anni di Azione Cattolica “Rosa Iasevoli” parrocchia S.Pietro Pomigliano d’Arco anni di Azione Cattolica “Rosa Iasevoli” parrocchia S.Pietro Pomigliano d’Arco A chi per Te ha scoperto La bellezza di un Tramonto A chi per Te ha trovato La dolcezza di un Sorriso A chi per Te ha sperimentato La grandezza dell'Amore A chi per Te scoprirà Il senso della Vita A chi per Te troverà Il coraggio di costruire la Storia A chi per Te sperimenterà La presenza di Dio nell'Uomo Grazie Azione Cattolica perché con Te è possibile essere protagonisti del Presente LA LETTERA DEL PARROCO Cara Azione Cattolica, 40 anni or sono, giunsi al villaggio di Paciano tutto ansimante e desideroso di metter su un gruppo di apostolato e pensai di fondare te, unica associazione cattolica che allora conoscevo. Abbiamo lavorato tanto insieme, con alterne vicende: si sono avvicendati momenti di grande rigoglio e di larga floridezza a momenti minori di tono dimesso. Ma l'appuntamento dell'8 Dicembre non è mai mancato: una festa annuale che ha rallegrato sempre i nostri cuori, perché la consegna di quel cartoncino che si chiama tessera tanti sentimenti di nostalgia evoca al giorno d'oggi dentro di noi. Penso ai tanti soci che sono trapassati ed hanno lavorato in umiltà e senza ricompensa, solo per la gloria del Signore e per la crescita della Chiesa. Tra questi spicca la figura di Rosa Iasevoli, grande e benemerita, cui è intitolata la nostra associazione. Cari "Quarantenni", che riceveste la prima tessera nel lontano 8 Dicembre 1965, continuate a lavorare alacremente nella vigna del Signore. Curate e state vicini al gruppo dei bambini che l'8 Dicembre 2004 hanno dato l'adesione all'A.C.. Questi sono i vostri successori cui lasciate una grande eredità spirituale! Incoraggiateli, sosteneteli, entusiasmateli: se questi saranno un domani il lievito evangelico in mezzo alla massa del popolo è segno che voi avete seminato bene. Grazie. Pomigliano d'Arco, 29 maggio 2005 Il Tuo assistente "Quarantenne" Don Carmine Coppola 1 INTRODUZIONE In occasione del 40° anniversario dell'associazione parrocchiale, abbiamo pensato di redigere quest'opuscolo che vuole essere un segno tangibile della nostra presenza nella comunità e allo stesso tempo un prezioso ricordo per i soci e per il nostro parroco. Composto di due parti, nella prima troverete la nostra storia dei 40 anni trascorsi, nella seconda quello che l'AC si propone per il futuro. Il raduno nazionale dell'Azione Cattolica a Loreto con Giovanni Paolo II ha celebrato l'inizio di questo nostro "compleanno" e non poteva esserci evento più indicato per dare vigore ai nostri propositi. Abbiamo fatto nostre le parole di Sua Santità: "aprite le porte a Cristo", ed è lo stesso invito che rivolgiamo a tutti voi che leggerete queste pagine, nella consapevolezza che guidati dalla forza Spirito Santo, riusciamo ad essere sempre di più un punto di riferimento per la nostra comunità parrocchiale e motivo di orgoglio per la nostra Chiesa diocesana. Il Presidente 3 L’AC CHE E’ STATA QUARANT'ANNI DI REALTA' SEMPLICE E DINAMICA Nell'anno millenovecentosessantacinque la comunità di San Pietro (Paciano) era affidata al giovane sacerdote Don Carmine Coppola; di fatto dipendeva dalla Parrocchia di Santa Maria delle Grazie, parroco Don Francesco Ricci. L'anno sociale 1965-66 vide nascere le Associazioni di Azione Cattolica, distinta nei quattro movimenti: Presidente -Unione Uomini Coppola Gaetano -Unione Donne Raia Antonietta -Gioventù Italiana di AC Romano Carmine -Gioventù Femminile di AC Esposito Anna Si realizzò una realtà Associativa semplice, in una comunità semplice, guidata dalla semplicità del Sacerdote-Assistente Don Carmine Coppola. I soci adulti, specie le donne, vollero affidare l'Associazione San Pietro al tenero cuore di Maria che come Immacolata Concezione si venera l'otto Dicembre; da quarant'anni in questo giorno i soci rinnovano l'adesione all'Azione Cattolica. "Preparate la strada del Signore, spianate i suoi sentieri"(Lc 3,4). Le Associazioni di Azione Cattolica furono artefici nel collaborare con la comunità e Don Carmine per preparare la strada e spianare i sentieri che nel 1969 sfociarono