copia
VERBALE DI SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE
RIUNIONE DEL GIORNO 3 NOVEMBRE 2006
N. 27
In data 3.11.2006 alle ore 18.30 presso la Sala Civica al piano terra della Rocca di Riva del
Garda si è riunito il Consiglio comunale, in seduta pubblica.
All’appello iniziale, effettuato dal Segretario su invito del Presidente, risultano presenti i signori:
–
–
–
–
–
–
–
–
–
–
–
–
–
–
–
–
–
–
–
–
–
–
–
–
MOLINARI Claudio - Sindaco
ZUCCHELLI Mario - Presidente
SANTONI Giovanni
ZAMBOTTI Pier Giorgio
BENAMATI Tomaso
DAVES Carlo
CALZA' Luigi
BRUNELLI Maria Flavia
ZANONI Alessio
LORENZI Patrick
CALZA' Mario
VALANDRO Salvador
GRASSO Valeria
DALPONTE Andrea
GATTI Franco
ACCORSI Massimo
MUNARI Emilio
FRIZZI Rocco
PEDERZOLLI Mauro
MORANDI Giorgio
LORENZI Emanuela
SERAFINI Mirella
MODENA Carlo
BENAGLIO Umberto
Risultano assenti i Consiglieri signori:
– MIRANTE MARINI Girolamo
– GRAZIOLI Luca
– TRINCHIERI BENATTI Cristian
– MATTEOTTI Pietro
– BOMBARDELLI Ivo
– DETONI Maurizio
verbale 3. 11. 06 /
1
Partecipa il Segretario Generale del Comune, signor Alfredo Righi.
Partecipano alla riunione gli Assessori Pierluigi Bagozzi, Rosanna Giordani, Luigi Marino, Paolo
Mattoetti, Adalberto Mosaner, Giancarlo Tonelli.
Ai sensi dell’art. 1 - 3° comma del Regolamento Interno per le adunanze del Consiglio comunale
sono stati chiamati ad assistere all’adunanza, per i relativi punti di competenza, il dipendente
arch. Ivana Martin dell’Area Gestione Territorio, Ambiente e Attività Produttive.
Riconosciuto il numero legale degli intervenuti, essendo presenti n. 24 Consiglieri comunali, il
signor Mario Zucchelli, nella sua qualità di Presidente, assume la presidenza e dichiara aperta la
riunione per la trattazione del seguente argomento rimasto da trattare dalla riunione del
30.10.2006, indicati nell’ordine del giorno emanato con avviso dd. 12.10.2006, regolarmente
notificato ed allegato sub lettera A), come segue:
Odg suppletivo n. 4:
1. PIANO ATTUATIVO A FINI GENERALI PER LA FASCIA LAGO DESCRITTO E
RAPPRESENTATO COME P.F.G. 17 NEL PIANO REGOLATORE GENERALE
INTERCOMUNALE (PRGI) DEL TERRITORIO DI RIVA DEL GARDA: ADOZIONE, AI
SENSI DELLA L.P. 5.09.1991 N . 22 E SS.MM. – ART. 48, NEI N. 32 ELABORATI
TECNICI PREDISPOSTI DAL PROGETTISTA INCARICATO PROF. ARCH. ALBERTO
CECCHETTO DI VENEZIA (relatore Ass. Mosaner)
Il Presidente invita il Consiglio comunale alla prosecuzione della
trattazione del punto n. 12 suppl. 4 dell’ordine del giorno, di cui all’allegato B) al presente
verbale.
PUNTO N. 12 suppl. 4: PIANO ATTUATIVO A FINI GENERALI PER LA FASCIA
LAGO DESCRITTO E RAPPRESENTATO COME P.F.G. 17
NEL
PIANO
REGOLATORE
GENERALE
INTERCOMUNALE (PRGI) DEL TERRITORIO DI RIVA
DEL GARDA: ADOZIONE, AI SENSI DELLA L.P. 5.09.1991
N. 22 E SS.MM. – ART. 48, NEI N. 32 ELABORATI TECNICI
PREDISPOSTI DAL PROGETTISTA INCARICATO PROF.
ARCH. ALBERTO CECCHETTO DI VENEZIA
Presidente:
La parola passa al Vice Sindaco, per la continuazione della discussione sul Piano
attuativo fascia lago.
verbale 3. 11. 06 /
2
Vice Sindaco:
Il lungo il perimetro della fascia lago: abbiamo proposto alcune immagini che possono
dare l’idea delle funzioni che lì già si svolgono e che noi riteniamo fondamentali: quelle per il
tempo libero, luoghi di aggregazione e quelli che sono tanto cari per il paesaggio, quindi la
montagna, la spiaggia, l’acqua, il fronte alberato. Sto parlando di tutti gli elementi che noi
riteniamo debbano essere salvaguardati e valorizzati nell’ambito dell’intervento di elaborazione
della fascia lago.
Sono state poste molte domande e sono stati fatti molti interventi, una domanda in
particolare, che ritengo sia stata posta in modo provocatorio dal Sindaco, solamente per far
comprendere quale e quanto sia stato il lavoro svolgo già in precedenza in Commissione, si può
evincere da quelle 3 o 4 immagini che scorreranno velocemente, che sono queste.
Il Sindaco chiedeva se non ci fossero delle tabelle sinottiche dalle quali si possa evincere
quanto richiesto. Ebbene, qui ci sono due Verbali, entrambi presenti agli atti, del 24.3.05, dai
quali si vede che rispetto al dibattito, che era già verso la fine della discussione in quella sessione
della Commissione Urbanistica, quindi verso la fine di quel periodo per il quale alcuni
Consiglieri dicevano che si era già pronti per andare al dibattito in Consiglio, a dimostrazione
che rispetto ad alcuni aspetti da approfondire, che sono circa 20, in quella stessa seduta vi era
stato l’esame di tutti questi punti che scorrono sotto. Ripeto: sono stati tutti esaminati, valutati e
approfonditi. Numerosi di questi sono riecheggiati nuovamente durante il dibattito, in prima
battuta, alcuni sono stati approfonditi anche in modo particolare, poi ve li spiegherò.
Già vedete per esempio in questa slide – che si legge poco – che era stata fatta un’analisi
puntuale, con tutti gli interventi sulla fascia lago. Vedete: volume massimo edificabile 50.300
mc., questo era un riferimento specifico che stavamo facendo, di analisi dei progetti, che nel
tempo si erano sviluppati sulla fascia lago. Avevamo fatto in Commissione, portando qualche
metro lineare di altezza di progetti, che nel corso dei decenni si sono sviluppati sulla fascia lago,
non tanto per dimostrare quanto il PRG fosse buono - lungi da noi l’idea dire se lo strumento
urbanistico lo fosse o meno rispetto ad un altro - ma per dire che cosa nel tempo su quella fascia
si era voluto in termini di superfici, di volumi ed altro.
Si prosegue poi con la seduta del 21.3.2006, all’interno della quale su un’altra serie di
aspetti che fu evidenziata dalla Commissione, approfondendo tutti gli elementi, sia in termini
cartografici che poi in termini normativi, quindi oltre i primi 20 approfonditi molto dalla
Commissione precedente, vi era stato un ulteriore affinamento ad un anno di distanza. Vedete
che vi era l’osservazione delle previsioni sulle cartografie, le conclusioni tecniche e anche il
parere progettuale redatto dal professionista.
Questa tavola scende per numerosi punti dove c’erano le tre finestre di valutazione e per
ognuna vi era l’osservazione, la tavola di riferimento, le conclusioni ed il parere del progettista.
Questa è stata l’evoluzione, ho portato questi documenti semplicemente perché poi, negli altri
verbali, si rivengono, qui e là, delle osservazioni puntuali che sono state approfondite.
Numerosissimi dunque sono stati i temi trattati, proprio con dei riferimenti puntuali. Io posso
dire che tante di queste osservazioni sono state poste dai membri della Commissione Urbanistica,
appartenenti sia alla maggioranza che alla minoranza. Forse le maggiori osservazioni sono
venute proprio dalla minoranza.
Proseguiamo: vedete che via via i temi sono stati approfonditi. Noi parliamo di questo
ambito abbastanza esteso, su questo c’è da fare una considerazione generale: il Piano attuativo,
approvato nella sua unitarietà, è una pianificazione di secondo grado, che ha un iter progettuale
molto complesso, molto particolare. Accenno solo a questo per darvi un’idea della difficoltà e
della particolarità: su questo Piano noi siamo andati ad ottenere l’autorizzazione della
verbale 3. 11. 06 /
3
Commissione Tutela del paesaggio. Alcuni professionisti che siedono tra i banchi consiliari,
sanno benissimo che l’autorizzazione della Tutela del paesaggio, o la definizione di un ricorso –
quale quello che è stato presentato sulla fascia lago – è un atto impugnabile solo presso quella
Amministrazione. Quindi, nel momento in cui si andassero a modificare delle parti che hanno
un’incidenza particolare sul rilievo paesaggistico, noi dovremmo esperire anche l’ulteriore
passaggio di parere nuovo della Commissione di Tutela comprensoriale. Tutto questo anche
perché, per quanto riguarda il parere espresso dalla Giunta provinciale, lo stesso è opponibile
solo - adesso - al TAR, ma bisogna dire che su questo ci sono da fare due valutazioni. Il parere di
tutela del paesaggio sulla fascia lago, infatti, è un parere di competenza di un organo terzo, non
dell’organo amministrativo Consiglio comunale.
Mi piace anche ricordare però che in 5 righe – poche ma piacevoli da leggere – la
Commissione, pur avendo fatto due prescrizioni, sulle quali noi evidentemente, come
Amministrazione, abbiamo presentato ricorso, nelle 4 sedute di prima presentazione diceva:
“Condivide ed apprezza la scelta urbanistica operata dall’Amministrazione rivana di dotarsi di
un Piano attuativo unico ed esteso, in grado di cucire gli ambiti che si presentano in successione
sulla fascia lago, dal Lido al Porto S. Nicolò. La documentazione al riguardo che è stata
presentata è sicuramente esaustiva, chiara nei suoi indirizzi e nel suo impianto di indubbia
qualità”.
Questo è un altro fatto che ci tengo a sottolineare: il Piano attuativo della fascia lago è
realmente uno strumento importante, ma è entrato nel dettaglio di tantissime cose che,
normalmente, nei Piani attuativi, non si va ad approfondire.
La piacevolezza del lavoro e la sua indubbia validità sono che si è esteso ad un grado di
dettaglio che è molto particolare, per due motivi: il primo è che e il professionista lo ha voluto
fare per lasciare un lavoro importante, il secondo è che si tratta di un progetto che va a prendere
un parere di tutela. Tutti noi sappiamo che il parere di tutela non è esaustivo, perché poi tutti i
progetti continueranno a ripassare comunque dalla Commissione tutela del paesaggio, perché
abbiamo inteso avere sui medesimi una valutazione costante da parte di un Organo terzo.
L’ipotesi sul Centro Congressi: penso siamo d’accordo che può essere affascinante, che
può avere una sua indubbia valenza, ricordo che una domanda specifica chiedeva quale sarebbe
stato il vincolo di allineamento volto a garantire il passaggio. In norma questo viene esattamente
previsto: c’è una sezione, che vedete in alto a sinistra, che dice come il vincolo di allineamento
che è posto unicamente sul bordo nord della galleria, è vincolante per il 50% dello sviluppo. La
possibilità che ci sarà poi, in sede di progettazione, di modificare questo allineamento, è prevista
nello schema che è in alto a sinistra. Esiste dunque l’obbligatorietà, ma il vincolo è legato solo a
questo aspetto, perché si garantisca nel tempo che questa dorsale interna venga fatta, quindi c’è
un’ampia libertà progettuale. Il Sindaco aveva già anticipato che in tutte le tavole, laddove ci
sono degli schemi progettuali, questi - come l’ipotesi del plastico che avete visto prima – recano
tutti, in calce al documento, la dicitura: “Tavola indicativa”. Bisogna attribuire anche questo
merito al progettista, che ci ha fatto comprendere, lo ha voluto fare, la possibilità evoluzione
dell’oggetto che nel tempo in quel luogo potrà essere realizzato, evidentemente mettendo un
oggetto di pregio. Non farlo sarebbe stato difficile, nell’ambito di un Piano attuativo, che andava
a prendersi il parere della Commissione tutela, perché andare con un Piano volumetrico classico,
dove c’è l’ingombro e basta, dei 20 m di altezza o dei 16 m, qualunque altezza si volesse porre,
solamente per l’indice urbanistico, non sarebbe stato apprezzato, evidentemente, dalla
Commissione tutela, che in alternativa lo avrebbe visto come un oggetto di mera valenza
urbanistica e non paesaggistica.
Abbiamo avuto l’onere, quasi, di dare dei segnali sulle aree più importanti, di predisporre
dei piani volumetrici che dessero l’idea di come, nel tempo, potrà evolversi la pianificazione
verbale 3. 11. 06 /
4
nell’area Cattoi, poi subordinata ulteriormente, o dalle altre parti in termini di progettazione.
Sull’Hotel Lido sono state poste alcune domande: se c’è il potenziamento dell’Hotel
Lido, con il suo ampliamento, che cosa sarà della dependance e della ricettività, visto che la
destinazione è rimasta alberghiera? Ebbene, bisogna sapere che, prima di tutto, il progetto che
era stato depositato a suo tempo potrebbe essere concesso, non lo è ancora, perché è già stato
esaminato ma non è stata ancora rilasciata la concessione edilizia. Il progetto riporta i posti letto
che erano presenti nella struttura alberghiera Hotel Lido, non nella dependance, quindi abbiamo
una richiesta di concessione edilizia che va ad utilizzare i posti letto che erano nella struttura
alberghiera.
La prima motivazione è che il progetto è stato presentato e depositato precedentemente
alla modifica del PUP: la famosa variante 2000 al PUP è successiva al deposito del progetto
presentato dalla Lido per il nuovo Hotel Lido. L’ingombro che avete visto nell’immagine
precedente è quello massimo possibile, per l’espansione dell’Hotel Lido, è la planimetria, la
zonizzazione sulla quale l’Hotel Lido potrà essere realizzato, nella sua espansione. Come vedete
nella tavola a destra, il Piano Urbanistico attualmente in vigore, questa – qualcuno ha parlato
della Legge Galasso – è l’immagine della Legge Galasso applicata in Provincia di Trento; tutta la
fascia gialla è il modo in cui la Legge Galasso è stata applicata nel PUP del 1987 e leggermente
modificata, solo ed unicamente per l’Hotel Lido nella variante PUP del 2000.
Dove è stata modificata? È stata ricompresa in quella che noi chiamiamo fascia lago, ma
che qui si chiama Riva e Laghi di PUP, RL, che ha questa simbologia, è stata intesa anche sopra
la dependance, a seguito di una richiesta che a suo tempo l’Amministrazione inoltrò, la Lido
compresa per l’unitarietà aziendale. All’interno della RL, infatti, non è possibile implementare la
ricettività, quindi, qualora il progetto avesse voluto accorpare nell’ambito della RL, che in quel
momento era distinta, i posti letto della dependance, non avrebbe potuto farlo. Ricomprendendo,
invece, all’interno dell’unitarietà di zonizzazione RL, anche la dependance, all’interno di quella
scia i posti letto licenziati all’Albergo Hotel Lido, che sono 153, possono essere mantenuti.
La scelta è stata fatta unicamente per questo motivo: è evidente che nei prossimi giorni la
Giunta provinciale approverà l’iter di revisione del PUP, dunque facilmente le RL nell’ambito
costruito verranno tolte. Questa è una polemica nata molto tempo fa, ma la Legge Galasso non
aveva l’intenzione di porre sopra la città i vincoli di RL, perché vedete che le RL noi le abbiamo
anche sulla Rocca, nel parco in Piazza Battisti. Non si poneva, la Legge Galasso, l’obiettivo di
piazzare le rive dei laghi sopra i nuclei storici di centinaia di anni, ma quello di preservare le
coste, marine e lacuali, laddove non edificate, o poco edificate, da nuove edificazioni. La Giunta
provinciale, a suo tempo, con il PUP – quindi non è una cosa recente – nel 1987, poi anche
adesso, ha creato questo perimetro, che può essere discutibile, ma è la Legge Urbanistica che
prevede che le RL sono quelle gialle. Tutto quello che non è nel riquadro giallo è fuori e quindi
non ha vincolo di PUP. Per chiudere su questo argomento: la dependance è stata accorpata nella
RL solo con la variante 2000, che ricorda la Legge datata 7 agosto 2003.
Area Cattoi: è stato posto il problema relativo a quella visuale, a quel piccolo ritaglio tra
gli edifici, che è troppo angusto perché ha una dimensione massima di circa 1,80 m. In
Commissione il problema logicamente fu posto, il professionista fornì delle risposte che io
ritengo siano state sufficienti, però anche lì andiamo a vedere che cosa è la cogenza di quella
previsione urbanistica. Nella norma, in sostanza, sta scritto quello che già vi avevo anticipato: il
Piano Regolatore prevede, successivamente all’entrata in vigore del Piano attuativo, che debba
essere redatto il Piano di comparto. In pratica il PRG dice che sull’area Cattoi nord bisognerà
fare un Piano di comparto. Il Piano di comparto è regolato dall’articolo della Legge Urbanistica,
che adesso troveremo, ed è nella pianificazione subordinata: obbliga il Piano della fascia lago a
mantenere un Piano di comparto.
verbale 3. 11. 06 /
5
Che cosa si è deciso di fare con il Piano della fascia lago? Vi ho detto che l’art. 51 regola
i Piani di comparto, si poteva fare il famoso buco vuoto, di cui avevamo detto, dicendo che
questo non entra nella fascia lago, perché ci penserà poi il Piano di comparto a decidere. Era però
un “buco” troppo importante per non arrivare ad una definizione ed allora abbiamo detto: che
cosa facciamo? Non dico che sia una forzatura, ma per i Piani di lottizzazione le
Amministrazioni possono redigere, anticipatamente rispetto allo stesso Piano di lottizzazione, il
Piano guida. A che cosa serve? Ad orientare la lottizzazione. Si dice: qui c’è da fare questa
lottizzazione, bene, il Comune, l’Amministrazione, il Consiglio comunale, approvano un Piano
guida. È una lottizzazione sommaria - ve la sintetizzo – per dire che quando si interverrà su
quell’area l’Amministrazione vorrebbe che indicativamente – infatti si usa la formula “di
massima” – si intervenisse in questo modo. In questo modo si orienta la pianificazione futura.
Che cosa abbiamo inteso fare con il Piano della fascia lago? Abbiamo voluto adottare
questo strumento, nel dire che il Piano guida determina, nel rispetto dei parametri prestabiliti
dagli strumenti di pianificazione, quindi gli indici di cui vi ho detto del PRG, dove vi ho letto la
norma precedente, che dice che con gli indici previsti dal PRG si può progettare nell’ambito
dell’area Cattoi. Indicazioni di massima dunque, che devono essere osservate per la buona
sistemazione urbanistica della zona e il suo inserimento nel territorio circostante, con particolare
riferimento alle destinazione delle singole aree a tipologia edilizia e alle opere di urbanizzazione
primaria e, ove occorre, secondaria. Allora, che cosa abbiamo detto? Andiamo a decidere queste
cose, per dare l’idea di che cosa lì dentro potrà succedere. Abbiamo così individuato due ambiti,
come dice il Piano guida, uno più a nord e uno più a sud, per evitare che ci potesse essere la
concentrazione della superficie lorda di pavimento – si articola così il nostro strumento –
diciamo del volume, per chi non è abituato alla SLP, per impedire che tutta la SLP venisse
costruita in blocco schiacciandola su viale Rovereto, ma per far in modo che venisse ripartita: un
po’ su viale Rovereto e un po’ sotto, nei due ambiti, l’ambito A, quello prospiciente a viale
Rovereto, e nell’ambito B. Abbiamo concesso maggiore superficie lorda di pavimento verso
viale Rovereto ma minor superficie, dando maggiori altezze verso viale Rovereto, ma minori
altezze all’interno, per dare l’idea, voluta da Cecchetto, di questa digressione del costruito verso
il parco.
I tagli esistenti. Cecchetto ha detto più volte di voler ricostruire un po’ l’ambito del centro
storico, vista la vicinanza, attenzione però che la misura di 1,80 m, se andate a leggere la norma
prevista nel Piano fascia lago, l’art. 24 f, dice esattamente che: “Nella tavola DCD sono indicate
le distanze minime consentite tra i diversi perimetri di nuovi edifici, tra i perimetri dei nuovi
edifici e lite stradale, o, nel caso di viabilità veicolari esistenti, tra il perimetro dei nuovi edifici
e la mezzeria della strada nel caso di viabilità veicolare di progetto. In fase di attuazione
valgono le distanze minime stabilite dal Codice civile”. Altra cosa: “E’ possibile inoltre edificare
in aderenza a percorsi e spazi pedonali di progetto interni all’area, o costruire manufatti in
aderenza tra di loro”.
Si potrebbero dunque addirittura non fare questi slarghi tra i vari edifici, perché la norma
è indicativa. È evidente che si dice che questo sarebbe preferibile, ma che, qualora i privati non
lo facciano, viene fissata una serie di parametri. Altra cosa, andiamo nel Piano di comparto:
subito dopo l’approvazione di questo Piano attuativo, qualora il Consiglio comunale lo volesse
fare, dovrà essere redatto un Piano di Comparto. Il Piano guida è l’orientamento di massima che
il Consiglio comunale dà alla proprietà che dovrà poi progettare il Piano di comparto e quindi in
quell’ambito verrà stabilito – secondo queste norme di larga massima, infatti si chiama
orientamento di massima - come dovrà essere l’edificato.
Area Cattoi: vi porto una cosa. Siccome si è parlato di tempi d’oro, è riecheggiata due
volte questa frase: questo è quanto il Consiglio comunale, il 27 febbraio 1980, con la
verbale 3. 11. 06 /
6
deliberazione 883/C, approvò. Si tratta esattamente quell’intervento nell’area Cattoi che voi
vedete in bianco: il parcheggio sulla sinistra, le piscine centrali, il parco dell’Albergo. L’area in
fondo, quel triangolino verde in fondo, veniva ceduto al Comune; lo stesso accadeva per una
parte del parcheggio in cima, rimaneva solo il Rosengarten, la via dietro ad esso e villa Maria.
Rimaneva anche una viuzza che scendeva lungo il lago, appena appena. Questo progetto fu
approvato; all’interno però era stata lanciata l’altra idea guida che espose il Consigliere Modena,
dicendo che ai tempi di Mario Zucchelli pensavano di fare qualcosa al posto del Villino Campi.
Vedete infatti che, al posto del Villino Campi, c’è una palazzina con davanti una piscina. Questo
è un plastico di cui si sono perse le tracce, evidentemente, ma le fotografie a colori le abbiamo
recuperate e, al posto del Palazzo dei Congressi – vi ricordo che c’era già il primo tendone, non il
secondo – lo sviluppo di un’arena. Questo complesso, nella sua totalità, portava circa a 37-8.000
mc. tutto il complesso, evidentemente non erano progettati gli interventi sul Rosengarten, che
ancora non era stato aperto, ma gli altri 10.000 mc. circa dei tre volumi che erano già presenti. Si
parlava dunque di 47-48.000 mc., anche se non era interamente sfruttato, devo dire la verità,
mancavano ancora 7-8.000 mc., che non avevano voluto realizzare. Io penso che questa
immagine sia importante, anche per capire l’evoluzione nel tempo, anche questo progetto per
l’anno 1980 era sicuramente avvincente, affascinante, che dava risposte di un certo tipo. Analogo
progetto, non approvato però, fu presentato nel 1990 e prevedeva una volumetria più o meno
analoga, ma fu bloccato per alcune valutazioni espresse a suo tempo. Non approdò in Consiglio
comunale, ma il Consiglio di quartiere di S. Alessandro lo aveva approvato: più o meno
conteneva le stesse identiche volumetrie.
La Miralago: su quest’area sono state presentate alcune domande. L’area grigia: forse il
Consigliere Matteotti diceva che bisognava preservarsi anche il passaggio della dorsale, dicendo
che anche la dorsale dovrà essere tenuta in considerazione. L’area grigia che vedete, che sta lì,
che va giù lungo i parcheggi, che scende fino al lago e che sale in testa, è l’area che ha il retino
dell’art. 25 f, con il rimando alla tavola 11b, dove sta scritto: “Area di cui si prevede la cessione
all’Amministrazione comunale per pubblica utilità”.
Nella tavola 11b nell’ambito C viene evidenziata, con apposito retino, l’area di cui si
prevede: “La cessione all’Amministrazione, per pubblica utilità, subordinatamente alla stipula
di una convenzione contestuale alla prima istanza edilizia di richiesta del titolo di edilizia
abitativa”. Con questo si è chiarita la previsione che anche per quel pezzo della dorsale è prevista
la cessione.
Una domanda ulteriore è stata posta: ci è stata richiesta più volte la demolizione anche
dell’edificio Croce, che sarebbe quello più ad est dell’area Miralago. Vedete la foto dal lago e
dalla colonia Miralago. Diciamo che sono due ali, sotto vedete l’ala sud, sopra l’ala nord e il
corpo che invece emerge verso il parco, verso il Villino Campi, che è quello sotto la porta
d’ingresso. Ecco, per questo edificio, diciamo per l’unico edificio, perché vi ho fatto vedere
l’evoluzione della Commissione Urbanistica, piano pianino si è provveduto ad eliminare prima i
vecchi edifici degli anni ’50, poi la scuderia, poi il corpo centrale, poi la chiesa. In pratica tutti gli
edifici, uno ad uno, sono stati demoliti. È stata ampliata l’area nord, che invece era perimetrata,
questo è stato anche un intervento collaborativo, dei membri della Commissione Urbanistica. Su
questo, evidentemente, l’architetto Cecchetto ha accolto una proposta ulteriore, visto che era
previsto il solo restauro conservativo, come ha detto un Consigliere. Non è così, nel cartiglio 25 f
si legge: “Edifici esistenti soggetti a tutti gli altri interventi edilizi, esclusa la sostituzione
edilizia”. Allora, siccome oltre a quest’ultima c’è solo la demolizione e ricostruzione, vuol dire
che tutti gli interventi sotto la sostituzione sono ammessi, quindi anche la ristrutturazione
edilizia.
Voi sapete che essa consente una serie di interventi sugli elementi strutturali dell’edificio,
verbale 3. 11. 06 /
7
diciamo che si può procedere allo svuotamento dell’edificio. Lo stesso articolo dice anche che
c’è un limite edificabile verso il Villino Campi, mettiamo qui questo limite: alcuni Consiglieri
dicono che se quello non ci fosse, evidentemente, potrebbe essere lì collocata anche la piscina,
perché più si sposta verso est più prende sole. Cecchetto ha detto che andando verso est si arriva
nel parco del Du Lac, dunque che ci vuole un limite, che lui ha ritenuto divenisse questo,
massimo, anche perché quel volume potrebbe servire dalla hall, verso il lago, mantenendo un
segno storico, degli ingressi verso le piscine, dove possono collocarsi i vari servizi, più la
vecchia Miralago, sul lato opposto lungo fiume, perché la Villa Miralago è il primo edificio
scendendo dalla strada che si trova nel parco della Miralago. Ecco dunque la motivazione per cui
l’architetto Cecchetto l’ha voluta mantenere, come limite massimo, oltre il quale non estendere la
possibilità edificatoria.
Diciamo che, rispetto all’osservazione di un altro Consigliere, che chiedeva quale fosse
l’ambito privato, posso dire che è l’ambito all’interno del quale si svolgono le funzioni previste
dal PRG. Potrebbe esserci una perfetta indicazione, la parola privato potrebbe avere significato
di privato collettivo, diciamo così.
Ecco, la prossima: la questione campo sportivo, vedete che la norma, sotto questo aspetto,
è abbastanza chiara, ma questo discorso vale anche per Agip, per tante altre funzioni che sono
all’interno del Piano, dove si dice che sono indicate le aree a verde: “Il parco attrezzato potrà
essere realizzato solo quando venga indicata dall’Amministrazione un’altra area più adatta ad
ospitare l’attività agonistica del nuovo campo sportivo”. Io penso che sia chiaro il messaggio, è
evidente che rimane campo sportivo fino a che non se ne costruisce un altro. Non ripeto quanto
ha detto il Sindaco circa il segno che l’architetto ha voluto dare, dovendo progettare la fascia
lago.
Andando ancora avanti: qualcuno ha sollevato il problema della piazzetta. Penso che sia
stato il Consigliere Modena, dicendo che nelle prime ipotesi era previsto uno slargo maggiore
all’interno dell’Albergo dell’Hotel Du Lac. Lo slargo è indicato lì. Da quella soluzione si è
passati a questa per due motivi. Più o meno i gialli stanno a significare, come leggete in cima,
che: “Gli edifici esistenti sul fronte strada di cui si prevede la demolizione e la ricostruzione sul
sedime arretrato, a condizione…ecc.”.
E’ un argomento che avevamo esaminato a lungo in Commissione Urbanistica, portando i
progetti fatti su quell’edificio da parte della proprietà, partendo dalle cartoline e arrivando ai
progetti redatti nel 1962 dall’architetto Camillo Zucchelli, progetto licenziato nel 1962 a Roberto
Zontini, per la realizzazione dell’albergo, addirittura. Quello, come vedete, è tutto nuovo. Cosa
c’era, come elemento, che ci dava qualche timore? Lo potete leggere, visto che abbiamo scritto i
vari passaggi, data la lunghezza del Piano: “Possono essere conservate le parti, gli elementi
architettonici di pregio”. Perché abbiamo fatto questo ragionamento e scelto di togliere quella
rientranza? Per dirvi a quanto corrisponde la fascia gialla: sarebbe la demolizione da quel punto
lì, dalla freccia, cioè quella parte che sta al di fuori dell’arco, quella fetta bianca dell’edificio, più
la fetta dell’edificio rosso, dovrebbe corrispondere allo slargo su viale Rovereto.
