COMUNE DI NUORO
____________
CONSIGLIO COMUNALE
DEL
4 FEBBRAIO 2016
I . D . N . S.n.c.
Istituto Dattilografico Nuorese
di Uscidda Agostina & Co.
Sede legale: Via Mannironi, 125
/FAX 0784/203726
Sede operativa: Via Nonnis, 41
0784/264048 – FAX 0784/260636
08100 – N U O R O
E-MAIL: [email protected]
Servizi di resocontazione stenotipica in simultanea
Legenda:
... = Frase incompleta
(...) = Parola o frase non comprensibile
(***) = Registrazione interrotta
INDICE DEGLI INTERVENTI
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PRESIDENTE
4
PUNTO UNO O.D.G.: INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE:
4
FONDI ONLUS PER RICOVERO
E CUSTODIA ANIMALI.
4
CONS. SIOTTO GRAZIANO
4
PRESIDENTE
7
ASS. SANNA
7
PRESIDENTE
11
CONS. SIOTTO GRAZIANO
11
PRESIDENTE
13
CHIARIMENTI UTILIZZO CASERMA DI
PRATO SARDO.
13
CONS. SAIU
13
PRESIDENTE
15
SINDACO
15
PRESIDENTE
17
CONS. SAIU
18
PRESIDENTE
20
SINDACO
20
PRESIDENTE
21
CONS. MANCA
21
PRESIDENTE
22
CONS. BIANCHI
22
PRESIDENTE
23
PUNTO DUE O.D.G.: SEGNALAZIONE DA PARTE DEI CITTADINI DI FABBRICATI ERRONEAMENTE CENSITI COME DI
VALORE
STORICO
NELLE
TAVOLE DI ADEGUAMENTO
DEL PIANO PARTICOLAREGGIATO DEL CENTRO STORICO
AL PIANO PAESAGGISTICO
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
REGIONALE. VERIFICA DI COERENZA CON LE DISPOSIZIONI
DEL PIANO PAESAGGISTICO
REGIONALE.
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ASS. SANNA
PRESIDENTE
CONS. LAI
PRESIDENTE
CONS. ZOLA
PRESIDENTE
CONS. BRODU
PRESIDENTE
SEGRETARIO GENERALE
PRESIDENTE
CONS. BRODU
SEGRETARIO GENERALE
PRESIDENTE
SEGRETARIO GENERALE
PRESIDENTE
SEGRETARIO GENERALE
PRESIDENTE
CONS. LAI
PRESIDENTE
CONS. CAMARDA
PRESIDENTE
CONS. MANCA
PRESIDENTE
CONS. MONTESU
PRESIDENTE
SEGRETARIO GENERALE
PRESIDENTE
CONS. CATTE
PRESIDENTE
CONS. SIOTTO MICHELE
PRESIDENTE
CONS. BRODU
23
23
26
26
26
26
28
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32
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40
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PRESIDENTE
CONS. ZEDDE
PRESIDENTE
CONS. SIOTTO GRAZIANO
PRESIDENTE
CONS. SELLONI
PRESIDENTE
CONS. SAIU
PRESIDENTE
CONS. MONTESU
PRESIDENTE
CONS. MONTESU
PRESIDENTE
CONS. MONTESU
PRESIDENTE
CONS. BRODU
CONS. MANCA
PRESIDENTE
CONS. LAI
PRESIDENTE
PUNTO QUATTRO O.D.G.: APPROVAZIONE REGOLAMENTO
PER L’ORGANIZZAZIONE E IL
FUNZIONAMENTO DELLA COMMISSIONE COMUNALE DI VIGILANZA SUI LOCALI DI PUBBLICO SPETTACOLO.
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ASS. BELLOI
PRESIDENTE
PUNTO CINQUE O.D.G.: STATUTO DELL’ENTE DI GOVERNO
NELL’AMBITO DELLA SARDEGNA
LEGGE
REGIONALE
4.2.2015 N. 4, ART. 6 –
APPROVAZIONE.
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CONS. SAIU
PRESIDENTE
CONS. SAIU
PRESIDENTE
CONS. SAIU
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
47
47
47
47
48
48
49
49
55
55
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PRESIDENTE
CONS. ZEDDE
PRESIDENTE
CONS. LAI
PRESIDENTE
CONS. SAIU
PRESIDENTE
SINDACO
PRESIDENTE
SEGRETARIO GENERALE
PRESIDENTE
CONS. ZEDDE
PRESIDENTE
PUNTO SEI O.D.G.: CATASTO
DELLE AREE PERCORSE DA
INCENDI.
AGGIORNAMENTO
ANNI 2009-2010-2011-2012-20132014. APPROVAZIONE.
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ASS. SANNA
PRESIDENTE
CONS. LAI
PRESIDENTE
ASS. SANNA
PRESIDENTE
CONS. ZOLA
PRESIDENTE
CONS. MANCA
PRESIDENTE
60
60
62
62
63
63
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66
66
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68
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70
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72
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60
60
60
60
3
Ad ore 15.00 il SEGRETARIO procede al primo appello dei Consiglieri.
Sono presenti il Presidente del Consiglio, Consigliere Beccu, e il Consigliere
Montesu.
Non è presente il numero legale, le interrogazioni inizieranno alle ore 15.30.
PRESIDENTE
Buonasera a tutti. Iniziamo con la prima interrogazione.
PUNTO
UNO
ALL’ORDINE
DEL
GIORNO:
INTERROGAZIONI
E
INTERPELLANZE:
FONDI ONLUS PER RICOVERO E CUSTODIA ANIMALI.
La parola al Consigliere Siotto per l’illustrazione.
CONSIGLIERE SIOTTO GRAZIANO
Buonasera signor Sindaco, Assessori e collegi Consiglieri, l’interrogazione che
ho presentato con l’aggettivo “urgente” si riferisce ai fondi alle onlus che il Comune
ha liquidato da marzo a maggio 2014 e ha fatto una determinazione d’impegno per
quanto riguarda dei cuccioli di cane per l’annualità giugno 2015.
Faccio un breve excursus per chi non ha avuto modo di vedere questa
documentazione e poi la illustro.
Accade che quando vengono trovati dei cuccioli di cane questi per la loro età
non possono essere dati in custodia e mantenuti dalla società Mondo Cane di
Macomer, che è in convenzione col Comune di Nuoro, quindi gli uffici provvedono a
contattare una onlus.
In quattro ritrovamenti su quattro gli uffici hanno provveduto per vie brevi, come
appunto si legge nelle determinazioni degli uffici del servizio ambiente, a contattare
sempre la medesima onlus, la ENPA sezione di Nuoro.
Quello che vorrei ricordare è che, come spesso purtroppo sta accadendo, le
richieste di atti si perdono tra un ufficio e l’altro e quando viene fatta una richiesta di
atti viene presentata il 18 gennaio da me per quanto riguarda le fatture e ogni
comunicazione tra comando, Comune e la sezione ENPA.
Io ho presentato questa richiesta di rilascio atti il 18 gennaio e mi sono stati
rilasciati gli atti via mail dagli uffici ieri pomeriggio, subito dopo pranzo più o meno.
Se avessi avuto prima questi atti l’interrogazione sarebbe stata ben diversa, poi
capiremo il perché.
Io illustro l’interrogazione che si riferisce appunto a quattro casi su quattro,
quindi due cucciolate ritrovate tra marzo e maggio 2014, affidate all’ENPA Nuoro, e
successive due cucciolate trovate a giugno 2015 e affidate all’ENPA Nuoro.
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
4
Illustro il testo che ho depositato:
«VISTA la determinazione 3248 del 31 dicembre 2014, con la quale il servizio
ambiente del Comune di Nuoro in seguito al ritrovamento di sette cuccioli di cane
randagio, non accettabili per età dalla società Mondo Cane che gestisce il canile di
Macomer con cui questo Comune è convenzionato, provvedeva in data 5 marzo
2014, come citato nella medesima determina, ad inoltrare richiesta alla società ENPA
- Ente Nazionale Protezione Animali - di farsi carico del temporaneo sostentamento e
mantenimento dei cuccioli;
VISTO che nella medesima determinazione un secondo ritrovamento di N. 12
cuccioli di cane comportava l’attivazione del settore ambiente del Comune di Nuoro,
che richiedeva nuovamente sempre alla medesima ENPA Nuoro di volersi far carico
del temporaneo sostentamento e mantenimento dei cuccioli, fissando 4,40 euro
giornalieri per animale a titolo di spese di alimentazione, vaccinazione più spese di
controllo veterinario;
VISTA la successiva determinazione N. 521 dell’11 marzo 2015, mediante la
quale il servizio ambiente del Comune di Nuoro provvedeva alla liquidazione di un
importo pari a 2.257,32 euro a favore di ENPA sezione Nuoro per i servizi citati nelle
precedenti determinazioni;
VISTA la determinazione N. 2973 del 31 dicembre 2015, mediante la quale il
servizio ambiente del Comune di Nuoro a seguito dell’avvenuto primo ritrovamento di
N. 2 cuccioli di cane da parte di una cittadina e di successiva cucciolata composta da
N. 9 cani, per un totale di presumibili N. 11 cani, chiedeva come citato in determina
“per vie brevi alla signora Boneddu, rappresentante dell’ENPA Nuoro, di presentare
richiesta di rimborso spese relativa al mantenimento dei 12 cuccioli ritrovati nel mese
di giugno 2015 per un totale di euro 1.327,37 impegnati con la medesima determina”;
VISTA la determinazione N. 2975 del 31/12/2015, mediante la quale
nell’impossibilità di conferire nuovi randagi presso la struttura del canile di Macomer
gestito dalla società Mondo Cane, così come da sospensione temporanea disposta
dal servizio veterinario della A.S.L. N. 3, il servizio ambiente del Comune di Nuoro
provvedeva ad affidare il canile Croce Blu, sito in località Testimonzos-Corte, il
servizio di ricovero dei nuovi randagi al costo giornaliero di euro 2 per i cani adulti e
di euro 2,50 cadauno per i cuccioli, come citato in determina;
CONSIDERATO che presso la città di Nuoro è attiva anche un’altra
associazione, l’Anpana, Associazione Nazionale protezione Animali Natura e
Ambiente, fondata a Roma il 3 aprile 85, presente in 20 regioni e in più di 80
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
5
Province, che conta su una forza di 45.000 aderenti e più di 1.000 operatori,
risultante iscritta su tutto il territorio nazionale agli albi regionali per il volontariato per
la protezione animali, ambiente e per la protezione civile, inoltre riconosciuta dal
Dipartimento Nazionale per la Protezione Civile con decreto dalla Presidenza del
Consiglio dei Ministri e tra le associazioni di protezione ambientale con Decreto
Ministeriale 11 maggio 2004, riconosciuta dal Ministero della salute con Decreto
4/2007 ENAS del 3 luglio 2007, iscritta al registro delle associazioni di interesse della
Comunità Europea nell’elenco delle associazioni europee di volontariato, riconosciuta
dalle Nazioni Unite come ente formatore e possedente la certificazione ISO 9001
2008 per la formazione di qualità professionale;
CONSIDERATO che presso la città di Nuoro è attiva anche l’associazione
OIPA Italia onlus, organizzazione non lucrativa di utilità sociale, riconosciuta dal
Ministero dell'Ambiente con Decreto Ministeriale dell’1 agosto 2007, pubblicato sulla
gazzetta ufficiale N. 196 del 24 agosto 2007, iscritta al registro generale regionale del
volontariato della Regione Lombardia sezione B civile al numero progressivo 30/10
ed avente codice fiscale - citato nell’interrogazione;
SI CHIEDE:
- se per la custodia dei cani citati nelle determinazioni, circa 30, esista presso il
Comune di Nuoro un regolamento che stabilisca a quali associazioni devono essere
affidati dal servizio ambiente tali esemplari e quali siano i criteri di questo
regolamento;
- in assenza di tale regolamento quali siano i criteri adottati dal servizio
ambiente del Comune di Nuoro per l’affidamento dei suddetti esemplari alla sempre
medesima associazione;
- in assenza di criteri oggettivi, confortati da atti scritti, pubblici e/o interni al
Comune di Nuoro, il servizio ambiente abbia provveduto a tali affidamenti di propria
iniziativa e per via diretta;
- perché la determinazione N. 2973 del 31/12/2015 risulti modificata a penna e
da chi;
- perché la determinazione N. 2973 del 31/12/2015 riporti nella prima pagina ed
al primo “considerato” la seguente dicitura: “sono stati rinvenuti da una cittadina N. 2
cuccioli appena nati abbandonati”, salvo poi nella terza riga della seconda pagina
risulti visibilmente modificata a penna l’entità dei cuccioli e si riporti “come è avvenuto
per i 3 cuccioli rinvenuti in data 5 giugno 2015”;
- di conoscere quanti cuccioli, se 11 o 12, siano stati effettivamente dati in
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
6
affidamento al servizio ambiente dal Comune di Nuoro alla signora Boneddu e se,
esistendo errore materiale, chi ne sia responsabile;
- qualora verificato ed accertato che i cuccioli siano effettivamente 11 e non 12,
quando gli uffici provvederanno al disimpegno delle somme eventualmente
indebitamente impegnate;
- chi stabilisce e mediante quale scala di riferimento, il costo giornaliero di ogni
cucciolo, considerato che in tre differenti determinazioni del servizio ambiente si
trovano appunto tre importi differenti: nella determinazione N. 3248/2014 abbiamo un
costo di euro 4,40, nella N. 2973 del 31/12/2015 4 euro, nella determinazione N.
2975 del 31/12/2015 2,50 euro;
- conoscere se tutte le pezze giustificative per custodia e mantenimento dei
cuccioli oggetto delle citate determinazioni siano intestate all’associazione ENPA
Nuoro e/o a persona o entità giuridica differente;
- se è intendimento di questa Giunta e del competente Assessorato, sentita la
commissione ambiente del Comune di Nuoro ed il Consiglio Comunale, adottare un
regolamento che stabilisca per tali affidamenti urgenti e temporanei criteri di
turnazione, di modo che pubblicamente e con trasparenza anche le altre associazioni
operanti quotidianamente nell’ambito comunale e con le carte in regola possano
beneficiare di tali rimborsi da parte del Comune di Nuoro».
PRESIDENTE
Assessore Sanna può rispondere.
ASSESSORE SANNA
Grazie Presidente, saluto il Consiglio Comunale e ringrazio il Consigliere Siotto
per aver portato attraverso un’interrogazione che mira a mettere luce su un
determinato aspetto, quello che è un tema in realtà molto ampio e molto sensibile.
E quando dico “sensibile” mi riferisco, oltre che evidentemente ad un aspetto
etico che deve riguardare tutti, quello della salvaguardia e del benessere degli
animali, sensibile anche dal punto di vista economico, perché è un tema che
impegna annualmente circa 200.000 euro di fondi comunali.
Questa è più o meno la spesa che globalmente il nostro Comune sostiene
annualmente soprattutto per la custodia dei cani randagi e per altre spese accessorie
che lei stesso citava e tutte rientrano nel più ampio capitolo della lotta al randagismo.
Vado a rispondere direttamente ai vari quesiti posti in modo puntuale, poi
magari se me lo consente farò un altro paio di considerazioni relativamente alla
situazione.
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
7
Al punto 1 lei chiede se per la custodia dei cani citati nelle determinazioni esista
presso il Comune un regolamento che stabilisca a quali associazioni debbano essere
affidati e quali criteri debbano essere adottati.
Non esiste al momento nessun tipo di regolamento. E’ allo studio della
commissione ambiente un regolamento che riguarda tutta la tutela complessiva del
benessere degli animali e che può, perché il Consiglio Comunale è sovrano, normare
anche quelli che sono i rapporti tra l’Amministrazione e le associazioni di volontariato,
che anche dal punto di vista legislativo hanno un ruolo pregnante, nel senso che
vengono richiamate proprio nelle direttive regionali sulla lotta al randagismo.
Randagismo che non riguarda soltanto la specie canina, ma anche
evidentemente la specie felina.
Da questo punto di vista per esempio sarebbe importante normare il fenomeno
delle cosiddette colonie feline.
Vado un attimino a divagare, però per farle capire che nel momento in cui mi
sono insediato in questo ruolo ero abbastanza profano della materia. Non che ora sia
uno dei massi esperti presenti a Nuoro, però certamente ho ravvisato da subito la
complessità del tema che deriva dalla norma.
Il tema interessa evidentemente il Comune come ente in qualche modo
responsabile e proprietario anche di tutti gli animali vaganti all’interno del proprio
territorio. Quindi tutti gli animali non microchippati per intenderci sono diretta
responsabilità dell’ente comunale.
Interessa evidentemente la A.S.L. come ente istituzionale relativo alla
prevenzione, alle campagne di vaccinazione, anche al riconoscimento dello stato di
salute per esempio degli animali durante il ritrovamento.
E poi interessa sempre in ambito comunale la polizia locale, la polizia
municipale, che infatti è sempre la prima che per norma deve essere attivata ad
intervenire per esempio nei casi di ritrovamenti - lei ha citato le cucciolate - di animali
in libero transito, diciamo così.
La polizia municipale è dotata di lettori di microchip, quindi nel momento in cui
individuano il proprietario lo sanzionano per abbandono; oppure nel momento in cui
non rilevano nessun chip avvisano immediatamente la A.S.L.
La A.S.L, una volta accertato lo stato di salute dell’animale ritrovato o degli
animali nel caso delle cucciolate, allora provvede...
Nelle determine viene citato il fatto che il Comune di Nuoro affida quasi
direttamente ed è praticamente la risposta alla seconda domanda.
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
8
In realtà nei casi documentati è sempre la A.S.L. che in qualche modo,
accertato lo stato di salute degli animali, poi va ad affidare questi animali.
Soltanto dopo il Comune riceve comunicazione dall’associazione, in questo
caso è un’associazione però io ho determine anche di anni precedenti di altri tre o
quattro casi relativi ad associazioni differenti, che però hanno agito sempre in questo
modo: prima gli sono stati affidati i cani dalla A.S.L. e poi la determina del Comune è
quasi una sorta di ratifica a proseguire nell’occuparsi di quegli animali che sono di
stretta competenza del Comune.
Il problema è sensibile soprattutto per quanto riguarda i cuccioli, perché inserire
un cucciolo in canile significa condannarlo a morte sostanzialmente.
Io ho ravvisato subito la necessità di convocare un tavolo tecnico al quale sono
stati invitati l’A.S.L, la polizia municipale e tutte le associazioni che lei ha citato e che
hanno partecipato a questo tavolo; intanto è un primo tavolo interlocutorio che si è
tenuto a novembre del quale ho verbale, poi glielo faccio avere, perché in mezzo a
questo caos l’unico modo per raccordarsi è evidentemente quello di incontrarsi, di
parlarsi e di stabilire un protocollo che sia univoco, soprattutto nei confronti della
A.S.L.
Cioè quando la A.S.L. interviene dovrebbe - glielo dobbiamo dire noi - fare un
giro di telefonate, iniziando però non sempre dalla stessa associazione ma da tutte le
associazioni a rotazione, per stabilire quel concetto che lei giustamente ha
sottolineato, cioè di rotazione negli affidamenti, perché trattasi sempre di attività di
volontariato e quindi non ci può neanche essere evidentemente l’obbligo.
Noi auspichiamo che questa attività di volontariato venga implementata perché
per noi è evidentemente fonte di sollievo sotto un certo punto di vista.
Lei chiede in assenza di tale regolamento quali criteri siano stati adottati dal
servizio ambiente del Comune di Nuoro.
Il
servizio
ambiente
risponde
in
questo
modo.
L’affido
temporaneo
all’associazione ENPA dei cuccioli rinvenuti nel territorio comunale nei casi citati, è
avvenuto perché, nell’impossibilità di ricoverare gli stessi presso il canile di Macomer
convenzionato perché troppo piccoli, quindi troppo giovani, l’associazione è stata
contattata direttamente dai veterinari dell’A.S.L. di Nuoro o dalla polizia municipale
stessa, che ha ricevuto la segnalazione relativa al ritrovamento dei cuccioli.
Il servizio ambiente è sempre stato messo al corrente a posteriori
dall’associazione stessa della presa in consegna dei cuccioli, la quale puntualmente
relazionava sullo svolgimento delle comunicazioni intercorse tra le medesime, la
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
9
polizia municipale e i veterinari dell’A.S.L. di Nuoro, chiedendo formalmente
autorizzazione al mantenimento temporaneo degli stessi per il periodo limitato allo
svezzamento e impegnandosi per quanto possibile dopo averli sottoposti ai primi
vaccini, ai primi trattamenti veterinari, a far adottare i cuccioli in modo da evitare...
Ecco, il vantaggio delle associazioni in generale è questo: hanno una rete di
contatti che favoriscono poi l’adozione di questi cuccioli e quindi evitano che questi
poi vadano a finire nel canile comunale, con un ulteriore aggravio di spesa - questo è
il lato venale però come amministratori dobbiamo considerare anche quello - nei
confronti delle casse comunali.
Se in assenza di criteri oggettivi confortati da atti scritti pubblici interni al
Comune di Nuoro il servizio ambiente abbia provveduto a tali affidamenti di propria
iniziativa, sostanzialmente è la medesima risposta di prima.
Quasi sempre il settore ambiente del Comune di Nuoro riceveva una
comunicazione a posteriori del fatto che gli erano stati dati in consegna o dalla polizia
municipale o dalla A.S.L, sul momento sostanzialmente in cui il ritrovamento avviene.
Perché la determinazione N. 2973 del 31/12 risulti modificata a penna e da chi.
