MESSAGGERO v v e n t i s t a IL MENSILE D E L L 'U N I O N E I TA L I A N A D E L L E C H I E S E C R I S T I A N E AV V E N T I S T E DEL 7° G I O R N O SETTEMBRE 2008 Il viaggio della speranza Letture per la Settimana di Preghiera 2008 Spedizione in abbonamento postale art. 2 comma 20/b legge 662/96. Supplemento settembre 2008 - anno LXXXII - n. 8 bis UN MESSAGGIO DAL PRESIDENTE DELLA DIVISIONE Settimana di Preghiera 2008 Traduzione dall’inglese: Maurizio Caracciolo Il Messaggero avventista, mensile dell’Unione Italiana delle Chiese Cristiane Avventiste del 7° Giorno Primo anno di pubblicazione: 1926. Anno LXXXII, suppl. n. 8 Direttore: Giovanni Leonardi Comitato di redazione: Giovanni Leonardi (dir), Giuseppe Marrazzo, Maurizio Caracciolo, Anna Nunziati Redazione: Giuseppe Marrazzo Segretaria di redazione: Enza Laterza Grafica: Valeria Cesarale Editore: Edizioni Adv dell’Ente Patrimoniale Uicca via Chiantigiana, 30 Falciani 50023 Impruneta FI Stampa: Tipolitografia Petruzzi Corrado & C. snc, Città di Castello PG Abbonamenti: annuo euro 22,00. I versamenti vanno effettuati sul c/c postale n. 26724500, intestato a Edizioni Adv dell’Ente Patrimoniale UICCA, via Chiantigiana 30 - Falciani 50023 Impruneta FI Informazioni: rivolgersi all’Ufficio Abbonamenti tel. 055-2326291 fax 055-2326241 (lunedì - giovedì 8.00 -13.00; 14.00-17.00; venerdì 8.00-13.00; sabato e domenica chiuso). Direttore responsabile: Giuseppe Cupertino Spedizione in abbonamento postale art. 2 comma 20/6 Legge 662/96 Filiale di Firenze. A norma dell’art. 74, comma 1 lett.c del Dpr 633/1972 e successive modifiche, l’Iva, pagata dall’Editore sulle copie stampate, è conglobata nel prezzo di vendita. Il cessionario non è tenuto ad alcuna registrazione ai fini Iva (art. 25 Dpr n. 663/1972) e non può quindi operare, sempre ai fini di tale imposta, alcuna detrazione. In considerazione di ciò l’Editore non rilascia fatture. Pubblicazione registrata presso il Tribunale di Firenze, n. 829 del 25 gennaio 1954. Legge 675/96 art. 10 Si informano i lettori che i dati personali forniti dagli abbonati saranno trattati esclusivamente mediante inserimento in archivi cartacei ed elaborazione elettronica da operatori delle Edizioni Adv per fini di gestione delle proposte e iniziative editoriali. Non verranno comunicati a terzi né diffusi. L’art. 13 della legge 675/96 conferisce agli interessati vari diritti, tra i quali il diritto di accesso, integrazione, aggiornamento, correzione, cancellazione dei dati conferiti, in qualunque momento, scrivendo a: Segni di speranza DI RIKART * a nostra epoca postmoderna è sempre più contrassegnata dalla paura di catastrofi ed epidemie. La scienza e la tecnica, nonostante il loro gigantesco progresso, sembrano incapaci di controllare la situazione. Gli uomini si rivolgono sempre più frequentemente ai «segni» irrazionali, come le teorie della cospirazione e ogni forma di superstizione. Si potrebbero anche citare i grandi successi conseguiti da Dan Brown con il suo romanzo Il codice da Vinci, oppure dalla serie televisiva «Left Behind» (abbandonati), una fiction sui tempi della fine ideata da Tim La Haye e Jerry Jenkins, per la cui realizzazione l’editore ha sborsato agli autori un anticipo di 45 milioni di dollari. Dove possiamo trovare la pace? Quali sono i valori sicuri? Quali prospettive intravedo per il mio futuro? L’umanità cerca risposte. La Parola di Dio fornisce i parametri chiari e inequivocabili a questioni così importanti come il senso dell’esistenza. Con la nostra personale relazione con Cristo possiamo parlare di un avvenire sicuro in un’epoca incerta. Il ritorno glorioso di Cristo è la luce infallibile, il segno della speranza alla fine del tunnel nel quale la nostra società è rimasta intrappolata. La nostra missione comune consiste nel predicare questo meraviglioso messaggio di speranza. Per questo motivo, nel comitato della Divisione del 4 aprile 2008 abbiamo votato la seguente decisione: «Considerata l’evoluzione drammatica e rapida in seno alla società, votiamo di dare la massima priorità all’annuncio del prossimo ritorno del Signore Gesù Cristo. Desideriamo unire tutte le forze per proclamare ai nostri simili questo messaggio di speranza e indicare l’unica prospettiva valida per l’avvenire di cui abbiamo tutti urgente bisogno». La criticità presente a livello mondiale e l’aumento di catastrofi naturali ci ricordano l’approssimarsi della venuta di Cristo. Ringrazio il Signore nel constatare come le nostre comunità e i nostri dirigenti siano sempre più impegnati a promulgare questo gioioso messaggio e lo fanno con entusiasmo e creatività. Siamo veramente coscienti e sentiamo il grande privilegio di essere portatori di speranza per i nostri simili in un’ora così confusa? «La luce che il Signore ha affidato al suo popolo non deve essere confinata alle chiese; occorre diffonderla nelle regioni più tenebrose della terra… Il momento è venuto in cui il messaggio della prossima venuta di Cristo deve propagarsi nel mondo intero» - Ellen G. White, 3T, pp. 349,350. L Edizioni Adv via Chiantigiana 30 - Falciani 50023 Impruneta FI 2 ULRICH F SETTIMANA DI PREGHIERA 2008 * Ulrich Frikart è il presidente della Divisione Eurafricana, Berna, Svizzera. S A B AT O La chiesa avventista e i segni dei tempi Perché sono così importanti nella vita della comunità di JAN PAULSEN* a nostra chiesa è nata in seguito a una vigorosa proclamazione dell’imminente, glorioso ritorno del Signore. Il piccolo gruppo di credenti era fermamente persuaso che la seconda venuta di Cristo stesse per compiersi; quella convinzione si basava sull’adempimento delle profezie bibliche e dei segni che dovevano precedere quell’evento. Le profezie di Daniele e Apocalisse, unite a quelle di Matteo 24, occuparono un ruolo centrale nello studio dei nostri pionieri, finalizzato alla ricerca della comprensione. Come loro, anche noi crediamo risolutamente che «il rapido succedersi dei segni dei tempi dichiari che il ritorno di Cristo sia prossimo. I tempi nei quali viviamo sono solenni e importanti» (Ellen G. White, Lift Him Up, p. 356). L Il segno del rimanente degli ultimi tempi La Bibbia presenta una quantità di segni che si possono definire precursori del ritorno del nostro Signore. Parlerò del loro significato, ma prima desidero soffermarmi su un segno generalmente trascurato: quello che indica come il piano divino per il suo popolo si sia realizzato all’interno della storia del mondo; esso consiste nella presenza del popolo del rimanente di Dio negli ultimi tempi. Lo si può considerare un segno, innanzitutto perché è apparso sul palcoscenico del mondo nel momento indicato nella Scrittura. La profezia biblica ha descritto l’attacco dei nemici di Dio contro Cristo (Ap 12:4,5) e ha altresì previsto l’assalto continuo contro la stessa chiesa (Ap 12:13-16). All’inizio del suo percorso, la chiesa ha dovuto far fronte a un’opposizione proveniente da direzioni disparate: la pressione sociale, religiosa e legale che ha dovuto subire nei tempi più difficili come anche in quelli meno ostili, ha determinato alcuni incidenti di percorso che hanno minato la verità biblica (Dn 7:25; 8:11; 12; 2 Ts 2:3,4). Ma Dio non ha mai abbandonato la sua chiesa e l’ha costantemente sollecitata a migliorare. La profezia indicava che verso la fine del conflitto universale, sarebbe sorto un rimanente degli ultimi tempi, cosa che si è verificata proprio nel momento annunciato (Ap 12:17). Il suo compimento dimostra che il piano divino stava seguendo il corso voluto dal Signore. ➥ SETTIMANA DI PREGHIERA 2008 3 LA CHIESA AVVENTISTA E I SEGNI DEI TEMPI L’esistenza di un rimanente non sottintende un ripudio di Dio nei confronti della parte restante dell’universo cristiano, anzi indica precisamente che egli non ha respinto quel mondo ma è semplicemente alla ricerca di strade che gli permettano di utilizzarlo alla sua gloria, sempre che quest’ultimo lo desideri. Il rimanente degli ultimi tempi è un segno di speranza tanto per il cristianesimo quanto per il mondo non cristiano. In secondo luogo, è da considerare un segno perché può essere identificato. Per avere una maggiore utilità e raggiungere gli scopi prefissati, un segno deve essere visibile (la carestia, i terremoti, la guerra). Le caratteristiche specifiche del rimanente ci aiutano a identificarlo in un luogo nel quale il Signore sta facendo un lavoro particolare per il bene di tutto il suo popolo sparso ovunque nel resto del pianeta. I credenti osservano i comandamenti di Dio e custodiscono la testimonianza di Gesù (Ap 12:17), la fede di Gesù e la pazienza dei santi (Ap 14:12). Non possono nascondersi e nemmeno essere ignorati, sono facilmente riconoscibili e per questo rappresentano un segno vivente dell’opera che Dio sta compiendo sulla terra. Terzo punto, il rimanente si distingue come segno in quanto vuole rivelare una realtà superiore, che trascende se stesso; adempiendo alla missione che gli è stata affidata, il rimanente rimanda alla realizzazione del piano della salvezza di Cristo, che avverrà nel momento del suo ritorno. L’esistenza del rimanente ha un obiettivo preciso: portare a termine una missione specifica per il mondo (Ap 14:6-12), dunque è un segno presente e accessibile a tutti e ovunque. In un certo 4 senso, la sua presenza globale ne semplifica la funzione; avvicinandosi sempre di più il ritorno di Cristo, è necessario che il mondo ne sia informato e che persone di ogni etnia e provenienza ne comprendano il significato per prepararsi all’evento. Il rimanente degli ultimi tempi è un segno del servizio che un Dio d’amore rende agli altri, mediante questo popolo che si è scelto. SETTIMANA DI PREGHIERA 2008 Importanza dei segni I numerosi segni relativi alla seconda venuta di Cristo sono stati e continuano a essere importanti nella vita della chiesa, che io certamente desidero incoraggiare affinché prosegua nell’osservazione degli eventi che si materializzano intorno a noi e possa scorgere in essi anche la presenza di Dio che ci ricorda la nostra beata speranza. I segni conservano la loro rilevanza per vari motivi: 1. Servono a non farci perdere di vista la nostra speranza; le speranze possono svanire, diventare marginali e perdere di significato. Nel libro dei Proverbi è scritto: «La speranza insoddisfatta fa languire il cuore, ma il desiderio realizzato è un albero di vita» (13:12). Gesù non voleva che ci dimenticassimo le sue promesse, la speranza da lui istillata nei nostri cuori. I segni, non solo manterranno viva la memoria della speranza, ma ci confermeranno che la sua promessa resiste e che non si è dimenticato di noi. I segni dovevano susseguirsi lungo tutto l’arco storico che va dall’ascensione al suo ritorno (Mt 24:6-14). Ogni volta che uno di essi si è compiuto i credenti si sono ricordati della promessa fatta loro dal Signore crocifisso e risorto, «Tornerò», che ha contribuito a mantenere viva la speranza. Il Signore sapeva che per i suoi servitori essa si sarebbe rivelata importante in un mondo segnato dal peccato, dalla sofferenza e dalla morte e così, alla promessa della sua venuta, ha allegato i segni perché la mantenessero viva. 2. I segni preservano all’interno della comunità dei credenti l’importante elemento dell’attesa fiduciosa. Ci avvertono che il Signore potrebbe tornare prima di quello che ci aspettiamo, addirittura durante la nostra vita. Ogni generazione è potenzialmente l’ultima, quindi viviamo in un clima di attesa. Le nostre esistenze sono contraddistinte dalla convinzione che egli sia alle porte. Gesù ci ha parlato dell’albero di fico: «Imparate dal fico questa similitudine: quando già i suoi rami si fanno teneri e mettono le foglie, voi sapete che l’estate è vicina. Così anche voi, quando vedrete tutte queste cose, sappiate che egli è vicino, proprio alle porte» (Mt 24:32,33). Una vita caratterizzata dall’attesa è orientata al futuro e libera dalla paura, perché attende solo ciò che è buono, ovvero il pieno compimento della speranza cristiana. 3. I segni ci devono incoraggiare nell’adempimento della nostra missione, diventano una forza motivante nel servizio che rendiamo al Signore, di cui pregustiamo il ritorno. Condividiamo la nostra speranza perché crediamo che sia determinante per le persone che vivono nel XXI secolo. Indichiamo in Cristo la vera sorgente di questa nostra speranza, ma allo stesso tempo mostriamo i segni del suo ritorno per incoraggiare anche gli altri a sperare. Forse si spiega così la presenza di un elemento di vaghezza nei segni stessi, che non possono essere usati per individuare con esattezza il momento del ritorno di Cristo, non è mai stato questo il loro scopo; i segni sono particolarmente legati alla missione della chiesa e la loro presenza, lungo l’intero corso della storia del cristianesimo, scorre parallela all’adempimento della missione della chiesa, nel lasso di tempo tra l’ascensione e la seconda venuta. Gesù ha illustrato efficacemente questo legame stretto: «Qual è mai il servo fedele e prudente che il padrone ha costituito sui domestici per dare loro il vitto a suo tempo? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà così occupato» (vv. 45,46). Una comprensione adeguata dei segni permetterà alla chiesa di rimanere orientata alla missione affidatale. Ecco, secondo molti cristiani, cosa significa essere pronti per il ritorno di Cristo. I credenti saranno pronti al suo ritorno se il Maestro li avrà trovati adempienti (v. 46). Una parola prudente Il nostro interesse per i segni della seconda venuta deve essere sano e fondato su informazioni bibliche inequivocabili; il nostro studio delle profezie dovrebbe determinare un consolidamento della nostra speranza e del nostro impegno per il Signore, morto per salvarci. Se invece genera paure, insicurezza e pregiudizi nei confronti degli altri, allora, nel nostro modo di leggere i segni del ritorno c’è qualcosa di sbagliato. L’esplorazione del piano divino per il suo popolo deve fare di noi dei cristiani migliori; dobbiamo fare un grande esercizio di prudenza per non speculare su ciò che non sappiamo. D’altronde, ammettere che non ci è noto ogni dettaglio delle cose che accadranno, a mano a mano che ci avvicineremo agli ultimi tempi, è cosa saggia. In caso contrario saremo tentati di scorgere negli eventi religiosi o sociali del presente segni che non esistono, rischiando di creare un fermento dannoso per il corretto equilibrio della vita cristiana. Dovremmo parlare con cognizione di causa solamente di ciò che viene chiaramente affermato nella Scrittura e astenerci dal comunicare le nostre personali speculazioni come fossero rivelazioni divine. Interpretazioni bizzarre della Parola di Dio tendono a screditare lo straordinario valore della nostra speranza, esibendola alla ridicolizzazione. Proteggiamola dunque da questo pericolo attenendoci alle cose che veramente conosciamo e che proclamiamo come chiesa e rinunciando a ipotizzare cose che non sappiamo. Esiste però un altro pericolo: ignorare i segni, considerarli non rilevanti. Un atteggiamento del genere rivela una disillusione rispetto alla speranza cristiana; è uno dei primi indicatori che essa sta morendo nel cuore del credente. L’elemento dell’attesa svanisce in fretta e con esso il coinvolgimento personale nella missione della chiesa. Per la chiesa come corpo e per i suoi membri sarebbe una tragedia ignorare i segni dell’imminente ritorno di Cristo. Senza speranza, la chiesa non sarebbe la comunità alla quale viene continuamente ricordato, attraverso i segni, che la sua attesa sta per consumarsi. «Faccio appello ai membri della nostra chiesa perché non trascurino l’adempimento dei segni dei tempi, i quali dicono così chiaramente che la fine è vicina» (Ellen G. White, Pacific Union Recorder, 1 dicembre 1904). Domande per la riflessione e la condivisione 1. La lettura cita due rischi da evitare in relazione ai segni. Quali sono e quale dei due è più pericoloso per la tua esistenza? 