OTTOBRE 2015
Anno 21 - n. 235
Direttore: Luigi Allori. Redazione: Clara Amodeo, Giovanni Beduschi (vignettista), Franco Bertoli, Andrea Bina, Roberto Braghiroli, Ortensia Bugliaro, Primo Carpi, Valeria Casarotti, Roberta Coccoli, Claudio Dozio, Teresa Garofalo, Antonietta
Gattuso, Sergio Ghittoni, Roberto Lana, Giulia Lazzaroni, Antonella Loconsolo, Angelo Longhi, Lorenzo Meyer, Grazia Morelli, Diana Roca, Sandra Saita, Gero Urso. Collaboratori: Laura Albani, Valia Allori, Stefano Bartolotta, Silvia Benna
Rolandi, Maria Piera Bremmi, Don Giuseppe Buraglio, Arturo Calaminici, Daniele Cazzaniga, Augusto Cominazzini, Luca Corbellari, Silvia Cravero, Ivan Crippa, Silvia Faggiano, Luigi Ghezzi, Lorenzo Gomiero, Anna Maria Indino, Monica Landro,
Luigi Luce, Sergio Maestri, Valeria Malvicini, Franco Massaro, Giorgio Meliesi, Luigi Muzzi, Pamela Napoletano, Antonio Pizzinato, Giovanni Poletti, Laura Quattrini, Mira Redaelli, Mauro Raimondi, Margherita Rampoldi Meyer, Vittorio Sardo,
Dario Vercesi, Norman Zoia. Presidente dell’Associazione Amici di “Zona Nove”: Giovanni Poletti. Pubblicità: Flaviano Sandonà (tel. 02/39662281). Impaginazione: Roberto Sala (tel. 3341791866).
Linee Atm: l’assessore Maran rigetta
le modifiche proposte a più riprese dal CdZ 9
ei confronti della nostra zona, l’unica su cui abbiamo
conoscenze sufficienti per poter
giudicare, Pierfrancesco Maran,
assessore alla Mobilità, è come
se avesse una doppia personalità: quella “buona” del dottor
Jeckill e quella “cattiva” di mister Hyde. In versione Jeckill, ha
lavorato e sta lavorando bene
per quanto riguarda la metropolitana Lilla. Ha collegato efficacemente i nostri quartieri con
il resto della città e, di conseguenza, ha creato i presupposti
per bloccare in periferia il traffico dei pendolari. Quest’ultimo,
poi, obiettivo non raggiunto perché i predecessori di Pisapia
non avevano previsto parcheggi
al capolinea Bignami sufficienti
per consentire ai pendolari di
posteggiare e quindi di usufruire del metro per recarsi nel resto
della città, Ma non è tutto. Ora
l’assessore sta progettando un
prolungamento del percorso del
metro 5 che permetterà di collegare Milano con Monza e la
Brianza (vedi a pag, 3), sperando che stavolta non si dimentichino i necessari posteggi nell’hinterland, per esempio in
prossimità della fermata di
Bettola. Sempre per i trasporti,
però Maran, nei confronti della
nostra zona sembra indossare
amche i panni ruvidi di mister
Hyde. Entrata in funzione la
M5, ha infatti permesso all’Atm
di ridurre le linee di superficie
nella nostra zona, creando una
situazione paradossale: migliori
collegamenti della zona con la
città (grazie al metro), ma grandi difficoltà nel servizio all’interno della stessa zona (tram e
bus). E ora - come scriviamo a
pag. 3 - un no secco alle sensate
migliorie messe a punto dal
Consiglio di Zona 9.
N
(disegno di Gero Urso)
M5 sì,tram e bus no
BILANCIO PARTECIPATO
Intervista a
pag. 4
Beatrice Uguccioni
GRONDINA
Il rischio di una
“autostrada in città”
pag. 4
BORGO PIRELLI
Una volta l’arte
oggi il degrado
pag. 5
GIOVANNI POLETTI
Un libro sulla Città
pag. 12
Metropolitana
CASSINIS
Aggiornamento sulla
ristrutturazione
SETTEMBRE ‘15
pag. 13
2
SETTEMBRE ‘14 0
Ma intanto viene progettato il prolungamento della linea metropolitana 5 fino a Monza.
A breve sarà approntato lo studio di sostenibilità economica.
pag. 3
Car sharing: i gestori non rispettano gli accordi
e cancellano il servizio nei quartieri perifericipag. 5
SETTEMBRE ‘15
SETTEMBRE ‘14
Patologie dell’apparato locomotore: degenerative, postraumatiche, postoperatorie.
Patologie metaboliche: disendocrinie, dislipidemie, obesità, educazione alimentare.
Patologia neurologica e neuromuscolare: neuro miopatie, m.di Parkinson.
Area di prevenzione: idrokinesi dedicata alla profilassi in età infantile e nell’anziano.
Area odontoiatrica: igiene e profilassi dentale, ortodonzia, terapia conservativa e protesica.
30
SETTEMBRE ‘15 0
SETTEMBRE ‘1
Viva il 70° anniversario della Liberazione dal nazifascismo!
fisioterapia
idrokinesiterapia
massoterapia
palestra – piscina
70
0
Giovanni Beduschi
aro Gio, fumettaro in punta di matita, è quasi impossiC
bile capire le cose se non le si è vissute. Io, per esempio
avedo vissuto metà del XX secolo e successive frattaglie, mi
basta poco per capire: non metto mai una camicia nera anche se fa dimagrire, non sopporto quella verde con il fazzoletto nel taschino e mi fanno incazzare quelli che si mettono
Per la quarta volta lordato
il murale di Gina Bianchi
L’Anpi raccoglie aiuti
per i profughi di guerra
ome Anpi di Niguarda, d’accordo con il gruppo “Bresso aiuC
tiamoli subito”, di cui fanno parte Nunzia Volpe autrice de
“La bambina che parlava alla luna” e Grazia Rebasti presiden-
uova “bravata” dei neofascisti milanesi: il 4° danneggiamento in
N
meno di un anno del murale dell’Anpi di Niguarda. A giudicare
dalla firma sono quelli di Forza Nuova, una delle sigle della galassia
dell’estrema destra, tristemente famosa in Italia. Ma, come le altre
volte, il murale di Gina Bianchi è stato subito ripulito.
in camicia bianca con colletto sbottonato e maniche arrotolate solo per parlare 3 minuti. Per questo ho ripreso a mettermi la cravatta. Rossa. (Zorro Nove)
te dell’Anpi bressese, abbiamo lanciato la raccolta di abiti e materiali vari da portare al campo di Bresso, a quello comunale di
via Aldini oppure presso enti o parrocchie attivi in questo senso.
Si possono portare abiti per adulti e bambini, scarpe, coperte
ogni giorno, dalle 10 alle 12, in via Hermada 8 anche presso la
sede Anpi (se fosse momentaneamente chiusa, rivolgetevi alla
portineria). Raccogliamo per chiunque ne abbia bisogno indipendentemente dal colore della pelle, dalla religione, dalla lingua:
noi non accettiamo la logica fascio-leghista espressa in frasi che
chissà quante volte avrete sentito in queste settimane, dell’“aiutiamoli a casa loro” o “prima gli italiani”. Un esponente di questa retorica ipocrita è stato Piergianni Prosperini (ve lo ricordate? l’assessore della giunta Formigoni, prima di An poi leghista,
quello che in tv diceva agli immigrati “Non rispetti le nostre leggi? Allora barchèta e camèl e fòèra di bàll...”). Ebbene, oggi stato
condannato a 4 anni di reclusione per traffico d’armi con
l’Eritrea e per evasione fiscale. ([email protected])
In Visita al Centro Profughi di Bresso
Sono centinaia in questa struttura gli ospiti della Croce Rossa provenienti da tutto il mondo.
Edicole chiuse
a un’indagine fatta alle persone che abitano tra largo
D
Rapallo e via De Angelis (zona Ca’ Granda) è risultato che,
da più di un anno manca un’edicola (che era anche cartoleria),
punto di riferimento sia per le scuole vicine che per gli anziani. Inoltre purtroppo sono state chiuse altre due edicole in v.le
Suzzani (vicino ufficio postale) e in via Moncalieri ang. Via
Valfurva. Si spera che presto vengano ripristinati nuovi esercizi in modo da vivacizzare una via un po’ abbandonata.
Roberta Coccoli
ntrano ed escono con i loro sacchetti di plastica, a volte in coppia
E
con un amico, a volte in bicicletta, ma più spesso da soli a piedi.
Sono giovani, o giovanissimi, la loro pelle è scura, e vengono da paesi lontani, scaldati dal sole. Hanno fatto un lungo tragitto, attraversando il mare con gommoni o miseri barconi, ammassati l’uno sull'altro per cercare di raggiungere una nuova speranza di vita. Sono i profughi ospitati al Parco Nord, nel Centro di Accoglienza di Bresso, di
Via Clerici 5, creato dalla Croce Rossa Italiana, sezione provinciale di
Milano, su ordine ministeriale.
Gli arrivi sono quotidiani, e sappiamo che ormai sono dai 250 ai
500, e vengono ospitati sotto grandi tende, del tipo usato per le
calamità naturali, che vanno scaldate in inverno, ma al cui interno si soffre un caldo afoso in estate. Alcuni si fermano solo
per qualche giorno, ma i più devono rimanere qui per molti mesi poiché i loro documenti sono fermi nella babele di pratiche
amministrative. E le tensioni crescono all’aumentare del numero degli ospiti del centro: afghani, pachistani, bengalesi, e soprattutto africani (del Mali, del Senegal, della Guinea…), una
marea di etnie. Una situazione che ha provocato le proteste dei
migranti gli scorsi 8 giugno scorso e 25 agosto, quando un gruppo di loro ha indetto una manifestazione che ha bloccato Viale
Fulvio Testi e Via Clerici per richiedere condizioni di vita migliori e uscire dal loro stato di precarietà.
Già nei primi giorni di settembre il Comune di Bresso aveva cercato
di stimolare un’occasione di integrazione e solidarietà, organizzando
il “Torneo Nelson Mandela-Diamo un calcio ai pregiudizi”, dove alcune squadre miste di profughi e cittadini si sono battute fino alla finale giocata di fronte alle autorità.
Arriviamo di fronte al Centro di Accoglienza in un caldo pomeriggio di fine settembre, e ci accingiamo ad attraversare una
grande cancellata bianca, su cui è scritto a chiare lettere di “farsi riconoscere”. Ma il custode, con la sua divisa della Croce
Rossa, ci spiega che al Centro possono accedere solo gli autorizzati, e di contattare la Prefettura per avere il permesso d’ingresso. Durante la conversazione telefonica con la Prefettura, mentre rimaniamo in attesa di essere rimpallati dal centralino da
un ufficio all’altro, oltre agli ospiti del Centro vediamo entrare e
uscire molti furgoni: sono quelli degli enti e associazioni che forniscono viveri e assistenza ai migranti.
Finalmente riusciamo a parlare al telefono con qualcuno: è l’Ufficio
Stampa della Prefettura e ci viene detto che non si rilasciano autorizzazioni all’ingresso, e di chiedere agli addetti della Croce Rossa, e sopratutto al custode della struttura.
Sembra buffo, ma pare proprio che qui ci si diverta a fare il gioco
del rimpallo. D'altra parte è facile immaginare come gli enti gestori dei Centri Accoglienza non ci tengano a mostrare al pubblico le condizioni di vita dei migranti, sopratutto dopo le contestazioni dei migranti menzionate più sopra.
Milano onora il grande
Franco Bomprezzi
on è ancora un anno che Franco ci ha lasciato, piegato da un male incurabile, a 62 anni. Ora il Comune di Milano ha deciso che
il suo nome entrerà a far parte dei grandi di questa città. Ambrogino
d’oro nel 2005, nominato dal Presidente della Repubblica Cavaliere
nel 2007, consulente per le politiche sulla disabilità collaborando con
l’assessore Pierfrancesco Majorino. Il suo nome il prossimo 2 novembre verrà iscritto nel Pantheon di Milano, al Cimitero Monumentale,
dove sono sepolti i milanesi illustri: Manzoni, Cattaneo, Giuseppe
Verdi e per venire ai giorni nostri Franca Rame, Enzo Iannacci, Alda
Merini e, ora, Franco Bomprezzi.
Da sempre attivo nel campo della difesa dei diritti dei disabili (e non
solo), Franco abitava in Bicocca nuova da alcuni anni ed era un buon
amico del nostro giornale. ([email protected])
N
Emilia Viero Manicone
vice presidente di Abitare
Felici Compleanni!
Il “nostro” Franco ha compiuto gli anni il 14 settembre
e sua mamma Giuseppina il 15
Quale maggiore vicinanza!?
l vice presidente di Abitare, Luciano Gianzini, ha rassegnato le diIgliere
missioni per motivi personali, pur mantenendo la carica di considi amministrazione e la disponibilità a rappresentare Abitare
in diverse società partecipate da tempo da lui seguite. Pertanto il
Consiglio di Amministrazione, grato al sig. Gianzini per il lavoro svolto e per la disponibilità e il supporto messi a disposizione anche per
il futuro, ha provveduto a nominare la consigliera Emilia Viero
Manicone nuovo vice presidente.
Corso d’italiano per stranieri
l Circolo Acli Pratocentenaro (Viale Suzzani 73), in collaboraInaro,
zione con il CdZ 9, organizza - presso l’Oratorio Pratocentevia Emilio de Martino 2, ogni sabato dal 10/10/2015 al
16/1/2016, dalle 14 alle 17 - un Corso gratuito di italiano per la
preparazione al test per il permesso di soggiorno Cee di lungo
periodo (carta di soggiorno) o per adempiere agli obblighi del
Patto di Integrazione (rinnovo del permesso).
Per informazioni: Giuseppe Palma: 026437400 - 3334955141.
Gita in pullman
alle montagne di Pedesina
abato 14 novembre gita a Pedesina organizzata da Dina
S
Tarabini [mailto:[email protected]]. Partenza con pullman da Piazza Belloveso alle 7.30 e da v.le Suzzani angolo
Santa Monica alle 7,45. Si trascorrerà una serena giornata in
montagna in mezzo alla natura, con una sosta allo spaccio della
Galbusera per poi proseguire alla cittadina di Morbegno dove si
percorreranno le vie del centro fino all’antica cantina Ciapponi.
Alle 12 partenza per Pedesina dove si pranzerà al ristorante
“Piccolo Paese”. Costo: 45 euro pagabili al momento delle iscrizioni entro il 30 ottobre.
In cerca di mercatini
• Bruzzano Anche per il 2015 l’Oratorio San Luigi-Parrocchia
Beata Vergine Assunta in Bruzzano organizza il Mercatino
d’Ognissanti- Mostra Mercato di Beneficenza - Antiquariato e
Modernariato - che si terrà all’Oratorio San Luigi, Via Acerbi 12
da venerdì 30 ottobre a lunedì 2 novembre, orario 9,30-13, 15-19.
• Comasina Dal 31 ottobre all’8 novembre Mercatino Be-nefico di Piccolo Antiquariato alla Parrocchia di San Bernardo,
Comasina, Piazza Gasparri 11. Esposizione e vendita di mobili, oggettistica, dipinti, biancheria. Orari: sabato e festivi: 1013 / 15-19, Feriali: 15-19.
I progetti musicali
del Piccolo Conservatorio
l Piccolo Conservatorio di Milano, diretto dal chitarrista Alex
Iterza
Schiavi, comunica che da fine ottobre si accettano le iscrizioni alla
edizione del Corso per chitarristi con la didattica del celebre
Maestro Nicolas Slonimsky, aperto a tutti i musicisti che già abbiano
una certa dimestichezza con la chitarra e con il basso elettrico. Inoltre
proseguono i corsi, dedicati a bambini e giovani, di chitarra elettrica
e chitarra acustica. Sconti per pensionati sui corsi pomeridiani di chitarra acustica. I corsi si tengono in Via Moncalieri 5 (Casa di Alex) e
in piazza San Giuseppe12 (Fabbrica dell’Esperienza).
Info: M° Alex Schiavi 3394158942 - [email protected].
ATTENZIONE La sede della redazione in via Val Maira 4 (Pratocentenaro) è aperta ogni mercoledì pomeriggio dalle 15.30 alle 18 per ricevere coloro
che desiderano segnalare problemi, annunciare o proporre iniziative, articoli o servizi per il giornale. Si può anche telefonare allo 02.39662281.
Linee Atm: l’assessore Maran rigetta tutte le modifiche
proposte a più riprese dal Consiglio di Zona 9
Michele Cazzaniga
a tempo il ConsiD
glio di Zona 9 chiede importanti modifiche alle linee di superficie Atm della nostra
zona. Ma ora l’assessore alla Mobilità Pierfrancesco Maran dà
delle risposte che praticamente le rigettano tutte. Conclusione: tutti i componenti
della Commissione, di maggioranza e di
opposizione, hanno vivacemente protestato in una infuocata riunione.
Dopodiché dal Consiglio di Zona 9 è partita una lettera all’assessore Maran per
cercare di ricomporre lo “strappo istituzionale” creatosi. Vi faremo sapere gli
sviluppi di questa che ormai possiamo
chiamare telenovela. Nel frattempo vi
proponiamo un sunto del documento, a
firma Maran, con le osservazioni inerenti le linee che transitano o interessano i nostri quartieri.
• Fermata via Lussinpiccolo (zona
piazzale Istria): a seguito di sopralluogo,
è stato verificato che non è possibile arretrare la fermata in piazzale Istria fronte
scuole vista la presenza di barriere parapedonali posate con il fine di dissuadere
da attraversamenti pericolosi al di fuori
delle strisce pedonali. Per quanto riguarda invece la posizione proposta in via
Latisana, oltre a causare - come in via
Lussinpiccolo - la perdita di stalli auto,
porterebbe l’autobus a fare una manovra
pericolosa nella successiva svolta da
Largo Desio in viale Suzzani
• Linea 31: sono in corso approfondimenti al fine di valutare una riorganizzazione delle linee tramviarie necessaria per prolungare il 31 lungo viale Cà
Granda, che comunque necessiterebbe
di un adeguamento delle fermate, attualmente dimensionate per il solo passaggio dei tram tipo carrello.
• Linea 51: qualora si ritenesse essenziale il ripristino del collegamento per via
Murat, al fine di non incrementare eccessivamente il monte di percorrenze, si dovrebbe distogliere la linea 51 da Istria per
deviarla lungo Murat, Lario e Nava previa
individuazione di capolinea presso Zara.
• Linee 42, 52 e 86: è allo studio la possibilità di rivedere il disegno delle linee
42, 52 e 86, a parità di risorse, accogliendo la richiesta del Consiglio di Zona 9 di
eliminare il transito su via Cesari della
52 e di prolungare l’86 creando un collegamento tra i quartieri di Niguarda ovest e di Bicocca, oltre ad accontentare i firmatari della petizione della linea 42 che
contestano l’eliminazione delle fermate
su viale Suzzani (altezza civici 125 e 157)
della linea. Tale ipotesi comporta comunque alcune criticità principalmente connesse all’eliminazione della diretta dal
quartiere Niguarda e la stazione Centrale (oggi garantito dalla 42).
• Nuova linea Atm: il percorso indicato
nella delibera è previsto quale linea di
forza della rete del trasporto pubblico all’interno del Piano urbano della mobilità
sostenibile. Infatti tra le nuove linee T è
indicato: “Linea B, Certosa Fs-Gobba: riprendendo parzialmente il percorso dell’attuale linea 7 (di cui il piano prevede il
prolungamento) offre un collegamento
est-ovest all’interno del capoluogo lombardo, toccando poli attrattori di grande
rilevanza quali Niguarda, Università
Bicocca e Bovisa.”
• Linea 4: il rinnovamento del capolinea
di piazzale Maciachini comporta interventi di riqualificazione di tutta la piazza,
un nodo di interscambio complesso e dai
delicati equilibri, oltre alla rimozione e
posa dei binari. Precedenti progetti prevedevano collegamenti tramviari su viale
Marche che avrebbero potuto innescare
nuove occasioni di revisione della rete
tramviaria…Tra i progetti in via di realizzazione vi è la metrotramvia MilanoDesio che avrà parte delle corse con capolinea in piazzale Maciachini. L’utilizzo,
per questa linea, di mezzi monodirezionali (che cioè non necessitano di anelli per il
torna-indietro) potrebbe comportare una
revisione dei binari e/o della movimentazione tramviaria.
Linea metropolitana 5 prolungata fino a Monza?
A breve lo studio di sostenibilità economica
Anna Aglaia Bani
a sempre si sa che le nozze con
D
i fichi secchi non si fanno.
Traducendo il proverbio per i progetti di grandi opere significa che
anche se l’opera infrastrutturale
fosse fattibile tecnicamente bisognerebbe poi verificarne la sostenibilità economica. È il caso ad esempio del prolungamento della linea
M5 fino a Monza, un progetto che
aleggia sulle nostre teste da diversi
anni e che ora pare avere avuto
un’improvvisa accelerazione.
Dopo qualche anno di purgatorio,
ora l’ipotesi di un collegamento da
Bignami a Bettola, nei territori di
Monza e Cinisello Balsamo, e di qui
al capoluogo della Brianza attraverso le fermate del polo istituzionale (sedi di Provincia,
Regione, Polizia di Stato), dell’ospedale San Gerardo e della vicina Università, per approdare al Parco e alla Villa Reale, è diventata una possibilità concreta. Nei prossimi mesi partirà lo
studio di fattibilità. Secondo il sindaco di Monza Roberto
Scanagatti ci sono possibilità concrete di vedere i cantieri nel
giro di tre o quattro anni.
Una svolta resa possibile da un accordo di massima maturato in
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questi mesi tra Monza, i Comuni
dell'hinterland e Milano, e che ha
trovato sostegno nel Ministro alle
Infrastrutture Graziano Delrio. A
inizio settembre infatti l’assessore
alla Mobilità di Milano Pierfrancesco Maran e il ministro hanno
confermato l’interesse di prolungare la linea Lilla fino a Monza. Ora
la palla passa al Comune Capoluogo che si occuperà della stesura di
uno studio di fattibilità da sottoporre poi a Monza e Cinisello.
Ma come è nata questa improvvisa e insperata accelerazione?
Grazie alle osservazioni depositate dai Comuni dell’hinterland
che chiedevano a Palazzo Marino
di integrare il Piano della mobilità sostenibile (Pums) con il
progetto di prolungamento della M5 da Bignami a Monza
attraverso il nodo di Bettola, dove si sta già realizzando il
terminale della M1 con la fermata Cinisello/Monza. Se son
rose fioriranno ma è bene chiarire subito per non alimentare facili illusioni e aspettative che il progetto è di ampio e
lungo respiro, ovvero si svilupperà su un arco temporale di
almeno un lustro.
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e riparazioni di mobili,
sedie, armadi e cucine.
MOBILI SU MISURA
Al via a Milano il progetto “Bilancio partecipativo”
Beatrice Uguccioni, presidente del Consiglio di Zona 9, ce lo spiega in esclusiva.
Anna Aglaia Cazzaniga
nche nei quartieri della zona 9 si sono
A
svolti gli incontri del progetto “Bilancio
Partecipativo”, presentato sullo scorso numero di “Zona Nove” dal sindaco Pisapia ai
nostri lettori.
Presidente Beatrice Uguccioni, di che
cosa si tratta?
È senza dubbio un’iniziativa interessante,
un modo innovativo per coinvolgere la cittadinanza nell’individuazione di progetti prioritari per il miglioramento del proprio quartiere e della propria Zona. Un modo anche
per far “lavorare” insieme i cittadini su idee
ed esigenze diversificate su cui poi i cittadini
stessi dovranno trovare un accordo per poter
vedere realizzate le proposte che avranno
raccolto più consenso. Il percorso è iniziato a
luglio e si concluderà a novembre e gli incontri prevedono la partecipazione di tutti coloro che hanno più di 14 anni e che vivono, studiano o lavorano a Milano, a prescindere dalla loro residenza. Il Bilancio partecipativo si
articola in quattro fasi principali. La fase di
ascolto, appunto, che è iniziata a luglio ed è
terminata a settembre in cui sono stati organizzati incontri pubblici all'interno dei macro quartieri della Zona e si sono raccolti problemi, segnalazioni e proposte, grazie alla
presenza dei cosiddetti facilitatori, persone
esperte di processi partecipativi che hanno
stimolato e guidato i partecipanti in una discussione costruttiva, suddivisi per gruppo.
La fase di co-progettazione, ad ottobre, per
ideare gli interventi attraverso attività laboratoriali: vengono analizzate le proposte
emerse nella fase d’ascolto per produrre, con
il supporto dei facilitatori, dei tecnici e dei
funzionari del Comune, un numero limitato
di progetti fattibili e sostenibili per ogni
Zona, che poi verranno messe al voto. La fase di voto, a novembre, è dedicata alla scelta,
da parte di tutti gli interessati, dei progetti
da realizzare. Una volta pubblicati sul sito
www.bilanciopartecipativomilano.it i cittadi-
ni potranno votare le varie proposte attraverso il sito web del progetto, oppure presso
alcuni spazi che verranno dedicati alla raccolta dei voti. Per ciascuna Zona saranno
scelti i progetti più votati fino all’esaurimento delle disponibilità finanziarie. L’ultima fase è quella della realizzazione: una volta che
i progetti selezionati saranno stati approvati, saranno presentati pubblicamente in un
evento aperto a tutti e a questo punto il
Comune provvederà ad istruirne e ad avviarne la realizzazione. Si apre qui la fase finale di monitoraggio.
