1992 vent’anni di scienza insieme 2O12 22 OTTOBRE 2012 Real Museo Mineralogico Via Mezzocannone, 8 Napoli Medaglia inviata al Centro Musei delle Scienze Naturali e Fisiche dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano, quale premio di rappresentanza per la giornata studio “Vent’anni di Scienza insieme” 1992 vent’anni di scienza insieme 2O12 NAPOLI ANNO DUEMILADODICI A cura di Maria Rosaria Ghiara, Romualdo Gianoli, Maria Carmela del Re Finanziamento della Giornata Studio Università degli Studi di Napoli Federico II nell’ambito delle Iniziative Culturali Testi di Andretta Elena, Borrelli Lucia, Del Monte Rosanna, del Re Maria Carmela, De Stasio Roberta, Improta Roberta, Liscio Rosaria, Maio Nicola, Petrone Pietro Paolo, Petti Carmela Con la collaborazione di Assunto Luciano, Corcione Gerardo, Criscuolo Paola, Turco Mario, Volpicelli Rosa Comitato Scientifico del Re Maria Carmela, Ghiara Maria Rosaria, Gustato Gerardo, Laforgia Vincenza, Schettino Edvige, Sgarrella Franca Realizzazione Editoriale www.mediasitalia.com © 2012 Centro Musei delle Scienze Naturali e Fisiche ISBN 978-88-907882-0-8 2 Indice • Introduzione 7 • Il patrimonio 13 Il Real Museo Mineralogico 13 Il Museo Zoologico 16 Il Museo di Antropologia 19 Il Museo di Paleontologia 22 Il Museo di Fisica 25 • La catalogazione, la conservazione e il restauro 27 La catalogazione 27 La conservazione e il restauro 29 • La ricerca 37 • La comunicazione 45 • Le attività educative e le mostre 51 Attività educative 51 Mostre 58 • Le attività di formazione 69 • Appendice 73 A) organizzazione amministrativa 73 B) pubblicazioni del centro 75 C) congressi, seminari, conferenze 89 D) mostre 100 E) attività educative e divulgazione scientifica 106 F) i progetti 111 • 1992-2012 Direttori del Centro Musei delle Scienze Naturali 114 • Lo staff del Centro Musei delle Scienze Naturali e Fisiche 115 INDICE · 3 4 22 OTTOBRE 2012 5 6 Introduzione Il Centro Musei delle Scienze Naturali e Fisiche dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, custodisce un prezioso e imponente patrimonio di grande valore scientifico, didattico e storico, legato alle ricerche di eminenti scienziati e studiosi che hanno operato (e tuttora operano) a Napoli e nell’Ateneo federiciano. È per questo che, in occasione della giornata-studio “Vent’anni di Scienza insieme”, organizzata per festeggiare i primi vent’anni del Centro, ci è sembrato giusto fare il punto di quanto realizzato finora. Venti anni non sono pochi, soprattutto per una struttura bella ma complessa come questa e le cose da raccontare sono tante. Così sono nate queste pagine, con un intento ben preciso: far conoscere ai cittadini di tutta la Campania l’impegno e la passione con cui il Centro Musei delle Scienze Naturali si è posto al servizio di tutta la comunità. All’inizio degli anni ‘90 del Novecento, l’allora Rettore Carlo Ciliberto e le autorità accademiche, fecero una scelta coraggiosa e all’avanguardia nel panorama delle Università italiane. Nel 1992, infatti, riunirono i Musei Scientifici (fino ad allora divisi tra i vari Dipartimenti universitari) in una nuova struttura, autonoma sia dal punto di vista gestionale che amministrativo1, denominata “Centro Musei delle Scienze Naturali”. Questa iniziativa nasceva dalla consapevolezza che solo creando un forte legame tra la cittadinanza e il patrimonio culturale dell’Università, si sarebbe evitato il rischio che questo cadesse nell’oblio e si perdesse. Così i quattro Musei naturalistici della Facoltà di Scienze confluirono nel nuovo Centro, di cui fu nominato Direttore Silvana Filosa, Professore ordinario di Anatomia Comparata, a cui si affiancarono i Direttori Scientifici dei singoli Musei, con l’impegnativo compito di far decollare la nuova struttura e conseguire gli obiettivi prefissati. Questo importante impegno che l’Università aveva preso con la città fu poi portato avanti con determinazione da Fulvio Tessitore, nuovo Rettore dal 1993. E davvero in quei primi anni, grazie al sostegno delle autorità accademiche e all’entusiasmo del personale, l’attività per adeguare strutture 1 Su questo aspetto si veda l’appendice. introduzione · 7 e funzioni dei Musei alla nuova mission, fu a dir poco febbrile. Ad esempio furono avviate significative ristrutturazioni dei Musei di Mineralogia, Zoologia e Paleontologia e assegnati locali adeguati per esporre i reperti del Museo di Antropologia, confinati da lungo tempo in depositi. Terminata questa riorganizzazione, i Musei furono finalmente aperti al pubblico segnando, così, l’inizio di un nuovo e duraturo rapporto tra la cittadinanza e il patrimonio storico e scientifico della “Federico II”. A voler sottolineare che era iniziata una nuova fase nella storia dei Musei federiciani, dalla quale non si sarebbe più tornati indietro, nel nuovo Statuto universitario del 1995, fu sancito per il Sistema Museale il ruolo di “struttura istituzionale” della “Federico II”. Nel dicembre dello stesso anno, il Rettorato organizzò nel monumentale salone del Real Museo Mineralogico, un Congresso in occasione del 150° anniversario del famoso VII Congresso degli Scienziati Italiani, che si era svolto in quello stesso luogo nel 1845. Era il segno di una ritrovata continuità nella storia, del rapporto tra quei luoghi e la città. Al Centro Musei delle Scienze Naturali occorreva, però, anche un segno tangibile che documentasse oltre la storia dei suoi Musei, anche il grande impegno e i risultati conseguiti con il nuovo percorso culturale avviato nel 1992. Fu per questo che il 28 maggio del 1999, alla presenza delle autorità accademiche, politiche e di un folto pubblico, fu presentata la pubblicazione: “I Musei scientifici dell’Università di Napoli Federico II”, un bel volume accompagnato da un ricco corredo iconografico che proponeva al pubblico gli esemplari più rari e notevoli dei quattro Musei naturalistici. Nel 2002, in occasione del decennale del Centro Musei, il nuovo Rettore della “Federico II” Guido Trombetti, confermava il suo impegno e quello di tutto l’Ateneo a sostenere il cammino intrapreso dai Musei scientifici, convinto dell’importanza dei saperi, delle competenze e intelligenze che i Musei possono offrire alla cittadinanza. Così il Centro, inquadrato come Centro Servizi di Ateneo, fu trasformato in Centro Museale, con conseguente ampliamento dei compiti, secondo le linee del nuovo Regolamento di cui fu dotato. Consapevoli delle nuove sfide poste dai cambiamenti del terzo millennio, 8 · introduzione il Comitato Tecnico Scientifico, il personale e Maria Rosaria Ghiara, Professore ordinario di Mineralogia e nuovo Direttore del Centro dal 2002, continuarono e anzi rafforzarono il percorso di apertura alla città e di sensibilizzazione culturale, intrapreso dieci anni prima. Così, con l’autorevolezza del proprio ruolo scientifico e con la forte presenza partecipativa, il Centro Museale ben presto divenne un vero laboratorio per la crescita culturale dei cittadini, secondo i principi della “società della conoscenza”. In quel periodo, particolare slancio ebbe l’attività di promozione del Centro, attraverso una molteplicità di mezzi e iniziative di comunicazione. Prima di tutto la capillare diffusione di un elegante e sintetico opuscolo informativo distribuito nelle scuole, nelle aziende turistiche, negli alberghi, nelle librerie e tra le associazioni culturali, con l’intento di raggiungere un pubblico sempre più ampio e diversificato. Contemporaneamente il coinvolgimento anche di altri canali della comunicazione, come la stampa, le televisioni e le radio locali, per diffondere la conoscenza delle attività promosse dal Centro. In questo stesso filone si inserisce la stampa del primo catalogo fotografico di magnifici reperti di rilevanza storica e scientifica, realizzato per far conoscere lo straordinario patrimonio custodito nei Musei del Centro. A sottolineare ulteriormente la volontà di aprirsi a nuove esperienze e collaborazioni, i Musei furono inseriti anche nei circuiti turistici del progetto “Campania Arte Card” e tra le iniziative della manifestazione “Maggio dei Monumenti”. Per avvicinare un pubblico di giovani e studenti, furono realizzati anche gadget come quaderni, segnalibri e cartoline, con alcune immagini dei reperti più suggestivi di ciascun Museo. Fu poi dato l’avvio al notiziario: “I Naturalia”, un agile strumento di comunicazione che garantisse l’informazione sulle attività dei Musei del Centro e, al tempo stesso, costituisse un forum aperto al dibattito e al confronto culturale. Negli anni successivi, al Centro furono assegnati nuovi locali e altro personale, consentendo l’attivazione di due laboratori didattici, un laboratorio di restauro, un ufficio dedicato alle relazioni pubbliche. Per rafforzare sempre di più il legame tra il Centro Musei e il suo territorio e per assecondarne la naturale vocazione di struttura al servizio della società, nel corso del tempo sono state intensificate le collaborazioni introduzione · 9 con esperti di Pedagogia Sperimentale e Didattica Museale. Ciò ha permesso di accrescere le collaborazioni con la Scuola e il mondo del lavoro, grazie alle quali il Centro ha potuto mettere a frutto le proprie potenzialità per il recupero culturale di ampi strati della popolazione. Anche le visite ai musei sono state ripensate e riprogettate su misura per ciascuna tipologia di visitatore, grazie alla collaborazione tra personale del Centro e Associazioni no-profit di giovani laureati, nel ruolo di mediatori culturali. Il risultato è una serie di percorsi educativi che non lasciano ai visitatori solo un bagaglio di conoscenze, ma creano un legame duraturo con i Musei, quasi un’empatia, facendo al contempo capire come una maggiore comprensione della Scienza può rendere migliori gli uomini e la società. La consapevolezza del ruolo strategico del mediatore culturale (vero ponte tra i musei e il pubblico) e la necessità di disporre di figure professionalmente preparate a svolgere questo compito, ha spinto poi il Centro a organizzare appositi corsi di formazione. Allo stesso modo, accordi e collaborazioni con i Dipartimenti universitari, il CNR, l’Ufficio Scolastico Regionale e le Associazioni culturali, hanno permesso al Centro di intensificare la ricerca sul patrimonio custodito e sulle problematiche della comunicazione museale e della divulgazione scientifica. Infatti, grazie a progetti che hanno meritato finanziamenti ministeriali2, sono state sperimentate varie forme di comunicazione, anche attraverso l’uso di nuove tecnologie quali il Web, installazioni interattive nelle sale, cataloghi multimediali, CD e DVD interattivi, che hanno consentito di far conoscere in modi nuovi e più incisivi le attività del Centro. Questa intensa e articolata attività è documentata dalle pubblicazioni3, dall’organizzazione di mostre, congressi, seminari e altri eventi rivolti alla cittadinanza e agli studiosi4. Si tratta sicuramente di un grande sforzo premiato dalle circa 45mila visite annue che riempiono le sale dei Musei di adulti e studenti delle scuole di ogni ordine e grado! Nonostante la contrazione delle risorse finanziarie registrata negli ultimi anni (che ha costretto il Centro a sospendere l’apertura al pubblico 2 3 4 Progetti finanziati attraverso la partecipazione a bandi della Legge 6/2000. Su questo argomento si veda l’appendice, per l’elenco completo. Su questo argomento si veda l’appendice, per l’elenco completo. 10 · introduzione nei fine settimana e nei giorni festivi) Massimo Marrelli, nuovo Rettore della “Federico II” dal 2011, ha riconfermato, ancora una volta e con forza, il sostegno dell’Ateneo alle strutture museali. Nello Statuto di Ateneo, modificato in attuazione della Legge 240/2010, il Sistema Museale è stato, infatti, riconfermato come “struttura istituzionale”. Inoltre, il Rettore, nel corso del suo saluto ai tantissimi presenti all’inaugurazione dell’edizione 2011 della manifestazione “Collezionare la Natura”, ha voluto dichiarare pubblicamente il suo personale impegno e quello dell’Ateneo a riaprire i Musei anche nei giorni festivi, non appena la situazione finanziaria lo consentirà. I primi segni tangibili di questa volontà, sono state le aperture straordinarie nei fine settimana, in occasione della manifestazione “Maggio dei Monumenti” del 2011 e del 2012. Un altro segnale della volontà di continuare a crescere, è arrivato nel gennaio 2012, quando anche il Museo di Fisica è entrato a far parte del Centro. Si tratta di una scelta perfettamente coerente con le finalità del Sistema Museale, che auspica la confluenza dei Musei e delle collezioni dipartimentali, nei Centri Museali di Ateneo, per migliorare ancora l’offerta culturale e la fruizione dell’importante patrimonio custodito. Da quest’anno, dunque, il Centro Musei ha modificato la sua denominazione in “Centro Musei delle Scienze Naturali e Fisiche”, sicuramente un bel modo, ancora più ricco e completo di fare cultura scientifica. Di tutto questo e di altro ancora vi parleremo nelle prossime pagine, perché questo non è il punto di arrivo di una storia durata vent’anni, ma l’inizio di un nuovo, lungo cammino, con l’auspicio che il forte legame, già esistente tra la città e i suoi Musei Scientifici, diventi sempre più solido, per affrontare insieme e con maggior sicurezza le sfide del futuro. introduzione · 11 12 Il patrimonio Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, tra i compiti dei musei non vi è solo quello di custodire e rendere fruibile il patrimonio storico già esistente, ma anche quello di arricchirlo con nuovi esemplari da studiare e documentare, affinché diventino una risorsa per le future generazioni. È un’idea moderna di museo dinamico, vivo e proiettato verso il futuro, costantemente perseguita dal Centro che attribuisce ai propri musei il fondamentale ruolo di custodi della bio e geo-diversità. Un compito tanto più importante oggi che i cambiamenti dell’ambiente naturale si stanno manifestando con una velocità mai riscontrata prima. È con questo spirito che in questi venti anni il Centro ha incrementato il suo patrimonio attraverso nuovi acquisti, scambi e donazioni. Il Real Museo Mineralogico Il Real Museo Mineralogico custodisce importanti collezioni storiche fra cui la “Grande Collezione del Real Museo”, costituita da minerali raccolti nelle più importanti miniere europee di fine Settecento e Ottocento. Si tratta di reperti dal grande valore storico e scientifico, a volte anche di eccezionale pregio estetico o di vere e proprie rarità, come le manganiti provenienti da giacimenti della Sassonia (Germania), le splendide fluoriti del Cumberland (Inghilterra), le calciti del Derbyshire (Inghilterra) e della Sassonia. Un’altra importante collezione storica è la “Collezione Vesuviana”, i cui reperti cominciarono a essere raccolti agli inizi dell’Ottocento e successivamente organizzati in collezione nel 1845 da Arcangelo Scacchi, il più importante mineralista italiano dell’Ottocento. Anche se costituita da un minor numero di reperti, la “Collezione dei Minerali e dei Tufi Campani” è molto importante scientificamente, per l’unicità di alcuni campioni acquisiti intorno al 1806 per volontà di Vincenzo Ramondini, direttore del Museo e titolare della prima Cattedra di Mineralogia dell’Università di Napoli. Durante tutto il XIX secolo il Museo si arricchì anche di collezioni di studiosi che hanno fatto la storia della Mineralogia e del collezionismo naturalistico napoletano. Nel 1835 fu acquistata la “Collezione Matteo Tondi”, singolare figura di scienziato che, durante il suo soggiorno parigino, IL PATRIMONIO · 13 aveva realizzato presso il Museo di Storia Naturale un’interessante collezione mineralogica per scopi didattici. Con la direzione di Arcangelo Scacchi il Museo si arricchì di moltissimi reperti legati all’attività del Vesuvio, raccolti personalmente dal grande scienziato. Nel 1847 furono acquisiti alcuni reperti di Ascanio e Nicola Filomarino, duchi della Torre, esperti vulcanologi e nel 1851 parte della “Collezione di Teodoro Monticelli”, insigne mineralista e vulcanologo. Nel 1862 il Real Museo si arricchì della “Collezione dei Cristalli Artificiali” donata da Arcangelo Scacchi. A metà Novecento Antonio Scherillo riorganizzò l’esposizione dei reperti, riportando il Museo agli antichi splendori dopo gli anni bui e i gravi danni della seconda guerra mondiale. Realizzò la “Collezione dei Grandi Cristalli”, acquistando minerali di notevoli dimensioni e con abiti cristallini perfetti, che affiancò allo straordinario esemplare di quarzo ialino di ben 480 Kg proveniente dal Madagascar, donato a Carlo III di Borbone nel 1740 e trasferito nel Real Museo nei primi anni della sua istituzione. Oggi è possibile ammirare questo splendido esemplare all’ingresso del salone monumentale del Real Museo Mineralogico. Fu allestita la “Collezione di Meteoriti” che annovera quaranta esemplari (alcuni dei quali caduti sul territorio italiano) e la “Collezione degli Strumenti Sorici”, composta da 47 strumenti scientifici, fra cui l’interessante goniometro commissionato da Arcangelo Scacchi ad artigiani napoletani1. L’istituzione del Centro Museale nel 1992 permise di avviare la risistemazione dei depositi situati nelle aree retrostanti le vetrine del Salone Monumentale e nei mobili del ballatoio, consentendo, così, di recuperare e riorganizzare alcune collezioni storiche come la “Collezione Matteo Tondi” e la “Collezione dei Cristalli Artificiali”. Grazie a questi lavori nei depositi furono rinvenute, fra l’altro, 50 medaglie coniate nella lava delle eruzioni del Vesuvio, a partire dagli anni 30 dell’Ottocento, fino all’eruzione del 1944. Alcune di queste medaglie sono attribuibili ai già citati Filomarino, mentre altre furono realizzate da artigiani napoletani di Largo Baracche. Negli anni seguenti il patrimonio del Real Museo Mineralogico si è ulteriormente arricchito, grazie all’acquisto di importanti esemplari 1 Dettagliate descrizioni delle varie collezioni storiche del museo sono riportate in Ghiara e Menditti, 1999. 14 · IL PATRIMONIO provenienti da località minerarie nuove o che non erano rappresentate, nonché da esemplari di specie non presenti o poco rappresentate. Si contano, così, esemplari provenienti dalla Cina, dal Pakistan, dallo Sri Lanka, dalla Birmania, dalla Thailandia, dall’India, dal Brasile, dagli USA, dal Messico, dallo Zaire, dalla Namibia e dal Madagascar2. Nuovi campioni sono stati acquistati per completare alcune classi mineralogiche3 e le collezioni sono state arricchite anche grazie a donazioni e scambi4. La “Collezione Vesuviana” e la “Collezione dei minerali dei Tufi Campani” si sono, infatti, arricchite di minerali donati dal Prof. E. Franco quali, uno splendido esemplare di cotunnite e ancora bassanite, ematite, idrodolomite, voltaite, roemerite, metavoltina e ancora di indialite e kalsilite primi rinvenimenti al Vesuvio e in Italia. Grazie agli scambi, ad esempio, il museo ha ottenuto 18 minerali rinvenuti nel marmo di Carrara, tra cui uno splendido esemplare di rutilo. Nel 1995 i coniugi De Felice-Sbriziolo hanno donato la “Collezione delle Pietre Dure”, oggi esposta in tre vetrine circolari che consentono al visitatore di seguire il percorso che, dalla pietra grezza, conduce al prodotto lavorato. Nel 2007 il Prof. M. de Gennaro ha donato 42 esemplari di lapidei provenienti da siti estrattivi della Campania, Basilicata e Calabria e 4 campioni di marmi pregiati provenienti dal Brasile, tutti esposti in due vetrine appositamente realizzate. Di particolare interesse petrografico è la raccolta di oltre 500 campioni 2 Provengono da distretti minerari della Cina il bellissimo campione di antimonite con cristalli prismatici striati e allungati, di colore grigio piombo e lucentezza metallica, la babingtonite con prhenite e quarzo, la piromorfite in cristalli verdi, la scheelite, l’helvite e l’inesite. Da miniere del Pakistan proviene lo splendido esemplare di berillo varietà acquamarina con tormalina e quarzo e il corindone varietà rubino, mentre dallo Sri Lanka proviene un bel cristallo di zaffiro, dalla Birmania lo spinello rosso, dalla Thailandia la mimetite e dall’India una geode di basalto tappezzata da cristalli aciculari di okenite. Da siti minerari del Brasile recentemente individuati provengono esemplari di titanite, quarzo rutilato, e vivianite. Da Alma Mine nel Colorado (USA) proviene un bel campione di rodocrosite con cristalli romboedrici rosso vivo e sempre dagli Stati Uniti, un aggregato di oro in lamine con aspetto arborescente su calcite, la celestina in cristalli tabulari con scalenoedri di calcite e la splendida sezione lucidata di tronco fossile di 55 cm di diametro proveniente dall’Arizona. Dal Messico proviene il campione di gesso “cattedrale” che completa le varietà di questa specie già presenti nel museo. Dal continente africano, area mineraria di grande importanza ma poco rappresentata nel museo, provengono 25 reperti fra cui una splendida malachite stalattitica dallo Zaire, cristalli di cobalto-smithsonite di un bel rosa pallido e la descloizite dalla Namibia, dal Madagascar l’euclasio e cristalli poligeminati di crisoberillo mentre dal deserto algerino un notevole campione di rosa del deserto. 3 Fra gli elementi nativi è stato acquisito il bismuto mentre per la classe dei solfuri la jamesonite e l’enargite e per quella degli ossidi l’hibonite e l’ilmenorutilo. Per la classe dei borati l’hambergite e la guardefroyite e per quella dei fosfati austinite, scholzite e cornetite. Per la classe dei solfati la brochantite, l’ettringite e l’hubnerite e, infine, per la classe dei silicati sono stati acquistati inesite, pirosmalite, kinoite, afganite e gyrolyte. 4 È il caso degli zeoliti provenienti dagli Stati Uniti d’America (dono di W. A. Henderson) e dalla Sardegna (dono di L. Accardo), di una calcopirite del Cile (A. Russo), di un bellissimo esemplare di orpimento dall’Iran (M. Boni), l’armenite della Sardegna (G. Balassone, E. Franco), la powellite dell’India (A. Panunzi), un campione di solfuro di Rhenio dall’arcipelago delle Kurili (P. Gasparini), l’aragonite (B. Mura), mimetite, baritina e rasasite della Sardegna (P. Stara e M. Astolfi). IL PATRIMONIO · 15 di rocce con 700 sezioni sottili e relative pubblicazioni, donata nel 2006 dal Prof. Aldo Cundari. Sono campioni di piccolo e medio formato (in prevalenza noduli ultramafici, eclogiti, kimberliti, leucititi e lamprofiri) provenienti da importanti aree geologiche localizzate in Europa, Australia, Africa e Antartide, raccolti nell’arco di ben 43 anni di ricerca. La collezione è stata inventariata, ordinata per aree geografiche, sistemata in due cassettiere dell’800 e oggi è fruibile sia da studiosi che da studenti universitari. Il Museo Zoologico Il Museo Zoologico dispone di un vasto e importante patrimonio formato da esemplari appartenenti ai principali taxa animali e costituisce un vero e proprio archivio della biodiversità, a testimonianza della fauna locale ed esotica, sia attuale che storica. Nelle vetrine del Salone Maggiore, realizzate nel primo decennio dell’Ottocento e in quelle del Salone Minore, realizzate in occasione del VII Congresso degli scienziati italiani del 1845, sono esposti i reperti della “Collezione dei Vertebrati”. Si tratta di circa 5.000 esemplari naturalizzati o conservati in liquido e di preparati osteologici che rappresentano tutte le classi. I reperti osteologici, in particolare, appartenevano al Gabinetto di Anatomia Comparata che, negli anni 50 del Novecento, Mario Salfi incluse nel Museo Zoologico. In questa importante Collezione è confluita, poi, la raccolta di circa 2000 esemplari di mammiferi, alcuni di particolare rilevanza scientifica e museologica, come lo scheletro completo di Balena Franca Boreale, unico esemplare rinvenuto nel Mediterraneo e conservato in un museo5. Fanno parte della collezione il reperto naturalizzato di Wallaby dall’unghia lunata (piccolo canguro che aveva come area naturale di distribuzione l’Australia) oggi estinto, l’esemplare di Foca Monaca proveniente dal Golfo di Napoli (specie a lungo diffusa in tutto il Mediterraneo e nell’Atlantico ma ormai sull’orlo dell’estinzione) e il reperto naturalizzato di Okapi (giraffide centro-africano a forte rischio di estinzione). Nella Collezione dei Vertebrati è confluita anche la “Collezione degli Uccelli”, donata dal chirurgo Mario Schettino negli anni ‘40 del Novecento, costituita da magnifici esemplari (naturalizzati e preparati dallo stesso Schettino), di specie rare o localmente estinte dell’Italia 5 La balena fu catturata nel 1877 nel mar Piccolo di Taranto e acquisita dal museo grazie a Paolo Panceri naturalista lombardo che nel 1866 fu chiamato a ricoprire la Cattedra di Anatomia Comparata dell’Università di Napoli. 