n. 5
ARTICOLI SACRI
a Senigallia
ARTICOLI SACRI
a Senigallia
via Andrea Costa 31
tel 071.60597
via Andrea Costa 31
tel 071.60597
Settimanale della Diocesi di Senigallia - giovedì 7 febbraio 2008 - € 1
Poste Italiane spa - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L 27/02/2004 n°46) art. 1, comma 1, DCB Ancona - Taxe Perçue - Tassa riscossa ufficio PT di Senigallia -
Editoriale
Elezioni
Fin dall’inizio sembrava fuori della realtà l’ipotesi che
Marini riuscisse a compiere
il miracolo di trovare una
maggioranza larga e coesa,
in grado di approvare con
la legge elettorale alcune
modifiche alla Costituzione,
come quelle che nelle scorse
settimane sembravano convincere. E in effetti, con tutta
la buona volontà del caso,
non è riuscito a superare la
tornata di consultazioni per
cercare di dar vita ad un governo istituzionale. Elezioni
anticipate quindi, probabilmente intorno alla metà
di aprile. Le ha volute con
grande compattezza tutto il
centro destra che desidera
conseguire subito la sua rivincita sul centrosinistra.
Il pericolo immediato è che
destra o sinistra saliranno di
nuovo al potere con questa
sistema elettorale che non
garantisce affatto una reale
democrazia. In molti volevano la riforma elettorale,
quella attuale è una legge
che non rappresenta il cittadino. Non si può votare per
un simbolo e una masnada
di nomi da cui poi successivamente, come per magia,
viene estratto il governo della nazione. E le possibilità di
cambiare c’erano, ma l’egoismo ha prevalso, da ambo le
parti, sia mesi fa che oggi. È
difficile andare a votare ancora con questa legge, e tutte
le persone sensate dovrebbero averlo già intuito perché,
indipendentemente
dalle
parti su cui uno si schiera,
questa legge nuoce a tutti.
Adesso non c’è più tempo, si
devono affilare la armi per
la guerra lampo in prossimità delle elezioni, anche se
già la campagna elettorale
è partita da mesi, e ce ne
siamo accorti. Ogni schieramento, che critica l’altro
di non fare gli interessi del
paese, perde un’occasione
per dimostrare quella superiorità che tanto inneggia,
ma che sinceramente rende
solo l’immagine di miseria
di idee e pochezza nei confronti dei veri interessi del
paese tutto, e non solo di pochi eletti.
Gesualdo Purziani
giornata del malato
Lunedì 11 febbraio
“La famiglia è attraversata da profonde difficoltà; essa rimane tuttavia il
luogo di cura per eccellenza, chiamato a rapportarsi in prima persona
con il malato, con la sua sofferenza
e il suo percorso esistenziale di
consapevolezza all’interno della
malattia stessa; per questo bisogna
cominciare a pensare ad una sanità a
misura di famiglia e a nuove sinergie
tra famiglia e personale curante. Lo
ha detto don Andrea Manto , direttore dell’Ufficio nazionale Cei per la
pastorale della sanità, in vista della
XVI Giornata mondiale del malato
che si celebrerà l’11 febbraio
S. Messa in Duomo alle 15.30
Lavorare stanca
Un lavoratore su cinque è stressato. E questa volta non sono chiacchiere da pausa caffè, perché a esprimersi è una fonte autorevole come
l’Osservatorio dei rischi dell’Agenzia europea per la salute e la sicurezza sul lavoro. Stando all’Osservatorio, infatti, lo stress sarebbe al secondo posto tra i problemi di salute segnalati dai lavoratori europei. A lamentarsene nell’Europa a 27 è, infatti, il 22% degli occupati. Ma
dagli studi condotti dall’Agenzia Europea emerge anche che il 40% di quelli che sono tenuti ad osservare un orario lungo dichiara di non
essere soddisfatto dell’equilibrio tra lavoro e vita privata. E che più della metà delle giornate lavorative perse è riconducibile allo stress. Il
problema però non è soltanto di chi lo subisce perché – spiega l’Agenzia – nel 2002 il costo economico annuo dello stress ammontava a 20
miliardi di euro. Molte le circostanze che possono rendere un lavoratore stressato. Tra le principali l’Osservatorio europeo individua il lavoro precario, generalmente a basso reddito e con poche opportunità di formazione e di carriera, ma anche le scadenze e i ritmi di lavoro
intensi che sottopongono un numero sempre crescente di lavoratori Ue a pressioni eccessive. Una particolare fonte di malessere in questo
senso è la riduzione dei posti di lavoro, il moltiplicarsi delle informazioni da gestire quale frutto delle nuove tecnologie e le responsabilità
sempre più grandi che gravano sulle spalle del singolo. Ma anche gli orari troppo flessibili o troppo variabili e lo squilibrio tra attività lavorativa e vita privata hanno conseguenze sullo stato psicofisico dei lavoratori, e a farne le spese sono soprattutto le donne, che spesso sono
costrette al doppio turno: prima al lavoro e poi a casa. Inoltre, spiega l’Agenzia Europea, la violenza nei luoghi di lavoro sta assumendo
dimensioni sempre più grandi, specie nel settore della sanità e dei servizi. Con conseguenze che possono andare ben oltre lo stress: deterioramento dell’autostima, disturbi d’ansia, depressione e finanche suicidio. Infine, tra le cause di stress, vi è l’invecchiamento della forza
lavoro. I lavoratori più anziani, infatti, non solo sono più vulnerabili rispetto ai pericoli determinati da peggiori condizioni di lavoro, ma
rischiano anche di avere meno opportunità di formazione permanente in confronto ai colleghi più giovani, con conseguente aumento
della pressione mentale ed emotiva.
A.P.
scommessa Italia, il buon paese
La campagna dal nome “Scommessa Italia”
è un progetto delle Acli che ha come obiettivo la raccolta di 1000 “storie” tra tutte le
regioni del paese di esperienze e buone
prassi che tanti - cooperative, scuole, aziende, medici, studenti, privati, realizzano a
favore di soggetti che spesso sono a rischio
di esclusione (immigrati, diversamente
abili, bambini, anziani) o portano avanti
per un’Italia più ecologica, meno inquinata,
culturalmente avanzata, scientificamente
all’avanguardia. Da nord a sud la scommessa, cominciata in sordina, sta ottenendo
una valida eco. Partecipare alla campagna
Scommessa Italia è molto semplice. Il sito
www.scommessaitalia.acli.it. Per aderire
basta compilare una “scheda raccolta dati”,
scaricabile on line. La scheda può essere
inviata per e-mail all’indirizzo: [email protected] o tramite fax al numero:
06.5840454. Informazioni: 06.5840297.
sommario
provincia
Presentato il nuovo sistema di trasporto della
Provincia di Ancona e della città
di Sara Giuliodori
5
mondolfo - marotta
“Suono o smetto?”, un incontro per parlare di spazi
musicali a misura di giovani
di Alessandro Berluti
11
2
7 febbraio 2008
attualità
lavoroInail e i dati sugli incidenti sul lavoro: Italia maglia nera in Europa, 1000 i decessi
Morire di lavoro in Italia
S
ono stati 832.037 gli infortunati sul lavoro
(con rendita Inail) in tutto il 2007 e, nell’86%
dei casi, gli incidenti hanno riguardato lavoratori maschi. Più colpito (con l’80% degli incidenti, 665.793) il settore dell’industria e dei servizi.
Seguono agricoltura (19%, 156.571 infortunati) e lavoratori statali (1%, 9.673 casi). In oltre
208.000 casi l’invalidità derivata dall’infortunio
è grave, molto grave in più di 27.000, media in
oltre 588.000. E’ quanto emerge dal 2° Rapporto
Anmil (Associazione nazionale mutilati ed invalidi sul lavoro) sulla tutela delle vittime del lavoro, presentato lunedì scorso a Roma alla stampa e, in anteprima, al Capo dello Stato Giorgio
Napolitano, che è intervenuto più volte in prima
persona, nelle scorse settimane, per denunciare
la tragedia delle morti bianche nel nostro Paese.
economia Salone europeo a Lione
Il commercio
equo in fiera
L’indagine parla chiaro: gli incidenti sul lavoro
sono circa un milione l’anno nel nostro Paese, i
morti più di mille, ogni 7 ore c’è un decesso. E
l’Italia, ancora una volta, è fanalino di coda in
Europa. Nel nostro Paese, infatti, il numero dei
decessi sul lavoro cala, ma a ritmi più lenti rispetto alla media Ue.
Secondo il Rapporto (che rielabora i dati Inail),
in dieci anni gli infortuni mortali nell’Unione
Europea sono diminuiti del 29,41%, mentre in
Italia solo del 25,49%. Un dato poco esaltante rispetto a quello della Germania (-48,30%) o
della Spagna (-33,64%). Il settore in Italia dove
calano di più gli infortuni è quello dei trasporti e
del magazzinaggio (-27,88%). In termini assoluti,
l’Italia resta, comunque, il Paese con il più alto
numero di morti sul lavoro.
Va un po’ meglio per gli incidenti non
mortali: il calo medio in Ue e’ del 17,05%,
in Italia del 18,14%, anche se si deve tenere conto dell’elevato numero di infortuni
non denunciati (l’Inail stima siano circa
200.000) nell’ambito del lavoro nero. Ma
perche’ il nostro Paese resta tanto indietro? Perche’ “le leggi sembrano esistere
solo sulla carta”, denuncia l’Anmil, auspicando che la norma varata nello scorso
agosto (il testo unico sulla sicurezza sul
lavoro, legge 123) non abbia la stessa sorte delle precedenti “a causa delle vicende
politiche”. A cinque mesi dall’entrata in vigore, intanto, denuncia l’Anmil, “i coordinamenti provinciali delle attivita’ ispettive
previsti all’articolo 4, stanno appena muo-
U
no spazio commerciale di 4000 m² e moltissime
conferenze e workshop per attirare “addetti ai
lavori” e grande pubblico. Questo è il progetto del
neonato salone europeo del Commercio Equo e solidale, la prima fiera a rappresentare questo canale,
che si è tenuta a Lione dal 1° al 3 febbraio scorsi.
Per gli organizzatori è un’opportunità per dimostrare da una parte il valore commerciale e la qualità dei
prodotti sostenuti dal fairtrade, dall’altro un modo
per promuovere e far conoscere meglio i paesi da
dove questi prodotti arrivano. Una possibilità per
incontrare, per la prima volta, tutti insieme professionisti di tutta Europa e scoprire nuovi prodotti.
E la prima sfida, a quanto pare, è stata vinta: sono
stati infatti migliaia i visitatori che hanno affollato
lo spazio espositivo e 150 i professionisti del settore. Produttori, venditori, distributori hanno avuto
modo di confrontarsi, acquistare, vendere, promuovere manufatti, viaggi di turismo responsabile, cre-
vendo, quando va bene, i primi passi”.
E si stima che se il personale impegnato nella
prevenzione infortuni dovesse controllare tutte
le aziende, “ognuna di esse riceverebbe un controllo ogni 23 anni”.
Sul fronte penale, poi, spiega il Rapporto, i reati di omicidio colposo o lesioni conseguenti al
mancato rispetto delle norme di sicurezza sul
lavoro, “sono sostanzialmente impuniti”, vuoi
per i tempi della giustizia vuoi per l’indulto intervenuto nel frattempo. Nel frattempo, le cose
vanno diversamente in Europa: nell’ordinamento giudiziario francese vi è un pool di pubblici
ministeri e di giudici istruttori i quali hanno una
competenza per quasi tutto il territorio francese
sugli affari e i reati di maggiore rilevanza sul piano nazionale che attengono la salute. In Spagna
è stata introdotta la figura del procuratore speciale per gli incidenti sul lavoro.
Mentre, nel nostro Paese, per le vittime del lavoro ottenere giustizia è “purtroppo- dice l’Anmil- una timida, e quasi sempre disattesa speranza”. A fronte dei dati sono quattro le strade
da perseguire, secondo i curatori del Rapporto:
investire sulle attività di prevenzione e controllo,
introdurre sanzioni adeguate alla gravita’ ed alle
conseguenze dei comportamenti, organizzare
un apparato amministrativo e giudiziario che assicuri l’applicazione certa e rapida delle sanzioni,
promuovere iniziative informative, formative e
culturali che sviluppino nel medio-lungo periodo una maggiore attenzione alla prevenzione.
R.S.
dito etico e microfinanziamento, stampa ed editoria
specializzata. I distributori europei, provenienti da
Francia, Germania, Svizzera, Paesi Bassi, Italia, Portogallo, Belgio, Spagna, Regno Unito si sono affiancati a produttori del Sud del Mondo: Bolivia, Filippine, Guinea Bissau, Indonesia, Burkina Faso (ben
4!), Autonomia Palestinese, Mali, Colombia, Cina,
Nepal, India e Senegal.
Affollato anche lo spazio dedicato ai dibattiti e alle
conferenze, dove spesso è stata sottolineata la necessità di inserire negli acquisti pubblici (specialmente degli enti locali e amministrazioni) le regole equo solidali, esperienza consolidata in diverse
amministrazioni europee. Più complicata la strada
che, per gli operatori fairtrade, porta all’inserimento
delle stesse regole nell’ambito del commercio tradizionale. Da qui la richiesta di stilare una una ‘carta
di criteri’, con regole certe e verificabili.
Laura Mandolini
media Il giornale della Santa Sede: più firme femminile e mondo
israele P. Pizzaballa sull’attentato a Dimona
U
L
Le novità dell’Osservatore Torna la paura
na “maggiore presenza di firme fem- dalla grafica più sobria e dai contenuti più
a matrice terroristica
minili” e un supplemento di attenzione vivaci: non c’è contraddizione? “L’idea - ha
dell’attacco dimostra che
“alle Chiese orientali, anche non cattoliche”. risposto Vian - è proprio quella di semplifi- la sicurezza in Israele non è
Queste le due richieste avanzate recente- care il giornale guardando ai suoi 146 anni mai esistita. Si è sempre detmente dall’”editore” del quotidiano della di storia. È vero che graficamente il giornale to che prima o poi sarebbe
Santa Sede. A rivelarlo è stato il direttore sembra quello di 30 anni fa, con i due motti successo qualcosa nel Paedi “L’Osservatore Romano”, Giovanni Ma- che non sono più tutti maiuscoli ma in ton- se”. Così il Custode di Terra
ria Vian , intervistato da Luigi Accattoli, do, come ai tempi di Pio XI. Sono convinto Santa, padre Pierbattista
vaticanista del “Corriere della Sera”, all’in- che il rinnovamento migliore per un giorna- Pizzaballa, commenta al Sir
terno di un dibattito sul tema “Un giornale le sia attingere al meglio dalla sua storia”. Un l’attentato che lundeì mattiin Vaticano: la sfida della comunicazione”, ausilio in questo senso è anche “l’eccellente na ha fatto tre morti e diverorganizzato a Roma dalla Dehoniana Libri. archivio storico”, oggi disponibile interamen- si feriti a Dimona nel sud di
“L’Osservatore Romano”, ha puntualizzato il te in cd-rom. Il quotidiano ha annunciato il Israele.
nuovo direttore - che si è insediato il 27 ot- direttore, inaugurerà la prossima settimana “Questo attentato riapre
tobre scorso - “non è un organo ufficiale: è una nuova veste grafica, mentre “si sta an- negli israeliani paure mai
un giornale come gli altri, ma è il giornale cora studiando” il nuovo assetto del sito In- troppo sopite e sarà un ultedel Papa, quindi è molto importante, perché ternet, che oggi - all’interno del sito vaticano riore elemento che farà preil Papa è l’autorità spirituale che ha più im- - “offre già i testi più importanti del giorna- cipitare le possibilità di un
portanza al mondo”. Il nuovo “Osservatore le”. Per quanto riguarda la tiratura, Vian ha accordo” afferma il CustoRomano”, ha spiegato il direttore, vuole esse- informato che si attesta intorno alle 12mila de. Secondo i servizi segreti
re “un giornale più leggero, più sobrio, che copie al giorno, che arrivano a 100mila se si israeliani l’assalto potrebbe
continui a essere il giornale del Papa in due contano anche le edizioni settimanali e men- essere collegato all’abbattimodi: documentando e informando gior- sili nelle diverse lingue nazionali; il “punto mento dei varchi di accesso
nalisticamente”. Documentare, ha spiegato, dolente” resta la diffusione. “Anche se qual- fra Gaza ed Egitto che avrebvuol dire “pubblicare tutti i testi del Papa, cuno mi ha scritto di aver trovato l’Osserva- be permesso l’ingresso di
integralmente e subito”, informare significa tore persino in un’osteria del Nord Italia”, ha terroristi nel Sinai egiziano
“cercare di dare una lettura dell’attività o del- rivelato il direttore. Otto pagine: la prima e e dunque in una zona non
la predicazione papale”. Quanto alla richie- l’ultima sono una “doppia copertina”, con il molto distante da Dimona.
sta del Papa di una maggiore presenza fem- “fatto del giorno” che in genere è un docu- “Non so come abbiano fatto
minile, Vian ha ricordato che “le donne in mento o un pronunciamento papale; le pagi- i terroristi ad entrare dalredazione non ci sono mai state, ma le firme ne due e tre sono dedicate all’informazione l’Egitto in Israele – dichiara
femminili sono aumentate moltissimo”.
internazionale (tra cui rientra anche l’Italia), padre Pizzaballa - il confine
“Il giornale è fatto da una squadra, e per le pagine quattro e cinque alla cultura e le tra Israele ed Egitto è molto
quanto mi riguarda lo sarà sempre: anche pagine sei e sette all’informazione religiosa, ben controllato”. “E’ evidente
perché nessuno può fare un giornale da solo”. che riguarda la vita delle Chiese cattoliche – prosegue il religioso – che
Con queste parole il nuovo direttore ha spie- nel mondo, le altre Chiese e le altre religio- Gaza rappresenta un nodo
gato una delle novità non solo grafiche del ni. L’attuale impaginazione, ha spiegato Vian, da risolvere. Il ritiro israegiornale, che ora presenta una gerenza col- ha visto “raddoppiare” sia l’informazione in- liano aveva allentato la tenlettiva. Quello che appare oggi è un giornale ternazionale, sia quella culturale.
sione nella Striscia che oggi,
però, vive la spaccatura tra
Hamas e Fatah. Una divisione che non aiuta a risolvere
la crisi”. “L’attacco – conclude - non dovrebbe arrecare
particolari danni alla ripresa
dei pellegrinaggi data anche
la distanza dai percorsi dei
pellegrini”.
Dopo una pausa di oltre un
anno, il terrorismo suicida
palestinese è tornato a colpire nel sud di Israele, a una
decina di chilometri dalla
centrale nucleare, nel centro commerciale di Dimona, cittadina nel deserto del
Negev.
Sono cinque i gruppi armati
palestinesi che hanno rivendicato l’attentato. Lo ha reso
noto al-Jazeera. Tra questi
ci sono le Brigate dei Martiri di al-Aqsa, le Brigate Abu
Ali Mustafa, i Comitati di
resistenza popolare, e le Brigate al-Qassam.
Asteriski
* Il Papa e la vita. E’
dalla “capacità di servire la vita” che si misura
“la civiltà di un popolo”.
Benedetto XVI ha ripreso con forza, domenica 3
febbraio, questo concetto
dalla Conferenza episcopale italiana, per sottolineare l’importanza della
Giornata della Vita. E in
una piazza San Pietro
affollatissima ha ancora
esortato a che “ognuno,
secondo le proprie possibilità, professionalità
e competenze, si senta
sempre spinto ad amare
e servire la vita, dal suo
inizio al so naturale tramonto”.
* Cesano – Cesanella. E’
uscito “Emmaus”, Periodico della Parrocchia di
Cesanella e Cesano, anno
VII, n. 3, gennaio 2008,
con ampi riferimenti alla
visita pastorale dal 3 al
15 febbraio 2008. Ci sono,
inoltre, servizi su : le parrocchie in cifre; Quaresima in famiglia; Consiglio
Pastorale Parrocchiale; la
“gioia” delle Catechiste; i
“giovanissimi” a Cesanella;
ACR al Cesano; i giovani a
Cesanella; il Gruppo Famiglie; le caritas; il Coro
della “Maestà” al Cesano;
i Seminaristi tra noi; Appuuntamenti vari (Visita
Pastorale e Benedizione
Famiglie). Bella l’iniziativa: “Scrivo al Vescovo”.
* Cina e … Bibbia. E’ cinese il primo produttore
di testi biblici nel mondo.
La tipografia è più grande della basilica di San
Pietro, con 85 mila metri
quadrati e rotative da 4
milioni di dollari comprate in Gran Bretagna.
Sta a Nanchino, l’antica
capitale imperiale cinese,
e stampa Bibbie in 90 lingue diverse, tra cui una
ventina di idiomi africani.
Da maggio lo stabilimento, con tecnologie ancora
più avanzate, stamperà un milione di testi al
mese, il 25 per cento di
tutta la produzione mondiale. I costi sono bassissimi.Una Bibbia costa
meno di 90 centesimi di
euro e nessun editore al
mondo è in grado di fare
concorrenza.
* Mondolfo e il Pershing
72. Chi percorre la Pergolese, se potesse entrare
nei capannoni a destra
e a sinistra, troverebbe
yacht per tutte le tasche
e per tutti i gusti. Solo la
zona di Monterado ne ha
più di dieci. Il Pershing
72, prodotto in uno di
questi capannoni giganteschi dalla ditta Tilli
Antonelli, presentato al
Salone di Dusseldorf, ha
ricevuto l’ambito titolo di
yacht dell’anno, denominato “European Powerboat of the year 2008”,
determinato da sicurezza,
manovrabilità, rapporto
qualità-prezzo, prestazioni, design…, secondo
il giudizio imbattibile di
esperti ad alto livello nel
settore cantieristico.
* Da Corinaldo in Patagonia… e ritorno. Luca Paci
e Roberto Bruni stanno
sgambettando tra Argentina, Cile, Terra del Fuoco,
per migliaia di km, usando la bicicletta.
Giuseppe Cionchi
7 febbraio 2008
attualità
regione 10 milioni di euro per l’edilizia residenziale pubblica
Diritto di abitare
I
l problema della casa è tornato ad essere, dove sono state stanziate risorse pari 10 miin questi ultimi anni, un’emergenza nazio- lioni di euro. Ma un ulteriore impegno non è
nale. Sono infatti sempre più numerose, an- mancato nella Legge Finanziaria 2008 dove
che nelle Marche, le famiglie che si trovano c’è stato un finanziamento importate per
al di sotto della soglia di povertà e che non costruire nuovi alloggi e favorire le famiglie
trovano soluzioni adeguate e compatibili meno ambienti. Di fatti arrivano nelle Marcon le proprie condizioni economiche. E la che nuovi interventi previsti con il decreto
Regione ha preso provvedimenti, stanziando interministeriale di approvazione del piano
oltre 10 milioni di euro per un programma straordinario casa annunciato dal cosiddetstraordinario di edilizia residenziale pubbli- to decreto fiscale ‘collegato alla finanziaria
ca.
2008’”.