La determinazione risulta modificata a penna perché nell’intervallo di tempo
intercorso dalla deposizione della determinazione di impegno - mese di luglio - alla
restituzione dell’atto – dicembre - è avvenuto nel frattempo un altro caso di recupero
di un cucciolo rinvenuto nel mese di agosto.
Quindi è stata modificata a penna per aggiornarla al ritrovamento intercorso tra
una determina e l’altra, cioè tra la determina di impegno depositata nel mese di luglio
e la restituzione dell’atto da parte del settore finanziario nel mese di dicembre. Ed è
stata modificata dalla funzionaria comunale che ha apposto la firma accanto alla
determina modificata credo.
Perché la determinazione riporti nella prima pagina due cuccioli e poi tre. È
anche la stessa questione del “11” e poi “12”, la motivazione è la medesima, cioè
questo ritrovamento del mese di agosto. Quindi i cuccioli sono 12 e non 11, come
citato nella prima determina che giustamente richiamava.
Chi stabilisce e mediante quale scala di riferimento il costo giornaliero del
cucciolo.
Il costo giornaliero dei 4 euro e 4,40, che sono i costi che derivano dal
sostentamento relativo al rimborso richiesto dall’associazione, derivano dal mero
calcolo tra le spese che si è dichiarato di sostenere e il numero di individui, di cuccioli
di animali in possesso, quindi è una mera divisione aritmetica.
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
10
Si potrebbe normare se si decidesse di attivare... perché poi si potrebbe
decidere anche di attivare un tipo di collaborazione a titolo gratuito con le
associazioni di volontariato.
Io penso sia auspicabile questa seconda via.
Invece per quanto riguarda i 2,50 euro citati nella determina di affidamento al
canile di Nuoro, si riferiscono non al singolo cucciolo ma a cucciolata.
La differenza è che la cucciolata è rappresentata dalla madre e dai cuccioli,
quindi 2,50 euro diventa il compenso per la sola madre, che da sola insieme ai
cuccioli individua la cucciolata.
Quindi 2 euro per ogni individuo adulto, 2,50 euro chiaramente perché un
animale in allattamento ha maggiori esigenze per quanto riguarda l’alimentazione
etc. Non è riferito però ad ogni singolo cucciolo.
Chiede di conoscere se tutte le pezze giustificative etc. Sì, sono tutte intestate
all’associazione ENPA.
Se è intendimento di questa Giunta e del competente Assessorato etc.
A questa domanda in parte le ho già risposto in premessa. E’ assolutamente
intendimento di prendere il tema che è certamente un tema annoso e, come
dicevano molto sensibile.
Ma non solo questo, faccio anche l’esempio delle antenne; la prima cosa che io
ho chiesto è che il Consiglio Comunale, quindi l’ente, si dotasse di un regolamento
che metta chiarezza soprattutto sulle procedure da seguire, perché si creano queste
situazioni di poca chiarezza innanzitutto nei confronti dell’utenza, a cui i procedimenti
appaiono poco chiari, ma altrettanta difficoltà viene riscontrata dagli uffici, che
devono muoversi più per prassi - dall’excursus storico io ho potuto fare sulla tematica
- che non per una regolamentazione vera e propria.
Siccome si tratta di fondi del Comune, ritengo che quantomeno da questo punto
di vista dobbiamo metterci d’impegno nel darci quanto prima una norma che sia certa
e che soprattutto contemperi alle esigenze di tutti gli attori coinvolti nel tema.
PRESIDENTE
La parola al Consigliere Siotto.
CONSIGLIERE SIOTTO GRAZIANO
Ringrazio l’Assessore Sanna per le puntuali risposte che mi ha dato.
Come ho già detto in premessa avrei presentato un’interrogazione differente se
avessi avuto quelle pezze giustificative almeno dieci giorni prima e non ieri
pomeriggio.
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
11
Lo dico al Sindaco in qualità di rappresentante legale di quest’ente: andando a
vedere le fatture che mi sono state fornite ieri sera dagli uffici, ho fatto una cosa
semplice: ho preso la calcolatrice e le ho sommate e i conti non tornano.
Cioè con determinazione N. 521/2015 per i cani del marzo/maggio 2014 il
Comune liquida 2.257,32 euro. Sommando le fatture che l’associazione ha
depositato presso il servizio ambiente c’è una spesa di 2.226,34 euro, quindi una
differenza di 30,98 euro. Poca cosa, però non dovrebbe essere così.
Questo
oltretutto
non
considerando
che
nelle
fatture
presentate
dall’associazione - io parlo per quello che mi è stato consegnato dagli uffici via mail si ritrova a proposito di felini test Fiv e Felv, che si tratta di leucemia virale felina e
virus dell’immuno-deficienza felina.
Cioè qualcuno ha liquidato questa somma che viene riportata nella fattura
dell’ambulatorio veterinario del dottor Antonio Oggianu, fattura N. 406/2014, dei test
felini per un procedimento che riguarda dei cani.
Questa può essere una svista, però io la segnalo che rimanga bene agli atti,
anche i verbali perché bisogna fare i dovuti controlli.
Oltretutto bisognerebbe anche far sapere al servizio ambiente o magari alla
stessa associazione, che noi abbiamo liquidato dei soldi pubblici, quindi comunali,
per la microchippatura presso gli ambulatori privati.
Però sappiamo bene tutti che la A.S.L. di Nuoro se noi portiamo i nostri cani
questo servizio lo fa gratuitamente.
Allora perché noi dobbiamo pagare un’associazione che porta dal privato il
proprio cucciolo per farlo microchippare, quando il servizio A.S.L. lo fa
gratuitamente?
Per quanto riguarda i cani di giugno, a parte la correzione a penna che credo
sia una cosa fattibile per una determinazione, però io vedo che i cani come da
determinazioni ufficiali sono stati ritrovati il 5 giugno; fra le fatture che l’associazione
presenta ci sono fatture del 25 maggio. Cioè dieci giorni prima questa associazione
sapeva di trovare dei cuccioli.
Hanno acquistato una quantità di cinque Lactol Beaphar, che sarebbe latte in
polvere per i cuccioli, dieci giorni prima dell’avvenuto ritrovamento.
Il problema è appunto che non tornano i conti, perché dovrei capire perché
l’associazione presenta a luglio 2015 un prospetto di spesa di circa 1.200 euro - parlo
per approssimazione - e a dicembre però il servizio ambiente determina di
impegnarne ben 1.327.
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
12
Se a luglio ha dato una spesa che ha sostenuto, e nelle comunicazioni emerge
che allega le fatture del cibo, poi c’è il cane in più... però mi sia consentito dire... si
parla di spese veterinarie. Nelle comunicazioni che l’associazione invia al servizio
ambiente a luglio dice “le spese veterinarie ve le faremo avere più avanti”.
Vorrei capire se questo è determinato dal fatto che io il 18 gennaio presento
richiesta atti chiedendo le fatture, le fatture che vengono rilasciate in allegato non
sono al 31 dicembre, data in cui il Comune determina di impegnare, ma sono al 18
gennaio.
Quindi i cani probabilmente o sono stati portati il 18 gennaio o la fattura è stata
rilasciata il 18 gennaio, data in cui io presento la richiesta di accesso alle fatture.
Come fa il servizio ambiente a determinare di impegnare quella determinata
somma se non ci sono le spese veterinarie già sostenute?
Rifacendomi alla volontà della maggioranza espressa dall’Assessore, tutto
questo marasma va normato, va regolamentato, come già sta provvedendo la
competente commissione ambiente.
Ovviamente io, pur non facendo parte ufficialmente di questa commissione,
chiederò di partecipare. Porterò avanti queste fatture, queste comunicazioni che mi
sono state rilasciate ieri sera.
Le porterò anche alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti, perché se
ci sono eventuali errori questi non li posso valutare io ma lo deve fare la magistratura
competente.
PRESIDENTE
Procederei con l’appello e poi proseguiamo con l’interrogazione del Consigliere
Saiu.
Ad ore 16.02 il SEGRETARIO procede al secondo appello dei Consiglieri.
Il PRESIDENTE, constatata la presenza del numero legale dei Consiglieri
(presenti 23, assenti 2), dichiara valida e aperta la seduta.
PRESIDENTE
Do atto che il Consigliere Salvatore Siotto è assente giustificato.
Procediamo con la seconda interrogazione urgente del Consigliere Saiu.
CHIARIMENTI UTILIZZO CASERMA DI PRATO SARDO.
La parola all’esponente.
CONSIGLIERE SAIU
Grazie Presidente, io vorrei iniziare il mio intervento ringraziando i Capigruppo
di maggioranza e di minoranza, quindi i rappresentanti dei gruppi presenti in
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
13
Consiglio Comunale e lei, per aver acconsentito all’iscrizione dell’interrogazione
all’ordine del giorno, nonostante la Conferenza dei Capigruppo si fosse già espressa
sui lavori.
E’ un aspetto che credo sia necessario sottolineare perché se non fosse stato
per la collaborazione di tutti i gruppi consiliari presenti, questa interrogazione non si
sarebbe potuta tenere e questo mi sembra doveroso richiamarlo.
Così come ritengo di dover dare lettura immediatamente dell’interrogazione che
ho presentato in data 27 gennaio 2016 e che ha ad oggetto “Chiarimenti in ordine al
possibile diverso utilizzo della caserma di Prato Sardo”.
L’interrogazione è rivolta al Sindaco.
«CONSIDERATO che i lavori di costruzione della caserma di Prato Sardo sono
quasi completati;
RILEVATO che alcuni organi di informazione locale hanno diffuso notizie
relative ad un possibile diverso utilizzo della caserma stessa ed in particolare hanno
reso noto che vi sia la concreta possibilità che la struttura venga adibita a centro di
accoglienza per migranti;
PRESO ATTO che in città vi è una diffusa preoccupazione legata al mancato
arrivo dei militari della Brigata Sassari e che detta preoccupazione appare rafforzata
dal progressivo arretramento della presenza dello Stato nei nostri territori, così come
testimoniato dalla chiusura di tanti uffici e presidi pubblici;
RILEVATO che la gestione dei flussi migratori che investono l’Italia rappresenta
ovunque un grosso problema;
CONSIDERATO che la presenza della Brigata Sassari a Prato Sardo va difesa
con forza, soprattutto nell’interesse della nostra comunità;
Si chiede di sapere:
- se vi siano state interlocuzioni con la Regione o con il Ministero della Difesa
relative ad un diverso utilizzo della caserma di Prato Sardo;
- se siano al riguardo intercorse comunicazioni scritte o verbale di cui si richiede
di avere notizia;
- se a sua conoscenza, signor Sindaco, vi siano elementi che possano in
qualche modo costituire riscontro alla volontà di mutare la destinazione d’uso della
caserma di Prato Sardo;
- come intenda attivarsi l’Amministrazione Comunale per difendere la presenza
di militari della Brigata Sassari e impedire che la caserma di Prato Sardo venda
adibita a centro di accoglienza per migranti».
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
14
PRESIDENTE
La parola al Sindaco.
SINDACO
Buongiorno
a
tutti
e
buongiorno
al
Consigliere
Saiu
che
propone
l’interrogazione urgente che ha appena illustrato.
Vado subito a rispondere.
La prima domanda è se vi siano state interlocuzioni con la Regione o con il
Ministero della Difesa relative ad un diverso utilizzo della caserma di Prato Sardo.
Fin dal primo momento del nostro insediamento io stesso ho avuto rapporti
costanti con i rappresentanti dell’esercito e in particolare dapprima con il Generale
Tozzi, che è andato poi in pensione il 4 settembre, poi con il generale Giovannini che
anche di recente, esattamente nel mese di gennaio 2016, si è recato a Nuoro, con il
quale abbiamo sempre parlato di quelle che erano le intenzioni effettive del Ministero
della Difesa sulla caserma di Prato Sardo.
Ciò che è stato spiegato sin da subito, da parte del generale Tozzi in
particolare, era che la decisione finale sull’allocazione delle forze armate presso la
caserma di Prato Sardo era ormai una decisione al momento del nostro
insediamento rimandata ai piani più alti, cioè rimandata a Roma.
Ed è una di quelle decisioni che rientrano nei rapporti tra la Regione Sardegna
e il Ministero della Difesa anche legate al problema delle servitù militari.
Cioè la Regione Sardegna nelle sue plurime configurazioni da parte di
rappresentanti politici anche di entrambi gli schieramenti, ha nel tempo richiesto un
ridimensionamento di quelle che sono le cosiddette servitù militari.
E’ in atto una riflessione a livello governativo sull’entità della presenza dei
militari in Sardegna.
Io ho chiesto personalmente che nell’ambito di una trattativa Stato-Regione in
ordine alle servitù militari non venisse messo in mezzo l’impegno preso a suo tempo
con l’accordo come voi sapete del 1997 per la presenza dell’esercito a Prato Sardo.
Cioè ho chiesto che venissero distinti i piani: una cosa sono le servitù militari di
Quirra e di tutte le altre zone che sono gravate da decenni da servitù militari; una
cosa è la presenta di una caserma dove non c’è una vera e propria servitù militare
con esercitazioni.
Mi si chiede poi se siano al riguardo intercorse comunicazioni scritte o verbali di
cui si chiede di avere notizia e poi anche se a sua conoscenza vi sono elementi che
possano in qualche modo costituire riscontro alla volontà di mutare la destinazione
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
15
d’uso della caserma di Prato Sardo.
Le interlocuzioni che io personalmente ho avuto, sia recandomi a Cagliari che
ospitando in Comune i rappresentanti dell’esercito, che negli incontri che ho avuto
con Domenico Rossi, sottosegretario alla Difesa, che quindi è il riferimento più alto
dal punto di vista istituzionale, governativo per la materia di cui si tratta, sono
avvenute non per iscritto ma verbalmente.
L’ultima interlocuzione l’ho avuta esattamente sabato scorso quando ho
incontrato appositamente il sottosegretario Rossi con il quale, insieme ad un
deputato della Repubblica di Nuoro, abbiamo avuto un’interlocuzione durante la
quale il sottosegretario ha ribadito che allo stato attuale la notizia circolata sui giornali
la settimana scorsa non ha nessun fondamento, almeno non proviene dal Ministero
della Difesa, non proviene dall’esercito e non ha nessun riscontro di carattere
oggettivo.
Allo stato attuale non c’è un mutamento delle intenzioni rispetto a quello di
portare un mutamento rispetto alla destinazione d’uso nella volontà del Governo,
nella volontà dell’Esercito; c’è solo in atto un grande dialogo, discussione tra Regione
Sardegna per quanto riguarda la presenza militare in generale in Sardegna ma che
non riguarda Prato Sardo.
Questa interlocuzione è avvenuta esattamente sabato scorso, allorquando il
sottosegretario si è recato in Sardegna e io sono andato a trovarlo in quell’occasione.
Per quanto riguarda poi la questione dei migranti, cioè come intenda attivarsi
l’Amministrazione Comunale per difendere la presenza dei militari della Brigata
Sassari ed impedire che la caserma di Prato Sardo venda adibita a centro di
accoglienza per migranti, mi ricollego a ciò che ho detto sino ad adesso e cioè che il
Comune di Nuoro può dialogare, interloquire, far sentire la sua voce, però ormai il
livello di trattativa si è spostato talmente tanto in alto, che il nostro potere è
abbastanza limitato.
Posso dire che durante le frequenti riunioni che vengono svolte in prefettura a
Cagliari relative ai migranti, l’ultima l’abbiamo fatta circa a metà gennaio ed era una
conferenza regionale sull’immigrazione alla presenza dei vertici militari, dei
Procuratori della Repubblica, dei Prefetti, dei Sindaci e dei Questori della Sardegna,
si è discusso sulle forme di accoglienza dei migranti.
Vi ricordo che la quota di migranti assegnata alla Sardegna è di circa il 3% di
tutto il movimento migratorio che in questo equivale a circa 8.000 persone.
I criteri di integrazione e di accoglienza dei migranti non prevedono l’isolamento
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
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dei migranti stessi in una zona distante dalla città.
Per cui se queste sono le linee guida del Ministero dell’Interno, nonché le linee
guida che provengono dai vari organismi che si occupano delle varie sfaccettature
del fenomeno, noi faremo presente che la struttura della caserma di Prato Sardo è la
meno idonea in assoluto e non è idonea per niente rispetto all’accoglienza e
all’integrazione dei migranti stessi.
Per cui allo stato attuale l’impegno dell'Amministrazione è affinché venga
mantenuta la destinazione d’uso che deriva poi dagli accordi di programma e
casomai ribadire il concetto che noi siamo aperti all’accoglienza, siamo aperti alle
persone che soffrono, che sono appunto i migranti in questo momento con un
problema a livello mondiale.
Non ci sottraiamo ai nostri impegni, ma non in quella struttura perché in base
alle linee guida e alle direttive che provengono dallo stesso Ministero dell’Interno
quella struttura non è per niente adatta.
Recentemente, ne abbiamo già parlato altre volte, l’Amministrazione ha pagato
i debiti nei confronti dell’impresa che sta realizzando la caserma; la Regione ha
inviato l’anticipo dei cosiddetti lavori di completamento, cioè ha inviato 150.000 euro
mi pare il 27 dicembre, l’acconto del 10% previsto dalla legge per avviare i lavori di
completamento.
I lavori di completamento verranno avviati a brevissimo, cioè non appena
termineranno le procedure di controllo dell’aggiudicatario, che è la stessa impresa
che ha realizzato la maggior parte dei lavori, per cui ripartiranno sia i lavori di
completamento che i lavori cosiddetti del lotto principale.
Le stime sono che entro l’estate i lavori dovrebbero essere completamente
terminati.
L’impresa aveva fatto una causa per il pagamento di interessi, esattamente
107.000 euro per il ritardo nel pagamento di alcune fatture, di alcuni SAL e
l’Amministrazione sta cercando di trovare una transazione con l’impresa e pagare
anche questa fattura di interessi.
I pagamenti del pregresso sono naturalmente la condizione affinché i lavori
riprendano.
Spero di essere stato chiaro.
PRESIDENTE
La parola al Consigliere Saiu per la replica.
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
17
CONSIGLIERE SAIU
Ringrazio il Sindaco per la chiarezza delle risposte e la puntualità delle
precisazioni fornite.
Dalle sue parole emergono, Sindaco, sia elementi di conforto che però elementi
di preoccupazione.
Gli elementi di conforto sono rappresentati intanto dai tempi di realizzazione e
di conclusione dei lavori della caserma di Prato Sardo che lei ci ha appena illustrato e
indicato approssimativamente per l’estate.
Poi è vero, questioni finanziarie legate al ritardo nei pagamenti alla ditta che si è
aggiudicata l’appalto hanno determinato per le casse comunali conseguenze che
anche in altre circostanze abbiamo avuto modo di riprendere.
Però è importante che lei abbia precisato che entro l’estate i lavori
verosimilmente saranno conclusi anche perché, lei lo ricorderà molto bene, proprio
nel luglio scorso l’Assessore ai Lavori Pubblici fu coinvolto in una piccola polemica
relativa alla conclusione dei lavori della caserma che a luglio dell’anno scorso
sembravano essere addirittura in pericolo e l’Assessore Belloi richiamava addirittura
la possibilità che occorresse rifarsi ad una consultazione popolare per decidere la
destinazione di quei locali.
Invece, ripeto, è per me elemento di conforto sentire dalla sua voce che la
caserma di Prato Sardo verosimilmente verrà conclusa entro l’estate.
Così come è per me motivo di soddisfazione apprendere che le linee guida che
vengono seguite dagli organismi deputati ad occuparsi dell’accoglienza dei migranti,
non prevedono la collocazione in edifici e strutture analoghe a quella della caserma,
che rischierebbero effettivamente di trasformarsi in veri e propri ghetti.
Questa è certamente una soluzione che non è auspicabile né per i migranti né
evidentemente per la comunità nuorese.
Da questo punto di vista in effetti anch’io avevo notizie circa la collocazione di
migranti solo in un certo numero, solo all’interno di strutture con determinate
caratteristiche.
Poi in realtà abbiamo visto purtroppo come le cronache italiane ci abbiano
consegnato anche episodi di accoglienza che sfuggivano a quelle linee guida e
quindi a centri di accoglienza che assomigliavano veramente a dei ghetti.
Però questo non è l’aspetto che interessa la nostra discussione, perché noi
siamo nel Consiglio Comunale di Nuoro e discutiamo di una preoccupazione che
manifestano molti cittadini.
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
18
Quindi chi era preoccupato che i lavori della caserma avessero delle difficoltà di
completamento può essere rassicurato, ed io per primo.
Così come rassicurante è la notizia che lì non potranno andarci i migranti per
via delle condizioni oggettive della struttura della caserma che non consentirebbe di
ospitarli.
Molto meno rassicurante - mi permetta - sono stati i passaggi relativi alle sue
interlocuzioni e col Generale Giovannini e con il sottosegretario Rossi, perché mi
pare di aver colto, dalle espressioni che lei ci ha rappresentato, una sorta di
differenza di posizioni.
Se infatti il Generale Giannini mi pare di capire richiami ad una decisione
definitiva che ancora non è stata presa, invece il sottosegretario Rossi dice una cosa
diversa.
Ecco, questo è l’elemento di preoccupazione. Cioè a dire: se i migranti non
andranno nella caserma di Prato Sardo per le ragioni che lei ci ha illustrato, però non
è detto che ci vadano i militari della Brigata Sassari, perché la partita che si sta
giocando è quella: tra la Regione Sardegna e il Ministero della Difesa, legata alla
presenza militare sia nelle basi che nelle cosiddette servitù.
E ha fatto bene lei a sottolineare come le due questioni, i due aspetti siano
radicalmente diversi.
