LIVIO GILBERTI – ROBERTO MAGGI RICORDO DI INCONTRI Viaggio fotografico attraverso gli avvenimenti e i luoghi di Pompegnino dal 1945 al 1970 PARROCCHIA DI S. BENEDETTO DA NORCIA - POMPEGNINO In copertina: Pompegnino, chiesa di San Benedetto da Norcia 2 Ricordo di incontri Viaggio fotografico attraverso gli avvenimenti e i luoghi di Pompegnino dal 1945 al 1970 Testi di Livio Gilberti e Roberto Maggi 3 4 “Il ricordo è un modo d'incontrarsi” (Kahlil Gibran, poeta libanese 1883-1931) 5 6 Perché questo libro “Come possiamo non occuparci delle nostre memorie? Ricordando adempiamo a un compito individuale (sentirsi fino all’ultimo persone) e, al contempo, facciamo in modo che qualche cosa resti di quel che abbiamo visto, fatto, creato. Poiché ciascuno contribuisce alla trasmissione da una generazione all’altra di saperi e realizzazioni; quando lasciamo per iscritto qualcosa del nostro passaggio diamo il nostro modesto contributo al concatenarsi delle storie umane: nell’innovazione e nella conservazione. La memoria è la nostra casa natale”. (Duccio Demetrio da Album di famiglia) Nella storia di popoli segnati dalla disgregazione, dall’esilio e dalla dispersione, è stato fondamentale il recupero della memoria collettiva. Ricordare è l’eterno ritorno a ciò che è stato. A quella che molti chiamano la tradizione. Ricordare è richiamare alla vita. E’ tornare a percorrere strade note solo a chi ha camminato con noi. E’ tornare a incontrare. La comunità di Pompegnino, fortunatamente, non ha conosciuto la dispersione e la disgregazione, ma è stata comunque segnata dal terremoto del 24 novembre 2004, che le ha inferto una ferita che solo in parte si è rimarginata. Dopo i giorni della paura e dello smarrimento, infatti, sono sorte nuove opere che fanno già sperare in un domani sereno. Eppure, all’ingresso del paese, la chiesa parrocchiale, sbrecciata e puntellata, oltre a essere il simbolo di quel dramma ormai lontano, sembra quasi ricordare che ancora qualcosa manca. Non tutto è compiuto a Pompegnino. Di conforto per la comunità ci sono, però, la tenacia e la dignità della sua gente che, passato il tempo dell’emergenza e quello della prima ricostruzione, ora desidera riallacciare i legami, recuperare i contatti, rivitalizzare le relazioni sociali. Per questo ci si è proposti di realizzare una pubblicazione che, sull’onda della memoria storica, riconsegni agli abitanti di Pompegnino i suoi ricordi, il suo passato, i volti di chi ha lavorato, costruito, vissuto con nel cuore l’amore per questa comunità. Ricordo di incontri vuol essere il primo di una serie di volumetti come questo, che intendono raccontare momenti di vita di Pompegnino e della sua gente. Dopo questo primo lavoro, che ripercorre il periodo che va dal 1945 al 1970, l’intento è quello di continuare, avendo come unica finalità il desiderio di 7 riallacciare rapporti e amicizie. Ricordare gli incontri per ravvivare la fiamma della solidarietà. Perché la memoria è ciò che di più nostro si possa possedere. 8 Riepilogo dei principali avvenimenti della comunità di Pompegnino nel periodo 1945-1970: - 17 agosto 1945: assegnazione di un sacerdote a Pompegnino. - 7 ottobre 1945: ingresso solenne di don Angelo Questa. - 29 febbraio 1948: stilato l’atto notarile per l’acquisto della casa colonica per il futuro oratorio. - aprile/ottobre 1949: primi lavori di sistemazione dell’asilo. - 18 settembre 1949: inaugurazione della scuola materna. - 10 ottobre 1949: iniziano le attività della scuola materna. - 25 settembre 1954: solenne ingresso a Pompegnino delle suore Dorotee. - settembre 1954: ripresa dei lavori dello stabile asilo-oratorio. - 29 novembre 1957: benedizione del primo gagliardetto del Gruppo Alpini di Pompegnino. - 24 dicembre 1961: inaugurazione della chiesa di Pompegnino. - 27 maggio 1965: istituzione nuova Parrocchia “San Benedetto” di Pompegnino. - 29 maggio 1965: visita di S. Ecc. Mons. Luigi Morstabilini. - 26 settembre/3 ottobre 1965: solenni celebrazioni per il Decreto canonico che sancisce l’istituzione della nuova Parrocchia di Pompegnino dedicata a San Benedetto da Norcia, e 25° sacerdozio di Don Angelo Questa. - 1966: si completano i lavori dell’edificio asilo-oratorio. - 1 ottobre 1967: inaugurazione dell’asilo. - 2 ottobre 1967: riapre l’asilo, rinnovato nella struttura. 