CASTIGLIONE: L’ONOREVOLE MAMMONA
LA
FIERA
LIBRARIA
MENSILE D’INFORMAZIONE BIBLIOGRAFICA,
POLITICA E CULTURALE
Boccaccio dalla british Gallery
di Londra alla Olschki
di Firenze
Il piacere delle immagini
Il borghese visto
da Papini e Giuliotti
I ditirambi di Mammona
Dante poeta e italiano
indice/sommario
Luigi Castiglione
L'ONOREVOLE
MAMMONA
(Appunti di fenomenologia politica)
I - LE RANE DEI PANTANI
L'imperialismo del denaro - Le
«porcherie» di Prodi - Casini odia
la Sicilia - Una città armoniosa - Le
rane dei pantani - Restaurare
lo Stato
II - LA PUTREFAZIONE
DEMOCRISTIANA
In attesa del Divino - Il "lattaio" dei
politici - La poltrona con la
colla - Un'ondata di sdegno - Fuori
dalla palude
IV L'ONOREVOLE MAMMONA
(Un "panegirico") - L'irruzione del
Divino - L'ingenerato - L'ammmazza
(leggi il seguito
nell’interno a pagina 30
Il colore della memoria
Lettura di Shakespeare
Le novelle di Cicognani
Beppe Fenoglio, interprete di
un’epoca
Melato nel compianto di Arbore
Tamaro - Spaventa - Parazzolo Manzini - Camilleri - Lucarelli Magrelli - Velardiano - Bettiza Del Giudice - Riva - Martin...
LA FIERA LIBRARIA - A. XXXIII- Nº 295 - GENNAIO 2013
LA FIERA LIBRARIA
Mensile d’informazione bibliografica,
politica e culturale
SOMMARIO
le Penseur de Notre-Dame de Paris
EDITORIALE
Le sirene dell’editoria
(Il Corsera, Cossiga e il venerabile
Gelli - Servizio lettura libri per
aspiranti scrittori - Un editore che
pubblica gratis, beh!?...)
di Luigi Castiglione
Direttore responsabile
Luigi Castiglione
Vicedirettore
Massimo Ubaldi
Art Director
Valérie Larbaud
Amministrazione
3
PERISCOPIO
Ristampate le novelle di Cicognani
Il «noir» tra cronaca, mito e immaginario
Superasta per «Senilità» di Svevo
Il Mibac compra cimeli di Toscanini
Boccaccio dalla British Library di Londra
alla Olschki di Firenze
Tradotto il commento di Ficino al Parmenide
di Platone
6/16
GALLERIA
Boccaccio, l’uomo qualità e vizi
Ungaretti e il sentimento d’un uomo
Fenoglio, interprete di un’epoca
18/24
Pilar Moreno
Iscr. Registro della Stampa
e Tribunale di Roma nº 278/1981
Copyright & Protezione
dei dati ex art 10 legge 675/1996
Amministrazione
Via Alatri, 30
00171 ROMA / Italia
Centro direttivo europeo
email: [email protected]
Anno XXXIII - Nº 295
Gennaio 2013
IN PRIMO PIANO
Il piacere delle immagini
di Paulo Butti De Lima
Il borghese visto da Papini e Giuliotti
I ditirambi di Mammona
di Eugenio De Santis
25/42
RONACA DELL’ALDIQUÀ
Diario politico (Berlusconi - Monti - Bertone...) 48
INSERTO EDIZIONI LOGOS, 42/47
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ANNO XXXIII
- LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013
EDITORIALE
Le sirene
dell’editoria
Tutti coloro che per decenni hanno fatto i critici letterari, e per i quali
direttori di grandi quotidiani come
ad esempio De Bortoli, direttore magno del «Corriere della sera», ora
non ha lavoro, possono stare tranquilli... Non ha più lavoro, il direttore d’un quotidiano come il «Corsera» per chi non è massone. Non è
così?
Il Corsera, Cossiga
e il venerabile Gelli
Sentite cos’è successo con Cossiga: « ... quando ero presidente del
Consiglio ed il mio governo era sottoposto ad attacchi continui da parte
del Corriere della sera. Non capivo
il perché e mi informai: feci domandare se dovessi parlare con l’amministratore delegato, Bruno Tassan
Din o con il direttoe Franco Di Bella. Mi dissero che la persona da contattare era una sola, Gelli! Allora lo
convocai: egli fece finta di cadere
dalle nuvole: “Guardi che io con il
giornale non c’entro” e cose di questo genere. Tanto che insorsi: “Caro
commendatore, siamo tutti e due
vaccinati, quindi la smetta di dire
queste cose”. E smise (Se ne può
leggere il seguito, abbastanza divertente quanto ovvio, nel libro di Cossiga, La passione e la politica,
libro/intervista con Piero Testoni,
pubblicato da Rizzoli)...
Servizio lettura libri
aspiranti scrittori
Sappiano, se non lo sanno, che ora
hanno un nuovo lavoro e redditizio
mettendosi a leggere i libri di tutti gli
autori (attenzione «autori» e non ancora scrittori) che desiderano sapere se i
loro libri (e non ancora le loro opere)
sono scritti bene, hanno un contenuto,
uno stile, tutti coloro insomma «che
desiderano ricevere un parere critico
professionale e attendibile sui loro
testi» si rivolgeranno a voi, che siete i
gran maestri dell’arte di scrivere.
Critici letterari, diamine, non è cosa da
poco
...ocorre solo pagare 500 € circa,
una cifra molto modica trattandosi d’
un editore ad esempio come Barbera,
anche se di prestigio sono coloro che
leggeranno i vostri libri... forse
spendendo un pò di più si può arrivare,
se disponibili, ad un Alberto Bevi-lacqua, ad un Umberto Eco, ad un’
Elisabetta Sgarbi, ma penso che, in
questo caso, bisognerà andare sui
5.000 euri....
Non vien detto se Barberà stesso
pubblicherà poi il vostro libro, oppure
dovrete, con la «laurea» (non in senso
reale, non metaforico, per scritto) ricevuta potete entrare a testa alta in casa
Rizzoli, in casa Mondadori o Bompiani o altri grandi» editori di tutte le
sozzerie...
Ma non temete, se non vi accoglieranno o non volete degnarli d’offrirgli
il vostra libro, la vostra opera, ci sono
editore che attendono di pubblicarlo...
LA FIERA
LIBRARIA
Un editore che pubblica
gratis (guarda, tu!) e paga i diritti maturati, dice...
Uno di loro è la Editorial United p.c.
(il cui motto è «publicar de forma fácil
y gratuita»). Leggete con che calore ne
scrivono: «En nuestra opinión, cada
buen manuscrito debe ser publicado
como libro. Para ello, hemos elaborado un concepto editorial mediante el
cual cada autor tiene la posibilidad de
publicar sus libros con nosotros de
manera gratuita, rápida y fácil. Para
todo ello, usted no necesita ni contactos ni dinero ni nada. Le garantizamos
la publicación gratuita, con Isb, venta
a través de librerías y tiendas on-line
como p. ej. amazon. Usted recibirá sus
honorarios, o bien descuentos, a partir
del primer libro. ¿Le parece increíble?
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mismo su manuscrito por correo electrónico!»
Ma c’è di più. Quest’editore assicu-
Η έκθεσ βιβλίου
La foire du livre
La feria del libro
A feira do livro
Book Fair
Bokmessen
The book fair
Knižní veletrh
ブックフェア
Targi książki
Liber pulchra
Targul de carte
Bogen fair
Kirjamessut
Bokmessen
De boekenbeurs
3
LA FIERA
LIBRARIA
LA FIERA
PERMANENTE
DEI LIBRI
L’ONOREVOLE MAMMONA
LE SIRENE DELL’EDITORIA
(SCIACALLE, LE ChIAMA qUALCUNO)
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ANNO XXXIII
- LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013
PERISCOPIO
Ristampate le novelle
di Bruno Cicognani
Firenze, 8 gen. - (Adnkronos) - Famoso in patria e all'estero, lodato da
critici come Giuseppe De Robertis e Giovanni Papini, vincitore di premi
prestigiosi, Bruno Cicognani e' stato una figura di primo piano della letteratura italiana fra gli anni Venti e Cinquanta del '900. I suoi lavori, divenuti
ormai introvabili come del resto la letteratura critica su di lui, tornano ora in
libreria nella collana ''Biblioteca di Letteratura'' dell'editore fiorentino
Mauro Pagliai, che ha affidato la direzione scientifica del progetto al professor Marco Dondero, tra i massimi esperti dell'opera dello scrittore fiorentino. Alcune opere vengono ristampate in nuove edizioni a quasi 60 anni di
distanza.
Il prossimo 15 gennaio saranno in libreria le ''Novelle'', uscite nel 1955
per Vallecchi e finora mai ripubblicate. Sono state divise secondo un ordine
cronologico in due volumi: il primo, con i racconti del periodo 1915-1929
(pp. 416, euro 25) e' curato da Alessandra Mirra, mentre il secondo, che
copre l'arco temporale 1930-1955 (pp. 376, euro 24) e' opera di Valerio
Camarotto.
Bruno Cicognani (Firenze, 1879-1971), ha scritto raccolte di racconti
come ''Sei storielle di nuovo conio'' (1917), ''Gente di conoscenza'' (1918),
''Il figurinaio e le figurine'' (1920) e romanzi come il bestseller dell'epoca
''La Velia'' (1923), ''Villa Beatrice'' (1931), e l'autobiografico ''L'eta'
favolosa'' (1940).
Il noir tra cronaca, mito
e immaginario
«Il noir evita tutto ciò che è rassicurante e che appartiene all'ordine consolidato, come la conformistica divisione tra bene e male. È uno sguardo sul
mondo che entra in profondità per rintracciare i moventi interiori, non limitandosi all'azione, ma dando spazio anche ai perdenti, e rifuggendo l'ossequio
alla norma». A scriverlo è Alma Daddario, che, in collaborazione con la casa
editrice EdiLet - Edilazio, terrà il corso «Il noir tra cronaca, mito e immaginario», presso lo Skenè di Via Carletti 5 a Roma, a partire da febbraio.
Gli incontri, a numero chiuso, si terranno il martedì dalle 18,00 alle 20,30.
È prevista la pubblicazione in antologia dei migliori testi elaborati durante il
corso a cura della casa editrice EdiLet, e la segnalazione a concorsi letterari.
Gli incontri sono previsti da gennaio a maggio. Gli iscritti usufruiranno di sconti sugli spettacoli nella stagione teatrale dello Skenè. Le lezioni prevedono
una parte teorica e una di esercitazione pratica. Docenti ospiti: Filippo La
Porta (critico e scrittore), Lia Migale (scrittrice), Marco Tesei (giornalista Rai e
scrittore), Claudio Ceciarelli (editor E/O), Rossella Pompeo (sceneggiatrice
cinematografica e scrittrice), David Santoro (traduttore e scrittore) sono alcuni
tra gli ospiti del corso di scrittura.
Alcuni argomenti del programma. Fonti di ispirazione dalla cronaca. Noir
mediterraneo e noir nordico. Gotico, Noir, e Thriller: differenze e affinità. Tradurre senza tradire. Suspance... o suspense. Simpatia per l'assassino: esercitazioni di empatia e visione laterale. La parola che diventa corpo (letture
con attori ospiti). Dalla letteratura al cinema / al teatro. Sceneggiare un racconto (esercitazioni pratiche). Come presentare il primo manoscritto a un editore. Lezione finale con ospite a sorpresa. Alma Daddario, giornalista e scrittrice, vive e lavora Roma. ([email protected])
ra altresi che: «como editorial para
todos los autores estudiamos cada
manuscrito que nos llega y, siempre
y cuando no haya dudas legales, le
enviamos un contrato editorial en el
cual están especificados nuestros
amplios servicios editoriales. En
cuanto hayamos recibido el contrato
firmado por usted empezamos de
forma inmediata a trabajar con su
libro para que éste pueda ser publicado en un plazo de 2 a 4 meses. Usted
recibirá una copia de corrección de
las páginas interiores y de la cubierta
para su revisión/aprobación, así
como un ejemplar modelo del libro
antes de su publicación. En caso de
que usted desee efectuar cambios,
los incorporamos gustosamente. No
publicamos su libro hasta que usted
no lo haya autorizado. Después, lo
registramos con el número Isbn por
lo que se podrá comprar a través de
tiendas online como por ejemplo
amazon. Además, por supuesto se
podrá comprar también en cualquier
librería o directamente en la editorial. Todos los detalles están contemplados en su contrato editorial.
¡Usted recibirá sus honorarios, o
bien descuentos, de autor a partir del
primer libro vendido!»
Pagano anche i diritti d’autore
sulle copie che compra l’autore! La
pubblicità? L’autore già sa che il suo
libro è stato pubblicato...
Nel campo religioso (teologico,
morale..) non sono del tutto certo se
questo servizio lo facciano la Marietti, le Edizioni Poline, le edizioni
Messaggero o le edizioni dehoniane
che hanno quest’ultimi tre le migliori
rete distributive da loro...
Ma non ne mancano certamente
altri come molto probabilmente le
edizioni Cantagalli, il Segno...
Luigi Castiglione
ANNO XXXIII
- LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013
7
PERISCOPIO
Superasta per
Senilità di Svevo
Record per una rarissima prima edizione di Senilita, secondo romanzo di
Italo Svevo, pubblicato a Trieste nel
1898 da Ettore Vram.
Ad un'asta di Minerva Auctions a
Roma, questo pomeriggio, l'esemplare con una dedica dello scrittore e'
stato aggiudicato per 26.000 euro,
che con i diritti hanno portato il prezzo finale a 32.500 euro.
La copia è partita da una stima di
12.000 euro è' stata al centro di una
gara che ha visto protagonisti quattro
collezionisti privati.
Fabio Bertolo, banditore dell'asta,
ha detto che si tratta di un record
assoluto per un libro letterario del
'900 italiano. Esemplare intonso, al
frontespizio il volume reca la dedica
autografa di Svevo, che qui si firma
con il suo vero nome, indirizzata ad
Elda Giannelli: "Esimia signorina
Elda Giannelli con un saluto cordiale
Ettore Schmitz".
Il Mibac compra all’asta cimeli di
Arturo Toscanini
Lettere, spartiti e autografi andranno ad
Archivio Stato Milano
Il ministero dei beni culturali ha acquistato al prezzo di 120
mila euro parte dei beni appartenuti al direttore d'orchestra
Arturo Toscanini, battuti all'asta a Milano. Gli oggetti acquistati, ha spiegato il soprintendente per l'archivistica del ministero,
Maurizio Savoia, verranno
probabilmente destinati all'archivio di Stato di Milano. Si tratta
in particolare di lettere, spartiti autografi e documenti sull'attivita'
professionale di Toscanini
8
ANNO XXXIII
- LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013
PERISCOPIO
Michael Rohde
La cura dei giardini storici
(Teoria e prassi)
Edizione italiana a cura di Massimo de Vico Fallani
Quest’opera di Michael Rohde, uno dei massimi rappresentanti
del restauro e della conservazione dei giardini storici europei,
illustra con rara chiarezza la teoria e la prassi del restauro e della
manutenzione dei giardini storici, organizzando la materia in una
prima parte riguardante il passato, sviluppata su testiantichi, e in
una seconda riguardante il presente, sviluppata sulle testimonianzedirette di trenta fra i più importanti giardini e parchi tedeschi.
Giardinii e paesaggio, vol. 31, 2012, cm 17x24,
XVIII-590 pp. con 625 figg. n.t. di cui 418 a colori,
rilegato, € 58..
Casa Editrice Leo S.Olschki
ANNO XXXIII
- LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013
9
PERISCOPIO
Da Castiglione a
Camilleri
aTamaro, novità
in arrivo
Andrea del Castagno, Giovanni Boccaccio, Galleria degli Uffizi (FI)
Boccaccio dalla British
Library di Londra alla Olschki
di Firenze
Il manoscritto Harley 5383, conservato alla British Library di Londra e
contenente una quasi completa copia
del XIV secolo dell’Historia Langobardorum di Paolo Diacono, è stato vergato dalla mano di Giovanni
Boccaccio (1313-1375). La straordinaria scoperta, segnalata con un articolo pubblicato sul periodico scientifico on line «Scrineum-Rivista», è
opera di Laura Pani, docente di paleografia del Dipartimento di studi
umanistici dell'Università di Udine.
Finora era noto che l’Historia Langobardorum fu una delle fonti di
Boc-caccio per diverse delle sue
opere latine e per lo stesso
'Decameron' e che egli possedette un
volume con le opere di Paolo Diacono e di Orosio. Ora, grazie alla
scoperta, questo volume facente parte
della biblioteca di Boccaccio – confluita dopo la sua morte nel convento
fiorentino di Santo Spirito – è stato
virtualmente ricomposto. Il manoscritto «di fattura accurata ma modesta, di dimensioni contenute e privo,
apparentemente, di elementi attrattivi, è - spiega Pani - un “membrum
disiectum”, ossia uno spezzone, di un
autografo boccacciano già noto e già
a sua volta diviso in due parti, conservato alla biblioteca Riccardiana di
Firenze''.
Con la scoperta che anche Harley
5383 è di mano del Boccaccio, si
ricompone definitivamente quel manuale di storia antica, romana e
medievale che si sapeva essere appartenuto al Boccaccio e da lui stesso
copiato.
Oscure rimangono le circostanze
in cui il volume fu smembrato,
«molto probabilmente – sostiene
Pani – in età moderna, durante la dispersione massiccia delle biblioteche
conventuali'». Comperato nella prima metà del Settecento dai conti londinesi Harley al prezzo, modesto
anche per quell’epoca, di una sterlina
e 9 pence, Harley 5383 passò poi
nelle raccolte del British Museum,
dove per quasi 4 secoli è rimasto
pressoché ignorato dagli studiosi,
custodendo così, fino a oggi, il
prezioso segreto di essere un autografo di Giovanni Boccaccio.
Ulteriore motivo di interesse del
L’anno che comincia si apre tra
l’altro con un’altra novità di Luigi
Castiglione, L’Onorevole Mammona, pubblicato sempre dalla Edizioni Logos, e con un Camilleri inedito, che trascina nel cuore dell'amore
e della perdizione ed una Susanna
Tamaro che cambia di nuovo editore e sceglie questa volta Bompiani, dopo l'ultimo lavoro con
Giunti. Il passaggio di Paola Mastrocola a Einaudi con Non so
niente di te, l'atteso ritorno al romanzo di Carlo Lucarelli che riporta in scena il personaggio di Grazia
Negro e la Lucy di Cristina Comencini.
Parte con grande vitalità la narrativa italiana nel 2013 e riserva
anche proposte inedite come l'originale romanzo del poeta e francesista
Valerio Magrelli, Geologia di un
padre (Einaudi) che attraverso il
montaggio di diversi elementi,
pagine di enciclopedia, versi, ricordi, brandelli di giornale, mostra
come il corpo di un padre e di un
figlio siano in fondo tutt'uno. In
autunno, sempre per Einaudi, è atteso anche il nuovo romanzo di
Francesco Piccolo che non ha ancora un titolo definitivo.
Autobiografia di 270 pagine e
romanzo di formazione, Ogni angelo e' tremendo di Susanna Tamaro,
in libreria il 23 gennaio, vede protagonista una bambina che diventa
adulta, in cui non è difficile
riconoscere l'autrice super bestseller
di Và dove ti porta il cuore. Camilleri apre invece il 2013 senza Montalbano, con Il Tuttomio' (Mondadori), storia della capricciosa,
bellissima e infantile Arianna, 33
anni, sposata con Giulio che la vizia
ma vuole scoprire i segreti del
'Tuttomio, il rifugio segreto della
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ANNO XXXIII
- LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013
PERISCOPIO
manoscritto londinese è la presenza,
rivela Pani, di una nota marginale di
Boccaccio, accanto al passo dell’Historia Langobardorum in cui è
descritta l'epidemia di peste del VI
secolo: in questa nota, Boccaccio segnala una «simillima pestis» avvenuta a
Firenze «e quasi in tutto il mondo'» nel
1348.
Dunque, si tratta di un riferimento
evidente, aggiunge Pani, «al vivido ricordo della peste nera e all'ispirazione» che da questa e dal brano di
Paolo Diacono Boccaccio avrebbe
tratto proprio per l'introduzione del
Decameron.
La scoperta realizzata da Laura Pani
è stata resa possibile grazie alle sue
ricerche avviate da quasi vent'anni, in
massima parte ancora inedite, sulla
«tradizione manoscritta dell’Historia
Langobardorum di Paolo Diacono. In
particolare, è avvenuta durante alcuni
studi in vista del convegno «Giovanni
Boccaccio: tradizione delle opere,
interpretazione e fortuna» con il quale
a Udine si celebrerà nel 2013 il settimo centenario della nascita dell'autore
del Decameron.
«Sono ancora molti gli altri aspetti
su cui indagare, dal modello da cui
Boccaccio copiò al fatto che non lo
copiò fedelmente ma omise alcuni
capitoli e ne rielaborò altri, oltre
alle altre sue postille marginali: tutti
questi aspetti – annuncia Pani - saranno trattati nel prossimo maggio
nel convegno dedicato a Boccaccio,
organizzato da Claudio Griggio,
docente di letteratura italiana dell'ateneo di Udine'. Riguardo all'attività di copista del Boccaccio, si
sa, spiega Pani, come testimonia in
particolare il suo biografo quattrocentesco Giannozzo Manetti, che
essendo troppo povero per ingaggiare copisti di professione o per
comprarsi i libri, Boccaccio copiava i libri da sé.
Pertanto, è nota l'esistenza di
diversi manoscritti autografi di
Boccaccio (almeno una ventina),
conservati perlopiù in biblioteche
italiane. Una delle ultime scoperte
di un autografo boccacciano, una
copia degli Epigrammi di Marziale
conservata presso la Biblioteca
Ambrosiana di Milano, risale al
2006. «Quella degli autografi boccacciani – conclude Pani – è, dunque, una storia che non smette di
riservare sorprese».