Come stanno andando questi incontri?
Mi sembra che gli incontri siano stati apprezzati e abbiano visto una buona partecipazione di persone, desiderose di contribuire
al miglioramento del proprio territorio in collaborazione con l’Istituzione. È la prima volta che si sperimenta un percorso simile e,
quindi, è abbastanza naturale che ogni novità abbia, comunque, bisogno di tempo per
“entrare nelle abitudini” di ciascuno, anche
se nelle Zone è consuetudine ormai intraprendere un fitto dialogo e confronto con i
cittadini che partecipano alle sedute di
Commissione, alle sedute di Consiglio o ad
incontri pubblici a tema.
Perché il Comune ha deciso di implementare questo percorso di “collaborazione” con i cittadini? A quanto ammonta la somma messa a disposizione?
Su quali capitoli di spesa si possono
spendere questi soldi?
Un’amministrazione attenta e che vuole
coinvolgere sempre più nelle scelte i propri
cittadini penso abbia il dovere di individuare anche modalità nuove, per realizzare questo obiettivo e per rendere la partecipazione
sempre più efficace. La cifra complessiva
messa a disposizione ammonta a 9 milioni di
euro, ossia a 1 milione di euro in conto capitale per ciascuna Zona, da utilizzare per investimenti come la realizzazione di opere, la
manutenzioni straordinaria, l’acquisto di beni durevoli come attrezzature per le scuole o
arredi per parchi e piazze.
Come si procederà dopo la fase di
ascolto dei cittadini? Come verranno
scelti i progetti da realizzare? Come
verrà coinvolto il CdZ 9?
Il Comune farà un’istruttoria tecnica per individuare la modalità più adeguata al finanziamento dei progetti più votati. In caso di
opere pubbliche dovrà verificare se i progetti siano già inseriti nel Piano Triennale delle Opere Pubbliche, perché magari erano già
stati approvati dal CdZ che ne aveva sollecitato la realizzazione; in caso negativo il
Comune dovrà inserirle nel piano successivo
(anni 2016-2018). Quando, invece, la proposta prevede l’acquisto di attrezzature, arredi,
beni di investimento l’iter sarà più semplice
e veloce perché l’investimento potrà essere
effettuato subito. In questo percorso i protagonisti sono i cittadini e il CdZ ha un ruolo
di supporto.
Ritiene che, con l’imminente nascita
delle Municipalità, questa partecipazione attiva dei cittadini possa essere
ulteriormente sviluppata per realizzare compiutamente quel decentramento
che i milanesi chiedono da decenni?
Come sa, in Consiglio Comunale proprio
in queste settimane si sta discutendo delle varie modifiche che prevedono, appunto,
la realizzazione dei Municipi - con una diminuzione del numero dei Consiglieri - in
sostituzione delle attuali Zone. Municipi
che avranno maggiori deleghe e funzioni.
La partecipazione attiva della cittadinanza, però, non dipende dalla forma dell’Istituzione, ma dalla grande volontà dei cittadini di prendere parte alla vita del proprio
quartiere e ciò per chi amministra è sempre una grande ricchezza perché il confronto, anche quando è aspro, porta sempre a scelte più consapevoli.
Grondina: nei nostri quartieri rimane
il rischio di un’“autostrada in città”
Incontro in CdZ 9 con Edoardo Marini, assessore alla Viabilità del Comune di Sesto San Giovanni.
Michele Cazzaniga
unedì 28 settembre si è tenuta una
L
partecipata Commissione Territorio
del CdZ 9, presieduta da Luca Simi, per discutere della ventilata ipotesi di realizzare
una piccola “autostrada in città” che il nostro giornale ha ribattezzato “Grondina”.
All’incontro ha partecipato, in rappresentanza del Comune di Sesto, l’assessore alla
Viabilità Edoardo Marini.
Oggetto del contendere la riapertura al doppio senso di marcia del cavalcavia di via
Sesto San Giovanni e via Porto Corsini, decisa unilateralmente dal Comune di Milano
nella persona dell’assessore alla Viabilità
Pierfrancesco Maran e l’ipotesi, contenuta
nel Piano urbano della mobilità sostenibile,
di realizzare una strada di collegamento fra
viale Monza e via Polveriera al confine con
Novate Milanese. Questa nuova arteria creerebbe forti disagi sia ai residenti di Sesto
(Porto Corsini e Fiume) sia a quelli dei nostri
quartieri (Ponale ma anche Bussero) oltre a
creare ingorghi in Bignami dove è il Cto. Ora,
mentre l’ipotesi del tratto che passerebbe per
Ponale è solo un esercizio di progettualità, il
tratto di Bignami e la riqualificazione dell’incrocio con Testi, oltre all’apertura del tratto
di Sarca fino a via Sesto San Giovanni (attualmente chiusa da un cancello) è in avanzata fase di analisi.
Contro questa scelta del Comune di Milano
si è schierato senza se e senza ma sia il rappresentante del Comune di Sesto, sia i molti
residenti sestesi ma anche della zona 2 e in
parte della zona 9, presenti al dibattito.
In particolare l’assessore Marini ha dichiarato che Sesto ha chiesto ufficialmente a
Milano di ripristinare il senso unico di marcia in direzione Sesto-Milano, ritrasformando la corsia in senso opposto in preferenziale mezzi pubblici e taxi. Inoltre ha ribadito
che c’è anche la più ampia tematica della
connessione della città a est e a ovest della
ferrovia (quella che collega Garibaldi a
Monza, passando per Greco-Pirelli). Con il
doppio senso e con l’ampliamento del ponte
FS di Greco, le auto su via Fiume, a Sesto,
sono raddoppiate. Ma non è tutto: collegare
via Fiume con viale Sarca, Bignami e Testi
è un gioco da ragazzi (basta aprire un cancello) che richiede al massimo 15 giorni di
lavoro ma gli effetti di ciò sarebbero pesanti. E sarebbero ancora più pesanti se si
realizzassero tutti gli allegati contenuti
nel Pums perché di fatto verrebbe realizzata più a nord la famigerata strada interquartiere Gronda Nord.
Anche i tanti cittadini e i consiglieri di zona
presenti hanno posto l’accento sul fatto che e
via Porto Corsini non sono in grado di reggere questo futuro flusso di auto. In particolare
l’incrocio di Monza è in grado di scaricare, dati Atm, 400/450 auto all’ora mentre già ora
siamo a 600 e aprendo il tratto di Sarca, ora
chiuso dal cancello, a 1100/1300 auto all’ora,
dato non molto distante dalle 2000 auto all’ora previsto per la vecchia interquartiere.
Insomma questa “soluzione” non piace a nessuno. Sarà il caso di avviare un’approfondita
analisi per scongiurare scelte non concordate con i Comuni limitrofi: è il momento di
porsi in un’ottica metropolitana.
Pane per passione
Tutti i tipi di pane,
di farro, di segala,
di kamut e la michetta
tipica milanese.
In questo mese:
Pan dei morti da… “paura”
secondo una vecchia ricetta
Via P. Di Calboli 3 - Milano
Tel. 02.6425552
Car sharing: i gestori non rispettano gli accordi
e cancellano il servizio in diversi quartieri periferici
Michele Cazzaniga
on si fa così. Non
si cambiano le
condizioni del servizio
unilateralmente soprattutto quando si è
firmato un accordo
con un’istituzione come il Comune di
Milano. I fatti sono noti: Car2go, uno degli operatori che gestiscono il car sharing, ad agosto ha deciso quatto quatto di cancellare il servizio in diversi
quartieri periferici della nostra città e di
far pagare 4,90 euro a chi lascia l’auto in
periferia scatenando una valanga di proteste da parte degli utenti delusi.
Ora, dopo che il sindaco Giuliano Pisapia si
era detto perplesso dal blitz di agosto, arriva la
posizione ufficiale di Palazzo Marino, che per
voce dell’assessore alla Mobilità Pierfrancesco
Maran parla esplicitamente di “discriminazione”. Per il Comune infatti il balzello potrebbe
essere un modo per non rispettare quelli che
erano gli accordi del servizio, lanciato su tutto
il territorio cittadino. La copertura era elemento essenziale per avviare l'attività, e ora
N
questi 5 euro o poco meno possono rimettere
tutto in discussione. Car2go è avvisata, “rischia di far venire meno il rapporto di fiducia”.
“L’universalità del servizio su tutto il territorio
- spiega Maran - è uno dei punti qualificanti e
fondamentali delle regole indicate dal
Comune: abbiamo aperto il mercato del car
sharing perché fosse un sistema innovativo
utilizzabile da tutti i cittadini in tutta la città,
dando così maggiori opportunità e diritti di
mobilità sostenibile. Con tutti gli operatori abbiamo concordato addirittura un’estensione
dei servizi verso la città metropolitana.
Car2go ha dato stimoli e servizi estremamente positivi in questi due anni - aggiunge
l’assessore - ma la loro proposta così come è
stata formulata rischia di far venire meno il
rapporto di fiducia con il Comune e con gli
utenti. Se c’è un problema di distribuzione
delle auto, che lascia quartieri ad alta domanda sguarniti in certi orari, lo si può e si
deve affrontare senza creare eccessive penalizzazioni ad altri utenti”.
Ma non è solo il Comune sul piede di guerra.
Anche il CdZ 9, sommerso di segnalazioni da
parte dei cittadini, nella seduta del 17 settem-
bre ha preso carta e penna e ha approvato
una delibera nella quale chiede all’Assessore
alla Mobilità Pierfrancesco Maran di “imporre” a Car2go di fare rientrare nell’area operativa del servizio di car sharing i quartieri
Comasina e Bruzzano e di trovare una diversa modalità meno onerosa per gli utenti che
utilizzano le auto in condivisione nelle aree
periferiche della zona 9.
Infatti la nostra zona ha preso due bastonate in questa vicenda: la prima è che i quartieri Comasina e Bruzzano, che contano 25 mila residenti, il capolinea della M3, il terminale delle autolinee extraurbane, il Cimitero e
l’ospedale Galeazzi tanto per citare alcuni
servizi primari, sono stati cancellati dalla
mappa di Car2go. La seconda è che è stato
introdotto un supplemento di 4,9 euro per la
sosta in aree periferiche ovvero in molte vie
dei quartieri Affori, Bovisasca, Niguarda,
Bicocca, San Giuseppe che colpisce, ad esempio, gli utenti di alcuni importanti ospedali
cittadini, quali il Niguarda e il Cto e i pendolari che usufruiscono della stazione Fnm
Affori, delle stazioni M3 e M5 Affori Centro,
Affori Nord, Chiese e Bignami.
Borgo Pirelli: dove c’era l’arte ora c’è il degrado
Clara Amodeo
uri che si scrostano, sottotetti che crollano, rifiuti senza conM
tenitori, abusi edilizi, occupazione di appartamenti. E pensare che il Borgo Pirelli, l’intero quartiere stretto tra viale Sarca e la
Bicocca di proprietà dell’Aler, fino a qualche tempo fa era una bella zona residenziale, con case in stile Liberty e giardini privati colmi di verde. Ma la noncuranza dei residenti e il lassismo di Aler
hanno portato in una decina di anni le trenta villette e il “casone”
a versare in condizione di abbandono e degrado.
“Se Aler non si impegna a responsabilizzare gli abitanti - spiega
Simona Fregoni, presidente della commissione Case popolari e demanio del Consiglio di zona 9 - con contratti che vincolino gli inquilini negli interventi di manutenzione a loro carico, mai si arriverà a un uso responsabile di stabili che hanno un valore storico e
artistico che ammonta a oltre ottanta anni”. Ad aggiungere caos al
caos c’è poi un’altra questione: la strada (male asfaltata) che gira
tutta attorno al complesso è privata (tanto da essere recintata da
ieri
sbarre automatiche che si aprono solo con codici segreti): e così
rimuovere una macchina bruciata e abbandonata da oltre cinque
anni si è trasformato in un rimpallo di responsabilità tra
Comune e Aler: “A un anno dalla mia segnalazione - continua
Simona Fregoni - non si è ancora capito a chi spetti il compito di
rimuovere la due carcasse e la piccola discarica abusiva che si è
sviluppata al loro interno. Una cosa è chiara: quello scempio è lì
da almeno cinque anni”. Aler lo sa: con i pochi soldi rimasti nelle loro casse (e dopo l’ennesimo scandalo tangenti che ha portato
a compiere perquisizioni anche alla sede dell’Azienda lombarda
di edilizia residenziale), lavorare è sempre più difficile: “Finché
certe problematicità non verranno sanate - spiega Diego Steffenini, funzionario di Aler Milano per la zona Nord-Est - l’azienda
potrà portare avanti solo interventi riparativi che per il borgo
Pirelli constano di copertura delle strade ed eliminazione degli
stati di pericolo”. Noi rimaniamo in attesa.
oggi
In ricordo di
Mario Favulli
nel secondo anniversario della sua scomparsa
“Non c’è nulla che possa sostituire
l’assenza della persona amata”
20 ottobre 2013 - 20 0ttobre 2015
Gran finale Expo
in zona nove
Inaugurato il Museo Botanico. Aprirà a primavera
Roberta Coccoli
na vera girandola di eventi in Zona 9 nelle ultime
due settimane di ottobre in occasione della chiusura di Expo
2015. Li organizza il CdZ 9 in
collaborazione con una serie di
nomi importanti dell’associazionismo o delle istituzioni culturali della zona. “Un contributo
eccezionale del CdZ per onorare lo spirito gioioso, multietnico, multiculturale di Expo - dice a “Zona Nove” Vanessa
Senesi, presidente della commissione Cultura del Consiglio di Zona (vedi foto). “All’Isola ‘Riso in festa’ presso
Fondazione Catella, a cura dell’associazione L’abilità il
18; Banda d’Affori in concerto il 24; La Nostra Madre
Terra presso Acea e Isola Solidale, via Confalonieri 3 e
via Borsieri 12 il 24 e 30 ottobre. A Dergano Bovisa 4 laboratori artistici per bambini in via Davanzati 20 il 20,
22 e 24 ottobre; presentazione del libro ‘Manifesto del cibo liscio’ in via Candiani 7 il 23; teatro per ragazzi alla
biblioteca di via Baldinucci il 31 ottobre. A Cassina Anna
Teatro del Vento il 23; Evento folcloristico dedicato alla
cultura del Sud America il 24; Laboratorio di materiali
naturali il 25 ottobre. A Villa Affori tavolo di confronto
su dialogo tra i popoli il 25 e a Villa Viva ‘Un’Expo a regola d’arte’; il 25 ottobre. All’Auditorium Ca’ Granda
‘Dalla Terra alla Vita’ il 23 e mostra fotografica e film
su ‘Il mondo, la casa di tutti’ il 31 ottobre. Sempre il 31
Concerto di musica caraibica con due gruppi, cubano e
giamaicano, all’ex Paolo Pini.”
Sempre in tema, il 24 ottobre intervento artistico di riqualificazione del mercato coperto di via Moncalieri e posizionatura tombini artistici in via Pianell.
U
occasione è
L’
stata “Green
City Milano”, la
prima manifestazione del Comune nata per valorizzare le aree
verdi della città e
tutto quello che ci gira intorno: associazioni,
enti, aziende, volontari, che vogliono creare
insieme una rete per aumentare nei cittadini la sensibilità verso il verde e la natura in
diverse aree di Milano. Nelle giornate del 2,
3 e 4 ottobre hanno quindi organizzato un
week-end verde per la nostra città. E questo,
in Zona 9, è stato il pretesto per presentare
ai cittadini il nuovo Museo Botanico, sito in
Via Rodolfo Margaria 1, vicinissimo alle serre e all’orto botanico di Villa Lonati, a fianco
all’Ospedale Maggiore di Niguarda.
Il museo aprirà al pubblico la prossima primavera, ma l’inaugurazione è avvenuta sabato 3 ottobre ed è stata aperta da una piccola ma preziosa “pièce teatrale” di Lorenza
Zambon che, nel suo interessante monologo
ha spiegato che “un seme è una piccola astronave perfetta per girare nel tempo e nello
spazio. Sono i semi che volando qua e là, colonizzano terreni, e ne nascono erbacce. Ed è
questo che fanno le erbacce: curano le ferite,
ricuciono gli strappi della grande rete della
vita: dopo un terremoto, dopo un’esondazione, dopo una guerra, le erbacce arrivano e
creano nuova vita. Creano una rete vivente,
che lieve lieve, leggera e allegra si prende anche la città...”. Il suo spettacolo, realizzato
con una scarna scenografia, alla fine si riempie di fiori, piante e arbusti verdi, che si prendono tutto lo spazio.
C’è stato poi il tempo di visitare il “labirinto
del mais e del frumento”, che ospita circa
7.500 piante di varietà originarie e altre varietà che hanno segnato la storia dell’agricoltura italiana; di vedere anche il “frutteto dei
Patriarchi”, che raccoglie 27 specie fruttifere,
patrimonio storico dell’agricoltura lombarda;
di girare il percorso d’acqua, salendo su ponticelli in legno e scoprendo punti d’osservazione
della flora e fauna acquatiche e infine di passeggiare fra alberi e specie arboree in un’area
di circa 24.000 mq, un tempo destinata a vivaio comunale e ora trasformata in museo all’aria aperta grazie anche al contributo e al lavoro coordinato di volontari e personale dell’Amministrazione, di enti e associazioni, e alla collaborazione sinergica con strutture private, privilegiando l’ecosistema delle specie
arboree di origine lombarda.
Presso l’edificio polifunzionale di circa 300
mq abbiamo potuto osservare una mostra fotografica sulle opere di sistemazione per far
nascere il museo, e una piccola mostra di
prodotti agricoli come mais e mele.
All’inaugurazione ha partecipato anche l’assessore al Benessere, qualità della vita, sport
e tempo libero, Chiara Bisconti, che ha ringraziato tutti gli enti, le associazioni, e i volontari che hanno permesso la nascita di
questo museo, e infine ha lasciato la parola
all’arch. Donatella Stergar, responsabile del
Museo Botanico, che ha precisato che per
completare la struttura sarà ancora necessaria la messa a dimora di piante lungo i
percorsi d’acqua, la realizzazione di una
barriera verde antirumore per ridurre i
suoni del traffico su via Enrico Fermi, la
creazione del Bosco e del Percorso di terra,
e l’esecuzione di un padiglione vegetale per
concerti e piccoli spettacoli nonche un’area
ludica per giocare con la natura, fino alla
realizzazione di piccoli percorsi ludico-didattici per bambini.
È stata anche l’occasione per visitare gli orti
e le serre dell’immenso giardino di Villa Lonati, un edificio settecentesco, attuale sede
del Settore Verde e arredo Urbano del Comune di Milano, dove simpatiche ragazze
hanno proposto ai bambini una piacevole
caccia al tesoro a squadre che ha dato la possibilità di osservare meglio le tantissime specie arboree e verdi del giardino.
Attualmente è possibile visitare gli orti e
le serre del giardino di Villa Lonati, solo
nella giornata di mercoledì dalle 10 alle
15,30 ma anche in occasione di speciali
eventi. La visita è gratuita, libera o con
l’accompagnamento di esperti.
Info: Comune di Milano Settore Verde e
Agricoltura - Servizio Programmazione,
Progettazione e Realizzazione verde - via A.
Zubiani 1 - 02 884 67377.
Uno sguardo alle nuove tecnologie applicate alla chirurgia dentale
iamo nel Centro chirurgico dentale
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R.M.V. Dental Group (Via Caduti
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Master di Piezochirurgia Università Unibe (S.D.Q.), Master di implantoprotesi Università Miami, Master di rigenerazione guidata
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L’inplantologia dentale si è evoluta e ha reso possibile in totale sicurezza l’inserimento degli impianti in tutte le loro forme in tutti i tipi
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In clinica è presente una Tac Sirona, che permette il controllo della
chirurgia intraoperatoria, potendo così lavorare in sicurezza controllando le zone nobili atomiche (nervo mandibolare, seno mascellare).
“Quando cadono i muri”
Patrick Chamoiseau,
Edouard Glissant
GLI APPUNTAMENTI DEL MESE
FILMS IN
ONA
a cura di Grazia Morelli
a cura di Silvia Cravero
Chi intenda far pubblicare proprie iniziative in questa rubrica dovrà farne pervenire notizia entro il 20 del mese precedente l’uscita del giornale.
Visti nelle sale di Skyline, Multisala Bicocca e cinema Rondinella
l GIOVEDÌ 15 OTTOBRE
Teatro della
Cooperativa
Via Hermada 4
Alle 21, Il rompiballe, di F. Veber, con M. Pisu,
C. Batta, regia di M. Rampoldi. Fino al 25/10.
l VENERDÌ 16 OTTOBRE
Museo Interattivo
del Cinema (Mic)
V.le Testi 121
Il Western, alle 15, L’ultimo dei Mohicani
(Michael Mann, Usa); alle 17.15, Dead Man
(Jim Jarmusch, Usa).
l SABATO 17 OTTOBRE
Museo Interattivo
del Cinema (Mic)
V.le Testi 121
Il Western, alle 16, Le tre sepolture (Tommy
Lee Jones, Usa/Francia); alle 18.15, Notte
senza fine (Raoul Walsh, Usa).
Casa di Alex
Via Moncalieri 5
Alle 21.30, Concerto rock, con i Deus ex
Machina.
l DOMENICA 18 OTTOBRE
Teatro Arcimboldi
V. dell’Innovazione 2
Alle 20, Musica classica: La Filarmonica e
l’America, con Daniele Gatti.
Museo Interattivo
del Cinema (Mic)
V.le Testi 121
Vietato ai maggiori, alle 15, A casa (Tim
Johnson, animazione’); Il Western, alle 17,
Sentieri selvaggi (John Ford, Usa).
ArgommTeatro
Via Graziano Imp. 40
Alle 16, Per bambini da 1 anno in su, Clown
Cabaret, con Monica Vignetti e Guillaume
Hotz della Compagnia Omphaloz.
l MARTEDÌ 20 OTTOBRE
Museo Interattivo
del Cinema (Mic)
Il Western, alle 15, Django (Sergio Corbucci,
Italia); alle 17, Mezzogiorno di fuoco (Fred
Zinnemann, Usa).
l GIOVEDÌ 22 OTTOBRE
Museo Interattivo
del Cinema (Mic)
V.le Testi 121
Il Western, alle 17, Ombre rosse (John Ford,
Usa).
Alle 20,45, al Teatro della Cooperativa, presentazione del libro Milano città metropolitana, di e con Giovanni Poletti, coordina Luigi
Allori, interviene tra gli altri Paolo Limonta.
l SABATO 24 OTTOBRE
Mostra di vignette Humour in the City
Art Action
(Orario: 18.30- 20. Chiuso domenica e festivi).
Via Dante 15/A
Fino al 19/11.
Bresso
Teatro di P.za S.
Alle 21, El Bicocchin d’or, Compagnia La
Giuseppe
Ringhiera di Rovello Porro, Nott de
Piazza San Giuseppe, 2 Republicheta, commedia in 2 atti di Vittorio
Lupani, regia di Gianvi Pontiroli.
l DOMENICA 25 OTTOBRE
Museo Interattivo
del Cinema (Mic)
V.le Testi 121
Vietato ai maggiori, alle 15, Albert e il
diamante magico (Kartsen Kiilerich,
animazione).
l GIOVEDÌ 29 OTTOBRE
Teatro Arcimboldi
V. dell’Innovazione 2
Alle 21, Danza: Sylvie Guillem in Life in
Progress.
l SABATO 31 OTTOBRE
Centro Culturale
della Cooperativa
Via Hermada
Museo Interattivo
del Cinema (Mic)
V.le Testi 121
V.le Testi 121 Il Western, alle 17, Quien sabe?
(Damiano Damiani, Italia).
l MERCOLEDÌ 21 OTTOBRE
Museo Interattivo
del Cinema (Mic)
V.le Testi 121
Centro Culturale
della Cooperativa
Via Hermada
Il Mondo: la casa di tutti, 3 momenti di festa
a chiusura di Expo Milano 2015. Inaugurazione mostra fotografica di Marco Garofalo Concerto di musica etnica del fisarmonicista
Jovica Jovic - Proiezione del film “Io sto con la
sposa”. Info: 02/66114499. Entrata libera con
Prenotazione obbligatoria.
