Regione Siciliana Assessorato Regionale Beni Culturali e Ambientali e P.I. Dipartimento Beni Culturali e Ambientali ed E.P. Società Cooperativa Sociale ECOSFERA “PENTWINGAS” – TWIGA (). Identificazione del relitto di Pace sotto il patrocinio di ARSENALE MILITARE MESSINA Col gradimento del Direttore C. Amm. Ing. Gian Francesco Cremonini 22/10/2011 Autori: Domenico Majolino Santi Cavallaro Daniele Cotogno Marco Errigo Giuseppe Staiti Per la ricerca sui motori di propulsione a cura di A.F.S – Associazione Ferrovie Siciliane Vincenzo Annuario Pasquale Augusta Società Cooperativa Sociale ECOSFERA Via Lanterna, ex Area Tiro a Volo 98164 – Torre Faro, Messina (ME) Tel. +39.328.841.78.84 Fax.+39.090.57.31.065 Email: [email protected] Presentazione Nell’ambito dei compiti istituzionali dell’Unità Operativa VIII della Soprintendenza dei Beni Culturali ed Ambientali del Mare, volti al monitoraggio, alla conoscenza ed alla tutela dei beni culturali subacquei d’interesse storico, di età moderna e contemporanea, si inquadra proficuamente la convenzione sottoscritta con la Società Ecosfera, da poco rinnovata per un’altro biennio, che si propone di dare impulso alle ricerche ed alla conoscenza dei relitti d’interesse storico, la cui importanza è sovente considerata secondaria rispetto alle blasonate scoperte archeologiche. Al di là degli eventi storicamente più o meno rilevanti, che hanno portato questi beni a popolare i fondali marini, spesso arricchendone biodiversità e valenza naturalistica, è importante non dimenticare come, oggetti, scafi e lamiere arrugginite, trasudino di vita vissuta, del lavoro, della fatica, delle aspettative e delle frustrazioni di uomini “normali”, alcuni dei quali ancora viventi, che hanno contribuito dalla progettazione fino all’utilizzo in navigazione, passando per la realizzazione cantieristica, a fare la storia di quella marineria commerciale e militare più recente, dalla quale hanno avuto origine le grandi navi che solcano i nostri mari. Quanto riferito nelle pagine che seguono, oltre che esemplificativo di quanto sopra, ha il merito di confermare la passione e la perseveranza di chi ha profuso risorse umane e materiali, nella ricostruzione storica, dal varo al naufragio, del piroscafo affondato in località “Pace”, ed è altresì impreziosito in appendice, da cenni tecnici sui propulsori marini dell’epoca. E’ naturale auspicio della Soprintendenza del Mare, che il futuro riservi ulteriori occasioni di collaborazione scientifica, nell’interesse della conoscenza storico-archeologica dei beni culturali subacquei. Eliana Mauro, Soprintendente reggente Beni Culturali ed Ambientali del Mare Claudio Di Franco, della Soprintendenza Ambientali del Mare dei Funzionario Direttivo dei Beni Culturali ed 2 Società Cooperativa Sociale ECOSFERA Via Lanterna, ex Area Tiro a Volo 98164 – Torre Faro, Messina (ME) Tel. +39.328.841.78.84 Fax.+39.090.57.31.065 Email: [email protected] Impressioni Subacquee L’immersione sul relitto, che giace su un pianoro sabbioso a circa 42 metri di profondità, in una zona spesso battuta dalle correnti dello Stretto di Messina, presentandosi impegnativa ed al limite degli standards dell’immersione sportivo-ricreativa, richiede un’attenta pianificazione ed una scrupolosa scelta di tempi, attrezzature e logistica, rendendo di fatto obbligatorio avvalersi dell’esperienza e dell’assistenza dei diving locali. Dopo circa 15 metri dall’inizio della discesa, si inizia a scorgere lo scafo della nave, che si mostra alla vista del subacqueo, circondato da un nugolo di pesci che tra le sue lamiere trovano riparo e cibo. Iniziando dal dritto di prua, la perlustrazione procede lentamente come il gesto misurato di sfogliare un vecchio album di fotografie: ad un occhio allenato sono ancora identificabili il salpa ancora ed il verricello di servizio, mentre le stive e la coperta si presentano