Indice La formazione permanente - Non si finisce mai d’imparare… pg 3 pg 4 pg 7 pg 9 - Life long learning: che cosa significa - Linee guida europee/CE e strumenti di attuazione - Gli esami non finiscono mai… - La formazione continua dei lavoratori - I soggetti accreditati alla formazione continua - Gli studenti lavoratori e le 150 ore - I congedi formativi - I voucher formativi - Lavoratori sì, ma sempre studenti - I corsi EdA (Educazione degli Adulti) - I centri territoriali permanenti (Ctp) e il Patto Formativo - Corsi serali per conseguire il diploma - Gli indirizzi a cui rivolgersi in Provincia di Cuneo La Provincia di Cuneo aiuta il lavoro 1 Non si finisce mai d’imparare Life long learning: che cosa significa? La società cambia continuamente, in Italia e in Europa, e con lei devono riadattarsi le nostre capacità personali. Si parla sempre più di Economia della conoscenza e ciò riguarda soprattutto il mercato del lavoro. La formazione non occuperà più l’individuo nella sua fase di crescita ma diventerà una compagna lungo tutto l’arco della vita. In parte questo processo è già iniziato. Attività di formazione e autoformazione, percorsi di riqualificazione professionale, corsi di lingua e di informatica e attività formative all’interno dell’azienda sono alcune delle possibilità. E tu, in quest’ultimo anno, hai partecipato a iniziative del genere? In queste pagine ti verranno spiegati un nuovo modo di pensare la formazione e gli strumenti concreti per metterla subito in pratica. 2 La Provincia di Cuneo aiuta il lavoro Accrescere il proprio sapere è importante sia per sè stessi sia in funzione del mercato del lavoro che ricerca profili sempre più specializzati. La formazione permanente è l’insieme dei processi di apprendimento grazie ai quali gli adulti, dopo la conclusione della prima fase di formazione a scuola, all’università o sul lavoro, sviluppano le attitudini, arricchiscono le competenze, migliorano le qualifiche tecniche e professionali o le riorientano in funzione dei propri bisogni e di quelli della società. La formazione permanente, intesa come life long learning (cioè formazione lungo tutto l’arco della vita) comprende sia il concetto di formazione generale che quello di formazione professionale continua, e può svolgersi in un’istituzione preposta oppure direttamente sul luogo di lavoro, durante il tempo libero o in occasione di un’attività sociale o culturale. La formazione permanente permette di: - Sviluppare l’autonomia e il senso di responsabilità degli individui. - Accrescere le conoscenze specializzate. - Acquisire qualifiche chiave che facilitano il progresso sociale e tecnologico, oltre a quello professionale e personale. La formazione permanente supera lo schema cronologico della formazione tradizionale, facendo invece riferimento a un percorso culturale e professionale. Le persone possono infatti avviare un percorso formativo professionalizzante che comincia con le competenze di base fornite dalla scuola, ma che continua dopo l’inserimento lavorativo sotto la forma di formazione sul lavoro (affiancamento ad altri, alternanza tra momenti di lavoro e momenti di formazione, corsi di aggiornamento veri e propri). Nel caso di professionalità fuori dal mercato del lavoro, la formazione continua diventa particolarmente importante per fornire nuove competenze e riqualificare i lavoratori. La Provincia di Cuneo aiuta il lavoro 3 Linee guida europee/CE e strumenti di attuazione Da tempo le strategie educative adottate dalle istituzioni riconoscono valore centrale al concetto di formazione durante l’intero arco della loro vita (nell’istruzione, nel lavoro, nella vita post-lavorativa). Un’accelerazione in questo senso è stata data dall’Unione europea che ha fissato (Consiglio europeo di Lisbona, marzo 2000) un obiettivo strategico molto ambizioso: entro il 2010 l’Europa dovrà diventare il sistema economico basato sulla conoscenza più competitivo del mondo. Allo scopo di monitorare costantemente il grado dei progressi ottenuti, il Consiglio dell’Unione europea ha indicato dei parametri, che per il 2010 dovranno essere soddisfatti pienamente. Nell’attuazione delle linee guida tracciate a livello europeo, anche l’Italia si sta muovendo verso la creazione di un sistema di formazione permanente e, in particolare, verso il rafforzamento del