GIULIANI nel
M NDO
Anno 7 - Novembre-Dicembre 2012 - Numero 4 - Taxe Perçue - Tassa pagata - Trieste C.P.O. - Periodico di informazioni - Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in A. P. - 34100 Trieste (Italy)
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LE RADICI GIULIANE: UN’OPPORTUNITÀ PER IL FUTURO
Al Convegno di Buenos Aires oltre cento giovani affrontano un tema di grande attualità
Autorità, signor assessore, cari amici giuliani, carissimi giovani,
il Convegno che si apre oggi e che si intitola
“Le radici giuliane: un’opportunità per il futuro” vuole essere l’occasione per approfondire in termini aggiornati le nuove sfide che
alla Regione FVG e alla nostra Associazione
pongono oggi i rapporti con le nuove generazioni dei discendenti.
Esse rappresentano non solo il futuro
delle nostre Comunità all’estero e delle
nostre Associazioni, altrimenti destinate
a scomparire, ma anche un avamposto
indispensabile per il ruolo internazionale
che la Regione Friuli Venezia Giulia intende svolgere.
Le Associazioni dei corregionali all’estero e
la Regione FVG da tempo dedicano particolare attenzione ai giovani.
Estate
Buon Natale a voi sulle spiagge
Australia – Bondi Beach (Sydney).
Autunno
Trieste - 20 mila velisti su 1800 imbarcazioni, 300mila persone ad ammirare questo
spettacolo unico in Europa – La Barcolana
ed i suoi eventi (Barcolina, Barcolana di
notte, Barcolana Classic, Villaggio Barcolana e Barcolana di carta) è la più affollata
regata del Mediterraneo.
Inverno
Buon Natale a voi sulla neve
Canada – Chicountimi sulle alture
laurenziane (Montreal).
Dario Locchi.
Elio De Anna.
Duilio Ferlat.
Gli stage. Il corso Origini.
L’Associazione, con il finanziamento della
Regione, anche quest’anno ha realizzato lo
stage formativo-culturale (il quindicesimo
consecutivo) per i giovani di origine giuliana.
Inoltre, l’Associazione Giuliani nel Mondo
valuta molto positivamente il fatto che la
Regione Friuli Venezia Giulia continui ad assicurare adeguato sostegno finanziario alla
realizzazione del Corso “Origini”, organizzato annualmente dal M.I.B. - School of Management - di Trieste ed al quale ogni anno
partecipano giovani di origine giuliana.
Prima di iniziare il mio intervento permettetemi di portare il saluto della Regione Friuli Venezia Giulia, del suo Presidente Renzo Tondo
nonché dell’Assessorato. L’incontro dedicato
ai giovani corregionali in America Latina, dimostra la grande attenzione del nostro territorio per quanti hanno lasciato la nostra terra
natia e ai quali siamo sempre vicini.
Quando dibattiamo sui fenomeni della migrazione, dobbiamo ricordare che la globa-
La Federazione dei Circoli Giuliani in Argentina che ho l’onore di presiedere Vi da il benvenuto al Convegno.
Ringrazio per la sua presenza innanzitutto
il Primo Consigliere dell’Ambasciata d’Italia,
il dott. Marcello Apicella, e il dott. Giuseppe
Giaccalone, Console d’Italia in Buenos Aires.
Con un grande sforzo organizzativo della Federazione e dei Circoli, con il forte sostegno
dell’AGM, oggi abbiamo potuto riunire qui il
(Continua a pag. 2)
(Continua a pag. 3)
Comunicazione ed informazione
Riteniamo, poi, che il capitolo dell’informazione e della comunicazione sia fondamentale per instaurare un rapporto con le
giovani generazioni dei discendenti.
Come Giuliani nel Mondo abbiamo puntato
molto sul potenziamento della comunicazione, attraverso il sostegno finanziario alla realizzazione di siti web e all’acquisto di abbonamenti e di telecamere SKYPE da parte delle
Federazioni, dei Circoli, dei Club e dei Sodalizi
aderenti; l’uso degli strumenti della diretta
web e della teleconferenza in occasione delle assemblee dell’Associazione e di alcune
riunioni del Consiglio Direttivo; il potenziamento del sito dell’Associazione su Internet,
con un costante aggiornamento; l’invio di
una newsletter con notizie sulle attività e le
iniziative dell’Associazione e delle Federazioni, dei Circoli, dei Club e dei Sodalizi aderenti.
I Circoli
Abbiamo spesso insistito con i Presidenti dei
Circoli affinché dessero spazio ai giovani, ma
ciò si è verificato di rado, anche se abbiamo
avuto alcuni esempi positivi di Presidenti
giovani recentemente eletti in Canada.
Sicuramente in molti casi sono gli anziani a
non dare spazio ai giovani, ma spesso accade anche che i giovani sono disinteressati
alla vita dei nostri sodalizi.
(Continua a pag. 2)
Una significativa immagine degli oltre cento partecipanti.
Fortemente ridotti i finanziamenti della Regione
Carissimi giuliani nel mondo, l’Italia - e la nostra Regione di conseguenza - stanno vivendo un momento di gravissima crisi economica, il più difficile che io ricordi.
Il Consiglio regionale entro dicembre approverà il bilancio di previsione ed il taglio previsto ai finanziamenti per le associazioni dei corregionali all’estero ammonta al 42%.
Il 2013 sarà quindi un anno durissimo e speriamo che poi ci sia un inversione di tendenza.
Ricordo che la nostra Associazione vive quasi interamente con il contributo della Regione perché sono venuti progressivamente a mancare i contributi degli enti e delle istituzioni locali che operano nelle province di Trieste e di Gorizia e che, come noi, stanno vivendo una situazione di estrema difficoltà.
Ho già informato della situazione il Consiglio Direttivo dell’Associazione, convocato
d’urgenza il 14 novembre. Nella prossima riunione che avrà luogo in gennaio per approvare il programma ed il bilancio di previsione dell’Associazione per il 2013 saremo
chiamati ad operare scelte difficilissime.
Ai Presidenti dei Circoli e delle Federazioni e a tutte le nostre comunità giuliane all’estero
chiediamo fin d’ora di comprendere la delicatissima situazione che stiamo vivendo e di
capire che il prossimo anno solo in parte potremo soddisfare le loro esigenze.
Dario Locchi, Presidente dell’Associazione Giuliani nel Mondo
PAG
1
Giuliani nel Mondo
( D A PAG . 1 - D A R I O LO CC H I )
Una presenza obbligatoriamente prevista
per Statuto di una rappresentanza di giovani nei direttivi dei Circoli potrebbe essere un
primo tentativo da compiere, anche se sicuramente non esaustivo del problema.
Il problema vero è che i nostri circoli, come
i fogolars, sono strutture per emigrati di
prima, forse seconda generazione, ma non
corrispondono più alle esigenze della terza generazione dell’emigrazione.
Le serate coi cori, le canzoni triestine, la
polenta e il baccalà sono importanti, perché anche il cibo e le canzoni fanno parte
della nostra cultura, della nostra identità,
come la lingua ed i dialetti, ma non bastano per attrarre e coinvolgere i giovani.
Cultura e identità
Abbiamo riscontrato un interesse nelle
giovani generazioni dell’emigrazione, a riscoprire le proprie radici. Proprio perché il
mondo è sempre più global, credo sia importante per loro sapere chi sono, da dove
vengono, perché e da dove i loro genitori o
i loro nonni sono partiti, sapere che vengono da una terra di gente onesta, laboriosa,
e sono discendenti da una generazione che
nelle difficoltà si è irrobustita. Qualcuno ha
detto: tanto più forte quanto più povera.
Le radici giuliane: un’opportunità per il
futuro
Però la nostra impressione, come dicevo
poc’anzi, è che la sola valorizzazione della
nostra cultura e della nostra identità non siano più sufficienti per coinvolgere voi giovani.
Il tema centrale è che dobbiamo far capire
loro che, come dico sempre, poter vantare
una “doppia appartenenza” o identità plurima, e cioè essere cittadini argentini, cileni, uruguaiani, venezuelani o brasiliani e,
allo stesso tempo, un po’ italiani e giuliani,
può essere per voi una opportunità in più,
rispetto ad altri ragazzi della stessa età, da
sfruttare per la vostra vita futura.
E allora dobbiamo lavorare su un altro versante: considerare cioè i nostri emigrati, ed
in particolare voi giovani, come ambasciatori della nostra Regione nel Mondo.
Infatti le Comunità giuliane, ma anche quelle friulane, ed in particolare le giovani generazioni che vivono ed operano all’estero,
devono essere considerate un’importante e
preziosa risorsa per le relazioni e le iniziative
di carattere culturale, artistico, scientifico,
universitario ed economico che la Regione
Friuli Venezia Giulia intende sviluppare.
I giuliani e i friulani che operano in Europa
o negli altri continenti possono costituire
infatti punti di riferimento preziosi, opportunità, potenziali risorse per Trieste e per
Gorizia, per l’intera Regione, per le nostre
relazioni economiche e culturali e come tali
vanno adeguatamente valorizzati.
La legge regionale 7 del 2002, all’articolo1,
tra l’altro, recita:
“La Regione, nella considerazione che i corregionali all’estero sono parte della più ampia
comunità regionale, opera per promuovere il
coinvolgimento delle comunità dei corregionali all’estero nelle attività di promozione economica e culturale della Regione all’estero”.
Non possiamo non rilevare che questa parte della legge deve essere ancora concretamente attuata, se non addirittura riscritta,
individuando più efficaci meccanismi di
coordinamento fra la Regione, le categorie
economiche, le Camere di commercio e le
associazioni rappresentative dei corregionali all’estero, come dimostra la vicenda
della mancata realizzazione dell’iniziativa di
promozione economica della Regione FVG
in Cina che doveva svolgersi a Shanghai.
Cito al contrario due recenti esempi positivi:
la legge regionale sulle cosidette “vetrine” e
la convenzione che abbiamo stipulato con
Turismo FVG, che è il braccio operativo della
Regione in materia di turismo.
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2
IL CONVEGNO DI BUENOS AIRES
La rete
Da ultimo, ma non in ordine di importanza: mi pare debba essere assolutamente
attuata dalla Regione l’idea - scaturita
inizialmente dai giovani del convegno di
Melbourne del 2007, e chiamata allora
FVG NEXT e poi ripresa dall’assessore De
Anna nel documento conclusivo del convegno di Toronto – della creazione di una
rete di aggregazione, di informazione e di
partecipazione, costruita attraverso i più
moderni mezzi informatici: una comunità
virtuale, un vero e proprio “social network”
che colleghi la Regione con i corregionali
all’estero, ma rivolta in particolare ai giovani, sia discendenti di emigrati originari
del FVG al di là delle rispettive associazioni di appartenenza che residenti all’estero
per mobilità professionale.
La crisi economica
Un ultimo aspetto voglio toccare.
L’Italia, e la nostra Regione di conseguenza,
stanno vivendo un momento di crisi economica difficilissimo.
La Regione FVG a dicembre approverà il suo
bilancio di previsione e si parla di tagli lineari del 25%, che su alcuni capitoli potranno
arrivare al 40%.
Io non so quanti soldi saranno stanziati per
le associazioni dei corregionali all’estero e
ricordo che la nostra Associazione vive quasi interamente con il contributo della Regione perché non riceviamo quasi più niente
da Fondazioni e dagli Enti locali.
Credo però che alcune delle cose che ho
indicato nella mia relazione siano fattibili
anche senza grande dispendio di risorse, in
attesa di tempi migliori.
Conclusioni
In conclusione, noi riteniamo che la Regione debba coinvolgere sempre di più le
Comunità dei corregionali all’estero ed in
particolare i giovani in quella rete di relazioni indispensabile per il ruolo internazionale che la Regione intende svolgere.
Solo così potremmo tentare di coinvolgere le giovani generazioni dei discendenti
ed evitare la scomparsa delle nostre comunità all’estero.
Durante il convegno sono stati
proiettati dei documentari forniti
da Turismo FVG, sulla base della
convenzione stipulata con l’AGM.
( D A PAG . 1 - E L I O D E A N N A )
lizzazione, non presente ai tempi della emigrazione storica, fa vivere ora il migrante in
maniera profondamente diversa, cambiando
il rapporto che una volta si instaurava tra
nonni e nipoti e ora si trasferisce su figli, nipoti e pronipoti. Adesso in Argentina vivono
800 mila persone con passaporto italiano,
implementati, annualmente, da 30 mila nuovi nati. Pensiamo, inoltre, a come sono cambiati (o forse perduti?) i riferimenti e i valori di
chi è stato migrante tanti anni orsono, rispetto ai nuovi e differenti valori di chi oggi si appresta a vivere il mondo quale appartenente
alla seconda, terza e, forse, anche quarta generazione. In sostanza, i giovani.
I nostri padri e i nostri nonni partivano per
scelta, perché non avevano altra prospettiva.
I giovani, invece, “migrano” in parte “per scelta”, in parte “per necessità”, una necessità di
tipo diverso rispetto al passato. Sono persone che non lasciano l’Italia e il Friuli Venezia
Giulia per andare in cerca solo di fortuna e
di lavoro. La globalizzazione spinge alcuni
ad esplorare il mondo, magari per un brevemedio periodo, perfezionare la propria conoscenza e far ritorno in Patria dopo aver assorbito nuove competenze. Altri partono per capirsi, per sperimentarsi e migliorarsi, perché
sono curiosi. Il viaggio, la mobilità, diventano
un nuovo valore da traghettare nella globalizzazione, un modo per ritrovarsi in questo
mondo profondamente cambiato, per conoscersi meglio e per comprendere anche
lati sconosciuti di se. Questa scoperta si può
fare solo se si parte, se si decide di viaggiare
con una valigia quasi vuota, priva di ricordi
e affetti vecchi, che deve essere riempita
da affetti e certezze nuove, che renderanno
ogni “viandante” una persona migliore. Altri
ancora sono migranti per amore: ci sono ragazzi in Europa, ragazzi di Paesi diversi, che si
conoscono durante un Erasmus (il fenomeno
più interessante degli ultimi 15-20 anni in
Europa ed ancor oggi méta ambita) o una vacanza estiva; si frequentano, si innamorano e
questo rapporto provoca, come conseguenza, il trasferimento di uno dei due partner.
Sono tanti i giovani che partono inseguendo questo sentimento, per ricongiungersi
alla persona amata e iniziare una nuova vita
insieme, anche lontano da casa. In questo
contesto si inserisce la lingua italiana; il suo
insegnamento è importante, dobbiamo ringraziare chi si impegna in tal senso. Forse si
dovrebbe concentrare meno l’attenzione su
corsi in lingue minoritarie, poiché oggi - con
le ristrettezze economiche - servono corsi di
perfezionamento professionale e riconosciuti. Pensiamo ad esempio ad un giovane figlio
di corregionali, residente in Argentina, che
vuole venire in Italia: la sua laurea sarà riconosciuta?
La politica d’indirizzo della Regione nei confronti dei corregionali all’estero non può
quindi prescindere da questo nuovo contesto in cui viviamo ed operiamo giornalmente. Accanto alle realtà associative (Alef, Associazione Giuliani nel Mondo, Efasce, Ente
Friuli nel Mondo, Eraple, Unione Emigranti
Sloveni del Fvg) emerge, dall’emigrazione di
prima e seconda generazione e dalle relative discendenze, un nuovo fenomeno legato
proprio alla “brain mobilty”. Queste persone,
giovani laureati o semplici operai, professionisti e tecnici, una volta giunti a destinazione, si trovano ad operare lontano da casa.
Sentono il bisogno di stare uniti, insieme,
ora più di prima, al pari di tanti che si sono
riuniti in Fogolars (friulani), Segretariati (pordenonesi), Circoli (giuliani, sloveni) e di vivere
l’appartenenza non come un proprio campanile, bensì una preziosità da utilizzare come
“marchio DOC”, nella speranza di concludere
affari, accordi di reciproco scambio. E qui si
“aprono” alcune criticità. L’impressione è che
l’Argentina e la Latino America percepiscono
l’Europa come entità monetaria, concausa se non causa diretta - della criticità economica e non invece come progetto politico. Per
iniziative di Cooperazione internazionale allo
Sviluppo e alla Cooperazione Economica, la
Regione mette in campo la Legge 19, anche
in America Latina.
Personalmente, sono venuto in Argentina
(da Presidente della Provincia di Pordenone)
non so quante volte: mi sono recato a Buenos
Aires e dintorni (Avellaneda, Castelmonte,
Florencio Varela, Francisco Solana, Quilmes,
San Martin), Bernal, Colonia Caroja, Cordoba,
Iguazu, Junin, La Plata, Mendoza, Newquen,
Rosario, Salta, Santa Fe’.