profondamente segnate dai tanti lustri passati sul fondo del mare e, probabilmente, anche dalla mano dell’uomo, considerata l’inspiegabile assenza di estese porzioni superiori dell’opera morta. Le concrezioni e la colonizzazione bentonica fortemente sviluppate, ingentiliscono l’aspetto di questo gigante addormentato e distolgono l’attenzione dall’ammasso informe di rottami, rovinati a fianco e adagiati sul fondo, ultime testimonianze di quello che un tempo furono il castello di coperta ed il ponte di comando. Dopo il semiserio tamburellare sul vetro di un oblò che si apre sulla fiancata sinistra, in prossimità della poppa, si plana sull’elica ed il timone ancora in buone condizioni, prima che il computer segnali invadente la fine del tempo di “no deco”, segno che la nostra immersione volge ormai al termine. Un ultimo sguardo dall’alto, lungo la cima di risalita, in compagnia di un pensiero rivolto al comandante Farandatos: chissà se prima di scendere per l’ultima volta dal “Twiga”, già danneggiata dalle fiamme di quell’incendio devastante, si sarà ricordato di non avere mai controllato sottocoperta, che la vecchia targa col nome “Linda Clausen” fosse stata conservata da qualche precedente capitano, per allontanare la sfortuna che la vecchia gente di mare crede accompagni una nave che cambia nome. Claudio Di Franco 3 Società Cooperativa Sociale ECOSFERA Via Lanterna, ex Area Tiro a Volo 98164 – Torre Faro, Messina (ME) Tel. +39.328.841.78.84 Fax.+39.090.57.31.065 Email: [email protected] “PENTWINGAS” - TWIGA (). GPS (WGS84): N 38 14.015 DMS: 38° 14' N E 15 34.771 15° 34' 46" E Il piroscafo “Linda Clausen”, nome d’origine della nave con numero identificativo IMO 5508963 e numero di costruzione del cantiere 49 (Yard No.), fu costruito durante tutto il 1944, nei cantieri “A/S Svendborg Skibsværft, Svendborg” lo scafo venne completato il 12/02/1944 ed il varo fu effettuato sei mesi dopo, il 13/08/1944; Costruita su commessa della compagnia di navigazione danese “C. Clausen D/S A/S, København ” di Copenaghen (di cui qui a lato sono rappresentate le insegne armatoriali), la nave entrò in servizio nel 1945 iscritta al registro navale della città di Esbjerg, costa occidentale danese, ed effettuò servizi cargo/passeggeri principalmente da e per la Gran Bretagna. Nel 1950 venne ceduta alla compagnia di navigazione danese “DFDS - Det forenede Dampskibs-Selskab A/S (The United Steamship Co.)”, ribattezzata “DIANA”, iscritta al registro navale della città di Odense (costa orientale danese), e continuò il suo servizio cargo/passeggeri tra Scandinavia e Gran Bretagna. Fu l’ultima nave a vapore acquistata dalla DFDS. Di seguito riportiamo l’immagine della copertina dell’opuscolo relativa agli orari delle partenze dalla Danimarca, delle navi della DFDS durante l’inverno 1954-55. Tra di queste c’è la DIANA. 4 Società Cooperativa Sociale ECOSFERA Via Lanterna, ex Area Tiro a Volo 98164 – Torre Faro, Messina (ME) Tel. +39.328.841.78.84 Fax.+39.090.57.31.065 Email: [email protected] DFDS - Det Forenede Dampskibs-Selskab (United Steamship Co.) Sailings winter 1954-55 Vessel(s) Ports of call DFDS: H.P. Prior Jens Bang C.F. Tietgen Hans Broge Fredericia Kronprins Frederik Alexandra Tunis Diana Bergenhus Kronprins Olav Vistula Dronning Alexandrine Trondhjem Copenhagen, Aalborg Copenhagen, Aarhus Copenhagen, Fredericia, Kolding Esbjerg, Harwich Esbjerg, Grimsby Copenhagen, Danish provincial port, London Copenhagen, Danish provincial port, Hull. Returned directly to Copenhagen Aalborg, Newcastle Copenhagen, Oslo Frederikshavn, Oslo Copenhagen, Thorshavn, Trangisvaag, Vaag, Reykjavik. Return voyages: Reykjavik, Thorshavn, Copenhagen. Copenhagen, Danish provincial port, Leith, Thorshavn, Trangisvaag, Vaag. Returned directly to Copenhagen. DFDS: Hroar Copenhagen, Helsinki Botnia Finland Line: Ariadne The ship names mentioned in the timetable are