Indice
- Non ho un lavoro ma posso cercarlo, ecco come…
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- Il mio rapporto di lavoro sta per terminare
- Le dimissioni
- L’indennità di disoccupazione
- La mobilità
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- Risposte alle domande più frequenti
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- Mini giuda
- Centri per l’Impiego, la mia guida nel mercato del lavoro
- Dove cercare ancora?
- Diversi contratti, diversi diritti e doveri
- Il lavoro cambia, io cambio con lui
- Un CV scritto bene è fondamentale
- Con un Cv ben scritto non si passa inosservati
- Ho un lavoro ma sono sempre ben attenta a i miei diritti
Lavoro e famiglia, è un mio diritto
- I congedi parentali
- I servizi di assistenza sul territorio
Problemi sul posto di lavoro: posso difendermi!
- Mobbing e molestie: come comportarsi?
Non ho paura, c’è chi mi aiuta
- La Consigliera di parità
- Il sindacato
La Provincia di Cuneo aiuta il lavoro
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Non ho un lavoro ma posso cercarlo,
ecco come…
Mini guida
Nonostante in questi ultimi anni sia aumentato il numero delle donne che lavorano il
fenomeno della disoccupazione resta ancora prevalentemente femminile.
Benché la qualità occupazionale sia migliorata e si sia ridotto il divario nel mercato del lavoro tra
uomini e donne, si registra ancora quasi dappertutto uno svantaggio delle seconde rispetto ai
primi. Difficoltà nel raggiungere ruoli di responsabilità e disparità retributiva con gli uomini
sono due dei principali mali del lavoro femminile, in Italia ma non solo.
Questa nostra breve guida vuole informare, orientare e aiutare le donne che sono alla ricerca
di un lavoro e per le quali la loro personale realizzazione passa anche attraverso l’attività
professionale.
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La Provincia di Cuneo aiuta il lavoro
Da dove si inizia per cercare lavoro? Come si fa a contattare le aziende e a conoscere le opportunità offerte
dal territorio?
Non esiste una risposta unica. La cosa certa è che è meglio avere più fonti d’informazioni possibile, un
metodo di ricerca e un atteggiamento positivo, non lasciandosi influenzare e bloccare da paure e stereotipi
sul mercato del lavoro.
Per cercare lavoro si può rispondere alle inserzioni sui quotidiani e i giornali specializzati, autocandidarsi
presso le aziende, utilizzare la cerchia di amici e parenti per reperire informazioni sui posti di lavoro
disponibili, utilizzare internet o rivolgersi alle agenzie di somministrazione di lavoro temporaneo.
Meglio scegliere più strade,anche tutte insieme, e, cosa fondamentale, partendo dalla conoscenza di sé
individuare il proprio obiettivo professionale: cosa vogliamo e cosa sappiamo fare? Come le nostre
esperienze passate possono essere utili in un impiego futuro?
Centri per l’Impiego, la mia guida nel mercato del lavoro
Per essere aiutate in quest’analisi su se stesse e avere un quadro sulle opportunità formative e lavorative
del territorio il primo passo da compiere è rivolgersi ai Centri per l’Impiego della Provincia di Cuneo, che
offrono alle donne in cerca di lavoro un’ampia gamma di servizi mirati.
Gestiti dalle Province offrono:
- Accoglienza
Uno sportello dove l’operatore del Centro aiuta a individuare il genere di servizio più adatto alle esigenze
dell’utente.
- Orientamento
Un servizio di informazioni sulle opportunità lavorative e formative nel territorio.
- Servizio di preselezione
Favorisce l’incontro tra domanda e offerta di lavoro nella Provincia. In pratica, l’impresa segnala al Centro
le sue offerte di lavoro e un operatore individua i candidati più adatti, in base ai curriculum raccolti.
- Accompagnamento nella ricerca del lavoro
Offre sostegno nella redazione di Curriculum vitae e di domande di lavoro.
- Segnalazione moduli formativi professionalizzanti e tirocini
Un elenco di tutte le possibilità attivate dalla Provincia in campo di corsi di formazione e tirocini, per
perfezionare la propria preparazione secondo le necessità del mercato.