9 10 Le pagine di questo libro assomigliano a un viaggio in cui si cerca di raccontare, senza grandi pretese letterarie, una parte importante della storia di Pompegnino; si narra di momenti passati, di incontri tra uomini che non hanno esitato a mettersi in gioco e ad affidarsi totalmente alla Divina Provvidenza. Lo scenario che si presenta all’inizio del viaggio, lo fornisce direttamente la storia: la seconda guerra mondiale si è da poco conclusa e, come in molte altre parti d’Italia e del mondo, si è lasciata dietro di sé morte e distruzione. Chi si trova a transitare per Pompegnino nei mesi dell’immediato dopoguerra, scopre una frazione in ginocchio, con strade impraticabili, priva di illuminazione pubblica e di acqua potabile. La scuola elementare è inadeguata a svolgere una funzione pedagogica. Non esiste la scuola materna e tantomeno l’oratorio; non c’è un punto di aggregazione e di vita sociale per la gente della comunità. All’ingresso del paese, salendo da Roè Volciano, si incontra la chiesa, una costruzione di origine benedettina risalente ai secoli IX-X, che appare, però, deteriorata e trascurata. In questo quadro desolante, può sembrare strano, anche se significativo per capire alcuni avvenimenti successivi, che il primo gesto della ricostruzione post bellica sia stato rivolto a colmare un bisogno spirituale e non materiale: la richiesta al Vescovo di un sacerdote. Ed ecco un primo segno, opera della Divina Provvidenza. Per poter accogliere un sacerdote è necessario disporre di un’abitazione dove ospitarlo. La signora Fontana Margherita in Fiora, con nobile gesto, nel 1944, dona alla futura parrocchia di Pompegnino una modesta casa sulla via del Chiese al numero 22. Si aggiunge alla gratuità di questo gesto, la tenacia con la quale, per ben due volte, una delegazione di rappresentanti della comunità si reca dal Vescovo affinché esaudisca al più presto la loro richiesta. Sua Ecc. Mons. Giacinto Tredici, il 17 agosto 1945, affida a Pompegnino un sacerdote nella persona di don Angelo Questa, nato a Montichiari il 7 marzo 1913. Don Angelo giunge a Pompegnino il 7 ottobre 1945, accolto solennemente dall’Arciprete di Vobarno, don Tomaso Vezzola. Fin da quel primo istante il nome di don Angelo si lega in modo inscindibile a quello di Pompegnino. Rimarrà in quella comunità, fino al suo ultimo giorno terreno, prima di ritornare alla casa del Padre, il 18 dicembre 1988. 11 E’ l’incontro per eccellenza. Quello tra la comunità di Pompegnino e un giovane prete a cui Dio affida un progetto molto ambizioso e forse più grande delle sue possibilità: riportare la speranza, partendo dalla costruzione delle fondamenta e delle mura degli edifici. Quali pensieri siano passati per la testa di don Angelo, mentre saliva per la prima volta verso il paese, non è dato a nessuno conoscerli; di sicuro la sua grande fede in Dio lo ha trattenuto dal desiderio, umanamente comprensibile, di fuggire da quel luogo desolato. Don Angelo rappresenterà per tutti gli anni del suo ministero quel lievito necessario per far crescere la buona pasta offerta dalla terra di Pompegnino. Il giovane don Angelo nei primi anni di permanenza a Pompegnino. Come un abile allenatore di calcio, riesce a mettere in campo una squadra unita per vincere le sfide più difficili. In piedi da sinistra: Nerusco Manestrina, Firmo Zane, Andreino Delai, Pierino Federici; seduti da sinistra: Pietro Marcelli, Luigi Bigoloni, Francesco Viani (Cichino). 