n. 5 ARTICOLI SACRI a Senigallia ARTICOLI SACRI a Senigallia via Andrea Costa 31 tel 071.60597 via Andrea Costa 31 tel 071.60597 Settimanale della Diocesi di Senigallia - giovedì 7 febbraio 2008 - € 1 Poste Italiane spa - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L 27/02/2004 n°46) art. 1, comma 1, DCB Ancona - Taxe Perçue - Tassa riscossa ufficio PT di Senigallia - Editoriale Elezioni Fin dall’inizio sembrava fuori della realtà l’ipotesi che Marini riuscisse a compiere il miracolo di trovare una maggioranza larga e coesa, in grado di approvare con la legge elettorale alcune modifiche alla Costituzione, come quelle che nelle scorse settimane sembravano convincere. E in effetti, con tutta la buona volontà del caso, non è riuscito a superare la tornata di consultazioni per cercare di dar vita ad un governo istituzionale. Elezioni anticipate quindi, probabilmente intorno alla metà di aprile. Le ha volute con grande compattezza tutto il centro destra che desidera conseguire subito la sua rivincita sul centrosinistra. Il pericolo immediato è che destra o sinistra saliranno di nuovo al potere con questa sistema elettorale che non garantisce affatto una reale democrazia. In molti volevano la riforma elettorale, quella attuale è una legge che non rappresenta il cittadino. Non si può votare per un simbolo e una masnada di nomi da cui poi successivamente, come per magia, viene estratto il governo della nazione. E le possibilità di cambiare c’erano, ma l’egoismo ha prevalso, da ambo le parti, sia mesi fa che oggi. È difficile andare a votare ancora con questa legge, e tutte le persone sensate dovrebbero averlo già intuito perché, indipendentemente dalle parti su cui uno si schiera, questa legge nuoce a tutti. Adesso non c’è più tempo, si devono affilare la armi per la guerra lampo in prossimità delle elezioni, anche se già la campagna elettorale è partita da mesi, e ce ne siamo accorti. Ogni schieramento, che critica l’altro di non fare gli interessi del paese, perde un’occasione per dimostrare quella superiorità che tanto inneggia, ma che sinceramente rende solo l’immagine di miseria di idee e pochezza nei confronti dei veri interessi del paese tutto, e non solo di pochi eletti. Gesualdo Purziani giornata del malato Lunedì 11 febbraio “La famiglia è attraversata da profonde difficoltà; essa rimane tuttavia il luogo di cura per eccellenza, chiamato a rapportarsi in prima persona con il malato, con la sua sofferenza e il suo percorso esistenziale di consapevolezza all’interno della malattia stessa; per questo bisogna cominciare a pensare ad una sanità a misura di famiglia e a nuove sinergie tra famiglia e personale curante. Lo ha detto don Andrea Manto , direttore dell’Ufficio nazionale Cei per la pastorale della sanità, in vista della XVI Giornata mondiale del malato che si celebrerà l’11 febbraio S. Messa in Duomo alle 15.30 Lavorare stanca Un lavoratore su cinque è stressato. E questa volta non sono chiacchiere da pausa caffè, perché a esprimersi è una fonte autorevole come l’Osservatorio dei rischi dell’Agenzia europea per la salute e la sicurezza sul lavoro. Stando all’Osservatorio, infatti, lo stress sarebbe al secondo posto tra i problemi di salute segnalati dai lavoratori europei. A lamentarsene nell’Europa a 27 è, infatti, il 22% degli occupati. Ma dagli studi condotti dall’Agenzia Europea emerge anche che il 40% di quelli che sono tenuti ad osservare un orario lungo dichiara di non essere soddisfatto dell’equilibrio tra lavoro e vita privata. E che più della metà delle giornate lavorative perse è riconducibile allo stress. Il problema però non è soltanto di chi lo subisce perché – spiega l’Agenzia – nel 2002 il costo economico annuo dello stress ammontava a 20 miliardi di euro. Molte le circostanze che possono rendere un lavoratore stressato. Tra le principali l’Osservatorio europeo individua il lavoro precario, generalmente a basso reddito e con poche opportunità di formazione e di carriera, ma anche le scadenze e i ritmi di lavoro intensi che sottopongono un numero sempre crescente di lavoratori Ue a pressioni eccessive. Una particolare fonte di malessere in questo senso è la riduzione dei posti di lavoro, il moltiplicarsi delle informazioni da gestire quale frutto delle nuove tecnologie e le responsabilità sempre più grandi che gravano sulle spalle del singolo. Ma anche gli orari troppo flessibili o troppo variabili e lo squilibrio tra attività lavorativa e vita privata hanno conseguenze sullo stato psicofisico dei lavoratori, e a farne le spese sono soprattutto le donne, che spesso sono costrette al doppio turno: prima al lavoro e poi a casa. Inoltre, spiega l’Agenzia Europea, la violenza nei luoghi di lavoro sta assumendo dimensioni sempre più grandi, specie nel settore della sanità e dei servizi. Con conseguenze che possono andare ben oltre lo stress: deterioramento dell’autostima, disturbi d’ansia, depressione e finanche suicidio. Infine, tra le cause di stress, vi è l’invecchiamento della forza lavoro. I lavoratori più anziani, infatti, non solo sono più vulnerabili rispetto ai pericoli determinati da peggiori condizioni di lavoro, ma rischiano anche di avere meno opportunità di formazione permanente in confronto ai colleghi più giovani, con conseguente aumento della pressione mentale ed emotiva. A.P. scommessa Italia, il buon paese La campagna dal nome “Scommessa Italia” è un progetto delle Acli che ha come obiettivo la raccolta di 1000 “storie” tra tutte le regioni del paese di esperienze e buone prassi che tanti - cooperative, scuole, aziende, medici, studenti, privati, realizzano a favore di soggetti che spesso sono a rischio di esclusione (immigrati, diversamente abili, bambini, anziani) o portano avanti per un’Italia più ecologica, meno inquinata, culturalmente avanzata, scientificamente all’avanguardia. Da nord a sud la scommessa, cominciata in sordina, sta ottenendo una valida eco. Partecipare alla campagna Scommessa Italia è molto semplice. Il sito www.scommessaitalia.acli.it. Per aderire basta compilare una “scheda raccolta dati”, scaricabile on line. La scheda può essere inviata per e-mail all’indirizzo: [email protected] o tramite fax al numero: 06.5840454. Informazioni: 06.5840297. sommario provincia Presentato il nuovo sistema di trasporto della Provincia di Ancona e della città di Sara Giuliodori 5 mondolfo - marotta “Suono o smetto?”, un incontro per parlare di spazi musicali a misura di giovani di Alessandro Berluti 11 2 7 febbraio 2008 attualità lavoroInail e i dati sugli incidenti sul lavoro: Italia maglia nera in Europa, 1000 i decessi Morire di lavoro in Italia S ono stati 832.037 gli infortunati sul lavoro (con rendita Inail) in tutto il 2007 e, nell’86% dei casi, gli incidenti hanno riguardato lavoratori maschi. Più colpito (con l’80% degli incidenti, 665.793) il settore dell’industria e dei servizi. Seguono agricoltura (19%, 156.571 infortunati) e lavoratori statali (1%, 9.673 casi). In oltre 208.000 casi l’invalidità derivata dall’infortunio è grave, molto grave in più di 27.000, media in oltre 588.000. E’ quanto emerge dal 2° Rapporto Anmil (Associazione nazionale mutilati ed invalidi sul lavoro) sulla tutela delle vittime del lavoro, presentato lunedì scorso a Roma alla stampa e, in anteprima, al Capo dello Stato Giorgio Napolitano, che è intervenuto più volte in prima persona, nelle scorse settimane, per denunciare la tragedia delle morti bianche nel nostro Paese. economia Salone europeo a Lione Il commercio equo in fiera L’indagine parla chiaro: gli incidenti sul lavoro sono circa un milione l’anno nel nostro Paese, i morti più di mille, ogni 7 ore c’è un decesso. E l’Italia, ancora una volta, è fanalino di coda in Europa. Nel nostro Paese, infatti, il numero dei decessi sul lavoro cala, ma a ritmi più lenti rispetto alla media Ue. Secondo il Rapporto (che rielabora i dati Inail), in dieci anni gli infortuni mortali nell’Unione Europea sono diminuiti del 29,41%, mentre in Italia solo del 25,49%. Un dato poco esaltante rispetto a quello della Germania (-48,30%) o della Spagna (-33,64%). Il settore in Italia dove calano di più gli infortuni è quello dei trasporti e del magazzinaggio (-27,88%). In termini assoluti, l’Italia resta, comunque, il Paese con il più alto numero di morti sul lavoro. Va un po’ meglio per gli incidenti non mortali: il calo medio in Ue e’ del 17,05%, in Italia del 18,14%, anche se si deve tenere conto dell’elevato numero di infortuni non denunciati (l’Inail stima siano circa 200.000) nell’ambito del lavoro nero. Ma perche’ il nostro Paese resta tanto indietro? Perche’ “le leggi sembrano esistere solo sulla carta”, denuncia l’Anmil, auspicando che la norma varata nello scorso agosto (il testo unico sulla sicurezza sul lavoro, legge 123) non abbia la stessa sorte delle precedenti “a causa delle vicende politiche”. A cinque mesi dall’entrata in vigore, intanto, denuncia l’Anmil, “i coordinamenti provinciali delle attivita’ ispettive previsti all’articolo 4, stanno appena muo- U no spazio commerciale di 4000 m² e moltissime conferenze e workshop per attirare “addetti ai lavori” e grande pubblico. Questo è il progetto del neonato salone europeo del Commercio Equo e solidale, la prima fiera a rappresentare questo canale, che si è tenuta a Lione dal 1° al 3 febbraio scorsi. Per gli organizzatori è un’opportunità per dimostrare da una parte il valore commerciale e la qualità dei prodotti sostenuti dal fairtrade, dall’altro un modo per promuovere e far conoscere meglio i paesi da dove questi prodotti arrivano. Una possibilità per incontrare, per la prima volta, tutti insieme professionisti di tutta Europa e scoprire nuovi prodotti. E la prima sfida, a quanto pare, è stata vinta: sono stati infatti migliaia i visitatori che hanno affollato lo spazio espositivo e 150 i professionisti del settore. Produttori, venditori, distributori hanno avuto modo di confrontarsi, acquistare, vendere, promuovere manufatti, viaggi di turismo responsabile, cre- vendo, quando va bene, i primi passi”. E si stima che se il personale impegnato nella prevenzione infortuni dovesse controllare tutte le aziende, “ognuna di esse riceverebbe un controllo ogni 23 anni”. Sul fronte penale, poi, spiega il Rapporto, i reati di omicidio colposo o lesioni conseguenti al mancato rispetto delle norme di sicurezza sul lavoro, “sono sostanzialmente impuniti”, vuoi per i tempi della giustizia vuoi per l’indulto intervenuto nel frattempo. Nel frattempo, le cose vanno diversamente in Europa: nell’ordinamento giudiziario francese vi è un pool di pubblici ministeri e di giudici istruttori i quali hanno una competenza per quasi tutto il territorio francese sugli affari e i reati di maggiore rilevanza sul piano nazionale che attengono la salute. In Spagna è stata introdotta la figura del procuratore speciale per gli incidenti sul lavoro. Mentre, nel nostro Paese, per le vittime del lavoro ottenere giustizia è “purtroppo- dice l’Anmil- una timida, e quasi sempre disattesa speranza”. A fronte dei dati sono quattro le strade da perseguire, secondo i curatori del Rapporto: investire sulle attività di prevenzione e controllo, introdurre sanzioni adeguate alla gravita’ ed alle conseguenze dei comportamenti, organizzare un apparato amministrativo e giudiziario che assicuri l’applicazione certa e rapida delle sanzioni, promuovere iniziative informative, formative e culturali che sviluppino nel medio-lungo periodo una maggiore attenzione alla prevenzione. R.S. dito etico e microfinanziamento, stampa ed editoria specializzata. I distributori europei, provenienti da Francia, Germania, Svizzera, Paesi Bassi, Italia, Portogallo, Belgio, Spagna, Regno Unito si sono affiancati a produttori del Sud del Mondo: Bolivia, Filippine, Guinea Bissau, Indonesia, Burkina Faso (ben 4!), Autonomia Palestinese, Mali, Colombia, Cina, Nepal, India e Senegal. Affollato anche lo spazio dedicato ai dibattiti e alle conferenze, dove spesso è stata sottolineata la necessità di inserire negli acquisti pubblici (specialmente degli enti locali e amministrazioni) le regole equo solidali, esperienza consolidata in diverse amministrazioni europee. Più complicata la strada che, per gli operatori fairtrade, porta all’inserimento delle stesse regole nell’ambito del commercio tradizionale. Da qui la richiesta di stilare una una ‘carta di criteri’, con regole certe e verificabili. Laura Mandolini media Il giornale della Santa Sede: più firme femminile e mondo israele P. Pizzaballa sull’attentato a Dimona U L Le novità dell’Osservatore Torna la paura na “maggiore presenza di firme fem- dalla grafica più sobria e dai contenuti più a matrice terroristica minili” e un supplemento di attenzione vivaci: non c’è contraddizione? “L’idea - ha dell’attacco dimostra che “alle Chiese orientali, anche non cattoliche”. risposto Vian - è proprio quella di semplifi- la sicurezza in Israele non è Queste le due richieste avanzate recente- care il giornale guardando ai suoi 146 anni mai esistita. Si è sempre detmente dall’”editore” del quotidiano della di storia. È vero che graficamente il giornale to che prima o poi sarebbe Santa Sede. A rivelarlo è stato il direttore sembra quello di 30 anni fa, con i due motti successo qualcosa nel Paedi “L’Osservatore Romano”, Giovanni Ma- che non sono più tutti maiuscoli ma in ton- se”. Così il Custode di Terra ria Vian , intervistato da Luigi Accattoli, do, come ai tempi di Pio XI. Sono convinto Santa, padre Pierbattista vaticanista del “Corriere della Sera”, all’in- che il rinnovamento migliore per un giorna- Pizzaballa, commenta al Sir terno di un dibattito sul tema “Un giornale le sia attingere al meglio dalla sua storia”. Un l’attentato che lundeì mattiin Vaticano: la sfida della comunicazione”, ausilio in questo senso è anche “l’eccellente na ha fatto tre morti e diverorganizzato a Roma dalla Dehoniana Libri. archivio storico”, oggi disponibile interamen- si feriti a Dimona nel sud di “L’Osservatore Romano”, ha puntualizzato il te in cd-rom. Il quotidiano ha annunciato il Israele. nuovo direttore - che si è insediato il 27 ot- direttore, inaugurerà la prossima settimana “Questo attentato riapre tobre scorso - “non è un organo ufficiale: è una nuova veste grafica, mentre “si sta an- negli israeliani paure mai un giornale come gli altri, ma è il giornale cora studiando” il nuovo assetto del sito In- troppo sopite e sarà un ultedel Papa, quindi è molto importante, perché ternet, che oggi - all’interno del sito vaticano riore elemento che farà preil Papa è l’autorità spirituale che ha più im- - “offre già i testi più importanti del giorna- cipitare le possibilità di un portanza al mondo”. Il nuovo “Osservatore le”. Per quanto riguarda la tiratura, Vian ha accordo” afferma il CustoRomano”, ha spiegato il direttore, vuole esse- informato che si attesta intorno alle 12mila de. Secondo i servizi segreti re “un giornale più leggero, più sobrio, che copie al giorno, che arrivano a 100mila se si israeliani l’assalto potrebbe continui a essere il giornale del Papa in due contano anche le edizioni settimanali e men- essere collegato all’abbattimodi: documentando e informando gior- sili nelle diverse lingue nazionali; il “punto mento dei varchi di accesso nalisticamente”. Documentare, ha spiegato, dolente” resta la diffusione. “Anche se qual- fra Gaza ed Egitto che avrebvuol dire “pubblicare tutti i testi del Papa, cuno mi ha scritto di aver trovato l’Osserva- be permesso l’ingresso di integralmente e subito”, informare significa tore persino in un’osteria del Nord Italia”, ha terroristi nel Sinai egiziano “cercare di dare una lettura dell’attività o del- rivelato il direttore. Otto pagine: la prima e e dunque in una zona non la predicazione papale”. Quanto alla richie- l’ultima sono una “doppia copertina”, con il molto distante da Dimona. sta del Papa di una maggiore presenza fem- “fatto del giorno” che in genere è un docu- “Non so come abbiano fatto minile, Vian ha ricordato che “le donne in mento o un pronunciamento papale; le pagi- i terroristi ad entrare dalredazione non ci sono mai state, ma le firme ne due e tre sono dedicate all’informazione l’Egitto in Israele – dichiara femminili sono aumentate moltissimo”. internazionale (tra cui rientra anche l’Italia), padre Pizzaballa - il confine “Il giornale è fatto da una squadra, e per le pagine quattro e cinque alla cultura e le tra Israele ed Egitto è molto quanto mi riguarda lo sarà sempre: anche pagine sei e sette all’informazione religiosa, ben controllato”. “E’ evidente perché nessuno può fare un giornale da solo”. che riguarda la vita delle Chiese cattoliche – prosegue il religioso – che Con queste parole il nuovo direttore ha spie- nel mondo, le altre Chiese e le altre religio- Gaza rappresenta un nodo gato una delle novità non solo grafiche del ni. L’attuale impaginazione, ha spiegato Vian, da risolvere. Il ritiro israegiornale, che ora presenta una gerenza col- ha visto “raddoppiare” sia l’informazione in- liano aveva allentato la tenlettiva. Quello che appare oggi è un giornale ternazionale, sia quella culturale. sione nella Striscia che oggi, però, vive la spaccatura tra Hamas e Fatah. Una divisione che non aiuta a risolvere la crisi”. “L’attacco – conclude - non dovrebbe arrecare particolari danni alla ripresa dei pellegrinaggi data anche la distanza dai percorsi dei pellegrini”. Dopo una pausa di oltre un anno, il terrorismo suicida palestinese è tornato a colpire nel sud di Israele, a una decina di chilometri dalla centrale nucleare, nel centro commerciale di Dimona, cittadina nel deserto del Negev. Sono cinque i gruppi armati palestinesi che hanno rivendicato l’attentato. Lo ha reso noto al-Jazeera. Tra questi ci sono le Brigate dei Martiri di al-Aqsa, le Brigate Abu Ali Mustafa, i Comitati di resistenza popolare, e le Brigate al-Qassam. Asteriski * Il Papa e la vita. E’ dalla “capacità di servire la vita” che si misura “la civiltà di un popolo”. Benedetto XVI ha ripreso con forza, domenica 3 febbraio, questo concetto dalla Conferenza episcopale italiana, per sottolineare l’importanza della Giornata della Vita. E in una piazza San Pietro affollatissima ha ancora esortato a che “ognuno, secondo le proprie possibilità, professionalità e competenze, si senta sempre spinto ad amare e servire la vita, dal suo inizio al so naturale tramonto”. * Cesano – Cesanella. E’ uscito “Emmaus”, Periodico della Parrocchia di Cesanella e Cesano, anno VII, n. 3, gennaio 2008, con ampi riferimenti alla visita pastorale dal 3 al 15 febbraio 2008. Ci sono, inoltre, servizi su : le parrocchie in cifre; Quaresima in famiglia; Consiglio Pastorale Parrocchiale; la “gioia” delle Catechiste; i “giovanissimi” a Cesanella; ACR al Cesano; i giovani a Cesanella; il Gruppo Famiglie; le caritas; il Coro della “Maestà” al Cesano; i Seminaristi tra noi; Appuuntamenti vari (Visita Pastorale e Benedizione Famiglie). Bella l’iniziativa: “Scrivo al Vescovo”. * Cina e … Bibbia. E’ cinese il primo produttore di testi biblici nel mondo. La tipografia è più grande della basilica di San Pietro, con 85 mila metri quadrati e rotative da 4 milioni di dollari comprate in Gran Bretagna. Sta a Nanchino, l’antica capitale imperiale cinese, e stampa Bibbie in 90 lingue diverse, tra cui una ventina di idiomi africani. Da maggio lo stabilimento, con tecnologie ancora più avanzate, stamperà un milione di testi al mese, il 25 per cento di tutta la produzione mondiale. I costi sono bassissimi.Una Bibbia costa meno di 90 centesimi di euro e nessun editore al mondo è in grado di fare concorrenza. * Mondolfo e il Pershing 72. Chi percorre la Pergolese, se potesse entrare nei capannoni a destra e a sinistra, troverebbe yacht per tutte le tasche e per tutti i gusti. Solo la zona di Monterado ne ha più di dieci. Il Pershing 72, prodotto in uno di questi capannoni giganteschi dalla ditta Tilli Antonelli, presentato al Salone di Dusseldorf, ha ricevuto l’ambito titolo di yacht dell’anno, denominato “European Powerboat of the year 2008”, determinato da sicurezza, manovrabilità, rapporto qualità-prezzo, prestazioni, design…, secondo il giudizio imbattibile di esperti ad alto livello nel settore cantieristico. * Da Corinaldo in Patagonia… e ritorno. Luca Paci e Roberto Bruni stanno sgambettando tra Argentina, Cile, Terra del Fuoco, per migliaia di km, usando la bicicletta. Giuseppe Cionchi 7 febbraio 2008 attualità regione 10 milioni di euro per l’edilizia residenziale pubblica Diritto di abitare I l problema della casa è tornato ad essere, dove sono state stanziate risorse pari 10 miin questi ultimi anni, un’emergenza nazio- lioni di euro. Ma un ulteriore impegno non è nale. Sono infatti sempre più numerose, an- mancato nella Legge Finanziaria 2008 dove che nelle Marche, le famiglie che si trovano c’è stato un finanziamento importate per al di sotto della soglia di povertà e che non costruire nuovi alloggi e favorire le famiglie trovano soluzioni adeguate e compatibili meno ambienti. Di fatti arrivano nelle Marcon le proprie condizioni economiche. E la che nuovi interventi previsti con il decreto Regione ha preso provvedimenti, stanziando interministeriale di approvazione del piano oltre 10 milioni di euro per un programma straordinario casa annunciato dal cosiddetstraordinario di edilizia residenziale pubbli- to decreto fiscale ‘collegato alla finanziaria ca. 2008’”. E’ scritto in una nota della Regione: “L’emar- Il decreto ripartisce tra le Regioni la somma ginazione non è più rappresentata solo dal- di circa 544 milioni di euro ed in particolare le categorie tradizionalmente svantaggiate, destina alle Marche la cifra di 10,33 milioni