Il Nome della Casa
Mensile di informazione
e approfondimento sociale
N. 26 Anno 3 - 1 Aprile 2012 - ¤ 1,00
Primo Piano
Costruire
o non costruire...
Che ne pensa
Coop Costruzioni?
I Personaggi
Scarpe rotte,
eppur bisogna
andar!
La liberazione di Bologna
Bologna - www.coopansaloni.it
L’Angolo Spinoso
Non se ne
può più...
dei maschi
violenti!
Poste Italiane Spa - spedizione in abbonamento postale 70% - CN BO
Buone Notizie
Bologna
“Sostenibilità e Trasparenza
con Cooperativa Edificatrice Ansaloni”
Questione di Stile Il bacio della libertà
darci la possibilità e il tempo di analizzarle e creare la nostra opinione.
Ricordo che ad aprile si festeggia anche la liberazione d’Italia dal dominio
nazifascista ma oggi possiamo dirci
ancora liberati da qualche forma di
dominio? Qui si potrebbe discuterne
per un giorno intero ma fondamentalmente sappiamo che la risposta
è no. Le informazioni che ci arrivano
dall’esterno sono filtrate da una sorta
di costrizione mediatica che impone a
tutti i periodici, telegiornali e qualsiasi
altra mezzo d’informazione, di comunicare il tutto e allo stesso modo. Con
l’avvento d’internet e i relativi blog,
profili e bacheche c’è qualcuno che
tenta di scardinare tutto ciò, cercando di essere la famosa “voce fuori
dal coro”, ma stranamente il sito in
questione viene oscurato o il video di
critica su youtube viene fatto sparire.
È un dominio più subdolo, più silente, che cerca di fare di una massa
una unica entità, quindi più gestibile
e controllabile. Rimpiango appunto
gli anni ottanta dove sembra esserci
stato l’ultimo scorcio di libertà d’opinione, dove ancora le manifestazioni
pubbliche avevano ancora il proprio
valore e la diversità veniva osservata
con curiosità e non come disprezzo.
La cultura italiana veniva difesa a
spada tratta, Vittorio Gassman decantava Dante, De Andrè si faceva
accompagnare dai ritmi provenienti
dal sud Italia e Umberto Eco scriveva il suo più grande capolavoro,
il nome della rosa. Io libero a volte
non mi ci sento. Credo che noi non
siamo, e non dobbiamo, essere
delle capre, che vengono imbonite
e ingozzate da qualsiasi scemenza. Rimane una questione di stile,
lo stile di riscoprirsi italiani.
Il 25 aprile 1945 l'Italia liberata dal dominio nazifascisti
www.buonenotiziebologna.it
Marcello Cominelli
Tony Vaccaro il bacio della liberazione
COPIA OMAGGIO
Mi hanno chiesto di togliermi qualche
sassolino dalla scarpa... Allora mi sa
che dovrò fare piano, altrimenti ne
esce una montagna.
Io di poche cose so parlare e due di
queste sono la cultura e la società. E
per entrambe ne ho molti di sassolini da togliermi. Credo di essere uno
degli ultimi scorci dei cari e vecchi
anni ottanta. In quegli anni tutto era
una questione di stile. Nel vestirsi, nel
muoversi, nella musica, che si trattasse di capelloni cotonati o camicie
sgargianti, tutto era identificabile nel
regno degli “eghty style”. Mi mancano
quegli anni, la società sembrava aver
ancora una sua importanza o meglio
ancora aveva qualcosa da dire. Ora
sembrerà che questo mio editoriale, si
trasformi in una sorta di “si stava meglio quando si stava peggio”, ma non
è cosi. Era effettivamente tutto molto
diverso. Ci iniziavamo ad approcciare al serio fenomeno del consumismo, lo stile americano iniziava a
diffondersi a macchia d’olio, ma la
società italiana aveva ancora una
sua identità forte. È ancora presente nella mia mente, quando alle
elementari ce la menavano con il
libro Cuore di Edmondo De Amicis.
Per carità libro interessante, ma mi
ha sempre dato quel retro gusto
tipico italiano: di fronte ai problemi
vogliamoci bene! L’Italia e gli italiani sono persone di cuore, appunto!
Ritornando seri, è inesorabile una
riflessione sulla modifica della cultura dagli anni ’80 ad oggi. Nell’era
degli anni 2000 dove tutto è “prendo, mordo e fuggo”, la cultura si è
adattata a questo stile.
Le informazioni sono più veloci e tempestive e con l’imporsi, in maniera imperante, della tv, veniamo bombardati
in maniera continua da notizie, senza
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Primo Piano
BNB
1 Aprile 2012
costruire o non costruire...
Maurizio Cocchi incontra Luigi Passuti Presidente di Coop Costruzioni
www.buonenotiziebologna.it
Luigi Passuti, da sempre in Coop
Costruzioni, ha ricoperto numerosi incarichi, tra cui il responsabile
amministrativo, ora è il nuovo presidente, in sostituzione di Adriano
Turrini, attualmente alla Presidenza di Coop Adriatica. Lo incontro
in una delle tante salette riunioni
della loro sede di Bologna.
Lei è il nuovo Presidente di
Coop Costruzioni, come ha trovato l’azienda, è in salute?
Sì, è in salute. Ma è un momento
molto difficile, in un mercato in cui
non si vincono appalti e il sistema
del credito non ci agevola perché è
bloccato. Noi non ci fermiamo e cerchiamo di lottare. Il nostro fatturato
è suddiviso tra un 60% di commesse pubbliche in tutta l’Italia, un 30%
di privato, un 20% di immobiliare in
conto proprio. Oggi non abbiamo
la certezza dei tempi, soprattutto
quando lavoriamo con l’ente pubblico, che è in difficoltà a causa del
Patto di Stabilità e di conseguenza
ha difficoltà a pagare. Molte commesse dopo l’avvio vengono rallentate, anche da comitati che sorgono
ovunque. Esemplare il progetto del
Civis di Bologna, interrotto definitivamente a seguito di polemiche sostenute dai comitati venuti fuori; c’è
il People Mover importante opera
su cui aleggia la minaccia di comitati che vogliono fermare il lavoro,
nonostante il Comune di Bologna
abbia approvato il progetto definitivo. Speriamo che non ci riescano,
perché questa è un’opera molto importante.
Non c’è confusione di ruoli tra
Impresa e Pubblica Amministrazione? Perché il cittadino (che
protesta per fermare i cantieri)
si rivolge all’Impresa e non alla
Pubblica Amministrazione?
Credo esista una debolezza da
parte della Pubblica Amministrazione in cui non ci sono più figure
di spicco e l’indecisione. La poca
chiarezza interna, fa sì che non riesca a trasmettere ciò che vuole
all’impresa. Prendiamo il Civis: era
stato definito il progetto, poi nella
fase attuativa sono sopravvenuti mille ritardi, mille fermi e ogni
volta il cantiere veniva sospeso
per quattro mesi. Perché qualche
comitato, contestava il tragitto e
bisognava riprogettare tutto. Il problema a monte della Pubblica Amministrazione è la poca chiarezza
su cosa fare. Noi possiamo dare
consigli, ma se tutto si ferma nei
loro uffici e nessuno prende una
decisione, viviamo nell’incertezza.
Oggi anche un comune virtuoso
ha problemi finanziari ed ha difficoltà a commissionare opere.
In considerazione di queste
difficoltà amministrative, non
sarebbe meglio che le imprese
fossero più caute nell’accettare
le commesse?
Nel nostro settore si sente drammaticamente la mancanza di lavoro e molti operai sono in cassa
integrazione; quadri impiegati, e
dirigenti hanno il contratto di solidarietà. La ricerca di lavoro passa anche attraverso un mondo di
relazioni, mettersi a disposizione
della città e farle delle proposte,
che sono condizionate dalla presenza di finanza. Dopo di che il
mercato è sottoposto a regole: il
comune emana il bando pubblico
e l’impresa partecipa, rispettando
regole precise. Si vince una gara
o si perde a seconda che si faccia il prezzo migliore. Ne abbiamo
vinte tante ma ne abbiamo anche
perse tante. Abbiamo bisogno di
lavorare in città come Bologna,
e Ferrara. Abbiamo 440 persone
da far lavorare tutti i giorni e sono
tante, in un periodo in cui chiudono i cantieri o siamo costretti a
sospenderli perché non veniamo
pagati. Se abbiamo a disposizione altri cantieri, spostiamo lì i
nostri operai, che altrimenti restano a casa in cassa integrazione,
questo è un problema sia per l’operaio, sia per la famiglia.
Avete molto invenduto sui pro-
dotti immobiliari da voi proposti
al mercato?
No, perché siamo stati molto cauti
a realizzare iniziative immobiliari
in proprio, in quanto il mercato ha
grandissima offerta e poca richiesta. Abbiamo tre cantieri, di circa
70 alloggi, che non sono tanti per
un’azienda come la nostra che
fattura 170 milioni di Euro. Non lo
consideriamo un grosso peso in
questo momento.
e abbiamo montato il fotovoltaico,
ma come nostro investimento.
Non c’è una grande corsa in questa direzione. Mancano i finanziamenti, non ci sono più istituti pronti
a finanziare il fotovoltaico.
Nelle commesse private si lavora più sul nuovo o sulle ristrutturazioni?
Il nuovo è proprio sparito, nel privato si lavora sulle ristrutturazioni.
Il 30% di fatturato, di cui parlavo
prima, deriva da commesse acquisite negli anni precedenti. Nel giro
di due anni, noi siamo passati dal
60 - 65% del settore privato, al 30%
di oggi e scendiamo ancora molto
rapidamente. Si lavora soprattutto
sulle ristrutturazioni, su iniziative
specifiche, tipo il grande capannone della logistica che ha una sua
destinazione specifica ed un suo
utilizzatore finale; questo è il pochissimo nuovo che abbiamo. Non
partiamo con un’iniziativa immobiliare nostra, se non c’è acquirente
o comunque chi la possa utilizzare in affitto. A seguito di un lungo
lavoro di progettazione, in questi
anni abbiamo portato a casa un po’
di lavoro, soprattutto a L’Aquila, riguardante gli edifici, con fondi stanziati adesso per la ristrutturazione
di interi condomini. La gente lì vive
ancora nelle casette di legno, tanto
pubblicizzate, ma che fanno acqua
e quindi necessitano di una casa
vera. Mi fermo qui.
no tutti. Il mercato immobiliare oggi
è molto più difficile. Per vendere
un’unità immobiliare ci vuole molto,
molto più tempo. Le banche chiedono più garanzie e più interessi.
Il costo del denaro per le aziende
Le tecnologie riguardanti il risparmio energetico, hanno un
indotto sull’edilizia?
Molto poco. Abbiamo realizzato,
ad esempio, su un edifico di 30
anni fa, il cappotto termico esterno
Quando usciremo da questa crisi?
Ci vuole la sfera di cristallo per saperlo! Si trascinerà per alcuni anni
e non ritorneremo mai più come
prima. Non lo dico solo io, lo dico-
è mediamente attorno al 6% e in
base al merito creditizio varia: se
un’azienda ha un merito creditizio
di poca consistenza o non concedono il denaro o anziché il 6%, fanno
pagare l’8%. Oggi il mutuo sui terreni le banche non lo concedono
più. Bisogna comprare l’area e poi
la banca interviene sul 60% dei costi di costruzione. Prima finanziava
il 100% e anche più. Le imprese
denunciano la poca consistenza di
credito, la mancata erogazione di
credito e soprattutto le cifre folli del
costo del denaro rispetto all’Euribor
che è sotto l’1%.
In redazione
Ugo De Santis
Autoriparazioni
VECCHI di Vecchi Giovanni
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BNB
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I Personaggi
1 Aprile 2012
Scarpe rotte, eppur bisogna andar!
Galliani Pierino
Lasciamo perdere “fischia il vento e urla la bufera” e parliamo di
“scarpe rotte, eppur bisogna andar”. E allora? Dopo tanto “imperversare”, soprattutto a livello
scolastico, di episodi più o meno
eroici, accenniamo (prima della
totale scomparsa di quanti “fecero i partigiani”) a tante tribolazioni
quotidiane, apparentemente banali ma autenticamente eroiche.
E così ecco un rapido flashback
su crude realtà, ignorando volutamente fatti d’arme.
Prima notte partigiana a Monte
Cavallo (sopra Granaglione), in un
Rifugio del Corpo Forestale. Siamo a quota 1.400. Si dorme su un
pavimento ricoperto di frasche d’abete. Tagliate da poco odorano di
resina ed emanano un freddo umido. Fa un freddo boia anche in piena estate. Siamo ai primi di luglio
1944. Non tutti, purtroppo, stante
incaute promesse, si sono portati
dietro una coperta e vestiti adatti
alla vita in montagna. Armi poche.
Munizioni idem. E tutto di tempi
più o meno remoti. C’è già un ferito grave. Ha una pallottola nella
schiena. Non si sa se d’arma da
fuoco amica o nemica. È giovane
e rantola. Muore. All’alba avrà fret-
Toni Giuriolo
tolosa sepoltura nella circostante
fitta abetaia. Al mattino lavata di
faccia con l’acqua gelida della vicina fontanella. Ci si mette in marcia
a pancia vuota o quasi. Via verso
Corno alle Scale, lago Scaffaiolo,
passo (o salto?) del Lupo, Monti
della Riva. Ed ancora avanti. In fila
indiana, su sentieri stretti, scoscesi, sdrucciolevoli. I più, originari
della pianura, imparano così come
anche il semplice camminare possa tradursi in autentica sofferenza
fisica. Al mio fianco un vecchio
amico ma più giovane di me. Non
ha ancora 18 anni. Non ha alcuna
esperienza di vita militare. Ha pre-
so per buone le promesse fatteci.
Si porta dietro una ridicola valigetta di cartone i cui bordi, più avanti
nel tempo, si arricceranno dopo
un violento acquazzone. È partito
da casa calzato di leggere scarpette da tennis. E queste hanno
già le suole spezzate dalla lunga
e faticosa pedalata da Molinella a
Porretta. Per lunghe giornate dovrà rinforzarle con tela di sacco
e spago… “scarpe rotte, eppur
bisogna andar!” Ottime scarpe ai
piedi avrà invece nel dicembre ’44,
quando cadrà combattendo contro
i tedeschi, già in linea con gli americani, a Monte Belvedere. E con
lui moriranno anche Toni Giuriolo,
anni 32, e Nino Venturi, anni 19.
Toccherà a chi scrive e ad Anselmo Martoni (Lampo nella lotta
partigiana), nell’aprile 1945, dare
ad una madre, vedova da tempo,
il drammatico annuncio: non solo
il suo unico figlio era morto da
mesi, ma la sua salma era rimasta sepolta per lungo tempo sotto
un alto strato di neve ed era stata
recuperata soltanto nel primi giorni
di febbraio 1945. Toccherà ad altri
annunciare ai rispettivi famigliari la
morte di Giuriolo e Venturi.
G.V.
La Liberazione di Bologna
“All’ippodromo ci sono le corse domani” era il segnale che sarebbe
stato trasmesso dalla BBC come
segnale della contemporaneità
dell’attacco diretto alla città da parte
alleata e dell’azione partigiana. Le
formazioni partigiane di città e dei
comuni limitrofi, dovevano operare
per salvaguardare ed impedire la distruzione degli impianti civile e controllare i punti nevralgici di accesso
alla città, onde favorire la liberazione da parte delle truppe alleate.
Le prime unità alleate ad entrare in
Bologna nelle prime ore del mattino di sabato 21 aprile 1945, furono
il 2° Corpo Polacco dell’8° Armata
Britannica, i reparti avanzati delle
divisioni USA 91° e 34°, avanguar-
die dei gruppi di combattimento Legnano, Friuli, Folgore e parte della
brigata partigiana Maiella, aggregata anche quella all’8° Armata.
All’arrivo delle truppe alleate i partigiani avevano già preso possesso della Prefettura, della Questura, del Comune, del Pirotecnico,
del carcere, delle caserme e controllavano tutti i punti nevralgici
della Città. Alla testa di un corteo
che raggiungerà Piazza Maggiore,
Onorato Malaguti - che poi sarà
il primo segretario generale della
camera del lavoro - salendo su
un tavolino da caffè, indirizzò ai
partigiani e ai soldati alleati il primo caloroso saluto: “I nazifascisti
sono stati cacciati e non ritorne-
ranno mai più. Ma se Bologna è
libera non è così per tutta l’Italia.
La guerra deve continuare contro
i tedeschi e i fascisti fino alla loro
completa sconfitta”.
I soldati italiani sono stati fermati
alle porte della città per dare la
precedenza ai polacchi.
Il cappellano militare don R. Giovanni Grzondziel fissa sulla cima
della torre Asinelli una grande
bandiera con i colori della sua Polonia. La popolazione bolognese
accorre e circonda festante i soldati liberatori. Nella tarda mattinata dal balcone di palazzo d’Accursio si affacciano il presidente del
CLN regionale Antonio Zoccoli,
il prefetto Gianguido Borghese e
il nuovo sindaco designato Giuseppe Dozza. L’ex podestà fascista Mario Agnoli, intervenuto per
passare le consegne alla nuova
amministrazione, viene lasciato li-
bero di allontanarsi dal palazzo comunale sotto la protezione di padre
Casati e verrà ospitato per qualche
tempo nel convento domenicano.
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Per ricordare la ricorrenza del 25 aprile, festa della Liberazione, una testimonianza partigiana
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Buone Pratiche
BNB
1 Aprile 2012
Case per le giovani coppie
Oltre 8 milioni e 795 mila euro complessivi stanziati dalla Regione
www.buonenotiziebologna.it
Prosegue il bando regionale “Una
casa per le giovani coppie e altri nuclei familiari” in cui la Regione mette
a disposizione un contributo di 10
mila euro per l’acquisto della casa,
che sale a 13 mila euro se l’alloggio
è realizzato con tecniche costruttive rispettose dell’ambiente e del
risparmio energetico e arriva fino a
15 mila euro per le famiglie con almeno un figlio. Le risorse finanziarie
destinate dalla Regione per la realizzazione del provvedimento ammontano a oltre 8 milioni e 795 mila
euro complessivi. Ad oggi il progetto
“Una casa per le giovani coppie e
altri nuclei familiari”, ha consentito
l’acquisto della prima casa a 391
nuclei con un contributo complessivo della Regione Emilia-Romagna
di 4 milioni e 524 mila euro.