16 · IL PATRIMONIO meridionale e della Sardegna. Amico di Francesco Saverio Monticelli, lo Schettino donò al Museo una collezione davvero notevole sia per numero di esemplari che per qualità, ma al termine della seconda guerra mondiale, ai danni dei bombardamenti e ai successivi furti e vandalismi, sopravvissero solo 40 reperti, oggi esposti nelle vetrine del Salone Minore. Gli esemplari di Invertebrati sono organizzati in varie collezioni. Tra queste va ricordata la storica e importante “Collezione Malacologica” che, purtroppo, ha subito notevoli perdite durante la seconda guerra mondiale. I 4.100 reperti ancora oggi presenti e parzialmente esposti, comprendono specie marine mediterranee ed esotiche, oltre a specie dulciacquicole e terrestri provenienti da tutto il mondo. Fra i pezzi più interessanti, sicuramente la Patella ferruginea proveniente dal Golfo di Napoli, oggi estinta. Nelle vetrine storiche del Salone Minore sono esposti parte dei 120 esemplari di suggestivi scheletri calcarei di notevoli dimensioni della “Collezione di Madrepore Tropicali”, che vanta i campioni raccolti tra il 1873 e il 1874 da Paolo Panceri, durante due campagne in Egitto. Eccezionale importanza riveste, poi, la “Collezione Entomologica” di Achille Costa, comprendente oltre 30.000 insetti provenienti da ogni parte del mondo, raccolti in buona parte dallo stesso Costa. La raccolta fu successivamente arricchita da esemplari acquisiti da Mario Salfi e Marcello La Greca a seguito delle spedizioni scientifiche in Europa, Asia e Africa e grazie agli scambi con Musei e studiosi di tutto il mondo. A causa della estrema delicatezza dei reperti, la collezione non è in esposizione. Ricordiamo, infine, l’interessantissima “Collezione Elmintologica Centrale Italiana”, riconosciuta con apposita Legge dello Stato il 7 marzo 1912 e costituita da oltre 2.000 preparati di elminti, parassiti dell’uomo e di altri vertebrati. I reperti sono stati raccolti, identificati e descritti da Francesco Saverio Monticelli, Corrado Parona e Michele Stossich, eminenti parassitologi di inizio Novecento. La collezione è esposta in un’apposita sala ad essa dedicata6. Come nel caso del Real Museo Mineralogico, anche quello di Zoologia negli ultimi 20 anni ha visto incrementare il suo patrimonio, sia con l’acquisto 6 Dettagliate descrizioni delle varie collezioni storiche del museo sono riportate in Botte e Scillitani, 1999 IL PATRIMONIO · 17 di importanti esemplari, che grazie a donazioni. Così, la “Collezione dei Vertebrati” ha acquisito diversi esemplari di pesci provenienti dal Tirreno centrale, tra i quali esemplari donati da P. N. Psomadakis, di Squaliformi, Batoidei e un esemplare tassidermizzato di Pesce Re (Lampris regius) specie molto rara nel Mediterraneo. Di recente acquisizione è anche l’esemplare in formalina di Capolepre (Lagocephalus lagocephalus) proveniente dal Golfo di Napoli e il cranio, parzialmente ricostruito e ancora in allestimento, di uno Squalo Elefante (Cetorhinus maximus) maschio adulto, lungo oltre 6 metri e di circa tre tonnellate, rinvenuto morto nelle acque di Procida. Anche i reperti erpetologici sono notevolmente aumentati, grazie alla donazione della raccolta del Prof. Orfeo Picariello7, nonché in seguito all’acquisto di esemplari di rettili di differenti specie. Sono state introdotte alcune decine di esemplari dell’ornitofauna esotica e diorami dell’ornitofauna italiana8. Sono stati acquisiti anche numerosi esemplari di mammiferi sia tassidermizzati che in scheletri. Particolarmente significativo tra questi è lo scheletro di un neonato di Balenottera Minore (Balenoptera acutorostrata) spiaggiatosi a Salerno nell’aprile 2010, esposto accanto allo scheletro ottocentesco di adulto della stessa specie. Inoltre sono stati acquisiti lo scheletro di un Grampo (Grampus grisou), spiaggiatosi a Torre Annunziata (NA), montato ed esposto nel Salone Maggiore e vari crani di Delfinidi, rinvenuti in seguito a spiaggiamenti su varie coste della Campania9. Degni di nota sono anche l’esemplare naturalizzato di Lupo (Canis lupus) e lo scheletro di Gatto Selvatico (Felis silvestris) trovati morti rispettivamente in provincia di Isernia e di Salerno e donati al museo dal Corpo Forestale dello Stato. Sono stati, infine, acquistati vari reperti tassidermizzati di Roditori, Insettivori, Erinaceomorfi, Lagomorfi, Mustelidi e Viveridi. Tra le nuove collezioni di Invertebrati e singoli esemplari acquisiti dal Museo, sono certamente degne di nota la “Collezione di Cipree Giuseppe Ranavoro”, formata da circa 400 esemplari a secco di splendide conchiglie provenienti dai mari di tutto il mondo e la “Collezione di Gasteropodi 7 8 9 Costituita da circa 2.000 esemplari di anfibi e rettili della fauna campana e di diverse regioni mediterranee In particolare nove diorami di Passeriformi, tre di Caradriiformi, uno di Falconiformi e uno di Coraciformi I reperti di cetacei sono stati acquisiti grazie alla collaborazione con il Centro Studi Cetacei, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, le ASL Costiere della Campania e le Capitanerie di Porto. 18 · IL PATRIMONIO Continentali di Capri”, esposte in vetrine dedicate. Il Museo ha ricevuto, inoltre, esemplari di importanti dimensioni come il suggestivo reperto di Cefalopode gigante, (Ommastrephes bartramii) pescato nel 2003 a Capri, sicuramente fra i più grandi rinvenuti nei mari italiani, recentemente donato al Museo dal Corso di Laurea in Biologia delle Produzioni Marine e dal Dipartimento delle Scienze Biologiche. Ancora, un mollusco bivalve d’acqua dolce (Anodonta woodiana) originario dell’Asia orientale, rinvenuto lungo il bacino del fiume Volturno in Provincia di Caserta. Una raccolta di Cnidari tropicali in liquido e alcune preparazioni con Lepidotteri mimetici sono state donate dal Prof. Antonio Pietro Ariani ed esposte in apposite vetrine. Esemplari di diverse specie di Crostacei Decapodi mediterranei sono stati acquistati ed esposti in bacheche dedicate a questo taxa. Infine è stato realizzato un diorama che illustra il complesso ciclo biologico del Cerambicide (Cerambyx velutinus), un coleottero parassita delle querce che si sviluppa provocando seri danni all’ospite, sia da adulto che come larva. Il Museo di Antropologia Il Museo di Antropologia vanta numerosi reperti organizzati in collezioni osteologiche, archeologiche ed etnografiche di grande pregio storico e scientifico, che consentono di illustrare i principali temi dell’Antropologia, quali la variabilità e l’evoluzione umana, secondo le attuali conoscenze. La maggior parte delle collezioni è ottocentesca e fu acquisita grazie agli scambi e ai rapporti scientifici del fondatore del museo, Giustiniano Nicolucci, e dei direttori successivi, con cultori napoletani e studiosi italiani e stranieri. La consistenza delle collezioni osteologiche umane (stimata in circa 2.650 reperti) rappresenta un insostituibile archivio biologico. Una parte davvero inestimabile di questo patrimonio è quella proveniente da diversi luoghi del “Vecchio Mondo”, in particolare la nota “Cranioteca di Giustiniano Nicolucci”, una raccolta che, nonostante le perdite subite nel tempo, annovera due crani di età preistorica. Vi sono poi le collezioni osteologiche animali (provenienti per lo più da siti preistorici) e i numerosi materiali archeologici che documentano la paleobiologia e la preistoria delle popolazioni dell’Italia meridionale, dell’Europa, dell’Asia occidentale, del Nord Africa e delle IL PATRIMONIO · 19 Americhe. Di assoluta suggestione sono i corpi mummificati del Museo, come le quattro mummie peruviane di cui una del 700 d.C. in un sacco di corda (sicuramente uno dei reperti più preziosi) e le cinque teste di mummie egiziane, molto probabilmente acquisite da Paolo Panceri. Di grande valore è lo scheletro umano del Paleolitico inferiore di Grotta Romanelli in Puglia. Tra i reperti etnografici, di grande valore sono le quattro aste cerimoniali Maori della Nuova Zelanda, le lame di ascia delle popolazioni Onghe delle Isole Andàmane e gli scudi in pelle di animale provenienti dall’Africa orientale ed equatoriale. Particolarmente interessante è anche la raccolta di “Arnesi Levigati delle Province Calabresi”, costituita da 120 reperti (generalmente accette e martelli di notevole pregio) e la collezione acquisita da Vincenzo Giuffrida Ruggeri nel 1914, di 188 reperti provenienti dal bacino di Venosa, fra i quali spiccano numerose “amigdale”. Particolare poi è la storia della “Collezione Troiana”, riscoperta nel 1981 dal Prof. Francesco Fedele e catalogata con J. Morris. Si tratta di 196 reperti risalenti al 3.000 a.C. (oggetti in pietra quali macine, martelli, accette e lisciatoi) provenienti dagli scavi degli strati più bassi del sito archeologico di Troia. Da ricordare, infine, la “Collezione di Calchi Facciali di Lidio Cipriani”: 120 calchi in gesso dipinto, di facce di uomini adulti, realizzati nel periodo 1927-30 allo scopo di documentare i cosiddetti “tipi razziali”. I reperti furono acquistati da Giocchino L. Serra nel 1932 mentre altre copie della collezione sono esposte nei musei antropologici universitari di Firenze e Padova10. Nel 1994, in seguito all’istituzione del Centro Museale, fu finalmente possibile esporre, sia pure in piccola parte, le collezioni in una saletta del Dipartimento di Biologia Evolutiva e Comparata. Nel 1999, con l’assegnazione al Centro di locali adeguati, fu avviato l’allestimento del Museo di Antropologia completato nel 2002 con adeguate unità espositive. Così, dopo una lunga fase di stasi e grazie a questa sistemazione, il Museo ha potuto riprendere l’acquisizione di nuovi reperti per incrementare e diversificare il 10 Dettagliate descrizioni delle collezioni storiche sono riportate in Fedele, 1999. 20 · IL PATRIMONIO proprio patrimonio11. Particolarmente indicativo dell’attenzione posta dal Museo ai fenomeni di attualità, è stato il completamento nel 2005 dell’interessante collezione di oggetti etnografici provenienti dall’isola Palawan nelle Filippine, frutto degli studi condotti nell’arco di diversi anni dall’etnologo napoletano Dario Novellino. L’attuale esposizione mira, infatti, a comunicare in modo attraente ed efficace, lo stile di vita delle popolazioni Palawan e Batak, seriamente minacciato dall’ingresso di emigrati filippini nelle loro aree naturali. In tal modo la collezione si presenta come valido strumento per stimolare riflessioni sulla diversità culturale come valore indispensabile all’umanità. L’acquisizione di calchi in vetroresina di vittime di eruzioni preistoriche e storiche del complesso Somma-Vesuvio testimonia, invece, l’attenzione verso la storia del territorio campano. L’esposizione di questi calchi, arricchita da immagini e pannelli esplicativi dal forte impatto visivo, consente di divulgare i risultati di recenti indagini condotte dal Museo in collaborazione con l’Osservatorio Vesuviano, sugli effetti delle eruzioni vesuviane sull’uomo e sull’ambiente. Accanto all’acquisizione di nuovi reperti, grande impegno è stato messo anche nell’attività di rivisitazione e valorizzazione delle antiche collezioni. A tal proposito, merita di essere menzionato il nuovo allestimento del 2011, dei 120 calchi facciali di Lidio Cipriani. La collezione è stata esposta per molto tempo in espositori di legno nelle quali per ogni calco era riportata l’indicazione della “razza” di appartenenza, dell’età, del sesso e della città di ciascun individuo, coerentemente con il proposito originario dello studioso di documentare i “tipi razziali”. In accordo con le moderne conoscenze, l’attuale presentazione della collezione mostra, invece, un pannello espositivo in cui i calchi sono presentati privi di qualsiasi connotazione. È un’impostazione che vuole affermare l’impossibilità di “classificare gli uomini”, spostando l’attenzione sul concetto che le differenze di aspetto tra gli abitanti della Terra, 11 Tra le acquisizioni ricordiamo quella del 2002 di alcuni calchi di crani di elevato valore storico e documentario, relativi ai più significativi rinvenimenti paleontologici umani. I nuovi reperti hanno permesso di ampliare la Collezione dei Calchi Storici e Didattici,di reperti fossili di Ominidi e di altri Primati, costituita a partire dal 1908. Il Museo ha acquisito, inoltre, ciottoli scheggiati e bifacciali di quarzite del Paleolitico inferiore e punte, raschiatoi e lame del Paleolitico medio-superiore, rinvenuti lungo le dune costiere di alcune località del Marocco settentrionale e nord-orientale, a seguito di campagne di studio condotte in collaborazione con l’INSAP di Rabat, le Università di Roma La Sapienza e di Kénitra. IL PATRIMONIO · 21 non sono altro che segni esteriori dell’adattamento dell’uomo a differenti climi ed ambienti. In definitiva, grazie agli studi e al recupero delle collezioni storiche, alle nuove acquisizioni e a un’impostazione scientifica più moderna, oggi il Museo di Antropologia si propone al pubblico con un percorso espositivo sull’evoluzione biologica e culturale dell’uomo, completo e aggiornato. Il Museo di Paleontologia Il Museo di Paleontologia custodisce numerosi reperti provenienti da località italiane ed estere. Questi reperti rappresentano un’eccellente documentazione paleontologica della fauna e della flora che a partire dall’Era Paleozoica ha popolato il nostro pianeta. Alcune delle “Collezioni storiche”12 furono acquistate, a partire dai primi anni del XIX Secolo, dai direttori del Real Museo Mineralogico. Nel 1860, quando la cattedra di Geognosia fu sdoppiata in quelle di Mineralogia e Geologia, Arcangelo Scacchi, direttore del Real Museo Mineralogico, consegnò i reperti geo-paleontologici a Guglielmo Guiscardi che si impegnò a organizzare il Museo di Geologia. Negli anni successivi il Museo di Geologia si arricchì notevolmente di reperti e collezioni paleontologiche, spesso legate agli studi dei ricercatori dell’Ateneo federiciano. A questo periodo risalgono le “Collezioni di Ittioliti” provenienti dai tre giacimenti campani di Castellammare, Giffoni e Pietraroja, ma anche l’importante “Collezione di Oronzo Gabriele Costa”, composta da esemplari appartenenti ai vari gruppi sistematici, raccolti dall’eminente naturalista nelle province meridionali d’Italia. Le raccolte di pesci fossili, come i reperti di vertebrati dei terreni pleistocenici dell’Italia centro-meridionale, hanno grande rilevanza scientifica. Questi reperti, infatti, hanno consentito di ricavare importanti informazioni sulla storia antica dell’area campana e sui cambiamenti paleoambientali e paleoclimatici che si sono succeduti nel corso di milioni di anni. Col passare del tempo il Museo di Geologia continuò ad arricchirsi di reperti paleontologici sicché, quando nel 1932 fu istituita la cattedra di Paleontologia, sembrò giusto trasferire questo notevole patrimonio nel 12 Come, ad esempio, il primo nucleo della collezione dei pesci fossili di Castellammare di Stabia e singoli reperti quali i tre esemplari di Ittiosauri, grandi rettili marini e i pesci del Lias del Wurtemberg 22 · IL PATRIMONIO costituendo Museo di Paleontologia. Negli anni 60 del Novecento il Museo acquistò la “Collezione Palumbo”, oltre 10.000 reperti fossili di invertebrati di età compresa tra il Paleozoico ed il Pleistocene. Si tratta di una collezione dal forte valore didattico perché di fondamentale supporto nell’insegnamento della paleontologia nei vari corsi universitari13. In quegli anni ci furono acquisizioni che arricchirono anche le collezioni dei grandi vertebrati fossili, fra cui lo scheletro del mammifero marino Methaxytherium medium, sicuramente l’esemplare più completo di questo taxon finora ritrovato nel Mediterraneo14. Dall’istituzione del Centro Musei, il Museo di Paleontologia trasse notevoli benefici e un nuovo slancio per le sue attività. I locali furono ristrutturati in maniera moderna e funzionale e furono acquistate moderne vetrine grazie alle quali fu possibile esporre adeguatamente l’importante patrimonio. Inoltre, nel 1996 l’ateneo federiciano, a sottolineare la sua attenzione verso i musei scientifici, acquistò l’imponente scheletro di Allosaurus fragilis (dinosauro carnivoro rinvenuto nei giacimenti giurassici della Morrison Formation negli USA) oggi esposto nei suggestivi locali del Museo di Paleontologia. L’enorme rettile terrestre non ha solo un impatto “scenografico”, ma anche un grande valore scientifico perché è un reperto particolarmente pregevole in quanto in gran parte completo. Nel 1997, sulla spinta delle richieste dei visitatori particolarmente affascinati dal nuovo dinosauro, furono acquistati anche un frammento di pelle del dinosauro Saurolophus sp. e una coppia di uova di dinosauro sauropode del Cretacico superiore, provenienti dalla Mongolia. Nel 2000-2001 è stata realizzata la ricostruzione di un ambiente di grotta sulle cui pareti sono stati riprodotti i graffiti della Grotta dei Cervi di Porto Badisco (Otranto, Lecce), il complesso pittorico neolitico più imponente d’Europa, datato al 6.000 a. C.. Per aumentare l’effetto realistico, nella grotta sono stati collocati uno scheletro composito di Ursus spelaeus, la replica dei palchi di Megalocerus giganteus (un daino gigante del Pleistocene) e la riproduzione a grandezza naturale di Homo sapiens neanderthalensis. Questa ricostruzione dal grande impatto visivo e dalla forte valenza 13 Fra le altre numerose collezioni di fossili invertebrati, da segnalare la “Collezione Giuseppe De Lorenzo” (fossili raccolti nei terreni triassici del Lagonegrese) e la “Collezione Antonio Lazzari” (circa 400 esemplari di Coralli dell’Oligocene di Castro Marina in provincia di Lecce). 14 Dettagliate descrizioni delle varie collezioni storiche del museo sono riportate in Barattolo e del Re, 1999. IL PATRIMONIO · 23 didattica, ha consentito di mettere in evidenza, con grande immediatezza, la complementarietà fra le varie discipline come la Paleontologia e l’Antropologia. In questo stesso periodo furono acquistati una serie di reperti precambrici e paleozoici, che hanno integrato le già ricche collezioni di invertebrati e, contemporaneamente, consentito di offrire ai visitatori un quadro d’assieme più completo delle forme primitive del pianeta. Nel 2006 fu completato l’acquisto di esemplari di eccezionale valore per la loro unicità e il perfetto stato di conservazione, oltre che di grande efficacia didattica e divulgativa. Si tratta di una serie di crani di grandi vertebrati di età miocenica e pliocenica (Platybelodon danovi, Hypparion placodus, Chiloterium sp.), provenienti dalla Mongolia nord orientale e dello scheletro completo di un micro mammifero del Cretacico inferiore rinvenuto nel Deserto del Gobi, attualmente ancora oggetto di studio. Per incrementare la collezione di invertebrati, nel 2007, fu acquistata una grande lastra fossilifera con trilobiti di considerevoli dimensioni del genere Asaphus sp., dell’Ordoviciano, rinvenuta in Marocco che, associata alla lastra contenente generi diversi di trilobiti, proveniente dalla Svezia e donata da un privato, ha consentito di offrire ai visitatori un quadro più completo su questo interessante gruppo animale. Nel 2008, per dotare il museo di reperti particolarmente adatti alle attività didattico-divulgative, il Centro decise l’acquisto di importanti repliche come il calco di un piccolo di mammut, proveniente dal permafrost della Siberia. Riproposto nell’allestimento a grandezza naturale, questa riproduzione è particolarmente utile per illustrare ai visitatori un particolare tipo di fossilizzazione. Con lo stesso intento è stato acquisito il calco di Aepyornis sp., un uccello del Madagascar estinto nell’Olocene, perfetto per illustrare il fenomeno del gigantismo insulare. Sul finire del 2007 fu acquistato anche il cranio completo e in ottimo stato di conservazione di Dyrosaurus sp., antenato degli attuali coccodrilli, di età eocenica proveniente dal Marocco settentrionale. Nel 2010, per colmare le lacune esistenti all’interno di alcuni gruppi di organismi, furono acquistati due importanti esemplari di Discosauriscus sp., anfibi labirintodonti del Permiano, provenienti dalla Repubblica Ceca e un magnifico esemplare di Libanopristis hiram del Cretacico, proveniente dal Libano. 24 · IL PATRIMONIO Durante i venti anni dall’istituzione del Centro Musei, le collezioni sono state ampliate a seguito di acquisti sia di fossili originali che di riproduzioni. Inoltre, il prestigio che il museo di Paleontologia si è conquistato, non solo fra gli studiosi, ma anche fra gli appassionati di questa affascinante disciplina è testimoniato dalle donazioni, sia da parte di collezionisti privati che di docenti. È continuata, infatti, la bella tradizione da parte dei docenti dell’ateneo, di donare al Museo gli esemplari oggetto dei loro studi. Il Museo di Fisica Il Museo di Fisica istituito nel 2000 raccoglie circa 700 strumenti, la cui parte maggiore è di origine ottocentesca. Le vicende della formazione delle Collezioni Strumentarie sono complesse e stratificate. Si possono distinguere per grandi linee tre nuclei storici di età differente, confluiti nell’attuale raccolta: il “Gabinetto Fisico” dell’Università, la “Collezione Melloni” e la “Collezione della Real Casa di Borbone”. Il primo nucleo del Museo è riconoscibile nelle collezioni del “Gabinetto fisico”, fondato con il Regio Decreto del 1811. La sua sede trovò posto in poche stanze attigue al Teatro chimico, alloggiato nella spezieria dell’antico Collegio Massimo dei Gesuiti. Le iniziali dotazioni furono costituite dalla strumentazione del Collegio militare della “Nunziatella” e da quelle dell’abate Giuseppe Conti. A queste si aggiunsero gli strumenti ottici costruiti dal Direttore del Gabinetto Fisico, de Conciliis. In occasione del VII Congresso degli scienziati, tenutosi a Napoli nel 1845, il Gabinetto fisico acquisì altre stanze, sottostanti quelle in uso, per alloggiarvi le Bussole di Gambay, provenienti dalla Collezione della Casa Reale Borbone. Nei primi anni post-unitari confluirono nel Gabinetto fisico alcuni strumenti acquistati da Macedonio Melloni tra il 1840 e il 1845 (la “Collezione Melloni”) e destinati all’Osservatorio Vesuviano, tra cui la grande lente rifrangente. Il Museo custodisce anche l’unico esemplare di elettroscopio ideato da Melloni. La storia documentaria della “Collezione della Real Casa di Borbone” è di particolare interesse perché ha permesso di portare alla luce l’esistenza di una strumentazione considerata dispersa fino al 1995, di cui un nucleo è IL PATRIMONIO · 25 tuttora custodito nelle sale del Museo. Le vicende della Collezione, sono strettamente legate a quelle della Casa regnante. La collezione giunse a Napoli nel 1734 quando Carlo di Borbone, divenne re di Napoli e Sicilia. Insieme ad altri oggetti d’arte arrivarono anche quattro casse di “diverse macchine matematiche”. A Napoli la collezione del sovrano si arricchì e fu ospitata nei diversi siti reali: da quello di Capodimonte a quello di Largo di Palazzo (attuale Piazza del Plebiscito). Dopo l’Unità d’Italia l’intera collezione rimase nel Palazzo Reale di Napoli fino al 1879, quando le 161 “macchine fisiche” furono trasferite nella Reggia di Capodimonte. Nell’inventario custodito nel Museo di Capodimonte sono annotate variazioni che documentano la graduale cessione degli strumenti al Gabinetto fisico dell’Ateneo napoletano avvenuta tra il 1887 e il 1892. Oggi il Museo ha la sua sede in Via Mezzocannone, 8 e occupa i locali dell’antico refettorio del Collegio dei Gesuiti, oggetto di restauro nel biennio 2003-2004. 26 · IL PATRIMONIO I Azzurrite con quarzo, Tsumeb, Otavi, Namibia, cristallo di 11 cm Rodocrosite, Sweet Home Mine, Alma, Colorado, USA, cristalli di 2 cm II Quarzo ametista Vera Cruz, Las Vigas, Messico, 14x14x40 mm Armotomo Andreasberg, Germania, 3x4 mm III Via Mezzocannone, 8 - 80134 Napoli Direttore scientifico Prof.ssa Maria Rosaria Ghiara Funzionario tecnico Dott.ssa Carmela Petti Personale area tecnica Sig. Luciano Assunto Personale area tecnica Sig. ra Paola Criscuolo IV V Martin pescatore di Smirne, Turchia Corallium rubrum, Corallo rosso, Sardegna, Italia VI Riccio, Campania, Italia Aepyceros melamphus, Antilope cervicapra, Giardino Zoologico di Napoli, Campania, Italia VII Via Mezzocannone, 8 - 80134 Napoli Direttore scientifico Prof. Gerardo Gustato Funzionario tecnico Dott.ssa Roberta De Stasio Funzionario tecnico Dott. Nicola Maio VIII IX Scudo in pelle di elefante con rilievo centrale a umbone, Africa subsahariana Cranio artificialmente deformato, Età preincaica, Bolivia, America meridionale X Faretra in canna di bambù, Isola di Palawan, Filippine, 41 cm Calchi facciali di tipi fisici dell’Africa subsahariana, realizzati da Lidio Cipriani XI Via Mezzocannone, 8 - 80134 Napoli Direttore scientifico Prof.ssa Vincenza Laforgia Funzionario tecnico Dott.ssa Lucia Borrelli Funzionario tecnico Dott. Pietro Paolo Petrone Personale area tecnica Sig.Gerardo Corcione XII XIII Palaemon vesolensis, Cretacico superiore, Monte Vesole Salerno, Italia Lastra con numerosi esemplari di Asaphus sp., Marocco, Nord Africa, 112x68 cm XIV Platybelodon danovi, Miocene medio, Mongolia interna, Cina Ammonites solarioides, Lias, Gran Sasso, Italia XV Largo San Marcellino, 10 - 80138 Napoli Direttore scientifico Prof.ssa Franca Sgarrella Coordinatore tecnico Dott.ssa Maria Carmela del Re Coordinatore tecnico Dott.ssa Roberta Improta Personale area tecnica Dott.ssa Elena Andretta Personale area tecnica Sig. Mario Turco XVI XVII Bussola delle variazioni diurne (1840) Costruttore: H.P. Gambey, Parigi, Francia. Gabinetto fisico della Real Casa borbonica. Modello di locomotiva a vapore (1840) Costruttore: R. Stevenson & Co., Newcastle, Inghilterra. Gabinetto fisico della Real Casa borbonica. XVIII Doppia lente ustoria (1770) Costruttore: Brander & Haschel, Augsburg, Germania. Gabinetto fisico della Real Casa borbonica. Bussola marina (1830) Costruttore: Gregory & Wright, Londra, Inghilterra. XIX Via Mezzocannone, 8 - 80134 Napoli Direttore scientifico Prof.ssa Edvige Schettino Personale area tecnica Sig. Matteo Nardi Personale area tecnica Sig. Roberto Cirillo XX La catalogazione, La conservazione e il restauro La Catalogazione Per un museo possedere molti reperti potrebbe sembrare la cosa più importante. In realtà non è così, perché senza sapere con precisione cosa si possiede, anche una magnifica collezione può rimanere inutilizzata. In altre parole, ciò che occorre è un valido strumento di catalogazione che, nel caso del patrimonio museale, diventa assolutamente indispensabile per svolgere le necessarie attività di tutela e consentirne la corretta fruizione. La catalogazione richiede un impegno costante per completare l’inserimento delle schede dei campioni storici e per gli indispensabili aggiornamenti delle stesse, in relazione ai continui sviluppi della ricerca scientifica. Al momento dell’istituzione del Centro, la situazione nei diversi Musei, per quanto riguarda la catalogazione, era a dir poco critica. Le vicissitudini dei singoli Musei, prima e dopo i danni della seconda guerra mondiale, erano state molto diverse ma tutti erano accomunati dall’essere stati per lungo tempo dimenticati. In alcuni casi, poi, erano stati del tutto trascurati in seguito ai cambiamenti nel metodo speculativo che, gradualmente, avevano escluso le collezioni museali dalla quotidianità degli studi e delle ricerche scientifiche. Così, al momento dell’istituzione del Centro, la situazione era del tutto disomogenea. Alcuni Musei