All’interno di quella fascia ci sarebbe l’unica preesistenza della casa originaria, che fu
quasi integralmente demolita, con il progetto Zucchelli. Venne mantenuta solo ed unicamente la
zona del ristorante interno dell’Hotel Du Lac e della piazzetta che ha sull’interno, che
corrispondeva esattamente alla rientranza gialla. Quando prendemmo contatto con l’architetto
Cecchetto con la proprietà – ne abbiamo sentiti tanti – abbiamo scritto, proprio per evitare di
bloccare anche la stessa proprietà, che sono elementi che possono essere conservati, a questo
punto si ha una libertà maggiore, ma la stessa proprietà ha detto: “Se potete”. Per questo motivo
la linea gialla fu arretrata e venne mantenuta solo lungo il fronte. Come vedete sembra poca cosa,
ma se lo portate poi sull’edificio corrisponde alla prima finestra e all’arco sotto la stessa, da
verbale 3. 11. 06 /
8
quella fetta di casa bianca lì, fino a tutto il fronte strada. Si tratta circa di 10 m. Questa è la
spiegazione del motivo per cui fu tolta questa piazzetta, la stessa che fu fornita anche in sede di
Commissione Urbanistica.
Per quanto riguarda sempre il Du Lac: se c’è la cessione obbligatoria del giallo là, c’è in
questa fascia continua che prende sia la proprietà Du Lac che quelle successive, lungo la freccia,
dove è prevista questa fascia di 2, 3 o 4 m, non ricordo, che è legata agli interventi relativi alla
zona che è classificata, nel PRG, verde privato. La norma del PRG, la norma di salvaguardia che
cosa diceva? Mentre non è ancora approvato il Piano voi potete demolire arretrando gli edifici
sul fronte lago, avendo un premio del 25%. La norma parlava solo di arretramento, quindi anche
un solo metro o 20 cm può essere considerato un arretramento, basta che l’oggetto nuovo sia
dietro.
Abbiamo detto sostanzialmente questo: costituiamo un limite di arretramento che sia
abbastanza consistente. Lo vedete in quel retino azzurro, viola, non so quale sia il colore
esattamente, si è detto ai privati: “Se intervenite sui 3 bungalow in fondo e i 3 lungo la strada
che scende all’area Sabbioni, potete costruirli, se del verde privato, in questa grande fascia che
corrisponde proprio al verde privato; oppure, se voi li portate addirittura al di là, dove c’è
alberghiero, fatelo pure. Se però la scelta cade sul verde privato avrete un premio, con una
proposta aumentata dal 25 al 35%”. Tutto questo sapendo una cosa però e cioè che quella fascia
corrisponde tutta alla RL, quindi lì dentro non ci può essere aumento di ricettività. Devono
quindi abbattere il bungalow, arretrarlo, ricostruirlo, sempre però con gli stessi indici posti letto;
perché l’aumento? Perché può essere, visto che si tratta di bungalow costruiti su progetti di
Camillo Zucchelli del 1962, dei bungalow più antichi, cioè le costruzioni più vecchie che ci sono
all’interno del Du Lac. Sono ancora belli, ma abbisognano facilmente di interventi di un certo
tipo, di riqualificazione dell’offerta turistica. Si arretrano, come vedete, oltre un limite che è ben
considerevole.
Infine, un ultimo appunto per quanto riguarda Porto S. Nicolò: volevo dare una risposta
anche al Consigliere Modena, dicendogli che in Commissione abbiamo fatto molte cose, non
posso elencarle tutte, alcune sono state evidenziate dall’opposizione, però anche su questo lo
sforzo è stato abbastanza importante, perché l’analisi di tutta la nuova soluzione, di cui vedete la
sezione finale, è stata fatta con il confronto dei progetti esecutivi predisposti
dall’Amministrazione comunale, quando fu rifatto tutto l’accesso a Porto S. Nicolò e fu costruita
la balaustra. Fu un lavoro abbastanza certosino, come si evince da tutte le rispondenze e siamo
arrivati a quella conclusione. Dunque vorrei far vedere al Consigliere Modena che, rispetto alla
prima piattaforma che considero l’idea importante di Cecchetto, questa grande piattaforma a
sbalzo, questo grande terrazzo a lago, che mentre nella prima versione facilmente poteva essere
troppo alto, occultando quelli che passavano in macchina.
Questa era stata l’incomprensione che si era avuta con il professionista, perché lui aveva
pensato ai pedoni e ai ciclisti che venivano da Torbole, ma noi gli abbiamo fatto notare che c’era
anche la gente che passava in macchina, che non aveva più la percezione del lago. Con questa
soluzione invece la sua idea, che era molto importante, viene fuori, lui ha detto che era la parte
più difficile da progettare, ma questa è una bella idea: avere questo grande terrazzo che guarda
verso il lago, grazie al quale chi va e viene da Torbole avrà un affaccio molto ampio e molto
bello sul lago medesimo. Sarà un terrazzo leggermente rialzato, perché mi pare che siano previsti
30 cm, da 66 a 66,30, il limite di un marciapiede e si avrà questo grande affaccio che guarda
verso il lago. Sotto rimane qualcosa, che verrà riempito, o sotto cui potrà forse trovare riparo il
carrellino dell’Optimist. Questa però sarà una scelta meramente tecnica, perché si tratta forse di
1,10 m, non è abitabile né agibile né altro, voi sapete infatti che al di sotto dei 2,20 m nulla è
agibile. È evidente che lo sforzo è stato fatto ed è stato lungo.
verbale 3. 11. 06 /
9
Le ciclabili: i 2,50 m, i 2,20 m e così via. La norma dice esattamente alcune cose - in
questo caso ci sono delle sezioni buttate qui e là che danno l’idea – “Percorsi ciclabili: si
intendono percorsi utilizzabili per i ciclisti in sede propria o in corsia riservata”. Deve avere
una larghezza minima di 2,50 m, quindi parliamo di minimi: sotto i 2,50 m non può essere fatta
una corsia o una pista ciclabile. Tutto quello che è superiore ai 2,50 m può essere fatto, ma non
solo – ecco perché la risposta fu data in questo senso – la norma dice ancora che: “I percorsi
ciclabili in progetto nel Piano fascia lago, comprese le fascia di rispetto, vanno considerati
come strisce di territorio larghe 10 m con mezzaria”.
Che cosa significa? Se nella norma del Piano della fascia lago c’è scritto che il percorso
deve essere come minimo di 2,50 m, per la fascia di rispetto vale quella che è prevista nel PRG,
se quest’ultimo dice che “La fascia di rispetto è considerata come una striscia di territorio
larga 10 m, con mezzaria sul simbolo specifico delle tavole di azzonamento, salvo scostamenti di
più o meno 2 m”, vuol dire che lungo le ciclabili di progetto della fascia lago, all’interno del
quale è prevista una ciclabile che ha una dimensione minima di 2,5 m, si può fare anche un
ciclabile di 6 m perché c’è una fascia di rispetto che la copre. La fascia di rispetto, infatti, va
dalla mezzaria 5 più o meno 2.
(CAMBIO LATO)
…2,5 m, ma io ho detto che è una condizione minima. La fascia di rispetto c’è ed è ampia, quindi
possiamo benissimo considerare che la norma sia ampiamente esaustiva e di soddisfazione.
Ultima cosa, che è riecheggiata nuovamente, di cui avevo già parlato la prima sera. Noi
avevamo trattato, in Commissione Urbanistica, nelle ultime due sedute la questione delle
cessioni delle aree. Avevo detto ampiamente che la norma era stata sottoposta al vaglio di alcuni
consulenti dell’Amministrazione, dicendo che avevamo fatto tarare le cessioni esattamente sulla
norma pur con dei dubbi. Trattandosi però di Piano attuativo, evidentemente il nostro margine
può essere leggermente superiore, così abbiamo scritto una norma generale, l’art. 2, vedete che
questa è stata fatta nella trattazione, c’è ampio Verbale della seduta dl 30.3.2006, all’interno del
quale c’è scritto: “Art. 2 delle norme generali del Piano. Qualora il presente Piano attuativo
preveda specificatamente, nelle tavole o nelle singole norme – noi abbiamo visto la tavola
singola, la norma singola, per esempio quella del Du Lac l’abbiano vista come singola norma - la
cessione di aree funzionali alla realizzazione di interventi di interesse pubblico, viabilità,
percorsi ciclopedonali, aree pedonali, piazze, spazi riservati alla circolazione e alla sosta,
marciapiedi, verde attrezzato ecc.. Nell’ambito delle zone omogenee identificate come Hb,
ricettivo, Rb2, verde privato, F2 verde pubblico e sportivo – quindi tutte quelle che abbiamo
visto fino ad ora – il rilascio del permesso a costruire, per gli interventi consentiti, ad esclusione
della manutenzione ordinaria e straordinaria – perché non la possiamo bloccare, evidentemente
– è subordinato alla stipula di una convenzione urbanistica comportante la cessione gratuita a
favore del Comune di tali aree destinate ad uso pubblico, mediante la predisposizione di
apposito progetto di massima delle opere ecc…”.
È prevista la cessione gratuita, laddove è contenuta nelle singole norme, qualora non lo
fosse c’è la norma generale. Io penso quindi che rispetto alle domande che era stato formulate le
risposte previste in normativa siano state ampiamente valutate. Grazie.
Presidente:
Grazie Vice Sindaco. Ricordo ai signori Consiglieri che il secondo intervento è previsto
in 30 minuti, ha chiesto la parola il Consigliere Accorsi.
^^^ Entrano i Consiglieri Bombardelli, Trinchieri Benatti, Detoni e Matteotti. Esce il
Consigliere Munari: il numero dei presenti sale a 27. ^^^
verbale 3. 11. 06 /
10
Consigliere Accorsi:
Grazie Presidente. Per prima cosa una puntualizzazione rivolta all’amico e Consigliere
Rocco Frizzi, perché non vorrei essere interpretato in vita, visto che mi ha interpretato lunedì.
Lasciamo che eventuali interpretazioni siano postume, augurandomi che comunque siano
lontane. Io pensavo, su questo Piano, di fare un punto su alcune valutazioni e su alcuni discorsi,
visto che molti di essi sono stati fatti anche extra Consiglio. Per “tagliare la testa al toro”: io lo
considero un Piano equilibrato - ribadisco in questo il discorso dell’altra volta – perché è
costituito da una mente e da un cuore, quindi da ambiti e progetti strategici. È stato anche ben
realizzato, perché pensato e redatto da un esimio professore, quindi il mio è sicuramente un
giudizio positivo.
Le perplessità e/o le preoccupazioni che ho esternato nel precedente intervento in merito,
sono legate al fatto che un Piano attuativo di questa vastità e importanza non può non dare
preoccupazioni. Il mio non era un giudizio negativo sul Piano, ma solo un insieme di
considerazioni in merito.
La preoccupazione però si stempera, una volta presa la decisione, perché si passa al
lavoro, quindi bisogna agire per ottenere il massimo risultato, c’è chi è contento di dire: “Te
l’avevo detto”, io invece preferisco che non ci sia necessità di dirlo. Per chiarire: le mie
perplessità sono fondamentalmente di natura estetica, quindi più che l’attuale Piano urbanistico,
riguardano i futuri progetti esecutivi nei vari ambiti. Ho già esposto queste mie perplessità sia in
Commissione Urbanistica che all’architetto Cecchetto direttamente. Bisogna anche dare fiducia
al progettista, nonché a quelli futuri, di cui non conosciamo neanche i nomi, quindi quando, tra 2,
3, 4, 10 anni, si vedrà realizzato il Piano, si potranno fare anche altre considerazioni.
Per quanto riguarda le preoccupazioni in primo luogo sono collegate al fatto che esisterà
un’attuazione del Piano e in alcuni casi forse una non attuazione, anche in assenza di una volontà
di non fare. Questo è un Piano urbanistico, che oggi noi siamo chiamati a votare, non è un
progetto esecutivo, verrà realizzato, lo valuteremo poi, tra qualche anno Insieme alla fiducia nei
progettisti futuri mi permetterà di avere anche delle preoccupazioni positive, quindi, senza che ci
sia una vena polemica. Lo stesso progetto esecutivo può piacere sulla carta, ma, al contrario, non
piacere una volta realizzato, quindi si può essere preoccupati pur apprezzando questo Piano.
Tornando a noi, ho chiuso il discorso dell’interpretazione data alle mie parole, quindi mi
sono auto interpretato, mentre mi sembra importante ribadire una cosa: il Sindaco ci ha
comunicato, nel corso del Consiglio precedente, che il Bilancio comunale prenderà in
considerazione gli interventi sul Piano solo dopo il 2008. Ecco, io comprendo il Sindaco,
chiaramente, abbiamo votato un anno fa un Piano pluriennale, quindi ognuno di noi si deve
impegnare a far quadrare i conti, altrimenti è facile fare la richiesta, ma poi bisogna anche vedere
chi paga. Il Sindaco, con onestà intellettuale, ci ha detto che non è facile che ci siano soldi a
breve, è una cosa che io capisco.
Nessuno di noi crede più che i Bilanci siano illimitati, che a pagare poi ci pensa
Pantalone. Spero però che, con buona volontà, forse, più che con i soldi, alcune cose si possano
iniziare a fare prima, in particolare penso a due dei progetti strategici: l’inizio della dorsale
interna e all’allargamento del lungo lago. Questo, a mio avviso, ha importanza, perché serve a
dare un senso d’insieme a questo Piano, che altrimenti il cittadino potrebbe non percepire, perché
noi abbiamo dedicato diverso tempo al Piano medesimo, quindi lo vediamo nel suo complesso,
mentre è chiaro che il cittadino potrebbe percepirne soltanto alcune fasi e non riuscire a vederlo
nel suo complesso. Quindi il cittadino potrebbe dare un giudizio negativo del Piano senza averlo
compreso in profondità.
Presidente:
verbale 3. 11. 06 /
11
Grazie, la parola al Consigliere Santoni.
Consigliere Santoni:
Grazie Presidente. Il Piano attuativo della fascia lago contiene delle importanti scelte
strutturali che probabilmente la nostra comunità aspettava da anni. Io concordo sulla messa a
punto e sulla sistemazione di Porto S. Nicolò, come sulla ristrutturazione e l’ampliamento
dell’Hotel Lido. Altresì non posso non vedere di buon occhio la riqualificazione delle zone
pedonali e ciclabili e del verde pubblico, così da fare in modo che in futuro la comunità possa
usufruirne al meglio. Sull’area x Cattoi non ho grossi dubbi, anzi, vedo di buon occhio la
diminuzione delle volumetrie entro le quali il privato potrà costruire. Sul teatro non ho grandi
perplessità, se non che vorrei - anche se questo sarà compito delle future Amministrazioni – che
divenisse un teatro comunale, visto il notevole impegno di denaro pubblico, che non venisse
utilizzato esclusivamente per il Polo fieristico, ma bensì dall’intera collettività.
Se il Piano Cecchetto si fermasse alle scelte che ho appena elencato, il mio giudizio non
potrebbe essere che proporzionale all’importanza delle scelte stesse, ma sappiamo tutti che
questo Piano attuativo contiene anche l’ambito del compendio Miralago, per il quale si prevede
di togliere l’attuale destinazione socio-assistenziale per dare spazio ad una di fitness, sport e
benessere. La mia posizione al riguardo non è un mistero per nessuno, è sempre stata contraria –
e lo è tuttora – a questo cambio di destinazione, in quanto ritengo che queste attività dovrebbero
essere incentivate, potenziate e naturalmente sovvenzionate, non tolte. Oltretutto, attraverso
questa scelta si privano i cittadini di un ambiente unico, vista la vicinanza al lago e l’ambiente
circostante, e voglio ricordare che recentemente si sono realizzati anche dei piccoli lavori. Io, pur
mantenendo l’attuale destinazione, sarei concorde con una maggiore apertura pubblica del parco,
dato che comunque, anche adesso, il parco è molto poco usufruito dalla comunità rivana e non.
Realisticamente questo Piano otterrà i voti per essere approvato, e, pur ribadendo la
chiarezza e la fermezza della mia posizione, vorrei fare alcune considerazioni. Concordo con
l’intervento esposto nel corso del passato Consiglio comunale del Consigliere Accorsi, che
sottolineava il fatto che in questa maniera, con la perdita della destinazione socio assistenziale
del compendio Miralago, si rischia di lasciare un buco nella nostra comunità. Considerando
anche il fatto che l’ex ospedale, probabilmente, vedrà un progetto non immediato, ma futuribile,
che poi, secondo me, non è neanche lontanamente paragonabile, da un punto di vista geografico,
a quello del compendio Miralago.
In quest’ottica e per dare una risposta anche a quei cittadini che fino ad oggi hanno usato
il compendio, ho presentato un O.d.G. che leggo brevemente: “Il Consiglio comunale impegna
la Giunta municipale a chiedere alla Giunta provinciale la disponibilità affinché la Patrimonio
trentino s.p.a. mantenga l’attuale destinazione del compendio Miralago, fintanto che non
inizieranno i lavori per la realizzazione di quanto previsto dal Piano attuativo della fascia lago.
Nel rispetto delle competenze dell’ente Comprensorio Alto Garda e Ledro, per quanto attiene i
servizi sociali e quindi nel rispetto delle scelte di gestione ritenute dall’ente medesimo più
idonee al perseguimento delle specifiche finalità sociali. Si elencano le attività attualmente
ospitate nel compendio Miralago:
− Centro aperto per minori;
− Iniziativa Incontriamoci in Miralago, per anziani del C 9;
− Eventuali iniziative di socializzazione per portatori di handicap;
− Colonia estiva.
Il Consiglio comunale impegna altresì la Giunta municipale a relazionare allo stesso
Consiglio l’esito degli accordi raggiunti con la Giunta provinciale”.
Mi auguro che queste attività possano essere il più longeve possibili e che invece, con
verbale 3. 11. 06 /
12
l’inizio dei lavori da parte della Provincia, possano trovare posto magari all’ex Colonia Sabbioni,
onde non privare la zona realmente più bella di Riva del Garda di queste finalità socio
assistenziali, ad esempio la Colonia estiva, secondo me, è impensabile che trovi posto all’ex
Ospedale.
Dunque, pur non condividendo la destinazione prevista dal Piano, da amministratore di
questa città mi sento in dovere di proporre e di analizzare alcune alternative, vista l’importanza
del contendere. In quest’ottica mi piacerebbe anche entrare nei dettagli del futuro compendio,
previsti dall’attuale destinazione d’uso. In quanto a paure la ritengo già superata, attualmente,
visto l’area Domenichelli, viste le numerose strutture alberghiere che dispongono di queste
attrazioni. Io stesso mi reco spesso in Valle di Ledro, dove c’è un centro bellissimo, usufruibile
per pochi soldi. Io ho paura che questa idea in futuro sarà già ulteriormente superata, dunque
inutile, una volta che i lavori saranno terminati. Mi sarebbe piaciuto – e mi piacerebbe tuttora –
che invece, in quell’area, se questa è la destinazione d’uso, perlomeno si pensasse ad una piscina
che avesse potuto sostituire l’attuale Meroni, per avere veramente una finalità sociale, visto
l’utilizzo della piscina stessa. Intorno ad essa, vista l’enorme disponibilità di strutture, via via
realizzare la destinazione socio assistenziale, quella di benessere, di divertimento, di svago, con
un retino privato meno ampio e magari un parco aperto di più al pubblico e dunque quella zona,
con tutte queste finalità, alla fine sarebbe il vero centro della vita sociale di Riva del Garda.
In conclusione posso dire, senza remore, che il Piano Cecchetto mi vede concorde,
seppure con gli appunti che ho appena elencati, con il 75% delle opere che vi sono incluse. La
parte che riguarda il compendio Miralago mi trova in disaccordo, per la perdita della
destinazione socio assistenziale e altresì perché con questa finalità di fitness e benessere che il
Piano prevede, è destinato ad un utilizzo veramente limitato da parte della comunità.
Presidente:
Grazie, la parola al Consigliere Gatti.
Consigliere Gatti:
Grazie Presidente. Il mio sarà naturalmente un intervento meramente politico, visto che
non sono un tecnico, per rimarcare soprattutto le criticità di questo Piano, le mie perplessità, le
mie preoccupazioni, che peraltro non sono state fugate dagli interventi, ricchi di contributi
peraltro, che si sono succeduti nella seduta di lunedì e anche oggi.
Ci accingiamo a concludere un iter e, ancora una volta, ad approvare – qui parlo più che
altro per me che siedo in questo consesso da pochissimo tempo – scelte approntate da altri, scelte
che hanno attraversato quasi una generazione. Noi dovremmo assumerci – alcuni sicuramente
obtorto collo – responsabilità importanti, e gravose nei confronti della comunità. Concludiamo in
iter, ma in realtà apriamo un grande capitolo, citando il nostro Sindaco: “Accettiamo una grande
sfida”. Con questo anticipo, evidentemente, il mio voto a favore. Una sfida che coinvolge una
parte preziosa del nostro territorio, con ciò però io voglio affermare che anche il resto del
territorio dell’Alto Garda per me è altrettanto prezioso. Noi dunque abbiamo moltissima
attenzione per la fascia lago, ma vorrei che le stesse cautele e le stesse attenzioni fossero rivolte
anche alla restante parte del nostro territorio.
Non dimentichiamoci mai, lo dico per il futuro, che possiamo costruire o realizzare
grandi e ricchissime opere, ma il vero patrimonio, la vera ricchezza per noi e per i nostri ospiti,
che danno reddito a gran parte della comunità, visto che la vocazione turistica di Riva è
storicamente affermata, è l’ambiente, tutto l’ambiente, non soltanto la fascia lago. Facciamo
dunque delle scelte e, citando il Consigliere Munari, sappiamo che scegliere vuol dire rinunciare,
quando si sceglie per sé si rinuncia in proprio, ma quando si sceglie per la comunità intera
verbale 3. 11. 06 /
13
bisogna valutare rinunce e sacrifici, nonché vantaggi e benefici che si vorrebbe arrivassero al
miglior punto di equilibrio possibile.
Vorrei che le rinunce e i sacrifici, visto che non vi è dubbio che l’intera comunità dovrà
pagare un prezzo, per alcuni alto e per altri altissimo, in termini di qualità ambientale, traffico,
affollamento e non ultimo di costo della vita. Ricordo il discorso di insediamento del nostro
Sindaco, quando faceva riferimento a Riva come città molto cara.
Vorrei che questa scelta si traducesse in un reale ritorno economico, in occasioni di
lavoro, in una equa distribuzione della ricchezza che viene dal territorio e che è patrimonio di
tutti. Vorrei sperare che alla tavola riccamente imbandita – permettetemi questa metafora – con i
beni della comunità, non sedessero in pochi, che pochi altri raccogliessero le briciole, ma che i
più rimanessero a guardare. Ho compreso e in parte apprezzato l’approccio conservativo e l’idea
guida dell’architetto paesaggista (così ha definito se stesso l’architetto Cecchetto), che mi pare
fondamentalmente l’idea guida presente in quello schizzo tracciato a mano presentato nella
prima slide. Lo schizzo esprimeva l’importanza e la necessità di rendere fruibile e accessibile
l’intera area.
Ovviamente, più che una libera interpretazione, il Piano appare come il risultato di un
lavoro – permettetemi – prono ai vincoli e alle rigidità del PRG. L’unicità del contesto
necessitava sicuramente, rispetto al PRG, interventi più calibrati ed equilibrati all’origine, quindi
noi oggi andiamo ad approvare il Piano che prevede la realizzazione di un Centro Congressi che
marcherà certamente il territorio, che diverrà certamente un simbolo della nostra città, quindi
un’opera di notevoli dimensioni e di impatto, che mi auguro sia architettonicamente ispirata al
bello, all’equilibrato nel contesto, coerente con gli edifici storici dei dintorni. Certo, non sarà
facile ottenere questo risultato.
Per gli aspetti funzionali ho colto un passaggio della Relazione dell’architetto Cecchetto
nel quale presentava, li cito: “Il rischio di sottoutilizzo, come spesso avviene in strutture di
notevole capacità ricettive ma monofunzionali e rigidamente specialistiche, senza possibilità di
adattamento al mutare delle esigenze e perciò esposte al rischio di sottoutilizzo, collocate in
città o in piccoli contesti di provincia”. Forse non è nemmeno una proposta originale,
nell’impostazione architettonico-funzionale, perché come tanti ce ne sono, è tutto proiettato su se
stesso, nell’intento di autosufficienza, sena aperture verso il contesto interno. Mi riferisco
all’ipotesi progettuale che sappiamo tutti comunque non essere vincolante. Insomma, la pongo
come una domanda del cittadino di Riva del Garda: vedremo sorge un’opera sovradimensionata
per il contesto socio economico? Storico -urbanistico? Ambientale e paesaggistico? Di grande
impatto? Costoso nella realizzazione e ancora di più nella gestione? Forse – e questo non è un
mio personale convincimento – si poteva trovare una soluzione funzionale di insieme tra il
Palacongressi e la Miralago, che incontrasse un saldo equilibrio tra originalità, esigenze
economico produttive (fiere, congressi e turismo), esigenze socio culturali (teatro,
manifestazioni, concerti e aggregazioni varie). Equilibrio da ricercare anche in una diversa
distribuzione degli spazii nei due stabili, che potevano essere funzionalmente collegati,
ottenendone una notevole diminuzione delle volumetrie e anche dei costi di realizzazione e di
gestione; non da ultimo, ma forse è il più importante, un modello di offerta congressuale
originale, diversa e, in quanto tale, vincente.
Andiamo ad approvare un Piano che prevede un notevole ampliamento dell’Hotel Lido,
in funzione della produttività, evidentemente, ma forse a scapito della più volte, in molti
documenti, richiamata, identità storica culturale dell’edificio. Andiamo ad approvare un Piano
che destina a residenziale un’area a vocazione alberghiera, pertanto improduttiva per gran parte
dell’anno, visto che probabilmente si tratterà di seconde case, ma questo è l’ineluttabile destino
di quell’area. Andiamo ad approvare un Piano che sacrifica la funzione sociale della Miralago e,
verbale 3. 11. 06 /
14
come definito dall’architetto Cecchetto, “Un polmone verde che nessuna città del Trentino ha”,
destinandola ad un uso pubblico condizionato, con la prospettiva della realizzazione di un sotto
utilizzato centro turistico sportivo - ricreativo, a pagamento.
Voglio sperare che in questa realizzazione quanto meno si ponga la massima attenzione
soprattutto al fine di evitare la triste e talvolta squallida atmosfera che si coglie nei centri
acquatici nei lunghi mesi di inattività.
Andiamo ad approvare un Piano che conferma quanto già promesso nel PRG, ovvero
gravosi ampliamenti volumetrici, accorpamenti e traslocazioni di volumi nelle aree private
dell’Hotel Du Lac e di tutta l’area ad est, fino al Porto S, Nicolò. Andiamo ad approvare un
Piano che per norma, indici e parametri aggiungerà a quelli già esistenti altri 1700 posti
macchina nuovi, a sud di quello che dovrebbe diventare un viale urbano. 9 km di coda sono 1700
macchine. Quella che razionalmente appare come un’evidente incongruenza, si giustifica poi con
le norme, le leggi, i regolamenti: si tratta di parcheggi pertinenziali, pertanto obbligatori.
Il campo sportivo: recuperar quello spazio vuol ire certamente dare ancora maggiore
respiro verde all’area, ma la traslocazione corrisponde poi ad utilizzare altro verde, altro
territorio, con il rischio concreto di indurre attorno nuove, inaccettabili lottizzazioni.
Mi avvio alla conclusione, il professor Cecchetto dice ancora: “Fondamentale la capacità
di governare il rapporto tra l’edificato e l’ambiente in un sistema morfologico carico di
identità”. Queste sono le precise parole del professor Cecchetto. Di questa identità, non
dimentichiamolo, fa parte anche il preziosissimo patrimonio arboreo, che chiederà venga protetto
con un apposito provvedimento. Un patrimonio di alberi monumentali e di numerosissime
essenze arboree, che rischiano di andare perdute, in quanto non specificamente tutelate. Questa
iniziativa sarebbe un tributo ineludibile all’ambiente. Cito nuovamente Cecchetto:
“Fondamentale la capacità di governare il rapporto tra l’edificato e l’ambiente, in un sistema
morfologico carico di identità”. Mi domando: ne saranno capaci coloro i quali, dopo la nostra
firma su questo, che forse con una espressione forte definirei contratto in bianco, avranno le
capacità di fare scelte giuste ed attualizzate? Pro futuro aggiungo che non soltanto la fascia lago,
ma tutto il territorio della nostra zona è un sistema morfologico carico di identità e che quindi
necessità di attenzioni e tutele, in quanto patrimonio della comunità.
A questo punto dopo tanti optativi, me ne resta uno ancora: voglia il cielo che tutti coloro
che nell’avvicendarsi delle Amministrazioni, ci hanno condotti a questa scelta obbligata,
abbiamo agito in scienza e coscienza per il bene della comunità. Grazie.
Presidente:
Grazie, ha chiesto la parola il Consigliere Valandro.
Consigliere Valandro:
Grazie Presidente. Vorrei cominciare con un accenno al concetto cardine dell’agire di
questa Amministrazione, quello che più di tutti dovrebbe caratterizzare la nostra politica. Riva
del Garda città accogliente e dinamica, vale la pena ripeterci che rendere Riva del Garda una città
accogliente. vuol dire rafforzare i valori identitari della nostra città, saper essere più
convintamente partecipi della bellissima avventura che ci coinvolge tutti, per un breve volgere di
anni, in questo fazzoletto di terra, in uno dei più begli angoli del mondo.
Una sfida che è soprattutto culturale, una sfida che impone un parziale ma importante
salto di qualità, una presa di coscienza di quelle che sono le potenzialità, ad ogni livello di Riva
del Garda. Dal venditore di cartoline al grande albergatore, dall’operaio della cartiera
all’imprenditore affermato, dal giovane studente al contadino pensionato, tutti dobbiamo renderci
partecipi di tale processo. Riva del Garda deve rendersi capace di impegni di grande respiro,
verbale 3. 11. 06 /
15
sentiti come coinvolgenti, tali da creare una corresponsabilità diffusa. Non attendere superati
assistenzialismi, o, ancora peggio, pensare che tutto sia dovuto, non pensare che una critica sul
caro prezzi diventi per forza una condanna, ma un fattivo dinamismo da parte di tutte le
componenti sociali. Una città dinamica quindi, capace di rendersi protagonista del proprio vivere
e del proprio futuro.
Il taglio che vorrei dare al mio intervento quindi, non può esulare dall’analisi che questo
Piano fascia lago rappresenta per Riva uno di quei momenti che, con enfasi, vengono definiti
epocali. Vorrei però, se mi è consentito, cominciare con una provocazione, per poi cercare di
arrivare al vero punto nodale di quello che per noi deve intendersi il Piano oggi in votazione.
