese devono assumere determinazioni, posizioni, mobilitazione se necessario, per avere a Nuoro la presenza della Brigata Sassari, così come da accordi già sottoscritti, ma soprattutto per ragioni legate intanto alla salute della nostra economia che, per quanto questo aspetto sia da alcuni contestato, per me è invece chiarissimo. Cioè la presenza di 250/300 nuove buste paga in questo territorio non potrebbe che far bene. Quindi io eviterei qualunque tipo di valutazione di ordine ideologico sul tema della presenza militare a Nuoro. In secondo luogo ritengo che noi ci si debba spendere, si debba combattere, si debba lottare, se serve anche con la Regione Sardegna, perché la presenza dei militari della Brigata Sassari a Nuoro può essere una ricchezza in generale per la presenza della difesa in Sardegna. Se veniamo da molti anni di presenza militare, nazionale o internazionale pensiamo per esempio alle basi NATO - con notevoli sacrifici richiesti ai nostri a cura dell’I.D.N. S.n.c. 19 territori, oggi invece ci affacciamo ad una prospettiva anche di evoluzione tecnologica della difesa, che può configurarsi come una vera e propria risorsa economica per i nostri territori. E sarebbe veramente un peccato, anzi potrei dire una doppia fregatura se poi oggi quei presidi militari venissero ospitati in altri territori come la Sicilia, e ne abbiamo avuto un esempio recente con Decimomannu. Allora ribadisco: è importante dal mio punto di vista che noi teniamo alta la guardia rispetto alla presenza della Brigata Sassari a Nuoro. Cioè non mi accontento della rassicurazione che la caserma non diventerà un centro per migranti. Desidero, auspico, mi attiverò personalmente con tutte le persone che poi condivideranno questa posizione, affinché a Nuoro si realizzi la presenza della Brigata Sassari per le ragioni che ho spiegato prima. Non è sufficiente cioè che noi tiriamo un sospiro di sollievo perché non vengono i migranti; è necessario che noi combattiamo perché quel presidio militare si realizzi e si insedi nelle forme e nei modi che sono contenuti in quell’accordo di programma. Raccolgo con favore il suo auspicio all’apertura della nostra città all’ospitalità di tutti i soggetti più deboli, in particolare migranti, clandestini, persone che fuggono dalla guerra, senza dimenticare signor Sindaco che i problemi dei nostri cittadini sono tanti e noi certamente dobbiamo preoccuparci prima di loro. PRESIDENTE La parola al Sindaco. SINDACO Una piccola precisazione perché non ci siano fraintendimenti, perché questi argomenti sono molto delicati e quindi li dobbiamo trattare con i guanti. Lei ha segnalato che dalle mie parole sarebbe emersa una sorta di contrasto tra la versione del Generale Giovannini e la versione del sottosegretario Rossi. In realtà per completezza di informazione debbo riferire che non si tratta di un contrasto di informazioni, ma si tratta di una risposta che il Generale Giovannini non poteva dare in Sardegna perché è un livello decisionale superiore e allora mi ha detto: rivolgiti al livello decisionale superiore, cioè Roma. Io mi sono rivolto a Roma e Roma per adesso ha confermato gli impegni. Prima precisazione. Quindi non si tratta di un contrasto ma si tratta di un rimando ad un’altra persona per avere la risposta che abbiamo interpellato. a cura dell’I.D.N. S.n.c. 20 La seconda questione: come giustamente lei dice dobbiamo pensare a chi sta male, cioè in questo momento ai rifugiati, ai migranti, e non possiamo non pensarci, è un obbligo civile, è un obbligo morale, è un obbligo che abbiamo tutti. Ma questo non significa e non va per niente in contrasto con l’altro obbligo che abbiamo contemporaneamente e anche prima, che è quello di pensare alla cittadinanza però senza distinzione di sesso, di razza, di religione e di niente. PRESIDENTE Prima di procedere con il secondo punto all’ordine del giorno, la parola al Consigliere Manca per una comunicazione. CONSIGLIERE MANCA Un saluto a tutti i presenti. Nelle fasi di comunicazione intendevo esprimere alcune considerazioni legate al tema che si è trattato prima. Capisco che amministrare costi fatica e non tutti possono occuparsi di tutto. E’ evidente che occuparsi di tutto costa ancora più fatica, ma soltanto chi è bravo ci riesce. Per questo mi sento di ringraziare in particolare il Presidente della commissione urbanistica e ambiente di cui io faccio parte come commissario - casualmente è qua vicino, ma soltanto casualmente - perché dopo dieci anni di lettura della lotta al randagismo nelle due precedenti consiliature, il Presidente della commissione appena insediatasi ha portato all’attenzione il tema del regolamento. Per dieci anni noi non abbiamo avuto un regolamento. Io ho letto soltanto l’enunciazione nei vari atti legati al bilancio, ma di regolamento non ne ho mai avuto traccia, mai avuto neanche l’occasione di poterne discutere considerato che per dieci anni il tema non è stato mai portato neanche in commissione. Può succedere che ciascuno di noi possa essere distratto, possa essere impegnato in altre cose. Trovo però che è meglio che sappia che esattamente il 26 gennaio, quindi pochi giorni fa, forse nella seconda riunione convocata dal Presidente, all’attenzione c’era un ordine del giorno che riguardava il regolamento della lotta al randagismo, ma non soltanto quella, praticamente è un regolamento che riguarderà tutte le specie animali. Riunione che poi è saltata per lo stato di salute del Presidente, rinviata al 2 febbraio ed oggi esiste una bozza di regolamento. Ripeto: in dieci anni io hanno ho mai visto né mai sentito niente, se non le a cura dell’I.D.N. S.n.c. 21 poche letture che ho fatto sugli atti legati al bilancio. Quindi sono particolarmente interessato sotto questo aspetto, perché è un ordine del giorno che mette ordine laddove non c’è ordine, laddove è necessaria una messa a punto, laddove è necessaria una regolamentazione su un tema che, come ha detto l’Assessore, è particolarmente sensibile, perché la convivenza con gli animali nelle città e nei paesi è un’evidente condizione che spesso porta lacunosità. Ma è ancora peggio se queste lacunosità nascono da noi, dal non sapere, ma mi farà piacere poter vedere nelle riunioni di commissione persone che si interessano del fenomeno, persone giustamente puntuali nell’osservare che la regolarità degli atti è una cosa dovuta, compreso il rivolgersi alle strutture competenti. E quindi sarò ben lieto, personalmente io, di poter collaborare e assistere alla collaborazione che ci verrà offerta da chiunque, ma soprattutto da chi il problema evidentemente non lo sta affrontando nei posti dovuti insieme alla commissione autorizzata a farlo e che puntualmente appena insediata lo sta facendo e lo sta facendo con estrema serietà perché è un capitolo, insieme a tanti altri che riguardano questi settori, molto importante e ritengo che bisogna decidersi di mettere il capitolo fine nella riorganizzazione e nell’organizzazione regolamentare di questa vita associativa, nel rispetto di tutte le persone che ne fanno parte e di tutte le associazioni che ne fanno parte. PRESIDENTE La parola al Consigliere Bianchi. CONSIGLIERE BIANCHI Grazie Presidente, è a lei che mi rivolgo come garante dei diritti del Consiglio e al dottor Puledda come Segretario Generale, in quanto lui garante della regolarità e della legittimità degli atti che vengono assunti dall’Amministrazione. E lo faccio per ricordare che il 13 ottobre il gruppo di cui sono componente ha presentato un’interrogazione - a risposta scritta peraltro - avente ad oggetto “questioni attinenti l’affidamento dei diritti di compravendita della carta da macero e sulle modalità di effettuazione del controllo del servizio di igiene urbana”. La data basterebbe a riassumere i contenuti della mia comunicazione; sono qui a dirle che ad oggi non abbiamo ancora ricevuto una risposta su questo argomento. E’ ovvio che è nostra intenzione mantenere all’interno di quest’aula le questioni, i quesiti che attengono soprattutto ad una materia come questa, che riguarda le modalità di affidamento di incarichi e servizi all’interno della Pubblica Amministrazione, che deve rispondere a determinate regole che sono assolutamente a cura dell’I.D.N. S.n.c. 22 normate. Riteniamo peraltro che in quella interrogazione vi siano dei rilievi importanti sulle procedure, sulle modalità seguite dall'Amministrazione. Avremo il piacere di conoscere quali sono le risposte dell'Amministrazione, anche se vi siano state da parte nostra delle obiezioni che non hanno fondamento. Per questa ragione e per altre e per i motivi contrari, a distanza di più di tre mesi sarebbe opportuno che ci facesse pervenire, chi di competenza, la risposta ai quesiti posti. A lei ci affidiamo come garante, confidando in tempi brevi per ricevere la risposta ai quesiti posti. PRESIDENTE Mi faccio carico dell’adempimento. PUNTO DUE ALL’ORDINE DEL GIORNO: SEGNALAZIONE DA PARTE DEI CITTADINI DI FABBRICATI ERRONEAMENTE CENSITI COME DI VALORE STORICO NELLE TAVOLE DI ADEGUAMENTO DEL PIANO PARTICOLAREGGIATO DEL CENTRO STORICO AL PIANO PAESAGGISTICO REGIONALE. VERIFICA DI COERENZA CON LE DISPOSIZIONI DEL PIANO PAESAGGISTICO REGIONALE. La parola all'Assessore Sanna. ASSESSORE SANNA Saluto nuovamente tutti i Consiglieri. La presente delibera in realtà è un ritorno in Consiglio Comunale, era stata da me ritirata per dei vizi legati alla forma che avrebbero esposto ad un’anomala deliberazione il Consiglio Comunale; quindi abbiamo chiesto agli uffici di rivederla e di riproporla in una forma che preservi quanto il Consigliere, nella responsabilità che attiene alla propria funzione, va a deliberare. Do lettura della delibera: «PREMESSO che con determina dirigenziale N. 1812 del 01/08/2014 è stata indetta la procedura di segnalazione da parte dei cittadini di fabbricati erroneamente censiti come di valore storico nelle tavole di adeguamento del piano particolareggiato del centro storico al Piano Paesaggistico Regionale; CONSIDERATO che all'avviso hanno risposto N. 12 cittadini; PREMESSO che con determina dirigenziale N. 2444 del 17/10/2014 sono stati riaperti i termini della procedura di segnalazione da parte dei cittadini dei fabbricati erroneamente censiti come di valore storico nelle tavole di adeguamento del piano a cura dell’I.D.N. S.n.c. 23 particolareggiato del centro storico al Piano Paesaggistico Regionale; CONSIDERATO che all'avviso hanno risposto altri tre cittadini; VISTO il Piano Particolareggiato del centro storico del Comune di Nuoro, approvato con i Decreti del Coordinatore del Servizio Urbanistica della RAS N. 471 per la zona territoriale omogenea A, N. 472 per la zona B, N. 473 per la Z.T.O. C, N. 474/11 per la sub Z.T.O. D, N. 475 per la sub Z.T.O. E, N. 476 per la sub Z.T.O. F, N. 477 per la sub Z.T.O. G e N. 478 per la H, del 10/03/1989, e riadottato con Delibera del Consiglio Comunale N. 31 del 30/07/2001; VISTA la determinazione N. 2311 del 08/10/2008 del Direttore Generale della pianificazione urbanistica territoriale e della Vigilanza edilizia della Regione Sardegna, con la quale è stata approvata la verifica di conformità, ai sensi dell'Art. 52 delle norme tecniche attuative del Piano Paesaggistico Regionale ed ai sensi degli indirizzi applicativi di cui al Decreto di Giunta Regionale 16/3 del 24/04/07, del Piano Particolareggiato del centro storico del Comune di Nuoro; VISTE le richieste sopra citate e i loro allegati; VISTA la relazione dell’ufficio, protocollo N. 5218 del 04/02/2015; VISTE le osservazioni e i ricorsi presentati dai cittadini alla relazione dell'ufficio con protocollo N. 5218 - e sono citati i ricorrenti, dei quali non mi sembra il caso di fare i nomi; VISTA la relazione dell'ufficio allegata alla presente per farne parte integrante e sostanziale, dalla quale emerge che N. 3 richieste rispondono ai requisiti individuati dalla determinazione N. 2311 del 2008 e pertanto possono essere classificate come non di valore storico e precisamente gli immobili distinti al catasto al foglio 45 mappali 590 e 591, al foglio 45 mappale 4766, al foglio 45 mappale 1116; CONSIDERATO che per quanto concerne i centri di antica e prima formazione, gli insediamenti storici, la verifica e l’adeguamento degli strumenti urbanistici al PPR mirano ad assicurare anche in prospettiva il recupero dei valori ambientali, architettonici ed identitari propri dell'assetto urbano ed edilizio pertinente all'impianto insediativo e alla sua evoluzione attraverso il tempo, prima delle macroscopiche alterazioni subite negli ultimi cinquanta anni; CONSIDERATO altresì che il principale obiettivo della verifica e dell'adeguamento suddetto è quello di ricostituire un assetto generale coerente con quello originario storicamente formatosi, mediante conservazione e restauro di elementi e componenti superstiti e mediante previsione di interventi di progressiva eliminazione dei manufatti e dei fabbricati incongrui, con successiva eventuale a cura dell’I.D.N. S.n.c. 24 realizzazione di nuovi corpi di fabbrica non dissonanti dal contesto e coerenti con l'abaco delle tipologie tradizionali locali; VISTA la deliberazione N. 36/7 del 5 settembre 2006, con la quale la Giunta Regionale ha approvato il Piano Paesaggistico Regionale per il primo ambito omogeneo; VISTA la determinazione N. 46 del 23/01/2008 del Direttore Generale della Pianificazione Urbanistica Territoriale e della Vigilanza Edilizia, concernente la verifica della perimetrazione del centro di antica e prima formazione del Comune di Nuoro; VISTO l'Art. 2, disciplina per le aree all'interno dei centri di antica e prima formazione, della Legge Regionale 4 agosto 2008 N. 13, così come modificato dalla Legge Regionale 23 ottobre 2009 N. 4; VISTA la Legge Regionale N. 29/1998; VISTA la Legge Regionale 45/1989; VISTO il Decreto assessoriale N. 2166 del 20/12/1983; VISTO il Decreto Legislativo N. 42 del 2004, “Codice dei beni culturali e del paesaggio”; VISTA la Legge N. 378 del 2003, "Disposizioni per la tutela e la valorizzazione dell'architettura rurale"; VISTO il vigente Piano Urbanistico Comunale; VISTO il parere della Commissione Urbanistica; VISTO il parere reso dal Dirigente del Settore Urbanistica ai sensi dell'Art. 49, 1° comma del TUEL; Il Consiglio Comunale è chiamato a DELIBERARE: - di approvare la verifica di coerenza del Piano Particolareggiato del Centro Storico di Nuoro con le disposizioni del Piano Paesaggistico Regionale in merito alla riclassificazione delle seguenti unità edilizie: - Sub Zona F, isolato 15, unità edilizia 7 e 10, come detto distinta in catasto al foglio 45 mappali 590 e 591; Subzona C, isolato 14, unità edilizia 3 parte, distinta in catasto al foglio 45 mappale 4766; - Sub Zona F isolato 4, unità edilizia 2, distinta al catasto al foglio 45 mappale 1116 come non di valore storico; - che pertanto le quattro unità edilizie sopra richiamate non sono più da considerarsi di valore storico. La presente verifica sarà soggetta ad approvazione da parte dell'Assessore Regionale competente come previsto dall'Art. 9 della Legge Regionale N. 28 del a cura dell’I.D.N. S.n.c. 25 1998». PRESIDENTE Dichiaro aperta la discussione. La parola al Consigliere Lai. CONSIGLIERE LAI Buonasera a tutti, ai cittadini in particolare. Dalla lettura della documentazione e da chiarimenti approfonditi presso gli uffici dell’urbanistica, la delibera in approvazione risulta essere frutto del lavoro tecnicoamministrativo. Stiamo parlando dell’adeguamento del piano particolareggiato al piano paesaggistico. Da quello che ci risulta è un lavoro che è stato eseguito anche prima di altri Comuni, dando la possibilità ai cittadini di correggere eventuali errori del piano particolareggiato