Per accedere ai servizi per l’impiego, occorre autocertificare, presso il Centro per l’Impiego in cui si è
domiciliati, di essere disoccupata o inoccupata, e dichiarare la disponibilità immediata all’inserimento
lavorativo.
La Provincia di Cuneo aiuta il lavoro
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Possono farlo:
- Minori di età compresa tra i 16 e i 18 anni che hanno terminato la scuola dell’obbligo.
- Giovani di età superiore ai 18 anni e fino a 25 anni compiuti o, se in possesso di un diploma universitario
di laurea, fino a 29 anni compiuti.
- Donne in reinserimento lavorativo: quelle donne che, in precedenza occupate, desiderano rientrare nel
mercato dopo almeno due anni di inattività.
- Disoccupate/i di lunga durata: coloro che, dopo aver perso il lavoro o cessato un’attività autonoma, sono
alla ricerca di una nuova occupazione da più di 12 mesi, o da più di 6 mesi se giovani.
- Inoccupate/i di lunga durata: coloro che, non avendo mai lavorato, sono alla ricerca di un’occupazione da
più di 12 mesi o da più di 6 mesi se giovani.
Diversi contratti, diversi diritti e doveri
Al contrattodilavorosubordinatoatempoindeterminato, si affiancano diverse altre forme di assunzione:
- Il contratto a tempo determinato, che può essere utilizzato per ragioni di carattere tecnico, produttivo,
organizzativo o sostitutivo. In base alla recente legge n. 247/2007 può durare al massimo 3 anni.
Come il contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, anche il contratto a termine può essere a
tempo pieno, oppure part-time. Il contratto part-time, che può essere proposto in sede di assunzione,
oppure può venire richiesto dal datore di lavoro o dalla lavoratrice in itinere (ma in questo caso ci deve
essere il consenso da entrambe le parti), prevede gli stessi diritti e gli stessi doveri del corrispondente
contratto di lavoro a tempo pieno. Il part-time può essere verticale (solo per alcuni giorni la settimana),
orizzontale (a orario giornaliero ridotto) o misto (una combinazione dei due sistemi precedenti).
OGGIILLAVOROSITROVAONLINE
La nuova frontiera del mondo del lavoro è il
recruitment online, ovvero la ricerca di lavoro
attraverso Internet. Utilizzare questa tecnologia
significa non restare esclusi da una fetta importante
del mercato del lavoro.
I siti specializzati in domanda e offerta di lavoro sono
moltissimi: tutti, oltre a pubblicare annunci di lavoro,
danno l’opportunità di candidarsi a queste offerte e di
inserire il curriculum nella loro banca dati, poi
consultata dalle aziende interessate.
- www.pariedispari.it
- www.womenews.net
Ecco alcuni link specificamente dedicati alle donne
che cercano lavoro e che vogliono autonomamente
crearselo:
- www.if-imprenditoriafemminile.it
- www.sportellodonna.org
Per trovarne altri il consiglio è di farsi guidare dal
personale del Centro per l’Impiego, consultare i
giornali specializzati in annunci di lavoro e utilizzare
i motori di ricerca di internet.
Dove cercare ancora?
La legge n. 30/2003 ha rivoluzionato il sistema dei servizi per il lavoro per facilitare l’incontro tra la
domanda e l’offerta, da un lato permettendo anche ai privati di essere operatori abilitati, dall’altro, creando
una rete telematica aperta per fornire maggiore efficienza.
In particolare, sono nate le Agenzie per il lavoro, che si occupano non solo di somministrazione di lavoro
temporaneo, ma anche d’intermediazione di manodopera, di ricerca e selezione del personale e di
supporto alla ricollocazione del personale. Devono essere autorizzate e iscritte in un apposito Albo presso
il Ministero del Lavoro e accreditate dalla Regione Piemonte.
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- La somministrazione di lavoro (ex contratto di lavoro interinale) che consiste nella fornitura
professionale di manodopera da parte di un’agenzia somministratrice( le Agenzie per il lavoro) a
un’impresa utilizzatrice. Le lavoratrici sono pagate dal somministratore per il tempo in cui l’utilizzatore ne
richiede l’impiego (definito nel contratto di somministrazione), ma lavorano alle dirette dipendenze
dell’utilizzatore.