Lasciatemi fare una breve divagazione.
Secondo un’indagine commissionata dal Ministero delle Attività produttive e da BTC
international, Italia congressuale competitiva, che trovate in TTG Italia del 9 dicembre 2002, i
criteri di scelta di una destinazione congressuale sono molto pragmatici, anche se il fattore
economico non sempre è quello che fa la differenza, a conferma che la domanda richiede
soprattutto una qualità eccellente delle strutture e dei servizi offerti. In linea di massima per la
domanda interna la scelta della località ricade su elementi logistici, in particolar modo viene
prediletta una certa centralità della stessa, rispetto ai congressisti.
Per quello che concerne la scelta della struttura, invece, i fattori determinanti, parimenti
importanti, sono sia quelli economici, legati ai costi, che quelli tecnici, come il numero delle sale
secondarie e la loro modularità. Sul fronte estero, invece, la domanda internazionale manifesta
alcune critiche all’efficacia e alla qualità del lavoro svolto dalle rappresentanze territoriali, per
quanto considerate ben visibili. Un dato nuovo, che è emerso dall’indagine poi, è che per i
mercati stranieri non sono le grandi città ad esercitare una forte attrattiva, ma piuttosto le
destinazioni più piccole e raccolte, che possiedono comunque tutti i numeri per giocare un ruolo
di primo piano. Riva del Garda, pertanto rientra pienamente tra le destinazioni congressuali più
appetibili, sia per la domanda interna che estera, grazie ad alcuni elementi che costituiscono i
suoi punti di forza.
Liberato il campo da eventuali dubbi, passiamo alla provocazione. Negli ultimi tempi
stiamo assistendo ad una generale restrizione dei trasferimenti da parte della Provincia, il
Bilancio che andremo ad approvare in dicembre soffre di questa contrazione, se però questo è
vero, va altresì ricordato che per l’economia rivana la Provincia ha previsto lo stanziamento,
sotto forma di prestito obbligazionario, di ben 90 milioni di euro. Stanziamento che servirà ad
ampliare il Centro fieristico congressuale, con dirette e benefiche conseguenze su tutto l’indotto
turistico e commerciale di Riva. Dell’intervento alla Baltera già si è detto: un importante e
massiccio investimento che ben si può configurare come un ulteriore attestato di fiducia da parte
della PAT nei confronti del ruolo importante che Riva riveste nel Trentino. La domanda però
nasce spontanea, a questo punto: alla luce di diversi atteggiamenti tenuti negli ultimi tempi, è
questa una fiducia ben riposta? La nostra vuole essere una provocazione, ma anche un momento
di autocritica, nel quale la città deve calarsi: a fronte di un investimento così importante, 90
milioni di euro, Riva cosa può offrire? Esercizi chiusi in inverno e beghe paesane sulle
luminarie? Inverosimile, noi pensiamo che questo non sia il migliore dei modi per dimostrare il
giusto approccio allo sforzo compiuto da Trento.
Occorre quindi quel salto di qualità nella nostra mentalità rivana, capace di giustificare
tanto interesse e capace di farci stare al passo con i tempi. Il sociologo Nadio Delai, nel suo
studio “Progetto di riqualificazione paesaggistico ambientale della fascia lago” del gennaio
2001, scriveva: “Il gioco del turismo rivano si svolge all’interno di due poli: il primo accorpa
una serie di sensazioni, presenti negli operatori privati e pubblici, che conducono alla necessità
di ridisegnare identità e vocazioni di un’area, dopo un lungo periodo di soddisfazioni, di
verbale 3. 11. 06 /
16
benessere e di sviluppo. Il secondo polo accorpa invece una serie di tentazioni sotterranee,
legate all’abitudine di vivere una stagione dopo l’altra, raccogliendo i risultati, tutto sommato
buoni e talvolta eccellenti, che riescono a portare a casa”.
Il documento del sociologo Delai prosegue affermando che: “Tra la spinta a ridisegnare
identità e vocazioni, secondo una logica a strategia di medio e lungo periodo, e le esigenze di
occuparsi della gestione quotidiana delle singole stagioni, trova spazio la speranza collettiva
che i conti tornino, insieme ai turisti e agli ospiti di fiere e congressi per il prossimo futuro,
come sono tornati, in un passato più o meno recente”. Una speranza che però non può rimanere
soltanto tale, Riva del Garda tutta deve essere capace di dimostrare, con l’orgoglio che la
contraddistingue, che 90 milioni di euro devono rappresentare non una mal riposta donazione, se
tale si può definire un’obbligazione, ma un ragionato investimento per un futuro che non può che
essere fatto di sviluppo ed innovazione.
Il Piano fascia lago diventa una scusa, quindi, per un auto analisi del nostro essere città
con vocazione turistica. Ovviamente non c’è niente di più hardware che mettere le mani
all’interno di un passaggio urbano da ridisegnare, ma questo costituisce anche una buona
occasione per ripensare il software dell’identità e delle vocazioni dell’area. Per questo le
riflessioni che seguono vanno lette come una sorta di accompagnamento dei progetto, che colloca
quest’ultimo all’interno di una prospettiva di revisione, non solo urbanistica, bensì anche di una
strategia ospitale di medio periodo, per la città di Riva del Garda. L’occasione della
progettazione della fascia lago, non è dunque un evento di poco conto, visto che contribuisce a
smuovere un pezzo di territorio e con esso, augurabilmente, a mettere in moto anche un pezzo di
cultura ospitale nuova e più evoluta, che l’ospite si aspetta e che la città merita. Insomma, sempre
di più si è portati a chiedersi quale sia l’identità chiave e quali siano le vocazioni distintive di
Riva del Garda, rispetto ad altre località turistico-ospitali.
È del tutto evidente che uscire dal circolo di complimento e ridare tono all’offerta
territorialmente intesa, implica di compiere un’operazione di chiarificazione, di attenta analisi, di
critica di quello che si fa e di come lo si fa, per poter entrare in un ciclo nuovo e più evoluto
dell’ospitalità. Che questa operazione diventi necessaria è del tutto evidente, anche al di là del
settore specificatamente turistico-ospitale, quando infatti ci si ferma, ripetendo i meccanismi e le
culture già note, si finisce per perdere gradualmente posizioni, poiché non esiste una marcia di
stazionamento nei sistemi economici, visto che le marce o sono in avanti oppure indietro.
Secondo la ricerca: “Il ruolo sociale ed economico del turismo nel Comune di Riva del
Garda”, curata per conto di Comsi T&T, Turismo e Territorio di Padova, da Marco Raffaelli e
da Michela Bonomi, nel gennaio 2004, far crescere Riva del Garda come destinazione
congressuale e fieristica, implica il superamento di alcuni limiti, che, in questo senso,
costituiscono dei freni allo sviluppo.
Nella ricerca si ritiene importante ampliare il numero degli eventi che la destinazione può
ospitare, al fine di infondere maggiore fiducia tra gli imprenditori, soprattutto alberghieri locali,
sulla rilevanza economica e di immagine che il turismo congressuale e fieristico riveste. Si
lamenta, infatti, che una fetta degli operatori turistici rivani, pur disponendo di strutture
qualitativamente molto buone, prediliga, in termini di innovazione di servizio…, però Presidente,
io, con tutto questo brusio, non riesco ad esprimere i concetti. Grazie. Tanto il tuo voto lo
conosciamo, puoi anche uscire mentre parlo!
Presidente:
Prego Consigliere Valandro.
Consigliere Valandro:
verbale 3. 11. 06 /
17
Si lamenta, infatti, che una fetta degli operatori turistici rivani, pur disponendo di strutture
qualitativamente molto buone, prediliga non incrementare la quota di clientela business, per
evitare di attuare quegli investimenti, in termini di innovazione e di servizi, idonei a rispondere
alle aspettative di una clientela diversa da quella leasure, ovvero quella che va in vacanza
normalmente, che pur con permanenza media inferiore e una presenza discontinua, garantisce
una maggiore capacità di spesa. In effetti, il segmento congressuale, o il turista d’affari, per
parlare in termini più generici, pur essendo quello minoritario, va comunque valorizzato,
nonostante sia più esigente e con delle aspettative più alte da soddisfare. Tutto questo non solo
perché appartiene ad una fascia alta di clientela,con una maggiore disponibilità di spesa, ma
anche perché può rappresentare un possibile turista leasure, nell’immediato o prossimo futuro,
disposto cioè a tornare nella località per trascorrervi le vacanze e non per motivi legati puramente
al lavoro.
Tale ritrosia è da ascriversi in parte anche ad una limitata capacità gestionale, basata su
metodi tradizionali, trasferiti da una generazione all’altra, ma poco adatti ad una situazione di
mercato in continua evoluzione, che richiede sempre nuove e più sofisticate competenze
manageriali, quindi una formazione costante. Ovviamente un problema di questo tipo va
affrontato anche mediante una maggiore opera di sostegno al mercato fieristico e congressuale, e
di sensibilizzazione degli operatori locali da parte dell’ente pubblico cittadino, grazie al ritorno
di immagine che la località riceve da una frequentazione così elevata, in termini di qualità della
domanda. Ciò che, ad ogni modo, costituisce un elemento imprescindibile perché Riva del Garda
si sviluppi come destinazione congressuale e fieristica, è la capacità di fare sistema tra gli
operatori, diversamente coinvolti, per garantire un’offerta turistica di questo tipo. Pur avvertendo
una certa volontà a collaborare, manifestatasi anche concretamente in qualche occasione, quello
che manca è la sua continuità e costanza nel tempo.
È innegabile, infatti, che un certo scoramento negli ultimi tempi sia da evitarsi, proprio
dagli operatori del settore, quindi, deve arrivare un maggiore impulso e un maggiore impegno.
Dal negozio di souvenir al grande albergo tutti devono rendersi conto che nulla è dato più per
scontato, che gli investimenti fatti non sono un regalo, ma un preciso segnale. Proprio le
categorie dovranno cavalcare quest’onda, agendo in supporto alle iniziative pubbliche, i prossimi
non devono essere più gli anni del sedersi sugli allori, dal punto di vista turistico non lo saranno
per nessuno. Bisogna accettare che un’offerta turistica di qualità finisce per tracimare dalla
quotidiana gestione del proprio esercizio alberghiero, del proprio ristorante, del proprio camping,
del proprio orticello, insomma, per legarsi naturalmente con altre componenti imprenditoriali
della stessa area. A questo punto è importante far crescere contemporaneamente sia un buon
tessuto tra imprese, inteso come alleanze orizzontali, tra aziende simili quindi, o verticali, tra
aziende complementari. L’albergatore, nella ristrutturazione del proprio hotel, chiami l’artigiano
locale, quindi. Sia un buon tessuto territoriale vero e proprio che leghi esercizi turistici in senso
stretto, con le opportunità più ampie che un’area può offrire, dal punto di vista della cultura, della
mobilità e dei servizi. La catena del valore dell’ospitalità si allunga obbligatoriamente rispetto al
passato e gli operatori devono imparare a collegare continuamente il proprio ristretto sistema di
offerta con il sistema di offerta più ampio, in cui risultano inseriti. Più forte è il tessuto tra
imprese e tessuto territoriale, più forte risulta anche il proprio asse ospitale.
Il Piano fascia lago costituisce quindi ad un tempo un esercizio di qualificazione
urbanistica ma anche, come si è detto, una finalizzazione vocazionale delle iniziative che si
vanno a ristrutturare o a creare ex novo. L’iniziativa deve essere utilizzata per dare un impulso
significativo al ripensamento delle più ampie vocazioni dell’area rivana, e ovviamente,
rispettando il concetto a noi caro di terzo polo urbano, dell’intero Garda trentino. Delai, il
sociologo, direbbe che le attività previste dalla riqualificazione della fascia lago possono essere
verbale 3. 11. 06 /
18
dunque qualificate:
a. Come operazioni di zoccolo, atte a conferire una qualità medio alta alla
convivenza diffusa degli ospiti, ma anche dell’intera popolazione, che vede così
aumentare la fruibilità dei beni pubblici, nella vita ordinaria del cittadino
residente.
b. Come operazioni di qualificazione e sviluppo di nicchia specifiche, atte a
rafforzare le vocazioni distintive di Riva del Garda.
Basti ricordare la ristrutturazione dell’Hotel Lido Palace, che contribuirebbe ad elevare l’offerta
di ospitalità medio alta dell’area, vocazione presente in Riva, ma da rafforzare, la qualificazione
e lo sviluppo del centro fieristico congressuale, con la sottolineatura di una funzione che Riva si
è conquistata e che deve difendere e migliorare, la nascita di un centro benessere presso l’ex
Colonia Miralago, con l’avvio esplicito di una grande iniziativa di richiamo sul fronte del
benessere e del fitness, basata, tra l’altro, sull’ovvio recupero di una antica vocazione, oggi
assente ma da rilanciare ex novo. Il miglioramento del porticciolo turistico, vocazione presente
ma da rinforzare.
Sviluppando questo ragionamento di Delai, ci spingiamo subito a focalizzare l’interesse
attorno ad uno sviluppo programmato per la zona congressuale di Riva. L’atteso consolidamento
del Palameeting, in una struttura che oltre ad ospitare il teatro comunale – non dimentichiamolo
mai – sia anche capace di ospitare migliaia di congressisti, è la prima risposta che il Piano ci
offre. Ristrutturare ed ampliare il Palazzo dei Congressi, è un passaggio necessario per dotare
Riva del Garda di una struttura in grado di stare sul difficile mercato dell’offerta congressuale. In
questo momento non diventa superfluo sottolineare che lo sforzo per far fruttare tale struttura
spetterà poi alle società Riva Fiere e Congressi e alla sua capacità di riempire i nuovi spazi di
ospiti.
La società dovrà impegnasi attivamente per fare in modo che la struttura, che oggi viene
definita sia in grado di funzionare compiutamente. Lo sforzo di attestare Riva sul difficile
mercato dell’offerta congressuale è una sfida importante, che, con Riva Fiere e Congressi,
l’intera città non può perdere. Sarà quindi nostro compito vigilare sull’operato della società, in
modo da stimolare e aiutare i suoi dirigenti in questo compito, che può apparire difficile, ma che
deve invece essere di forte stimolo per una continua ricerca di spazi e di miglioramenti.
Una struttura quindi necessaria, che l’estro dei progettisti e l’attenzione degli
amministratori pubblici, ci consegnerà ben inserita nel contesto paesaggistico ed ambientale di
Riva. Compito che non può essere richiesto ad un Piano di programmazione urbanistica, il cui
scopo è definire soltanto i contorni e non le forme, anche se – a questo punto ce lo possiamo
anche dire – questo è il vizio originario del Piano stesso. Esso appare infatti, in alcuni passaggi,
troppo calato su progetti al limite dell’esecutivo, il che impedisce forse, in una seconda fase, che
ci sia la possibilità di pensare a strutture capaci di inserirsi nel tessuto di Riva del Garda con
maggiore efficacia ed efficienza. Sarà quindi compito di chi aderirà ai concorsi di idee che
verranno indetti, rispettare il più possibile il concetto di una migliore inseribilità delle opere nel
contesto rivano. Un accenno va fatto, in questo senso, alla questione della delicatezza della flora
tipica, olivi e oleandri, soprattutto, che vanno tutelati, così come vanno tutelate, con apposita
normativa, le piante monumentali che risiedono nella fascia lago.
Un nuovo palazzo dei Congressi, quindi, capace di attrarre nuovo turismo congressuale,
diventa fondamentale per lo sviluppo turistico di Riva, in alternativa ai tanto discussi pullman da
tutto compreso. Appare evidente però che è necessario offrire al turista anche nuovi servizi, a
completamento dell’offerta, così come sostiene Delai. In quest’ottica facile diventa leggere le
verbale 3. 11. 06 /
19
altre zone di interesse individuate dal Piano fascia lago. In quest’ottica diventano complementari
anche la ristrutturazione dell’Hotel Lido, l’ampliamento del Porto S. Nicolò e ovviamente la
realizzazione di una struttura per lo svago e il benessere alla Miralago.
(SI SENTE IN CONTINUAZIONE IL SUONO DI UN CELLULARE)
Sindaco:
Per favore! è un vecchio trucco che si usava con il Consigliere Casagranda in Consiglio
provinciale; ma dai! Per favore!
Presidente:
Non me ne sono accorto, Sindaco, me se lo fanno apposta è una grande scorrettezza da
parte dei colleghi!
Sindaco:
Mi associo alle sue parole, signor Presidente. Qualcuno ha bisogno di tenere il cellulare
acceso anche per vedere se la sua famiglia ha bisogno, quindi un po’ di pietà, per favore.
Presidente:
Sappiamo benissimo chi è questo Consigliere. Prego, Consigliere Valandro, recupererà i
minuti persi in questo modo.
Consigliere Valandro:
Grazie Presidente.
(CAMBIO CASSETTA)
…di supporto all’impianto congressuale e fieristico e quindi vanno lette come servizi da offrire
agli ospiti. Vanno inserite in una visione complessiva di insieme, capace di mostrarci quale
dovrebbe essere lo sviluppo di Riva del Garda. Un albergo quindi, che deve diventare esempio e
stimolo per l’offerta di ospitalità della città, una società, la Lido, che con la sua sottoposta,
all’albergo dedicata, dovrà essere in grado di fornire un modello di sviluppo della struttura, al
passo con i tempi e capace di rispondere alla richiesta di una struttura che fa dell’eccellenza il
suo biglietto da visita principale. Un porto, quello di S. Nicolo, che sia capace di soddisfare la
crescente richiesta di posti barca, una struttura, l’attuale Miralago, che offra momenti di svago
relax, non un’inutile e superflua mega struttura, che attiri orde di nuovi turisti sullo stile di alcuni
progetti che sono stati ventilati nel corso degli anni. In ogni caso, una realizzazione in grado di
soddisfare la richiesta di benessere degli utenti ospiti, ma anche e soprattutto residenti e allo
stesso tempo compatibile con il nostro tessuto ambientale e paesaggistico, con proposte
analoghe, l’area Domenichelli, solo per citarne una, con le quali facilmente convivere.
La destinazione della Miralago ad un uso che sia finalmente pubblico e aperto al
pubblico, credo sia da tutti una soluzione auspicata. Se a questo si aggiunge che la permeabilità
della zona potrà prevedere anche la strutturazione di servizi e offerte in grado di attrarre turisti,
quindi risorse finanziarie, cadono tutte le altre possibili e ventilate ipotesi di destinazione
dell’area. Se, come richiedeva Dellai, il Presidente della Provincia, quella zona tornerà ad essere
interessante ed attrattiva, il risultato positivo sarà a facile portata. Sarebbe sciocco, ora,
soffermarsi troppo su ennesime discussioni sulla destinazione dell’area, destinazione che non
dovrà essere quella sociale, intesa come socio-sanitaria, idea tramontata e superata. La nuova
Miralago dovrà avere un’altra funzione sociale, ma non in senso così stretto, sarà quella del
benessere e del divertimento aperto a tutti, cittadini e ospiti. Penso personalmente ai giovani
verbale 3. 11. 06 /
20
rivani, che lì potranno trovare un polo attrattivo capace di soddisfare le loro richieste di svago ed
intrattenimento.
In definitiva, compiere un’operazione urbanistica di alto livello sulla fascia lago, significa
attivare un processo che deve perfezionarsi nel tempo, con una logica processuale, quindi, ma
che deve contemporaneamente rispondere al rafforzamento di zoccolo dell’ospitalità, come pure
al rafforzamento e alla creazione di nicchie nuove. Il fronte lago è rimasto negli anni come un
grande vuoto, come si ricorda, distaccato dalla vita urbana e oggi, con il progetto in discussione,
ha bisogno non tanto di diventare un grande pieno, quanto piuttosto un insieme di funzioni vitali,
destinate a rendere migliore la qualità del sistema, sia per gli abitanti che per gli ospiti.
Una lettura quindi del Piano fascia lago con un filo logico, che lega le varie opere, che
quindi giustifica le scelte operate in questo lungo iter. Una lettura non più a comparti stagni,
pensando ad ogni settore come indipendente, bensì un quadro di insieme che ci prefigura quale
sarà lo sviluppo di Riva del Garda, non solo dal punto di vista urbanistico. Un Piano urbanistico
che rispetta le indicazioni politiche che la maggioranza si è data, che rispetta le attese della
Provincia e che offre alla città una proposta di sviluppo ragionato e compatibile. Un Piano che
modella lo sviluppo di Riva del Garda, città accogliente e dinamica e che deve trovare
l’approvazione più ampia possibile in questo Consiglio comunale. Ricordando, a tale proposito,
che, proprio in tale ottica, molte delle richieste provenienti, in Commissione Urbanistica, dai
Consiglieri di minoranza, hanno trovato accoglimento. Grazie.
Presidente:
Grazie, Consigliere Matteotti, ha la parola.
^^^ Entra il Consigliere Grazioli. Esce il Consigliere Zambotti: il numero dei presenti rimane a
27. ^^^
Consigliere Matteotti:
Grazie Presidente. Io ho sentito interventi interessanti sia del Consigliere Accorsi che
degli altri che mi hanno preceduto. Uno di loro, mi pare il secondo intervenuto, ha parlato di una
scelta obbligata, credo il Consigliere Gatti. Non è così, per un motivo molto semplice: è vero che
noi stasera portiamo a compimento, in Consiglio comunale, la prima fase del Piano Cecchetto,
quindi la prima adozione, poi ci saranno i 30 giorni per le osservazioni, poi tornerà qui in
Consiglio comunale, dopo le eventuali modifiche che il professionista la Giunta vorranno
suggerire o accettare, oppure che la città vorrà suggerire, per l’approvazione definitiva. La
scadenza è autunno 2007, perché il PRG diceva, in sostanza, che questa faccia poteva essere
bloccata per 5 anni, in attesa del Piano, ma non per un periodo maggiore. Quello che qualche
Consigliere paventava anche la volta scorsa, dicendo che bisognava votarlo per forza di cose,
perché altrimenti non ci sarebbero più limiti e gli stessi vincoli alberghieri diverrebbero gli stessi
di zona dell’intero territorio comunale, avrebbe un suo fondamento se non esistesse quello
strumento che l’Amministrazione sta portando avanti, cioè quello delle varianti di assestamento.
Se nella variante di assestamento, non arrivando in porto il Piano Cecchetto entro la fine
dell’estate - anche se penso che ci arriverà di sicuro – il professionista che la sta curando per
conto dell’Amministrazione inserisce pari pari quel Piano Cecchetto che stasera uscirà dal
Consiglio comunale, automaticamente le aree saranno vincolate al nuovo regime.
In attesa dell’approvazione della variante stessa, quindi non la situazione non è così
grave come è stata prospettata. È grave invece che si sia trascinata questa vicenda per 5 anni,
quando, come abbiamo detto anche la volta scorsa, noi avevamo addirittura portato in Consiglio
verbale 3. 11. 06 /
21
un O.d.G. che chiedeva, nella scorsa legislatura, di portare in Consiglio comunale il Piano
Cecchetto.
Noi abbiamo rivalutato quanto emerso in aula nella prima versione, abbiamo qualche
considerazione da esporre, che può servire anche per la seconda stesura del Piano, o per le
eventuali modifiche, poi, come avevo promesso, illustreremo brevemente gli O.d.G., di cui una
copia è stata già data al signor Sindaco. Parto da questa tavola, la 9c, c’è un problema che è il
seguente: noi abbiamo, nella zona del palazzo dei Congressi - che è una di quelle più delicate e
che più interessa da vicino la città e questo Piano, visto che con quest’ultimo si dovrebbe
finalmente risolvere il problema del palazzo – c’è un punto che avevano fatto notare in
Commissione e che secondo me merita l’attenzione dei Consiglieri.
Vedete questo percorso marrone? È la pista ciclabile che interessa la dorsale, parallelo
alla stessa, vedete questi sono i passaggi carrai, queste frecce: il percorso ciclabile va ad
interessare la zona del nuovo parcheggio pubblico, che è questo, che viene ridimensionato
rispetto alla situazione attuale. Poi però va ad interferire, secondo noi pesantemente – questo
passaggio trasversale – con l’accesso e l’uscita di questa rampa, che, se vi ricordate, dà la
possibilità di entrare ed uscire, a meno che non si utilizzi anche la seconda versione, questa è
un’ipotesi secondaria, secondo l’architetto, per quello che ci ha spiegato lui. Per questo i 700
posti macchina sui due livelli del parcheggio interrato dell’area Palazzo dei Congressi, hanno
questa rampa come accesso principale, il che significa che ci sono 700 macchine che vanno ad
interferire, questo infatti è il passaggio, con il percorso pedonale. Tutto qui, se non altri
interferiscono in questo punto, secondo me dunque qui varrebbe la pena di rivederlo un attimo.
La dependance l’abbiamo già vista la volta scorsa, ma uno dei nostri O.d.G. riguarda
proprio questa dorsale, dove noi, siccome condividiamo il concetto dell’architetto di portare
questo flusso di pedoni trasversalmente, paralleli a viale Carducci, al lungo lago attuale, fino
all’altezza del campo sportivo. Noi riteniamo che all’interno di questo progetto, che è l’ambito
A, all’interno del secondo progetto, che è l’Hotel Lido, all’interno del terzo, che è l’area Cattoi, e
così via, l’area della dorsale debba essere previsto venga ceduta all’Amministrazione comunale
per realizzare quanto di competenza. Qualche problema nel passaggio dunque.
Per quanto riguarda i parcheggi guardate che sui parcheggi noi abbiamo 1941 posti di
nuovi parcheggi in fascia lago, che per la verità hanno una defrazione di 178 perché alcuni di
questi, tipo quello del campo sportivo, quello di Porto S. Nicolò e quello relativo al Villino
Campi, vengono soppressi. Quindi il numero di 1941 viene ridotto a 1763, che comunque sono
sempre tanti parcheggi.
I 700 famosi di cui si diceva prima. Noi chiediamo, con un O.d.G. di cui vi dico subito il
numero, 1, una cosa che a noi sembra molto ragionevole, per la verità, che è quella di andare a
dire, a parte le premesse: “Impegna il Sindaco e la Giunta a richiedere la modifica della
Relazione e delle tavole relative, richiede che sia prevista apposita convenzione che garantisca
l’utilizzo come parcheggi pubblici dei parcheggi del nuovo Centro Congressi - che sono i famosi
700 di prima – sviluppatesi su 11.000 mq, nei giorni in cui non fossero utilizzati per gli scopi e
per le attività come parcheggi pertinenziali”. Che non accada, in sostanza, che i nuovi parcheggi
del nuovo Centro Congressi rimangano, per 11 mesi l’anno, come quelli della Baltera, deserti.
Quindi noi diciamo che quando si sa che il Palazzo dei Congressi - per la Fiera, i Notai, Mani
Tese, Dalai Lama, chiunque sia - usa i parcheggi va benissimo, ma quando il palazzo dei
Congressi non utilizzasse i 700 posti, o ne utilizzasse solo una parte noi chiediamo che questi
posti, indipendentemente da chi li gestisce, APM, se ci sarà ancora, o chi per essa, vengano messi
a disposizione della città. A me sembra assurdo andare a costruire 2 piani di parcheggi interrati,
con quello che costano, e non utilizzarli.
La seconda parte dell’O.d.G. relativo ai parcheggi, dice un’altra cosa, che secondo me è
verbale 3. 11. 06 /
22
automatica, ma siccome non era prevista nelle norme, forse è meglio inserirla nel prossimo giro:
“Il Consiglio comunale richiede che all’interno del Centro Congressi – quindi siamo sempre in
quell’orbita – venga espressamente prevista per il teatro comunale – se al Consigliere Calzà non
interessa è lo stesso, basta che faccia silenzio! Presidente grazie, molto gentile.
(VOCE FUORI MICROFONO)
Se volete votarvelo fatelo!
Presidente:
Già non è che siamo partiti bene! Prego Consigliere Matteotti.
Consigliere Matteotti:
In sostanza noi chiediamo che il teatro comunale, che ha ovviamente, per i calcoli che ci
ha dato Cecchetto su quella famosa tabella allegata che i membri della Commissione hanno visto,
che secondo noi fa parte del Piano a tutti gli effetti, i 600 posti del teatro, che si portano a casa
una quota di parcheggi - che adesso non trovo in mezzo alle carte ma li ho qui scritti – siano, per
quel che riguarda quelli pertinenziali, di proprietà comunale. A me pare logico: se noi abbiamo il
teatro dobbiamo avere anche i parcheggi destinati, punto.
I 700 parcheggi del centro Congressi meno quelli che comunque sono già
dell’Amministrazione comunale, per effetto di questo O.d.G., devono essere messi in uso quando
non vengono utilizzati dal Palazzo. Per la verità c’era anche una versione molto più calibrata, che
diceva che tutti i parcheggi sono del Comune - questa era più sicura per il Comune, cioè per la
città – e quando il Palazzo li utilizza li chiede all’Amministrazione. Ci sarebbe stato un governo
ancora migliore, ma ci va bene anche la seconda versione.
Poi c’era un punto n. 3 che dovrebbe essere pleonastico, ma già che si parla, in questo
O.d.G., di Centro Congressi, l’abbiamo inserito. Dice che: “Da un lato non deve essere
considerata vincolante la disposizione planimetrica delle sale - mi pareva che tutti
concordassero – o dei percorsi di attraversamento”. Se con i concorsi di idee il percorso slitta
rispetto al sedime individuato da questa prima bozza, è assurdo che il concetto di quel concorso
sia vincolato da questa disposizione. Poi che sia ponderata nuovamente, noi non diciamo né che
è troppo né che è troppo poco, ma insomma, l’altezza prevista per il Palazzo stesso. Questo è il
punto 1.
Per quello che riguarda le piste ciclabili, ho sentito l’intervento del Vice Sindaco, noi
riteniamo che la normativa sia una cosa e il buonsenso un’altra. Questo discorso va nel senso di
dire che a me va benissimo che il professionista individui una larghezza che secondo lui è
sufficiente di 2,5 m, ma è assurdo però che la Provincia abbia fatto, lungo il torrente Varone, una
pista di 3,5 m e non si preveda, sul lungo lago di Riva, con il flusso di gente che c’era anche oggi
- perché la giornata era molto bella, anche se fredda - una larghezza minima superiore. È vero,
come ci ha spiegato diffusamente il Vice Sindaco, che in realtà se c’è scritto minore, può anche
essere intesa come da realizzare molto più ampia, nessuno pretende delle autostrade. Io non vado
in bici sul lungo lago, sia ben chiaro.