quali disoccupati, lavoratori precari, extra- di euro per creare una nuova offerta di n. comunitari, ma anche da famiglie mono- 138 alloggi sociali mediante l’acquisto, la rireddito, che si trovano nell’impossibilità di strutturazione, la nuova costruzione o la loaccedere al mercato privato della locazione, cazione temporanea. Gli interventi dovransia per la scarsità di alloggi in affitto che per no prevedere prioritariamente il passaggio la mancanza di un’offerta economicamente “da casa a casa” alle famiglie sotto sfratto apsostenibile. Inoltre, negli ultimi anni, sono partenenti a specifiche categorie sociali, nei emersi con evidenza nuovi bisogni alloggia- Comuni capoluoghi di Provincia, in quelli tivi, espressi da particolari categorie sociali, con essi confinanti aventi popolazione supequali anziani e studenti, che, se non soddi- riore a 10.000 abitanti e nei Comuni classifisfatti, rischiano di creare ulteriori tensioni cati “ad alta tensione abitativa”. sociali. Una risposta sicuramente importan- Il programma ha recepito gli elenchi di inte è arrivata dal Piano Casa della Regione terventi prioritari ed immediatamente realizzabili che la Regione Marche ha elaborato su proposta dei Comuni e degli Erap regionali, dopo un’accurata fase di concertazione. L’effettiva erogazione dei finanziamenti a ciascun Comune o Erap avverrà tramite la Cassa Depositi e Prestiti. demografia Sono circa 192.000 i pensionati nella provincia acli Il congresso provinciale a Senigallia Presente e futuro M igrare dal Novecento. Abitare il presente. Servire il futuro. Le Acli nel XXI secolo.” Questo è il titolo scelto dalle Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani per il loro 24° Congresso, che si terrà il prossimo 10 febbraio a Senigallia presso l’ Hotel City. La storica presenza delle Acli nella provincia di Ancona oggi conta di 59 Strutture di Base con 6.700 soci; i servizi ACLI danno prestazioni e consulenze a circa 10.000 persone. Al Congresso partecipano 135 delegati. Fin dal titolo è chiara la volontà delle Acli di uscire dagli steccati, di avventurarsi su strade nuove. Il secolo “breve” rischia di durare ben oltre i suoi confini temporali. L’abbiamo salutato con solennità nel 1989 con la caduta del muro di Berlino, dove con il muro è caduto anche un ordine mondiale. Ma le nostre teste, le nostre categorie di pensiero, i nostri strumenti interpretativi sono ancora sulla soglia del XXI secolo. Più aumentano le incertezze, le incognite e le trasforma- zioni che abbiamo davanti a noi, più esitiamo ad uscire dal Novecento. Usiamo il verbo “migrare” perché, come migranti, sentiamo il desiderio di partire alla ricerca di una terra più ospitale, una terra dove far rifiorire le nostre radici, dove custodire i nostri valori, carichi di speranza, ma ugualmente incerti sulla meta, sull’approdo finale. Il nostro non vuole essere né un esodo né una fuga. Al contrario è un sentirci uniti al destino comune di tutti gli uomini, italiani e stranieri, credenti e non credenti. Quattro anni fa le Acli scelsero di fare un cammino, nello spazio, per allargare i confini della nostra azione sociale, oggi lo compiamo nel tempo, uscendo dal Novecento per entrare, per davvero, con la testa e con il cuore, nel XXI secolo, legando la nostra responsabilità all’impegno per il futuro, nel segno della speranza e del bene comune, per il nostro Paese e per tutti gli uomini della Terra. ricerche Un settore in costante crescita Tanti pensionati Tanti ristoranti n’indagine del Centro Studi Confartigianato ha evidenziato la “mappa” delle pensioni di Ancona e Provincia, analizzando un universo statistico che conta, fra vecchiaia, invalidità e superstiti quasi 192.000 assegni di previdenza. Ecco i numeri: Sono più di 108.000 le pensioni di anzianità erogate con un importo medio che supera di poco i 640 euro. Il primo posto spetta invece agli ex dipendenti pubblici Inpdai, con una media di 3.966 euro mensili; a seguire gli ex dipendenti del settore aeroportuale (3.795 euro). Bene anche gli ex lavoratori del gas ( 2.058 euro), che battono di poco gli “ elettrici” con 2.049 e gli operatori del settore telefonico (1.970). Le pensioni più magre fra gli autonomi: i coltivatori diretti possono contare su un assegno mensile di 542 euro, 773 euro gli artigiani e 731 i commercianti. Il tenore di vita inteso come qualità complessiva, ricorda Confartigianato, è garantito non solo dalla pensione ma anche dalla possibilità di fruire di un ventaglio di servizi sociali in grado di rispondere ai bisogni mmonta a 5.773 il numero complessivo delle imprese del comparto ristorazione nel 2007 con un margine di crescita pari al 2,5% rispetto allo scorso anno. Un incremento consistente che supera persino la media nazionale che si attesta all’1,9%. Lo rende noto la Camera di Commercio di Milano, i cui dati per la nostra regione sono stati elaborati dall’agenzia giornalistica Dalla A alla V. I dati, disaggregati anche in base alla tipologia di attività, evidenziano come la fetta più ampia delle imprese del settore ristorazione sia rappresentata dal gruppo di imprese che comprende bar, caffetterie, birrerie, pub, enoteche ed esercizi simili (ma senza Tempi moderni U dell’anziano. Negli ultimi anni le pensioni hanno subito una consistente svalutazione, anche a causa degli strumenti di rilevazione statistica. Per tutelare il potere di acquisto della previdenza si rende pertanto necessario adottare un paniere specifico per i pensionati in base al quale l’Istat calcoli l’indice di rivalutazione delle pensioni, e riparametrare le pensioni all’incremento dei salari e degli stipendi come avviene in altri Paesi europei. I pregiudizi e l’ignoranza Rom e Sinti G li italiani conoscono poco la realtà dei rom e dei sinti. Un italiano su tre sovrastima la loro presenza, li percepisce come “ladri” che vivono di espedienti e ignora che gran parte di loro ha la cittadinanza italiana. È quanto emerge da una ricerca quali-quantitativa su “Italiani, rom e sinti a confronto” presentata da Renato Mannheimer, presidente dell’Istituto per gli studi sulla pubblica opinione (Ispo), nel corso della “Conferenza europea sulla popolazione rom”, organizzata nei giorni scorsi a Roma (Italia) dal Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del Ministero dell’interno e dal Ministero per la solidarietà sociale. Un recente sondaggio di Eurobarometro (“Discrimination in the Eu- A la cucina) che ammonta a 3.304 unità. A seguire, con 2.414 esercizi commerciali ci sono i ristoranti, mentre le mense ammontano a 31, le imprese di catering e banqueting sono 24. In particolare, analizzando nel dettaglio la diffusione del comparto in esame in base alle diverse province marchigiane, è possibile notare come sia Ascoli Piceno la provincia con il maggior numero di aziende del settore ristorazione con 1.575 unità, seguita da Ancona con 1.507, Pesaro e Urbino con 1.489 e Macerata con 1202. Una ricchezza per il territorio a sostengo della qualità della vita, che è pronta a rinnovarsi accettando con le sfide che provengono da un mercato sempre più globale. M.G. ropean Union”, 2007) ha messo in rilievo che, da notizie parziali che si riferiscono agli zinsecondo il 77% dei cittadini Ue, essere di etnia gari”, ha detto mons. Agostino Marchetto , serom rappresenta uno svantaggio nella società. gretario del Pontificio Consiglio della pastoraIl dato si accentua in paesi come Svezia, Un- le per i migranti e gli itineranti, intervenendo gheria, Spagna, Paesi Bassi, Slovacchia, men- alla tavola rotonda conclusiva. Per il presule tre è al minimo in Bulgaria e Romania, na- “l’informazione audiovisiva o stampata razioni con il maggior numero di cittadini rom. ramente permette al pubblico di conoscere L’Italia è il paese dell’Europa del Sud con la aspetti positivi della cultura zingara, ma molminor presenza di rom e sinti: 140 mila su una to spesso si sofferma su quelli negativi, che ne popolazione di 56 milioni di persone, 0,25%. danneggiano ulteriormente l’immagine. Va In Grecia sono 200 mila su una popolazione pertanto salvaguardata la dignità di quella podi 10 milioni (2%); in Spagna 800 mila su una polazione e rispettata l’identità collettiva, con popolazione di 45 milioni (1,8%) e in Francia iniziative per il suo sviluppo e la difesa dei 340 mila su 61milioni di abitanti (0,6%). Alla suoi diritti”. Ricordando la presenza in Euroconferenza hanno partecipato rappresentanti pa di 12 milioni di zingari delle diverse etnie, istituzionali, associazioni ed esponenti delle mons. Marchetto ha invitato alla solidarietà comunità rom. nei confronti di questa popolazione, che a dif”È necessario ancora un grande lavoro per ri- ferenza di altre minoranze “non ha uno Stato destare le coscienze, informare e cambiare un cui riferirsi originariamente, capace di dare atteggiamento di sfiducia, alimentato anche loro il sostegno di cui possono aver bisogno”. 3 Block Notes Costituzione e musica Un compact disk dedicato alla Costituzione per festeggiare i 60 anni della Carta fondamentale della nostra Repubblica. Un anniversario che la Presidenza del Consiglio ha onorato anche attraverso la realizzazione di un Cd con i canti popolari della libertà Il Cd è stato presentato ufficialmente nel corso degli incontri che si sono svolti la scorsa settimana, a San Severino Marche e Tolentino, per celebrare il Giorno della Memoria ed è stato realizzato dal Gruppo folk Vincanto. Un documento che offre la possibilità di ripercorrere la storia del XX secolo, onorare la lotta di tanti giovani che furono spediti al fronte e di tante donne e uomini che decisero i dare la vita alla guerra partigiana animati dal fine di ridare ad un popolo la sua libertà. “Non poteva esserci occasione migliore – ha detto Bucciarelli – per invitare i nostri giovani a riflettere, attraverso questi canti, sui valori che sono alla base della nostra Carta costituzionale nata dal sacrificio dei partigiani, nel riscatto della libertà in una terra, le Marche che è terra di pace, di ospitalità, di tolleranza”. Il Cd sarà ora inviato, dalla Presidenza del Consiglio, al Presidente Spacca, agli assessori e a i consiglieri regionali, agli amministratori provinciali e comunali, a tutti i Sindaci dei Consigli comunali dei ragazzi, alle associazioni del Coordinamento regionale della Pace ed ai Presidenti dei Consigli regionali d’Italia e a quanti lo richiederanno al Consiglio regionale. Il Cd contiene dieci canti, tra cui uno ebraico in testo yiddish per ricordare la shoah, dieci modi per non perdere la memoria, dieci modi per onorare la Costituzione, dici modi per non dimenticare quanto sia importante la libertà. 4 7 febbraio 2008 Senigallia scuola di pace Incontro con Serge Latouche artigianato Moria di aziende del meccanico, tessile, legno, edilizia Decrescere tutti Crisi della manifattura G iovedì 7 febbraio la Scuola di Pace “V. Buccelletti” di Senigallia ospiterà alle ore 21,15, presso l’Auditorium di San Rocco, Serge Latouche. Considerato in Europa tra i fondatori del pensiero economico della decrescita, Latouche, economista e filosofo, nonché professore all’Università di Paris Sud, è specialista dei rapporti economici Nord-Sud del mondo. Ha scritto numerosi libri, tra cui “L’occidentalizzazione del mondo”, “Il pianeta dei naufraghi”, “Il mondo ridotto a mercato”, e il più recente, “La scommessa della decrescita”. Il suo opuscolo “Sopravvivere allo sviluppo” è considerato da molti come il breviario della decrescita. Egli è convinto assertore della teoria secondo cui il mito del progresso ci porterà al collasso ambientale, perché la crescita, parola d’ordine di tutti i governi occidentali, è fondata sullo sfruttamento e sull’accumulo delle risorse, che non sono infinite. Questo tipo di sviluppo è distruttivo della natura e generatore di disuguaglianze sociali e di insicurezza. Occorre allora cambiare rotta e pensare invece alla decrescita: una provocazione, apparentemente, ma in realtà una scommessa che bisogna giocare. Perché è necessario ripensare la società cambiando valori e concetti, rilocalizzare l’economia e la vita, rivedere nel profondo i nostri modi di uso dei prodotti e i nostri stili di vita; lavorare per una società fondata sulla qualità piuttosto che sulla quantità, sulla cooperazione piuttosto che sulla competizione, sulle relazioni umane piuttosto che sul mercato, su un altro concetto di benessere che non sia quello misurato dal PIL. Questi temi, che già in Francia e in Germania sono entrati nell’agenda politica, si affacciano ora anche in Italia, provocando discussioni e riflessioni. La Scuola di Pace di ‘Senigallia’ promuove un laboratorio di giornalismo sociale. Quest’anno il tema della decrescita ci interpella da tanti punti di vista. Le risorse non sono infinite, si è rotto l’equilibrio con la natura, aumentano disuguaglianze e sicurezza.Pensando ad un modello di sviluppo rispettoso dell’uomo e dell’ambiente, non poteva rimanere fuori il tema dell’informazione, perché oggi più che mai c’è bisogno di interrogarsi su come far decrescere un ‘mercato delle notizie’ sempre più violento, screditato, funzionale ad interessi forti e quasi indifferente ai temi più profondamente umani. L’informazione è sempre di più il passaggio obbligato per arrivare ad una cittadinanza consapevole. Prendendo le mosse dall’analisi del sistema giornalistico ed informativo italiano, il laboratorio intende proporre ai giovani approfondimenti e testimonianze sul giornalismo che sa farsi interpellare dal vissuto contemporaneo. Per informazioni: La voce misena, piazza Garibaldi, 3 60019 Senigallia (An) - tel. 071 64578 - 335 311698 notizie della settimana A d essere in difficoltà sono i settori di punta della nostra economia. La Confartigianato di Senigallia ha analizzato l’andamento congiunturale mettendo in evidenza che in un anno nel solo comprensorio di Senigallia hanno chiuso 39 aziende del settore della metalmeccanica, 20 del tessile 18 del legno e perfino nell’edilizia dove a fronte di 60 aperture sono state 51 le chiusure. ‘Le difficoltà della meccanica sottolinea Giacomo Cicconi Massi segretario della Confartigianato di Senigallia - ci preoccupano notevolmente. Soprattutto l’entroterra è ricco di aziende artigiane e il settore della metalmeccanica è stato sempre particolarmente vivo assieme al calzaturiero’. Il comparto manifatturiero rappresenta circa 700 imprese ed una ricchezza significativa in termini di occupazione (2.500 addetti) e di prodotti. Per la categoria della meccanica in particolare, ma in generale come strategia diffusa, la Confartigianato ha avviato azioni di sostegno alle aggregazioni di imprese, agendo sulle stesse attraverso azioni che si rivolgono ai macro ambiti della formazione, dell’innovazione tecnologia e dell’ internazionalizzazione, non più considerati a compartimenti stagni, ma come un continuum dialogico che consenta alle imprese di recuperare competitività e contestualmente di essere un modello di sviluppo e di diffusione di conoscenza per tutto il distretto. L’intento è dimostrare che si pos- sono superare le criticità derivanti dal presunto “limite dimensionale” proprio facendo aggregazione, la formazione ne è un esempio , andando a recuperare proprio quei concetti di impresa formativa che è la base dell’artigianalità e il concetti di sistema distrettuale vivo e dinamico, in cui le conoscenze si scambiano tra imprese e tra lavoratori in maniera osmotica dando vita ad un sistema che cresce nel suo complesso e dando al nostro territorio quella capacità competitiva inimitabile che ci contraddistingue nel mondo. Per ciò che concerne il tessile, altro settore strategico, il decentramento produttivo e i bassi costi della manodopera dell’Est, sono state alcune delle cause del ridimensionamento o addirittura della chiusura di laboratori artigiani con pesanti riflessi in termini occupazionali nel territorio. Alle difficoltà del mercato si somma la perdita di potere delle imprese contoterziste che subiscono prezzi ribassati. Queste ditte , a differenza delle imprese che operano direttamente sul mercato, non hanno la possibilità di diversificazione produttiva ma sono strettamente legate alle sorti e decisioni dell’azienda committente ed in questa situazione cercano di restare sul mercato con evidenti difficoltà, pur mantenendo i livelli occupazionali. In questo momento è fondamentale muoversi in difesa della nostra economia, valorizzando le aziende locali e puntando i riflettori sulla qualità, l’occupazione il grande chef a chester per promuovere la città a denti stretti Mister Uliassi Succede a Senigallia Villa Serena * La Polizia Stradale ha arrestato una senigalliese di 35 anni per guida in stato di ebbrezza, lesioni personali e resistenza a pubblico ufficiale. Una pattuglia della Polizia Stradale ha arrestato venerdì mattina, intorno alle 5, una 35enne di Senigallia, M. K., durante un controllo lungo via R. Sanzio. La donna è stata fermata mentre era alla guida della propria auto, una Fiat Panda, in evidente stato di ebbrezza. Nel corso degli accertamenti M. K. non solo ha rifiutato di fornire le proprie generalità, ma si è scagliata contro gli agenti aggredendoli con calci e pugni. Denunciato anche il fidanzato della donna, che si è opposto agli agenti tentando di impedire l’arresto della compagna. * Il presidente del Consiglio comunale, Silvano Paradisi, traccia un bilancio di metà mandato: “In questo metà mandato l’attività del Consiglio Comunale è stata quantitativamente significativa ma non sono comunque soddisfatto, c’è ancora poca consapevolezza del ruolo dell’assemblea elettiva rispetto agli esecutivi, si ravvisa cioè una difficoltà del ruolo del consigliere ad svolgere la funzione di indirizzo nei confronti della Giunta. Ma non solo. C’è poi un conflitto ideologico che genera spesso incompatibilità. Le commissioni spesso non riescono ad approfondire le pratiche con la conseguenza che, una volta arrivate in Consiglio, si è costretti a ripetere gran parte del lavoro”. * Tutta l’opposizione, Casa delle Libertà, Coordinamento Civico e Gruppo Misto, ha sottoscritto la mozione per convocare un Consiglio Comunale aperto alla cittadinanza dove discutere dei problemi del centro storico, prima che si giunga all’approvazione del piano Cervellati. Il Consiglio Comunale aperto può rappresentare un momento per garantire alla città, che abbiamo visto partecipare con attenzione ed interesse all’ultima commissione urbanistica, senza diritto di intervenire. Ora è giunto il momento che la politica dia la parola alla città in tutte le sue articolazioni e nel civico consesso più importante e rappresentativo ascolti quello che i cittadini vogliono dire. * Le scuole senigalliesi si aggiudicano tre premi per il concorso Energia in gioco 2007. La 3B del Medi, sezione tecnologico, guidata dalla professoressa Milena Penna e la 3A delle medie Belardi di Marzocca, con le insegnanti Carla Becci e Anna Sinigaglia, hanno ricevuto un dvd recorder. Menzione speciale è stata invece consegnata alla 3B della Marchetti sotto la guida di Alessandra Ansulini. “La casa di riposo Villa Serena torna a non rispettare gli impegni”. I segretari Giordano Mancinelli della Cgil, Maurizio Andreolini della Cisl e Luciano Di Marcelli della Uil tornano sulla vicenda della casa di riposo sul lungomare Mameli. “Per l’ennesima volta - affermano - siamo a denunciare il mancato rispetto degli impegni a suo tempo assunti con i lavoratori ed in merito al pagamento degli stipendi e delle tredicesime. Infatti nonostante ci fosse l’impegno della Direzione aziendale di erogare le suddette spettanze entro il 18 gennaio, solo al 30 del mese scorso, e dopo le forti sollecitazioni della Rsu e del sindacato, è stato erogato lo stipendio di novembre 2007 e solo parte della tredicesima”. “Inoltre ad oggi la Direzione aziendale, nonostante le nostre specifiche richieste di garanzie rispetto alla prossima scadenza del 18 febbraio, non ha voluto fornire alcuna certezza in merito - proseguono i sindacalisti - Tutto ciò evidenzia il perdurare di un elevato livello di difficoltà economica-finanziaria dell’azienda che preoccupa fortemente sia i lavoratori che il sindacato rispetto al futuro occupazionale dei dipendenti ed assistenziale per i 74 ospiti della residenza protetta”. Vicenda che produrrà effetti. “Rivolgiamo un appello alle istituzioni affinché si avvii un percorso che porti ad una svolta nella gestione di Villa Serena”. e l’eticità dei nostri processi produttivi. Occorre introdurre misure volte al consumo di prodotti tessili e dell’abbigliamento che forniscano informazioni sul rispetto dei diritti fondamentali del lavoro e sul rispetto dell’ambiente, e Confartigianato chiede inoltre l’introduzione di una etichettatura che consenta ai consumatori di conoscere l’origine dei prodotti. Paola Mengarelli P er il Daily Telegraph è un genio della cucina. Stiamo parlando di Mauro Uliassi , che il 6 e il 7 febbraio sarà il testimonial della Spiaggia di Velluto a Chester. I due appuntamenti con la cucina di Mauro Uliassi sono inseriti nel calendario dei grandi eventi dell’esclusivo ristorante The Arkle , unica stella Michelin segnalata a Chester. Tutti i posti disponibili , sia per il pranzo del 6 che per la cena del 7 febbraio, sono ormai esauriti da diverse settimane. La stampa di Chester ha già parlato di questo evento e, per questa occasione, Mauro Uliassi proporrà il meglio dei suoi piatti a base di pesce. Le proposte di Mauro Uliassi saa cura di ranno accompagnate da una selezionata scelta di vini della Cantina Moncaro di Montecarotto e dall’olio della Fattoria Petrini di Monte San Vito. Questa iniziativa promozionale della Spiaggia di Velluto, organizzata dall’Assessorato al Turismo del Comune di Senigallia , è coordinata dalla signora Janet Simmonds, titolare dell’agenzia di viaggi Grand Tourist, che già da due anni sta proponendo nel proprio catalogo la destinazione Marche e, in particolare, Senigallia e le sue colline. Durante i due appuntamenti con Mauro Uliassi, la signora Janet Simmond proporrà le sue esclusive offerte turistiche su Senigallia. Giuseppe Nicoli Dill’ al monc’ in piazza • Il Comune ha fatto mettere degli avvisi nei luoghi di raccolta dei rifiuti che invitano i cittadini a non lasciare fuori degli appositi spazi i rifiuti ed a segnalare subito chi trasgredisce. Ora, noi, abbiamo segnalato – attraverso questa rubrica – un grave abuso che però ancora continua: vicino al sottopassaggio pedonale in via Perugia, dalla parte che dà verso il parcheggio, è successo che si è formata una “montagnola” di sacchetti di rifiuti a ridosso della ferrovia, i quali aumentano di giorno in giorno, malgrado il divieto. E’ un sottopassaggio molto usato e vedere questo spettacolo di “rifiuti” non piace e, tanto meno, sentire certe odori nauseanti. E’ urgente portare via subito i sacchetti ed indagare sui responsabili, che sono facilmente individuabili. • Sono stati finalmente portati a termine i lavori nel tratto di via Testaferrata, da piazza Duomo a via Arsilli. Buono il lavoro fatto. • C’è chi si lamenta dei troppi cantieri di lavoro in città. Ma, secondo il nostro parere, ben vengano tutti questi cantieri che danno lavoro e abbelliscono la città. A volte c’è chi si lamenta dicendo che “Senigallia è una città morta e priva di attrazioni” poi, quando si fanno i lavori, brontola. Però i senigalliesi sono fatti cosi! • Un problema molto grave è rappresentato dall’inquinamento dell’aria causato dalle polveri sottili, conseguenza dello scarico delle automobili. Anche chi non leggesse i dati, semplicemente respirando si rende conto di quanto smog gira in città, specialmente nei punti strategici del traffico. Purtroppo le vie di accesso più importanti sono poche e non molto scorrevoli e anche in centro l’imbottigliamento nei due ponti crea una cappa insopportabile. 