GIULIANI nel M NDO Anno 7 - Novembre-Dicembre 2012 - Numero 4 - Taxe Perçue - Tassa pagata - Trieste C.P.O. - Periodico di informazioni - Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in A. P. - 34100 Trieste (Italy) DL 353/2003 (conv. in L. 27/12/2004 n. 46) - art. 1 comma 2 CNSO TS Trieste/5 AP/2007 - art. 1 comma 1 DCB dd. 17.06.2007 - Distribuzione gratuita Attenzione! In caso di mancato recapito inviare all’Ufficio Postale di Trieste C.P.O., detentore del conto, per la restituzione al mittente previo pagamento resi. If undelivered, please return to C.P.O. / C.M.P. - Provincia di Trieste - Italy. LE RADICI GIULIANE: UN’OPPORTUNITÀ PER IL FUTURO Al Convegno di Buenos Aires oltre cento giovani affrontano un tema di grande attualità Autorità, signor assessore, cari amici giuliani, carissimi giovani, il Convegno che si apre oggi e che si intitola “Le radici giuliane: un’opportunità per il futuro” vuole essere l’occasione per approfondire in termini aggiornati le nuove sfide che alla Regione FVG e alla nostra Associazione pongono oggi i rapporti con le nuove generazioni dei discendenti. Esse rappresentano non solo il futuro delle nostre Comunità all’estero e delle nostre Associazioni, altrimenti destinate a scomparire, ma anche un avamposto indispensabile per il ruolo internazionale che la Regione Friuli Venezia Giulia intende svolgere. Le Associazioni dei corregionali all’estero e la Regione FVG da tempo dedicano particolare attenzione ai giovani. Estate Buon Natale a voi sulle spiagge Australia – Bondi Beach (Sydney). Autunno Trieste - 20 mila velisti su 1800 imbarcazioni, 300mila persone ad ammirare questo spettacolo unico in Europa – La Barcolana ed i suoi eventi (Barcolina, Barcolana di notte, Barcolana Classic, Villaggio Barcolana e Barcolana di carta) è la più affollata regata del Mediterraneo. Inverno Buon Natale a voi sulla neve Canada – Chicountimi sulle alture laurenziane (Montreal). Dario Locchi. Elio De Anna. Duilio Ferlat. Gli stage. Il corso Origini. L’Associazione, con il finanziamento della Regione, anche quest’anno ha realizzato lo stage formativo-culturale (il quindicesimo consecutivo) per i giovani di origine giuliana. Inoltre, l’Associazione Giuliani nel Mondo valuta molto positivamente il fatto che la Regione Friuli Venezia Giulia continui ad assicurare adeguato sostegno finanziario alla realizzazione del Corso “Origini”, organizzato annualmente dal M.I.B. - School of Management - di Trieste ed al quale ogni anno partecipano giovani di origine giuliana. Prima di iniziare il mio intervento permettetemi di portare il saluto della Regione Friuli Venezia Giulia, del suo Presidente Renzo Tondo nonché dell’Assessorato. L’incontro dedicato ai giovani corregionali in America Latina, dimostra la grande attenzione del nostro territorio per quanti hanno lasciato la nostra terra natia e ai quali siamo sempre vicini. Quando dibattiamo sui fenomeni della migrazione, dobbiamo ricordare che la globa- La Federazione dei Circoli Giuliani in Argentina che ho l’onore di presiedere Vi da il benvenuto al Convegno. Ringrazio per la sua presenza innanzitutto il Primo Consigliere dell’Ambasciata d’Italia, il dott. Marcello Apicella, e il dott. Giuseppe Giaccalone, Console d’Italia in Buenos Aires. Con un grande sforzo organizzativo della Federazione e dei Circoli, con il forte sostegno dell’AGM, oggi abbiamo potuto riunire qui il (Continua a pag. 2) (Continua a pag. 3) Comunicazione ed informazione Riteniamo, poi, che il capitolo dell’informazione e della comunicazione sia fondamentale per instaurare un rapporto con le giovani generazioni dei discendenti. Come Giuliani nel Mondo abbiamo puntato molto sul potenziamento della comunicazione, attraverso il sostegno finanziario alla realizzazione di siti web e all’acquisto di abbonamenti e di telecamere SKYPE da parte delle Federazioni, dei Circoli, dei Club e dei Sodalizi aderenti; l’uso degli strumenti della diretta web e della teleconferenza in occasione delle assemblee dell’Associazione e di alcune riunioni del Consiglio Direttivo; il potenziamento del sito dell’Associazione su Internet, con un costante aggiornamento; l’invio di una newsletter con notizie sulle attività e le iniziative dell’Associazione e delle Federazioni, dei Circoli, dei Club e dei Sodalizi aderenti. I Circoli Abbiamo spesso insistito con i Presidenti dei Circoli affinché dessero spazio ai giovani, ma ciò si è verificato di rado, anche se abbiamo avuto alcuni esempi positivi di Presidenti giovani recentemente eletti in Canada. Sicuramente in molti casi sono gli anziani a non dare spazio ai giovani, ma spesso accade anche che i giovani sono disinteressati alla vita dei nostri sodalizi. (Continua a pag. 2) Una significativa immagine degli oltre cento partecipanti. Fortemente ridotti i finanziamenti della Regione Carissimi giuliani nel mondo, l’Italia - e la nostra Regione di conseguenza - stanno vivendo un momento di gravissima crisi economica, il più difficile che io ricordi. Il Consiglio regionale entro dicembre approverà il bilancio di previsione ed il taglio previsto ai finanziamenti per le associazioni dei corregionali all’estero ammonta al 42%. Il 2013 sarà quindi un anno durissimo e speriamo che poi ci sia un inversione di tendenza. Ricordo che la nostra Associazione vive quasi interamente con il contributo della Regione perché sono venuti progressivamente a mancare i contributi degli enti e delle istituzioni locali che operano nelle province di Trieste e di Gorizia e che, come noi, stanno vivendo una situazione di estrema difficoltà. Ho già informato della situazione il Consiglio Direttivo dell’Associazione, convocato d’urgenza il 14 novembre. Nella prossima riunione che avrà luogo in gennaio per approvare il programma ed il bilancio di previsione dell’Associazione per il 2013 saremo chiamati ad operare scelte difficilissime. Ai Presidenti dei Circoli e delle Federazioni e a tutte le nostre comunità giuliane all’estero chiediamo fin d’ora di comprendere la delicatissima situazione che stiamo vivendo e di capire che il prossimo anno solo in parte potremo soddisfare le loro esigenze. Dario Locchi, Presidente dell’Associazione Giuliani nel Mondo PAG 1 Giuliani nel Mondo ( D A PAG . 1 - D A R I O LO CC H I ) Una presenza obbligatoriamente prevista per Statuto di una rappresentanza di giovani nei direttivi dei Circoli potrebbe essere un primo tentativo da compiere, anche se sicuramente non esaustivo del problema. Il problema vero è che i nostri circoli, come i fogolars, sono strutture per emigrati di prima, forse seconda generazione, ma non corrispondono più alle esigenze della terza generazione dell’emigrazione. Le serate coi cori, le canzoni triestine, la polenta e il baccalà sono importanti, perché anche il cibo e le canzoni fanno parte della nostra cultura, della nostra identità, come la lingua ed i dialetti, ma non bastano per attrarre e coinvolgere i giovani. Cultura e identità Abbiamo riscontrato un interesse nelle giovani generazioni dell’emigrazione, a riscoprire le proprie radici. Proprio perché il mondo è sempre più global, credo sia importante per loro sapere chi sono, da dove vengono, perché e da dove i loro genitori o i loro nonni sono partiti, sapere che vengono da una terra di gente onesta, laboriosa, e sono discendenti da una generazione che nelle difficoltà si è irrobustita. Qualcuno ha detto: tanto più forte quanto più povera. Le radici giuliane: un’opportunità per il futuro Però la nostra impressione, come dicevo poc’anzi, è che la sola valorizzazione della nostra cultura e della nostra identità non siano più sufficienti per coinvolgere voi giovani. Il tema centrale è che dobbiamo far capire loro che, come dico sempre, poter vantare una “doppia appartenenza” o identità plurima, e cioè essere cittadini argentini, cileni, uruguaiani, venezuelani o brasiliani e, allo stesso tempo, un po’ italiani e giuliani, può essere per voi una opportunità in più, rispetto ad altri ragazzi della stessa età, da sfruttare per la vostra vita futura. E allora dobbiamo lavorare su un altro versante: considerare cioè i nostri emigrati, ed in particolare voi giovani, come ambasciatori della nostra Regione nel Mondo. Infatti le Comunità giuliane, ma anche quelle friulane, ed in particolare le giovani generazioni che vivono ed operano all’estero, devono essere considerate un’importante e preziosa risorsa per le relazioni e le iniziative di carattere culturale, artistico, scientifico, universitario ed economico che la Regione Friuli Venezia Giulia intende sviluppare. I giuliani e i friulani che operano in Europa o negli altri continenti possono costituire infatti punti di riferimento preziosi, opportunità, potenziali risorse per Trieste e per Gorizia, per l’intera Regione, per le nostre relazioni economiche e culturali e come tali vanno adeguatamente valorizzati. La legge regionale 7 del 2002, all’articolo1, tra l’altro, recita: “La Regione, nella considerazione che i corregionali all’estero sono parte della più ampia comunità regionale, opera per promuovere il coinvolgimento delle comunità dei corregionali all’estero nelle attività di promozione economica e culturale della Regione all’estero”. Non possiamo non rilevare che questa parte della legge deve essere ancora concretamente attuata, se non addirittura riscritta, individuando più efficaci meccanismi di coordinamento fra la Regione, le categorie economiche, le Camere di commercio e le associazioni rappresentative dei corregionali all’estero, come dimostra la vicenda della mancata realizzazione dell’iniziativa di promozione economica della Regione FVG in Cina che doveva svolgersi a Shanghai. Cito al contrario due recenti esempi positivi: la legge regionale sulle cosidette “vetrine” e la convenzione che abbiamo stipulato con Turismo FVG, che è il braccio operativo della Regione in materia di turismo. PAG 2 IL CONVEGNO DI BUENOS AIRES La rete Da ultimo, ma non in ordine di importanza: mi pare debba essere assolutamente attuata dalla Regione l’idea - scaturita inizialmente dai giovani del convegno di Melbourne del 2007, e chiamata allora FVG NEXT e poi ripresa dall’assessore De Anna nel documento conclusivo del convegno di Toronto – della creazione di una rete di aggregazione, di informazione e di partecipazione, costruita attraverso i più moderni mezzi informatici: una comunità virtuale, un vero e proprio “social network” che colleghi la Regione con i corregionali all’estero, ma rivolta in particolare ai giovani, sia discendenti di emigrati originari del FVG al di là delle rispettive associazioni di appartenenza che residenti all’estero per mobilità professionale. La crisi economica Un ultimo aspetto voglio toccare. L’Italia, e la nostra Regione di conseguenza, stanno vivendo un momento di crisi economica difficilissimo. La Regione FVG a dicembre approverà il suo bilancio di previsione e si parla di tagli lineari del 25%, che su alcuni capitoli potranno arrivare al 40%. Io non so quanti soldi saranno stanziati per le associazioni dei corregionali all’estero e ricordo che la nostra Associazione vive quasi interamente con il contributo della Regione perché non riceviamo quasi più niente da Fondazioni e dagli Enti locali. Credo però che alcune delle cose che ho indicato nella mia relazione siano fattibili anche senza grande dispendio di risorse, in attesa di tempi migliori. Conclusioni In conclusione, noi riteniamo che la Regione debba coinvolgere sempre di più le Comunità dei corregionali all’estero ed in particolare i giovani in quella rete di relazioni indispensabile per il ruolo internazionale che la Regione intende svolgere. Solo così potremmo tentare di coinvolgere le giovani generazioni dei discendenti ed evitare la scomparsa delle nostre comunità all’estero. Durante il convegno sono stati proiettati dei documentari forniti da Turismo FVG, sulla base della convenzione stipulata con l’AGM. ( D A PAG . 1 - E L I O D E A N N A ) lizzazione, non presente ai tempi della emigrazione storica, fa vivere ora il migrante in maniera profondamente diversa, cambiando il rapporto che una volta si instaurava tra nonni e nipoti e ora si trasferisce su figli, nipoti e pronipoti. Adesso in Argentina vivono 800 mila persone con passaporto italiano, implementati, annualmente, da 30 mila nuovi nati. Pensiamo, inoltre, a come sono cambiati (o forse perduti?) i riferimenti e i valori di chi è stato migrante tanti anni orsono, rispetto ai nuovi e differenti valori di chi oggi si appresta a vivere il mondo quale appartenente alla seconda, terza e, forse, anche quarta generazione. In sostanza, i giovani. I nostri padri e i nostri nonni partivano per scelta, perché non avevano altra prospettiva. I giovani, invece, “migrano” in parte “per scelta”, in parte “per necessità”, una necessità di tipo diverso rispetto al passato. Sono persone che non lasciano l’Italia e il Friuli Venezia Giulia per andare in cerca solo di fortuna e di lavoro. La globalizzazione spinge alcuni ad esplorare il mondo, magari per un brevemedio periodo, perfezionare la propria conoscenza e far ritorno in Patria dopo aver assorbito nuove competenze. Altri partono per capirsi, per sperimentarsi e migliorarsi, perché sono curiosi. Il viaggio, la mobilità, diventano un nuovo valore da traghettare nella globalizzazione, un modo per ritrovarsi in questo mondo profondamente cambiato, per conoscersi meglio e per comprendere anche lati sconosciuti di se. Questa scoperta si può fare solo se si parte, se si decide di viaggiare con una valigia quasi vuota, priva di ricordi e affetti vecchi, che deve essere riempita da affetti e certezze nuove, che renderanno ogni “viandante” una persona migliore. Altri ancora sono migranti per amore: ci sono ragazzi in Europa, ragazzi di Paesi diversi, che si conoscono durante un Erasmus (il fenomeno più interessante degli ultimi 15-20 anni in Europa ed ancor oggi méta ambita) o una vacanza estiva; si frequentano, si innamorano e questo rapporto provoca, come conseguenza, il trasferimento di uno dei due partner. Sono tanti i giovani che partono inseguendo questo sentimento, per ricongiungersi alla persona amata e iniziare una nuova vita insieme, anche lontano da casa. In questo contesto si inserisce la lingua italiana; il suo insegnamento è importante, dobbiamo ringraziare chi si impegna in tal senso. Forse si dovrebbe concentrare meno l’attenzione su corsi in lingue minoritarie, poiché oggi - con le ristrettezze economiche - servono corsi di perfezionamento professionale e riconosciuti. Pensiamo ad esempio ad un giovane figlio di corregionali, residente in Argentina, che vuole venire in Italia: la sua laurea sarà riconosciuta? La politica d’indirizzo della Regione nei confronti dei corregionali all’estero non può quindi prescindere da questo nuovo contesto in cui viviamo ed operiamo giornalmente. Accanto alle realtà associative (Alef, Associazione Giuliani nel Mondo, Efasce, Ente Friuli nel Mondo, Eraple, Unione Emigranti Sloveni del Fvg) emerge, dall’emigrazione di prima e seconda generazione e dalle relative discendenze, un nuovo fenomeno legato proprio alla “brain mobilty”. Queste persone, giovani laureati o semplici operai, professionisti e tecnici, una volta giunti a destinazione, si trovano ad operare lontano da casa. Sentono il bisogno di stare uniti, insieme, ora più di prima, al pari di tanti che si sono riuniti in Fogolars (friulani), Segretariati (pordenonesi), Circoli (giuliani, sloveni) e di vivere l’appartenenza non come un proprio campanile, bensì una preziosità da utilizzare come “marchio DOC”, nella speranza di concludere affari, accordi di reciproco scambio. E qui si “aprono” alcune criticità. L’impressione è che l’Argentina e la Latino America percepiscono l’Europa come entità monetaria, concausa se non causa diretta - della criticità economica e non invece come progetto politico. Per iniziative di Cooperazione internazionale allo Sviluppo e alla Cooperazione Economica, la Regione mette in campo la Legge 19, anche in America Latina. Personalmente, sono venuto in Argentina (da Presidente della Provincia di Pordenone) non so quante volte: mi sono recato a Buenos Aires e dintorni (Avellaneda, Castelmonte, Florencio Varela, Francisco Solana, Quilmes, San Martin), Bernal, Colonia Caroja, Cordoba, Iguazu, Junin, La Plata, Mendoza, Newquen, Rosario, Salta, Santa Fe’. Da quella volta ad oggi i risultati non posso dire siano stati deludenti, ma poco incoraggianti si! Sostanzialmente per due motivi principali: gli imprenditori ed i Bond. I primi hanno alcuni requisiti fondamentali, ossia rispondono a 4 I: Inquieti ed Individuali, Innovatori ed Internazionali. Ma vogliono certezza e sicurezza sui mercati. Tuttavia il vulnus aperto dai Bond è ancora troppo fresco! Se non migliorano le condizioni ed i rapporti tra i due Stati la situazione non si sbloccherà! Gli imprenditori del Friuli Venezia Giulia forse preferiscono rivolgersi ad un mercato a loro più vicino, composto da oltre 200 milioni di persone e composto da Bielorussia, Russia, Turchia ed Ucraina, attraverso la Serbia. (Continua a pag. 3) I PARTECIPANTI - Complessivamente 104 i partecipanti di cui 14 Presidenti di Sodalizi argentini ed 1 dell’Uruguay. Il gruppo più numeroso è giunto dal Circolo di La Plata, ben 21 persone, quindi 13 dall’Associazione dei Goriziani e 11 da Mar del Plata. Dall’Uruguay hanno partecipato 8 persone. I Gruppi familiari più consistenti: Contento, Kebat, Pagnussat, Zerauschek, Tuzzi e Ferlat. Giuliani nel Mondo ( D A PAG . 