Hallowen l’Archivio della paura, alle 20, A
mezzanotte possiederò la tua anima (José
Mojica Marins, Brasile); alle 20.30,Visita guidata al Nuovo Archivio Storico dei Film (renotazione obbligatoria allo 0287242114) alle
22, Questa notte mi incarnerò nel tuo cadavere (José Mojica Marins, Brasile).
l DOMENICA 1 NOVEMBRE
Museo Interattivo
del Cinema (Mic)
V.le Testi 121
Vietato ai maggiori, alle 15, La valle delle
formiche perdute (Thomas Szabo, Hélène
Giraud, animazione).
l VENERDÌ 6 NOVEMBRE
Centro Culturale
della Cooperativa
Via Hermada
Alle 21, Storia di Brera: il Palazzo ed il
Quartiere, con Anna Torterolo, in preparazione alla visita guidata alla Biblioteca Braidense, all’Osservatorio, alle Aule
storiche.
Io, lei e l’Everest
• Everest (
) Regia: Baltasar Kormakur. Cast: Jake
Gyllenhaal, Josh Brolin, John Hawkes. Genere: Drammatico.
Nazione e Anno: Gran Bretagna, Stati Uniti, 2015. Ispirato da
una serie di incredibili eventi accaduti durante una pericolosa
spedizione volta a raggiungere la vetta della montagna più alta
del mondo, il film documenta le avversità del viaggio durante
una delle più feroci tempeste di neve mai affrontate dall'uomo.
Gli scalatori dovranno fronteggiare ostacoli al limite dell'impossibile in una lotta mozzafiato per la sopravvivenza.
• Inside Out (
) Regia: Pete Docter, Cast: Mindy Kaling,
Amy Poehler, Bill Hader. Genere: Animazione. Nazione e Anno:
Stati Uniti, 2015. Protagonista di Inside Out è la giovane Riley
che, costretta a trasferirsi con la famiglia in una nuova città, deve fare i conti anche con le emozioni che convivono nel centro di
controllo della sua mente e guidano la sua quotidianità e si
scontrano su come affrontare la vita in una nuova città, in una
nuova casa e in una nuova scuola.
• Non essere cattivo: (
) Regia: Claudio Caligari. Cast:
Luca Marinelli, Alessandro Borghi, Silvia d’Amico. Genere:
Drammatico. Nazione e Anno: Italia, 2015. 1995, Ostia. Vittorio
e Cesare hanno vent’anni e non sono solo amici da sempre, sono “fratelli di vita”. Una vita di eccessi, notti in discoteca, macchine potenti, alcool, droghe sintetiche e spaccio di cocaina.
Vivono in simbiosi, ma hanno anime diverse, entrambi alla ricerca di affermazione. Vittorio col tempo inizia a desiderare una
vita diversa, incontra Linda e prende le distanze da Cesare. Si
ritrovano qualche tempo dopo e nonostante il tentativo di
Vottorio di aiutare l’amico, questi sprofonda inesorabilmente
• Minions (
) Regia: Kyle Balda, Pierre Coffin, Cast: (Voci
originali) Sandra Bullock, Steve Carell, Jon Hamm. Genere:
Animazione. Nazione e Anno: Stati Uniti, 2015. Le avventure dei
nanerottoli e simpaticissimi Kevin, Stuart e Bob, omini gialli
pasticcioni, coinvolti da un criminale, nel furto della corona
d’Inghilterra. Colonna sonora di canzoni hit degli anni '60.
• Io e lei (
) Regia: Maria Sole Tognazzi. Cast: Margherita
Buy, Sabrina Ferilli, Fausto Maria Sciarappa, Domenico Diele,
Ennio Fantastichini, Alessia Barela, Massimiliano Gallo,
Anna Bellato, Roberta Fiorentini. Genere: drammatico.
Nazione e Anno: Italia, 2015. Federica e Marina vivono insieme da diversi anni. Vengono da percorsi diversi, hanno caratteri e modi di vita differenti, si amano e discutono. La loro storia d'amore è a un punto di svolta. Proprio quando Marina
pensa che ormai si possano considerare una coppia stabile,
Federica mossa da una serie di accadimenti entra in crisi. E
comincia a porsi delle domande. Con chi vorrebbe continuare
a condividere la propria vita? Chi ama veramente? Una commedia d’amore vera, passionale, quotidiana e molto combattuta, in cui vince solo chi sa lottare per la felicità.
mediocre
discreto
bello
imperdibile
a cura di Anna Aglaia Cazzaniga
Vasca al Parco Nord: di certo si farà, ma si possono ridurre i danni
ormai chiaro: le vasche anti-esondazioni al Senago e al Parco
È
Nord si faranno. Aggiungiamo: è altrettanto chiaro che la bonifica del Seveso sarà parziale e non risolverà la situazione drammatica
in cui versa il corso d’acqua. È qui il nodo della diatriba vasche sì vasche no: la qualità delle acque da “stivare”. Se infatti il Seveso non fosse uno zozzone nauseabondo non ci sarebbero grossi problemi a far
digerire questi enormi catini alla popolazione. Ovviamente con la
premessa che le vasche devono rimanere una soluzione emergenziale in attesa dei progetti che rispondono al nome di invarianza idraulica e separazione delle acque.
Abbiamo ricevuto da un gruppo di nostri lettori un interessante
spunto di riflessione che sottoponiamo alla vostra attenzione con una
premessa: non abbiamo verificato i dati in esso contenuti e quindi potrebbero essere non perfettamente rispondenti alla realtà. Quello che
però ci pare significativo è che questi numeri fanno riflettere: la cementificazione fa disastri incalcolabili e bisogna porre rimedio agli
scempi creati negli ultimi decenni. Abbiamo ancora tutti negli occhi
quanto è successo il 4 ottobre in Costa Azzurra: un territorio densamente urbanizzato, al pari di quello milanese, è stato invaso da una
montagna d’acqua che ha lasciato sul terreno 17 morti e danni per
centinaia di milioni di euro. La bomba d’acqua, che si è scaricata su
quel territorio, ha trovato un “habitat” ideale per devastare tutto:
asfalto e cemento ovunque, invece di prati e boschi in grado di assorbire milioni di litri di acqua, che hanno favorito il formarsi di impetuosi fiumi.
Ultima notizia, non certo in ordine di importanza, è che
l’Associazione Amici del Parco Nord e il Comitato Acque pulite sono
stati convocati in Regione Lombardia per un’audizione in merito alla vasca di laminazione al Parco Nord. Forse ormai i giochi sono fatti ma tentar non nuoce.
I tombini allegri di via Valfurva
Sulla vasca la pensa così il sindaco
di Bresso Ugo Vecchiarelli
“Fermo restando il nostro parere contrario all’opera, occorre puntare
a tutte quelle migliorie necessari affinché l’opera porti attenzione
agli aspetti naturalistici, di protezione e di sicurezza”.
luglio abbiamo pubblicato la lettera peA
tizione dei cittadini residenti in via
Papa Giovanni XXIII a Bresso, gli “sfortunati” che si troveranno la vasca anti-Seveso
sotto le finestre di casa.
Ora proponiamo un sunto della risposta,
data nel luglio scorso, del sindaco di Bresso,
Ugo Vecchiarelli, ai suoi concittadini. (La
pubblichiamo solo ora per assoluta mancanza di spazio sul numero di settembre. Ce
ne scusiamo con il sindaco e i nostri lettori)
“... Come ho avuto modo di relazionare personalmente al Consiglio Comunale ho già
espresso il mio formale dissenso sulla scelta
effettuata dal Comune di Milano di realizzare la vasca di laminazione in prossimità
dell'abitato del quartiere Papa Giovanni.
Partendo dall’assunto che siamo di principio contrari al consumo di altro suolo, a
maggior ragione di suolo piantumato del
Parco Nord, non possiamo dimenticare che
la vasca di laminazione non è prevista sul
nostro territorio ma sul territorio comunale
di Milano, al confine sud occidentale di
Bresso. Siamo però altrettanto consapevoli
delle situazioni di disagio provocate dal
Seveso negli ultimi episodi di esondazione
che interessano sì Milano ma comportano
gravi disagi anche per Bresso e in generale
per tutta l’asta dell’infrastruttura fluviale
che oggi già passa e lambisce le abitazioni
del quartiere. Ricordo l’ordine del giorno recentemente approvato in Consiglio Comunale che parte dall’assunto che il Parco Nord...
è una risorsa imprescindibile per ogni scelta
di carattere urbanistico ed urbano, ma anche ambientale... Abbiamo pertanto scritto
al Comune di Milano che riteniamo di fondamentale importanza, non potendo impedire un progetto previsto dalla Legge Obiettivo, sempre che venga confermato il finanziamento dell’opera, che si realizzerà al di
fuori delle nostre competenze territoriali, il
nostro coinvolgimento anche e soprattutto al
fine della salvaguardia degli aspetti paesaggistici e naturalisti dell’intervento... Si sono
succeduti rapporti epistolari con l’amministrazione milanese... e qualche risultato sembra abbiano prodotto (...spostamento dell’invaso verso via Aldo Moro). Quello che possiamo concretamente fare, fermo restando il nostro parere contrario all’opera, è puntare alla
realizzazione di tutte quelle migliorie necessari affinché l’opera venga progettata e realizzata con particolare attenzione agli aspetti naturalistici, di protezione e di sicurezza... Oltre
alla riqualificazione di tutto il tratto del
Seveso chiederemo il recupero delle aree oggi
incompatibili con il Parco e a ridosso del fiume per destinarle all’ampliamento del Parco
così da mitigare l’intervento complessivo e il
miglioramento della qualità delle acque...”
utto è cominciato l’anno scorso, in occasione dei
T
preparativi per l’Expo: l’As.Co.Prato aveva contattato gli Outline Studio Milano, tre giovani artisti
(Alessio, Jacopo e Matteo) di Pratocentenaro, e aveva loro proposto di decorare i tombini in ghisa del
quartiere per dare un tocco di colore alla zona. Gli
“Outline” non se lo son fatto ripetere e hanno provveduto a decorare, in tema “Expo”, 5-6 tombini delle
vie del quartiere. Il risultato è stato davvero simpatico, tanto che l’As.Co.Prato ha portato l'iniziativa in
CdZ 9, proponendo di allargarla su scala comunale.
Successivamente il Seveso ci ha messo del suo, con
le esondazioni dell’estate 2014, e i colorati tombini
sono diventati anche il pretesto per una risposta di
rinnovamento e riqualificazione delle aree interessate in questa zona della città. Così, il 9 settembre la
“street art” è arrivata nel quartiere, alla presenza di
politici, fotografi, giornalisti e di pochi cittadini ignari. In Via Valfurva, appoggiati ai muretti delle vasche
di contenimento del Seveso antistanti la piscina
Scarioni, una trentina di tombini decorati sono stati
posizionati come quadri e mostrati all’assessore ai
Lavori pubblici e Arredo urbano Carmela Rozza,
presente assieme all’assessore alla Sicurezza Marco
Granelli, con la collaborazione dell’As.Co.Prato, dell’Unione Commercianti, e del CdZ 9, rappresentato
da diversi consiglieri, nonché dalla presidente
Beatrice Uguccioni.
I tombini sono stati resi più attraenti da diversi artisti di strada, non solo per rendere più ospitale e divertente ai turisti questa parte di Milano, ma anche
per riqualificare delle zone non sempre molto frequentate, ma che hanno molto da offrire agli abitanti del quartiere. Ed è proprio questo lo scopo dell’evento: rendere le vasche di via Valfurva, attualmente utilizzate solo per contenere le esondazioni, un
luogo di ritrovo e intrattenimento per giovani, associazioni, o piccoli artigiani che vogliono esporre o
vendere le proprie opere al pubblico.
Oltre all’esposizione dei tombini d’artista, erano presenti altri gruppi con i loro stand, come i ragazzi del
“MilanMonkey”, della palestra “Total Natural
Training” di Via Val Maira, che giocavano nelle loro
esibizioni di parkour; o come i madonnari mantovani che disegnavano con dei gessetti un’enorme illustrazione al centro di una delle vasche; in altri
stands, posti agli angoli delle vasche, era possibile
confrontarsi e avere informazioni su argomenti più
disparati, a partire dalle dipendenze tossicologiche,
per finire con l'abbandono degli animali, grazie ad alcune associazioni di volontariato.
In particolare, le associazioni che si occupano degli
animali abbandonati (AS.T.R.A.A., 338.6593843 e
Coccobello Maio&Bao, 340.4130114) diffondevano
volantini che trattavano l’adozione di animali, la tutela di cani e gatti e l’aiuto ai randagi; mentre nello
stand dedicato alle dipendenze, gestito dalla
“Fondazione per un mondo libero dalla droga” distribuivano dépliant che trattavano “la verità sulla droga” con opuscoli su marijuana, ecstasy, alcol, crack
ecc, materiali didattici per affrontare questo tema
nelle scuole.
Durante l’evento, mentre l’assessore Rozza sottolineava che il Comune è pronto a sostenere altre iniziative di questo genere, il giovane street artist
Davide “Atomo” Tinelli ha continuato a dipingere altri tombini e il presidente dell’Associazione
As.Co.Prato, Carlo Proserpio, ha spiegato che il tutto è partito grazie alla collaborazione degli “Outline”,
che hanno realizzato il primo tombino “Expo 2015”,
e si erano già occupati di rendere più allegre le serrande dei negozi della zona. (Silvia Faggiano)
Al processo Pirelli bis chiesti per i managers condanne dai 4 ai 9 anni
Michele Michelino ([email protected])
l 7 settembre il Pm Maurizio Ascione - ripercorse tutte le fasi
Idegli
del processo e la responsabilità dei vertici dell’azienda Pirelli
stabilimenti di Viale Sarca di Milano e via Ripamonti nella
morte di decine di lavoratori avvenuta fra il 1979 e il 1989 - ha
chiesto le seguenti condanne: 9 anni di reclusione per Grandi
Ludovico, 7 per Sierra Piero (presidente sino a pochi mesi fa
dell’Istituto Nazionale di Ricerca sul Cancro e tuttora nel direttivo), 6 anni per Bellingeri Gianfranco, 5 e sei mesi ciascuno per
Liberati Omar e Veronesi Guido, 4 e sei mesi ciascuno per Manca
Gavino e Moroni Armando. Il Pm ha inoltre chiesto l’assoluzione
per Battaglioli Gabriele, Pedone Carlo e Picco Roberto in considerazione dell’esiguo “periodo temporale” in cui sono stati nel CdA
dell’azienda e per “coerenza” con quanto aveva già chiesto nel
precedente primo processo per l’omicidio colposo plurimo di decine di operai, conclusosi il 15 luglio 2015 con condanne a tutti gli
stessi imputati fra da 3 a 7 anni e otto mesi.
Nella requisitoria il Pm ha ricordato le testimonianze dei lavoratori
ex esposti dello stesso stabilimento evidenziando le condizioni di lavoro terrificanti e di esposizione a sostanze cancerogene dall'amianto, alle ammine aromatiche, alla betanaftilamina al nero fumo.
Il Pm ha citato testualmente le dichiarazioni di alcuni lavoratori testimoni nel processo: “Le condizioni di lavoro erano terribili, ma noi
dovevamo lavorare e basta”. Un ricatto che nemmeno oggi è finito,
soprattutto dopo la modifica dell’articolo 18 della Statuto dei lavoratori. Esaminando i casi dei 28 lavoratori parte offesa nel processo ha
chiesto l’esclusione a vario titolo di 14 lavoratori, morti di mesotelioma, tumore polmonare, tumore all’esofago e ammalati di altre malattie professionali perché, anche se è certo che sono morti per
amianto, il dibattimento non è riuscito ha dimostrare la responsabilità dei singoli dirigenti.
Per altri 14 casi di lavoratori morti di mesotelioma, tumore polmonare e uno di tumore alla vescica ha invece chiesto la condanna dei
managers, perché l’istruttoria ha dimostrato la netta responsabilità
dei sette managers di cui sopra.
• BredaTermomeccanica /Ansaldo Il 21 settembre si è tenuta al
Palazzo di Giustizia di Milano un’altra udienza del processo contro
10 dirigenti della Breda Termomeccanica/Ansaldo di Milano, imputati della morte per amianto di 12 lavoratori, con un nuovo giudice,
il dr. Simone Luerti della 9° Sezione Penale del Tribunale di Milano.
Il Pm ha comunicato al giudice il decesso di un’altro lavoratore della stessa azienda e ha chiesto al giudice se era il caso di inserire o meno il lavoratore appena deceduto nel processo in corso o istruirne un
altro. Il giudice si è riservato di rispondere alla prossima udienza del
16 dicembre. Questo processo - partito grazie alle denunce degli operai della fabbrica associati al Comitato per la Difesa della Salute nei
Luoghi di Lavoro e nel Territorio - iniziato da un anno è stato finora
rinviato per problemi burocratici, mancate notifiche, ecc. Stavolta
speriamo che il processo cominci davvero...
Festival della Biodiversità: un bilancio molto positivo
Lorenzo Meyer
ilancio positivo per la nona edizione
B
del Festival della Biodiversità organizzato dal Parco Nord nel mese di settembre.
Il Festival, in tutti questi anni, ha voluto
sottolineare il concetto di biodiversità come
varietà di esseri viventi che popolano la
terra, un numero incredibile di geni, specie
ed ecosistemi tutti legati uno all'altro, tutti indispensabili. Un patrimonio universale frutto di tre miliardi e mezzo di anni di
evoluzione, che rischia ora di essere fortemente impoverito e che, al contrario, deve
essere salvaguardato per garantire la nostra vita e quella delle generazioni future.
La manifestazione, resa possibile grazie a un largo partenariato di Enti
pubblici e privati, tra cui Parco Nord Milano, Regione Lombardia,
Ersaf, Comune di Milano, Università Bicocca, Università degli Studi di
Milano, Fondazione Cineteca Italiana, Zambon, Slow Food, Cooperativa Abitare con il supporto di Gruppo Cap e Fondazione Aem-Gruppo
A2A, ha visto la presenza di più di 30.000 visitatori, un numero superiore rispetto alla scorsa edizione, che hanno partecipato agli oltre 100
eventi che quest’anno sono stati accolti anche in tre nuovi spazi. Infatti,
oltre alla cascina situata nel cuore del Parco Nord dove ha avuto sede
la maggior parte delle iniziative durante i due fine settimana e al suggestivo Museo Interattivo del Cinema dove si è tenuta la più importante rassegna cinematografica milanese su questi temi, quest’anno si sono aggiunti tre luoghi: Oxy.gen, un padiglione avveniristico, a forma di
bolla d’aria galleggiante, disegnato dall’architetto Michele De
Lucchi, Villa Lonati del Comune di Milano e l’Orto Comune di
Niguarda, un nuovo spazio di 5.000 mq ideato da Parco Nord insieme
ai cittadini e alle associazioni di quartiere.
Ma al di là dei dati numerici questa edizione, ispirata ai valori e agli intenti stabiliti dall’Onu che ha proclamato il 2015
“Anno internazionale della Luce”, verrà ricordata per la qualità delle proposte al
pubblico: le mostre, gli spettacoli teatrali,
i film, gli eventi di intrattenimento, i laboratori e gli incontri di divulgazione scientifica, con ospiti di eccezione, gli eventi ludici per tutta la famiglia, le passeggiate filosofiche o naturalistiche, gli eventi legati
al benessere, le cene a tema e i mercatini
“dal produttore al consumatore”.
“Il Festival della Biodiversità - afferma Giuseppe Manni, Presidente del Parco Nord Milano - è l’unica manifestazione sui temi
della natura e della sostenibilità di respiro nazionale, tanto da
conquistarsi il primato di osservatorio da cui fare il punto, anno
dopo anno, sullo stato di sensibilizzazione circa le tematiche ambientali. In particolare quest’anno, in concomitanza con Expo
2015, è stato attentamente curato l’aspetto di come la biodiversità
si relaziona alla comune missione di nutrire il pianeta”.
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OTTOBRE 2015
Anno 7 - n. 78
Direttore: Luigi Allori. Redazione di “Zona Nove”: Giovanni Beduschi (vignettista), Andrea Bina, Roberto Braghiroli, Ortensia Bugliaro, Valeria Casarotti, Diego Attilio Cherri, Teresa Garofalo, Sergio Ghittoni,
Antonella Loconsolo, Lorenzo Meyer, Grazia Morelli, Sandra Saita, Maria Volpari. Redazione del supplemento Isola: Sergio Ghittoni (responsabile), Primo Carpi, Gilda Ciaruffoli, Diana Comari, Roberto Lana,
Penelope Dixon Giaouris, Angelo Longhi, Maria Antonia Vetti. Collaboratori: Silvia Benna Rolandi, Don Giuseppe Buraglio, Augusto Cominazzini, Ivan Crippa, Celestino De Brasi, Simona Fais, Luigi Ghezzi,
Lorenzo Gomiero, Anna Maria Indino, Monica Landro, Angelo Longhi, Luigi Luce, Sergio Maestri, Valeria Malvicini, Giorgio Meliesi, Sabrina Orrico, Antonio Pizzinato, Laura Quattrini, Mira Redaelli, Mauro
Raimondi, Margherita Rampoldi Meyer, Diana Roca, Caterina Sinisi, Gero Urso, Luigi Venturini, Renato Vercesi, Roberto Vettorello, Norman Zoia. Impaginazione: Roberto Sala (tel. 3341791866).
Dedicata a Luigi Veronelli la passeggiata Aulenti-De Castillia
Le nostre parrocchie si riorganizzano
e due parrocchie dell’Isola, Santa Maria
L
alla Fontana e Sacro Volto, pur conservando la loro identità, hanno attuato in questi
Isola Kult, un’idea vincente che va in zona
mesi un cammino comune a tante altre parrocchie della città. Sono confluite in una sola
Comunità Pastorale dove il Parroco è don
Roberto Viganò, Parroco di Santa Maria alla
Fontana. Al Sacro Volto si è invece insediato
da poche settimane don Alberto Dell’Acqua, in
qualità di Vicario Parrocchiale.
Don Alberto, 49 anni, nativo di Villa Cortese,
arriva direttamente dal Camerun dove don
Angelo Zardoni, parroco “uscente” del Sacro
Volto, è stato dal 1987 al 1993.
Un tratto molto significativo di questo avvicendamento, in effetti, è che Don Angelo e don
Alberto hanno entrambi vissuto l’esperienza
di “Fidei donum” in Camerun, ossia (in ossequio all’indirizzo della omonima Enciclica di
papa Pio XII del 1957) la pratica dell’invio di
sacerdoti diocesani a realizzare, con specifiche
convenzioni, un servizio temporaneo (qui a
Milano normalmente di nove anni) in un territorio di missione dove già esista una Diocesi.
La comunità dell’Isola si è stretta nelle scorse
settimane attorno al suo parroco che dopo due
lustri giusti la lasciava! Don Angelo, 71 anni,
è infatti arrivato all’Isola nel settembre 2005
dopo il Camerun e una esperienza di parrocchia a Vizzolo Predabissi. Biblista profondo,
conosciuto e stimato dal Cardinal Martini, ne
ha seguito l’insegnamento e la ricerca del dia-
logo con tutti sia nel suo ministero quotidiano
che nella frequentazione della “sua” Terra
Santa, meta privilegiata di suoi numerosi
viaggi di studio oltre che di diversi pellegrinaggi con il suo “gregge”.
Don Angelo è stato però, e soprattutto, anche
il Parroco che ha retto la sua comunità in tempi di così profonda trasformazione. Del quartiere certamente, ma anche della città e della
società in generale.
Indimenticabili per chi lo ha frequentato, le
sue riflessioni sui nuovi volti della povertà e
della solitudine nell’Isola della movida e dei
nuovi ricchi.
Coerentemente con il precetto della moltiplicazione dei talenti ricevuti, nell’esercizio del
suo ministero ha arricchito la sua chiesa con
un concerto di campane, potenziato l’oratorio,
onorato l’ospitalità nei confronti della comunità ucraina di Milano che ha adottato il Sacro
Volto come sua parrocchia sino a pochi mesi
fa, fatto partire (ed è appunto in corso d’opera)
la ristrutturazione la storica palazzina di Don
Bussa di via Borsieri 18.
A Don Angelo Zardoni non sono certamente
stati lasciati tempi morti per lavorare nella
grande vigna del Signore!
Nominato parroco della parrocchia “Dio
Padre” di Milano Due, domenica 30 agosto vi
ha già vissuto un momento comunitario di
presentazione, ma il suo ingresso ufficiale
sarà festeggiato domenica 25 ottobre.
Quando territorio, istituzioni, imprenditorialità giovanile si incontrano
essi in soggezione dalla sua bellissima comM
plessità, abbiamo preferito raccontare i
tratti essenziali di questa storia, ma nei prossimi numeri ci avvicineremo meglio, certi di essere a questo punto meglio compresi e seguiti, ai
suoi protagonisti e comprimari. Sarà una sorta
di viaggio di Pollicino tra i sassolini buoni che ci
portano alla luce del ben sperare nel gran bosco
scuro che ci avvolge.
La storia comincia… nel lontano 2009, quando
due giovani capitane coraggiose (Valentina
Picariello, Valentina Kastlunger) costituiscono la
Associazione Culturale ZONA K con lo scopo di trasformare un loft multifunzionale sito nel quartiere Isola, via Spalato 11, in un laboratorio aperto
all’intreccio delle arti e delle culture.