Io credo che da questo punto di vista sia necessario fare chiarezza, cioè che la
nostra Amministrazione, l’Amministrazione del Comune di Nuoro e la popolazione
nuorese devono assumere determinazioni, posizioni, mobilitazione se necessario,
per avere a Nuoro la presenza della Brigata Sassari, così come da accordi già
sottoscritti, ma soprattutto per ragioni legate intanto alla salute della nostra economia
che, per quanto questo aspetto sia da alcuni contestato, per me è invece chiarissimo.
Cioè la presenza di 250/300 nuove buste paga in questo territorio non potrebbe
che far bene.
Quindi io eviterei qualunque tipo di valutazione di ordine ideologico sul tema
della presenza militare a Nuoro.
In secondo luogo ritengo che noi ci si debba spendere, si debba combattere, si
debba lottare, se serve anche con la Regione Sardegna, perché la presenza dei
militari della Brigata Sassari a Nuoro può essere una ricchezza in generale per la
presenza della difesa in Sardegna.
Se veniamo da molti anni di presenza militare, nazionale o internazionale pensiamo per esempio alle basi NATO - con notevoli sacrifici richiesti ai nostri
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
19
territori, oggi invece ci affacciamo ad una prospettiva anche di evoluzione tecnologica
della difesa, che può configurarsi come una vera e propria risorsa economica per i
nostri territori.
E sarebbe veramente un peccato, anzi potrei dire una doppia fregatura se poi
oggi quei presidi militari venissero ospitati in altri territori come la Sicilia, e ne
abbiamo avuto un esempio recente con Decimomannu.
Allora ribadisco: è importante dal mio punto di vista che noi teniamo alta la
guardia rispetto alla presenza della Brigata Sassari a Nuoro.
Cioè non mi accontento della rassicurazione che la caserma non diventerà un
centro per migranti.
Desidero, auspico, mi attiverò personalmente con tutte le persone che poi
condivideranno questa posizione, affinché a Nuoro si realizzi la presenza della
Brigata Sassari per le ragioni che ho spiegato prima.
Non è sufficiente cioè che noi tiriamo un sospiro di sollievo perché non vengono
i migranti; è necessario che noi combattiamo perché quel presidio militare si realizzi e
si insedi nelle forme e nei modi che sono contenuti in quell’accordo di programma.
Raccolgo con favore il suo auspicio all’apertura della nostra città all’ospitalità di
tutti i soggetti più deboli, in particolare migranti, clandestini, persone che fuggono
dalla guerra, senza dimenticare signor Sindaco che i problemi dei nostri cittadini sono
tanti e noi certamente dobbiamo preoccuparci prima di loro.
PRESIDENTE
La parola al Sindaco.
SINDACO
Una piccola precisazione perché non ci siano fraintendimenti, perché questi
argomenti sono molto delicati e quindi li dobbiamo trattare con i guanti.
Lei ha segnalato che dalle mie parole sarebbe emersa una sorta di contrasto tra
la versione del Generale Giovannini e la versione del sottosegretario Rossi.
In realtà per completezza di informazione debbo riferire che non si tratta di un
contrasto di informazioni, ma si tratta di una risposta che il Generale Giovannini non
poteva dare in Sardegna perché è un livello decisionale superiore e allora mi ha
detto: rivolgiti al livello decisionale superiore, cioè Roma.
Io mi sono rivolto a Roma e Roma per adesso ha confermato gli impegni. Prima
precisazione.
Quindi non si tratta di un contrasto ma si tratta di un rimando ad un’altra
persona per avere la risposta che abbiamo interpellato.
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
20
La seconda questione: come giustamente lei dice dobbiamo pensare a chi sta
male, cioè in questo momento ai rifugiati, ai migranti, e non possiamo non pensarci, è
un obbligo civile, è un obbligo morale, è un obbligo che abbiamo tutti.
Ma questo non significa e non va per niente in contrasto con l’altro obbligo che
abbiamo contemporaneamente e anche prima, che è quello di pensare alla
cittadinanza però senza distinzione di sesso, di razza, di religione e di niente.
PRESIDENTE
Prima di procedere con il secondo punto all’ordine del giorno, la parola al
Consigliere Manca per una comunicazione.
CONSIGLIERE MANCA
Un saluto a tutti i presenti.
Nelle fasi di comunicazione intendevo esprimere alcune considerazioni legate al
tema che si è trattato prima.
Capisco che amministrare costi fatica e non tutti possono occuparsi di tutto. E’
evidente che occuparsi di tutto costa ancora più fatica, ma soltanto chi è bravo ci
riesce.
Per questo mi sento di ringraziare in particolare il Presidente della commissione
urbanistica e ambiente di cui io faccio parte come commissario - casualmente è qua
vicino, ma soltanto casualmente - perché dopo dieci anni di lettura della lotta al
randagismo nelle due precedenti consiliature, il Presidente della commissione
appena insediatasi ha portato all’attenzione il tema del regolamento.
Per dieci anni noi non abbiamo avuto un regolamento.
Io ho letto soltanto l’enunciazione nei vari atti legati al bilancio, ma di
regolamento non ne ho mai avuto traccia, mai avuto neanche l’occasione di poterne
discutere considerato che per dieci anni il tema non è stato mai portato neanche in
commissione.
Può succedere che ciascuno di noi possa essere distratto, possa essere
impegnato in altre cose.
Trovo però che è meglio che sappia che esattamente il 26 gennaio, quindi pochi
giorni fa, forse nella seconda riunione convocata dal Presidente, all’attenzione c’era
un ordine del giorno che riguardava il regolamento della lotta al randagismo, ma non
soltanto quella, praticamente è un regolamento che riguarderà tutte le specie animali.
Riunione che poi è saltata per lo stato di salute del Presidente, rinviata al 2
febbraio ed oggi esiste una bozza di regolamento.
Ripeto: in dieci anni io hanno ho mai visto né mai sentito niente, se non le
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
21
poche letture che ho fatto sugli atti legati al bilancio.
Quindi sono particolarmente interessato sotto questo aspetto, perché è un
ordine del giorno che mette ordine laddove non c’è ordine, laddove è necessaria una
messa a punto, laddove è necessaria una regolamentazione su un tema che, come
ha detto l’Assessore, è particolarmente sensibile, perché la convivenza con gli
animali nelle città e nei paesi è un’evidente condizione che spesso porta lacunosità.
Ma è ancora peggio se queste lacunosità nascono da noi, dal non sapere, ma
mi farà piacere poter vedere nelle riunioni di commissione persone che si interessano
del fenomeno, persone giustamente puntuali nell’osservare che la regolarità degli atti
è una cosa dovuta, compreso il rivolgersi alle strutture competenti.
E quindi sarò ben lieto, personalmente io, di poter collaborare e assistere alla
collaborazione che ci verrà offerta da chiunque, ma soprattutto da chi il problema
evidentemente non lo sta affrontando nei posti dovuti insieme alla commissione
autorizzata a farlo e che puntualmente appena insediata lo sta facendo e lo sta
facendo con estrema serietà perché è un capitolo, insieme a tanti altri che riguardano
questi settori, molto importante e ritengo che bisogna decidersi di mettere il capitolo
fine nella riorganizzazione e nell’organizzazione regolamentare di questa vita
associativa, nel rispetto di tutte le persone che ne fanno parte e di tutte le
associazioni che ne fanno parte.
PRESIDENTE
La parola al Consigliere Bianchi.
CONSIGLIERE BIANCHI
Grazie Presidente, è a lei che mi rivolgo come garante dei diritti del Consiglio e
al dottor Puledda come Segretario Generale, in quanto lui garante della regolarità e
della legittimità degli atti che vengono assunti dall’Amministrazione.
E lo faccio per ricordare che il 13 ottobre il gruppo di cui sono componente ha
presentato un’interrogazione - a risposta scritta peraltro - avente ad oggetto
“questioni attinenti l’affidamento dei diritti di compravendita della carta da macero e
sulle modalità di effettuazione del controllo del servizio di igiene urbana”.
La data basterebbe a riassumere i contenuti della mia comunicazione; sono qui
a dirle che ad oggi non abbiamo ancora ricevuto una risposta su questo argomento.
E’ ovvio che è nostra intenzione mantenere all’interno di quest’aula le questioni,
i quesiti che attengono soprattutto ad una materia come questa, che riguarda le
modalità
di
affidamento
di
incarichi
e
servizi
all’interno
della
Pubblica
Amministrazione, che deve rispondere a determinate regole che sono assolutamente
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
22
normate.
Riteniamo peraltro che in quella interrogazione vi siano dei rilievi importanti
sulle procedure, sulle modalità seguite dall'Amministrazione.
Avremo il piacere di conoscere quali sono le risposte dell'Amministrazione,
anche se vi siano state da parte nostra delle obiezioni che non hanno fondamento.
Per questa ragione e per altre e per i motivi contrari, a distanza di più di tre
mesi sarebbe opportuno che ci facesse pervenire, chi di competenza, la risposta ai
quesiti posti.
A lei ci affidiamo come garante, confidando in tempi brevi per ricevere la
risposta ai quesiti posti.
PRESIDENTE
Mi faccio carico dell’adempimento.
PUNTO DUE ALL’ORDINE DEL GIORNO: SEGNALAZIONE DA PARTE DEI
CITTADINI DI FABBRICATI ERRONEAMENTE CENSITI COME DI VALORE
STORICO
NELLE
TAVOLE
DI
ADEGUAMENTO
DEL
PIANO
PARTICOLAREGGIATO DEL CENTRO STORICO AL PIANO PAESAGGISTICO
REGIONALE. VERIFICA DI COERENZA CON LE DISPOSIZIONI DEL PIANO
PAESAGGISTICO REGIONALE.
La parola all'Assessore Sanna.
ASSESSORE SANNA
Saluto nuovamente tutti i Consiglieri.
La presente delibera in realtà è un ritorno in Consiglio Comunale, era stata da
me ritirata per dei vizi legati alla forma che avrebbero esposto ad un’anomala
deliberazione il Consiglio Comunale; quindi abbiamo chiesto agli uffici di rivederla e
di riproporla in una forma che preservi quanto il Consigliere, nella responsabilità che
attiene alla propria funzione, va a deliberare.
Do lettura della delibera:
«PREMESSO che con determina dirigenziale N. 1812 del 01/08/2014 è stata
indetta la procedura di segnalazione da parte dei cittadini di fabbricati erroneamente
censiti come di valore storico nelle tavole di adeguamento del piano particolareggiato
del centro storico al Piano Paesaggistico Regionale;
CONSIDERATO che all'avviso hanno risposto N. 12 cittadini;
PREMESSO che con determina dirigenziale N. 2444 del 17/10/2014 sono stati
riaperti i termini della procedura di segnalazione da parte dei cittadini dei fabbricati
erroneamente censiti come di valore storico nelle tavole di adeguamento del piano
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
23
particolareggiato del centro storico al Piano Paesaggistico Regionale;
CONSIDERATO che all'avviso hanno risposto altri tre cittadini;
VISTO il Piano Particolareggiato del centro storico del Comune di Nuoro,
approvato con i Decreti del Coordinatore del Servizio Urbanistica della RAS N. 471
per la zona territoriale omogenea A, N. 472 per la zona B, N. 473 per la Z.T.O. C, N.
474/11 per la sub Z.T.O. D, N. 475 per la sub Z.T.O. E, N. 476 per la sub Z.T.O. F, N.
477 per la sub Z.T.O. G e N. 478 per la H, del 10/03/1989, e riadottato con Delibera
del Consiglio Comunale N. 31 del 30/07/2001;
VISTA la determinazione N. 2311 del 08/10/2008 del Direttore Generale della
pianificazione urbanistica territoriale e della Vigilanza edilizia della Regione
Sardegna, con la quale è stata approvata la verifica di conformità, ai sensi dell'Art. 52
delle norme tecniche attuative del Piano Paesaggistico Regionale ed ai sensi degli
indirizzi applicativi di cui al Decreto di Giunta Regionale 16/3 del 24/04/07, del Piano
Particolareggiato del centro storico del Comune di Nuoro;
VISTE le richieste sopra citate e i loro allegati;
VISTA la relazione dell’ufficio, protocollo N. 5218 del 04/02/2015;
VISTE le osservazioni e i ricorsi presentati dai cittadini alla relazione dell'ufficio
con protocollo N. 5218 - e sono citati i ricorrenti, dei quali non mi sembra il caso di
fare i nomi;
VISTA la relazione dell'ufficio allegata alla presente per farne parte integrante e
sostanziale, dalla quale emerge che N. 3 richieste rispondono ai requisiti individuati
dalla determinazione N. 2311 del 2008 e pertanto possono essere classificate come
non di valore storico e precisamente gli immobili distinti al catasto al foglio 45
mappali 590 e 591, al foglio 45 mappale 4766, al foglio 45 mappale 1116;
CONSIDERATO che per quanto concerne i centri di antica e prima formazione,
gli insediamenti storici, la verifica e l’adeguamento degli strumenti urbanistici al PPR
mirano ad assicurare anche in prospettiva il recupero dei valori ambientali,
architettonici ed identitari propri dell'assetto urbano ed edilizio pertinente all'impianto
insediativo e alla sua evoluzione attraverso il tempo, prima delle macroscopiche
alterazioni subite negli ultimi cinquanta anni;
CONSIDERATO
altresì
che
il
principale
obiettivo
della
verifica
e
dell'adeguamento suddetto è quello di ricostituire un assetto generale coerente con
quello originario storicamente formatosi, mediante conservazione e restauro di
elementi e componenti superstiti e mediante previsione di interventi di progressiva
eliminazione dei manufatti e dei fabbricati incongrui, con successiva eventuale
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
24
realizzazione di nuovi corpi di fabbrica non dissonanti dal contesto e coerenti con
l'abaco delle tipologie tradizionali locali;
VISTA la deliberazione N. 36/7 del 5 settembre 2006, con la quale la Giunta
Regionale ha approvato il Piano Paesaggistico Regionale per il primo ambito
omogeneo;
VISTA la determinazione N. 46 del 23/01/2008 del Direttore Generale della
Pianificazione Urbanistica Territoriale e della Vigilanza Edilizia, concernente la
verifica della perimetrazione del centro di antica e prima formazione del Comune di
Nuoro;
VISTO l'Art. 2, disciplina per le aree all'interno dei centri di antica e prima
formazione, della Legge Regionale 4 agosto 2008 N. 13, così come modificato dalla
Legge Regionale 23 ottobre 2009 N. 4;
VISTA la Legge Regionale N. 29/1998;
VISTA la Legge Regionale 45/1989;
VISTO il Decreto assessoriale N. 2166 del 20/12/1983;
VISTO il Decreto Legislativo N. 42 del 2004, “Codice dei beni culturali e del
paesaggio”;
VISTA la Legge N. 378 del 2003, "Disposizioni per la tutela e la valorizzazione
dell'architettura rurale";
VISTO il vigente Piano Urbanistico Comunale;
VISTO il parere della Commissione Urbanistica;
VISTO il parere reso dal Dirigente del Settore Urbanistica ai sensi dell'Art. 49,
1° comma del TUEL;
Il Consiglio Comunale è chiamato a DELIBERARE:
- di approvare la verifica di coerenza del Piano Particolareggiato del Centro
Storico di Nuoro con le disposizioni del Piano Paesaggistico Regionale in merito alla
riclassificazione delle seguenti unità edilizie: - Sub Zona F, isolato 15, unità edilizia 7
e 10, come detto distinta in catasto al foglio 45 mappali 590 e 591; Subzona C,
isolato 14, unità edilizia 3 parte, distinta in catasto al foglio 45 mappale 4766; - Sub
Zona F isolato 4, unità edilizia 2, distinta al catasto al foglio 45 mappale 1116 come
non di valore storico;
- che pertanto le quattro unità edilizie sopra richiamate non sono più da
considerarsi di valore storico.
La presente verifica sarà soggetta ad approvazione da parte dell'Assessore
Regionale competente come previsto dall'Art. 9 della Legge Regionale N. 28 del
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
25
1998».
PRESIDENTE
Dichiaro aperta la discussione.
La parola al Consigliere Lai.
CONSIGLIERE LAI
Buonasera a tutti, ai cittadini in particolare.
Dalla lettura della documentazione e da chiarimenti approfonditi presso gli uffici
dell’urbanistica, la delibera in approvazione risulta essere frutto del lavoro tecnicoamministrativo.
Stiamo parlando dell’adeguamento del piano particolareggiato al piano
paesaggistico.
Da quello che ci risulta è un lavoro che è stato eseguito anche prima di altri
Comuni, dando la possibilità ai cittadini di correggere eventuali errori del piano
particolareggiato nella classificazione degli edifici di valore storico.
Condividiamo anche l’impostazione di estrapolare dalla delibera quei casi in cui
vi erano degli abusi che giustamente devono essere valutati in separata sede.
Per quanto ci riguarda il Movimento 5 Stelle rimane certamente a disposizione
di cittadini che volessero avere supporto laddove ritengano di non aver avuto tutti i
chiarimenti richiesti.
Nel caso di specie nulla di ciò si è verificato, per cui non ci rimane che prendere
atto della documentazione presentata.
Semmai rimane il tempo per una considerazione di ordine generale: il centro
storico di Nuoro - e non solo - in tempi passati ha avuto poca attenzione sul valore
storico degli edifici, quando veniva attuata una prassi di scarso controllo e pratiche
gestite in modo più amichevole che in modo trasparente ed imparziale.
Come esempio di scarsa attenzione ai valori storici può essere ricordato il
vecchio carcere di via Roma, struttura di grande valore storico e architettonico, che è
stato fatto demolire da una classe politica superficiale.
Il rammarico diventa ancora maggiore se andiamo ad analizzare come
attualmente la struttura si presenta nel centro polifunzionale, sorta appunto al posto
dell’ex carcere e non utilizzata.
PRESIDENTE
La parola al Consigliere Zola.
CONSIGLIERE ZOLA
Un saluto a tutti, in particolare al pubblico presente.
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
26
Con riferimento alla richiamata verifica di coerenza relativa alla riclassificazione
di alcune unità edilizie incluse nel centro storico dell’abitato, vorrei fare alcune
osservazioni.
Nel rispetto degli atti posti in essere dal settore competente si rileva che
l’adeguamento del piano particolareggiato del centro storico al piano paesaggistico
regionale, PPR, e del resto come si evince dagli atti allegati alla presente delibera,
sia stato trattato sin dalle sue origini come atto di gestione con successivo ricorso al
deliberato del Consiglio Comunale, il N. 58 del 26 giugno 2008, di mera presa d’atto.
Infatti il succitato adeguamento è stato approvato con la determinazione N. 46
DG del 23/01/2008 della direzione generale di pianificazione urbanistica territoriale
della RAS e successivamente integrata con altra determinazione, la N. 2712 DG del
19/11/2008, la quale ha concluso con l’imposizione dei vincoli storici urbanistici a
quegli immobili ritenuti tali e che il medesimo studio ha interessato tutti gli immobili
inclusi nel piano particolareggiato del centro storico.
L’adeguamento suddetto è stato concluso con la prima delle determinazioni
regionali suddette senza che vi fosse, come detto, alcun bisogno di ricorrere ad
approvazioni superiori del Consiglio Comunale, ritenuto evidentemente non
competente.
Tutto ciò non si capisce, perché non è spiegato dal settore proponente, come
oggi si riceva questo atto per deliberare in merito alla suddetta riclassificazione di
quegli immobili inclusi nel centro storico, per i quali i cittadini hanno fatto le proprie
osservazioni e che comporta evidentemente l’annullamento o meno di quel vincolo
storico originariamente imposto con un solo atto di gestione, determinazione della
cosiddetta direzione generale della pianificazione.
Altresì a mio avviso non è proponibile che questo atto di riclassificazione del
vincolo storico, che grava sugli immobili inclusi nel piano particolareggiato del centro
storico, debba essere portato prima all’attenzione di questo Consiglio Comunale
anziché all’approvazione regionale come atto di gestione, come del resto avvenuto in
origine.
Anche in questo caso infatti si nota l’inerzia dell'Amministrazione precedente
che poteva e doveva fare ricorso a tempo debito all’adeguamento vincolistico
richiesto con la Legge Regionale del 4 agosto 2008 N. 13, dove dice appunto “Norme
urgenti in materia di beni paesaggistici e delimitazione dei centri storici”, così
modificata con la Legge Regionale 23 ottobre 2009, la N. 4, allo scopo approvata per
la disciplina delle aree all’interno dei centri di antica e prima formazione, il cosiddetto
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
27
centro matrice, e che ha concesso a questo Comune, come a tutti i Comuni della
Sardegna, un solido finanziamento che per qualche ragione - che non si conosce - è
stato perso e non si è ottemperato alle norme su richiamate.
Così come non si è portato all’attenzione del Consiglio Comunale della
precedente
Amministrazione
la
riclassificazione
degli
edifici
storici
prima
dell’approvazione definitiva del piano urbanistico comunale, il PUC.
Infine dagli atti prodotti si rileva che l’esame delle richieste presentate per la
riclassificazione di questi edifici, che sono stati erroneamente classificati come storici,
per alcuni di questi sono state eseguite delle istruttorie estremamente rigide, alle
quali si fa ricorso a definizioni di questo tipo: l’edificio risulterebbe privo di titolo
abilitativo; la documentazione risulta incompleta; mancano le scansioni di titoli edilizi;
manca la sagoma dell’edificio georeferenziata, etc.
Elementi questi che nella fase iniziale di classificazione degli edifici eseguita
dall’ufficio preposto nell’anno 2008 non sono stati mai richiesti.
