Il Nome della Casa Mensile di informazione e approfondimento sociale N. 26 Anno 3 - 1 Aprile 2012 - ¤ 1,00 Primo Piano Costruire o non costruire... Che ne pensa Coop Costruzioni? I Personaggi Scarpe rotte, eppur bisogna andar! La liberazione di Bologna Bologna - www.coopansaloni.it L’Angolo Spinoso Non se ne può più... dei maschi violenti! Poste Italiane Spa - spedizione in abbonamento postale 70% - CN BO Buone Notizie Bologna “Sostenibilità e Trasparenza con Cooperativa Edificatrice Ansaloni” Questione di Stile Il bacio della libertà darci la possibilità e il tempo di analizzarle e creare la nostra opinione. Ricordo che ad aprile si festeggia anche la liberazione d’Italia dal dominio nazifascista ma oggi possiamo dirci ancora liberati da qualche forma di dominio? Qui si potrebbe discuterne per un giorno intero ma fondamentalmente sappiamo che la risposta è no. Le informazioni che ci arrivano dall’esterno sono filtrate da una sorta di costrizione mediatica che impone a tutti i periodici, telegiornali e qualsiasi altra mezzo d’informazione, di comunicare il tutto e allo stesso modo. Con l’avvento d’internet e i relativi blog, profili e bacheche c’è qualcuno che tenta di scardinare tutto ciò, cercando di essere la famosa “voce fuori dal coro”, ma stranamente il sito in questione viene oscurato o il video di critica su youtube viene fatto sparire. È un dominio più subdolo, più silente, che cerca di fare di una massa una unica entità, quindi più gestibile e controllabile. Rimpiango appunto gli anni ottanta dove sembra esserci stato l’ultimo scorcio di libertà d’opinione, dove ancora le manifestazioni pubbliche avevano ancora il proprio valore e la diversità veniva osservata con curiosità e non come disprezzo. La cultura italiana veniva difesa a spada tratta, Vittorio Gassman decantava Dante, De Andrè si faceva accompagnare dai ritmi provenienti dal sud Italia e Umberto Eco scriveva il suo più grande capolavoro, il nome della rosa. Io libero a volte non mi ci sento. Credo che noi non siamo, e non dobbiamo, essere delle capre, che vengono imbonite e ingozzate da qualsiasi scemenza. Rimane una questione di stile, lo stile di riscoprirsi italiani. Il 25 aprile 1945 l'Italia liberata dal dominio nazifascisti www.buonenotiziebologna.it Marcello Cominelli Tony Vaccaro il bacio della liberazione COPIA OMAGGIO Mi hanno chiesto di togliermi qualche sassolino dalla scarpa... Allora mi sa che dovrò fare piano, altrimenti ne esce una montagna. Io di poche cose so parlare e due di queste sono la cultura e la società. E per entrambe ne ho molti di sassolini da togliermi. Credo di essere uno degli ultimi scorci dei cari e vecchi anni ottanta. In quegli anni tutto era una questione di stile. Nel vestirsi, nel muoversi, nella musica, che si trattasse di capelloni cotonati o camicie sgargianti, tutto era identificabile nel regno degli “eghty style”. Mi mancano quegli anni, la società sembrava aver ancora una sua importanza o meglio ancora aveva qualcosa da dire. Ora sembrerà che questo mio editoriale, si trasformi in una sorta di “si stava meglio quando si stava peggio”, ma non è cosi. Era effettivamente tutto molto diverso. Ci iniziavamo ad approcciare al serio fenomeno del consumismo, lo stile americano iniziava a diffondersi a macchia d’olio, ma la società italiana aveva ancora una sua identità forte. È ancora presente nella mia mente, quando alle elementari ce la menavano con il libro Cuore di Edmondo De Amicis. Per carità libro interessante, ma mi ha sempre dato quel retro gusto tipico italiano: di fronte ai problemi vogliamoci bene! L’Italia e gli italiani sono persone di cuore, appunto! Ritornando seri, è inesorabile una riflessione sulla modifica della cultura dagli anni ’80 ad oggi. Nell’era degli anni 2000 dove tutto è “prendo, mordo e fuggo”, la cultura si è adattata a questo stile. Le informazioni sono più veloci e tempestive e con l’imporsi, in maniera imperante, della tv, veniamo bombardati in maniera continua da notizie, senza 2 Primo Piano BNB 1 Aprile 2012 costruire o non costruire... Maurizio Cocchi incontra Luigi Passuti Presidente di Coop Costruzioni www.buonenotiziebologna.it Luigi Passuti, da sempre in Coop Costruzioni, ha ricoperto numerosi incarichi, tra cui il responsabile amministrativo, ora è il nuovo presidente, in sostituzione di Adriano Turrini, attualmente alla Presidenza di Coop Adriatica. Lo incontro in una delle tante salette riunioni della loro sede di Bologna. Lei è il nuovo Presidente di Coop Costruzioni, come ha trovato l’azienda, è in salute? Sì, è in salute. Ma è un momento molto difficile, in un mercato in cui non si vincono appalti e il sistema del credito non ci agevola perché è bloccato. Noi non ci fermiamo e cerchiamo di lottare. Il nostro fatturato è suddiviso tra un 60% di commesse pubbliche in tutta l’Italia, un 30% di privato, un 20% di immobiliare in conto proprio. Oggi non abbiamo la certezza dei tempi, soprattutto quando lavoriamo con l’ente pubblico, che è in difficoltà a causa del Patto di Stabilità e di conseguenza ha difficoltà a pagare. Molte commesse dopo l’avvio vengono rallentate, anche da comitati che sorgono ovunque. Esemplare il progetto del Civis di Bologna, interrotto definitivamente a seguito di polemiche sostenute dai comitati venuti fuori; c’è il People Mover importante opera su cui aleggia la minaccia di comitati che vogliono fermare il lavoro, nonostante il Comune di Bologna abbia approvato il progetto definitivo. Speriamo che non ci riescano, perché questa è un’opera molto importante. Non c’è confusione di ruoli tra Impresa e Pubblica Amministrazione? Perché il cittadino (che protesta per fermare i cantieri) si rivolge all’Impresa e non alla Pubblica Amministrazione? Credo esista una debolezza da parte della Pubblica Amministrazione in cui non ci sono più figure di spicco e l’indecisione. La poca chiarezza interna, fa sì che non riesca a trasmettere ciò che vuole all’impresa. Prendiamo il Civis: era stato definito il progetto, poi nella fase attuativa sono sopravvenuti mille ritardi, mille fermi e ogni volta il cantiere veniva sospeso per quattro mesi. Perché qualche comitato, contestava il tragitto e bisognava riprogettare tutto. Il problema a monte della Pubblica Amministrazione è la poca chiarezza su cosa fare. Noi possiamo dare consigli, ma se tutto si ferma nei loro uffici e nessuno prende una decisione, viviamo nell’incertezza. Oggi anche un comune virtuoso ha problemi finanziari ed ha difficoltà a commissionare opere. In considerazione di queste difficoltà amministrative, non sarebbe meglio che le imprese fossero più caute nell’accettare le commesse? Nel nostro settore si sente drammaticamente la mancanza di lavoro e molti operai sono in cassa integrazione; quadri impiegati, e dirigenti hanno il contratto di solidarietà. La ricerca di lavoro passa anche attraverso un mondo di relazioni, mettersi a disposizione della città e farle delle proposte, che sono condizionate dalla presenza di finanza. Dopo di che il mercato è sottoposto a regole: il comune emana il bando pubblico e l’impresa partecipa, rispettando regole precise. Si vince una gara o si perde a seconda che si faccia il prezzo migliore. Ne abbiamo vinte tante ma ne abbiamo anche perse tante. Abbiamo bisogno di lavorare in città come Bologna, e Ferrara. Abbiamo 440 persone da far lavorare tutti i giorni e sono tante, in un periodo in cui chiudono i cantieri o siamo costretti a sospenderli perché non veniamo pagati. Se abbiamo a disposizione altri cantieri, spostiamo lì i nostri operai, che altrimenti restano a casa in cassa integrazione, questo è un problema sia per l’operaio, sia per la famiglia. Avete molto invenduto sui pro- dotti immobiliari da voi proposti al mercato? No, perché siamo stati molto cauti a realizzare iniziative immobiliari in proprio, in quanto il mercato ha grandissima offerta e poca richiesta. Abbiamo tre cantieri, di circa 70 alloggi, che non sono tanti per un’azienda come la nostra che fattura 170 milioni di Euro. Non lo consideriamo un grosso peso in questo momento. e abbiamo montato il fotovoltaico, ma come nostro investimento. Non c’è una grande corsa in questa direzione. Mancano i finanziamenti, non ci sono più istituti pronti a finanziare il fotovoltaico. Nelle commesse private si lavora più sul nuovo o sulle ristrutturazioni? Il nuovo è proprio sparito, nel privato si lavora sulle ristrutturazioni. Il 30% di fatturato, di cui parlavo prima, deriva da commesse acquisite negli anni precedenti. Nel giro di due anni, noi siamo passati dal 60 - 65% del settore privato, al 30% di oggi e scendiamo ancora molto rapidamente. Si lavora soprattutto sulle ristrutturazioni, su iniziative specifiche, tipo il grande capannone della logistica che ha una sua destinazione specifica ed un suo utilizzatore finale; questo è il pochissimo nuovo che abbiamo. Non partiamo con un’iniziativa immobiliare nostra, se non c’è acquirente o comunque chi la possa utilizzare in affitto. A seguito di un lungo lavoro di progettazione, in questi anni abbiamo portato a casa un po’ di lavoro, soprattutto a L’Aquila, riguardante gli edifici, con fondi stanziati adesso per la ristrutturazione di interi condomini. La gente lì vive ancora nelle casette di legno, tanto pubblicizzate, ma che fanno acqua e quindi necessitano di una casa vera. Mi fermo qui. no tutti. Il mercato immobiliare oggi è molto più difficile. Per vendere un’unità immobiliare ci vuole molto, molto più tempo. Le banche chiedono più garanzie e più interessi. Il costo del denaro per le aziende Le tecnologie riguardanti il risparmio energetico, hanno un indotto sull’edilizia? Molto poco. Abbiamo realizzato, ad esempio, su un edifico di 30 anni fa, il cappotto termico esterno Quando usciremo da questa crisi? Ci vuole la sfera di cristallo per saperlo! Si trascinerà per alcuni anni e non ritorneremo mai più come prima. Non lo dico solo io, lo dico- è mediamente attorno al 6% e in base al merito creditizio varia: se un’azienda ha un merito creditizio di poca consistenza o non concedono il denaro o anziché il 6%, fanno pagare l’8%. Oggi il mutuo sui terreni le banche non lo concedono più. Bisogna comprare l’area e poi la banca interviene sul 60% dei costi di costruzione. Prima finanziava il 100% e anche più. Le imprese denunciano la poca consistenza di credito, la mancata erogazione di credito e soprattutto le cifre folli del costo del denaro rispetto all’Euribor che è sotto l’1%. In redazione Ugo De Santis Autoriparazioni VECCHI di Vecchi Giovanni • • • • • Elettrauto Climatizzatori Strumenti di bordo Meccanica leggera Revisioni Via Catalani, 1 - 40017 S. Giovanni in P. (BO) Tel. 051.824903 Fax 051.19989469 Cell. 333.8986565 BNB 3 I Personaggi 1 Aprile 2012 Scarpe rotte, eppur bisogna andar! Galliani Pierino Lasciamo perdere “fischia il vento e urla la bufera” e parliamo di “scarpe rotte, eppur bisogna andar”. E allora? Dopo tanto “imperversare”, soprattutto a livello scolastico, di episodi più o meno eroici, accenniamo (prima della totale scomparsa di quanti “fecero i partigiani”) a tante tribolazioni quotidiane, apparentemente banali ma autenticamente eroiche. E così ecco un rapido flashback su crude realtà, ignorando volutamente fatti d’arme. Prima notte partigiana a Monte Cavallo (sopra Granaglione), in un Rifugio del Corpo Forestale. Siamo a quota 1.400. Si dorme su un pavimento ricoperto di frasche d’abete. Tagliate da poco odorano di resina ed emanano un freddo umido. Fa un freddo boia anche in piena estate. Siamo ai primi di luglio 1944. Non tutti, purtroppo, stante incaute promesse, si sono portati dietro una coperta e vestiti adatti alla vita in montagna. Armi poche. Munizioni idem. E tutto di tempi più o meno remoti. C’è già un ferito grave. Ha una pallottola nella schiena. Non si sa se d’arma da fuoco amica o nemica. È giovane e rantola. Muore. All’alba avrà fret- Toni Giuriolo tolosa sepoltura nella circostante fitta abetaia. Al mattino lavata di faccia con l’acqua gelida della vicina fontanella. Ci si mette in marcia a pancia vuota o quasi. Via verso Corno alle Scale, lago Scaffaiolo, passo (o salto?) del Lupo, Monti della Riva. Ed ancora avanti. In fila indiana, su sentieri stretti, scoscesi, sdrucciolevoli. I più, originari della pianura, imparano così come anche il semplice camminare possa tradursi in autentica sofferenza fisica. Al mio fianco un vecchio amico ma più giovane di me. Non ha ancora 18 anni. Non ha alcuna esperienza di vita militare. Ha pre- so per buone le promesse fatteci. Si porta dietro una ridicola valigetta di cartone i cui bordi, più avanti nel tempo, si arricceranno dopo un violento acquazzone. È partito da casa calzato di leggere scarpette da tennis. E queste hanno già le suole spezzate dalla lunga e faticosa pedalata da Molinella a Porretta. Per lunghe giornate dovrà rinforzarle con tela di sacco e spago… “scarpe rotte, eppur bisogna andar!” Ottime scarpe ai piedi avrà invece nel dicembre ’44, quando cadrà combattendo contro i tedeschi, già in linea con gli americani, a Monte Belvedere. E con lui moriranno anche Toni Giuriolo, anni 32, e Nino Venturi, anni 19. Toccherà a chi scrive e ad Anselmo Martoni (Lampo nella lotta partigiana), nell’aprile 1945, dare ad una madre, vedova da tempo, il drammatico annuncio: non solo il suo unico figlio era morto da mesi, ma la sua salma era rimasta sepolta per lungo tempo sotto un alto strato di neve ed era stata recuperata soltanto nel primi giorni di febbraio 1945. Toccherà ad altri annunciare ai rispettivi famigliari la morte di Giuriolo e Venturi. G.V. La Liberazione di Bologna “All’ippodromo ci sono le corse domani” era il segnale che sarebbe stato trasmesso dalla BBC come segnale della contemporaneità dell’attacco diretto alla città da parte alleata e dell’azione partigiana. Le formazioni partigiane di città e dei comuni limitrofi, dovevano operare per salvaguardare ed impedire la distruzione degli impianti civile e controllare i punti nevralgici di accesso alla città, onde favorire la liberazione da parte delle truppe alleate. Le prime unità alleate ad entrare in Bologna nelle prime ore del mattino di sabato 21 aprile 1945, furono il 2° Corpo Polacco dell’8° Armata Britannica, i reparti avanzati delle divisioni USA 91° e 34°, avanguar- die dei gruppi di combattimento Legnano, Friuli, Folgore e parte della brigata partigiana Maiella, aggregata anche quella all’8° Armata. All’arrivo delle truppe alleate i partigiani avevano già preso possesso della Prefettura, della Questura, del Comune, del Pirotecnico, del carcere, delle caserme e controllavano tutti i punti nevralgici della Città. Alla testa di un corteo che raggiungerà Piazza Maggiore, Onorato Malaguti - che poi sarà il primo segretario generale della camera del lavoro - salendo su un tavolino da caffè, indirizzò ai partigiani e ai soldati alleati il primo caloroso saluto: “I nazifascisti sono stati cacciati e non ritorne- ranno mai più. Ma se Bologna è libera non è così per tutta l’Italia. La guerra deve continuare contro i tedeschi e i fascisti fino alla loro completa sconfitta”. I soldati italiani sono stati fermati alle porte della città per dare la precedenza ai polacchi. Il cappellano militare don R. Giovanni Grzondziel fissa sulla cima della torre Asinelli una grande bandiera con i colori della sua Polonia. La popolazione bolognese accorre e circonda festante i soldati liberatori. Nella tarda mattinata dal balcone di palazzo d’Accursio si affacciano il presidente del CLN regionale Antonio Zoccoli, il prefetto Gianguido Borghese e il nuovo sindaco designato Giuseppe Dozza. L’ex podestà fascista Mario Agnoli, intervenuto per passare le consegne alla nuova amministrazione, viene lasciato li- bero di allontanarsi dal palazzo comunale sotto la protezione di padre Casati e verrà ospitato per qualche tempo nel convento domenicano. CUCINE - CAMERE DIVANI - SOGGIORNI PREZZI DI FABBRICA PER CHIUSURA ATTIVITÀ FUORI TUTTO SULLA MERCE ESPOSTA SAN GIOVANNI IN PERSICETO Via Crevalcore, 3/8 TEL. 051 826093 APERTI DAL MARTEDÌ AL SABATO Mattina 09.00 - 12.00 - Pomeriggio 15.30 - 19.00 R.S. www.buonenotiziebologna.it Per ricordare la ricorrenza del 25 aprile, festa della Liberazione, una testimonianza partigiana 4 Buone Pratiche BNB 1 Aprile 2012 Case per le giovani coppie Oltre 8 milioni e 795 mila euro complessivi stanziati dalla Regione www.buonenotiziebologna.it Prosegue il bando regionale “Una casa per le giovani coppie e altri nuclei familiari” in cui la Regione mette a disposizione un contributo di 10 mila euro per l’acquisto della casa, che sale a 13 mila euro se l’alloggio è realizzato con tecniche costruttive rispettose dell’ambiente e del risparmio energetico e arriva fino a 15 mila euro per le famiglie con almeno un figlio. Le risorse finanziarie destinate dalla Regione per la realizzazione del provvedimento ammontano a oltre 8 milioni e 795 mila euro complessivi. Ad oggi il progetto “Una casa per le giovani coppie e altri nuclei familiari”, ha consentito l’acquisto della prima casa a 391 nuclei con un contributo complessivo della Regione Emilia-Romagna di 4 milioni e 524 mila euro. «Favorire l’accesso alla prima casa di proprietà - ha evidenziato l’assessore regionale alle Attività produttive ed edilizia, Gian Carlo Muzzarelli è un tassello dell’azione