often followed by the remark "or another ship". E.g. the C.F. Tietgen and Hans Broge were both lengthened during the validity of the timetable, so they must have been replaced by another ship. Oddly, the Kronprinsesse Ingrid, one of the largest and newest ships in the fleet and normally employed on the Esbjerg-Harwich route, is not mentioned at all. The old A.P. Bernstorff (1913) and Parkeston (1925) (see older timetables above) were still around and probably active as relief ships. Nel 1965, in seguito alla vendita alla compagnia di navigazione greca “V.Makris & Others”, fu iscritta al registro navale del Pireo. Nel 1967 venne ribattezzata significa giraffa. TWIGA (), parola swahili che Nulla si sa di preciso della nave o dei suoi impieghi o rotte seguite durante il periodo in cui batteva bandiera greca, fino allo “incidente” che ne causerà l’incendio ed il successivo affondamento davanti alla costa messinese. 5 Società Cooperativa Sociale ECOSFERA Via Lanterna, ex Area Tiro a Volo 98164 – Torre Faro, Messina (ME) Tel. +39.328.841.78.84 Fax.+39.090.57.31.065 Email: [email protected] Il report dell’archivio Navale neozelandese “Miramar Ship Index” (http://miramarshipindex.org.nz/) relativo alla nostra nave. 6 Società Cooperativa Sociale ECOSFERA Via Lanterna, ex Area Tiro a Volo 98164 – Torre Faro, Messina (ME) Tel. +39.328.841.78.84 Fax.+39.090.57.31.065 Email: [email protected] Il report dell’archivio Navale neozelandese “Miramar Ship Index” (http://miramarshipindex.org.nz/) relativo ai passaggi di proprietà della nostra nave. 7 Società Cooperativa Sociale ECOSFERA Via Lanterna, ex Area Tiro a Volo 98164 – Torre Faro, Messina (ME) Tel. +39.328.841.78.84 Fax.+39.090.57.31.065 Email: [email protected] Il report dell’archivio navale dedicato alle navi che hanno prestato servizio per la compagnia di navigazione per la DFDS (Det Forenede Dampskibs-Selskab A/S) (http://shipping-info.net/) 8 Società Cooperativa Sociale ECOSFERA Via Lanterna, ex Area Tiro a Volo 98164 – Torre Faro, Messina (ME) Tel. +39.328.841.78.84 Fax.+39.090.57.31.065 Email: [email protected] L’Incidente Nel Maggio 1968 la nave TWIGA era in viaggio per Venezia proveniente da Setubal (Portogallo – vicino Lisbona) con un carico di polpa di legno destinato ad una cartiera veneta. Il 13 Maggio, dopo aver effettuato uno scalo tecnico a Messina; in nottata riprese il viaggio per Venezia. Era l’alba del 14 maggio 1968, circa le 05.00, la nave si trovava approssimativamente 4 miglia dalla costa calabrese nei pressi di Punta Stilo/Capo Monasterace, quando un incendio divampa nelle stive cariche di materiali pericolosi. Il comandante Gerasimos Farandatos, allora 37enne, di Atene, ordinò di puntare immediatamente la prua a terra per consentire ai 17 uomini dell’equipaggio di mettersi in salvo; contemporaneamente venne inviato l’S.O.S. e sul posto arrivarono i Vigili del Fuoco di Siderno Marina, la GdF di Monasterace ed i Carabinieri della tenenza di Roccella Jonica. I primi soccorsi furono prestati da un motopeschereccio calabrese, il “Santa Carmela”. Le Capitanerie di Porto di Messina e di Crotone inviarono sul posto i rimorchiatori “Capo Peloro” e “Cesare dell’Angelo”. L’opera di spegnimento risultava alquanto difficile a causa dell’alta infiammabilità del carico. Solo il giorno dopo, quando il carico di polpa di legno era già in gran parte andato distrutto, si tentò il rimorchio verso Messina. Durante il viaggio, però, i focolai si ravvivano e, le lamiere roventi, misero in crisi anche la stabilità della nave che in quelle condizioni non potè essere introdotta all’interno del porto. Il giorno 17 Maggio 1968 il Twiga, giunto a Messina, venne fatto arenare sulla spiaggia di San Raineri in attesa che l’incendio si placasse definitivamente. Quella sistemazione si rivelò però del tutto provvisoria, in quanto si temeva, da un lato, che i marosi potessero riportare