«Favorire l’accesso alla prima casa
di proprietà - ha evidenziato l’assessore regionale alle Attività produttive
ed edilizia, Gian Carlo Muzzarelli è un tassello dell’azione regionale
per costruire la filiera dell’abitare e
significa incidere sulla qualità della
vita delle persone, dare loro una
Vesto come penso
L’abbigliamento solidale che sposa moda, etica e idee
La profetessa di tutto ciò, si chiama
Katharine Hamnett e la linea d’abbigliamento ha il marchio Solidal
Coop, in vendita anche nei negozi
di Coop Adriatica.
La stilista inglese, che ha firmato la
collezione primavera-estate in cotone biologico certificato, include anche le celebri t-shirt con gli slogan
che l’hanno resa celebre, ai quali si
aggiunge oggi “Together it is possible”, in omaggio al 2012, anno internazionale della cooperazione.
La linea d’abbigliamento firmata da
Hamnett in esclusiva per Coop - anche online, su www.vestosolidal.it e
Facebook - include capi classici, da
filiera pura e tracciabile, per donna,
uomo e bambino: t-shirt, camicie,
polo, leggings e short, realizzati in
cotone rigorosamente biologico e
certificato Flo, proveniente dall’India.
Le magliette riportano alcune tra le
frasi più celebri di Hamnet. “Stop
and think”, “Knowledge is power”,
“Choose love” e, dedicato ai bambini,
“Love”, “Genius” e “Save the future”.
Katharine Hamnett, classe ’47, è
paladina, infatti, di una moda che
non sia solo apparenza, ma anche
strumento di riflessione, con semplici
t-shirt che diventano potenti mezzi
di comunicazione. Nel 1984, finì sui
giornali di tutto il mondo per aver indossato al cospetto del premier Margaret Thatcher una maglietta con la
scritta “58% don’t want pershing”,
sulla contrarietà, cioè, alle testate nu-
cleari espressa dalla maggioranza
degli inglesi. La stilista è inoltre universalmente nota come la pioniera
di uno stile etico e rispettoso dell’ambiente: un impegno affine a quello di
Coop, che ha nel consumo responsabile una delle sue ragioni d’essere.
La linea di prodotti Solidal, lanciata
nel 2003, include oggi 66 prodotti del
commercio equo-solidale: dal caffè
ai giocattoli, dalle rose all’abbigliamento; nel 2010, le vendite di questi
articoli nei negozi di Coop Adriatica
hanno sfiorato i 5 milioni di euro, 250
mila euro nella sola Bologna.
I capi di Hamnett per la collezione
Solidal rappresentano il primo passo di un percorso che proseguirà
nella stagione autunno-inverno.
Protagonista della campagna sarà
anche la gente comune, che sarà
immortalata in set allestiti nelle
principali città d’Italia, dentro o in
prossimità dei punti vendita Coop.
speranza in più, contribuire a rendere più solida la coesione sociale
ed il sistema emiliano-romagnolo.
Con questo contributo, per le giovani coppie ed altri nuclei famigliari,
diamo una mano a chi oggi, pur in
una situazione di difficoltà economica generale, ha deciso di acquistare
la prima casa di proprietà».
C’è tempo fino al 6 giugno prossimo per individuare uno degli alloggi disponibili a prezzo convenzionato (il cui elenco e ubicazione
sono reperibili all’indirizzo www.
intercent.it) e sottoscrivere il precontratto con la proprietà dell’immobile. Dopo avere sottoscritto il
pre-contratto, occorre presentare
la richiesta di contributo compilando la modulistica disponibile online allo stesso indirizzo il giorno 7
giugno 2012 dalle ore 9 alle ore 17
(click day). La graduatoria dei nuclei ammessi al programma sarà
pubblicata il 15 giugno 2012.
Per giovani coppie si intendono nuclei
costituiti da coniugi, da nubendi, da
conviventi more uxorio o da persone
intenzionate a convivere more uxorio,
in cui almeno uno dei componenti
la coppia abbia non più di 35 anni.
Possono, inoltre, accedere i nuclei
costituiti da un solo genitore che
abbia non più di 45 anni di età con
uno o più figli a carico; i nuclei nei
quali almeno uno dei due genitori non abbia più di 45 anni di età
e nei quali siano presenti almeno
tre figli coresidenti, dei quali almeno uno minore di 18 anni; i nuclei
sottoposti a procedure di rilascio
dell’alloggio per ragioni diverse
dalla morosità; i nuclei assegnatari di un alloggio di edilizia residenziale pubblica per i quali sia stata
dichiarata la decadenza per superamento dei limiti di reddito.
S.T.
A Sasso si differenzia!
La raccolta dei rifiuti rispetta la Direttiva Europea
Raccolta differenziata oltre il
76%, con massa totale di rifiuti ridotta in un anno del 12%, e 19%
in meno di indifferenziato da mandare all’inceneritore. Il modello di
raccolta differenziata “porta a porta” funziona.
tonnellate nel 2011).
Sasso Marconi risulta quindi essere in linea con la Direttiva Europea che prevede la riduzione
del monte rifiuti totale del 20%
entro il 2020.
“Nel 2011 abbiamo ridotto del
Confrontando i dati del 2010 e del
2011 risulta che il quantitativo totale
di rifiuti urbani mandati a smaltimento si è ridotto del 12%, sono infatti
7476,244 le tonnellate di rifiuti raccolte a Sasso Marconi nel 2011 (contro le 8553,330 tonnellate del 2010).
La raccolta differenziata “porta a
porta” (cominciata nel dicembre
2007) ha consentito di migliorare la performance dei “ricicloni”
passando da una media annuale del 74,80% (nel 2010) al
76,60% dei rifiuti differenziati e
riciclati nel 2011 (passando dalle
6398,180 tonnellate del 2010 a
5730,744 tonnellate). Il dato più
interessante è però quello relativo alla diminuzione della massa
di “indifferenziato” che, anche
grazie alla riduzione dei sacchi in
dotazione gratuita per le famiglie
e per le imprese, ha consentito
di chiudere l’esercizio 2011 con
una significativa riduzione del
19% (per un totale di 1745,500
12% il quantitativo di rifiuti prodotti e ci avviciniamo a passi concreti verso i numeri indicati dalla
Direttiva Europea “spiega Pierpaolo Lanzarini, assessore all’ambiente di Sasso Marconi”. Ancora
una volta non posso fare a meno
di ringraziare i cittadini sassesi e
le imprese dei nostri distretti industriali e artigianali che hanno
compreso in pieno il senso del
cambio di modalità di raccolta deciso dall’Amministrazione comunale: senza la loro fattiva collaborazione oggi non saremmo qui a
condividere la soddisfazione per
questi importanti risultati.
Andando avanti di questo passo
saremo in grado di rispettare i parametri indicati dall’Europa, confermando di meritare gli attestati di
stima che il nostro Comune ha ricevuto in questi anni e contribuendo a migliorare la qualità della vita
sulle nostre colline”.
M.N.
B.T.
Sede Legale e Amm. - Via Emilia, 369 - 40011 Anzola dell'Emilia (BO)
www.uniloggroup.it
BNB
L’Angolo Spinoso
1 Aprile 2012
5
In questo numero di aprile, il nostro
consueto “non se ne può più”, non
si vuole occupare della solita e forse ormai trita e ritrita satira dedicata a qualche uomo politico italiano.
Dopo le vette d'insipienza raggiunte e le grandi facce di bronzo maturate da tanti esponenti della nostra
classe politica, ormai prendere per
il sedere un onorevole od un amministratore pubblico è come portare
via una caramella ad un bambino!
E non fa ridere più nessuno!
Il mese scorso BNB ha celebrato
la tradizionale festa della donna,
unendosi al solito coro massmediatico internazionale. E fino qui
tutto bene. Quello che però non è
stato detto con sufficiente energia,
secondo il sottoscritto, è che…
NON SE NE PUÒ PIÙ DEI MARITI, DEI FIDANZATI, DEI COM-
PAGNI, INSOMMA DEI MASCHI
VIOLENTI CON LE DONNE!!!
Volutamente non ho scritto con
le LORO donne, perché in una
relazione sentimentale l’aggettivo
possessivo non può esistere, in
quanto la proprietà che riguarda
un essere umano, che una volta
veniva anche chiamata schiavitù,
è stata da parecchio tempo abolita, almeno nel mondo civile.
Ma veniamo a qualche dato: ad
esempio da tre anni l’associazione
“Il cerchio degli uomini” aiuta chi
vuole lasciarsi alle spalle la violenza. Però il fondatore Roberto
Poggi afferma: “I casi di violenza
domestica che arrivano ai media
sono meno del 5%”.
In aumento gli stupri (+34%) e lo
stalking (+16%): i dati della Procura
di Roma raccontano che i primi sono
passati da 430 casi del 2010 a 578 del
2011. Aumenta anche la prostituzione
minorile, i maltrattamenti in famiglia
e gli atti sessuali con minorenni.
Mi chiedo: ma chi sono questi individui violenti di cui sempre più
spesso si occupano le cronache
dei giornali ed i notiziari televisivi?
L’idea che mi sono fatto è che questi “mostri”, quasi sempre, non vengano da paesi lontani e non siano
per forza dei malati mentali cronici.
Da ciò che riportano le cronache
essi, i mostri, sono molto spesso gli uomini della porta accanto,
semmai il vicino che taglia l’erba
del giardino condominiale, oppure il tipo che ti saluta con un sorriso quando ti incrocia sulle scale,
quell’uomo così tanto affettuoso e
premuroso con la moglie ed i figli.
Che queste persone siano tutte
dei dottor Jekyll e mister Hyde?
Con due personalità, una pubblica
ed una privata?
Verrebbe da dire che questa pseudo normalità, che si vede da fuori,
nasconda invece un privato di tensioni, di fragili equilibri e di rapporti
interpersonali malati e che conducono inevitabilmente alla violenza.
Insomma, una sorta di percorso
già scritto, quasi inevitabile.
Ad un vecchio socialista romantico,
come io ancora mi ritengo, verrebbe
da ipotizzare che a monte di queste
situazioni disperate ci sia il deserto
degli ideali (intendendo quelli che ragionano di radicali cambiamenti della
nostra società), la ricerca esclusiva
di gratificazioni materiali (frutto della comunicazione di massa che ci
induce al consumo più sfrenato di
beni) ed infine l’incapacità cronica
di tanti a sognare un destino migliore per sé stessi e per i propri cari,
siano tra le ragioni profonde.
Quindi, che fare? Dare soluzioni o
ricette è complicato e non fa parte
delle specifiche culturali di chi scrive.
Comunque, provando di utilizzare
un po’ del vecchio buonsenso, mi
verrebbe da suggerire che prevenire sia, come solito, molto meglio che
curare, nel senso che i servizi competenti, che siano sanitari, sociali
o assistenziali, dovrebbero essere
allertati ed entrare in gioco molto
prima che le situazioni degenerino e
provochino danni irreparabili.
Si tratta di rompere quei sigilli che
paiono chiudere le famiglie in un
loro esclusivo microcosmo, fornire strumenti e soluzioni concrete
alle donne ed ai minori vittime di
violenze ed abusi e che trovano
il coraggio di uscire allo scoperto. Eliminare i preconcetti culturali e razziali, a volte l’omertà del
cerchio dei parenti, degli amici e
l’indifferenza dei vicini, aumentare
la discrezionalità d’intervento dei
servizi e delle forze dell’ordine, infine la possibilità da parte dei giudici di imporre maggiori e più sollecite restrizioni verso i violenti e
maggiori provvedimenti cautelativi
nei confronti delle vittime.
Ma questi miei modesti ragionamenti, cari lettori, so già che nulla
sortiranno di concreto, portandomi
all’amara conclusione, che sempre dovrebbe accompagnare chi
fa il mio mestiere di scrittore: a
cosa serve tutto ciò?
Le mie parole, a fronte dell’immenso panorama massmediatico che
avvolge il pianeta, dove finiranno?
L’ideale sciabordio di uno sciacquone pare fornirmi la giusta risposta!
Il cugino di Lelus
(Aspirante Forestale Onorario)
Il pericolo corre tra i banchi
Il IX Rapporto di Cittadinanzattiva sugli edifici scolastici italiani
Aule fatiscenti, alunni
stipati come sardine,
edifici spesso senza
certificazione e manutenzione e - quasi
conseguentemente situazione sempre più
complicata anche per
gli alunni con disabilità. Sono gli inquietanti esiti del IX Rapporto
“Sicurezza, qualità e
comfort degli edifici
scolastici”, presentato
recentemente da Cittadinanzattiva, organizzazione che chiede
tra l’altro, urgentemente,
l’Anagrafe
dell’Edilizia Scolastica, un regolamento
attuativo delle norme
sulla sicurezza negli edifici che
tenga conto delle peculiarità
scolastiche e finanziamenti costanti, incominciando per altro a
utilizzare i fondi già disponibili.
Se c’è un luogo in cui sarebbe meglio che i nostri figli non entrassero
sono le aule. Malmesse, degradate e, negli anni, sempre più sovraffollate, le aule scolastiche sono da
bocciare senza appello: i numerosi distacchi di intonaco (rilevati nel
18% delle classi), la presenza di
altri segni di fatiscenza (30%), le
finestre rotte (23%), l’assenza di
tapparelle o persiane (56%), i pavimenti sconnessi (21%), banchi
e sedie rotte (rispettivamente nel
13% e nel 18% dei casi), la presenza di barriere architettoniche
(9%) sono tra i principali elementi di pericolo. Il 28% degli edifici
scolastici, inoltre, è del tutto fuorilegge, perché privo delle certificazioni e dei requisiti di base previsti dalla Legge sulla Sicurezza
(81/08, ex 626/96).
A dirlo è il IX Rapporto Sicurezza,
qualità e comfort degli edifici scolastici,
presentato da Cittadinanzattiva. La ricerca
nasce dall’indagine su
88 scuole appartenenti a 13 Province di 12
Regioni italiane, dal
Piemonte alla Sicilia.
La sicurezza non abita
a scuola. Distacchi di
intonaco, mancanza
di certificazioni, scarsa manutenzione: gli
edifici scolastici sono
davvero in pessimo
stato. Partiamo dalle
certificazioni: meno
di una scuola su due
fra quelle monitorate
possiede il certificato di agibilità statica
(41%). A rendere più grave la situazione è poi il fatto che il 42%
delle scuole del campione si trovi
in zona sismica e che lo stato della
manutenzione lasci piuttosto a desiderare. La percentuale è quasi la
stessa se si parla di certificazione
igienico-sanitaria, presente solo
nel 40% dei casi.
Ritornando comunque ai dati del
IX Rapporto di Cittadinanzattiva,
in ben 17 scuole sono state rilevate lesioni strutturali. I distacchi
di intonaco interessano invece
principalmente corridoi e ingressi
(24%), aule e laboratori scientifici (18%), palestre e segreterie
(17%), mense e sale professori
(15%), bagni (13%), aule computer e biblioteche (5%).
L’indagine sottolinea inoltre il deficit di manutenzione (34% delle
scuole) e la necessità di interventi
manutentivi ordinari (89% dei casi)
e di manutenzione straordinaria
(31%). Questa situazione è determinata anche dall’età avanzata
degli edifici scolastici: il 70% del
nostro campione risale a prima
del 1974. La percentuale nazionale supera il 50%. E le cose si
aggravano ulteriormente, in quanto gli Enti proprietari non riescono
ad intervenire in tempi accettabili.
I responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione intervistati
hanno risposto infatti che, una volta su tre l’Ente proprietario non è
mai intervenuto.
Particolarmente deficitaria appare
la situazione dei bagni, al vertice
della hit degli ambienti più sporchi:
nel 32% manca la carta igienica,
nel 42% è assente il sapone, il
63% è sprovvisto di asciugamani.
Per ulteriori approfondimenti:
[email protected]
www.cittadinanzattiva.it.
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Non se ne può più...
dei maschi violenti!
6
Economia
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1 Aprile 2012
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una visione evolutiva
per il futuro partecipato
6. Welfare - Nell’articolo precedente ho definito come primario un
impegno dello Stato nel disegnare
un sistema di flessicurezza in grado di rimettere al centro il lavoro
e far sì che i lavoratori debbano
accettare un sistema di flessibilità
molto ampio ma siano protetti da
garanzie che permettano loro di
traguardare il futuro come “stabile”
anche senza avere, come nel passato, la struttura del “posto fisso” a
vita. Infatti chi disegnò il sistema di
Welfare nel secondo dopo guerra
pensò ad un sistema di provvedimenti e garanzie che dovevano
essere integralmente a carico
dello Stato: occupazione, assistenza sanitaria, istruzione, previdenza, abitazione, nei confronti
dei quali il cittadino era soggetto
praticamente passivo. Il cambiamento dei tempi, la globalizzazione con le sue sfide, la necessità
di flessibilità legata ai nuovi ritmi
lavorativi stanno imponendo agli
Stati la ricerca, spesso affannosa
(come in questo periodo di crisi in
Italia), di una nuova dimensione
che permetta la sopravvivenza di
un nuovo sistema di Welfare, su
basi nuove e profondamente diverse. I costi dell’attuale sistema
di Welfare, uniti all’invecchiamento della popolazione e all’aumento della vita media delle persone,
stanno diventando insostenibili
per uno Stato moderno, a meno di
ridurre rapidamente le coperture e
le garanzie, rischiando di mettere
in crisi la coesione sociale. Infatti
le persone, che già difficilmente
accettano una riduzione dei servizi precedentemente forniti, considerano inaccettabile che questo
avvenga quando lo Stato chiede
aumenti delle tasse e maggiori
sacrifici. Questo è ancora più vero
se si pensa che, purtroppo, i sacrifici vengono spesso richiesti a
chi si trova in maggiori difficoltà
economiche ma è più facilmente
raggiungibile, poiché le enormi
cifre necessarie a coprire anche
servizi ridotti impongono di colpire
grandi numeri di persone, rendendo sempre più iniqua la gestione
dell’Welfare. Quindi uno dei progetti che uno Stato moderno deve
mettere all’ordine del giorno con
altissima priorità è la revisione al
ribasso del proprio sistema di
Welfare. Negli ultimi anni, dopo
un periodo in cui si è cercato di
mantenere il modello precedente
cercando risorse dal sistema fiscale o riducendo le coperture un
po’ alla volta, sta venendo avanti l’ipotesi che tale strategia non
possa essere perseguita, specialmente nel medio-lungo periodo,
vista l’evoluzione demografica sia
nei paesi occidentali sia in quelli
in via di sviluppo e traguardando
i ritmi di crescita economica in
occidente, del tutto insufficienti a fornire le risorse necessarie.
