1992
vent’anni
di scienza
insieme
2O12
22 OTTOBRE 2012
Real Museo Mineralogico
Via Mezzocannone, 8
Napoli
Medaglia inviata al Centro Musei delle Scienze Naturali e Fisiche dal Capo
dello Stato Giorgio Napolitano, quale premio di rappresentanza per la
giornata studio “Vent’anni di Scienza insieme”
1992
vent’anni
di scienza
insieme
2O12
NAPOLI ANNO DUEMILADODICI
A cura di
Maria Rosaria Ghiara, Romualdo Gianoli, Maria Carmela del Re
Finanziamento della Giornata Studio
Università degli Studi di Napoli Federico II
nell’ambito delle Iniziative Culturali
Testi di
Andretta Elena, Borrelli Lucia, Del Monte Rosanna, del Re Maria Carmela,
De Stasio Roberta, Improta Roberta, Liscio Rosaria, Maio Nicola,
Petrone Pietro Paolo, Petti Carmela
Con la collaborazione di
Assunto Luciano, Corcione Gerardo, Criscuolo Paola,
Turco Mario, Volpicelli Rosa
Comitato Scientifico
del Re Maria Carmela, Ghiara Maria Rosaria, Gustato Gerardo,
Laforgia Vincenza, Schettino Edvige, Sgarrella Franca
Realizzazione Editoriale
www.mediasitalia.com
© 2012 Centro Musei delle Scienze Naturali e Fisiche
ISBN 978-88-907882-0-8
2
Indice
• Introduzione 7
• Il patrimonio 13
Il Real Museo Mineralogico
13
Il Museo Zoologico
16
Il Museo di Antropologia
19
Il Museo di Paleontologia
22
Il Museo di Fisica
25
• La catalogazione, la conservazione e il restauro 27
La catalogazione
27
La conservazione e il restauro
29
• La ricerca 37
• La comunicazione 45
• Le attività educative e le mostre 51
Attività educative
51
Mostre
58
• Le attività di formazione
69
• Appendice 73
A) organizzazione amministrativa
73
B) pubblicazioni del centro
75
C) congressi, seminari, conferenze
89
D) mostre
100
E) attività educative e divulgazione scientifica
106
F) i progetti
111
• 1992-2012 Direttori del Centro Musei delle Scienze Naturali 114
• Lo staff del Centro Musei delle Scienze Naturali e Fisiche 115
INDICE · 3
4
22 OTTOBRE 2012
5
6
Introduzione
Il Centro Musei delle Scienze Naturali e Fisiche dell’Università degli
Studi di Napoli “Federico II”, custodisce un prezioso e imponente patrimonio
di grande valore scientifico, didattico e storico, legato alle ricerche di
eminenti scienziati e studiosi che hanno operato (e tuttora operano) a Napoli e
nell’Ateneo federiciano. È per questo che, in occasione della giornata-studio
“Vent’anni di Scienza insieme”, organizzata per festeggiare i primi vent’anni
del Centro, ci è sembrato giusto fare il punto di quanto realizzato finora.
Venti anni non sono pochi, soprattutto per una struttura bella ma
complessa come questa e le cose da raccontare sono tante. Così sono nate
queste pagine, con un intento ben preciso: far conoscere ai cittadini di tutta
la Campania l’impegno e la passione con cui il Centro Musei delle Scienze
Naturali si è posto al servizio di tutta la comunità.
All’inizio degli anni ‘90 del Novecento, l’allora Rettore Carlo Ciliberto
e le autorità accademiche, fecero una scelta coraggiosa e all’avanguardia
nel panorama delle Università italiane. Nel 1992, infatti, riunirono i Musei
Scientifici (fino ad allora divisi tra i vari Dipartimenti universitari) in una
nuova struttura, autonoma sia dal punto di vista gestionale che amministrativo1,
denominata “Centro Musei delle Scienze Naturali”. Questa iniziativa nasceva
dalla consapevolezza che solo creando un forte legame tra la cittadinanza e il
patrimonio culturale dell’Università, si sarebbe evitato il rischio che questo
cadesse nell’oblio e si perdesse. Così i quattro Musei naturalistici della Facoltà
di Scienze confluirono nel nuovo Centro, di cui fu nominato Direttore Silvana
Filosa, Professore ordinario di Anatomia Comparata, a cui si affiancarono
i Direttori Scientifici dei singoli Musei, con l’impegnativo compito di far
decollare la nuova struttura e conseguire gli obiettivi prefissati.
Questo importante impegno che l’Università aveva preso con la città
fu poi portato avanti con determinazione da Fulvio Tessitore, nuovo Rettore
dal 1993. E davvero in quei primi anni, grazie al sostegno delle autorità
accademiche e all’entusiasmo del personale, l’attività per adeguare strutture
1
Su questo aspetto si veda l’appendice.
introduzione · 7
e funzioni dei Musei alla nuova mission, fu a dir poco febbrile. Ad esempio
furono avviate significative ristrutturazioni dei Musei di Mineralogia,
Zoologia e Paleontologia e assegnati locali adeguati per esporre i reperti del
Museo di Antropologia, confinati da lungo tempo in depositi. Terminata questa
riorganizzazione, i Musei furono finalmente aperti al pubblico segnando, così,
l’inizio di un nuovo e duraturo rapporto tra la cittadinanza e il patrimonio
storico e scientifico della “Federico II”.
A voler sottolineare che era iniziata una nuova fase nella storia dei
Musei federiciani, dalla quale non si sarebbe più tornati indietro, nel nuovo
Statuto universitario del 1995, fu sancito per il Sistema Museale il ruolo di
“struttura istituzionale” della “Federico II”. Nel dicembre dello stesso anno,
il Rettorato organizzò nel monumentale salone del Real Museo Mineralogico,
un Congresso in occasione del 150° anniversario del famoso VII Congresso
degli Scienziati Italiani, che si era svolto in quello stesso luogo nel 1845. Era
il segno di una ritrovata continuità nella storia, del rapporto tra quei luoghi e
la città.
Al Centro Musei delle Scienze Naturali occorreva, però, anche un
segno tangibile che documentasse oltre la storia dei suoi Musei, anche il
grande impegno e i risultati conseguiti con il nuovo percorso culturale avviato
nel 1992. Fu per questo che il 28 maggio del 1999, alla presenza delle autorità
accademiche, politiche e di un folto pubblico, fu presentata la pubblicazione:
“I Musei scientifici dell’Università di Napoli Federico II”, un bel volume
accompagnato da un ricco corredo iconografico che proponeva al pubblico gli
esemplari più rari e notevoli dei quattro Musei naturalistici.
Nel 2002, in occasione del decennale del Centro Musei, il nuovo Rettore
della “Federico II” Guido Trombetti, confermava il suo impegno e quello
di tutto l’Ateneo a sostenere il cammino intrapreso dai Musei scientifici,
convinto dell’importanza dei saperi, delle competenze e intelligenze che
i Musei possono offrire alla cittadinanza. Così il Centro, inquadrato come
Centro Servizi di Ateneo, fu trasformato in Centro Museale, con conseguente
ampliamento dei compiti, secondo le linee del nuovo Regolamento di cui fu
dotato.
Consapevoli delle nuove sfide poste dai cambiamenti del terzo millennio,
8 · introduzione
il Comitato Tecnico Scientifico, il personale e Maria Rosaria Ghiara, Professore
ordinario di Mineralogia e nuovo Direttore del Centro dal 2002, continuarono
e anzi rafforzarono il percorso di apertura alla città e di sensibilizzazione
culturale, intrapreso dieci anni prima. Così, con l’autorevolezza del proprio
ruolo scientifico e con la forte presenza partecipativa, il Centro Museale
ben presto divenne un vero laboratorio per la crescita culturale dei cittadini,
secondo i principi della “società della conoscenza”.
In quel periodo, particolare slancio ebbe l’attività di promozione del
Centro, attraverso una molteplicità di mezzi e iniziative di comunicazione.
Prima di tutto la capillare diffusione di un elegante e sintetico opuscolo
informativo distribuito nelle scuole, nelle aziende turistiche, negli alberghi,
nelle librerie e tra le associazioni culturali, con l’intento di raggiungere
un pubblico sempre più ampio e diversificato. Contemporaneamente il
coinvolgimento anche di altri canali della comunicazione, come la stampa, le
televisioni e le radio locali, per diffondere la conoscenza delle attività promosse
dal Centro. In questo stesso filone si inserisce la stampa del primo catalogo
fotografico di magnifici reperti di rilevanza storica e scientifica, realizzato per
far conoscere lo straordinario patrimonio custodito nei Musei del Centro.
A sottolineare ulteriormente la volontà di aprirsi a nuove esperienze e
collaborazioni, i Musei furono inseriti anche nei circuiti turistici del progetto
“Campania Arte Card” e tra le iniziative della manifestazione “Maggio dei
Monumenti”. Per avvicinare un pubblico di giovani e studenti, furono realizzati
anche gadget come quaderni, segnalibri e cartoline, con alcune immagini dei
reperti più suggestivi di ciascun Museo. Fu poi dato l’avvio al notiziario: “I
Naturalia”, un agile strumento di comunicazione che garantisse l’informazione
sulle attività dei Musei del Centro e, al tempo stesso, costituisse un forum
aperto al dibattito e al confronto culturale. Negli anni successivi, al Centro
furono assegnati nuovi locali e altro personale, consentendo l’attivazione di
due laboratori didattici, un laboratorio di restauro, un ufficio dedicato alle
relazioni pubbliche.
Per rafforzare sempre di più il legame tra il Centro Musei e il suo
territorio e per assecondarne la naturale vocazione di struttura al servizio
della società, nel corso del tempo sono state intensificate le collaborazioni
introduzione · 9
con esperti di Pedagogia Sperimentale e Didattica Museale. Ciò ha permesso
di accrescere le collaborazioni con la Scuola e il mondo del lavoro, grazie
alle quali il Centro ha potuto mettere a frutto le proprie potenzialità per il
recupero culturale di ampi strati della popolazione. Anche le visite ai musei
sono state ripensate e riprogettate su misura per ciascuna tipologia di
visitatore, grazie alla collaborazione tra personale del Centro e Associazioni
no-profit di giovani laureati, nel ruolo di mediatori culturali. Il risultato è una
serie di percorsi educativi che non lasciano ai visitatori solo un bagaglio di
conoscenze, ma creano un legame duraturo con i Musei, quasi un’empatia,
facendo al contempo capire come una maggiore comprensione della Scienza
può rendere migliori gli uomini e la società.
La consapevolezza del ruolo strategico del mediatore culturale (vero ponte
tra i musei e il pubblico) e la necessità di disporre di figure professionalmente preparate a svolgere questo compito, ha spinto poi il Centro a organizzare appositi corsi di formazione. Allo stesso modo, accordi e collaborazioni
con i Dipartimenti universitari, il CNR, l’Ufficio Scolastico Regionale e le
Associazioni culturali, hanno permesso al Centro di intensificare la ricerca
sul patrimonio custodito e sulle problematiche della comunicazione museale
e della divulgazione scientifica. Infatti, grazie a progetti che hanno meritato
finanziamenti ministeriali2, sono state sperimentate varie forme di comunicazione, anche attraverso l’uso di nuove tecnologie quali il Web, installazioni
interattive nelle sale, cataloghi multimediali, CD e DVD interattivi, che hanno
consentito di far conoscere in modi nuovi e più incisivi le attività del Centro.
Questa intensa e articolata attività è documentata dalle pubblicazioni3,
dall’organizzazione di mostre, congressi, seminari e altri eventi rivolti alla
cittadinanza e agli studiosi4. Si tratta sicuramente di un grande sforzo premiato
dalle circa 45mila visite annue che riempiono le sale dei Musei di adulti e
studenti delle scuole di ogni ordine e grado!
Nonostante la contrazione delle risorse finanziarie registrata negli
ultimi anni (che ha costretto il Centro a sospendere l’apertura al pubblico
2 3 4 Progetti finanziati attraverso la partecipazione a bandi della Legge 6/2000.
Su questo argomento si veda l’appendice, per l’elenco completo.
Su questo argomento si veda l’appendice, per l’elenco completo.
10 · introduzione
nei fine settimana e nei giorni festivi) Massimo Marrelli, nuovo Rettore
della “Federico II” dal 2011, ha riconfermato, ancora una volta e con forza,
il sostegno dell’Ateneo alle strutture museali. Nello Statuto di Ateneo,
modificato in attuazione della Legge 240/2010, il Sistema Museale è stato,
infatti, riconfermato come “struttura istituzionale”. Inoltre, il Rettore, nel
corso del suo saluto ai tantissimi presenti all’inaugurazione dell’edizione
2011 della manifestazione “Collezionare la Natura”, ha voluto dichiarare
pubblicamente il suo personale impegno e quello dell’Ateneo a riaprire i Musei
anche nei giorni festivi, non appena la situazione finanziaria lo consentirà. I
primi segni tangibili di questa volontà, sono state le aperture straordinarie nei
fine settimana, in occasione della manifestazione “Maggio dei Monumenti”
del 2011 e del 2012.
Un altro segnale della volontà di continuare a crescere, è arrivato
nel gennaio 2012, quando anche il Museo di Fisica è entrato a far parte
del Centro. Si tratta di una scelta perfettamente coerente con le finalità del
Sistema Museale, che auspica la confluenza dei Musei e delle collezioni
dipartimentali, nei Centri Museali di Ateneo, per migliorare ancora l’offerta
culturale e la fruizione dell’importante patrimonio custodito. Da quest’anno,
dunque, il Centro Musei ha modificato la sua denominazione in “Centro Musei
delle Scienze Naturali e Fisiche”, sicuramente un bel modo, ancora più ricco e
completo di fare cultura scientifica.
Di tutto questo e di altro ancora vi parleremo nelle prossime pagine,
perché questo non è il punto di arrivo di una storia durata vent’anni, ma l’inizio
di un nuovo, lungo cammino, con l’auspicio che il forte legame, già esistente
tra la città e i suoi Musei Scientifici, diventi sempre più solido, per affrontare
insieme e con maggior sicurezza le sfide del futuro.
introduzione · 11
12
Il patrimonio
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, tra i compiti dei musei
non vi è solo quello di custodire e rendere fruibile il patrimonio storico già
esistente, ma anche quello di arricchirlo con nuovi esemplari da studiare e
documentare, affinché diventino una risorsa per le future generazioni. È un’idea
moderna di museo dinamico, vivo e proiettato verso il futuro, costantemente
perseguita dal Centro che attribuisce ai propri musei il fondamentale ruolo di
custodi della bio e geo-diversità. Un compito tanto più importante oggi che i
cambiamenti dell’ambiente naturale si stanno manifestando con una velocità
mai riscontrata prima. È con questo spirito che in questi venti anni il Centro ha
incrementato il suo patrimonio attraverso nuovi acquisti, scambi e donazioni.
Il Real Museo Mineralogico
Il Real Museo Mineralogico custodisce importanti collezioni storiche
fra cui la “Grande Collezione del Real Museo”, costituita da minerali raccolti
nelle più importanti miniere europee di fine Settecento e Ottocento. Si tratta
di reperti dal grande valore storico e scientifico, a volte anche di eccezionale
pregio estetico o di vere e proprie rarità, come le manganiti provenienti da
giacimenti della Sassonia (Germania), le splendide fluoriti del Cumberland
(Inghilterra), le calciti del Derbyshire (Inghilterra) e della Sassonia.
Un’altra importante collezione storica è la “Collezione Vesuviana”,
i cui reperti cominciarono a essere raccolti agli inizi dell’Ottocento e
successivamente organizzati in collezione nel 1845 da Arcangelo Scacchi, il
più importante mineralista italiano dell’Ottocento. Anche se costituita da un
minor numero di reperti, la “Collezione dei Minerali e dei Tufi Campani” è
molto importante scientificamente, per l’unicità di alcuni campioni acquisiti
intorno al 1806 per volontà di Vincenzo Ramondini, direttore del Museo e
titolare della prima Cattedra di Mineralogia dell’Università di Napoli.
Durante tutto il XIX secolo il Museo si arricchì anche di collezioni
di studiosi che hanno fatto la storia della Mineralogia e del collezionismo
naturalistico napoletano. Nel 1835 fu acquistata la “Collezione Matteo
Tondi”, singolare figura di scienziato che, durante il suo soggiorno parigino,
IL PATRIMONIO · 13
aveva realizzato presso il Museo di Storia Naturale un’interessante collezione
mineralogica per scopi didattici. Con la direzione di Arcangelo Scacchi il
Museo si arricchì di moltissimi reperti legati all’attività del Vesuvio, raccolti
personalmente dal grande scienziato. Nel 1847 furono acquisiti alcuni reperti
di Ascanio e Nicola Filomarino, duchi della Torre, esperti vulcanologi e nel
1851 parte della “Collezione di Teodoro Monticelli”, insigne mineralista e
vulcanologo. Nel 1862 il Real Museo si arricchì della “Collezione dei Cristalli
Artificiali” donata da Arcangelo Scacchi.
A metà Novecento Antonio Scherillo riorganizzò l’esposizione dei
reperti, riportando il Museo agli antichi splendori dopo gli anni bui e i gravi
danni della seconda guerra mondiale. Realizzò la “Collezione dei Grandi
Cristalli”, acquistando minerali di notevoli dimensioni e con abiti cristallini
perfetti, che affiancò allo straordinario esemplare di quarzo ialino di ben 480
Kg proveniente dal Madagascar, donato a Carlo III di Borbone nel 1740 e
trasferito nel Real Museo nei primi anni della sua istituzione. Oggi è possibile
ammirare questo splendido esemplare all’ingresso del salone monumentale
del Real Museo Mineralogico.
Fu allestita la “Collezione di Meteoriti” che annovera quaranta esemplari
(alcuni dei quali caduti sul territorio italiano) e la “Collezione degli Strumenti
Sorici”, composta da 47 strumenti scientifici, fra cui l’interessante goniometro
commissionato da Arcangelo Scacchi ad artigiani napoletani1.
L’istituzione del Centro Museale nel 1992 permise di avviare la
risistemazione dei depositi situati nelle aree retrostanti le vetrine del Salone
Monumentale e nei mobili del ballatoio, consentendo, così, di recuperare e
riorganizzare alcune collezioni storiche come la “Collezione Matteo Tondi”
e la “Collezione dei Cristalli Artificiali”. Grazie a questi lavori nei depositi
furono rinvenute, fra l’altro, 50 medaglie coniate nella lava delle eruzioni del
Vesuvio, a partire dagli anni 30 dell’Ottocento, fino all’eruzione del 1944.
Alcune di queste medaglie sono attribuibili ai già citati Filomarino, mentre
altre furono realizzate da artigiani napoletani di Largo Baracche.
Negli anni seguenti il patrimonio del Real Museo Mineralogico
si è ulteriormente arricchito, grazie all’acquisto di importanti esemplari
1 Dettagliate descrizioni delle varie collezioni storiche del museo sono riportate in Ghiara e Menditti, 1999.
14 · IL PATRIMONIO
provenienti da località minerarie nuove o che non erano rappresentate,
nonché da esemplari di specie non presenti o poco rappresentate. Si contano,
così, esemplari provenienti dalla Cina, dal Pakistan, dallo Sri Lanka, dalla
Birmania, dalla Thailandia, dall’India, dal Brasile, dagli USA, dal Messico,
dallo Zaire, dalla Namibia e dal Madagascar2. Nuovi campioni sono stati
acquistati per completare alcune classi mineralogiche3 e le collezioni sono
state arricchite anche grazie a donazioni e scambi4. La “Collezione Vesuviana”
e la “Collezione dei minerali dei Tufi Campani” si sono, infatti, arricchite di
minerali donati dal Prof. E. Franco quali, uno splendido esemplare di cotunnite
e ancora bassanite, ematite, idrodolomite, voltaite, roemerite, metavoltina e
ancora di indialite e kalsilite primi rinvenimenti al Vesuvio e in Italia. Grazie
agli scambi, ad esempio, il museo ha ottenuto 18 minerali rinvenuti nel marmo
di Carrara, tra cui uno splendido esemplare di rutilo. Nel 1995 i coniugi De
Felice-Sbriziolo hanno donato la “Collezione delle Pietre Dure”, oggi esposta
in tre vetrine circolari che consentono al visitatore di seguire il percorso che,
dalla pietra grezza, conduce al prodotto lavorato. Nel 2007 il Prof. M. de
Gennaro ha donato 42 esemplari di lapidei provenienti da siti estrattivi della
Campania, Basilicata e Calabria e 4 campioni di marmi pregiati provenienti
dal Brasile, tutti esposti in due vetrine appositamente realizzate.
Di particolare interesse petrografico è la raccolta di oltre 500 campioni
2 Provengono da distretti minerari della Cina il bellissimo campione di antimonite con cristalli prismatici striati e allungati, di colore grigio piombo e lucentezza metallica, la babingtonite con prhenite e quarzo, la piromorfite in cristalli verdi,
la scheelite, l’helvite e l’inesite. Da miniere del Pakistan proviene lo splendido esemplare di berillo varietà acquamarina
con tormalina e quarzo e il corindone varietà rubino, mentre dallo Sri Lanka proviene un bel cristallo di zaffiro, dalla
Birmania lo spinello rosso, dalla Thailandia la mimetite e dall’India una geode di basalto tappezzata da cristalli aciculari
di okenite. Da siti minerari del Brasile recentemente individuati provengono esemplari di titanite, quarzo rutilato, e vivianite. Da Alma Mine nel Colorado (USA) proviene un bel campione di rodocrosite con cristalli romboedrici rosso vivo e
sempre dagli Stati Uniti, un aggregato di oro in lamine con aspetto arborescente su calcite, la celestina in cristalli tabulari
con scalenoedri di calcite e la splendida sezione lucidata di tronco fossile di 55 cm di diametro proveniente dall’Arizona.
Dal Messico proviene il campione di gesso “cattedrale” che completa le varietà di questa specie già presenti nel museo.
Dal continente africano, area mineraria di grande importanza ma poco rappresentata nel museo, provengono 25 reperti fra
cui una splendida malachite stalattitica dallo Zaire, cristalli di cobalto-smithsonite di un bel rosa pallido e la descloizite
dalla Namibia, dal Madagascar l’euclasio e cristalli poligeminati di crisoberillo mentre dal deserto algerino un notevole
campione di rosa del deserto.
3 Fra gli elementi nativi è stato acquisito il bismuto mentre per la classe dei solfuri la jamesonite e l’enargite e per quella
degli ossidi l’hibonite e l’ilmenorutilo. Per la classe dei borati l’hambergite e la guardefroyite e per quella dei fosfati austinite, scholzite e cornetite. Per la classe dei solfati la brochantite, l’ettringite e l’hubnerite e, infine, per la classe dei silicati
sono stati acquistati inesite, pirosmalite, kinoite, afganite e gyrolyte.
4 È il caso degli zeoliti provenienti dagli Stati Uniti d’America (dono di W. A. Henderson) e dalla Sardegna (dono di L.
Accardo), di una calcopirite del Cile (A. Russo), di un bellissimo esemplare di orpimento dall’Iran (M. Boni), l’armenite
della Sardegna (G. Balassone, E. Franco), la powellite dell’India (A. Panunzi), un campione di solfuro di Rhenio dall’arcipelago delle Kurili (P. Gasparini), l’aragonite (B. Mura), mimetite, baritina e rasasite della Sardegna (P. Stara e M. Astolfi).
IL PATRIMONIO · 15
di rocce con 700 sezioni sottili e relative pubblicazioni, donata nel 2006 dal
Prof. Aldo Cundari. Sono campioni di piccolo e medio formato (in prevalenza
noduli ultramafici, eclogiti, kimberliti, leucititi e lamprofiri) provenienti da
importanti aree geologiche localizzate in Europa, Australia, Africa e Antartide,
raccolti nell’arco di ben 43 anni di ricerca. La collezione è stata inventariata,
ordinata per aree geografiche, sistemata in due cassettiere dell’800 e oggi è
fruibile sia da studiosi che da studenti universitari.
Il Museo Zoologico
Il Museo Zoologico dispone di un vasto e importante patrimonio formato
da esemplari appartenenti ai principali taxa animali e costituisce un vero e
proprio archivio della biodiversità, a testimonianza della fauna locale ed esotica,
sia attuale che storica. Nelle vetrine del Salone Maggiore, realizzate nel primo
decennio dell’Ottocento e in quelle del Salone Minore, realizzate in occasione
del VII Congresso degli scienziati italiani del 1845, sono esposti i reperti della
“Collezione dei Vertebrati”. Si tratta di circa 5.000 esemplari naturalizzati o
conservati in liquido e di preparati osteologici che rappresentano tutte le classi.
I reperti osteologici, in particolare, appartenevano al Gabinetto di Anatomia
Comparata che, negli anni 50 del Novecento, Mario Salfi incluse nel Museo
Zoologico. In questa importante Collezione è confluita, poi, la raccolta di
circa 2000 esemplari di mammiferi, alcuni di particolare rilevanza scientifica
e museologica, come lo scheletro completo di Balena Franca Boreale, unico
esemplare rinvenuto nel Mediterraneo e conservato in un museo5. Fanno parte
della collezione il reperto naturalizzato di Wallaby dall’unghia lunata (piccolo
canguro che aveva come area naturale di distribuzione l’Australia) oggi
estinto, l’esemplare di Foca Monaca proveniente dal Golfo di Napoli (specie
a lungo diffusa in tutto il Mediterraneo e nell’Atlantico ma ormai sull’orlo
dell’estinzione) e il reperto naturalizzato di Okapi (giraffide centro-africano a
forte rischio di estinzione). Nella Collezione dei Vertebrati è confluita anche
la “Collezione degli Uccelli”, donata dal chirurgo Mario Schettino negli
anni ‘40 del Novecento, costituita da magnifici esemplari (naturalizzati e
preparati dallo stesso Schettino), di specie rare o localmente estinte dell’Italia
5 La balena fu catturata nel 1877 nel mar Piccolo di Taranto e acquisita dal museo grazie a Paolo Panceri naturalista lombardo che nel 1866 fu chiamato a ricoprire la Cattedra di Anatomia Comparata dell’Università di Napoli.
16 · IL PATRIMONIO
meridionale e della Sardegna. Amico di Francesco Saverio Monticelli, lo
Schettino donò al Museo una collezione davvero notevole sia per numero di
esemplari che per qualità, ma al termine della seconda guerra mondiale, ai
danni dei bombardamenti e ai successivi furti e vandalismi, sopravvissero solo
40 reperti, oggi esposti nelle vetrine del Salone Minore.
Gli esemplari di Invertebrati sono organizzati in varie collezioni. Tra
queste va ricordata la storica e importante “Collezione Malacologica” che,
purtroppo, ha subito notevoli perdite durante la seconda guerra mondiale. I
4.100 reperti ancora oggi presenti e parzialmente esposti, comprendono specie
marine mediterranee ed esotiche, oltre a specie dulciacquicole e terrestri
provenienti da tutto il mondo. Fra i pezzi più interessanti, sicuramente la
Patella ferruginea proveniente dal Golfo di Napoli, oggi estinta.
Nelle vetrine storiche del Salone Minore sono esposti parte dei 120
esemplari di suggestivi scheletri calcarei di notevoli dimensioni della
“Collezione di Madrepore Tropicali”, che vanta i campioni raccolti tra il 1873
e il 1874 da Paolo Panceri, durante due campagne in Egitto. Eccezionale
importanza riveste, poi, la “Collezione Entomologica” di Achille Costa,
comprendente oltre 30.000 insetti provenienti da ogni parte del mondo, raccolti
in buona parte dallo stesso Costa. La raccolta fu successivamente arricchita
da esemplari acquisiti da Mario Salfi e Marcello La Greca a seguito delle
spedizioni scientifiche in Europa, Asia e Africa e grazie agli scambi con Musei
e studiosi di tutto il mondo. A causa della estrema delicatezza dei reperti, la
collezione non è in esposizione.
Ricordiamo, infine, l’interessantissima “Collezione Elmintologica
Centrale Italiana”, riconosciuta con apposita Legge dello Stato il 7 marzo
1912 e costituita da oltre 2.000 preparati di elminti, parassiti dell’uomo
e di altri vertebrati. I reperti sono stati raccolti, identificati e descritti da
Francesco Saverio Monticelli, Corrado Parona e Michele Stossich, eminenti
parassitologi di inizio Novecento. La collezione è esposta in un’apposita sala
ad essa dedicata6.
Come nel caso del Real Museo Mineralogico, anche quello di Zoologia
negli ultimi 20 anni ha visto incrementare il suo patrimonio, sia con l’acquisto
6 Dettagliate descrizioni delle varie collezioni storiche del museo sono riportate in Botte e Scillitani, 1999
IL PATRIMONIO · 17
di importanti esemplari, che grazie a donazioni. Così, la “Collezione dei
Vertebrati” ha acquisito diversi esemplari di pesci provenienti dal Tirreno
centrale, tra i quali esemplari donati da P. N. Psomadakis, di Squaliformi,
Batoidei e un esemplare tassidermizzato di Pesce Re (Lampris regius) specie
molto rara nel Mediterraneo. Di recente acquisizione è anche l’esemplare in
formalina di Capolepre (Lagocephalus lagocephalus) proveniente dal Golfo
di Napoli e il cranio, parzialmente ricostruito e ancora in allestimento, di uno
Squalo Elefante (Cetorhinus maximus) maschio adulto, lungo oltre 6 metri e
di circa tre tonnellate, rinvenuto morto nelle acque di Procida.