2 - E L I O D E A N N A ) Se il business sceglie come meta dei propri investimenti il Sud America, allora gli imprenditori preferiscono andare in Brasile, forse in Uruguay. Ma serve che ciò sia anticipato da un accordo “alto” tra i due Governi. Su questi patti si innesta la Cooperazione decentrata, tra Regioni, Province, Comuni ed associazioni. I giovani percepiscono questi cambiamenti e a Toronto ci hanno chiesto di adeguare le nostre azioni alla globalizzazione. Da un bisogno di riunirsi e incontrarsi in una sede fisica si passa alla rete (che è il secondo valore da traghettare nella globalizzazione), un luogo di aggregazione virtuale e indipendente dagli spazi reali, punto di interconnessione, in grado di comunicare e informare tutti, di anche coloro che non vivono attivamente il momento associativo. Abbiamo poi sentito la riflessione della dottoressa Correzzola, che ha introdotto il tema della chat, il dialogo in tempo reale: a domanda si risponde come in un normale colloquio faccia a faccia. Ciò che non era possibile in passato e in tempo reale, oggi è diventato routine! La Regione, in questa “partita”, può diventare un “Server”, elemento di garanzia nei confronti delle associazioni e nel contempo puntuale riferimento innovativo. Un alambicco centripeto, che riceve le richieste dal mondo, ma anche centrifugo perché facendole viaggiare in rete consente ai giovani di esplorare concretamente ogni possibilità di successo legato alle loro idee e al loro talento. Infine, una opportunità per i Circoli, Fogolars, Segretariati e Corregionali, definiti spesso come Ambasciatori italiani all’estero. Qui è stato ricordato l’accordo creato con Turismo Fvg (da estendere a tutte le associazioni) sulle botteghe-vetrine dei prodotti della nostra Regione, implementabili dalla Cultura italiana e da video promozionali della Regione. Non sempre tutto ciò è presente in Argentina. Inoltre non si può prescindere dalle istituzioni italiane e dai loro rapporti con i rappresentanti del Governo italiano all’estero, ossia Ambasciate, Consolati, Ice e Cciaa e le istituzioni locali. Per capire l’importanza di questi rapporti basta verificare cosa avviene in Brasile, Canada, Stati Uniti e Sud Africa. I Corregionali possono favorire questi contatti, ma non possono sostituirsi a questi canali, alle Istituzioni. Con questo pensiero voglio salutare tutti voi, venuti qui a Buenos Aires e ringrazio l’Associazione Giuliani nel Mondo e l’Efasce per l’accoglienza riservataci. Lo faccio con un saluto che nemmeno il tempo riuscirà mai a scalfire: ciao, atè logo, hasta pronto, mandi, se vedemo ancora! Elio De Anna Assessore regionale alla Cultura con delega ai Corregionali all’estero Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia Griselda Medvescig per Mar del Plata. IL CONVEGNO DI BUENOS AIRES (DA PAG. 1 - DUILIO FERLAT) 50% dei 185 giovani che sin dall’anno 1986 ad oggi, hanno usufruito di un soggiorno in Regione Friuli Venezia Giulia, organizzato dall’Associazione Giuliani nel Mondo, con il contributo finanziario della Regione. Questi soggiorni sono stati possibili in quanto la Regione Friuli Venezia Giulia è stata pioniera ed all’assoluta avanguardia in materia di legislazione in favore dei corregionali all’estero. Chi Vi parla fa parte dell’Associazione dei Giuliani nel Mondo da quegli anni, e ricordo che da allora s’incominciava a parlare dell’emigrazione, e soprattutto delle nuove generazioni, come una vera e propria risorsa dell’Italia e della Regione sparsa per il mondo. Nel caso dell’Argentina molto di più, se pensiamo che oltre il 50% della popolazione è di origine italiana. Per quanto riguarda specificamente gli emigrati giuliani, sappiamo che la maggior parte si sono trasferiti in Australia. Nonostante ciò, in Argentina abbiamo una numerosa presenza, soprattutto di istriani, fiumani e dalmati. La Federazione dei Circoli Giuliani in Argentina è composta da una quindicina di Circoli sparsi sul territorio, di cui solo in Buenos Aires ci sono 5 sodalizi. Eppure, nonostante lo sforzo finanziario della Regione, dei quasi duecento giovani che hanno usufruito di un soggiorno, oggi sono pochi coloro che frequentano i nostri circoli nel paese. I motivi sono molteplici, ed anche noi dirigenti dovremmo fare un’analisi ed un mea culpa del perchè questi giovani si sono allontanati dopo quella valida esperienza. Questo è uno dei principali scopi di questo convegno, cioè come migliorare e rinforzare la partecipazione nei sodalizi delle nuove generazioni. Pertanto dovremmo analizzare gli errori del passato, ma non lamentarci, bensì guardare con ottimismo il futuro e proporre come continuare con nuove idee e proposte, non faraoniche, bensì semplici e praticabili. Dovremmo prendere anche atto delle nuove tecnologie e le reti sociali. Oggi praticamente tutti sono dentro le nuove reti sociali online, tali facebook, twitter, ecc, che consentono di essere collegati, almeno virtualmente, ma in tempo reale. Quindi attualmente abbiamo stupendi canali di comunicazione che non si possono trascurare. Per questo motivo abbiamo creato una pagina della Federazione su Facebook, e su Twitter, a cui invitiamo ad aderire e seguire. Oggi la Regione FVG se ne può vantare di avere tra i discendenti degli emigrati, di professionisti di successo, politici, docenti, imprenditori, studenti, infine gente di lavoro e cultura. Un esempio è dato da il MIB che ha capito che tra i discendenti degli emigrati c’era un enorme potenziale da esplorare, e che dopo un periodo di formazione manageriale, questi giovani potevano diventare dei veri e propri ambasciatori delle aziende del FVG nei loro paesi di residenza. Pertanto iniziative come Origini devono assolutamente continuare. Origini è sicuramente la miglior iniziativa e non so se sbaglio se dico che è l’unica, che sostiene in questo momento la Regione FVG in favore delle nuove generazioni di discendenti di emigrati, e che sono certo daranno delle ricadute e soddisfazioni nel tempo. La precedente amministrazione regionale aveva intrapresso un interessante percorso in materia di cooperazione internazionale allo sviluppo. Il Servizio Regionale competente iniziava rapporti con le province argentine, siglando accordi di cooperazione, che servivano di apripista per le missioni di imprenditori regionali nel paese. Quando questo percorso incominciava a dare i frutti tutto questo lavoro si è cancellato Siamo consapevoli delle difficolta’ che l’Italia sta affrontando, e la Regione FVG non è esclusa di questa realtà. Nonostante ciò siamo ottimisti. Abbiamo la speranza che si possa incominciare un percorso di rinnovamento integrale, di cui abbiamo davvero bisogno. Intervento di Natalia Tuzzi. Gravissime preoccupazioni per l’attività delle Associazioni nel 2013 Siamo responsabilmente consapevoli della gravissima situazione finanziaria cui la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia deve far fronte in conseguenza delle drastiche riduzioni ai trasferimenti finanziari decise a livello nazionale e quindi della estrema difficoltà di composizione della Legge finanziaria 2013 e del Bilancio per il prossimo triennio. A tale proposito riteniamo doveroso anche da parte nostra riaffermare che tutte le componenti della comunità della nostra Regione debbano concorrere fattivamente al superamento della crisi generale in atto anche nel Friuli Venezia Giulia con le priorità giustamente determinate in ordine alle destinazione delle risorse disponibili per il 2013, e fra queste componenti vanno annoverati anche gli Enti e le Associazioni rappresentative dei corregionali all’estero. Detto questo, riteniamo peraltro di dover sottolineare che l’ipotesi di una sensibile riduzione dello stanziamento del Fondo per i corregionali all’estero per l’anno 2013, ed in particolare dello stanziamento destinato alle attività degli Enti e delle Associazioni, non risulta compatibile con la minima continuità delle attività ordinarie e delle iniziative ricorrenti, con particolare riguardo all’indispensabile sostegno ai Circoli e ai Sodalizi all’estero, agli strumenti di comunicazione e soprattutto alle iniziative destinate alle nuove generazioni dei discendenti, alle quali in questi anni sono stati dati giustamente assoluta centralità e prioritario impegno. A tale riguardo va inoltre ricordato che negli anni passati il Fondo per i corregionali all’estero era già stato progressivamente ridotto. Va anche sottolineato che la Giunta regionale, con propria deliberazione n. 372 dell’8 marzo 2012, ha riconosciuto la funzione di interesse regionale alle Associazioni rappresentative dei corregionali all’estero, che pertanto a tutti gli effetti hanno assunto in questo settore il ruolo di “braccio operativo” dell’amministrazione regionale. Ci rendiamo, quindi, certamente conto delle innumerevoli e rilevanti problematicità che la Giunta ed il Consiglio regionali si trovano ad affrontare nell’approntare il Bilancio per il 2013 in relazione alle ridotte disponibilità, ma tenuto conto della peculiarità e della rilevanza - sempre riconosciute dalla Regione Friuli Venezia Giulia - dei destinatari di tale intervento, auspichiamo che lo stanziamento sul Fondo per corregionali all’estero per il 2013 raggiunga la soglia minima necessaria a garantire quantomeno la continuità delle attività ordinarie degli Enti e delle Associazioni rappresentative dei corregionali presenti in tante parti del mondo. Il prof. Claudio Sambri. Tra le varie entità presenti, ha preso parte attiva al Convegno anche MIB School of management, nella persona del suo amministratore delegato, prof. Claudio Sambri, il quale ha svolto un’ampia relazione sulla realtà del MIB, sui master dallo stesso realizzati nel corso degli ultimi venti e più anni, soffermandosi in particolare sul Corso Origini, giunto ormai alla dodicesima edizione. Questo Corso, sin dalla nascita, ha goduto dell’apprezzamento e del sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. Fu inizialmente sostenuto dall’assessorato alle attività produttive, nel quadro di un accordo di programma tra il Governo-ICE e la Regione FVG, ed in seguito dal servizio Corregionali all’estero, che a tutt’oggi continua a sostenere finanziariamente il Corso. Tra gli altri importanti sponsor non vanno dimenticate le fondazioni bancarie presenti nella nostra regione, la Banca di Cividale, la CCIAA di Trieste, e numerose altre aziende, sia di produzione che di servizi, che ospitano, ogni anno, uno o più stagisti presso la loro impresa, per la preparazione di un business plan, destinato poi, quando ne ricorrano le condizioni, ad essere implementato al ritorno alla sede di residenza dei partecipanti al corso. Scopo del corso infatti è quello di selezionare, in vari paesi del mondo (Sud America, Stati Uniti, Canada, Sud Africa, Australia) che sono stati, nel corso degli anni e dei secoli, oggetto di una intensa emigrazione di residenti nella nostra Regione, un certo numero (in genere una dozzina o poco più) di giovani talenti, possibilmente laureati, con una buona conoscenza della lingua inglese,e che abbiano in mente di accettare una nuova sfida, e di mettersi in gioco, sotto il profilo professionale, per, eventualmente, avviare una loro propria autonoma attività, una volta rientrati nel loro paese di residenza. Il corso si svolge in due fasi, una fase d’aula, dove vengono preparati ed aggiornati sulle più avanzate ed innovative metodologie di gestione imprenditoriale e manageriale, della durata di due mesi, e poi due mesi di stage presso un’azienda presente nella nostra Regione, dove sono tenuti a sviluppare un project work, che si conclude con un piano di sviluppo imprenditoriale, da, possibilmente, attivare, per conto dell’azienda regionale. Il corso è, per quanto riguarda i costi, interamente a carico di MIB School of management, il quale, grazie ai contributi di tanti enti, si fa carico del viaggio, del vitto, dell’alloggio, e delle piccole spese dei partecipanti. Dalle testimonianze udite nel corso del convegno di Buenos Aires, è emersa, sia da parte di coloro che a questo corso hanno partecipato, sia da parte delle varie autorità, legate ai circoli degli emigrati, sia giuliani, sia di altre aree della nostra ragione, un vivissimo apprezzamento per tale iniziativa. Anche l’assessore De Anna, referente istituzionale per i corregionali all’estero, ed il dott. Napoli, dirigente regionale addetto al settore, hanno, in più occasioni, manifestato vivo apprezzamento per l’iniziativa in questione, ed hanno garantito che alla stessa, da parte della Regione, nonostante le enormi difficoltà finanziarie in cui ci stiamo tutti dibattendo, il convinto appoggio all’iniziativa. PAG 3 Giuliani nel Mondo IL CONVEGNO DI BUENOS AIRES FORUM Lo sviluppo delle relazioni sociali ed economiche tra il FVG e l’Argentina Il dott. Giuseppe Napoli. L’ing. Edoardo Sasco. “Stamattina abbiamo partecipato all’interessante convegno dell’EFASCE, ed ora - assieme alla dott.ssa Lia Correzzola, rappresentante dei giovani industriali della provincia di Pordenone - siamo venuti molto volentieri ad incontrarvi. Il Servizio corregionali all’estero e lingue minoritarie della Direzione Centrale cultura,sport,relazioni internazionali e comunitarie della Regione Fvg, che dirigo, ha in questi anni