nella classificazione degli edifici di valore storico. Condividiamo anche l’impostazione di estrapolare dalla delibera quei casi in cui vi erano degli abusi che giustamente devono essere valutati in separata sede. Per quanto ci riguarda il Movimento 5 Stelle rimane certamente a disposizione di cittadini che volessero avere supporto laddove ritengano di non aver avuto tutti i chiarimenti richiesti. Nel caso di specie nulla di ciò si è verificato, per cui non ci rimane che prendere atto della documentazione presentata. Semmai rimane il tempo per una considerazione di ordine generale: il centro storico di Nuoro - e non solo - in tempi passati ha avuto poca attenzione sul valore storico degli edifici, quando veniva attuata una prassi di scarso controllo e pratiche gestite in modo più amichevole che in modo trasparente ed imparziale. Come esempio di scarsa attenzione ai valori storici può essere ricordato il vecchio carcere di via Roma, struttura di grande valore storico e architettonico, che è stato fatto demolire da una classe politica superficiale. Il rammarico diventa ancora maggiore se andiamo ad analizzare come attualmente la struttura si presenta nel centro polifunzionale, sorta appunto al posto dell’ex carcere e non utilizzata. PRESIDENTE La parola al Consigliere Zola. CONSIGLIERE ZOLA Un saluto a tutti, in particolare al pubblico presente. a cura dell’I.D.N. S.n.c. 26 Con riferimento alla richiamata verifica di coerenza relativa alla riclassificazione di alcune unità edilizie incluse nel centro storico dell’abitato, vorrei fare alcune osservazioni. Nel rispetto degli atti posti in essere dal settore competente si rileva che l’adeguamento del piano particolareggiato del centro storico al piano paesaggistico regionale, PPR, e del resto come si evince dagli atti allegati alla presente delibera, sia stato trattato sin dalle sue origini come atto di gestione con successivo ricorso al deliberato del Consiglio Comunale, il N. 58 del 26 giugno 2008, di mera presa d’atto. Infatti il succitato adeguamento è stato approvato con la determinazione N. 46 DG del 23/01/2008 della direzione generale di pianificazione urbanistica territoriale della RAS e successivamente integrata con altra determinazione, la N. 2712 DG del 19/11/2008, la quale ha concluso con l’imposizione dei vincoli storici urbanistici a quegli immobili ritenuti tali e che il medesimo studio ha interessato tutti gli immobili inclusi nel piano particolareggiato del centro storico. L’adeguamento suddetto è stato concluso con la prima delle determinazioni regionali suddette senza che vi fosse, come detto, alcun bisogno di ricorrere ad approvazioni superiori del Consiglio Comunale, ritenuto evidentemente non competente. Tutto ciò non si capisce, perché non è spiegato dal settore proponente, come oggi si riceva questo atto per deliberare in merito alla suddetta riclassificazione di quegli immobili inclusi nel centro storico, per i quali i cittadini hanno fatto le proprie osservazioni e che comporta evidentemente l’annullamento o meno di quel vincolo storico originariamente imposto con un solo atto di gestione, determinazione della cosiddetta direzione generale della pianificazione. Altresì a mio avviso non è proponibile che questo atto di riclassificazione del vincolo storico, che grava sugli immobili inclusi nel piano particolareggiato del centro storico, debba essere portato prima all’attenzione di questo Consiglio Comunale anziché all’approvazione regionale come atto di gestione, come del resto avvenuto in origine. Anche in questo caso infatti si nota l’inerzia dell'Amministrazione precedente che poteva e doveva fare ricorso a tempo debito all’adeguamento vincolistico richiesto con la Legge Regionale del 4 agosto 2008 N. 13, dove dice appunto “Norme urgenti in materia di beni paesaggistici e delimitazione dei centri storici”, così modificata con la Legge Regionale 23 ottobre 2009, la N. 4, allo scopo approvata per la disciplina delle aree all’interno dei centri di antica e prima formazione, il cosiddetto a cura dell’I.D.N. S.n.c. 27 centro matrice, e che ha concesso a questo Comune, come a tutti i Comuni della Sardegna, un solido finanziamento che per qualche ragione - che non si conosce - è stato perso e non si è ottemperato alle norme su richiamate. Così come non si è portato all’attenzione del Consiglio Comunale della precedente Amministrazione la riclassificazione degli edifici storici prima dell’approvazione definitiva del piano urbanistico comunale, il PUC. Infine dagli atti prodotti si rileva che l’esame delle richieste presentate per la riclassificazione di questi edifici, che sono stati erroneamente classificati come storici, per alcuni di questi sono state eseguite delle istruttorie estremamente rigide, alle quali si fa ricorso a definizioni di questo tipo: l’edificio risulterebbe privo di titolo abilitativo; la documentazione risulta incompleta; mancano le scansioni di titoli edilizi; manca la sagoma dell’edificio georeferenziata, etc. Elementi questi che nella fase iniziale di classificazione degli edifici eseguita dall’ufficio preposto nell’anno 2008 non sono stati mai richiesti. E inoltre nella valutazione di questi edifici ritenuti interessati e di valore storico, sono state tenute nella dovuta considerazione la sola documentazione fotografica dello stato esistente e le planimetrie storiche allegate agli atti contenuti nell’originario piano particolareggiato del centro storico, la cosiddetta tavola ottocentesca. Tutto ciò premesso non si afferra la ragione per la quale sia stata effettuata un’istruttoria in modo così eccessivamente rigoroso, in ragione del fatto che nella classificazione originaria che si ripete e avvenuta con atti di gestione non ha previsto la stessa identica procedura pretesa con la classificazione in esame. PRESIDENTE Se non ci sono altri interventi dichiaro chiusa la discussione. Non ci sono dichiarazioni di voto, dichiaro chiuse anche le dichiarazioni di voto. Pongo in votazione il punto due all’ordine del giorno. Esito della votazione: favorevoli 15; contrari 0; astenuti 8. Votazione: approvato. PUNTO TRE ALL’ORDINE DEL GIORNO: GETTONE DI PRESENZA CONSIGLIERI COMUNALI PER LA PARTECIPAZIONE ALLE SEDUTE DEL CONSIGLIO COMUNALE E DELLE COMMISSIONI CONSILIARI PERMANENTI: DETERMINAZIONE IMPORTO. Procedo alla lettura della delibera. «Il Consiglio Comunale, DATO che a seguito delle elezioni amministrative del 31 maggio 2015 sono a cura dell’I.D.N. S.n.c. 28 stati rinnovati gli organi dell'Amministrazione Comunale; VISTA la Legge Regionale Sardegna N. 4/2012 “Composizione dei Consigli e delle Giunte Regionali”; CHE ai sensi dell’Art. 82 comma 2 del Decreto Legislativo N. 267/2000 i Consiglieri Comunali hanno diritto di percepire, nei limiti fissati dal capo IV, un gettone di presenza per la partecipazione a Consigli e commissioni; VISTI: - il titolo III capo IV del Decreto Legislativo 18/08/2000 N. 267, status degli amministratori locali; - il Decreto Ministeriale 4 aprile 2000 N. 119 avente ad oggetto “Regolamento recante norme per la determinazione della misura delle indennità di funzione dei gettoni di presenza per gli amministratori locali, a norma dell’Art. 23 della Legge 3 agosto 1999 N. 265”; CONSIDERATO che in assenza dell’emanazione del decreto per la determinazione della misura delle indennità di funzione dei gettoni di presenza previsto dall’Art. 82 comma 2 del Decreto Legislativo N. 267/2000 trova ancora applicazione il Decreto Ministeriale N. 119/2000, articoli 1, 2, 3 e 4 e la Tabella A, che determina sulla base della classe demografica il seguente gettone di presenza: Comuni con popolazione da 30.000 a 100.000 abitanti lire 70.000, pari ed euro 36,15; CONSIDERATO che gli importi di cui alla tabella A sono maggiorati ai sensi dell’articolo del D.M. 119/2000: a) del 5% per i Comuni caratterizzati da fluttuazioni stagionali della popolazione, tali da alterare incrementando del 30% il parametro della popolazione dimorante; l’incremento, verificabile anche attraverso i consumi idrici ed altri dati univoci ed obiettivamente rilevabili, dovrà essere attestato dall’ente interessato; b) del 3% per gli enti la cui percentuale di entrate proprie rispetto al totale delle entrate risultanti dall’ultimo conto di bilancio approvato, sia superiore alla media regionale per fasce demografiche di cui alle tabelle B e B1 allegate; c) del 2% per gli enti la cui spesa corrente pro-capite risultante dall’ultimo conto del bilancio approvato sia superiore alla media regionale per fasce demografiche di cui alle tabelle C e C1; VISTE - la tabella B, D.M. 119/2000: Comune, rapporto tra entrate proprie e totale entrate pari allo 0,34; a cura dell’I.D.N. S.n.c. 29 - la tabella C del D.M. 119: Comune, media pro capite del totale spese correnti pari a 574,84; DATO ATTO che il rendiconto per l’esercizio 2014, approvato con deliberazione del Consiglio Comunale N. 120 del 20 luglio 2015 evidenzia una media tra entrate proprie e totale delle entrate pari a 0,61 e una spesa corrente media pro capite pari a 1.066,96; CHE pertanto l’indennità di funzione deve essere maggiorata come segue: indennità base: 36,15; maggiorazione 3%: 1,08; maggiorazione 2%: 0,72; totale: 37,95; CONSIDERATO che l’Art. 1, comma 54, della legge finanziaria 2015 N. 266 del 23/12/2015 ha previsto la riduzione del 10% delle indennità e dei gettoni di presenza per un triennio a decorrere dall'anno 2006; CHE la Corte dei Conti, sezione Autonomie, con delibera del 23/12/2009 ha dichiarato non più applicabile la disposizione di cui alla legge finanziaria 2005, Legge 166/2005, posizione che è stata ribadita anche dalle Sezioni regionali della Corte dei Conti dell'Emilia Romagna con delibera N. 22 del 09/02/2010 e della Lombardia con delibera N. 148 del 14/04/2010; VISTO inoltre il Decreto Legge 31/05/2010 N. 78 convertito in Legge 122/2010 e in particolare l'Art. 5 comma 7, il quale dispone “riduzioni delle indennità degli amministratori locali dal 3% al 10% a seconda della classe demografica dei Comuni”, rinviando ad un decreto ministeriale l'attuazione in concreto della norma; CONSIDERATO che a tutt'oggi il Decreto Ministeriale di cui alla Legge 78/2010 non è stato adottato; PRESO ATTO che la Corte dei Conti in sezioni riunite, con delibera N. 1 del 12 gennaio 2012, considerando vigente la norma riduttiva non condivide le pronunce delle sezioni regionali e ritiene che la riduzione del 10% delle indennità introdotte dalla finanziaria 2006 deve ritenersi strutturale e non temporanea; CHE l'Art. 5, comma 7 del D.L. 31 maggio 2010 N. 78, convertito in Legge N. 122/2010 sopra citato ha previsto una diminuzione, per un periodo non inferiore a tre anni, di una percentuale pari al 7% per i Comuni con consistenza demografica fino a 250.00 abitanti; RITENUTO necessario dover determinare la misura delle indennità di funzione agli amministratori in applicazione delle norme sopra richiamate; a cura dell’I.D.N. S.n.c. 30 PRESO ATTO che, in attesa dell'emanazione del decreto di attuazione da parte del Ministero dell'Interno sulla rideterminazione delle indennità spettanti al Sindaco ed Assessori Comunali, è necessario determinare la misura dei gettoni di presenza apportando a titolo cautelativo, sulle indennità determinate dal D.M. 119/2000 la riduzione del 10% prevista dall'Art. 1, comma 54, della Legge N. 266 del 23/12/2005, salvo effettuare conguaglio positivo o negativo in sede di applicazione definitiva del Decreto citato; CHE conseguentemente la nuova misura dei gettoni di presenza è cosi determinata: - Carica consiliare: importo 37,95; - Riduzione 10%: 3,79; - Gettone 34,16; VISTO il Decreto Legislativo 18 agosto 2000, N. 267 recante: “Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali” e successive modificazioni e integrazioni; ACQUISITO il parere favorevole di regolarità tecnica espresso ai sensi dell'articolo 49 del Testo Unico; VISTO lo Statuto Comunale; DELIBERA - di determinare l'importo del gettone di presenza spettante ai Consiglieri con decorrenza dalla data di proclamazione degli eletti avvenuta in data 02/07/2015 in euro 34,16; - di rendere la presente deliberazione, stante l'urgenza, immediatamente eseguibile». Dichiaro aperta la discussione. È stato presentato un emendamento, la parola al Consigliere Brodu per l’illustrazione. CONSIGLIERE BRODU Abbiamo presentato nelle mani del Segretario, ora in adunanza, un emendamento con il quale si propone l’abrogazione del gettone di presenza da corrispondere ai Consiglieri per le sedute consiliari e per le sedute delle commissioni permanenti nelle quali è previsto il gettone. Non credo che nell’illustrazione si debbano spendere molte parole, la richiesta è molto chiara. Le ragioni che stanno a fondamento della richiesta sono ugualmente non implicite ma evidenti e chiare. a cura dell’I.D.N. S.n.c. 31 Le considerazioni di carattere generale sulla funzione della democrazia, dei suoi istituti, l’economicità alla quale tanti fanno richiamo e riferimento, il dovere di militanza e di partecipazione agli istituti di democrazia credo siano argomenti più che sufficienti per giustificare la richiesta. L’appello è che questo Consiglio voglia deliberare ed approvare questo emendamento. PRESIDENTE Chiedo innanzitutto se ci sono altri emendamenti. Procediamo così: facciamo la discussione sia sull’emendamento sia sull’argomento, tutt’uno, e poi procediamo con due distinte votazioni, prima l’emendamento e poi la delibera. E’ stata chiesta una sospensione della seduta per un quarto d’ora. Pongo in votazione la richiesta di sospensione. Votazione: approvata. Ad ore 17:03 la seduta è sospesa. Ad ore 17 e 21 il Consiglio riprende. PRESIDENTE È presente il numero legale. Abbiamo un parere tecnico da parte del Segretario Generale sull’emendamento, al quale chiedo di esprimersi sul punto. SEGRETARIO GENERALE Si tratta semplicemente di un’espressione di parere in linea tecnica, che non entra nel merito dell’opportunità o meno dell’emendamento. Però mi preme rilevare che la previsione dell’indennità di funzione, indennità di carica, gettone etc, è una previsione espressamente contemplata dall’Art. 82 del TUEL, Decreto Legislativo 267/2000 e si configura come un diritto riconosciuto a ciascun singolo Consigliere Comunale. Per cui riterrei impropria la possibilità di ammissibilità di un emendamento che, qualora poi accolto dal Consiglio Comunale anche al di là di quello che può essere il mio parere, perché il Consiglio Comunale potrebbe ritenere non conferente il mio parere, se si dovesse ammettere poi a votazione un deliberato che prevedesse l’abrogazione di una qual si voglia guarentigia posta a favore di un Consigliere Comunale, questo potrebbe comprimere il diritto riconosciuto a ciascun Consigliere di percepire o meno quell’indennità che è prevista dalla legge. Oltre tutto ammettendo e non concedendo che il Consiglio Comunale ritenga di sorvolare sul mio parere tecnico e decida di passare a votazione, se si dovesse a cura dell’I.D.N. S.n.c. 32 arrivare ad una votazione di accoglimento dell’abrogazione, chiaramente il Consigliere che si vedesse imposta questa deliberazione votando contro, se dovesse votare contro, avrebbe ben diritto di vederla ricusata la deliberazione da un competente organo giurisdizionale, perché si tratterebbe veramente di una deliberazione che andrebbe a ledere un diritto che è riconosciuto singolarmente a ciascun Consigliere. Pertanto la deliberazione del Consiglio Comunale, per quanto il Consiglio Comunale è sovrano nelle sue deliberazioni, ci mancherebbe altro, però questa sovranità incontra un limite, che a mio avviso è invalicabile, costituito dalla libertà di autodeterminazione di ciascun