regionale per costruire la filiera dell’abitare e significa incidere sulla qualità della vita delle persone, dare loro una Vesto come penso L’abbigliamento solidale che sposa moda, etica e idee La profetessa di tutto ciò, si chiama Katharine Hamnett e la linea d’abbigliamento ha il marchio Solidal Coop, in vendita anche nei negozi di Coop Adriatica. La stilista inglese, che ha firmato la collezione primavera-estate in cotone biologico certificato, include anche le celebri t-shirt con gli slogan che l’hanno resa celebre, ai quali si aggiunge oggi “Together it is possible”, in omaggio al 2012, anno internazionale della cooperazione. La linea d’abbigliamento firmata da Hamnett in esclusiva per Coop - anche online, su www.vestosolidal.it e Facebook - include capi classici, da filiera pura e tracciabile, per donna, uomo e bambino: t-shirt, camicie, polo, leggings e short, realizzati in cotone rigorosamente biologico e certificato Flo, proveniente dall’India. Le magliette riportano alcune tra le frasi più celebri di Hamnet. “Stop and think”, “Knowledge is power”, “Choose love” e, dedicato ai bambini, “Love”, “Genius” e “Save the future”. Katharine Hamnett, classe ’47, è paladina, infatti, di una moda che non sia solo apparenza, ma anche strumento di riflessione, con semplici t-shirt che diventano potenti mezzi di comunicazione. Nel 1984, finì sui giornali di tutto il mondo per aver indossato al cospetto del premier Margaret Thatcher una maglietta con la scritta “58% don’t want pershing”, sulla contrarietà, cioè, alle testate nu- cleari espressa dalla maggioranza degli inglesi. La stilista è inoltre universalmente nota come la pioniera di uno stile etico e rispettoso dell’ambiente: un impegno affine a quello di Coop, che ha nel consumo responsabile una delle sue ragioni d’essere. La linea di prodotti Solidal, lanciata nel 2003, include oggi 66 prodotti del commercio equo-solidale: dal caffè ai giocattoli, dalle rose all’abbigliamento; nel 2010, le vendite di questi articoli nei negozi di Coop Adriatica hanno sfiorato i 5 milioni di euro, 250 mila euro nella sola Bologna. I capi di Hamnett per la collezione Solidal rappresentano il primo passo di un percorso che proseguirà nella stagione autunno-inverno. Protagonista della campagna sarà anche la gente comune, che sarà immortalata in set allestiti nelle principali città d’Italia, dentro o in prossimità dei punti vendita Coop. speranza in più, contribuire a rendere più solida la coesione sociale ed il sistema emiliano-romagnolo. Con questo contributo, per le giovani coppie ed altri nuclei famigliari, diamo una mano a chi oggi, pur in una situazione di difficoltà economica generale, ha deciso di acquistare la prima casa di proprietà». C’è tempo fino al 6 giugno prossimo per individuare uno degli alloggi disponibili a prezzo convenzionato (il cui elenco e ubicazione sono reperibili all’indirizzo www. intercent.it) e sottoscrivere il precontratto con la proprietà dell’immobile. Dopo avere sottoscritto il pre-contratto, occorre presentare la richiesta di contributo compilando la modulistica disponibile online allo stesso indirizzo il giorno 7 giugno 2012 dalle ore 9 alle ore 17 (click day). La graduatoria dei nuclei ammessi al programma sarà pubblicata il 15 giugno 2012. Per giovani coppie si intendono nuclei costituiti da coniugi, da nubendi, da conviventi more uxorio o da persone intenzionate a convivere more uxorio, in cui almeno uno dei componenti la coppia abbia non più di 35 anni. Possono, inoltre, accedere i nuclei costituiti da un solo genitore che abbia non più di 45 anni di età con uno o più figli a carico; i nuclei nei quali almeno uno dei due genitori non abbia più di 45 anni di età e nei quali siano presenti almeno tre figli coresidenti, dei quali almeno uno minore di 18 anni; i nuclei sottoposti a procedure di rilascio dell’alloggio per ragioni diverse dalla morosità; i nuclei assegnatari di un alloggio di edilizia residenziale pubblica per i quali sia stata dichiarata la decadenza per superamento dei limiti di reddito. S.T. A Sasso si differenzia! La raccolta dei rifiuti rispetta la Direttiva Europea Raccolta differenziata oltre il 76%, con massa totale di rifiuti ridotta in un anno del 12%, e 19% in meno di indifferenziato da mandare all’inceneritore. Il modello di raccolta differenziata “porta a porta” funziona. tonnellate nel 2011). Sasso Marconi risulta quindi essere in linea con la Direttiva Europea che prevede la riduzione del monte rifiuti totale del 20% entro il 2020. “Nel 2011 abbiamo ridotto del Confrontando i dati del 2010 e del 2011 risulta che il quantitativo totale di rifiuti urbani mandati a smaltimento si è ridotto del 12%, sono infatti 7476,244 le tonnellate di rifiuti raccolte a Sasso Marconi nel 2011 (contro le 8553,330 tonnellate del 2010). La raccolta differenziata “porta a porta” (cominciata nel dicembre 2007) ha consentito di migliorare la performance dei “ricicloni” passando da una media annuale del 74,80% (nel 2010) al 76,60% dei rifiuti differenziati e riciclati nel 2011 (passando dalle 6398,180 tonnellate del 2010 a 5730,744 tonnellate). Il dato più interessante è però quello relativo alla diminuzione della massa di “indifferenziato” che, anche grazie alla riduzione dei sacchi in dotazione gratuita per le famiglie e per le imprese, ha consentito di chiudere l’esercizio 2011 con una significativa riduzione del 19% (per un totale di 1745,500 12% il quantitativo di rifiuti prodotti e ci avviciniamo a passi concreti verso i numeri indicati dalla Direttiva Europea “spiega Pierpaolo Lanzarini, assessore all’ambiente di Sasso Marconi”. Ancora una volta non posso fare a meno di ringraziare i cittadini sassesi e le imprese dei nostri distretti industriali e artigianali che hanno compreso in pieno il senso del cambio di modalità di raccolta deciso dall’Amministrazione comunale: senza la loro fattiva collaborazione oggi non saremmo qui a condividere la soddisfazione per questi importanti risultati. Andando avanti di questo passo saremo in grado di rispettare i parametri indicati dall’Europa, confermando di meritare gli attestati di stima che il nostro Comune ha ricevuto in questi anni e contribuendo a migliorare la qualità della vita sulle nostre colline”. M.N. B.T. Sede Legale e Amm. - Via Emilia, 369 - 40011 Anzola dell'Emilia (BO) www.uniloggroup.it BNB L’Angolo Spinoso 1 Aprile 2012 5 In questo numero di aprile, il nostro consueto “non se ne può più”, non si vuole occupare della solita e forse ormai trita e ritrita satira dedicata a qualche uomo politico italiano. Dopo le vette d'insipienza raggiunte e le grandi facce di bronzo maturate da tanti esponenti della nostra classe politica, ormai prendere per il sedere un onorevole od un amministratore pubblico è come portare via una caramella ad un bambino! E non fa ridere più nessuno! Il mese scorso BNB ha celebrato la tradizionale festa della donna, unendosi al solito coro massmediatico internazionale. E fino qui tutto bene. Quello che però non è stato detto con sufficiente energia, secondo il sottoscritto, è che… NON SE NE PUÒ PIÙ DEI MARITI, DEI FIDANZATI, DEI COM- PAGNI, INSOMMA DEI MASCHI VIOLENTI CON LE DONNE!!! Volutamente non ho scritto con le LORO donne, perché in una relazione sentimentale l’aggettivo possessivo non può esistere, in quanto la proprietà che riguarda un essere umano, che una volta veniva anche chiamata schiavitù, è stata da parecchio tempo abolita, almeno nel mondo civile. Ma veniamo a qualche dato: ad esempio da tre anni l’associazione “Il cerchio degli uomini” aiuta chi vuole lasciarsi alle spalle la violenza. Però il fondatore Roberto Poggi afferma: “I casi di violenza domestica che arrivano ai media sono meno del 5%”. In aumento gli stupri (+34%) e lo stalking (+16%): i dati della Procura di Roma raccontano che i primi sono passati da 430 casi del 2010 a 578 del 2011. Aumenta anche la prostituzione minorile, i maltrattamenti in famiglia e gli atti sessuali con minorenni. Mi chiedo: ma chi sono questi individui violenti di cui sempre più spesso si occupano le cronache dei giornali ed i notiziari televisivi? L’idea che mi sono fatto è che questi “mostri”, quasi sempre, non vengano da paesi lontani e non siano per forza dei malati mentali cronici. Da ciò che riportano le cronache essi, i mostri, sono molto spesso gli uomini della porta accanto, semmai il vicino che taglia l’erba del giardino condominiale, oppure il tipo che ti saluta con un sorriso quando ti incrocia sulle scale, quell’uomo così tanto affettuoso e premuroso con la moglie ed i figli. Che queste persone siano tutte dei dottor Jekyll e mister Hyde? Con due personalità, una pubblica ed una privata? Verrebbe da dire che questa pseudo normalità, che si vede da fuori, nasconda invece un privato di tensioni, di fragili equilibri e di rapporti interpersonali malati e che conducono inevitabilmente alla violenza. Insomma, una sorta di percorso già scritto, quasi inevitabile. Ad un vecchio socialista romantico, come io ancora mi ritengo, verrebbe da ipotizzare che a monte di queste situazioni disperate ci sia il deserto degli ideali (intendendo quelli che ragionano di radicali cambiamenti della nostra società), la ricerca esclusiva di gratificazioni materiali (frutto della comunicazione di massa che ci induce al consumo più sfrenato di beni) ed infine l’incapacità cronica di tanti a sognare un destino migliore per sé stessi e per i propri cari, siano tra le ragioni profonde. Quindi, che fare? Dare soluzioni o ricette è complicato e non fa parte delle specifiche culturali di chi scrive. Comunque, provando di utilizzare un po’ del vecchio buonsenso, mi verrebbe da suggerire che prevenire sia, come solito, molto meglio che curare, nel senso che i servizi competenti, che siano sanitari, sociali o assistenziali, dovrebbero essere allertati ed entrare in gioco molto prima che le situazioni degenerino e provochino danni irreparabili. Si tratta di rompere quei sigilli che paiono chiudere le famiglie in un loro esclusivo microcosmo, fornire strumenti e soluzioni concrete alle donne ed ai minori vittime di violenze ed abusi e che trovano il coraggio di uscire allo scoperto. Eliminare i preconcetti culturali e razziali, a volte l’omertà del cerchio dei parenti, degli amici e l’indifferenza dei vicini, aumentare la discrezionalità d’intervento dei servizi e delle forze dell’ordine, infine la possibilità da parte dei giudici di imporre maggiori e più sollecite restrizioni verso i violenti e maggiori provvedimenti cautelativi nei confronti delle vittime. Ma questi miei modesti ragionamenti, cari lettori, so già che nulla sortiranno di concreto, portandomi all’amara conclusione, che sempre dovrebbe accompagnare chi fa il mio mestiere di scrittore: a cosa serve tutto ciò? Le mie parole, a fronte dell’immenso panorama massmediatico che avvolge il pianeta, dove finiranno? L’ideale sciabordio di uno sciacquone pare fornirmi la giusta risposta! Il cugino di Lelus (Aspirante Forestale Onorario) Il pericolo corre tra i banchi Il IX Rapporto di Cittadinanzattiva sugli edifici scolastici italiani Aule fatiscenti, alunni stipati come sardine, edifici spesso senza certificazione e manutenzione e - quasi conseguentemente situazione sempre più complicata anche per gli alunni con disabilità. Sono gli inquietanti esiti del IX Rapporto “Sicurezza, qualità e comfort degli edifici scolastici”, presentato recentemente da Cittadinanzattiva, organizzazione che chiede tra l’altro, urgentemente, l’Anagrafe dell’Edilizia Scolastica, un regolamento attuativo delle norme sulla sicurezza negli edifici che tenga conto delle peculiarità scolastiche e finanziamenti costanti, incominciando per altro a utilizzare i fondi già disponibili. Se c’è un luogo in cui sarebbe meglio che i nostri figli non entrassero sono le aule. Malmesse, degradate e, negli anni, sempre più sovraffollate, le aule scolastiche sono da bocciare senza appello: i numerosi distacchi di intonaco (rilevati nel 18% delle classi), la presenza di altri segni di fatiscenza (30%), le finestre rotte (23%), l’assenza di tapparelle o persiane (56%), i pavimenti sconnessi (21%), banchi e sedie rotte (rispettivamente nel 13% e nel 18% dei casi), la presenza di barriere architettoniche (9%) sono tra i principali elementi di pericolo. Il 28% degli edifici scolastici, inoltre, è del tutto fuorilegge, perché privo delle certificazioni e dei requisiti di base previsti dalla Legge sulla Sicurezza (81/08, ex 626/96). A dirlo è il IX Rapporto Sicurezza, qualità e comfort degli edifici scolastici, presentato da Cittadinanzattiva. La ricerca nasce dall’indagine su 88 scuole appartenenti a 13 Province di 12 Regioni italiane, dal Piemonte alla Sicilia. La sicurezza non abita a scuola. Distacchi di intonaco, mancanza di certificazioni, scarsa manutenzione: gli edifici scolastici sono davvero in pessimo stato. Partiamo dalle certificazioni: meno di una scuola su due fra quelle monitorate possiede il certificato di agibilità statica (41%). A rendere più grave la situazione è poi il fatto che il 42% delle scuole del campione si trovi in zona sismica e che lo stato della manutenzione lasci piuttosto a desiderare. La percentuale è quasi la stessa se si parla di certificazione igienico-sanitaria, presente solo nel 40% dei casi. Ritornando comunque ai dati del IX Rapporto di Cittadinanzattiva, in ben 17 scuole sono state rilevate lesioni strutturali. I distacchi di intonaco interessano invece principalmente corridoi e ingressi (24%), aule e laboratori scientifici (18%), palestre e segreterie (17%), mense e sale professori (15%), bagni (13%), aule computer e biblioteche (5%). L’indagine sottolinea inoltre il deficit di manutenzione (34% delle scuole) e la necessità di interventi manutentivi ordinari (89% dei casi) e di manutenzione straordinaria (31%). Questa situazione è determinata anche dall’età avanzata degli edifici scolastici: il 70% del nostro campione risale a prima del 1974. La percentuale nazionale supera il 50%. E le cose si aggravano ulteriormente, in quanto gli Enti proprietari non riescono ad intervenire in tempi accettabili. I responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione intervistati hanno risposto infatti che, una volta su tre l’Ente proprietario non è mai intervenuto. Particolarmente deficitaria appare la situazione dei bagni, al vertice della hit degli ambienti più sporchi: nel 32% manca la carta igienica, nel 42% è assente il sapone, il 63% è sprovvisto di asciugamani. Per ulteriori approfondimenti: [email protected] www.cittadinanzattiva.it. www.buonenotiziebologna.it Non se ne può più... dei maschi violenti! 6 Economia BNB 1 Aprile 2012 www.buonenotiziebologna.it una visione evolutiva per il futuro partecipato 6. Welfare - Nell’articolo precedente ho definito come primario un impegno dello Stato nel disegnare un sistema di flessicurezza in grado di rimettere al centro il lavoro e far sì che i lavoratori debbano accettare un sistema di flessibilità molto ampio ma siano protetti da garanzie che permettano loro di traguardare il futuro come “stabile” anche senza avere, come nel passato, la struttura del “posto fisso” a vita. Infatti chi disegnò il sistema di Welfare nel secondo dopo guerra pensò ad un sistema di provvedimenti e garanzie che dovevano essere integralmente a carico dello Stato: occupazione, assistenza sanitaria, istruzione, previdenza, abitazione, nei confronti dei quali il cittadino era soggetto praticamente passivo. Il cambiamento dei tempi, la globalizzazione con le sue sfide, la necessità di flessibilità legata ai nuovi ritmi lavorativi stanno imponendo agli Stati la ricerca, spesso affannosa (come in questo periodo di crisi in Italia), di una nuova dimensione che permetta la sopravvivenza di un nuovo sistema di Welfare, su basi nuove e profondamente diverse. I costi dell’attuale sistema di Welfare, uniti all’invecchiamento della popolazione e all’aumento della vita media delle persone, stanno diventando insostenibili per uno Stato moderno, a meno di ridurre rapidamente le coperture e le garanzie, rischiando di mettere in crisi la coesione sociale. Infatti le persone, che già difficilmente accettano una riduzione dei servizi precedentemente forniti, considerano inaccettabile che questo avvenga quando lo Stato chiede aumenti delle tasse e maggiori sacrifici. Questo è ancora più vero se si pensa che, purtroppo, i sacrifici vengono spesso richiesti a chi si trova in maggiori difficoltà economiche ma è più facilmente raggiungibile, poiché le enormi cifre necessarie a coprire anche servizi ridotti impongono di colpire grandi numeri di persone, rendendo sempre più iniqua la gestione dell’Welfare. Quindi uno dei progetti che uno Stato moderno deve mettere all’ordine del giorno con altissima priorità è la revisione al ribasso del proprio sistema di Welfare. Negli ultimi anni, dopo un periodo in cui si è cercato di mantenere il modello precedente cercando risorse dal sistema fiscale o riducendo le coperture un po’ alla volta, sta venendo avanti l’ipotesi che tale strategia non possa essere perseguita, specialmente nel medio-lungo periodo, vista l’evoluzione demografica sia nei paesi occidentali sia in quelli in via di sviluppo e traguardando i ritmi di crescita economica in occidente, del tutto insufficienti a fornire