- Il contratto di apprendistato è la forma più utilizzata per chi ha meno di 29 anni. Sono previste tre
tipologie:
- Rivolta ai giovani in obbligo formativo.
- Destinata all’acquisizione di un diploma o di un percorso di alta formazione.
- “Professionalizzante”, che va a sostituire l’apprendistato regolato dalla legge n. 25/1955.
È un contratto a contenuto formativo, in cui il datore di lavoro è obbligato a garantire all’apprendista un
numero di ore di formazione definito per legge. Per quanto riguarda l’apprendistato professionalizzante,
la durata del contratto è compresa tra due e sei anni e devono essere garantite almeno 120 ore di
formazione all’anno.
- Il contratto di inserimento si fonda su un progetto individuale di inserimento sottoscritto da datore di
lavoro e lavoratrice, che deve consentire l’adeguamento delle competenze professionali della lavoratrice e
definire le modalità della formazione. Ai datori di lavoro che assumono donne con contratto di
inserimento sono concesse agevolazioni contributive (per le assunzioni nella provincia di Cuneo le
riduzioni sono del 25%).
La Borsa Continua Nazionale del Lavoro è un sistema aperto di incontro domanda-offerta di lavoro dove
le persone in cerca di lavoro, gli operatori accreditati e i datori di lavoro possono incontrarsi in maniera
trasparente. Il sistema è alimentato da tutte le informazioni immesse liberamente dai lavoratori, dalle
imprese e dagli operatori pubblici e privati autorizzati o accreditati.
È un sistema informativo basato su una rete di Borse del Lavoro Regionale le cui banche dati
confluiscono a livello nazionale nella Borsa Continua Nazionale del Lavoro.
I cittadini e le imprese possono fruire dei servizi di incontro domanda e offerta di lavoro tramite i nodi
regionali e gli uffici sul territorio.
Per saperne di più: www.borsalavorodelpiemonte.it
- Il contratto di collaborazione a progetto ha sostituito le vecchie co.co.co. nel settore privato. Deve essere
stipulato in forma scritta e contenere il progetto, programma o fase di esso in base al quale committente
e lavoratrice si accordano per definire modalità di coordinamento e compenso.
Grazie alla Finanziaria 2007, anche le collaboratrici a progetto hanno diritto all’indennità di malattia e
maternità. Per le collaborazioni di breve durata è possibile firmare un contratto di collaborazione
occasionale, che però non può avere una durata superiore ai 30 giorni nell’anno solare per lo stesso
committente né un compenso superiore ai 5.000 euro.
La Provincia di Cuneo aiuta il lavoro
La Provincia di Cuneo aiuta il lavoro
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Il lavoro cambia, io cambio con lui
Formarsi e aggiornarsi professionalmente è uno dei passi più importanti da compiere se si cerca lavoro,
magari dopo un periodo di inoccupazione o, semplicemente, per accrescere le proprie competenze
professionali. Insomma, la formazione è una carta importante da giocare in qualsiasi momento della
propria vita professionale.
La Provincia di Cuneo, grazie anche ai fondi del Fondo sociale europeo, finanzia corsi di formazione e
aggiornamento professionale rivolti a lavoratrici e lavoratori occupati, disoccupati e inoccupati. Per
accedere ad alcuni corsi è richiesta o una qualifica o il diploma di scuola superiore, mentre altri corsi
richiedono, come requisito, il superamento di un test di ingresso.
Per saperne di più occorre contattare direttamente il Settore Formazione Professionale della Provincia di
Cuneo (via XX Settembre 48, Cuneo – tel. 0171 445879 o 0171 445876).
Con un Cv ben scritto non si passa inosservati
Il curriculum vitae (Cv) è il primo documento con cui ci si presenta al potenziale datore di lavoro. È il
nostro biglietto da visita personale e racconta la nostra “storia professionale”, valorizzandola in relazione
alle diverse realtà e ai profili professionali per cui intendiamo candidarci.
Per essere efficace un curriculum deve essere:
- Finalizzato: deve evidenziare le informazioni indispensabili per la posizione ricercata.
- Chiaro e preciso: deve far emergere le competenze maturate e le conoscenze acquisite.
- Schematico: deve essere suddiviso in blocchi/aree per essere letto anche molto rapidamente.
- Sintetico: deve essere contenuto in una, massimo due pagine.