Domingo e Carreras cantano di
nuovo insiema a Mosca
La Grande Sata dei Cncili della cattedrale del Santo Salvatore di Mosca è stato
lo scenario del recital lirico che, dopo una
lunga pausa, ha rimesso insieme i due
grandi nomi dell’opera: José Carreras e
Placido Domingo. Il pubblico di questo
concerto privato fu l’élite moscovita ed ebbe
carattere benefico, essendo i fondi raccolti destinati ai bambini disabili delle famiglie povere. I due tenori, accompagnati dall’orchestra nazionale della Russia, cantarono gli stessi
pezzi che avevano avuto
maggior successo quando formavano un trio
con lo scomparso Pavarotti. Un giorno prima
del recital, i due cantanti
furono ricevuti dal presidente russo, Vladimir
Putin, nella sua residenza di Novo Ogariovo,
nei dintorni di Mosca.
moglie. Mentre la Comencini in
'Lucy' (Feltrinelli) racconta la storia
di una donna che guarda nei segni
che i destini generali lasciano nelle
famiglie e nei fallimenti della storia.
Per la nuova Mastrocola bisognerà
aspettare marzo, quando arriverà in
libreria Non so niente di te (Einaudi),
in cui l'autrice Premio Campiello dà
voce alla difficoltà di conoscere i
figli e il tempo frenetico in cui viviamo contrapposto a quello interiore.
E bisognerà attendere la primavera
anche per il nuovo romanzo di
Chiara Gamberale che ha per ora un
titolo provvisorio Sottovuoto (Mondadori) e vede due giovani donne
molto diverse fra loro: una attrice di
fiction lanciatissima, l'altra impiegata in banca, sposata e madre di due
bambini, fantasticare sulle loro diverse vite quando si incontrano fra
gli scaffali di un piccolo supermercato e per La distrazione (Mondadori)
di Enzo Bettiza sulla storia di un
uomo che attraversa il secolo barando con gli amici, le donne e la politica. Ne il Sogno di volare (Einaudi
Stile Libero) di Lucarelli troviamo la
poliziotta cacciatrice di killer Grazia
Negro, diventata ragazza madre e più
sola di prima in una Bologna dove
tutto è cambiato ed è arrivato un
killer nuovo che agisce ascoltando 'Il
sogno di volare' di Andrea Buffa.
Mentre in Pista nera (Sellerio) di
Antonio Manzini, il vicequestore
Rocco Schiavone, nato e cresciuto a
Trastevere, è assegnato ad Aosta
dove è stato trovato un cadavere
sotto i cingoli di un gatto delle nevi.
Tre maestri italiani del crimine come
Massimo Carlotto, Gianrico Carofiglio e Giancarlo De Cataldo in
Cocaina (Einaudi, Stile Libero)
seguono la pista della «polvere bianca» che si intreccia a criminalità,
finanza e storie di potere. Arriva
anche il romanzo familiare di Romana Petri Figli dello stesso padre
(Longanesi) con protagonisti due
fratelli di madri diverse che si rivedono dopo molto tempo e riaccendono antiche rabbie e rancori. Diego
De Silva racconta invece una storia
ANNO XXXIII
- LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013
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PERISCOPIO
Tradotto il commento di Marsilio
Ficino al «Parmenide» di Platone
Tradotto per la prima volta, dopo
oltre mezzo millennio, in lingua italiana il commento al ''Parmenide'' del
grande filosofo umanista Marsilio
Ficino (1433-1499). L'opera Commento al Parmenide di Platone di
Marsilio Ficino è pubblicata dall'editore Olschki (pagine 392, euro 35),
con la premessa, l'introduzione, la
tra-duzione e le note di Francesca
Laz-zarin e con la prefazione di
Alfonso Ingegno. Il volume costituisce uno strumento fondamentale per
comprendere la portata dell'impresa
di Ficino: elemento di snodo all'interno della tradizione platonica e neoplatonica, il testo viene progressivamente chiarito dalla storica Francesca
Lazzarin attraverso l'analisi e la discussione delle fonti che ne hanno
ispirato la stesura.
L'ampia introduzione all'opera offre un panorama articolato del dibattito sulla tradizione del Parmenide e,
più in generale, sulla metafisica ficiniana. Il Parmenide di Marsilio
Ficino è una delle maggiori opere
dell'umanista fiorentino e frutto della sua speculazione matura. Ficino,
traduttore del Parmenide negli anni
1463-1464, continuerà a riflettere sul
significato dell'enigmatico dialogo
per tutto il corso della sua vita,
assegnandogli un ruolo-guida nell'iniziazione ai misteri platonici, preludio delle verità cristiane.
La traduzione è stata condotta sull'unico testimone quattrocentesco
del commentario (Firenze, 1496),
edito a stampa pochi anni prima che
Ficino morisse.
Accompagnata da un ampio apparato di note esplicative, che mettono
in evidenza le fonti, esplicite ed
implicite, di volta in volta utilizzate
dall'umanista, la traduzione è preceduta da un'introduzione che mira a
far luce sulla posizione rivestita dal
Parmenide ficiniano nell'ambito
della tradizione neoplatonica.
A questo scopo, l'analisi critica
delle fonti neoplatoniche antiche, in
particolare di Plotino e di Proclo, ha
permesso di rilevare l'originalità del
commento ficiniano, che spicca quale snodo fondamentale per il dibattito successivo sull'autenticita' e sul
valore del Parmenide platonico.
d'amore in Mancarsi (Ei-naudi) in
cui due anime gemelle si sfiorano
senza mai incontrarsi, finché incroceranno i loro sguardi. Mentre
Daniele Del Giudice, con In questa
luce (Einaudi), regala un libro
autoritratto con pagine edite e
inedite in forma narrativa e saggistica, in cui parla delle sue manie, degli
autori più amati, del cinema, dei protagonisti dei suoi libri più famosi.
In una favola moderna Ferruccio
Parazzoli dà vita ne Il vecchio che
guardava tramontare i tramonti'
(Rizzoli) al dialogo fra un vecchio e
una bambina. L'incontro tra un
ragazzo che ha perso la voglia di
andare avanti e un'anziana signora in
un piccolo paese lungo il Po è anche
al centro di Ora (Marsilio) di Matteo
Signorini. Si muove tra sogno e
realtà, amore e perdita, odio e perdono Lenti al contatto (Dalai) di
Claudia Riva che vede protagonista
una ragazzina tenuta all'oscuro di un
grande segreto. Da segnalare, infine,
anche il primo romanzo per ragazzi
di Mariapia Veladiano, l'autrice de
La vita accanto, che ora in Messaggi
da lontano(Rizzoli) racconta le
vicende di quattro ragazzini, dai 5 ai
13 anni, soprannominati la Tribù del
Coprifuoco, che si trasformano in
detective per indagare su una serie di
messaggi segreti.
La scomparsa di Ralph
G. Martin
Lo scrittore statunitense Ralph G.
Martin, autore di numerose biografie
di successo dedicate a personaggi
storici e celebrità', è morto nella sua
casa di New York all'età di 92 anni.
Dopo aver iniziato negli anni Quartanta la carriera di giornalista, collaborando con «The New Re-public» e poi «Newsweek», dagli anni
Sessanta Martin si è dedicato esclusivamente alla scrittura di biografie,
pubblicando oltre trenta libri, raccontando, tra le altre, le vite del clan
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ANNO XXXIII
- LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013
PERISCOPIO
Kennedy, Golda Meir, Edoardo VIII
e Wallis Warfield Simpson, Jennie
Jerome, madre di Winston
Churchill, Henry e Clare Luce,
Diana e Carlo d'Inghilterra.
Il Louvre il museo più
visitato del mondo
Caracalla, i sotterranei mai
visti Aprono per la prima volta in Roma
-
al pubblico ambienti suggestivi
Chilometri e chilometri di larghe gallerie che correvano su tre livelli
sotto la vasta area delle piscine, e dove giorno e notte si affollava il
lavoro degli schiavi, impegnati ad ammassare e tagliare la legna per i
forni e le caldaie, controllare il passaggio dell'acqua e il funzionamento
delle tubature, portare il grano al mulino che poi forniva la farina alle
numerose tabernae. Mai aperti al pubblico prima d'ora, svelano i loro
misteri a Caracalla gli incredibili sotterranei delle Terme.
Consolidate le volte con un investimento che ha impegnato la soprintendenza per circa 300 mila euro (altre 140 mila euro, in parte sostenute
dalla concessionaria Electa sono servite per i restauri), una piccola parte
di quei suggestivi ambienti (alcune decine di metri di due gallerie parallele) accoglie ora, restaurati e contestualizzati, splendidi marmi, imponenti colonne e capitelli, preziosi fregi, di fatto un piccolo percorso
museale che aiuta il visitatore ad immaginare la magnificenza che circondava ogni spazio del grandioso complesso voluto da Caracalla, dalla
biblioteca con le snelle colonne e i capitelli corinzi che secoli dopo,
depredati, sono finiti ad ornare la chiesa di Santa Maria in Trastevere,
alle due palestre con i fregi storici che raccontano le vittorie dell'imperatore sulle popolazioni nordiche e orientali, fino all'olimpionica piscina
all'aperto, la natatio come la chiamavano i romani, dove si nuotava circondati da decorazioni architettoniche di ogni tipo.
Visitatori record al Museo del
Louvre. Per la prima volta nella sua
storia la galleria di Parigi chiudera'
l'anno toccando quota 10 milioni di
ingressi. Nell'arco di poco piu' di un
decennio, il numero dei visitatori e'
quasi raddoppiato (erano 5,1 milioni
nel 2001). Nel corso del 2012 hanno
ammirato i quadri e le sculture
esposte nelle monumentali sale del
complesso del Louvre piu' di un
milione di persone rispetto al 2011.
''Questa cifra record conferma il
primo posto mondiale del Louvre'',
sottolinea il museo che prevede di
chiudere a fine di dicembre staccando il decimomilionesimo biglietto
dell'anno. A decretare lo straordinario successo per numero di visite
hanno contribuito nel corso del
2012 due eventi speciali: le nuove
gallerie per l’arte islamica, inaugurate lo scorso settembre, gia' visitate
da oltre 650 mila persone, e la
mostra della primavera scorsa dedicata al restauro del capolavoro di
Leonardo da Vinci «Sant’Anna, la
Vergine ed il Bambino'», ammirato
da quasi 310.000 persone.
Nonostante la performance da
primato, dopo 12 anni alla testa del
Louvre, Henri Loyrette, lascerà la
presidenza per dedicarsi a nuovi
progetti. Loyrette ha informato il
presidente della Repubblica François Hollande e il ministro della
Cultura Aurelie Filippetti della sua
decisione di non voler vedersi rinnovare il mandato. Loyrette lascerà
la presidenza nel prossimo aprile
alla scadenza del mandato. L'annuncio di Loyrette è arrivato a breve
distanza dall’inaugurazione della
«succursale» del Louvre a Lens,
AANNO XXXIII
- LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013
13
città industriale nel nord della Francia.
Morte d’un economista
Intellettuale raffinato ma anche protagonista acceso e tagliente delle vita
politica del Paese, al mondo dell'economia mancherà il contributo dello spirito
critico di Luigi Spaventa, morto a Roma a 78 anni al termine di una lunga
malattia. Spaventa, nato a Roma il 5 marzo 1934, si era laureato a Roma nel
1957 per poi proseguire gli studi a Cambridge. Professore di politica economica a Palermo, Perugia e poi alla Sapienza di Roma (dal 1971), è stato visiting
fellow all'All Souls College della University of Oxford. Un legame stretto quello
di Spaventa con la Gran Bretagna: inglese la compagna di tutta la vita, la
moglie Claire, e profondamente british il suo humour coniugato con un amore
irresistibile per la battuta, anche la più sarcastica.
Un carattere forte «che ha lasciato – dice il presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano nel ricordarlo – un'impronta inconfondibile nello sviluppo
delle conoscenze economiche e nell'esercizio di responsabilità rilevanti per il
progresso civile e culturale del paese'». Deputato indipendente con il Pci dal
1976 al 1983 è stato presidente della Commissione del Tesoro sulla gestione
del debito pubblico (1988-89) e ministro del Bilancio e della Programmazione
economica nel governo Ciampi (dall'aprile 1993 al maggio 1994). Proprio nel
‘94 aveva sfidato nelle liste del Pds Silvio Berlusconi nello stesso collegio,
quello di Roma uno. Dal 1997 al 1998 è stato presidente del Monte dei Paschi
di Siena e nel maggio 1998 è divenuto presidente della Consob. Figura di
primo piano nel dibattito sulla politica economica italiana, autore di innumerevoli saggi e volumi, è stato a lungo editorialista di «Repubblica» e del
«Corriere della Sera», spesso anche con interventi fortemente critici ed innovatori. Nel 2008 diventa presidente del consiglio di sorveglianza di Mts, la
societa' che gestisce la piattaforma elettronica di Piazza Affari. Dal 2007 era
presidente di Sator, società nel private equity guidata da Matteo Arpe.
Dala1994 era cavaliere di Gran Croce. «Spaventa – commenta il segretario
del Pd Pierluigi Bersani – è stato uno di quegli straordinari studiosi che per
amore del proprio Paese hanno accettato la sfida dell'impegno politico per
dare un contributo al Parlamento e al governo».
NAPOLITANO, PERDO AMICO TRA I PIÙ CARI - Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, appresa la triste notizia della scomparsa di Luigi
Spaventa ha inviato alla famiglia il seguente messaggio: «Profondamente
addolorato per la perdita di un amico dei più cari, rendo omaggio alla memoria
dello studioso e dell'uomo pubblico che ha come pochi altri negli scorsi decenni lasciato un'impronta inconfondibile nello sviluppo delle conoscenze economiche e nell'esercizio di responsabilità rilevanti per il progresso civile e culturale del paese». «È stato docente universitario esemplare – ricorda Na-politano – maestro di brillanti economisti di diverse generazioni, protagonista sapiente del dibattito internazionale sui problemi dell'economia, parlamentare e
ministro di alto livello e assoluto rigore, titolare impeccabile di incarichi delicati
come quello di presidente della Consob. E resta egualmente indimenticabile il
suo fervore umano, la ricchezza dei suoi interessi culturali, l'equanimità sempre mostrata nei giudizi sui fatti e sulle persone, la generosità della sua amicizia. Alla moglie e ai figli le mie più commosse condoglianze».
VELTRONI, ECONOMISTA CORAGGIOSO, UOMO COLTO - «Con Luigi
Spaventa l'Italia perde un protagonista, un uomo colto, severo, coraggioso e
indipendente capace di difendere le sue ide e, insieme, di essere al servizio
del suo Paese. Spaventa da studioso impegnato in politica ha svolto ruoli
importanti in momenti difficili: lo ricordo ministro economico nel governo
Ciampi tra il '93 3 il '94 quando l'Italia seppe superare con misure drastiche ed
eque una crisi drammatica che investiva insieme l'economia e la stesa tenuta
democratica». Così Walter Veltroni ricorda l'economista deceduto dopo una
sofferta malattia. «Lo ricordo con personale affetto – afferma Veltroni – per la
sua intelligenza raffinata, grande cultura internazionale (era apprezzato a
Roma come a Londra o New York), per il suo rigore ma anche per la sua ironia
e per la disponibilità ad impegnarsi».
Melato, il compianto
di Renzo Arbore
«Ho avuto la fortuna di conoscere una
donna eccezionale»: con queste parole,
interrotte dal pianto, Renzo Arbore
rompe il silenzio e racconta all'Ansa
questo «momento di grandissimo dolore» per la perdita terrena del grande
amore di una vita, Mariangela Melato,
morta oggi. «Sono stati 42 anni di
conoscenza e di amore, mai una meschinita» o un litigio, mai una volta la
voce alzata», racconta, ripercorrendo
nella memoria i flash di un lunghissimo
sodalizio artistico e privato.
Dopo una lunga storia vissuta negli
anni ‘70, l'attrice milanese e lo showman
foggiano, dopo oltre tre decenni, erano
tornati insieme nel 2007. La loro era una
di quelle grandi storie d’amore che non
si fermano, neanche quando c'è una distanza spazio temporale.
Nelle interviste Renzo raccontava
spesso come Mariangela avesse segnato
la sua vita. E una volta aveva rivelato
anche un rimpianto: quello di non averla
sposata.dichiarandosi pentito. Ma era
come se fossero marito e moglie, Renzo
e Mariangela, uniti da un rapporto molto
solido e accomunati da grande intelligenza ed ironia.
«Mariangela era una signora di vera
nobiltà di sentimenti ed etica nel suo
lavoro, fatto sempre con enorme dedizione a migliorarsi e a migliorare per il
pubblico'», dice oggi Arbore con una
stima immensa verso la donna e l’attrice. Tutto quello che ha fatto, al teatro
come al cinema, è stato frutto di un
grande lavoro. «Ha sempre affrontato le
cose più impegnative, importanti e difficili con un coraggio e una forza straordinaria che derivavano da qualità artistiche superiori». Oggi Mariangela se ne
e' andata dopo avere «combattuto con la
stessa intelligenza, determinazione e
coraggio che hanno sempre caratterizzato la sua vita e il suo impegno artistico'»,
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ANNO XXXIII
- LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013
PERISCOPIO
Nasce un originale «servizio
valutazione inediti» per tutti
gli aspiranti scrittori
Esplorando l’attività delle Case editrici
italiane e straniere, il lettore apprende che
«a redazione dell’Editrice Barbera «fornisce un servizio di lettura a pagamento
di testi inediti di narrativa (racconti,
romanzi), poesia e saggistica umanistica
pensato per tutti gli aspiranti scrittori. I
testi verranno letti da scrittori professionisti.
L’originale «servizio è destinato:a chi
già scrive e desidera affinare la propria
tecnica di scrittura; agli autori di testi
inediti che vogliono capire se possono
ambire alla pubblicazione; a chi desidera
o ritiene necessaria una valutazione professionale di un suo testo; agli autori che
hanno inviato i loro testi in lettura a case
editrici, con le quali trovano difficoltoso
dialogare per avere un riscontro».
Pertanto, «gli autori che desiderano
ricevere un parere critico professionale e
attendibile sui loro testi possono rivolgersi
a noi per capire se i loro lavori scritti
abbiano un valore letterario e/o editoriale».
Noto è da sempre che le case
editriLeci ricevono così tanti dattiloscritti
che talune ssi vedono costretti a scrivere
di non mandarli perché ne hanno a ufo,
limitandosi a rispondere quando educatamente rispondono con le solite tre righe
che «purtroppo, pur apprezzando il suo
lavoro, i nostri programmi di pubblicazione sono attualmente chiusi».
L’Editrice Barbera, invece, grazie ad
un «ampio ventaglio di lettori esterni e
interni, che sono tutti noti scrittori competenti in diversi settori, valutiamo testi di
ogni tipo. Il nostro comitato di lettura consta di critici letterari, funzionari editoriali,
scrittori, docenti universitari, con cui vantiamo una collaborazione pluriennale».
Alcuni dei nostri lettori, per ciascun settore: Narrativa: Lara Cardella, Davide
Bregola - Poesia: Davide Bregola - Saggistica umanistica: Gianluca Barbera Varia: Cecilia Martinelli, Simone Marchi».
Tutti ben noti professionisti dell’editoria
Il risultato? «Il risultato del lavoro di lettura è un'approfondita scheda di lettura
che prende in considerazione tutti gli
aspetti del testo: da quelli di carattere
contenutistico, formale e letterario (analisi
critica dei soggetti, della struttura narrativa e degli aspetti stilistici) a quelli editoriali e commerciali, con un parere sulle
possibilità del testo di trovare collocazione nel mercato editoriale. Nella
scheda l’autore troverà quindi una valu-
tazione esaustiva del testo relativa ai suoi
punti di forza e di debolezza; laddove sia
opportuno, la scheda fornirà una linea
d’indirizzo e suggerimenti finalizzati a facilitare un’eventuale ulteriore revisione da
parte dell'autore, segnalando possibili
interventi migliorativi o fornendo suggerimenti di lettura finalizzati al miglioramento
qualitativo della scrittura. La scheda di lettura assegnerà anche un punteggio per i
vari aspetti dell'opera: incipit, trama, ambientazione, personaggi, stile, finale, spendibilità editoriale. Ogni anno il migliore
lavoro valutato verrà pubblicato a nostra
spesa e cura.
Come usufruire del servizio? «Gli autori
che intendono usufruire del nostro servizio
di lettura e valutazione, oppure desiderano
avere informazioni in merito, possono scrivere un'email a: [email protected], riportando nell'oggetto del
messaggio la seguente dicitura: Servizio
valutazione inediti».
Costo del servizio e tempi di risposta?
«La scheda di valutazione per un'opera
inedita di lunghezza non superiore a 250
cartelle dattiloscritte di 2000 battute ciascuna è di euro 400 più IVA al 21% (euro
484,00). Il costo del servizio, per testi di
lunghezza superiore a quella sopra indicata, sarà eventualmente definito volta per
volta. L’autore riceverà la scheda di lettura
entro dieci settimane dalla data di ricevimento del testo».
Ancora un’altra possibilità: il servizio di
revisione: «Gli aspiranti scrittori che dopo
la valutazione della loro opera desiderino
sottoporre i loro testi di narrativa o saggistica a una revisione che ne migliori gli
aspetti strutturali e linguistici possono rivolgersi a noi per concordare modalità e compensi».
«La nostra redazione – si legge ancora
– fornisce un servizio di lettura a pagamento di testi inediti di narrativa (racconti,
romanzi), poesia e saggistica umanistica
pensato per tutti gli aspiranti scrittori. I testi
verranno letti da scrittori professionisti».
Il servizio è destinato «a chi già scrive e
desidera affinare la propria tecnica di scrittura; agli autori di testi inediti che vogliono
capire se possono ambire alla pubblicazione; a chi desidera o ritiene necessaria una valutazione professionale di un
suo testo; agli autori che hanno inviato i
loro testi in lettura a case editrici, con le
quali trovano difficoltoso dialogare per
avere un riscontro».
spiega ancora Arbore. L’eredità che
questa donna lascia a tutti è «il suo
esempio di amore per la vita, per
l'arte e per il lavoro», aggiunge.