12 Il 19 maggio 1946, domenica di Pentecoste, don Angelo ed i capi famiglia della comunità si riuniscono in chiesa per formare un Comitato che prende il nome di “Comitato Opere Educative della Gioventù di Pompegnino”, che ha lo scopo di farsi promotore e attore di una serie di iniziative a beneficio della frazione. Il clima non è dei migliori: non ci sono fondi, e, come sempre, non mancano i derisori, gli oppositori e quelli che credono unicamente nell’intervento dello Stato e quindi bocciano a priori ogni altra iniziativa. Le uniche ricchezze disponibili (e non sono cosa da poco!) sono la buona volontà e la fiducia nella Provvidenza. Tra i primi interventi programmati spiccano, tra l’altro, il provvedere a una sede decorosa per la Scuola Materna e per l’Oratorio maschile e femminile. L’impresa, fin dal suo principio, sembra essere benedetta da un altro segno del cielo. Nel 1947, durante la festa del Sacro Cuore di Gesù, la Contessa Maria Pinotti Gamba dona, in memoria del figlio Giovanni e dell’ing. Parisini, una discreta somma di denaro per la costruzione della Scuola Materna. Da quel momento, per quella causa, continuano, ininterrottamente, gli aiuti da parte della Ditta Falck, delle famiglie e degli operai. Le lapidi che ricordano la generosità di chi ha permesso al Comitato di avviare i primi lavori di costruzione dell’asilo e dell’oratorio. 13 Tutto ciò consente di acquistare, con atto notarile del 29 febbraio 1948, l’immobile necessario per la futura scuola. Si tratta di un fatiscente edifico colonico, già restaurato, o addirittura rifatto, nel 1797. I primi lavori di sistemazione, tra l’aprile e l’ottobre del 1949, sono affidati all’impresa Salvadori Federico. In questo modo don Angelo si dimostra anche un abile amministratore politico, creando possibilità di lavoro per le maestranze ed i braccianti locali che devono misurarsi, quotidianamente, con un tasso di disoccupazione sempre più preoccupante. Alla fine il risultato è straordinario, quasi eroico. Nel giorno dell’inaugurazione – il 18 settembre del 1949 – l’opera di don Angelo incontra il consenso generale. L’apprezzamento per quanto compiuto va oltre i confini della Valle Sabbia. Don Angelo osserva i primi risultati del grande progetto che comincia a prendere forma. 14 Ecco come si presentava l’asilo in occasione dell’inaugurazione del 1949. 15 Opuscolo distribuito per l’inaugurazione dell’asilo: ben tre giorni di festa che culminano con la cerimonia di domenica 18 settembre 1949. 16 17 Tre settimane dopo l’inaugurazione, il 10 ottobre 1949, i piccoli “angioletti” delle famiglie di Pompegnino vengono accolti nella nuova struttura e affidati alla cura delle suore maestre di Santa Dorotea. Straordinaria figura del tempo, suor Eulalia Olivari, definita dalle cronache “vero angelo di bontà”. Tutti insieme nel refettorio per il pasto quotidiano (1950). 18 1950: Foto di gruppo in classe… … e in cortile. 19 La ricreazione all’aria aperta dei piccoli ospiti della Scuola Materna (luglio 1951). 20 In quegli anni, ancora grazie a don Angelo, a Pompegnino si realizzano anche spettacoli teatrali presso il salone della Scuola Materna. Don Angelo si occupa della direzione, ma anche della realizzazione di scenari, da lui stesso dipinti a mano. Rappresentazione della commedia “Luce che torna” (1954). 21 “Luce che torna” commedia in 3 atti di R. Melani Salone Scuola Materna “Sacro Cuore” di Pompegnino – Marzo 1954. Dramma altamente umano in cui una incompatibile situazione, porta alla distruzione della concordia e della serenità di una famiglia. Il dolore per l’inaspettata cecità di un suo componente, spinge via via la famiglia a lasciarsi alle spalle il passato e volgersi ad un avvenire d’amore e di comprensione. Personaggi ed interpreti: ACHILLE: Gino Cavedaghi TRISTANO: Giovanni Valpiani PIERO: Franco Valdini VIVIANA: Laura Avanzini SILVIA EPIGNY: Cesarina Turrini LEO: Rino Cressoni IRENE: Rita Tiboni MARISA: Marisa Turrini Regia di Germano Vitali Trucco e scenografie di Giacomo Galvagni Direttore: don Angelo Questa 22 Rappresentazione dell’opera-fiaba “Il gatto con gli stivali” (1955). 