La maggioranza degli studiosi si
stanno ormai convincendo che il
prossimo Welfare (le cui base
dovranno essere poste in questi
mesi ed anni) dovrà basarsi su
un’evoluzione culturale delle
popolazioni, messe di fronte inesorabilmente alla prospettiva di
non riuscire più a fornire risposte
alla domanda di servizi che crescerà stabilmente con il passare
degli anni. Questo sarà ancora più
vero in Italia, il paese “più anziano
del mondo”, dove per il 2050 sono
attesi 10 giovani ogni 26 anziani,
con crescenti necessità di servizi
e costante riduzione delle risorse
disponibili. Il problema del lavoro
sarà necessariamente centrale nei
prossimi anni e la disoccupazione
diventerà una emergenza sociale
in grado di scardinare qualunque
sistema politico che non si sia
preparato adeguatamente a gestire l’emergenza. Occorre quindi
cominciare a portare avanti con
forza quella “rivoluzione culturale” che faccia interiorizzare ad
ognuno il concetto che non potremo mai più aspettarci dallo Stato e solo da esso i servizi che
fino ad oggi eroga e garantisce.
Occorrerà capire che i pilastri su
cui dovrà poggiare il nuovo welfare non saranno più solo lo Stato
centrale, ma dovranno affiancarsi
ad esso altri attori che coprano le
necessità che lo Stato non sarà
più in grado di soddisfare. In pratica sta avanzando il concetti
di spostare il baricentro della
gestione del Welfare nazionale
dallo Stato alla Società civile
nel suo complesso, che dovrà in
vario modo accollarsi degli oneri e
delle nuove responsabilità. Sarà
necessaria una presenza diffusa
di soggetti che, volontariamente
o per necessità, forniscano servizi aggiuntivi a quelli che lo Stato
sarà in grado di erogare. Stiamo
parlando del Terzo Settore e delle
Fondazioni filantropiche, che, tramite il volontariato e l’utilizzo di ricchezze private altrimenti non utilizzate se non da pochi, facciano
da seconda e terza “gamba” nel
sostenere il tavolo dell’welfare na-
zionale e mondiale. L’attuale generazione, proprietaria di enormi
ricchezze accumulate negli ultimi
decenni di vacche grasse, dovrà
accettare di metterle a disposizione della collettività per garantire
servizi che altrimenti dovrebbero
essere tagliati creando enormi
tensioni sociali. Le istituzioni filantropiche che sono nate negli ultimi
due decenni (Bill Gates, Warren
Buffet) stanno mettendo a disposizione enormi quantità di denaro
per coprire esigenze altrimenti
non gestibili dagli Stati nazionali.
Nel futuro sarà necessario incrementare queste risorse e lo Stato
dovrà farsi parte diligente per veicolare questi flussi economici con
la leva della fiscalità e della gratificazione sociale. Quindi il nuovo
Welfare saprà imporsi solo se
sarà sostenuto da un cambio di
atteggiamento in ognuno di noi.
Siamo chiamati ad assumere, nei
confronti del mercato del lavoro,
una posizione più attiva e propo-
tempi e delle situazioni richiede
approcci nuovi e la ripetitività non
è accettabile. Anche l’opinione
pubblica sta cominciando a capire che non sono più i tempi in cui
si poteva aspettare che qualcuno
(lo Stato centrale) risolvesse tutti
i problemi; occorre rimboccarsi le
maniche e “metterci del proprio”,
cioè accettare di impegnarsi per
una “coesione sociale” più ampia che abbia come obiettivo
primario la “solidarietà fra generazioni”, come non si stanca
di dire il Presidente Napolitano
(nella foto). Il Censis dice che il
26% degli italiani è già impegnato nel volontariato e che il 57% è
disposto a sacrificare il proprio
tornaconto nell’interesse più generale del paese a favore delle
generazioni future. Ovviamente
nei vari paesi ci sono le due anime;
quella dinamica e orientata a questi
principi e quella conservatrice che
difende vantaggi, rendite di posizione, privilegi. È compito della po-
sitiva. Dovremo essere disposti ad
accettare una sempre maggiore
mobilità, la necessità di sottoporci
ad una formazione continua per
adeguare le nostre conoscenze al
mutare delle esigenze del mercato
del lavoro, prepararci al fatto che lo
Stato ci erogherà, a fine vita lavorativa, una pensione assai ridotta
rispetto a quella attuale tramite la
creazione in proprio di pensioni integrative costruite nel corso della
vita lavorativa. Quindi la soluzione
che si sta intravedendo alla crisi
del Welfare negli Stati occidentali
assume aspetti assai diversi rispetto a quelle intraprese nel passato,
proprio perché l’evoluzione dei
litica indirizzare la società al nuovo
sia con la parola sia, principalmente, con l’esempio. Qui potrebbe
cadere l’asino, ma molti segnali
fanno intravedere un futuro in cui
queste cose accadranno, se pur
con alti e bassi, e che le classi politiche corrotte che abbiamo visto nel
passato (e che anche attualmente
vengono di continuo smascherate)
saranno spazzate via dalla società
civile con un deciso aumento della democrazia dal basso e con
l’avvento di persone più oneste ed
i cui comportamenti siano basati su
un’etica nuova e vincente.
Gianni Cacchiani
[email protected]
Riqualificazione: dalla Regione 850 mila euro
Per progetti a Casalecchio, Vergato, Castiglione dei Pepoli e Marzabotto
Dalla Regione 850 mila euro per 4
progetti di riqualificazione urbana e
culturale in altrettanti Comuni della
provincia di Bologna. I fondi regionali, considerando anche il cofinanziamento degli enti locali, daranno il via
a progetti per oltre 2 milioni di euro a
Casalecchio di Reno, Vergato, Castiglione dei Pepoli e Marzabotto.
“La Regione mette a disposizione risorse proprie a favore dell’ambiente
e delle infrastrutture e per realizzare
opere che serviranno alla crescita economica e civile delle nostre
comunità, alla conservazione del
territorio e delle nostre tradizioni”,
sottolinea Simonetta Saliera, vicepresidente della Regione. “Gli interventi mettono insieme contributi
regionali e comunali che anticipano
risorse che il Ministero promette da
tempo ma che non sono, invece,
mai arrivate. Questi nostri fondi conclude Saliera - saranno anche
un volano utile al sostegno per la
crescita e per il contrasto alla crisi”.
I progetti:
A Casalecchio di Reno sono in programma interventi per un valore di
850 mila euro (200 mila a carico
della Regione e 650 mila di competenza del Comune) destinate alla
riqualificazione del Parco Talon.
Ammontano, invece, a 150 mila
euro i fondi regionali che porteranno nel Comune di Castiglione
dei Pepoli al recupero della sede
dell’ex scuola comunale in cui verrà realizzato un centro culturale e
sociale che ospiterà, tra l’altro, un
archivio sulla Resistenza (220 mila
euro il costo totale del progetto).
A Marzabotto il contributo regionale di 150 mila euro contribuirà alla realizzazione di un centro
culturale che raccoglierà l’intero
materiale storico sulla Resistenza
in Appennino, sulla linea Gotica e
sull’eccidio di cui si resero colpevoli i nazifascisti a Marzabotto.
A Vergato, infine, la Regione investirà
350 mila euro per realizzare il parcheggio scambiatore e i lavori nella
stazione ferroviaria. Si tratta di un’opera il cui costo complessivo è di oltre
900 mila euro finanziata, oltre che dai
fondi Dup, anche dall’ultimo programma d’area (230 mila euro) e da risorse proprie del Comune di Vergato.
M.P.
1 Aprile 2012
Offerte di lavoro
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Luogo di lavoro Crevalcore
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Perito Tecnico Industriale
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patente B. Automunito
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Reno (BO)
Formazione diploma superiore o
laurea
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20 ai 30 anni, ottima conoscenza di inglese e francese, conoscenza del pacchetto office, automunito
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Orario full time
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Luogo di lavoro Zola Predosa, Casalecchio di Reno, Sasso Marconi
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Automunito/a, Part time di 20/25
ore settimanali.
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051.842790
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Mansione: operaio - addetto al
controllo qualità
Luogo di lavoro: Zola Predosa (BO)
Tempo determinato, Patente B
Conoscenze: Informatica di
Base
Contratto: TIROCINIO
Inviare CV tramite mail: [email protected]
Offerta valida fino al 20/04/2012
Operaio Specializzato - Programmazione C.N.
Luogo di lavoro Monteveglio (BO)
Caratteristiche Si richiede consolidata esperienza nella programmazione macchine C.N.
In possesso di patente B e mezzo proprio
Contratto TEMPO INDETERMINATO
Inviare il CV tramite mail: info@
formservice.it tramite fax al n.
051.832836
Centro per l’impiego di MI-
NERBIO
Offerta valida fino al 11/04/2012
Mansione campionarista -prototipista di sartoria con esperienza
contenuti e contesto del lavoro
cucitura a macchina di capi di
abbigliamento e prototipi
Luogo di lavoro Castel Maggiore (BO)
Caratteristiche candidati Esperienza nel settore
Contratto TEMPO DETERMINATO
Contattare il numero 342/3539641
Inviare il CV tramite e-mail: [email protected]
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Offerta valida fino al 07/04/2012
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Mansione Tecnico manutentore
di caldaie
Formazione Diploma di scuola
superiore
Caratteristiche candidati Indispensabile essere domiciliati nei
comuni di:
Castiglione dei Pepoli, San Benedetto Val di Sambro. Automuniti
Luogo di lavoro Castiglione dei
Pepoli (BO)
Contratto TEMPO DETERMINATO - APPRENDISTATO
Contattare il Cip di Porretta Terme al num. 0534.22095. Inviare
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1 Aprile 2012
Un ospedale amico...
Volontari in corsia!
Spesso gli ospedali vengono avvertiti come luoghi di solitudine,
freddi e anonimi, in cui, soprattutto per le persone più anziane,
non è sempre facile orientarsi e
chiedere informazioni. Per rendere più “umani” e vicini ai cittadini
questi luoghi di cura, Auser promuove, da alcuni anni, il progetto “Volontari in corsia”, che vede
l’impegno dei volontari in attività
Sostieni
di accoglienza, orientamento e
compagnia all’interno di tre grandi ospedali bolognesi (Sant’Orsola, Malpighi e Maggiore).
Il progetto prevede molteplici attività: dall’accoglienza dei cittadini
nel pronto soccorso del Maggiore, all’orientamento nei reparti di
ecografia e ortopedia, al supporto
nel reparto di geriatria per la somministrazione dei pasti. Volti amici
a cui gli anziani (e non solo) possono rivolgersi per chiedere informazioni e orientarsi all’interno
degli ospedali, ma anche ricevere
attenzioni e compagnia durante
le attese al pronto soccorso o la
degenza in geriatria.
Un servizio consolidato e molto
apprezzato, non solo dagli utenti, ma anche dagli operatori. “Le
attività di Auser - spiega la coordinatrice Auser del progetto,
Anna Trevisani - vengono svolte
in stretta sinergia con il personale ospedaliero. Ad esempio, sono
gli infermieri della geriatria a segnalare ai volontari i pazienti che
necessitano di un supporto nella
somministrazione dei pasti o hanno più bisogno di essere assistiti e
accompagnati. Mentre, nel pronto
soccorso, in cui spesso i ritmi di
lavoro sono molto frenetici, i volontari offrono un importante supporto agli operatori, sostenendoli
nelle tante attività di orientamento
e informazione”.
Ma non finisce qui. I volontari
svolgono un ruolo fondamentale
anche nell’ascolto dei bisogni dei
numerosi pazienti che ogni giorno
si recano nei luoghi di cura. “Il nostro obiettivo è quello di favorire il
processo assistenziale e l’ascolto reciproco - sottolinea il Dottor
Giancarlo Guizzardi, Direttore del
pronto soccorso dell’Ospedale
Maggiore - In questo senso Auser ha un ruolo strategico perché
rappresenta un’interfaccia tra gli
utenti e gli operatori. Il punto di
vista dei volontari, che ogni giorno affiancano il nostro personale
e danno ascolto alle richieste e
ai bisogni degli utenti e dei loro
familiari, è quindi fondamentale
per comprendere criticità e punti
di forza e per migliorare il nostro
lavoro”. E l’impegno di questi volontari si farà ancora più prezioso
nel prossimo biennio, durante il
quale il pronto soccorso e l’intero Ospedale Maggiore saranno
coinvolti in un’importante opera
di ristrutturazione e ampliamento, che potrebbe però causare
qualche disagio in più e qualche
difficoltà di orientamento ai cittadini che vi si recano. “Nei prossimi due anni saremo chiamati a
uno sforzo in più perché i cantieri
potrebbero creare alcuni disagi,
modificando temporaneamente
gli spazi e i percorsi. - prosegue
Guizzardi - In questa difficile fase
di transizione siamo certi di poter
contare sull’impegno dei volontari
Auser, che in questi anni hanno
dimostrato rigore e affidabilità,
divenendo davvero una parte integrante del nostro gruppo”.
Un’esperienza, insomma, che
mostra come il volontariato possa veramente rappresentare un
valore aggiunto. Non certamente
per sostituire l’importantissimo
lavoro di operatori e professionisti, ma piuttosto per supportarlo,
sostenerlo attraverso attività realizzate in sinergia e mirate al comune obiettivo del benessere individuale e collettivo. “Il progetto
‘Volontari in corsia’ è per noi fondamentale e strategico perché
conferisce un volto umano alla
sanità. - sottolinea il Presidente
di Auser Bologna, Secondo Cavallari - Il Piano sociale e sanitario regionale pone al centro l’integrazione di questi due settori,
con l’obiettivo di costruire delle
vere e proprie ‘reti assistenziali’
mirate a garantire risposte personalizzate ai cittadini ed equità
d’accesso ai servizi. E questo
progetto rappresenta certamente
un piccolo, ma importante passo
in questa direzione”.
Annalisa Bolognesi
Inclusione digitale
Anziani e Computer: Auser E-R e Asphi insieme
Condividere percorsi e progetti mirati a favorire l’inclusione
digitale delle persone anziane. Questo il principale obiettivo della recente convenzione
stipulata tra Auser Emilia-Romagna e Asphi, Fondazione
impegnata da più di 30 anni
sul fronte dello studio, della ricerca e della sperimentazione
delle tecnologie informatiche
per l’inclusione sociale, lavorativa e scolastica delle persone con disabilità.
Con la nuova convenzione le
due organizzazioni si impegnano quindi a condividere
percorsi di ricerca e sperimentazione che vedano al centro
le tecnologie per migliorare la
qualità della vita di persone
anziane e collaborare ad attività di formazione congiunta
dei volontari con particolare
attenzione alle competenze
tecnologiche. Obiettivo è inoltre quello di valorizzare, attraverso la competenza sociale di
Auser e quella tecnologica di
Asphi, progetti multimediali al
servizio delle persone anziane
con limitata autosufficienze e
promuovere congiuntamente
nuove esperienze di progettazione sociale.
Il testo della convenzione è
disponibile sul sito di Auser
Emilia-Romagna:
Sito:
auseremiliaromagna.it/node/2324
R.T.
Truffe agli anziani
Bussano alla porta degli anziani,
si presentano come volontari e
chiedono in questo modo un contributo per sostenere finti progetti.
Nonostante le azioni di prevenzione portate avanti dalle forze
dell’ordine, il fenomeno delle truffe
anziani persiste e sono sempre
più frequenti i casi in cui il nome
e la mission delle organizzazioni
volontariato vengono utilizzati dai
malviventi per estorcere denaro.
“Il volontariato non fa raccolte porta a porta - sottolinea il Presidente
di Auser Bologna, Secondo Cavallari - È assolutamente deplorevole
utilizzare la fiducia che gli anziani
hanno nelle associazioni per abbattere la diffidenza e poterli ingannare più facilmente”.
Sono soprattutto le persone di
una certa età e solitamente le
più sole a cadere più di frequente
nella trappola tesa loro da delinquenti che si fingono impiegati
pubblici, rappresentanti di fantomatici enti di beneficienza, venditori porta a porta. E spesso alla
difficoltà di difendersi si aggiunge
il senso di vergogna che si prova dopo aver scoperto il raggiro
e che spesso dissuade le vittime
dal denunciare i fatti.
“Davanti al grave fenomeno delle
truffe agli anziani - prosegue Cavallari - è necessario scendere in
campo e fare fronte comune per tutelare i cittadini. Auser Bologna farà
la sua parte per allertare e informare, attraverso i suoi tremila volontari attivi, i cittadini più fragili e soli.”
Per informazioni
Auser Bologna, tel: 051.6352911
www.auserbologna.it
N.T.
Il via al cartellino per
disabili in tutta Italia
Il mese scorso è stato approvato alla Camera un emendamento al cosiddetto “Decreto Semplificazioni”, sul
quale successivamente l’aula
di Montecitorio ha votato la
fiducia. L’iniziativa, promossa
dalle deputate Schirru e Codurelli, renderà ora necessario
un decreto del Ministero dei
Trasporti e delle Infrastrutture, d’intesa con la Conferenza
Unificata, per arrivare finalmente alla validità del contrassegno per disabili su tutto
il territorio nazionale.
Le deputate Amalia Schirru e
Lucia Codurelli, hanno dichiarato soddisfatte: «Era inconcepibile pensare che la sem-
plificazione non contemplasse
la possibilità di circolare e parcheggiare fuori i confini della
propria città, se non dopo una
macchinosa e preventiva richiesta di mobilità. Questo
emendamento recepisce, finalmente, quanto prevedono le convenzioni europee e
dell’ONU in materia di rispetto
dei diritti dei disabili».
Un buon passo in avanti, riteniamo, in un iter per altro
ancora tutto da completare,
in attesa che si arrivi a risolvere anche un’altra annosa
questione, l’adozione in Italia del contrassegno standard europeo.
S.B.
1 Aprile 2012
la nuova Lungosavena
La bretella congiungerà via dell'industria con via Barcello
A oltre vent’anni dalle prime decisioni, e a oltre dieci anni dalla firma
di un primo accordo preliminare di
programma fra enti locali, Anas e
Regione, al confine tra Bologna
e Castenaso, sono finalmente in
partenza i lavori per il lotto due,
della tanto attesa lungosavena.
Infatti nelle scorse settimane accanto a via Di Vittorio, arteria di
Castenaso, è stato montato il cartellone di cantiere che prelude
l’avvio della realizzazione di un
nuovo breve tratto, di circa 1.900
metri, di una nuova viabilità attesa
da decenni. Un’arteria che fu pensata alcuni decenni fa - per poter
unire la tangenziale bolognese a:
trasversale di pianura, autostrada
A13 Bologna-Padova, Interporto e
Centergross - di cui, però, ne sono
percorribili solo i due tratti terminali.