Renzo le è stato vicino fino alla
fine, insieme alla sorella Anna e ai
nipoti.
Tutta la famiglia stretta in un abbraccio «fino all'ultimo nella lunga
e sofferta malattia».
Il grazie più sentito infine va da
Renzo Arbore e dai familiari «a tutti
i medici ed al personale che hanno
assistito Mariangela in questa lunga
e sofferta battaglia».
ANNO XXXIII
- LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013
PERISCOPIO
I TRIONFI
di Francesco Petrarca

Riproduzione in facsimile del Manoscritto Cod. 2581 (Les Triumphes de
Petrarque) conservato presso la Osterreichische Nationalbibliothek
(Biblioteca Nazionale Austriaca – Vienna)
Testo in francese - commento di Bernardo Glicino
Tiratura limitata e numerata di 499 esemplari in numeri arabi di cui 20 FC e
299 esemplari in numeri romani
Riproduzione in facsimile fedele all’originale in ogni particolare
1 Volume di grande formato di cm 32,5X21 - 590 pagine
86 grandi miniature tutte inserite in eleganti cornici dorate Oltre 1.800 capilettera dorati
Coperta in pelle pieno fiore a concia vegetale
Legatura artigianale con cucitura eseguita con ago e filo di canapa - Applicazione manuale del colore oro in due tipologie: in lamina nei capilettera e in polvere nelle miniature - Elegante cofanetto
- Dedica personalizzata trascritta da calligrafo - Volume di
Commentario con la Prefazione dell’ Ambasciatore d’Austria in
Italia Christian B.M. Berlakovits - Pagine totali: 590 - Richiedi
informazioni su questo prodotto
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ANNO XXXIII
- LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013
eBooks Logos
PERISCOPIO
Georges Bernanos
Il Cammino
di Cruz das Almas
A cura di L. Castiglione
Pagine 176, €18
«I proscritti che errano oggi attraverso il mondo, e che non
trovano asilo in nessun luogo, con il pretesto che il loro passaporto non sia in regola, permettono di ben prevedere i nuovi
metodi mediante i quali sarà nel futuro attuata la lotta per la
vita. si può peccare per azione e per omissione; è ugualmente
facile sterminare con l’azione e con l’omissione. L’eccessiva ricchezza ha fatto diventar folli le patrie. La miseria le farà diventar feroci. Lo svolgimento degli effetti e delle cause potrà ormai
essere arrestato soltanto con un altro mira- colo, simile a quello
che fu annunciato, venti secoli fa, da un angelo ad alcuni pastori. Il fronte della cristianità è stato rotto, non mi stancherò di
scriverlo, la sconfitta delle coscienze è un fatto smisurato, dalle
conseguenze incalcolabili. nessuno sembra dubitarne, i pastori
con- tano le loro pecore e si rassicurano pensando che il loro
numero non sia diminuito come prevedevano i profeti di sciagure come me... Dico che la solidarietà della cristianità universale di fronte a scandali più grandi, intollerabili, non è stata
mantenuta, i cristiani hanno agito ciascuno per sé... L’umanità
riscattata, resa partecipe della divinità come c’insegna la liturgia della messa, è inchiodata alla croce, ma che gliene importa
ai Farisei dal momento che hanno pagato la decima e rispettato
il sabato?»
Georges Bernanos, Il cammino di Cruz das Almas, A
cura di Luigi Castiglione, pagine 176, € 18;
«I proscritti che errano oggi attraverso il mondo, e che non trovano
asilo in nessun luogo, con il pretesto
che il loro passaporto non sia in
regola, permettono di ben prevedere
i nuovi metodi mediante i quali sarà
nel futuro attuata la lotta per la vita.
si può peccare per azione e per
omissione; è ugualmente facile sterminare con l’azione e con l’omissione. L’eccessiva ricchezza ha fatto
diventar folli le patrie. La miseria le
farà diven- tar feroci. Lo svolgimento degli effetti e delle cause potrà
ormai essere arrestato soltanto con
un altro mira- colo, simile a quello
che fu annunciato, venti secoli fa, da
un angelo ad alcuni pastori. Il fronte
della cristianità è stato rotto, non mi
stancherò di scriverlo, la sconfitta
delle coscienze è un fatto smisurato,
dalle conseguenze incalcolabili.
nessuno sembra dubitarne, i pastori
con- tano le loro pecore e si rassicurano pensando che il loro numero
non sia diminuito come prevedevano i profeti di sciagure come me...
Dico che la solidarietà della cristianità universale di fronte a scandali più grandi, intollerabili, non è
stata mantenuta, i cristiani hanno
agito ciascuno per sé... L’umanità
riscattata, resa partecipe della
divinità come c’insegna la liturgia
della messa, è inchiodata alla croce,
ma che gliene importa ai Farisei dal
momento che hanno pagato la decima e rispettato il sabato?»
LUIGI CASTIGLIONE
SALVARSI DAL NULLA
La perdizione esistenziale
in Georges Bernanos
EDIZIONI LOGOS
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ANNO XXXIII - LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013
PERISCOPIO
Paola Muscari - Maria Pia Cunico
ARCIPELAGO NASCOSTO
Giardini, aranceti,
carceri, torri e
fortezze delle isole
dell’Arcipelago
toscano
Con la collaborazione di A.
Contiero.
Foto di M. Gulinelli
e E. Boga
Giardini e paesaggio, vol. 36,
2012, cm 17x24, X-186 pp. con
265 figg. n.t., € 19,00
LEO S. OLSCHKI EDITORE
ANNO XXXIII
- LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013
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GALLERIA
Boccaccio
L’uomo, qualità
e vizi
Giovanni Boccaccio, nato nel
1313 a Certaldo in Toscana, può
ben essere considerato il padre
della prosa volgare italiana e, insieme a Petrarca e a Dante, il più
importante scrittore del XIV secolo sia in Italia che in Europa.
Dopo i primi studi a Firenze, nel
1327 si trasferisce a Napoli dove si
dedica ai classici latini e alla letteratura italiana e francese e proprio
qui vedono la luce le sue prime
opere: Filocolo, Filostrato, Teseida, Caccia di Diana e Rime.
Durante i successivi soggiorni a
Firenze e nelle corti di Romagna
compone oltre al Ninfale fiesolano
e ad altre opere minori, la sua
opera capitale: il Decameron, terminato nel 1351. E’ in questi anni
che stringe amicizia con il “glorioso maestro”, Petrarca, e si dedica allo studio dell’opera dantesca.
Viene a mancare nel dicembre
1375.
Come ben emerge leggendo il
Decameron, Boccaccio sa esprimersi attraverso una considerevole
varietà di toni e di stili in virtù del
suo sperimentalismo. L’autore si
dimostra inoltre ben attento a tutta
Giuseppe Ungaretti
L’uomo
sentimento
Il giorno 8 febbraio 1888 nasce ad
Alessandria d'Egitto il grande poeta
Giuseppe Ungaretti, da Antonio
Ungaretti e Maria Lunardini entrambi lucchesi. Nella città natale
trascorre l'infanzia e i primi anni
della giovinezza. La famiglia si era
infatti trasferita in Africa per ragioni di lavoro. Suo padre, però, che
lavorava come operaio alla costruzione del canale di Suez, muore
in un incidente; la madre è così
costretta ad arrangiarsi ma riesce a
mandare avanti la famiglia grazie ai
guadagni di un negozio della periferia di Alessandria. Il piccolo Giuseppe viene dunque allevato dalla
madre, da una balia sudanese e da
Anna, un'anziana croata, adorabile
narratrice di favole.
Ormai cresciuto, frequenta l’Ecole Suisse Jacot, dove viene a
cotatto per la prima volta con la letteratura europea. Nel tempo libero
frequenta anche la «Baracca rossa»,
un ritrovo internazionale di anarchici che ha come fervente organizzatore Enrico Pea, versiliese, trasferitosi a lavorare in Egitto.
Si trasferisce in Italia con l'intenzione di andare in Francia per compiere studi di diritto a Parigi, per poi
tornare in Egitto. A poche settimane
Beppe Fenoglio
Interprete
di un’epoca
Giuseppe Fenoglio - detto Beppe - nasce
ad Alba il giorno 1 marzo del 1922, il padre
si chiama Amilcare e la madre Margherita
Faccenda. I parenti materni erano originari
di Canale in Pianura. Essi suscitarono nel
giovanissimo Fenoglio un senso di grande
rispetto, ma purtroppo non l'intensa passione con la quale Fenoglio si sentiva molto
legato alle origini longarole di suo padre. La
famiglia paterna infatti proveniva da San
Benedetto Belbo situata nelle Langhe. Da
ragazzo Fenoglio passa volentieri le vacanze estive orgoglioso di potersi riagganciare alle proprie origini contadine delle
zone collinari. Detta dallo stesso scrittore
«quando a scuola arrivano a parlare di
parole come Atavismo e Ancestrale, la sua
mente e il suo cuore volano immediatamente e invariabilmente ai cimiteri situati
nelle Langhe». Sotto il segno di queste suggestioni Ativiche e Ancestrali, porta a
Fenoglio quel deposito di ricordi vissuti nelle
Langhe che per lo scrittore costituirà materia costante nei suoi racconti.
Il Padre che ad Alba è proprietario di un
negozio di macelleria, esercita sul figlio un
fascino particolare; la sua figura è ricordata
in tutta la sua dignità della professione e
con tutta la forza di un Mito in un suo libro
dal titolo Un giorno di fuoco. Nella città
piemontese di Alba, Beppe Fenoglio termina con eccezionale profitto le scuole elementari, ottiene il consenso di frequentare il
Ginnasio e poi il Liceo Classico. Questo
periodo si rileva molto importante ed è una
esperienza fondamentale che sarà rievocata in alcune pagine del suo libro Primavera
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ANNO XXXIII
- LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013
GALLERIA
Destino di Péguy
Più che mai rivolu-zionario,
Péguy capi, sul legno della
croce che non bisogna aspettarsi da una rivoluzione
umana, da sfor-zi soltanto
umani, un cambiamento decisivo. Non è solo l’economicismo ad essere insufficiente. Vi è
tutto l'umanesimo, tutto l'immanentismo che sono colpiti
dalla sterilità. L'unico cambiamento reale è di ordine ontologico, metafisico, religioso.
La rivoluzione sarà l'opera del
Paraclito ο non sarà affatto...
Contro un cristianesimo
disincarnato, Péguy afferma
che la rivoluzione del Vangelo
non può essere reale se non
distrugge realmente i mali e
cambia realmente le strutture
oppressive. Ma contro un
socialismo immanentista, egli
af-ferma anche e dall'inizio che
questa rivoluzione non può
procedere dalla semplice
volontà umana, che essa deve
nascere da Dio. Deve certamente prendere a prestito gli
itinerari della terra, le dure ed
oscure ed ingrate vie umane.
Ma essa non verrà da uomini
soltanto generosi, morali,
altruisti. Ciò che la rivoluzione
evangelica reclama, sono
uomini nuovi, uomini che abbiano superato la prova
pasquale, uomini morti e
resuscitati in Cristo... (dal saggio di Jean Bastaire)
Un immenso arazzo diviso in due parti; nella
prima campeggia la cattedrale di Parigi e si esprime
l'amore di Péguy per la
città dove vive, lavora e
soffre; il secondo momento è invece scandito dall'alta poesia della Presenfazione della Beauce a Notre-Dame di Chartres, e
dalle cinque preghiere nella Cattedrale...
Già all'inizio della Presentazione, in cui il poeta
prega, ma resta sulla strada, contemplando da lontano, ο nell'albergo ο davanti alla Cattedrale, esplode il «canto profondo
dell'anima» e si dimentica
la musica «un po' troppo
parnassiana» dell'addio a
Parigi; e poi l'orchestrazione piena e fascinosa
della preghiera dentro Notre-Dame, segno della sua
resa totale alla Grazia, che
accompagna le confidenze che mettono a nudo il
terreno scosceso del suo
spirito e della sua carne, il
segreto lacerante del suo
cuore, e la pace pienamente riconquistata con
l'aiuto della «Regina delle
paci e dei disarmi».
Notre jeunesse è comunemente posta fra i capolavori della prosa di Péguy. È
una parola difficile questa
nel caso di Péguy, che il
«capolavoro» in realtà non
lo scrisse mai (ed è una delle
ragioni per cui la sua fama
non oltrepassò determinati
ambienti), ma certo essa è
una delle opere sue più
salde, per fedeltà a un tema
centrale e per costanza di
ispirazione. Mentre possiede alcune fra le pagine bellissime di Péguy, va relativamente immune da quelle
dispersioni e quei ristagni
che pesano sovente sulla sua
opera, raggiungendo così una sua completezza, che
permette di presentarla, in
qualche modo, come esemplare....
Bergson da parte sua
riconosceva scrivendo di
Péguy in questi termini:
«Aveva una straordinaria
capacità di andare oltre la
materialità degli esseri, superarla e giungere alla loro
anima. È così ch’egli ha penetrato il mio pensiero più
segreto, come io avrei voluto e non ho saputo esprimerlo ».
www.edilogos.com - [email protected]
di bellezza; inoltre è resa più profonda dall'amicizia con i due professori Leonardo»
Cocito e Pietro Chiodi «rispettivamente
Corradi e Monti nel romanzo citato», per
Fenoglio oltre che ottimi insegnanti sono
maestri di antifascismo.
Si accosta con particolare entusiasmo
alla cultura inglese, impegnandosi sopratutto nella lettura di Shakespeare e di
scritti storici come il periodo Elisabettiano,
il Seicento, Cromwell, per poi appassionarsi alle opere di scrittori come Marlowe,
Hopkins e Browning. Alla radice di questa
propensione esiste un duplice motivo, uno
di carattere generale e uno di carattere
strettamente personale. Il primo è da ricercarsi nel fermento culturale per la sua
scoperta della letteratura inglese e americana, cosa che si verifica in Italia proprio
nel decennio che precede la Seconda
Guerra Mondiale.
Sono questi gli anni delle traduzioni di
Cesare Pavese e dell'opera di divulgazione da parte dei nostri migliori uomini
di cultura; nel 1935 lo scrittore Cecchi pubblica il libro dal titolo Scrittori inglesi e
americani, nel 1941 viene sequestrata la
prima edizione dell'antologia Americana
curata da un altro illustre scrittore, Elio
Vittorini, che in seguito scaturendo una
manifestazione parallela all'opposizione
politica al regime, finiscono in carcere o al
confino.
Beppe Fenoglio, ancora in età adolescenziale, non sente ancora questi stimoli ad un livello cosciente; in lui l'ammirazione per la civiltà anglosassone nasce
da un profondo e istintivo disgusto verso il
Fascismo velleitario e provinciale, che
offre le sue esibizioni più volgari nel costume dell'avanguardismo e delle esercitazioni premilitari. A questa personale adesione contribuisce in maniera esagerata,
un suo disagio nei confronti della lingua
italiana «la madre di tutte le lingue», dovuto all'umile estrazione sociale e alle connesse abitudini linguistiche di Fenoglio;
che all' italiano dei libri preferisce sostituire
un proprio diverso ideale linguistico: l'inglese.
La stagione dell'adolescenza purtroppo
è destinata a chiudersi bruscamente per
tutti i compagni del liceo, molti dei quali
partono nel 1940 per la guerra. Fenoglio
nel frattempo si iscrive alla facoltà di letteratura a Torino sempre nel 1940, ma
rimane molto deluso dall'esperienza universitaria, in quanto si sente a disagio per
la sua balbuzie che lo condiziona deprimendolo; in più è amareggiato perché la
realtà universitaria italiana è troppo lontana dall'atmosfera dei college di Oxford,
luogo in cui dentro di sé sogna di andare.
Fenoglio non conclude gli studi in quanto viene chiamato alle armi nella città di
Roma, dove frequenta il corso per allievi
ufficiali. In quel periodo pur essendo culturalmente di sinistra comincia ad
approvare le letterature e i libri di Gabriele
ANNO XXXIII
- LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013
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BIBLIOTECA
Maria Rosa De Luca
Musica e cultura
urbana nel Settecento
a Catania
Rinascimento
e Antirinascimento
Firenze nella cultura
Marsilio Ficino
Commento
al «Parmenide»
russa fra Otto eNovecento di Platone
A cura di Lucia Tonini
Dalla grandiosa ricostruzione che segue il rovinoso terremoto del 1693 sino ai
bagliori di una fin de siècle illuminista,
musica e cultura urbana interagiscono in
un fitto intreccio di relazioni, narrate qui
sulla base di un approfondito riesame documentario.
Nell’attività dei teatri, nelle feste religiose, negli apparati spettacolari, nella vita
quotidiana delle cappelle ecclesiastiche si
rispecchiano le «scene urbane» di una
città che a fine ’700 conquista a buon titolo
l’appellativo di «grande Catania».
From the reconstruction after the earthquake of 1693 up to the glows of a fin-desiècle Enlightenment, music and urban
culture interact in a web of relations
described here thanks to a thorough documentary reconstruction. The activity of
theatres, the religious festivities, the spectacular apparatus, the everyday life of
chapels reflect the ‘urban scenes’ of a
town that at the end of the XVIIIth century
deserved the name of «great Catania».
Polinnia, volume 25, 2012,
cm 17x24, 474 pp.€ 47.
Il volume propone una riflessione sul rapporto fra cultura russa e civiltà occidentale,
rappresentata da Firenze come «culla del
Rinascimento». Gli autori, italiani e russi,
considerano da molteplici prospettive disciplinari il senso di questo confronto, accentuatosi fra Otto e Novecento. Con» «Antirinascimento» si identifica qui una interpretazione che, negando la centralità dell’uomo,
«demonizza» in qualche modo l’eredità rinascimentale, ed esprime un’alternativa intrinseca alla cultura russa, convivente con una
devozione ammirata che ne fa egualmente
parte.
Premessa, introduzione,
traduzione e note di Francesca
Lazzarin
Prefazione di Alfonso Ingegno
La prima traduzione in lingua italiana del
commento al Parmenide di Ficino (14331499) costituisce uno strumento fondamentale percomprenderne la portata: elemento di snodo all’interno della
tradizione platonica e neoplatonica, il
testo viene progressivamente elucidato
dalla curatrice attraverso l’analisi e la discussione delle fonti che ne hanno ispirato
la stesura. L’ampia introduzione all’opera
offre un panorama articolato del dibattito
The volume offers a reflection on the rela- sulla tradizione del Parmenide e, più in
tionship between Russian and western cul- generale, sulla metafisica ficiniana.
ture, represented by Florence as the ‘cradle
of the Renaissance’. The authors, Italian and
Russian, consider under different perspectives the meaning of this confrontation,
accentuated between XIX and XX century.
The term ‘Anti-Renaissance’ indicates here
the coexistence of a sort of ‘demonizing’interpretation of the Renaissance centrality of
mankind for a Russian alternative, and an
admired devotion for it.
The first Italian translation of Ficino
(1433-1499)’s Parmenide represents a
fundamental instrument to understand the
importance of this text. As an important
junction of the Platonic and Neoplatonic
tradition, this text is gradually illustrated
by the editor through the analysis and discussion of the sources that inspired its
composition. The introduction offers an
Gabinetto Scientifico Letterario articulated overview on the debate about
G.P. Vieusseux. Studi, volume 22, the tradition of Parmenide and, more gen2012, cm 17x24, XIV-236 pp. con erally, on Ficino’s metaphysics.
16 tavv. f.t. € 27.
Immagini della Ragione, vol.
15, 2012, cm 15x21, CLXXVI392 pp., € 35;
EDITRICE OLSCHKI / Novità
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ANNO XXXIII
- LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013
IN PRIMO PIANO
di distanza si reca finalmente a Parigi, raggiunto
poi da Mohammed Sceab,
che muore però suicida
qualche mese dopo. Si
scrive alla facoltà di lettere
della Sorbona e pren-de
alloggio in un alber-ghetto
in rue Des Carmes. Frequenta i maggiori caffè letterari di Parigi e diventa
amico di Apollinaire, al
quale si lega con profondo
affetto.
Malgrado la sua lontananza dall'Italia rimane
comunque in contatto con
il gruppo fiorentino che,
staccatosi dalla «Voce», ha
dato vita alla rivista «Lacerba». Nel 1915 pubblica
proprio su «Lacerba» le
prime liriche. Viene però
richiamato e inviato sul
fronte del Carso e su quello francese dello Champagne. La prima poesia dal
fronte è datata 22 dicembre 1915. Trascorre l'intero
MARSILIO / Novità
anno successivo tra prima linea e retrovie; scrive tutto il Porto Sepolto,
che viene pubblicato da
una tipografia di Udine.
Curatore degli ottanta esemplari è «il gentile
Ettore Serra», giovane tenente. Ungaretti si rivela
poeta rivoluzionario, aprendo la strada all'ermetismo. Le liriche sono
brevi, a volte ridotte ad
una sola preposizione, ed
esprimono forti sentimenti.
Torna a Roma e su
incarico del Ministero
degli Esteri si dedica alla
stesura del bollettino informativo quotidiano. Intanto collabora alle riviste «La Ronda», «Tribuna», «Commerce». La
moglie nel frattempo insegna francese. La difficile condizione economica lo induce a trasferirsi a
Marino nei Castelli Romani. Pubblica a La Spezia una nuova edizione
de L'Allegria; include le
liriche composte tra il
1919 e il 1922 e la prima
parte del «Sentimento del
Tempo». La prefazione è
di Benito Mussolini. La
raccolta segna l'inizio
della sua seconda fase
poetica. Le liriche sono
più lunghe e le parole più
ricercate.
Con il premio del Gondoliere del 1932, assegnato a Venezia, la sua
poesia ha il primo riconoscimento ufficiale.
Si aprono le porte dei
grandi editori. Pubblica
ad esempio con Vallecchi
«Sentimento del Tempo»
(con un saggio di Gargiulo) e dà alle stampe il
volume Quaderno di
traduzioni che comprende testi di Gongora, Blake, Eliot, Rilke, Esenin.