al largo la nave e, dall’altro, si temeva per i depositi di nafta situati nei pressi della spiaggia di S.Raineri. Venne così deciso di rimorchiare la nave in Rada Paradiso di fronte al torrente Pace e ivi porla all’ancora. Questa operazione venne effettuata il giorno 19 o 20 Maggio del 1968. A questo punto insorsero contrasti tra gli armatori greci e la compagnia assicuratrice inglese Lloyd’s che prima di entrare in possesso della nave, dichiarata persa dall’armatore, e di conseguenza pagare il premio assicurativo, volle attendere gli esiti dell’inchiesta delle autorità marittime italiane e della magistratura di Palmi. Gli armatori “V.Makris & Others” delegarono la loro rappresentanza alla agenzia marittima “Fratelli Cardile” di Messina. Intanto la magistratura ordinò il sequestro della nave ritenendo l’incendio di origine dolosa e ne affidò la custodia alla stessa agenzia marittima “Fratelli Cardile”. Gli armatori greci, inoltre, fecero “orecchio da mercante” alle richieste di pagamento delle agenzie marittime di Messina (ditta Picciotto) e di 9 Società Cooperativa Sociale ECOSFERA Via Lanterna, ex Area Tiro a Volo 98164 – Torre Faro, Messina (ME) Tel. +39.328.841.78.84 Fax.+39.090.57.31.065 Email: [email protected] Ancona che prestarono soccorso al Twiga con i rimorchiatori “Capo Peloro” e “Cesare dell’Angelo” e trainarono la nave da Marina di Gioiosa Jonica, dove era stata abbandonata dall’equipaggio, fino a Messina. I Lloyd’s di Londra inviano un ispettore per seguire la vicenda. Dalle indagini non emersero responsabilità. La compagnia armatrice abbandonò la nave che intanto era stata messa sotto sequestro su richiesta della ditta Picciotto, intervenuta per il soccorso/recupero, mentre la compagnia assicuratrice dei Lloyd’s di Londra non fu disponibile ad accettare l’abbandono da parte degli armatori (e quindi non pagò il premio). Passarono così dei mesi, otto per la precisione, il Twiga in rada a Pace, fortemente inclinato a causa delle continue infiltrazioni d’acqua, perse la sua stabilità la notte del 10 Febbraio 1969 e affondò capovolgendosi. Col passare degli anni la sua storia venne dimenticata e il suo nome si trasformò per trasmissione orale in Pentwingas. Gazzetta del Sud 15/05/1968 10 Società Cooperativa Sociale ECOSFERA Via Lanterna, ex Area Tiro a Volo 98164 – Torre Faro, Messina (ME) Tel. +39.328.841.78.84 Fax.+39.090.57.31.065 Email: [email protected] Tribuna del Mezzogiorno 15/05/1968 Gazzetta del Sud 18/05/1968 11 Società Cooperativa Sociale ECOSFERA Via Lanterna, ex Area Tiro a Volo 98164 – Torre Faro, Messina (ME) Tel. +39.328.841.78.84 Fax.+39.090.57.31.065 Email: [email protected] Tribuna del Mezzogiorno 15/05/1968 Tribuna del Mezzogiorno 11/02/1969 12 Società Cooperativa Sociale ECOSFERA Via Lanterna, ex Area Tiro a Volo 98164 – Torre Faro, Messina (ME) Tel. +39.328.841.78.84 Fax.+39.090.57.31.065 Email: [email protected] Particolari Tecnico costruttivi Lunghezza fuoritutto: mt 79.9 ( dato miramarshipindex.org.nz) – mt 79,86 (dato shipping-info.net) mt 74,58 ft 244,7 (dato Elenco Navale Danese 1950) Larghezza: 11,00/10,97 mt (comune a tutte le fonti) Tons: 1609 gt (comune a tutte le fonti) Pescaggio: 6,2 mt / 7,1 mt – 20,5 ft / 25,5 ft (dato Elenco Navale Danese 1950) I motori di propulsione furono costruiti e forniti dai cantieri Helsingør Skibsværft og Maskinbyggeri A/S. La nave montava un motore a vapore a quattro cilindri ad espansione multipla di tipo L.E.S. 9 . I cilindri erano quattro, due da 16,5” x 35,4 e due da 35,4” X 35,4”. La potenza massima erogata era di 1200 IHP, (in un motore tipo compound come regola empirica è 1 IHP 2,6 volte NHP) Le caldaie erano 2 di tipo Scotch Marine mod. GS45 HS 3030.con 4 forni. Nel 1948 le caldaie per la produzione di vapore vennero convertite, adottando bruciatori per olio combustibile, anziché carbone. La nave fu costruita espressamente come cargo refrigerato. Nell’archivio navale NeoZelandese Miramar la nave viene indicata come “refrigerated cargo”, anche se dai rilievi effettuati sul relitto possiamo parlare di nave con stive a temperatura controllata, viste le ridotte dimensioni degli scambiatori di calore. 