A parte questo, noi riteniamo che sia un discorso che non ha nessun costo, se non
ammettere che il buonsenso richiede che se le calli di Venezia sono di 3 m le piste ciclabili di
Riva devono essere di 3 m, almeno, punto. Fatto salvo il concetto, su cui comunque sono
d’accordo, che se ad un certo punto i 3 m sono impossibili, perché c’è un restringimento naturale,
per un breve tratto può essere anche ridotto a 2,5 m. Non è che ci fossilizziamo sui 3 m, ma è
assurdo, nel 2006, fare una pista di 2, 5m. Di questo noi siamo convinti, l’abbiamo inserito
nell’O.d.G. n. 2, che in sostanza dice - sempre tralasciando le premesse, visto che voglio
chiudere nel tempo corretto - questo: “Impegna il Sindaco e la Giunta alla modifica, in relazione
verbale 3. 11. 06 /
23
illustrativa - qui non si tratta neanche di modificare delle tavole – della larghezza minima dei
percorsi, portandola da 2, 5m a 3 m”. Molto semplice.
Per quanto riguarda invece questo ambito, relativo al campo sportivo, noi, come abbiamo
detto la volta scorsa, abbiamo preparato un O.d.G., visto che ci sono alcuni problemi. Prima di
tutto il fatto di aver ridotto uno dei pochi parcheggi che rimane e che sono decenti in fascia lago,
su questo noi non siamo d’accordo. Questi 80 posti sono nell’angolo del campo sportivo, guarda
caso vanno esattamente a fare la pista di atletica sul bordo del campo stesso, ma questo sarebbe
niente. Questi parcheggi, segnati come pubblici, sono in contrasto con il Piano. Non c’è storia,
perché l’area del Piano è verde pubblico sportivo, mentre questi sono parcheggi pubblici, quindi
sono in contrasto.
L’altro punto in contrasto - per la verità lo ha trovato il Consigliere Morandi, me lo ha
fatto notare ed ha perfettamente ragione – con il Piano, il che ovviamente provocherà - anche se
nel nostro caso interessa poco – il certo….insomma, se io fossi il proprietario della Q8, io non so
chi sia, non mi interessa, questa striscia che qui è stata disegnata come piazza, dove c’è
distributore Q8, lo si vede bene nella tavola sulle demolizioni, nel Piano Regolatore – l’abbiamo
controllato ora – è segnata come area destinata a distributore di carburante. Quindi, se fa
osservazioni, o se presenta ricorso, lo vince, a meno che non ci sia un accordo per spostare il
distributore, ma questo è un altro paio di maniche. Sul campo sportivo invece c’è una cosa molto
semplice: noi abbiamo sentito sia quello che ci ha spiegato il Vice Sindaco, sia quello che ha
detto il Sindaco. io oggi sono arrivato a metà dell’intervento del Vice Sindaco, perché stavo
scrivendo gli O.d.G. in ufficio.
Il Sindaco la volta scorsa ricordo che sul campo sportivo aveva detto, in sostanza, che il
progettista conferma, a tutti gli effetti, l’area sportiva della zona, non vuole che in futuro una
qualsiasi Amministrazione - può anche non essere questa – nel prendere in mano questo Piano
tolga di mezzo il campo sportivo per metterci qualcos’altro!. In sostanza quello che qualcuno
diceva era: se prendiamo l’Acquarena di Riva e lo spostiamo sulla zonA del campo sportivo
questo: se quella struttura non fosse considerata sportiva, non potrebbe essere avvenire nulla di
tutto questo. Vi ho già detto che in Commissione c’erano due o tre versioni, una che diceva di
lasciarlo dove si trova, un’altra che diceva di individuare una nuova area, la terza che diceva di
individuare un’altra area e costruire. Secondo quest’ultima ipotesi il campo verrebbe rimosso non
solamente quando venisse individuata l’area nuova, ma quando a febbraio, secondo quanto ci
avete dichiarato in Commissione, venisse approvata la variante di assestamento al PRG, quella
indicata solo per motivazioni di interesse pubblico. Questo discorso minimale - quello che c’è
nelle tavole presentate da Cecchetto - è chiaro che presupporrebbe la possibilità di eliminare il
campo sportivo. A quel punto, infatti, sicuramente l’area verrebbe individuata. Noi invece
diciamo che deve rimanere lì dove si trova, punto, non la sto sintetizzando, dice: “Sia previsto il
mantenimento in loco del campo sportivo Benacense”.
Sull’area Miralago abbiamo un altro O.d.G. da presentare, è un altro punto delicato, che
secondo noi è fondamentale per la città, per la verità lo abbiamo visto anche la volta scorsa.
Allora, qui gli aspetti sono due, il primo è relativo alla cessione dei 15.000 mq, che noi
ribadiamo: “Si richiede che sull’area Miralago – come ci ha già confermato anche il Vice
Sindaco, per fortuna, oggi – 15.000 mq vengano ceduti gratuitamente alla città”. Io aggiungo
anche un’altra cosa: siccome l’area è della Provincia, il colore della maggioranza è simile qui e
là, per ora, se io fossi l’amministratore, o un Consigliere di maggioranza, chiederei che quei
15.000 mq venissero ceduti subito, gratuitamente. Non c’è nessun motivo per agire
diversamente. Io sono andato domenica a fare delle foto in zona; ho trovato un recinto con la rete
verde, non una di quelle rosse da cantiere, per fortuna, ma è sempre brutta; c’è questo bunker in
condizioni disastrose. Quest’edificio ve lo faccio vedere – andiamo sulla presentazione 2 che è
verbale 3. 11. 06 /
24
quella di oggi – questa è la chiesetta, anche il Sindaco mi ha confermato che questa, che
comunque non ha un grande pregio, viene rasa al suolo.
Bene; questo è l’edificio principale, per cui nel Piano dell’architetto è prevista la
possibilità di demolizione. Questo è l’edificio tutelato: francamente, tra il secondo che abbiamo
visto e questo io non vedo tutta questa grande necessità di tutela di questo. Vediamo un’altra
foto, visto che è in mezzo al verde e non si vede niente, scritta in latino, per chi lo sa leggere, io
non so che cosa significhi. A me non sembra di particolare pregio, vi dico la verità, a Riva ci
sono altre case ed edifici di particolare pregio. Io non vedo la necessità di salvare questo edificio,
vi dico la verità.
L’altro edificio parzialmente tutelato, è quello sul torrente e, tutto sommato, forse un
certo valore ce l’ha. Questo è il bunker; questo è l’altro edificio di cui si prevede il
mantenimento. L’idea potrebbe anche essere giusta, in questo caso, mentre secondo me quello a
croce deve essere tolto. Noi diciamo dunque: “Si richiede che i 15.000 mq vengano ceduti
gratuitamente alla città” si potrebbe anche mettere subito; mentre l’altro: “Si richiede che entro
l’area Miralago possa essere prevista la demolizione dell’edificio a croce”, che è quello che
avete visto prima.
Sull’area Cattoi abbiamo l’O.d.G. n. 5, che dice, in sostanza: “La nuova area residenziale
– l’abbiamo visto anche l’altra volta - sull’area Cattoi venga, a parità di superficie…”, noi non
contestiamo - lo abbiamo già detto e lo ripetiamo – sulla Cattoi, la volumetria e la SLP, perché
comunque è minore della superficie attuale, della volumetria attuale. Solo che, se andate a
guardarvi il PRG, vi ritrovate come l’area di quel famoso parcheggio sia molto più regolare,
quindi è molto più larga verso il basso, rispetto alla superficie attuale. Noi diciamo che il
parcheggio pubblico, quello che poi verrebbe assegnato al pubblico. Ebbene, quest’O.d.G. serve
soprattutto agli estensori del nuovo sotto Piano di comparto dell’area, per arrivare ad un Piano
che tenga conto di queste note. Chiediamo che l’area venga modificata nell’angolo sud est della
stessa, per allargare il cono visuale di chi da viale Rovereto guarda verso il basso, cioè verso il
lago. In sostanza questo parcheggio, secondo noi, deve tagliare molto più in basso, anche perché
arriva all’altezza di Villa Maria, prevedendo lo spostamento e l’accorpamento, su questo siamo
assolutamente d’accordo.
Un’altra nota, che forse non farà molto piacere al Consigliere Gatti. Io vi dico solo che
noi, sostanzialmente, lo abbiamo detto e ripetuto: per noi il Piano è fatto molto bene, Cecchetto è
un professionista che sa il fatto suo, su alcune cose, tipo quelle che vi ho spiegato, secondo noi è
ancora modificabile e migliorabile. Una certa quota di miglioramenti li abbiamo già portati a
casa, in qualche modo; la sinossi che voleva il signor Sindaco porterebbe via del tempo che il
Presidente non mi concede, quindi ve la risparmio. Se passa questo Piano noi comunque
dovremmo andare, nel PRG, nella variante di assestamento, nel Piano successivo, non so dove,
in qualche strumento successivo, ad individuare …Allora il Consigliere Morandi, che è forte in
queste cose, mi ha passato la lista della spesa, se passa questo Piano se ne vanno tennis e Agip.
Ad oggi sono 6.420 mq, di cui 2.700 di Agip. Il campo sportivo, la tribuna più il campetto,
l’attuale campo sportivo insomma, sono 20.800 mq, quindi la somma di questi due abiti, tennis e
Agip, aree che comunque dovranno individuate – se passa il Piano, altrove, assommano a 27.240
mq. In più c’è il piazzale del Q8, che, come avete visto, dovrebbe diventare una piazza, che è a
1080.
Per la verità c’è anche l’Info point, di cui non sentiamo parlare ma nella tavola delle
destinazioni c’è. Eccolo qui, questo è l’Info point, non so perché non se ne parli più, visto che era
uno dei progetti che mi sembrava Cecchetto indicasse come i più importanti, è questo edificio
qui, che si trova a cavallo tra l’attuale sede del Circolo tennis e l’area fino al distributore. Non è
uno scherzo andare a recuperare tutte queste aree ed è questo il motivo per cui noi sosteniamo
verbale 3. 11. 06 /
25
che almeno questa quota di parcheggi, che è quella a ridosso del centro storico, che può servire
anche alla città…non si tratta mica di metterla in vendita si tratta di utilizzarli quando non sono
utilizzati. Mi pare una cosa talmente logica che non dovremmo neanche dirla, ma non si sa mai.
L’ultimo O.d.G. è quello più generale, riguarda appunto le indicazioni generali, per la
verità non avevo più tempo, continuavano a telefonarmi per farmi arrivare in Consiglio. In questo
noi abbiamo fatto presente una serie di cose, premetto che non abbiamo motivi di acredine ne
con l’Hotel Du Lac né con l’Hotel Louise. Mi ha dato fastidio che apparisse sul giornale che io
ho chiesto la cessione gratuita all’Hotel Du Lac, perché non solo la chiedo all’Hotel Du Lac, ma
anche a tutti gli altri. Adesso ve lo spiego: per le aree lungo viale Rovereto, giusto perché
rimanga nero su bianco. Anche in questo O.d.G., come in tutti gli altri, c’è una premessa che
dice: “Per migliorare - non stravolgere - alcuni contenuti nell’interesse esclusivo dei cittadini e
degli ospiti, sia in termine di qualità che di servizi”. Non nell’interesse dei privati, ci
mancherebbe altro! Noi qui dobbiamo fare gli interessi della città, o no?
Allora: “Per le aree lungo viale Rovereto, il sistema delle piazze, e le aree lungo il lago,
allargamento della fascia pubblica, dove sia previsto un allargamento dell’area e una
contemporanea edificabilità privata, sia prevista la cessione gratuita delle stesse all’ente
pubblico, che già ne dovrà sostenere la sistemazione e l’arredo”. Questo vale per la Miralago,
per il Du Lac, per il Centro Congressi, per l’area Cattoi, è chiaro? Nel puro interesse pubblico.
Per quanto riguarda la dorsale interna, noi diciamo, al punto 2 di questo O.d.G., che prima di
tutto la fermiamo all’altezza del campo sportivo. Questa è un’area in cui il Comune c’entra.
Questa è l’area Hotel più il resto del Lido, fino alla palazzina del tennis, quindi questo tratto:
almeno fino a qui dunque potrebbe essere già aperta prima della prossima estate, perché sono
aree nostre o quasi nostre. Questa dorsale sull’area Cattoi, una volta realizzato il parco, diventa
automatica, comunque la cessione di quest’area deve essere gratuita, ma anche questa. Altrimenti
che cosa succede? Accade che questo compendio della Miralago noi non potremo mai chiudere
quello che diceva…per mettere la doppia in parallelo rispetto a via Carducci e al lungo lago.
Secondo noi non è una soluzione, ma bisogna valutare la riduzione dei parcheggi a Poto
S. Nicolò, a fronte di un aumento del numero dei posti barca. Bisogna considerare come
recuperare all’esterno la fascia lago per i due distributori, per il centro tennis…noi diciamo solo
che va considerato, che non venga fuori che nessuno lo ha detto. Per il centro, per il campo
sportivo, se passa l’ipotesi di spostarlo, per i parcheggi sottratti a Porto S. Nicolò, si andrebbe ad
interessare un’area di 30.00 mq.
Ultimo: “Data la loro valenza – anche questa mi sembra una cosa talmente logica che
non dovrebbe nemmeno essere scritto, ma non l’ho sentito dire, allora mi premuro – e l’interesse
pubblico dei progetti, gli interventi per il Centro Congressi e per il Centro benessere vengono
portati alla preventiva attenzione del Consiglio comunale”. Punto, grazie.
Presidente:
Grazie. La parola al signor Sindaco.
Sindaco:
Sì, Presidente, soltanto chiederei la cortesia, per una questione di tempi, se i colleghi
Consiglieri che hanno – sempre che lo ritengano, ma lo faccio per semplificare, così come hanno
fatto i Consiglieri Santoni, Matteotti e benaglio cortesemente – intenzione di presentare O.d.G.,
di farli pervenire in anticipo, perché ne sto facendo, insieme al Vice Sindaco, un’analisi in
termini di verifica dei medesimi, senza dover chiedere poi sospensioni della seduta. Visto che
abbiamo due ore e mezza di tempo, se ci fossero altri O.d.G., cortesemente, li chiederei al tavolo,
in modo da poterne valutare anticipatamente la gestibilità. Stiamo ragionando, io e il Vice
verbale 3. 11. 06 /
26
Sindaco, da questo punto di vista, quindi poi potremo anticipare i tempi.
Ho già visto, infatti, che il Consigliere Santoni ha già illustrato il suo, il Consigliere
Matteotti ha illustrato il suo e quelli degli altri Consiglieri, considerando che sono 5 o 6 gli
O.d.G. da lui esposti, che vanno rinumerati peraltro. Il numero 1, infatti, è quello del Consigliere
Santoni, dunque bisogna procedere a rinumerarli. Manca solo l’illustrazione del Consigliere
Benaglio, che però ha già depositato il proprio O.d.G., se ce ne fossero altri ringrazierei per la
collaborazione. Grazie.
Presidente:
Grazie. Ha la parola, Consigliere Pederzolli.
Consigliere Pederzolli:
Grazie Presidente. Dopo la descrizione che ha fatto il Vice Sindaco Mosaner ad inizio
seduta, mi ha lasciato particolarmente perplesso la data di presentazione di quella proposta al
Consiglio comunale: 27.2.1980, il che significa che molto probabilmente si parla di fascia lago
da 26 anni. Le denuncio questa mia carenza, non conoscevo i tempi precisi di queste proposte.
Non so se sia merito di questa Amministrazione o demerito delle altre, probabilmente, visto che
non si riesce a comprendere bene l’accaduto. Al di là di questo, comunque, ho apprezzato
veramente il discorso del Consigliere Gatti, virtualmente gli stringo anche la mano, perché ha
toccato argomenti fondamentali per la nostra città. L’unico motivo di contrarietà che ho trovato
nel suo discorso, è il voto che ha espresso all’inizio. A me sembra che quanto detto all’inizio
contrasti con quanto ha esposto dopo, o viceversa. Prendo atto però di tutte le sue osservazioni e
mi fa piacere che un componente di maggioranza si esponga anche con osservazioni di questo
tipo.
Ho cercato di seguire attentamente quello che ha detto il Consigliere Valandro, che ha
avuto una particolare attenzione verso il rilancio turistico e futuro della città. Come Lei, anche io
ho detto lunedì, nel corso del Consiglio a cui Lei non era presente, che alcuni di questi progetti
cambieranno il volto della nostra città: il Centro Congressi e l’investimento che viene fatto dalla
Provincia per quanto riguarda le fiere.
Non voglio ripetermi, però Lei ha avuto una grandissima attenzione per quel che riguarda
il Bilancio turistico, con un richiamo alle forze economiche della città. Lei però ha tralasciato un
particolare: ci sono anche i cittadini. Lei ha detto che Riva del Garda non vive di beghe sulle
luminarie o di quartiere. È vero, però il cittadino non deve nemmeno vivere quello che
periodicamente si trova ad affrontare quando viene allestita la Fiera della scarpa, che logicamente
è un bene per la città, ma che comunque crea qualche problematica di vivibilità per i cittadini.
Parliamo di parcheggi, di traffico e di tutto il resto che conosciamo bene. Io non trascurerei anche
questo aspetto legato ai cittadini, che secondo me sono i primi a dover vivere la città. Certo è che
gli investimenti, o le proposte che si andranno a fare sulla fascia lago devono riguardare anche
loro.
Mi è piaciuto particolarmente l’intervento del Consigliere Santoni, per quanto riguarda la
Miralago, concordo anche io – e l’ho detto in precedenza – che la superficie che è destinata
all’area della Miralago rischia di diventare una scommessa persa. Non sta a me dirlo, è una mia
sensazione, una mia impressione, dico questo perché – non me ne voglia il signor Sindaco se
torno sull’argomento che ho presentato nel mio precedente intervento – quando siamo tornati da
Bengsen, lo scorso anno, con il Vice Sindaco e alcuni Consiglieri, oltre all’Assessore Bagozzi, ci
siamo fermati a visitare la struttura dell’Acquarena di Bressanone. È una struttura imponente,
importante, che ha un richiamo turistico particolare, che fondamentalmente somiglia tanto a
quello che viene proposto oggi nell’ambito della Miralago. Una struttura benessere, con piscine,
verbale 3. 11. 06 /
27
spazi ristorazione ecc., che però richiede anche un notevole investimento. Queste mie
considerazioni si ritrovano nel famoso studio che ho menzionato già la volta scorsa, che non farà
parte, come ci ha detto il Sindaco, di quello che andremo a votare questa sera, ma che ci presenta
chiaramente a che cosa potrà andare incontro la città ponendo una struttura di questo genere, di
questa dimensione, di questa superficie, nell’ambito della Miralago.
Fa un particolare discorso su percorribilità e numero di presenze, parlando di 552
presenze giornaliere. Io non so se Riva del Garda potrà o meno garantirle, non lo posso dire,
credo comunque che sia un investimento importante, che possa portare alla città qualcosa che poi
in futuro si potrebbe trasformare in un buco nell’acqua. Io mi auguro di no, sicuramente le
persone che fanno queste considerazioni le hanno fatte anche meglio di me. A me rimane questa
forte perplessità, che io condivido con il Consigliere Santoni.
Volevo portare una proposta, che non so se potrà essere accolta o meno: nell’area della
Miralago si poteva, a mi giudizio, pensare ad una struttura … l’ho detto anche in Commissione
urbanistica, quando abbiamo discusso di questo argomento. Si è prospettata più volte questa
associazione con l’Acquarena di Bressanone, ma non si è mai pensato ad una struttura che
potrebbe essere simile a quella di Saturno, che è una piscina con degli aspetti completamenti
diversi da quella di Bressanone, con apertura interna ed esterna, soffioni geyser, tipo vapori
acquei e altre strutture benessere, come ad esempio sauna e solarium. Questa poteva
rappresentare una valida alternativa, mi auguro che in futuro, quando arriveranno progettazioni
per quest’area, potrà essere presa in considerazione, perché riporterebbe la cubatura prevista per
il centro benessere alla Miralago in una porzione ben più ridotta, lasciando magari spazio ad una
condivisione con altre strutture che possono essere quelle sociali, paventate, che magari non
saranno proprio complete, come magari lo possono essere oggi, ma che possono permettere una
fruibilità anche diversa dell’ambito della Miralago.
Tornando al discorso parcheggi, ripercorrendo un po’ i progetti che sono stati consegnati,
mi sono accorto che verranno toccate due aree particolari a parcheggio: quelle del Filzi, per fare
spazio alla struttura del teatro, e quelle dell’area Cattoi nord, che prevedranno in futuro
l’edificazione di un ambito residenziale. Queste due aree oggi sono utilizzate anche per il
parcheggio dei bus turistici che gravitano sulla città. Ora, questo Piano attuativo, prevedendo
queste riduzioni, o comunque questa cancellazione, per esempio, del parcheggio nell’area Cattoi,
porta a sollevare un nuovo problema: dove saranno collocati i bus turistici che si avvicineranno
alla città nei periodi in cui tutti i vari ambiti di questo progetto verranno realizzati. Mi auguro che
il futuro dice che il turismo alberghiero della città non sarà formato principalmente da pullman di
viaggi organizzati, che si estrinsecherà in tutt’altro modo, però attualmente il sistema turistico
della città è organizzato principalmente con i pullman. Pensare che, nel breve volgere di qualche
anno, possano sparire il parcheggio area Cattoi nord e quello del Filzi, porrà in futuro questo
problema dei pullman che gravitano sulla città. Mi auguro che non si preveda di farli
parcheggiare, come avviene spesso anche oggi, in viale Rovereto, con tutto quel disagio che può
provocare una scelta simile al traffico.
D’altronde io non penso che si potrà prevedere una possibilità di stazionamento o fermata
dei pullman nell’attuale parcheggio che si prevede di realizzare accanto all’area Cattoi nord, né
tanto meno penso che si potrà pensare di collocare i pullman nel futuro parcheggio, sempre che
venga realizzato, dell’attuale distributore Agip. Il motivo è semplice:
(CAMBIO LATO)
Un’altra osservazione che mi viene in mente, che ho riscontrato sempre osservando le tavole di
cui sono in possesso, riguarda la penetrazione che viene fatta tra il campo sportivo e il
collegamento, pedonale o ciclabile che sia, con la dorsale bassa, lungo il lago. Questo percorso
pedonale parte praticamente dalla dorsale interna e va ad intersecare con una strada, o con un
verbale 3. 11. 06 /
28
percorso pedonale, che parte da viale Rovereto e scende direttamente fino al percorso pedociclabile della spiaggia. Questo va ad intersecare lo spazio verde che attualmente viene utilizzato
– la spiaggia Sabbioni – come spiaggia per bagnanti. Ora, quest’area verrà divisa a metà da un
percorso pedonale o ciclabile, questo non permetterà una buona convivenza tra bagnanti e pedoni
che ci transiteranno in mezzo. Preferirei che questa si interrompesse all’altezza – per capirci –
dell’attuale percorso pedonale previsto a nord della spiaggia, quindi concomitante con il confine
della Sabbioni, con il parco giochi, in modo che tutto lo spazio verde sottostante rimanga a totale
fruibilità dei bagnanti. Un percorso pedonale che lo dividesse sicuramente porterebbe una
riduzione della fruibilità della spiaggia.
Non ho altro da segnalare, grazie.
Presidente:
Grazie, Consigliere Modena, prego.
^^^ Entra il Consigliere Munari. Esce il Consigliere Trinchieri Benatti: il numero dei presenti
rimane a 27. ^^^
Consigliere Modena:
Mi verrebbe da intervenire a commento dell’intervento del Consigliere Valandro.
Sindaco:
No, intervenga sul tema, per favore.
Consigliere Modena:
Appunto, Sindaco, però magari trovo un’occasione più compatibile e più direttamente
interessata per farlo. Metto via i miei commenti e li riservo per una prossima occasione, perché
mi sembra che il Consigliere Valandro si sia tolto qualche sassolino dalla scarpa, ma non mi
pareva fosse questa l’occasione. Teniamo da parte dunque ulteriori commenti, li “tireremo fuori”
quando sarà il caso, anche perché, se comincio ad entrare su problematiche che sono state citate
in questo intervento, utilizzo tutti i 30 minuti che ho a disposizione e non voglio che questo
succeda.
Sinceramente preferisco dedicarli al discorso del Piano Cecchetto e al fatto che, come ho
già detto, sostanzialmente questo è un Piano, assolutamente positivo, che quindi alla nostra città
darà occasione di sviluppo. Anche qui voglio evitare, ancora una volta, la polemica: se ricordate
quell’intervento che ha fatto scalpore, quel giorno che ho parlato delle Fiere e del Palazzo dei
Congressi, arrivavo proprio a questo, al fatto che adesso noi andiamo ad approvare – se sarà
approvato – un Piano che in un certo senso ci illude. Adesso infatti lo vediamo lì, bello, sulle
slide, lo abbiamo seguito, lo vediamo, lo leggeremo sui giornali, però di tutto quello che c’è
scritto lì poca polpa verrà fuori nei prossimi anni. Di questo dobbiamo renderci conto, è una cosa
che facciamo per i nostri figli, sperando, come ha detto qualche Consigliere, che quando sarà ora
di fare qualche cosa non sia troppo tardi e che questo Piano non sia da adeguare.
Bisogna evidentemente essere positivi, quindi vediamo la parte buona di questo Piano.
Dicevo allora, quando ho esposto l’intervento che ha fatto scalpore, dicevo semplicemente solo
questo: attenzione che noi, come città, adesso andiamo a ricevere delle risorse notevoli, una parte
delle quali vanno su una priorità che è il Palazzo dei Congressi, su cui credo, indipendentemente
da come sarà fatto, tutti convergiamo. Non avremo però risorse per fare altro, mentre le risorse le
spediamo qui. È inutile ora andare a rifare la polemica che ho già tirato fuori, tanto ognuno di noi
verbale 3. 11. 06 /
29
la pensa sempre allo stesso modo. Io volevo dire, in questo mio intervento, che anche io ho
presentato due O.d.G., ma non posso perché se ne può presentare uno a testa. Allora per uno mi
rifaccio all’O.d.G. presentato dal Consigliere Matteotti, dove lui dice che bisogna che troviamo il
sistema - anche se sarà difficile dal punto di vista della percorribilità, perché le proprietà sono
diverse - per tornare in Consiglio comunale oltre che per la lottizzazione Cattoi anche per le altre,
altrimenti noi andiamo ad approvare adesso una cosa molto generica, poi la situazione ci
potrebbe sfuggire di mano.
Io non so come si potrebbe attuare concretamente questa idea, perché, lo ripeto, la
Miralago non è di proprietà comunale, il Palazzo dei Congressi neanche, io ho aggiunto anche
Porto S. Nicolò. Su tutte queste opere bisognerebbe che trovassimo il sistema per ritornare qui a
discutere, quando ci saranno informazioni maggiori. Come diceva anche il Consigliere Accorsi,
bisogna vedere come si realizzeranno queste cose, sulle quali tutti quanti siamo d’accordo, a
parte il Porto S. Nicolò, su cui ancora io non sono ancora d’accordo. Questo è uno degli O.d.G.,
per cui mi sono uniformato con lui.
Il secondo invece riguarda quello che ho detto l’altro giorno, parlando del Piano
Cecchetto, che secondo me è monco. Non voglio dire che dobbiamo aspettare chissà quanto, per
far sì che il Piano Cecchetto possa essere modificato, integrato ecc. Io chiedo però
all’Amministrazione comunale che faccia qualche cosa, che mi faccia vedere la cerniera tra la
Rocca e il Palazzo dei Congressi. Sto parlando della compatibilità dell’area e dunque di qualche
cosa che ci faccia vedere come viene terminato tutto quanto: Spiaggia degli Olivi, Fraglia della
vela, Giardini di Porta Orientale. Noi, infatti, abbiamo un Centro tennis di Porta Orientale che se
ne va - lì dove c’è il teatro, per capirsi – che potrà avere una qualificazione all’interno dell’area.
Quindi c’è il vialone d’ingresso, c’è il discorso, più volte sottolineato, di quelle aree che la
Fraglia utilizza, c’è il discorso della Spiaggia, c’è, insomma, tutta un’area che è preziosa come il
resto. Da questo punto di vista io chiedo all’Amministrazione di fare uno studio supplementare,
al di fuori del discorso Cecchetto. Per il resto interverrò in sede di dichiarazione di voto, bene.
Presidente:
Grazie, la parola al Consigliere Frizzi.
Consigliere Frizzi:
Sarò brevissimo. Esprimerò anche la dichiarazione di voto, dunque la mia contrarietà, il
mio voto contrario a questo Piano. Ho constatato, ne prendo atto, che più ne discuto, più mi
estraneo, mi allontano da questo Piano in sé. Il mio modo di vivere la vita, la mia definizione di
qualità della vita, di spazi dove poter attingere del benessere, sono completamente diversi dalla
filosofia di questo Piano, dagli spunti che anche il Consigliere Valandro ha citato nel suo
intervento, da come molti Consiglieri definiscono proprio la qualità della vita, il centro di
benessere ecc. Sono totalmente diverso, quindi non mi ostino più di tanto a cercare di motivare la
mia contrarietà a questo Piano. Voglio solamente presentare un emendamento, visto che vorrei
andare a modificare parte delle norme tecniche di attuazione, previste in delibera, quindi io
considero che questo mio intervento sia un emendamento vero e proprio. In pratica nel
dispositivo, dove c’è l’ambito C della parte Miralago, a pagina 65 delle norme tecniche di
attuazione della tavola 11d, chiedo che venga stralciata la delimitazione di ambito privato del
compendio Miralago.