2. Qual è secondo te il segno più importante? * Jan Paulsen è il presidente della Conferenza Generale della chiesa avventista. SETTIMANA DI PREGHIERA 2008 5 DOMENICA Quando i segni invecchiano Vivere nell’attesa del ritorno di Gesù di JON PAULIEN* l 16 novembre del 1966, gli scienziati annunciarono un’imponente pioggia di meteoriti. Carlos e io, studenti universitari, speravamo di riuscire ad assistere a una replica della grande pioggia del 1833, che aveva convinto tanta gente a prevedere l’immediato ritorno di Cristo. Ma quella notte il cielo era coperto e non c’era niente da vedere né stelle e né, tanto meno, meteoriti. Prendemmo l’auto dei miei genitori e facemmo un giro per le strade secondarie del New Jersey alla ricerca di uno squarcio di cielo sereno, ma senza fortuna. La pioggia di meteoriti del 1966 potrebbe anche essere considerata superiore a quella del 1833, ma è stata visibile solo dagli aerei e in alcune zone dell’America occidentale. Entrambi i fenomeni furono imputati a detriti celesti lasciati dal passaggio della cometa Temple-Tuttle, che proseguiva nella sua orbita di 33 anni intorno al sole. Ogni mese di novembre si verifica un incremento della pioggia di meteoriti, pare provenienti dalla costellazione Leo. Carlos e io stavamo cercando di ritrovare qualcosa dello spirito che animò i nostri pionieri avventisti. Il grande terremoto di Lisbona del 1755, il «giorno buio» del 1780 nel Connecticut e la gigantesca pioggia di meteoriti del 1833 sembravano confermare le parole della Scrittura in Apocalisse 6:12,13: «Guardai di nuovo quando l’Agnello aprì il sesto sigillo; e si fece un gran terremoto; il sole diventò nero come un sacco di crine, e la luna diventò tutta come sangue; le stelle del cielo caddero sulla terra come quando un fico scosso da un forte vento lascia cadere i suoi fichi immaturi» (Ap 6:12,13). Le stelle cadenti del 1833 indussero i nostri padri spirituali a studiare con attenzione la Bibbia, per cercare di comprendere più a fondo le verità riguardanti la seconda venuta di Gesù. Questi segni parevano confermare che egli sarebbe tornato in quel tempo, ma trascorse l’intero XIX secolo e i segni invecchiarono. Nel 1966, ormai, erano da considerare davvero vecchi; cosa puoi fare in queste circostanze? I Segni del tempo Innanzitutto si può ricordare a noi stessi che i «segni» nei cieli e in terra ci sono sempre stati. Se 6 SETTIMANA DI PREGHIERA 2008 esaminiamo con attenzione il Nuovo Testamento, scopriamo che molti eventi planetari che i cristiani hanno valutato quali segni della fine erano invece veri e propri segni del tempo. Essi ci dicono che Gesù conosceva in anticipo i tratti distintivi dell’intero arco di vita della terra. Non potrà essere frainteso a proposito dell’avvenimento che ne segnerà la fine. Quando i discepoli chiesero a Gesù (Mt 24:3) quale sarebbe stato il segno che anticipava il suo ritorno e la fine del tempo, egli rispose: «Voi udrete parlare di guerre e di rumori di guerre; guardate di non turbarvi, infatti bisogna che questo avvenga, ma non sarà ancora la fine» (v. 6). Le guerre e i rumori di guerra non sono l’annuncio della fine, ma un tratto distintivo di quella che sarà la vita prima della fine. Gesù proseguì: «Perché insorgerà nazione contro nazione e regno contro regno; ci saranno carestie e terremoti in vari luoghi; ma tutto questo non sarà che principio di dolori» (vv. 7,8). Secondo il Maestro, le guerre, le carestie e i terremoti non segnalano l’arrivo della fine, ma piuttosto del principio! I discepoli chiedevano un segno che annunciasse la fine, Gesù offrì loro un segno del tempo. Nel vangelo di Luca, il Messia aggiunge le parole «fenomeni spaventosi e grandi segni dal cielo» (Lc 21:11) in riferimento a questi segni del tempo (cfr. v. 9), i quali non furono annunciati per favorire speculazioni riguardanti l’ora esatta della fine, ma per ricordarci di essere vigili in vista di quel momento (Mt 24:42). Se le guerre, le carestie, i terremoti sono segni del tempo nel suo complesso, non dovrebbe sorprenderci se quelli che noi chiamiamo «segni dei tempi» si siano verificati a partire già dal primo secolo. Mentre nel 31 d.C. in Palestina regnava la pace, intorno al 60 c’erano «guerre e rumori di guerra». Ma anche carestie (At 11:28), terremoti (Laodicea nel 60, Pompei nel 63 e Roma nel 68 d.C) e segni celesti (cfr. GC, pp. 30,31). Paolo poté addirittura affermare che il messaggio del Vangelo era stato divulgato in tutto il mondo già al suo tempo (Col 1:23; Rm 1:8; 16:26). Non stupisce dunque che gli apostoli fossero convinti di vivere negli ultimi giorni (At 2:14-21; Eb 1:2; 1 Pt 1:20; 1 Gv 2:18). Secondo la Bibbia non c’è niente di anomalo se i segni sono invecchiati; essi sono stati dati non per soddisfare la nostra curiosità legata al momento preciso della fine, ma per stimolare lo studio della Bibbia e una condotta fedele. Gli avvenimenti accaduti tra il 1755 e il 1833 hanno dato ai nostri pionieri la consapevolezza di essere entrati nel periodo finale e decisivo della storia del mondo. Gli studiosi avventisti di Daniele e Apocalisse hanno scoperto che se «gli ultimi giorni» erano in realtà cominciati all’epoca del Nuovo Testamento, il «tempo della fine» è un fenomeno molto più recente. Con l’avverarsi delle grandi profezie di Daniele e Apocalisse, oggi viviamo nel tempo della fine e se non possiamo sapere con certezza che la nostra è l’ultima generazione, siamo però convinti che le cose potrebbero precipitare ben presto e questo deve essere sufficiente per farci concentrare sulle cose che contano di più. Conservare una fede viva Quella in assoluto più importante è prepararsi a incontrare Gesù quando verrà; è grazie a essa che si può conservare viva la fede quando i segni invecchiano. A questo proposito, ecco un testo esplicativo: «Ecco, io sto alla porta e busso: se qualcuno ascolta la mia voce e apre la porta, io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli con me» (Ap 3:20). La tragedia che colpisce i perduti non deriva in definitiva dalla qualità della loro teologia o dall’assenza di buone azioni ma, come lamenta Gesù, «Non vi ho mai conosciuti» (Mt 7:21-23; 25:12). L’apice del tempo della fine non è la battaglia di Harmaghedon, bensì «l’apparizione della gloria del nostro grande Dio e Salvatore, Cristo Gesù» (Tt 2:13). La fine ha come protagonista Gesù, molto più degli eventi o delle idee. Ellen G. White concorda enfaticamente sul fatto che conoscere Gesù sia il fattore chiave per una sicura marcia di avvicinamento alla fine: «La brevità del tempo viene addotta come incentivo perché si cerchi la giustizia e si faccia di Cristo il nostro amico. Non è questa la grande motivazione. Sa di egoismo. È necessario che ci venga posto dinanzi il terrore del grande giorno di Dio per costringerci, mediante la paura, ad agire correttamente? Non dovrebbe essere così. Gesù attrae… si propone di essere nostro amico, di camminare accanto a noi lungo tutti gli ardui sentieri della vita… Gesù, maestà del cielo, prospetta a chi gli presenta i propri pesi, debolezze ❝Il cammino e la relazione quotidiana con lui, oggi, sono in vista dell’eternità❞ e preoccupazioni di farlo diventare suo amico (The Advent Review and Sabbath Herald, 2 agosto 1881). La centralità di una relazione con Gesù nell’ottica di una serena attesa della fine, è efficacemente riassunta in questa citazione di Ellen G. White. Il cammino e la relazione quotidiana con lui, oggi, sono in vista dell’eternità da vivere con quella stessa persona. Una quindicina d’anni fa, insegnavo in un paio di classi presso il college Heldelberg, nel Sudafrica. Per la prima volta, trascorsi più di un mese lontano da mia moglie e non fu un’esperienza facile. Ma se l’ansia cresceva, ho forse cominciato a dimenticarla? Mi sono stancato di aspettare e ho fissato date immaginarie del mio ritorno? No! Passai quel mese pensando a lei più intensamente di quanto avessi mai fatto in precedenza e infatti non l’ho mai immaginata più dolce e bella come in quel periodo segnato dalla lontananza. Più il tempo trascorreva e più pregustavo il nostro definitivo ricongiungimento, mi gustavo con la fantasia il sapore della nostra relazione e il desiderio di rivederla cresceva progressivamente. Lo stesso accade per il ritorno di Gesù. Egli merita tutto il tempo e l’energia che possiamo dedicare, secondo le nostre possibilità, a cercare di conoscerlo. Per lui vale la pena subire tutti i pericoli legati al tempo della fine. Egli si merita da noi almeno un’«ora di meditazione e contemplazione» al giorno (DA, p. 83 [52]), per riscoprirne il carattere nella nostra fantasia. Rinnovando quotidianamente il nostro rapporto con lui, crescerà in noi il desiderio di essergli accanto di persona. Ogni avvenimento che si verifica nel mondo o nei cieli ci chiama a stargli vicino più profondamente e quando conosci davvero Gesù, il segno non invecchia mai. Domande per la riflessione e la condivisione 1. Qual è la differenza tra «segni della fine» e «segni del tempo»? 2. Qual è la cosa che conta di più? * Jon Paulien è il decano della scuola di religione alla Loma Linda University, in California. SETTIMANA DI PREGHIERA 2008 7 LUNEDÌ Tempi rischiosi Come vivere in pace circondati dalla violenza di ISRAEL BAMIDELE OLAORE* ei anni fa, io e mia moglie Augusta fummo vittime di una rapina a mano armata sull’autostrada. Ci tolsero tutto, ma il Signore ci risparmiò la vita. Recentemente, uomini armati di pistole hanno invaso il nostro campus presso la Babcock University della Nigeria, con l’intento di rapinare una banca. Abbiamo avvertito fortemente la presenza di Dio quando hanno cercato di sparare a una delle guardie di sicurezza dell’università, con un fucile d’assalto AK-47. Il rapinatore ha premuto il grilletto, ma l’arma non ha sparato; eppure, quando è stata scagliata in aria ha fatto partire una raffica di pallottole. I ladri sono fuggiti con un po’ di denaro, ma non ci sono stati feriti. Sotto l’influsso delle forze del male, la violenza aumenterà in prossimità del ritorno di Cristo e si moltiplicheranno gli atti disumani. Come dobbiamo affrontare i periodi difficili che di tanto in tanto incontriamo lungo il cammino? Dove rifugiarsi quando rischiamo di essere perseguiti fisicamente o psicologicamente? Gesù come gestì i momenti di tribolazione della sua esistenza? Un giorno, egli si trovava su una barca insieme ai suoi discepoli (Mc 4:35-41). Il Maestro stava dormendo profondamente quando scoppiò la situazione critica, materializzatasi con una tremenda tempesta che si abbatté sul lago. I discepoli, indaffarati a liberare l’imbarcazione dall’acqua per evitare che affondasse, si chiedevano dove fosse il Maestro. «Un lampo improvviso permise loro di scorgere Gesù che, nonostante l’uragano, dormiva placidamente. Stupiti e disperati, gridarono: “Maestro, non ti curi tu che noi periamo?” (Mc 4:38). Gesù come poteva dormire tranquillo mentre essi si trovavano in pericolo di morte?» (DA, p. 334 [247]). Talvolta anche noi abbiamo la percezione di essere stati abbandonati dal Maestro e di essere soli ad affrontare la nostra personale «tempesta». Gesù come faceva a dormire nel cuore di un nubifragio? La risposta si trova nella fiducia da egli riposta nel potere della sua Parola. «In quello stesso giorno, alla sera, Gesù disse loro: “Passiamo all’altra riva”» (Mc 4:35). Quelle parole furono sufficienti per dormirci su. Ogni volta che il Creatore parla, gli eventi si manifestano esattamente come annunciato: «I cieli furono fatti dalla parola del SIGNORE, e tutto il loro esercito dal soffio della sua bocca… Poich’egli parlò, e la cosa fu; egli comandò e la cosa S 8 SETTIMANA DI PREGHIERA 2008 apparve» (Sal 33:6,9). «Dio non è un uomo, da dover mentire, né un figlio d’uomo, da doversi pentire. Quando ha detto una cosa non la farà? O quando ha parlato non manterrà la parola?» (Num 23:19). In ogni società civile la violenza si manifesta in forme diverse. I conflitti tribali che causano morte e distruzione, come le guerre religiose o settarie stanno aumentando progressivamente. Nei territori di nazioni dove si estrae il petrolio, i terroristi attaccano spesso cittadini innocenti, i militanti rapiscono i figli o altri cari chiedendo in riscatto ingenti somme di denaro. Ellen G. White ha descritto la nostra epoca con estrema precisione: «Il mondo è tormentato. I segni dei tempi sono visibili. Eventi tremendi si annunciano. Lo Spirito di Dio si sta ritirando dalla terra e le tragedie si succedono sul mare e sulla terra. Tempeste, terremoti, incendi, inondazioni, uccisioni a ogni livello accadono ovunque. Chi può conoscere il futuro? Dove si può trovare la sicurezza? Non vi è nessuna sicurezza in ciò che è umano o terreno» (DA, p. 636 [486]). Il potere della Parola Il primo luogo dove rivolgersi per ricevere la forza necessaria per affrontare i tempi difficili si trova nella potenza della Parola di Dio. Dio che cosa ha detto nella Bibbia sulla materia in questione? In che modo la Parola ha soccorso gli altri che a lei si sono affidati? Io ripongo la mia fiducia nella Parola di Dio e dal momento che si è rivelata efficace per Gesù e gli altri discepoli, sarà altrettanto anche per me. «Tu, non temere, perché io sono con te; non ti smarrire, perché io sono il tuo Dio; io ti fortifico, io ti soccorro, io ti sostengo con la destra della mia giustizia» (Is 41:10). Ogni difficoltà nella quale ci imbattiamo oggi, merita l’intervento e la risoluzione divina; dovremmo però applicare il messaggio di Isaia a quelle situazioni plausibili nel futuro, soprattutto nel momento in cui ci sarà una escalation di violenza in tutto il mondo e allora esso ci rassicura: «Tu, non temere, perché io sono con te; non ti smarrire, perché io sono il tuo Dio; io ti fortifico, io ti soccorro, io ti sostengo con la destra della mia giustizia». Satana venne per tentare Gesù affinché spiccasse il volo dalla vetta del tempio, dicendogli che gli angeli del Signore lo avrebbero salvato da una morte violenta. Ma Gesù ricordò a Satana quello che era scritto nella Parola di Dio a tal proposito: «È stato detto: “Non tentare il Signore Dio tuo”» (Lc 4:12). La fede nella Parola di Dio è una virtù, ma la presunzione è un peccato. Qualche tempo dopo Gesù si recò presso la sinagoga a Nazaret in giorno di sabato, per adorare. Preso il rotolo del profeta Isaia (61:1,2), lesse il brano relativo al suo ruolo messianico. Davanti all’interpretazione della Scrittura resa dal Maestro, la folla si adirò e decise di ucciderlo gettandolo da una roccia che si trovava ai margini della città. Ma gli angeli intervennero, Gesù passò in mezzo a quella folla e proseguì il proprio cammino verso la missione seguente. La parola proveniente da Dio, che gli dette fiducia in quell’occasione, era la stessa citata da Satana quando lo aveva condotto sulla vetta del tempio: «Poiché egli comanderà ai suoi angeli di proteggerti… Essi ti porteranno sulla palma della mano, perché il tuo piede non inciampi in nessuna pietra» (Sal 91:11,12). La Parola di Dio opera al momento opportuno in ogni circostanza; anche quando l’intervento divino pare tardare, dobbiamo attenderlo fiduciosi. «Se tarda, aspettala; poiché certamente verrà; e non tarderà» (Ab 2:3). Vivi attualmente in una zona teatro di guerra? Il Signore in persona ha promesso di essere un rifugio per te e per tutti i membri della tua famiglia: «Chi abita al riparo dell’Altissimo riposa all’ombra dell’Onnipotente. Io dico al SIGNORE: «Tu sei il mio rifugio e la mia fortezza, il mio ❝Il Signore in persona ha promesso di essere un rifugio per te e per tutti i membri della tua famiglia❞ Dio, in cui confido!» (Sal 91:1,2). Che fare se sei vittima di rapinatori a mano armata, come è capitato a me varie volte? «Poiché egli comanderà ai suoi angeli di proteggerti in tutte le tue vie» (v. 11). Tutto il Salmo 91 è da considerare un dono che il Signore ha voluto fare a noi, suoi figli, che siamo vittime della violenza e delle difficoltà qui su questa terra. Hai a che fare con un marito irritato, con una moglie che ti maltratta, un genitore che ti percuote o un capo che ti minaccia di continuo? Ecco allora la promessa che il Signore ti ha riservato: «Ma ora così parla il SIGNORE, il tuo Creatore, o Giacobbe, colui che ti ha formato, o Israele! Non temere, perché io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome; tu sei mio! Quando dovrai attraversare le acque, io sarò con te; quando attraverserai i fiumi, essi non ti sommergeranno; quando camminerai nel fuoco non sarai bruciato e la fiamma non ti consumerà» (Is 43:1,2). Anche se le circostanze non dovessero cambiare, il Signore promette la sua presenza in mezzo al fuoco come in mezzo all’acqua. Basterebbe interrogare Sadrac, Mesac e Abed-Nego, i quali tennero fede a queste parole, mostrandosi leali a Dio e sfidando l’ordine emanato dal re Nabucodonosor di adorare l’immagine d’oro. Ripongo la mia assoluta fiducia nella potenza e nella presenza dell’Onnipotente. Egli è Jehovah Shammah, il Signore che è presente (Ez 48:35). Quando ricordo le grandi cose che ha fatto per me in passato, scelgo di credere che la sua guida nel futuro sarà compatibile con il mio bene e la sua gloria. Domande per la riflessione e la condivisione 1. La violenza aumenterà o diminuirà in prossimità della seconda venuta? 