7 febbraio 2008 senigallia senigallia Presentato il piano di riordino del trasporto pubblico provinciale La Nuova linea adriatica D a Cesano ad Ancona senza cambi, corse festive tra Senigallia e le maggiori frazioni, nuove corse su Grottino e Filetto, biglietto unico per tutto il territorio comunale, ticket gratis per chi ha più di 65 anni e per i turisti, snodo scambiatore alla stazione ferroviaria. Queste le maggiori novità del piano di riordino del trasporto pubblico urbano ed extraurbano presentato lunedì 4, presso la sala giunta del Comune di Senigallia. La Nuova Linea Adriatica, che integra le altre due maggiori linee provinciali del Musone e dell’Esino, intende promuovere un servizio capillare di trasporto pubblico su gomma lungo la SS 16, rendendolo maggiormente fruibile a fasce sempre più ampie di cittadini dei Comuni di Senigallia, Falconara, Montemarciano e Ancona. Garantiti anche maggiori servizi nelle zone dell’entroterra collegando le frazioni, gli insediamenti industriali, artigianali e commerciali. Grande soddisfazione da parte del Sindaco Angeloni, per aver raggiunto un traguardo da lungo tempo atteso e per il quale si stava lavorando al fine di integrare il trasporto pubblico urbano ed extraurbano. La Nuova Linea Adriatica va infatti a supplire una carenza stratificata negli anni che vedeva Senigallia svantaggiata, rispetto ad altre città, sulla rete chilometrica del trasporto pubblico locale. Se prima occorreva prendere diversi autobus, effettuando dei cambi durante il tragitto, ed acquistare diversi biglietti, in base al vettore che effettuava il servizio, da oggi si potrà andare da Cesano ad Ancona direttamente e utilizzando un unico biglietto, con un sostanziale risparmio per l’utente. Da Cesano a Marzocca basterà un biglietto urbano e le tariffe andranno da un euro per i primi 6 Km a 1,40 euro fino a 12 Km. Si va inoltre ad inserire nel piano di riordino del trasporto pubblico anche la stabilizzazione del trasporto estivo, con corse studiate ad hoc, stabilite in via definitiva e con un loro percorso ben determinato, al posto delle vecchie corse che venivano inserite di volta in volta tra quelle già esistenti in base ai fondi disponibili. La Provincia ha il compito non sempre facile di gestire il trasporto pubblico extraurbano, collaborando con i diversi enti che operano nel suo territorio per armonizzare servizi orari e corse. Carla Virili, Assessore alla Mobilità e Trasporti della Provincia, ha ribadito come La Nuova Linea Adriatica sia il piano migliore possibile ottenuto da lunghi studi. Essa va comunque verificata, sarà sperimentale fino a giugno. Durante questo periodo sono previsti degli incontri con i sindacati e ed i Sindaci dei Comuni interessati per discutere delle esigenze dell’utenza. La rete in questione, che va da nord a sud e che tocca i paesini dell’entroterra della Valle del Misa, potrebbe subire dei cambiamenti per andare incontro il più possibile agli utenti, in modo particolare ai lavoratori pendolari. Per quanto riguarda le polemiche sollevate nei giorni scorsi riguardo alle corse soppresse, Carla Virili ha assicurato che i tagli sono stati fatti in base alle segnalazioni di ATMA, Azienda trasporti e mobilità di Ancona e provincia, ma che verranno ripristinate se ritenute necessarie, sempre nell’ottica di una razionalizzazione dei costi e dei mezzi. Da parte sua Marcello Pesaresi, Presidente di ATMA, ente sorto 7 mesi fa, ha fatto notare come siano grandi le difficoltà nel gestire il trasporto pubblico, specie se extraurbano. Se una qualsiasi maglia della rete viene toccata, si ha una ripercussione immediata sulla rete intera. Pesaresi ha posto l’accento su come sia migliorata la realtà provinciale, che oggi vede in ATMA un organo di coordinamento del trasporto pubblico. In previsione c’è anche il rinnovamento del parco mezzi, dal momento che alcuni bus viaggiano da oltre 18 anni. Ma considerato che un mezzo urbano a metano costa sui 250000 euro ed uno snodato sui 350000 euro; considerato che la flotta provinciale dei bus possiede 350 mezzi; e considerato che la Regione ha stanziato 1,5 milioni di euro per il 2007, 12 milioni per il 2008 ed altrettanti per il 2009, occorrerà aspettare ancora un po’ per avere un rinnovo completo di mezzi moderni e meno inquinanti. Un obiettivo importante è comunque stato raggiunto, ha detto Simone Ceresoni Assessore alla Mobilità del Comune di Senigallia, realizzando un piano di trasporto pubblico che eviti gli sprechi e le doppie corse su un’unica linea. I nuovi orari sono già disponibili sulle tabelle, aggiornate nella notte tra sabato e domenica, e massima attenzione verrà data agli utenti per individuare eventuali disagi ed apportare correzioni. Sara Giuliodori dall’8 febbraio il centro di aggregazione servizio lavori pubblici e ufficio ambiente L S 5 due medaglie d’oro alle gare provinciali ‘Perticari’ a tutto sci S plendida giornata di posto individuale di Giorgia sport negli impianti di Giordano (4° C Pedagogico). Sassotetto di Sarnano dove Unico rammarico per le si sono svolte, martedì 22 brave atlete il non potersi gennaio scorso, le gare per misurare a livello regionale determinare i vincitori della e nazionale in quanto per Fase Provinciale dei Giochi la Categoria Juniores il CoSportivi Studenteschi delle mitato Organizzatore ha varie categorie riguardan- deciso di terminare le gare a ti lo Sci alpino e lo Snow livello provinciale: una vera Board. disdetta per le ragazze del Oltre 150 studenti prove- “Perticari”! nienti dagli Istituti Scolasti- Dopo aver ricordato il bronci della Provincia di Ancona zo conquistato nella Categohanno dato vita a gare esal- ria Juniores individuale da tanti considerato che le proi- Giorgia Giordano nello slabitive condizioni metereolo- lom gigante rimarchiamo la giche con grandine, pioggia maiuscola prestazione della e vento a farla da padrona squadra Allievi Maschihanno condizionato non le che conquista la piazza poco i risultati degli atleti in d’onore dietro al fortissimo gara lungo il tracciato dello Liceo Scientifico “Volterra” slalom gigante disegnato di Fabriano, con gli atledagli organizzatori. ti Rotatori Alessandro ( Vero spettacolo nello spet- 6°), Greganti Aaron (12°) e tacolo sono stati gli studen- Mengucci Carlo (19°) qualiti-atleti che, nonostante l’in- ficandosi quindi per la fase clemenza del tempo, hanno regionale del 7/febbraio che sciato lungo le pendici di si svolgerà negli impianti di Sassotetto deliziando gli ad- Frontignano di Ussita. detti ai lavori e gli spettatori Nella Categoria Juniores presenti con il loro entusia- Maschili buono il 20° posmo e la loro voglia di diver- sto di Francesco Castelli (2° tirsi. A Scienze del Linguaggio) In questo bellissimo con- mentre le allieve Beatrice testo la squadra del Liceo Bailetti (5° A Ginnasio) e “Perticari” è stata capace di Silvia Gandini (1° C Pedauna prestazione esaltan- gogico) non sono riuscite te vincendo la bellezza di 2 a completare il percorso in medaglie d’oro con Susanna quanto disturbate dalle avMorpurgo (1B Liceo Classi- verse condizioni atmosferico), splendida vincitrice del- che; a loro va il nostro più la Categoria Juniores e, nella caloroso “in bocca al lupo” stessa Categoria, oro a squa- per le gare del prossimo dre grazie al meraviglioso 3° anno scolastico. un osservatorio sull’acqua in provincia Marzocca giovane Concorsi in Comune Acqua sorvegliata ’Amministrazione Comunale, attraverso il suo Assessorato alle Politiche Giovanili , apre un centro di aggregazione anche a Marzocca, rivolto ad adolescenti e giovani. La nuova struttura sarà attiva a partire da lunedì 11 febbraio , con tre aperture pomeridiane dalle ore 16 alle 19 il lunedì, il mercoledì e il venerdì. Venerdì 8 febbraio, alle ore 17.30, presso la sala del Centro Sociale Adriatico di Marzocca, si terrà un incontro pubblico, per presentare ai genitori e a tutta la realtà locale il progetto e la nuova struttura: per l’occasione il Dott. Matteo Lancini dell’Istituto Minotauro terrà una relazione dal titolo “I nuovi adolescenti: tra rischi e risorse”, a cui interverranno anche il Sindaco Luana Angeloni e l’Assessore alle Politiche Giovanili Simone Ceresoni . Dopo l’esperienza dello scorso anno , in cui si era attivato un protocollo d’intesa con la scuola secondaria, quest’anno la sede prescelta è quella del Centro Sociale Adriatico , luogo adatto a dare continuità al progetto e offrire spazi di aggregazione per gli adolescenti e i giovani del territorio delle frazioni di Marzocca e Montignano, puntando sul protagonismo e sulla partecipazione degli stessi alle scelte della fruizione e dell’uso degli spazi. L’obiettivo è quello di raccordare l’offerta formativa formale con quella non formale nell’ambito della partecipazione dei ragazzi e delle ragazze alla cittadinanza attiva. L’apertura del Centro verrà accompagnata da un corso di formazione rivolto agli operatori dell’aggregazione , ai docenti che vorranno collaborare e agli operatori di altre realtà aggregative. Il calendario degli appuntamenti, oltre alla presentazione di venerdì, prevede anche un secondo incontro pubblico sui temi della crescita degli adolescenti, venerdì 25 marzo, con la relazione della Dott.ssa Katya Prevantini dal titolo “Ruoli educativi in rete: prevenire il disagio e promuovere la crescita del territorio”. M.B. ono aperte due selezioni pubbliche per la copertura di 2 posti di “Istruttore Direttivo Tecnico” categoria D – posizione economica D1, a tempo indeterminato e a tempo pieno nel Servizio Lavori e Servizi Pubblici e Ambiente , di cui uno presso l’Ufficio Mobilità e uno presso l’Ufficio Gestione Ambiente e Territorio. Le assunzioni saranno subordinate all’esito negativo delle procedure di mobilità previste dagli artt.34 e 34 bis del D. Lgs.165/2001 ed opererà la riserva prevista dagli artt.18 e 26 del d.lgs.215/2001. Potranno partecipare alle selezioni i cittadini italiani o di uno Stato membro dell’Unione Europea che abbiano compiuto i 18 anni di età, siano in possesso di uno dei titoli di laurea specificatamente indicati negli avvisi integrali e degli altri requisiti generali per l’accesso al rapporto di lavoro pubblico. Le selezioni prevedono una prova scritta, una prova orale e la valutazione di titoli culturali e di servizio. Le domande di partecipazione dovranno pervenire entro il 03/03/2008. Per informazioni telefoniche è possibile rivolgersi all’Ufficio Organizzazione e Risorse Umane tel. 071.6629314 – 315. Copia dell’avviso e del modello di domanda possono essere scaricati in allegato , oppure ritirati presso l’ Ufficio Relazioni con il Pubblico (Piazza Roma, piano terra) o presso lo Sportello Informagiovani in Piazza Manni 1. M.B. I l consiglio provincia- alla vita e alle attività agrile di Ancona ha dato cole e produttive, seguenil via all’istituzione di un do i principi del contratto osservatorio provinciale mondiale per l’acqua. Ridell’acqua. “Qualsiasi poli- cerca ogni soluzione per tica deve tener conto della evitare gli sprechi e realiznecessità di avere acqua a za una banca dati del terridisposizione di tutti – ha torio provinciale”. detto l’assessore all’Am- E sugli sprechi, l’assessore biente Marcello Mariani Mariani ha ricordato che – e l’osservatorio è uno “attualmente in agricolstrumento per andare ver- tura si utilizza il 70% del so modelli di razionalizza- consumo totale dell’aczione dell’uso delle risorse qua, parliamo di circa 2 idriche”. o 3 mila litri a persona al L’osservatorio provinciale giorno. Per fare un litro di dell’acqua “promuove le biocarburante servono dai conoscenze e affronta le 3 ai 5 mila litri di acqua. E problematiche connesse le prospettive future non con l’uso, la gestione e la sono rosee: basti pensare salvaguardia dell’acqua in- che entro il 2025 la protesa come bene comune – duzione agricola mondiasi legge nello statuto – e il le diminuirà di circa il 20 cui accesso deve essere ga- – 30% proprio a causa della rantito a tutti nella quanti- scarsità delle risorse idrità e nella qualità sufficienti che”. delegati provinciali, assemblea comunale, coordinatori di circolo: tutti i nomi del nuovo partito Elezioni per la fondazione del P.D. W eek end delle primarie per il Partito Democratico, nel quale 1248 cittadini senigalliesi, pari al 36,90 % degli elettori che avevano votato il 14 ottobre scorso, sono andati a votare per la costituzione degli organi dirigenti locali del PD. Ad essi si deve la raccolta complessiva di 6202 euro, altro concreto contributo alla formazione del PD. Per l’Assemblea Provinciale passano Seri Silvana e Ramazzotti Ilaria per le donne, Mariani Graziano e Campanile Gennaro per gli uomini. Per l’Assemblea Comunale risultano elette: Allegrezza Elisabetta, Angeletti Margherita, Baioni Marzia, Bigelli Giannina, Bucci Diletta, Campanile Anna, Giacomelli Silvia, Lanari Laura, Lucidi Nadia, Mariani Federica, Massi Monica, Palma Alessandra, Renzi Angela, Rocconi Luciana, Romagnoli Simonetta, Russo Giovanna, Seri Silvana, Solfanelli Giuliana, Tomassini Daniela, Ventura Catia, Villacidro Stefania. Per gli uomini: Amadio Ezio, Bucci Averardo, Bugatti Carlo Emanuele, Castelli Michele, Cinti Alessio, Cursi Ivano, Durpetti Furio, Fattori Luca, Galli Roberto, Giacomelli Enrico, Gregorini Giorgio, Mangialardi Mauro, Nardella Andrea, Olivi Stefano, Pierfederici Mauro, Ramazzotti Cristian, Santarelli Luca, Sardella Simeone, Sbrollini Ivano, Tinti Alfio, Turchi Lorenzo. Infine sono stati eletti i coordinatori dei quattro circoli cittadini: Panni Alessandro per il primo circolo, Pellegrini Tiziana per il secondo, Rinaldi Lianca per il terzo e Gregorini Mauro per il quarto circolo. Soddisfatta il sindaco Angeloni, responsabile comunale della fondazione del PD: “Ringrazio tutti gli elettori per la massiccia partecipazione al voto registrata a Senigallia, che ha così favorito la concreta nascita del Partito Democratico è un fatto di grande importanza e significato. Ci dice innanzitutto che, a differenza di quello che da più parti si sottolinea, vi è una grande voglia dei cittadini di mobilitarsi nella vita pubblica”. 6 7 febbraio 2008 Chiesa C’è vita in parrocchia Roncitelli, festa di Sant’Antonio Domenica 27 gennaio la Comunità parrocchiale di Roncitelli ha festeggiato S. Antonio, continuando una tradizione antica di almeno trecento anni.Già nel 1700 il parroco di Roncitelli don Domenico Bernabei annotava nel suo libro sulle feste religiose della parrocchia che il Santo veniva solennizzato nella chiesa annessa alla villa dei conti Marazzani (la “Marazzana”) dove il parroco veniva espressamente invitato e in cui si recava lui stesso o il cappellano curato che lo sostituiva. Per l’occasione venivano “cortesemente” ( come lui scrive ) inviate le reliquie del Santo. S. Antonio abate è sempre stato amato particolarmente nelle campagne, di cui è considerato il protettore e anche quest’anno l’affluenza dei fedeli ha testimoniato la loro devozione nei confronti del Santo eremita. Nella prima S. Messa del mattino soprattutto sono stati gli uomini a partecipare ( una volta era l’occasione per assolvere il precetto dell’Eucarestia nel periodo di Natale per la presenza di vari confessori ), ma grande è stata la partecipazione di tutti alla processione che si è svolta intorno al castello dopo la S. Messa delle 11,00. Alla fine sono stati benedetti gli animali portati dai presenti e alcuni generi ( sementi, ecc. ) che rappresentano il ciclo vitale della natura. Al di là di suggestive tradizioni, il parroco don Luciano Guerri ha comunque messo in evidenza il senso della santità di Antonio che, seguendo i comandamenti di Cristo, donò tutti i suoi averi e lasciò il mondo per dedicarsi alla preghiera, un esempio per noi tutti anche in questo terzo millennio. La solennità si è conclusa con un pranzo a cui sono stati invitati, per antica abitudine, i collaboratori della parrocchia (coro, catechisti, consiglio parrocchiale e quello per gli affari economici, gli addetti alla chiesa, tecnici prontamente disponibili alle necessità degli stabili parrocchiali ) che si sono ritrovati insieme per un momento di serena e gioiosa convivialità. Anna Tamanti chiesa e mondo Ad Aversa la comunità cristiana promuove stili di vita diversi e rispettosi Parrocchia e rifiuti Q uella dei rifiuti è diventata un’emergenza politica nazionale ma lo è già da qualche anno. È l’esito di 14 anni di mala gestione della cosa pubblica nella cosa pubblica, nella fattispecie in Campania. È emersa in tutto il suo clamore quando, chiusa qualche discarica, ci siamo trovati sommersi dai rifiuti che hanno invaso le strade”. Nessun dubbio da parte di don Francesco Riccio , parroco della chiesa san Giovanni Battista, nel quartiere Savignano di Aversa e incaricato regionale della Campania per la pastorale giovanile: “Denunciare non basta, bisogna tirarsi su le maniche e cominciare a lavorare, a partire dal proprio ambiente di vita, per cambiare la situazione”. Da questa presa di coscienza ne è nata un’iniziativa, che dalla parrocchia si sta lentamente allargando a parrocchie e centri abitati limitrofi. Don Riccio ce la racconta. Problema rifiuti, una catastrofe annunciata? È un problema non nuovo certamente. Come parroco, insieme alla comunità di uno dei centri nei pressi di un sito di smaltimento campano, già molto tempo fa facemmo notare alle autorità competenti che questo non funzionava correttamente, che non riusciva a dividere, come doveva, i rifiuti e che nelle eco balle di eco non c’era nulla ma solo balle. Abbiamo manifestato, parlato con i vari commissari che si sono succeduti negli anni. Ma tutto restava fermo. I contrasti politici hanno gio- vimento nato dal basso venga recepito dalle autorità e dalle municipalità. La gente è pronta alla differenziata, ma quello che più conta è che è sensibile a queste tematiche e, quindi, disponibile a collaborare. È il tempo della politica con scelte sane e trasparenti. Non abbiamo voluto protestare contro ma ci siamo dati da fare per. Perché tutti questi “no” alla costruzione di termovalorizzatori? Quello che stiamo vivendo è il momento delle opinioni, ma vorrei che a parlare fosse gente esperta. Al cittadino deve essere data la possibilità di capire, con chiarezza, le soluzioni attuabili, o meno, del problema. La popolazione che abita dove sono previsti gli impianti di smaltimento ha paura che questi si trasformino in qualcosa d’altro, pericolosi per la salute. Una paura legittima ma la gente dovrebbe ricevere una informazione più onesta. La paura, ci siamo accorti, non è degli impianti ma di una manutenzione non idonea o di una gestione sottoposta ad infiltrazioni camorriste. La paura è legata all’ambiente in cui viviamo. Non si può scendere a patti con la camorra”. Dove volete arrivare con queste iniziative? Dalla immondizia sta nascendo un nuovo senso civico, i rifiuti sono come un fertilizzante che aiuta la gente a riscoprire il valore della cittadinanza. Il nostro compito è mettere la speranza nel cuore della nostra gente veramente depressa. a cura di Daniele Rocchi E Luigi Alici ad Ancona invitato dal Meic Il prof. Luigi Alici, Presidente Nazionale dell’Azione Cattolica, terrà una conferenza martedì 12 febbraio alle ore 18,00 nella Sala del Rettorato dell’Università Politecnica delle Marche, piazza Roma. La Conferenza s’inquadra nel ciclo delle Conferenze programmate del Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale – Gruppo di Ancona “la Fraternità, ethos dei cristiani e paradigma per una città