13 Società Cooperativa Sociale ECOSFERA Via Lanterna, ex Area Tiro a Volo 98164 – Torre Faro, Messina (ME) Tel. +39.328.841.78.84 Fax.+39.090.57.31.065 Email: [email protected] Immagini della nave in costruzione nei “A/S Svendborg Skibsværft og Maskinbyggeri”. Il suo nome di battesimo fu Linda Clausen è ben visibile l’elica quadripala destrorsa ed i due passacavi a rullo d’ormeggio poppieri. Prove di navigazione. 14 Società Cooperativa Sociale ECOSFERA Via Lanterna, ex Area Tiro a Volo 98164 – Torre Faro, Messina (ME) Tel. +39.328.841.78.84 Fax.+39.090.57.31.065 Email: [email protected] Bella immagine della prua della nave poco prima del varo. Sono ben visibili le “bocche di granchio” poste sull’estremo di prua. 15 Società Cooperativa Sociale ECOSFERA Via Lanterna, ex Area Tiro a Volo 98164 – Torre Faro, Messina (ME) Tel. +39.328.841.78.84 Fax.+39.090.57.31.065 Email: [email protected] Linda Clausen dal 1945 fino al 1950, armatore “C. Clausen D/S A/S, København (Copenaghen)” 16 Società Cooperativa Sociale ECOSFERA Via Lanterna, ex Area Tiro a Volo 98164 – Torre Faro, Messina (ME) Tel. +39.328.841.78.84 Fax.+39.090.57.31.065 Email: [email protected] Diana dal 1950 al 1965, armatore “DFDS - Det forenede Dampskibs-Selskab A/S (The United Steamship Co.)”, 17 Società Cooperativa Sociale ECOSFERA Via Lanterna, ex Area Tiro a Volo 98164 – Torre Faro, Messina (ME) Tel. +39.328.841.78.84 Fax.+39.090.57.31.065 Email: [email protected] Twiga dal 1967 al 1969 anno dell’affondamento, armatore “V. Makris & Others”. Dal 1965 al 1967 continuò a chiamarsi Diana. 18 Società Cooperativa Sociale ECOSFERA Via Lanterna, ex Area Tiro a Volo 98164 – Torre Faro, Messina (ME) Tel. +39.328.841.78.84 Fax.+39.090.57.31.065 Email: [email protected] Particolare delle boccaporte delle stive di prora; evidenti le maniche a vento atte allo sfiato dell’aria sotto coperta. Con tutta probabilità, data la presenza delle “serpentine” l’aria nelle stive doveva essere a temperatura controllata. In merito stiamo cercando ulteriori conferme. Sono visibili le bocche di granchio poste sull’estremo di prua. 19 Società Cooperativa Sociale ECOSFERA Via Lanterna, ex Area Tiro a Volo 98164 – Torre Faro, Messina (ME) Tel. +39.328.841.78.84 Fax.+39.090.57.31.065 Email: [email protected] Rilevamenti sul relitto Larghezza 11 mt ca. (la nave è leggermente insabbiata e poggiata sul lato destro) Lunghezza della nave mt.78, tale rilevamento è stato per forza di cose approssimato dato lo stato rovinoso della prua; Foro di uno scarico sull’opera morta sottostante il primo oblò poppiero; Nella parte poppiera sono presenti 6 oblò per ogni fianco disposti asimmetricamente in modo caratteristico. Cosi come visibili nella foto che ritrae la murata sinistra della nave, che è quella visibile sul relitto; Elica a 4 pale destrorsa Verricello salpa ancora a due campane posto a prora; Bitta di prora sulla murata di sinistra posta vicino al verricello salpa ancora. Ancora di rispetto posta a prua. Bitta di prua 20 Società Cooperativa Sociale ECOSFERA Via Lanterna, ex Area Tiro a Volo 98164 – Torre Faro, Messina (ME) Tel. +39.328.841.78.84 Fax.+39.090.57.31.065 Email: [email protected] Durante le nostre ispezioni all’interno delle stive abbiamo ritrovato tracce di coibentazione di queste ultime insieme a ciò che rimaneva di grosse serpentine, del tipo riferibile a impianti per il controllo della temperatura ambientale (caldo/freddo). Stiva 1 Stiva 1 21 Società Cooperativa Sociale ECOSFERA Via Lanterna, ex Area Tiro a Volo 98164 – Torre Faro, Messina (ME) Tel. +39.328.841.78.84 Fax.