2. Il Signore promette di cambiare la nostra condizione, oppure di darci la forza per riuscire a sopportare qualsiasi circostanza avversa? * Israel Bamidele Olaore è pastore e responsabile della Divisione vita spirituale presso la Babcock University della Nigeria, in Africa occidentale. SETTIMANA DI PREGHIERA 2008 9 MARTEDÌ Sfruttamento delle risorse Un tempo di opportunità per la missione di RUDI MAIER* el corso degli ultimi 40 anni le barriere geografiche e culturali si sono ridotte. Ricordo come fosse ora quando, nel 1969, udii la voce dell’astronauta Neil Armstrong proveniente dalla superficie della luna. Per la prima volta ammirammo le foto dell’intero nostro pianeta. In seguito è stato coniato un nuovo termine, villaggio globale. Da allora, il mondo ha raggiunto la quasi totale e istantanea interconnettività grazie allo sviluppo di Internet. Come cristiani, abbiamo il dovere di domandarci: qual è il nostro ruolo in questo pianeta che sta cambiando così rapidamente? In che modo possiamo impiegare tali veloci trasformazioni al servizio della missione della chiesa? Per diversi motivi, la globalizzazione è stata parte intrinseca di questa missione; noi riteniamo che il conflitto cosmico sia di natura globale, così come il problema del peccato, e sosteniamo che Cristo è morto per ogni essere umano sulla terra; egli è la soluzione globale al problema del peccato. Siamo anche convinti che la nostra sia una missione di natura universale poiché deve raggiungere ogni nazione, lingua e popolo (Ap 14:6). Le forze del male avanzano globalmente contro Cristo e il suo popolo, ma saranno sconfitte dall’Agnello (Ap 17:14). N Quanto è importante la globalizzazione? La globalizzazione ha aspetti sia positivi sia negativi. Vediamoli. Migrazione mondiale: la globalizzazione ha determinato l’apertura dei confini nazionali. Negli ultimi 25 anni l’obiettivo missionario della chiesa è stata la finestra 10/40, ovvero le popolazioni che vivono tra il 10mo e il 40mo parallelo a nord dell’equatore, che va dalla costa occidentale dell’Africa, all’estremità orientale dell’Asia; questo perché in quell’area del pianeta vivono milioni di individui che non sono stati raggiunti dal Vangelo. Per effetto della migrazione, diversi milioni di abitanti della finestra 10/40 si sono trasferiti in Europa e negli Stati Uniti; in questa nazione oggi vivono 6 milioni di musulmani, un milione sono quelli che abitano nel Regno Unito e quasi 3,5 milioni quelli presenti in Germania. La migrazione sta collocando persone non cristiane in zone nelle quali possono essere più disponibili all’evangelizzazione e al cambiamento religioso. 10 SETTIMANA DI PREGHIERA 2008 Questo fenomeno determina inoltre il trasferimento di un cristianesimo esuberante e vivo dall’Africa e dai Caraibi alle zone post-cristiane europea e nordamericana. Viaggi aerei: oggi possiamo raggiungere qualsiasi parte del globo nel giro di poche ore. Il computer e la televisione ci consentono la connessione con cose che riteniamo significative. Questa connettività offre l’opportunità di influenzare ed essere influenzati da altre culture presenti nel nostro pianeta. Chi comincia a conoscere gli altri paesi, improvvisamente scopre di desiderare cose che non ha e così abbandona la propria terra per andare a vivere altrove, recidendo legami familiari e scoprendosi vulnerabile in un paese straniero. La chiesa ha l’opportunità unica di garantire a questi individui sicurezza, sostegno e, soprattutto, speranza! Viaggi veloci e accessibili consentono a membri di chiesa di esplorare nuovi territori, nuove persone e culture. Esperienze missionarie di breve termine sono diventate ormai una realtà. Internet: lo scambio immediato di informazioni, agevolato da Internet, rappresenta un elemento distintivo della globalizzazione. Chiunque, dall’Albania allo Zimbabwe, può creare un account e collegarsi a Internet e lo può fare anche chi non possiede un computer, magari recandosi presso qualsiasi Internetpoint, ormai largamente diffusi. L’intercomunicabilità garantita da Internet ha permesso a chi non è cristiano di investigare il cristianesimo o la Bibbia. È possibile porre delle domande e ricevere risposte e chi vive in condizioni particolarmente a rischio non è costretto a esporsi. Sistema economico: la globalizzazione e l’economia del libero mercato hanno creato milioni di posti di lavoro per individui di tutto il mondo, ma l’economia del villaggio globale ha altresì dato vita a un meccanismo che ha generato maggiore sfruttamento economico, degrado ambientale e culturale, inquinamento e oppressione politica. Le uniche persone che contano sono quelle che hanno merci da vendere e quelle che hanno il denaro per acquistarle. Questa situazione costringe molti individui ai margini della vita economica, mentre solo i più forti e abili competitori sopravvivono, allargando di fatto il solco che divide i ricchi dai poveri. L’ingiustizia sociale è diventata un modo di vivere e una realtà accettabile; si dice che il 20 per cento della popolazione mondiale concentrata nei paesi più avanzati abbia accesso all’83 per cento della ricchezza complessiva, mentre il 20 per cento che abita le nazioni più derelitte, lotta per la sopravvivenza avendo a disposizione solo l’1,4 per cento delle risorse globali. La globalizzazione ha contribuito all’oppressione dei poveri. Aspetti ecologici: allo scopo di incrementare la produzione economica, l’espansione della meccanizzazione e dell’industrializzazione diffusa ha ridotto l’ambiente a un mero oggetto privo di intrinseco valore. La natura viene considerata uno strumento da sfruttare al massimo per soddisfare i desideri dell’uomo e le risorse naturali vengono impoverite per garantire profitti rapidi senza alcuno scrupolo per i costi sociali e ambientali. Il dilemma ecologico che viviamo oggi è la conseguenza diretta della crescita industriale e tecnologica e del nostro stile di vita moderno. Aspetti religiosi: la minaccia della globalizzazione e la tendenza al secolarismo a essa spesso associata, hanno creato un clima ostile tra le società civili. Giovani religiosamente impegnati cadono vittime dello sfruttamento operato dai fondamentalisti religiosi e dalle organizzazioni che li supportano. La missione oggi si trova a operare proprio nel contesto di un’ostilità religiosa; se non cerchiamo di comprendere il fenomeno della globalizzazione perderemo straordinarie opportunità per il progresso del regno di Dio in questo mondo. La chiesa è chiamata a sviluppare dei progetti per diffondere la speranza cristiana sia ai principali beneficiari di questa condizione economicosociale, sia ai perdenti emarginati frutto della globalizzazione. La globalizzazione alla luce della Scrittura e della missione Non dobbiamo considerare il fenomeno della globalizzazione solo nell’ottica dell’adempimento del mandato divino «riempite la terra, rendetevela soggetta» (Gn 1:28), ma anche dell’incarico affidato da Gesù: «Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli» (Mt 28:19). Il Signore oggi si sta servendo dei moderni mezzi migratori, viaggi aerei e Internet, perché il Vangelo sia udito da «quelli che abitano sulla terra, a ogni nazione, tribù, lingua e popolo» (Ap 14:6). L’evangelizzazione ha avuto un forte impulso grazie all’uso dei mezzi tecnologici oggi a disposizione. TV e radio avventiste stanno irradiando nel mondo il Vangelo eterno, gli evangelisti sono in grado di attingere alle tecnologie più recenti per rendere maggiormente attraenti le loro presentazioni. Che benedizione! L’altro lato della medaglia della globalizzazione è la progressiva distruzione del creato divino, e il relativo aumento della povertà e della sofferenza di tante persone. Noi cristiani come rispondiamo al problema della povertà in questo mondo? Marco 6 racconta il lungo discorso di Gesù, il quale insegna a «pecore che non hanno pastore» (v. 34). Egli ha mostrato loro la strada che conduce a Dio, che è poi il sentiero della vera libertà per ogni essere umano. Ha fatto capire loro la cecità che li opprimeva e la schiavitù interiore che li avvinghiava. Alla fine di quella giornata la gente era affamata e i discepoli si occuparono di farlo sapere al Maestro. «Lasciali andare, affinché vadano per le campagne e per i villaggi dei dintorni e si comprino qualcosa da mangiare» (v. 36): era come dirgli: «Hai terminato la tua missione; hai fatto la tua parte per aiutare quelle persone; hai offerto loro il messaggio spirituale. Adesso è necessario lasciarli andare perché risolvano le proprie esigenze di tipo materiale». La risposta di Gesù è sorprendente: «Date loro voi da mangiare» (v. 37), ovvero: «La mia missione non si è ancora esaurita. Non possiamo ridurla al mio messaggio e alla mia predicazione e fare finta di nulla davanti alla fame di queste persone e alle loro miserie materiali. Non li possiamo abbandonare. Date loro da mangiare e date sollievo alle loro esigenze materiali. Anche questo fa parte della missione». Nel corso di questa settimana analizzeremo i segni che precedono il ritorno di Cristo. Non sono segni di disperazione, bensì di gioia e di speranza. Così come Gesù, quel giorno, si è servito dei discepoli per sfamare la moltitudine, quando era «già tardi» (v. 35), analogamente egli ci invita oggi a lasciarci coinvolgere nel suo ministero finale. L’auspicio è che ognuno di noi, mentre cerca i segni del suo ritorno, possa unirsi al suo ministero sulla terra, in particolare quello rivolto «agli ultimi». Domande per la riflessione e la condivisione 1. La globalizzazione è un fenomeno positivo o negativo? 2. In che modo i progressi del mondo moderno hanno facilitato la diffusione del Vangelo? * Rudi Maier è nato in Germania, ha servito in missione nel Pakistan e nello Sri Lanka. Dal 1988 è collegato al dipartimento della Missione mondiale presso la Andrews University. SETTIMANA DI PREGHIERA 2008 11 MERCOLEDÌ Il crollo della moralità La Bibbia ci offre promesse che ci consentono di gestire qualsiasi sfida di W.S. LEE e WILMA KIRK-LEE* ome fu ai giorni di Noè, così sarà alla venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni prima del diluvio si mangiava e si beveva, si prendeva moglie e s’andava a marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e la gente non si accorse di nulla, finché venne il diluvio che portò via tutti quanti, così avverrà alla venuta del Figlio dell’uomo» (Mt 24:37-39). La condizione attuale del pianeta riflette questa predizione di Cristo. Non passa giorno senza che i quotidiani, i periodici, la radio o i telegiornali trasmettano notizie raggelanti sui mali della società. È sorprendente come proprio i media siano per molti aspetti gli approvvigionatori globali delle malvagità di cui spesso parlano. Una delle caratteristiche della società antidiluviana era la capacità comunicativa altamente sviluppata. L’attitudine a parlare la stessa lingua, comunicando le invenzioni partorite dalla fantasia dell’uomo, causò l’intervento divino durante l’edificazione della torre di Babele. Questa accelerazione delle competenze utilizzata per rifiutare Dio e il suo piano per l’umanità, è oggi esibita dai media e dall’industria della comunicazione. Nonostante siano utilizzabili per propositi migliori, i computer, i cellulari, i video, i DVD e i canali digitali o satellitari risultano essere tra i mezzi di comunicazione moderni altamente sofisticati che hanno contribuito alla proliferazione dell’immoralità nella nostra società. A proposito delle analogie tra i nostri tempi e quelli che precedettero il diluvio, Ellen G. White scrisse: «La società presente è corrotta, così come lo era ai tempi di Noè. Dio concesse ricchi doni alla longeva società antidiluviana, che si trovava a un passo dal Paradiso; i suoi appartenenti possedevano una forza mentale e fisica che gli uomini di oggi possono solo lontanamente immaginare; ma utilizzarono la sua generosità, la forza e le capacità donate loro per propositi egoistici, per soddisfare appetiti illeciti e per gratificare il proprio orgoglio. Espulsero Dio dai loro pensieri; disprezzarono la sua legge e calpestarono nella polvere i suoi parametri comportamentali. Si dilettarono in piaceri immorali, corrompendo il loro cammino agli occhi di Dio e corrompendosi reciprocamente. La terra fu invasa dal crimine e dalla violenza e non vennero C 12 SETTIMANA DI PREGHIERA 2008 rispettate né le relazioni matrimoniali né tanto meno i diritti alla proprietà; e le grida degli oppressi giunsero alle orecchie del Signore dei Sabaoth (degli eserciti). Nella contemplazione del peccato, gli uomini cambiarono a immagine di questo, fino a quando Dio non poté più sopportare la loro malvagità e li spazzò via con il diluvio» (Fundamentals of Christian Education, p. 24; cfr 2 Tm 3:1-5). Dio ci invita a fuggire dalla corruzione che caratterizza il mondo. Nelle nostre case e nella nostra vita personale è bene fissare dei limiti a ciò che vogliamo guardare e leggere. In ogni famiglia dovrebbe essere chiaro a ogni componente quali valori preservare. Dobbiamo frenare l’uso di Internet e della televisione, perché anche per mezzo loro la corruzione penetra nei sacri confini delle nostre abitazioni. In tempi come quelli attuali dobbiamo rinnovare quotidianamente il nostro impegno a favore di Cristo e camminare costantemente al suo fianco. Matrimonio Uno dei segni più evidenti della prossima venuta di Gesù è la crisi del matrimonio e della famiglia. In meno di 30 anni è diventato raro vedere dei matrimoni che arrivano alle nozze d’argento. Possiamo illuderci che i credenti siano immuni da questo degrado morale che accomuna il mondo, ma le cose non stanno così; anche se molte comunità cristiane cercano di dissuadere i loro appartenenti a divorziare, una ricerca condotta da George Barna dimostra che negli Stati Uniti i credenti cristiani hanno la stessa probabilità di divorzio rispetto al resto della popolazione. Il 35 per cento di entrambi i gruppi hanno infatti vissuto questo dramma. Anche se da un punto di vista legale non vengono riconosciute come cause di fallimento matrimoniale mali come l’egoismo, l’egocentrismo, la grossolanità, la volgarità, la rigidità, la spietatezza e la dipendenza dalla lussuria, se potessimo parlare con gli interessati probabilmente scopriremmo che gli esempi citati fanno parte dei motivi che determinano il deterioramento di un’unione matrimoniale. Che cosa accade nei matrimoni tra cristiani? Prendiamo in esame alcune problematiche partendo dal denaro. Molti credenti sono tra i primi a sostenere di non essere avidi di denaro, eppure la società attuale è estremamente subdola quando si tratta delle pressioni