Dal 1995 il primo lotto di circa 1.100
metri dalla tangenziale alla rotatoria
Sabadino degli Arienti, nei pressi
del CentroNova di Villanova, e solo
perché l’allora sindaco di Castenaso, Claudio Marchi, ne impose la
realizzazione altrimenti non avrebbe consentito l’apertura del centro
commerciale. Il suo timore, e quello
dei residenti, era che il traffico, da
e per l’ipermercato, leggero e pesante, avrebbe congestionato via
Villanova e la confluenza tra questa
e via Tosarelli (la San Vitale) allora
ancora priva dell’attuale rotatoria. E
dal 28 ottobre 2011 - dopo oltre 15
anni - con l’apertura al traffico di un
tratto di 2.920 metri, da via Foggia
Nuova alla trasversale di pianura
come circonvallazione di Granarolo,
del quarto lotto di totali 6.770 metri
da via Bargello alla trasversale. Con
un altro tratto già realizzato da via
Foggia Nuova a via Frullo, non ancora aperto al traffico e, infine, un
altro segmento da realizzare fra via
Frullo e via Bargello.
Come recita il cartellone di via Di
Vittorio il secondo lotto della lungosavena, su progetto dello studio
dell’ingegner Massimo Elmi, per
conto del Comune di Bologna, è
stato appaltato dallo stesso, con
una gara che ha visto in lizza 14 imprese, con importo a base di gara di
8 milioni 157 mila euro, più 110 mila
euro per oneri di sicurezza. Gara
d’appalto che ha assegnato i lavori
alla Guidi di Osteria Grande per un
importo di 6 milioni 121 mila euro.
L’opera è finanziata dallo stesso
Comune di Bologna con mutuo, con
la Banca Europea per gli Investimenti, e con altri finanziamenti.
L’area di cantiere era già stata
delimitata, da tempo, con picchetti sia dove sarà realizzata la
rotonda terminale di via dell’Industria (tra le vie Pederzana e Di
Vittorio di Castenaso) e i relativi
bracci. Compreso il tratto principale del secondo lotto fino a via
Bargello dove è già stata costruita la grande muraglia a semicerchio, a protezione del traffico da
eventuali “incidenti” da parte della fabbrica di cartucce Baschieri
& Pellagri, dove si unirà al tratto
in via di completamento del quarto lotto. Molti ancora ricordano le
esplosioni avvenute nella polveriera di Marano, la domenica del
28 luglio 2002, con quattro botti
avvertiti fino a Modena. Fortunatamente senza vittime o feriti.
In stato più avanzato le opere
complementari del secondo lotto:
già in via di realizzazione in via
Bargello (via Crocione in Comune di Bologna) una rotatoria tra
via Gazza e via Fiorini (nei pressi di Casa Bastelli) con un nuovo
braccio di raccordo con via Santa
Caterina che consentirà di raggiungere il Caab e il centro commerciale Meraville.
Ma non finisce qui. Il progetto lungosavena prevede ancora, dalla
rotatoria di via dell’Industria, un
braccio per unirla a via Di Vittorio
e poi innestarlo al lotto due bis al
centro di verifiche tecniche, da
parte di Provincia e Comune di Castenaso, proposte dal comitato cittadino “Per Villanova”. Infatti, per
la complessità e all’alto costo del
lotto due bis, con un tunnel sotto la
9
ferrovia Bologna-Portomaggiore,
alla fine dell’anno scorso la giunta
di Castenaso, aveva presentato
un’idea alternativa, ma più lontana
da Villanova, con un ponte sulla
ferrovia. Soluzione, quest’ultima,
che è stata riproposta (era infatti
presente nel primo progetto) dal
comitato per ridurre tempi e costi
del lotto due bis.
Ma all’appello manca il terzo lotto,
di circa 2.500 metri, dalla rotonda
Sabadino degli Arienti alla rotonda
su via dell’Industria. Sono stati fatti
studi di fattibilità su come superare
via Mattei e la ferrovia ma mancano del tutto i finanziamenti preventivati, anni fa, in 21 milioni di euro.
Preventivi del 2010 calcolano da
un minimo di 12 milioni, con viadotto, a 34 o 41 milioni di euro in
galleria. Si tenga presente che nel
protocollo d’intesa, prima dell’accordo di programma del 2000, si
precisava che: «In particolare il
terzo lotto (a carico) del Comune
di Bologna, dovrà essere messo
in attuazione entro due anni dall’inizio dei lavori del secondo lotto».
Nell’accordo del 2000 tale frase
scompare mentre «per la valenza
regionale della lungosavena (…)
gli enti firmatari (…) ritengono necessario un coinvolgimento finanziario diretto della Regione per il
reperimento delle risorse».
Con una domanda: dove trovare i
finanziamenti sapendo che l’idea
della strada da Monghidoro alla
trasversale, ha un altro tappo da
finanziare e sciogliere: il cosiddetto “Nodo di Rastignano”?.
Giancarlo Fabbri
I cittadini ridisegnano la piazza
A San Lazzaro è in corso un laboratorio di urbanistica partecipata
per la riqualificazione di piazza
Bracci, dove si affacciano il municipio e la chiesa, e delle zone
limitrofe. Con gli stessi cittadini,
anche non residenti nella zona,
nelle vesti di architetti e urbanisti.
Il laboratorio è infatti aperto a tutta la cittadinanza, alle associazioni sindacali e di categoria, agli
operatori economici della piazza
e delle zone limitrofe.
Il percorso per ridisegnare piazza
Bracci, ha preso il via il 10 marzo
e proseguirà in aprile: il 12 e il 26
alle 20, e il 28 alle 15.30, nella sala
di città del municipio in via Emilia
92. Tutto è nato dalla partecipazione del Comune al bando regionale che ha stanziato un milione di
euro per il recupero di aree urbane
degradate o dismesse, con particolare attenzione all’ambiente e
alla qualità dello spazio pubblico.
Il Comune di San Lazzaro si è poi
inserito tra i 19 comuni vincitori, tra
i quali Modena, Forlì, Piacenza,
eccetera, ottenendo un contributo di 30 mila euro. Nell’ambito del
laboratorio partecipato saranno
messi a punto gli obiettivi che costituiranno la guida del concorso di
progettazione.
«Anche in questa occasione, e
con grande soddisfazione - ha
poi dichiarato l’assessore all’urbanistica Leonardo Schippa - il
Comune di San Lazzaro è stato
premiato dalla Regione con un
finanziamento per un ulteriore
progetto indirizzato alla riquali-
ficazione della nostra Città. La
riqualificazione urbana è per
noi l’obiettivo preminente e, per
raggiungerlo, sono stati avviati
imponenti interventi di recupero
del patrimonio di edilizia pubblica: case Andreatta prima, case
Canova poi. Senza dimenticare
quello dell’ex scuola di Idice con
finalità sociali. Tutti progetti vincitori di concorsi ottenendo risorse
pubbliche. Con il laboratorio di
urbanistica partecipata - ha proseguito Schippa - la città sarà
coinvolta e potrà, nella condivisione di idee e proposte, ridisegnare la sua piazza per la valorizzazione delle centralità urbane
del capoluogo previste dal Poc:
il polo culturale e sportivo che
sorgerà in via Speranza e il polo
specialistico di via Caselle, sviluppato attorno alla Mediateca,
che prevede la ristrutturazione
del PalaSavena e strutture che
ospiteranno funzioni culturali, ricreative e sportive».
la città romana di Claterna” è stata
inaugurata nel dicembre 2006 ed
espone una selezione di reperti
rinvenuti nel corso degli scavi archeologici effettuati nel sito fra la
fine dell’Ottocento e gli anni ’60
del Novecento. Il ricco apparato
didascalico guida il visitatore alla
scoperta della storia e della forma
della città romana, un caso esemplare in regione per l’ottimo stato
di conservazione. Per informazioni: 338.2746059 (Sara Rossi).
G.C.F.
Itinerari romani a Claterna
Attraverso le carte geografiche, lo studio dell'antichità
A Ozzano il ciclo di incontri gratuiti: “Scoprire Claterna. Piccole e
grandi storie di una città romana”
prosegue, l’8 aprile e il 6 maggio,
con visite alla conoscenza dei
reperti esposti nella mostra “Museo della città romana di Claterna”. Incontri a tema con lo scopo
di mantenere vivo il patrimonio
archeologico locale, di incoraggiare alla visita coloro che non
conoscono il territorio claternate
e di far tornare chi desidera scoprirne sempre nuovi aspetti della
storia e della vita di questa città
scomparsa sotto i campi ozzanesi di Maggio.
L’appuntamento dell’8 aprile, alle
16 nel Palazzo della Cultura di
piazza Allende 18, ha titolo: “Itinerari romani: Claterna e dintorni
nella Tabula Peutingeriana”. Si
parlerà della cartografia storica
che è una preziosissima fonte per
studiare la geografia antica. La
Tabula Peutingeriana è forse l’esempio più noto di itinerario stradale di età romana: realizzata nel
IV secolo d.C., giunta fino a noi in
una copia medievale. Il documento evidenzia uno degli aspetti più
caratteristici dell’Impero Romano:
la capillare rete di comunicazione
che rendeva elementi fondamentali le città, come Claterna, che ne
erano le tappe.
L’ultimo incontro si terrà alle 21 del
6 maggio a titolo: “Notte al Museo.
Claterna: una città dell’Impero Romano” per riproporre le visite notturne che hanno avuto successo
nelle edizioni precedenti. Ancora
un’occasione per conoscere più
da vicino l’antico Impero Romano
nel momento della sua massima
espansione all’epoca dell’imperatore Traiano. In ogni caso con l’arrivo della bella stagione riprenderanno anche le visite guidate agli
scavi a Maggio di Ozzano.
Le iniziative sono state organizzate dall’associazione culturale
Civitas Claterna con l’Istituzione
comunale “Anna Frank” in collaborazione con la Soprintendenza
per i Beni archeologici dell’EmiliaRomagna. La mostra “Museo del-
G.F.
www.buonenotiziebologna.it
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San Lazzaro
Ozzano - Castenaso
10
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Persiceto
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I vincitori del Carnevale 2012
Proclamati i vincitori del Carnevale
2012. A Persiceto prima classificata
la società “Ocagiuliva”, secondo posto ai “Brot&Cativ” e terzo ai “Gufi”;
a Decima hanno vinto i “Gallinacci”,
secondi i “Macaria” e terzi i “Volponi”.
A Persiceto ha vinto il carro “L’uomo dei sogni”, presentato dalla
società “Ocagiuliva” che ritraeva il
sindaco Renato Mazzuca nei panni di un Forrest Gump costretto a
tagliare talmente tanto le risorse
comunali, compreso il tradizionale
e tanta apprezzato “Meeting degli
artisti di strada”, da dover metter
in scena uno strampalato ed esila-
rante “Grande Circo Mazuk” su cui
troneggiava e incombeva un enorme Monti - Edward mani di forbice.
Secondi classificati i “Brot&Cativ”
con il carro “La prova della cuoca” e terzi i “Gufi” con “Con la
testa fra le nuvole”. Seguono al
quarto posto i “Maistof”, al quinto
i “Mazzagatti”, al sesto il “Treno”,
al settimo i “Figli della Baldoria”,
all’ottavo gli “Afidi nella scarpa”,
al nono i “Clandestini”, al decimo
“Jolly e Maschere”, all’undicesimo
“I Corsari” al dodicesimo gli “Angeli” e all’ultimo e tredicesimo posto
l’”Accademia dell Satira”.
A Decima invece hanno vinto i
“Gallinacci” con il carro dal titolo
“L’autore, l’artista, l’opera” incentrato -come si legge nella presentazione- sulla paura di non
essere all’altezza, l’ansia di non
riuscire in qualcosa o di essere
inferiori ma anche sulla certezza
che in fondo basta poco per realizzare le nostre vite, quel poco
di un “sorriso in più”. Secondi classificati i “Macaria”, terzi i
“Volponi”, quarti i “Ribelli”, quinti
gli “ Strumnè”, sesti “Qui dal 65”
e settimi e ultimi “I Cino”.
M.N.
Le parole di Anzola e il media library
Incensurati
d’autore!
biblioteca può offrire ai cittadini.
Fra questi, vi è anche il servizio
Media Library On Line - Biblioteca
digitale metropolitana, attivato da
Istituzione Biblioteche del Comune di Bologna e Provincia di Bologna, a cui ha aderito anche il Comune di Anzola dell’Emilia. Cosa è
il servizio Media Library On Line?
Entrando nel bologna.portale
medialibrary.it si può accedere
gratuitamente e a qualsiasi ora
ai contenuti digitali in remoto,
scaricabili o consultabili in streaming su qualsiasi pc, tablet,
e-book reader o smartphone:
500mila file musicali, oltre 3mila
video, mille audiolibri, 200 e-book e oltre 1.300 testate internazionali di quotidiani. Un patrimonio che si rende accessibile 24
su 24 e che si aggiunge a quello
già messo a disposizione dalle
biblioteche pubbliche.
Dal concorso letterario “Serial
Chillers. 25 incensurati in cerca
d’autore” è nata l’omonima antologia di racconti noir curata dal
fotografo Fabrizio Belardetti ed
edita da Maglio editore. “Storie
sulla follia che scaturisce dall’ordinario - scrive la casa editrice e che lo trasforma in un incubo.
Storie di uomini e donne dalle
biografie impazzite, che per vendetta uccidono con disumana
creatività. Storie di vittime, spesso casuali, irrimediabilmente
avviluppate alla rete mortale dei
loro assassini”.
L’antologia raccoglie i venticinque racconti finalisti del concorso letterario “Serial Chillers. 25
incensurati in cerca d’autore”. Un
concorso letterario promosso da
Maglio editore e da Fabrizio Belardetti e patrocinato dal Comune
di Persiceto, il cui bando conteneva già una trama in sé: la storia di
un fotografo di ritratto che, ottenute faticosamente le autorizzazioni
necessarie, riesce a entrare nelle
peggiori carceri del mondo e scattare i primi piani dei 25 più pericolosi serial killers viventi. Questo
era il gioco letterario alla base del
concorso, in realtà le foto erano
state realizzate in studio da Fabrizio Belardetti e i ritratti non erano
di veri serial killers ma di soggetti
incensurati a cui erano stati associati profili criminali. Persone tranquille, mansuete, banali: “chillers”
e non “killers”. La pronuncia è la
stessa, ma la parola cambia nella
sostanza. L’obiettivo del concorso
infatti era anche quello di riflettere
e far riflettere sulla relazione tra
crimine, comunicazione e immagine, che spesso, più che documentare, “costruisce” la realtà.
Nei racconti pubblicati c’è la chirurga che sevizia e ammazza solo
donne bionde per vendicare il tradimento del marito. C’è una donna
che fa della parola l’arma bianca
per plagiare sbandati e trasformarli in assassini. C’è un torbido giallo
mediatico dai contorni agghiaccianti, nato tra le sicurezze delle mura
domestiche. E ad aprire l’antologia,
facendo gli onori di casa,“La tragica
fine di un uomo improbabile. O quasi” un inedito di Loriano Macchiavelli, famoso scrittore di noir italiano.
www.buonenotiziebologna.it
I servizi della biblioteca comunale
Qual è il ruolo attuale e futuro della biblioteca comunale di Anzola,
che per il suo territorio è motivo
di vanto sia per l’accoglienza del
locale sia per la qualità dell’attività che svolge da anni? Oltre al
prestito librario, l’offerta di stampa quotidiana e periodica, video
e postazioni gratuite di internet,
accesso al polo bibliotecario bolognese e nazionale, la biblioteca offre anche tutti quei servizi
di promozione della lettura che
mirano all’incontro fra le persone
ed alla crescita culturale. Attività
specifiche per bambini, gruppi di
lettura, book crossing, conferenze
e presentazioni di libri.
La biblioteca di Anzola ha inoltre sviluppato, grazie anche a
vocazioni personali dei suoi bibliotecari, alcune specificità di
eccellenza: l’archivio di storia
locale con documenti antecedenti l’unità d’Italia, i libri dedicati all’infanzia con oltre 6000
titoli e i laboratori di archeologia per le scuole.
Essere un polo culturale di qualità
comporta anche guardare sempre avanti per migliorare e questo
è lo spirito con cui il Comune ha
chiamato esperti del settore a confrontarsi sulle nuove frontiere di
attività e sui nuovi servizi che una
C.T.
Lorenza Govoni
BNB
Educazione
1 Aprile 2012
w w w.italianoperimmagini.it
11
L’Italiano… per Immagini
Prosegue il progetto di Virtual Coop Bologna ONLUS
sono reperire un congruo numero
di vocaboli, associati ad immagini
che li illustrino. Tali vocaboli possono essere selezionati, raggruppati, secondo le esigenze dei vari
docenti volontari, e stampati per
un uso didattico e di consultazione
nelle varie classi.
L’anno scorso il progetto “Italiano
per immagini” è stato ulteriormente implementato, con l’aggiunta
di numerosi esercizi, oltre 200. Si
tratta della ricostruzione di situazioni di vita quotidiana, che una
volta stampate possono essere
utili per tenere vere e proprie lezioni e far esercitare gli allievi.
Sempre nel 2011 Virtual Coop
ha inserito nel progetto delle prove di test per sostenere l’esame
di italiano, che gli stranieri devo-
no effettuare al fine di ottenere il
permesso di soggiorno di lunga
durata. Si tratta di un importante
e complessa esercitazione, che
aiuta in maniera decisiva queste
persone a sostenere, successivamente, di fronte alle autorità preposte, l’esame vero e proprio.
Il 16 dicembre scorso il progetto
Italiano per Immagini ha avuto un
suo importante momento pubblico, con la sua presentazione nel
corso di un seminario appositamente realizzato, in collaborazione con la Provincia di Bologna e
che ha visto la partecipazione di
un folto numero di addetti ai lavori
che hanno interagito con i relatori fornendo preziose indicazioni e
suggerimenti.
Proprio da questi importanti con-
tributi nasce il terzo step del progetto, che è quello di realizzare un
vero e proprio test on-line, conforme alle direttive ministeriali, che
possa diventare lo strumento più
idoneo per effettuare l’esame di
italiano per gli stranieri che intendono ottenere il permesso di lungo
soggiorno.
Un famoso proverbio dice che l’inferno è lastricato di buone intenzioni, che tradotto significa che
a chiacchiere tutti sono capaci di
esprimere solidarietà verso il prossimo più debole ed in forte difficoltà.
È anche vero che molto spesso lo
slancio solidaristico deve fermarsi
di fronte alla mancanza di mezzi
concreti per intervenire e, d’altra
parte, la miglior solidarietà è quella attrezzata, che sa organizzarsi,
anche nella maniera più sofisticata e tecnologicamente avanzata.
