IL GIORNALE DEL
“Guarnaccia”
di Pietraperzia
Enna, 12 aprile 2011
L’INTERVISTA
San Giuseppe, scuola in festa
Alunni e docenti riscoprono la storia, il passato e le antiche tradizioni
INTERNO CASTELLO BARRESIO
Feudalità Barresi
Gli alunni della V B abbiamo avuto l'onore e il piacere di intervistare Salvatore La Monica, sincero e appassionato
cultore della storia. La Monica è nato a
Pietraperzia nel 1943 ed ivi è residente,
dividendo la permanenza nel centro anche con Palermo dove ha svolto il servizio di dirigente amministrativo presso le
strutture sanitarie di Palermo Assl 6 fino al termine della sua carriera.
Nel maggio 2010 ha pubblicato il volume “I Barresi. Storia di una famiglia
della feudalità siciliana tra undicesimo e
diciassettesimo secolo”. La sua encomiabile pubblicazione risulta essere la
prima e l'unica concernente i vari rami
della famiglia Barresi nel cammino da
essa intrapreso per ben 588 anni continuativi. Al dott. La Monica abbiamo rivolto diverse domande.
- Quali sono le origini dei Barresi?
"Le origini sono franco normanne. Intorno agli anni 1050 combatterono per
la riconquista della Sicilia dalla dominazione araba".
- Quale importanza ha il territorio di
Pietraperzia?
"Il territorio di Pietraperzia è prima
casa madre di Abbone, capostipite della famiglia Barresi da cui generarono gli
altri feudi della Sicilia".
- Quali sono le sue considerazioni in
merito al buon governo della famiglia
Barresi?
"I Barresi nell'esercizio delle funzioni
di governo e di statisti furono sempre al-
DON GIOVANNI DE ZUNIGA
l'altezza dei loro compiti, amministrando le collettività con equilibrio e giustizia".
- Quali erano gli intrecci con le famiglie di riguardo della nobiltà siciliana?
"Gli intrecci con le famiglie di nobiltà
si basano sui matrimoni che, beninteso,
venivano considerati affari di Stato".
- Quale fu il periodo aureo della famiglia Barresi?
"Ritengo che il periodo più glorioso
inizi con Matteo II per proseguire con
Dorotea che, dopo la morte del fratello
Pietro e dello zio Francesco Santapau,
venne fatta principessa di Pietraperzia e
di Butera. In questo modo il progetto
espansionistico della nobildonna si realizza, riuscendo così ad accorpare i due
principati che rappresentavano il primo titolo nobiliare del Regno di Sicilia
nella sua persona".
- La principessa Dorotea Barresi fu
vice regina del regno di Napoli?
"Dorotea, sempre alla ricerca di soluzioni che riuscissero ad appagare la sua
vivace e prorompente personalità e che
potessero essere vantaggiose per il prestigio del casato, pensò al terzo matrimonio. Infatti, ottenuta l'autorizzazione
del re Filippo II, nel 1572 sposa Juan de
Zuniga, conte di Miranda, ambasciatore
di Spagna presso Papa Pio V. Lo Zuniga
viene nominato viceré e capitano generale del Regno di Napoli e, di conseguenza, anche Dorotea Barresi diventerà viceregina di Napoli".
- Dorotea Barresi ebbe influenza anche in Spagna?
"Sì, terminato il triennio napoletano,
Dorotea viene richiamata alla corte di
Madrid dove fu tenuta in massima considerazione da parte del re Filippo II.
Una grande intuizione di Dorotea fu
quella di portare presso la corte imperiale madrilena il nipotino Francesco,
figlio di Fabrizio Branciforti, che sposerà successivamente Giovanna d'Austria figlia di Don Giovanni, vincitore
della storica battaglia di Lepanto del
1571. Morto Zuniga, Dorotea rimase
qualche anno ancora presso i reali, per
ritornare a Pietraperzia dove muore il 7
dicembre del 1591 all'età di 58 anni e
dove ivi risulta sepolta presso la chiesa
Madre".
Sofia Palascino
Federica Aiozzo, Ivan Aiello V B
Conoscere le tradizioni per ritrovare le
proprie origini. È questo uno degli
obiettivi del “Progetto San Giuseppe
2011” sviluppato da noi alunni e dai
docenti del plesso “Verga” in oltre due
mesi di attività.
A coordinare i lavori sono stati i nostri insegnanti collaborati dai genitori e dall'intera comunità pietrina. Sono stati raccolti: ricette tipiche locali,
santini antichi e moderni del Patriarca, preghiere, giaculatorie e poesie in
“pirzisi” e in lingua italiana, abiti indossati dai figuranti per la festa cittadina di San Giuseppe degli anni passati.
Raccolte anche molte foto di pietrini che hanno impersonato i ruoli del-
INTERPRETI «FUGA IN EGITTO»
la Sacra Famiglia e degli altri “interpreti” de “La Fuga in Egitto” dal 1920
ad oggi. Nei giorni stabiliti, di pomeriggio, tornavamo a scuola per parlare delle nostre tradizioni relative alla
festa di S. Giuseppe e conosciuto meglio Giuseppe come uomo e come
Santo.
Durante le fasi del progetto anche la
preparazione del pane. E' stato realizzato pure un opuscolo con immagini e
disegni con i momenti essenziali per
arrivare al prodotto finito, il pane. I
nostri lavori, insieme a tutto il materiale raccolto, hanno permesso la realizzazione di una mostra aperta al
pubblico. In esposizione, tra l'altro,
“u lavuriddu”, oggetti da lavoro del
Santo realizzati in das, statuine in gesso, marionette che riproducevano la
Sacra Famiglia. Sono stati ricreati due
angoli della vita di una volta e cioè la
“putìa di Ggisè”, con gli attrezzi antichi del falegname, l'angolo del pane
con forno a legna e gli “strumenti” di
una volta per la panificazione.