che può esercitare su una coppia. Poco importa se questa parte con le migliori intenzioni, la sfida diventa quella di dimostrare il grado di successo secondo determinati parametri, come il luogo in cui vive, la scelta dell’arredamento della casa, del tipo di vacanza o dell’auto posseduta e, nel caso di figli, delle scuole che frequentano. Tutte queste cose richiedono denaro e se una coppia non è oculata cercherà in ogni modo di soddisfare questi obiettivi, dimenticando che un matrimonio durevole si fonda su tre elementi: Dio, un marito e una moglie. La coppia accecata dal successo chiuderà le porte del proprio focolare all’ospitalità cristiana e all’aiuto del prossimo, così come lo intende il Signore. Un matrimonio che perde di vista quei tre elementi - Dio, marito e moglie - spesso diventa volgare, caratterizzato dall’egoismo, sleale e lascivo. Tutti attributi che portano all’abuso; esso inizia a manifestarsi con atteggiamenti equivoci quali la mancanza di rispetto e la critica; il coniuge non è mai «bravo abbastanza»; in questo clima una delle due parti è solitamente cinica, rigida, volgare ed egoista e così inizia a venir meno il desiderio di un’adorazione cristiana all’interno del focolare e subito dopo quello della partecipazione alla vita di chiesa. Quello stesso abuso si intensifica fino a diventare fisico e spesso sessuale. Talvolta viene erroneamente giustificato con un riferimento all’invito alla sottomissione presente nella Scrittura; ma quello è un appello a vivere nell’armonia e nel reciproco rispetto. Noi apparteniamo a una chiesa mondiale che non condona l’abuso in ogni sua forma - fisica, spirituale, emotiva o sessuale. L’abuso va proprio nel senso opposto delle parole che Dio pronuncia tramite il suo profeta: «Poiché io odio il ripudio; chi ripudia copre di violenza la sua veste» (Mal 2:16). Il Signore usa un linguaggio molto forte; capita a volte di voler far credere che l’abuso non sia così grave, ma Dio lo considera assolutamente tale. Se pensiamo che l’uomo e la donna furono creati a sua immagine, qualsiasi forma di abuso non può che suscitare la sua ira! Non esiste alcun fondamento biblico che ne giustifichi la pratica. ➥ SETTIMANA DI PREGHIERA 2008 13 IL CROLLO DELLA MORALITÀ In un mondo nel quale il matrimonio cristiano viene rifiutato, dobbiamo dimostrare che il piano divino per le nostre famiglie è ancora importante e significativo. Ci troviamo di fronte a sfide che rendono difficile la sopravvivenza di un matrimonio cristiano, ma con l’aiuto di Dio è possibile onorare i propositi originali per i quali è stato istituito. Occorre ristabilire il culto di famiglia nella nostra agenda giornaliera e dedicare del tempo alla preghiera in comune. Perché non chiedere a Dio di conservare i nostri cuori pieni ❝Ma chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato❞ d’amore per il proprio coniuge? Coltiviamo l’abitudine di pronunciare parole d’amore e gentili per i componenti della nostra famiglia e di passare del tempo insieme. Operiamo perché ogni coppia assuma il solenne impegno di non permettere che il proprio matrimonio vada in frantumi, affidandosi alla potenza del Signore e, se necessario, cercando aiuto perché si dimostri un vero successo cristiano. Mancanza di onestà Paolo indica che il peccato non è presente esclusivamente nell’elemento criminale della società. Esso si esprime anche in comportamenti che prevedono relazioni personali e d’affari. L’apostolo parla di «iniquità», termine che comprende tutte le offese rivolte al nostro vicino, ai genitori, al nostro paese, ecc. Tra questi anche i crimini commessi dalle grandi imprese economiche. 14 L’ira di Dio, afferma Paolo, si rivolge contro ogni malvagità e disonestà umana: «Essi, che hanno mutato la verità di Dio in menzogna e hanno adorato e servito la creatura invece del Creatore, che è benedetto in eterno. Amen… Siccome non si sono curati di conoscere Dio, Dio li ha abbandonati in balìa della loro mente perversa, sì che facessero ciò che è sconveniente; ricolmi di ogni ingiustizia, malvagità, cupidigia, malizia; pieni d’invidia, di omicidio, di contesa, di frode, di malignità; calunniatori, maldicenti, abominevoli a Dio, insolenti, superbi, vanagloriosi, ingegnosi nel male, ribelli ai genitori, insensati, sleali, senza affetti naturali, spietati». In questi ultimi giorni, «viviamo circondati da un’epidemia del crimine… E mentre il mondo è ricolmo di queste malvagità, il Vangelo troppo spesso viene presentato quasi con indifferenza, come se dovesse incidere in minima parte sulle coscienze e le esistenze degli uomini» (Counsels on Health, p. 25). Non dobbiamo fuggire e nasconderci timorosi da quello che è un segno del ritorno di Cristo. Egli ci dice che a motivo dell’incremento della ferocia, spesso è difficile trovare l’amore (Mt 24:12). Come popolo del Signore, la speranza che è in noi risplenda come un potente faro dell’amore di Dio, che illumini l’oscurità di questo mondo corrotto e postmoderno. Occorre dimostrare tale amore con relazioni arricchite dalla grazia; lo Spirito Santo è in grado di dirigere le esistenze degli ambasciatori del Signore lungo i sentieri di una vita giusta, capace di portare gli altri alla croce di Gesù nostro Signore. Paolo disse a Timoteo che «ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, SETTIMANA DI PREGHIERA 2008 a correggere, a educare alla giustizia, perché l’uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona» (2 Tm 3:16,17). Le pressioni sulle relazioni, provenienti da ogni direzione, confermano la predizione secondo la quale quelli attuali sono tempi difficili. Ma le promesse contenute nella Parola di Dio ci rassicurano e ci danno la speranza di poter affrontare qualsiasi sfida. Ciò avverrà solo se saremo personalmente in contatto con la grazia di Dio; se egli dimorerà nel nostro cuore, nella nostra mente e nella nostra vita. «Ma chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato» (Mt 24:13). Domande per la riflessione e la condivisione 1. Quali sono i tre pilastri sui quali deve poggiare il matrimonio cristiano? 2. Elenca una serie di accorgimenti grazie ai quali le nostre case possono essere al sicuro rispetto ai pericoli che ai nostri giorni possono rappresentare Internet e la TV. * W.S. Lee e Wilma Kirk-Lee, sposati da 41 anni, hanno operato nell’ambito delle problematiche matrimoniali per oltre 30 anni negli Stati Uniti, in Canada e in altre parti del mondo. Attualmente vivono a Houston, in Texas. GIOVEDÌ L’inganno dello spiritismo Un antico errore che rifiorisce nel presente di CLINTON WAHLEN* l fascino per il mondo dello spirito è in ascesa. C’è gente che sostiene di vivere strani fenomeni: la sensazione di un animaletto che salta sul letto quando non c’è traccia di alcun animale; una persona che sente il profumo di fiori quando muore un suo caro lontano a migliaia di chilometri di distanza, ma non ci sono fiori a portata di olfatto. Altri ancora rivendicano poteri speciali: «Un dono di chiaroveggenza» che li rende capaci di leggere la vita della tua storia - passato, presente e futuro; la capacità di «canalizzare» le vibrazioni dell’energia che provengono dal mondo dello spirito per guarire problemi fisici ed emotivi; e poi quella di aiutarti a entrare in contatto con le tue vite precedenti. I fedeli di quasi ogni religione mondiale, musulmani, hindu e buddisti, ma anche cristiani, credono che la vita prosegua dopo la morte. Questa credenza apre le porte a ogni genere di possibilità paranormale, reale o immaginata. Alimentano questi imbrogli racconti di esperienze in punto di morte provenienti da vari individui. Nei libri, nei media e nei film sono presenti condizionamenti, alcuni sottili altri meno, riguardanti la vita dopo la morte. Il messaggio giunge spesso confezionato in modo da apparire umoristico o quanto meno innocuo; alcuni lo ritengono una sorta di intrattenimento relativamente inoffensivo, che però tende a minare e oscurare l’insegnamento biblico secondo il quale i morti non sanno nulla (Ec 9:5) e la morte è come un sonno (Gv 11:13; 1 Ts 4:13). Ma, peggio ancora, veicola l’idea di un’esistenza separata dal corpo e del contatto con i defunti. I Mondo dello spirito e spiritualismo La popolarità di programmi televisivi dedicati in qualche modo al contatto con i cosiddetti spiriti delle persone defunte dimostra chiaramente che tale nozione è ampiamente diffusa e non più relegata ai margini, anche nella cultura occidentale. Ma la Bibbia si esprime direttamente e inequivocabilmente contro tale pratica: «Se vi si dice: “Consultate quelli che evocano gli spiriti e gli indovini, quelli che sussurrano e bisbigliano”, rispondete: “Un popolo non deve forse consultare il suo Dio? Si rivolgerà forse ai morti in favore dei vivi? Alla legge! Alla testimonianza!”. Se il popolo non parla così, non vi sarà per lui nessuna aurora!» (Is 8:19,20). Quando Isaia scrisse queste parole, la Scrittura consisteva nella Legge (il pentateuco) e nella testimonianza di profeti come lui. Queste fonti sono definitivamente affidabili perché rappresentano la voce di Dio che parla a noi. Nel mondo di oggi ci sono tante voci fuorvianti che cercano di catturare la nostra attenzione, dai libri ai video e alla pubblicità. Molte di esse non possono essere prese sul serio perché «ispirate» da un’altra sorgente, scelta da Satana in persona per farci andare fuori strada. L’unica fonte della quale possiamo avere la massima fiducia è la voce di Dio che ci parla attraverso i suoi messaggeri ispirati. Purtroppo, «ogni giorno abbiamo la prova che la fiducia nella parola profetica diminuisce mentre la superstizione e la magia sataniche conquistano lo spirito delle folle» (PK, p. 210 [115]). Satana mette a punto inganni diversi per le differenti categorie di individui. Quelli ai quali non verrebbe mai in mente di recarsi da un medium, potrebbero guardarne uno alla televisione. E anche se abbiamo tanto criterio da evitare l’ascolto di soggetti che evocano un loro contatto con gli spiriti, questi messaggi sono seducenti. L’imbroglio basilare di tutto il New Age è la teoria secondo cui ciascuno di noi ha dentro di sé poteri spirituali che attendono solo di essere utilizzati. Questa presunta saggezza, se da un lato fa appello ai nostri desideri più egoistici, è in realtà non spirituale e diabolica (Gc 3:15). Ma la ripetuta sovraesposizione garantita dai media a messaggi lusingatori come questi, li può fare diventare concetti normali per il nostro pensiero. Rischiamo di desensibilizzarci rispetto al pericolo e di non riconoscere l’azione di Satana; possiamo addirittura iniziare ad agire condizionati proprio da quei messaggi; lo studio della Bibbia diventa meno interessante e in fondo, a Satana, poco interessa quale sarà l’inganno che ci farà schiavi, basta che ce ne sia uno. Per fortuna, il Signore nella sua Parola ci fornisce gli strumenti indispensabili per smascherare i messaggi fuorvianti presenti intorno a noi. Ci sono spiriti schierati contro di noi e non sono quelli dei defunti, ma angeli maligni: «Il nostro combattimento infatti non è contro sangue e carne ma contro i principati, contro le potenze, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali della malvagità, che sono nei ➥ SETTIMANA DI PREGHIERA 2008 15 L’INGANNO DELLO SPIRITISMO luoghi celesti» (Ef 6:12). I nostri veri nemici sono esseri che non possiamo vedere e che tentano di convincerci ad abbandonare Dio. Ma ci sono anche schiere celesti che stanno dalla nostra parte contro le forze del male. Quella guerra cominciata nel cielo si è trasferita qui (Ap 12:13) e ha reso la terra intera il campo di battaglia dell’universo. Angeli e spiritualismo Qualcuno pensa che gli angeli siano solo in attesa dei nostri ordini; tutto quello che dobbiamo fare è chiedere. Può anche essere vero ma, in questo caso, forse non abbiamo a che fare con il genere di angeli che crediamo! Gli angeli del male ci inganneranno e ci useranno se daremo loro la possibilità di farlo. Gli angeli del Signore non agiscono in questo modo, non possono essere manipolati da noi e non hanno interesse a mettersi al servizio dei nostri egoismi. Nel giardino del Getsemani, Gesù disse a Pietro che avrebbe potuto avere a sua disposizione dodici legioni di angeli (72 mila!). Non disse che li avrebbe convocati lui stesso, anzi. «Credi forse che io non potrei pregare il Padre mio che mi manderebbe in questo istante più di dodici legioni d’angeli?» (Mt 26:53). Tutto ciò che Gesù fece fu di sottomettersi alla volontà del Padre. Se egli non ha chiesto aiuto agli angeli, abbiamo forse il diritto di farlo noi? Il Messia ci ha anche avvertito che l’ultimo inganno potrebbe addirittura sviare gli eletti (Mt 24:24). In Apocalisse vediamo che Satana e i suoi agenti del male inviano degli spiriti impuri per frodare il mondo. Questi spiriti operano miracoli nel tentativo di imbrogliare quante più persone possibili e riunirle nell’immensa forza militare che dovrà opporsi a Dio nella battaglia di Harma16 ghedon. Dunque, prima che Gesù ritorni, spiriti demoniaci opereranno miracoli per ingannare quelli che credono e confidano in ciò che vedono, piuttosto che nella testimonianza dei profeti. Così come Satana ha il potere di trasformarsi in angelo di luce (2 Cor 11:14), anche gli spiriti possono assumere varie sembianze; sono addirittura in grado di fare ricorso alla pietà religiosa (cfr. La speranza dell’uomo, p. 183). I demoni di Apocalisse 16 agiranno tramite rappresentanti umani per guarire i malati e annunciare «rivelazioni» che contraddicono la Scrittura (Il gran conflitto, p. 488). La Bibbia è chiara: i morti non sanno nulla; i nostri veri nemici sono gli spiriti delle tenebre, angeli del male che copriranno la terra di inganni, tra i quali alcuni miracoli orchestrati da Satana in persona. Possiamo notare che è già stato preparato il terreno, oggi fertile al verificarsi di tali eventi, che genereranno una terribile delusione nel mondo. Per riuscire a proteggerci dall’inganno, dobbiamo prestare la massima attenzione alla guida chiara offertaci dal Signore nella sua Parola, che ci svela cosa accadrà e le soluzioni pratiche da approntare per resistere alle strategie sataniche. Un aiuto può arrivarci proprio dall’acrostico formato dal termine inglese Resist: Riconoscere il nemico, e le sue innumerevoli voci. Persino Gesù è riuscito a farlo solo grazie alla conoscenza della Scrittura (Mt 4). Escludere ogni negatività di cui potrebbe servirsi Satana. Conoscendo Gesù personalmente, non di seconda o terza mano (At 19:13-18), avremo il coraggio di eliminare dalle nostre case ogni influsso capace di fornire agli angeli del male un punto d’appoggio utile per agire SETTIMANA DI PREGHIERA 2008 in mezzo a noi (At 19:19). Sottomettere noi stessi e ogni cosa che abbiamo a Dio (Gc 4:7). Facendolo e invitando nelle nostre case la presenza di Dio, Satana sarà scacciato. Intercedere in preghiera per noi, per i nostri cari e per il prossimo, compresi i nostri nemici. Alcune influenze maligne sono talmente forti che solo la preghiera insistita e altruista potrà eliminarle (Mc 9:29; Ef 6:18). Studiare la Parola. Molti pezzi dell’armatura che ci garantisce protezione spirituale sono elencati da Paolo e restano a nostra disposizione (Ef 6:14-17), ma la Parola di Dio è l’unica vera arma citata. Perché risulti efficace, non dobbiamo essere noi a brandirla ma lo Spirito che opera per nostro mezzo (v. 17). Trasmettere la verità agli altri, che a loro volta saranno in grado di insegnarla ad altri ancora (2 Tm 2:2). In questo modo l’opera del regno di Dio abbatterà le roccaforti di Satana e preparerà la strada al ritorno di Cristo (2 Cor 10:3-5). Domande per la riflessione e la condivisione 1. In che modo, noi avventisti, consapevoli dei pericoli derivanti dallo spiritualismo, possiamo rimanere invischiati nel suo inganno? 