dell’uomo”. La conversazione di Alici ha come tema “il declino dell’uomo pubblico e la nostalgia di una fraternità senza confini” e sarà introdotta dal prof. Giancarlo Galeazzi, direttore dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Ancona. Il ciclo delle Conferenze è stato inaugurato a Novembre con il biblista dell’Università Pontificia del Laterano, a cui era stato assegnato il compito di fissare le “fondamenta del concetto di fratello all’interno del messaggio e della prassi cristiana; ad Alici, professore dell’Ateneo maceratese di filosofia morale, spetta l’ardito compito di esplorare, in una età di profonda declino dell’etica pubblica e soprattutto di crisi di fiducia nell’uomo pubblico, un possibile itinerario dialogico. cato molto nel non far venire fuori il problema. Ogni schieramento tentava di nascondere il problema. Nonostante ciò la Chiesa, attraverso le Chiese locali, ha sempre denunciato il degrado. Fino agli ultimi appelli dei vescovi campani. Alla denuncia avete fatto anche seguire delle iniziative concrete, come quella nella sua parrocchia. Come è nata? Dallo scorso novembre abbiamo avviato la raccolta differenziata per lanciare un monito educativo alla nostra gente. La riflessione di partenza è stata: che regno, a livello umano, consegneremo a Cristo? Un regno di rifiuti? Inizialmente ci siamo organizzati per la raccolta della plastica, contattando una fabbrica locale per riciclarla. Contestualmente alla raccolta abbiamo composto un team di formatori che casa per casa passava illustrando comportamenti eco-sostenibili: come riciclare le cose, come acquistare prodotti ecosostenibili, come risparmiare energia... L’iniziativa si è allargata alla popolazione e sta cominciando a varcare i confini del nostro territorio. Altre diocesi ci chiedono come fare. Ora stiamo allestendo un sito dove raccogliere anche vetro e altri materiali con l’aiuto delle scuole. Ma è giusto ricordare che in Campania ci sono comuni che hanno organizzato la raccolta dei rifiuti e questa funziona bene Come pensate di portare avanti questa campagna? Ora c’è bisogno che tutto questo mo- Chiara Lubich, cittadina onoraria di Osimo Donna del dialogo Domenica 10 febbraio - ore 17 ‘Tartufo’ di Molière regia di Mauro Pierfederici U ra affollatissimo il teatro La Nuova Feni- prof. Alessandro Andreatta, che ha ringrace di Osimo la sera del 26 gennaio scor- ziato per questo riconoscimento verso una so: oltre 450 persone tra cittadini e persone concittadina, manifestando l’orgoglio delvenute da tutte le Marche hanno assiepato la la città “non solo perché attraverso di lei il platea e i vari ordini di palchi per partecipa- nome della città risuona in ogni parte del re alla cerimonia ufficiale di conferimento mondo, ma perché Chiara incarna il medella Cittadinanza Onoraria a Chiara Lubi- glio della trentinità, perché è una persona ch, Fondatrice e Presidente del Movimento semplice, umile laboriosa, tenace, autentica dei Focolari. Con questo riconoscimento si ed essenziale, che va al cuore dei probleè dato corpo ad una volontà scaturita alcuni mi e delle persone”. Ha anche sottolineato anni fa e precisamente nel 2003 in occasione come la vocazione di una città come Trendel 4° centenario della nascita di S. Giuseppe to sia quella di essere un luogo di incontro da Copertino, con la quale l’Amministrazio- tra le culture e le religioni e come Chiara sia ne comunale di Osimo ha inteso innanzitut- ambasciatrice di valori quali la pace, la soto premiare lo spessore umano e spirituale lidarietà, la tolleranza, l’accoglienza, valori di questa illustre personalità, che ha già at- di tutto l’uomo e di tutti gli uomini. Hanno tirato molteplici riconoscimenti da parte di completato gli interventi delle autorità le organismi internazionali, accademici e am- parole del Vescovo della Diocesi di Ancona e ministrazioni pubbliche. Osimo Mons. Menichelli, che ha manifestaDopo l’esecuzione di due brani per piano- to “la gioia e la preghiera della Chiesa locale forte e flauto a cura di Alessandro Cappella che ringrazia Dio per il carisma dell’unie Beatrice Petrocchi, il Vicesindaco ed As- tà, terapia per questo mondo e nutrimento sessore alla Cultura Stefano Simoncini ha di ogni comunità umana laica e credente”. introdotto i saluti delle autorità, ricordando “Quando si capisce che Dio è Amore, la vita come il seme del Movimento dei Focolari, cambia: e questo Chiara ha capito, per queoggi presente in più di centottanta paesi, si sto la sua vita ha una sua seduttiva attrattiva sia diffuso ad Osimo tra le prime città del- di bene e di pace.” le Marche dopo pochi anni dalla sua nasci- La proiezione di un video con interviste a ta. Il Sindaco Dino Latini ha portato i saluti Chiara, impossibilitata ad essere presente, dell’intera Amministrazione, sottolineando ha dato la dimensione di una scelta radicacome si sia sentito onorato di avere come le di vita comunitaria incentrata sul vangelo, concittadina Chiara Lubich “un esempio che fiorita sotto i bombardamenti della seconda noi dovremmo portare accanto come padre guerra mondiale: il carisma dell’unità porta fondatore di ogni comunità istituzionale che una corrente di amore universale che rivela ha in sé i valori del cattolicesimo”. Ha anche una forza diffusiva sorprendente, penetransottolineato il suo “esempio di luce piena do alle più varie latitudini, intessendo dialodi vita cristiana, che rimane pietra miliare, ghi fecondi a livello ecumenico, nel dialogo gioiello incastonato e regalo prezioso che interreligioso, con il mondo civile e in dialoci fa chi dall’alto ci guarda”. Particolarmen- go con la cultura. te sentito il saluto del Vicesindaco di Trento Renzo Spegne n intenso programma vede al centro degli appuntamenti la Chiesa dell’Immacolata a Senigallia. Da lunedì 4 febbraio sino a lunedì 11 febbraio 2008, tutti i pomeriggi alle ore 17 si terrà nella stessa Chiesa il S.Rosario, seguito dalla catechesi e dalla Benedizione Eucaristica. Particolarmente interessanti i temi delle catechesi, tenute dal Vescovo Emerito Odo Fusi Pecci e tutte legate alla vita del Beato Pio IX in relazione alla Madonna. Non va poi dimenticata la concessione fatta da Papa Ben- detto XVI di una speciale indulgenza plenaria proprio nell’occasione di tali apparizioni della Beata Vergine Maria nella Grotta di Massabielle, presso Lourdes, a S. Bernardetta Soubirous. I temi della catechesi verteranno su: giovedì 7 febbraio: la fisionomia della Speranza cristiana; venerdì 8 febbraio: Vita di Pio IX; sabato 9 febbraio: Pio IX e l’Immacolata; domenica 10 febbraio: la spiritualità di Pio IX (I); lunedì 11 febbraio: la spiritualità di Pio IX (II). A.B. Nel 150° delle apparizioni della Madonna di Lourdes, una serie di incontri tenuti dal vescovo Odo Fusi - Pecci Incontri sull’Immacolata e Pio IX 7 febbraio 2008 Chiesa dalla visita pastorale Il vescovo Giuseppe in visita nella parrocchia della Pace Il valore della parrocchia S abato 26 gennaio la comunità parrocchiale di Santa Maria della Pace e i suoi sacerdoti si sono stretti intorno al proprio Vescovo per porgergli il loro caloroso benvenuto in occasione della sua visita pastorale. Tutte le realtà della parrocchia hanno incontrato il proprio pastore che, quale successore degli apostoli, ha paternamente partecipato alle riunioni e preso atto delle attività svolte. Monsignor Orlandoni è così venuto a contatto con una realtà viva e operosa che attraversa le varie fasce di età e le diverse funzioni, non dimenticando le comunità religiose dislocate sul territorio parrocchiale, quali le suore di “Ada Bianchi” e di Villa Torlonia. Si è intrattenuto con i genitori, gli educatori, gli adulti di Azione Cattolica. Ha presieduto varie celebrazioni eucari- stiche e l’adorazione del Santissimo Sacramento del giovedì. Domenica 27 gennaio non ha mancato di partecipare al festoso pranzo comunitario tenutosi in allegria nell’oratorio con la popolazione parrocchiale. La visita si è conclusa venerdì primo febbraio, quando il Vescovo Giuseppe ha incontrato il Consiglio degli Affari Economici e il Consiglio Pastorale Parrocchiale. In questa sede il nostro pastore ha introdotto il tema delle Unità Pastorali tra parrocchie limitrofe ed ha nuovamente esortato i laici alla collaborazione e, soprattutto, alla corresponsabilità, che li rendono vere pietre vive nella costruzione della Chiesa. Il Vescovo ha definito la parrocchia una cellula della diocesi, auspicandone un cammino unitario e solidale. Lino Crucini diocesi Lunedì 11 febbraio la giornata mondiale del malato, alle 15.30 in Duomo Se la malattia entra in famiglia N ella rapida trasformazione della nostra società i concetti di salute e malattia vengono percepiti in maniera diversa dal passato; la qualità della vita ha spesso la priorità sul valore della vita stessa, per cui nella malattia, oltreché sofferenza fisica, spesso il malato tocca con mano la solitudine, l’impotenza, l’apparente non senso della sua condizione. Contemporaneamente la famiglia, realtà più vicina sia sotto l’aspetto affettivo, sia assistenziale, è inevitabilmente sottoposta ad un carico sempre più gravoso economicamente, sotto l’aspetto assistenziale e psicologico. Il cammino della famiglia nel tempo della malattia richiede condivisione e la testimonianza di marta, giovane disabile “La vita e la malattia” a cura di Daniele Rocchi Le apparizioni di Lourdes - di cui si ricorda quest’anno il 150° - sono legate a Bernardetta. E’ la figlia del mugnaio, Francesco Soubirous e di Luisa Castèrot. Una pastorella semplice presso la sua nutrice Maria Lagues a Bartrès. Una religiosa incompresa ed umiliata nel convento di Nevers. Una ragazza malata di asma e tubercolosi ossea alle gambe che ha consumato nel silenzio e nella consapevolezza la sua passione. Soprattutto è una sconvolgente messaggera dell’Immacolata all’uomo di ogni tempo. sostegno da parte della Comunità cristiana. La malattia oncologica, la malattia psichica, la disabilità degli anziani, il “dopo di noi”, la morte e il lutto: la famiglia subisce l’impatto di tutte queste realtà dolorose, ne viene separata e trasformata e spesso indebolita nei suoi equilibri; essa è tanto più vulnerabile quanto più è lasciata sola e non trova orizzonti di senso e di speranza. Per impegnarsi nella fatica della cura la famiglia deve essere aiutata a dare un senso alla vita nella sofferenza e a costruire speranza. La Comunità non è chiamata solo ad essere attenta, ma anche ad essere in relazione con coloro che, a causa della malattia, faticano ad esserlo. I n occasione della XVI Giornata del malato (11 febbraio), ecco la testimonianza di una giovane disabile, Marta Zargar, 27 anni, laureata in scienze dell’educazione, del Cvs, il centro volontari della sofferenza. “Sono inchiodata” si presenta così, usando questa immagine, efficace, specie per chi ascolta al telefono, per descrivere la propria situazione di persona che vive da sempre in carrozzella. “Mi sono laureata da poco in scienze dell’educazione, genitori separati, mio padre con problemi di alcol, del quale ho sofferto molto la mancanza. La mia disabilità, potrei quasi dire, è un corollario a questa situazione. Ora sono impegnata in uno stage di un anno presso l’Asl Rm E. Sono molto contenta se non fosse per i problemi legati alle barriere architettoniche. Muoversi è davvero un’impresa. Ho un’assistenza domiciliare per 4 ore al giorno e un servizio taxi, ma non sempre”. Una vita fatta di difficoltà ma anche di certezze, una su tutte, frutto di esperienza sul campo: “il disabile non può essere considerato normale ed in quanto tale va riconosciuto. Dalla propria disabilità egli può tirare fuori tutte le risorse che ha dentro di sé, le può potenziare solo se riconosce di avere un limite. Se non ci si riconosce questo limite tutto diventa difficile, ci si ritrova incapaci di crescere, incapaci di andare avanti superando gli ostacoli che la vita ti pone. Solo se la riconosci la disabilità e con essa la sofferenza diventa risorsa. Non sopporto le persone che affermano che il disabile può far tutto. No, non è così. Il disabile può fare molte cose se ha avuto una rete familiare, innanzitutto, che l’ha sostenuto e incoraggiato”. “La sofferenza esiste e non bisogna averne paura. Conoscendo il limite che una malattia o una disabilità ti pone si può superarla o trovare dei modi per riuscirci. Io vivo la mia sofferenza anche con ribellione, perché sono una ragazza come tante. Ci sono delle volte che mi alzo la mattina e non voglio assolutamente fare i conti con la mia condizione ma sono costretta a farlo. Non c’è una ricetta, uguale per tutti, per affrontare la sofferenza, ma già il fatto che ti alzi la La misura dell’umanità si determina essenzialmente nel rapporto con la sofferenza e con il sofferente. Avere a cuore la famiglia in queste circostanze è un passo decisivo. Nei confronti del dilagare della cultura individualista, la struttura familiare rimane punto di ancoraggio e risorsa culturale per l’etica della dignità della persona, dell’equità e del servizio. La giornata del malato sia un momento di riflessione e di sensibilizzazione per ciascuno di noi per comprendere e condividere l’importanza della vicinanza umana al sofferente e alla sua famiglia. La Commissione Diocesana per la Pastorale della Salute mattina e affronti la giornata è un modo per superarla. A piccoli passi. Inutile pensare al fatto che hai una malattia da cui non guarirai mai, non ne caverai un ragno dal buco”. “La fede indubbiamente conta. Ma non credo di essere il tipo di cristiano che dice sempre ‘Signore ti ringrazio delle cose che mi accadono’. Il cristiano è una persona che crede in una vita eterna fatta di felicità e da questa convinzione deriva una serenità non umana. Se crediamo che c’è un Dio che ci ama così come siamo e che vuole per noi un progetto di vita vera, allora tutto assume una connotazione diversa. La vita non finisce qui. Se credessi che la vita finisca qui, mi sparerei, e lo dico in tutta sincerità. A volte con più forza a volte con meno sono ancorata a questa certezza. Di cammino da fare ne ho tanto, non sono una brava credente. La preghiera è fondamentale, se perdi il contatto con Dio allora si fa dura”. “Non saprei cosa dire a quei giovani che si trovano a che fare con la sofferenza in maniera inaspettata e imprevedibile. Alcune volte non mi trovo a mio agio davanti a persone che dicono di soffrire o che mi ricordano tratti della mia stessa sofferenza. La sofferenza non fa distinzioni e siamo tutti sulla stessa barca. Direi loro, ‘prego per te, non so se mi crederai ma questo è ciò che mi salva ogni giorno’. La sofferenza ti porta ad indossare maschere continuamente, ma il cristiano è anche chi tribola senza sorridere e si offre come aiuto per spirito di servizio. La disabilità è risorsa e limite. Non ho nessuna pretesa di consolare o capire la sofferenza di altri come me. La sofferenza avvicina sani e malati, li fa sentire simili. Il disabile come il malato hanno entrambi bisogno di affettività perché maturano la convinzione di avere sempre bisogno, che da solo non ce la puoi fare. Abbiamo tutti, con le ovvie differenze, gli stessi tipi di ansie, di desideri – sposarsi, avere dei figli, costruirsi una vita - l’obiettivo è quello…” “Ho ancora molta difficoltà ad accettarmi e mostrarmi per quella che sono, con le mie debolezze emotive, paure e difficoltà. Devo fare i conti con l’orgoglio, che accompagnano una giovane della mia età. La felicità si costruisce giorno per giorno”. 7 in agenda La settimana del Vescovo Giovedì 7 febbraio ore 9.00: S.Messa in Cattedrale nella memoria del Beato Pio IX ore 10.00: Ritiro spirituale del Clero a Loreto ore 18.00: Visita pastorale a Cesano (Caritas) ore 21.00: Idem (Genitori) Venerdì 8 febbraio ore 18.30: Visita a Cesano-Cesanella (catechisti ed educatori) ore 21.00: Conferenza sulla Salute (Chiesa dei Cancelli) Sabato 9 febbraio ore 15.00: Inizio Visita pastorale a Cesanella Domenica 10 febbraio ore 11.30: S.Messa a Cesanella ore 12.30: S.Messa al Congresso Prov.le ACLI (Hotel City) ore 17.00: Incontro Famiglie Vicaria di Senigallia (Cancelli) ore 18.00: S.Messa in Cattedrale - catecumenato degli adulti Lunedì 11 febbraio ore 15.30: S.Messa in Cattedrale (Giornata del Malato) ore 21.00: Visita pastorale a Cesanella Martedì 12 febbraio Visita pastorale a Cesanella ore 19.00: Cresimandi ore 21.00: Consigli pastorali Mercoledì 13 febbraio ore 9.30: Conferenza Episcopale Marchigiana (Loreto) ore 21.00: Visita pastorale a Cesanella (Genitori) Giovedì 14 febbraio ore 9.30: Incontro con sacerdoti giovani ore 21.00: Visita pastorale a Cesanella (Adorazione) Venerdì 15 febbraio ore 21.00: Visita pastorale a Cesanella (Giovani e giovanissimi) Sabato 16 febbraio ore 15.30: Inizio Visita pastorale Parrocchia delle Grazie (Ragazzi del Catechismo – Catechisti - S.Messa) ore 19.00: Equipe diocesana Giovani A.C. Domenica 17 febbraio Visita pastorale Parrocchia delle Grazie ore 9.30 e 11.00: S.Messa ore 15.30 Gruppo famiglie Corso per catechisti in diocesi “La Parola di Dio nell’itinerario dell’Iniziazione Cristiana” è il tema del IIICorso di Formazione per animatori della catechesi. Sarà tenuto da don Andrea Fontana, collaboratore dell’Ufficio Catechistico Nazionale e direttore dell’Ufficio Catechistico della diocesi di Torino. Il corso si terrà presso il Seminario vescovile da lunedì 25 a mercoledì 27 febbraio 2008 dalle ore 18.00 alle 22.30. I destinatari del Corso sono: coloro che lo scorso anno hanno frequentato il I Corso di formazione; altri catechisti di quelle parrocchie che desiderano conoscere ed approfondire gli attuali sviluppi della catechesi in Italia; coloro che già seguono o intendono seguire, per il secondo o il terzo ambito, l’Iniziazione Cristiana degli Adulti (Battesimo e Cresima), o che accompagnano le famiglie al Battesimo dei figli, per continuare a seguirle nel loro compito di trasmissione della fede dei figli. Le iscrizioni devono pervenire entro il 21 febbraio 2008 all’Ufficio Catechistico (c/o Curia Vescovile P.zza Garibaldi 3/c, 60019 Senigallia, tel. 071/659245; fax 071/60094; e-mail: [email protected]. La quota è di € 40,00, comprese le 3 cene ed il materiale che verrà fornito dal relatore. 7 febbraio 2008 il paginone 7 febbraio 2008 il paginone Ci sono storie di solidarietà quasi sconosciute, ma tanto vicine. Annalisa era partita per fare un po’ di volontariato. è ancora a Slatina per prendersi cura di giovani donne abbandonate a se stesse. La sua storia. da Senigallia alla Romania seguendo l’arcobaleno Da più di 10 anni ti occupi di volontariato in Romania e da due vivi stabilmente nella cittadina di Slatina. Perché? Semplicemente perché, dopo anni di volontariato, le istituzioni locali hanno espresso il desiderio di collaborare con la nostra Associazione, ed io mi sono resa disponibile per essere la coordinatrice del nostro primo progetto. Tutto è iniziato nel giugno del 2006, quando gli istituti statali stavano chiudendo lasciando posto ad “appartamenti sociali”, più piccoli e con un’atmosfera più familIare. La Direzione per la Protezione Infantile del distretto Olt ci ha proposto di iniziare la nostra collaborazione con un tipo di progetto (Casa Florilor) che ospitasse ragazze che non sarebbero più potute rientrare negli appartamenti sociali perché maggiorenni e perché avevano rinunciato alla scuola. Mi è sembrata davvero una bellissima occasione per confrontarmi con una realtà che mi ha sempre incuriosito, che conoscevo da molto ma in modo molto superficiale e per “lavorare” con quelle ragazzine che avevo visto crescere. Sono veramente soddisfatta di quello che l’Associazione è riuscita a fare fin’ora e sono veramente felice di essere quassù in questo Paese che, oltre ad avere gravissimi problemi, ha anche un grande fascino. Hai 31 anni, sei una bella ragazza, hai conseguito una laurea in scienze dell’educazione ad Urbino ed un Master in pedagogia clinica a Firenze con ottimi voti. Avresti potuto avere un percorso molto più comodo... Quando ho accettato questo incarico, non ho mai pensato alle difficoltà che avrei incontrato: per me era semplicemente un’esperienza nuova, diversa e molto stimolante che non vedevo l’ora di incominciare. Non ho mai pensato di essermi “complicata la vita”, in fondo la vita è complicata ovunque e le difficoltà ci sono sempre. Certo, se in questo momento fossi stata in Italia probabilmente non mi sarei trovata in situazioni così estreme, ma può darsi in altre, altrettanto problematiche. Sono talmente entusiasta di quello che faccio che non ho mai pensato di essermi “complicata la vita”. Non sono affatto una santa missionaria, non ho rinunciato a niente. Sono venuta qui in Romania per curiosità, per affrontare un’esperienza nuova e per mettermi in gioco e non solo per aiutare gli altri. Questo era il mio lavoro anche in Italia. Ho fatto la scelta di lavorare nel sociale tanti anni fa, una volta deciso che tipo di studi avrei portato avanti. Quali sono state le difficoltà più grandi che hai incontrato per vivere nel paese romeno? Sicuramente la difficoltà più grande con cui mi sono scontrata quando sono venuta qui è stato il dovermi confrontare tutti i giorni con una mentalità ed un modo di agire totalmente diverso dal mio. E’ molto difficile spiegarlo ma qui le cose che succedono, le situazioni quotidiane, si percepiscono in maniera molto diversa. Ci sono delle regole, dei valori da rispettare talmente lontani dal mio modo di pensare che all’inizio ascoltavo le persone parlare, ma senza capire assolutamente niente di quello che dicevano. Mi sentivo totalmente su un altra lunghezza d’onda e mi è stato difficile riuscire a prendere atto