Il Pen Club lo invita a te-
LUIGI CASTIGLIONE
UN CUORE
GRANDE COSÌ
Digressioni verghiane
LUIGI CASTIGLIONE
UN CUORE
GRANDE COSÌ
Digressioni verghiane
LO SCRITTORE CHE NARRA
SE STESSO IN PAGINE
CHE SORPRENDERANNO
contenuti:
UN VESTITO PER LILLI
DON GESUALDO VINCERÀ
LE DONNE CANTO, E L’AMORE
RELIGIOSITÀ DI VERGA
in appendice:
Storie della corrispondenza
più controversa della storia
Le perifrasi di Pirandello
ANNO XXXIII
- LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013
IN PRIMO PIANO
nere una serie di lezioni
in Sud America. In Brasile gli viene assegnata la
cattedra di Lette-ratura
Italiana presso l'Università di San Paolo, che
terrà fino al 1942. Esce
l'edizione compiuta del
«Sentimento del Tempo».
Nel 1937 una prima
tragedia familiare colpisce Ungaretti: muore il
fratello Costantino, per il
quale scrive le liriche Se
tu mio fratello e Tutto ho
perduto, apparse successivamente in francese in
Vie d’un homme.
Da lì a poco, per un
attacco di appendicite
malcurato, muore in Brasile anche il figlio Antonietto, di soli nove anni.
Rientrato in patria è
nominato Accademico
d’Italia e gli viene conferito un insegnamento
universitario a Roma per
‘chiara fama». Mondadori inizia la pubblicazione delle sue opere
sotto il titolo generale
«Vita d'un uomo».
Gli viene consegnato
da Alcide De Gasperi il
premio Roma; escono il
volume di prosa Il povero
nella città e alcuni abbozzi di La Terra Promessa. La rivista «Inventario» pubblica il suo saggio Ragioni di una poesia.
Gli ultimi anni di vita
del poeta sono intensissimi. È eletto presidente
della Comunità europea
degli scrittori e tiene, come visiting professor
presso la Columbia University una serie di lezioni, stringendo fra l’altro amicizia con letterati
e pittori beat del Village
newyorkese.
In occasione degli ottant'anni riceve solenni
onoranze da parte del
governo italiano: a Palazzo Chigi è festeggiato
dal presidente del Consiglio Aldo Moro, e da
Montale e Quasimodo,
con tanti amici attorno.
Escono due edizioni rare: Dialogo, libro accompagnato da una
«combustione» di Burri,
piccola raccolta di poesie d'amore e Morte delle stagioni, illustrata da
Manzù, che raccoglie unite le stagioni della
Terra Promessa, del
Taccuino del Vecchio e
gli ultimi versi fino al
1966.
Viaggia negli Stati Uniti, in Svezia, in Germania. Nel settembre esce il volume mondadoriano che comprende
tutte le poesie, con note,
saggi, apparati delle
varianti, a cura di Leone
Piccioni.
Nella notte tra il 31
dicembre 1969 e il giorno 1 gennaio 1970 scrive
l'ultima poesia L'impietrito e il velluto. Torna negli Stati Uniti per
ricevere un premio all'Università di Oklahoma. A New York si ammala e viene ricoverato
in clinica. Rientra in Italia e si stabilisce per
curarsi a Salsomaggiore.
Muore a Milano nella
notte tra l’1 e il 2 giugno
1970.

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ANNO XXXII
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I nuovi ebooks della Logos
San Bonaventura
Silvio Botero Giraldo
Le sei ali
del serafino
La coppia umana Preghiera
tra idealità e realt e musica
Pagine 126, €10
Pagine 176, €18
Il pensare di Bonaventura è sempre un pensare
«biblico», la sua espressione tende sempre a
riprendere le parole della Scrittura, inserendole
con singolare naturalezza nel contesto del suo
discorso. Ciò però non significa che ci sia mai
in Lui un incriteriato fideismo; anzi, seguendo
la Bibbia egli tende ad assimilare alla vita
dell'Essere, cercando agostinia-namente di
intendete, nella partecipazione della Luce divina, il senso profondo della vita come dono, al
fine di partecipare più intensamente di Dio. In
questo medesimo senso Bonaventura propone
la lettura dell'opuscolo Le sei ali del Serafino.
Sei sono le ali dei Serafini, delle più alte creature angeliche che, secondo Isaia (6,1 ss.), stanno direttamente innanzi a Dio. Bonaventura
intende che come il Serafino ha sei ali, con il
prelato, colui che ha la gravissima responsabilità non solo della sua personale salvezza, ma
anche della vita di coloro che gli sono affidati e
che deve in nome di Dio liberare dal peccato
per renderli operai nella messe divina, debba
avere sei virtù fondamentali. Tali sei virtù sono
: 1) lo zelo della giustizia; 2) la religiosa pietà;
3) la pazienza; 4) una vita esemplare; 5) l'acutezza e la sensatezza nelle diverse situazioni
della vita; 6) la devozione vers o Dio.
L’essenza del sacramento del matrimonio non è l’unione legale tra un uomo
e una donna per una inseparabile comunanza di vita, come finora s’era andato
sostenendo, bensì il reciproco amore tra
i coniugi. Il farsi l’uno carne dell’altro, il
divenire una sola carne, come se fossero un unico essente. E un teologo
gesuita, già negli anni trenta del passato
secolo, l’aveva scritto: « ...quando tra un
uomo e una donna c’è il vincolo dell’amore allora il matrimonio c’è»; e
Giovanni Paolo II, nella sua prima enciclica, l’aveva ribadito: «L’uomo non può
vivere senza amare; la sua vita sarebbe
priva di senso, se non fosse riamato, se
non sperimentasse l’amore». Sicchè il
sacramento finisce quando l’amore
muore... In sostanza è questa la tesi
sostenuta dal Botero che, basandosi
anche su recenti sentenze rotali, non fa
altro in questo suo nuovo magistrale
libro che ripercorrere l’iter del sacramento matrimoniale dal punto di vista storico, morale, giuridico.
Georges Bernanos Léon Bloy
Il Cammino
Nelle tenebre
Introduzione di Vittorio di Giacomo
di Cruz das Almas
Pagine 160, € 16
A cura di L;.Castiglione
Pagine 176, €18
«I proscritti che errano oggi attraverso il mondo,
e che non trovano asilo in nessun luogo, con il
pretesto che il loro passaporto non sia in regola, permettono di ben prevedere i nuovi metodi mediante i
quali sarà nel futuro attuata la lotta per la vita. si può
peccare per azione e per omissione; è ugualmente
facile sterminare con l’azione e con l’omissione.
L’eccessiva ricchezza ha fatto diventar folli le patrie.
La miseria le farà diven- tar feroci. Lo svolgimento
degli effetti e delle cause potrà ormai essere arrestato
soltanto con un altro mira- colo, simile a quello che
fu annunciato, venti secoli fa, da un angelo ad alcuni
pastori. Il fronte della cristianità è stato rotto, non mi
stancherò di scriverlo, la sconfitta delle coscienze è
un fatto smisurato, dalle conseguenze incalcolabili.
nessuno sembra dubitarne, i pastori con- tano le loro
pecore e si rassicurano pensando che il loro numero
non sia diminuito come prevedevano i profeti di sciagure come me... Dico che la solidarietà della cristianità universale di fronte a scandali più grandi,
intollerabili, non è stata mantenuta, i cristiani hanno
agito ciascuno per sé... L’umanità riscattata, resa
partecipe della divinità come c’insegna la liturgia
della messa, è inchiodata alla croce, ma che gliene
importa ai Farisei dal momento che hanno pagato la
decima e rispettato il sabato?»
Ecco la filosofia del Bloy. È la filosofia della
Bibbia, dei mistici, delle anime semplicemente e
profondamente religiose; la filosofia che gravita
intorno ai due fatti fondamentali della storia religiosa dell’ umanità: la Caduta dell’ uomo, esiliato
in terra, il cui metaforico sonno è attraversato
dalle immagini semicancel- late del perduto Eden;
e la Redenzione, monologo divino nella storia
umana, che fa del sublime Crocifisso il centro ed
il lume della vita. Intorno a questi due ele- menti,
si inseriscono motivi di colore mistico, come la
dottrina giovannea del tralcio e della vite, il paolino «Unus estis in Christo» (Gal., 3, 28), cioè degli
uomi- ni membra sostanziali del corpo mistico di
Gesù; mo-tivi di tendenza mistica con sviluppi pratici,
come la dottrina della Comunione dei Santi, chiamante
all’ inte- grale corresponsabilità degli atti umani; motivi
infine schiettamente etici come quello della libertà. La
libertà («questo dono prodigioso, inqualificabile, con
cui ci è dato di vincere il Padre, il Figlio e lo Spirito
Santo, di uccidere il Verbo incar- nato... etc.) è per il
Bloy il dono divino che più di ogni altro conferisce dignità all’uomo, ma al (tem-po stesso il più ter- rificante,
perchè solo in forza della lib- ertà fu possibile crocifiggere il Salvatore — come è possibile ora continuare ad
offende
A.D. Sertillanges
Pagine 126, €10
La preghiera è musicale per natura;
come ogni parola che si esalta, essa va
incontro al canto. «La parola è un suono in
cui è pri-gioniero il canto» dice Grétry. Vi è
prigio-niero come la statua nel marmo, sotto
le mani di Michelangelo; ma per scioglierla
basta un lieve accrescimento di vita, perchè
qui lo scultore è a casa sua.
La parola esprime un pensiero; ed in se
stessa una parola non è una musica; ma a
questo pensiero è sempre legato uno stato
d’animo, un alone di fantasia, un gioco di
fantasmi dalle tendenze dinamiche, di cui
ritmo e melodia sono la legge, per quanto
poco esso si acceleri.
«La musica prolunga gli effetti dell’anima», dice il De arte musicae, attribuito
(del resto a torto) a san Tomaso d’A-quino.
«Il canto è l’espressione eroica della
parola», dice Carlyle.
Charles Péguy
La nostra giovinezza
A cura di Massimo Ubaldi
Pagine 176, € 18
Notre jeunesse è comunemente posta
fra i capolavori della prosa di Péguy. È
una parola difficile questa nel caso di
Péguy, che il «capolavoro» in realtà non
lo scrisse mai (ed è una delle ragioni per
cui la sua fama non oltrepassò determinati ambienti), ma certo essa è una delle
opere sue più salde, per fedeltà a un
tema cen- trale e per costanza di ispirazione. Mentre possiede alcune fra le
pagine bellissime di Péguy, va relativamente immune da quelle dispersioni e
quei ristagni che pesano sovente sulla
sua opera, raggiun- gendo così una sua
completezza, che per- mette di presentarla, in qualche modo, come esemplare....
ANNO XXXIII
- LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013
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IN PRIMO PIANO
UN TEMA ARISTOTELICO NELLA
RIFLESSIONE MODERNA SULL’ARTE
Il piacere
delle immagini
Di seguito l’introduzione di
Paulo Butti De Lima al suo saggio Il piacere delle immagini,
pubblicato da Leo Olschki
Editore.
Nel quarto capitolo della Poetica,
Aristotele riflette sulle origini della poesia. Per parlare della natura della composizione poetica, il filosofo prende ad
esempio non le parole, ma le immagini.
Una lunga tradizione si baserà sulle
osservazioni aristoteliche dovendo indicare il piacere come fine ultimo dell'arte. Parole e immagini possono
trovare nel piacere la loro giustificazione.
La menzione delle immagini ha conferito a queste riflessioni un posto particolare nella tradizione della Poetica in
età moderna. Sono state discusse da
filologi e interpreti del testo, da teorici
della pittura e della poesia, da crìtici e
filosofi. Un'ampia serie di dipinti e di
sculture è stata presentata a illustrazione
del piacere suscitato dalle immagini.
Negli ambienti umanistici, il testo antico
è stato ripreso per la sua capacità di suggerire i parametri per la comprensione
della realtà artistica contemporanea. Le
formulazioni della Poetica vengono
spesso richiamate quando si tratta di
offrire le nuove regole che servono alla
produzione delle opere e che ne guidano
l'apprezzamento. Ancora nel Settecento
si ricorrerà al passo aristotelico per tracciare il confine tra arte e natura, così
come il confine tra le arti.
H riferimento aristotelico alle immagini ha, in questo modo, accompagnato a
lungo il percorso del concetto di mimesis nella riflessione artistica occidentale.
Ad alcuni momenti di questo percorso è
dedicato il presente lavoro. Cercheremo
di osservare, nelle pagine seguenti, gli
esempi che sono stati apportati al testo
della Poetica, a giustificare il rapporto
tra gli uomini e le opere artistiche che
essi creano e osservano.
In questo lavoro un posto particolare
è riservato a Peter Paul Rubens.
Nell'opera dell'artista fiammingo possiamo riscontrare un momento, non più
testuale, nella serie di «letture» moderne
della Poetica. Nel programma artistico e
anche politico di Rubens, i temi della
riflessione umanistica affiorano nei
soggetti pittorici e nelle forme compositive. Sono soggetti e forme scelti a partire da un confronto incessante tra l'antico - il mondo greco-romano - e il moderno - il mondo italiano. Tra emulazione
e superamento, conta non solo la qualità
delle nuove opere, rispetto a modelli
antichi ο recenti, ma anche l'originalità
nella ripresa dell'iconografìa antica. In
questo caso, emerge con forza ilproblema del rapporto tra testo e immagine. In
un gioco sottile, il principio filosofico e
poetico relativo al piacere delle immagini riceve, tra i moderni, una sua «raffigurazione».
***
L'analisi del passo della Poetica in cui
si parla delle immagini, e del piacere ad
esse connesso, occupa le pagine iniziali
di questo lavoro. Non solo a questo trattato, però, rivolgiamo la nostra attenzione: lo statuto delle immagini si afferma in una relazione stretta con i processi
di conoscenza ed è, perciò, tema di discussione anche in altre opere aristoteliche. L'arte e la conoscenza possono
giustificarsi per mezzo del piacere che
procurano, e non per la bellezza di ciò
che ne è oggetto. L'arte può presentarsi
in quanto conoscenza e la conoscenza
stessa può essere spiegata con gli strumenti dell'arte. La realtà pittorica serve
da parametro per la comprensione dell'attività della memoria e dell'intelletto,
oltre che del nostro rapporto con la natura.
Ai «lettori» della Poetica dedichiamo
quindi i capitoli seguenti. La tradizione
e le interpretazioni del testo della
Poetica - e più in particolare, del riferimento al piacere suscitato da immagini
di oggetti in sé non piacevoli, come certi
animali e cadaveri - accompagnano a
Ludovico Antonio
Muratori
CARTEGGI CON
D’ABRAMO...
EVANGELISTA
A cura di Matteo Al
Kalak
Il sedicesimo volume del Carteggio muratoriano con i suoi
oltre ottanta corrispondentioffre
un quadro significativo della
varietà dicontatti intessuti da
Muratori dalla giovinezzsino agli
ultimi giorni di vita. Particolare
riguardo rivestono i carteggi con
i duchi estensi, con il nunzio
pontificio in Spagna Enriquez,
con l’ambasciatore inglese
Davenant, il critico d’arte David,
e con Johann Eckhart, successore di Leibniz ad Hannover.
Non mancano infine testimonianze dei contatti con il mondo
erudito italiano e francofono, e
interessanti sguardi sulla disputa intorno al voto sanguinario.
Centro di studi muratoriani.
Modena. Edizione nazionale
del carteggio muratoriano, vol.
16, 2012, cm 21,5x30,5, 654 pp.
con 8 ill. n.t., € 120,00
Leo S.Olschki Editore
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ANNO XXXIII
- LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013
IN PRIMO PIANO
lungo la riflessione occidentale sull'arte. La
menzione di queste immagini nel trattato
antico è stata oggetto di letture divergenti,
tra il medioevo e l'età moderna, a causa di
una variante testuale di cui le edizioni
recenti del testo non serbano più il ricordo.
Una variante che riguarda la natura concreta delle immagini - ora riferite ad animali
selvaggi, ora ad animali spregevoli - che
sono presentate come esempio del loro
intrinseco piacere, rispetto ad una realtà
allo stesso tempo ricercata e respinta.
Quello, poi, che sembrava solo l'indicazione evidente del piacere che proviamo
per le immagini (e, secondo analogia, per
le parole), diviene, durante l'età moderna, il
serbatoio di letture originali di fatti artistici
nuovi e antichi. Il trattato aristotelico
mostra la sua vitalità nel lavorio
interpretativo che lo riporta alle situazioni più diverse, le quali spingono al limite l'esperienza artistica. Il testo della
Poetica si apre allora al mondo del mostruoso e del demoniaco, del moralmente
riprovevole, del volgare e del disgustoso
(capp. 3 e 4).
Ma la Poetica sembra avere avuto anche
i suoi «pittori», e ad essi si rivolge la parte
successiva di questo saggio. In quale modo
il principio del piacere per le immagini può
rendersi esso stesso «immagine»? Anche
tra i pittori la discussione aristotelica sembra avere avuto il suo richiamo, sia pure
nella sua forma più ampia ο nella sua risonanza attraverso altri autori. Alcuni dipinti,
confrontati direttamente al trattato aristotelico, diventano qui l'oggetto della nostra attenzione. Un'opera, in particolare, di
Rubens, eun'altra, di un anonimo pittore
fiammingo, ci guidano in questa indagine
(capp. 5 e 6). Si tratta di due Teste di
Medusa, un tema antico instancabilmente
ripreso dai moderni. Ma il tema mitologico
viene ora letto a partire da testi diversi, tra
aneddoti biografici e riflessioni poetiche,
vale a dire, tra Vasari e Aristotele. A partire
da elementi iconografici originali presenti
in quelle opere, e inseguendo alcuni
riferimenti letterari e artistici nella
tradizione a cui vengono ricollegate,
possiamo approdare al testo della
Poetica aristotelica, che dalla seconda
metà del Cinquecento occupa, tra gli
umanisti, un posto centrale nella riflessione poetica e artistica. Possiamo quindi collocare quei dipinti all'interno della
tradizione - infine non soltanto testuale
- del riferimento aristotelico alle
immagini, in una resa figurativa del
principio poetico e filosofico (cap. 7).
In una breve appendice a questo capitolo, accenniamo poi ai possibili richiami alla riflessione aristotelica sulla poesia (e sulle immagini) nell'opera di
Rembrandt, spesso considerato dalla
critica in una paradigmatica contrapposizione artistica al suo predecessore
fiammingo e in relazione agli aspetti
morali dei temi iconografici.
Nelle considerazioni finali siamo
portati alle nuove discussioni artistiche
che si affermano durante il Settecento.
È a partire dal riferimento aristotelico
che si discute, allora, sui limiti dell'arte
e che si guarda al mondo del sublime.
Il testo antico, anche quando impropriamente ricordato, sembra anticipare
temi chiavi della discussione all'origine
della riflessione artistica contemporanea.
***
Può la sequenza di esempi suggeriti
dalla Poetica dirci qualcosa sulla natura
dell'arte in quanto mimesisì La
tradizione testuale e interpretativa dell'opera antica non ci conduce, di fatto,
attraverso la storia della riflessione sull'arte in quanto rappresentazione?
Sarebbe certamente impossibile riproporre oggi i percorsi d'indagine che
sono stati seguiti in lavori classici, a
incominciare da quello di Erwin
Panofsky, che hanno rivelato le forme
mai semplici della interpretazione
artistica nella ripresa dei temi della
poetica greca antica. L'arte che rappresenta ciò che è nella natura e l'arte che
cerca di cogliere la forma ideale dell'oggetto rappresentato sono, al tempo
stesso, principi interpretativi contrapposti e intrecciati, sui quali ha giocato
una lunga tradizione di riflessione e di
creazione artistica: fino a quando (o
sempre che) l'arte è stata considerata
dal punto di vista della rappresentazione. Ma è proprio nel momento in
cui la mimesis sembra caratterizzarsi
come immediata apprensione del
«reale», tale come lo cogliamo con i
nostri sensi - così si è potuto leggere il
passo aristotelico riferito alle origini
della poesia -, in altre parole, nel
momento apparentemente meno elaborato, che possi
mo intravedere le
forme sempre nuove e vive di cui si
compone la tradizione dei testi antici.
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA RICEVE
IL DIRETTORE DELLA SALERNO, ENRICO MALATO
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha ricevuto nel pomeriggio al Palazzo del Quirinale, il Presidente del
Centro Pio Rajna e della "Salerno Editrice S.r.l.", Enrico
Malato, che gli ha consegnato il primo esemplare dell'edizione riprodotta del "Breviario Grimani", realizzata con il
patrocinio e il contributo della Regione Veneto.
Erano presenti all'incontro il Direttore generale per le biblioteche, gli istituti di cultura e il diritto d'autore del Ministero
per i beni e le attività culturali, Maurizio Fallace, e il Direttore
della sede di Roma della Regione Veneto, Marco Paolo
Mantile.
ANNO XXXIII
- LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013
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IN PRIMO PIANO
CATALOGO DELL’OMONIMA MOSTRA
Dante poeta
e italiano
L
'opera. Catalogo della Mostra
aperta al pubblico dal 21 giugno al 31 luglio 2011 presso
Palazzo Incontro - nel cuore della
Capitale, in via dei Prefetti 22. La
Mostra Dante poetae italiano; legato
con amore in un volume» espone manoscritti, antiche stampe, volumi illustrati,
quadri e sculture provenienti dalla
collezione privata dell’imprenditore
torinese, appassionato dantista, Livio
Ambrogio. Promossa dalla Provincia di
Roma- Progetto Abc, la mostra, ideata
dalla Casa di Dante in Roma e dal
Centro Pio Rajna - - Centro di studi per
la ricerca letteraria, linguistica e filologica, è stata organizzata in collaborazione
con Civitas e con la Libreria antiquaria
Philobiblon Il Catalogo è pubblicato
dallaSalerno Editrice.