Consigliere, che potrebbe ben, con sua iniziativa spontanea, rinunciare alla percezione del gettone di presenza, potrebbe benissimo farlo attraverso idonea comunicazione, in questo caso all’ufficio organi istituzionali, al Presidente del Consiglio, al Segretario Generale, al Sindaco, però riterrei eccessiva, in quanto eccessivamente compressoria, vessatoria nei confronti del diritto di ciascun Consigliere, una deliberazione che imponesse l’abrogazione. Quindi in pratica imponesse a ciascun Consigliere di rinunciare al gettone di presenza. Cosa che il Consigliere può liberamente fare con un suo atto di autonoma determinazione, per iscritto. PRESIDENTE La parola al Consigliere Brodu. CONSIGLIERE BRODU Intervengo come primo firmatario dell’emendamento. Prendo atto dell’interpretazione fornita al Consiglio dal Segretario Generale; non ho ragioni per contrappormi a questo tipo di impostazione interpretativa e questa scheda di lettura. Ne prendo atto e sotto tale profilo interverrei invece sull’emendamento introducendo una correzione dove lo anticipo: la correzione è in luogo dell’abrogazione. Non chiederei neppure una rinuncia ai singoli, quello è un atto personale che ognuno può sempre fare. Correggerei l’emendamento suggerendo che il Consiglio deliberi un importo di gettone di presenza determinato nell’importo di un euro. In tal senso introduco la correzione. Non so se sia sufficiente l’integrazione verbale che sto facendo all’emendamento, oppure se debbo apportarlo per iscritto. a cura dell’I.D.N. S.n.c. 33 SEGRETARIO GENERALE Quindi sostanzialmente si propone di rettificare l’emendamento in luogo della dicitura “abrogazione” “delibera la determinazione nell’importo massimo di un euro”. Do atto che l’emendamento scritto è rettificato a mezzo di rettifica tramite intervento orale del Consigliere Brodu nei seguenti termini: propone la cassazione del termine “abrogazione” e la sostituzione di detto termine con la dicitura: “delibera la determinazione del gettone di presenza nella misura massima di euro 1”. PRESIDENTE Il parere del Consigliere rimane alla fine di inammissibilità perché va sempre ad inficiare sulle prerogative di ogni singolo Consigliere. Visto che il Consiglio è sovrano la pongo in votazione circa l’ammissibilità o meno dell’emendamento. SEGRETARIO GENERALE Ci troviamo in un ambito di mancata regolazione, una sorta di vuoto regolamentare, perché evidentemente la disciplina di trattazione degli emendamenti, come potete vedere, si presta anche a questo tipo di interpretazioni anche di incidenti di percorso. In altri regolamenti questa disciplina veniva codificata, quindi si prevedeva in tabulas che qualora il Segretario Generale, il tecnico, il dirigente di un settore, avesse ritenuto non ammissibile l’emendamento, o sotto il profilo della regolarità tecnica o su quello contabile, in questo caso ha solo un riflesso di natura tecnica, avrebbe un riflesso di minore spesa per l’ente, è previsto che il Consiglio Comunale possa pronunciarsi sull’ammissibilità di procedere o meno alla discussione sull’emendamento. Però in questo caso non è previsto, quindi il Consiglio dovrebbe determinarsi incidentalmente su questo aspetto. PRESIDENTE Non è regolamentato quindi non è per forza tassativamente questa ipotesi. Era per non dare una decisione... non penso ci siano problemi, era solo per una questione di legittimità o meno, visto anche il parere del Segretario. SEGRETARIO GENERALE Naturalmente il mio parere rimane lo stesso in quanto anche se c’è un emendamento, però non viene modificato il discorso relativo all’autodeterminazione di ciascun Consigliere, che appartiene a quei diritti che sono anche costituzionalmente garantiti in tema di elettorato attivo e non possono essere soggetti a cura dell’I.D.N. S.n.c. 34 di forme di interpretazione estensiva. Su questo la giurisprudenza è molto attenta e molto rigorosa, nel senso che sono aspetti che non possono subire una coartazione. PRESIDENTE Stante anche le valutazioni del Segretario procediamo e poi verrà votato. Di conseguenza iniziamo la discussione sia dell’emendamento sia della delibera. La parola al Consigliere Lai. CONSIGLIERE LAI Ancora buonasera. Certamente il Movimento 5 Stelle è favorevole al contenimento dei costi della politica come elemento di selezione di una nuova classe politica che sia veramente interessata al bene della collettività e non al mero interesse personale. Nel caso della riduzione dell’importo dei gettoni di presenza dei Consiglieri Comunali, siamo di fronte alla mera applicazione di una norma statale, per cui sarebbe stato meglio che i componenti partitici della maggioranza non fossero comparsi sui giornali quasi a far credere che si sia trattata di una volontà della maggioranza. Se poi il vanto della diminuzione dei costi del Consiglio Comunale viene legato alla diminuzione dei Consiglieri nelle varie commissioni da 10 a 8, è facile evidenziare che tutte le minoranze avevano proposto – e stiamo riproponendo – la presenza a gettone zero, pur di garantire la presenza di tutti i gruppi consiliari in tutte le commissioni e quindi si fosse rispettato quanto previsto dalla normativa e come ribadito dalla Regione Sardegna a seguito della segnalazione del Movimento 5 Stelle. La diminuzione dei costi in riferimento al Consiglio Comunale, per quanto non significativa è certamente positivo; tuttavia resta il fatto che una vera diminuzione si sarebbe dovuta avere se la maggioranza Soddu non avesse applicato una variazione all’ultimo momento della normativa regionale, che in realtà prevedeva fino alle elezioni del maggio scorso un’interpretazione riduttiva del numero degli Assessori. In pratica a Nuoro da un giorno all’altro è stato modificato il numero degli Assessori passando da 6 a 7. Per essere più precisi la norma nazionale prevede un numero massimo di 7 Assessori per i Comuni tra i 30 e i 100 mila abitanti; per cui secondo una giusta ponderazione a Nuoro non di 7 o 6, ma si potrebbe governare anche con meno o più di 5 Assessori. a cura dell’I.D.N. S.n.c. 35 Questo comportamento superficiale ha determinato l’aumento dei costi della politica del Consiglio Comunale. Diminuzione dei componenti della Giunta Comunale appunto si sarebbe avuto un vero ridimensionamento dei costi. PRESIDENTE La parola al Consigliere Camarda. CONSIGLIERE CAMARDA Partendo dal presupposto che il gettone di presenza è un diritto, così come il Segretario ci ha spiegato benissimo prima, non credo che la misura di un euro comporti un cambiamento in linea di principio. Anche perché se lo dovessimo portare alla misura di un euro, in questo modo si impedisce ai Consiglieri che desiderano devolvere questo gettone a chi meglio credono - alcuni l’hanno anche già fatto formalmente - di poterlo fare. Questo è un punto. Sottolineo che può essere anche un’iniziativa lodevole quella dell’opposizione, però proprio partendo da questo presupposto sarà mia premura verificare il fatto che comunque questo adeguamento di legge era previsto non oggi ma diverso tempo fa e non è stato fatto, per cui sicuramente chi oggi propone questo emendamento è in debito con l’ente comunale e quindi, visto che questa è l’iniziativa, vedremo di far luce su questo aspetto, in modo che ciò che è stato riscosso indebitamente venga restituito. PRESIDENTE La parola al Consigliere Manca. CONSIGLIERE MANCA Apprezzo lo sforzo che si sta facendo in questo caso per adeguarci ai termini di legge, ma mi pare che la Consigliera Camarda abbia spiegato molto bene e inequivocabilmente ci dovrà essere qualcuno o più di uno che sarà chiamato a restituire qualche euro. Detto questo, io apprezzo molto quello che sta accadendo adesso in aula e apprezzo la virata di retromarcia soprattutto da parte dei Consiglieri del PD presenti in aula, perché a settembre 2010 ho presentato una mozione con la richiesta di una riduzione del gettone di presenza, compreso anche l’indennità della Giunta e del Sindaco, del 20%, con le somme rese disponibili lasciavamo all'Amministrazione in carica ferma disponibilità per l’eventuale uscita di spesa nei confronti della città. In quella circostanza quelli che oggi chiedono questo ulteriore adeguamento a cura dell’I.D.N. S.n.c. 36 fanno una bella retromarcia. Tutti possono sbagliare e tornare indietro, ma in quella circostanza la maggioranza compatta bocciò la mozione. Io non lo so se in quel momento la bocciatura era forzatamente legata alla possibile antipatia di quelli che stavano in opposizione allora, e quindi ragioni di carattere personale. Pure accettando tutto riconosco oggi che evidentemente quella mozione andava approvata con un criterio del valore che si dava alla mozione, al tipo di intervento, al tipo di misura che si stava modificando e che si stava adeguando alle difficoltà della città. Evidentemente oggi quel discorso non vale più, non ha più valore; evidentemente ci sono stati dei retropensieri; evidentemente ci si può ripensare. Poi ognuno di noi ha sviluppato l’azione conseguente di recedere dal ricevimento dei gettoni di presenza, io non so quanti l’abbiano fatto, però ricordo molto bene l’impegno che l’allora opposizione aveva assunto, che aveva determinato una totale rinuncia al gettone di presenza. Capisco oggi l’esigenza di ergersi ad opposizione, capisco anche il tentativo di riconquistare ciò che è stato perso, non in termini di gettone di presenza. Leggo questo atto come una rinuncia forzosa, legandola soprattutto all’azione di opposizione, più che ad una vera azione politica che potrebbe essere utile per la città. Tanto più che oggi il Consiglio non è più composto di 40 persone; le commissioni non sono composte più di 10 persone, per cui l’impatto economico nei confronti delle casse comunali è decisamente più modesto. Se mai valuterei meglio il rispetto di ciò che è la democrazia; per esempio negli ultimi due anni di consiliatura abbiamo partecipato a pochissime riunioni di commissione, ma avrei gradito magari rinunciare a fare commissioni in quel momento per un ulteriore risparmio, come atto politico di scelta e non come rinuncia alla democrazia delle commissioni. Invece non ci si è riuniti punto e basta. Io spero invece che questa maggioranza si distingua per le puntualità, per l’efficacia del ruolo in Consiglio e sui temi e sugli argomenti che rendano il gettone una cosa “quasi inutile”, ma che venga fortificata invece l’azione amministrativa e l’operatività, questo sì, con Consigli con temi importanti, con Consigli che cercano di risolvere i problemi di questa città e portino avanti una qualità delle scelte e della vita a cura dell’I.D.N. S.n.c. 37 di questa città, la migliore possibile ottenibile in questo momento. Per questo dico grazie per la proposta, grazie per il mea culpa che stanno facendo soprattutto gli amici del PD, è normale che questo accada perché nella vita tutto può essere rivisto, in questo caso è la rivisitazione di una scelta che allora sicuramente era un’altra, oggi è questa e ne prendiamo atto, perché gli fa solo onore proporre condizioni di questo tipo, favorevoli alla situazione attuale. PRESIDENTE La parola al Consigliere Montesu. CONSIGLIERE MONTESU Vorrei fare un piccolo richiamo comportamentale sia a lei Presidente, sia a lei Dottor Puledda. Un semplice fatto: se è un diritto del Consigliere il gettone, lo è sempre, lo è oggi, lo è sulla commissione, lo è sul Consiglio, lo è su tutte le commissioni. Quest’aula ha votato una precisa richiesta del Consigliere Manca in cui diceva che una commissione - l’ha votata anche all’unanimità – era gratis. In quel momento si è presa una decisione che questo Consiglio ha ratificato a maggioranza, in cui dice che il diritto del Consigliere di partecipare ad una commissione può essere anche votato in una certa maniera. L’ha votato lei, l’ha fatto votare lei Presidente, l’abbiamo votato tutti noi. Cioè oggi non possiamo invocare comportamenti diversi. La prima cosa che bisogna fare è anche la coerenza, oltre al rispetto della norma anche la coerenza. Credo sia importante votare l’emendamento, perché se il principio valeva prima... Sarà anche diversa, se lo sto dicendo è perché non la ritengo diversa. Era un diritto del Consigliere in quella commissione, che tutti noi abbiamo pensato di poter rinunciare, in quel momento abbiamo detto che questi diritti possono essere anche votati. Se sono stati votati il giorno... non sono diversi. Questo è da un punto di vista comportamentale. La questione dell’impatto poi. L’impatto sarà quel che sarà, sarà di meno, sarà di più, non stiamo parlando di impatto, stiamo mettendo in moto un meccanismo che discute determinate cose. Se ci sono dei principi guida che guidano questo meccanismo devono essere validi tutti, devono essere validi nelle commissioni, nel Consiglio, devono essere validi in Giunta, devono essere validi dappertutto. Non si può viaggiare a comportamenti stagni. a cura dell’I.D.N. S.n.c. 38 È corretto quindi fare l’azione di allineamento, di bonifica su un principio politico scelto da questa Amministrazione, anche quello che diceva il Consigliere Camarda: se c’è da recuperare, se qualcuno ha preso di più bene, che si faccia. Un’azione del genere se c’è da farla bisogna farla! Bisogna recuperare moralità all’ente, bisogna capire che qui si viene per cercare di fare un servizio, non per sistemarsi i conti, nessuno credo che ci riesca, anche se ci tentano non ci riesce nessuno. Il discorso è che se dobbiamo riparlare, però quello che non va bene, lo dico molto spassionatamente, è venire qua ogni volta con questo, con questo. Vogliamo affrontare il discorso del costo della politica? Affrontiamolo, diamoci dei principi generali, siamo coerenti con quello tutti quanti e andiamo avanti. Non è che possiamo scrivere ad ogni Consiglio le regole del gioco. Se le volete scrivere le regole del gioco e poi cambiarle... e modifichiamo questo punto del Consiglio, e modifichiamo questo gettone, se volete parlarne parliamone. Io non ho mai fatto niente, sei male informato, io ho sempre subito. Subisco ora e subivo prima. Non mi puoi quindi accusare di questo. È un modo di procedere che sicuramente ci porta fuori strada. Se dobbiamo fare delle cose, le regole del gioco si scrivono tutti insieme. Non è che oggi cambio la ruota sinistra, domani cambio la ruota destra, poi cerco di intervenire sul volante, non va bene così. Alla fin dei conti poi ci ritroviamo prigionieri di questo modo di fare, che tutte le volte che veniamo qui a discutere, discutiamo sempre sulle regole del gioco. Come fanno altri in Regione: discutono sempre sulle regole del gioco; prima il gioco si svolgeva in una maniera, perdono e si svolge in un’altra. Allora non facciamoci trascinare in questo tipo di cose; se le regole le dobbiamo stabilire, le dobbiamo stabilire una volta per tutte. Non possiamo andare avanti a spizzichi e mozzichi. La prossima volta cosa sarà? E poi quando uno fa una commissione magari che serve perché stanno lavorando: quella perché l’ha voluta l’opposizione la facciamo gratis; quella che ha voluto il Consigliere Moro la paghiamo. Non va bene signori, non è un modo di comportarsi serio questo. Allora crediamo che il lavoro di quello possa essere violentato, mentre l’altro lavoro possa essere edificato. Questo è un modo di procedere davvero da dilettanti. a cura dell’I.D.N. S.n.c. 39 PRESIDENTE Il Segretario Generale vuole dire una cosa veloce. SEGRETARIO GENERALE Visto il richiamo al comportamento, io qui sono chiamato ad assistere, a partecipare meglio, prestando qualora richiesta la mia consulenza giuridica, se è il caso esprimo pareri, di certo non voto. Quindi ringrazio per l’assist e vado avanti. E vado avanti dicendo che, sempre in ambito di espressione di parere, allor