E’ scritto in una nota della Regione: “L’emar- Il decreto ripartisce tra le Regioni la somma
ginazione non è più rappresentata solo dal- di circa 544 milioni di euro ed in particolare
le categorie tradizionalmente svantaggiate, destina alle Marche la cifra di 10,33 milioni
quali disoccupati, lavoratori precari, extra- di euro per creare una nuova offerta di n.
comunitari, ma anche da famiglie mono- 138 alloggi sociali mediante l’acquisto, la rireddito, che si trovano nell’impossibilità di strutturazione, la nuova costruzione o la loaccedere al mercato privato della locazione, cazione temporanea. Gli interventi dovransia per la scarsità di alloggi in affitto che per no prevedere prioritariamente il passaggio
la mancanza di un’offerta economicamente “da casa a casa” alle famiglie sotto sfratto apsostenibile. Inoltre, negli ultimi anni, sono partenenti a specifiche categorie sociali, nei
emersi con evidenza nuovi bisogni alloggia- Comuni capoluoghi di Provincia, in quelli
tivi, espressi da particolari categorie sociali, con essi confinanti aventi popolazione supequali anziani e studenti, che, se non soddi- riore a 10.000 abitanti e nei Comuni classifisfatti, rischiano di creare ulteriori tensioni cati “ad alta tensione abitativa”.
sociali. Una risposta sicuramente importan- Il programma ha recepito gli elenchi di inte è arrivata dal Piano Casa della Regione terventi prioritari ed immediatamente realizzabili che la
Regione Marche
ha elaborato su
proposta dei Comuni e degli Erap
regionali,
dopo
un’accurata fase di
concertazione.
L’effettiva erogazione dei finanziamenti a ciascun
Comune o Erap
avverrà tramite la
Cassa Depositi e
Prestiti.
demografia Sono circa 192.000 i pensionati nella provincia
acli Il congresso provinciale a Senigallia
Presente e futuro
M
igrare dal Novecento.
Abitare il presente.
Servire il futuro. Le Acli
nel XXI secolo.” Questo è
il titolo scelto dalle Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani per il loro 24°
Congresso, che si terrà il
prossimo 10 febbraio a Senigallia presso l’ Hotel City.
La storica presenza delle Acli nella provincia di
Ancona oggi conta di 59
Strutture di Base con 6.700
soci; i servizi ACLI danno
prestazioni e consulenze a
circa 10.000 persone.
Al Congresso partecipano
135 delegati.
Fin dal titolo è chiara la
volontà delle Acli di uscire
dagli steccati, di avventurarsi su strade nuove.
Il secolo “breve”
rischia di durare ben oltre
i suoi confini
temporali. L’abbiamo salutato
con solennità
nel 1989 con la
caduta del muro
di Berlino, dove
con il muro è
caduto anche
un ordine mondiale.
Ma le nostre teste, le nostre categorie di pensiero,
i nostri strumenti interpretativi sono ancora sulla
soglia del XXI secolo. Più
aumentano le incertezze,
le incognite e le trasforma-
zioni che abbiamo davanti
a noi, più esitiamo ad uscire dal Novecento.
Usiamo il verbo “migrare” perché, come migranti,
sentiamo il desiderio di
partire alla ricerca di una
terra più ospitale, una terra dove far rifiorire le nostre radici, dove custodire
i nostri valori, carichi di
speranza, ma ugualmente
incerti sulla meta, sull’approdo finale.
Il nostro non vuole essere
né un esodo né una fuga.
Al contrario è un sentirci
uniti al destino comune
di tutti gli uomini, italiani
e stranieri, credenti e non
credenti.
Quattro anni fa le Acli scelsero di fare un cammino,
nello spazio,
per allargare
i confini della
nostra azione
sociale, oggi
lo compiamo
nel
tempo,
uscendo dal
Novecento
per entrare,
per davvero,
con la testa
e con il cuore, nel XXI
secolo, legando la nostra
responsabilità all’impegno
per il futuro, nel segno della speranza e del bene comune, per il nostro Paese
e per tutti gli uomini della
Terra.
ricerche Un settore in costante crescita
Tanti pensionati
Tanti ristoranti
n’indagine del Centro Studi Confartigianato ha evidenziato la “mappa” delle
pensioni di Ancona e Provincia, analizzando un universo statistico che conta, fra vecchiaia, invalidità e superstiti quasi 192.000
assegni di previdenza. Ecco i numeri:
Sono più di 108.000 le pensioni di anzianità
erogate con un importo medio che supera di
poco i 640 euro.
Il primo posto spetta invece agli ex dipendenti pubblici Inpdai, con una media di
3.966 euro mensili; a seguire gli ex dipendenti del settore aeroportuale (3.795 euro).
Bene anche gli ex lavoratori del gas ( 2.058
euro), che battono di poco gli “ elettrici” con
2.049 e gli operatori del settore telefonico
(1.970).
Le pensioni più magre fra gli autonomi: i
coltivatori diretti possono contare su un assegno mensile di 542 euro, 773 euro gli artigiani e 731 i commercianti.
Il tenore di vita inteso come qualità complessiva, ricorda Confartigianato, è garantito non solo dalla pensione ma anche dalla
possibilità di fruire di un ventaglio di servizi sociali in grado di rispondere ai bisogni
mmonta a 5.773 il numero complessivo delle imprese del comparto
ristorazione nel 2007 con
un margine di crescita pari
al 2,5% rispetto allo scorso
anno.
Un incremento consistente
che supera persino la media nazionale che si attesta
all’1,9%.
Lo rende noto la Camera
di Commercio di Milano, i
cui dati per la nostra regione sono stati elaborati dall’agenzia giornalistica Dalla
A alla V. I dati, disaggregati
anche in base alla tipologia di attività, evidenziano
come la fetta più ampia
delle imprese del settore ristorazione sia rappresentata
dal gruppo di imprese che
comprende bar, caffetterie, birrerie, pub, enoteche
ed esercizi simili (ma senza
Tempi moderni
U
dell’anziano. Negli ultimi anni le pensioni
hanno subito una consistente svalutazione,
anche a causa degli strumenti di rilevazione
statistica.
Per tutelare il potere di acquisto della previdenza si rende pertanto necessario adottare
un paniere specifico per i pensionati in base
al quale l’Istat calcoli l’indice di rivalutazione delle pensioni, e riparametrare le pensioni all’incremento dei salari e degli stipendi
come avviene in altri Paesi europei.
I pregiudizi e l’ignoranza
Rom e Sinti
G
li italiani conoscono poco la realtà dei
rom e dei sinti. Un italiano su tre sovrastima la loro presenza, li percepisce come
“ladri” che vivono di espedienti e ignora che
gran parte di loro ha la cittadinanza italiana.
È quanto emerge da una ricerca quali-quantitativa su “Italiani, rom e sinti a confronto”
presentata da Renato Mannheimer, presidente dell’Istituto per gli studi sulla pubblica
opinione (Ispo), nel corso della “Conferenza
europea sulla popolazione rom”, organizzata
nei giorni scorsi a Roma (Italia) dal Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del
Ministero dell’interno e dal Ministero per la
solidarietà sociale. Un recente sondaggio di
Eurobarometro (“Discrimination in the Eu-
A
la cucina) che ammonta a
3.304 unità. A seguire, con
2.414 esercizi commerciali
ci sono i ristoranti, mentre
le mense ammontano a 31,
le imprese di catering e banqueting sono 24.
In particolare, analizzando
nel dettaglio la diffusione del
comparto in esame in base
alle diverse province marchigiane, è possibile notare
come sia Ascoli Piceno la
provincia con il maggior numero di aziende del settore
ristorazione con 1.575 unità, seguita da Ancona con
1.507, Pesaro e Urbino con
1.489 e Macerata con 1202.
Una ricchezza per il territorio a sostengo della qualità della vita, che è pronta a
rinnovarsi accettando con le
sfide che provengono da un
mercato sempre più globale.
M.G.
ropean Union”, 2007) ha messo in rilievo che, da notizie parziali che si riferiscono agli zinsecondo il 77% dei cittadini Ue, essere di etnia gari”, ha detto mons. Agostino Marchetto , serom rappresenta uno svantaggio nella società. gretario del Pontificio Consiglio della pastoraIl dato si accentua in paesi come Svezia, Un- le per i migranti e gli itineranti, intervenendo
gheria, Spagna, Paesi Bassi, Slovacchia, men- alla tavola rotonda conclusiva. Per il presule
tre è al minimo in Bulgaria e Romania, na- “l’informazione audiovisiva o stampata razioni con il maggior numero di cittadini rom. ramente permette al pubblico di conoscere
L’Italia è il paese dell’Europa del Sud con la aspetti positivi della cultura zingara, ma molminor presenza di rom e sinti: 140 mila su una to spesso si sofferma su quelli negativi, che ne
popolazione di 56 milioni di persone, 0,25%. danneggiano ulteriormente l’immagine. Va
In Grecia sono 200 mila su una popolazione pertanto salvaguardata la dignità di quella podi 10 milioni (2%); in Spagna 800 mila su una polazione e rispettata l’identità collettiva, con
popolazione di 45 milioni (1,8%) e in Francia iniziative per il suo sviluppo e la difesa dei
340 mila su 61milioni di abitanti (0,6%). Alla suoi diritti”. Ricordando la presenza in Euroconferenza hanno partecipato rappresentanti pa di 12 milioni di zingari delle diverse etnie,
istituzionali, associazioni ed esponenti delle mons. Marchetto ha invitato alla solidarietà
comunità rom.
nei confronti di questa popolazione, che a dif”È necessario ancora un grande lavoro per ri- ferenza di altre minoranze “non ha uno Stato
destare le coscienze, informare e cambiare un cui riferirsi originariamente, capace di dare
atteggiamento di sfiducia, alimentato anche loro il sostegno di cui possono aver bisogno”.
3
Block Notes
Costituzione
e musica
Un compact disk
dedicato
alla
Costituzione
per
festeggiare
i
60
anni della Carta
fondamentale della
nostra
Repubblica.
Un anniversario che
la Presidenza del
Consiglio ha onorato
anche attraverso la
realizzazione di un Cd
con i canti popolari
della libertà
Il Cd è stato presentato
ufficialmente
nel
corso degli incontri
che si sono svolti la
scorsa settimana, a
San Severino Marche
e Tolentino, per
celebrare il Giorno
della Memoria ed è
stato realizzato dal
Gruppo folk Vincanto.
Un documento che
offre la possibilità
di ripercorrere la
storia del XX secolo,
onorare la lotta di
tanti giovani che
furono spediti al
fronte e di tante
donne e uomini che
decisero i dare la vita
alla guerra partigiana
animati dal fine di
ridare ad un popolo
la sua libertà.
“Non poteva esserci
occasione migliore
– ha detto Bucciarelli
– per invitare i nostri
giovani a riflettere,
attraverso
questi
canti,
sui
valori
che sono alla base
della nostra Carta
costituzionale
nata dal sacrificio
dei partigiani, nel
riscatto della libertà
in una terra, le
Marche che è terra di
pace, di ospitalità, di
tolleranza”.
Il Cd sarà ora inviato,
dalla
Presidenza
del Consiglio, al
Presidente
Spacca,
agli assessori e a i
consiglieri regionali,
agli amministratori
provinciali
e
comunali, a tutti i
Sindaci dei Consigli
comunali dei ragazzi,
alle
associazioni
del Coordinamento
regionale della Pace
ed ai Presidenti dei
Consigli
regionali
d’Italia e a quanti
lo richiederanno al
Consiglio regionale.
Il Cd contiene dieci
canti, tra cui uno
ebraico in testo
yiddish per ricordare
la shoah, dieci modi
per non perdere
la memoria, dieci
modi per onorare
la
Costituzione,
dici modi per non
dimenticare quanto
sia importante
la
libertà.
4
7 febbraio 2008
Senigallia
scuola di pace Incontro con Serge Latouche
artigianato Moria di aziende del meccanico, tessile, legno, edilizia
Decrescere tutti Crisi della manifattura
G
iovedì 7 febbraio la Scuola
di Pace “V. Buccelletti” di
Senigallia ospiterà alle ore 21,15,
presso l’Auditorium di San Rocco, Serge Latouche.
Considerato in Europa tra i fondatori del pensiero economico
della decrescita, Latouche, economista e filosofo, nonché professore all’Università di Paris
Sud, è specialista dei rapporti
economici Nord-Sud del mondo.
Ha scritto numerosi libri, tra cui
“L’occidentalizzazione del mondo”, “Il pianeta dei naufraghi”, “Il
mondo ridotto a mercato”, e il
più recente, “La scommessa della
decrescita”. Il suo opuscolo “Sopravvivere allo sviluppo” è considerato da molti come il breviario
della decrescita. Egli è convinto
assertore della teoria secondo
cui il mito del progresso ci porterà al collasso ambientale, perché
la crescita, parola d’ordine di tutti i governi occidentali, è fondata
sullo sfruttamento e sull’accumulo delle risorse, che non sono
infinite. Questo tipo di sviluppo
è distruttivo della natura e generatore di disuguaglianze sociali e
di insicurezza.
Occorre allora cambiare rotta e
pensare invece alla decrescita:
una provocazione, apparentemente, ma in realtà una scommessa che bisogna giocare. Perché è necessario ripensare la
società cambiando valori e concetti, rilocalizzare l’economia e
la vita, rivedere nel profondo i
nostri modi di uso dei prodotti e
i nostri stili di vita; lavorare per
una società fondata sulla qualità
piuttosto che sulla quantità, sulla
cooperazione piuttosto che sulla competizione, sulle relazioni
umane piuttosto che sul mercato,
su un altro concetto di benessere
che non sia quello misurato dal
PIL.
Questi temi, che già in Francia
e in Germania sono entrati nell’agenda politica, si affacciano
ora anche in Italia, provocando
discussioni e riflessioni.
La Scuola di Pace di ‘Senigallia’ promuove un laboratorio di giornalismo
sociale. Quest’anno il tema della decrescita ci interpella da tanti punti di
vista. Le risorse non sono infinite, si è rotto l’equilibrio con la natura, aumentano disuguaglianze e sicurezza.Pensando ad un modello di sviluppo
rispettoso dell’uomo e dell’ambiente, non poteva rimanere fuori il tema
dell’informazione, perché oggi più che mai c’è bisogno di interrogarsi su
come far decrescere un ‘mercato delle notizie’ sempre più violento, screditato, funzionale ad interessi forti e quasi indifferente ai temi più profondamente umani. L’informazione è sempre di più il passaggio obbligato per
arrivare ad una cittadinanza consapevole. Prendendo le mosse dall’analisi del sistema giornalistico ed informativo italiano, il laboratorio intende
proporre ai giovani approfondimenti e testimonianze sul giornalismo che
sa farsi interpellare dal vissuto contemporaneo.
Per informazioni: La voce misena, piazza Garibaldi, 3
60019 Senigallia (An) - tel. 071 64578 - 335 311698
notizie della settimana
A
d essere in difficoltà sono i
settori di punta della nostra
economia. La Confartigianato di
Senigallia ha analizzato l’andamento congiunturale mettendo in
evidenza che in un anno nel solo
comprensorio di Senigallia hanno
chiuso 39 aziende del settore della metalmeccanica, 20 del tessile
18 del legno e perfino nell’edilizia
dove a fronte di 60 aperture sono
state 51 le chiusure.
‘Le difficoltà della meccanica sottolinea Giacomo Cicconi Massi segretario della Confartigianato
di Senigallia - ci preoccupano notevolmente. Soprattutto l’entroterra è ricco di aziende artigiane
e il settore della metalmeccanica
è stato sempre particolarmente
vivo assieme al calzaturiero’.
Il comparto manifatturiero rappresenta circa 700 imprese ed una
ricchezza significativa in termini
di occupazione (2.500 addetti) e
di prodotti.
Per la categoria della meccanica in particolare, ma in generale
come strategia diffusa, la Confartigianato ha avviato azioni
di sostegno alle aggregazioni di
imprese, agendo sulle stesse attraverso azioni che si rivolgono
ai macro ambiti della formazione, dell’innovazione tecnologia e
dell’ internazionalizzazione, non
più considerati a compartimenti
stagni, ma come un continuum
dialogico che consenta alle imprese di recuperare competitività e
contestualmente di essere un modello di sviluppo e di diffusione di
conoscenza per tutto il distretto.
L’intento è dimostrare che si pos-
sono superare le criticità derivanti
dal presunto “limite dimensionale”
proprio facendo aggregazione, la
formazione ne è un esempio , andando a recuperare proprio quei
concetti di impresa formativa che
è la base dell’artigianalità e il concetti di sistema distrettuale vivo e
dinamico, in cui le conoscenze si
scambiano tra imprese e tra lavoratori in maniera osmotica dando
vita ad un sistema che cresce nel
suo complesso e dando al nostro
territorio quella capacità competitiva inimitabile che ci contraddistingue nel mondo.
Per ciò che concerne il tessile, altro settore strategico, il decentramento produttivo e i bassi costi
della manodopera dell’Est, sono
state alcune delle cause del ridimensionamento o addirittura della chiusura di laboratori artigiani
con pesanti riflessi in termini occupazionali nel territorio.
Alle difficoltà del mercato si somma la perdita di potere delle imprese contoterziste che subiscono
prezzi ribassati. Queste ditte , a
differenza delle imprese che operano direttamente sul mercato,
non hanno la possibilità di diversificazione produttiva ma sono
strettamente legate alle sorti e decisioni dell’azienda committente
ed in questa situazione cercano di
restare sul mercato con evidenti
difficoltà, pur mantenendo i livelli
occupazionali.
In questo momento è fondamentale muoversi in difesa della nostra economia, valorizzando le
aziende locali e puntando i riflettori sulla qualità, l’occupazione
il grande chef a chester per promuovere la città
a denti stretti
Mister Uliassi
Succede a Senigallia Villa Serena
* La Polizia Stradale ha arrestato una senigalliese di 35 anni per guida in stato di ebbrezza, lesioni personali e resistenza a pubblico ufficiale. Una
pattuglia della Polizia Stradale ha arrestato venerdì mattina, intorno alle 5, una 35enne di Senigallia,
M. K., durante un controllo lungo via R. Sanzio. La
donna è stata fermata mentre era alla guida della
propria auto, una Fiat Panda, in evidente stato di
ebbrezza. Nel corso degli accertamenti M. K. non
solo ha rifiutato di fornire le proprie generalità, ma
si è scagliata contro gli agenti aggredendoli con
calci e pugni. Denunciato anche il fidanzato della
donna, che si è opposto agli agenti tentando di impedire l’arresto della compagna.
* Il presidente del Consiglio comunale, Silvano
Paradisi, traccia un bilancio di metà mandato:
“In questo metà mandato l’attività del Consiglio Comunale è stata quantitativamente significativa ma
non sono comunque soddisfatto, c’è ancora poca
consapevolezza del ruolo dell’assemblea elettiva
rispetto agli esecutivi, si ravvisa cioè una difficoltà
del ruolo del consigliere ad svolgere la funzione di
indirizzo nei confronti della Giunta. Ma non solo.
C’è poi un conflitto ideologico che genera spesso
incompatibilità. Le commissioni spesso non riescono ad approfondire le pratiche con la conseguenza
che, una volta arrivate in Consiglio, si è costretti a
ripetere gran parte del lavoro”.
* Tutta l’opposizione, Casa delle Libertà, Coordinamento Civico e Gruppo Misto, ha sottoscritto
la mozione per convocare un Consiglio Comunale
aperto alla cittadinanza dove discutere dei problemi del centro storico, prima che si giunga all’approvazione del piano Cervellati. Il Consiglio Comunale
aperto può rappresentare un momento per garantire alla città, che abbiamo visto partecipare con
attenzione ed interesse all’ultima commissione urbanistica, senza diritto di intervenire. Ora è giunto
il momento che la politica dia la parola alla città in
tutte le sue articolazioni e nel civico consesso più
importante e rappresentativo ascolti quello che i
cittadini vogliono dire.
* Le scuole senigalliesi si aggiudicano tre premi
per il concorso Energia in gioco 2007. La 3B del
Medi, sezione tecnologico, guidata dalla professoressa Milena Penna e la 3A delle medie Belardi di
Marzocca, con le insegnanti Carla Becci e Anna Sinigaglia, hanno ricevuto un dvd recorder. Menzione speciale è stata invece consegnata alla 3B della
Marchetti sotto la guida di Alessandra Ansulini.
“La casa di riposo Villa Serena
torna a non rispettare gli impegni”. I segretari Giordano Mancinelli della Cgil, Maurizio Andreolini della Cisl e Luciano Di
Marcelli della Uil tornano sulla
vicenda della casa di riposo sul
lungomare Mameli. “Per l’ennesima volta - affermano - siamo
a denunciare il mancato rispetto degli impegni a suo tempo assunti con i lavoratori ed in merito al pagamento degli stipendi
e delle tredicesime. Infatti nonostante ci fosse l’impegno della
Direzione aziendale di erogare
le suddette spettanze entro il
18 gennaio, solo al 30 del mese
scorso, e dopo le forti sollecitazioni della Rsu e del sindacato, è
stato erogato lo stipendio di novembre 2007 e solo parte della
tredicesima”. “Inoltre ad oggi la
Direzione aziendale, nonostante
le nostre specifiche richieste di
garanzie rispetto alla prossima
scadenza del 18 febbraio, non
ha voluto fornire alcuna certezza in merito - proseguono i sindacalisti - Tutto ciò evidenzia il
perdurare di un elevato livello di
difficoltà economica-finanziaria dell’azienda che preoccupa
fortemente sia i lavoratori che
il sindacato rispetto al futuro
occupazionale dei dipendenti ed
assistenziale per i 74 ospiti della
residenza protetta”. Vicenda che
produrrà effetti. “Rivolgiamo un
appello alle istituzioni affinché
si avvii un percorso che porti ad
una svolta nella gestione di Villa Serena”.
e l’eticità dei nostri processi produttivi. Occorre introdurre misure volte al consumo di prodotti
tessili e dell’abbigliamento che
forniscano informazioni sul rispetto dei diritti fondamentali del
lavoro e sul rispetto dell’ambiente,
e Confartigianato chiede inoltre
l’introduzione di una etichettatura che consenta ai consumatori di
conoscere l’origine dei prodotti.
Paola Mengarelli
P
er il Daily Telegraph è un
genio della cucina. Stiamo
parlando di Mauro Uliassi ,
che il 6 e il 7 febbraio sarà il
testimonial della Spiaggia di
Velluto a Chester.
I due appuntamenti con la cucina di Mauro Uliassi sono inseriti nel calendario dei grandi
eventi dell’esclusivo ristorante
The Arkle , unica stella Michelin segnalata a Chester. Tutti
i posti disponibili , sia per il
pranzo del 6 che per la cena
del 7 febbraio, sono ormai
esauriti da diverse settimane. La stampa di Chester ha
già parlato di questo evento e,
per questa occasione, Mauro
Uliassi proporrà il meglio dei
suoi piatti a base di pesce. Le
proposte di Mauro Uliassi saa cura di
ranno accompagnate da una
selezionata scelta di vini della
Cantina Moncaro di Montecarotto e dall’olio della Fattoria Petrini di Monte San Vito.
Questa iniziativa promozionale della Spiaggia di Velluto,
organizzata dall’Assessorato
al Turismo del Comune di
Senigallia , è coordinata dalla
signora Janet Simmonds, titolare dell’agenzia di viaggi
Grand Tourist, che già da due
anni sta proponendo nel proprio catalogo la destinazione
Marche e, in particolare, Senigallia e le sue colline. Durante i due appuntamenti con
Mauro Uliassi, la signora Janet Simmond proporrà le sue
esclusive offerte turistiche su
Senigallia.