. Frutto di trent’anni di passione per i
libri e i cimeli danteschi, la collezione
spazia su ben sette secoli di tradizione,
manoscritta e a stampa, delle opere di
Dante Alighieri e, formata da più di
mille volumi, costituisce oggi la raccolta
dantesca più vasta e importante di proprietà di un collezionista privato. La
collezione accoglie una significativa
campionatura della tradizione manoscritta, rappresentata da una serie di
codici e frammenti della Commedia,
membranacei e cartacei, risalenti al XIV
e al XV secolo.
Sono inoltre presenti tredici edizioni
incunabole tra le quali – oltre al
Lattanzio impresso a Roma dai prototipografi Sweynheim e Pannartz nel 1468,
che contiene la prima citazione tratta
dalla Commedia mai apparsa in un testo
a stampa – figurano la rarissima princeps del poema stampata a Foligno da
Johann Neumeister nel 1472 e l’ancor
più rara seconda edizione, impressa a
Mantova sempre nel 1472. Seguono –
per ricordare le più importanti – la stampa veneziana uscita dai torchi di
Vindelino da Spira nel 1477 in un esemplare annotato dal letterato e accademi-
co fiorentino Vincenzo Buonanni, quella milanese del 1478, il Dante fiorentino
di
Lorenzo della Magna del 1481, con il
commento di Cristoforo Landino,
quelle, sempre veneziane, di Ottaviano
Scoto del 1484, di Bernardino Benali e
Matteo Capocasa del 1491, di Pietro
Piasi sempre del 1491, di Pietro
Quarenghi del 1497. Tra gli incunaboli
va infine ricordata anche la prima edizione del Convivio impressa a Firenze
da Francesco Bonaccorsi nel 1490.
La Raccolta include inoltre tutte le
edizioni della Commedia stampate
durante il XVI secolo, a partire dal celebre volumetto in-8° piccolo della
Divina Commedia del 1502 stampato
da Aldo Manuzio per le cure di Pietro
Bembo, con il titolo Le terze rime di
Dante, e dalla sua coeva contraffazione
lionese risalente al 1502-1503 circa. Si
passa poi alla seconda edizione del
poema stampata dallo stesso Aldo nel
1515 e al Dante col sito e forma
dell’Inferno impresso a Venezia da
Paganino
Paganini intorno al 1515: presente in
un esemplare d’eccezione, trattandosi
dell’unica copia conosciuta impressa su
pergamena. Tra le altre edizioni è pre-
sente anche quella importantissima pubblicata dall’Accademia della Crusca nel
1595, la prima con varianti testuali, in un
prezioso esemplare con dedica della stessa Accademia a Bastiano de’ Rossi. Oltre
alle sole tre edizioni stampate nel corso
del Seicento, sono presenti le stampe più
importanti e pregevoli del Settecento e
dell’Ottocento, tra le quali vanno ricordate quella uscita dai torchi veneziani di
Antonio Zatta tra il 1757 e il 1758 – in
una straordinaria copia su carta azzurra e
un’altra con le tavole tirate a più colori –
, quella di Bodoni del 1795, per giungere,
passando attraverso una significativa
serie di volumi del XIX secolo, alla
Commedia illustrata da John Flaxman, a
quella contenente i disegni di Gustavo
Doré, ai capolavori tipografici prodotti
dalla Stamperia di Tallone.
Tra le testimonianze più recenti, che
attestano l’ intramontabile fortuna e l’attualità sempre viva del capolavoro dantesco, si ricordano inoltre il manoscritto
autografo del saggio La última sonrisa de
Beatriz del celebre scrittore e poeta
argentino Jorge Luis Borges, risalente al
1948 ca., poi incluso nel volume Nove
saggi danteschi del 1982, e l’autografo –
seguito dalla relativa edizione a stampa –
della Lettera a Dante di Roberto Benigni
del 2007. L’esposizione è completata da
una serie di quadri, sculture, cimeli vari e
manifesti antichi dedicati al grande poeta
fiorenti
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ANNO XXXIII
- LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013
IN PRIMO PIANO
La «trilogia dell’effimero»
di Luigi Castiglione
Luigi Castiglione
Clinton, le pene
Luigi Castiglione
Diana, la favola
Luigi Castiglione
Il Piccolo dittatore
(Clonare Starr)
(In nome di Sua Maestà)
(Berlusconi, atto primo)
Pagine 254, € 18
Pagine 256, € 18
Pagine 290, € 23
Romanzo o storia romanzata,
affabulazione, oppure semplice
«divertissement»?
Forse una favola in cui, come
l’autore scrive, «l'ironia, il sarcasmo, il dileggio, il sogghigno,
il cachinno, lo sberleffo, lo scherno, la derisione, l’irrisione, la
parodia, la risata non son che
l’altra faccia della tristezza» in
un mondo in cui «si vive tra
vigliacchi e lestofanti, tra venduti e depravati, perversi e pervertiti, infetti ed appestati...»
Cos'è alla fin fine una favola se non
una narrazione in cui parlano ed operano anche animali ed esseri inanimati
ed immaginari sempre (fate, gnomi,
streghe ed alberi, serpenti e rane e
fiori...) con lo scopo di trarne una
morale, ο la rappresentazione scenica,
oppure l'intreccio d'un dramma ο d'un
poema, e l'illusione altresì, il dramma
creato dalla vita? È la favola di queste
pagine, che non configurano una
biografia, ma soltanto brandelli di
carne d'una vita che, volendo viversi in
tutte le implicanze, non lo fu che nell'immagine falsata e latente, fugace,
nell'apparenza ingannevole, nel rincorrere l'effimero, l'inconsistenza, la futilità, la debilità dell'essere, ove il nulla
profonde ha le radici...
La triste, breve favola in cui una
principessa si muove e muore, nel
dramma d'una vita, tra fiori e rose, tra i
fiori e le rose, e tra le spine...
« ...in quello che doveva essere il
periodo di transizione al bipolarismo
alternativo, si son moltiplicati i partiti
trasversali, i partiti strumentali, i partiti
estraparlamentari (dei magistrati, dei
giornalisti, degli azzeccagarbugli, degli
intellettualoidi, degli imbecilli, degli infami...)
Son in verità caduti falci, martelli,
rose, garofani, biancofiori, querce ed
altro, ma son nati ulivi e margherite e
persino asinelli, e spine, rovi, tanti...
Sicché l’acheronteo tragittatore e dantesco, nella fossa i felini se l’è infine
ritrovati d’ogni parte convenuti...
Come perciò non credere nei vichiani
«corsi e ricorsi storici»? Quel che successe allora contro quest’uomo passionale, coerente, quest’uomo forte, sta
succedendo anche oggi: lo stesso identico copione! Gli stessi cani politici, gli
stessi pupazzi, le stesse marionette (con
altra maschera) aizzati contro il
Governo, e il suo Presidente, qualsiasi
cosa faccia, qualsiasi cosa dica! Gli
stessi scioperi «manovrati»... Le stesse
sceneggiate televisive (uno pro, un altro
contro...)
Chi ne tiene i fili è sempre lo stesso
Puparo internazionale (la preminenza
delle privatizzazioni, il culto del «massimo profitto», la dittatura del mercato...)
Fino all’abuso di potere, alla soppressione dei diritti umani a scopo di rapina
politica, fino all’omicidio... (da «I colori
della tristezza», presentazione...)
www.edilogos.com: leggi in LEGGERE
(Sommario) la voce Luigi Castiglione
[email protected]
ANNO XXXIII
- LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013
29
IN PRIMO PIANO
LOGOS / OFFERTA
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La Logos offre eccezionalmente
il «Codice di diritto canonico»
a € 13 anziché a € 26*
Le condizioni di vendita restano quelle usuali
con pagamento anticipato mediante
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DI DIRITTO
CANONICO
Testo italiano con le «Interpretzioni autentiche»;
le «Delibere» della Cei; ampio «Indice analitico»...
Beneplacito della Conferenza episcopale italiana
A cura di Luigi Castiglione
Pagine 448, € 26 / 13
«quest’edizione italiana del Codice di diritto canonico presenta alcune caratteristiche che ci piace mettere in risalto [...] La versione italiana curata da Luigi
Castiglione, è nuova, non solo perché diversa da quella corrente dell’Ueci, ma
anche perché condotta con criteri più moderni (per esempio, uno tra centinaia,
«potestas» è resa con «potere» e non con «podestà» [...] Per tutte queste caratteristiche positive [...] essa merita la più ampia diffusione e utilizzazione da parte
degli interessati, che dovrebbero essere più i pastori che i canonisti della Chiesa
(E.M. Lisi, «La Scala»).
edizioni
logos
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ANNO XXXIII
- LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013
IN PRIMO PIANO
indice/sommario
Novità / eBooks Logos
LUIGI CASTIGLIONE
L'ONOREVOLE
MAMMONA
I - LE RANE DEI PANTANI
L'imperialismo del denaro - Le «porcherie» di Prodi Casini odia la Sicilia - Una città armoniosa - Le rane dei
pantani - Restaurare lo Stato
L’ONOREVOLE
MAMMONA
Appunti di fenomenologia politica
II - LA PUTREFAZIONE DEMOCRISTIANA
In attesa del Divino - Il «lattaio» dei politici - La poltrona
con la colla - Un’ondata di sdegno - Fuori dalla palude
III - IL PAOLINO PANTAGRUELICO
Monti, capitano di lungo corso - Il ritorno del borghesismo
- I ricchi disonesti, questi criminali (Bloy) - Democrazia fallimentare - I «sesterzi» berlusconiani e i chierici gerarchi
IV - L'ONOREVOLE MAMMONA (Un "panegirico")
L'irruzione del Divino - L'ingenerato - L'ammmazza vomito
- L'onore di un popolo - I miserabili, i vinti… - La verità è di
Craxi - Due Giorgio Napolitano - Le multinazionali del mammonismo
V - IL PENE DI BERLUSCONI
Monti non è quello che sembra - Il generale Parvenza Una profittevole corruzione - Una soluzione esemplare
VI - L'ANIMA DEL DIAVOLO
Un velo d'ipocrisia - Oltre sedicimilioni… - Un'introvabile
livella - La rottura dei fondelli - Il marcio dei partiti - Il pubblico accusatore
EDIZIONI LOGOS
VII - UN NEW DEAL ITALIANO
Ridare dignità alla politica - Un new deal italiano - Le ali
dei Serafini
IX - I LAGER DEL DIVINO
I vent'anni di «Mani pulite» - Il Divino vent'anni dopo Quando regnava Cossiga - Il pool di «Mani pulite» - Ricordi
che non bruciano - L'omertà sacramentalizzata Magistratura inquisitoriale - Una «primavera giudiziaria» La tangentocrazia secondo Intini - Reato di porcata - «S’è
ucciso un deputato» - La gioia dei comunisti - San Tonino
decollato
X - IL GOVERNO DEI BORGHESI
Il «ressourcement» politico - Le dittature del denaro Scapitalizzare non liberalizzare - L'errore del presidente
Napolitano - Un'ignobile offesa ai vinti, i poveri - Lo scandalo in cifre - Il potere ubriaca - Breve iter del borghesismo La miseria esiste (Rops)
Panegirico. L’onorevole Mammona
crede di essere l’onorevole Iddio.
A lui vano fatte tutte le genuflessioni, tutti i baciamano, tutte le riverenze; a lui tutte le laudi, tutte gli ossequi,
tutti gl’inchini, «i miei rispetti, eccellenza» di qua, «baciamo le mani,
signor ministro» di là... (dal cap. IV)
Il ritornello (o leitmotiv):
APPENDICE
LA SCURE DI LEVI
Abolire, sopprimere… - Nelle tenebre
Mammona, l’infame e il
borghese son la stessa
persona
ANNO XXXIII
- LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013
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IN PRIMO PIANO
I
SCRITTI DI
GIOVANNI PAOLO II
con i commenti di specialisti
Collana : Biblioteca 6versale cristiana [40]
rimonio
Catechesi sul matrimonio
GIOVANNI PAOLO
GIOVANNI PAOLO II Testi
delle «catechesi» con i
II Testi delle «catecommenti originali di S.
chesi» con i comCipriani, P.G. Pesce, G. Concetti, S.
menti originali di S. Riva A cura di Gino Concetti Pagine
Cipriani, P.G.
240, € 18 Biblioteca universale crisPesce, G. Concetti, S. Riva A tiana [40
Catechesi sul mat-
Catechesi sulla sessualità
GIOVANNI PAOLO II
Catechesi sulla sessualità
Testi delle "catechesi" con i
commenti di Cipriani, Concetti, Marinelli,
Mercatali, Nobile, Pesce A cura di Gino
Concetti Pagine 240, € 19 Biblioteca
universale cristiana [59]
cura di Gino Concetti Pagine
240, € 18. Biblioteca universale cristiana [40]
Centesimus annus
GIOVANNI PAOLO
II - Saggio introduttivo di Amintore
Fanfani
Pagine 272, € 20 - Ecclesia
[11]
Dio, ricco di misericordia
GIOVANNI PAOLO II Dio, ricco
di misericordia Testo dell’enciclica con i commenti di
Bogliolo, Concetti, Del Noce, Galot,
Manzini, Mariani, Sisti, Spiazzi, Virgulin,
Toniolo A cura di Gino Conccetti Pagine
208, € 18 Biblioteca universale cristiana
[51]
GIOVANNI PAOLO II
I laici fedeli di Cristo
Testo integrale dell’omonima «Esortazione
apostolica» sulla
vocazione e la missione
dei laici nella Chiesa e
nel mondo con i commenti di Acquaviva,
Bergamo, Camisasca, Cananzi,
sale cristiana
Vivere l’affidamento a –
Maria Testo dell’«Atto di
affidamento a Maria», di
Giovanni Paolo II con i
commenti di Ambrosanio,
Bertetto, Betti, Bossard, Castellano,
Ciappi, De Fiores, Di Rovasenda,
Franzi, Galot, Maggiolini, Meo,
Michaud, Moreira, Neves, Ols, Rum,
Schmidt, Soll Presentazione di
Domenico Bertetto Pagine 136, € 12
Biblioteca universale cristiana [48]
Il Redentore dell'uomo
GIOVANNI PAOLO II Il
Redentore dell’uomo Testo
dell’omonima enciclica con i
commenti di E. Baragli, A.
Del Noce, C. Fabro, J. Galot,
D. Grasso, B. Sorge A cura
di Antonio Ugenti Pagine
160, € 16 Biblioteca univer[30]
Vita di Cristo
GIOVANNI PAOLO II Vita di
Cristo Prefazione di Luigi
Negri Pagine 224, € 18
Biblioteca universale cristiana
[69]
ediozini
logos
Il lavoro umano
GIOVANNI PAOLO II
Illavoro umano Testo dell’enciclica con i commenti
diAcquaviva, Anselmi, Ardigò, Anzani,
Anzani Colombo, Baget Bozzo,
Barbiellini Amidei, Bartoli, Benvenuto,
Biffi, Bocca, Borgomeo, Borroni, Brezzi,
Caniglia, Ciancaglini, E. Colombo, V.
Colombo, De Rita, De Rosa, G. De
Rosa, Fanfani, Foschi, Gorresio, Intini,
La dignità della donna
GIOVANNI PAOLO II La
dignità della donna Testo
integrale dell’omonima
Lettera apostolica con i
commenti di Arias, Baget
Bozzo, Cappiello, Cavallaro,
Del Riso, Di Nola,
Dominijanni, Fabbretti, Fumagalli,
Carulli, Gennari, Gentiloni, Glendon,
Il valore salvifico della sofferenza
GIOVANNI PAOLO II Il valore salvifico della sofferenza Testo dell’omonima «Lettera apostolica» con i commenti di Alvárez, Betti,
Cipriani,Del Zotto, Ferraro, Galot,
Mariani, Penna, Zavalloni A cura di
Vittorio Leonzio Pagine 120, € 13
Biblioteca universale cristiana [54]
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ANNO XXXIII
- LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013
IN PRIMO PIANO
IL BORGhESE, L’INFAME E MAMMONA SON LA STESSA PERSONAIl
novità / eBooks Logos
Il borghese visto
da Giuliotti e Papini
Il borghese visto da Giuliotti e Papini, i due
compilatori antropofagi del Dizionario dell’Omo
selvatico:
«I due compilatori antropofagi di questo facinoroso dizionario lo aspettavano al varco da lungo tempo con impazienza e tremore.
Bor-ghe-se.
Ecco le tre sillabe eterne con le quali è formato il nome
dell' Innominabile, dell' Inguardabile, dell' Inavvicinabile,
dell'Onnin-fettante, del Polipesti-enté, dell'assoluta Bestia
Trionfante, dell' implacabile nemico non sterminabile di
Colui che è.
Egli (questo spaventevole Leviatano delle concimaie) ha
scoronato i re, ha deriso i sacerdoti, ha meccanizzato i guerrieri, ha falsificato gli eroi, ha corrotto i giudici, ha risuscitato la schiavitù, ha disonoratola libertà, ha surrogato il siole
con la luce elettrica, ha sorpassato i campanili con le ciminiere, i santi con i banchieri, i poeti con gli chauf-feurs, le
cattedrali con le condutture delle sue latrine ; egli ha sostituito alla Chiesa il Cinematografo, alla famiglia il postribolo, alla madre la ruffiana, alla sposa la cocotte, alla vergine
«la signorina», all'artigiano il proletario, al palazzo « il villino », al convento la caserma, all'Ostia Consacrata lo chèque, al Vangelo l'Amisi.
Egli è il Dio dal cappello a cencio, il Pontefice della
menzogna, il Monarca dei salami, il Dittatore della benzina, il Professore dell'ignominia, il Dottore della
bestemmia, l'Astronomo del bacillo, il Persecutore del
Povero, il Profanatore dell' infanzia, il Poeta dell' indigestione, l'Avvocato del Diavolo, l'Angelo dell'aeroplano, il
Filosofo dell'intestino, l'Ingegnere dell'inferno.
Scaltro e imbecille, audace e vigliacco, profumato e puzzolente, ipocrita e cinico, padrone e servo, miscredente e
superstizioso, sanguinario e sentimentale, volatile e quadrupede, ha invaso, infettato, imbruttito' e deformato . tutta
la terra.
La Rivoluzione Francese è una sua evacuazione emorroidale ; la Guerra Europea è un sacrificio sanguinoso che 1 ha
voluto offrire a sé stesso ; la Rivoluzione Russa, sebbene la
rifiuti, è una dell'ultime macellerie che ha aperto.
Il liberalismo, l'anticlericalismo, il bolscevismo, sono
altrettante sue feci, dal colore diverso, ma dall'identico
fetore.
L"aristocrazia e la plebe sono state inghiottite da LUT;
Tutto, inabissandosi nel suo incommensurabile ventre,
vi si disfa e putrefà.
Egli, avendo oramai conquistato tutta la terra, non è più
estirpabile, con mezzi umani.
Ma quando l'infetto fumo della sua abominazione incomincerà ad asfissiare le Gerarchie Angeliche, allora Cristo
ridiscenderà; e allora soltanto l'innominabile mostro in
amore, avviticchiato libidinosamente sui due emisferi, verrà
scagliato nell'abisso che, sebbene l'aspetti da venti secoli,
arretrerà inorridendo»
Dal libro di Luigi Castiglione, L’onorevole
Mammona
LUIGI CASTIGLIONE
SATANIA
Mistero profano in tre tempi
ed un antefatto
I tempi
Il viaggio
L’intervista
Il ritorno
Non un romanzo di struttura tradizionale, né un mistero del siglo de oro, gli
autos sacramentales, nulla avendo di
sacro, né un mistery fiction o mystery
novel, del genere del romanzo gotico o
del fantasy, e nemmeno un pulp dello
scorso secolo privo essendo di giallo,
tranne lo zolfo con cui è lastricata la piazza dell’inferno, con l’ambizione tuttavia
ben visibile di fondere tutt’insieme tutte
le forme di espressione drammatica, dal
linguaggio al coro, dal comico al tragtico,
dal patetico al poetico, dal monologo al
coro, alla farsa ...
ANNO XXXIII - LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013
33
IN PRIMO PIANO
UN NUOVO SAGGIO DI CASTIGLIONE
I ditirambi
di Mammona
A
nche L’onorevole Mammona,
il re-cente saggio di Luigi
Castiglione, si potrebbe considerare un divertissement, se l’aria nella
quale si muove non fosse tristemente
lurida, puzzosa, triste, pur se trattata con
ironia, sarcasmo e dileggio.
«Forse, scrive, l’inizio di una nuova
trilogia, la “trilogia della vegogna”.
S’inizia scherzando e si finisce ridendo,
onde forse evitare il pianto di fronte a
delitti contro il povero, i miserabili i
vinti, a tradimenti, vigliaccherie, spergiuri,
Già nel primo capitolo si scaglia contro le ideologie che «hanno rotto tutti gli
argini camuffandosi l’una nell’altra,
l’una con l’altra, l’una dell’altra, la concorrenza, il borghesismo cattolico/capitalisticheggiante, comunista e liberale, il
borghesismo comunista, il borghesismo
socialistico, il borghesismo qualunquistico al potere e via dicendo, nei paesi
europei è così feroce che, per raggranellare più denaro possibile, i borghesi, i
ricchi governanti non fann’altro che tartassare con tasse, balzelli, tributi i lavoratori più umili, quelli che reggono la
vita e la vitalità della nazione».
Ma ciò che distingue questa saggio
dai precedenti ad esempio della «Trilogia dell’effimero», sono quei ditirambi
rincorrentesi da un capitolo all’altro,
quella specie di canti corali che sembrano declamati, pianti, danzati da moltiduni disperate, dileggiatie, calpestate
sotto lo stivale dei richi borghesi che le
governano.
E già nel primo capitolo, «Le rane dei
pantani», possiamo leggere:«Perciò, qui
si parla di sporcizie e di porcume, di porcelli. Qui si parla di rei, qui si parla di
reati e di peccati. Qui si parla d’economia e di sociologia, qui si parla di filosofia e di politica, qui si parla di storia e di
borghesia, qui si parla di bosses e di leaders, qui si parla di santità e di malaffare, qui si parla di povertà e di ricchezza,
qui si parla di pornogiornalisti e di por
nomagistrati, qui si parla di massoni e d’illuminati, qui si parla di cosacchi e di poeti,
qui si parla di liberalismo e di mammonismo...»