Anche i reperti erpetologici sono notevolmente aumentati, grazie
alla donazione della raccolta del Prof. Orfeo Picariello7, nonché in seguito
all’acquisto di esemplari di rettili di differenti specie. Sono state introdotte
alcune decine di esemplari dell’ornitofauna esotica e diorami dell’ornitofauna
italiana8. Sono stati acquisiti anche numerosi esemplari di mammiferi sia
tassidermizzati che in scheletri. Particolarmente significativo tra questi è lo
scheletro di un neonato di Balenottera Minore (Balenoptera acutorostrata)
spiaggiatosi a Salerno nell’aprile 2010, esposto accanto allo scheletro
ottocentesco di adulto della stessa specie. Inoltre sono stati acquisiti lo
scheletro di un Grampo (Grampus grisou), spiaggiatosi a Torre Annunziata
(NA), montato ed esposto nel Salone Maggiore e vari crani di Delfinidi,
rinvenuti in seguito a spiaggiamenti su varie coste della Campania9. Degni di
nota sono anche l’esemplare naturalizzato di Lupo (Canis lupus) e lo scheletro
di Gatto Selvatico (Felis silvestris) trovati morti rispettivamente in provincia
di Isernia e di Salerno e donati al museo dal Corpo Forestale dello Stato. Sono
stati, infine, acquistati vari reperti tassidermizzati di Roditori, Insettivori,
Erinaceomorfi, Lagomorfi, Mustelidi e Viveridi.
Tra le nuove collezioni di Invertebrati e singoli esemplari acquisiti dal
Museo, sono certamente degne di nota la “Collezione di Cipree Giuseppe
Ranavoro”, formata da circa 400 esemplari a secco di splendide conchiglie
provenienti dai mari di tutto il mondo e la “Collezione di Gasteropodi
7 8 9 Costituita da circa 2.000 esemplari di anfibi e rettili della fauna campana e di diverse regioni mediterranee
In particolare nove diorami di Passeriformi, tre di Caradriiformi, uno di Falconiformi e uno di Coraciformi
I reperti di cetacei sono stati acquisiti grazie alla collaborazione con il Centro Studi Cetacei, l’Istituto Zooprofilattico
Sperimentale del Mezzogiorno, le ASL Costiere della Campania e le Capitanerie di Porto.
18 · IL PATRIMONIO
Continentali di Capri”, esposte in vetrine dedicate. Il Museo ha ricevuto,
inoltre, esemplari di importanti dimensioni come il suggestivo reperto di
Cefalopode gigante, (Ommastrephes bartramii) pescato nel 2003 a Capri,
sicuramente fra i più grandi rinvenuti nei mari italiani, recentemente donato
al Museo dal Corso di Laurea in Biologia delle Produzioni Marine e dal
Dipartimento delle Scienze Biologiche. Ancora, un mollusco bivalve d’acqua
dolce (Anodonta woodiana) originario dell’Asia orientale, rinvenuto lungo il
bacino del fiume Volturno in Provincia di Caserta.
Una raccolta di Cnidari tropicali in liquido e alcune preparazioni con
Lepidotteri mimetici sono state donate dal Prof. Antonio Pietro Ariani ed
esposte in apposite vetrine. Esemplari di diverse specie di Crostacei Decapodi
mediterranei sono stati acquistati ed esposti in bacheche dedicate a questo taxa.
Infine è stato realizzato un diorama che illustra il complesso ciclo biologico
del Cerambicide (Cerambyx velutinus), un coleottero parassita delle querce
che si sviluppa provocando seri danni all’ospite, sia da adulto che come larva.
Il Museo di Antropologia
Il Museo di Antropologia vanta numerosi reperti organizzati in
collezioni osteologiche, archeologiche ed etnografiche di grande pregio storico
e scientifico, che consentono di illustrare i principali temi dell’Antropologia,
quali la variabilità e l’evoluzione umana, secondo le attuali conoscenze. La
maggior parte delle collezioni è ottocentesca e fu acquisita grazie agli scambi
e ai rapporti scientifici del fondatore del museo, Giustiniano Nicolucci, e dei
direttori successivi, con cultori napoletani e studiosi italiani e stranieri.
La consistenza delle collezioni osteologiche umane (stimata in circa
2.650 reperti) rappresenta un insostituibile archivio biologico. Una parte
davvero inestimabile di questo patrimonio è quella proveniente da diversi
luoghi del “Vecchio Mondo”, in particolare la nota “Cranioteca di Giustiniano
Nicolucci”, una raccolta che, nonostante le perdite subite nel tempo, annovera
due crani di età preistorica. Vi sono poi le collezioni osteologiche animali
(provenienti per lo più da siti preistorici) e i numerosi materiali archeologici
che documentano la paleobiologia e la preistoria delle popolazioni dell’Italia
meridionale, dell’Europa, dell’Asia occidentale, del Nord Africa e delle
IL PATRIMONIO · 19
Americhe.
Di assoluta suggestione sono i corpi mummificati del Museo, come
le quattro mummie peruviane di cui una del 700 d.C. in un sacco di corda
(sicuramente uno dei reperti più preziosi) e le cinque teste di mummie
egiziane, molto probabilmente acquisite da Paolo Panceri. Di grande valore è
lo scheletro umano del Paleolitico inferiore di Grotta Romanelli in Puglia. Tra
i reperti etnografici, di grande valore sono le quattro aste cerimoniali Maori
della Nuova Zelanda, le lame di ascia delle popolazioni Onghe delle Isole
Andàmane e gli scudi in pelle di animale provenienti dall’Africa orientale
ed equatoriale. Particolarmente interessante è anche la raccolta di “Arnesi
Levigati delle Province Calabresi”, costituita da 120 reperti (generalmente
accette e martelli di notevole pregio) e la collezione acquisita da Vincenzo
Giuffrida Ruggeri nel 1914, di 188 reperti provenienti dal bacino di Venosa,
fra i quali spiccano numerose “amigdale”.
Particolare poi è la storia della “Collezione Troiana”, riscoperta nel
1981 dal Prof. Francesco Fedele e catalogata con J. Morris. Si tratta di 196
reperti risalenti al 3.000 a.C. (oggetti in pietra quali macine, martelli, accette e
lisciatoi) provenienti dagli scavi degli strati più bassi del sito archeologico di
Troia. Da ricordare, infine, la “Collezione di Calchi Facciali di Lidio Cipriani”:
120 calchi in gesso dipinto, di facce di uomini adulti, realizzati nel periodo
1927-30 allo scopo di documentare i cosiddetti “tipi razziali”. I reperti furono
acquistati da Giocchino L. Serra nel 1932 mentre altre copie della collezione
sono esposte nei musei antropologici universitari di Firenze e Padova10.
Nel 1994, in seguito all’istituzione del Centro Museale, fu finalmente
possibile esporre, sia pure in piccola parte, le collezioni in una saletta del
Dipartimento di Biologia Evolutiva e Comparata. Nel 1999, con l’assegnazione
al Centro di locali adeguati, fu avviato l’allestimento del Museo di
Antropologia completato nel 2002 con adeguate unità espositive. Così, dopo
una lunga fase di stasi e grazie a questa sistemazione, il Museo ha potuto
riprendere l’acquisizione di nuovi reperti per incrementare e diversificare il
10 Dettagliate descrizioni delle collezioni storiche sono riportate in Fedele, 1999.
20 · IL PATRIMONIO
proprio patrimonio11.
Particolarmente indicativo dell’attenzione posta dal Museo ai fenomeni
di attualità, è stato il completamento nel 2005 dell’interessante collezione
di oggetti etnografici provenienti dall’isola Palawan nelle Filippine, frutto
degli studi condotti nell’arco di diversi anni dall’etnologo napoletano Dario
Novellino. L’attuale esposizione mira, infatti, a comunicare in modo attraente
ed efficace, lo stile di vita delle popolazioni Palawan e Batak, seriamente
minacciato dall’ingresso di emigrati filippini nelle loro aree naturali. In tal
modo la collezione si presenta come valido strumento per stimolare riflessioni
sulla diversità culturale come valore indispensabile all’umanità.
L’acquisizione di calchi in vetroresina di vittime di eruzioni preistoriche
e storiche del complesso Somma-Vesuvio testimonia, invece, l’attenzione
verso la storia del territorio campano. L’esposizione di questi calchi, arricchita
da immagini e pannelli esplicativi dal forte impatto visivo, consente di
divulgare i risultati di recenti indagini condotte dal Museo in collaborazione
con l’Osservatorio Vesuviano, sugli effetti delle eruzioni vesuviane sull’uomo
e sull’ambiente.
Accanto all’acquisizione di nuovi reperti, grande impegno è stato messo
anche nell’attività di rivisitazione e valorizzazione delle antiche collezioni.
A tal proposito, merita di essere menzionato il nuovo allestimento del 2011,
dei 120 calchi facciali di Lidio Cipriani. La collezione è stata esposta per
molto tempo in espositori di legno nelle quali per ogni calco era riportata
l’indicazione della “razza” di appartenenza, dell’età, del sesso e della città di
ciascun individuo, coerentemente con il proposito originario dello studioso di
documentare i “tipi razziali”. In accordo con le moderne conoscenze, l’attuale
presentazione della collezione mostra, invece, un pannello espositivo in cui
i calchi sono presentati privi di qualsiasi connotazione. È un’impostazione
che vuole affermare l’impossibilità di “classificare gli uomini”, spostando
l’attenzione sul concetto che le differenze di aspetto tra gli abitanti della Terra,
11 Tra le acquisizioni ricordiamo quella del 2002 di alcuni calchi di crani di elevato valore storico e documentario, relativi
ai più significativi rinvenimenti paleontologici umani. I nuovi reperti hanno permesso di ampliare la Collezione dei Calchi
Storici e Didattici,di reperti fossili di Ominidi e di altri Primati, costituita a partire dal 1908. Il Museo ha acquisito, inoltre,
ciottoli scheggiati e bifacciali di quarzite del Paleolitico inferiore e punte, raschiatoi e lame del Paleolitico medio-superiore, rinvenuti lungo le dune costiere di alcune località del Marocco settentrionale e nord-orientale, a seguito di campagne di
studio condotte in collaborazione con l’INSAP di Rabat, le Università di Roma La Sapienza e di Kénitra.
IL PATRIMONIO · 21
non sono altro che segni esteriori dell’adattamento dell’uomo a differenti
climi ed ambienti.
In definitiva, grazie agli studi e al recupero delle collezioni storiche,
alle nuove acquisizioni e a un’impostazione scientifica più moderna, oggi il
Museo di Antropologia si propone al pubblico con un percorso espositivo
sull’evoluzione biologica e culturale dell’uomo, completo e aggiornato.
Il Museo di Paleontologia
Il Museo di Paleontologia custodisce numerosi reperti provenienti
da località italiane ed estere. Questi reperti rappresentano un’eccellente
documentazione paleontologica della fauna e della flora che a partire dall’Era
Paleozoica ha popolato il nostro pianeta. Alcune delle “Collezioni storiche”12
furono acquistate, a partire dai primi anni del XIX Secolo, dai direttori del Real
Museo Mineralogico. Nel 1860, quando la cattedra di Geognosia fu sdoppiata
in quelle di Mineralogia e Geologia, Arcangelo Scacchi, direttore del Real
Museo Mineralogico, consegnò i reperti geo-paleontologici a Guglielmo
Guiscardi che si impegnò a organizzare il Museo di Geologia.
Negli anni successivi il Museo di Geologia si arricchì notevolmente
di reperti e collezioni paleontologiche, spesso legate agli studi dei ricercatori
dell’Ateneo federiciano. A questo periodo risalgono le “Collezioni di Ittioliti”
provenienti dai tre giacimenti campani di Castellammare, Giffoni e Pietraroja,
ma anche l’importante “Collezione di Oronzo Gabriele Costa”, composta
da esemplari appartenenti ai vari gruppi sistematici, raccolti dall’eminente
naturalista nelle province meridionali d’Italia. Le raccolte di pesci fossili, come
i reperti di vertebrati dei terreni pleistocenici dell’Italia centro-meridionale,
hanno grande rilevanza scientifica. Questi reperti, infatti, hanno consentito di
ricavare importanti informazioni sulla storia antica dell’area campana e sui
cambiamenti paleoambientali e paleoclimatici che si sono succeduti nel corso
di milioni di anni.
Col passare del tempo il Museo di Geologia continuò ad arricchirsi
di reperti paleontologici sicché, quando nel 1932 fu istituita la cattedra
di Paleontologia, sembrò giusto trasferire questo notevole patrimonio nel
12 Come, ad esempio, il primo nucleo della collezione dei pesci fossili di Castellammare di Stabia e singoli reperti quali i
tre esemplari di Ittiosauri, grandi rettili marini e i pesci del Lias del Wurtemberg
22 · IL PATRIMONIO
costituendo Museo di Paleontologia. Negli anni 60 del Novecento il Museo
acquistò la “Collezione Palumbo”, oltre 10.000 reperti fossili di invertebrati di
età compresa tra il Paleozoico ed il Pleistocene. Si tratta di una collezione dal
forte valore didattico perché di fondamentale supporto nell’insegnamento della
paleontologia nei vari corsi universitari13. In quegli anni ci furono acquisizioni
che arricchirono anche le collezioni dei grandi vertebrati fossili, fra cui lo
scheletro del mammifero marino Methaxytherium medium, sicuramente
l’esemplare più completo di questo taxon finora ritrovato nel Mediterraneo14.
Dall’istituzione del Centro Musei, il Museo di Paleontologia trasse
notevoli benefici e un nuovo slancio per le sue attività. I locali furono ristrutturati
in maniera moderna e funzionale e furono acquistate moderne vetrine grazie
alle quali fu possibile esporre adeguatamente l’importante patrimonio. Inoltre,
nel 1996 l’ateneo federiciano, a sottolineare la sua attenzione verso i musei
scientifici, acquistò l’imponente scheletro di Allosaurus fragilis (dinosauro
carnivoro rinvenuto nei giacimenti giurassici della Morrison Formation negli
USA) oggi esposto nei suggestivi locali del Museo di Paleontologia. L’enorme
rettile terrestre non ha solo un impatto “scenografico”, ma anche un grande
valore scientifico perché è un reperto particolarmente pregevole in quanto
in gran parte completo. Nel 1997, sulla spinta delle richieste dei visitatori
particolarmente affascinati dal nuovo dinosauro, furono acquistati anche un
frammento di pelle del dinosauro Saurolophus sp. e una coppia di uova di
dinosauro sauropode del Cretacico superiore, provenienti dalla Mongolia.
Nel 2000-2001 è stata realizzata la ricostruzione di un ambiente di
grotta sulle cui pareti sono stati riprodotti i graffiti della Grotta dei Cervi di
Porto Badisco (Otranto, Lecce), il complesso pittorico neolitico più imponente
d’Europa, datato al 6.000 a. C.. Per aumentare l’effetto realistico, nella grotta
sono stati collocati uno scheletro composito di Ursus spelaeus, la replica
dei palchi di Megalocerus giganteus (un daino gigante del Pleistocene) e
la riproduzione a grandezza naturale di Homo sapiens neanderthalensis.
Questa ricostruzione dal grande impatto visivo e dalla forte valenza
13 Fra le altre numerose collezioni di fossili invertebrati, da segnalare la “Collezione Giuseppe De Lorenzo” (fossili raccolti nei terreni triassici del Lagonegrese) e la “Collezione Antonio Lazzari” (circa 400 esemplari di Coralli dell’Oligocene
di Castro Marina in provincia di Lecce).
14 Dettagliate descrizioni delle varie collezioni storiche del museo sono riportate in Barattolo e del Re, 1999.
IL PATRIMONIO · 23
didattica, ha consentito di mettere in evidenza, con grande immediatezza, la
complementarietà fra le varie discipline come la Paleontologia e l’Antropologia.
In questo stesso periodo furono acquistati una serie di reperti precambrici
e paleozoici, che hanno integrato le già ricche collezioni di invertebrati e,
contemporaneamente, consentito di offrire ai visitatori un quadro d’assieme
più completo delle forme primitive del pianeta.
Nel 2006 fu completato l’acquisto di esemplari di eccezionale valore
per la loro unicità e il perfetto stato di conservazione, oltre che di grande
efficacia didattica e divulgativa. Si tratta di una serie di crani di grandi
vertebrati di età miocenica e pliocenica (Platybelodon danovi, Hypparion
placodus, Chiloterium sp.), provenienti dalla Mongolia nord orientale e dello
scheletro completo di un micro mammifero del Cretacico inferiore rinvenuto
nel Deserto del Gobi, attualmente ancora oggetto di studio.
Per incrementare la collezione di invertebrati, nel 2007, fu acquistata
una grande lastra fossilifera con trilobiti di considerevoli dimensioni del genere
Asaphus sp., dell’Ordoviciano, rinvenuta in Marocco che, associata alla lastra
contenente generi diversi di trilobiti, proveniente dalla Svezia e donata da
un privato, ha consentito di offrire ai visitatori un quadro più completo su
questo interessante gruppo animale. Nel 2008, per dotare il museo di reperti
particolarmente adatti alle attività didattico-divulgative, il Centro decise
l’acquisto di importanti repliche come il calco di un piccolo di mammut,
proveniente dal permafrost della Siberia. Riproposto nell’allestimento a
grandezza naturale, questa riproduzione è particolarmente utile per illustrare
ai visitatori un particolare tipo di fossilizzazione. Con lo stesso intento è
stato acquisito il calco di Aepyornis sp., un uccello del Madagascar estinto
nell’Olocene, perfetto per illustrare il fenomeno del gigantismo insulare. Sul
finire del 2007 fu acquistato anche il cranio completo e in ottimo stato di
conservazione di Dyrosaurus sp., antenato degli attuali coccodrilli, di età
eocenica proveniente dal Marocco settentrionale. Nel 2010, per colmare le
lacune esistenti all’interno di alcuni gruppi di organismi, furono acquistati due
importanti esemplari di Discosauriscus sp., anfibi labirintodonti del Permiano,
provenienti dalla Repubblica Ceca e un magnifico esemplare di Libanopristis
hiram del Cretacico, proveniente dal Libano.
24 · IL PATRIMONIO
Durante i venti anni dall’istituzione del Centro Musei, le collezioni sono
state ampliate a seguito di acquisti sia di fossili originali che di riproduzioni.
Inoltre, il prestigio che il museo di Paleontologia si è conquistato, non solo fra
gli studiosi, ma anche fra gli appassionati di questa affascinante disciplina è
testimoniato dalle donazioni, sia da parte di collezionisti privati che di docenti.
È continuata, infatti, la bella tradizione da parte dei docenti dell’ateneo, di
donare al Museo gli esemplari oggetto dei loro studi.
Il Museo di Fisica
Il Museo di Fisica istituito nel 2000 raccoglie circa 700 strumenti, la cui
parte maggiore è di origine ottocentesca. Le vicende della formazione delle
Collezioni Strumentarie sono complesse e stratificate. Si possono distinguere
per grandi linee tre nuclei storici di età differente, confluiti nell’attuale
raccolta: il “Gabinetto Fisico” dell’Università, la “Collezione Melloni” e la
“Collezione della Real Casa di Borbone”.
Il primo nucleo del Museo è riconoscibile nelle collezioni del “Gabinetto
fisico”, fondato con il Regio Decreto del 1811. La sua sede trovò posto in
poche stanze attigue al Teatro chimico, alloggiato nella spezieria dell’antico
Collegio Massimo dei Gesuiti. Le iniziali dotazioni furono costituite dalla
strumentazione del Collegio militare della “Nunziatella” e da quelle dell’abate
Giuseppe Conti. A queste si aggiunsero gli strumenti ottici costruiti dal
Direttore del Gabinetto Fisico, de Conciliis. In occasione del VII Congresso
degli scienziati, tenutosi a Napoli nel 1845, il Gabinetto fisico acquisì altre
stanze, sottostanti quelle in uso, per alloggiarvi le Bussole di Gambay,
provenienti dalla Collezione della Casa Reale Borbone.
Nei primi anni post-unitari confluirono nel Gabinetto fisico alcuni
strumenti acquistati da Macedonio Melloni tra il 1840 e il 1845 (la “Collezione
Melloni”) e destinati all’Osservatorio Vesuviano, tra cui la grande lente
rifrangente. Il Museo custodisce anche l’unico esemplare di elettroscopio
ideato da Melloni.
La storia documentaria della “Collezione della Real Casa di Borbone”
è di particolare interesse perché ha permesso di portare alla luce l’esistenza
di una strumentazione considerata dispersa fino al 1995, di cui un nucleo è
IL PATRIMONIO · 25
tuttora custodito nelle sale del Museo. Le vicende della Collezione, sono
strettamente legate a quelle della Casa regnante. La collezione giunse a Napoli
nel 1734 quando Carlo di Borbone, divenne re di Napoli e Sicilia. Insieme
ad altri oggetti d’arte arrivarono anche quattro casse di “diverse macchine
matematiche”.
A Napoli la collezione del sovrano si arricchì e fu ospitata nei diversi
siti reali: da quello di Capodimonte a quello di Largo di Palazzo (attuale
Piazza del Plebiscito). Dopo l’Unità d’Italia l’intera collezione rimase nel
Palazzo Reale di Napoli fino al 1879, quando le 161 “macchine fisiche”
furono trasferite nella Reggia di Capodimonte. Nell’inventario custodito nel
Museo di Capodimonte sono annotate variazioni che documentano la graduale
cessione degli strumenti al Gabinetto fisico dell’Ateneo napoletano avvenuta
tra il 1887 e il 1892.
Oggi il Museo ha la sua sede in Via Mezzocannone, 8 e occupa i locali
dell’antico refettorio del Collegio dei Gesuiti, oggetto di restauro nel biennio
2003-2004.
26 · IL PATRIMONIO
I
Azzurrite con quarzo, Tsumeb, Otavi, Namibia, cristallo di 11 cm
Rodocrosite, Sweet Home Mine, Alma, Colorado, USA, cristalli di 2 cm
II
Quarzo ametista Vera Cruz, Las Vigas, Messico, 14x14x40 mm
Armotomo Andreasberg, Germania, 3x4 mm
III
Via Mezzocannone, 8 - 80134 Napoli
Direttore scientifico
Prof.ssa Maria Rosaria Ghiara
Funzionario tecnico
Dott.ssa Carmela Petti
Personale area tecnica
Sig. Luciano Assunto
Personale area tecnica
Sig. ra Paola Criscuolo
IV
V
Martin pescatore di Smirne, Turchia
Corallium rubrum, Corallo rosso, Sardegna, Italia
VI
Riccio, Campania, Italia
Aepyceros melamphus, Antilope cervicapra, Giardino Zoologico di Napoli, Campania, Italia
VII
Via Mezzocannone, 8 - 80134 Napoli
Direttore scientifico
Prof. Gerardo Gustato
Funzionario tecnico
Dott.ssa Roberta De Stasio
Funzionario tecnico
Dott. Nicola Maio
VIII
IX
Scudo in pelle di elefante con rilievo centrale a umbone, Africa subsahariana
Cranio artificialmente deformato, Età preincaica, Bolivia, America meridionale
X
Faretra in canna di bambù, Isola di Palawan, Filippine, 41 cm
Calchi facciali di tipi fisici dell’Africa subsahariana, realizzati da Lidio Cipriani
XI
Via Mezzocannone, 8 - 80134 Napoli
Direttore scientifico
Prof.ssa Vincenza Laforgia
Funzionario tecnico
Dott.ssa Lucia Borrelli
Funzionario tecnico
Dott. Pietro Paolo Petrone
Personale area tecnica
Sig.Gerardo Corcione
XII
XIII
Palaemon vesolensis, Cretacico superiore, Monte Vesole Salerno, Italia
Lastra con numerosi esemplari di Asaphus sp., Marocco, Nord Africa, 112x68 cm
XIV
Platybelodon danovi, Miocene medio, Mongolia interna, Cina
Ammonites solarioides, Lias, Gran Sasso, Italia
XV
Largo San Marcellino, 10 - 80138 Napoli
Direttore scientifico
Prof.ssa Franca Sgarrella
Coordinatore tecnico
Dott.ssa Maria Carmela del Re
Coordinatore tecnico
Dott.ssa Roberta Improta
Personale area tecnica
Dott.ssa Elena Andretta
Personale area tecnica
Sig. Mario Turco
XVI
XVII
Bussola delle variazioni diurne (1840) Costruttore: H.P. Gambey, Parigi, Francia.
Gabinetto fisico della Real Casa borbonica.
Modello di locomotiva a vapore (1840) Costruttore: R. Stevenson & Co., Newcastle, Inghilterra.
Gabinetto fisico della Real Casa borbonica.
XVIII
Doppia lente ustoria (1770) Costruttore: Brander & Haschel, Augsburg, Germania.
Gabinetto fisico della Real Casa borbonica.
Bussola marina (1830) Costruttore: Gregory & Wright, Londra, Inghilterra.
XIX
Via Mezzocannone, 8 - 80134 Napoli
Direttore scientifico
Prof.ssa Edvige Schettino
Personale area tecnica
Sig. Matteo Nardi
Personale area tecnica
Sig. Roberto Cirillo
XX
La catalogazione,
La conservazione e il restauro
La Catalogazione
Per un museo possedere molti reperti potrebbe sembrare la cosa più
importante. In realtà non è così, perché senza sapere con precisione cosa si
possiede, anche una magnifica collezione può rimanere inutilizzata. In altre
parole, ciò che occorre è un valido strumento di catalogazione che, nel caso
del patrimonio museale, diventa assolutamente indispensabile per svolgere le
necessarie attività di tutela e consentirne la corretta fruizione. La catalogazione
richiede un impegno costante per completare l’inserimento delle schede
dei campioni storici e per gli indispensabili aggiornamenti delle stesse, in
relazione ai continui sviluppi della ricerca scientifica.
Al momento dell’istituzione del Centro, la situazione nei diversi Musei,
per quanto riguarda la catalogazione, era a dir poco critica. Le vicissitudini
dei singoli Musei, prima e dopo i danni della seconda guerra mondiale, erano
state molto diverse ma tutti erano accomunati dall’essere stati per lungo tempo
dimenticati. In alcuni casi, poi, erano stati del tutto trascurati in seguito ai
cambiamenti nel metodo speculativo che, gradualmente, avevano escluso le
collezioni museali dalla quotidianità degli studi e delle ricerche scientifiche.
Così, al momento dell’istituzione del Centro, la situazione era del tutto
disomogenea. Alcuni Musei erano dotati di cataloghi storici, altri, invece, ne
erano del tutto privi perché andati perduti durante gli eventi bellici. Solo in
alcuni casi erano state avviate catalogazioni cartacee negli anni ‘70 e ‘80 del
Novecento.
È ovvio, dunque, che tra i molti problemi che il Centro ha dovuto
risolvere, la catalogazione dei circa 150.000 reperti custoditi nei suoi quattro
Musei, sia stato uno di quelli più complessi e urgenti da affrontare. Per questo
motivo la Direzione affidò, in via prioritaria a una società di Informatica il
compito di realizzare un catalogo informatizzato che rispondesse alle esigenze
del Centro, nel rispetto delle specifiche caratteristiche dei differenti tipi di
reperti. Dal momento che la catalogazione non è una mera raccolta di dati,
ma un vero e proprio atto scientifico volto a raccogliere il maggior numero di
LA CATALOGAZIONE, LA CONSERVAZIONE E IL RESTAURO · 27
informazioni sui reperti, i programmatori furono affiancati dai funzionari dei
singoli Musei e, sulla base delle indicazioni fornite dall’Istituto Centrale per il
Catalogo e la Documentazione (ICCD), furono stabiliti i campi fondamentali
per la strutturazione delle varie schede di catalogazione.
Solo dopo aver così definito le schede per i vari reperti, si poté procedere
all’informatizzazione delle stesse in Microsoft Access. Purtroppo, però, a
causa dei limiti intrinseci del software e per l’impossibilità di destinare degli
operatori al compito esclusivo dell’immissione dei dati, si riuscì a catalogare
solo un numero limitato di reperti. Per risolvere questo problema e completare
la catalogazione, nel 2002 fu adottato un altro software di catalogazione (questa
volta in ambiente MS-DOS), già usato con successo da alcuni anni da un
museo con caratteristiche molto simili a quelle del Centro: il Museo di Storia
Naturale di Firenze. La scelta cadde su questo software perché presentava
caratteristiche che permettevano operazioni di immissione e consultazione dei
dati molto rapide e semplici. Per i reperti mineralogici, qualche anno dopo,
fu adottata un’applicazione Windows-based (che utilizzava Microsoft Access
come base dati), i cui punti di forza ancora una volta erano la semplicità d’uso,
la velocità di produzione di report facilmente gestibili e l’integrabilità con altri
programmi, soprattutto su piattaforme Microsoft.