Il progetto Italiano per Immagini
rappresenta uno strumento di solidarietà concreto, offerto gratuitamente per insegnare l’italiano agli
stranieri adulti e per consentire
loro di superare il test necessario
a richiedere il permesso di lungo
soggiorno, oltre a poter dialogare
con tutti i nuovi amici conosciuti
nel nostro Paese.
Lilt Bologna presenta L'EDUCAZIONE ALLA VITA
Dodici semplice regole per vivere al meglio, a lungo ed in salute
La prevenzione è fondamentale
nella lotta contro il cancro: adottando uno stile di vita più salutare è, infatti, possibile evitare
alcune neoplasie e migliorare lo
stato di salute.
Nel 1987 l’Alto Comitato di oncologi ha elaborato ed adottato il
CODICE EUROPEO CONTRO IL
CANCRO che da allora viene pe-
riodicamente esaminato e rivisto
in base alle novità scientifiche che
man mano emergono.
Si tratta di 12 semplici regole, facili da seguire, eccole: Non fumare; se fumi, smetti. Se non riesci a
smettere, non fumare in presenza
di non fumatori. Evita l’obesità.
Fai ogni giorno attività fisica. Mangia ogni giorno frutta fresca e ver-
dura (di stagione): almeno cinque
porzioni. Limita il consumo di alimenti contenenti grassi di origine
animale.
Se bevi alcolici, che siano birra,
vino o liquori, modera il loro consumo a non più di due bicchieri al
giorno se sei uomo, a non più di
uno se sei donna.
Presta attenzione all’eccessiva
esposizione al sole. È importante
proteggere bambini e adolescenti. Coloro che hanno la tendenza
a scottarsi devono proteggersi per
tuta la vita.
Osserva scrupolosamente le raccomandazioni per prevenire nei
posti di lavoro e nell’ambiente
l’esposizione ad agenti cancerogeni noti, incluse le radiazioni
ionizzanti.
Se diagnosticati in tempo molti tumori sono curabili.
Rivolgiti a un medico se noti la
presenza di un nodulo; una ferita che non guarisce, anche nella
2012 BUONE NOTIZIE
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bocca; un neo che cambia forma,
dimensioni o colore; ogni sanguinamento anormale; la persistenza
di sintomi quali tosse, raucedine,
bruciori di stomaco, difficoltà a deglutire, cambiamenti come perdita
di peso, modifica delle abitudini
intestinali o urinarie.
Esistono programmi di salute che
possono prevenire lo sviluppo di tumori e aumentare la probabilità che
un tumore possa essere curato.
Le donne a partire dai 25 anni dovrebbero partecipare a screening
per il tumore del collo dell’utero
con la possibilità di sottoporsi periodicamente a strisci cervicali.
Questo deve essere fatto all’interno di programmi organizzati, sottoposti a controllo di qualità.
Le donne a partire dai 50 anni dovrebbero partecipare a screening
mammografici per il tumore del
seno con la possibilità di sottoporsi a mammografia. Questo deve
essere fatto all’interno di program-
mi organizzati, sottoposti a controllo di qualità.
Donne e uomini a partire dai 50
anni dovrebbero partecipare a
screening per il cancro colonrettale
all’interno di programmi organizzati
e sottoposti a controllo di qualità.
Partecipa ai programmi di vaccinazione contro l’epatite B.
La LILT Bologna, impegnata da
90 anni (nasce infatti nel 1922)
nella diffusione ed attuazione
della cultura della prevenzione
oncologica, promuove Campagne di sensibilizzazione ed informazione (come la Settimana della Prevenzione Oncologica che
si svolge a Marzo e la Giornata
Mondiale Senza Tabacco che
ricorre ogni anno il 31 maggio)
per far si che il Codice Europeo
contro il Cancro diventi un vero e
proprio stile di vita, perchè, come
dice lo stesso “motto” della Lilt:
prevenire è vivere!
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Venire presso la nostra casa editrice:
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Compilare il form che trovate sul sito web
del giornale: www.buonenotiziebologna.it
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l’indirizzo dove volete ricevere il
giornale e mettere nella causale del
versamento: Abbonamento BNB.
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Risale al 2010, il primo progetto
di Italiano per Immagini realizzato
da Virtual Coop ONLUS Bologna
e rappresenta a tutt’oggi un importante strumento per l’inclusione
dei lavoratori extra comunitari.
La nostra cooperativa sociale ha
pensato a questo progetto come
strumento in grado di fornire nuovi
e più efficaci strumenti didattici a
chi organizza corsi di italiano per
adulti stranieri. Occorre tenere
presente che molti lavoratori extra
comunitari, non solo non conoscono la nostra lingua, ma in taluni
casi sono analfabeti anche rispetto al loro paese d’origine.
Da qui la necessità di strutturare
una comunicazione per immagini,
con la costruzione di un sito Web
dove gli insegnanti di italiano pos-
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Budrio Neve
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1 Aprile 2012
1 Aprile 2012
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Budrio Neve
Foto di Vanni Callegari
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Almanacco
1 Aprile 2012
LA PASQUA
Prenota
la
F
Il termine Pasqua deriva dal latino
“Pascha” cioè passaggio.
La Pasqua cristiana rappresenta il
giorno della Resurrezione di Gesù.
La morte di Gesù è avvenuta tre
giorni prima del giorno di Pasqua.
Al venerdì Santo è possibile partecipare alla Via Crucis.
Il giorno di Pasqua è sempre una
domenica e la Pasqua è una festività mobile.
La Pasqua cade la domenica suc-
cessiva alla prima notte di luna
piena a partire dal 21 marzo.
La Pasqua è compresa nel periodo tra il 22 marzo e il 25 aprile.
La Pasqua cristiana è stata sancita
dal Concilio di Nicea del 325 d.C.
C’erano delle gravi controversie
tra le Chiese d’Oriente e le Chiese
d’Occidente su quando dovesse essere celebrato il giorno di Pasqua.
Una corrente spingeva per celebrare la Pasqua il giorno stesso
della morte di Gesù qualunque fosse il giorno dell’anno in cui cadeva.
Un’altra corrente voleva che la
Pasqua fosse celebrata solo la
domenica.
Un’altra ancora voleva che il giorno di Pasqua cadesse dopo la
prima notte di luna piena a partire
dal 21 marzo.
La Pasqua è preceduta da un periodo di penitenza e di digiuno che
va dal giorno delle Ceneri per tutto
il periodo di Quaresima.
Gesù immolandosi in croce ha liberato l’uomo dal peccato originale.
Gesù prima di morire aveva partecipato all’ultima cena durante
la quale Giuda lo tradisce consegnandolo ai soldati romani.
È stato crocifisso sotto Ponzio
Pilato ma dopo tre giorni Gesù è
risorto.
I simboli tipici della Pasqua sono
l’agnello, le uova pasquali e la colomba.
L’agnello viene associato a Gesù
per la sua mitezza.
L’uovo simboleggia la nascita.
La Pasqua nelle popolazioni antiche simboleggiava l’arrivo della primavera.
La colomba è un simbolo di pace.
La Pasqua cristiana si differenzia
dalla Pasqua ebraica per il fatto
che per gli Ebrei la Pasqua rap-
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presenta il giorno della liberazione
dalla schiavitù egiziana.
La Pasqua ebraica viene celebrata di sabato, è più antica della
Pasqua Cristiana e rappresenta il
ritorno degli Ebrei in Palestina.
La Pasqua ebraica viene celebrata nel mese di Nissan.
La data di celebrazione della Pasqua ortodossa non sempre coinci-
de con la data di celebrazione della
Pasqua cristiana perché la Chiesa
ortodossa adotta il calendario giuliano mentre la Chiesa cattolica
adotta il calendario gregoriano.
Il lunedì dopo Pasqua è il giorno
di Pasquetta cioè il giorno della
tradizionale gita fuori porta con
parenti e amici.
Alessandro Legnani
Le Tagliatelle
Le tagliatelle sono una pasta
all’uovo tipica bolognese.
Di solito le tagliatelle sono abbinate al ragù alla bolognese, ma
possono essere abbinate al sugo
di pomodoro, ai funghi porcini, al
salmone e ai piselli.
La parola tagliatelle deriva dal
verbo tagliare per il fatto che la
sfoglia viene prima arrotolata e
poi tagliata in striscioline sottili.
La leggenda narra che le tagliatelle sono state inventate dal bolognese Zefirano nel 1487.
Zefirano era il cuoco personale
di Giovanni II di Bentivoglio.
Un giorno Lucrezia Borgia passa
per Bologna per recarsi a Ferrara
per sposare il Duca Alfonso I d’Este.
Zefirano ispirandosi ai capelli
biondi di Lucrezia Borgia inventò
le tagliatelle.
La ricetta classica prevede che
le tagliatelle siano condite col
ragù alla bolognese preparato
con la polpa di maiale, il vitello e
il manzo cucinate anche con la
pancetta, gli aromi e la salsa di
pomodoro.
Le tagliatelle una volta servite in
tavola sono condite col parmigiano.
Le tagliatelle sono uno dei piatti
più gustosi della cucina emiliana.
A.L.
21 APRILE 1945
i Compelan
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Buone Notizie
Bologna
Sabato dalle ore 19 alle 23 - Domenica dalle ore 19 alle 22
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Il 21 aprile 1945, quattro giorni
prima della liberazione nazionale
gli Alleati hanno sfondato la Linea
Gotica e hanno liberato Bologna.
L’offensiva alleata è cominciata
alle 6 del mattino quando il Corpo
polacco dell’VIII Armata guidato
dal generale Anders, poi le divisioni americane 91 e 34.
Alle 8 del mattino arrivano le truppe italiane Legnano, Friuli e Folgore e la brigata partigiana Maiella in parte già aggregata all’VIII
Armata polacca.
A Palazzo d’Accursio si vedono il
Presidente del CLN regionale Antonio Zoccoli, il Prefetto Gianguido
Borghese e il nuovo sindaco Giuseppe Dozza.
I reparti nazifascisti non oppongono resistenza e tentano una fuga
disperata verso il nord.
Guidati dal generale Von Senger
avevano abbandonato Bologna
la notte precedente per cui gli
Alleati liberano Bologna senza
sparare un colpo.
Più tardi arrivano i bersaglieri
del battaglione Goito che sfi-
lano per Via Rizzoli acclamati
dalla folla festante.
La folla comincia anche ad attaccare delle foto dei partigiani morti in Piazza Nettuno e a deporre
dei fiori nei luoghi dove i nazifascisti li avevano fucilati.
Si calcola che fossero circa 2000
i partigiani uccisi a Bologna nei
venti mesi di occupazione nazifascista della città.
L’odierna Piazza Maggiore era
gremita di persone festanti ma la
festa viene turbata dal ritrovamento dei cadaveri di Sante Vincenzi
e Giuseppe Bentivogli uccisi e abbandonati a Prati di Caprara dai
nazifascisti in fuga. Nella ritirata
verso il nord i nazifascisti vengono
attaccati nella zona di San Giorgio
di Piano dalla Brigata Garibaldi.
I partigiani avevano già preso
possesso delle principali edifici
della città.
Il podestà fascista era intervenuto
per il passaggio di consegne ma
viene lasciato libero e portato in
San Domenico.
A.L.
INSERIMENTO
DATI
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Budrio
1 Aprile 2012
15
Bicentenario della nascita di QUIRICO FILOPANTI
Venerdì 13 Aprile
Teatro Consorziale di Budrio
ore 21 - AL BABBO INT AL FRIZER (Il babbo nel freezer) - Commedia in 2 atti della Compagnia
“Gli amici del veterinario” - prevendita presso “La Merceria di Milena”
Sabato 14 Aprile
Sala Rosa - Palazzo Medosi Fracassati - via Marconi 3/B
ore 17 - Inaugurazione della mostra
“Gli acquerelli di GRAZIELLA PESCATORI dai collezionisti Budrieri” In conclusione all’inaugurazione sarà
possibile visitare le opere della pittrice
esposte al Palazzo Comunale.
Torri dell’acqua - via Benni, 1
ore 18 Inaugurazione della mostra
“Variazioni, Riproposizioni, Modifiche di Vittoria Chierici”
ARTE ALLE TORRI
Venerdì 20 Aprile
Flora 2000 Garden Marker - Via
Zenzalino sud 19
ENGLISH GARDEN: il trionfo delle erbacee perenni - Tre giorni di
mostra mercato dedicato alle Erbacee Perenni splendide protagoniste dei giardini inglesi
Via C. Battisti (stazione centrale)
ore 18 - Budrio Bierfest
Sabato 21 Aprile
Piazza Filopanti
ore 10.30 - A 200 anni dalla nascita di
Giuseppe Barilli celebrazioni di Quirico Filopanti nel suo paese natale. Matteo Belli insieme al prof. Faeti, al
prof. Parmeggiani e al dott. Fronzoni
ricorderanno la figura del Filopanti
nelle sue varie sfaccettature.
FILOPANTI A 200 ANNI DALLA
NASCITA - mostra documentaria
nell’atrio della sede comunale per
ricordare a tutti i cittadini questa
importante figura storica.
Chiesa di San Lorenzo
ore 21 -Nell’ambito del Festival
“ORGANI ANTICHI, UN PATRIMONIO DA ASCOLTARE” “Sonate a quattro mani” di Giovanni
Moranti. Organiste F. Iannella e
C. Cassin (a cura Confcommercio
Ascom e Comitato operatori economici Budrio)
Domenica 22 Aprile
Flora 2000 Garden Marker - Via
Zenzalino sud 19
ENGLISH GARDEN: il trionfo delle erbacee perenni - Tre giorni di
mostra mercato dedicato alle Erbacee Perenni splendide protagoniste dei giardini inglesi.Il negozio
Acqua Calda Per il Tè offrirà agli
ospiti una selezione dei migliori
the inglesi.
Giardini di Via Martiri Antifascisti
Spazio giochi gonfiabili - a cura della ludoteca “Il paese dei balocchi”
ore 15.30 - TUTTI CUOCHI -laboratorio di pasticceria per bambini
Via Bissolati - Viale 1° maggio
Mercatino opere ingegno ed esposizione hobbisti
MOTOBICIRADUNO
cappellazzentreffen
con
escursione
(inf.3355495275) - musica anni ’70
ore 11 e ore 15 - Piano bar e Karaoke
ore 16 - Dimostrazioni sportive
con: Palestra “TRCLUB” Prunaro
Martedì 24 Aprile
Via Verdi - Trattoria dalla terra
alla tavola
ore 20 - 10° TROFEO DEL BUON
SALAME CASALINGO E DEL BUON
GUANCIALE - gara tra produttori
artigianali con giuria popolare. I
cittadini sono invitati a partecipare
alla giuria popolare e alla cena a
tema con quota di partecipazione
Mercoledì 25 Aprile
Via Bissolati - Viale 1° maggio
Mercatino opere ingegno ed esposizione hobbisti
CACCIA AL TESORO
ore 11 e ore 15 - Piano bar e Karaoke
Giardini di Via Martiri Antifascisti
Spazio giochi gonfiabili - a cura della ludoteca “Il paese dei balocchi”
ore 15.30 - “CONCORSO di pittura/disegno guidato” - per bambini
delle scuole primarie
premiazione Domenica 29 aprile
ore 18
ore 16.30 - DANZAPRIMAVERA Spettacolo degli allievi della scuola “Studio del Movimento”.
Musei Civici di Budrio e Torrione del Risorgimento
dalle ore 16 - GIOVANISSIMI “CICERONI” A BUDRIO - I ragazzi
della Scuola Media “QUIRICO FILOPANTI” guideranno i visitatori
alla scoperta dei Musei di Budrio e
del Torrione del Risorgimento. Visite guidate anche in lingua inglese.
Al Museo dell’Ocarina le visite sa-
ranno allietate da interventi musicali
Via Verdi - Trattoria dalla terra
alla tavola
dalle ore 19 - Cena ARGENTINA
“a Fuegolento” Il trionfo del piacere della carne
Sabato 28 Aprile
Teatro Consorziale
GIORNATA dell’ocarina delle
scuole e per le scuole
Mattinata e pomeriggio con le
scuole di ocarina di Budrio e della Provincia di Bologna e con le
classi delle scuole del territorio
che aderiscono al progetto “Suoniamo l’ocarina”.
Giardini di via Martiri Antifascisti
Spazio giochi gonfiabili - a cura della ludoteca “Il paese dei balocchi”
ore 16 - ANIMAZIONE e BABY
DANCE con Pino il Drago Ballerino - in collaborazione con “La Capannina” gelateria
Auditorium di Via Saffi, 50
ore10.30 - 13.30 - STAGE di
danze del POITOU con Benoit
Guerbigny…..
ore 15 - 19 STAGE di danze OCCITANE con Silvio Peron e Marisa
Dogliotti….(Ass.ne NOTTE FOLK)
Prunaro di Budrio - Via Croce
Prunaro, 21
MUSEO DELLA VALLE DELL’IDICE
Inaugurazione mostra DESMO
HISTORY
Teatro Consorziale
ore 21 - La compagnia Gli Amici
del veterinario presenta: “DIVERTIMENTO IN DIALETTO BOLOGNESE (BUDRIESE!) con T. Casella. Intermezzi musicali a cura di
Lorenza Testoni
Piazzale della Gioventù (circolo
tennis)
ore 21.30 CONCERTO A BALLO con
Duo Peron Ferrero e Duo Guerbigny
Palazzo (Ass.ne NOTTE FOLK)
Domenica 29 Aprile
Piazzale Est Stazione di Bologna, ore 12,33 e 16,03
SCENDO ALLA PROSSIMA a
cura di Silvia Berti, Chiara Castaldini, Gaia Germanà
In occasione della Giornata Mondiale della Danza e di Primaveranda il
gruppo PHREN, in collaborazione
col Centro Mousikè, organizza una
performance di danza urbana che
accompagnerà i passeggeri sulla
linea ferroviaria TPER da Bologna
a Budrio Centro per concludersi nel
piazzale antistante la stazione (arrivo ore 13,05 e 16,35).