Presento solo quest’emendamento e non presenterò l’O.d.G. che avevo approntato, che mi
era stato suggerito da una persona che ha avuto anche un ruolo politico in questa sala, ma
siccome ho constatato che gli stessi colleghi della sua parte politica non voterebbero questo
O.d.G., è chiaro che io non mi sento di presentarlo. Non lo faccio non perché non viene
verbale 3. 11. 06 /
30
sostenuto, ma perché neanche io ero tanto convinto di presentarlo. Il contenuto verteva su dei
paletti che venivano messi sui progetti futuri del Piano Cecchetto, con un dispositivo che in parte
condivido, ma non completamente, perché si parla di un Consorzio che è nato presso la Provincia
di Trento, di un ulteriore società consortile che dovrà eventualmente controllare il singolo
progetto. Mi lasciava perplesso questo passaggio, ma nonostante tutto ritenevo che sia sempre
meglio mettere i paletti sulla fascia lago. Dal momento che non vedo appoggio politico,
nemmeno di quello che anche lui considerava il suo gruppo politico di appartenenza, non
presenterò questo O.d.G., nonostante avessi detto che l’avrei fatto.
Al contrario, presento invece questo mio emendamento, spero che venga considerato tale.
Presidente:
Grazie, la parola alla Consigliere Brunelli.
Consigliere Brunelli:
Grazie Presidente. Volevo intervenire anche io per dare l’appoggio e anticipare il voto
favorevole del gruppo dei Democratici di sinistra all’approvazione di questo Piano, cercando di
esporre le motivazioni di questa scelta di voto favorevole, anche se il mio intervento non potrà
avere le caratteristiche tecniche, o specifiche, dei colleghi che mi hanno preceduto, che hanno
maggiori competenza di me per poter entrare nel merito di scelte urbanistiche, o pianificatorie. Io
ho sentito gli interventi che mi hanno preceduto, che si rifacevano ad una valutazione del Piano
nel suo insieme e alle strategie, alle idealità che questo Piano si propone di affrontare. Io so bene,
pur non essendo un tecnico, che essendo scelte pianificatorie e non esecutive, hanno bisogno di
una carica di idealità e di vitalità che deve essere poi, nel tempo, approfondita e resa esecutiva.
Con questo Piano ci si propone di mettere mano ad una situazione che è sotto gli occhi di
tutti, adesso: sappiamo come sia raffazzonata, abbozzata, improvvisata. Credo che sia un dovere
della maggioranza, ma credo anche con l’appoggio della minoranza - almeno mi sembra di averlo
intuito – portare a termine un disegno che ormai da anni chiede una responsabilità, che può
essere criticata, non condivisa, definita non ideale e romantica, magari. In un’idea romantica
della città ideale, di quello che tutti vorremmo per la nostra città, infatti, potremmo trovare
numerose critiche da fare a questo Piano.
Ritengo che la responsabilità dei Consiglieri sia anche quella di essere più realisti del re,
nel momento in cui devono mettere mano ad una situazione che richiede di accettare alcune cose,
magari meno condivisibili, a fronte di altre che possono essere approfondite e affinate, penso che
sia arrivato il momento di farle. Dalle slide che abbiamo visto, infatti, se è vero, come diceva
anche il Consigliere Pederzolli, noi probabilmente eravamo alle elementari, visto che da
trent’anni oramai si parla di queste cose, in regime di salvaguardia, che si approvano deroghe
sulla fascia lago, portare invece adesso un Piano simile all’attenzione del Consiglio, penso che
sia meritorio. Si poteva fare prima, ma con altri pensieri e con il senno di poi si lastricano le
strade dell’inferno, non penso siano logiche che aiutano a guardare avanti.
Anche io mi associo agli apprezzamenti ricevuti dal professor Cecchetto per bocca dei
colleghi Consiglieri che mi hanno preceduto, perché ritengo che nella visione d’insieme questo
progetto sia meritorio nel punto, che anche da profana ho colto, dell’integrazione dell’esistente
con le esigenze dei cittadini. Nel momento in cui sono in uno Stato di diritto, che tutela la
proprietà privata, che deve comunque garantire i diritti precostituiti, esistenti e non sono in un
regime, in una dittatura, dove uno decide per tutti, devo cercare di mediare, di compensare gli
interessi esistenti con quelli dei cittadini. A me è piaciuta la compenetrazione, cioè quello che si
è cercato di offrire, di mediare con l’esistente, rispetto ai cittadini, alle potenzialità che si offrono
anche a questo Consiglio comunale, quando discuterà dei Piani esecutivi. Non so, tecnicamente,
verbale 3. 11. 06 /
31
come verranno portati in Consiglio, ma sono sicura che ciò avverrà e in quel frangente si potrà
discutere da un punto di vista più operativo.
Io sono sempre stata zitta, ma mi fa piacere che si noti come c’è differenza quando parla
l’uno o l’altro.
Presidente:
Io non faccio nessuna differenza.
Consigliere Brunelli:
No, parlavo di differenza tra di noi, non Sua. Ho perso il filo, comunque ritengo che sia
arrivato il momento di mettere mano al Palazzo dei Congressi, perché la situazione attuale è poco
decorosa, anche soltanto per le stagioni teatrali non interplanetarie, come quelle che si propone il
Comune di Riva. Penso che nel momento in cui si discute di teatro sia necessario parlare di
volumetrie, penso che quel tendone tensostatico che c’è adesso sia del tutto insostenibile, in
quella zona, che, proprio per bellezza e centralità, richiede scelte più audaci e coraggiose. Non
dobbiamo avere paura di dover trattare, di mettere sul tavolo un do ut des, per me
l’Amministrazione responsabile è quella che riesce ad ottenere le condizioni migliori anche in
presenza di diritti dei privati consolidati.
L’Hotel Lido: tutti pronti a parlare di ristrutturazione, abbiamo impiegato ore e ore in
Consiglio comunale a parlarne, quindi deve essere ristrutturato, è ora di mettere mano alla zona.
Sull’area Cattoi ero intervenuta anche la volta scorsa, per sfatare il mito delle volumetrie
eccessive, abbiamo visto anche che se ne parlava nel 1986. Trovo poi un contrasto nel dire che
vanno ben oltre le volumetrie destinate ad albergo e poi criticare il Piano perché prevede troppe
concessioni al comparto alberghiero. Noi dobbiamo ricordare che quello alberghiero è un
comparto importantissimo per la città di Riva, perché è base fondante dell’economia, quindi
dell’offerta di lavori ai rivani, dunque sostiene l’economia rivana. Anche la zona di viale
Rovereto e di via Carducci ritengo che debba essere disciplinata in una maniera il più possibile
organica, nella mediazione tra gli interessi dei privati e quelli pubblici. Non mi fanno paura, lo
avevo già detto una delle prime volte che sono venuta in Consiglio comunale, le accuse al gruppo
che rappresento, in particolare, ma al centro sinistra in generale, di essere persone soggiogate
all’economia, prone alle scelte economiche dei potentati rivani.
A me non fanno paura per il semplice fatto che so che l’economia va governata, non va
subita, nel momento in cui si è al governo bisogna cercare di trovare gli ambiti economici con i
quali dialogare, senza scandalizzarsi e senza falsi pudori da monachelle. L’economia, in questo
momento, per Riva, è rappresentata dal turismo, su questo specifico punto in particolare, io, con
gli operatori economici, ho intenzione di lavorare e di poter dire la mia. Se poi la vita ideale, che
mi ripropongo, è quella di campagna penso di dover cambiare zona, perché mi dovrei astrarre del
tutto dal basso Sarca, ma non solo, dovrei andare a vivere in Toscana. Se avessi i miliardi
necessari a comprarmi un casale nella campagna toscana, nel Chiantishire, probabilmente potrei
dire la mia sul fatto che non voglio edificazioni. Non c’è, non si fa, mentre qui si cerca di
governare quello che c’è, anche perché invocare un ritorno alle origini bucoliche, alla
sostenibilità e alla vivibilità, inattuabili in una situazione come questa, penso sia veramente un
idealismo fuori luogo.
Sulla Miralago abbiamo avuto modo di esporre tutte le nostre idealità, ha detto il
Consigliere Valandro, che nessuno chiede o avalla la privatizzazione della Miralago per interessi
ai quali i cittadini di Riva siano estranei. Io non so se sarà sostenibile un centro benessere, perché
lui poi equivoca sul concetto, ma perché, se andiamo in Austria, siamo tutti pronti a sire che
lassù ci sono dei bellissimi Centri benessere; oppure se andiamo in Svizzera diciamo lo stesso.
verbale 3. 11. 06 /
32
Ma quando in Svizzera hanno fatto questi Centri ci sarà pur stato qualcuno in un Consiglio
comunale che diceva che lui invece lì voleva che rimanesse la campagna! Noi però prendiamo la
macchina, inquiniamo per andare là, spendiamo i nostri soldi là e così via. A me il Centro
benessere non scandalizza in ogni caso, perché io, per Centro benessere, intendo proprio SPA,
salus per acquam, dicevano i latini. La SPA vuol dire: salute che passa attraverso l’acqua. Dove
la troviamo più acqua che qui? La compenetrazione tra lago e piscine, la zona si presta a queste
cose, secondo me, ma io non intendo – come avevo detto in un altro Consiglio comunale – il
Centro benessere come riferimento per le signorine che vanno il sabato sera a farsi fare la
manicure e la pedicure.
Io lo intendo come utilizzo sociale della Miralago, per tutti quelli che hanno intenzione,
nell’estate quando ci sono brutte giornate, o comunque perché intendono sfruttare un’offerta
turistica che sia rivolta anche ai residenti, diversa dalla spiaggia, perché magari la preferiscono,
per sicurezza o per i bambini, oppure per i disabili. Questo però non significa che debba essere
finalizzata, come diceva il Consigliere Valandro, ad un uso esclusivo quasi ospedaliero. Io sto
parlando di un utilizzo aperto a tutti, ad ogni fascia di popolazione sociale, fortunata o meno che
sia.
Mi piacciono le piste ciclabili, mi piace il fatto che le biciclette possano accedere a zone
che adesso sono inibite al traffico dei ciclisti, o dei pedoni con passeggino, o dei pedoni. Mi
fanno piacere gli O.d.G. presentati dal Consigliere Matteotti, nel punto in cui si richiede che
comunque sia sempre ben chiaro l’utilizzo pubblico e la preferibilità dell’utilizzo pubblico
rispetto al privato. Quindi che ci siano delle opzioni su questo per me va bene e lo stesso vale per
quanto riguarda i parcheggi, per quanto riguarda la cessione dei terreni al privato in cambio di
lottizzazioni. Mi faceva piacere chiudere l’intervento con le parole di Nadio Delai, che però mi
sembra di aver capito siano già state riportate dal Consigliere Valandro in precedenza. Nel 2001,
quando presentò la relazione Nadio Delai, disse che: “Compiere un’operazione urbanistica di
alto livello sulla fascia lago significa attivare un processo che deve perfezionarsi nel tempo”.
La sensazione che ho adesso, dunque, di una spada di Damocle per cui tutto si decide ora,
come ricordava il Consigliere Matteotti, visto che ci sono i 30 giorni per le osservazioni, ci sarà
la seconda adozione, ci saranno poi tutti i Piani di lottizzazione che nello specifico entreranno
nell’operatività del Piano, deve perfezionarsi nel tempo, con una logica processuale.
“Contemporaneamente però deve rispondere al rafforzamento di uno zoccolo dell’ospitalità,
come pure al rafforzamento e alla creazione di nicchie nuove”. Questa compenetrazione tra
l’offerta che Riva intende dare, in primis ai cittadini, come diceva il Consigliere Pederzolli, ma
consapevoli anche del fatto che abbiamo anche una terra turistica da offrire.
Credo che questo sia stato già detto, ma: “Il fronte lago è rimasto negli anni come un
grande vuoto, come si ricorda, distaccato dalla vita urbana e oggi, con il progetto in
discussione, ha bisogno non tanto di diventare un grande pieno, quanto piuttosto un insieme di
funzioni vitali, destinate a rendere migliore la qualità del sistema, sia per gli abitanti che per gli
ospiti”. Delai poi richiamava la necessità di operazioni di alleanza con i territori continui, è una
cosa importante, perché: “Scelte così importanti come è chiamata a fare Riva adesso non
possono essere scelte solitarie ed univoche, ma devono essere destinate ad un’integrazione
verticale delle risorse miglior disponibili tra Riva, Torbole, Arco, Dro, il Monte Bondone,
Rovereto e Trento. Sono vocazioni di sistema da trovare, ma non sono scelte che possono essere
fatte qui, per rimanere qui”. Grazie.
Presidente:
Grazie, la parola al Consigliere Benaglio.
verbale 3. 11. 06 /
33
Consigliere Benaglio:
Grazie Presidente. Riva del Garda, purtroppo, ha un grosso problema, che deve essere
risolto al più presto: quello della Fraglia della vela. Non fa parte del Piano, però è il primo
confinante. Non bisogna tanto risolvere il problema della sede, che potrebbe essere di
rappresentanza, che può stare benissimo dov’è, ma quello delle regate: voi avete visto, infatti,
che quando avvengono queste manifestazioni ci sono 300 imbarcazioni, 300 carrelli, 300
automobili invadono tutti i giardini, le aiuole, i parcheggi e nessun altro può più passare. Se noi
pensiamo che al Palazzo dei Congressi, vengono fatti 700 parcheggi e tutti dovranno passare da
quella strada, quando ci saranno le regate e i Congressi di qualche associazione di notai ecc. sarà
veramente il caos tremendo. Io penso che sia inutile raccontarvi tante storie, perché lo avete visto
tutti, è sotto gli occhi di tutti, queste cose le conoscono tutti.
Io, a questo proposito, avevo presentato un O.d.G., che andrei a leggervi: “In riferimento
alla discussione sul progetto della fascia lago è indispensabile pervenire a delle considerazioni
di fondamentale importanza. Abbiamo sul nostro territorio un’organizzazione sportiva velica
che con tutte le risorse ad essa disponibili, organizza manifestazioni sportive di risonanza
internazionale e deve fare sempre i conti con spazi ed aree molto ristrette. Se a questo contesto
aggiungiamo la volontà espressa di voler rilanciare ed ampliare l’attività del vicino Palazzo dei
Congressi, credo che alla fine a soffrirne sarà proprio la Fraglia della Vela. Non è possibile
affrontare un progetto di così forte impatto in zona fronte lago, senza prendere in
considerazione l’opportunità di rivedere la situazione sportiva offerta nell’area in questione,
dell’attività della Fraglia della Vela. Dobbiamo assolutamente renderci conto che sono le
società sportive come la Fraglia della Vela quelle che offrono opportunità di sviluppo
economico, sociale e giovanile. Per questo motivo non solo devono essere difese, ma aiutate in
tutti i modi a svilupparsi e progredire. Alla luce di queste nostre considerazioni, siamo del
parere che la sede amministrativa di rappresentanza e ritrovo dei soci rimanga nell’attuale
sede, cercando invece la collocazione delle infrastrutture tecniche in una zona della fascia lago,
dove ci siano facilitazioni per la creazione di un porto sportivo e relativi parcheggi, per
macchine, carrelli e barche al seguito, nel rispetto della viabilità.
Sicuramente questo è un compito da tecnici di lunga gittata, certamente il Piano
generale non potrà essere deciso e votato in questa sessione del Consiglio comunale, vista la
fondamentale importanza dell’argomento presentato. Pertanto, con il presente O.d.G. il
Consiglio comunale impegna la Giunta a prendere nelle giuste considerazioni le proposte sopra
riportate, dando incarico al progettista architetto Cecchetto, di ricercare nella zona della fascia
lago un’idonea collocazione per la creazione di un porto sportivo destinato alla Fraglia della
Vela”.
Io penso che questo sia un problema grosso, anzi, qualcuno ci avrebbe dovuto pensare
ancora prima, perché io l’avevo detto già in Commissione Urbanistica, non in quella passata,
visto che non ne facevo parte. Qualcuno ci avrebbe dovuto pensare e far inserire questo
problema, che è uno dei più grossi e scottanti. Questa, per la Fraglia della vela è l’ultima
spiaggia: finito questo lungo lago, questa fascia lago, non c’è più posto per nessuno, tanto meno
per la Fraglia della vela, a meno che non pensiate di mandarla giù allo Sperone. Grazie.
Presidente:
Grazie, ha chiesto la parola il Consigliere Morandi.
^^^ Entra il Consigliere Trinchieri Benatti: il numero dei presenti sale a 28. ^^^
verbale 3. 11. 06 /
34
Consigliere Morandi:
Sì, grazie. Volevo solo chiedere al Vice Sindaco un chiarimento, riguardo alla zona
dell’area Cattoi, in particolare sul parcheggio pubblico, previsto anche dal PRG. Non so se sia un
errore grafico, ma il tratto di colore verde non riporta in maniera perfetta la destinazione del
PRG. Non so se lo abbiate visto, è sulla tavola n. 6 delle destinazioni, dove sembra che le
costruzioni vadano ad invadere la zona del parcheggio pubblico F 3, in maniera abbastanza
evidente.
Presidente:
Grazie, apriamo i secondi interventi, ha chiesto la parola il Vice Sindaco.
Vice Sindaco:
Presidente, prima di tutto io chiedo di apportare due piccole modifiche al testo della
delibera, a pagina 9 c’è un dominate invece che dominante. A pagina 10 c’è un 2005 anziché un
2006, il provvedimento della CTP è del 2006 invece che del 2005. un’altra precisazione, rispetto
al fatto che è stato detto secondo cui il Piano si è prolungato, dilungato e così via, l’ho sentito
dire 4 volte. L’incarico al professionista Cecchetto è stato affidato nel gennaio del 2004, la
partenza dell’incarico è datata gennaio 2004; è vero, siamo alla fine del 2006, quindi in termini
di anni non sono 5 anni, ma sono caso mai 3, che non sono ancora decorsi compiutamente.
Non posso e non voglio dire che cosa nel frattempo il professionista ha avuto e quindi i
membri della Commissione Urbanistica lo sanno ampiamente. Ci sono stati poi 6 mesi di tempo
per definire il parere di tutela e il ricorso. È vero dunque che qualcosa si è dilatato nel tempo, ma
altrettanto vero è che alla fine della scorsa consiliatura il Piano che era stato licenziato dalla
Commissione Urbanistica, per sommi capi, doveva ancora avere il parere istruttorio degli Uffici.
Questo è arrivato nel periodo giugno-ottobre del 2005, successivamente il Piano ha proseguito il
suo iter. Il parere istruttorio era agli Atti, quindi mi pare che qualcosa ci sia.
Questo è poco, rispetto al fatto che stiamo trattando di un Piano che riguarda una parte del
territorio che dal 1981 è in salvaguardia. Io penso che la forza del provvedimento stia nella
consapevolezza della responsabilità che stiamo trattando di un argomento che è sul tappeto,
sostanzialmente, dal 1981, si sta definendo. Saranno sicuramente i posteri a vederne gli effetti,
ma in questo percorso venticinquennale si sono persi migliaia e migliaia, direi decine di migliaia
di mc.
Per quanto riguarda la domanda del Consigliere Morandi, è precisato a pagina 42, che:
“All’interno del perimetro dell’ambito, il presente Piano prevede la variazione con spostamento
per giusto adattamento di perimetri di zone Rc1, F3 a parcheggio, F2 a verde pubblico,
mantenendo inalterate le superfici indicate dal PRG, sulla base del rilievo
aerofotogrammetrico”. Penso che la risposta sia precisa, sotto il profilo delle responsabilità, a
pagina 42.
(VOCE FUORI MICROFONO)
La norma è stata scritta appositamente perché era stata adattata a queste funzioni.
Presidente:
E’ chiusa la discussione, prima di dare la parola ai Consiglieri per le dichiarazioni di
voto, ha chiesto la parola il signor Sindaco, prego.
Sindaco:
Io credo che sull’ultimo punto, signor Presidente, possano essere fatte le dovute verifiche,
verbale 3. 11. 06 /
35
sull’osservazione da introdurre nei 30 giorni, in modo da fare la correzione, se del caso. prima
facciamo le verifiche.
Signor Presidente, colleghe e colleghi Consiglieri, io volevo ringraziare gli intervenuti in
questa seconda tornata di riflessione e ragionamenti, non posso rispondere nel dettaglio a tutti,
ma vorrei richiamare alcuni degli interventi che sono stati fatti, poi commentare gli O.d.G., in
modo da vedere se riusciamo a trovare un percorso che ci consenta di arrivare alla votazione.
Il Consigliere Accorsi avanzava un auspicio rispetto a un mio impegno nella scorsa
occasione. Io volevo soltanto confortarlo, nel senso che la tempistica era fatta per il dovuto
rispetto al Consiglio comunale in questa fase dei lavori. Mi spiego: non posso inserire nel
progetto di Bilancio 2007 alcunché nel merito, perché c’è un accavallamento di tempi. Quindi
l’ipotesi, come ha correttamente ricordato il Consigliere Matteotti prima, è che dopo la prima
adozione di questa sera in Consiglio comunale si passi alla pubblicazione. Poi ci sono i 30 giorni
per le osservazioni, con la successiva disamina delle medesime anche in Commissione
Urbanistica comunale, poi si torna in Consiglio comunale per la seconda adozione, o
approvazione che dir si voglia. A quel punto il Piano c’è, allora, saremo nei primi mesi o
settimane dell’anno prossimo e quindi potremo, nell’assestamento di Bilancio di giugno, dare
tutte le opportune indicazioni, avendo anche rispettato formalmente e correttamente le procedure.
Ecco perché ho parlato del 2008, perché non potevo dire 2007, perché mi mancava lo strumento
formale per poterlo dire; le confermo peraltro che la Sua lettura è giusta.
C’è stato l’intervento del Consigliere Santoni: io, su questo dico che condivido l’O.d.G.
che ha proposto, perché contiene alcune riflessioni ovvie, che riguardano il fatto che dobbiamo
chiedere, prima di tutto, per ottenere. Quindi è chiaro che dopo questa sera abbiamo anche uno
strumento per poter andare ad interloquire, strumento peraltro non definitivo, con Patrimonio del
Trentino s.p.a. Che cosa andremo a chiedere? Non certo noi, ma lo dovrà fare l’ente preposto alla
gestione dei servizi sociali che attualmente sono ospitati nella struttura Miralago, la possibilità di
rimanerci finché non si facciano opzioni diverse. Ricordo che posso essere di due tipi: una è
quella della proprietà Patrimonio del Trentino s.p.a., rispetto a decisioni che volesse prendere
sulla Miralago, anche se temo – insieme al Consigliere Modena – che non sia così immediata una
ipotesi di questo tipo. Dall’altra, viceversa, il Comprensorio Alto Garda e Ledro, che, come
titolare delle azioni sociali che in questo momento hanno anche e parzialmente – molto
parzialmente – sede presso la Miralago, possa ritenere di fare scelte di gestione diverse delle
medesime. Perché il valore dei servizi sociali consiste nelle azioni che vengono poste in essere,
non nei luoghi dove queste vengono realizzate.
Un esempio per tutti sta nella Colonia estiva, che da qualche anno si chiama Miralago,
ma che tutti voi ben sapete era la Colonia dei Sabbioni, che è andata a Miralago soltanto
nell’anno in cui, non c’era più nulla a Miralago ed noi avevamo in utilizzo la Colonia Sabbioni
come sede di uno dei tanti traslochi delle scuole materne che abbiamo nel tempo ospitato presso
la Colonia Sabbioni, di proprietà del Comune, perché si stavano ristrutturando. Si è creata
l’occasione, tant’è che, come abbiamo avuto anche modo di ricordare proprio con il Consigliere
Santoni, l’accesso della piscina della Colonia è stato spostato da est ad ovest, per consentire che
vi si entrasse dalla Miralago, piuttosto che dai Sabbioni. Quest’anno, peraltro, la Colonia estiva
ha avuto una diminuzione di bambini, per un motivo positivo: perché, attraverso le azioni messe
in campo dall’Amministrazione comunale di Riva del Garda, in sinergia con il Comprensorio si
sono individuate – credo ricordiate tutti l’opuscolo estivo – tutte le opzioni possibili offerte sul
territorio,da enti pubblici e privati, per le attività estive. Molti genitori, a quel punto, hanno
potuto trovare più congruo portare i propri figli all’una o all’altra, in questo modo abbiamo
offerto una diversificazione utile. Posso confermare, dunque, che non è che siano venuti meno
bambini per disaffezione alla Miralago, ma per ampliamento dell’offerta.
verbale 3. 11. 06 /
36
Io non mi preoccupo, ma trovo sintetico a sufficienza l’O.d.G. e lo condivido. Al
contrario, non condivido ovviamente - ma conosciamo da tempo la posizione del Consigliere
Santoni sull’argomento – la sua preoccupazione per la perdita della destinazione socio
assistenziale su Miralago. Da questo punto di vista condivido, per esempio, da ultime le
considerazioni fatte dalla Consigliera Brunelli. Con il protocollo di intesa tra PAT, Comune di
Riva del Garda, Comprensorio Alta Garda e Ledro, Casa di soggiorno per anziani, per quanto
riguarda l’area dell’ex Ospedale, il Comprensorio ha potuto già, la scorsa settimana, assegnare
l’incarico preliminare di studio per la trasformazione dell’edificio dell’ ex Sacro Monte – tutti
voi sapete quale sia, quello situato tra l’ex Pronto Soccorso e l’attuale sede del Comprensorio –
nel nuovo Centro Giovani, aperto, che sostituirà il Centro Giovani alla Miralago. È chiaro che si
parla di qualche anno, ma nel frattempo non ho problemi a pensare dove resti il Centro Giovani,
salvo il vero.
Per quanto riguarda il Consigliere Gatti, ha fatto un intervento estremamente
appassionato, in linea con la sua attenzione a quella che considero la necessità primaria che lui
porta normalmente nelle sue riflessioni urbanistiche, che sintetizzo in una parola: equilibrio.
L’osservazione che lui fa e la domanda stessa, per quanto retorica in senso positivo, che lui si
pone, è questa: siamo sicuri di aver perseguito un obiettivo di equilibrio su tutta quell’area? E’
un equilibrio sostanziale quello che si chiede, non è l’equilibrio della somma dei dettagli.
Quell’area resta o non resta il polmone verde della città? Resta o non resta la carta d’identità
dell’ambiente di Riva del Garda?
Mi fa piacere che il Consigliere Gatti abbia ricordato che io ho usato la parola sfida,
perché, onestamente, la ritengo tale, soprattutto nel momento in cui ci si assume la responsabilità
di dire di sì ad un Piano di area complessivo; anzi, poi commenterò l’O.d.G. del Consigliere
Modena, per una parte almeno. Qualcosa di più, io direi, perché noi dobbiamo avere la
convinzione che tutta la fascia lago - qui vorrei ribadire il concetto espresso dalla Consigliera
Brunelli – non solo la Miralago, intendesi per tutti, tranne quei poveretti, o fortunati, che
possiedono qualcosa in fascia lago, che naturalmente non possiamo – lo ribadisco qui eccessivamente conculcare nei loro diritti di proprietà. Dobbiamo fare in modo, infatti, che anche
le loro attività, le loro iniziative edilizie siano congrue a quell’equilibrio complessivo di cui
abbiamo detto.
Accettare la sfida vuol dire sapere perfettamente, qui lo dico a questo punto della mia
riflessione, è chiaro che ….
(CAMBIO CASSETTA)
Meno voti prende, più restringiamo lo spazio operativo prossimo venturo. Per cui ad un minimo
di voti che questa sera dovesse prendere questo Piano, lo dico con molta franchezza, potrà
corrispondere al massimo l’avvio comunque del progetto di ristrutturazione del Palazzo dei
Congressi, ma poi sarebbe veramente difficile per l’Amministrazione comunale spingersi ad
inventare chissà che cos’altro. Mentre ho la convinzione che – questo è l’altro aspetto della sfida,
quel che riguarda il futuro – qui diamo comunque un indirizzo positivo, tra l’altro tra poco
parlerò anche di un emendamento, che, in proposito, dovrebbe aiutarci a chiarire ulteriormente le
cose, una spinta positiva anche per le prossime Amministrazioni comunali, che dovranno gestire
il proseguio. Mutatis mutandis, vi ricordo sempre quanto sia importante, per esempio, che noi
teniamo la barra sul vecchio Piano Winkler, perché sono passati talmente tanti anni, l’abbiamo
ritrovato adesso che gli abbiamo affidato l’incarico per le piazze, per viale Roma. È certamente
un architetto Winkler invecchiato, ma ha fatto molto piacere al Vice Sindaco e a me, oltre che a
tutti gli altri membri della Giunta, trovare anche una persona molto soddisfatta, di aver visto che
si è comunque proseguito. Dal palo Riva alla eliminazione, per quanto possibile ad oggi, del
traffico nella zona Inviolata, sapendo che adesso finalmente completiamo quella che sembrava
verbale 3. 11. 06 /
37
un’ipotesi fantasiosa, 12 anni fa.
Tenere la barra vuol dire anche rispettare l’idea di fondo delle Amministrazioni passate,
cercando quindi di non volersi sormontare, come avverrebbe se volessimo cambiare metà pali
adesso, quando ci mancano 4 strade per completare l’illuminazione pubblica in centro. Cosa che
faremo non appena saranno finiti i lavori dei parcheggi, non so se mi spiego. La stessa cosa,
ripeto: mutatis mutandis, quindi in grande, deve valere per l’area fascia lago.
Considero una sfida anche il concetto di equilibrio che ha espresso questa sera il
Consigliere Gatti. Il Consigliere Valandro ha fatto una disamina estremamente dettagliata delle
prospettive che anche l’approvazione del Piano fascia lago conferma per l’economia benacense.
Uso questo termine, benacense, perché ci sono alcune riflessioni sul terzo Polo urbano che non
voglio dimenticare, all’interno della Relazione del Consigliere Valandro. Non posso che dire di
condividere l’impianto della riflessione, perché comunque guarda avanti, che quindi finalizza
anche questa realizzazione a qualche cosa che supera la semplice realizzazione edilizia di
contesto; ma valorizza, di ciascuno degli interventi che lì si possono fare, la dimensione diciamo
strutturale rispetto a quello che la Consigliera Brunelli ha definito: “L’oggi dell’economia
rivana”, cioè la prospettiva turistica, sostanzialmente. Dove per la milionesima volta replichiamo
qui, che tutto ciò che si fa per il ben-essere dell’ospite vale prima ancora per il ben-essere del
cittadino.
Il Consigliere Matteotti ci ha illustrato gli O.d.G., quindi vengo fra un attimo a
valorizzarli tutti insieme. Io spero che le due osservazioni del Consigliere Pederzolli abbiano
trovato parzialmente risposta nelle affermazioni del Vice Sindaco. Ove così non fosse,
rimangono comunque due tipi di osservazioni, che possono essere trasformate in osservazioni
vere e proprie, nei 30 giorni ai fini della seconda adozione. Quindi tornano in circuito sia a
livello di Commissione Urbanistica che di Consiglio comunale, credo dunque che si possano
valorizzare così.