Nel 2010 i cataloghi relativi alle Collezioni Zoologiche, Antropologiche,
Etnologiche e Paleontologiche furono trasferiti su un’applicazione web-based
che conservava la stessa maneggevolezza e intuitività delle versioni MSDOS, arricchita, però, da nuove e potenti funzionalità, come l’inserimento di
documenti e immagini direttamente nelle schede o la ricerca dei dati attraverso
ricerche “flash” e query by example.
La realizzazione di questa nuova applicazione è stata anche l’occasione
per rivedere e aggiornare i campi dei dati delle schede relative ai vari reperti,
con un occhio ai futuri sviluppi della catalogazione. Questa operazione è stata
condotta facendo ricorso al know-how specifico acquisito nel corso degli anni
dai funzionari dei Musei del Centro, così da ottimizzare l’inserimento dei
dati e l’utilizzo della scheda come strumento versatile per la loro gestione.
Soprattutto sono stati potenziati i campi dove inserire nuovi documenti storici
ricollegabili ai vari reperti. Grazie a questo aggiornamento, nelle forma
28 · LA CATALOGAZIONE, LA CONSERVAZIONE E IL RESTAURO
attuale, le schede di catalogazione del Centro contengono già il 90% dei dati
obbligatori, previsti dal nuovo Sistema Informativo Generale del Catalogo
(SIGEC) predisposto dall’ICCD. Ciò vuol dire che i cataloghi del Centro sono
già pronti, qualora in futuro i dati dei Musei dovessero obbligatoriamente
adottare tale nuovo sistema.
La conservazione e il restauro
Il notevole patrimonio scientifico custodito dai Musei del Centro è senza
dubbio una preziosa realtà che mantiene inalterata il suo valore nel tempo e
anzi, contribuisce a tenere ben saldo il filo della memoria storica, un compito
ancor più importante in questa epoca di grandi e veloci cambiamenti per tutta
la società. Ciò impone che questa eredità sia tutelata, preservata ma anche resa
fruibile. La cura e la conservazione sono attività legittimate dal valore storicoscientifico, da quello culturale, dalla rarità e a volte dall’unicità dei reperti
ma, soprattutto, sono attività fondamentali se si vuole che questo patrimonio
tanto ricco e sfaccettato, spesso avventurosamente giunto fino a noi, continui
a essere tramandato ai posteri.
Consapevole di questa necessità, fin dalla sua istituzione il Centro Musei
si è sempre impegnato a garantire la migliore conservazione possibile delle
proprie collezioni, attraverso strategie mirate alla prevenzione dei rischi di
danneggiamento. Fu per questo che, durante i lavori di riqualificazione edilizia
che interessarono il Museo di Paleontologia nel 1999, un ampio locale fu
destinato a Laboratorio di Conservazione e Restauro. Successivamente dotato
di attrezzature specifiche e personale qualificato, ha consentito di programmare
e realizzare tempestivamente (e, non da ultimo, con contenimento della spesa)
restauri sistematici di specifici reperti.
Ricordando che la cura comprende tutte quelle azioni di natura ordinaria
volte alla conservazione del reperto, il Centro ha adottato un’idonea politica di
conservazione preventiva, assicurando una costante ed efficace manutenzione
dei locali, opportuni sistemi di custodia, specifiche misure di protezione dai
rischi e regolari verifiche degli standard di conservazione. Solo in alcuni casi
particolari (come disinfestazioni, interventi su reperti tassidermizzati o restauro
di documenti cartacei) è stato necessario l’intervento di ditte specializzate
LA CATALOGAZIONE, LA CONSERVAZIONE E IL RESTAURO · 29
esterne. Grazie alla collaborazione tra le diverse professionalità, il Centro è
riuscito sempre a conciliare le esigenze della salvaguardia e conservazione del
patrimonio, con la sua completa fruizione da parte del pubblico.
In aggiunta a tutte le problematiche relative ai reperti e alle
collezioni, bisogna poi prestare attenzione a un altro dato che a volte può
passare in secondo piano. Il pregio dei Musei del Centro non risiede solo
nel valore storico e scientifico del loro contenuto (le Collezioni), ma anche
nell’importanza artistica e culturale dei “contenitori” che li ospitano (gli
edifici). I Musei, infatti, sono accolti in strutture con secoli di storia alle
spalle, spesso impreziosite da testimonianze artistiche di grande rilievo, la
cui tutela è anch’essa affidata al Centro. Si pensi, ad esempio, allo splendido
salone ottocentesco del Museo Mineralogico o al pavimento maiolicato con
“riggiole” del Settecento napoletano, del Museo di Paleontologia.
Il Real Museo Mineralogico ha una sede tanto prestigiosa quanto
delicata: l’ex biblioteca dei Gesuiti di Napoli, un luogo che nei suoi 211
anni di storia ha subito gli inevitabili insulti del tempo, così come i danni
causati dagli eventi bellici e dai terremoti, tutte sciagure a cui si è risposto
con periodici interventi sia strutturali che di restauro. Oggi gli ambienti del
Museo sono frequentati quotidianamente dal normale flusso di visitatori,
studenti e ricercatori ma, molto spesso, le sale ospitano anche congressi,
seminari e mostre. Tutto ciò, ovviamente, impone un costante controllo della
struttura lignea espositiva e dell’arredamento ottocentesco, per evitarne il
deterioramento e garantirne la sicurezza.
In aggiunta a tutto ciò, bisogna ricordare anche che il patrimonio del
Museo è costituito anche da documenti di archivio, libri e strumenti, tutto
materiale molto spesso unico e più fragile e delicato dei minerali. Dunque,
nel tempo, è stato necessario occuparsi anche della salvaguardia di questi
oggetti. Ad esempio, gli antichi cataloghi e i preziosi documenti cartacei
dell’archivio storico, che documentano minuziosamente le attività del Real
Museo Mineralogico sin dalla sua istituzione nel 1801, sono stati restaurati
con tecniche innovative che hanno permesso di recuperare lettere e documenti
talvolta molto rovinati. Ugualmente sono stati restaurati preziosi testi di
Mineralogia e Vulcanologia vesuviana di particolare pregio, mentre nel
30 · LA CATALOGAZIONE, LA CONSERVAZIONE E IL RESTAURO
laboratorio del Centro sono stati recuperati strumenti scientifici e supporti
espositivi antichi, oltre a materiale didattico acquisito nell’ultimo dopoguerra.
Fortunatamente le collezioni mineralogiche hanno goduto, in linea di
massima, di una buona attenzione almeno fino al 1930, grazie all’abnegazione
di Eugenio Scacchi che, sulle orme del padre, prestò un’attenta cura alle
collezioni. Poi, il terremoto del ‘30, l’improvvisa morte del Direttore
Quercigh e gli eventi bellici degli anni ‘40, assestarono duri colpi alle
collezioni che furono lentamente riorganizzate solo a partire dagli anni ‘50.
Anche il terremoto del 1983 arrecò nuovi danni che richiesero altri lavori di
ristrutturazione a seguito dei quali, però, il Real Museo ebbe due nuove sale
dove furono esposte la Collezione Vesuviana e quella dei Tufi Campani.
La vera svolta, però, avvenne con l’istituzione del Centro agli inizi
degli anni ‘90. In questa occasione fu avviata un’imponente revisione sia dei
reperti esposti che di quelli custoditi nei vani retrostanti le vetrine del salone
e in mobili e cassettiere impropriamente adibiti a depositi. Così le vetrine
del Salone Monumentale furono restaurate, tutti i reperti rimossi e fu fatto
un puntuale riscontro con quanto riportato nei cataloghi. Con l’occasione,
oltre alla pulitura dei reperti esposti, furono rilevate anche le dimensioni e il
peso di ciascun pezzo, rifatti tutti i cartellini e quelli originali accuratamente
conservati. Lo stesso lavoro lungo, minuzioso e faticoso fu fatto per il recupero
dei reperti giacenti nei depositi, spesso in cattive condizioni di conservazione
e privi di catalogazione e notizie sulla provenienza. La successiva esposizione
mantenne l’impostazione originale ottocentesca, seppur riducendo il numero
dei campioni nelle vetrine che, in alcuni casi, era davvero eccessivo.
Il certosino lavoro nei depositi ha permesso di recuperare alcune
collezioni storiche che per le varie traversie subite dal Museo erano state del
tutto dimenticate. È il caso della “Collezione dei Cristalli Artificiali” (circa
200 reperti in contenitori di vetro) ritrovata in condizione disastrose o della
“Collezione Matteo Tondi” e delle 50 medaglie coniate nelle lave delle
eruzioni del Vesuvio dal 1830 al 1944.
Oggi una nuova bacheca accoglie alcuni degli esemplari di cristalli
artificiali più significativi, mentre il resto è stato conservato correttamente.
La “Collezione Matteo Tondi” è stata inventariata e conservata in cinque
LA CATALOGAZIONE, LA CONSERVAZIONE E IL RESTAURO · 31
armadietti di mogano a cassettiere appartenuti allo stesso Tondi e restaurati
per l’occasione. Le 50 medaglie di lava occupano, invece, una vetrina
particolarmente adatta per la didattica museale, perché offrono la possibilità
di trattare un argomento scientifico (le eruzioni vulcaniche), con l’ausilio della
narrazione storica legata alle medaglie. Oggetto di recupero è stata anche una
raccolta di circa 400 proietti vulcanici eiettati dal Vesuvio nel 1872 e in altre
eruzioni. I campioni sono stati tutti inventariati e conservati in quattro vetrine
poste sul ballatoio del Salone Monumentale e sono al momento oggetto di
studio.
È superfluo sottolineare che questo lavoro di revisione e recupero è
stato particolarmente importate anche per la catalogazione informatizzata
(tuttora in via di completamento) e per garantire una migliore fruizione dei
reperti da parte del pubblico.
Meno felice la situazione per il Museo Zoologico la cui splendida
struttura lignea di inizio Ottocento, purtroppo, non ha potuto godere dei
rilevanti interventi di restauro necessari per la ristrutturazione dei soffitti e dei
pavimenti. Trattandosi di lavori che richiedono significativi finanziamenti, il
Centro ha presentato ai competenti uffici della Regione Campania il progetto
“Intervento di consolidamento, restauro e valorizzazione del Museo Zoologico
nel Centro Musei delle Scienze Naturali dell’Università degli Studi Federico
II”, nell’ambito dei bandi “Parco Progetti Regionali” e “Grande Programma
Centro Storico Patrimonio Unesco”. In entrambi i casi il progetto ha superato
la selezione ed è stato inserito in graduatoria ma, ad oggi, non è stato ancora
finanziato. Di conseguenza, con le sole proprie risorse, il Centro ha potuto
effettuare soltanto limitati interventi di ristrutturazione, come la sistemazione
del pavimento del Salone Minore, il rifacimento di tutta la zoccolatura della
struttura lignea e la revisione dell’impianto elettrico.
Non è certo andata meglio ai reperti di questo museo, per loro natura
particolarmente delicati, perché caratterizzati da più tipologie di preparati quali
scheletri, animali naturalizzati o conservati in liquido che, pertanto, richiedono
particolari cure per una corretta conservazione. Gli oltraggi degli eventi bellici
e i successivi anni bui di disattenzione alle collezioni, si sono ripercossi sul loro
stato di conservazione con conseguenze talvolta irreparabili. Anche in questo
32 · LA CATALOGAZIONE, LA CONSERVAZIONE E IL RESTAURO
caso, con l’istituzione del Centro, è stata fatta un’attenta ricognizione iniziale e
sono stati pianificati i successivi interventi di restauro e manutenzione ordinaria.
Sono stati predisposti periodici trattamenti antiparassitari e adottate trappole
luminose, così come la periodica sostituzione dei liquidi di conservazione e
la rimozione di muffe, per garantire la conservazione dei reperti, ma anche
una riqualificazione dell’esposizione. Oltre 50 reperti storici hanno richiesto
accurati interventi di restauro conservativo, che hanno permesso di garantire
anche il mantenimento delle tecniche storiche di tassidermizzazione. È il caso
degli interventi relativi agli scheletri della Balenottera Minore, del Dugongo,
del Leone e dell’Orso Bruno.
Anche per quanto riguarda l’esposizione e l’allestimento dei reperti,
sono state realizzate interessanti sperimentazioni, integrando gli aspetti storici
degli arredi ottocenteschi, con modalità più moderne e incisive, in linea con
gli attuali criteri della comunicazione museale. In questo contesto, nell’ambito
della “Collezione Ornitologica” del Salone Minore, è stata realizzata la
vetrina tematica “Falconiformi, Accipitridiformi e Falconeria”. È stata anche
ristrutturata una grande vetrina per realizzare l’esposizione di farfalle e sono
state riallestite le bacheche della “Collezione Malacologica”, utilizzando
una nuova illuminazione a luce fredda, così come le vetrine dei Lepidotteri,
Poriferi, Cnidari e Ctenofori. Infine, per valorizzare il magnifico reperto
settecentesco di Tridacna gigas, è stato realizzato, grazie alle competenze del
personale del Centro, un diorama di ambiente tropicale.
A differenza degli altri Musei, il Museo di Antropologia, pur essendo
stato istituito nel 1881, non ha mai avuto sale espositive proprie e il suo
patrimonio è stato essenzialmente custodito in depositi e solo parzialmente
esposto in qualche vetrina nei locali degli Istituti e Dipartimenti universitari.
Solo negli anni ‘80 del Novecento, con la riattivazione della Cattedra di
Antropologia e a 100 anni dall’istituzione del Museo, cominciò la ricognizione
sistematica e la catalogazione dei reperti, con l’ausilio di collaboratori esterni.
Fu una vera “avventura archeologica”, una sorta di caccia al tesoro all’interno
di enormi casse, contenenti ognuna centinaia di reperti con appunti e note, più o
meno antiche sulla loro cronologia e provenienza, spesso scritte anche da mani
diverse. Dopo un lungo oblio questo importante lavoro di riorganizzazione
LA CATALOGAZIONE, LA CONSERVAZIONE E IL RESTAURO · 33
dei reperti, finalmente ne garantì il giusto recupero. In primo luogo furono
sistemate le consistenti collezioni osteologiche umane ed animali, insieme
all’estesissima quantità di manufatti litici. Lo stesso lavoro venne fatto sul
resto delle collezioni e dei reperti di vario genere: archeologici, biologici,
manufatti, calchi in gesso, documenti cartacei, etc. I reperti così recuperati
furono poi collocati in modo omogeneo e sistematico in mobili metallici nei
locali dell’ex “Istituto di Antropologia” e oggi nel Dipartimento di Scienze
Biologiche.
Con l’istituzione del Centro i reperti antropologici acquistarono
finalmente una giusta visibilità. Nuove risorse consentirono di accelerare il
meticoloso lavoro di catalogazione, anche con il supporto dell’informatica.
Contemporaneamente, le ricerche bibliografiche e archivistiche portate avanti
dal personale assegnato al Museo, sulla base del prezioso lavoro degli anni ’80,
consentì di completare le schede computerizzate con importanti informazioni
fino a quel momento mancanti. Tutto questo lavoro di risistemazione ha
grandemente agevolato e velocizzato il successivo trasferimento dei reperti
nei nuovi locali del Centro, assegnati al Museo di Antropologia nel 1998.
Parallelamente alla risistemazione dei reperti, per garantirne la corretta
conservazione e la dignità di una adeguata esposizione, fu avviato anche
un lavoro di pulizia e restauro, nei casi in cui il materiale era danneggiato
o in precario stato di conservazione. Questi interventi hanno riguardato, ad
esempio, alcuni dei calchi in gesso della collezione didattica, alcuni reperti
etnografici, come gli scudi e altri oggetti provenienti dall’Africa, le asce
immanicate delle Isole Andamane o le aste cerimoniali Maori. I manufatti
litici, le collezioni osteologiche umane e animali, le collezioni archeologiche
ed etnografiche, sono state definitivamente inventariate e sistemate in appositi
contenitori all’interno di mobili. Questo lavoro (ancora in corso d’opera dato
l’ingente numero di reperti) ha permesso la valorizzazione delle collezioni,
in più di un caso ha anche portato alla riscoperta di taluni reperti e del loro
intrinseco valore scientifico e didattico.
Nella recente storia del “ritrovato” Museo di Antropologia, va
ricordato anche l’importante ruolo svolto nel restauro degli scheletri di due
vittime umane dell’eruzione vesuviana di 4000 anni fa, nota come “Pomici
34 · LA CATALOGAZIONE, LA CONSERVAZIONE E IL RESTAURO
di Avellino”. Nel 1995, anno dell’importante scoperta, i resti ossei delle due
vittime furono trasferiti presso il Laboratorio di Paleoecologia dell’ex Istituto
di Antrolpologia, per essere restaurati e studiati. Questo lavoro consentì la
realizzazione del calco dello scheletro, meglio preservato (quello della
giovane donna) nell’esatta posizione in cui era stato rinvenuto durante lo scavo
archeologico, presso San Paolo Belsito, vicino Nola. Successivamente ne fu
ricavata una ricostruzione in cui fu utilizzata la cenere vulcanica e le pomici
collezionate sul sito, affiancate dall’interessante calco di un gruppo di vittime
ercolanesi dell’eruzione del 79 d.C. Questa ricostruzione oggi consente ai
visitatori di approfondire i vari aspetti del rischio vulcanico.
I locali del Museo di Paleontologia ricavati all’interno dell’ex Monastero
dei SS. Marcellino e Festo, sono stati oggetto di importanti ristrutturazioni e
restauri, durante i primi anni di attività del Centro Museale. Con l’occasione il
Museo è stato dotato di moderne strutture espositive che ben si armonizzano
con i locali caratterizzati da ampie e pregiate testimonianze del monastero
seicentesco. Il Museo è continuamente frequentato da numerosi visitatori e
pertanto necessita di una cura costante che ne eviti il deterioramento.
La conservazione dei reperti non presenta particolari difficoltà ma
la loro cura, dato il numero davvero molto elevato, risulta particolarmente
impegnativa a causa degli importanti interventi di restauro conservativo
richiesti. In passato questi interventi erano commissionati a professionisti
esterni, con conseguente e inevitabile allungamento dei tempi e aumento
dei costi. Con l’attivazione del laboratorio di restauro del Centro, invece, è
stato possibile avviare un programma di interventi sistematici di restauro,
sia sulle nuove acquisizioni che sui reperti storici, con tempi e costi molto
più vantaggiosi. La notevole competenza del responsabile del laboratorio e
l’adozione di tecniche e materiali innovativi ha consentito di recuperare alcuni
reperti delle collezioni storiche che versavano in condizioni di conservazione
molto precarie1.
Questo restauro ha permesso di recuperare reperti significativi che,
1 Tra questi figurano diversi reperti molto frammentati di difese di proboscidati appartenenti alla specie Elephas antiquus
italicus e alcune sommità craniali di Bos primigenius, bue preistorico provenienti dal giacimento pleistocenico della Valle
del Liri.
LA CATALOGAZIONE, LA CONSERVAZIONE E IL RESTAURO · 35
una volta collocati su supporti metallici opportunamente progettati ed
esposti nella Sala Mammiferi, hanno ampliato il numero delle testimonianze
fossili dell’importante giacimento della Valle del Liri. Particolare impegno
è stato dedicato al restauro del cranio di un cetaceo appartenente alla specie
Eurhinodelphis salentinus, rinvenuto nei sedimenti di età miocenica di
Melpignano (LE). Numerosi altri interventi sono stati eseguiti sugli esemplari
di pesci fossili delle Collezioni di Giffoni, Pietraroja e Castellammare di
Stabia, la cui esposizione offre una panoramica completa dei reperti raccolti
nelle più significative località fossilifere della Campania. Tra i risultati notevoli
ottenuti, va ricordata la tecnica per la realizzazione di calchi di reperti fossili
originali, che possono essere usati nelle attività didattiche o su richiesta di
altri musei, interessati a reperti particolarmente importanti. Molto pregevole
per l’ottima fattura è, ad esempio, il calco realizzato dalla matrice originale
dello Scipionyx samniticus, primo fossile di dinosauro ritrovato nell’Italia
meridionale. Ulteriori interventi di restauro hanno interessato anche alcuni
strumenti scientifici e reperti archeologici custoditi nel Museo di Paleontologia.
Infine, confermando la vocazione alla didattica che caratterizza le
attività del Centro Museale, le capacità del laboratorio sono state messe a
frutto anche in un altro modo. Recentemente è stato realizzato un modello
didattico tridimensionale che rappresenta il tempo geologico, corredato da
esemplari originali o calchi dei fossili caratteristici delle grandi suddivisioni
cronologiche. Il modello è stato collocato su una parete della sala del Museo
che ospita gli invertebrati e i vegetali fossili, creando un notevole impatto
visivo e riscuotendo particolare successo, specie tra gli studenti che possono
“vedere” la lunga storia della Terra e ripercorrerne le tappe principali con
l’aiuto dei reperti.
36 · LA CATALOGAZIONE, LA CONSERVAZIONE E IL RESTAURO
La Ricerca
In origine i Musei scientifici della “Federico II” furono istituiti per
promuovere ricerche specifiche per lo sviluppo del Regno di Napoli, come nel
caso del Real Museo Mineralogico (1801), nato per sviluppare la metallurgia
nel Regno, o come “gabinetti scientifici” annessi alle cattedre di Zoologia
(1813), Antropologia (1881) e Paleontologia (1932). Di conseguenza i reperti
custoditi sono la testimonianza tangibile della ricerca scientifica nel passato,
dei suoi metodi, delle sue scoperte e rappresentano le preziose tessere di un
mosaico che descrive l’evoluzione delle conoscenze scientifiche. E non è
tutto, perché questi reperti sono anche la testimonianza materiale degli antichi
metodi della didattica, come risulta dai documenti di archivio, in cui sono
riportati acquisti di collezioni come ausilio alle lezioni universitarie. Infine,
sono anche (o soprattutto) la testimonianza materiale dell’impegno umano
e scientifico degli scienziati che li hanno raccolti e studiati personalmente,
così come di coloro che si sono impegnati a conservarli per farli giungere
alle generazioni future. Dunque i Musei dell’Università di Napoli, nella loro
lunga storia, hanno sempre svolto attività di ricerca che, in alcuni periodi, ha
raggiunto livelli di vera eccellenza. Tale tradizione, però, si interruppe quando
nuovi metodi della ricerca fecero credere inutili le collezioni scientifiche,
relegando i Musei a inerti vestigia del passato.
Con l’istituzione del Centro Museale si è voluto riannodare questo
filo interrotto e l’attività di ricerca è ripresa (grazie a protocolli d’intesa con
Dipartimenti universitari e Centri del CNR), ritornando ad essere uno dei
pilastri della vita dei Musei. Come previsto dall’art. 2 del Regolamento del
Sistema Museale, le ricerche sono svolte sui reperti museali. Ma questo non
è certo un limite, anzi. Perché la rivisitazione delle collezioni storiche, alla
luce delle moderne tecniche analitiche d’indagine, consente di approfondirne
la conoscenza e ciò, a sua volta, permette l’aggiornamento delle schede di
catalogazione, migliorandone la fruizione e fornendo ai visitatori informazioni
sempre più corrette, profonde e aggiornate. Senza trascurare il fatto che la
pubblicazione delle ricerche svolte, favorisce la diffusione della conoscenza
dell’importante patrimonio museale anche nella comunità dei ricercatori.
LA RICERCA · 37
In aggiunta, le ricerche storiche, bibliografiche e archivistiche, svolte con
studiosi di area umanistica, recuperando il ruolo che i Musei hanno avuto nella
società e nell’evoluzione del pensiero scientifico, sono di particolare aiuto
per il miglioramento delle tecniche di comunicazione museale, che sempre
più ricorrono alla narrazione storica come strumento per una più efficace
divulgazione.
Alcune delle ricerche condotte nel Real Museo Mineralogico mostrano
chiaramente l’utilità che tali attività possono avere e le nuove conoscenze
a cui possono portare in campo scientifico e, addirittura, storico e sociale.
Ad esempio, analisi condotte su minerali della Collezione dei Tufi Campani,
hanno permesso di riconoscere che la identificazione di un minerale come
fluosiderite era sbagliata a causa della mancanza di tecnologie di analisi
adeguate poiché il minerale si presenta in dimensioni sub-millimetriche. Ora
il dato è stato corretto in condrodite ricca in fluoro consentendo di aggiornare
anche le schede di catalogazione. Un altro caso molto interessante mostra
come il dato scientifico si sposi con quello storico e riguarda la “Collezione
dei Cristalli Artificiali”. Durante la sua rivisitazione fu trovato un reperto la
cui etichetta lasciava grandi dubbi. Mediante la diffrattometria di Raggi X fu
identificato come “tartrato di cinconinio”. L’importanza di questo composto
è testimoniata dal fatto che nello stesso periodo storico in cui Arcangelo
Scacchi a Napoli sintetizzava i cristalli di tartrato di cinconinio, Pasteur a
Parigi effettuava ricerche analoghe sull’acido tartarico, che gli valsero la
nomina a Cavaliere della Legion d’Onore. La rivisitazione della Collezione
ha consentito, ancora una volta, di evidenziare che la Napoli borbonica non
era fuori dal dibattito scientifico europeo, perché vi si conducevano ricerche
innovative e all’avanguardia.
Dal 2002, grazie ai finanziamenti della Regione Campania, è cominciato
lo studio sistematico dell’interessante raccolta di proietti eiettati dal Vesuvio
durante l’eruzione del 1872. Gli studi condotti sono stati importanti sia per
il contributo di conoscenze su un’area a grande rischio vulcanico e sismico,
sia perché hanno mostrato il fondamentale ruolo dei Musei come custodi di
esemplari che, grazie allo sviluppo delle tecnologie, oggi possono fornire
38 · LA RICERCA
informazioni che in passato non era possibile avere1. Il numero elevato di
specie cristalline custodite nel Real Museo, infine, ne fa una fonte importante
dove rinvenire minerali di interesse applicativo per studi di base. Recentemente
sono stati condotti interessanti studi su minerali di interesse gemmologico
della “Grande Collezione del Real Museo” in collaborazione con istituti del
CNR che hanno consentito la messa a punto di nuove metodologie di indagine
geochimica non distruttive.
Per ampliare le conoscenze sul ruolo che il Museo ha avuto nell’ambito
dello sviluppo della mineralogia e nel contesto storico-sociale della Napoli
dell’Ottocento, in collaborazione con ricercatori dell’area umanistica, è stato
avviato uno studio della documentazione archivistica. Scopo della ricerca è
valorizzare il ruolo delle istituzioni legate allo sviluppo delle Scienze della
Terra e rivalutare quegli studiosi che sono stati spesso trascurati (o addirittura
dimenticati) e che invece hanno contribuito a favorire la circolazione dei
saperi scientifici tra Napoli e le altre capitali europee.
Da non sottovalutare, infine, l’importante contributo alla ricerca dato
dall’impegno di laureandi e dottorandi con la compilazione delle loro tesi.
Sono lavori che trattano argomenti che spaziano dalle ricerche prettamente
mineralogiche (condotte sulle collezioni storiche), alle ricerche storicobiografiche, fino alla divulgazione scientifica e alla comunicazione museale.
Le collezioni del Museo Zoologico hanno un alto valore storico
intrinseco, perché formate da esemplari raccolti da eminenti scienziati in
occasione di viaggi e spedizioni naturalistiche. Gli studi condotti sui reperti
custoditi, testimoniano un’impostazione davvero moderna del Museo che, sin
dalla sua istituzione, era aperto alle collaborazioni con altri esperti, italiani
e stranieri. Dunque le ricerche che vi si conducevano, contribuivano alla
conoscenza della fauna locale e di altri luoghi o regioni, all’epoca ancora poco
note. Questa stessa impostazione “aperta” si ritrova ancora oggi nell’attività
1 Le ricerche sui prodotti del Complesso vulcanico del Somma Vesuvio sono molto importanti per il Centro. Nel 2008,
infatti, è stato finanziato un progetto PRIN per lo studio delle sodaliti e apatiti della Collezione Vesuviana. La ricerca è
finalizzata alla caratterizzazione cristallochimica-strutturale di queste due classi di silicati, sia per contribuire alla comprensione di processi petrogenetici e geologici del complesso vulcanico Somma-Vesuvio, sia per ampliare le conoscenze
chimico-strutturali su fasi “modello” per corrispettivi sintetici di crescente interesse applicativo nella scienza dei materiali.
Ancora in questo settore, da segnalare la collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Terra, per progetti POR
Campania TEMASAV, relativi all’ambiente per le aree flegree e vesuviane, in relazione alla presenza di minerali fibrosi.