Giardini di Via Martiri Antifascisti
Spazio giochi gonfiabili- a cura della ludoteca “Il paese dei balocchi”
ore 15.30 - DIVERTIAMOCI CON
LA PASTA DI SALE - laboratorio
per bambini
Piazza Antonio da Budrio
ore 11 - BALLO IN PIAZZA concerto con LE PIMENT TRIO (Ass.
ne NOTTE FOLK)
Via Bissolati - Viale 1° maggio
Mercatino opere ingegno ed esposizione hobbisti
ore 11 e ore 15 - Piano bar e Karaoke
ore 15 - Dimostrazione balli con
A.S.D. “L’ACCADEMIA” di Budrio
Piazzetta di Via Garibaldi
ore 15 - Spettacolo di BURATTINI
tradizionali
Palazzetto Bocciofila Canova Via Zenzalino Nord, 7
ore 16 - “GRAN FINALE” Concerto
a ballo con Charlot et Toinou e il
Duo Guerbigny Palazzo (Ass.ne
NOTTE FOLK)
Via Martiri Antifascisti, 3
ore 17 - SFILATA di calzature e bigiotteria a cura “Charme” e “D&D
Magic”
Via C. Battisti (stazione centrale)
ore 18 - Budrio Bierfest - I MUSIC
CONTEST - Concorso per bande giovanili promosso dall’Ass.Black Mamba
Lunedì 30 Aprile
Via C. Battisti (stazione centrale)
ore 18 - Budrio Bierfest con i “NO
PANIC FUNKY GROOVE BAND”
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PRIMAVERANDA 2012. Ecco le date di aprile
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16
Strip
BNB
VIRTUALCOOP
1 Aprile 2012
“NO TAV” di Andrea Marongiu
L’ADDIO DI LUCIO E IL SUO SILENZIO
‘La verità vi renderà liberi’. Così
dice il vangelo, che ripetutamente spinge l’uomo a non mentire, a
non proferire falsa testimonianza,
ad essere limpido, nelle parole e
nei fatti. Ho assistito commossa al
funerale di Lucio Dalla, pensando
solo alla sua musica e a quanto
fosse amato dai bolognesi. Lo si
vedeva passeggiare per il centro
come uno qualunque, anzi un barbone, sempre col suo stile trasandato, come se fosse vestito solo di
note e pensieri. Una persona ironica, simpatica, che, si dice, abbia
dato e donato tanto agli altri.
Molti ragazzi si mettevano a suonare in Via d’Azeglio, dove aveva
la sua casa e spesso, si dice, lo si
sentiva suonare da casa sua.
Il funerale è stato grande, immenso,
con una celebrazione importante.
Piazza Grande, gremita di gente,
una folla silenziosa al tocco delle
campane che suonavano a morte.
L’omelia è stata detta da padre
Bernardo Boschi, un amico di Dalla, che infatti così ha descritto l’amico: una persona buona, generosa, molto credente, che si faceva
domande su Dio e che dava pure
le sue risposte. E nessun riferimento alla sua vita privata.
Poi, le parole di Marco Alemanno,
definito dai media come: l’amico
del cuore (la definizione più ridicola), l’amico (la generalizzazione),
il collaboratore (la negazione), il
compagno di vita (e forse ci siamo). Per chi era presente o ha visto qualcosa in tv, le lacrime e lo
strazio di quel ragazzo hanno fatto
pensare di certo a un sentimento
forte e sincero, e personalmente credo che lui stesso non si sia
sbilanciato troppo nel raccontare il
suo affetto o dovrei dire amore se
di questo si tratta. Il problema non
è questo. Personalmente in quel
momento non mi interessavano i
gusti sessuali di Dalla più che di
quelli musicali, o del fatto che non
avrebbe cantato più e fatto risuonare Via D’Azeglio. Il problema è
ancora il silenzio e la menzogna.
Dalla non ha mai parlato dei suoi
gusti sessuali, che forse non dovrebbero interessare morbosamente a nessuno, ed è questo il
motivo per cui la celebrazione c’è
stata ed è stato permesso un rito
che nel caso contrario non sarebbe potuto avvenire.
Il problema è ancora il silenzio,
l’omissione, il non detto per non
scandalizzare chi? In questo paese amare è un reato, perché è di
amore che si tratta. Posso aspettarmi solo da un vecchietto fascista la confusione tra pederastia e
omosessualità, ma dal mio paese,
nel 2012 io mi aspetto civiltà e
chiarezza. Proprio in questi giorni
la politica fa un dibattito sulla questione. “C’è il pericolo che questo
paese diventi un proliferare di gay
e lesbiche”, ha dichiarato Alfano.
E sembra che nemmeno la sinistra
prenda posizioni ferme in proposito. Una volta era impossibile per
uno di colore dichiararsi bianco,
perciò oggi uno che è gay invece
di farsi pestare per strada o farsi cacciare dalla propria famiglia
sceglie la via più semplice: dire di
essere eterosessuale. Semplice
e triste. Quanto ancora si dovrà
aspettare per avere delle leggi che
facciano diventare tutti gli uomini
con uguali diritti e dignità? Oggi
coppie omosessuali già pagano
più tasse dei cittadini eterosessuali. Una persona omosessuale
deve pagare sempre le tasse di
successione sul patrimonio lasciato dal partner di una vita. Non permettendo, poi, la reversibilità della
pensione lo Stato riesce pure a
risparmiare con i gay. Ma questo
è solo un piccolo esempio di ingiustizie sociali da sopportare.
Conosco coppie eterosessuali che
hanno deciso di non sposarsi fino
a quando i loro amici gay non potranno farlo. Conosco persone che
s’innamorano senza decidere in
base a quello che c’è nelle mutande dell’altro, ma si innamorano col
cuore. Ma questo paese, chiamato
il paese dell’amore e del romanticismo, non è tale, non è un paese
dove ci si possa esprimere liberamente. E quindi, penso questo :
non sarebbe necessario dichiarare i propri gusti sessuali, ma oggi,
in questo momento, dichiarare se
stessi, l’esistenza della propria
vita con una persona dello stesso
sesso, oltre che servire a rendere
trasparente la propria individualità
è un preciso e importante atto politico, oggi come lo è stato sempre;
ma è possibile che in Europa paesi
di destra come successe anni fa
in Spagna cercarono di legalizzare le unioni di fatto e in Italia non
lo fa nemmeno la sinistra che dovrebbe essere ideologicamente più
aperta? O c’entra solo una cultura
ignorante e chiusa? Ci insegnano
che è meglio non far rumore, che
è meglio non dare nell’occhio, essere discreti. Come se si potesse
essere discreti in una relazione
normale, come se fosse normale
e non doloroso mentire come dei
ladri, come se si stesse commettendo qualcosa di illegale. E allora
si rinuncia alle feste insieme, tanto
poi ci si rivede a casa nel silenzio e
all’oscuro di tutto e tutti, si dicono
bugie a cui si finisce per credere.
Si finisce a chiamare collaboratori,
amici del cuore, due persone che si
amano. Non credo che a sopportare tutto questo dovrebbero essere
le coppie omosessuali. Qualche
bigotto e anche più di qualche bigotto borbotterà, chissà, vi guarderà male. Ma se ci fosse una legge
giusta al servizio dei cittadini, di
tutti i cittadini, senza dividerli in categorie, allora nessuno dovrebbe
avere più paura e la dignità sarebbe per tutti. Questa legge che tutti ci aspettiamo, non è una legge
troppo progressista, ma un diritto
che ancora tarda ad arrivare in un
Europa che si dice civile.
Emanuela De Siati
BNB
1 Aprile 2012
La pagina
del lettore
17
IL CONTRASSEGNO INVALIDI NON VALE UN’ “H”
I fatti risalgono ad alcuni anni fa,
un’auto di un disabile è bloccata
con le ganasce in prossimità di
ambulatori specialistici dentro l’area “privata” (il S.Orsola-Malpighi è
Clinica Universitaria) ospedaliera.
Inutili le rimostranze, impassibili
alle lamentele per sbloccare l’auto
si è dovuto pagare la SIPA, società
che gestisce il controllo all’interno
dei vialetti del nosocomio.
Dopo circa un anno e mezzo il
Giudice di Pace dà ragione all’invalido e condanna l’amministrazione ospedaliera a risarcire l’importo impropriamente incassato e
ad applicare il Codice della Strada all’interno dei vialetti in quanto, seppur area privata, svolge
un servizio pubblico (sanitario)
prevalente. Divieto di applicare
le “ganasce” all’auto che espone
il contrassegno invalidi il quale è
un indispensabile ausilio protesico
come stabilisce la Circolare Ministeriale - Ministero dei Lavori Pubblici - 13 giugno 1983, n. 1030
È abusivo anche il limite delle “due
ore”, non rispetta la sentenza che
impone l’applicazione del Codice
della Strada all’art 188 comma 3 e
art. 381 del regolamento CdS, che
autorizza la sosta dell’autoveicolo
detentore del contrassegno invalidi senza limitazioni di tempo a
meno che non costituisca intralcio
o pericolo alla circolazione.
Insomma perché è così difficile
applicare la Legge e far rispetta-
re le regole all’interno di un’area
ospedaliera?
Disattesa nello spirito e nella sua
applicazione la Legge 104 del
5/2/1992, Legge quadro per l’assistenza e l’integrazione sociale e i
diritti delle persone handicappate;
Disatteso e ignorato il D.P.R. n.
503 del 24/7/1996, regolamento
recante norme per la eliminazione
delle barriere architettoniche negli
edifici, spazi e servizi pubblici (artt.
10, 11, 12 e 13);
Disatteso il decreto ministeriale Ministero dei Lavori Pubblici del
14/6/1989, n. 236 e più precisamente nelle indicazioni dell’art. 2;
3; 4.2; 4.4; 8.2.3;
Disattesa la Circolare ministeriale - Ministero dei Lavori Pubblici
del 13/6/1983, n. 1030 (capoverso
V): Elusi gli artt. 3; 13; 23; 32 della
Costituzione Italiana
Ogni tanto sui quotidiani appaiono
notizie di invalidi incappati nelle
maglie di un regolamento “indisponente” che non aiuta chi nella
difficoltà di deambulazione è costretto ad utilizzare l’auto o essere
assoggettato a vessazioni che ledono inomignosamente i diritti dei
disabili per una libera circolazione.
In quella vicenda furono coinvolti tutti: il sindaco di allora Sergio Cofferati, ass. alla Mobilità e Lavori Pubblici
Maurizio Zamboni, il Difensore Civico Antonio Marino; interrogazioni in
Consiglio Comunale dal consigliere
Daniele Carella; e per conoscenza:
Mi Manda Rai 3; Striscia la Notizia;
il Resto del Carlino, Anglat.
A tutt’oggi l’Amministrazione Ospedaliera continua imperterrita ad applicare regolamenti interni in contrasto con la sentenza 2346/06 del
Giudice di Pace Camerani Fiorella
e pubblica sul proprio sito http://
www.aosp.bo.it/content/viabilit-interna disposizioni in contrasto con
quanto sentenziato.
È proprio vero: il contrassegno
invalidi al S.Orsola-Malpighi non
vale un’ “H”.
Giuseppe Marchetti
Al Cardinale Lambertini Il personaggio misterioso
piaceva la moneta aurea
qualche istante, quella preziosa
testimonianza di tempi remotissimi, grazie all’amicizia con
Luigi Canali, scomparso recentemente, per lunghi anni responsabile della “numismatica” del
museo bolognese. Ma, tornando
al Cardinale e Papa Lambertini,
ricordiamo che alla sua figura
sono stati dedicati film e lavori
teatrali. Lo stesso personaggio
ha ispirato aneddoti più o meno
noti. Gli storici lo ricordano come
uomo saggio, di grande equilibrio e
cultura. Fu quindi ottimo mediatore
in controversie politiche e religiose,
impegnato anche a contenere certe invadenze dei Padri Gesuiti.
Chi è costui? O meglio, chi l’ha visto?
Tranquilli, cari lettori di BNB,
non intendiamo scatenare una
grande caccia all’uomo, oppure
segnalare i tratti di un pericoloso
serial killer…
Il personaggio misterioso, ritratto in età molto giovanile, è
un simpatico e conosciutissimo
cittadino di Budrio. Ci ha stupito
questa foto, perché molto differente dall’attuale originale. È
un amico e voglio approfittare
di questa ghiotta occasione per
una sorta di gioco a premi.
Chi indovina il personaggio, mandando la soluzione alla redazione
di BNB via mail: [email protected] oppure via fax:
051.530761, riceverà un abbonamento gratuito al nostro periodico.
Via, scatenate l’inferno!
Giuliano Vincenti
Marco Negri
L’alto prelato bolognese ha posseduto un’antichissima moneta
Al Cardinale bolognese Prospero Lambertini (1675-1758), che
sarà Papa nel 1740 col nome
di Benedetto XIV, piacevano le
monete rare e di metallo prezioso. Non a caso l’aureo di Pompeo Magno, di cui abbiamo accennato in un articolo dedicato
alla Zecca petroniana e ad una
collezione di 60.000 monete e
40.000 medaglie, che per vie
misteriose finì nelle sue mani.
Da queste passerà poi ad una
collezione dell’Università ed infine al Museo Civico Archeologico. E qui è destinata a rimanere
a disposizione di esperti ben
identificati ed accreditati. I vari
“passaggi” del prezioso oggetto
sono “certificati” e descritti da
un esperto,il prof. Franco Panvini Rosati, in un ampio saggio
pubblicato nel 1976 su “Il Carrobbio”, una rivista a cadenza
annuale. Allo stesso studioso si
deve una minuziosa descrizione
di quella moneta di cui si conoscono soltanto due esemplari:
e chi vuol vedere l’altro non ha
che da fare un “salto” al British Museo di Londra. Sappiamo così che l’aureo bolognese
pesa grammi 8,95 al cospetto
dell’altro di grammi 8,93. Su entrame le monete le iconografie
mostrano una spoglia elefantina che rappresenterebbe l’Africa ed una effigie femminile che
simboleggerebbe l’Asia. Altri
esperti (ci mancherebbe!) sono
di diverso parere. Unanimi sono
invece su un fatto: la coniazione
dei due pezzi risalirebbe (il condizionale è d’obbligo) ad un periodo collocabile tra il 61 ed il 71
avanti Cristo. Su entrambi manca l’effigie di Pompeo Magno,
politico e generale romano nato
presumibilmente nel 106 avanti
Cristo e morto forseo nel 48 c.C.
Il motivo è semplice: l’esperto
sottolinea che ferree leggi della
Roma repubblicana vietavano i
“ritratti di persone viventi”. Chi
scrive, ha avuto l’occasione di
vedere e tenere in mano, per
Venite a vedere la nuova HYUNDAI I 30
www.buonenotiziebologna.it
È quanto avviene all’interno dell’area ospedaliera S. Orsola-Malpighi di Bologna
18
Libri
BNB
1 Aprile 2012
1000 C.F. 91294980379
Associazione di Promozione Sociale
L'OFFICINA DI SOSTEGNO
per la tutela delle persone disabili
traumatizzate da incidente stradale
www.officinadisostegno.org
Musei del mondo rurale
www.buonenotiziebologna.it
Valorizzare la memoria contadina dell’Emilia-Romagna: un volume e un’applicazione web
La collezione di ceste, gabbie,
fiaschi dell’Ecomuseo della civiltà
palustre di Villanova di Bagnacavallo, realizzati con quelle canne
e giunchi che per secoli hanno
rappresentato il fulcro dell’economia e della vita della bassa
Romagna. Gli oggetti legati alla
tradizione dell’olivocultura che trovano una suggestiva collocazione
nel Museo etnografico di Valliano
di Montescudo. Il carro stracolmo
di masserizie, tutta la ricchezza
della tipica famiglia del mezzadro,
che domina una delle sale del Museo della civiltà contadina di San
Marino di Bentivoglio. La collezione di oltre 60 mila oggetti di vita
quotidiana che tappezza pareti e
soffitti del Museo Guatelli di Ozzano Taro vicino a Collecchio, intitolato al maestro autodidatta Ettore
Guatelli, amico di Attilio Bertolucci. E ancora il Museo di Gattatico
dedicato ai Cervi, famiglia simbolo
della Resistenza, ma anche famiglia di contadini progressisti e
intraprendenti, in cui l’amore per
la terra diventa ferma volontà di
riscatto sociale.
Sono solo alcuni esempi della
ricchezza e della originalità delle
collezioni ospitate da 16 tra i più
significativi Musei della civiltà contadina presenti in Emilia-Romagna e contraddistinti dal marchio
“Musei di Qualità”, che trovano
ora spazio nel volume I Musei del
Mondo Rurale in Emilia-Romagna
realizzato dall’assessorato regionale all’Agricoltura e dall‘Istituto
per i beni culturali.
Il testo ha anche una versione
sfogliabile on line e un’applicazione web.
Oggetti della vita quotidiana, attrezzi per il lavoro nei campi, testimonianze di mestieri e tradizioni,
luoghi di vita e di lavoro: di ogni
Museo l’opera illustra le collezioni,
inquadrandole nel contesto storico e sociale del territorio. Diventa
così possibile ripercorrere le tappe
fondamentali della storia dell’agricoltura emiliano-romagnola fino ai
giorni nostri.
“I Musei del Mondo Rurale in Emilia-Romagna nasce con l’obiettivo
di far conoscere questa storia a
tutti i cittadini emiliano-romagnoli
e specialmente ai più giovani” ha affermato l’assessore Tiberio
Rabboni - “La memoria contadina
rappresenta uno dei fondamenti
dell’identità della comunità regionale, ma è anche una importante
leva di sviluppo: in un mercato
agroalimentare ricchissimo di
offerte, i prodotti emiliano-romagnoli si distinguono proprio perché sono in grado di interpretare valori e tradizioni. Per questo
stiamo lavorando a un progetto
più ampio dedicato alla memoria
contadina di cui questo volume è
un primo passo”.
Secondo il presidente dell’IBC
Angelo Varni “il nostro passato
rurale non è morto, ma si riflette
in una realtà economica ancora
molto attiva. Una ragione di più
per non disperdere la ricchezza
di questo peculiare patrimonio
culturale e sociale”.
Per ogni Museo è previsto anche
un “vademecum” per il visitatore e
il più tradizionale prodotto cartaceo è affiancato da una versione
“sfogliabile” on line e da un’applicazione web scaricabile gratui-
INFO: 338.3547919
tamente dai siti dell’assessorato
all’agricoltura e dell’IBC. Accessibile da qualsiasi smartphone
o tablet connessi a Internet, la
Musei Mondo Rurale ER App si
configura come un sito internet,
visualizzabile tramite un’icona
app nel menù applicazioni. Un
filo diretto con i potenziali visitatori, aggiornabile in tempo reale
con un semplice refresh. L’App
fornirà una scheda dedicata ad
ogni Museo, con l’indicazione
delle tre cose da non perdere,
slide show con le immagini delle
sale e delle opere, eventuali prodotti audiovisivi, orari e informazioni di servizio. Potrà inoltre informare su tutti gli eventi, sagre,
mostre dedicati alla civiltà contadina. Sarà anche presente una
mappa dei Musei che funzionerà
come Google Map, permettendo
la georeferenziazione dei siti con
suggerimenti su cosa visitare nel
territorio circostante: chiese, castelli, monumenti, Strade dei Vini
e dei Sapori, uffici turistici, ecc.
