CASTIGLIONE: L’ONOREVOLE MAMMONA LA FIERA LIBRARIA MENSILE D’INFORMAZIONE BIBLIOGRAFICA, POLITICA E CULTURALE Boccaccio dalla british Gallery di Londra alla Olschki di Firenze Il piacere delle immagini Il borghese visto da Papini e Giuliotti I ditirambi di Mammona Dante poeta e italiano indice/sommario Luigi Castiglione L'ONOREVOLE MAMMONA (Appunti di fenomenologia politica) I - LE RANE DEI PANTANI L'imperialismo del denaro - Le «porcherie» di Prodi - Casini odia la Sicilia - Una città armoniosa - Le rane dei pantani - Restaurare lo Stato II - LA PUTREFAZIONE DEMOCRISTIANA In attesa del Divino - Il "lattaio" dei politici - La poltrona con la colla - Un'ondata di sdegno - Fuori dalla palude IV L'ONOREVOLE MAMMONA (Un "panegirico") - L'irruzione del Divino - L'ingenerato - L'ammmazza (leggi il seguito nell’interno a pagina 30 Il colore della memoria Lettura di Shakespeare Le novelle di Cicognani Beppe Fenoglio, interprete di un’epoca Melato nel compianto di Arbore Tamaro - Spaventa - Parazzolo Manzini - Camilleri - Lucarelli Magrelli - Velardiano - Bettiza Del Giudice - Riva - Martin... LA FIERA LIBRARIA - A. XXXIII- Nº 295 - GENNAIO 2013 LA FIERA LIBRARIA Mensile d’informazione bibliografica, politica e culturale SOMMARIO le Penseur de Notre-Dame de Paris EDITORIALE Le sirene dell’editoria (Il Corsera, Cossiga e il venerabile Gelli - Servizio lettura libri per aspiranti scrittori - Un editore che pubblica gratis, beh!?...) di Luigi Castiglione Direttore responsabile Luigi Castiglione Vicedirettore Massimo Ubaldi Art Director Valérie Larbaud Amministrazione 3 PERISCOPIO Ristampate le novelle di Cicognani Il «noir» tra cronaca, mito e immaginario Superasta per «Senilità» di Svevo Il Mibac compra cimeli di Toscanini Boccaccio dalla British Library di Londra alla Olschki di Firenze Tradotto il commento di Ficino al Parmenide di Platone 6/16 GALLERIA Boccaccio, l’uomo qualità e vizi Ungaretti e il sentimento d’un uomo Fenoglio, interprete di un’epoca 18/24 Pilar Moreno Iscr. Registro della Stampa e Tribunale di Roma nº 278/1981 Copyright & Protezione dei dati ex art 10 legge 675/1996 Amministrazione Via Alatri, 30 00171 ROMA / Italia Centro direttivo europeo email: [email protected] Anno XXXIII - Nº 295 Gennaio 2013 IN PRIMO PIANO Il piacere delle immagini di Paulo Butti De Lima Il borghese visto da Papini e Giuliotti I ditirambi di Mammona di Eugenio De Santis 25/42 RONACA DELL’ALDIQUÀ Diario politico (Berlusconi - Monti - Bertone...) 48 INSERTO EDIZIONI LOGOS, 42/47 4 ANNO XXXIII - LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013 EDITORIALE Le sirene dell’editoria Tutti coloro che per decenni hanno fatto i critici letterari, e per i quali direttori di grandi quotidiani come ad esempio De Bortoli, direttore magno del «Corriere della sera», ora non ha lavoro, possono stare tranquilli... Non ha più lavoro, il direttore d’un quotidiano come il «Corsera» per chi non è massone. Non è così? Il Corsera, Cossiga e il venerabile Gelli Sentite cos’è successo con Cossiga: « ... quando ero presidente del Consiglio ed il mio governo era sottoposto ad attacchi continui da parte del Corriere della sera. Non capivo il perché e mi informai: feci domandare se dovessi parlare con l’amministratore delegato, Bruno Tassan Din o con il direttoe Franco Di Bella. Mi dissero che la persona da contattare era una sola, Gelli! Allora lo convocai: egli fece finta di cadere dalle nuvole: “Guardi che io con il giornale non c’entro” e cose di questo genere. Tanto che insorsi: “Caro commendatore, siamo tutti e due vaccinati, quindi la smetta di dire queste cose”. E smise (Se ne può leggere il seguito, abbastanza divertente quanto ovvio, nel libro di Cossiga, La passione e la politica, libro/intervista con Piero Testoni, pubblicato da Rizzoli)... Servizio lettura libri aspiranti scrittori Sappiano, se non lo sanno, che ora hanno un nuovo lavoro e redditizio mettendosi a leggere i libri di tutti gli autori (attenzione «autori» e non ancora scrittori) che desiderano sapere se i loro libri (e non ancora le loro opere) sono scritti bene, hanno un contenuto, uno stile, tutti coloro insomma «che desiderano ricevere un parere critico professionale e attendibile sui loro testi» si rivolgeranno a voi, che siete i gran maestri dell’arte di scrivere. Critici letterari, diamine, non è cosa da poco ...ocorre solo pagare 500 € circa, una cifra molto modica trattandosi d’ un editore ad esempio come Barbera, anche se di prestigio sono coloro che leggeranno i vostri libri... forse spendendo un pò di più si può arrivare, se disponibili, ad un Alberto Bevi-lacqua, ad un Umberto Eco, ad un’ Elisabetta Sgarbi, ma penso che, in questo caso, bisognerà andare sui 5.000 euri.... Non vien detto se Barberà stesso pubblicherà poi il vostro libro, oppure dovrete, con la «laurea» (non in senso reale, non metaforico, per scritto) ricevuta potete entrare a testa alta in casa Rizzoli, in casa Mondadori o Bompiani o altri grandi» editori di tutte le sozzerie... Ma non temete, se non vi accoglieranno o non volete degnarli d’offrirgli il vostra libro, la vostra opera, ci sono editore che attendono di pubblicarlo... LA FIERA LIBRARIA Un editore che pubblica gratis (guarda, tu!) e paga i diritti maturati, dice... Uno di loro è la Editorial United p.c. (il cui motto è «publicar de forma fácil y gratuita»). Leggete con che calore ne scrivono: «En nuestra opinión, cada buen manuscrito debe ser publicado como libro. Para ello, hemos elaborado un concepto editorial mediante el cual cada autor tiene la posibilidad de publicar sus libros con nosotros de manera gratuita, rápida y fácil. Para todo ello, usted no necesita ni contactos ni dinero ni nada. 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Quest’editore assicu- Η έκθεσ βιβλίου La foire du livre La feria del libro A feira do livro Book Fair Bokmessen The book fair Knižní veletrh ブックフェア Targi książki Liber pulchra Targul de carte Bogen fair Kirjamessut Bokmessen De boekenbeurs 3 LA FIERA LIBRARIA LA FIERA PERMANENTE DEI LIBRI L’ONOREVOLE MAMMONA LE SIRENE DELL’EDITORIA (SCIACALLE, LE ChIAMA qUALCUNO) 6 ANNO XXXIII - LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013 PERISCOPIO Ristampate le novelle di Bruno Cicognani Firenze, 8 gen. - (Adnkronos) - Famoso in patria e all'estero, lodato da critici come Giuseppe De Robertis e Giovanni Papini, vincitore di premi prestigiosi, Bruno Cicognani e' stato una figura di primo piano della letteratura italiana fra gli anni Venti e Cinquanta del '900. I suoi lavori, divenuti ormai introvabili come del resto la letteratura critica su di lui, tornano ora in libreria nella collana ''Biblioteca di Letteratura'' dell'editore fiorentino Mauro Pagliai, che ha affidato la direzione scientifica del progetto al professor Marco Dondero, tra i massimi esperti dell'opera dello scrittore fiorentino. Alcune opere vengono ristampate in nuove edizioni a quasi 60 anni di distanza. Il prossimo 15 gennaio saranno in libreria le ''Novelle'', uscite nel 1955 per Vallecchi e finora mai ripubblicate. Sono state divise secondo un ordine cronologico in due volumi: il primo, con i racconti del periodo 1915-1929 (pp. 416, euro 25) e' curato da Alessandra Mirra, mentre il secondo, che copre l'arco temporale 1930-1955 (pp. 376, euro 24) e' opera di Valerio Camarotto. Bruno Cicognani (Firenze, 1879-1971), ha scritto raccolte di racconti come ''Sei storielle di nuovo conio'' (1917), ''Gente di conoscenza'' (1918), ''Il figurinaio e le figurine'' (1920) e romanzi come il bestseller dell'epoca ''La Velia'' (1923), ''Villa Beatrice'' (1931), e l'autobiografico ''L'eta' favolosa'' (1940). Il noir tra cronaca, mito e immaginario «Il noir evita tutto ciò che è rassicurante e che appartiene all'ordine consolidato, come la conformistica divisione tra bene e male. È uno sguardo sul mondo che entra in profondità per rintracciare i moventi interiori, non limitandosi all'azione, ma dando spazio anche ai perdenti, e rifuggendo l'ossequio alla norma». A scriverlo è Alma Daddario, che, in collaborazione con la casa editrice EdiLet - Edilazio, terrà il corso «Il noir tra cronaca, mito e immaginario», presso lo Skenè di Via Carletti 5 a Roma, a partire da febbraio. Gli incontri, a numero chiuso, si terranno il martedì dalle 18,00 alle 20,30. È prevista la pubblicazione in antologia dei migliori testi elaborati durante il corso a cura della casa editrice EdiLet, e la segnalazione a concorsi letterari. Gli incontri sono previsti da gennaio a maggio. Gli iscritti usufruiranno di sconti sugli spettacoli nella stagione teatrale dello Skenè. Le lezioni prevedono una parte teorica e una di esercitazione pratica. Docenti ospiti: Filippo La Porta (critico e scrittore), Lia Migale (scrittrice), Marco Tesei (giornalista Rai e scrittore), Claudio Ceciarelli (editor E/O), Rossella Pompeo (sceneggiatrice cinematografica e scrittrice), David Santoro (traduttore e scrittore) sono alcuni tra gli ospiti del corso di scrittura. Alcuni argomenti del programma. Fonti di ispirazione dalla cronaca. Noir mediterraneo e noir nordico. Gotico, Noir, e Thriller: differenze e affinità. Tradurre senza tradire. Suspance... o suspense. Simpatia per l'assassino: esercitazioni di empatia e visione laterale. La parola che diventa corpo (letture con attori ospiti). Dalla letteratura al cinema / al teatro. Sceneggiare un racconto (esercitazioni pratiche). Come presentare il primo manoscritto a un editore. Lezione finale con ospite a sorpresa. Alma Daddario, giornalista e scrittrice, vive e lavora Roma. ([email protected]) ra altresi che: «como editorial para todos los autores estudiamos cada manuscrito que nos llega y, siempre y cuando no haya dudas legales, le enviamos un contrato editorial en el cual están especificados nuestros amplios servicios editoriales. En cuanto hayamos recibido el contrato firmado por usted empezamos de forma inmediata a trabajar con su libro para que éste pueda ser publicado en un plazo de 2 a 4 meses. Usted recibirá una copia de corrección de las páginas interiores y de la cubierta para su revisión/aprobación, así como un ejemplar modelo del libro antes de su publicación. En caso de que usted desee efectuar cambios, los incorporamos gustosamente. No publicamos su libro hasta que usted no lo haya autorizado. Después, lo registramos con el número Isbn por lo que se podrá comprar a través de tiendas online como por ejemplo amazon. Además, por supuesto se podrá comprar también en cualquier librería o directamente en la editorial. Todos los detalles están contemplados en su contrato editorial. ¡Usted recibirá sus honorarios, o bien descuentos, de autor a partir del primer libro vendido!» Pagano anche i diritti d’autore sulle copie che compra l’autore! La pubblicità? L’autore già sa che il suo libro è stato pubblicato... Nel campo religioso (teologico, morale..) non sono del tutto certo se questo servizio lo facciano la Marietti, le Edizioni Poline, le edizioni Messaggero o le edizioni dehoniane che hanno quest’ultimi tre le migliori rete distributive da loro... Ma non ne mancano certamente altri come molto probabilmente le edizioni Cantagalli, il Segno... Luigi Castiglione ANNO XXXIII - LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013 7 PERISCOPIO Superasta per Senilità di Svevo Record per una rarissima prima edizione di Senilita, secondo romanzo di Italo Svevo, pubblicato a Trieste nel 1898 da Ettore Vram. Ad un'asta di Minerva Auctions a Roma, questo pomeriggio, l'esemplare con una dedica dello scrittore e' stato aggiudicato per 26.000 euro, che con i diritti hanno portato il prezzo finale a 32.500 euro. La copia è partita da una stima di 12.000 euro è' stata al centro di una gara che ha visto protagonisti quattro collezionisti privati. Fabio Bertolo, banditore dell'asta, ha detto che si tratta di un record assoluto per un libro letterario del '900 italiano. Esemplare intonso, al frontespizio il volume reca la dedica autografa di Svevo, che qui si firma con il suo vero nome, indirizzata ad Elda Giannelli: "Esimia signorina Elda Giannelli con un saluto cordiale Ettore Schmitz". Il Mibac compra all’asta cimeli di Arturo Toscanini Lettere, spartiti e autografi andranno ad Archivio Stato Milano Il ministero dei beni culturali ha acquistato al prezzo di 120 mila euro parte dei beni appartenuti al direttore d'orchestra Arturo Toscanini, battuti all'asta a Milano. Gli oggetti acquistati, ha spiegato il soprintendente per l'archivistica del ministero, Maurizio Savoia, verranno probabilmente destinati all'archivio di Stato di Milano. Si tratta in particolare di lettere, spartiti autografi e documenti sull'attivita' professionale di Toscanini 8 ANNO XXXIII - LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013 PERISCOPIO Michael Rohde La cura dei giardini storici (Teoria e prassi) Edizione italiana a cura di Massimo de Vico Fallani Quest’opera di Michael Rohde, uno dei massimi rappresentanti del restauro e della conservazione dei giardini storici europei, illustra con rara chiarezza la teoria e la prassi del restauro e della manutenzione dei giardini storici, organizzando la materia in una prima parte riguardante il passato, sviluppata su testiantichi, e in una seconda riguardante il presente, sviluppata sulle testimonianzedirette di trenta fra i più importanti giardini e parchi tedeschi. Giardinii e paesaggio, vol. 31, 2012, cm 17x24, XVIII-590 pp. con 625 figg. n.t. di cui 418 a colori, rilegato, € 58.. Casa Editrice Leo S.Olschki ANNO XXXIII - LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013 9 PERISCOPIO Da Castiglione a Camilleri aTamaro, novità in arrivo Andrea del Castagno, Giovanni Boccaccio, Galleria degli Uffizi (FI) Boccaccio dalla British Library di Londra alla Olschki di Firenze Il manoscritto Harley 5383, conservato alla British Library di Londra e contenente una quasi completa copia del XIV secolo dell’Historia Langobardorum di Paolo Diacono, è stato vergato dalla mano di Giovanni Boccaccio (1313-1375). La straordinaria scoperta, segnalata con un articolo pubblicato sul periodico scientifico on line «Scrineum-Rivista», è opera di Laura Pani, docente di paleografia del Dipartimento di studi umanistici dell'Università di Udine. Finora era noto che l’Historia Langobardorum fu una delle fonti di Boc-caccio per diverse delle sue opere latine e per lo stesso 'Decameron' e che egli possedette un volume con le opere di Paolo Diacono e di Orosio. Ora, grazie alla scoperta, questo volume facente parte della biblioteca di Boccaccio – confluita dopo la sua morte nel convento fiorentino di Santo Spirito – è stato virtualmente ricomposto. Il manoscritto «di fattura accurata ma modesta, di dimensioni contenute e privo, apparentemente, di elementi attrattivi, è - spiega Pani - un “membrum disiectum”, ossia uno spezzone, di un autografo boccacciano già noto e già a sua volta diviso in due parti, conservato alla biblioteca Riccardiana di Firenze''. Con la scoperta che anche Harley 5383 è di mano del Boccaccio, si ricompone definitivamente quel manuale di storia antica, romana e medievale che si sapeva essere appartenuto al Boccaccio e da lui stesso copiato. Oscure rimangono le circostanze in cui il volume fu smembrato, «molto probabilmente – sostiene Pani – in età moderna, durante la dispersione massiccia delle biblioteche conventuali'». Comperato nella prima metà del Settecento dai conti londinesi Harley al prezzo, modesto anche per quell’epoca, di una sterlina e 9 pence, Harley 5383 passò poi nelle raccolte del British Museum, dove per quasi 4 secoli è rimasto pressoché ignorato dagli studiosi, custodendo così, fino a oggi, il prezioso segreto di essere un autografo di Giovanni Boccaccio. Ulteriore motivo di interesse del L’anno che comincia si apre tra l’altro con un’altra novità di Luigi Castiglione, L’Onorevole Mammona, pubblicato sempre dalla Edizioni Logos, e con un Camilleri inedito, che trascina nel cuore dell'amore e della perdizione ed una Susanna Tamaro che cambia di nuovo editore e sceglie questa volta Bompiani, dopo l'ultimo lavoro con Giunti. Il passaggio di Paola Mastrocola a Einaudi con Non so niente di te, l'atteso ritorno al romanzo di Carlo Lucarelli che riporta in scena il personaggio di Grazia Negro e la Lucy di Cristina Comencini. Parte con grande vitalità la narrativa italiana nel 2013 e riserva anche proposte inedite come l'originale romanzo del poeta e francesista Valerio Magrelli, Geologia di un padre (Einaudi) che attraverso il montaggio di diversi elementi, pagine di enciclopedia, versi, ricordi, brandelli di giornale, mostra come il corpo di un padre e di un figlio siano in fondo tutt'uno. In autunno, sempre per Einaudi, è atteso anche il nuovo romanzo di Francesco Piccolo che non ha ancora un titolo definitivo. Autobiografia di 270 pagine e romanzo di formazione, Ogni angelo e' tremendo di Susanna Tamaro, in libreria il 23 gennaio, vede protagonista una bambina che diventa adulta, in cui non è difficile riconoscere l'autrice super bestseller di Và dove ti porta il cuore. Camilleri apre invece il 2013 senza Montalbano, con Il Tuttomio' (Mondadori), storia della capricciosa, bellissima e infantile Arianna, 33 anni, sposata con Giulio che la vizia ma vuole scoprire i segreti del 'Tuttomio, il rifugio segreto della 10 ANNO XXXIII - LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013 PERISCOPIO manoscritto londinese è la presenza, rivela Pani, di una nota marginale di Boccaccio, accanto al passo dell’Historia Langobardorum in cui è descritta l'epidemia di peste del VI secolo: in questa nota, Boccaccio segnala una «simillima pestis» avvenuta a Firenze «e quasi in tutto il mondo'» nel 1348. Dunque, si tratta di un riferimento evidente, aggiunge Pani, «al vivido ricordo della peste nera e all'ispirazione» che da questa e dal brano di Paolo Diacono Boccaccio avrebbe tratto proprio per l'introduzione del Decameron. La scoperta realizzata da Laura Pani è stata resa possibile grazie alle sue ricerche avviate da quasi vent'anni, in massima parte ancora inedite, sulla «tradizione manoscritta dell’Historia Langobardorum di Paolo Diacono. In particolare, è avvenuta durante alcuni studi in vista del convegno «Giovanni Boccaccio: tradizione delle opere, interpretazione e fortuna» con il quale a Udine si celebrerà nel 2013 il settimo centenario della nascita dell'autore del Decameron. «Sono ancora molti gli altri aspetti su cui indagare, dal modello da cui Boccaccio copiò al fatto che non lo copiò fedelmente ma omise alcuni capitoli e ne rielaborò altri, oltre alle altre sue postille marginali: tutti questi aspetti – annuncia Pani - saranno trattati nel prossimo maggio nel convegno dedicato a Boccaccio, organizzato da Claudio Griggio, docente di letteratura italiana dell'ateneo di Udine'. Riguardo all'attività di copista del Boccaccio, si sa, spiega Pani, come testimonia in particolare il suo biografo quattrocentesco Giannozzo Manetti, che essendo troppo povero per ingaggiare copisti di professione o per comprarsi i libri, Boccaccio copiava i libri da sé. Pertanto, è nota l'esistenza di diversi manoscritti autografi di Boccaccio (almeno una ventina), conservati perlopiù in biblioteche italiane. Una delle ultime scoperte di un autografo boccacciano, una copia degli Epigrammi di Marziale conservata presso la Biblioteca Ambrosiana di Milano, risale al 2006. «Quella degli autografi boccacciani – conclude Pani – è, dunque, una storia che non smette di riservare sorprese». Domingo e Carreras cantano di nuovo insiema a Mosca La Grande Sata dei Cncili della cattedrale del Santo Salvatore di Mosca è stato lo scenario del recital lirico che, dopo una lunga pausa, ha rimesso insieme i due grandi nomi dell’opera: José Carreras e Placido Domingo. Il pubblico di questo concerto privato fu l’élite moscovita ed ebbe carattere benefico, essendo i fondi raccolti destinati ai bambini disabili delle famiglie povere. I due tenori, accompagnati dall’orchestra nazionale della Russia, cantarono gli stessi pezzi che avevano avuto maggior successo quando formavano un trio con lo scomparso Pavarotti. Un giorno prima del recital, i due cantanti furono ricevuti dal presidente russo, Vladimir Putin, nella sua residenza di Novo Ogariovo, nei dintorni di Mosca. moglie. Mentre la Comencini in 'Lucy' (Feltrinelli) racconta la storia di una donna che guarda nei segni che i destini generali lasciano nelle famiglie e nei fallimenti della storia. Per la nuova Mastrocola bisognerà aspettare