Da quella volta ad oggi i risultati non posso
dire siano stati deludenti, ma poco incoraggianti si! Sostanzialmente per due motivi
principali: gli imprenditori ed i Bond. I primi
hanno alcuni requisiti fondamentali, ossia
rispondono a 4 I: Inquieti ed Individuali, Innovatori ed Internazionali. Ma vogliono certezza e sicurezza sui mercati. Tuttavia il vulnus
aperto dai Bond è ancora troppo fresco! Se
non migliorano le condizioni ed i rapporti
tra i due Stati la situazione non si sbloccherà!
Gli imprenditori del Friuli Venezia Giulia forse
preferiscono rivolgersi ad un mercato a loro
più vicino, composto da oltre 200 milioni di
persone e composto da Bielorussia, Russia,
Turchia ed Ucraina, attraverso la Serbia.
(Continua a pag. 3)
I PARTECIPANTI - Complessivamente 104 i partecipanti di cui 14 Presidenti di Sodalizi argentini ed 1 dell’Uruguay. Il
gruppo più numeroso è giunto dal Circolo di La Plata, ben 21 persone, quindi 13 dall’Associazione dei Goriziani e 11 da
Mar del Plata. Dall’Uruguay hanno partecipato 8 persone. I Gruppi familiari più consistenti: Contento, Kebat, Pagnussat,
Zerauschek, Tuzzi e Ferlat.
Giuliani nel Mondo
( D A PAG . 2 - E L I O D E A N N A )
Se il business sceglie come meta dei propri
investimenti il Sud America, allora gli imprenditori preferiscono andare in Brasile,
forse in Uruguay. Ma serve che ciò sia anticipato da un accordo “alto” tra i due Governi. Su questi patti si innesta la Cooperazione
decentrata, tra Regioni, Province, Comuni ed
associazioni. I giovani percepiscono questi
cambiamenti e a Toronto ci hanno chiesto
di adeguare le nostre azioni alla globalizzazione. Da un bisogno di riunirsi e incontrarsi
in una sede fisica si passa alla rete (che è il
secondo valore da traghettare nella globalizzazione), un luogo di aggregazione virtuale
e indipendente dagli spazi reali, punto di interconnessione, in grado di comunicare e informare tutti, di anche coloro che non vivono
attivamente il momento associativo.
Abbiamo poi sentito la riflessione della dottoressa Correzzola, che ha introdotto il tema
della chat, il dialogo in tempo reale: a domanda si risponde come in un normale colloquio faccia a faccia. Ciò che non era possibile in passato e in tempo reale, oggi è diventato routine! La Regione, in questa “partita”, può diventare un “Server”, elemento di
garanzia nei confronti delle associazioni e
nel contempo puntuale riferimento innovativo. Un alambicco centripeto, che riceve le
richieste dal mondo, ma anche centrifugo
perché facendole viaggiare in rete consente
ai giovani di esplorare concretamente ogni
possibilità di successo legato alle loro idee e
al loro talento.
Infine, una opportunità per i Circoli, Fogolars, Segretariati e Corregionali, definiti
spesso come Ambasciatori italiani all’estero.
Qui è stato ricordato l’accordo creato con
Turismo Fvg (da estendere a tutte le associazioni) sulle botteghe-vetrine dei prodotti
della nostra Regione, implementabili dalla
Cultura italiana e da video promozionali della Regione. Non sempre tutto ciò è presente
in Argentina. Inoltre non si può prescindere
dalle istituzioni italiane e dai loro rapporti
con i rappresentanti del Governo italiano
all’estero, ossia Ambasciate, Consolati, Ice
e Cciaa e le istituzioni locali. Per capire l’importanza di questi rapporti basta verificare
cosa avviene in Brasile, Canada, Stati Uniti e
Sud Africa. I Corregionali possono favorire
questi contatti, ma non possono sostituirsi
a questi canali, alle Istituzioni.
Con questo pensiero voglio salutare tutti voi,
venuti qui a Buenos Aires e ringrazio l’Associazione Giuliani nel Mondo e l’Efasce per
l’accoglienza riservataci. Lo faccio con un
saluto che nemmeno il tempo riuscirà mai a
scalfire: ciao, atè logo, hasta pronto, mandi,
se vedemo ancora!
Elio De Anna
Assessore regionale alla Cultura con delega ai
Corregionali all’estero
Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
Griselda Medvescig per Mar del Plata.
IL CONVEGNO DI BUENOS AIRES
(DA PAG. 1 - DUILIO FERLAT)
50% dei 185 giovani che sin dall’anno 1986
ad oggi, hanno usufruito di un soggiorno
in Regione Friuli Venezia Giulia, organizzato
dall’Associazione Giuliani nel Mondo, con il
contributo finanziario della Regione.
Questi soggiorni sono stati possibili in
quanto la Regione Friuli Venezia Giulia è
stata pioniera ed all’assoluta avanguardia in materia di legislazione in favore dei
corregionali all’estero. Chi Vi parla fa parte dell’Associazione dei Giuliani nel Mondo da quegli anni, e ricordo che da allora
s’incominciava a parlare dell’emigrazione, e
soprattutto delle nuove generazioni, come
una vera e propria risorsa dell’Italia e della
Regione sparsa per il mondo.
Nel caso dell’Argentina molto di più, se pensiamo che oltre il 50% della popolazione è di
origine italiana.
Per quanto riguarda specificamente gli emigrati giuliani, sappiamo che la maggior parte
si sono trasferiti in Australia. Nonostante ciò,
in Argentina abbiamo una numerosa presenza, soprattutto di istriani, fiumani e dalmati.
La Federazione dei Circoli Giuliani in Argentina è composta da una quindicina di Circoli
sparsi sul territorio, di cui solo in Buenos Aires ci sono 5 sodalizi. Eppure, nonostante lo
sforzo finanziario della Regione, dei quasi
duecento giovani che hanno usufruito di un
soggiorno, oggi sono pochi coloro che frequentano i nostri circoli nel paese.
I motivi sono molteplici, ed anche noi dirigenti dovremmo fare un’analisi ed un mea
culpa del perchè questi giovani si sono
allontanati dopo quella valida esperienza.
Questo è uno dei principali scopi di questo
convegno, cioè come migliorare e rinforzare la partecipazione nei sodalizi delle nuove generazioni.
Pertanto dovremmo analizzare gli errori del
passato, ma non lamentarci, bensì guardare con ottimismo il futuro e proporre come
continuare con nuove idee e proposte, non
faraoniche, bensì semplici e praticabili.
Dovremmo prendere anche atto delle nuove tecnologie e le reti sociali.
Oggi praticamente tutti sono dentro le nuove reti sociali online, tali facebook, twitter,
ecc, che consentono di essere collegati, almeno virtualmente, ma in tempo reale.
Quindi attualmente abbiamo stupendi canali
di comunicazione che non si possono trascurare. Per questo motivo abbiamo creato una
pagina della Federazione su Facebook, e su
Twitter, a cui invitiamo ad aderire e seguire.
Oggi la Regione FVG se ne può vantare di avere tra i discendenti degli emigrati, di professionisti di successo, politici, docenti, imprenditori, studenti, infine gente di lavoro e cultura.
Un esempio è dato da il MIB che ha capito che tra i discendenti degli emigrati c’era
un enorme potenziale da esplorare, e che
dopo un periodo di formazione manageriale,
questi giovani potevano diventare dei veri
e propri ambasciatori delle aziende del FVG
nei loro paesi di residenza.
Pertanto iniziative come Origini devono
assolutamente continuare. Origini è sicuramente la miglior iniziativa e non so se sbaglio
se dico che è l’unica, che sostiene in questo
momento la Regione FVG in favore delle
nuove generazioni di discendenti di emigrati, e che sono certo daranno delle ricadute e
soddisfazioni nel tempo.
La precedente amministrazione regionale
aveva intrapresso un interessante percorso
in materia di cooperazione internazionale
allo sviluppo. Il Servizio Regionale competente iniziava rapporti con le province argentine, siglando accordi di cooperazione,
che servivano di apripista per le missioni di
imprenditori regionali nel paese. Quando
questo percorso incominciava a dare i frutti
tutto questo lavoro si è cancellato
Siamo consapevoli delle difficolta’ che l’Italia
sta affrontando, e la Regione FVG non è esclusa di questa realtà. Nonostante ciò siamo
ottimisti. Abbiamo la speranza che si possa
incominciare un percorso di rinnovamento
integrale, di cui abbiamo davvero bisogno.
Intervento di Natalia Tuzzi.
Gravissime preoccupazioni
per l’attività delle Associazioni nel 2013
Siamo responsabilmente consapevoli della gravissima situazione finanziaria cui la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia deve far fronte in conseguenza delle drastiche riduzioni ai trasferimenti finanziari decise a livello nazionale e quindi della estrema difficoltà di
composizione della Legge finanziaria 2013 e del Bilancio per il prossimo triennio.
A tale proposito riteniamo doveroso anche da parte nostra riaffermare che tutte le componenti della comunità della nostra Regione debbano concorrere fattivamente al superamento
della crisi generale in atto anche nel Friuli Venezia Giulia con le priorità giustamente determinate in ordine alle destinazione delle risorse disponibili per il 2013, e fra queste componenti
vanno annoverati anche gli Enti e le Associazioni rappresentative dei corregionali all’estero.
Detto questo, riteniamo peraltro di dover sottolineare che l’ipotesi di una sensibile riduzione dello stanziamento del Fondo per i corregionali all’estero per l’anno 2013, ed in particolare dello stanziamento destinato alle attività degli Enti e delle Associazioni, non risulta compatibile con la minima continuità delle attività ordinarie e delle iniziative ricorrenti,
con particolare riguardo all’indispensabile sostegno ai Circoli e ai Sodalizi all’estero, agli
strumenti di comunicazione e soprattutto alle iniziative destinate alle nuove generazioni
dei discendenti, alle quali in questi anni sono stati dati giustamente assoluta centralità e
prioritario impegno. A tale riguardo va inoltre ricordato che negli anni passati il Fondo per
i corregionali all’estero era già stato progressivamente ridotto.
Va anche sottolineato che la Giunta regionale, con propria deliberazione n. 372 dell’8 marzo 2012, ha riconosciuto la funzione di interesse regionale alle Associazioni rappresentative dei corregionali all’estero, che pertanto a tutti gli effetti hanno assunto in questo
settore il ruolo di “braccio operativo” dell’amministrazione regionale.
Ci rendiamo, quindi, certamente conto delle innumerevoli e rilevanti problematicità che
la Giunta ed il Consiglio regionali si trovano ad affrontare nell’approntare il Bilancio per
il 2013 in relazione alle ridotte disponibilità, ma tenuto conto della peculiarità e della rilevanza - sempre riconosciute dalla Regione Friuli Venezia Giulia - dei destinatari di tale
intervento, auspichiamo che lo stanziamento sul Fondo per corregionali all’estero per il
2013 raggiunga la soglia minima necessaria a garantire quantomeno la continuità delle
attività ordinarie degli Enti e delle Associazioni rappresentative dei corregionali presenti
in tante parti del mondo.
Il prof. Claudio Sambri.
Tra le varie entità presenti, ha preso parte
attiva al Convegno anche MIB School of management, nella persona del suo amministratore delegato, prof. Claudio Sambri, il quale
ha svolto un’ampia relazione sulla realtà del
MIB, sui master dallo stesso realizzati nel corso degli ultimi venti e più anni, soffermandosi
in particolare sul Corso Origini, giunto ormai
alla dodicesima edizione.
Questo Corso, sin dalla nascita, ha goduto dell’apprezzamento e del sostegno della
Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. Fu
inizialmente sostenuto dall’assessorato alle
attività produttive, nel quadro di un accordo
di programma tra il Governo-ICE e la Regione
FVG, ed in seguito dal servizio Corregionali
all’estero, che a tutt’oggi continua a sostenere
finanziariamente il Corso.
Tra gli altri importanti sponsor non vanno
dimenticate le fondazioni bancarie presenti
nella nostra regione, la Banca di Cividale, la
CCIAA di Trieste, e numerose altre aziende,
sia di produzione che di servizi, che ospitano,
ogni anno, uno o più stagisti presso la loro impresa, per la preparazione di un business plan,
destinato poi, quando ne ricorrano le condizioni, ad essere implementato al ritorno alla
sede di residenza dei partecipanti al corso.
Scopo del corso infatti è quello di selezionare,
in vari paesi del mondo (Sud America, Stati
Uniti, Canada, Sud Africa, Australia) che sono
stati, nel corso degli anni e dei secoli, oggetto
di una intensa emigrazione di residenti nella
nostra Regione, un certo numero (in genere
una dozzina o poco più) di giovani talenti,
possibilmente laureati, con una buona conoscenza della lingua inglese,e che abbiano
in mente di accettare una nuova sfida, e di
mettersi in gioco, sotto il profilo professionale,
per, eventualmente, avviare una loro propria
autonoma attività, una volta rientrati nel loro
paese di residenza.
Il corso si svolge in due fasi, una fase d’aula,
dove vengono preparati ed aggiornati sulle
più avanzate ed innovative metodologie di
gestione imprenditoriale e manageriale, della durata di due mesi, e poi due mesi di stage presso un’azienda presente nella nostra
Regione, dove sono tenuti a sviluppare un
project work, che si conclude con un piano di
sviluppo imprenditoriale, da, possibilmente,
attivare, per conto dell’azienda regionale.
Il corso è, per quanto riguarda i costi, interamente a carico di MIB School of management,
il quale, grazie ai contributi di tanti enti, si fa
carico del viaggio, del vitto, dell’alloggio, e
delle piccole spese dei partecipanti.
Dalle testimonianze udite nel corso del convegno di Buenos Aires, è emersa, sia da parte di
coloro che a questo corso hanno partecipato,
sia da parte delle varie autorità, legate ai circoli degli emigrati, sia giuliani, sia di altre aree
della nostra ragione, un vivissimo apprezzamento per tale iniziativa.
Anche l’assessore De Anna, referente istituzionale per i corregionali all’estero, ed il dott.
Napoli, dirigente regionale addetto al settore, hanno, in più occasioni, manifestato vivo
apprezzamento per l’iniziativa in questione,
ed hanno garantito che alla stessa, da parte
della Regione, nonostante le enormi difficoltà
finanziarie in cui ci stiamo tutti dibattendo, il
convinto appoggio all’iniziativa.
PAG
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Giuliani nel Mondo
IL CONVEGNO DI BUENOS AIRES
FORUM
Lo sviluppo delle relazioni sociali ed economiche
tra il FVG e l’Argentina
Il dott. Giuseppe Napoli.
L’ing. Edoardo Sasco.
“Stamattina abbiamo partecipato all’interessante convegno dell’EFASCE, ed ora
- assieme alla dott.ssa Lia Correzzola, rappresentante dei giovani industriali della
provincia di Pordenone - siamo venuti molto volentieri ad incontrarvi.
Il Servizio corregionali all’estero e lingue minoritarie della Direzione Centrale
cultura,sport,relazioni internazionali e comunitarie della Regione Fvg, che dirigo, ha
in questi anni rafforzato la collaborazione
con le Associazioni dei corregionali all’estero.
Con i Giuliani nel Mondo vi è grande sinergia e devo esprimere apprezzamento per le
attività sinora proposte, in particolar modo
per quelle rivolte ai giovani, soprattutto se
realizzate direttamente all’estero o attraverso attività che si concretizzano in Regione,
ma pur sempre dedicate alle nuove generazioni ospiti.
Si tratta di un modo concreto per riprendere quel “filo affettivo tra chi è rimasto
e chi è stato costretto oppure ha scelto di
emigrare, basando il tutto non soltanto sui
ricordi e sulla memoria, sempre comunque
importanti,ma avvalendosi di metodologie
e linguaggi attuali”.
Insomma è difficile comunicare con ragazzi
e giovani che spesso, oramai, non parlano
l’italiano e non sanno neanche dove si trova
il FVG, utilizzando un linguaggio “distante”
dal loro modo di comunicare.
Oggi qui in Argentina, come in Brasile, in
Australia come in Canada, in Sud Africa come
in Cina dialogano e comunicano spesso
nella lingua internazionale più usata che è
l’inglese e tramite internet superano distanze
enormi e le barriere ed i confini che hanno
caratterizzato le nostre generazioni.
Questo non significa che dovremo rassegnarci alla globalizzazione, semmai che dovremo
cercare di “stimolare ed incuriosire” i giovani
sia in famiglia che nelle attività associative.