Giuseppe Nicoli
Dill’ al monc’ in piazza
• Il Comune ha fatto mettere degli avvisi
nei luoghi di raccolta dei rifiuti che invitano i cittadini a non lasciare fuori degli
appositi spazi i rifiuti ed a segnalare subito
chi trasgredisce. Ora, noi, abbiamo segnalato – attraverso questa rubrica – un grave
abuso che però ancora continua: vicino
al sottopassaggio pedonale in via Perugia,
dalla parte che dà verso il parcheggio, è
successo che si è formata una “montagnola” di sacchetti di rifiuti a ridosso della
ferrovia, i quali aumentano di giorno in
giorno, malgrado il divieto. E’ un sottopassaggio molto usato e vedere questo spettacolo di “rifiuti” non piace e, tanto meno,
sentire certe odori nauseanti. E’ urgente
portare via subito i sacchetti ed indagare
sui responsabili, che sono facilmente individuabili.
• Sono stati finalmente portati a termine
i lavori nel tratto di via Testaferrata, da
piazza Duomo a via Arsilli. Buono il lavoro fatto.
• C’è chi si lamenta dei troppi cantieri di
lavoro in città. Ma, secondo il nostro parere, ben vengano tutti questi cantieri che
danno lavoro e abbelliscono la città. A
volte c’è chi si lamenta dicendo che “Senigallia è una città morta e priva di attrazioni” poi, quando si fanno i lavori, brontola.
Però i senigalliesi sono fatti cosi!
• Un problema molto grave è rappresentato dall’inquinamento dell’aria causato
dalle polveri sottili, conseguenza dello
scarico delle automobili. Anche chi non
leggesse i dati, semplicemente respirando
si rende conto di quanto smog gira in città,
specialmente nei punti strategici del traffico. Purtroppo le vie di accesso più importanti sono poche e non molto scorrevoli e
anche in centro l’imbottigliamento nei due
ponti crea una cappa insopportabile.
7 febbraio 2008
senigallia
senigallia Presentato il piano di riordino del trasporto pubblico provinciale
La Nuova linea adriatica
D
a Cesano ad Ancona senza cambi, corse festive tra Senigallia e le
maggiori frazioni, nuove corse su Grottino e Filetto, biglietto unico per tutto
il territorio comunale, ticket gratis per
chi ha più di 65 anni e per i turisti, snodo scambiatore alla stazione ferroviaria.
Queste le maggiori novità del piano di
riordino del trasporto pubblico urbano ed extraurbano presentato lunedì
4, presso la sala giunta del Comune di
Senigallia.
La Nuova Linea Adriatica, che integra
le altre due maggiori linee provinciali
del Musone e dell’Esino, intende promuovere un servizio capillare di trasporto pubblico su gomma lungo la SS
16, rendendolo maggiormente fruibile
a fasce sempre più ampie di cittadini
dei Comuni di Senigallia, Falconara,
Montemarciano e Ancona. Garantiti
anche maggiori servizi nelle zone dell’entroterra collegando le frazioni, gli
insediamenti industriali, artigianali e
commerciali.
Grande soddisfazione da parte del Sindaco Angeloni, per aver raggiunto un
traguardo da lungo tempo atteso e per
il quale si stava lavorando al fine di integrare il trasporto pubblico urbano ed
extraurbano. La Nuova Linea Adriatica
va infatti a supplire una carenza stratificata negli anni che vedeva Senigallia svantaggiata, rispetto ad altre città,
sulla rete chilometrica del trasporto
pubblico locale. Se prima occorreva
prendere diversi autobus, effettuando
dei cambi durante il tragitto, ed acquistare diversi biglietti, in base al vettore
che effettuava il servizio, da oggi si potrà andare da Cesano ad Ancona direttamente e utilizzando un unico biglietto, con un sostanziale risparmio per
l’utente. Da Cesano a Marzocca basterà
un biglietto urbano e le tariffe andranno da un euro per i primi 6 Km a 1,40
euro fino a 12 Km. Si va inoltre ad inserire nel piano di riordino del trasporto pubblico anche la stabilizzazione del
trasporto estivo, con corse studiate ad
hoc, stabilite in via definitiva e con un
loro percorso ben determinato, al posto delle vecchie corse che venivano
inserite di volta in volta tra quelle già
esistenti in base ai fondi disponibili.
La Provincia ha il compito non sempre
facile di gestire il trasporto pubblico
extraurbano, collaborando con i diversi
enti che operano nel suo territorio per
armonizzare servizi orari e corse. Carla Virili, Assessore alla Mobilità e Trasporti della Provincia, ha ribadito come
La Nuova Linea Adriatica sia il piano
migliore possibile ottenuto da lunghi
studi. Essa va comunque verificata, sarà
sperimentale fino a giugno. Durante
questo periodo sono previsti degli incontri con i sindacati e ed i Sindaci dei
Comuni interessati per discutere delle
esigenze dell’utenza. La rete in questione, che va da nord a sud e che tocca
i paesini dell’entroterra della Valle del
Misa, potrebbe subire dei cambiamenti
per andare incontro il più possibile agli
utenti, in modo particolare ai lavoratori pendolari. Per quanto riguarda le
polemiche sollevate nei giorni scorsi
riguardo alle corse soppresse, Carla Virili ha assicurato che i tagli sono stati
fatti in base alle segnalazioni di ATMA,
Azienda trasporti e mobilità di Ancona e provincia, ma che verranno ripristinate se ritenute necessarie, sempre
nell’ottica di una razionalizzazione dei
costi e dei mezzi.
Da parte sua Marcello Pesaresi, Presidente di ATMA, ente sorto 7 mesi fa,
ha fatto notare come siano grandi le
difficoltà nel gestire il trasporto pubblico, specie se extraurbano. Se una
qualsiasi maglia della rete viene toccata, si ha una ripercussione immediata
sulla rete intera. Pesaresi ha posto l’accento su come sia migliorata la realtà
provinciale, che oggi vede in ATMA
un organo di coordinamento del trasporto pubblico. In previsione c’è anche il rinnovamento del parco mezzi,
dal momento che alcuni bus viaggiano da oltre 18 anni. Ma considerato
che un mezzo urbano a metano costa
sui 250000 euro ed uno snodato sui
350000 euro; considerato che la flotta
provinciale dei bus possiede 350 mezzi;
e considerato che la Regione ha stanziato 1,5 milioni di euro per il 2007, 12
milioni per il 2008 ed altrettanti per il
2009, occorrerà aspettare ancora un po’
per avere un rinnovo completo di mezzi moderni e meno inquinanti.
Un obiettivo importante è comunque
stato raggiunto, ha detto Simone Ceresoni Assessore alla Mobilità del Comune di Senigallia, realizzando un piano
di trasporto pubblico che eviti gli sprechi e le doppie corse su un’unica linea.
I nuovi orari sono già disponibili sulle
tabelle, aggiornate nella notte tra sabato e domenica, e massima attenzione
verrà data agli utenti per individuare
eventuali disagi ed apportare correzioni.
Sara Giuliodori
dall’8 febbraio il centro di aggregazione
servizio lavori pubblici e ufficio ambiente
L
S
5
due medaglie d’oro alle gare provinciali
‘Perticari’ a tutto sci
S
plendida giornata di posto individuale di Giorgia
sport negli impianti di Giordano (4° C Pedagogico).
Sassotetto di Sarnano dove Unico rammarico per le
si sono svolte, martedì 22 brave atlete il non potersi
gennaio scorso, le gare per misurare a livello regionale
determinare i vincitori della e nazionale in quanto per
Fase Provinciale dei Giochi la Categoria Juniores il CoSportivi Studenteschi delle mitato Organizzatore ha
varie categorie riguardan- deciso di terminare le gare a
ti lo Sci alpino e lo Snow livello provinciale: una vera
Board.
disdetta per le ragazze del
Oltre 150 studenti prove- “Perticari”!
nienti dagli Istituti Scolasti- Dopo aver ricordato il bronci della Provincia di Ancona zo conquistato nella Categohanno dato vita a gare esal- ria Juniores individuale da
tanti considerato che le proi- Giorgia Giordano nello slabitive condizioni metereolo- lom gigante rimarchiamo la
giche con grandine, pioggia maiuscola prestazione della
e vento a farla da padrona squadra Allievi Maschihanno condizionato non le che conquista la piazza
poco i risultati degli atleti in d’onore dietro al fortissimo
gara lungo il tracciato dello Liceo Scientifico “Volterra”
slalom gigante disegnato di Fabriano, con gli atledagli organizzatori.
ti Rotatori Alessandro (
Vero spettacolo nello spet- 6°), Greganti Aaron (12°) e
tacolo sono stati gli studen- Mengucci Carlo (19°) qualiti-atleti che, nonostante l’in- ficandosi quindi per la fase
clemenza del tempo, hanno regionale del 7/febbraio che
sciato lungo le pendici di si svolgerà negli impianti di
Sassotetto deliziando gli ad- Frontignano di Ussita.
detti ai lavori e gli spettatori Nella Categoria Juniores
presenti con il loro entusia- Maschili buono il 20° posmo e la loro voglia di diver- sto di Francesco Castelli (2°
tirsi.
A Scienze del Linguaggio)
In questo bellissimo con- mentre le allieve Beatrice
testo la squadra del Liceo Bailetti (5° A Ginnasio) e
“Perticari” è stata capace di Silvia Gandini (1° C Pedauna prestazione esaltan- gogico) non sono riuscite
te vincendo la bellezza di 2 a completare il percorso in
medaglie d’oro con Susanna quanto disturbate dalle avMorpurgo (1B Liceo Classi- verse condizioni atmosferico), splendida vincitrice del- che; a loro va il nostro più
la Categoria Juniores e, nella caloroso “in bocca al lupo”
stessa Categoria, oro a squa- per le gare del prossimo
dre grazie al meraviglioso 3° anno scolastico.
un osservatorio sull’acqua in provincia
Marzocca giovane Concorsi in Comune Acqua sorvegliata
’Amministrazione
Comunale, attraverso il suo
Assessorato alle Politiche
Giovanili , apre un centro di
aggregazione anche a Marzocca, rivolto ad adolescenti
e giovani. La nuova struttura sarà attiva a partire da
lunedì 11 febbraio , con tre
aperture pomeridiane dalle ore 16 alle 19 il lunedì, il
mercoledì e il venerdì.
Venerdì 8 febbraio, alle ore
17.30, presso la sala del
Centro Sociale Adriatico di
Marzocca, si terrà un incontro pubblico, per presentare
ai genitori e a tutta la realtà
locale il progetto e la nuova
struttura: per l’occasione il
Dott. Matteo Lancini dell’Istituto Minotauro terrà
una relazione dal titolo “I
nuovi adolescenti: tra rischi
e risorse”, a cui interverranno anche il Sindaco Luana
Angeloni e l’Assessore alle
Politiche Giovanili Simone
Ceresoni .
Dopo l’esperienza dello
scorso anno , in cui si era attivato un protocollo d’intesa con la scuola secondaria,
quest’anno la sede prescelta
è quella del Centro Sociale
Adriatico , luogo adatto a
dare continuità al progetto
e offrire spazi di aggregazione per gli adolescenti e
i giovani del territorio delle frazioni di Marzocca e
Montignano, puntando sul
protagonismo e sulla partecipazione degli stessi alle
scelte della fruizione e dell’uso degli spazi. L’obiettivo
è quello di raccordare l’offerta formativa formale con
quella non formale nell’ambito della partecipazione dei
ragazzi e delle ragazze alla
cittadinanza attiva.
L’apertura del Centro verrà
accompagnata da un corso
di formazione rivolto agli
operatori dell’aggregazione
, ai docenti che vorranno
collaborare e agli operatori
di altre realtà aggregative.
Il calendario degli appuntamenti, oltre alla presentazione di venerdì, prevede
anche un secondo incontro pubblico sui temi della
crescita degli adolescenti,
venerdì 25 marzo, con la relazione della Dott.ssa Katya
Prevantini dal titolo “Ruoli
educativi in rete: prevenire
il disagio e promuovere la
crescita del territorio”.
M.B.
ono aperte due selezioni
pubbliche per la copertura di 2 posti di “Istruttore
Direttivo Tecnico” categoria
D – posizione economica
D1, a tempo indeterminato
e a tempo pieno nel Servizio
Lavori e Servizi Pubblici e
Ambiente , di cui uno presso l’Ufficio Mobilità e uno
presso l’Ufficio Gestione
Ambiente e Territorio.
Le assunzioni saranno subordinate all’esito negativo
delle procedure di mobilità previste dagli artt.34 e
34 bis del D. Lgs.165/2001
ed opererà la riserva prevista dagli artt.18 e 26 del
d.lgs.215/2001.
Potranno partecipare alle
selezioni i cittadini italiani
o di uno Stato membro dell’Unione Europea che abbiano compiuto i 18 anni di età,
siano in possesso di uno dei
titoli di laurea specificatamente indicati negli avvisi
integrali e degli altri requisiti generali per l’accesso al
rapporto di lavoro pubblico.
Le selezioni prevedono una
prova scritta, una prova orale e la valutazione di titoli
culturali e di servizio.
Le domande di partecipazione dovranno pervenire
entro il 03/03/2008.
Per informazioni telefoniche
è possibile rivolgersi all’Ufficio Organizzazione e Risorse Umane tel. 071.6629314 –
315. Copia dell’avviso e del
modello di domanda possono essere scaricati in allegato , oppure ritirati presso l’
Ufficio Relazioni con il Pubblico (Piazza Roma, piano
terra) o presso lo Sportello
Informagiovani in Piazza
Manni 1.
M.B.
I
l consiglio provincia- alla vita e alle attività agrile di Ancona ha dato cole e produttive, seguenil via all’istituzione di un do i principi del contratto
osservatorio provinciale mondiale per l’acqua. Ridell’acqua. “Qualsiasi poli- cerca ogni soluzione per
tica deve tener conto della evitare gli sprechi e realiznecessità di avere acqua a za una banca dati del terridisposizione di tutti – ha torio provinciale”.
detto l’assessore all’Am- E sugli sprechi, l’assessore
biente Marcello Mariani Mariani ha ricordato che
– e l’osservatorio è uno “attualmente in agricolstrumento per andare ver- tura si utilizza il 70% del
so modelli di razionalizza- consumo totale dell’aczione dell’uso delle risorse qua, parliamo di circa 2
idriche”.
o 3 mila litri a persona al
L’osservatorio provinciale giorno. Per fare un litro di
dell’acqua “promuove le biocarburante servono dai
conoscenze e affronta le 3 ai 5 mila litri di acqua. E
problematiche connesse le prospettive future non
con l’uso, la gestione e la sono rosee: basti pensare
salvaguardia dell’acqua in- che entro il 2025 la protesa come bene comune – duzione agricola mondiasi legge nello statuto – e il le diminuirà di circa il 20
cui accesso deve essere ga- – 30% proprio a causa della
rantito a tutti nella quanti- scarsità delle risorse idrità e nella qualità sufficienti che”.
delegati provinciali, assemblea comunale, coordinatori di circolo: tutti i nomi del nuovo partito
Elezioni per la fondazione del P.D.
W
eek end delle primarie per il Partito Democratico, nel quale 1248
cittadini senigalliesi, pari al 36,90 % degli elettori che avevano votato il 14 ottobre scorso, sono andati a votare per
la costituzione degli organi dirigenti
locali del PD. Ad essi si deve la raccolta
complessiva di 6202 euro, altro concreto contributo alla formazione del PD.
Per l’Assemblea Provinciale passano
Seri Silvana e Ramazzotti Ilaria per le
donne, Mariani Graziano e Campanile
Gennaro per gli uomini.
Per l’Assemblea Comunale risultano
elette: Allegrezza Elisabetta, Angeletti Margherita, Baioni Marzia, Bigelli
Giannina, Bucci Diletta, Campanile
Anna, Giacomelli Silvia, Lanari Laura,
Lucidi Nadia, Mariani Federica, Massi
Monica, Palma Alessandra, Renzi Angela, Rocconi Luciana, Romagnoli Simonetta, Russo Giovanna, Seri Silvana,
Solfanelli Giuliana, Tomassini Daniela,
Ventura Catia, Villacidro Stefania.
Per gli uomini: Amadio Ezio, Bucci
Averardo, Bugatti Carlo Emanuele, Castelli Michele, Cinti Alessio, Cursi Ivano, Durpetti Furio, Fattori Luca, Galli
Roberto, Giacomelli Enrico, Gregorini
Giorgio, Mangialardi Mauro, Nardella Andrea, Olivi Stefano, Pierfederici
Mauro, Ramazzotti Cristian, Santarelli
Luca, Sardella Simeone, Sbrollini Ivano,
Tinti Alfio, Turchi Lorenzo. Infine sono
stati eletti i coordinatori dei quattro
circoli cittadini: Panni Alessandro per
il primo circolo, Pellegrini Tiziana per
il secondo, Rinaldi Lianca per il terzo e
Gregorini Mauro per il quarto circolo.
Soddisfatta il sindaco Angeloni, responsabile comunale della fondazione del PD: “Ringrazio tutti gli elettori
per la massiccia partecipazione al voto
registrata a Senigallia, che ha così favorito la concreta nascita del Partito
Democratico è un fatto di grande importanza e significato. Ci dice innanzitutto che, a differenza di quello che da
più parti si sottolinea, vi è una grande
voglia dei cittadini di mobilitarsi nella
vita pubblica”.
6
7 febbraio 2008
Chiesa
C’è vita
in parrocchia
Roncitelli, festa di Sant’Antonio
Domenica 27 gennaio la Comunità parrocchiale di Roncitelli ha festeggiato S. Antonio, continuando una tradizione antica di almeno trecento anni.Già nel 1700 il
parroco di Roncitelli don Domenico Bernabei annotava
nel suo libro sulle feste religiose della parrocchia che il
Santo veniva solennizzato nella chiesa annessa alla villa
dei conti Marazzani (la “Marazzana”) dove il parroco veniva espressamente invitato e in cui si recava lui stesso
o il cappellano curato che lo sostituiva. Per l’occasione
venivano “cortesemente” ( come lui scrive ) inviate le reliquie del Santo.
S. Antonio abate è
sempre stato amato particolarmente
nelle campagne, di
cui è considerato il
protettore e anche
quest’anno
l’affluenza dei fedeli
ha testimoniato la
loro devozione nei
confronti del Santo eremita. Nella
prima S. Messa del
mattino soprattutto sono stati gli uomini a partecipare
( una volta era l’occasione per assolvere il precetto dell’Eucarestia nel periodo di Natale per la presenza di vari
confessori ), ma grande è stata la partecipazione di tutti
alla processione che si è svolta intorno al castello dopo
la S. Messa delle 11,00. Alla fine sono stati benedetti gli
animali portati dai presenti e alcuni generi ( sementi,
ecc. ) che rappresentano il ciclo vitale della natura. Al di
là di suggestive tradizioni, il parroco don Luciano Guerri
ha comunque messo in evidenza il senso della santità di
Antonio che, seguendo i comandamenti di Cristo, donò
tutti i suoi averi e lasciò il mondo per dedicarsi alla preghiera, un esempio per noi tutti anche in questo terzo
millennio. La solennità si è conclusa con un pranzo a cui
sono stati invitati, per antica abitudine, i collaboratori
della parrocchia (coro, catechisti, consiglio parrocchiale
e quello per gli affari economici, gli addetti alla chiesa,
tecnici prontamente disponibili alle necessità degli stabili parrocchiali ) che si sono ritrovati insieme per un momento di serena e gioiosa convivialità.
Anna Tamanti
chiesa e mondo Ad Aversa la comunità cristiana promuove stili di vita diversi e rispettosi
Parrocchia e rifiuti
Q
uella dei rifiuti è diventata
un’emergenza politica nazionale
ma lo è già da qualche anno. È l’esito
di 14 anni di mala gestione della cosa
pubblica nella cosa pubblica, nella fattispecie in Campania. È emersa in tutto
il suo clamore quando, chiusa qualche
discarica, ci siamo trovati sommersi
dai rifiuti che hanno invaso le strade”.
Nessun dubbio da parte di don Francesco Riccio , parroco della chiesa san
Giovanni Battista, nel quartiere Savignano di Aversa e incaricato regionale
della Campania per la pastorale giovanile: “Denunciare non basta, bisogna
tirarsi su le maniche e cominciare a
lavorare, a partire dal proprio ambiente di vita, per cambiare la situazione”.
Da questa presa di coscienza ne è nata
un’iniziativa, che dalla parrocchia si
sta lentamente allargando a parrocchie
e centri abitati limitrofi. Don Riccio ce
la racconta.
Problema rifiuti, una catastrofe annunciata?
È un problema non nuovo certamente.
Come parroco, insieme alla comunità
di uno dei centri nei pressi di un sito
di smaltimento campano, già molto
tempo fa facemmo notare alle autorità
competenti che questo non funzionava
correttamente, che non riusciva a dividere, come doveva, i rifiuti e che nelle eco balle di eco non c’era nulla ma
solo balle. Abbiamo manifestato, parlato con i vari commissari che si sono
succeduti negli anni. Ma tutto restava
fermo. I contrasti politici hanno gio-
vimento nato dal basso venga recepito
dalle autorità e dalle municipalità. La
gente è pronta alla differenziata, ma
quello che più conta è che è sensibile a
queste tematiche e, quindi, disponibile
a collaborare. È il tempo della politica
con scelte sane e trasparenti. Non abbiamo voluto protestare contro ma ci
siamo dati da fare per.
Perché tutti questi “no” alla costruzione di termovalorizzatori?
Quello che stiamo vivendo è il momento delle opinioni, ma vorrei che a parlare fosse gente esperta. Al cittadino
deve essere data la possibilità di capire,
con chiarezza, le soluzioni attuabili, o
meno, del problema. La popolazione
che abita dove sono previsti gli impianti di smaltimento ha paura che questi
si trasformino in qualcosa d’altro, pericolosi per la salute. Una paura legittima ma la gente dovrebbe ricevere una
informazione più onesta. La paura, ci
siamo accorti, non è degli impianti ma
di una manutenzione non idonea o di
una gestione sottoposta ad infiltrazioni
camorriste. La paura è legata all’ambiente in cui viviamo. Non si può scendere a patti con la camorra”.
Dove volete arrivare con queste iniziative?
Dalla immondizia sta nascendo un
nuovo senso civico, i rifiuti sono come
un fertilizzante che aiuta la gente a riscoprire il valore della cittadinanza. Il
nostro compito è mettere la speranza
nel cuore della nostra gente veramente
depressa.
a cura di Daniele Rocchi
E
Luigi Alici ad Ancona invitato dal Meic
Il prof. Luigi Alici, Presidente Nazionale dell’Azione Cattolica, terrà una conferenza martedì 12 febbraio alle ore
18,00 nella Sala del Rettorato dell’Università Politecnica
delle Marche, piazza Roma. La Conferenza s’inquadra
nel ciclo delle Conferenze programmate del Movimento
Ecclesiale di Impegno Culturale – Gruppo di Ancona “la
Fraternità, ethos dei cristiani e paradigma per una città
dell’uomo”. La conversazione di Alici ha come tema “il
declino dell’uomo pubblico e la nostalgia di una fraternità senza confini” e sarà introdotta dal prof. Giancarlo
Galeazzi, direttore dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Ancona. Il ciclo delle Conferenze è stato inaugurato a Novembre con il biblista dell’Università Pontificia
del Laterano, a cui era stato assegnato il compito di fissare le “fondamenta del concetto di fratello all’interno
del messaggio e della prassi cristiana; ad Alici, professore dell’Ateneo maceratese di filosofia morale, spetta
l’ardito compito di esplorare, in una età di profonda declino dell’etica pubblica e soprattutto di crisi di fiducia
nell’uomo pubblico, un possibile itinerario dialogico.
cato molto nel non far venire fuori il
problema. Ogni schieramento tentava
di nascondere il problema. Nonostante ciò la Chiesa, attraverso le Chiese
locali, ha sempre denunciato il degrado. Fino agli ultimi appelli dei vescovi
campani.