sistema di offerta formativa rivolta alla popolazione adulta. A questo obiettivo rispondono, per esempio, gli interventi a favore della formazione continua dei lavoratori, V la disciplina dei percorsi di Istruzione e Formazione tecnica superiore, le iniziative in materia di educazione permanente degli adulti, di tipo formale e non formale. Uno strumento molto efficace è rappresentato dalla formazione continua a domanda individuale. Per un approfondimento sullo sviluppo delle strategie di life long learning in Europa rimandiamo al seguente documento: http://ec.europa.eu/education/policies/2010/lll_report/lll_it_it.pdf La formazione continua si rivolge sia ai lavoratori disoccupati che agli occupati, e viene attuata attraverso strumenti legislativi e risorse diverse, per esempio la legge n. 236/1993 e la più recente legge n. 53/2000 sui congedi formativi. Inoltre, esistono le risorse messe a disposizione dal Fondo sociale europeo. Gli interventi, in questo caso si rivolgono con particolare attenzione alle categorie a rischio di espulsione dal mercato del lavoro o che faticano a inserirsi (giovani, donne, disoccupati di lunga durata, immigrati ecc...). I soggetti accreditati alla formazione continua Possono erogare formazione professionale tutti i soggetti pubblici e privati specificamente accreditati. L’accreditamento, è l’atto con cui una pubblica amministrazione, nello specifico la Regione, riconosce la possibilità di proporre e gestire interventi, finanziati con risorse pubbliche, dopo averne verificato il possesso di requisiti secondo standard predefiniti (decreto n. 166 del 25 maggio 2001). Le sedi operative devono: - Disporre di risorse gestionali, logistiche e umane. - Aver maturato livelli di efficacia ed efficienza in attività precedenti. - Mantenere interazioni con il sistema sociale e produttivo locale secondo standard predefiniti. Gli studenti lavoratori e le 150 ore Gli esami non finiscono mai… La formazione continua dei lavoratori Nel 2006, in base al Rapporto sulla Formazione continua curato dall’Isfol, un lavoratore su tre (32,7%) in Italia partecipava ad attività formative collegate al proprio lavoro, al fine di aggiornare, migliorare o acquisire nuove competenze. La distribuzione delle opportunità formative si presenta in modo molto differenziato fra le diverse tipologie di lavoratore: - 53,1% tra i dipendenti pubblici. - 26,7% tra i dipendenti di imprese private. - 27,6% tra i lavoratori autonomi. 4 La Provincia di Cuneo aiuta il lavoro Lo Statuto dei lavoratori (legge n. 300/1970) all’art.10 stabilisce che “I lavoratori studenti (…) hanno diritto a turni che agevolino la frequenza ai corsi e la preparazione agli esami e non sono obbligati a prestazioni di lavoro straordinario o durante i riposi settimanali. I lavoratori studenti, compresi quelli universitari, che devono sostenere prove d’esame hanno diritto a usufruire di permessi giornalieri retribuiti”. Il numero di permessi per sostenere esami o esoneri non è soggetto a limite. Il lavoratore può usufruire del permesso anche quando non vi sia coincidenza di orari (assenza per tutta la giornata). Nei casi in cui sia necessario al lavoratore recarsi in località distanti, il permesso può estendersi sino a coprire i tempi del viaggio. Per certificare la presenza all’esame, basta un qualunque attestato che indichi intestazione della sede universitaria o dell’istituto, giorno della prova, esito della prova, timbro o firma del professore o dell’amministrazione universitaria. Inoltre, i lavoratori possono utilizzare un monte di 150 ore, per frequentare corsi e lezioni. I contratti nazionali, diversi per ogni categoria, disciplinano le modalità per poter usufruire di tali ore. Le 150 ore sono suddivise in 50 ore annuali per tre anni e contrattualmente configurabili come “permessi straordinari retribuiti” da godere solo se orario di lavoro e orario di frequenza vanno a coincidere anche solo parzialmente. In via generale lo studente-lavoratore dovrà presentare alla direzione del luogo di lavoro una domanda e le successive certificazioni. Le condizioni sono: - La durata complessiva del corso seguito deve essere almeno doppia rispetto alle ore retribuite (per cui il lavoratore deve impegnare nel corso di studio una parte del proprio tempo libero). La Provincia di Cuneo aiuta il lavoro 5 - Una percentuale massima di assenze contemporanee dall’impresa (2% o 3%). - I corsi devono svolgersi presso strutture scolastiche pubbliche o legalmente riconosciute. I congedi formativi Gli articoli 5 e 6 della legge n. 53/2000 stabiliscono congedi formativi anche per la formazione continua che vanno al di là di quanto realizzato con l’esperienza delle 150 ore o con i permessi retribuiti per i lavoratori studenti. L’art. 5 prevede infatti, per i lavoratori che abbiano maturato almeno 5 anni di anzianità di servizio presso la stessa azienda o amministrazione, la possibilità di richiedere una sospensione del rapporto di lavoro grazie a un congedo per la formazione della durata non superiore a 11 mesi, continuativo o frazionato, nell’arco dell’intera vita lavorativa. L’art. 6, stabilisce inoltre che “i lavoratori occupati e disoccupati hanno inoltre diritto a proseguire percorsi formativi per tutto l’arco della vita per accrescere conoscenze e competenze professionali”. La formazione può corrispondere a un’autonoma scelta del lavoratore oppure essere predisposta dall’azienda, attraverso i piani formativi aziendali o territoriali concordati tra le parti sociali. Per congedo formativo si intende quello finalizzato al completamento della scuola dell’obbligo, al conseguimento del titolo di studio di secondo grado o della laurea, e alla partecipazione ad attività formative diverse da quelle poste in essere o finanziate dal datore di lavoro. Durante il periodo di congedo per la formazione il dipendente conserva il posto di lavoro ma non ha diritto alla retribuzione, tranne nel caso di percorsi formativi predisposti o finanziati dal datore di lavoro. Tale periodo non è computabile ai fini dell’anzianità di servizio e non è cumulabile con le ferie, la malattia e con altri congedi. I contratti collettivi individuano le modalità di fruizione del congedo stesso, le modalità di orario e di retribuzione come le percentuali massime di lavoratori che possono avvalersene, e il termine di preavviso (che comunque non può essere inferiore a 30 giorni). Lo Stato, le Regioni e gli Enti locali devono assicurare un’offerta formativa adeguata e articolata sul territorio. I voucher formativi Il voucher formativi ( o “buoni” formativi individuali) offrono la possibilità di richiedere il finanziamento di interventi formativi personalizzati, da parte di singoli individui (in applicazione della legge n. 236/93). Sono erogati dalle Regioni direttamente ai cittadini e possono essere richiesti come contributo per la frequenza, ad esempio, di un corso di formazione o di un master. L’erogazione dei voucher avviene in seguito all’elaborazione di una graduatoria, i cui criteri sono indicati sul bando di gara (ad esempio, ordine di arrivo, appartenenza a determinate categorie di soggetti svantaggiati, situazione lavorativa, tipologia di contratto di lavoro ecc...). 6 La Provincia di Cuneo aiuta il lavoro La caratteristica principale sta nel fatto che viene riconosciuto un diritto soggettivo del lavoratore a formarsi secondo quelli che sono i propri bisogni,che possono anche non coincidere con quelli del settore nel quale lavora. La modalità dell’offerta formativa in questo caso è quella della cosiddetta “offerta a catalogo”, che consente al lavoratore di scegliere un percorso formativo ad hoc definito “ritagliato” sulle proprie esigenze individuali. I settori formativi individuati nel catalogo devono prospettare una scelta ampia ed articolata al fine di consentire la partecipazione del maggior numero di lavoratori, di creare nuove professionalità evitando l’obsolescenza delle qualifiche e delle competenze. Il voucher va richiesto al Centro per l’impiego nel momento in cui si decide di iniziare uno stage o tirocinio, oppure di frequentare un corso di formazione professionale o ancora quando si inizia a lavorare. Sono rimborsabili spese per un importo massimo mensile di 516.46, oneri fiscali compresi. Per maggiori informazioni voucher alla persona per l’acquisizione di servizi attivi nella Provincia di Cuneo, è possibile collegarsi sul sito della Provincia, sezione Servizi alla persone, pagina Centri per l’impiego. Lavoratori sì, ma sempre studenti I corsi EdA (Educazione degli adulti) I corsi EdA (L’Educazione degli adulti) si rivolgono agli adulti che hanno la necessità di prendere