nel Decreto Vescovile che elevò a Parrocchia San Pietro. Furono inoltre pronte all'unificazione che avvenne nel medesimo 4 anno. Il primo presidente dell'Azione Cattolica Unificata "Associazione San Pietro", triennio sociale 1970-73, fu Rosa Iasevoli, già Presidente del ramo femminile a seguito delle dimissioni di Esposito Anna. I primi anni di quest'Associazione furono caratterizzati da un numero soci adulti, donne ed uomini nettamente superiore a quello dei giovani e degli "acierrini" (i soci dai 6 ai 14 anni). Rosa Iasevoli, presidente di tre trienni, animata da amore e dedizione per l'AC, con il silenzio del parlare e l'attivismo dell'operare, guidò e spronò i soci ad applicare le parole del profeta Isaia, da Luca riprese e sopra citate; così gli adulti, come "uno zoccolo duro dell'Associazione", negli anni settanta ed ottanta prepararono un' Azione Cattolica, ora Associazione "Rosa Iasevoli", per acierrini, giovanissimi e giovani (ora tanto più numerosi degli adulti). Opportunamente dei giovani presidenti guidarono l'Associazione in tale periodo: Mimmo Esposito per tre trienni, e Enza Iasevoli per due trienni; formatisi all'ombra della maestra di vita e trascinatrice Rosa Iasevoli, coniugarono insieme il ruolo di presidente ed educatore, quali testimoni di fede e di sprono alle profonde riflessioni sull'uomo e su Dio. A dicembre del 1993 il Signore chiamò a se Rosa Iasevoli, la tenera amica delle adulte e la mamma spirituale di tutti i soci. L'Associazione sentì l'esigenza di richiedere agli adulti ancora la loro guida presidenziale: prima Antonio Visone, e poi Marianna (Ninina) Tondi svolsero il compito per un triennio. In questi sei anni, intorno alle figure storiche di educatori, si concretizzò il ruolo di tanti giovani educatori a 5 servizio dell'ACR, dei Giovanissimi e Giovani. L'amore per l'AC e la semplicità caratterizzarono i due presidenti. Nel primo triennio di tale periodo, presidente Antonio Visone, l'Azione Cattolica San Pietro divenne Associazione "Rosa Iasevoli". Delle ragioni, modalità e procedure diremo in seguito. Si formarono i tempi per riaffidare la presidenza ad un giovane-adulto, Tommaso Iasevoli, che in questo quarantesimo guida l'Associazione per il secondo triennio, coniugando tale ruolo con quello di catechista per gli adulti e (da sempre) punto di riferimento dei giovani. ARTEFICI DEL PROCESSO FORMATIVO La Conferenza Episcopale Italiana, inserendo l'Azione Cattolica nel "Volto Missionario delle Parrocchie in un mondo che cambia", ha affermato che da essa "è lecito attendersi che continui ad essere quella scuola di santità laicale che ha sempre garantito presenze qualificate di laici per il mondo e per la Chiesa". Da sempre e con convinzione l'Associazione "Rosa Iasevoli" attua attività formative coniugando gli aspetti di formazione cristiana e di cittadini. Gli incontri settimanali di approfondimento degli itinerari formativi proposti dai Testi del Centro Nazionale ed i momenti organizzati dal Centro Diocesano, uniti alle iniziative parrocchiali, consentono ai Settori Adulti, Giovani-Adulti, Giovani, Giovanissimi ed ACR, di essere "artefici di un unico progetto di processo formativo", così come auspicato dalla CEI. 6 PARTECIPI ALLE INIZIATIVE DI CRESCITA SPIRITUALE Su intuizione di Don Carmine e decisione del Consiglio Pastorale, da anni la comunità parrocchiale accresce la propria spiritualità vivendo le Sante Quarant'ore e praticando i ritiri spirituali nel mese di febbraio di ogni anno; tutti i Settori dell'Associazione sono parte attive nei quattro giorni, ma soprattutto il Giovedì per i ragazzi e la domenica per i giovani. Nel corso degli anni l'Associazione ha organizzato per i soci tanti ritiri spirituali presso luoghi sorgenti di pace e di santità; inoltre alcuni partecipano a quelli predisposti dal Centro Diocesano. Infine è sempre attenta e pronta alle iniziative di veglie e preghiere organizzate in Parrocchia anche da altri movimenti. A SERVIZIO DELLA CHIESA LOCALE E DELLA COMUNITA' Lo spirito dell'A.C., la sua storia e le norme statutarie confluiscono tutte in una sola parola: "Servizio"; a torto si ritiene che l'Associazione nel