Alla denuncia avete fatto anche seguire delle iniziative concrete, come
quella nella sua parrocchia. Come è
nata?
Dallo scorso novembre abbiamo avviato la raccolta differenziata per lanciare
un monito educativo alla nostra gente.
La riflessione di partenza è stata: che
regno, a livello umano, consegneremo a
Cristo? Un regno di rifiuti? Inizialmente ci siamo organizzati per la raccolta
della plastica, contattando una fabbrica locale per riciclarla. Contestualmente alla raccolta abbiamo composto
un team di formatori che casa per casa
passava illustrando comportamenti
eco-sostenibili: come riciclare le cose,
come acquistare prodotti ecosostenibili, come risparmiare energia... L’iniziativa si è allargata alla popolazione e
sta cominciando a varcare i confini del
nostro territorio. Altre diocesi ci chiedono come fare. Ora stiamo allestendo
un sito dove raccogliere anche vetro e
altri materiali con l’aiuto delle scuole.
Ma è giusto ricordare che in Campania
ci sono comuni che hanno organizzato
la raccolta dei rifiuti e questa funziona
bene
Come pensate di portare avanti questa campagna?
Ora c’è bisogno che tutto questo mo-
Chiara Lubich,
cittadina onoraria
di Osimo
Donna
del
dialogo
Domenica 10
febbraio - ore 17
‘Tartufo’
di Molière
regia di Mauro Pierfederici
U
ra affollatissimo il teatro La Nuova Feni- prof. Alessandro Andreatta, che ha ringrace di Osimo la sera del 26 gennaio scor- ziato per questo riconoscimento verso una
so: oltre 450 persone tra cittadini e persone concittadina, manifestando l’orgoglio delvenute da tutte le Marche hanno assiepato la la città “non solo perché attraverso di lei il
platea e i vari ordini di palchi per partecipa- nome della città risuona in ogni parte del
re alla cerimonia ufficiale di conferimento mondo, ma perché Chiara incarna il medella Cittadinanza Onoraria a Chiara Lubi- glio della trentinità, perché è una persona
ch, Fondatrice e Presidente del Movimento semplice, umile laboriosa, tenace, autentica
dei Focolari. Con questo riconoscimento si ed essenziale, che va al cuore dei probleè dato corpo ad una volontà scaturita alcuni mi e delle persone”. Ha anche sottolineato
anni fa e precisamente nel 2003 in occasione come la vocazione di una città come Trendel 4° centenario della nascita di S. Giuseppe to sia quella di essere un luogo di incontro
da Copertino, con la quale l’Amministrazio- tra le culture e le religioni e come Chiara sia
ne comunale di Osimo ha inteso innanzitut- ambasciatrice di valori quali la pace, la soto premiare lo spessore umano e spirituale lidarietà, la tolleranza, l’accoglienza, valori
di questa illustre personalità, che ha già at- di tutto l’uomo e di tutti gli uomini. Hanno
tirato molteplici riconoscimenti da parte di completato gli interventi delle autorità le
organismi internazionali, accademici e am- parole del Vescovo della Diocesi di Ancona e
ministrazioni pubbliche.
Osimo Mons. Menichelli, che ha manifestaDopo l’esecuzione di due brani per piano- to “la gioia e la preghiera della Chiesa locale
forte e flauto a cura di Alessandro Cappella che ringrazia Dio per il carisma dell’unie Beatrice Petrocchi, il Vicesindaco ed As- tà, terapia per questo mondo e nutrimento
sessore alla Cultura Stefano Simoncini ha di ogni comunità umana laica e credente”.
introdotto i saluti delle autorità, ricordando “Quando si capisce che Dio è Amore, la vita
come il seme del Movimento dei Focolari, cambia: e questo Chiara ha capito, per queoggi presente in più di centottanta paesi, si sto la sua vita ha una sua seduttiva attrattiva
sia diffuso ad Osimo tra le prime città del- di bene e di pace.”
le Marche dopo pochi anni dalla sua nasci- La proiezione di un video con interviste a
ta. Il Sindaco Dino Latini ha portato i saluti Chiara, impossibilitata ad essere presente,
dell’intera Amministrazione, sottolineando ha dato la dimensione di una scelta radicacome si sia sentito onorato di avere come le di vita comunitaria incentrata sul vangelo,
concittadina Chiara Lubich “un esempio che fiorita sotto i bombardamenti della seconda
noi dovremmo portare accanto come padre guerra mondiale: il carisma dell’unità porta
fondatore di ogni comunità istituzionale che una corrente di amore universale che rivela
ha in sé i valori del cattolicesimo”. Ha anche una forza diffusiva sorprendente, penetransottolineato il suo “esempio di luce piena do alle più varie latitudini, intessendo dialodi vita cristiana, che rimane pietra miliare, ghi fecondi a livello ecumenico, nel dialogo
gioiello incastonato e regalo prezioso che interreligioso, con il mondo civile e in dialoci fa chi dall’alto ci guarda”. Particolarmen- go con la cultura.
te sentito il saluto del Vicesindaco di Trento
Renzo Spegne
n intenso programma vede
al centro degli appuntamenti la Chiesa dell’Immacolata
a Senigallia. Da lunedì 4 febbraio sino a lunedì 11 febbraio
2008, tutti i pomeriggi alle ore
17 si terrà nella stessa Chiesa il
S.Rosario, seguito dalla catechesi e dalla Benedizione Eucaristica. Particolarmente interessanti
i temi delle catechesi, tenute dal
Vescovo Emerito Odo Fusi Pecci
e tutte legate alla vita del Beato
Pio IX in relazione alla Madonna. Non va poi dimenticata la
concessione fatta da Papa Ben-
detto XVI di una speciale indulgenza plenaria proprio nell’occasione di tali apparizioni della
Beata Vergine Maria nella Grotta di Massabielle, presso Lourdes, a S. Bernardetta Soubirous.
I temi della catechesi verteranno su: giovedì 7 febbraio: la
fisionomia della Speranza cristiana; venerdì 8 febbraio: Vita
di Pio IX; sabato 9 febbraio: Pio
IX e l’Immacolata; domenica 10
febbraio: la spiritualità di Pio IX
(I); lunedì 11 febbraio: la spiritualità di Pio IX (II).
A.B.
Nel 150° delle apparizioni della
Madonna di Lourdes, una serie
di incontri tenuti dal vescovo
Odo Fusi - Pecci
Incontri
sull’Immacolata
e Pio IX
7 febbraio 2008
Chiesa
dalla visita pastorale
Il vescovo Giuseppe in visita nella parrocchia della Pace
Il valore della parrocchia
S
abato 26 gennaio la comunità parrocchiale di Santa Maria della Pace
e i suoi sacerdoti si sono stretti intorno al proprio Vescovo per porgergli il
loro caloroso benvenuto in occasione
della sua visita pastorale. Tutte le realtà della parrocchia hanno incontrato il
proprio pastore che, quale successore
degli apostoli, ha paternamente partecipato alle riunioni e preso atto delle
attività svolte.
Monsignor Orlandoni è così venuto a
contatto con una realtà viva e operosa
che attraversa le varie fasce di età e le
diverse funzioni, non dimenticando le
comunità religiose dislocate sul territorio parrocchiale, quali le suore di
“Ada Bianchi” e di Villa Torlonia. Si è
intrattenuto con i genitori, gli educatori, gli adulti di Azione Cattolica. Ha
presieduto varie celebrazioni eucari-
stiche e l’adorazione del Santissimo
Sacramento del giovedì. Domenica 27
gennaio non ha mancato di partecipare
al festoso pranzo comunitario tenutosi
in allegria nell’oratorio con la popolazione parrocchiale.
La visita si è conclusa venerdì primo
febbraio, quando il Vescovo Giuseppe
ha incontrato il Consiglio degli Affari
Economici e il Consiglio Pastorale Parrocchiale. In questa sede il nostro pastore ha introdotto il tema delle Unità
Pastorali tra parrocchie limitrofe ed ha
nuovamente esortato i laici alla collaborazione e, soprattutto, alla corresponsabilità, che li rendono vere pietre
vive nella costruzione della Chiesa. Il
Vescovo ha definito la parrocchia una
cellula della diocesi, auspicandone un
cammino unitario e solidale.
Lino Crucini
diocesi Lunedì 11 febbraio la giornata mondiale del malato, alle 15.30 in Duomo
Se la malattia entra in famiglia
N
ella rapida trasformazione della
nostra società i concetti di salute e
malattia vengono percepiti in maniera
diversa dal passato; la qualità della vita
ha spesso la priorità sul valore della
vita stessa, per cui nella malattia, oltreché sofferenza fisica, spesso il malato
tocca con mano la solitudine, l’impotenza, l’apparente non senso della sua
condizione.
Contemporaneamente la famiglia, realtà più vicina sia sotto l’aspetto affettivo,
sia assistenziale, è inevitabilmente sottoposta ad un carico sempre più gravoso economicamente, sotto l’aspetto
assistenziale e psicologico.
Il cammino della famiglia nel tempo
della malattia richiede condivisione e
la testimonianza
di marta, giovane
disabile
“La vita
e la malattia”
a cura di Daniele Rocchi
Le apparizioni di Lourdes
- di cui si ricorda quest’anno
il 150° - sono legate
a Bernardetta.
E’ la figlia del mugnaio,
Francesco Soubirous e
di Luisa Castèrot. Una
pastorella semplice presso la
sua nutrice Maria Lagues
a Bartrès. Una religiosa
incompresa ed umiliata nel
convento di Nevers. Una
ragazza malata di asma e
tubercolosi ossea alle gambe
che ha consumato nel silenzio e nella consapevolezza la
sua passione. Soprattutto è
una sconvolgente messaggera dell’Immacolata all’uomo
di ogni tempo.
sostegno da parte della Comunità cristiana. La malattia oncologica, la malattia psichica, la disabilità degli anziani, il “dopo di noi”, la morte e il lutto: la
famiglia subisce l’impatto di tutte queste realtà dolorose, ne viene separata
e trasformata e spesso indebolita nei
suoi equilibri; essa è tanto più vulnerabile quanto più è lasciata sola e non
trova orizzonti di senso e di speranza.
Per impegnarsi nella fatica della cura
la famiglia deve essere aiutata a dare
un senso alla vita nella sofferenza e a
costruire speranza. La Comunità non
è chiamata solo ad essere attenta, ma
anche ad essere in relazione con coloro
che, a causa della malattia, faticano ad
esserlo.
I
n occasione della XVI Giornata del malato (11 febbraio), ecco la testimonianza
di una giovane disabile, Marta Zargar, 27
anni, laureata in scienze dell’educazione,
del Cvs, il centro volontari della sofferenza.
“Sono inchiodata” si presenta così, usando
questa immagine, efficace, specie per chi
ascolta al telefono, per descrivere la propria
situazione di persona che vive da sempre in
carrozzella. “Mi sono laureata da poco in
scienze dell’educazione, genitori separati,
mio padre con problemi di alcol, del quale
ho sofferto molto la mancanza. La mia disabilità, potrei quasi dire, è un corollario
a questa situazione. Ora sono impegnata in uno stage di un anno presso l’Asl Rm
E. Sono molto contenta se non fosse per i
problemi legati alle barriere architettoniche.
Muoversi è davvero un’impresa. Ho un’assistenza domiciliare per 4 ore al giorno e un
servizio taxi, ma non sempre”.
Una vita fatta di difficoltà ma anche di certezze, una su tutte, frutto di esperienza sul
campo: “il disabile non può essere considerato normale ed in quanto tale va riconosciuto. Dalla propria disabilità egli può tirare fuori tutte le risorse che ha dentro di sé,
le può potenziare solo se riconosce di avere
un limite. Se non ci si riconosce questo limite tutto diventa difficile, ci si ritrova incapaci di crescere, incapaci di andare avanti
superando gli ostacoli che la vita ti pone.
Solo se la riconosci la disabilità e con essa
la sofferenza diventa risorsa. Non sopporto
le persone che affermano che il disabile può
far tutto. No, non è così. Il disabile può fare
molte cose se ha avuto una rete familiare,
innanzitutto, che l’ha sostenuto e incoraggiato”.
“La sofferenza esiste e non bisogna averne
paura. Conoscendo il limite che una malattia o una disabilità ti pone si può superarla
o trovare dei modi per riuscirci. Io vivo la
mia sofferenza anche con ribellione, perché
sono una ragazza come tante. Ci sono delle volte che mi alzo la mattina e non voglio
assolutamente fare i conti con la mia condizione ma sono costretta a farlo. Non c’è
una ricetta, uguale per tutti, per affrontare
la sofferenza, ma già il fatto che ti alzi la
La misura dell’umanità si determina
essenzialmente nel rapporto con la
sofferenza e con il sofferente. Avere a
cuore la famiglia in queste circostanze
è un passo decisivo. Nei confronti del
dilagare della cultura individualista, la
struttura familiare rimane punto di ancoraggio e risorsa culturale per l’etica
della dignità della persona, dell’equità
e del servizio.
La giornata del malato sia un momento di riflessione e di sensibilizzazione
per ciascuno di noi per comprendere
e condividere l’importanza della vicinanza umana al sofferente e alla sua
famiglia.
La Commissione Diocesana
per la Pastorale della Salute
mattina e affronti la giornata è un modo per
superarla. A piccoli passi. Inutile pensare al
fatto che hai una malattia da cui non guarirai mai, non ne caverai un ragno dal buco”.
“La fede indubbiamente conta. Ma non
credo di essere il tipo di cristiano che dice
sempre ‘Signore ti ringrazio delle cose che
mi accadono’. Il cristiano è una persona che
crede in una vita eterna fatta di felicità e da
questa convinzione deriva una serenità non
umana. Se crediamo che c’è un Dio che ci
ama così come siamo e che vuole per noi
un progetto di vita vera, allora tutto assume una connotazione diversa. La vita non
finisce qui. Se credessi che la vita finisca qui,
mi sparerei, e lo dico in tutta sincerità. A
volte con più forza a volte con meno sono
ancorata a questa certezza. Di cammino da
fare ne ho tanto, non sono una brava credente. La preghiera è fondamentale, se perdi il contatto con Dio allora si fa dura”.
“Non saprei cosa dire a quei giovani che si
trovano a che fare con la sofferenza in maniera inaspettata e imprevedibile. Alcune
volte non mi trovo a mio agio davanti a persone che dicono di soffrire o che mi ricordano tratti della mia stessa sofferenza. La
sofferenza non fa distinzioni e siamo tutti
sulla stessa barca. Direi loro, ‘prego per te,
non so se mi crederai ma questo è ciò che
mi salva ogni giorno’. La sofferenza ti porta
ad indossare maschere continuamente, ma
il cristiano è anche chi tribola senza sorridere e si offre come aiuto per spirito di servizio. La disabilità è risorsa e limite. Non
ho nessuna pretesa di consolare o capire la
sofferenza di altri come me. La sofferenza
avvicina sani e malati, li fa sentire simili. Il
disabile come il malato hanno entrambi bisogno di affettività perché maturano la convinzione di avere sempre bisogno, che da
solo non ce la puoi fare. Abbiamo tutti, con
le ovvie differenze, gli stessi tipi di ansie, di
desideri – sposarsi, avere dei figli, costruirsi
una vita - l’obiettivo è quello…”
“Ho ancora molta difficoltà ad accettarmi e
mostrarmi per quella che sono, con le mie
debolezze emotive, paure e difficoltà. Devo
fare i conti con l’orgoglio, che accompagnano una giovane della mia età. La felicità si
costruisce giorno per giorno”.
7
in agenda
La settimana del Vescovo
Giovedì 7 febbraio
ore 9.00: S.Messa in Cattedrale nella memoria del Beato Pio IX
ore 10.00: Ritiro spirituale del Clero a Loreto
ore 18.00: Visita pastorale a Cesano (Caritas)
ore 21.00: Idem (Genitori)
Venerdì 8 febbraio
ore 18.30: Visita a Cesano-Cesanella (catechisti ed educatori)
ore 21.00: Conferenza sulla Salute (Chiesa dei Cancelli)
Sabato 9 febbraio
ore 15.00: Inizio Visita pastorale a Cesanella
Domenica 10 febbraio
ore 11.30: S.Messa a Cesanella
ore 12.30: S.Messa al Congresso Prov.le ACLI (Hotel City)
ore 17.00: Incontro Famiglie Vicaria di Senigallia (Cancelli)
ore 18.00: S.Messa in Cattedrale - catecumenato degli adulti
Lunedì 11 febbraio
ore 15.30: S.Messa in Cattedrale (Giornata del Malato)
ore 21.00: Visita pastorale a Cesanella
Martedì 12 febbraio
Visita pastorale a Cesanella
ore 19.00: Cresimandi
ore 21.00: Consigli pastorali
Mercoledì 13 febbraio
ore 9.30: Conferenza Episcopale Marchigiana (Loreto)
ore 21.00: Visita pastorale a Cesanella (Genitori)
Giovedì 14 febbraio
ore 9.30: Incontro con sacerdoti giovani
ore 21.00: Visita pastorale a Cesanella (Adorazione)
Venerdì 15 febbraio
ore 21.00: Visita pastorale a Cesanella (Giovani e giovanissimi)
Sabato 16 febbraio
ore 15.30: Inizio Visita pastorale Parrocchia delle Grazie
(Ragazzi del Catechismo – Catechisti - S.Messa)
ore 19.00: Equipe diocesana Giovani A.C.
Domenica 17 febbraio
Visita pastorale Parrocchia delle Grazie
ore 9.30 e 11.00: S.Messa
ore 15.30 Gruppo famiglie
Corso per catechisti in diocesi
“La Parola di Dio nell’itinerario dell’Iniziazione Cristiana” è il
tema del IIICorso di Formazione per animatori della catechesi.
Sarà tenuto da don Andrea Fontana, collaboratore dell’Ufficio
Catechistico Nazionale e direttore dell’Ufficio Catechistico della
diocesi di Torino. Il corso si terrà presso il Seminario vescovile
da lunedì 25 a mercoledì 27 febbraio 2008 dalle ore 18.00 alle
22.30. I destinatari del Corso sono: coloro che lo scorso anno
hanno frequentato il I Corso di formazione; altri catechisti di
quelle parrocchie che desiderano conoscere ed approfondire
gli attuali sviluppi della catechesi in Italia; coloro che già seguono o intendono seguire, per il secondo o il terzo ambito,
l’Iniziazione Cristiana degli Adulti (Battesimo e Cresima), o che
accompagnano le famiglie al Battesimo dei figli, per continuare a seguirle nel loro compito di trasmissione della fede dei
figli. Le iscrizioni devono pervenire entro il 21 febbraio 2008
all’Ufficio Catechistico (c/o Curia Vescovile P.zza Garibaldi 3/c,
60019 Senigallia, tel. 071/659245; fax 071/60094; e-mail: [email protected]. La quota è di € 40,00,
comprese le 3 cene ed il materiale che verrà fornito dal relatore.
7 febbraio 2008
il paginone
7 febbraio 2008
il paginone
Ci sono storie di solidarietà quasi sconosciute, ma tanto vicine. Annalisa
era partita per fare un po’ di volontariato. è ancora a Slatina
per prendersi cura di giovani donne abbandonate a se stesse. La sua storia.
da Senigallia
alla Romania
seguendo l’arcobaleno
Da più di 10 anni ti occupi di volontariato in
Romania e da due vivi stabilmente nella cittadina di Slatina. Perché?
Semplicemente perché, dopo anni di volontariato,
le istituzioni locali hanno espresso il desiderio di
collaborare con la nostra Associazione, ed io mi
sono resa disponibile per essere la coordinatrice del nostro primo progetto. Tutto è iniziato nel
giugno del 2006, quando gli istituti statali stavano
chiudendo lasciando posto ad “appartamenti sociali”, più piccoli e con un’atmosfera più familIare.
La Direzione per la Protezione Infantile del distretto Olt ci ha proposto di iniziare la nostra collaborazione con un tipo di progetto (Casa Florilor) che
ospitasse ragazze che non sarebbero più potute
rientrare negli appartamenti sociali perché maggiorenni e perché avevano rinunciato alla scuola.
Mi è sembrata davvero una bellissima occasione
per confrontarmi con una realtà che mi ha sempre
incuriosito, che conoscevo da molto ma in modo
molto superficiale e per “lavorare” con quelle ragazzine che avevo visto crescere. Sono veramente
soddisfatta di quello che l’Associazione è riuscita a
fare fin’ora e sono veramente felice di essere quassù
in questo Paese che, oltre ad avere gravissimi problemi, ha anche un grande fascino.
Hai 31 anni, sei una bella ragazza, hai conseguito una laurea in scienze dell’educazione ad
Urbino ed un Master in pedagogia clinica a Firenze con ottimi voti. Avresti potuto avere un
percorso molto più comodo...
Quando ho accettato questo incarico, non ho mai
pensato alle difficoltà che avrei incontrato: per me
era semplicemente un’esperienza nuova, diversa e
molto stimolante che non vedevo l’ora di incominciare. Non ho mai pensato di essermi “complicata
la vita”, in fondo la vita è complicata ovunque e le
difficoltà ci sono sempre. Certo, se in questo momento fossi stata in Italia probabilmente non mi
sarei trovata in situazioni così estreme, ma può
darsi in altre, altrettanto problematiche. Sono talmente entusiasta di quello che faccio che non ho
mai pensato di essermi “complicata la vita”. Non
sono affatto una santa missionaria, non ho rinunciato a niente. Sono venuta qui in Romania per
curiosità, per affrontare un’esperienza nuova e per
mettermi in gioco e non solo per aiutare gli altri.
Questo era il mio lavoro anche in Italia. Ho fatto la
scelta di lavorare nel sociale tanti anni fa, una volta
deciso che tipo di studi avrei portato avanti.
Quali sono state le difficoltà più grandi che hai
incontrato per vivere nel paese romeno?
Sicuramente la difficoltà più grande con cui mi
sono scontrata quando sono venuta qui è stato il
dovermi confrontare tutti i giorni con una mentalità ed un modo di agire totalmente diverso dal
mio. E’ molto difficile spiegarlo ma qui le cose che
succedono, le situazioni quotidiane, si percepiscono in maniera molto diversa. Ci sono delle regole,
dei valori da rispettare talmente lontani dal mio
modo di pensare che all’inizio ascoltavo le persone
parlare, ma senza capire assolutamente niente di
quello che dicevano. Mi sentivo totalmente su un
altra lunghezza d’onda e mi è stato difficile riuscire
a prendere atto di una realtà senza giudicarla. Qui
la famiglia è qualcosa di sacro, a cui si deve rispetto, obbedienza e aiuto. Non importa se ti hanno
abbandonato, picchiato e sfruttato perché se non
sei pronto ad aiutare, soprattutto materialmente,
la famiglia nel momento del bisogno, sei considerata la persona più deplorevole del mondo. Gli
olteni poi sono molto pettegoli e fantasiosi. Sono
in grado di inventarsi delle vere e proprie storie
surreali partendo dal nulla. Essendo una cittadina
abbastanza piccola, a Slatina tutti si conoscono e
soprattutto mi conoscono in quanto sono la ragazza italiana che vive qui. Insomma ho sentito delle
storie su di me davvero divertenti, come quando si
diceva che mi ero comprata una villa in campagna,
o che mi ero sposata con il proprietario di una fabbrica molto rinomata, oppure quando tutti dicevano che aspettavo un bambino, perché mi ero un po’
ingrassata, e sarei partita per l’Italia per abortire.