Nel 2014 il salto di qualità. Prendendo spunto dal
ciclo di iniziative “Autunno all’Isola aspettando
l’Expo…” promosso dal Distretto Urbano del Commercio (Duc) di Isola Garibaldi, ZONA K organizza
e promuove Isola Kult, due giornate all’insegna
della cultura, dedicando alcuni degli eventi anche
ai bambini. Quasi 50 gli appuntamenti, 18 quelli rivolti ai più piccoli. Fondazione Cariplo sostiene, il
CdZ 9 apprezza subito l’idea e dà il suo contributo.
La manifestazione riesce benissimo e l’anno dopo
(25-27 settembre) ZONA K ci riprova. Ma stavolta
le cose si “complicano” meravigliosamente bene.
Mostre fotografiche dentro i locali della Associazione ma non solo, mostre anche a cielo aperto e all’interno di esercizi del quartiere. Ritorno anche, accanto a splendidi esordienti, delle immagini ormai
classiche del Mestro Virgilio Carnisio, isolano ormai per adozione. Viaggio nella storia del cinema
con cortometraggi a ciclo continuo di forniti dal
Museo Interattivo del Cinema (Mic) di via Fulvio Testi, giochi organizzati nei cortili dell’Isola,
dibattiti con il quartiere, spettacoli al limite del
mimo e dell’happening in Isola Pepe Verde, spettacoli live tra le bancarelle del mercato, cacce al
tesoro, e tanti altri giochi organizzati per i banbini (non oltre i 90 anni, per ora)… Ho partecipato al partecipabile e ammirato tutto. Un mix
di sensazioni e di promesse che certamente ha
pochi riscontri in Europa!
Le cose si complicano, dicevo, perché stavolta accanto a ZONA K c’è un Comitato Artistico con il supporto di alcuni cittadini volontari che ha selezionato gli spettacoli e le performance della fascia serale
e un Comitato Creativo, che ha inventato e gestito
la Caccia all’Isola.
E perché, oltre ai singoli del quartiere, ci sono an-
che tante altre realtà! Angolomilano, Mic, Alex
Bar, Art-too, Ada Stecca, Duc Isola, 9x9 - Orto condiviso, Isola Pepe Verde, Vinario, Famiglie con le
ali- doposcuola, La Fabbrichetta, Isola Pepe Verde,
Visualcontainer …e tante altre! E poi ci sono tanti
artisti… e poi i professori universitari… e poi
Istituzioni come l’Insmli - Istituto Nazionale per la
Storia del Movimento di Liberazione in Italia
(Casa della Memoria dell’Isola). Per la caccia al tesoro in quartiere ci sono Lotus Pocus, Sally acconciature, Musicaingioco, Uroburo con i premi messi
in palio… e così via.
Ma non è tutto. Anzi la storia diventa questo punto una Storia con la maiuscola. Isola Kult ha ospitato l’apertura e i primi eventi di un progetto tutto
nuovo, parallelo anche se integrato con la sua kermesse tradizionale. Un progetto nato come risposta
al mega bando (7000 euro!) che il Consiglio di Zona
9 ha indetto nell’aprile di quest’anno per progetti di
“intercultura e comunità in Zona 9: il progetto
Interkult. Interkult, e qui lasciamo la parola a
Valentina Picariello (socia fondatrice di ZONA K) e
Vanessa Senesi (Presidente della Commissione
Cultura del Consiglio di Zona 9) si articola in una
serie di iniziative e attività volte a cercare connessioni tra le diverse anime e culture della zona, lasciando che l’arte, il teatro, la fotografia, il cinema,
il cibo diventino uno strumento per superare confini immateriali e per re-immaginare non solo forme
di convivenza, ma soprattutto di conoscenza e di rispetto reciproci.
Obiettivo primo del progetto è operare in chiave
davvero interculturale, cercando di non “ghettizzare” o “etnicizzare” con operazioni culturali di settore, rivolte solo alle comunità immigrate o viceversa. Ogni ricerca, evento, laboratorio è pensato come
momento di condivisione e avvicinamento reciproco che non nasconda le differenze ma le faccia
emergere come ricchezza.
Come visto prima, alcuni appuntamenti di
Interkult hanno già preso il via durante Isola
Kult, ma il progetto durerà fino alla fine dell’anno per le iniziative e i laboratori che necessitano di un tempo più lungo di un fine settimana. Oltre a ZONA K, che ne è capofila, i soggetti
che hanno ideato e partecipano al progetto in
forme e con iniziative diverse sono: Ada Stecca,
de.de.p design democratico e partecipato,
Insmli/Casa della Memoria, Mic - Museo interattivo del cinema, Associazione Academia di
Capoeira, Associazione genitori scuola Govone,
Le Soglie, A.Me.Lin.c, Stripes. (Primo Carpi)
Accadde, accadrà all’Isola
tura e dell’alimentazione, organizzando eventi e
confrontandosi con professionisti e appassionati.
• “Spazio gioco”: lo organizza, in via Arese, 18
tutti i martedì dalle 10 alle 12, da ottobre a dicembre 2015, il Consiglio di Zona 9, in collaborazione con l’Associazione Ostetriche Felicita
Merati Aps. Un luogo dedicato ai più piccoli (dai
12 mesi ai 3 anni) dove incontrarsi, giocare, imparare e divertirsi, con la guida di un’operatrice
qualificata.
Un’occasione piacevole, ricca di stimoli per trascorrere dei momenti insieme, giocando e confrontandosi in gruppo. Lo Spazio accoglie un
massimo di 10 bambini insieme al loro accompagnatore.
l famoso enologo Luigi Veronelli (scomparso a Informazioni e iscrizioni: [email protected]
novembre del 2004) è nato all’Isola, lo sapevate ? Partecipazione gratuita.
Se ne è ricordata invece la sua città che gli ha dedicato, proprio nel suo quartiere, una strada nuova ed • Con “Gli Orti” l’agricoltura è di moda. Lo
importante: la passeggiata tra piazza Gae Aulenti confermano le tante storie di giovani che tornano a lavorare la terra e il successo degli orti ure via De Castillia. E lo ha fatto in tempo di Expo.
“Veronelli ha dedicato la sua carriera lavorativa bani tale da rendere spesso necessario l’interalla diffusione della conoscenza del patrimonio vento delle amministrazioni comunali per l’asseenogastronomico italiano e alla difesa dei piccoli gnazione degli spazi. Anche un colosso come
produttori e della qualità”, ha spiegato Giuliano Unicredit ha sposato l’idea di orto in azienda e al
Pisapia, sindaco di Milano: “Ha portato nelle ca- secondo piano della UniCredit Tower ha dato vise di tutti noi, con parole semplici e inchieste ta a “Gli Orti”. Qui i dipendenti che hanno adesuggestive, due delle ricchezze del nostro Paese, rito all’iniziativa possono coltivare un piccolo apquelle che tutti nel mondo ci riconoscono e che pezzamento di terra e seguirlo nel suo intero ciportano centinaia di migliaia di persone ogni an- clo di vita, prendendosi cura di piante e ortaggi,
no in Italia: il cibo e il vino di qualità”. Direttore dalla semina al raccolto. Rimanendo all’Isola un
nel 1956 della rivista “Il Gastronomo”, Luigi altro progetto agricolo importante è “Coltiviamo
Veronelli fu in effetti tra i primi giornalisti a insieme!” inaugurato l’11 aprile scorso. Si tratta
viaggiare l’Italia del dopoguerra per riconoscere di un orto con frutteto di 4.000 mq, realizzato
e valorizzare la cultura dei vini e dei, come dice- dalla Fondazione Riccardo Catella in collaborava lui, “giacimenti gastronomici”. Da allora, per zione con Confagricoltura, in un’area adiacente
quasi cinquant’anni, Luigi Veronelli ha accompa- al giardino pubblico di via De Castillia 28.
gnato in modo critico, provocatorio, dialettico l’a- “Coltiviamo insieme!” è accompagnato da un
gricoltura e la ristorazione italiane dall’econo- programma di attività didattiche gratuite dedimia di sussistenza all’affermazione globale del cate ai bambini dai 3 ai 10 anni: al martedì focalizzate sull’ortocultura in collaborazione con
secondo millennio.
Oggi l’impegno del Seminario Permanente Luigi High Flowers e al sabato dedicate all’utilizzo dei
Veronelli, associazione fondata a Bergamo in suo prodotti dell’orto in cucina in collaborazione con
onore nel 1986 da una cerchia di produttori vini- lo chef del ristorante Ratanà. Tali attività prencoli e di amici influenti (e redattrice ogni anno dono spunto dal programma “MiColtivo. Orto a
della famosa Carta dei Vini Veronelli, è ancora Scuola” che la Fondazione Catella promuove dal
quello di seguire da vicino il mondo dell’agricol- 2012 nelle scuole pubbliche cittadine.
I
a cura di Luigi Luce
Al Teatro della Cooperativa proposte
e riproposte che nutrono la mente
Il cartellone della nuova stagione illustrato da Renato Sarti.
Valeria Casarotti - Teresa Garofalo
i dice che”il mondo è delle donne” e sembra che
S
con il suo spettacolo d’apertura il Teatro della
Cooperativa abbia voluto ratificare questo detto.
“Comedians”, infatti, primo grande evento della stagione, ha visto sul palcoscenico sei brave e affiatatissime attrici in una versione inedita, tutta al femminile, di un lavoro di grande successo pensato oltre 30
anni fa da Trevor Griffiths per dieci attori maschi. A
rielaborare il testo, una riflessione seria in chiave comica che parte dal mondo dello spettacolo per diventare metafora della vita, è stato Renato Sarti in collaborazione con le attrici stesse. “È uno spettacolo
molto divertente che però fa riflettere - spiega
Renato Sarti -. C’è una parte del nostro pubblico che
ama questo genere e perciò nel cartellone anche quest’anno ci saranno serate dedicate al comico, sempre
però di un certo spessore. Quello che noi proponiamo
è una comicità diversa da quella che possiamo seguire in televisione. Abbiamo registi, autori e attori quali Luca Klobas, Antonio Cornacchione, Alessandra
Faiella, Francis Veber, Paolo Hendel, Rita Pelusio,
Max Pisu o Diego Parassole per citarne solo alcuni.
Nomi ormai affermati ma non manca l'attenzione ai
giovani talenti, tengo a sottolineare che una nostra
peculiarità è proprio quella di dare ampio spazio alla drammaturgia contemporanea, ad autori e attori
giovani ed emergenti”.
“Cavalli di battaglia”. È curioso il titolo assegnato
alla rassegna teatrale di questa stagione…
In molti, anche ragazzi che, data l’età, non hanno
avuto la possibilità di vederli, ci chiedono di riproporre i nostri storici cavalli di battaglia, come “Mai
Morti”, “I me ciamava per nome 44.787” “Nome di
battaglia Lia”, “La nave fantasma”, “Muri”, tutti lavori di grande successo che hanno ricevuto premi e
riconoscimenti prestigiosi e che affrontano problematiche purtroppo ancora molto attuali. Quindi un
po’ per motivi economici, dal momento che i contributi ministeriali per le piccole realtà teatrali sono
sempre esigui, un po’ per allentare il ritmo delle precedenti stagioni, abbiamo deciso di rispondere a tale
richiesta. Presenteremo in questa stagione una sola
nostra nuova produzione “Hermada, strada privata”
dedicata con altri tre spettacoli, “(A+B) , “Addio alle
armi”e “La guerra degli ultimi”, al 101°’anniversario
dell’inizio della Grande Guerra: una mini-rassegna
che ha il patrocinio di Coop Lombardia.
In dicembre ci aspetta una grossa novità: avremo infatti ospite d'eccezione nel nostro teatro nientemeno
che la grande Giulia Lazzarini. “Sì, è lei la protagonista sensibile e profonda di “Muri. Prima e dopo
Basaglia”, un'interpretazione veramente straordinaria che siamo orgogliosi di poter regalare al nostro
pubblico. Accogliere nel nostro piccolo teatro un'icona della spettacolo quale è Giulia Lazzarini è stato
per noi un grosso impegno, una difficoltà in termini
tecnici e soprattutto economici se pensiamo che la
sala dispone di soli 300 posti. Ce l’abbiamo fatta e
siamo felici di poter offrire questa chicca ai niguardesi e a tutti gli spettatori che ci seguono affezionati. Potremo vedere Giulia Lazzarini anche in un'altra pièce sempre di mia produzione “Gorla, fermata
Gorla” che verrà rappresentata in novembre all’Elfo
Puccini, una realtà teatrale con cui, come con il
Filodrammatici o il Teatro Officina, da tempo abbiamo instaurato un’importante collaborazione”.
Altri eventi da segnalare ai nostri lettori?
“Mi piace accennare a due creazioni: “Caino
Royale” e”Ccà nisciuno è fisso” perché testi e regia
sono realizzati rispettivamente da Rita Pelusio e
Alessandra Faiella, due personaggi che i nostri
spettatori conoscono bene e seguono con interesse.
Sono due lavori di pregio. Il primo è una divertente girandola di situazioni surreali sul tema di
Caino e Abele, del buono e del cattivo, vincitore della IV Edizione dei Teatri del Sacro; il secondo esamina in modo divertente, a tratti malinconico, la situazione di totale precarietà e incertezza in cui tutti noi, e i giovani in particolare, ci troviamo a vivere oggi. Segnalo volentieri infine “L’amico degli
eroi” di e con Giulio Cavalli, il lavoro teatrale che
chiude la nostra stagione e che affronta le vicende
giudiziarie di Marcello dell’Utri, Mangano e
Berlusconi mettendo in luce i legami tra una certa
imprenditoria milanese e la mafia siciliana”.
Un cocktail spumeggiante fatto di risate e di emozioni è quello che anche quest’anno ci propone il
cartellone del Teatro della Cooperativa, un programma fitto e intrigante, un mix di novità e di
vecchi successi che per la bravura dei protagonisti
e la modernità dei temi può accontentare tutti.
In attesa del nuovo disco
ritornano in concerto i Duperdu!
opo aver concluso con successo sul web la
D
campagna di raccolta fondi dal basso per la
pubblicazione del loro primo disco ufficiale che
uscirà entro la fine dell’anno, i Duperdu (Marta
Marangoni e Fabio Wolf) tornano in concerto il
15 novembre (ore 21) presso lo spazio “Zona k”
di via Spalato 11 (zona Isola) nell’ambito della
rassegna “Scena 9 - convergenze teatrali non
convenzionali in zona”, promossa dal CdZ 9. Il
maestro Wolf al pianoforte e l’attrice-cantante
Marta Marangoni, accompagneranno il pubblico nel mondo delle canzoni indimenticabili di
Jannacci, Gaber, Cochi e Renato, D’Anzi, Quartetto Cetra e molti altri.
Non solo: il pubblico potrà ascoltare i brani originali di “Chiameròlla Milano”, il nuovo disco di
Fabio e Marta sulla fondazione della città di
Milano. Da Belloveso al drago Tarantasio fino
alla cascina California, mille curiosità e leggende sulla Milano storica. Il tutto a comporre con
grazia, leggerezza e humour un insolito carosello di personaggi meneghini. (Lorenzo Meyer)
Sul palco dell’università Bicocca
cent’anni di Einstein
ercoledì 28 ottobre, alle 16, Università
M
Bicocca, Edificio U12, Auditorium Guido
Martinotti, Via Vizzola 5, in occasione del cento
anni della Relatività Generale di Einstein, una
delle conquiste più alte del pensiero umano, spettacolo teatrale “Torno indietro e uccido il nonno”,
testo di Andrea Brunello con la collaborazione di
Roberto Abbiati e Leonardo Capuano, con Roberto Abbiati e Andrea Brunello, regia Leonardo Capuano Il tutto introdotto da un’anteprima di Pietro Greco: “Marmo pregiato e le-
gno scadente: Albert Einstein e la Relatività”.
Il 5 e 6 novembre continueranno i festeggiamenti del centenario con una serie di talk sull’argomento: come Einstein arriva a formulare
questa teoria di grande bellezza e come con essa descriviamo l’Universo, dal big bang alle
stelle e ai buchi neri; le sfide che ci attendono:
onde gravitazionali, materia ed energia oscura
per risalire alla natura della spazio-tempo; il
percorso ancora incompleto per unificare la
gravità e il mondo dei quanti.
Al Centro Culturale della Cooperativa
visita guidata al quartiere di Brera
• Venerdì 6 novembre un graditissimo ritorno al Centro
Culturale della Cooperativa.
Anna Torterolo, la storica dell’arte a cui dobbiamo la serata
dedicata alla mostra di Chagall, parlerà di architettura e
storia nella serata “Storia di
Brera: il Palazzo ed il Quartiere”, un tuffo in questo angolo della vecchia Milano
oggi quartiere alla moda, in cui si respira un’atmosfera magica in un dedalo di stradine con nomi antichi: Fiori Chiari, Fiori Scuri, San Carpoforo, Madonnina, via del Carmine, via Ciovasso e Ciovassino. In
particolare si parlerà di Accademia di Belle Arti con
le aule storiche (1776), Biblioteca Braidense (1770),
Osservatorio Astronomico (1774), Orto Botanico
(1774). La serata del 6 novembre preparerà una visita guidata di cui vi segnaleremo la data a breve.
Per info/prenotazioni 02/66114499.
• Il Centro Culturale parteciperà come organizzatore a un’importatnte iniziativa. Giovedì 22 ottobre, ore 20,45 presso il Teatro della Cooperativa,
presentazione del libro “Milano città Metropolitana” di Giovanni Poletti (vedi anche a pag. 12),
un tema di grandissima attualità. Con l’autore,
sul palco, nomi noti, tra cui Paolo Limonta, coordinatore Ufficio Relazioni con la Città del Comune
di Milano. Luigi Allori, direttore di “Zona Nove”,
coordinerà gli interventi. È gradita la prenotazione: 02/66114499.
• Per l’iniziativa “Il mondo: la casa di tutti. Un incontro tra popoli e culture”, che si terrà il 31 ottobre
all’Auditorium Ca’ Granda, vedi a pag, 14.
ArgómmBIMBI: ecco come creare l’incanto
Antonietta Gattuso
’è un teatro in
C
Zona 9, fondato nel ‘98, sorto da
due negozi abbandonati affittati dal demanio. Si tratta di
Argòmm Teatro che produce e promuove spettacoli, sviluppa progetti nel territorio, nelle
scuole, nelle aree del disagio sociale, nelle carceri. Si trova in via Graziano Imperatore 40 angolo Via L. Bianchi D’Espinosa, ove hanno sede
anche Cromotaranta, Unza, Ipazia e Last.
In questo spazio è nato ArgòmmBIMBI. Si
tratta di un ciclo di laboratori ideati per coinvolgere i bambini nella magia del fare teatro.
La rassegna è curata da Marcella Fanzaga.
“L’obiettivo è creare uno spazio di aggregazione per famiglie e bambini attorno all’esperienza artistica e culturale del vivere il teatro nel
suo aspetto di condivisione e dialogo - dice
Marcella Fanzaga -.
Un dialogo tra le persone, piccine e grandi, ma
anche un dialogo tra le diverse arti”. Il percorso viene proposto da un team di artisti ed educatori che lavorano da anni con i bambini.
ArgòmmBIMBI nasce dal desiderio della danzatrice Marcella Fanzaga, del direttore artistico Francesco Mazza e del musicista Roberto
Zanisi di portare avanti il progetto “Creare
l’Incanto” ideato nel 2010 e fondato sull’idea di
esplorare la interdisciplinarietà delle arti, la
creazione collettiva e la composizione istantanea con i bambini e i loro genitori. “Creare
l’Incanto” è stato presente ad Argòmm Teatro
nelle due stagioni passate, e quest’anno si inserisce in un progetto più ampio.
Gli incontri avranno inizio il 18 ottobre e si protrarranno fino al 10 aprile. Il costo di ciascun laboratorio con rappresentazione sarà di 8 euro per
gli adulti e di 6 per i bambini. Ogni giornata sarà
articolata in tre momenti: 1) Laboratorio collettivo di creazione di una rappresentazione teatrale;
2) Creazione di una traccia dell’esperienza che vada a costituire un’installazione che verrà arricchita con le produzioni di ciascun incontro e sarà
esposta nello spazio del teatro in ciascuna data; 3)
Condivisione di una merenda. Gli artisti coinvolti
sono: Francesco Mazza (attore, regista, musicista); Roberto Zanisi (musicista); Associazione
Debora Mancini Realtà (attrice); Daniele Longo
(musicista); Compagnia Omphaloz (artisti di strada); Marta Castelli (attrice ed educatrice teatrale); Marcella Fanzaga (danzatrice).
Per informazioni: 0239311963, 3495763325,
3397156826 - [email protected] [email protected].
Riparte l’Università della Terza Età
n collaborazione
Idi con
il Consiglio
Zona 9, l’Auser
Bicocca organizza
l’Università della
Terza Età, presso
l’Auditorium di Viale Ca’ Granda,19. Ecco il
programma di ottobre: “I protagonisti della
storia milanese”, 8 -15 - 22 - 29 ottobre 2015.
A cura di Opera d’Arte. L’Università della
Terza Età è un progetto ideato per coniugare
interesse alla cultura e bisogno di socializzazione degli over 60 che Auser Milano ha promosso a partire dal 2002. È decentrata sul territorio; organizzata in semestri che tracciano
un percorso di Corsi frequentati da tutti gli
iscritti; diversificata nelle proposte in ciascuna sede a partire dagli interessi dei partecipanti e declinata per obiettivi.
Per informazioni 02-26.82.63.20 - oppure [email protected].
Mic: un convegno su cinema,
educazione e nuove tecnologie
iovedì 15 ottobre al Mic incontro dedicaG
to al recycled cinema, ovvero l’uso delle
fonti d’archivio in funzione creativa, ludica e
pedagogica.
Fa parte di In Living Memory, un progetto
europeo Erasmus, il cui scopo è sviluppare
un processo educativo basato sulla creazione
di opere audiovisive, teatrali e fotografiche
da parte di detenuti e studenti usando materiali audiovisivi provenienti da paesi diffe-
renti in modo da facilitare il dialogo interculturale tra persone con identità sociali e culturali diverse.
Il programma prevede diversi contributi:
“L’archivio e l’uso sociale delle immagini
(Elena Mosconi, Università di Pavia e
Cattolica di Milano): “Riscrivere il cinema”
(relatori italiani, francesi, portoghesi, ecc),
con proiezione dei cortometraggi realizzati
durante il progetto; “La realtà aumentata:
tra didattica e creatività (Mauro Rubin, presidente e fondatore di JoinPad); Visita all’archivio film della Cineteca Italiana con la
realtà aumentata e proiezione del film “Il
mistero del cadavere scomparso”.
Il 27 ottobre all’Acli Bicocca si parla di etica
artedì 27 ottobre, alle 21
M
presso il Circolo Acli Bicocca
di via Alberto Nota 19, in occasione dell’uscita del nuovo libro di
Claudio Antonelli “Etica - Pane
quotidiano”, si parlerà di etica come patto di
convivenza sociale nel quotidiano, necessaria
a una convivenza solidale e sostenibile all’interno del quartiere. A discutere con l’autore ci
sarà Beatrice Uguccioni, presidente del
Consiglio di Zona 9. Coordina Renzo Cislaghi,
presidente del Circolo Acli Bicocca.
Ritornano le serate musicali del Green Garden Bistrot
l Green Garden Bistrot fa parte del miglior Niguarda Tour. Un accoIClerici.
gliente spazio verde situato in Via Terruggia, proprio accanto a Villa
Bar tabacchi, trattoria, serate con musica dal vivo, cabaret, cene personalizzate per battesimi e compleanni. Aperto dal mattino alle
6 a dopo la mezzanotte. Vi si passa davanti quando da via Ornato si
svolta per andare al Teatro della Cooperativa e il suo slargo è all’inizio
di via Val di Ledro.
Il locale ha qualche ragione in più per meritare una sosta sia per i foresti che per i nativi niguardesi. I suoi proprietari hanno oramai messo a punto una formula infallibile! Innanzitutto una cucina realmente
casalinga e tipicamente lombarda, garantita dalla mano sapiente e
dalla milanesità doc della “rezdora”, Alba Rosa. Eccoli i piatti tipici di
casa al Green Garden Bistrot: tondi della nonna, pancotto, riso e latte,
trippa, casseula, osso buco… Tutti innaffiati con i sapidi vinelli dell’oltrepò pavese. E subito dopo il Sergio, il nume tutelare, venerdì e sabato offre anche musica. E più precisamente karaoke il venerdì e un complessino sempre diverso negli appuntamenti oramai rituali del sabato
sera. Musica dalla forte impronta popolare che per anni ha spaziato dal
country ai blues, dal rock al jazz (con la partecipazione di Max Prandi,
Roberta Frigerio, Roberto Chielli, Roberto dei Rockodrilli). Musica che
oramai vuole essere sempre più milanese. Ed ecco arrivare nel primo
sabato di ottobre i “Tri per du” , quelli milanesi, con il repertorio cantato e raccontato nel più autentico stile cabarettistico milanese.