2. Sono superiori le forze del male o quelle divine? Cita qualche esempio tratto dalla Scrittura. * Clinton Wahlen è il direttore associato del Biblical Research Institute presso la Conferenza Generale. È inoltre redattore capo associato del Journal e autore del libro Jesus and the Impurity of Spirits in the Synoptic Gospels, pubblicato da Mohr Siebeck. VENERDÌ Non confidate negli orologi contraffatti I tempi odierni richiedono attenzione di NIKOLAUS SATELMAJER* uale vuoi?», mi chiese l’uomo a New York mentre srotolava la manica del suo cappotto per mostrarmi una collezione di orologi? E che collezione! Era ricca di esemplari d’oro e d’argento, tutti molto allettanti, di marche conosciute e prestigiose, o almeno così sembravano. E poi la bella notizia: ne potevo avere uno a un prezzo irrisorio. «Quanti ne vuoi?», domandò. Gli orologi erano davvero una bella tentazione e il prezzo più che attraente, anzi troppo attraente, troppo basso. Anche se mi ero appena diplomato, capii in qualche modo che non avrei nemmeno dovuto discutere di soldi con lui. Gli orologi sembravano d’oro e d’argento, di lusso, ma non avevano alcun valore; erano solo imitazioni. Chiamateli come volete - patacche, falsi - ma nessuno di quegli oggetti valeva alcunché. Analogamente all’episodio citato, non si può avere fiducia nei falsi profeti, tanto meno in quelli talmente sfacciati da dichiararsi Cristo. Ciò che dicono di essere non conta, la cosa importante è quello che veramente sono. Q Ma come fare a riconoscerli? Un conto è determinare se un orologio sia autentico o una copia; altra cosa è capire se qualcuno sta solo fingendo di essere un profeta, un insegnante o addirittura Cristo. Eppure è proprio quello che dobbiamo fare: separare il vero dal falso. Gesù ci dà un avvertimento opportuno: «Perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti e faranno segni e prodigi per sedurre, se fosse possibile, anche gli eletti. Ma voi, state attenti» (Mc 13:22,23). Il nostro nemico spirituale userà ogni mezzo disponibile per allontanarci dal nostro percorso. L’apostolo Pietro aggiunge un’ulteriore categoria, quella dei falsi dottori (2 Pt 2:1). Ecco la composizione del trio satanico: falsi profeti, falsi dottori e falsi cristi. L’invito è chiaro, identificare i nemici del cristiano. Ma i loro metodi rappresentano per noi una sfida perché essi «introdurranno occultamente eresie di perdizione» (2 Pt 2:1). Proprio come gli insetti che possono invadere un appartamento senza che gli occupanti se ne accorgano, se non quando è troppo tardi, allo stesso modo questi nemici cercano di occupare la chiesa. Possiamo e dobbiamo attuare delle mosse ben precise per fortificarci e impedire loro di ingannarci: - Occorre valutarli criticamente per determinare se provengono da Dio (1 Gv 4:1); se molti individui acquistano orologi che sono imitazioni, sono analogamente troppe le persone raggirate dagli impostori spirituali. - Dobbiamo chiarire se questi soggetti sono fedeli o meno alla Bibbia. Prescindendo dal loro presunto richiamo, non si deve concedere attenzione a chi non accetta e mette in pratica gli insegnamenti biblici basilari. - Quale tipo di esistenza conducono questi individui? Dall’esterno possono sembrare delle pecore, ma nella realtà rivelarsi feroci come lupi (Mt 7:15). - Domandiamoci: «Chi è questa persona che proclama un messaggio diverso?». Se da un lato dobbiamo essere prudenti prima di respingere persone che hanno vedute diverse, dall’altro è saggio valutare bene i loro comportamenti. Un giorno stavo visitando una famiglia e mi sentii dire che non volevano più far parte della chiesa. Mi dissero che avevano incontrato un uomo la cui vita era in assoluta armonia con la Parola di Dio. Quando chiesi loro se conoscessero davvero quella persona, mi assicurarono che era stato Dio a condurli direttamente da lui. Uno o due anni dopo che quella famiglia aveva seguito il suo eroe spirituale, si scoprì che quell’uomo viveva in una condizione di adulterio; le sue parole e il suo comportamento non collimavano; era un imbroglione. Facendo domande, usando il cervello di cui il Signore ci ha dotato, leggendo la Parola e facendo ricorso alla preghiera, possiamo mettere alla prova e riconoscere il falso dal vero. «Nessuno ha bisogno di essere ingannato», scriveva Ellen G. White (The Advent Review and Sabbath Herald, 17 novembre 1885). E quando sappiamo di avere incontrato un falso profeta, dottore o cristo, la cosa più coraggiosa che possiamo fare è scappare il più lontano possibile e correre verso il Cristo eterno. ➥ SETTIMANA DI PREGHIERA 2008 17 NON CONFIDATE NEGLI OROLOGI CONTRAFFATTI Come ingannano? In che modo ingannano i falsi dottori, profeti e cristi? All’inizio può esserci da parte nostra nient’altro che curiosità. Oppure può capitare di essere stati convinti che siamo persone particolari, scelte per ascoltare un messaggio riservato a pochi. Pietro ci dice che certi individui «introducono segretamente false eresie» tra di noi. Sono penetrati illegalmente nella famiglia cristiana, o sono stati fatti entrare da altri; come se l’abitante di una città decidesse di aprire le porte al nemico. Dato che sulla loro fronte non hanno il marchio «Falso», per qualcuno risulterà difficile riconoscerli. Questi imitatori esprimono spesso un interesse per le nostre esistenze spirituali. Un giovane mi raccontò che un uomo aveva mostrato di essere attratto dal suo percorso spirituale; all’inizio pareva un interesse genuino, poi un giorno il giovane si rese conto che la sua vita spirituale era minacciata da questo impostore. Perché? L’uomo aveva lentamente spostato il proprio interesse da quel giovane alla critica contro la chiesa, che secondo lui sbagliava sempre e comunque. Il giovane rimase sbigottito e disse all’altro che la loro amicizia era esaurita. Quest’atto coraggioso ma necessario fu una benedizione per quel ragazzo. Un altro approccio usato dagli impostori è quello di parlare con autorità, proprio come fece Satana. Durante la tentazione di Cristo, il diavolo sfidò Gesù a trasformare le pietre in pane, a gettarsi dal tempio e a inginocchiarsi davanti a lui (Mt 4:19). Ma parlare con autorità non equivale ad avere autorità. I falsi dottori appaiono spesso più interessati alla propria autorità che non alla fedeltà rispetto alla Parola di Dio. 18 Un altro elemento protettivo è rappresentato dall’unità della famiglia che compone la chiesa di Cristo. Geremia ci consiglia come comportarsi con i falsi profeti: «Non ascoltate le parole dei profeti che vi profetizzano; essi vi nutrono di cose vane; vi espongono le visioni del proprio cuore, e non ciò che proviene dalla bocca del Signore» (Ger 23:16). Unità di fede significa che se siamo in disaccordo sull’interpretazione della Scrittura o su una questione dottrinale, dobbiamo rivolgerci a Dio chiedendogli unità. Quando c’è unità i falsi profeti, dottori o cristi non possono danneggiarci perché il loro obiettivo è la separazione. Dio ha suscitato questo movimento per uno scopo ben preciso Dio completa tutto ciò che comincia e questo dato deve essere per ognuno di noi motivo di speranza. Ci sono stati e ci saranno ancora falsi profeti, dottori e cristi e faranno del loro meglio per confonderci. Dobbiamo sapere come fare per riconoscerli, ma non occorre diventare esperti del falso per individuare ciò che è genuino. Insieme a una delle mie figlie volevamo fare visita al fratello di mia madre, ma il paese nel quale viveva non ci concedeva il visto. Quando lo scoprimmo era troppo tardi per farlo sapere a mio zio, perché ci fu detto che si era già avviato verso il confine. Allora anche noi ci dirigemmo verso lo stesso confine, forse avremmo avuto l’opportunità di incontrarci. Quando giungemmo là vedemmo molti stranieri, poi scorsi in distanza una figura familiare. Ci aspettava da nove ore. Fu una riunione particolarmente gioiosa. Noi tutti siamo stati invitati a SETTIMANA DI PREGHIERA 2008 una gioiosa riunione con Gesù; abbiamo la necessità di destinare ogni sforzo a conoscere e seguire Gesù oggi, e questa è la migliore garanzia per non essere abbindolati dalle falsità. L’ammonimento di Cristo circa i falsi cristi e profeti (Mc 13:22,23) è un messaggio di speranza, perché promette ai suoi fedeli che non saranno ingannati. Oggi, quale tipo di esistenza dobbiamo condurre? Paolo ci dice che dobbiamo essere radicati in Cristo (Col 2:7); Ellen G. White scrive: «Dobbiamo essere ancorati a Cristo, radicati nella fede» (The Advent Review and Sabbath Herald, 17 novembre 1885). Egli non ci abbandonerà mai e questa è la certezza che non saremo mai sviati da falsi profeti, dottori e cristi. Concentriamoci su ciò che è genuino e non dovremo preoccuparci delle contraffazioni. Domande per la riflessione e la condivisione 1. Perché negli ultimi giorni ci saranno così tante situazioni ingannevoli? 2. L’autore scrive: «Dio completa tutto ciò che comincia». Perché quest’affermazione deve incoraggiare ogni avventista del 7° giorno? * Nikolaus Satelmajer è direttore aggiunto dell’Associazione pastorale della Conferenza Generale e direttore di Ministry. S E C O N D O S A B AT O Il messaggio del Vangelo a tutto il mondo L’obiettivo che Dio ha fissato per noi in questi tempi finali di ELLEN G. WHITE* e parole del Salvatore, «Voi siete la luce del mondo», indicano che egli ha affidato ai suoi fedeli una missione di portata mondiale. Così come i raggi del sole penetrano negli angoli più remoti del globo, Dio ha stabilito che la luce del Vangelo si estenderà a ogni individuo presente sulla terra. Se la chiesa di Cristo avesse realizzato i propositi del nostro Signore, la luce avrebbe investito tutti quelli che dimorano nelle tenebre e nella regione della valle della morte; invece di stare tra loro e scansare le responsabilità e l’onere della croce, i membri di chiesa si sarebbero sparsi in ogni territorio, permettendo alla luce di Cristo di brillare per loro mezzo, agendo come egli agì per la salvezza degli uomini, e questo «Vangelo del regno» sarebbe stato rapidamente portato a tutta la terra. L Appello alla testimonianza Da ogni nazione risuona l’appello macedone, «venite ad aiutarci». Dio ci ha aperto degli spazi. La Provvidenza ci precede e la potenza divina opera attraverso l’impegno dell’uomo… Alcuni hanno udito la chiamata di Dio e hanno risposto. Facciamo ora in modo che ogni cuore santificato risponda, cercando di proclamare il messaggio salvifico. Se con umiltà e fedeltà, uomini e donne si assumeranno il compito dell’opera assegnata loro dal Signore, la potenza divina si manifesterà con la conversione di molte persone alla verità. I risultati del loro impegno saranno meravigliosi. Il Signore sta mandando la sua gente in ogni parte perché semini accanto a tutte le acque. Ubbidire ai suoi ordini ha un gran significato, per esempio continuare a ricevere i doni che provengono dal cielo. La causa di Dio ha bisogno di operai consacrati e anche di denaro; continueremo a spendere i nostri beni per cose non essenziali, mentre un’opera trascurata rimane incompiuta? Non sarebbe forse giusto pentirsi della nostra indifferenza nei confronti di quest’opera e pregare per chiedere l’oculatezza spirituale necessaria per cogliere e comprendere, com’è giusto, le sue urgenti necessità? Lo spirito della generosità è lo spirito del cielo. L’amore di Cristo disposto al sacrificio si è rivelato sulla croce. Quell’uomo poteva essere salvato, ha dato tutto ciò che aveva e adesso dona anche se stesso. La croce di Cristo fa appello alla magnanimità di ogni devoto del Salvatore beato. Lo spirito che qui si manifesta è quello del donare, del dare. Questa dimostrazione di generosità e di buone azioni è il vero frutto del vivere cristiano. Il bisogno di conversione L’opera di Dio ha bisogno di uomini e donne che abbiano imparato da Cristo. Nel momento in cui questi operai lo vedono per quello che realmente è riusciranno anche a vedere essi stessi per quello che sono e gli chiederanno di farli diventare ciò che dovrebbero. L’egoismo ostacola gli uomini invece di agevolarli; alla luce del Signore noi possiamo scorgere i nostri difetti e con l’ausilio della sua forza possiamo porvi rimedio. Nel giorno della fine, quando la terra morirà, colui il quale si è fatto dei tesori nel cielo, prenderà possesso dei beni che la sua esistenza ha meritato. Se avremo dato ascolto alle parole di Cristo, allora, mentre ci riuniremo intorno al grande trono bianco, vedremo individui salvi grazie al nostro agire e capiremo che uno di loro ne ha salvati altri, i quali a loro volta ne hanno salvati altri ancora, un vasto gruppo arrivato in cielo grazie al nostro impegno fedele, lì presente per deporre le loro corone ai piedi di Gesù e lodarlo in eterno. Con che gioia gli operai del Signore contempleranno questi redenti, i quali condividono la gloria del Redentore! Quanto sarà prezioso il paradiso per chi si è dimostrato fedele nell’opera di salvare gli uomini! Più ci avviciniamo al termine della storia di questo pianeta, tanto più diventeranno ingannevoli le insidie del nemico. Con il passare del tempo, i suoi attacchi saranno sempre più crudeli e frequenti; lo sforzo supremo di Satana consiste nello sviare e ingannare, se possibile, gli eletti, la chiesa e i ministri di Cristo… Se riuscirà a cullarli nell’indifferenza rispetto alla loro elevata chiamata, il suo trionfo sarà garantito. In questo periodo serviranno una conversione totale e una consacrazione sincera. Chi sarà intimamente ➥ SETTIMANA DI PREGHIERA 2008 19 IL MESSAGGIO DEL VANGELO A TUTTO IL MONDO legato a Cristo sarà fortificato per resistere agli inganni del nemico; mettere in pratica con entusiasmo le verità bibliche significherà per noi la salvezza. Se ci umiliamo davanti a Dio, apriamo la porta alla sua potenza salvifica. C’è ancora molto lavoro da svolgere nei territori stranieri, ma anche in quello interno; perché solo grazie a uno sforzo fedele e consacrato a casa nostra si conquisteranno operai per la vigna del Signore, i quali andranno poi a proclamare la verità anche in terre lontane. Ogni classe sociale deve essere raggiunta. Mentre saremo al lavoro incontreremo individui di diverse nazionalità e tutti dovranno essere avvertiti. Gesù è 20 stato un dono di Dio per il mondo intero, non un’esclusiva riservata alle classi sociali più elevate e nemmeno a una particolare etnia o nazione, con l’esclusione delle altre. La sua grazia salvifica abbraccia il mondo intero… Molte persone desiderano possedere talenti particolari con i quali fare opere straordinarie, ma perdono di vista incombenze a portata di mano che, se adempiute, renderebbero la vita più gradevole. Il successo non dipende tanto dal talento, quanto dall’energia santificata e dalla disponibilità… L’amore di Cristo è la vera motivazione Se l’amore di Cristo penetra nel SETTIMANA DI PREGHIERA 2008 cuore esso sarà reso manifesto nella vita. Se vi sentite portati a un particolare tipo di servizio lo si percepirà notando che date il massimo in quell’ambito. Siate fedeli e irreprensibili in tutto ciò che fate. Non scoraggiatevi se all’inizio ciò che fate vi sembra di poco conto, ma ponetevi un obiettivo alto e metteteci tutto il vostro impegno per raggiungerlo. Non consentite a qualsivoglia ostacolo di deprimervi, ma perseverate e ce la farete. Impegnatevi al massimo lì dove siete e dove sono anche gli altri. La Parola di Dio, così com’era, è stata nascosta sotto il moggio; quella Parola deve essere spiegata a chi ne ignora le esigenze. Investigate le Scritture con quelli che sono disponibili a essere guidati… Il mio messaggio per il nostro popolo è il seguente: «Alzate gli occhi e guardate le campagne come già biancheggiano per la mietitura». Quando i samaritani si presentarono a Gesù rispondendo all’appello della donna del pozzo, Cristo li assimilò, parlandone ai discepoli, a un campo di grano pronto per la raccolta: «Non dite voi che ci sono ancora quattro mesi e poi viene la mietitura?, chiese loro. «Ebbene, vi dico: alzate gli occhi e guardate le campagne come già biancheggiano per la mietitura. Il mietitore riceve una ricompensa e