Sono arrivati anche a dire che sfruttavo sessualmente le ragazze. All’inizio è stata abbastanza dura.
Più tardi ho capito che così succede quasi sempre
con tutte le persone un po’ diverse da loro, per cui
adesso queste storie non mi ferisco più. All’inizio
era davvero allucinante, ovunque andassi scoprivo
sempre nuove e interessanti cose sulla mia vita privata e sentimentale!!
Quali, invece, i fattori che ti spingono giorno
per giorno a combattere una dura battaglia ?
Sicuramente tanto entusiasmo per quello che sto
facendo e soprattutto l’affetto che mi lega alle ragazze, alle mie colleghe e ai volontari.
Dal 1° gennaio 2007 la Romania è entrata a far
parte dell’Ue. Ci sono stati miglioramenti percepibili nella vita della popolazione?
Nell’ambito sociale, la prima cosa che l’UE ha
chiesto allo Stato romeno e stata quella di chiudere i grandi istituti statali, lasciando posto a degli appartamenti sociali in cui i ragazzi potevano
vivere in un atmosfera famigliare. Nel campo del
assistenza sociale questo è stato un
grandissimo passo avanti: i ragazzi
che erano cresciuti in grandissimi
centri con altri 150 bambini, si sono
ritrovati in appartamenti, nuovi, in
ottime condizioni con l’acqua calda, il
riscaldamento, un bagno dove potevano farsi una doccia o entrare in vasca.
Questo è stato senz’altro un cambiamento positivo. Anche per quanto riguarda l’aggiornamento del personale
lo Stato ha cercato di fare dei corsi di
riqualificazione del vecchio personale
degli orfanotrofi che poi sarebbe stato
trasferito negli appartamenti. Anche
i centri per i bambini disabili hanno
avuto fortunatamente la stessa sorte
(anche se ancora non tutti sono stati
chiusi), sostituiti con gli appartamenti
di tipo famigliare. Certo sul lato della disabilità siamo ancora lontani dai
nostri standard: qui non esiste una
distinzione tra un handicap e l’altro
e spesso bambini con bisogni ed esigenze totalmente diverse vengono
messi nello stesso appartamento con
la totale impossibilità di mettere in
atto un recupero individualizzato.
Dopo l’entrata della Romania nell’Ue
la vita della popolazione non è affatto migliorata. L’Oltenia è una delle
zone più povere della Romania, essendo per la maggior parte formata da
ampi zone rurali e desertiche. I prezzi
sono aumentati vertiginosamente, per
esempio un litro di latte scremato costa quasi due euro, cosi come un kg di
mandarini. Con uno stipendio di 180
euro al mese è davvero impossibile
riuscire a comprare questi due alimenti pur così importanti.Quello che
è aumentato vertiginosamente poi,
sono le spese per la casa, gli affitti, il
gas, la luce, l’acqua. Una famiglia con
salario medio, dove lavorano entrambi i genitori, tenendo solo due camere
riscaldate, solo per il gas spende mensilmente 100 euro. Fortunatamente la
maggior parte delle famiglie qui a Slatina ha una casetta in campagna (senza luce, senza acqua, senza wc) e un
piccolo orto dove può coltivare delle
verdure e tenere degli animali. Con
l’entrata nell’UE anche qui si è iniziato
a poter comprare tutto a rate: elettrodomestici, cose per la casa, macchine.
Questo prima non esisteva, almeno
qui in Oltenia. Le persone così possono permettersi una lavatrice, insomma qualcosa in più. Questo lo trovo
positivo.
Non è facile per un paese oppresso da una dittatura come quella di
Ceausescu cambiare strada. Quale
eredità ha lasciato il comunismo,
soprattutto nel modo di vivere, di
educare, di rapportarsi alle responsabilità?
Dopo più di un anno di vita in Oltenia,
posso solo dirvi che il mio parere sui
suoi abitanti (non generalizzo a tutti i
romeni) è davvero pessimo. Quando
dico Olteni parlo sia dei Romeni, sia
degli zigani con tutte le loro differenze
interne, tra zigani poveri e ricchi, fra
zigari integrati con i romeni e quelli
che non si vogliono (o non possono)
integrarsi. Qui gli uomini bevono tutto il giorno, sia che abitino in città o
in campagna, sia che lavorino o siano
disoccupati. La birra è una costante
onnipresente, come le botte che le
loro mogli, fidanzate, amanti e figli
devono subire ogni giorno tacitamente non avendo il coraggio e soprattutto la forza di ribellarsi. La cosa che mi
ha impressionato di più qui a Slatina
è il fatto di non aver conosciuto ancora una famiglia “normale”, in cui i
figli siano stati cresciuti da due genitori che ancora stanno insieme, due
genitori che non li abbiano picchiati,
che non siano fuggiti con l’amante,
che non li abbiano abbandonati, che
non abbiano una decina di figli mai
riconosciuti, che non tornino la sera
ubriachi persi e sfogarsi picchiando
le loro mogli. Questo fenomeno delle
famiglie non famiglie qui è proprio
ovunque: sia nei casi dei bambini istituzionalizzati, sia in situazioni dove
invece i bambini sono cresciuti fuori
dalle istituzioni statali. Sul lato lavorativo le cose non migliorano affatto: gli
uomini olteni sono pigri, è difficile per
loro mantenere un lavoro nel tempo e
in più sono molto pretenziosi. Vogliono tutto e subito.
Quali sono le maggiori difficoltà
che le giovani ospiti di Casa Florilor
incontrano per avere una vita normale?
La difficoltà maggiore che le ragazze hanno incontrato una volta uscite
dalla casa de copii (bambini), è stato
il pregiudizio delle persone della città riguardanti le ragazze cresciute in
orfanotrofio. Sono infatti considerate
delle ragazze facili sporche, bugiarde e
che non hanno voglia di lavorare. Fortunatamente con il tempo le ragazze
di Casa Florilor hanno conquistato la
fiducia dei loro datori di lavoro e delle
persone. Altra grandissima difficoltà: le ragazze uscite dagli orfanotrofi
non sono capaci di fare delle semplici
azioni che tutte le ragazze a 18 anni
in Italia, presuppongo, sono in grado
di fare: pulire, lavare, fare da mangiare, rispettare un programma. Quando dico cucinare, non intendo chissà
cosa: intendo, per esempio, bollire un
uovo, sbucciare delle patate, la stessa
cosa quando dico pulire, intendo lavare i piatti, spazzare per terra. Negli
istituti veniva dato loro tutto materialmente: cibo, anche se era orribile;
vestiti, anche se stracci; pulizia nelle
loro camere, anche se non poteva essere definita tale; e loro non hanno
imparato a fare niente. Avevano fame
e qualcuno preparava loro qualcosa.
Volevano i vestiti e ce li avevano, poco
importava se avevano o no cura di loro,
tanto non li avevano comprati loro.
Volevano pulito in camera e c’erano le
donne di servizio. In orfanotrofio non
muovevano un dito. Purtroppo questo
modo di procedere in tutti questi anni
ha fatto si che ragazze di 20 anni, ora
non hanno la minima idea di cosa vuol
direpulizia, ordine, cucinare e tutte le
altre cose che riguardano la cura della
casa e delle camere personali. Questa
è stata la difficoltà maggiore: imparare a vivere in una casa dove si è responsabili di tutto quello che riguarda
la propria vita. Altra difficoltà grande
è stata quella di riuscire a mantenere
un posto di lavoro. All’inizio è stato
veramente difficile riuscire a far capire
loro che non si può andare a lavorare
quando si vuole e come si vuole, ma si
devono rispettare degli orari e soprattutto delle regole.
a cura di Sara Giuliodori
I primi passi
Curcubeu
E’ un nome che può sembrare inizialmente
curioso, strano per un’Associazione. Ma se
lo si pronuncia conoscendone il significato,
finisce per emettere un suono molto dolce,
simpatico. Ma cosa significa in italiano? La
sua traduzione dal romeno è arcobaleno,
simbolo di colore, bellezza, speranza. Già
perché Curcubeu è un’Associazione nata nel
novembre 2004 in Italia, per aiutare i bambini
della Romania, grazie alla dedizione e alla
caparbietà di 7 volontari, tra cui una giovane ragazza senigalliese, Annalisa Gasparini.
L’avventura ebbe inizio nel 2001, prendendo
parte ai campi di volontariato internazionale
Workcamp Romania.
Orfanotrofi
Durante quelle prime esperienze, i giovani
partiti per il Paese dell’est Europa avevano
svolto attività di animazione con alcuni dei
300 bambini degli orfanotrofi di Slatina, una
piccola cittadina del sud.
Una realtà molto dura, quella che gli italiani
trovarono al loro arrivo. Decenni di dittatura
totalitaria avevano prodotto una situazione
di dissesto economico e sociale, con alti tassi
di disoccupazione, povertà diffusa e famiglie
allo sbando. La politica di crescita demografica praticata dall’ex dittatore Ceausescu, che
vietava ogni forma di contraccezione, aveva
portato alla nascita di un enorme numero
di bambini, spesso abbandonati dalle loro
famiglie, che non avevano i mezzi per crescerli
e affidati alle istituzioni statali.
In questa drammatica realtà Curcubeu ha avuto, sin dall’inizio, l’obiettivo di promuovere la
solidarietà attraverso iniziative e progetti che
garantissero uno sviluppo dignitoso ed equo
per ciascun bambino, senza discriminazioni di
nessun genere. Le attività svolte negli orfanotrofi andavano dall’attività di animazione e
gioco, all’aiuto nello svolgere i compiti, dallo
sviluppo di capacità relazionali, al sostegno ed
all’incoraggiamento dei giovani nello scoprire
le proprie abilità e attitudini professionali.
CASA FLORILOR
Curcubeu non si inserisce direttamente nel lavoro di recupero dei bambini di strada, ma diciamo che è una sorta di deterrente. L’Associazione ha sempre lavorato
cercando di dare speranza ed appoggio ai bambini più bisognosi e ha dato vita
nel giugno 2006 ad un progetto interamente finanziato da donazioni private, in
collaborazione con i servizi sociali locali. Il progetto si chiama Casa Florilor (Casa
dei fiori), proprio come i piccoli fiori che stanno sbocciando ad una nuova vita
e che vengono accolti e sostenuti per diventare i meravigliosi fiori del domani,
della nuova Romania. Casa Florilor è stata aperta con lo scopo di aiutare ragazze
maggiorenni uscite dagli orfanotrofi, che hanno smesso di studiare, ad inserirsi nel
mondo del lavoro, a crearsi una famiglia e amicizie vere. Queste ragazze, abbandonate dalle famiglie prima, dalle istituzioni poi, incontrano molte difficoltà a trovare
un lavoro stabile, a mantenere in ordine una casa, a formarsi un futuro sereno.
Casa Florilor è un appartamento di transito che attualmente ospita sei ragazze, che
vi possono vivere per un periodo massimo di due anni. Si tratta di una struttura in
grado di garantire protezione ed accoglienza nel momento di passaggio dalla vita in
istituto ad una condizione di totale autonomia, che possa dar loro la forza di creare
un progetto di vita, di riaffermare la propria dignità, di riscattare anni di abbandono e solitudine. E quando questa situazione riguarda delle ragazze diventa ancora
più difficile da gestire in una società come quella romena, in cui il maschilismo e la
violenza sulle donne è ancora all’ordine del giorno.
Una piccola goccia in un oceano di emarginazione ma una goccia indispensabile
per il futuro di queste ragazze.
Giovani volontari a Slatina
Il gruppo di 14 ragazzi andati a Slatina
nell’estate 2006 ha lasciato un segno indelebile nella vita di Curcubeu. Innanzi tutto ha
prestato un servizio di donazione generosa ai
bambini delle case famiglia, degli istituti per
disabili e alle giovani di Casa Florilor, grazie
all’affetto e all’amore che hanno dato loro
nei momenti di animazione. Sicuramente
un’esperienza che ha lasciato molto anche nei
loro cuori perché sono tornati a Slatina l’anno
successivo. Hanno deciso inoltre di scrivere e
raccogliere le loro bellissime testimonianze in
un “Diario”, i cui proventi aiutano a mantenere
le attività dell’Associazione.
Riporto brevemente un frammento molto
significativo scritto da Sara, una giovane
bolognese.
Bucarest è l’immagine di un paese divorato dal
capitalismo occidentale, in cui ogni merce è
fallata, dove tutto è un surrogato, non è possibile trovare un asciugamano che asciughi, un
detersivo che lavi. La cioccolata non contiene
cioccolato e l’aranciata non contiene arancia.
La cucina è sostanziosa ma povera, sulla tavola compaiono ogni giorno gli stessi alimenti:
polenta, carne, panna acida e formaggio di
capra.
Ciò che noi possediamo, qui in Romania non
lo puoi avere: non c’è. E in ogni caso non
guadagnerai mai abbastanza per potertelo
permettere. Ioana lavora in una di quelle
aziende tessili che ricevono appalti dalli
grandi catene, quelle da cui tutti noi compriamo perché hanno prezzi simili alle bancarelle
cinesi. Lavora 11 ore al giorno per sei giorni la
settimana, con una pausa pranzo di 30 minuti
e porta a casa circa 180 euro al mese.
Dove va Curcubeu
I progetti per il 2008 dell’Associazione sono
molto ambiziosi ma assolutamente realizzabili
con la forza e l’aiuto di chi vorrà crederci. Con
il supporto dell’ARCI si cercherà di aprire due
nuove case di transito: una destinata ad accogliere le ragazze provenienti dagli orfanotrofi
e con lievi handicap mentali; l’altra per ragazzi
malati di Aids.
Bambini di strada
In alcuni disperati casi, i bambini venivano
picchiati o sfruttati e sentendosi ancora una
volta rifiutati dal mondo, sceglievano la strada,
dormendo sotto i tombini, vicino alle tubazioni d’acqua calda dei palazzoni chiamati block,
prostituendosi per sopravvivere e respirando
colla, la droga economica racchiusa nei sacchetti di plastica che smorza la fame e i sogni.
Il fenomeno dei bambini di strada in Romania
lo abbiamo iniziato a conoscere nel 1990, con
l’avvio della democrazia che ha scoperchiato
il drammatico vaso di Pandora, oggetto di
inimmaginabili servizi giornalistici e reportage. La situazione oggi sembra migliorata ma ci
vorranno anni perché torni alla normalità.
La Romania nell’Ue
L’Associazione Curcubeu, formata da giovani provenienti da tutta Italia, da anni svolge
attività di animazione nei periodi estivi e
invernali, promovendo progetti di sostegno a
distanza per le famiglie in difficoltà con pacchi
viveri e contributi per spese mediche, nonché
programmi di assistenza scolare per i ragazzi
che prima vivevano in orfanotrofio.
Già, prima. Perché il gran numero di ragazzi
dai 3 ai 20 anni che vivevano negli istituti,
hanno dovuto trovare un’altra sistemazione
a partire dal 1° gennaio 2007, anno in cui la
Romania è entrata a far parte dell’Unione
Europea. Una delle richieste di Bruxelles per
poterci entrare fu proprio quella di chiudere i
“poco dignitosi” casermoni pieni di bambini e
ragazzi, che nella loro vita avevano dovuto rinunciare all’affetto di una famiglia ed al calore
di una casa, abusati o trattati come pacchi di
poco valore, che spesso scappavano e sceglievano la vita libera e randagia della strada.
Le autorità romene decisero a quel punto
di ricollocare i bambini presso le famiglie di
origine (per chi le aveva), di darli in adozione
e di creare delle case famiglia, elargendo aiuti
economici a chi voleva continuare gli studi,
anche se maggiorenni, e lasciando all’asciutto
chi decideva di andare a lavorare. Il risultato
fu sicuramente di grande impatto. I casermoni
vennero chiusi e i ragazzi furono accolti in famiglie o case-famiglia, in cui non sempre però,
si trovavano bene. Ancora una volta c’era la
fuga verso la libertà, verso la strada, verso
ragazzi dallo stesso destino che diventavano
l’unica famiglia possibile, compagni e carnefici,
vittime molto spesso di spregevoli desideri di
adulti venuti da lontano.
L’arcobaleno a Slatina
Una volta partito il progetto di Casa Florilor, è nata a Slatina l’Associazione Arcobaleno, fondata da Annalisa Gasparini che ne è Presidente e costituita da volontari
italiani e romeni. Arcobaleno concorre, insieme a Curcubeu, alla gestione di Casa
Florilor per facilitare i rapporti con le istituzioni locali e per avere un referente fidato
nell’invio delle donazioni. Praticamente Arcobaleno in Romania è la parallela di Curcubeu in Italia, ciascuna però con la propria identità giuridica, per poter interagire
alla pari con le altre realtà che operano in ambito sociale e di cooperazione internazionale.
Anna e Gianfranco scendono in pista
L’inizio di Casa Florilor non fu dei migliori. Le ragazze non riuscivano a mantenere
un lavoro stabile, a tenere pulita la casa, e le risorse a disposizione finirono in meno
di un anno. L’aiuto economico promesso dalle istituzioni locali poi non venne mai
erogato e l’Associazione Curcubeu, si trovò in serie difficoltà. Tra numero di membri
in calo per impegni lavorativi e familiari che ne avevano portato la dispersione e problemi economici, sembrava destinata alla chiusura. Ci voleva qualcuno, volonteroso
e con un po’ di tempo a disposizione, che si assumesse la guida dell’Associazione. A
quel punto i genitori di Annalisa, insieme alla ragazza e ai volontari rimasti, decisero di spostare la sede dell’Associazione a Senigallia e di seguirla proprio loro, Anna
Maria e Gianfranco.
Ad occuparsi delle ragazze ci sono un’educatrice romena, Laura, ed Annalisa, coordinatrice di Curcubeu, che dall’apertura di Casa Florilor si è trasferita a Slatina per
seguire più da vicino il progetto. Condizione fondamentale per vivere a Casa Florilor
è avere un lavoro ed in questo Annalisa rappresenta ancora una volta un elemento
importante perché aiuta le ragazze a trovare un’occupazione e fa da intermediaria e
garante tra loro e i datori di lavoro. Il contributo mensile che le ragazze offrono per
vivere in appartamento è di 30 euro, su uno stipendio medio di 180. Dopo i problemi
iniziali il progetto sembra essere partito bene e le ragazze ora hanno tutte un lavoro
stabile. A dicembre Casa Florilor si è trasferita in un appartamento più grande, così
da poter rendere più agevole la convivenza delle sei giovani. L’arredamento, molto
semplice e spartano, è stato arricchito di un gran divano e di una cucina regalati
loro dalla sede di Slatina della Pirelli, che sostiene il progetto con donazioni di beni
materiali.
COME AIUTARE CURCUBEU
L’Associazione divenuta ormai senigalliese a tutti gli effetti vive grazie alle donazioni private. Dal 2007 lavora in collaborazione con l’Arci coinvolto da Fiore, una ragazza che ne faceva già parte. Dopo la presentazione ufficiale avvenuta il 7 dicembre 2007 all’oratorio di Scapezzano, frazione in cui risiedono Anna Maria e Franco Gasparini, si è pensato di diffondere le
conoscenze sulle attività dell’Associazione anche presso le scuole, per sensibilizzare grandi e piccini. Nel frattempo è stato
avviato un progetto di educazione alla solidarietà all’Oratorio di Scapezzano che inizierà al più presto. I giovani avevano
già dimostrato molto interesse, partecipando numerosi alla presentazione dell’Associazione e dando la loro disponibilità a
“vendere” i Diari dalla Romania. Dal 17 febbraio è prevista la vendita di piantine presso le chiese del Porto, Cesanella, Grazie, San Martino e Roncitelli che si concluderà il 2 marzo in Piazza Roma. Il ricavato andrà ovviamente per Casa Florilor e
per sostenere i progettI di aiuto ai bambini e alle loro famiglie in difficoltà di Slatina. Un altro appuntamento importante è
quello del 29 febbraio al Gratis di Senigallia dove Fiore, giovane volontaria bolognese di Curcubeu, darà la sua testimonianza diretta di quanto vissuto nelle esperienze in Romania. Nell’occasione si terrà un concerto rock con la Band Idea Sonica.
Associazione Curcubeu Onlus - Strada Fontenuovo, 45 60019 Senigallia, tel. 071 6609543 - www.curcubeu.org
7 febbraio 2008
Territorio
ambienteIl dossier ‘Mal’aria’ di Legambiente
Mondolfo, al via gli espropri
Marche e smog
A14, presto
i lavori
S
N
mog: Pm10 alle stelle nelle città italiane. Secondo il dossier Mal’aria di Legambiente il bilancio per le polveri sottili
del 2007 è negativo: su 63 capoluoghi
monitorati 51 sforano i 35 superamenti
consentiti. Nelle Marche la maglia nera
spetta a Pesaro (centralina via Giolitti)
al 9° con 128 giorni di superamento del
limite previsto per il Pm10 (vedi sezione
Pm10 ti tengo d’occhio del dossier allegato). Ancona (centralina piazza Roma)
si trova invece in 22° posizione con 108
sforamenti, Macerata al 48° posto con 42
sforamenti.
“Serve più coraggio di sindaci e amministratori pubblici affinché si attivi un processo che allontani gradualmente le auto
dal centro delle città organizzando servizi adeguati come il trasporto pubblico
-afferma Luigino Quarchioni, Presidente
di Legambiente Marche - Per questo è
importante anche guardare gli esempi
virtuosi di alcune grandi metropoli europee, che hanno deciso di vietare la circolazione dei mezzi più inquinanti in vaste
aree urbane”.
Per sensibilizzare amministratori e popolazione sulla necessità di una mobilità
sostenibile, anche quest’anno si rinnova
l’appuntamento con Mal’aria, la campagna di Legambiente contro l’inquinamento atmosferico. Due le settimane, da oggi
al 16 febbraio, in cui si concentrano circa
80 iniziative, con 23 capoluoghi di provincia coinvolti tra cui San Benedetto del
Tronto (già pronta a dare il via alle iniziative nelle Marche dopodomani) che sarà
animata da una biciclettata con mascherine e lenzuola indossati dagli “smogbuster”, che simulano la cattura del PM10
(persone in bicicletta vestite di nero). A
Falconara invece è prevista per sabato 9
febbraio l’esposizione delle ormai tra-
dizionali lenzuola ‘No allo Smog’ in via
Rosselli. La stessa data è stata scelta per
Jesi dall Circolo Azzaruolo di Legambiente che organizzerà un banchetto in
piazza della Repubblica per la distribuzione delle lenzuola in via XXIV maggio
e viale della Vittoria. Infine venerdì 15
febbraio toccherà a Pesaro dove il circolo
ambientalista il Ragusello ha previsto addirittura una sciopero del respiro con gli
studenti e lenzuola esposte alle finestre
delle scuole coinvolte.Ulteriori informazioni all’indirizzo www.legambiente.
eu/campagne/intro/malaria.php oppure
www.legambiente-marche.com .