erano dotati di cataloghi storici, altri, invece, ne erano del tutto privi perché andati perduti durante gli eventi bellici. Solo in alcuni casi erano state avviate catalogazioni cartacee negli anni ‘70 e ‘80 del Novecento. È ovvio, dunque, che tra i molti problemi che il Centro ha dovuto risolvere, la catalogazione dei circa 150.000 reperti custoditi nei suoi quattro Musei, sia stato uno di quelli più complessi e urgenti da affrontare. Per questo motivo la Direzione affidò, in via prioritaria a una società di Informatica il compito di realizzare un catalogo informatizzato che rispondesse alle esigenze del Centro, nel rispetto delle specifiche caratteristiche dei differenti tipi di reperti. Dal momento che la catalogazione non è una mera raccolta di dati, ma un vero e proprio atto scientifico volto a raccogliere il maggior numero di LA CATALOGAZIONE, LA CONSERVAZIONE E IL RESTAURO · 27 informazioni sui reperti, i programmatori furono affiancati dai funzionari dei singoli Musei e, sulla base delle indicazioni fornite dall’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD), furono stabiliti i campi fondamentali per la strutturazione delle varie schede di catalogazione. Solo dopo aver così definito le schede per i vari reperti, si poté procedere all’informatizzazione delle stesse in Microsoft Access. Purtroppo, però, a causa dei limiti intrinseci del software e per l’impossibilità di destinare degli operatori al compito esclusivo dell’immissione dei dati, si riuscì a catalogare solo un numero limitato di reperti. Per risolvere questo problema e completare la catalogazione, nel 2002 fu adottato un altro software di catalogazione (questa volta in ambiente MS-DOS), già usato con successo da alcuni anni da un museo con caratteristiche molto simili a quelle del Centro: il Museo di Storia Naturale di Firenze. La scelta cadde su questo software perché presentava caratteristiche che permettevano operazioni di immissione e consultazione dei dati molto rapide e semplici. Per i reperti mineralogici, qualche anno dopo, fu adottata un’applicazione Windows-based (che utilizzava Microsoft Access come base dati), i cui punti di forza ancora una volta erano la semplicità d’uso, la velocità di produzione di report facilmente gestibili e l’integrabilità con altri programmi, soprattutto su piattaforme Microsoft. Nel 2010 i cataloghi relativi alle Collezioni Zoologiche, Antropologiche, Etnologiche e Paleontologiche furono trasferiti su un’applicazione web-based che conservava la stessa maneggevolezza e intuitività delle versioni MSDOS, arricchita, però, da nuove e potenti funzionalità, come l’inserimento di documenti e immagini direttamente nelle schede o la ricerca dei dati attraverso ricerche “flash” e query by example. La realizzazione di questa nuova applicazione è stata anche l’occasione per rivedere e aggiornare i campi dei dati delle schede relative ai vari reperti, con un occhio ai futuri sviluppi della catalogazione. Questa operazione è stata condotta facendo ricorso al know-how specifico acquisito nel corso degli anni dai funzionari dei Musei del Centro, così da ottimizzare l’inserimento dei dati e l’utilizzo della scheda come strumento versatile per la loro gestione. Soprattutto sono stati potenziati i campi dove inserire nuovi documenti storici ricollegabili ai vari reperti. Grazie a questo aggiornamento, nelle forma 28 · LA CATALOGAZIONE, LA CONSERVAZIONE E IL RESTAURO attuale, le schede di catalogazione del Centro contengono già il 90% dei dati obbligatori, previsti dal nuovo Sistema Informativo Generale del Catalogo (SIGEC) predisposto dall’ICCD. Ciò vuol dire che i cataloghi del Centro sono già pronti, qualora in futuro i dati dei Musei dovessero obbligatoriamente adottare tale nuovo sistema. La conservazione e il restauro Il notevole patrimonio scientifico custodito dai Musei del Centro è senza dubbio una preziosa realtà che mantiene inalterata il suo valore nel tempo e anzi, contribuisce a tenere ben saldo il filo della memoria storica, un compito ancor più importante in questa epoca di grandi e veloci cambiamenti per tutta la società. Ciò impone che questa eredità sia tutelata, preservata ma anche resa fruibile. La cura e la conservazione sono attività legittimate dal valore storicoscientifico, da quello culturale, dalla rarità e a volte dall’unicità dei reperti ma, soprattutto, sono attività fondamentali se si vuole che questo patrimonio tanto ricco e sfaccettato, spesso avventurosamente giunto fino a noi, continui a essere tramandato ai posteri. Consapevole di questa necessità, fin dalla sua istituzione il Centro Musei si è sempre impegnato a garantire la migliore conservazione possibile delle proprie collezioni, attraverso strategie mirate alla prevenzione dei rischi di danneggiamento. Fu per questo che, durante i lavori di riqualificazione edilizia che interessarono il Museo di Paleontologia nel 1999, un ampio locale fu destinato a Laboratorio di Conservazione e Restauro. Successivamente dotato di attrezzature specifiche e personale qualificato, ha consentito di programmare e realizzare tempestivamente (e, non da ultimo, con contenimento della spesa) restauri sistematici di specifici reperti. Ricordando che la cura comprende tutte quelle azioni di natura ordinaria volte alla conservazione del reperto, il Centro ha adottato un’idonea politica di conservazione preventiva, assicurando una costante ed efficace manutenzione dei locali, opportuni sistemi di custodia, specifiche misure di protezione dai rischi e regolari verifiche degli standard di conservazione. Solo in alcuni casi particolari (come disinfestazioni, interventi su reperti tassidermizzati o restauro di documenti cartacei) è stato necessario l’intervento di ditte specializzate LA CATALOGAZIONE, LA CONSERVAZIONE E IL RESTAURO · 29 esterne. Grazie alla collaborazione tra le diverse professionalità, il Centro è riuscito sempre a conciliare le esigenze della salvaguardia e conservazione del patrimonio, con la sua completa fruizione da parte del pubblico. In aggiunta a tutte le problematiche relative ai reperti e alle collezioni, bisogna poi prestare attenzione a un altro dato che a volte può passare in secondo piano. Il pregio dei Musei del Centro non risiede solo nel valore storico e scientifico del loro contenuto (le Collezioni), ma anche nell’importanza artistica e culturale dei “contenitori” che li ospitano (gli edifici). I Musei, infatti, sono accolti in strutture con secoli di storia alle spalle, spesso impreziosite da testimonianze artistiche di grande rilievo, la cui tutela è anch’essa affidata al Centro. Si pensi, ad esempio, allo splendido salone ottocentesco del Museo Mineralogico o al pavimento maiolicato con “riggiole” del Settecento napoletano, del Museo di Paleontologia. Il Real Museo Mineralogico ha una sede tanto prestigiosa quanto delicata: l’ex biblioteca dei Gesuiti di Napoli, un luogo che nei suoi 211 anni di storia ha subito gli inevitabili insulti del tempo, così come i danni causati dagli eventi bellici e dai terremoti, tutte sciagure a cui si è risposto con periodici interventi sia strutturali che di restauro. Oggi gli ambienti del Museo sono frequentati quotidianamente dal normale flusso di visitatori, studenti e ricercatori ma, molto spesso, le sale ospitano anche congressi, seminari e mostre. Tutto ciò, ovviamente, impone un costante controllo della struttura lignea espositiva e dell’arredamento ottocentesco, per evitarne il deterioramento e garantirne la sicurezza. In aggiunta a tutto ciò, bisogna ricordare anche che il patrimonio del Museo è costituito anche da documenti di archivio, libri e strumenti, tutto materiale molto spesso unico e più fragile e delicato dei minerali. Dunque, nel tempo, è stato necessario occuparsi anche della salvaguardia di questi oggetti. Ad esempio, gli antichi cataloghi e i preziosi documenti cartacei dell’archivio storico, che documentano minuziosamente le attività del Real Museo Mineralogico sin dalla sua istituzione nel 1801, sono stati restaurati con tecniche innovative che hanno permesso di recuperare lettere e documenti talvolta molto rovinati. Ugualmente sono stati restaurati preziosi testi di Mineralogia e Vulcanologia vesuviana di particolare pregio, mentre nel 30 · LA CATALOGAZIONE, LA CONSERVAZIONE E IL RESTAURO laboratorio del Centro sono stati recuperati strumenti scientifici e supporti espositivi antichi, oltre a materiale didattico acquisito nell’ultimo dopoguerra. Fortunatamente le collezioni mineralogiche hanno goduto, in linea di massima, di una buona attenzione almeno fino al 1930, grazie all’abnegazione di Eugenio Scacchi che, sulle orme del padre, prestò un’attenta cura alle collezioni. Poi, il terremoto del ‘30, l’improvvisa morte del Direttore Quercigh e gli eventi bellici degli anni ‘40, assestarono duri colpi alle collezioni che furono lentamente riorganizzate solo a partire dagli anni ‘50. Anche il terremoto del 1983 arrecò nuovi danni che richiesero altri lavori di ristrutturazione a seguito dei quali, però, il Real Museo ebbe due nuove sale dove furono esposte la Collezione Vesuviana e quella dei Tufi Campani. La vera svolta, però, avvenne con l’istituzione del Centro agli inizi degli anni ‘90. In questa occasione fu avviata un’imponente revisione sia dei reperti esposti che di quelli custoditi nei vani retrostanti le vetrine del salone e in mobili e cassettiere impropriamente adibiti a depositi. Così le vetrine del Salone Monumentale furono restaurate, tutti i reperti rimossi e fu fatto un puntuale riscontro con quanto riportato nei cataloghi. Con l’occasione, oltre alla pulitura dei reperti esposti, furono rilevate anche le dimensioni e il peso di ciascun pezzo, rifatti tutti i cartellini e quelli originali accuratamente conservati. Lo stesso lavoro lungo, minuzioso e faticoso fu fatto per il recupero dei reperti giacenti nei depositi, spesso in cattive condizioni di conservazione e privi di catalogazione e notizie sulla provenienza. La successiva esposizione mantenne l’impostazione originale ottocentesca, seppur riducendo il numero dei campioni nelle vetrine che, in alcuni casi, era davvero eccessivo. Il certosino lavoro nei depositi ha permesso di recuperare alcune collezioni storiche che per le varie traversie subite dal Museo erano state del tutto dimenticate. È il caso della “Collezione dei Cristalli Artificiali” (circa 200 reperti in contenitori di vetro) ritrovata in condizione disastrose o della “Collezione Matteo Tondi” e delle 50 medaglie coniate nelle lave delle eruzioni del Vesuvio dal 1830 al 1944. Oggi una nuova bacheca accoglie alcuni degli esemplari di cristalli artificiali più significativi, mentre il resto è stato conservato correttamente. La “Collezione Matteo Tondi” è stata inventariata e conservata in cinque LA CATALOGAZIONE, LA CONSERVAZIONE E IL RESTAURO · 31 armadietti di mogano a cassettiere appartenuti allo stesso Tondi e restaurati per l’occasione. Le 50 medaglie di lava occupano, invece, una vetrina particolarmente adatta per la didattica museale, perché offrono la possibilità di trattare un argomento scientifico (le eruzioni vulcaniche), con l’ausilio della narrazione storica legata alle medaglie. Oggetto di recupero è stata anche una raccolta di circa 400 proietti vulcanici eiettati dal Vesuvio nel 1872 e in altre eruzioni. I campioni sono stati tutti inventariati e conservati in quattro vetrine poste sul ballatoio del Salone Monumentale e sono al momento oggetto di studio. È superfluo sottolineare che questo lavoro di revisione e recupero è stato particolarmente importate anche per la catalogazione informatizzata (tuttora in via di completamento) e per garantire una migliore fruizione dei reperti da parte del pubblico. Meno felice la situazione per il Museo Zoologico la cui splendida struttura lignea di inizio Ottocento, purtroppo, non ha potuto godere dei rilevanti interventi di restauro necessari per la ristrutturazione dei soffitti e dei pavimenti. Trattandosi di lavori che richiedono significativi finanziamenti, il Centro ha presentato ai competenti uffici della Regione Campania il progetto “Intervento di consolidamento, restauro e valorizzazione del Museo Zoologico nel Centro Musei delle Scienze Naturali dell’Università degli Studi Federico II”, nell’ambito dei bandi “Parco Progetti Regionali” e “Grande Programma Centro Storico Patrimonio Unesco”. In entrambi i casi il progetto ha superato la selezione ed è stato inserito in graduatoria ma, ad oggi, non è stato ancora finanziato. Di conseguenza, con le sole proprie risorse, il Centro ha potuto effettuare soltanto limitati interventi di ristrutturazione, come la sistemazione del pavimento del Salone Minore, il rifacimento di tutta la zoccolatura della struttura lignea e la revisione dell’impianto elettrico. Non è certo andata meglio ai reperti di questo museo, per loro natura particolarmente delicati, perché caratterizzati da più tipologie di preparati quali scheletri, animali naturalizzati o conservati in liquido che, pertanto, richiedono particolari cure per una corretta conservazione. Gli oltraggi degli eventi bellici e i successivi anni bui di disattenzione alle collezioni, si sono ripercossi sul loro stato di conservazione con conseguenze talvolta irreparabili. Anche in questo 32 · LA CATALOGAZIONE, LA CONSERVAZIONE E IL RESTAURO caso, con l’istituzione del Centro, è stata fatta un’attenta ricognizione iniziale e sono stati pianificati i successivi interventi di restauro e manutenzione ordinaria. Sono stati predisposti periodici trattamenti antiparassitari e adottate trappole luminose, così come la periodica sostituzione dei liquidi di conservazione e la rimozione di muffe, per garantire la conservazione dei reperti, ma anche una riqualificazione dell’esposizione. Oltre 50 reperti storici hanno richiesto accurati interventi di restauro conservativo, che hanno permesso di garantire anche il mantenimento delle tecniche storiche di tassidermizzazione. È il caso degli interventi relativi agli scheletri della Balenottera Minore, del Dugongo, del Leone e dell’Orso Bruno. Anche per quanto riguarda l’esposizione e l’allestimento dei reperti, sono state realizzate interessanti sperimentazioni, integrando gli aspetti storici degli arredi ottocenteschi, con modalità più moderne e incisive, in linea con gli attuali criteri della comunicazione museale. In questo contesto, nell’ambito della “Collezione Ornitologica” del Salone Minore, è stata realizzata la vetrina tematica “Falconiformi, Accipitridiformi e Falconeria”. È stata anche ristrutturata una grande vetrina per realizzare l’esposizione di farfalle e sono state riallestite le bacheche della “Collezione Malacologica”, utilizzando una nuova illuminazione a luce fredda, così come le vetrine dei Lepidotteri, Poriferi, Cnidari e Ctenofori. Infine, per valorizzare il magnifico reperto settecentesco di Tridacna gigas, è stato realizzato, grazie alle competenze del personale del Centro, un diorama di ambiente tropicale. A differenza degli altri Musei, il Museo di Antropologia, pur essendo stato istituito nel 1881, non ha mai avuto sale espositive proprie e il suo patrimonio è stato essenzialmente custodito in depositi e solo parzialmente esposto in qualche vetrina nei locali degli Istituti e Dipartimenti universitari. Solo negli anni ‘80 del Novecento, con la riattivazione della Cattedra di Antropologia e a 100 anni dall’istituzione del Museo, cominciò la ricognizione sistematica e la catalogazione dei reperti, con l’ausilio di collaboratori esterni. Fu una vera “avventura archeologica”, una sorta di caccia al tesoro all’interno di enormi casse, contenenti ognuna centinaia di reperti con appunti e note, più o meno antiche sulla loro cronologia e provenienza, spesso scritte anche da mani diverse. Dopo un lungo oblio questo importante lavoro di riorganizzazione LA CATALOGAZIONE, LA CONSERVAZIONE E IL RESTAURO · 33 dei reperti, finalmente ne garantì il giusto recupero. In primo luogo furono sistemate le consistenti collezioni osteologiche umane ed animali, insieme all’estesissima quantità di manufatti litici. Lo stesso lavoro venne fatto sul resto delle collezioni e dei reperti di vario genere: archeologici, biologici, manufatti, calchi in gesso, documenti cartacei, etc. I reperti così recuperati furono poi collocati in modo omogeneo e sistematico in mobili metallici nei locali dell’ex “Istituto di Antropologia” e oggi nel Dipartimento di Scienze Biologiche. Con l’istituzione del Centro i reperti antropologici acquistarono finalmente una giusta visibilità. Nuove risorse consentirono di accelerare il meticoloso lavoro di catalogazione, anche con il supporto dell’informatica. Contemporaneamente, le ricerche bibliografiche e archivistiche portate avanti dal personale assegnato al Museo, sulla base del prezioso lavoro degli anni ’80, consentì di completare le schede computerizzate con importanti informazioni fino a quel momento mancanti. Tutto questo lavoro di risistemazione ha grandemente agevolato e velocizzato il successivo trasferimento dei reperti nei nuovi locali del Centro, assegnati al Museo di Antropologia nel 1998. Parallelamente alla risistemazione dei reperti, per garantirne la corretta conservazione e la dignità di una adeguata esposizione, fu avviato anche un lavoro di pulizia e restauro, nei casi in cui il materiale era danneggiato o in precario stato di conservazione. Questi interventi hanno riguardato, ad esempio, alcuni dei calchi in gesso della collezione didattica, alcuni reperti etnografici, come gli scudi e altri oggetti provenienti dall’Africa, le asce immanicate delle Isole Andamane o le aste cerimoniali Maori. I manufatti litici, le collezioni osteologiche umane e animali, le collezioni archeologiche ed etnografiche, sono state definitivamente inventariate e sistemate in appositi contenitori all’interno di mobili. Questo lavoro (ancora in corso d’opera dato l’ingente numero di reperti) ha permesso la valorizzazione delle collezioni, in più di un caso ha anche portato alla riscoperta di taluni reperti e del loro intrinseco valore scientifico e didattico. Nella recente storia del “ritrovato” Museo di Antropologia, va ricordato anche l’importante ruolo svolto nel restauro degli scheletri di due vittime umane dell’eruzione vesuviana di 4000 anni fa, nota come “Pomici 34 · LA CATALOGAZIONE, LA CONSERVAZIONE E IL RESTAURO di Avellino”. Nel 1995, anno dell’importante scoperta, i resti ossei delle due vittime furono trasferiti presso il Laboratorio di Paleoecologia dell’ex Istituto di Antrolpologia, per essere restaurati e studiati. Questo lavoro consentì la realizzazione del calco dello scheletro, meglio preservato (quello della giovane donna) nell’esatta posizione in cui era stato rinvenuto durante lo scavo archeologico, presso San Paolo Belsito, vicino Nola. Successivamente ne fu ricavata una ricostruzione in cui fu utilizzata la cenere vulcanica e le pomici collezionate sul sito, affiancate dall’interessante calco di un gruppo di vittime ercolanesi dell’eruzione del 79 d.C. Questa ricostruzione oggi consente ai visitatori di approfondire i vari aspetti del rischio vulcanico. I locali del Museo di Paleontologia ricavati all’interno dell’ex Monastero dei SS. Marcellino e Festo, sono stati oggetto di importanti ristrutturazioni e restauri, durante i primi anni di attività del Centro Museale. Con l’occasione il Museo è stato dotato di moderne strutture espositive che ben si armonizzano con i locali caratterizzati da ampie e pregiate testimonianze del monastero seicentesco. Il Museo è continuamente frequentato da numerosi visitatori e pertanto necessita di una cura costante che ne eviti il deterioramento. La conservazione dei reperti non presenta particolari difficoltà ma la loro cura, dato il numero davvero molto elevato, risulta particolarmente impegnativa a causa degli importanti interventi di restauro conservativo richiesti. In passato questi interventi erano commissionati a professionisti esterni, con conseguente e inevitabile allungamento dei tempi e aumento dei costi. Con l’attivazione del laboratorio di restauro del Centro, invece, è stato possibile avviare un programma di interventi sistematici di restauro, sia sulle nuove acquisizioni che sui reperti storici, con tempi e costi molto più vantaggiosi. La notevole competenza del responsabile del laboratorio e l’adozione di tecniche e materiali innovativi ha consentito di recuperare alcuni reperti delle collezioni storiche che versavano in condizioni di conservazione molto precarie1. Questo restauro ha permesso di recuperare reperti significativi che, 1 Tra questi figurano diversi reperti molto frammentati di difese di proboscidati appartenenti alla specie Elephas antiquus italicus e alcune sommità craniali di Bos primigenius, bue preistorico provenienti dal giacimento pleistocenico della Valle del Liri. LA CATALOGAZIONE, LA CONSERVAZIONE E IL RESTAURO · 35 una volta collocati su supporti metallici opportunamente progettati ed esposti nella Sala Mammiferi, hanno ampliato il numero delle testimonianze fossili dell’importante giacimento della Valle del Liri. Particolare impegno è stato dedicato al restauro del cranio di un cetaceo appartenente alla specie Eurhinodelphis salentinus, rinvenuto nei sedimenti di età miocenica di Melpignano (LE). Numerosi altri interventi sono stati eseguiti sugli esemplari di pesci fossili delle Collezioni di Giffoni, Pietraroja e Castellammare di Stabia, la cui esposizione offre una panoramica completa dei reperti raccolti nelle più significative località fossilifere della Campania. Tra i risultati notevoli ottenuti, va ricordata la tecnica per la realizzazione di calchi di reperti fossili originali, che possono essere usati nelle attività didattiche o su richiesta di altri musei, interessati a reperti particolarmente importanti. Molto pregevole per l’ottima fattura è, ad esempio, il calco realizzato dalla matrice originale dello Scipionyx samniticus, primo fossile di dinosauro ritrovato nell’Italia meridionale. Ulteriori interventi di restauro hanno interessato anche alcuni strumenti scientifici e reperti archeologici custoditi nel Museo di Paleontologia. Infine, confermando la vocazione alla didattica che caratterizza le attività del Centro Museale, le capacità del laboratorio sono state messe a frutto anche in un altro modo. Recentemente è stato realizzato un modello didattico tridimensionale che rappresenta il tempo geologico, corredato da esemplari originali o calchi dei fossili caratteristici delle grandi suddivisioni cronologiche. Il modello è stato collocato su una parete della sala del Museo che ospita gli invertebrati e i vegetali fossili, creando un notevole impatto visivo e riscuotendo particolare successo, specie tra gli studenti che possono “vedere” la lunga storia della Terra e ripercorrerne le tappe principali con l’aiuto dei reperti. 