privilegiare attività per servire trascuri la parte formativa e spirituale; questa viene vissuta nella quotidianità, con la gente e per la gente. Ad oggi, dodici educatori ed animatori curano giovani e ragazzi; in tanti guidano e formano la Schola Cantorum; giovani e adulti insieme hanno la responsabilità degli amplificatori portatili necessari per processioni, marce e simili; l’Associazione tutta è artefice della marcia annuale della pace; i soci sono inoltre organizzatori di pesche e lotterie pro esigenze 7 della parrocchia, osservano i turni di pulizia dei locali parrocchiali, una vola al mese si portano alla locale mensa dei poveri per pulire la cucina ed altro; si interessano inoltre del commercio equo e solidale, e i giovani, con la collaborazione di sante socie donne, hanno offerto un pranzo ai poveri ed agli anziani della casa di riposo di Acerra. Forte anche l’impegno nella pastorale parrocchiale: due soci svolgono la catechesi al gruppo anziani; due soci partecipano alla Consulta parrocchiale, e una folta rappresentanza è attiva nel Consiglio Pastorale. Tutti, infine, sono aperti allo scambio di fede con i movimenti parrocchiali. Da due anni è iniziata l’esperienza del mini-campo estivo, iniziativa organizzata e curata dai giovani per offrire un’alternativa di divertimento ai ragazzi che restano in città. Questa iniziativa vuole segnare ancora il carattere sociale dell’impegno associativo, come sperimentato negli anni 80 attraverso “Estate alternativa”, esperienza che ha segnato un’intera generazioni di cittadini del quartiere. Iniziative decanali ed interparrocchiali vedono artefici i responsabili dell'Associazione nello spronare ed organizzare momenti di preghiere e Convegni su argomenti di respiro nazionale come l'ultimo "L'embrione è una cosa o una persona". Nel solco dell’impegno civico, è da ricordare anche le tante “battaglie” combattute affianco ai comitati di quartiere, in particolare per la copertura dell’Alveo Spirito Santo. In forme nuove, oggi questo si ripropone a partire dal recente dibattito pubblico tra i candidati a Sindaco. 8 PARTECIPAZIONE E COLL ABORAZIONE ALLE ATTIVITA' DIOCESANE Gli eventi della vita, spesso inaspettatamente, danno quelle certezze sfuggite ai cuori dei semplici; a partire da sporadiche collaborazioni offerte al Centro Diocesano negli anni novanta, si è arrivati ora ad una presenza di quattro consiglieri diocesani, di cui due responsabili di settore; i soci tutti solo ora sono consapevoli di quanto è stato seminato e come il Signore ci sta benedicendo nel raccolto. Ai Consigli e Convegni Diocesani, alle chiamate del Vescovo, ai Campi Estivi ed ai Ritiri Spirituali partecipano e collaborano sempre dei soci della nostra Associazione. PRONTI ALLE CHIAMATE DEL PAPA E DEL CENTRO NAZIONALE Chiamati a vivere l'Anno Giubilare, fummo pronti con tutti i settori agli itinerari regionali ed alle singole visite alla Basilica di San Pietro. Giovanni Paolo II visitò la Chiesa di Nola; l'Associazione rispose numerosa ed entusiasta. Sul tema "Sei Tu la Dimora di Dio" il Centro Nazionale raccolse ragazzi, giovani ed adulti a Loreto per pregare, dibattere e per l'abbraccio filiale al santo sofferente nostro Papa: i soci c'erano. Alle Giornate Mondiali della Gioventù hanno sempre partecipato tanti nostri giovani soci, già pronti per Colonia ove vivranno e rinnoveranno 9 l'amore per la Chiesa e per Benedetto XVI. LA FIGURA DI ROSA IASEVOLI NELLA STORIA ASSOCIATIVA I quarant'anni della nostra Associazione sono stati descritti in queste pagine in modo impersonale citando solo i nomi dei presidenti; ci è sembrato inopportuno elencare i tanti soci che hanno tenuto in vita l'Associazione nei momenti più difficili, amandola e sostenendola per consegnarla alla soglia del terzo millennio ai Giovani-Adulti, Giovani e Ragazzi, che così numerosi, gioiosi e partecipativi, sono la certezza del futuro Associativo. Da sempre soci e parrocchiani sono concordi nel ritenere che l'amore di Rosa Iasevoli per la parrocchia era secondo a quello che essa nutriva per l'Azione Cattolica ed in particolare per la "sua Associazione"; silenziosa trascinatrice, coinvolgeva servendo ed amando. L'otto Dicembre del 1993 due soci corsero in Ospedale a Napoli per consegnare la tessera di adesione alla nostra amata Rosa; quella tessera godè di un bacio e di una stretta al petto e dal giorno dopo le tiene eternamente compagnia. I soci, riuniti in assemblea nel 1995, confortati dal parere favorevole di Don Carmine, avviarono la pratica diocesana per intitolare l'Associazione a "Rosa Iasevoli"; il Consiglio Diocesano approvò la proposta; il presidente Franco Miano ci comunicò la decisione. 