la licenza elementare o media, conseguire un diploma superiore o una qualifica professionale, ma anche a tutti quelli che vogliono acquisire o riacquisire competenze e conoscenze in un’ottica di life long learning, cioè di apprendimento lungo il tutto il corso della vita. L’Educazione degli adulti (EdA) mira a favorire: - La possibilità di conseguire le conoscenze di base e le competenze necessarie per inserirsi positivamente nella società moderna in forte trasformazione o per favorire la riqualificazione professionale. - Progetti mirati al completamento del ciclo di studi di base per i minori che non hanno conseguito la licenza media nell’ambito dei percorsi tradizionali. - L’estensione di conoscenze e competenze da parte della popolazione adulta o comunque uscita, anche prematuramente, dai tradizionali percorsi formativi. L’EdA si presenta dunque come un articolato sistema di percorsi formativi che vede coinvolti l’istruzione, la formazione professionale e i canali dell’educazione non formale all’interno di un’offerta pianificata a livello regionale. La Provincia di Cuneo aiuta il lavoro 7 I centri territoriali permanenti (Ctp) e il Patto Formativo Corsi serali per conseguire il diploma L’attuazione del progetto EdA (Educazione degli adulti) è stato affidato all’azione di Centri Territoriali Permanenti (Ctp) istituiti con l’ordinanza ministeriale n. 455/1997. I Ctp hanno sede presso un’istituzione scolastica statale e svolgono i seguenti compiti: - Sviluppo dell’alfabetizzazione culturale e funzionale finalizzata anche a un eventuale accesso ai livelli superiori di istruzione e di formazione professionale; - Consolidamento e promozione culturale; - Apprendimento della lingua e dei linguaggi e tecnologie più diffuse; - Accoglienza, ascolto e orientamento; - Acquisizione e sviluppo di una prima formazione o riqualificazione professionale. Al termine delle attività è previsto il rilascio di titoli, certificazioni o attestazioni dei crediti formativi acquisiti. Possono accedere gli adulti di qualsiasi età e condizione (15° anno di età compiuto). Viene data precedenza a coloro che richiedono il conseguimento del titolo di studio (licenza elementare o media). Con ogni iscritto viene concordato un mirato e personale percorso di istruzione e formazione, mediante la stesura del “patto formativo”, sottoscritto dall’adulto e dai docenti e operatori del Centro, fra i quali viene individuato appositamente un tutor. I corsi di istruzione finalizzati al conseguimento di titolo di studio hanno una durata di almeno 200 giorni di calendario scolastico come previsto per i corsi ordinari. Fin dal 1964 è prevista la possibilità di istituire presso scuole di istruzione secondaria superiore, corsi serali per studenti lavoratori o temporaneamente disoccupati, all’interno del progetto EdA. Ai corsi serali per lavoratori sono ammessi coloro che già possiedono il diploma di licenza media. I corsi a livello di secondaria superiore offrono la possibilità di miglioramento di carriera agli occupati e di forme di addestramento e di specializzazione per i disoccupati, oltre al conseguimento di un titolo di studio di 2° grado. Di primaria importanza è l’uso di laboratori e di tecnologie multimediali. Questo tipo di corsi serali sono organizzati per essere conciliabili con gli impegni di lavoro degli studenti. Pur assicurando lo svolgimento dei programmi senza riduzioni che compromettano la validità degli studi, l’orario delle lezioni viene contenuto facendo ricorso a diversi accorgimenti. Per esempio per i lavoratori che frequentano corsi di istruzione tecnica affini alla loro attività lavorativa, è possibile limitare le esercitazioni pratiche; riduzione dell’ora di lezione a 50 minuti; si evitano le interrogazioni dei singoli studenti, per dedicare il tempo a verifiche dell’apprendimento che coinvolgano tutta la classe, tenendo conto del maggiore senso di responsabilità degli studenti o dei partecipanti. Al termine di questi corsi, che, se necessario, possono essere articolati in 6 anni, anziché 5 come quelli per alunni in età scolare, si svolgono gli esami di Stato secondo le norme vigenti, e il titolo conseguito, in tutto uguale a quello dei corsi normali, consente il proseguimento degli studi a livello superiore. Le altre attività formative, di alfabetizzazione o di istruzione