L’App sarà interattiva e avrà
una funzione social con la possibilità per il visitatore di lasciare un commento sulla visita.
Infine permetterà di scaricare
direttamente la versione sfogliabile del libro e altri materiali
di approfondimento.
PROGETTI
2012
SEDE c/o Studio legale Russo Valentini, Via Marconi 34 - 41122 Bologna
www.annulliamoladistanza.org / [email protected]
BNB
1 Aprile 2012
La Certosa di Bologna
Luogo di memorie e arte
Che luogo meraviglioso il Cimitero Monumentale della Certosa di Bologna!
E il mio Redattore Capo, l’insostituibile Marco Negri mi fa: “Vedi di
andarci il più tardi possibile!” Grazie per l’augurio. Ma quando parlo della Certosa ai miei perplessi
interlocutori, intendo quel meraviglioso museo a cielo aperto, colmo di eccezionali opere d’arte e
preziosi reperti storici, quel luogo
dell’anima reso immortale da solenni strutture architettoniche e
malinconiche statue dai volumi
così levigati da accarezzare l’occhio di chi guarda e muoverlo a
sincera compassione. È il miracolo dell’arte, capace di abbattere le
barriere del tempo e rendere fratelli quanti si accostino con animo
ricettivo. È il linguaggio che apre
Arte
allo stupore e consente di comunicare con gli Dei.
Il primo monumento che desidero
sottoporre alla vostra attenzione,
è opera dello scultore bolognese
Armando Minguzzi (1884-1940).
Si tratta di un gruppo scultoreo
in bronzo del 1928, dedicato
alla memoria di due motociclisti molto amati dagli sportivi del
tempo: Olindo Raggi, forlivese
di nascita e bolognese d’adozione (gareggia per pochi anni dal
20 al 26, anno della morte, avvenuta a seguito di un incidente
in gara, dopo importanti vittorie
che lo consegnano alla storia) e
Amedeo Ruggeri, campione sulle due come sulle quattro ruote,
morto nel 1932, nel tentativo di
stabilire il record di velocità su
un’automobile Maserati. Una figura femminile, simbolo di forza
e pietà, regge il capo al defunto
che rappresenta tutti gli sportivi
morti tragicamente. La donna
guarda davanti a sé, come a
cercare un percorso invisibile, la
postura è solenne, ma le mani
che accarezzano delicatamente
il viso dell’uomo, svelano quella
tenerezza tipicamente femminile
che sarà di conforto nel viaggio
verso l’Aldilà. Ai lati un gruppo
di motociclisti e uno di fanciulle
con ghirlande, porgono l’ultimo
saluto.
Notevole l’opera di Silverio Montaguti (1870-1947), scultore, insegnante, restauratore adottato
dalla città di Bologna. Diversi i lavori presenti nella Certosa. Trovo
molto bella la statua del Dolore
della Tomba Rimini (1918). Raffigura l’amata Ascension, moglie
di Bindo Rimini, che fa incidere
sotto il bronzo: En tu memoria, mi querida Ascension, alma
bendita y santa (In tua memoria,
mia amata Ascension, anima benedetta e santa). Mentre nella
statua precedente assistiamo ad
una composta accettazione della morte e alla celebrazione del
mito dell’eroe morto, qui predomina la sofferenza: la donna raffigurata in posizione verticale, la
testa reclinata indietro a guardare, dietro gli occhi chiusi, verso
l’Alto, sembra pronta all’ascensione (come suggerisce il nome)
al Cielo. E tuttavia i pugni chiusi
e le sensuali braccia dai muscoli
guizzanti, tradiscono una resistenza, come per opporsi all’inevitabile viaggio. Il panneggio
19
finemente decorato, in stile Nouveau, la massa dei capelli, assieme alle braccia vive, danno una
minima sensazione di movimento e vita che si contrappone alla
rigidità della morte.
Altro scultore prestigioso, il bolognese Diego Sarti (1859-1914)
di cui ogni felsineo conosce e
apprezza la sensuale Ninfa della
Scalinata del Pincio, posta all’ingresso della Montagnola. La Certosa custodisce diverse sue opere
tra cui spicca la Dolente, scolpita
nel 1891 per il monumento Montanari. Di squisito gusto Liberty,
rappresenta una ragazza abbandonata languidamente sul marmo
tombale. Il volto è cupo, ma il ritmo vivace della cascata dei lunghi
capelli, sciolti a incorniciare il viso,
il drappeggio della veste, morbido
e vivo, donano alla figura una rotondità seducente, ben lontana dai
canoni dell’arte funeraria.
Sono solo tre dei numerosissimi
esempi di capolavori che impreziosiscono la Certosa. Se desiderate entrare in una dimensione
atemporale e immergervi in un
profondo silenzio interiore, recatevi in questo museo con la mente
libera da pensieri molesti e il cuore
leggero: di sicuro proverete un’emozione nuova.
Ugo De Santis
www.buonenotiziebologna.it
ANLADI
20
Cinema
BNB
VIRTUAL COOP
Cooperativa Sociale
ONLUS
STAMPA DIGITALE
[email protected]
1 Aprile 2012
www.buonenotiziebologna.it
Alieni e Raggi X
Fino alla metà degli anni Cinquanta il cinema dell’orrore moderno è
stato un fenomeno esclusivamente statunitense, se si eccettua una
saltuaria produzione inglese e alcune opere isolate.
Nato negli uffici della Universal di
cui era stato il principale elemento di successo, e strutturatosi in
breve tempo intorno ad alcuni
miti, già noti al pubblico per la loro
fortuna letteraria, dopo un breve
interesse delle grandi produzioni
era diventato materia di sostentamento per le piccole case o ditte
che producevano i cosiddetti “BMovies”, diventando, ben presto,
uno dei generi più imitati e ripetuti
della storia del cinema.
Negli anni Cinquanta, il cinema horror, si orienta nella direzione della
fantascienza. Fino ad allora questa
era stata ad appannaggio del serial,
spesso ispirate ad eroi dei fumetti
(Flash Gordon, Buck Rogers, Brick
Bradford) o con avventure esotiche
imperniate sulle mire distruttive di
uno scienziato pazzo.
In seguito alla crisi dei film di serie
B dovuta alla concorrenza della
televisione, questo genere sembrava avviato ad una lenta agonia,
incapace di ritrovare una sua autonomia espressiva, condannata
a produrre materiale sempre più
scadente e con relativo minor interesse da parte del pubblico.
All’improvviso si sviluppano nuovi
temi, soprattutto sulla minaccia e
sull’invasione: alieni, animali primordiali, mostri nati da disastri nucleari mettendo ripetutamente in
pericolo l’esistenza dell’Occidente
nonché del Giappone.
Alcuni miti classici dell’orrore vengono recuperati da questa produzione. Il mad doctor, adesso è
equipaggiato con mezzi atomici,
e soprattutto zombie, ottenuti con
esperimenti scientifici, e talvolta
ad opera di extraterrestri (Plan
Nine from outer Space, 1954).
Gli altri mostri spariscono quasi
definitivamente: l’uomo-scimmia
viene sostituito da una mutazione
regressiva che riduce il protagonista a bruto preistorico (The Nean-
di piccole produzioni indipendenti,
di film realizzati in completa economia, bianco e nero ed esterni
naturali. Ma un film in particolare
da una svolta alla vecchia condizione del cinema horror (realizzato con un basso budget e senza
attori di richiamo), I Was a Teenage Werewolf (1957), incontrò un
enorme successo.
Proprio quelle che potrebbero
sembrare le debolezze produttive
del genere ne furono la principale
forza: il pubblico dei teen-agers,
l’unico che ancora lo seguiva, tornò ad appoggiarlo con rinnovato
interesse; le produzioni più povere
furono quelle che meglio sopravissero alla crisi.
L’horror è completamente soppiantato da questa nuova produzione, o forse sarebbe più esatto
affermare che si è trasformato in
essa; ma alla sua ombra spesso
delle stesse persone, con metodi produttivi simili, fortemente
ispirata alle sue tematiche, specialmente nell’esigenza di dare
un’interpretazione “scientifica” ai
fenomeni soprannaturali, la produzione di horror riprende vigore.
Incredibilmente sottovalutato per
anni e anni, il regista americano
Jack Arnold viene oggi, finalmente
riscoperto e riqualificato nella giusta luce. Arnold è infatti il più ispirato e geniale regista che il cinema gotico e di fantascienza abbia
avuto nel decennio 1950 - 1960.
Molti critici dichiarano che il più
celebre film di Arnold, Radiazioni
B.X.: distruzione uomo (tratto dal
romanzo Tre millimetri al giorno di
Richard Matheson) sia indiscutibilmente il miglior film di fantascienza prima di 2001: Odissea nello
spazio (1968) di Stanley Kubrick.
Ma non è che la fama di Arnold sia
legata ad un unico film, anzi: diverse altre sono infatti le sue pellicole
che oggi sono considerate, dagli
appassionati e dai critici, tra quanto
di meglio si sia visto al cinema in
questo settore. Arnold ha realizzato
una serie di film che possono ritenersi ciascuno la “parola definitiva”
nei rispettivi generi di appartenen-
derthal Man, Ricerche diaboliche);
qualche elemento di vampirismo
“scientifico” venne attribuito dal regista Corman al suo Vampiro del
pianeta rosso. Si tratta in genere
za, da la Tarantola (geniale “film di
mostri”) a Destinazione…Terra (il
più coraggioso film sugli alieni).
Per tutto questo, la figura di Arnold
è diventata un mito nell’ambiente
della critica specializzata, anche
perché il regista ha avuto il coraggio
di abbandonare volontariamente il
settore proprio al culmine del successo, subito dopo che Il ruggito
del Topo riscosse grande successo
presso i box-office di tutto il mondo.
Da allora, 1959, Arnold si è mante-
li che contiene. Con i suoi film è
riuscito a tratteggiare una panoramica completa della condizione
umana di fronte all’universo, giostrando in continuazione sull’argomento dal quale è sempre stato
affascinato: la faticosa lotta per la
riconquista della propria essenza,
nuto ai margini dell’industria cinematografica, limitandosi a curare
la produzione di film televisivi, firmando solo qualche opera minore
per tenere fede ai contratti stipulati in precedenza (es. Hello Down
There), e proclamando di essere
disposto a ritornare alla regia solo
nel momento in cui avrebbe trovato finalmente una storia veramente
adatta per il suo “grande ritorno”.
Nato negli Stati Uniti nel 1916, Arnold è sempre vissuto nel mondo
dello spettacolo. Recitava infatti a
Broadway come attore negli anni
Trenta e poi, durante la Seconda
Guerra Mondiale ha iniziato le prime esperienze come autore vero
e proprio, girando una serie di documentari per l’esercito. In queste
sue prime opere, Arnold ha lavorato spesso in collaborazione con il
celebre regista Robert Flaherty, da
quale dice di aver appreso tutti i segreti della sua tecnica. Dopo la fine
del conflitto, Arnold aprì una società
con un amico e si mise a realizzare
in proprio una serie di documentari,
con uno dei quali arrivò alla finale
dei Premi Oscar, attirando l’attenzione dell’Universal Studios che gli
propose di diventare regista di lungometraggi a soggetto.
Arnold debuttò così come regista nel
1950 dirigendo un piccolo film su un
gruppo di giovani che vive nei bassifondi di New York: la pellicola, inizialmente intitolata Fiori della Notte,
venne distribuita come Girls in the
Night e ottenne un buon successo,
permettendo ad Arnold di realizzare altri film per la Universal, tra cui
nel 1953, quel Destinazione…Terra
che doveva diventare la sua prima,
fortunatissima escursione nella fantascienza cinematografica. Oltre
ai film “fantahorror”, Arnold diresse
molte altre pellicole di indubbio valore, tra cui alcune commedie e diversi
western (The Glass Web, 1953; Red
Sundown, 1956; High School Confidential, 1958; e molti altri).
Il cinema di Arnold è famoso per
la sua atmosfera e la sua quantità
di significati, di risvolti e di simbo-
intrapresa dall’uomo moderno.
Infatti, nei film di Arnold, i protagonisti in partenza sono sempre
uomini comuni, tranquilli borghesi,
che in realtà sono soltanto mezzi
uomini, dei disadattati, degli scontenti e degli sfiduciati che non
sono mai riusciti ad inserirsi in un
mondo ed in una società, che ormai ha del tutto trascurato e abbandonato i veri ed autentici valori
umani. I mostri dei suoi film, sono
soltanto dei simboli, dei “catalizzatori”, necessari ai protagonisti
per ritrovare la loro ideale, perfetta
condizione mentale.
Straordinariamente rivelatore sarà
Radiazioni B.X.: distruzione uomo
(1957) perché in esso per la prima
volta il mostro è il comune cittadino borghese che all’improvviso
viene contagiato da “qualcosa”di
alieno e di incomprensibile. Con
questo film la carriera di Jack Arnold raggiunge il vertice.
La storia comincia secondo lo stile caratteristico di Arnold, nell’apparente normalità. Il protagonista
infatti sta prendendo il sole su una
barca in mezzo al mare, in compagnia della moglie. All’improvviso
una strana nebbia avvolge la barca e il corpo dell’uomo si copre di
una misteriosa sostanza luminescente che evapora.
Dopo alcuni mesi, l’uomo si accorge
che ha iniziato a rimpicciolire e man
mano che i giorni passano il fenomeno sembra aumentare. Arrivato
all’altezza di un nano, la sua vita
verrà sconvolta dalle conseguenze
causate dal suo nuovo status fisico.
La sapiente alternanza tra gli ottimi effetti speciali e le scenografie
ingigantite, contribuisce a rendere
perfetta l’illusione di effettivo rimpicciolimento del protagonista. Estremamente poetica è la rappresentazione della lenta disintegrazione
sociale e mentale alla quale il protagonista viene sottoposto: simbolica è la scena un cui gli scivola via
l’anello matrimoniale perché ormai
troppo grande per la sua mano.
Non meno sottile è l’uso che Ar-
nold fa delle scenografie, dove
ogni oggetto normale assume
nuovi significati per il protagonista (l’ago da cucire che diventa
un arma, ecc…). Al tempo stesso, mentre ci concede non poche
emozioni, il regista non manca mai
di evidenziare il carattere totalmente allegorico della vicenda, in
cui alla fine l’uomo scopre che nel
cuore dell’universo non c’è Dio,
ma solo un altro universo. E ciò
che governa l’infinito non è un’entità onnipotente e incorporea, ma
l’intelligenza umana.
Successivamente girerà Monster
on the Campus, 1958, una variazione sul tema del Dr. Jekyll e Mr.
Hyde, scritta da David Duncan.
Qui Arnold racconta di uno scienziato che analizzando un “fossile
vivente”, viene contagiato da un virus preistorico che lo farà regredire
allo stato primordiale: l’uomo infatti
si trasformerà periodicamente in un
essere assetato di sangue. Non ricordandosi cosa succede quando
è trasformato nella “bestia”, svolge
alcune indagini su dei misteriosi
omicidi avvenuti all’interno del campus. Scoperto che il “mostro” risiede
dentro di lui, tenta di controllarlo, ma
purtroppo non riuscirà a salvarsi,
ucciso da dei colpi di pistola sferrati
da degli agenti della polizia.
Sempre nel 1958, Jack Arnold ritorna
invece al tema dello spazio e dell’ignoto con I Figli dello Spazio (The
Space Children), dove gli scenari
naturali vengono esaltati e trasformati in un’atmosfera soprannaturale.
La storia è ambientata in una base
spaziale: qui scopriamo l’esistenza di una strana creatura extratterrestre. Questo mostro ha una
particolarità, comunica solo con i
bambini e attraverso strane onde
musicali. Infatti si avvale di questa sua facoltà per contattare un
ragazzino e impedire insieme a lui
che un pericoloso missile atomico
sia fatto esplodere nello spazio.
Si scopre infatti che il vero mostro del
film non è l’extraterrestre, ma bensì il
mondo egoistico e ristretto degli adulti.
Infine nel 1959, Jack Arnold realizza la sua ultima pellicola: Il Ruggito del Topo (The Mouse That
Roared) crea un film comico, un
esempio di “fantapolitica” satirica
in netto anticipo sui tempi.
Dopo il successo di questo film,
smette di dirigere film di fantasia.
Affascinato dalla televisione, comincia infatti a lavorare per alcune grandi reti nordamericane, dirigendo, nel 1969, appunto, Hello
Down There. Si tratta essenzialmente di una commedia brillante,
con l’ambientazione in tono fantascientifico.
Da allora diresse una serie innumerevole di telefilm (tra cui Buck Rogers), ma non fece mai più ritorno
al grande schermo. Morì nel 1992.
Non tornò più a parlare di mostri,
lui che ne ha creati alcuni dei più
interessanti di tutti gli anni Cinquanta (Il Mostro della laguna
Nera, la Tarantola, ecc…), lui che
ha saputo raffigurare il mostro dal
punto di vista del diverso, costringendo lo spettatore ad identificarsi
con lui. Il vero “Mostro” pericoloso
per Arnold, infatti non è la bestia o
l’alieno, bensì l’uomo.
Marcello Cominelli
ATTIVITÀ EDITORIALE
Realizzazione e gestione
di strumenti editoriali
sia cartacei che on-line.
1 Aprile 2012
Incursione nella
musica alternativa
Eccovi i concerti di aprile a Bologna
È primavera! Svegliatevi bambine!
cantava un brano musicale ormai
preistorico. Svegliamoci tutti e iniziamo ad uscire più spesso, accompagnati dalla piacevole brezza della
sera, magari in compagnia di chi ci fa
battere il cuore. E perché no, andiamo ad ascoltare della buona musica.
Partiamo da Pier Foschi, brioso batterista italiano, da una vita fedele collaboratore artistico di Jovanotti, che
ha inciso lo scorso anno il primo cd
a suo nome. La musica del disco è
un sentito omaggio a Piero Umiliani,
compositore negli anni 60 di colonne sonore e acclamato maestro, ai
nostri giorni, di musicisti appartenenti al genere “lounge”. Questo genere
musicale si ispira alle atmosfere di
quegli anni, recuperate attraverso
film, soprattutto divertenti commedie,
che Umiliani impreziosiva con la sua
21
Eventi
arte divertente, morbida, elegante.