Mal’aria prosegue tutto l’anno con il
monitoraggio “Pm10 ti tengo d’occhio”,
che restituirà un quadro complessivo
dei superamenti delle polveri sottili nei
capoluoghi di provincia italiani, per individuare le città off-limits e per verificare l’efficienza della rete di monitoraggio
scientifico. Il monitoraggio sarà quotidiano e una volta superati i 30 sforamenti
del limite giornaliero di Pm10 consentito
dalla legge, sarà possibile diffidare il Sindaco, che ha l’obbligo di tutelare la salute
dei cittadini e prendere provvedimenti
efficaci e preventivi per fronteggiare l’inquinamento atmosferico.
Lavori alla Casa di riposo di Corinaldo
La casa di riposo di Corinaldo, dedicata a “Santa Maria Goretti”,
potrà entro breve essere ampliata ed adeguata alla Legge Regionale Marche 20/02. Si è infatti conclusa con esito positivo la
conferenza di servizi indetta dallo sportello unico per le attività
produttive del Comune di Corinaldo e che ha visto coinvolte tutte le amministrazioni pubbliche interessate, a partire dagli Istituti Riuniti di Beneficenza di Corinaldo, proprietari e gestori della
Residenza. Alla conferenza ha partecipato personalmente anche il
Sindaco Livio Scattolini, a conferma del pieno appoggio dell’intero
consiglio comunale alla realizzazione del progetto di ristrutturazione ed ampliamento. In quella sede l’Ing. Mauro Mancini, progettista dell’opera, ha illustrato le caratteristiche principali e le
fasi salienti dell’intervento, secondo le prescrizioni impartite dalla
Provincia di Ancona e dal Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco. Una volta ottenuto il permesso di costruire, per il cui rilascio si
renderà necessaria una variazione puntuale al vigente P.R.G., gli
Istituti Riuniti di Beneficenza potranno dare avvio ai lavori, dotando la Residenza “Santa Maria Goretti” di tutti i servizi previsti
elle prime settimane del prossimo anno prenderanno il via
i lavori della terza corsia autostradale. Il Comune di Mondolfo avvia
le procedure di esproprio da parte
della società Anas delle zone interessate. Lavori che per il Comune
significano una nuova dimensione
dell’attuale viabilità oltre a una serie
di infrastrutture che consentiranno
definitivamente di ridisegnare l’asseto viario. “Nello specifico – dice
il Sindaco Pietro Cavallo – oltre all’attuazione del progetto esecutivo
della terza corsia, con forza eravamo riusciti ad ottenere che la società autostrade recepisse una serie di
interventi per il territorio comunale
che erano stati il frutto del confronto tra cittadini e amministrazione.
Oggi, rispettando i tempi dettati,
la società autostrade inizia la fase
degli espropri: questo significa che
nelle prime settimane del 2009 potranno prendere il via i primi lavori
della terza corsia”.
Quando parla di infrastrutture il
primo cittadino di Mondolfo in
particolare si riferisce al prolungamento di via Sterpettine sino a via
Strada S. Costanzo ed il suo relativo
collegamento con la SP 424 attraverso la costruzione di una nuova
rotatoria. L’accordo con la Società
inoltre prevede la creazione di un
parcheggio di interscambio per oltre 150 veicoli e l’allargamento di
tutti i cavalcavia esistenti sull’autostrada, mentre un nuovo sovrappasso autostradale consentirà di realizzare la prevista variante alla Strada
424 nella zona tra l’Area di Servizio
“Metauro” e il casello autostradale.
dall’attuale normativa di settore, tra cui un locale per la fisioterapia, una palestra per ginnastica dolce, un ambulatorio medico,
locali per barbieria e parrucchieria oltre alla tanto attesa Cappella
da dedicare alla benefattrice Leontina Capotondi Londei. Secondo
quanto illustrato dal progettista, i lavori si protrarranno per circa
un anno.
Al termine la residenza disporrà di una capacità ricettiva di 75 posti letto, suddivisi in camere singole e doppie. Viva soddisfazione
per il parere conforme della conferenza di servizi è stata manifestata dal Presidente degli II.RR.B. Donato Ciceroni. Questi ha
ricordato che la ristrutturazione e l’ampliamento della Residenza
“Santa Maria Goretti”, unitamente alla costruzione dell’asilo nido
“Giacomo e Marietta Cesarini Romaldi”, costituiscono i frutti principali dell’operato degli II.RR.B. durante i quattro anni di mandato
previsti dallo Statuto. Il Sindaco Scattolini ha colto l’occasione per
rinnovare la disponibilità ed il sostegno del Comune di Corinaldo ai progetti presentati dagli II.RR.B. soffermandosi, in particolar
modo, sulla realizzazione congiunta dell’asilo nido ed anticipando
che, entro la metà di febbraio, verrà posta la “prima pietra” del
secondo stralcio dei lavori.
a marotta una serata sul tema della musica giovane e degli spazi di aggregazione
Suono o smetto?
S
uono o smetto?” è questo il provo- che si presenta particolarmente articocatorio titolo dell’incontro-dibat- lata, nasce dalla reale esigenza dei ratito-concerto sullo stato della musica gazzi e dei giovani di confrontarsi con
live per giovani musicisti, promosso il mondo della musica, con chi vi lavoper giovedì 7 febbraio dall’Assessora- ri e chi la vive – esordisce l’Assessore
to alle Politiche Giovani dei Comune alla Politiche Giovanili del Comune di
di Mondolfo, unitamente al Centro di Mondolfo, Laura Servadio – cercando
Documentazione Musica di Mondolfo- di meglio approfondire le esigenze proMarotta e alla Cooperativa Sociale Cre- prie di chi vive la musica rock e pop e,
scere e al contempo, con coloro che sono viciche ve- ni (anche fisicamente) a questo mondo”.
drà la La serata avrà inizio alle ore 21 presso
speciale il Dancing “Laguna Blu” di Marotta in
parteci- Via Litoranea 427, con una ricca serie
pazione di contributi. Andrea Michinelli parledell’As- rà di “Note legali: Siae e adempimenti
sessore per la musica dal vivo”, mentre Matteo
alle Po- Pantaleoni, dell’Accademia Musicale
l i t i c h e di Modena, tratterà di “Scuole di muGiovani sica e sbocchi professionali”. A Stefad e l l a no Mauro è stato affidato il tema “Se
Regione non c’è live io non bevo” e “Stato dei
Marche, lavori su una legge per la musica nelle
L u i g i Marche” ed a Francesco De Benedittis
M i n a r - “Perché suonare al posto di smettere:
di. “La la cura di un sistema malato”. Estremas e r a t a , mente importante ed atteso l’interven-
to dell’Assessore Minardi. “Siamo grati
all’Assessore Minardi di aver voluto
partecipare al nostro incontro – prosegue Laura Servadio – in quanto vuole
essere occasione di dialogo e confronto
diretto fra istituzioni e mondo dei giovani, al fine di ascoltare e conoscere le
esigenze del mondo musicale giovanile
e dei giovani, a cui è particolarmente
vicino l’Assessore regionale Minardi”.
La serata proseguirà dalle ore 22 con il
concerto live delle band Spuma, Perticars, Può (grande orchestra dei giovani musicisti della Provincia di Pesaro e
Urbino) e Frozen Brains.
L’appuntamento è stato realizzata con
il supporto del Centro Documentazione Musica Comunale di Via Litoranea,
il quale offre il servizio di noleggio CD
musicali, angolo ascolto musica, opportunità di incontro e di informazione su temi musicali, censimento gruppi
musicali locali...e tanto altro ancora,
tutti i Mercoledì e venerdì dalle ore 21
alle ore 24 (Info: tel. 0721 968628).
Alessandro Berluti
11
ad arcevia un bel programma per febbraio
Tutti a teatro
P
rogramma
rispettato: data da Silvio Purgatori. La
Montefortino di Arcevia seconda rassegna cavalchesi è riappropriato della Festa rà ancora le linee-guida del
della Candelora. La ripropo- trinomio cultura-solidarietàsizione dell’evento si è do- enogastronomia (coinvolti
vuta all’attiva associazione e compartecipi il ristorante
Ager Gallicus.
pizzeria Park Hotel, il ristoLa “festa per tutti” ha offerto rantino tipico Pinocchio, la
anche spunti di approndi- pizzeria music-pub Shagiamento artistico (il Maestro ra, tutti nel segno della masBruno d’Arcevia è di casa da sima accoglienza).
queste parti). Soprattutto, si Informazioni: 339-3227572
è rinnovato l’incontro e si è (Sandrina).
cementato il comune senti- Primo spettacolo inscenato
re.
(alle 17) dalla compagnia
La Festa della Luce ha con- “TiVittori” di Serra de’ Contribuito a focalizzare mag- ti, nucleo che ha ereditato
giormente il patrimonio lo spirito, la verve ed il gearceviese, fatto di natura, niaccio contagioso del giorstoria, cultura, suggestione.
nalista-scrittore-promotore
E’ stato vissuto, nella sua Tarcisio Vittori, autore, tra
forte simbologia, il momen- l’altro, de Il cuore attaccato
to del passaggio: dal’inverno- al chiodo.
buio ‘morte’ alla primavera- Il gruppo proporrà Pinocluce ‘risveglio’.
chia. Domenica 24 febbraio,
Ovvero purificazione e pre- Mariel Danieli darà anima al
parazione alla nuova stagio- Concerto Musicale. Il 9 marne (in senso stretto ed am- zo, entrerà in scena Molière,
pio). La professoressa Anna il cui Tartufo verrà interTerenzi (principale artefice pretato dalla Compagnia La
della Candelora) è ora lie- Tela Giovani di Senigallia.
ta di passare il testimone ai
Umberto Martinelli
colleghi “registi” delle altre
iniziative nel territorio della
Perla dei Monti.
Domenica (in gradito anticipo rispetto a quanto precedentemente comunicato
e da noi scritto) si tornerà
ad occupare le poltrone del
“Misa” di Arcevia, per il primo appuntamento di “Andiamo a Teatro”, iniziativa
concepita e gestita dall’associazione India nel Cuore
(presieduta da Sandrina Ottaviani) e dalla Pro-Arcevia,
con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale guiad arcevia la protesta per il nuovo trasporto
No ai tagli
L
a soppressione di una
corsa e la variazione
dell’orario di un’altra sul
servizio pubblico, che collega Arcevia con Senigallia
ha sollevato più di una protesta nel centro montano.
In particolare l’assessore ai
trasporti del Comune di Arcevia Franco Fiori contesta
aspramente la decisione e
richiede un urgente incontro
con i responsabili della Provincia per “un confronto serio e costruttivo sul servizio
di trasporto che interessa, in
primis, i cittadini arceviesi e
della Valle del Misa” .
L’intenzione della Provincia
è quella di sopprimere la
corsa di linea Arcevia-Senigallia delle ore 19.20 che
transita anche per Serra de’
Conti-Barbara-Ostra Vetere.
“In un incontro che ho avuto,
con i tecnici della Provincia
– scrive l’assessore Franco
Fiori al presidente della Provincia Patrizia Casagrande
Esposto e all’assessore ai
trasporti e mobilità Carla
Virili - mi era stato assicurato che la proposta di Piano
Organizzativo dei Trasporti,
non conosciuto dalle amministrazioni locali, era solo
al vaglio dei tecnici e quindi non operativo. La lettera,
via fax a firma dell’assessore,
non riporta, forse ad arte,
la data della soppressione,
tuttavia da informazioni
desunte, la sospensione del
servizio dovrebbe avvenire a
partire da lunedì 4 febbraio.
Inoltre, anche se non annun-
ciato nella lettera sempre a
partire da lunedì 4 febbraio,
verrà posticipata la corsa
Arcevia-Senigallia dalle ore
15.25 alle ore 16.50, con arrivo previsto alle ore 17.45
circa a Senigallia. Tale scelta non permette a quanti da
Arcevia e Comuni limitrofi
si recano a Senigallia, di aver
più tempo disponibile per
ottemperare ad una serie di
esigenze proprie, in quanto
l’arrivo coinciderebbe con
l’orario di partenza per il
ritorno in Arcevia. Come è
noto l’ultima corsa, che collega Senigallia-Arcevia-Sassoferrato, parte a Senigallia
alle ore 18. Nel deprecare
con forza certi metodi, per i
quali le Amministrazioni locali non vengono coinvolte
nelle scelte che interessano
i servizi fondamentali dei
propri cittadini, non si può
accettare la soppressione di
tale servizio anche per il fatto che non risulta vero che
non ci sia utenza. Pertanto,
tali decisioni, ancora una
volta, colpiscono i cittadini
delle aree interne che, da
sempre, sono penalizzati a
livello di vie di comunicazione, rendendo più difficile
il permanere delle popolazioni in queste realtà.
L’amministrazione di Arcevia chiede quindi di annullare, da subito, sia la decisione
della soppressione della linea Arcevia-Serra de’ Conti-Barbara-Ostra Vetere sia
lo spostamento della corsa
Arcevia-Senigallia.
12
7 febbraio 2008
Cultura
pensieri La questione educativa è ‘la’ questione. Idee a partire dalla lettera di Benedetto XVI
Per ritrovare la bussola
E
ducare però
non è mai stato facile, e oggi
sembra diventare
sempre più difficile. Lo sanno
bene i genitori,
gli insegnanti, i
sacerdoti e tutti
coloro che hanno
dirette responsabilità educative.
Si parla perciò di
una grande emergenza educativa”.
La lettera di Benedetto XVI alla diocesi di Roma invita i fedeli ad affrontare
il “compito urgente dell’educazione”. Sembra un paradosso
parlare di tale emergenza in una società florida di tecnologie capaci di contenere miliardi di informazioni. Abitiamo
in un mondo che offre strumenti e metodi formativi di ogni
tipo. Entriamo in contatto con una pluralità di media che
aprono possibilità vastissime per comunicare e conoscere.
Le nuove generazioni vedono moltiplicarsi le loro possibilità. Non ci sono più soltanto libri, viaggi, mostre, oggi si è
in grado di accedere ad internet e connettersi con tutto il
globo o effettuare ricerche su specifici argomenti, si possono consultare enciclopedie multimediali e così via. Tutte
queste grandi ricchezze, però, non sembra portino buoni
frutti. Anzi. Nella nostra società privatizzata che promuove il consumo delle conoscenze e della cultura, come quello
delle merci e dei servizi, la trasmissione del sapere da una
generazione all’altra si confonde spesso con l’accumulo delle nozioni, ce lo spiega lo stesso Pontefice nella sua lettera.
Così spesso ci si attarda nella trasmissione di contenuti o
di competenze nel costruire professionalità che rispondano
alle richieste del mercato, mentre non possiamo nasconderci che le nostre comunità faticano a proporre modelli
di vita credibili. Gli esempi di bullismo nelle nostre scuole,
gli atti di vandalismo nelle strade, gli episodi di violenza di
cui si rendono, a volte, protagonisti i nostri giovani sono la
punta di un iceberg, che indica un disagio diffuso: si impara a fare, ma non ad essere e tanto meno a vivere. Manca,
soprat tutto, una bussola per orientarsi. Il vuoto accomuna
ai giovani gli adulti che non scommettono su una strada
percorribile, ma vanno a tentoni. Nella nostra epoca sono
arte e fede Il quadro tanto venerato è dell’arceviese Ramazzani
Madonna della Speranza
I
l 2 febbraio 1598, il Vescovo francescano Pietro Ridolfi da Tossignano proclama la Madonna, Patrona della diocesi
e della città di Senigallia, con il titolo di
“Nostra Signora della Speranza”. La miracolosa immagine venerata ancor prima,
oggi nella cappella a destra del transetto
voluta dal cardinale Achille Manara, era
stata commissionata dalla Congregazione del Capitolo Seniore e Generale ad
Hercole, pittore di Roccacontrada, cioè
Ercole Ramazzani, allievo di Lorenzo
Lotto. Mentre il culto e la devozione alla
sacra immagine sono diffusi tra i fedeli,
pochi sanno invece che è stata dipinta da un valente artista nato e vissuto
a Roccacontrada, ora Arcevia, sepolto
in S.Medardo. Ma il secondo giorno di
febbraio è da tempo immemorabile la
festività religiosa della Candelora e della
Presentazione al Tempio.
Nel rispetto della tradizione popolare, è
la festa della benedizione dei ceri “che si
conservano con devozione in casa, vicino alle immagini sacre per essere accesi nei momenti di pericolo, di sventura,
nella malattia.
“La candela benedetta illuminerà quando
ogni altra luce sarà spenta, rimembrando forse l’ultima notte” ci racconta Giovanni Crocioni, illustre scrittore della
vita popolare nel volume “La gente marchigiana nelle sue tradizioni”.
Oggi, come ha ricordato mons. Giusep-
pe Orlandoni nella solenne omelia della
messa vespertina di sabato scorso, è la
luce della speranza, la speranza del compimento della divina promessa, quella
speranza affidata soprattutto alla Patrona della Diocesi. Appropriarsi della Festa,
come è stato scritto di recente su questo
settimanale, se può avere un significato,
è quello di confondere la Candelora con
il Carnevale.
Alfiero Verdini
musinfDal 16 febbraio istallazioni presso Arearte
Giorno
del ricordo
C
on l’istituzione del “Giorno
del Ricordo”, il Parlamento ha
dato voce alle vittime italiane che
dal 1947 al 1954 subirono il genocidio nelle foibe istriane. Il 10 Febbraio 1947, fu firmato il trattato di
pace a Parigi che impose all’Italia
la cessione alla Jugoslavia di Zara
in Dalmazia, dell’Istria con Fiume
e di gran parte della Venezia Giulia, con Trieste costituito in territorio libero e ritornato poi all’Italia
alla fine del 1954. Si trattò di una
rinuncia veramente dolorosa e che
la Jugoslavia di Tito rese ancora
più pesante mettendo in atto gesti
di inaudita ferocia ai danni degli
italiani costretti all’esodo.
Oltre ventimila le uccisioni dei
connazionali che prima di essere
gettati nelle foibe (cavità carsiche
profonde fino a 200 metri) subivano ogni sorta di maltrattamenti.
L’esodo fu drammatico, l’identità
italiana veniva sradicata con ogni
mezzo.
Ostra Vetere nella Giornata nazionale del Ricordo, ha tenuto una cerimonia pubblica mercoledì 6 febbraio alla presenza anche di una
rappresentanza degli studenti delle
scuole di Ostra Vetere e di alcuni
esuli che vissero quei momenti.
A.M.
tanti gli idoli da raggiungere. Ognuno può sceglierli e poi
cercare di imitarli. Ci si accorge, tuttavia, che possono essere “virtuali” e se ne rimane delusi. In questo scenario tutti,
educatori ed educandi, possono perdersi, perché tutti percorsi dagli stessi dubbi. Così la lettera del Papa ci riporta
all’essenziale dell’educare che parte dalla ricerca di “quella
verità che può essere guida nella vita”. Per recuperare una
bussola, innanzitutto, ha sottolineato un pedagogista come
Edgar Morin, “è necessaria una riforma della conoscenza
del pensiero un nuovo umanesimo globale che sappia affrontare i temi della persona e del pianeta”. Inoltre genitori
e scuole, istituzioni pubbliche e società civile sono chiamati a stipulare un patto educativo per guardare al futuro
con gli occhi delle nuove generazioni, perché “apprendere
la vita” è un compito comune che richiede un impegno collettivo e condiviso. Infine famiglie e agenti educativi sono
anche chiamati ad accompagnare, a percorrere un viaggio,
a “sprecare del tempo”, senza delegare a strumenti neutri, a
sporcarsi le mani per poter essere creduti e credibili. Più
che parole oggi servono maestri disponibili a percorrere un
tratto di strada assieme a questa nuova generazione piena
di grandi potenzialità.
Andrea Casavecchia
Lorenzo Cicconi Massi
al gruppo fotografi Ostra
l fotografo e regista Lo- disfatti dell’incontro con
Icentro
renzo Cicconi Massi al Cicconi Massi, sia per la
di una serata orga- sua valenza artistica sia
nizzata dal Gruppo Foto- perché molte scene del suo
grafico Ostra.
lungometraggio d’esordio,
Un sostenuto gruppo di “Prova a volare” (con Alesappassionati di fotografia sandra Mastronardi, Richa preso parte all’appunta- cardo Scamarcio, Antonio
mento “Incontri con l’au- Catania ed Ennio Fantastitore 2008” organizzato dal chino), sono ambientate ad
Gruppo fotografico Ostra, Ostra e dintorni. Lorenzo
presso la sala polifunzio- ha parlato della sua evolunale di corso Mazzini, in zione artistica, dalle prime
pieno centro storico.
esperienze con gli amici e
L’atteso appuntamento ha la videocamera amatoriale
avuto come protagonista il per la realizzazione di corfotografo e regista Loren- ti cinematografici, fino alla
zo Cicconi Massi. L’artista realizzazione di “Prova a
senigalliese, ha da poco volare”.
ricevuto il terzo premio al È proprio da quest’ultiWorld Press Photo 2007, il ma opera che si evince il
premio fotogiornalistico suo stretto rapporto con
più prestigioso che esi- la campagna marchigiana,
sta, nella categoria ‘Sports luogo di rifugio e fonte di
Features Singles’ con un ispirazione del suo lavoro
lavoro sulla scuola spor- fotografico. Nel corso deltiva Shichahai di Pechino. la serata si è anche parlato
“La serata è stata quindi del rapporto con il grande
l’occasione per conoscere artista senigalliese Mario
in maniera più approfon- Giacomelli. A completare
dita l’opera e le esperienze la serata, la visione di fotodel fotografo senigalliese grafie e di stampe in gran– spiegano gli aderenti del de formato commentate da
Gfo - siamo molto sod- Lorenzo”.
teatro Inizia la stagione teatrale al teatro ‘La Fenice’ Senigallia
Il video si fa arte Teatro per ragazzi
S
enigallia ancora al centro delle
proposte di arte visiva. Il Musinf infatti ospiterà una rassegna
di videoarte promuovendo un
incontro con gli artisti per fare
il quadro su questa forma d’arte,
che si è imposta in tutto il mondo
e che, ormai, occupa uno spazio
vasto della creatività visiva contemporanea.
L’incontro si propone come particolarmente interessante perché
vi parteciperanno gli artisti, che
dal 16 febbraio saranno i protagonisti, a Senigallia, della rassegna
di creazioni video programmata
dalla galleria Arearte.
Attraverso l’incontro di sabato con
gli artisti protagonisti della rassegna di videoarte il Musinf intende
fornire dati, conoscenze e quadro
storico per consentire un utilizzo informato della mostra, nella
quale verranno presentati i video
di Maurizio Cesarini, Lionice
Cola, Antonio D’Agostino, Nico
Macina, Michela Pozzi, Emiliano
Zucchini.
In occasione della rassegna il
Musinf acquisirà in permanenza
la documentazione di videoarte
della manifestazione promossa da
Arearte, in collaborazione con il
Musinf, l’assessorato alla cultura
del Comune di Senigallia, la Mediateca delle Marche e la Banca
di Credito Cooperativo di Ostra
e Morro d’Alba. La rassegna sarà
inaugurata sabato 16 febbraio, alle
ore 18 presso la galleria Arearte
di via Fratelli Bandiera.
Nei prossimi giorni una delegazione degli artisti, che saranno
protagonisti della rassegna, accompagnati dal direttore del
Musinf, Carlo Emanuele Bugatti,
Maurizio Cesarini, Stefano Schiavoni, presidente della Mediateca
delle Marche e Lorenzo Scattolini,
responsabile di Arearte, incontrerà l’assessore alla cultura di Senigallia, Velia Papa, per illustrare la
documentazione video che verrà
donata al Museo d’arte Moderna
di Senigallia. Tale documentazione entrerà a far parte dell’archivio
di videoarte, conservata nel Museo, riguardante specificamente
la documentazioni di videoarte
italiana ed internazionale.