Standing ovation, mi dice sorridendo Sergio che, visto il successo trionfale della serata, li ha riprenotati per il 12 dicembre. Sabato 10 la serata è tenuta dal Trio “GIi amis de l’osteria”, anch’esso con i suoi testi da
vecchia Milano e momenti di irresistibile cabaret. Sabato 17 la Flatus
Folk Band, un complesso dal repertorio posizionato sulle atmosfere
della balera e sulle canzoni milanesi degli ultimi decenni, da Gaber e
Iannacci a Van De Sfroos.
Sergio non nasconde la sua aspirazione a far diventare i suoi sabati sera una icona vera e propria per il suo Niguarda. Complici candele ai tavoli tutte le volte che l’atmosfera lo richiede, una buona cucina milanese, un complesso dal cuore in mano con le musiche e con le battute malandrine della vecchia Milano, un menù con alcune alternative ma a
prezzo fisso, un conto ragionevolissimo. Trenta euro in tutto, primo litro di vino per un tavolo di quattro persone compreso! (Primo Carpi)
Green Garden Bistrot, Via Giovanni Terruggia 26. Orari quotidianamente ricordati da Face Book. Prenotazioni: 02 3656 6130.
a cura di Luigi Luce
La Casa di Alex rivestita a festa dai pennelli di Alessandra Orlando
Roberta Coccoli
uando incontriamo Alessandra Orlando, la musica di una raQ
dio accompagna i movimenti della sua mano e del suo braccio:
sta dipingendo grandi murales sulle pareti esterne della “Casa di
Alex” di Via Moncalieri 5. E così vediamo giocolieri, danzatori, bambini che giocano, e varie scene di convivialità, con magnifici e brillanti colori acrilici al quarzo. Ma cos'è tutto ciò? Ce lo spiega
Alessandra, dicendo che, vivendo in Zona 9, si è offerta di dare il suo
contributo artistico per rendere più allegre le pareti esterne di questo edificio, occupato dall'Associazione Culturale “La Casa di Alex”
detta, in lingua basca, “Alex Etxea” (pronunciato “Alex Ecea”), in
onore e in ricordo di Alessandro Iriondo, già Consigliere del
Comune di Milano, abitante in zona 9, morto prematuramente a 42
anni, figlio di un giocatore di pelota basca.
E infatti nei suoi murales troviamo proprio Alex, rappresentato da
un moderno Icaro che guarda dall’alto, sopra il titolo della “Casa” a
lui dedicata, tutto il mondo di persone che si muovono più sotto, e che
raffigurano le varie attività dell’Associazione che fin dal suo esordio
ha voluto creare un luogo di eccellenza dove trovano spazio la cultura, la musica e le arti in ogni forma possibile, insomma un luogo di
ritrovo, di scambio e di divertimento, ma anche uno spazio in cui si
può bere, mangiare o semplicemente incontrarsi, ma anche conoscere, ascoltare, vedere e fare insieme.
E così vediamo simpatici giocolieri che si lanciano birilli, graziose ballerine e ginnasti che fanno capriole, danzatori di tango argentino e
ballate di gruppo sulle note della musica di una vivace orchestrina
con fisarmonica, violino e trombetta, accanto a una elegante cantante. Non manca un certo connubio fra passato e presente, raffigurato
da una bimba che offre fiori alla memoria dei partigiani, già rappresentata dalla targa degli eroi caduti, vicino alla corona d’alloro, mentre un’altra bimba corre felice sul monopattino (“Qui ho rappresentato mia figlia”, spiega Alessandra).
Ogni elemento ha attinenza con quello che la “Casa di Alex” rappresenta per il nostro quartiere perché, ci dice Alessandra Orlando, “mi
piace che la gente possa riconoscersi in un discorso sociale, che non
cada nel banale, e quindi con continui riferimenti anche alla pittura
del passato, ripresi per esempio dai quadrotti bianchi e neri delle ceramiche del pavimento, che abbozzano un'idea di prospettiva”. E questo richiamo all’attività dell’Associazione lo troviamo anche nella
grande tavolata disegnata sul lato verso il cortile dell'edificio: “Ho voluto qui rappresentare questo simpatico momento di convivialità proprio perché in questo lato del cortile ogni martedì pomeriggio il
Mercatino Agricolo Biologico espone e vende i suoi prodotti, e così anche le persone in un qualche modo possono riconoscersi, e poi ho ag-
Corsi d’arte a cura di madre e figlia Scaravelli
ono appena iniziati i corsi d’arte in
S
Zona Niguarda-Affori tenuti dalle
pittrici niguardesi Silvana Scaravelli e
Stefania Favaro, madre e figlia: siamo
andati ad incontrarle per saperne
qualcosa di più, e veniamo subito colpiti dalla loro allegria e positività, dalla
passione che infondono alle loro parole
per spiegarci il loro bellissimo lavoro,
che le mette continuamente in contatto
con l’arte, nelle sue molteplici sfaccettature, e sopratutto con le persone e i
loro sentimenti.
Raccontateci qualcosa dei vostri
corsi d’arte…
Allo Spazio Culturale “MY G” in Via da
Filicaia 4, teniamo i corsi per adulti di
pittura ad olio, acquarello, trompe
l’oeil, decorazione di mobili, pittura su
tessuto e vetro, scultura. Sono corsi con
programmi individuali e personalizzati
sulle scelte dell’allievo, e si svolgono il
mercoledì in orari 15-17, 17,30-19,30,
21-23. I corsi per bambini fino ai 6 anni, invece, si basano sulle metodologie
di Bruno Munari, grande artista e designer del Novecento, che proponeva
l'abbattimento degli stereotipi nel disegno infantile per aiutare il bambino a
osservare la realtà con i propri occhi,
cioè per esempio a non disegnare il cielo come una semplice fascia colorata in
cima al foglio, ma come uno sfondo continuo, oppure a non illustrare il sole
con i raggi, ma come una sfera lumino-
sa, con un esercizio specifico di distruzione e ricomposizione della forma. Per
i bambini delle scuole primarie, il corso
si articola sull’osservazione anche delle opere dei grandi maestri del passato
dall’Impressionismo in poi, con la realizzazione della “pittura diretta”, cioè
“a macchia”, e la suddivisione fra chiari e scuri: in questo modo l’approccio
del bambino all’arte avviene anche con
l'analisi e il contatto dei bimbi con i
movimenti artistici che rappresentano
l’arte contemporanea e imparando a
dipingere, imparano ad osservare la
realtà e la storia dell’arte del novecento. I corsi d’arte per bambini si tengono
allo Spazio “MY G” il mercoledì in orario 17,30-18,30, il giovedì in orario 1718 e 18,30-19,30 e il venerdì in orario
16,45-17,45.
In particolare, inoltre, Stefania tiene
anche dei corsi presso lo Spazio “Asd
Anima Specchio” di Via Pozzuoli 6, in
Zona Affori, per adulti il martedì in
orari 18,30-20,30 e 21-23, e per bambini il venerdì in orario 18,30-19,30.
Qual è la caratteristica dei vostri
corsi d’arte?
Tutti i nostri corsi sono personalizzati
sulle scelte dell’allievo perché cerchiamo di conoscere l’individuo per sviluppare un programma individuale, così
ognuno può partire e proseguire da
quello che desidera, partendo da soggetti semplici fino ad arrivare a temi
più complessi. Ognuno segue il proprio
percorso, tutti allo stesso tavolo e con il
proprio materiale, e noi seguiamo gli
allievi indirizzandoli e aiutandoli a seguire le proprie inclinazioni, e dando
indicazioni sulle diverse tecniche d’arte. Si crea quindi un ambiente molto
sereno e familiare, che può aiutare l’individuo a sbizzarrirsi esprimendosi in
più modi, esplicitando le proprie esperienze sensoriali, affrontandole, e quindi risolvendole.
Qual è la cosa che più vi entusiasma del vostro lavoro?
La cosa più interessante è indubbiamente quella di vedere i successi degli
allievi. Logicamente prima di tutto noi
diamo gli strumenti per imparare la
tecnica, come quando si apprende l'alfabeto prima di poter scrivere un romanzo. Poi ognuno impara ad esprimere la propria interiorità, ed è bello vedere nascere nuove amicizie, in un ambiente rilassato e sereno, dove non c'è
spazio per le tensioni, e l’arte diventa
lo strumento per lasciarsi andare e rilassarsi maggiormente. Il tutto è molto
stimolante perché gli allievi scelgono
diverse tecniche, e ognuno ha la possibilità di venire in contatto con le esperienze di altri, ispirandosi l’un l’altro, e
dunque con lo stimolo a migliorare la
loro tecnica e anche la loro personalità.
(Roberta Coccoli)
Per informazioni: 333.1201901.
Al MY G ricordi d’infanzia scritti con gli oggetti
chi. Il risultato sarà un incredibile racconto-storia di vita fatto per se stessi e per
tutte le persone care, figli, nipoti e, perché
no, amici. Le autobiografie hanno avuto,
da sempre, un fascino speciale ma, questa
volta, potrebbe essere un’esperienza diversa, memorabile, ricca di emozioni vecchie e nuove che possono essere importanti per chi non ha mai pensato di scrivere
di sé per tramandare un vissuto colmo di
momenti e stati d’animo d’altri tempi, allegri e/o tristi, ma che hanno contribuito a
far vivere la vita. (Beatrice Corà)
resso lo Spazio Culturale MY G in via
P
V. da Filicaia 4, dal 22 ottobre, alle 10,
si terrà il corso “Racconti d’infanzia”, a cura dell’antropologa Mariagrazia Cucurachi. Il corso pensato prevalentemente per
persone con un passato che vogliono raccontare, trasmettere, ricordare, alla fine
produrrà una specie di album personale
con foto, disegni, oggetti, giocattoli d’un
tempo come bamboline di carta da ritagliare, biglie colorate, ricette “povere” dai sapori antichi, ricordi del tempo di guerra e tutto questo con l’aiuto della dr.ssa Cucura-
Le tracce invisibili della scrittrice Enrichetta Caparco
settembre all’ArIstritisIdel9 Cafè
di Via MaeLavoro 4, la pittrice Stefania Favaro,
accompagnata dalla
madre e collega, Silvana Scaravelli, ha presentato il primo libro
di Enrichetta Caparco
dal titolo emblematico
di “Tracce invisibili di
universi paralleli”, edizioni “Albatros”, che narra un’originale storia d’amore, pretesto per un viaggio attraverso 100 anni di storia. La presentazione
del libro, e l’incontro con la scrittrice Enrichetta Caparco, classe 1945, già architetto,
è stata l’occasione per gustare anche alcuni
brani del libro, sopratutto quelli maggiormente pittorici-descrittivi.
“Il mio libro”, ci spiega la scrittrice, “è ispirato
alla teoria della fisica quantistica di Julian
Barbour per il quale il tempo non esiste perché il nostro tempo è solo un insieme di momenti singoli, governato solo dalla loro probabilità. Il quadro è il contesto in cui gli episodi
si intrecciano perfettamente, come se la vita
dei personaggi fosse già stata scritta, e come la
spirale aurea della grande conchiglia del nautilus, in modo esteticamente godibile e proporzionato. Così Carlotta cerca Paolo, l’amante
scomparso, ma per far uscire il suo amato dal
labirinto che si è costruito intorno, deve prima
intraprendere un percorso di maturazione che
la porterà ad aiutare sé stessa a risolvere molti dei suoi problemi personali; quindi dovrà
prima salvare sé stessa, salvando nel contempo anche la vita di altri.”
Enrichetta Caparco conferma di sentirsi molto vicina a Carlotta: “Anche io”, spiega, “ho do-
vuto sciogliere diversi nodi della mia vita, e il
percorso di maturazione di Carlotta è proprio
la parte più intima del libro, dove la donna impara a liberarsi e a emanciparsi dalle restrizioni e dalle costruzioni in cui l’aveva inserita
la sua famiglia di origine; secondo la protagonista, quindi, esistono universi paralleli in cui
le persone si muovono, e quando lei si guarda
indietro è contenta di ciò che ha fatto.”
Alla presentazione del libro hanno partecipato anche due attori teatrali, Maria Teresa
Mongella e Gerardo Marinelli che, con la loro
interpretazione di alcuni brani del romanzo
hanno creato grande suggestione: il libro infatti è stato trasformato anche in rappresentazione teatrale, in un’opera “a metà tra Woody
Allen e Pirandello”, che ha avuto luogo i primi
giorni di ottobre presso l’“Alta Luce Teatro”
(http://www.altaluceteatro.com/), nei pressi del
Naviglio Grande. (Roberta Coccoli)
giunto nel disegno un’oca starnazzante che corre qua e là, che può dare quel tocco di comicità e allegria all'insieme”.
Alessandra poi ci spiega che anche in questi murales ha voluto inserire qualche elemento della sua esperienza quotidiana: “Sono stata ad
accompagnare dei bambini alla Pinacoteca di Brera, e un dipinto di
un pittore del Seicento mi ha colpito molto perché alcuni commensali a un tavolo davano di spalle a chi guardava il quadro: e così ho voluto riprendere lo stesso aspetto in questa pittura”. E poi continua,
raccontandoci come è nata la sua vocazione all’arte: “La mia bisnonna, Ersilia Ghezzi, era un’artista e mi ha insegnato i rudimenti del disegno. Poi è scoppiata in me l’emozione per l’arte e ho frequentato
l'Accademia di Brera e la specializzazione alla Scuola del Castello in
affresco; a tutto ciò però ho unito anche la mia passione per la danza,
tanto che nella mia carriera di muralista e decoratrice io metto tutto
il mio corpo: così il braccio segue la mano che dipinge, creando il senso del ritmo utile nella progettazione dei fregi, dove la fluidità del movimento mi sostiene anche nella pittura. E questo è quello che a volte spiego anche alle mie allieve della Casa delle Donne di via Marsala:
ad usare tutto il corpo nel movimento. D’altra parte la mia non è
un'arte a tavolino o di fronte a un cavalletto: il muralismo popolare è
una forma d’arte visiva realizzata su superfici murarie, a grande valenza ideologica, rivolta alla collettività che la ospita, in grado di essere fruita da larghi strati di popolazione. I murales sono in genere opere di grandi dimensioni collocate in spazi pubblici molto frequentati e
i temi sono prevalentemente narrativi che riguardano la comunità.
Tutto è in chiave comunicativa e figurativa.”
L’inaugurazione dei bellissimi murales di Alessandra si è svolta il 26
settembre scorso, in occasione dell’apertura dei corsi e dei concerti.
Info: Alessandra Orlando: http://www.atelieracerenza.com/ http://www.dipintodiblustudio.it/ - [email protected].
Al MY G Annarita Serra
l’artista del riciclo
arda di nascita, ma
S
milanese di adozione, appena può scappa
nei luoghi della sua infanzia e, nel corso delle
sue passeggiate in riva
al mare, raccoglie gli
oggetti che il mare restituisce, materiali apparentemente inutili,
che nelle sue dita e sulle sue tele creano una
nuova storia. Stiamo
parlando di Annarita
Serra, originale artista
del recupero e del riciclo, le cui opere, già
esposte in Italia e all'estero, sono in mostra
ad ottobre presso lo
“Spazio culturale MY
G” di Via Filicaia 4.
I suoi lavori raggiungono livelli estetici molto
piacevoli, con cromatismi e accostamenti gradevoli, sia che si tratti
di soggetti astratti e
geometrici come tanti quadratini di stoffa, o l’accostamento di
numerosissimi tappi di bottiglia in plastica, sia che si tratti di
icone e personaggi famosi, create con pezzi di plastica recuperata dal mare, pezzi di rifiuti che diventano “pennellate” di colore. Visti da lontano risultano opere riconoscibilissime, e dinamiche, ma quando ti avvicini scopri un mondo. Trovi un
Pinocchio di Walt Disney creato con tanti pezzetti delle capsule
da caffè, sullo sfondo di tantissime monetine da 10 lire; scopri
che gli occhi della geisha giapponese sono formati da due ragni
di plastica. Oppure una dama di Klimt che ha un vestito fatto da
tantissimi accendini colorati; o “La ragazza con l’orecchino di
perla” di Johannes Vermeer che mostra il languore e l’intensità
dell'enigmatico sguardo della giovane tramite tantissimi tasti
delle tastiere del computeri; o ancora una Marilin Monroe “alla
Andy Wharol” che ha il volto fatto da pizzi, tappi rosa, e addirittura “mini pony”. Il tutto in un’armonia di colori e con una dose
di dinamica comunicabilità che, giocando su opere note al grande pubblico, riprende gli oggetti di tutti i giorni, anzi i rifiuti, donando loro nuova vita.
La forza di quest’artista riesce non solo a cogliere i colori e le sfumature con texture innovative, e non solo a creare l’arte dal riciclo raccogliendo oggetti di rifiuto sulle spiagge sarde, ma anche a
stimolare lo spettatore a osservare meglio e più da vicino e a guardare oltre, che è un modo per spingere le persone ad analizzare le
cose e andare oltre le apparenze. (Roberta Coccoli)
“Milano Città Metropolitana: a noi il compito di darle vita”
Con il suo libro “Milano Città Metropolitana” Giovanni Poletti dà la spinta perché si inizi finalmente a parlare di questa nuova e ancora sconosciuta realtà.
Valeria Casarotti-Teresa Garofalo
de Città Metropolitana. Lo dimostra chiaramente anche la sua
storia costellata di tragiche vicende di invasioni, saccheggi, guerre e contaminazioni da cui però ogni volta è riuscita a risollevarsi carpendo anche dai nemici quanto poteva esserle utile. A ciò si
aggiunge la forza, la determinazione della sua gente che nei secoli coraggiosamente e con fiducia ha lavorato creando i presupposti per lo sviluppo culturale, economico, politico che caratterizza la città odierna. Ci sarebbe tanto da dire e da scrivere su questo argomento; nel mio libro troverete solo “briciole” di storia che
però permettono di capire come Milano nel tempo sia sempre
stata aperta alle novità e proiettata verso il futuro”.
Un libro questo di Poletti davvero piacevole e di facile lettura che, attraverso curiosità, aneddoti divertenti e immagini di grande suggestione, ci racconta il percorso, le tappe più significative che hanno progressivamente fatto della nostra Milano la città giustamente destinata oggi a diventare importante metropoli.
“Il mio lavoro - afferma ancora l’autore - è solo un rapido exursus
storico che partendo dalle origini della città tocca le fasi più significative del suo sviluppo urbanistico, dell’evoluzione della sua organizzazione amministrativa, della sua cultura e della sua politica che nell’Ottocento la porta ad assumere un ruolo forte e predominante, quasi di guida per il resto d’Italia. Progressi innovativi
in ogni campo si sono avuti anche nello scorso secolo e la sfida, che
oggi la città e noi tutti siamo chiamati ad affrontare, seppur rilevante, ritengo possa essere vinta se consideriamo le enormi potenzialità e risorse che Milano ha mostrato di possedere nel tempo.
Realizzare i grossi obiettivi previsti dallo Statuto è un progetto
ambizioso ma non irraggiungibile se ci sarà la partecipazione di
tutti i cittadini. Il rischio altrimenti è di aver dato vita a un organismo non democratico, voluto e attuato dall’alto, incapace di rispondere perciò alle reali necessità del territorio.”
Per partecipare attivamente è però essenziale possedere una
profonda conoscenza e una prima possibilità per iniziare a comprendere cos’è, quali funzioni avrà la nostra nuova Milano e in
che modo possiamo collaborare all'attuazione degli obiettivi proposti ce la offre l’interessante convegno del 22 ottobre al Teatro
della Cooperativa nel quale oltre alla presentazione del libro di
Giovanni Poletti, dai numerosi e competenti relatori presenti potremo avere chiarimenti e delucidazioni sui nuovi possibili orizzonti che il futuro può riservarci.
on la legge n. 56 del 2014 che ha decretato l'abolizione delle proC
vince, Milano, inglobando i 134 comuni che costituivano la sua
stessa provincia, ha assunto il ruolo di Città Metropolitana e per il
numero di persone presenti in tutto il suo agglomerato urbano, ben
3.332.516 abitanti su un territorio di 1.575 Km2, rappresenta la terza area metropolitana più popolata d'Europa dopo Londra e Parigi.
Nove sono in Italia le Città Metropolitane (Torino, Milano, Genova,
Venezia, Bologna, Firenze, Napoli, Bari, Reggio Calabria) ma la posizione geografica di facile collegamento con tutta l'Europa rende la
nostra città un’area particolarmente privilegiata.
Primo sindaco metropolitano è Giuliano Pisapia, eletto il 28 settembre 2014 insieme al Consiglio Metropolitano, mentre il 22 dicembre dello stesso anno è stato approvato lo Statuto dalla
Conferenza Metropolitana composta dai sindaci dei 134 comuni e
dai presidenti delle zone di Milano, questi ultimi senza diritto di
voto. Una vera “rivoluzione” di cui poco si sa e poco si parla.
Eppure è in gioco il nostro futuro. Un input perché finalmente si
cominci a ragionare sull’argomento, a confrontarsi e a fare proposte ci viene da un interessante “volumetto”, tale lo definisce il suo
autore, Giovanni Poletti, notissimo non solo nella nostra zona,
eclettico, attivo in molti campi, premiato con il prestigioso riconoscimento dell’Ambrogino d’oro.
“Non sono né uno scrittore né uno storico - afferma Giovanni
Poletti - sono solo un cittadino milanese che desidera cogliere quella che considera un’occasione storica per la sua città e vuole farlo
insieme ai suoi concittadini, stimolandone la curiosità, l’interesse
e il confronto. Il mio libro, per il quale voglio ringraziare Ivan
Crippa della preziosa collaborazione, nasce dalla consapevolezza
che questa innovazione è per Milano una sfida da raccogliere, ardua ma appassionante. La nostra città dovrà affrontare problemi
molto complessi, di grande valenza politica e sociale e prendere decisioni che influiranno sulla vita delle persone, sul futuro del nostro paese e dell’intero pianeta. Per adempiere a tali compiti è essenziale comprendere a fondo le esigenze del territorio unificato,
individuare strategie più ampie e concordate, creare una rete gestionale per risolvere problemi locali inserendoli nel quadro metropolitano. La Città Metropolitana non è tale per il numero di
abitanti quanto per le sue capacità di porsi sul teatro internazionale con la cultura, la finanza, le Università, le attività artigianali e industriali, e Milano ha le carte in regola per essere una gran-
Municipalità? Sempre e comunque in ritardo
Walter Cherubini (Consulta Periferie Milano - www.periferiemilano.it)
e Municipalità, la Città metroL
politana di Milano non sembrano suscitare un grande interesse.
Eppure, spesso ci lamentiamo delle
disfunzioni delle varie amministrazioni. Allora, seguire e comprendere
come verranno organizzate e come
andremo a finire, forse non guasta.
Nella seduta del Consiglio comunale dell’8 settembre ha preso il via il
dibattito in vista dell’istituzione delle Municipalità che, secondo gli intendimenti, andranno a sostituire gli odierni Consigli di Zona. Qualche elemento della proposta: le
Zone rimarranno nove, con qualche ipotesi di modifica dei confini
(la Zona 1 vuole allargarsi un po’, mentre i Navigli, attualmente
suddivisi tra le Zone 5 e 6, potrebbero essere assegnati completa-
mente a una delle due Zone). Poi, il Presidente di ogni Municipalità
verrebbe eletto direttamente dagli elettori (attualmente è eletto dai
consiglieri, anche se c’è l’indicazione del candidato Presidente. I
consiglieri passerebbero da 41 a 25 (Presidente compreso), mentre
è preventivata la designazione di 4 Assessori.
“In ritardo”, come ha sottolineato il consigliere Cormio. Un ritardo
di quattro anni, rispetto all’inizio dall’attuale amministrazione, ma
di oltre 45 anni se ci riferiamo all’istituzione del Decentramento avvenuta il 18 luglio 1968. E adesso? La previsione è di tre fasi successive, che dovrebbero susseguirsi nei prossimi mesi: 1. La modifica dello Statuto del Comune di Milano (fase attuale), con l’introduzione delle municipalità. 2. La definizione della composizione e delle modalità di elezione. 3. La definizione del regolamento con competenze e poteri delle Municipalità. Il tutto, poi, va visto nell’orizzonte della Città metropolitana di Milano.
Ma, al di là delle “forme”, pur importanti, quello che conta sarà la
definizione delle competenze e dei contenuti, in merito alle quali in
Comune “si sta lavorando”.
• Periferia Se il Regolamento di funzionamento non farà rima con
Periferia, servirà a poco e poco cambierà rispetto agli oltre 40 anni
trascorsi. È ora di restituire ai territori degli antichi comuni la capacità amministrativa di cui furono espropriati, nel 1873 i Corpi
Santi e nel periodo 1918-1923 i comuni del circondario milanese
(Baggio, Trenno, Musocco, Affori, Niguarda, Chiaravalle, Greco,
Gorla-Precotto, Turro, Crescenzago, Lambrate, Rogoredo, Chiaravalle, Vigentino, con Lorenteggio e Ronchetto). Altrimenti continueremo ad avere un’organizzazione sbagliata, dove Città metropolitana e Municipalità rischiano fortemente di essere solo un cambio di
“cappello”, mentre la “testa” - cioè il modo di organizzare le cose continua a rimane sempre il medesimo. Poi, se anche la cittadinanza venisse coinvolta non sarebbe proprio fuori luogo, se si vuole la
partecipazione o, meglio, la “progettazione partecipata”.