marzo, quando arriverà in libreria Non so niente di te (Einaudi), in cui l'autrice Premio Campiello dà voce alla difficoltà di conoscere i figli e il tempo frenetico in cui viviamo contrapposto a quello interiore. E bisognerà attendere la primavera anche per il nuovo romanzo di Chiara Gamberale che ha per ora un titolo provvisorio Sottovuoto (Mondadori) e vede due giovani donne molto diverse fra loro: una attrice di fiction lanciatissima, l'altra impiegata in banca, sposata e madre di due bambini, fantasticare sulle loro diverse vite quando si incontrano fra gli scaffali di un piccolo supermercato e per La distrazione (Mondadori) di Enzo Bettiza sulla storia di un uomo che attraversa il secolo barando con gli amici, le donne e la politica. Ne il Sogno di volare (Einaudi Stile Libero) di Lucarelli troviamo la poliziotta cacciatrice di killer Grazia Negro, diventata ragazza madre e più sola di prima in una Bologna dove tutto è cambiato ed è arrivato un killer nuovo che agisce ascoltando 'Il sogno di volare' di Andrea Buffa. Mentre in Pista nera (Sellerio) di Antonio Manzini, il vicequestore Rocco Schiavone, nato e cresciuto a Trastevere, è assegnato ad Aosta dove è stato trovato un cadavere sotto i cingoli di un gatto delle nevi. Tre maestri italiani del crimine come Massimo Carlotto, Gianrico Carofiglio e Giancarlo De Cataldo in Cocaina (Einaudi, Stile Libero) seguono la pista della «polvere bianca» che si intreccia a criminalità, finanza e storie di potere. Arriva anche il romanzo familiare di Romana Petri Figli dello stesso padre (Longanesi) con protagonisti due fratelli di madri diverse che si rivedono dopo molto tempo e riaccendono antiche rabbie e rancori. Diego De Silva racconta invece una storia ANNO XXXIII - LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013 11 PERISCOPIO Tradotto il commento di Marsilio Ficino al «Parmenide» di Platone Tradotto per la prima volta, dopo oltre mezzo millennio, in lingua italiana il commento al ''Parmenide'' del grande filosofo umanista Marsilio Ficino (1433-1499). L'opera Commento al Parmenide di Platone di Marsilio Ficino è pubblicata dall'editore Olschki (pagine 392, euro 35), con la premessa, l'introduzione, la tra-duzione e le note di Francesca Laz-zarin e con la prefazione di Alfonso Ingegno. Il volume costituisce uno strumento fondamentale per comprendere la portata dell'impresa di Ficino: elemento di snodo all'interno della tradizione platonica e neoplatonica, il testo viene progressivamente chiarito dalla storica Francesca Lazzarin attraverso l'analisi e la discussione delle fonti che ne hanno ispirato la stesura. L'ampia introduzione all'opera offre un panorama articolato del dibattito sulla tradizione del Parmenide e, più in generale, sulla metafisica ficiniana. Il Parmenide di Marsilio Ficino è una delle maggiori opere dell'umanista fiorentino e frutto della sua speculazione matura. Ficino, traduttore del Parmenide negli anni 1463-1464, continuerà a riflettere sul significato dell'enigmatico dialogo per tutto il corso della sua vita, assegnandogli un ruolo-guida nell'iniziazione ai misteri platonici, preludio delle verità cristiane. La traduzione è stata condotta sull'unico testimone quattrocentesco del commentario (Firenze, 1496), edito a stampa pochi anni prima che Ficino morisse. Accompagnata da un ampio apparato di note esplicative, che mettono in evidenza le fonti, esplicite ed implicite, di volta in volta utilizzate dall'umanista, la traduzione è preceduta da un'introduzione che mira a far luce sulla posizione rivestita dal Parmenide ficiniano nell'ambito della tradizione neoplatonica. A questo scopo, l'analisi critica delle fonti neoplatoniche antiche, in particolare di Plotino e di Proclo, ha permesso di rilevare l'originalità del commento ficiniano, che spicca quale snodo fondamentale per il dibattito successivo sull'autenticita' e sul valore del Parmenide platonico. d'amore in Mancarsi (Ei-naudi) in cui due anime gemelle si sfiorano senza mai incontrarsi, finché incroceranno i loro sguardi. Mentre Daniele Del Giudice, con In questa luce (Einaudi), regala un libro autoritratto con pagine edite e inedite in forma narrativa e saggistica, in cui parla delle sue manie, degli autori più amati, del cinema, dei protagonisti dei suoi libri più famosi. In una favola moderna Ferruccio Parazzoli dà vita ne Il vecchio che guardava tramontare i tramonti' (Rizzoli) al dialogo fra un vecchio e una bambina. L'incontro tra un ragazzo che ha perso la voglia di andare avanti e un'anziana signora in un piccolo paese lungo il Po è anche al centro di Ora (Marsilio) di Matteo Signorini. Si muove tra sogno e realtà, amore e perdita, odio e perdono Lenti al contatto (Dalai) di Claudia Riva che vede protagonista una ragazzina tenuta all'oscuro di un grande segreto. Da segnalare, infine, anche il primo romanzo per ragazzi di Mariapia Veladiano, l'autrice de La vita accanto, che ora in Messaggi da lontano(Rizzoli) racconta le vicende di quattro ragazzini, dai 5 ai 13 anni, soprannominati la Tribù del Coprifuoco, che si trasformano in detective per indagare su una serie di messaggi segreti. La scomparsa di Ralph G. Martin Lo scrittore statunitense Ralph G. Martin, autore di numerose biografie di successo dedicate a personaggi storici e celebrità', è morto nella sua casa di New York all'età di 92 anni. Dopo aver iniziato negli anni Quartanta la carriera di giornalista, collaborando con «The New Re-public» e poi «Newsweek», dagli anni Sessanta Martin si è dedicato esclusivamente alla scrittura di biografie, pubblicando oltre trenta libri, raccontando, tra le altre, le vite del clan 12 ANNO XXXIII - LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013 PERISCOPIO Kennedy, Golda Meir, Edoardo VIII e Wallis Warfield Simpson, Jennie Jerome, madre di Winston Churchill, Henry e Clare Luce, Diana e Carlo d'Inghilterra. Il Louvre il museo più visitato del mondo Caracalla, i sotterranei mai visti Aprono per la prima volta in Roma - al pubblico ambienti suggestivi Chilometri e chilometri di larghe gallerie che correvano su tre livelli sotto la vasta area delle piscine, e dove giorno e notte si affollava il lavoro degli schiavi, impegnati ad ammassare e tagliare la legna per i forni e le caldaie, controllare il passaggio dell'acqua e il funzionamento delle tubature, portare il grano al mulino che poi forniva la farina alle numerose tabernae. Mai aperti al pubblico prima d'ora, svelano i loro misteri a Caracalla gli incredibili sotterranei delle Terme. Consolidate le volte con un investimento che ha impegnato la soprintendenza per circa 300 mila euro (altre 140 mila euro, in parte sostenute dalla concessionaria Electa sono servite per i restauri), una piccola parte di quei suggestivi ambienti (alcune decine di metri di due gallerie parallele) accoglie ora, restaurati e contestualizzati, splendidi marmi, imponenti colonne e capitelli, preziosi fregi, di fatto un piccolo percorso museale che aiuta il visitatore ad immaginare la magnificenza che circondava ogni spazio del grandioso complesso voluto da Caracalla, dalla biblioteca con le snelle colonne e i capitelli corinzi che secoli dopo, depredati, sono finiti ad ornare la chiesa di Santa Maria in Trastevere, alle due palestre con i fregi storici che raccontano le vittorie dell'imperatore sulle popolazioni nordiche e orientali, fino all'olimpionica piscina all'aperto, la natatio come la chiamavano i romani, dove si nuotava circondati da decorazioni architettoniche di ogni tipo. Visitatori record al Museo del Louvre. Per la prima volta nella sua storia la galleria di Parigi chiudera' l'anno toccando quota 10 milioni di ingressi. Nell'arco di poco piu' di un decennio, il numero dei visitatori e' quasi raddoppiato (erano 5,1 milioni nel 2001). Nel corso del 2012 hanno ammirato i quadri e le sculture esposte nelle monumentali sale del complesso del Louvre piu' di un milione di persone rispetto al 2011. ''Questa cifra record conferma il primo posto mondiale del Louvre'', sottolinea il museo che prevede di chiudere a fine di dicembre staccando il decimomilionesimo biglietto dell'anno. A decretare lo straordinario successo per numero di visite hanno contribuito nel corso del 2012 due eventi speciali: le nuove gallerie per l’arte islamica, inaugurate lo scorso settembre, gia' visitate da oltre 650 mila persone, e la mostra della primavera scorsa dedicata al restauro del capolavoro di Leonardo da Vinci «Sant’Anna, la Vergine ed il Bambino'», ammirato da quasi 310.000 persone. Nonostante la performance da primato, dopo 12 anni alla testa del Louvre, Henri Loyrette, lascerà la presidenza per dedicarsi a nuovi progetti. Loyrette ha informato il presidente della Repubblica François Hollande e il ministro della Cultura Aurelie Filippetti della sua decisione di non voler vedersi rinnovare il mandato. Loyrette lascerà la presidenza nel prossimo aprile alla scadenza del mandato. L'annuncio di Loyrette è arrivato a breve distanza dall’inaugurazione della «succursale» del Louvre a Lens, AANNO XXXIII - LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013 13 città industriale nel nord della Francia. Morte d’un economista Intellettuale raffinato ma anche protagonista acceso e tagliente delle vita politica del Paese, al mondo dell'economia mancherà il contributo dello spirito critico di Luigi Spaventa, morto a Roma a 78 anni al termine di una lunga malattia. Spaventa, nato a Roma il 5 marzo 1934, si era laureato a Roma nel 1957 per poi proseguire gli studi a Cambridge. Professore di politica economica a Palermo, Perugia e poi alla Sapienza di Roma (dal 1971), è stato visiting fellow all'All Souls College della University of Oxford. Un legame stretto quello di Spaventa con la Gran Bretagna: inglese la compagna di tutta la vita, la moglie Claire, e profondamente british il suo humour coniugato con un amore irresistibile per la battuta, anche la più sarcastica. Un carattere forte «che ha lasciato – dice il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel ricordarlo – un'impronta inconfondibile nello sviluppo delle conoscenze economiche e nell'esercizio di responsabilità rilevanti per il progresso civile e culturale del paese'». Deputato indipendente con il Pci dal 1976 al 1983 è stato presidente della Commissione del Tesoro sulla gestione del debito pubblico (1988-89) e ministro del Bilancio e della Programmazione economica nel governo Ciampi (dall'aprile 1993 al maggio 1994). Proprio nel ‘94 aveva sfidato nelle liste del Pds Silvio Berlusconi nello stesso collegio, quello di Roma uno. Dal 1997 al 1998 è stato presidente del Monte dei Paschi di Siena e nel maggio 1998 è divenuto presidente della Consob. Figura di primo piano nel dibattito sulla politica economica italiana, autore di innumerevoli saggi e volumi, è stato a lungo editorialista di «Repubblica» e del «Corriere della Sera», spesso anche con interventi fortemente critici ed innovatori. Nel 2008 diventa presidente del consiglio di sorveglianza di Mts, la societa' che gestisce la piattaforma elettronica di Piazza Affari. Dal 2007 era presidente di Sator, società nel private equity guidata da Matteo Arpe. Dala1994 era cavaliere di Gran Croce. «Spaventa – commenta il segretario del Pd Pierluigi Bersani – è stato uno di quegli straordinari studiosi che per amore del proprio Paese hanno accettato la sfida dell'impegno politico per dare un contributo al Parlamento e al governo». NAPOLITANO, PERDO AMICO TRA I PIÙ CARI - Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, appresa la triste notizia della scomparsa di Luigi Spaventa ha inviato alla famiglia il seguente messaggio: «Profondamente addolorato per la perdita di un amico dei più cari, rendo omaggio alla memoria dello studioso e dell'uomo pubblico che ha come pochi altri negli scorsi decenni lasciato un'impronta inconfondibile nello sviluppo delle conoscenze economiche e nell'esercizio di responsabilità rilevanti per il progresso civile e culturale del paese». «È stato docente universitario esemplare – ricorda Na-politano – maestro di brillanti economisti di diverse generazioni, protagonista sapiente del dibattito internazionale sui problemi dell'economia, parlamentare e ministro di alto livello e assoluto rigore, titolare impeccabile di incarichi delicati come quello di presidente della Consob. E resta egualmente indimenticabile il suo fervore umano, la ricchezza dei suoi interessi culturali, l'equanimità sempre mostrata nei giudizi sui fatti e sulle persone, la generosità della sua amicizia. Alla moglie e ai figli le mie più commosse condoglianze». VELTRONI, ECONOMISTA CORAGGIOSO, UOMO COLTO - «Con Luigi Spaventa l'Italia perde un protagonista, un uomo colto, severo, coraggioso e indipendente capace di difendere le sue ide e, insieme, di essere al servizio del suo Paese. Spaventa da studioso impegnato in politica ha svolto ruoli importanti in momenti difficili: lo ricordo ministro economico nel governo Ciampi tra il '93 3 il '94 quando l'Italia seppe superare con misure drastiche ed eque una crisi drammatica che investiva insieme l'economia e la stesa tenuta democratica». Così Walter Veltroni ricorda l'economista deceduto dopo una sofferta malattia. «Lo ricordo con personale affetto – afferma Veltroni – per la sua intelligenza raffinata, grande cultura internazionale (era apprezzato a Roma come a Londra o New York), per il suo rigore ma anche per la sua ironia e per la disponibilità ad impegnarsi». Melato, il compianto di Renzo Arbore «Ho avuto la fortuna di conoscere una donna eccezionale»: con queste parole, interrotte dal pianto, Renzo Arbore rompe il silenzio e racconta all'Ansa questo «momento di grandissimo dolore» per la perdita terrena del grande amore di una vita, Mariangela Melato, morta oggi. «Sono stati 42 anni di conoscenza e di amore, mai una meschinita» o un litigio, mai una volta la voce alzata», racconta, ripercorrendo nella memoria i flash di un lunghissimo sodalizio artistico e privato. Dopo una lunga storia vissuta negli anni ‘70, l'attrice milanese e lo showman foggiano, dopo oltre tre decenni, erano tornati insieme nel 2007. La loro era una di quelle grandi storie d’amore che non si fermano, neanche quando c'è una distanza spazio temporale. Nelle interviste Renzo raccontava spesso come Mariangela avesse segnato la sua vita. E una volta aveva rivelato anche un rimpianto: quello di non averla sposata.dichiarandosi pentito. Ma era come se fossero marito e moglie, Renzo e Mariangela, uniti da un rapporto molto solido e accomunati da grande intelligenza ed ironia. «Mariangela era una signora di vera nobiltà di sentimenti ed etica nel suo lavoro, fatto sempre con enorme dedizione a migliorarsi e a migliorare per il pubblico'», dice oggi Arbore con una stima immensa verso la donna e l’attrice. Tutto quello che ha fatto, al teatro come al cinema, è stato frutto di un grande lavoro. «Ha sempre affrontato le cose più impegnative, importanti e difficili con un coraggio e una forza straordinaria che derivavano da qualità artistiche superiori». Oggi Mariangela se ne e' andata dopo avere «combattuto con la stessa intelligenza, determinazione e coraggio che hanno sempre caratterizzato la sua vita e il suo impegno artistico'», 14 ANNO XXXIII - LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013 PERISCOPIO Nasce un originale «servizio valutazione inediti» per tutti gli aspiranti scrittori Esplorando l’attività delle Case editrici italiane e straniere, il lettore apprende che «a redazione dell’Editrice Barbera «fornisce un servizio di lettura a pagamento di testi inediti di narrativa (racconti, romanzi), poesia e saggistica umanistica pensato per tutti gli aspiranti scrittori. I testi verranno letti da scrittori professionisti. L’originale «servizio è destinato:a chi già scrive e desidera affinare la propria tecnica di scrittura; agli autori di testi inediti che vogliono capire se possono ambire alla pubblicazione; a chi desidera o ritiene necessaria una valutazione professionale di un suo testo; agli autori che hanno inviato i loro testi in lettura a case editrici, con le quali trovano difficoltoso dialogare per avere un riscontro». Pertanto, «gli autori che desiderano ricevere un parere critico professionale e attendibile sui loro testi possono rivolgersi a noi per capire se i loro lavori scritti abbiano un valore letterario e/o editoriale». Noto è da sempre che le case editriLeci ricevono così tanti dattiloscritti che talune ssi vedono costretti a scrivere di non mandarli perché ne hanno a ufo, limitandosi a rispondere quando educatamente rispondono con le solite tre righe che «purtroppo, pur apprezzando il suo lavoro, i nostri programmi di pubblicazione sono attualmente chiusi». L’Editrice Barbera, invece, grazie ad un «ampio ventaglio di lettori esterni e interni, che sono tutti noti scrittori competenti in diversi settori, valutiamo testi di ogni tipo. Il nostro comitato di lettura consta di critici letterari, funzionari editoriali, scrittori, docenti universitari, con cui vantiamo una collaborazione pluriennale». Alcuni dei nostri lettori, per ciascun settore: Narrativa: Lara Cardella, Davide Bregola - Poesia: Davide Bregola - Saggistica umanistica: Gianluca Barbera Varia: Cecilia Martinelli, Simone Marchi». Tutti ben noti professionisti dell’editoria Il risultato? «Il risultato del lavoro di lettura è un'approfondita scheda di lettura che prende in considerazione tutti gli aspetti del testo: da quelli di carattere contenutistico, formale e letterario (analisi critica dei soggetti, della struttura narrativa e degli aspetti stilistici) a quelli editoriali e commerciali, con un parere sulle possibilità del testo di trovare collocazione nel mercato editoriale. Nella scheda l’autore troverà quindi una valu- tazione esaustiva del testo relativa ai suoi punti di forza e di debolezza; laddove sia opportuno, la scheda fornirà una linea d’indirizzo e suggerimenti finalizzati a facilitare un’eventuale ulteriore revisione da parte dell'autore, segnalando possibili interventi migliorativi o fornendo suggerimenti di lettura finalizzati al miglioramento qualitativo della scrittura. La scheda di lettura assegnerà anche un punteggio per i vari aspetti dell'opera: incipit, trama, ambientazione, personaggi, stile, finale, spendibilità editoriale. Ogni anno il migliore lavoro valutato verrà pubblicato a nostra spesa e cura. Come usufruire del servizio? «Gli autori che intendono usufruire del nostro servizio di lettura e valutazione, oppure desiderano avere informazioni in merito, possono scrivere un'email a: [email protected], riportando nell'oggetto del messaggio la seguente dicitura: Servizio valutazione inediti». Costo del servizio e tempi di risposta? «La scheda di valutazione per un'opera inedita di lunghezza non superiore a 250 cartelle dattiloscritte di 2000 battute ciascuna è di euro 400 più IVA al 21% (euro 484,00). Il costo del servizio, per testi di lunghezza superiore a quella sopra indicata, sarà eventualmente definito volta per volta. L’autore riceverà la scheda di lettura entro dieci settimane dalla data di ricevimento del testo». Ancora un’altra possibilità: il servizio di revisione: «Gli aspiranti scrittori che dopo la valutazione della loro opera desiderino sottoporre i loro testi di narrativa o saggistica a una revisione che ne migliori gli aspetti strutturali e linguistici possono rivolgersi a noi per concordare modalità e compensi». «La nostra redazione – si legge ancora – fornisce un servizio di lettura a pagamento di testi inediti di narrativa (racconti, romanzi), poesia e saggistica umanistica pensato per tutti gli aspiranti scrittori. I testi verranno letti da scrittori professionisti». Il servizio è destinato «a chi già scrive e desidera affinare la propria tecnica di scrittura; agli autori di testi inediti che vogliono capire se possono ambire alla pubblicazione; a chi desidera o ritiene necessaria una valutazione professionale di un suo testo; agli autori che hanno inviato i loro testi in lettura a case editrici, con le quali trovano difficoltoso dialogare per avere un riscontro». spiega ancora Arbore. L’eredità che questa donna lascia a tutti è «il suo esempio di amore per la vita, per l'arte e per il lavoro», aggiunge. Renzo le è stato vicino fino alla fine, insieme alla sorella Anna e ai nipoti. Tutta la famiglia stretta in un abbraccio «fino all'ultimo nella lunga e sofferta malattia». Il grazie più sentito infine va da Renzo Arbore e dai