di una realtà senza giudicarla. Qui la famiglia è qualcosa di sacro, a cui si deve rispetto, obbedienza e aiuto. Non importa se ti hanno abbandonato, picchiato e sfruttato perché se non sei pronto ad aiutare, soprattutto materialmente, la famiglia nel momento del bisogno, sei considerata la persona più deplorevole del mondo. Gli olteni poi sono molto pettegoli e fantasiosi. Sono in grado di inventarsi delle vere e proprie storie surreali partendo dal nulla. Essendo una cittadina abbastanza piccola, a Slatina tutti si conoscono e soprattutto mi conoscono in quanto sono la ragazza italiana che vive qui. Insomma ho sentito delle storie su di me davvero divertenti, come quando si diceva che mi ero comprata una villa in campagna, o che mi ero sposata con il proprietario di una fabbrica molto rinomata, oppure quando tutti dicevano che aspettavo un bambino, perché mi ero un po’ ingrassata, e sarei partita per l’Italia per abortire. Sono arrivati anche a dire che sfruttavo sessualmente le ragazze. All’inizio è stata abbastanza dura. Più tardi ho capito che così succede quasi sempre con tutte le persone un po’ diverse da loro, per cui adesso queste storie non mi ferisco più. All’inizio era davvero allucinante, ovunque andassi scoprivo sempre nuove e interessanti cose sulla mia vita privata e sentimentale!! Quali, invece, i fattori che ti spingono giorno per giorno a combattere una dura battaglia ? Sicuramente tanto entusiasmo per quello che sto facendo e soprattutto l’affetto che mi lega alle ragazze, alle mie colleghe e ai volontari. Dal 1° gennaio 2007 la Romania è entrata a far parte dell’Ue. Ci sono stati miglioramenti percepibili nella vita della popolazione? Nell’ambito sociale, la prima cosa che l’UE ha chiesto allo Stato romeno e stata quella di chiudere i grandi istituti statali, lasciando posto a degli appartamenti sociali in cui i ragazzi potevano vivere in un atmosfera famigliare. Nel campo del assistenza sociale questo è stato un grandissimo passo avanti: i ragazzi che erano cresciuti in grandissimi centri con altri 150 bambini, si sono ritrovati in appartamenti, nuovi, in ottime condizioni con l’acqua calda, il riscaldamento, un bagno dove potevano farsi una doccia o entrare in vasca. Questo è stato senz’altro un cambiamento positivo. Anche per quanto riguarda l’aggiornamento del personale lo Stato ha cercato di fare dei corsi di riqualificazione del vecchio personale degli orfanotrofi che poi sarebbe stato trasferito negli appartamenti. Anche i centri per i bambini disabili hanno avuto fortunatamente la stessa sorte (anche se ancora non tutti sono stati chiusi), sostituiti con gli appartamenti di tipo famigliare. Certo sul lato della disabilità siamo ancora lontani dai nostri standard: qui non esiste una distinzione tra un handicap e l’altro e spesso bambini con bisogni ed esigenze totalmente diverse vengono messi nello stesso appartamento con la totale impossibilità di mettere in atto un recupero individualizzato. Dopo l’entrata della Romania nell’Ue la vita della popolazione non è affatto migliorata. L’Oltenia è una delle zone più povere della Romania, essendo per la maggior parte formata da ampi zone rurali e desertiche. I prezzi sono aumentati vertiginosamente, per esempio un litro di latte scremato costa quasi due euro, cosi come un kg di mandarini. Con uno stipendio di 180 euro al mese è davvero impossibile riuscire a comprare questi due alimenti pur così importanti.Quello che è aumentato vertiginosamente poi, sono le spese per la casa, gli affitti, il gas, la luce, l’acqua. Una famiglia con salario medio, dove lavorano entrambi i genitori, tenendo solo due camere riscaldate, solo per il gas spende mensilmente 100 euro. Fortunatamente la maggior parte delle famiglie qui a Slatina ha una casetta in campagna (senza luce, senza acqua, senza wc) e un piccolo orto dove può coltivare delle verdure e tenere degli animali. Con l’entrata nell’UE anche qui si è iniziato a poter comprare tutto a rate: elettrodomestici, cose per la casa, macchine. Questo prima non esisteva, almeno qui in Oltenia. Le persone così possono permettersi una lavatrice, insomma qualcosa in più. Questo lo trovo positivo. Non è facile per un paese oppresso da una dittatura come quella di Ceausescu cambiare strada. Quale eredità ha lasciato il comunismo, soprattutto nel modo di vivere, di educare, di rapportarsi alle responsabilità? Dopo più di un anno di vita in Oltenia, posso solo dirvi che il mio parere sui suoi abitanti (non generalizzo a tutti i romeni) è davvero pessimo. Quando dico Olteni parlo sia dei Romeni, sia degli zigani con tutte le loro differenze interne, tra zigani poveri e ricchi, fra zigari integrati con i romeni e quelli che non si vogliono (o non possono) integrarsi. Qui gli uomini bevono tutto il giorno, sia che abitino in città o in campagna, sia che lavorino o siano disoccupati. La birra è una costante onnipresente, come le botte che le loro mogli, fidanzate, amanti e figli devono subire ogni giorno tacitamente non avendo il coraggio e soprattutto la forza di ribellarsi. La cosa che mi ha impressionato di più qui a Slatina è il fatto di non aver conosciuto ancora una famiglia “normale”, in cui i figli siano stati cresciuti da due genitori che ancora stanno insieme, due genitori che non li abbiano picchiati, che non siano fuggiti con l’amante, che non li abbiano abbandonati, che non abbiano una decina di figli mai riconosciuti, che non tornino la sera ubriachi persi e sfogarsi picchiando le loro mogli. Questo fenomeno delle famiglie non famiglie qui è proprio ovunque: sia nei casi dei bambini istituzionalizzati, sia in situazioni dove invece i bambini sono cresciuti fuori dalle istituzioni statali. Sul lato lavorativo le cose non migliorano affatto: gli uomini olteni sono pigri, è difficile per loro mantenere un lavoro nel tempo e in più sono molto pretenziosi. Vogliono tutto e subito. Quali sono le maggiori difficoltà che le giovani ospiti di Casa Florilor incontrano per avere una vita normale? La difficoltà maggiore che le ragazze hanno incontrato una volta uscite dalla casa de copii (bambini), è stato il pregiudizio delle persone della città riguardanti le ragazze cresciute in orfanotrofio. Sono infatti considerate delle ragazze facili sporche, bugiarde e che non hanno voglia di lavorare. Fortunatamente con il tempo le ragazze di Casa Florilor hanno conquistato la fiducia dei loro datori di lavoro e delle persone. Altra grandissima difficoltà: le ragazze uscite dagli orfanotrofi non sono capaci di fare delle semplici azioni che tutte le ragazze a 18 anni in Italia, presuppongo, sono in grado di fare: pulire, lavare, fare da mangiare, rispettare un programma. Quando dico cucinare, non intendo chissà cosa: intendo, per esempio, bollire un uovo, sbucciare delle patate, la stessa cosa quando dico pulire, intendo lavare i piatti, spazzare per terra. Negli istituti veniva dato loro tutto materialmente: cibo, anche se era orribile; vestiti, anche se stracci; pulizia nelle loro camere, anche se non poteva essere definita tale; e loro non hanno imparato a fare niente. Avevano fame e qualcuno preparava loro qualcosa. Volevano i vestiti e ce li avevano, poco importava se avevano o no cura di loro, tanto non li avevano comprati loro. Volevano pulito in camera e c’erano le donne di servizio. In orfanotrofio non muovevano un dito. Purtroppo questo modo di procedere in tutti questi anni ha fatto si che ragazze di 20 anni, ora non hanno la minima idea di cosa vuol direpulizia, ordine, cucinare e tutte le altre cose che riguardano la cura della casa e delle camere personali. Questa è stata la difficoltà maggiore: imparare a vivere in una casa dove si è responsabili di tutto quello che riguarda la propria vita. Altra difficoltà grande è stata quella di riuscire a mantenere un posto di lavoro. All’inizio è stato veramente difficile riuscire a far capire loro che non si può andare a lavorare quando si vuole e come si vuole, ma si devono rispettare degli orari e soprattutto delle regole. a cura di Sara Giuliodori I primi passi Curcubeu E’ un nome che può sembrare inizialmente curioso, strano per un’Associazione. Ma se lo si pronuncia conoscendone il significato, finisce per emettere un suono molto dolce, simpatico. Ma cosa significa in italiano? La sua traduzione dal romeno è arcobaleno, simbolo di colore, bellezza, speranza. Già perché Curcubeu è un’Associazione nata nel novembre 2004 in Italia, per aiutare i bambini della Romania, grazie alla dedizione e alla caparbietà di 7 volontari, tra cui una giovane ragazza senigalliese, Annalisa Gasparini. L’avventura ebbe inizio nel 2001, prendendo parte ai campi di volontariato internazionale Workcamp Romania. Orfanotrofi Durante quelle prime esperienze, i giovani partiti per il Paese dell’est Europa avevano svolto attività di animazione con alcuni dei 300 bambini degli orfanotrofi di Slatina, una piccola cittadina del sud. Una realtà molto dura, quella che gli italiani trovarono al loro arrivo. Decenni di dittatura totalitaria avevano prodotto una situazione di dissesto economico e sociale, con alti tassi di disoccupazione, povertà diffusa e famiglie allo sbando. La politica di crescita demografica praticata dall’ex dittatore Ceausescu, che vietava ogni forma di contraccezione, aveva portato alla nascita di un enorme numero di bambini, spesso abbandonati dalle loro famiglie, che non avevano i mezzi per crescerli e affidati alle istituzioni statali. In questa drammatica realtà Curcubeu ha avuto, sin dall’inizio, l’obiettivo di promuovere la solidarietà attraverso iniziative e progetti che garantissero uno sviluppo dignitoso ed equo per ciascun bambino, senza discriminazioni di nessun genere. Le attività svolte negli orfanotrofi andavano dall’attività di animazione e gioco, all’aiuto nello svolgere i compiti, dallo sviluppo di capacità relazionali, al sostegno ed all’incoraggiamento dei giovani nello scoprire le proprie abilità e attitudini professionali. CASA FLORILOR Curcubeu non si inserisce direttamente nel lavoro di recupero dei bambini di strada, ma diciamo che è una sorta di deterrente. L’Associazione ha sempre lavorato cercando di dare speranza ed appoggio ai bambini più bisognosi e ha dato vita nel giugno 2006 ad un progetto interamente finanziato da donazioni private, in collaborazione con i servizi sociali locali. Il progetto si chiama Casa Florilor (Casa dei fiori), proprio come i piccoli fiori che stanno sbocciando ad una nuova vita e che vengono accolti e sostenuti per diventare i meravigliosi fiori del domani, della nuova Romania. Casa Florilor è stata aperta con lo scopo di aiutare ragazze maggiorenni uscite dagli orfanotrofi, che hanno smesso di studiare, ad inserirsi nel mondo del lavoro, a crearsi una famiglia e amicizie vere. Queste ragazze, abbandonate dalle famiglie prima, dalle istituzioni poi, incontrano molte difficoltà a trovare un lavoro stabile, a mantenere in ordine una casa, a formarsi un futuro sereno. Casa Florilor è un appartamento di transito che attualmente ospita sei ragazze, che vi possono vivere per un periodo massimo di due anni. Si tratta di una struttura in grado di garantire protezione ed accoglienza nel momento di passaggio dalla vita in istituto ad una condizione di totale autonomia, che possa dar loro la forza di creare un progetto di vita, di riaffermare la propria dignità, di riscattare anni di abbandono e solitudine. E quando questa situazione riguarda delle ragazze diventa ancora più difficile da gestire in una società come quella romena, in cui il maschilismo e la violenza sulle donne è ancora all’ordine del giorno. Una piccola goccia in un oceano di emarginazione ma una goccia indispensabile per il futuro di queste ragazze. Giovani volontari a Slatina Il gruppo di 14 ragazzi andati a Slatina nell’estate 2006 ha lasciato un segno indelebile nella vita di Curcubeu. Innanzi tutto ha prestato un servizio di donazione generosa ai bambini delle case famiglia, degli istituti per disabili e alle giovani di Casa Florilor, grazie all’affetto e all’amore che hanno dato loro nei momenti di animazione. Sicuramente un’esperienza che ha lasciato molto anche nei loro cuori perché sono tornati a Slatina l’anno successivo. Hanno deciso inoltre di scrivere e raccogliere le loro bellissime testimonianze in un “Diario”, i cui proventi aiutano a mantenere le attività dell’Associazione. Riporto brevemente un frammento molto significativo scritto da Sara, una giovane bolognese. Bucarest è l’immagine di un paese divorato dal capitalismo occidentale, in cui ogni merce è fallata, dove tutto è un surrogato, non è possibile trovare un asciugamano che asciughi, un detersivo che lavi. La cioccolata non contiene cioccolato e l’aranciata non contiene arancia. La cucina è sostanziosa ma povera, sulla tavola compaiono ogni giorno gli stessi alimenti: polenta, carne, panna acida e formaggio di capra. Ciò che noi possediamo, qui in Romania non lo puoi avere: non c’è. E in ogni caso non guadagnerai mai abbastanza per potertelo permettere. Ioana lavora in una di quelle aziende tessili che ricevono appalti dalli grandi catene, quelle da cui tutti noi compriamo perché hanno prezzi simili alle bancarelle cinesi. Lavora 11 ore al giorno per sei giorni la settimana, con una pausa pranzo di 30 minuti e porta a casa circa 180 euro al mese. Dove va Curcubeu I progetti per il 2008 dell’Associazione sono molto ambiziosi ma assolutamente realizzabili con la forza e l’aiuto di chi vorrà crederci. Con il supporto dell’ARCI si cercherà di aprire due nuove case di transito: una destinata ad accogliere le ragazze provenienti dagli orfanotrofi e con lievi handicap mentali; l’altra per ragazzi malati di Aids. Bambini di strada In alcuni disperati casi, i bambini venivano picchiati o sfruttati e sentendosi ancora una volta rifiutati dal mondo, sceglievano la strada, dormendo sotto i tombini, vicino alle tubazioni d’acqua calda dei palazzoni chiamati block, prostituendosi per sopravvivere e respirando colla, la droga economica racchiusa nei sacchetti di plastica che smorza la fame e i sogni. Il fenomeno dei bambini di strada in Romania lo abbiamo iniziato a conoscere nel 1990, con l’avvio della democrazia che ha scoperchiato il drammatico vaso di Pandora, oggetto di inimmaginabili servizi giornalistici e reportage. La situazione oggi sembra migliorata ma ci vorranno anni perché torni alla normalità. La Romania nell’Ue L’Associazione Curcubeu, formata da giovani provenienti da tutta Italia, da anni svolge attività di animazione nei periodi estivi e invernali, promovendo progetti di sostegno a distanza per le famiglie in difficoltà con pacchi viveri e contributi per spese mediche, nonché programmi di assistenza scolare per i ragazzi che prima vivevano in orfanotrofio. Già, prima. Perché il gran numero di ragazzi dai 3 ai 20 anni che vivevano negli istituti, hanno dovuto trovare un’altra sistemazione a partire dal 1° gennaio 2007, anno in cui la Romania è entrata a far parte dell’Unione Europea. Una delle richieste di Bruxelles per poterci entrare fu proprio quella di chiudere i “poco dignitosi” casermoni pieni di bambini e ragazzi, che nella loro vita avevano dovuto rinunciare all’affetto di una famiglia ed al calore di una casa, abusati o trattati come pacchi di poco valore, che spesso scappavano e sceglievano la vita libera e randagia della strada. Le autorità romene decisero a quel punto di ricollocare i bambini presso le famiglie di origine (per chi le aveva), di darli in adozione e di creare delle case famiglia, elargendo aiuti economici a chi voleva continuare gli studi, anche se maggiorenni, e lasciando all’asciutto chi decideva di andare a lavorare. Il risultato fu sicuramente di grande impatto. I casermoni vennero chiusi e i ragazzi furono accolti in famiglie o case-famiglia, in cui non sempre però, si trovavano bene. Ancora una volta c’era la fuga verso la libertà, verso la strada, verso ragazzi dallo stesso destino che diventavano l’unica famiglia possibile, compagni e carnefici, vittime molto spesso di spregevoli desideri di adulti venuti da lontano. L’arcobaleno a Slatina Una volta partito il progetto di Casa Florilor, è nata a Slatina l’Associazione Arcobaleno, fondata da Annalisa Gasparini che ne è Presidente e costituita da volontari italiani e romeni. Arcobaleno concorre, insieme a Curcubeu, alla gestione di Casa Florilor per facilitare i rapporti con le istituzioni locali e per avere un referente fidato nell’invio delle donazioni. Praticamente Arcobaleno in Romania è la parallela di Curcubeu in Italia, ciascuna però con la propria identità giuridica, per poter interagire alla pari con le altre realtà che operano in ambito sociale e di cooperazione internazionale. Anna e Gianfranco scendono in pista L’inizio di Casa Florilor non fu dei migliori. Le ragazze non riuscivano a mantenere un lavoro stabile, a tenere pulita la casa, e le risorse a disposizione finirono in meno di un anno. L’aiuto economico promesso dalle istituzioni locali poi non venne mai erogato e l’Associazione Curcubeu, si trovò in serie difficoltà. Tra numero di membri in calo per impegni lavorativi e familiari che ne avevano portato la dispersione e problemi economici, sembrava destinata alla chiusura. Ci voleva qualcuno, volonteroso e con un po’ di tempo a disposizione, che si assumesse la guida dell’Associazione. A quel punto i genitori di Annalisa, insieme alla ragazza e ai volontari rimasti, decisero di spostare la sede dell’Associazione a Senigallia e di seguirla proprio loro, Anna Maria e Gianfranco. Ad occuparsi delle ragazze ci sono un’educatrice romena, Laura, ed Annalisa, coordinatrice di Curcubeu, che dall’apertura di Casa Florilor si è trasferita a Slatina per seguire più da vicino il progetto. Condizione fondamentale per vivere a Casa Florilor è avere un lavoro ed in questo Annalisa rappresenta ancora una volta un elemento importante perché aiuta le ragazze a trovare un’occupazione e fa da intermediaria e garante tra loro e i datori di lavoro. Il contributo mensile che le ragazze offrono per vivere in appartamento è di 30 euro, su uno stipendio medio di 180. Dopo i problemi iniziali il progetto sembra essere partito bene e le ragazze ora hanno tutte un lavoro stabile. A dicembre Casa Florilor si è trasferita in un appartamento più grande, così da poter rendere più agevole la convivenza delle sei giovani. L’arredamento, molto semplice e spartano, è stato arricchito di un gran divano e di una cucina regalati loro dalla sede di Slatina della Pirelli, che sostiene il progetto con donazioni di beni materiali. COME AIUTARE CURCUBEU L’Associazione divenuta ormai senigalliese a tutti gli effetti vive grazie alle donazioni private. Dal 2007 lavora in collaborazione con l’Arci coinvolto da Fiore, una ragazza che ne faceva già parte. Dopo la presentazione ufficiale avvenuta il 7 dicembre 2007 all’oratorio di Scapezzano, frazione in cui risiedono Anna Maria e Franco Gasparini, si è pensato di diffondere le conoscenze sulle attività dell’Associazione anche presso le scuole, per sensibilizzare grandi e piccini. Nel frattempo è stato avviato un progetto di educazione alla solidarietà all’Oratorio di Scapezzano che inizierà al più presto. I giovani avevano già dimostrato molto interesse, partecipando numerosi alla presentazione dell’Associazione e dando la loro disponibilità a “vendere” i Diari dalla Romania. Dal 17 febbraio è prevista la vendita di piantine presso le chiese del Porto, Cesanella, Grazie, San Martino e Roncitelli che si concluderà il 2 marzo in Piazza Roma. Il ricavato andrà ovviamente per Casa Florilor e per sostenere i progettI di aiuto ai bambini e alle loro famiglie in difficoltà di Slatina. Un altro appuntamento importante è quello del 29 febbraio al Gratis di Senigallia dove Fiore, giovane volontaria bolognese di Curcubeu, darà la sua testimonianza diretta di quanto vissuto nelle esperienze in Romania. Nell’occasione si terrà un concerto rock con la Band Idea Sonica. Associazione Curcubeu Onlus - Strada Fontenuovo, 45 60019 Senigallia, tel. 071 6609543 - www.curcubeu.org 7 febbraio 2008 Territorio ambienteIl dossier ‘Mal’aria’ di Legambiente Mondolfo, al via gli espropri Marche e smog A14, presto i lavori S N mog: Pm10 alle stelle nelle città italiane. Secondo il dossier Mal’aria di Legambiente il bilancio per le polveri sottili del 2007 è negativo: su 63 capoluoghi monitorati 51 sforano i 35 superamenti consentiti. Nelle Marche la maglia nera spetta a Pesaro (centralina via Giolitti) al 9° con 128 giorni di superamento del limite previsto per il Pm10 (vedi sezione Pm10 ti tengo d’occhio del dossier allegato). Ancona (centralina piazza Roma) si trova invece in 22° posizione con 108 sforamenti, Macerata al 48° posto con 42 sforamenti. “Serve più coraggio di sindaci e amministratori pubblici affinché si attivi un processo che allontani gradualmente le auto dal centro delle città organizzando servizi adeguati come il trasporto pubblico -afferma Luigino Quarchioni, Presidente di Legambiente Marche - Per questo è importante anche guardare gli esempi virtuosi di alcune grandi metropoli europee, che hanno deciso di vietare la circolazione dei mezzi più inquinanti in vaste aree urbane”. Per sensibilizzare amministratori e popolazione sulla necessità di una mobilità sostenibile, anche quest’anno si rinnova l’appuntamento con Mal’aria, la campagna di Legambiente contro l’inquinamento atmosferico. Due le settimane, da oggi al 16 febbraio, in cui si concentrano circa 80 iniziative, con 23 capoluoghi di provincia coinvolti tra cui San Benedetto del Tronto (già pronta a dare il via alle iniziative nelle Marche