Personalmente del nostro batterista
amo il brano “Penso a Prince” allegro e corroborante. Ascoltatelo su
You Tube e se vi piace immergetevi nella sua commistione di lounge,
jazz, funky, afro, al Bravo Caffè, sabato 14 aprile, in Via Mascarella, 1.
Info allo 051.266114.
Chi non conosce Paolo Conte? Vera
icona della scena internazionale, attivo dal 1962, geniale cantautore, artefice di dischi diventati pietre miliari
nella storia della musica e di concerti
memorabili in compagnia della sua
orchestra. È autore di “Azzurro” per
Celentano, “Genova per noi” per Lauzi, “Messico e nuvole” per Jannacci e
altri successi. Per sé crea “Un gelato
al limon”, “Bartali”, “Via con me”, “Gli
impermeabili”, “Max”, solo per citare
alcuni suoi successi. Uomo schivo,
coerente, erudito, la sua opera dai
testi potentemente evocativi, oscilla
tra il decadentismo da poeta amaro
e maledetto, la rappresentazione incisiva di ambienti di provincia e personaggi comuni sconfitti dalla vita, la
sensualità torbida del jazz afroamericano degli anni 20, l’evocazione sognante di scenari esotici, l’abbandono
nostalgico e disperato ad un mondo
passato, lontano, raggiungibile solo
con l’immaginazione, ricostruito con
poesia ed esistente solo nell’interiorità. Un mondo partorito dalla genialità di Paolo con un linguaggio apparentemente semplice, ma ricco di
simboli, riferimenti culturali, oggetti e
personaggi della vita quotidiana che
s’illuminano per diventare rappresentativi di una realtà universale. Amante della canzone francese, del jazz
classico, di certa musica americana
impastata di pop e jazz (in quanto
espressione di quel gusto retrò, novecentista che ispira le sue composizioni), è stato capace di fondere
tutte queste influenze in una sintesi
efficace e originalissima dallo stile
unico. Credetemi: un vero gigante
della cultura italiana di cui è necessario ascoltare più volte non solo
la musica, ma anche le parole, per
avvicinarne la profondità. Paolo sarà
a Bologna il 23 aprile, alle ore 21, al
Teatro Europa Auditorium, in Piazza
della Costituzione 4. Biglietti da € 48.
Ora parliamo di due straordinari musicisti di livello mondiale: Tuck and
Patti, duo acustico statunitense, lui
virtuoso chitarrista di estrazione jazzistica, lei cantante dalla voce scura
e profonda, di formazione folk, R&B
(musica pop afroamericana ritmata e accompagnata da strumenti a
fiato), gospel (letteralmente “Vangelo”, è un genere afroamericano
cantato nelle chiese). I due, affiatati
musicisti e coppia nella vita, attivi
dagli anni ottanta, sono animali da
palcoscenico: riescono a sprigionare una tale intensità, che va oltre la
pur notevole abilità tecnica, per emozionare il pubblico, portandolo dalla
commozione al divertimento. Due
persone belle che trasportano la loro
solarità e gioia di vivere nella musica.
Saranno a Bologna il 10 maggio al
Bravo Caffè.
Ugo De Santis
A scuola di chitarra, mon amour
giornalismo Concorso di fotografia
Parte quest’anno il 1° Premio
“Gruppo Dello Zuccherificio”
per il giornalismo d’inchiesta, una bella occasione per
mettere in moto e valorizzare
i lavori di tanti giovani giornalisti e non con la passione per
l’inchiesta.
È stato aperto il bando per le
seguenti categorie: Premio
Giovani (riservato alle inchieste
realizzate da giovani di età inferiore ai 35 anni, su tutto il territorio nazionale), Premio Regione Emilia-Romagna (riservato
alle inchieste riguardanti il territorio dell’Emilia-Romagna, realizzate da chiunque senza limiti
di età o di residenza).
Il premio si avvale a livello nazionale della collaborazione di Articolo 21 e Libera Informazione,
mentre a livello locale è patrocinato dalla Provincia di Ravenna
e supportato dal Comune di Ravenna, dall’ANPI, da LegaCoop
e Confesercenti. È aperto a tutti,
singoli o associazioni, giornalisti
di professione o per passione.
Possono concorrervi articoli ed
inchieste inediti o pubblicati su
quotidiani, periodici e agenzie
di stampa nel periodo compreso
dal 01.01.2011 al 15.04.2012.
Gli articoli e le inchieste dovranno pervenire all’indirizzo e-mail:
gruppodellozuccherificio@gmail.
com entro le ore 12.00 del 15
aprile 2012.
Concorso e mostra fotografica dedicati ai chitarristi alla Cantina Bentivoglio di Bologna. Alla Cantina
Bentivoglio una serie di straordinarie iniziative legate tra di loro dalla
passione per questo strumento.
Il 13 e 14 aprile Franz Campi ed il
Martirani Gipsy Swing porteranno
in scena lo spettacolo originale su
Django Reinhardt, lo strabiliante
musicista manouche, dando il via
ad una programmazione di una
settimana tutta imperniata su formazioni capitanate da eccellenti
chitarristi esperti di diversi generi
musicali. Contestualmente, con la
collaborazione
dell’Associazione
Fotoviva e Tomassone chitarre,
verrà allestita una mostra fotografica
con i migliori 20 scatti selezionati da
una giuria di qualità formata da chitarristi e fotografi: Jimmy Villotti (ex chitarrista di Paolo Conte), Mauro Patelli
(chitarrista di Luca Carboni), Raffaella
Cavalieri(fotografa), Ivano Adversi (fotografo), Luca Bolognese (fotografo),
Sara Colombazzi (fotografa). Cantina
Bentivoglio via Mascarella, 4/B
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Tutte le info: www.fotoviva.org
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22
Sport
BNB
SITI WEB
VIRTUAL COOP
Cooperativa Sociale
ONLUS
1 Aprile 2012
In asta due Ducati da sogno diventare GIUDICI
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Un’occasione da non perdere
per gli amanti delle Ducati. La
casa motociclistica di Borgo Panigale, insieme a Rm auctions,
infatti, mette all’asta due esemplari Desmosedici: la Gp10, guidata da Casey Stoner nel 2010
e la Gp11, pilotata da Valentino Rossi. I due ‘gioielli’ saranno battuti all’asta di Monaco, in
programma l’11 e il 12
maggio al Grimaldi
Forum. “Per noi
e’ estremamente raro mettere in vendita
due moto
speciali
come
queste - spiega Filippo Preziosi,
direttore generale e tecnico di
Ducati Corse - le Desmosedici
Gp10 e Gp11 rappresentano due
moto interessanti nella storia del
nostro progetto GP e dunque
un’occasione irripetibile per i collezionisti del settore motociclistico”.
Per gli amanti delle due ruote, Rm
mettera’ in vendita anche la collezione privata Saltarelli con
moto storiche Ducati e
offrirà una selezione di
auto di prestigio. Carlo Saltarelli
è stato un collaudatore della Casa
di Borgo Panigale, e, in trent’anni
di lavoro ha raccolto cento modelli di incredibile prestigio. Tra
i “pezzi” più importanti la Ducati
450 Desmo Corsa, la Ducati 888
SBK ex ufficiale del 1990 (pilotata
da Giancarlo Falappa), ma anche
una coppia di 750 SS da corsa
del 1970, una Ducati 750 SS della
stagione 1973/1974, che fu affidata a Franco Uncini, il quale, con
il numero di gara 1, salì numeroso volte sul podio anche
durante la stagione
1975, una Ducati 750 SS del
1974, numero
di gara 23.
Il CSI Sasso Marconi, in collaborazione con il Gruppo Giudici
Gare della Federazione Italiana
di Atletica Leggera organizza:
CORSO PER GIUDICI AUSILIARI
Corso formativo aperto ad atleti,
istruttori, insegnanti, educatori,
genitori, appassionati di atletica
leggera in generale e si svilupperà nelle serate di:
Martedì 03 Aprile 2012
Giovedì 12 Aprile 2012
Martedì 17 Aprile 2012
Le lezioni si svolgeranno presso la sede della Pubblica Assistenza di Sasso Marconi - Via
S. Lorenzo, 4 - con inizio alle
ore 20,30.
Relatori:
Ugo Riccardi: Responsabile
Regionale “Progetto Giudici Ausiliari”
Lamberto Vacchi: Giudice Internazionale di Atletica Leggera e Responsabile Nazionale del Gruppo
Giudici Gare della F.I.d.A.L.
Caterina Raimondo: Giudice Nazionale di Atletica Leggera e Responsabile del Gruppo Giudici
Gare della provincia di Bologna
Silvano Cinti: Giudice Regionale
di Atletica Leggera
• Il corso è aperto a coloro che
hanno compiuto 16 anni di età
• A tutti i partecipanti verrà consegnato un opuscolo come guida
pratica per poter giudicare nelle
manifestazioni di Atletica Leggera
• Al termine del corso i partecipanti saranno abilitati ad iniziare l’attività di Giudice Ausiliario
in tutte le manifestazioni di Atletica Leggera
INFO E ISCRIZIONI:
Valerio Brecci - Cell. 377.1040871
e-mail: [email protected]
Silvano Cinti - Cell. 333.4527433
e-mail: [email protected]
La ginnastica
alla San Donnino
La “Polisportiva San Donnino” di
Bologna ha recentemente presentato la pubblicazione “I corsi
di ginnastica dal 1973 al 2009”
che espone l’esperienza quarantennale della società sportiva del
Quartiere San Donato nei corsi
di ginnastica per bambini e adulti. Il lavoro di documentazione e
ricerca è stata opera del Dott.
Cesarino Cesari che da sempre
è l’anima delle esperienze del
settore della “Polisportiva San
Donnino” e che nel 2011 ha ricevuto il riconoscimento “Una vita
per lo sport”, voluto dalla Provincia di Bologna e dal CONI, per
coloro che senza mai emergere
hanno permesso lo svolgimento
dell’attività nei campi di diverse
discipline sportive. Il Dott. Cesarino Cesari nel presentare la
pubblicazione ha rammentato le
esperienze più rilevanti riportate
nella pubblicazione; ricordando
aneddoti e vicende che hanno
accompagnato le varie esperienze. Hanno insegnato e furono
parte attiva alle origini dei corsi
di San Donnino il Prof. Vittorio
Balletti, oggi docente universita-
rio della Facoltà Scienze Motorie
e responsabile del settore “vela”
dell’organismo sportivo dell’”Alma Mater” ed il prof. Francesco
Franceschetti, allora atleta dei
“Carabinieri” e oggi presidente
del CUS Bologna. Fra le tante
iniziative il Dott. Cesarino Cesari, ha ricordato che attorno
all’edificio scolastico delle “Don
Giovanni Minzoni” in Largo Valparaiso, venne montata la prima
pista in plastica per lo sci, trasferita successivamente all’Antistadio. Altre note sono state aggiunte dal prof. Vittorio Balletti che ha
ricordato i “meriti storici” di quegli
sforzi organizzativi; una “esperienza pilota” e originale nel suo
genere. In conclusione Giovanni Calzoni, Presidente del “San
Donnino”, ha ricordato che dal
1973 fino ad oggi la Palestra
della Scuola Don Giovanni Minzoni è assegnata dal Quartiere
San Donato in gestione alla
Polisportiva San Donnino, una
continuità che testimonia una
qualificata e competente partecipazione alla gestione della
cosa pubblica.
ASSITENZA CENTRO RIPARAZIONI TUTTE LE MARCHE
Bologna, Via Massarenti, 223/3-E/3-F
Tel. 051.6014850
BNB
1 Aprile 2012
doppio Rebus
Sudoku medio
3 6
5 9 8
8
5
3 6 1
4 2
2
4
9
1
2
1
4
2
4
5
3 1
9 7 3
2
8
7 2 3
5 4
5 1
4 6
4 7 6
3
6
2
3
8
9
4
5 6
4 8
8
1
7
6
8
4
2
4 1 7
1 2
3 9
7 6
9
3
9
5 2
1
1 5 7
9
8
4
6 1 8
9
2
3
1
23
Lo Sfizio
4
2
3
4 5 8
5 9
1
7
9 6
8
7 1 6 9
9 6
8 7
5 1 7
6
2
3 5
4
1
3
9 2
6
3
5 8 7
3 6
1 2
8 2 1 4
9
Risolvi i due facilissimi rebus, mandaci le soluzioni in redazione e noi ti
regaliamo un abbonamento a BNB, il nostro giornale per tutto il 2012.
Puoi usare il fax: 051.530761, oppure l’e-mail:
[email protected]
Infine, se ami la lettura, riceverai per posta elettronica in omaggio l’ebook del romanzo “Le ruspe del Parma”. Buon divertimento!!!
FO
REBUS (7.2.10.)
G
TO
REBUS (4.8.)
La Dama per tutti!
In questa odierna puntata pubblicheremo solo problemi di alcuni
famosi compositori damistici che hanno segnato un epoca nel
mondo problemisitico.
È doveroso ricordarli non solo per il patrimonio che ci hanno
lasciato ma perchè dopo di loro non si riesce a con decisione a
rilaciare l’arte della composizone. Facciamo fatica a raccogliere
gli appassionati di questa specialità in quanto mai in accordo su
regolamenti e concorsi.
Confidiamo nelle raggiumento di un comune obbiettivo che metta a tacere ogni polemica inutili.
Per fare ciò la C.T.P. (Comissione Tecnica Problemistica) a breve farà sorgere un sito in internet dove promuoverà concorsi
e campionati e pubblicherà composizioni di nuovi problemisti e
si potrà dibbattere attraverso un forum su ogni argomento problemistico che mese dopo mese verrà intrapreso. Ci auguriamo
abbia successo.
Ecco i compositori di questa puntata:
N°1 ) Menecle Cadoni, n°2) Dino Frau, n°3) Antonio Zucca, n°4)
Condemi Luigi, n°5) Venanzio Raffaelli n°6) Elser tajè
Arrivederci a aprile!
di Federico Piras
Le prime son buone!
Buone Notizie Bologna mensile.
N. 26 distribuito il 1 aprile 2012
Registrazione c/o Tribunale di Bologna
n. 8003 del 01/10/2009
Indovina chi sono i tre personaggi delle foto, le prime lettere dei loro cognomi (da 2 a 5) compongono
una frase di due parole (8.8.). In palio anche questo mese 5 abbonamenti al giornale di 1 anno del
valore di 10 euro cdu. In omaggio l’e-book del romanzo “Le ruspe del Parma”.
Proprietà:
Virtual Coop Cooperativa Sociale ONLUS
Viale Lenin, 55 - 40138 Bologna
Tel. 051.533106 - Fax: 051.530761
www.virtualcoop.net
Redazione c/o Virtual Coop
Direttore Responsabile: Maurizio Cocchi
Redattore Capo: Marco Negri
Ufficio Stampa: Giuseppina Carella
www.buonenotiziebologna.it
[email protected]
[email protected]
[email protected]
Alessandro Legnani
Le soluzioni dei giochi le trovi sul sito: www.buonenotiziebologna.it
Stampa: Galeati Industrie Grafiche s.r.l.
Via Selice, 187/189 - 40026 Imola (Bo)
www.galeati.it
www.buonenotiziebologna.it
... tutta la telefonia
La ricetta
del mese
Insalata
greca
Ingredienti (per 1 persone)
■ 1/2 peperone
■ 1/2 cetriolo
■ 1/2 cipollotto o mezza cipolla di
tropea (a piacere)
■ 80/90 gr. Di feta
■ una manciata di olive nere
■ olio
■ aceto
■ sale
Preparazione
Tagliare il peperone a listarelle poi
a dadini, cercando di conservarne
la croccantezza.
Affettare il cetriolo a rondelle piuttosto spesse.
Tagliare a dadini anche il pomodoro e la feta.
Aggiungere, facoltativamente,
mezzo cipollotto o cipolla rossa
di tropea tagliato finemente.
Unire tutti gli ingredienti aggiungendo anche le olive nere.
Condire con olio poco aceto e sale,
poi disporre in una ciotola foderata
con una foglia di insalata.
Oroscopo
di Aprile
Le previsioni del Mago di Durbio
ARIETE
Da aprile inizia per l’Ariete una fase
trasgressiva e divertente dovuta
ad un alleggerimento degli aspetti
astrali e che durerà fino a giugno.
TORO
La stagione primaverile si apre
con un calo della forma fisica che
richiederà piccole rinunce... niente
di allarmante però. Per quanto riguarda il lavoro i nati sotto il segno
del Toro dovranno aguzzare l’ingegno e mantenere la calma.
GEMELLI
Periodo un tantino pesante per il
segno dei Gemelli: la posizione
dei pianeti, infatti, richiede maggiore attenzione e concentrazione in
ogni ambito della vita quotidiana.
CANCRO
Un po’ di stanchezza dell’inverno
inizia a farsi sentire in questo mese
di Aprile, ma l’arrivo della bella stagione trova i nati sotto il segno del
Cancro pieni di buoni propositi.
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LEONE
L’inizio della primavera coglie i nati
sotto il segno del Leone totalmente
presi dall’amore. È il periodo buono
per iniziare a stabilizzare una relazione e creare qualcosa di concreto.
VERGINE
Con l’arrivo della primavera e del
sole, i nati sotto il segno della Vergine cominceranno a rigenerarsi,
raggiungendo l’apice della forma
e del benessere in estate.
BILANCIA
Il mese di Aprile si presenta abbastanza strano per i nati sotto il
segno della Bilancia.
La situazione è molto tranquilla in
ambito lavorativo, senza problematiche particolari.
SCORPIONE
È giunto il momento di prendersi le
proprie responsabilità sia in amore
che in ambito lavorativo. Nei rapporti affettivi, infatti, i nati sotto il
segno dello Scorpione saranno
portati a creare inutili nervosismi.
SAGITTARIO
È giunto il momento di far vedere a
tutti di cosa è capace il Sagittario.
Ad Aprile, infatti, i nati sotto questo
segno non avranno paura di farsi
notare e di mostrarsi nella loro semplicità e con tutte le loro qualità.
CAPRICORNO
Aprile non è il mese migliore
dell’anno per i nati sotto il segno
del Capricorno.
In amore e in famiglia ci saranno piccole discussioni e forse la fiducia delle persone care potrebbe vacillare.
ACQUARIO
L’Acquario sarà molto razionale e
determinato in questo mese. Nei
rapporti affettivi, soprattutto di coppia, i nati sotto questo segno tenderanno ad essere molto puntigliosi.
PESCI
I nati sotto il segno dei pesci si
sentiranno particolarmente instabili e dubbiosi nel mese di Aprile.
C’è qualcosa che non li convince e
per questo metteranno in discussione i rapporti con le persone
care, anche con il proprio partner.
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