raccoglie frutto per la vita eterna, affinché il seminatore e il mietitore si rallegrino insieme». E come iniziò la mietitura? Grazie a una donna, semplicemente offrendole la verità, che poi lei trasmise ad altri; tornò nel suo villaggio e disse ai suoi abitanti, «Venite». Loro andarono, ascoltarono e la mietitura ebbe inizio… Per effetto del suo impegno, «molti credettero», e questa fu la loro testimonianza: «Perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il Salvatore del mondo». Questa è l’opera che deve essere portata avanti oggi. Molti sono pronti per la mietitura, ma non lo sanno. Ogni nostra parola e azione dovrebbe essere densa di significato… I mietitori devono fare la loro parte, il popolo di Dio è chiamato a scuotersi dall’indifferenza e dall’egoismo, e a rivelare il desiderio di essere utilizzato quale strumento del Signore. Appello ad agire Fratelli e sorelle, destatevi e risplendete! È giunto il momento di fare il possibile per offrire questo ultimo messaggio al mondo. Mi appello a tutti quelli che sono in grado di farlo perché concretizzerà prima della seconda venuta di Cristo in questo mondo. «Allora il regno, il potere e la grandezza dei regni che sono sotto tutti i cieli saranno dati al popolo dei santi dell’Altissimo» (Dn 7:27). Essi erediteranno il regno che è stato loro preparato fin dalla fondazione del mondo e Cristo ne assumerà il grande potere e regnerà… Ma prima di quella venuta, Gesù dice: «Questo vangelo del regno sarà predicato in tutto il mondo, affinché ne sia resa testimonianza a tutte le genti» (Mt 24:14). Il suo regno non verrà fino a quando le notizie positive della sua grazia non saranno fatte conoscere in tutta la terra. Da adesso, donandoci a Dio e conquistando a lui altri individui, possiamo velocizzare l’affermazione del suo regno. Solo chi dedicherà se stesso al suo servizio dicendo, «eccomi, manda me» per aprire occhi ciechi e per trasportare uomini «dalle tenebre alla luce, e dalla potenza di Satana a quella di Dio», pregherà con sincerità: «Venga il tuo regno». Ellen G. White, «Per una testimonianza a tutte le nazioni» The Advent Review and Sabbath Herald, 14 novembre 1912. si impegnino in quest’opera e lo facciano da subito… Il primo e più grande comandamento divino è «Ama il tuo Dio con tutto te stesso, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente». Il secondo è simile a questo: «Amerai il tuo prossimo come te stesso». Il Signore ci sta inviando ripetute informazioni che ci dicono quanto sia importante essere operai diligenti e scrupolosi. Abbiamo un compito importante da svolgere, un compito che non può aspettare e che può essere portato a termine soltanto con la potenza dello Spirito Santo e sotto la guida di Cristo. Facciamo in modo che, in questi tempi, ogni credente dimostri di essere un operaio che agisce in piena sintonia con Dio, mettiamo da parte tutte le differenze e i discorsi senza senso. Sforziamoci di parlare e agire correttamente; il Signore opererà attraverso ogni individuo disposto a consegnare il proprio cuore e la propria esistenza al suo controllo. Dio concederà la propria giustizia a tutti quelli che si faranno guidare dal suo Spirito. Egli affida ai suoi veri fedeli la forza della persuasione, la potenza della sua grazia e della verità, un amore profondo e costante per la sua opera sul territorio locale e su quello straniero. Egli dona loro dei cuori in sincera comunione con Cristo. Con strumenti dotati di simili caratteristiche, l’opera missionaria non può essere infruttuosa. Domande per la riflessione e la condivisione 1. Qual è il ruolo delle nostre vite nella testimonianza per Cristo? 2. Che cosa può fare di una persona un ostacolo e non una risorsa? Un futuro glorioso Il regno della grazia sta affermandosi giorno dopo giorno grazie a cuori un tempo ribelli e corrotti e oggi arresi alla sovranità del suo amore. Ma la piena affermazione del regno della sua gloria non si * Ellen G. White, che gli avventisti le attribuiscono il dono della profezia, è stata una delle fondatrici della chiesa. SETTIMANA DI PREGHIERA 2008 21 Un percorso di fede MISSIONE GLOBALE Giorno dopo giorno, per sette settimane, da lunedì a venerdì Offerta di Un tempo per ascolt are il silenzio di PETER R. KUNZE* Cinque, dieci minuti, non di più. ● Giusto il tempo per aprire una parentesi e riprendere fiato. ● Un gesto indispensabile per la salute dello spirito. ● Liberarsi del sudiciume interiore Il cambiamento può germinare solo dall’interiore. ● Una lettura biblica, un breve commento, una citazione e un aneddoto. ● Occorre aprirsi agli altri e all’Altro. ● La vit a pulsa con forza Per ritrovare un senso nuovo, una nuova luce. ● Per illuminare e fecondare la tua nuova consapevolezza. ● Anche per te si schiude un’alba nuova. ● Per richiedere Alba nuova basta rivolgersi al responsabile della libreria (SM) o compilare il coupon qui a fianco e spedirlo a: EDIZIONI ADV, c.p. 111, 50029 Tavarnuzze (FI) Codice: Sdt 1/2008 Prezzo: € 4,50 Prezzo scontato: € 4,05 Pagamento in contrassegno. Per una o più copie aggiungere € 5,16 per le spese di spedizione. Cognome Nome Via Città CAP Tel. n° di copie richieste di Alba nuova: n° prov. (scrivere in stampatello) Ai sensi dell'art. 13 legge 196/03, do il mio consenso per il trattamento dei dati personali. In qualsiasi momento potrò chiedere l’accesso, la correzione e la cancellazione alle EDIZIONI ADV, c.p. 111, 50029 Tavarnuzze (FI) 22 SETTIMANA DI PREGHIERA 2008 L’ A N G O L O D E I B A M B I N I Segnali di speranza di DEENA BARTEL-WAGNER* P R I M O S A B AT O Attenzione ai segnali! Perla a memoria «Così anche voi, quando vedrete tutte queste cose, sappiate che egli è vicino, proprio alle porte» (Matteo 24:33). Attività introduttiva Mostrate vari segnali stradali, poi chiedete ai bambini se ne conoscono il significato. Discutete insieme sul perché ci sia bisogno di una segnaletica che ci aiuti a ricordare quello che dobbiamo fare. Spiegate loro che anche nella Bibbia si parla di segnali che Dio ha posto sul nostro cammino e che, nel corso della settimana, impareranno a conoscerne alcuni. È successo che... Kenesha aveva lo zaino in spalla: stava per affrontare un’escursione con la sua famiglia, e non stava più nella pelle per l’emozione. Non avevano mai vissuto un’esperienza simile prima di allora, ma Kenesha sapeva che si sarebbe divertita a passeggiare in montagna e a campeggiare di notte sotto le stelle. Giunti all’inizio del sentiero, ciascuno si sistemò lo zaino sulle spalle e la salita verso il monte cominciò; mentre camminava, Kenesha ammirava i fiori e gli alberi. Guardava anche le incisioni a forma di freccia bianca sulle cortecce, segnali che indicavano dove portava il sentiero. «Ehi papà!», disse Damien, il fratello di Kenesha. «Hai visto i segnali che indicano la presenza di orsi? Ce n’era uno all’inizio del sentiero e ne abbiamo appena oltrepassato un altro». «Li ho visti», rispose il padre, «ma la guida dei sentieri non parlava di orsi. Non credo ci si debba preoccupare». La famiglia continuò la propria escursione. Arrivarono in un punto in cui sembrava che qualcosa di molto grosso si fosse spostato nel sottobosco infatti, sul suolo polveroso, c’erano evidenti impronte di zampe; ma nessuno dei familiari di Kenesha aveva capito bene di quale animale fossero quelle orme. Al termine della giornata, la famiglia giunse nel luogo adatto alla sosta e furono montate le tende. Kenesha pensò di aver udito qualcosa che si muoveva attraverso la boscaglia, ma non riuscì a vedere di cosa si trattasse. In breve scese l’oscurità e giunse il momento di coricarsi nei sacchi a pelo. «Dobbiamo forse appendere il nostro cibo?», chiese Damien. Aveva letto, infatti, che quando si fa un’escursione con gli zaini si dovrebbe mettere il cibo all’interno di una borsa di stoffa e poi legarla e appenderla a un albero in modo che, in caso di orsi nelle vicinanze, non potessero arrivare a raggiungere le provviste. Nel corso della notte si sentì muovere qualcosa nello spiazzo che ospitava le tende. «Che cos’è questo rumore?», si domandò Kenesha allarmata. All’improvviso ci fu uno schianto! La bambina balzò fuori dal sacco a pelo e aprì la cerniera della tenda. Non poteva credere ai suoi occhi: in mezzo allo spiazzo c’era un orso! Era stato attirato dal cibo che avevano appeso. Qualcuno iniziò a fare rumore battendo sul metallo; l’orso si spaventò e fuggì. Kenesha uscì dalla sua tenda e corse verso quella dei genitori. «Avete visto l’orso?», gridò. Dopo solo qualche istante i familiari si ritrovarono stretti l’uno all’altro. «Avevi ragione tu, Damien», disse il padre. «Abbiamo visto molti segnali indicanti la possibile presenza di orsi nella zona, ma non ho prestato attenzione. La prossima volta seguiremo le indicazioni!». Lo dice la Bibbia Gesù disse ai suoi discepoli che sarebbe tornato e li avrebbe portati con sé nel cielo. Essi gli chiesero in che modo avrebbero capito che stava per ritornare. Il capitolo 24 di Matteo elenca una serie di cose che accadranno prima del suo ritorno. Gesù vuole che tutti quelli che lo seguono sappiano che andranno incontro a tempi ➥ SETTIMANA DI PREGHIERA 2008 23 L’ANGOLO DEI BAMBINI difficili. Ma vuole anche far sapere loro che potranno sempre contare sulla sua promessa. Cristo elencò una serie di eventi che sarebbero accaduti dicendo che dovevano essere considerati dei segni; aggiunse che desiderava che ciascuno di noi prestasse attenzione a questi segni, e non perdesse la speranza. Gesù disse: «Io tornerò!». Mi riguarda da vicino Suggeriamo di leggere Matteo 24 da una versione biblica in lingua corrente (Tilc). Utilizzando foto di riviste e altre fonti, aiutate i bambini a creare un collage di avvenimenti mondiali che corrispondono ai segni biblici del ritorno di Cristo. Che ne pensi? 1. Quali segnali notati da Kenesha e dai suoi familiari durante la loro escursione, avrebbero dovuto metterli in guardia dalla presenza di orsi? 2. A chi erano destinati i segni elencati da Gesù in Matteo 24? 3. Perché Gesù ha lasciato a chi lo ama i segni di ciò che avverrà prima del suo ritorno? 4. Quando vediamo avverarsi questi segni, come dovremmo sentirci? In azione! Per i bambini più piccoli, disegnate delle trombe su un grande foglio giallo e ritagliatele. Utilizzatele mentre cantate il canto «Tra breve verrà Gesù» (Canti di gioia, n. 138). DOMENICA Una lunga, lunga attesa Perla a memoria «Manteniamo ferma la confessione della nostra 24 speranza, senza vacillare; perché fedele è colui che ha fatto le promesse» (Ebrei 10:23). Attività introduttiva Mostrate un calendario e chiedete ai bambini di individuare su di esso la data del loro compleanno. Chiedete loro come vivono l’attesa di quel giorno speciale. Come si sentirebbero se, per poter festeggiare il loro compleanno, dovessero aspettare più di un anno? È successo che... «Da quanto tempo conosci Gesù?», chiese Kyron, un bambino di 9 anni, mentre era accoccolato sul divano accanto al nonno. «Lo conosco da quando avevo la tua età» rispose il nonno sorridendo. «Sapevo che avrei voluto essere suo amico per il resto della mia vita». «Anch’io», disse Kyron. «La mia lezione della Scuola del Sabato di questa settimana parla della seconda venuta di Gesù; è passato tanto tempo da quando ha detto che sarebbe tornato sulla terra». «Aspettami qui per un minuto», gli disse il nonno. «Ho qualcosa da mostrarti». L’uomo tornò con due libri. «Mi vuoi leggere una storia?», chiese Kyron. «No, ma sto per raccontartene una», gli rispose il nonno. «Questa Bibbia di famiglia ha quasi 150 anni ed è scritta in tedesco. Il tuo bis-bis-bisnonno e sua moglie erano convinti che Gesù sarebbe tornato molto presto, ma volevano possedere una Bibbia sulla quale poter scrivere la storia della loro famiglia». L’altro volume era pieno di foto di famiglia. «Questa foto ritrae i tuoi bis-bis-bisnonni. Dopo aver scelto di seguire SETTIMANA DI PREGHIERA 2008 Gesù, molti altri membri della famiglia si unirono alla loro decisione. Che cosa pensi che sarebbe successo, se si fossero scoraggiati e arresi per il mancato ritorno di Gesù?». «Penso che tutti noi, che siamo venuti dopo di loro, non avremmo ascoltato la storia», disse Kyron. «È vero» confermò il nonno. «Mi piace pensare ai segni presenti nella Bibbia come a un conto alla rovescia. Sappiamo che dovranno accadere delle cose prima del ritorno di Gesù. Ma non possiamo semplicemente guardare questi segni; dobbiamo riuscire a parlare con lui ogni giorno e vivere come egli ci chiede di fare». «Hai ragione, nonno. Se quelle persone avessero perso la speranza, oggi potremmo non conoscere Gesù». «Quando racconto a qualcuno che Gesù sta per tornare, mi entusiasmo», aggiunse il nonno. «Fantastico», commentò Kyron, «voglio provarci anch’io. Voglio essere ottimista e positivo, e non scoraggiarmi! Vicino casa mia abita un amico e voglio subito raccontargli di Gesù». Lo dice la Bibbia Gesù disse ai suoi discepoli che prima del suo ritorno, si sarebbero dovute compiere alcune cose. Voleva che loro parlassero di lui a quanta più gente possibile e che non smarrissero la speranza nel suo ritorno. Gesù disse ancora che nel mondo ci sarebbero stati tanti problemi. Eventi come terremoti, tsunami e guerre. I nostri nonni e i nostri genitori hanno assistito a tragedie del genere, ma Gesù non è ancora venuto. Mi riguarda da vicino Gesù non ci ha detto quando sarebbe tornato, ci ha però invitati ad aspettarlo e a non perdere la speranza. Ci ha avvertito di farci trovare pronti, proprio perché non sappiamo il momento in cui tornerà (leggete Matteo 24:42-44 e spiegatelo con parole vostre). Quando intorno a noi vediamo accadere determinati fatti, possiamo rileggere i versetti biblici che parlano dei segni citati da Gesù (leggere Matteo 24:29; Apocalisse 6:12,13 e Luca 21:25-28). L’ora del ritorno dipende da lui; a te può sembrare che ci metta tanto, ma ricorda che egli vuole stare con te esattamente come tu vuoi stare con lui! Che ne pensi? 1. Non dobbiamo aver paura del ritorno di Gesù, ma esserne contenti. Perché? (Luca 21:28). 