E inoltre nella valutazione di questi edifici ritenuti interessati e di valore storico,
sono state tenute nella dovuta considerazione la sola documentazione fotografica
dello stato esistente e le planimetrie storiche allegate agli atti contenuti nell’originario
piano particolareggiato del centro storico, la cosiddetta tavola ottocentesca.
Tutto ciò premesso non si afferra la ragione per la quale sia stata effettuata
un’istruttoria in modo così eccessivamente rigoroso, in ragione del fatto che nella
classificazione originaria che si ripete e avvenuta con atti di gestione non ha previsto
la stessa identica procedura pretesa con la classificazione in esame.
PRESIDENTE
Se non ci sono altri interventi dichiaro chiusa la discussione.
Non ci sono dichiarazioni di voto, dichiaro chiuse anche le dichiarazioni di voto.
Pongo in votazione il punto due all’ordine del giorno.
Esito della votazione: favorevoli 15; contrari 0; astenuti 8.
Votazione: approvato.
PUNTO TRE ALL’ORDINE DEL GIORNO: GETTONE DI PRESENZA
CONSIGLIERI COMUNALI PER LA PARTECIPAZIONE ALLE SEDUTE DEL
CONSIGLIO COMUNALE E DELLE COMMISSIONI CONSILIARI PERMANENTI:
DETERMINAZIONE IMPORTO.
Procedo alla lettura della delibera.
«Il Consiglio Comunale,
DATO che a seguito delle elezioni amministrative del 31 maggio 2015 sono
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
28
stati rinnovati gli organi dell'Amministrazione Comunale;
VISTA la Legge Regionale Sardegna N. 4/2012 “Composizione dei Consigli e
delle Giunte Regionali”;
CHE ai sensi dell’Art. 82 comma 2 del Decreto Legislativo N. 267/2000 i
Consiglieri Comunali hanno diritto di percepire, nei limiti fissati dal capo IV, un
gettone di presenza per la partecipazione a Consigli e commissioni;
VISTI:
- il titolo III capo IV del Decreto Legislativo 18/08/2000 N. 267, status degli
amministratori locali;
- il Decreto Ministeriale 4 aprile 2000 N. 119 avente ad oggetto “Regolamento
recante norme per la determinazione della misura delle indennità di funzione dei
gettoni di presenza per gli amministratori locali, a norma dell’Art. 23 della Legge 3
agosto 1999 N. 265”;
CONSIDERATO che in assenza dell’emanazione del decreto per la
determinazione della misura delle indennità di funzione dei gettoni di presenza
previsto dall’Art. 82 comma 2 del Decreto Legislativo N. 267/2000 trova ancora
applicazione il Decreto Ministeriale N. 119/2000, articoli 1, 2, 3 e 4 e la Tabella A,
che determina sulla base della classe demografica il seguente gettone di presenza:
Comuni con popolazione da 30.000 a 100.000 abitanti lire 70.000, pari ed euro
36,15;
CONSIDERATO che gli importi di cui alla tabella A sono maggiorati ai sensi
dell’articolo del D.M. 119/2000:
a) del 5% per i Comuni caratterizzati da fluttuazioni stagionali della popolazione,
tali da alterare incrementando del 30% il parametro della popolazione dimorante;
l’incremento, verificabile anche attraverso i consumi idrici ed altri dati univoci ed
obiettivamente rilevabili, dovrà essere attestato dall’ente interessato;
b) del 3% per gli enti la cui percentuale di entrate proprie rispetto al totale delle
entrate risultanti dall’ultimo conto di bilancio approvato, sia superiore alla media
regionale per fasce demografiche di cui alle tabelle B e B1 allegate;
c) del 2% per gli enti la cui spesa corrente pro-capite risultante dall’ultimo conto
del bilancio approvato sia superiore alla media regionale per fasce demografiche di
cui alle tabelle C e C1;
VISTE
- la tabella B, D.M. 119/2000: Comune, rapporto tra entrate proprie e totale
entrate pari allo 0,34;
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
29
- la tabella C del D.M. 119: Comune, media pro capite del totale spese correnti
pari a 574,84;
DATO ATTO che il rendiconto per l’esercizio 2014, approvato con deliberazione
del Consiglio Comunale N. 120 del 20 luglio 2015 evidenzia una media tra entrate
proprie e totale delle entrate pari a 0,61 e una spesa corrente media pro capite pari a
1.066,96;
CHE pertanto l’indennità di funzione deve essere maggiorata come segue:
indennità base: 36,15;
maggiorazione 3%: 1,08;
maggiorazione 2%: 0,72;
totale: 37,95;
CONSIDERATO che l’Art. 1, comma 54, della legge finanziaria 2015 N. 266 del
23/12/2015 ha previsto la riduzione del 10% delle indennità e dei gettoni di presenza
per un triennio a decorrere dall'anno 2006;
CHE la Corte dei Conti, sezione Autonomie, con delibera del 23/12/2009 ha
dichiarato non più applicabile la disposizione di cui alla legge finanziaria 2005, Legge
166/2005, posizione che è stata ribadita anche dalle Sezioni regionali della Corte dei
Conti dell'Emilia Romagna con delibera N. 22 del 09/02/2010 e della Lombardia con
delibera N. 148 del 14/04/2010;
VISTO inoltre il Decreto Legge 31/05/2010 N. 78 convertito in Legge 122/2010
e in particolare l'Art. 5 comma 7, il quale dispone “riduzioni delle indennità degli
amministratori locali dal 3% al 10% a seconda della classe demografica dei Comuni”,
rinviando ad un decreto ministeriale l'attuazione in concreto della norma;
CONSIDERATO che a tutt'oggi il Decreto Ministeriale di cui alla Legge 78/2010
non è stato adottato;
PRESO ATTO che la Corte dei Conti in sezioni riunite, con delibera N. 1 del 12
gennaio 2012, considerando vigente la norma riduttiva non condivide le pronunce
delle sezioni regionali e ritiene che la riduzione del 10% delle indennità introdotte
dalla finanziaria 2006 deve ritenersi strutturale e non temporanea;
CHE l'Art. 5, comma 7 del D.L. 31 maggio 2010 N. 78, convertito in Legge N.
122/2010 sopra citato ha previsto una diminuzione, per un periodo non inferiore a tre
anni, di una percentuale pari al 7% per i Comuni con consistenza demografica fino a
250.00 abitanti;
RITENUTO necessario dover determinare la misura delle indennità di funzione
agli amministratori in applicazione delle norme sopra richiamate;
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
30
PRESO ATTO che, in attesa dell'emanazione del decreto di attuazione da parte
del Ministero dell'Interno sulla rideterminazione delle indennità spettanti al Sindaco
ed Assessori Comunali, è necessario determinare la misura dei gettoni di presenza
apportando a titolo cautelativo, sulle indennità determinate dal D.M. 119/2000 la
riduzione del 10% prevista dall'Art. 1, comma 54, della Legge N. 266 del 23/12/2005,
salvo effettuare conguaglio positivo o negativo in sede di applicazione definitiva del
Decreto citato;
CHE conseguentemente la nuova misura dei gettoni di presenza è cosi
determinata:
- Carica consiliare: importo 37,95;
- Riduzione 10%: 3,79;
- Gettone 34,16;
VISTO il Decreto Legislativo 18 agosto 2000, N. 267 recante: “Testo unico delle
leggi sull'ordinamento degli enti locali” e successive modificazioni e integrazioni;
ACQUISITO il parere favorevole di regolarità tecnica espresso ai sensi
dell'articolo 49 del Testo Unico;
VISTO lo Statuto Comunale;
DELIBERA
- di determinare l'importo del gettone di presenza spettante ai Consiglieri con
decorrenza dalla data di proclamazione degli eletti avvenuta in data 02/07/2015 in
euro 34,16;
- di rendere la presente deliberazione, stante l'urgenza, immediatamente
eseguibile».
Dichiaro aperta la discussione.
È stato presentato un emendamento, la parola al Consigliere Brodu per
l’illustrazione.
CONSIGLIERE BRODU
Abbiamo presentato nelle mani del Segretario, ora in adunanza, un
emendamento con il quale si propone l’abrogazione del gettone di presenza da
corrispondere ai Consiglieri per le sedute consiliari e per le sedute delle commissioni
permanenti nelle quali è previsto il gettone.
Non credo che nell’illustrazione si debbano spendere molte parole, la richiesta è
molto chiara.
Le ragioni che stanno a fondamento della richiesta sono ugualmente non
implicite ma evidenti e chiare.
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
31
Le considerazioni di carattere generale sulla funzione della democrazia, dei
suoi istituti, l’economicità alla quale tanti fanno richiamo e riferimento, il dovere di
militanza e di partecipazione agli istituti di democrazia credo siano argomenti più che
sufficienti per giustificare la richiesta.
L’appello è che questo Consiglio voglia deliberare ed approvare questo
emendamento.
PRESIDENTE
Chiedo innanzitutto se ci sono altri emendamenti.
Procediamo
così:
facciamo
la
discussione
sia
sull’emendamento
sia
sull’argomento, tutt’uno, e poi procediamo con due distinte votazioni, prima
l’emendamento e poi la delibera.
E’ stata chiesta una sospensione della seduta per un quarto d’ora.
Pongo in votazione la richiesta di sospensione.
Votazione: approvata.
Ad ore 17:03 la seduta è sospesa.
Ad ore 17 e 21 il Consiglio riprende.
PRESIDENTE
È presente il numero legale. Abbiamo un parere tecnico da parte del Segretario
Generale sull’emendamento, al quale chiedo di esprimersi sul punto.
SEGRETARIO GENERALE
Si tratta semplicemente di un’espressione di parere in linea tecnica, che non
entra nel merito dell’opportunità o meno dell’emendamento.
Però mi preme rilevare che la previsione dell’indennità di funzione, indennità di
carica, gettone etc, è una previsione espressamente contemplata dall’Art. 82 del
TUEL, Decreto Legislativo 267/2000 e si configura come un diritto riconosciuto a
ciascun singolo Consigliere Comunale.
Per cui riterrei impropria la possibilità di ammissibilità di un emendamento che,
qualora poi accolto dal Consiglio Comunale anche al di là di quello che può essere il
mio parere, perché il Consiglio Comunale potrebbe ritenere non conferente il mio
parere, se si dovesse ammettere poi a votazione un deliberato che prevedesse
l’abrogazione di una qual si voglia guarentigia posta a favore di un Consigliere
Comunale, questo potrebbe comprimere il diritto riconosciuto a ciascun Consigliere di
percepire o meno quell’indennità che è prevista dalla legge.
Oltre tutto ammettendo e non concedendo che il Consiglio Comunale ritenga di
sorvolare sul mio parere tecnico e decida di passare a votazione, se si dovesse
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
32
arrivare ad una votazione di accoglimento dell’abrogazione, chiaramente il
Consigliere che si vedesse imposta questa deliberazione votando contro, se dovesse
votare contro, avrebbe ben diritto di vederla ricusata la deliberazione da un
competente organo giurisdizionale, perché si tratterebbe veramente di una
deliberazione che andrebbe a ledere un diritto che è riconosciuto singolarmente a
ciascun Consigliere.
Pertanto la deliberazione del Consiglio Comunale, per quanto il Consiglio
Comunale è sovrano nelle sue deliberazioni, ci mancherebbe altro, però questa
sovranità incontra un limite, che a mio avviso è invalicabile, costituito dalla libertà di
autodeterminazione di ciascun Consigliere, che potrebbe ben, con sua iniziativa
spontanea, rinunciare alla percezione del gettone di presenza, potrebbe benissimo
farlo attraverso idonea comunicazione, in questo caso all’ufficio organi istituzionali, al
Presidente del Consiglio, al Segretario Generale, al Sindaco, però riterrei eccessiva,
in quanto eccessivamente compressoria, vessatoria nei confronti del diritto di ciascun
Consigliere, una deliberazione che imponesse l’abrogazione.
Quindi in pratica imponesse a ciascun Consigliere di rinunciare al gettone di
presenza.
Cosa che il Consigliere può liberamente fare con un suo atto di autonoma
determinazione, per iscritto.
PRESIDENTE
La parola al Consigliere Brodu.
CONSIGLIERE BRODU
Intervengo
come
primo
firmatario
dell’emendamento.
Prendo
atto
dell’interpretazione fornita al Consiglio dal Segretario Generale; non ho ragioni per
contrappormi a questo tipo di impostazione interpretativa e questa scheda di lettura.
Ne prendo atto e sotto tale profilo interverrei invece sull’emendamento
introducendo una correzione dove lo anticipo: la correzione è in luogo
dell’abrogazione.
Non chiederei neppure una rinuncia ai singoli, quello è un atto personale che
ognuno può sempre fare.
Correggerei l’emendamento suggerendo che il Consiglio deliberi un importo di
gettone di presenza determinato nell’importo di un euro.
In tal senso introduco la correzione.
Non
so
se
sia
sufficiente
l’integrazione
verbale
che
sto
facendo
all’emendamento, oppure se debbo apportarlo per iscritto.
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
33
SEGRETARIO GENERALE
Quindi sostanzialmente si propone di rettificare l’emendamento in luogo della
dicitura “abrogazione” “delibera la determinazione nell’importo massimo di un euro”.
Do atto che l’emendamento scritto è rettificato a mezzo di rettifica tramite
intervento orale del Consigliere Brodu nei seguenti termini: propone la cassazione
del termine “abrogazione” e la sostituzione di detto termine con la dicitura: “delibera
la determinazione del gettone di presenza nella misura massima di euro 1”.
PRESIDENTE
Il parere del Consigliere rimane alla fine di inammissibilità perché va sempre ad
inficiare sulle prerogative di ogni singolo Consigliere.
Visto che il Consiglio è sovrano la pongo in votazione circa l’ammissibilità o
meno dell’emendamento.
SEGRETARIO GENERALE
Ci troviamo in un ambito di mancata regolazione, una sorta di vuoto
regolamentare, perché evidentemente la disciplina di trattazione degli emendamenti,
come potete vedere, si presta anche a questo tipo di interpretazioni anche di incidenti
di percorso.
In altri regolamenti questa disciplina veniva codificata, quindi si prevedeva in
tabulas che qualora il Segretario Generale, il tecnico, il dirigente di un settore, avesse
ritenuto non ammissibile l’emendamento, o sotto il profilo della regolarità tecnica o su
quello contabile, in questo caso ha solo un riflesso di natura tecnica, avrebbe un
riflesso di minore spesa per l’ente, è previsto che il Consiglio Comunale possa
pronunciarsi
sull’ammissibilità
di
procedere
o
meno
alla
discussione
sull’emendamento.
Però in questo caso non è previsto, quindi il Consiglio dovrebbe determinarsi
incidentalmente su questo aspetto.
PRESIDENTE
Non è regolamentato quindi non è per forza tassativamente questa ipotesi. Era
per non dare una decisione... non penso ci siano problemi, era solo per una
questione di legittimità o meno, visto anche il parere del Segretario.
SEGRETARIO GENERALE
Naturalmente il mio parere rimane lo stesso in quanto anche se c’è un
emendamento, però non viene modificato il discorso relativo all’autodeterminazione
di
ciascun
Consigliere,
che appartiene a
quei diritti che
sono anche
costituzionalmente garantiti in tema di elettorato attivo e non possono essere soggetti
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
34
di forme di interpretazione estensiva.
Su questo la giurisprudenza è molto attenta e molto rigorosa, nel senso che
sono aspetti che non possono subire una coartazione.
PRESIDENTE
Stante anche le valutazioni del Segretario procediamo e poi verrà votato. Di
conseguenza iniziamo la discussione sia dell’emendamento sia della delibera.
La parola al Consigliere Lai.
CONSIGLIERE LAI
Ancora buonasera. Certamente il Movimento 5 Stelle è favorevole al
contenimento dei costi della politica come elemento di selezione di una nuova classe
politica che sia veramente interessata al bene della collettività e non al mero
interesse personale.
Nel caso della riduzione dell’importo dei gettoni di presenza dei Consiglieri
Comunali, siamo di fronte alla mera applicazione di una norma statale, per cui
sarebbe stato meglio che i componenti partitici della maggioranza non fossero
comparsi sui giornali quasi a far credere che si sia trattata di una volontà della
maggioranza.
Se poi il vanto della diminuzione dei costi del Consiglio Comunale viene legato
alla diminuzione dei Consiglieri nelle varie commissioni da 10 a 8, è facile
evidenziare che tutte le minoranze avevano proposto – e stiamo riproponendo – la
presenza a gettone zero, pur di garantire la presenza di tutti i gruppi consiliari in tutte
le commissioni e quindi si fosse rispettato quanto previsto dalla normativa e come
ribadito dalla Regione Sardegna a seguito della segnalazione del Movimento 5
Stelle.
La diminuzione dei costi in riferimento al Consiglio Comunale, per quanto non
significativa è certamente positivo; tuttavia resta il fatto che una vera diminuzione si
sarebbe dovuta avere se la maggioranza Soddu non avesse applicato una variazione
all’ultimo momento della normativa regionale, che in realtà prevedeva fino alle
elezioni del maggio scorso un’interpretazione riduttiva del numero degli Assessori.
In pratica a Nuoro da un giorno all’altro è stato modificato il numero degli
Assessori passando da 6 a 7.
Per essere più precisi la norma nazionale prevede un numero massimo di 7
Assessori per i Comuni tra i 30 e i 100 mila abitanti; per cui secondo una giusta
ponderazione a Nuoro non di 7 o 6, ma si potrebbe governare anche con meno o più
di 5 Assessori.
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
35
Questo comportamento superficiale ha determinato l’aumento dei costi della
politica del Consiglio Comunale.
Diminuzione dei componenti della Giunta Comunale appunto si sarebbe avuto
un vero ridimensionamento dei costi.
PRESIDENTE
La parola al Consigliere Camarda.
CONSIGLIERE CAMARDA
Partendo dal presupposto che il gettone di presenza è un diritto, così come il
Segretario ci ha spiegato benissimo prima, non credo che la misura di un euro
comporti un cambiamento in linea di principio.
Anche perché se lo dovessimo portare alla misura di un euro, in questo modo si
impedisce ai Consiglieri che desiderano devolvere questo gettone a chi meglio
credono - alcuni l’hanno anche già fatto formalmente - di poterlo fare. Questo è un
punto.
Sottolineo che può essere anche un’iniziativa lodevole quella dell’opposizione,
però proprio partendo da questo presupposto sarà mia premura verificare il fatto che
comunque questo adeguamento di legge era previsto non oggi ma diverso tempo fa
e non è stato fatto, per cui sicuramente chi oggi propone questo emendamento è in
debito con l’ente comunale e quindi, visto che questa è l’iniziativa, vedremo di far
luce su questo aspetto, in modo che ciò che è stato riscosso indebitamente venga
restituito.
PRESIDENTE
La parola al Consigliere Manca.
CONSIGLIERE MANCA
Apprezzo lo sforzo che si sta facendo in questo caso per adeguarci ai termini di
legge, ma mi pare che la Consigliera Camarda abbia spiegato molto bene e
inequivocabilmente ci dovrà essere qualcuno o più di uno che sarà chiamato a
restituire qualche euro.
Detto questo, io apprezzo molto quello che sta accadendo adesso in aula e
apprezzo la virata di retromarcia soprattutto da parte dei Consiglieri del PD presenti
in aula, perché a settembre 2010 ho presentato una mozione con la richiesta di una
riduzione del gettone di presenza, compreso anche l’indennità della Giunta e del
Sindaco, del 20%, con le somme rese disponibili lasciavamo all'Amministrazione in
carica ferma disponibilità per l’eventuale uscita di spesa nei confronti della città.
In quella circostanza quelli che oggi chiedono questo ulteriore adeguamento
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
36
fanno una bella retromarcia.
Tutti possono sbagliare e tornare indietro, ma in quella circostanza la
maggioranza compatta bocciò la mozione.
Io non lo so se in quel momento la bocciatura era forzatamente legata alla
possibile antipatia di quelli che stavano in opposizione allora, e quindi ragioni di
carattere personale.
Pure accettando tutto riconosco oggi che evidentemente quella mozione
andava approvata con un criterio del valore che si dava alla mozione, al tipo di
intervento, al tipo di misura che si stava modificando e che si stava adeguando alle
difficoltà della città.
Evidentemente oggi quel discorso non vale più, non ha più valore;
evidentemente ci sono stati dei retropensieri; evidentemente ci si può ripensare.
Poi ognuno di noi ha sviluppato l’azione conseguente di recedere dal
ricevimento dei gettoni di presenza, io non so quanti l’abbiano fatto, però ricordo
molto bene l’impegno che l’allora opposizione aveva assunto, che aveva determinato
una totale rinuncia al gettone di presenza.
Capisco oggi l’esigenza di ergersi ad opposizione, capisco anche il tentativo di
riconquistare ciò che è stato perso, non in termini di gettone di presenza.
Leggo questo atto come una rinuncia forzosa, legandola soprattutto all’azione di
opposizione, più che ad una vera azione politica che potrebbe essere utile per la
città.
Tanto più che oggi il Consiglio non è più composto di 40 persone; le
commissioni non sono composte più di 10 persone, per cui l’impatto economico nei
confronti delle casse comunali è decisamente più modesto.
Se mai valuterei meglio il rispetto di ciò che è la democrazia; per esempio negli
ultimi due anni di consiliatura abbiamo partecipato a pochissime riunioni di
commissione, ma avrei gradito magari rinunciare a fare commissioni in quel
momento per un ulteriore risparmio, come atto politico di scelta e non come rinuncia
alla democrazia delle commissioni.