dopodomani) che sarà animata da una biciclettata con mascherine e lenzuola indossati dagli “smogbuster”, che simulano la cattura del PM10 (persone in bicicletta vestite di nero). A Falconara invece è prevista per sabato 9 febbraio l’esposizione delle ormai tra- dizionali lenzuola ‘No allo Smog’ in via Rosselli. La stessa data è stata scelta per Jesi dall Circolo Azzaruolo di Legambiente che organizzerà un banchetto in piazza della Repubblica per la distribuzione delle lenzuola in via XXIV maggio e viale della Vittoria. Infine venerdì 15 febbraio toccherà a Pesaro dove il circolo ambientalista il Ragusello ha previsto addirittura una sciopero del respiro con gli studenti e lenzuola esposte alle finestre delle scuole coinvolte.Ulteriori informazioni all’indirizzo www.legambiente. eu/campagne/intro/malaria.php oppure www.legambiente-marche.com . Mal’aria prosegue tutto l’anno con il monitoraggio “Pm10 ti tengo d’occhio”, che restituirà un quadro complessivo dei superamenti delle polveri sottili nei capoluoghi di provincia italiani, per individuare le città off-limits e per verificare l’efficienza della rete di monitoraggio scientifico. Il monitoraggio sarà quotidiano e una volta superati i 30 sforamenti del limite giornaliero di Pm10 consentito dalla legge, sarà possibile diffidare il Sindaco, che ha l’obbligo di tutelare la salute dei cittadini e prendere provvedimenti efficaci e preventivi per fronteggiare l’inquinamento atmosferico. Lavori alla Casa di riposo di Corinaldo La casa di riposo di Corinaldo, dedicata a “Santa Maria Goretti”, potrà entro breve essere ampliata ed adeguata alla Legge Regionale Marche 20/02. Si è infatti conclusa con esito positivo la conferenza di servizi indetta dallo sportello unico per le attività produttive del Comune di Corinaldo e che ha visto coinvolte tutte le amministrazioni pubbliche interessate, a partire dagli Istituti Riuniti di Beneficenza di Corinaldo, proprietari e gestori della Residenza. Alla conferenza ha partecipato personalmente anche il Sindaco Livio Scattolini, a conferma del pieno appoggio dell’intero consiglio comunale alla realizzazione del progetto di ristrutturazione ed ampliamento. In quella sede l’Ing. Mauro Mancini, progettista dell’opera, ha illustrato le caratteristiche principali e le fasi salienti dell’intervento, secondo le prescrizioni impartite dalla Provincia di Ancona e dal Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco. Una volta ottenuto il permesso di costruire, per il cui rilascio si renderà necessaria una variazione puntuale al vigente P.R.G., gli Istituti Riuniti di Beneficenza potranno dare avvio ai lavori, dotando la Residenza “Santa Maria Goretti” di tutti i servizi previsti elle prime settimane del prossimo anno prenderanno il via i lavori della terza corsia autostradale. Il Comune di Mondolfo avvia le procedure di esproprio da parte della società Anas delle zone interessate. Lavori che per il Comune significano una nuova dimensione dell’attuale viabilità oltre a una serie di infrastrutture che consentiranno definitivamente di ridisegnare l’asseto viario. “Nello specifico – dice il Sindaco Pietro Cavallo – oltre all’attuazione del progetto esecutivo della terza corsia, con forza eravamo riusciti ad ottenere che la società autostrade recepisse una serie di interventi per il territorio comunale che erano stati il frutto del confronto tra cittadini e amministrazione. Oggi, rispettando i tempi dettati, la società autostrade inizia la fase degli espropri: questo significa che nelle prime settimane del 2009 potranno prendere il via i primi lavori della terza corsia”. Quando parla di infrastrutture il primo cittadino di Mondolfo in particolare si riferisce al prolungamento di via Sterpettine sino a via Strada S. Costanzo ed il suo relativo collegamento con la SP 424 attraverso la costruzione di una nuova rotatoria. L’accordo con la Società inoltre prevede la creazione di un parcheggio di interscambio per oltre 150 veicoli e l’allargamento di tutti i cavalcavia esistenti sull’autostrada, mentre un nuovo sovrappasso autostradale consentirà di realizzare la prevista variante alla Strada 424 nella zona tra l’Area di Servizio “Metauro” e il casello autostradale. dall’attuale normativa di settore, tra cui un locale per la fisioterapia, una palestra per ginnastica dolce, un ambulatorio medico, locali per barbieria e parrucchieria oltre alla tanto attesa Cappella da dedicare alla benefattrice Leontina Capotondi Londei. Secondo quanto illustrato dal progettista, i lavori si protrarranno per circa un anno. Al termine la residenza disporrà di una capacità ricettiva di 75 posti letto, suddivisi in camere singole e doppie. Viva soddisfazione per il parere conforme della conferenza di servizi è stata manifestata dal Presidente degli II.RR.B. Donato Ciceroni. Questi ha ricordato che la ristrutturazione e l’ampliamento della Residenza “Santa Maria Goretti”, unitamente alla costruzione dell’asilo nido “Giacomo e Marietta Cesarini Romaldi”, costituiscono i frutti principali dell’operato degli II.RR.B. durante i quattro anni di mandato previsti dallo Statuto. Il Sindaco Scattolini ha colto l’occasione per rinnovare la disponibilità ed il sostegno del Comune di Corinaldo ai progetti presentati dagli II.RR.B. soffermandosi, in particolar modo, sulla realizzazione congiunta dell’asilo nido ed anticipando che, entro la metà di febbraio, verrà posta la “prima pietra” del secondo stralcio dei lavori. a marotta una serata sul tema della musica giovane e degli spazi di aggregazione Suono o smetto? S uono o smetto?” è questo il provo- che si presenta particolarmente articocatorio titolo dell’incontro-dibat- lata, nasce dalla reale esigenza dei ratito-concerto sullo stato della musica gazzi e dei giovani di confrontarsi con live per giovani musicisti, promosso il mondo della musica, con chi vi lavoper giovedì 7 febbraio dall’Assessora- ri e chi la vive – esordisce l’Assessore to alle Politiche Giovani dei Comune alla Politiche Giovanili del Comune di di Mondolfo, unitamente al Centro di Mondolfo, Laura Servadio – cercando Documentazione Musica di Mondolfo- di meglio approfondire le esigenze proMarotta e alla Cooperativa Sociale Cre- prie di chi vive la musica rock e pop e, scere e al contempo, con coloro che sono viciche ve- ni (anche fisicamente) a questo mondo”. drà la La serata avrà inizio alle ore 21 presso speciale il Dancing “Laguna Blu” di Marotta in parteci- Via Litoranea 427, con una ricca serie pazione di contributi. Andrea Michinelli parledell’As- rà di “Note legali: Siae e adempimenti sessore per la musica dal vivo”, mentre Matteo alle Po- Pantaleoni, dell’Accademia Musicale l i t i c h e di Modena, tratterà di “Scuole di muGiovani sica e sbocchi professionali”. A Stefad e l l a no Mauro è stato affidato il tema “Se Regione non c’è live io non bevo” e “Stato dei Marche, lavori su una legge per la musica nelle L u i g i Marche” ed a Francesco De Benedittis M i n a r - “Perché suonare al posto di smettere: di. “La la cura di un sistema malato”. Estremas e r a t a , mente importante ed atteso l’interven- to dell’Assessore Minardi. “Siamo grati all’Assessore Minardi di aver voluto partecipare al nostro incontro – prosegue Laura Servadio – in quanto vuole essere occasione di dialogo e confronto diretto fra istituzioni e mondo dei giovani, al fine di ascoltare e conoscere le esigenze del mondo musicale giovanile e dei giovani, a cui è particolarmente vicino l’Assessore regionale Minardi”. La serata proseguirà dalle ore 22 con il concerto live delle band Spuma, Perticars, Può (grande orchestra dei giovani musicisti della Provincia di Pesaro e Urbino) e Frozen Brains. L’appuntamento è stato realizzata con il supporto del Centro Documentazione Musica Comunale di Via Litoranea, il quale offre il servizio di noleggio CD musicali, angolo ascolto musica, opportunità di incontro e di informazione su temi musicali, censimento gruppi musicali locali...e tanto altro ancora, tutti i Mercoledì e venerdì dalle ore 21 alle ore 24 (Info: tel. 0721 968628). Alessandro Berluti 11 ad arcevia un bel programma per febbraio Tutti a teatro P rogramma rispettato: data da Silvio Purgatori. La Montefortino di Arcevia seconda rassegna cavalchesi è riappropriato della Festa rà ancora le linee-guida del della Candelora. La ripropo- trinomio cultura-solidarietàsizione dell’evento si è do- enogastronomia (coinvolti vuta all’attiva associazione e compartecipi il ristorante Ager Gallicus. pizzeria Park Hotel, il ristoLa “festa per tutti” ha offerto rantino tipico Pinocchio, la anche spunti di approndi- pizzeria music-pub Shagiamento artistico (il Maestro ra, tutti nel segno della masBruno d’Arcevia è di casa da sima accoglienza). queste parti). Soprattutto, si Informazioni: 339-3227572 è rinnovato l’incontro e si è (Sandrina). cementato il comune senti- Primo spettacolo inscenato re. (alle 17) dalla compagnia La Festa della Luce ha con- “TiVittori” di Serra de’ Contribuito a focalizzare mag- ti, nucleo che ha ereditato giormente il patrimonio lo spirito, la verve ed il gearceviese, fatto di natura, niaccio contagioso del giorstoria, cultura, suggestione. nalista-scrittore-promotore E’ stato vissuto, nella sua Tarcisio Vittori, autore, tra forte simbologia, il momen- l’altro, de Il cuore attaccato to del passaggio: dal’inverno- al chiodo. buio ‘morte’ alla primavera- Il gruppo proporrà Pinocluce ‘risveglio’. chia. Domenica 24 febbraio, Ovvero purificazione e pre- Mariel Danieli darà anima al parazione alla nuova stagio- Concerto Musicale. Il 9 marne (in senso stretto ed am- zo, entrerà in scena Molière, pio). La professoressa Anna il cui Tartufo verrà interTerenzi (principale artefice pretato dalla Compagnia La della Candelora) è ora lie- Tela Giovani di Senigallia. ta di passare il testimone ai Umberto Martinelli colleghi “registi” delle altre iniziative nel territorio della Perla dei Monti. Domenica (in gradito anticipo rispetto a quanto precedentemente comunicato e da noi scritto) si tornerà ad occupare le poltrone del “Misa” di Arcevia, per il primo appuntamento di “Andiamo a Teatro”, iniziativa concepita e gestita dall’associazione India nel Cuore (presieduta da Sandrina Ottaviani) e dalla Pro-Arcevia, con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale guiad arcevia la protesta per il nuovo trasporto No ai tagli L a soppressione di una corsa e la variazione dell’orario di un’altra sul servizio pubblico, che collega Arcevia con Senigallia ha sollevato più di una protesta nel centro montano. In particolare l’assessore ai trasporti del Comune di Arcevia Franco Fiori contesta aspramente la decisione e richiede un urgente incontro con i responsabili della Provincia per “un confronto serio e costruttivo sul servizio di trasporto che interessa, in primis, i cittadini arceviesi e della Valle del Misa” . L’intenzione della Provincia è quella di sopprimere la corsa di linea Arcevia-Senigallia delle ore 19.20 che transita anche per Serra de’ Conti-Barbara-Ostra Vetere. “In un incontro che ho avuto, con i tecnici della Provincia – scrive l’assessore Franco Fiori al presidente della Provincia Patrizia Casagrande Esposto e all’assessore ai trasporti e mobilità Carla Virili - mi era stato assicurato che la proposta di Piano Organizzativo dei Trasporti, non conosciuto dalle amministrazioni locali, era solo al vaglio dei tecnici e quindi non operativo. La lettera, via fax a firma dell’assessore, non riporta, forse ad arte, la data della soppressione, tuttavia da informazioni desunte, la sospensione del servizio dovrebbe avvenire a partire da lunedì 4 febbraio. Inoltre, anche se non annun- ciato nella lettera sempre a partire da lunedì 4 febbraio, verrà posticipata la corsa Arcevia-Senigallia dalle ore 15.25 alle ore 16.50, con arrivo previsto alle ore 17.45 circa a Senigallia. Tale scelta non permette a quanti da Arcevia e Comuni limitrofi si recano a Senigallia, di aver più tempo disponibile per ottemperare ad una serie di esigenze proprie, in quanto l’arrivo coinciderebbe con l’orario di partenza per il ritorno in Arcevia. Come è noto l’ultima corsa, che collega Senigallia-Arcevia-Sassoferrato, parte a Senigallia alle ore 18. Nel deprecare con forza certi metodi, per i quali le Amministrazioni locali non vengono coinvolte nelle scelte che interessano i servizi fondamentali dei propri cittadini, non si può accettare la soppressione di tale servizio anche per il fatto che non risulta vero che non ci sia utenza. Pertanto, tali decisioni, ancora una volta, colpiscono i cittadini delle aree interne che, da sempre, sono penalizzati a livello di vie di comunicazione, rendendo più difficile il permanere delle popolazioni in queste realtà. L’amministrazione di Arcevia chiede quindi di annullare, da subito, sia la decisione della soppressione della linea Arcevia-Serra de’ Conti-Barbara-Ostra Vetere sia lo spostamento della corsa Arcevia-Senigallia. 12 7 febbraio 2008 Cultura pensieri La questione educativa è ‘la’ questione. Idee a partire dalla lettera di Benedetto XVI Per ritrovare la bussola E ducare però non è mai stato facile, e oggi sembra diventare sempre più difficile. Lo sanno bene i genitori, gli insegnanti, i sacerdoti e tutti coloro che hanno dirette responsabilità educative. Si parla perciò di una grande emergenza educativa”. La lettera di Benedetto XVI alla diocesi di Roma invita i fedeli ad affrontare il “compito urgente dell’educazione”. Sembra un paradosso parlare di tale emergenza in una società florida di tecnologie capaci di contenere miliardi di informazioni. Abitiamo in un mondo che offre strumenti e metodi formativi di ogni tipo. Entriamo in contatto con una pluralità di media che aprono possibilità vastissime per comunicare e conoscere. Le nuove generazioni vedono moltiplicarsi le loro possibilità. Non ci sono più soltanto libri, viaggi, mostre, oggi si è in grado di accedere ad internet e connettersi con tutto il globo o effettuare ricerche su specifici argomenti, si possono consultare enciclopedie multimediali e così via. Tutte queste grandi ricchezze, però, non sembra portino buoni frutti. Anzi. Nella nostra società privatizzata che promuove il consumo delle conoscenze e della cultura, come quello delle merci e dei servizi, la trasmissione del sapere da una generazione all’altra si confonde spesso con l’accumulo delle nozioni, ce lo spiega lo stesso Pontefice nella sua lettera. Così spesso ci si attarda nella trasmissione di contenuti o di competenze nel costruire professionalità che rispondano alle richieste del mercato, mentre non possiamo nasconderci che le nostre comunità faticano a proporre modelli di vita credibili. Gli esempi di bullismo nelle nostre scuole, gli atti di vandalismo nelle strade, gli episodi di violenza di cui si rendono, a volte, protagonisti i nostri giovani sono la punta di un iceberg, che indica un disagio diffuso: si impara a fare, ma non ad essere e tanto meno a vivere. Manca, soprat tutto, una bussola per orientarsi. Il vuoto accomuna ai giovani gli adulti che non scommettono su una strada percorribile, ma vanno a tentoni. Nella nostra epoca sono arte e fede Il quadro tanto venerato è dell’arceviese Ramazzani Madonna della Speranza I l 2 febbraio 1598, il Vescovo francescano Pietro Ridolfi da Tossignano proclama la Madonna, Patrona della diocesi e della città di Senigallia, con il titolo di “Nostra Signora della Speranza”. La miracolosa immagine venerata ancor prima, oggi nella cappella a destra del transetto voluta dal cardinale Achille Manara, era stata commissionata dalla Congregazione del Capitolo Seniore e Generale ad Hercole, pittore di Roccacontrada, cioè Ercole Ramazzani, allievo di Lorenzo Lotto. Mentre il culto e la devozione alla sacra immagine sono diffusi tra i fedeli, pochi sanno invece che è stata dipinta da un valente artista nato e vissuto a Roccacontrada, ora Arcevia, sepolto in S.Medardo. Ma il secondo giorno di febbraio è da tempo immemorabile la festività religiosa della Candelora e della Presentazione al Tempio. Nel rispetto della tradizione popolare, è la festa della benedizione dei ceri “che si conservano con devozione in casa, vicino alle immagini sacre per essere accesi nei momenti di pericolo, di sventura, nella malattia. “La candela benedetta illuminerà quando ogni altra luce sarà spenta, rimembrando forse l’ultima notte” ci racconta Giovanni Crocioni, illustre scrittore della vita popolare nel volume “La gente marchigiana nelle sue tradizioni”. Oggi, come ha ricordato mons. Giusep- pe Orlandoni nella solenne omelia della messa vespertina di sabato scorso, è la luce della speranza, la speranza del compimento della divina promessa, quella speranza affidata soprattutto alla Patrona della Diocesi. Appropriarsi della Festa, come è stato scritto di recente su questo settimanale, se può avere un significato, è quello di confondere la Candelora con il Carnevale. Alfiero Verdini musinfDal 16 febbraio istallazioni presso Arearte Giorno del ricordo C on l’istituzione del “Giorno del Ricordo”, il Parlamento ha dato voce alle vittime italiane che dal 1947 al 1954 subirono il genocidio nelle foibe istriane. Il 10 Febbraio 1947, fu firmato il trattato di pace a Parigi che impose all’Italia la cessione alla Jugoslavia di Zara in Dalmazia, dell’Istria con Fiume e di gran parte della Venezia Giulia, con Trieste costituito in territorio libero e ritornato poi all’Italia alla fine del 1954. Si trattò di una rinuncia veramente dolorosa e che la Jugoslavia di Tito rese ancora più pesante mettendo in atto gesti di inaudita ferocia ai danni degli italiani costretti all’esodo. Oltre ventimila le uccisioni dei connazionali che prima di essere gettati nelle foibe (cavità carsiche profonde fino a 200 metri) subivano ogni sorta di maltrattamenti. L’esodo fu drammatico, l’identità italiana veniva sradicata con ogni mezzo. Ostra Vetere nella Giornata nazionale del Ricordo, ha tenuto una cerimonia pubblica mercoledì 6 febbraio alla presenza anche di una rappresentanza degli studenti delle scuole di Ostra Vetere e di alcuni esuli che vissero quei momenti. A.M. tanti gli idoli da raggiungere. Ognuno può sceglierli e poi cercare di imitarli. Ci si accorge, tuttavia, che possono essere “virtuali” e se ne rimane delusi. In questo scenario tutti, educatori ed educandi, possono perdersi, perché tutti percorsi dagli stessi dubbi. Così la lettera del Papa ci riporta all’essenziale dell’educare che parte dalla ricerca di “quella verità che può essere guida nella vita”. Per recuperare una bussola, innanzitutto, ha sottolineato un pedagogista come Edgar Morin, “è necessaria una riforma della conoscenza del pensiero un nuovo umanesimo globale che sappia affrontare i temi della persona e del pianeta”. Inoltre genitori e scuole, istituzioni pubbliche e società civile sono chiamati a stipulare un patto educativo per guardare al futuro con gli occhi delle nuove generazioni, perché “apprendere la vita” è un compito comune che richiede un impegno collettivo e condiviso. Infine famiglie e agenti educativi sono anche chiamati ad accompagnare, a percorrere un viaggio, a “sprecare del tempo”, senza delegare a strumenti neutri, a sporcarsi le mani per poter essere creduti e credibili. Più che parole oggi servono maestri disponibili a percorrere un tratto di strada assieme a questa nuova generazione piena di grandi potenzialità. Andrea Casavecchia Lorenzo Cicconi Massi al gruppo fotografi Ostra l fotografo e regista Lo- disfatti dell’incontro con Icentro renzo Cicconi Massi al Cicconi Massi, sia per la di una serata orga- sua valenza artistica sia nizzata dal Gruppo Foto- perché molte scene del suo grafico Ostra. lungometraggio d’esordio, Un sostenuto gruppo di “Prova a volare” (con Alesappassionati di fotografia sandra Mastronardi, Richa preso parte all’appunta- cardo Scamarcio, Antonio mento “Incontri con l’au- Catania ed Ennio Fantastitore 2008” organizzato dal chino), sono ambientate ad Gruppo fotografico Ostra, Ostra e dintorni. Lorenzo presso la sala polifunzio- ha parlato della sua evolunale di corso Mazzini, in zione artistica, dalle prime pieno centro storico. esperienze con gli amici e L’atteso appuntamento ha la videocamera amatoriale avuto come protagonista il per la realizzazione di corfotografo e regista Loren- ti cinematografici, fino alla zo Cicconi Massi. L’artista realizzazione di “Prova a senigalliese, ha da poco volare”. ricevuto il terzo premio al È proprio da quest’ultiWorld Press Photo 2007, il ma opera che si evince il premio fotogiornalistico suo stretto rapporto con più prestigioso che esi- la campagna marchigiana, sta, nella categoria ‘Sports luogo di rifugio e fonte di Features Singles’ con un ispirazione del suo lavoro lavoro sulla scuola spor- fotografico. Nel corso deltiva Shichahai di Pechino. la serata si è anche parlato “La serata è stata quindi del rapporto con il grande l’occasione per conoscere artista senigalliese Mario in maniera più approfon- Giacomelli. A completare dita l’opera e le esperienze la serata, la visione di fotodel fotografo senigalliese grafie e di stampe in gran– spiegano gli aderenti del de formato commentate da Gfo - siamo molto sod- Lorenzo”. teatro Inizia la stagione teatrale al teatro ‘La Fenice’ Senigallia Il video si fa arte Teatro per ragazzi S enigallia ancora al centro delle proposte di arte visiva. Il Musinf infatti ospiterà una rassegna di videoarte promuovendo un incontro con gli artisti per fare il quadro su questa forma d’arte, che si è imposta in tutto il mondo e che, ormai, occupa uno spazio vasto della creatività visiva contemporanea. L’incontro si propone come particolarmente interessante perché vi parteciperanno