familiari «a tutti i medici ed al personale che hanno assistito Mariangela in questa lunga e sofferta battaglia». ANNO XXXIII - LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013 PERISCOPIO I TRIONFI di Francesco Petrarca  Riproduzione in facsimile del Manoscritto Cod. 2581 (Les Triumphes de Petrarque) conservato presso la Osterreichische Nationalbibliothek (Biblioteca Nazionale Austriaca – Vienna) Testo in francese - commento di Bernardo Glicino Tiratura limitata e numerata di 499 esemplari in numeri arabi di cui 20 FC e 299 esemplari in numeri romani Riproduzione in facsimile fedele all’originale in ogni particolare 1 Volume di grande formato di cm 32,5X21 - 590 pagine 86 grandi miniature tutte inserite in eleganti cornici dorate Oltre 1.800 capilettera dorati Coperta in pelle pieno fiore a concia vegetale Legatura artigianale con cucitura eseguita con ago e filo di canapa - Applicazione manuale del colore oro in due tipologie: in lamina nei capilettera e in polvere nelle miniature - Elegante cofanetto - Dedica personalizzata trascritta da calligrafo - Volume di Commentario con la Prefazione dell’ Ambasciatore d’Austria in Italia Christian B.M. Berlakovits - Pagine totali: 590 - Richiedi informazioni su questo prodotto 15 16 ANNO XXXIII - LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013 eBooks Logos PERISCOPIO Georges Bernanos Il Cammino di Cruz das Almas A cura di L. Castiglione Pagine 176, €18 «I proscritti che errano oggi attraverso il mondo, e che non trovano asilo in nessun luogo, con il pretesto che il loro passaporto non sia in regola, permettono di ben prevedere i nuovi metodi mediante i quali sarà nel futuro attuata la lotta per la vita. si può peccare per azione e per omissione; è ugualmente facile sterminare con l’azione e con l’omissione. L’eccessiva ricchezza ha fatto diventar folli le patrie. La miseria le farà diventar feroci. Lo svolgimento degli effetti e delle cause potrà ormai essere arrestato soltanto con un altro mira- colo, simile a quello che fu annunciato, venti secoli fa, da un angelo ad alcuni pastori. Il fronte della cristianità è stato rotto, non mi stancherò di scriverlo, la sconfitta delle coscienze è un fatto smisurato, dalle conseguenze incalcolabili. nessuno sembra dubitarne, i pastori con- tano le loro pecore e si rassicurano pensando che il loro numero non sia diminuito come prevedevano i profeti di sciagure come me... Dico che la solidarietà della cristianità universale di fronte a scandali più grandi, intollerabili, non è stata mantenuta, i cristiani hanno agito ciascuno per sé... L’umanità riscattata, resa partecipe della divinità come c’insegna la liturgia della messa, è inchiodata alla croce, ma che gliene importa ai Farisei dal momento che hanno pagato la decima e rispettato il sabato?» Georges Bernanos, Il cammino di Cruz das Almas, A cura di Luigi Castiglione, pagine 176, € 18; «I proscritti che errano oggi attraverso il mondo, e che non trovano asilo in nessun luogo, con il pretesto che il loro passaporto non sia in regola, permettono di ben prevedere i nuovi metodi mediante i quali sarà nel futuro attuata la lotta per la vita. si può peccare per azione e per omissione; è ugualmente facile sterminare con l’azione e con l’omissione. L’eccessiva ricchezza ha fatto diventar folli le patrie. La miseria le farà diven- tar feroci. Lo svolgimento degli effetti e delle cause potrà ormai essere arrestato soltanto con un altro mira- colo, simile a quello che fu annunciato, venti secoli fa, da un angelo ad alcuni pastori. Il fronte della cristianità è stato rotto, non mi stancherò di scriverlo, la sconfitta delle coscienze è un fatto smisurato, dalle conseguenze incalcolabili. nessuno sembra dubitarne, i pastori con- tano le loro pecore e si rassicurano pensando che il loro numero non sia diminuito come prevedevano i profeti di sciagure come me... Dico che la solidarietà della cristianità universale di fronte a scandali più grandi, intollerabili, non è stata mantenuta, i cristiani hanno agito ciascuno per sé... L’umanità riscattata, resa partecipe della divinità come c’insegna la liturgia della messa, è inchiodata alla croce, ma che gliene importa ai Farisei dal momento che hanno pagato la decima e rispettato il sabato?» LUIGI CASTIGLIONE SALVARSI DAL NULLA La perdizione esistenziale in Georges Bernanos EDIZIONI LOGOS 18 ANNO XXXIII - LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013 PERISCOPIO Paola Muscari - Maria Pia Cunico ARCIPELAGO NASCOSTO Giardini, aranceti, carceri, torri e fortezze delle isole dell’Arcipelago toscano Con la collaborazione di A. Contiero. Foto di M. Gulinelli e E. Boga Giardini e paesaggio, vol. 36, 2012, cm 17x24, X-186 pp. con 265 figg. n.t., € 19,00 LEO S. OLSCHKI EDITORE ANNO XXXIII - LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013 19 GALLERIA Boccaccio L’uomo, qualità e vizi Giovanni Boccaccio, nato nel 1313 a Certaldo in Toscana, può ben essere considerato il padre della prosa volgare italiana e, insieme a Petrarca e a Dante, il più importante scrittore del XIV secolo sia in Italia che in Europa. Dopo i primi studi a Firenze, nel 1327 si trasferisce a Napoli dove si dedica ai classici latini e alla letteratura italiana e francese e proprio qui vedono la luce le sue prime opere: Filocolo, Filostrato, Teseida, Caccia di Diana e Rime. Durante i successivi soggiorni a Firenze e nelle corti di Romagna compone oltre al Ninfale fiesolano e ad altre opere minori, la sua opera capitale: il Decameron, terminato nel 1351. E’ in questi anni che stringe amicizia con il “glorioso maestro”, Petrarca, e si dedica allo studio dell’opera dantesca. Viene a mancare nel dicembre 1375. Come ben emerge leggendo il Decameron, Boccaccio sa esprimersi attraverso una considerevole varietà di toni e di stili in virtù del suo sperimentalismo. L’autore si dimostra inoltre ben attento a tutta Giuseppe Ungaretti L’uomo sentimento Il giorno 8 febbraio 1888 nasce ad Alessandria d'Egitto il grande poeta Giuseppe Ungaretti, da Antonio Ungaretti e Maria Lunardini entrambi lucchesi. Nella città natale trascorre l'infanzia e i primi anni della giovinezza. La famiglia si era infatti trasferita in Africa per ragioni di lavoro. Suo padre, però, che lavorava come operaio alla costruzione del canale di Suez, muore in un incidente; la madre è così costretta ad arrangiarsi ma riesce a mandare avanti la famiglia grazie ai guadagni di un negozio della periferia di Alessandria. Il piccolo Giuseppe viene dunque allevato dalla madre, da una balia sudanese e da Anna, un'anziana croata, adorabile narratrice di favole. Ormai cresciuto, frequenta l’Ecole Suisse Jacot, dove viene a cotatto per la prima volta con la letteratura europea. Nel tempo libero frequenta anche la «Baracca rossa», un ritrovo internazionale di anarchici che ha come fervente organizzatore Enrico Pea, versiliese, trasferitosi a lavorare in Egitto. Si trasferisce in Italia con l'intenzione di andare in Francia per compiere studi di diritto a Parigi, per poi tornare in Egitto. A poche settimane Beppe Fenoglio Interprete di un’epoca Giuseppe Fenoglio - detto Beppe - nasce ad Alba il giorno 1 marzo del 1922, il padre si chiama Amilcare e la madre Margherita Faccenda. I parenti materni erano originari di Canale in Pianura. Essi suscitarono nel giovanissimo Fenoglio un senso di grande rispetto, ma purtroppo non l'intensa passione con la quale Fenoglio si sentiva molto legato alle origini longarole di suo padre. La famiglia paterna infatti proveniva da San Benedetto Belbo situata nelle Langhe. Da ragazzo Fenoglio passa volentieri le vacanze estive orgoglioso di potersi riagganciare alle proprie origini contadine delle zone collinari. Detta dallo stesso scrittore «quando a scuola arrivano a parlare di parole come Atavismo e Ancestrale, la sua mente e il suo cuore volano immediatamente e invariabilmente ai cimiteri situati nelle Langhe». Sotto il segno di queste suggestioni Ativiche e Ancestrali, porta a Fenoglio quel deposito di ricordi vissuti nelle Langhe che per lo scrittore costituirà materia costante nei suoi racconti. Il Padre che ad Alba è proprietario di un negozio di macelleria, esercita sul figlio un fascino particolare; la sua figura è ricordata in tutta la sua dignità della professione e con tutta la forza di un Mito in un suo libro dal titolo Un giorno di fuoco. Nella città piemontese di Alba, Beppe Fenoglio termina con eccezionale profitto le scuole elementari, ottiene il consenso di frequentare il Ginnasio e poi il Liceo Classico. Questo periodo si rileva molto importante ed è una esperienza fondamentale che sarà rievocata in alcune pagine del suo libro Primavera 20 ANNO XXXIII - LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013 GALLERIA Destino di Péguy Più che mai rivolu-zionario, Péguy capi, sul legno della croce che non bisogna aspettarsi da una rivoluzione umana, da sfor-zi soltanto umani, un cambiamento decisivo. Non è solo l’economicismo ad essere insufficiente. Vi è tutto l'umanesimo, tutto l'immanentismo che sono colpiti dalla sterilità. L'unico cambiamento reale è di ordine ontologico, metafisico, religioso. La rivoluzione sarà l'opera del Paraclito ο non sarà affatto... Contro un cristianesimo disincarnato, Péguy afferma che la rivoluzione del Vangelo non può essere reale se non distrugge realmente i mali e cambia realmente le strutture oppressive. Ma contro un socialismo immanentista, egli af-ferma anche e dall'inizio che questa rivoluzione non può procedere dalla semplice volontà umana, che essa deve nascere da Dio. Deve certamente prendere a prestito gli itinerari della terra, le dure ed oscure ed ingrate vie umane. Ma essa non verrà da uomini soltanto generosi, morali, altruisti. Ciò che la rivoluzione evangelica reclama, sono uomini nuovi, uomini che abbiano superato la prova pasquale, uomini morti e resuscitati in Cristo... (dal saggio di Jean Bastaire) Un immenso arazzo diviso in due parti; nella prima campeggia la cattedrale di Parigi e si esprime l'amore di Péguy per la città dove vive, lavora e soffre; il secondo momento è invece scandito dall'alta poesia della Presenfazione della Beauce a Notre-Dame di Chartres, e dalle cinque preghiere nella Cattedrale... Già all'inizio della Presentazione, in cui il poeta prega, ma resta sulla strada, contemplando da lontano, ο nell'albergo ο davanti alla Cattedrale, esplode il «canto profondo dell'anima» e si dimentica la musica «un po' troppo parnassiana» dell'addio a Parigi; e poi l'orchestrazione piena e fascinosa della preghiera dentro Notre-Dame, segno della sua resa totale alla Grazia, che accompagna le confidenze che mettono a nudo il terreno scosceso del suo spirito e della sua carne, il segreto lacerante del suo cuore, e la pace pienamente riconquistata con l'aiuto della «Regina delle paci e dei disarmi». Notre jeunesse è comunemente posta fra i capolavori della prosa di Péguy. È una parola difficile questa nel caso di Péguy, che il «capolavoro» in realtà non lo scrisse mai (ed è una delle ragioni per cui la sua fama non oltrepassò determinati ambienti), ma certo essa è una delle opere sue più salde, per fedeltà a un tema centrale e per costanza di ispirazione. Mentre possiede alcune fra le pagine bellissime di Péguy, va relativamente immune da quelle dispersioni e quei ristagni che pesano sovente sulla sua opera, raggiungendo così una sua completezza, che permette di presentarla, in qualche modo, come esemplare.... Bergson da parte sua riconosceva scrivendo di Péguy in questi termini: «Aveva una straordinaria capacità di andare oltre la materialità degli esseri, superarla e giungere alla loro anima. È così ch’egli ha penetrato il mio pensiero più segreto, come io avrei voluto e non ho saputo esprimerlo ». www.edilogos.com - [email protected] di bellezza; inoltre è resa più profonda dall'amicizia con i due professori Leonardo» Cocito e Pietro Chiodi «rispettivamente Corradi e Monti nel romanzo citato», per Fenoglio oltre che ottimi insegnanti sono maestri di antifascismo. Si accosta con particolare entusiasmo alla cultura inglese, impegnandosi sopratutto nella lettura di Shakespeare e di scritti storici come il periodo Elisabettiano, il Seicento, Cromwell, per poi appassionarsi alle opere di scrittori come Marlowe, Hopkins e Browning. Alla radice di questa propensione esiste un duplice motivo, uno di carattere generale e uno di carattere strettamente personale. Il primo è da ricercarsi nel fermento culturale per la sua scoperta della letteratura inglese e americana, cosa che si verifica in Italia proprio nel decennio che precede la Seconda Guerra Mondiale. Sono questi gli anni delle traduzioni di Cesare Pavese e dell'opera di divulgazione da parte dei nostri migliori uomini di cultura; nel 1935 lo scrittore Cecchi pubblica il libro dal titolo Scrittori inglesi e americani, nel 1941 viene sequestrata la prima edizione dell'antologia Americana curata da un altro illustre scrittore, Elio Vittorini, che in seguito scaturendo una manifestazione parallela all'opposizione politica al regime, finiscono in carcere o al confino. Beppe Fenoglio, ancora in età adolescenziale, non sente ancora questi stimoli ad un livello cosciente; in lui l'ammirazione per la civiltà anglosassone nasce da un profondo e istintivo disgusto verso il Fascismo velleitario e provinciale, che offre le sue esibizioni più volgari nel costume dell'avanguardismo e delle esercitazioni premilitari. A questa personale adesione contribuisce in maniera esagerata, un suo disagio nei confronti della lingua italiana «la madre di tutte le lingue», dovuto all'umile estrazione sociale e alle connesse abitudini linguistiche di Fenoglio; che all' italiano dei libri preferisce sostituire un proprio diverso ideale linguistico: l'inglese. La stagione dell'adolescenza purtroppo è destinata a chiudersi bruscamente per tutti i compagni del liceo, molti dei quali partono nel 1940 per la guerra. Fenoglio nel frattempo si iscrive alla facoltà di letteratura a Torino sempre nel 1940, ma rimane molto deluso dall'esperienza universitaria, in quanto si sente a disagio per la sua balbuzie che lo condiziona deprimendolo; in più è amareggiato perché la realtà universitaria italiana è troppo lontana dall'atmosfera dei college di Oxford, luogo in cui dentro di sé sogna di andare. Fenoglio non conclude gli studi in quanto viene chiamato alle armi nella città di Roma, dove frequenta il corso per allievi ufficiali. In quel periodo pur essendo culturalmente di sinistra comincia ad approvare le letterature e i libri di Gabriele ANNO XXXIII - LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013 21 BIBLIOTECA Maria Rosa De Luca Musica e cultura urbana nel Settecento a Catania Rinascimento e Antirinascimento Firenze nella cultura Marsilio Ficino Commento al «Parmenide» russa fra Otto eNovecento di Platone A cura di Lucia Tonini Dalla grandiosa ricostruzione che segue il rovinoso terremoto del 1693 sino ai bagliori di una fin de siècle illuminista, musica e cultura urbana interagiscono in un fitto intreccio di relazioni, narrate qui sulla base di un approfondito riesame documentario. Nell’attività dei teatri, nelle feste religiose, negli apparati spettacolari, nella vita quotidiana delle cappelle ecclesiastiche si rispecchiano le «scene urbane» di una città che a fine ’700 conquista a buon titolo l’appellativo di «grande Catania». From the reconstruction after the earthquake of 1693 up to the glows of a fin-desiècle Enlightenment, music and urban culture interact in a web of relations described here thanks to a thorough documentary reconstruction. The activity of theatres, the religious festivities, the spectacular apparatus, the everyday life of chapels reflect the ‘urban scenes’ of a town that at the end of the XVIIIth century deserved the name of «great Catania». Polinnia, volume 25, 2012, cm 17x24, 474 pp.€ 47. Il volume propone una riflessione sul rapporto fra cultura russa e civiltà occidentale, rappresentata da Firenze come «culla del Rinascimento». Gli autori, italiani e russi, considerano da molteplici prospettive disciplinari il senso di questo confronto, accentuatosi fra Otto e Novecento. Con» «Antirinascimento» si identifica qui una interpretazione che, negando la centralità dell’uomo, «demonizza» in qualche modo l’eredità rinascimentale, ed esprime un’alternativa intrinseca alla cultura russa, convivente con una devozione ammirata che ne fa egualmente parte. Premessa, introduzione, traduzione e note di Francesca Lazzarin Prefazione di Alfonso Ingegno La prima traduzione in lingua italiana del commento al Parmenide di Ficino (14331499) costituisce uno strumento fondamentale percomprenderne la portata: elemento di snodo all’interno della tradizione platonica e neoplatonica, il testo viene progressivamente elucidato dalla curatrice attraverso l’analisi e la discussione delle fonti che ne hanno ispirato la stesura. L’ampia introduzione all’opera offre un panorama articolato del dibattito The volume offers a reflection on the rela- sulla tradizione del Parmenide e, più in tionship between Russian and western cul- generale, sulla metafisica ficiniana. ture, represented by Florence as the ‘cradle of the Renaissance’. The authors, Italian and Russian, consider under different perspectives the meaning of this confrontation, accentuated between XIX and XX century. The term ‘Anti-Renaissance’ indicates here the coexistence of a sort of ‘demonizing’interpretation of the Renaissance centrality of mankind for a Russian alternative, and an admired devotion for it. The first Italian translation of Ficino (1433-1499)’s Parmenide represents a fundamental instrument to understand the importance of this text. As an important junction of the Platonic and Neoplatonic tradition, this text is gradually illustrated by the editor through the analysis and discussion of the sources that inspired its composition. The introduction offers an Gabinetto Scientifico Letterario articulated overview on the debate about G.P. Vieusseux. Studi, volume 22, the tradition of Parmenide and, more gen2012, cm 17x24, XIV-236 pp. con erally, on Ficino’s metaphysics. 