rafforzato la collaborazione con le Associazioni dei corregionali all’estero. Con i Giuliani nel Mondo vi è grande sinergia e devo esprimere apprezzamento per le attività sinora proposte, in particolar modo per quelle rivolte ai giovani, soprattutto se realizzate direttamente all’estero o attraverso attività che si concretizzano in Regione, ma pur sempre dedicate alle nuove generazioni ospiti. Si tratta di un modo concreto per riprendere quel “filo affettivo tra chi è rimasto e chi è stato costretto oppure ha scelto di emigrare, basando il tutto non soltanto sui ricordi e sulla memoria, sempre comunque importanti,ma avvalendosi di metodologie e linguaggi attuali”. Insomma è difficile comunicare con ragazzi e giovani che spesso, oramai, non parlano l’italiano e non sanno neanche dove si trova il FVG, utilizzando un linguaggio “distante” dal loro modo di comunicare. Oggi qui in Argentina, come in Brasile, in Australia come in Canada, in Sud Africa come in Cina dialogano e comunicano spesso nella lingua internazionale più usata che è l’inglese e tramite internet superano distanze enormi e le barriere ed i confini che hanno caratterizzato le nostre generazioni. Questo non significa che dovremo rassegnarci alla globalizzazione, semmai che dovremo cercare di “stimolare ed incuriosire” i giovani sia in famiglia che nelle attività associative. I Giuliani nel Mondo, assieme alle altre associazioni, sono impegnati - con il coordinamento della Regione Fvg - a promuovere e sviluppare attività per i giovani, ma soprattutto con i giovani. A tal proposito, e concludo, ringrazio il prof Sambri che è qui in rappresentanza del MIB di Trieste per quanto è stato fatto sinora nella realizzazione del Corso residenziale “Origini”, giunto oramai alla 12 edizione e che è rivolto ai giovani provenienti dalle principali aree di emigrazione dei nostri corregionali e tra queste il Sud America. La situazione economica dell’Italia e della Regione FVG per il 2013, probabilmente, non consentirà di finanziare, nella stessa misura degli anni precedenti, sia le Associazioni dei corregionali che lo stesso MIB, ma non per questo si dovranno “tagliare” i progetti rivolti ai giovani, che anzi dovrebbero essere tra i pochi che - anche in questa fase di ristrettezze e congiuntura economica - si dovrebbe proseguire a proporre. Proprio perché se non si semina...non si può sperare di fare raccolto! Grazie davvero e buona prosecuzione dei vostri lavori!” L’ing. Edoardo Sasco, in qualità di Vice Presidente della Commissione “Politiche giovanili e della solidarietà, istruzione, associazionismo, identità linguistiche e culturali” nonché membro della Conferenza dei Capigruppo, ha portato il saluto del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, da sempre molto sensibile e vicino alla realtà dei corregionali all’estero. Ha ricordato, da triestino, il suo forte desiderio di incontrare la comunità dei Giuliani nel Mondo che allora, più di ogni altra realtà nazionale, ha sofferto il distacco dall’Italia e dalle proprie terre di origine. Ha sottolineato, rivolgendosi in particolare ai numerosi giovani presenti, l’importanza dei valori legati alla tutela e alla valorizzazione della propria storia e delle proprie origini, valori che a suo giudizio non possono essere scalfiti dagli attuali processi di globalizzazione e di crisi economica. Ha formulato quindi un forte invito a tutti, in particolare ai giovani, a proseguire con convinzione l’esperienza di 42 anni di attività dell’Associazione, patrimonio importante da tutelare per chi è partito e per chi è rimasto, che oggi richiede solo un aggiornamento degli strumenti operativi per rendere più attuale ed efficace la sua azione. Ha concluso assicurando che il Friuli Venezia Giulia, seppur attraversi come il resto del Paese un momento di particolare difficoltà economica, continuerà a sostenere con convinzione questa realtà, perché solo così si potrà dare continuità ad un legame storico, ma ancora attuale, tra i figli della stessa Patria che vivono dentro e fuori i suoi confini, uniti in un comune sforzo di solidarietà e di coesione sociale, senza le quali è più difficile, se non impossibile, vincere le sfide che ci stanno davanti. PAG 4 Una veduta della Sala. Nell’ambito del progetto “ NORD-EST -@”, che si inquadra negli stretti legami tra la nostra Regione e numerose province argentine che traggono origine dall’emigrazione di migliaia di corregionali, si è tenuto il 30 ottobre nella Sala Giunta del Comune di Monfalcone un Forum al fine di verificare le relazioni tra il FVG e l’Argentina, con particolare riguardo alla provincia di Salta. Capofila dell’iniziativa l’amministrazione comunale di Monfalcone in collaborazione con l’Amministrazione regionale, la Camera di Commercio Italiana in Argentina, il MIB (presente con il prof. Claudio Sambri), l’URES ed il Fogolar di Monfalcone. Sono intervenuti il Sindaco di Monfalcone Silvia Altran, l’Assessore regionale Elio De Anna, il sen. Luigi Pallaro, Gonzalo Sabate consigliere d’Ambasciata, Mauro Sabbadini della Municipalità di Salta, Carlo Ronaletto per i giovani imprenditori ed infine Lucio Gregoretti, ideatore del progetto. Per l’AGM hanno presenziato Franco Miniussi e Fabio Ziberna. Alla fine della seduta è stato firmato un protocollo di collaborazione. I relatori hanno esaminato da varie angolature le problematiche dell’interscambio, trasferimenti di know-how, strategie di cooperazione, iniziative di formazione, sostegno alle politiche di sviluppo in Argentina ed assistenza tecnica. Sono emersi anche interessanti e curiosi dati statistici. Nel 1710 in Argentina gli italiani erano appena 50, nel 1940 i commercianti assumevano personale soltanto se parlava genovese o friulano. Oggi la popolazione d’Argentina conta 40 milioni di cui la metà è di origine italiana. Da rilevare altresì che in cento anni e per la precisione dal 1876 al 1976 ben 2.969.000 sono stati gli italiani emigrati in Argentina. Il Sindaco Silvia Altran apre i lavori. SOSTEGNO PER IL GIORNALE da Montevideo Da un’indagine esperita tra i periodici editi da Associazioni, Enti, Fondazioni, Club, ecc. che gravitano nella sfera del mondo dell’emigrazione emerge un dato: tutte queste realtà praticano l’abbonamento per la propria pubblicazione. Inoltre non mancano versamenti volontari a sostegno della rivista. Il nostro trimestrale la cui tiratura supera le 2.200 unità viene spedito gratis. Facciamo vivo appello per un contributo a piacere: c/c postale n. 001005983612 presso il CONTO BANCOPOSTA IBAN POSTE ITALIANE: IT30 E076 0102 2000 0100 5983 612 Codice BIC/SWIFT - BPPIITRRXXX in alternativa: c/c bancario n. 100000006529 presso la Cassa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia - Trieste (Italy) IBAN: IT61 L063 4002 2101 0000 0006 529. Intestati entrambi a: ASSOCIAZIONE GIULIANI NEL MONDO Via Santa Caterina da Siena, 7 - 34122 Trieste (Italy) L’11 novembre scorso a Montevideo il Consolato d’Italia, il Comites, la Scuola italiana e l’ANCRI, hanno celebrato la Giornata del 4 novembre nel giardino dell’Ospedale italiano, “Umberto 1º”, davanti al Monumento ai Caduti di tutte le guerre. Hanno partecipato alla cerimona anche due esuli fiumani: Gianfranco Premuda e Furio Percovich, orgogliosi di posare davanti all’Obelisco del XX Settembre con la Bandiera Fiumana e l’Aquila Bicipite. Giuliani nel Mondo ATTIVITÀ ASSOCIATIVA: VEICOLATO “IL NUOVO DORIA” Dario Locchi consegna il volume alla Vicesindaco Fabiana Martini. Visite in Associazione Ci sono molti modi per conoscere la storia di una città: uno, molto suggestivo, è quello di scoprirne i segreti partendo dalla parlata locale. Trieste, dal passato storico intenso e cosmopolita, si rispecchia in modo straordinario in quello che è il suo dialetto. Parlato diffusamente anche oggi (a differenza di quanto avviene in altre città) svela, ad un esame attento, segreti, curiosità, modi di dire e di pensare. Perché occuparsi di dialetto in un’epoca così standardizzata e globalizzata? Proprio per non perdere la propria identità. Perché la “parlata di casa” è una delle ultime possibilità per ritrovare, con i suoni dell’infanzia e con le voci del passato, le radici di una comunità. Perché le parole non sono suscitate solo dalle emozioni, ma anche dalla necessità di rendere vivo un deposito linguistico ricco di valori. Così recita una nota redatta dall’Associazione Culturale Altamarea. L’AGM, in forza di una collaborazione con il quotidiano “Il Piccolo”, ha provveduto alla distribuzione presso i propri sodalizi nei cinque continenti de “Il Nuovo Doria”, la versione rinnovata del Grande dizionario del dialetto triestino storico, etimologico e fraseologico. Inoltre, sempre in accordo con la direzione del giornale, il Dizionario è stato inviato in omaggio alle Autorità regionali e cittadine, ad enti e strutture pubbliche. LA DINASTIA JURMAN Nora Avale e Lucio Jurman, Presidente del Circolo di Bahia Blanca in Argentina, in occasione di una loro presenza a Trieste ed in Istria, hanno fatto visita alla sede dell’AGM. Il cordiale colloquio ha spaziato su svariati argomenti sia di carattere associativo, progettuale ma soprattutto familiare. In questo contesto abbiamo avuto modo di far conoscenza, seppur fotografica, della composizione dinastica del “clan” Jurman. Da sinistra: Franco, Giuliana, Gianmarco, Gonzalo, Alessandro, Gianpaolo, Natalia, Lucia, Lucio, Lara, Daniele con Anna e Giuseppe. Al centro i capostipiti Nora Avale e Lucio Jurman. Nora Avala e Lucio Jurman ricevono il Dizionario del Dialetto Triestino. Albania da Brasilia Dario Locchi consegna il “Nuovo Doria” al Presidente Dario Zanini. Nel quadro di una già consolidata presenza di una struttura ospedaliera privata triestina a Tirana, con la quale la società di Alan Curtis sviluppa tutta la parte informatica, si prefigura, grazie al suo interessamento, un maggior collegamento con l’AGM sì da porre le eventuali basi per un consolidamento della presenza giuliana in terra schipetara. Ungheria I coniugi Clara e Dario Zanini per la foto ricordo in Associazione. Mobilità professionale triestina a Budapest e Tirana Sono una ventina i triestini protagonisti del fenomeno della “mobilità professionale”, inseriti nei più disparati settori dell’economia sempre più globalizzata, che vivono e prestano la loro opera in Ungheria ed in Albania e che fanno riferimento all’Associazione dei Giuliani nel Mondo di Trieste. Alan Curtis, giovane imprenditore titolare di una ditta attiva nel campo dei sistemi informatici con sede a Tirana, e Alessandro Stricca, dirigente nel settore bancarioassicurativo, residente da anni a Budapest, vicepresidente dell’Associazione Giuliani d’Ungheria, hanno fatto il punto, assieme a Dario Locchi e a Fabio Ziberna, sui programmi e progetti che queste due realtà dell’area balcanica e di quella danubiana intenderebbero proporre per il 2013. Alessandro Stricca, anche a nome del Presidente del nostro Sodalizio magiaro Giuliano Dalla Porta Xidias, ha informato che il 2013 in Ungheria sarà l’anno della Cultura Italiana. In questo contesto l’Istituto Italiano di Cultura intenderebbe coinvolgere, per le varie iniziative, anche noti scrittori triestini. Occasione quanto mai propizia per riprendere da parte dell’AGM di Trieste e quella magiara, l’iniziativa che si era ipotizzata quest’anno e precisamente “Trieste-Budapest: un glorioso passato, un promettente futuro”, un’iniziativa storico-culturale ed in parte economica, incentrata sul caffé e sui caffé storici, con la collaborazione di altre realtà istituzionali ed imprenditoriali. Da sinistra Alessandro Stricca, Alan Curtis e Fabio Ziberna a colloquio in Associazione. Roberto Max Storai Lucich riceve il Dizionario in sede AGM. dall’Australia Romeo Varagnolo illustra a Locchi, Rinaldi e Ziberna i suoi bozzetti dedicati ad alcuni caratteristici mestieri triestini ormai scomparsi. Durante l’incontro Romeo ha pure ricordato che in veste di alpinista, assieme ad altri due scalatori, salì sulla cima del ghiacciaio Tasman in Nuova Zelanda. La moglie Giordana, presente con lui a Trieste, ci ha ricordato di essersi imbarcata a 18 anni per l’Australia assieme ai suoi genitori e ad una sorella minore. PAG 5 Giuliani nel Mondo L’ASSEMBLEA DELL’UNAIE A COMANO TERME Conservare la memoria per costruire un futuro migliore Il presidente dell’UNAIE, l’on. Franco Narducci. Nove gli argomenti qualificanti contenuti nella relazione del Presidente Franco Narducci all’Assemblea plenaria dell’UNAIE svoltasi a Comano terme il 22 ottobre u.s.: l’associazionismo: una risorsa indistruttibile; la rete consolare ed i servizi negati; lo svuotamento degli organi di rappresentanza; la tassazione delle case in Italia; gli sgravi fiscali per l’efficienza energetica degli edifici e il recupero edilizio; la lingua e la cultura italiana: il banco di prova 2013; l’informazione italiana all’estero e le sue potenzialità; la cittadinanza, una questione mai dimenticata ed infine l’indigenza, le nuove povertà e la memoria storica. Presenti 19 su 30 Sodalizi aderenti. Alla parte amministrativo-contabile ed alle comunicazioni ha fatto seguito un approfondito dibattito sulla relazione del Presidente con spunti anche animati. Presente per l’AGM Fabio Ziberna, che ha dettagliato su quanto il Sodalizio ha realizzato da gennaio ad ottobre 2012, messo in luce i programmi per l’ultimo bimestre ed illustrato l’azione promozionale verso i gio- vani della seconda e terza generazione, e la sensibilizzazione del fenomeno della mobilità professionale che abbiamo incardinato nello Statuto dell’Associazione con la dicitura “Presenze Giuliane”. La cartella AGM conteneva inoltre il n.3/2012 del nostro trimestrale e la brochure “eravamo, siamo, saremo”. Sono state approvate pure due mozioni relative all’azione della Regione Veneto di cancellazione di alcuni circoli o sodalizi all’estero dal registro regionale e del provvedimento della Regione Lombardia di azzerare la Consulta ed avocare a sé tutte le competenze in materia di emigrazione. L’Assemblea ha pure approvato una serie di azioni ed iniziative da tenersi nel 2013: a Pescara un simposio sull’editoria; sensibilizzare le Poste Italiane per rivedere le tariffe postali delle spedizioni cumulative; realizzare da parte dei singoli Sodalizi l’indagine sulla mobilità professionale per poi dar corso al convegno auspicato nel corso della seduta UTRIM; approfondire il tema se dar corso effettivo o meno ad una rete interassociativa; dare una risposta precisa (si o no) sull’interesse per i tre progetti di Italian Accademy. Infine, Mario Guadalupi ha relazionato sull’iter per la partecipazione dell’UNAIE al BIE di Milano per l’edizione 2015. In occasione del ventesimo di fondazione dell’UTRIM (Unione dei Triveneti nel Mondo) si è tenuta, presso la sede della Fondazione Cassamarca, a Belluno, una seduta straordinaria incentrata su una serie di proposte da discutere in un convegno da tenersi – come convenuto all’Assemblea dell’UNAIE – nel 2013. Il tema – come ha illustrato il Presidente on. Dino De poli – riguarderà “Nuova Emigrazione”. In questo contesto l’Associazione Giuliani nel Mondo, che ritiene l’iniziativa di significativa valenza per il futuro delle associazioni, ha contribuito a gettare le basi per il suddetto convegno con una nota del Presidente Locchi. “Nel merito della problematica sulla nuova emigrazione originata dalla mobilità