LA RICERCA · 39
del Museo Zoologico, che pone particolare cura nella custodia degli olotipi,
neotipi, paratipi etc., dei taxa zoologici in suo possesso. Così facendo risponde
pienamente a quanto previsto dal Codice Internazionale di Nomenclatura
Zoologica del 1999, secondo cui l’istituzione presso la quale sono depositati
i reperti, deve custodirli in modo speciale e consentirne lo studio a tutti gli
zoologi, in quanto patrimonio della Zoologia.
L’attività di ricerca del museo Zoologico sulle collezioni di Vertebrati,
Molluschi, Madrepore e insetti, riguarda differenti settori scientificodisciplinari che spaziano dalla sistematica alla faunista alla biologia della
riproduzione. Indagini storico-faunistiche sono in corso sui reperti storici della
fauna marina e continentale della “Collezione Malacologica Mediterranea”.
A dimostrare che il ruolo di custode della biodiversità del Museo
Zoologico non si ferma alla conservazione del passato ma prosegue ancora
oggi, nel 2006 è stato avviato il progetto: “La biodiversità animale nei Parchi
e nelle Aree Protette della Provincia di Napoli alla luce delle Collezioni
Museali”, finanziato dalla Provincia di Napoli. Questo progetto ha consentito
di redigere un documentato elenco dei Vertebrati Superiori (Mammiferi e
Uccelli) presenti nelle principali aree protette della Provincia di Napoli,
corredato da reperti originali ottenuti sul campo, da dati faunistici della
letteratura e da dati museologici.
Nel 2007 il Museo ha stipulato un protocollo d’intesa con il Centro
Studi Cetacei, associazione italiana per lo studio dei Mammiferi e dei Rettili
marini. Il Centro Museale, infatti, è impegnato nella tutela dei cetacei, nello
studio degli esemplari spiaggiati e nella divulgazione scientifica destinata
alla salvaguardia di questi straordinari mammiferi. Ciò ha consentito di
instaurare proficui rapporti con altre istituzioni, iniziativa che ha permesso
l’acquisizione di scheletri di cetacei e squali spiaggiati, opportunamente
trattati e successivamente esposti nel Museo. In collaborazione con i veterinari
dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno di Napoli e
Salerno, sono state svolte indagini per indagare le cause di morte dei Cetacei
spiaggiati in Campania negli ultimi anni. In questo modo il Museo ha acquisito
conoscenze particolarmente utili per sviluppare percorsi museali finalizzati
alla tutela dell’ambiente.
40 · LA RICERCA
Sui reperti, poi, vengono effettuati anche studi genetici per mezzo di
sofisticate tecniche bio-molecolari. Presso laboratori italiani e stranieri sono
in corso analisi per studiare il DNA antico estratto da esemplari di importanti
specie custodite nel Museo come la Lince, il Lupo, la Balena Franca Boreale
e alcuni Accipitriformi, allo scopo di individuarne l’esatta sistematica.
Un’altra linea di ricerca riguarda l’origine e le vicende del Museo ed è mirata
a ricostruire la storia delle acquisizioni delle varie collezioni, in quanto gli
antichi cataloghi del Museo andarono persi durante gli eventi bellici della
seconda guerra mondiale.
L’attività di ricerca condotta nel Museo di Antropologia in questi ultimi
venti anni si è occupata principalmente di studiare le collezioni a livello storico
e scientifico, proseguendo l’opera di riscoperta del Museo cominciata nel
1980-81 dal Prof. Francesco Fedele. Le ricerche del patrimonio antropologico
condotte sulle collezioni, hanno permesso di approfondire lo studio dei reperti
di maggiore rilievo e, soprattutto, di instaurare rapporti di collaborazione con
ricercatori di altre Università e Istituzioni scientifiche.
Nel 1995 furono condotti studi su reperti umani provenienti da siti
preistorici e storici della Campania, studi che consentirono di potenziare le
esposizioni del Museo e di organizzare, nel 1999, la mostra “Un’eruzione
vesuviana di 4000 anni”.
Negli anni compresi tra il 2006 e il 2010, particolare impegno è
stato dedicato alla revisione e allo studio delle collezioni del territorio
campano acquisite grazie a Giustiniano Nicolucci. Lo studio si è soffermato
principalmente sulla preziosa raccolta di manufatti preistorici costituita da
74 strumenti di industria litica (schegge levallois, punte musteriane, lame
e una piccola accetta in pietra levigata), provenienti da varie località del
beneventano (Morcone, Cerreto Sannita, Guardia Sanframondi). Nel biennio
2006-2007, parte di questa raccolta è stata esaminata anche da studiosi della
Scuola di Specializzazione in Archeologia dell’Università degli Studi di
Roma “La Sapienza”, nell’ambito di una tesi triennale sulla preistoria del
territorio di Benevento. La ricerca storica, associata all’analisi delle industrie
litiche, ha permesso di documentare la presenza dell’uomo in quella regione
dal Paleolitico inferiore fino all’Eneolitico e di chiarire le dinamiche del
LA RICERCA · 41
popolamento preistorico in questo territorio.
Nell’ambito delle collezioni osteologiche, sulla “Collezione
Craniologica” di Nicolucci2, nel 2007-2008 è stato condotto uno studio per
l’individuazione di paleopatologie e anomalie presenti sui crani e sui denti.
Da una prima indagine macroscopica è emerso che i reperti della collezione
presentano alterazioni dovute, prevalentemente, a traumi, infezioni, patologie
metaboliche e neoplasie.
È stata condotta anche la ricognizione storica dei materiali provenienti
dall’isola di Capri, rinvenuti dal cultore caprese Ignazio Cerio tra Ottocento e
Novecento, nei siti di “Grotta delle Felci” e “Le Parate3”. Negli anni 2008-2010,
sui reperti ceramici più significativi, è stato condotto uno studio archeologico
e archeometrico da ricercatori dell’Università “Suor Orsola Benincasa” di
Napoli e del Museo Nazionale Preistorico Etnografico “L. Pigorini” di Roma,
a cui il Museo di Antropologia ha contribuito con i dati delle ricerche storiche.
Nel complesso, le indagini storiche e sperimentali svolte hanno permesso di
ottenere un più preciso inquadramento cronologico dei reperti ceramici e di
ricostruire la frequentazione umana preistorica e protostorica dell’isola di
Capri.
Un’attenta attività di revisione e ricerca bibliografica è stata condotta
anche sui reperti della “Collezione Lorenzoni”, costituita dai materiali
ritrovati nel 1885 nel sito di “Grotta Nicolucci” a Sorrento. Questo recente
studio ha consentito di accertare ulteriori reperti fittili e identificare strumenti
di pietra e resti di pasto, per un totale di circa 100 pezzi che concorrono ad
arricchire la documentazione già esistente sulla presenza dell’uomo nella
penisola sorrentina, durante l’Età dei Metalli. In definitiva, i risultati ottenuti
con gli studi su Capri e Sorrento hanno reso possibile un’esposizione dei
reperti molto più completa e aggiornata con le nuove informazioni acquisite.
Chiaramente i nuovi dati sono stati inseriti anche nelle schede di catalogazione
informatizzata e nel Catalogo Multimediale del sito web del Centro.
Attualmente un altro studio, questa volta sulle asce calabresi in pietra
2 3 Costituita da 1665 crani e 966 ossa isolate.
Con 549 pezzi tra manufatti fittili, resti scheletrici umani e animali, i reperti di Grotta delle Felci costituiscono la parte
più consistente delle collezioni capresi presenti in Museo.
42 · LA RICERCA
levigata della “Collezione di Giustiniano Nicolucci”, è in corso nell’ambito di
un Dottorato di Ricerca in Archeologia dell’Università di Napoli “L’Orientale”.
Il Museo di Paleontologia ha una lunga tradizione di ricerche legate
ai reperti che custodisce, una tradizione che inizia addirittura negli anni ‘40
dell’Ottocento con gli studi sui molluschi, presenti nelle argille Plioceniche
di Gravina di Puglia, compiuti da Arcangelo Scacchi, famoso mineralista ma
con una iniziale passione per la malacologia. Con l’istituzione della Cattedra
di Paleontologia e dell’annesso Museo, i reperti ben presto si moltiplicarono,
formando materia indispensabile per tutti gli studiosi che si occupavano di
tassonomia, sistematica e biostratigrafia. L’interesse a compiere ricerche sui
reperti del Museo, ancora oggi confermato, è documentato dai numerosi studi
compiuti sui reperti fossili dei giacimenti ittiolitici che, per il loro particolare
stato di conservazione e per la varietà di specie presenti, hanno da sempre
rappresentato un indispensabile materiale di confronto per gli studiosi di
paleoittiologia di tutto il mondo. Oppure come il caso delle ricerche condotte
sui reperti di Pietraroja, che hanno contribuito ad ampliare la narrazione
museale di questo incantevole sito o le esposizioni dei fossili di Castellammare
di Stabia e di Giffoni Vallepiana, che hanno fatto tesoro delle implicazioni
scientifiche scaturite dalle ricerche condotte sui reperti di questi siti fossiliferi.
Alla luce di tutto ciò, è ovvio che per il Museo la ricerca storica legata
all’origine delle collezioni è fondamentale, specie laddove le documentazioni
siano andate perse a causa dei ripetuti trasferimenti dalle diverse sedi o per
lavori di ristrutturazione. Un riuscito caso di indagine storica sulle collezioni,
riguarda una recente ricerca condotta su una raccolta di 69 lastre di Roverè
di Velo (VR), con resti di piante del Giurassico. I reperti erano privi delle
informazioni sull’acquisizione e necessitavano di un’accurata revisione
sistematica. Ricerche condotte nei registri d’acquisto del Museo di Geologia
(presso il quale confluivano i reperti paleontologici prima dell’istituzione del
Museo di Paleontologia) hanno ricostruito le modalità di acquisizione delle
lastre e, unitamente all’attenta revisione tassonomica, ne hanno consentito la
rivalutazione sia dal punto di vista scientifico che storico.
Nel 2001 è cominciata la progettazione di un complesso percorso
museale intitolato “Storia, immagini e luoghi nella vita di Oronzo Gabriele
LA RICERCA · 43
Costa”, che prevedeva l’organizzazione di un convegno sulla Paleontologia
dell’Ottocento e di due mostre. A tal fine è stata condotta una ricerca storica
sulla figura dell’eminente scienziato e un’attenta revisione della prestigiosa
“Collezione Oronzo Gabriele Costa”, composta da esemplari raccolti
dallo stesso studioso nelle diverse province dell’Italia centromeridionale.
Questo lavoro, lungo e minuzioso, ha consentito la selezione dei reperti più
significativi, la verifica della correttezza delle determinazioni tassonomiche e
ha portato all’inaugurazione del percorso museale nel 2003.
Recentemente è iniziata una nuova collaborazione con ricercatori del
Dipartimento di Scienze della Terra per lo studio di due interessanti reperti. Una
nuova specie di ittiolite del giacimento di Pietraroja e un esemplare di micro
mammifero proveniente dal deserto del Gobi. Per completare e approfondire la
descrizione anatomica dei due reperti si è fatto ricorso a tecniche radiografiche
ai raggi X e alla tomografia assiale computerizzata (TAC).
Attualmente il personale del Museo è impegnato anche in studi sulla
corretta comunicazione museale, particolarmente incentrata sulla realizzazione
di vari tipi di testi narrativi, elaborati in funzione della tipologia dei visitatori.
In questa ricerca, speciale attenzione è riservata al testo narrativo destinato al
pubblico dei giovanissimi che numerosi frequentano il Museo di Paleontologia.
Infine, anche in questo caso, un significativo contributo alla valorizzazione
del patrimonio viene dalle ricerche condotte da studenti e laureati dei Corsi
di Laurea in Scienze Geologiche e Scienze della Natura, nella compilazione
delle tesi di laurea e di dottorato.
44 · LA RICERCA
La comunicazione
Nei primi anni di attività del Centro si pensò prima di tutto ad affrontare
e risolvere gli urgenti problemi legati alle sedi museali e al patrimonio, così
da consentire una rapida apertura al pubblico e un’adeguata fruizione dei
beni conservati. Passata questa fase di “emergenza”, il passo successivo fu
affrontare in maniera strutturata il tema della comunicazione. Si trattava di
una questione nuova e complessa che non poteva essere gestita con le sole
forze del Centro. Dunque fu necessario rivolgersi a una società specializzata
nella comunicazione, che avesse le competenze per soddisfare tutte le esigenze
del Centro, dalla segnaletica nelle sale, fino alla promozione di eventi e al
sito web. Ma, soprattutto, in quella fase, il requisito essenziale era che fosse
composta da persone capaci di ascoltare e comprendere le particolari necessità
del Centro. Bisognava creare da zero un’articolata e coordinata identità in
cui si integrassero le attività museali, gli aspetti storici, quelli culturali e
quelli scientifici e veicolarne la giusta percezione all’esterno. Chiaramente,
alla base di questa operazione, c’era la convinzione che una buona strategia
di comunicazione avrebbe aumentato la visibilità del Centro Museale e,
contemporaneamente, motivato e stimolato anche chi vi operava. E così fu.
Si partì dal logo del Centro ed elaborando una serie di elementi
caratteristici, furono realizzati i loghi di ciascuno dei quattro Musei, in
quanto la loro identità storica doveva comunque essere preservata anche nel
nuovo contesto. Al tempo stesso, però, l’impianto grafico doveva anche far
comprendere, in modo immediato, che si trattava di una nuova e unica entità,
un solo Centro Museale. Da qui la scelta di dare un’unità grafica al lavoro:
dalla carta per lettere ai cartellini nelle vetrine, dalla segnaletica al sito web,
fino ai biglietti d’ingresso.
A completare il tutto, fu creata una serie di gadget, quaderni, segnalibri,
astucci con matite e cartoline, che oggi il visitatore può portare a casa, creando
così un’empatia e un legame con il Centro. Analogamente, per ampliare il
target dei visitatori, fu realizzato apposito materiale informativo che viene
distribuito alle Aziende di Soggiorno e Turismo, ai media, alle principali
strutture alberghiere della città e nelle occasioni in cui si prendono contatti
LA COMUNICAZIONE · 45
diretti con Associazioni culturali e Tour Operator.
Coerentemente con il percorso avviato dal nuovo programma di
comunicazione, nel 2008 fu attivato l’Ufficio Coordinamento Attività
Didattica e Divulgativa, per migliorare la comunicazione verso l’utenza,
i media e le altre istituzioni. In linea con l’esigenza di rispettare sempre la
centralità dell’utente, il compito principale di questo ufficio è interpretare
le esigenze e le aspettative del pubblico. A questo scopo il Centro collabora
con esperti di Didattica Museale e Sociologia, per valutare il gradimento dei
percorsi culturali proposti.
L’Ufficio Coordinamento Attività Didattica e Divulgativa cura la
comunicazione con i diversi tipi di utenza, invia comunicati stampa ai media
sulle manifestazioni e attività quali mostre, congressi, iniziative socioculturali, visite guidate o esperienze di laboratorio. Istruisce pratiche per
attivare protocolli d’intesa e forme di partenariato con istituzioni nazionali
e internazionali, per elaborare e realizzare progetti scientifici e divulgativi,
per promuovere mostre e convegni finalizzati ad accrescere l’interesse dei
cittadini verso la Scienza e per far conoscere l’importanza e il ruolo sociale
dei Musei Scientifici. Tra gli altri compiti dell’Ufficio vi è anche quello di
mantenere i contatti con i dirigenti scolastici e i docenti di Scienze delle
scuole della Campania e delle regioni del centro-sud, ad esempio, inviando
tempestivamente il materiale relativo alle offerte didattiche e alle iniziative
culturali del Centro.
L’Ufficio, in collaborazione con gli operatori dei Musei e con i
giovani laureati delle Associazioni Onlus, è impegnato anche nello studio di
iniziative per fidelizzare gli utenti e incrementare il numero dei visitatori. Per
snellire e ottimizzare l’organizzazione delle visite guidate, delle attività di
laboratorio e delle escursioni, è stato attivato un numero telefonico dedicato
ed è stato messo a punto un sistema informatico centralizzato per la gestione
delle prenotazioni. Questo sistema ha permesso anche di predisporre un
calendario delle disponibilità delle sale museali, spesso richieste per ospitare
manifestazioni culturali aperte a tutta la cittadinanza.
Al fine di creare un contatto sempre più diretto con l’utenza, si è sempre
più fatto ricorso agli strumenti che le nuove tecnologie mettono a disposizione:
46 · LA COMUNICAZIONE
la multimedialità e il Web prima di tutto. Così, nel corso degli anni, il Centro
Musei ha potenziato i propri canali di comunicazione verso il grande pubblico,
attraverso il proprio sito Web istituzionale (HYPERLINK http://www.musei.
unina.it), realizzato per la prima volta nel 1999 e aggiornato nel 2008 secondo
lo standard Php, in combinazione con l’Html, per assicurare l’accessibilità,
l’interoperabilità e la compatibilità con le nuove tecnologie, secondo i principi
di qualità individuati dalla Commissione Europea nell’ambito del progetto
“Minerva”.
Il sito presenta un’interfaccia semplice ed elegante, con una homepage
che identifica in maniera immediata l’identità del Centro come soggetto
culturale pubblico e la sua missione. Nella homepage, oltre alle news in
continuo aggiornamento e alle informazioni di “servizio” (orari, numeri di
telefono, etc.), è stata inserita una sezione dedicata alle scuole in cui è illustrata
l’offerta didattico-culturale che il Centro Museale propone agli studenti delle
scuole di ogni ordine e grado, per integrare l’apprendimento formale delle
Scienze della Natura. In questa sezione sono disponibili materiali didattici
scaricabili dall’utente. Nel sito è stata creata anche la sezione “Ti parlo di ….”,
in cui sono riportati articoli divulgativi sui reperti e le collezioni, ma anche di
argomento naturalistico vario e sulla comunicazione scientifica in generale.
Dalla homepage si può accedere alle notizie storiche e alle informazioni sulle
collezioni dei singoli Musei del Centro. Non da ultimo, è possibile anche
accedere al Catalogo Multimediale che riporta notizie dettagliate su una
selezione di reperti rinvenuti in Campania.
Per mantener alto il livello d’interesse degli utenti è stato dedicato ampio
spazio alle immagini e ai prodotti multimediali, come il “Viaggio virtuale
nel Museo di Mineralogia”, in cui il visitatore può andare alla scoperta delle
collezioni o dei personaggi che hanno fatto la storia del Museo più antico
del Centro. É stato, inoltre, inserito un canale video in cui è possibile vedere
i filmati relativi ad alcuni eventi che si sono svolti nelle sale museali o a cui
il Centro ha partecipato. Il sito è in continua evoluzione, difatti è prevista la
creazione di una apposita sezione contenente sussidi didattici multimediali,
mirati all’analisi e al feedback dell’audience e uno spazio per una Community,
in cui gli utenti potranno lasciare commenti, suggerimenti e scambiarsi
LA COMUNICAZIONE · 47
opinioni.
Un collegamento al sito Web del Centro o una scheda informativa, sono
stai inseriti nei siti istituzionali del Comune di Napoli (http://www.comune.
napoli.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1432), della Regione
Campania (http://www.museincampania.it) e del Ministero dei Beni Culturali
(http://www.campaniabeniculturali.it).
Ricorrendo a forme di comunicazione multimediali per approfondire
determinate tematiche, sono stati realizzati vari CD con le immagini dei reperti
come, ad esempio, “I minerali utili all’uomo”, “Rassegna di minerali delle
diverse collezioni del Real Museo Mineralogico” e “I Vesuviani: Selezione
di immagini dei minerali della Collezione Vesuviana del Real Museo
Mineralogico”. Il Museo di Paleontologia ha curato la realizzazione di un
CD interattivo (“Paleoquiz”) in cui, grazie a una serie di indovinelli, vignette
e giochi enigmistici, i visitatori più piccoli possono approfondire in maniera
gradevole le loro conoscenze sull’argomento. Nel 2004, con il cofinanziamento
del MIUR, è stato realizzato il filmato “Scienza & Musei: visitando i musei”,
girato nei Musei naturalistici del Centro e finalizzato a stimolare nei più piccoli
la curiosità scientifica. Il filmato mostra la notevole capacità di interazione che
i bambini hanno con un museo, quando questo riesce a proporsi come luogo
dove è possibile raccogliere novità e comprendere altre realtà, sentendosi più
grandi. In tal senso lo strumento del filmato è una scelta espressiva veloce che
veicola un nuovo modo di considerare la dialettica tra giovanissimi utenti e i
musei. Il filmato, ovviamente, prospetta una vista ai Musei non esclusivamente
ludica, approcciando i bambini come “uomini in formazione”, come afferma
Marco Rossi Doria. In tal senso lo scheletro di un dinosauro, il luccichio di
un minerale, il mistero di una mummia e un leone imbalsamato, possono
diventare elementi di grande curiosità e impareggiabili stimoli creativi per
invogliare i bambini a incontrare i Musei e appassionarsi agli studi scientifici.
Il filmato è stato distribuito in DVD anche a livello nazionale.
È stato realizzato il percorso virtuale “Passeggiando nel museo”,
reso fruibile su installazioni multimediali nel Real Museo Mineralogico e
successivamente anche in formato CD. Il percorso consente di scoprire la
storia del Museo di Mineralogia e i suoi legami con il territorio, le collezioni
48 · LA COMUNICAZIONE
custodite e gli scienziati che vi hanno operato. Tutte le notizie riportate sotto
forma di testi possono anche essere ascoltate. Il visitatore è libero di scegliere
il percorso da seguire e ogni sezione è ricca di approfondimenti per chi vuole
informazioni più dettagliate che spaziano dagli avvenimenti storici alla
mineralogia. In una apposita sezione, il visitatore può aprire le vetrine virtuali
semplicemente trascinando il mouse e “guardare da vicino” alcuni reperti.
Nel 2009, con il contributo della Regione Campania è stato realizzato
il “Catalogo Multimediale”, disponibile sul sito Web del Centro. Ogni Museo
ha selezionato i propri reperti più significativi rinvenuti nel territorio campano
e, per ognuno, ha effettuato un’accurata e approfondita ricerca bibliografica.
Con i dati così ottenuti, sono stati elaborati testi sintetici e progettate schede
di approfondimento che, corredate da immagini, sono state organizzate in
un’articolata rete ipertestuale.
In accordo con la logica e le finalità dei cataloghi on-line, la lettura
interattiva e l’approfondimento dei contenuti attraverso questi strumenti,
consentono una diversa e agevole fruizione del patrimonio museale. Da
questo punto di vista il Catalogo rappresenta un valido strumento per
sensibilizzare i cittadini al valore storico e scientifico della propria regione,
contribuendo al progresso culturale della cittadinanza e consolidando il ruolo
anche sociale dei Musei universitari. La consultazione del Catalogo (prima
o dopo la visita al museo) consente, dunque, al visitatore di comprendere
meglio i messaggi culturali che ha acquisito (o che acquisirà) durante la visita
al museo. Il Catalogo concorre anche ad attirare pubblico nelle sale in quanto,
come dimostrato da numerosi studi, spesso i visitatori virtuali dei musei si
trasformano in visitatori reali. Il Catalogo, infine, si è dimostrato di valido
supporto anche per le attività educative dei Musei del Centro, perché i suoi
contenuti possono essere facilmente correlati alle visite museali e alle attività
di laboratorio, incrementandone l’efficacia.
Nel 2011, con il contributo del MIUR, è stato realizzato il filmato “La
macchina del Tempo. Un giorno speciale al Museo di Mineralogia”. Il filmato
è un riuscito tentativo di dar vita e forma concreta all’anima più profonda del
Real Museo, così come fu concepito in origine e agli uomini che ne hanno
scritto la storia. La narrazione, una vera e propria ricostruzione storica con
LA COMUNICAZIONE · 49
attori professionisti in abiti d’epoca, è proposta in maniera suggestiva e
onirica, ma i fatti riportati sono tutti reali e frutto di rigorosi studi storici e
scientifici. Proprio come nei sogni e nei racconti dell’antica tradizione orale,
molte vicende sono volutamente appena suggerite o solo accennate, perché
il documentario vuole essere una sorta di biglietto da visita del Museo e un
invito a visitarlo direttamente, lasciandosi prendere dal fascino discreto di un
tempo passato, dove non c’era posto per il clamore. Il filmato è distribuito
in DVD interattivo in alta definizione in cui l’utente è libero di scegliere il
percorso da seguire.
50 · LA COMUNICAZIONE
Le attività educative e le mostre
Attività educative
Il Centro Musei delle Scienze Naturali presenta tutte le caratteristiche
necessarie per essere un’istituzione deputata a progettare e attuare forme di
attività culturali in grado di parlare a un pubblico eterogeneo, dall’esperto al
neofita, dal bambino all’adulto. Il Centro, pertanto, ha elaborato progetti e
collaborato con altre istituzioni alla realizzazione di efficaci attività educative.
Nel 2002 il Centro ha collaborato, insieme ad altri 30 Musei di Piemonte,
Toscana e Campania, al progetto “Musei e Pubblico”, coordinato dalla Prof.
ssa Emma Nardi dell’Università di Roma “Roma Tre”. Il progetto ha permesso
di definire le tipologie e le caratteristiche dei pubblici che visitano i musei,
fornendo elementi preziosi per una migliore comprensione delle vere esigenze
dei visitatori. I risultati ottenuti sono stati essenziali per la valutazione dei
programmi di riorganizzazione espositiva e hanno consentito, al Centro
Musei, di mettere a disposizione del pubblico le sue collezioni in termini più
idonei a facilitare l’apprendimento e a stimolare il piacere del visitatore.
Nel 2004-2005 il Centro Musei ha partecipato al progetto “Prevenzione
e diagnosi dell’illetteratismo”, organizzato dal Dipartimento di Scienze
dell’Educazione - Laboratorio di Pedagogia sperimentale - Centro di
Ricerca sull’Illetteratismo, dell’Università degli Studi di Roma “Roma Tre”
e finanziato dall’Assessorato Istruzione e Formazione, Lavoro e Politiche
Sociali, Politiche Giovanili e Problemi dell’immigrazione, della Regione
Campania. L’obiettivo primario era definire i profili di competenza alfabetica
di settori della popolazione adulta, residente in Campania. Inoltre, si prefiggeva
di rilevare le risorse culturali disponibili nel territorio, da utilizzare come
strumenti per verificare e stimolare la capacità di risveglio intellettuale in
individui con un basso grado di scolarizzazione e/o inseriti in contesti sociali
disagiati. Il progetto è stato fortemente sostenuto dalla Direzione Generale
Ufficio Scolastico Regionale per la Campania, che ha coinvolto le Istituzioni
Scolastiche sedi dei CTP (Centri Territoriali Permanenti per l’educazione
degli adulti). È stato approntato apposito materiale a stampa da consegnare
LE ATTIVITÀ EDUCATIVE E LE MOSTRE · 51
ai frequentatori dei CTP e sono stati progettati percorsi museali capaci di fare
emergere in questi particolari visitatori le loro capacità intellettuali, al fine di
rimuovere il senso di frustrazione culturale che spesso si annida tra gli strati
più disagiati della società. È stato, infine, preparato un omaggio di benvenuto
costituito da un kit d’attenzione: una scatola porta oggetti che riproduce la
facciata della sede storica della “Federico II”, al cui interno sono riprodotti i
quattro Musei. La funzione principale del kit era di mettere a proprio agio, con
un gesto di cortesia, il visitatore ma anche di mantenere vivo il ricordo della
visita al museo e di far maturare ulteriori riflessioni.
Nel 2006, con l’intento di favorire e facilitare l’apprendimento delle
Scienze, il Centro Musei ha ideato il Progetto “I Musei narrano la Scienza”,
cofinanziato dal MIUR. Per ciascuno dei Musei del Centro sono stati elaborati
percorsi educativi più coinvolgenti e stimolanti, organizzati in due step
successivi: prima la visita al museo e poi le attività di laboratorio. I percorsi
sono stati diversificati in funzione delle diverse tipologie di studenti, con
informazioni fornite in forme volutamente semplici, per non incutere un senso
di soggezione, cercando però di mettere in chiara evidenza quei fenomeni
naturali che spesso non sono evidenti. Gli studenti sono assistiti da giovani
laureati di Associazioni Onlus accreditate presso il Centro Musei, che durante
i percorsi non tralasciano gli elementi storici, letterari, sociali e artistici,
largamente presenti nei Musei della “Federico II”. Nelle successive attività
di laboratorio gli allievi effettuano in prima persona osservazioni su campioni
opportunamente selezionati. In tal modo i ragazzi imparano a condurre
esperimenti utilizzando semplici apparecchiature, abituandosi a elaborare con
metodo scientifico i dati ricavati. Grazie agli incoraggianti risultati ottenuti
con le scuole che hanno partecipato alla sperimentazione. Nel 2007 il Centro
ha stipulato con l’Ufficio Scolastico Regionale per la Campania il Protocollo
d’Intesa: “I Musei narrano la Scienza”, che prevede la promozione di azioni di
supporto, a favore delle scuole di ogni ordine e grado. Tali azioni sono mirate
alla diffusione della cultura scientifica, alla promozione di iniziative didatticopedagogiche, all’aggiornamento e alla formazione dei docenti.