È bene suddividere il Cv in aree informative: dati anagrafici, studi compiuti, esperienze professionali,
conoscenze linguistiche, conoscenze informatiche, liberatoria finale.
La parte relativa alle esperienze professionali è la più importante e va redatta con attenzione. In generale,
occorre indicare il nome dell’azienda, il settore di mercato in cui opera, il periodo di tempo occupato e la
posizione ricoperta. Se la posizione è attinente (per settore, mansioni ecc...) a quella per cui ci si candida è
utile anche indicare compiti, responsabilità e i risultati ottenuti. Le diverse esperienze possono essere
riportate in ordine cronologico, oppure per aree di competenze, nel caso in cui la nostra storia
professionale comprenda esperienze maturate in ambiti professionali diversi.
Interessi e altre attività extra-lavorative vanno indicate solo se si ritiene che abbiano qualche attinenza o
punto di contatto rispetto al lavoro per il quale ci stiamo candidando.
Per chi è in cerca di lavoro o vuole proseguire il suo percorso di formazione, il modello Europass
Curriculum Vitae (ex Curriculum Vitae Europeo) permette di presentare in modo chiaro ed efficace le
proprie esperienze, competenze e attitudini ed evidenziare anche ai percorsi di apprendimento non formali
(cioè extra-scolastici ed extra-lavorativi, ad es. nel caso di lingue straniere i soggiorni all’estero).
Europass Curriculum Vitae costituisce un modello comune di riferimento per proporsi o riproporsi sul
mercato del lavoro e della formazione con un curriculum più trasparente e valido in tutto il territorio
dell’Unione. È possibile scaricare la guida completa alla corretta compilazione di Europass Curriculum
Vitae sul sito www.europass-italia.it
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La Provincia di Cuneo aiuta il lavoro
Ho un lavoro ma sono sempre ben
attenta ai miei diritti
Lavoro e famiglia, è un mio diritto
I congedi parentali
Per una donna, conciliare attività lavorativa e impegni familiari può essere difficile e spinge molte donne a
scegliere tra vita familiare e lavoro. Tuttavia esistono diversi strumenti legislativi che tutelano i diritti delle
lavoratrici madri (e anche dei padri). Ecco i principali:
- Divieto di licenziamento della lavoratrice nel periodo che va dalla gestazione al compimento di un anno di
età del bambino.
- Divieto di adibire la lavoratrice durante il periodo della gestazione e fino a 7 mesi a lavori pericolosi,
faticosi e insalubri, e al lavoro notturno.
- Astensione obbligatoria dal lavoro da 2 mesi prima della data presunta del parto a 3 mesi dopo il parto
(che può essere posticipata da 1 mese prima a 4 mesi dopo).
Dopo la nascita del bambino, entrambi i genitori possono usufruire dei congedi parentali. Si tratta di
un’astensione facoltativa della lavoratrice o del lavoratore spettante ai genitori durante i primi 8 anni di età
del bambino per un periodo complessivo di 10 mesi, così diviso:
- Alla madre lavoratrice, al termine dell’astensione obbligatoria per un periodo massimo di 6 mesi
(frazionati o continuativi).
- Al padre lavoratore, per un periodo massimo di 6 mesi (frazionati o continuativi).
- Se il padre usufruisce di almeno 3 mesi continuativi il limite di 6 mesi passa a 7 e il limite massimo
complessivo da 10 a 11 mesi.
- Se unico genitore massimo 10 mesi (frazionati o continuativi).
I due genitori possono usufruire contemporaneamente del congedo parentale. L’indennità economica
spettante è pari al 30% della retribuzione sino ai 3 anni del bambino e per un periodo massimo
complessivo di 6 mesi copertura figurative normale. Per il restante periodo sia che venga effettuata dopo i
6 mesi entro i 3 anni del bambino, sia che venga usufruito dai 3 agli 8 anni, l’indennità del 30% è prevista
solo se il reddito del richiedente è inferiore a 2,5 il trattamento minimo dell’assicurazione generale
obbligatoria (Ago).
I genitori possono alternativamente richiederelo per accudire il bambino fino agli 8 anni di età. Nel caso di
malattia del bambino fino ai 3 anni di età non ci sono limiti di tempo per le assenze. Invece nel caso di
bambini tra i 3 e gli 8 anni ciascun genitore ha diritto a 5 giorni all’anno.