Invece non ci si è riuniti punto e basta.
Io spero invece che questa maggioranza si distingua per le puntualità, per
l’efficacia del ruolo in Consiglio e sui temi e sugli argomenti che rendano il gettone
una cosa “quasi inutile”, ma che venga fortificata invece l’azione amministrativa e
l’operatività, questo sì, con Consigli con temi importanti, con Consigli che cercano di
risolvere i problemi di questa città e portino avanti una qualità delle scelte e della vita
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
37
di questa città, la migliore possibile ottenibile in questo momento.
Per questo dico grazie per la proposta, grazie per il mea culpa che stanno
facendo soprattutto gli amici del PD, è normale che questo accada perché nella vita
tutto può essere rivisto, in questo caso è la rivisitazione di una scelta che allora
sicuramente era un’altra, oggi è questa e ne prendiamo atto, perché gli fa solo onore
proporre condizioni di questo tipo, favorevoli alla situazione attuale.
PRESIDENTE
La parola al Consigliere Montesu.
CONSIGLIERE MONTESU
Vorrei fare un piccolo richiamo comportamentale sia a lei Presidente, sia a lei
Dottor Puledda.
Un semplice fatto: se è un diritto del Consigliere il gettone, lo è sempre, lo è
oggi, lo è sulla commissione, lo è sul Consiglio, lo è su tutte le commissioni.
Quest’aula ha votato una precisa richiesta del Consigliere Manca in cui diceva
che una commissione - l’ha votata anche all’unanimità – era gratis.
In quel momento si è presa una decisione che questo Consiglio ha ratificato a
maggioranza, in cui dice che il diritto del Consigliere di partecipare ad una
commissione può essere anche votato in una certa maniera.
L’ha votato lei, l’ha fatto votare lei Presidente, l’abbiamo votato tutti noi.
Cioè oggi non possiamo invocare comportamenti diversi. La prima cosa che
bisogna fare è anche la coerenza, oltre al rispetto della norma anche la coerenza.
Credo sia importante votare l’emendamento, perché se il principio valeva
prima...
Sarà anche diversa, se lo sto dicendo è perché non la ritengo diversa. Era un
diritto del Consigliere in quella commissione, che tutti noi abbiamo pensato di poter
rinunciare, in quel momento abbiamo detto che questi diritti possono essere anche
votati.
Se sono stati votati il giorno... non sono diversi.
Questo è da un punto di vista comportamentale. La questione dell’impatto poi.
L’impatto sarà quel che sarà, sarà di meno, sarà di più, non stiamo parlando di
impatto, stiamo mettendo in moto un meccanismo che discute determinate cose.
Se ci sono dei principi guida che guidano questo meccanismo devono essere
validi tutti, devono essere validi nelle commissioni, nel Consiglio, devono essere
validi in Giunta, devono essere validi dappertutto.
Non si può viaggiare a comportamenti stagni.
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
38
È corretto quindi fare l’azione di allineamento, di bonifica su un principio politico
scelto da questa Amministrazione, anche quello che diceva il Consigliere Camarda:
se c’è da recuperare, se qualcuno ha preso di più bene, che si faccia. Un’azione del
genere se c’è da farla bisogna farla!
Bisogna recuperare moralità all’ente, bisogna capire che qui si viene per
cercare di fare un servizio, non per sistemarsi i conti, nessuno credo che ci riesca,
anche se ci tentano non ci riesce nessuno.
Il discorso è che se dobbiamo riparlare, però quello che non va bene, lo dico
molto spassionatamente, è venire qua ogni volta con questo, con questo.
Vogliamo affrontare il discorso del costo della politica? Affrontiamolo, diamoci
dei principi generali, siamo coerenti con quello tutti quanti e andiamo avanti.
Non è che possiamo scrivere ad ogni Consiglio le regole del gioco. Se le volete
scrivere le regole del gioco e poi cambiarle... e modifichiamo questo punto del
Consiglio, e modifichiamo questo gettone, se volete parlarne parliamone.
Io non ho mai fatto niente, sei male informato, io ho sempre subito. Subisco ora
e subivo prima. Non mi puoi quindi accusare di questo.
È un modo di procedere che sicuramente ci porta fuori strada. Se dobbiamo
fare delle cose, le regole del gioco si scrivono tutti insieme.
Non è che oggi cambio la ruota sinistra, domani cambio la ruota destra, poi
cerco di intervenire sul volante, non va bene così.
Alla fin dei conti poi ci ritroviamo prigionieri di questo modo di fare, che tutte le
volte che veniamo qui a discutere, discutiamo sempre sulle regole del gioco.
Come fanno altri in Regione: discutono sempre sulle regole del gioco; prima il
gioco si svolgeva in una maniera, perdono e si svolge in un’altra.
Allora non facciamoci trascinare in questo tipo di cose; se le regole le dobbiamo
stabilire, le dobbiamo stabilire una volta per tutte. Non possiamo andare avanti a
spizzichi e mozzichi. La prossima volta cosa sarà?
E poi quando uno fa una commissione magari che serve perché stanno
lavorando: quella perché l’ha voluta l’opposizione la facciamo gratis; quella che ha
voluto il Consigliere Moro la paghiamo.
Non va bene signori, non è un modo di comportarsi serio questo.
Allora crediamo che il lavoro di quello possa essere violentato, mentre l’altro
lavoro possa essere edificato.
Questo è un modo di procedere davvero da dilettanti.
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
39
PRESIDENTE
Il Segretario Generale vuole dire una cosa veloce.
SEGRETARIO GENERALE
Visto il richiamo al comportamento, io qui sono chiamato ad assistere, a
partecipare meglio, prestando qualora richiesta la mia consulenza giuridica, se è il
caso esprimo pareri, di certo non voto.
Quindi ringrazio per l’assist e vado avanti.
E vado avanti dicendo che, sempre in ambito di espressione di parere, allor
quando fu proposta l’istituzione di quella commissione alla quale lei fa riferimento, è
una commissione non prevista dalla legge, è una commissione ipotetica,
straordinaria.
Se lei avesse proposto l’abolizione del gettone di presenza della commissione
elettorale, io avrei detto le stesse cose che ho detto a proposito del gettone di
presenza dei Consiglieri Comunali, perché una cosa è quanto viene suffragato di una
guarentigia di legge, da un diritto peraltro – lo ribadisco – costituzionalmente
garantito; altra cosa invece è decidere di fare – faccio per ipotesi – dieci nuove
commissioni; il Consiglio è sovrano, però a quel punto abbiamo il limite di non
aumentare gli organismi amministrativi.
In questo caso c’è la legge superiore che è il TUEL. Secondo lei cos’è il TUEL?
Comunque io confermo il mio parere positivo rispetto alla proposta relativamente alla
commissione di indagine, che se ricordate bene a mio avviso era una duplicazione
della commissione di garanzia e controllo, questo l’avevo già sostenuto.
Quindi ritenevo che potessero essere benissimo espletate dalla commissione di
garanzia e controllo le stesse funzioni.
Il Consiglio ha voluto un’ulteriore gemmazione di quella commissione e
autonomamente ha deciso che non fosse riconosciuto il gettone.
A quel punto io a mio avviso do un parere favorevole.
Mentre do un parer sfavorevole rispetto ad un emendamento, ferma restando la
dimensione di parere della mia posizione, non è legge quello che dico ci
mancherebbe altro, in relazione al fatto di poter imporre a ciascun Consigliere una
norma di comportamento, una rinuncia ope legis, senza poter legiferare,
contrariamente a quanto dispone la legge, il 267/00.
PRESIDENTE
La parola al Consigliere Catte.
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
40
CONSIGLIERE CATTE
Buonasera signor Sindaco, Assessori, Consiglieri, pubblico.
Mi sembra sia più che altro una battaglia di democrazia più che una battaglia
economica.
Giovanni Giolitti, l’uomo del re, uomo molto importante per la storia d’Italia a
partire dal Regno di Sardegna.
Ed era uomo così vicino al re Vittorio Emanuele II, da essere il suo braccio
destro.
Era un impiegato pubblico semplice, veniva da una famiglia povera; è diventato
un impiegato e poi ha iniziato la sua attività politica sostenuto da Vittorio Emanuele II.
Una persona talmente influente nella nostra storia da dare il nome ad un’epoca:
l’epoca giolittiana.
Ha fatto una serie di governi, forse 5 o 6 se non ricordo male.
Nel 1921 Giovanni Giolitti fece una legge, che era la legge che inoltrò e inserì
nel nostro sistema il compenso per il politico.
Ma la matrice di questa novità normativa non è da ricondurre a Giolitti, a lui va il
merito di averlo fatto nel nostro sistema, ma in realtà Giolitti l’ha preso da anni
precedenti, perché voi mi insegnate che nel diritto in realtà è stato praticamente tutto
già inventato.
Quindi già i romani l’avevano fatto in epoca repubblicana e poi soprattutto ciò
che diede spunto a Giolitti fu la rivoluzione francese del 1789.
È in quella sede che nacque l’idea di compensare chi si occupava dell’attività,
chi esercitava l’attività politica per un motivo molto semplice che tutti siamo in grado
di capire, e cioè che fino ad allora la politica era appannaggio solo dei ricchi.
Solo gli aristocratici potevano fare la politica per un ulteriore motivo talmente
semplice che è banale, ma perché avevano il tempo per farlo, perché chi era povero
doveva andare a lavorare anziché dedicarsi all’attività politica, perché doveva portare
il pane a casa.
Allora gli aristocratici che avevano i latifondi, che vivevano di rendita, si
occupavano della politica perché tutto sommato si occupavano delle cose proprie,
perché i beni erano tutti i loro, i poveri non avevano nulla di cosa si dovevano
occupare?
Nel 1921 Giolitti introduce il compenso al politico e cambia la storia dell’Italia.
Adegua la nostra storia a quella delle più grandi democrazie europee. Questo
dovrebbe far riflettere parecchio, non poco, sul valore del compenso del politico e
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
41
soprattutto ad una proposta di abrogazione al di là del fatto che non si può fare,
come diceva giustamente il Segretario, perché non si può decidere di rinunciare a un
diritto previsto per legge a una legge superiore.
Ma il valore simbolico che ha il gettone è quello di garantire che tutti possano
fare l’attività politica, non solo i ricchi, non solo gli aristocratici, non solo i latifondisti.
Tutti devono avere accesso a questo sistema, perché se qualcuno ci pensa
attentamente, secondo questa logica, Giolitti non avrebbe mai fatto politica e non
avrebbe visto formarsi il Regno d’Italia come è stato, non avrebbe partecipato
all’unità d’Italia, non sarebbe stato il braccio destro di Vittorio Emanuele II.
È grazie a lui se tutti possono intraprendere un’attività politica, se tutti oggi
possono decidere di impegnarsi per la società della quale fanno parte.
Per cui dietro quello che può apparire banale, 34 euro, 35 euro, c’è qualcosa di
molto più profondo e di molto più importante, che è il valore della democrazia e della
nostra libertà.
E la nostra libertà si valuta anche in quella parte che viene lasciata a ciascuno
di noi di rinunciare a quel gettone, che non può essere imposta e non può essere
frustrato questo diritto riducendo il gettone a una cifra nulla, che è un euro.
34 euro non ci cambiano la vita ovviamente, ma questo è il limite imposto dalla
legge e a questo ci atteniamo, perché è importante il valore della libertà e sono
importanti i valori della democrazia, che non possono mai essere intaccati, in
nessuna forma e in nessun modo.
PRESIDENTE
La parola al Consigliere Siotto.
CONSIGLIERE SIOTTO MICHELE
Buonasera a tutti, intervengo anche in risposta del collega Consigliere Lai che
ci ha chiamato in causa per l’uscita sul giornale, chi si ferma ai titoli può pensare che
stavamo parlando semplicemente di una nostra scelta.
Chi leggeva l’articolo invece poteva capire che la scelta era una scelta della
maggioranza, ma non sull’abbattimento del gettone, ma sull’adeguamento previsto e
non previsto adesso, previsto da tanto.
Quindi è diventato per noi qualcosa di clamoroso pensare che stavamo
portando in aula una cosa che avrebbero dovuto portare da prima.
Detto questo per me è importante quello che si fa, sì anch’io il gettone lo
considero un diritto, anche perché molti non hanno diritto per esempio a un rimborso
lavorativo perché sono persone che hanno un lavoro da dipendente, soprattutto
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
42
pubblico, prendono le ore per andare in Consiglio o in commissione e comunque io il
mio lavoro 35 euro fidatevi non me lo paga, ma al di fuori di questo è stata una mia
scelta e lo faccio con grande gioia e non decido per altri una regola che li costringa a
rinunciare o abbassare il gettone.
In più mi stupisce il fatto che a settembre, mi dispiace chiamarli Consiglieri di
minoranza, però avrebbero detto che avrebbero rinunciare al gettone.
Per quello che mi risulta solo due dei Consiglieri di minoranza hanno fatto la
prassi per rinunciare al gettone.
Adesso vogliono far credere... non lo so, che è populistico dire... per me è
populistico dire “rinuncio al gettone” e poi non ci rinunciano.
Invece l’hanno affermato e se lo stanno tenendo.
Oltre quello, tornando al discorso e all’affermazione che ho fatto prima che per
me è importante quello che si fa, noi siamo chiamati qui non tanto per prendere il
gettone di presenza o rinunciarci, per lavorare.
È diventata quasi consuetudine per alcuni Consiglieri abbandonare l’aula dopo
un paio di ore di Consiglio, poi però mi dicono: devi rinunciare al gettone.
No, devi rinunciare ad andartene via dall’aula! Devi rimanere in aula, perché qui
siamo venuti per lavorare.
È troppo bello dire: rinunciamo al gettone. No vieni e lavora, rimani qui, sei
venuto qui per quello, non ti prendi il permesso lavorativo per un’ora e poi sparisci:
vieni e lavori!
Ci sono queste stesse persone che ormai per usanza non partecipano a una
commissione consiliare, né pagata né gratis in realtà. Arrivati a un certo punto stiamo
parlando di niente, siamo qui chiamati dai nostri concittadini per venire a lavorare,
non per parlare di far rinunciare a chi verrà dopo di noi o far rinunciare a chi invece
necessita quel gettone, poco che sia, a chi magari quel gettone lo vuole utilizzare per
altri scopi, benefici o propri.
Noi siamo chiamati qui a lavorare, il resto è tutto fumo negli occhi, propaganda
populistica.
PRESIDENTE
Grazie anche per la chiarezza Consigliere Siotto.
La parola al Consigliere Brodu.
CONSIGLIERE BRODU
Sono intervenuto prima per proporre l’emendamento e successivamente per
apportare all’emendamento proposto una correzione, intervengo adesso nel merito.
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
43
Credo di averne facoltà.
Dico subito al Consigliere Siotto: guai se il tema fosse populistico. Mi sarei già
seduto, non l’avrei in termini personali neppure proposto, il populismo in sé non mi
appartiene, né credo appartenga a nessuno di noi, a tutti quelli che stanno in
quest’aula.
Il tema non può essere non solo populistico ma nemmeno strumentale, che di
volta in volta viene gestito, proposto, ritirato, formulato per strumentalizzazioni di
parte, per raggiungere obiettivi di altra natura sotto un profilo magari tattico, coerente
o rispondente a quello che può essere il proprio gruppo consiliare di appartenenza.
Io voglio sgombrare subito questo aspetto. Il tema è un po’ più alto e si
inquadra all’interno di una cornice che deve essere la lettura che il cittadino in questo
momento dà della classe politica in generale e della classe amministrativa, e di
amministratori in particolare.
Al di là e oltre il giudizio che il cittadino dà, e quindi un momento propulsivo
importante attivo di messaggio di segnale forte al cittadino per il riavvicinamento
all’impegno anche amministrativo.
Apro solo una parentesi a volo di rondine, come si dice: quanta difficoltà
ognuno di noi ha trovato in pre campagna elettorale, nella fase di preparazione delle
liste, a trovare persone valide, persone che avevano comunque voglia di qualità, ad
impegnarsi per la cosa pubblica.
Tantissimi
preferivano
impegnarsi
nel
ruolo
di
volontariato,
dell’associazionismo, tutta cosa senza munus, senza indennità, tutta cosa a gratis.
Ma perché? Perché si era creato un distacco forte con l’immagine che
dell’amministratore si aveva, chiusa la parentesi a volo di rondine.
Allora al di là di tutto questo il tema importante che noi dobbiamo affrontare è in
un certo qual modo dissento, poi lo dirò dall’impostazione che ha dato il Segretario
Generale e qualche intervento anche che c’è stato.
Se è vero che quello del quale stiamo discutendo è inquadrabile, i giuristi lo
chiamano dentro i diritti soggettivi di natura patrimoniale, corrispondenti all’esercizio
o per l’esercizio di un munus pubblico, di un ufficio pubblico: è così!
Il Consigliere Catte ne ha trattato la storia dall’origine e io non voglio tornare,
perché l’ho letta quella storia, l’ho condivisa, ci ha fatto anche soffrire a momenti.
Ci sono passaggi della storiografia parlamentare sarda in cui Asproni è visto
nell’angiporto di Cagliari facendo l’elemosina per poter comprare il biglietto del
traghetto per raggiungere Genova e poi il Parlamento cisalpino, per tutte quelle
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
44
ragioni che il Consigliere Catte diceva.
Noi non stiamo precipitando in quelle origini, stiamo discutendo di un altro
profilo.
Salvo e valido e importante, guai ad abdicare alla corresponsione del munus, e
quindi guai ad abdicare a una correzione di inquadramento dal riconoscimento di
questo diritto soggettivo di natura patrimoniale pubblicistica, allo stesso tempo però
non credo che si potrà oggi contraddire perché gli studiosi del diritto per un verso, gli
amministravisti per altro verso, la giurisprudenza in generale per altro verso ancora,
ma soprattutto la giurisprudenza contabile in specie della Corte dei Conti, ci hanno
detto che sul tema che stiamo trattando vi sono momenti che devono essere valutati
e non possono non essere valutati, che attribuiscono all’indennità della quale stiamo
parlando, al gettone del quale stiamo parlando, una natura di contabilità pubblica.
Appartenendo alla contabilità pubblica deve essere naturalmente corredata a
profili anche di economicità.
Non a caso sotto tale aspetto e profilo già in norma sono posti degli
sbarramenti, non si può superare un certo tot, non si può superare per esempio nel
cumulo delle indennità e delle funzioni il corrisposto per esempio al Sindaco.
È intervenuta rispondendo a tutta una serie di quesiti che venivano sollecitati
dalle amministrazioni locali la Corte dei Conti a dire che non si potevano cumulare
per esempio per superare certi importi le presenze all’interno della stessa giornata o
comunque nell’arco di un mese tra Consigli Comunali e presenze nelle commissioni.
Cioè tutta una serie di sbarramenti sotto questo aspetto.
Se tutto questo è vero e noi lo vogliamo affrontare sotto questo profilo, e sotto
questo profilo aggiungo per esempio che vi sono città, Amministrazioni – ne ho viste
di diverse qui di deliberazioni in tal senso che hanno fissato per esempio chi in 9
euro, chi in 10, chi in un importo qualificato determinato se la norma stessa consente,
e noi siamo qui oggi al fine di determinare non in aumento ma eventualmente per
una diminuzione, siamo all’interno di questo procedere e di questo principio, atteso
che la norma non ci pone importi minimi sui quali eventualmente sbarrarci.
Allora il tema così inquadrati, così fatti salvi i principi, così fatto salvo il nostro
modo di pensare in termini importanti sull’argomento che stiamo trattando, ha
valenza e valore politico.
E all’interno della valenza e del valore politico io dico che bisogna prendere una
posizione, bisogna esprimersi, senza scivolare nel populismo per un verso, senza
strapparsi le vesti per altro verso, senza evocare la storiografia per giustificare una
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
45
determinazione che in sé è corretta perché la si è voluta assumere.
Tra le cose che ho letto in legge e mi avvio a concludere, ho letto per esempio
che il gettone di presenza potrebbe essere trasformato in un’indennità di funzione o
qualcosa che non esiste più, è stata tolta, è superato sotto questo aspetto anche
questo argomento che sotto un certo profilo mi imponeva di confrontarmi
ulteriormente per superare le difficoltà del munus.
Detto questo è ancora più semplice l’argomento con il taglio e l’impostazione
che sto trattando.
Il tema, dicevo, è politico allora e non si tratta di una valutazione politica di
natura personale, perché ognuno sotto un profilo personale si determina, non sarei
neppure intervenuto quest’oggi su questo tema avesse avuto una natura
squisitamente o solamente personale, perché io la mia scelta personale l’ho fatta già
in campagna elettorale e poi coerentemente l’ho sviluppata così come qualche altro
Consigliere parimenti l’ha fatta, discorso chiuso.
Il tema invece, io continuo a dire è di natura politica.
Oggi si arriva a parlarne perché si porta in Consiglio Comunale questo punto
all’ordine del giorno e allora ci confrontiamo oggi e non credo che ci siano tardività
sul punto o altro.
Né voglio andare a ripercorrere neppure la storia personale, di gruppi politici, di
orientamenti nel passato.
Io dico che l’attualità di oggi di questo Consiglio impone di confrontarci su
questo tema questo pomeriggio e questo pomeriggio dico che per dare un segnale
quantomeno in questo contesto temporale, a una città che ha le sue difficoltà intanto
verso l’Amministrazione, gli amministratori in generale così concepiti come dicevo
prima e l’abbiamo saggiato in periodo di preparazione delle liste.