quando fu proposta l’istituzione di quella commissione alla quale lei fa riferimento, è una commissione non prevista dalla legge, è una commissione ipotetica, straordinaria. Se lei avesse proposto l’abolizione del gettone di presenza della commissione elettorale, io avrei detto le stesse cose che ho detto a proposito del gettone di presenza dei Consiglieri Comunali, perché una cosa è quanto viene suffragato di una guarentigia di legge, da un diritto peraltro – lo ribadisco – costituzionalmente garantito; altra cosa invece è decidere di fare – faccio per ipotesi – dieci nuove commissioni; il Consiglio è sovrano, però a quel punto abbiamo il limite di non aumentare gli organismi amministrativi. In questo caso c’è la legge superiore che è il TUEL. Secondo lei cos’è il TUEL? Comunque io confermo il mio parere positivo rispetto alla proposta relativamente alla commissione di indagine, che se ricordate bene a mio avviso era una duplicazione della commissione di garanzia e controllo, questo l’avevo già sostenuto. Quindi ritenevo che potessero essere benissimo espletate dalla commissione di garanzia e controllo le stesse funzioni. Il Consiglio ha voluto un’ulteriore gemmazione di quella commissione e autonomamente ha deciso che non fosse riconosciuto il gettone. A quel punto io a mio avviso do un parere favorevole. Mentre do un parer sfavorevole rispetto ad un emendamento, ferma restando la dimensione di parere della mia posizione, non è legge quello che dico ci mancherebbe altro, in relazione al fatto di poter imporre a ciascun Consigliere una norma di comportamento, una rinuncia ope legis, senza poter legiferare, contrariamente a quanto dispone la legge, il 267/00. PRESIDENTE La parola al Consigliere Catte. a cura dell’I.D.N. S.n.c. 40 CONSIGLIERE CATTE Buonasera signor Sindaco, Assessori, Consiglieri, pubblico. Mi sembra sia più che altro una battaglia di democrazia più che una battaglia economica. Giovanni Giolitti, l’uomo del re, uomo molto importante per la storia d’Italia a partire dal Regno di Sardegna. Ed era uomo così vicino al re Vittorio Emanuele II, da essere il suo braccio destro. Era un impiegato pubblico semplice, veniva da una famiglia povera; è diventato un impiegato e poi ha iniziato la sua attività politica sostenuto da Vittorio Emanuele II. Una persona talmente influente nella nostra storia da dare il nome ad un’epoca: l’epoca giolittiana. Ha fatto una serie di governi, forse 5 o 6 se non ricordo male. Nel 1921 Giovanni Giolitti fece una legge, che era la legge che inoltrò e inserì nel nostro sistema il compenso per il politico. Ma la matrice di questa novità normativa non è da ricondurre a Giolitti, a lui va il merito di averlo fatto nel nostro sistema, ma in realtà Giolitti l’ha preso da anni precedenti, perché voi mi insegnate che nel diritto in realtà è stato praticamente tutto già inventato. Quindi già i romani l’avevano fatto in epoca repubblicana e poi soprattutto ciò che diede spunto a Giolitti fu la rivoluzione francese del 1789. È in quella sede che nacque l’idea di compensare chi si occupava dell’attività, chi esercitava l’attività politica per un motivo molto semplice che tutti siamo in grado di capire, e cioè che fino ad allora la politica era appannaggio solo dei ricchi. Solo gli aristocratici potevano fare la politica per un ulteriore motivo talmente semplice che è banale, ma perché avevano il tempo per farlo, perché chi era povero doveva andare a lavorare anziché dedicarsi all’attività politica, perché doveva portare il pane a casa. Allora gli aristocratici che avevano i latifondi, che vivevano di rendita, si occupavano della politica perché tutto sommato si occupavano delle cose proprie, perché i beni erano tutti i loro, i poveri non avevano nulla di cosa si dovevano occupare? Nel 1921 Giolitti introduce il compenso al politico e cambia la storia dell’Italia. Adegua la nostra storia a quella delle più grandi democrazie europee. Questo dovrebbe far riflettere parecchio, non poco, sul valore del compenso del politico e a cura dell’I.D.N. S.n.c. 41 soprattutto ad una proposta di abrogazione al di là del fatto che non si può fare, come diceva giustamente il Segretario, perché non si può decidere di rinunciare a un diritto previsto per legge a una legge superiore. Ma il valore simbolico che ha il gettone è quello di garantire che tutti possano fare l’attività politica, non solo i ricchi, non solo gli aristocratici, non solo i latifondisti. Tutti devono avere accesso a questo sistema, perché se qualcuno ci pensa attentamente, secondo questa logica, Giolitti non avrebbe mai fatto politica e non avrebbe visto formarsi il Regno d’Italia come è stato, non avrebbe partecipato all’unità d’Italia, non sarebbe stato il braccio destro di Vittorio Emanuele II. È grazie a lui se tutti possono intraprendere un’attività politica, se tutti oggi possono decidere di impegnarsi per la società della quale fanno parte. Per cui dietro quello che può apparire banale, 34 euro, 35 euro, c’è qualcosa di molto più profondo e di molto più importante, che è il valore della democrazia e della nostra libertà. E la nostra libertà si valuta anche in quella parte che viene lasciata a ciascuno di noi di rinunciare a quel gettone, che non può essere imposta e non può essere frustrato questo diritto riducendo il gettone a una cifra nulla, che è un euro. 34 euro non ci cambiano la vita ovviamente, ma questo è il limite imposto dalla legge e a questo ci atteniamo, perché è importante il valore della libertà e sono importanti i valori della democrazia, che non possono mai essere intaccati, in nessuna forma e in nessun modo. PRESIDENTE La parola al Consigliere Siotto. CONSIGLIERE SIOTTO MICHELE Buonasera a tutti, intervengo anche in risposta del collega Consigliere Lai che ci ha chiamato in causa per l’uscita sul giornale, chi si ferma ai titoli può pensare che stavamo parlando semplicemente di una nostra scelta. Chi leggeva l’articolo invece poteva capire che la scelta era una scelta della maggioranza, ma non sull’abbattimento del gettone, ma sull’adeguamento previsto e non previsto adesso, previsto da tanto. Quindi è diventato per noi qualcosa di clamoroso pensare che stavamo portando in aula una cosa che avrebbero dovuto portare da prima. Detto questo per me è importante quello che si fa, sì anch’io il gettone lo considero un diritto, anche perché molti non hanno diritto per esempio a un rimborso lavorativo perché sono persone che hanno un lavoro da dipendente, soprattutto a cura dell’I.D.N. S.n.c. 42 pubblico, prendono le ore per andare in Consiglio o in commissione e comunque io il mio lavoro 35 euro fidatevi non me lo paga, ma al di fuori di questo è stata una mia scelta e lo faccio con grande gioia e non decido per altri una regola che li costringa a rinunciare o abbassare il gettone. In più mi stupisce il fatto che a settembre, mi dispiace chiamarli Consiglieri di minoranza, però avrebbero detto che avrebbero rinunciare al gettone. Per quello che mi risulta solo due dei Consiglieri di minoranza hanno fatto la prassi per rinunciare al gettone. Adesso vogliono far credere... non lo so, che è populistico dire... per me è populistico dire “rinuncio al gettone” e poi non ci rinunciano. Invece l’hanno affermato e se lo stanno tenendo. Oltre quello, tornando al discorso e all’affermazione che ho fatto prima che per me è importante quello che si fa, noi siamo chiamati qui non tanto per prendere il gettone di presenza o rinunciarci, per lavorare. È diventata quasi consuetudine per alcuni Consiglieri abbandonare l’aula dopo un paio di ore di Consiglio, poi però mi dicono: devi rinunciare al gettone. No, devi rinunciare ad andartene via dall’aula! Devi rimanere in aula, perché qui siamo venuti per lavorare. È troppo bello dire: rinunciamo al gettone. No vieni e lavora, rimani qui, sei venuto qui per quello, non ti prendi il permesso lavorativo per un’ora e poi sparisci: vieni e lavori! Ci sono queste stesse persone che ormai per usanza non partecipano a una commissione consiliare, né pagata né gratis in realtà. Arrivati a un certo punto stiamo parlando di niente, siamo qui chiamati dai nostri concittadini per venire a lavorare, non per parlare di far rinunciare a chi verrà dopo di noi o far rinunciare a chi invece necessita quel gettone, poco che sia, a chi magari quel gettone lo vuole utilizzare per altri scopi, benefici o propri. Noi siamo chiamati qui a lavorare, il resto è tutto fumo negli occhi, propaganda populistica. PRESIDENTE Grazie anche per la chiarezza Consigliere Siotto. La parola al Consigliere Brodu. CONSIGLIERE BRODU Sono intervenuto prima per proporre l’emendamento e successivamente per apportare all’emendamento proposto una correzione, intervengo adesso nel merito. a cura dell’I.D.N. S.n.c. 43 Credo di averne facoltà. Dico subito al Consigliere Siotto: guai se il tema fosse populistico. Mi sarei già seduto, non l’avrei in termini personali neppure proposto, il populismo in sé non mi appartiene, né credo appartenga a nessuno di noi, a tutti quelli che stanno in quest’aula. Il tema non può essere non solo populistico ma nemmeno strumentale, che di volta in volta viene gestito, proposto, ritirato, formulato per strumentalizzazioni di parte, per raggiungere obiettivi di altra natura sotto un profilo magari tattico, coerente o rispondente a quello che può essere il proprio gruppo consiliare di appartenenza. Io voglio sgombrare subito questo aspetto. Il tema è un po’ più alto e si inquadra all’interno di una cornice che deve essere la lettura che il cittadino in questo momento dà della classe politica in generale e della classe amministrativa, e di amministratori in particolare. Al di là e oltre il giudizio che il cittadino dà, e quindi un momento propulsivo importante attivo di messaggio di segnale forte al cittadino per il riavvicinamento all’impegno anche amministrativo. Apro solo una parentesi a volo di rondine, come si dice: quanta difficoltà ognuno di noi ha trovato in pre campagna elettorale, nella fase di preparazione delle liste, a trovare persone valide, persone che avevano comunque voglia di qualità, ad impegnarsi per la cosa pubblica. Tantissimi preferivano impegnarsi nel ruolo di volontariato, dell’associazionismo, tutta cosa senza munus, senza indennità, tutta cosa a gratis. Ma perché? Perché si era creato un distacco forte con l’immagine che dell’amministratore si aveva, chiusa la parentesi a volo di rondine. Allora al di là di tutto questo il tema importante che noi dobbiamo affrontare è in un certo qual modo dissento, poi lo dirò dall’impostazione che ha dato il Segretario Generale e qualche intervento anche che c’è stato. Se è vero che quello del quale stiamo discutendo è inquadrabile, i giuristi lo chiamano dentro i diritti soggettivi di natura patrimoniale, corrispondenti all’esercizio o per l’esercizio di un munus pubblico, di un ufficio pubblico: è così! Il Consigliere Catte ne ha trattato la storia dall’origine e io non voglio tornare, perché l’ho letta quella storia, l’ho condivisa, ci ha fatto anche soffrire a momenti. Ci sono passaggi della storiografia parlamentare sarda in cui Asproni è visto nell’angiporto di Cagliari facendo l’elemosina per poter comprare il biglietto del traghetto per raggiungere Genova e poi il Parlamento cisalpino, per tutte quelle a cura dell’I.D.N. S.n.c. 44 ragioni che il Consigliere Catte diceva. Noi non stiamo precipitando in quelle origini, stiamo discutendo di un altro profilo. Salvo e valido e importante, guai ad abdicare alla corresponsione del munus, e quindi guai ad abdicare a una correzione di inquadramento dal riconoscimento di questo diritto soggettivo di natura patrimoniale pubblicistica, allo stesso tempo però non credo che si potrà oggi contraddire perché gli studiosi del diritto per un verso, gli amministravisti per altro verso, la giurisprudenza in generale per altro verso ancora, ma soprattutto la giurisprudenza contabile in specie della Corte dei Conti, ci hanno detto che sul tema che stiamo trattando vi sono momenti che devono essere valutati e non possono non essere valutati, che attribuiscono all’indennità della quale stiamo parlando, al gettone del quale stiamo parlando, una natura di contabilità pubblica. Appartenendo alla contabilità pubblica deve essere naturalmente corredata a profili anche di economicità. Non a caso sotto tale aspetto e profilo già in norma sono posti degli sbarramenti, non si può superare un certo tot, non si può superare per esempio nel cumulo delle indennità e delle funzioni il corrisposto per esempio al Sindaco. È intervenuta rispondendo a tutta una serie di quesiti che venivano sollecitati dalle amministrazioni locali la Corte dei Conti a dire che non si potevano cumulare per esempio per superare certi importi le presenze all’interno della stessa giornata o comunque nell’arco di un mese tra Consigli Comunali e presenze nelle commissioni. Cioè tutta una serie di sbarramenti sotto questo aspetto. Se tutto questo è vero e noi lo vogliamo affrontare sotto questo profilo, e sotto questo profilo aggiungo per esempio che vi sono città, Amministrazioni – ne ho viste di diverse qui di deliberazioni in tal senso che hanno fissato per esempio chi in 9 euro, chi in 10, chi in un importo qualificato determinato se la norma stessa consente, e noi siamo qui oggi al fine di determinare non in aumento ma eventualmente per una diminuzione, siamo all’interno di questo procedere e di questo principio, atteso che la norma non ci pone importi minimi sui quali eventualmente sbarrarci. Allora il tema così inquadrati, così fatti salvi i principi, così fatto salvo il nostro modo di pensare in termini importanti sull’argomento che stiamo trattando, ha valenza e valore politico. E all’interno della valenza e del valore politico io dico che bisogna prendere una posizione, bisogna esprimersi, senza scivolare nel populismo per un verso, senza strapparsi le vesti per altro verso, senza evocare la storiografia per giustificare una a cura dell’I.D.N. S.n.c. 45 determinazione che in sé è corretta perché la si è voluta assumere. Tra le cose che ho letto in legge e mi avvio a concludere, ho letto per esempio che il gettone di presenza potrebbe essere trasformato in un’indennità di funzione o qualcosa che non esiste più, è stata tolta, è superato sotto questo aspetto anche questo argomento che sotto un certo profilo mi imponeva di confrontarmi ulteriormente per superare le difficoltà del munus. Detto questo è ancora più semplice l’argomento con il taglio e l’impostazione che sto trattando. Il tema, dicevo, è politico allora e non si tratta di una valutazione politica di natura personale, perché ognuno sotto un profilo personale si determina, non sarei neppure intervenuto quest’oggi su questo tema avesse avuto una natura squisitamente o solamente personale, perché io la mia scelta personale l’ho fatta già in campagna elettorale e poi coerentemente l’ho sviluppata così come qualche altro Consigliere parimenti l’ha fatta, discorso chiuso. Il tema invece, io continuo a dire è di natura politica. Oggi si arriva a parlarne perché si porta in Consiglio Comunale questo punto all’ordine del giorno e allora ci confrontiamo oggi e non credo che ci siano tardività sul punto o altro. Né voglio andare a ripercorrere neppure la storia personale, di gruppi politici, di orientamenti nel passato. Io dico che l’attualità di oggi di questo Consiglio impone di confrontarci su questo tema questo pomeriggio e questo pomeriggio dico che per dare un segnale quantomeno in questo contesto temporale, a una città che ha le sue difficoltà intanto verso l’Amministrazione, gli amministratori in generale così concepiti come dicevo prima e l’abbiamo saggiato