professionale – sottolinea Locchi – anche tra i giovani giuliani, negli ultimi anni, si sta as- È il compito dell’UNAIE e di tutte le associazioni tenere alto il legame con la madre patria e vivi nei cuori i valori che hanno fatto grande l’Italia. Nella parte introduttiva la relazione si addentra sulle problematiche della crisi economica, esamina gli interventi governativi, il fenomeno della disoccupazione giovanile, il trend della produzione industriale e la politica per gli italiani all’estero. Sul tema dell’associazionismo sociale Narducci ricorda che la proposta di legge non è mai stata calendarizzata. In merito alla rete consolare viene sottolineato che i continui tagli portano a ripercussioni negative sulla rete stessa. Sulla riforma degli organismi di rappresentanza – COMITES, CGIE – il testo è bloccato e ci saranno certamente ulteriori rinvii (le elezioni dovevano tenersi nel 2009) e se tutto andrà bene si voterà nel 2014. Sul problema dell’IMU – imposta sugli immobili di proprietà che è dovuta anche dagli italiani residenti all’estero – ai Comuni è demandata la potestà, previa delibera del Consiglio comunale, di decidere in ordine ai cittadini italiani emigrati. Si è in presenza di un’azione a vasto raggio per far sì che la casa degli emigrati sia considerata “abitazione principale” in modo da non precludere l’accesso alle agevolazioni. Altro argomento affrontato nella relazione è quello del recupero edilizio da parte dei lavoratori frontalieri. Per quanto concerne il tema della diffusione della lingua italiana all’estero si è in presenza di uno smantellamento degli Enti gestori sottoposti ad una drastica riduzione dei contributi. L’UNAIE sta attivandosi per una riforma dell’editoria italiana all’estero e nel contempo la richiesta di facilitazioni per gli invii multipli della stampa associativa. L’iter per la riforma della legge sulla cittadinanza è stato interrotto. Sull’assistenza sanitaria e di aiuto per gli italiani all’estero indigenti è stata destinata una quota a beneficio delle attività assistenziali. La relazione infine tratta sulla battaglia svolta dall’UNAIE in Parlamento (disegno di legge presentato da Narducci) per la sopravvivenza e l’esistenza futura del Museo dell’emigrazione italiana. Il D.L. è in corso di approvazione. IL CONVEGNO EZA - UNAIE “Economia della conoscenza: una ricetta contro la crisi?” Il tavolo della Presidenza. L’APPORTO DELL’ASSOCIAZIONE GIULIANI ALLA NUOVA EMIGRAZIONE Consiglieri e delegati all’Assemblea. In sintesi la relazione di Narducci sistendo ad un marcato sviluppo del fenomeno della mobilità professionale a livello internazionale. Noi riteniamo che questi giovani – che sono, in molti casi, delle vere e proprie eccellenze nei più svariati campi e settori di attività - rappresentino una preziosa risorsa, un avamposto, un’ “antenna” che dà lustro alle province di Trieste e di Gorizia, al Friuli Venezia Giulia e all’Italia. In occasione dell’assemblea dell’Associazione Giuliani nel Mondo è stata apportata una modifica al nostro Statuto con la definizione di questi nuovi soggetti all’estero. Si tratta di realtà sparse in tutto il mondo (noi abbiamo censito oltre 300 persone attive in 37 paesi) non ancora strutturate sotto forma di circoli e che abbiamo definito “presenze giuliane”. Più in generale, dunque, la mobilità professionale è una realtà che non può essere trascurata e che va messa in rete con le istituzioni delle nostre Regioni e del nostro Paese. Mi pare di poter dire che, focalizzando tale tema, i nostri sodalizi dimostrino così di non temere le nuove sfide e di saper cogliere la necessità di riposizionarsi verso il futuro, pur senza trascurare l’emigrazione storica che costituisce la nostra “mission” originaria. Questo il leit motiv del Convegno EZA – UNAIE – TRENTINI nel Mondo tenutosi dal 19 al 21 ottobre a Comano Terme, che ha registrato la partecipazione di oltre un centinaio di congressisti provenienti da Belgio, Francia, Germania, Gran Bretagna, Malta, Polonia, Portogallo, Romania, Svizzera, in veste di uditori, relatori, esperti e tecnici. Professori universitari, tecnici-informatici, direttori e portavoce di Governi e di strutture pubbliche hanno illustrato, dalle rispettive angolature, concetti di crisi e di crescita, le strategie 2020, il contributo dell’industria della creatività e dell’innovazione, la mobilità della conoscenza, il dialogo sociale ed il suo ruolo nel tempo di crisi. Tutte tematiche poi messe a confronto in una tavola rotonda. VERSO UN’INTENSA AZIONE PER FAR CRESCERE IL SENSO DI APPARTENENZA E DI IDENTITÀ PER UNA NUOVA COMUNITÀ GIULIANA Prendo spunto da un intervento a Comano Terme, in occasione della Conferenza UNAIE-EZA, di Alberto Tafner, Presidente dei Trentini nel Mondo, per riaffermare che anche l’AGM guarda con grande attenzione al futuro dei Giuliani (e per giuliani intendo triestini, goriziani, bisiachi, istriani, fiumani, dalmati, ecc.) all’estero perché rappresentano una risorsa, siano essi appartenenti ai Sodalizi storici con le seconde e terze generazioni quanto alle “presenze giuliane” che si identificano nella mobilità professionale. La spinta verso la ricerca all’estero di condizioni migliori è in aumento. Appare evidente che il flusso verso l’estero di questi ultimi anni non è paragonabile a quelli del passato. I motivi di fondo sono ben differenti, così come i mezzi e le tecnologie a disposizione per questi nuovi “emigrati” (per inciso si parla di 40.000 italiani negli ultimi tempi di cui il 50% in Germania). La domanda che sorge spontanea, ma già da noi più volte evocata come pure da parte degli Assessorati regionali: questi fenomeni migratori, questo flusso umano può costituire una ricchezza? Ovviamente la risposta è affermativa. Pertanto si devono trarre le dovute conseguenze e agire in modo adeguato. L’AGM ha intrapreso questa via e l’amministrazione regionale dovrà necessariamente sostenere tale azione, dotandosi di strumenti capaci. Si tratta quindi di dare un sostegno al progetto di un’indagine conoscitiva, per poi realizzare una rete che coinvolga anche i protagonisti della mobilità professionale. (observer). PERSONALE DELLO SCULTORE VILLI BOSSI NELLA CAPITALE BELGA Da sinistra Giorgio Perini, la curatrice Marianna Accerboni, Flavio Tossi, il tesoriere Guido Bognolo, Luisa Poclen dell’Ufficio FVG di Bruxelles e Villi Bossi. PAG 6 Si è tenuta dal 20 ottobre al 6 novembre, presso l’Ufficio di collegamento della Regione FVG, a Bruxelles, una rassegna dedicata allo scultore Villi Bossi, intitolata “Villi Bossi. Sculture e disegni”. Organizzata dall’Ufficio di collegamento della Regione nella capitale belga, dall’Associazione Giuliani nel Mondo di Trieste e da quella di Bruxelles, l’esposizione comprendente oltre una ventina di sculture realizzate dall’artista in diverse qualità di marmo e legno dal 2001 ad oggi, e altrettanti disegni colorati ad acquarello e china, che rappresentano studi preparatori alle opere tridimensionali. Una panoramica delle sale espositive con le sculture dell’artista maggesano. Giuliani nel Mondo I PERSONAGGI - Le due “V” in terra australiana Romeo Varagnolo, triestin patoco, Daniele Velcich, chersin, entrambi emigrati in Australia, hanno in comune, pur nella diversità di proporre le iniziative, due elementi: l’iniziale del cognome, la “V” e l’obiettivo: quello di mantenere salda e consolidare l’identità giuliana. Romeo attraverso la conservazione delle tradizioni popolari (grazie ai suoi scritti, le feste, ecc.), Daniele attraverso il “mattone”, cioè la casa simbolo della famiglia ma anche di tutti coloro che si riconoscono appartenenti ad una Comunità, nel caso specifico a quella dei chersini. Certi di far cosa gradita riportiamo qui di seguito alcune loro significative tappe e realizzazioni pubblicate dai media. El problema dei Ratti con un fià de morbin... In Australia all’inizio del 1900 a parte l’incredibile piaga di conigli che a migliaia distruggevano raccolti e campi coltivati esisteva anche “The rats plague” la piaga dei ratti giunti a Sydney a bordo delle navi mercantili inglesi da carico, erano i black rats, tozzi, occhi gialli, responsabili della peste nera di Londra. In pochi anni the black rats a Sydney raggiunsero un numero estremamente allarmante con i primi casi di pestilenza nella zona del porto. I rats scendevano di notte dalle corde di attracco delle navi cariche di viveri e botti di rum che durante il lungo tragitto riuscivano a penetrare rosicchiando il grosso tappo di sughero. Molti vennero trovati morti annegati caduti in mare ubriachi con ancora adosso l’odorte del rum. Per gli australiani fu una lotta dura, lunga, non senza mortali conseguenze vinta con l’aiuto del “chemical warfare” un gas che neutralizzava la virilità dei maschi non privo di tristi problemi privati per i tecnici australiani che l’amministravano. Seguirono anni di pace e progresso con qualche sporadico attacco di rats militanti votati alla morte che si gettavano a corpo morto tra i cavi di alta tensione delle centrali elettriche causando enormi corti cirquiti e blackouts. Ma nel 1954 qualcosa di diverso di nuovo sbarcò a Sydney ..... Il racconto che segue è scritto in anglotriestino. Una versione ritoccata della lingua inglese con una pennellata di dialetto triestino per rendere meno pesante e più attraente la versione anglosassone. Eccovi quindi... I Ratti patochi – in anglo-triestino Nel 1954 la famiglia Ratti, triestina patoca, papà, mama e tre young sons, tuti de pele ciara, light skin, con i bafi biondi and oci celesti xe sbarcadi a Sydney during the night, co’l scuro, in zerca de fortuna. They quickly made un mucio de friends de amici rats, del posto, ma ben presto xe nati i fights, le bartufe, per via dele mule rats che preferiva i ratti patochi triestini con i oci celesti e bafi biondi inveze dei scassadi rats australiani de origine inglese, fat, sgionfi, scuri, oci zali e tremendamente slow, fiapi insoma... per zerte robete. E po’ i rats locali no saveva balar e sing in coro like the ratti patochi che ciamava le girls “cocola”. Insoma ogni note casoto a non finir but the Ratti family se saveva difender, alenadi ben co’l Ka-ratti, e in poco tempo i ga sconquassado e spedido in hospital metà dei rats scuri, grigio topo, con tanto de black eyes, oci neri, inveze dei normali zali. Le mule rats iera assai happy del risultato fazendo salti, capriole sventolando i Pom Poms. In pochi mesi the Ratti family became the new “boss”, paroni del porto de Sydney. Imediatamente el Statuto dei Rats australiani, ”the Articles of Association”xe stado ben ratti-ficado e la storia dela famiglia Ratti, triestina patoca, inserted, drento el documento storico per i posteriori che sarìa i posteri. Come xe sorta la famiglia Ratti xe interesting: El trisavolo della famiglia Ratti was Ludvik Ratten gnoco vero de Viena, biondo, oci blu, arivado in treno merci per butar l’ocio a Trieste. One night co’l scuro in marina Ludvik se incontra con Luda Sorcich triestina, un tocon, con la borseta de pele de gato nero, bionda come lui, oci blu, abitante in via Sporcavilla. El tempo se sà cori veloce e durante el regime dei ratti neri del fassio el nome Ratten vien cambiado in Ratti and Sorcich in Sorci. Co’l passar dei ani e continuo giro de famiglie Ratti, the last heir, l’ultimo erede direto Cesco Ratti, decidi de partir per l’Australia in zerca de fortuna e sbrissa a bordo con la famiglia dela prima ship in partenza, el Castelverde. Iera el 15 marzo 1954. The years passed quickly and Sydney was beautiful. The local Rats and i Ratti patochi (continua a pagina 10) Daniele Velcich un esule chersino dai grandi ideali A Marsden Park, nella sede dell’Associazione Santa Maria di Cherso, viene festeggiato ogni anno il Ferragosto con una Santa Messa in onore della Madonna Assunta, patrona di Caisole nell’Isola di Cherso. La celebrazione, giunta alla 45esima edizione, segna un traguardo importante per questo sodalizio, che a Marsden Park ha realizzato il centro di ritrovo preferito dai giulianodalmati del NSW per la sua calda accoglienza. A festeggiare questa significativa ricorrenza insieme ai chersini, sono i rappresentanti delle Associazioni Giuliani di Sydney, Wollongong e Canberra, della Famiglia Giuliana, dell’Associazione Fiumani. I festeggiamenti ruotano attorno alla persona di Daniele Velcich, Presidente dell’Associazione Santa Maria di Cherso ed uno dei Daniele Velcich con la moglie Vittoria e le figlie Diana, Julie, Linda e Daniela. Il fratello e le sorelle di Daniele Velcich con i rispettivi partner; da destra: Daniel Velcich con la moglie Vittoria, Orfeo Marchetti con la moglie Laura, Piero Perovich con la moglie Anna, Nicholas Apap con la moglie Maria, Steven Mikosic e la moglie Lucia, Giovanni Velcich con la moglie Mary. fondatori dello stesso sodalizio, che dopo aver inizialmente organizzato le prime attività sociali a favore dei chersini-caisolani, nel 1972 ha acquistato un terreno a Marsden Park per la costruzione del club, che è stato fatto in vari stadi con il lavoro volontario dei soci e dei simpatizzanti. Daniele Velcich, personaggio molto noto nella comunità italiana di Sydney, è originario di Caisole, oggi denominata Beli, nell’Isola di Cherso, dove è nato il 10 dicembre del 1931 nella zona di Tramontana. Ancora giovanissimo ha dovuto superare dolorose difficoltà, quando la sua terra nel 1945 è stata occupata. La fuga di Daniele Velcich dall’Isola di Cherso è avvenuta il 14 aprile 1949, con il padre Giovanni, il cugino Giuseppe ed altri 10 chersini su una barca da pesca in una notte buia, piena di paure, ansie e speranze. Dopo numerose peregrinazioni in diverse località il 23 marzo del 1950, si imbarca sulla nave americana “General Steward” (Daniele aveva 19 anni) con destinazione Australia. Arriva il 17 aprile del 1950. In una bellissima giornata di sole la nave è giunta a Sydney e Daniele Velcich si innamora della città. Nel 1953 riabbraccia la sua famiglia, giunta in Australia con la motonave “Oceania”. Una volta riunita la famiglia, Daniele ha cercato di dimenticare le sofferenze subite e quanto era andato perduto lasciando l’Isola di Cherso, e si è dedicato al suo lavoro con l’intento di creare un avvenire migliore per la sua famiglia. Dopo vari lavori, essersi sposato con Vittoria ed aver avuto 4 figlie, Daniele si è sentito pronto per fare un salto di qualità nella sua vita lavorativa ed ha quindi deciso di fare l’impresario edile ed altri mestieri per ben 27 anni. Oltre agli impegni di lavoro e della famiglia, è sempre stato interessato alla vita sociale: già nel 1955 aveva iniziato ad organizzare, insieme agli amici nel Club di Blacktown, il primo veglione italiano, intitolato “Una notte a Venezia”. Nel 1966 è stato uno dei soci fondatori dell’Associazione Santa Maria di Cherso, della quale è stato il primo presidente. All’inizio degli Anni ’70 ha acquistato un terreno a Marsden Park per costruire il club, che è stato inaugurato il 23 giugno del 1985 dall’allora parroco di Caisole, mons. Giuseppe Bandera. Da quel giorno sono state innumerevoli le feste a Marsden Park nel club dell’Associazione Santa Maria di Cherso, che hanno meritato al sodalizio la stima della comunità italiana di Sydney, e soprattutto della comunità giuliano-dalmata, diventando il club che molti scelgono per ritrovarsi in fraterna amicizia. L’Associazione riceve spesso visite di