Ma ancora oggi visto come soggetto quasi di esattore fiscale perché le cartelle
anche delle tassazioni stanno continuando ad arrivare, di soggetto che tassa perché
si parcheggia fuori posto o perché non c’è una determinazione ad orario nel
parcheggiare, ma sto andando solo a braccio ad inventare per evidenziare il rapporto
con l’Amministrazione, ma al di là del rapporto spicciolo la città in questo momento
che soprattutto soffre per la disoccupazione, che soffre per la crisi generale, Idea
Motore che chiude, altre realtà che stanno soffrendo, noi diamo in questo momento,
quantomeno in questo contesto temporale, un messaggio importante che l’impegno
di amministrazione è un impegno di volontariato nel momento in cui soprattutto
l’Amministrazione sta patendo un periodo – l’avete chiamato voi – di dissesto
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
46
finanziario.
E allora sotto questo aspetto credo che la scelta politica, se non di rinuncia, ma
come la stiamo richiedendo nell’emendamento, di determinare l’importo di gettone di
presenza per le sedute del Consiglio e delle commissioni sia determinato in
quell’euro 1, coerentemente, legittimo con la normativa, perché passavo il principio
del monus pubblico e al contempo è coerente con quelle che sono le nuove letture di
correlazione con i principi di economicità della contabilità pubblica.
PRESIDENTE
La parola al Consigliere Zedde.
CONSIGLIERE ZEDDE
Come già ribadito da chi mi ha preceduto la volontà di questa maggioranza di
adeguare il gettone di presenza per la partecipazione al Consiglio Comunale, alle
commissioni consiliari permanenti, nasce dalla necessità di adeguare tale importo
alla normativa vigente.
Non si tratta di un provvedimento populista o demagogico come ci vuole fare
credere l’opposizione, e anche come proposto dall’opposizione con un emendamento
che prima prevede l’abrogazione del gettone e poi lo porta addirittura ad un euro.
Noi proponiamo un adeguamento alla normativa; se poi questo adeguamento
determina una riduzione dei costi della politica ben venga. Non mi pare che di ciò
dovremmo dispiacerci o sentirci per questo motivo dei dilettanti come qualcuno
precedentemente ha affermato.
Poi per quanto concerne il Movimento 5 Stelle, credo che sia difficile accettare
lezioni di comunicazione da parte di un movimento che compare ogni giorno, un
giorno sì e l’altro pure sulla stampa, e che ci accusa di avere comunicato invece un
provvedimento della maggioranza, del quale noi siamo orgogliosi, perché lo riteniamo
un provvedimento eticamente corretto e che “rimedia” all’eccesso della precedente
Amministrazione, per restare prudenti e non esagerare in questo senso.
PRESIDENTE
La parola al Consigliere Siotto.
CONSIGLIERE SIOTTO GRAZIANO
Presidente, colleghi Consiglieri, pubblico che si è trattenuto fino ad ora ad
ascoltarci. Mi richiamo ai voli di rondine del Consigliere Brodu, perché mi ha ispirato,
mi ha fatto accendere una lampadina un suo richiamo al fatto che il cittadino veda il
palazzo come gli esattori fiscali, le multe, qualcosa che spaventa, ma noi pensiamo
ancora di riavvicinare il cittadino tagliando 34 euro di gettone a seduta lordo a ogni
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
47
Consigliere.
Pensiamo che invece non dovremmo fare delle campagne per cui il cittadino
magari deve essere educato a non prendere la multa, a pagare le tasse per riavere
dei servizi. Noi siamo qui per lavorare per quello.
Già un errore è stato fatto per quanto riguarda la mia opinione personale,
nell’abbattere le Province per punire magari chi governava nel palazzo a fianco,
accusandolo di sperpero di denaro pubblico le Province come il male assoluto
dell’Italia, quando poi è dimostrato statisticamente che le spese per le Province sono
più basse rispetto magari a quelle di Cagliari o del Parlamento italiano, o europeo.
Ecco dove sta la demagogia, cioè colpire alla base dove non c’è nulla, abrogare
quello che sarebbe un diritto stabilito dalla normativa a cui noi oggi ci adeguiamo con
questo provvedimento, me lo propone il Partito Democratico che in Parlamento
prende milionate di rimborsi pubblici che erano stati abrogati da un referendum cui gli
italiani si erano espressi in maniera contraria, abolendo il finanziamento pubblico ai
partiti e mi rimettono la leggina del rimborso.
Forse dobbiamo andare a colpire noi lì, forse dobbiamo andare noi a fare le
leggi lì e dire: signori, prima chiudiamo queste perdite, poi magari se c’è da togliere e
tagliare quelle briciole che abbiamo lasciato agli enti locali le tagliamo.
Certamente noi non siamo qui per cavalcare onde, non siamo qui per avvicinare
i cittadini con provvedimenti che veramente di costruttivo non hanno nulla, perché
adeguarsi alla norma e quello che la norma ci impone ci stiamo adeguando appunto
e magari prima di proporre l’abrogazione e poi correggere la forma riportando l’euro
del gettone, rinunciamo per primi, le lasciamo magari nelle casse comunali con gli atti
protocollati, o magari decidiamo di destinarle a spese sociali o di altro tipo come
appunto è facoltà di ogni Consigliere.
PRESIDENTE
La parola al Consigliere Selloni.
CONSIGLIERE SELLONI
A casa ascoltiamo gli avvocati, arriviamo qua e ascoltiamo gli avvocati, non me
ne vogliano e noi cerchiamo invece in maniera un po’ più semplice, di cercare di
interpretare il sentimento comune e anche la provocazione eventuale che si è voluta
fare, per quanto mi riguarda, sull’argomento in oggetto.
Io l’ho detto più volte, l’ho detto pubblicamente, oggi sono qui per ripeterlo, è un
argomento io dico quasi offensivo, e spiego anche perché.
Si parlava prima di coerenza, quando noi affrontiamo un argomento antipatico
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
48
per certi versi, però io dico legittimo per altri, dobbiamo affrontarlo a 360 gradi.
La prima domanda che mi viene, siccome c’è una prima differenza: c’è il
dipendente pubblico e c’è l’imprenditore, il professionista che viene a prestare la sua
opera con dedizione per la sua città, con grande spirito davvero di volontariato per la
sua città e qui assistiamo alla prima disparità e mi spiego meglio.
Se un dipendente pubblico entra in Giunta e fa l’Assessore, ha diritto alla metà
dell’indennità, al 50% per sua scelta, decidendo poi con l’indennità principale.
Se un libero professionista va in Giunta ha diritto a percepire il raddoppio di
quella indennità base, o meglio l’indennità per intero.
Perché non c’è questa prima differenza all’interno del gettone del Consigliere
Comunale? Questa è la prima domanda molto banale, molto semplice che mi viene.
Dico questo non per cercare di gestire o di avere lo stesso trattamento di equiparare
il trattamento della Giunta a quello del Consiglio, ma per dire che noi dobbiamo fare
una considerazione serena, leale e con grande onestà intellettuale.
Fare il Consigliere Comunale, la provocazione di un euro o meglio niente come
diceva un comico, è solo questa, è che è offensivo che il gettone di presenza sia
adeguato a 34 euro lorde, perché io vorrei che mi spiegasse chiunque, ma davvero
de visu, se 15 euro nette, 13 euro nette, 20 euro nette è la giusta ricompensa per
l’impegno onesto che un Consigliere Comunale non deve avere per trascorrere 4, 5,
6, 7 ore in quest’aula, ma per le ore che deve dedicare per studiare eventualmente
con grande senso di responsabilità gli argomenti iscritti all’ordine del giorno.
C’è qualcuno che ha un po’ di esperienza, che conosce un po’ gli argomenti e
quindi a volte può fare a meno anche di ripassare.
Sapete quando l’alunno era attento in classe, che dicevano sempre i nostri
insegnanti: se state attenti in classe studiate meno a casa.
Ma io immagino il Consigliere Comunale che oggi è alla prima esperienza
consiliare e che deve assumersi delle responsabilità, perché di questo si tratta, per
un gettone di presenza che si equivale a 15 euro netti.
Questo deve apparire all’esterno e la provocazione per quanto mi riguarda con
questo emendamento e sull’argomento iscritto all’ordine del giorno, è un invito alla
riflessione a 360 gradi per dirci in faccia cosa veramente ne pensiamo.
PRESIDENTE
La parola al Consigliere Saiu.
CONSIGLIERE SAIU
Questa è la seconda o terza volta che in quest’aula si discute di gettone di
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
49
presenza, di remunerazione per le funzioni svolte dai Consiglieri eletti in quest’aula.
Oggi però rispetto ai temi che sono stati sollevati da una parte e dall’altra si
aggiunge un elemento, che è quello che è stato introdotto dal Segretario Generale,
che secondo me richiede una qualche riflessione.
Intanto lo dico senza ipocrisia, pur non condividendo il merito degli interventi dei
Consiglieri della maggioranza, ho avuto però modo di apprezzare che tutti quanti
sostanzialmente hanno avuto modo di esprimere una posizione politica senza
nascondersi come ci si sarebbe anche potuti aspettare, dietro il parere espresso dal
Segretario Generale sull’emendamento.
Questo è, ripeto, tenendo ferma la distanza di opinioni sul merito, un aspetto
che però va evidentemente preso in considerazione.
Lo dicevano bene i Consiglieri dei gruppi di minoranza che mi hanno preceduto.
Noi parliamo di una questione che ha caratteri politici; non voglio – ma mi sembra
che questo sia un desiderio diffuso – che questa discussione si trasformi in un
dibattito sulla legittimità o meno dell’emendamento, della proposta.
Anche perché ho paura, riflettendo molto rapidamente, delle conseguenze a cui
questa indicazione ci potrebbe portare.
Sarebbe paradossale, noi usciamo da qui e incontriamo una signora e diciamo:
guardi signora, noi volevamo ridurci il gettone di presenza, anzi ce lo volevamo
azzerare, ma questo non ci è permesso dalla legge.
E quella signora magari ci dice: ma perché? È un diritto di cui voi non potete
disporre? È un diritto come quello alla salute? Un diritto indisponibile quello alla
retribuzione?
Perché non basta dire che si tratta di un diritto costituzionalmente garantito, la
Costituzione garantisce molti diritti.
Non tutti i diritti garantiti dalla Costituzione sono diritti indisponibili.
Se dovessimo pensare che il Consiglio Comunale non può decidere di
rinunciare alla corresponsione di una retribuzione, allora dovremmo arrivare anche
alla conclusione che la scelta fatta da alcuni Consiglieri – e io li cito per nome e
cognome e cioè Pierluigi Saiu, Basilio Brodu, Roberto Moro e apprendo dalla stampa
Graziano Siotto, anche se il caso di Graziano non ho capito bene se si tratta di una
devoluzione volontaria o attraverso un atto notificato come abbiamo fatto noi - si
dovrebbe dire che nemmeno i Consiglieri che hanno presentato una manifestazione
di volontà in ordine alla disposizione del loro gettone a favore delle casse comunali,
poteva essere accolta.
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
50
Se mi si dice: tu non puoi rinunciare al gettone, allora conseguentemente non lo
puoi neanche devolvere a favore del Comune.
Cioè lo incassi e poi lo ridai, lo incassi, lo dai a un’associazione, invece non è
così.
E questo è un altro elemento di contraddizione che va a sostegno di quanto
diceva prima il Consigliere Montesu.
Cioè noi abbiamo approvato e io non vedo differenze che non siano
pretestuose, tra commissioni consiliari e commissioni d’indagine, perché rilevo dal
mio punto di vista la pretestuosità di una differenza. Non c’è differenza.
È tempo che ciascuno di noi dedica ad attività legate al mandato di Consigliere
Comunale e non a caso anche nella commissione d’indagine presieduta dal
Consigliere Montesu ci sono Consiglieri Comunali, non ci sono mica cittadini.
È tempo dedicato all’attività connessa alle funzioni di Consigliere Comunale e
quindi sostengo da questo punto di vista la contraddittorietà della scelta sul piano
della legittimità, che il Consigliere Montesu ha fatto emergere molto bene con il suo
rilievo.
Però questo è un tema che per fortuna nella discussione è rimasto marginale
perché poi Consigliere Siotto, Consigliere Zedde, il Consigliere Catte, cioè gli altri
Consiglieri che sono intervenuti hanno avanzato argomentazioni di ordine politico e
su quelle mi piace misurarmi.
Intanto ricostruendo un po’ la storia breve di questo Consiglio Comunale
almeno per la parte che mi ha visto partecipare come Consigliere eletto.
Cioè nel precedente mandato, quello 2010/2015, i Consiglieri Comunali
percepivano un gettone di presenza diverso.
In realtà nessuna deliberazione è stata mai votata dal Consiglio Comunale e
nessun Consigliere di maggioranza o di opposizione, né quelli che all’opposizione
sono rimasti né quelli che maggioranza sono diventati e viceversa, aveva mai
rappresentato l’esigenza di discuterne.
È evidente che però nel settembre 2010, se non ricordo male, proprio il
movimento La Città in Comune, allora rappresentata in Consiglio Comunale dal
Consigliere Paolo Manca e dal Consigliere Giuseppe Tupponi, presentò una mozione
se non ricordo male, per ridurre del 20% il gettone di presenza dei Consiglieri
Comunali e di una parte corrispondente anche le indennità del Sindaco e degli
Assessori.
Quella proposta fu bocciata e il tema in realtà fu ripreso tre anni dopo, nel 2013,
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
51
se non ricordo male nel novembre 2013 quando una proposta, credo che il primo
firmatario fossi io, comunque sostenuto da tutta la minoranza di allora, mirava alla
riduzione del 20% del gettone.
In quel caso tutti i Consiglieri che sottoscrissero l’iniziativa, poi volontariamente
decidettero di devolvere il 20% del loro gettone alle mense scolastiche.
Ricordo che la proposta di devoluzione proprio alle mense fu fatta dal
Consigliere Seddone e accolta con entusiasmo e partecipazione da parte di tutti gli
altri Consiglieri della minoranza.
Infatti attraverso un documento simile a quello che io ho presentato a settembre
di quest’anno, i 4 Consiglieri del gruppo del PDL, il Consigliere di Città in Comune, il
Consigliere di Nuoro Futura P.S. d’AZ, decisero di devolvere il loro gettone.
Poi evidentemente nel frattempo, quindi dal 2013 al 2015, c’erano alcuni
Consiglieri Comunali che prendevano il 20% in meno del loro gettone di presenza, ci
sono state le elezioni, sono cambiate un bel po’ di cose, voi ne siete testimoni, se
non più di me almeno quanto me, e il tema dei gettoni si ripresenta.
Anche in questo caso non voglio infilarmi nel ginepraio delle reciproche accuse
di populismo e demagogia. È più populista chi con un comunicato stampa annuncia
la rideterminazione del gettone, o è più populista chi con un altro comunicato stampa
dice che i gettoni di presenza non vanno percepiti nelle commissioni?
Mi sembra perfino banale, l’attività che noi svolgiamo è un’attività politica e
dunque pubblica.
Se noi rinunciassimo a veicolare le nostre posizioni in un senso o nell’altro sulla
stampa, rinunceremmo tutti, maggioranza e opposizione, al nostro ruolo, perché il
consenso si costruisce dal mio punto di vista intorno alle idee e i mezzi di
comunicazione, social, stampa, TV, sono mezzi attraverso cui veicolare le idee
intorno alle quali ciascuno di noi costruisce il proprio consenso.
Noi potremmo tutti pensare di ottenere voti facendo favori, facendo promesse e
con quel modo di fare politica a cui tutti abbiamo dichiarato di rinunciare.
Quindi francamente rimbalzarsi l’accusa di populista o di demagogo dalla
maggioranza all’opposizione, o dall’opposizione alla maggioranza, è in questo tema e
in quelli che verranno o che comunque abbiamo trattato, secondo me un aspetto che
non merita di entrare in un dibattito che francamente devo dire è stato anche civile.
E che questa caratteristica dove conservare.
Però io concordo con un passaggio del Consigliere Siotto Michele relativo alla
necessità che ciascuno di noi venga valutato in base al lavoro che svolge, in base
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
52
all’impegno che mette nel fare il Consigliere Comunale.
Ve lo dice uno che al gettone di presenza ha rinunciato in data 10 settembre
2015 se non ricordo male.
Io spero di essere valutato non perché non percepisco il gettone di presenza, io
spero di essere valutato dai cittadini di Nuoro e dunque i cittadini a cui io mi rivolgo
per chiedere fiducia e consenso quando ci sono le elezioni, di essere valutato per
quello che faccio in quest’aula, per quello che faccio a favore della comunità che
rappresento in quest’aula, per strada, in piazza, sui giornali.
Utilizzando tutti quegli strumenti che secondo me ciascun rappresentante
politico deve maneggiare per dare diffusione al proprio pensiero, alle proprie idee, al
proprio credo.
Quindi il punto è certamente questo, però anche qui non puntiamo il dito contro
gli altri, perché poi capita che dall’altra parte ci troviamo uno specchio e allora
ricordiamo che ci sono Consiglieri Comunali che stanno in aula due ore e poi
ricordiamo che c’è stato almeno una volta un episodio in cui quei Consiglieri che
dovevano garantire il numero legale in Consiglio non erano presenti a questo che è
stato fatto dalla minoranza.
Lo dico perché dal mio punto di vista puntare il dito verso gli altri rischia poi di
ritorcersi contro di noi che ci mettiamo in quella posizione.
Poi in passato si era addirittura valutata la possibilità di agganciare il gettone di
presenza a una sorta di contrappello, cioè tu rispondi all’appello alle 15 e 30, poi se
ne fa un altro a sorpresa alle 19 e 30, un altro alla fine della seduta e solo se tu hai
risposto a tutti gli appelli prendi il gettone.
Questa è un’altra scelta che io non condivido, perché non dimentichiamo che
l’assenza dall’aula, l’assenza da una seduta o da una votazione, può essere
conseguenza di una valutazione politica.
E allora non cediamo alla tentazione di argomentazioni furbesche per sostenere
la nostra posizione.
Apprezzo, pur non condividendolo, chi dice: è giusto che il gettone di presenza
ci venga pagato perché è una medaglietta; è giusto che ci venga pagato perché è
definito per legge.
Io ribadisco una mia personale posizione: che è diritto di ciascun Consigliere
rinunciare al proprio gettone, è diritto di ciascun Consigliere provocare una votazione
consiliare che è dunque un fatto politico non privato, perché anche qui attenzione a
distinguere scelte che possono tendere verso la beneficenza, rispetto ad altre che
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
53
invece hanno un valore politico; provocare, chiedere una votazione da parte del
Consiglio Comunale su questo tema ha un valore politico.
E l’accoglimento o meno della proposta ha un valore politico. Le argomentazioni
sono state illustrate molto bene dal Consigliere Brodu, dal Consigliere Montesu, dallo
stesso Consigliere Lai che ha richiamato il passaggio relativo alle commissioni e
dunque alla
gratuità della
presenza
come
contrappeso
a una maggiore
rappresentatività proprio negli organismi consiliari.
Concludo dicendo questo: ritengo che il Consiglio Comunale possa a tutti gli
effetti decidere se i suoi Consiglieri possano rinunciare al gettone di presenza oppure
no.
Che la scelta, positiva o negativa, sia una scelta politica e non vada confinata
nei limiti della legittimità che in questo caso secondo me ricorrono tutti, perché
sarebbe difficile spiegare che non possiamo rinunciare al gettone di presenza.
Ribadisco che ci sono stati in quest’aula Consiglieri che coerentemente rispetto
alle proposizioni si sono comportati, quindi hanno detto che avrebbero rinunciato al
gettone e l’hanno fatto e io sono uno di questi e per fortuna non sono il solo.
Credo che ancora una volta il Consiglio Comunale si debba esprimere e
personalmente in ragione della compatibilità dell’impegno di Consigliere Comunale
con l’azione politica e la passione politica, rinunciare al gettone di presenza per il tipo
di funzione che a noi viene richiesta, non mette in discussione l’esercizio dei diritti
politici, ma come diceva bene il Consigliere Brodu, può rappresentare una scelta di
responsabilità nella misura in cui esprime vicinanza a una comunità come quella
nuorese, afflitta da molte sofferenze.
Aggiungo poi che la mia scelta personale è stata determinata anche dalla
volontà di dare seguito a una promessa fatta in campagna elettorale e,
contrariamente a quanto si dice delle promesse elettorali, io credo che vadano
mantenute, mi sono presentato insieme ad altri candidati sostenendo un’idea, che
era quella per cui la retribuzione dovesse essere commisurata ai risultati, così come
per esempio succede negli Stati Uniti d’America e non ci sarebbe stato Segretario
Generale al mondo che mi avrebbe impedito di farlo.
Per queste ragioni dunque ritengo che la proposta avanzata dal Consigliere
Brodu e sostenuta dagli altri Consiglieri di maggioranza vada sostenuta, che ve ne
siano i fondamenti normativi, ma soprattutto le basi politiche per una considerazione
in senso favorevole.
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
54
PRESIDENTE
Dichiaro chiusa la discussione e procediamo con le dichiarazioni di voto
sull’emendamento presentato dall’opposizione.
La parola al Consigliere Montesu.
CONSIGLIERE MONTESU
Siamo in dichiarazione di voto solo sull’emendamento?
PRESIDENTE
Sì, distinguiamo, sono due votazioni distinte.
CONSIGLIERE MONTESU
Voterò a favore di questo emendamento, non perché voglia fare il provocatore o
sia convinto che questo possa risolvere i problemi contabili che ha il Comune di
Nuoro.
Voterò a favore perché credo nel principio di omogeneità dei trattamenti e credo
soprattutto nel rispetto di tutto il lavoro del Consiglio Comunale e dei Consiglieri e di
tutta l’Amministrazione.