gli artisti, che dal 16 febbraio saranno i protagonisti, a Senigallia, della rassegna di creazioni video programmata dalla galleria Arearte. Attraverso l’incontro di sabato con gli artisti protagonisti della rassegna di videoarte il Musinf intende fornire dati, conoscenze e quadro storico per consentire un utilizzo informato della mostra, nella quale verranno presentati i video di Maurizio Cesarini, Lionice Cola, Antonio D’Agostino, Nico Macina, Michela Pozzi, Emiliano Zucchini. In occasione della rassegna il Musinf acquisirà in permanenza la documentazione di videoarte della manifestazione promossa da Arearte, in collaborazione con il Musinf, l’assessorato alla cultura del Comune di Senigallia, la Mediateca delle Marche e la Banca di Credito Cooperativo di Ostra e Morro d’Alba. La rassegna sarà inaugurata sabato 16 febbraio, alle ore 18 presso la galleria Arearte di via Fratelli Bandiera. Nei prossimi giorni una delegazione degli artisti, che saranno protagonisti della rassegna, accompagnati dal direttore del Musinf, Carlo Emanuele Bugatti, Maurizio Cesarini, Stefano Schiavoni, presidente della Mediateca delle Marche e Lorenzo Scattolini, responsabile di Arearte, incontrerà l’assessore alla cultura di Senigallia, Velia Papa, per illustrare la documentazione video che verrà donata al Museo d’arte Moderna di Senigallia. Tale documentazione entrerà a far parte dell’archivio di videoarte, conservata nel Museo, riguardante specificamente la documentazioni di videoarte italiana ed internazionale. R iparte la Stagione Ragazzi del Teatro La Fenice di Senigallia, promossa dall’Assessorato alla Cultura, con la partecipazione dell’Ipercoop in qualità di sponsor, che quest’anno propone ai più giovani un teatro decisamente sostenibile , con tematiche dedicate all’ ambiente e alla necessità di riflettere sulla sostenibilità. Lunedì 11 e Martedì 12 febbraio, con gli apettacoli dedicati ai ragazzi delle scuole, e Domenica 10 febbraio alle ore 17 , con uno spettacolo aperto al pubblico , si comincia con “Energia/ Utopia”, un insieme di fantasia e realtà per riflettere sugli sprechi energetici, promosso dal Teatro della Biosphera. Il pubblico sarà ospitato all’interno di una semisfera trasparente che, con l’ausilio di tecnologie audio e video, diventa una sorta di micro-mondo, una serra, ma anche un teatro, un’ambientazione ideale per affrontare le tematiche ambien- tali. Fantasia e creatività per riflettere sugli sprechi energetici, sull’energia prodotta e consumata coinvolgono gli spettatori in progettazioni fantastiche a basso impatto ambientale. “Il teatro come strumento di comunicazione, di sviluppo della socialità e della creatività personale, - sostiene l’Assessore alla Cultura Velia Papa - è alla base del progetto che l’Amministrazione persegue anche in questa seconda edizione e, grazie alla sensibilità dimostrata dall’Ipercoop, sponsor dell’iniziativa, riesce a proporre un cartellone che sa rivolgersi in maniera appropriata a bambini, adolescenti e giovani, accompagna alla visione degli spettacoli momenti di formazione per docenti e di incontro fra attori e spettatori. Un’autentica occasione di crescita e confronto per e con le giovani generazioni”. Il biglietto di ingresso per i ragazzi al di sotto dei 14 anni è di € 4, mentre per gli adulti è di € 6. Persepolis, il film E ’ stato il cinema Mr. Oz di Ancona ad ospitare l’anteprima nazionale, in contemporanea con oltre 90 schermi in tutta Italia, del film francese Persepolis. Con la regia di Marjane Satrapi (scrittice della omonima graphic novel da cui è tratto il film) e da Vincent Paronnaud, la pellicola racconta, attraverso gli occhi di una bambina di nove anni, la precoce ed estroversa Marjane, come le speranze di un popolo vengano distrutte quando i fondamentalisti prendono il potere, imponendo il velo alle donne e imprigionando migliaia di oppositori. Candidato all’Oscar 2008 Persepolis racconta quindi le storture del fondamentalismo, con la protagonista, che proprio come la Satrapi, decide di lasciare il suo Paese, l’Iran, per Parigi, dove poter ricominciare a vivere. L.M. 7 febbraio 2008 Spettacolo teatro Alla ‘Fenice’ di Senigallia ‘Sinfonia d’autunno’ Donne a teatro D ue grandi interpreti, Maddalena Crippa e Rossella Falk per la prima volta insieme sul palco grazie a “Sinfonia d’autunno”, lavoro tratto dell’omonimo film di Ingmar Bergman che sarà al Teatro La Fenice di Senigallia giovedì 7 febbraio 2008 alle 21. Lo spettacolo che arriva a Senigallia nell’ambito della Stagione unica di prosa, danza e musica 2007-08, è diretto da Maurizio Panici con la produzione di Argot e ha debuttato al Manzoni di Pistoia il 16 novembre 2007. Due donne, Charlotte e Eva, una madre e una figlia una di fronte all’altra a confronto, tra amore e odio. La sceneggiatura scritta da Bergman e ripresa da Panici scava con ferocia e lucidità chirurgica nel rapporto tra le due, reso in modo toccante e profondo dal carisma e dalla bravura di Rossella Falk e Maddalena Crippa. Eva è sposata con Viktor (in scena Mar- co Balbi), pastore protestante insieme al quale abita nella canonica disegnata nel suo bagliore nitido e impietoso dallo scenografo Aldo Buti. Charlotte, la madre di Eva, è una pianista famosa presa dalla sua carriera, che molto raramente fa visita alla figlia. Non a caso, Bergman stesso racconta in proposito che ‘ci sono donne così. Rifiutano di essere disturbate dai loro figli. Non vogliono perdere tempo con i loro problemi. Hanno la loro vita, la loro carriera. Tutto il resto non conta. È di una donna così che ho voluto parlare’. Ma la figlia di Charlotte, Eva, scrive una lettera alla madre invitandola a un nuovo incontro. Charlotte arriva all’improvviso. Il finale aperto pensato da Bergman è tutt’altro che consolatorio. Le due donne alla fine si riconcilieranno? I costumi sono realizzati da Lucia Mariani, le luci da Franco Ferrari. Le musiche scelte sono di Grieg e Chopin, l’ambientazione sonora a cura di Stefano Saletti. Alessandro Piccinini Note di regia Trentasei ore, tanto dura l’incontro tra Charlotte e Eva. Trentasei ore in cui l’autore scava nel rapporto tra le due donne: e sono parole di odio/amore, i sentimenti che hanno segnato l’intera relazione tra madre e figlia. Testimone degli eventi è il marito di Eva. Charlotte, la madre, in quelle ore parla delle proprie amarezze e solitudini, le svela alla figlia, lo fa forse per la prima volta senza difese, senza maschere. Anche Eva cerca di raccontarsi nelle sue difficoltà, ma le parole che escono non sono quelle giuste e il conflitto sembra non potersi risolvere, il perdono appare impossibile anche se il cordone ombelicale non si è mai spezzato: “non si finisce mai di essere genitori e figli”. “Sinfonia d’autunno” è e rimane una “storia d’amore” speciale tra due donne dipinte con crudezza e nitore da uno dei più grandi “esploratori” di sentimenti che il secolo scorso ci ha regalato. Maurizio Panici Libri Incontri in libreria La donna e l’acqua L a donna delle sette fonti” è un romanzo dedicato “...a ogni Oceano, Fiume, Pioggia o Lago, a Morealah, Dea di tutte le Acque e alla guarigione delle Acque della Terra...”, raccontando la storia di una giovane donna timida e malata che con le cure di una vecchia sciamana e dell’Acqua, guarisce. Un romanzo sincero di Diego Manca dedicato alle donne e alla nostra parte femminile ma soprattutto ai giovani, una storia che appassiona per la sua semplicità e naturalezza, un romanzo che parla il “linguaggio della Terra” comprensibile dalla parte più profonda di noi stessi e ci riporta a quel profondo idioma che abbiamo rimosso o dimenticato allontanandoci così dalla lingua primordiale della Terra Madre, nutrice di tutti gli esseri viventi. In questo romanzo, arricchito dall’introduzione di Hyemeyohosts Wolf Storm, scrittore indiano americano autore del libro “Sette Frecce”, Antonio Diego Manca sottolinea questo linguaggio ancestrale attraverso I gesti di Tia Nanna Frore, la sciamana protagonista del libro, evidenziando molti aspetti dell’antica cultura della Sardegna che nella sua radice è simile a tutte le antiche culture della razza umana. Sabato 9 febbraio, alle ore 18.00, presso la libreria Iobook di Senigallia ci sarà l’incontro con Diego Manca, autore del libro “La donna delle sette fonti”. La prima raccolta di poesie di uno dei più grandi autori italiani Libro aperto letto e presentato da Stefano Perini con la Libreria Mastai - Senigallia via Cavallotti, 15 - tel. 071 7926628 L Dalla barca si vede il mondo Mario Luzi, ‘La Barca’ Edizioni Le Balze, euro 10,00 - pagg. 60 a prima raccolta poetica di Mario Luzi dal titolo “La Barca” esce nel 1935, quando il poeta era poco più che ventenne. Nella raccolta è possibile notare una riduzione del dato soggettivo: il poeta parla in modo mediato e senza la volontà di incidere sul corso degli avvenimenti. Il poeta sente la necessità di sentirsi un tutt’uno con il mondo e con la natura, quella stessa natura che viene interiorizzata dal poeta, e da ciò nascono molte immagini dell’opera. Il mare si fa metafora dell’esistenza umana: Luzi lo immagina come un “infinito serbatoio” che raccoglie gli elementi della vita e allo stesso tempo come luogo in cui questi ultimi si distruggono confondendosi con la natura stessa, precisando che “è un mare più pensato che visto e goduto con i sensi, per cui si può presumere che ci sia questo senso del destino come viaggio o del viaggio come destino ed esperienza totale”. La barca allora diventa la possibilità di salvezza, il mezzo attraverso il quale l’uomo può affrontare il viaggio terreno e metafisico: “Amici dalla barca si vede il mondo/ e in lui una verità che procede/ intrepida, un sospiro profondo/ dalle foci alle sorgenti”. Gli oggetti medesimi trovano il proprio significato esistenziale in se stessi; essi sono accomunati agli uomini per la sofferenza che si prova nel mondo. La risposta di Luzi alla sofferenza sarà l’amore che viene visto come “forza propulsiva e coesiva”. Già nella prima raccolta è possibile notare la tensione del poeta verso l’ultraterreno e l’assoluto: così, in chiave cristiana, la sofferenza viene vi- il taccuin ARTE Falconara M.ma - Galleria Artemisia Arte Contemporanea ‘Omaggio a Bruno d’Arcevia’, ore 10/12.30- 17/19.30, dal 7/12/2007 al 29 febbraio 2008 chiuso domenica pomeriggio e lunedì. Ancona - Atelier dell’Arco Amoroso, ‘Spirito e Forma’, ore 17/20 Maurizio Baccanti, dal 2 al 9 febbraio 2008. TEATRO e MUSICA Senigallia - Giovedì 7 febbraio, Gratis Club, Sotto le Stelle del Jazz, ore 21.45 The 3 Moons+Roberto Cecchetto. Monte San Vito - Sabato 16 febbraio 2008 ‘Ottanta... voglia di cantare’ di e con Elio Pandolfi e Corrado Olmi, con Marco Scolastra al pianoforte. Corinaldo - Domenica 17 febbraio, Fondazione Toscana 13 arte A Senigallia un concorso di creatività ‘Trasforma’, l’arte e città sostenibile A ncora pochi giorni per partecipare al I concorso di creazione “Trasforma - arte e città sostenibile” 2007-08. C’è tempo fino al 15 febbraio 2008 per presentare progetti artistici che valorizzino il senso di responsabilità sociale dell’arte in modo originale, innovativo e in una prospettiva di sviluppo sostenibile. I progetti dovranno essere inediti e saranno valutati da un comitato scientifico internazionale. Quelli selezionati verranno sostenuti con un contributo fino a un massimo di 5.000,00 euro e saranno proposti, nel limite della fattibilità, all’interno di “Trasforma - arte e città sostenibile” a Senigallia, ancora in data da definirsi tra aprile e maggio. Si tratta del secondo evento pubblico di visibilità del progetto Vapartec (acronimo per Valorizzazione del patrimonio architettonico, storico-culturale e linguistico letterario attraverso l’Arte Contemporanea), ideato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Senigallia, realizzato con il contributo del Fesr (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale – Regione Marche) nell’ambito del Nuovo Programma di Prossimità Adriatico Interreg/CardsPhare e sviluppato in collaborazione con i partners Moving Culture (Albania), Translocal (Croazia) e Youth of Jazas Novi Sad (Serbia). TRASFORMA - arte e città sostenibile è un progetto INTERREG/CARDS-PHARE dedicato alle prospettive legate all’arte contemporanea intesa come strumento per la valorizzazione sostenibile del territorio. L’intenzione è di dare visibilità a talenti emergenti capaci di tracciare nuove strade nella riflessione e nell’azione artistica e urbana su tematiche legate alla sostenibilità quali rigenerazione territoriale, responsabilità sociale, dialogo interculturale, ecologia urbana. Il primo momento si è svolto tra il 7 dicembre 2007 e il 6 gennaio 2008 alla Rotonda a Mare di Senigallia. In quella prima occasione sono state ospitate installazioni, video e performance in prima italiana o assoluta di artisti europei e balcanici. Alcuni artisti hanno attivamente coinvolto il territorio di Senigallia rispettando lo spirito del progetto, come nel caso delle Sirene di Antonio Catalano. In questo secondo momento primaverile, i lavori degli artisti emergenti selezionati tramite bando saranno presentati accanto a opere di artisti più affermati. Tutte le informazioni e i dettagli si trovano sul sito online www.trasforma.it. A.P. Cinema multisala Gabbiano www.gabbiano.senigallia.biz [email protected] - tel. 071.65375 da venerdì 8 febbraio INTO THE WILD sta come indispensabile e necessaria perché l’amore possa svolgere la propria azione, giacché: “L’amore aiuta a vivere, a durare,/ l’amore annulla e dà principio. E quando/ chi soffre o langue spera, se anche spera,/ che un soccorso s’annunci di lontano,/ è in lui, un soffio basta a suscitarlo./ Questo ho imparato e dimenticato mille volte,/ ora da te mi torna fatto chiaro,/ ora prende vivezza e verità”. Inoltre, nei pochi momenti di felicità nella vita terrena si nasconde e risplende la felicità ultramondana: si spiega come l’uomo soddisfatto un piacere ne desideri sempre un altro vivendo in una situazione, e qui la memoria corre al Leopardi dello “Zibaldone”, di costante inappagamento. Particolare importanza nella raccolta, come poi in tutta la poesia di Mario Luzi, hanno le figure femminili che attraverso i momenti della loro vita simboleggiano e manifestano il trascorrere del tempo, ma soprattutto la figura della madre che racchiude nella propria esperienza terrena sia la nascita, sia la vita nonché la morte. La poesia di Mario Luzi è contrassegnata già ne “La Barca” dall’interrogazione e dal dubbio al quale il poeta inevitabilmente giunge attraverso la propria interrogazione interiore. La possibilità di una salvezza viene rimandata ad una realtà altra rispetto a quella presente vissuta dal poeta e dal suo lettore. Un libro necessario per chiunque sappia ascoltare la voce della poesia e attraverso questa scandagliare la propria anima. Stefano Perini di Tullio Piersantelli Spettacolo e Produzioni Teatrali Paolo Poli, Sei brillanti, commedia in due tempi di Paolo Poli da Mura, Masino, Brin, Cederna, Aspesi, Belotti interpretata e diretta da Paolo Poli con Luca Altavilla e Alfonso De Filippis. Fano - da martedì 12 a giovedì 14 febbraio Teatro Stabile dell’Umbria, in collaborazione con il Teatro Stabile di Torino, presenta Le lacrime amare di Petra Von Kant, di Rainer Werner Fassbinder con Laura Marinoni, Silvia Aielli, Cinzia Spanò. Regia di Antonio Latella. Senigallia - Teatro per ragazzi, sette i titoli in programma di cui quattro aperti al pubblico delle domenicali alle ore 17.00 a cominciare da domenica 10 febbraio al Teatro La Fenice con Energia/Utopia della Compagnia Teatro della Biosphera. Regia di Sean Penn. Con Emile Hirsch, Marcia Gay Harden, William Hurt, 148’ - Usa 2007 SInto the wild è la libera trasposizione del libro di Jon Krakauer “Nelle notti estreme” diventato un classico della sottocultura urbana. Dalla lettura del libro, Sean Penn ha dovuto aspettare ben dieci anni prima di ottenere i diritti. Questa incredibile pazienza testimonia una testarda sensibilità che è unica nel panorama cinematografico di oggi. Ed è valso la pena aspettare. Venerdì - sabato: 21.30; domenica: 16.00 - 19 - 22.00; lunedì martedì - mercoledì: 21.30 IL FALSARIO Regia di Stefan Ruzowitzky. Con Karl Markovics, August Diehl, Devid Striesow, 98 minuti. - Austria, Germania 2007. Berlino 1936. Sorowitsch è il re dei falsificatori ed è ebreo. La sua vita cambia quando viene portato a Mauthausen e da lì trasferito, per la sua competenza, in un campo privilegiato insieme ad altri tecnici della falsificazione. Dovranno produrre valuta pregiata falsa per sostenere le casse ormai vuote del Reich. Sorowitsch inizialmente non si pone problemi: ha trovato il modo di sopravvivere e di esercitare la propria ‘arte’. Continuare a falsificare denaro favorendo il nazismo o boicottare l’operazione mettendo a repentaglio le proprie vite? Venerdì - sabato: 20.30 - 22.30; domenica: 16.30 - 18.30 - 22.30; lunedì - martedì - mercoledì: 21.30 Mercoledì d’essai 13 febbraio - ore 21.30 L’ASSASSINIO DI JESSE JAMES Regia di Andrew Dominik. Con Brad Pitt, Casey Affleck, Sam Shepard, Mary-Louise Parker, 160’. - Usa 2007. Sul finire degli anni sessanta dell’Ottocento la famigerata banda dei fratelli James imperversava nello stato del Missouri, assalendo banche, treni e diligenze. Gli ultimi ribelli della guerra civile erano al servizio del più carismatico dei fratelli James, Jesse, bandito professionista dal grilletto facile, lo sguardo glaciale e i modi affabili. a Castelleone di Suasa MR. MAGORIUM e la bottega delle meraviglie Regia: Zach Helm, con Dustin Hoffman, Natalie Portman sabato 9 febbraio - ore 21.00 domenica 10 febbraio - ore 16.30 - 21.00 14 7 febbraio 2008 Sport vigor Quarto pareggio consecutivo per i rossoblu: la classifica comincia a risentirne seriamente Una buona settimana N VIGOR 1 – FOSSOMBRONE 0 CASTELFRETTESE 0 – VIGOR 0 ell’incontro infrasettimanale di mercoledì i rossoblù si sono sbarazzati della “corazzata” Fossombrone scesa a Senigallia certa di farla franca dopo dieci successi utili consecutivi ed invece è incappata in una sonora sconfitta ad opera del ritrovato Camilletti che all’87°, su triangolazione Goldoni-Bertozzini e colpo di testa imparabile del “bomber”, ha reso vano il tentativo di parata dell’estremo Flavoni. E’ stata una partita largamente dominata dagli uomini di Giuliani. Precisa la difesa, sempre pronta a ribattere qualsiasi iniziativa avversaria, forte al centrocampo dove un onnipresente De Filippi ha dettato i tempi ai compagni, sia di reparto che di quello attaccante. La cronaca: 2° De Filippi scarta due avversari, poi da ottima posizione calcia debolmente sul portiere. Si fa vivo il Fossombrone al 23° con Carbonari: tiro alto; 27°, Pelliccioni impegna Argentati per ripetersi al 35° senza esito. 63°, Montanari serve di testa Paniconi, pronto il tiro: alto. Poi la rete di Camilletti che si ripete al 90° con un pallonetto che Flavoni con difficoltà mette in angolo. Vigor : Argentati 7, Bertozzini 7, Mandolini 7, De Filippi 7,5, Bartoccetti 7, Diamanti 7, Paupini 7 (61° Mosca 7), Montanari 7, Candelaresi 7 (72° Goldoni 7), Paniconi 7,5, Camilletti 8. A disp. Memé, Rosi, Traiani, Nobilini, Vici. Allenatore Giuliani. Fossombrone : Flavoni, Conti, Ghergo, Colantoni, Ruggeri, Baratteri, Biagini (69° Tittoni), Colella, Carbonari (88° Ber- tuccioli), Pelliccioni (74° Brancaccio), Rondina. A disp. Car- lo battuto da De Filippi il colpo di testa di Vici viene respinletti, Tombini, Rebescini, Paoloni. Allenatore Omiccioli. Ar- to dalla traversa. La partita finisce qui. E’ da segnalare che bitro Domenella di Ancona; spettatori 400 circa. Ammoniti: il portiere Argentati si vede inviolata la sua rete da ben 538 Baratteri, Paniconi; espulso al 74° Baratteri e all’81° il medico minuti; un bel primato. Giuliani parla di questi due incontri: della Vigor Giovannetti. Angoli: 6 a 6; recuperi 1+4. “Col Fossombrone avevamo un conto in sospeso; lo abbiamo Si riprende con la trasferta a Castelferretti contro la locale risolto con la vittoria. Con la Castelfrettese abbiamo giocato squadra; una formazione guidata da una nostra vecchia co- un’ottima partita, ma quest’anno – per vari motivi – la fornoscenza: Fenucci. La partita è stata giocata da entrambe le tuna non è che ci assista troppo, anzi ritengo che ci abbia squadre a viso aperto senza tatticismi su un terreno molto abbandonato. Domenica prossima si gioca in casa, ore 15, viscido, ricco di zollosità che alla fine ha reso problematica la contro il Pian San Lazzaro: una squadra d’alta classifica. governabilità della palla. Nella Vigor ha fatto il suo esordio a Castelfrettese: Gambadori, Lanzilotti, Rossi, Ciccarelli, Petempo pieno il capitano Goldoni, dimostratosi alla fine uno lusi, Finucci, Mazzieri (58° Rossetti), Monaco (76° Fulgenzi), dei migliori in campo. Principi, Sebastianelli, Buonaventura. A disp. Martelli, RocDai suoi spunti sono nate le azioni più pericolose per la por- chini, Voicu, Pelonara, Catani. All. Fenucci. ta avversaria, sia come passaggi ai suoi compagni d’attacco Vigor: Argentati 7, Bertozzini 7, Mandolini 6,5, De Filippi 7, che su tiri diretti in porta. Alla fine alla Vigor è mancato un Bartoccetti 6,5,Diamanti 7, Guerra 7, Montanari 7,5, Panipizzico di fortuna ed è ben spiegato in cronaca: 1°,Buona- coni 7 (60° Mosca 7), Goldoni 7,5 (76° Vici 7), Camilletti 7. A ventura impegna Argentati in angolo; 6°, Guerra impegna disp. Memé, Rosi, Gregorini, Nobilini, Candelaresi. All. GiuGambadori; 15°, Goldoni offre a Camilletti un ottimo pallo- liani. Arbitro: Picchio di Macerata. Ammoniti: Rossi, Pelusi, ne; il portiere respinge con difficoltà. 