in periodo di preparazione delle liste. Ma ancora oggi visto come soggetto quasi di esattore fiscale perché le cartelle anche delle tassazioni stanno continuando ad arrivare, di soggetto che tassa perché si parcheggia fuori posto o perché non c’è una determinazione ad orario nel parcheggiare, ma sto andando solo a braccio ad inventare per evidenziare il rapporto con l’Amministrazione, ma al di là del rapporto spicciolo la città in questo momento che soprattutto soffre per la disoccupazione, che soffre per la crisi generale, Idea Motore che chiude, altre realtà che stanno soffrendo, noi diamo in questo momento, quantomeno in questo contesto temporale, un messaggio importante che l’impegno di amministrazione è un impegno di volontariato nel momento in cui soprattutto l’Amministrazione sta patendo un periodo – l’avete chiamato voi – di dissesto a cura dell’I.D.N. S.n.c. 46 finanziario. E allora sotto questo aspetto credo che la scelta politica, se non di rinuncia, ma come la stiamo richiedendo nell’emendamento, di determinare l’importo di gettone di presenza per le sedute del Consiglio e delle commissioni sia determinato in quell’euro 1, coerentemente, legittimo con la normativa, perché passavo il principio del monus pubblico e al contempo è coerente con quelle che sono le nuove letture di correlazione con i principi di economicità della contabilità pubblica. PRESIDENTE La parola al Consigliere Zedde. CONSIGLIERE ZEDDE Come già ribadito da chi mi ha preceduto la volontà di questa maggioranza di adeguare il gettone di presenza per la partecipazione al Consiglio Comunale, alle commissioni consiliari permanenti, nasce dalla necessità di adeguare tale importo alla normativa vigente. Non si tratta di un provvedimento populista o demagogico come ci vuole fare credere l’opposizione, e anche come proposto dall’opposizione con un emendamento che prima prevede l’abrogazione del gettone e poi lo porta addirittura ad un euro. Noi proponiamo un adeguamento alla normativa; se poi questo adeguamento determina una riduzione dei costi della politica ben venga. Non mi pare che di ciò dovremmo dispiacerci o sentirci per questo motivo dei dilettanti come qualcuno precedentemente ha affermato. Poi per quanto concerne il Movimento 5 Stelle, credo che sia difficile accettare lezioni di comunicazione da parte di un movimento che compare ogni giorno, un giorno sì e l’altro pure sulla stampa, e che ci accusa di avere comunicato invece un provvedimento della maggioranza, del quale noi siamo orgogliosi, perché lo riteniamo un provvedimento eticamente corretto e che “rimedia” all’eccesso della precedente Amministrazione, per restare prudenti e non esagerare in questo senso. PRESIDENTE La parola al Consigliere Siotto. CONSIGLIERE SIOTTO GRAZIANO Presidente, colleghi Consiglieri, pubblico che si è trattenuto fino ad ora ad ascoltarci. Mi richiamo ai voli di rondine del Consigliere Brodu, perché mi ha ispirato, mi ha fatto accendere una lampadina un suo richiamo al fatto che il cittadino veda il palazzo come gli esattori fiscali, le multe, qualcosa che spaventa, ma noi pensiamo ancora di riavvicinare il cittadino tagliando 34 euro di gettone a seduta lordo a ogni a cura dell’I.D.N. S.n.c. 47 Consigliere. Pensiamo che invece non dovremmo fare delle campagne per cui il cittadino magari deve essere educato a non prendere la multa, a pagare le tasse per riavere dei servizi. Noi siamo qui per lavorare per quello. Già un errore è stato fatto per quanto riguarda la mia opinione personale, nell’abbattere le Province per punire magari chi governava nel palazzo a fianco, accusandolo di sperpero di denaro pubblico le Province come il male assoluto dell’Italia, quando poi è dimostrato statisticamente che le spese per le Province sono più basse rispetto magari a quelle di Cagliari o del Parlamento italiano, o europeo. Ecco dove sta la demagogia, cioè colpire alla base dove non c’è nulla, abrogare quello che sarebbe un diritto stabilito dalla normativa a cui noi oggi ci adeguiamo con questo provvedimento, me lo propone il Partito Democratico che in Parlamento prende milionate di rimborsi pubblici che erano stati abrogati da un referendum cui gli italiani si erano espressi in maniera contraria, abolendo il finanziamento pubblico ai partiti e mi rimettono la leggina del rimborso. Forse dobbiamo andare a colpire noi lì, forse dobbiamo andare noi a fare le leggi lì e dire: signori, prima chiudiamo queste perdite, poi magari se c’è da togliere e tagliare quelle briciole che abbiamo lasciato agli enti locali le tagliamo. Certamente noi non siamo qui per cavalcare onde, non siamo qui per avvicinare i cittadini con provvedimenti che veramente di costruttivo non hanno nulla, perché adeguarsi alla norma e quello che la norma ci impone ci stiamo adeguando appunto e magari prima di proporre l’abrogazione e poi correggere la forma riportando l’euro del gettone, rinunciamo per primi, le lasciamo magari nelle casse comunali con gli atti protocollati, o magari decidiamo di destinarle a spese sociali o di altro tipo come appunto è facoltà di ogni Consigliere. PRESIDENTE La parola al Consigliere Selloni. CONSIGLIERE SELLONI A casa ascoltiamo gli avvocati, arriviamo qua e ascoltiamo gli avvocati, non me ne vogliano e noi cerchiamo invece in maniera un po’ più semplice, di cercare di interpretare il sentimento comune e anche la provocazione eventuale che si è voluta fare, per quanto mi riguarda, sull’argomento in oggetto. Io l’ho detto più volte, l’ho detto pubblicamente, oggi sono qui per ripeterlo, è un argomento io dico quasi offensivo, e spiego anche perché. Si parlava prima di coerenza, quando noi affrontiamo un argomento antipatico a cura dell’I.D.N. S.n.c. 48 per certi versi, però io dico legittimo per altri, dobbiamo affrontarlo a 360 gradi. La prima domanda che mi viene, siccome c’è una prima differenza: c’è il dipendente pubblico e c’è l’imprenditore, il professionista che viene a prestare la sua opera con dedizione per la sua città, con grande spirito davvero di volontariato per la sua città e qui assistiamo alla prima disparità e mi spiego meglio. Se un dipendente pubblico entra in Giunta e fa l’Assessore, ha diritto alla metà dell’indennità, al 50% per sua scelta, decidendo poi con l’indennità principale. Se un libero professionista va in Giunta ha diritto a percepire il raddoppio di quella indennità base, o meglio l’indennità per intero. Perché non c’è questa prima differenza all’interno del gettone del Consigliere Comunale? Questa è la prima domanda molto banale, molto semplice che mi viene. Dico questo non per cercare di gestire o di avere lo stesso trattamento di equiparare il trattamento della Giunta a quello del Consiglio, ma per dire che noi dobbiamo fare una considerazione serena, leale e con grande onestà intellettuale. Fare il Consigliere Comunale, la provocazione di un euro o meglio niente come diceva un comico, è solo questa, è che è offensivo che il gettone di presenza sia adeguato a 34 euro lorde, perché io vorrei che mi spiegasse chiunque, ma davvero de visu, se 15 euro nette, 13 euro nette, 20 euro nette è la giusta ricompensa per l’impegno onesto che un Consigliere Comunale non deve avere per trascorrere 4, 5, 6, 7 ore in quest’aula, ma per le ore che deve dedicare per studiare eventualmente con grande senso di responsabilità gli argomenti iscritti all’ordine del giorno. C’è qualcuno che ha un po’ di esperienza, che conosce un po’ gli argomenti e quindi a volte può fare a meno anche di ripassare. Sapete quando l’alunno era attento in classe, che dicevano sempre i nostri insegnanti: se state attenti in classe studiate meno a casa. Ma io immagino il Consigliere Comunale che oggi è alla prima esperienza consiliare e che deve assumersi delle responsabilità, perché di questo si tratta, per un gettone di presenza che si equivale a 15 euro netti. Questo deve apparire all’esterno e la provocazione per quanto mi riguarda con questo emendamento e sull’argomento iscritto all’ordine del giorno, è un invito alla riflessione a 360 gradi per dirci in faccia cosa veramente ne pensiamo. PRESIDENTE La parola al Consigliere Saiu. CONSIGLIERE SAIU Questa è la seconda o terza volta che in quest’aula si discute di gettone di a cura dell’I.D.N. S.n.c. 49 presenza, di remunerazione per le funzioni svolte dai Consiglieri eletti in quest’aula. Oggi però rispetto ai temi che sono stati sollevati da una parte e dall’altra si aggiunge un elemento, che è quello che è stato introdotto dal Segretario Generale, che secondo me richiede una qualche riflessione. Intanto lo dico senza ipocrisia, pur non condividendo il merito degli interventi dei Consiglieri della maggioranza, ho avuto però modo di apprezzare che tutti quanti sostanzialmente hanno avuto modo di esprimere una posizione politica senza nascondersi come ci si sarebbe anche potuti aspettare, dietro il parere espresso dal Segretario Generale sull’emendamento. Questo è, ripeto, tenendo ferma la distanza di opinioni sul merito, un aspetto che però va evidentemente preso in considerazione. Lo dicevano bene i Consiglieri dei gruppi di minoranza che mi hanno preceduto. Noi parliamo di una questione che ha caratteri politici; non voglio – ma mi sembra che questo sia un desiderio diffuso – che questa discussione si trasformi in un dibattito sulla legittimità o meno dell’emendamento, della proposta. Anche perché ho paura, riflettendo molto rapidamente, delle conseguenze a cui questa indicazione ci potrebbe portare. Sarebbe paradossale, noi usciamo da qui e incontriamo una signora e diciamo: guardi signora, noi volevamo ridurci il gettone di presenza, anzi ce lo volevamo azzerare, ma questo non ci è permesso dalla legge. E quella signora magari ci dice: ma perché? È un diritto di cui voi non potete disporre? È un diritto come quello alla salute? Un diritto indisponibile quello alla retribuzione? Perché non basta dire che si tratta di un diritto costituzionalmente garantito, la Costituzione garantisce molti diritti. Non tutti i diritti garantiti dalla Costituzione sono diritti indisponibili. Se dovessimo pensare che il Consiglio Comunale non può decidere di rinunciare alla corresponsione di una retribuzione, allora dovremmo arrivare anche alla conclusione che la scelta fatta da alcuni Consiglieri – e io li cito per nome e cognome e cioè Pierluigi Saiu, Basilio Brodu, Roberto Moro e apprendo dalla stampa Graziano Siotto, anche se il caso di Graziano non ho capito bene se si tratta di una devoluzione volontaria o attraverso un atto notificato come abbiamo fatto noi - si dovrebbe dire che nemmeno i Consiglieri che hanno presentato una manifestazione di volontà in ordine alla disposizione del loro gettone a favore delle casse comunali, poteva essere accolta. a cura dell’I.D.N. S.n.c. 50 Se mi si dice: tu non puoi rinunciare al gettone, allora conseguentemente non lo puoi neanche devolvere a favore del Comune. Cioè lo incassi e poi lo ridai, lo incassi, lo dai a un’associazione, invece non è così. E questo è un altro elemento di contraddizione che va a sostegno di quanto diceva prima il Consigliere Montesu. Cioè noi abbiamo approvato e io non vedo differenze che non siano pretestuose, tra commissioni consiliari e commissioni d’indagine, perché rilevo dal mio punto di vista la pretestuosità di una differenza. Non c’è differenza. È tempo che ciascuno di noi dedica ad attività legate al mandato di Consigliere Comunale e non a caso anche nella commissione d’indagine presieduta dal Consigliere Montesu ci sono Consiglieri Comunali, non ci sono mica cittadini. È tempo dedicato all’attività connessa alle funzioni di Consigliere Comunale e quindi sostengo da questo punto di vista la contraddittorietà della scelta sul piano della legittimità, che il Consigliere Montesu ha fatto emergere molto bene con il suo rilievo. Però questo è un tema che per fortuna nella discussione è rimasto marginale perché poi Consigliere Siotto, Consigliere Zedde, il Consigliere Catte, cioè gli altri Consiglieri che sono intervenuti hanno avanzato argomentazioni di ordine politico e su quelle mi piace misurarmi. Intanto ricostruendo un po’ la storia breve di questo Consiglio Comunale almeno per la parte che mi ha visto partecipare come Consigliere eletto. Cioè nel precedente mandato, quello 2010/2015, i Consiglieri Comunali percepivano un gettone di presenza diverso. In realtà nessuna deliberazione è stata mai votata dal Consiglio Comunale e nessun Consigliere di maggioranza o di opposizione, né quelli che all’opposizione sono rimasti né quelli che maggioranza sono diventati e viceversa, aveva mai rappresentato l’esigenza di discuterne. È evidente che però nel settembre 2010, se non ricordo male, proprio il movimento La Città in Comune, allora rappresentata in Consiglio Comunale dal Consigliere Paolo Manca e dal Consigliere Giuseppe Tupponi, presentò una mozione se non ricordo male, per ridurre del 20% il gettone di presenza dei Consiglieri Comunali e di una parte corrispondente anche le indennità del Sindaco e degli Assessori. Quella proposta fu bocciata e il tema in realtà fu ripreso tre anni dopo, nel 2013, a cura dell’I.D.N. S.n.c. 51 se non ricordo male nel novembre 2013 quando una proposta, credo che il primo firmatario fossi io, comunque sostenuto da tutta la minoranza di allora, mirava alla riduzione del 20% del gettone. In quel caso tutti i Consiglieri che sottoscrissero l’iniziativa, poi volontariamente decidettero di devolvere il 20% del loro gettone alle mense scolastiche. Ricordo che la proposta di devoluzione proprio alle mense fu fatta dal Consigliere Seddone e accolta con entusiasmo e partecipazione da parte di tutti gli altri Consiglieri della minoranza. Infatti attraverso un documento simile a quello che io ho presentato a settembre di quest’anno, i 4 Consiglieri del gruppo del PDL, il Consigliere di Città in Comune, il Consigliere di Nuoro Futura P.S. d’AZ, decisero di devolvere il loro gettone. Poi evidentemente nel frattempo, quindi dal 2013 al 2015, c’erano alcuni Consiglieri Comunali che prendevano il 20% in meno del loro gettone di presenza, ci sono state le elezioni, sono cambiate un bel po’ di cose, voi ne siete testimoni, se non più di me almeno quanto me, e il tema dei gettoni si ripresenta. Anche in questo caso non voglio infilarmi nel ginepraio delle reciproche accuse di populismo e demagogia. È più populista chi con un comunicato stampa annuncia la rideterminazione del gettone, o è più populista chi con un altro comunicato stampa dice che i gettoni di presenza non vanno percepiti nelle commissioni? Mi sembra perfino banale, l’attività che noi svolgiamo è un’attività politica e dunque pubblica. Se noi rinunciassimo a veicolare le nostre posizioni in un senso o nell’altro sulla stampa, rinunceremmo tutti, maggioranza e opposizione, al nostro ruolo, perché il consenso si costruisce dal mio punto di vista intorno alle idee e i mezzi di comunicazione, social, stampa, TV, sono mezzi attraverso cui veicolare le idee intorno alle quali ciascuno di noi costruisce il proprio consenso. Noi potremmo tutti pensare di ottenere voti facendo favori, facendo promesse e con quel modo di fare politica a cui tutti abbiamo dichiarato di rinunciare. Quindi francamente rimbalzarsi l’accusa di populista o di demagogo dalla maggioranza all’opposizione, o dall’opposizione alla maggioranza, è in questo tema e in quelli che verranno o che comunque abbiamo trattato, secondo me un aspetto che non merita di entrare in un dibattito che francamente devo dire è stato anche civile. E che questa caratteristica dove conservare. Però io concordo con un passaggio del Consigliere Siotto Michele relativo alla necessità che ciascuno di noi venga valutato in