E vede la sinistra di Bersani «composta
soprattutto da ex comunisti e disertori
democristiani ed apostati, da tutt’una folla
di fuorusciti da altri partiti, transfughi, traditori e vigliacchi, ipocriti e finti convertiti, la cui politica, se così possiamo chiamarla, è stata, ed è, quella delle gogoliane
«anime morte» (con qualche eccezione),
sommersa da lotte intestine... risorgerà?
risorgerà forse con le prossime elezioni
legislative, forse, forse...»
Mentre «il centro di Casini, Buttiglione
Cesa e compagni, i cosiddetti democristiani girovaghi, [...] anche loro con altri residui d’un partito che hanno annullato invece di raffozzarlo, in-vece di riaggregarsi,
nel segno della dottrina sociale cristiana,
che avrebbe dovuto essere la loro ragion
d’essere, esserne l’anima, la linfa, e non un
pretesto, una parvenza, un’apparenza, –
hanno preferito l’albero di fico come colui
che s’accontentò di trenta denari...»
E nel secondo capito, La putrefazione
de-mocristiana, continu senza perifrasi,
ciconlocuzioni: «La verità sta nel fatto che
la diaspora democristiana è una delle principali cause, è la principale causa del fallimento dello Stato italiano. La causa del
fallimento dell’odierna fase della Repubblica italiana. I democristiani, o gli ex
democristiani, con le loro indecisioni, con
i loro conflitti, le loro beghe correntizie,
con i loro furti, con la loro corruzione, con
il loro peccato di apostasia, con i loro peccati di danarite, con i loro peccati di adulterio, di superbia, di avarizia, con la loro
avidità di potere hanno in ciò una grande
responsbilità. La più grande responsabilità.
E proprio perché cristiani, o sedicenti tali.I
democristiani più degli altri proprio perché
(demo)cristiani. Gli altri non peccano, ma
delinquono. Loro, i cristiani, proprio perché cristiani, peccano e delinquono...
Avevano da insegnare agli altri, e molto, e
invece sono diventati gli
asini da soma degli altri che non sanno
nemmeno cavalcar bene cadendo facilmente di sella...»
E con la sua intenza esperienza e frequentazioni di monsignori genere bernanosiano, politici e magistrati, mai cercati, ma loro chiamato..., il Castiglione
oggi può permettersi di rilevare come
«oggi, oggi nessun “grande”, nessun
Casini, nessun Fini, Buttiglione,
Franceschini... Bersani, i grandi «vecchi» superstiti (De Mita, D’A-ema,
Prodi, Napo-litano...), nessuno di questi
leaders, di questi “politici”, nessuno di
questi capi, nessuno di questi bosses s’è
accorto che lo Stato italiano era già in
via di fallimento mentre loro incassavano stipendi d’oro, ed ora stesso, ora e
non ora, ossia negli anni o decenni ultimi, nessuno ha rilevato, notato, che lo
Stato italiano stava fallendo (per loro
colpa), che era fallito, che lo Stato italiano è fallito per opera loro, che
aumentavano persino gli stipendi ai
managers portaborse e portavoti, per
loro opera o per loro omissione, creando
di recente, ossia negli anni penultimi, il
termine «crisi» che non è ciò che si dice
e di cui continuamente ancora parlano e
i pappagalli ripetono, ma un paravento
per coprire, per coprirsi, nascondensi,
dietro la parola scagliata come una freccia rovente, per camuffare e mascherare
come in un perdurante carnevale, per
deviare gli allocchi, per sviare, e che
mai d’altronde c’è stata, rallegrandosi
(pretestuosamente) che sia colpa e non
sia colpa dell’introduzione della moneta
unica, che l’euro sia stato un inganno,
che da noi in fondo si è come in tutta
l’Unione europea (mal comune mezzo
gaudio)...Soltanto che qui, da noi, il
gaudio non è (stato) mezzo, è stato, ed è
totale, continuo, esultante, permanente... Con l’affermarsi di Mammona che
stava lì, dietro l’angolo, in agguato,
quaerens quem devoret... E tutti li ha
divorati, tutti, o quasi, perché le eccezioni (anche eccellenti) ci sono sem-
34
ANNO XXXIII - LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013
IN PRIMO PIANO
pre... E di fatti si fanno i nomi e si dànno
le cifre, s’additano le voragini che
hanno inghiottito tutto e tutti...
Difficile riassumere in poche pagine
la pluralità dei temi affrontati dal saggio
del Castiglione che vanno dalla danarite,
malattia estremamente perniciosa e contagfiosa, al mammonismo inazionale
nitn spe e irnazionazionale, Mammona
avendo invasatoparlamentari, mburocrati e managers: «Mammona è l’uomo
più depravato del mondo, il più triviale, il
più turpe, il più ignobile, il più grottesco, il
più infame... egli pensa di essere onnipotente, ma è semplicemente uno strafottente,
vittima della sua stessa potenza... non ha
spina dorsale, ma una lisca di pesce che lo
sorregge, e finirà col mordersi la coda
come qualsiasi benpensante...»
I personaggi sulla Scena.
Fini? «Fini, traditi i suoi dopo le ghirlande di elegi deposti sulla tomba di
Mussolini, l’ha imitato pretendendo la la
terza poltrona come presidente della
Camera dei deputati, arrotondandosi
d’un bel pochetto la faccetta nera,
comunque scura,»
Resta comunque la terza persona
della trinità che, nella cattolica religione
ed apostolica romana, è l’amore che
spira tra il Presidente della repubblica
(la prima persona dello Stato, anzi il
primo cittadino, mentre prima era se non
il primo, tra i primi «compagni»
d’Italia), creatore dell’attuale governo
che s'è scelto in Monti un primo ministro cattolico e il Presidente del Senato,
che si scioglie in amore quando parlano
della sua terra...
[Il Presidente della «quarta camera»,
che Vespa si vanta di essere la sua onorevole trasmissione, non vale nulla,
ossia, lui, vale moltissimo, vale i miliardi che prende dallo stato, e non spende
neppure una lire per farsi sbutterare la
faccia, almeno, tirchio com’è, però... ]
Monti? «Monti, il nuovo presidente, è
un gran signore, l’incarnazione sulla
terra dell’economia politica. Non è un
economista politico. È l’economia politica. Non ha un partito politico. È i partiti politici. Personaggio etereo, evanescente, inconsistente (in senso filosofico, metafisico)... Non poteva esser scelto, prescelto, in questo momento, un
miglior Presidente dei ministri di questa,
questa e non un’altra, repubblica...
Cattolico e massone (come s’è scoperto
di recente) lo è e, perdio! ricchissimo poi,
ricchissimo pure lo è, e sensibilissimo
anche, corre dove ci sono poveri da sfamare, senzatetto cui dare una casa, malati ai
quali fornire medici e medicine, si direbbe
che siasi trasformato in un padre Teresio di
Calcutta, tutto a spese dello Stato, però,
com’è giusto, il suo portafoglio fattoselo
ben cucire...
Bossi, invece! Bossi ci fa ridere ogni
volta che parla, un buonomo che chiama
Berlusconi «mezzacalzetta», che tiene i
fucili pronti, che fa tutti fuori, e che è d’altronde il plurale di bos, che in americano
suona bosses, il che è tutto dire...
Meglio, dunque, ripartire da lui, suggerisce «il Paolino» di «famiglia cristiana», il ricchissimo settimanale degli
angioletti di don Alberione, meglio
Monti che altri, meglio un grande economista ricchissimo, che un grande politico povero, che potrebbe farsi vincere
dalla tentazione del denaro, di rubacchiare...»
«Un cattolico con una visione rigorosamente laica della politica»? Laica, sì,
laica, ossia laicistica, profondamente laicistica, assolutamente laicistica, esclusivamente laicistica! Ma si rende conto il
Paolino della sragionevolezza della sua
affermazione? Un cattolico con un veder
laicistico non è un laico cristiano! Un
laico cattolico con una visione laicistica
della politica non è un laico fedele di
Cristo, un christifidelis, non è il laico il
cui profilo autentico è in quella lettera
inviata ai cristiani da quel granduomo di
papa Wojtyla?
Ma la causa principale è d'ordine spiriuale: «Nel suo principio essenziale
questa forma, quest'ideale di vita comune che si chiama democrazia deriva dall'ispirazione evangelica, senza la quale
non può sussistere: ed in virtù della cieca
logica dei conflitti storici e dei meccanismi della memoria sociale, che non ha
nessun rapporto con la logica del pensiero, si sono viste le forze direttive delle
democrazie moderne rinnegare, per tutto
un secolo, il Vangelo e il cristianesimo,
in nome della libertà umana, e le forze
direttive degli strati sociali cristiani combattere, per tutto un secolo, le aspirazioni
democratiche in nome della religione.
La borghesia benpensante annientò nel
contempo quel movimento e quella fiamma: e la potenza sociale della religione
agì̀ a favore della borghesia, come aveva
prima agito a favore della politica del
trono e dell'altare»?
Sicché, «un governo di «tecnici», ossia
non rappresentativo, è solo un passatempo. Un tempo perso. Un rinviare la soluzione, un’abietta tergiversazione. Un
aborto di governo. Un governo che è
un’offesa ai poveri. Un governo sbagliato. Un governo che non risolve nulla. Un
governo in attesa che gli taglino le
gambe. Un governo antidemocratico. Un
governo burocratico. Un governo oligarchico, un pessimo governo, un governo a
tempo determinato che vuole allungarsi
l’esistenza, in cui pochi «ricchi» pretendono di risolvere un fallimento di cui
tutti erano coscienti, ma intascavano
denaro allegramente...
Castiglione non si sofferma però sui
fatti che sono sotto gli occhi di chi sa
vedere, ma ne ricerca le ragioni e le
ragioni delle ragioni...
Rincorre sempre il problema vero con
l’aiuto di pensatori e scrittiri co-me
Maritain, Bloy, suo padrino, i due antropofagi, Giuliotti e Papini, Daniel-Rops e
particolarmente di quel Ber-nanos polemista che non risparmia neppure i «monsignori» del Vaticano, rischiando la scomunica...
Eugenio De Santis
ANNO XXXIII
- LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013
IN PRIMO PIANO
La piaga
della droga
La piaga della droga, che
colpisce soprattutto ingiovanì, rischia di mettere in
pericolo l'esistenza della
prossima generazione.
Combatterla è lo scopo di
questo volume che, avvalendosi di un originale metodo
d'indagine, offre un'esatta
diagnosi di quello che si può
ormai chiamare il "male del
secolo". Nel contempo dà
anche un volto ben preciso
alla "multinazionale della
droga", di cui disvela i centri
di produzione, il controllo del
mercato, le banche che ne
gestiscono gli enormi
proventi, i collegamenti con
il crimine organizzato, la corruzione delle forze politiche
che ne reclamano la liberalizzazione, le istituzioni che ne
elaborano la cultura...
Droga S.p.A. (La guerra
dell'oppio)
K. KALIMTGIS, D. GOLDMAN, J. STEINBERG
Droga S.p.A. (La guerra dell’oppio)
Pagine 446, 76 foto, 10 tavole prospettiche, € 26
edizioni logos
35
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ANNO XXXIII
- LA FIERA LIBRARIA - N. 295 -GENNAIO 2013
IN PRIMO PIANO
EDITRICE OLSCHKI / Novità
RA RA
IL DISEGNO
NEL SETTECENTO
IL PIACERE
DELLE IMMAGINI
Piera G.Tordella
IL DISEGNO
NELL’EUROPA
DEL SETTECENTO
Regioni teoriche
ragioni critiche
Paulo Butti de Lima
IL PIACERE DELLE
IMMAGINI
Un tema aristotelico
nella riflessione moderna
sull’arte
Lungo il Settecento europeo, non unicamente secolo dei Lumi, in un serrato
itinerario a ritroso, attraverso testi di
autori tedeschi, francesi, inglesi, olandesi e italiani, il volume segue
l’evoluzione teorico-critica del disegno,
nella sua articolata e lessicalmente
ambigua configurazione. Soggetto
intrinsecamente variegato, il disegno
chiama in scena intellettuali, filosofi,
scrittori, poeti, artisti, conoscitori,
collezionisti, e non solo. Una scena
spesso animata da interpreti innovatori
che solcano orizzonti concettuali ed
estetici densamente popolati da plausi e
dissensi.
The book follows the theoretic and
critical evolution of European drawing
and of its complex configuration in the
XVIIIth century, with the aid of texts by
German, French, English, Dutch and
Italian authors. The theme is naturally
variegated and connects the activity of
intellectuals, philosophers, writers,
poets, artists, connoisseurs and collectors. The scene is often animated by
original interpreters that crossed conceptual and aesthetic horizons populated by acclaim and disapproval.
Viene descritta la fortuna della riflessione d’Aristotele sul piacere suscitato
dalle immagini, attraverso le opere di
teorici dell’arte, filosofi, letterati e artisti
di età moderna. Si assiste a una curiosa
«galleria» di immagini, tra animali selvaggi o spregevoli, mostri e demoni,
individui
moribondi
e
cadaveri.
Attraverso il principio aristotelico, si può
ritrovare la ragione dell’arte nel piacere,
confrontandosi con quanto può segnarne i limiti: i dettami della morale, i
sentimenti del ripugnante o del sublime.
Biblioteca dell’«Archivum
Romanicum». Serie I, vol. 414,
2012, cm 17 ¥ 24, xiv-284 pp.
con 16 tavv. f.t., € 34,00 [
The reception of Aristotle’s reflections
on the pleasure of images is described
through the works of art theorists,
philosophers, scholars and artists. It
forms a bizarre gallery of wild and despicable animals, of monsters and
demons, of dying men and corpses. On
the basis of Aristotle’s Poetics it is possible to find the reason of art in pleasure
and to discuss its limits: moral principles, the sense of disgust, the sublime.
Biblioteca dell’«Archivum
Romanicum». Serie I, vol.412,
2012, cm 17x24, VIIIi-202 pp.
con 3 tavv. f.t. a colori,€ 23,00
LA COMUNITà
PRATESE DI RAGUSA
Francesco Bettarini
La comunità pratese
di Ragusa (1414-1434)
Crisi economica
e migrazioni collettive
nel Tardo Medioevo
Il volume indaga l’interconnessione
tra mobilità umana ed economia globale
nel Tardo Medioevo, proponendo un
esperimento di riconversione collettiva
delle attività economiche esercitate da
un gruppo di lanaioli pratesi. Grazie al
confronto tra numerosi documenti provenienti dagli archivi italiani e dalmati, l’autore segue lo sviluppo, i successi e i fallimenti della folta comunità toscana formatasi a Ragusa nel Quattrocento, in un
contesto urbano caratterizzato da una
forte espansione demografica ed economica nel quadro dei traffici commerciali europei.
The book studies the interconnection
between human mobility and global economics in the Late Middle Ages, introducing an experiment in collective business conversion of some wool merchants of Prato. Thanks to the documents kept in Italian and Dalmatian
archives, the author follows the development, success and failures of the Tuscan
community of Ragusa, a town characterized in the XVth century by a strong
demographic and economic expansion;
Biblioteca storica toscana.
Serie I, vol. 66, 2012, cm
17x24, XXVI-298 pp., € 33,00
ANNO XXXIII
- LA FIERA LIBRARIA - N. 295 -GENNAIO 2013
37
IN PRIMO PIANO
Stefano Manferlotti
Shakespeare
L'opera. Nuova edizione
riveduta e aggiornata. È «il
padre di tutti noi» disse
Eduardo De Filippo del drammaturgo inglese, alludendo a
quanti, ad ogni latitudine, calcano il palcoscenico. E oggi,
nelle
commedie,
nelle
tragedie e negli splendidi
sonetti
di
William
Shakespeare l’uomo del XXI
secolo vede se stesso e il
mondo contemporaneo come
in uno specchio: le passioni,
le inquietudini umane, le contraddizioni sociali, il cinismo
della politica, la dolcezza dei
sentimenti.
Stefano Manferlotti, raffinato e sensibile studioso della
letteratura inglese, ripercorre
in questo agile volume l’intera
opera di William Shakespeare
– straordinaria per vastità e
ricchezza poetica – proponendo interpretazioni inedite
dei drammi più importanti:
Amleto, Cleopatra, Giulio
Cesare, Otello, Falstaff,
Riccardo III.
Stefano Manferlotti,
Shakespeare,
Salerno
Editore, 348 pagine, € 18.
38
ANNO XXXIIi
- LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013
IN PRIMO PIANO
Cara Santos
Il colore
della memoria
Barcellona,
1932. In una
vigilia di Natale
apparentemente simile
alle altre, Maria
del
Roser
Golorons vedova Lax esce
con la fedele
domestica Conchita per trascorrere
tutta la giornata ai Grandi Magazzini
El Siglo, inconsapevole degli eventi
che stanno per travolgere la sua
famiglia e la sua città. Pochi anni più
tardi, alle soglie della guerra civile, il
celebre pittore modernista Amadeo
Lax dipinge il suo capolavoro in ricordo della moglie Teresa che lo ha
abbandonato: un affresco superbo,
fatto di luci intense e contrasti imprevisti, che nella sensualità del tratto
nasconde un'oscurità indecifrabile.
Quasi ottant'anni dopo, l'esperta
d'arte Violeta Lax, nipote di Amadeo,
riceve un misterioso invito da una
sconosciuta signora italiana che
afferma di avere importanti notizie da
comunicarle. Incuriosita, Violeta
decide di incontrarla, ma prima vuole
fermarsi a Barcellona per visitare la
casa di famiglia, ormai in stato di
abbandono, e ammirare per l'ultima
volta l'affresco realizzato da suo
nonno prima che venga rimosso.
Inizia così per Violeta un viaggio nel
tempo sulle tracce della storia familiare, lungo i vicoli e le strade eleganti
di una Barcellona scintillante e piena
dell'energia irrefrenabile dell'inizio
del Novecento; lungo le fortune e le
disgrazie dei Lax, segnate dall'arte di
Amadeo, genio crudele che interpreta nelle sue opere tutta l'inquietudine,
la brama di certezze e la brutalità
della nuova epoca.
Care Santos, Il colore della
memoria, Salani Editore, 2013,
p.556,
ARMANDO EDITORE
NOVITÀ
I saggi contenuti nel presente volume nascono
dalle riflessioni e dalle esperienze compiute nel
corso degli anni nel campo dell’educazione degli
adulti e della formazione nelle organizzazioni. Si
tratta, in particolare, di azioni formative rivolte ad
un pubblico di lavoratori adulti, di giovani, di
donne, generalmente caratterizzati da deboli livelli di scolarità, in una prospettiva che considera
l’istruzione come un diritto soggettivo indisponibile e un “bene in sé”, condizione necessaria per
l’esercizio della cittadinanza.
Francesco Susi, Educare senza escludere (Studi e ricerche sulla
formazione), 2013, 176 pagine, € 15.00
Questo volume documenta il percorso formativo
che la scuola “Dante Alighieri – Oltresavio” ha
realizzato, descrivendo i momenti più importanti
della sua attività educativa, che ha accompagnato alcune delle più significative innovazioni pedagogico-didattiche e strutturali-ordinamentali. Il
testo non costituisce soltanto una semplice narrazione dell’attività formativa della una scuola, ma
vuole essere la testimonianza di come la ricerca
e il lavoro di molti insegnanti abbiano costituito un
punto fermo per l’attuazione di cambiamenti significativi nella gestione sociale della scuola.
Nicola Serio – Loredana Aldini, L'oltresavio (Una scuola,
una storia), 2013, 224 pagine, € 15.
Il libro nasce dall’incontro imprevisto con una
psichiatra di frontiera, Suzanne Rachel Taïeb,
nata nel 1907 in Tunisia, vissuta tra l’Algeria e la
Francia nel periodo compreso fra la dominazione
coloniale e la fine degli anni ’70 del secolo scorso.
Il volume si divide in due parti: la prima, dedicata
alla biografia e all’avventura intellettuale di
Suzanne Taïeb, tra la scuola di Algeri e le suggestioni dei primi etnografi di matrice “orientalista”; la
seconda, votata a una rigenerazione antropologica della sua tesi in psichiatria, che viene presentata da una nota critica
di Piero Coppo.
Laura Faranda, La signora di Blida (Suzanne Taïeb e il
presagio dell'etnopsichiatria), 2013, éè’ pagine, € 24.
ANNO XXXIIi
- LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013
39
SCAFFALE
LUIGI CASTIGLIONE
SALVARSI DAL NULLA
La perdizione esistenziale
in Georges Bernanos
EDIZIONI LOGOS
«Il Mio coraggio è di far conoscere le vicende
più tormentate della Chiesa". Rendere pubblici
certi segreti, piccole e grandi storie che non
superano il portone di bronzoI.Solo così mi
sento libero, affrancato dall’insopportabile
complicità
di
chi,
pur
sapendo,
tace».Dichiarazione all'autore di "Maria",
nome in codice dietro il quale si nasconde la
fonte principale anonima e segreta, interna al
Vaticano, che ha fornito le centinaia di documenti alla base di questo libro.
Non era mai successo.Nessuno era riuscito ad
accedere nella stanza del papa e a leggere le sue
carte riservate. Centinaia di documenti che svelano
la quotidiana precarietà della Chiesa, tra affari
assai poco trasparenti e congiure di palazzo.
Gianluigi Nuzzi, dopo il successo di VATICANO
SPA sullo scandalo dello Ior, racconta, grazie alle
carte fornite da una fonte segreta, le storie, i personaggi e i travagli che dividono oggi la Chiesa e
che coinvolgono l'Italia e la sua politica. Anche
quella del governo Monti.