2. Che cosa puoi fare ogni giorno, insieme alla tua famiglia, per essere pronto al ritorno di Gesù? 3. Come pensi si siano sentiti i discepoli, vedendo che Gesù non tornava durante la loro vita? In azione! Imparate il canto «Era un giorno di primavera», Canti di gioia, n. 125. Cantatelo tutti insieme come fareste in famiglia. Ogni volta che vi sentite scoraggiati perché il tempo passa e Gesù non torna, ricordatevi che egli verrà di nuovo e così la speranza tornerà nel vostro cuore. LUNEDÌ In fuga verso la salvezza Perla a memoria «Il SIGNORE è la mia luce e la mia salvezza; di chi temerò? Il SIGNORE è il baluardo della mia vita; di chi avrò paura? (…) Se un esercito si accampasse contro di me, il mio cuore non avrebbe paura; se infuriasse la battaglia contro di me, anche allora sarei fiducioso» (Salmo 27:1-3). Attività introduttiva Date ai bambini degli evidenziatori o dei pastelli e della carta. Chiedete loro di fare un disegno che rappresenti cose che talvolta possono spaventare qualcuno. È successo che... «Bambini, venite, presto!», chiamò la mamma. Justin, Ashley e Jordan corsero a vedere che cosa la madre volesse. «È ora di preparare le vostre borse», disse la donna. «Dobbiamo partire subito, non è più sicuro restare qui». I Kendall vivevano e lavoravano in Africa come missionari; erano felici di parlare di Gesù alle popolazioni di quel luogo. Alcuni abitanti erano scontenti di come si comportavano i capi del governo ma, siccome nel dimostrare il loro scontento commisero azioni che causarono problemi alla nazione, furono chiamati «ribelli». Un giorno i ribelli andarono al mercato e iniziarono a rovesciare le bancarelle, picchiando chi stava vendendo le proprie mercanzie. In pochi istanti arrivarono i soldati, che cercarono di riportare la calma, ma riuscirono soltanto a incattivire ulteriormente i ribelli; questi ultimi si accordarono progettando una grande marcia attraverso la città, con l’obiettivo di rovesciare il governo. Nella città si sparse la voce che quella marcia si stava dirigendo nel quartiere dove i Kendall vivevano. Di fronte al pericolo imminente, la famiglia dovette abbandonare la propria abitazione. «Ho paura!», disse Ashley. «Non capisco che cosa stia succedendo». «Dio ha mandato il nostro vicino Bernard ad avvertirci di un pericolo, e stiamo cercando di fuggire: siamo appena in tempo», spiegò la madre. «Non sappiamo quando potremo tornare in casa nostra», aggiunse il padre. «I ribelli si stanno impossessando del quartiere nel quale abitiamo e potrebbe passare un bel po’ di tempo prima che ci sia possibile poter tornare qui». «Perché sono così arrabbiati?», domandò Justin. Il padre spiegò che a volte le persone si infuriano perché non vogliono ascoltare Dio che parla al loro cuore. «Quando consentiamo a Gesù di essere nostro amico, scegliamo di non fare del male agli altri con le parole o con i pugni». Il padre disse ai figli che non dovevano temere: nonostante degli scalmanati stessero provocando una situazione pericolosa per se stessi e per gli altri, la loro famiglia doveva ricordare che Gesù aveva promesso di essere al loro fianco. «Chiunque abbia Gesù nel cuore, ha nel cuore anche la sua pace, anche in presenza di gravi pericoli». Lo dice la Bibbia Una delle cose che Gesù disse ai suoi discepoli quando venne a vivere sulla terra, fu che purtroppo Gerusalemme sarebbe stata attaccata da degli eserciti. Aggiunse, inoltre, l’attacco sarebbe stato il segnale per capire che era arrivato il momento di abbandonare la città. Con queste informazioni, Gesù stava dando ai suoi amici dei segnali da seguire. Le parole di Gesù si avverarono per filo e per segno: vi fu l’assalto a Gerusalemme e, durante un momento di calma nei ➥ SETTIMANA DI PREGHIERA 2008 25 L’ANGOLO DEI BAMBINI combattimenti, i cristiani lasciarono la città e non furono uccisi. Il resto degli ebrei non conosceva il segnale e le istruzioni e, purtroppo, furono in molti a morire. Gesù dette alle persone dei segnali indicatori, e offrì la via di fuga a chi gli avesse creduto e avesse avuto fiducia in lui. Tutti dovevano stare attenti ai segnali e continuare a confidare e a seguire le istruzioni di Gesù al momento giusto. Mi riguarda da vicino Gesù ha lasciato dei segni validi anche per noi, oggi. Una delle cose di cui ci ha avvisato nella Bibbia è che, poco prima del suo ritorno, un numero sempre maggiore di persone si farà del male a vicenda. Questa gente non darà ascolto alle parole che Dio rivolge ai loro cuori. Quando vedremo che questo genere di cose si avvera, sapremo che il ritorno di Gesù è imminente. La cosa bella è che Gesù ha pronto per noi un piano di fuga: tornerà per portarci in cielo con lui. Non dobbiamo temere. Che ne pensi? 1. La famiglia Kendall, quale situazione pericolosa dovette affrontare? 2. Gesù, che cosa disse ai discepoli a proposito di quello che sarebbe successo a Gerusalemme? 3. Perché lanciò l’avvertimento a tutti i cristiani? 4. Gesù, quali segnali ci ha lasciato per farci capire che il suo ritorno è imminente? In azione! La storia biblica di cui si parla oggi, comprende due parti; coinvolgete i bambini in un’attività che le illustri. Dapprima aiutateli a interpretare Gesù che mette in guardia i 26 suoi fedeli a proposito dell’attacco a Gerusalemme. Poi fate loro interpretare il ruolo dei cristiani che abbandonano la città. Incoraggiateli a pensare a che cosa le persone avranno scelto da portare con sé nella fuga precipitosa. MARTEDÌ Noi siamo i custodi della terra Perla a memoria «Poi Dio disse: “Facciamo l’uomo a nostra immagine, conforme alla nostra somiglianza, e abbia dominio sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutta la terra e su tutti i rettili che strisciano sulla terra”» (Genesi 1:26). Attività introduttiva Mostrate delle immagini di animali a rischio d’estinzione, di laghi e fiumi inquinati e di spazzatura abbandonata lungo le strade. È successo che... La signora D’Agostino entrò in classe e disse: «Oggi il signor Ricci è il nostro ospite speciale». Marta si mise dritta sulla sedia; le piaceva quando degli ospiti visitavano la sua scuola, perché poteva imparare cose nuove. Si chiese di che cosa avrebbe parlato il signor Ricci. «Ragazzi, oggi voglio parlarvi di un progetto speciale e dell’aiuto che ci potete dare», cominciò l’uomo. «Ogni giorno, nella nostra città le persone gettano via tanta spazzatura e alcune delle cose buttate possono essere utilizzate di nuovo. Qualcuno sa che nome ha questo processo?». SETTIMANA DI PREGHIERA 2008 Marta alzò la mano entusiasta e disse: «Si chiama “riciclare”». «Giusto», rispose il signor Ricci. «Riciclare lattine, bottiglie e carta è un modo importante per contribuire a mantenere pulita la nostra comunità e a evitare tanti sprechi. Ecco in che modo potete aiutarci». Porse agli alunni delle locandine e degli opuscoli che avrebbero potuto distribuire tra amici e vicini di casa. Marta sapeva che avrebbe potuto dare il suo contributo al progetto: la sua famiglia era già molto attenta a non acquistare cose ritenute superflue. Inoltre, a casa sua tutti s’impegnavano a spegnere le luci si usciva da una stanza. Adesso, però, potevano fare qualcosa in più, ricuperando lattine e bottiglie. Quando Marta parlò ai genitori di quel progetto, anche loro vollero dare una mano. «Avevo sentito dire che il comune avrebbe dato il via a un programma di riciclo; ci consegneranno dei contenitori nei quali infilare lattine, bottiglie e carta; poi ci sarà qualcuno che passerà a ritirarli una volta la settimana». Marta sapeva che per un cristiano è importante avere cura della terra; in biblioteca cercò di informarsi sul tema dell’inquinamento e sulla minaccia che esso rappresenta sia per gli uomini sia per gli animali. A scuola, la ragazza contribuì a organizzare una raccolta quotidiana di rifiuti: consisteva nel pulire coi suoi compagni un tratto di strada lungo la quale erano stati abbandonati mucchi di spazzatura. Alla fine Marta, stanca ma felice, disse: «Ho davvero voglia di aiutare altre persone a capire quanto sia importante prendersi cura delle cose che abbiamo». Lo dice la Bibbia Quando Dio creò gli esseri umani, disse ad Adamo ed Eva che da loro si aspettava che si occupassero con cura del giardino dell’Eden. Non sappiamo esattamente che cosa Dio intendesse, ma il Signore li aiutò a capire in che consisteva quell’incarico. Dopo il peccato, Dio disse ai due coniugi che avrebbero avuto il dominio sulla terra, che se ne sarebbero dovuti occupare, accertandosi di non fare cose dannose per l’ambiente nel quale avrebbero vissuto. Avere cura responsabilmente di qualcosa, si definisce «amministrare». Possiamo essere dei buoni amministratori del nostro denaro e delle nostre case ma, come cristiani, dobbiamo anche dimostrarci buoni amministratori dell’ambiente. Oggi vi sono molte persone avide che vogliono avere sempre di più. Quando acquistiamo in eccedenza rispetto alle nostre esigenze, siamo colpevoli di questo spreco che genera montagne di rifiuti che nessuno sa dove smaltire. Mi riguarda da vicino I fatti, spesso, parlano più efficacemente delle parole. Incoraggiate i bambini a parlare con i vicini e a progettare una giornata da dedicare alla pulizia della zona in cui vivono; potrebbero pesare la spazzatura per vedere quanta ne hanno raccolta e riflettere sulle cose più comuni trovate. Discutete insieme di altre idee utili a mantenere pulito il circondario. Che ne pensi? 1. Se Gesù sta per tornare, perché dobbiamo avere cura della terra? 2. Che cosa disse il signor Ricci su come riciclare può essere d’aiuto alla comunità? 3. Perché noi cristiani dobbiamo rispettare l’ambiente? In azione! Fate disegnare ai bambini, su un foglio formato poster, i vari modi in cui dimostrarsi buoni amministratori della terra. Includete abitudini quali spegnere le luci, riciclare la carta, la plastica, il vetro e le lattine di alluminio; non sprecare la carta; non inquinare le nostre acque con l’immondizia e con rifiuti chimici od organici, ecc. Scegliete cose che ogni famiglia può fare per essere validi amministratori del pianeta, come Dio ci ha chiesto. MERCOLEDÌ Un uomo onesto Perla a memoria «Perché siate irreprensibili e integri, figli di Dio senza biasimo in mezzo a una generazione storta e perversa, nella quale risplendete come astri nel mondo» (Filippesi 2:15). Attività introduttiva Per dare un’illustrazione della disonestà, procuratevi un asciugamani di carta. Prendete le estremità opposte e arricciatele delicatamente. Invitate i bambini a dare degli strattoni, per verificare quanto esso sia resistente. Versate poi diverse gocce d’acqua al centro dell’asciugamani. Fate loro strattonare nuovamente l’asciugamano che, a questo punto, si lacererà perché è stato indebolito. È successo che... «Josè», disse con tristezza la madre, «hai preso la brutta abitudine di non dire la verità. Non so mai se crederti». Josè non voleva mentire di proposito: sapeva che avrebbe deluso i suoi genitori non dicendo sempre la verità. Per diversi giorni cercò di essere onesto in ogni parola che diceva. A scuola, quando l’insegnante gli chiese se avesse fatto tutti i compiti a casa, le rispose che non ce l’aveva fatta perché aveva preferito farsi un giro in bicicletta. Quando il padre gli chiese se avesse terminato i lavoretti domestici, ammise di essere stato troppo assorbito dalla lettura di un libro e di essersene dimenticato. Un giorno la madre si complimentò con lui: «Stai diventando affidabile! Sai che cosa significa questo?». «Penso che voglia dire che gli altri possono credere a quello che dico e che, dunque, possono anche fidarsi di me». «Proprio così», gli confermò sua madre. «Nell’antica Cina c’era un uomo di nome Meng Xin, noto per essere persona degna della massima fiducia, il quale divenne governatore. Tutti sapevano che sarebbe stato un buon governatore perché era una persona onesta. La gente lo rispettava. Ma, un giorno, la Cina cambiò guida e Meng perse la propria carica. Diventò estremamente povero, al punto da possedere solamente un bue vecchio e malato. Una mattina Meng si recò al mercato e quando tornò a casa scoprì che il nipote stava cercando di vendere a qualcuno il bue, senza dirgli che era malato. Meng non lo permise. Il compratore, che lavorava per il nuovo re cinese, andò a riferire al re quello che era successo. Il re ➥ SETTIMANA DI PREGHIERA 2008 27 L’ANGOLO DEI BAMBINI rimase molto colpito dall’onestà di Meng e gli chiese di diventare precettore di suo figlio; a motivo della sua onestà, il re lo ricompensò con un incarico molto importante». Lo dice la Bibbia Pietro non fu onesto nel momento in cui manifestare quella qualità avrebbe comportato il dover affrontare dei pericoli. Egli aveva promesso a Gesù che non lo avrebbe mai abbandonato. Il Maestro gli rispose che, prima della fine della notte, lo avrebbe, invece, rinnegato tre volte. I soldati vennero ad arrestare Gesù e lo portarono via perché fosse processato dal sommo sacerdote. A Pietro fu chiesto per tre volte se conosceva Gesù, ed egli rispose sempre negando. Subito dopo averlo fatto per la terza volta, un gallo cantò; Pietro vide che Gesù lo guardava e provò una sensazione orribile. La cosa positiva di questo racconto, è che esso non termina qui! Gesù non abbandonò Pietro e, subito dopo essere risorto, gli chiese di andare a riferire agli altri tutte le cose cha aveva imparato su Dio. Pietro era stato disonesto, ma il Signore lo perdonò ed egli poté testimoniare di Gesù a tanta gente. Mi riguarda da vicino Quando scegliamo di essere disonesti, il nostro carattere s’indebolisce. Se le persone si accorgono che nelle cose di tutti i giorni non siamo onesti, non potranno crederci quando cercheremo di parlare loro di Gesù e del suo prossimo ritorno. Abbiamo bisogno di chiedere a Dio il suo aiuto per essere persone affidabili. Che ne pensi? 1. Che cosa c’insegna l’attività dell’asciugamano, in riferimento 28 al tema dell’affidabilità? L’asciugamano asciutto era resistente? E una volta inumidito? Perché la disonestà è simile all’acqua versata sull’asciugamano? 2. Perché per i cristiani è importante essere degni della fiducia altrui? 3. Ricordate di qualche altro personaggio biblico non propriamente onesto. Raccontate se sia stato o meno in grado di vincere questo suo lato negativo per tornare a essere affidabile. In azione! Con questa attività incoraggerete i bambini a riflettere sull’importanza di prendere decisioni oneste nella vita di ogni giorno. Giocate al gioco Che cosa faresti, se…, ponendo le seguenti domande: - Che cosa faresti, se non finissi i compiti? Che racconteresti al tuo insegnante? - Che cosa faresti, se vedessi qualcuno perdere il portafoglio? Lo avvertiresti, oppure lo prenderesti per appropriarti del denaro che contiene? - Che cosa faresti, nel giocare con un amico che ha dei giocattoli che hai sempre desiderato? Li nasconderesti in tasca per tenerteli o saresti contento perché li divide con te? - Immagina il caso in cui ti abbia già sottratto qualcosa a un amico? La restituiresti o la terresti fingendo che sia tua? GIOVEDÌ Un trucco di Satana Perla a memoria «Né incantatore, né chi consulta gli spiriti, né chi dice la fortuna, né negromante» (Deuteronomio 18:11). SETTIMANA DI PREGHIERA 2008 Attività introduttiva Scegliete qualcuno, o un membro della vostra famiglia o un bambino presente alla riunione di preghiera, e ditegli: «Io so già che cosa stai per dire». Quando l’altro replicherà: «Che cosa?», rispondetegli: «Pensavo proprio che avresti detto “Che cosa”, perché la mia sfida ti ha indotto a sfidarmi a tua volta. Avevo ragione? Però ora non ho proprio idea di ciò che dirai, perché stavo solo fingendo di essere capace di predire il futuro». Spiegate che la storia di oggi mette in guardia dalle persone che affermano di saper predire il futuro. È successo che... «Ehi, Kwame, aspettami», gridò Carlos. «Pensavo che fossi già andato a casa», rispose Kwame. «Che cosa farai durante il fine settimana?». «Domani vado in chiesa», gli disse Carlos. «Forse potremmo convincere le nostre famiglie a fare una passeggiata insieme» suggerì Kwame. «È un’ottima idea», replicò Carlos. «Che cosa fai domenica?». «Oh, non vedo l’ora che sia domenica!», disse Kwame, entusiasta. «Uscirà il nuovo libro sul ragazzo mago». «Ah! Non credevo che tu leggessi quel genere di cose», gli disse Carlos. «Certo che le leggo! Non dirmi che tu non lo fai», rispose Kwame. Carlos scrollò le spalle; non sapeva che cosa dire, ma era consapevole di dover rispondere qualcosa. Alla fine, parlò: «No, io non leggo questo genere di cose. Ho deciso che non voglio riempirmi la mente con questo tipo di argomenti». «Ma è solo la storia di un ragazzo che fa il maghetto», lo contestò Kwame. «Alcuni episodi descrivono lotte tra il bene e il male, ed è il bene a trionfare». Carlos scosse la testa. «Questo è quello che a te sembra di vedere. Dio è stato piuttosto chiaro nella Bibbia quando ha detto di non scherzare con la magia. Non credo che ci metterebbe in guardia da una cosa, se non avesse buoni motivi». «Come può, la lettura di un racconto inventato che parla di un maghetto, creare problemi?», domandò Kwame. «Mio padre dice che Satana trova dei modi per riuscire a penetrare nelle nostre difese», gli spiegò Carlos. «Quando leggiamo su argomenti come la magia e la stregoneria, Satana li può utilizzare per annebbiare la nostra mente». «Non ci avevo mai pensato in questi termini», disse Kwame. «È difficile, dal momento che ne parlano un po’ tutti. Voglio avere la mente ben sgombra per fare delle scelte oculate. Dovrò pensarci, ma penso che domenica non sarò tra i primi della fila alla libreria… ». Lo dice la Bibbia Dio avverte i propri figli che il diavolo si servirà dello spiritismo e di altre forme di magia per ingannare gli esseri umani. Il Signore considera il problema con tanta serietà che, quando il re Saul usò la magia, gli fece perdere il trono reale di Israele (1 Samuele 28:725). Satana utilizzerà cose che in apparenza ci paiono innocue per fuorviarci. Quando ci sono individui che sostengono la bontà di queste cose, dobbiamo essere vigili e certi di non andare contro gli insegnamenti del Signore. Se permettiamo alla nostra mente di farsi attrarre dalle mode che il mondo segue non potremo vedere o udire i segnali che il Signore cerca di inviarci. Gesù ha promesso che, prima del suo ritorno, questi segnali ci sarebbero stati. Vogliamo che le nostre menti siano capaci di percepire quello che sta accadendo intorno a noi e capire che Gesù sta venendo a soccorrerci. Oggi, un numero sempre crescente di persone cerca di imparare a comunicare con i defunti senza sapere che, in realtà, questo non è proprio possibile. Infatti la Bibbia ci spiega che, quando una persona muore, essa dorme in attesa del ritorno di Gesù. Satana, però, è sempre all’opera per ingannare le persone e portarle a credere di poter parlare con i defunti. Dio ci ha detto che non dobbiamo provare a farlo, se vogliamo essere suoi figli (Deuteronomio 18:10-13). Mi riguarda da vicino Fate un elenco di cose che dimostrano come Satana stia cercando di appannare le nostre menti in modo da impedirci di vedere chiaramente gli insegnamenti di Dio. Chiedetevi anche se sono necessari cambiamenti nella vostra vita personale, per riuscire a continuare ad ascoltare le sue istruzioni. Che ne pensi? 