+39.090.57.31.065 Email: [email protected] Stiva 2 Stiva 2, visibili pezzi di coibentazione che si stacca dalle pareti 22 Società Cooperativa Sociale ECOSFERA Via Lanterna, ex Area Tiro a Volo 98164 – Torre Faro, Messina (ME) Tel. +39.328.841.78.84 Fax.+39.090.57.31.065 Email: [email protected] Nella zona poppiera del relitto è ben visibile un asse terminante a U che fuoriesce verticalmente dalla coperta. Fin dall’inizio era stato da noi identificato come un asse di rimando al timone per dei comandi di emergenza che dovevano trovarsi a poppa. Una vecchia fotografia del Twiga presa di poppa ci ha confermato la presenza di un timone d’emergenza sul cassero di poppa posizionato tra due imbarcazioni di servizio. 23 Società Cooperativa Sociale ECOSFERA Via Lanterna, ex Area Tiro a Volo 98164 – Torre Faro, Messina (ME) Tel. +39.328.841.78.84 Fax.+39.090.57.31.065 Email: [email protected] Studiando con attenzione la foto scattata al momento del varo della Linda Clausen nella quale è ben visibile la poppa, l’elica ed il timone, abbiamo ricercato sul relitto delle coincidenze strutturali che di seguito riportiamo: Elica quadripala destrorsa di dimensioni compatibili con quella della foto della nave originale. Elica quadripala destrorsa Timone anch’esso di dimensioni compatibili con quello della nave originale di cui notiamo il posizionamento dei due rinforzi visibili sulla pala del timone nella foto originale, tali rinforzi sono presenti anche sul timone del relitto e la loro altezza rispetto all’elica, sembra essere congrua. 24 Società Cooperativa Sociale ECOSFERA Via Lanterna, ex Area Tiro a Volo 98164 – Torre Faro, Messina (ME) Tel. +39.328.841.78.84 Fax.+39.090.57.31.065 Email: [email protected] In queste foto dei particolari dell’elica, dell’asse dell’elica e del timone. 25 Società Cooperativa Sociale ECOSFERA Via Lanterna, ex Area Tiro a Volo 98164 – Torre Faro, Messina (ME) Tel. +39.328.841.78.84 Fax.+39.090.57.31.065 Email: [email protected] Fotografie della prua del relitto che appare completamente fracassata, probabilmente nell’impatto col fondale al momento dell’affondamento. 26 Società Cooperativa Sociale ECOSFERA Via Lanterna, ex Area Tiro a Volo 98164 – Torre Faro, Messina (ME) Tel. +39.328.841.78.84 Fax.+39.090.57.31.065 Email: [email protected] I Cantieri costruttori dello scafo e dei motori. Il costruttore navale Jørgen Ring Andersen, già dal 1867 direttore del cantiere navale di Frederiksø nel porto di Svendborg fondò il cantiere nel 1907 col nome “Ring Andersens Staalskibsværft” (Costruzioni Navali in acciaio Ring Andersen), ma già nel 1916 il nome fu cambiato in “A/S Svendborg Skibsværft og Maskinbyggeri” (cantieri navali e fabbrica di motori di Svendborg). L'azienda fallì nel 1999 dopo alcuni anni di difficoltà economiche. Nel suo periodo migliore tale cantiere lavorò per la Marina Reale Danese con numerose costruzioni. Helsingør Skibsværft og Maskinbyggeri A/S (Elsinore Cantiere navale e fabbrica di motori A/S) fu uno dei grandi cantieri della Danimarca, e venne fondato il 1 Marzo 1882 col nome A/S Helsingør Jærnskibs- og Maskinbyggeri (Elsinore Navi in ferro e fabbrica di motori) di M.C. Holm (1827-1892) dalla compagnia di navigazione della regione nordica (Rederiet Norden). Il cantiere (Værftet) raggiunse circa 100 anni di vita e fu chiuso nel 1983. Alcuni degli edifici del vecchio cantiere navale sono ora convertiti in Cantiere della Cultura (Kulturværftet). Nella figura sono indicate le città di Svendborg (giallo) sede dei cantieri Navali ed Elsinore (fucsia A) sede dei cantieri costruttori dei motori. Ejemberg (violetto) e Odense (rosso) Nella pagina seguente una immagine dei piani di costruzione originali della nave che ci sono stati inviati dal Museo della città di Svendborg(DK) 27 Società Cooperativa Sociale ECOSFERA Via Lanterna, ex Area Tiro a Volo 98164 – Torre Faro, Messina (ME) Tel. +39.328.841.78.84 Fax.