“Eppur si muove” Milano più 134 comuni
Giovanni Poletti
i Città Metropolitana se ne comincia a parlare in concreto e i teD
mi che stanno emergendo sono tanti e con essa potranno trovare una soluzione .
Con l’approvazione dello Statuto della Città Metropolitana saranno
affrontati problemi che la frammentazione del territorio in 134 comuni non ha potuto risolvere.
Ai Comuni uniti a Milano, saranno comunque mantenuti fondamentali settori gestionali perché il rapporto con i loro abitanti è insostituibile e culturalmente fa parte del Dna del nostro Paese.
Abbiamo tutti sotto gli occhi vecchie questioni quali ad esempio:
i trasporti, la viabilità, le aree critiche, i parchi, i servizi sociali,
che possono essere affrontati solo con strategie armoniche, con un
coordinamento tra enti per l’attuazione di progetti e un miglior
utilizzo delle risorse disponibili.
Il prossimo Sindaco metropolitano sarà eletto a suffragio universale,
con un Consiglio e un’Assemblea rappresentativa di tutti i Comuni
che opereranno senza alcun compenso.
La Città Metropolitana è la grande occasione, storica direi, per cambiare l'esistente modello di governo del territorio. Milano potrà tessere nuove relazioni internazionali, aprirsi ulteriormente a progetti di
sviluppo, valorizzando le risorse commerciali, industriali, artigianali
che caratterizzano questa parte del nostro Paese.
Vi sono problemi aperti come il subentro alla disciolta Provincia
nella gestione dei servizi e del personale, le risorse economiche insufficienti ecc... Così come non appaiono chiari i rapporti, le competenze con la Regione Lombardia, un tema questo che non dovrà
restare sotto traccia.
La proposta di suddividere il territorio della ex Provincia in sette
Aree Omogenee è già un passo in avanti anche se in merito dovranno esprimersi i Comuni. Ricordo che la Provincia di Milano ancora
prima dell’Unità d’Italia era suddivisa in 14 distretti. Ovviamente
comprendevano anche i Comuni che oggi fanno parte delle nuove
Province di Lodi, Monza-Brianza, Lecco.
Per la Città di Milano lo Statuto delle costituende Municipalità con
autonomia gestionale è, mentre scrivo, oggetto di dibattito da parte
del Consiglio comunale. Sono certo che non sarà perso tempo per
cambiare il numero delle attuali Zone o per accorpare diversamente
qualche via, piazza, o per altre motivazioni non essenziali.
“Eppur si muove” significa che rispetto a qualche tempo fa escono dal Palazzo notizie non generiche e quindi il percorso per costituire veramente la Città Metropolitana sembra avviato sul
binario giusto. Ad esempio si stanno ripensando i rapporti tra le
periferie di Milano e i Comuni dell’hinterland per il recupero
delle aree di confine e superare il loro degrado inserendo servi-
zi, in sostanza per dare loro una funzione di cerniera ambivalente.
I cittadini si domandano come saranno affrontate le grandi questioni delle periferie di Milano, la casa e i servizi in primis; o come si rapporteranno le Municipalità con i Comuni limitrofi.
Sono in corso riunioni per definire progetti di coordinamento della gestione dei parchi e delle aree protette: anche qui, se da un lato è giusta una visione regionale, dall'altro occorre fare attenzione alle singole specificità (il Parco Nord ne è un esempio).
Ma c’e un ma. Bisogna coinvolgere i cittadini, tutti i cittadini dei 134
Comuni che formano la Città Metropolitana. Il livello di informazione fornito a tutt'oggi è del tutto estemporaneo. Si leggono in questi ultimi giorni spot sui giornali su argomenti che la gente non conosce e
di cui non comprende il significato. Ecco ciò che bisogna evitare. Con
la non conoscenza si alimenta la diffidenza e così i giudizi diventano
negativi a prescindere.
È tempo che i giornali di zona, con le loro 300.000 copie siano
utilizzati dal Comune di Milano come strumenti importanti di
informazione direi istituzionale, di puro servizio. Sono convinto che i giornali di zona sapranno svolgere questo compito in
modo corretto e liberi da ogni condizionamento. È un argomento, questo, che merita ulteriori approfondimenti e vorrei riprenderlo prossimamente.
Al centro della Festa di Niguarda un convegno tra istituzioni e associazioni
Antonietta Gattuso
a festa di NiL
guarda del 4 ottobre, organizzata dal
Comitato di Quartiere in collaborazione
con le associazioni
del quartiere e patrocinata dal Consiglio
di Zona, si è svolta solo in parte. L’iniziativa avrebbe dovuto
svolgersi con musica,
giochi, mostre, sport, didattica e convegni, ma l’annuncio del maltempo ha fatto rimandare a domenica 11 tutte le attività all’aperto. Ne parleremo sul prossimo numero.
Il 4 ottobre però si è svolto regolarmente il programma previsto
in Villa Clerici. La giornata è iniziata con “Un ponte con
l’Oriente”, un seminario teorico-pratico di arti marziali condotto
dall’Associazione Sportiva Dilettantistica Seido Kenpo Ryu Dojo
Milano. Inoltre, sempre alla Villa, si è svolto un concerto
dell’Accademia della Voce e si sono esibiti il coro Out of time e il
gruppo Tune Up. C’è stata anche una mostra di disegni e la realizzazione di un violino da parte del liutaio Stefano Bertoli. Il pomeriggio è stato arricchito dal convegno “Niguarda progetta
Niguarda”, in cui le Associazioni di zona si sono presentate e
confrontate in un dibattito aperto al pubblico. Per il Consiglio di
Zona 9 erano presenti la presidente della commissione Cultura,
Vanessa Senesi, il Presidente della commissione Commercio
Andrea Quattrociocchi e il presidente della Commissione
Decentramento Roberto Medolago, che hanno garantito l’appoggio alle iniziative delle Associazioni.
L’incontro è iniziato con l’intervento di Paolo Casarin, presidente
del Comitato organizzatore, il quale ha presentato gli intenti di
questa organizzazione; poi sono interventute le diverse associazioni esponendo i propri scopi e obiettivi. Il Comitato ha in particolare presentato un Libro Bianco che mira a fornire orientamen-
ti strategici e incoraggiare la discussione su problemi specifici in
modo da elaborare idee da proporre al progetto di “Bilancio
Partecipativo” del Comune. Il documento può essere considerato
anche un “libro nero” in cui si denunciano le criticità che impediscono lo sviluppo armonioso del quartiere. L’incontro è poi stato utile
per conoscere chi opera sul territorio su base volontaria e chiede che
le procedure burocratiche vengano snellite per assecondare chi in
modo gratuito si adopera per valorizzare aspetti aggregativi del
quartiere, sia attraverso lo sport e l’educazione, che attraverso il
confronto e la vicinanza ai più deboli in atti di solidarietà.
Tra le Associazioni presenti la Associazione Amici di Zona Nove,
Civitas Virtus, il Centro Culturale della Cooperativa, l’Anpi, il
Teatro della Cooperativa la Casa di Alex, Abitare, Niguarda Noi,
Riguarda Niguarda, Aromi a Tutto Campo, Emergency, Le vie del
Qi, Ostetriche di Zona, Shorinji Kempo-Ryu Milano Dojo, il
Teatrino al Rovescio. L’intento di tutte queste Associazioni è lavorare insieme senza intralci, per il bene della comunità, seguendo
i principi della socialità, solidarietà e legalità.
a cura di Antonietta Gattuso
Cassinis: incontro con l’assessore Maria Carmela Rozza
l 26 settembre, al
Circolo Pd Rigoldi di via Hermada,
si è tenuto un incontro con l’assessore ai Lavori Pubblici Maria Carmela Rozza per discutere della situazione della Cassinis e
dei lavori svolti fin qui dal Comune per l’edilizia scolastica in zona 9. All’incontro è
intervenuto anche Guido Miraglia, presidente del Consiglio d’Istituto Vittorio
Locchi. L’incontro è stato moderato da
Stefano Indovino, capogruppo del Partito
Democratico in Consiglio di Zona.
L’assessore ha spiegato che alla gara per
la ristrutturazione della Cassinis, partita
nell’aprile 2015, hanno partecipato 56 imprese, 13 delle quali hanno presentato
un'offerta considerata anomala per eccesso di ribasso. Per legge l’Amministrazione
deve assegnare l’appalto alla ditta che
presenta l’offerta più conveniente, ma alcuni preventivi sono troppo bassi e potrebbero trattarsi di proposte fasulle o con impiego di materiali non idonei e sicuri per
cui prima di rifiutare bisogna analizzare
le offerte nel dettaglio, contestare questo
eccesso di ribasso e giustificarlo. Per analizzare quindi tutte le offerte fino a trovare quella accettabile, si ha bisogno di circa
sei mesi, tempo già stabilito nel cronoprogramma consegnato nell’ultimo incontro
in Consiglio di Zona.
Di consequenza l’assessore sottolinea che
c’è bisogno ancora di mesi per assegnare
l’appalto e che questi sono i tempi che le
procedure di legge prevedono, anche se ha
aggiunto che si sta già discutendo a livello nazionale per una loro semplificazione e
I
accelerazione. Una delle preoccupazioni
dell’utenza è sapere se, quando ci sarà
un cambio della Giunta Comunale, la situazione al riguardo possa cambiare o
restare in sospeso o addirittura venire
cancellata dai programmi. Rozza ha risposto che la gara verrà chiusa prima
dell’eventuale cambio di Giunta, ma che
comunque nessuno potrà interrompere
l’iter avviato perché i fondi sono stati già
stanziati da tempo.
La maestra di Passerini Antonella Bortoluzzi ha sottolineato ancora una volta il
grave disagio che i bambini, i ragazzi e gli
insegnanti sono costretti a vivere per la
condivisione degli spazi e ha ricordato che
questa soluzione di convivenza è stata accettata perché era stato preventivato un
periodo di tre anni per riavere la Cassinis
ricostruita. Ora che gli anni previsti sono
quasi raddoppiati la situazione diventa
quasi insostenibile, soprattutto per quanto riguarda le attività laboratoriali e l'utilizzo della palestra. A tal proposito è stata
chiesta la possibilità mettere in grado i
ragazzi di fare attività sportiva in palestre o piscine della zona. L’assessore
Rozza ha consigliato di parlarne con l’assessore all’Educazione, Francesco Cappelli. In proposito Guido Miraglia contatterà l’assessore mentre Stefano Indovino
ha dato la propria disponibilità per proporre in CdZ 9 questa opportunità. In ogni
caso per avere la Cassinis pronta e ricostruita, sembra si dovrà aspettare il 2019.
Un altro punto dolente trattato nell’incontro è stato quello della scoperta di amianto in alcune scuole tra cui (vedi “Zona
Nove” di settembre) la Pavoni, le cui otto
classi sono state trasferite in via Crespi 1
presso la Lambruschini. Se per gli spazi
adibiti alle classi non sembrano esserci
stati problemi, ce ne sono stati per gli spazi al di fuori delle aule e per i servizi.
Perciò sono stati rimandati lavori presso
altri edifici scolastici e alla Pavoni sono
stati anticipati al 28 settembre. L’obiettivo
è comunque ricollocare la struttura nei
pressi della sede originaria. L’assessore ha
sottolineato che il Comune sta lavorando
molto per la messa in sicurezza degli edifici e che sono state trovate scuole piene di
amianto che avrebbero dovuto essere bonificate già dal 2000. Sottolinea che sono
stati stanziati cento milioni di euro per le
scuole milanesi quest’anno e che all’inizio
del proprio mandato, nel 2013, su 580
scuole forse solo i nidi sono stati trovati in
buone condizioni. L’assessore Rozza ci fa sapere anche che il piano di lavori delle opere
pubbliche 2015 avrebbe avuto bisogno di 864
milioni e che mediamente si riescono ad avere a disposizione annualmente 220 milioni di
euro. Siccome gli stanziamenti non sono sufficienti, vengono gestite le situazioni più urgenti ma che comunque gli impegni saranno
rispettati. Solo per la zona 9 sono stati stanziati la scorsa estate 4.867.038 euro. Le scuole interessate a questi fondi sono tra le altre:
Asturie, Cesari, Ciriè, Dal Verme, Del Volga,
Bussero, Veglia.
A conclusione del suo intervento, Maria
Carmela Rozza ha detto: “Per vent’anni c’è
chi ha fatto finta di non sapere che nelle
nostre scuole c’era l’amianto! Non si può
colpevolizzare questa amministrazione
che sta trovando soluzioni per arrivare a
gestire la macchina per la demolizione e
riscostruzione delle scuole. Cento milioni
investiti per l’edilizia scolastica nel 2015
sono la misura, mai vista prima, di quanto stiamo lavorando! Troviamo assieme
soluzioni concrete per ammorbidire il disagio e superare questa fase”.
Facciamo i film con “Cinema a scuola”
l Progetto, a cura di Luigi Allori e in collaboraICinema),
zione con il Mic (Museo Interattivo del
è presentato dal Centro Culturale della Cooperativa. È dedicato alle Scuole Primarie
e Secondarie di I grado della zona e prevede un
laboratorio di Educa-zione all’Immagine, molto
importante in un’epoca come la nostra basata
sui media audiovisivi. Il Progetto, rivolto ai bambini e ai ragazzi dai 6 ai 14 anni, si prefigge di
chiarire le funzioni e le tecniche comunicative
dei vari linguaggi iconici, dando loro la possibilità di aderire ad un’opportunità stimolante; di
trasformarsi da ricettori passivi a trasmettitori
attivi di questi linguaggi e potenziare le capacità
espressive di ognuno.
Il lavoro si svolgerà attraverso laboratori di cinema e verrà adeguato alle situazioni che si riscontreranno scuola per scuola. Compatibilmente
con lo svolgimento dei Programmi Ministeriali o
con la possibilità di integrare il Progetto con lo
svolgimento degli stessi, saranno previsti incontri di formazione per gli insegnanti e, se sarà necessario, direttamente in classe con i ragazzi.
È possibile aderire al Progetto entro il 31 ottobre e subito dopo sarà fissato un primo incontro con gli insegnanti aderenti, presso il Centro
Culturale della Cooperativa di via Hermada
14. Al primo incontro ci sarà una presentazione
generale del lavoro da svolgere e del percorso
da seguire progressivamente e gli insegnanti
avranno modo di porre delle domande specifiche, per chiarire i dubbi e le perplessità, riguardo l’operatività vera e propria. Luigi Allori parlerà dei metodi da adottare per iniziare il percorso e suggerirà degli spunti a cui potersi attenere, seguendo il sussidio didattico rappresentato dal suo libro “Il film dell’obbligo”.
L’adesione al Progetto è gratuita. Seguiranno
successivamente altri incontri più specifici,
presso il Centro Culturale stesso o direttamente in classe.
Per informazioni: [email protected] [email protected].
Parte l’iniziativa
“La mafia fa schifo”
’Associazione Civitas Virtus anche quest’anno propone
L
“La Mafia fa schifo”, un Progetto sulla Legalià per i ragazzi frequentanti il secondo e il terzo anno della Scuola
Secondaria di I grado, della Zona 9. L’obiettivo è incrementare la conoscenza del fenomeno mafioso e offrire esempi di
risposte concrete e di soluzioni possibili già attivate da
Associazioni Antimafia e da altri attori.
Il Progetto ha già coinvolto e coinvolgerà diversi settori sociali
ed economici. Per l’iniziativa verrà richiesto, anche quest’anno,
il patrocinio del CdZ 9 e del Comune. Per la parte che riguarda le Scuole, coinvolge gli studenti, mediante incontri con ragazzi facenti parte di Associazioni Antimafia (Addio pizzo,
Ammazzateci tutti ed altre) con letture sulla mafia e con visite guidate ai beni confiscati presenti nella nostra zona.
Lo scorso anno hanno aderito al Progetto tredici classi delle
Scuole Secondarie di Primo Grado e l’esperienza è risultata
molto positiva. Nello specifico, ai ragazzi del secondo anno verranno proposte letture mirate sul tema della mafia, sotto forma di “chiacchierata” dove i ragazzi potranno interagire o porre domande per soddisfare la loro curiosità e il loro interesse.
Per i ragazzi del terzo anno, invece, verranno organizzati incontri con i ragazzi di Associazioni Antimafia (Addiopizzo,
Ammazzateci tutti...) e verranno anche organizzate visite guidate ai beni confiscati in Zona 9.
Per quanto riguarda le letture sulla mafia, con cui coinvolgere
i ragazzi del secondo anno, queste potranno essere tenute presso la scuola stessa oppure, come già accaduto lo scorso anno
scolastico, presso la Biblioteca Comunale di via Passerini. Un
altro incontro che coinvolgerà tutte le classi che aderiranno al
Progetto, si terrà, a conclusione del percorso, con esponenti delle Associazioni Antimafia o con uno degli autori dei libri proposti per le letture. Si richiede agli insegnanti l’adesione entro il
31 ottobre prossimo, per poter riuscire ad organizzare per tempo i vari incontri e sopralluoghi. Le adesioni o le richieste di
maggiori informazioni possono essere effettuate tramite e-mail
all’indirizzo [email protected].
Il Russell e il “Progetto Libriamoci”
ra le varie attività didattiche che si svolT
gono all’interno del Liceo Russell durante l’anno scolastico, il Progetto “Libriamoci”
riveste una notevole importanza poiché
coinvolge e racchiude parecchi aspetti interessanti da diversi punti di vista.
Si tratta di un progetto che persegue lo scopo di rivitalizzare e promuovere la frequentazione della biblioteca scolastica da parte
dei docenti e degli studenti dell’Istituto. L’Istituto ritiene difatti che questo spazio, che
ospita un prezioso patrimonio di opere
(classici, riviste, testi scolsastici, annuari e
documenti prodotti dagli allievi) non debba
essere più vissuto come un semplice deposito di libri o un mero spazio di prestiti di vocabolari, bensì come un luogo di incontri, di
scoperte, di scambio, di attività didatticoculturali curriculari ed extra-scolastiche,
aperte a un’utenza interna più allargata e
anche al territorio.
Il progetto prevede i seguenti interventi:
approntamento di un catalogo aggiornato
dei volumi e dei materiali esistenti (a cura
di Asso-genitori Russell); arricchimento della dotazione libraria con nuovi acquisti; pro-
mozione da parte dei docenti di attività didattiche curriculari da ospitare in tale spazio (lezione in biblioteca “la storia del libro”,
“la giornata mondiale dell'insegnante”, laboratori di lettura e ricerca, maratona di
letture poetiche,”il brivido della poesia”); libero scambio-libri fra gli studenti dell’istituto (attività realizzata grazie all’approvazione dell’Associazione Genitori Russell i
quali si occupano della gestione della biblioteca e si assumono l’incarico di supervisione
dei libri); potenziamento della pubblicizzazione e promozione nelle classi della partecipazione al concorso letterario, fotografico
e scientifico d’istituto; organizzazione di
eventi letterari nella settimana di recupero
e approfondimento (incontri a tema e incontri con l’autore) in orario extrascolastico
(happy hour letterario al Russell) aperti anche alle famiglie degli studenti, alle realtà
socio-culturali del territorio e a esponenti
del mondo culturale milanese; adesione alla
“Settimana della lettura” promossa annualmente dal Miur; celebrazione della Giornata mondiale dell’insegnante con letture e
pensieri stimolo.
Intervista esclusiva al presidente Mattia Stanzani
La commissione Bilancio del Comune tra finanze e municipalità nell’era Pisapia
Michele Cazzaniga
in buona parte invenduti e a quello delle sue Partecipate.
quadrare, come abbiamo sempre fatto, il Bilancio.
sa dell’attività a Palazzo
Marino: l’Amministrazione Pisapia si sta avviando a grandi passi
verso la fine del mandato, previsto per la primavera 2016, ed è quindi il momento di fare un
primo bilancio sull’attività svolta nei primi 4
anni, capire su quali temi si incentrerà il lavoro dei prossimi mesi e,
non ultimo in ordine di importanza, la riforma del
Decentramento che porterà alla nascita delle Municipalità. La parola a Mattia Stanzani.
Facciamo un primo bilancio dei 4 anni di mandato
Pisapia, focalizzandoci particolarmente sull’ultimo: quali sono le più importanti discontinuità rispetto alle Giunte precedenti? Cosa “rimarrà” ai
milanesi di questa esperienza “arancione”? Ovviamente auspicando che tutto ciò possa proseguire
anche nel prossimo mandato…
Gli obiettivi principali riguardano gli investimenti per la
mobilità, il risanamento del patrimonio immobiliare (che
abbiamo internalizzato con l’affidamento della gestione a
Metropolitana Milanese). A tal proposito abbiamo da poco affrontato, nella Commissione Bilancio da me presieduta, il conferimento di patrimonio immobiliare comunale detenuto in una partecipata del Comune, M.I.R., nel
patrimonio di MM in modo tale che quest'ultima possa
avere finanziamenti per l’ammodernamento del servizio
idrico, nonché per gli immobili a condizioni finanziarie
più favorevoli avendo maggiore patrimonio.
Presidente Mattia Stanzani, prima della scorsa
pausa estiva a Palazzo Marino è stato approvato il
documento di Bilancio 2015. Ci può richiamare i
tratti salienti del documento politico più importante del-l’Amministrazione Comunale?
Da quando siamo stati eletti più di quattro anni fa nel
maggio 2011 si è riusciti, grazie ad una attenta e puntuale amministrazione quotidiana dei soldi dei cittadini, a invertire una tendenza consolidata pregressa: quella per cui
il Comune risultava storicamente accumulare debito e
quella per cui attingeva continuativamente, impoverendolo, al proprio patrimonio, pensiamo ai “fondi immobiliari”,
Cerchiamo di anticipare quali saranno i più importanti temi che Palazzo Marino sarà chiamato ad affrontare da qui all’indizione della tornata elettorale della primavera 2016.
I temi principali che tratteremo in Consiglio Comunale
saranno da qui alle elezioni della prossima primavera
quello dei nuovi Municipi, della qualificazione e riqualificazione degli ex scali ferroviari (ne parleremo sul prossimo numero, ndr), il post Expo, dell’abolizione, come annunciato dal Governo Renzi, dell’Imu e della Tasi e di dove reperire le risorse eventualmente mancanti per far
Ultimo, non certo in ordine di importanza, il tema
della Città Metropolitana e delle Municipalità. Il
Consiglio Comunale, nel merito, è attualmente in
piena discussione. Che cosa cambierà per i nostri
quartieri? Come si presenteranno le nuove Municipalità? Si fa un gran parlare di emendamenti e
compromessi rispetto alla proposta approvata dai
Consigli di Zona, in particolare per quanto riguarda il numero di consiglieri delle future Municipalità: sarà vera riforma o la montagna partorirà il famoso topolino?
In Consiglio comunale stiamo affrontando da quasi un
mese la riforma del Decentramento, che ha rappresentato uno dei più significativi impegni assunti in campagna
elettorale. Ad oggi posso assicurare, in base ai voti espressi dall’aula consiliare e in base al dibattito politico, che i
Consiglieri dei nuovi Municipi saranno 31. E tra questi ci
saranno, oltre al presidente di Municipio, eletto direttamente dai cittadini, tre assessori, con compiti gestionali e
di ausilio al presidente. Oggi con l’adozione dello Statuto
e del Regolamento dei nuovi Municipi, le competenze dovranno, insieme con il personale tecnico-amministrativo,
essere loro definitivamente trasferite da parte dell’Amministrazione centrale.
Un altro elemento, secondo me particolarmente importante e per il quale mi sono battuto, è quello relativo alla
non modifica dei confini. Rimane valido, infatti, il principio per cui ogni Municipio deve contenere una parte di
centro, semicentro e periferia, in modo tale da non creare
dei territori di serie A e di serie B.
a campanella dell’ulL
timo giro è suonata
a settembre con la ripre-
Correre al Parco Nord
per la ricerca scientifica
abato 17 ottobre, al Parco Nord si svolgerà l’Innovation
S
Running Day, corsa non competitiva di 7 km e di 2 km. La 4a
edizione dell’iniziativa, realizzata da Avis Milano e Assintel, sarà
a cura di Lorenzo Meyer e Mauro Raimondi
Dal primo scudetto alla coppa campioni.