Il Consigliere Modena si è per fortuna riservato di interloquire sulla Relazione Valandro,
il che ci consente di lavorare sugli O.d.G. nella prossima mezz’ora. Per quanto riguarda l’O.d.G.
da lui presentato, se lui consente, lo affronto nell’ordine. Ho già citato tre o quattro volte
l’intervento della Consigliera Brunelli, perché ha focalizzato, secondo me correttamente, anche le
attese, dopo questa lunga gestazione, del Piano. Devo citare anche il Consigliere Munari, che non
è intervenuto ufficialmente, ma che mi ha intrattenuto brevemente qui a lato, perché condivido le
sue idee; già l’altra volta, dopo il suo intervento avevo detto, lui assente peraltro, che ne
condividevo il taglio.
Oggi mi ricordava, con una certa foga, che effettivamente – credo questo possa anche
essere di conforto ulteriore al Consigliere Gatti – abbiamo conservato quell’area. Se oggi
possiamo metterla in discussione è perché abbiamo veramente un’area forte, che dice qualche
cosa al rivano e all’ospite. Un’area che può essere perfettamente lavorabile, urbanisticamente perché questo è il senso di questa terza e credo ultima serata – possiamo intervenire perché, per
fortuna, quell’area la abbiamo. Gli interventi che sono stati fatti fino ad ora su quell’area sono
stati di valorizzazione e di conservazione del patrimonio più caratteristico, dal punto di vista
ambientale dell’area medesima.
Detto questo io vorrei commentare brevemente gli O.d.G., nella successione in cui essi
vanno, nonché gli emendamenti che sono stati depositati, uno a firma del Consigliere Rocco
Frizzi e uno a firma mia e del Vice Sindaco.
L’O.d.G. n. 1 a firma del Consigliere Santoni, per le motivazioni che ho espresso, viene
approvato, per quanto mi riguarda, propongo voto favorevole a questa assemblea.
Gli O.d.G. presentati da diversi Consiglieri e sintetizzati all’aula dal Consigliere
Matteotti: su questi ci sarebbero alcune considerazioni da fare. In questo senso: molti di essi
verbale 3. 11. 06 /
38
hanno una premessa, unitaria, che valorizza il lavoro svolto dal progettista, che “Dà atto
all’Amministrazione e agli Uffici comunali del livello e del lavoro svolto, dà atto della
discussione e dell’esame in Commissione Urbanistica, dà atto della verifica fatta su tavole e
norme tecniche ecc.”. Dopo di che non tutti, ma io credo che questo sia un lavoro molto
semplice, possono mantenere l’allocuzione intermedia, perché non tutti hanno a che fare
squisitamente con il Piano, ma questo vale poco, come ragionamento, perché è un aggiustamento
di natura tecnica.
Ci sono però alcune questioni di fondo che io non posso non sottolineare, in questi O.d.G.
, nel senso che, faccio un esempio: l’O.d.G. n. 2, il primo della serie, Centro Congressi. Siccome
le osservazioni non hanno attinenza al….ma sono stati cambiati i numeri?
(VOCE FUORI MICROFONO)
Sì, però io avevo qui una copia alla quale avevo dato numerazione dal 2 al 7, diversa da quella
che è stata messa adesso. Abbiate pazienza. L’O.d.G. n. 2 diventa quello delle piste ciclabili?
Bene, procediamo così, l’O.d.G. n. 2 è quello relativo alle piste ciclabili. Da questo punto di
vista, qui si tratta di una dimensione di spanne e ed eventualmente di spallate, a seconda che si
vada tutti nella stessa direzione o in quella opposta, però, anche qui ne abbiamo parlato un attimo
con il Vice Sindaco.
Qui dice: “Impegna il Sindaco e la Giunta a richiedere formalmente per quanto attinente
le modifiche ecc., la larghezza dei percorsi ciclabili, prevedendo che la larghezza minima utile
per percorsi ciclabili a doppio senso sia aumentata dai 2,5 m lineari previsti a 3 m lineari”.
Va bene: allora è una questione di spalle, di andirivieni. Io devo naturalmente
interpolarlo, per due motivi: il primo perché il Piano prevede una fascia di rispetto all’interno
della quale giocare la pista ciclabile. Quindi credo di dover chiedere di poter andare avanti con la
seguente frase: “Nell’ambito della prevista fascia di rispetto”.
Poi, utilizzando una locuzione della delibera della Giunta provinciale che attiene le
caratteristiche che devono avere le piste ciclabili: “E con previsione di riduzione, nei casi in cui
non sia possibile mantenere tale larghezza”. Dobbiamo dirlo: che non venga fuori che mettiamo
un vincolo al quale non possiamo tenere fede, magari in momenti puntuali, giusto? Questo mi
pare sia plausibile, non so se posso considerarlo.
O.d.G. n. 3, campo sportivo Benacense. Io, francamente, leggo l’O.d.G. così com’è, fatta
salva la sua premessa: “Il Consiglio comunale impegna il Sindaco e la Giunta a ricevere
formalmente, per quanto attinente, la modifica delle relazione istruttiva delle norme tecniche
ecc., e delle tavole relativamente al campo sportivo Benacense, nello specifico che sia previsto il
mantenimento in loco del campo sportivo Benacense”.
Io ho già espresso il mio commento la volta scorsa, quindi questo O.d.G. va in votazione,
non c’è nessun problema, credo di essermi espresso sufficientemente la volta corsa appunto, per
quanto mi riguarda, su che cosa voglia dire questa cosa. Anche perché c’è una piccolissima
contraddizione, la rilevo all’estensore, con un altro O.d.G., che è quello che è stato illustrato e
che dice: “Che poiché si è deciso di spostare il campo, deve essere prevista un’acquisizione di
circa 26.000 mq nel contesto della futura programmazione urbanistica”.
Io ribadisco qui che l’impianto è esattamente rovescio: se una futura programmazione
urbanistica dovesse prevedere lo spostamento del campo sportivo, qui Cecchetto ci ha già detto
che cosa si intende fare in un contesto di coerenza e di equilibrio del Piano. Lei qui capisce,
Consigliere Gatti, quello che intendo dire quando dico: “Resta qualcosa anche per il domani”.
Se io parto dall’idea che fra due Amministrazioni comunali si sposta il campo sportivo, e non ho
accettato l’idea che lì vada un’area verde sportivo, verde attrezzato, quel che c’è scritto insomma,
è chiaro che l’architetto di turno potrebbe dire: “Mi avete travisato” e noi potremo dire, ai nostri
amministratori futuri: “Ci avete travisati”, se lì facessero un albergo o un’area residenziale, mi
verbale 3. 11. 06 /
39
spiego? Ma se noi qui ci lasciamo scritto questo, ci tuteliamo, per cui, a mio avviso, prevale
l’opzione….
Certo, il Consigliere Matteotti – in molti non l’hanno sentito, perché c’è stato un
momento di disturbo – ha precisato con puntualità quale sia la sua preoccupazione: è quella che,
in realtà, questa Amministrazione abbia già deciso, con la variante di assestamento al PRG, di
venire in quest’aula a proporre, nella prossima primavera, un’altra area, ben definita, come luogo
di localizzazione del campo sportivo. Quindi dice: “Voi vi siete già precostituiti”. Io posso
assumermi la responsabilità anche per il Vice Sindaco, che è in posizione di guida
dell’operazione variante di assestamento, dire che non abbiamo deciso di spostare il campo
sportivo Benacense alla data del 3.11.2006 ore 21.39. Per cui lascio alla valutazione del
Consiglio comunale l’O.d.G, ritenendomi soddisfatto quale che sia l’esito della votazione che il
consesso vorrà esprimere.
Nell’interpretazione che ne ha dato il commentatore - visto che non so se questo sia
firmato o meno dal Consigliere Matteotti, non riesco a decifrare la firma, me ne scuso. Il
Consigliere Morandi? Grazie. – evidentemente c’è un’osservazione che travalica il Piano fascia
lago, che va a dire: “Voi già sapete che cosa succede”. Per cui io dò assoluta disponibilità ad una
scelta del Consiglio comunale, da questo punto di vista.
O.d.G. n. 4, area Miralago. Su questo compendio ci sono due richieste, sulla prima però
devo chiedere all’estensore, nonché alla Consigliera Serafini, di stralciarla, nel senso che dire, in
un O.d.G., che “Per l’area Miralago 15.000 mq dell’area a destinazione benessere vengano
ceduti gratuitamente alla città”. E’ inutile, perché c’è già nelle norme, tant’è che è un terreno già
separato dall’area benessere. I 15.000 mq sono quella fascia a serpentina che c’è ad est dell’area
cosiddetta benessere e sono già in norma deputati ad essere messi a disposizione
dell’Amministrazione comunale.
(VOCE FUORI MICROFONO)
No, qui non c’è scritto immediatamente. Il secondo punto dell’O.d.G. che io rilascio
all’attenzione del Consiglio, in questo senso, dice: “All’interno dell’area Miralago possa essere
prevista la demolizione anche dell’edificio a croce retinato in rosso sulla tavola 7, con la
medesima modalità di intervento dell’edificio principale, per permettere una maggiore libertà
progettuale e poter posizionare le piscine con una migliore insolazione giornaliera”.
Il Vice Sindaco, in assenza del Consigliere Matteotti, ci aveva già fatto vedere le
medesime foto che poi abbiamo visto nella proiezione del Consigliere Matteotti, facendoci
presente questa previsione di uno spostamento eventuale di una trentina di m verso est dell’area
piscine. Io qui però devo dire, con molta franchezza ciò che ho già commentato ad alcuni di voi:
che l’ipotesi di retinare, dunque di vincolare, in tal senso quell’edificio, è stata frutto, nel
percorso che ci ha portati fino a qui, di un sostanziale tira e molla con l’architetto Cecchetto, che
inizialmente prevedeva di mantenere su altri edifici, e poi ha accettato di vederne la demolizione.
Dal nostro punto di vista, è un’indicazione talmente puntuale che non ci fa problema,
eventualmente. È un’indicazione sovrana del Consiglio comunale. Naturalmente intanto sta bene
in quanto possiamo togliere il punto 1, perché ripetitivo di una previsione già presente, quindi
non riteniamo di doverlo ripetere. Sembrerebbe, in caso contrario, di allegare all’O.d.G. una
previsione che è giù contenuta nella delibera. Quindi ne bis in idem.
O.d.G. n. 5: area Cattoi nord. Questo è un discorso del seguente tenore: si tratta di un
rettangolo che nella mappa avete visto perfettamente essere l’unico non allineato rispetto alle
previsioni, che fa l’architetto estensore del Piano, di penetrazione nord-sud dell’angolo visuale.
Dal mio punto di vista personale questa sarebbe materia tranquillamente di Piano di comparto,
perché a me sembra un O.d.G., esuberante rispetto alla fase in cui siamo, oppure trasformabile in
osservazione per la seconda adozione ma, visto che proprio sull’area Cattoi nord abbiamo il
verbale 3. 11. 06 /
40
Piano di comparto, non so se vale la pena, può farlo anche il privato, certo. È vero che il privato
potrebbe presentare lui stesso quest’osservazione, in sede di osservazioni alla prima adozione,
per cui lascio alla riflessone, ancora per qualche minuto, dell’estensore, che è la Consigliera
Lorenzi, la valutazione su quali sia il percorso migliore.
O.d.G. n. 6: sono indicazioni generali. Questo è un O.d.G. che non contiene più le
premesse di cui vi ho detto, è firmato dal Consigliere Detoni, e contiene una serie di aspetti da
rivalutare e di indirizzi da perseguire in una fase successiva. Quindi sostanzialmente non si
presenta come indicazione di correzioni del Piano - se ho capito bene – attuativo così come oggi
è in adozione, ma ci dice: “Fatta la prima adozione valutate questi aspetti”. Allora, io non so se
possiamo metterci mano, ma forse va congegnata meglio la frase di premessa: “Il Consiglio
comunale impegna il Sindaco e la Giunta a tenere conto, in sede di previsione finale, dei
seguenti aspetti e dei seguenti indirizzi”. Dobbiamo capirci, questo vale come un pacchetto di
osservazioni, però adesso arrivo ad esaminarle:
1.
“Per le aree lungo viale Rovereto, il sistema delle piazze, e le aree lungo il lago,
allargamento della fascia pubblica, dove sia previsto un allargamento dell’area e una
contemporanea edificabilità privata, sia prevista la cessione gratuita delle stesse
all’ente pubblico, che già ne dovrà sostenere la sistemazione e l’arredo”. L’art. 2, ha un
paragrafo che si intitola “Cessioni di aree”, che andiamo ad approvare questa sera, che
dice esattamente: “Qualora venga prevista la cessione di aree funzionali alla
realizzazione di interventi di interesse pubblico, viabilità, percorsi ciclabili, aree
pedonali, piazze, spazi riservati alla circolazione e alla sosta dei pedoni, marciapiedi,
verde attrezzato ecc. – quindi tutto – nell’ambito delle zone omogenee ed identificate
come Hb ricettive, Rb2 verde privato, F2 verde pubblico e sportivo - Lido, Du Lac e
Miralago, tanto per citarle - il rilascio del permesso a costruire per gli interventi
consentiti è subordinato alla stipula di una convenzione urbanistica comportante la
cessione gratuita, a favore del Comune, di tali aree destinate ad uso pubblico”. Questo
dunque è già previsto, c’è già scritto tale e quale, quindi non occorre riguardarlo
prossimamente.
2. Scusate, ma per evitare quelle che il Consigliere Frizzi, a suo tempo, chiamava
conventicole, facciamo una valutazione pubblica del tutto. “Per quanto riguarda la
dorsale interna, debba essere prevista convenzione e concessione gratuita del sedime
previsto per la dorsale interna”.
Attenzione, vale quello che ho detto prima, per l’area dell’Hotel Lido, per l’area
Cattoi nord e per il cosiddetto centro benessere. Il Centro Congressi è pubblico, è sotto il
teatro comunale, quindi mi sembra ovvio quello che succede, cioè che sia una cessione
gratuita. Per le altre vale il punto 1, d’accordo? Questo lo dico per spiegare la consistenza
della questione. Allora, se vogliamo leggerlo come di una società pubblica, vale quello
che ho detto, se lo vogliamo leggere come società privata, a maggior ragione vale il punto
1. Uno dei due vale comunque, no? Nel senso che la cessione di aree già c’è ed è prevista
gratuita, che il oggetto sia privato o che sia pubblico, mi sembrava che dirlo di un
soggetto pubblico fosse un gravame eccessivo.
3. Punto n. 3: “Vada valutata la riduzione dei parcheggi a Porto S. Nicolò, a fronte di un
aumento dei posti barca”. Questo mi sembra savio, nel senso che sia da valutare, ed è
stata, per la verità, anche valutata, ma siccome non c’entra con il Piano fascia lago, visto
che ne è al di fuori, ci riserviamo di portarlo alla considerazione del Consiglio in
occasione della seconda adozione.
4. Punto n. 4: è particolarissimo, perché è quello che mi sembra confliggere con l’altro
O.d.G. sul campo sportivo. “Vada considerato come il recuperare l’esterno della fascia
verbale 3. 11. 06 /
41
lago di aree per i due distributori, il centro tennis, il campo sportivo e i parcheggi
sottratti a Porto S. Nicolò, andrebbe ad interessare almeno pari area all’esterno per u
totale di 26.080 mq”. Sì, è una considerazione che possiamo fare, che resta tale. Siccome
va considerato, io non ho niente da dire, è l’ovvietà, insomma, ma non riguarda noi,
bensì le Amministrazioni future, per cui – chiedo scusa al Consigliere Gatti se lo cito per
la terza volta – ci riferiamo a ciò che si dovrebbe fare come previsione urbanistica
esterna nel caso che. Per cui, siccome è corretto, non ho nulla da dire.
5. “Data la loro valenza e l’interesse pubblico dei progetti, gli interventi per il Centro
Congressi e per il Centro benessere vengono portati alla preventiva attenzione del
Consiglio comunale”. Qui c’è un tema che poi ripropone anche il Consigliere Modena
nel Punto n. 1 del suo O.d.G.: noi qui non abbiamo mica portato alla preventiva
attenzione del Consiglio comunale il progetto della Baltera, vero? Quindi,
oggettivamente, dobbiamo capirci su che cosa vogliamo, ecco. Noi, infatti, non possiamo
andare ad intercettare…. In altre parole, non appena noi approviamo il Piano, la società
competente andrà a fare la gara di progettazione tale e quale quella che è stata fatta per il
Palafiere. Non è che noi possiamo trasformare il Consiglio comunale nella giuria di
quella gara, questo io voglio porre alla vostra attenzione.
Se c’è qualche cos’altro, qualche modo diverso di dire questa cosa, ben volentieri.
Mi suggeriva prima il Consigliere Modena che se il Consiglio comunale volesse dare –
senza impegno – alla società proprietaria qualche indirizzo sulle cose da scrivere nella
gara per la progettazione, questo si può fare, però non è obbligatorio per la società
accettare l’osservazione. Certamente non possiamo fare una delibera, perché la società è
la Garda Trentino Fiere, che non è una società nostra, direttamente. Però ragioniamoci un
attimo, il Consigliere Modena mi diceva: “Basta capire che cosa si vuole da questo”. Per
il Centro benessere, se possibile, è ancora peggio, nel senso che è una proprietà della
Provincia. Io posso, eventualmente, impegnarmi a chiedere alla Provincia, però vorrei che
fosse scritto in modo congruo, così che non risultasse un impegno che mi prendo io. Se
ho capito bene significa questo, cioè che tutte queste osservazioni sono materia che
dobbiamo studiare.
(VOCE FUORI MICROFONO)
Presidente:
Prego Consigliere Moderna.
Consigliere Modena:
Noi adesso approviamo un Piano in cui ci sono delle indicazioni, nelle quali è contenuta
la polpa di tutta la vicenda, che, per un verso o per l’altro non passerà mai più in Consiglio
comunale. Ora, a me pare che tutti quanti, anche quelli più favorevoli al Piano attuativo, dicono
che sarebbe bello vedere come va a finire. Ora, anche noi diciamo che sarebbe bello vedere come
va a finire, nei tempi, nei modi e nelle forme previste. Intendiamoci, cerchiamo una soluzione
che vada bene a tutti. Noi capiamo benissimo che a Patrimonio s.p.a. noi non possiamo andare ad
imporre un nostro disegno, però almeno vedere quanto accadrà sul nostro territorio, in una fascia
così importante come quella che andiamo a codificare adesso, credo sia determinante.
Sindaco:
Sì. Se ho capito bene, se questo O.d.G. riguarda indicazioni generali che sono materie da
valutare e studiare nell’intertempo fra l’oggi e la prossima adozione da parte del Consiglio, mi
basterebbe poter scrivere bene questa frase.
verbale 3. 11. 06 /
42
Consigliere Modena:
Non c’è dubbio, signor Sindaco, rubo ancora un secondo: Palazzo dei Congressi. siamo
qui in trenta e tutti quanti possiamo dire che siamo d’accordo sul palazzo dei Congressi, sui 20 m
invece ragioniamo. I 20 m sono un corpo tecnico perché la torre scenica va su e fa pennello a 20
m? I 20 m sono la larghezza di tutto quanto? Troveremo un bunker? Troveremo che cosa? Tutti
quanti possiamo dire sì ai 20 m, perché come ho detto nel mio intervento la volta scorsa, i 20 m
sono un limite massimo imposto entro il quale si va a progettare; però questo sarà il limite
massimo o il progettista che ci sarà quel giorno potrà pensare di usare i 20 m per tutto il
perimetro? È un esempio.
Presidente:
Grazie Consigliere Modena.
Sindaco:
Di questo dirò tra un attimo, sull’ultimo. Non so: “Data la loro valenza ed interesse
pubblico, gli interventi sul Centro Congressi e sul centro benessere, vengano portati alla
preventiva attenzione del Consiglio comunale, nel rispetto delle modalità previste e delle
competenze delle singole società proprietarie”. Una frase così, che mi consenta di arrivare ad
elaborare un sesto grado superiore di qualche cosa che al momento non riesco a pensare cosa
possa essere, ma che ho capito.
(VOCE FUORI MICROFONO)
Tutto si può tentare, io questo farei, insomma. Su quest’O.d.G., tolti i punti 1, 2, ma i punti 3, 4,
5, con questa correzione, non avrei difficoltà a votare. I punti 1 e 2 solo perché ci sono già nella
norma, non posso approvare un O.d.G. e anche la delibera.
Poi abbiamo l’O.d.G. n. 7, che riguarda il Centro Congressi. Questo è abbastanza
interessante, è firmato direttamene dal Consigliere Matteotti, che ne è estensore e commentatore.
Su questo io credo che però dovremmo un attimo capirci, cioè mi sta bene quello che c’è scritto,
però non con riferimento - adesso mi spiego – a modifiche di Piano, ma agli accordi che deve
prendere l’Amministrazione comunale. Mi spiego: questo tratta di parcheggi e, giustappunto,
della questione della torre scenica. Allora: io dico che mi sta bene, premesso tutto quanto sopra,
dopo cancellerei le righe “Ritenuto in via conclusiva ecc., il Consiglio comunale impegna il
Sindaco e la Giunta a”: cancellare le tre righe successive, perché non c’entra con questo. “ A che
sia previsto che all’interno e che da un lato…”:
Queste sono considerazioni che, in qualche modo, sono collegabili alle osservazioni di
cui al precedente O.d.G., io non posso andare a scrivere nelle norme che devo fare una
convenzione. Impegniamo l’Amministrazione comunale a farla, con alcune precisazioni, che
rileggo, per capire di che cosa stiamo parlando, se non avete il testo:
1. “Richiede che sia prevista apposita convenzione che garantisca l’utilizzo come
parcheggi pubblici dei parcheggi del nuovo Centro Congressi nei giorni in cui
non fossero utilizzati per gli scopi e per le attività come parcheggi pertinenziali”.
2. “Il Consiglio comunale richiede che all’interno del Centro Congressi venga
espressamente prevista per il teatro comunale da 600 posti, la proprietà
comunale anche dei relativi parcheggi pertinenziali”.
3. “Da un lato non deve essere considerata vincolante la disposizione planimetrica
delle sale o dei percorsi di attraversamento e che dall’altro vada attentamente
riponderata l’altezza prevista per il Palazzo dei Congressi”.
Allora: il terzo punto è di totale ovvietà, perché se questo è il Piano urbanistico, sappiamo
verbale 3. 11. 06 /
43
perfettamente che la parte di esecuzione del medesimo può stare dentro alle previsioni
urbanistiche di massima e può essere liberamente compressa e rimodulata dall’estensore del
progetto esecutivo. Dovremo dire appunto che: “In sede esecutiva non debba essere considerata
vincolante ecc.”, ma mi sembra che sia evidente, perché non lo è per definizione, dunque è
ridondante.
Sul resto io vorrei io non ho problemi, dal punto di vista del dire: “Comune fai delle
convenzioni, degli accordi”, peraltro devo segnalarvi che tutto è già previsto nel comma 5.2 della
delibera 149 di questo Consiglio comunale, precedente Amministrazione, del 15.12.2004, che
dava le Direttive alle società. C’è un punto esatto che prevede esattamente questo: l’uso pubblico
dei parcheggi pertinenziali quando non richiesti per l’uso specifico.
(VOCE FUORI MICROFONO)
No, non è che non siamo d’accordo è che questo Consiglio l’ha già previsto, è questo il tema.
(VOCE FUORI MICROFONO)
Ho capito, ma non è questione di fidarci in questo modo, Consigliere Matteotti. abbia pazienza…
(VOCE FUORI MICROFONO)
Presidente, ho la parola, posso andare avanti? Posso tenerla?
(VOCE FUORI MICROFONO)
Presidente:
Certo, Consigliere Matteotti, per favore!
Sindaco:
Grazie Presidente. Io dico che stiamo facendo uno sforzo notevolissimo per ragionare,
allora: nel caso di questo O.d.G. l’unica osservazione che faccio è che l’O.d.G. sta ripetendo una
precisa Direttiva contenuta in una delibera del Consiglio comunale. Allora, da un certo punto di
vista, squisitamente giuridico, l’O.d.G. non serve, perché la delibera è vigente, ed è quella alla
quale le società si stanno attenendo nella realizzazione dei progressivi passaggi che riguardano le
competenze loro. Tra l’altro, appunto, alcune cose le hanno anche già fatte. Io voglio dire dunque
che è ridondante rispetto ad una Direttiva già data dal Consiglio comunale, che è in fase di
attuazione. Allora, se noi possiamo dire che, complessivamente, le previsioni con riferimento ai
parcheggi dell’area del Centro Congressi vengano mantenute, così come alla Delibera 149 del
15.12.2004, mi sentirei di approvare questo O.d.G., perché in questo caso è ridondante ma non
va a dettagliare le cose in maniera diversa dalle previsioni della delibera.
In questo senso, poiché in sede esecutiva non debba essere considerata, credo che la
norma sia chiara.
La mia proposta è semplicemente questa: che i punti 1 e 2 vengano riassunti in un unico
punto, che dice: “Con riferimento ai parcheggi previsti nell’area del nuovo centro Congressi del
teatro comunale, vengano rispettate le previsioni della delibera n. 149 del 15.12.10024”. sotto al
punto 3, che diverrebbe punto 2, dopo la parola “che”, venga scritto “in sede esecutiva”. “ Da
un lato non deve essere considerata vincolante e dall’altro vada attentamente riponderata
l’altezza”. Questa sarebbe la proposta su questo O.d.G.
Poi c’è l’O.d.G. n. 8, fascia lago, che francamente devo dire al Consigliere Benaglio che
non mi sento personalmente di accogliere, nel senso che “Impegna la Giunta a prendere nella
giusta considerazione le proposte sopra riportate, rispetto all’allocazione della Fraglia della
Vela, e di ricercare nella zona della fascia lago un’idonea collocazione per la creazione di un
porto sportivo destinato alla Fraglia della vela”. Io credo che questo sia esuberante rispetto alle
possibilità che abbiamo. Porto a mio conforto un’affermazione del Consigliere Matteotti, o
addirittura del Consigliere Modena, che ci diceva di ritenere a sua volta esuberante la previsione
verbale 3. 11. 06 /
44
di un ampliamento del Porto S. Nicolò, non ricordo più chi lo abbia detto, c’è stato qualcuno che
ce lo ha detto. Dire che forse ampliare Porto S. Nicolò è eccessivo ma, in contemporanea,
dobbiamo trovare un altro porto per collocarvi la Fraglia della vela, mi sembra un po’ esagerato.
Ultimo O.d.G., il n. 9, del Consigliere Modena, io gli faccio una proposta: se il
Consigliere Detoni accetta la ricalibratura del punto n. 5 del suo O.d.G., chiederei al Consigliere
Modena, nel punto n. 1 del suo O.d.G. “Impegna il Consiglio comunale a sottoporre i progetti di
Palazzo dei Congressi, Miralago e Porto S.Nicolò”, di cancellare Palazzo dei Congressi e
Miralago, lasciando Porto S. Nicolò, così avrebbe la paternità di questo, su cui non abbiamo
problemi, perché si tratta di una nostra società. Lei, cortesemente, non ha scritto
“preventivamente”. Poi dice, con un’osservazione finale, che mi sono permesso di proporre in
emendamento e che il Consigliere Modena ha già accettato: “A predisporre prossimamente un
Piano di area, per la zona a cerniera dei Giardini di Porta Orientale e del compendio Fraglia e
Spiaggia degli Ulivi”. È il discorso che ha fatto la volta scorsa, ci siamo capiti? Però:
“Predisporre prossimamente un Piano di area” significa fare un lavoro come quello che
abbiamo svolto con l’architetto Rossi, integrativo del Piano. Con queste due correzioni non ho
problemi.
Per quel che riguarda gli emendamenti il numero 10 è stato proposto dal Consigliere
Frizzi: “Stralciare la delimitazione di ambito privato”, allora, io adesso su questo non sono
d’accordo, per come è messo, però mi permetto di illustrare l’emendamento a mia firma,
concordato con il Vice Sindaco. Dire “Eliminare l’ambito privato”, vuol dire tout court
ripristinare le previsioni precedenti, allora io proporrei un emendamento di questo tipo: “Con
riferimento all’ambito C, parco Miralago”.
(VOCE FUORI MICROFONO)
N. 11, chiedo scusa, è l’ultimo testo che commento: “A pagina 65 delle norme tecniche di
attuazione, nella tavola 11 d e in ogni elaborato connesso, la definizione di ambito privato viene
sostituita con la definizione di ambito pertinenziale alle attrezzature per il benessere”.
(VOCE FUORI MICROFONO)
Noi lo integriamo all’interno di quello.
(VOCE FUORI MICROFONO)
Ma non su quell’area che Lei identifica con quell’altro.
(VOCE FUORI MICROFONO)
Esatto, c’è la definizione, ma non è riportato in mappa.
(VOCE FUORI MICROFONO)
In mappa c’è scritto ambito privato, come Lei ha correttamente notato.
(VOCE FUORI MICROFONO)
Presidente:
Consigliere Frizzi, usi il microfono!
Consigliere Frizzi:
C’è scritto sulle norme di attuazione, scusi, faccio questa riflessione perché Lei sta
dicendo che le nostre sono ripetitive, ma lo è anche quella firmata a Lei e dal Vice Sindaco.
Sindaco:
No, comunque dia un’occhiata, nel frattempo.
(VOCE FUORI MICROFONO)
Questa è la proposta che facciamo, poi ci studiamo sopra.
(VOCE FUORI MICROFONO)
verbale 3. 11. 06 /
45
Consigliere Frizzi:
L’obiettivo finale non è uguale, perché io dico: “Stralciare il retino privato intorno alla
Miralago”, se noi votiamo questo, quello che Lei sostiene poi, l’emendamento suo e del Vice
Sindaco, ci sarebbe già. Infatti esiste già la pertinenzialità area verde sul fascia lago. Se Lei
guarda la tavola n. 11, c’è disegnata…
(VOCE FUORI MICROFONO)
Sindaco:
Andiamo a correggere: “Delimitazione dell’ambito privato, con la denominazione ambito
pertinenziale per attrezzature per il benessere”, proprio sulla tavola 11. Nel senso che
certamente non accogliamo l’emendamento soppressivo, ma proponiamo un emendamento
correttivo.