Già oggi abbiamo commissioni che sono a costo zero, abbiamo la Conferenza
dei Capigruppo che anche quella dovrebbe essere retribuita con il gettone, ma...
PRESIDENTE
La Corte dei Conti ha detto di no.
CONSIGLIERE MONTESU
Lo so che non è retribuita, abbiamo la Conferenza dei Capigruppo che non è
retribuita, mentre abbiamo commissioni retribuite, abbiamo il Consiglio Comunale
retribuito.
Per questioni di omogeneità io credo che il segnale politico da dare sia quello di
adeguarci verso la città e adeguare tutto, Consiglio Comunale e le commissioni
retribuite a costo zero, a costo simbolico di un euro.
Ecco perché voterò a favore di questo emendamento.
PRESIDENTE
La parola al Consigliere Brodu.
CONSIGLIERE BRODU
Come primo firmatario dell’emendamento e poi a nome del gruppo
Cambiamento richiamo in sede di dichiarazione di voto tutti gli interventi che ci sono
stati a favore dell’emendamento stesso, nel richiamo i passaggi normativi, le
motivazioni soprattutto politiche che si sono svolte, invitando il Consiglio a votare a
favore dell’emendamento.
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
55
CONSIGLIERE MANCA
Ho ascoltato con piacere tutti, come sempre faccio e provo a combattere una
battaglia politica a favore della città, come sempre ho fatto seppure da punti di vista
differenti e questa esperienza mi ha fatto crescere veramente tanto, sotto il profilo
professionale, sotto il profilo umano.
Questa è la dote con la quale concluderò la mia esperienza politica prima o poi.
Questa è la dote che mi porto via. Gettone o non gettone questa non me la
potrà sottrarre nessuno, me la porto via consapevole di essermi adoperato per il
bene della città disinteressatamente, cosa che continuo a fare, con la stessa intensità
del primo giorno di Consiglio, con lo stesso piacere, anche con dispiaceri - perché no
- sono arrivati anche quelli.
Per questo sull’argomento nel merito io credo che si debba lasciare a tutti noi,
ma mi pare che non ci siano dubbi sulla possibilità di farlo, di lasciare a tutti noi
ognuno per i suoi valori e i suoi intendimenti, la possibilità di autoridursi o
autoeliminarsi il gettone e non credo che mi potrà dispiacere più di tanto se qualcuno
andrà avanti con il ritiro del gettone, perché lo ritengo in linea con quanto affermato il
Consigliere Catte una forma che possa portare avanti tutti i rappresentanti della città,
anche quelli che non se lo possono permettere e sono convinto che la delusione di
vedere queste poche risorse che non gli permetteranno certo né di vivere né di
comprarsi la casa, né di abbattere i costi del lavoro, e quindi ogni Consigliere
Comunale ha senso civico e senso di responsabilità, lascerei in mano questa libertà
a ognuno dei Consiglieri Comunali per quello che vorranno fare e per quello che
faranno.
In ognuno per questo c’è un senso di responsabilità che viene affidato dai
cittadini e a quelli ovviamente, così come ho sentito giustamente da chi l’ha affermato
nei precedenti interventi, verrà affidata la valutazione che non sarà sicuramente in
valore al gettone sì, gettone no, ma un valore alla qualità delle idee, delle cose
pratiche, dei progetti, della programmazione che questo Consiglio è portato a fare.
PRESIDENTE
Non ci sono altri interventi dichiaro chiusa le dichiarazioni di voto relative
all’emendamento e pongo in votazione l’approvazione dell’emendamento presentato
dall’opposizione relativo all’adeguamento a un euro del gettone di presenza.
Esito della votazione: favorevoli 6; contrari 12; astenuti 1.
Votazione: respinto.
Adesso passiamo alle dichiarazioni di voto relative alla delibera in discussione.
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
56
La parola al Consigliere Lai.
CONSIGLIERE LAI
Dal 1921 di Giolitti a oggi siamo passati da un bisogno di rendere la politica
accessibile a tutti, alla casta di cui parliamo e abbiamo in Italia.
Come Movimento 5 Stelle siamo certamente contenti della discussione in aula,
considerato che a livello nazionale siamo praticamente gli unici, o quasi, a portare
veramente avanti questo tema della diminuzione dei costi della politica.
Una precisazione sull’intervento del Consigliere Camarda: dire che il gettone di
presenza si prende per essere devoluto, pare un po’ un atto di avere benevolenza da
parte di qualcuno.
I bisogni dei cittadini devono essere garantiti come diritto e non come
benevolenza.
Certamente votiamo a favore e ricordiamo che il vero risparmio sarebbe stato
dalla diminuzione degli Assessori.
PRESIDENTE
Se non ci sono altri interventi dichiaro chiuse le dichiarazioni di voto e pongo in
votazione il punto tre all’ordine del giorno.
Esito della votazione: favorevoli 13; contrari nessuno; astenuto uno (il
Presidente).
Votazione: approvato.
Pongo in votazione una sospensione del Consiglio.
Votazione: approvata.
Ad ore 18.56 la seduta è sospesa 10 minuti.
Ad ore 19.09 la seduta riprende.
PUNTO
QUATTRO
ALL’ORDINE
DEL
GIORNO:
APPROVAZIONE
REGOLAMENTO PER L’ORGANIZZAZIONE E IL FUNZIONAMENTO DELLA
COMMISSIONE COMUNALE DI VIGILANZA SUI LOCALI DI PUBBLICO
SPETTACOLO.
La parola all’Assessore Belloi.
ASSESSORE BELLOI
Ritiro
la
delibera
all’ordine
del
giorno
perché
necessita
di
alcuni
approfondimenti.
PRESIDENTE
Grazie Assessore.
PUNTO CINQUE ALL’ORDINE DEL GIORNO: STATUTO DELL’ENTE DI
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
57
GOVERNO NELL’AMBITO DELLA SARDEGNA LEGGE REGIONALE 4.2.2015 N.
4, ART. 6 – APPROVAZIONE.
Faccio presente che è stato presentato un emendamento dai gruppi consiliari di
maggioranza e dal Movimento 5 Stelle, praticamente identici nelle conclusioni, in cui
si chiede che all’Art. 3 dello statuto Egas venga sostituita la dicitura della sede legale
amministrativa dell’ente da Cagliari a Nuoro.
Anche questo argomento sarà oggetto della discussione insieme alla delibera e
con separata votazione.
Adesso il Consigliere Saiu ha depositato una risoluzione, prego se la vuole
esporre.
CONSIGLIERE SAIU
L’Art. 61 del regolamento del Consiglio Comunale consente che vengano
presentate risoluzioni collegate a punti iscritti all’ordine del giorno perché il Consiglio
Comunale possa esprimere, tra le altre cose, i propri indirizzi.
Quanto all’ordine del giorno adesso immediatamente in discussione, è quello
della sottoscrizione dello statuto dell’Egas, l’ente di governo dell’ambito della
Sardegna.
Per ragioni sia giuridiche che politiche è evidente che il Consiglio Comunale lo
statuto lo deve approvare, però ritengo anche che l’approvazione dell’atto vada
accompagnata ad alcuni indirizzi.
Ed è quello che sostanzialmente insieme ad alcuni Consiglieri Comunali
sottopongo all’attenzione del Consiglio attraverso la proposta di risoluzione.
In estrema sintesi di cosa si tratta? La Legge Regionale N. 4 del 4 febbraio
2015 istituisce l’ente di Governo dell’ambito della Sardegna, a cui sono attribuite
funzioni di organizzazione territoriale del servizio idrico integrato.
L’ente di Governo dell’ambito della Sardegna regolamenta l’esercizio sul
soggetto affidatario del controllo analogo, quindi esercita funzioni di controllo sul
gestore ed è istituito, dotato di personalità giuridica, per l’unico ambito territoriale
ottimale, al quale partecipano obbligatoriamente i Comuni.
Del comitato istituzionale, che è organo dell’Egas, fanno parte tra gli altri due
Sindaci scelti tra quelli dei Comuni capoluogo di Provincia, e poi l’Art. 7, se non
ricordo male della legge istitutiva, cioè della legge 4 del 4 febbraio 2015 indica i
compiti. Poi magari su questo aspetto mi soffermerò nell’intervento sul merito del
punto.
Agli articoli 13 e 14 individua altre funzioni molto importanti.
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
58
In estrema sintesi si tratta di un ente che gestisce il rapporto con l’affidatario del
servizio, attraverso convenzione, che in base a una scelta dell’allora Governo
regionale, se non sbaglio il Presidente della Regione era Soru, stiamo parlando del
2005, è Abbanoa, cioè una società in house che dunque gestisce il servizio senza la
necessità del bando di gara che invece viene previsto dalla Legge Galli.
L’Egas ha funzioni molto importanti sia di controllo che di indirizzo, ma
soprattutto di pianificazione.
Fino a questo momento però il rapporto tra l’ente di Governo e il soggetto
gestore, è stato un rapporto sbilanciato, nel senso che la forza economica di
Abbanoa insieme alla sua capacità anche professionale, se non sbaglio in Abbanoa
ci sono 1500 dipendenti, ha determinato che invece che esercitare un’attività di
controllo sul gestore del servizio, l’ente di Governo che oggi è ente di Governo, prima
era ATO, subiva le scelte del gestore.
Qual è il mandato che io ritengo il Consiglio Comunale debba affidare al
Sindaco di Nuoro? Perché di questo stiamo parlando.
Non solo e non tanto di aderire allo statuto di questo ente, ma di dare un
mandato, di esprimere degli indirizzi che poi ovviamente dal mio punto di vista non
sono esauriti, cioè se il Consiglio Comunale attraverso i Consiglieri di maggioranza
vuole arricchire questa proposta, ovviamente credo si tratti di una cosa auspicabile,
però abbiamo individuato fondamentalmente due aspetti sui quali affidare al Sindaco
il compito di farsi sentire.
Il primo è quello a cui faceva riferimento anche lei, che è già espresso negli
emendamenti, cioè la modifica della sede amministrativa, l’Art. 3 dello statuto la
individua in Cagliari e la collocazione a Nuoro invece avrebbe dei rilievi ovviamente
positivi, intanto per quanto riguarda il cosiddetto decentramento amministrativo.
Dall’altra parte però di avere una sede di rappresentanza o poco più, come è
stato nel caso di Abbanoa, al nostro Comune serve poco, ma più in generale serve
poco alla Sardegna, perché se funziona l’Egas, che ha competenza nella
determinazione della tariffa, nel quadro ovviamente di quello che è stabilito
dall’autorità per l’energia elettrica, il gas e i servizi idrici, se l’Egas riesce a esercitare
la sua attività di pianificazione, il cosiddetto piano d’ambito, il piano d’ambito è
vecchio del 2002, aggiornato nel 2011, ma sostanzialmente è un atto fondamentale
che rientra nella competenza di questo ente e che non si riesce però a rendere
realmente operativo nel 2015...
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
59
PRESIDENTE
Sia la maggioranza che il movimento 5 stelle e voi state dicendo la stessa cosa.
CONSIGLIERE SAIU
No aspetti, questo sulla sede. L’altro aspetto era quello del rafforzamento, per
quanto è ovviamente negli strumenti che sono dati al Sindaco di Nuoro, ecco perché
“indirizzo”, non è che io posso deliberare o il Consiglio Comunale può deliberare...
PRESIDENTE
Apriamo la discussione e poi le mettiamo in votazione.
CONSIGLIERE SAIU
Me lo faccia spiegare però... non è che noi possiamo deliberare sull’Egas.
L’indirizzo che io propongo e insieme ad altri Consiglieri a questo Consiglio di
approvare è che al Sindaco venga dato mandato per un rafforzamento dell’ente la cui
sede sia a Nuoro.
PRESIDENTE
Perfetto, grazie mille. Procediamo con la discussione. La parola al Consigliere
Zedde.
CONSIGLIERE ZEDDE
Come
anticipato
dal
Presidente,
la
maggioranza
ha
presentato
un
emendamento all’Art. 3 dello statuto Egas nella parte in cui prevede la sede
amministrativa e legale anziché a Cagliari come previsto dalla proposta di statuto in
Nuoro, per una ragione di decentramento amministrativo e per rafforzare la presenza
nel territorio.
Per quanto ci riguarda, sia come maggioranza che come gruppo politico La
Base, voteremo favorevolmente all’approvazione dello statuto dell’ente di Governo
dell’ambito della Sardegna, Egas, istituito con Legge Regionale 4 febbraio 2015 N. 4
con l’emendamento da noi proposto.
La decisione che ci spinge ad approvare questo statuto deliberato dalla Giunta
Regionale con delibera 33/5 del 30/06/2015 scaturisce da un’analisi approfondita da
parte nostra sia dello statuto dell’ente che della Legge Regionale istitutiva dell’Egas,
rispetto alla quale abbiamo valutato con attenzione costi e benefici, perché quando
parliamo di Egas parliamo di gestione delle risorse idriche integrate, ovvero parliamo
di acqua, ovvero parliamo di Abbanoa che è il gestore.
In termini spiccioli parliamo di acqua.
L’Egas è stato costituito appunto con Legge Regionale del 4 febbraio 2015 ed è
l’ente preposto all’esercizio delle funzioni in materia di organizzazione del servizio
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
60
idrico integrato quale servizio pubblico generale.
La gestione delle risorse idriche come sappiamo è un tema di fondamentale
interesse, soprattutto nella nostra Regione vista la scarsità della risorsa e il clima
particolarmente siccitoso che ci caratterizza.
Questa legge regionale è stata emanata in attuazione del Decreto Legislativo 3
aprile 2006 N. 152 che è la normativa in materia ambientale e questa legge regionale
ha istituito l’Egas, il cui statuto oggi stiamo analizzando, che è diretta emanazione
della stessa legge.
Noi dobbiamo fare una valutazione sia della legge che dello statuto.
Per quanto ci siano degli elementi di debolezza, in quanto vi è una presenza
della Regione abbastanza importante, che anziché limitarsi al controllo interviene
anche in fase di pianificazione e programmazione, anche nella governance dell’ente
in quanto nel comitato, che è uno degli organi dell’ente stesso, il Presidente della
Regione ad esempio o un suo delegato in caso di parità nelle delibere ha un voto
prevalente rispetto agli altri componenti che sono i Sindaci.
Un altro elemento che valutiamo con favore è per quanto concerne il gestore
Abbanoa il progressivo abbandono da parte della Regione delle quote di capitale in
favore dei Comuni.
Quindi questo degli enti locali attualmente la quota di partecipazione della
Regione è pari al 68,11% e dovrebbe arrivare entro i cinque anni al limite massimo
del 49% con la cessione delle quote a favore degli enti locali per il controvalore di 1
euro ogni 1.000 azioni.
Perché riteniamo che debba essere approvato questo statuto?
Intanto è da tanti anni che gli enti locali non esercitano alcun controllo sulla
gestione delle risorse idriche a causa della gestione commissariale.
Ciò di fatto ha impedito una programmazione strategica, un controllo analogo di
cui ha parlato anche il Consigliere Saiu, sul soggetto gestore, che sarebbe Abbanoa.
Questa mancanza di controllo e di programmazione ha determinato disservizi
nei confronti degli utenti che sono ben noti e che sono riassumibili in poche parole in
efficienza del servizio, le cosiddette fatture pazze, gli slacci delle utenze improvvise,
le perdite di rete e assistenza negli uffici che per i malcapitati diventa effettivamente
un’odissea.
Per cui dopo questo periodo di commissariamento, in cui gli enti locali non
hanno potuto esercitare alcun potere su una gestione così importante, è necessario
che la Sardegna abbia un ente di Governo delle risorse idriche funzionante, in cui gli
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
61
enti locali possano incidere in modo significativo sulla gestione del servizio e sul
controllo del gestore, perché l’Egas ha le seguenti funzioni fondamentali: intanto la
scelta della forma di gestione, la determinazione e la modulazione delle tariffe
all’utenza, l’affidamento della gestione e il relativo controllo e poi, non ultimo ma
importantissimo, la predisposizione e l’aggiornamento e approvazione del piano
d’ambito.
Quindi concludendo, pur nella consapevolezza che il ruolo della Regione
rimane comunque eccessivo, riteniamo che sia necessario procedere quanto prima
all’approvazione dello statuto Egas in modo tale da consentire un’immediata
operatività all’ente stesso in quanto occorre dare in tempi rapidi risposte ai cittadini in
merito alle inefficienze del soggetto gestore Abbanoa perché soltanto attraverso una
piena operatività dell’Egas si auspica che gli enti locali pongano rimedio ai disservizi
dell’ente gestore in termini soprattutto, come abbiamo detto prima, di fatturazione
corretta, di erogazione del servizio efficiente, del disbrigo delle pratiche in tempi
rapidi e in modo efficace.
PRESIDENTE
La parola al Consigliere Lai.
CONSIGLIERE LAI
Una piccola prefazione, molto breve.
Quando il Movimento 5 Stelle è entrato in questo Comune ha detto che avrebbe
condiviso e partecipato a qualunque iniziativa che fosse stata per il bene dei cittadini.
Quindi così faremo e siamo contenti che l’emendamento da noi presentato sia
condiviso e anche supportato da altre forze politiche.
Probabilmente a noi manca qualche tecnicismo perché a noi risultava che la
commissione competente aveva licenziato lo statuto senza apportare modifiche. Ma
questo è poco significativo.
Il Consiglio Comunale è chiamato a dare la sua opinione in riferimento alla
proposta di statuto dell’ente di Governo Egas, così come elaborato dalla Giunta
Regionale.
Ricordiamo che tale ente ha la funzione di organizzare il servizio idrico della
Sardegna, in particolare il controllo di Abbanoa S.p.A, gestore unico del servizio
idrico.
La Legge Regionale N. 4/2015 dà indicazioni generali su come deve essere
organizzato l’Egas e non prevede dove l’ente deve avere la sede legale e
amministrativa ma, anche se lo prevedesse il Movimento 5 Stelle ritiene opportuno
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
62
che la sede debba essere istituita a Nuoro.
Invece l’Art. 3 che propone lo Statuto Egas prevede che la sede legale ed
amministrativa deve essere a Cagliari, dimostrando per l’ennesima volta la scarsa
attenzione della Regione ad attuare un vero decentramento amministrativo.
Quando venne istituita Abbanoa S.p.A. venne dato ad intendere che la sede
Amministrativa sarebbe stata a Nuoro. Questo non doveva essere un mero atto di
cortesia ma una valutazione ponderata della collocazione logistica di Nuoro nel
centro della Sardegna e quindi luogo ideale per l’organizzazione ottimale dell’ente,
oltre che un riconoscimento di un ruolo strategico del territorio nuorese.
A Nuoro invece è stata riconosciuta soltanto la sede legale di Abbanoa S.p.A.
senza alcuna effettiva funzione, dimostrando ancora una volta la scarsa attenzione
della Regione al centro Sardegna.
Crediamo quindi sia importante più che mai, porre l’attenzione sull’esigenza che
la Regione debba attuare un vero decentramento amministrativo soprattutto alla luce
dell’approvazione della riforma degli Enti Locali che ha escluso il territorio nuorese
dal ruolo centrale nel contesto regionale.
La Riforma degli Enti locali è argomento che dovrà essere valutato
attentamente alla luce della nuova normativa.
Certamente riteniamo positivo approvare lo Statuto Egas con la proposta di
sede legale ed amministrativa a Nuoro invece che a Cagliari per quanto sinora
sostenuto e nel caso di specie presupposto fondamentale per chiedere che anche la
sede amministrativa, oltre che quella legale già in essere di Abbanoa venga spostata
a Nuoro.
Il Movimento 5 Stelle ritiene quindi che il Consiglio Comunale non deve
approvare la proposta di Statuto Egas con la sede legale e amministrativa a Cagliari
ma piuttosto deve presentare la proposta per attuare la sede a Nuoro.
È questo il senso del nostro emendamento.
PRESIDENTE
La parola al Consigliere Saiu.
CONSIGLIERE SAIU
Giusto per mettere a fuoco l’importanza dell’argomento e la sua complessità, in
Sardegna il tema dell’acqua si è sviluppato, almeno nell’opinione pubblica, a un
livello dal mio punto di vista terribilmente superficiale.
Cioè si è partiti dalla considerazione che l’acqua doveva essere pubblica.
Considerazione in sé perfino condivisibile ma che poi ha generato un autentico
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
63
mostro come si è manifestata Abbanoa S.p.A. perché, come dicevo prima, la Legge
Galli sostanzialmente riordinava il sistema di gestione delle acque e imponeva alle
Regioni l’affidamento della gestione delle acque o attraverso una gara, a cui
avrebbero evidentemente partecipato soggetti privati, oppure l’affidamento a una
società in house.
Quindi noi cos’abbiamo oggi? Abbiamo Abbanoa S.p.A. che è società della
Regione Sardegna ed è la società che, grazie alla scappatoia consentita dalla Legge
Galli, consente la gestione delle acque senza il bisogno di gara d’appalto.
Poi la Regione in teoria avrebbe dovuto fare un passo indietro rispetto ad
Abbanoa e invece così non è, perché è cronaca degli anni recenti che invece la
Regione sia dovuta intervenire e sostanzialmente diventare Dominus, quasi padrone
assoluto di Abbanoa, non senza grandi sacrifici per i cittadini sardi.
Il sistema però previsto dal legislatore nazionale cosa comportava?
Comportava il conferimento delle opere, delle strutture, per esempio dei depuratori, a
favore del sistema idrico integrato.
Cioè tutto andava a formare un sistema diffuso la cui “proprietà” doveva
rimanere separata dalla gestione.