I presidenti rossoneri da Edwards a Rizzoli
Un anatema che colpi pure i successivi presidenti che
si alternarono al timone del Milan: Luigi Ravasco
(1928-29 e 1933-35), Mario Benazzoli (1929-1933),
Pietro Annoni (1935-36), Emilio Colombo (1936-39) e
molto importante ma anche assai difficile da decifraAchille Invernizzi (1939-40).
re e perciò da commentare seriamente. Di conseFu soltanto dopo di loro che iniziò una nuova “era”,
guenza, invece di lasciarci andare ad affermazioni
quella dell’industriale Umberto Trabattoni, al conscontate o a rischio smentita, abbiamo deciso di attrollo della società dal 1940 al 1954. Avvalendosi deltaccarci al passato e raccontare, per sommi capi, la
la direzione tecnica del genero Antonio Busini (anche
storia di alcuni presidenti rossoneri. Cominciando
presidente pro tempore nel 1944-45), Trabattoni riudal principio, da Alfred Edwards. Il quale, il 16 o un
scì a rompere il malocchio neroazzurro nel 1951 con
altro giorno di metà dicembre del 1899, si sedette in Rivera e Rizzoli
l’unico scudetto del Gre-No-Li. Grazie a lui il Milan
una saletta dell’Hotel du Nord e des Anglais (l’attuale Principe di Savoia in piazza della Repubblica) per creare una tornò a vincere e - soprattutto - pose le basi per il suo rilancio a livelsquadra di quello sport che lui amava follemente: il calcio. Insieme lo italiano ma anche per un ruolo internazionale, come dimostrò la
a lui c’erano cinque inglesi (tra cui il primo campione rossonero, Coppa Latina conquistata sempre nel 1951.
Herbert Kilpin) e cinque italiani (compreso Piero Pirelli, figlio di Umberto Trabattoni, quasi settantenne, si dimise nel 1954 per proGiovanni Battista), e alla fine dell’incontro tutto era deciso, compre- blemi al cuore, ma colui che gli subentrò era destinato a fare la stoso lo Statuto che così recitava: “I sottoscritti soci, che appongono la ria del club ancora più di lui. Il nuovo presidente, infatti, portava un
firma per l’impegno che si assumono, dichiarano di fondare una cognome importante, Rizzoli, e leggenda narra che ricevette dal poSocietà Sportiva che prende la denominazione di Milan Cricket and co convinto padre Angelo - un martinitt che aveva fatto strada (e che
Football Club, con lo scopo di diffondere il gioco del football e di pra- strada!) - il “giocattolo” Milan purché la gestione della società calcistica non togliesse tempo al lavoro all’azienda. Andrea si tuffò con
ticare il cricket nella misura più ampia possibile”.
La nuova squadra, che si sarebbe chiamata come la città di Milano entusiasmo e intelligenza nella nuova avventura, confermando la
in inglese e avrebbe indossato i colori rosso e neri, era dunque nata. “vecchia volpe” Busini e affiancandogli nel ruolo di vice un giovane
Ed Edwards, quella sera, andò a dormire soddisfatto. Ma lo sarebbe promettente, Mimmo Carraro, collaboratore nella casa editrice (e
stato ancora di più se avesse saputo di essere stato il capostipite di suo cognato). Il primo colpo della nuova gestione fu Schiaffino che,
un club destinato a diventare - più o meno un secolo dopo - il più ti- insieme ad altri campioni come Buffon, Liedholm, Maldini, Ricagni,
tolato al mondo. Una società vincente, come avrebbe subito dimo- Frignani e Nordahl, condusse i rossoneri al tricolore già nel 1955.
strato aggiudicandosi per ben tre volte quello che in seguito sarebbe Secondo molti, per organizzazione manageriale (che portò il Milan
stato denominato Campionato (1901, 1906, 1907) ma anche la pre- all’avanguardia in Italia), stile e innovazioni (come, ad esempio,
stigiosa Medaglia del Re e la Palla Dapples. Una competizione, que- Milanello), Andrea Rizzoli è stato il miglior presidente che il Milan
sta, ideata dall’omonimo giocatore nonché presidente del Genoa e al- abbia mai avuto. Durante la sua reggenza, durata fino al 1963, la
lora accreditata di un successo maggiore rispetto al Campionato in squadra si aggiudicò quattro scudetti, un’altra Coppa Latina e soquanto corrispondeva in pieno ai costumi del tempo, prevedendo prattutto la prima Coppa dei Campioni di una squadra italiana,
una sfida dichiarata per iscritto alla squadra detentrice che, in gara strappata al Benfica a Wembley. In campo: Ghezzi, David, Trebbi,
unica, ospitava i rivali sul suo campo. Il Milan, dopo averla strappa- Benitez, Maldini, Trapattoni, Pivatelli, Sani, Altafini, Rivera, Mora.
ta all’Andrea Doria nel 1905, la conservò per diverse volte battendo In panchina lui, l’immortale Nereo Rocco.
il Genoa, la Juventus e l’U.S. Milanese, la seconda squadra della Conquistato il tetto d’Europa, Andrea Rizzoli si fece da parte. E con
lui tramontava, almeno per il Milan, un’epoca. Tanto è vero che il
città.
Nel 1909 al mitico Edwards successe Giannino Camperio e poi, suo successore, l’imprenditore Felice Riva, sarebbe stato arrestadallo stesso anno al 1928, Piero Pirelli, sotto la cui dirigenza to per bancarotta fraudolenta e dovette rifugiarsi in Libano
venne costruito San Siro (inaugurato nel 1926 con un derby per sfuggire al carcere. La stessa sorte - ma con destinaziofinito 6-3 per l’Inter). Durante questo periodo il Milan ne Sudafrica - che sarebbe capitata, anni dopo, a un altro
non conquistò alcun trofeo, forse per la “maledizione titolare della società rossonera, Giuseppe Farina. Era
dei 44 anni senza successi” secondo la tradizione il 1986, e dopo avere rischiato il fallimento, il Milan
“lanciata” da uno dei 44 soci fondatori dell’Inter. veniva acquistato da Silvio Berlusconi.
un appuntamento non solo per correre lontano dal traffico, usando il parco come una palestra a cielo aperto, ma anche per visite
guidate all’interno delle aree più belle della struttura ospedaliera.
Con la tua partecipazione Avis Milano contribuisce alla raccolta di
fondi per un nuovo acceleratore lineare per la cura del cancro
all’Ospedale di Niguarda.
Iscrizioni: www.avismi.it | [email protected] - 02/70635020.
i chiude o non si chiude, per il 48%? Arriva o non
S
arriva, Mr Bee? E perché ritarda? C’è qualche
problema? Il Milan si trova in una fase societaria
bbiamo salutato l’estate, settembre se l’è portata via. Ora arriA
vano giornate fresche e colori caldi, quelli che ci strappano un
“Oooh!” quando, girando un angolo della strada, ci troviamo davanti a delle pareti rosse, ricoperte dalla Vite canadese (Ampelopsis brevipedunculata), a tre punte, o da quella Americana,
(Parthenocissus quinquefolia), con cinque lobi, piante che arrivano dalla Cina. Uno spettacolo incredibile lo offrono anche i
Liquidambar, alberi provenienti dall’America e molto diffusi da
noi in questi ultimi due decenni. In piazza Belloveso ce n’è un bel
campionario di rossi e gialli. Non dimentichiamo poi quelli colorati solo di giallo, come il Gelso (Morus alba) e il Ginkgo biloba,
entrambi originari dell’Asia. Infine c’è anche il magnifico Sommaco (Rhus coriaria), abbastanza frequente nei nostri giardini,
ma non nei grandi parchi perché infestante.
([email protected])
Il mondo: la casa di tutti
Voglia di colorare le nostre strade
Un incontro tra popoli e culture
spesso, in proposito, la contemporanea
reazione di alcuni dei nostri concittadini
che cercano in qualche modo di combat-
3
I colori dell’autunno
a cura di Franco Bertoli
ur amando questa nostra città, abP
biamo più volte dovuto rimarcare il
suo grigiore autunnale rilevando però
1
a cura di Franco Massaro
tere la malinconia urbana al fine di
mantenerne i colori estivi.
Le opere degli artisti di strada, se così si
può dire, sono numerose. Tra le tante vi
segnalo che in Viale Fulvio Testi si possono trovare, ad esempio, due centraline te-
lefoniche meno anonime del solito (foto 1
e 2), in Via Valfurva un dipinto stradale
(foto 3), in Via Cino da Pistoia un tombino d’attualità (foto 4), in Via Pianell la
simpatica serranda di un negozio (foto
5). Ben fatto!
2
4
5
razie al patrocinio delG
la Commissione Cultura del Consiglio di Zona
9 e al suo presidente Vanessa Senesi siamo lieti
di annunciare, a chiusura
di Expo 2015, un evento
specialissimo, dedicato ai
nostri quartieri e alla città tutta, che si terrà sabato 31 ottobre presso l’Auditorium Ca’ Granda.
Promotori del progetto
dedicato all’intercultura
sono l’Associazione 9x9 e
il Centro Culturale della
Cooperativa con la collaborazione dell’Associazione culturale La Prima Pietra e del fotografo Marco Garofalo.
Oggi più che mai si rende necessario riscoprire e rilanciare con forza una cultura della convivenza civile, dell’accoglienza, dell’incontro, dello scambio, della necessità di
creare una coesione sociale che ci permetta di scoprire la
ricchezza, la forza del confronto e della relazione.
In questo periodo una grande occasione è stata data alla
città di Milano che ha accolto la manifestazione mondiale “Expo Milano 2015”, la grande esposizione universale
che ha raccolto e “messo in vetrina” il meglio di tutti i
Paesi del Mondo.
Expo ha avuto il merito di essere un segnale, un messaggio di accoglienza, conoscenza e riconoscimento delle tante culture, creatività, diversità di popoli: Expo non può
che essere Expo dei Popoli.
Dunque l’intercultura sarà al centro di una serata declinata in tre momenti differenti: inaugurazione di una mostra fotografica con scatti realizzati da Marco Garofalo
durante le riprese del film “Io sto con la sposa”. Seguirà
un breve concerto di musiche etniche con il fisarmonicista Jovica Jovic (collabora spesso con Moni Ovadia) per
un assaggio di culture “altre” attraverso la musica. Per
terminare, la proiezione di “Io sto con la sposa”, film/documentario presentato con grande successo al Festival
del Cinema di Venezia e nomination al David di
Donatello.
I tempi: la mostra rimarrà aperta dalle ore 15 ininterrottamente fino al termine della serata, con inaugurazione
ufficiale e presentazione alle ore 17. Alle ore 20,30 concerto di Jovica Jovic a cui farà seguito la proiezione del
film “Io sto con la sposa”.
Come dicevamo, l’evento “Il mondo: la casa di tutti” si
terrà il 31 ottobre presso l’Auditorium Ca’ Granda con ingresso libero e, data la particolarità della serata, prenotazione obbligatoria. Centro Culturale della Cooperativa
349/0777807 - 02/66114499.
BIMBY - ROBOT DA CUCINA
ONA NOEUV
Cont el coo in di nivôl
L’angolo di Don Giuseppe
La colonna poetica
a cura di Augusto Cominazzini
a cura di Don Giuseppe Buraglio
a cura dei lettori
Succedeva ona vòlta…
Gioca-Forma-Ora-torio
Hinn ricòrd antigh, vècc de novant’ann,
de quand se usava el sistema stran
de battezzà di persòn, con di particolarità,
con sôrannòmm che, se usaa, daven altra identità.
Eren sôrannòm che faseven risaltà, in manéra evident,
i difètt fisich o i vizzi de comportament.
On esempi el Vittori, diventaa “el resiètta”, crappôn,
rognôs, gnucch el voréa avè sémper resôn.
Poeu l’Alfonso, ciamà da tanti “l’african”
per la pèll scura e, in coo,
quasi semper on chepì stran.
Nino, “el napia”, el podéva dà on bèll smacch,
cont el sò nas, e quell famôs de Cyran de Bergarac.
L’Alfredo, che per el sò mestee e i sò dimensiôn
l’èra “el bagattôn”, on stizzôs e fanfarôn,
nascòst, el ghe mirava precis, dal tèrz pian,
con di ballòtt stagn, faa con la molliga del pan.
Primo, campiôn môndial de bici, l’éra “el s’ciòssa”,
per natura el gh’avéva la crappa on poo tròpp gròssa.
Giacom, “l’uomo pesce”, on musonent, el parlava mai,
fòrse per la disgrazia de vèggh sémper on mar de guai.
Dègna d’ona cèrta attenziôn Giulia, “la sninfiètta”,
bèlla, elegant, coa de volp, guant e bôrsetta,
la menava on poo tròpp el cuu, quand la camminava,
furba, per fass varè da chi, curiôs, la rimirava.
Invece el Ginetto l’aveven batezzaa “el magiostrina”
on s’cenôn, mai in pee prima di vundes de mattina,
sémper in tir, paiètta, gilee, ghètt, gianètta
e… tant de bocchin con l’etèrna sigarètta.
Anca di alter, in de la cà, eren staa ribattezzaa:
Ghita “la fondeghéra”, Gildo “l’infesciaa”
Italo “el coo bianch”, l’Angiolin “el tappezzee”,
Lèna “l’ôrtolana”, Carlètto “el cervelee”.
Tucc divèrs tra di lôr, con ‘na pròpria educaziôn môral,
present in on valid contèst social sparii da tanti ann.
a ragazzo mi capitava, invero non molto spesso, di essere
D
“trascinato” dalla scuola in qualche visita culturale a monumenti, chiese, palazzi, giardini di epoche precedenti la nostra.
Ricordo il mio stupore alle parole della guida che, davanti a una
piccola cappellina dentro o vicino a una chiesa più grande, con
voce solenne diceva: “oratorio di San Luigi” oppure “oratorio delle monache clarisse”. E io pensavo: che strano oratorio, dove li
avranno messi i ping pong e i calcetti? E anche le suore avevano l’oratorio per giocare?
Evidentemente capii ben presto che “oratorio” non stava per
“luogo di gioco” ma per “luogo di preghiera”: dopo che ebbi avuto una prima infarinatura di latino, imparai presto che “orare”
si traduce “pregare” (“ora et labora” “prega e lavora”).
Ma l’altra domanda che a questo punto mi affiorava non ebbe
così presto una risposta soddisfacente: ma allora perché l’oratorio che io frequento alla domenica pomeriggio si chiama così? Ci
sarà pure un collegamento fra le due realtà così diverse e, evidentemente, in qualche modo “parenti”: viceversa non porterebbero lo stesso nome!
Infatti l’oratorio, così come lo intendiamo oggi nel linguaggio comune, è il luogo dove istintivamente si va per passare nel divertimento qualche ora del proprio tempo libero: cosa vera! Ma è
anche il luogo dove si va per la catechesi che ci prepara ai sacramenti e che ci accompagna durante tutto il periodo della giovinezza: altra cosa vera! E ancora, è il luogo dove si impara a pregare pregando insieme, dove si intuisce che il Vangelo è di casa,
lo si predica, lo si vive: altra cosa ancora più vera!
Allora, se l’oratorio non è il luogo della preghiera delle monache,
non è neppure il giocatorio dei ragazzi del quartiere. L’oratorio è
il gioca-forma-ora-torio, dove i ragazzi possono chiedere e ottenere un aiuto a crescere secondo il Vangelo. Come? Con gioco, formazione e preghiera!
…quèst succedeva ona vòlta a Milan.
(*) magiostrina = cappello di paglia intrecciata
(*) gianètta = bastontino leggero di bambù
(=) infesciaa = indeciso, ottuso
odiaco di ona
a cura di Anna Maria Indino
L’oroscopo di Ottobre
ARIETE 21.3 – 20.4
Lavoro, prima di fare delle richieste precise
in ambito professionale preparatevi con oculatezza un bel discorso. Amore, sì ai nuovi incontri sia d’amore sia di amicizia, i vecchi
rapporti hanno bisogno di venir rinnovati.
Salute, mutevole. Denaro, spese per improvvise voglie di rinnovamenti.
BILANCIA 23.9 – 22.10
Lavoro, desiderereste maggiori riconoscimenti,
ma la perseveranza e la riservatezza vi porteranno dove vorrete. Amore, una persona dolce si
avvicinerà a voi, facendovi sentire amati e desiderati. Salute, se vi sentite inquieti distraetevi
con un hobby. Denaro, mese movimentato sia
per le uscite sia per le entrate.
TORO 21.4 – 20.5
Lavoro, sarete efficienti e produttivi, darete
un’immagine positiva delle vostre potenzialità e capacità. Amore, l’intraprendenza unita alla creatività assicurerà successo e piacere. Salute, vi siete presi troppi impegni e ora
vi sentite un po’ stressati e preoccupati, rallentate. Denaro, piccole entrate.
SCORPIONE 23.10 – 22.11
Lavoro, una collega potrebbe vedervi come
un’ancora di salvezza per le sue lacune, ma a
lungo andare non sarà sostenibile per voi .
Amore, sì alla passione e alla sensualità, non lasciatevi sfuggire la possibilità di vivere intense
sensazioni. Salute, attenzione ai cambiamenti
atmosferici. Denaro, piccoli guadagni.
GEMELLI 21.5 – 21.6
Lavoro, approfondirete alcuni vostri interessi,
ricavandone grosse soddisfazioni e la possibilità di varare progetti vantaggiosi anche dal
punto di vista economico. Amore, state all’erta,
perché la gelosia del partner potrebbe essere
controproducente. Salute, controlli preventivi.
Denaro, non sprecatelo.
SAGITTARIO 23.11 – 21.12
Lavoro, per smuovere una situazione lavorativa
insoddisfacente dovrete cimentarvi in attività insolite e studiare nuove possibilità. Amore, l’entusiasmo che riuscirete a dimostrare alla persona
che vi sta accanto renderà il rapporto gioioso e
profondo. Salute, riposate di più durante i
weekend. Denaro, alti e bassi.
CANCRO 22.6 – 22.7
Lavoro, attenti nel concedere fiducia incondizionata a colleghi e collaboratori. Amore, nella
sfera sentimentale meglio non attendere
grandi incontri e promesse eterne, ma cercare
di apprezzare i piccoli gesti. Salute, si raccomanda ordine nella dieta. Denaro, idee brillanti per guadagnare di più.
CAPRICORNO 22.12 – 20.1
Lavoro, un collega rompiscatole finalmente
sarà reso innocuo dall’intervento di qualcuno
che ha voce in capitolo. Amore, potreste sentirvi intrappolati tra due fuochi, attratti da due
amori importanti, agite d’impulso e tutto si
chiarirà. Salute, piccoli malesseri. Denaro,
uscite per un acquisto di un auto.
LEONE 23.7 – 23.8
Lavoro, sarete tentati di rifiutare una proposta di lavoro interessante per il timore di
prendervi troppe responsabilità. Amore, cambiamenti in campo affettivo dove, finalmente
riuscirete a vedere chiaro . Salute, ok. Denaro,
un esperto risolverà una questione complicata
che vi trascinate da tempo.
ACQUARIO 21.1 – 19.2
Lavoro, travolgerete ostacoli e tentennamenti altrui, emergeranno le vostre qualità e potenzialità,
anche se in modo un po’ irruento. Amore, vi chiederete se il partner vi ama davvero oppure se si sta
adagiando nella routine. Salute, si consiglia più cura nella gestione della maternità. Denaro, nel portafoglio ci sarà un po’ di confusione.
VERGINE 24.8 – 22.9
Lavoro, sistemerete alcune questioni professionali in modo brillante e positivo, avrete anche
modo di dare il via a nuovi progetti promettenti. Amore, è il momento di far ordine in alcune
questioni di cuore un po’ contorte e conflittuali.
Salute, in forma e grintosissimi. Denaro, acquisti importanti, finora rimandati.
PESCI 20.2 – 20.3
Lavoro, pazienza e perseveranza saranno le armi
vincenti. Amore, pretenderete tutto e subito, attenti a non bruciare le tappe. Se sarete calmi e disposti ad ascoltare gli altri tutto andrà come volete.
Salute, un po’ di nervosismo, cercate di gestire al
meglio le energie . Denaro, meglio mettere un freno alle spese e ai nuovi acquisti.
IL SEGNO DEL MESE BILANCIA 23.9 - 22.10
Segno d’Aria, è detto Cardinale in quanto dà inizio alla stagione dell’autunno. Caratterizza personalità intelligenti,
eclettiche, amanti dell’arte, della giustizia.
PIETRA: Diamante – COLORE: Rosa – ESSENZA: Verbena – FIORE: Rosa – GIORNO: Venerdì
Un volto
Paola Colombo
…in un bozzolo di donna
sotto cartoni come coperte,
sul lastricato che urla arrivi e partenze.
Nessuno volge lo sguardo.
E sei nessuno per chi non vede,
oltre l’apparenza.
Nascondi il dramma di giorni
nel limbo di occhi feriti da lacrime,
confinate in un vuoto d’esistenza.
Di donna creata per altro,
divorata da una civiltà senz’anima,
diretta in bassifondi di violenza o
di ostentata ricchezza.
Baratti il rifiuto di una moneta,
con la parola gentile.
Oltrepassi la vergogna,
senza respiri di speranza,
con tocchi femminili che gettano nell’immondo,
dove affondi la fame per vincere la vita,
l’onta spietata dell’indifferenza.
Lì non esistono
confini da rispettare, regole da seguire.
Lì, è il nulla, il non esistere,
una realtà senza tempo
tragicamente crudele nella sua verità…
Silenzio!
Paola Colombo
Vaghezza di candore, germogli.
Nella terra il canto della vita.
Bianche sculture, alberi
sospesi come le stagioni
in un tempo che invano non cade.
S’insinuano stelle di gelo tra solchi arati
al mite azzurro del cielo
che, laggiù, confonde le ali…
in lenti giochi di luce,
tra barlumi di nebbia trasparente.
E silenzio, un segreto silenzio,
un silenzio quasi da’abbandono,
di rarefatta solitudine,
d’esser come al centro di un universo,
di un reale quasi trascendente,
da legare agli angoli dell’anima.
Pare, crepiti il ghiaccio e
sussulti il sasso.
Pare, un batter d’ali nell’aria ferma e
lontano un canto
Indefinito del tutto, essenza del nulla:
la voce del silenzio…
ona franca
a cura di Sandra Saita
Profughi e povertà
are lettrici e cari lettori, Zona Franca ama la pace, la giustizia
C
la fratellanza. “Prendere per mano un bambino - infondere come buona terra alle radici sentimenti di fratellanza perché la pace è di tutti”.
Tutti i giorni arrivano profughi dal mare. Se potesse parlare il mare, cimitero di chi cerca la libertà; se potesse parlare il cuore davanti all’esodo di migliaia di persone che, passo dopo passo, cercano una terra “promessa”. Questa pagina segnerà la storia del domani perché ricorda un momento “biblico”: “La visione dell’Europa si fa realtà - quando anelanti chiedete aiuto . Cristo - Cristo dei
disperati - dov’è la libertà?”
Poi ci siamo noi. Da anni Zona Franca parla della nuova povertà. Se siamo attenti alle notizie ci accorgiamo che i nostri
poveri davanti a questi tragici eventi hanno paura di perdere
la “speranza del loro domani”.
I profughi e la nuova povertà sono due entità diverse e vanno divise e aiutate nella giusta misura e in modo diverso. Noi siamo un
popolo grande e tutti amiamo la pace del nostro paese.
Pensiamo solo per un attimo. Se fossimo noi a cercare la libertà?
Tutto questo deve far riflettere perché sottovalutare i problemi
dell’altro potrebbe come una macchia d’olio allargarsi e diventare
una guerra di esistenza tra disperati e poveri.
“Ascoltate questo lamento - un figlio che grida pace prima di uscire dal grembo… ascoltate voi che avete occhi per vedere, orecchie
per sentire - basta con le armi - gridiamo pace e il mondo ritornerà
di nuovo a vivere a sorridere”.
Le ricette di ona Nove
a cura di Franco Bertoli
Polipetti affogati
ettere i polipetti, eviscerati e ben lavati, in un tegame con
M
l’aglio schiacciato, olio e un pizzico di peperoncino. Rosolare
per 1 minuto a fuoco alto poi versare il vino bianco. Cuocere altri 2 minuti quindi mettere i pelati e metà del prezzemolo.
Cuocere per 30 minuti a fiamma bassissima. Spegnere e lasciare il tutto una ventina di minuti a rassodare. Aggiungere, prima
di servire, il pepe e il restante prezzemolo.
Ingredienti: 8 polipetti (si trovano surgelati in qualsiasi supermercato), 1 scatola di pomodori pelati, 2 spicchi d’aglio, olio evo,
sale, pepe, 1 mazzetto di prezzemolo, 1 bicchiere di vino bianco, peperoncino piccante.
Legge di stabilità: via la Tasi e c’è ecobonus per case popolari e cooperative
Franco Mirabelli (senatore della Repubblica del Pd)
n sede di discussione sulla legge di
Ichiarito
stabilità 2016 il governo ha già
che gli interventi che riguardano la casa punteranno a ridurre il carico fiscale per i cittadini e
a incentivare la ripresa del settore
edilizio, decisivo per la nostra economia e per nuovi posti di lavoro.
Il prodotto interno lordo è tornato
a crescere per due trimestri consecutivi dopo che per tredici la nostra economia aveva perso posizioni. A partire da questo il Governo ha deciso di aumentare le
aspettativa di crescita potendo così investire più soldi. Ma ci
sono altri dati di queste settimane: dall’aumento della produzione industriale alla crescita dei consumi interni, dall’aumento delle esportazioni all’aumento di oltre l’80% dei mutui rispetto allo scorso anno nonché i 350000 nuovi posti di
lavoro rilevati da inizio anno. L’Italia può quindi tornare a
crescere e creare nuovi posti di lavoro stabili. Certo questi
dati vanno consolidati, ma già oggi dicono che il clima lentamente sta cambiando, che si ha meno paura a investire il risparmio privato, che in Italia è il più alto d’Europa, condizione necessaria per far ripartire l’economia. La ripresa della fiducia è condizione soprattutto per rilanciare il mercato immobiliare e l’edilizia.