+39.090.57.31.065 Email: [email protected] 28 Società Cooperativa Sociale ECOSFERA Via Lanterna, ex Area Tiro a Volo 98164 – Torre Faro, Messina (ME) Tel. +39.328.841.78.84 Fax.+39.090.57.31.065 Email: [email protected] “PENTWINGAS” – TWIGA() APPENDICE al documento sull’identificazione del relitto della “nave di Pace. Un discorso particolare va fatto riguardo i motori di propulsione; Dai dati estratti dagli archivi navali abbiamo evinto trattarsi di motori a vapore, con tutta probabilità ad espansione multipla, a quattro cilindri, due uguali di dimensioni minori per le alte pressioni e due uguali di dimensioni maggiori per quelle basse; La potenza era di tutto rispetto: 1200 HP. La particolarità sta tutta in questi dati, allo stato attuale delle ricerche, dai testi e dalle fonti da noi consultate, non abbiamo riscontrato altri casi di motori navali a vapore con simile potenza e suddetta architettura costruttiva montati su navi di tale tipologia. Sembrerebbe essere un caso “originale” di motori di tipo a 4 cilindri con due a bassa pressione uguali. Se ciò fosse confermato saremmo di fronte ad una “particolarità” di ingegneria cantieristica navale. Le ricerche in tal senso sono in corso. Qui di seguito abbiamo inserito dei cenni tecnici riguardanti i motori a vapore in generale ad uso del lettore col fine di introdurlo al discorso in modo da fornire gli strumenti elementari per comprendere la particolarità di tali motori. Tipologia dei motori di propulsione Un motore a vapore marino è un motore alternativo a vapore che viene utilizzato principalmente alla propulsione ed ai servizi della nave. I motori di tipo “compound” Un motore compound è un motore a vapore detto anche macchina ad espansione frazionata, dove l’espansione del vapore avviene in più cilindri ( 2 o più). Generalmente nel campo marino imperavano le macchine a triplice espansione a 3 cilindri e qualche volta a 4 con la bassa pressione sdoppiata, che a quanto fin’ora appreso dagli archivi navali da noi consultati è il caso riconducibile alla nostra nave. Va rammentato che i cilindri variano nelle dimensioni, partendo da quello ad alta pressione di diametro più piccolo per poi arrivare alla media e bassa pressione con diametri sempre maggiori. L’introduzione dei motori compound fu un modo per migliorare l'efficienza e la resa dei motori a vapore. Fino ad allora infatti il vapore veniva utilizzato una sola volta (semplice espansione), prima di essere mandato al condensatore facendolo ridiventare acqua pronta ad essere rimessa in caldaia. Nel motore “compound” il vapore, entrato nel primo cilindro (alta pressione), viene poi distribuito nel cilindro di media pressione e successivamente in quello di bassa pressione. Da qui tramite il 29 Società Cooperativa Sociale ECOSFERA Via Lanterna, ex Area Tiro a Volo 98164 – Torre Faro, Messina (ME) Tel. +39.328.841.78.84 Fax.+39.090.57.31.065 Email: [email protected] condensatore il vapore condensa ritornando allo stato liquido; una pompa detta pompa di alimento infine rimanda l’acqua in caldaia. Il primo motore compound si ritiene sia stato installato su una nave costruita dai cantieri Henry Eckford di NY ideato e costruito dall’ingegnere americano James P. Allaire nel 1824. Tuttavia, molte fonti attribuiscono la "invenzione" del motore marino compound a John Elder da Glasgow nel 1850. Elder apportò dei miglioramenti al motore compound che lo resero per la prima volta sicuro ed economico anche per i viaggi con traversata oceanica. Sezione di un motore a triplice espansione 30 Società Cooperativa Sociale ECOSFERA Via Lanterna, ex Area Tiro a Volo 98164 – Torre Faro, Messina (ME) Tel. +39.328.841.78.84 Fax.