base al lavoro che svolge, in base a cura dell’I.D.N. S.n.c. 52 all’impegno che mette nel fare il Consigliere Comunale. Ve lo dice uno che al gettone di presenza ha rinunciato in data 10 settembre 2015 se non ricordo male. Io spero di essere valutato non perché non percepisco il gettone di presenza, io spero di essere valutato dai cittadini di Nuoro e dunque i cittadini a cui io mi rivolgo per chiedere fiducia e consenso quando ci sono le elezioni, di essere valutato per quello che faccio in quest’aula, per quello che faccio a favore della comunità che rappresento in quest’aula, per strada, in piazza, sui giornali. Utilizzando tutti quegli strumenti che secondo me ciascun rappresentante politico deve maneggiare per dare diffusione al proprio pensiero, alle proprie idee, al proprio credo. Quindi il punto è certamente questo, però anche qui non puntiamo il dito contro gli altri, perché poi capita che dall’altra parte ci troviamo uno specchio e allora ricordiamo che ci sono Consiglieri Comunali che stanno in aula due ore e poi ricordiamo che c’è stato almeno una volta un episodio in cui quei Consiglieri che dovevano garantire il numero legale in Consiglio non erano presenti a questo che è stato fatto dalla minoranza. Lo dico perché dal mio punto di vista puntare il dito verso gli altri rischia poi di ritorcersi contro di noi che ci mettiamo in quella posizione. Poi in passato si era addirittura valutata la possibilità di agganciare il gettone di presenza a una sorta di contrappello, cioè tu rispondi all’appello alle 15 e 30, poi se ne fa un altro a sorpresa alle 19 e 30, un altro alla fine della seduta e solo se tu hai risposto a tutti gli appelli prendi il gettone. Questa è un’altra scelta che io non condivido, perché non dimentichiamo che l’assenza dall’aula, l’assenza da una seduta o da una votazione, può essere conseguenza di una valutazione politica. E allora non cediamo alla tentazione di argomentazioni furbesche per sostenere la nostra posizione. Apprezzo, pur non condividendolo, chi dice: è giusto che il gettone di presenza ci venga pagato perché è una medaglietta; è giusto che ci venga pagato perché è definito per legge. Io ribadisco una mia personale posizione: che è diritto di ciascun Consigliere rinunciare al proprio gettone, è diritto di ciascun Consigliere provocare una votazione consiliare che è dunque un fatto politico non privato, perché anche qui attenzione a distinguere scelte che possono tendere verso la beneficenza, rispetto ad altre che a cura dell’I.D.N. S.n.c. 53 invece hanno un valore politico; provocare, chiedere una votazione da parte del Consiglio Comunale su questo tema ha un valore politico. E l’accoglimento o meno della proposta ha un valore politico. Le argomentazioni sono state illustrate molto bene dal Consigliere Brodu, dal Consigliere Montesu, dallo stesso Consigliere Lai che ha richiamato il passaggio relativo alle commissioni e dunque alla gratuità della presenza come contrappeso a una maggiore rappresentatività proprio negli organismi consiliari. Concludo dicendo questo: ritengo che il Consiglio Comunale possa a tutti gli effetti decidere se i suoi Consiglieri possano rinunciare al gettone di presenza oppure no. Che la scelta, positiva o negativa, sia una scelta politica e non vada confinata nei limiti della legittimità che in questo caso secondo me ricorrono tutti, perché sarebbe difficile spiegare che non possiamo rinunciare al gettone di presenza. Ribadisco che ci sono stati in quest’aula Consiglieri che coerentemente rispetto alle proposizioni si sono comportati, quindi hanno detto che avrebbero rinunciato al gettone e l’hanno fatto e io sono uno di questi e per fortuna non sono il solo. Credo che ancora una volta il Consiglio Comunale si debba esprimere e personalmente in ragione della compatibilità dell’impegno di Consigliere Comunale con l’azione politica e la passione politica, rinunciare al gettone di presenza per il tipo di funzione che a noi viene richiesta, non mette in discussione l’esercizio dei diritti politici, ma come diceva bene il Consigliere Brodu, può rappresentare una scelta di responsabilità nella misura in cui esprime vicinanza a una comunità come quella nuorese, afflitta da molte sofferenze. Aggiungo poi che la mia scelta personale è stata determinata anche dalla volontà di dare seguito a una promessa fatta in campagna elettorale e, contrariamente a quanto si dice delle promesse elettorali, io credo che vadano mantenute, mi sono presentato insieme ad altri candidati sostenendo un’idea, che era quella per cui la retribuzione dovesse essere commisurata ai risultati, così come per esempio succede negli Stati Uniti d’America e non ci sarebbe stato Segretario Generale al mondo che mi avrebbe impedito di farlo. Per queste ragioni dunque ritengo che la proposta avanzata dal Consigliere Brodu e sostenuta dagli altri Consiglieri di maggioranza vada sostenuta, che ve ne siano i fondamenti normativi, ma soprattutto le basi politiche per una considerazione in senso favorevole. a cura dell’I.D.N. S.n.c. 54 PRESIDENTE Dichiaro chiusa la discussione e procediamo con le dichiarazioni di voto sull’emendamento presentato dall’opposizione. La parola al Consigliere Montesu. CONSIGLIERE MONTESU Siamo in dichiarazione di voto solo sull’emendamento? PRESIDENTE Sì, distinguiamo, sono due votazioni distinte. CONSIGLIERE MONTESU Voterò a favore di questo emendamento, non perché voglia fare il provocatore o sia convinto che questo possa risolvere i problemi contabili che ha il Comune di Nuoro. Voterò a favore perché credo nel principio di omogeneità dei trattamenti e credo soprattutto nel rispetto di tutto il lavoro del Consiglio Comunale e dei Consiglieri e di tutta l’Amministrazione. Già oggi abbiamo commissioni che sono a costo zero, abbiamo la Conferenza dei Capigruppo che anche quella dovrebbe essere retribuita con il gettone, ma... PRESIDENTE La Corte dei Conti ha detto di no. CONSIGLIERE MONTESU Lo so che non è retribuita, abbiamo la Conferenza dei Capigruppo che non è retribuita, mentre abbiamo commissioni retribuite, abbiamo il Consiglio Comunale retribuito. Per questioni di omogeneità io credo che il segnale politico da dare sia quello di adeguarci verso la città e adeguare tutto, Consiglio Comunale e le commissioni retribuite a costo zero, a costo simbolico di un euro. Ecco perché voterò a favore di questo emendamento. PRESIDENTE La parola al Consigliere Brodu. CONSIGLIERE BRODU Come primo firmatario dell’emendamento e poi a nome del gruppo Cambiamento richiamo in sede di dichiarazione di voto tutti gli interventi che ci sono stati a favore dell’emendamento stesso, nel richiamo i passaggi normativi, le motivazioni soprattutto politiche che si sono svolte, invitando il Consiglio a votare a favore dell’emendamento. a cura dell’I.D.N. S.n.c. 55 CONSIGLIERE MANCA Ho ascoltato con piacere tutti, come sempre faccio e provo a combattere una battaglia politica a favore della città, come sempre ho fatto seppure da punti di vista differenti e questa esperienza mi ha fatto crescere veramente tanto, sotto il profilo professionale, sotto il profilo umano. Questa è la dote con la quale concluderò la mia esperienza politica prima o poi. Questa è la dote che mi porto via. Gettone o non gettone questa non me la potrà sottrarre nessuno, me la porto via consapevole di essermi adoperato per il bene della città disinteressatamente, cosa che continuo a fare, con la stessa intensità del primo giorno di Consiglio, con lo stesso piacere, anche con dispiaceri - perché no - sono arrivati anche quelli. Per questo sull’argomento nel merito io credo che si debba lasciare a tutti noi, ma mi pare che non ci siano dubbi sulla possibilità di farlo, di lasciare a tutti noi ognuno per i suoi valori e i suoi intendimenti, la possibilità di autoridursi o autoeliminarsi il gettone e non credo che mi potrà dispiacere più di tanto se qualcuno andrà avanti con il ritiro del gettone, perché lo ritengo in linea con quanto affermato il Consigliere Catte una forma che possa portare avanti tutti i rappresentanti della città, anche quelli che non se lo possono permettere e sono convinto che la delusione di vedere queste poche risorse che non gli permetteranno certo né di vivere né di comprarsi la casa, né di abbattere i costi del lavoro, e quindi ogni Consigliere Comunale ha senso civico e senso di responsabilità, lascerei in mano questa libertà a ognuno dei Consiglieri Comunali per quello che vorranno fare e per quello che faranno. In ognuno per questo c’è un senso di responsabilità che viene affidato dai cittadini e a quelli ovviamente, così come ho sentito giustamente da chi l’ha affermato nei precedenti interventi, verrà affidata la valutazione che non sarà sicuramente in valore al gettone sì, gettone no, ma un valore alla qualità delle idee, delle cose pratiche, dei progetti, della programmazione che questo Consiglio è portato a fare. PRESIDENTE Non ci sono altri interventi dichiaro chiusa le dichiarazioni di voto relative all’emendamento e pongo in votazione l’approvazione dell’emendamento presentato dall’opposizione relativo all’adeguamento a un euro del gettone di presenza. Esito della votazione: favorevoli 6; contrari 12; astenuti 1. Votazione: respinto. Adesso passiamo alle dichiarazioni di voto relative alla delibera in discussione. a cura dell’I.D.N. S.n.c. 56 La parola al Consigliere Lai. CONSIGLIERE LAI Dal 1921 di Giolitti a oggi siamo passati da un bisogno di rendere la politica accessibile a tutti, alla casta di cui parliamo e abbiamo in Italia. Come Movimento 5 Stelle siamo certamente contenti della discussione in aula, considerato che a livello nazionale siamo praticamente gli unici, o quasi, a portare veramente avanti questo tema della diminuzione dei costi della politica. Una precisazione sull’intervento del Consigliere Camarda: dire che il gettone di presenza si prende per essere devoluto, pare un po’ un atto di avere benevolenza da parte di qualcuno. I bisogni dei cittadini devono essere garantiti come diritto e non come benevolenza. Certamente votiamo a favore e ricordiamo che il vero risparmio sarebbe stato dalla diminuzione degli Assessori. PRESIDENTE Se non ci sono altri interventi dichiaro chiuse le dichiarazioni di voto e pongo in votazione il punto tre all’ordine del giorno. Esito della votazione: favorevoli 13; contrari nessuno; astenuto uno (il Presidente). Votazione: approvato. Pongo in votazione una sospensione del Consiglio. Votazione: approvata. Ad ore 18.56 la seduta è sospesa 10 minuti. Ad ore 19.09 la seduta riprende. PUNTO QUATTRO ALL’ORDINE DEL GIORNO: APPROVAZIONE REGOLAMENTO PER L’ORGANIZZAZIONE E IL FUNZIONAMENTO DELLA COMMISSIONE COMUNALE DI VIGILANZA SUI LOCALI DI PUBBLICO SPETTACOLO. La parola all’Assessore Belloi. ASSESSORE BELLOI Ritiro la delibera all’ordine del giorno perché necessita di alcuni approfondimenti. PRESIDENTE Grazie Assessore. PUNTO CINQUE ALL’ORDINE DEL GIORNO: STATUTO DELL’ENTE DI a cura dell’I.D.N. S.n.c. 57 GOVERNO NELL’AMBITO DELLA SARDEGNA LEGGE REGIONALE 4.2.2015 N. 4, ART. 6 – APPROVAZIONE. Faccio presente che è stato presentato un emendamento dai gruppi consiliari di maggioranza e dal Movimento 5 Stelle, praticamente identici nelle conclusioni, in cui si chiede che all’Art. 3 dello statuto Egas venga sostituita la dicitura della sede legale amministrativa dell’ente da Cagliari a Nuoro. Anche questo argomento sarà oggetto della discussione insieme alla delibera e con separata votazione. Adesso il Consigliere Saiu ha depositato una risoluzione, prego se la vuole esporre. CONSIGLIERE SAIU L’Art. 61 del regolamento del Consiglio Comunale consente che vengano presentate risoluzioni collegate a punti iscritti all’ordine del giorno perché il Consiglio Comunale possa esprimere, tra le altre cose, i propri indirizzi. Quanto all’ordine del giorno adesso immediatamente in discussione, è quello della sottoscrizione dello statuto dell’Egas, l’ente di governo dell’ambito della Sardegna. Per ragioni sia giuridiche che politiche è evidente che il Consiglio Comunale lo statuto lo deve approvare, però ritengo anche che l’approvazione dell’atto vada accompagnata ad alcuni indirizzi. Ed è quello che sostanzialmente insieme ad alcuni Consiglieri Comunali sottopongo all’attenzione del Consiglio attraverso la proposta di risoluzione. In estrema sintesi di cosa si tratta? La Legge Regionale N. 4 del 4 febbraio 2015 istituisce l’ente di Governo dell’ambito della Sardegna, a cui sono attribuite funzioni di organizzazione territoriale del servizio idrico integrato. L’ente di Governo dell’ambito della Sardegna regolamenta l’esercizio sul soggetto affidatario del controllo analogo, quindi esercita funzioni di controllo sul gestore ed è istituito, dotato di personalità giuridica, per l’unico ambito territoriale ottimale, al quale partecipano obbligatoriamente i Comuni. Del comitato istituzionale, che è organo dell’Egas, fanno parte tra gli altri due Sindaci scelti tra quelli dei Comuni capoluogo di Provincia, e poi l’Art. 7, se non ricordo male della legge istitutiva, cioè della legge 4 del 4 febbraio 2015 indica i compiti. Poi magari su questo aspetto mi soffermerò nell’intervento sul merito del punto. Agli articoli 13 e 14 individua altre funzioni molto importanti. a cura dell’I.D.N. S.n.c. 58 In estrema sintesi si tratta di un ente che gestisce il rapporto con l’affidatario del servizio, attraverso convenzione, che in base a una scelta dell’allora Governo regionale, se non sbaglio il Presidente della Regione era Soru, stiamo parlando del 2005, è Abbanoa, cioè una società in house che dunque gestisce il servizio senza la necessità del bando di gara che invece viene previsto dalla Legge Galli. L’Egas ha funzioni molto importanti sia di controllo che di indirizzo, ma soprattutto di pianificazione. Fino a questo momento però il rapporto tra l’ente di Governo e il soggetto gestore, è stato un rapporto sbilanciato, nel senso che la forza economica di Abbanoa insieme alla sua capacità anche professionale, se non sbaglio in Abbanoa ci sono 1500 dipendenti, ha determinato che invece che esercitare un’attività di controllo sul gestore del servizio, l’ente di Governo che oggi è ente di Governo, prima era ATO, subiva le scelte del gestore. Qual è il mandato che io ritengo il Consiglio Comunale debba affidare al Sindaco di Nuoro? Perché di questo stiamo parlando. Non solo e non tanto di aderire allo statuto di questo ente, ma di dare un mandato, di esprimere degli indirizzi che poi ovviamente dal mio punto di vista non sono esauriti, cioè se il Consiglio Comunale attraverso i Consiglieri di maggioranza vuole arricchire questa proposta, ovviamente credo si tratti di una cosa auspicabile, però abbiamo individuato fondamentalmente due aspetti sui quali affidare al Sindaco il compito di farsi sentire. Il primo è quello a cui faceva riferimento anche lei, che è già espresso negli emendamenti, cioè la modifica della sede amministrativa, l’Art. 3 dello statuto la individua in Cagliari e la collocazione a Nuoro invece avrebbe dei rilievi ovviamente positivi, intanto per quanto riguarda il cosiddetto decentramento amministrativo. Dall’altra parte però di avere una sede di rappresentanza o poco più, come è stato nel caso di Abbanoa, al nostro Comune serve poco, ma più in generale serve poco alla Sardegna, perché se funziona l’Egas, che ha competenza nella determinazione della tariffa, nel quadro ovviamente di quello che è stabilito dall’autorità per l’energia elettrica, il gas e i servizi idrici, se l’Egas riesce a esercitare la sua attività di pianificazione, il cosiddetto piano d’ambito, il piano d’ambito è vecchio del 2002, aggiornato nel 2011, ma sostanzialmente