La Democrazia cristiana, che era un partito ben ampio, aveva tale fecondità da potere vantare due cavalli di razza: Amintore Fanfani e Aldo Moro. L'Udc, che è un partito ristretto, non può pretendere a tanto. Tuttalpiù, può esibire un cavallo e un mulo. Rispettivamente, il capogruppo regionale dell'UDC, Pasquale M. Tripodi, e Gino Trematerra. Pagina Due la Riviera DOMENICA 13 FEBBRAIO 2011 2 DI TUTTA LA VIOLENZA UN FASCIO MARIA G.COGLIANDRO NORDICI E SUDICI BELLA GENTE SUDICIA di GIOACCHINO CRIACO Sapete che la nostra terra era abitata prima dell'arrivo di greci e romani. Che una civiltà evoluta conviveva con una natura benevola, coltivava la vite, l'ulivo, allevava le api. Che queste contrade erano simili all'odierna Toscana, qualche millennio fa. Che il nostro suolo è stato calpestato da Zaleuco, Pitagora, Gioacchino da Fiore, Campanella. Che Carlo Magno aveva fatto di Reggio una delle capitali del suo regno, e da Rise partì Riccardo Cuor di Leone per le crociate. Che sull'Aspromonte c'è cresciuto Orlando. Che la Chanson de Gestes è nata nel nostro monte, e con la Chanson d'Apremonte ha avuto inizio il ciclo carolingio. Che Papa Silvestro è partito dal massiccio calabrese, dov'era esiliato, per guarire l'imperatore Costantino e far cessare la persecuzione dei cristiani. Sapete che nello stesso periodo san Nicola e san Silvestro sono stati in Aspromonte, babbo natale e capodanno. Sapete che la Locride ha la più alta concentrazione di palmenti, storici e protostorici, d'Italia. Che i mosaici di Casignana sono di bellezza incomparabile. Che i reperti archeologici della nostra terra sono il fiore all'occhiello di numerosi musei stranieri. Che i Bronzi di Riace sono opera dei nostri scultori .. L'elenco potrebbe andare avanti a lungo. Ognuno di voi ci aggiunga qualcosa. E ognuno di noi potrebbe far conoscere, a chi la ignora, la nostra storia. Questo esercizio non deve, però, essere vano e riempire di boria i nostri petti. Deve servire a darci dei padri, perché non siamo, oggi, quegli orfani di cui si dice. Non siamo il frutto di gonadi criminali. Siamo figli di una civiltà millenaria, svanita nella cesura di un paio di secoli a questa parte. Nascosti dalla ignobiltà di un presente che è solo cronaca nera. Confusi, tutti noi, con un nutrito gruppo di figli degeneri che per il proprio vantaggio vende la propria terra e la propria gente. Figli degeneri che hanno occupato i gangli vitali della nostra società, che si sono assisi abusivamente sugli scranni. Figliastri che screpitano e ingrassano, sulle nostre spalle. E dalle nostre spalle noi dovremo farli scendere. Se riuscissimo a riannodare i fili del nostro presente con il meglio del nostro passato, non per appagare l'orgoglio ma per nutrire il coraggio. La forza di guardare al futuro, di rifondare la nostra terra nel nuovo millennio. Il passato è stato e l'avvenire è alle porte, e non c'è giorno che passi senza che io incontri qualcuno che è disposto a lottare per una causa comune. E non c'è ignobiltà d'animo tale da far scomparire la tanta bella gente sudicia che abita la nostra terra. “La storia non è una baguette da poter tagliare a fette” affermava Fini qualche anno fa. Ma di taglio della baguette si tratta quando si parla di foibe e in particolare del Giorno del Ricordo che dal 2005 viene celebrato il 10 febbraio. Premetto che condanno questa drammatica pagina della nostra storia e che sono dell'opinione che tutte le vittime siano degne di pietà e di memoria. Ma come, sostenne Claudio Magris , “l'uguaglianza delle vittime non può trasformarsi in uguaglianza per le quali sono morte”. Era tra i piani della vulgata revisionista della destra, di cui l'uomo che vuole fare causa allo Stato ne è il principale portavoce, isolare questo tragico episodio senza spiegare che le foibe sono state una forma di violenza all'interno di una forma di violenza ancora più grave qual è stata la seconda