1. Quale lettura entusiasmava Kwame? 2. In che modo Carlos spiegò a Kwame che la sua non era una buona scelta? Che cosa pensi che Carlos abbia provato, nel parlare all’amico in quel modo? E che cosa avrà provato Kwame, nell’ascoltare le parole di Carlos? 3. Che cosa dice il Signore a proposito della stregoneria, dello spiritismo e della magia? In azione! Create un libro delle promesse con utilizzando fogli colorati che spillerete insieme. Scrivete sui fogli delle promesse tratte dalla Bibbia che vi aiutino a ricordare quali attività possono annebbiare la nostra mente, impedendoci di ascoltare la voce di Dio. VENERDÌ Un sapore amaro Perla a memoria «Gesù rispose loro: “Guardate che nessuno vi seduca. Poiché molti verranno nel mio nome, dicendo: Io sono il Cristo. E ne sedurranno molti» (Matteo 24:4,5). Attività introduttiva Mostrate ai bambini delle noci e poi lasciate che le assaggino (prima controllate che nessuno sia allergico). Quindi dite: «Nella storia di oggi si parla di un ragazzo che imparò che le noci, nonostante l’aspetto invitante, non hanno tutte lo stesso sapore». È successo che... Jimmy amava recarsi alla fattoria del nonno; nel cortile c’era un albero di noci gigantesco e il ragazzo adorava raccogliere i suoi frutti. Si sedeva accanto al nonno e schiacciava le noci per aprirle. Il nonno, poi, avrebbe cucinato le noci in modo sublime, per la gioia del suo palato!!! Prima di tutto, però, era importante controllare che all’interno della noce non vi fossero dei vermi; a volte, per capirlo, era sufficiente osservare il guscio, ma altre volte era necessario romperlo e guardare bene all’interno. In questo modo, Jimmy imparò che le noci vecchie potevano avere un aspetto gradevole, ma che in realtà erano molto amare. ➥ SETTIMANA DI PREGHIERA 2008 29 L’ANGOLO DEI BAMBINI Ogni anno il nonno cercava di assicurarsi che tutte le noci fossero colte; in questo modo nessun frutto vecchio si sarebbe mescolato a quelli del nuovo raccolto. Un giorno, l’uomo doveva sbrigare alcune faccende alla fattoria, e così Jimmy si mise a raccogliere le noci da solo; decise che avrebbe iniziato a sgusciarle mentre il nonno era occupato. In breve tempo, il ragazzo formò una pila di noci aperte. Mi farò una piccola merenda, pensò il bambino; le noci erano bianche e invitanti e così ne infilò una in bocca. «Puah!» esclamò, sputandola. Si precipitò in cucina in cerca di un bicchier d’acqua per scacciare dalla bocca quel cattivo sapore. Il nonno entrò nella stanza proprio mentre Jimmy stava bevendo e sputando l’acqua nel lavandino. «Che cosa c’è che non va?». «Ho mangiato una noce amarissima», replicò il nipote. «Mi dispiace Jimmy. A volte dimentico una o due noci al termine della stagione; e una l’hai trovata tu». «Ma sembrava buona», disse Jimmy. «È vero, non possiamo fidarci delle apparenze». «Già, e questo vale sia per le noci sia per le persone», disse il nonno. «A volte sembra che le persone vivano una vita cristiana sincera, ma poi si scopre che nei loro cuori non c’è quello che appare. Gesù ci ha detto di fare molta attenzione a persone di questo tipo, perché possono dire cose non vere su di lui». «Ne abbiamo parlato nella nostra classe della Scuola del Sabato», commentò Jimmy. «La nostra monitrice ha detto che dobbiamo leggere e studiare la Bibbia, per sapere cosa Dio dice veramente». 30 «Giusto», annuì il nonno. «Le persone che dicono cose non vere su Dio, nella Bibbia sono chiamate “falsi dottori” dove la parola “dottori” non significa medici, ma piuttosto insegnanti, studiosi, maestri. Esse possono risultare sgradevoli e amare, proprio come una vecchia noce». Jimmy accennò un sorriso e disse: «Voglio studiare la Bibbia ogni giorno per sapere che cosa Dio dice. Non voglio che nella mia vita ci qualcuno di questi frutti amari». Lo dice la Bibbia Gesù ci ha avvertito che, subito prima del suo ritorno, si sarebbero presentati falsi dottori e falsi profeti (leggere Matteo 24:4,5). Spiegate ai bambini che Gesù ci ha avvertito della presenza di persone che cercheranno di farci allontanare da lui. Alcune di queste fingeranno addirittura di essere lui, altre verranno in chiesa e si comporteranno come veri cristiani, ma compiendo azioni che un credente non può ammettere. Altre ancora, diranno che le loro convinzioni sono più importanti di quello che la Bibbia dice. Gesù ha definito tutta questa gente «falsi profeti e falsi dottori». Dobbiamo impegnarci con la massima attenzione a studiare tutti i giorni la Bibbia e a imparare quello che il Signore dice veramente. Questo è l’unico modo per conoscere la verità. Mi riguarda da vicino Aiutate i bambini a stilare un elenco di persone che conoscono e che hanno caratteristiche tali da dimostrarsi «veri profeti e veri dottori». Che ne pensi? 1. Perché il nonno di Jimmy cercava di separare le noci SETTIMANA DI PREGHIERA 2008 vecchie da quelle nuove? 2. Secondo quanto ha detto Gesù, che cosa faranno i falsi profeti, prima del suo ritorno? 3. In che modo possiamo evitare di cadere nella trappola preparata dai falsi profeti e dai falsi dottori? In azione! Procurate dei fogli A4 di cartoncino leggero colorato, tagliateli a metà (formato A5), piegateli a libro e riapriteli. Sovrapponete 4 fogli per ogni bambino e spillateli al centro, per ottenere un libretto; donatelo ai bambini, che lo potranno usare per annotare le loro letture bibliche quotidiane. Ricordate loro che non è tanto importante quanto si legge, bensì quanto si ricorda. S A B AT O La fascia gialla e Gesù Perla a memoria «E questo Vangelo del regno sarà predicato in tutto il mondo, affinché ne sia resa testimonianza a tutte le genti; allora verrà la fine» (Matteo 24:14). Attività introduttiva Mostrate immagini che raffigurino una penna e un foglio, una macchina per scrivere, un telefono fisso, un cellulare, una televisione, un computer e un ricevitore satellitare. Commentatele così: «Fornire informazioni ad altre persone è importante, ma quello che diciamo loro a proposito di Gesù, lo è ancora di più». È successo che... Tony era elettrizzato perché stava per andare in vacanza con la sua famiglia. Quando andavano a trovare il nonno e passavano del tempo insieme, era sempre un gran divertimento. Durante il viaggio in macchina, Tony leggeva dei libri e giocava insieme al fratello e alla sorella. Guardava anche la fascia gialla che aveva sul polso e che serviva a ricordargli che sosteneva la ricerca sul cancro. La nonna era morta proprio di questa malattia e lui, in quel modo voleva, far sapere agli altri che pensava spesso a lei. «Chi ha fame?», chiese il padre. Tony rispose: «Io! Ne ho talmente tanta che penso di poter mangiare qualsiasi cosa scritta sul menu!». Si misero tutti a ridere e la madre disse: «Perché non cominci con un piatto e vedi se ti riempie abbastanza?». Poco dopo la famiglia era già seduta intorno al tavolo di un ristorante, pronta a ordinare il cibo. La cameriera prese nota delle ordinazioni e portò alcune bottiglie d’acqua. Poi notò la fascia gialla di Tony e gli chiese: «Perché la indossi?». Il bambino alzò il braccio: «Mia nonna è morta di cancro, ma tante altre persone riescono a sopravvivere; la fascia dimostra che sostengo la ricerca sul cancro». Terminato il pranzo, la famiglia proseguì il viaggio. «Stavo pensando a quello che è successo al ristorante», disse il padre di Tony. «Volevamo parlare a quella donna della ricerca sul cancro; e se, invece, lei avesse avuto bisogno di conoscere Gesù? Di lui non abbiamo proprio parlato». «Hai ragione», replicò Tony. «Ho testimoniato su qualcosa, ma non sulla cosa più importante». «È giusto raccontare agli altri cose che riguardano la ricerca sul cancro», aggiunse la madre, «ma non possiamo dimenticarci di trovare una strada per condividere con gli altri anche Gesù». «È buffo come a volte sia facile parlare di certe cose, ma quando sentiamo il bisogno di testimoniare di Gesù, spesso pensiamo che sia difficile farlo», ribadì Tony. Quella sera, mentre Tony pregava, chiese a Dio di aiutarlo a parlare di Gesù ad altre persone con la stessa facilità con la quale raccontava del suo sostegno alla ricerca sul cancro. Lo dice la Bibbia Prima di salire in cielo, Gesù disse ai suoi discepoli quello che si aspettava facessero dopo la sua partenza (Matteo 28:19,20). Li istruì affinché parlassero agli altri di lui; i discepoli, allora, visitarono molte città e nazioni e presentarono Gesù a molta gente, raccontando come egli fosse morto per salvarli. Fecero altri discepoli e battezzarono molte persone. Il Signore ci chiede di fare la stessa cosa; quando parliamo agli altri di cose per noi importanti, ci appassioniamo; non dovrebbe essere così anche quando facciamo conoscere Gesù? Dovremmo trovare dei modi efficaci per trasmettere ogni giorno ciò che egli significa per noi. Talvolta possiamo usare le parole, in altre circostanze può essere il nostro comportamento a mostrare quanto Gesù ami ognuno di loro. In Matteo 24:14, Gesù ha promesso che la buona novella del regno di Dio sarebbe stata predicata a ciascuno (cercate di fare imparare a memoria questo versetto ai bambini). Questo significa che non tutti potranno ascoltarla mentre sono seduti in chiesa; il Signore vuole che ne parliamo con i nostri amici a scuola e con quelli che abitano vicino a noi. Non importa a chi o dove parliamo della buona novella, quello che conta è farla davvero conoscere al prossimo. Mi riguarda da vicino Aiutate i bambini a creare dei segnalibro che rechino scritto il loro versetto preferito su Gesù. Usate adesivi e pennarelli per decorarli. Dite loro di donare il segnalibro a un vicino di casa. Fate fare ai bambini una prova su quello che potrebbero dire nel consegnare il segnalibro, per esempio spiegando perché amano Gesù e perché credono che egli tornerà presto. Che ne pensi? 1. Quale cosa indossata da Tony gli ricordava di parlare della ricerca sul cancro? 2. Perché a volte è difficile spiegare agli altri per quale motivo amiamo Gesù? 3. In che modo possiamo ricordarci di parlare ogni giorno a qualcuno di Gesù? 4. Dove possiamo parlare di Gesù e con chi? Che cosa possiamo dire? In azione! Fate progettare ai bambini un poster promemoria da attaccare nella loro stanza. Usate foto o altre cose che possano aiutarli a ricordare che ogni giorno devono parlare di Gesù a qualcuno. * Deena Bartel-Wagner è titolare del servizio Verbal Oxygen Creative. La sua passione è raccontare e scrivere sulla figura di Gesù. Vive a Spencerport, New York. SETTIMANA DI PREGHIERA 2008 31 Messaggio del presidente della Conferenza Generale Cari fratelli, Le letture della settimana di preghiera 2008 hanno come argomento i segni dei tempi. I segni sono importanti, perché Gesù li ha identificati per noi e colmati di significato. Egli sapeva che il cammino cristiano dei suoi servitori sarebbe stato lungo e, a tratti, difficoltoso. Ha fatto riferimento ad alcuni fenomeni naturali, alla vita politica e sociale, alla condizione spirituale degli esseri umani e alle varie fasi nello sviluppo del suo piano per la razza umana perché fossero i segni indicatori posti lungo il cammino a ricordarci il suo prossimo ritorno. Nello studio dei segni condivideremo insieme il loro scopo e il significato, come anche i rischi connaturati alla scelta di renderli il centro della nostra vita o di ignorarli. Vogliamo incoraggiarvi a sviluppare un approccio equilibrato e attento agli eventi attuali alla luce della profezia biblica. I segni legati all’incremento della violenza potrebbero sconvolgere la nostra pace interiore, ma discuterne significa cercare di rinforzare la nostra certezza relativa alla presenza della grazia di Dio accanto a noi in un contesto di paura e soprusi. I segni che indicano ❝La cosa veramente importante è che i segni annunciano la venuta di Cristo❞ corruzione morale e sfruttamento dei bisognosi da parte dei potenti dovrebbero motivarci a preservare la nostra santità e ad alzare la nostra voce a difesa degli oppressi. Poi ci sono segni che riguardano la minaccia rappresentata dallo spiritualismo nella sua diversità di espressioni; più di qualsiasi altra cosa, lo spiritualismo costituisce una contraffazione per il rinnovamento biblico di coloro i quali hanno riposto la propria fede in Gesù e sono guidati dallo Spirito Santo. Ma la chiesa si trova anche ad affrontare pericoli provenienti dal mondo cristiano, che si materializzano nelle figure di falsi maestri e falsi profeti. I segni ci mettono in stato d’allerta di fronte a questi possibili rischi. La cosa veramente importante è che i segni annunciano la venuta di Cristo: questa dovrebbe essere il nostro principale centro d’interesse il ritorno di Cristo in gloria! Quell’evento e i segni stessi non possono essere scissi dalla responsabilità cristiana della proclamazione del Vangelo al mondo intero. Per noi avventisti è questo il vero significato della globalizzazione. Il bisogno è globale, il messaggio è globale e lo è anche il ritorno di Cristo. Mentre leggerete queste riflessioni, permettete allo Spirito di parlarvi personalmente e siate pronti a rinnovare la vostra speranza. * Jan Paulsen è il presidente della Conferenza Generale della chiesa avventista. Le chiese più generose sono anche più ricche spiritualmente «Le chiese che sistematicamente e generosamente sostengono l’opera di Dio, sono anche le più ricche spiritualmente. La vera generosità dei discepoli di Cristo è quella che li porta a identificare i propri interessi con quelli del Maestro. Dio ha voluto che gli ebrei e il suo popolo, fino alla fine dei tempi, adottassero questo piano che richiede delle offerte proporzionate alle entrate. Il piano della salvezza fu elaborato a prezzo di un sacrificio infinito: il sacrificio del Figlio di Dio. Il messaggio del Vangelo, che scaturisce dalla croce di Cristo, condanna l’egoismo e incoraggia la generosità. Non ci si deve lamentare perché gli appelli alla generosità aumentano continuamente. Dio, nella sua lungimiranza, esorta i suoi figli a uscire dalla loro limitata sfera d’azione per lanciarsi in grandi imprese. In quest’epoca di fitte tenebre spirituali è richiesto un impegno senza limiti. La mondanità e l’avidità distruggono le forze vitali del popolo di Dio. I credenti devono comprendere che è Dio, nella sua misericordia, a moltiplicare le richieste di denaro. L’angelo di Dio considera la beneficenza sullo stesso piano della preghiera. Nel caso di Cornelio, l’angelo disse: “Le tue preghiere e le tue elemosine sono salite, come una ricordanza, davanti a Dio” (At10:4)» Tesori delle testimonianze, vol. 1, p. 264. 32