16 tavv. f.t. € 27. Immagini della Ragione, vol. 15, 2012, cm 15x21, CLXXVI392 pp., € 35; EDITRICE OLSCHKI / Novità 22 ANNO XXXIII - LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013 IN PRIMO PIANO di distanza si reca finalmente a Parigi, raggiunto poi da Mohammed Sceab, che muore però suicida qualche mese dopo. Si scrive alla facoltà di lettere della Sorbona e pren-de alloggio in un alber-ghetto in rue Des Carmes. Frequenta i maggiori caffè letterari di Parigi e diventa amico di Apollinaire, al quale si lega con profondo affetto. Malgrado la sua lontananza dall'Italia rimane comunque in contatto con il gruppo fiorentino che, staccatosi dalla «Voce», ha dato vita alla rivista «Lacerba». Nel 1915 pubblica proprio su «Lacerba» le prime liriche. Viene però richiamato e inviato sul fronte del Carso e su quello francese dello Champagne. La prima poesia dal fronte è datata 22 dicembre 1915. Trascorre l'intero MARSILIO / Novità anno successivo tra prima linea e retrovie; scrive tutto il Porto Sepolto, che viene pubblicato da una tipografia di Udine. Curatore degli ottanta esemplari è «il gentile Ettore Serra», giovane tenente. Ungaretti si rivela poeta rivoluzionario, aprendo la strada all'ermetismo. Le liriche sono brevi, a volte ridotte ad una sola preposizione, ed esprimono forti sentimenti. Torna a Roma e su incarico del Ministero degli Esteri si dedica alla stesura del bollettino informativo quotidiano. Intanto collabora alle riviste «La Ronda», «Tribuna», «Commerce». La moglie nel frattempo insegna francese. La difficile condizione economica lo induce a trasferirsi a Marino nei Castelli Romani. Pubblica a La Spezia una nuova edizione de L'Allegria; include le liriche composte tra il 1919 e il 1922 e la prima parte del «Sentimento del Tempo». La prefazione è di Benito Mussolini. La raccolta segna l'inizio della sua seconda fase poetica. Le liriche sono più lunghe e le parole più ricercate. Con il premio del Gondoliere del 1932, assegnato a Venezia, la sua poesia ha il primo riconoscimento ufficiale. Si aprono le porte dei grandi editori. Pubblica ad esempio con Vallecchi «Sentimento del Tempo» (con un saggio di Gargiulo) e dà alle stampe il volume Quaderno di traduzioni che comprende testi di Gongora, Blake, Eliot, Rilke, Esenin. Il Pen Club lo invita a te- LUIGI CASTIGLIONE UN CUORE GRANDE COSÌ Digressioni verghiane LUIGI CASTIGLIONE UN CUORE GRANDE COSÌ Digressioni verghiane LO SCRITTORE CHE NARRA SE STESSO IN PAGINE CHE SORPRENDERANNO contenuti: UN VESTITO PER LILLI DON GESUALDO VINCERÀ LE DONNE CANTO, E L’AMORE RELIGIOSITÀ DI VERGA in appendice: Storie della corrispondenza più controversa della storia Le perifrasi di Pirandello ANNO XXXIII - LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013 IN PRIMO PIANO nere una serie di lezioni in Sud America. In Brasile gli viene assegnata la cattedra di Lette-ratura Italiana presso l'Università di San Paolo, che terrà fino al 1942. Esce l'edizione compiuta del «Sentimento del Tempo». Nel 1937 una prima tragedia familiare colpisce Ungaretti: muore il fratello Costantino, per il quale scrive le liriche Se tu mio fratello e Tutto ho perduto, apparse successivamente in francese in Vie d’un homme. Da lì a poco, per un attacco di appendicite malcurato, muore in Brasile anche il figlio Antonietto, di soli nove anni. Rientrato in patria è nominato Accademico d’Italia e gli viene conferito un insegnamento universitario a Roma per ‘chiara fama». Mondadori inizia la pubblicazione delle sue opere sotto il titolo generale «Vita d'un uomo». Gli viene consegnato da Alcide De Gasperi il premio Roma; escono il volume di prosa Il povero nella città e alcuni abbozzi di La Terra Promessa. La rivista «Inventario» pubblica il suo saggio Ragioni di una poesia. Gli ultimi anni di vita del poeta sono intensissimi. È eletto presidente della Comunità europea degli scrittori e tiene, come visiting professor presso la Columbia University una serie di lezioni, stringendo fra l’altro amicizia con letterati e pittori beat del Village newyorkese. In occasione degli ottant'anni riceve solenni onoranze da parte del governo italiano: a Palazzo Chigi è festeggiato dal presidente del Consiglio Aldo Moro, e da Montale e Quasimodo, con tanti amici attorno. Escono due edizioni rare: Dialogo, libro accompagnato da una «combustione» di Burri, piccola raccolta di poesie d'amore e Morte delle stagioni, illustrata da Manzù, che raccoglie unite le stagioni della Terra Promessa, del Taccuino del Vecchio e gli ultimi versi fino al 1966. Viaggia negli Stati Uniti, in Svezia, in Germania. Nel settembre esce il volume mondadoriano che comprende tutte le poesie, con note, saggi, apparati delle varianti, a cura di Leone Piccioni. Nella notte tra il 31 dicembre 1969 e il giorno 1 gennaio 1970 scrive l'ultima poesia L'impietrito e il velluto. Torna negli Stati Uniti per ricevere un premio all'Università di Oklahoma. A New York si ammala e viene ricoverato in clinica. Rientra in Italia e si stabilisce per curarsi a Salsomaggiore. Muore a Milano nella notte tra l’1 e il 2 giugno 1970.  LA FIERA LIBRARIA unico «luogo d’incontro» permanente degli Editori e della cultura europea e iberoamericana *** L’unica rivista che facilita gli scambi delle novità librarie in tutto il mondo Les livres, les idées, la culture des pays de langue allemande, anglaise, espagnole, française, italienne, portugaise... I libri, le idee, la cultura dei paesi di lingua francese, inglese, italiana, portoghese, spagnola, tedesca... Los libros, las ideas, la cultura de los paises de lengua alemana, española, fancesa, inglesa, italiana, portuguesa... 23 24 ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013 IN PRIMO PIANO I nuovi ebooks della Logos San Bonaventura Silvio Botero Giraldo Le sei ali del serafino La coppia umana Preghiera tra idealità e realt e musica Pagine 126, €10 Pagine 176, €18 Il pensare di Bonaventura è sempre un pensare «biblico», la sua espressione tende sempre a riprendere le parole della Scrittura, inserendole con singolare naturalezza nel contesto del suo discorso. Ciò però non significa che ci sia mai in Lui un incriteriato fideismo; anzi, seguendo la Bibbia egli tende ad assimilare alla vita dell'Essere, cercando agostinia-namente di intendete, nella partecipazione della Luce divina, il senso profondo della vita come dono, al fine di partecipare più intensamente di Dio. In questo medesimo senso Bonaventura propone la lettura dell'opuscolo Le sei ali del Serafino. Sei sono le ali dei Serafini, delle più alte creature angeliche che, secondo Isaia (6,1 ss.), stanno direttamente innanzi a Dio. Bonaventura intende che come il Serafino ha sei ali, con il prelato, colui che ha la gravissima responsabilità non solo della sua personale salvezza, ma anche della vita di coloro che gli sono affidati e che deve in nome di Dio liberare dal peccato per renderli operai nella messe divina, debba avere sei virtù fondamentali. Tali sei virtù sono : 1) lo zelo della giustizia; 2) la religiosa pietà; 3) la pazienza; 4) una vita esemplare; 5) l'acutezza e la sensatezza nelle diverse situazioni della vita; 6) la devozione vers o Dio. L’essenza del sacramento del matrimonio non è l’unione legale tra un uomo e una donna per una inseparabile comunanza di vita, come finora s’era andato sostenendo, bensì il reciproco amore tra i coniugi. Il farsi l’uno carne dell’altro, il divenire una sola carne, come se fossero un unico essente. E un teologo gesuita, già negli anni trenta del passato secolo, l’aveva scritto: « ...quando tra un uomo e una donna c’è il vincolo dell’amore allora il matrimonio c’è»; e Giovanni Paolo II, nella sua prima enciclica, l’aveva ribadito: «L’uomo non può vivere senza amare; la sua vita sarebbe priva di senso, se non fosse riamato, se non sperimentasse l’amore». Sicchè il sacramento finisce quando l’amore muore... In sostanza è questa la tesi sostenuta dal Botero che, basandosi anche su recenti sentenze rotali, non fa altro in questo suo nuovo magistrale libro che ripercorrere l’iter del sacramento matrimoniale dal punto di vista storico, morale, giuridico. Georges Bernanos Léon Bloy Il Cammino Nelle tenebre Introduzione di Vittorio di Giacomo di Cruz das Almas Pagine 160, € 16 A cura di L;.Castiglione Pagine 176, €18 «I proscritti che errano oggi attraverso il mondo, e che non trovano asilo in nessun luogo, con il pretesto che il loro passaporto non sia in regola, permettono di ben prevedere i nuovi metodi mediante i quali sarà nel futuro attuata la lotta per la vita. si può peccare per azione e per omissione; è ugualmente facile sterminare con l’azione e con l’omissione. L’eccessiva ricchezza ha fatto diventar folli le patrie. La miseria le farà diven- tar feroci. Lo svolgimento degli effetti e delle cause potrà ormai essere arrestato soltanto con un altro mira- colo, simile a quello che fu annunciato, venti secoli fa, da un angelo ad alcuni pastori. Il fronte della cristianità è stato rotto, non mi stancherò di scriverlo, la sconfitta delle coscienze è un fatto smisurato, dalle conseguenze incalcolabili. nessuno sembra dubitarne, i pastori con- tano le loro pecore e si rassicurano pensando che il loro numero non sia diminuito come prevedevano i profeti di sciagure come me... Dico che la solidarietà della cristianità universale di fronte a scandali più grandi, intollerabili, non è stata mantenuta, i cristiani hanno agito ciascuno per sé... L’umanità riscattata, resa partecipe della divinità come c’insegna la liturgia della messa, è inchiodata alla croce, ma che gliene importa ai Farisei dal momento che hanno pagato la decima e rispettato il sabato?» Ecco la filosofia del Bloy. È la filosofia della Bibbia, dei mistici, delle anime semplicemente e profondamente religiose; la filosofia che gravita intorno ai due fatti fondamentali della storia religiosa dell’ umanità: la Caduta dell’ uomo, esiliato in terra, il cui metaforico sonno è attraversato dalle immagini semicancel- late del perduto Eden; e la Redenzione, monologo divino nella storia umana, che fa del sublime Crocifisso il centro ed il lume della vita. Intorno a questi due ele- menti, si inseriscono motivi di colore mistico, come la dottrina giovannea del tralcio e della vite, il paolino «Unus estis in Christo» (Gal., 3, 28), cioè degli uomi- ni membra sostanziali del corpo mistico di Gesù; mo-tivi di tendenza mistica con sviluppi pratici, come la dottrina della Comunione dei Santi, chiamante all’ inte- grale corresponsabilità degli atti umani; motivi infine schiettamente etici come quello della libertà. La libertà («questo dono prodigioso, inqualificabile, con cui ci è dato di vincere il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, di uccidere il Verbo incar- nato... etc.) è per il Bloy il dono divino che più di ogni altro conferisce dignità all’uomo, ma al (tem-po stesso il più ter- rificante, perchè solo in forza della lib- ertà fu possibile crocifiggere il Salvatore — come è possibile ora continuare ad offende A.D. Sertillanges Pagine 126, €10 La preghiera è musicale per natura; come ogni parola che si esalta, essa va incontro al canto. «La parola è un suono in cui è pri-gioniero il canto» dice Grétry. Vi è prigio-niero come la statua nel marmo, sotto le mani di Michelangelo; ma per scioglierla basta un lieve accrescimento di vita, perchè qui lo scultore è a casa sua. La parola esprime un pensiero; ed in se stessa una parola non è una musica; ma a questo pensiero è sempre legato uno stato d’animo, un alone di fantasia, un gioco di fantasmi dalle tendenze dinamiche, di cui ritmo e melodia sono la legge, per quanto poco esso si acceleri. «La musica prolunga gli effetti dell’anima», dice il De arte musicae, attribuito (del resto a torto) a san Tomaso d’A-quino. «Il canto è l’espressione eroica della parola», dice Carlyle. Charles Péguy La nostra giovinezza A cura di Massimo Ubaldi Pagine 176, € 18 Notre jeunesse è comunemente posta fra i capolavori della prosa di Péguy. È una parola difficile questa nel caso di Péguy, che il «capolavoro» in realtà non lo scrisse mai (ed è una delle ragioni per cui la sua fama non oltrepassò determinati ambienti), ma certo essa è una delle opere sue più salde, per fedeltà a un tema cen- trale e per costanza di ispirazione. Mentre possiede alcune fra le pagine bellissime di Péguy, va relativamente immune da quelle dispersioni e quei ristagni che pesano sovente sulla sua opera, raggiun- gendo così una sua completezza, che per- mette di presentarla, in qualche modo, come esemplare.... ANNO XXXIII - LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013 25 IN PRIMO PIANO UN TEMA ARISTOTELICO NELLA RIFLESSIONE MODERNA SULL’ARTE Il piacere delle immagini Di seguito l’introduzione di Paulo Butti De Lima al suo saggio Il piacere delle immagini, pubblicato da Leo Olschki Editore. Nel quarto capitolo della Poetica, Aristotele riflette sulle origini della poesia. Per parlare della natura della composizione poetica, il filosofo prende ad esempio non le parole, ma le immagini. Una lunga tradizione si baserà sulle osservazioni aristoteliche dovendo indicare il piacere come fine ultimo dell'arte. Parole e immagini possono trovare nel piacere la loro giustificazione. La menzione delle immagini ha conferito a queste riflessioni un posto particolare nella tradizione della Poetica in età moderna. Sono state discusse da filologi e interpreti del testo, da teorici della pittura e della poesia, da crìtici e filosofi. Un'ampia serie di dipinti e di sculture è stata presentata a illustrazione del piacere suscitato dalle immagini. Negli ambienti umanistici, il testo antico è stato ripreso per la sua capacità di suggerire i parametri per la comprensione della realtà artistica contemporanea. Le formulazioni della Poetica vengono spesso richiamate quando si tratta di offrire le nuove regole che servono alla produzione delle opere e che ne guidano l'apprezzamento. Ancora nel Settecento si ricorrerà al passo aristotelico per tracciare il confine tra arte e natura, così come il confine tra le arti. H riferimento aristotelico alle immagini ha, in questo modo, accompagnato a lungo il percorso del concetto di mimesis nella riflessione artistica occidentale. Ad alcuni momenti di questo percorso è dedicato il presente lavoro. Cercheremo di osservare, nelle pagine seguenti, gli esempi che sono stati apportati al testo della Poetica, a giustificare il rapporto tra gli uomini e le opere artistiche che essi creano e osservano. In questo lavoro un posto particolare è riservato a Peter Paul Rubens. Nell'opera dell'artista fiammingo possiamo riscontrare un momento, non più testuale, nella serie di «letture» moderne della Poetica. Nel programma artistico e anche politico di Rubens, i temi della riflessione umanistica affiorano nei soggetti pittorici e nelle forme compositive. Sono soggetti e forme scelti a partire da un confronto incessante tra l'antico - il mondo greco-romano - e il moderno - il mondo italiano. Tra emulazione e superamento, conta non solo la qualità delle nuove opere, rispetto a modelli antichi ο recenti, ma anche l'originalità nella ripresa dell'iconografìa antica. In questo caso, emerge con forza ilproblema del rapporto tra testo e immagine. In un gioco sottile, il principio filosofico e poetico relativo al piacere delle immagini riceve, tra i moderni, una sua «raffigurazione». *** L'analisi del passo della Poetica in cui si parla delle immagini, e del piacere ad esse connesso, occupa le pagine iniziali di questo lavoro. Non solo a questo trattato, però, rivolgiamo la nostra attenzione: lo statuto delle immagini si afferma in una relazione stretta con i processi di conoscenza ed è, perciò, tema di discussione anche in altre opere aristoteliche. L'arte e la conoscenza possono giustificarsi per mezzo del piacere che procurano, e non per la bellezza di ciò che ne è oggetto. L'arte può presentarsi in quanto conoscenza e la conoscenza stessa può essere spiegata con gli strumenti dell'arte. La realtà pittorica serve da parametro per la comprensione dell'attività della memoria e dell'intelletto, oltre che del nostro rapporto con la natura. Ai «lettori» della Poetica dedichiamo quindi i capitoli seguenti. La tradizione e le interpretazioni del testo della Poetica - e più in particolare, del riferimento al piacere suscitato da immagini di oggetti in sé non piacevoli, come certi animali e cadaveri - accompagnano a Ludovico Antonio Muratori CARTEGGI CON D’ABRAMO... EVANGELISTA A cura di Matteo Al Kalak Il sedicesimo volume del Carteggio muratoriano con i suoi oltre ottanta corrispondentioffre un quadro significativo della varietà dicontatti intessuti da Muratori dalla giovinezzsino agli ultimi giorni di vita. Particolare riguardo rivestono i carteggi con i duchi estensi, con il nunzio pontificio in Spagna Enriquez, con l’ambasciatore inglese Davenant, il critico d’arte David, e con Johann Eckhart, successore di Leibniz ad Hannover. Non mancano infine testimonianze dei contatti con il mondo erudito italiano e francofono, e interessanti sguardi sulla disputa intorno al voto sanguinario. Centro di studi muratoriani. Modena. Edizione nazionale del carteggio muratoriano, vol. 16, 2012, cm 21,5x30,5, 654 pp. con 8 ill. n.t., € 120,00 Leo S.Olschki Editore 26 ANNO XXXIII - LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013 IN PRIMO PIANO lungo la riflessione occidentale sull'arte. La menzione di queste immagini nel trattato antico è stata oggetto di letture divergenti, tra il medioevo e l'età moderna, a causa di una variante testuale di cui le edizioni recenti del testo non serbano più il ricordo. Una variante che riguarda la natura concreta delle immagini - ora riferite ad animali selvaggi, ora ad animali spregevoli - che sono presentate come esempio del loro intrinseco piacere, rispetto ad una realtà allo stesso tempo ricercata e respinta. Quello, poi, che sembrava solo l'indicazione evidente del piacere che proviamo per le immagini (e, secondo analogia, per le parole), diviene, durante l'età moderna, il serbatoio di letture originali di fatti artistici nuovi e antichi. Il trattato aristotelico mostra la sua vitalità nel lavorio interpretativo che lo riporta alle situazioni più diverse, le quali spingono al limite l'esperienza artistica. Il testo della Poetica si apre allora al mondo del mostruoso e del demoniaco, del moralmente riprovevole, del volgare e del disgustoso (capp. 3 e 4). Ma la Poetica sembra avere avuto anche i suoi «pittori», e ad essi si rivolge la parte successiva di questo saggio. In quale modo il principio del piacere per le immagini può rendersi esso stesso «immagine»? Anche tra i pittori la discussione aristotelica sembra avere avuto il suo richiamo, sia pure nella sua forma più ampia ο nella sua risonanza attraverso altri autori. Alcuni dipinti, confrontati direttamente al trattato aristotelico, diventano qui l'oggetto della nostra attenzione. Un'opera, in particolare, di Rubens, eun'altra, di un anonimo pittore fiammingo, ci guidano in questa indagine (capp. 5 e 6). Si tratta di due Teste di Medusa, un tema antico instancabilmente ripreso dai moderni. Ma il tema mitologico viene ora letto a partire da testi diversi, tra aneddoti biografici e riflessioni poetiche, vale a dire, tra Vasari e Aristotele. A partire da elementi iconografici originali presenti in quelle opere, e inseguendo alcuni riferimenti letterari e artistici nella tradizione a cui vengono ricollegate, possiamo approdare al testo della Poetica aristotelica, che dalla seconda metà del Cinquecento occupa, tra gli umanisti, un posto centrale nella riflessione poetica e artistica. Possiamo quindi collocare quei dipinti all'interno della tradizione - infine non soltanto testuale - del riferimento aristotelico alle immagini, in una resa figurativa del principio poetico e filosofico (cap. 7). In una breve appendice a questo capitolo, accenniamo poi ai possibili richiami alla riflessione aristotelica sulla poesia (e sulle immagini) nell'opera di Rembrandt, spesso considerato dalla critica in una paradigmatica contrapposizione artistica al suo predecessore fiammingo e in relazione agli aspetti morali dei temi iconografici. Nelle considerazioni finali siamo portati alle nuove discussioni artistiche che si affermano durante il Settecento. È a partire dal riferimento aristotelico che si discute, allora, sui limiti dell'arte e che si guarda al mondo del sublime. Il testo antico, anche quando impropriamente ricordato, sembra anticipare temi chiavi della discussione all'origine della riflessione artistica contemporanea. *** Può la sequenza di esempi suggeriti dalla Poetica dirci qualcosa sulla natura dell'arte in quanto mimesisì La tradizione testuale e interpretativa dell'opera antica non ci conduce, di fatto, attraverso la storia della riflessione sull'arte in quanto rappresentazione? Sarebbe certamente impossibile riproporre oggi i percorsi d'indagine che sono stati seguiti in lavori classici, a incominciare da quello di Erwin Panofsky, che hanno rivelato le forme mai semplici della interpretazione artistica nella ripresa dei temi della poetica greca antica. L'arte che rappresenta ciò che è nella natura e l'arte che cerca di cogliere la forma ideale dell'oggetto rappresentato sono, al tempo stesso, principi interpretativi contrapposti e intrecciati, sui quali ha giocato una lunga tradizione di riflessione e di creazione artistica: fino a quando (o sempre che) l'arte è stata considerata dal punto di vista della rappresentazione. Ma è proprio nel momento in cui la mimesis sembra caratterizzarsi come immediata apprensione del «reale», tale come lo cogliamo con i nostri sensi - così si è potuto leggere il passo aristotelico riferito alle origini della poesia -, in altre parole, nel momento apparentemente meno elaborato, che possi mo intravedere le forme sempre nuove e vive di cui si compone la tradizione dei testi antici. IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA RICEVE IL DIRETTORE DELLA SALERNO, ENRICO MALATO Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha ricevuto nel pomeriggio al Palazzo del Quirinale, il Presidente del Centro Pio Rajna e della "Salerno Editrice S.r.l.", Enrico Malato, che gli ha consegnato il primo esemplare dell'edizione riprodotta del "Breviario Grimani", realizzata con il patrocinio e il contributo della Regione Veneto. Erano presenti all'incontro il Direttore generale per le biblioteche, gli istituti di cultura e il diritto d'autore del Ministero per i beni e le attività culturali, Maurizio Fallace, e il Direttore della sede di Roma della Regione Veneto, Marco Paolo Mantile. ANNO XXXIII - LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013 27 IN PRIMO PIANO CATALOGO DELL’OMONIMA MOSTRA Dante poeta e italiano L 'opera. Catalogo della Mostra aperta al pubblico