RIORDINARE UN ARCHIVIO Pia Bortolotti Fasi successive alla formazione • Dall’archivio corrente all’archivio di deposito • Dall’archivio di deposito all’archivio storico • Selezione e scarto Gestione dell’archivio di deposito Obiettivi garantire il controllo dei documenti in termini di responsabilità (ente produttore) accesso rapido conservazione secondo l’ordine originario (almeno virtualmente, controllando le relazioni amministrative e documentarie) 3 Gestione dei trasferimenti invio: preparazione da parte dell’ufficio che trasferisce acquisizione: gestione da parte del responsabile dell’archivio di deposito 4 Strumenti per la gestione dei versamenti e per la corretta tenuta dei depositi (1) elenco di trasferimento (elenco dei pezzi): nessuna serie dovrebbe entrare nell’archivio di deposito senza essere identificata con elenco. Comprende: ufficio produttore, denominazione della serie, estremi cronologici e consistenza, termini di conservazione (indicare sempre quando documento uscirà o per scarto o per archivio storico), ubicazione (locale, scaffali…) inventario topografico (elenco delle serie per ubicazione: locale, scaffale, palchetto…) criteri razionali per l’assegnazione degli spazi (i documenti meno attivi in spazi meno accessibili) 5 Strumenti per la gestione dei versamenti e per la corretta tenuta dei depositi (2) statistiche della movimentazione (per l’efficiente tenuta dei depositi) per collocazione (quali sono le aree di maggiore attività), per data di richiesta (quali periodi di maggiore attività in connessione con certe serie di documenti), per utente o per serie di documenti (n° di frequenza di richieste di ciascun ufficio e dei mancati rientri, se sono tanti vuol dire che la documentazione è stata trasferita troppo presto all’archivio di deposito) accesso e controllo delle movimentazioni (sistema di registrazione in entrata e uscita con scadenze temporali) 6 Strumenti per la gestione dei versamenti e per la corretta tenuta dei depositi (3) applicazione del piano di conservazione (scarti e eventuali versamenti all’istituto archivistico con elenchi per l’autorizzazione allo scarto approvati) riconoscimento di valore giuridico agli elenchi di trasferimento (prova del trasferimento del materiale) 7 Intervento di ricognizione dei fondi e piano di emergenza Strumenti creazione di un gruppo di lavoro con personale specializzato autorevole questionario/ricognizione del deposito/interviste 8 Ricognizione in 3 fasi 1.studio preliminare (normativa interna, organigrammi, elenchi e repertori, analisi per ogni struttura, cooperazione con il personale, analisi dei centri di protocollazione, informazioni sul materiale conservato e distrutto 2. censimento fisico (individuazione di un referente in persona autorevole e di esperienza, importanza dell’addetto all’archivio-protocollo, visita a tutti gli uffici e i depositi, individuazione dei meccanismi di trasferimento e degli strumenti di archiviazione e di ricerca esistenti) 3.compilazione di elenchi di conservazione per serie (corretta denominazione delle voci, indicazione della forma giuridica della natura del documento, elaborazione di elenchi diversi per facilitare la consultazione, analisi attenta della corrispondenza e della qualità del materiale conservato) 9 Scheda tipo per la ricognizione dei depositi (1) Ente • Denominazione ente produttore • Indirizzo • Ubicazione archivio Fondo/serie • • • • codice identificativo definizione della fonte provenienza (ufficio, servizio, unità operativa) denominazione 10 Scheda tipo per la ricognizione dei depositi (2) • • • • • • • • descrizione estremi cronologici collocazione consistenza strumenti di corredo/consultazione stato di conservazione stato di ordinamento destinazione finale (scarto, conservazione permanente, altro) 11 Dall’archivio di deposito all’archivio storico • documenti non più necessari al soggetto produttore • selezione e scarto: conservazione ed eliminazione • Perdurante interesse giuridico; interesse storico-culturale • passaggio di responsabilità; autonomia dell’archivio storico • accesso al pubblico 12 Ordinamento principio di provenienza principio dell’ordine originario riordinamento inventario Percorso di lavoro ricognizione del fondo ricerche storico-istituzionali e sulla formazione dell’archivio schedatura ordinamento Stato di ordinamento del fondo A. Parzialmente ordinato: le serie di cui è composto sono “visibili” B. Con residue tracce di ordinamento: qualche serie è ricostruibile (è il caso più comune) C. Non ordinato: serie non ricostruibili, materiali estranei, fondo trattato come “non archivio” Operazioni preliminari Ricognizione dell’archivio 1. Individuazione archivi/fondi e separarli se distinguibili 2. Ricercare i corredi (repertori, protocolli, titolari, indici, rubriche) 3. Individuare le eventuali sezioni cronologiche del fondo e separarle solo se verificata la validità (diverse caratteristiche estrinseche, risultanze dai corredi reperiti) Operazioni preliminari 4. Ricomporre le serie “evidenti” 5. Verificare il grado di validità degli strumenti i corredo reperiti, individuando possibilmente quello/i più utile/i per conoscere l’ultimo assetto che hanno avuto le carte Ricerche storico-istituzionali sul produttore complesso delle norme che hanno regolato l’ente produttore la prassi amministrativa di organizzazione delle sue funzioni (organizzazione interna) rapporti giuridici sviluppati con altri enti o privati presenza dell’ente nel contesto sociale Scheda Elementi indispensabili 1. numerazione provvisoria di corda da segnare a matita anche sull’unità oppure tramite schede con fermaglio applicate al dorso delle stesse unità 2. posizione fisica all’interno del locale (per A di grandi dimensioni o in più locali) 3. tipo di unità archivistica (registro, fascicolo, filza, atto singolo...) 4. ente o archivio di provenienza (nel caso di A in cui sia confluita la documentazione di più soggetti) 5. ufficio/organo di provenienza (nel caso di enti la cui attività era più o meno articolata in strutture funzionali) Scheda Elementi indispensabili 6. serie (e/o partizione) di appartenenza, se individuata / individuabile 7. data cronica / estremi cronologici 8. segnature antiche (evidenziando le particolarità, come la posizione fisica rispetto al documento, ad es. in alto a sinistra, il colore dell’inchiostro usato e la forma stessa di tale segnatura, ad es. numero grosso scritto in blu o in lettere); numerazioni o indici di classificazioni (segnalarli tutti) 9. note sul contenuto (autore, destinatario, oggetto/titolo del fascicolo); tipologia della documentazione (per es. verbali, delibere, entrate e spese, mandati di pagamento, bilanci...) Scheda Altri elementi soprattutto per A di antico regime 10. tipo di supporto cartaceo/pergamenaceo 11. presenza di sigilli 12. stato di conservazione del pezzo