autorità provenienti dall’Italia e da altre parti del mondo che non mancano di recarsi nella sede di Marsden Park per salutare i connazionali residenti a Sydney. Un evento che merita di essere ricordato è quello della riunione della famiglia Velcich. Il 4 aprile del 1999, 67 membri della famiglia Velcich, che vivono per lo più nel sobborgo di Blacktown, si sono riuniti per ricordare l’anniversario del 1949 della partenza da Faresina, nell’Isola di Cherso, di 13 persone che fuggirono quella notte a bordo di un’imbarcazione a motore, che era adibita al trasporto viveri tra Caisole e Cherso. Da allora sono 4 le generazioni che formano il loro albero genealogico e la riunione ha voluto ricordare questa parte così importante della storia della famiglia Velcich. In quell’occasione un particolare ricordo e pensiero è andato al patriarca Giovanni Velcich, da poco scomparso. PAG 7 Giuliani nel Mondo ELIGIO CLAPCICH IN CATTEDRA CON STUDENTI E DIRIGENTI D’AZIENDA Dirigenti d’azienda triestini durante la relazione di Eligio Clapcich. Una conversazione a 360 gradi di Eligio Clapcich, Presidente dal 2009 dei Giuliani nel Mondo del New Jersey, ai dirigenti Un intervento al Consolato Generale d’Italia a New York d’azienda di Trieste nella loro sede istituzionale: una serata, grazie anche all’interessamento del cap. Francesco Ferfoglia e di Grazia Gaio Botteri dell’A.D.A., tutta all’insegna del rapporto fra Trieste e gli Stati Uniti, dove l’oratore ha – al di là dei contenuti storici presenti nella relazione – risposto a decine e decine di domande, che hanno avuto, appunto, l’obiettivo di “scoprire” le carte sul delicato lavoro che Eligio svolgeva, quello della “decifrazione” o, come si usa dire oggi, della “decodificazione” dei messaggi. In un articolo del 2011 Clapcich è stato definito “Profugo da Fiume conoscitore dei segreti della NASA”. Residente negli USA dal 1955, esule da Fiume nel 1946, ingegnere matematico, Clapcich ricorda nella sua relazione che negli anni sessanta, quelli della guerra fredda, lavorava su “particolari programmi” per il Governo di Washington operando con il Pentagono, la Casa Bianca, il SAC in Nebraska e la NASA (Florida e Houston). Nella sua relazione a carattere storico fa una specifica sottolineatura, quella di esser stato un emigrato fortunato negli USA perché, sebbene non siano la madre naturale, considera gli Stati Uniti una seconda madre, al pari della terra natia “fiumano-italiana”. Da qui nasce il suo racconto – scritto nel 2000 – “le due madri” che pubblichiamo in questo numero. Pietro Spirito a New York Studenti italoamericani a lezione Il giornalista Pietro Spirito con la moglie Adriana Siviz accompagnati da Clapcich in visita a New York, all’uscita del “Les Ami” dopo una giornata tra musei, Little Italy e China Town. Nell’ambito dell’attività socio-culturale e storica nei confronti degli studenti americani e italiani frequentanti le classi superiori di New York, Eligio Clapcich viene chiamato dalle Istituzioni italoamericane a tenere delle conferenze sulle tematiche dell’emigrazione. LE DUE MADRI Parlava, il vecchio, con accento veneto. Beh, quasi veneto. Anzi era un miscuglio di triestino, fiumano, istriano. Ad ogni modo, uno dei tanti dialetti italiani. Parlava a suo nipote, in una metropoli tanto lontana da Roma, da Pola, da Zara. Il ragazzino guardava suo nonno con un’espressione di riverenza. Era giusto che fosse così, perché dentro a quell’espressione bonaria l’anziano nascondeva una triste vicenda. Una storia d’omicidi, di beni espropriati, di soprusi: quella dell’esodo vissuto da 350.000 italiani provenienti dall’Istria, dal Quarnaro e dalla Dalmazia. Per cinquantacinque anni quella tragica storia è stata considerata un evento non degno di essere ricordato nelle scuole italiane. Troppo sconveniente dicevano i governanti… Eh sì, era troppo pericoloso presentare questo fatto nelle scuole, dove gli studenti avrebbero potuto chiedere spiegazioni riguardanti il “modesto aiuto” fornito dalla Madre Patria ai loro figli esuli, la cui colpa era solo quella di essere italiani in una regione nella quale varie etnie slave si erano riservate il diritto di conquista. “Nonno, come sai, ho letto molti libri riguardanti la storia dell’alto Adriatico e, con il tuo aiuto e quello di papà, ho accumulato informazioni dettagliate di valore immenso. Continuerò ad approfondire i miei studi su questo soggetto con più interesse, perché è mio dovere portare a termine ciò che voi, una manciata di esuli/immigrati e simpatizzanti, avete intrapreso. Mi riferisco alla vostra battaglia combattuta per il riconoscimento di un’identità, dei diritti umani, e contro l’ingiustizia riguardante i vostri beni. “Se mi permetti, vorrei chiederti dei chiarimenti sull’atteggiamento dell’Italia durante i 50 anni e più di ostinato silenzio nei vostri riguardi. Cioè desidererei che esprimessi il tuo parere a proposito di governi che vi sono stati, diciamolo apertamente, ostili. Ci hai educato con tradizioni italiane, basate PAG 8 sul rispetto per la nostra terra natia e per quella da cui tu provieni. Hai abbracciato questo nuovo paese, da immigrato, come fosse il tuo paese natio. Hai sempre difeso la tua italianità anche quando, con le spalle al muro, cercavi di razionalizzare la tua infelice posizione d’identità… Ma quello che più mi ha colpito è la tua caparbietà con la quale accetti i torti ricevuti senza inveire. Hai sempre affermato che tu hai due mamme: l’Italia come madre naturale e questa terra, che ti ha accolto quando ne avevi bisogno, come madre adottiva. Ti chiedo, nonno, come puoi rispettare una madre, l’Italia, che ti ha abbandonato solamente perché non riteneva opportuno di chiamarti figlio? Ti chiedo, nonno, come puoi?” Ma guarda là, questo ragazzo è veramente cresciuto... Però attento, vecchio mio, non lasciarti influenzare dall’autocommiserazione. “Ah, il mio piccolo pretenzioso si è autonominato giudice e giuria. Ma sai che i tuoi giudizi sono intollerabili? Per cominciare, voglio assicurarti che è possibile nutrire un affetto patriottico per due paesi dai quali tanto hai avuto. Poi, devi capire che se l’Italia ha avuto una strana relazione con i suoi esuli, lo ha fatto per motivi puramente politici e con governi deboli (da qui i trattati di Osimo nel ’75 e di Roma nel ’83). Ricordati dell’epoca dell’esodo: l’Italia era appena uscita dalla guerra in condizioni pietose e non riusciva o non voleva capire il perché del nostro esodo, perciò si dimostrava un po’, diciamo, “indecisa” nei nostri riguardi. Però non generalizzare… Devi capire che quelli di Bologna (dove i ferroviari minacciarono di scioperare se gli esuli fossero scesi dal treno), o di Venezia (dove i profughi e la salma di Nazario Sauro furono accolti da manifestanti comunisti con fischi e derisioni) furono casi isolati. Ripeto: considera quando l’Italia l’ha fatto… anni duri erano quelli. Non essere troppo severo nei tuoi giudizi. Al massimo, si potrebbe affermare che l’Italia, nei nostri confronti, è rimasta “silenziosa”. Poi, a proposito di torti ricevuti senza inveire, ricordati di scrivere i torti ricevuti nella sabbia, mentre le benevolenze incidile nella pietra. “Il vero problema per noi esuli/emigrati è che la nostra identità ha varcato tanti confini, troppe volte. Sai, la differenza fra esule ed emigrato è sottile. All’estero, come emigrati, talvolta siamo oggetto di sarcasmi di sapore etnico. Quando ritorniamo in Italia, come ex emigrati, talvolta veniamo indicati come esuli croati oppure stranieri che parlano italiano”. Il ragazzo, prestando orecchio con avidità curiosa, ne prendeva atto. “Nonno, credo di aver capito quanto sia stato difficile per voi esuli soffrire l’esodo, e, nel tuo caso, l’espatrio. Tutto ciò non ti ha impedito d’amare due “madri” così differenti l’una dall’altra, assicurando di trasmettere questi amori a noi, tuoi discendenti. Siamo orgogliosi ed onorati della nostra origine e ti garantiamo che ci impegneremo affinché la tua, anzi, la nostra storia, sia divulgata sempre, in tutta la sua verità. “Ancora una cosa ti chiedo, nonno… una cosa molto, ma molto confidenziale. Forse non dovrei, ma è più forte di me. Devo sapere, nonno: delle due mamme, a quale vuoi più bene?” Un sorriso apparve sulle labbra del vecchio. Strinse il ragazzo a sé e, volgendo lo sguardo verso il cielo, ringraziò Dio per avergli concesso di trasportare in terre lontane quel codice genetico che Montanelli, nelle sue Stanze, definì l’esule giuliano dalmata “il più italiano di tutti gli italiani”. “Picio mio, capisco la tua curiosità, però mi chiedi di pesare l’essenza di ciò che è rinchiuso nel nostro cuore. Dare un valore di preferenza a questo sentimento che ci è tanto caro, non è facile. Però, consideran- I coniugi Savina ed Eligio in sede a Trieste. do che la parola è usata talvolta dall’uomo per esprimere i suoi pensieri più intimi, mi impongo un’eccezione e te lo suggerisco: la madre cui voglio più bene è… quella che si veste in tre colori”. “Ma nonno, ambedue le madri si vestono in tre colori… Di quali parli? Sei enigmatico... Su, nonno, dimmelo, sarà il nostro grande segreto”. “Bravo il mio piccolo, sei testardo come tuo nonno. Ma dopotutto, meriti una risposta: la mia madre preferita è… beh, te lo dirò quando sarai capace di dirmi quante stelle ci sono nell’universo!”. E fra quelle stelle, le più belle emanavano una scia di luce, come per festeggiare un evento particolarmente importante. Ed importante lo era. Il seme della verità storica di un popolo, del cui esodo molti facevano scherno, ora germogliava curato, da una generazione degna erede di una cultura unica. Eligio Clapcich, Anno 2000. Giuliani nel Mondo AMERICA DEL SUD - NOTICIASY NUEVAS ARGENTINA Nuovo direttivo del Circolo Giuliani di Mar del Plata Il Consiglio Direttivo per il biennio 2011/13 è così composto: Presidente Eduardo Valinotti; vicepresidente Valter Zerauschek; segretario Maria Florencia Medvescig; vicesegretario Griselda Medvescig; tesoriere Natalia Vellenich, vicetesoriere Laura Fonda; consiglieri: Italia Zatella, Laura Vellenich, Jorgelina Vellenich, Gianni Cnappi; consiglieri supplenti: Norma Abregu, Alejandra Lezana; revisore dei conti titolare Aldo Velenich; revisore dei conti supplente Ana Szust. XXV del Circolo Giuliano di Buenos Aires La celebrazione del 25° di costituzione, la cui notizia è apparsa nel numero precedente, ha registrato quasi 300 partecipanti fra soci, familiari e simpatizzanti. Pubblichiamo alcune immagini. CD di canzoni giuliane a cura del baritono ClaudioAcevedo Una recente esibizione di Claudio Acevedo. Il baritono Claudio Acevedo, figlio dei coniugi Sergio Francetich e Ines Scurzi, che si è esibito di recente a Roma in due concerti presso il prestigioso “Café de Paris” in via Veneto, ed a Venezia in Piazza San Marco, ha realizzato un CD di canzoni giuliane. Per informazioni sul CD: Il Baritono Eventos Liricos (0221) 15 508 3051 en Facebook/sitios publicos: IL BARITONO EVENTOS Compania Lirica IL BARITONO EVENTOS LIRICOS en TWITTER: @IL BARITONO WWW.ILBARITONOEVENTOS.COM.AR –flash version site– www.ibliricapop.com.ar CLAUDIO ACEVEDO Director Artistico URUGUAY Almuerzo de primavera 2012 Le vostre storie: il pastificio “Adria” a Montevideo Si scrive incontro conviviale di primavera ma si legge ottobre. Infatti il 7 di ottobre si è tenuta presso la sede interassociativa Las Tres Venecias di Mar del Plata la celebrazione del quarto anniversario di attività del Coro Giuliani nel Mondo di Mar del Plata, con relativa conviviale. Si tratta di un gruppo che sta ottenendo notevoli successi tanto che viene richiesto di esibirsi da parte di numerose realtà associative. Una parte del salone delle Feste. Cocina regional Le facciate principali dello stabilimento. L’immancabile coro degli Alpini. Lo chef Javier Diaz intento ad arrotolare l’impasto dello strudel. Il Circolo Giuliano di Mar del Plata ha organizzato nel mese di ottobre un seminario sulla cucina triestino-mitteleuropea. Storia, dimostrazioni, degustazione e massaie di tutte l’età messe alla prova. Questo il mix della manifestazione sotto l’attento e vigile coordinamento dello chef Javier Diaz. Ricette, strudel di mele, jota, bobici, frittelle alle sette erbe, un’iniziativa che ha riscosso vivo interesse visto anche il gran numero delle iscritte, (una trentina) che hanno ricevuto l’attestato di partecipazione. La tradizionale torta. CILE COLLABORAZIONE CON TRIESTE - Tecnologia e Astronomia Si è tenuta il 6 novembre presso l’Ufficio di collegamento della Regione Autonoma FVG di Bruxelles una conferenza sul tema “Tecnologia e Astronomia, l’Osservatorio Astronomico di Trieste e la collaborazione con l’Osservatorio Australe Europeo in Cile”, organizzata dall’Associazione Giuliani nel Mondo del Belgio. La relazione di base è stata tenuta dall’astronomo Paolo Santin. Va rilevato che l’Osservatorio Astronomico di Trieste (OATs) ha una lunga tradizione nella progettazione e nello sviluppo di strumentazione astronomica con alto contenuto tecnologico. Dal 1985 un gruppo dell’OATs lavora in stretta collaborazione con l’ESO (European Southern Observatory), uno dei maggiori centri di ricerca astronomica e astrofisica nel mondo ed il centro europeo per eccellenza. Nel corso della presentazione è stata descritta l’at- tività di ricerca tecnologica per l’Astronomia svolta a Trieste, con speciale attenzione alla strumentazione per il VLT (Very Large Telescope) operante all’Osservatorio Europeo del Cerro Paranal in Cile. Proprio dal Cile il nostro presidente Claudio Chierego ci scrive che l’osservatorio è situato nei pressi della città di Antofagasta e nella stessa zona si sta montando un nuovo telescopio di proporzioni e potenzialità maggiori. Un’immagine durante la conversazione. Nel ‘’porto franco” di Fiume (città della Venezia Giulia che tra le due guerre mondiali era situata sul confine fra l’Italia e la Jugoslavia) l’imprenditore Luigi Ossoinack era titolare de “La Marittima”, agenzia di forniture navali e di un pastificio, aziende che dopo il 1945 e la cessione della regione alla Jugoslavia, furono “nazionalizzate” dal regime comunista del Maresciallo Tito. Imprenditore in grado di avviare tante iniziative – come un omonimo antenato che, quando Fiume apparteneva all’Impero Austro-Ungarico aveva fondato l’importante Compagnia di Navigazione “Adria” – decise di emigrare in Uruguay e rifondare a Montevideo il pastificio fiumano. Portò con sé la sua fidata squadra di collaboratori, anche loro esuli, come il direttore Giovanni Maganja ed i tecnici Giovanni Berton, Carlo Biasi, Giulio Franco, Antonio Kriznar, Felice Penco e Galileo Percovich. Nell’ottobre 1949 s’imbarcarono a Genova e, con macchinari importati dall’Italia ed accessori fabbricati localmente, istallarono il Pastificio “ADRIA” (adottando i colori e la marca dell’avviata Compagnia di Navigazione Austro-Ungherese-Fiumana), facendosi poi seguire dalle rispettive famiglie. Lo Stabilimento, localizzato nell’Avenida “8 de Octubre” vicino l’Avenida “Giuseppe Garibaldi”, iniziò la produzione nel marzo 1950 e ben presto acquistò una posizione di rilievo nell’industria alimentare locale, abituando la popolazione uruguayana a consumare anche la pasta essicata cucinata “al dente”, oltre alla tradizionale “pasta fresca” delle piccole fabbrichette locali di quartiere. Una delle tradizionali confezioni contenente un particolare