possono avere organizzazione modulare con durata (normalmente definita in ore) rapportata ai contenuti programmati. I Ctp hanno, di norma, configurazione distrettuale e hanno il compito di coordinare le offerte di istruzione e formazione programmate sul territorio. Il Centro trova riferimento didattico e amministrativo presso una scuola (elementare o media). Il dirigente scolastico della scuola prescelta ha l’incarico di coordinatore del Centro. I centri, attraverso l’opera dei coordinatori, intrattengono direttamente rapporti con i soggetti pubblici e privati che si occupano di istruzione e formazione. L’organico di base per ogni Centro è costituito da 3 docenti di scuola elementare e da 5 docenti di scuola media (due di lettere, uno di scienze matematiche, uno di lingua straniera, uno di educazione tecnica) e può aumentare in presenza di flussi di utenza superiori a 90-110 unità. Inoltre può essere integrato con personale messo a disposizione del Centro in base a convenzioni stipulate con soggetti pubblici o privati che cooperano per la realizzazione del piano di attività del Centro. Al Collegio dei docenti della scuola presso cui funziona il Ctp compete decidere la programmazione, definire i modelli organizzativi fissando il calendario e l’offerta formativa secondo singoli percorsi negoziati, articolati per gruppi di livello, di interessi, attività di laboratorio ecc. 8 La Provincia di Cuneo aiuta il lavoro Gli indirizzi a cui rivolgersi Formazione continua: a chi rivolgersi La Provincia di Cuneo finanzia corsi di qualificazione e di aggiornamento professionale per inoccupati, disoccupati, lavoratori occupati, giovani che devono assolvere l’obbligo formativo. Sul sito della Provincia di Cuneo è disponibile un’area dedicata alla formazione professionale e alla formazione continua, con le tipologie e l’elenco dei corsi e i referenti a cui chiedere informazioni. L’indirizzo web da consultare è: http://www.provincia.cuneo.it/servizi_alla_persona/formazione_professionale/area_utenti/formazione.jsp In alternativa, per avere informazioni sui corsi, è possibile rivolgersi ai Centri per l’impiego della Provincia di Cuneo. Questi gli indirizzi: Centro per l’Impiego di Alba via Acqui 15, Alba tel. 0173 440290 fax 0173 366550 e-mail: [email protected] La Provincia di Cuneo aiuta il lavoro 9 Sportello di Bra via Vittorio Veneto 14b, Bra tel. 0172 412226 fax 0142 433215 e-mail: [email protected] Centro per l’Impiego di Cuneo corso Brunet 13, Cuneo tel. 0171 698249 fax 0171 453469 e-mail: [email protected] Centro per l’Impiego di Fossano-Savigliano via Matteotti 1, Fossano tel. 0172 695478 fax 0172 657280 [email protected] Sportello di Savigliano corso Roma 111, Savigliano tel. 0172 712349 fax 0142 375456 e-mail: [email protected] Centro per l’Impiego di Mondovì-Ceva corso Statuto 13, Mondovì tel. 0174 42305 fax 0174 567068 e-mail: [email protected] Sportello di Ceva via XX Settembre 11, Ceva tel. 0174 701161 fax 0174 708651 e-mail: [email protected] Centro per l’Impiego di Saluzzo Regione Ruata Re 10, Saluzzo tel. 0175 42732 fax 0175 476390 e-mail: [email protected] 10 La Provincia di Cuneo aiuta il lavoro Infine, è possibile chiedere informazioni direttamente alle Agenzie formative della Provincia: - Afp Dronero via S. Croce 6/A 12100 Cuneo tel. 0171 693760 fax 0171 696780 e-mail: [email protected] - Afp Dronero via don Orione 41 12039 Verzuolo tel. 0175 86471 fax 0175 88914 e-mail: [email protected] - Apro Alba-Barolo Str. Castelgherlone 2 12051 Alba tel. 0173 284922 fax 0173 281870 e-mail: [email protected] - Associazione Scuole Tecniche S. Carlo via Borgo San Dalmazzo 19 12012 Boves tel. 0171 390148 fax 0171 390171 e-mail: [email protected] - Csea via Circonvallazione 13 12045 Fossano tel. 0172 646097 fax 0172 640985 e-mail: [email protected] La Provincia di Cuneo aiuta il lavoro 11 Provincia di Cuneo via XX Settembre 48 12100 Cuneo tel. 0171 445855 Coordinamento editoriale Antonio Monaco Redazione Andrea Costanzo e Katia Bonchi Grafica e stampa PomilioBlumm Redazione e impaginazione PomilioBlumm © 2008 by Provincia di Cuneo Prima edizione: aprile 2008 Tutti i diritti riservati La presente pubblicazione è tutelata in ogni sua parte dalle vigenti leggi sul copyright e la proprietà intellettuale. 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