Sempre nel 2007 il Centro ha sperimentato una nuova e particolare
iniziativa di comunicazione. Con il cofinanziamento del MIUR, è stato
52 · LE ATTIVITÀ EDUCATIVE E LE MOSTRE
realizzato il progetto “Museo on the Road: la Scienza per il cittadino”, con
l’obiettivo di coinvolgere attivamente la popolazione di un quartiere di Napoli,
fortemente degradato sotto il profilo socio-culturale e condizionato dalla
malavita. I cittadini sono stati coinvolti nella realizzazione di un percorso
educativo dedicato alle Scienze della Terra, discipline spesso trascurate nella
scuola dell’obbligo e marginalmente trattate dai media. Si sono tenuti incontri
preliminari con la cittadinanza, durante i quali sono state raccolte varie proposte
e un gruppo di cittadini ha partecipato direttamente alla realizzazione del
percorso espositivo. A quel punto alcuni reperti del Real Museo Mineralogico
hanno lasciato le sale museali e sono stati portati ed esposti presso la biblioteca
“A. Labriola” di San Giovanni a Teduccio, dove poi sono state organizzate
visite guidate, attività di laboratorio e conferenze. Nel progettare il percorso
espositivo, particolare cura è stata riservata alla selezione dei reperti. Sono
stati scelti 150 minerali dalle collezioni permanenti del Museo, importanti
sia sotto il profilo storico che scientifico e adatti a illustrare le conquiste della
Scienza nel migliorare la vita dell’uomo, senza interferire negativamente
con l’ambiente. L’elaborazione dei questionari distribuiti ai visitatori per
verificare la validità della strategia comunicativa scelta, ha evidenziato che i
cittadini hanno compreso l’importanza del patrimonio culturale come mezzo
per trasmettere messaggi costruttivi, come nel caso in questione e cioè: “Solo
grazie alla conoscenza si può contribuire alla tutela del proprio territorio”.
Le visite guidate e le attività di laboratorio rappresentano tecniche
tecniche di comunicazione fondamentali per agevolare la comprensione delle
scienze e per instaurare un più idoneo rapporto tra visitatore e oggetto. Le
visite che si svolgono nei Musei del Centro non sono strettamente vincolate
alla didattica scolastica, nei cui confronti il museo svolge un’attività di
affiancamento e non di sostituzione o sovrapposizione. Pertanto la visita
guidata non è impostata come una lezione frontale, ma è caratterizzata da
strategie partecipative che non si soffermano solo sull’aspetto prettamente
scientifico. Le contestualizzazioni storiche, sociali e territoriali, vengono
messe in evidenza e finiscono per coinvolgere attivamente sia lo studente che
il visitatore adulto.
L’offerta formativa nell’ambito delle Scienze della Terra prevede
LE ATTIVITÀ EDUCATIVE E LE MOSTRE · 53
laboratori finalizzati a far comprendere allo studente l’importanza dello studio
dei minerali, delle rocce e dei fossili, per capire la composizione e l’evoluzione
del pianeta Terra. Le esperienze di laboratorio sono di vario tipo, ad esempio,
“Minerali e rocce….in casa mia”, dove si parte facendo constatare allo studente
che gran parte degli oggetti d’uso quotidiano sono stati fatti utilizzando
minerali e rocce. Con semplici esperimenti si fanno individuare le specifiche
proprietà fisiche di alcuni minerali, che consentono poi di individuare le loro
applicazioni. Nel percorso “Come nascono i minerali”, lo studente apprende
dove e come si formano i minerali e perché presentano forme poliedriche. Con
semplici esperimenti si formano cristalli di salgemma e con l’aiuto di sferette
e bastoncini si costruiscono le strutture di alcuni minerali che aiuteranno lo
studente a correlare struttura e proprietà fisiche. Il percorso “I mattoni della
mia città”, prevede oltre alla visita al Museo e le attività di laboratorio, anche
un’escursione in città per verificare, direttamente sui materiali adoperati per la
costruzione di chiese ed edifici vari, quanto hanno appreso in laboratorio sul
comportamento di questi materiali quando sono esposti agli agenti atmosferici e
all’inquinamento. Nel percorso “Dal Museo al Vesuvio”, gli studenti effettuano
la visita guidata alla Collezione Vesuviana, seguita dalle attività di laboratorio
che consentono loro di comprendere meglio come è fatto un vulcano e quali
sono i diversi tipi di eruzione, con l’ausilio di plastici e con l’osservazione dei
prodotti emessi dal vulcano. Imparano quali sono i principali minerali presenti
nelle rocce vesuviane, li osservano con lenti o microscopi e apprendono i
primi rudimenti per la loro identificazione. Osservano anche le sezioni sottili
di rocce al microscopio polarizzatore, imparando come, con l’ausilio della
luce, si possano riconoscere i minerali. Il percorso può essere completato, su
richiesta dell’insegnante, da una successiva escursione al Vesuvio, durante
la quale gli studenti, oltre a vedere i minerali e le rocce nel loro ambiente
naturale, imparano anche a leggere le carte topografiche e a usare bussola e
altimetro.
I percorsi paleontologici partono dalla visita alle Collezioni, durante la
quale gli studenti osservano e discutono con la guida, acquisendo informazioni
sugli invertebrati, i fossili guida, i fossili di facies e i fossili viventi. Possono
conoscere Pietraroja e gli “abitanti” pietrificati di oltre 100 milioni di anni
54 · LE ATTIVITÀ EDUCATIVE E LE MOSTRE
fa, i grandi rettili del Mesozoico e la storia recente della Terra. Le attività di
laboratorio “Facciamo ordine, un aiuto dalla sistematica” sono precedute da
un’introduzione in cui vengono fornite nozioni di tassonomia e sistematica,
e poi gli studenti osservano direttamente le differenze morfologiche degli
invertebrati fossili. “Lo straordinario processo della fossilizzazione”,
invece, è un’attività finalizzata a illustrare questo particolare processo che
coinvolge organismi animali e vegetali e a ripercorre il cammino che dalla
morte dell’organismo, conduce alla formazione del fossile. Questa attività è
integrata dalla realizzazione di calchi in gesso, dei fossili più noti delle diverse
epoche geologiche. “Né piante né animali” è un laboratorio che consente,
attraverso l’utilizzo del microscopio, di osservare i foraminiferi, piccolissimi
organismi dalla straordinaria forma, che costituiscono la componente biologica
più affascinante delle rocce sedimentarie. “I fossili raccontano la storia”,
introduce gli studenti alla conoscenza degli organismi che si sono succeduti
nel corso dei tempi geologici, contribuendo a chiarire la storia evolutiva del
mondo vivente.
L’offerta formativa nell’ambito delle Scienze Biologiche prevede
attività di laboratorio finalizzate a diffondere un’adeguata conoscenza del
mondo animale e una corretta coscienza naturalistica. Gli studenti possono
svolgere le loro sperimentazioni nell’ambito dei laboratori di biologia marina,
di entomologia e sull’evoluzione. Nell’attività “I segreti del Mare”, ogni alunno
effettua le osservazioni su conchiglie, spugne, esoscheletri di ricci e su uova
di comuni molluschi, ricorrendo anche all’ausilio dello stereomicroscopio.
Nel laboratorio di Entomologia “Occhio all’Insetto”, lo studente compie un
fantastico viaggio nel mondo degli insetti e approfondisce le caratteristiche
biologiche che ne hanno favorito il successo. L’esperienza “Il Viaggio di
Darwin” conduce gli studenti alla scoperta dei meccanismi dell’evoluzione
biologica e della variabilità, mediante l’osservazione diretta di scheletri e
preparati tassidermici. Altri percorsi educativi approfondiscono la storia
biologica e culturale dell’uomo, l’evoluzione della tecnologia litica durante
l’Età della Pietra, l’Antropologia e l’Archeologia del territorio campano.
Vengono proposti anche laboratori interdisciplinari di interesse biologico
che consentono di enfatizzare l’importante ruolo che i reperti antropologici e
LE ATTIVITÀ EDUCATIVE E LE MOSTRE · 55
zoologici, custoditi nei musei, rivestono nello studio morfologico e molecolare
degli organismi viventi. Così come di comprendere le attuali problematiche
scientifiche e le moderne tecniche sperimentali usate nei laboratori di ricerca
biologica. Queste attività consistono in esercitazioni di istologia, embriologia,
biologia molecolare e biotecnologie. L’esperienza di istologia consente agli
alunni di apprendere le tecniche istologiche utilizzate per l’allestimento di
un preparato biologico da osservare al microscopio ottico. L’esercitazione di
embriologia permette di approfondire il tema della riproduzione degli organismi
viventi. Così, attraverso l’osservazione al microscopio di preparati di sistemimodello di Echinodermi, Anfibi e Uccelli, gli allievi ben comprendono le
principali fasi della riproduzione e dello sviluppo embrionale. Le attività di
biologia molecolare e di biotecnologie riguardano, invece, lo studio del DNA.
Nel corso di queste esperienze, i ragazzi estraggono personalmente il DNA dalle
cellule e ne osservano i filamenti al microscopio ottico. Affrontano, inoltre, lo
studio del DNA antico, apprendendo le principali tecniche sperimentali usate
dai ricercatori per recuperare e analizzare il DNA dai reperti antropologici e
zoologici e i principali quesiti scientifici a cui tale studio può rispondere.
Per l’anno scolastico 2012-2013, al fine di incrementare la diffusione
di modelli didattici basati sull’interazione delle discipline, i Musei di
Mineralogia e Antropologia hanno programmato nuovi percorsi didattici
interdisciplinari, allo scopo di approfondire lo studio di rocce e minerali in
relazione all’evoluzione culturale dell’uomo durante la Preistoria. Nel corso
delle attività, gli studenti esaminano campioni di selce, diaspro, quarzite,
ossidiana e ne individuano le caratteristiche fisiche, in base alle quali saranno
in grado di capire perché queste rocce sono state utilizzate dall’uomo
preistorico per creare i propri utensili. Attraverso l’analisi degli strumenti
realizzati da Homo habilis, Homo erectus e Homo sapiens, si affronta poi
lo studio dell’evoluzione della tecnologia litica, dei metodi di lavorazione
degli utensili e delle loro funzioni. Il percorso si completa analizzando gli
aspetti fondamentali dell’arte paleolitica, anche attraverso la conoscenza
dei principali minerali e rocce utilizzati dall’uomo preistorico, per ricavare i
pigmenti naturali impiegati nelle prime manifestazioni artistiche.
Sempre nell’ambito delle sperimentazioni interdisciplinari, il Real
56 · LE ATTIVITÀ EDUCATIVE E LE MOSTRE
Museo Mineralogico e il Museo di Capodimonte hanno programmato un
percorso educativo rivolto a studenti delle scuole elementari e medie, che inizia
con la visita guidata nelle sale del Real Museo Mineralogico per osservare e
discutere sugli splendidi colori di numerosi minerali. Il percorso prosegue poi
con la visione di un cortometraggio tratto dal film “La ragazza con l’orecchino
di perla”, in cui è riprodotto il clima della bottega del pittore olandese Jan
Vermeer (1632-1675). Nel filmato è ben documentata la preparazione dei colori
sin dal momento dell’acquisto dei minerali che avveniva nelle “farmacie”,
il lavoro dei garzoni e dello stesso artista, che passavano giornate intere a
macinare e miscelare malachite, cinabro, lapislazzuli e ocra. Ogni studente,
quindi, farà osservazioni dirette sui minerali visti nel filmato ed effettuando
osservazioni al microscopio, e semplici esperimenti ne comprenderanno
le proprietà fisiche. Poi, come nella bottega del Seicento, i ragazzi pestano
materialmente i minerali per realizzare colori a tempera e a olio. Il percorso
prosegue con la visita al Museo di Capodimonte, dove gli studenti apprendono
importanti informazione sulla storia della pittura, degli artisti e delle varie
tecniche pittoriche e, con l’aiuto dell’operatore culturale, si cimentano nel
riconoscere nei dipinti alcuni dei colori che hanno ottenuto macinando i
minerali in laboratorio.
Per concludere questa rassegna di attività educative in cui è
impegnato il Centro, vogliamo ancora ricordarne un paio particolarmente
significative per il successo che hanno riscosso. Nel 2006, in occasione della
manifestazione “Maggio dei Monumenti”, il Centro Musei, in collaborazione
con l’Associazione Nazionale Insegnanti Biologi e con l’Ufficio Scolastico
Regionale della Campania, ha organizzato il Concorso a Premi intitolato:
“Disegna un animale”. Durante tutto il mese di maggio circa mille studenti
delle scuole elementari e medie della Campania hanno letteralmente invaso le
sale del Museo Zoologico per realizzare i loro disegni, avendo come modelli
gli splendidi reperti di animali naturalizzati provenienti da tutto il mondo.
Infine, nell’ambito delle collaborazioni con le scuole, il Centro ha anche
partecipato al Programma Nazionale “Scuole Aperte” del MIUR, attivando nel
2009 un protocollo d’intesa con il XII Circolo “Oberdan” di Napoli classe
VF, per il progetto “Piccoli scienziati crescono” che prevedeva numerosi
LE ATTIVITÀ EDUCATIVE E LE MOSTRE · 57
incontri con la scolaresca, per svolgere vari percorsi educativi, durante i quali
i bambini sono stati i veri protagonisti.
Mostre
L’allestimento di mostre temporanee contribuisce alla valorizzare del
patrimonio storico-scientifico e favorisce la diffusione della cultura scientifica.
Le diverse narrazioni espositive proposte dal Centro Musei (realizzate anche
in collaborazione con altre istituzioni o collezionisti) sono sempre state
accolte dai visitatori in maniera lusinghiera e hanno attirato un pubblico
eterogeneo, composto da cittadini di ogni età, spinti dal desiderio di conoscere
il patrimonio scientifico del proprio territorio. A sua volta il Centro collabora
con propri reperti alle mostre organizzate da altre istituzioni e spesso ospita
nelle proprie sale mostre d’arte e performance di artisti affermati o esordienti.
Già a pochi mesi dalla sua istituzione, nell’aprile del 1993, il Centro
partecipava con propri reperti alla mostra “Arcangelo Scacchi (18101893): una eminente figura di italiano e di scienziato”, organizzata a Roma
dall’Accademia Nazionale delle Scienze, detta dei “XL”.
Nel giugno 1994, in occasione della manifestazione “Napoli
Porte Aperte”, il Centro apriva i propri Musei alla città, organizzando, in
collaborazione con il noto collezionista Antonio Ariani, nelle sale del museo
Zoologico, una suggestiva esposizione di farfalle che contribuì a richiamare un
folto pubblico che, finalmente, poté visitare i più importanti Musei Scientifici
del Mezzogiorno e fra i più prestigiosi d’Italia. Sempre nel 1994 il Centro
Musei organizzò la mostra “Pian dei Cavalli. Sui passi dei primi uomini nelle
Alpi”, incentrata sulle ricerche archeologiche e paleoecologiche condotte in
diversi siti preistorici delle Alpi Centrali.
Nel 1995 il Centro organizzò la mostra “Strumenti storici e Pietre
dure”, per pubblicizzare la donazione della “Collezione di Pietre Dure”
fatta dai coniugi Ezio De Felice e Irene Sbriziolo, che diede nuovo impulso
alla tradizione delle “donazioni” che si era affievolita nel tempo, ma molto
importante per i musei.
Nel 1996 il patrimonio del Centro Musei si arricchì di un eccezionale
esemplare di Allosaurus fragilis che fu collocato, con uno scenografico
58 · LE ATTIVITÀ EDUCATIVE E LE MOSTRE
montaggio in sospensione, nella prestigiosa Sala del Capitolo del Museo di
Paleontologia, decorata con splendidi pavimenti maiolicati settecenteschi.
Il reperto fu presentato alla cittadinanza dalle autorità accademiche e civili,
con la conferenza stampa “Un dinosauro per la città”. Da quel momento la
presenza del maestoso esemplare ha costituito un forte elemento di richiamo
per il pubblico e ha contribuito notevolmente a incrementare il numero dei
visitatori.
Nel 1999 nelle sale del Museo di Paleontologia, ristrutturate e arredate
con vetrine più consone a una moderna esposizione, fu organizzata la mostra
“Gli Strumenti scientifici dell’Ateneo napoletano”, in collaborazione con
il Dipartimento di Scienze Fisiche. L’iniziativa consentì di presentare un
significativo spaccato del patrimonio strumentale federiciano, suddiviso in
strumentazioni geo-mineralogiche, geofisiche e fisiche, di epoca ottocentesca.
Nello stesso anno l’importante patrimonio antropologico ed etnografico, che
per varie vicende era rimasto da lungo tempo relegato in casse e armadi,
fu esposto nella nuova sede del Museo di Antropologia. In occasione
dell’inaugurazione fu allestita la mostra “Un’eruzione vesuviana di 4000
anni fa”, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica di Napoli e
Caserta. Nella mostra e nel suo catalogo, fu dato ampio risalto alle importanti
ricerche condotte a seguito del rinvenimento degli scheletri di due vittime
umane dell’Eruzione delle pomici di Avellino.
Con il nuovo millennio il Centro ha intensificato il suo impegno nelle
mostre, anche coinvolgendo altre Istituzioni. Nel 2001, infatti, il Centro ha
partecipato con propri reperti alla mostra “La cultura scientifica a Napoli e
le sue Istituzioni: 1860-1915”, organizzata dalla Biblioteca Universitaria
di Napoli e alla mostra “Dai secreti ai principi 1550-1750. Percorsi della
scienza della natura a Napoli”, organizzata dall’Istituto Universitario “Suor
Orsola Benincasa”.
Nel 2002 è stata allestita la mostra “Vesuvio 79 A.D. Vita e morte ad
Ercolano”, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica di Pompei
e l’Osservatorio Vesuviano. La mostra, attraverso un percorso arricchito da
varie tipologie di reperti (dal cibo carbonizzato alle lucerne, dagli oggetti
personali trovati accanto alle vittime, ai calchi delle vittime stesse rinvenute
LE ATTIVITÀ EDUCATIVE E LE MOSTRE · 59
sull’antica spiaggia), ricostruiva gli aspetti della vita quotidiana a Ercolano
e gli ultimi istanti di vita delle persone al momento dell’eruzione pliniana.
Sempre nel 2002 il Centro ha collaborato con splendidi reperti del Real
Museo Mineralogico, alla prestigiosa mostra “L’antichità del Mondo. Fossili,
Alfabeti e Rovine”, promossa dal Museo di Palazzo Poggi e dall’Association
Européenne des Illustrateurs Médicaux et Scientifiques. La mostra enfatizzava
il ruolo dei reperti e delle immagini scientifiche come forme indispensabili di
comunicazione che spiegano, insegnano e informano, al di là delle barriere
culturali.
Il Centro ospitò anche due mostre fotografiche, una negli spazi del
Real Museo Mineralogico: “L’Universo minerale di Roger Caillois”, in
collaborazione con l’Istituto Francese di Napoli e “Mirabilia Maris”, con il
fotografo subacqueo Paolo Ardizio, presso il Museo Zoologico. Le fotografie
della prima mostra ritraevano sezioni di minerali che sembravano dipinti
fatti dall’uomo, a sottolineare le forti suggestioni esercitate dagli oggetti
della natura sull’arte. Le fotografie della seconda mostra ritraevano in
maniera artistica l’aspetto biologico e comportamentale di organismi marini,
prevalentemente bentonici, del Golfo di Napoli. L’esposizione, articolata
secondo il criterio evolutivo delle specie, grazie ad una grafica semplice
e affascinante, permetteva anche ai non esperti della materia di cogliere il
contenuto scientifico delle splendide immagini dei fondali campani.
In occasione del decennale del Centro furono organizzate nella Chiesa
dei Santi Marcellino e Festo due interessanti esposizioni: “Vasi e strumenti
medici della Farmacia degli Incurabili” e “Reperti della Collezione
Medicea”, concessi dal Museo di Storia Naturale di Firenze. Per il “Maggio
dei Monumenti” 2002, nel Real Museo fu realizzata l’esposizione: “Gouaches
napoletane e libri del ‘600”, gentilmente concessi dall’Osservatorio Vesuviano
e dai Dipartimenti di Scienze della Terra e di Zoologia della “Federico II”.
Nel 2003 è stato realizzato un importante percorso culturale “Storia,
immagini e luoghi nella vita di Oronzo Gabriele Costa” che analizzava, sotto
molteplici aspetti, un frammento di storia della Paleontologia, attraverso la
genialità di uno straordinario scienziato del Regno di Napoli. Il percorso era
articolato nella mostra “Tesori e scoperte paleontologiche” e nella mostra
60 · LE ATTIVITÀ EDUCATIVE E LE MOSTRE
itinerante “Un dinosauro a Pietraroja”. Quest’ultima, organizzata dalla
Soprintendenza per i Beni Archeologici di Salerno, Benevento e Avellino, era
incentrata sul fossile di Scipionyx samniticus (dai media battezzato “Ciro”)
per la prima volta in esposizione a Napoli. Nel percorso si intrecciavano, in
continua dialettica, la storia della ricerca e la scoperta scientifica, la memoria
ancestrale dei fossili e il perenne tentativo dell’uomo di comprendere,
catalogare e scoprire la Natura. Il Museo di Paleontologia collaborò anche
con suoi reperti alla mostra “Quando a Petina c’era il mare”, organizzata
dal Comune di Petina (SA). Sempre nel 2003 il Real Museo Mineralogico ha
concesso alcuni dei suoi reperti al Museo di Arte Moderna e Contemporanea
di Trento e Rovereto, che ha promosso la mostra “Montagna. Da Durer a
Warhol, tra arte e scienza”. Il percorso metteva a confronto sei secoli di Arte
e Scienza, dal Cinquecento al 2003, evidenziando quale debito l’arte abbia
contratto con il sapere scientifico e, viceversa, quanto gli scienziati abbiano
corrisposto alle geniali intuizioni degli artisti, per tracciare la storia del grande
mistero della nascita delle montagne.
In occasione del “Maggio dei Monumenti” 2003, fu organizzata nel
Real Museo Mineralogico la mostra “Apparecchi e modelli matematici di
fine Ottocento e inizio Novecento”, in collaborazione con il Dipartimento di
Matematica “Renato Caccioppoli” della “Federico II”. In questa occasione
furono esposti apparecchi e modelli matematici in gesso e in legno di fine
Ottocento. I modelli, del tutto sconosciuti al grande pubblico, erano stati
realizzati allo scopo di rendere tangibili le proprietà caratterizzanti una data
teoria matematica.
Nel 2004 il Centro Musei ha prestato importanti reperti del Real
Museo Mineralogico e del Museo di Paleontologia alla prestigiosa mostra
“Casa di Re”, organizzata dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e il
paesaggio, per il patrimonio storico, artistico e demo-etno-antropologico di
Caserta e Benevento, allestita presso la Reggia di Caserta. Visitando la mostra
ci si immergeva nell’Ottocento borbonico, fatto di decorazioni e dipinti tra
gusto neoclassico e romantico, secondo uno stile di corte ormai affermatosi
in tutta Italia, con l’aggiunta di un’intrigante sezione dedicata a oggetti che
testimoniavano il livello pienamente europeo, occupato dalla corte borbonica
LE ATTIVITÀ EDUCATIVE E LE MOSTRE · 61
nel campo delle Scienze e della Tecnologia.
Nella sala monumentale del Real Museo Mineralogico, nel 2004
fu ospitata, la mostra collettiva “Nerodiscena”, rassegna di arti sceniche e
visuali, promossa dall’Assessorato all’Ambiente e alle Politiche Giovanili del
Comune di Napoli. Mentre nelle sale del Museo Zoologico fu ospitata “Mostra
la Natura”, un’esposizione di opere di divulgazione naturalistica realizzate
da studenti e neolaureati in Scienze Naturali e in Scienze e Tecnologie della
Natura e dell’Ambiente.
Nel 2005 fu organizzata nel Museo Zoologico la mostra “Le farfalle,
ornamento della Natura”, un’esposizione della collezione privata di Antonio
Pietro Ariani, che spaziava dalle tecniche di preparazione e conservazione delle
farfalle, alle tematiche relative alla sistematica, all’ecologia, alla zoogeografia
e alla faunistica. La mostra, tesa a evidenziare i vari aspetti della biologia dei
Lepidotteri, esponeva centinaia esemplari di splendide farfalle provenienti da
tutti i continenti.
Ancora, nel Real Museo Mineralogico fu la volta de “La Wunderkammer
di Pieter von Balthasar. Tra Naturalia e Mirabilia”, una mostra di quadri
realizzati dall’eclettico artista Edgard Vallora, con ambientazione in una
Wunderkammer, a costruire un insolito percorso tra opere d’arte in un
leggendario museo di oltre due secoli fa.
Sempre nel 2005, il Centro ha partecipato (con reperti del Real Museo
Mineralogico e del Museo di Paleontologia) alla mostra “Per gli amici
Dino”, organizzata per la manifestazione “Futuro Remoto” da Città della
Scienza-Fondazione IDIS e con reperti del Museo di Paleontologia alla
mostra “Magie d’Ambra. Amuleti e gioielli della Basilicata antica”, al Museo
Archeologico Nazionale della Basilicata “Dinu Adameşteanu”, organizzata
dalla Soprintendenza Archeologica della Basilicata.
Nel 2006 sono stati prestati importanti reperti della Collezione
Vesuviana del Real Museo Mineralogico, per l’allestimento della mostra “Alla
scoperta del Vesuvio”, promossa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e
dal Dipartimento della Protezione Civile, allestita presso il Palazzo delle Arti
di Napoli (PAN). Sempre nel 2006 il Museo di Paleontologia ha contribuito
con suoi reperti alla mostra “Un piccolo, grande dinosauro”, organizzata dal
62 · LE ATTIVITÀ EDUCATIVE E LE MOSTRE
Museo Civico di Storia Naturale di Milano e alla mostra “Coralli segreti”,
organizzata dalla Soprintendenza Archeologica della Basilicata presso il
Museo Archeologico Nazionale di Potenza.
Nel 2007 nell’ambito del progetto “Museo on the Road: la Scienza per
il cittadino” il Centro ha allestito presso la biblioteca Labriola di San Giovanni
a Teduccio (NA), una mostra con 150 importanti minerali. Ancora nel 2007,
nelle sale del Museo di Paleontologia, è stata allestita una suggestiva mostra
con reperti prestati dalla Ditta Zoic di Trieste. Nell’esposizione figuravano
sia esemplari originali che calchi di particolari esemplari di rettili, fra cui
dinosauri appartenenti ai generi Sinosauropteryx e Caudiperyx, provenienti
dalla Cina nord orientale. Questi esemplari, scoperti sul finire degli anni ’90
del Novecento, sono particolarmente importanti perché documentano per la
prima volta la presenza di piume nei dinosauri. Sempre nelle sale del Museo
di Paleontologia nel 2007 è stata allestita la mostra fotografica “Vegetalia:
alla ricerca delle geometrie in/visibili delle piante” di Riccardo Motti con le
immagini dei reperti del Museo “Orazio Comes” della Facoltà di Agraria della
“Federico II”.
Gli organizzatori del 39° “Bologna Mineral Show” del 2008, hanno
richiesto la collaborazione del Real Museo Mineralogico per allestire nel
palazzo delle fiere di Bologna, la mostra “Il Vesuvio”. In quell’occasione i
visitatori hanno potuto ammirare i minerali della Collezione Vesuviana, unica
al mondo per numero di reperti, realizzata nel 1845 dall’eminente mineralista
Arcangelo Scacchi.
Ancora nel 2008, importanti reperti dei musei di Antropologia e
di Zoologia sono stati prestati per la mostra itinerante “La Scimmia Nuda.
Storia Naturale dell’Umanità”, promossa dal Museo Tridentino di Scienze
Naturali di Trento, dal Museo Friuliano di Storia Naturale di Udine e dal
Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino. Questa mostra ha consentito
un viaggio lungo il cammino evolutivo dell’uomo, alla luce delle più recenti
teorie e dei più importanti dibattiti scientifici e filosofico-culturali, in un
continuo dialogo tra cultura umanistica e scientifica, che ha messo in relazione
Antropologia, Archeologia, Paleontologia, Zoologia, Genetica e Arte.
Sempre nel 2008 il Museo Zoologico ha ospitato la mostra
LE ATTIVITÀ EDUCATIVE E LE MOSTRE · 63
“Zoophantasy”, con le suggestive creazioni artistiche di Maria Pia Daidone,
mentre nelle sale del Museo di Paleontologia si è potuta ammirare la
mostra fotografica di Roberta Pagano “Animalia: la bellezza della natura in
immagini”. Scene del regno animale, dall’Africa ai mari del Nord, dall’Alaska
al Giappone, hanno permesso ai visitatori di osservare, da angolazioni
privilegiate, momenti di vita animale spesso inaccessibili. I ritratti, ambientati
o concentrati sul soggetto, hanno trasportato lo spettatore, anche per un solo
istante, nei grandiosi scenari della natura, dove ogni animale esprime con forza
il diritto di appartenenza alla Terra, confermando il suo ruolo di protagonista.