Nel concreto nella legge di stabilità sono previsti in questa direzione, ad oggi, due interventi:
Il primo è quello di alleggerire il carico fiscale sulla prima
casa abolendo la Tasi, garantendo in altro modo ai
Comuni le entrate che, fino ad ora, sono state garantite
dalla tassa sui servizi. Per questo lo Stato nella legge di
stabilità destinerà quasi cinque miliardi per coprire la
cancellazione della Tasi sulla prima casa e dell’Imu sui
terreni agricoli e sugli strumenti di produzione. È chiaro
che l'abolizione della Tasi sulla prima casa costituirà un
risparmio reale non solo per i proprietari ma anche per
chi risiede in alloggi sociali, siano essi in edilizia residenziale pubblica o in cooperative a proprietà indivisa.
In secondo luogo, il governo, raccogliendo una proposta
del movimento cooperativo e di federcasa, sta lavorando
per estendere ai condomini la possibilità di utilizzare il
bonus fiscale per gli interventi di ristrutturazione e di efficientamento energetico degli stabili. Questo provvedimento, che personalmente ho proposto più volte da quando è cominciata la legislatura, ha moltissimi significati.
Gli interventi per il risparmio energetico consentono di
abbattere le spese condominiali in maniera significativa
(penso a chi nell’Erp paga poche decine di euro di canone
perché nullatenente e poi deve pagarne centinaia di spese per il riscaldamento ecc.) L’efficientamento aiuta l'ambiente favorendo l’uso di energie rinnovabili e riducendo i
consumi e le emissioni grazie anche all'uso di materiali
adatti a non disperdere il calore. Infine un provvedimento come questo aiuterebbe molto le imprese edili e tutte le
aziende che producono e istallano impianti ecologici e materiali innovativi (pompe di calore, pannelli solari ecc.).
Insomma si tratta di un provvedimento che avrà una
grande portata economica, ambientale e sociale e che consentirà di innovare e dare qualità a un patrimonio edilizio spesso degradato. A fronte di tutto ciò il saldo nel lungo periodo sarebbe per lo Stato positivo poiché gli effetti
sul risparmio energetico e sulla crescita compenserebbero
ampiamente il costo del bonus fiscale. È questa la considerazione che oggi può davvero farci superare le resistenze della ragioneria che fino ad ora hanno impedito si andasse in questa direzione.
C’è poi da proseguire nel lavoro sull’emergenza abitativa,
iniziato con la legge 80 dello scorso anno. Il governo ha deciso di utilizzare la legge di stabilità per mettere subito a
disposizione di Regioni e Comuni i 500 milioni previsti
dalla legge 80 per sistemare e assegnare gli alloggi Erp
non assegnati e vuoti per mancanza di abitabilità. I precedenti decreti attuativi prevedevano di distribuire i
500milioni in 5 anni assegnando nel 2015 e nel 2016 poche decine di milioni. Con la legge di stabilità potranno
essere subito utilizzati tutti i soldi stanziati già nel 2016.
La legge di stabilità potrebbe anche essere l'occasione per
rendere permanente la cedolare secca al 10% per chi affitta a canone concordato. Lo scorso anno è stata introdotta
per tre anni, ma una sua continuità renderebbe conveniente affittare appartamenti a canoni accessibili per i
redditi medio bassi. Più sarà garantito per un tempo lungo questo trattamento fiscale agevolato e più sarà facile
trovare la disponibilità dei proprietari ad affittare ciò che
oggi, spesso, resta vuoto.
Dalla legge sul Senato a quella di Stabilità
Matteo Mauri (deputato del Pd)
ella nostra ultima intervista
N
l’On. Mauri si era sbilanciato su
alcune previsioni sulle Riforme Costituzionali e ci aveva promesso che
avremmo parlato della prossima legge di Stabilità, la vecchia Finanziaria. Facciamo insieme il punto della
situazione.
Sullo scorso numero di “Zona
Nove” lei era fiducioso che si
sarebbe trovato un accordo
dentro la maggioranza e nel
Pd sulle modifiche alla Legge
Costituzionale. Mi sembra che effettivamente sia
andata così.
Direi proprio di sì! Quasi tutta la discussione all’interno del
Partito Democratico si era concentrata sulle modalità di elezione del nuovo Senato e sulla possibilità di modificare la legge. E
proprio su quello si é trovato un accordo positivo che permetterà
di fatto l'indicazione della maggior parte dei componenti da parte dei cittadini. Una scelta che verrà poi ratificata dai Consigli
regionali. Il Senato sarà composto perciò da 21 Sindaci, 74
Consiglieri regionali e 5 indicati dal Presidente della
Repubblica per alti meriti.
Lei, oltre ad essere il Vice Capogruppo del Pd alla
Camera è anche il Coordinatore nazionale di “Sinistra è
Cambiamento”, l’area di minoranza del partito che viene spesso descritta come la più responsabile e dialogante. Avete avuto un ruolo in questo accordo?
Certo. Siamo riusciti anche questa volta ad avere un ruolo costruttivo. La sostanza della soluzione su cui si è trovato l’accordo l'abbiamo proposta pubblicamemte noi questa estate per bocca del ministro Maurizio Martina e del sottosegretario alle
Riforme Luciano Pizzetti. Abbiamo lavorato in modo discreto
ma, visti i risultati, direi molto efficace.
Ci faccia allora un'altra previsione. Questa lettura al
Senato finirà così come voi sperate o ci saranno sorprese?
Sono convinto che andrà tutto nel modo migliore nonostante i tentativi che ancora ci saranno di impedire la Riforma
“buttando la palla in tribuna”. Grida vendetta quello di
Calderoli e della Lega che hanno presentato 80 milioni di
emendamenti! Un’assurdità che squalifica agli occhi dei
cittadini chi l’ha fatta. In ogni caso si continuerà nella giusta direzione verso il superamento del Bicameralismo perfetto, rivedendo così un meccanismo senza ormai alcun
senso e che ha creato diversi problemi al nostro Paese.
Verso la metà di ottobre verrà presentata la Legge di
Stabilità. Cosa ci dice?
Sono convinto che questa sia un’occasione da non perdere per
dare all’Italia più Sviluppo, più Lavoro e più Equità Sociale. È
il momento di capitalizzare i segnali positivi che ci sono nel
Paese. Abbiamo una grande responsabilità come Pd.
Ci può dire quello che servirebbe secondo lei?
Le faccio solo qualche esempio di proposte importanti e realistiche. 1) Correggere la legge “Fornero” favorendo la flessibilità in
uscita verso la pensione, salvaguardando gli esodati e permettendo alle lavoratrici di utilizzare l’“Opzione Donna”. 2) Ridurre
le tasse alle partite Iva e alle nuove aziende. 3) Investire sul
Reddito Minimo Familiare Allargato per aiutare le famiglie sotto la soglia di povertà assoluta (sotto i 3.000 euro l’anno) con genitori disoccupati e figli minori. Altre proposte si possono trovare su www.sinistraecambiamento.it.
La pubblicità in odontoiatria: c’è da fidarsi?
Nunzio M. Tagliavia
questi ultimi anni lo scenario nazionale dell’offerta di prestaIduenzioni
dentistiche è radicalmente mutato e ha portato a definire
modalità per curarsi i denti: la prima attraverso strutture generalmente grandi con più professionisti, la cui proprietà è spesso una società con ampia disponibilità economica da permettersi
importanti investimenti nella pubblicità e la seconda attraverso
studi dentistici tradizionali con mediamente uno o due professionisti titolari abilitati a esercitare l’odontoiatria. Quest’ultimi per
motivi di disponibilità economica non possono certo permettersi
campagne pubblicitarie come le grandi strutture, nelle quali vengono anche coinvolti personaggi noti dei cosiddetti “media”.
Questo martellamento pubblicitario mette in ombra gli studi dentistici della seconda tipologia, dando l’impressione a priori che le
prestazioni nei grandi centri siano superiori e addirittura più economiche, attraverso un condizionamento. Questo scenario configura un’evidente alterazione dei principi della concorrenza alla
pari solamente per un motivo di disponibilità finanziaria maggiore da convogliare in un mezzo, quello pubblicitario, che non può
dare mai, in nessun settore commerciale o professionale, informazioni certe sulla qualità dei sevizi erogati. Ancor di più in campo
medico le informazioni certe sulla qualità delle cure non possono
essere fornite attraverso il condizionamento pubblicitario, ma at-
traverso la conoscenza diretta dei professionisti e della loro fama,
spesso attraverso il passaparola. Il consiglio che ne emerge è di
non cadere nella trappola che chi strilla di più sia il migliore. La
scelta di chi curerà i denti è molto delicata e se si è in procinto di
intraprendere delle terapie dentali, è bene recarsi in più strutture, includendo anche studi più piccoli, nel quale sarà più facile
creare un rapporto di fiducia duraturo nel tempo e, molto probabilmente, risparmiando di più.
Dottor Nunzio M. Tagliavia, Medico Chirurgo Dentista,
Medicina Estetica del Viso - Via Luigi Mainoni D’Intignano
17/a, Tel.: 026424705, [email protected], www.dentistalowcost.it, www.fillermilano.com.
Depurare i reni per sostenere il cambio di stagione
Paola Chilò
a stagione che sta per arrivare è legata a forze naturali meL
diamente centripete. Questo significa che l’impulso esplosivo
dell’estate, dove i frutti sono il regalo dell’energia che si muove
verso l’esterno, lascia il posto all’impulso implosivo e “intro-verso”
dell’autunno, ovvero il periodo della “caducita”. Il corpo risente di
questo cambio energetico e reagisce trattenendo le scorie. I reni
svolgono un ruolo importantissimo nella depurazione organica…
più depurati siamo e meglio affronteremo l’autunno e l’inverno.
Tra le funzioni dei reni vi è la regolazione della pressione sanguigna, il controllo dell’acidità del sangue e l’eliminazione delle scorie dopo il filtraggio delle sostanze tossiche. Come sempre la natura ci viene in aiuto donandoci piante ed erbe utili a tale scopo:
• La Betulla è un ottimo depurativo dei reni. La prima
testimonianza del suo utilizzo risale al 1695 nell’“Historia
Vegetabilium sacra” e da allora è sempre stata considerata un ottimo rimedio.
• La Gramigna è utilissima in caso di acidi urici ed è antinfiammatoria, antigottosa, antireumatica. I cani ed i gatti la cercano e la mangiano per depurarsi.
• L’Ortica è una pianta accessibile a tutti, alcalinizza il
sangue ed è un ottimo diuretico, in più riduce i livelli di
zucchero nel sangue.
• L’Equiseto o Coda cavallina, oltre ad essere ricca di
minerali come il Silicio, aiuta ad eliminare i liquidi e a ridurre l’infiammazione.
Quando è possibile è buona norma consumare del brodo di
cipolla (zuppa) dal grande potere disintossicante e stimolante. L’insalata di radicchio consumata prima di cena e del-
la zucca al forno come secondo contribuiscono a un effetto detossificante dell’apparato urogenitale. Consiglio inoltre di utilizzare sia nelle insalate crude che sulle verdure cotte 2 o 3
cucchiai di semi di girasole poiché ricchi di minerali e vitamine che contrastano l’accumulo di acidi urici. Attivare in questo periodo di cambio stagionale dei processi di sostegno e ripristino del “sistema emuntore reni” è molto importante per
ridurre al minimo i rischi di ammalarsi durante l’inverno.
Paola Chilò, Naturopata esperta in riequilibrio alimentare con orientamento psicosomatico - Per informazioni o appuntamenti: Tel. 3396055882 - Studio
Naturopatia in Via Terruggia 1, 20162 Milano - e-mail [email protected].
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per studenti e pensionati), Sostenitore Euro 25. Per iscriversi rivolgersi presso la sede del giornale in
via Val Maira 4.
UNA PITTRICE
CHE RINGRAZIA
Ho appena letto il bell’articolo che Roberta Coccoli mi ha
dedicato sull’ultimo numero
di “Zona Nove”. Ringrazio la
redazione del giornale e il direttore Luigi Allori per lo
spazio che mi avete riservato
e per aver pubblicato la foto
di uno dei miei quadri che
più mi rappresenta. Buon lavoro a tutti i giornalisti di
questo organo di informazione di grande qualità!
Stefania Favaro (settembre)
CARDIOLOGIA
RIABILITATIVA AL CTO
Non ho alcun interesse ad alimentare una polemica sterile e
tediosa; il mio obiettivo è chiarire a cittadini e utenti come la
Cardiologia Riabilitativa del
Cto operi nel contesto e nel rispetto dell’attuale normativa in
tema di sanità della Regione
Lombardia (vedi Tazebao di
settembre, ndr).
Paola Centeleghe (settembre)
CARTELLONISTICA
STRADALE
Con la presente vorrei segnalare un posizionamento di car-
tellonistica stradale diciamo
“curioso”. Faccio riferimento
alla percorrenza in auto del
tratto di Piazza XXV Aprile
che è stato reso percorribile
solo alle auto autorizzate (residenti all’altezza del numero
civico 5 o altre autorizzazioni)
per l’attraversamento dai Bastioni di Porta Nuova a Viale
Pasubio. Il divieto di percorrenza di tale tratto, infatti, risulta esposto in postazione
non visibile in quanto: collocato longitudinalmente (e non
frontalmente) al senso di marcia; seminascosto dalle fronde
dell’albero (foto 1); nel frattempo la vegetazione ha reso
ancora più nascosto il cartello.Tale collocazione del segnale di divieto di fatto risulta
non leggibile per il conducente
(da qui il passaggio da parte
mia, con relativa sanzione, per
recarmi alla Casa di Riposo S.
Giorgio); aggiungo che mai è
stata riscontrata la presenza
di una pattuglia (ma forse è
pretendere troppo) a segnalare la non percorribilità di tale
tratto compensando la impossibilità di una identificazione
del divieto.
Gianluca Bossi (settembre)
1
I giardinetti di via Racconigi
eggo su “Zona Nove” di settembre che i giardinetti di via
L
Racconigi saranno ripristinati come prima dell'apertura del
cantiere. Questo significa che avremo ancora una carreggiata a
senso unico che irrompe in modo asimmetrico sull'incrocio
Suzzani-Santa Monica continuando a creare ingorghi. Ma soprattutto che il traffico proveniente da Sarca-Bicocca diretto verso il pronto soccorso di Niguarda e via Enrico Fermi sarà ancora
costretto ad avventurarsi tra le vie Monterotondo e D'Anzi andando a intasare la modesta rotatoria. Va bene osteggiare una invasiva Gronda Nord (peraltro sul suo percorso, riservato fin dagli anni '40, c’è chi ha inspiegabilmente edificato), ma non guasterebbe qualche salutare intervento per snellire il traffico, quando
è possibile. O i disagi del traffico devono sempre gravare sui soliti malcapitati?
Giovanni Sgarbossa (settembre)
IN VIA CESARI
CORSE FOLLI
Ma é mai possibile che la via
Cesari con una scuola, il Siloe,
tante case e tante famiglie con
bambini debba essere percorsa
da criminali a folle andatura?
Inconcepibile! Come inconcepibile é che nessuno ci pensi.
Lettera firmata (settembre)
ALL’OSPEDALE
SI DANNO I NUMERI
Per un problema circolatorio
2
sono da più di 2 anni diventata paziente del Centro Tao
(Trattamento Anticoagulante
Ospedaliero) presso l’Ospedale di Niguarda cosa che,
mediamente, ogni 3 settimane mi obbliga a sottopormi a
prelievi di sangue e conseguenti prescrizioni sulla base
dei risultati. I prelievi vengono effettuati presso il “Centro
Prelievi” ove i pazienti trovano un totem che dalle ore 7
numericamente regola l’af-
flusso nelle varie salette ad
essi adibiti. Il problema nasce dal fatto che coloro che
debbono effettuare un prelievo per il trattamento Tao non
possono ottenere il proprio
numero fino alle ore 10 poiché le prime tre ore sono utilizzate esclusivamente per i
prelievi generici. Nulla di
particolarmente grave in ciò
se non per il fatto che dalle
9.30 alle 10 impazzano le litigate e le discussioni per la coda. C’è da tener presente che
il numero dei pazienti medi
giornalieri Tao è intorno ai
100/150 quindi è ovvio il caos
che ogni volta dobbiamo affrontare. La vigilanza interna interviene pressoché quotidianamente per cercare di
mantenere la calma ma più
di una volta ho dovuto assistere a scene francamente
vergognose che purtroppo
stanno diventando quotidianità. Proteste sono state fatte
al personale dell’Ospedale
presente ma nulla, nonostante la loro comprensione, è
mai cambiato. La mia proposta è semplice: basterebbe
permettere ai pazienti Tao di
poter ottenere dal totem il
proprio numero non alle ore
10 ma, come per gli altri assistiti, dalle ore 7 in poi, qualsiasi sia la loro ora di arrivo.
Contemporaneamente un avviso a lato del totem indicante che l’inizio dei prelievi Tao
è dalle ore 10 farebbe cadere
il problema disgustoso delle
discussioni sulla precedenza.
È così difficile per le menti
organizzative dell’ospedale
modificare una situazione così umiliante per un ammalato? Sono stupita che un tanto
sbandierato centro di eccellenza sanitaria come l’Ospedale di Niguarda non voglia
affrontare e risolvere un problema che tocca persone, anche con diversi tipi di handicap, che, per la maggior parte
di esse, non sono certo di giovane età.
Lettera firmata (settembre)
BICI DEL COMUNE
ABBANDONATA
4 settembre, abbandonata in
via Paolo Rotta una bicicletta
di quelle noleggiate dal Comune, rimossa a tempo di record dal personale Bike
Sharing (foto 2 e foto 3).
Antonio Squeo (settembre)
3
tel. e fax. 02/39662281 – e-mail: [email protected]
“Abc” compie 20 anni
Memoria di una comunità
Il mercato immobiliare
Fattori e vendita intelligente
Luca Orlando (Gabetti Niguarda)
Giovanni Russo (direttore editoriale di “Abc”)
a stampa locale è considerata, spesso solo a parole, un bene prezioso per le
comunità strette
che sono i quartieri o intere Zone della città. “I
giornali di quartiere sono una risorsa per la città
di Milano e hanno un ruolo insostituibile
nella crescita di quel senso civico dei cittadini che contribuisce a far più forte la democrazia di un Paese”. Firmato: Ordine dei
Giornalisti della Lombardia.
Belle parole, molte volte isolate, visto lo
scarso sostegno che ricevono queste testate
anche dalle Istituzioni cittadine. Influenza
questa sottovalutazione il fatto che le redazioni hanno un basso tasso di professionismo (giornalistico) e sono perlopiù formate
da persone colte o scolarizzate, spesso impegnate nel sociale.
Molto volontariato quindi e il desiderio di
mettersi a disposizione dei propri concittadini e a fare servizio al pubblico. Trascurato
viene il fatto che questo slancio volontaristico è in tanti casi pieno di qualità giornalistiche, editoriali e imprenditoriali.
Anche con queste riflessioni, noi di “Abc”,
vogliamo festeggiare i 20 anni di pubblicazioni (siamo nati nel 1995), durante i quali
passo dopo passo ci siamo conquistati ogni
traguardo e soprattutto la fiducia e la stima
dei nostri lettori. Così come tante (ma non
tantissime) altre testate in città, compreso
chi ci ospita: lo storico “Zona Nove”.
L
L’invito ci è venuto da Giovanni Poletti, presidente dell’Associazione Amici di “Zona
Nove”, editore del giornale che ha sede a
Niguarda. Siamo grati al direttore Luigi
Allori e a tutta la Redazione, per l’accoglienza e per la condivisione del messaggio
che si vuole lanciare in questa occasione:
cucire il territorio, avvicinare i quartieri,
preparare la periferia a fare massa critica
per diventare parte del Centro, nell’imminenza della Città Metropolitana e dell’istituzione dei Municipi che corrisponderanno
alle nove Zone di Milano.
Quindi con “Zona Nove” e con le altre testate che ci stanno, pensiamo di organizzare,
in occasione della chiusura dei nostri festeggiamenti (28 e 29 novembre), un evento
per parlare della stampa locale, dei suoi
problemi e delle sue virtù, e delle nuove
Istituzioni che incominceranno a funzionare (o dovrebbero, per legge) dal 2016.
I nostri festeggiamenti sono iniziati il 26 e
27 settembre, con una mostra fotografica in
b/n (chiude il 4 ottobre), a Villa Litta, sui ritratti di quasi tutte le botteghe, negozi e
realtà associative (compreso la cooperativa
Abitare) di Affori.
I giorni 10 e 11 di ottobre saranno dedicati
a incontri con i nostri lettori, con tutti i Soci
(dell’Associazione Amici di “Abc” e quelli di
“Abc” Milano Soc. Coop), con tutti i redattori e collaboratori, che in questi 20 anni hanno scritto su”Abc”.
Infine dal 17 e 18 ottobre, si svolgeranno
eventi culturali e musicali e le premiazioni
del nostro 7° Concorso letterario “Un
Racconto Breve”, che ha per motto “Invito
popolare alla letteratura”. Grazie ancora
per l’ospitalità.
i sono tre valori a cui, quando
V
parliamo del mercato immobiliare, dobbiamo prestar fede:
NTN, STOCK, IMI. Per comprenderne la loro utilità, prendiamo ad
esempio, il mercato residenziale
della città di Milano e apriamo la
nostra riflessione in un periodo di
dieci anni, 2004-2014.
Lo STOCK di unità immobiliari, l’inventario di
immobili attualmente sul mercato, registra nella
nostra finestra temporale una crescita media annua del 0,59%. Andando più nel dettaglio si nota
come i valori che alzano questa media, gli incrementi maggiori, si siano attestati nella prima parte del nostro arco temporale, rallentando la loro
corsa negli ultimi anni.
Osservare l’NTN è altrettanto interessante.
Questo valore, che tiene conto delle transazioni
effettuate, ci riporta una media di compravendite annue pari a 19.766, con una fase di netta decrescita negli ultimi sette periodi analizzati (27%). Analizzando più in profondità si nota come tale valore si sia stabilizzato e come abbia
registrato due seppur minimali incrementi negli ultimi due anni.
Infine l’IMI, un indice e non più un valore, ottenuto attraverso una divisione tra i due valori di cui
sopra, ci rende la vivacità del mercato immobiliare e alcune sue caratteristiche. Ad esempio ci
informa che il taglio più performante nel comune
di Milano sia il piccolo e il medio.
Considerando che la nostra zona è prettamente composta di tagli medi e piccoli, che lo stock ha rallentato la sua espansione, che le transazioni, seppur diminuite, si possono considerare pressoché in stasi, noi
cittadini, dovremmo infine essere intelligenti, non
furbi, tra cui vi è una differenza.
L’intelligenza non è applicabile alle leggi del profitto, mentre la furbizia si muove libera in esse e
nella sua branca cardine, l’economia. Sono due co-
se diverse, due stati inconciliabili, come fare la
somma fra fichi e angurie.
L’immettere un immobile nel mercato attuale, per
essere funzionale, deve solo e unicamente essere
mosso da intelligenza e quindi amore, non è questione di dare e avere: è una questione di parità, il
che è una convenzione fra le parti. Amore da non
concretizzare in una usuale e melliflua sopravvalutazione della richiesta monetaria, attribuendo
al valore sentimentale di anni vissuti nella “casa”,
un valore materiale, non si può, è personale e tale
è necessario rimanga.
Bisogna dimostrare amore invece in tanti altri
campi sottovalutati per un’intelligente offerta e
quindi funzionale. In primis un prezzo corretto e
attuale. Lo strabismo di un’eccessiva richiesta è
visibile all’acquirente, all’uomo, che quindi di conseguenza non potrà che avere una visione distorta dell’immobile, a causa nostra.
Bisogna porre ulteriore attenzione anche ai ribassi dei prezzi una volta diffusa l’offerta. Se noi per
primi continuiamo a svalutare una soluzione abitativa, anche in questo caso, mostrando il contrario di un sentimento, miniamo involontariamente
il suo valore e la domanda si rivolgerà altrove, anche solo ad un valore apparente.
Da ultimo il sentimento estetico che riversiamo nella soluzione; un appartamento lasciato a se stesso,
abbandonato, che mostra come gli stessi proprietari
non provino amore per questo e anzi lo rinneghino,
cosa può suscitare nell’acquirente? Anche una semplice imbiancatura, un ravvivare e non un abbandonare, a volte fa la differenza.
Insomma se un venditore deve mettersi nei panni
dell'orizzonte di attesa di un compratore, questo
compratore deve essere lui stesso: che saluti dunque
come e cosa gli piacerebbe trovare.
Info: Luca Orlando, Gabetti Niguarda in Via G.
Terruggia, 2 - tel. 02-66100353 - e-mail [email protected].
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