I Giuliani nel Mondo, assieme alle altre associazioni, sono impegnati - con il coordinamento della Regione Fvg - a promuovere e
sviluppare attività per i giovani, ma soprattutto con i giovani.
A tal proposito, e concludo, ringrazio il prof
Sambri che è qui in rappresentanza del MIB
di Trieste per quanto è stato fatto sinora nella realizzazione del Corso residenziale “Origini”, giunto oramai alla 12 edizione e che è
rivolto ai giovani provenienti dalle principali
aree di emigrazione dei nostri corregionali e
tra queste il Sud America.
La situazione economica dell’Italia e della
Regione FVG per il 2013, probabilmente,
non consentirà di finanziare, nella stessa
misura degli anni precedenti, sia le Associazioni dei corregionali che lo stesso MIB, ma
non per questo si dovranno “tagliare” i progetti rivolti ai giovani, che anzi dovrebbero
essere tra i pochi che - anche in questa fase
di ristrettezze e congiuntura economica - si
dovrebbe proseguire a proporre.
Proprio perché se non si semina...non si può
sperare di fare raccolto!
Grazie davvero e buona prosecuzione dei
vostri lavori!”
L’ing. Edoardo Sasco, in qualità di Vice Presidente della Commissione “Politiche giovanili e della solidarietà, istruzione, associazionismo, identità linguistiche e culturali”
nonché membro della Conferenza dei Capigruppo, ha portato il saluto del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, da sempre
molto sensibile e vicino alla realtà dei corregionali all’estero.
Ha ricordato, da triestino, il suo forte desiderio di incontrare la comunità dei Giuliani
nel Mondo che allora, più di ogni altra realtà
nazionale, ha sofferto il distacco dall’Italia e
dalle proprie terre di origine.
Ha sottolineato, rivolgendosi in particolare
ai numerosi giovani presenti, l’importanza
dei valori legati alla tutela e alla valorizzazione della propria storia e delle proprie origini, valori che a suo giudizio non possono
essere scalfiti dagli attuali processi di globalizzazione e di crisi economica.
Ha formulato quindi un forte invito a tutti,
in particolare ai giovani, a proseguire con
convinzione l’esperienza di 42 anni di attività dell’Associazione, patrimonio importante
da tutelare per chi è partito e per chi è rimasto, che oggi richiede solo un aggiornamento degli strumenti operativi per rendere più
attuale ed efficace la sua azione.
Ha concluso assicurando che il Friuli Venezia
Giulia, seppur attraversi come il resto del
Paese un momento di particolare difficoltà
economica, continuerà a sostenere con
convinzione questa realtà, perché solo così si
potrà dare continuità ad un legame storico,
ma ancora attuale, tra i figli della stessa
Patria che vivono dentro e fuori i suoi confini,
uniti in un comune sforzo di solidarietà e di
coesione sociale, senza le quali è più difficile,
se non impossibile, vincere le sfide che ci
stanno davanti.
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4
Una veduta della Sala.
Nell’ambito del progetto “ NORD-EST -@”,
che si inquadra negli stretti legami tra la
nostra Regione e numerose province argentine che traggono origine dall’emigrazione di migliaia di corregionali, si è tenuto
il 30 ottobre nella Sala Giunta del Comune
di Monfalcone un Forum al fine di verificare le relazioni tra il FVG e l’Argentina, con
particolare riguardo alla provincia di Salta.
Capofila dell’iniziativa l’amministrazione
comunale di Monfalcone in collaborazione
con l’Amministrazione regionale, la Camera di Commercio Italiana in Argentina, il
MIB (presente con il prof. Claudio Sambri),
l’URES ed il Fogolar di Monfalcone.
Sono intervenuti il Sindaco di Monfalcone
Silvia Altran, l’Assessore regionale Elio De
Anna, il sen. Luigi Pallaro, Gonzalo Sabate
consigliere d’Ambasciata, Mauro Sabbadini
della Municipalità di Salta, Carlo Ronaletto
per i giovani imprenditori ed infine Lucio
Gregoretti, ideatore del progetto.
Per l’AGM hanno presenziato Franco
Miniussi e Fabio Ziberna.
Alla fine della seduta è stato firmato un
protocollo di collaborazione.
I relatori hanno esaminato da varie angolature le problematiche dell’interscambio,
trasferimenti di know-how, strategie di cooperazione, iniziative di formazione, sostegno alle politiche di sviluppo in Argentina
ed assistenza tecnica.
Sono emersi anche interessanti e curiosi
dati statistici. Nel 1710 in Argentina gli italiani erano appena 50, nel 1940 i commercianti assumevano personale soltanto se
parlava genovese o friulano.
Oggi la popolazione d’Argentina conta 40
milioni di cui la metà è di origine italiana.
Da rilevare altresì che in cento anni e per la
precisione dal 1876 al 1976 ben 2.969.000
sono stati gli italiani emigrati in Argentina.
Il Sindaco Silvia Altran apre i lavori.
SOSTEGNO PER IL GIORNALE
da Montevideo
Da un’indagine esperita tra i periodici editi da Associazioni, Enti, Fondazioni, Club, ecc.
che gravitano nella sfera del mondo dell’emigrazione emerge un dato: tutte queste
realtà praticano l’abbonamento per la propria pubblicazione. Inoltre non mancano
versamenti volontari a sostegno della rivista. Il nostro trimestrale la cui tiratura supera
le 2.200 unità viene spedito gratis. Facciamo vivo appello per un contributo a piacere:
c/c postale n. 001005983612
presso il CONTO BANCOPOSTA
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in alternativa: c/c bancario n. 100000006529 presso la
Cassa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia - Trieste (Italy)
IBAN: IT61 L063 4002 2101 0000 0006 529.
Intestati entrambi a: ASSOCIAZIONE GIULIANI NEL MONDO
Via Santa Caterina da Siena, 7 - 34122 Trieste (Italy)
L’11 novembre scorso a Montevideo
il Consolato d’Italia, il Comites, la
Scuola italiana e l’ANCRI, hanno
celebrato la Giornata del 4 novembre
nel giardino dell’Ospedale italiano,
“Umberto 1º”, davanti al Monumento
ai Caduti di tutte le guerre.
Hanno partecipato alla cerimona
anche due esuli fiumani: Gianfranco
Premuda e Furio Percovich, orgogliosi
di posare davanti all’Obelisco del XX
Settembre con la Bandiera Fiumana e
l’Aquila Bicipite.
Giuliani nel Mondo
ATTIVITÀ ASSOCIATIVA: VEICOLATO “IL NUOVO DORIA”
Dario Locchi consegna il volume
alla Vicesindaco Fabiana Martini.
Visite in Associazione
Ci sono molti modi per conoscere la storia di una città: uno, molto suggestivo,
è quello di scoprirne i segreti partendo dalla parlata locale. Trieste, dal passato
storico intenso e cosmopolita, si rispecchia in modo straordinario in quello
che è il suo dialetto. Parlato diffusamente anche oggi (a differenza di quanto
avviene in altre città) svela, ad un esame attento, segreti, curiosità, modi di
dire e di pensare.
Perché occuparsi di dialetto in un’epoca così standardizzata e globalizzata?
Proprio per non perdere la propria identità. Perché la “parlata di casa” è una
delle ultime possibilità per ritrovare, con i suoni dell’infanzia e con le voci del
passato, le radici di una comunità. Perché le parole non sono suscitate solo
dalle emozioni, ma anche dalla necessità di rendere vivo un deposito linguistico ricco di valori.
Così recita una nota redatta dall’Associazione Culturale Altamarea.
L’AGM, in forza di una collaborazione con il quotidiano “Il Piccolo”, ha provveduto alla distribuzione presso i propri sodalizi nei cinque continenti de “Il
Nuovo Doria”, la versione rinnovata del Grande dizionario del dialetto triestino
storico, etimologico e fraseologico. Inoltre, sempre in accordo con la direzione
del giornale, il Dizionario è stato inviato in omaggio alle Autorità regionali e
cittadine, ad enti e strutture pubbliche.
LA DINASTIA JURMAN
Nora Avale e Lucio Jurman, Presidente del Circolo di Bahia
Blanca in Argentina, in occasione di una loro presenza a
Trieste ed in Istria, hanno fatto visita alla sede dell’AGM.
Il cordiale colloquio ha spaziato su svariati argomenti sia di
carattere associativo, progettuale ma soprattutto familiare.
In questo contesto abbiamo avuto modo di far conoscenza,
seppur fotografica, della composizione dinastica del “clan”
Jurman.
Da sinistra: Franco, Giuliana, Gianmarco, Gonzalo,
Alessandro, Gianpaolo, Natalia, Lucia, Lucio, Lara,
Daniele con Anna e Giuseppe. Al centro i capostipiti
Nora Avale e Lucio Jurman.
Nora Avala e Lucio Jurman ricevono il Dizionario
del Dialetto Triestino.
Albania
da Brasilia
Dario Locchi consegna il “Nuovo Doria” al
Presidente Dario Zanini.
Nel quadro di una già consolidata presenza di una struttura
ospedaliera privata triestina a Tirana, con la quale la società
di Alan Curtis sviluppa tutta la parte informatica, si prefigura, grazie al suo interessamento, un maggior collegamento
con l’AGM sì da porre le eventuali basi per un consolidamento della presenza giuliana in terra schipetara.
Ungheria
I coniugi Clara e Dario Zanini per la foto ricordo in
Associazione.
Mobilità professionale
triestina a Budapest e Tirana
Sono una ventina i triestini protagonisti del fenomeno della “mobilità professionale”, inseriti nei più disparati settori
dell’economia sempre più globalizzata, che vivono e prestano la loro opera in Ungheria ed in Albania e che fanno riferimento all’Associazione dei Giuliani nel Mondo di Trieste.
Alan Curtis, giovane imprenditore titolare di una ditta
attiva nel campo dei sistemi informatici con sede a Tirana,
e Alessandro Stricca, dirigente nel settore bancarioassicurativo, residente da anni a Budapest, vicepresidente
dell’Associazione Giuliani d’Ungheria, hanno fatto il punto,
assieme a Dario Locchi e a Fabio Ziberna, sui programmi e
progetti che queste due realtà dell’area balcanica e di quella
danubiana intenderebbero proporre per il 2013.
Alessandro Stricca, anche a nome del Presidente del nostro
Sodalizio magiaro Giuliano Dalla Porta Xidias, ha informato
che il 2013 in Ungheria sarà l’anno della Cultura Italiana.
In questo contesto l’Istituto Italiano di Cultura intenderebbe
coinvolgere, per le varie iniziative, anche noti scrittori
triestini.
Occasione quanto mai propizia per riprendere da parte
dell’AGM di Trieste e quella magiara, l’iniziativa che si era
ipotizzata quest’anno e precisamente “Trieste-Budapest: un
glorioso passato, un promettente futuro”, un’iniziativa storico-culturale ed in parte economica, incentrata sul caffé e sui
caffé storici, con la collaborazione di altre realtà istituzionali
ed imprenditoriali.
Da sinistra Alessandro Stricca, Alan Curtis e
Fabio Ziberna a colloquio in Associazione.
Roberto Max Storai Lucich riceve il Dizionario in
sede AGM.
dall’Australia
Romeo Varagnolo illustra a Locchi, Rinaldi e Ziberna
i suoi bozzetti dedicati ad alcuni caratteristici mestieri triestini ormai scomparsi. Durante l’incontro
Romeo ha pure ricordato che in veste di alpinista,
assieme ad altri due scalatori, salì sulla cima del
ghiacciaio Tasman in Nuova Zelanda.
La moglie Giordana, presente con lui a Trieste, ci ha
ricordato di essersi imbarcata a 18 anni per l’Australia assieme ai suoi genitori e ad una sorella minore.
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Giuliani nel Mondo
L’ASSEMBLEA DELL’UNAIE A COMANO TERME
Conservare la memoria per costruire un futuro migliore
Il presidente dell’UNAIE,
l’on. Franco Narducci.
Nove gli argomenti qualificanti contenuti
nella relazione del Presidente Franco
Narducci all’Assemblea plenaria dell’UNAIE
svoltasi a Comano terme il 22 ottobre u.s.:
l’associazionismo: una risorsa indistruttibile;
la rete consolare ed i servizi negati; lo
svuotamento degli organi di rappresentanza;
la tassazione delle case in Italia; gli sgravi
fiscali per l’efficienza energetica degli edifici
e il recupero edilizio; la lingua e la cultura
italiana: il banco di prova 2013; l’informazione
italiana all’estero e le sue potenzialità; la
cittadinanza, una questione mai dimenticata
ed infine l’indigenza, le nuove povertà e la
memoria storica.
Presenti 19 su 30 Sodalizi aderenti.
Alla parte amministrativo-contabile ed alle
comunicazioni ha fatto seguito un approfondito dibattito sulla relazione del Presidente con spunti anche animati.
Presente per l’AGM Fabio Ziberna, che ha
dettagliato su quanto il Sodalizio ha realizzato da gennaio ad ottobre 2012, messo in
luce i programmi per l’ultimo bimestre ed
illustrato l’azione promozionale verso i gio-
vani della seconda e terza generazione, e la
sensibilizzazione del fenomeno della mobilità professionale che abbiamo incardinato
nello Statuto dell’Associazione con la dicitura “Presenze Giuliane”.
La cartella AGM conteneva inoltre il
n.3/2012 del nostro trimestrale e la brochure “eravamo, siamo, saremo”.
Sono state approvate pure due mozioni
relative all’azione della Regione Veneto di
cancellazione di alcuni circoli o sodalizi all’estero dal registro regionale e del provvedimento della Regione Lombardia di azzerare
la Consulta ed avocare a sé tutte le competenze in materia di emigrazione.
L’Assemblea ha pure approvato una serie di
azioni ed iniziative da tenersi nel 2013:
a Pescara un simposio sull’editoria; sensibilizzare le Poste Italiane per rivedere le tariffe
postali delle spedizioni cumulative; realizzare da parte dei singoli Sodalizi l’indagine
sulla mobilità professionale per poi dar corso
al convegno auspicato nel corso della seduta
UTRIM; approfondire il tema se dar corso effettivo o meno ad una rete interassociativa;
dare una risposta precisa (si o no) sull’interesse per i tre progetti di Italian Accademy.
Infine, Mario Guadalupi ha relazionato sull’iter per la partecipazione dell’UNAIE al BIE di
Milano per l’edizione 2015.
In occasione del ventesimo di fondazione
dell’UTRIM (Unione dei Triveneti nel Mondo)
si è tenuta, presso la sede della Fondazione
Cassamarca, a Belluno, una seduta straordinaria incentrata su una serie di proposte da
discutere in un convegno da tenersi – come
convenuto all’Assemblea dell’UNAIE – nel
2013. Il tema – come ha illustrato il Presidente on. Dino De poli – riguarderà “Nuova
Emigrazione”. In questo contesto l’Associazione Giuliani nel Mondo, che ritiene l’iniziativa di significativa valenza per il futuro
delle associazioni, ha contribuito a gettare
le basi per il suddetto convegno con una
nota del Presidente Locchi.
“Nel merito della problematica sulla nuova
emigrazione originata dalla mobilità professionale – sottolinea Locchi – anche tra i
giovani giuliani, negli ultimi anni, si sta as-
È il compito dell’UNAIE e di tutte le associazioni tenere alto il legame con la madre
patria e vivi nei cuori i valori che hanno fatto grande l’Italia.
Nella parte introduttiva la relazione si addentra sulle problematiche della crisi
economica, esamina gli interventi governativi, il fenomeno della disoccupazione
giovanile, il trend della produzione industriale e la politica per gli italiani all’estero.
Sul tema dell’associazionismo sociale Narducci ricorda che la proposta di legge
non è mai stata calendarizzata. In merito alla rete consolare viene sottolineato che i
continui tagli portano a ripercussioni negative sulla rete stessa.
Sulla riforma degli organismi di rappresentanza – COMITES, CGIE – il testo è bloccato
e ci saranno certamente ulteriori rinvii (le elezioni dovevano tenersi nel 2009) e se
tutto andrà bene si voterà nel 2014.
Sul problema dell’IMU – imposta sugli immobili di proprietà che è dovuta anche dagli
italiani residenti all’estero – ai Comuni è demandata la potestà, previa delibera del
Consiglio comunale, di decidere in ordine ai cittadini italiani emigrati. Si è in presenza
di un’azione a vasto raggio per far sì che la casa degli emigrati sia considerata
“abitazione principale” in modo da non precludere l’accesso alle agevolazioni.
Altro argomento affrontato nella relazione è quello del recupero edilizio da parte
dei lavoratori frontalieri. Per quanto concerne il tema della diffusione della lingua
italiana all’estero si è in presenza di uno smantellamento degli Enti gestori sottoposti
ad una drastica riduzione dei contributi.