Nel 2009 in occasione della conferenza presso la “Federico II” di James
D. Watson (Nobel per la medicina nel 1962), su richiesta del Rettore Guido
Trombetti, nel Museo di Paleontologia è stata allestita la mostra biografica:
“James D. Watson e la doppia elica del DNA”. In quell’occasione il personale
del Centro si è confrontato con un tipo di allestimento molto diverso da
quelli abituali, in quanto si trattava di una mostra basata, essenzialmente, su
materiale iconografico come articoli pubblicati sulle più importanti riviste
internazionali, volumi scientifici e immagini fotografiche, relative alla vita del
grande scienziato. Il museo di Paleontologia ha anche collaborato, insieme ai
musei delle Università di Modena, Trieste, Milano, alla realizzazione della
prestigiosa mostra “I Dinosauri italiani e altri vertebrati fossili del nostro
Paese”, promossa dal Museo Geologico “Giovanni Capellini” di Bologna.
La mostra ha celebrato il centenario della prima esposizione dello scheletro
completo del Diplodocus carnegei e ha riunito tutti i più importanti e
affascinanti fossili di vertebrati scoperti in territorio italiano, per far conoscere
ai visitatori l’importanza e la storia dei reperti italiani e degli scienziati che li
studiano.
Sempre nel 2009 il Real Museo Mineralogico ha ospitato “Human
Revolution”, esposizione e performance di Christian Leperino. Il Real Museo
si è così trasformato in un laboratorio dove l’artista napoletano ha esposto un
allusivo “Golem” alto 3 metri e 50 guerrieri cyborg di cera. Il Golem, infatti,
è un’antichissima leggenda ebraica sul mito dell’uomo artificiale creato da
un altro uomo, un atto di sfida a Dio, tentativo di impossessarsi della sua
conoscenza e forza creatrice.
64 · LE ATTIVITÀ EDUCATIVE E LE MOSTRE
Nel 2010 il Museo di Paleontologia ha ospitato la mostra “I frattali:
la geometria della Natura” di Gianni D’Anna, appassionato di Scienze
Naturali che ha cercato nella complessità del mondo naturale la fonte della
sua ispirazione.
L’anno seguente, presso la sede dell’Osservatorio Astronomico di
Capodimonte, il Museo di Paleontologia ha allestito la mostra “I Trilobiti”,
artropodi marini dell’era Paleozoica, un affascinante gruppo di organismi
estinti. La mostra, corredata di pregevoli pannelli didascalici, ha consentito di
presentare a un pubblico eterogeneo la grande biodiversità dei Trilobiti, le loro
caratteristiche anatomiche, la loro distribuzione nei mari di tutto il pianeta e la
loro notevole importanza per la stratigrafia del Paleozoico.
Nell’ambito dell’edizione 2011 di “Futuro Remoto” dal titolo “Viaggio
al centro della Terra” organizzata da Fondazione Idis-Città della Scienza, il
Real Museo Mineralogico e il Museo di Paleontologia hanno realizzato una
suggestiva esposizione con splendidi minerali e misteriosi fossili. La mostra
prevedeva anche due postazioni multimediali in cui il visitatore aveva la
possibilità di fare un viaggio virtuale nel mondo dello Zolfo e nelle solfare
siciliane. In quello stesso anno il Museo di Antropologia ha collaborato alla
realizzazione della mostra fotografica “Pani – Volti” di Antonio Biasucci,
esposta al Museo di Capodimonte. La mostra era incentrata su una doppia serie
di immagini: pani e volti. I volti che emergono da una oscurità che ne esalta le
differenze somatiche erano, in realtà, calchi dei visi di tribù africane realizzati
dall’antropologo Lidio Cipriani negli anni ’30 del Novecento, conservati nel
Museo di Antropologia della “Federico II”. I volti nelle foto di Biasiucci si
trasformavano in una allegoria disperata e icastica dell’esistenza umana, che
unisce la vita e la morte. La mostra è stata organizzata dalla Soprintendenza
Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il
Polo Museale di Napoli.
Nel 2012, nelle sale del Museo Zoologico, è stata allestita la mostra di
fotografia naturalistica “SALQA UYWA Animali selvatici del Sud America”.
Le pregevoli fotografie di Valerio Giovanni Russo, hanno documentato la
splendida fauna selvatica delle foreste pluviali dell’Amazzonia peruviana,
degli altopiani della Cordigliera delle Ande, sino all’arcipelago vulcanico delle
LE ATTIVITÀ EDUCATIVE E LE MOSTRE · 65
Galapagos. La mostra ha inteso sensibilizzare il pubblico sulla situazione in
cui versano gli habitat e gli ecosistemi della regione neotropicale e promuovere
la conoscenza di gioielli faunistici che rischiano di scomparire.
Presso il Museo di Paleontologia in occasione dell’edizione 2012 della
rassegna “Collezionare la Natura”, sono state allestite le mostre: “Collection.
Istanti animali dalla Campania”, una raccolta fotografica sulla biodiversità
del territorio campano a cura dell’Associazione “Ardea” Onlus, la mostra
“Le medaglie delle lave vesuviane”, curata dall’Osservatorio Vesuviano e dal
Real Museo Mineralogico e “Illustrare la natura”, un’esposizione di 50 opere
finaliste del Concorso Nazionale di Disegno Naturalistico.
A livello nazionale il Centro Musei partecipa sempre alla “Settimana
della Cultura Scientifica”, promossa dal Ministero dell’Università e della
Ricerca, programmando specifiche iniziative rivolte alla cittadinanza.
Un progetto culturale di ampio respiro, che merita una menzione speciale
perché dimostra la voglia di avvicinare sempre più i cittadini al mondo della
Scienza e della Natura, è quello avviato nel 2007 dal Centro Musei con il nome:
“Collezionare la natura: Mostra Mercato di oggetti naturali”. È una kermesse
lunga tre giorni per stimolare e soddisfare la curiosità di adulti e bambini verso
la Natura e le sue meraviglie. La manifestazione (unica nel suo genere in tutto
il Sud Italia) si svolge nei suggestivi spazi del magnifico chiostro seicentesco
del Museo di Paleontologia dell’Ateneo federiciano ed è ormai giunta alla
sesta edizione, mostrando una continuità che l’ha resa un appuntamento fisso
nel panorama della vita culturale napoletana, al quale partecipano centinaia
di visitatori. E’ un primato conquistato sul campo e riconosciuto anche dalla
Fondazione “Forum delle Culture 2013”, che ha concesso il patrocinio morale
all’evento. Nelle tre giornate della manifestazione espositori provenienti da
varie regioni italiane offrono la possibilità di acquistare oltre ad autentiche
rarità, anche piccoli oggetti naturali alla portata di tutti (fossili, conchiglie,
insetti, etc.). Si svolgono incontri con importanti personaggi della ricerca e
della divulgazione scientifica e i visitatori possono assistere a conferenze su
argomenti che spaziano dalla Scienza alla Storia. Inoltre vengono approntate
piccole mostre scientifiche legate al mondo della natura e mostre di artisti.
Particolare attenzione è riservata ai visitatori più giovani che, con l’aiuto di
66 · LE ATTIVITÀ EDUCATIVE E LE MOSTRE
personale esperto, possono preparare personalmente colori con minerali e
rocce, come si faceva nelle botteghe dei pittori, oppure trasformarsi in piccoli
paleontologi, realizzando calchi di veri fossili o scoprire al microscopio le
affascinanti fasi dello sviluppo di piccoli insetti. Alla realizzazione della
manifestazione collaborano anche altre Istituzioni quali, ad esempio,
l’Osservatorio Astronomico di Capodimonte e l’Osservatorio Vesuviano.
Le 6 edizioni sinora organizzate, hanno creato un legame ancora più stretto
e proficuo tra il Centro Musei e la cittadinanza, contribuendo ad attirare un
numero ancora maggiore di visitatori nei Musei, sempre più spesso riconosciuti
come luoghi piacevoli dove ampliare la propria cultura, soddisfare la propria
curiosità o semplicemente divertirsi, osservando strani e affascinanti reperti
naturali.
Quelle raccontate in queste pagine, sono solo alcune tra le più belle
manifestazioni ed eventi organizzati dal Centro Musei. Molte altre iniziative
come convegni, seminari, dibattiti e presentazioni di libri hanno coinvolto
a vario titolo i Musei federiciani in questi venti anni. L’elenco completo è
disponibile in appendice a queste pagine.
LE ATTIVITÀ EDUCATIVE E LE MOSTRE · 67
VISITE AL MUSEO
XXI
VISITE AL MUSEO
XXII
VISITE AL MUSEO
XXIII
VISITE AL MUSEO
XXIV
VISITE AL MUSEO
XXV
VISITE AL MUSEO
XXVI
VISITE AL MUSEO
XXVII
VISITE AL MUSEO
XXVIII
68
LE ATTIVITÀ DI FORMAZIONE
Negli ultimi quarant’anni l’importanza del ruolo educativo dei
musei è cresciuta notevolmente. Essi hanno il compito di “trasmettere
conoscenza” e quindi è fondamentale che vi operino figure di mediatori
culturali professionalmente qualificati che siano, cioè, in grado di comunicare
alle differenti tipologie di pubblico in maniera non solo corretta ma anche
adeguata. Molto spesso, però, proprio questo aspetto rappresenta un punto
debole dei musei, perché in Italia non sono previste figure istituzionali esperte
in comunicazione museale, sicché si cerca di far fronte a questa situazione
ricorrendo, nella maggior parte dei casi, al volontariato o ad Associazioni
Onlus/No-profit, con il rischio che una divulgazione scientifica non adeguata
o, peggio ancora, dilettantistica, allontani, anziché avvicinare, il pubblico
dalle problematiche scientifiche. Il Centro si sta impegnando per far fronte a
questa situazione non più accettabile, mettendo in campo iniziative mirate alla
formazione di personale specializzato nella comunicazione museale.
Fortunatamente, in quest’opera, i Musei Scientifici possono contare sulla
loro peculiare caratteristica di essere, contemporaneamente, un’istituzionemuseo a cui si somma la valenza educativa dell’istituzione-università. Da
questo punto di vista, il Centro Musei della “Federico II” ha acquisito, nei
suoi vent’anni di vita, un’ampia esperienza e organizza, periodicamente, corsi
di formazione e aggiornamento mirati proprio a formare figure professionali
specializzate, da inserire nei musei scientifici, in quelli naturalistici, nei parchi
naturali, negli Zoo o nei Science Center.
A partire dal 2002 sono stati organizzati vari corsi di formazione, anche
in collaborazione con altre Istituzioni (Fondazione IDIS-Città delle Scienza di
Napoli, Dipartimento di Didattica Museale dell’Università “Roma Tre”), con
svolgimento di stage presso i musei di Paleontologia e Mineralogia. Questi
corsi si rivolgono a giovani laureati già in possesso di una buona conoscenza
delle discipline naturalistiche, rendendo, così, più facile formare figure
professionali in grado di illustrare correttamente i percorsi scientifici e di
coinvolgere differenti target di visitatori, grazie all’acquisizione dei principi
fondamentali della comunicazione scientifica museale. Oltre alla formazione
LE ATTIVITÀ DI FORMAZIONE · 69
teorica di base, questi corsi prevedono un’ampia attività di sperimentazione
(con percorsi teorico-pratici, attività di laboratorio ed escursioni sul territorio)
con cui è possibile verificare, in situazioni reali, le tecniche di comunicazione
apprese. Le lezioni frontali introduttive riguardano la storia e l’evoluzione dei
Musei Scientifici, la museologia moderna e la vigente normativa sulla tutela
dei beni naturalistici. Successivamente, gli argomenti, si estendono anche
all’analisi delle tipologie di pubblico che frequenta i musei del Centro e alla
messa a punto di questionari da sottoporre ai visitatori dopo la visita guidata,
così da valutarne la validità.
Queste attività formative, comunque, non si rivolgono esclusivamente
ai laureati nelle discipline attinenti le Scienze della Natura, le Scienze
Biologiche o quelle della Terra, ma anche a professionisti già impegnati in
attività di divulgazione scientifica e agli insegnanti di Scienze Naturali. Per
questi ultimi, in particolare, i corsi di formazione hanno rappresentato un
valido strumento di aggiornamento professionale, che ha permesso loro di
acquisire competenze solitamente assenti nei Corsi di Laurea e in quelli di
abilitazione all’insegnamento delle Scienze.
I Corsi di formazione sono stati realizzati grazie al cofinanziamento del
MIUR (Legge 6/2000) e hanno visto il coinvolgimento di docenti in possesso di
comprovata esperienza nel settore della comunicazione scientifica, nonché di
personale operante in alcune delle più importanti strutture museali scientifiche
nazionali.
Dal 2003 al 2006, il Centro ha collaborato con lezioni, seminari e visite
guidate tenute dal Direttore e da altri funzionari, allo svolgimento del “Master
in Comunicazione e Divulgazione Scientifica” dell’Università “Federico II”,
che ha formato giovani professionisti della comunicazione scientifica.
L’impegno del Centro, tuttavia, non si esaurisce con quanto già fatto
finora. La consapevolezza che la Scienza è (e sempre di più lo sarà) parte
integrante della vita quotidiana e che solo una sua migliore conoscenza può
sensibilizzare i cittadini alle problematiche ambientali, spinge il Centro a
rinnovare anche per il futuro il suo impegno nella preparazione di “educatori
museali”. Professionisti che, attraverso l’uso di tecniche appropriate, sappiano
comunicare agli studenti e agli adulti che frequentano i musei, informazioni
70 · LE ATTIVITÀ DI FORMAZIONE
corrette ed efficaci, contribuendo così a rendere i cittadini più consapevoli
delle scelte che operano nella società.
LE ATTIVITÀ DI FORMAZIONE · 71
72
Appendice
A) ORGANIZZAZIONE AMMINISTRATIVA DEL CENTRO MUSEI
DELLE SCIENZE NATURALI E FISICHE
Tra il 1980 e il 1989 le Università italiane hanno vissuto una sorta di
rivoluzione amministrativa che le ha trasformate in strutture più snelle, più
efficienti. In particolare con il D.P.R. n.382 furono istituiti, in via sperimentale,
i Dipartimenti, i Centri di servizio e i Centri di ricerca. A queste strutture
veniva riconosciuta un’autonomia finanziaria, amministrativa e contabile.
Con la legge sull’autonomia universitaria 168/89, attesa dal varo della
Costituzione, le Università potevano determinare il proprio ordinamento
attraverso due strumenti normativi: lo Statuto (la carta costituzionale di un
Ateneo, perché con esso viene definita la propria organizzazione interna e le
regole generali di funzionamento) ed i Regolamenti (norme che regolano le
attività dell’Ateneo).
Lo Statuto dell’Ateneo Federiciano ha previsto, accanto ai Dipartimenti,
ai Centri di ricerca ed ai Centri di servizio, la presenza dei Centri Museali. Il
Regolamento per il funzionamento del Sistema museale ne ha, poi, definito i
fini istituzionali, gli organi di gestione e le rispettive competenze.
Il Centro Musei delle Scienze Naturali e Fisiche è una struttura con
autonomia amministrativa, finanziaria e contabile. Il C.d.A. d’Ateneo
trasferisce una quota annuale per il funzionamento e, su richiesta specifica del
Centro, attribuisce contributi per manifestazioni e convegni e contributi per
acquisti o restauri di attrezzature museali. Il bilancio ha anche entrate dovute
a finanziamenti da enti pubblici e dal M.I.U.R. vincolati alla realizzazione di
progetti di ricerca. Infine, le entrate proprie sono provenienti dagli incassi dei
biglietti di ingresso1 ai musei e dalla liberalità da parte di privati, entrambe
caratterizzate dal vincolo di destinazione: l’acquisto e la manutenzione dei
reperti museali. Sin dai primi anni di autonomia gestionale, si è proceduto
con un’attenta analisi dei costi di gestione, ma la peculiarità dei diversi
musei aveva portato a suddividere le disponibilità finanziarie. Nel corso degli
1 A tal proposito, va ricordato che il C. d. A. d’Ateneo, fin dal 1993, ha autorizzato un costo unitario del biglietto irrisorio,
perché l’Università intende garantire a tutta la cittadinanza l’opportunità di conoscere le collezioni di inestimabile valore
storico-scientifico esposte in sale di notevole importanza e pregio.
APPENDICE · 73
anni, gli organi di gestione con il supporto del responsabile amministrativo
hanno deciso di attuare una gestione finanziaria unica e una attenta politica
di programmazione al fine di soddisfare le esigenze di funzionamento
della struttura ma, soprattutto, a meglio qualificare le attività da offrire alla
cittadinanza. Le attività del Centro Museale sono, quindi, sempre rigorosamente
programmate. Infatti, solo una ponderata analisi degli obiettivi che si intende
raggiungere, delle risorse disponibili, nonché delle priorità da ottemperare,
consente una gestione improntata ai criteri di efficacia ed efficienza.
Questi termini qualificano un’attività amministrativa che tenga conto
del soddisfacimento dei bisogni e del raggiungimento dei risultati a costi
competitivi e in tempi accettabili. La programmazione, quindi, è l’unico
strumento che consente questo tipo di analisi e una verifica in itinere, cioè
il monitoraggio in corso d’opera, tale da poter consentire di rettificare le
decisioni prese in relazione allo stato e, infine, anche una valutazione ex post.
La verifica dei risultati della programmazione è sicuramente di grande
interesse perché consente di monitorare l’attività pubblica rispetto ai fini
istituzionali e alla soddisfazione dei bisogni, utilizzando in maniera razionale
ed efficiente le risorse pubbliche. Da alcuni anni, le normative di contabilità
di Stato hanno puntato ad una riduzione progressiva delle spese di pubblicità,
mostre e manifestazioni. È stato, quindi, necessario elaborare nuove forme
di comunicazione che prescindessero dall’ovvia spesa pubblicitaria per le
attività del Centro Museale.
74 · APPENDICE
B) PUBBLICAZIONI DEL CENTRO
Barattolo F., del Re M.C. (1996). La storia del Museo e le raccolte. In Il Museo
di Paleontologia dell’Università di Napoli, Electa Napoli, 15-20.
Filosa S. (1996). I Dinosauri e la Sala dei Rettili Estinti. In Il Museo di
Paleontologia dell’Università di Napoli, Electa Napoli, 21-30.
Filosa S. (1996). Il Museo oggi. In Il Museo di Paleontologia dell’Università
di Napoli, Electa Napoli, 13-14.
Petrone P.P., Fedele F. (1996). Un’eruzione di 4000 anni fa. In Scienza e
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Ghiara M.R. (1997). Royal Mineralogy Museum of the University of Naples
“Federico II”. In Proceedings of the Europe-Asia forum on University
relations.
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Barattolo F., del Re M.C. (1999). Il Museo di Paleontologia. In I Musei
Scientifici dell’Università di Napoli Federico II. Fridericiana E. U.,
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spiaggiato nel Golfo di Napoli (Cetacea, Delphinidae): considerazioni
sulle cause della morte. Atti Soc. It. Sci. Nat. Museo Civ. St. Nat.
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Botte V., Scillitani G. (1999). Il Museo Zoologico. In I Musei Scientifici
dell’Università di Napoli Federico II. Fridericiana E. U., 141-184.
del Re M.C. (1999). Gli strumenti elettromagnetici di Luigi Palmieri. In
Strumenti scientifici dell’Ottocento nell’Università Fridericiana.
Electa Napoli, 41-46.
APPENDICE · 75
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I Musei Scientifici dell’Università di Napoli Federico II. Fridericiana
E. U., 185-260.
Fedele F. (1999). Uomo, vulcani e passato: il ruolo dell’antropologo. In
Un’eruzione vesuviana 4000 anni fa. Fridericiana E. U., 15-19.
Fedele F., Albore Livadie C., Petrone P.P. (1999). San Paolo Belsito: Una
finestra sul passato. In Un’eruzione vesuviana 4000 anni fa. Fridericiana
E. U., 73-75.
Fedele F., Petrone P.P. (a cura) (1999). Un’eruzione vesuviana 4000 anni fa.
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Filosa S. (1999). Il Centro Musei delle Scienze Naturali. In I Musei Scientifici
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Filosa S. (1999). Un omaggio agli scienziati che fecero grande il nostro Ateneo.
In Strumenti scientifici dell’Ottocento nell’Università Fridericiana.
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Filosa S. (1999). Il Centro musei delle Scienze Naturali. In Strumenti scientifici
dell’Ottocento nell’Università Fridericiana. Electa Napoli, 14-19.
Ghiara M.R., Menditti I. (1999). Il Real Museo Mineralogico. In I Musei
Scientifici dell’Università di Napoli Federico II. Fridericiana E. U., 95138.
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In Strumenti scientifici dell’Ottocento nell’Università Fridericiana.
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Petrone P.P. (1999). I due scheletri umani: scavo, restauro, ricostruzione
e studio paleo biologico. In Un’eruzione vesuviana 4000 anni fa.
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Petrone P.P. (1999). Osservazioni sui resti ossei umani da contesti di abitato
dell’età del Bronzo medio iniziale in Campania. Atti del convegno
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76 · APPENDICE
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le sue istituzioni. Napoli 1860-1915. Edizioni Paparo, Napoli, 129-134.
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Fedele F. (2001). Antropologia. In La Cultura Scientifica e le sue Istituzioni.
Napoli 1860-1915. Edizioni Paparo, Napoli, 83-90.
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Istituzioni. Napoli 1860-1915. Edizioni Paparo, Napoli, 27-34.
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sue Istituzioni. Napoli 1860-1915. Edizioni Paparo, Napoli, 115-122.
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APPENDICE · 77
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Mostra “Casa di Re. Un secolo di storia alla Reggia di Caserta. 1752
APPENDICE · 81
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Napoli. Tipolitografia “G. Giglio”, Napoli, 224-225.
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82 · APPENDICE
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i mattoni della mia città. Atti XIX Congresso ANMS. Museologia
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biologico del Centro Musei delle Scienze Naturali: un’esperienza
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scientifica. Atti XIX Congresso ANMS, Museologia Scientifica
Memorie, 8, 148-152.
De Lucia M., Badolati, R., Mormone A., Rossi M. (2011). Percorso educativo:
dal museo al complesso vulcanico del Somma-Vesuvio. Atti XIX
Congresso ANMS, Museologia Scientifica Memorie, 8, 67-71.
Del Monte R. (2011). Museo-Scuola: lavoriamo insieme per imparare ad
amare la Scienza. Atti XV Congresso A.N.I.S.N. - Le Scienze Naturali
nella Scuola, anno XX, 44, III, 43-47.
84 · APPENDICE
Del Monte R., Andretta E. (2011). Un “ufficio” per gli utenti del Centro
Musei delle Scienze Naturali. Atti XIX Congresso ANMS, Museologia
Scientifica Memorie, 8, 156-159.
De Stasio R., Maio N. (2011). La collezione zoologica del Museo Scientifico
del Liceo “Giambattista Vico” di Napoli. Atti XV Convegno A.N.I.S.N
- Le Scienze Naturali nella Scuola, anno XX, 44, III, 155-159.
Giardino D., Adamo I., Carandente F., Iovino M., Pace M., Sequino V.,
Signore M., Mezzasalma M., Arienzo S., Maio N. (2011). L’attività
didattica dell’Associazione Zoon presso le scuole e il Museo Zoologico
di Napoli. Atti XV Congresso A.N.I.S.N. - Le Scienze Naturali nella
Scuola, anno XX, 44, III, 138-144.
Petrone P. P., Giordano M., Giustino S., Guarino F. M. (2011). Enduring
Fluoride Health Hazard for the Vesuvius Area Population: The Case of
AD 79 Herculaneum, Plos ONE 6(6): e21085.
Ghiara M. R, (2011). Musei scientifici della Federico II”: scienza e impegno
sociale. Museologia Scientifica Memorie, 7, 38-45.
Ghiara M. R. (2011). Il Centro museale dell’Università degli Studi di Napoli
Federico II: un luogo che offre conoscenza. Atti XV Congresso
A.N.I.S.N. - Le Scienze Naturali nella Scuola, anno XX, 44, III, 38-42.
Ghiara M.R. (2011). Who talk about science? Congresso Geoitalia, Torino,
Epitome, 4, 295.
Ghiara M.R., Del Monte R. (a cura) (2011). Atti XIX Congresso ANMS.
Museologia Scientifica Memorie, 8, pp 207.
Ghiara M.R., Gianoli R. (2011). La necessità di “professionisti” per una
incisiva comunicazione scientifica nei musei. Atti XIX Congresso
ANMS, Museologia Scientifica Memorie, 8, 8-14.
Ghiara M.R., Petti C., del Re M.C. (2011). Museo on the road: la scienza
per il cittadino. Atti XIX Congresso ANMS, Museologia Scientifica
Memorie, 8, 89-93.
Menditti I., Capitelli F., Petti C., Rossi M., Ghiara M.R. (2011).. Potentially
contaminated sites at Somma-Vesuvius complex. Congresso
internazionale Geomed 2011 IV international conference of madical
geology-Geological and Mediacal sciences for a safer environment.
APPENDICE · 85
Bari 20-25 settembre
Mormone A., Rossi M., Badolati R., De Lucia M., Varriale C., Aliberti I.
(2011). Scuole aperte: piccoli scienziati crescono. Atti XIX Congresso
ANMS, Museologia Scientifica Memorie, 8, 167-170.
Petrone P.P. (2011). Dallo scavo al museo: uomini e vulcani. Atti XIX
Congresso ANMS Museologia Scientifica Memorie, 8, 178-183.
Petrone P.P. (2011). Human corpes as time capsules: new perspectives in the
study of past mass disasters, Journal of Anthropological Sciences 89:14.
Petti C. (2011). Imparare al Museo: i percorsi educativi del Real Museo
Mineralogico. Atti XV Convegno A.N.I.S.N., Le Scienze Naturali nella
Scuola, anno XX, 44, III, 52.
Rossi M., Badolati R., De Lucia M., Mormone A., Gabrielli L. (2011).
Un museo per la scuola. Atti XIX Congresso ANMS, Museologia
Scientifica Memorie, 8,184-188.
Rossi M., Capitelli F., Chita G., Giannini C., Ghiara M.R. (2011). “Crystal
chemical and structural characterization of fluoroapatites in ejecta
from 1631 and 1872 historical eruptions of Somma-Vesuvius volcanic
complex”. American Mineralogist, 96, 1828-1837.
Signore M., Adamo I., Carandente F., Giardino D., Iovino M., Pace M., Maio
N. (2011). Nuova proposta di laboratori didattici di Zoologia presso
il Centro Museale dell’Università di Napoli Federico II. Atti XIX
Congresso ANMS, Museologia Scientifica Memorie, 8, 194-197.
Toscano M., Petti C. (2011). Il Real Museo Mineralogico e il “satiro di Canova”.
Il reperto e la stratificazione dei significati. Atti XIX Congresso ANMS,
Museologia Scientifica Memorie, 8, 198-200.
Capitelli F., Chita G., Ghiara M.R., Rossi M. (2012). Crystal-chemical
investigation of Fe3(PO4)2 H2O vivianite minerals. Zeitschrift für
Crystallographie, 227, 92-101
De Giacomo A., Dell’Aglio M., Gaudioso R., Santagata A., Senesi G.S., Rossi
M., Ghiara M. R., Capitelli F., De Pascale O. (2012). A Laser Induced
Breakdown Spectroscopy application based on Calibration Free method
and Local Thermodynamic Equilibrium assumption for the elemental
86 · APPENDICE
analysis of Alexandrite gemstone and Copper based alloys. Chemical
Physics, 398, 233-238.
Ghiara M.R., Petti C., Toscano M. (2012). History Though Minerals. In
Arranging and rearranging: planning University Heritage for the
future. A cura di Talas S., Lourenço M.C., Paper presented at the XII
Universeum Network Meeting Padova 2011, 101-109.
Petti C., Toscano M. (2012). From Vesuvius to world. Teodoro Monticelli
(1759-1845) collection and his European contacts. The Neapolitan
case. In The Circulation of Science and Technology: Proceeding of the
International Conference of the ESHS, Barcellona, 2010. SCHCT-IEC,
493-496.