le risorse necessarie. La maggioranza degli studiosi si stanno ormai convincendo che il prossimo Welfare (le cui base dovranno essere poste in questi mesi ed anni) dovrà basarsi su un’evoluzione culturale delle popolazioni, messe di fronte inesorabilmente alla prospettiva di non riuscire più a fornire risposte alla domanda di servizi che crescerà stabilmente con il passare degli anni. Questo sarà ancora più vero in Italia, il paese “più anziano del mondo”, dove per il 2050 sono attesi 10 giovani ogni 26 anziani, con crescenti necessità di servizi e costante riduzione delle risorse disponibili. Il problema del lavoro sarà necessariamente centrale nei prossimi anni e la disoccupazione diventerà una emergenza sociale in grado di scardinare qualunque sistema politico che non si sia preparato adeguatamente a gestire l’emergenza. Occorre quindi cominciare a portare avanti con forza quella “rivoluzione culturale” che faccia interiorizzare ad ognuno il concetto che non potremo mai più aspettarci dallo Stato e solo da esso i servizi che fino ad oggi eroga e garantisce. Occorrerà capire che i pilastri su cui dovrà poggiare il nuovo welfare non saranno più solo lo Stato centrale, ma dovranno affiancarsi ad esso altri attori che coprano le necessità che lo Stato non sarà più in grado di soddisfare. In pratica sta avanzando il concetti di spostare il baricentro della gestione del Welfare nazionale dallo Stato alla Società civile nel suo complesso, che dovrà in vario modo accollarsi degli oneri e delle nuove responsabilità. Sarà necessaria una presenza diffusa di soggetti che, volontariamente o per necessità, forniscano servizi aggiuntivi a quelli che lo Stato sarà in grado di erogare. Stiamo parlando del Terzo Settore e delle Fondazioni filantropiche, che, tramite il volontariato e l’utilizzo di ricchezze private altrimenti non utilizzate se non da pochi, facciano da seconda e terza “gamba” nel sostenere il tavolo dell’welfare na- zionale e mondiale. L’attuale generazione, proprietaria di enormi ricchezze accumulate negli ultimi decenni di vacche grasse, dovrà accettare di metterle a disposizione della collettività per garantire servizi che altrimenti dovrebbero essere tagliati creando enormi tensioni sociali. Le istituzioni filantropiche che sono nate negli ultimi due decenni (Bill Gates, Warren Buffet) stanno mettendo a disposizione enormi quantità di denaro per coprire esigenze altrimenti non gestibili dagli Stati nazionali. Nel futuro sarà necessario incrementare queste risorse e lo Stato dovrà farsi parte diligente per veicolare questi flussi economici con la leva della fiscalità e della gratificazione sociale. Quindi il nuovo Welfare saprà imporsi solo se sarà sostenuto da un cambio di atteggiamento in ognuno di noi. Siamo chiamati ad assumere, nei confronti del mercato del lavoro, una posizione più attiva e propo- tempi e delle situazioni richiede approcci nuovi e la ripetitività non è accettabile. Anche l’opinione pubblica sta cominciando a capire che non sono più i tempi in cui si poteva aspettare che qualcuno (lo Stato centrale) risolvesse tutti i problemi; occorre rimboccarsi le maniche e “metterci del proprio”, cioè accettare di impegnarsi per una “coesione sociale” più ampia che abbia come obiettivo primario la “solidarietà fra generazioni”, come non si stanca di dire il Presidente Napolitano (nella foto). Il Censis dice che il 26% degli italiani è già impegnato nel volontariato e che il 57% è disposto a sacrificare il proprio tornaconto nell’interesse più generale del paese a favore delle generazioni future. Ovviamente nei vari paesi ci sono le due anime; quella dinamica e orientata a questi principi e quella conservatrice che difende vantaggi, rendite di posizione, privilegi. È compito della po- sitiva. Dovremo essere disposti ad accettare una sempre maggiore mobilità, la necessità di sottoporci ad una formazione continua per adeguare le nostre conoscenze al mutare delle esigenze del mercato del lavoro, prepararci al fatto che lo Stato ci erogherà, a fine vita lavorativa, una pensione assai ridotta rispetto a quella attuale tramite la creazione in proprio di pensioni integrative costruite nel corso della vita lavorativa. Quindi la soluzione che si sta intravedendo alla crisi del Welfare negli Stati occidentali assume aspetti assai diversi rispetto a quelle intraprese nel passato, proprio perché l’evoluzione dei litica indirizzare la società al nuovo sia con la parola sia, principalmente, con l’esempio. Qui potrebbe cadere l’asino, ma molti segnali fanno intravedere un futuro in cui queste cose accadranno, se pur con alti e bassi, e che le classi politiche corrotte che abbiamo visto nel passato (e che anche attualmente vengono di continuo smascherate) saranno spazzate via dalla società civile con un deciso aumento della democrazia dal basso e con l’avvento di persone più oneste ed i cui comportamenti siano basati su un’etica nuova e vincente. Gianni Cacchiani [email protected] Riqualificazione: dalla Regione 850 mila euro Per progetti a Casalecchio, Vergato, Castiglione dei Pepoli e Marzabotto Dalla Regione 850 mila euro per 4 progetti di riqualificazione urbana e culturale in altrettanti Comuni della provincia di Bologna. I fondi regionali, considerando anche il cofinanziamento degli enti locali, daranno il via a progetti per oltre 2 milioni di euro a Casalecchio di Reno, Vergato, Castiglione dei Pepoli e Marzabotto. “La Regione mette a disposizione risorse proprie a favore dell’ambiente e delle infrastrutture e per realizzare opere che serviranno alla crescita economica e civile delle nostre comunità, alla conservazione del territorio e delle nostre tradizioni”, sottolinea Simonetta Saliera, vicepresidente della Regione. “Gli interventi mettono insieme contributi regionali e comunali che anticipano risorse che il Ministero promette da tempo ma che non sono, invece, mai arrivate. Questi nostri fondi conclude Saliera - saranno anche un volano utile al sostegno per la crescita e per il contrasto alla crisi”. I progetti: A Casalecchio di Reno sono in programma interventi per un valore di 850 mila euro (200 mila a carico della Regione e 650 mila di competenza del Comune) destinate alla riqualificazione del Parco Talon. Ammontano, invece, a 150 mila euro i fondi regionali che porteranno nel Comune di Castiglione dei Pepoli al recupero della sede dell’ex scuola comunale in cui verrà realizzato un centro culturale e sociale che ospiterà, tra l’altro, un archivio sulla Resistenza (220 mila euro il costo totale del progetto). A Marzabotto il contributo regionale di 150 mila euro contribuirà alla realizzazione di un centro culturale che raccoglierà l’intero materiale storico sulla Resistenza in Appennino, sulla linea Gotica e sull’eccidio di cui si resero colpevoli i nazifascisti a Marzabotto. A Vergato, infine, la Regione investirà 350 mila euro per realizzare il parcheggio scambiatore e i lavori nella stazione ferroviaria. Si tratta di un’opera il cui costo complessivo è di oltre 900 mila euro finanziata, oltre che dai fondi Dup, anche dall’ultimo programma d’area (230 mila euro) e da risorse proprie del Comune di Vergato. M.P. 1 Aprile 2012 Offerte di lavoro Centro per l’impiego di SAN GIOVANNI IN PERSICETO Offerta valida fino al 19/04/2012 Manutentore Impianti Luogo di lavoro Crevalcore Formazione Titolo di Studio di Perito Tecnico Industriale Contratto TEMPO DETERMINATO Inviare CV via mail: siam@ siamsrl.eu Offerta valida fino al 30/04/2012 Ingegnere meccanico o meccatronico Luogo di lavoro Calderara di Reno Formazione Laurea in Ingegneria meccanica o equipollente - esperienza nel settore oleodinamico di due anni, conoscenza di PROE Contratto COLLABORAZIONE A PROGETTO Inviare CV mail: [email protected] Offerta valida fino al 18/04/2012 Manutenzione di macchine utensili Luogo di lavoro Pieve di Cento Caratteristiche Esperienza nella mansione come riparatore manutentore di macchine utensili, patente B. Automunito Contratto TEMPO DETERMINATO Inviare CV via mail: [email protected] Offerta valida fino al 05/04/2012 Corrispondente commerciale estero Contenuti e contesto del lavoro Tecnico commerciale estero con competenze nel settore meccanico Luogo di lavoro Calderara di Reno (BO) Formazione diploma superiore o laurea Caratteristiche candidati età dai 20 ai 30 anni, ottima conoscenza di inglese e francese, conoscenza del pacchetto office, automunito Contratto: tempo determinato Orario full time Inviare CV via mail [email protected] Centro per l’impiego di ZOLA PREDOSA Offerta valida fino al 18/04/2012 Mansione addetto/a alle pulizie Luogo di lavoro Zola Predosa, Casalecchio di Reno, Sasso Marconi Tempo determinato, Patente B - Automunito/a, Part time di 20/25 ore settimanali. Inviare CV tramite mail: [email protected] o tramite fax al n. 051.842790 Offerta valida fino al 14/04/2012 Mansione: operaio - addetto al controllo qualità Luogo di lavoro: Zola Predosa (BO) Tempo determinato, Patente B Conoscenze: Informatica di Base Contratto: TIROCINIO Inviare CV tramite mail: [email protected] Offerta valida fino al 20/04/2012 Operaio Specializzato - Programmazione C.N. Luogo di lavoro Monteveglio (BO) Caratteristiche Si richiede consolidata esperienza nella programmazione macchine C.N. In possesso di patente B e mezzo proprio Contratto TEMPO INDETERMINATO Inviare il CV tramite mail: info@ formservice.it tramite fax al n. 051.832836 Centro per l’impiego di MI- NERBIO Offerta valida fino al 11/04/2012 Mansione campionarista -prototipista di sartoria con esperienza contenuti e contesto del lavoro cucitura a macchina di capi di abbigliamento e prototipi Luogo di lavoro Castel Maggiore (BO) Caratteristiche candidati Esperienza nel settore Contratto TEMPO DETERMINATO Contattare il numero 342/3539641 Inviare il CV tramite e-mail: [email protected] Centro per l’impiego di PORRETTA TERME Offerta valida fino al 07/04/2012 7 Mansione Tecnico manutentore di caldaie Formazione Diploma di scuola superiore Caratteristiche candidati Indispensabile essere domiciliati nei comuni di: Castiglione dei Pepoli, San Benedetto Val di Sambro. Automuniti Luogo di lavoro Castiglione dei Pepoli (BO) Contratto TEMPO DETERMINATO - APPRENDISTATO Contattare il Cip di Porretta Terme al num. 0534.22095. Inviare il cv per fax al num. 0534.22276. o per e mail: [email protected] www.buonenotiziebologna.it BNB Offerte di Lavoro 8 Volontariato Auser BNB www.buonenotiziebologna.it donando il a 1 Aprile 2012 Un ospedale amico... Volontari in corsia! Spesso gli ospedali vengono avvertiti come luoghi di solitudine, freddi e anonimi, in cui, soprattutto per le persone più anziane, non è sempre facile orientarsi e chiedere informazioni. Per rendere più “umani” e vicini ai cittadini questi luoghi di cura, Auser promuove, da alcuni anni, il progetto “Volontari in corsia”, che vede l’impegno dei volontari in attività Sostieni di accoglienza, orientamento e compagnia all’interno di tre grandi ospedali bolognesi (Sant’Orsola, Malpighi e Maggiore). Il progetto prevede molteplici attività: dall’accoglienza dei cittadini nel pronto soccorso del Maggiore, all’orientamento nei reparti di ecografia e ortopedia, al supporto nel reparto di geriatria per la somministrazione dei pasti. Volti amici a cui gli anziani (e non solo) possono rivolgersi per chiedere informazioni e orientarsi all’interno degli ospedali, ma anche ricevere attenzioni e compagnia durante le attese al pronto soccorso o la degenza in geriatria. Un servizio consolidato e molto apprezzato, non solo dagli utenti, ma anche dagli operatori. “Le attività di Auser - spiega la coordinatrice Auser del progetto, Anna Trevisani - vengono svolte in stretta sinergia con il personale ospedaliero. Ad esempio, sono gli infermieri della geriatria a segnalare ai volontari i pazienti che necessitano di un supporto nella somministrazione dei pasti o hanno più bisogno di essere assistiti e accompagnati. Mentre, nel pronto soccorso, in cui spesso i ritmi di lavoro sono molto frenetici, i volontari offrono un importante supporto agli operatori, sostenendoli nelle tante attività di orientamento e informazione”. Ma non finisce qui. I volontari svolgono un ruolo fondamentale anche nell’ascolto dei bisogni dei numerosi pazienti che ogni giorno si recano nei luoghi di cura. “Il nostro obiettivo è quello di favorire il processo assistenziale e l’ascolto reciproco - sottolinea il Dottor Giancarlo Guizzardi, Direttore del pronto soccorso dell’Ospedale Maggiore - In questo senso Auser ha un ruolo strategico perché rappresenta un’interfaccia tra gli utenti e gli operatori. Il punto di vista dei volontari, che ogni giorno affiancano il nostro personale e danno ascolto alle richieste e ai bisogni degli utenti e dei loro familiari, è quindi fondamentale per comprendere criticità e punti di forza e per migliorare il nostro lavoro”. E l’impegno di questi volontari si farà ancora più prezioso nel prossimo biennio, durante il quale il pronto soccorso e l’intero Ospedale Maggiore saranno coinvolti in un’importante opera di ristrutturazione e ampliamento, che potrebbe però causare qualche disagio in più e qualche difficoltà di orientamento ai cittadini che vi si recano. “Nei prossimi due anni saremo chiamati a uno sforzo in più perché i cantieri potrebbero creare alcuni disagi, modificando temporaneamente gli spazi e i percorsi. - prosegue Guizzardi - In questa difficile fase di transizione siamo certi di poter contare sull’impegno dei volontari Auser, che in questi anni hanno dimostrato rigore e affidabilità, divenendo davvero una parte integrante del nostro gruppo”. Un’esperienza, insomma, che mostra come il volontariato possa veramente rappresentare un valore aggiunto. Non certamente per sostituire l’importantissimo lavoro di operatori e professionisti, ma piuttosto per supportarlo, sostenerlo attraverso attività realizzate in sinergia e mirate al comune obiettivo del benessere individuale e collettivo. “Il progetto ‘Volontari in corsia’ è per noi fondamentale e strategico perché conferisce un volto umano alla sanità. - sottolinea il Presidente di Auser Bologna, Secondo Cavallari - Il Piano sociale e sanitario regionale pone al centro l’integrazione di questi due settori, con l’obiettivo di costruire delle vere e proprie ‘reti assistenziali’ mirate a garantire risposte personalizzate ai cittadini ed equità d’accesso ai servizi. E questo progetto rappresenta certamente un piccolo, ma importante passo in questa direzione”. Annalisa Bolognesi Inclusione digitale Anziani e Computer: Auser E-R e Asphi insieme Condividere percorsi e progetti mirati a favorire l’inclusione digitale delle persone anziane. Questo il principale obiettivo della recente convenzione stipulata tra Auser Emilia-Romagna e Asphi, Fondazione impegnata da più di 30 anni sul fronte dello studio, della ricerca e della sperimentazione delle tecnologie informatiche per l’inclusione sociale, lavorativa e scolastica delle persone con disabilità. Con la nuova convenzione le due organizzazioni si impegnano quindi a condividere percorsi di ricerca e sperimentazione che vedano al centro le tecnologie per migliorare la qualità della vita di persone anziane e collaborare ad attività di formazione congiunta dei volontari con particolare attenzione alle competenze tecnologiche. Obiettivo è inoltre quello di valorizzare, attraverso la competenza sociale di Auser e quella tecnologica di Asphi, progetti multimediali al servizio delle persone anziane con limitata autosufficienze e promuovere congiuntamente nuove esperienze di progettazione sociale. Il testo della convenzione è disponibile sul sito di Auser Emilia-Romagna: Sito: auseremiliaromagna.it/node/2324 R.T. Truffe agli anziani Bussano alla porta degli anziani, si presentano come volontari e chiedono in questo modo un contributo per sostenere finti progetti. Nonostante le azioni di prevenzione portate avanti dalle forze dell’ordine, il fenomeno delle truffe anziani persiste e sono sempre più frequenti i casi in cui il nome e la mission delle organizzazioni volontariato vengono utilizzati dai malviventi per estorcere denaro. “Il volontariato non fa raccolte porta a porta - sottolinea il Presidente di Auser Bologna, Secondo Cavallari - È assolutamente deplorevole utilizzare la fiducia che gli anziani hanno nelle associazioni per abbattere la diffidenza e poterli ingannare più facilmente”. Sono soprattutto le persone di una certa età e solitamente le più sole a cadere più di frequente nella trappola tesa loro da delinquenti che si fingono impiegati pubblici, rappresentanti di fantomatici enti di beneficienza, venditori porta a porta. E spesso alla difficoltà di difendersi si aggiunge il senso di vergogna che si prova dopo aver scoperto il raggiro e che spesso dissuade le vittime dal denunciare i fatti. “Davanti al grave fenomeno delle truffe agli anziani - prosegue Cavallari - è necessario scendere in campo e fare fronte comune per tutelare i cittadini. Auser Bologna farà la sua parte per allertare e informare, attraverso i suoi tremila volontari attivi, i cittadini più fragili e soli.” Per informazioni Auser Bologna, tel: 051.6352911 www.auserbologna.it N.T. Il via al cartellino per disabili in tutta Italia Il mese scorso è stato approvato alla Camera un emendamento al cosiddetto “Decreto