L’UNAIE sta attivandosi per una riforma dell’editoria italiana all’estero e nel contempo
la richiesta di facilitazioni per gli invii multipli della stampa associativa. L’iter per la
riforma della legge sulla cittadinanza è stato interrotto. Sull’assistenza sanitaria e di
aiuto per gli italiani all’estero indigenti è stata destinata una quota a beneficio delle
attività assistenziali.
La relazione infine tratta sulla battaglia svolta dall’UNAIE in Parlamento (disegno di
legge presentato da Narducci) per la sopravvivenza e l’esistenza futura del Museo
dell’emigrazione italiana. Il D.L. è in corso di approvazione.
IL CONVEGNO EZA - UNAIE
“Economia della conoscenza: una ricetta contro la crisi?”
Il tavolo della Presidenza.
L’APPORTO DELL’ASSOCIAZIONE GIULIANI
ALLA NUOVA EMIGRAZIONE
Consiglieri e delegati all’Assemblea.
In sintesi la relazione di Narducci
sistendo ad un marcato sviluppo del fenomeno della mobilità professionale a livello
internazionale. Noi riteniamo che questi
giovani – che sono, in molti casi, delle vere
e proprie eccellenze nei più svariati campi e
settori di attività - rappresentino una preziosa risorsa, un avamposto, un’ “antenna” che
dà lustro alle province di Trieste e di Gorizia,
al Friuli Venezia Giulia e all’Italia.
In occasione dell’assemblea dell’Associazione Giuliani nel Mondo è stata apportata una
modifica al nostro Statuto con la definizione
di questi nuovi soggetti all’estero.
Si tratta di realtà sparse in tutto il mondo
(noi abbiamo censito oltre 300 persone attive in 37 paesi) non ancora strutturate sotto
forma di circoli e che abbiamo definito “presenze giuliane”.
Più in generale, dunque, la mobilità professionale è una realtà che non può essere trascurata e che va messa in rete con le istituzioni delle nostre Regioni e del nostro Paese.
Mi pare di poter dire che, focalizzando tale
tema, i nostri sodalizi dimostrino così di non
temere le nuove sfide e di saper cogliere la
necessità di riposizionarsi verso il futuro, pur
senza trascurare l’emigrazione storica che costituisce la nostra “mission” originaria.
Questo il leit motiv del Convegno EZA –
UNAIE – TRENTINI nel Mondo tenutosi dal
19 al 21 ottobre a Comano Terme, che ha
registrato la partecipazione di oltre un centinaio di congressisti provenienti da Belgio,
Francia, Germania, Gran Bretagna, Malta,
Polonia, Portogallo, Romania, Svizzera, in
veste di uditori, relatori, esperti e tecnici.
Professori universitari, tecnici-informatici,
direttori e portavoce di Governi e di strutture pubbliche hanno illustrato, dalle rispettive angolature, concetti di crisi e di
crescita, le strategie 2020, il contributo
dell’industria della creatività e dell’innovazione, la mobilità della conoscenza, il dialogo sociale ed il suo ruolo nel tempo di crisi.
Tutte tematiche poi messe a confronto in
una tavola rotonda.
VERSO UN’INTENSA AZIONE PER FAR CRESCERE
IL SENSO DI APPARTENENZA E DI IDENTITÀ
PER UNA NUOVA COMUNITÀ GIULIANA
Prendo spunto da un intervento a Comano Terme, in occasione della Conferenza
UNAIE-EZA, di Alberto Tafner, Presidente
dei Trentini nel Mondo, per riaffermare che
anche l’AGM guarda con grande attenzione
al futuro dei Giuliani (e per giuliani intendo
triestini, goriziani, bisiachi, istriani, fiumani,
dalmati, ecc.) all’estero perché rappresentano una risorsa, siano essi appartenenti ai
Sodalizi storici con le seconde e terze generazioni quanto alle “presenze giuliane” che
si identificano nella mobilità professionale.
La spinta verso la ricerca all’estero di condizioni migliori è in aumento.
Appare evidente che il flusso verso l’estero
di questi ultimi anni non è paragonabile a
quelli del passato.
I motivi di fondo sono ben differenti, così
come i mezzi e le tecnologie a disposizione
per questi nuovi “emigrati” (per inciso si parla di 40.000 italiani negli ultimi tempi di cui
il 50% in Germania). La domanda che sorge
spontanea, ma già da noi più volte evocata
come pure da parte degli Assessorati regionali: questi fenomeni migratori, questo
flusso umano può costituire una ricchezza?
Ovviamente la risposta è affermativa.
Pertanto si devono trarre le dovute conseguenze e agire in modo adeguato.
L’AGM ha intrapreso questa via e l’amministrazione regionale dovrà necessariamente
sostenere tale azione, dotandosi di strumenti capaci.
Si tratta quindi di dare un sostegno al progetto di un’indagine conoscitiva, per poi
realizzare una rete che coinvolga anche i
protagonisti della mobilità professionale.
(observer).
PERSONALE DELLO SCULTORE VILLI BOSSI NELLA CAPITALE BELGA
Da sinistra Giorgio Perini, la curatrice Marianna
Accerboni, Flavio Tossi, il tesoriere Guido Bognolo, Luisa
Poclen dell’Ufficio FVG di Bruxelles e Villi Bossi.
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Si è tenuta dal 20 ottobre al 6 novembre, presso l’Ufficio di
collegamento della Regione FVG, a Bruxelles, una rassegna
dedicata allo scultore Villi Bossi, intitolata “Villi Bossi. Sculture
e disegni”.
Organizzata dall’Ufficio di collegamento della Regione nella
capitale belga, dall’Associazione Giuliani nel Mondo di Trieste
e da quella di Bruxelles, l’esposizione comprendente oltre una
ventina di sculture realizzate dall’artista in diverse qualità di
marmo e legno dal 2001 ad oggi, e altrettanti disegni colorati ad acquarello e china, che rappresentano studi preparatori
alle opere tridimensionali.
Una panoramica delle sale espositive
con le sculture dell’artista maggesano.
Giuliani nel Mondo
I PERSONAGGI - Le due “V” in terra australiana
Romeo Varagnolo, triestin patoco, Daniele Velcich, chersin, entrambi emigrati in Australia,
hanno in comune, pur nella diversità di proporre le iniziative, due elementi: l’iniziale del
cognome, la “V” e l’obiettivo: quello di mantenere salda e consolidare l’identità giuliana.
Romeo attraverso la conservazione delle tradizioni popolari (grazie ai suoi scritti, le feste,
ecc.), Daniele attraverso il “mattone”, cioè la casa simbolo della famiglia ma anche di tutti
coloro che si riconoscono appartenenti ad una Comunità, nel caso specifico a quella dei
chersini. Certi di far cosa gradita riportiamo qui di seguito alcune loro significative tappe e
realizzazioni pubblicate dai media.
El problema dei Ratti con un fià de morbin...
In Australia all’inizio del 1900 a parte l’incredibile piaga di conigli che a migliaia distruggevano raccolti e campi coltivati esisteva
anche “The rats plague” la piaga dei ratti
giunti a Sydney a bordo delle navi mercantili inglesi da carico, erano i black rats, tozzi,
occhi gialli, responsabili della peste nera di
Londra. In pochi anni the black rats a Sydney
raggiunsero un numero estremamente allarmante con i primi casi di pestilenza nella
zona del porto.
I rats scendevano di notte dalle corde di attracco delle navi cariche di viveri e botti di
rum che durante il lungo tragitto riuscivano
a penetrare rosicchiando il grosso tappo
di sughero. Molti vennero trovati morti annegati caduti in mare ubriachi con ancora
adosso l’odorte del rum.
Per gli australiani fu una lotta dura, lunga,
non senza mortali conseguenze vinta con
l’aiuto del “chemical warfare” un gas che
neutralizzava la virilità dei maschi non privo
di tristi problemi privati per i tecnici australiani che l’amministravano.
Seguirono anni di pace e progresso con
qualche sporadico attacco di rats militanti
votati alla morte che si gettavano a corpo
morto tra i cavi di alta tensione delle centrali elettriche causando enormi corti cirquiti e
blackouts. Ma nel 1954 qualcosa di diverso
di nuovo sbarcò a Sydney .....
Il racconto che segue è scritto in anglotriestino. Una versione ritoccata della lingua inglese con una pennellata di dialetto
triestino per rendere meno pesante e più
attraente la versione anglosassone.
Eccovi quindi...
I Ratti patochi – in anglo-triestino
Nel 1954 la famiglia Ratti, triestina patoca,
papà, mama e tre young sons, tuti de pele
ciara, light skin, con i bafi biondi and oci celesti xe sbarcadi a Sydney during the night,
co’l scuro, in zerca de fortuna.
They quickly made un mucio de friends de
amici rats, del posto, ma ben presto xe nati
i fights, le bartufe, per via dele mule rats
che preferiva i ratti patochi triestini con i oci
celesti e bafi biondi inveze dei scassadi rats
australiani de origine inglese, fat, sgionfi,
scuri, oci zali e tremendamente slow, fiapi
insoma... per zerte robete. E po’ i rats locali
no saveva balar e sing in coro like the ratti
patochi che ciamava le girls “cocola”.
Insoma ogni note casoto a non finir but the
Ratti family se saveva difender, alenadi ben
co’l Ka-ratti, e in poco tempo i ga sconquassado e spedido in hospital metà dei rats scuri, grigio topo, con tanto de black eyes, oci
neri, inveze dei normali zali.
Le mule rats iera assai happy del risultato
fazendo salti, capriole sventolando i Pom
Poms. In pochi mesi the Ratti family became
the new “boss”, paroni del porto de Sydney.
Imediatamente el Statuto dei Rats australiani, ”the Articles of Association”xe stado ben
ratti-ficado e la storia dela famiglia Ratti, triestina patoca, inserted, drento el documento
storico per i posteriori che sarìa i posteri.
Come xe sorta la famiglia Ratti xe interesting:
El trisavolo della famiglia Ratti was Ludvik
Ratten gnoco vero de Viena, biondo, oci blu,
arivado in treno merci per butar l’ocio a Trieste. One night co’l scuro in marina Ludvik se
incontra con Luda Sorcich triestina, un tocon,
con la borseta de pele de gato nero, bionda
come lui, oci blu, abitante in via Sporcavilla.
El tempo se sà cori veloce e durante el regime dei ratti neri del fassio el nome Ratten
vien cambiado in Ratti and Sorcich in Sorci.
Co’l passar dei ani e continuo giro de famiglie Ratti, the last heir, l’ultimo erede direto
Cesco Ratti, decidi de partir per l’Australia
in zerca de fortuna e sbrissa a bordo con la
famiglia dela prima ship in partenza, el Castelverde. Iera el 15 marzo 1954.
The years passed quickly and Sydney was
beautiful. The local Rats and i Ratti patochi
(continua a pagina 10)
Daniele Velcich un esule chersino dai grandi ideali
A Marsden Park, nella sede dell’Associazione Santa Maria di Cherso, viene festeggiato
ogni anno il Ferragosto con una Santa Messa in onore della Madonna Assunta, patrona
di Caisole nell’Isola di Cherso.
La celebrazione, giunta alla 45esima edizione, segna un traguardo importante per questo sodalizio, che a Marsden Park ha realizzato il centro di ritrovo preferito dai giulianodalmati del NSW per la sua calda accoglienza.
A festeggiare questa significativa ricorrenza
insieme ai chersini, sono i rappresentanti
delle Associazioni Giuliani di Sydney, Wollongong e Canberra, della Famiglia Giuliana, dell’Associazione Fiumani.
I festeggiamenti ruotano attorno alla persona di Daniele Velcich, Presidente dell’Associazione Santa Maria di Cherso ed uno dei
Daniele Velcich con la moglie Vittoria e le
figlie Diana, Julie, Linda e Daniela.
Il fratello e le sorelle di Daniele Velcich con i
rispettivi partner; da destra: Daniel Velcich
con la moglie Vittoria, Orfeo Marchetti
con la moglie Laura, Piero Perovich con la
moglie Anna, Nicholas Apap con la moglie
Maria, Steven Mikosic e la moglie Lucia,
Giovanni Velcich con la moglie Mary.
fondatori dello stesso sodalizio, che dopo
aver inizialmente organizzato le prime attività sociali a favore dei chersini-caisolani,
nel 1972 ha acquistato un terreno a Marsden
Park per la costruzione del club, che è stato
fatto in vari stadi con il lavoro volontario dei
soci e dei simpatizzanti.
Daniele Velcich, personaggio molto noto
nella comunità italiana di Sydney, è originario di Caisole, oggi denominata Beli, nell’Isola di Cherso, dove è nato il 10 dicembre
del 1931 nella zona di Tramontana. Ancora
giovanissimo ha dovuto superare dolorose
difficoltà, quando la sua terra nel 1945 è stata occupata. La fuga di Daniele Velcich dall’Isola di Cherso è avvenuta il 14 aprile 1949,
con il padre Giovanni, il cugino Giuseppe ed
altri 10 chersini su una barca da pesca in una
notte buia, piena di paure, ansie e speranze.
Dopo numerose peregrinazioni in diverse
località il 23 marzo del 1950, si imbarca sulla
nave americana “General Steward” (Daniele
aveva 19 anni) con destinazione Australia.
Arriva il 17 aprile del 1950. In una bellissima
giornata di sole la nave è giunta a Sydney e
Daniele Velcich si innamora della città.
Nel 1953 riabbraccia la sua famiglia, giunta
in Australia con la motonave “Oceania”.
Una volta riunita la famiglia, Daniele ha cercato di dimenticare le sofferenze subite e
quanto era andato perduto lasciando l’Isola
di Cherso, e si è dedicato al suo lavoro con
l’intento di creare un avvenire migliore per
la sua famiglia.
Dopo vari lavori, essersi sposato con Vittoria
ed aver avuto 4 figlie, Daniele si è sentito
pronto per fare un salto di qualità nella
sua vita lavorativa ed ha quindi deciso di
fare l’impresario edile ed altri mestieri per
ben 27 anni. Oltre agli impegni di lavoro e
della famiglia, è sempre stato interessato
alla vita sociale: già nel 1955 aveva iniziato
ad organizzare, insieme agli amici nel Club
di Blacktown, il primo veglione italiano,
intitolato “Una notte a Venezia”.
Nel 1966 è stato uno dei soci fondatori
dell’Associazione Santa Maria di Cherso, della quale è stato il primo presidente. All’inizio
degli Anni ’70 ha acquistato un terreno a
Marsden Park per costruire il club, che è stato
inaugurato il 23 giugno del 1985 dall’allora
parroco di Caisole, mons. Giuseppe Bandera.
Da quel giorno sono state innumerevoli le feste a Marsden Park nel club dell’Associazione
Santa Maria di Cherso, che hanno meritato
al sodalizio la stima della comunità italiana
di Sydney, e soprattutto della comunità giuliano-dalmata, diventando il club che molti
scelgono per ritrovarsi in fraterna amicizia.
L’Associazione riceve spesso visite di autorità provenienti dall’Italia e da altre parti del
mondo che non mancano di recarsi nella
sede di Marsden Park per salutare i connazionali residenti a Sydney.
Un evento che merita di essere ricordato è
quello della riunione della famiglia Velcich.
Il 4 aprile del 1999, 67 membri della famiglia
Velcich, che vivono per lo più nel sobborgo
di Blacktown, si sono riuniti per ricordare
l’anniversario del 1949 della partenza da
Faresina, nell’Isola di Cherso, di 13 persone che fuggirono quella notte a bordo di
un’imbarcazione a motore, che era adibita al
trasporto viveri tra Caisole e Cherso. Da allora sono 4 le generazioni che formano il loro
albero genealogico e la riunione ha voluto
ricordare questa parte così importante della
storia della famiglia Velcich. In quell’occasione un particolare ricordo e pensiero è andato al patriarca Giovanni Velcich, da poco
scomparso.
PAG
7
Giuliani nel Mondo
ELIGIO CLAPCICH IN CATTEDRA CON STUDENTI E DIRIGENTI D’AZIENDA
Dirigenti d’azienda triestini durante la relazione di Eligio Clapcich.
Una conversazione a 360 gradi di Eligio
Clapcich, Presidente dal 2009 dei Giuliani nel Mondo del New Jersey, ai dirigenti
Un intervento al Consolato Generale
d’Italia a New York
d’azienda di Trieste nella loro sede istituzionale: una serata, grazie anche all’interessamento del cap. Francesco Ferfoglia
e di Grazia Gaio Botteri dell’A.D.A., tutta
all’insegna del rapporto fra Trieste e gli
Stati Uniti, dove l’oratore ha – al di là dei
contenuti storici presenti nella relazione
– risposto a decine e decine di domande,
che hanno avuto, appunto, l’obiettivo di
“scoprire” le carte sul delicato lavoro che
Eligio svolgeva, quello della “decifrazione”
o, come si usa dire oggi, della “decodificazione” dei messaggi.