36 · LA CATALOGAZIONE, LA CONSERVAZIONE E IL RESTAURO La Ricerca In origine i Musei scientifici della “Federico II” furono istituiti per promuovere ricerche specifiche per lo sviluppo del Regno di Napoli, come nel caso del Real Museo Mineralogico (1801), nato per sviluppare la metallurgia nel Regno, o come “gabinetti scientifici” annessi alle cattedre di Zoologia (1813), Antropologia (1881) e Paleontologia (1932). Di conseguenza i reperti custoditi sono la testimonianza tangibile della ricerca scientifica nel passato, dei suoi metodi, delle sue scoperte e rappresentano le preziose tessere di un mosaico che descrive l’evoluzione delle conoscenze scientifiche. E non è tutto, perché questi reperti sono anche la testimonianza materiale degli antichi metodi della didattica, come risulta dai documenti di archivio, in cui sono riportati acquisti di collezioni come ausilio alle lezioni universitarie. Infine, sono anche (o soprattutto) la testimonianza materiale dell’impegno umano e scientifico degli scienziati che li hanno raccolti e studiati personalmente, così come di coloro che si sono impegnati a conservarli per farli giungere alle generazioni future. Dunque i Musei dell’Università di Napoli, nella loro lunga storia, hanno sempre svolto attività di ricerca che, in alcuni periodi, ha raggiunto livelli di vera eccellenza. Tale tradizione, però, si interruppe quando nuovi metodi della ricerca fecero credere inutili le collezioni scientifiche, relegando i Musei a inerti vestigia del passato. Con l’istituzione del Centro Museale si è voluto riannodare questo filo interrotto e l’attività di ricerca è ripresa (grazie a protocolli d’intesa con Dipartimenti universitari e Centri del CNR), ritornando ad essere uno dei pilastri della vita dei Musei. Come previsto dall’art. 2 del Regolamento del Sistema Museale, le ricerche sono svolte sui reperti museali. Ma questo non è certo un limite, anzi. Perché la rivisitazione delle collezioni storiche, alla luce delle moderne tecniche analitiche d’indagine, consente di approfondirne la conoscenza e ciò, a sua volta, permette l’aggiornamento delle schede di catalogazione, migliorandone la fruizione e fornendo ai visitatori informazioni sempre più corrette, profonde e aggiornate. Senza trascurare il fatto che la pubblicazione delle ricerche svolte, favorisce la diffusione della conoscenza dell’importante patrimonio museale anche nella comunità dei ricercatori. LA RICERCA · 37 In aggiunta, le ricerche storiche, bibliografiche e archivistiche, svolte con studiosi di area umanistica, recuperando il ruolo che i Musei hanno avuto nella società e nell’evoluzione del pensiero scientifico, sono di particolare aiuto per il miglioramento delle tecniche di comunicazione museale, che sempre più ricorrono alla narrazione storica come strumento per una più efficace divulgazione. Alcune delle ricerche condotte nel Real Museo Mineralogico mostrano chiaramente l’utilità che tali attività possono avere e le nuove conoscenze a cui possono portare in campo scientifico e, addirittura, storico e sociale. Ad esempio, analisi condotte su minerali della Collezione dei Tufi Campani, hanno permesso di riconoscere che la identificazione di un minerale come fluosiderite era sbagliata a causa della mancanza di tecnologie di analisi adeguate poiché il minerale si presenta in dimensioni sub-millimetriche. Ora il dato è stato corretto in condrodite ricca in fluoro consentendo di aggiornare anche le schede di catalogazione. Un altro caso molto interessante mostra come il dato scientifico si sposi con quello storico e riguarda la “Collezione dei Cristalli Artificiali”. Durante la sua rivisitazione fu trovato un reperto la cui etichetta lasciava grandi dubbi. Mediante la diffrattometria di Raggi X fu identificato come “tartrato di cinconinio”. L’importanza di questo composto è testimoniata dal fatto che nello stesso periodo storico in cui Arcangelo Scacchi a Napoli sintetizzava i cristalli di tartrato di cinconinio, Pasteur a Parigi effettuava ricerche analoghe sull’acido tartarico, che gli valsero la nomina a Cavaliere della Legion d’Onore. La rivisitazione della Collezione ha consentito, ancora una volta, di evidenziare che la Napoli borbonica non era fuori dal dibattito scientifico europeo, perché vi si conducevano ricerche innovative e all’avanguardia. Dal 2002, grazie ai finanziamenti della Regione Campania, è cominciato lo studio sistematico dell’interessante raccolta di proietti eiettati dal Vesuvio durante l’eruzione del 1872. Gli studi condotti sono stati importanti sia per il contributo di conoscenze su un’area a grande rischio vulcanico e sismico, sia perché hanno mostrato il fondamentale ruolo dei Musei come custodi di esemplari che, grazie allo sviluppo delle tecnologie, oggi possono fornire 38 · LA RICERCA informazioni che in passato non era possibile avere1. Il numero elevato di specie cristalline custodite nel Real Museo, infine, ne fa una fonte importante dove rinvenire minerali di interesse applicativo per studi di base. Recentemente sono stati condotti interessanti studi su minerali di interesse gemmologico della “Grande Collezione del Real Museo” in collaborazione con istituti del CNR che hanno consentito la messa a punto di nuove metodologie di indagine geochimica non distruttive. Per ampliare le conoscenze sul ruolo che il Museo ha avuto nell’ambito dello sviluppo della mineralogia e nel contesto storico-sociale della Napoli dell’Ottocento, in collaborazione con ricercatori dell’area umanistica, è stato avviato uno studio della documentazione archivistica. Scopo della ricerca è valorizzare il ruolo delle istituzioni legate allo sviluppo delle Scienze della Terra e rivalutare quegli studiosi che sono stati spesso trascurati (o addirittura dimenticati) e che invece hanno contribuito a favorire la circolazione dei saperi scientifici tra Napoli e le altre capitali europee. Da non sottovalutare, infine, l’importante contributo alla ricerca dato dall’impegno di laureandi e dottorandi con la compilazione delle loro tesi. Sono lavori che trattano argomenti che spaziano dalle ricerche prettamente mineralogiche (condotte sulle collezioni storiche), alle ricerche storicobiografiche, fino alla divulgazione scientifica e alla comunicazione museale. Le collezioni del Museo Zoologico hanno un alto valore storico intrinseco, perché formate da esemplari raccolti da eminenti scienziati in occasione di viaggi e spedizioni naturalistiche. Gli studi condotti sui reperti custoditi, testimoniano un’impostazione davvero moderna del Museo che, sin dalla sua istituzione, era aperto alle collaborazioni con altri esperti, italiani e stranieri. Dunque le ricerche che vi si conducevano, contribuivano alla conoscenza della fauna locale e di altri luoghi o regioni, all’epoca ancora poco note. Questa stessa impostazione “aperta” si ritrova ancora oggi nell’attività 1 Le ricerche sui prodotti del Complesso vulcanico del Somma Vesuvio sono molto importanti per il Centro. Nel 2008, infatti, è stato finanziato un progetto PRIN per lo studio delle sodaliti e apatiti della Collezione Vesuviana. La ricerca è finalizzata alla caratterizzazione cristallochimica-strutturale di queste due classi di silicati, sia per contribuire alla comprensione di processi petrogenetici e geologici del complesso vulcanico Somma-Vesuvio, sia per ampliare le conoscenze chimico-strutturali su fasi “modello” per corrispettivi sintetici di crescente interesse applicativo nella scienza dei materiali. Ancora in questo settore, da segnalare la collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Terra, per progetti POR Campania TEMASAV, relativi all’ambiente per le aree flegree e vesuviane, in relazione alla presenza di minerali fibrosi. LA RICERCA · 39 del Museo Zoologico, che pone particolare cura nella custodia degli olotipi, neotipi, paratipi etc., dei taxa zoologici in suo possesso. Così facendo risponde pienamente a quanto previsto dal Codice Internazionale di Nomenclatura Zoologica del 1999, secondo cui l’istituzione presso la quale sono depositati i reperti, deve custodirli in modo speciale e consentirne lo studio a tutti gli zoologi, in quanto patrimonio della Zoologia. L’attività di ricerca del museo Zoologico sulle collezioni di Vertebrati, Molluschi, Madrepore e insetti, riguarda differenti settori scientificodisciplinari che spaziano dalla sistematica alla faunista alla biologia della riproduzione. Indagini storico-faunistiche sono in corso sui reperti storici della fauna marina e continentale della “Collezione Malacologica Mediterranea”. A dimostrare che il ruolo di custode della biodiversità del Museo Zoologico non si ferma alla conservazione del passato ma prosegue ancora oggi, nel 2006 è stato avviato il progetto: “La biodiversità animale nei Parchi e nelle Aree Protette della Provincia di Napoli alla luce delle Collezioni Museali”, finanziato dalla Provincia di Napoli. Questo progetto ha consentito di redigere un documentato elenco dei Vertebrati Superiori (Mammiferi e Uccelli) presenti nelle principali aree protette della Provincia di Napoli, corredato da reperti originali ottenuti sul campo, da dati faunistici della letteratura e da dati museologici. Nel 2007 il Museo ha stipulato un protocollo d’intesa con il Centro Studi Cetacei, associazione italiana per lo studio dei Mammiferi e dei Rettili marini. Il Centro Museale, infatti, è impegnato nella tutela dei cetacei, nello studio degli esemplari spiaggiati e nella divulgazione scientifica destinata alla salvaguardia di questi straordinari mammiferi. Ciò ha consentito di instaurare proficui rapporti con altre istituzioni, iniziativa che ha permesso l’acquisizione di scheletri di cetacei e squali spiaggiati, opportunamente trattati e successivamente esposti nel Museo. In collaborazione con i veterinari dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno di Napoli e Salerno, sono state svolte indagini per indagare le cause di morte dei Cetacei spiaggiati in Campania negli ultimi anni. In questo modo il Museo ha acquisito conoscenze particolarmente utili per sviluppare percorsi museali finalizzati alla tutela dell’ambiente. 40 · LA RICERCA Sui reperti, poi, vengono effettuati anche studi genetici per mezzo di sofisticate tecniche bio-molecolari. Presso laboratori italiani e stranieri sono in corso analisi per studiare il DNA antico estratto da esemplari di importanti specie custodite nel Museo come la Lince, il Lupo, la Balena Franca Boreale e alcuni Accipitriformi, allo scopo di individuarne l’esatta sistematica. Un’altra linea di ricerca riguarda l’origine e le vicende del Museo ed è mirata a ricostruire la storia delle acquisizioni delle varie collezioni, in quanto gli antichi cataloghi del Museo andarono persi durante gli eventi bellici della seconda guerra mondiale. L’attività di ricerca condotta nel Museo di Antropologia in questi ultimi venti anni si è occupata principalmente di studiare le collezioni a livello storico e scientifico, proseguendo l’opera di riscoperta del Museo cominciata nel 1980-81 dal Prof. Francesco Fedele. Le ricerche del patrimonio antropologico condotte sulle collezioni, hanno permesso di approfondire lo studio dei reperti di maggiore rilievo e, soprattutto, di instaurare rapporti di collaborazione con ricercatori di altre Università e Istituzioni scientifiche. Nel 1995 furono condotti studi su reperti umani provenienti da siti preistorici e storici della Campania, studi che consentirono di potenziare le esposizioni del Museo e di organizzare, nel 1999, la mostra “Un’eruzione vesuviana di 4000 anni”. Negli anni compresi tra il 2006 e il 2010, particolare impegno è stato dedicato alla revisione e allo studio delle collezioni del territorio campano acquisite grazie a Giustiniano Nicolucci. Lo studio si è soffermato principalmente sulla preziosa raccolta di manufatti preistorici costituita da 74 strumenti di industria litica (schegge levallois, punte musteriane, lame e una piccola accetta in pietra levigata), provenienti da varie località del beneventano (Morcone, Cerreto Sannita, Guardia Sanframondi). Nel biennio 2006-2007, parte di questa raccolta è stata esaminata anche da studiosi della Scuola di Specializzazione in Archeologia dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, nell’ambito di una tesi triennale sulla preistoria del territorio di Benevento. La ricerca storica, associata all’analisi delle industrie litiche, ha permesso di documentare la presenza dell’uomo in quella regione dal Paleolitico inferiore fino all’Eneolitico e di chiarire le dinamiche del LA RICERCA · 41 popolamento preistorico in questo territorio. Nell’ambito delle collezioni osteologiche, sulla “Collezione Craniologica” di Nicolucci2, nel 2007-2008 è stato condotto uno studio per l’individuazione di paleopatologie e anomalie presenti sui crani e sui denti. Da una prima indagine macroscopica è emerso che i reperti della collezione presentano alterazioni dovute, prevalentemente, a traumi, infezioni, patologie metaboliche e neoplasie. È stata condotta anche la ricognizione storica dei materiali provenienti dall’isola di Capri, rinvenuti dal cultore caprese Ignazio Cerio tra Ottocento e Novecento, nei siti di “Grotta delle Felci” e “Le Parate3”. Negli anni 2008-2010, sui reperti ceramici più significativi, è stato condotto uno studio archeologico e archeometrico da ricercatori dell’Università “Suor Orsola Benincasa” di Napoli e del Museo Nazionale Preistorico Etnografico “L. Pigorini” di Roma, a cui il Museo di Antropologia ha contribuito con i dati delle ricerche storiche. Nel complesso, le indagini storiche e sperimentali svolte hanno permesso di ottenere un più preciso inquadramento cronologico dei reperti ceramici e di ricostruire la frequentazione umana preistorica e protostorica dell’isola di Capri. Un’attenta attività di revisione e ricerca bibliografica è stata condotta anche sui reperti della “Collezione Lorenzoni”, costituita dai materiali ritrovati nel 1885 nel sito di “Grotta Nicolucci” a Sorrento. Questo recente studio ha consentito di accertare ulteriori reperti fittili e identificare strumenti di pietra e resti di pasto, per un totale di circa 100 pezzi che concorrono ad arricchire la documentazione già esistente sulla presenza dell’uomo nella penisola sorrentina, durante l’Età dei Metalli. In definitiva, i risultati ottenuti con gli studi su Capri e Sorrento hanno reso possibile un’esposizione dei reperti molto più completa e aggiornata con le nuove informazioni acquisite. Chiaramente i nuovi dati sono stati inseriti anche nelle schede di catalogazione informatizzata e nel Catalogo Multimediale del sito web del Centro. Attualmente un altro studio, questa volta sulle asce calabresi in pietra 2 3 Costituita da 1665 crani e 966 ossa isolate. Con 549 pezzi tra manufatti fittili, resti scheletrici umani e animali, i reperti di Grotta delle Felci costituiscono la parte più consistente delle collezioni capresi presenti in Museo. 42 · LA RICERCA levigata della “Collezione di Giustiniano Nicolucci”, è in corso nell’ambito di un Dottorato di Ricerca in Archeologia dell’Università di Napoli “L’Orientale”. Il Museo di Paleontologia ha una lunga tradizione di ricerche legate ai reperti che custodisce, una tradizione che inizia addirittura negli anni ‘40 dell’Ottocento con gli studi sui molluschi, presenti nelle argille Plioceniche di Gravina di Puglia, compiuti da Arcangelo Scacchi, famoso mineralista ma con una iniziale passione per la malacologia. Con l’istituzione della Cattedra di Paleontologia e dell’annesso Museo, i reperti ben presto si moltiplicarono, formando materia indispensabile per tutti gli studiosi che si occupavano di tassonomia, sistematica e biostratigrafia. L’interesse a compiere ricerche sui reperti del Museo, ancora oggi confermato, è documentato dai numerosi studi compiuti sui reperti fossili dei giacimenti ittiolitici che, per il loro particolare stato di conservazione e per la varietà di specie presenti, hanno da sempre rappresentato un indispensabile materiale di confronto per gli studiosi di paleoittiologia di tutto il mondo. Oppure come il caso delle ricerche condotte sui reperti di Pietraroja, che hanno contribuito ad ampliare la narrazione museale di questo incantevole sito o le esposizioni dei fossili di Castellammare di Stabia e di Giffoni Vallepiana, che hanno fatto tesoro delle implicazioni scientifiche scaturite dalle ricerche condotte sui reperti di questi siti fossiliferi. Alla luce di tutto ciò, è ovvio che per il Museo la ricerca storica legata all’origine delle collezioni è fondamentale, specie laddove le documentazioni siano andate perse a causa dei ripetuti trasferimenti dalle diverse sedi o per lavori di ristrutturazione. Un riuscito caso di indagine storica sulle collezioni, riguarda una recente ricerca condotta su una raccolta di 69 lastre di Roverè di Velo (VR), con resti di piante del Giurassico. I reperti erano privi delle informazioni sull’acquisizione e necessitavano di un’accurata revisione sistematica. Ricerche condotte nei registri d’acquisto del Museo di Geologia (presso il quale confluivano i reperti paleontologici prima dell’istituzione del Museo di Paleontologia) hanno ricostruito le modalità di acquisizione delle lastre e, unitamente all’attenta revisione tassonomica, ne hanno consentito la rivalutazione sia dal punto di vista scientifico che storico. Nel 2001 è cominciata la progettazione di un complesso percorso museale intitolato “Storia, immagini e luoghi nella vita di Oronzo Gabriele LA RICERCA · 43 Costa”, che prevedeva l’organizzazione di un convegno sulla Paleontologia dell’Ottocento e di due mostre. A tal fine è stata condotta una ricerca storica sulla figura dell’eminente scienziato e un’attenta revisione della prestigiosa “Collezione Oronzo Gabriele Costa”, composta da esemplari raccolti dallo stesso studioso nelle diverse province dell’Italia centromeridionale. Questo lavoro, lungo e minuzioso, ha consentito la selezione dei reperti più significativi, la verifica della correttezza delle determinazioni tassonomiche e ha portato all’inaugurazione del percorso museale nel 2003. Recentemente è iniziata una nuova collaborazione con ricercatori del Dipartimento di Scienze della Terra per lo studio di due interessanti reperti. Una nuova specie di ittiolite del giacimento di Pietraroja e un esemplare di micro mammifero proveniente dal deserto del Gobi. Per completare e approfondire la descrizione anatomica dei due reperti si è fatto ricorso a tecniche radiografiche ai raggi X e alla tomografia assiale computerizzata (TAC). Attualmente il personale del Museo è impegnato anche in studi sulla corretta comunicazione museale, particolarmente incentrata sulla realizzazione di vari tipi di testi narrativi, elaborati in funzione della tipologia dei visitatori. In questa ricerca, speciale attenzione è riservata al testo narrativo destinato al pubblico dei giovanissimi che numerosi frequentano il Museo di Paleontologia. Infine, anche in questo caso, un significativo contributo alla valorizzazione del patrimonio viene dalle ricerche condotte da studenti e laureati dei Corsi di Laurea in Scienze Geologiche e Scienze della Natura, nella compilazione delle tesi di laurea e di dottorato. 44 · LA RICERCA La comunicazione Nei primi anni di attività del Centro si pensò prima di tutto ad affrontare e risolvere gli urgenti problemi legati alle sedi museali e al patrimonio, così da consentire una rapida apertura al pubblico e un’adeguata fruizione dei beni conservati. Passata questa fase di “emergenza”, il passo successivo fu affrontare in maniera strutturata il tema della comunicazione. Si trattava di una questione nuova e complessa che non poteva essere gestita con le sole forze del Centro. Dunque fu necessario rivolgersi a una società specializzata nella comunicazione, che avesse le competenze per soddisfare tutte le esigenze del Centro, dalla segnaletica nelle sale, fino alla promozione di eventi e al sito web. Ma, soprattutto, in quella fase, il requisito essenziale era che fosse composta da persone capaci di ascoltare e comprendere le particolari necessità del Centro. Bisognava creare da zero un’articolata e coordinata identità in cui si integrassero le attività museali, gli aspetti storici, quelli culturali e quelli scientifici e veicolarne la giusta percezione all’esterno. Chiaramente, alla base di questa operazione, c’era la convinzione che una buona strategia di comunicazione avrebbe aumentato la visibilità del Centro Museale e, contemporaneamente, motivato e stimolato anche chi vi operava. E così fu. Si partì dal logo del Centro ed elaborando una serie di elementi caratteristici, furono realizzati i loghi di ciascuno dei quattro Musei, in quanto la loro identità storica doveva comunque essere preservata anche nel nuovo contesto. Al tempo stesso, però, l’impianto grafico doveva anche far comprendere, in modo immediato, che si trattava di una nuova e unica entità, un solo Centro Museale. Da qui la scelta di dare un’unità grafica al lavoro: dalla carta per lettere ai cartellini nelle vetrine, dalla segnaletica al sito web, fino ai biglietti d’ingresso. A completare il tutto, fu creata una serie di gadget, quaderni, segnalibri, astucci con matite e cartoline, che oggi il visitatore può portare a casa, creando così un’empatia e un legame con il Centro. Analogamente, per ampliare il target dei visitatori, fu realizzato apposito materiale informativo che viene distribuito alle Aziende di Soggiorno e Turismo, ai media, alle principali strutture alberghiere della città e nelle occasioni in cui si prendono contatti LA COMUNICAZIONE · 45 diretti con Associazioni culturali e Tour Operator. Coerentemente con il percorso avviato dal nuovo programma di comunicazione, nel 2008 fu attivato l’Ufficio Coordinamento Attività Didattica e Divulgativa, per migliorare la comunicazione verso l’utenza, i media e le altre istituzioni. In linea con l’esigenza di rispettare sempre la centralità dell’utente, il compito principale di questo ufficio è interpretare le esigenze e le aspettative del pubblico. A questo scopo il Centro collabora con esperti di Didattica Museale e Sociologia, per valutare il gradimento dei percorsi culturali proposti. L’Ufficio Coordinamento Attività Didattica e Divulgativa cura la comunicazione con i diversi tipi di utenza, invia comunicati stampa ai media sulle manifestazioni e attività quali mostre, congressi, iniziative socioculturali, visite guidate o esperienze di laboratorio. Istruisce pratiche per attivare protocolli d’intesa e forme di partenariato con istituzioni nazionali e internazionali, per elaborare e realizzare progetti scientifici e divulgativi, per promuovere mostre e convegni finalizzati ad accrescere l’interesse dei cittadini verso la Scienza e per far conoscere l’importanza e il ruolo sociale dei Musei Scientifici. Tra gli altri compiti dell’Ufficio vi è anche quello di mantenere i contatti con i dirigenti scolastici e i docenti di Scienze delle scuole della Campania e delle regioni del centro-sud, ad esempio, inviando tempestivamente il materiale relativo alle offerte didattiche e alle iniziative culturali del Centro. L’Ufficio, in collaborazione con gli operatori dei Musei e con i giovani laureati delle Associazioni Onlus, è impegnato anche nello studio di iniziative per fidelizzare gli utenti e incrementare il numero dei visitatori. Per snellire e ottimizzare l’organizzazione delle visite guidate, delle attività di laboratorio e delle escursioni, è stato attivato un numero telefonico dedicato ed è stato messo a punto un sistema informatico centralizzato per la gestione delle prenotazioni. Questo sistema ha permesso anche di predisporre un calendario delle disponibilità delle sale museali, spesso richieste per ospitare manifestazioni culturali aperte a tutta la cittadinanza. Al fine di creare un contatto sempre più diretto con l’utenza, si è sempre più fatto ricorso agli strumenti che le nuove tecnologie mettono a disposizione: 46 · LA COMUNICAZIONE la multimedialità e il Web prima di tutto. Così, nel corso degli anni, il Centro Musei ha potenziato i propri canali di comunicazione verso il grande pubblico, attraverso il proprio sito Web istituzionale (HYPERLINK http://www.musei. unina.it), realizzato per la prima volta nel 1999 e aggiornato nel 2008 secondo lo standard Php, in combinazione con l’Html, per assicurare l’accessibilità, l’interoperabilità e la compatibilità con le nuove tecnologie, secondo i principi di qualità individuati dalla Commissione Europea nell’ambito del progetto “Minerva”. Il sito presenta un’interfaccia semplice ed elegante, con una homepage che identifica in maniera immediata l’identità del Centro come soggetto culturale pubblico e la sua missione. Nella homepage, oltre alle news in continuo aggiornamento e alle informazioni di “servizio” (orari, numeri di telefono, etc.), è stata inserita una sezione dedicata alle scuole in cui è illustrata l’offerta didattico-culturale che il Centro Museale propone agli studenti delle scuole di ogni ordine e grado, per integrare l’apprendimento formale delle Scienze della Natura. In questa sezione sono disponibili materiali didattici scaricabili dall’utente. Nel sito è stata creata anche la sezione “Ti parlo di ….”, in cui sono riportati articoli divulgativi sui reperti e le collezioni, ma anche di argomento naturalistico vario e sulla comunicazione scientifica in generale. Dalla homepage si può accedere alle notizie storiche e alle informazioni sulle collezioni dei singoli Musei del Centro. Non da ultimo, è possibile anche accedere al Catalogo Multimediale che riporta notizie dettagliate su una selezione di reperti rinvenuti in Campania. Per mantener alto il livello d’interesse degli utenti è stato dedicato ampio spazio alle immagini e ai prodotti multimediali, come il “Viaggio virtuale nel Museo di Mineralogia”, in cui il visitatore può andare alla scoperta delle collezioni o dei personaggi che hanno fatto la storia del Museo più antico del Centro. É stato, inoltre, inserito un canale video in cui è possibile vedere i filmati relativi ad alcuni eventi che si sono svolti nelle sale museali o a cui il Centro ha partecipato. Il sito è in continua evoluzione, difatti è prevista la creazione di una apposita sezione contenente sussidi didattici multimediali, mirati all’analisi e al feedback dell’audience e uno spazio per una Community, in cui gli utenti potranno lasciare commenti, suggerimenti e scambiarsi LA COMUNICAZIONE · 47 opinioni. Un collegamento al sito Web del Centro o una scheda informativa, sono stai inseriti nei siti istituzionali del Comune di Napoli (http://www.comune. napoli.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1432), della Regione Campania (http://www.museincampania.it) e del Ministero dei Beni Culturali (http://www.campaniabeniculturali.it). Ricorrendo a forme di comunicazione multimediali per approfondire determinate tematiche, sono stati realizzati vari CD con le immagini dei reperti come, ad esempio, “I minerali utili all’uomo”, “Rassegna di minerali delle diverse collezioni del Real Museo Mineralogico” e “I Vesuviani: Selezione di immagini dei minerali della Collezione Vesuviana del Real Museo Mineralogico”. Il Museo di Paleontologia ha curato la realizzazione di un CD interattivo (“Paleoquiz”) in cui, grazie a una serie di indovinelli, vignette e giochi enigmistici, i visitatori più piccoli possono approfondire in maniera gradevole le loro conoscenze sull’argomento. Nel 2004, con il cofinanziamento del MIUR, è stato realizzato il filmato “Scienza & Musei: visitando i musei”, girato nei Musei naturalistici del Centro e finalizzato a stimolare nei più piccoli la curiosità scientifica. Il filmato mostra la notevole capacità di interazione che i bambini hanno con un museo, quando questo riesce a proporsi come luogo dove è possibile raccogliere novità e comprendere altre realtà, sentendosi più grandi. In tal senso lo strumento del filmato è una scelta espressiva veloce che veicola un nuovo modo di considerare la dialettica tra giovanissimi utenti e i musei. Il filmato, ovviamente, prospetta una vista ai Musei non esclusivamente ludica, approcciando i bambini come “uomini in formazione”, come afferma Marco Rossi Doria. In tal senso lo scheletro di un dinosauro, il luccichio di un minerale, il mistero di una mummia e un leone imbalsamato, possono diventare elementi di grande curiosità e impareggiabili stimoli creativi per invogliare i bambini a incontrare i Musei e appassionarsi agli studi scientifici. Il filmato è stato distribuito in DVD anche a livello nazionale. È stato realizzato il percorso virtuale “Passeggiando nel museo”, reso fruibile su installazioni multimediali nel Real Museo Mineralogico e successivamente anche in formato CD. Il percorso consente di scoprire la storia del Museo di Mineralogia e i suoi legami con il territorio, le collezioni 48 · LA COMUNICAZIONE custodite e gli scienziati che vi hanno operato. Tutte le notizie riportate sotto forma di testi possono anche essere ascoltate. Il visitatore è libero di scegliere il percorso da seguire e ogni sezione è ricca di approfondimenti per chi vuole informazioni più dettagliate che spaziano dagli avvenimenti storici alla mineralogia. In una apposita sezione, il visitatore può aprire le vetrine virtuali semplicemente trascinando il mouse e “guardare da vicino” alcuni reperti. Nel 2009, con il contributo della Regione Campania è stato realizzato il “Catalogo Multimediale”, disponibile sul sito Web del Centro. Ogni Museo ha selezionato i propri reperti più significativi rinvenuti nel territorio campano e, per ognuno, ha effettuato un’accurata e approfondita ricerca bibliografica. Con i dati così ottenuti, sono stati elaborati testi sintetici e progettate schede di approfondimento che, corredate da immagini, sono state organizzate in un’articolata rete ipertestuale. In accordo con la logica e le finalità dei cataloghi on-line, la lettura interattiva e l’approfondimento dei contenuti attraverso questi strumenti, consentono una diversa e agevole fruizione del patrimonio museale. Da questo punto di vista il Catalogo rappresenta un valido strumento per sensibilizzare i cittadini al valore storico e scientifico della propria regione, contribuendo al progresso culturale della cittadinanza e consolidando il ruolo anche sociale dei Musei universitari. La consultazione del Catalogo (prima o dopo la visita al museo) consente, dunque, al visitatore di comprendere meglio i messaggi culturali che ha acquisito (o che acquisirà) durante la visita al museo. Il Catalogo concorre anche ad attirare pubblico nelle sale in quanto, come dimostrato da numerosi studi, spesso i visitatori virtuali dei musei si trasformano in visitatori reali. Il Catalogo, infine, si è dimostrato di valido supporto anche per le attività educative dei Musei del Centro, perché i suoi contenuti possono essere facilmente correlati alle visite museali e alle attività di laboratorio, incrementandone l’efficacia. Nel 2011, con il contributo del MIUR, è stato realizzato il filmato “La macchina del Tempo. Un giorno speciale al Museo di Mineralogia”. Il filmato è un riuscito tentativo di dar vita e forma concreta all’anima più profonda del Real Museo, così come fu concepito in origine e agli uomini che ne hanno scritto la storia. La narrazione, una vera e propria ricostruzione storica con LA COMUNICAZIONE · 49 attori professionisti in abiti d’epoca, è proposta in maniera suggestiva e onirica, ma i fatti riportati sono tutti reali e frutto di rigorosi studi storici e scientifici. Proprio come nei sogni e nei racconti dell’antica tradizione orale, molte vicende sono volutamente appena suggerite o solo accennate, perché il documentario vuole essere una sorta di biglietto da visita del Museo e un invito a visitarlo direttamente, lasciandosi prendere dal fascino discreto di un tempo passato, dove non c’era posto per il clamore. Il filmato è distribuito in DVD interattivo in alta definizione in cui l’utente è libero di scegliere il percorso da seguire. 