10 CONCLUSIONI Fidiamo che nei modi di come si è descritta questa realtà associativa, definita semplice e dinamica, non si sia vista l'esaltazione dei soci dell'Associazione "Rosa Iasevoli", ma solo l'amore e la loro dedizione a questo movimento che li aiuta a crescere per porli al servizio della comunità. Se abbiamo solo accennato ai momenti di difficoltà non significa che volevamo ignorarli e nasconderli; sono immaginabili ed intendiamo sempre superarli con il sostegno dello Spirito Santo; desideriamo non affliggere gli altri raccontando tali momenti ma di contagiarli con i modi gioiosi di fare il servizio associativo. 11 L’AC CHE SARA’ TRA 40 ANNI? UNA AC SEMPRE UGUALE E SEMPREDIVERSA… Chi cerca l'elisir di lunga vita dovrebbe ogni tanto spulciare qualche riga degli ultimi 150 anni (o giù di lì) di storia: vi troverebbe una presenza silenziosa e discreta, timida e coraggiosa, umile ma incisiva. Vi troverebbe uomini e donne formati come cristiani laici per liberare la speranza in una società sempre più dinamica e umorale, sfuggente e restia ad ogni categoria troppo restrittiva. In questi 150 anni di storia c'è l'Azione Cattolica Italiana. Sono i segni di questa presenza e di questa storia che ci permettono di mettere le mani davanti agli occhi, a mò di berretto, e di intravedere cosa possa esserci laggiù. Come sarà l'AC tra quaranta anni? Cosa sarà l'AC nazionale, che incisività avrà nella Chiesa particolare di Nola, cosa rappresenterà nel quartiere di Pacciano? Ancora oggi ci chiediamo chi sia quel grande profeta che intravide nell'AC una forza missionaria assolutamente unica ed originale: quella che nasce dalla scelta della parrocchia (che vuol dire territorio), dall'impegno ordinario, gratuito e meditato, dalla presenza costante e continua al fianco dei pastori e al servizio di ogni uomo. Chi è stato quel grande profeta? Domanda vana…perché l'AC è esperienza di relazioni, di corresponsabilità, di partecipazione e protagonismo condiviso, dai piccolissimi alla terza età. La profezia dell'AC è nel coinvolgimento/avvolgimento nel suo tessuto 12 delle ricchezze di ciascuno, e nella forza esplosiva che ne deriva quando queste ricchezze si uniscono, compattandosi, nell'esperienza del gruppo umano. Niente profeti, niente individualismi, l'AC è nata nel dialogo ed è cresciuta nel dialogo…con la Chiesa, con il mondo, con se stessa! E per questo motivo l'AC dei prossimi 40 anni dovrà rinnovare senza indugi questa prassi relazionale, tenderla all'estremo: l'AC dei prossimi 40 anni dovrà dar fondo a tutte le proprie energie morali e fisiche per cercare senza tregua l'incontro con l'uomo. Sogniamo un'AC perennemente missionaria, concentrata sulla propria vocazione formativa/educativa a 360 gradi, capace di sfidare, anche temprandosi in una apparente solitudine, correnti di pensiero e di opinione pubblica che tendano a rimuovere radici, identità, valori. Sogniamo un'AC capace di piegarsi verso ogni angolo, ricettiva verso qualsiasi stimolo, pienamente integrata nel vivere civile, testimone coraggiosa ma che sfugga sempre alle tentazioni dell'esilio volontario e del martirismo fine a se stesso. Sogniamo un'AC comunicativa, culturalmente preparata ma mai snob, che utilizzi tutte le facoltà dell'intelletto e del cuore per fare sintesi tra fede e vita, per parlare lo stesso linguaggio del prossimo, e non per sopraelevarsi su fragilissimi pulpiti. Nei prossimi 40 anni vorremmo vedere soci e socie che baciano la tessera l'8 dicembre, ma che si rimboccano le maniche un istante dopo. Soci che estraggono dalla storia il senso profondo dell'AC, ma che mai pensino che 13 sia la storia a garantire il nostro