In un articolo del 2011 Clapcich è stato definito “Profugo da Fiume conoscitore dei segreti della NASA”.
Residente negli USA dal 1955, esule da
Fiume nel 1946, ingegnere matematico,
Clapcich ricorda nella sua relazione che
negli anni sessanta, quelli della guerra
fredda, lavorava su “particolari programmi”
per il Governo di Washington operando
con il Pentagono, la Casa Bianca, il SAC in
Nebraska e la NASA (Florida e Houston).
Nella sua relazione a carattere storico fa una
specifica sottolineatura, quella di esser stato
un emigrato fortunato negli USA perché,
sebbene non siano la madre naturale,
considera gli Stati Uniti una seconda madre,
al pari della terra natia “fiumano-italiana”.
Da qui nasce il suo racconto – scritto nel
2000 – “le due madri” che pubblichiamo in
questo numero.
Pietro Spirito
a New York
Studenti italoamericani a lezione
Il giornalista Pietro Spirito con la moglie
Adriana Siviz accompagnati da Clapcich
in visita a New York, all’uscita del “Les
Ami” dopo una giornata tra musei, Little
Italy e China Town.
Nell’ambito dell’attività socio-culturale
e storica nei confronti degli studenti
americani e italiani frequentanti le classi
superiori di New York, Eligio Clapcich
viene chiamato dalle Istituzioni italoamericane a tenere delle conferenze
sulle tematiche dell’emigrazione.
LE DUE MADRI
Parlava, il vecchio, con accento veneto.
Beh, quasi veneto. Anzi era un miscuglio di
triestino, fiumano, istriano. Ad ogni modo,
uno dei tanti dialetti italiani. Parlava a suo
nipote, in una metropoli tanto lontana da
Roma, da Pola, da Zara. Il ragazzino guardava suo nonno con un’espressione di riverenza. Era giusto che fosse così, perché
dentro a quell’espressione bonaria l’anziano
nascondeva una triste vicenda. Una storia
d’omicidi, di beni espropriati, di soprusi:
quella dell’esodo vissuto da 350.000 italiani
provenienti dall’Istria, dal Quarnaro e dalla
Dalmazia. Per cinquantacinque anni quella
tragica storia è stata considerata un evento
non degno di essere ricordato nelle scuole
italiane. Troppo sconveniente dicevano i
governanti… Eh sì, era troppo pericoloso
presentare questo fatto nelle scuole, dove
gli studenti avrebbero potuto chiedere
spiegazioni riguardanti il “modesto aiuto”
fornito dalla Madre Patria ai loro figli esuli, la
cui colpa era solo quella di essere italiani in
una regione nella quale varie etnie slave si
erano riservate il diritto di conquista.
“Nonno, come sai, ho letto molti libri riguardanti la storia dell’alto Adriatico e, con il
tuo aiuto e quello di papà, ho accumulato
informazioni dettagliate di valore immenso.
Continuerò ad approfondire i miei studi su
questo soggetto con più interesse, perché
è mio dovere portare a termine ciò che voi,
una manciata di esuli/immigrati e simpatizzanti, avete intrapreso. Mi riferisco alla
vostra battaglia combattuta per il riconoscimento di un’identità, dei diritti umani, e
contro l’ingiustizia riguardante i vostri beni.
“Se mi permetti, vorrei chiederti dei chiarimenti sull’atteggiamento dell’Italia durante
i 50 anni e più di ostinato silenzio nei vostri
riguardi. Cioè desidererei che esprimessi
il tuo parere a proposito di governi che vi
sono stati, diciamolo apertamente, ostili. Ci
hai educato con tradizioni italiane, basate
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8
sul rispetto per la nostra terra natia e per
quella da cui tu provieni. Hai abbracciato
questo nuovo paese, da immigrato, come
fosse il tuo paese natio. Hai sempre difeso la
tua italianità anche quando, con le spalle al
muro, cercavi di razionalizzare la tua infelice
posizione d’identità… Ma quello che più mi
ha colpito è la tua caparbietà con la quale accetti i torti ricevuti senza inveire. Hai
sempre affermato che tu hai due mamme:
l’Italia come madre naturale e questa terra,
che ti ha accolto quando ne avevi bisogno,
come madre adottiva. Ti chiedo, nonno,
come puoi rispettare una madre, l’Italia, che
ti ha abbandonato solamente perché non
riteneva opportuno di chiamarti figlio? Ti
chiedo, nonno, come puoi?”
Ma guarda là, questo ragazzo è veramente
cresciuto... Però attento, vecchio mio, non lasciarti influenzare dall’autocommiserazione.
“Ah, il mio piccolo pretenzioso si è autonominato giudice e giuria. Ma sai che i tuoi
giudizi sono intollerabili? Per cominciare,
voglio assicurarti che è possibile nutrire un
affetto patriottico per due paesi dai quali
tanto hai avuto. Poi, devi capire che se l’Italia ha avuto una strana relazione con i suoi
esuli, lo ha fatto per motivi puramente politici e con governi deboli (da qui i trattati di
Osimo nel ’75 e di Roma nel ’83). Ricordati
dell’epoca dell’esodo: l’Italia era appena
uscita dalla guerra in condizioni pietose e
non riusciva o non voleva capire il perché
del nostro esodo, perciò si dimostrava un
po’, diciamo, “indecisa” nei nostri riguardi.
Però non generalizzare… Devi capire che
quelli di Bologna (dove i ferroviari minacciarono di scioperare se gli esuli fossero scesi
dal treno), o di Venezia (dove i profughi e
la salma di Nazario Sauro furono accolti da
manifestanti comunisti con fischi e derisioni) furono casi isolati. Ripeto: considera
quando l’Italia l’ha fatto… anni duri erano
quelli. Non essere troppo severo nei tuoi
giudizi. Al massimo, si potrebbe affermare
che l’Italia, nei nostri confronti, è rimasta
“silenziosa”. Poi, a proposito di torti ricevuti
senza inveire, ricordati di scrivere i torti ricevuti nella sabbia, mentre le benevolenze
incidile nella pietra.
“Il vero problema per noi esuli/emigrati è
che la nostra identità ha varcato tanti confini, troppe volte. Sai, la differenza fra esule
ed emigrato è sottile. All’estero, come emigrati, talvolta siamo oggetto di sarcasmi di
sapore etnico. Quando ritorniamo in Italia,
come ex emigrati, talvolta veniamo indicati
come esuli croati oppure stranieri che parlano italiano”.
Il ragazzo, prestando orecchio con avidità
curiosa, ne prendeva atto.
“Nonno, credo di aver capito quanto sia stato difficile per voi esuli soffrire l’esodo, e, nel
tuo caso, l’espatrio. Tutto ciò non ti ha impedito d’amare due “madri” così differenti
l’una dall’altra, assicurando di trasmettere
questi amori a noi, tuoi discendenti. Siamo
orgogliosi ed onorati della nostra origine e
ti garantiamo che ci impegneremo affinché
la tua, anzi, la nostra storia, sia divulgata
sempre, in tutta la sua verità.
“Ancora una cosa ti chiedo, nonno… una
cosa molto, ma molto confidenziale. Forse non dovrei, ma è più forte di me. Devo
sapere, nonno: delle due mamme, a quale
vuoi più bene?”
Un sorriso apparve sulle labbra del vecchio.
Strinse il ragazzo a sé e, volgendo lo sguardo verso il cielo, ringraziò Dio per avergli
concesso di trasportare in terre lontane
quel codice genetico che Montanelli, nelle
sue Stanze, definì l’esule giuliano dalmata “il
più italiano di tutti gli italiani”.
“Picio mio, capisco la tua curiosità, però mi
chiedi di pesare l’essenza di ciò che è rinchiuso nel nostro cuore. Dare un valore di
preferenza a questo sentimento che ci è
tanto caro, non è facile. Però, consideran-
I coniugi Savina ed Eligio in sede a Trieste.
do che la parola è usata talvolta dall’uomo
per esprimere i suoi pensieri più intimi, mi
impongo un’eccezione e te lo suggerisco: la
madre cui voglio più bene è… quella che si
veste in tre colori”.
“Ma nonno, ambedue le madri si vestono in
tre colori… Di quali parli? Sei enigmatico...
Su, nonno, dimmelo, sarà il nostro grande
segreto”.
“Bravo il mio piccolo, sei testardo come tuo
nonno. Ma dopotutto, meriti una risposta:
la mia madre preferita è… beh, te lo dirò
quando sarai capace di dirmi quante stelle
ci sono nell’universo!”.
E fra quelle stelle, le più belle emanavano
una scia di luce, come per festeggiare un
evento particolarmente importante. Ed importante lo era. Il seme della verità storica
di un popolo, del cui esodo molti facevano
scherno, ora germogliava curato, da una generazione degna erede di una cultura unica.
Eligio Clapcich, Anno 2000.
Giuliani nel Mondo
AMERICA DEL SUD - NOTICIASY NUEVAS
ARGENTINA
Nuovo direttivo
del Circolo Giuliani
di Mar del Plata
Il Consiglio Direttivo per il biennio 2011/13
è così composto: Presidente Eduardo
Valinotti; vicepresidente Valter Zerauschek;
segretario Maria Florencia Medvescig;
vicesegretario Griselda Medvescig;
tesoriere Natalia Vellenich, vicetesoriere
Laura Fonda; consiglieri: Italia Zatella,
Laura Vellenich, Jorgelina Vellenich, Gianni
Cnappi; consiglieri supplenti: Norma
Abregu, Alejandra Lezana; revisore dei
conti titolare Aldo Velenich; revisore dei
conti supplente Ana Szust.
XXV del Circolo
Giuliano
di Buenos Aires
La celebrazione del 25° di costituzione,
la cui notizia è apparsa nel numero
precedente, ha registrato quasi
300 partecipanti fra soci, familiari e
simpatizzanti.
Pubblichiamo alcune immagini.
CD di canzoni giuliane
a cura del baritono ClaudioAcevedo
Una recente esibizione di Claudio Acevedo.
Il baritono Claudio Acevedo, figlio dei
coniugi Sergio Francetich e Ines Scurzi, che
si è esibito di recente a Roma in due concerti
presso il prestigioso “Café de Paris” in via
Veneto, ed a Venezia in Piazza San Marco, ha
realizzato un CD di canzoni giuliane.
Per informazioni sul CD:
Il Baritono Eventos Liricos
(0221) 15 508 3051
en Facebook/sitios publicos:
IL BARITONO EVENTOS Compania Lirica
IL BARITONO EVENTOS LIRICOS
en TWITTER: @IL BARITONO
WWW.ILBARITONOEVENTOS.COM.AR
–flash version site–
www.ibliricapop.com.ar
CLAUDIO ACEVEDO
Director Artistico
URUGUAY
Almuerzo
de primavera 2012
Le vostre storie: il pastificio “Adria” a Montevideo
Si scrive incontro conviviale di primavera
ma si legge ottobre. Infatti il 7 di ottobre
si è tenuta presso la sede interassociativa
Las Tres Venecias di Mar del Plata la celebrazione del quarto anniversario di attività del Coro Giuliani nel Mondo di Mar del
Plata, con relativa conviviale. Si tratta di un
gruppo che sta ottenendo notevoli successi tanto che viene richiesto di esibirsi da
parte di numerose realtà associative.
Una parte del salone delle Feste.
Cocina regional
Le facciate principali dello stabilimento.
L’immancabile coro degli Alpini.
Lo chef Javier Diaz intento ad arrotolare
l’impasto dello strudel.
Il Circolo Giuliano di Mar del Plata ha organizzato nel mese di ottobre un seminario
sulla cucina triestino-mitteleuropea.
Storia, dimostrazioni, degustazione e massaie di tutte l’età messe alla prova. Questo
il mix della manifestazione sotto l’attento e
vigile coordinamento dello chef Javier Diaz.
Ricette, strudel di mele, jota, bobici, frittelle
alle sette erbe, un’iniziativa che ha riscosso
vivo interesse visto anche il gran numero
delle iscritte, (una trentina) che hanno ricevuto l’attestato di partecipazione.
La tradizionale torta.
CILE
COLLABORAZIONE CON TRIESTE - Tecnologia e Astronomia
Si è tenuta il 6 novembre presso l’Ufficio
di collegamento della Regione Autonoma
FVG di Bruxelles una conferenza sul tema
“Tecnologia e Astronomia, l’Osservatorio
Astronomico di Trieste e la collaborazione
con l’Osservatorio Australe Europeo in Cile”,
organizzata dall’Associazione Giuliani nel
Mondo del Belgio.
La relazione di base è stata tenuta dall’astronomo Paolo Santin. Va rilevato che l’Osservatorio Astronomico di Trieste (OATs) ha una
lunga tradizione nella progettazione e nello
sviluppo di strumentazione astronomica
con alto contenuto tecnologico. Dal 1985
un gruppo dell’OATs lavora in stretta collaborazione con l’ESO (European Southern
Observatory), uno dei maggiori centri di
ricerca astronomica e astrofisica nel mondo
ed il centro europeo per eccellenza. Nel corso della presentazione è stata descritta l’at-
tività di ricerca tecnologica per l’Astronomia
svolta a Trieste, con speciale attenzione alla
strumentazione per il VLT (Very Large Telescope) operante all’Osservatorio Europeo
del Cerro Paranal in Cile.
Proprio dal Cile il nostro presidente Claudio
Chierego ci scrive che l’osservatorio è situato
nei pressi della città di Antofagasta e nella stessa zona si sta montando un nuovo telescopio
di proporzioni e potenzialità maggiori.
Un’immagine durante la conversazione.
Nel ‘’porto franco” di Fiume (città della Venezia Giulia che tra le due guerre mondiali era
situata sul confine fra l’Italia e la Jugoslavia)
l’imprenditore Luigi Ossoinack era titolare
de “La Marittima”, agenzia di forniture navali
e di un pastificio, aziende che dopo il 1945 e
la cessione della regione alla Jugoslavia, furono “nazionalizzate” dal regime comunista
del Maresciallo Tito.
Imprenditore in grado di avviare tante
iniziative – come un omonimo antenato
che, quando Fiume apparteneva all’Impero
Austro-Ungarico aveva fondato l’importante
Compagnia di Navigazione “Adria” – decise
di emigrare in Uruguay e rifondare a
Montevideo il pastificio fiumano. Portò con
sé la sua fidata squadra di collaboratori,
anche loro esuli, come il direttore Giovanni
Maganja ed i tecnici Giovanni Berton, Carlo
Biasi, Giulio Franco, Antonio Kriznar, Felice
Penco e Galileo Percovich.
Nell’ottobre 1949 s’imbarcarono a Genova
e, con macchinari importati dall’Italia ed
accessori fabbricati localmente, istallarono
il Pastificio “ADRIA” (adottando i colori e la
marca dell’avviata Compagnia di Navigazione Austro-Ungherese-Fiumana), facendosi
poi seguire dalle rispettive famiglie.
Lo Stabilimento, localizzato nell’Avenida “8
de Octubre” vicino l’Avenida “Giuseppe Garibaldi”, iniziò la produzione nel marzo 1950
e ben presto acquistò una posizione di rilievo nell’industria alimentare locale, abituando la popolazione uruguayana a consumare
anche la pasta essicata cucinata “al dente”,
oltre alla tradizionale “pasta fresca” delle
piccole fabbrichette locali di quartiere.
Una delle tradizionali confezioni contenente
un particolare formato di pasta.
L’Ossoinack diede lavoro anche ad altri
Italiani emigrati in Uruguay; poi nel
1955, avendo saputo che nella Provincia
di Misiones (Argentina) si trovava il già
commerciante di legnami a Fiume Silvio
Premuda che tentava fortuna nello stesso
ramo, lo invitò a venire a lavorare nel
pastificio con la sua famiglia. Fu così che
anche lui ed i suoi figli Gianfranco e Paolo
fecero parte dei quadri dello stabilimento.
Il Pastificio nel 1950 occupava i due edifici
centrali della fotografía: successivamente
si sviluppò occupando anche i due edifici
laterali, oltre al deposito e centro di distribuzione per tutto l’Uruguay situato nella
via “Eduardo Víctor Haedo” (ex Dante). Oggi
l’Azienda è diretta da Antonio Maganja e vi
lavorano alcuni discendenti dei Fondatori.