è un atto fondamentale che rientra nella competenza di questo ente e che non si riesce però a rendere realmente operativo nel 2015... a cura dell’I.D.N. S.n.c. 59 PRESIDENTE Sia la maggioranza che il movimento 5 stelle e voi state dicendo la stessa cosa. CONSIGLIERE SAIU No aspetti, questo sulla sede. L’altro aspetto era quello del rafforzamento, per quanto è ovviamente negli strumenti che sono dati al Sindaco di Nuoro, ecco perché “indirizzo”, non è che io posso deliberare o il Consiglio Comunale può deliberare... PRESIDENTE Apriamo la discussione e poi le mettiamo in votazione. CONSIGLIERE SAIU Me lo faccia spiegare però... non è che noi possiamo deliberare sull’Egas. L’indirizzo che io propongo e insieme ad altri Consiglieri a questo Consiglio di approvare è che al Sindaco venga dato mandato per un rafforzamento dell’ente la cui sede sia a Nuoro. PRESIDENTE Perfetto, grazie mille. Procediamo con la discussione. La parola al Consigliere Zedde. CONSIGLIERE ZEDDE Come anticipato dal Presidente, la maggioranza ha presentato un emendamento all’Art. 3 dello statuto Egas nella parte in cui prevede la sede amministrativa e legale anziché a Cagliari come previsto dalla proposta di statuto in Nuoro, per una ragione di decentramento amministrativo e per rafforzare la presenza nel territorio. Per quanto ci riguarda, sia come maggioranza che come gruppo politico La Base, voteremo favorevolmente all’approvazione dello statuto dell’ente di Governo dell’ambito della Sardegna, Egas, istituito con Legge Regionale 4 febbraio 2015 N. 4 con l’emendamento da noi proposto. La decisione che ci spinge ad approvare questo statuto deliberato dalla Giunta Regionale con delibera 33/5 del 30/06/2015 scaturisce da un’analisi approfondita da parte nostra sia dello statuto dell’ente che della Legge Regionale istitutiva dell’Egas, rispetto alla quale abbiamo valutato con attenzione costi e benefici, perché quando parliamo di Egas parliamo di gestione delle risorse idriche integrate, ovvero parliamo di acqua, ovvero parliamo di Abbanoa che è il gestore. In termini spiccioli parliamo di acqua. L’Egas è stato costituito appunto con Legge Regionale del 4 febbraio 2015 ed è l’ente preposto all’esercizio delle funzioni in materia di organizzazione del servizio a cura dell’I.D.N. S.n.c. 60 idrico integrato quale servizio pubblico generale. La gestione delle risorse idriche come sappiamo è un tema di fondamentale interesse, soprattutto nella nostra Regione vista la scarsità della risorsa e il clima particolarmente siccitoso che ci caratterizza. Questa legge regionale è stata emanata in attuazione del Decreto Legislativo 3 aprile 2006 N. 152 che è la normativa in materia ambientale e questa legge regionale ha istituito l’Egas, il cui statuto oggi stiamo analizzando, che è diretta emanazione della stessa legge. Noi dobbiamo fare una valutazione sia della legge che dello statuto. Per quanto ci siano degli elementi di debolezza, in quanto vi è una presenza della Regione abbastanza importante, che anziché limitarsi al controllo interviene anche in fase di pianificazione e programmazione, anche nella governance dell’ente in quanto nel comitato, che è uno degli organi dell’ente stesso, il Presidente della Regione ad esempio o un suo delegato in caso di parità nelle delibere ha un voto prevalente rispetto agli altri componenti che sono i Sindaci. Un altro elemento che valutiamo con favore è per quanto concerne il gestore Abbanoa il progressivo abbandono da parte della Regione delle quote di capitale in favore dei Comuni. Quindi questo degli enti locali attualmente la quota di partecipazione della Regione è pari al 68,11% e dovrebbe arrivare entro i cinque anni al limite massimo del 49% con la cessione delle quote a favore degli enti locali per il controvalore di 1 euro ogni 1.000 azioni. Perché riteniamo che debba essere approvato questo statuto? Intanto è da tanti anni che gli enti locali non esercitano alcun controllo sulla gestione delle risorse idriche a causa della gestione commissariale. Ciò di fatto ha impedito una programmazione strategica, un controllo analogo di cui ha parlato anche il Consigliere Saiu, sul soggetto gestore, che sarebbe Abbanoa. Questa mancanza di controllo e di programmazione ha determinato disservizi nei confronti degli utenti che sono ben noti e che sono riassumibili in poche parole in efficienza del servizio, le cosiddette fatture pazze, gli slacci delle utenze improvvise, le perdite di rete e assistenza negli uffici che per i malcapitati diventa effettivamente un’odissea. Per cui dopo questo periodo di commissariamento, in cui gli enti locali non hanno potuto esercitare alcun potere su una gestione così importante, è necessario che la Sardegna abbia un ente di Governo delle risorse idriche funzionante, in cui gli a cura dell’I.D.N. S.n.c. 61 enti locali possano incidere in modo significativo sulla gestione del servizio e sul controllo del gestore, perché l’Egas ha le seguenti funzioni fondamentali: intanto la scelta della forma di gestione, la determinazione e la modulazione delle tariffe all’utenza, l’affidamento della gestione e il relativo controllo e poi, non ultimo ma importantissimo, la predisposizione e l’aggiornamento e approvazione del piano d’ambito. Quindi concludendo, pur nella consapevolezza che il ruolo della Regione rimane comunque eccessivo, riteniamo che sia necessario procedere quanto prima all’approvazione dello statuto Egas in modo tale da consentire un’immediata operatività all’ente stesso in quanto occorre dare in tempi rapidi risposte ai cittadini in merito alle inefficienze del soggetto gestore Abbanoa perché soltanto attraverso una piena operatività dell’Egas si auspica che gli enti locali pongano rimedio ai disservizi dell’ente gestore in termini soprattutto, come abbiamo detto prima, di fatturazione corretta, di erogazione del servizio efficiente, del disbrigo delle pratiche in tempi rapidi e in modo efficace. PRESIDENTE La parola al Consigliere Lai. CONSIGLIERE LAI Una piccola prefazione, molto breve. Quando il Movimento 5 Stelle è entrato in questo Comune ha detto che avrebbe condiviso e partecipato a qualunque iniziativa che fosse stata per il bene dei cittadini. Quindi così faremo e siamo contenti che l’emendamento da noi presentato sia condiviso e anche supportato da altre forze politiche. Probabilmente a noi manca qualche tecnicismo perché a noi risultava che la commissione competente aveva licenziato lo statuto senza apportare modifiche. Ma questo è poco significativo. Il Consiglio Comunale è chiamato a dare la sua opinione in riferimento alla proposta di statuto dell’ente di Governo Egas, così come elaborato dalla Giunta Regionale. Ricordiamo che tale ente ha la funzione di organizzare il servizio idrico della Sardegna, in particolare il controllo di Abbanoa S.p.A, gestore unico del servizio idrico. La Legge Regionale N. 4/2015 dà indicazioni generali su come deve essere organizzato l’Egas e non prevede dove l’ente deve avere la sede legale e amministrativa ma, anche se lo prevedesse il Movimento 5 Stelle ritiene opportuno a cura dell’I.D.N. S.n.c. 62 che la sede debba essere istituita a Nuoro. Invece l’Art. 3 che propone lo Statuto Egas prevede che la sede legale ed amministrativa deve essere a Cagliari, dimostrando per l’ennesima volta la scarsa attenzione della Regione ad attuare un vero decentramento amministrativo. Quando venne istituita Abbanoa S.p.A. venne dato ad intendere che la sede Amministrativa sarebbe stata a Nuoro. Questo non doveva essere un mero atto di cortesia ma una valutazione ponderata della collocazione logistica di Nuoro nel centro della Sardegna e quindi luogo ideale per l’organizzazione ottimale dell’ente, oltre che un riconoscimento di un ruolo strategico del territorio nuorese. A Nuoro invece è stata riconosciuta soltanto la sede legale di Abbanoa S.p.A. senza alcuna effettiva funzione, dimostrando ancora una volta la scarsa attenzione della Regione al centro Sardegna. Crediamo quindi sia importante più che mai, porre l’attenzione sull’esigenza che la Regione debba attuare un vero decentramento amministrativo soprattutto alla luce dell’approvazione della riforma degli Enti Locali che ha escluso il territorio nuorese dal ruolo centrale nel contesto regionale. La Riforma degli Enti locali è argomento che dovrà essere valutato attentamente alla luce della nuova normativa. Certamente riteniamo positivo approvare lo Statuto Egas con la proposta di sede legale ed amministrativa a Nuoro invece che a Cagliari per quanto sinora sostenuto e nel caso di specie presupposto fondamentale per chiedere che anche la sede amministrativa, oltre che quella legale già in essere di Abbanoa venga spostata a Nuoro. Il Movimento 5 Stelle ritiene quindi che il Consiglio Comunale non deve approvare la proposta di Statuto Egas con la sede legale e amministrativa a Cagliari ma piuttosto deve presentare la proposta per attuare la sede a Nuoro. È questo il senso del nostro emendamento. PRESIDENTE La parola al Consigliere Saiu. CONSIGLIERE SAIU Giusto per mettere a fuoco l’importanza dell’argomento e la sua complessità, in Sardegna il tema dell’acqua si è sviluppato, almeno nell’opinione pubblica, a un livello dal mio punto di vista terribilmente superficiale. Cioè si è partiti dalla considerazione che l’acqua doveva essere pubblica. Considerazione in sé perfino condivisibile ma che poi ha generato un autentico a cura dell’I.D.N. S.n.c. 63 mostro come si è manifestata Abbanoa S.p.A. perché, come dicevo prima, la Legge Galli sostanzialmente riordinava il sistema di gestione delle acque e imponeva alle Regioni l’affidamento della gestione delle acque o attraverso una gara, a cui avrebbero evidentemente partecipato soggetti privati, oppure l’affidamento a una società in house. Quindi noi cos’abbiamo oggi? Abbiamo Abbanoa S.p.A. che è società della Regione Sardegna ed è la società che, grazie alla scappatoia consentita dalla Legge Galli, consente la gestione delle acque senza il bisogno di gara d’appalto. Poi la Regione in teoria avrebbe dovuto fare un passo indietro rispetto ad Abbanoa e invece così non è, perché è cronaca degli anni recenti che invece la Regione sia dovuta intervenire e sostanzialmente diventare Dominus, quasi padrone assoluto di Abbanoa, non senza grandi sacrifici per i cittadini sardi. Il sistema però previsto dal legislatore nazionale cosa comportava? Comportava il conferimento delle opere, delle strutture, per esempio dei depuratori, a favore del sistema idrico integrato. Cioè tutto andava a formare un sistema diffuso la cui “proprietà” doveva rimanere separata dalla gestione. In effetti perché partecipano all’ente di Governo dell’ambito della Sardegna i Comuni? Perché loro sono i “proprietari” - sempre tra virgolette - di quelle strutture che formano il servizio idrico integrato. Perché come rilevavo prima c’è stato uno squilibrio tra soggetto controllore ed indirizzo da un lato e soggetto gestore dall’altro? Per la forza economica che il soggetto gestore e anche organica che aveva rispetto al soggetto invece controllore. Non è che prima i Sindaci dalla gestione commissariale fossero esclusi, non foss’altro perché proprio fino al maggio 2015 il Commissario incaricato era il Sindaco di Nuoro. La partecipazione o, meglio la scelta dei rappresentanti degli enti locali avviene attraverso un meccanismo, quello del Consiglio delle Autonomie locali, che sceglie i Sindaci sulla base dei criteri fissati sia dalla legge che dallo statuto. Insisto su questo aspetto perché è giustissima dal mio punto di vista in favore del cosiddetto decentramento amministrativo la battaglia per portare a Nuoro la sede dell’ente di controllo, di indirizzo e di pianificazione, ma è importante che non si faccia la fine di Abbanoa. Prima si parlava di personale e mi risulta che le ultime 80 assunzioni da parte di Abbanoa siano state effettuate a Cagliari, che nel 2015 solo un laureato, quindi a cura dell’I.D.N. S.n.c. 64 stiamo parlando di qualifiche professionali di fascia più alta rispetto agli operai, solo una figura professionale con titolo di studio laurea, sia stata assunta fuori dai confini della Provincia cagliaritana e in particolare a Sassari. Questo ci dà la misura di come lo squilibrio a favore del soggetto gestore si manifesti anche in un accentramento non solo del potere ma anche della forza lavoro a Cagliari. Eppure il contentino della sede Nuoro ce l’ha. Allora cosa dobbiamo chiedere secondo me - ed ecco il senso della risoluzione - insieme alla sede? Che l’Egas venga dotata di un organico sufficiente allo svolgimento delle funzioni fondamentali a cui faceva riferimento anche il Consigliere Zedde. È importante associare a questa richiesta, che ha un valore politico profondo, anche uno strumento che consenta poi alla nostra comunità di averne un vantaggio pratico ma più in generale alla Sardegna di averne un beneficio, perché quelle funzioni a cui faceva riferimento anche il Consigliere Zedde sono molte importanti: l’approvazione alla ricognizione delle infrastrutture, l’approvazione del piano d’ambito, la formulazione delle proposte alla Regione, l’approvazione delle convenzioni su aggiornamenti e relativo disciplinare, l’approvazione del programma quadriennale degli interventi etc. Cioè l’Egas dice cosa deve fare il gestore, dove deve farlo, quanto devono pagare i cittadini e lo fa attraverso, soprattutto con riferimento alle prime funzioni, un piano, il cosiddetto piano d’ambito, che è fondamentale saper scrivere e per il quale occorrono evidentemente professionalità che vadano a implementare la pianta organica attualmente da questo punto di vista sguarnita, sennò non si spiegherebbe altrimenti la vetustà del piano: 2005, e poi 2011 un aggiornamento. Questo evidentemente richiede un’azione politica forte che io ritengo che il Consiglio Comunale debba affidare proprio nelle mani del Sindaco. Fermo restando che noi poi - credo - abbiamo tutti la responsabilità di aderire all’ente e di votare lo statuto con le modifiche che sono state proposte ma attribuendo, ripeto, al Sindaco che rappresenterà il Comune negli organi di Governo dell’Egas, anche il mandato non solo... Vuoi sapere qual è? È la Legge N. 4 del 4 febbraio 2015. Quindi, nei limiti di quelle che sono le funzioni, le prerogative e i poteri, battersi affinché non solo la sede dell’ente venga a Nuoro ma anche la dotazione organica adeguata venga ospitata nella nostra città. a cura dell’I.D.N. S.n.c. 65 PRESIDENTE Interviene il Sindaco. SINDACO Per quanto riguarda la delibera che ci accingiamo a votare, volevo precisare, anche in relazione all’intervento del Consigliere Saiu, che proprio ieri c’è stata una riunione del CAL, Consiglio delle Autonomie Locali, a Oristano e, a seguito della riunione del CAL l’attuale Presidente dell’Egas, che è il Sindaco di Sassari Nicola Sanna, ha svolto una relazione dopo sei mesi da quando ha avuto il mandato, mi pare a luglio, per informare il Consiglio delle Autonomie Locali e i Sindaci dell’attività che sta svolgendo il CAL. E in relazione proprio alle carenze di organico ha rappresentato che a breve l’Egas andrà a fare dei bandi per l’assunzione di circa 20 unità. In sostanza dovrebbe essere un dirigente e tutti gli altri funzionari, quindi di categoria D. Per quanto attiene la mozione, risoluzione, alla proposta sostanzialmente di mettere delle osservazioni alla delibera di approvazione dello statuto da parte del Comune di Nuoro... Ma perché ci potrebbe anche, nello schema di delibera che è stato inviato da Egas a suo tempo al Comune di Nuoro c’era proprio nello schema uno spazio per le osservazioni. Se vogliamo potremo o dare un mandato al Sindaco perché rappresenti a