La mostra, inaugurata il 14 marzo
scorso, ha avuto un ottimo successo e
suscitato in tutti i visitatori grande
interesse e curiosità. A tagliare il nastro, il dirigente scolastico Antonio
Arcangelo Amoroso e il nostro sindaco Enzo Emma. Momenti importanti
di questo progetto sono stati la rap-
Navigando nel web
Con internet le distanze fra nazioni e
persone si sono accorciate. Infatti, attraverso il web tutti possiamo intrattenere rapporti di amicizia in ogni
parte del mondo, parlare con parenti
lontani, perché ormai attraverso la Rete passa tutto, dall'informazione alla
vendita di qualsiasi cosa, alla possibilità di vedere, condividere e commentare video, immagini e musica. Internet è uno strumento bellissimo, ma
può diventare pericoloso. Ormai è risaputo che Internet è usato dai giovanissimi (fin dagli otto anni) che si
iscrivono nei social network.
Come
Se ne discute
da tempo, ep- possiamo
pure in molti tutelarci
sottovalutano i
pericoli che può da un uso
nascondere Fa- scorretto
cebook, che, come dice la paro- di Internet?
la stessa, è un
enorme libro la cui struttura è insidiosa: infatti vengono richiesti nomi e
cognomi reali visibili a tutti e, come se
non bastasse, a questi dati si aggiungono foto e informazioni sui gusti personali, hobby, orientamenti religiosi e
politici, dati poi accessibili a chiunque.
Anche in Messenger si possono annidare soggetti pericolosi che, fingendosi bambini o adolescenti, adescano
altri piccoli, che, ignari e convinti di
parlare con coetanei, scambiano i loro
dati sensibili.
Prima l'indirizzo, poi il numero di
telefono, e infine la richiesta di incontro: il loro gioco è presto fatto! Imbattendosi in siti inadeguati e volgari
è facile cadere in trappole ben strutturate da persone pronte ad adescare
i minori.
Impauriti da minacce o intimoriti
da eventuali punizioni dei genitori,
spesso i ragazzi tendono a nascondere ciò che accade durante la navigazione. Come difenderci dai pericoli
della Rete? Non diamo mai notizie come il nostro nome e cognome, indirizzo, il nome della scuola o numero di
telefono a persone conosciute in Internet, non chattiamo né fissiamo incontri con sconosciuti.Non mandiamo foto o filmati senza il consenso
dei genitori.
Diciamo subito ai genitori o agli insegnanti se leggiamo o vediamo qualcosa che ci fa sentire a disagio o ci
spaventa, per esempio fotografie di
persone adulte o di bambini nudi.Ricordiamoci che on line le persone possono non essere quello che dicono di
essere. Il bambino con il quale crediamo di chattare potrebbe essere un
uomo adulto!
Elisa Zarba
Guseppe Paolo Falzone IV A-B
MOSTRA AL PLESSO «VERGA»
presentazione della "Fuga in Egitto" e
la Tavolata di San Giuseppe.
Protagonisti i bambini della scuola
dell'infanzia e della scuola primaria
del plesso. Durante la rappresentazione, il parroco don Giovanni Bongiovanni ha benedetto la tavola e il
pane. Hanno seguito i due “eventi”
tutte le scuole di Pietraperzia, tanti
genitori e le autorità locali. Nell'atrio
del plesso, in una struttura a gradini, è
stato sistemato tanto pane lavorato
con originalità e abilità offerto dai panifici Marotta e Di Blasi. Nei due corridoi laterali sono state allestite due
enormi tavolate piene zeppe di dolci e
piatti salati tipici della tradizione pietrina.
A tutti sono stati distribuiti, al termine, delle pagnotte di pane benedetto e le numerose pietanze preparate dai genitori. L'esperienza che
questo progetto ci ha fatto vivere è
senza dubbio positiva; abbiamo capito che la consapevolezza del passato con le sue tradizioni sono il punto
di partenza per costruire il nostro futuro.
Angelo Gatto
Iris Di Gloria, Fancesco Stella V C
SEGNALIAMO
Intelligenza a rischio
Da studi compiuti in America si è
scoperto che c'è relazione tra alimentazione con “cibi spazzatura” e
intelligenza.
I bambini che vengono nutriti
con questi cibi sono meno intelligenti dei coetanei che sono alimentati in modo sano.
Approfondendo l'argomento in
classe, abbiamo scoperto che i cibi
criminalizzati sono proprio quelli
da noi preferiti: quelli dei “fast
food”, merendine e patatine fritte.
Spesso arricciamo il naso quando la
mamma propone verdura e frutta.
Abbiamo preso una decisione
collettiva: impegnarci a mangiare
la frutta durante la ricreazione. Non
è facile cambiare abitudini, ma ci
stiamo provando. Vogliamo proporre di sostituire gli snack dei distributori con buona frutta di stagione. Difendiamo la nostra intelligenza!
Donia Crocillà
Irene Bongiovanni IV D
COMPRENSIVO “GUARNACCIA” – PIETRAPERZIA (EN)
PAGINA REALIZZATA DA:
Dirigente scolastico:
Antonio Arcangelo Amoroso
Docenti:
Maria Vinci
Concetta Messina
Anna Speciale
Rita Bonaffini
EDICOLA AMICA
Alunni:
IV A-B plesso “Marconi”
IV D plesso “Toselli”
V B plesso “Marconi”
V C plesso “Verga”
“Di Prima”
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“Guarnaccia”