Pagine Web, articoli sul web
Andretta E., del Re M. C., Improta R, Turco M.: “Collezionare la natura” per
conoscere e rispettare il nostro pianeta
http://www.musei.unina.it/h_collezionare_la_natura.php
Barattolo F., Botte V., Del Monte R., del Re M. C., De Stasio R., Fedele F.,
Frezza A., Ghiara M. R., Maio N., Menditti I., Petti C.: Testi sito Web
Centro Musei delle Scienze Naturali
http://www.musei.unina.it/
Borrelli L.: La preistoria dell’isola di Capri nei reperti del Museo di
Antropologia
http://www.musei.unina.it/h_capri.php
Borrelli L., del Re M. C., De Stasio, Improta R., Petti C.: Schede dei reperti,
Catalogo Multimediale del Centro Musei delle Scienze Naturali
http://www.catalogomultimediale.unina.it/
Borrelli L., De Stasio R.: Tutela degli ambienti naturali e conservazione della
diversità biologica e culturale: ruolo dei musei naturalistici
http://www.musei.unina.it/h_tutela_ambienti.php
De Fazio A., Ghiara M. R.: I cristalli artificiali di Arcangelo Scacchi
http://www.musei.unina.it/h_cristalliartificiali.php
De Lucia M. L., Badolati R., Mormone A., Manuela Rossi M.: Percorso
educativo: dal museo al complesso vulcanico del Somma-Vesuvio
APPENDICE · 87
http://www.musei.unina.it/h_Percorso_Somma_Vesuvio.php
Del Monte R., Andretta E.: Un “ufficio” per gli utenti del Centro Musei delle
Scienze Naturali
http://www.musei.unina.it/h_ufficio_utenti.php
Ghiara M. R., Gianoli R.: La necessità di “professionisti” per una incisiva
comunicazione scientifica nei musei
http://www.musei.unina.it/h_professionisti.php
Ghiara M. R., Petti C., del Re M. C.: Museo on the road: la scienza per il
cittadino
http://www.musei.unina.it/h_museo_ontheroad.php
Maio N.: Esemplare di squalo elefante rinvenuto nelle acque di Procida
http://www.musei.unina.it/h_squaloelefante.php
Maio N.: La collezione di madrepore del Museo Zoologico
http://www.musei.unina.it/h_madrepore.php
Psomadakis P. N., Maio N.: Inconsueta cattura di un pesce re (Lampris
guttatus) nel Tirreno Centrale
http://www.musei.unina.it/h_pescere.php
88 · APPENDICE
C) CONGRESSI, SEMINARI, CONFERENZE (*Manifestazioni ospitate)
maggio 1994 – Conferenza stampa del Prof. Fulvio Tessitore, Rettore
dell’Università Federico II per la presentazione alla cittadinanza del
Centro Musei delle Scienze Naturali. Real Museo Mineralogico
dicembre 1995 - Congresso degli Scienziati a Napoli 1845-1995. Real Museo
Mineralogico.
marzo 1996 – VI settimana della Cultura Scientifica e Tecnologica,
esposizione Poster sulle Attività di Ricerca dei Dipartimenti. Real
Museo Mineralogico.
10 giugno 1996 - Presentazione alla città di Napoli del dinosauro Allosaurus
fragilis, Chiostro di San Marcellino e Festo, Museo di Paleontologia.
23/27 Settembre 1996 – XI Congresso dell’Associazione Nazionale Musei
Scientifici “Significato dei Musei scientifici alle soglie del terzo
millennio”. Real Museo Mineralogico.
gennaio 1997*- Congresso “Europe-Asia forum on University relations”
organizzato dall’Università la Sapienza di Roma e dalla Comunità
Europea. Real Museo Mineralogico.
settembre 1998 – Video Conferenza con il Museum National d’Histoire
Naturelle de Paris sul tema “Gli uomini ed il VulcanoVesuvio: un
mostro assopito”. Real Museo Mineralogico.
23 gennaio 1999* – Convegno “Rischio amianto: stato dell’arte e prospettive”
organizzato dall’International Association of Lions Club di Napoli.
Real Museo Mineralogico.
16 aprile 1999* – Convegno “L’Ateneo Federico II e il 5° programma
quadro”. Real Museo Mineralogico.
28 maggio 1999 – Presentazione del libro “I Musei scientifici dell’Università
di Napoli Federico II”. Real Museo Mineralogico.
9/13 giugno 1999* – Congresso “Primo simposio Italo-giapponese di Chimica
Organica” organizzato dal Dip. di Chimica Organica. Real Museo
Mineralogico.
APPENDICE · 89
7/9 settembre 1999* – “XXIX Congresso Nazionale della Associazione
Italiana di Cristallografia”, organizzato dal Dip. di Chimica. Real
Museo Mineralogico.
3 maggio 2000* – Workshop “Evo Sex Devo: Evolution of sexual development
in insect” organizzato dal Dip. di Genetica, Biologia generale e
molecolare. Real Museo Mineralogico.
22/26 maggio 2000* – 3° International Symposium of the working group M.O.
“Soil mineral organic matter microrganism interaction and ecosystem
health”. Real Museo Mineralogico.
7 luglio 2000* – Presentazione del “Programma Comunitario Youthstart”,
organizzata dal Laboratorio di Urbanistica e Pianificazione del
Territorio. Real Museo Mineralogico.
18 ottobre 2000* – Congresso “Difesa del suolo. Ambiente e Protezione
Civile attraverso l’uso del GIS. Protezione, Intervento e Recupero”
Organizzato dal Dipartimento di Scienze della Terra e Intergeraph. Real
Museo Mineralogico.
29 novembre/2 dicembre 2000* – Congresso “Etica della salute e terapie
non convenzionali” organizzato dal Centro Interuniversitario di Ricerca
Bioetica. Real Museo Mineralogico.
27 marzo 2001* - Inaugurazione del “219esimo Anno Accademico
dell’Accademia Nazionale delle scienze detta dei XL” organizzato
dall’Accademia dei XL. Real Museo Mineralogico.
28 marzo 2001*- Presentazione del volume “La cultura scientifica a Napoli e
le sue Istituzioni: 1860-1915” organizzata dalla Biblioteca Universitaria
di Napoli. Real Museo Mineralogico.
3/6 aprile 2001 - Convegno “Bicentenario del Real Museo Mineralogico”,
relazioni e videoconferenza con il Museum National d’Histoire
Naturelle di Parigi. Real Museo Mineralogico.
06/12 maggio 2002 – Partecipazione alla Settimana della Cultura Scientifica
e Tecnologica, con visite guidate per gli studenti della scuola media
superiore.
13 maggio 2002 – Inaugurazione per la Mostra “Vesuvio 79 A.D. Vita e morte
90 · APPENDICE
ad Ercolano” in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica di
Pompei e l’Osservatorio Vesuviano. Real Museo Mineralogico.
18 maggio 2002 - Seminari su “La Napoli del ‘600” organizzati in occasione
del Maggio dei Monumenti. Real Museo Mineralogico.
17/22 giugno 2002* – Contributo finanziario del Centro Museale al ”IV
Congresso di Erpetologia”, Villa Campolieto Ercolano.
10/15 settembre 2002* – “Sea Sun: luoghi e vie del mare” manifestazione
organizzata dall’Autorità Portuale di Salerno con il patrocinio della
Regione Campania, partecipazione del Centro con comunicazione del
Direttore.
12 dicembre 2002 - Giornata Studio “Riflessioni sul Ruolo dei Musei
Universitari” Decennale del Centro Museale. Chiesa dei SS Marcellino
e Festo.
16 dicembre 2002* - “Giornata Scientifica sulla Biologia Moderna” organizzata
dall’Accademia Nazionale dei Lincei. Real Museo Mineralogico.
13 marzo 2003* - Colloquio italo-francese dal titolo “L’analisi dei testi: teorie
e pratiche nell’ antichità greca e romana” organizzato dall’Università
Marc Bloch di Strasburgo e dall’Università Federico II di Napoli. Real
Museo Mineralogico.
19 maggio 2003* - Seminario “Informatica umanistica: la ricerca, la didattica,
la formazione” organizzato dai Dipartimenti di Filologia Classica, di
Filosofia e di Scienze Fisiche dell’Università Federico II. Real Museo
Mineralogico.
21 maggio 2003 - Conferenza “Alla scoperta del Madagascar: l’isola della
luna, l’isola di Simbad, l’isola rossa” organizzata in collaborazione con
i Dip. di Scienze dello Stato e di Scienze della Terra dell’Università
Federico II. Real Museo Mineralogico.
4/6 giugno 2003* - Convegno Internazionale “Tools and methods evolution in
engineering design” organizzato dal ADM INGEGRAF e dalla Facoltà
di Ingegneria. Real Museo Mineralogico.
19 giugno 2003* - Convegno Internazionale “Il teatro e la maschera”
organizzato dal Dip. di Filologia Classica “Francesco Arnaldi”. Real
APPENDICE · 91
Museo Mineralogico
25 giugno 2003 - Convegno “Geo Napoli 2003 Geologia e Tutela del Territorio”
organizzato in collaborazione con i Dip. di Geofisica, Vulcanologia e di
Scienze della Terra. Real Museo Mineralogico.
25 novembre 2003* - Convegno “La ricerca quale strumento di sviluppo:
La Biodiversità – I Parchi Naturali e le Oasi Marine nel Mezzogiorno”
Associazione Universitari per le Scienze. Real Museo Mineralogico.
5/6 dicembre 2003* - Convegno “Epatiti croniche: nuovi orizzonti clinici
e strumentali” Seconda Università degli Studi di Napoli. Real Museo
Mineralogico.
11 dicembre 2003 - Convegno “La Paleontologia nella Napoli dell’800”, con
il contributo finanziario della Giunta Regionale della Campania, Area
Ricerca Scientifica. Real Museo Mineralogico.
16 dicembre 2003*– Giornata di seminari “I Lincei per la scuola: lezioni
Lincee di Biomedicina” organizzata dall’Accademia Nazionale dei
Lincei. Real Museo Mineralogico.
7/8 febbraio 2004* - Giornate di studio sulle psicosi - IV Edizione. Real
Museo Mineralogico.
3 febbraio 2005 - Seminari sul tema “Tsunami: genesi ed effetti”: Tettonica
attiva e tsunami, prof. Giuseppe Luongo; La Terra come pianeta:
vantaggi e svantaggi, prof. Massimo Capaccioli; Comunicazione di
crisi o crisi della comunicazione, prof. Enrica Amaturo; Percezione
del rischio, responsabilità e risposte sociali nelle emergenze collettive,
prof. Giovanna Petrillo. Real Museo Mineralogico.
16/17 marzo 2005 - Seminari rivolti alle scuole nell’ambito del XV Settimana
della Cultura Scientifica: Estinzione di massa e grandi catastrofi
ambientali, prof. Bruno D’Argenio; Terremoti, grandi eruzioni e
tsunami, prof. Giuseppe Luongo; La Biologia nella società moderna,
prof. Giuseppe Geraci; Animali misteriosi tra scienza e fantascienza,
prof. Antonio Ariani. Chiesa dei SS Marcellino e Festo.
4 maggio 2005 - Convegno “Prevenzione e diagnosi dell’illetteratismo. Prime
riflessioni sui risultati del Progetto Predil” in collaborazione con la
92 · APPENDICE
Regione Campania e l’Università Roma 3. Chiesa dei SS Marcellino
e Festo.
10/14 ottobre 2005 - IV Congresso Internazionale di Malacologia organizzato
in collaborazione con la Società Italiana di Malacologia. Real Museo
Mineralogico.
21 aprile 2006 – Seminario “Musei Naturalistici nell’era della Conoscenza”,
tenuto dalla prof. M. R. Ghiara presso il Museo Archeologico Dino
Adamesteanu di Potenza.
5/6 maggio 2006* - “Geologia e Paleontologia dell’area peri-adriatica”
Convegno in onore di Rajka Radoicic organizzato dal Dip. di Scienze
della Terra. Real Museo Mineralogico.
2/3 novembre 2006*- “7th Meeting of the ECORD Science Steering &
Advisory Committee” organizzato da ESSAC Office, ECORD Scence
Support & Advisory Committee, School of Earth, Ocean and Planetary
Sciences Cardiff University, Wales UK. Real Museo Mineralogico.
11 novembre 2006* - “7th annual Association for Educational AssessmentEurope Conference”. Real Museo Mineralogico.
14/15 Novembre 2006* – “Workshops on Marine Research drilling (Magellan
Workshop Series): Drilling through an active caldera, offshore Campi
Flegrei, Eastern Tyrrhenian margin” organizzato da European Science
Foundation (ESF) e dall’Istituto per l’Ambiente Marino Costiero (IAM)
CNR. Real Museo Mineralogico.
23 novembre 2006* – Manifestazione “Dalle storie alla Storia” promossa dalla
Fondazione IBSEN di Cercola (Napoli). Real Museo Mineralogico.
30 novembre/1 dicembre 2006* - Convegno “ The Pharma Bio-Metallic”
organizzato dal CIRPEB, Università “Federico II”. Real Museo
Mineralogico.
18 dicembre 2006* – Convegno “La Pietra ornamentale nel nuovo millennio”
organizzato in collaborazione con il Dip. di Scienze della Terra,
Università Federico II. Real Museo Mineralogico.
2 febbraio 2007* - Convegno “VII Larwood Meeting of International
Briozoology Association” organizzato dal Dip. di Scienze della Terra.
APPENDICE · 93
Real Museo Mineralogico.
22 marzo 2007 - Convegno “Arte e Cultura d’Impresa: Business Plan per
un Museo di successo”. Presentazione di due progetti “Collezionare
la Natura” e “Un Museo per il territorio” elaborati dal personale del
Centro durante il Corso di Formazione Business Plan per un Museo di
successo. Real Museo Mineralogico.
14 maggio 2007* - Congresso “Alta Formazione in Regione Campania”
organizzato dal Centro Regionale di Competenza Diagnostica e
Farmaceutica molecolare. Real Museo Mineralogico.
25 maggio 2007 - Convegno “Cento anni per la Scienza” dedicato al Prof.
Antonio Scherillo. Real Museo Mineralogico.
9 giugno 2007* – “I Musei: scrigni di conoscenza” comunicazione del
Direttore alla presentazione del volume “Il Museo di Storia Naturale
del Liceo Vittorio Emanuele II di Napoli”.
18/19 giugno 2007* – Partecipazione al Convegno Internazionale “Le vie del
Mare”, Palazzo D’Aumale, Terrasini (PA). POR Sicilia 2005 - 2006.
6 ottobre 2007 – Seminario “La Storia eruttiva del Vesuvio” prof. Giuseppe
Luongo Università di Napoli, presso la Biblioteca Comunale di San
Giovanni a Teduccio, nell’ambito del Progetto Museo on the road.
13 ottobre 2007 – Seminario “I metalli e l’uomo: breve storia del rame e
dell’oro” prof. Piergiorgio Rossetti Università di Torino, presso la
Biblioteca Comunale di San Giovanni a Teduccio nell’ambito del
Progetto Museo on the road.
17 novembre 2007 - Conferenza “Orme di dinosauri in Italia e loro importanza
nella paleogeografia”, tenuta dal prof Umberto Nicosia, Università di
Roma La Sapienza., nell’ambito di Collezionare la Natura. Chiesa dei
S.S. Marcellino e Festo.
4/7 dicembre 2007 - Partecipazione con presentazione della dott. C. Petti al
Congresso ANMS “Al di là delle Alpi e del Mediterraneo”, Verona.
4/5 febbraio 2008* - Convegno “La Scienza a Napoli tra Ottocento e
Novecento”, promosso dall’Associazione Nazionale per gli interessi
del Mezzogiorno d’Italia, dall’Accademia Nazionale XL, dalla Società
94 · APPENDICE
Italiana per il Progresso delle Scienze e dal Centro di Ricerca Guido
Dorso. Real Museo Mineralogico.
15 febbraio 2008 - Presentazione “Matteo Tondi: un talento della didattica”
di M. R. Ghiara al “Calendario dei Venerdì”, organizzato dalla Società
Nazionale di Scienze, Lettere e Arti e dall’Accademia Pontiana.
13 marzo 2008* - Comunicazione “I Musei narrano la scienza. Progetto
educativo” della prof. M.R. Ghiara al 2° Congresso di Scienze
Naturali in ambiente toscano, organizzato dal Museo di Storia Naturale
Rosignano Solvay e dall’Associazione Amici della Natura Rosignano.
Castiglioncello (LI).
24 maggio 2008 – Conferenza “Recupero e restauro di grandi Vertebrati
fossili”, tenuta da Dr. Vittorio Borselli, Università di Firenze, nell’ambito
di Collezionare la Natura. Chiesa dei S.S. Marcellino e Festo.
12 giugno 2008* - Convegno “Dalle molecole modello alle macromolecole:
alla ricerca di composti socialmente utili”, dedicato ai 70 anni di Carlo
Pedone. Real Museo Mineralogico.
8 novembre 2008* – Convegno “Il valore dell’esperienza. Il bisogno
dell’innovazione”, organizzato dall’AIRC. Real Museo Mineralogico.
21 novembre 2008* – Convegno “Poteri pubblici, mercati e globalizzazione”,
organizzato dal Dip. di Diritto Amministrativo e Scienza
dell’Amministrazione “Ugo Forti”. Real Museo Mineralogico.
4 aprile 2009 – Conferenza “L’evoluzione dell’uomo”, tenuta da Alberto
Angela, nell’ambito di Collezionare la Natura. Chiesa dei S.S.
Marcellino e Festo.
6 maggio 2009* – Comunicazione “Il Sistema Museale della Federico
II: la nuova sfida dei musei universitari” della prof. M.R. Ghiara al
Convegno “Musei scientifici universitari: una grande risorsa culturale
da valorizzare”, dedicato a Curzio Cipriani, Accademia dei Lincei,
Roma.
21/22 ottobre 2009* – Convegno “La decisione in medicina tra accanimento
e abbandono”, organizzato dal Centro Interuniversitario di Ricerca
Bioetica. Real Museo Mineralogico.
APPENDICE · 95
29/30 ottobre 2009* – Collaborazione del Centro Musei all’8° Convegno
Nazionale sui Cetacei e sulle Tartarughe, organizzato dal Centro Studi
Cetacei.
5 novembre 2009 - Seminario “Conosciamo i Pipistrelli: Biodiversità,
Ecologia e Problematiche di Conservazione” tenuto dal dott. Danilo
Russo in occasione della “Settimana dei Mammiferi” promossa
dall’Associazione Teriologica Italiana e dall’ANMS. Real Museo
Mineralogico.
7 novembre 2009* – Convegno “Capire per guarire: la ricerca diventa cura”,
organizzato dall’AIRC in occasione della “Giornata per la Ricerca sul
Cancro”. Real Museo Mineralogico.
12 novembre 2009* – Seminario “Physics and simulation of waves for
exploration and environmental geosciences” del Dr. Josè Carcione per
gli studenti della Student Section of Society of Exploration Geophysics.
Real Museo Mineralogico.
18/20 novembre 2009 - XIX Congresso della Associazione Nazionale
Musei Scientifici “Strategie di comunicazione nei musei scientifici” in
collaborazione con la Stazione Zoologica Anton Dohrn. Real Museo
Mineralogico.
13 gennaio 2010* – Seminario “Talking and listening to reservoirs: production
monitoring by active and passive seismic” del dott. Aldo Vasnaver per
gli studenti della Student Section of Society of Exploration Geophysics.
Real Museo Mineralogico.
18 marzo 2010 - “Terremoti: dove e perché”, conferenza tenuta dal prof.
Giuseppe Luongo. Real Museo Mineralogico.
17 aprile 2010 – “Un viaggio in Antartide”, conferenza tenuta da Alberto
Angela, nell’ambito di Collezionare la Natura. Chiesa dei S.S.
Marcellino e Festo.
28 maggio 2010* - “Il tempo della cura. Ricerca e innovazione per il recupero
e la conservazione dell’opera d’arte” convegno organizzato dal Centro
Italiano Arte e Restauro Tecnologico, Polo Interdisciplinare Servizi
per l’Arte e Artemobil e dal Dip di Scienze Biologiche. Real Museo
96 · APPENDICE
Mineralogico e Museo Zoologico.
7/10 settembre 2010* - Partecipazione al XV Convegno Nazionale A.N.I.S.N.
“La Natura, l’uomo, il tempo” Centro Congressi Federico II.
28/29 ottobre 2010* - Regional initiatives for drug development. A joint
meeting of the EC-funded projects EPISODE and Bio-NMR. Real
Museo Mineralogico.
21 gennaio 2011* - “Sorella acqua: conoscerla per salvarla”, convegno
organizzato, dal Lions Club Napoli Camaldoli Terra Mia. Real Museo
Mineralogico.
16 aprile 2011 – “Viaggio nell’Impero di Roma”, conferenza tenuta da
Alberto Angela,nell’ambito di Collezionare la Natura. Chiesa dei S.S.
Marcellino e Festo.
17 aprile 2011 - “Cosa accadrà il 21 dicembre 2012? Profezie Maya e ipotesi
sulla fine del mondo”, conferenza tenuta dal prof. Massimo Della Valle,
Osservatorio Astronomico di Capodimonte, nell’ambito di Collezionare
La Natura. Chiesa dei S.S. Marcellino e Festo.
18 maggio 2011 - “Il palazzo del Quirinale: casa comune degli italiani”,
conferenza tenuta dal prof. Louis Godart in occasione della Giornata
Internazionale dei Musei. Real Museo Mineralogico.
19 maggio 2011 - Conferenza “Napoli e l’inizio travagliato della citogenetica
a Napoli”, dott. Alessandro Volponi, nell’ambito della manifestazione
“150 anni di Scienza a Napoli” in collaborazione con il Dipartimento di
Biologia. Real Museo Mineralogico.
29/30 giugno 2011*- ”La geologia del sistema Alpi-Appennino: un convegno
in memoria di Glauco Bonardi”, organizzato dal Dip.di Scienze della
Terra. Real Museo Mineralogico.
19/23 settembre 2011*- “Who talk about science?” comunicazione tenuta
dalla prof. Ghiara all’ VIII Forum Italiano di Scienze della Terra
Geoitalia 2011, Torino.
28 ottobre 2011* - Comunicazione “Il contributo dei Musei Scientifici
Universitari per una società responsabile” tenuta dalla prof. Ghiara
al workshop “I Musei Universitari per la crescita e lo sviluppo di un
APPENDICE · 97
sistema museale nazionale e locale” organizzato dall’Università La
Sapienza e dall’Università di Modena e Reggio Emilia. Orto Botanico
dell’Università di Roma La Sapienza.
9/11 novembre 2011* - Il Ruolo della ricerca scientifica nei Musei “storici”,
comunicazione della prof. Ghiara al XXI Congresso ANMS “La ricerca
nei musei scientifici”, Padova.
18 novembre 2011* - “Per una rete dei Musei nel Centro antico: strategie
possibili per 23 luoghi d’arte e di cultura” tavola rotonda organizzata
in collaborazione con il Centro Interdipartimentale per l’Archivio
del progetto, dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il
Paesaggio di Napoli, dal Comune di Napoli, dalla 2a Municipalità e
dalla Camera di Commercio di Napoli. Real Museo Mineralogico.
23 febbraio 2012* - Partecipazione con comunicazione della prof. Ghiara al
Seminario “La catalogazione dei beni scientifico-naturalistici” Centro
Musei Firenze.
29 marzo 2012* - “Flessibilità, modelli organizzativi e rapporti di lavoro nella
sanità”, organizzato dal Dip. di Diritto Amministrativo. Real Museo
Mineralogico.
27 aprile 2012 - Conferenza “Vita e morte delle stelle”, tenuta dal prof.
Massimo Della Valle, Osservatorio Astronomico di Capodimonte,
nell’ambito di Collezionare La Natura. Chiesa dei S.S. Marcellino e
Festo.
27 aprile 2012 - Conferenza “Sicuri in montagna, prevenzione dagli incidenti
e norme comportamentali” di Berardino Bocchino, Responsabile
Regionale del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e speleologico della
Campania, nell’ambito di Collezionare la Natura. Chiesa dei S.S.
Marcellino e Festo.
28 aprile 2012 - Conferenza “Tecniche e segreti per una buona comunicazione
in televisione e nei libri”, di Alberto Angela, nell’ambito di Collezionare
la Natura. Chiesa dei S.S. Marcellino e Festo.
5 maggio 2012*- Convegno “I minerali in omeopatia”, organizzato dalla
F.I.A.M.O. Campania. Real Museo Mineralogico.
98 · APPENDICE
17 maggio 2012* - Comunicazione della prof. Ghiara “Musei scientifici e
nuove tecnologie nell’Università di Napoli Federico II” al Convegno
CECA (Committee for Education and Cultural Action) organizzato
dall’Università di Roma Tre.
17/19 maggio 2012*- Collaborazione alla realizzazione del volume “Field
Trip Guidebook sustainable geothermal exploration in urbanised
environments: the southern and central Italy volcanic areas” organizzato
dell’Osservatorio Vesuviano, con visita guidata al Real Museo
Mineralogico.
26 maggio 2012 - Presentazione del libro “Una storia della Mineralogia” di
Massimo Umberto Tomalino. Real Museo Mineralogico.
11 giugno 2012* - Comunicazioni della prof. Ghiara e della Dott.ssa Petti
alla giornata Studio “La circolazione dei saperi scientifici tra Napoli e
l’Europa nel XVIII secolo”, organizzata dall’Istituto per la Storia del
Pensiero Filosofico e Scientifico Moderno (CNR), dal Dip. di Filosofia
“A. Aliotta” e dal Dip. di Matematica e Applicazioni “R. Caccioppoli” dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.
APPENDICE · 99
D) MOSTRE (*partecipazione a mostre di altre istituzioni con reperti del
Centro Musei; **mostre d’arte)
Arcangelo Scacchi (1810-1893): una eminente figura di italiano e di scienziato*:
(10.04.1993-30.06.1993) organizzata dall’Accademia Nazionale delle
Scienze detta dei XL, Roma. Reperti Real Museo Mineralogico.
Le Farfalle: (04.06.1994-12.07.1994) in collaborazione con il prof. Antonio
Ariani. Museo Zoologico.
Pian dei cavalli. Sui passi dei primi uomini nelle Alpi: (19.11.1994-30.01.1995)
Museo di Antropologia.
Strumenti storici e Pietre Dure: (08.04.1995-30.06.1995) in collaborazione con
il Liceo Scientifico A. Diaz di Caserta e con i Coniugi De Felice Sbriziolo
che hanno donato al Centro la Collezione delle Pietre dure. Real Museo
Mineralogico.
Niente conserva la sua forma**: (01.04.1996-01.05.1996) mostra di disegni
ispirati al Vesuvio di Ina Schafke. Real Museo Mineralogico.
Il quarzo: (05.04.1997-15.06.1997) nell’ambito della manifestazione “La
museologia scientifica naturalistica” promossa dall’ANMS. Real Museo
Mineralogico.
Strumenti scientifici dell’Ottocento nell’Università Fridericiana: (22.03.199931.05.1999) in collaborazione con il Dipartimento delle Scienze Fisiche.
Museo di Paleontologia.
Un’eruzione vesuviana 4000 anni fa: (20.11.1999-20.04.2000) in collaborazione
con la Soprintendenza Archeologica per le province di Napoli e Caserta.
Museo di Antropologia.
Gli antichi ercolanesi: Antropologia, Società, Economia*: (30.03.200010.09.2000) curata dalla Soprintendenza archeologica di Pompei.
Collaborazione con Museo di Antropologia.
Un dinosauro a Pietraroia*: (04.2000-04.2002) organizzata dalla Soprintendenza
Archeologica di SA, AV e BN. Rocca dei Rettori a Benevento. Reperti del
Museo di Paleontologia.
Dai secreti ai principi 1550-1750. Percorsi della Scienza della natura a
100 · APPENDICE
Napoli*: (19.03.2001-12.04.2001) organizzata dall’Istituto Universitario
“Suor Orsola Benincasa”. Reperti dei musei del Centro.
La cultura scientifica a Napoli e le sue Istituzioni: 1860-1915*: (28.03.200128.04.2001) organizzata dalla Biblioteca Universitaria di Napoli. Reperti
dei musei del Centro.
Mirabilia Maris: (05.02.2002-31.05.2002) mostra fotografica in collaborazione
con Paolo Ardizio sull’aspetto biologico e comportamentale di organismi
marini, prevalentemente bentonici. Museo Zoologico.
L’Universo minerale di Roger Caillois**: (23.02.2002-16.03.2002) mostra
fotografica in collaborazione con l’Istituto francese di Napoli. Real Museo
Mineralogico.
L’antichità del Mondo. Fossili, Alfabeti e Rovine*: (02.03.2002-30.06.2002)
organizzata dall’Università di Bologna nei Musei di Palazzo Poggi. Reperti
Real Museo Mineralogico.
Gouaches napoletane e libri del 600: (01.05.2002-31.05.2002) esposizione di
Gouaches dell’Osservatorio Vesuviano e libri dei Dipartimenti di Scienze
della Terra e di Zoologia, per il “Maggio dei Monumenti”. Real Museo
Mineralogico.
Vesuvio 79 A.D. Vita e morte ad Ercolano: (13.05.2002-14.12.2002) esposizione
di reperti legati all’eruzione pliniana che coinvolse l’intera area vesuviana.
Museo di Antropologia.