Egas e alla Giunta Regionale la necessità di istituire la sede qui a Nuoro, compresa la dotazione di personale naturalmente, non una sede fantasma come quella che è l’indirizzo civico di Abbanoa, che serve solo per recapitare la posta. Potremmo fare sia l’emendamento e anche la risoluzione, rafforzando l’approvazione dello statuto e dicendo alla fine, osservazioni: lo statuto lo si approva però con queste osservazioni. Un po’ quello che capita in diritto internazionale quando uno Stato ratifica un trattato internazionale con riserva. È un po’ lo stesso meccanismo. PRESIDENTE La parola al Segretario Generale. SEGRETARIO GENERALE Dicevo al Presidente del Consiglio che il Sindaco mi sta rubando il mestiere. Il Sindaco ha anticipato il mio pensiero perché io sono stato interpellato in sede di commissione a rendere un parere in relazione alla possibilità che il Comune di Nuoro potesse apportare delle modifiche all’impianto della documentazione così a cura dell’I.D.N. S.n.c. 66 come ci è stata recapitata. E ho detto che chiaramente il Consiglio Comunale è sovrano nel proporre emendamenti, rettifiche e quant’altro. Quindi senz’altro mi trovo d’accordo con la proposta che ha fatto il Sindaco perché è quella più conferente, è quella più congeniale alla impostazione che la Regione ha dato alla deliberazione. Per quale motivo? Perché la Regione fa un rapido excursus storico della parte della legge, dice che si è costituito l’Egas e così via. L’Egas si configura come una sorta di consorzio obbligatorio tra enti, nel quale giustamente veniva rilevato la Regione ha una posizione dominante soprattutto in riferimento alla costituzione del capitale sociale. Il Comune di Nuoro è chiamato ad aderire formalmente, perché l’adesione è già nella natura stessa del consorzio obbligatorio e quindi non può esistere che un Comune non ne faccia parte a meno che volontariamente dica che noi, vedi casi per quanto riguarda l’Abbanoa, vogliamo l’acqua gestita in proprio, non ne facciamo parte. Però per l’Egas è diverso, perché è l’ente sovrastante poi alla società di gestione. Per come è impostata però la deliberazione noi dovremmo rendere un parere sullo statuto. Non è che lo dobbiamo approvare, dobbiamo rendere il parere sullo statuto. Però la Regione giustamente ha lasciato spazio alle eventuali osservazioni degli enti, quindi questo è il canale nel quale dovremmo veicolare sia l’emendamento che la risoluzione a mio avviso, nel senso che se vi è l’accordo in relazione agli emendamenti, cioè se il Consiglio Comunale approva entrambi gli emendamenti che hanno lo stesso contenuto, quindi si possono unificare, poi vi è invece la risoluzione che oltre a condividere il contenuto prescrittivo dell’emendamento prevede un’espansione in relazione appunto alla dotazione di personale e così via, è una cosa aggiuntiva però gli emendamenti mi pare siano condivisi dalle tre proposte. Allora praticamente pensavo sostanzialmente di dire: “Delibera di approvare la proposta di statuto dell’ente di governo dell’ambito della Sardegna che consta di N. 28 articoli allegato alla presente deliberazione fatte salve le seguenti osservazioni”. Può andar bene? Questa è la formula usata anche nel diritto internazionale che lei ha citato, ma anche nel diritto sindacale, a volte quando si approvano degli atti poi ci sono dichiarazioni a verbale, dichiarazioni a margine. a cura dell’I.D.N. S.n.c. 67 In questo caso si approva sostanzialmente con la riserva che è il contenuto dell’osservazione. Quindi le osservazioni sono le seguenti: la proposta di modifica dell’Art. 3 e poi chiaramente si riporta nel dispositivo il contenuto della risoluzione, sempre che sia approvata evidentemente. Quindi praticamente le osservazioni sono: di fare proprio il contenuto della risoluzione e di fare propri i contenuti degli emendamenti. Per il resto non solo di dare mandato agli uffici e di rendere il presente provvedimento etc. ma di dare mandato al Sindaco affinché proponga e sostenga insieme all’assemblea dei soci il contenuto della risoluzione e degli emendamenti. Questa è secondo me la costruzione più logica. Personalmente ritengo che sia preferibile approvare una risoluzione in questo medesimo atto, non come atto a latere perché ha detto correttamente il Consigliere Saiu che si tratta di una risoluzione connessa all’oggetto della deliberazione. Quindi è rafforzativa rispetto all’iter logico che la deliberazione persegue. Rimane collegata. PRESIDENTE Io la costruirei in questo modo, anche perché a noi poi spetta il coordinamento testuale dell’atto e dobbiamo farlo in maniera tale da non... Cioè uno statuto si approva o non si approva. La Regione ha studiato questa formula dell’osservazione per veicolare appunto l’osservazione. Stanno chiedendo una sospensione per valutare il procedersi. Di quanto tempo, Consigliere Zedde? CONSIGLIERE ZEDDE 10 minuti. PRESIDENTE Pongo in votazione la proposta di sospensione. Votazione: approvata. Ad ore 19:47 la seduta è sospesa. Ad ore 19:58 la seduta riprende. PRESIDENTE Dopo ampia discussione io penso che la soluzione migliore sia questa: inserire nella delibera a calce due riserve, visto che non si è trovato l’accordo tra tutti i gruppi, il Movimento 5 Stelle non è d’accordo sul punto relativo alla pianta organica perché non ha condiviso l’argomento ampiamente. Quindi distinguere le due riserve, fare a cura dell’I.D.N. S.n.c. 68 due riserve distinte. Una verrà votata all’unanimità e una verrà votata senza il voto del Consigliere Lai, e così procediamo. Quindi io procederei alla votazione. Chiedo se ci sono dichiarazioni di voto. Non ci sono dichiarazioni di voto, quindi procediamo con la votazione, l’approvazione della delibera avente ad oggetto: “Statuto dell'ente di governo dell'ambito della Sardegna. Legge Regionale 04.02.2015, n. 4 - Art. 6. approvazione”, con le osservazioni a calce della delibera di richiesta alla Regione di spostamento della sede legale/amministrativa a Nuoro e un rafforzamento della pianta organica dello stesso ente. Pongo in votazione la delibera con la prima riserva, che è quella della sede legale: Votazione: approvata all’unanimità. Pongo in votazione la risoluzione relativa al rafforzamento della pianta organica. Votazione: approvato. Pongo in votazione il punto cinque complessivamente come emendato. Votazione: approvato. Pongo in votazione l'immediata eseguibilità della delibera. Votazione: approvata. PUNTO SEI ALL’ORDINE DEL GIORNO: CATASTO DELLE AREE PERCORSE DA INCENDI. AGGIORNAMENTO ANNI 2009-2010-2011-2012-20132014. APPROVAZIONE. La parola all'Assessore Sanna. ASSESSORE SANNA Sarò brevissimo. Vi dispenso dalla lettura che sicuramente avrete già fatto, peraltro l’argomento è passato anche in commissione consiliare e quindi è stato licenziato anche dall’apposita commissione. L’unica cosa che vi leggo è il dato atto dell’avvenuta pubblicazione del catasto delle aree percorse da incendi nell’albo pretorio e nel sito del Comune di Nuoro come da norma nel mese di dicembre. Il Consiglio Comunale è chiamato a deliberare di approvare, ai sensi della Legge 353/2000, gli elenchi definitivi e le relative perimetrazioni delle aree percorse dal fuoco come riportati nell’aggiornamento del catasto delle aree percorse da incendi del Comune di Nuoro per gli anni 2009, 2010, 2011, 2012, 2013, 2014 - quasi a cura dell’I.D.N. S.n.c. 69 una legislatura - allegato alla presente deliberazione e composto da: relazione, schede dei dati rilevati e classificati dal corpo forestale, corredati dalle immagini dell’incendio sull’ortofoto, elenco delle aree percorse da incendio nell’agro del Comune di Nuoro, planimetria delle aree percorse dal fuoco in sei opuscoli distinti per annualità. I documenti sono tutti nella cartella blu e quindi a disposizione dei Consiglieri. Il Consiglio è chiamato inoltre a deliberare di rendere la presente deliberazione con separata votazione immediatamente esecutiva ai sensi dell’Art. 134 del TUEL. Una precisazione molto veloce: la norma implica, non la 353 del 2000, sostanzialmente all’Art. 10 che venga imposto un vincolo sulle aree percorse da incendi, che è un vincolo di inedificabilità, che è un vincolo di non pascolamento, salvo poi prescrizioni locali o comunque autorizzazioni locali del corpo forestale. A beneficio del Consiglio Comunale diciamo comunque che giuridicamente superiore a questa nostra perimetrazione è quella che fa il corpo forestale della Regione e che comunque viene fatto annualmente e che viene applicato e veniva applicato anche dagli uffici comunali in fase di rilascio di concessioni. Quindi di fatto noi stiamo andando a ratificare, infatti gli atti della forestale sono richiamati anche all’interno di questo atto, e ad adempiere comunque a quello che per l’Ente Comunale è un obbligo di legge. PRESIDENTE Dichiaro aperta la discussione. La parola al Consigliere Lai. CONSIGLIERE LAI Salto tutte le considerazioni e faccio una considerazione mia e una domanda. La domanda all’Assessore è come mai si sono attesi tanti anni per regolarizzare. Lo dico perché ovviamente questo ha creato anche dei disagi ai cittadini per quanto riguardava le concessioni e quant’altro. Per quanto riguarda invece la considerazione, attiene al fatto che è grave che il nostro catasto non consenta, come ha specificato il tecnico, di avere garanzia su certi mappali per cui i cittadini a questo punto hanno come un’inversione della prova che inevitabilmente gli creerà dei costi, dovendo mettere un tecnico a dimostrare la cosa. PRESIDENTE La parola all'Assessore Sanna. ASSESSORE SANNA Sulla gravità del ritardo, è chiaro che è un’inadempienza bella e buona alla a cura dell’I.D.N. S.n.c. 70 norma, che prescrive che ogni anno il catasto delle aree percorse venga aggiornato. Qui addirittura partiamo dal 2009, quindi sono ben sei anni di mancate approvazioni. Ribadisco il concetto che per fortuna c’è la forestale che comunque è sovraordinata a noi che vigila sulla questione. Sul fatto del mancato allineamento, è vero che gli uffici hanno rimarcato un’errata sovrapposizione sostanzialmente tra i dati catastali in possesso della forestale che non è certo l’agenzia delle entrate oggi. Però credo che questa cosa possa essere superata dagli uffici con una georeferenziazione molto semplice: cioè se l’utente va a chiedere il certificato di destinazione urbanistica relativo al mappale X del foglio Y, in ogni caso ormai gli uffici hanno dei file che sono georeferenziati per cui di ogni mappale si sa esattamente quali vincoli incidono effettivamente. Penso che questa cosa venga risolta in questa fase, senza aggravio di spese da parte degli utenti perché in ogni caso per determinare la situazione vincolistica e urbanistica di un mappale basta richiedere il certificato di destinazione urbanistica. E il certificato che viene rilasciato dagli uffici ha il costo di una marca da bollo sostanzialmente. Poi non so se si riferisse a... Però l’incongruenza è secondo me legata al fatto che probabilmente i dati catastali in possesso della forestale non fossero probabilmente aggiornati alla situazione reale attuale. Credo, poi non so, dico la verità. (INTERVENTO FUORI MICROFONO) Non credo che sia così. Ritengo che oggi dotiamo anche l’ufficio urbanistica di uno strumento più aggiornato relativamente all’espressione del vincolo di area percorsa da incendio all’interno del certificato di destinazione urbanistica. Non credo che ci sia quel rischio, fermo restando quello che ogni tanto a me capita di dire ai clienti: il fuoco è passato o non è passato? Perché poi uno generalmente sa quando nel proprio è passato. Non sempre quando uno di terreni ne ha molti, sennò generalmente uno si ricorda se il fuoco è passato o non è passato. Comunque è anche vero che non sempre laddove il fuoco sia passato il vincolo poi è stato instaurato, o perché non è stata perimetrata l’area o per altro. a cura dell’I.D.N. S.n.c. 71 PRESIDENTE La parola al Consigliere Zola. CONSIGLIERE ZOLA Con riferimento al richiamato punto all’ordine del giorno delle aree percorse da incendi, con l’aggiornamento del catasto e relativo agli anni 2009, 2010, 2011, 2012, 2013 e 2014, mi duole anche in questa circostanza rilevare il ritardo nell’approvazione di questi atti che, come è evidente, riguardano sei anni pregressi. Nulla si può dire all’ufficio istruttore che ha eseguito l’aggiornamento delle carte catastali e ortografiche con la massima puntualità e professionalità tecnica, nonostante l’evidente carenza di strumentazione informatica adeguata. A tale ritardo non può che essere richiamata ancora una volta, direi per l’ennesima volta, l’Amministrazione precedente, per evidenti ritardi determinati da una cattiva gestione ed organizzazione delle risorse disponibili. Infatti la legge quadro in materia di incendi boschivi, la N. 353 del 21 novembre 2000 recita: “Il catasto è aggiornamento annualmente e l’elenco dei predetti soprassuoli deve essere esposto per 30 giorni all’albo pretorio comunale per eventuali osservazioni”, così come giustamente è avvenuto da parte di questa Amministrazione mediante la pubblicazione del catasto delle aree percorse da incendi del Comune di Nuoro dall’anno 2009 all’anno 2014 compreso, ben sei anni, presso l’albo pretorio ed il sito internet del Comune di Nuoro, dal 1 dicembre 2015 al 30 dicembre 2015. Vorrei sottolineare che ancora una volta questa Amministrazione con molta responsabilità si trova ad approvare atti di diversi anni addietro, oggi addirittura riferiti ad iniziare dal 2009 e fino al 2014. PRESIDENTE La parola al Consigliere Manca. CONSIGLIERE MANCA Ancora una volta il profondo rammarico è legato alla difficoltà che io trovo a tentare di giustificare un’azione amministrativa come quella che abbiamo subito. E, siccome non sono in aula né Bianchi, né Moro e né Sulas, fra i maggiori artefici dei bellissimi e pesantissimi cinque anni che abbiamo vissuto, voglio rimarcare il fatto che gli uffici non è pensabile che in sei mesi della nostra Amministrazione abbiano risolto l’iter procedurale di cinque anni. È evidente che quest’iter era preparato e disponibile già da prima. Quella che è mancata è la vera disponibilità politica. a cura dell’I.D.N. S.n.c. 72 Ma erano impegnati in tutt’altro. Quindi quello che noi siamo riusciti a fare in sei mesi, portare in commissione, discutere, approvare in Consiglio ce lo dobbiamo ribadire. Forse non abbiamo fatto un atto mega galattico, però sicuramente abbiamo fatto un atto conforme alla legge, nel rispetto della legge, che ci differenzia totalmente da coloro che a dispetto delle leggi hanno perseverato per tanti e lunghi anni sommergendo la città di problemi che pian piano, anche piccoli, stiamo riuscendo a risolvere. Per cui un grazie soprattutto al lavoro degli uffici, perché non hanno neanche questa giustificazione, che gli uffici sono inadempienti o inadeguati. Non hanno neanche questa giustificazione. Quindi un grazie agli uffici e anche un grazie a chi ha portato in commissione questo argomento e questo ordine del giorno perché è stato molto utile capire che davvero in pochi mesi questo aspetto l’abbiamo lasciato alle nostre spalle normativamente parlando e regolarmente parlando di situazioni che stiamo risolvendo. PRESIDENTE Non ci sono altri interventi, dichiaro chiusa la discussione e passiamo alle dichiarazioni di voto. Se non ci sono dichiarazioni di voto chiudo e procediamo con la votazione. Pongo in votazione il punto sei all’ordine del giorno. Votazione: approvato all’unanimità. Pongo in votazione l'immediata eseguibilità della delibera. Votazione: approvata all’unanimità. La seduta è tolta alle ore 8 e 17. Grazie a tutti e buona serata. LA SEDUTA È SCIOLTA. a cura dell’I.D.N. S.n.c. 73