Furio Percovich
Riunite cinque
“famiglie bisiache”
Irena Cristin posa davanti al tabellone che
illustra anche la presenza e l’ubicazione dei
nostri emigrati corregionali.
Una significativa immagine dei nuclei
familiari Perco, Lorenzut, Cechet, Pecorari e
Paglierini in occasione della visita fatta da
Irena Cristin con il papà Franco in Uruguay.
Sono gruppi originari tutti da Fogliano
Redipuglia e stabilitisi a Canelones,
Montevideo e Colonia del Sacramento.
Papà e figlia si sono incontrati con i parenti
per la prima volta dopo ben 75 anni.
PAG
9
Giuliani nel Mondo
AUSTRALIA
(segue da pag. 7)
made peace and became close friends. Durante le feste i Ratti triestini cantava in coro
le vece canzoni triestine ‘ssai difficult de capir
per i Rats australiani, come presempio la canzon patoca: “La vecia de l’apalto” tradota “the
old lady of the apalto, che gaveva un beautiful cockerel, un galeto... Parole senza senso
in English. Parole che no ga nissun significato. Come anche the song: “no go le ciave del
porton,“I don’t have the house keys... Marieta
trow me the mattress so I can sleep in the
street. Nonsense! ... Butighe zo le ciave no?
Why making all that fuss for nothing? Ma la
musica iera bela e tuti cantava contenti in
coro senza capir un tubo.
With the event of the computer came, i Ratti patochi scopri on the Internet che around
the world xe pien de Ratti giuliani. Canada,
USA, Argentina.... E sorgi l’idea: Perché no formemo una Association de Ratti nel Mondo
con sede centrale a Trieste? Bona idea! Avanti
a tuta. And the Associazione Ratti nel Mondo
was born nel 1970.
In Sydney many years later el numero dei
Ratti patochi increased out of proportion.
The Health Department–Research Unit dela
Sanità insieme with the Police Department
discovered che‘l numero dei Ratti biondi
iera el dopio dei Rats australiani e bisognava
fermarli imediatamente from breeding like
mad. A meeting was held nel Municipio de
Sydney. La sala dele conferenze was completely full, piena de gente e ratti.
The State goverment del New South Wales
suggested to return to the mass sterilization
del 1930 ma stavolta de usar el metodo giaponese “rattimoto” a colpo neto, Zack. (Con
lin-dormio gratis e do’ sluk de saki.)
But the Ratti patochi furbi gasubito protestado: “We are the good Ratti, quei boni, sani,
triestini della Regione Friuli-Venezia Giulia...
No semo come i Rats australiani de origine
inglese, sgionfi neri che no se lava mai e porta la peste in giro pe’l mondo.
Per risolver el problema dei tropi ratti a
Sydney proponemo to change our name, de
cambiar el nostro nome, da Ratti a Sorcich,
the original name de’la nostra trisavola Luda
Sorcich. In questo modo i Ratti de Sydney no
esisti più. End of the story! Tuto sistemado.
The proposal was imediately accepted. El
nome Ratti was cancelled forever from all
the books, cancellado dai libri del Munisipio,
and only a small number of rats australian
xe rimasto per darghe avanti la cacia. Ogi a
Sydney no xe più Ratti in giro solo Sorcich.
La Trieste di Egone Canevari
Due significative immagini della Trieste, una scattata da Egone nel giugno 2012
ed una a ricordo del suo borgo natio già per antonomasia Piazzetta RAS di Via
Mazzini ma nel lontano 1780 piazza Gadola. A destra della piazza sostavano
allora “le friulane” papuzere ed il “conzapignate”. La piazza successivamente si
chiamò dal 1824 S. Nicolò, quindi nel 1914 Piazza Nuova, nel 1918 XXX Ottobre e
nel 1919 nuovamente Piazza Nuova ed ora (1954) Piazza della Repubblica.
Rientrato a Sydney, Egone Canevari, decano
dei giornalisti in Australia, ha inviato in redazione una serie di fotografie “della mia amatissima città, che mi ha visto nascere nel lontano 1916, quando era ancora, per poco, sotto
l’Austria”. La sua nota chiude con.... ”il resto va
bene, la vita continua, gli anni passano ma io
sono sempre tanto occupato e felice di fare
qualcosa che penso e spero sia utile”.
Ogni agosto a Wollongong-Sydney
rivive il folclore di Trieste.
Per l’occasione vengono predisposti dei pannelli rappresentanti San Giusto, il Faro della
Vittoria, l’Arco di Riccardo, ecc..
Inoltre non mancano le tipiche bancarelle
triestine delle venderigole, pancogole servolane, mussolere con i costumi tradizionali. Musica, ballo, storielle comiche dialettali triestine
ed infine si chiude con una ricca lotteria.
10
I coniugi Douglas ed i Ruchin sotto San
Giusto triestino-australiano.
a Serena Breese segretaria del Circolo
Fiumani di Sydney. Alla fine Romeo, dopo
una breve illustrazione della commedia,
ha ricordato il gentile messaggio ricevuto
dal direttore de “Il Piccolo” di Trieste, Paolo
Possamai, che sottolineava l’importanza
del mantenimento dei rapporti con la terra
di origine e la città di Trieste, messaggio
accolto da un lungo caloroso applauso.
CELEBRATO IL 40°
La celebrazione dei 40 anni di attività
dell’Associazione Fiumani di Sydney è stata un grande successo. Numerosi i fiumani
presenti all’incontro ai quali ha dato il benvenuto la segretaria Serena Breese, che ha
ringraziato tutti i convenuti in modo particolare gli ospiti d’onore. Tra i partecipanti il
console generale d’Italia, Sergio Martes, che
nel suo intervento ha ricordato di aver studiato a Duino e di conoscere bene la zona
di provenienza di molti fiumani residenti a
Sydney. Presente anche la Presidente della
Federazione dei Circoli Giuliano-Dalmati
d’Australia, Adriana Douglas, che si è congratulata con gli organizzatori della manifestazione ed ha consegnato una targa per
ricordare la speciale celebrazione.
Tra i numerosi presidenti di club ed associazioni presenti all’incontro merita di essere
ricordato Sergio Csar, presidente del Circolo
Fiumano di Melbourne.
Per l’occasione sono giunti messaggi speciali
dal Presidente dei Giuliani nel Mondo Dario
Locchi, dal dott. Guido Brazzoduro del Libero
Comune di Fiume in esilio, da Mario Donda
Presidente dei Giuliani nel Mondo di Canberra e da Nani Ladich dei Fiumani di Geelong.
Quello però che ha fatto maggior piacere
agli organizzatori è stata la massiccia partecipazione dei giuliani di Wollongong e di
Sydney, dei fiumani di Melbourne e di Perth
e dei fiumani e dei loro amici di Sydney che
La Segretaria Serena Breese
dà il benvenuto ai convenuti.
hanno collaborato al successo dell’indimenticabile giornata.
Nel corso dell’incontro sono stati festeggiati
l’80esimo compleanno di Bruna Tamburini e
di Ermanno Fabian, le nozze d’oro di Rose e
Guido Gioria e le nozze di diamante di Audrey
e Nini venuti da Lake Munmorah. Ottimo il
pranzo servito durante l’incontro, a cui ha
fatto seguito il ballo con la musica di Vladimir
Kofman. Molto gradita a tutti i partecipanti la
presentazione del Power Point sulle principali
attività dell’Associazione Fiumani di Sydney.
Al termine è stato consegnato a tutti un
opuscolo sulla storia del Sodalizio, realizzato
con il contributo dell’Associazione Giuliani nel
Mondo di Trieste.
Famiglia Giuliana di Sydney
IL X ANNIVERSARIO A CANBERRA
Lontani fisicamente ma vivo il legame con la terra d’origine
PAG
Domenica 4 novembre ben 175 persone
hanno festeggiato a Wollongong l’annuale
ricorrenza di San Giusto.
Un successone a dir poco grazie al lavoro di
Adriana, di Warren e del resto del Comitato.
Ben 50 i giuliani di Sydney con un pullman
mentre in un pulmino guidato da Daniele
Velcich sono giunti i gioviali canori chersini.
Non è mancato il gruppo dei fiumani con
Serena Breese, la simpatica segretaria del
Circolo fiumano di Sydney.
Dopo l’ottimo pranzo, Romeo Varagnolo,
assieme a Pino Di Martino, hanno annunciato con grande interesse dei presenti
che la commedia dialettale triestina “el
Problema dei Nomi” verrà trasmessa a Natale in tutta l’Australia dalla SBS Radio di
Sydney.
Per celebrare la lieta notizia una copia della
commedia è stata offerta, assieme a Pino Di
Martino, al presidente della Federazione
Australiana, Adriana Douglas, al vice console
Luca Ferrari, a Daniele Velcich presidente
dell‘Associazione S.Maria di Cherso e
RINNOVO CARICHE
Rientrato in Australia Canevari
ha consegnato ufficialmente lo
stendardo dell’AGM al nostro
Sodalizio di Sydney in occasione
della “Festa del papà”. Foto ricordo
assieme ad Ermanno Fabian.
“Siamo un’ottantina di soci, uno dei più attivi
Club di Canberra”: con queste parole Mario
Donda, Presidente dell’Associazione Giuliani della capitale australiana, ha aperto le
celebrazioni del decimo di costituzione, un
significativo traguardo nella vita del giovane
Sodalizio. Numerose le iniziative per questa
cerimonia quali una mostra fotografica con
significativi momenti dell’attività associativa a
partire dal 2002 e la pubblicazione di un opuscolo bilingue che ripercorre le tappe salienti
dei triestini, istriani, fiumani e dalmati nell’Australian Capital Territory e nell’area adiacente
del New South Wales. Lettere di congratulazioni sono giunte dall’assessore Elio De Anna,
dalla Presidente della Provincia Maria Teresa
Bassa Poropat e da numerosi presidenti di Sodalizi attivi in terra australiana.
Da segnalare l’esibizione del coro Dante
San Giusto a Wollongong
Musica Viva, il taglio della torta, l’immancabile
lotteria e la consegna di attestati.
Nell’indirizzo di saluto Dario Locchi ha sottolineato, tra l’altro, l’importanza della conservazione dei valori culturali ed identitari insiti
tra le nostre genti pur vivendo in un contesto
socio-economico diverso.
“L’odierno appuntamento” – ha ricordato
infatti tra l’altro Locchi – “sottolinea ancora
una volta la testimonianza del vostro attaccamento alla terra natale, la rinnovata manifestazione della volontà di conservare gelosamente nel tempo la cultura, i valori, la specifica e preziosa identità di cui siete portatori
ed il rinnovato impegno a rimanere voi stessi,
pur in un contesto socio-economico tanto
diverso da quello originario, contribuendo
nel contempo allo sviluppo del continente in
cui vivete”.
A seguito dell’avvenuta nomina da parte
dell’Assemblea della Famiglia Giuliana di
Sydney dei componenti il Comitato, lo stesso riunitosi ha proceduto alla distribuzione
delle cariche.
Alla presidenza è stato confermato Julian
Zoratto; vicepresidente è Ferruccio Visintin
e segretaria Edda Santucci.
All’ordine del giorno in particolare la discussione sulla prima bozza del programma per
l’organizzazione nel 2013 del 25° di fondazione del Sodalizio.
FEDERAZIONE AUSTRALIANA
Riconfermata Adriana Douglas
alla Presidenza
I componenti il Comitato della
Federazione.
L’Assemblea Generale della Federazione
dei Circoli Giuliano Dalmati d’Australia ha
eletto il nuovo comitato. Esso risulta così
composto: Presidente Adriana Douglas;
primo vicepresidente Sergio Csar; secondo
vicepresidente Mario Donda; segretario
Warren Douglas; tesoriere Carlo Brugnatti;
Consiglieri: Carlo Stupar per il N.S.W.; Eddy
Vorano per lo Stato di Victoria; Susy Clarkson
per il South Australia.
Il Direttivo ha deciso poi di nominare Pino
Bartolomè coordinatore storico-culturale.
Giuliani nel Mondo
XV STAGE FORMATIVO-CULTURALE
commenti/comments/commentarios - impressioni/impresions/impresiones
suggerimenti/suggestions/sugestiones
UN DIALOGO TRA GENERAZIONI
Tre i pilastri su cui poggia il fenomeno dell’emigrazione o delle “presenze all’estero”: la prima generazione, le seconde e terze generazioni e l’attuale mobilità professionale.
Un insieme sociale che deve necessariamente convivere, dialogare, trovare forme sinergiche, altrimenti – nel non lontano periodo di un decennio – è destinato a ridimensionarsi: sparirà la prima generazione senza
che gli altri due soggetti siano in grado di assumersi “l’onere” e l’eredità
per la continuità della presenza culturale, socio-economica, familiare
delle nostre genti. Qualcuno potrà obiettare facendo una riflessione e
rovesciare il problema: come risolvere o ipotizzare una soluzione a questa “catastrofica” previsione? Bella domanda.
Oggi non è più il soggetto che va all’estero in cerca di occupazione, ma
si sposta là dove c’è lavoro, là dove esiste una domanda di manodopera, sia essa qualificata che generica.
Da qui (forse) la ricetta; l’urgenza del fare sistema, della realizzazione
della rete. Indubbiamente si tratta di un’operazione non di poco conto
in quanto coinvolge un certo numero di persone le quali con gli avanzati sistemi tecnologici non hanno grande dimestichezza, rifiutano la
fruizione della “valigia tecnologica” prediligendo – ed è comprensibile – le tradizionali, certamente collaudate, “riunioni sociali” (conviviali,
feste, balli, lotterie, ecc.).
A questo punto una – forse unica – alternativa è data da una stretta
correlazione con il mondo delle giovani generazioni che si muovono,
si esprimono, parlano il medesimo linguaggio degli appartenenti alla
mobilità professionale.
Questo è un passaggio obbligato che tutti noi (Autorità, Enti e strutture
pubbliche, Associazioni) abbiamo il dovere morale, sociale – pur non
trascurando assolutamente il sostegno nelle più svariate forme ai nostri corregionali storici – dar corso, a 360 gradi, ad un nuovo approccio
sostenendo esigenze generazionali che il XXI secolo comporta. (fz).
Riceviamo e ben volentieri pubblichiamo delle note inviateci dai giovani partecipanti al XV Stage formativo-culturale, che mettono in luce
come hanno vissuto e considerato questa loro esperienza trascorrendo due settimane nelle terre natie dei loro nonni o dei loro genitori.
Ramiro Salazar, Cecilia Raquel Lopez Kebat, Stefania
Huzuliak, Andrea Silvina Vignapiano, Maria Elisabetta Tuzzi (Argentina); Douglas Tadeu Costa Cettina
(Brasile), Enzo Leonardo Gecele Olivares, Plinio
Alberto Gecele Gonzales (Cile)
Internetto
o to Google?
Marisa Stabile, Alexia Severi (Australia); Simonetta Giuricich
(Sud Africa); Sara Ashley Edmondson (Canada).
MOBILITA’ PROFESSIONALE - Dal numero 3/2012 del nostro periodico abbiamo iniziato a pubblicare alcune notizie – con il
consenso delle persone stesse – degli aderenti alle “Presenze Giuliane”. Siamo partiti con i fratelli Alessandro e Beatrice Skabar la cui attività si
svolge nelle Filippine. In questo numero illustriamo brevemente altre quattro realtà attive nelle Canarie, in Irlanda, Olanda e Zimbabwe.
Stefano Sopelza
Coordinatore internazionale
settore moda in Irlanda
“Grazie dele bele news. Qui a Galway xe nata
un’altra mula triestina Caoimhe Maria Sopelza
coi cavei biondi rossi come el nono de Trieste che
però xe rivà dall’Austria e coi oci azuri come su
mama Ellen e su papa Stefano.... e visto che né mi
né Ellen no semo alti speremo che la muleta che
xe rivada con 4.5 kg la sarà più grande de noi... La
legion dei triestini nel mondo aumenta.
is mise le meas” (significa: cordiali saluti)
Stefano Sopelza - [email protected]
Pietro Toigo
Consigliere economico nello Zimbabwe
Per conto del Ministero inglese per lo Sviluppo internazionale ora si trova in veste di “consigliere economico” nello Zimbabwe. La sua storia praticamente
inizia dopo aver vinto un concorso al Ministero delle
Finanze inglese. Da qui è partita la sua carriera. Ed
eccolo in Iraq, poi alla Comunità Europea a Bruxelles, quindi in Sierra Leone ed ora nello Zimbabwe.
www.dfid.gov.uk/changinglives - [email protected]
Francesco Leone
Stefano Colonna
“Grazie per avermi contattato, ho pensato che
come nota riassuntiva non ci fosse nulla di più
appropriato (solo come riferimento) di un articolo del Piccolo apparso a suo tempo”. Viva la e po
bon. Cordiali saluti
Francesco ha reinventato la sua vita per tantissime volte. Dalla Svizzera alla Germania, in Bulgaria, in India sempre nel settore della ristorazione
e dei pubblici esercizi.