50 · LA COMUNICAZIONE Le attività educative e le mostre Attività educative Il Centro Musei delle Scienze Naturali presenta tutte le caratteristiche necessarie per essere un’istituzione deputata a progettare e attuare forme di attività culturali in grado di parlare a un pubblico eterogeneo, dall’esperto al neofita, dal bambino all’adulto. Il Centro, pertanto, ha elaborato progetti e collaborato con altre istituzioni alla realizzazione di efficaci attività educative. Nel 2002 il Centro ha collaborato, insieme ad altri 30 Musei di Piemonte, Toscana e Campania, al progetto “Musei e Pubblico”, coordinato dalla Prof. ssa Emma Nardi dell’Università di Roma “Roma Tre”. Il progetto ha permesso di definire le tipologie e le caratteristiche dei pubblici che visitano i musei, fornendo elementi preziosi per una migliore comprensione delle vere esigenze dei visitatori. I risultati ottenuti sono stati essenziali per la valutazione dei programmi di riorganizzazione espositiva e hanno consentito, al Centro Musei, di mettere a disposizione del pubblico le sue collezioni in termini più idonei a facilitare l’apprendimento e a stimolare il piacere del visitatore. Nel 2004-2005 il Centro Musei ha partecipato al progetto “Prevenzione e diagnosi dell’illetteratismo”, organizzato dal Dipartimento di Scienze dell’Educazione - Laboratorio di Pedagogia sperimentale - Centro di Ricerca sull’Illetteratismo, dell’Università degli Studi di Roma “Roma Tre” e finanziato dall’Assessorato Istruzione e Formazione, Lavoro e Politiche Sociali, Politiche Giovanili e Problemi dell’immigrazione, della Regione Campania. L’obiettivo primario era definire i profili di competenza alfabetica di settori della popolazione adulta, residente in Campania. Inoltre, si prefiggeva di rilevare le risorse culturali disponibili nel territorio, da utilizzare come strumenti per verificare e stimolare la capacità di risveglio intellettuale in individui con un basso grado di scolarizzazione e/o inseriti in contesti sociali disagiati. Il progetto è stato fortemente sostenuto dalla Direzione Generale Ufficio Scolastico Regionale per la Campania, che ha coinvolto le Istituzioni Scolastiche sedi dei CTP (Centri Territoriali Permanenti per l’educazione degli adulti). È stato approntato apposito materiale a stampa da consegnare LE ATTIVITÀ EDUCATIVE E LE MOSTRE · 51 ai frequentatori dei CTP e sono stati progettati percorsi museali capaci di fare emergere in questi particolari visitatori le loro capacità intellettuali, al fine di rimuovere il senso di frustrazione culturale che spesso si annida tra gli strati più disagiati della società. È stato, infine, preparato un omaggio di benvenuto costituito da un kit d’attenzione: una scatola porta oggetti che riproduce la facciata della sede storica della “Federico II”, al cui interno sono riprodotti i quattro Musei. La funzione principale del kit era di mettere a proprio agio, con un gesto di cortesia, il visitatore ma anche di mantenere vivo il ricordo della visita al museo e di far maturare ulteriori riflessioni. Nel 2006, con l’intento di favorire e facilitare l’apprendimento delle Scienze, il Centro Musei ha ideato il Progetto “I Musei narrano la Scienza”, cofinanziato dal MIUR. Per ciascuno dei Musei del Centro sono stati elaborati percorsi educativi più coinvolgenti e stimolanti, organizzati in due step successivi: prima la visita al museo e poi le attività di laboratorio. I percorsi sono stati diversificati in funzione delle diverse tipologie di studenti, con informazioni fornite in forme volutamente semplici, per non incutere un senso di soggezione, cercando però di mettere in chiara evidenza quei fenomeni naturali che spesso non sono evidenti. Gli studenti sono assistiti da giovani laureati di Associazioni Onlus accreditate presso il Centro Musei, che durante i percorsi non tralasciano gli elementi storici, letterari, sociali e artistici, largamente presenti nei Musei della “Federico II”. Nelle successive attività di laboratorio gli allievi effettuano in prima persona osservazioni su campioni opportunamente selezionati. In tal modo i ragazzi imparano a condurre esperimenti utilizzando semplici apparecchiature, abituandosi a elaborare con metodo scientifico i dati ricavati. Grazie agli incoraggianti risultati ottenuti con le scuole che hanno partecipato alla sperimentazione. Nel 2007 il Centro ha stipulato con l’Ufficio Scolastico Regionale per la Campania il Protocollo d’Intesa: “I Musei narrano la Scienza”, che prevede la promozione di azioni di supporto, a favore delle scuole di ogni ordine e grado. Tali azioni sono mirate alla diffusione della cultura scientifica, alla promozione di iniziative didatticopedagogiche, all’aggiornamento e alla formazione dei docenti. Sempre nel 2007 il Centro ha sperimentato una nuova e particolare iniziativa di comunicazione. Con il cofinanziamento del MIUR, è stato 52 · LE ATTIVITÀ EDUCATIVE E LE MOSTRE realizzato il progetto “Museo on the Road: la Scienza per il cittadino”, con l’obiettivo di coinvolgere attivamente la popolazione di un quartiere di Napoli, fortemente degradato sotto il profilo socio-culturale e condizionato dalla malavita. I cittadini sono stati coinvolti nella realizzazione di un percorso educativo dedicato alle Scienze della Terra, discipline spesso trascurate nella scuola dell’obbligo e marginalmente trattate dai media. Si sono tenuti incontri preliminari con la cittadinanza, durante i quali sono state raccolte varie proposte e un gruppo di cittadini ha partecipato direttamente alla realizzazione del percorso espositivo. A quel punto alcuni reperti del Real Museo Mineralogico hanno lasciato le sale museali e sono stati portati ed esposti presso la biblioteca “A. Labriola” di San Giovanni a Teduccio, dove poi sono state organizzate visite guidate, attività di laboratorio e conferenze. Nel progettare il percorso espositivo, particolare cura è stata riservata alla selezione dei reperti. Sono stati scelti 150 minerali dalle collezioni permanenti del Museo, importanti sia sotto il profilo storico che scientifico e adatti a illustrare le conquiste della Scienza nel migliorare la vita dell’uomo, senza interferire negativamente con l’ambiente. L’elaborazione dei questionari distribuiti ai visitatori per verificare la validità della strategia comunicativa scelta, ha evidenziato che i cittadini hanno compreso l’importanza del patrimonio culturale come mezzo per trasmettere messaggi costruttivi, come nel caso in questione e cioè: “Solo grazie alla conoscenza si può contribuire alla tutela del proprio territorio”. Le visite guidate e le attività di laboratorio rappresentano tecniche tecniche di comunicazione fondamentali per agevolare la comprensione delle scienze e per instaurare un più idoneo rapporto tra visitatore e oggetto. Le visite che si svolgono nei Musei del Centro non sono strettamente vincolate alla didattica scolastica, nei cui confronti il museo svolge un’attività di affiancamento e non di sostituzione o sovrapposizione. Pertanto la visita guidata non è impostata come una lezione frontale, ma è caratterizzata da strategie partecipative che non si soffermano solo sull’aspetto prettamente scientifico. Le contestualizzazioni storiche, sociali e territoriali, vengono messe in evidenza e finiscono per coinvolgere attivamente sia lo studente che il visitatore adulto. L’offerta formativa nell’ambito delle Scienze della Terra prevede LE ATTIVITÀ EDUCATIVE E LE MOSTRE · 53 laboratori finalizzati a far comprendere allo studente l’importanza dello studio dei minerali, delle rocce e dei fossili, per capire la composizione e l’evoluzione del pianeta Terra. Le esperienze di laboratorio sono di vario tipo, ad esempio, “Minerali e rocce….in casa mia”, dove si parte facendo constatare allo studente che gran parte degli oggetti d’uso quotidiano sono stati fatti utilizzando minerali e rocce. Con semplici esperimenti si fanno individuare le specifiche proprietà fisiche di alcuni minerali, che consentono poi di individuare le loro applicazioni. Nel percorso “Come nascono i minerali”, lo studente apprende dove e come si formano i minerali e perché presentano forme poliedriche. Con semplici esperimenti si formano cristalli di salgemma e con l’aiuto di sferette e bastoncini si costruiscono le strutture di alcuni minerali che aiuteranno lo studente a correlare struttura e proprietà fisiche. Il percorso “I mattoni della mia città”, prevede oltre alla visita al Museo e le attività di laboratorio, anche un’escursione in città per verificare, direttamente sui materiali adoperati per la costruzione di chiese ed edifici vari, quanto hanno appreso in laboratorio sul comportamento di questi materiali quando sono esposti agli agenti atmosferici e all’inquinamento. Nel percorso “Dal Museo al Vesuvio”, gli studenti effettuano la visita guidata alla Collezione Vesuviana, seguita dalle attività di laboratorio che consentono loro di comprendere meglio come è fatto un vulcano e quali sono i diversi tipi di eruzione, con l’ausilio di plastici e con l’osservazione dei prodotti emessi dal vulcano. Imparano quali sono i principali minerali presenti nelle rocce vesuviane, li osservano con lenti o microscopi e apprendono i primi rudimenti per la loro identificazione. Osservano anche le sezioni sottili di rocce al microscopio polarizzatore, imparando come, con l’ausilio della luce, si possano riconoscere i minerali. Il percorso può essere completato, su richiesta dell’insegnante, da una successiva escursione al Vesuvio, durante la quale gli studenti, oltre a vedere i minerali e le rocce nel loro ambiente naturale, imparano anche a leggere le carte topografiche e a usare bussola e altimetro. I percorsi paleontologici partono dalla visita alle Collezioni, durante la quale gli studenti osservano e discutono con la guida, acquisendo informazioni sugli invertebrati, i fossili guida, i fossili di facies e i fossili viventi. Possono conoscere Pietraroja e gli “abitanti” pietrificati di oltre 100 milioni di anni 54 · LE ATTIVITÀ EDUCATIVE E LE MOSTRE fa, i grandi rettili del Mesozoico e la storia recente della Terra. Le attività di laboratorio “Facciamo ordine, un aiuto dalla sistematica” sono precedute da un’introduzione in cui vengono fornite nozioni di tassonomia e sistematica, e poi gli studenti osservano direttamente le differenze morfologiche degli invertebrati fossili. “Lo straordinario processo della fossilizzazione”, invece, è un’attività finalizzata a illustrare questo particolare processo che coinvolge organismi animali e vegetali e a ripercorre il cammino che dalla morte dell’organismo, conduce alla formazione del fossile. Questa attività è integrata dalla realizzazione di calchi in gesso, dei fossili più noti delle diverse epoche geologiche. “Né piante né animali” è un laboratorio che consente, attraverso l’utilizzo del microscopio, di osservare i foraminiferi, piccolissimi organismi dalla straordinaria forma, che costituiscono la componente biologica più affascinante delle rocce sedimentarie. “I fossili raccontano la storia”, introduce gli studenti alla conoscenza degli organismi che si sono succeduti nel corso dei tempi geologici, contribuendo a chiarire la storia evolutiva del mondo vivente. L’offerta formativa nell’ambito delle Scienze Biologiche prevede attività di laboratorio finalizzate a diffondere un’adeguata conoscenza del mondo animale e una corretta coscienza naturalistica. Gli studenti possono svolgere le loro sperimentazioni nell’ambito dei laboratori di biologia marina, di entomologia e sull’evoluzione. Nell’attività “I segreti del Mare”, ogni alunno effettua le osservazioni su conchiglie, spugne, esoscheletri di ricci e su uova di comuni molluschi, ricorrendo anche all’ausilio dello stereomicroscopio. Nel laboratorio di Entomologia “Occhio all’Insetto”, lo studente compie un fantastico viaggio nel mondo degli insetti e approfondisce le caratteristiche biologiche che ne hanno favorito il successo. L’esperienza “Il Viaggio di Darwin” conduce gli studenti alla scoperta dei meccanismi dell’evoluzione biologica e della variabilità, mediante l’osservazione diretta di scheletri e preparati tassidermici. Altri percorsi educativi approfondiscono la storia biologica e culturale dell’uomo, l’evoluzione della tecnologia litica durante l’Età della Pietra, l’Antropologia e l’Archeologia del territorio campano. Vengono proposti anche laboratori interdisciplinari di interesse biologico che consentono di enfatizzare l’importante ruolo che i reperti antropologici e LE ATTIVITÀ EDUCATIVE E LE MOSTRE · 55 zoologici, custoditi nei musei, rivestono nello studio morfologico e molecolare degli organismi viventi. Così come di comprendere le attuali problematiche scientifiche e le moderne tecniche sperimentali usate nei laboratori di ricerca biologica. Queste attività consistono in esercitazioni di istologia, embriologia, biologia molecolare e biotecnologie. L’esperienza di istologia consente agli alunni di apprendere le tecniche istologiche utilizzate per l’allestimento di un preparato biologico da osservare al microscopio ottico. L’esercitazione di embriologia permette di approfondire il tema della riproduzione degli organismi viventi. Così, attraverso l’osservazione al microscopio di preparati di sistemimodello di Echinodermi, Anfibi e Uccelli, gli allievi ben comprendono le principali fasi della riproduzione e dello sviluppo embrionale. Le attività di biologia molecolare e di biotecnologie riguardano, invece, lo studio del DNA. Nel corso di queste esperienze, i ragazzi estraggono personalmente il DNA dalle cellule e ne osservano i filamenti al microscopio ottico. Affrontano, inoltre, lo studio del DNA antico, apprendendo le principali tecniche sperimentali usate dai ricercatori per recuperare e analizzare il DNA dai reperti antropologici e zoologici e i principali quesiti scientifici a cui tale studio può rispondere. Per l’anno scolastico 2012-2013, al fine di incrementare la diffusione di modelli didattici basati sull’interazione delle discipline, i Musei di Mineralogia e Antropologia hanno programmato nuovi percorsi didattici interdisciplinari, allo scopo di approfondire lo studio di rocce e minerali in relazione all’evoluzione culturale dell’uomo durante la Preistoria. Nel corso delle attività, gli studenti esaminano campioni di selce, diaspro, quarzite, ossidiana e ne individuano le caratteristiche fisiche, in base alle quali saranno in grado di capire perché queste rocce sono state utilizzate dall’uomo preistorico per creare i propri utensili. Attraverso l’analisi degli strumenti realizzati da Homo habilis, Homo erectus e Homo sapiens, si affronta poi lo studio dell’evoluzione della tecnologia litica, dei metodi di lavorazione degli utensili e delle loro funzioni. Il percorso si completa analizzando gli aspetti fondamentali dell’arte paleolitica, anche attraverso la conoscenza dei principali minerali e rocce utilizzati dall’uomo preistorico, per ricavare i pigmenti naturali impiegati nelle prime manifestazioni artistiche. Sempre nell’ambito delle sperimentazioni interdisciplinari, il Real 56 · LE ATTIVITÀ EDUCATIVE E LE MOSTRE Museo Mineralogico e il Museo di Capodimonte hanno programmato un percorso educativo rivolto a studenti delle scuole elementari e medie, che inizia con la visita guidata nelle sale del Real Museo Mineralogico per osservare e discutere sugli splendidi colori di numerosi minerali. Il percorso prosegue poi con la visione di un cortometraggio tratto dal film “La ragazza con l’orecchino di perla”, in cui è riprodotto il clima della bottega del pittore olandese Jan Vermeer (1632-1675). Nel filmato è ben documentata la preparazione dei colori sin dal momento dell’acquisto dei minerali che avveniva nelle “farmacie”, il lavoro dei garzoni e dello stesso artista, che passavano giornate intere a macinare e miscelare malachite, cinabro, lapislazzuli e ocra. Ogni studente, quindi, farà osservazioni dirette sui minerali visti nel filmato ed effettuando osservazioni al microscopio, e semplici esperimenti ne comprenderanno le proprietà fisiche. Poi, come nella bottega del Seicento, i ragazzi pestano materialmente i minerali per realizzare colori a tempera e a olio. Il percorso prosegue con la visita al Museo di Capodimonte, dove gli studenti apprendono importanti informazione sulla storia della pittura, degli artisti e delle varie tecniche pittoriche e, con l’aiuto dell’operatore culturale, si cimentano nel riconoscere nei dipinti alcuni dei colori che hanno ottenuto macinando i minerali in laboratorio. Per concludere questa rassegna di attività educative in cui è impegnato il Centro, vogliamo ancora ricordarne un paio particolarmente significative per il successo che hanno riscosso. Nel 2006, in occasione della manifestazione “Maggio dei Monumenti”, il Centro Musei, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Insegnanti Biologi e con l’Ufficio Scolastico Regionale della Campania, ha organizzato il Concorso a Premi intitolato: “Disegna un animale”. Durante tutto il mese di maggio circa mille studenti delle scuole elementari e medie della Campania hanno letteralmente invaso le sale del Museo Zoologico per realizzare i loro disegni, avendo come modelli gli splendidi reperti di animali naturalizzati provenienti da tutto il mondo. Infine, nell’ambito delle collaborazioni con le scuole, il Centro ha anche partecipato al Programma Nazionale “Scuole Aperte” del MIUR, attivando nel 2009 un protocollo d’intesa con il XII Circolo “Oberdan” di Napoli classe VF, per il progetto “Piccoli scienziati crescono” che prevedeva numerosi LE ATTIVITÀ EDUCATIVE E LE MOSTRE · 57 incontri con la scolaresca, per svolgere vari percorsi educativi, durante i quali i bambini sono stati i veri protagonisti. Mostre L’allestimento di mostre temporanee contribuisce alla valorizzare del patrimonio storico-scientifico e favorisce la diffusione della cultura scientifica. Le diverse narrazioni espositive proposte dal Centro Musei (realizzate anche in collaborazione con altre istituzioni o collezionisti) sono sempre state accolte dai visitatori in maniera lusinghiera e hanno attirato un pubblico eterogeneo, composto da cittadini di ogni età, spinti dal desiderio di conoscere il patrimonio scientifico del proprio territorio. A sua volta il Centro collabora con propri reperti alle mostre organizzate da altre istituzioni e spesso ospita nelle proprie sale mostre d’arte e performance di artisti affermati o esordienti. Già a pochi mesi dalla sua istituzione, nell’aprile del 1993, il Centro partecipava con propri reperti alla mostra “Arcangelo Scacchi (18101893): una eminente figura di italiano e di scienziato”, organizzata a Roma dall’Accademia Nazionale delle Scienze, detta dei “XL”. Nel giugno 1994, in occasione della manifestazione “Napoli Porte Aperte”, il Centro apriva i propri Musei alla città, organizzando, in collaborazione con il noto collezionista Antonio Ariani, nelle sale del museo Zoologico, una suggestiva esposizione di farfalle che contribuì a richiamare un folto pubblico che, finalmente, poté visitare i più importanti Musei Scientifici del Mezzogiorno e fra i più prestigiosi d’Italia. Sempre nel 1994 il Centro Musei organizzò la mostra “Pian dei Cavalli. Sui passi dei primi uomini nelle Alpi”, incentrata sulle ricerche archeologiche e paleoecologiche condotte in diversi siti preistorici delle Alpi Centrali. Nel 1995 il Centro organizzò la mostra “Strumenti storici e Pietre dure”, per pubblicizzare la donazione della “Collezione di Pietre Dure” fatta dai coniugi Ezio De Felice e Irene Sbriziolo, che diede nuovo impulso alla tradizione delle “donazioni” che si era affievolita nel tempo, ma molto importante per i musei. Nel 1996 il patrimonio del Centro Musei si arricchì di un eccezionale esemplare di Allosaurus fragilis che fu collocato, con uno scenografico 58 · LE ATTIVITÀ EDUCATIVE E LE MOSTRE montaggio in sospensione, nella prestigiosa Sala del Capitolo del Museo di Paleontologia, decorata con splendidi pavimenti maiolicati settecenteschi. Il reperto fu presentato alla cittadinanza dalle autorità accademiche e civili, con la conferenza stampa “Un dinosauro per la città”. Da quel momento la presenza del maestoso esemplare ha costituito un forte elemento di richiamo per il pubblico e ha contribuito notevolmente a incrementare il numero dei visitatori. Nel 1999 nelle sale del Museo di Paleontologia, ristrutturate e arredate con vetrine più consone a una moderna esposizione, fu organizzata la mostra “Gli Strumenti scientifici dell’Ateneo napoletano”, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Fisiche. L’iniziativa consentì di presentare un significativo spaccato del patrimonio strumentale federiciano, suddiviso in strumentazioni geo-mineralogiche, geofisiche e fisiche, di epoca ottocentesca. Nello stesso anno l’importante patrimonio antropologico ed etnografico, che per varie vicende era rimasto da lungo tempo relegato in casse e armadi, fu esposto nella nuova sede del Museo di Antropologia. In occasione dell’inaugurazione fu allestita la mostra “Un’eruzione vesuviana di 4000 anni fa”, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica di Napoli e Caserta. Nella mostra e nel suo catalogo, fu dato ampio risalto alle importanti ricerche condotte a seguito del rinvenimento degli scheletri di due vittime umane dell’Eruzione delle pomici di Avellino. Con il nuovo millennio il Centro ha intensificato il suo impegno nelle mostre, anche coinvolgendo altre Istituzioni. Nel 2001, infatti, il Centro ha partecipato con propri reperti alla mostra “La cultura scientifica a Napoli e le sue Istituzioni: 1860-1915”, organizzata dalla Biblioteca Universitaria di Napoli e alla mostra “Dai secreti ai principi 1550-1750. Percorsi della scienza della natura a Napoli”, organizzata dall’Istituto Universitario “Suor Orsola Benincasa”. Nel 2002 è stata allestita la mostra “Vesuvio 79 A.D. Vita e morte ad Ercolano”, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica di Pompei e l’Osservatorio Vesuviano. La mostra, attraverso un percorso arricchito da varie tipologie di reperti (dal cibo carbonizzato alle lucerne, dagli oggetti personali trovati accanto alle vittime, ai calchi delle vittime stesse rinvenute LE ATTIVITÀ EDUCATIVE E LE MOSTRE · 59 sull’antica spiaggia), ricostruiva gli aspetti della vita quotidiana a Ercolano e gli ultimi istanti di vita delle persone al momento dell’eruzione pliniana. Sempre nel 2002 il Centro ha collaborato con splendidi reperti del Real Museo Mineralogico, alla prestigiosa mostra “L’antichità del Mondo. Fossili, Alfabeti e Rovine”, promossa dal Museo di Palazzo Poggi e dall’Association Européenne des Illustrateurs Médicaux et Scientifiques. La mostra enfatizzava il ruolo dei reperti e delle immagini scientifiche come forme indispensabili di comunicazione che spiegano, insegnano e informano, al di là delle barriere culturali. Il Centro ospitò anche due mostre fotografiche, una negli spazi del Real Museo Mineralogico: “L’Universo minerale di Roger Caillois”, in collaborazione con l’Istituto Francese di Napoli e “Mirabilia Maris”, con il fotografo subacqueo Paolo Ardizio, presso il Museo Zoologico. Le fotografie della prima mostra ritraevano sezioni di minerali che sembravano dipinti fatti dall’uomo, a sottolineare le forti suggestioni esercitate dagli oggetti della natura sull’arte. Le fotografie della seconda mostra ritraevano in maniera artistica l’aspetto biologico e comportamentale di organismi marini, prevalentemente bentonici, del Golfo di Napoli. L’esposizione, articolata secondo il criterio