dal 21 giugno al 31 luglio 2011 presso Palazzo Incontro - nel cuore della Capitale, in via dei Prefetti 22. La Mostra Dante poetae italiano; legato con amore in un volume» espone manoscritti, antiche stampe, volumi illustrati, quadri e sculture provenienti dalla collezione privata dell’imprenditore torinese, appassionato dantista, Livio Ambrogio. Promossa dalla Provincia di Roma- Progetto Abc, la mostra, ideata dalla Casa di Dante in Roma e dal Centro Pio Rajna - - Centro di studi per la ricerca letteraria, linguistica e filologica, è stata organizzata in collaborazione con Civitas e con la Libreria antiquaria Philobiblon Il Catalogo è pubblicato dallaSalerno Editrice. . Frutto di trent’anni di passione per i libri e i cimeli danteschi, la collezione spazia su ben sette secoli di tradizione, manoscritta e a stampa, delle opere di Dante Alighieri e, formata da più di mille volumi, costituisce oggi la raccolta dantesca più vasta e importante di proprietà di un collezionista privato. La collezione accoglie una significativa campionatura della tradizione manoscritta, rappresentata da una serie di codici e frammenti della Commedia, membranacei e cartacei, risalenti al XIV e al XV secolo. Sono inoltre presenti tredici edizioni incunabole tra le quali – oltre al Lattanzio impresso a Roma dai prototipografi Sweynheim e Pannartz nel 1468, che contiene la prima citazione tratta dalla Commedia mai apparsa in un testo a stampa – figurano la rarissima princeps del poema stampata a Foligno da Johann Neumeister nel 1472 e l’ancor più rara seconda edizione, impressa a Mantova sempre nel 1472. Seguono – per ricordare le più importanti – la stampa veneziana uscita dai torchi di Vindelino da Spira nel 1477 in un esemplare annotato dal letterato e accademi- co fiorentino Vincenzo Buonanni, quella milanese del 1478, il Dante fiorentino di Lorenzo della Magna del 1481, con il commento di Cristoforo Landino, quelle, sempre veneziane, di Ottaviano Scoto del 1484, di Bernardino Benali e Matteo Capocasa del 1491, di Pietro Piasi sempre del 1491, di Pietro Quarenghi del 1497. Tra gli incunaboli va infine ricordata anche la prima edizione del Convivio impressa a Firenze da Francesco Bonaccorsi nel 1490. La Raccolta include inoltre tutte le edizioni della Commedia stampate durante il XVI secolo, a partire dal celebre volumetto in-8° piccolo della Divina Commedia del 1502 stampato da Aldo Manuzio per le cure di Pietro Bembo, con il titolo Le terze rime di Dante, e dalla sua coeva contraffazione lionese risalente al 1502-1503 circa. Si passa poi alla seconda edizione del poema stampata dallo stesso Aldo nel 1515 e al Dante col sito e forma dell’Inferno impresso a Venezia da Paganino Paganini intorno al 1515: presente in un esemplare d’eccezione, trattandosi dell’unica copia conosciuta impressa su pergamena. Tra le altre edizioni è pre- sente anche quella importantissima pubblicata dall’Accademia della Crusca nel 1595, la prima con varianti testuali, in un prezioso esemplare con dedica della stessa Accademia a Bastiano de’ Rossi. Oltre alle sole tre edizioni stampate nel corso del Seicento, sono presenti le stampe più importanti e pregevoli del Settecento e dell’Ottocento, tra le quali vanno ricordate quella uscita dai torchi veneziani di Antonio Zatta tra il 1757 e il 1758 – in una straordinaria copia su carta azzurra e un’altra con le tavole tirate a più colori – , quella di Bodoni del 1795, per giungere, passando attraverso una significativa serie di volumi del XIX secolo, alla Commedia illustrata da John Flaxman, a quella contenente i disegni di Gustavo Doré, ai capolavori tipografici prodotti dalla Stamperia di Tallone. Tra le testimonianze più recenti, che attestano l’ intramontabile fortuna e l’attualità sempre viva del capolavoro dantesco, si ricordano inoltre il manoscritto autografo del saggio La última sonrisa de Beatriz del celebre scrittore e poeta argentino Jorge Luis Borges, risalente al 1948 ca., poi incluso nel volume Nove saggi danteschi del 1982, e l’autografo – seguito dalla relativa edizione a stampa – della Lettera a Dante di Roberto Benigni del 2007. L’esposizione è completata da una serie di quadri, sculture, cimeli vari e manifesti antichi dedicati al grande poeta fiorenti 28 ANNO XXXIII - LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013 IN PRIMO PIANO La «trilogia dell’effimero» di Luigi Castiglione Luigi Castiglione Clinton, le pene Luigi Castiglione Diana, la favola Luigi Castiglione Il Piccolo dittatore (Clonare Starr) (In nome di Sua Maestà) (Berlusconi, atto primo) Pagine 254, € 18 Pagine 256, € 18 Pagine 290, € 23 Romanzo o storia romanzata, affabulazione, oppure semplice «divertissement»? Forse una favola in cui, come l’autore scrive, «l'ironia, il sarcasmo, il dileggio, il sogghigno, il cachinno, lo sberleffo, lo scherno, la derisione, l’irrisione, la parodia, la risata non son che l’altra faccia della tristezza» in un mondo in cui «si vive tra vigliacchi e lestofanti, tra venduti e depravati, perversi e pervertiti, infetti ed appestati...» Cos'è alla fin fine una favola se non una narrazione in cui parlano ed operano anche animali ed esseri inanimati ed immaginari sempre (fate, gnomi, streghe ed alberi, serpenti e rane e fiori...) con lo scopo di trarne una morale, ο la rappresentazione scenica, oppure l'intreccio d'un dramma ο d'un poema, e l'illusione altresì, il dramma creato dalla vita? È la favola di queste pagine, che non configurano una biografia, ma soltanto brandelli di carne d'una vita che, volendo viversi in tutte le implicanze, non lo fu che nell'immagine falsata e latente, fugace, nell'apparenza ingannevole, nel rincorrere l'effimero, l'inconsistenza, la futilità, la debilità dell'essere, ove il nulla profonde ha le radici... La triste, breve favola in cui una principessa si muove e muore, nel dramma d'una vita, tra fiori e rose, tra i fiori e le rose, e tra le spine... « ...in quello che doveva essere il periodo di transizione al bipolarismo alternativo, si son moltiplicati i partiti trasversali, i partiti strumentali, i partiti estraparlamentari (dei magistrati, dei giornalisti, degli azzeccagarbugli, degli intellettualoidi, degli imbecilli, degli infami...) Son in verità caduti falci, martelli, rose, garofani, biancofiori, querce ed altro, ma son nati ulivi e margherite e persino asinelli, e spine, rovi, tanti... Sicché l’acheronteo tragittatore e dantesco, nella fossa i felini se l’è infine ritrovati d’ogni parte convenuti... Come perciò non credere nei vichiani «corsi e ricorsi storici»? Quel che successe allora contro quest’uomo passionale, coerente, quest’uomo forte, sta succedendo anche oggi: lo stesso identico copione! Gli stessi cani politici, gli stessi pupazzi, le stesse marionette (con altra maschera) aizzati contro il Governo, e il suo Presidente, qualsiasi cosa faccia, qualsiasi cosa dica! Gli stessi scioperi «manovrati»... Le stesse sceneggiate televisive (uno pro, un altro contro...) Chi ne tiene i fili è sempre lo stesso Puparo internazionale (la preminenza delle privatizzazioni, il culto del «massimo profitto», la dittatura del mercato...) Fino all’abuso di potere, alla soppressione dei diritti umani a scopo di rapina politica, fino all’omicidio... (da «I colori della tristezza», presentazione...) www.edilogos.com: leggi in LEGGERE (Sommario) la voce Luigi Castiglione [email protected] ANNO XXXIII - LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013 29 IN PRIMO PIANO LOGOS / OFFERTA SPECIALE La Logos offre eccezionalmente il «Codice di diritto canonico» a € 13 anziché a € 26* Le condizioni di vendita restano quelle usuali con pagamento anticipato mediante versamento sul ccp n° 64725005 intestato alle Edizioni Logos Via Alatri, 30 - 00171 ROMA (Italia) * 10 copie, € 100 Contributo spese d’invio, rispettivamente 2/6 CODICE DI DIRITTO CANONICO Testo italiano con le «Interpretzioni autentiche»; le «Delibere» della Cei; ampio «Indice analitico»... Beneplacito della Conferenza episcopale italiana A cura di Luigi Castiglione Pagine 448, € 26 / 13 «quest’edizione italiana del Codice di diritto canonico presenta alcune caratteristiche che ci piace mettere in risalto [...] La versione italiana curata da Luigi Castiglione, è nuova, non solo perché diversa da quella corrente dell’Ueci, ma anche perché condotta con criteri più moderni (per esempio, uno tra centinaia, «potestas» è resa con «potere» e non con «podestà» [...] Per tutte queste caratteristiche positive [...] essa merita la più ampia diffusione e utilizzazione da parte degli interessati, che dovrebbero essere più i pastori che i canonisti della Chiesa (E.M. Lisi, «La Scala»). edizioni logos 30 ANNO XXXIII - LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013 IN PRIMO PIANO indice/sommario Novità / eBooks Logos LUIGI CASTIGLIONE L'ONOREVOLE MAMMONA I - LE RANE DEI PANTANI L'imperialismo del denaro - Le «porcherie» di Prodi Casini odia la Sicilia - Una città armoniosa - Le rane dei pantani - Restaurare lo Stato L’ONOREVOLE MAMMONA Appunti di fenomenologia politica II - LA PUTREFAZIONE DEMOCRISTIANA In attesa del Divino - Il «lattaio» dei politici - La poltrona con la colla - Un’ondata di sdegno - Fuori dalla palude III - IL PAOLINO PANTAGRUELICO Monti, capitano di lungo corso - Il ritorno del borghesismo - I ricchi disonesti, questi criminali (Bloy) - Democrazia fallimentare - I «sesterzi» berlusconiani e i chierici gerarchi IV - L'ONOREVOLE MAMMONA (Un "panegirico") L'irruzione del Divino - L'ingenerato - L'ammmazza vomito - L'onore di un popolo - I miserabili, i vinti… - La verità è di Craxi - Due Giorgio Napolitano - Le multinazionali del mammonismo V - IL PENE DI BERLUSCONI Monti non è quello che sembra - Il generale Parvenza Una profittevole corruzione - Una soluzione esemplare VI - L'ANIMA DEL DIAVOLO Un velo d'ipocrisia - Oltre sedicimilioni… - Un'introvabile livella - La rottura dei fondelli - Il marcio dei partiti - Il pubblico accusatore EDIZIONI LOGOS VII - UN NEW DEAL ITALIANO Ridare dignità alla politica - Un new deal italiano - Le ali dei Serafini IX - I LAGER DEL DIVINO I vent'anni di «Mani pulite» - Il Divino vent'anni dopo Quando regnava Cossiga - Il pool di «Mani pulite» - Ricordi che non bruciano - L'omertà sacramentalizzata Magistratura inquisitoriale - Una «primavera giudiziaria» La tangentocrazia secondo Intini - Reato di porcata - «S’è ucciso un deputato» - La gioia dei comunisti - San Tonino decollato X - IL GOVERNO DEI BORGHESI Il «ressourcement» politico - Le dittature del denaro Scapitalizzare non liberalizzare - L'errore del presidente Napolitano - Un'ignobile offesa ai vinti, i poveri - Lo scandalo in cifre - Il potere ubriaca - Breve iter del borghesismo La miseria esiste (Rops) Panegirico. L’onorevole Mammona crede di essere l’onorevole Iddio. A lui vano fatte tutte le genuflessioni, tutti i baciamano, tutte le riverenze; a lui tutte le laudi, tutte gli ossequi, tutti gl’inchini, «i miei rispetti, eccellenza» di qua, «baciamo le mani, signor ministro» di là... (dal cap. IV) Il ritornello (o leitmotiv): APPENDICE LA SCURE DI LEVI Abolire, sopprimere… - Nelle tenebre Mammona, l’infame e il borghese son la stessa persona ANNO XXXIII - LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013 31 IN PRIMO PIANO I SCRITTI DI GIOVANNI PAOLO II con i commenti di specialisti Collana : Biblioteca 6versale cristiana [40] rimonio Catechesi sul matrimonio GIOVANNI PAOLO GIOVANNI PAOLO II Testi delle «catechesi» con i II Testi delle «catecommenti originali di S. chesi» con i comCipriani, P.G. Pesce, G. Concetti, S. menti originali di S. Riva A cura di Gino Concetti Pagine Cipriani, P.G. 240, € 18 Biblioteca universale crisPesce, G. Concetti, S. Riva A tiana [40 Catechesi sul mat- Catechesi sulla sessualità GIOVANNI PAOLO II Catechesi sulla sessualità Testi delle "catechesi" con i commenti di Cipriani, Concetti, Marinelli, Mercatali, Nobile, Pesce A cura di Gino Concetti Pagine 240, € 19 Biblioteca universale cristiana [59] cura di Gino Concetti Pagine 240, € 18. Biblioteca universale cristiana [40] Centesimus annus GIOVANNI PAOLO II - Saggio introduttivo di Amintore Fanfani Pagine 272, € 20 - Ecclesia [11] Dio, ricco di misericordia GIOVANNI PAOLO II Dio, ricco di misericordia Testo dell’enciclica con i commenti di Bogliolo, Concetti, Del Noce, Galot, Manzini, Mariani, Sisti, Spiazzi, Virgulin, Toniolo A cura di Gino Conccetti Pagine 208, € 18 Biblioteca universale cristiana [51] GIOVANNI PAOLO II I laici fedeli di Cristo Testo integrale dell’omonima «Esortazione apostolica» sulla vocazione e la missione dei laici nella Chiesa e nel mondo con i commenti di Acquaviva, Bergamo, Camisasca, Cananzi, sale cristiana Vivere l’affidamento a – Maria Testo dell’«Atto di affidamento a Maria», di Giovanni Paolo II con i commenti di Ambrosanio, Bertetto, Betti, Bossard, Castellano, Ciappi, De Fiores, Di Rovasenda, Franzi, Galot, Maggiolini, Meo, Michaud, Moreira, Neves, Ols, Rum, Schmidt, Soll Presentazione di Domenico Bertetto Pagine 136, € 12 Biblioteca universale cristiana [48] Il Redentore dell'uomo GIOVANNI PAOLO II Il Redentore dell’uomo Testo dell’omonima enciclica con i commenti di E. Baragli, A. Del Noce, C. Fabro, J. Galot, D. Grasso, B. Sorge A cura di Antonio Ugenti Pagine 160, € 16 Biblioteca univer[30] Vita di Cristo GIOVANNI PAOLO II Vita di Cristo Prefazione di Luigi Negri Pagine 224, € 18 Biblioteca universale cristiana [69] ediozini logos Il lavoro umano GIOVANNI PAOLO II Illavoro umano Testo dell’enciclica con i commenti diAcquaviva, Anselmi, Ardigò, Anzani, Anzani Colombo, Baget Bozzo, Barbiellini Amidei, Bartoli, Benvenuto, Biffi, Bocca, Borgomeo, Borroni, Brezzi, Caniglia, Ciancaglini, E. Colombo, V. Colombo, De Rita, De Rosa, G. De Rosa, Fanfani, Foschi, Gorresio, Intini, La dignità della donna GIOVANNI PAOLO II La dignità della donna Testo integrale dell’omonima Lettera apostolica con i commenti di Arias, Baget Bozzo, Cappiello, Cavallaro, Del Riso, Di Nola, Dominijanni, Fabbretti, Fumagalli, Carulli, Gennari, Gentiloni, Glendon, Il valore salvifico della sofferenza GIOVANNI PAOLO II Il valore salvifico della sofferenza Testo dell’omonima «Lettera apostolica» con i commenti di Alvárez, Betti, Cipriani,Del Zotto, Ferraro, Galot, Mariani, Penna, Zavalloni A cura di Vittorio Leonzio Pagine 120, € 13 Biblioteca universale cristiana [54] 32 ANNO XXXIII - LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013 IN PRIMO PIANO IL BORGhESE, L’INFAME E MAMMONA SON LA STESSA PERSONAIl novità / eBooks Logos Il borghese visto da Giuliotti e Papini Il borghese visto da Giuliotti e Papini, i due compilatori antropofagi del Dizionario dell’Omo selvatico: «I due compilatori antropofagi di questo facinoroso dizionario lo aspettavano al varco da lungo tempo con impazienza e tremore. Bor-ghe-se. Ecco le tre sillabe eterne con le quali è formato il nome dell' Innominabile, dell' Inguardabile, dell' Inavvicinabile, dell'Onnin-fettante, del Polipesti-enté, dell'assoluta Bestia Trionfante, dell' implacabile nemico non sterminabile di Colui che è. Egli (questo spaventevole Leviatano delle concimaie) ha scoronato i re, ha deriso i sacerdoti, ha meccanizzato i guerrieri, ha falsificato gli eroi, ha corrotto i giudici, ha risuscitato la schiavitù, ha disonoratola libertà, ha surrogato il siole con la luce elettrica, ha sorpassato i campanili con le ciminiere, i santi con i banchieri, i poeti con gli chauf-feurs, le cattedrali con le condutture delle sue latrine ; egli ha sostituito alla Chiesa il Cinematografo, alla famiglia il postribolo, alla madre la ruffiana, alla sposa la cocotte, alla vergine «la signorina», all'artigiano il proletario, al palazzo « il villino », al convento la caserma, all'Ostia Consacrata lo chèque, al Vangelo l'Amisi. Egli è il Dio dal cappello a cencio, il Pontefice della menzogna, il Monarca dei salami, il Dittatore della benzina, il Professore dell'ignominia, il Dottore della bestemmia, l'Astronomo del bacillo, il Persecutore del Povero, il Profanatore dell' infanzia, il Poeta dell' indigestione, l'Avvocato del Diavolo, l'Angelo dell'aeroplano, il Filosofo dell'intestino, l'Ingegnere dell'inferno. Scaltro e imbecille, audace e vigliacco, profumato e puzzolente, ipocrita e cinico, padrone e servo, miscredente e superstizioso, sanguinario e sentimentale, volatile e quadrupede, ha invaso, infettato, imbruttito' e deformato . tutta la terra. La Rivoluzione Francese è una sua evacuazione emorroidale ; la Guerra Europea è un sacrificio sanguinoso che 1 ha voluto offrire a sé stesso ; la Rivoluzione Russa, sebbene la rifiuti, è una dell'ultime macellerie che ha aperto. Il liberalismo, l'anticlericalismo, il bolscevismo, sono altrettante sue feci, dal colore diverso, ma dall'identico fetore. L"aristocrazia e la plebe sono state inghiottite da LUT; Tutto, inabissandosi nel suo incommensurabile ventre, vi si disfa e putrefà. Egli, avendo oramai conquistato tutta la terra, non è più estirpabile, con mezzi umani. Ma quando l'infetto fumo della sua abominazione incomincerà ad asfissiare le Gerarchie Angeliche, allora Cristo ridiscenderà; e allora soltanto l'innominabile mostro in amore, avviticchiato libidinosamente sui due emisferi, verrà scagliato nell'abisso che, sebbene l'aspetti da venti secoli, arretrerà inorridendo» Dal libro di Luigi Castiglione, L’onorevole Mammona LUIGI CASTIGLIONE SATANIA Mistero profano in tre tempi ed un antefatto I tempi Il viaggio L’intervista Il ritorno Non un romanzo di struttura tradizionale, né un mistero del siglo de oro, gli autos sacramentales, nulla avendo di sacro, né un mistery fiction o mystery novel, del genere del romanzo gotico o del fantasy, e nemmeno un pulp dello scorso secolo privo essendo di giallo, tranne lo zolfo con cui è lastricata la piazza dell’inferno, con l’ambizione tuttavia ben visibile di fondere tutt’insieme tutte le forme di espressione drammatica, dal linguaggio al coro, dal comico al tragtico, dal patetico al poetico, dal monologo al coro, alla farsa ... ANNO XXXIII - LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013 33 IN PRIMO PIANO UN NUOVO SAGGIO DI CASTIGLIONE I ditirambi di Mammona A nche L’onorevole Mammona, il re-cente saggio di Luigi Castiglione, si potrebbe considerare un divertissement, se l’aria nella quale si muove non fosse tristemente lurida, puzzosa, triste, pur se trattata con ironia, sarcasmo e dileggio. «Forse, scrive, l’inizio di una nuova trilogia, la “trilogia della vegogna”. S’inizia scherzando e si finisce ridendo, onde forse evitare il pianto di fronte a delitti contro il povero, i miserabili i vinti, a tradimenti, vigliaccherie, spergiuri, Già nel primo capitolo si scaglia contro le ideologie che «hanno rotto tutti gli argini camuffandosi l’una nell’altra, l’una con l’altra, l’una dell’altra, la concorrenza, il borghesismo cattolico/capitalisticheggiante, comunista e liberale, il borghesismo comunista, il borghesismo socialistico, il borghesismo qualunquistico al potere e via dicendo, nei paesi europei è così feroce che, per raggranellare più denaro possibile, i borghesi, i ricchi governanti non fann’altro che tartassare con tasse, balzelli, tributi i lavoratori più umili, quelli che reggono la vita e la vitalità della nazione». Ma ciò che distingue questa saggio dai precedenti ad esempio della «Trilogia dell’effimero», sono quei ditirambi rincorrentesi da un capitolo all’altro, quella specie di canti corali che sembrano declamati, pianti, danzati da moltiduni disperate, dileggiatie, calpestate sotto lo stivale dei richi borghesi che le governano. E già nel primo capitolo, «Le rane dei pantani», possiamo leggere:«Perciò, qui si parla di sporcizie e di porcume, di porcelli. Qui si parla di rei, qui si parla di reati e di peccati. Qui si parla d’economia e di sociologia, qui si parla di filosofia e di politica, qui si parla di storia e di borghesia, qui si parla di bosses e di leaders, qui si parla di santità e di malaffare, qui si parla di povertà e di ricchezza, qui si parla di pornogiornalisti e di por nomagistrati, qui si parla di massoni e d’illuminati, qui si parla di cosacchi e di poeti, qui si parla di liberalismo e di mammonismo...» E vede la sinistra di Bersani «composta soprattutto da ex comunisti e disertori democristiani ed apostati, da tutt’una folla di fuorusciti da altri partiti, transfughi, traditori e vigliacchi, ipocriti e finti convertiti, la cui politica, se così possiamo chiamarla, è stata, ed è, quella delle