Aveva anche gestito un bar a Trieste a San
Giacomo ed ora è a Tenerife. Alle Canarie si sente
a casa, ma non si sa mai.
Francesco Leone
Los Amigos backpackers hostel tenerife
Calle Giralda 9, la mareta (El Medano)
38639 Tenerife – Spain
https://www.facebook.com/francesco.losamigoshostel
[email protected]
Landline: +34 922749320
Mobile: +34 603306758
Skype: losamigos.hostel.tenerife
“Stavo già pensando ad un articolo sulla vita nel
profondo Limburg olandese. Purtroppo, un insieme di situazioni sta tardandone la stesura. È
anche probabile che mi trasferirò ad Eindhoven
tra la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo, a
causa di un cambio di lavoro. Comunque sia – in
caso comunicherò all’Associazione il nuovo indirizzo – ciò non impedirà eventuali contatti con i
giuliani del “Zuid Holland” e, cosa più importante, sono disponibile a dare informazioni utili a chi
voglia trasferirsi (o fare una vacanza) da queste
parti”. Un saluto,
Stefano Colonna
[email protected]
Stefano Colonna, MSc -Sint Teunisstraat 19D
6211BA Maastricht, The Netherlands
+31 (0)6 2555 77 51 - Linkedinprofile
Imprenditore turistico a Tenerife
I volontari che hanno preparato le
tradizionali e prelibate pietanze
bisiaco-goriziane per gli stagisti.
Biochimico in Olanda
Nel numero 1/2013 altri profili di
triestini aderenti alle “Presenze
giuliane” nell’ambito del fenomeno
della mobilità professionale.
La serata conclusiva in allegria e
spensieratezza con musica dal vivo
e ballo.
Tre i “protagonisti” della serata calcistica, Fabio Ziberna, Stefano Pilotto
e Ilara Cigar, ma quelli che effettivamente hanno avuto il peso, l’onore ed
il piacere dell’incontro, contrapposti
ai giovani di Corso Origini 12-MIB,
sono gli altri nella foto e precisamente l’undici misto dei giuliano-dalmati
dell’Argentina,
Australia,
Brasile,
Canada, Cile e Sud Africa.
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Giuliani nel Mondo
THIS EXPERIENCE HAS BEEN AMAZING AND I WILL NEVER FORGET IT. (Flavia Szylit)
Intervento di Dario Locchi alla chiusura di
Autorità, signore e signori, cari ragazzi,
assieme all’assessore De Anna, all’amico Tomaso Boer, Presidente dell’EFASCE, al prof.
Sambri ed al consigliere regionale Edoardo
Sasco, siamo reduci da due importanti Convegni, che si sono tenuti ai primi di novembre a Buenos Aires e che fanno seguito a
quelli organizzati in questi anni assieme alle
altre associazioni rappresentative dei corregionali all’estero a Melbourne (2007) per
l’Australia, a Porto Alegre (2009) per il Sud
America, a Toronto (2011) per il Nord America, dedicati ai giovani, e che ci hanno fatto
incontrare centinaia di discendenti di emigrati originari del Friuli Venezia Giulia.
Il Presidente Locchi porta i saluti
dell’AGM ai 12 giovani all’inizio del Corso.
Qual è stato il senso di queste iniziative? Sicuramente quello di far riscoprire ai ragazzi
le loro radici, che è uno degli scopi del Corso Origini. Il mondo è sempre più global,
ma proprio per affrontare questo mondo abbiamo detto loro, ma vale anche per voi dovete sapere chi siete e da dove venite, da
dove e perché i vostri genitori o i vostri nonni sono partiti e cosa vi lasciano in eredità.
L’Assessore Elio De Anna
con la borsista brasiliana.
il 2013. In conclusione desidero porgere ai
dirigenti e ai docenti del MIB, alle aziende e
agli sponsor che hanno collaborato, il saluto
ed il plauso dell’AGM.
A voi ragazzi auguro di conseguire, nella
vostra vita futura, le migliori soddisfazioni, facendo tesoro di questa straordinaria
esperienza che avete avuto la fortuna di
vivere e che può consentirvi di utilizzare le
conoscenze acquisite per un proficuo inserimento lavorativo nel vostro Paese, magari
in relazione con le imprese del FVG.
Il tavolo della Presidenza MIB.
Dovete sapere che venite da una terra di gente onesta, lavoratrice e che siete discendenti
da una generazione che nelle difficoltà si è irrobustita, tanto più forte quanto più povera.
Ma ci siamo anche detti, con la Regione e
con le altre associazioni, che se vogliamo
interessare e coinvolgere i figli o i nipoti dei
nostri emigrati (ma anche i protagonisti del
fenomeno, sempre crescente a causa della
crisi che sta attraversando il nostro Paese,
della mobilità professionale che rappresenta l’emigrazione con la valigia tecnologica e
non più di cartone dei giorni nostri), che è
certamente importante far riscoprire loro le
proprie radici, “coltivare” l’identità originaria, ma ciò non basta, non è sufficiente: non
possiamo offrire ai giovani solo cultura, solo
identità, solo polenta e musetto, solo villotte o canzoni in dialetto triestino.
Dobbiamo considerarli/vi come una risorsa,
come un avamposto della Regione FVG nel
Mondo, da coinvolgere nei rapporti internazionali che la nostra Regione intende sviluppare, nelle attività di promozione della Regione all’estero, come recita la legge regionale 7
del 2002 sui corregionali all’estero.
In altre parole dobbiamo riuscire a farvi capire
che la riscoperta delle vostre radici può essere
per voi un opportunità in più, che avere una
“doppia identità” può rappresentare per voi
una carta in più da giocare per il vostro futuro.
Questa è la sfida che attende le nostre Associazioni, i nostri Circoli, i nostri Segretariati, i
nostri Fogolar, altrimenti la nostra presenza
nel Mondo è destinata a scomparire.
Ma la cosa più importante che è uscita da
questi convegni è la decisione di creare fra
noi una rete, una comunità virtuale che
colleghi la Regione in Regione e la Regione
fuori Regione, e non solo per i giovani.
La sala.
Non bastano più i siti della Regione e delle
associazioni o le singole reti.
La Regione si è impegnata a dar vita, in collaborazione con le associazioni, ad un vero
e proprio “social network” dedicato ai corregionali all’estero. Il mio auspicio è che tutti
i ragazzi che hanno frequentato in questi
dodici anni il Corso Origini, e che rappresentano un formidabile capitale umano di
giovani potenziali imprenditori sparsi per il
mondo e legati da un esperienza unica, entrino a far parte di questa rete capillare.
Il Corso Origini in Sviluppo imprenditoriale,
organizzato dal MIB, che coniuga la riscoperta delle proprie radici ad una irripetibile
esperienza formativa specializzata, è proprio
l’esempio paradigmatico di come intendiamo impostare il rapporto con i giovani.
E proprio per questo mi auguro che il Corso Origini possa sopravvivere ai tagli che la
Regione FVG sta apportando nella predisposizione del suo bilancio di previsione per
Tradizionale foto ricordo.
Claye Alan Tobin (Australia), originario di Pisino, ha svolto lo stage presso la ITAL TBS;
Luca Moscardin (Sud Africa-Johannesburg),
originario di Lussinpiccolo, ha fatto il tirocinio presso la Calligaris mobili; Flavia Szylit
(Brasile-San Paolo) è stata presso la Orion.
A MONTREAL IL XX DELL’ASSOCIAZIONE FAMIGLIE ISTRIANE, GIULIANO-DALMATE.
L’Associazione Famiglie istriane, giulianodalmate di Montreal e dintorni ha festeggiato di recente, nella sala “La Renaissance“
di Montreal, il suo 20° anniversario. Presenti
all’evento decine e decine di soci e familiari.
Al saluto iniziale da parte del Presidente
Lorenzo Leban, che ha ripercorso le tappe
salienti dell’attività associativa, è seguito un
intervento di Vito Maurovich, uno dei fondatori dell’Associazione, che ha tenuto una
dettagliata relazione sull’attività della Comunità non solo a Montreal, ma anche nelle
altre città del Canada in cui vivono famiglie
istriane, fiumane e giuliano-dalmate di origini italiane. Ha pure affrontato il problema
della presenza dei giovani nelle attività associative. Vito Maurovich, oltre ad essere pensionato, ha due hobbies quello del dipingere (per lo più paesaggi della propria terra
natia) e scrivere poesie che parlano della
storia degli esuli.
Alla fine del suo intervento ne ha letto una
estremamente significativa dal titolo “Dallo
sradicamento al trapianto”.
Da sin. Il presidente Lorenzo Leban,
Nevio Gregorovich, Meri Gregorovich,
Dario Locchi, Clara Zanini, Dario
Zanini e Claudio Antonelli.
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Sono 18 le strofe che ripercorrono la storia
della propria terra fino alla contribuzione
dello sviluppo del Canada. Ne riportiamo
alcune:
dalla nostra tragedia del secondo
dopoguerra
forzati siam stati ad abbandonare la nostra
terra
fieri di aver contribuito e partecipato
allo sviluppo del Canada per tutto ciò che ci
ha dato.
Ha fatto seguito un intervento di Claudio
Antonelli, che ha sviluppato delle precise e
calibrate riflessioni, non certo frasi o concetti di circostanza.
Ha in particolare sottolineato come l’Associazione Famiglie Istriane, Giuliano Dalmate
di Montreal non vada posta sul medesimo
piano degli altri Sodalizi che costituiscono il
tessuto della Comunità italiana nell’ambito
del multiculturalismo canadese.
Ha ripercorso quindi le tappe salienti dell’emigrazione dalle nostre terre, ne elenca le
motivazioni e le differenze rispetto a quelle
nazionali.
Il suo intervento così si è chiuso:
“L’identità è un bene prezioso sia per gli individui sia per i gruppi. E noi abbiamo un’identità che per troppi anni ci è stata negata
e su cui ancora oggi si sa così poco. Ebbene
quest’Associazione reca in sé il bene prezioso
dell’affermazione della nostra identità; un’identità mai pacifica, anzi spesso sofferta”.
A prendere la parola, in veste di Presidente
della Federazione, è stato Dario Zanini, che
ha portato anche il saluto del Club di Ottawa.
Infine è intervenuto Dario Locchi, Presi-
Interviene Vito Maurovich.
dente dell’Associazione Giuliani nel Mondo,
il quale, portando il saluto anche del suo
predecessore, Dario Rinaldi, oggi presidente onorario dell’Associazione, del direttore
Fabio Ziberna e delle autorità regionali e locali, ha a sua volta posto in rilievo la costante
e proficua attività svolta dal Club di Montreal.
Ha poi ringraziato tutti i soci ed i dirigenti
del Club, ricordando che i loro incontri costituiscono sempre importanti momenti di aggregazione, di memoria e di riaffermazione
e conservazione dell’identità culturale.
Ha anche ricordato che il Club ha il grande
merito di essere riuscito a mantenere in vita
i rapporti fra i vari gruppi di istriani, giuliani
e dalmati presenti in Canada e quelli con le
Istituzioni della terra d’origine.
Ha ricordato il primo Raduno dei rappresentanti delle varie Comunità giuliane in Canada che ebbe luogo nel 1989 a Chatham.
Fecero seguito, negli anni successivi, tre
grandi Raduni, con centinaia di partecipanti, rispettivamente nel 1991 a Toronto, nel
1995 a Montreal e nel 2000 a Niagara Falls.
Ha ricordato inoltre il raduno dei giulianodalmati nel 2007 a Chatham, in occasione
del 50° anniversario dell’arrivo dei primi
istriani, fiumani, giuliani e dalmati nella regione del Kent.
Al termine del suo intervento Locchi ha
Ha allietato la cerimonia il coro Excelsior.
Introduce la manifestazione in veste di
coorganizzatrice Jennifer Kapsch.
espresso un sentito apprezzamento agli organizzatori della manifestazione per il pieno successo della serata e ha ricordato fondatori, membri dei direttivi, soci che hanno
dato per vent’anni il proprio prezioso e valido contributo nelle attività del Club.
Un affettuoso ricordo è andato alla prima
Presidente, Giuliana Steffè Pivetta, ed un
ringraziamento a Lorenzo Leban, da molti
anni Presidente dell’Associazione.
Giuliani nel Mondo
SUD AFRICA
Diplomatici italiani
visitano la sede dei Giuricich
Da sinistra: Nicky Giuricich, l’Ambasciatore Vincenzo Schioppa, quindi Francesco
Angeloni, Sergio La Verghetta, i fratelli Nicky, Gerardo e Leonardo quindi il Console
Generale Gabriele Di Muzio ed infine l’altro fratello Giuricich, Giuliano.
A sinistra il ritratto di papà Nicolò Giuricich fondatore della ditta.
L’Ambasciatore d’Italia in Sud Africa, Vincenzo
Schioppa, unitamente al Console Generale a
Johannesburg Gabrielle Di Muzio, l’attaché
commerciale Francesco Angeloni e l’Italian
Trade Commissioner, Sergio La Verghetta hanno fatto visita agli impianti della ditta Giuricich
Bros Construction Ltd. a Johannesburg. Si è
trattato di un incontro – come hanno riportato
i media locali italiani e sud africani – anche di
carattere operativo. Infatti, lo staff diplomatico
nazionale unitamente a Nicky ed ai suoi fratelli hanno avuto modo di discutere numerose
tematiche riguardanti anche i rapporti con il
FVG (cabina di regia-World Players), il Made in
Regione e l’ipotizzata convention afro-asiatica
dei giovani discendenti dei nostri emigrati.
... e un giorno c’imbarcammo
E’ stata preannunciata l’uscita in una conferenza stampa del volume sulle biografie –
con la presentazione del prof. Stefano Zecchi
e le due copertine ideate da Paolo Marani –
dei corregionali giuliano-dalmati, ma soprattutto lussiniani, in Sud Africa, realizzato da
Viviana Facchinetti.
I dettagli dell’avvenimento che si tiene
a Johannesburg il 2 dicembre, sono stati
illustrati nella sede dell’AGM di Trieste da
Dario Locchi e l’autrice.
L’iniziativa editoriale, perseguita dall’AGM in
collaborazione con il Sodalizio di Johannesburg, presieduto da Nicolò Giuricich ed il
supporto finanziario della Regione FVG, rap-
presenta un prezioso bagaglio di memorie
dei nonni e dei nipoti conservato e tramandato appunto nelle pagine di questo volume.
Nel prossimo numero ulteriori notizie.
La conferenza stampa.
L’on. Giorgio Merlo
al monumento a Johannesburg
In occasione della presenza dell’on. Giorgio
Merlo, in Sud Africa, il parlamentare ha avuto un incontro con i nostri corregionali.
L’on. Merlo, accompagnato dal Presidente
Nicky Giuricich, ha reso omaggio al monumento eretto presso la Piazza Italia del Club
italiano e dedicato alla memoria dell’Esodo
e delle vittime delle Foibe.
Il Presidente Giuricich, sottolineando che
ideatrice del manufatto è stato l’architetto
Jenna Stelli, nipote di un esule e di parenti
infoibati, ha ricordato che nonna Elena Celler
Stelli – profuga nel 1946 da Volosca – in occasione della significativa cerimonia di scoprimento ha predisposto una toccante lettera
di ringraziamento a nome di tutti i profughi
sparsi nel mondo e di profondo riconoscimento per tale iniziativa.
Il Parlamentare con Nicky davanti
al monumento.
Due bravissimi lupetti
In Sud Africa non ci sono più giuliani dei
Giuricich e più Giuricich di Nicolò. Niente di
strano, quindi, che nella sua casa crescano
talenti che hanno trovato ispirazione e desiderio di affermazione nel nuoto e nella musica: i figli Enrico e Federica.
Enrico, 10 anni, studente del quarto grado al
St Benedict’s College di Bedfordview, ormai
fa fatica e sostenere il peso delle medaglie e
dei trofei che ha vinto negli ultimi campionati individuali di nuoto.
La sorella Federica, che frequenta il sesto
grado alla Holy Rosary School di Edenvale,
ha una grande passione per la musica, sostenuta da un genuino talento da pianista.
Doti comuni fra i Giuricich e particolarmente spiccate nel caso del papà tenore. Federica ha infatti vinto un premio per la musica,
Federica ed Enrico.
nell’esame Unisa (Università del Sud Africa)
di pianoforte e teoria di primo grado.