Signor Presidente. Io adesso chiederei la cortesia, se fosse possibile fare, da parte dei
Consiglieri proponenti, una valutazione delle proposte che mi sono permesso di fare sui singoli
O.d.G., magari uno dopo l’altro, in modo da trattarli nell’ordine.
Il primo dovrebbe essere il Consigliere Santoni: va bene, lo approviamo.
Consigliere Bombardelli. Sono stato chiaro nella mia esposizione?
Presidente:
Consigliere Bombardelli.
Consigliere Bombardelli:
Grazie Presidente. Io volevo solo chiedere una piccola sospensione, per capire le proposte
di modifica che Lei ha annunciato prima e valutarle. Infatti dall’accettazione o meno di questi
O.d.G. dipende la nostra approvazione del Piano.
Presidente:
Con il consenso del Consiglio comunale, sospendiamo per 5 minuti la seduta.
(CAMBIO LATO)
^^^^^^^^^^
ore 20.13: sospensione dei lavori
^^^^^^^^^^
ore 20.48: ripresa dei lavori
^^^^^^^^^^
Presidente:
Prego, Consiglieri, arriviamo a fare tutto, un po’ di pazienza. Riprendiamo i lavori del
Consiglio comunale, la parola al signor Sindaco. Prego, i Consiglieri di prendere posto.
Sindaco:
Io, signor Presidente, devo dare conto alle colleghe ai colleghi Consiglieri, ma prima di
tutto a Lei, del lavoro che è stato compiuto adesso con i medesimi, per quanto riguarda gli O.d.G.
O.d.G. n. 1 del Consigliere Santoni: confermato.
O.d.G. n. 2: fascia lago e piste ciclabili. Dopo le parole “3 m lineari, nell’ambito della
prevista fascia di rispetto e con previsione di riduzione nei casi in cui non sia possibile
mantenere tale larghezza”. Su questo il Consigliere Bombardelli ha dichiarato la propria
verbale 3. 11. 06 /
46
disponibilità.
O.d.G. n. 3, Campo sportivo Benacense, si sostituisce il dispositivo in questo modo: “Il
Consiglio comunale impegna il Sindaco e la Giunta a valutare l’opportunità del mantenimento
in loco del campo sportivo Benacense fino alla realizzazione del nuovo”. Su questo il
Consigliere Morandi, mi pare, ha espresso parere favorevole.
O.d.G. n. 4: area Miralago. Semplicemente prima dell’impegno si mette: “Visto che per
l’area Miralago è prevista la cessione alla città dell’area verde ad uso pubblico, il Consiglio
comunale impegna ecc.”, nello specifico si cancella il punto 1 e resta il punto 2, tolta la parola
“ritiene”, “…che, all’interno della Miralago possa essere prevista la demolizione anche
dell’edificio a croce retinato in rosso nella tavola 7 con medesime modalità di intervento ecc.rimane il testo insomma – per permette una maggiore libertà progettuale, per poter posizionare
la piscina con la migliore insolazione giornaliera”. “Visto che per l’area Miralago è prevista –
scusate il visto/prevista, ma è tardi per tutti – considerato – lasciamo il considerato - che per
l’area Miralago è prevista la cessione alla città dell’area verde ad uso pubblico di 15.000 mq”.
(VOCE FUORI MICROFONO)
No, c’è scritto così sulla norma. Chiedo scusa, non avevo letto, ma era la norma esattamente
come Lei l’ha ricordata. Su questa il Consigliere Serafini era d’accordo.
O.d.G. n. 5: area Cattoi nord. Nessuna modifica.
O.d.G. n. 6: indicazioni generali. Allora: prima dell’impegno scriviamo: “Visto che il
Piano all’art. 2 prevede la cessione gratuita di aree funzionali alla realizzazione di opere di
interesse pubblico, impegna il Sindaco e la Giunta e tenere conto in sede di previsione finale dei
seguenti aspetti e dei seguenti indirizzi”. Via il punto n. 1 e via il punto n. 2, che sono diventati
“Visto che”, sì al punto n. 3: “Vada valutata la riduzione dei parcheggi al Porto S. Nicolò a
fronte di un aumento dei posti barca”; sì al punto n. 4: “Vada considerato come recuperare
l’esterno fascia lago di aree per due distributori, centro tennis, campo sportivo, parcheggi
sottratti a Porto S. Nicolò, potrebbe interessare almeno pari aree all’esterno”, cancellando poi
“per un totale di mq”; punto n. 5: “Data la loro valenza ed interesse pubblico gli interventi per il
Centro Congressi e il centro benessere, vengono portati alla preventiva attenzione del Consiglio
comunale, nel rispetto delle modalità previste e delle competenze delle singole società
proprietarie”. Con questa formulazione il Consigliere Detoni sarebbe d’accordo.
O.d.G. n. 7: Centro Congressi. Resta in premessa: “In relazione, etc. preso atto, dato atto,
per quanto discusso, per quanto, etc. e premesso tutto quanto sopra”, vengono cancellate le tre
righe successive. Viene cancellato tutto il resto, poi: “Il Consiglio comunale impegna il Sindaco
e la Giunta a:
1. Confermare, per quanto attiene i parcheggi della zona congressuale e teatrale,
quanto disposto dalla delibera n. 149 del Consiglio comunale dd 15.12.2004”.
2. A che, in fase progettuale, da un lato non debba essere considerata vincolante la
disposizione planimetrica, dall’altro vada attentamente..” resta il testo
originario.
(VOCE FUORI MICROFONO)
Scusa, Consigliere Matteotti, deve farlo registrare.
Presidente:
Prego Consigliere Matteotti:
Consigliere Matteotti:
Nel citare il numero delle delibere, che ci va bene, vogliamo che sia espresso, già nel
testo, quanto abbiamo sempre detto, cioè che i parcheggi del nuovo Centro Congressi e del teatro
verbale 3. 11. 06 /
47
sono utilizzati a servizio di parcheggi pubblici nei giorni in cui non sono interessati dall’attività.
Sindaco:
E’ esattamente quanto è scritto.
Consigliere Matteotti:
Non l’ho sentito leggere.
Sindaco:
No, Consigliere, è esattamente quanto è scritto in delibera.
Consigliere Matteotti:
Sì, ma se qualcuno lo legge non sa che cosa sta dietro a questo numero. Per cui si
prosegua con “e cioè….”.
Sindaco:
Sono d’accordo con Lei, Consigliere, Le faccio solo rispettosamente osservare, con
grande simpatia, che Lei a questa previsione, in quella delibera, ha votato contro.
Consigliere Matteotti:
Sì, va bene, è lo stesso. Non credo di avere contro, e se l’ho fatto sarà stato per
determinati motivi, io non ricordo la delibera. La prossima volta Le dirò perché ho votato contro,
non c’entra niente aver votato contro, chissà come era congeniata e chi l’aveva approntata. Non
c’entra niente: questa volta ci deve essere scritto che i 700 posti sono utilizzati dalla città quando
il Palazzo del Congressi non li utilizza, perché non venga fuori che sono come i 2000 posti alla
Blatera che per 1 mesi l’anno sono vuoti. Punto.
Sindaco:
Allora, si cancella nonché, “cioè l’uso pubblico dei parcheggi quando non richiesti per
l’uso specifico”. Va bene, che è esattamente il testo della delibera. Allora: “Confermare, per
quanto attiene per quanto attiene i parcheggi della zona congressuale e teatrale, quanto
disposto dalla delibera n. 149 del Consiglio comunale dd 15.12.2004, cioè l’uso pubblico dei
medesimi, quando non richiesti per l’uso specifico”. Va bene? Con queste precisazioni va bene al
Consigliere Matteotti.
O.d.G. n. 8: Fraglia della Vela. Il giudizio resta quello che ho testé espresso, il
Consigliere Benaglio aveva una proposta a fare al Consiglio, non so se la vuol esprimere.
Presidente:
Prego Consigliere Benaglio.
Consigliere Benaglio:
Dicevo che eventualmente, nel dispositivo finale, se non si pensa di trovare uno spazio
idoneo per la creazione di un porto sportivo sulla fascia lago, di togliere quella frase lì e di
mettere: di incaricare l’architetto di trovare una soluzione idonea a risolvere il problema della
Fraglia. Questo è un problema grosso, è inutile nasconderci dietro un dito, tra due o tre anni sarà
sempre peggio. Allora, potrà dirmi l’architetto che ha lavorato tre mesi e non ha trovato nulla,
però almeno affidiamo l’incarico, così come ne abbiamo dati tanti altri per molte altre cose,
diamolo anche per questo problema, così che trovi una soluzione. Se non volete trovare una
verbale 3. 11. 06 /
48
soluzione importante per aiutare la Fraglia vuol dire che avete miopia politica.
Presidente:
Grazie Consigliere Benaglio.
Sindaco:
O.d.G. n. 9: le correzioni accettate dal Consigliere Modena le abbiamo già rese note.
Quindi rimane così: “Sottoporre al Consiglio comunale il progetto di Porto S. Nicolò e
predisporre prossimamente un Piano d’area per la zona a cerniera dei giardini di Porta
Orientale del compendio Fraglia della vela – Spiaggia degli Olivi”.
Emendamento Frizzi: no.
Emendamento Molinari-Mosaner: sì.
Questa è la conclusione del lavoro che mi era stato chiesto di fare, signor Presidente.
Presidente:
Grazie signor Sindaco. Mettiamo in votazione l’O.d.G. n. 1, presentato dal Consigliere
Santoni.
(VOCE FUORI MICROFONO)
Prego Consigliere Frizzi, per le dichiarazioni di voto.
Consigliere Frizzi:
Io voterò l’O.d.G. del Consigliere Santoni, prendendo atto e riconoscendo che tutto il
Consiglio comunale, attraverso questo voto, rivaluta la finalità sociale che ha sempre avuto la
Miralago. Oltretutto con il grosso dubbio, con la grossa problematica che, iniziati i lavori e
chiuso il cancello della Miralago, tutte le attività che oggi vengono svolte all’interno della stessa,
sul territorio di Riva del Garda non trovano spazi in alternativa alla Miralago. Questo voto
riconosce, perlomeno, questo aspetto dell’uso sociale che ha la Miralago.
Presidente:
Grazie Consigliere Frizzi, la parola al signor Sindaco.
Sindaco:
Per dichiarazioni di voto, signor Presidente.
(VOCE FUORI MICROFONO)
Chiedo scusa, leggo l’O.d.G. del Consigliere Santoni.
(VOCE FUORI MICROFONO)
Non c’è nessun dubbio, ma io avevo preso la parola per dichiarare il mio voto favorevole a
quest’ordine del giorno, per un motivo esattamente contrario a quello per cui esprime voto
favorevole il Consigliere Frizzi. Mentre stavo per dire queste parole il Consigliere Modena mi è
passato davanti chiedendo di rileggere l’O.d.G. quindi io trasferisco l’O.d.G. al titolare,
riservandomi di proseguire poi. Giustamente il Consigliere Bombardelli….
(CAMBIO CASSETTA)
…fintanto che non inizieranno i lavori per la realizzazione di quanto previsto dal Piano
attuativo della fascia lago. Nel rispetto delle competenze dell’ente Comprensorio Alto Garda e
Ledro, per quanto attiene i servizi sociali e quindi nel rispetto delle scelte di gestione ritenute
dall’ente medesimo più idonee al perseguimento delle specifiche finalità sociali. Si elencano le
attività attualmente ospitate nel compendio Miralago:
− Centro aperto per minori;
verbale 3. 11. 06 /
49
− Iniziativa Incontriamoci in Miralago, per anziani del C 9;
− Eventuali iniziative di socializzazione per portatori di handicap;
− Colonia estiva.
Il Consiglio comunale impegna altresì la Giunta municipale a relazionare allo stesso
Consiglio l’esito degli accordi raggiunti con la Giunta provinciale”.
Se posso completare adesso il mio commento a questo voto, io intendo ricordare che
l’impegno che si prende con questo O.d.G., è quello di chiedere a Patrimonio s.p.a. di poter
rimanere lì con queste 3 attività, e non con altre. Tutto questo, evidentemente, nella prospettiva
che l’ente gestore delle medesime non è il Comune di Riva del Garda, ma il Comprensorio Alto
Garda e Ledro, che ogni qual volta ritenesse di poter destinare diversamente la localizzazione
delle medesime, lo può fare senza dover chiedere parere né alla Patrimonio s.p.a. né al Comune
di Riva del Garda.
Presidente:
Grazie signor Sindaco, su questo O.d.G. altri che chiedono la parola per dichiarazioni di
voto? Nessuno.
A seguito di votazione palesemente espressa per alzata di mano ed il cui
esito è proclamato dal Presidente con l’assistenza degli scrutatori e che ha conseguito il seguente
risultato:
- Consiglieri presenti e votanti n. 28
- voti favorevoli n. 28 (Sindaco, Presidente, Santoni, Benamati, Daves, Calzà Luigi, Brunelli,
Zanoni, Lorenzi Patrick, Calzà Mario, Valandro, Grasso, Dalponte, Gatti,
Accorsi, Grazioli, Munari, Frizzi, Pederzolli, Trinchieri Benatti,
Morandi, Lorenzi Emanuela, Serafini, Matteotti Pietro, Bombardelli,
Detoni, Modena, Benaglio)
contrari
n. 0
astenuti
n. 0
IL CONSIGLIO COMUNALE APPROVA L’ODG N. 1
A FIRMA DEL CONSIGLIERE SANTONI
Sindaco:
Il secondo O.d.G. è relativo alle Piste ciclabili, a firma del Consigliere Ivo Bombardelli,
così come integrato.
Presidente:
Prego Consigliere Bombardelli.
Consigliere Bombardelli:
Vorrei osservare anche che le copie che avete a disposizione non sono controfirmate dai
Consiglieri proponenti, pertanto, come formalità, dovrebbero essere controfirmate e consegnate.
“O.d.G. n. 2, Piano fascia lago sulle piste ciclabili. In relazione alla riunione del
Consiglio comunale per la prima adozione del Piano attuativo ai fini generali per la fascia lago,
verbale 3. 11. 06 /
50
preso atto della complessità del Piano, della filosofia dell’impostazione generale condivisibile,
dato atto al progettista, all’Amministrazione, agli Uffici comunali preposti, del livello del lavoro
svolto, preso atto che una serie di suggerimenti e di modifiche sono stati recepiti sia per le
planimetrie che per le norme tecniche di attuazione, per quanto discusso ed esaminato in
Commissione Urbanistica, per quanto verificato sulle Tavole di progetto e sulle norme tecniche
di attuazione; premesso tutto quanto sopra, ritenuto, in via conclusiva che si possano
riconsiderare alcuni aspetti e che se ne debbano migliorare alcuni contenuti, nell’interesse
esclusivo dei cittadini e degli ospiti, sia in termini di qualità che di servizi, il Consiglio
comunale impegna il Sindaco e la Giunta a richiedere formalmente, per quanto attinente, la
modifica della Relazione illustrativa delle norme tecniche di attuazione e delle tavole
relativamente alla larghezza dei percorsi ciclabili, prevedendo che la larghezza minima utile per
percorsi ciclabili a doppio senso sia aumentata dai 2,5 metri previsti a metri 3, nell’ambito della
prevista fascia di rispetto e con previsione di riduzione in casi in cui non sia possibile
mantenere tale larghezza”. Grazie.
Presidente:
Grazie, Consigliere Frizzi, prego.
Consigliere Frizzi:
Per dichiarazione di voto: io mi astengo su questo O.d.G., perché, purtroppo, nella
premessa dell’O.d.G. c’è la prima frase su cui non sono assolutamente d’accordo: “preso atto
della complessità del Piano, della filosofia dell’impostazione generale condivisibile”.
Io non condivido per niente né la filosofia né l’impostazione generale di questo Piano.
Oltretutto quanto aggiunto a questo O.d.G., non lo condivido per niente, perché mi ricordo che
fin da quando abbiamo dato le Direttive per l’impostazione del primo Piano guida di Cecchetto,
sull’area Miralago eravamo riusciti ad ottenere la dicitura: “Spazio pubblico, il più possibile”.
Oggi questa ultima frase ci ha portato soli 15.000 mq, mentre tutto il resto è ambito
privato. Su questi dispositivi, che lasciano sempre alla discrezione del progettista l’aumentare o
il diminuire lo spazio, non troverete sicuramente la mia approvazione. È chiaro invece che sono
d’accordo con l’allargamento della larghezza minima delle piste ciclabili da 2,5 m a 3 m. Penso
che sia una distanza minima che deve essere prevista per le piste ciclabili.
Presidente:
Grazie. Se non prenotate prima, Consiglieri, non vi do più la parola! Scusatemi, non si
può, aspettate che io vada in votazione! Santo cielo!
Consigliere Pederzolli:
Per mozione d’ordine, Presidente! Quando ha concluso il suo intervento il Consigliere
Frizzi, io mi sono prenotato e ho atteso che Lei mi desse indicazioni.
Presidente:
No, non c’erano prenotazioni, Consigliere Pederzolli!
Consigliere Pederzolli:
Prendo atto che non si è accorto di questo. Per mozione d’ordine, Presidente, volevo
chiedere con quale idea si prosegue oltre l’orario, quando la convocazione dice che il Consiglio
dura fino alle ore 23 , indicativamente. Se non ricordo male si diceva che se si fosse in votazione
o in dichiarazione di voto si sarebbe andati avanti.
verbale 3. 11. 06 /
51
Presidente:
Siamo in votazione!
Consigliere Pederzolli:
Ma per gli emendamenti non per tutto quel che è il futuro! Si parlava di dichiarazione di
voto: io non ho partecipato alla Conferenza dei Capigruppo di lunedì, è stata presa qualche
decisione diversa? Altrimenti io credo che, da Regolamento, si debba votare l’eventuale
prosecuzione oraria di questa seduta. Comunque al di là della mozione d’ordine, la mia
dichiarazione di voto su questo emendamento mi vede favorevole, perché, come avevo detto
nell’intervento di lunedì, avevo fatto addirittura riferimento ad una “misurazione di spalle”, in
quanto non essendo un tecnico, consideravo che la larghezza normale di una persona sia circa di
80 cm, con la bicicletta arriviamo ad 1 m, due biciclette che si incrociano fanno già 2 m. Era un
discorso stranissimo, non tecnico, da persona che non se ne intende, ma volevo soltanto far
capire che 3 m deve essere la misura minima per una pista ciclabile decorosa e decente.
Naturalmente negli spazi dove sarà possibile realizzarla in queste misure.
Per quanto riguarda la parte iniziale, come segnalava il Consigliere Frizzi, la filosofia
dell’impostazione generale condivisile: ci può essere qualche perplessità anche su questa frase,
però, fondamentalmente, mi sembra che l’impianto di questo emendamento voglia solo ottenere
l’allagamento delle piste ciclabili. Grazie.
Presidente:
Grazie Consigliere Pederzolli, voglio ricordarLe che lunedì scorso il Consiglio comunale
ha chiuso i lavori alle ore 22.05 minuti, perciò proseguiamo con la votazione dell’O.d.G. n. 2.
Consigliere Modena:
Scusi, Presidente, solo per curiosità: mi può spiegare che cosa significa la frase da Lei
appena proferita: “Il Consiglio comunale ha chiuso i lavori alle ore 22.05”?
Presidente:
Che abbiamo chiuso in anticipo sull’orario.
Consigliere Modena:
Allora facciamo la media? Non so se c’è un Regolamento che dice di fare la media!
Presidente:
Non faccio la media! Consigliere Modena, ho voluto solo riferire quanto accaduto lunedì
scorso. Metto in votazione l’O.d.G. n. 2.
A seguito di votazione palesemente espressa per alzata di mano ed il cui
esito è proclamato dal Presidente con l’assistenza degli scrutatori e che ha conseguito il seguente
risultato:
- Consiglieri presenti e votanti n. 28
- voti favorevoli n. 27 (Sindaco, Presidente, Santoni, Benamati, Daves, Calzà Luigi, Brunelli,
Zanoni, Lorenzi Patrick, Calzà Mario, Valandro, Grasso, Dalponte,
verbale 3. 11. 06 /
52
Gatti, Accorsi, Grazioli, Munari, Pederzolli, Trinchieri Benatti,
Morandi, Lorenzi Emanuela, Serafini, Matteotti Pietro, Bombardelli,
Detoni, Modena, Benaglio)
-
contrari
astenuti
n. 0
n. 1 (Frizzi)
IL CONSIGLIO COMUNALE APPROVA L’ODG N. 2
A FIRMA DEL CONSIGLIERE BOMBARDELLI
CON LE MODIFICHE CONCORDATE CON IL SINDACO
Consigliere Bombardelli:
Signor Presidente, ho chiesto al Sindaco se può illustrarli saltando tutte le premesse e
leggendo solo il dispositivo, per quanto riguarda i nostri O.d.G.
Presidente:
Benissimo, non ci sono problemi.
(VOCE FUORI MICROFONO)
Sindaco:
Provvedo volentieri, Consigliere Bombardelli, secondo la Sua richiesta. O.d.G. n. 3:
Campo sportivo Benacense. Omesse le premesse: “Il Consiglio comunale impegna il Sindaco e
la Giunta a valutare l’opportunità del mantenimento in loco del campo sportivo Benacense fino
alla realizzazione del nuovo”, a firma del Consigliere Morandi Giorgio.
Presidente:
Grazie Sindaco, dichiarazioni di voto sull’O.d.G. n. 3. Ha chiesto la parola il Consigliere
Modena.
Consigliere Modena:
Adesso si è trovata questa soluzione, io volevo richiamarmi a quella che era stata la
determinazione a suo tempo della Commissione Urbanistica, che aveva detto – e io sono rimasto
ancora a quella – che andava bene così come era stato illustrato, fatto salvo che nel momento in
cui si farà la nuova struttura poi si sposterà l’altro. A me pare ovvio! Si tratta di quello che è stato
detto dal Sindaco, insomma.
Presidente:
Grazie Consigliere Modena, passiamo alla votazione.
A seguito di votazione palesemente espressa per alzata di mano ed il cui
esito è proclamato dal Presidente con l’assistenza degli scrutatori e che ha conseguito il seguente
risultato:
- Consiglieri presenti e votanti n. 28
- voti favorevoli n. 27 (Sindaco, Presidente, Santoni, Benamati, Daves, Calzà Luigi, Brunelli,
Zanoni, Lorenzi Patrick, Calzà Mario, Valandro, Grasso, Dalponte,
verbale 3. 11. 06 /
53
Gatti, Accorsi, Grazioli, Munari, Pederzolli, Trinchieri Benatti,
Morandi, Lorenzi Emanuela, Serafini, Matteotti Pietro, Bombardelli,
Detoni, Modena, Benaglio)
-
contrari
astenuti
n. 0
n. 1 (Frizzi):
IL CONSIGLIO COMUNALE APPROVA L’ODG N. 3
A FIRMA DEL CONSIGLIERE MORANDI
CON LE MODIFICHE CONCORDATE CON IL SINDACO
Presidente:
Procediamo con l’O.d.G. n. 4, prego Sindaco.
Sindaco:
A firma della Consigliera Serafini: “Considerato che per l’area Miralago è prevista la
cessione alla città dell’area verde ad uso pubblico di 15.000 mq, il Consiglio comunale impegna
il Sindaco e la Giunta a richiedere formalmente, nello specifico, che all’interno dell’area
Miralago possa essere prevista la demolizione anche dell’edificio a croce, retinato in rosso sulla
Tavola 7, con le medesime modalità di intervento dell’edificio principale, per permettre una
maggiore libertà progettuale e per poter posizionare le piscine con una migliore insolazione
giornaliera”.
Presidente:
Grazie, la parola al Consigliere Serafini. Prego.
Consigliere Serafini:
MI scusi, signor Sindaco, manca l’aggettivo “gratuita” riferito alla cessione. Grazie.
Sindaco:
Correggiamo immediatamente, Consigliera, lo faccia anche Lei sulla Sua copia.
Consigliere Frizzi:
Per esprimere la mia astensione riguardo a questo O.d.G., non solo per quanto riguarda la
premessa, ma anche il dispositivo,. Per carità: mettere questa postilla sul fatto che deve essere
ceduta gratuitamente mi sembra abbastanza inutile. Ci mancherebbe altro che al giorno d’oggi,
dopo aver ceduto gratuitamente la Rocca, tutto il compendio del Tiffany, dopo aver rinunciato
alla Legge provinciale che destinava la Miralago all’utilizzo sociale, dopo aver retinato 30.000
mq come ambito privato, ci manca solo che la Provincia ci faccia pagare quei 15.000 mq che
benevolmente dà, cede, concede come area pubblica.
Per quello che riguarda invece la demolizione dell’edificio a croce retinato in rosso, anche
su quello non mi trovo d’accordo, non lo voterò dunque, non solo perché quell’edificio abbia
particolare interesse storico o architettonico, ma semplicemente perché la demolizione prevede la
ricostruzione, con un aumento volumetrico, che si può estendere eventualmente sulla superficie.
Si abbassa l’altezza ed aumenta la superficie, è questo il motivo per cui mi trovo contrario. Già
nella prima estensione del Piano era prevista la ristrutturazione dell’edificio centrale, oggi, nelle
nuove carte è prevista la demolizione, però abbiamo avuto un allargamento di superficie. Non
vorrei che ce ne fosse un altro, per questo voterò contrario a questo O.d.G..
verbale 3. 11. 06 /
54
Presidente:
Grazie Consigliere Frizzi, prego Sindaco.
Sindaco:
Volevo solo precisare al collega Consigliere Frizzi che è stato posto in premessa, anziché
in dispositivo, proprio perché nelle norme già c’è, siamo noi, in questo caso, che imponiamo
questa cessione gratuita, come scelta di carattere urbanistico.
Presidente:
Grazie signor Sindaco, procediamo con la votazione.
A seguito di votazione palesemente espressa per alzata di mano ed il cui
esito è proclamato dal Presidente con l’assistenza degli scrutatori e che ha conseguito il seguente
risultato:
- Consiglieri presenti e votanti n. 28
- voti favorevoli n. 16 (Sindaco, Presidente, Lorenzi Patrick, Calzà Mario, Valandro, Grasso,
Dalponte, Trinchieri Benatti, Morandi, Lorenzi Emanuela, Serafini,
Matteotti Pietro, Bombardelli, Detoni, Modena, Benaglio)
contrari
n. 0
astenuti n. 12 (Santoni, Benamati, Daves, Calzà Luigi, Brunelli, Zanoni, Gatti, Accorsi,
Grazioli, Munari, Frizzi, Pederzolli)
IL CONSIGLIO COMUNALE APPROVA L’ODG N. 4
A FIRMA DELLA CONSIGLIERA SERAFINI
CON LE MODIFICHE CONCORDATE CON IL SINDACO
Presidente:
Passiamo all’O.d.G. n. 5, a firma della Consigliere Lorenzi Emanuela. “Impegna il
Sindaco e la Giunta che la nuova area residenziale prevista su parte dell’area Cattoi nord
venga a parità di superficie lorda e di volumetrie ad essere planimetricamente modificata per
l’angolo sud est della stessa, per allargare il cono visuale che da viale Rovereto guarda verso il
lago, realizzando un parcheggio pubblico ad una larghezza minima maggiore”.
Presidente:
Prego Consigliere Frizzi.
Consigliera Frizzi:
Intervengo anche per onorare il lavoro dei Consiglieri proponenti le mozioni, io dico per
quale motivo mi astengo dal votarle. Quando io presento mozioni e cose simili mi piacerebbe
sentire tutti i Consigli comunali esprimersi sui motivi per cui di solito le bocciano. A me sembra
anche una forma di educazione, tra il resto mi sembra che anche nel Regolamento prevede un
invito a motivare il voto contrario. Mi astengo su questa mozione perché qualsiasi opera
migliorativa sull’area Cattoi sarà sempre un pessimo progetto.
verbale 3. 11. 06 /
55
Presidente:
Grazie Consigliere Frizzi. Metto in votazione l’O.d.G.
A seguito di votazione palesemente espressa per alzata di mano ed il cui
esito è proclamato dal Presidente con l’assistenza degli scrutatori e che ha conseguito il seguente
risultato:
- Consiglieri presenti e votanti n. 28
- voti favorevoli n. 27 (Sindaco, Presidente, Santoni, Benamati, Daves, Calzà Luigi, Brunelli,
Zanoni, Lorenzi Patrick, Calzà Mario, Valandro, Grasso, Dalponte,
Gatti, Accorsi, Grazioli, Munari, Pederzolli, Trinchieri Benatti,
Morandi, Lorenzi Emanuela, Serafini, Matteotti Pietro, Bombardelli,
Detoni, Modena, Benaglio)
contrari n. 0
astenuti n. 1 (Frizzi)
IL CONSIGLIO COMUNALE APPROVA L’ODG N. 5
A FIRMA DELLA CONSIGLIERA LORENZI EMANUELA
Sindaco:
Grazie Presidente. O.d.G. n. 6: indicazioni generali. “Visto che il Piano, all’art. 2,
prevede la cessione gratuita di aree funzionali alla realizzazione di opere di interesse pubblico,
il Consiglio comunale impegna il Sindaco e la Giunta a tenere conto in sede di previsione finale
dei seguenti aspetti e dei seguenti indirizzi:
1. Vada valutata la riduzione dei parcheggi al Porto S. Nicolò a fronte di un
aumento dei posti barca;
2. Vada considerato come recuperare l’esterno fascia lago di aree per i due
distributori, centro tennis, campo sportivo, parcheggi sottratti a Porto S. Nicolò,
andrebbe ad interessare almeno pari aree all’esterno.
3. Data la loro valenza ed interesse pubblico gli interventi per il Centro Congressi
e il centro benessere, vengano portati alla preventiva attenzione del Consiglio
comunale, nel rispetto delle modalità previste e delle competenze delle singole
società proprietarie”.
L’O.d.G. è firmato dal Consigliere Detoni.
Presidente:
Grazie Sindaco, prego Consigliere Pederzolli, per dichiarazioni di voto.