evolutivo delle specie, grazie ad una grafica semplice e affascinante, permetteva anche ai non esperti della materia di cogliere il contenuto scientifico delle splendide immagini dei fondali campani. In occasione del decennale del Centro furono organizzate nella Chiesa dei Santi Marcellino e Festo due interessanti esposizioni: “Vasi e strumenti medici della Farmacia degli Incurabili” e “Reperti della Collezione Medicea”, concessi dal Museo di Storia Naturale di Firenze. Per il “Maggio dei Monumenti” 2002, nel Real Museo fu realizzata l’esposizione: “Gouaches napoletane e libri del ‘600”, gentilmente concessi dall’Osservatorio Vesuviano e dai Dipartimenti di Scienze della Terra e di Zoologia della “Federico II”. Nel 2003 è stato realizzato un importante percorso culturale “Storia, immagini e luoghi nella vita di Oronzo Gabriele Costa” che analizzava, sotto molteplici aspetti, un frammento di storia della Paleontologia, attraverso la genialità di uno straordinario scienziato del Regno di Napoli. Il percorso era articolato nella mostra “Tesori e scoperte paleontologiche” e nella mostra 60 · LE ATTIVITÀ EDUCATIVE E LE MOSTRE itinerante “Un dinosauro a Pietraroja”. Quest’ultima, organizzata dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici di Salerno, Benevento e Avellino, era incentrata sul fossile di Scipionyx samniticus (dai media battezzato “Ciro”) per la prima volta in esposizione a Napoli. Nel percorso si intrecciavano, in continua dialettica, la storia della ricerca e la scoperta scientifica, la memoria ancestrale dei fossili e il perenne tentativo dell’uomo di comprendere, catalogare e scoprire la Natura. Il Museo di Paleontologia collaborò anche con suoi reperti alla mostra “Quando a Petina c’era il mare”, organizzata dal Comune di Petina (SA). Sempre nel 2003 il Real Museo Mineralogico ha concesso alcuni dei suoi reperti al Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, che ha promosso la mostra “Montagna. Da Durer a Warhol, tra arte e scienza”. Il percorso metteva a confronto sei secoli di Arte e Scienza, dal Cinquecento al 2003, evidenziando quale debito l’arte abbia contratto con il sapere scientifico e, viceversa, quanto gli scienziati abbiano corrisposto alle geniali intuizioni degli artisti, per tracciare la storia del grande mistero della nascita delle montagne. In occasione del “Maggio dei Monumenti” 2003, fu organizzata nel Real Museo Mineralogico la mostra “Apparecchi e modelli matematici di fine Ottocento e inizio Novecento”, in collaborazione con il Dipartimento di Matematica “Renato Caccioppoli” della “Federico II”. In questa occasione furono esposti apparecchi e modelli matematici in gesso e in legno di fine Ottocento. I modelli, del tutto sconosciuti al grande pubblico, erano stati realizzati allo scopo di rendere tangibili le proprietà caratterizzanti una data teoria matematica. Nel 2004 il Centro Musei ha prestato importanti reperti del Real Museo Mineralogico e del Museo di Paleontologia alla prestigiosa mostra “Casa di Re”, organizzata dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e il paesaggio, per il patrimonio storico, artistico e demo-etno-antropologico di Caserta e Benevento, allestita presso la Reggia di Caserta. Visitando la mostra ci si immergeva nell’Ottocento borbonico, fatto di decorazioni e dipinti tra gusto neoclassico e romantico, secondo uno stile di corte ormai affermatosi in tutta Italia, con l’aggiunta di un’intrigante sezione dedicata a oggetti che testimoniavano il livello pienamente europeo, occupato dalla corte borbonica LE ATTIVITÀ EDUCATIVE E LE MOSTRE · 61 nel campo delle Scienze e della Tecnologia. Nella sala monumentale del Real Museo Mineralogico, nel 2004 fu ospitata, la mostra collettiva “Nerodiscena”, rassegna di arti sceniche e visuali, promossa dall’Assessorato all’Ambiente e alle Politiche Giovanili del Comune di Napoli. Mentre nelle sale del Museo Zoologico fu ospitata “Mostra la Natura”, un’esposizione di opere di divulgazione naturalistica realizzate da studenti e neolaureati in Scienze Naturali e in Scienze e Tecnologie della Natura e dell’Ambiente. Nel 2005 fu organizzata nel Museo Zoologico la mostra “Le farfalle, ornamento della Natura”, un’esposizione della collezione privata di Antonio Pietro Ariani, che spaziava dalle tecniche di preparazione e conservazione delle farfalle, alle tematiche relative alla sistematica, all’ecologia, alla zoogeografia e alla faunistica. La mostra, tesa a evidenziare i vari aspetti della biologia dei Lepidotteri, esponeva centinaia esemplari di splendide farfalle provenienti da tutti i continenti. Ancora, nel Real Museo Mineralogico fu la volta de “La Wunderkammer di Pieter von Balthasar. Tra Naturalia e Mirabilia”, una mostra di quadri realizzati dall’eclettico artista Edgard Vallora, con ambientazione in una Wunderkammer, a costruire un insolito percorso tra opere d’arte in un leggendario museo di oltre due secoli fa. Sempre nel 2005, il Centro ha partecipato (con reperti del Real Museo Mineralogico e del Museo di Paleontologia) alla mostra “Per gli amici Dino”, organizzata per la manifestazione “Futuro Remoto” da Città della Scienza-Fondazione IDIS e con reperti del Museo di Paleontologia alla mostra “Magie d’Ambra. Amuleti e gioielli della Basilicata antica”, al Museo Archeologico Nazionale della Basilicata “Dinu Adameşteanu”, organizzata dalla Soprintendenza Archeologica della Basilicata. Nel 2006 sono stati prestati importanti reperti della Collezione Vesuviana del Real Museo Mineralogico, per l’allestimento della mostra “Alla scoperta del Vesuvio”, promossa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Dipartimento della Protezione Civile, allestita presso il Palazzo delle Arti di Napoli (PAN). Sempre nel 2006 il Museo di Paleontologia ha contribuito con suoi reperti alla mostra “Un piccolo, grande dinosauro”, organizzata dal 62 · LE ATTIVITÀ EDUCATIVE E LE MOSTRE Museo Civico di Storia Naturale di Milano e alla mostra “Coralli segreti”, organizzata dalla Soprintendenza Archeologica della Basilicata presso il Museo Archeologico Nazionale di Potenza. Nel 2007 nell’ambito del progetto “Museo on the Road: la Scienza per il cittadino” il Centro ha allestito presso la biblioteca Labriola di San Giovanni a Teduccio (NA), una mostra con 150 importanti minerali. Ancora nel 2007, nelle sale del Museo di Paleontologia, è stata allestita una suggestiva mostra con reperti prestati dalla Ditta Zoic di Trieste. Nell’esposizione figuravano sia esemplari originali che calchi di particolari esemplari di rettili, fra cui dinosauri appartenenti ai generi Sinosauropteryx e Caudiperyx, provenienti dalla Cina nord orientale. Questi esemplari, scoperti sul finire degli anni ’90 del Novecento, sono particolarmente importanti perché documentano per la prima volta la presenza di piume nei dinosauri. Sempre nelle sale del Museo di Paleontologia nel 2007 è stata allestita la mostra fotografica “Vegetalia: alla ricerca delle geometrie in/visibili delle piante” di Riccardo Motti con le immagini dei reperti del Museo “Orazio Comes” della Facoltà di Agraria della “Federico II”. Gli organizzatori del 39° “Bologna Mineral Show” del 2008, hanno richiesto la collaborazione del Real Museo Mineralogico per allestire nel palazzo delle fiere di Bologna, la mostra “Il Vesuvio”. In quell’occasione i visitatori hanno potuto ammirare i minerali della Collezione Vesuviana, unica al mondo per numero di reperti, realizzata nel 1845 dall’eminente mineralista Arcangelo Scacchi. Ancora nel 2008, importanti reperti dei musei di Antropologia e di Zoologia sono stati prestati per la mostra itinerante “La Scimmia Nuda. Storia Naturale dell’Umanità”, promossa dal Museo Tridentino di Scienze Naturali di Trento, dal Museo Friuliano di Storia Naturale di Udine e dal Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino. Questa mostra ha consentito un viaggio lungo il cammino evolutivo dell’uomo, alla luce delle più recenti teorie e dei più importanti dibattiti scientifici e filosofico-culturali, in un continuo dialogo tra cultura umanistica e scientifica, che ha messo in relazione Antropologia, Archeologia, Paleontologia, Zoologia, Genetica e Arte. Sempre nel 2008 il Museo Zoologico ha ospitato la mostra LE ATTIVITÀ EDUCATIVE E LE MOSTRE · 63 “Zoophantasy”, con le suggestive creazioni artistiche di Maria Pia Daidone, mentre nelle sale del Museo di Paleontologia si è potuta ammirare la mostra fotografica di Roberta Pagano “Animalia: la bellezza della natura in immagini”. Scene del regno animale, dall’Africa ai mari del Nord, dall’Alaska al Giappone, hanno permesso ai visitatori di osservare, da angolazioni privilegiate, momenti di vita animale spesso inaccessibili. I ritratti, ambientati o concentrati sul soggetto, hanno trasportato lo spettatore, anche per un solo istante, nei grandiosi scenari della natura, dove ogni animale esprime con forza il diritto di appartenenza alla Terra, confermando il suo ruolo di protagonista. Nel 2009 in occasione della conferenza presso la “Federico II” di James D. Watson (Nobel per la medicina nel 1962), su richiesta del Rettore Guido Trombetti, nel Museo di Paleontologia è stata allestita la mostra biografica: “James D. Watson e la doppia elica del DNA”. In quell’occasione il personale del Centro si è confrontato con un tipo di allestimento molto diverso da quelli abituali, in quanto si trattava di una mostra basata, essenzialmente, su materiale iconografico come articoli pubblicati sulle più importanti riviste internazionali, volumi scientifici e immagini fotografiche, relative alla vita del grande scienziato. Il museo di Paleontologia ha anche collaborato, insieme ai musei delle Università di Modena, Trieste, Milano, alla realizzazione della prestigiosa mostra “I Dinosauri italiani e altri vertebrati fossili del nostro Paese”, promossa dal Museo Geologico “Giovanni Capellini” di Bologna. La mostra ha celebrato il centenario della prima esposizione dello scheletro completo del Diplodocus carnegei e ha riunito tutti i più importanti e affascinanti fossili di vertebrati scoperti in territorio italiano, per far conoscere ai visitatori l’importanza e la storia dei reperti italiani e degli scienziati che li studiano. Sempre nel 2009 il Real Museo Mineralogico ha ospitato “Human Revolution”, esposizione e performance di Christian Leperino. Il Real Museo si è così trasformato in un laboratorio dove l’artista napoletano ha esposto un allusivo “Golem” alto 3 metri e 50 guerrieri cyborg di cera. Il Golem, infatti, è un’antichissima leggenda ebraica sul mito dell’uomo artificiale creato da un altro uomo, un atto di sfida a Dio, tentativo di impossessarsi della sua conoscenza e forza creatrice. 64 · LE ATTIVITÀ EDUCATIVE E LE MOSTRE Nel 2010 il Museo di Paleontologia ha ospitato la mostra “I frattali: la geometria della Natura” di Gianni D’Anna, appassionato di Scienze Naturali che ha cercato nella complessità del mondo naturale la fonte della sua ispirazione. L’anno seguente, presso la sede dell’Osservatorio Astronomico di Capodimonte, il Museo di Paleontologia ha allestito la mostra “I Trilobiti”, artropodi marini dell’era Paleozoica, un affascinante gruppo di organismi estinti. La mostra, corredata di pregevoli pannelli didascalici, ha consentito di presentare a un pubblico eterogeneo la grande biodiversità dei Trilobiti, le loro caratteristiche anatomiche, la loro distribuzione nei mari di tutto il pianeta e la loro notevole importanza per la stratigrafia del Paleozoico. Nell’ambito dell’edizione 2011 di “Futuro Remoto” dal titolo “Viaggio al centro della Terra” organizzata da Fondazione Idis-Città della Scienza, il Real Museo Mineralogico e il Museo di Paleontologia hanno realizzato una suggestiva esposizione con splendidi minerali e misteriosi fossili. La mostra prevedeva anche due postazioni multimediali in cui il visitatore aveva la possibilità di fare un viaggio virtuale nel mondo dello Zolfo e nelle solfare siciliane. In quello stesso anno il Museo di Antropologia ha collaborato alla realizzazione della mostra fotografica “Pani – Volti” di Antonio Biasucci, esposta al Museo di Capodimonte. La mostra era incentrata su una doppia serie di immagini: pani e volti. I volti che emergono da una oscurità che ne esalta le differenze somatiche erano, in realtà, calchi dei visi di tribù africane realizzati dall’antropologo Lidio Cipriani negli anni ’30 del Novecento, conservati nel Museo di Antropologia della “Federico II”. I volti nelle foto di Biasiucci si trasformavano in una allegoria disperata e icastica dell’esistenza umana, che unisce la vita e la morte. La mostra è stata organizzata dalla Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale di Napoli. Nel 2012, nelle sale del Museo Zoologico, è stata allestita la mostra di fotografia naturalistica “SALQA UYWA Animali selvatici del Sud America”. Le pregevoli fotografie di Valerio Giovanni Russo, hanno documentato la splendida fauna selvatica delle foreste pluviali dell’Amazzonia peruviana, degli altopiani della Cordigliera delle Ande, sino all’arcipelago vulcanico delle LE ATTIVITÀ EDUCATIVE E LE MOSTRE · 65 Galapagos. La mostra ha inteso sensibilizzare il pubblico sulla situazione in cui versano gli habitat e gli ecosistemi della regione neotropicale e promuovere la conoscenza di gioielli faunistici che rischiano di scomparire. Presso il Museo di Paleontologia in occasione dell’edizione 2012 della rassegna “Collezionare la Natura”, sono state allestite le mostre: “Collection. Istanti animali dalla Campania”, una raccolta fotografica sulla biodiversità del territorio campano a cura dell’Associazione “Ardea” Onlus, la mostra “Le medaglie delle lave vesuviane”, curata dall’Osservatorio Vesuviano e dal Real Museo Mineralogico e “Illustrare la natura”, un’esposizione di 50 opere finaliste del Concorso Nazionale di Disegno Naturalistico. A livello nazionale il Centro Musei partecipa sempre alla “Settimana della Cultura Scientifica”, promossa dal Ministero dell’Università e della Ricerca, programmando specifiche iniziative rivolte alla cittadinanza. Un progetto culturale di ampio respiro, che merita una menzione speciale perché dimostra la voglia di avvicinare sempre più i cittadini al mondo della Scienza e della Natura, è quello avviato nel 2007 dal Centro Musei con il nome: “Collezionare la natura: Mostra Mercato di oggetti naturali”. È una kermesse lunga tre giorni per stimolare e soddisfare la curiosità di adulti e bambini verso la Natura e le sue meraviglie. La manifestazione (unica nel suo genere in tutto il Sud Italia) si svolge nei suggestivi spazi del magnifico chiostro seicentesco del Museo di Paleontologia dell’Ateneo federiciano ed è ormai giunta alla sesta edizione, mostrando una continuità che l’ha resa un appuntamento fisso nel panorama della vita culturale napoletana, al quale partecipano centinaia di visitatori. E’ un primato conquistato sul campo e riconosciuto anche dalla Fondazione “Forum delle Culture 2013”, che ha concesso il patrocinio morale all’evento. Nelle tre giornate della manifestazione espositori provenienti da varie regioni italiane offrono la possibilità di acquistare oltre ad autentiche rarità, anche piccoli oggetti naturali alla portata di tutti (fossili, conchiglie, insetti, etc.). Si svolgono incontri con importanti personaggi della ricerca e della divulgazione scientifica e i visitatori possono assistere a conferenze su argomenti che spaziano dalla Scienza alla Storia. Inoltre vengono approntate piccole mostre scientifiche legate al mondo della natura e mostre di artisti. Particolare attenzione è riservata ai visitatori più giovani che, con l’aiuto di 66 · LE ATTIVITÀ EDUCATIVE E LE MOSTRE personale esperto, possono preparare personalmente colori con minerali e rocce, come si faceva nelle botteghe dei pittori, oppure trasformarsi in piccoli paleontologi, realizzando calchi di veri fossili o scoprire al microscopio le affascinanti fasi dello sviluppo di piccoli insetti. Alla realizzazione della manifestazione collaborano anche altre Istituzioni quali, ad esempio, l’Osservatorio Astronomico di Capodimonte e l’Osservatorio Vesuviano. Le 6 edizioni sinora organizzate, hanno creato un legame ancora più stretto e proficuo tra il Centro Musei e la cittadinanza, contribuendo ad attirare un numero ancora maggiore di visitatori nei Musei, sempre più spesso riconosciuti come luoghi piacevoli dove ampliare la propria cultura, soddisfare la propria curiosità o semplicemente divertirsi, osservando strani e affascinanti reperti naturali. Quelle raccontate in queste pagine, sono solo alcune tra le più belle manifestazioni ed eventi organizzati dal Centro Musei. Molte altre iniziative come convegni, seminari, dibattiti e presentazioni di libri hanno coinvolto a vario titolo i Musei federiciani in questi venti anni. L’elenco completo è disponibile in appendice a queste pagine. LE ATTIVITÀ EDUCATIVE E LE MOSTRE · 67 VISITE AL MUSEO XXI VISITE AL MUSEO XXII VISITE AL MUSEO XXIII VISITE AL MUSEO XXIV VISITE AL MUSEO XXV VISITE AL MUSEO XXVI VISITE AL MUSEO XXVII VISITE AL MUSEO XXVIII 68 LE ATTIVITÀ DI FORMAZIONE Negli ultimi quarant’anni l’importanza del ruolo educativo dei musei è cresciuta notevolmente. Essi hanno il compito di “trasmettere conoscenza” e quindi è fondamentale che vi operino figure di mediatori culturali professionalmente qualificati che siano, cioè, in grado di comunicare alle differenti tipologie di pubblico in maniera non solo corretta ma anche adeguata. Molto spesso, però, proprio questo aspetto rappresenta un punto debole dei musei, perché in Italia non sono previste figure istituzionali esperte in comunicazione museale, sicché si cerca di far fronte a questa situazione ricorrendo, nella maggior parte dei casi, al volontariato o ad Associazioni Onlus/No-profit, con il rischio che una divulgazione scientifica non adeguata o, peggio ancora, dilettantistica, allontani, anziché avvicinare, il pubblico dalle problematiche scientifiche. Il Centro si sta impegnando per far fronte a questa situazione non più accettabile, mettendo in campo iniziative mirate alla formazione di personale specializzato nella comunicazione museale. Fortunatamente, in quest’opera, i Musei Scientifici possono contare sulla loro peculiare caratteristica di essere, contemporaneamente, un’istituzionemuseo a cui si somma la valenza educativa dell’istituzione-università. Da questo punto di vista, il Centro Musei della “Federico II” ha acquisito, nei suoi vent’anni di vita, un’ampia esperienza e organizza, periodicamente, corsi di formazione e aggiornamento mirati proprio a formare figure professionali specializzate, da inserire nei musei scientifici, in quelli naturalistici, nei parchi naturali, negli Zoo o nei Science Center. A partire dal 2002 sono stati organizzati vari corsi di formazione, anche in collaborazione con altre Istituzioni (Fondazione IDIS-Città delle Scienza di Napoli, Dipartimento di Didattica Museale dell’Università “Roma Tre”), con svolgimento di stage presso i musei di Paleontologia e Mineralogia. Questi corsi si rivolgono a giovani laureati già in possesso di una buona conoscenza delle discipline naturalistiche, rendendo, così, più facile formare figure professionali in grado di illustrare correttamente i percorsi scientifici e di coinvolgere differenti target di visitatori, grazie all’acquisizione dei principi fondamentali della comunicazione scientifica museale. Oltre alla formazione LE ATTIVITÀ DI FORMAZIONE · 69 teorica di base, questi corsi prevedono un’ampia attività di sperimentazione (con percorsi teorico-pratici, attività di laboratorio ed escursioni sul territorio) con cui è possibile verificare, in situazioni reali, le tecniche di comunicazione apprese. Le lezioni frontali introduttive riguardano la storia e l’evoluzione dei Musei Scientifici, la museologia moderna e la vigente normativa sulla tutela dei beni naturalistici. Successivamente, gli argomenti, si estendono anche all’analisi delle tipologie di pubblico che frequenta i musei del Centro e alla messa a punto di questionari da sottoporre ai visitatori dopo la visita guidata, così da valutarne la validità. Queste attività formative, comunque, non si rivolgono esclusivamente ai laureati nelle discipline attinenti le Scienze della Natura, le Scienze Biologiche o quelle della Terra, ma anche a professionisti già impegnati in attività di divulgazione scientifica e agli insegnanti di Scienze Naturali. Per questi ultimi, in particolare, i corsi di formazione hanno rappresentato un valido strumento di aggiornamento professionale, che ha permesso loro di acquisire competenze solitamente assenti nei Corsi di Laurea e in quelli di abilitazione all’insegnamento delle Scienze. I Corsi di formazione sono stati realizzati grazie al cofinanziamento del MIUR (Legge 6/2000) e hanno visto il coinvolgimento di docenti in possesso di comprovata esperienza nel settore della comunicazione scientifica, nonché di personale operante in alcune delle più importanti strutture museali scientifiche nazionali. Dal 2003 al 2006, il Centro ha collaborato con lezioni, seminari e visite guidate tenute dal Direttore e da altri funzionari, allo svolgimento del “Master in Comunicazione e Divulgazione Scientifica” dell’Università “Federico II”, che ha formato giovani professionisti della comunicazione scientifica. L’impegno del Centro, tuttavia, non si esaurisce con quanto già fatto finora. La consapevolezza che la Scienza è (e sempre di più lo sarà) parte integrante della vita quotidiana e che solo una sua migliore conoscenza può sensibilizzare i cittadini alle problematiche ambientali, spinge il Centro a rinnovare anche per il futuro il suo impegno nella preparazione di “educatori museali”. Professionisti che, attraverso l’uso di tecniche appropriate, sappiano comunicare agli studenti e agli adulti che frequentano i musei, informazioni 70 · LE ATTIVITÀ DI FORMAZIONE corrette ed efficaci, contribuendo così a rendere i cittadini più consapevoli delle scelte che operano nella società. LE ATTIVITÀ DI FORMAZIONE · 71 72 Appendice A) ORGANIZZAZIONE AMMINISTRATIVA DEL CENTRO MUSEI DELLE SCIENZE NATURALI E FISICHE Tra il 1980 e il 1989 le Università italiane hanno vissuto una sorta di rivoluzione amministrativa che le ha trasformate in strutture più snelle, più efficienti. In particolare con il D.P.R. n.382 furono istituiti, in via sperimentale, i Dipartimenti, i Centri di servizio e i Centri di ricerca. A queste strutture veniva riconosciuta un’autonomia finanziaria, amministrativa e contabile. Con la legge sull’autonomia universitaria 168/89, attesa dal varo della Costituzione, le Università potevano determinare il proprio ordinamento attraverso due strumenti normativi: lo Statuto (la carta costituzionale di un Ateneo, perché con esso viene definita la propria organizzazione interna e le regole generali di funzionamento) ed i Regolamenti (norme che regolano le attività dell’Ateneo). Lo Statuto dell’Ateneo Federiciano ha previsto, accanto ai Dipartimenti, ai Centri di ricerca ed ai Centri di servizio, la presenza dei Centri Museali. Il Regolamento per il funzionamento del Sistema museale ne ha, poi, definito i fini istituzionali, gli organi di gestione e le rispettive competenze. Il Centro Musei delle Scienze Naturali e Fisiche è una struttura con autonomia amministrativa, finanziaria e contabile. Il C.d.A. d’Ateneo trasferisce una quota annuale per il funzionamento e, su richiesta specifica del Centro, attribuisce contributi per manifestazioni e convegni e contributi per acquisti o restauri di attrezzature museali. Il bilancio ha anche entrate dovute a finanziamenti da enti pubblici e dal M.I.U.R. vincolati alla realizzazione di progetti di ricerca. Infine, le entrate proprie sono provenienti dagli incassi dei biglietti di ingresso1 ai musei e dalla liberalità da parte di privati, entrambe caratterizzate dal vincolo di destinazione: l’acquisto e la manutenzione dei reperti museali. Sin dai primi anni di autonomia gestionale, si è proceduto con un’attenta analisi dei costi di gestione, ma la peculiarità dei diversi musei aveva portato a suddividere le disponibilità finanziarie. Nel corso degli 1 A tal proposito, va ricordato che il C. d. A. d’Ateneo, fin dal 1993, ha autorizzato un costo unitario del biglietto irrisorio, perché l’Università intende garantire a tutta la cittadinanza l’opportunità di conoscere le collezioni di inestimabile valore storico-scientifico esposte in sale di notevole importanza e pregio. APPENDICE · 73 anni, gli organi di gestione con il supporto del responsabile amministrativo hanno deciso di attuare una gestione finanziaria unica e una attenta politica di programmazione al fine di soddisfare le esigenze di funzionamento della struttura ma, soprattutto, a meglio qualificare le attività da offrire alla cittadinanza. Le attività del Centro Museale sono, quindi, sempre rigorosamente programmate. Infatti, solo una ponderata analisi degli obiettivi che si intende raggiungere, delle risorse disponibili, nonché delle priorità da ottemperare, consente una gestione improntata ai criteri di efficacia ed efficienza. Questi termini qualificano un’attività amministrativa che tenga conto del soddisfacimento dei bisogni e del raggiungimento dei risultati a costi competitivi e in tempi accettabili. La programmazione, quindi, è l’unico strumento che consente questo tipo di analisi e una verifica in itinere, cioè il monitoraggio in corso d’opera, tale da poter consentire di rettificare le decisioni prese in relazione allo stato e, infine, anche una valutazione ex post. La verifica dei risultati della programmazione è sicuramente di grande interesse perché consente di monitorare l’attività pubblica rispetto ai fini istituzionali e alla soddisfazione dei bisogni, utilizzando in maniera razionale ed efficiente le risorse pubbliche. Da alcuni anni, le normative di contabilità di Stato hanno puntato ad una riduzione progressiva delle spese di pubblicità, mostre e manifestazioni. È stato, quindi, necessario elaborare nuove forme di comunicazione che prescindessero dall’ovvia spesa pubblicitaria per le attività del Centro Museale. 