formato di pasta. L’Ossoinack diede lavoro anche ad altri Italiani emigrati in Uruguay; poi nel 1955, avendo saputo che nella Provincia di Misiones (Argentina) si trovava il già commerciante di legnami a Fiume Silvio Premuda che tentava fortuna nello stesso ramo, lo invitò a venire a lavorare nel pastificio con la sua famiglia. Fu così che anche lui ed i suoi figli Gianfranco e Paolo fecero parte dei quadri dello stabilimento. Il Pastificio nel 1950 occupava i due edifici centrali della fotografía: successivamente si sviluppò occupando anche i due edifici laterali, oltre al deposito e centro di distribuzione per tutto l’Uruguay situato nella via “Eduardo Víctor Haedo” (ex Dante). Oggi l’Azienda è diretta da Antonio Maganja e vi lavorano alcuni discendenti dei Fondatori. Furio Percovich Riunite cinque “famiglie bisiache” Irena Cristin posa davanti al tabellone che illustra anche la presenza e l’ubicazione dei nostri emigrati corregionali. Una significativa immagine dei nuclei familiari Perco, Lorenzut, Cechet, Pecorari e Paglierini in occasione della visita fatta da Irena Cristin con il papà Franco in Uruguay. Sono gruppi originari tutti da Fogliano Redipuglia e stabilitisi a Canelones, Montevideo e Colonia del Sacramento. Papà e figlia si sono incontrati con i parenti per la prima volta dopo ben 75 anni. PAG 9 Giuliani nel Mondo AUSTRALIA (segue da pag. 7) made peace and became close friends. Durante le feste i Ratti triestini cantava in coro le vece canzoni triestine ‘ssai difficult de capir per i Rats australiani, come presempio la canzon patoca: “La vecia de l’apalto” tradota “the old lady of the apalto, che gaveva un beautiful cockerel, un galeto... Parole senza senso in English. Parole che no ga nissun significato. Come anche the song: “no go le ciave del porton,“I don’t have the house keys... Marieta trow me the mattress so I can sleep in the street. Nonsense! ... Butighe zo le ciave no? Why making all that fuss for nothing? Ma la musica iera bela e tuti cantava contenti in coro senza capir un tubo. With the event of the computer came, i Ratti patochi scopri on the Internet che around the world xe pien de Ratti giuliani. Canada, USA, Argentina.... E sorgi l’idea: Perché no formemo una Association de Ratti nel Mondo con sede centrale a Trieste? Bona idea! Avanti a tuta. And the Associazione Ratti nel Mondo was born nel 1970. In Sydney many years later el numero dei Ratti patochi increased out of proportion. The Health Department–Research Unit dela Sanità insieme with the Police Department discovered che‘l numero dei Ratti biondi iera el dopio dei Rats australiani e bisognava fermarli imediatamente from breeding like mad. A meeting was held nel Municipio de Sydney. La sala dele conferenze was completely full, piena de gente e ratti. The State goverment del New South Wales suggested to return to the mass sterilization del 1930 ma stavolta de usar el metodo giaponese “rattimoto” a colpo neto, Zack. (Con lin-dormio gratis e do’ sluk de saki.) But the Ratti patochi furbi gasubito protestado: “We are the good Ratti, quei boni, sani, triestini della Regione Friuli-Venezia Giulia... No semo come i Rats australiani de origine inglese, sgionfi neri che no se lava mai e porta la peste in giro pe’l mondo. Per risolver el problema dei tropi ratti a Sydney proponemo to change our name, de cambiar el nostro nome, da Ratti a Sorcich, the original name de’la nostra trisavola Luda Sorcich. In questo modo i Ratti de Sydney no esisti più. End of the story! Tuto sistemado. The proposal was imediately accepted. El nome Ratti was cancelled forever from all the books, cancellado dai libri del Munisipio, and only a small number of rats australian xe rimasto per darghe avanti la cacia. Ogi a Sydney no xe più Ratti in giro solo Sorcich. La Trieste di Egone Canevari Due significative immagini della Trieste, una scattata da Egone nel giugno 2012 ed una a ricordo del suo borgo natio già per antonomasia Piazzetta RAS di Via Mazzini ma nel lontano 1780 piazza Gadola. A destra della piazza sostavano allora “le friulane” papuzere ed il “conzapignate”. La piazza successivamente si chiamò dal 1824 S. Nicolò, quindi nel 1914 Piazza Nuova, nel 1918 XXX Ottobre e nel 1919 nuovamente Piazza Nuova ed ora (1954) Piazza della Repubblica. Rientrato a Sydney, Egone Canevari, decano dei giornalisti in Australia, ha inviato in redazione una serie di fotografie “della mia amatissima città, che mi ha visto nascere nel lontano 1916, quando era ancora, per poco, sotto l’Austria”. La sua nota chiude con.... ”il resto va bene, la vita continua, gli anni passano ma io sono sempre tanto occupato e felice di fare qualcosa che penso e spero sia utile”. Ogni agosto a Wollongong-Sydney rivive il folclore di Trieste. Per l’occasione vengono predisposti dei pannelli rappresentanti San Giusto, il Faro della Vittoria, l’Arco di Riccardo, ecc.. Inoltre non mancano le tipiche bancarelle triestine delle venderigole, pancogole servolane, mussolere con i costumi tradizionali. Musica, ballo, storielle comiche dialettali triestine ed infine si chiude con una ricca lotteria. 10 I coniugi Douglas ed i Ruchin sotto San Giusto triestino-australiano. a Serena Breese segretaria del Circolo Fiumani di Sydney. Alla fine Romeo, dopo una breve illustrazione della commedia, ha ricordato il gentile messaggio ricevuto dal direttore de “Il Piccolo” di Trieste, Paolo Possamai, che sottolineava l’importanza del mantenimento dei rapporti con la terra di origine e la città di Trieste, messaggio accolto da un lungo caloroso applauso. CELEBRATO IL 40° La celebrazione dei 40 anni di attività dell’Associazione Fiumani di Sydney è stata un grande successo. Numerosi i fiumani presenti all’incontro ai quali ha dato il benvenuto la segretaria Serena Breese, che ha ringraziato tutti i convenuti in modo particolare gli ospiti d’onore. Tra i partecipanti il console generale d’Italia, Sergio Martes, che nel suo intervento ha ricordato di aver studiato a Duino e di conoscere bene la zona di provenienza di molti fiumani residenti a Sydney. Presente anche la Presidente della Federazione dei Circoli Giuliano-Dalmati d’Australia, Adriana Douglas, che si è congratulata con gli organizzatori della manifestazione ed ha consegnato una targa per ricordare la speciale celebrazione. Tra i numerosi presidenti di club ed associazioni presenti all’incontro merita di essere ricordato Sergio Csar, presidente del Circolo Fiumano di Melbourne. Per l’occasione sono giunti messaggi speciali dal Presidente dei Giuliani nel Mondo Dario Locchi, dal dott. Guido Brazzoduro del Libero Comune di Fiume in esilio, da Mario Donda Presidente dei Giuliani nel Mondo di Canberra e da Nani Ladich dei Fiumani di Geelong. Quello però che ha fatto maggior piacere agli organizzatori è stata la massiccia partecipazione dei giuliani di Wollongong e di Sydney, dei fiumani di Melbourne e di Perth e dei fiumani e dei loro amici di Sydney che La Segretaria Serena Breese dà il benvenuto ai convenuti. hanno collaborato al successo dell’indimenticabile giornata. Nel corso dell’incontro sono stati festeggiati l’80esimo compleanno di Bruna Tamburini e di Ermanno Fabian, le nozze d’oro di Rose e Guido Gioria e le nozze di diamante di Audrey e Nini venuti da Lake Munmorah. Ottimo il pranzo servito durante l’incontro, a cui ha fatto seguito il ballo con la musica di Vladimir Kofman. Molto gradita a tutti i partecipanti la presentazione del Power Point sulle principali attività dell’Associazione Fiumani di Sydney. Al termine è stato consegnato a tutti un opuscolo sulla storia del Sodalizio, realizzato con il contributo dell’Associazione Giuliani nel Mondo di Trieste. Famiglia Giuliana di Sydney IL X ANNIVERSARIO A CANBERRA Lontani fisicamente ma vivo il legame con la terra d’origine PAG Domenica 4 novembre ben 175 persone hanno festeggiato a Wollongong l’annuale ricorrenza di San Giusto. Un successone a dir poco grazie al lavoro di Adriana, di Warren e del resto del Comitato. Ben 50 i giuliani di Sydney con un pullman mentre in un pulmino guidato da Daniele Velcich sono giunti i gioviali canori chersini. Non è mancato il gruppo dei fiumani con Serena Breese, la simpatica segretaria del Circolo fiumano di Sydney. Dopo l’ottimo pranzo, Romeo Varagnolo, assieme a Pino Di Martino, hanno annunciato con grande interesse dei presenti che la commedia dialettale triestina “el Problema dei Nomi” verrà trasmessa a Natale in tutta l’Australia dalla SBS Radio di Sydney. Per celebrare la lieta notizia una copia della commedia è stata offerta, assieme a Pino Di Martino, al presidente della Federazione Australiana, Adriana Douglas, al vice console Luca Ferrari, a Daniele Velcich presidente dell‘Associazione S.Maria di Cherso e RINNOVO CARICHE Rientrato in Australia Canevari ha consegnato ufficialmente lo stendardo dell’AGM al nostro Sodalizio di Sydney in occasione della “Festa del papà”. Foto ricordo assieme ad Ermanno Fabian. “Siamo un’ottantina di soci, uno dei più attivi Club di Canberra”: con queste parole Mario Donda, Presidente dell’Associazione Giuliani della capitale australiana, ha aperto le celebrazioni del decimo di costituzione, un significativo traguardo nella vita del giovane Sodalizio. Numerose le iniziative per questa cerimonia quali una mostra fotografica con significativi momenti dell’attività associativa a partire dal 2002 e la pubblicazione di un opuscolo bilingue che ripercorre le tappe salienti dei triestini, istriani, fiumani e dalmati nell’Australian Capital Territory e nell’area adiacente del New South Wales. Lettere di congratulazioni sono giunte dall’assessore Elio De Anna, dalla Presidente della Provincia Maria Teresa Bassa Poropat e da numerosi presidenti di Sodalizi attivi in terra australiana. Da segnalare l’esibizione del coro Dante San Giusto a Wollongong Musica Viva, il taglio della torta, l’immancabile lotteria e la consegna di attestati. Nell’indirizzo di saluto Dario Locchi ha sottolineato, tra l’altro, l’importanza della conservazione dei valori culturali ed identitari insiti tra le nostre genti pur vivendo in un contesto socio-economico diverso. “L’odierno appuntamento” – ha ricordato infatti tra l’altro Locchi – “sottolinea ancora una volta la testimonianza del vostro attaccamento alla terra natale, la rinnovata manifestazione della volontà di conservare gelosamente nel tempo la cultura, i valori, la specifica e preziosa identità di cui siete portatori ed il rinnovato impegno a rimanere voi stessi, pur in un contesto socio-economico tanto diverso da quello originario, contribuendo nel contempo allo sviluppo del continente in cui vivete”. A seguito dell’avvenuta nomina da parte dell’Assemblea della Famiglia Giuliana di Sydney dei componenti il Comitato, lo stesso riunitosi ha proceduto alla distribuzione delle cariche. Alla presidenza è stato confermato Julian Zoratto; vicepresidente è Ferruccio Visintin e segretaria Edda Santucci. All’ordine del giorno in particolare la discussione sulla prima bozza del programma per l’organizzazione nel 2013 del 25° di fondazione del Sodalizio. FEDERAZIONE AUSTRALIANA Riconfermata Adriana Douglas alla Presidenza I componenti il Comitato della Federazione. L’Assemblea Generale della Federazione dei Circoli Giuliano Dalmati d’Australia ha eletto il nuovo comitato. Esso risulta così composto: Presidente Adriana Douglas; primo vicepresidente Sergio Csar; secondo vicepresidente Mario Donda; segretario Warren Douglas; tesoriere Carlo Brugnatti; Consiglieri: Carlo Stupar per il N.S.W.; Eddy Vorano per lo Stato di Victoria; Susy Clarkson per il South Australia. Il Direttivo ha deciso poi di nominare Pino Bartolomè coordinatore storico-culturale. Giuliani nel Mondo XV STAGE FORMATIVO-CULTURALE commenti/comments/commentarios - impressioni/impresions/impresiones suggerimenti/suggestions/sugestiones UN DIALOGO TRA GENERAZIONI Tre i pilastri su cui poggia il fenomeno dell’emigrazione o delle “presenze all’estero”: la prima generazione, le seconde e terze generazioni e l’attuale mobilità professionale. Un insieme sociale che deve necessariamente convivere, dialogare, trovare forme sinergiche, altrimenti – nel non lontano periodo di un decennio – è destinato a ridimensionarsi: sparirà la prima generazione senza che gli altri due soggetti siano in grado di assumersi “l’onere” e l’eredità per la continuità della presenza culturale, socio-economica, familiare delle nostre genti. Qualcuno potrà obiettare facendo una riflessione e rovesciare il problema: come risolvere o ipotizzare una soluzione a questa “catastrofica” previsione? Bella domanda. Oggi non è più il soggetto che va all’estero in cerca di occupazione, ma si sposta là dove c’è lavoro, là dove esiste una domanda di manodopera, sia essa qualificata che generica. Da qui (forse) la ricetta; l’urgenza del fare sistema, della realizzazione della rete. Indubbiamente si tratta di un’operazione non di poco conto in quanto coinvolge un certo numero di persone le quali con gli avanzati sistemi tecnologici non hanno grande dimestichezza, rifiutano la fruizione della “valigia tecnologica” prediligendo – ed è comprensibile – le tradizionali, certamente collaudate, “riunioni sociali” (conviviali, feste, balli, lotterie, ecc.). A questo punto una – forse unica – alternativa è data da una stretta correlazione con il mondo delle giovani generazioni che si muovono, si esprimono, parlano il medesimo linguaggio degli appartenenti alla mobilità professionale. Questo è un passaggio obbligato che tutti noi (Autorità, Enti e strutture pubbliche, Associazioni) abbiamo il dovere morale, sociale – pur non trascurando assolutamente il sostegno nelle più svariate forme ai nostri corregionali storici – dar corso, a 360 gradi, ad un nuovo approccio sostenendo esigenze generazionali che il XXI secolo comporta. (fz). Riceviamo e ben volentieri pubblichiamo delle note inviateci dai giovani partecipanti al XV Stage formativo-culturale, che mettono in luce come hanno vissuto e considerato questa loro esperienza trascorrendo due settimane nelle terre natie dei loro nonni o dei loro genitori. Ramiro Salazar, Cecilia Raquel Lopez Kebat, Stefania Huzuliak, Andrea Silvina Vignapiano, Maria Elisabetta Tuzzi (Argentina); Douglas Tadeu Costa Cettina (Brasile), Enzo Leonardo Gecele Olivares, Plinio Alberto Gecele Gonzales (Cile) Internetto o to Google? Marisa Stabile, Alexia Severi (Australia); Simonetta Giuricich (Sud Africa); Sara Ashley Edmondson (Canada). MOBILITA’ PROFESSIONALE - Dal numero 3/2012 del nostro periodico abbiamo iniziato a pubblicare alcune notizie – con il consenso delle persone stesse – degli aderenti alle “Presenze Giuliane”. Siamo partiti con i fratelli Alessandro e Beatrice Skabar la cui attività si svolge nelle Filippine. In questo numero illustriamo brevemente altre quattro realtà attive nelle Canarie, in Irlanda, Olanda e Zimbabwe. Stefano Sopelza Coordinatore internazionale settore moda in Irlanda “Grazie dele bele news. Qui a Galway xe nata un’altra mula triestina Caoimhe Maria Sopelza coi cavei biondi rossi come el nono de Trieste che però xe rivà dall’Austria e coi oci azuri come su mama Ellen e su papa Stefano.... e visto che né mi né Ellen no semo alti speremo che la muleta che xe rivada con 4.5 kg la sarà più grande de noi... La legion dei triestini nel mondo aumenta. is mise le meas” (significa: cordiali saluti) Stefano Sopelza - [email protected] Pietro Toigo Consigliere economico nello Zimbabwe Per conto del Ministero inglese per lo Sviluppo internazionale ora si trova in veste di “consigliere economico” nello Zimbabwe. La sua storia praticamente inizia dopo aver vinto un concorso al Ministero delle Finanze inglese. Da qui è partita la sua carriera. Ed eccolo in Iraq, poi alla Comunità Europea a Bruxelles, quindi in Sierra Leone ed ora nello Zimbabwe. www.dfid.gov.uk/changinglives - [email protected] Francesco Leone Stefano Colonna “Grazie per avermi contattato, ho pensato che come nota riassuntiva non ci fosse nulla di più appropriato (solo come riferimento) di un articolo del Piccolo apparso a suo tempo”. Viva la e po bon. Cordiali saluti Francesco ha reinventato la sua vita per tantissime volte. Dalla Svizzera alla Germania, in Bulgaria, in India sempre nel settore della ristorazione e dei pubblici esercizi. Aveva anche gestito un bar a Trieste a San Giacomo ed ora è a Tenerife. Alle Canarie si sente a casa, ma non si sa mai. Francesco Leone Los Amigos backpackers hostel tenerife Calle Giralda 9, la mareta (El Medano) 38639 Tenerife – Spain https://www.facebook.com/francesco.losamigoshostel [email protected] Landline: +34 922749320 Mobile: +34 603306758 Skype: losamigos.hostel.tenerife “Stavo già pensando ad un articolo sulla vita nel profondo Limburg olandese. Purtroppo, un insieme di situazioni sta tardandone la stesura. È anche probabile che mi trasferirò ad Eindhoven tra la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo, a causa di un cambio di lavoro. Comunque sia – in caso comunicherò all’Associazione il nuovo indirizzo – ciò non impedirà eventuali contatti con i giuliani del “Zuid Holland” e, cosa più importante, sono disponibile a dare informazioni utili a chi voglia trasferirsi (o fare una vacanza) da queste parti”. Un saluto, Stefano Colonna [email protected] Stefano Colonna, MSc -Sint Teunisstraat 19D 6211BA Maastricht, The Netherlands +31 (0)6 2555 77 51 - Linkedinprofile Imprenditore turistico a Tenerife I volontari che hanno preparato le tradizionali e prelibate pietanze bisiaco-goriziane per gli stagisti. Biochimico in Olanda Nel numero 1/2013 altri profili di triestini aderenti alle “Presenze giuliane” nell’ambito del fenomeno della mobilità professionale. La serata conclusiva in allegria e spensieratezza con musica dal vivo e ballo. Tre i “protagonisti” della serata calcistica, Fabio Ziberna, Stefano Pilotto e Ilara Cigar, ma quelli che effettivamente hanno avuto il peso, l’onore ed il piacere dell’incontro, contrapposti ai giovani di Corso Origini 12-MIB, sono gli altri nella foto e precisamente l’undici misto dei giuliano-dalmati dell’Argentina, Australia, Brasile, Canada, Cile e Sud Africa. PAG 11 Giuliani nel Mondo THIS EXPERIENCE HAS BEEN AMAZING AND I WILL NEVER FORGET IT. (Flavia Szylit) Intervento di Dario Locchi alla chiusura di Autorità, signore e signori, cari ragazzi, assieme all’assessore De Anna, all’amico Tomaso Boer, Presidente dell’EFASCE, al prof. Sambri ed al consigliere regionale Edoardo Sasco, siamo reduci da due importanti Convegni, che si sono tenuti ai primi di novembre a Buenos Aires e che fanno seguito a quelli organizzati in questi anni assieme alle altre associazioni rappresentative dei corregionali all’estero a Melbourne (2007) per l’Australia, a Porto Alegre (2009) per il Sud America, a Toronto (2011) per il Nord America, dedicati ai giovani, e che ci hanno fatto incontrare centinaia di discendenti di emigrati originari del Friuli Venezia Giulia. Il Presidente Locchi porta i saluti dell’AGM ai 12 giovani all’inizio del Corso. Qual è stato il senso di queste iniziative? Sicuramente quello di far riscoprire ai ragazzi le loro radici, che è uno degli scopi del Corso Origini. Il mondo è sempre più global, ma proprio per affrontare questo mondo abbiamo detto loro, ma vale anche per voi dovete sapere chi siete e da dove venite, da dove e perché i vostri genitori o i vostri nonni sono partiti e cosa vi lasciano in eredità. L’Assessore Elio De Anna con la borsista brasiliana. il 2013. In conclusione desidero porgere ai dirigenti e ai docenti del MIB, alle aziende e agli sponsor che hanno collaborato, il saluto ed il plauso dell’AGM. A voi ragazzi auguro di conseguire, nella vostra vita futura, le migliori soddisfazioni, facendo tesoro di questa straordinaria esperienza che avete avuto la fortuna di vivere e che può consentirvi di utilizzare le conoscenze acquisite per un proficuo inserimento lavorativo nel vostro Paese, magari in relazione con le imprese del FVG. Il tavolo della Presidenza MIB. Dovete sapere che venite da una terra di gente onesta, lavoratrice e che siete discendenti da una generazione che nelle difficoltà si è irrobustita, tanto più forte quanto più povera. Ma ci siamo anche detti, con la Regione e con le altre associazioni, che se vogliamo interessare e coinvolgere i figli o i nipoti dei nostri emigrati (ma anche i protagonisti del fenomeno, sempre crescente a causa della crisi che sta attraversando il nostro Paese, della mobilità professionale che rappresenta l’emigrazione con la valigia tecnologica e non più di cartone dei giorni nostri), che è certamente importante far riscoprire loro le proprie radici, “coltivare” l’identità originaria, ma ciò non basta, non è sufficiente: non possiamo offrire ai giovani solo cultura, solo identità, solo polenta e musetto, solo villotte o canzoni in dialetto triestino. Dobbiamo considerarli/vi come una risorsa, come un avamposto della Regione FVG nel Mondo, da coinvolgere nei rapporti internazionali che la nostra Regione intende sviluppare, nelle attività di promozione della Regione all’estero, come recita la legge regionale 7 del 2002 sui corregionali all’estero. In altre parole dobbiamo riuscire a farvi capire che la riscoperta delle vostre radici può essere per voi un opportunità in più, che avere una “doppia identità” può rappresentare per voi una carta in più da giocare per il vostro futuro. Questa è la sfida che attende le nostre Associazioni, i nostri Circoli, i nostri Segretariati, i nostri Fogolar, altrimenti la nostra presenza nel Mondo è destinata a scomparire. Ma la cosa più importante che è uscita da questi convegni è la decisione di creare fra noi una rete, una comunità virtuale che colleghi la Regione in Regione e la Regione fuori Regione, e non solo per i giovani. La sala. Non bastano più i siti della Regione e delle associazioni o le singole reti. La Regione si è impegnata a dar vita, in collaborazione con le associazioni, ad un vero e proprio “social network” dedicato ai corregionali all’estero. Il mio auspicio è che tutti i ragazzi che hanno frequentato in questi dodici anni il Corso Origini, e che rappresentano un formidabile capitale umano di giovani potenziali imprenditori sparsi per il mondo e legati da un esperienza unica, entrino a far parte di questa rete capillare. Il Corso Origini in Sviluppo imprenditoriale, organizzato dal MIB, che coniuga la riscoperta delle proprie radici ad una irripetibile esperienza formativa specializzata, è proprio l’esempio paradigmatico di come intendiamo impostare il rapporto con i giovani. E proprio per questo mi auguro che il Corso Origini possa sopravvivere ai tagli che la Regione FVG sta apportando nella predisposizione del suo bilancio di previsione per Tradizionale foto ricordo. Claye Alan Tobin (Australia), originario di Pisino, ha svolto lo stage presso la ITAL TBS; Luca Moscardin (Sud Africa-Johannesburg), originario di Lussinpiccolo, ha fatto il tirocinio presso la Calligaris mobili; Flavia Szylit (Brasile-San Paolo) è stata presso la Orion. A MONTREAL IL XX DELL’ASSOCIAZIONE FAMIGLIE ISTRIANE, GIULIANO-DALMATE. L’Associazione Famiglie istriane, giulianodalmate di Montreal e dintorni ha festeggiato di recente, nella sala “La Renaissance“ di Montreal, il suo 20° anniversario. Presenti all’evento decine e decine di soci e familiari. Al saluto iniziale da parte del Presidente Lorenzo Leban, che ha ripercorso le tappe salienti dell’attività associativa, è seguito un intervento di Vito Maurovich, uno dei fondatori dell’Associazione, che ha tenuto una dettagliata relazione sull’attività della Comunità non solo a Montreal, ma anche nelle altre città del Canada in cui vivono famiglie istriane, fiumane e giuliano-dalmate di origini italiane. Ha pure affrontato il problema della presenza dei giovani nelle attività associative. Vito Maurovich, oltre ad essere pensionato, ha due hobbies quello del dipingere (per lo più paesaggi della propria terra natia) e scrivere poesie che parlano della storia degli esuli. Alla fine del suo intervento ne ha letto una estremamente significativa dal titolo “Dallo sradicamento al trapianto”. Da sin. Il presidente Lorenzo Leban, Nevio Gregorovich, Meri Gregorovich, Dario Locchi, Clara Zanini, Dario Zanini e Claudio Antonelli. PAG 12 Sono 18 le strofe che ripercorrono la storia della propria terra fino alla contribuzione dello sviluppo del Canada. Ne riportiamo alcune: dalla nostra tragedia del secondo dopoguerra forzati siam stati ad abbandonare la nostra terra fieri di aver contribuito e partecipato allo sviluppo del Canada per tutto ciò che ci ha dato. Ha fatto seguito un intervento di Claudio Antonelli, che ha sviluppato delle precise e calibrate riflessioni, non certo frasi o concetti di circostanza. Ha in particolare sottolineato come l’Associazione Famiglie Istriane, Giuliano Dalmate di Montreal non vada posta sul medesimo piano degli altri Sodalizi che costituiscono il tessuto della Comunità italiana nell’ambito del multiculturalismo canadese. Ha ripercorso quindi le tappe salienti dell’emigrazione dalle nostre terre, ne elenca le motivazioni e le differenze rispetto a quelle nazionali. Il suo intervento così si è chiuso: “L’identità è un bene prezioso sia per gli individui sia per i gruppi. E noi abbiamo un’identità che per troppi anni ci è stata negata e su cui ancora oggi si sa così poco. Ebbene quest’Associazione reca in sé il bene prezioso dell’affermazione della nostra identità; un’identità mai pacifica, anzi spesso sofferta”. A prendere la parola, in veste di Presidente della Federazione, è stato Dario Zanini, che ha portato anche il saluto del Club di Ottawa. Infine è intervenuto Dario Locchi, Presi- Interviene Vito Maurovich. dente dell’Associazione Giuliani nel Mondo, il quale, portando il saluto anche del suo predecessore, Dario Rinaldi, oggi presidente onorario dell’Associazione, del direttore Fabio Ziberna e delle autorità regionali e locali, ha a sua volta posto in rilievo la costante e proficua attività svolta dal Club di Montreal. Ha poi ringraziato tutti i soci ed i dirigenti del Club, ricordando che i loro incontri costituiscono sempre importanti momenti di aggregazione, di memoria e di riaffermazione e conservazione dell’identità culturale. Ha anche ricordato che il Club ha il grande merito di essere riuscito a mantenere in vita i rapporti fra i vari gruppi di istriani, giuliani e dalmati presenti in Canada e quelli con le Istituzioni della terra d’origine. Ha ricordato il primo Raduno dei rappresentanti delle varie Comunità giuliane in Canada che ebbe luogo nel 1989 a Chatham. Fecero seguito, negli anni successivi, tre grandi Raduni, con centinaia di partecipanti, rispettivamente nel 1991 a Toronto, nel 1995 a Montreal e nel 2000 a Niagara Falls. Ha ricordato inoltre il raduno dei giulianodalmati nel 2007 a Chatham, in occasione del 50° anniversario dell’arrivo dei primi istriani, fiumani, giuliani e dalmati nella regione del Kent. Al termine del suo intervento Locchi ha Ha allietato la cerimonia il coro Excelsior. Introduce la manifestazione in veste di coorganizzatrice Jennifer Kapsch. espresso un sentito apprezzamento agli organizzatori della manifestazione per il pieno successo della serata e ha ricordato fondatori, membri dei direttivi, soci che hanno dato per vent’anni il proprio prezioso e valido contributo nelle attività del Club. Un affettuoso ricordo è andato alla prima Presidente, Giuliana Steffè Pivetta, ed un ringraziamento a Lorenzo Leban, da molti anni Presidente dell’Associazione. Giuliani nel Mondo SUD AFRICA Diplomatici italiani visitano la sede dei Giuricich Da sinistra: Nicky Giuricich, l’Ambasciatore Vincenzo Schioppa, quindi Francesco Angeloni, Sergio La Verghetta, i fratelli Nicky, Gerardo e Leonardo quindi il Console Generale Gabriele Di Muzio ed infine l’altro fratello Giuricich, Giuliano. A sinistra il ritratto di papà Nicolò Giuricich fondatore della ditta. L’Ambasciatore d’Italia in Sud Africa, Vincenzo Schioppa, unitamente al Console Generale a Johannesburg Gabrielle Di Muzio, l’attaché commerciale Francesco Angeloni e l’Italian Trade Commissioner, Sergio La Verghetta hanno fatto visita agli impianti della ditta Giuricich Bros Construction Ltd. a Johannesburg. Si è trattato di un incontro – come hanno riportato i media locali italiani e sud africani – anche di carattere operativo. Infatti, lo staff diplomatico nazionale unitamente a Nicky ed ai suoi fratelli hanno avuto modo di discutere numerose tematiche riguardanti anche i rapporti con il FVG (cabina di regia-World Players), il Made in Regione e l’ipotizzata convention afro-asiatica dei giovani discendenti dei nostri emigrati. ... e un giorno c’imbarcammo E’ stata preannunciata l’uscita in una conferenza stampa del volume sulle biografie – con la presentazione del prof. Stefano Zecchi e le due copertine ideate da Paolo Marani – dei corregionali giuliano-dalmati, ma soprattutto lussiniani, in Sud Africa, realizzato da Viviana Facchinetti. I dettagli dell’avvenimento che si tiene a Johannesburg il 2 dicembre, sono stati illustrati nella sede dell’AGM di Trieste da Dario Locchi e l’autrice. L’iniziativa editoriale, perseguita dall’AGM in collaborazione con il Sodalizio di Johannesburg, presieduto da Nicolò Giuricich ed il supporto finanziario della Regione FVG, rap- presenta un prezioso bagaglio di memorie dei nonni e dei nipoti conservato e tramandato appunto nelle pagine di questo volume. Nel prossimo numero ulteriori notizie. La conferenza stampa. L’on. Giorgio Merlo al monumento a Johannesburg In occasione della presenza dell’on. Giorgio Merlo, in Sud Africa, il parlamentare ha avuto un incontro con i nostri corregionali. L’on. Merlo, accompagnato dal Presidente Nicky Giuricich, ha reso omaggio al monumento eretto presso la Piazza Italia del Club italiano e dedicato alla memoria dell’Esodo e delle vittime delle Foibe. Il Presidente Giuricich, sottolineando che ideatrice del manufatto è stato l’architetto Jenna Stelli, nipote di un esule e di parenti infoibati, ha ricordato che nonna Elena Celler Stelli – profuga nel 1946 da Volosca – in occasione della significativa cerimonia di scoprimento ha predisposto una toccante lettera di ringraziamento a nome di tutti i profughi sparsi nel mondo e di profondo riconoscimento per tale iniziativa. Il Parlamentare con Nicky davanti al monumento. Due bravissimi lupetti In Sud Africa non ci sono più giuliani dei Giuricich e più Giuricich di Nicolò. Niente di strano, quindi, che nella sua casa crescano talenti che hanno trovato ispirazione e desiderio di affermazione nel nuoto e nella musica: i figli Enrico e Federica. Enrico, 10 anni, studente del quarto grado al St Benedict’s College di Bedfordview, ormai fa fatica e sostenere il peso delle medaglie e dei trofei