Consigliere Pederzolli:
Grazie Presidente. Voterò naturalmente a favore di questo O.d.G., perché valutare la
riduzione dei parcheggi a Porto S, Nicolò, in funzione di un aumento dei posti barca è una ottima
considerazione. Quello del centro tennis e un aspetto che, a mio avviso, verrà a sparire con
questo Piano, o meglio, bisognerà trovare una collocazione adeguata per una struttura che viene
usufruita a un Circolo che ha una certa tradizione. Il campo sportivo: esprimo l’auspicio che
verbale 3. 11. 06 /
56
rimanga dove si trova ora, fino a quando non sarà trovata una nuova destinazione. Soprattutto c’è
un passaggio che io ritengo fondamentale, vista l’importanza dei progetti che verranno proposti
per il Centro Congressi e per il centro benessere: spero che vengano portati qui in Consiglio
comunale, in fase di progettazione, per una preventiva attenzione, o comunque come è stato
proposto. Io non ho sottomano il testo completo, rivisto, ho il precedente.
Sicuramente sono favorevole a questa proposta.
Presidente:
Grazie, Consigliere Frizzi ha la parola.
Consigliere Frizzi:
Mi asterrò su questo perché non sono particolarmente favorevole al fatto di portare fuori
dalla fascia lago il campo sportivo e il centro tennis, oltretutto ricordo che questo Consiglio
comunale, insieme a quello di Arco, ha votato, grazie ad una variante del PRG, l’area Rigotti
destinazione sportiva. Questo significa che se noi oggi andiamo a cercare un’area questo
Consiglio comunale ha già eventualmente votato l’area atta a portare fuori dalla fascia lago sia il
campo sportivo che il centro tennis. Il mio voto è di astensione e di preoccupazione perché non
vorrei mai che, in futuro, il campo e l’atletica soprattutto venisse spostata da una zona dove
potrebbero essere praticate tranquillamente attività sportive.
Presidente:
Grazie Consigliere Frizzi, poniamo in votazione l’O.d.G. n. 6.
A seguito di votazione palesemente espressa per alzata di mano ed il cui
esito è proclamato dal Presidente con l’assistenza degli scrutatori e che ha conseguito il seguente
risultato:
- Consiglieri presenti e votanti n. 28
- voti favorevoli n. 26 (Sindaco, Presidente, Santoni, Benamati,
Zanoni, Lorenzi Patrick, Calzà Mario,
Accorsi, Grazioli, Munari, Pederzolli,
Lorenzi Emanuela, Serafini, Matteotti
Modena, Benaglio)
contrari n. 0
astenuti n. 2 (Frizzi, Gatti)
Daves, Calzà Luigi, Brunelli,
Valandro, Grasso, Dalponte,
Trinchieri Benatti, Morandi,
Pietro, Bombardelli, Detoni,
IL CONSIGLIO COMUNALE APPROVA L’ODG N. 6
A FIRMA DEL CONSIGLIERE DETONI
CON LE MODIFICHE CONCORDATE CON IL SINDACO
Consigliere Modena:
Volevo allacciarmi a quanto espresso prima dai miei colleghi: 55 minuti di credito della
seduta precedente, diviso per due fa 27,30 secondi, se quell’orologio è giusto sono 27 minuti,
quindi dovremmo avere concluso, signor Presidente.
verbale 3. 11. 06 /
57
Sindaco:
O.d.G. n. 7: In relazione a, preso atto, dato atto, per quanto discusso, per quanto e
premesso tutto quanto sopra:
“Il Consiglio comunale impegna il Sindaco e la Giunta a:
3. confermare, per quanto attiene i parcheggi della zona congressuale e teatrale,
quanto disposto dalla delibera n. 149 del Consiglio comunale dd 15.12.2004, cioè
l’uso pubblico dei medesimi quando non richiesti per uso specifico.
4. che, in fase progettuale, da un lato non debba essere considerata vincolante la
disposizione planimetrica delle sale e dei percorsi di attraversamento, e che,
dall’altro, vada attentamente riponderata l’altezza prevista per il palazzo dei
Congressi”.
Questo era a firma del Consigliere Pietro Matteotti.
Presidente:
Grazie Sindaco, prego Consigliere Frizzi.
Consigliere Frizzi:
La serietà non è dettata da noi, se purtroppo il Presidente conduce il Consiglio comunale
in questo modo, è chiaro che noi ci lasciamo andare a queste cose.
Presidente:
Se Lei vuole il mio posto glielo cedo volentieri, io non sono legato alla seggiola, stia
tranquillo.
Consigliere Frizzi:
Non si preoccupi, Presidente, la pazienza ha un limite, se lo ricordi. Io Le dico,
seriamente, che la pazienza ha un limite.
Presidente:
Non so che cosa voglia dire.
Consigliere Frizzi:
Io dico sempre che se c’è un Regolamento deve essere applicato per tutti e tutto, punto e
basta. Allora, siccome sono contrario al teatro comunale sul quell’area, di 600 posti, ovviamente
non voto questo O.d.G. I parcheggi infatti prevedono la pertinenzialità, il fatto che esista un altro
teatro da 600 posti mi trova contrario, sia per il teatro che per questa scelta dei parcheggi
pertinenziali.
(VOCE FUORI MICROFONO)
Presidente:
Prego Consigliere Pederzolli.
Consigliere Pederzolli:
Grazie Presidente. Per esprimere naturalmente un parere favorevole su questa proposta,
dal momento che, come già previsto da una delibera del 2004 del Consiglio comunale, i
parcheggi, qualora non vengano fruiti è giusto – lo ritengo doveroso – possano essere di utilizzo
verbale 3. 11. 06 /
58
per la collettività. Sarebbe preferibile che lo fossero senza alcuna richiesta di canone, sarebbe
preferibile, ma molto probabilmente non so se sarà così. Così come la proprietà dei 600 posti
previsti per il teatro: ritengo giusto che sia prevista la proprietà comunale, in quanto si tratta
sempre e comunque di posti auto che all’evenienza possono essere sempre fruibili.
L’ultimo punto di questa proposta poi vuole che sia per il teatro che per il Centro
Congressi venga considerata un’altezza consona alla collocazione che dovranno avere. La
questione è già stata lungamente dibattuta in Commissione Urbanistica e in questo Consiglio,
pertanto non mi dilungo oltre. Grazie.
Presidente:
Grazie Consigliere Pederzolli. Metto in votazione l’O.d.G. n. 7.
A seguito di votazione palesemente espressa per alzata di mano ed il cui
esito è proclamato dal Presidente con l’assistenza degli scrutatori e che ha conseguito il seguente
risultato:
Consiglieri presenti e votanti n. 28
- voti favorevoli n. 27 (Sindaco, Presidente, Santoni, Benamati, Daves, Calzà Luigi, Brunelli,
Zanoni, Lorenzi Patrick, Calzà Mario, Valandro, Grasso, Dalponte,
Gatti, Accorsi, Grazioli, Munari, Pederzolli, Trinchieri Benatti,
Morandi, Lorenzi Emanuela, Serafini, Matteotti Pietro, Bombardelli,
Detoni, Modena, Benaglio)
contrari n. 0
astenuti n. 1 (Frizzi)
IL CONSIGLIO COMUNALE APPROVA L’ODG N. 7
A FIRMA DEL CONSIGLIERE MATTEOTTI
CON LE MODIFICHE CONCORDATE CON IL SINDACO
Sindaco:
Con l’accordo degli altri Consiglieri proseguo, così come mi ha invitato a fare il
Consigliere Bombardelli. O.d.G. n. 8, a firma del Consigliere Benaglio: “Impegna la Giunta a
prendere nella giusta considerazione le proposte sopra citate – si riferisce alla Fraglia - dando
incarico al progettista architetto Cecchetto di ricercare nella zona fascia lago una idonea
collocazione per la creazione di un Porto sportivo destinato alla Fraglia della vela”.
Presidente:
Prego Consigliere Benaglio.
Conigliere Benaglio:
Non ho molto da dire, prendo atto che il Sindaco ha detto che non va bene, piuttosto che
lui in persona avrebbe potuto essere l’architetto a dire che, dopo aver studiato e cercato due mesi,
non aveva trovato una idonea soluzione. Siccome qui si lavora con un altro sistema, va bene, ne
prendo atto, vi prenderete le vostre responsabilità, di fronte ad un sodalizio come la Fraglia della
verbale 3. 11. 06 /
59
vela, che per Riva è importantissimo e lo fate soffocare lì dove si trova ora.
Presidente:
Grazie, ha chiesto la parola il Consigliere Modena.
Consigliere Modena:
Purtroppo è stato spiacevole che ci sia stata, da parte del Consigliere Benaglio, forse una
– spero non si offenda – esplicazione di questa parte finale, che scritta così è difficile da votare.
Lui voleva dire altro, mi pare, come ha spiegato lui stesso, voleva ire probabilmente quello che
ho detto anche io, cioè che forse questo Piano è stato un po’ carente nell’esame di quella che è la
parte lago. Sinceramente così come è scritta questa mozione non si può votare, ma non si può
neanche votare contro, io mi astengo, dispiaciuto dal fatto che probabilmente si sarebbe potuto
ragionare meglio anche su questo.
Presidente:
Grazie, mettiamo in votazione il punto.
A seguito di votazione palesemente espressa per alzata di mano ed il cui
esito è proclamato dal Presidente con l’assistenza degli scrutatori e che ha conseguito il seguente
risultato:
Consiglieri presenti e votanti n. 28
- voti favorevoli n. 7 (Morandi, Lorenzi Emanuela, Matteotti Pietro, Bombardelli, Detoni,
Modena, Benaglio)
contrari n. 9 (Sindaco, Presidente, Zanoni, Calzà Mario, Valandro, Grasso, Dalponte,
Gatti, Munari)
astenuti n. 12 (Santoni, Benamati, Daves, Calzà Luigi, Brunelli, Lorenzi Patrick, Accorsi,
Grazioli, Pederzolli, Trinchieri Benatti, Serafini, Frizzi)
IL CONSIGLIO COMUNALE RESPINGE L’ODG N. 8
A FIRMA DEL CONSIGLIERE BENAGLIO
Sindaco:
Abbiate pazienza, perché quando una votazione non è netta sapete che il Segretario deve
prendere nota dei nomi, quindi l’unico modo è dichiarare il numero, tenendo su le mani e
consentire agli scrutatori di dettare i nomi dei Consiglieri, al Segretario generale.
Presidente:
Il Consiglio comunale non approva, prego Sindaco.
Sindaco:
O.d.G. n. 9, a firma del Consigliere Modena: “il Consiglio comunale impegna la Giunta:
1. a sottoporre al Consiglio medesimo il progetto del Porto S. Nicolò;
2. a predisporre prossimamente un Piano di area, per la zona a cerniera dei Giardini di
verbale 3. 11. 06 /
60
Porta Orientale e del compendio Fraglia e Spiaggia degli Ulivi”.
Presidente:
Prego Consigliere Modena.
Consigliere Modena:
Io volevo spiegare, se ce ne fosse bisogno, anche se è molto tardi, che l’impegno che
riguarda Porto S. Nicolò non è così campato in aria, perché è reduce da una serie di cose che
abbiamo tagliato e messo in altri O.d.G.
Presidente:
Grazie Consigliere Modena, poniamo in votazione l’O.d.G. n. 9.
A seguito di votazione palesemente espressa per alzata di mano ed il cui
esito è proclamato dal Presidente con l’assistenza degli scrutatori e che ha conseguito il seguente
risultato:
Consiglieri presenti e votanti n. 28
- voti favorevoli n. 28 (Sindaco, Presidente, Santoni, Benamati, Daves, Calzà Luigi, Brunelli,
Zanoni, Lorenzi Patrick, Calzà Mario, Valandro, Grasso, Dalponte,
Gatti, Accorsi, Grazioli, Munari, Frizzi, Pederzolli, Trinchieri Benatti,
Morandi, Lorenzi Emanuela, Serafini, Matteotti Pietro, Bombardelli,
Detoni, Modena, Benaglio)
contrari n. 0
astenuti n. 0
IL CONSIGLIO COMUNALE APPROVA L’ODG N. 9
A FIRMA DEL CONSIGLIERE MODENA
Presidente:
Abbiamo esaurito gli O.d.G., passiamo all’emendamento Frizzi. Prego Consigliere.
Consigliere Frizzi:
Non posso leggerlo, perché non ce l’ho. Chiarisco una cosa, semplicemente, dal momento
che prima hanno espresso la volontà di proporre un emendamento simile il Sindaco e il Vice
Sindaco: c’è un distinguo tra i due emendamenti. Nelle norme tecniche di attuazione, nell’ambito
della Miralago, all’interno del retino c’è una zona verde che si può vedere anche sulla Tavola:
quello è verde pertinenziale e attrezzature per il benessere. Io parlo dello tralcio della
delimitazione ambito privato, che è tratteggiata di rosso, sia sul compendio Miralago che sul
parcheggio della stessa colonia. Io ho una grossa perplessità sui motivi – niente mi è stato mia
spiegato, da Cecchetto né dal Vice Sindaco Mosaner – per cui su quell’ara è stata posta la
delimitazione dell’ambito privato. Se noi guardiamo la Palacongressi, l’Hotel Lido, l’area cattoi,
vediamo che non c’è nessun’area che abbia quel retino di ambito privato. Stranamente, l’ha solo
ed esclusivamente il compendio Miralago. Non è che quell’ambito privato preveda chissà che
verbale 3. 11. 06 /
61
cosa, perché è sufficiente il verde pertinenziale, attrezzature per il benessere, a delimitare con
una recinzione, a fare un ingresso a pagamento. Non vedo perché sia stato rafforzato
quell’ambito con quel retino privato, semplicemente questo, non c’era una motivazione per farlo,
io ho paura che dietro quel retino di ambito privato ci sia altro, per questo ne chiedo lo stralcio.
Non modifica nulla, dal punto di vista dell’urbanistica, non cambia, non stravolge niente,
semplicemente tira via un ambito privato.
Presidente:
Grazie, mettiamo in votazione l’emendamento.
A seguito di votazione palesemente espressa per alzata di mano ed il cui
esito è proclamato dal Presidente con l’assistenza degli scrutatori e che ha conseguito il seguente
risultato:
Consiglieri presenti e votanti n. 28
- voti favorevoli n. 9 (Frizzi, Santoni, Pederzolli, Trinchieri Benatti, Morandi, Lorenzi Emanuela, Serafini, Bombardelli, Detoni)
contrari n. 12 (Sindaco, Presidente, Zanoni, Lorenzi Patrick, Calzà Mario, Valandro,
Grasso, Dalponte, Gatti, Accorsi, Grazioli, Munari)
astenuti n. 7 (Benamati, Daves, Calzà Luigi, Brunelli, Matteotti Pietro, Modena, Benaglio)
IL CONSIGLIO COMUNALE RESPINGE L’EMENDAMENTO N. 1
A FIRMA DEL CONSIGLIERE FRIZZI
Sindaco:
“Con riferimento all’ambito C, parco Miralago a pagina 65 delle norme tecniche di
attuazione, nella tavola 11 d e in ogni elaborato connesso, la definizione di “ambito privato”
viene sostituita con la definizione di “ambito pertinenziale alle attrezzature per il benessere”.
Definizione che corregge quindi l’osservazione fatta prima dal Consigliere Frizzi.
Presidente:
Consigliere Frizzi, per dichiarazione di voto.
Consigliere Frizzi:
MI astengo, perché la dicitura c’è già, quindi non voglio essere ripetitivo, questa
votazione è inutile.
Presidente:
Grazie Consigliere Frizzi, metto in votazione l’emendamento n. 11.
A seguito di votazione palesemente espressa per alzata di mano ed il cui
esito è proclamato dal Presidente con l’assistenza degli scrutatori e che ha conseguito il seguente
verbale 3. 11. 06 /
62
risultato:
Consiglieri presenti e votanti n. 28
- voti favorevoli n. 24 (Sindaco, Presidente, Santoni, Benamati, Daves, Calzà Luigi, Brunelli,
Zanoni, Lorenzi Patrick, Calzà Mario, Valandro, Grasso, Dalponte,
Gatti, Accorsi, Grazioli, Munari, Morandi, Serafini, Matteotti Pietro,
Bombardelli, Detoni, Modena, Benaglio)
contrari n. 0
astenuti n. 4 (Frizzi, Pederzolli, Trinchieri Benatti, Lorenzi Emanuela)
IL CONSIGLIO COMUNALE APPROVA L’EMENDAMENTO N. 2
A FIRMA DEL SINDACO E DEL VICE SINDACO
Presidente:
Apriamo ora le dichiarazioni di voto sulla delibera all’O.d.G. del Consiglio comunale.
Prego Consigliere Frizzi.
Consigliere Frizzi:
Ribadisco il voto contrario, non ho altro da aggiungere.
Presidente:
Grazie, Consigliere Matteotti.
Consigliere Matteotti:
Grazie Presidente. Presidente, per non farLe perdere tempo, rubo 60 secondi. Noi, a nome
dei Consiglieri comunali che hanno firmato i 6 O.d.G., quindi Bombardelli, Detoni, Lorenzi,
Morandi, Serafini, oltre a chi vi parla, riteniamo che, a questo punto, visto anche l’esito delle
votazioni relative agli stessi, il nostro possa essere un voto favorevole. Sia ben chiaro che è
un’apertura di credito, noi non ricattiamo nessuno, non abbiamo nessun motivo di ostacolare il
Piano, Cecchetto o la Giunta. Anzi, magari la Giunta riuscisse a fare qualche cosa di questo
Piano, è chiaro che prima deve essere approvato, però non accetteremo neanche, sia ben chiaro,
che poi ci si venga dire, o ad imporre in qualche modo come votare. Noi diamo via libera al
Piano: è giusto che vada in città, che venga discusso dai cittadini, che venga dibattuto, se ci
saranno pubblici incontri noi ci saremo, lo studieremo a fondo, perché noi abbiamo studiato,
abbiamo cercato di partecipare con tutti i Consiglieri dei tre gruppi alla Commissione
Urbanistica, che l’ha studiato. Noi dunque eravamo perfettamente al corrente di quello che
stiamo per votare.
Nel corso della prima serata, abbiamo fatto in modo che - ho visto che il sistema è stato
seguito sia dal Vice Sindaco che dal Sindaco – di illustrare il più possibile il Piano ai Consiglieri,
in modo che nessuno di loro, sia di maggioranza che di minoranza, potesse dire: “Io non lo
sapevo”. Noi abbiamo cercato di fare un lavoro che ci è costato del tempo, l’abbiamo fatto
perché riteniamo che in città questo sia uno degli argomenti più importanti. Noi pensiamo che
una delle immagini che prima vi ho fatto vedere per ultime, quella che dall’Hotel Louise,
verbale 3. 11. 06 /
63
partendo da sinistra, con il cartello “no ai camper”, collegato ad un cartello assurdo della
spiaggia, collegato ad un cartello del Servizio igienico…
(CAMBIO LATO)
…un’area perché ha le foglie rosse, che è l’ex Rosengarten vero e proprio, insomma, noi
riteniamo che già solo quello richieda un voto favorevole. Sia ben chiaro che questa è
un’apertura di credito, noi ci fidiamo di quello che è stato deciso stasera, che è stato concordato
giustamente, come si dovrebbe fare, con la maggioranza e segnatamente con il signor Sindaco,
ma sia ben chiaro che se al prossimo giro, che è quello decisivo, le cose su cui crediamo, che
sono state oggetto di O.d.G. che sono stati tutti votati, non saranno comprese, il nostro voto non
ci sarà. Questo deve essere ben chiaro, per cui non è che al prossimo giro noi possiamo richiede
in aula gli O.d.G., perché è l’ultima versione, quindi c’è tutto il tempo per farlo.
Ricordo solo ai Consiglieri che in data 18.3 in Commissione Urbanistica aveva scritto
esattamente le stesse cose. Non sono state recepite, lo avete fatto ora, con qualche mese di
ritardo, va benissimo così, ricordatevi però che se non saranno comprese nel Piano, a cominciare
dalla frase sulla condizione dei parcheggi, insomma, tutto quello che è stato detto stasera, non
voteremo il Piano. Quindi stasera votiamo convinti, ma è un’apertura di credito.
Presidente:
Grazie, prego Consigliere Pederzolli.
Consigliere Pederzolli:
Grazie Presidente. Per dichiarazione di voto di astensione in merito alla proposta che
viene portata in delibera, per motivi abbastanza precisi: nonostante sia stato espresso dal nostro
gruppo una indicazione di concordanza su alcuni ambiti di questo Piano, rimangono alcune forti
perplessità circa l’ampliamento dell’Hotel Lido, che a nostro avviso risulta un previsione
abbastanza eccessiva. Come avevo già detto in un intervento precedente, ci sono perplessità sulla
previsione di una superficie così ampia per la struttura in ambito Miralago, che a nostro avviso
dovrebbe e potrebbe essere parzialmente ridotta, per le motivazioni che ho esposto in
precedenza. Tutto ciò nel senso che si va a fare una sfida sul futuro turistico, con un ampliamente
del polo fieristico, con la ristrutturazione del Palazzo dei Congressi, con il teatro ecc. , e si va ad
aprire un’ulteriore sfida sull’ambito che prevede una struttura di così grande portata.
Questo mi lascia abbastanza perplesso, su quello che può portare alla città. In più
aggiungo anche che la previsione attuale, fino a quando non sarà spostato il campo sportivo,
riduce in maniera abbastanza importante lo spazio verde fruibile dalla cittadinanza. Infatti, il
parco Miralago, che potrebbe essere sempre quel polmone verde, che lo sarà in forma diversa
qualora venisse approvato questo Piano attuativo, fino a quando, ripeto, il campo sportivo non
sarà spostato, l’ampliamento dell’Hotel Lido e tutto quanto toglierà fruibilità verde alla
cittadinanza. A mio avviso questo dovrebbe vedere un’accelerazione di tutte le previsioni di
questo Piano. Qualora il medesimo non arrivasse alla sua conclusione, visto che anche il Sindaco
ha detto in precedenza che saranno le future Amministrazioni che dovranno sposarlo e portarlo
avanti, qualora ci siano avvisi diversi, o il Piano attuativo decada oltre i 10 anni, poi non so se
quello che è stato previsto oggi sarà il futuro della nostra città. Per questo motivo, anzi, per
questi motivi, riteniamo di doverci astenere sulla votazione richiesta questa sera. Grazie.
Presidente:
Grazie, ha chinato la parola il Consigliere Santoni.
Consigliere Santoni:
verbale 3. 11. 06 /
64
Come nel mio precedente intervento ho sottolineato, questo Piano mi vede concorde, data
l’importanza delle scelte, per quanto riguarda molte di queste, dunque se non comprendesse la
destinazione del compendio Miralago il mio sarebbe un voto favorevole. Sappiamo tutti che il
Piano prevede anche la destinazione del compendio Miralago, la mia posizione è sempre stata
contraria al cambio di destinazione, oltretutto non concordo neanche con l’attuale destinazione di
sport, fitness, benessere, dunque, in coerenza con la mia posizione, il mio sarà un voto di
astensione.
Presidente:
Grazie, la parola al Consigliere Modena.
Consigliere Modena:
Abbiamo vissuto, per quanto possibile, le diverse fasi di questo percorso, che stasera
arriva al traguardo volante, uno dei primi. Come ho detto la volta scorsa, devo apprezzare i
passaggi che ci sono stati da là fino a qui, abbiamo cercato, in Commissione di dare il nostro
apporto per quanto possibile, abbiamo ottenuto, in Commissione, quell’attenzione che
credevamo di dover ottenere. Il Piano non è ideale, c’è qualche macchiolina, c’è qualcosa al lago,
come dicevo prima, però io credo che tutto dovrebbe essere sintetizzato, a questo punto, da
quello che ha detto il Sindaco, in apertura di seduta: il valore del Piano è il voto di questa sera.
Noi dobbiamo dare credito a questo Piano, perché è una cosa che cipriota avanti, poi
evidentemente è solo uno dei passi che dobbiamo fare, ce ne sono tanti altri da mettere in fila.
Quindi anche se mi verrebbe da dire che non mi va bene Porto S. Nicolò perché mi sembra che
sia inutile scavare un po’ d’acqua e altre cose di questo tipo, c’è da vedere il Palazzo dei
Congressi, ci sono da vedere tutte le cose che abbiamo detto, per le quali abbiamo presentato gli
O.d.G., ma io credo che comunque, facendo il verso a quello che ha detto il Consigliere
Matteotti, si deva la fiducia e si deva votare questo Piano.
Sulla fiducia dunque noi votiamo questo Piano attuativo. Tra parentesi il Consigliere
Matteotti mi h fatto venire in mente una cosa, perdonatemi, so che è tardi, ma abbiamo già
sforato sui tempi. Se potete andate a vedere quei cartelli di cui ha parlato, perché ce n’è uno
simpaticissimo, che vi traduco: raffigura la parola WC, e sotto ci sono le onde della spiaggia. A
voi l’interpretazione!
Presidente:
Grazie, la parola al Consigliere Bombardelli.
Consigliere Bombardelli:
Grazie Presidente, sarò brevissimo. Il mio intervento è unicamente volto a
complimentarmi con il Sindaco, che ha “portato a casa”, è stato un abile e capace tessitore, mi
complimento con lui. Nel contempo trovo assurda e forse in qualche modo scorretta l’astensione
del Consigliere Santoni: se avesse anticipato la sua astensione al momento della presentazione
dell’O.d.G., probabilmente il nostro voto sarebbe stato diverso. Troppo comodo e troppo bello
fare la figura in città e a parole dire: “Io ho votato contrario”. Grazie.
Presidente:
Grazie, la parola al Consigliere Valandro.
Consigliere Valandro:
verbale 3. 11. 06 /
65
Brevemente, per congratularmi innanzitutto con il Vice Sindaco Mosaner, con il quale
abbiamo lavorato in questi anni, perché finalmente arriviamo a portare a casa il Piano; con le
Amministrazioni precedenti, guidate da Cesare Malossini e da Paolo Matteotti, nonché con
quella attuale di Claudio Molinari, con la quale andiamo in votazione questa sera. Il nostro sarà
un voto convinto, a favore, con gli aspetti che abbiamo descritto poc’anzi negli interventi, mio e
del Consigliere Gatti, ai quali si associa l’intero gruppo. Il nostro dunque sarà un voto
favorevole.
Presidente:
Grazie, altri che chiedono la parola? Consigliere Benaglio, prego.
Consigliere Benaglio:
Grazie Presidente. Io questa sera ero venuto in Consiglio comunale con l’idea di votare a
favore di questo Piano, ma ho presentato un O.d.G., che non era trascendentale, che non andava
contro natura, che aveva tutte le qualità per essere approvato, perché è un problema che la città
soffre molto che constata tutti i giorni. Ho visto una simile chiusura da parte del Sindaco, che ha
detto “no”, dunque anche io dico “no” al vostro Piano.
Presidente:
Grazie Consigliere Benaglio. Altri che chiedono la parola? Nessuno, mettiamo in
votazione il punto all’O.d.G.
Constatato che nessun altro Consigliere prende la parola, il Presidente
dichiara chiusa la discussione e mette in votazione la proposta di delibera allegata sub lettera B),
come emendata in corso di seduta.
Dato atto che è stato previamente acquisito il parere stabilito dall’art. 81
del D.P.Reg. 1.02.2005, n. 3/L, 1° comma, come favorevolmente espresso ed inserito nella
presente deliberazione, di cui forma parte integrante;
A seguito di votazione palesemente espressa per alzata di mano ed il cui
esito è proclamato dal Presidente con l’assistenza degli scrutatori e che ha conseguito il seguente
risultato:
- Consiglieri presenti n. 28
- Consiglieri votanti n. 28
- voti favorevoli n. 23 (Sindaco, Presidente, Benamati, Daves, Calzà Luigi, Brunelli, Zanoni,
Lorenzi Patrick, Calzà Mario, Valandro, Grasso, Dalponte, Gatti,
Accorsi, Grazioli, Munari, Morandi, Lorenzi Emanuela, Serafini,
Matteotti Pietro, Bombardelli, Detoni, Modena)
contrari
n. 2 (Frizzi, Benaglio)
astenuti
n. 3 (Santoni, Pederzolli, Trinchieri Benatti)
IL CONSIGLIO COMUNALE
delibera
verbale 3. 11. 06 /
66
DI APPROVARE la proposta di deliberazione del relatore Assessore Mosaner, modificata in
corso di seduta a seguito dell’approvazione dell’emendamento n. 2 a firma del Sindaco e del
Vice Sindaco, allegata al presente verbale sub lettera B).
Sindaco:
Chiederei di poter votare per procedere con l’immediata esecutività della delibera, in
modo da procedere con maggiore celerità.
Presidente:
Metto in votazione la proposta del Sindaco.
IL CONSIGLIO COMUNALE
con voti favorevoli n. 24 (Sindaco, Presidente, Santoni, Benamati, Daves, Calzà Luigi, Brunelli,
Zanoni, Lorenzi Patrick, Calzà Mario, Valandro, Grasso, Dalponte, Gatti, Accorsi, Grazioli,
Munari, Morandi, Lorenzi Emanuela, Serafini, Matteotti Pietro, Bombardelli, Detoni, Modena),
contrari n. 1 (Frizzi) ed astenuti n. 3 (Pederzolli, Trinchieri Benatti, Benaglio), palesemente
espressi per alzata di mano:
delibera
di dichiarare la presente deliberazione, per l’urgenza, immediatamente eseguibile, ai sensi
dell’art. 100 - 3° comma del T.U. approvato con D.P.G.R. 27.2.95 n. 4/L.
Presidente:
Prego Consigliere Bombardelli.
Consigliere Bombardelli:
Grazie Presidente, volevo chiederLe: siccome è passata la mezzanotte, le ore 24, il
gettone di presenza sarà doppio? Vorrei una risposta immediata dal Presidente.
Presidente:
Penso di no.
^^^^^^^^^^
Sono le ore 24.03. La seduta è chiusa.
^^^^^^^^^^
verbale 3. 11. 06 /
67
IL PRESIDENTE
f.to Mario Zucchelli
IL SEGRETARIO GENERALE
f.to Alfredo Righi
sr.
Il Segretario Generale del Comune di Riva del Garda
certifica
che il presente verbale è stato approvato con deliberazione del Consiglio comunale n. 143 dd.
22.12.2006 senza rettifiche.
IL SEGRETARIO GENERALE
f.to Alfredo Righi
verbale 3. 11. 06 /
68
Scarica

File (File "027-03novembre2006" di 518,87 kB)