23 “Il gatto con gli stivali” – operetta-fiaba di L. Galeazzi Salone Scuola Materna “Sacro Cuore” di Pompegnino – Marzo 1955. Morale: tra gli uomini sono pochi i furbi, molti invece gli ingenui e i sempliciotti. Questi vogliono dimostrarsi capaci, avveduti, intelligenti, istruiti in tutto, ma, nella realtà, risultano sciocchi. Vedono i fatti cogli occhi degli altri e quindi non giudicano con la propria testa. Manovrati, ad arte, dagli scaltri furbacchioni, diventano ridicoli, buffi e spregevoli. Personaggi ed interpreti: i bambini e le bambine delle scuole elementari di Pompegnino. Orchestra “Rosignolo” Pianista: Mario Bertelli Scene e costumi: Giacomo Galvagni Direttore: don Angelo Questa 24 Il 25 settembre 1954, fanno il loro ingresso solenne e prendono dimora stabile a Pompegnino le rev. suore Dorotee di Brescia: suor Amabile Vanghetti, direttrice; suor Eufemia Comincini; suor Domenica Tebaldini. Rimarranno a Pompegnino fino al 24 giugno 1979. Le suore raggiungono Pompegnino attraverso il ponte che unisce la frazione al comune di Roè Volciano (25 settembre 1954). 25 Un folto corteo di popolo “scorta” affettuosamente le suore mentre salgono verso Pompegnino (25 settembre 1954). 26 L’abbraccio della popolazione….. …..durante il concerto in loro onore. 27 Sempre nel 1954 riprendono i lavori alla Scuola materna. Si rifinisce il primo piano e lo si dota di servizi e camere per le reverende madri. L’edificio prima dei lavori del 1954. Vista d’insieme… 28 ….. e della parte dell’asilo. 29 Si costituisce in quegli anni il locale Gruppo degli Alpini. Benedizione primo gagliardetto del Gruppo Alpini di Pompegnino (29 novembre 1957). 30 Un momento della benedizione del primo gagliardetto (29 novembre 1957). 31 Gli anni passano. La Scuola Materna continua la sua attività di accoglienza e di educazione delle nuove generazioni. Gruppo di piccoli ospiti della Scuola Materna (30 agosto 1961). 32 Foto di gruppo con le mamme (30 agosto 1961). 33 Un’altra importante data nella storia della parrocchia di Pompegnino è la Vigilia di Natale del 1961. In quella santa sera, nonostante la neve, viene inaugurata la chiesa, costruita dieci secoli prima dai monaci benedettini del cenobio di Serle e recentemente ristrutturata. Dopo anni di lavoro, e grazie alla generosità della popolazione, si compie un’altra opera straordinaria: il recupero della chiesa da uno stato di abbandono. L’altare della chiesa dopo il restauro (4 novembre 1961). 34 La neve non ferma il desiderio della gente di Pompegnino di riavere la propria chiesa (24 dicembre 1961). 35 Mons. Tomaso Vezzola, sotto lo sguardo attento di don Angelo, benedice la chiesa ristrutturata. 36 Mons. Tomaso Vezzola apre il corteo dei fedeli all’ingresso della chiesa. 37 La chiesa non riesce a contenere tutti i partecipanti. Molti sono fuori. Alcuni parrocchiani con don Angelo (24 dicembre 1961). 38 Il salone della Scuola Materna, già utilizzato per rappresentazioni teatrali, diventa anche il luogo ideale per piacevoli occasioni di divertimento. Foto di gruppo dei bambini delle scuole elementari durante uno spettacolo (9 maggio 1964). 39 Foto di gruppo dei bambini della Scuola Materna durante uno spettacolo (9 maggio 1964). 40 Anche le funzioni religiose rappresentano straordinarie occasioni di aggregazione per la popolazione di Pompegnino. Sante Comunioni (1° maggio 1965). 41 Sante Comunioni (1° maggio 1965). 42 Sante Comunioni (1° maggio 1965). 43 Una data di sicura importanza per la comunità parrocchiale di Pompegnino è quella del 27 maggio 1965. Fu infatti in quell’occasione che il Vescovo di Brescia, Mons. Luigi Morstabilini, con Decreto canonico, istituì la Parrocchia di San Benedetto da Norcia. La lapide che ricorda l’istituzione della parrocchia di San Benedetto da Norcia di Pompegnino si trova all’interno della chiesa. Ed è lo stesso Vescovo Mons. Luigi Morstabilini a portare il solenne annuncio nella comunità di Pompegnino. 44 Visita di S. E. Mons. Luigi Morstabilini il 29 maggio 1965. L’arrivo a Pompegnino. 45 La processione per le vie del paese. 46 L’ingresso in chiesa (come da tradizione, non mancano, sullo sfondo, le bancarelle dei dolciumi). 47 Celebrazione dell’eucarestia. 48 Foto di gruppo all’esterno della chiesa. 49 Il Vescovo ed i sacerdoti posano con alcune suore e con le forze dell’ordine. 