che ha vinto negli ultimi campionati individuali di nuoto. La sorella Federica, che frequenta il sesto grado alla Holy Rosary School di Edenvale, ha una grande passione per la musica, sostenuta da un genuino talento da pianista. Doti comuni fra i Giuricich e particolarmente spiccate nel caso del papà tenore. Federica ha infatti vinto un premio per la musica, Federica ed Enrico. nell’esame Unisa (Università del Sud Africa) di pianoforte e teoria di primo grado. XX CONGRESSO DELL’ANVGD - DIALOGO APERTO TRA ESULI E RIMASTI Sintesi dell’intervento di Rodolfo Ziberna E’ con particolare piacere che vi porgo il saluto di quella significativa parte del mondo dell’Esodo che si riconosce nella nostra grande associazione, presente con i suoi Comitati provinciali in quasi tutto il Paese, ed in particolare nella nostra regione, con particolare riferimento a Trieste, giustamente definita capitale dell’Esodo, ma anche a Gorizia, che ha ospitato un campo profughi nelle cosiddette casermette e che, grazie ad amministratori sensibili e solidali, ha promosso la realizzazione del cosiddetto Villaggio dell’Esule nel quartiere della Campagnuzza. L’ANVGD, l’unica presente in tutta la nostra penisola, ha il compito non facile di rappresentare esigenze, aspettative, richiesta di riconoscimenti di diritto, storia, cultura di un popolo di italiani che come ebbe e rammentare Montanelli “furono italiani due volte, prima per nascita e poi per scelta”. Eppure queste sorelle e fratelli italiani si sentirono invece due volte esuli: prima esuli dalla terra in cui sono nati e come loro i genitori ed i nonni; poi nuovamente esuli nella terra che essi avevano eletto come nuova casa. Una nazione matrigna, l’Italia, che ha voluto celare questi drammi. Per decenni ha consentito che si affermasse la facile quanto falsa equazione esuli=fascisti, che ha alimentato anche quel becero negazionismo che minimizzava l’esodo attribuendogli scopi politici, negava l’esistenza delle foibe ed ancor di più il loro uso sistematico nella pulizia etnica. Il crollo del muro di Berlino porta grandi mutamenti nella scena politica internazionale con riflessi anche in quella italiana. A piccoli passi anche esodo e foibe cominciano a non appartenere più solo ad una ristretta cerchia di persone. L’approvazione della legge istitutiva del Giorno del Ricordo dell’esodo, Il sindaco Ettore Romoli con alla destra Renzo Codarin e Rodolfo Ziberna. Saluti ed Interventi Dopo il discorso introduttivo di Rodolfo Ziberna ha aperto la sequenza degli interventi e dei saluti il Sindaco di Gorizia, Ettore Romoli: “Gorizia si sente partecipe di questo appuntamento anche perché circa il 20% dei suoi abitanti è di origine istriana – spiega – tassello di una comunità fatta anche di italiani, sloveni e friulani”. Per l’amministrazione provinciale Stefano Cosma, quindi il Consigliere regionale Gaetano Valenti, i presidenti delle altre associazioni degli Esuli (Dalmati con il gen. Elio Ricciardi, Fiumani con il Sindaco Guido Brazzoduro, Polesani con il Sindaco Argeo Benco, le Comunità Istriane con Lorenzo Rovis). Per la nostra Associazione – presente anche con il Direttore Fabio Ziberna – ha preso la parola il vicepresidente Silvio Cattalini, mettendo in luce la mission dell’AGM di Trieste e quanto il Sodalizio si attiva per le giovani generazioni. Da segnalare pure la presenza della consigliera Rosanna Giuricin. La Giunta dell’Unione Italiana era rappresentata da Maurizio Tremul e, per la prima volta, era presente anche un alto rappresentante degli sloveni di Gorizia, Livio Semolic. Molto apprezzato l’intervento di Renzo Codarin che ha in particolare dettagliato il difficile iter per portare a termine l’incontro a Trieste dei tre Presidenti, quando proprio grazie alla Federazione degli esuli si è sbloccata la situazione. delle foibe e della storia del confine orientale segna un momento importante per la nostra comunità. Ciò che è fondamentale è lavorare tutti insieme per alimentare quei sentimenti di unità i quali soli saranno in grado di traghettare le nostre associazioni nei prossimi decenni. L’ANVGD è una grande e storica associazione, la più rappresentativa dell’Esodo e presente in tutto il Paese e proprio per questa ragione ha acquisito una grande credibilità e prestigio sia nei confronti delle Istituzioni nazionali che di quelle straniere. Ciò lo dobbiamo all’attività svolta dai grandi dirigenti che ci hanno preceduti, con tenacia, pazienza, lungimiranza ed intelligenza. Il riconoscimento di torti reciproci e di reciproco rispetto dei sentimenti dei nostri popoli, ha trovato come ricorderete due momenti di alto significato nei “Concerti della pace” a Trieste il 13 luglio 2011 e nell’Arena di Pola il 3 settembre 2012 con l’incontro dei Capi di Stato croato, italiano e sloveno, veri e propri atti di riconciliazione, ai quali la Federazione delle Associazioni degli Esuli e la nostra associazione hanno portato il loro determinante contributo. Il recente pronunciamento in tema di anagrafe è un passo importante per affermare una volta di più che viola la legge il dipendente pubblico o privato che attribuisce natali in Croazia, Yugoslavia o Serbia ad italiani lì nati quando i territori erano ancora italiani. Rimangono molti problemi da seguire come quello dei cimiteri nonché necessitano gli interventi in Istria, a Fiume, a tutela del patrimonio storico degli Esuli Istriani Fiumani e Dalmati. Il rapporto con i rimasti è fondamentale. Certamente vi sono delle difficoltà nelle relazioni con alcune Comunità degli Italiani. L’importante è dialogare, incontrarsi, conoscersi, organizzare iniziative assieme, cercare di fare ed essere sistema. Siamo tutti ben consapevoli che uno dei nodi che riguarda la nostra realtà è quello dei cosiddetti beni abbandonati dagli esuli giuliano dalmati. L’uso delle nuove tecnologie è un passo dal quale non possiamo più prescindere, nella veicolazione della nostra cultura, ma anche nelle relazioni tra noi , con le Istituzioni, con i media. Le nostre priorità a mio avviso sono definite a caratteri cubitali: 1. agire con le Istituzioni per alimentare la conoscenza della nostra storia; 2. investire nei giovani in particolare in ambito scolastico; 3. alimentare il flusso di relazioni con gli italiani rimasti ed i loro discendenti in Istria, Fiume e Dalmazia; 4. accelerare il processo di definizione dei beni abbandonati; 5. costituire in fretta una Fondazione strumento per continuare nei prossimi decenni queste azioni; 6. agevolare il dialogo tra le associazioni dell’Esodo e favorire occasioni di condivisione di iniziative e progetti; 7. attrezzare i nostri Comitati per essere sempre meglio presenti nei media e nelle relazioni con le Istituzioni. Mi piace pensare, come ho anticipato, che nel futuro vi possa essere una coesione ancor maggiore da parte delle associazioni espressioni dell’esodo. La quasi totalità di esse si riconosce direttamente o indirettamente nella cosiddetta FederEsuli, ben guidata dall’amico Presidente Renzo Codarin. Riconosco di avere un sogno: un grande meeting in Istria organizzato da tutte le nostre associazioni insieme, con la collaborazione delle Comunità degli Italiani, partecipato in gran numero da esuli e da rimasti, in cui riflettere serenamente non più sul passato delle nostre (di tutti!) terre, bensì sul futuro di esse e dei giovani che le popolano. Antonio Ballarin nuovo Presidente Antonio Ballarin è stato eletto Presidente dell’ANVGD. Nato nel quartiere giuliano di Roma da famiglia lussignana. Il neo Presidente sarà supportato da Lucio Toth da anni Presidente onorario. Al fianco di Ballarin dell’esecutivo fanno parte anche Rodolfo Ziberna (Gorizia) e Renzo Codarin (Trieste). PAG 13 Giuliani nel Mondo Ammer a Charleroi Uno scorcio dei partecipanti alla riunione. Da sinistra Fabio Ziberna, Umberto Polverini, Sandra Vacchio, Antonio Giusa, Bruna Zuccolin, Giuseppe Napoli e Cesare Costantini. Si svolge l’8 ed il 9 dicembre a Charleroi, città ad una cinquantina di chilometri a Sud di Bruxelles, l’iniziativa denominata “In viaggio in Belgio”, una mostra, all’interno del progetto AMMER (Archivio Multimediale della Memoria dell’Emigrazione Regionale), ideata per ricordare le storie dei corregionali, soprattutto minatori, emigrati in Belgio. L’iniziativa è frutto della collaborazione tra la Regione Autonoma FVG – Servizio dei corregionali all’estero - l’ERAPLE e le altre 5 Associazioni regionali degli emigrati ed i 10 comuni belgi ed italiani gemellati tra loro. Nutrito il programma delle due giornate che vede presenti i rappresentanti dei Comuni regionali di Arba, Attimis, Cividale, Codroipo, Faedis, Lusevera, Montereale Valcellina, Nimis, Prata di Pordenone, San Pietro al Natisone. Triestinità a Monaco di Baviera Strepitoso successo di Alessio Colautti alla fisarmonica e Luciano Delak alla chitarra in occasione di un tour e di una gita sociale in Germania con una particolare sosta a Monaco di Baviera. Una esibizione, presenti i soci del nostro Sodalizio e simpatizzanti, all’insegna dell’allegria e della spensieratezza, nell’ambito di uno spettacolo satirico-umoristico con battute di spirito, canzoni, viz triestino-mitteleuropei dall’Austria alla Germania, all’Ungheria. Un momento della serata. AMICI TRIESTINI DI MILANO Beltrame il giusmetrologo L’ing. Edoardo Beltrame in tenuta da velista. Alla conviviale di ottobre degli Amici Triestini di Milano svoltasi – come tradizione – al Circolo della Stampa (Palazzo Bocconi) ospite d’onore l’ing. Edoardo Beltrame. Imprenditore, esperto del mercato settore energia e gas, ha spiegato come “evitare le trappole dei contratti di luce e gas”. Recentemente – spiega una nota – si è proposto come “Giusmetrologo” (misurazione utenze domestiche e industriali) ed in proposito ha aperto un proprio blog su www. linkiesta.it dal titolo “guarda bene la bolletta” oppure battere su google: beltrame bolletta. Non sono mancati utili consigli. Va rilevato che Edoardo Beltrame è uno dei nipoti della dinastia Beltrame del famoso negozio di abbigliamento a Trieste, sito allora in Corso Italia, la cui pubblicità recitava “Beltrame veste mezza Trieste”. XXV di Costituzione dell’Associazione Culturale Bisiaca L’Associazione Culturale Bisiaca ha festeggiato i suoi 25 anni di costituzione con una serie di manifestazioni culminati con una conviviale presenti centinaia di soci e familiari. L’ACB che annovera ben 720 soci, di cui 95 all’estero, attualmente è presieduta da Magda Settomini. Del Consiglio Direttivo fa parte anche Franco Miniussi. La medaglia ricordo da parte del Presidente della Regione Renzo Tondo. La prof. Antonella Caroli in Direttivo La prof. Antonella Caroli illustra l’attività del Polo Museale del Porto di Trieste e dell’I.C.M.P. In primo piano Roberto Sancin. È stata ospite del Consiglio Direttivo dell’AGM la prof. Antonella Caroli, direttore del Polo Museale del Porto di Trieste e dell’Istituto di Cultura Marittimo Portuale (ICMP), la quale ha curato il restauro della Centrale Idrodinamica del Porto Franco Vecchio, trasformata di recente in museo ed in centro culturale polifunzionale. La prof. Caroli ha ricordato che su un’area di 1.800 mq. sono esposte e funzionanti macchine generatrici idrauliche dell’ottocento uniche al mondo. In due mesi dall’apertura ufficiale ben 4.000 sono stati i visitatori, e numerose città marittime nazionali come pure le autorità portuali del range del Nord Europa si stanno interessando a detta realtà. La prof. Caroli ha ipotizzato anche la realizzazione di una foresteria grazie ad un progetto europeo, la possibilità dell’insediamento nei magazzini restaurati di studi italiani e stranieri di architettura e l’istituzione di un Collegio internazionale per figli di emigrati. L’associazione dei Triestini e Goriziani a Roma presente alla Consacrazione di Mons. Pozzo NOZZE Dalla sinistra Cristiana De Bellis in Rosano, il prof. Manfredi Poilucci, Mons. Guido Pozzo e Valentina Bonetti in De Bellis. Mons. Guido Pozzo, triestino, è stato nominato Elemosiniere di Sua Santità. Alla consacrazione vescovile, presente il Vescovo Giampaolo Crepaldi, ha partecipato il Presidente dell’Associazione dei triestini e goriziani a Roma, Roberto Sancin. L’AGM di Trieste, tramite il prof. Manfredi Poillucci, ha consegnato al neo nominato la medaglia associativa e il volume del Dizionario Doria. PAG 14 Fervidi auguri per il nostro amico Marco Toncelli ed alla sua consorte la signora Malgari Stevanato. Riconoscimento a Roberto Cociancich L’avv. Roberto Cociancich, figlio di Romeo (da Visignano d’Istria), vicepresidente del Gruppo dei Triestini a Milano, è stato nominato Presidente dell’Associazione Mondiale Scout Cattolici durante la convention, triennale, svoltasi a Saint Louis (Stato del Missouri). Con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia Direzione Regionale Cultura, Sport, Relazioni Internazionali e Comunitarie Livio Trevisan e Fabio Delbello premiano Magda Settomini, Presidente dell’Associazione Culturale Bisiaca. La Libreria Internazionale La Fenice di Trieste, per le edizioni “Italo Svevo”, ha pubblicato il libro “L’Istria di Gina”, redatto dal prof. Giuseppe Crapanzano. Nel suo racconto, la signora Gina narra delle drammatiche vicende accadute negli anni 40, degli orrori delle foibe, dei lavori forzati e di altri tristi eventi che hanno fatto la storia dell’Istria. Non c’è astio, né voglia di rivincita nel suo racconto, ma soltanto il desiderio di ridare dignità a quanti, per circostanze avverse della vita, si sono trovati a subire terribili violenze. L’Istria di Gina trae origine da un’intervista nella quale la signora Angelina Bratovich (Gina) a 85 anni di età ha ritenuto giusto raccontare i fatti della propria vita per far conoscere ai giovani quei tristi avvenimenti affinché servano da monito per le generazioni future. Il volume si suddivide in 4 capitoli (intervista alla signora Gina, lavori forzati in Bosnia, la nuova vita in Istria e verso Trieste); notevole anche la bibliografia. Il volume si chiude con una significativa frase di Giuseppe Crapanzano: “La storia la fanno i vincitori, solo se gli sconfitti non parlano”. Per ulteriori informazioni ed acquisto rivolgersi direttamente a: Libreria Internazionale La Fenice Trieste Via Battisti, 6 (Galleria Fenice) - Trieste (Italy) tel. +39 (0)40 630388 / +39-(0)40-630330 fax +39-(0)40-370285 - e-mail: [email protected] Giuliani nel Mondo Periodico - anno 7 - Novembre-Dicembre 2012 - n. 4 E dito : Associazione Giuliani nel Mondo - Trieste aderente all’U.N.A.I.E. Un simpatico duo di comicità con alla sinistra Caterina Chittaro, Presidente del Gruppo Costumi Tradizionali Bisiachi. La copertina del volume. Distribuzione gratuita Autorizzazione Tribunale di Trieste n. 1146 dd. 28.12.2006 Spedizione in abbonamento postale Roberto Cociancich è figlio di esuli istriani e proviene da una famiglia di scout e tutti i suoi fratelli e figli sono scout. Roberto ha dedicato decenni della sua vita per la missione degli scout in Italia e all’estero. Al nuovo Presidente mondiale l’AGM “augura buon lavoro”. D irezione - Amministrazione - Redazione: 34122 Trieste (Italia), via Santa Caterina da Siena, 7 Tel. 0039-040-632380 e-mail: [email protected] sito web: www.giulianinelmondo.it D irettore responsabile: Fabio Ziberna G rafica e videoimpaginazione: Happy Digital s.n.c. - Trieste Stampa e confezione: Litografia Zenit - Trieste