gogoliane «anime morte» (con qualche eccezione), sommersa da lotte intestine... risorgerà? risorgerà forse con le prossime elezioni legislative, forse, forse...» Mentre «il centro di Casini, Buttiglione Cesa e compagni, i cosiddetti democristiani girovaghi, [...] anche loro con altri residui d’un partito che hanno annullato invece di raffozzarlo, in-vece di riaggregarsi, nel segno della dottrina sociale cristiana, che avrebbe dovuto essere la loro ragion d’essere, esserne l’anima, la linfa, e non un pretesto, una parvenza, un’apparenza, – hanno preferito l’albero di fico come colui che s’accontentò di trenta denari...» E nel secondo capito, La putrefazione de-mocristiana, continu senza perifrasi, ciconlocuzioni: «La verità sta nel fatto che la diaspora democristiana è una delle principali cause, è la principale causa del fallimento dello Stato italiano. La causa del fallimento dell’odierna fase della Repubblica italiana. I democristiani, o gli ex democristiani, con le loro indecisioni, con i loro conflitti, le loro beghe correntizie, con i loro furti, con la loro corruzione, con il loro peccato di apostasia, con i loro peccati di danarite, con i loro peccati di adulterio, di superbia, di avarizia, con la loro avidità di potere hanno in ciò una grande responsbilità. La più grande responsabilità. E proprio perché cristiani, o sedicenti tali.I democristiani più degli altri proprio perché (demo)cristiani. Gli altri non peccano, ma delinquono. Loro, i cristiani, proprio perché cristiani, peccano e delinquono... Avevano da insegnare agli altri, e molto, e invece sono diventati gli asini da soma degli altri che non sanno nemmeno cavalcar bene cadendo facilmente di sella...» E con la sua intenza esperienza e frequentazioni di monsignori genere bernanosiano, politici e magistrati, mai cercati, ma loro chiamato..., il Castiglione oggi può permettersi di rilevare come «oggi, oggi nessun “grande”, nessun Casini, nessun Fini, Buttiglione, Franceschini... Bersani, i grandi «vecchi» superstiti (De Mita, D’A-ema, Prodi, Napo-litano...), nessuno di questi leaders, di questi “politici”, nessuno di questi capi, nessuno di questi bosses s’è accorto che lo Stato italiano era già in via di fallimento mentre loro incassavano stipendi d’oro, ed ora stesso, ora e non ora, ossia negli anni o decenni ultimi, nessuno ha rilevato, notato, che lo Stato italiano stava fallendo (per loro colpa), che era fallito, che lo Stato italiano è fallito per opera loro, che aumentavano persino gli stipendi ai managers portaborse e portavoti, per loro opera o per loro omissione, creando di recente, ossia negli anni penultimi, il termine «crisi» che non è ciò che si dice e di cui continuamente ancora parlano e i pappagalli ripetono, ma un paravento per coprire, per coprirsi, nascondensi, dietro la parola scagliata come una freccia rovente, per camuffare e mascherare come in un perdurante carnevale, per deviare gli allocchi, per sviare, e che mai d’altronde c’è stata, rallegrandosi (pretestuosamente) che sia colpa e non sia colpa dell’introduzione della moneta unica, che l’euro sia stato un inganno, che da noi in fondo si è come in tutta l’Unione europea (mal comune mezzo gaudio)...Soltanto che qui, da noi, il gaudio non è (stato) mezzo, è stato, ed è totale, continuo, esultante, permanente... Con l’affermarsi di Mammona che stava lì, dietro l’angolo, in agguato, quaerens quem devoret... E tutti li ha divorati, tutti, o quasi, perché le eccezioni (anche eccellenti) ci sono sem- 34 ANNO XXXIII - LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013 IN PRIMO PIANO pre... E di fatti si fanno i nomi e si dànno le cifre, s’additano le voragini che hanno inghiottito tutto e tutti... Difficile riassumere in poche pagine la pluralità dei temi affrontati dal saggio del Castiglione che vanno dalla danarite, malattia estremamente perniciosa e contagfiosa, al mammonismo inazionale nitn spe e irnazionazionale, Mammona avendo invasatoparlamentari, mburocrati e managers: «Mammona è l’uomo più depravato del mondo, il più triviale, il più turpe, il più ignobile, il più grottesco, il più infame... egli pensa di essere onnipotente, ma è semplicemente uno strafottente, vittima della sua stessa potenza... non ha spina dorsale, ma una lisca di pesce che lo sorregge, e finirà col mordersi la coda come qualsiasi benpensante...» I personaggi sulla Scena. Fini? «Fini, traditi i suoi dopo le ghirlande di elegi deposti sulla tomba di Mussolini, l’ha imitato pretendendo la la terza poltrona come presidente della Camera dei deputati, arrotondandosi d’un bel pochetto la faccetta nera, comunque scura,» Resta comunque la terza persona della trinità che, nella cattolica religione ed apostolica romana, è l’amore che spira tra il Presidente della repubblica (la prima persona dello Stato, anzi il primo cittadino, mentre prima era se non il primo, tra i primi «compagni» d’Italia), creatore dell’attuale governo che s'è scelto in Monti un primo ministro cattolico e il Presidente del Senato, che si scioglie in amore quando parlano della sua terra... [Il Presidente della «quarta camera», che Vespa si vanta di essere la sua onorevole trasmissione, non vale nulla, ossia, lui, vale moltissimo, vale i miliardi che prende dallo stato, e non spende neppure una lire per farsi sbutterare la faccia, almeno, tirchio com’è, però... ] Monti? «Monti, il nuovo presidente, è un gran signore, l’incarnazione sulla terra dell’economia politica. Non è un economista politico. È l’economia politica. Non ha un partito politico. È i partiti politici. Personaggio etereo, evanescente, inconsistente (in senso filosofico, metafisico)... Non poteva esser scelto, prescelto, in questo momento, un miglior Presidente dei ministri di questa, questa e non un’altra, repubblica... Cattolico e massone (come s’è scoperto di recente) lo è e, perdio! ricchissimo poi, ricchissimo pure lo è, e sensibilissimo anche, corre dove ci sono poveri da sfamare, senzatetto cui dare una casa, malati ai quali fornire medici e medicine, si direbbe che siasi trasformato in un padre Teresio di Calcutta, tutto a spese dello Stato, però, com’è giusto, il suo portafoglio fattoselo ben cucire... Bossi, invece! Bossi ci fa ridere ogni volta che parla, un buonomo che chiama Berlusconi «mezzacalzetta», che tiene i fucili pronti, che fa tutti fuori, e che è d’altronde il plurale di bos, che in americano suona bosses, il che è tutto dire... Meglio, dunque, ripartire da lui, suggerisce «il Paolino» di «famiglia cristiana», il ricchissimo settimanale degli angioletti di don Alberione, meglio Monti che altri, meglio un grande economista ricchissimo, che un grande politico povero, che potrebbe farsi vincere dalla tentazione del denaro, di rubacchiare...» «Un cattolico con una visione rigorosamente laica della politica»? Laica, sì, laica, ossia laicistica, profondamente laicistica, assolutamente laicistica, esclusivamente laicistica! Ma si rende conto il Paolino della sragionevolezza della sua affermazione? Un cattolico con un veder laicistico non è un laico cristiano! Un laico cattolico con una visione laicistica della politica non è un laico fedele di Cristo, un christifidelis, non è il laico il cui profilo autentico è in quella lettera inviata ai cristiani da quel granduomo di papa Wojtyla? Ma la causa principale è d'ordine spiriuale: «Nel suo principio essenziale questa forma, quest'ideale di vita comune che si chiama democrazia deriva dall'ispirazione evangelica, senza la quale non può sussistere: ed in virtù della cieca logica dei conflitti storici e dei meccanismi della memoria sociale, che non ha nessun rapporto con la logica del pensiero, si sono viste le forze direttive delle democrazie moderne rinnegare, per tutto un secolo, il Vangelo e il cristianesimo, in nome della libertà umana, e le forze direttive degli strati sociali cristiani combattere, per tutto un secolo, le aspirazioni democratiche in nome della religione. La borghesia benpensante annientò nel contempo quel movimento e quella fiamma: e la potenza sociale della religione agì̀ a favore della borghesia, come aveva prima agito a favore della politica del trono e dell'altare»? Sicché, «un governo di «tecnici», ossia non rappresentativo, è solo un passatempo. Un tempo perso. Un rinviare la soluzione, un’abietta tergiversazione. Un aborto di governo. Un governo che è un’offesa ai poveri. Un governo sbagliato. Un governo che non risolve nulla. Un governo in attesa che gli taglino le gambe. Un governo antidemocratico. Un governo burocratico. Un governo oligarchico, un pessimo governo, un governo a tempo determinato che vuole allungarsi l’esistenza, in cui pochi «ricchi» pretendono di risolvere un fallimento di cui tutti erano coscienti, ma intascavano denaro allegramente... Castiglione non si sofferma però sui fatti che sono sotto gli occhi di chi sa vedere, ma ne ricerca le ragioni e le ragioni delle ragioni... Rincorre sempre il problema vero con l’aiuto di pensatori e scrittiri co-me Maritain, Bloy, suo padrino, i due antropofagi, Giuliotti e Papini, Daniel-Rops e particolarmente di quel Ber-nanos polemista che non risparmia neppure i «monsignori» del Vaticano, rischiando la scomunica... Eugenio De Santis ANNO XXXIII - LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013 IN PRIMO PIANO La piaga della droga La piaga della droga, che colpisce soprattutto ingiovanì, rischia di mettere in pericolo l'esistenza della prossima generazione. Combatterla è lo scopo di questo volume che, avvalendosi di un originale metodo d'indagine, offre un'esatta diagnosi di quello che si può ormai chiamare il "male del secolo". Nel contempo dà anche un volto ben preciso alla "multinazionale della droga", di cui disvela i centri di produzione, il controllo del mercato, le banche che ne gestiscono gli enormi proventi, i collegamenti con il crimine organizzato, la corruzione delle forze politiche che ne reclamano la liberalizzazione, le istituzioni che ne elaborano la cultura... Droga S.p.A. (La guerra dell'oppio) K. KALIMTGIS, D. GOLDMAN, J. STEINBERG Droga S.p.A. (La guerra dell’oppio) Pagine 446, 76 foto, 10 tavole prospettiche, € 26 edizioni logos 35 36 ANNO XXXIII - LA FIERA LIBRARIA - N. 295 -GENNAIO 2013 IN PRIMO PIANO EDITRICE OLSCHKI / Novità RA RA IL DISEGNO NEL SETTECENTO IL PIACERE DELLE IMMAGINI Piera G.Tordella IL DISEGNO NELL’EUROPA DEL SETTECENTO Regioni teoriche ragioni critiche Paulo Butti de Lima IL PIACERE DELLE IMMAGINI Un tema aristotelico nella riflessione moderna sull’arte Lungo il Settecento europeo, non unicamente secolo dei Lumi, in un serrato itinerario a ritroso, attraverso testi di autori tedeschi, francesi, inglesi, olandesi e italiani, il volume segue l’evoluzione teorico-critica del disegno, nella sua articolata e lessicalmente ambigua configurazione. Soggetto intrinsecamente variegato, il disegno chiama in scena intellettuali, filosofi, scrittori, poeti, artisti, conoscitori, collezionisti, e non solo. Una scena spesso animata da interpreti innovatori che solcano orizzonti concettuali ed estetici densamente popolati da plausi e dissensi. The book follows the theoretic and critical evolution of European drawing and of its complex configuration in the XVIIIth century, with the aid of texts by German, French, English, Dutch and Italian authors. The theme is naturally variegated and connects the activity of intellectuals, philosophers, writers, poets, artists, connoisseurs and collectors. The scene is often animated by original interpreters that crossed conceptual and aesthetic horizons populated by acclaim and disapproval. Viene descritta la fortuna della riflessione d’Aristotele sul piacere suscitato dalle immagini, attraverso le opere di teorici dell’arte, filosofi, letterati e artisti di età moderna. Si assiste a una curiosa «galleria» di immagini, tra animali selvaggi o spregevoli, mostri e demoni, individui moribondi e cadaveri. Attraverso il principio aristotelico, si può ritrovare la ragione dell’arte nel piacere, confrontandosi con quanto può segnarne i limiti: i dettami della morale, i sentimenti del ripugnante o del sublime. Biblioteca dell’«Archivum Romanicum». Serie I, vol. 414, 2012, cm 17 ¥ 24, xiv-284 pp. con 16 tavv. f.t., € 34,00 [ The reception of Aristotle’s reflections on the pleasure of images is described through the works of art theorists, philosophers, scholars and artists. It forms a bizarre gallery of wild and despicable animals, of monsters and demons, of dying men and corpses. On the basis of Aristotle’s Poetics it is possible to find the reason of art in pleasure and to discuss its limits: moral principles, the sense of disgust, the sublime. Biblioteca dell’«Archivum Romanicum». Serie I, vol.412, 2012, cm 17x24, VIIIi-202 pp. con 3 tavv. f.t. a colori,€ 23,00 LA COMUNITà PRATESE DI RAGUSA Francesco Bettarini La comunità pratese di Ragusa (1414-1434) Crisi economica e migrazioni collettive nel Tardo Medioevo Il volume indaga l’interconnessione tra mobilità umana ed economia globale nel Tardo Medioevo, proponendo un esperimento di riconversione collettiva delle attività economiche esercitate da un gruppo di lanaioli pratesi. Grazie al confronto tra numerosi documenti provenienti dagli archivi italiani e dalmati, l’autore segue lo sviluppo, i successi e i fallimenti della folta comunità toscana formatasi a Ragusa nel Quattrocento, in un contesto urbano caratterizzato da una forte espansione demografica ed economica nel quadro dei traffici commerciali europei. The book studies the interconnection between human mobility and global economics in the Late Middle Ages, introducing an experiment in collective business conversion of some wool merchants of Prato. Thanks to the documents kept in Italian and Dalmatian archives, the author follows the development, success and failures of the Tuscan community of Ragusa, a town characterized in the XVth century by a strong demographic and economic expansion; Biblioteca storica toscana. Serie I, vol. 66, 2012, cm 17x24, XXVI-298 pp., € 33,00 ANNO XXXIII - LA FIERA LIBRARIA - N. 295 -GENNAIO 2013 37 IN PRIMO PIANO Stefano Manferlotti Shakespeare L'opera. Nuova edizione riveduta e aggiornata. È «il padre di tutti noi» disse Eduardo De Filippo del drammaturgo inglese, alludendo a quanti, ad ogni latitudine, calcano il palcoscenico. E oggi, nelle commedie, nelle tragedie e negli splendidi sonetti di William Shakespeare l’uomo del XXI secolo vede se stesso e il mondo contemporaneo come in uno specchio: le passioni, le inquietudini umane, le contraddizioni sociali, il cinismo della politica, la dolcezza dei sentimenti. Stefano Manferlotti, raffinato e sensibile studioso della letteratura inglese, ripercorre in questo agile volume l’intera opera di William Shakespeare – straordinaria per vastità e ricchezza poetica – proponendo interpretazioni inedite dei drammi più importanti: Amleto, Cleopatra, Giulio Cesare, Otello, Falstaff, Riccardo III. Stefano Manferlotti, Shakespeare, Salerno Editore, 348 pagine, € 18. 38 ANNO XXXIIi - LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013 IN PRIMO PIANO Cara Santos Il colore della memoria Barcellona, 1932. In una vigilia di Natale apparentemente simile alle altre, Maria del Roser Golorons vedova Lax esce con la fedele domestica Conchita per trascorrere tutta la giornata ai Grandi Magazzini El Siglo, inconsapevole degli eventi che stanno per travolgere la sua famiglia e la sua città. Pochi anni più tardi, alle soglie della guerra civile, il celebre pittore modernista Amadeo Lax dipinge il suo capolavoro in ricordo della moglie Teresa che lo ha abbandonato: un affresco superbo, fatto di luci intense e contrasti imprevisti, che nella sensualità del tratto nasconde un'oscurità indecifrabile. Quasi ottant'anni dopo, l'esperta d'arte Violeta Lax, nipote di Amadeo, riceve un misterioso invito da una sconosciuta signora italiana che afferma di avere importanti notizie da comunicarle. Incuriosita, Violeta decide di incontrarla, ma prima vuole fermarsi a Barcellona per visitare la casa di famiglia, ormai in stato di abbandono, e ammirare per l'ultima volta l'affresco realizzato da suo nonno prima che venga rimosso. Inizia così per Violeta un viaggio nel tempo sulle tracce della storia familiare, lungo i vicoli e le strade eleganti di una Barcellona scintillante e piena dell'energia irrefrenabile dell'inizio del Novecento; lungo le fortune e le disgrazie dei Lax, segnate dall'arte di Amadeo, genio crudele che interpreta nelle sue opere tutta l'inquietudine, la brama di certezze e la brutalità della nuova epoca. Care Santos, Il colore della memoria, Salani Editore, 2013, p.556, ARMANDO EDITORE NOVITÀ I saggi contenuti nel presente volume nascono dalle riflessioni e dalle esperienze compiute nel corso degli anni nel campo dell’educazione degli adulti e della formazione nelle organizzazioni. Si tratta, in particolare, di azioni formative rivolte ad un pubblico di lavoratori adulti, di giovani, di donne, generalmente caratterizzati da deboli livelli di scolarità, in una prospettiva che considera l’istruzione come un diritto soggettivo indisponibile e un “bene in sé”, condizione necessaria per l’esercizio della cittadinanza. Francesco Susi, Educare senza escludere (Studi e ricerche sulla formazione), 2013, 176 pagine, € 15.00 Questo volume documenta il percorso formativo che la scuola “Dante Alighieri – Oltresavio” ha realizzato, descrivendo i momenti più importanti della sua attività educativa, che ha accompagnato alcune delle più significative innovazioni pedagogico-didattiche e strutturali-ordinamentali. Il testo non costituisce soltanto una semplice narrazione dell’attività formativa della una scuola, ma vuole essere la testimonianza di come la ricerca e il lavoro di molti insegnanti abbiano costituito un punto fermo per l’attuazione di cambiamenti significativi nella gestione sociale della scuola. Nicola Serio – Loredana Aldini, L'oltresavio (Una scuola, una storia), 2013, 224 pagine, € 15. Il libro nasce dall’incontro imprevisto con una psichiatra di frontiera, Suzanne Rachel Taïeb, nata nel 1907 in Tunisia, vissuta tra l’Algeria e la Francia nel periodo compreso fra la dominazione coloniale e la fine degli anni ’70 del secolo scorso. Il volume si divide in due parti: la prima, dedicata alla biografia e all’avventura intellettuale di Suzanne Taïeb, tra la scuola di Algeri e le suggestioni dei primi etnografi di matrice “orientalista”; la seconda, votata a una rigenerazione antropologica della sua tesi in psichiatria, che viene presentata da una nota critica di Piero Coppo. Laura Faranda, La signora di Blida (Suzanne Taïeb e il presagio dell'etnopsichiatria), 2013, éè’ pagine, € 24. ANNO XXXIIi - LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013 39 SCAFFALE LUIGI CASTIGLIONE SALVARSI DAL NULLA La perdizione esistenziale in Georges Bernanos EDIZIONI LOGOS «Il Mio coraggio è di far conoscere le vicende più tormentate della Chiesa". Rendere pubblici certi segreti, piccole e grandi storie che non superano il portone di bronzoI.Solo così mi sento libero, affrancato dall’insopportabile complicità di chi, pur sapendo, tace».Dichiarazione all'autore di "Maria", nome in codice dietro il quale si nasconde la fonte principale anonima e segreta, interna al Vaticano, che ha fornito le centinaia di documenti alla base di questo libro. Non era mai successo.Nessuno era riuscito ad accedere nella stanza del papa e a leggere le sue carte riservate. Centinaia di documenti che svelano la quotidiana precarietà della Chiesa, tra affari assai poco trasparenti e congiure di palazzo. Gianluigi Nuzzi, dopo il successo di VATICANO SPA sullo scandalo dello Ior, racconta, grazie alle carte fornite da una fonte segreta, le storie, i personaggi e i travagli che dividono oggi la Chiesa e che coinvolgono l'Italia e la sua politica. Anche quella del governo Monti. Le lettere di Boffo, l'ex direttore bruciato da veline di palazzo, quelle di Viganò che dopo aver fatto risparmiare milioni al Vaticano, è costretto alle dimissioni, le donazioni private (anche quelle di Bruno Vespa), le raccomandazioni a Gianni Letta, il problema dell'Ici secondo i rapporti riservati del presidente dello Ior Gotti Tedeschi, il caso Ruby e Berlusconi ("vittima di una magistratura politicizzata"), gli incredibili pedinamenti degli 007 vaticani in territorio italiano, le verità sui Legionari di Cristo e la pedofilia in una testimonianza mai resa pubblica, le intemperanze di molti vescovi in