La Provincia di Cuneo aiuta il lavoro
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I servizi di assistenza sul territorio
Se si incontrano difficoltà a conciliare serenamente il lavoro con la maternità, a rientrare al lavoro dopo
una gravidanza o ad ottenere i congedi parentali, è possibile rivolgersi ai diversi organismi che in Provincia
di Cuneo offrono assistenza alle donne (ma anche agli uomini) in materia di pari opportunità.
Gli indirizzi sono reperibili sul sito della Provincia di Cuneo:
www.provincia.cuneo.it/servizi_alla_persona/consigliera/indirizzi/organismi.jsp
Problemi sul posto di lavoro: posso difendermi!
Mobbing e molestie: come comportarsi?
Il mobbing e le molestie sono entrambe forme di discriminazione diretta, vale a dire che creano situazioni
in cui una persona è trattata meno favorevolmente di un’altra in base al sesso, alla religione, all’origine
etnica, all’età ecc...
Il mobbing è un insieme di comportamenti violenti (vessazioni, emarginazione, umiliazioni ecc...)
perpetrati da parte di superiori e/o colleghi nei confronti di una lavoratrice o di un lavoratore, prolungati nel
tempo e lesivi della dignità personale e professionale nonché della salute psicofisica.
Per molestia sessuale s’intende un comportamento indesiderato connesso al sesso che ha lo scopo o
l’effetto di violare la dignità della persona che lavora e di creare un clima intimidatorio, ostile, degradante,
umiliante od offensivo nel luogo di lavoro.
Secondo i dati Istat 2006 circa il 12% delle donne ha subito molestie sul luogo di lavoro, ma le denunce
sono ancora poche.
Per difendersi dal mobbing, il primo passo è raggiungere la consapevolezza della propria situazione:
bisogna comprendere che i sentimenti che si provano come solitudine, inadeguatezza, rabbia ecc., sono
causati dal mobbing, quindi non nascono da noi ma sono causati da eventi esterni. È necessario trovare la
forza per reagire, la determinazione insieme all’aiuto di figure specializzate (medici, psicologi, avvocati,
sindacato) è la via per trovare una soluzione al problema. Cercare l’appoggio e il conforto negli affetti vicini
senza vergognarsi di raccontare ciò che sta accadendo è fondamentale per non sentirsi soli. Infine reagire
alle provocazioni in modo calmo, ma chiaro e deciso a far notare all’aggressore e ai testimoni che la via
intrapresa si identifica con mobbing o molestia morale.
Contro le molestie sessuali bisogna innanzitutto esprimere chiaramente di non gradire gli atti o
comportamenti inopportuni o che ledono la dignità della persona che si subiscono. Mai fare finta di nulla
o minimizzare. È utile invece annotare ogni episodio di molestia, riportando con precisione i particolari, e
coinvolgere, se possibile, i colleghi di lavoro chiedendo loro se hanno avuto le stesse esperienze.
Se esistono testimoni, anche tra gli stessi colleghi, è bene chiedere di riferire insieme i fatti e sottolineare
l’inaffidabilità della persona che molesta rispetto all’azienda o all’ente. Ma soprattutto è sbagliato pensare
di essere responsabili di quanto accade o cedere al timore di non essere creduta, di essere derisa, di
subire ulteriori ritorsioni. L’errore più ricorrente infatti è quello di affrontare le molestie in solitudine.
Non ho paura, c’è chi mi aiuta
La Consigliera di Parità
Che fare se si pensa di essere vittime di una discriminazione basata sul sesso?
La prima mossa è quella di rivolgersi alla Consigliera di Parità provinciale. La Consigliera di Parità,
nominata dal Ministro del Lavoro insieme al Ministro per le Pari opportunità, è un pubblico ufficiale che
svolge funzioni di promozione e controllo dei princìpi di pari opportunità e non discriminazione per
donne e uomini sul lavoro.
La Consigliera di parità si attiva nel momento in cui le viene segnalata (personalmente o tramite una
denuncia scritta) una discriminazione di genere. Una volta che la Consigliera ha rilevato la discriminazione,
può procedere con un ruolo di mediazione a favore della risoluzione consensuale dei contrasti.