Vasi e strumenti medici della Farmacia degli Incurabili e Reperti della
Collezione Medicea: (12-19 dicembre 2002) esposizione di reperti della Farmacia
degli Incurabili e del Museo di Storia Naturale di Firenze in occasione del
decennale del Centro Musei. Chiesa dei S.S. Marcellino e Festo.
Apparecchi e modelli matematici di fine Ottocento inizio Novecento:
(01.05.2003–10.06.2003) mostra di apparecchi del Dipartimento di
Matematica “Renato Caccioppoli” dell’Università Federico II per il
“Maggio dei Monumenti”. Real Museo Mineralogico.
Quando a Petina c’era il mare*: (01.06.2003-14.06.2003) organizzata dal
Comune di Petina (Salerno). Reperti Museo di Paleontologia.
Storia, Immagini e luoghi nella vita di O. G. Costa: (11.12.2003–30.06.2005)
APPENDICE · 101
percorso museale articolato in due mostre distinte “Tesori e scoperte
paleontologiche” e “Un dinosauro a Pietraroia” in collaborazione con la
Soprintendenza di Salerno. Museo di Paleontologia.
Montagna. Da Durer a Warhol, tra arte e scienza*: (19.12.2003-18.04.2004)
organizzata dal Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e
Rovereto. Reperti Real Museo Mineralogico.
Mostra Collettiva Nerodiscena**: (26.01.2004–01.02.2004) Rassegna di arti
sceniche e visuali, promossa dall’Assessorato all’Ambiente e alle Politiche
Giovanili del Comune di Napoli . Real Museo Mineralogico.
Mostra la Natura**: (26.05.2004-10.06.2004) esposizione di opere di
divulgazione naturalistica di studenti e neolaureati in Scienze Naturali e
Scienze della Natura. Museo Zoologico.
I reperti della Collezione O.G.Costa*: (09.11.2004-30.11.2004) mostra
fotografica presso la sede Comunale di Alessano (Lecce). Reperti Museo
di Paleontologia.
Casa dei Re*: (08.12.2004-03.03.2005) organizzata dalla Soprintendenza per
i Beni Architettonici e il paesaggio, per il patrimonio storico, artistico e
Demo-etno-antropologico di Caserta e Benevento, presso la Reggia di
Caserta. Reperti Real Museo Mineralogico e Museo di Paleontologia.
Le farfalle, ornamento della Natura: (15.02.2005-10.01.2006) esposizione di
farfalle provenienti da tutti i continenti. Museo Zoologico.
La Wunderkammer di Pieter von Balthasar. Tra Naturalia e Mirabilia**:
(15.10.2005-30.10.2005) mostra di quadri realizzati dall’eclettico artista
Edgard Vallora con ambientazione di una Wunderkammer. Real Museo
Mineralogico.
Per gli amici Dino*: (05.11.2005-28.02.2006) Futuro Remoto 2005 organizzata
da Città della Scienza-Fondazione IDIS. Reperti Real Museo Mineralogico
e Museo di Paleontologia.
Magie d’Ambra. Amuleti e gioielli della Basilicata antica*: (02.12.200530.04.2006) organizzata dalla Soprintendenza Archeologica della
Basilicata presso il Museo Archeologico Nazionale di Potenza. Reperti
Museo di Paleontologia.
102 · APPENDICE
Conatus**: (17-24 marzo 2006) mostra di arte contemporanea del giovane artista
Davide Racca. Real Museo Mineralogico.
Un piccolo, grande dinosauro*: (04.05.2006-04.05.2007) organizzata dal Museo
Civico di Storia Naturale di Milano. Reperti Museo di Paleontologia.
Ignazio Cerio. Un ingegno d’altri tempi*: (08.06.2006-30.06.2006) mostra
documentaria svoltasi presso il Centro Caprese Ignazio Cerio di Capri.
Reperti Museo di Antropologia.
Coralli segreti*: (21.06.2006-15.01.2007) organizzata dalla Soprintendenza
Archeologica della Basilicata presso il Museo Archeologico Nazionale di
Potenza. Reperti del Museo di Paleontologia e del Museo Zoologico.
Evoluzione. Ripercorrendo l’odissea della vita*: (13.10.2006-30.09.2007),
promossa dalla Fondazione IDIS - Città della Scienza. Reperti Museo
Zoologico.
Alla scoperta del Vesuvio*: (21.10.2006-19.11.2006) promossa dalla Presidenza
del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Protezione Civile presso il
PAN di Via dei Mille. Reperti Real Museo Mineralogico.
Materiali lapidei: (18 dicembre 2006) realizzazione di ostensione permanente di
materiali lapidei estratti in Basilicata, Calabria e Campania in collaborazione
con il Dipartimento di Scienze della Terra. Real Museo Mineralogico.
Mediterraneo e Dintorni*: (25-27.04.2007) IV edizione della manifestazione
svoltasi presso l’Orto botanico della Facoltà di Agraria di Portici.
Collaborazione del Centro.
I Cicli Vitali**: (06.06.2007-30.07.2007) esposizione di opere di divulgazione
naturalistica di studenti e neolaureati in Scienze Naturali e Scienze della
Natura, patrocinata dalla Facoltà di Scienze MM. FF. NN. Museo di
Paleontologia.
Museo on the Road: la Scienza per il cittadino: (01.10.2007-31.10.2007)
mostra mineralogica, con laboratori e conferenze. Biblioteca Comunale
Antonio Labriola di San Giovanni a Teduccio, Napoli. Reperti Real Museo
Mineralogico.
Mostra paleontologica*:(20.10.2007) organizzatainoccasionedell’inaugurazione
del Museo geo-paleontologico dell’alto Aventino, presso il Castello Ducale
APPENDICE · 103
di Palena (Chieti). Reperti Museo di Paleontologia.
Rettili teropodi e Minerali esotici: (15.11.2007-30.01.2008) esposizione di
reperti concessi in prestito dalla Ditta Zoic di Trieste e di nuovi minerali
acquistati. Museo di Paleontologia e Real Museo Mineralogico.
Vegetalia: alla ricerca delle geometrie in/visibili delle piante**: (12.12.200714.01.2008) mostra fotografica di Riccardo Motti ed esposizione di reperti
del Museo Orazio Comes della Facoltà di Agraria della Federico II. Museo
di Paleontologia.
La scimmia nuda. Storia naturale dell’umanità*: (01.02.2008–30.09.2008)
organizzata presso il Museo Friulano di Storia Naturale, Udine. Reperti
Museo di Antropologia e Museo Zoologico.
Mostra Permanente per l’Educazione Scientifica*: (03.03.2008) svoltasi
presso la chiesa di San Giuseppe delle Scalze in salita Pontecorvo, Napoli.
Reperti Museo di Paleontologia.
Il Vesuvio: (13-15 marzo 2008), mostra di reperti della Collezione Vesuviana del
Real Museo Mineralogico allestita per il 39° “Bologna Mineral Show”.
Mediterraneo e dintorni*: (31.05.2008-02.06.2008) V edizione, organizzata
presso l’Orto botanico della Facoltà di Agraria di Portici. Collaborazione
del Centro.
Zoophantasy’ animali e non solo in mostra al Museo Zoologico**: (29.11.200831.01.2009) creazioni artistiche di Maria Pia Daidone. Museo Zoologico.
Animalia: la bellezza della natura in immagini**: (13.12.2008–14.02.2009)
mostra fotografica di Roberta Pagano. Museo di Paleontologia.
La scimmia nuda. Storia naturale dell’umanità*: (03.04.2009-11.12.2010)
organizzata presso il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino.
Reperti Museo di Antropologia e Museo Zoologico.
Microcosmos: (03/05.04.2009) mostra entomologica a cura di Alessandro
Pappalardo. Museo di Paleontologia.
James D. Watson e la doppia elica del DNA: (08.05.2009-30.05.2009) mostra
autobiografica in occasione della visita di J. D. Watson alla Federico II.
Museo di Paleontologia.
Human Revolution**: (21 maggio 2009) esposizione e performance dell’artista
104 · APPENDICE
napoletano Christian Leperino. Real Museo Mineralogico.
I Dinosauri italiani e altri vertebrati fossili del nostro paese*: (05.09.200931.01.2010) organizzata dal Museo Geologico Giovanni Capellini di
Bologna. Reperti Museo di Paleontologia.
Papua: l’isola del Paradiso: (16/18.04.2010) mostra etnografica a cura di
Alessandro Pappalardo: Museo di Paleontologia.
Le Conchiglie: loro utilizzo nella società antica e moderna: (16.04.201015.07.2010) mostra malacologica a cura di Gianni D’Anna e Sergio
Duraccio. Museo di Paleontologia.
I frattali: la geometria della natura**: (08.06.2010-15.07.2010) mostra d’arte
di Gianni D’Anna. Museo di Paleontologia.
Pani – Volti**: (15.02.2011-03.04.2011) mostra fotografica di Antonio Biasucci.
Museo di Capodimonte. Collaborazione Museo di Antropologia.
I Trilobiti: (24.03.2011-11.04.2011) mostra paleontologica curata dal Museo di
Paleontologia presso l’Osservatorio astronomico di Capodimonte. Reperti
Museo di Paleontologia.
SALQA UYWA-Animali selvatici del Sud America: (29.02.2012–31.07.2012)
mostra di fotografia naturalistica di V. G. Russo. Museo Zoologico.
Insettopolis: (27/29.04.2012) esposizione di esemplari vivi e ricostruzioni alla
scoperta dell’affascinante mondo degli insetti, a cura dell’Associazione
Scienza semplice. Museo di Paleontologia.
Collection. Istanti animali dalla Campania**: (27.04.2012-30.06.2012) mostra
fotografica sulla biodiversità del territorio campano a cura dell’Associazione
Ardea Onlus. Museo di Paleontologia.
Le
medaglie delle lave vesuviane: (27.04.2012-30.06.2012) curata
dall’Osservatorio Vesuviano e dal Real Museo Mineralogico. Museo di
Paleontologia.
Illustrare la natura**: (27.04.2012- 30.06.2012) esposizione di 50 opere finaliste
del Concorso Nazionale di Disegno Naturalistico. Museo di Paleontologia.
A spasso con i continenti: Il nostro Pianeta a 100 anni dalla teoria di
Alfred Wegener*: (13.10.1012-10.01.2013) organizzata dal Polo Museale
dell’Università di Camerino. Reperti Real Museo Mineralogico.
APPENDICE · 105
E) ATTIVITÀ EDUCATIVE E DIVULGAZIONE SCIENTIFICA
Musei Porte Aperte: (maggio 1993) partecipazione all’iniziativa del Comune
di Napoli per la valorizzazione del patrimonio artistico-culturale della
città di Napoli.
Stage per gli studenti del Liceo Scientifico Niccolò Copernico: (1 febbraio
2000/30 marzo 2000). Real Museo Mineralogico.
Passeggiando nei musei: (9 giugno 2005/29 luglio 2005) visite guidate dai
funzionari del Centro.
La nuit des musees: (13 maggio 2005) organizzata dalla Facoltà di Veterinaria
e Museo di Veterinaria, nell’ambito dell’evento proposto e coordinato
dalla direzione dei Musei di Francia. Partecipazione con presentazione
del Centro.
Manifestazione Università porte aperte: (6/10 marzo 2006) partecipazione
alla manifestazione con accesso ai Musei e visite guidate.
Disegna un animale: (1/31 maggio 2006) Concorso a premi organizzato dal
Centro e dall’Associazione Nazionale Insegnanti Biologi e rivolto agli
alunni delle scuole elementari e medie. Premiazione 8 giugno 2006 al
Real Museo Mineralogico.
Manifestazione Università porte aperte: (12/16 febbraio
partecipazione con accesso ai Musei e visite guidate.
2007)
1ᵃ Edizione della Manifestazione Collezionare la Natura - Mostra mercato
di oggetti naturali: (16/18 novembre 2007) presso il Complesso Universitario
dei S.S. Marcellino e Festo.
Manifestazione Università porte aperte: (25/29 febbraio
partecipazione con accesso ai Musei e visite guidate.
2008)
Anniversario di Arte card: (01/02 marzo 2008) partecipazione con ingresso
gratuito ai Musei
Settimana della Cultura: (03/09 marzo 2008) partecipazione con accesso
gratuito ai Musei.
Settimana della Cultura: (29 marzo 2008) nell’ambito di “Museinforma”
106 · APPENDICE
relazione del Direttore “Le ricerche nel campo della didattica museale
delle Scienze Naturali: progetti di recente realizzazione” ed exibit del
Laboratorio didattico: “Magici Minerali”.
2ᵃ Edizione della Manifestazione Collezionare la Natura - Mostra mercato
di oggetti naturali: (23/25 maggio 2008) presso il Complesso Universitario
dei S.S. Marcellino e Festo.
Bambini senza confini Associazione Onlus: (10 luglio 2008) Visita, ai musei
di 20 bambini Saharawi.
Giornate Europee del Patrimonio museale: (27/28 settembre 2008)
partecipazione con accesso gratuito ai Musei e visite guidate.
Donna Cultura Opinione: (14 novembre 2008) visite guidate per
l’associazione.
Futuro Remoto. Un viaggio tra scienza e fantascienza: (21/30 novembre
2008) organizzata dalla Fondazione IDIS -Città della Scienza, Napoli,
partecipazione con reperti del Centro.
XIX Settimana della Cultura Scientifica: (23/28 marzo 2009) promossa dal
MIUR “Scienziati per un giorno al Centro Museale di Ateneo” attività
di laboratorio.
3ᵃ Edizione della Manifestazione Collezionare la Natura - Mostra mercato
di oggetti naturali: (03/05 aprile 2009) presso il Complesso Universitario dei
S.S. Marcellino e Festo.
Manifestazione Università porte aperte: (20/23 aprile 2009) partecipazione
con visite guidate ai Musei.
Manifestazione Maggio dei Monumenti: (9, 16, 23, 30 Maggio 2009)
partecipazione con visite guidate ai Musei.
Giornate Europee del Patrimonio museale: (27 settembre 2009)
partecipazione con accesso gratuito ai Musei.
Manifestazione Università porte aperte: (22/24
partecipazione con visite guidate ai Musei.
febbraio
2010)
4ᵃ Edizione della Manifestazione Collezionare la Natura – Mostra mercato
di oggetti naturali: (16/18 aprile 2010) svoltasi presso il Complesso
APPENDICE · 107
Universitario dei S.S. Marcellino e Festo.
Giornata internazionale dei Musei: (18 maggio 2010) partecipazione con
ingresso e visita guidata ai musei.
Olimpiadi Internazionali di Scienze Naturali: (8 giugno 2010) visita
guidata per gli studenti partecipanti alle Olimpiadi.
Bambini senza confini Associazione Onlus: (12 luglio 2010) – Visita dei
bambini Saharawi ai musei del Centro.
5ᵃ Edizione della Manifestazione Collezionare la Natura – Mostra mercato
di oggetti naturali: (15/17 aprile 2011) svoltasi presso il Complesso
Universitario dei S.S. Marcellino e Festo.
Buongiorno Regione di Rai Tre: (2 maggio 2011) interviste e riprese dalle
sale del Centro.
150 anni di Scienza a Napoli: (16 e 18 maggio 2011) partecipazione alla
manifestazione con visite gratuite al Museo di Paleontologia.
Maggio dei Monumenti: (1, 8, 15, 22, 29 maggio 2011) partecipazione alla
manifestazione con l’apertura straordinaria dei musei del Centro.
Presentazione del volume: (9 giugno 2011) “Corpi in trappola. Vite e storie
tra i rifiuti”. Real Museo mineralogico.
Bambini senza confini Associazione Onlus: (7 luglio 2011) Visita dei
bambini Saharawi ai musei del Centro.
The Second Italian Workshop on Landslides: (28/30 settembre 2011)
organizzato dal Centro Interdipartimentale di Ricerca in Ingegneria
Ambientale, Seconda Università di Napoli e dal Dipartimento di
Ingegneria Idraulica, Geotecnica e Ambientale dell’Università di
Napoli Federico II, svoltosi presso il Complesso Universitario dei S.S.
Marcellino e Festo. Visite guidate al Real Museo Mineralogico e al
Museo di Paleontologia.
Giornata di accoglienza degli studenti Erasmus: (04 ottobre 2011) Collaborazione alla giornata svoltasi presso il Complesso di San
Marcellino e Festo.
Rappresentazione teatrale: (14 ottobre 2011) “La sala metafisica –omaggio
108 · APPENDICE
ad Emmanuel Kant”, rassegna “Museum2 organizzata dalla fondazione
GENS. Real Museo Mineralogico.
Biodiversamente: (20/21 ottobre 2011) partecipazione al Festival
dell’Ecoscienza promosso dal WWF e dall’ANMS, con offerta ai
cittadini di visite guidate gratuite nei quattro Musei.
Futuro remoto 2011: Viaggio al centro della terra: (11/27 novembre
2011) organizzata da Fondazione Idis-Città della Scienza, Napoli.
Partecipazione con reperti del Real Museo Mineralogico e del Museo
di Paleontologia.
Visita al Museo di Mineralogia: della Delegazione Università dello Stato di
Rio de Janeiro composta dal Sub -Rettore Prof.ssa Regina Henriques,
Direttore delle Mostre UERJ Prof. Lima e signora, segretario del
Rettore Dr Ricardo Franza (12 dicembre 2011).
Visita guidata dai Funzionari nei Musei del Centro: per un gruppo di 29
studenti del Liceo Scientifico S. Croce di Magliano (CB), organizzata
nell’ambito dell’attività di Orientamento-Tutorato della Facoltà di
Scienze (15 dicembre 2011).
Riprese nel Real Museo Mineralogico: realizzate da una classe del Liceo
Umberto I nell’ambito del progetto ENISCUOLA e MIUR (17 gennaio
2012).
Lezione speciale: (2 febbraio 2012) di illustrazione “Un giorno al Museo”
organizzata dalla Scuola italiana di Comix presso il Museo di
Paleontologia.
Partecipazione alla XIV settimana: (14/22 aprile 2012) della cultura
promossa dal MIBAC con il percorso didattico “Lapislazzulo, ocra,
malachite. Il colore: dal minerale alla tela fino al virtuale”, organizzato
dal Real Museo Mineralogico e dal Museo di Capodimonte.
6ᵃ Edizione della Manifestazione Collezionare la Natura – Mostra mercato
di oggetti naturali: (27/ 29 aprile 2012) presso il Complesso Universitario
dei S.S. Marcellino e Festo.
Maggio dei Monumenti: (12, 13, 19, 20, 26, 27 maggio e 2, 3 giugno) con
l’apertura straordinaria dei musei del Centro.
APPENDICE · 109
Presentazione del libro: (14 marzo 2012) “Il killer dei qwerty”di Gero
Mannella”. Museo di Antropologia.
Giornata internazionale dei Musei: (18 maggio 2012) visite guidate gratuite
sul tema “Raccontare e mostrare l’evoluzione delle proprie collezioni
(ieri e oggi)”.
Visita guidata: (19 maggio 2012) al Museo di Mineralogia per i partecipanti
al Congresso “Sustanable geothermal exploration in urbanised environments:
the southern and central Italy volcanic areas”, organizzato
dall’Osservatorio Vesuviano in collaborazione col Centro Musei delle
Scienze Naturali.
Lilliput: (31 maggio/3 giugno 2012) Partecipazione con laboratori didattici
alla manifestazione organizzata dalla Exit Communication presso Città
della Scienza.
Visita guidata: (8 giugno 2012) al Museo di Paleontologia per i partecipanti
all’XI Congresso SIDA “Criteri diagnostici: l’esigenza di un linguaggio
comune”.
Anteprima del DVD interattivo: (12 giugno 2012) “La macchina del Tempo.
Un giorno speciale al Museo di Mineralogia” realizzato dal Centro
Musei.
110 · APPENDICE
F) I PROGETTI
Catalogazione e valorizzazione delle collezioni scientifiche del Centro
Musei delle Scienze Naturali: finanziato dalla Regione Campania
nell’ambito della Legge Regionale n. 41, annualità 1998.
Realizzazione dei cataloghi informatizzati e ipertesti multimediali per
la divulgazione della cultura scientifica: finanziato dalla Legge
Regionale n. 41, annualità 1999.
Dalla cera alla plastica: modelli per lo studio delle materie scientifiche:
finanziato dalla Legge Regionale 49, annualità 2001.
La gestione dei Musei scientifici e delle città della scienza: un corso di
formazione e aggiornamento professionale per la cura e la valorizzazione
del patrimonio e la diffusione della cultura scientifica: finanziato dal
MIUR Legge n.6, annualità 2001.
Potenziamento e restauro delle strutture destinate all’esposizione e alla
conservazione dei reperti del Centro Museale - Supporti mediali
alla visita guidata educativa: finanziato dal Fondo Musei Federico II,
anni finanziari 2001-2002.
Indagini mineralogico-petrografiche e geochimiche sulle associazioni
paragenetiche presenti nei proietti dell’eruzione del 1872 del
Somma-Vesuvio: definizione delle condizioni chimico-fisiche che
hanno sovrinteso alla minerogenesi: finanziato dalla Legge Regionale
n.5, annualità 2002.
Catalogo fotografico: realizzato con il contributo della Regione Campania,
annualità 2002.
Scienza e Musei – Immagini di una storia: finanziato dal MIUR Legge n.6,
annualità 2003.
Potenziamento e restauro delle strutture destinate all’esposizione e
alla conservazione dei reperti del Centro Museale – Esperienze
di laboratorio ed esperienze editoriali volte alla diffusione della
cultura scientifica: finanziato dal Fondo Musei Federico II, anno
APPENDICE · 111
finanziario 2003.
Restauro del pavimento maiolicato del Real Museo Mineralogico:
finanziato dal Fondo Musei Federico II, anno finanziario 2004.
Completamento restauro del pavimento maiolicato del Real Museo
Mineralogico: finanziato dal Fondo Musei Federico II, anno finanziario
2005.
Mineralogia e geochimica dei proietti delle eruzioni del Somma-Vesuvio:
evidenze di processi di alterazione sovrimposti: finanziato dalla Legge
Regionale n. 6, annualità 2005.
Interventi di restauro e completamento e allestimento di laboratori
didattici: finanziato dal Fondo Musei Federico II, anno finanziario
2006.
I Musei narrano la Scienza: finanziato dal MIUR Legge n. 6, annualità 2006.
Museo on the Road. La Scienza per il cittadino: finanziato dal MIUR
Legge. 6, annualità 2007.
Biodiversità animale nei parchi e nelle Aree protette della provincia di
Napoli alla luce delle collezioni museali: finanziato dalla Provincia di
Napoli, annualità 2007.
Realizzazione catalogo multimediale: finanziato dalla Regione Campania
Legge 42, annualità 2007.
Intervento di consolidamento, restauro e valorizzazione del Museo
Zoologico nel Centro Musei delle Scienze Naturali dell’Università
degli Studi Federico II: progetto presentato alla Regione Campania
nell’ambito di “Parco Progetti Regionali”, approvato perché ritenuto
valido e inserito in graduatoria ma non finanziato, 2007.
Realizzazione aula e laboratori didattici: finanziato dal Fondo Musei
Federico II, anni finanziari 2007-2008.
Impatto educativo dei Musei Naturalistici sul Territorio: conoscere
la natura per tutelare l’ambiente: finanziato dal MIUR Legge n.6,
annualità 2008.
Metodologie integrate per indagini cristallochimico-strutturali su
112 · APPENDICE
minerali di interesse applicativo: sodaliti, cuspidine e apatiti della
Collezione Vesuviana del Real Museo Mineralogico, Università di
Napoli, PRIN 2008 cofinanziato.
Creare professionalità: corso di formazione professionale per operatori
didattici, per favorire una corretta diffusione delle scienze della natura e
contrastare il dilettantismo nella comunicazione scientifica: finanziato
dal MIUR L 6, annualità 2009.
Intervento di consolidamento, restauro e valorizzazione del Museo
Zoologico nel Centro Musei delle Scienze Naturali dell’Università
degli Studi Federico II: presentato nell’ambito del Grande Programma
Centro Storico Patrimonio Unesco, approvato perché ritenuto valido
ma non finanziato, 2009.
L’importanza dell’esposizione per promuovere il sapere scientifico:
Restauro del mobilio espositivo del Real Museo Mineralogico e
del Museo Zoologico e potenziamento espositivo del Museo di
Antropologia: finanziato dal Fondo Musei Federico II, anno finanziario
2009.
Un viaggio virtuale nei musei naturalistici dell’Università Federico II:
cofinanziato dal MIUR Legge n.6, annualità 2010.
L’importanza della cura delle collezioni e dei locali storici per la tutela
del patrimonio museale e per una migliore fruizione: Collezione
Costa e Locali Scala Santa: finanziato dal Fondo Musei Federico II,
anno finanziario 2011.
APPENDICE · 113
1992-2012
Direttori del Centro Musei delle Scienze
Naturali E FISICHE
Direttori del Centro Musei delle Scienze Naturali
Silvana Filosa dal 1992 al 2001
Maria Rosaria Ghiara dal 2002 ad oggi
Direttori scientifici
Real Museo Mineralogico
Prof. Maria Rosaria Ghiara dal 1992 ad oggi
Museo Zoologico
Prof. Virgilio Botte dal 1992 al 2003
Prof. Antonio Ariani dal 2003 al 2009
Prof. Biagio D’Aniello dal 2009 al 2010
Prof. Gerardo Gustato dal 2010 ad oggi
Museo di Antropologia
Prof. Francesco Fedele dal 1992 al 2005
Prof. Vincenza Laforgia dal 2005 ad oggi
Museo di Paleontologia
Prof. Filippo Barattolo dal 1992 al 2000
Prof. Gioacchino Bonaduce dal 2000 al 2001
Prof. Giuliano Ciampo dal 2001 al 2009
Prof. ssa Paola de Capoa dal 2009 al 2011
Prof. Franca Sgarrella dal 2012 ad oggi
Museo di Fisica
Prof. Edvige Schettino dal 2012 ad oggi
114
LO STAFF DEL CENTRO MUSEI DELLE SCIENZE
NATURALI E FISICHE
ottobre 2012
Direzione
Direttore: Prof.ssa Maria Rosaria Ghiara
Segreteria Amministrativa
Segretario amministrativo - Dott.ssa Rosaria Liscio
Personale Area Amministrativa - Sig.ra Rosa Volpicelli
Coordinamento attività didattica e divulgativa
Funzionario Tecnico – Dott.ssa Rosanna Del Monte
Real Museo Mineralogico
Direttore scientifico - Prof.ssa Maria Rosaria Ghiara
Funzionario tecnico - Dott.ssa Carmela Petti
Personale area tecnica - Sig. Luciano Assunto
Personale area tecnica - Sig. ra Paola Criscuolo
Museo Zoologico
Direttore scientifico - Prof. Gerardo Gustato
Funzionario tecnico - Dott.ssa Roberta De Stasio
Funzionario tecnico - Dott. Nicola Maio
Museo di Antropologia
Direttore scientifico - Prof.ssa Vincenza Laforgia
Funzionario tecnico - Dott.ssa Lucia Borrelli
Funzionario tecnico - Dott. Pietro Paolo Petrone
Personale area tecnica - Sig. Gerardo Corcione
Museo di Paleontologia
Direttore scientifico - Prof.ssa Franca Sgarrella
Coordinatore tecnico - Dott.ssa Maria Carmela del Re
Coordinatore tecnico- Dott.ssa Roberta Improta
Personale area tecnica - Dott.ssa Elena Andretta
Personale area tecnica - Sig. Mario Turco
Museo di Fisica
Direttore scientifico - Prof.ssa Edvige Schettino
Personale area tecnica - Sig. Matteo Nardi
Personale area tecnica - Sig. Roberto Cirillo
115
Questo volume è stato stampato
nel mese di novembre 2012
presso la Leonardo srl - Napoli,
per conto della Medias srl - Napoli
www.mediasitalia.com
Stampato in Italia - Printed in Italy
Con l’adesione del Presidente della Repubblica
Con il patrocinio di:
Senato della Repubblica
Camera dei Deputati
Presidenza Consiglio dei Ministri
Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca
Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Regione Campania
Comune di Napoli
Consiglio Nazionale delle Ricerche
Seconda Università degli Studi di Napoli
Università degli Studi di Napoli L’Orientale
Università degli Studi di Salerno
Università degli Studi del Sannio
Università degli Studi di Napoli Parthenope
Università degli Studi Suor Orsola Benincasa
Stazione Zoologica Anton Dohrn
Osservatorio Astronomico Capodimonte
Osservatorio Vesuviano
Accademia Nazionale dei Lincei
Accademia Nazionale delle Scienze detta dei XL
Società Nazionale di Scienze, Lettere e Arti in Napoli
Accademia Pontaniana
International Council of Museums Italia
Associazione Nazionale Musei Scientifici
Istituto Italiano Studi Filosofici
www.musei.unina.it
ISBN 978-88-907882-0-8
z 25,00
9 788890 788208
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Vent`anni di Scienza insieme - Centro Musei delle Scienze Naturali