XX CONGRESSO DELL’ANVGD - DIALOGO APERTO TRA ESULI E RIMASTI
Sintesi dell’intervento di Rodolfo Ziberna
E’ con particolare piacere che vi porgo il saluto di quella significativa parte del mondo
dell’Esodo che si riconosce nella nostra grande associazione, presente con i suoi Comitati
provinciali in quasi tutto il Paese, ed in particolare nella nostra regione, con particolare
riferimento a Trieste, giustamente definita
capitale dell’Esodo, ma anche a Gorizia, che
ha ospitato un campo profughi nelle cosiddette casermette e che, grazie ad amministratori sensibili e solidali, ha promosso la realizzazione del cosiddetto Villaggio dell’Esule nel
quartiere della Campagnuzza.
L’ANVGD, l’unica presente in tutta la nostra
penisola, ha il compito non facile di rappresentare esigenze, aspettative, richiesta di riconoscimenti di diritto, storia, cultura di un
popolo di italiani che come ebbe e rammentare Montanelli “furono italiani due volte, prima per nascita e poi per scelta”.
Eppure queste sorelle e fratelli italiani si sentirono invece due volte esuli: prima esuli dalla terra in cui sono nati e come loro i genitori
ed i nonni; poi nuovamente esuli nella terra
che essi avevano eletto come nuova casa.
Una nazione matrigna, l’Italia, che ha voluto
celare questi drammi. Per decenni ha consentito che si affermasse la facile quanto falsa
equazione esuli=fascisti, che ha alimentato
anche quel becero negazionismo che minimizzava l’esodo attribuendogli scopi politici,
negava l’esistenza delle foibe ed ancor di più
il loro uso sistematico nella pulizia etnica.
Il crollo del muro di Berlino porta grandi mutamenti nella scena politica internazionale
con riflessi anche in quella italiana.
A piccoli passi anche esodo e foibe cominciano a non appartenere più solo ad una ristretta
cerchia di persone. L’approvazione della legge istitutiva del Giorno del Ricordo dell’esodo,
Il sindaco Ettore Romoli con alla destra
Renzo Codarin e Rodolfo Ziberna.
Saluti ed Interventi
Dopo il discorso introduttivo di Rodolfo Ziberna ha aperto la sequenza degli interventi e dei
saluti il Sindaco di Gorizia, Ettore Romoli: “Gorizia si sente partecipe di questo appuntamento anche perché circa il 20% dei suoi abitanti è di origine istriana – spiega – tassello di una
comunità fatta anche di italiani, sloveni e friulani”. Per l’amministrazione provinciale Stefano
Cosma, quindi il Consigliere regionale Gaetano Valenti, i presidenti delle altre associazioni
degli Esuli (Dalmati con il gen. Elio Ricciardi, Fiumani con il Sindaco Guido Brazzoduro, Polesani con il Sindaco Argeo Benco, le Comunità Istriane con Lorenzo Rovis).
Per la nostra Associazione – presente anche con il Direttore Fabio Ziberna – ha preso la parola il vicepresidente Silvio Cattalini, mettendo in luce la mission dell’AGM di Trieste e quanto il
Sodalizio si attiva per le giovani generazioni.
Da segnalare pure la presenza della consigliera Rosanna Giuricin.
La Giunta dell’Unione Italiana era rappresentata da Maurizio Tremul e, per la prima volta,
era presente anche un alto rappresentante degli sloveni di Gorizia, Livio Semolic.
Molto apprezzato l’intervento di Renzo Codarin che ha in particolare dettagliato il difficile
iter per portare a termine l’incontro a Trieste dei tre Presidenti, quando proprio grazie alla
Federazione degli esuli si è sbloccata la situazione.
delle foibe e della storia del confine orientale
segna un momento importante per la nostra
comunità. Ciò che è fondamentale è lavorare
tutti insieme per alimentare quei sentimenti
di unità i quali soli saranno in grado di traghettare le nostre associazioni nei prossimi
decenni. L’ANVGD è una grande e storica associazione, la più rappresentativa dell’Esodo
e presente in tutto il Paese e proprio per questa ragione ha acquisito una grande credibilità e prestigio sia nei confronti delle Istituzioni
nazionali che di quelle straniere. Ciò lo dobbiamo all’attività svolta dai grandi dirigenti
che ci hanno preceduti, con tenacia, pazienza, lungimiranza ed intelligenza.
Il riconoscimento di torti reciproci e di reciproco rispetto dei sentimenti dei nostri popoli, ha trovato come ricorderete due momenti di alto significato nei “Concerti della
pace” a Trieste il 13 luglio 2011 e nell’Arena
di Pola il 3 settembre 2012 con l’incontro dei
Capi di Stato croato, italiano e sloveno, veri
e propri atti di riconciliazione, ai quali la Federazione delle Associazioni degli Esuli e la
nostra associazione hanno portato il loro determinante contributo.
Il recente pronunciamento in tema di anagrafe è un passo importante per affermare
una volta di più che viola la legge il dipendente pubblico o privato che attribuisce natali in Croazia, Yugoslavia o Serbia ad italiani
lì nati quando i territori erano ancora italiani.
Rimangono molti problemi da seguire come
quello dei cimiteri nonché necessitano gli
interventi in Istria, a Fiume, a tutela del patrimonio storico degli Esuli Istriani Fiumani
e Dalmati. Il rapporto con i rimasti è fondamentale. Certamente vi sono delle difficoltà
nelle relazioni con alcune Comunità degli
Italiani. L’importante è dialogare, incontrarsi,
conoscersi, organizzare iniziative assieme,
cercare di fare ed essere sistema. Siamo tutti
ben consapevoli che uno dei nodi che riguarda la nostra realtà è quello dei cosiddetti beni
abbandonati dagli esuli giuliano dalmati.
L’uso delle nuove tecnologie è un passo dal
quale non possiamo più prescindere, nella
veicolazione della nostra cultura, ma anche
nelle relazioni tra noi , con le Istituzioni, con
i media. Le nostre priorità a mio avviso sono
definite a caratteri cubitali: 1. agire con le
Istituzioni per alimentare la conoscenza della
nostra storia; 2. investire nei giovani in particolare in ambito scolastico; 3. alimentare il
flusso di relazioni con gli italiani rimasti ed i
loro discendenti in Istria, Fiume e Dalmazia;
4. accelerare il processo di definizione dei
beni abbandonati; 5. costituire in fretta una
Fondazione strumento per continuare nei
prossimi decenni queste azioni; 6. agevolare il dialogo tra le associazioni dell’Esodo e
favorire occasioni di condivisione di iniziative e progetti; 7. attrezzare i nostri Comitati
per essere sempre meglio presenti nei media e nelle relazioni con le Istituzioni.
Mi piace pensare, come ho anticipato, che
nel futuro vi possa essere una coesione ancor maggiore da parte delle associazioni
espressioni dell’esodo. La quasi totalità di
esse si riconosce direttamente o indirettamente nella cosiddetta FederEsuli, ben guidata dall’amico Presidente Renzo Codarin.
Riconosco di avere un sogno: un grande meeting in Istria organizzato da tutte le nostre
associazioni insieme, con la collaborazione
delle Comunità degli Italiani, partecipato
in gran numero da esuli e da rimasti, in cui
riflettere serenamente non più sul passato
delle nostre (di tutti!) terre, bensì sul futuro
di esse e dei giovani che le popolano.
Antonio Ballarin
nuovo Presidente
Antonio Ballarin è stato eletto Presidente
dell’ANVGD. Nato nel quartiere giuliano di
Roma da famiglia lussignana. Il neo Presidente sarà supportato da Lucio Toth da
anni Presidente onorario.
Al fianco di Ballarin dell’esecutivo fanno
parte anche Rodolfo Ziberna (Gorizia) e
Renzo Codarin (Trieste).
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Giuliani nel Mondo
Ammer a Charleroi
Uno scorcio dei partecipanti alla riunione.
Da sinistra Fabio Ziberna, Umberto Polverini, Sandra Vacchio, Antonio Giusa,
Bruna Zuccolin, Giuseppe Napoli e Cesare Costantini.
Si svolge l’8 ed il 9 dicembre a Charleroi, città ad una cinquantina di chilometri a Sud di
Bruxelles, l’iniziativa denominata “In viaggio
in Belgio”, una mostra, all’interno del progetto AMMER (Archivio Multimediale della
Memoria dell’Emigrazione Regionale), ideata per ricordare le storie dei corregionali,
soprattutto minatori, emigrati in Belgio.
L’iniziativa è frutto della collaborazione tra
la Regione Autonoma FVG – Servizio dei
corregionali all’estero - l’ERAPLE e le altre 5
Associazioni regionali degli emigrati ed i 10
comuni belgi ed italiani gemellati tra loro.
Nutrito il programma delle due giornate che
vede presenti i rappresentanti dei Comuni
regionali di Arba, Attimis, Cividale, Codroipo,
Faedis, Lusevera, Montereale Valcellina, Nimis,
Prata di Pordenone, San Pietro al Natisone.
Triestinità a Monaco di Baviera
Strepitoso successo di Alessio Colautti alla
fisarmonica e Luciano Delak alla chitarra in
occasione di un tour e di una gita sociale
in Germania con una particolare sosta a
Monaco di Baviera.
Una esibizione, presenti i soci del nostro
Sodalizio e simpatizzanti, all’insegna dell’allegria e della spensieratezza, nell’ambito
di uno spettacolo satirico-umoristico con
battute di spirito, canzoni, viz triestino-mitteleuropei dall’Austria alla Germania, all’Ungheria.
Un momento della serata.
AMICI TRIESTINI DI MILANO
Beltrame il giusmetrologo
L’ing. Edoardo Beltrame in
tenuta da velista.
Alla conviviale di ottobre degli Amici Triestini di Milano
svoltasi – come tradizione – al Circolo della Stampa (Palazzo Bocconi) ospite d’onore l’ing. Edoardo Beltrame.
Imprenditore, esperto del mercato settore energia e gas,
ha spiegato come “evitare le trappole dei contratti di luce e
gas”. Recentemente – spiega una nota – si è proposto come
“Giusmetrologo” (misurazione utenze domestiche e industriali) ed in proposito ha aperto un proprio blog su www.
linkiesta.it dal titolo “guarda bene la bolletta” oppure battere su google: beltrame bolletta.
Non sono mancati utili consigli.
Va rilevato che Edoardo Beltrame è uno dei nipoti della
dinastia Beltrame del famoso negozio di abbigliamento a
Trieste, sito allora in Corso Italia, la cui pubblicità recitava
“Beltrame veste mezza Trieste”.
XXV di Costituzione dell’Associazione
Culturale Bisiaca
L’Associazione Culturale Bisiaca ha festeggiato i suoi 25 anni di costituzione con una
serie di manifestazioni culminati con una
conviviale presenti centinaia di soci e familiari.
L’ACB che annovera ben 720 soci, di cui
95 all’estero, attualmente è presieduta da
Magda Settomini. Del Consiglio Direttivo fa
parte anche Franco Miniussi.
La medaglia
ricordo da
parte del
Presidente
della
Regione
Renzo Tondo.
La prof. Antonella
Caroli in Direttivo
La prof. Antonella Caroli illustra l’attività del Polo Museale del Porto di
Trieste e dell’I.C.M.P. In primo piano
Roberto Sancin.
È stata ospite del Consiglio Direttivo
dell’AGM la prof. Antonella Caroli, direttore
del Polo Museale del Porto di Trieste e dell’Istituto di Cultura Marittimo Portuale (ICMP),
la quale ha curato il restauro della Centrale
Idrodinamica del Porto Franco Vecchio, trasformata di recente in museo ed in centro
culturale polifunzionale. La prof. Caroli ha
ricordato che su un’area di 1.800 mq. sono
esposte e funzionanti macchine generatrici
idrauliche dell’ottocento uniche al mondo.
In due mesi dall’apertura ufficiale ben 4.000
sono stati i visitatori, e numerose città marittime nazionali come pure le autorità portuali
del range del Nord Europa si stanno interessando a detta realtà. La prof. Caroli ha ipotizzato anche la realizzazione di una foresteria
grazie ad un progetto europeo, la possibilità
dell’insediamento nei magazzini restaurati di
studi italiani e stranieri di architettura e l’istituzione di un Collegio internazionale per figli
di emigrati.
L’associazione dei Triestini e
Goriziani a Roma presente alla
Consacrazione di Mons. Pozzo
NOZZE
Dalla sinistra Cristiana De Bellis in Rosano,
il prof. Manfredi Poilucci, Mons. Guido Pozzo
e Valentina Bonetti in De Bellis.
Mons. Guido Pozzo, triestino, è stato
nominato Elemosiniere di Sua Santità.
Alla consacrazione vescovile, presente il
Vescovo Giampaolo Crepaldi, ha partecipato
il Presidente dell’Associazione dei triestini e
goriziani a Roma, Roberto Sancin.
L’AGM di Trieste, tramite il prof. Manfredi
Poillucci, ha consegnato al neo nominato
la medaglia associativa e il volume del
Dizionario Doria.
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Fervidi auguri per il nostro amico
Marco Toncelli ed alla sua consorte
la signora Malgari Stevanato.
Riconoscimento a Roberto Cociancich
L’avv. Roberto Cociancich, figlio di Romeo (da
Visignano d’Istria), vicepresidente del Gruppo dei Triestini a Milano, è stato nominato
Presidente dell’Associazione Mondiale Scout
Cattolici durante la convention, triennale,
svoltasi a Saint Louis (Stato del Missouri).
Con il contributo della
Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
Direzione Regionale Cultura,
Sport, Relazioni Internazionali e Comunitarie
Livio Trevisan e Fabio Delbello
premiano Magda Settomini, Presidente
dell’Associazione Culturale Bisiaca.
La Libreria Internazionale La Fenice di Trieste, per le edizioni “Italo Svevo”, ha pubblicato il libro “L’Istria di Gina”, redatto dal prof.
Giuseppe Crapanzano.
Nel suo racconto, la signora Gina narra delle
drammatiche vicende accadute negli anni
40, degli orrori delle foibe, dei lavori forzati
e di altri tristi eventi che hanno fatto la storia
dell’Istria. Non c’è astio, né voglia di rivincita
nel suo racconto, ma soltanto il desiderio di
ridare dignità a quanti, per circostanze avverse della vita, si sono trovati a subire terribili violenze. L’Istria di Gina trae origine da
un’intervista nella quale la signora Angelina
Bratovich (Gina) a 85 anni di età ha ritenuto giusto raccontare i fatti della propria vita
per far conoscere ai giovani quei tristi avvenimenti affinché servano da monito per le
generazioni future.
Il volume si suddivide in 4 capitoli (intervista
alla signora Gina, lavori forzati in Bosnia, la
nuova vita in Istria e verso Trieste); notevole
anche la bibliografia. Il volume si chiude
con una significativa frase di Giuseppe
Crapanzano: “La storia la fanno i vincitori,
solo se gli sconfitti non parlano”.
Per ulteriori informazioni ed acquisto rivolgersi direttamente a:
Libreria Internazionale La Fenice Trieste
Via Battisti, 6 (Galleria Fenice) - Trieste (Italy)
tel. +39 (0)40 630388 / +39-(0)40-630330
fax +39-(0)40-370285 - e-mail: [email protected]
Giuliani nel Mondo
Periodico - anno 7 - Novembre-Dicembre 2012 - n. 4
E dito :
Associazione Giuliani nel Mondo - Trieste
aderente all’U.N.A.I.E.
Un simpatico duo di comicità con alla
sinistra Caterina Chittaro, Presidente del
Gruppo Costumi Tradizionali Bisiachi.
La copertina del volume.
Distribuzione gratuita
Autorizzazione Tribunale di Trieste n. 1146 dd. 28.12.2006
Spedizione in abbonamento postale
Roberto Cociancich è figlio di esuli istriani e
proviene da una famiglia di scout e tutti i suoi
fratelli e figli sono scout. Roberto ha dedicato
decenni della sua vita per la missione degli
scout in Italia e all’estero. Al nuovo Presidente
mondiale l’AGM “augura buon lavoro”.
D irezione - Amministrazione - Redazione:
34122 Trieste (Italia), via Santa Caterina da Siena, 7
Tel. 0039-040-632380
e-mail: [email protected]
sito web: www.giulianinelmondo.it
D irettore responsabile:
Fabio Ziberna
G rafica e videoimpaginazione:
Happy Digital s.n.c. - Trieste
Stampa e confezione:
Litografia Zenit - Trieste
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Anno 7 Novembre - Dicembre 2012 - Associazione Giuliani nel Mondo