Se l’attività di mediazione non produce una risoluzione della controversia, la Consigliera di Parità può
procedere, in accordo con la persona discriminata, con un’azione in giudizio.
In questo caso si avvale della consulenza di un avvocato che conduce gratuitamente l’istruttoria per la
persona discriminata. In Provincia di Cuneo è possibile contattare la Consigliera di Parità Anna Mantini o la
Consigliera di Parità supplente Paola Ribotta:
Ufficio Consigliera di Parità
via XX Settembre 48 - 12100 Cuneo - tel. 0171 445.800/855
e-mail: [email protected]
sito web: www.provincia.cuneo.it/servizi_alla_persona/consigliera/
Il sindacato
Se si ritiene di essere vittime di una discriminazione ci si può rivolgere anche al sindacato. Infatti, grazie a
un Protocollo d’intesa tra la Consigliera di Parità e le organizzazioni sindacali della Provincia di Cuneo, sono
state individuate e rafforzate forme di collaborazione e di percorsi comuni e condivisi per contrastare le
discriminazioni di genere nel mondo del lavoro, realizzare un’effettiva azione di promozione delle pari
opportunità e garantire l’applicazione della normativa antidiscriminatoria.
I recapiti dei rappresentanti per la parità delle principali organizzazioni sindacali provinciali sono disponibili
sul sito della Provincia di Cuneo, all’indirizzo:
www.provincia.cuneo.it/servizi_alla_persona/consigliera/reti/rappresentanti.jsp
Il mio rapporto di lavoro sta
per terminare
Le dimissioni
Oltre che con il licenziamento, il rapporto di lavoro può essere interrotto per iniziativa della lavoratrice
tramite le dimissioni. Nel caso di un contratto a tempo indeterminato occorre dare il “preavviso” stabilito
dal contratto collettivo, a meno che non ci si dimetta per “giusta” causa” (per esempio, il mancato
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La Provincia di Cuneo aiuta il lavoro
La Provincia di Cuneo aiuta il lavoro
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pagamento della retribuzione).
Se le dimissioni sono invece “imposte” allo scopo di mascherareunlicenziamento,occorresapere che:
- Le dimissioni presentate dalla lavoratrice nel periodo compreso tra la richiesta di pubblicazione del
matrimonio e un anno dopo la celebrazione delle nozze, devono essere confermate entro un mese
alla Direzione provinciale del lavoro, altrimenti sono nulle.
- Le dimissioni presentate dalla lavoratrice madre o dal lavoratore padre durante il periodo che va
dall’inizio del periodo di gestazione fino al compimento di un anno di età del bambino, devono essere
convalidate dal servizio ispettivo territoriale del Ministero del Lavoro.
- Dal 5 marzo 2008, le lavoratrici e i lavoratori con contratto di lavoro subordinato, di collaborazione
coordinata e continuativa o a progetto, che intendono dare le dimissioni, devono utilizzare una
procedura telematica, compilando un modulo online sul sito lavoro.gov.it/mdv. Questa procedura
deve essere svolta con l’assistenza delle Direzioni provinciali del lavoro, dei Centri per l’Impiego o degli
uffici comunali.
In caso di dimissioni (a eccezione di quelle per giusta causa) non si ha diritto all’indennità di
disoccupazione versata dall’Inps.
L’indennità di disoccupazione
È una forma si sostegno al reddito delle lavoratrici (e dei lavoratori) che vengono licenziati. Può essere
ordinaria o a requisiti ridotti.
- L’indennità di disoccupazione ordinaria (60% della retribuzione) spetta alle lavoratrici licenziate,
assicurate all’Inps da almeno due anni, che abbiano almeno 52 contributi settimanali nel biennio
precedente la data di cessazione del rapporto di lavoro.
A partire dal 1° gennaio 2008 la durata dell’indennità di disoccupazione passa da 7 a 8 mesi, che
diventano 12 per coloro che hanno superato i cinquanta anni di età.
- L’indennità di disoccupazione con requisiti ridotti (35% della retribuzione media giornaliera) spetta alle
lavoratrici che non possono far valere 52 contributi settimanali negli ultimi due anni, ma che nell’anno
precedente abbiano lavorato almeno 78 giornate, che risultino assicurate da almeno due anni e possano
far valere almeno un contributo settimanale prima del biennio precedente la domanda.