19°, prima Mazzieri poi Goldoni. Spettatori 300 circa; angoli 7 a 4; recuperi 3+4. Sebastianelli cercano di sorprendere di testa Angiolani. 23°, Classifica: Elpidiense 39, Cingolana 37, Fossombrone 36, Goldoni si vede respingere in angolo dal portiere Gambado- Pian San Lazzaro 35, Civitanovese 35, Jesina 34, Urbino 34, ri un gran tiro ravvicinato. 35°, fallo da rigore in area su Gol- Fermignanese 33, Montegiorgio 30, Vis Macerata 30, Vigor doni; l’arbitro lascia correre. 37°, Buonaventura sfiora il palo. Senigallia 29, Osimana 28, Castelfrettese 28, Chiaravalle 26, Alla ripresa del gioco, al 57°, Camilletti – tutto solo davanti Pergolese 25, Monturanese 22, Vis Pesaro 18, Porto S.Elpidio al portiere – si fa respingere la sfera col piede: un’occasione 15. d’oro. Il gioco ristagna a metacampo con la Vigor pronta a colpire pronta a colpire in contropiede. 81°, su calcio d’angoGiancarlo Mazzotti basket, goldengas, serie b2, girone b Stupiscono i biancorossi P GOLDENGAS 80 – ATRI 75 ubblico delle grandi occasioni con buona partecipazione anche di sportivi al seguito dell’Atri. I locali sanno che la compagine ospite è formata di grossi elementi, capaci di sovvertire il risultato in qualsiasi momento della partita, ma non per questo la temono. In settimana, sotto la guida di Simoncioni, si sono preparati a dovere. Inizio paritario: 8 a 7 dopo cinque minuti; così al 10° il tabellone segna 20 a 18. La Goldengas tiene bene con Gnaccarini in serata di grazia e allunga fino a raggiungere all’intervello un + 10 eloquente: 45 a 35. Terzo quarto con i biancorossi sempre in vantaggio con un massimo al 25° (54-41) poi alcuni errori difensivi permettono agli avversari di chiudere sul 63 a 53. All’ultimo quarto un Atri deciso alla rimonta e quasi ci riesce al 23° (63 a 60), ma la reazione di Esposito, Gnaccarini, Maggiotto, Romagnoli rimettono il vantaggio su un limite di sicurezza: 38° (76 a 66) dopo che è stato decretato un fallo antisportivo a Pieri. La partita si avvia alla fine fra il tripudio degli sportivi senigalliesi: una vittoria che premia un’attenta difesa e tanta, tanta voglia di vincere. Il presidente Moroni: “contro una squadra come l’Atri, attrezzata per vincere il campionato, noi non ci siamo persi, anche quando loro hanno cercato in ogni modo di recuperare. Penso che dopo questo risultato dovremo essere in grado di arrivare nei primi otto posti per poi giocarci il tutto nella fase finale”. Il coach Simoncioni: “la vittoria odierna è del gruppo dei giocatori che io cerco di amalgamare ma di lasciare liberi di esprimersi al meglio. Si poteva essere più cinici quando eravamo andati sul + 10, ma va bene così, sono stati bravi lo stesso”. Prossimo incontro: difficile trasferta a Marostica. All’andata la Goldengas vinse per 90 a 83. Saprà ripetersi? Goldengas : Gnaccarini 17, Pierantoni 10, Candelaresi ne, Bigi 13, Martinelli 16, Esposito 10, Maggiotto 7, Romagnoli 7, Calcatelli ne, Catalani. All. Simoncioni. Atri : Pieri 17, Savini ne, Zampagna 14, Gaeta 11, Buscaino 16, Passaglia 6, Mori 7, Crescenzi 2, Giambattista ne, Coppa 2. All. Sorgentoni. Arbitri: D’Amato di Roma e Meroni di Ciampino. Classifica : Trento 24, Atri 20, San Donà di Piave 20, Marostica 20, Goldengas Senigallia 20, Chieti 20, Mestre 16, Ancona 14, Monfalcone 14, Gorizia 14, Civitanova 12, Oderzo 12, Trieste 10, Bassano 8. G.M. ciclismo all’ombra del santuario di loreto Domenica torna la strada P ronti a ricominciare sull’asfalto. Suggestivo l’esordio di domenica prossima: all’ombra del Santuario, a Villa Musone di Loreto. I ciclisti miseni avranno l’opportunità di mettersi in mostra. Come l’anno scorso, il primo esempio verrà dato dai sempreverdi (nella foto di Franco Gulli), guidati da Aldesino Carletti, atleta e mecenate dell’AutoSelli, di cui l’altra colonna è Carlo Piersanti. L’apertura marchigiana della stagione 2008 coinciderà ancora con la Coppa Zeppa Bike, che chiamerà a raccolta le forze amatoriali. Il team Zeppa Bike - Ragamon - Simoncini proverà a bissare il trionfo dell’edizione scorsa, quando proprio il patron-regista-atleta Flavio Montecchiari ha messo in fila tutti i giovani agonisti. Competizione d’apertura dominata dal coraggioso attaccante veterano Mauro Pieroni. Ritrovo del Trofeo Città di Loreto: nell’area dello Zeppa Bike, l’emporio-ritrovo delle due ruote in costante effervescenza, alle 8. Partenze in formula open: 9 e 10,30. Organizzazione squisitamente tecnica gestita dal Cycling Team Ragamon (informazioni e iscrizioni: 338-9341819). L’anno scorso lo Zeppa Bike - Ragamon - Simoncini ha primeggaito anche tra le società, davanti al Mobili Rimini. I successi di settore hanno premiato Italo Soldi, Mario Bravi, Maurizio Cerpolloni, Claudio Baldoni, Giacomo Garofoli, Emidio Curti, Adriano Conti, Eddy Cecconi. Fuori regione, l’agonismo è già esploso. Sull’asfalto perugino di Passignano sul Trasimeno, il team Zeppa Bike Ragamon - Simoncini ha colpito subito, con lo stesso Montecchiari. Il capitano-patron ha bruciato Dalpia e Spagliccia. La cronaca della Coppa d’Inverno Born to Run è stata scritta da 110 amatori. In carovana si è distinto Fabrizio Ravanelli, già celebre bandiera juventina e bomber azzurro (assorbito ormai dalla passione delle due ruote). Il ritmo è stato presto elevato. Tonucci ha provato l’attacco insieme ad altri tre imprenditoriali avanguardisti. Lo stop è giunto al termine della discesa di Magione. Il veloce testa a testa a ranghi compatti ha preso forma sullo strappo dell’hotel Al Cavaliere. Montecchiari-sprint ha fatto valere ancora la propria legge. Davide Tonucci è terminato settimo. Alberto Bonvini ha chiuso in dodicesima posizione. Così si è conclusa l’intensa giornata, apertasi con il meeting “L’importanza della passione per primeggiare nello sport”. Umberto Martinelli Pallacanestro femminile - Continua la serie negativa per le ‘Fredde Bontà’ basket maschile, serie c2, marzocca Non tutto funziona L JESI 75 – MARZOCCA 58 a squadra non ha ancora ritrovato l’assetto giusto. Al momento i due innesti operati a gennaio, vale a dire Castracani e Toth, non sono nelle migliori condizioni. Il nuovo coach Surico dovrà lavorare ancora molto per far sì che questa squadra esca da questa pericolosa situazione di classifica. Tutto è filato liscio per la squadra biancorossa nei primi due quarti : 17-18; 31-34. Poi tutto è precipitato nel terzo quarto, quando la squadra subisce un incredibile rimonta: chiuso su 55 a 38. A nulla serve, nel quarto quarto, l’impegno di tutta la squadra. La sconfitta è sonante e nel contempo avviene anche il sorpasso in classifica dello Jesi; inoltre pure nel fattore differenza canestro. Prossimo incontro, domenica 10 febbraio ore 18,30, contro il Pisaurum. Jesi : Riccardi 2, Toppi, Cittadini 8, Sabbatini 20, Piancatelli 8, Pirani 11, Rossetti 17, Santoni 1, Marasca, Pergolini 8. All. Ramondino. Miù J’Adore Marzocca: Nobili 10, Papa 22, Paolini, Mangialardi 1, Toth 2, Pincini, Ganzetti 6, Bartoli 7, Alessandroni 5, Castracani 5. Allenatore: Surico. Arbitri: Valleriani di Amandola e Armuzzi di Ascoli Piceno. Classifica : Cagli 32, Tolentino 32, San Benedetto 28, Adriatica 26, Don Leone Ricci 26, Pisaurm 23, Ascoli 20, Fabriano 20, Urbino 16, Maceratese 16, Pedaso 16, Stella Maris 16, Jesi 14, Marzocca 12, Victoria 11, Loreto 10. G.M. P FREDDE BONTA’ SENIGALLIA 55 – VILLAFRANCA (VR) 62 er le ragazze di Senigallia questi play off non sono alla loro portata, troppo attrezzate risultato le squadre per disputare questo torneo. Lo ha detto anche il presidente Pierapoli, che in settimana ha lasciato libera pure il play Anna Maria Di Rocco di andare ad accasarsi presso il Chieti (squadra attualmente terza nel campionato di serie A2) indebolendo ulteriormente la compagine. Prossimo incontro in trasferta sabato a Bologna. Fredde Bontà : Albano, Bedini 14, Bergamasco 6, Bonacci ne, Bugari, Farina 4, Marcelletti 3, Riccio ne, Satolli 28, Thompson. All. Montanari. Villafranca : Boschetti 3, Consolati 9, Dotto, Ferrarese 2, Fravezzi 17, Frusca 13, Morghen 2, Piccinini 3, Pizzolato 8, Sartori 5. All. Soave. Arbitri: Pierantonacci e Desposati; parziali 13-25, 24-40, 40-44. Classifica: San Martino 6, Bologna 6, Padova 4, Villafranca 4, Sarcedo 2, Treviso 2, Porto S.Giorgio 0, Fredde Bontà 0. Massi team, crescere nel ciclismo Crescere nel Ciclismo: dai Giovanissimi ai Professionisti. Questo il lieve motive che ha accompagnato domenica 3 febbraio, al Palacongressi di Loreto, il vernisage di presentazione del nuovo progetto del Team Manager corinaldese Rodolfo Massi per la stagione agonistica 2008. Un disegno che Massi coltivava da tempo ma che è riuscito a realizzare solo ora grazie alla forte intesa creata con il Pedale Chiaravallese, veterana società dedita al settore giovanile del presidente Marco Belardinelli, e con la formazione italo - svizzera Hadimec - Nazionale Elettronica - Bottecchia guidata dal Team Manager Dany Hirs e presente già nel panorama professionistico – continental. Sullo stesso palco, di fronte ai numerosi intervenuti hanno sfilato, presentati brillantemente dal giornalista rai Alessandro Fabretti e dall’ opinionista Gigi Sgarbozza “giovanissime” promesse, esordienti, allievi, la sezione Triathlon, gli under 23 ed i neo professionisti continental. 7 febbraio 2008 penultima LA PAROLA Giorni di deserto DI DIO L 10 FEBBRAIO 2008 I domenica di Quaresima Gen 2,7-9; 3,1-7 Salmo 50 Rm 5,12-19 (forma breve: Rm 5,12.17-19) Mt 4,1-11 di Paolo Curtaz Jerico, Autonomia Palestinese Monastero delle Tentazioni foto Silvia Corinaldesi asciate le barche per seguire Rabbì Gesù nel territorio di Zabulon e Neftali, ai confini della storia, accolta la sconcertante notizia di un Dio che è povero e misericordioso, siamo chiamati a diventare sale che dona sapore all’insipido mondo, luce che indica la strada ai cercatori di beatitudine. Ma, lo sappiamo, la strada è in salita e il vento pungente della disperazione rischia di spegnere la flebile fiamma della fede. Abbiamo bisogno di convertirci alla gioia, abbiamo bisogno di tenere stretto in mano lo spago che si dipana nel delirio quotidiano per condurci alla pace interiore. Inizia la Quaresima, inizia il deserto. Quaranta giorni alla sequela di Gesù che inizia la sua vita pubblica nell’assordante silenzio del deserto, là dove l’essenziale emerge. A imitazione del popolo di Israele che vaga quarant’anni nel deserto del Sinai prima di entrare nella terra promessa, così Gesù prende estremamente sul serio la sua missione, e cerca nel silenzio e nel digiuno il percorso da seguire. Gesù, vero uomo e vero Dio, ha di fronte a sé delle scelte da compiere: come eserciterà il suo ministero? Userà prodigi e miracoli? Scuoterà il cielo e farà piovere il fuoco dal cielo? Cavalcherà la connaturale idea di Dio che portiamo nel cuore per stupirci e intimorirci? Il colloquio fatto con l’avversario è pieno di umano buon senso: bisogna sostenersi fisicamente per affrontare il faticoso compito dell’annuncio, bisogna usare qualche prodigio per attirare l’attenzione, occorre tenersi buoni i potenti della terra per avere appoggio nella missione. Proposte sensate che Gesù rifiuta, usando la Parola (che conosce bene) per discernere cosa deve fare. Gesù sceglie quale Messia essere: un Messia dimesso e misericordioso, non ricorrerà ai prodigi, né alla forza; Dio vuole essere amato per ciò che è, non per ciò che dà. Gesù sceglie ispirandosi alla Parola, riesce a dribblare le trappole dell’avversario tenendo nel cuore la Scrittura, decide alla luce di Dio Padre come compiere la sua missione. E tu fratello, sorella, hai deciso quale uomo, quale donna diventare? Il tuo carattere, la tua educazione, le esperienze della vita hanno profondamente influenzato il tuo percorso, determinato ciò che sei, ovvio; ma c’è nel tuo cuore un immenso spazio di libertà che puoi gestire, orientare, portare a maturazione, è ciò che ci rende simili a Dio. Ci sono dati quaranta giorni di deserto nella città, quaranta giorni per tornare all’essenziale, per chiederci, una volta all’anno, se ciò che siamo è ciò che abbiamo scelto e, se non abbiamo potuto scegliere, se la vita che viviamo la viviamo nella tenerezza di Dio. Quaresima è il tempo della concentrazione e della verifica, per essere capaci di accogliere la straordinaria gioia della resurrezione di Gesù. La gioia è l’obiettivo ultimo della Quaresima, tempo in cui aprire il cuore alla conversione. Per molti di noi occorrerà mortificarsi: togliere dai piedi ciò che c’impedisce di essere liberi, ciò che ci distrae e ci fa vivere nella dimenticanza. Per molti di più occorrerà vivificarsi, lasciare la tristezza, abbandonarla, non amarla, per convertirsi, infine, alla gioia. La quaresima diventa il tempo in cui rimettiamo un centro nella nostra vita. Colloquio di mercoledì scorso, dopo una delle celebrazioni delle Ceneri in una mia microscopica parrocchia; protagonista una signora trentacinquenne, in vacanza qualche giorno per disintossicarsi dallo smog; tema: la fatica del credere, come la Parola sentita alla domenica resta dimenticata fino alla domenica successiva e di come non si riesce - malgrado ogni sforzo - a “dimorare”, come direbbe san Giovanni, sotto la luce del Risorto. Conclusione della signora: “Manca come un centro, un punto attorno a cui organizzare tutto il resto”. Benvenuti nel terzo millennio dell’era cristiana, tempo in cui non si ha più tempo, tempo nel quale il tempo è frantumato, polverizzato in mille inquietudini. Benvenuti nel tempo in cui essere cristiani, come nei primi secoli, richiede eroismo e martirio, tempo in cui essere sale e luce è avventura entusiasmante e difficile. Benvenuti in Quaresima, palestra che ci diamo una volta all’anno, esercizio per ritrovare l’unità, tempo di deserto, ad esempio del Rabbì che seguiamo e che - come noi - ha voluto fare l’esperienza di deserto per scegliere come vivere, per far ordine intorno alle sue scelte. Mercoledì abbiamo iniziato il cammino con un gesto simpaticamente tragico: l’imposizione delle ceneri con il monito: “Dì: guarda che sei poi solo polvere!”; che sano principio di realismo! Ce ne ricordessimo quando ci scanniamo per questioni di eredità o scaliamo la scala sociale, se ne ricordassero i super-iper-tutto dell’umanità che qualche anno dopo la loro serena dipartita saranno polvere! Ce ne ricordessimo quando – senza patemi o tristezze – indaghiamo sul senso della storia e della vita! Il delirio di onnipotenza che - talora - prende la nostra umanità verrebbe guarito da questa semplice considerazione: siamo polvere. Ma polvere che Dio illumina e trasfigura, accende e rende capolavoro e meraviglia. 15 IN BREVE MONTERADO Il Coro e il Gruppo Musicale della Parrocchia hanno presentato l’undicesima edizione del Concerto di Natale alla chiesa parrocchiale di Monterado venerdì 28 dicembre 2007 alle ore 21. Il coro ha eseguito i seguenti brani, suddivisi in due parti: 1) Jingle bell rock; 2) Prima fantasia di Natale; 3) Come vorrei; 4) Lo scriverò nel vento; 5) A Natale puoi; 6) Alleluja; 7) Natale coi fiocchi; 8) Continua a bussare; 9) All i want for Christmas is you; 10) Se la gente usasse il cuore; 11) Natale in amicizia; 12) Caro Gesù ti scrivo; 13) Buon Natale in allegria; 14) Last Christmas; 15) Bianco Natale; 16) O Holy Night; 17) Oh Happy Day. Il coro, diretto da Angela Tommasetti, era composto da: 1) Valentina Ambrogiani; 2) Ylenia Baldetti; 3) Alessia Bellucci, 4) Aurora Casagrande; 5) Elisa Casagrande Paoloni; 6) Federica Casagrande Paoloni; 7) Riccardo Ciofi; 8) Rebecca Gimignani; 9) Nicolò Guidarelli; 10) Edoardo Guidi; 11) Francesco Marini; 12) Giovanni Mazzaferri; 13) Loris Milo; 14) Noemi Montanari; 15) Diego Paolini; 16) Lorenzo Paolini; 17) Alex Pompili; 18) Daniele Rossi; 19) Serena Allegrezza; 20) Stefania Angelucci; 21) Angelica Casagrande Paoloni; 22) Sara Casagrande Paoloni; 23) Marina Carboni; 24) Marika Discepoli; 25) Cecilia Guidarelli; 26) Alessandra Mancini; 27) Lucia Marinelli; 28) Valeria Montanari; 29) Emanuela Spadoni. I musicisti : 1) Matteo Cavalletti alle tastiere; 2) Giacomo Antonelli e VanniNicoletti alle chitarre; 3) Federico Ciofi al basso; 4) Claudio Procaccini alla batteria, coordinati e diretti da Vanni Nicoletti. La foto ricordo del grande avvenimento. STATUA DI SANTA MARIA GORETTI A Nettuno, i Padri Passionisti responsabili del Santuario dedicato a Santa Maria Goretti hanno deciso di sostituire la statua in cera che custodisce i Sacri Resti della Santa, con una scultura in bronzo. I fedeli del luogo si sono opposti così come il sindaco di Corinaldo Livio Scattolini, il rettore del Santuario diocesano don Franco Morico e molti corinaldesi. Il sindaco, appena appresa la notizia, ha provveduto ad inviare una lettera al superiore generale dei Padri Passionisti Ottaviano D’Egidio, al padre Fiorenzo Bordo superiore provinciale e, per conoscenza, mons. Giuseppe Orlandoni, vescovo di Senigallia. Egli espone i motivi perché non si effettui questa sostituzione “che certamente mortifica i sentimenti di comunione, di amore, di fede, di tenero affetto nonché il ricordo che l’attuale effige rappresenta nei confronti dei Concittadini di Corinaldo e più in generale dei fedeli sparsi in tutto il mondo, che da sempre La venerano” e chiede anche un incontro congiunto con le autorità preposte, per affrontare tale problematica nonché la sospensione, al momento, di ogni iniziativa. Il Sindaco continua ricordando che “ i fedeli adorano Santa Maria Goretti attraverso la corrispondenza di amorosi sensi si è stabilita e affermata negli anni con questa immagine”. Intanto anche il Vescovo di Albano, Marcello Semeraro, viste anche le reazioni di disappunto che si stanno manifestando a Corinaldo e a Nettuno, ha disposto di non procedere ad alcuna manomissione del simulacro antico, concludendo: “quanto alla nuova immagine bronzea, sia collocata in luogo idoneo, ma non nella cripta dove è custodito il corpo della Santa”. I devoti a Santa Maria Goretti accolgono con gioia la notizia, e comunque continuano a firmare la sottoscrizione aperta presso il Santuario Diocesano di Corinaldo, per annullare definitivamente l’iniziativa. Ilario Taus RUBRICA DI STORIA E CULTURA DEDICATA AL BEATO SENIGALLIESE GIOVANNI MARIA MASTAI La spiritualità di Pio IX U na spiritualità, nella sua autenticità, si compone di natura e di grazia, cioè di tutte la qualità naturali che noi usiamo chiamare carattere e dei doni di vita soprannaturale. Qual era il carattere di Giovanni Maria Mastai Ferretti? Il prof. Giacomo Martina nella sua ricerca rileva in lui: “Una cordiale bontà di cuore pronto a farsi tutto a tutti nei limiti del possibile, unita ad una istintiva irrefrenabile grazia che, se talora offendeva qualcuno, più spesso rendeva simpaticissima la sua compagnia; un robusto buon senso ed equilibrio, incline a cogliere al volo i limiti delle situazioni e non scevro da una punta di scetticismo, un certo talento amministrativo... un’intelligenza più pratica che speculativa”. Affettivo, sensibilissimo, desideroso dell’amicizia, bisognoso di confidenze spontanee, pronto allo scherzo, tutto cuore insomma e facilmente eccitabile, ma insieme osservatore attento degli uomini e delle cose, incline alla critica e al sarcasmo, temperato dalla bontà e dall’arguzia. Su tutto domina sempre più, di giorno in giorno, la fiducia in Dio, nutrita di una ardente pietà che favorisce la sua vocazione, scoperta dopo faticose analisi e accompagnata subito dal proposito di servire la chiesa non nell’amministrazione, dalla quale si sentiva alieno, ma nella cura pastorale. L’anelito verso il Signore non si attenuò, anzi si approfondì con il tempo e con l’esperienza. La bontà d’animo, la sincerità, la dedizione ai servizi della chiesa rimangono le sue caratteristiche migliori. Ma questa spiritualità, semplice e profonda, resta unita a quella spontaneità che lo ha reso sempre simpatico. Giovanni Maria Mastai Ferretti sale al pontificato e la vita interiore non cambia. Numerose e concordi testimonianze ci parlano del fervore con cui celebrava la messa... delle frequenti preghiere che moltiplicava durante la giornata e talvolta anche durante le insonnie della notte. Il vitto era assai frugale e l’appartamento privato molto semplice. Era lieto di dare a piene mani e subito, nella sua inesauribile carità, quanto riceva dalla carità dei fedeli. Grande è il suo zelo per l’istruzione del suo popolo e la difesa della moralità. Disse un giorno: “Sarei lietissimo che per educare i figli del popolo nelle scuole notturne si adoperassero anche i cardinali”. a cura di G.C. Settimanale della Diocesi di Senigallia Tel. 071 64578 - Fax 071 7914132 P.zza Garibaldi, 3 - 60019 Senigallia (An) www.vocemisena.it [email protected] Direttore editoriale: Gesualdo Purziani Direttore responsabile: Giuseppe Cionchi Redazione: Laura Mandolini, Tullio Piersantelli, Rosaria Cenerelli, Giancarlo Mazzotti. Collaboratori: Alessandro Berluti, Fabrizio Chiappetti, Roberto Ferretti, Luca Giancarli, Anna Gobbetti, Elvio Grossi, Simone Mandolini, Leonardo Marcheselli, Vittorio Mencucci, Giuseppe Nicoli, Leonardo Pasqualini, Michele Pinto, Stefania Sbriscia, Giorgio Silvestri, Luciano Sole, Federica Spinozzi, Ilario Taus, Raoul Mancinelli, Umberto Martinelli. Tecnici: Speranza Brocchini, Daniele Guidarelli, Anna Maria Roberti, Mariannina Puerini, Pietro Scattolini Stampa: Galeati Industrie Grafiche S.p.A. - Imola (www.galeati.it) Abbonamento annuo ordinario: € 35 da versare sul cc.postale n. 10514602 Tiratura: 4000 copie Associato alla Fisc - Federazione italiana settimanali cattolici La testata “La Voce Misena” fruisce dei contributi statali diretti di cui alla Legge 7 agosto 1990, n. 250.