R
iparte la Stagione Ragazzi del Teatro La Fenice di Senigallia, promossa dall’Assessorato alla Cultura,
con la partecipazione dell’Ipercoop
in qualità di sponsor, che quest’anno
propone ai più giovani un teatro decisamente sostenibile , con tematiche
dedicate all’ ambiente e alla necessità
di riflettere sulla sostenibilità.
Lunedì 11 e Martedì 12 febbraio, con
gli apettacoli dedicati ai ragazzi delle
scuole, e Domenica 10 febbraio alle
ore 17 , con uno spettacolo aperto al
pubblico , si comincia con “Energia/
Utopia”, un insieme di fantasia e realtà
per riflettere sugli sprechi energetici, promosso dal Teatro della
Biosphera.
Il pubblico sarà ospitato all’interno di una
semisfera trasparente
che, con l’ausilio di
tecnologie audio e video, diventa una sorta
di micro-mondo, una
serra, ma anche un teatro, un’ambientazione
ideale per affrontare
le tematiche ambien-
tali. Fantasia e creatività per riflettere
sugli sprechi energetici, sull’energia
prodotta e consumata coinvolgono gli
spettatori in progettazioni fantastiche
a basso impatto ambientale. “Il teatro
come strumento di comunicazione, di
sviluppo della socialità e della creatività personale, - sostiene l’Assessore
alla Cultura Velia Papa - è alla base del
progetto che l’Amministrazione persegue anche in questa seconda edizione
e, grazie alla sensibilità dimostrata
dall’Ipercoop, sponsor dell’iniziativa,
riesce a proporre un cartellone che
sa rivolgersi in maniera appropriata a
bambini, adolescenti e
giovani, accompagna
alla visione degli spettacoli momenti di formazione per docenti e
di incontro fra attori e
spettatori. Un’autentica
occasione di crescita e
confronto per e con le
giovani generazioni”.
Il biglietto di ingresso
per i ragazzi al di sotto dei 14 anni è di € 4,
mentre per gli adulti è
di € 6.
Persepolis,
il film
E
’ stato il cinema Mr. Oz
di Ancona ad ospitare
l’anteprima nazionale, in
contemporanea con oltre 90
schermi in tutta Italia, del
film francese Persepolis.
Con la regia di Marjane Satrapi (scrittice della omonima graphic novel da cui è
tratto il film) e da Vincent
Paronnaud, la pellicola racconta, attraverso gli occhi di
una bambina di nove anni,
la precoce ed estroversa
Marjane, come le speranze
di un popolo vengano distrutte quando i fondamentalisti prendono il potere,
imponendo il velo alle donne e imprigionando migliaia
di oppositori. Candidato
all’Oscar 2008 Persepolis
racconta quindi le storture
del fondamentalismo, con
la protagonista, che proprio
come la Satrapi, decide di
lasciare il suo Paese, l’Iran,
per Parigi, dove poter ricominciare a vivere.
L.M.
7 febbraio 2008
Spettacolo
teatro Alla ‘Fenice’ di Senigallia ‘Sinfonia d’autunno’
Donne a teatro
D
ue grandi interpreti, Maddalena
Crippa e Rossella Falk per la prima
volta insieme sul palco grazie a “Sinfonia
d’autunno”, lavoro tratto dell’omonimo
film di Ingmar Bergman che sarà al Teatro La Fenice di Senigallia giovedì 7 febbraio 2008 alle 21. Lo spettacolo che arriva a Senigallia nell’ambito della Stagione
unica di prosa, danza e musica 2007-08,
è diretto da Maurizio Panici con la produzione di Argot e ha debuttato al Manzoni di Pistoia il 16 novembre 2007. Due
donne, Charlotte e Eva, una madre e una
figlia una di fronte all’altra a confronto,
tra amore e odio. La sceneggiatura scritta da Bergman e ripresa da Panici scava
con ferocia e lucidità chirurgica nel rapporto tra le due, reso in modo toccante
e profondo dal carisma e dalla bravura
di Rossella Falk e Maddalena Crippa.
Eva è sposata con Viktor (in scena Mar-
co Balbi), pastore protestante insieme
al quale abita nella canonica disegnata
nel suo bagliore nitido e impietoso dallo
scenografo Aldo Buti. Charlotte, la madre di Eva, è una pianista famosa presa
dalla sua carriera, che molto raramente
fa visita alla figlia. Non a caso, Bergman
stesso racconta in proposito che ‘ci sono
donne così. Rifiutano di essere disturbate dai loro figli. Non vogliono perdere
tempo con i loro problemi. Hanno la loro
vita, la loro carriera. Tutto il resto non
conta. È di una donna così che ho voluto parlare’. Ma la figlia di Charlotte, Eva,
scrive una lettera alla madre invitandola
a un nuovo incontro. Charlotte arriva all’improvviso. Il finale aperto pensato da
Bergman è tutt’altro che consolatorio. Le
due donne alla fine si riconcilieranno? I
costumi sono realizzati da Lucia Mariani, le luci da Franco Ferrari. Le musiche
scelte sono di Grieg e Chopin, l’ambientazione sonora a cura di Stefano Saletti.
Alessandro Piccinini
Note di regia
Trentasei ore, tanto dura l’incontro tra
Charlotte e Eva. Trentasei ore in cui l’autore scava nel rapporto tra le due donne:
e sono parole di odio/amore, i sentimenti che hanno segnato l’intera relazione tra madre e figlia. Testimone degli
eventi è il marito di Eva. Charlotte, la
madre, in quelle ore parla delle proprie
amarezze e solitudini, le svela alla figlia,
lo fa forse per la prima volta senza difese, senza maschere. Anche Eva cerca di
raccontarsi nelle sue difficoltà, ma le parole che escono non sono quelle giuste e
il conflitto sembra non potersi risolvere,
il perdono appare impossibile anche se il
cordone ombelicale non si è mai spezzato: “non si finisce mai di essere genitori
e figli”. “Sinfonia d’autunno” è e rimane
una “storia d’amore” speciale tra due
donne dipinte con crudezza e nitore da
uno dei più grandi “esploratori” di sentimenti che il secolo scorso ci ha regalato.
Maurizio Panici
Libri Incontri in libreria
La donna
e l’acqua
L
a donna delle sette fonti” è
un romanzo dedicato “...a
ogni Oceano, Fiume, Pioggia o
Lago, a Morealah, Dea di tutte
le Acque e alla guarigione delle Acque della Terra...”, raccontando la storia di una giovane
donna timida e malata che con
le cure di una vecchia sciamana
e dell’Acqua, guarisce. Un romanzo sincero di Diego Manca
dedicato alle donne e alla nostra
parte femminile ma soprattutto
ai giovani, una storia che appassiona per la sua semplicità
e naturalezza, un romanzo che
parla il “linguaggio della Terra”
comprensibile dalla parte più
profonda di noi stessi e ci riporta a quel profondo idioma che
abbiamo rimosso o dimenticato
allontanandoci così dalla lingua
primordiale della Terra Madre,
nutrice di tutti gli esseri viventi.
In questo romanzo, arricchito dall’introduzione di Hyemeyohosts Wolf Storm, scrittore indiano americano autore
del libro “Sette Frecce”, Antonio
Diego Manca sottolinea questo
linguaggio ancestrale attraverso I gesti di Tia Nanna Frore, la
sciamana protagonista del libro,
evidenziando molti aspetti dell’antica cultura della Sardegna
che nella sua radice è simile a
tutte le antiche culture della
razza umana.
Sabato 9 febbraio, alle ore 18.00,
presso la libreria Iobook di Senigallia ci sarà l’incontro con
Diego Manca, autore del libro
“La donna delle sette fonti”.
La prima raccolta di poesie di uno dei più grandi autori italiani
Libro
aperto
letto
e presentato
da Stefano
Perini
con la Libreria Mastai - Senigallia
via Cavallotti, 15 - tel. 071 7926628
L
Dalla barca si vede il mondo
Mario Luzi, ‘La Barca’
Edizioni Le Balze, euro 10,00 - pagg. 60
a prima raccolta poetica di Mario Luzi dal titolo “La
Barca” esce nel 1935, quando il poeta era poco più che
ventenne. Nella raccolta è possibile notare una riduzione
del dato soggettivo: il poeta parla in modo mediato e senza
la volontà di incidere sul corso degli avvenimenti. Il poeta
sente la necessità di sentirsi un tutt’uno con il mondo e con
la natura, quella stessa natura che viene interiorizzata dal
poeta, e da ciò nascono molte immagini dell’opera. Il mare
si fa metafora dell’esistenza umana: Luzi lo immagina come
un “infinito serbatoio” che raccoglie gli elementi della vita e
allo stesso tempo come luogo in cui questi ultimi si distruggono confondendosi con la natura stessa, precisando che “è
un mare più pensato che visto e goduto con i sensi, per cui
si può presumere che ci sia questo senso del destino come
viaggio o del viaggio come destino ed esperienza totale”.
La barca allora diventa la possibilità di salvezza, il mezzo attraverso il quale l’uomo può affrontare il viaggio terreno e
metafisico: “Amici dalla barca si vede il mondo/ e in lui una
verità che procede/ intrepida, un sospiro profondo/ dalle
foci alle sorgenti”. Gli oggetti medesimi trovano il proprio
significato esistenziale in se stessi; essi sono accomunati agli uomini per la sofferenza che si prova nel mondo. La
risposta di Luzi alla sofferenza sarà l’amore che viene visto
come “forza propulsiva e coesiva”. Già nella prima raccolta
è possibile notare la tensione del poeta verso l’ultraterreno
e l’assoluto: così, in chiave cristiana, la sofferenza viene vi-
il taccuin
ARTE
Falconara M.ma - Galleria Artemisia Arte Contemporanea ‘Omaggio a Bruno d’Arcevia’, ore 10/12.30- 17/19.30,
dal 7/12/2007 al 29 febbraio 2008 chiuso domenica pomeriggio e lunedì.
Ancona - Atelier dell’Arco Amoroso, ‘Spirito e Forma’, ore
17/20 Maurizio Baccanti, dal 2 al 9 febbraio 2008.
TEATRO e MUSICA
Senigallia - Giovedì 7 febbraio, Gratis Club, Sotto le Stelle
del Jazz, ore 21.45 The 3 Moons+Roberto Cecchetto.
Monte San Vito - Sabato 16 febbraio 2008 ‘Ottanta... voglia
di cantare’ di e con Elio Pandolfi e Corrado Olmi, con Marco Scolastra al pianoforte.
Corinaldo - Domenica 17 febbraio, Fondazione Toscana
13
arte A Senigallia un concorso di creatività
‘Trasforma’, l’arte
e città sostenibile
A
ncora pochi giorni per
partecipare al I concorso di creazione “Trasforma - arte e città sostenibile” 2007-08. C’è tempo
fino al 15 febbraio 2008 per
presentare progetti artistici che valorizzino il senso
di responsabilità sociale
dell’arte in modo originale,
innovativo e in una prospettiva di sviluppo sostenibile.
I progetti dovranno essere
inediti e saranno valutati
da un comitato scientifico
internazionale. Quelli selezionati verranno sostenuti
con un contributo fino a un
massimo di 5.000,00 euro e
saranno proposti, nel limite
della fattibilità, all’interno
di “Trasforma - arte e città
sostenibile” a Senigallia, ancora in data da definirsi tra
aprile e maggio. Si tratta del
secondo evento pubblico di
visibilità del progetto Vapartec (acronimo per Valorizzazione del patrimonio
architettonico, storico-culturale e linguistico letterario
attraverso l’Arte Contemporanea), ideato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Senigallia, realizzato
con il contributo del Fesr
(Fondo Europeo di Sviluppo
Regionale – Regione Marche) nell’ambito del Nuovo
Programma di Prossimità
Adriatico
Interreg/CardsPhare e sviluppato in collaborazione con i partners
Moving Culture (Albania),
Translocal (Croazia) e Youth
of Jazas Novi Sad (Serbia).
TRASFORMA - arte e città sostenibile è un progetto
INTERREG/CARDS-PHARE dedicato alle prospettive
legate all’arte contemporanea intesa come strumento
per la valorizzazione sostenibile del territorio. L’intenzione è di dare visibilità a
talenti emergenti capaci di
tracciare nuove strade nella
riflessione e nell’azione artistica e urbana su tematiche
legate alla sostenibilità quali
rigenerazione territoriale,
responsabilità sociale, dialogo interculturale, ecologia
urbana. Il primo momento
si è svolto tra il 7 dicembre
2007 e il 6 gennaio 2008 alla
Rotonda a Mare di Senigallia. In quella prima occasione sono state ospitate installazioni, video e performance
in prima italiana o assoluta
di artisti europei e balcanici.
Alcuni artisti hanno attivamente coinvolto il territorio
di Senigallia rispettando lo
spirito del progetto, come
nel caso delle Sirene di Antonio Catalano. In questo
secondo momento primaverile, i lavori degli artisti
emergenti selezionati tramite bando saranno presentati
accanto a opere di artisti più
affermati.
Tutte le informazioni e i dettagli si trovano sul sito online www.trasforma.it.
A.P.
Cinema multisala Gabbiano
www.gabbiano.senigallia.biz
[email protected] - tel. 071.65375
da venerdì 8 febbraio
INTO THE WILD
sta come indispensabile e necessaria perché l’amore possa
svolgere la propria azione, giacché: “L’amore aiuta a vivere, a
durare,/ l’amore annulla e dà principio. E quando/ chi soffre
o langue spera, se anche spera,/ che un soccorso s’annunci
di lontano,/ è in lui, un soffio basta a suscitarlo./ Questo ho
imparato e dimenticato mille volte,/ ora da te mi torna fatto
chiaro,/ ora prende vivezza e verità”.
Inoltre, nei pochi momenti di felicità nella vita terrena si nasconde e risplende la felicità ultramondana: si spiega come
l’uomo soddisfatto un piacere ne desideri sempre un altro
vivendo in una situazione, e qui la memoria corre al Leopardi dello “Zibaldone”, di costante inappagamento. Particolare
importanza nella raccolta, come poi in tutta la poesia di Mario Luzi, hanno le figure femminili che attraverso i momenti
della loro vita simboleggiano e manifestano il trascorrere del
tempo, ma soprattutto la figura della madre che racchiude nella propria esperienza terrena sia la nascita, sia la vita
nonché la morte. La poesia di Mario Luzi è contrassegnata
già ne “La Barca” dall’interrogazione e dal dubbio al quale
il poeta inevitabilmente giunge attraverso la propria interrogazione interiore. La possibilità di una salvezza viene rimandata ad una realtà altra rispetto a quella presente vissuta
dal poeta e dal suo lettore. Un libro necessario per chiunque sappia ascoltare la voce della poesia e attraverso questa
scandagliare la propria anima.
Stefano Perini
di Tullio Piersantelli
Spettacolo e Produzioni Teatrali Paolo Poli, Sei brillanti, commedia in due tempi di Paolo Poli da Mura, Masino,
Brin, Cederna, Aspesi, Belotti interpretata e diretta da Paolo Poli con Luca Altavilla e Alfonso De Filippis.
Fano - da martedì 12 a giovedì 14 febbraio Teatro Stabile
dell’Umbria, in collaborazione con il Teatro Stabile di Torino, presenta Le lacrime amare di Petra Von Kant, di Rainer
Werner Fassbinder con Laura Marinoni, Silvia Aielli, Cinzia
Spanò. Regia di Antonio Latella.
Senigallia - Teatro per ragazzi, sette i titoli in programma
di cui quattro aperti al pubblico delle domenicali alle ore
17.00 a cominciare da domenica 10 febbraio al Teatro La
Fenice con Energia/Utopia della Compagnia Teatro della
Biosphera.
Regia di Sean Penn. Con Emile Hirsch, Marcia Gay Harden, William
Hurt, 148’ - Usa 2007
SInto the wild è la libera trasposizione del libro di Jon Krakauer “Nelle
notti estreme” diventato un classico della sottocultura urbana. Dalla
lettura del libro, Sean Penn ha dovuto aspettare ben dieci anni prima
di ottenere i diritti. Questa incredibile pazienza testimonia una testarda sensibilità che è unica nel panorama cinematografico di oggi.
Ed è valso la pena aspettare.
Venerdì - sabato: 21.30; domenica: 16.00 - 19 - 22.00; lunedì martedì
- mercoledì: 21.30
IL FALSARIO
Regia di Stefan Ruzowitzky. Con Karl Markovics, August Diehl, Devid
Striesow, 98 minuti. - Austria, Germania 2007.
Berlino 1936. Sorowitsch è il re dei falsificatori ed è ebreo. La sua vita
cambia quando viene portato a Mauthausen e da lì trasferito, per la
sua competenza, in un campo privilegiato insieme ad altri tecnici della
falsificazione. Dovranno produrre valuta pregiata falsa per sostenere
le casse ormai vuote del Reich. Sorowitsch inizialmente non si pone
problemi: ha trovato il modo di sopravvivere e di esercitare la propria
‘arte’. Continuare a falsificare denaro favorendo il nazismo o boicottare
l’operazione mettendo a repentaglio le proprie vite?
Venerdì - sabato: 20.30 - 22.30; domenica: 16.30 - 18.30 - 22.30;
lunedì - martedì - mercoledì: 21.30
Mercoledì d’essai 13 febbraio - ore 21.30
L’ASSASSINIO DI JESSE JAMES
Regia di Andrew Dominik. Con Brad Pitt, Casey Affleck, Sam Shepard,
Mary-Louise Parker, 160’. - Usa 2007.
Sul finire degli anni sessanta dell’Ottocento la famigerata banda dei
fratelli James imperversava nello stato del Missouri, assalendo banche,
treni e diligenze. Gli ultimi ribelli della guerra civile erano al servizio
del più carismatico dei fratelli James, Jesse, bandito professionista
dal grilletto facile, lo sguardo glaciale e i modi affabili.
a Castelleone di Suasa
MR. MAGORIUM e la bottega delle meraviglie
Regia: Zach Helm, con Dustin Hoffman, Natalie Portman
sabato 9 febbraio - ore 21.00
domenica 10 febbraio - ore 16.30 - 21.00
14
7 febbraio 2008
Sport
vigor Quarto pareggio consecutivo per i rossoblu: la classifica comincia a risentirne seriamente
Una buona settimana
N
VIGOR 1 – FOSSOMBRONE 0
CASTELFRETTESE 0 – VIGOR 0
ell’incontro infrasettimanale di mercoledì i rossoblù si
sono sbarazzati della “corazzata” Fossombrone scesa a Senigallia certa di farla franca dopo dieci successi utili
consecutivi ed invece è incappata in una sonora sconfitta ad
opera del ritrovato Camilletti che all’87°, su triangolazione
Goldoni-Bertozzini e colpo di testa imparabile del “bomber”,
ha reso vano il tentativo di parata dell’estremo Flavoni. E’ stata una partita largamente dominata dagli uomini di Giuliani.
Precisa la difesa, sempre pronta a ribattere qualsiasi iniziativa avversaria, forte al centrocampo dove un onnipresente De
Filippi ha dettato i tempi ai compagni, sia di reparto che di
quello attaccante. La cronaca: 2° De Filippi scarta due avversari, poi da ottima posizione calcia debolmente sul portiere.
Si fa vivo il Fossombrone al 23° con Carbonari: tiro alto; 27°,
Pelliccioni impegna Argentati per ripetersi al 35° senza esito. 63°, Montanari serve di testa Paniconi, pronto il tiro: alto.
Poi la rete di Camilletti che si ripete al 90° con un pallonetto
che Flavoni con difficoltà mette in angolo.
Vigor : Argentati 7, Bertozzini 7, Mandolini 7, De Filippi 7,5,
Bartoccetti 7, Diamanti 7, Paupini 7 (61° Mosca 7), Montanari 7, Candelaresi 7 (72° Goldoni 7), Paniconi 7,5, Camilletti 8. A disp. Memé, Rosi, Traiani, Nobilini, Vici. Allenatore
Giuliani.
Fossombrone : Flavoni, Conti, Ghergo, Colantoni, Ruggeri,
Baratteri, Biagini (69° Tittoni), Colella, Carbonari (88° Ber-
tuccioli), Pelliccioni (74° Brancaccio), Rondina. A disp. Car- lo battuto da De Filippi il colpo di testa di Vici viene respinletti, Tombini, Rebescini, Paoloni. Allenatore Omiccioli. Ar- to dalla traversa. La partita finisce qui. E’ da segnalare che
bitro Domenella di Ancona; spettatori 400 circa. Ammoniti: il portiere Argentati si vede inviolata la sua rete da ben 538
Baratteri, Paniconi; espulso al 74° Baratteri e all’81° il medico minuti; un bel primato. Giuliani parla di questi due incontri:
della Vigor Giovannetti. Angoli: 6 a 6; recuperi 1+4.
“Col Fossombrone avevamo un conto in sospeso; lo abbiamo
Si riprende con la trasferta a Castelferretti contro la locale risolto con la vittoria. Con la Castelfrettese abbiamo giocato
squadra; una formazione guidata da una nostra vecchia co- un’ottima partita, ma quest’anno – per vari motivi – la fornoscenza: Fenucci. La partita è stata giocata da entrambe le tuna non è che ci assista troppo, anzi ritengo che ci abbia
squadre a viso aperto senza tatticismi su un terreno molto abbandonato. Domenica prossima si gioca in casa, ore 15,
viscido, ricco di zollosità che alla fine ha reso problematica la contro il Pian San Lazzaro: una squadra d’alta classifica.
governabilità della palla. Nella Vigor ha fatto il suo esordio a Castelfrettese: Gambadori, Lanzilotti, Rossi, Ciccarelli, Petempo pieno il capitano Goldoni, dimostratosi alla fine uno lusi, Finucci, Mazzieri (58° Rossetti), Monaco (76° Fulgenzi),
dei migliori in campo.
Principi, Sebastianelli, Buonaventura. A disp. Martelli, RocDai suoi spunti sono nate le azioni più pericolose per la por- chini, Voicu, Pelonara, Catani. All. Fenucci.
ta avversaria, sia come passaggi ai suoi compagni d’attacco Vigor: Argentati 7, Bertozzini 7, Mandolini 6,5, De Filippi 7,
che su tiri diretti in porta. Alla fine alla Vigor è mancato un Bartoccetti 6,5,Diamanti 7, Guerra 7, Montanari 7,5, Panipizzico di fortuna ed è ben spiegato in cronaca: 1°,Buona- coni 7 (60° Mosca 7), Goldoni 7,5 (76° Vici 7), Camilletti 7. A
ventura impegna Argentati in angolo; 6°, Guerra impegna disp. Memé, Rosi, Gregorini, Nobilini, Candelaresi. All. GiuGambadori; 15°, Goldoni offre a Camilletti un ottimo pallo- liani. Arbitro: Picchio di Macerata. Ammoniti: Rossi, Pelusi,
ne; il portiere respinge con difficoltà. 19°, prima Mazzieri poi Goldoni. Spettatori 300 circa; angoli 7 a 4; recuperi 3+4.