In effetti perché partecipano all’ente di Governo dell’ambito della Sardegna i
Comuni? Perché loro sono i “proprietari” - sempre tra virgolette - di quelle strutture
che formano il servizio idrico integrato.
Perché come rilevavo prima c’è stato uno squilibrio tra soggetto controllore ed
indirizzo da un lato e soggetto gestore dall’altro? Per la forza economica che il
soggetto gestore e anche organica che aveva rispetto al soggetto invece controllore.
Non è che prima i Sindaci dalla gestione commissariale fossero esclusi, non
foss’altro perché proprio fino al maggio 2015 il Commissario incaricato era il Sindaco
di Nuoro.
La partecipazione o, meglio la scelta dei rappresentanti degli enti locali avviene
attraverso un meccanismo, quello del Consiglio delle Autonomie locali, che sceglie i
Sindaci sulla base dei criteri fissati sia dalla legge che dallo statuto.
Insisto su questo aspetto perché è giustissima dal mio punto di vista in favore
del cosiddetto decentramento amministrativo la battaglia per portare a Nuoro la sede
dell’ente di controllo, di indirizzo e di pianificazione, ma è importante che non si
faccia la fine di Abbanoa.
Prima si parlava di personale e mi risulta che le ultime 80 assunzioni da parte di
Abbanoa siano state effettuate a Cagliari, che nel 2015 solo un laureato, quindi
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
64
stiamo parlando di qualifiche professionali di fascia più alta rispetto agli operai, solo
una figura professionale con titolo di studio laurea, sia stata assunta fuori dai confini
della Provincia cagliaritana e in particolare a Sassari.
Questo ci dà la misura di come lo squilibrio a favore del soggetto gestore si
manifesti anche in un accentramento non solo del potere ma anche della forza lavoro
a Cagliari.
Eppure il contentino della sede Nuoro ce l’ha.
Allora cosa dobbiamo chiedere secondo me - ed ecco il senso della risoluzione
- insieme alla sede? Che l’Egas venga dotata di un organico sufficiente allo
svolgimento delle funzioni fondamentali a cui faceva riferimento anche il Consigliere
Zedde.
È importante associare a questa richiesta, che ha un valore politico profondo,
anche uno strumento che consenta poi alla nostra comunità di averne un vantaggio
pratico ma più in generale alla Sardegna di averne un beneficio, perché quelle
funzioni a cui faceva riferimento anche il Consigliere Zedde sono molte importanti:
l’approvazione alla ricognizione delle infrastrutture, l’approvazione del piano
d’ambito, la formulazione delle proposte alla Regione, l’approvazione delle
convenzioni su aggiornamenti e relativo disciplinare, l’approvazione del programma
quadriennale degli interventi etc.
Cioè l’Egas dice cosa deve fare il gestore, dove deve farlo, quanto devono
pagare i cittadini e lo fa attraverso, soprattutto con riferimento alle prime funzioni, un
piano, il cosiddetto piano d’ambito, che è fondamentale saper scrivere e per il quale
occorrono evidentemente professionalità che vadano a implementare la pianta
organica attualmente da questo punto di vista sguarnita, sennò non si spiegherebbe
altrimenti la vetustà del piano: 2005, e poi 2011 un aggiornamento.
Questo evidentemente richiede un’azione politica forte che io ritengo che il
Consiglio Comunale debba affidare proprio nelle mani del Sindaco. Fermo restando
che noi poi - credo - abbiamo tutti la responsabilità di aderire all’ente e di votare lo
statuto con le modifiche che sono state proposte ma attribuendo, ripeto, al Sindaco
che rappresenterà il Comune negli organi di Governo dell’Egas, anche il mandato
non solo...
Vuoi sapere qual è? È la Legge N. 4 del 4 febbraio 2015.
Quindi, nei limiti di quelle che sono le funzioni, le prerogative e i poteri, battersi
affinché non solo la sede dell’ente venga a Nuoro ma anche la dotazione organica
adeguata venga ospitata nella nostra città.
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
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PRESIDENTE
Interviene il Sindaco.
SINDACO
Per quanto riguarda la delibera che ci accingiamo a votare, volevo precisare,
anche in relazione all’intervento del Consigliere Saiu, che proprio ieri c’è stata una
riunione del CAL, Consiglio delle Autonomie Locali, a Oristano e, a seguito della
riunione del CAL l’attuale Presidente dell’Egas, che è il Sindaco di Sassari Nicola
Sanna, ha svolto una relazione dopo sei mesi da quando ha avuto il mandato, mi
pare a luglio, per informare il Consiglio delle Autonomie Locali e i Sindaci dell’attività
che sta svolgendo il CAL.
E in relazione proprio alle carenze di organico ha rappresentato che a breve
l’Egas andrà a fare dei bandi per l’assunzione di circa 20 unità. In sostanza dovrebbe
essere un dirigente e tutti gli altri funzionari, quindi di categoria D.
Per quanto attiene la mozione, risoluzione, alla proposta sostanzialmente di
mettere delle osservazioni alla delibera di approvazione dello statuto da parte del
Comune di Nuoro...
Ma perché ci potrebbe anche, nello schema di delibera che è stato inviato da
Egas a suo tempo al Comune di Nuoro c’era proprio nello schema uno spazio per le
osservazioni.
Se vogliamo potremo o dare un mandato al Sindaco perché rappresenti a Egas
e alla Giunta Regionale la necessità di istituire la sede qui a Nuoro, compresa la
dotazione di personale naturalmente, non una sede fantasma come quella che è
l’indirizzo civico di Abbanoa, che serve solo per recapitare la posta.
Potremmo fare sia l’emendamento e anche la risoluzione, rafforzando
l’approvazione dello statuto e dicendo alla fine, osservazioni: lo statuto lo si approva
però con queste osservazioni. Un po’ quello che capita in diritto internazionale
quando uno Stato ratifica un trattato internazionale con riserva. È un po’ lo stesso
meccanismo.
PRESIDENTE
La parola al Segretario Generale.
SEGRETARIO GENERALE
Dicevo al Presidente del Consiglio che il Sindaco mi sta rubando il mestiere.
Il Sindaco ha anticipato il mio pensiero perché io sono stato interpellato in sede
di commissione a rendere un parere in relazione alla possibilità che il Comune di
Nuoro potesse apportare delle modifiche all’impianto della documentazione così
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
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come ci è stata recapitata.
E ho detto che chiaramente il Consiglio Comunale è sovrano nel proporre
emendamenti, rettifiche e quant’altro.
Quindi senz’altro mi trovo d’accordo con la proposta che ha fatto il Sindaco
perché è quella più conferente, è quella più congeniale alla impostazione che la
Regione ha dato alla deliberazione.
Per quale motivo? Perché la Regione fa un rapido excursus storico della parte
della legge, dice che si è costituito l’Egas e così via.
L’Egas si configura come una sorta di consorzio obbligatorio tra enti, nel quale
giustamente veniva rilevato la Regione ha una posizione dominante soprattutto in
riferimento alla costituzione del capitale sociale.
Il Comune di Nuoro è chiamato ad aderire formalmente, perché l’adesione è già
nella natura stessa del consorzio obbligatorio e quindi non può esistere che un
Comune non ne faccia parte a meno che volontariamente dica che noi, vedi casi per
quanto riguarda l’Abbanoa, vogliamo l’acqua gestita in proprio, non ne facciamo
parte.
Però per l’Egas è diverso, perché è l’ente sovrastante poi alla società di
gestione.
Per come è impostata però la deliberazione noi dovremmo rendere un parere
sullo statuto.
Non è che lo dobbiamo approvare, dobbiamo rendere il parere sullo statuto.
Però la Regione giustamente ha lasciato spazio alle eventuali osservazioni degli enti,
quindi questo è il canale nel quale dovremmo veicolare sia l’emendamento che la
risoluzione a mio avviso, nel senso che se vi è l’accordo in relazione agli
emendamenti, cioè se il Consiglio Comunale approva entrambi gli emendamenti che
hanno lo stesso contenuto, quindi si possono unificare, poi vi è invece la risoluzione
che oltre a condividere il contenuto prescrittivo dell’emendamento prevede
un’espansione in relazione appunto alla dotazione di personale e così via, è una
cosa aggiuntiva però gli emendamenti mi pare siano condivisi dalle tre proposte.
Allora praticamente pensavo sostanzialmente di dire: “Delibera di approvare la
proposta di statuto dell’ente di governo dell’ambito della Sardegna che consta di N.
28 articoli allegato alla presente deliberazione fatte salve le seguenti osservazioni”.
Può andar bene? Questa è la formula usata anche nel diritto internazionale che
lei ha citato, ma anche nel diritto sindacale, a volte quando si approvano degli atti poi
ci sono dichiarazioni a verbale, dichiarazioni a margine.
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
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In questo caso si approva sostanzialmente con la riserva che è il contenuto
dell’osservazione.
Quindi le osservazioni sono le seguenti: la proposta di modifica dell’Art. 3 e poi
chiaramente si riporta nel dispositivo il contenuto della risoluzione, sempre che sia
approvata evidentemente.
Quindi praticamente le osservazioni sono: di fare proprio il contenuto della
risoluzione e di fare propri i contenuti degli emendamenti.
Per il resto non solo di dare mandato agli uffici e di rendere il presente
provvedimento etc. ma di dare mandato al Sindaco affinché proponga e sostenga
insieme all’assemblea dei soci il contenuto della risoluzione e degli emendamenti.
Questa è secondo me la costruzione più logica.
Personalmente ritengo che sia preferibile approvare una risoluzione in questo
medesimo atto, non come atto a latere perché ha detto correttamente il Consigliere
Saiu che si tratta di una risoluzione connessa all’oggetto della deliberazione.
Quindi è rafforzativa rispetto all’iter logico che la deliberazione persegue.
Rimane collegata.
PRESIDENTE
Io la costruirei in questo modo, anche perché a noi poi spetta il coordinamento
testuale dell’atto e dobbiamo farlo in maniera tale da non...
Cioè uno statuto si approva o non si approva. La Regione ha studiato questa
formula dell’osservazione per veicolare appunto l’osservazione.
Stanno chiedendo una sospensione per valutare il procedersi.
Di quanto tempo, Consigliere Zedde?
CONSIGLIERE ZEDDE
10 minuti.
PRESIDENTE
Pongo in votazione la proposta di sospensione.
Votazione: approvata.
Ad ore 19:47 la seduta è sospesa.
Ad ore 19:58 la seduta riprende.
PRESIDENTE
Dopo ampia discussione io penso che la soluzione migliore sia questa: inserire
nella delibera a calce due riserve, visto che non si è trovato l’accordo tra tutti i gruppi,
il Movimento 5 Stelle non è d’accordo sul punto relativo alla pianta organica perché
non ha condiviso l’argomento ampiamente. Quindi distinguere le due riserve, fare
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
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due riserve distinte.
Una verrà votata all’unanimità e una verrà votata senza il voto del Consigliere
Lai, e così procediamo.
Quindi io procederei alla votazione.
Chiedo se ci sono dichiarazioni di voto.
Non ci sono dichiarazioni di voto, quindi procediamo con la votazione,
l’approvazione della delibera avente ad oggetto: “Statuto dell'ente di governo
dell'ambito della Sardegna. Legge Regionale 04.02.2015, n. 4 - Art. 6.
approvazione”, con le osservazioni a calce della delibera di richiesta alla Regione di
spostamento della sede legale/amministrativa a Nuoro e un rafforzamento della
pianta organica dello stesso ente.
Pongo in votazione la delibera con la prima riserva, che è quella della sede
legale:
Votazione: approvata all’unanimità.
Pongo in votazione la risoluzione relativa al rafforzamento della pianta organica.
Votazione: approvato.
Pongo in votazione il punto cinque complessivamente come emendato.
Votazione: approvato.
Pongo in votazione l'immediata eseguibilità della delibera.
Votazione: approvata.
PUNTO SEI
ALL’ORDINE DEL GIORNO: CATASTO DELLE
AREE
PERCORSE DA INCENDI. AGGIORNAMENTO ANNI 2009-2010-2011-2012-20132014. APPROVAZIONE.
La parola all'Assessore Sanna.
ASSESSORE SANNA
Sarò brevissimo. Vi dispenso dalla lettura che sicuramente avrete già fatto,
peraltro l’argomento è passato anche in commissione consiliare e quindi è stato
licenziato anche dall’apposita commissione.
L’unica cosa che vi leggo è il dato atto dell’avvenuta pubblicazione del catasto
delle aree percorse da incendi nell’albo pretorio e nel sito del Comune di Nuoro come
da norma nel mese di dicembre.
Il Consiglio Comunale è chiamato a deliberare di approvare, ai sensi della
Legge 353/2000, gli elenchi definitivi e le relative perimetrazioni delle aree percorse
dal fuoco come riportati nell’aggiornamento del catasto delle aree percorse da
incendi del Comune di Nuoro per gli anni 2009, 2010, 2011, 2012, 2013, 2014 - quasi
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
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una legislatura - allegato alla presente deliberazione e composto da: relazione,
schede dei dati rilevati e classificati dal corpo forestale, corredati dalle immagini
dell’incendio sull’ortofoto, elenco delle aree percorse da incendio nell’agro del
Comune di Nuoro, planimetria delle aree percorse dal fuoco in sei opuscoli distinti
per annualità.
I documenti sono tutti nella cartella blu e quindi a disposizione dei Consiglieri.
Il Consiglio è chiamato inoltre a deliberare di rendere la presente deliberazione
con separata votazione immediatamente esecutiva ai sensi dell’Art. 134 del TUEL.
Una precisazione molto veloce: la norma implica, non la 353 del 2000,
sostanzialmente all’Art. 10 che venga imposto un vincolo sulle aree percorse da
incendi, che è un vincolo di inedificabilità, che è un vincolo di non pascolamento,
salvo poi prescrizioni locali o comunque autorizzazioni locali del corpo forestale.
A beneficio del Consiglio Comunale diciamo comunque che giuridicamente
superiore a questa nostra perimetrazione è quella che fa il corpo forestale della
Regione e che comunque viene fatto annualmente e che viene applicato e veniva
applicato anche dagli uffici comunali in fase di rilascio di concessioni.
Quindi di fatto noi stiamo andando a ratificare, infatti gli atti della forestale sono
richiamati anche all’interno di questo atto, e ad adempiere comunque a quello che
per l’Ente Comunale è un obbligo di legge.
PRESIDENTE
Dichiaro aperta la discussione. La parola al Consigliere Lai.
CONSIGLIERE LAI
Salto tutte le considerazioni e faccio una considerazione mia e una domanda.
La domanda all’Assessore è come mai si sono attesi tanti anni per
regolarizzare. Lo dico perché ovviamente questo ha creato anche dei disagi ai
cittadini per quanto riguardava le concessioni e quant’altro.
Per quanto riguarda invece la considerazione, attiene al fatto che è grave che il
nostro catasto non consenta, come ha specificato il tecnico, di avere garanzia su
certi mappali per cui i cittadini a questo punto hanno come un’inversione della prova
che inevitabilmente gli creerà dei costi, dovendo mettere un tecnico a dimostrare la
cosa.
PRESIDENTE
La parola all'Assessore Sanna.
ASSESSORE SANNA
Sulla gravità del ritardo, è chiaro che è un’inadempienza bella e buona alla
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
70
norma, che prescrive che ogni anno il catasto delle aree percorse venga aggiornato.
Qui addirittura partiamo dal 2009, quindi sono ben sei anni di mancate
approvazioni.
Ribadisco il concetto che per fortuna c’è la forestale che comunque è
sovraordinata a noi che vigila sulla questione.
Sul fatto del mancato allineamento, è vero che gli uffici hanno rimarcato
un’errata sovrapposizione sostanzialmente tra i dati catastali in possesso della
forestale che non è certo l’agenzia delle entrate oggi.
Però credo che questa cosa possa essere superata dagli uffici con una
georeferenziazione molto semplice: cioè se l’utente va a chiedere il certificato di
destinazione urbanistica relativo al mappale X del foglio Y, in ogni caso ormai gli
uffici hanno dei file che sono georeferenziati per cui di ogni mappale si sa
esattamente quali vincoli incidono effettivamente.
Penso che questa cosa venga risolta in questa fase, senza aggravio di spese
da parte degli utenti perché in ogni caso per determinare la situazione vincolistica e
urbanistica di un mappale basta richiedere il certificato di destinazione urbanistica.
E il certificato che viene rilasciato dagli uffici ha il costo di una marca da bollo
sostanzialmente.
Poi non so se si riferisse a...
Però l’incongruenza è secondo me legata al fatto che probabilmente i dati
catastali in possesso della forestale non fossero probabilmente aggiornati alla
situazione reale attuale.
Credo, poi non so, dico la verità.
(INTERVENTO FUORI MICROFONO)
Non credo che sia così. Ritengo che oggi dotiamo anche l’ufficio urbanistica di
uno strumento più aggiornato relativamente all’espressione del vincolo di area
percorsa da incendio all’interno del certificato di destinazione urbanistica.
Non credo che ci sia quel rischio, fermo restando quello che ogni tanto a me
capita di dire ai clienti: il fuoco è passato o non è passato? Perché poi uno
generalmente sa quando nel proprio è passato.
Non sempre quando uno di terreni ne ha molti, sennò generalmente uno si
ricorda se il fuoco è passato o non è passato.
Comunque è anche vero che non sempre laddove il fuoco sia passato il vincolo
poi è stato instaurato, o perché non è stata perimetrata l’area o per altro.
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
71
PRESIDENTE
La parola al Consigliere Zola.
CONSIGLIERE ZOLA
Con riferimento al richiamato punto all’ordine del giorno delle aree percorse da
incendi, con l’aggiornamento del catasto e relativo agli anni 2009, 2010, 2011, 2012,
2013 e 2014, mi duole anche in questa circostanza rilevare il ritardo
nell’approvazione di questi atti che, come è evidente, riguardano sei anni pregressi.
Nulla si può dire all’ufficio istruttore che ha eseguito l’aggiornamento delle carte
catastali e ortografiche con la massima puntualità e professionalità tecnica,
nonostante l’evidente carenza di strumentazione informatica adeguata.
A tale ritardo non può che essere richiamata ancora una volta, direi per
l’ennesima volta, l’Amministrazione precedente, per evidenti ritardi determinati da
una cattiva gestione ed organizzazione delle risorse disponibili.
Infatti la legge quadro in materia di incendi boschivi, la N. 353 del 21 novembre
2000 recita: “Il catasto è aggiornamento annualmente e l’elenco dei predetti
soprassuoli deve essere esposto per 30 giorni all’albo pretorio comunale per
eventuali osservazioni”, così come giustamente è avvenuto da parte di questa
Amministrazione mediante la pubblicazione del catasto delle aree percorse da
incendi del Comune di Nuoro dall’anno 2009 all’anno 2014 compreso, ben sei anni,
presso l’albo pretorio ed il sito internet del Comune di Nuoro, dal 1 dicembre 2015 al
30 dicembre 2015.
Vorrei sottolineare che ancora una volta questa Amministrazione con molta
responsabilità si trova ad approvare atti di diversi anni addietro, oggi addirittura riferiti
ad iniziare dal 2009 e fino al 2014.
PRESIDENTE
La parola al Consigliere Manca.
CONSIGLIERE MANCA
Ancora una volta il profondo rammarico è legato alla difficoltà che io trovo a
tentare di giustificare un’azione amministrativa come quella che abbiamo subito.
E, siccome non sono in aula né Bianchi, né Moro e né Sulas, fra i maggiori
artefici dei bellissimi e pesantissimi cinque anni che abbiamo vissuto, voglio
rimarcare il fatto che gli uffici non è pensabile che in sei mesi della nostra
Amministrazione abbiano risolto l’iter procedurale di cinque anni.
È evidente che quest’iter era preparato e disponibile già da prima.
Quella che è mancata è la vera disponibilità politica.
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
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Ma erano impegnati in tutt’altro.
Quindi quello che noi siamo riusciti a fare in sei mesi, portare in commissione,
discutere, approvare in Consiglio ce lo dobbiamo ribadire.
Forse non abbiamo fatto un atto mega galattico, però sicuramente abbiamo
fatto un atto conforme alla legge, nel rispetto della legge, che ci differenzia
totalmente da coloro che a dispetto delle leggi hanno perseverato per tanti e lunghi
anni sommergendo la città di problemi che pian piano, anche piccoli, stiamo
riuscendo a risolvere.
Per cui un grazie soprattutto al lavoro degli uffici, perché non hanno neanche
questa giustificazione, che gli uffici sono inadempienti o inadeguati. Non hanno
neanche questa giustificazione.
Quindi un grazie agli uffici e anche un grazie a chi ha portato in commissione
questo argomento e questo ordine del giorno perché è stato molto utile capire che
davvero in pochi mesi questo aspetto l’abbiamo lasciato alle nostre spalle
normativamente parlando e regolarmente parlando di situazioni che stiamo
risolvendo.
PRESIDENTE
Non ci sono altri interventi, dichiaro chiusa la discussione e passiamo alle
dichiarazioni di voto.
Se non ci sono dichiarazioni di voto chiudo e procediamo con la votazione.
Pongo in votazione il punto sei all’ordine del giorno.
Votazione: approvato all’unanimità.
Pongo in votazione l'immediata eseguibilità della delibera.
Votazione: approvata all’unanimità.
La seduta è tolta alle ore 8 e 17. Grazie a tutti e buona serata.
LA SEDUTA È SCIOLTA.
a cura dell’I.D.N. S.n.c.
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Seduta del 04/02/2016 (pdf - 362KB)