Semplificazioni”, sul quale successivamente l’aula di Montecitorio ha votato la fiducia. L’iniziativa, promossa dalle deputate Schirru e Codurelli, renderà ora necessario un decreto del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, d’intesa con la Conferenza Unificata, per arrivare finalmente alla validità del contrassegno per disabili su tutto il territorio nazionale. Le deputate Amalia Schirru e Lucia Codurelli, hanno dichiarato soddisfatte: «Era inconcepibile pensare che la sem- plificazione non contemplasse la possibilità di circolare e parcheggiare fuori i confini della propria città, se non dopo una macchinosa e preventiva richiesta di mobilità. Questo emendamento recepisce, finalmente, quanto prevedono le convenzioni europee e dell’ONU in materia di rispetto dei diritti dei disabili». Un buon passo in avanti, riteniamo, in un iter per altro ancora tutto da completare, in attesa che si arrivi a risolvere anche un’altra annosa questione, l’adozione in Italia del contrassegno standard europeo. S.B. 1 Aprile 2012 la nuova Lungosavena La bretella congiungerà via dell'industria con via Barcello A oltre vent’anni dalle prime decisioni, e a oltre dieci anni dalla firma di un primo accordo preliminare di programma fra enti locali, Anas e Regione, al confine tra Bologna e Castenaso, sono finalmente in partenza i lavori per il lotto due, della tanto attesa lungosavena. Infatti nelle scorse settimane accanto a via Di Vittorio, arteria di Castenaso, è stato montato il cartellone di cantiere che prelude l’avvio della realizzazione di un nuovo breve tratto, di circa 1.900 metri, di una nuova viabilità attesa da decenni. Un’arteria che fu pensata alcuni decenni fa - per poter unire la tangenziale bolognese a: trasversale di pianura, autostrada A13 Bologna-Padova, Interporto e Centergross - di cui, però, ne sono percorribili solo i due tratti terminali. Dal 1995 il primo lotto di circa 1.100 metri dalla tangenziale alla rotatoria Sabadino degli Arienti, nei pressi del CentroNova di Villanova, e solo perché l’allora sindaco di Castenaso, Claudio Marchi, ne impose la realizzazione altrimenti non avrebbe consentito l’apertura del centro commerciale. Il suo timore, e quello dei residenti, era che il traffico, da e per l’ipermercato, leggero e pesante, avrebbe congestionato via Villanova e la confluenza tra questa e via Tosarelli (la San Vitale) allora ancora priva dell’attuale rotatoria. E dal 28 ottobre 2011 - dopo oltre 15 anni - con l’apertura al traffico di un tratto di 2.920 metri, da via Foggia Nuova alla trasversale di pianura come circonvallazione di Granarolo, del quarto lotto di totali 6.770 metri da via Bargello alla trasversale. Con un altro tratto già realizzato da via Foggia Nuova a via Frullo, non ancora aperto al traffico e, infine, un altro segmento da realizzare fra via Frullo e via Bargello. Come recita il cartellone di via Di Vittorio il secondo lotto della lungosavena, su progetto dello studio dell’ingegner Massimo Elmi, per conto del Comune di Bologna, è stato appaltato dallo stesso, con una gara che ha visto in lizza 14 imprese, con importo a base di gara di 8 milioni 157 mila euro, più 110 mila euro per oneri di sicurezza. Gara d’appalto che ha assegnato i lavori alla Guidi di Osteria Grande per un importo di 6 milioni 121 mila euro. L’opera è finanziata dallo stesso Comune di Bologna con mutuo, con la Banca Europea per gli Investimenti, e con altri finanziamenti. L’area di cantiere era già stata delimitata, da tempo, con picchetti sia dove sarà realizzata la rotonda terminale di via dell’Industria (tra le vie Pederzana e Di Vittorio di Castenaso) e i relativi bracci. Compreso il tratto principale del secondo lotto fino a via Bargello dove è già stata costruita la grande muraglia a semicerchio, a protezione del traffico da eventuali “incidenti” da parte della fabbrica di cartucce Baschieri & Pellagri, dove si unirà al tratto in via di completamento del quarto lotto. Molti ancora ricordano le esplosioni avvenute nella polveriera di Marano, la domenica del 28 luglio 2002, con quattro botti avvertiti fino a Modena. Fortunatamente senza vittime o feriti. In stato più avanzato le opere complementari del secondo lotto: già in via di realizzazione in via Bargello (via Crocione in Comune di Bologna) una rotatoria tra via Gazza e via Fiorini (nei pressi di Casa Bastelli) con un nuovo braccio di raccordo con via Santa Caterina che consentirà di raggiungere il Caab e il centro commerciale Meraville. Ma non finisce qui. Il progetto lungosavena prevede ancora, dalla rotatoria di via dell’Industria, un braccio per unirla a via Di Vittorio e poi innestarlo al lotto due bis al centro di verifiche tecniche, da parte di Provincia e Comune di Castenaso, proposte dal comitato cittadino “Per Villanova”. Infatti, per la complessità e all’alto costo del lotto due bis, con un tunnel sotto la 9 ferrovia Bologna-Portomaggiore, alla fine dell’anno scorso la giunta di Castenaso, aveva presentato un’idea alternativa, ma più lontana da Villanova, con un ponte sulla ferrovia. Soluzione, quest’ultima, che è stata riproposta (era infatti presente nel primo progetto) dal comitato per ridurre tempi e costi del lotto due bis. Ma all’appello manca il terzo lotto, di circa 2.500 metri, dalla rotonda Sabadino degli Arienti alla rotonda su via dell’Industria. Sono stati fatti studi di fattibilità su come superare via Mattei e la ferrovia ma mancano del tutto i finanziamenti preventivati, anni fa, in 21 milioni di euro. Preventivi del 2010 calcolano da un minimo di 12 milioni, con viadotto, a 34 o 41 milioni di euro in galleria. Si tenga presente che nel protocollo d’intesa, prima dell’accordo di programma del 2000, si precisava che: «In particolare il terzo lotto (a carico) del Comune di Bologna, dovrà essere messo in attuazione entro due anni dall’inizio dei lavori del secondo lotto». Nell’accordo del 2000 tale frase scompare mentre «per la valenza regionale della lungosavena (…) gli enti firmatari (…) ritengono necessario un coinvolgimento finanziario diretto della Regione per il reperimento delle risorse». Con una domanda: dove trovare i finanziamenti sapendo che l’idea della strada da Monghidoro alla trasversale, ha un altro tappo da finanziare e sciogliere: il cosiddetto “Nodo di Rastignano”?. Giancarlo Fabbri I cittadini ridisegnano la piazza A San Lazzaro è in corso un laboratorio di urbanistica partecipata per la riqualificazione di piazza Bracci, dove si affacciano il municipio e la chiesa, e delle zone limitrofe. Con gli stessi cittadini, anche non residenti nella zona, nelle vesti di architetti e urbanisti. Il laboratorio è infatti aperto a tutta la cittadinanza, alle associazioni sindacali e di categoria, agli operatori economici della piazza e delle zone limitrofe. Il percorso per ridisegnare piazza Bracci, ha preso il via il 10 marzo e proseguirà in aprile: il 12 e il 26 alle 20, e il 28 alle 15.30, nella sala di città del municipio in via Emilia 92. Tutto è nato dalla partecipazione del Comune al bando regionale che ha stanziato un milione di euro per il recupero di aree urbane degradate o dismesse, con particolare attenzione all’ambiente e alla qualità dello spazio pubblico. Il Comune di San Lazzaro si è poi inserito tra i 19 comuni vincitori, tra i quali Modena, Forlì, Piacenza, eccetera, ottenendo un contributo di 30 mila euro. Nell’ambito del laboratorio partecipato saranno messi a punto gli obiettivi che costituiranno la guida del concorso di progettazione. «Anche in questa occasione, e con grande soddisfazione - ha poi dichiarato l’assessore all’urbanistica Leonardo Schippa - il Comune di San Lazzaro è stato premiato dalla Regione con un finanziamento per un ulteriore progetto indirizzato alla riquali- ficazione della nostra Città. La riqualificazione urbana è per noi l’obiettivo preminente e, per raggiungerlo, sono stati avviati imponenti interventi di recupero del patrimonio di edilizia pubblica: case Andreatta prima, case Canova poi. Senza dimenticare quello dell’ex scuola di Idice con finalità sociali. Tutti progetti vincitori di concorsi ottenendo risorse pubbliche. Con il laboratorio di urbanistica partecipata - ha proseguito Schippa - la città sarà coinvolta e potrà, nella condivisione di idee e proposte, ridisegnare la sua piazza per la valorizzazione delle centralità urbane del capoluogo previste dal Poc: il polo culturale e sportivo che sorgerà in via Speranza e il polo specialistico di via Caselle, sviluppato attorno alla Mediateca, che prevede la ristrutturazione del PalaSavena e strutture che ospiteranno funzioni culturali, ricreative e sportive». la città romana di Claterna” è stata inaugurata nel dicembre 2006 ed espone una selezione di reperti rinvenuti nel corso degli scavi archeologici effettuati nel sito fra la fine dell’Ottocento e gli anni ’60 del Novecento. Il ricco apparato didascalico guida il visitatore alla scoperta della storia e della forma della città romana, un caso esemplare in regione per l’ottimo stato di conservazione. Per informazioni: 338.2746059 (Sara Rossi). G.C.F. Itinerari romani a Claterna Attraverso le carte geografiche, lo studio dell'antichità A Ozzano il ciclo di incontri gratuiti: “Scoprire Claterna. Piccole e grandi storie di una città romana” prosegue, l’8 aprile e il 6 maggio, con visite alla conoscenza dei reperti esposti nella mostra “Museo della città romana di Claterna”. Incontri a tema con lo scopo di mantenere vivo il patrimonio archeologico locale, di incoraggiare alla visita coloro che non conoscono il territorio claternate e di far tornare chi desidera scoprirne sempre nuovi aspetti della storia e della vita di questa città scomparsa sotto i campi ozzanesi di Maggio. L’appuntamento dell’8 aprile, alle 16 nel Palazzo della Cultura di piazza Allende 18, ha titolo: “Itinerari romani: Claterna e dintorni nella Tabula Peutingeriana”. Si parlerà della cartografia storica che è una preziosissima fonte per studiare la geografia antica. La Tabula Peutingeriana è forse l’esempio più noto di itinerario stradale di età romana: realizzata nel IV secolo d.C., giunta fino a noi in una copia medievale. Il documento evidenzia uno degli aspetti più caratteristici dell’Impero Romano: la capillare rete di comunicazione che rendeva elementi fondamentali le città, come Claterna, che ne erano le tappe. L’ultimo incontro si terrà alle 21 del 6 maggio a titolo: “Notte al Museo. Claterna: una città dell’Impero Romano” per riproporre le visite notturne che hanno avuto successo nelle edizioni precedenti. Ancora un’occasione per conoscere più da vicino l’antico Impero Romano nel momento della sua massima espansione all’epoca dell’imperatore Traiano. In ogni caso con l’arrivo della bella stagione riprenderanno anche le visite guidate agli scavi a Maggio di Ozzano. Le iniziative sono state organizzate dall’associazione culturale Civitas Claterna con l’Istituzione comunale “Anna Frank” in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni archeologici dell’EmiliaRomagna. La mostra “Museo del- G.F. www.buonenotiziebologna.it w w w. p ro g e t t o d at a . i t BNB San Lazzaro Ozzano - Castenaso 10 Anzola & Persiceto BNB SPI S ervizi Pr i m a I nfanzia 1 Aprile 2012 Nido Sistema Integrato per la Gestione delle Anagrafiche e delle Rilevazioni relative ai Servizi per la Prima Infanzia www.virtualcoop.net I vincitori del Carnevale 2012 Proclamati i vincitori del Carnevale 2012. A Persiceto prima classificata la società “Ocagiuliva”, secondo posto ai “Brot&Cativ” e terzo ai “Gufi”; a Decima hanno vinto i “Gallinacci”, secondi i “Macaria” e terzi i “Volponi”. A Persiceto ha vinto il carro “L’uomo dei sogni”, presentato dalla società “Ocagiuliva” che ritraeva il sindaco Renato Mazzuca nei panni di un Forrest Gump costretto a tagliare talmente tanto le risorse comunali, compreso il tradizionale e tanta apprezzato “Meeting degli artisti di strada”, da dover metter in scena uno strampalato ed esila- rante “Grande Circo Mazuk” su cui troneggiava e incombeva un enorme Monti - Edward mani di forbice. Secondi classificati i “Brot&Cativ” con il carro “La prova della cuoca” e terzi i “Gufi” con “Con la testa fra le nuvole”. Seguono al quarto posto i “Maistof”, al quinto i “Mazzagatti”, al sesto il “Treno”, al settimo i “Figli della Baldoria”, all’ottavo gli “Afidi nella scarpa”, al nono i “Clandestini”, al decimo “Jolly e Maschere”, all’undicesimo “I Corsari” al dodicesimo gli “Angeli” e all’ultimo e tredicesimo posto l’”Accademia dell Satira”. A Decima invece hanno vinto i “Gallinacci” con il carro dal titolo “L’autore, l’artista, l’opera” incentrato -come si legge nella presentazione- sulla paura di non essere all’altezza, l’ansia di non riuscire in qualcosa o di essere inferiori ma anche sulla certezza che in fondo basta poco per realizzare le nostre vite, quel poco di un “sorriso in più”. Secondi classificati i “Macaria”, terzi i “Volponi”, quarti i “Ribelli”, quinti gli “ Strumnè”, sesti “Qui dal 65” e settimi e ultimi “I Cino”. M.N. Le parole di Anzola e il media library Incensurati d’autore! biblioteca può offrire ai cittadini. Fra questi, vi è anche il servizio Media Library On Line - Biblioteca digitale metropolitana, attivato da Istituzione Biblioteche del Comune di Bologna e Provincia di Bologna, a cui ha aderito anche il Comune di Anzola dell’Emilia. Cosa è il servizio Media Library On Line? Entrando nel bologna.portale medialibrary.it si può accedere gratuitamente e a qualsiasi ora ai contenuti digitali in remoto, scaricabili o consultabili in streaming su qualsiasi pc, tablet, e-book reader o smartphone: 500mila file musicali, oltre 3mila video, mille audiolibri, 200 e-book e oltre 1.300 testate internazionali di quotidiani. Un patrimonio che si rende accessibile 24 su 24 e che si aggiunge a quello già messo a disposizione dalle biblioteche pubbliche. Dal concorso letterario “Serial Chillers. 25 incensurati in cerca d’autore” è nata l’omonima antologia di racconti noir curata dal fotografo Fabrizio Belardetti ed edita da Maglio editore. “Storie sulla follia che scaturisce dall’ordinario - scrive la casa editrice e che lo trasforma in un incubo. Storie di uomini e donne dalle biografie impazzite, che per vendetta uccidono con disumana creatività. Storie di vittime, spesso casuali, irrimediabilmente avviluppate alla rete mortale dei loro assassini”. L’antologia raccoglie i venticinque racconti finalisti del concorso letterario “Serial Chillers. 25 incensurati in cerca d’autore”. Un concorso letterario promosso da Maglio editore e da Fabrizio Belardetti e patrocinato dal Comune di Persiceto, il cui bando conteneva già una trama in sé: la storia di un fotografo di ritratto che, ottenute faticosamente le autorizzazioni necessarie, riesce a entrare nelle peggiori carceri del mondo e scattare i primi piani dei 25 più pericolosi serial killers viventi. Questo era il gioco letterario alla base del concorso, in realtà le foto erano state realizzate in studio da Fabrizio Belardetti e i ritratti non erano di veri serial killers ma di soggetti incensurati a cui erano stati associati profili criminali. Persone tranquille, mansuete, banali: “chillers” e non “killers”. La pronuncia è la stessa, ma la parola cambia nella sostanza. L’obiettivo del concorso infatti era anche quello di riflettere e far riflettere sulla relazione tra crimine, comunicazione e immagine, che spesso, più che documentare, “costruisce” la realtà. Nei racconti pubblicati c’è la chirurga che sevizia e ammazza solo donne bionde per vendicare il tradimento del marito. C’è una donna che fa della parola l’arma bianca per plagiare sbandati e trasformarli in assassini. C’è un torbido giallo mediatico dai contorni agghiaccianti, nato tra le sicurezze delle mura domestiche. E ad aprire l’antologia, facendo gli onori di casa,“La tragica fine di un uomo improbabile. O quasi” un inedito di Loriano Macchiavelli, famoso scrittore di noir italiano. www.buonenotiziebologna.it I servizi della biblioteca comunale Qual è il ruolo attuale e futuro della biblioteca comunale di Anzola, che per il suo territorio è motivo di vanto sia per l’accoglienza del locale sia per la qualità dell’attività che svolge da anni? Oltre al prestito librario, l’offerta di stampa quotidiana e periodica, video e postazioni gratuite di internet, accesso al polo bibliotecario bolognese e nazionale, la biblioteca offre anche tutti quei servizi di promozione della lettura che mirano all’incontro fra le persone ed alla crescita culturale. Attività specifiche per bambini, gruppi di lettura, book crossing, conferenze e presentazioni di libri. La biblioteca di Anzola ha inoltre sviluppato, grazie anche a vocazioni personali dei suoi bibliotecari, alcune specificità di eccellenza: l’archivio di storia locale con documenti antecedenti l’unità d’Italia, i libri dedicati all’infanzia con oltre 6000 titoli e i laboratori di archeologia per le scuole. Essere un polo culturale di qualità comporta anche guardare sempre avanti per migliorare e questo è lo spirito con cui il Comune ha chiamato esperti del settore a confrontarsi sulle nuove frontiere di attività e sui nuovi servizi che una C.T. Lorenza Govoni BNB Educazione 1 Aprile 2012 w w w.italianoperimmagini.it 11 L’Italiano… per Immagini Prosegue il progetto di Virtual