futuro. Uomini e donne che imparino l'arte paziente della semina, adulti che avvertano la responsabilità di ciò che lasciano in eredità, giovani tosti, che non permettano a niente e nessuno che gli venga sottratta la speranza, ragazzi che avvertano quel senso di famiglia e di calore che l'esperienza associativa deve donare. Immaginiamo formiche che non invidino le cicale di turno, coscienti delle fondamenta su cui hanno costruito la propria vita, ma anche leoni della fede, gente che sa stare zitta ad ascoltare, ma sa far vibrare il cuore quando proferisce parola. Come riusciamo a vedere le differenze tra 10 anni fa e oggi, così possiamo immaginare un forte rinnovamento metodologico, un ulteriore rilancio della dimensione spirituale, nuovi e più decisi sforzi sulla strada dell'unitarietà e del camminare insieme. Vediamo i nostri pastori: tra 40 anni avranno ancora bisogno dell'AC? Il nostro "si in piedi", la nostra originalità laicale sarà ancora necessaria per la chiesa del nuovo secolo? I Vescovi ci hanno detto di si, si attendono molto da noi, ci invitano ad insistere nella nostra "esemplarità formativa". Esemplarità cui potremo tener fede solo dando piena attuazione all'idea cardine del nuovo Progetto Formativo: il socio di AC è formato a immagine di Cristo. E da questo Progetto Formativo possiamo prendere a prestito ancora tante altre visioni: il nuovo ruolo dei movimenti (Studenti, Lavoratori ecc), la nascita e lo sviluppo di gruppi di impegno tematico, le attenzioni 14 formative trasversali, interparrocchiali e decanali: tutto ciò che oggi ha ancora forme sperimentali (o quasi) diventerà un nuovo ordinario, a cui riadattarci con il nostro consueto senso del tempo e della storia. Infine, cosa sarà l'AC parrocchiale tra 40 anni? Ci auguriamo, innanzi tutto, che porti sempre il nome della sua Presidente storica, come segno di quando in questo territorio la parola d'ordine dell'annuncio evangelico era semplicità. Un'associazione che sappia fare sistema nel territorio, che aggreghi risorse non solo intorno all'ordinario associativo, ma intorno a qualsiasi tematica o impegno che possa essere ritenuto meritevole di attenzione. Un'associazione che, attraverso una forte corresponsabilità, non si trascini, che prosegua sempre al passo del più debole, che non reclami spazi ma renda sempre più accoglienti la nostra comunità parrocchiale. Nel concreto, sogniamo tanti soci, oggi ragazzi o poco più, che avendo fatto l'esperienza semplice delle relazioni vivificate dalla grazia del Signore, possano esprimere passioni, sensibilità, specifiche vocazioni in assoluta libertà e consapevolezza. Sogniamo un nuovo e condiviso senso della missione educativa, esperienza valida e realmente rigenerante per chiunque, giovane o adulto. Sogniamo una testimonianza ordinaria, non bigotta, basata sulla consapevolezza della scintilla divina che già abita il nostro essere uomini. Sogniamo soci che non abbiano più da chiedersi se vale la pena o meno spendersi per gli altri, e che a dar loro una risposta ci sia già questo bellissimo tratto di strada fatto insieme. 15 Vediamo, tra 40 anni, l'eterno alternarsi di volti…ma volti che, seppure semplicemente immaginati, già ci suonano familiari! Perché l'AC, e questa associazione parrocchiale in particolare, somiglia ad una grande quercia dove molti cercano ristoro…in quell'ombra occhi si incontrano, si intendono, cuori si scaldano, lingue si sciolgono. Quell'ombra mai dovrà diventare il facsimile della vita, mai dovrà essere l'appagamento alle delusioni della vita, mai la fuga da ciò che si è e da ciò che si fa. Dall'ombra di questa quercia, cari amici, deve nascere lo spirito nuovo di chi riprende con nuove forze il cammino della vita. E mentre si conclude questa bozza di visione del futuro, nasce dal cuore il ringraziamento a chi ci ha messo tra le mani il dono di questa Associazione. In particolare, il nostro grazie torna ancora a Don Carmine per la presenza paterna ed esigente nella nostra storia, e a Rosa Iasevoli: l'AC del futuro potrà sempre guardare a lei, esempio sempre vivo di guida attenta alle esigenze del suo territorio e della sua gente. 16 G.D.ClaudioPirozzi