Spetta, di regola, per un numero di giornate pari a quelle effettivamente lavorate nell’anno precedente e
per un massimo di 180 giornate.
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Risposte alle domande
più frequenti
- Sono disponibile al part-time solo in determinate fasce orarie: è un vincolo
eccessivo?
Dipende dalle esigenze dell’azienda. In realtà il contratto part-time viene proprio incontro alle
esigenze delle lavoratrici di conciliare il lavoro con la famiglia prevedendo diverse possibilità, come
quella di lavorare solo per alcuni giorni la settimana, oppure tutti i giorni in determinate fasce orarie
o, ancora, un mix delle due soluzioni precedenti. Occorre segnalare la propria disponibilità al
momento del colloquio, per trovare insieme la miglior collocazione oraria.
- Cerco lavoro ma non lo trovo. Ho fatto una o due domande di assunzione, ma
non mi hanno chiamato.
La ricerca di un lavoro richiede diverse azioni e parecchio impegno: definizione del proprio obiettivo
professionale, stesura di un buon Cv, reperimento delle informazioni necessarie sulle aziende che
assumono ecc... II consiglio è quello di rivolgersi ai Centri per l’Impiego delle Provincia di Cuneo per
ottenere tutte le informazioni e il supporto necessario.
- Ho fatto la segretaria 20 anni fa: perché adesso il mio Cv non viene preso in
considerazione?
Il reinserimento nel mondo del lavoro dopo una lunga assenza può non essere agevole. Occorre
anzitutto capire quali sono le competenze che si possiedono e quali quelle richieste dalle aziende.
Probabilmente potrebbe essere necessario frequentare un corso di aggiornamento professionale.
Le nuove tecnologie in perenne evoluzione e il mutare delle tecniche lavorative rendono necessario
l’adeguamento di qualsiasi professionalità.Per avere informazioni sui corsi attivati dalla Provincia di
Cuneo occorre rivolgersi ai Centri per l’Impiego.
La mobilità
- Se durante il colloquio di lavoro mi chiedono se ho figli, cosa devo rispondere?
Per chi è dipendente (con contratto a tempo indeterminato) di un’azienda che può richiedere la procedura
di mobilità ( ) in caso di licenziamenti collettivi, il licenziamento consente l’iscrizione della lavoratrice nelle
liste di mobilità e il pagamento dell’indennità di mobilità (pari all’indennità di Cigs). Chi è dipendente di
un’azienda che non può accedere alle procedure di mobilità (legge n. 236/1993) può comunque iscriversi
alle lista di mobilità. In questo caso non si potrà usufruire dell’indennità di mobilità, ma dell’indennità di
disoccupazione. Le aziende che assumono lavoratrici iscritte alle liste di mobilità (con o senza indennità di
mobilità) usufruiscono di particolari agevolazioni contributive. Per questo è molto importante segnalare
nel curriculum vitae l’eventuale iscrizione nelle liste di mobilità.
Se si hanno figli e si sceglie di tornare a lavorare, non è consigliabile mentire in proposito. Può
essere utile, invece, rassicurare il selezionatore/futuro datore di lavoro circa il fatto che i figli non
andranno a incidere sull’impegno lavorativo grazie, ad esempio, al supporto dei famigliari e al tempo
pieno a scuola o all’asilo ecc...
La Provincia di Cuneo aiuta il lavoro
La Provincia di Cuneo aiuta il lavoro
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Provincia di Cuneo
via XX Settembre 48
12100 Cuneo
tel. 0171 445855
Coordinamento editoriale
Antonio Monaco
Redazione
Andrea Costanzo e Katia Bonchi
Grafica e stampa
PomilioBlumm
Redazione e impaginazione
PomilioBlumm
© 2008 by Provincia di Cuneo
Prima edizione: aprile 2008
Tutti i diritti riservati
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proprietà intellettuale. È vietata la memorizzazione e la riproduzione, anche parziale, del testo,
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La menzione, all’interno della pubblicazione, di società o di prodotti non implica necessariamente
che essi siano appoggiati o preferiti ad altri, di simile o analoga natura, non citati nel volume.
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