Coop Bologna ONLUS sono reperire un congruo numero di vocaboli, associati ad immagini che li illustrino. Tali vocaboli possono essere selezionati, raggruppati, secondo le esigenze dei vari docenti volontari, e stampati per un uso didattico e di consultazione nelle varie classi. L’anno scorso il progetto “Italiano per immagini” è stato ulteriormente implementato, con l’aggiunta di numerosi esercizi, oltre 200. Si tratta della ricostruzione di situazioni di vita quotidiana, che una volta stampate possono essere utili per tenere vere e proprie lezioni e far esercitare gli allievi. Sempre nel 2011 Virtual Coop ha inserito nel progetto delle prove di test per sostenere l’esame di italiano, che gli stranieri devo- no effettuare al fine di ottenere il permesso di soggiorno di lunga durata. Si tratta di un importante e complessa esercitazione, che aiuta in maniera decisiva queste persone a sostenere, successivamente, di fronte alle autorità preposte, l’esame vero e proprio. Il 16 dicembre scorso il progetto Italiano per Immagini ha avuto un suo importante momento pubblico, con la sua presentazione nel corso di un seminario appositamente realizzato, in collaborazione con la Provincia di Bologna e che ha visto la partecipazione di un folto numero di addetti ai lavori che hanno interagito con i relatori fornendo preziose indicazioni e suggerimenti. Proprio da questi importanti con- tributi nasce il terzo step del progetto, che è quello di realizzare un vero e proprio test on-line, conforme alle direttive ministeriali, che possa diventare lo strumento più idoneo per effettuare l’esame di italiano per gli stranieri che intendono ottenere il permesso di lungo soggiorno. Un famoso proverbio dice che l’inferno è lastricato di buone intenzioni, che tradotto significa che a chiacchiere tutti sono capaci di esprimere solidarietà verso il prossimo più debole ed in forte difficoltà. È anche vero che molto spesso lo slancio solidaristico deve fermarsi di fronte alla mancanza di mezzi concreti per intervenire e, d’altra parte, la miglior solidarietà è quella attrezzata, che sa organizzarsi, anche nella maniera più sofisticata e tecnologicamente avanzata. Il progetto Italiano per Immagini rappresenta uno strumento di solidarietà concreto, offerto gratuitamente per insegnare l’italiano agli stranieri adulti e per consentire loro di superare il test necessario a richiedere il permesso di lungo soggiorno, oltre a poter dialogare con tutti i nuovi amici conosciuti nel nostro Paese. Lilt Bologna presenta L'EDUCAZIONE ALLA VITA Dodici semplice regole per vivere al meglio, a lungo ed in salute La prevenzione è fondamentale nella lotta contro il cancro: adottando uno stile di vita più salutare è, infatti, possibile evitare alcune neoplasie e migliorare lo stato di salute. Nel 1987 l’Alto Comitato di oncologi ha elaborato ed adottato il CODICE EUROPEO CONTRO IL CANCRO che da allora viene pe- riodicamente esaminato e rivisto in base alle novità scientifiche che man mano emergono. Si tratta di 12 semplici regole, facili da seguire, eccole: Non fumare; se fumi, smetti. Se non riesci a smettere, non fumare in presenza di non fumatori. Evita l’obesità. Fai ogni giorno attività fisica. Mangia ogni giorno frutta fresca e ver- dura (di stagione): almeno cinque porzioni. Limita il consumo di alimenti contenenti grassi di origine animale. Se bevi alcolici, che siano birra, vino o liquori, modera il loro consumo a non più di due bicchieri al giorno se sei uomo, a non più di uno se sei donna. Presta attenzione all’eccessiva esposizione al sole. È importante proteggere bambini e adolescenti. Coloro che hanno la tendenza a scottarsi devono proteggersi per tuta la vita. Osserva scrupolosamente le raccomandazioni per prevenire nei posti di lavoro e nell’ambiente l’esposizione ad agenti cancerogeni noti, incluse le radiazioni ionizzanti. Se diagnosticati in tempo molti tumori sono curabili. Rivolgiti a un medico se noti la presenza di un nodulo; una ferita che non guarisce, anche nella 2012 BUONE NOTIZIE ABBONATI A BNB VUOI ESSERE DEI NOSTRI? Con solo €10 all’anno, 11numeri di Buone Notizie Bologna In edicola ogni primo del mese a € 1,00 Informazione: 051 533106 [email protected] bocca; un neo che cambia forma, dimensioni o colore; ogni sanguinamento anormale; la persistenza di sintomi quali tosse, raucedine, bruciori di stomaco, difficoltà a deglutire, cambiamenti come perdita di peso, modifica delle abitudini intestinali o urinarie. Esistono programmi di salute che possono prevenire lo sviluppo di tumori e aumentare la probabilità che un tumore possa essere curato. Le donne a partire dai 25 anni dovrebbero partecipare a screening per il tumore del collo dell’utero con la possibilità di sottoporsi periodicamente a strisci cervicali. Questo deve essere fatto all’interno di programmi organizzati, sottoposti a controllo di qualità. Le donne a partire dai 50 anni dovrebbero partecipare a screening mammografici per il tumore del seno con la possibilità di sottoporsi a mammografia. Questo deve essere fatto all’interno di program- mi organizzati, sottoposti a controllo di qualità. Donne e uomini a partire dai 50 anni dovrebbero partecipare a screening per il cancro colonrettale all’interno di programmi organizzati e sottoposti a controllo di qualità. Partecipa ai programmi di vaccinazione contro l’epatite B. La LILT Bologna, impegnata da 90 anni (nasce infatti nel 1922) nella diffusione ed attuazione della cultura della prevenzione oncologica, promuove Campagne di sensibilizzazione ed informazione (come la Settimana della Prevenzione Oncologica che si svolge a Marzo e la Giornata Mondiale Senza Tabacco che ricorre ogni anno il 31 maggio) per far si che il Codice Europeo contro il Cancro diventi un vero e proprio stile di vita, perchè, come dice lo stesso “motto” della Lilt: prevenire è vivere! Per abbonarsi a BNB potete: Venire presso la nostra casa editrice: Virtual Coop - Viale Lenin, 55 - Bologna Compilare il form che trovate sul sito web del giornale: www.buonenotiziebologna.it nella sezione Abbonamento. Andare in un ufficio postale e pagare con un bollettino sul CCP n.° 1002171138 Con bonifico alle seguente coordinate IBAN: IT-07-I-07601-02400-001002171138 Abbiate cura di riportare chiaramente l’indirizzo dove volete ricevere il giornale e mettere nella causale del versamento: Abbonamento BNB. B.F. www.buonenotiziebologna.it Risale al 2010, il primo progetto di Italiano per Immagini realizzato da Virtual Coop ONLUS Bologna e rappresenta a tutt’oggi un importante strumento per l’inclusione dei lavoratori extra comunitari. La nostra cooperativa sociale ha pensato a questo progetto come strumento in grado di fornire nuovi e più efficaci strumenti didattici a chi organizza corsi di italiano per adulti stranieri. Occorre tenere presente che molti lavoratori extra comunitari, non solo non conoscono la nostra lingua, ma in taluni casi sono analfabeti anche rispetto al loro paese d’origine. Da qui la necessità di strutturare una comunicazione per immagini, con la costruzione di un sito Web dove gli insegnanti di italiano pos- www.buonenotiziebologna.it 12 Budrio Neve BNB 1 Aprile 2012 1 Aprile 2012 13 www.buonenotiziebologna.it BNB Budrio Neve Foto di Vanni Callegari 14 Almanacco 1 Aprile 2012 LA PASQUA Prenota la F Il termine Pasqua deriva dal latino “Pascha” cioè passaggio. La Pasqua cristiana rappresenta il giorno della Resurrezione di Gesù. La morte di Gesù è avvenuta tre giorni prima del giorno di Pasqua. Al venerdì Santo è possibile partecipare alla Via Crucis. Il giorno di Pasqua è sempre una domenica e la Pasqua è una festività mobile. La Pasqua cade la domenica suc- cessiva alla prima notte di luna piena a partire dal 21 marzo. La Pasqua è compresa nel periodo tra il 22 marzo e il 25 aprile. La Pasqua cristiana è stata sancita dal Concilio di Nicea del 325 d.C. C’erano delle gravi controversie tra le Chiese d’Oriente e le Chiese d’Occidente su quando dovesse essere celebrato il giorno di Pasqua. Una corrente spingeva per celebrare la Pasqua il giorno stesso della morte di Gesù qualunque fosse il giorno dell’anno in cui cadeva. Un’altra corrente voleva che la Pasqua fosse celebrata solo la domenica. Un’altra ancora voleva che il giorno di Pasqua cadesse dopo la prima notte di luna piena a partire dal 21 marzo. La Pasqua è preceduta da un periodo di penitenza e di digiuno che va dal giorno delle Ceneri per tutto il periodo di Quaresima. Gesù immolandosi in croce ha liberato l’uomo dal peccato originale. Gesù prima di morire aveva partecipato all’ultima cena durante la quale Giuda lo tradisce consegnandolo ai soldati romani. È stato crocifisso sotto Ponzio Pilato ma dopo tre giorni Gesù è risorto. I simboli tipici della Pasqua sono l’agnello, le uova pasquali e la colomba. L’agnello viene associato a Gesù per la sua mitezza. L’uovo simboleggia la nascita. La Pasqua nelle popolazioni antiche simboleggiava l’arrivo della primavera. La colomba è un simbolo di pace. La Pasqua cristiana si differenzia dalla Pasqua ebraica per il fatto che per gli Ebrei la Pasqua rap- Cerchiamo venditori di spazi pubblicitari www.buonenotiziebologna.it [email protected] Tel. 051 533106 / Fax 051 530761 presenta il giorno della liberazione dalla schiavitù egiziana. La Pasqua ebraica viene celebrata di sabato, è più antica della Pasqua Cristiana e rappresenta il ritorno degli Ebrei in Palestina. La Pasqua ebraica viene celebrata nel mese di Nissan. La data di celebrazione della Pasqua ortodossa non sempre coinci- de con la data di celebrazione della Pasqua cristiana perché la Chiesa ortodossa adotta il calendario giuliano mentre la Chiesa cattolica adotta il calendario gregoriano. Il lunedì dopo Pasqua è il giorno di Pasquetta cioè il giorno della tradizionale gita fuori porta con parenti e amici. Alessandro Legnani Le Tagliatelle Le tagliatelle sono una pasta all’uovo tipica bolognese. Di solito le tagliatelle sono abbinate al ragù alla bolognese, ma possono essere abbinate al sugo di pomodoro, ai funghi porcini, al salmone e ai piselli. La parola tagliatelle deriva dal verbo tagliare per il fatto che la sfoglia viene prima arrotolata e poi tagliata in striscioline sottili. La leggenda narra che le tagliatelle sono state inventate dal bolognese Zefirano nel 1487. Zefirano era il cuoco personale di Giovanni II di Bentivoglio. Un giorno Lucrezia Borgia passa per Bologna per recarsi a Ferrara per sposare il Duca Alfonso I d’Este. Zefirano ispirandosi ai capelli biondi di Lucrezia Borgia inventò le tagliatelle. La ricetta classica prevede che le tagliatelle siano condite col ragù alla bolognese preparato con la polpa di maiale, il vitello e il manzo cucinate anche con la pancetta, gli aromi e la salsa di pomodoro. Le tagliatelle una volta servite in tavola sono condite col parmigiano. Le tagliatelle sono uno dei piatti più gustosi della cucina emiliana. A.L. 21 APRILE 1945 i Compelan d a no t s e Figlio tuo di www.buonenotiziebologna.it BNB Buone Notizie Bologna Sabato dalle ore 19 alle 23 - Domenica dalle ore 19 alle 22 Gli altri giorni su prenotazione Pepita RistoClub Ristorante - Pizzeria Cell. 334.851011 Tel. 051.6824577 Via Sicilia, 16 San Matteo Decima (BO) www.pepitatistoclub.it Il 21 aprile 1945, quattro giorni prima della liberazione nazionale gli Alleati hanno sfondato la Linea Gotica e hanno liberato Bologna. L’offensiva alleata è cominciata alle 6 del mattino quando il Corpo polacco dell’VIII Armata guidato dal generale Anders, poi le divisioni americane 91 e 34. Alle 8 del mattino arrivano le truppe italiane Legnano, Friuli e Folgore e la brigata partigiana Maiella in parte già aggregata all’VIII Armata polacca. A Palazzo d’Accursio si vedono il Presidente del CLN regionale Antonio Zoccoli, il Prefetto Gianguido Borghese e il nuovo sindaco Giuseppe Dozza. I reparti nazifascisti non oppongono resistenza e tentano una fuga disperata verso il nord. Guidati dal generale Von Senger avevano abbandonato Bologna la notte precedente per cui gli Alleati liberano Bologna senza sparare un colpo. Più tardi arrivano i bersaglieri del battaglione Goito che sfi- lano per Via Rizzoli acclamati dalla folla festante. La folla comincia anche ad attaccare delle foto dei partigiani morti in Piazza Nettuno e a deporre dei fiori nei luoghi dove i nazifascisti li avevano fucilati. Si calcola che fossero circa 2000 i partigiani uccisi a Bologna nei venti mesi di occupazione nazifascista della città. L’odierna Piazza Maggiore era gremita di persone festanti ma la festa viene turbata dal ritrovamento dei cadaveri di Sante Vincenzi e Giuseppe Bentivogli uccisi e abbandonati a Prati di Caprara dai nazifascisti in fuga. Nella ritirata verso il nord i nazifascisti vengono attaccati nella zona di San Giorgio di Piano dalla Brigata Garibaldi. I partigiani avevano già preso possesso delle principali edifici della città. Il podestà fascista era intervenuto per il passaggio di consegne ma viene lasciato libero e portato in San Domenico. A.L. INSERIMENTO DATI www.virtualcoop.net BNB Budrio 1 Aprile 2012 15 Bicentenario della nascita di QUIRICO FILOPANTI Venerdì 13 Aprile Teatro Consorziale di Budrio ore 21 - AL BABBO INT AL FRIZER (Il babbo nel freezer) - Commedia in 2 atti della Compagnia “Gli amici del veterinario” - prevendita presso “La Merceria di Milena” Sabato 14 Aprile Sala Rosa - Palazzo Medosi Fracassati - via Marconi 3/B ore 17 - Inaugurazione della mostra “Gli acquerelli di GRAZIELLA PESCATORI dai collezionisti Budrieri” In conclusione all’inaugurazione sarà possibile visitare le opere della pittrice esposte al Palazzo Comunale. Torri dell’acqua - via Benni, 1 ore 18 Inaugurazione della mostra “Variazioni, Riproposizioni, Modifiche di Vittoria Chierici” ARTE ALLE TORRI Venerdì 20 Aprile Flora 2000 Garden Marker - Via Zenzalino sud 19 ENGLISH GARDEN: il trionfo delle erbacee perenni - Tre giorni di mostra mercato dedicato alle Erbacee Perenni splendide protagoniste dei giardini inglesi Via C. Battisti (stazione centrale) ore 18 - Budrio Bierfest Sabato 21 Aprile Piazza Filopanti ore 10.30 - A 200 anni dalla nascita di Giuseppe Barilli celebrazioni di Quirico Filopanti nel suo paese natale. Matteo Belli insieme al prof. Faeti, al prof. Parmeggiani e al dott. Fronzoni ricorderanno la figura del Filopanti nelle sue varie sfaccettature. FILOPANTI A 200 ANNI DALLA NASCITA - mostra documentaria nell’atrio della sede comunale per ricordare a tutti i cittadini questa importante figura storica. Chiesa di San Lorenzo ore 21 -Nell’ambito del Festival “ORGANI ANTICHI, UN PATRIMONIO DA ASCOLTARE” “Sonate a quattro mani” di Giovanni Moranti. Organiste F. Iannella e C. Cassin (a cura Confcommercio Ascom e Comitato operatori economici Budrio) Domenica 22 Aprile Flora 2000 Garden Marker - Via Zenzalino sud 19 ENGLISH GARDEN: il trionfo delle erbacee perenni - Tre giorni di mostra mercato dedicato alle Erbacee Perenni splendide protagoniste dei giardini inglesi.Il negozio Acqua Calda Per il Tè offrirà agli ospiti una selezione dei migliori the inglesi. Giardini di Via Martiri Antifascisti Spazio giochi gonfiabili - a cura della ludoteca “Il paese dei balocchi” ore 15.30 - TUTTI CUOCHI -laboratorio di pasticceria per bambini Via Bissolati - Viale 1° maggio Mercatino opere ingegno ed esposizione hobbisti MOTOBICIRADUNO cappellazzentreffen con escursione (inf.3355495275) - musica anni ’70 ore 11 e ore 15 - Piano bar e Karaoke ore 16 - Dimostrazioni sportive con: Palestra “TRCLUB” Prunaro Martedì 24 Aprile Via Verdi - Trattoria dalla terra alla tavola ore 20 - 10° TROFEO DEL BUON SALAME CASALINGO E DEL BUON GUANCIALE - gara tra produttori artigianali con giuria popolare. I cittadini sono invitati a partecipare alla giuria popolare e alla cena a tema con quota di partecipazione Mercoledì 25 Aprile Via Bissolati - Viale 1° maggio Mercatino opere ingegno ed esposizione hobbisti CACCIA AL TESORO ore 11 e ore 15 - Piano bar e Karaoke Giardini di Via Martiri Antifascisti Spazio giochi gonfiabili - a cura della ludoteca “Il paese dei balocchi” ore 15.30 - “CONCORSO di pittura/disegno guidato” - per bambini delle scuole primarie premiazione Domenica 29 aprile ore 18 ore 16.30 - DANZAPRIMAVERA Spettacolo degli allievi della scuola “Studio del Movimento”. Musei Civici di Budrio e Torrione del Risorgimento dalle ore 16 - GIOVANISSIMI “CICERONI” A BUDRIO - I ragazzi della Scuola Media “QUIRICO FILOPANTI” guideranno i visitatori alla scoperta dei Musei di Budrio e del Torrione del Risorgimento. Visite guidate anche in lingua inglese. Al Museo dell’Ocarina le visite sa- ranno allietate da interventi musicali Via Verdi - Trattoria dalla terra alla tavola dalle ore 19 - Cena ARGENTINA “a Fuegolento” Il trionfo del piacere della carne Sabato 28 Aprile Teatro Consorziale GIORNATA dell’ocarina delle scuole e per le scuole Mattinata e pomeriggio con le scuole di ocarina di Budrio e della Provincia di Bologna e con le classi delle scuole del territorio che aderiscono al progetto “Suoniamo l’ocarina”. Giardini di via Martiri Antifascisti Spazio giochi gonfiabili - a cura della ludoteca “Il paese dei balocchi” ore 16 - ANIMAZIONE e BABY DANCE con Pino il Drago Ballerino - in collaborazione con “La Capannina” gelateria Auditorium di Via Saffi, 50 ore10.30 - 13.30 - STAGE di danze del POITOU con Benoit Guerbigny….. ore 15 - 19 STAGE di danze OCCITANE con Silvio Peron e Marisa Dogliotti….