74 · APPENDICE B) PUBBLICAZIONI DEL CENTRO Barattolo F., del Re M.C. (1996). La storia del Museo e le raccolte. In Il Museo di Paleontologia dell’Università di Napoli, Electa Napoli, 15-20. Filosa S. (1996). I Dinosauri e la Sala dei Rettili Estinti. In Il Museo di Paleontologia dell’Università di Napoli, Electa Napoli, 21-30. Filosa S. (1996). Il Museo oggi. In Il Museo di Paleontologia dell’Università di Napoli, Electa Napoli, 13-14. Petrone P.P., Fedele F. (1996). Un’eruzione di 4000 anni fa. In Scienza e società, Le Scienze, LVI, 22-23. del Re M.C., Signore M. (1997). I grandi rettili del Museo di Paleontologia dell’Università Federico II di Napoli. Boll. Soc. Herp. It., anno IV, 1- 3. Ghiara M.R. (1997). Il Real Museo Mineralogico. Archivi, Biblioteche, Musei, Annali di Storia delle Università Italiane 1/97, 203-206. Ghiara M.R. (1997). Royal Mineralogy Museum of the University of Naples “Federico II”. In Proceedings of the Europe-Asia forum on University relations. Ghiara M.R. e Menditti I. (1997). Il Museo di Mineralogia dell’Università “Federico II” di Napoli. Electa Napoli, pp 80. Scillitani G., Picariello O., Maio N. (1997). Il Museo Zoologico di Napoli. Centro Stampa Università degli Studi di Napoli Federico II, pp. 232. Barattolo F., del Re M.C. (1999). Il Museo di Paleontologia. In I Musei Scientifici dell’Università di Napoli Federico II. Fridericiana E. U., 261-317. Maio N. (1998). Studio di un grampo Grampus griseus (Cuvier, 1812), spiaggiato nel Golfo di Napoli (Cetacea, Delphinidae): considerazioni sulle cause della morte. Atti Soc. It. Sci. Nat. Museo Civ. St. Nat. Milano 139 (1), 3-12. Botte V., Scillitani G. (1999). Il Museo Zoologico. In I Musei Scientifici dell’Università di Napoli Federico II. Fridericiana E. U., 141-184. del Re M.C. (1999). Gli strumenti elettromagnetici di Luigi Palmieri. In Strumenti scientifici dell’Ottocento nell’Università Fridericiana. Electa Napoli, 41-46. APPENDICE · 75 Fedele F. (1999). Il Museo di Antropologia: origini, sviluppo e riscoperta. In I Musei Scientifici dell’Università di Napoli Federico II. Fridericiana E. U., 185-260. Fedele F. (1999). Uomo, vulcani e passato: il ruolo dell’antropologo. In Un’eruzione vesuviana 4000 anni fa. Fridericiana E. U., 15-19. Fedele F., Albore Livadie C., Petrone P.P. (1999). San Paolo Belsito: Una finestra sul passato. In Un’eruzione vesuviana 4000 anni fa. Fridericiana E. U., 73-75. Fedele F., Petrone P.P. (a cura) (1999). Un’eruzione vesuviana 4000 anni fa. Fridericiana E. U., pp.78. Filosa S. (1999). Il Centro Musei delle Scienze Naturali. In I Musei Scientifici dell’Università di Napoli Federico II. Fridericiana E. U., 95-98. Filosa S. (1999). Un omaggio agli scienziati che fecero grande il nostro Ateneo. In Strumenti scientifici dell’Ottocento nell’Università Fridericiana. Electa Napoli, 9-13. 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L., Badolati R., Mormone A., Manuela Rossi M.: Percorso educativo: dal museo al complesso vulcanico del Somma-Vesuvio APPENDICE · 87 http://www.musei.unina.it/h_Percorso_Somma_Vesuvio.php Del Monte R., Andretta E.: Un “ufficio” per gli utenti del Centro Musei delle Scienze Naturali http://www.musei.unina.it/h_ufficio_utenti.php Ghiara M. R., Gianoli R.: La necessità di “professionisti” per una incisiva comunicazione scientifica nei musei http://www.musei.unina.it/h_professionisti.php Ghiara M. R., Petti C., del Re M. C.: Museo on the road: la scienza per il cittadino http://www.musei.unina.it/h_museo_ontheroad.php Maio N.: Esemplare di squalo elefante rinvenuto nelle acque di Procida http://www.musei.unina.it/h_squaloelefante.php Maio N.: La collezione di madrepore del Museo Zoologico http://www.musei.unina.it/h_madrepore.php Psomadakis P. N., Maio N.: Inconsueta cattura di un pesce re (Lampris guttatus) nel Tirreno Centrale http://www.musei.unina.it/h_pescere.php 88 · APPENDICE C) CONGRESSI, SEMINARI, CONFERENZE (*Manifestazioni ospitate) maggio 1994 – Conferenza stampa del Prof. Fulvio Tessitore, Rettore dell’Università Federico II per la presentazione alla cittadinanza del Centro Musei delle Scienze Naturali. Real Museo Mineralogico dicembre 1995 - Congresso degli Scienziati a Napoli 1845-1995. Real Museo Mineralogico. marzo 1996 – VI settimana della Cultura Scientifica e Tecnologica, esposizione Poster sulle Attività di Ricerca dei Dipartimenti. Real Museo Mineralogico. 10 giugno 1996 - Presentazione alla città di Napoli del dinosauro Allosaurus fragilis, Chiostro di San Marcellino e Festo, Museo di Paleontologia. 23/27 Settembre 1996 – XI Congresso dell’Associazione Nazionale Musei Scientifici “Significato dei Musei scientifici alle soglie del terzo millennio”. Real Museo Mineralogico. gennaio 1997*- Congresso “Europe-Asia forum on University relations” organizzato dall’Università la Sapienza di Roma e dalla Comunità Europea. Real Museo Mineralogico. settembre 1998 – Video Conferenza con il Museum National d’Histoire Naturelle de Paris sul tema “Gli uomini ed il VulcanoVesuvio: un mostro assopito”. Real Museo Mineralogico. 23 gennaio 1999* – Convegno “Rischio amianto: stato dell’arte e prospettive” organizzato dall’International Association of Lions Club di Napoli. Real Museo Mineralogico. 16 aprile 1999* – Convegno “L’Ateneo Federico II e il 5° programma quadro”. Real Museo Mineralogico. 28 maggio 1999 – Presentazione del libro “I Musei scientifici dell’Università di Napoli Federico II”. Real Museo Mineralogico. 9/13 giugno 1999* – Congresso “Primo simposio Italo-giapponese di Chimica Organica” organizzato dal Dip. di Chimica Organica. Real Museo Mineralogico. APPENDICE · 89 7/9 settembre 1999* – “XXIX Congresso Nazionale della Associazione Italiana di Cristallografia”, organizzato dal Dip. di Chimica. Real Museo Mineralogico. 3 maggio 2000* – Workshop “Evo Sex Devo: Evolution of sexual development in insect” organizzato dal Dip. di Genetica, Biologia generale e molecolare. Real Museo Mineralogico. 22/26 maggio 2000* – 3° International Symposium of the working group M.O. “Soil mineral organic matter microrganism interaction and ecosystem health”. Real Museo Mineralogico. 7 luglio 2000* – Presentazione del “Programma Comunitario Youthstart”, organizzata dal Laboratorio di Urbanistica e Pianificazione del Territorio. Real Museo Mineralogico. 18 ottobre 2000* – Congresso “Difesa del suolo. Ambiente e Protezione Civile attraverso l’uso del GIS. Protezione, Intervento e Recupero” Organizzato dal Dipartimento di Scienze della Terra e Intergeraph. Real Museo Mineralogico. 29 novembre/2 dicembre 2000* – Congresso “Etica della salute e terapie non convenzionali” organizzato dal Centro Interuniversitario di Ricerca Bioetica. Real Museo Mineralogico. 27 marzo 2001* - Inaugurazione del “219esimo Anno Accademico dell’Accademia Nazionale delle scienze detta dei XL” organizzato dall’Accademia dei XL. Real Museo Mineralogico. 28 marzo 2001*- Presentazione del volume “La cultura scientifica a Napoli e le sue Istituzioni: 1860-1915” organizzata dalla Biblioteca Universitaria di Napoli. Real Museo Mineralogico. 3/6 aprile 2001 - Convegno “Bicentenario del Real Museo Mineralogico”, relazioni e videoconferenza con il Museum National d’Histoire Naturelle di Parigi. Real Museo Mineralogico. 06/12 maggio 2002 – Partecipazione alla Settimana della Cultura Scientifica e Tecnologica, con visite guidate per gli studenti della scuola media superiore. 13 maggio 2002 – Inaugurazione per la Mostra “Vesuvio 79 A.D. Vita e morte 90 · APPENDICE ad Ercolano” in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica di Pompei e l’Osservatorio Vesuviano. Real Museo Mineralogico. 18 maggio 2002 - Seminari su “La Napoli del ‘600” organizzati in occasione del Maggio dei Monumenti. Real Museo Mineralogico. 17/22 giugno 2002* – Contributo finanziario del Centro Museale al ”IV Congresso di Erpetologia”, Villa Campolieto Ercolano. 10/15 settembre 2002* – “Sea Sun: luoghi e vie del mare” manifestazione organizzata dall’Autorità Portuale di Salerno con il patrocinio della Regione Campania, partecipazione del Centro con comunicazione del Direttore. 12 dicembre 2002 - Giornata Studio “Riflessioni sul Ruolo dei Musei Universitari” Decennale del Centro Museale. Chiesa dei SS Marcellino e Festo. 16 dicembre 2002* - “Giornata Scientifica sulla Biologia Moderna” organizzata dall’Accademia Nazionale dei Lincei. Real Museo Mineralogico. 13 marzo 2003* - Colloquio italo-francese dal titolo “L’analisi dei testi: teorie e pratiche nell’ antichità greca e romana” organizzato dall’Università Marc Bloch di Strasburgo e dall’Università Federico II di Napoli. Real Museo Mineralogico. 19 maggio 2003* - Seminario “Informatica umanistica: la ricerca, la didattica, la formazione” organizzato dai Dipartimenti di Filologia Classica, di Filosofia e di Scienze Fisiche dell’Università Federico II. Real Museo Mineralogico. 21 maggio 2003 - Conferenza “Alla scoperta del Madagascar: l’isola della luna, l’isola di Simbad, l’isola rossa” organizzata in collaborazione con i Dip. di Scienze dello Stato e di Scienze della Terra dell’Università Federico II. Real Museo Mineralogico. 4/6 giugno 2003* - Convegno Internazionale “Tools and methods evolution in engineering design” organizzato dal ADM INGEGRAF e dalla Facoltà di Ingegneria. Real Museo Mineralogico. 19 giugno 2003* - Convegno Internazionale “Il teatro e la maschera” organizzato dal Dip. di Filologia Classica “Francesco Arnaldi”. Real APPENDICE · 91 Museo Mineralogico 25 giugno 2003 - Convegno “Geo Napoli 2003 Geologia e Tutela del Territorio” organizzato in collaborazione con i Dip. di Geofisica, Vulcanologia e di Scienze della Terra. Real Museo Mineralogico. 25 novembre 2003* - Convegno “La ricerca quale strumento di sviluppo: La Biodiversità – I Parchi Naturali e le Oasi Marine nel Mezzogiorno” Associazione Universitari per le Scienze. Real Museo Mineralogico. 5/6 dicembre 2003* - Convegno “Epatiti croniche: nuovi orizzonti clinici e strumentali” Seconda Università degli Studi di Napoli. Real Museo Mineralogico. 11 dicembre 2003 - Convegno “La Paleontologia nella Napoli dell’800”, con il contributo finanziario della Giunta Regionale della Campania, Area Ricerca Scientifica. Real Museo Mineralogico. 16 dicembre 2003*– Giornata di seminari “I Lincei per la scuola: lezioni Lincee di Biomedicina” organizzata dall’Accademia Nazionale dei Lincei. Real Museo Mineralogico. 7/8 febbraio 2004* - Giornate di studio sulle psicosi - IV Edizione. Real Museo Mineralogico. 3 febbraio 2005 - Seminari sul tema “Tsunami: genesi ed effetti”: Tettonica attiva e tsunami, prof. Giuseppe Luongo; La Terra come pianeta: vantaggi e svantaggi, prof. Massimo Capaccioli; Comunicazione di crisi o crisi della comunicazione, prof. Enrica Amaturo; Percezione del rischio, responsabilità e risposte sociali nelle emergenze collettive, prof. Giovanna Petrillo. Real Museo Mineralogico. 16/17 marzo 2005 - Seminari rivolti alle scuole nell’ambito del XV Settimana della Cultura Scientifica: Estinzione di massa e grandi catastrofi ambientali, prof. Bruno D’Argenio; Terremoti, grandi eruzioni e tsunami, prof. Giuseppe Luongo; La Biologia nella società moderna, prof. Giuseppe Geraci; Animali misteriosi tra scienza e fantascienza, prof. Antonio Ariani. Chiesa dei SS Marcellino e Festo. 4 maggio 2005 - Convegno “Prevenzione e diagnosi dell’illetteratismo. Prime riflessioni sui risultati del Progetto Predil” in collaborazione con la 92 · APPENDICE Regione Campania e l’Università Roma 3. Chiesa dei SS Marcellino e Festo. 10/14 ottobre 2005 - IV Congresso Internazionale di Malacologia organizzato in collaborazione con la Società Italiana di Malacologia. Real Museo Mineralogico. 21 aprile 2006 – Seminario “Musei Naturalistici nell’era della Conoscenza”, tenuto dalla prof. M. R. Ghiara presso il Museo Archeologico Dino Adamesteanu di Potenza. 5/6 maggio 2006* - “Geologia e Paleontologia dell’area peri-adriatica” Convegno in onore di Rajka Radoicic organizzato dal Dip. di Scienze della Terra. Real Museo Mineralogico. 2/3 novembre 2006*- “7th Meeting of the ECORD Science Steering & Advisory Committee” organizzato da ESSAC Office, ECORD Scence Support & Advisory Committee, School of Earth, Ocean and Planetary Sciences Cardiff University, Wales UK. Real Museo Mineralogico. 11 novembre 2006* - “7th annual Association for Educational AssessmentEurope Conference”. Real Museo Mineralogico. 14/15 Novembre 2006* – “Workshops on Marine Research drilling (Magellan Workshop Series): Drilling through an active caldera, offshore Campi Flegrei, Eastern Tyrrhenian margin” organizzato da European Science Foundation (ESF) e dall’Istituto per l’Ambiente Marino Costiero (IAM) CNR. Real Museo Mineralogico. 23 novembre 2006* – Manifestazione “Dalle storie alla Storia” promossa dalla Fondazione IBSEN di Cercola (Napoli). Real Museo Mineralogico. 30 novembre/1 dicembre 2006* - Convegno “ The Pharma Bio-Metallic” organizzato dal CIRPEB, Università “Federico II”. Real Museo Mineralogico. 18 dicembre 2006* – Convegno “La Pietra ornamentale nel nuovo millennio” organizzato in collaborazione con il Dip. di Scienze della Terra, Università Federico II. Real Museo Mineralogico. 2 febbraio 2007* - Convegno “VII Larwood Meeting of International Briozoology Association” organizzato dal Dip. di Scienze della Terra. APPENDICE · 93 Real Museo Mineralogico. 22 marzo 2007 - Convegno “Arte e Cultura d’Impresa: Business Plan per un Museo di successo”. Presentazione di due progetti “Collezionare la Natura” e “Un Museo per il territorio” elaborati dal personale del Centro durante il Corso di Formazione Business Plan per un Museo di successo. Real Museo Mineralogico. 14 maggio 2007* - Congresso “Alta Formazione in Regione Campania” organizzato dal Centro Regionale di Competenza Diagnostica e Farmaceutica molecolare. Real Museo Mineralogico. 25 maggio 2007 - Convegno “Cento anni per la Scienza” dedicato al Prof. Antonio Scherillo. Real Museo Mineralogico. 9 giugno 2007* – “I Musei: scrigni di conoscenza” comunicazione del Direttore alla presentazione del volume “Il Museo di Storia Naturale del Liceo Vittorio Emanuele II di Napoli”. 18/19 giugno 2007* – Partecipazione al Convegno Internazionale “Le vie del Mare”, Palazzo D’Aumale, Terrasini (PA). POR Sicilia 2005 - 2006. 6 ottobre 2007 – Seminario “La Storia eruttiva del Vesuvio” prof. Giuseppe Luongo Università di Napoli, presso la Biblioteca Comunale di San Giovanni a Teduccio, nell’ambito del Progetto Museo on the road. 13 ottobre 2007 – Seminario “I metalli e l’uomo: breve storia del rame e dell’oro” prof. Piergiorgio Rossetti Università di Torino, presso la Biblioteca Comunale di San Giovanni a Teduccio nell’ambito del Progetto Museo on the road. 17 novembre 2007 - Conferenza “Orme di dinosauri in Italia e loro importanza nella paleogeografia”, tenuta dal prof Umberto Nicosia, Università di Roma La Sapienza., nell’ambito di Collezionare la Natura. Chiesa dei S.S. Marcellino e Festo. 4/7 dicembre 2007 - Partecipazione con presentazione della dott. C. Petti al Congresso ANMS “Al di là delle Alpi e del Mediterraneo”, Verona. 4/5 febbraio 2008* - Convegno “La Scienza a Napoli tra Ottocento e Novecento”, promosso dall’Associazione Nazionale per gli interessi del Mezzogiorno d’Italia, dall’Accademia Nazionale XL, dalla Società 94 · APPENDICE Italiana per il Progresso delle Scienze e dal Centro di Ricerca Guido Dorso. Real Museo Mineralogico. 15 febbraio 2008 - Presentazione “Matteo Tondi: un talento della didattica” di M. R. Ghiara al “Calendario dei Venerdì”, organizzato dalla Società Nazionale di Scienze, Lettere e Arti e dall’Accademia Pontiana. 13 marzo 2008* - Comunicazione “I Musei narrano la scienza. Progetto educativo” della prof. M.R. Ghiara al 2° Congresso di Scienze Naturali in ambiente toscano, organizzato dal Museo di Storia Naturale Rosignano Solvay e dall’Associazione Amici della Natura Rosignano. Castiglioncello (LI). 24 maggio 2008 – Conferenza “Recupero e restauro di grandi Vertebrati fossili”, tenuta da Dr. Vittorio Borselli, Università di Firenze, nell’ambito di Collezionare la Natura. Chiesa dei S.S. Marcellino e Festo. 12 giugno 2008* - Convegno “Dalle molecole modello alle macromolecole: alla ricerca di composti socialmente utili”, dedicato ai 70 anni di Carlo Pedone. Real Museo Mineralogico. 8 novembre 2008* – Convegno “Il valore dell’esperienza. Il bisogno dell’innovazione”, organizzato dall’AIRC. Real Museo Mineralogico. 21 novembre 2008* – Convegno “Poteri pubblici, mercati e globalizzazione”, organizzato dal Dip. di Diritto Amministrativo e Scienza dell’Amministrazione “Ugo Forti”. Real Museo Mineralogico. 4 aprile 2009 – Conferenza “L’evoluzione dell’uomo”, tenuta da Alberto Angela, nell’ambito di Collezionare la Natura. Chiesa dei S.S. Marcellino e Festo. 6 maggio 2009* – Comunicazione “Il Sistema Museale della Federico II: la nuova sfida dei musei universitari” della prof. M.R. Ghiara al Convegno “Musei scientifici universitari: una grande risorsa culturale da valorizzare”, dedicato a Curzio Cipriani, Accademia dei Lincei, Roma. 21/22 ottobre 2009* – Convegno “La decisione in medicina tra accanimento e abbandono”, organizzato dal Centro Interuniversitario di Ricerca Bioetica. Real Museo Mineralogico. APPENDICE · 95 29/30 ottobre 2009* – Collaborazione del Centro Musei all’8° Convegno Nazionale sui Cetacei e sulle Tartarughe, organizzato dal Centro Studi Cetacei. 5 novembre 2009 - Seminario “Conosciamo i Pipistrelli: Biodiversità, Ecologia e Problematiche di Conservazione” tenuto dal dott. Danilo Russo in occasione della “Settimana dei Mammiferi” promossa dall’Associazione Teriologica Italiana e dall’ANMS. Real Museo Mineralogico. 7 novembre 2009* – Convegno “Capire per guarire: la ricerca diventa cura”, organizzato dall’AIRC in occasione della “Giornata per la Ricerca sul Cancro”. Real Museo Mineralogico. 12 novembre 2009* – Seminario “Physics and simulation of waves for exploration and environmental geosciences” del Dr. Josè Carcione per gli studenti della Student Section of Society of Exploration Geophysics. Real Museo Mineralogico. 18/20 novembre 2009 - XIX Congresso della Associazione Nazionale Musei Scientifici “Strategie di comunicazione nei musei scientifici” in collaborazione con la Stazione Zoologica Anton Dohrn. Real Museo Mineralogico. 13 gennaio 2010* – Seminario “Talking and listening to reservoirs: production monitoring by active and passive seismic” del dott. Aldo Vasnaver per gli studenti della Student Section of Society of Exploration Geophysics. Real Museo Mineralogico. 18 marzo 2010 - “Terremoti: dove e perché”, conferenza tenuta dal prof. Giuseppe Luongo. Real Museo Mineralogico. 17 aprile 2010 – “Un viaggio in Antartide”, conferenza tenuta da Alberto Angela, nell’ambito di Collezionare la Natura. Chiesa dei S.S. Marcellino e Festo. 28 maggio 2010* - “Il tempo della cura. Ricerca e innovazione per il recupero e la conservazione dell’opera d’arte” convegno organizzato dal Centro Italiano Arte e Restauro Tecnologico, Polo Interdisciplinare Servizi per l’Arte e Artemobil e dal Dip di Scienze Biologiche. Real Museo 96 · APPENDICE Mineralogico e Museo Zoologico. 7/10 settembre 2010* - Partecipazione al XV Convegno Nazionale A.N.I.S.N. “La Natura, l’uomo, il tempo” Centro Congressi Federico II. 28/29 ottobre 2010* - Regional initiatives for drug development. A joint meeting of the EC-funded projects EPISODE and Bio-NMR. Real Museo Mineralogico. 21 gennaio 2011* - “Sorella acqua: conoscerla per salvarla”, convegno organizzato, dal Lions Club Napoli Camaldoli Terra Mia. Real Museo Mineralogico. 16 aprile 2011 – “Viaggio nell’Impero di Roma”, conferenza tenuta da Alberto Angela,nell’ambito di Collezionare la Natura. Chiesa dei S.S. Marcellino e Festo. 17 aprile 2011 - “Cosa accadrà il 21 dicembre 2012? Profezie Maya e ipotesi sulla fine del mondo”, conferenza tenuta dal prof. Massimo Della Valle, Osservatorio Astronomico di Capodimonte, nell’ambito di Collezionare La Natura. Chiesa dei S.S. Marcellino e Festo. 18 maggio 2011 - “Il palazzo del Quirinale: casa comune degli italiani”, conferenza tenuta dal prof. Louis Godart in occasione della Giornata Internazionale dei Musei. Real Museo Mineralogico. 19 maggio 2011 - Conferenza “Napoli e l’inizio travagliato della citogenetica a Napoli”, dott. Alessandro Volponi, nell’ambito della manifestazione “150 anni di Scienza a Napoli” in collaborazione con il Dipartimento di Biologia. Real Museo Mineralogico. 29/30 giugno 2011*- ”La geologia del sistema Alpi-Appennino: un convegno in memoria di Glauco Bonardi”, organizzato dal Dip.di Scienze della Terra. Real Museo Mineralogico. 19/23 settembre 2011*- “Who talk about science?” comunicazione tenuta dalla prof. Ghiara all’ VIII Forum Italiano di Scienze della Terra Geoitalia 2011, Torino. 28 ottobre 2011* - Comunicazione “Il contributo dei Musei Scientifici Universitari per una società responsabile” tenuta dalla prof. Ghiara al workshop “I Musei Universitari per la crescita e lo sviluppo di un APPENDICE · 97 sistema museale nazionale e locale” organizzato dall’Università La Sapienza e dall’Università di Modena e Reggio Emilia. Orto Botanico dell’Università di Roma La Sapienza. 9/11 novembre 2011* - Il Ruolo della ricerca scientifica nei Musei “storici”, comunicazione della prof. Ghiara al XXI Congresso ANMS “La ricerca nei musei scientifici”, Padova. 18 novembre 2011* - “Per una rete dei Musei nel Centro antico: strategie possibili per 23 luoghi d’arte e di cultura” tavola rotonda organizzata in collaborazione con il Centro Interdipartimentale per l’Archivio del progetto, dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio di Napoli, dal Comune di Napoli, dalla 2a Municipalità e dalla Camera di Commercio di Napoli. Real Museo Mineralogico. 23 febbraio 2012* - Partecipazione con comunicazione della prof. Ghiara al Seminario “La catalogazione dei beni scientifico-naturalistici” Centro Musei Firenze. 29 marzo 2012* - “Flessibilità, modelli organizzativi e rapporti di lavoro nella sanità”, organizzato dal Dip. di Diritto Amministrativo. Real Museo Mineralogico. 27 aprile 2012 - Conferenza “Vita e morte delle stelle”, tenuta dal prof. Massimo Della Valle, Osservatorio Astronomico di Capodimonte, nell’ambito di Collezionare La Natura. Chiesa dei S.S. Marcellino e Festo. 27 aprile 2012 - Conferenza “Sicuri in montagna, prevenzione dagli incidenti e norme comportamentali” di Berardino Bocchino, Responsabile Regionale del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e speleologico della Campania, nell’ambito di Collezionare la Natura. Chiesa dei S.S. Marcellino e Festo. 28 aprile 2012 - Conferenza “Tecniche e segreti per una buona comunicazione in televisione e nei libri”, di Alberto Angela, nell’ambito di Collezionare la Natura. Chiesa dei S.S. Marcellino e Festo. 5 maggio 2012*- Convegno “I minerali in omeopatia”, organizzato dalla F.I.A.M.O. Campania. Real Museo Mineralogico. 98 · APPENDICE 17 maggio 2012* - Comunicazione della prof. Ghiara “Musei scientifici e nuove tecnologie nell’Università di Napoli Federico II” al Convegno CECA (Committee for Education and Cultural Action) organizzato dall’Università di Roma Tre. 17/19 maggio 2012*- Collaborazione alla realizzazione del volume “Field Trip Guidebook sustainable geothermal exploration in urbanised environments: the southern and central Italy volcanic areas” organizzato dell’Osservatorio Vesuviano, con visita guidata al Real Museo Mineralogico. 26 maggio 2012 - Presentazione del libro “Una storia della Mineralogia” di Massimo Umberto Tomalino. Real Museo Mineralogico. 