Sebastianelli cercano di sorprendere di testa Angiolani. 23°, Classifica: Elpidiense 39, Cingolana 37, Fossombrone 36,
Goldoni si vede respingere in angolo dal portiere Gambado- Pian San Lazzaro 35, Civitanovese 35, Jesina 34, Urbino 34,
ri un gran tiro ravvicinato. 35°, fallo da rigore in area su Gol- Fermignanese 33, Montegiorgio 30, Vis Macerata 30, Vigor
doni; l’arbitro lascia correre. 37°, Buonaventura sfiora il palo. Senigallia 29, Osimana 28, Castelfrettese 28, Chiaravalle 26,
Alla ripresa del gioco, al 57°, Camilletti – tutto solo davanti Pergolese 25, Monturanese 22, Vis Pesaro 18, Porto S.Elpidio
al portiere – si fa respingere la sfera col piede: un’occasione 15.
d’oro. Il gioco ristagna a metacampo con la Vigor pronta a
colpire pronta a colpire in contropiede. 81°, su calcio d’angoGiancarlo Mazzotti
basket, goldengas, serie b2, girone b
Stupiscono i biancorossi
P
GOLDENGAS 80 – ATRI 75
ubblico delle grandi occasioni con buona partecipazione anche di sportivi al
seguito dell’Atri. I locali sanno che la compagine ospite è formata di grossi elementi,
capaci di sovvertire il risultato in qualsiasi
momento della partita, ma non per questo
la temono. In settimana, sotto la guida di Simoncioni, si sono preparati a dovere. Inizio
paritario: 8 a 7 dopo cinque minuti; così al
10° il tabellone segna 20 a 18. La Goldengas
tiene bene con Gnaccarini in serata di grazia e allunga fino a raggiungere all’intervello un + 10 eloquente: 45 a 35. Terzo quarto
con i biancorossi sempre in vantaggio con
un massimo al 25° (54-41) poi alcuni errori
difensivi permettono agli avversari di chiudere sul 63 a 53. All’ultimo quarto un Atri
deciso alla rimonta e quasi ci riesce al 23°
(63 a 60), ma la reazione di Esposito, Gnaccarini, Maggiotto, Romagnoli rimettono il
vantaggio su un limite di sicurezza: 38° (76
a 66) dopo che è stato decretato un fallo antisportivo a Pieri. La partita si avvia alla fine
fra il tripudio degli sportivi senigalliesi: una
vittoria che premia un’attenta difesa e tanta,
tanta voglia di vincere. Il presidente Moroni:
“contro una squadra come l’Atri, attrezzata
per vincere il campionato, noi non ci siamo
persi, anche quando loro hanno cercato in
ogni modo di recuperare. Penso che dopo
questo risultato dovremo essere in grado di
arrivare nei primi otto posti per poi giocarci
il tutto nella fase finale”. Il coach Simoncioni:
“la vittoria odierna è del gruppo dei giocatori
che io cerco di amalgamare ma di lasciare liberi di esprimersi al meglio. Si poteva essere
più cinici quando eravamo andati sul
+ 10, ma va bene così, sono stati bravi lo
stesso”. Prossimo incontro: difficile trasferta
a Marostica. All’andata la Goldengas vinse
per 90 a 83. Saprà ripetersi?
Goldengas : Gnaccarini 17, Pierantoni 10,
Candelaresi ne, Bigi 13, Martinelli 16, Esposito 10, Maggiotto 7, Romagnoli 7, Calcatelli
ne, Catalani. All. Simoncioni.
Atri : Pieri 17, Savini ne, Zampagna 14, Gaeta 11, Buscaino 16, Passaglia 6, Mori 7, Crescenzi 2, Giambattista ne, Coppa 2. All. Sorgentoni. Arbitri: D’Amato di Roma e Meroni
di Ciampino.
Classifica : Trento 24, Atri 20, San Donà di
Piave 20, Marostica 20, Goldengas Senigallia
20, Chieti 20, Mestre 16, Ancona 14, Monfalcone 14, Gorizia 14, Civitanova 12, Oderzo 12, Trieste 10, Bassano 8.
G.M.
ciclismo all’ombra del santuario di loreto
Domenica torna la strada
P
ronti a ricominciare sull’asfalto. Suggestivo l’esordio di domenica prossima:
all’ombra del Santuario, a Villa Musone di
Loreto. I ciclisti miseni avranno l’opportunità di mettersi in mostra. Come l’anno scorso,
il primo esempio verrà dato dai sempreverdi
(nella foto di Franco Gulli), guidati da Aldesino Carletti, atleta e mecenate dell’AutoSelli,
di cui l’altra colonna è Carlo Piersanti.
L’apertura marchigiana della stagione 2008
coinciderà ancora con la Coppa Zeppa Bike,
che chiamerà a raccolta le forze amatoriali.
Il team Zeppa Bike - Ragamon - Simoncini
proverà a bissare il trionfo dell’edizione scorsa, quando proprio il patron-regista-atleta
Flavio Montecchiari ha messo in fila tutti i
giovani agonisti. Competizione d’apertura
dominata dal coraggioso attaccante veterano Mauro Pieroni.
Ritrovo del Trofeo Città di Loreto: nell’area
dello Zeppa Bike, l’emporio-ritrovo delle
due ruote in costante effervescenza, alle 8.
Partenze in formula open: 9 e 10,30. Organizzazione squisitamente tecnica gestita dal
Cycling Team Ragamon (informazioni e
iscrizioni: 338-9341819).
L’anno scorso lo Zeppa Bike - Ragamon - Simoncini ha primeggaito anche tra le società,
davanti al Mobili Rimini. I successi di settore hanno premiato Italo Soldi, Mario Bravi,
Maurizio Cerpolloni, Claudio Baldoni, Giacomo Garofoli, Emidio Curti, Adriano Conti,
Eddy Cecconi. Fuori regione, l’agonismo è
già esploso. Sull’asfalto perugino di Passignano sul Trasimeno, il team Zeppa Bike Ragamon - Simoncini ha colpito subito, con
lo stesso Montecchiari. Il capitano-patron
ha bruciato Dalpia e Spagliccia. La cronaca
della Coppa d’Inverno Born to Run è stata
scritta da 110 amatori.
In carovana si è distinto Fabrizio Ravanelli,
già celebre bandiera juventina e bomber azzurro (assorbito ormai dalla passione delle
due ruote). Il ritmo è stato presto elevato.
Tonucci ha provato l’attacco insieme ad altri
tre imprenditoriali avanguardisti. Lo stop è
giunto al termine della discesa di Magione.
Il veloce testa a testa a ranghi compatti ha
preso forma sullo strappo dell’hotel Al Cavaliere. Montecchiari-sprint ha fatto valere
ancora la propria legge.
Davide Tonucci è terminato settimo.
Alberto Bonvini ha chiuso in dodicesima posizione. Così si è conclusa l’intensa giornata,
apertasi con il meeting “L’importanza della
passione per primeggiare nello sport”.
Umberto Martinelli
Pallacanestro femminile - Continua la serie negativa per le ‘Fredde Bontà’
basket maschile, serie c2, marzocca
Non tutto funziona
L
JESI 75 – MARZOCCA 58
a squadra non ha ancora ritrovato l’assetto giusto. Al momento i due innesti
operati a gennaio, vale a dire Castracani e
Toth, non sono nelle migliori condizioni. Il
nuovo coach Surico dovrà lavorare ancora molto per far sì che questa squadra esca
da questa pericolosa situazione di classifica.
Tutto è filato liscio per la squadra biancorossa nei primi due quarti : 17-18; 31-34. Poi
tutto è precipitato nel terzo quarto, quando
la squadra subisce un incredibile rimonta:
chiuso su 55 a 38. A nulla serve, nel quarto quarto, l’impegno di tutta la squadra. La
sconfitta è sonante e nel contempo avviene anche il sorpasso in classifica dello Jesi;
inoltre pure nel fattore differenza canestro.
Prossimo incontro, domenica 10 febbraio
ore 18,30, contro il Pisaurum.
Jesi : Riccardi 2, Toppi, Cittadini 8, Sabbatini
20, Piancatelli 8, Pirani 11, Rossetti 17, Santoni 1, Marasca, Pergolini 8. All. Ramondino.
Miù J’Adore Marzocca: Nobili 10, Papa 22,
Paolini, Mangialardi 1, Toth 2, Pincini, Ganzetti 6, Bartoli 7, Alessandroni 5, Castracani
5. Allenatore: Surico. Arbitri: Valleriani di
Amandola e Armuzzi di Ascoli Piceno.
Classifica : Cagli 32, Tolentino 32, San Benedetto 28, Adriatica 26, Don Leone Ricci 26,
Pisaurm 23, Ascoli 20, Fabriano 20, Urbino
16, Maceratese 16, Pedaso 16, Stella Maris
16, Jesi 14, Marzocca 12, Victoria 11, Loreto
10.
G.M.
P
FREDDE BONTA’ SENIGALLIA 55 – VILLAFRANCA (VR) 62
er le ragazze di Senigallia questi play off non sono alla loro portata, troppo attrezzate risultato le squadre per disputare questo torneo. Lo ha detto anche il presidente Pierapoli,
che in settimana ha lasciato libera pure il play Anna Maria Di Rocco di andare ad accasarsi
presso il Chieti (squadra attualmente terza nel campionato di serie A2) indebolendo ulteriormente la compagine. Prossimo incontro in trasferta sabato a Bologna.
Fredde Bontà : Albano, Bedini 14, Bergamasco 6, Bonacci ne, Bugari, Farina 4, Marcelletti 3,
Riccio ne, Satolli 28, Thompson. All. Montanari. Villafranca : Boschetti 3, Consolati 9, Dotto,
Ferrarese 2, Fravezzi 17, Frusca 13, Morghen 2, Piccinini 3, Pizzolato 8, Sartori 5. All. Soave.
Arbitri: Pierantonacci e Desposati; parziali 13-25, 24-40, 40-44. Classifica: San Martino 6,
Bologna 6, Padova 4, Villafranca 4, Sarcedo 2, Treviso 2, Porto S.Giorgio 0, Fredde Bontà 0.
Massi team, crescere nel ciclismo
Crescere nel Ciclismo: dai Giovanissimi ai Professionisti. Questo il lieve motive che ha accompagnato domenica 3 febbraio, al Palacongressi di Loreto, il vernisage di presentazione
del nuovo progetto del Team Manager corinaldese Rodolfo Massi per la stagione agonistica
2008. Un disegno che Massi coltivava da tempo ma che è riuscito a realizzare solo ora grazie
alla forte intesa creata con il Pedale Chiaravallese, veterana società dedita al settore giovanile
del presidente Marco Belardinelli, e con la formazione italo - svizzera Hadimec - Nazionale
Elettronica - Bottecchia guidata dal Team Manager Dany Hirs e presente già nel panorama
professionistico – continental. Sullo stesso palco, di fronte ai numerosi intervenuti hanno sfilato, presentati brillantemente dal giornalista rai Alessandro Fabretti e dall’ opinionista Gigi
Sgarbozza “giovanissime” promesse, esordienti, allievi, la sezione Triathlon, gli under 23 ed i
neo professionisti continental.
7 febbraio 2008
penultima
LA
PAROLA Giorni di deserto
DI DIO L
10 FEBBRAIO 2008 I domenica di Quaresima
Gen 2,7-9; 3,1-7
Salmo 50
Rm 5,12-19 (forma
breve: Rm 5,12.17-19)
Mt 4,1-11
di Paolo Curtaz
Jerico, Autonomia
Palestinese
Monastero
delle Tentazioni
foto Silvia
Corinaldesi
asciate le barche per seguire Rabbì Gesù
nel territorio di Zabulon e Neftali, ai
confini della storia, accolta la sconcertante
notizia di un Dio che è povero e misericordioso, siamo chiamati a diventare sale che
dona sapore all’insipido mondo, luce che indica la strada ai cercatori di beatitudine.
Ma, lo sappiamo, la strada è in salita e il
vento pungente della disperazione rischia di
spegnere la flebile fiamma della fede.
Abbiamo bisogno di convertirci alla gioia,
abbiamo bisogno di tenere stretto in mano
lo spago che si dipana nel delirio quotidiano
per condurci alla pace interiore.
Inizia la Quaresima, inizia il deserto. Quaranta giorni alla sequela di Gesù che inizia la
sua vita pubblica nell’assordante silenzio del
deserto, là dove l’essenziale emerge. A imitazione del popolo di Israele che vaga quarant’anni nel deserto del Sinai prima di entrare nella terra promessa, così Gesù prende
estremamente sul serio la sua missione, e
cerca nel silenzio e nel digiuno il percorso
da seguire. Gesù, vero uomo e vero Dio, ha
di fronte a sé delle scelte da compiere: come
eserciterà il suo ministero? Userà prodigi e
miracoli? Scuoterà il cielo e farà piovere il
fuoco dal cielo? Cavalcherà la connaturale
idea di Dio che portiamo nel cuore per stupirci e intimorirci?
Il colloquio fatto con l’avversario è pieno di
umano buon senso: bisogna sostenersi fisicamente per affrontare il faticoso compito
dell’annuncio, bisogna usare qualche prodigio per attirare l’attenzione, occorre tenersi
buoni i potenti della terra per avere appoggio nella missione. Proposte sensate che
Gesù rifiuta, usando la Parola (che conosce
bene) per discernere cosa deve fare.
Gesù sceglie quale Messia essere: un Messia
dimesso e misericordioso, non ricorrerà ai
prodigi, né alla forza; Dio vuole essere amato per ciò che è, non per ciò che dà.
Gesù sceglie ispirandosi alla Parola, riesce a
dribblare le trappole dell’avversario tenendo
nel cuore la Scrittura, decide alla luce di Dio
Padre come compiere la sua missione.
E tu fratello, sorella, hai deciso quale uomo,
quale donna diventare?
Il tuo carattere, la tua educazione, le esperienze della vita hanno profondamente influenzato il tuo percorso, determinato ciò
che sei, ovvio; ma c’è nel tuo cuore un immenso spazio di libertà che puoi gestire,
orientare, portare a maturazione, è ciò che
ci rende simili a Dio.
Ci sono dati quaranta giorni di deserto nella
città, quaranta giorni per tornare all’essenziale, per chiederci, una volta all’anno, se ciò
che siamo è ciò che abbiamo scelto e, se non
abbiamo potuto scegliere, se la vita che viviamo la viviamo nella tenerezza di Dio.
Quaresima è il tempo della concentrazione
e della verifica, per essere capaci di accogliere la straordinaria gioia della resurrezione
di Gesù. La gioia è l’obiettivo ultimo della
Quaresima, tempo in cui aprire il cuore alla
conversione.
Per molti di noi occorrerà mortificarsi: togliere dai piedi ciò che c’impedisce di essere
liberi, ciò che ci distrae e ci fa vivere nella
dimenticanza. Per molti di più occorrerà vivificarsi, lasciare la tristezza, abbandonarla,
non amarla, per convertirsi, infine, alla gioia.
La quaresima diventa il tempo in cui rimettiamo un centro nella nostra vita.
Colloquio di mercoledì scorso, dopo una
delle celebrazioni delle Ceneri in una mia
microscopica parrocchia; protagonista una
signora trentacinquenne, in vacanza qualche giorno per disintossicarsi dallo smog;
tema: la fatica del credere, come la Parola
sentita alla domenica resta dimenticata fino
alla domenica successiva e di come non si
riesce - malgrado ogni sforzo - a “dimorare”,
come direbbe san Giovanni, sotto la luce del
Risorto. Conclusione della signora: “Manca
come un centro, un punto attorno a cui organizzare tutto il resto”. Benvenuti nel terzo
millennio dell’era cristiana, tempo in cui non
si ha più tempo, tempo nel quale il tempo è
frantumato, polverizzato in mille inquietudini. Benvenuti nel tempo in cui essere cristiani, come nei primi secoli, richiede eroismo
e martirio, tempo in cui essere sale e luce è
avventura entusiasmante e difficile. Benvenuti in Quaresima, palestra che ci diamo una
volta all’anno, esercizio per ritrovare l’unità,
tempo di deserto, ad esempio del Rabbì che
seguiamo e che - come noi - ha voluto fare
l’esperienza di deserto per scegliere come vivere, per far ordine intorno alle sue scelte.
Mercoledì abbiamo iniziato il cammino con
un gesto simpaticamente tragico: l’imposizione delle ceneri con il monito: “Dì: guarda
che sei poi solo polvere!”; che sano principio
di realismo!
Ce ne ricordessimo quando ci scanniamo
per questioni di eredità o scaliamo la scala
sociale, se ne ricordassero i super-iper-tutto dell’umanità che qualche anno dopo la
loro serena dipartita saranno polvere! Ce
ne ricordessimo quando – senza patemi o
tristezze – indaghiamo sul senso della storia e della vita! Il delirio di onnipotenza che
- talora - prende la nostra umanità verrebbe
guarito da questa semplice considerazione:
siamo polvere.
Ma polvere che Dio illumina e trasfigura, accende e rende capolavoro e meraviglia.
15
IN BREVE
MONTERADO
Il Coro e il Gruppo Musicale della Parrocchia hanno
presentato l’undicesima edizione del Concerto di Natale
alla chiesa parrocchiale di Monterado venerdì 28
dicembre 2007 alle ore 21. Il coro ha eseguito i seguenti
brani, suddivisi in due parti: 1) Jingle bell rock; 2) Prima
fantasia di Natale; 3) Come vorrei; 4) Lo scriverò nel
vento; 5) A Natale puoi; 6) Alleluja; 7) Natale coi fiocchi;
8) Continua a bussare; 9) All i want for Christmas is you;
10) Se la gente usasse il cuore; 11) Natale in amicizia;
12) Caro Gesù ti scrivo; 13) Buon Natale in allegria; 14)
Last Christmas; 15) Bianco Natale; 16) O Holy Night; 17)
Oh Happy Day. Il coro, diretto da Angela Tommasetti,
era composto da: 1) Valentina Ambrogiani; 2) Ylenia
Baldetti; 3) Alessia Bellucci, 4) Aurora Casagrande; 5) Elisa
Casagrande Paoloni; 6) Federica Casagrande Paoloni; 7)
Riccardo Ciofi; 8) Rebecca Gimignani; 9) Nicolò Guidarelli;
10) Edoardo Guidi; 11) Francesco Marini; 12) Giovanni
Mazzaferri; 13) Loris Milo; 14) Noemi Montanari; 15)
Diego Paolini;
16)
Lorenzo
Paolini; 17) Alex
Pompili;
18)
Daniele Rossi;
19)
Serena
Allegrezza;
20)
Stefania
Angelucci;
21)
Angelica
Casagrande
Paoloni;
22)
Sara Casagrande
Paoloni; 23) Marina Carboni; 24) Marika Discepoli; 25)
Cecilia Guidarelli; 26) Alessandra Mancini; 27) Lucia
Marinelli; 28) Valeria Montanari; 29) Emanuela Spadoni.
I musicisti : 1) Matteo Cavalletti alle tastiere; 2) Giacomo
Antonelli e VanniNicoletti alle chitarre; 3) Federico Ciofi
al basso; 4) Claudio Procaccini alla batteria, coordinati e
diretti da Vanni Nicoletti.
La foto ricordo del grande avvenimento.
STATUA DI SANTA MARIA GORETTI
A Nettuno, i Padri Passionisti responsabili del Santuario
dedicato a Santa Maria Goretti hanno deciso di sostituire
la statua in cera che custodisce i Sacri Resti della Santa,
con una scultura in bronzo. I fedeli del luogo si sono
opposti così come il sindaco di Corinaldo Livio Scattolini,
il rettore del Santuario diocesano don Franco Morico e
molti corinaldesi. Il sindaco, appena appresa la notizia,
ha provveduto ad inviare una lettera al superiore
generale dei Padri Passionisti Ottaviano D’Egidio, al padre
Fiorenzo Bordo superiore provinciale e, per conoscenza,
mons. Giuseppe Orlandoni, vescovo di Senigallia.
Egli espone i motivi perché non si effettui questa
sostituzione “che certamente mortifica i sentimenti di
comunione, di amore, di fede, di tenero affetto nonché
il ricordo che l’attuale effige rappresenta nei confronti
dei Concittadini di Corinaldo e più in generale dei fedeli
sparsi in tutto il mondo, che da sempre La venerano”
e chiede anche un incontro congiunto con le autorità
preposte, per affrontare tale problematica nonché la
sospensione, al momento, di ogni iniziativa. Il Sindaco
continua ricordando che “ i fedeli adorano Santa Maria
Goretti attraverso la corrispondenza di amorosi sensi si
è stabilita e affermata negli anni con questa immagine”.
Intanto anche il Vescovo di Albano, Marcello Semeraro,
viste anche le reazioni di disappunto che si stanno
manifestando a Corinaldo e a Nettuno, ha disposto di
non procedere ad alcuna manomissione del simulacro
antico, concludendo: “quanto alla nuova immagine
bronzea, sia collocata in luogo idoneo, ma non nella
cripta dove è custodito il corpo della Santa”.
I devoti a Santa Maria Goretti accolgono con gioia
la notizia, e comunque continuano a firmare la
sottoscrizione aperta presso il Santuario Diocesano di
Corinaldo, per annullare definitivamente l’iniziativa.
Ilario Taus
RUBRICA DI STORIA E CULTURA DEDICATA AL BEATO SENIGALLIESE GIOVANNI MARIA MASTAI
La spiritualità di Pio IX
U
na spiritualità, nella sua autenticità, si compone di natura e di grazia, cioè di tutte la qualità naturali che noi
usiamo chiamare carattere e dei doni di vita soprannaturale.
Qual era il carattere di Giovanni Maria Mastai Ferretti? Il
prof. Giacomo Martina nella sua ricerca rileva in lui: “Una
cordiale bontà di cuore pronto a farsi tutto a tutti nei limiti
del possibile, unita ad una istintiva irrefrenabile grazia che,
se talora offendeva qualcuno, più spesso rendeva simpaticissima la sua compagnia; un robusto buon senso ed equilibrio,
incline a cogliere al volo i limiti delle situazioni e non scevro
da una punta di scetticismo, un certo talento amministrativo... un’intelligenza più pratica che speculativa”. Affettivo,
sensibilissimo, desideroso dell’amicizia, bisognoso di confidenze spontanee, pronto allo scherzo, tutto cuore insomma
e facilmente eccitabile, ma insieme osservatore attento degli
uomini e delle cose, incline alla critica e al sarcasmo, temperato dalla bontà e dall’arguzia.
Su tutto domina sempre più, di giorno in giorno, la fiducia
in Dio, nutrita di una ardente pietà che favorisce la sua vocazione, scoperta dopo faticose analisi e accompagnata subito
dal proposito di servire la chiesa non nell’amministrazione,
dalla quale si sentiva alieno, ma nella cura pastorale. L’anelito verso il Signore non si attenuò, anzi si approfondì con il
tempo e con l’esperienza. La bontà d’animo, la sincerità, la
dedizione ai servizi della chiesa rimangono le sue caratteristiche migliori. Ma questa spiritualità, semplice e profonda,
resta unita a quella spontaneità che lo ha reso sempre simpatico.
Giovanni Maria Mastai Ferretti sale al pontificato e la vita
interiore non cambia. Numerose e concordi testimonianze
ci parlano del fervore con cui celebrava la messa... delle frequenti preghiere che moltiplicava durante la giornata e talvolta anche durante le insonnie della notte. Il vitto era assai
frugale e l’appartamento privato molto semplice. Era lieto
di dare a piene mani e subito, nella sua inesauribile carità,
quanto riceva dalla carità dei fedeli. Grande è il suo zelo per
l’istruzione del suo popolo e la difesa della moralità. Disse
un giorno: “Sarei lietissimo che per educare i figli del popolo
nelle scuole notturne si adoperassero anche i cardinali”.
a cura di G.C.
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