(Ass.ne NOTTE FOLK) Prunaro di Budrio - Via Croce Prunaro, 21 MUSEO DELLA VALLE DELL’IDICE Inaugurazione mostra DESMO HISTORY Teatro Consorziale ore 21 - La compagnia Gli Amici del veterinario presenta: “DIVERTIMENTO IN DIALETTO BOLOGNESE (BUDRIESE!) con T. Casella. Intermezzi musicali a cura di Lorenza Testoni Piazzale della Gioventù (circolo tennis) ore 21.30 CONCERTO A BALLO con Duo Peron Ferrero e Duo Guerbigny Palazzo (Ass.ne NOTTE FOLK) Domenica 29 Aprile Piazzale Est Stazione di Bologna, ore 12,33 e 16,03 SCENDO ALLA PROSSIMA a cura di Silvia Berti, Chiara Castaldini, Gaia Germanà In occasione della Giornata Mondiale della Danza e di Primaveranda il gruppo PHREN, in collaborazione col Centro Mousikè, organizza una performance di danza urbana che accompagnerà i passeggeri sulla linea ferroviaria TPER da Bologna a Budrio Centro per concludersi nel piazzale antistante la stazione (arrivo ore 13,05 e 16,35). Giardini di Via Martiri Antifascisti Spazio giochi gonfiabili- a cura della ludoteca “Il paese dei balocchi” ore 15.30 - DIVERTIAMOCI CON LA PASTA DI SALE - laboratorio per bambini Piazza Antonio da Budrio ore 11 - BALLO IN PIAZZA concerto con LE PIMENT TRIO (Ass. ne NOTTE FOLK) Via Bissolati - Viale 1° maggio Mercatino opere ingegno ed esposizione hobbisti ore 11 e ore 15 - Piano bar e Karaoke ore 15 - Dimostrazione balli con A.S.D. “L’ACCADEMIA” di Budrio Piazzetta di Via Garibaldi ore 15 - Spettacolo di BURATTINI tradizionali Palazzetto Bocciofila Canova Via Zenzalino Nord, 7 ore 16 - “GRAN FINALE” Concerto a ballo con Charlot et Toinou e il Duo Guerbigny Palazzo (Ass.ne NOTTE FOLK) Via Martiri Antifascisti, 3 ore 17 - SFILATA di calzature e bigiotteria a cura “Charme” e “D&D Magic” Via C. Battisti (stazione centrale) ore 18 - Budrio Bierfest - I MUSIC CONTEST - Concorso per bande giovanili promosso dall’Ass.Black Mamba Lunedì 30 Aprile Via C. Battisti (stazione centrale) ore 18 - Budrio Bierfest con i “NO PANIC FUNKY GROOVE BAND” www.buonenotiziebologna.it PRIMAVERANDA 2012. Ecco le date di aprile www.buonenotiziebologna.it 16 Strip BNB VIRTUALCOOP 1 Aprile 2012 “NO TAV” di Andrea Marongiu L’ADDIO DI LUCIO E IL SUO SILENZIO ‘La verità vi renderà liberi’. Così dice il vangelo, che ripetutamente spinge l’uomo a non mentire, a non proferire falsa testimonianza, ad essere limpido, nelle parole e nei fatti. Ho assistito commossa al funerale di Lucio Dalla, pensando solo alla sua musica e a quanto fosse amato dai bolognesi. Lo si vedeva passeggiare per il centro come uno qualunque, anzi un barbone, sempre col suo stile trasandato, come se fosse vestito solo di note e pensieri. Una persona ironica, simpatica, che, si dice, abbia dato e donato tanto agli altri. Molti ragazzi si mettevano a suonare in Via d’Azeglio, dove aveva la sua casa e spesso, si dice, lo si sentiva suonare da casa sua. Il funerale è stato grande, immenso, con una celebrazione importante. Piazza Grande, gremita di gente, una folla silenziosa al tocco delle campane che suonavano a morte. L’omelia è stata detta da padre Bernardo Boschi, un amico di Dalla, che infatti così ha descritto l’amico: una persona buona, generosa, molto credente, che si faceva domande su Dio e che dava pure le sue risposte. E nessun riferimento alla sua vita privata. Poi, le parole di Marco Alemanno, definito dai media come: l’amico del cuore (la definizione più ridicola), l’amico (la generalizzazione), il collaboratore (la negazione), il compagno di vita (e forse ci siamo). Per chi era presente o ha visto qualcosa in tv, le lacrime e lo strazio di quel ragazzo hanno fatto pensare di certo a un sentimento forte e sincero, e personalmente credo che lui stesso non si sia sbilanciato troppo nel raccontare il suo affetto o dovrei dire amore se di questo si tratta. Il problema non è questo. Personalmente in quel momento non mi interessavano i gusti sessuali di Dalla più che di quelli musicali, o del fatto che non avrebbe cantato più e fatto risuonare Via D’Azeglio. Il problema è ancora il silenzio e la menzogna. Dalla non ha mai parlato dei suoi gusti sessuali, che forse non dovrebbero interessare morbosamente a nessuno, ed è questo il motivo per cui la celebrazione c’è stata ed è stato permesso un rito che nel caso contrario non sarebbe potuto avvenire. Il problema è ancora il silenzio, l’omissione, il non detto per non scandalizzare chi? In questo paese amare è un reato, perché è di amore che si tratta. Posso aspettarmi solo da un vecchietto fascista la confusione tra pederastia e omosessualità, ma dal mio paese, nel 2012 io mi aspetto civiltà e chiarezza. Proprio in questi giorni la politica fa un dibattito sulla questione. “C’è il pericolo che questo paese diventi un proliferare di gay e lesbiche”, ha dichiarato Alfano. E sembra che nemmeno la sinistra prenda posizioni ferme in proposito. Una volta era impossibile per uno di colore dichiararsi bianco, perciò oggi uno che è gay invece di farsi pestare per strada o farsi cacciare dalla propria famiglia sceglie la via più semplice: dire di essere eterosessuale. Semplice e triste. Quanto ancora si dovrà aspettare per avere delle leggi che facciano diventare tutti gli uomini con uguali diritti e dignità? Oggi coppie omosessuali già pagano più tasse dei cittadini eterosessuali. Una persona omosessuale deve pagare sempre le tasse di successione sul patrimonio lasciato dal partner di una vita. Non permettendo, poi, la reversibilità della pensione lo Stato riesce pure a risparmiare con i gay. Ma questo è solo un piccolo esempio di ingiustizie sociali da sopportare. Conosco coppie eterosessuali che hanno deciso di non sposarsi fino a quando i loro amici gay non potranno farlo. Conosco persone che s’innamorano senza decidere in base a quello che c’è nelle mutande dell’altro, ma si innamorano col cuore. Ma questo paese, chiamato il paese dell’amore e del romanticismo, non è tale, non è un paese dove ci si possa esprimere liberamente. E quindi, penso questo : non sarebbe necessario dichiarare i propri gusti sessuali, ma oggi, in questo momento, dichiarare se stessi, l’esistenza della propria vita con una persona dello stesso sesso, oltre che servire a rendere trasparente la propria individualità è un preciso e importante atto politico, oggi come lo è stato sempre; ma è possibile che in Europa paesi di destra come successe anni fa in Spagna cercarono di legalizzare le unioni di fatto e in Italia non lo fa nemmeno la sinistra che dovrebbe essere ideologicamente più aperta? O c’entra solo una cultura ignorante e chiusa? Ci insegnano che è meglio non far rumore, che è meglio non dare nell’occhio, essere discreti. Come se si potesse essere discreti in una relazione normale, come se fosse normale e non doloroso mentire come dei ladri, come se si stesse commettendo qualcosa di illegale. E allora si rinuncia alle feste insieme, tanto poi ci si rivede a casa nel silenzio e all’oscuro di tutto e tutti, si dicono bugie a cui si finisce per credere. Si finisce a chiamare collaboratori, amici del cuore, due persone che si amano. Non credo che a sopportare tutto questo dovrebbero essere le coppie omosessuali. Qualche bigotto e anche più di qualche bigotto borbotterà, chissà, vi guarderà male. Ma se ci fosse una legge giusta al servizio dei cittadini, di tutti i cittadini, senza dividerli in categorie, allora nessuno dovrebbe avere più paura e la dignità sarebbe per tutti. Questa legge che tutti ci aspettiamo, non è una legge troppo progressista, ma un diritto che ancora tarda ad arrivare in un Europa che si dice civile. Emanuela De Siati BNB 1 Aprile 2012 La pagina del lettore 17 IL CONTRASSEGNO INVALIDI NON VALE UN’ “H” I fatti risalgono ad alcuni anni fa, un’auto di un disabile è bloccata con le ganasce in prossimità di ambulatori specialistici dentro l’area “privata” (il S.Orsola-Malpighi è Clinica Universitaria) ospedaliera. Inutili le rimostranze, impassibili alle lamentele per sbloccare l’auto si è dovuto pagare la SIPA, società che gestisce il controllo all’interno dei vialetti del nosocomio. Dopo circa un anno e mezzo il Giudice di Pace dà ragione all’invalido e condanna l’amministrazione ospedaliera a risarcire l’importo impropriamente incassato e ad applicare il Codice della Strada all’interno dei vialetti in quanto, seppur area privata, svolge un servizio pubblico (sanitario) prevalente. Divieto di applicare le “ganasce” all’auto che espone il contrassegno invalidi il quale è un indispensabile ausilio protesico come stabilisce la Circolare Ministeriale - Ministero dei Lavori Pubblici - 13 giugno 1983, n. 1030 È abusivo anche il limite delle “due ore”, non rispetta la sentenza che impone l’applicazione del Codice della Strada all’art 188 comma 3 e art. 381 del regolamento CdS, che autorizza la sosta dell’autoveicolo detentore del contrassegno invalidi senza limitazioni di tempo a meno che non costituisca intralcio o pericolo alla circolazione. Insomma perché è così difficile applicare la Legge e far rispetta- re le regole all’interno di un’area ospedaliera? Disattesa nello spirito e nella sua applicazione la Legge 104 del 5/2/1992, Legge quadro per l’assistenza e l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate; Disatteso e ignorato il D.P.R. n. 503 del 24/7/1996, regolamento recante norme per la eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici (artt. 10, 11, 12 e 13); Disatteso il decreto ministeriale Ministero dei Lavori Pubblici del 14/6/1989, n. 236 e più precisamente nelle indicazioni dell’art. 2; 3; 4.2; 4.4; 8.2.3; Disattesa la Circolare ministeriale - Ministero dei Lavori Pubblici del 13/6/1983, n. 1030 (capoverso V): Elusi gli artt. 3; 13; 23; 32 della Costituzione Italiana Ogni tanto sui quotidiani appaiono notizie di invalidi incappati nelle maglie di un regolamento “indisponente” che non aiuta chi nella difficoltà di deambulazione è costretto ad utilizzare l’auto o essere assoggettato a vessazioni che ledono inomignosamente i diritti dei disabili per una libera circolazione. In quella vicenda furono coinvolti tutti: il sindaco di allora Sergio Cofferati, ass. alla Mobilità e Lavori Pubblici Maurizio Zamboni, il Difensore Civico Antonio Marino; interrogazioni in Consiglio Comunale dal consigliere Daniele Carella; e per conoscenza: Mi Manda Rai 3; Striscia la Notizia; il Resto del Carlino, Anglat. A tutt’oggi l’Amministrazione Ospedaliera continua imperterrita ad applicare regolamenti interni in contrasto con la sentenza 2346/06 del Giudice di Pace Camerani Fiorella e pubblica sul proprio sito http:// www.aosp.bo.it/content/viabilit-interna disposizioni in contrasto con quanto sentenziato. È proprio vero: il contrassegno invalidi al S.Orsola-Malpighi non vale un’ “H”. Giuseppe Marchetti Al Cardinale Lambertini Il personaggio misterioso piaceva la moneta aurea qualche istante, quella preziosa testimonianza di tempi remotissimi, grazie all’amicizia con Luigi Canali, scomparso recentemente, per lunghi anni responsabile della “numismatica” del museo bolognese. Ma, tornando al Cardinale e Papa Lambertini, ricordiamo che alla sua figura sono stati dedicati film e lavori teatrali. Lo stesso personaggio ha ispirato aneddoti più o meno noti. Gli storici lo ricordano come uomo saggio, di grande equilibrio e cultura. Fu quindi ottimo mediatore in controversie politiche e religiose, impegnato anche a contenere certe invadenze dei Padri Gesuiti. Chi è costui? O meglio, chi l’ha visto? Tranquilli, cari lettori di BNB, non intendiamo scatenare una grande caccia all’uomo, oppure segnalare i tratti di un pericoloso serial killer… Il personaggio misterioso, ritratto in età molto giovanile, è un simpatico e conosciutissimo cittadino di Budrio. Ci ha stupito questa foto, perché molto differente dall’attuale originale. È un amico e voglio approfittare di questa ghiotta occasione per una sorta di gioco a premi. Chi indovina il personaggio, mandando la soluzione alla redazione di BNB via mail: [email protected] oppure via fax: 051.530761, riceverà un abbonamento gratuito al nostro periodico. Via, scatenate l’inferno! Giuliano Vincenti Marco Negri L’alto prelato bolognese ha posseduto un’antichissima moneta Al Cardinale bolognese Prospero Lambertini (1675-1758), che sarà Papa nel 1740 col nome di Benedetto XIV, piacevano le monete rare e di metallo prezioso. Non a caso l’aureo di Pompeo Magno, di cui abbiamo accennato in un articolo dedicato alla Zecca petroniana e ad una collezione di 60.000 monete e 40.000 medaglie, che per vie misteriose finì nelle sue mani. Da queste passerà poi ad una collezione dell’Università ed infine al Museo Civico Archeologico. E qui è destinata a rimanere a disposizione di esperti ben identificati ed accreditati. I vari “passaggi” del prezioso oggetto sono “certificati” e descritti da un esperto,il prof. Franco Panvini Rosati, in un ampio saggio pubblicato nel 1976 su “Il Carrobbio”, una rivista a cadenza annuale. Allo stesso studioso si deve una minuziosa descrizione di quella moneta di cui si conoscono soltanto due esemplari: e chi vuol vedere l’altro non ha che da fare un “salto” al British Museo di Londra. Sappiamo così che l’aureo bolognese pesa grammi 8,95 al cospetto dell’altro di grammi 8,93. Su entrame le monete le iconografie mostrano una spoglia elefantina che rappresenterebbe l’Africa ed una effigie femminile che simboleggerebbe l’Asia. Altri esperti (ci mancherebbe!) sono di diverso parere. Unanimi sono invece su un fatto: la coniazione dei due pezzi risalirebbe (il condizionale è d’obbligo) ad un periodo collocabile tra il 61 ed il 71 avanti Cristo. Su entrambi manca l’effigie di Pompeo Magno, politico e generale romano nato presumibilmente nel 106 avanti Cristo e morto forseo nel 48 c.C. Il motivo è semplice: l’esperto sottolinea che ferree leggi della Roma repubblicana vietavano i “ritratti di persone viventi”. Chi scrive, ha avuto l’occasione di vedere e tenere in mano, per Venite a vedere la nuova HYUNDAI I 30 www.buonenotiziebologna.it È quanto avviene all’interno dell’area ospedaliera S. Orsola-Malpighi di Bologna 18 Libri BNB 1 Aprile 2012 1000 C.F. 91294980379 Associazione di Promozione Sociale L'OFFICINA DI SOSTEGNO per la tutela delle persone disabili traumatizzate da incidente stradale www.officinadisostegno.org Musei del mondo rurale www.buonenotiziebologna.it Valorizzare la memoria contadina dell’Emilia-Romagna: un volume e un’applicazione web La collezione di ceste, gabbie, fiaschi dell’Ecomuseo della civiltà palustre di Villanova di Bagnacavallo, realizzati con quelle canne e giunchi che per secoli hanno rappresentato il fulcro dell’economia e della vita della bassa Romagna. Gli oggetti legati alla tradizione dell’olivocultura che trovano una suggestiva collocazione nel Museo etnografico di Valliano di Montescudo. Il carro stracolmo di masserizie, tutta la ricchezza della tipica famiglia del mezzadro, che domina una delle sale del Museo della civiltà contadina di San Marino di Bentivoglio. La collezione di oltre 60 mila oggetti di vita quotidiana che tappezza pareti e soffitti del Museo Guatelli di Ozzano Taro vicino a Collecchio, intitolato al maestro autodidatta Ettore Guatelli, amico di Attilio Bertolucci. E ancora il Museo di Gattatico dedicato ai Cervi, famiglia simbolo della Resistenza, ma anche famiglia di contadini progressisti e intraprendenti, in cui l’amore per la terra diventa ferma volontà di riscatto sociale. Sono solo alcuni esempi della ricchezza e della originalità delle collezioni ospitate da 16 tra i più significativi Musei della civiltà contadina presenti in Emilia-Romagna e contraddistinti dal marchio “Musei di Qualità”, che trovano ora spazio nel volume I Musei del Mondo Rurale in Emilia-Romagna realizzato dall’assessorato regionale all’Agricoltura e dall‘Istituto per i beni culturali. Il testo ha anche una versione sfogliabile on line e un’applicazione web. Oggetti della vita quotidiana, attrezzi per il lavoro nei campi, testimonianze di mestieri e tradizioni, luoghi di vita e di lavoro: di ogni Museo l’opera illustra le collezioni, inquadrandole nel contesto storico e sociale del territorio. Diventa così possibile ripercorrere le tappe fondamentali della storia dell’agricoltura emiliano-romagnola fino ai giorni nostri. “I Musei del Mondo Rurale in Emilia-Romagna nasce con l’obiettivo di far conoscere questa storia a tutti i cittadini emiliano-romagnoli e specialmente ai più giovani” ha affermato l’assessore Tiberio Rabboni - “La memoria contadina rappresenta uno dei fondamenti dell’identità della comunità regionale, ma è anche una importante leva di sviluppo: in un mercato agroalimentare ricchissimo di offerte, i prodotti emiliano-romagnoli si distinguono proprio perché sono in grado di interpretare valori e tradizioni. Per questo stiamo lavorando a un progetto più ampio dedicato alla memoria contadina di cui questo volume è un primo passo”. Secondo il presidente dell’IBC Angelo Varni “il nostro passato rurale non è morto, ma si riflette in una realtà economica ancora molto attiva. Una ragione di più per non disperdere la ricchezza di questo peculiare patrimonio culturale e sociale”. Per ogni Museo è previsto anche un “vademecum” per il visitatore e il più tradizionale prodotto cartaceo