Le lettere di Boffo, l'ex direttore bruciato da
veline di palazzo, quelle di Viganò che dopo aver
fatto risparmiare milioni al Vaticano, è costretto
alle dimissioni, le donazioni private (anche quelle
di Bruno Vespa), le raccomandazioni a Gianni
Letta, il problema dell'Ici secondo i rapporti riservati del presidente dello Ior Gotti Tedeschi, il caso
Ruby e Berlusconi ("vittima di una magistratura
politicizzata"), gli incredibili pedinamenti degli
007 vaticani in territorio italiano, le verità sui
Legionari di Cristo e la pedofilia in una testimonianza mai resa pubblica, le intemperanze di molti
vescovi in ogni parte del mondo. Persino un incontro segreto tra Napolitano e il papa di cui nessuno
è a conoscenza. E don Julián Carrón, leader di Cl
che accusa la diocesi di Milano di simpatie
politiche. Nuzzi annoda i fili delle storie che
insieme si leggono come se fossero capitoli di un
thriller. La volontà di chi ha reso disponibili queste
carte, rompendo vincoli di segretezza e quindi
rischiando di persona, è quella di dare fiato e coraggio a tutti coloro che dentro la Chiesa non si
riconoscono in un'istituzione tesa soprattutto a
gestire beneficienze, affari e potere e si battono
perché essa sia più vicina al cuore degli uomini.
Gianluigi Nuzzi, Vaticqno S.P.A., Edizioni
Chiarelettere, 2012, pp. 304;
Un invito a leggere (o rileggere), a
meditare (o rimeditare), a transustanziare Bernanos in noi, ecco quel
che vogliono essere i pensieri in libertà di queste pagine nelle quali cerco
di coglierne la «fedeltà senza conformismi», convinto come lui che
«non si può realmente servire (nel
senso tradizionale di questa stupenda
parola) se non si mantiene un'assoluta indipendenza di giudizio di fronte
a ciò che si vuol servire».
...pensieri in libertà, dei quali i
puntini di sospensione dicono che, —
precipitino dall’alto ο ascendano dal
basso in un’altalena sospesa nel cielo
— non hanno principio e non hanno
fine, sia perché il principio, per essere
principio, esige una fine, sia perché
affonda le radici in terre appunto
non dette, ο non volute dire; e la fine
non è mai fine, perché nulla può finire, aver fine, avere una fine, se non
ciò ο colui che, sponte sua, non sprofondi le radici nell’azzurro infinito
dei cieli ο non s’annulli nelle torbide
acque e simboliche del «minuscolo
stagno solitario» di Vauroux, dove
Mouchette, la giumenta di papà
Ménétrier in cima al pendìo, si lasciò
scivolare «finché non sentì, lungo le
gambe e al fianco, il doce morso
dell’acqua fredda e, infine, la vita
sfuggirle, mentre alle nari le saliva
odor di tomba...»
Luigi Castiglione, Salvarsi dal nulla
(La perdizione esistenziale in Georges
Bernanos), eBooks Logos, III Ed, pagine
160, € 16.
Il primo volume organico sull’opera di un
grande scrittore dimenticato della letteratura italiana in Sicilia. Studiosi di diverse università italiane tracciano il profilo inedito,
accattivante e fascinoso, di un umorista
sapido, intenso e acuto, di un saggista partecipe e innovativo, di un giornalista satirico dalla vena fluida e brillante, di un uomo
soprattutto innamorato degli altri e della
vita e perciò forte di memoria e scrittura di
fronte alla morte.
The first organic book on the work of a
great, forgotten author of Italian literature
in Sicily. Scholars from different universities trace the captivating profile of a man
who was a sharp humorist, an innovative
essayist and a satirical journalist characterized by a brilliant form of writing. But
most of all of a man who loved people and
life, and therefore stood strong, remembering and writing, even in front of death.
«Un Poeta non può morire» - Memoria e scrittura nell’opera di Raffaele
Poidomani. A cura di Antonio Sichera,
Leo S. Olschki Editore, Polinnia, vol. 27,
2012, cm 17x24, 264 pp. € 26,00.
40
ANNO XXXIII
- LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013
INTERVALLO
GEORGES MAX SChELER
BERNANOS L'IDEA
LA GIOIA CRISTIANA
DELL'AMORE
CLAUDEL
Opere a cura
di Luigi Castiglione
Giovanna d’Arco al rogo
L’annuncio a Maria
Il libro di Cristoforo Colombo
Testa d’Oro
Il festino della saggezza
Via crucis
La messa laggiù
Signore, insegnaci a pregare
Un romanzo
drammatico,
sconvolgente,
turgido di luci e
d’ombre.
N’è protagonista
Chantal,
eroina
della grazia,
nuova santa
Teresa.
In lei si svolge
la lotta
tra la grazia
e il male,
ch’ella espia,
vittima
dei perversi
Il simbolismo di La Salette
Cinque grandi odi
Processionale
per salutare
il secolo nuovo
Amo la Bibbia
logos
Georges
Bernanos,
La gioia,
con una nota
di Ferdinando
Castelli,
Edizioni
Logos,
pagine
256,
€ 18
Sembra che sia venuto il
momento di un nuovo spirito finora solo presumibile
di primavera. Comincia
lentamente l'oscillazione
scettica di questa civiltà, il
dubbio su se stessa e sulle
idee in cui crede. Ma l'implorazione di salvezza diverrà sempre più forte e più
urgente [...] Questo germe,
quando i popoli si renderanno lentamente conto di
quello che hanno fatto,
diventerà una forte e
grande corrente di lacrime.
In questo momento conta
moltissimo che anche i
cristiani ascoltino quel
grido di aiuto, e che tutti,
facendo rivivere la propria
fede prima nel proprio
cuore, spalanchino questi
cuori per riversare la corrente di fede e di amore,
che segretamente scorre
nella Chiesa cristiana,
riversarla nel mondo, in un
mondo che ha bisogno di
questa fede e di questo
amore – che comincia a
desiderarli – che li desidera
come non mai nel passato;
M a x S c h e l e r,
L’idea cristiana
dell’amore, a cura
di Ubaldo Pellegrino, Logos , p.
112, € 10
LUIGI
CASTIGLIONE
CLINTON,
LE PENE
(Clonare Starr)
Romanzo o storia
romanzata, affabulazione, oppure un
semplice «divertissement»?
Forse una favola in
cui, come l’autore
scrive, «l’ironia, il
sarcasmo, il dileggio,
il sogghigno, il cachinno, lo sberleffo,
lo scherno, la derisione, l’irrisione, la
parodia, la risata non
son che l’altra faccia
della tristezza» in un
mondo in cui «si vive
tra vigliacchi e lestofanti, tra venduti e
depravati, perversi e
pervertiti, infetti ed
appestati...»
Fa parte della sua
«Trilogia dell’effimero»...
Luigi Castiglione, Clinton, le pene (Clonare Staar?), Edizioni Logos, pagine 256, €
18
ANNO XXXIII
- LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013
41
SCAFFALE
un libro
sempre
attuale
TEOLOGI IN
RIVOLTA
I testi e i documenti
integrali
della «contestazione nella
Chiesa»
con i commenti di Alberigo,
Baget Bozzo,
Bouchard, Camon, Cardia,
Costa, Davi,
Del Noce, Del Rio,
Delumeau, Di Fazio,
Egidi, Fabbretti, Ferraudo,
Filippi, Gentilonì, Giussani,
Greinacher, Guasco,
Kasper, Küng, Lehmann,
Marengo,
Margiotta Broglio, Melina,
Molari, Negri, Poletti,
Quinzio, Rossi, Ruggeri,
Santini, Spiazzi, Strazzari,
Svidercoschi,
Testa, Tettamanzi,
Vassallo, Zizola
Saggio introduttivo
di Angelo Scola
edizioni logos
edilogos.com
[email protected]
TEOLOGI
IN
RIVOTA
«La Chiesa è un corpo vivo che ha bisogno dell'opinione pubblica alimentata dal
colloquio tra le diverse membra e mancherebbe qualcosa alla sua vita se l'opinione
pubblica le venisse a mancare».
PIO XII
«Coloro che si dedicano alle scienze sacre usufruiscono di una giusta libertà di
ricerca ed anche di esporre con prudenza il loro pensiero sulle materie in cui sono
competenti, mantenendo il dovuto rispetto nei confronti del magistero della Chiesa».
CODICE DI DIRITTO CANONICO
«Ho avuto sempre più conferma che solo nell'obbedienza che nasce dall'amore si
può diventare intelligenti di quell'avvenimento che ci è stato donato e che supera
ogni intelligenza».
LUIGI GIUSSANI
«La Chiesa viene ammonita «a non farsi condizionare dalla logica mondana»;, mi
domando quanto questo condizionamento non abbia invece agito su molti intellettuali che intendono interpretare "lo spirito" piuttosto che la lettera del Concilio (o indirettamente su tutti)».
AUGUSTO DEL NOCE
«Considero la «Dichiarazione di Colonia» inaccettabile per la Chiesa, sia per la sua
forma, sia per il contenuto. Ciò non esclude che dietro di essa non vi siano desideri
giustificati e problemi aperti sui quali si deve discutere».
WALTER KASPER
«Tutto quanto è accaduto, sotto gli occhi di tutti, fra teologi è solo un fenomeno che
induce tristezza. Se i maestri, anziché essere innanzitutto testimoni di una profonda
appartenenza alla Chiesa si trasformano in un ceto d'intellettuali, più preoccupati
delle proprie opinioni, allora l'annuncio al cuore dell'uomo, che non attende sapienze umane (neanche "teologiche") ma solo la Parola, fatta carne in Cristo, si fa meno
forte.
LUIGI NEGRI
«Il maldestro tentativo del Vaticano di ridurre l'episodio a un "fatto locale", non riesce
certo a diminuire la rilevanza di un'iniziativa che afferma l'obbligo di chi è al servizio
della Chiesa di esprimere critiche pubbliche e mettere in evidenza gli "abusi" del
potere centrale».
FRANCESCO MARGIOTTA BROGLIO
42
ANNO XXXIII
- LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013
VETRINA
LOGOS
Gli EBOOKS della LOGOS si possono agevolmente
leggere sul monitor del proprio computer, se ne può
ingrandire e rimpiccolire il testo e renderlo anche più
oppure meno luminoso, secondo le proprie esigenze
visive, senza ricorrere ad ulteriori spese...
ANNO XXXIII
- LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013
JACQUES
MARITAIN
KAROL
WOJTyLA
PRIMATO
DELLO SPIRITUALE
EDUCAZIONE
ALL’AMORE
eBook, II ed., pp. 296, € 18
ATTRAVERSO
IL DISASTRO
Introduzione di Pietro Prini
V Ed., pagine 160, € 16
eBook, pp. 160, € 16
IL BUON PASTORE
(Scritti, discorsi
e lettere pastorali)
ANTIMODERNO (Rinascita
A cura di Gino Concetti
Pagine 160, € 16
del tomismo e libertà
intellettuale)
Pagine 264, € 18
DA BERGSON
A TOMMASO D’AQUINO
(Saggi di metafisicae
di morale)
Pagine 240, € 18
IL DOTTORE
ANGELICO
eBook, pagine 160, € 16
LA TRAGEDIA DELLE
DEMOCRAZIE
CHIAMATI ALL’AMORE
A cura di Gino Concetti
Pagine 160, € 16
MAX SCHELER
Introduzione di Pietro Palazzini
Pagine 256, € 18
IL POTERE E LA CROCE
Introduzione di L. Castiglione
Pagine 160, € 16
LA BOTTEGA
DELL’ORAFO
eBook, Pagine 128, € 13
Pagine 128, € 13
RELIGIONE
E CULTURA
eBook, pp. 136, € 13
43
L’IMMORTALITÀ
DELLA PERSONA
A cura di L. Castiglione
eBook, pagine 160, € 16
SAGGI
SU LéON BLOy
eBook, pagine 160, € 16
www.edilogos.com - [email protected]
44
ANNO XXXIII
- LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013
FRANçOIS
MAURIAC
LUIGI
CASTI GLIONE
LA CARNEE IL SANGUE
PIO XII E IL NAZISMO
Traduzione di L. Castiglione
ii, ed., Pagine 184, € 18
II ed., pp. 336, € 23
TUTTO IL CONCILIO
IV ed., pp 484, € 26
TeATro
SE FOSSE UN SOGNO
ASMODEO
eBook, , III ed., p. 160, € 16
AMARSI MALE
SANTI, DITTATORI
E MALFATTORI
IL FUOCO
SULLA TERRA
Traduzioni di L. Chiarelli, Cesare
Vico Lodovici, G.V. Sampieri
A cura di L. Castiglione
Pagine 276, € 18
SALVARSI DAL NULLA
GLI EROICI FERVORI
TrIlogIA Dell’effImero
MARGHERITA DA
CORTONA
Traduzione di L.Castiglione
CLINTON, LE PENE
eBook, III ed., pp.160, € 16
DIANA, LA FAVOLA
IL MALE IMPLACABILE
eBook, pp. 196, € 16
IL PICCOLO DITTATORE
(Berlusconi, atto primo)
IL FIUME DI FUOCO
eBook, pp. 176, € 16
LA RAGIONE IMPURA
eBook, III Ed., 160, 16
LE VIE DEL MARE
eBook, pp. 160, € 16
PROLEGOMENI
AGLI INFAMI
eBook, II ed, pp. 160, € 16
LA FOLLIA DI LEAR
IL PROFETISMO DI BLOy
LA POETICA CLAUDELIANA
IL PARADISO DELL’AMORE
L’ÈVE DI PéGUy
UN PAPA A RITROSO
(Il «Ressourcement»
di Benedetto XVI)
Pagine 196, € 18
www.edilogos.com - [email protected]
ANNO XXXIII - LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013
DOMENICO
GIULIOTTI
GEORGES
BERNANOS
POLVERE DELL’ESILIO
SCANDALO
DELLA VERITÀ
A cura di Massimo Baldini
Pagine 192, € 18
Pagine 112, € 12
LE DUE LUCI (SANTITÀ
E POESIA)
DOMENICO
L’INCENDIARIO
A cura di Massimo Baldini
Pagine 128, € 16
Pagine 88, € 10
L’ORA DI BARABBA
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Castiglione, tranne Una visione
cattolica del reale, tradatta da
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ANNO XXXIII
- LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013
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Edizione tascabile con la nuova
traduzione italiana di Luigi Castiglione
Alcuni giudizi della stampa:
«Quest'edizione italiana presenta alcune sue caratteristiche che ci piace mettere in risalto:
la versione italiana dei canoni, curata da Luigi Castiglione. è
nuova, non solo perché diversa da quella corrente dell’UECI,
ma anche perche condotta con criteri più moderni (per es.
potestas è resa con «potere» non con «potestà»); il commento è alquanto più aggiornato se non altro perché tiene
conto delle interpretazioni autentiche date dall’apposita
Commissione pontificia dal 1984 ad oggi. Per tutte
queste caratteristiche positive sia deìl'edizione originale
sia di quella italiana, riunite insieme in quest'opera, essa
merita la più larga diffusione e utilizzazione da parte degli interessati, che dovrebbero essere più i pastori che i canonisti della
Chiesa» (N. Lisi, La Scala).
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«Sono molte le pubblicazioni e i commenti ai Codice di diritto Canonico che
sono state curate o da singoli o da gruppi di specialisti. Questa edizione, commentata da esperti competenti, mi sembra una delle migliori. I pregi sono tanti...» (A.P., Vita
Pastorale).
«Il commento è fatto con grande competenza dottrinale e giuridica, con chiarezza espositiva e puntualità di riferimenti... Il curatore, Luigi Castiglione, ha contribuìto in modo egregio a mantenere le doti di chiarezza del testo originale, per cui sembra che il merito vada
equamente diviso fra gli autori del testo e il curatore...» (Orizzonti Cristiani, Radio
Vaticana),
CODICE DI DIRITTO CANONICO - Testo italiano con le «Interpretazioni autentiche»,
le «Delibere» della Cei e un ampio «Indice analitico» – Beneplacito della Cei
— A cura di Luigi Castiglione – Pagine 448, € 26
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,
48
ANNO XXXIII - LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013
CRONACA
DELL’ALDIQUÀ
Monti: «Berlusconi è un
pifferaio»
Il premier uscente: no a maggioranza guidata da "un vecchio illusionista ringalluzzito". Sul redditometro: "Non l'avrei messo". L'Imu?
"Va ridotta". No alla patrimoniale.Al
Pd: "Niente polvere sotto il tappeto". Bersani: "Dopo voto aperti a
patto di collaborazione con Monti".
Lista Ingroia: "Pd ci ha chiesto
accordo
di
desistenza".
Franceschini smentisce. Lazio,
Storace candidato Pdl.
«Quando parla di riduzione delle
tasse, Silvio Berlusconi "mi ricorda la fiaba del
pifferaio, è un autorevolissimo pifferaio». È il
duro attacco sferrato da Mario Monti al
Cavaliere.
Secondo Monti la promessa di ridurre le
tasse avanzata da Berlusconi è "un discorso
illusionistico, perché fatto dal principale
responsabile dell'alto livello delle tasse oggi,
perché chi ha governato per otto degli ultimi
undici anni deve pure avere qualche responsabilità. E' puerile - incalza dagli studi di 'Porta
a Porta' - che le scarichi su chi ha governato
nell'ultimo anno".
PRMAVERA
D’ITALIA
ANNO XXXIII
- LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013
49
DIARIO POLITICO
Il premier cita dei dati, ricordando che
con il governo di Berlusconi le entrate pubbliche sono aumentate in media di 22 miliardi annui; con quello di Romano Prodi di
26 miliardi; con il suo di 20 miliardi. "Ha già
illuso gli italiani per tre volte, la prima volta
mi sono fatto illudere anch'io, economista
e non politico, quando c'è stata la promessa della rivoluzione liberale nel 1994",
ammette Monti. "Che gli italiani possano
ancora credere alla serietà di promesse di
questo tipo venendo da quella bocca, mi
ricorda la fiaba del pifferaio con i bravi topini attratti dal fascino e vanno ad annegare
in quel fiume".
"Chi è in grado di ridurre anziché di far
aumentare gli spread, far risparmiare un
sacco di soldi allo Stato - prosegue il premier - e se uno dice che le tasse sono lo
Stato che mette le mani nelle tasche degli
italiani acquista popolarità presso quella
quota di italiani tendente allo zero che è
stupida, ma la gran parte dei cittadini italiani sono maturi e responsabili". Perciò
usare un linguaggio di questo tipo
"demolisce le premesse per una seria lotta
all'evasione fiscale. Quindi - insiste Monti chi promette di ridurre le tasse è chi in passato non ci è riuscito, che non sarebbe in
grado di tenere sotto controllo gli spread
perché non è creduto sul piano internazionale e perché ammiccando all'evasore fa sì che quella riduzione di tasse per
i contribuenti onesti che deriva anche dalla
lotta all'evasione sarebbe rimandata alle
calende greche".
Monti dice no a una maggioranza guidata da "un nuovo illusionista" o da "un vecchio illusionista ringalluzzito". Quanto all'identikit riferito alla prima figura, il premier
ricorda "proposte antipolitiche, il partito
della rabbia" confessando di non sentirsi
"tranquillo se Grillo sedesse al tavolo del
Consiglio europeo di Bruxelles".
Quanto alla situazione finanziaria Monti
ribadisce che "ci siamo salvati da soli". "Lo
dico sempre alla Germania e ai Paesi del
Nord: non è vero che l'Italia è un Paese
debitore, è un Paese che ha dato soldi per
salvare gli altri e ci siamo salvati con le
nostre mani".
Quanto alla sua formazione politica:
"Non saremo la stampella di nessuno ma il
pungolo di tutti", assicura, respingendo in
merito alla sua lista le accuse di populismo. "Non mi sento responsabile di populismo - dice il Professore -. Quando ero presidente del Consiglio, prima di quest'ultima
fase quante volte mi è stato detto 'non sei
stato eletto'. Ebbene, ho voluto sottoporre
l'ipotesi delle riforme al vaglio elettorale,
avrei preferito che si chiamasse agenda
Monti, poi mi hanno detto giustamente,
che per il cittadino italiano medio l'agenda
è quella del telefono o è il calendario. Poi
è venuta fuori la lista, assicuro che mi dà
imbarazzo, ma non per questo mi sento
responsabile di populismo".
Definisce poi il redditometro "una bomba
a orologeria". "Fosse stato per me non lo
avrei messo - spiega - , si tratta di un'altra
misura, doverosa, che è stata introdotta da
chi ci ha preceduto, che ha punteggiato
come bombe a orologeria la strada di
questo governo". "Voglio che l'Imu venga
ridotta, ma senza le giravolte che ho visto
fare nel 2008 proprio in questo studio" ha
detto riferendosi agli interventi sull'Ici che
annunciò e poi decise Silvio Berlusconi.
Esclude un'imposta patrimoniale: "Non
ci penso". E sulle pensioni dice che non
avrebbe "preclusioni" a intervenire sulla
riforma, ma ''non vorrei attenuare l'equilibrio di lungo periodo che porta alla finanza
pubblica".
Monti rivendica che la sua credibilità è
all'89%, citando dati del sito 'pagella politica' che misura la corrispondenza tra quello
che un leader politico "dice e quello che è
vero". Il premier ricorda poi che secondo
questo indicatore il segretario del Pd Pier
Luigi Bersani è al 73%, Silvio Berlusconi al
51 e Beppe Grillo al 44.
"Mi dicono - aggiunge Monti - che stando
fermo avrei potuto rischiare di diventare
presidente della Repubblica, ma ho pensato che fosse molto bella, molto importante, non tanto rilevante però per il destino
dell'Italia, perché è abbastanza eccezionale un caso come quello del Presidente
Napolitano che sarà ricordato come caso in
cui, in condizioni difficili, è riuscito a dare
una guida al Paese".
Quindi replicando all'affermazione di
qualche giorno fa del segretario del Pd Pier
Luigi Bersani, Monti assicura che "non c'è
polvere sotto il tappeto". Quanto all'ipotesi
di una manovra aggiuntiva in primavera,
"questo dipenderà da chi governa, ma tutti
gli accertamenti fatti dall'Unione europea
sono nel senso che il disavanzo strutturale
non sarà significativamente diverso da
zero".