+39.090.57.31.065 Email: [email protected] Motori a vapore a triplice/multipla espansione Un motore a triplice espansione è un motore compound che utilizza il vapore in espansione in tre fasi, ossia un motore che ha cilindri operanti a tre diverse pressioni. In un motore ad espansione quadrupla il vapore si espande in quattro fasi, e così via. Il Motore ad espansione multipla è sopravvissuto bene nel 20° secolo. Tutte le 2.700 Liberty ships costruite dagli Stati Uniti durante la seconda guerra mondiale sono state mosse da motori a tripla espansione (sviluppanti una potenza di 2500 IHP a 76 giri/min), poiché in quel momento storico la capacità degli Stati Uniti per la fabbricazione di turbine a vapore e diesel era ancora limitata e riservata alle sole navi da guerra. Il tipico apparato motore delle Liberty era costituito da 2 o 3 caldaie cilindriche a ritorno di fiamma ( Marine Scotch Boiler o Fire tube boiler) e dalla macchina a 3 cilindri e relativi macchinari ausiliari come pompe, dinamo, ecc. L’inversione di marcia era garantita dal settore di Stephenson”. I più grandi produttore di motori a tripla espansione durante la guerra furono le officine Joshua Hendy Iron Works di Sunnyvale, California, USA. Verso la fine della guerra, furono prodotte in numero sempre crescente le Victory ships che montavano motori con turbina a vapore. Impianto di propulsione a vapore di una nave del tipo “Liberty” 31 Società Cooperativa Sociale ECOSFERA Via Lanterna, ex Area Tiro a Volo 98164 – Torre Faro, Messina (ME) Tel. +39.328.841.78.84 Fax.+39.090.57.31.065 Email: [email protected] Scotch marine Boiler Una caldaia Scotch marine (o semplicemente caldaia Scotch) è formata da un tozzo cilindro (a volte con diametro superiore ai 4,5 m) chiusa da due piastre frontali ove sono ubicati i forni (da 2 a 4). Quest’ultimi possono essere sistemati su entrambi i lati delle piastre (caldaie bifronti) oppure su un solo lato (caldaie monofronte). L’alimentazione può essere opportunamente riscaldato. sia a carbone che ad olio combustibile Conosciute anche come caldaie a grandi masse, per via dell’enorme quantità di acqua occorrente, sono lente nelle messa in pressione a causa della poca superficie di riscaldamento. Il sistema di funzionamento era molto semplice; i gas della combustione lasciavano i forni passando all’interno del fascio tubiero posto al di sopra degli stessi, cedendo così calore all’acqua prima di disperdersi nell’atmosfera. Per migliorare l’efficienza qualche caldaia scozzese (Scotch) equipaggiata con un surriscaldatore posto nella cassa di fuoco. veniva Nelle navi tipo Liberty ne venivano installate 2 o 3 e di rado superavano la pressione di 15 o 16 Kg/cmq. 32 Società Cooperativa Sociale ECOSFERA Via Lanterna, ex Area Tiro a Volo 98164 – Torre Faro, Messina (ME) Tel. +39.328.841.78.84 Fax.+39.090.57.31.065 Email: [email protected] Fonti internet : http://miramarshipindex.org.nz/ http://shipping-info.net/ http://en.wikipedia.org/wiki/Scotch_marine_boiler http://en.wikipedia.org/wiki/Marine_steam_engine http://da.wikipedia.org/wiki/Svendborg_V%C3%A6rft http://da.wikipedia.org/wiki/Helsing%C3%B8r_Skibsv%C3%A6rft_og_Maskinbyggeri Testi : Corradino Ciampa - "Gli impianti di propulsione navale" Caocci - "Macchine Marine" P.N. Thomas - "British Steam Tug" Fotografie: Le fotografie d’epoca sono state fornite principalmente dal Museo di storia della città di Svendborg ed in parte da Mr.McMillan. Le foto del relitto sono di: Domenico Majolino e Marco Giuliano Ringraziamenti: Museo di storia della città Svendborg in Danimarca. In particolare ringraziamo per la sua squisita gentilezza Hanne Jensen capo archivista del museo. Mr. Joe McMillan, appassionato di storia navale, vive in South Australia, ci ha gentilmente fornito la foto della Twiga in porto sbandata a sinistra. Un ringraziamento particolare va all’amico Prof. Renato Fasanella Masci per la fattiva collaborazione svolta per le ricerche effettuate presso l’emeroteca della Biblioteca Regionale Universitaria Giacomo Longo di Messina. Il responsabile del centro Immersioni “Ecosfera” Dott. Domenico Majolino 33