è affiancato da una versione “sfogliabile” on line e da un’applicazione web scaricabile gratui- INFO: 338.3547919 tamente dai siti dell’assessorato all’agricoltura e dell’IBC. Accessibile da qualsiasi smartphone o tablet connessi a Internet, la Musei Mondo Rurale ER App si configura come un sito internet, visualizzabile tramite un’icona app nel menù applicazioni. Un filo diretto con i potenziali visitatori, aggiornabile in tempo reale con un semplice refresh. L’App fornirà una scheda dedicata ad ogni Museo, con l’indicazione delle tre cose da non perdere, slide show con le immagini delle sale e delle opere, eventuali prodotti audiovisivi, orari e informazioni di servizio. Potrà inoltre informare su tutti gli eventi, sagre, mostre dedicati alla civiltà contadina. Sarà anche presente una mappa dei Musei che funzionerà come Google Map, permettendo la georeferenziazione dei siti con suggerimenti su cosa visitare nel territorio circostante: chiese, castelli, monumenti, Strade dei Vini e dei Sapori, uffici turistici, ecc. L’App sarà interattiva e avrà una funzione social con la possibilità per il visitatore di lasciare un commento sulla visita. Infine permetterà di scaricare direttamente la versione sfogliabile del libro e altri materiali di approfondimento. PROGETTI 2012 SEDE c/o Studio legale Russo Valentini, Via Marconi 34 - 41122 Bologna www.annulliamoladistanza.org / [email protected] BNB 1 Aprile 2012 La Certosa di Bologna Luogo di memorie e arte Che luogo meraviglioso il Cimitero Monumentale della Certosa di Bologna! E il mio Redattore Capo, l’insostituibile Marco Negri mi fa: “Vedi di andarci il più tardi possibile!” Grazie per l’augurio. Ma quando parlo della Certosa ai miei perplessi interlocutori, intendo quel meraviglioso museo a cielo aperto, colmo di eccezionali opere d’arte e preziosi reperti storici, quel luogo dell’anima reso immortale da solenni strutture architettoniche e malinconiche statue dai volumi così levigati da accarezzare l’occhio di chi guarda e muoverlo a sincera compassione. È il miracolo dell’arte, capace di abbattere le barriere del tempo e rendere fratelli quanti si accostino con animo ricettivo. È il linguaggio che apre Arte allo stupore e consente di comunicare con gli Dei. Il primo monumento che desidero sottoporre alla vostra attenzione, è opera dello scultore bolognese Armando Minguzzi (1884-1940). Si tratta di un gruppo scultoreo in bronzo del 1928, dedicato alla memoria di due motociclisti molto amati dagli sportivi del tempo: Olindo Raggi, forlivese di nascita e bolognese d’adozione (gareggia per pochi anni dal 20 al 26, anno della morte, avvenuta a seguito di un incidente in gara, dopo importanti vittorie che lo consegnano alla storia) e Amedeo Ruggeri, campione sulle due come sulle quattro ruote, morto nel 1932, nel tentativo di stabilire il record di velocità su un’automobile Maserati. Una figura femminile, simbolo di forza e pietà, regge il capo al defunto che rappresenta tutti gli sportivi morti tragicamente. La donna guarda davanti a sé, come a cercare un percorso invisibile, la postura è solenne, ma le mani che accarezzano delicatamente il viso dell’uomo, svelano quella tenerezza tipicamente femminile che sarà di conforto nel viaggio verso l’Aldilà. Ai lati un gruppo di motociclisti e uno di fanciulle con ghirlande, porgono l’ultimo saluto. Notevole l’opera di Silverio Montaguti (1870-1947), scultore, insegnante, restauratore adottato dalla città di Bologna. Diversi i lavori presenti nella Certosa. Trovo molto bella la statua del Dolore della Tomba Rimini (1918). Raffigura l’amata Ascension, moglie di Bindo Rimini, che fa incidere sotto il bronzo: En tu memoria, mi querida Ascension, alma bendita y santa (In tua memoria, mia amata Ascension, anima benedetta e santa). Mentre nella statua precedente assistiamo ad una composta accettazione della morte e alla celebrazione del mito dell’eroe morto, qui predomina la sofferenza: la donna raffigurata in posizione verticale, la testa reclinata indietro a guardare, dietro gli occhi chiusi, verso l’Alto, sembra pronta all’ascensione (come suggerisce il nome) al Cielo. E tuttavia i pugni chiusi e le sensuali braccia dai muscoli guizzanti, tradiscono una resistenza, come per opporsi all’inevitabile viaggio. Il panneggio 19 finemente decorato, in stile Nouveau, la massa dei capelli, assieme alle braccia vive, danno una minima sensazione di movimento e vita che si contrappone alla rigidità della morte. Altro scultore prestigioso, il bolognese Diego Sarti (1859-1914) di cui ogni felsineo conosce e apprezza la sensuale Ninfa della Scalinata del Pincio, posta all’ingresso della Montagnola. La Certosa custodisce diverse sue opere tra cui spicca la Dolente, scolpita nel 1891 per il monumento Montanari. Di squisito gusto Liberty, rappresenta una ragazza abbandonata languidamente sul marmo tombale. Il volto è cupo, ma il ritmo vivace della cascata dei lunghi capelli, sciolti a incorniciare il viso, il drappeggio della veste, morbido e vivo, donano alla figura una rotondità seducente, ben lontana dai canoni dell’arte funeraria. Sono solo tre dei numerosissimi esempi di capolavori che impreziosiscono la Certosa. Se desiderate entrare in una dimensione atemporale e immergervi in un profondo silenzio interiore, recatevi in questo museo con la mente libera da pensieri molesti e il cuore leggero: di sicuro proverete un’emozione nuova. Ugo De Santis www.buonenotiziebologna.it ANLADI 20 Cinema BNB VIRTUAL COOP Cooperativa Sociale ONLUS STAMPA DIGITALE [email protected] 1 Aprile 2012 www.buonenotiziebologna.it Alieni e Raggi X Fino alla metà degli anni Cinquanta il cinema dell’orrore moderno è stato un fenomeno esclusivamente statunitense, se si eccettua una saltuaria produzione inglese e alcune opere isolate. Nato negli uffici della Universal di cui era stato il principale elemento di successo, e strutturatosi in breve tempo intorno ad alcuni miti, già noti al pubblico per la loro fortuna letteraria, dopo un breve interesse delle grandi produzioni era diventato materia di sostentamento per le piccole case o ditte che producevano i cosiddetti “BMovies”, diventando, ben presto, uno dei generi più imitati e ripetuti della storia del cinema. Negli anni Cinquanta, il cinema horror, si orienta nella direzione della fantascienza. Fino ad allora questa era stata ad appannaggio del serial, spesso ispirate ad eroi dei fumetti (Flash Gordon, Buck Rogers, Brick Bradford) o con avventure esotiche imperniate sulle mire distruttive di uno scienziato pazzo. In seguito alla crisi dei film di serie B dovuta alla concorrenza della televisione, questo genere sembrava avviato ad una lenta agonia, incapace di ritrovare una sua autonomia espressiva, condannata a produrre materiale sempre più scadente e con relativo minor interesse da parte del pubblico. All’improvviso si sviluppano nuovi temi, soprattutto sulla minaccia e sull’invasione: alieni, animali primordiali, mostri nati da disastri nucleari mettendo ripetutamente in pericolo l’esistenza dell’Occidente nonché del Giappone. Alcuni miti classici dell’orrore vengono recuperati da questa produzione. Il mad doctor, adesso è equipaggiato con mezzi atomici, e soprattutto zombie, ottenuti con esperimenti scientifici, e talvolta ad opera di extraterrestri (Plan Nine from outer Space, 1954). Gli altri mostri spariscono quasi definitivamente: l’uomo-scimmia viene sostituito da una mutazione regressiva che riduce il protagonista a bruto preistorico (The Nean- di piccole produzioni indipendenti, di film realizzati in completa economia, bianco e nero ed esterni naturali. Ma un film in particolare da una svolta alla vecchia condizione del cinema horror (realizzato con un basso budget e senza attori di richiamo), I Was a Teenage Werewolf (1957), incontrò un enorme successo. Proprio quelle che potrebbero sembrare le debolezze produttive del genere ne furono la principale forza: il pubblico dei teen-agers, l’unico che ancora lo seguiva, tornò ad appoggiarlo con rinnovato interesse; le produzioni più povere furono quelle che meglio sopravissero alla crisi. L’horror è completamente soppiantato da questa nuova produzione, o forse sarebbe più esatto affermare che si è trasformato in essa; ma alla sua ombra spesso delle stesse persone, con metodi produttivi simili, fortemente ispirata alle sue tematiche, specialmente nell’esigenza di dare un’interpretazione “scientifica” ai fenomeni soprannaturali, la produzione di horror riprende vigore. Incredibilmente sottovalutato per anni e anni, il regista americano Jack Arnold viene oggi, finalmente riscoperto e riqualificato nella giusta luce. Arnold è infatti il più ispirato e geniale regista che il cinema gotico e di fantascienza abbia avuto nel decennio 1950 - 1960. Molti critici dichiarano che il più celebre film di Arnold, Radiazioni B.X.: distruzione uomo (tratto dal romanzo Tre millimetri al giorno di Richard Matheson) sia indiscutibilmente il miglior film di fantascienza prima di 2001: Odissea nello spazio (1968) di Stanley Kubrick. Ma non è che la fama di Arnold sia legata ad un unico film, anzi: diverse altre sono infatti le sue pellicole che oggi sono considerate, dagli appassionati e dai critici, tra quanto di meglio si sia visto al cinema in questo settore. Arnold ha realizzato una serie di film che possono ritenersi ciascuno la “parola definitiva” nei rispettivi generi di appartenen- derthal Man, Ricerche diaboliche); qualche elemento di vampirismo “scientifico” venne attribuito dal regista Corman al suo Vampiro del pianeta rosso. Si tratta in genere za, da la Tarantola (geniale “film di mostri”) a Destinazione…Terra (il più coraggioso film sugli alieni). Per tutto questo, la figura di Arnold è diventata un mito nell’ambiente della critica specializzata, anche perché il regista ha avuto il coraggio di abbandonare volontariamente il settore proprio al culmine del successo, subito dopo che Il ruggito del Topo riscosse grande successo presso i box-office di tutto il mondo. Da allora, 1959, Arnold si è mante- li che contiene. Con i suoi film è riuscito a tratteggiare una panoramica completa della condizione umana di fronte all’universo, giostrando in continuazione sull’argomento dal quale è sempre stato affascinato: la faticosa lotta per la riconquista della propria essenza, nuto ai margini dell’industria cinematografica, limitandosi a curare la produzione di film televisivi, firmando solo qualche opera minore per tenere fede ai contratti stipulati in precedenza (es. Hello Down There), e proclamando di essere disposto a ritornare alla regia solo nel momento in cui avrebbe trovato finalmente una storia veramente adatta per il suo “grande ritorno”. Nato negli Stati Uniti nel 1916, Arnold è sempre vissuto nel mondo dello spettacolo. Recitava infatti a Broadway come attore negli anni Trenta e poi, durante la Seconda Guerra Mondiale ha iniziato le prime esperienze come autore vero e proprio, girando una serie di documentari per l’esercito. In queste sue prime opere, Arnold ha lavorato spesso in collaborazione con il celebre regista Robert Flaherty, da quale dice di aver appreso tutti i segreti della sua tecnica. Dopo la fine del conflitto, Arnold aprì una società con un amico e si mise a realizzare in proprio una serie di documentari, con uno dei quali arrivò alla finale dei Premi Oscar, attirando l’attenzione dell’Universal Studios che gli propose di diventare regista di lungometraggi a soggetto. Arnold debuttò così come regista nel 1950 dirigendo un piccolo film su un gruppo di giovani che vive nei bassifondi di New York: la pellicola, inizialmente intitolata Fiori della Notte, venne distribuita come Girls in the Night e ottenne un buon successo, permettendo ad Arnold di realizzare altri film per la Universal, tra cui nel 1953, quel Destinazione…Terra che doveva diventare la sua prima, fortunatissima escursione nella fantascienza cinematografica. Oltre ai film “fantahorror”, Arnold diresse molte altre pellicole di indubbio valore, tra cui alcune commedie e diversi western (The Glass Web, 1953; Red Sundown, 1956; High School Confidential, 1958; e molti altri). Il cinema di Arnold è famoso per la sua atmosfera e la sua quantità di significati, di risvolti e di simbo- intrapresa dall’uomo moderno. Infatti, nei film di Arnold, i protagonisti in partenza sono sempre uomini comuni, tranquilli borghesi, che in realtà sono soltanto mezzi uomini, dei disadattati, degli scontenti e degli sfiduciati che non sono mai riusciti ad inserirsi in un mondo ed in una società, che ormai ha del tutto trascurato e abbandonato i veri ed autentici valori umani. I mostri dei suoi film, sono soltanto dei simboli, dei “catalizzatori”, necessari ai protagonisti per ritrovare la loro ideale, perfetta condizione mentale. Straordinariamente rivelatore sarà Radiazioni B.X.: distruzione uomo (1957) perché in esso per la prima volta il mostro è il comune cittadino borghese che all’improvviso viene contagiato da “qualcosa”di alieno e di incomprensibile. Con questo film la carriera di Jack Arnold raggiunge il vertice. La storia comincia secondo lo stile caratteristico di Arnold, nell’apparente normalità. Il protagonista infatti sta prendendo il sole su una barca in mezzo al mare, in compagnia della moglie. All’improvviso una strana nebbia avvolge la barca e il corpo dell’uomo si copre di una misteriosa sostanza luminescente che evapora. Dopo alcuni mesi, l’uomo si accorge che ha iniziato a rimpicciolire e man mano che i giorni passano il fenomeno sembra aumentare. Arrivato all’altezza di un nano, la sua vita verrà sconvolta dalle conseguenze causate dal suo nuovo status fisico. La sapiente alternanza tra gli ottimi effetti speciali e le scenografie ingigantite, contribuisce a rendere perfetta l’illusione di effettivo rimpicciolimento del protagonista. Estremamente poetica è la rappresentazione della lenta disintegrazione sociale e mentale alla quale il protagonista viene sottoposto: simbolica è la scena un cui gli scivola via l’anello matrimoniale perché ormai troppo grande per la sua mano. Non meno sottile è l’uso che Ar- nold fa delle scenografie, dove ogni oggetto normale assume nuovi significati per il protagonista (l’ago da cucire che diventa un arma, ecc…). Al tempo stesso, mentre ci concede non poche emozioni, il regista non manca mai di evidenziare il carattere totalmente allegorico della vicenda, in cui alla fine l’uomo scopre che nel cuore dell’universo non c’è Dio, ma solo un altro universo. E ciò che governa l’infinito non è un’entità onnipotente e incorporea, ma l’intelligenza umana. Successivamente girerà Monster on the Campus, 1958, una variazione sul tema del Dr. Jekyll e Mr. Hyde, scritta da David Duncan. Qui Arnold racconta di uno scienziato che analizzando un “fossile vivente”, viene contagiato da un virus preistorico che lo farà regredire allo stato primordiale: l’uomo infatti si trasformerà periodicamente in un essere assetato di sangue. Non ricordandosi cosa succede quando è trasformato nella “bestia”, svolge alcune indagini su dei misteriosi omicidi avvenuti all’interno del campus. Scoperto che il “mostro” risiede dentro di lui, tenta di controllarlo, ma purtroppo non riuscirà a salvarsi, ucciso da dei colpi di pistola sferrati da degli agenti della polizia. Sempre nel 1958, Jack Arnold ritorna invece al tema dello spazio e dell’ignoto con I Figli dello Spazio (The Space Children), dove gli scenari naturali vengono esaltati e trasformati in un’atmosfera soprannaturale. La storia è ambientata in una base spaziale: qui scopriamo l’esistenza di una strana creatura extratterrestre. Questo mostro ha una particolarità, comunica solo con i bambini e attraverso strane onde musicali. Infatti si avvale di questa sua facoltà per contattare un ragazzino e impedire insieme a lui che un pericoloso missile atomico sia fatto esplodere nello spazio. Si scopre infatti che il vero mostro del film non è l’extraterrestre, ma bensì il mondo egoistico e ristretto degli adulti. Infine nel 1959, Jack Arnold realizza la sua ultima pellicola: Il Ruggito del Topo (The Mouse That Roared) crea un film comico, un esempio di “fantapolitica” satirica in netto anticipo sui tempi. Dopo il successo di questo film, smette di dirigere film di fantasia. Affascinato dalla televisione, comincia infatti a lavorare per alcune grandi reti nordamericane, dirigendo, nel 1969, appunto, Hello Down There. Si tratta essenzialmente di una commedia brillante, con l’ambientazione in tono fantascientifico. Da allora diresse una serie innumerevole di telefilm (tra cui Buck Rogers), ma non fece mai più ritorno al grande schermo. Morì nel 1992. Non tornò più a parlare di mostri, lui che ne ha creati alcuni dei più interessanti di tutti gli anni Cinquanta (Il Mostro della laguna Nera, la Tarantola, ecc…), lui che ha saputo raffigurare il mostro dal punto di vista del diverso, costringendo lo spettatore ad identificarsi con lui. Il vero “Mostro” pericoloso per Arnold, infatti non è la bestia o l’alieno, bensì l’uomo. Marcello Cominelli ATTIVITÀ EDITORIALE Realizzazione e gestione di strumenti editoriali sia cartacei che on-line. 1 Aprile 2012 Incursione nella musica alternativa Eccovi i concerti di aprile a Bologna È primavera! Svegliatevi bambine! cantava un brano musicale ormai preistorico. Svegliamoci