ogni parte del mondo. Persino un incontro segreto tra Napolitano e il papa di cui nessuno è a conoscenza. E don Julián Carrón, leader di Cl che accusa la diocesi di Milano di simpatie politiche. Nuzzi annoda i fili delle storie che insieme si leggono come se fossero capitoli di un thriller. La volontà di chi ha reso disponibili queste carte, rompendo vincoli di segretezza e quindi rischiando di persona, è quella di dare fiato e coraggio a tutti coloro che dentro la Chiesa non si riconoscono in un'istituzione tesa soprattutto a gestire beneficienze, affari e potere e si battono perché essa sia più vicina al cuore degli uomini. Gianluigi Nuzzi, Vaticqno S.P.A., Edizioni Chiarelettere, 2012, pp. 304; Un invito a leggere (o rileggere), a meditare (o rimeditare), a transustanziare Bernanos in noi, ecco quel che vogliono essere i pensieri in libertà di queste pagine nelle quali cerco di coglierne la «fedeltà senza conformismi», convinto come lui che «non si può realmente servire (nel senso tradizionale di questa stupenda parola) se non si mantiene un'assoluta indipendenza di giudizio di fronte a ciò che si vuol servire». ...pensieri in libertà, dei quali i puntini di sospensione dicono che, — precipitino dall’alto ο ascendano dal basso in un’altalena sospesa nel cielo — non hanno principio e non hanno fine, sia perché il principio, per essere principio, esige una fine, sia perché affonda le radici in terre appunto non dette, ο non volute dire; e la fine non è mai fine, perché nulla può finire, aver fine, avere una fine, se non ciò ο colui che, sponte sua, non sprofondi le radici nell’azzurro infinito dei cieli ο non s’annulli nelle torbide acque e simboliche del «minuscolo stagno solitario» di Vauroux, dove Mouchette, la giumenta di papà Ménétrier in cima al pendìo, si lasciò scivolare «finché non sentì, lungo le gambe e al fianco, il doce morso dell’acqua fredda e, infine, la vita sfuggirle, mentre alle nari le saliva odor di tomba...» Luigi Castiglione, Salvarsi dal nulla (La perdizione esistenziale in Georges Bernanos), eBooks Logos, III Ed, pagine 160, € 16. Il primo volume organico sull’opera di un grande scrittore dimenticato della letteratura italiana in Sicilia. Studiosi di diverse università italiane tracciano il profilo inedito, accattivante e fascinoso, di un umorista sapido, intenso e acuto, di un saggista partecipe e innovativo, di un giornalista satirico dalla vena fluida e brillante, di un uomo soprattutto innamorato degli altri e della vita e perciò forte di memoria e scrittura di fronte alla morte. The first organic book on the work of a great, forgotten author of Italian literature in Sicily. Scholars from different universities trace the captivating profile of a man who was a sharp humorist, an innovative essayist and a satirical journalist characterized by a brilliant form of writing. But most of all of a man who loved people and life, and therefore stood strong, remembering and writing, even in front of death. «Un Poeta non può morire» - Memoria e scrittura nell’opera di Raffaele Poidomani. A cura di Antonio Sichera, Leo S. Olschki Editore, Polinnia, vol. 27, 2012, cm 17x24, 264 pp. € 26,00. 40 ANNO XXXIII - LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013 INTERVALLO GEORGES MAX SChELER BERNANOS L'IDEA LA GIOIA CRISTIANA DELL'AMORE CLAUDEL Opere a cura di Luigi Castiglione Giovanna d’Arco al rogo L’annuncio a Maria Il libro di Cristoforo Colombo Testa d’Oro Il festino della saggezza Via crucis La messa laggiù Signore, insegnaci a pregare Un romanzo drammatico, sconvolgente, turgido di luci e d’ombre. N’è protagonista Chantal, eroina della grazia, nuova santa Teresa. In lei si svolge la lotta tra la grazia e il male, ch’ella espia, vittima dei perversi Il simbolismo di La Salette Cinque grandi odi Processionale per salutare il secolo nuovo Amo la Bibbia logos Georges Bernanos, La gioia, con una nota di Ferdinando Castelli, Edizioni Logos, pagine 256, € 18 Sembra che sia venuto il momento di un nuovo spirito finora solo presumibile di primavera. Comincia lentamente l'oscillazione scettica di questa civiltà, il dubbio su se stessa e sulle idee in cui crede. Ma l'implorazione di salvezza diverrà sempre più forte e più urgente [...] Questo germe, quando i popoli si renderanno lentamente conto di quello che hanno fatto, diventerà una forte e grande corrente di lacrime. In questo momento conta moltissimo che anche i cristiani ascoltino quel grido di aiuto, e che tutti, facendo rivivere la propria fede prima nel proprio cuore, spalanchino questi cuori per riversare la corrente di fede e di amore, che segretamente scorre nella Chiesa cristiana, riversarla nel mondo, in un mondo che ha bisogno di questa fede e di questo amore – che comincia a desiderarli – che li desidera come non mai nel passato; M a x S c h e l e r, L’idea cristiana dell’amore, a cura di Ubaldo Pellegrino, Logos , p. 112, € 10 LUIGI CASTIGLIONE CLINTON, LE PENE (Clonare Starr) Romanzo o storia romanzata, affabulazione, oppure un semplice «divertissement»? Forse una favola in cui, come l’autore scrive, «l’ironia, il sarcasmo, il dileggio, il sogghigno, il cachinno, lo sberleffo, lo scherno, la derisione, l’irrisione, la parodia, la risata non son che l’altra faccia della tristezza» in un mondo in cui «si vive tra vigliacchi e lestofanti, tra venduti e depravati, perversi e pervertiti, infetti ed appestati...» Fa parte della sua «Trilogia dell’effimero»... Luigi Castiglione, Clinton, le pene (Clonare Staar?), Edizioni Logos, pagine 256, € 18 ANNO XXXIII - LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013 41 SCAFFALE un libro sempre attuale TEOLOGI IN RIVOLTA I testi e i documenti integrali della «contestazione nella Chiesa» con i commenti di Alberigo, Baget Bozzo, Bouchard, Camon, Cardia, Costa, Davi, Del Noce, Del Rio, Delumeau, Di Fazio, Egidi, Fabbretti, Ferraudo, Filippi, Gentilonì, Giussani, Greinacher, Guasco, Kasper, Küng, Lehmann, Marengo, Margiotta Broglio, Melina, Molari, Negri, Poletti, Quinzio, Rossi, Ruggeri, Santini, Spiazzi, Strazzari, Svidercoschi, Testa, Tettamanzi, Vassallo, Zizola Saggio introduttivo di Angelo Scola edizioni logos edilogos.com [email protected] TEOLOGI IN RIVOTA «La Chiesa è un corpo vivo che ha bisogno dell'opinione pubblica alimentata dal colloquio tra le diverse membra e mancherebbe qualcosa alla sua vita se l'opinione pubblica le venisse a mancare». PIO XII «Coloro che si dedicano alle scienze sacre usufruiscono di una giusta libertà di ricerca ed anche di esporre con prudenza il loro pensiero sulle materie in cui sono competenti, mantenendo il dovuto rispetto nei confronti del magistero della Chiesa». CODICE DI DIRITTO CANONICO «Ho avuto sempre più conferma che solo nell'obbedienza che nasce dall'amore si può diventare intelligenti di quell'avvenimento che ci è stato donato e che supera ogni intelligenza». LUIGI GIUSSANI «La Chiesa viene ammonita «a non farsi condizionare dalla logica mondana»;, mi domando quanto questo condizionamento non abbia invece agito su molti intellettuali che intendono interpretare "lo spirito" piuttosto che la lettera del Concilio (o indirettamente su tutti)». AUGUSTO DEL NOCE «Considero la «Dichiarazione di Colonia» inaccettabile per la Chiesa, sia per la sua forma, sia per il contenuto. Ciò non esclude che dietro di essa non vi siano desideri giustificati e problemi aperti sui quali si deve discutere». WALTER KASPER «Tutto quanto è accaduto, sotto gli occhi di tutti, fra teologi è solo un fenomeno che induce tristezza. Se i maestri, anziché essere innanzitutto testimoni di una profonda appartenenza alla Chiesa si trasformano in un ceto d'intellettuali, più preoccupati delle proprie opinioni, allora l'annuncio al cuore dell'uomo, che non attende sapienze umane (neanche "teologiche") ma solo la Parola, fatta carne in Cristo, si fa meno forte. LUIGI NEGRI «Il maldestro tentativo del Vaticano di ridurre l'episodio a un "fatto locale", non riesce certo a diminuire la rilevanza di un'iniziativa che afferma l'obbligo di chi è al servizio della Chiesa di esprimere critiche pubbliche e mettere in evidenza gli "abusi" del potere centrale». FRANCESCO MARGIOTTA BROGLIO 42 ANNO XXXIII - LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013 VETRINA LOGOS Gli EBOOKS della LOGOS si possono agevolmente leggere sul monitor del proprio computer, se ne può ingrandire e rimpiccolire il testo e renderlo anche più oppure meno luminoso, secondo le proprie esigenze visive, senza ricorrere ad ulteriori spese... ANNO XXXIII - LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013 JACQUES MARITAIN KAROL WOJTyLA PRIMATO DELLO SPIRITUALE EDUCAZIONE ALL’AMORE eBook, II ed., pp. 296, € 18 ATTRAVERSO IL DISASTRO Introduzione di Pietro Prini V Ed., pagine 160, € 16 eBook, pp. 160, € 16 IL BUON PASTORE (Scritti, discorsi e lettere pastorali) ANTIMODERNO (Rinascita A cura di Gino Concetti Pagine 160, € 16 del tomismo e libertà intellettuale) Pagine 264, € 18 DA BERGSON A TOMMASO D’AQUINO (Saggi di metafisicae di morale) Pagine 240, € 18 IL DOTTORE ANGELICO eBook, pagine 160, € 16 LA TRAGEDIA DELLE DEMOCRAZIE CHIAMATI ALL’AMORE A cura di Gino Concetti Pagine 160, € 16 MAX SCHELER Introduzione di Pietro Palazzini Pagine 256, € 18 IL POTERE E LA CROCE Introduzione di L. Castiglione Pagine 160, € 16 LA BOTTEGA DELL’ORAFO eBook, Pagine 128, € 13 Pagine 128, € 13 RELIGIONE E CULTURA eBook, pp. 136, € 13 43 L’IMMORTALITÀ DELLA PERSONA A cura di L. Castiglione eBook, pagine 160, € 16 SAGGI SU LéON BLOy eBook, pagine 160, € 16 www.edilogos.com - [email protected] 44 ANNO XXXIII - LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013 FRANçOIS MAURIAC LUIGI CASTI GLIONE LA CARNEE IL SANGUE PIO XII E IL NAZISMO Traduzione di L. Castiglione ii, ed., Pagine 184, € 18 II ed., pp. 336, € 23 TUTTO IL CONCILIO IV ed., pp 484, € 26 TeATro SE FOSSE UN SOGNO ASMODEO eBook, , III ed., p. 160, € 16 AMARSI MALE SANTI, DITTATORI E MALFATTORI IL FUOCO SULLA TERRA Traduzioni di L. Chiarelli, Cesare Vico Lodovici, G.V. Sampieri A cura di L. Castiglione Pagine 276, € 18 SALVARSI DAL NULLA GLI EROICI FERVORI TrIlogIA Dell’effImero MARGHERITA DA CORTONA Traduzione di L.Castiglione CLINTON, LE PENE eBook, III ed., pp.160, € 16 DIANA, LA FAVOLA IL MALE IMPLACABILE eBook, pp. 196, € 16 IL PICCOLO DITTATORE (Berlusconi, atto primo) IL FIUME DI FUOCO eBook, pp. 176, € 16 LA RAGIONE IMPURA eBook, III Ed., 160, 16 LE VIE DEL MARE eBook, pp. 160, € 16 PROLEGOMENI AGLI INFAMI eBook, II ed, pp. 160, € 16 LA FOLLIA DI LEAR IL PROFETISMO DI BLOy LA POETICA CLAUDELIANA IL PARADISO DELL’AMORE L’ÈVE DI PéGUy UN PAPA A RITROSO (Il «Ressourcement» di Benedetto XVI) Pagine 196, € 18 www.edilogos.com - [email protected] ANNO XXXIII - LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013 DOMENICO GIULIOTTI GEORGES BERNANOS POLVERE DELL’ESILIO SCANDALO DELLA VERITÀ A cura di Massimo Baldini Pagine 192, € 18 Pagine 112, € 12 LE DUE LUCI (SANTITÀ E POESIA) DOMENICO L’INCENDIARIO A cura di Massimo Baldini Pagine 128, € 16 Pagine 88, € 10 L’ORA DI BARABBA A cura di Luigi Castiglione Pagine 336, € 26 PENSIERI D’UN MALPENSANTE A cura di Massimo Baldini Pagine. 104, € 13 IL MERLO SULLA FORCA A cura di Luigi Castiglione eBook, pp. 160, € 16 RACCONTINI ROSSI E NERI Pagine 208, € 18 I RAGAZZI UMILIATI Pagine 160, € 16 NUOVA VISIONE DEL REALE (SATANA E NOI) Postfazione di Albert Béguin Pagine 296, € 18 IL CAMMINO DI CRUZ DAS ALMAS eBook, Vol. I, pp. 192, € 18 IL SIGNOR OUINE Pagine, 304, € 18 LA GIOIA Con una nota di Fernando Castelli eBook, II ed., pp. 256, € 16 IL DIALOGO DELLE CARMELITANE www.edilogos.com - [email protected] 45 Testo originale a fronte eBook, pp. 192, € 18 * Tutte le opere di Georges Bernanos sono curate da Luigi Castiglione, tranne Una visione cattolica del reale, tradatta da Mario Spinelli e Franco Mercuri www.edilogos.com - [email protected] 46 ANNO XXXIII - LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013 PAUL CLAUDEL GABRIEL MARCEL CINQUE GRANDI ODI Testo originale a fronte Pagine 192, € 18 L’UOMO PROBLEMATICO (in preparazione) IL LIBRO DI CRISTOFORO COLOMBO Pagine 88, € 16 DIALOGO SULLA SPERANZA A cura di Enrico Piscione Pagine 112, € 16 GIOVANNA D’ARCO AL ROGO Testo originale a fronte Pagine 128, € 16 SIGNORE, INSEGNACI A PREGARE Pagine 128, € 13 LACRIME DI LUCE (Il simbolismo di la Salette) Pagine 80, € 12 L’ANNUNCIO A MARIA Testo orinale a fronte eBook, pp. 196, € 18 AMO LA BIBBIA eBook, pagine 160, € 16 IL DECLINO DELLA SAGGEZZA Traduzione di Carmela Cossa Pagine 128, € 13 L’IRRELIGIONE E LA FEDE (in preparazione) TEATRO E FILOSOFIA (In preparazione) GLI UOMINI CONTRO L’UMANO A cura di Enrico Piscione Pagine 232, € 19 * Tutte le opere di Paul Claudel sono curate da Luigi Castiglione www.edilogos.com - [email protected] edizioni logos CODICE DI DIRITTO CANON ICO Edizione tascabile con la nuova traduzione italiana di Luigi Castiglione Alcuni giudizi della stampa: «Quest'edizione italiana presenta alcune sue caratteristiche che ci piace mettere in risalto: la versione italiana dei canoni, curata da Luigi Castiglione. è nuova, non solo perché diversa da quella corrente dell’UECI, ma anche perche condotta con criteri più moderni (per es. potestas è resa con «potere» non con «potestà»); il commento è alquanto più aggiornato se non altro perché tiene conto delle interpretazioni autentiche date dall’apposita Commissione pontificia dal 1984 ad oggi. Per tutte queste caratteristiche positive sia deìl'edizione originale sia di quella italiana, riunite insieme in quest'opera, essa merita la più larga diffusione e utilizzazione da parte degli interessati, che dovrebbero essere più i pastori che i canonisti della Chiesa» (N. Lisi, La Scala). A T R 26 E F LE a € F O IA iché in EC anz SP€ 13 a «Sono molte le pubblicazioni e i commenti ai Codice di diritto Canonico che sono state curate o da singoli o da gruppi di specialisti. Questa edizione, commentata da esperti competenti, mi sembra una delle migliori. I pregi sono tanti...» (A.P., Vita Pastorale). «Il commento è fatto con grande competenza dottrinale e giuridica, con chiarezza espositiva e puntualità di riferimenti... Il curatore, Luigi Castiglione, ha contribuìto in modo egregio a mantenere le doti di chiarezza del testo originale, per cui sembra che il merito vada equamente diviso fra gli autori del testo e il curatore...» (Orizzonti Cristiani, Radio Vaticana), CODICE DI DIRITTO CANONICO - Testo italiano con le «Interpretazioni autentiche», le «Delibere» della Cei e un ampio «Indice analitico» – Beneplacito della Cei — A cura di Luigi Castiglione – Pagine 448, € 26 CODICE DI DIRITTO CANONICO - EDIZIONE BILINGUE CON TESTO ORIGINALE A FRONTE TRADUZIONE E INTRODUZIONE DI LUIGI CASTIGLIONE - IN RISTAMPA LA VI EDIZIONE , 48 ANNO XXXIII - LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013 CRONACA DELL’ALDIQUÀ Monti: «Berlusconi è un pifferaio» Il premier uscente: no a maggioranza guidata da "un vecchio illusionista ringalluzzito". Sul redditometro: "Non l'avrei messo". L'Imu? "Va ridotta". No alla patrimoniale.Al Pd: "Niente polvere sotto il tappeto". Bersani: "Dopo voto aperti a patto di collaborazione con Monti". Lista Ingroia: "Pd ci ha chiesto accordo di desistenza". Franceschini smentisce. Lazio, Storace candidato Pdl. «Quando parla di riduzione delle tasse, Silvio Berlusconi "mi ricorda la fiaba del pifferaio, è un autorevolissimo pifferaio». È il duro attacco sferrato da Mario Monti al Cavaliere. Secondo Monti la promessa di ridurre le tasse avanzata da Berlusconi è "un discorso illusionistico, perché fatto dal principale responsabile dell'alto livello delle tasse oggi, perché chi ha governato per otto degli ultimi undici anni deve pure avere qualche responsabilità. E' puerile - incalza dagli studi di 'Porta a Porta' - che le scarichi su chi ha governato nell'ultimo anno". PRMAVERA D’ITALIA ANNO XXXIII - LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013 49 DIARIO POLITICO Il premier cita dei dati, ricordando che con il governo di Berlusconi le entrate pubbliche sono aumentate in media di 22 miliardi annui; con quello di Romano Prodi di 26 miliardi; con il suo di 20 miliardi. "Ha già illuso gli italiani per tre volte, la prima volta mi sono fatto illudere anch'io, economista e non politico, quando c'è stata la promessa della rivoluzione liberale nel 1994", ammette Monti. "Che gli italiani possano ancora credere alla serietà di promesse di questo tipo venendo da quella bocca, mi ricorda la fiaba del pifferaio con i bravi topini attratti dal fascino e vanno ad annegare in quel fiume". "Chi è in grado di ridurre anziché di far aumentare gli spread, far risparmiare un sacco di soldi allo Stato - prosegue il premier - e se uno dice che le tasse sono lo Stato che mette le mani nelle tasche degli italiani acquista popolarità presso quella quota di italiani tendente allo zero che è stupida, ma la gran parte dei cittadini italiani sono maturi e responsabili". Perciò usare un linguaggio di questo tipo "demolisce le premesse per una seria lotta all'evasione fiscale. Quindi - insiste Monti chi promette di ridurre le tasse è chi in passato non ci è riuscito, che non sarebbe in grado di tenere sotto controllo gli spread perché non è creduto sul piano internazionale e perché ammiccando all'evasore fa sì che quella riduzione di tasse per i contribuenti onesti che deriva anche dalla lotta all'evasione sarebbe rimandata alle calende greche". Monti dice no a una maggioranza guidata da "un nuovo illusionista" o da "un vecchio illusionista ringalluzzito". Quanto all'identikit riferito alla prima figura, il premier ricorda "proposte antipolitiche, il partito della rabbia" confessando di non sentirsi "tranquillo se Grillo sedesse al tavolo del Consiglio europeo di Bruxelles". Quanto alla situazione finanziaria Monti ribadisce che "ci siamo salvati da soli". "Lo dico sempre alla Germania e ai Paesi del Nord: non è vero che l'Italia è un Paese debitore, è un Paese che ha dato soldi per salvare gli altri e ci siamo salvati con le nostre mani". Quanto alla sua formazione politica: "Non saremo la stampella di nessuno ma il pungolo di tutti", assicura, respingendo in merito alla sua lista le accuse di populismo. "Non mi sento responsabile di populismo - dice il Professore -. Quando ero presidente del Consiglio, prima di quest'ultima fase quante volte mi è stato detto 'non sei stato eletto'. Ebbene, ho voluto sottoporre l'ipotesi delle riforme al vaglio elettorale, avrei preferito che si chiamasse agenda Monti, poi mi hanno detto giustamente, che per il cittadino italiano medio l'agenda è quella del telefono o è il calendario. Poi è venuta fuori la lista, assicuro che mi dà imbarazzo, ma non per questo mi sento responsabile di populismo". Definisce poi il redditometro "una bomba a orologeria". "Fosse stato per me non lo avrei messo - spiega - , si tratta di un'altra misura, doverosa, che è stata introdotta da chi ci ha preceduto, che ha punteggiato come bombe a orologeria la strada di questo governo". "Voglio che l'Imu venga ridotta, ma senza le giravolte che ho visto fare nel 2008 proprio in questo studio" ha detto riferendosi agli interventi sull'Ici che annunciò e poi decise Silvio Berlusconi. Esclude un'imposta patrimoniale: "Non ci penso". E sulle pensioni dice che non avrebbe "preclusioni" a intervenire sulla riforma, ma ''non vorrei attenuare l'equilibrio di lungo periodo che porta alla finanza pubblica". Monti rivendica che la sua credibilità è all'89%, citando dati del sito 'pagella politica' che misura la corrispondenza tra quello che un leader politico "dice e quello che è vero". Il premier ricorda poi che secondo questo indicatore il segretario del Pd Pier Luigi Bersani è al 73%, Silvio Berlusconi al 51 e Beppe Grillo al 44. "Mi dicono - aggiunge Monti - che stando fermo avrei potuto rischiare di diventare presidente della Repubblica, ma ho pensato che fosse molto bella, molto importante, non tanto rilevante però per il destino dell'Italia, perché è abbastanza eccezionale un caso come quello del Presidente Napolitano che sarà ricordato come caso in cui, in condizioni difficili, è riuscito a dare una guida al Paese". Quindi replicando all'affermazione di qualche giorno fa del segretario del Pd Pier Luigi Bersani, Monti assicura che "non c'è polvere sotto il tappeto". Quanto all'ipotesi di una manovra aggiuntiva in primavera, "questo dipenderà da chi governa, ma tutti gli accertamenti fatti dall'Unione europea sono nel senso che il disavanzo strutturale non sarà significativamente diverso da zero". Il Professore considera poi ''verosimile'' che Bersani diventi premier: ''E' una convinzione legittima, e non inverosimile secondo i sondaggi. Ma ognuno di noi è qui per presentare una proposta agli italiani, e la mia è diversa da tutte le altre, perché mira a cambiare il rapporto tra la politica e i cittadini''. Replicando invece a Nichi Vendola dice: "Non alzo bandiere, tranne quella italiana, ma si può ridurre un po' la pressione fiscale se si lavora sulle strutture dello Stato in modo più incisivo di quanto finora Pd e Pdl hanno consentito". Quanto alla Lombardia, Monti dice di credere "che la presenza di Albertini renda più difficile il successo della Lega, che sarebbe una forte negatività". Bersani si fa sentire, con una intervista al Washington Post. Il leader del Pd apre a Monti: ''Siamo aperti alla collaborazione. Non uno scambio di favori, ma la firma di un patto per le riforme e la ricostruzione del Paese''. Poi assicura: ''I mercati non hanno nulla da temere, a patto di accettare la fine dei monopoli e posizioni dominanti. Capisco quanto strano possa sembrare di vedere la sinistra italiana aprire i mercati. Ma questo -aggiunge il candidato premier del centrosinistra- deriva dal fatto che in Italia, la destra non ha una tradizione di libero mercato, tende a dare più potere allo Stato ed è più fortemente influenzato dalle lobby professionali". Anche l'ex pm Antonio Ingroia, leader del partito arancione, si dice pronto a collaborare: ''Sono disponibile al confronto con Monti e Berlusconi, non con Dambruoso. Sono pronto al confronto con gli altri candidati premier Monti e Berlusconi hanno forse paura di un confronto con me?". A stretto giro di posta, però, arriva il no del Pd, per bocca di Enrico Letta, che via Twitter gela l'ex magistrato: ''Nessun negoziato con Ingroia. Rivoluzione Civile si assuma proprie responsabilità. Nostra coalizione decisa da tre milioni italiani". In serata interviene pure Pier Ferdinando Casini: ''Mi sento competitivo verso Pd e alternativo verso Pdl". Il leader dell'Udc non risparmia il Cavaliere: ''Mi sento competitivo anche per l'inganno che il Pdl sta mettendo in campo con l'alleanza con la Lega al Nord e al Sud con quelli che dovranno essere le vittime della Lega''. Poi lancia una frecciatina a Bersani: ''Vendola dice che Berlusconi e Monti sono il passato, al contrario di Letta li mette sullo stesso piano. Credo che il Pd si debba chiarire le idee". Infine, lancia un avvertimento: ''Noi le alleanze le possiamo fare in base ai programmi. Noi ci presentiamo con un programma e se sara' condiviso, valuteremo". Altrimenti, aggiunge Casini, "sarebbe un patto di potere. Ci rimproverano di voler bloccare il Senato per un patto di potere e poi -conclude riferendosi ancora al Pd- vogliono i nostri voti se non hanno maggioranza". 