11 giugno 2012* - Comunicazioni della prof. Ghiara e della Dott.ssa Petti alla giornata Studio “La circolazione dei saperi scientifici tra Napoli e l’Europa nel XVIII secolo”, organizzata dall’Istituto per la Storia del Pensiero Filosofico e Scientifico Moderno (CNR), dal Dip. di Filosofia “A. Aliotta” e dal Dip. di Matematica e Applicazioni “R. Caccioppoli” dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. APPENDICE · 99 D) MOSTRE (*partecipazione a mostre di altre istituzioni con reperti del Centro Musei; **mostre d’arte) Arcangelo Scacchi (1810-1893): una eminente figura di italiano e di scienziato*: (10.04.1993-30.06.1993) organizzata dall’Accademia Nazionale delle Scienze detta dei XL, Roma. Reperti Real Museo Mineralogico. Le Farfalle: (04.06.1994-12.07.1994) in collaborazione con il prof. Antonio Ariani. Museo Zoologico. Pian dei cavalli. Sui passi dei primi uomini nelle Alpi: (19.11.1994-30.01.1995) Museo di Antropologia. Strumenti storici e Pietre Dure: (08.04.1995-30.06.1995) in collaborazione con il Liceo Scientifico A. Diaz di Caserta e con i Coniugi De Felice Sbriziolo che hanno donato al Centro la Collezione delle Pietre dure. Real Museo Mineralogico. Niente conserva la sua forma**: (01.04.1996-01.05.1996) mostra di disegni ispirati al Vesuvio di Ina Schafke. Real Museo Mineralogico. Il quarzo: (05.04.1997-15.06.1997) nell’ambito della manifestazione “La museologia scientifica naturalistica” promossa dall’ANMS. Real Museo Mineralogico. Strumenti scientifici dell’Ottocento nell’Università Fridericiana: (22.03.199931.05.1999) in collaborazione con il Dipartimento delle Scienze Fisiche. Museo di Paleontologia. Un’eruzione vesuviana 4000 anni fa: (20.11.1999-20.04.2000) in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica per le province di Napoli e Caserta. Museo di Antropologia. Gli antichi ercolanesi: Antropologia, Società, Economia*: (30.03.200010.09.2000) curata dalla Soprintendenza archeologica di Pompei. Collaborazione con Museo di Antropologia. Un dinosauro a Pietraroia*: (04.2000-04.2002) organizzata dalla Soprintendenza Archeologica di SA, AV e BN. Rocca dei Rettori a Benevento. Reperti del Museo di Paleontologia. Dai secreti ai principi 1550-1750. Percorsi della Scienza della natura a 100 · APPENDICE Napoli*: (19.03.2001-12.04.2001) organizzata dall’Istituto Universitario “Suor Orsola Benincasa”. Reperti dei musei del Centro. La cultura scientifica a Napoli e le sue Istituzioni: 1860-1915*: (28.03.200128.04.2001) organizzata dalla Biblioteca Universitaria di Napoli. Reperti dei musei del Centro. Mirabilia Maris: (05.02.2002-31.05.2002) mostra fotografica in collaborazione con Paolo Ardizio sull’aspetto biologico e comportamentale di organismi marini, prevalentemente bentonici. Museo Zoologico. L’Universo minerale di Roger Caillois**: (23.02.2002-16.03.2002) mostra fotografica in collaborazione con l’Istituto francese di Napoli. Real Museo Mineralogico. L’antichità del Mondo. Fossili, Alfabeti e Rovine*: (02.03.2002-30.06.2002) organizzata dall’Università di Bologna nei Musei di Palazzo Poggi. Reperti Real Museo Mineralogico. Gouaches napoletane e libri del 600: (01.05.2002-31.05.2002) esposizione di Gouaches dell’Osservatorio Vesuviano e libri dei Dipartimenti di Scienze della Terra e di Zoologia, per il “Maggio dei Monumenti”. Real Museo Mineralogico. Vesuvio 79 A.D. Vita e morte ad Ercolano: (13.05.2002-14.12.2002) esposizione di reperti legati all’eruzione pliniana che coinvolse l’intera area vesuviana. Museo di Antropologia. Vasi e strumenti medici della Farmacia degli Incurabili e Reperti della Collezione Medicea: (12-19 dicembre 2002) esposizione di reperti della Farmacia degli Incurabili e del Museo di Storia Naturale di Firenze in occasione del decennale del Centro Musei. Chiesa dei S.S. Marcellino e Festo. Apparecchi e modelli matematici di fine Ottocento inizio Novecento: (01.05.2003–10.06.2003) mostra di apparecchi del Dipartimento di Matematica “Renato Caccioppoli” dell’Università Federico II per il “Maggio dei Monumenti”. Real Museo Mineralogico. Quando a Petina c’era il mare*: (01.06.2003-14.06.2003) organizzata dal Comune di Petina (Salerno). Reperti Museo di Paleontologia. Storia, Immagini e luoghi nella vita di O. G. Costa: (11.12.2003–30.06.2005) APPENDICE · 101 percorso museale articolato in due mostre distinte “Tesori e scoperte paleontologiche” e “Un dinosauro a Pietraroia” in collaborazione con la Soprintendenza di Salerno. Museo di Paleontologia. Montagna. Da Durer a Warhol, tra arte e scienza*: (19.12.2003-18.04.2004) organizzata dal Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto. Reperti Real Museo Mineralogico. Mostra Collettiva Nerodiscena**: (26.01.2004–01.02.2004) Rassegna di arti sceniche e visuali, promossa dall’Assessorato all’Ambiente e alle Politiche Giovanili del Comune di Napoli . Real Museo Mineralogico. Mostra la Natura**: (26.05.2004-10.06.2004) esposizione di opere di divulgazione naturalistica di studenti e neolaureati in Scienze Naturali e Scienze della Natura. Museo Zoologico. I reperti della Collezione O.G.Costa*: (09.11.2004-30.11.2004) mostra fotografica presso la sede Comunale di Alessano (Lecce). Reperti Museo di Paleontologia. Casa dei Re*: (08.12.2004-03.03.2005) organizzata dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e il paesaggio, per il patrimonio storico, artistico e Demo-etno-antropologico di Caserta e Benevento, presso la Reggia di Caserta. Reperti Real Museo Mineralogico e Museo di Paleontologia. Le farfalle, ornamento della Natura: (15.02.2005-10.01.2006) esposizione di farfalle provenienti da tutti i continenti. Museo Zoologico. La Wunderkammer di Pieter von Balthasar. Tra Naturalia e Mirabilia**: (15.10.2005-30.10.2005) mostra di quadri realizzati dall’eclettico artista Edgard Vallora con ambientazione di una Wunderkammer. Real Museo Mineralogico. Per gli amici Dino*: (05.11.2005-28.02.2006) Futuro Remoto 2005 organizzata da Città della Scienza-Fondazione IDIS. Reperti Real Museo Mineralogico e Museo di Paleontologia. Magie d’Ambra. Amuleti e gioielli della Basilicata antica*: (02.12.200530.04.2006) organizzata dalla Soprintendenza Archeologica della Basilicata presso il Museo Archeologico Nazionale di Potenza. Reperti Museo di Paleontologia. 102 · APPENDICE Conatus**: (17-24 marzo 2006) mostra di arte contemporanea del giovane artista Davide Racca. Real Museo Mineralogico. Un piccolo, grande dinosauro*: (04.05.2006-04.05.2007) organizzata dal Museo Civico di Storia Naturale di Milano. Reperti Museo di Paleontologia. Ignazio Cerio. Un ingegno d’altri tempi*: (08.06.2006-30.06.2006) mostra documentaria svoltasi presso il Centro Caprese Ignazio Cerio di Capri. Reperti Museo di Antropologia. Coralli segreti*: (21.06.2006-15.01.2007) organizzata dalla Soprintendenza Archeologica della Basilicata presso il Museo Archeologico Nazionale di Potenza. Reperti del Museo di Paleontologia e del Museo Zoologico. Evoluzione. Ripercorrendo l’odissea della vita*: (13.10.2006-30.09.2007), promossa dalla Fondazione IDIS - Città della Scienza. Reperti Museo Zoologico. Alla scoperta del Vesuvio*: (21.10.2006-19.11.2006) promossa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Protezione Civile presso il PAN di Via dei Mille. Reperti Real Museo Mineralogico. Materiali lapidei: (18 dicembre 2006) realizzazione di ostensione permanente di materiali lapidei estratti in Basilicata, Calabria e Campania in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Terra. Real Museo Mineralogico. Mediterraneo e Dintorni*: (25-27.04.2007) IV edizione della manifestazione svoltasi presso l’Orto botanico della Facoltà di Agraria di Portici. Collaborazione del Centro. I Cicli Vitali**: (06.06.2007-30.07.2007) esposizione di opere di divulgazione naturalistica di studenti e neolaureati in Scienze Naturali e Scienze della Natura, patrocinata dalla Facoltà di Scienze MM. FF. NN. Museo di Paleontologia. Museo on the Road: la Scienza per il cittadino: (01.10.2007-31.10.2007) mostra mineralogica, con laboratori e conferenze. Biblioteca Comunale Antonio Labriola di San Giovanni a Teduccio, Napoli. Reperti Real Museo Mineralogico. Mostra paleontologica*:(20.10.2007) organizzatainoccasionedell’inaugurazione del Museo geo-paleontologico dell’alto Aventino, presso il Castello Ducale APPENDICE · 103 di Palena (Chieti). Reperti Museo di Paleontologia. Rettili teropodi e Minerali esotici: (15.11.2007-30.01.2008) esposizione di reperti concessi in prestito dalla Ditta Zoic di Trieste e di nuovi minerali acquistati. Museo di Paleontologia e Real Museo Mineralogico. Vegetalia: alla ricerca delle geometrie in/visibili delle piante**: (12.12.200714.01.2008) mostra fotografica di Riccardo Motti ed esposizione di reperti del Museo Orazio Comes della Facoltà di Agraria della Federico II. Museo di Paleontologia. La scimmia nuda. Storia naturale dell’umanità*: (01.02.2008–30.09.2008) organizzata presso il Museo Friulano di Storia Naturale, Udine. Reperti Museo di Antropologia e Museo Zoologico. Mostra Permanente per l’Educazione Scientifica*: (03.03.2008) svoltasi presso la chiesa di San Giuseppe delle Scalze in salita Pontecorvo, Napoli. Reperti Museo di Paleontologia. Il Vesuvio: (13-15 marzo 2008), mostra di reperti della Collezione Vesuviana del Real Museo Mineralogico allestita per il 39° “Bologna Mineral Show”. Mediterraneo e dintorni*: (31.05.2008-02.06.2008) V edizione, organizzata presso l’Orto botanico della Facoltà di Agraria di Portici. Collaborazione del Centro. Zoophantasy’ animali e non solo in mostra al Museo Zoologico**: (29.11.200831.01.2009) creazioni artistiche di Maria Pia Daidone. Museo Zoologico. Animalia: la bellezza della natura in immagini**: (13.12.2008–14.02.2009) mostra fotografica di Roberta Pagano. Museo di Paleontologia. La scimmia nuda. Storia naturale dell’umanità*: (03.04.2009-11.12.2010) organizzata presso il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino. Reperti Museo di Antropologia e Museo Zoologico. Microcosmos: (03/05.04.2009) mostra entomologica a cura di Alessandro Pappalardo. Museo di Paleontologia. James D. Watson e la doppia elica del DNA: (08.05.2009-30.05.2009) mostra autobiografica in occasione della visita di J. D. Watson alla Federico II. Museo di Paleontologia. Human Revolution**: (21 maggio 2009) esposizione e performance dell’artista 104 · APPENDICE napoletano Christian Leperino. Real Museo Mineralogico. I Dinosauri italiani e altri vertebrati fossili del nostro paese*: (05.09.200931.01.2010) organizzata dal Museo Geologico Giovanni Capellini di Bologna. Reperti Museo di Paleontologia. Papua: l’isola del Paradiso: (16/18.04.2010) mostra etnografica a cura di Alessandro Pappalardo: Museo di Paleontologia. Le Conchiglie: loro utilizzo nella società antica e moderna: (16.04.201015.07.2010) mostra malacologica a cura di Gianni D’Anna e Sergio Duraccio. Museo di Paleontologia. I frattali: la geometria della natura**: (08.06.2010-15.07.2010) mostra d’arte di Gianni D’Anna. Museo di Paleontologia. Pani – Volti**: (15.02.2011-03.04.2011) mostra fotografica di Antonio Biasucci. Museo di Capodimonte. Collaborazione Museo di Antropologia. I Trilobiti: (24.03.2011-11.04.2011) mostra paleontologica curata dal Museo di Paleontologia presso l’Osservatorio astronomico di Capodimonte. Reperti Museo di Paleontologia. SALQA UYWA-Animali selvatici del Sud America: (29.02.2012–31.07.2012) mostra di fotografia naturalistica di V. G. Russo. Museo Zoologico. Insettopolis: (27/29.04.2012) esposizione di esemplari vivi e ricostruzioni alla scoperta dell’affascinante mondo degli insetti, a cura dell’Associazione Scienza semplice. Museo di Paleontologia. Collection. Istanti animali dalla Campania**: (27.04.2012-30.06.2012) mostra fotografica sulla biodiversità del territorio campano a cura dell’Associazione Ardea Onlus. Museo di Paleontologia. Le medaglie delle lave vesuviane: (27.04.2012-30.06.2012) curata dall’Osservatorio Vesuviano e dal Real Museo Mineralogico. Museo di Paleontologia. Illustrare la natura**: (27.04.2012- 30.06.2012) esposizione di 50 opere finaliste del Concorso Nazionale di Disegno Naturalistico. Museo di Paleontologia. A spasso con i continenti: Il nostro Pianeta a 100 anni dalla teoria di Alfred Wegener*: (13.10.1012-10.01.2013) organizzata dal Polo Museale dell’Università di Camerino. Reperti Real Museo Mineralogico. APPENDICE · 105 E) ATTIVITÀ EDUCATIVE E DIVULGAZIONE SCIENTIFICA Musei Porte Aperte: (maggio 1993) partecipazione all’iniziativa del Comune di Napoli per la valorizzazione del patrimonio artistico-culturale della città di Napoli. Stage per gli studenti del Liceo Scientifico Niccolò Copernico: (1 febbraio 2000/30 marzo 2000). Real Museo Mineralogico. Passeggiando nei musei: (9 giugno 2005/29 luglio 2005) visite guidate dai funzionari del Centro. La nuit des musees: (13 maggio 2005) organizzata dalla Facoltà di Veterinaria e Museo di Veterinaria, nell’ambito dell’evento proposto e coordinato dalla direzione dei Musei di Francia. Partecipazione con presentazione del Centro. Manifestazione Università porte aperte: (6/10 marzo 2006) partecipazione alla manifestazione con accesso ai Musei e visite guidate. Disegna un animale: (1/31 maggio 2006) Concorso a premi organizzato dal Centro e dall’Associazione Nazionale Insegnanti Biologi e rivolto agli alunni delle scuole elementari e medie. Premiazione 8 giugno 2006 al Real Museo Mineralogico. Manifestazione Università porte aperte: (12/16 febbraio partecipazione con accesso ai Musei e visite guidate. 2007) 1ᵃ Edizione della Manifestazione Collezionare la Natura - Mostra mercato di oggetti naturali: (16/18 novembre 2007) presso il Complesso Universitario dei S.S. Marcellino e Festo. Manifestazione Università porte aperte: (25/29 febbraio partecipazione con accesso ai Musei e visite guidate. 2008) Anniversario di Arte card: (01/02 marzo 2008) partecipazione con ingresso gratuito ai Musei Settimana della Cultura: (03/09 marzo 2008) partecipazione con accesso gratuito ai Musei. Settimana della Cultura: (29 marzo 2008) nell’ambito di “Museinforma” 106 · APPENDICE relazione del Direttore “Le ricerche nel campo della didattica museale delle Scienze Naturali: progetti di recente realizzazione” ed exibit del Laboratorio didattico: “Magici Minerali”. 2ᵃ Edizione della Manifestazione Collezionare la Natura - Mostra mercato di oggetti naturali: (23/25 maggio 2008) presso il Complesso Universitario dei S.S. Marcellino e Festo. Bambini senza confini Associazione Onlus: (10 luglio 2008) Visita, ai musei di 20 bambini Saharawi. Giornate Europee del Patrimonio museale: (27/28 settembre 2008) partecipazione con accesso gratuito ai Musei e visite guidate. Donna Cultura Opinione: (14 novembre 2008) visite guidate per l’associazione. Futuro Remoto. Un viaggio tra scienza e fantascienza: (21/30 novembre 2008) organizzata dalla Fondazione IDIS -Città della Scienza, Napoli, partecipazione con reperti del Centro. XIX Settimana della Cultura Scientifica: (23/28 marzo 2009) promossa dal MIUR “Scienziati per un giorno al Centro Museale di Ateneo” attività di laboratorio. 3ᵃ Edizione della Manifestazione Collezionare la Natura - Mostra mercato di oggetti naturali: (03/05 aprile 2009) presso il Complesso Universitario dei S.S. Marcellino e Festo. Manifestazione Università porte aperte: (20/23 aprile 2009) partecipazione con visite guidate ai Musei. Manifestazione Maggio dei Monumenti: (9, 16, 23, 30 Maggio 2009) partecipazione con visite guidate ai Musei. Giornate Europee del Patrimonio museale: (27 settembre 2009) partecipazione con accesso gratuito ai Musei. Manifestazione Università porte aperte: (22/24 partecipazione con visite guidate ai Musei. febbraio 2010) 4ᵃ Edizione della Manifestazione Collezionare la Natura – Mostra mercato di oggetti naturali: (16/18 aprile 2010) svoltasi presso il Complesso APPENDICE · 107 Universitario dei S.S. Marcellino e Festo. Giornata internazionale dei Musei: (18 maggio 2010) partecipazione con ingresso e visita guidata ai musei. Olimpiadi Internazionali di Scienze Naturali: (8 giugno 2010) visita guidata per gli studenti partecipanti alle Olimpiadi. Bambini senza confini Associazione Onlus: (12 luglio 2010) – Visita dei bambini Saharawi ai musei del Centro. 5ᵃ Edizione della Manifestazione Collezionare la Natura – Mostra mercato di oggetti naturali: (15/17 aprile 2011) svoltasi presso il Complesso Universitario dei S.S. Marcellino e Festo. Buongiorno Regione di Rai Tre: (2 maggio 2011) interviste e riprese dalle sale del Centro. 150 anni di Scienza a Napoli: (16 e 18 maggio 2011) partecipazione alla manifestazione con visite gratuite al Museo di Paleontologia. Maggio dei Monumenti: (1, 8, 15, 22, 29 maggio 2011) partecipazione alla manifestazione con l’apertura straordinaria dei musei del Centro. Presentazione del volume: (9 giugno 2011) “Corpi in trappola. Vite e storie tra i rifiuti”. Real Museo mineralogico. Bambini senza confini Associazione Onlus: (7 luglio 2011) Visita dei bambini Saharawi ai musei del Centro. The Second Italian Workshop on Landslides: (28/30 settembre 2011) organizzato dal Centro Interdipartimentale di Ricerca in Ingegneria Ambientale, Seconda Università di Napoli e dal Dipartimento di Ingegneria Idraulica, Geotecnica e Ambientale dell’Università di Napoli Federico II, svoltosi presso il Complesso Universitario dei S.S. Marcellino e Festo. Visite guidate al Real Museo Mineralogico e al Museo di Paleontologia. Giornata di accoglienza degli studenti Erasmus: (04 ottobre 2011) Collaborazione alla giornata svoltasi presso il Complesso di San Marcellino e Festo. Rappresentazione teatrale: (14 ottobre 2011) “La sala metafisica –omaggio 108 · APPENDICE ad Emmanuel Kant”, rassegna “Museum2 organizzata dalla fondazione GENS. Real Museo Mineralogico. Biodiversamente: (20/21 ottobre 2011) partecipazione al Festival dell’Ecoscienza promosso dal WWF e dall’ANMS, con offerta ai cittadini di visite guidate gratuite nei quattro Musei. Futuro remoto 2011: Viaggio al centro della terra: (11/27 novembre 2011) organizzata da Fondazione Idis-Città della Scienza, Napoli. Partecipazione con reperti del Real Museo Mineralogico e del Museo di Paleontologia. Visita al Museo di Mineralogia: della Delegazione Università dello Stato di Rio de Janeiro composta dal Sub -Rettore Prof.ssa Regina Henriques, Direttore delle Mostre UERJ Prof. Lima e signora, segretario del Rettore Dr Ricardo Franza (12 dicembre 2011). Visita guidata dai Funzionari nei Musei del Centro: per un gruppo di 29 studenti del Liceo Scientifico S. Croce di Magliano (CB), organizzata nell’ambito dell’attività di Orientamento-Tutorato della Facoltà di Scienze (15 dicembre 2011). Riprese nel Real Museo Mineralogico: realizzate da una classe del Liceo Umberto I nell’ambito del progetto ENISCUOLA e MIUR (17 gennaio 2012). Lezione speciale: (2 febbraio 2012) di illustrazione “Un giorno al Museo” organizzata dalla Scuola italiana di Comix presso il Museo di Paleontologia. Partecipazione alla XIV settimana: (14/22 aprile 2012) della cultura promossa dal MIBAC con il percorso didattico “Lapislazzulo, ocra, malachite. Il colore: dal minerale alla tela fino al virtuale”, organizzato dal Real Museo Mineralogico e dal Museo di Capodimonte. 6ᵃ Edizione della Manifestazione Collezionare la Natura – Mostra mercato di oggetti naturali: (27/ 29 aprile 2012) presso il Complesso Universitario dei S.S. Marcellino e Festo. Maggio dei Monumenti: (12, 13, 19, 20, 26, 27 maggio e 2, 3 giugno) con l’apertura straordinaria dei musei del Centro. APPENDICE · 109 Presentazione del libro: (14 marzo 2012) “Il killer dei qwerty”di Gero Mannella”. Museo di Antropologia. Giornata internazionale dei Musei: (18 maggio 2012) visite guidate gratuite sul tema “Raccontare e mostrare l’evoluzione delle proprie collezioni (ieri e oggi)”. Visita guidata: (19 maggio 2012) al Museo di Mineralogia per i partecipanti al Congresso “Sustanable geothermal exploration in urbanised environments: the southern and central Italy volcanic areas”, organizzato dall’Osservatorio Vesuviano in collaborazione col Centro Musei delle Scienze Naturali. Lilliput: (31 maggio/3 giugno 2012) Partecipazione con laboratori didattici alla manifestazione organizzata dalla Exit Communication presso Città della Scienza. Visita guidata: (8 giugno 2012) al Museo di Paleontologia per i partecipanti all’XI Congresso SIDA “Criteri diagnostici: l’esigenza di un linguaggio comune”. Anteprima del DVD interattivo: (12 giugno 2012) “La macchina del Tempo. Un giorno speciale al Museo di Mineralogia” realizzato dal Centro Musei. 110 · APPENDICE F) I PROGETTI Catalogazione e valorizzazione delle collezioni scientifiche del Centro Musei delle Scienze Naturali: finanziato dalla Regione Campania nell’ambito della Legge Regionale n. 41, annualità 1998. Realizzazione dei cataloghi informatizzati e ipertesti multimediali per la divulgazione della cultura scientifica: finanziato dalla Legge Regionale n. 41, annualità 1999. Dalla cera alla plastica: modelli per lo studio delle materie scientifiche: finanziato dalla Legge Regionale 49, annualità 2001. La gestione dei Musei scientifici e delle città della scienza: un corso di formazione e aggiornamento professionale per la cura e la valorizzazione del patrimonio e la diffusione della cultura scientifica: finanziato dal MIUR Legge n.6, annualità 2001. Potenziamento e restauro delle strutture destinate all’esposizione e alla conservazione dei reperti del Centro Museale - Supporti mediali alla visita guidata educativa: finanziato dal Fondo Musei Federico II, anni finanziari 2001-2002. Indagini mineralogico-petrografiche e geochimiche sulle associazioni paragenetiche presenti nei proietti dell’eruzione del 1872 del Somma-Vesuvio: definizione delle condizioni chimico-fisiche che hanno sovrinteso alla minerogenesi: finanziato dalla Legge Regionale n.5, annualità 2002. Catalogo fotografico: realizzato con il contributo della Regione Campania, annualità 2002. Scienza e Musei – Immagini di una storia: finanziato dal MIUR Legge n.6, annualità 2003. Potenziamento e restauro delle strutture destinate all’esposizione e alla conservazione dei reperti del Centro Museale – Esperienze di laboratorio ed esperienze editoriali volte alla diffusione della cultura scientifica: finanziato dal Fondo Musei Federico II, anno APPENDICE · 111 finanziario 2003. Restauro del pavimento maiolicato del Real Museo Mineralogico: finanziato dal Fondo Musei Federico II, anno finanziario 2004. Completamento restauro del pavimento maiolicato del Real Museo Mineralogico: finanziato dal Fondo Musei Federico II, anno finanziario 2005. Mineralogia e geochimica dei proietti delle eruzioni del Somma-Vesuvio: evidenze di processi di alterazione sovrimposti: finanziato dalla Legge Regionale n. 6, annualità 2005. Interventi di restauro e completamento e allestimento di laboratori didattici: finanziato dal Fondo Musei Federico II, anno finanziario 2006. I Musei narrano la Scienza: finanziato dal MIUR Legge n. 6, annualità 2006. Museo on the Road. La Scienza per il cittadino: finanziato dal MIUR Legge. 6, annualità 2007. Biodiversità animale nei parchi e nelle Aree protette della provincia di Napoli alla luce delle collezioni museali: finanziato dalla Provincia di Napoli, annualità 2007. Realizzazione catalogo multimediale: finanziato dalla Regione Campania Legge 42, annualità 2007. Intervento di consolidamento, restauro e valorizzazione del Museo Zoologico nel Centro Musei delle Scienze Naturali dell’Università degli Studi Federico II: progetto presentato alla Regione Campania nell’ambito di “Parco Progetti Regionali”, approvato perché ritenuto valido e inserito in graduatoria ma non finanziato, 2007. Realizzazione aula e laboratori didattici: finanziato dal Fondo Musei Federico II, anni finanziari 2007-2008. Impatto educativo dei Musei Naturalistici sul Territorio: conoscere la natura per tutelare l’ambiente: finanziato dal MIUR Legge n.6, annualità 2008. Metodologie integrate per indagini cristallochimico-strutturali su 112 · APPENDICE minerali di interesse applicativo: sodaliti, cuspidine e apatiti della Collezione Vesuviana del Real Museo Mineralogico, Università di Napoli, PRIN 2008 cofinanziato. Creare professionalità: corso di formazione professionale per operatori didattici, per favorire una corretta diffusione delle scienze della natura e contrastare il dilettantismo nella comunicazione scientifica: finanziato dal MIUR L 6, annualità 2009. Intervento di consolidamento, restauro e valorizzazione del Museo Zoologico nel Centro Musei delle Scienze Naturali dell’Università degli Studi Federico II: presentato nell’ambito del Grande Programma Centro Storico Patrimonio Unesco, approvato perché ritenuto valido ma non finanziato, 2009. L’importanza dell’esposizione per promuovere il sapere scientifico: Restauro del mobilio espositivo del Real Museo Mineralogico e del Museo Zoologico e potenziamento espositivo del Museo di Antropologia: finanziato dal Fondo Musei Federico II, anno finanziario 2009. Un viaggio virtuale nei musei naturalistici dell’Università Federico II: cofinanziato dal MIUR Legge n.6, annualità 2010. L’importanza della cura delle collezioni e dei locali storici per la tutela del patrimonio museale e per una migliore fruizione: Collezione Costa e Locali Scala Santa: finanziato dal Fondo Musei Federico II, anno finanziario 2011. APPENDICE · 113 1992-2012 Direttori del Centro Musei delle Scienze Naturali E FISICHE Direttori del Centro Musei delle Scienze Naturali Silvana Filosa dal 1992 al 2001 Maria Rosaria Ghiara dal 2002 ad oggi Direttori scientifici Real Museo Mineralogico Prof. Maria Rosaria Ghiara dal 1992 ad oggi Museo Zoologico Prof. Virgilio Botte dal 1992 al 2003 Prof. Antonio Ariani dal 2003 al 2009 Prof. Biagio D’Aniello dal 2009 al 2010 Prof. Gerardo Gustato dal 2010 ad oggi Museo di Antropologia Prof. Francesco Fedele dal 1992 al 2005 Prof. Vincenza Laforgia dal 2005 ad oggi Museo di Paleontologia Prof. Filippo Barattolo dal 1992 al 2000 Prof. Gioacchino Bonaduce dal 2000 al 2001 Prof. Giuliano Ciampo dal 2001 al 2009 Prof. ssa Paola de Capoa dal 2009 al 2011 Prof. Franca Sgarrella dal 2012 ad oggi Museo di Fisica Prof. Edvige Schettino dal 2012 ad oggi 114 LO STAFF DEL CENTRO MUSEI DELLE SCIENZE NATURALI E FISICHE ottobre 2012 Direzione Direttore: Prof.ssa Maria Rosaria Ghiara Segreteria Amministrativa Segretario amministrativo - Dott.ssa Rosaria Liscio Personale Area Amministrativa - Sig.ra Rosa Volpicelli Coordinamento attività didattica e divulgativa Funzionario Tecnico – Dott.ssa Rosanna Del Monte Real Museo Mineralogico Direttore scientifico - Prof.ssa Maria Rosaria Ghiara Funzionario tecnico - Dott.ssa Carmela Petti Personale area tecnica - Sig. Luciano Assunto Personale area tecnica - Sig. ra Paola Criscuolo Museo Zoologico Direttore scientifico - Prof. Gerardo Gustato Funzionario tecnico - Dott.ssa Roberta De Stasio Funzionario tecnico - Dott. Nicola Maio Museo di Antropologia Direttore scientifico - Prof.ssa Vincenza Laforgia Funzionario tecnico - Dott.ssa Lucia Borrelli Funzionario tecnico - Dott. Pietro Paolo Petrone Personale area tecnica - Sig. Gerardo Corcione Museo di Paleontologia Direttore scientifico - Prof.ssa Franca Sgarrella Coordinatore tecnico - Dott.ssa Maria Carmela del Re Coordinatore tecnico- Dott.ssa Roberta Improta Personale area tecnica - Dott.ssa Elena Andretta Personale area tecnica - Sig. Mario Turco Museo di Fisica Direttore scientifico - Prof.ssa Edvige Schettino Personale area tecnica - Sig. Matteo Nardi Personale area tecnica - Sig. Roberto Cirillo 115 Questo volume è stato stampato nel mese di novembre 2012 presso la Leonardo srl - Napoli, per conto della Medias srl - Napoli www.mediasitalia.com Stampato in Italia - Printed in Italy Con l’adesione del Presidente della Repubblica Con il patrocinio di: Senato della Repubblica Camera dei Deputati Presidenza Consiglio dei Ministri Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca Ministero per i Beni e le Attività Culturali Regione Campania Comune di Napoli Consiglio Nazionale delle Ricerche Seconda Università degli Studi di Napoli Università degli Studi di Napoli L’Orientale Università degli Studi di Salerno Università degli Studi del Sannio Università degli Studi di Napoli Parthenope Università degli Studi Suor Orsola Benincasa Stazione Zoologica Anton Dohrn Osservatorio Astronomico Capodimonte Osservatorio Vesuviano Accademia Nazionale dei Lincei Accademia Nazionale delle Scienze detta dei XL Società Nazionale di Scienze, Lettere e Arti in Napoli Accademia Pontaniana International Council of Museums Italia Associazione Nazionale Musei Scientifici Istituto Italiano Studi Filosofici www.musei.unina.it ISBN 978-88-907882-0-8 z 25,00 9 788890 788208