tutti e iniziamo ad uscire più spesso, accompagnati dalla piacevole brezza della sera, magari in compagnia di chi ci fa battere il cuore. E perché no, andiamo ad ascoltare della buona musica. Partiamo da Pier Foschi, brioso batterista italiano, da una vita fedele collaboratore artistico di Jovanotti, che ha inciso lo scorso anno il primo cd a suo nome. La musica del disco è un sentito omaggio a Piero Umiliani, compositore negli anni 60 di colonne sonore e acclamato maestro, ai nostri giorni, di musicisti appartenenti al genere “lounge”. Questo genere musicale si ispira alle atmosfere di quegli anni, recuperate attraverso film, soprattutto divertenti commedie, che Umiliani impreziosiva con la sua 21 Eventi arte divertente, morbida, elegante. Personalmente del nostro batterista amo il brano “Penso a Prince” allegro e corroborante. Ascoltatelo su You Tube e se vi piace immergetevi nella sua commistione di lounge, jazz, funky, afro, al Bravo Caffè, sabato 14 aprile, in Via Mascarella, 1. Info allo 051.266114. Chi non conosce Paolo Conte? Vera icona della scena internazionale, attivo dal 1962, geniale cantautore, artefice di dischi diventati pietre miliari nella storia della musica e di concerti memorabili in compagnia della sua orchestra. È autore di “Azzurro” per Celentano, “Genova per noi” per Lauzi, “Messico e nuvole” per Jannacci e altri successi. Per sé crea “Un gelato al limon”, “Bartali”, “Via con me”, “Gli impermeabili”, “Max”, solo per citare alcuni suoi successi. Uomo schivo, coerente, erudito, la sua opera dai testi potentemente evocativi, oscilla tra il decadentismo da poeta amaro e maledetto, la rappresentazione incisiva di ambienti di provincia e personaggi comuni sconfitti dalla vita, la sensualità torbida del jazz afroamericano degli anni 20, l’evocazione sognante di scenari esotici, l’abbandono nostalgico e disperato ad un mondo passato, lontano, raggiungibile solo con l’immaginazione, ricostruito con poesia ed esistente solo nell’interiorità. Un mondo partorito dalla genialità di Paolo con un linguaggio apparentemente semplice, ma ricco di simboli, riferimenti culturali, oggetti e personaggi della vita quotidiana che s’illuminano per diventare rappresentativi di una realtà universale. Amante della canzone francese, del jazz classico, di certa musica americana impastata di pop e jazz (in quanto espressione di quel gusto retrò, novecentista che ispira le sue composizioni), è stato capace di fondere tutte queste influenze in una sintesi efficace e originalissima dallo stile unico. Credetemi: un vero gigante della cultura italiana di cui è necessario ascoltare più volte non solo la musica, ma anche le parole, per avvicinarne la profondità. Paolo sarà a Bologna il 23 aprile, alle ore 21, al Teatro Europa Auditorium, in Piazza della Costituzione 4. Biglietti da € 48. Ora parliamo di due straordinari musicisti di livello mondiale: Tuck and Patti, duo acustico statunitense, lui virtuoso chitarrista di estrazione jazzistica, lei cantante dalla voce scura e profonda, di formazione folk, R&B (musica pop afroamericana ritmata e accompagnata da strumenti a fiato), gospel (letteralmente “Vangelo”, è un genere afroamericano cantato nelle chiese). I due, affiatati musicisti e coppia nella vita, attivi dagli anni ottanta, sono animali da palcoscenico: riescono a sprigionare una tale intensità, che va oltre la pur notevole abilità tecnica, per emozionare il pubblico, portandolo dalla commozione al divertimento. Due persone belle che trasportano la loro solarità e gioia di vivere nella musica. Saranno a Bologna il 10 maggio al Bravo Caffè. Ugo De Santis A scuola di chitarra, mon amour giornalismo Concorso di fotografia Parte quest’anno il 1° Premio “Gruppo Dello Zuccherificio” per il giornalismo d’inchiesta, una bella occasione per mettere in moto e valorizzare i lavori di tanti giovani giornalisti e non con la passione per l’inchiesta. È stato aperto il bando per le seguenti categorie: Premio Giovani (riservato alle inchieste realizzate da giovani di età inferiore ai 35 anni, su tutto il territorio nazionale), Premio Regione Emilia-Romagna (riservato alle inchieste riguardanti il territorio dell’Emilia-Romagna, realizzate da chiunque senza limiti di età o di residenza). Il premio si avvale a livello nazionale della collaborazione di Articolo 21 e Libera Informazione, mentre a livello locale è patrocinato dalla Provincia di Ravenna e supportato dal Comune di Ravenna, dall’ANPI, da LegaCoop e Confesercenti. È aperto a tutti, singoli o associazioni, giornalisti di professione o per passione. Possono concorrervi articoli ed inchieste inediti o pubblicati su quotidiani, periodici e agenzie di stampa nel periodo compreso dal 01.01.2011 al 15.04.2012. Gli articoli e le inchieste dovranno pervenire all’indirizzo e-mail: gruppodellozuccherificio@gmail. com entro le ore 12.00 del 15 aprile 2012. Concorso e mostra fotografica dedicati ai chitarristi alla Cantina Bentivoglio di Bologna. Alla Cantina Bentivoglio una serie di straordinarie iniziative legate tra di loro dalla passione per questo strumento. Il 13 e 14 aprile Franz Campi ed il Martirani Gipsy Swing porteranno in scena lo spettacolo originale su Django Reinhardt, lo strabiliante musicista manouche, dando il via ad una programmazione di una settimana tutta imperniata su formazioni capitanate da eccellenti chitarristi esperti di diversi generi musicali. Contestualmente, con la collaborazione dell’Associazione Fotoviva e Tomassone chitarre, verrà allestita una mostra fotografica con i migliori 20 scatti selezionati da una giuria di qualità formata da chitarristi e fotografi: Jimmy Villotti (ex chitarrista di Paolo Conte), Mauro Patelli (chitarrista di Luca Carboni), Raffaella Cavalieri(fotografa), Ivano Adversi (fotografo), Luca Bolognese (fotografo), Sara Colombazzi (fotografa). Cantina Bentivoglio via Mascarella, 4/B [email protected] Tutte le info: www.fotoviva.org Vendita vino sfuso e in bottiglia Casa Vinicola Le Rughe Conegliano/valdobbiadene Giordano De Stefani Tel. 349.4263616 Domanda di Partecipazione e Regolamento completo su www. gruppodellozuccherificio.org Per ulteriori informazioni E-mail: [email protected] Tel: 348.2969645 Via Modena, 6 • San Giovanni in Persiceto Via San Savino, 1 • Bologna www.buonenotiziebologna.it BNB www.virtualcoop.net 22 Sport BNB SITI WEB VIRTUAL COOP Cooperativa Sociale ONLUS 1 Aprile 2012 In asta due Ducati da sogno diventare GIUDICI www.buonenotiziebologna.it Un’occasione da non perdere per gli amanti delle Ducati. La casa motociclistica di Borgo Panigale, insieme a Rm auctions, infatti, mette all’asta due esemplari Desmosedici: la Gp10, guidata da Casey Stoner nel 2010 e la Gp11, pilotata da Valentino Rossi. I due ‘gioielli’ saranno battuti all’asta di Monaco, in programma l’11 e il 12 maggio al Grimaldi Forum. “Per noi e’ estremamente raro mettere in vendita due moto speciali come queste - spiega Filippo Preziosi, direttore generale e tecnico di Ducati Corse - le Desmosedici Gp10 e Gp11 rappresentano due moto interessanti nella storia del nostro progetto GP e dunque un’occasione irripetibile per i collezionisti del settore motociclistico”. Per gli amanti delle due ruote, Rm mettera’ in vendita anche la collezione privata Saltarelli con moto storiche Ducati e offrirà una selezione di auto di prestigio. Carlo Saltarelli è stato un collaudatore della Casa di Borgo Panigale, e, in trent’anni di lavoro ha raccolto cento modelli di incredibile prestigio. Tra i “pezzi” più importanti la Ducati 450 Desmo Corsa, la Ducati 888 SBK ex ufficiale del 1990 (pilotata da Giancarlo Falappa), ma anche una coppia di 750 SS da corsa del 1970, una Ducati 750 SS della stagione 1973/1974, che fu affidata a Franco Uncini, il quale, con il numero di gara 1, salì numeroso volte sul podio anche durante la stagione 1975, una Ducati 750 SS del 1974, numero di gara 23. Il CSI Sasso Marconi, in collaborazione con il Gruppo Giudici Gare della Federazione Italiana di Atletica Leggera organizza: CORSO PER GIUDICI AUSILIARI Corso formativo aperto ad atleti, istruttori, insegnanti, educatori, genitori, appassionati di atletica leggera in generale e si svilupperà nelle serate di: Martedì 03 Aprile 2012 Giovedì 12 Aprile 2012 Martedì 17 Aprile 2012 Le lezioni si svolgeranno presso la sede della Pubblica Assistenza di Sasso Marconi - Via S. Lorenzo, 4 - con inizio alle ore 20,30. Relatori: Ugo Riccardi: Responsabile Regionale “Progetto Giudici Ausiliari” Lamberto Vacchi: Giudice Internazionale di Atletica Leggera e Responsabile Nazionale del Gruppo Giudici Gare della F.I.d.A.L. Caterina Raimondo: Giudice Nazionale di Atletica Leggera e Responsabile del Gruppo Giudici Gare della provincia di Bologna Silvano Cinti: Giudice Regionale di Atletica Leggera • Il corso è aperto a coloro che hanno compiuto 16 anni di età • A tutti i partecipanti verrà consegnato un opuscolo come guida pratica per poter giudicare nelle manifestazioni di Atletica Leggera • Al termine del corso i partecipanti saranno abilitati ad iniziare l’attività di Giudice Ausiliario in tutte le manifestazioni di Atletica Leggera INFO E ISCRIZIONI: Valerio Brecci - Cell. 377.1040871 e-mail: [email protected] Silvano Cinti - Cell. 333.4527433 e-mail: [email protected] La ginnastica alla San Donnino La “Polisportiva San Donnino” di Bologna ha recentemente presentato la pubblicazione “I corsi di ginnastica dal 1973 al 2009” che espone l’esperienza quarantennale della società sportiva del Quartiere San Donato nei corsi di ginnastica per bambini e adulti. Il lavoro di documentazione e ricerca è stata opera del Dott. Cesarino Cesari che da sempre è l’anima delle esperienze del settore della “Polisportiva San Donnino” e che nel 2011 ha ricevuto il riconoscimento “Una vita per lo sport”, voluto dalla Provincia di Bologna e dal CONI, per coloro che senza mai emergere hanno permesso lo svolgimento dell’attività nei campi di diverse discipline sportive. Il Dott. Cesarino Cesari nel presentare la pubblicazione ha rammentato le esperienze più rilevanti riportate nella pubblicazione; ricordando aneddoti e vicende che hanno accompagnato le varie esperienze. Hanno insegnato e furono parte attiva alle origini dei corsi di San Donnino il Prof. Vittorio Balletti, oggi docente universita- rio della Facoltà Scienze Motorie e responsabile del settore “vela” dell’organismo sportivo dell’”Alma Mater” ed il prof. Francesco Franceschetti, allora atleta dei “Carabinieri” e oggi presidente del CUS Bologna. Fra le tante iniziative il Dott. Cesarino Cesari, ha ricordato che attorno all’edificio scolastico delle “Don Giovanni Minzoni” in Largo Valparaiso, venne montata la prima pista in plastica per lo sci, trasferita successivamente all’Antistadio. Altre note sono state aggiunte dal prof. Vittorio Balletti che ha ricordato i “meriti storici” di quegli sforzi organizzativi; una “esperienza pilota” e originale nel suo genere. In conclusione Giovanni Calzoni, Presidente del “San Donnino”, ha ricordato che dal 1973 fino ad oggi la Palestra della Scuola Don Giovanni Minzoni è assegnata dal Quartiere San Donato in gestione alla Polisportiva San Donnino, una continuità che testimonia una qualificata e competente partecipazione alla gestione della cosa pubblica. ASSITENZA CENTRO RIPARAZIONI TUTTE LE MARCHE Bologna, Via Massarenti, 223/3-E/3-F Tel. 051.6014850 BNB 1 Aprile 2012 doppio Rebus Sudoku medio 3 6 5 9 8 8 5 3 6 1 4 2 2 4 9 1 2 1 4 2 4 5 3 1 9 7 3 2 8 7 2 3 5 4 5 1 4 6 4 7 6 3 6 2 3 8 9 4 5 6 4 8 8 1 7 6 8 4 2 4 1 7 1 2 3 9 7 6 9 3 9 5 2 1 1 5 7 9 8 4 6 1 8 9 2 3 1 23 Lo Sfizio 4 2 3 4 5 8 5 9 1 7 9 6 8 7 1 6 9 9 6 8 7 5 1 7 6 2 3 5 4 1 3 9 2 6 3 5 8 7 3 6 1 2 8 2 1 4 9 Risolvi i due facilissimi rebus, mandaci le soluzioni in redazione e noi ti regaliamo un abbonamento a BNB, il nostro giornale per tutto il 2012. Puoi usare il fax: 051.530761, oppure l’e-mail: [email protected] Infine, se ami la lettura, riceverai per posta elettronica in omaggio l’ebook del romanzo “Le ruspe del Parma”. Buon divertimento!!! FO REBUS (7.2.10.) G TO REBUS (4.8.) La Dama per tutti! In questa odierna puntata pubblicheremo solo problemi di alcuni famosi compositori damistici che hanno segnato un epoca nel mondo problemisitico. È doveroso ricordarli non solo per il patrimonio che ci hanno lasciato ma perchè dopo di loro non si riesce a con decisione a rilaciare l’arte della composizone. Facciamo fatica a raccogliere gli appassionati di questa specialità in quanto mai in accordo su regolamenti e concorsi. Confidiamo nelle raggiumento di un comune obbiettivo che metta a tacere ogni polemica inutili. Per fare ciò la C.T.P. (Comissione Tecnica Problemistica) a breve farà sorgere un sito in internet dove promuoverà concorsi e campionati e pubblicherà composizioni di nuovi problemisti e si potrà dibbattere attraverso un forum su ogni argomento problemistico che mese dopo mese verrà intrapreso. Ci auguriamo abbia successo. Ecco i compositori di questa puntata: N°1 ) Menecle Cadoni, n°2) Dino Frau, n°3) Antonio Zucca, n°4) Condemi Luigi, n°5) Venanzio Raffaelli n°6) Elser tajè Arrivederci a aprile! di Federico Piras Le prime son buone! Buone Notizie Bologna mensile. N. 26 distribuito il 1 aprile 2012 Registrazione c/o Tribunale di Bologna n. 8003 del 01/10/2009 Indovina chi sono i tre personaggi delle foto, le prime lettere dei loro cognomi (da 2 a 5) compongono una frase di due parole (8.8.). In palio anche questo mese 5 abbonamenti al giornale di 1 anno del valore di 10 euro cdu. In omaggio l’e-book del romanzo “Le ruspe del Parma”. Proprietà: Virtual Coop Cooperativa Sociale ONLUS Viale Lenin, 55 - 40138 Bologna Tel. 051.533106 - Fax: 051.530761 www.virtualcoop.net Redazione c/o Virtual Coop Direttore Responsabile: Maurizio Cocchi Redattore Capo: Marco Negri Ufficio Stampa: Giuseppina Carella www.buonenotiziebologna.it [email protected] [email protected] [email protected] Alessandro Legnani Le soluzioni dei giochi le trovi sul sito: www.buonenotiziebologna.it Stampa: Galeati Industrie Grafiche s.r.l. Via Selice, 187/189 - 40026 Imola (Bo) www.galeati.it www.buonenotiziebologna.it ... tutta la telefonia La ricetta del mese Insalata greca Ingredienti (per 1 persone) ■ 1/2 peperone ■ 1/2 cetriolo ■ 1/2 cipollotto o mezza cipolla di tropea (a piacere) ■ 80/90 gr. Di feta ■ una manciata di olive nere ■ olio ■ aceto ■ sale Preparazione Tagliare il peperone a listarelle poi a dadini, cercando di conservarne la croccantezza. Affettare il cetriolo a rondelle piuttosto spesse. Tagliare a dadini anche il pomodoro e la feta. Aggiungere, facoltativamente, mezzo cipollotto o cipolla rossa di tropea tagliato finemente. Unire tutti gli ingredienti aggiungendo anche le olive nere. Condire con olio poco aceto e sale, poi disporre in una ciotola foderata con una foglia di insalata. Oroscopo di Aprile Le previsioni del Mago di Durbio ARIETE Da aprile inizia per l’Ariete una fase trasgressiva e divertente dovuta ad un alleggerimento degli aspetti astrali e che durerà fino a giugno. TORO La stagione primaverile si apre con un calo della forma fisica che richiederà piccole rinunce... niente di allarmante però. Per quanto riguarda il lavoro i nati sotto il segno del Toro dovranno aguzzare l’ingegno e mantenere la calma. GEMELLI Periodo un tantino pesante per il segno dei Gemelli: la posizione dei pianeti, infatti, richiede maggiore attenzione e concentrazione in ogni ambito della vita quotidiana. CANCRO Un po’ di stanchezza dell’inverno inizia a farsi sentire in questo mese di Aprile, ma l’arrivo della bella stagione trova i nati sotto il segno del Cancro pieni di buoni propositi. www.buonenotiziebologna.it LEONE L’inizio della primavera coglie i nati sotto il segno del Leone totalmente presi dall’amore. È il periodo buono per iniziare a stabilizzare una relazione e creare qualcosa di concreto. VERGINE Con l’arrivo della primavera e del sole, i nati sotto il segno della Vergine cominceranno a rigenerarsi, raggiungendo l’apice della forma e del benessere in estate. BILANCIA Il mese di Aprile si presenta abbastanza strano per i nati sotto il segno della Bilancia. La situazione è molto tranquilla in ambito lavorativo, senza problematiche particolari. SCORPIONE È giunto il momento di prendersi le proprie responsabilità sia in amore che in ambito lavorativo. Nei rapporti affettivi, infatti, i nati sotto il segno dello Scorpione saranno portati a creare inutili nervosismi. SAGITTARIO È giunto il momento di far vedere a tutti di cosa è capace il Sagittario. Ad Aprile, infatti, i nati sotto questo segno non avranno paura di farsi notare e di mostrarsi nella loro semplicità e con tutte le loro qualità. CAPRICORNO Aprile non è il mese migliore dell’anno per i nati sotto il segno del Capricorno. In amore e in famiglia ci saranno piccole discussioni e forse la fiducia delle persone care potrebbe vacillare. ACQUARIO L’Acquario sarà molto razionale e determinato in questo mese. Nei rapporti affettivi, soprattutto di coppia, i nati sotto questo segno tenderanno ad essere molto puntigliosi. PESCI I nati sotto il segno dei pesci si sentiranno particolarmente instabili e dubbiosi nel mese di Aprile. C’è qualcosa che non li convince e per questo metteranno in discussione i rapporti con le persone care, anche con il proprio partner.