50 ANNO XXXIII - LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013 DIARIO POLITICO Berlusconi: «Monti? un mascalzone» (AGI) - Roma, 15 gen. - Dice si' a Draghi al Quirinale, sui scaglia contro la giustizia "patologia da sconfiggere" e la candidatura di Ingroia e assicura: se mi condannano avro' piu' voti. E' un Berlusconi a tutto campo quello che, intervistato a Omnibus, risponde sui tanti fronti aperti nella campagna elettorale. "Se ci fosse una maggioranza che lo proponesse, io voterei Draghi" presidente della repubblica dice il cavaliere, "sono io che l'ho voluto alla Bce ed abbiamo un presidio che ci tranquillizza". Silvio Berlusconi, ospite di Omnibus su La7, smentisce "di aver avuto mai rapporti con Ruby". Ma tocca anche altre questioni, sempre relative ad alcune ragazze, come Noemi Letizia, che sono state tra le cause che hanno determinato il divorzio da Veronica Lario. Berlusconi si difende e sostiene che "a Veronica hanno riferito falsita'". Il Cavaliere replica pure alle accuse relative al caso Tarantini: "e' arrivato a casa mia con fior di belle ragazze ed erano cene con esponenti politici ed io mi domandavo 'chi me lo fa fare a stare qua...', lui veniva con belle ragazze come la Arcuri, ma le ragazze non sono mai state pagate tutt'al piu' comprava loro dei vestitini e a noi faceva piacere averle in mezzo a tante tristezze". Quanto a Tarantini, "mi era stato indicato come imprenditore di Bari". Berlusconi ritorna anche sulla famosa lettera dell'ex moglie pubblicata su 'Repubblica': "evidentemente le sono state riferite cose assolutamente montate, come il caso Noemi: non c'e' stato nulla di nulla tra me e Noemi". Ed ancora: "a Veronica hanno riferito con falsita' che avevo detto alla cena per i Telegatti a Mara Carfagna 'se non fossi stato sposato ti sposerei' mentre le ho detto 'sei la classica ragazza da sposare'". Insomma, Berlusconi nega tutte le accuse e tornando su Noemi afferma: "e' stato un attacco costruito ad arte da certi giornalisti di cui conosco anche i nomi". Il nemico numero uno di Berlusconi, pero', e' Mario Monti: mi attacca "forse perche' e' sotto choc per i sondaggi che lo indicano come uno dei leaderini del centro, oppure come diceva Flaiano l'insuccesso da' alla testa, certo che e' un Monti molto diverso da come credevamo e noi ci eravamo cascati". Cosi' Silvio Berlusconi a Omnibus su La7, replica alle accuse di ieri mossegli da Mario Monti. Poi definisce "una mascalzonata assieme alle altre" l'accusa di non essere credibile sul piano internazionale a causa dello spread. "Lo spread - spiega il Cavaliere - non c'entra nulla con i governi, e' indipendente ed e' qualcosa frutto dei movimenti finanziari e della speculazione". Berlusconi parla anche del redditometro: "Il nostro era totalmente diverso da quello portato avanti da Monti - spiega -: ad esempio ora c'e' l'inversione dell'onere della prova e ci sono tutte quelle voci che spaventano i cittadini, ed e' disincentivante dei consumi, se aggiungiamo l'impossibilita' di pagare in contanti fino a 999 euro e con la sinistra entreremo in uno stato di polizia tributaria perche' vuole alzare il limite a 300; hanno congelato completamente gli acquisti di certi beni. Tutto questo produce contrazione dei consumi e riduzione delle vendite e si ha un esubero dei lavoratori; si va nella spirale recessiva drammatica". BERLUSCONI: MONTI, SOTTO MENTITE SPOGLIE PATTO SEGRETO CON PD "Il nostro avversario e' Bersani", ribadisce ancora una volta Silvio Berlusconi ospite di Omnibus su La7. Tuttavia e' a Mario Monti che riserva gli attacchi: "Monti si presenta sotto le mentite spoglie di indipendenza, ma e' una protesi della sinistra; ha purtroppo rivelato che c'e' un patto segreto con Bersani", conclude il Cavaliere. BERLUSCONI: CON SENNO DI POI NON AVREI FIRMATO NOMINA MONTI SENATO "Non c'e' stata nessuna trattativa con Napolitano" sulla nomina a senatore a vita di Mario Monti, "Napolitano mi ha chiesto solo se avrei firmato. Nessuna trattativa, ma trovo assolutamente immorale che Monti, avendo deciso di porsi contro la sinistra in maniera esteticamente rilevante ma intrinsecamente diversa, e contro di noi in maniera assoluta, a capo di un governo tecnico possa ora utilizzare questo titolo. Se avessi saputo che si sarebbe posto come protagonista della politica non avrei firmato la sua nomina". Lo ha detto Silvio Berlusconi a Omnibus su La7. LA GIUSTIZIA E' PATOLOGIA CHE DOBBIAMO SCONFIGGERE "Non e' uno stato civile. Non c'e' la civilta' giuridica. Siamo sotto una patologia che dobbiamo sconfiggere" aggiunge riguardo "certa magistratura" che "usa la giustizia per eliminare gli avversari politici". SE CONDANNATO DA MIEI ELETTORI PIU' SOSTEGNO "La reazione dei miei elettori di fronte a un'ennesima prova di parzialita' da parte dei giudici di Milano sarebbe una reazione di ancora maggior sostegno" dice a proposito del processo Ruby. "Io non ho mai chiesto nessun salvacondotto. Non mi e' stato offerto e io non l'ho chiesto". LA CANDIDATURA DI INGROIA E' UNO SCANDALO Al cavaliere non va giu' la candidatura del procuratore aggiunto di Palermo, Antonino Ingroia. "In nessun paese civile e' consentito che uno si faccia pubblicita' come pm e poi si candida alle elezioni in Italia abbiamo anche questa damnatio. Quello che accade ora e' uno scandalo" afferma e al pm, ospite della trasmissione che segue, pone una domanda al leader di Rivoluzione Civile: "ho avuto un interrogatorio riservato con Ingroia e altri due magistrati. Due giorni dopo e' comparso tutto il contenuto sul Fatto Quotidiano, compresa la pausa caffe' e non c'e' stata nessuna incriminazione verso gli unici tre, i giudici, che potevano conoscere i contenuti dell'interrogatorio. Come mai?". SU INDAGATI DECIDEREMO IN BASE A CARTE Berlusconi ribadisce che nelle liste del Pdl non saranno candidati condannati in via definitiva. Mentre sugli indagati o su chi ha un processo in corso, "visto lo stato della giustizia, decideremo sulla base delle carte". L'ex premier spiega che sara' un comitato composto da avvocati del Pdl" a stabilire se "i procedimenti sono fondati o no". Cita l'esempio di Alfonso Papa, "che ha avuto 53 accuse di cui solo tre fondate". Stesso discorso per Nicola Cosentino: "Caldoro ha una posizione personale verso Cosentino, forse giustificata non lo so, da vicende locali che li hanno contrapposti, ma io non sono in grado di dire...". ANNO XXXIII - LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013 51 DIARIO POLITICO UNA RELAZIONE PERICOLOSA PER L’ITALIA Mario Monti e la Massoneria Nell’elenco dei 43 massoni italiani che abbiamo pubblicato qualche mese fa (elenco consultabile qui) il nome di Mario Monti c’era. Il nostro futuro premier, così ben voluto da tutti, é un massone. Ha preso parte alle riunioni segrete del gruppo Bilderberg numerose volte, fa parte della Commissione Trilaterale (la più potente loggia massonica del mondo) ed é membro della Golden Sachs, la più potente banca d’affari dell’intero pianeta, la grande burattinaia dell’intero mercato finanziario internazionale. La massoneria gestisce l’ intera speculazione finanziaria mondiale. La stessa speculazione che ha preso di mira l’Italia e che ci sta facendo sprofondare sempre di più nella recessione. Mario Monti: Salvatore della Patria o massone doppiogiochista? Avrà più a cuore il suo Paese o la sua loggia massonica? Due interessi pericolosamente contrastanti che confluiscono inquietantemente nella figura del nostro nuovo Capo del Governo. Il Capo del Governo uscente, l’unico imputato per la crisi economica, in realtà non é il principale artefice della recessione italiana. Lui e le sue fastidiose leggi ad personam, le sue crociate contro quei comunisti dei magistrati e la sua eccessiva fiducia nell’incompetenza reiterata di Tremonti hanno sicuramente contribuito al disastro economico italiano, ma non possono essere le uniche ragioni. La vera ragione della crisi é la massoneria mondiale. Una cricca di potenti, tanto ricchi da poter creare a piacimento crisi e risanamenti nei conti di una intera nazione. Sono loro che smuovono immense quantità di capitali, che mettono in moto ogni singolo meccanismo speculativo sul mercato finanziario. La morsa che hanno stretto su Gecia, Irlanda, Portogallo e Spagna, ora sta soggiogando l’Italia. Il fatto che uno di questi massoni si trovi ora alla guida dell’Italia é una situazione davvero molto pericolosa, perchè a loro interessa il crack finanziario del nostro Paese e ora vedremo il perchè. «Avvenire» e Bertone, sì al sostegno del massone Monti “Stimiamo il suo pensiero”. Il segretario di Stato ai microfoni del Tg1, pur senza far riferimento esplicito al Professore, ha ricordato l'urgenza della "volontà di fare il bene comune". Marco Tarquinio, direttore del quotidiano della Cei, ha invece scritto di condividere "molte delle impegnative cose" del premier uscente, definito "centrista radicale"di Redazione Il Fatto Quotidiano | 24 dicembre 2012Commenti (935) Più informazioni su: Avvenire, Cei, marco tarquinio, Mario Monti, Silvio Berlusconi, Tarcisio Bertone. Share on oknotizie Share on print Share on email More Sharing Services Prende sempre più forma il centro che si schiera a sostegno del Professore e dopo l’endorsement di Pierferdinando Casini, arriva quello dei vescovi italiani. A parlare è stato il cardinal Tarcisio Bertone, segretario di Stato vaticano che, senza fare un’esplicita allusione a Monti, ha ricordato che “non basta parlare, non basta fare promesse, non basta nemmeno proferire denunce sulle stridenti ingiustizie se invece non c’è una presa di coscienza più viva sulle proprie responsabilità e se non c’e accanto a questa responsabilità la volontà di fare e di fare il bene comune“. Un ‘bene comune’ che Mario Monti ha nominato anche nella conferenza stampa di fine anno, in cui ha parlato di politica a servizio dei cittadini. Alle dichiarazioni di Bertone si è aggiunto poi l’editoriale di Marco Tarquinio, direttore del quotidiano Avvenire, che ha esplicitamente espresso il sostegno al premier uscente: “Stimiamo, non da oggi, la linearità di pensiero e di condotta di Mario Monti”, ha scritto sul giornale della Cei, che invita “chi ha idee, energie, umiltà e responsabilità sufficienti per aiutare il ‘centrista radicale’, il moderato e riformista Monti che in questi mesi ha lavorato a Palazzo Chigi a rendere esplicita la propria rinnovata disponibilità di servizio, chi sogna un’altra politica e un’altro bipolarismo rispetto a quello degli ultimi 18 anni, chi è disposto ad aiutare l’Italia a incamminarsi su una via nuova e ben tracciata ha occasione e motivi per farsi sentire. E, a sua volta, farsi apprezzare”. Insomma, un cambio di rotta rispetto ai due decenni in cui il dibattito politico è ruotato intorno alla figura di Silvio Berlusconi. Ai microfoni del Tg1, Bertone ha inoltre commentato la situazione del Paese e di questo Natale, diviso tra crisi economica e campagna elettorale: ”E’ un momento molto difficile – ha detto-, lo sento anche dalle molte famiglie che chiedono aiuto, io vorrei sottolineare subito una cosa, se il tessuto sociale delle nostre comunità non si è ancora lacerato inesorabilmente questo è merito soprattutto del valore portante delle famiglie”. Il quotidiano dei vescovi, invece, pone l’accento su ”serietà e chiarezza, oltre ogni convenienza” e Tarquinio dice di “condividere” “molte delle impegnative cose” dette dal premier dimissionario e di “apprezzare specialmente le pressanti sottolineature sulla grande questione dell”inverno demografico’ di un’Italia sempre più vecchia”, che “non riesce a mettere al mondo figli”, e sulla questione “del ruolo da protagonista che la donna (…) deve poter svolgere”.“Non sapremmo dire, oggi, a caldo – scrive il direttore del giornale dei vescovi – quanto sarà raccolto dell’esigente appello che il professor Monti ha rivolto alle forze e ai soggetti sociali e politici”, ma “pensiamo che sia un appello serio e utile. E sappiamo che il ragionamento di Monti somiglia ai pensieri, alla fatica e alle attese di tanti italiani”. Quanto a un possibile impegno diretto di Monti “nell’agone politico”, “ci pare di capire – afferma Tarquinio – che, in cuor suo, Mario Monti una scelta l’abbia già fatta: tra una convenienza personale e una scelta moralmente motivata un uomo che, come lui, ha un’idea alta e popolare – in ogni possibile senso – della convivenza civile e della politica non può avere troppi dubbi. Ma, come noi, anche il professore sa che nessuno può compiere da solo un’impresa comunitaria. E che ci sono fasi della vita dei Paesi (…) nelle quali forze 52 ANNO XXXIII - LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013 DIARIO POLITICO Le contraddizioni di Monti, massone benvoluto dalla Chiesa e sedicente «progressista» appoggiato dall’establishment Finalmente la politica italiana ha visto una novità: dopo anni di contrapposizione fra laici e cattolici, fra liberali, conservatori e progressisti, fra centralisti e federalisti, si è trovata la sintesi assoluta, appoggiata (quasi) da ogni parte sociale e dalla “Società civile” tutta. Questo fenomenale e quasi soprannaturale essere è il Prof. Sen. Mario Monti. Lui nell’ordine riesce a ricevere l’appoggio dei laici, della Chiesa, dei “Liberali” e dei progressisti, tutti assieme uniti in una grande confederazione il cui motto potrebbe essere riassunto in:” Monti ed Europa, o Morte!”. Una compagnia veramente ampia e composita, che mette assieme tutto ed il contrario di tutto, ma in grado di superare le proprie contraddizioni. Purtroppo anche se i media fanno di tutto per nasconderlo, le contraddizioni nella figura e nello schieramento del Professore sono enormi. Iniziamo. Ricordiamo che S.E il cardinal Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana appoggia con forza il Grande Professore Timoniere, in questo appoggiato dallo stesso Pontefice Massimo, forse affascinato dalla figura dell’economista più tedesco d’Italia. Però Nostro Senatore è stato più volte chiamato in causa come membro della Massoneria. Lo stesso Grande Oriente Democratico d’Italia, sito di informazione del Grande Oriente di Italia, la maggiore organizzazione massonica italiana, definisce Mario Monti come un fratello massone, anzi un fratello massone “Contro Iniziato”, cioè che ha abbandonato gli obiettivi di Libertà Uguaglianza e Fratellanza per abbracciare il loro opposto. Mario, come tanti altri in Italia, sarebbe un massone a sua insaputa, come a propria insaputa alcuni ministri ricevevano case in dono o vedevano spesi i soldi pubblici a proprio favore. Evidentemente l’Italia è il paese degli sprovveduti e degli ingenui. Per chi non ci credesse rinviamo al sito del Grande Oriente Democratico, da cui è colta questa notizia. Bersani: basta campagna cabaret Il leader del Pd parla ai giovani che voteranno per la prima volta: ''Stiamo assistendo a una campagna elettorale fuori dai binari, non mi piace. Noi parleremo testardamente degli italiani, no a qualunquismo che porta a posizioni fascistoidi''. Ed elenca i primi impegni di un suo governo: ''Subito via leggi ad personam''. ''Ora vi facciamo vedere cosa abbiamo fatto, come abbiamo sconfitto il porcellum e come cambierà il volto della nostra rappresentanza in Parlamento". Pierluigi Bersani ha aperto così la campagna elettorale, al teatro Ambra Jovinelli a Roma, incontrando i giovani che votano per la prima volta. Prima del segretario del Pd, a prendere la parola sul palco sono stati Anna Ascani, 25 anni, di Perugia; Enzo Lattuca, 24 anni, di Cesena e Valentina Paris, 31 anni, di Avellino, tutti candidati attraverso le primarie per i parlamentari. "Stiamo assistendo a una campagna elettorale fuori dai binari, non mi piace, noi non ci staremo in una campagna fatta di politicismi e cabaret" ha avvertito il segretario democratico. "Sono abbastanza stanco di dover essere registrato: io, Monti, la desistenza, il Senato, la Camera. Sono allibito che ci sia questo cabaret''. ''Noi - ha scandito - parleremo testardamente dell'Italia e degli italiani". ''Questi qui senza aver fatto una riflessione, senza cambiare nulla nei messaggi, parole d'ordine, slogan, sono tornati tal quali e hanno il coraggio di alzare la voce - ha detto criticando la destra e Berlusconi - Noi dobbiamo mettere davanti all'Italia un colossale no, non tornerete, abbiate pazienza ma non tornerete. Ci avete messo in un mare di guai, non sarete voi a portarci fuori da questo mare di guai, non è possibile". "Stavolta c'è il Pd, ci sono i progressisti - ha rimarcato - Solo noi siamo in condizione di caricarsi una alternativa alla destra e di chiamare a raccolta tutti quelli che voglio costruire una alternativa alla destra". "Noi - ha aggiunto - rifiutiamo il qualunquismo che dice che non esistono destra e sinistra, il qualunquismo porta a posizioni fascistoidi". E "vinceremo questa battaglia non perché abbiamo la vittoria in tasca o perché non abbiamo avversario, ma perché siamo capaci di suscitare le nostre forze e le nostre forze questa volta sono in grado di farci vincere". Poi ha elencato i primi impegni di un suo governo: "Falso in bilancio, anticorruzione, si fanno il primo giorno, incandidabilità, conflitto di interessi, andiamo subito a fare le norme". "Facciamo l'elenco delle setto, otto norme ad personam: si aboliscono. Punto. Poi ci sono i costi della politica, perché non c'è ragione che un parlamentare guadagni più di un sindaco di capoluogo, e i diritti" con il "ricoscimento legale alle unioni di fatto" e la cittadinanza ai figli degli immigrati nati in