Il Professore considera poi ''verosimile''
che Bersani diventi premier: ''E' una convinzione legittima, e non inverosimile secondo i sondaggi. Ma ognuno di noi è qui
per presentare una proposta agli italiani, e
la mia è diversa da tutte le altre, perché
mira a cambiare il rapporto tra la politica e
i cittadini''.
Replicando invece a Nichi Vendola dice:
"Non alzo bandiere, tranne quella italiana,
ma si può ridurre un po' la pressione fiscale
se si lavora sulle strutture dello Stato in
modo più incisivo di quanto finora Pd e Pdl
hanno consentito".
Quanto alla Lombardia, Monti dice di
credere "che la presenza di Albertini renda
più difficile il successo della Lega, che
sarebbe una forte negatività".
Bersani si fa sentire, con una intervista
al Washington Post. Il leader del Pd apre a
Monti: ''Siamo aperti alla collaborazione.
Non uno scambio di favori, ma la firma di
un patto per le riforme e la ricostruzione
del Paese''. Poi assicura: ''I mercati non
hanno nulla da temere, a patto di
accettare la fine dei monopoli e posizioni
dominanti. Capisco quanto strano possa
sembrare di vedere la sinistra italiana
aprire i mercati. Ma questo -aggiunge il
candidato premier del centrosinistra- deriva dal fatto che in Italia, la destra non ha
una tradizione di libero mercato, tende a
dare più potere allo Stato ed è più fortemente influenzato dalle lobby professionali".
Anche l'ex pm Antonio Ingroia, leader
del partito arancione, si dice pronto a collaborare: ''Sono disponibile al confronto
con Monti e Berlusconi, non con
Dambruoso. Sono pronto al confronto con
gli altri candidati premier Monti e
Berlusconi hanno forse paura di un confronto con me?". A stretto giro di posta,
però, arriva il no del Pd, per bocca di
Enrico Letta, che via Twitter gela l'ex magistrato: ''Nessun negoziato con Ingroia.
Rivoluzione Civile si assuma proprie
responsabilità. Nostra coalizione decisa
da tre milioni italiani".
In serata interviene pure Pier
Ferdinando Casini: ''Mi sento competitivo
verso Pd e alternativo verso Pdl". Il leader
dell'Udc non risparmia il Cavaliere: ''Mi
sento competitivo anche per l'inganno che
il Pdl sta mettendo in campo con l'alleanza
con la Lega al Nord e al Sud con quelli che
dovranno essere le vittime della Lega''. Poi
lancia una frecciatina a Bersani: ''Vendola
dice che Berlusconi e Monti sono il passato, al contrario di Letta li mette sullo
stesso piano. Credo che il Pd si debba
chiarire le idee". Infine, lancia un avvertimento: ''Noi le alleanze le possiamo fare in
base ai programmi. Noi ci presentiamo
con un programma e se sara' condiviso,
valuteremo". Altrimenti, aggiunge Casini,
"sarebbe un patto di potere. Ci rimproverano di voler bloccare il Senato per un patto
di potere e poi -conclude riferendosi ancora al Pd- vogliono i nostri voti se non
hanno maggioranza".
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ANNO XXXIII
- LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013
DIARIO POLITICO
Berlusconi: «Monti? un
mascalzone»
(AGI) - Roma, 15 gen. - Dice si' a Draghi
al Quirinale, sui scaglia contro la giustizia
"patologia da sconfiggere" e la candidatura
di Ingroia e assicura: se mi condannano
avro' piu' voti. E' un Berlusconi a tutto
campo quello che, intervistato a Omnibus,
risponde sui tanti fronti aperti nella campagna elettorale. "Se ci fosse una maggioranza che lo proponesse, io voterei
Draghi" presidente della repubblica dice il
cavaliere, "sono io che l'ho voluto alla Bce
ed abbiamo un presidio che ci tranquillizza". Silvio Berlusconi, ospite di Omnibus
su La7, smentisce "di aver avuto mai rapporti con Ruby". Ma tocca anche altre
questioni, sempre relative ad alcune
ragazze, come Noemi Letizia, che sono
state tra le cause che hanno determinato il
divorzio da Veronica Lario. Berlusconi si
difende e sostiene che "a Veronica hanno
riferito falsita'".
Il Cavaliere replica pure alle accuse relative al caso Tarantini: "e' arrivato a casa
mia con fior di belle ragazze ed erano cene
con esponenti politici ed io mi domandavo
'chi me lo fa fare a stare qua...', lui veniva
con belle ragazze come la Arcuri, ma le
ragazze non sono mai state pagate tutt'al
piu' comprava loro dei vestitini e a noi faceva piacere averle in mezzo a tante tristezze". Quanto a Tarantini, "mi era stato
indicato come imprenditore di Bari".
Berlusconi ritorna anche sulla famosa lettera dell'ex moglie pubblicata su
'Repubblica': "evidentemente le sono state
riferite cose assolutamente montate, come
il caso Noemi: non c'e' stato nulla di nulla
tra me e Noemi". Ed ancora: "a Veronica
hanno riferito con falsita' che avevo detto
alla cena per i Telegatti a Mara Carfagna
'se non fossi stato sposato ti sposerei'
mentre le ho detto 'sei la classica ragazza
da sposare'". Insomma, Berlusconi nega
tutte le accuse e tornando su Noemi afferma: "e' stato un attacco costruito ad arte
da certi giornalisti di cui conosco anche i
nomi".
Il nemico numero uno di Berlusconi,
pero', e' Mario Monti: mi attacca "forse
perche' e' sotto choc per i sondaggi che lo
indicano come uno dei leaderini del centro,
oppure come diceva Flaiano l'insuccesso
da' alla testa, certo che e' un Monti molto
diverso da come credevamo e noi ci
eravamo cascati".
Cosi' Silvio Berlusconi a Omnibus su
La7, replica alle accuse di ieri mossegli da
Mario Monti. Poi definisce "una mascalzonata assieme alle altre" l'accusa di non
essere credibile sul piano internazionale a
causa dello spread. "Lo spread - spiega il
Cavaliere - non c'entra nulla con i governi,
e' indipendente ed e' qualcosa frutto dei
movimenti finanziari e della speculazione".
Berlusconi parla anche del redditometro: "Il nostro era totalmente diverso da
quello portato avanti da Monti - spiega -:
ad esempio ora c'e' l'inversione dell'onere
della prova e ci sono tutte quelle voci che
spaventano i cittadini, ed e' disincentivante dei consumi, se aggiungiamo l'impossibilita' di pagare in contanti fino a 999
euro e con la sinistra entreremo in uno
stato di polizia tributaria perche' vuole
alzare il limite a 300; hanno congelato
completamente gli acquisti di certi beni.
Tutto questo produce contrazione dei consumi e riduzione delle vendite e si ha un
esubero dei lavoratori; si va nella spirale
recessiva drammatica".
BERLUSCONI: MONTI, SOTTO MENTITE SPOGLIE PATTO SEGRETO CON
PD
"Il nostro avversario e' Bersani", ribadisce ancora una volta Silvio Berlusconi
ospite di Omnibus su La7. Tuttavia e' a
Mario Monti che riserva gli attacchi:
"Monti si presenta sotto le mentite spoglie
di indipendenza, ma e' una protesi della
sinistra; ha purtroppo rivelato che c'e' un
patto segreto con Bersani", conclude il
Cavaliere.
BERLUSCONI: CON SENNO DI POI
NON AVREI FIRMATO NOMINA MONTI
SENATO
"Non c'e' stata nessuna trattativa con
Napolitano" sulla nomina a senatore a vita
di Mario Monti, "Napolitano mi ha chiesto
solo se avrei firmato. Nessuna trattativa,
ma trovo assolutamente immorale che
Monti, avendo deciso di porsi contro la
sinistra in maniera esteticamente rilevante ma intrinsecamente diversa, e contro di noi in maniera assoluta, a capo di un
governo tecnico possa ora utilizzare
questo titolo.
Se avessi saputo che si sarebbe
posto come protagonista della politica
non avrei firmato la sua nomina". Lo ha
detto Silvio Berlusconi a Omnibus su
La7.
LA GIUSTIZIA E' PATOLOGIA CHE
DOBBIAMO SCONFIGGERE
"Non e' uno stato civile. Non c'e' la
civilta' giuridica. Siamo sotto una patologia
che
dobbiamo
sconfiggere"
aggiunge riguardo "certa magistratura"
che "usa la giustizia per eliminare gli
avversari politici".
SE CONDANNATO DA MIEI ELETTORI PIU' SOSTEGNO
"La reazione dei miei elettori di fronte
a un'ennesima prova di parzialita' da
parte dei giudici di Milano sarebbe una
reazione di ancora maggior sostegno"
dice a proposito del processo Ruby. "Io
non ho mai chiesto nessun salvacondotto. Non mi e' stato offerto e io non l'ho
chiesto".
LA CANDIDATURA DI INGROIA E'
UNO SCANDALO
Al cavaliere non va giu' la candidatura
del procuratore aggiunto di Palermo,
Antonino Ingroia. "In nessun paese civile
e' consentito che uno si faccia pubblicita'
come pm e poi si candida alle elezioni in
Italia abbiamo anche questa damnatio.
Quello che accade ora e' uno scandalo" afferma e al pm, ospite della
trasmissione che segue, pone una
domanda al leader di Rivoluzione Civile:
"ho avuto un interrogatorio riservato con
Ingroia e altri due magistrati. Due giorni
dopo e' comparso tutto il contenuto sul
Fatto Quotidiano, compresa la pausa
caffe' e non c'e' stata nessuna incriminazione verso gli unici tre, i giudici, che
potevano conoscere i contenuti dell'interrogatorio. Come mai?".
SU INDAGATI DECIDEREMO IN
BASE A CARTE
Berlusconi ribadisce che nelle liste
del Pdl non saranno candidati condannati in via definitiva. Mentre sugli indagati o su chi ha un processo in corso,
"visto lo stato della giustizia, decideremo
sulla base delle carte". L'ex premier
spiega che sara' un comitato composto
da avvocati del Pdl" a stabilire se "i procedimenti sono fondati o no". Cita l'esempio di Alfonso Papa, "che ha avuto
53 accuse di cui solo tre fondate". Stesso discorso per Nicola Cosentino: "Caldoro ha una posizione personale verso
Cosentino, forse giustificata non lo so,
da vicende locali che li hanno contrapposti, ma io non sono in grado di dire...".
ANNO XXXIII
- LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013
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DIARIO POLITICO
UNA RELAZIONE PERICOLOSA PER L’ITALIA
Mario Monti
e la Massoneria
Nell’elenco dei 43 massoni italiani
che abbiamo pubblicato qualche mese
fa (elenco consultabile qui) il nome di
Mario Monti c’era.
Il nostro futuro premier, così ben
voluto da tutti, é un massone. Ha preso
parte alle riunioni segrete del gruppo
Bilderberg numerose volte, fa parte
della Commissione Trilaterale (la più
potente loggia massonica del mondo)
ed é membro della Golden Sachs, la
più potente banca d’affari dell’intero
pianeta, la grande burattinaia dell’intero mercato finanziario internazionale.
La massoneria gestisce l’ intera
speculazione finanziaria mondiale. La
stessa speculazione che ha preso di
mira l’Italia e che ci sta facendo sprofondare sempre di più nella recessione.
Mario Monti: Salvatore della Patria
o massone doppiogiochista? Avrà più
a cuore il suo Paese o la sua loggia
massonica? Due interessi pericolosamente contrastanti che confluiscono
inquietantemente nella figura del nostro nuovo Capo del Governo.
Il Capo del Governo uscente, l’unico imputato per la crisi economica, in
realtà non é il principale artefice della
recessione italiana. Lui e le sue fastidiose leggi ad personam, le sue crociate contro quei comunisti dei magistrati e la sua eccessiva fiducia nell’incompetenza reiterata di Tremonti
hanno sicuramente contribuito al disastro economico italiano, ma non possono essere le uniche ragioni.
La vera ragione della crisi é la massoneria mondiale. Una cricca di potenti, tanto ricchi da poter creare a piacimento crisi e risanamenti nei conti di
una intera nazione. Sono loro che
smuovono immense quantità di capitali, che mettono in moto ogni singolo
meccanismo speculativo sul mercato
finanziario. La morsa che hanno stretto su Gecia, Irlanda, Portogallo e
Spagna, ora sta soggiogando l’Italia.
Il fatto che uno di questi massoni si
trovi ora alla guida dell’Italia é una situazione davvero molto pericolosa, perchè
a loro interessa il crack finanziario del
nostro Paese e ora vedremo il perchè.
«Avvenire» e Bertone, sì al sostegno
del massone Monti
“Stimiamo il suo pensiero”. Il segretario di Stato ai
microfoni del Tg1, pur senza far riferimento esplicito al Professore, ha ricordato l'urgenza della
"volontà di fare il bene comune". Marco Tarquinio,
direttore del quotidiano della Cei, ha invece scritto
di condividere "molte delle impegnative cose" del
premier uscente, definito "centrista radicale"di
Redazione Il Fatto Quotidiano | 24 dicembre
2012Commenti (935)
Più informazioni su: Avvenire, Cei, marco tarquinio, Mario Monti, Silvio Berlusconi, Tarcisio
Bertone. Share on oknotizie Share on print Share on
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Prende sempre più forma il centro che si schiera a
sostegno del Professore e dopo l’endorsement di
Pierferdinando Casini, arriva quello dei vescovi
italiani. A parlare è stato il cardinal Tarcisio
Bertone, segretario di Stato vaticano che, senza fare
un’esplicita allusione a Monti, ha ricordato che
“non basta parlare, non basta fare promesse, non
basta nemmeno proferire denunce sulle stridenti
ingiustizie se invece non c’è una presa di coscienza
più viva sulle proprie responsabilità e se non c’e
accanto a questa responsabilità la volontà di fare e
di fare il bene comune“. Un ‘bene comune’ che
Mario Monti ha nominato anche nella conferenza
stampa di fine anno, in cui ha parlato di politica a servizio dei cittadini. Alle dichiarazioni di Bertone
si è aggiunto poi l’editoriale di Marco Tarquinio, direttore del quotidiano Avvenire, che ha esplicitamente espresso il sostegno al premier uscente: “Stimiamo, non da oggi, la linearità di pensiero e di condotta di Mario Monti”, ha scritto sul giornale della Cei, che invita “chi ha idee, energie, umiltà e responsabilità sufficienti per aiutare il ‘centrista radicale’, il moderato e riformista Monti che in questi mesi
ha lavorato a Palazzo Chigi a rendere esplicita la propria rinnovata disponibilità di servizio, chi sogna
un’altra politica e un’altro bipolarismo rispetto a quello degli ultimi 18 anni, chi è disposto ad aiutare
l’Italia a incamminarsi su una via nuova e ben tracciata ha occasione e motivi per farsi sentire. E, a sua
volta, farsi apprezzare”. Insomma, un cambio di rotta rispetto ai due decenni in cui il dibattito politico
è ruotato intorno alla figura di Silvio Berlusconi. Ai microfoni del Tg1, Bertone ha inoltre commentato
la situazione del Paese e di questo Natale, diviso tra crisi economica e campagna elettorale: ”E’ un
momento molto difficile – ha detto-, lo sento anche dalle molte famiglie che chiedono aiuto, io vorrei
sottolineare subito una cosa, se il tessuto sociale delle nostre comunità non si è ancora lacerato inesorabilmente questo è merito soprattutto del valore portante delle famiglie”. Il quotidiano dei vescovi,
invece, pone l’accento su ”serietà e chiarezza, oltre ogni convenienza” e Tarquinio dice di “condividere” “molte delle impegnative cose” dette dal premier dimissionario e di “apprezzare specialmente
le pressanti sottolineature sulla grande questione dell”inverno demografico’ di un’Italia sempre più
vecchia”, che “non riesce a mettere al mondo figli”, e sulla questione “del ruolo da protagonista che la
donna (…) deve poter svolgere”.“Non sapremmo dire, oggi, a caldo – scrive il direttore del giornale
dei vescovi – quanto sarà raccolto dell’esigente appello che il professor Monti ha rivolto alle forze e ai
soggetti sociali e politici”, ma “pensiamo che sia un appello serio e utile. E sappiamo che il ragionamento di Monti somiglia ai pensieri, alla fatica e alle attese di tanti italiani”. Quanto a un possibile
impegno diretto di Monti “nell’agone politico”, “ci pare di capire – afferma Tarquinio – che, in cuor
suo, Mario Monti una scelta l’abbia già fatta: tra una convenienza personale e una scelta moralmente
motivata un uomo che, come lui, ha un’idea alta e popolare – in ogni possibile senso – della convivenza
civile e della politica non può avere troppi dubbi. Ma, come noi, anche il professore sa che nessuno può
compiere da solo un’impresa comunitaria. E che ci sono fasi della vita dei Paesi (…) nelle quali forze
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ANNO XXXIII
- LA FIERA LIBRARIA - N. 295 - GENNAIO 2013
DIARIO POLITICO
Le contraddizioni di Monti,
massone benvoluto dalla Chiesa
e sedicente «progressista»
appoggiato dall’establishment
Finalmente la politica italiana ha visto
una novità: dopo anni di contrapposizione
fra laici e cattolici, fra liberali, conservatori
e progressisti, fra centralisti e federalisti,
si è trovata la sintesi assoluta, appoggiata (quasi) da ogni parte sociale e dalla
“Società civile” tutta.
Questo fenomenale e quasi soprannaturale essere è il Prof. Sen. Mario Monti.
Lui nell’ordine riesce a ricevere l’appoggio dei laici, della Chiesa, dei “Liberali” e
dei progressisti, tutti assieme uniti in una
grande confederazione il cui motto
potrebbe essere riassunto in:” Monti ed
Europa, o Morte!”. Una compagnia veramente ampia e composita, che mette
assieme tutto ed il contrario di tutto, ma in
grado di superare le proprie contraddizioni.
Purtroppo anche se i media fanno di
tutto per nasconderlo, le contraddizioni
nella figura e nello schieramento del
Professore sono enormi.
Iniziamo. Ricordiamo che S.E il cardinal
Bagnasco,
presidente
della
Conferenza episcopale italiana appoggia
con forza il Grande Professore Timoniere,
in questo appoggiato dallo stesso
Pontefice Massimo, forse affascinato
dalla figura dell’economista più tedesco
d’Italia. Però Nostro Senatore è stato più
volte chiamato in causa come membro
della Massoneria. Lo stesso Grande
Oriente Democratico d’Italia, sito di informazione del Grande Oriente di Italia, la
maggiore organizzazione massonica italiana, definisce Mario Monti come un
fratello massone, anzi un fratello massone “Contro Iniziato”, cioè che ha
abbandonato gli obiettivi di Libertà
Uguaglianza e Fratellanza per abbracciare il loro opposto. Mario, come tanti altri in
Italia, sarebbe un massone a sua insaputa, come a propria insaputa alcuni ministri
ricevevano case in dono o vedevano
spesi i soldi pubblici a proprio favore.
Evidentemente l’Italia è il paese degli
sprovveduti e degli ingenui. Per chi non ci
credesse rinviamo al sito del Grande
Oriente Democratico, da cui è colta questa notizia.
Bersani: basta
campagna cabaret
Il leader del Pd parla ai giovani che voteranno per la prima volta: ''Stiamo
assistendo a una campagna elettorale fuori dai binari, non mi piace. Noi parleremo testardamente degli italiani, no a qualunquismo che porta a posizioni
fascistoidi''. Ed elenca i primi impegni di un suo governo: ''Subito via leggi ad
personam''.
''Ora vi facciamo vedere cosa abbiamo fatto, come abbiamo sconfitto il
porcellum e come cambierà il volto della nostra rappresentanza in
Parlamento". Pierluigi Bersani ha aperto così la campagna elettorale, al
teatro Ambra Jovinelli a Roma, incontrando i giovani che votano per la prima
volta.
Prima del segretario del Pd, a prendere la parola sul palco sono stati Anna
Ascani, 25 anni, di Perugia; Enzo Lattuca, 24 anni, di Cesena e Valentina
Paris, 31 anni, di Avellino, tutti candidati attraverso le primarie per i parlamentari.
"Stiamo assistendo a una campagna elettorale fuori dai binari, non mi
piace, noi non ci staremo in una campagna fatta di politicismi e cabaret" ha
avvertito il segretario democratico.
"Sono abbastanza stanco di dover essere registrato: io, Monti, la desistenza, il Senato, la Camera. Sono allibito che ci sia questo cabaret''. ''Noi - ha
scandito - parleremo testardamente dell'Italia e degli italiani".
''Questi qui senza aver fatto una riflessione, senza cambiare nulla nei messaggi, parole d'ordine, slogan, sono tornati tal quali e hanno il coraggio di
alzare la voce - ha detto criticando la destra e Berlusconi - Noi dobbiamo
mettere davanti all'Italia un colossale no, non tornerete, abbiate pazienza ma
non tornerete. Ci avete messo in un mare di guai, non sarete voi a portarci
fuori da questo mare di guai, non è possibile".
"Stavolta c'è il Pd, ci sono i progressisti - ha rimarcato - Solo noi siamo in
condizione di caricarsi una alternativa alla destra e di chiamare a raccolta
tutti quelli che voglio costruire una alternativa alla destra".
"Noi - ha aggiunto - rifiutiamo il qualunquismo che dice che non esistono
destra e sinistra, il qualunquismo porta a posizioni fascistoidi". E "vinceremo
questa battaglia non perché abbiamo la vittoria in tasca o perché non abbiamo avversario, ma perché siamo capaci di suscitare le nostre forze e le nostre forze questa volta sono in grado di farci vincere".
Poi ha elencato i primi impegni di un suo governo: "Falso in bilancio, anticorruzione, si fanno il primo giorno, incandidabilità, conflitto di interessi, andiamo subito a fare le norme".
"Facciamo l'elenco delle setto, otto norme ad personam: si aboliscono.
Punto. Poi ci sono i costi della politica, perché non c'è ragione che un parlamentare guadagni più di un sindaco di capoluogo, e i diritti" con il "ricoscimento legale alle unioni di fatto" e la cittadinanza ai figli degli immigrati nati in
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