50 I bambini della prima comunione, dopo aver incontrato il Vescovo, posano con don Angelo e Mons. Vezzola. 51 I festeggiamenti per l’elevazione della comunità di Pompegnino a parrocchia si svolgono nell’ultima settimana di settembre del 1965; è l’occasione per don Angelo di celebrare anche il suo XXV anniversario di ordinazione sacerdotale. Questo il programma dai manifesti dell’epoca: 52 53 L’intensa settimana di celebrazioni culmina con la S. Messa del 3 ottobre 1965 in cui si festeggia il XXV di sacerdozio di don Angelo. L’omelia di Mons. Tomaso Vezzola durante la S. Messa nel XXV di sacerdozio di Don Angelo Questa (3 ottobre 1965). 54 La chiesa è gremita come nelle grandi occasioni. 55 Don Angelo impartisce la benedizione solenne. 56 All’esterno della chiesa al termine della S. Messa. 57 Dopo dodici anni di intervallo forzato, nel 1966 si concludono alla Scuola Materna, i lavori più impegnativi: la demolizione radicale e la ricostruzione della nuova sede sulla stessa area. L’opera è stata realizzata contando solo sulle offerte dei benefattori, senza aiuti particolari dallo Stato. Lavori di ricostruzione (agosto 1966). 58 Lavori di ricostruzione (agosto 1966). 59 Lavori di ricostruzione (agosto 1966). 60 Lavori di ricostruzione (agosto 1966). 61 Finalmente, il primo ottobre 1967, tutto pronto per l’inaugurazione della Scuola Materna, dell’oratorio, dell’ambulatorio e del cinema. L’inaugurazione è preceduta dall’eco degli articoli pubblicati sugli organi di stampa della provincia. GIORNALE DI BRESCIA - mercoledì 20 settembre 1967. 62 GIORNALE DI BRESCIA - venerdì 29 settembre 1967 63 Biglietto di invito per l’inaugurazione della Scuola Materna, dell’oratorio, dell’ambulatorio e del cinema. 64 65 Benedizione impartita dal Vicario Generale Mons. Pietro Gazzoli (1° ottobre 1967). 66 L’ing. Giorgio Agosti, direttore della Falck di Vobarno taglia il nastro dell’inaugurazione affiancato dal sig. Domenico Fappani, sindaco di Vobarno. Giovanni Valpiani (a sinistra) e don Angelo (dietro, a destra) sorridono compiaciuti per quanto realizzato. 67 Lo scoprimento delle lapidi dedicate ai benefattori. L’avvenimento è allietato dal coro “Rosignolo”, diretto dal maestro Tonino Nolli. 68 Tra le autorità intervenute: l’ing. Giorgio Agosti, direttore della Falck di Vobarno; il sig. Domenico Fappani, sindaco di Vobarno; Mons. Pietro Gazzoli, Vicario Generale; il sig. Andrea Barbiani, consigliere provinciale; il prof. Ugo Vaglia. 69 GIORNALE DI BRESCIA - lunedì 2 ottobre 1967. 70 Modalità di iscrizione alla scuola materna per l’anno scolastico 1967/68, redatta da don Angelo. 71 Nel corso degli anni, molti sono stati i bambini che don Angelo ha accompagnato nella catechesi ai Sacramenti. Sante Comunioni del 1966. 72 Sante Comunioni del 1968 (2 giugno). 73 Sante Comunioni del 1968 (2 giugno). 74 Sante Comunioni del 1968 (2 giugno). 75 Sante Comunioni del 1970 (2 giugno). 76 Sante Comunioni del 1970 (2 giugno). 77 Corteo per la consacrazione del nuovo altare (29 agosto 1970). 78 Le immagini e i fatti riportati in questo volumetto sono frammenti di un passato che è già memoria. Ma sono anche istanti di vita che possono continuare ad esistere. A due anni dalla ferita aperta dal terremoto del 24 novembre 2004, ci ritroviamo tra le mani le nostre speranze e la volontà di continuare a fare, a costruire, a impostare la vita. Dai ricordi ci viene, spesso, la malinconia per ciò che è passato; per i volti incontrati. Ma ci viene anche la gioia per quelle istantanee che sono bagaglio di tradizioni, di persone concrete, di progetti, di opere compiute. E’ un omaggio per chi crede che si possa sempre ricominciare da capo, a testa alta, con gli occhi nel sole. 79 Per la realizzazione di questo volume ci si è avvalsi delle seguenti fonti di documentazione: - “Le opere realizzate a Pompegnino”, a cura di don Angelo Questa, 1968. - Archivio storico parrocchiale di Pompegnino. Per l’apparato iconografico si ringrazia la Famiglia Valpiani, in particolare la sig.ra Fernanda, per la consultazione dell’archivio fotografico di Giovanni Valpiani. 80 81 82