guerra mondiale. Facendo finta di dimenticare - e quindi facendo in modo che nessuno lo ricordi che a poca distanza dalle foibe si consumarono vicende come la Risiera di San Sabba o gli eccidi, perpetrati dai soldati italiani e tedeschi sul confine orientale, nei confronti della popolazione slovena e croata. È da ipocriti ergersi a custodi di una memoria che si cerca in tutti i modi di distorcere definendola addirittura Shoah italiana. La Shoah fu una e una soltanto e fu un genocidio volutamente perseguito attraverso un complesso e preordinato insieme di azioni, finalizzato alla distruzione dell'intero popolo ebraico (assieme a zingari, omosessuali, oppositori politici), con sei milioni di ebrei sterminati. Questa omologazione, questa mendace negazione della unicità tragica della Shoah, fa parte di quel revisionismo storico, per cui tutto è uguale, tutto è da celebrare e tutto diviene così da dimenticare. Loqui e sproloqui La Gelmini copia da Wikipedia La scuola della Muda e della fame ADESSO CHI LA MANDA DIETRO LA LAVAGNA? FILOMENA CATALDO La coppia “Tremonti-Gelmini” dà i numeri. Il corpo della Ministra dell’Istruzione appare ormai posseduto dal ruspante economo che, ahinoi, fa dire alla composta Gelmini cose che mai lei penserebbe. Se sapesse pensare. Il quadro non è affatto complesso, nonostante lo spiritismo latente. Tremonti fa i conti in tasca alla scuola pubblica e la Gelmini si limita a ripetere la filastrocca. Si tratta, senza dubbio alcuno, della vecchia filastrocca dei cosiddetti conti della serva. Tali conti però appaiono, annualmente, sempre in fase di riduzione o auspicabilmente tale. E qui bisogna riflettere. Può mai la scuola, pur sacrificandosi all’altare della patria, salvare la medesima dal tracollo repentino? La risposta sarebbe certamente no per tutti i ben pensanti. Ma la Ministra, che è sovrabbondantemente pensante poiché nel suo pensiero si accumulano tutte le forme di noumeno della politica italiana, non è di questo parere. Per lei, infatti, si tratta di un si. La scuola grassa ed incolta, sterile bacino di filo-berlusconiani, deve – assolutamente ed ulteriormente – stringere la cinghia. Per l’anno scolastico 2011/2012, infatti, è previsto un taglio di personale scolastico, 19.700 docenti e 14.176 Ata, ed un’ ulteriore riduzione dell’orario negli istituti professionali. Il disegno appare chiaro. L’inclemente riduzione di ogni “cosa scolastica” ha il solo principio del risparmio alla faccia della formazione, della deontologia professionale, della qualità, della cultura, della ricerca, della stabilizzazione del precariato e bla, bla, bla, bla ... Nel tentativo di deflagrazione della scuola pubblica si nasconde, né più né meno, la Per la regale signora scandalo non sono i balli nella casa d’Arcore, ma i supplenti del Sud nelle graduatorie del Nord, blindate per non far passare i sudici.. Ora, la Consulta, ovviamente comunista ed eversiva, rimette le cose a posto in casa volontà di massificare gli intelletti, privando gli stessi degli strumenti di conoscenza, di analisi e di critica per leggere la realtà socio-politica contemporanea o futura. Meno scuola più automatismo. Più automatismo più sistema. Così alla fine parleremo tutti con le parole altrui; penseremo tutti con il pensiero altrui; vestiremo tutti le vesti di qualcun altro. Come la Gelmini, insomma. Ma almeno saremo sicuri che funziona. Lei è al governo, cribbio, è anche un Ministro. Che ha , però, ha le sue pene. Come era giusto, costituzionalmente giusto la Consulta proprio in questi giorni ha bocciato il decreto del 2009 con il quale la regale Signora aveva trasformato il territorio del Nord in un vagone blindato per i supplenti del Nord. LA SETTIMANA di Anna Laura Tringali 1 La banda del buco colpisce ancora. Dopo il furto di sabato scorso alla centralissima gioielleria Versace , lunedì è rimasta vittima di un nuovo colpo un'altra gioielleria del corso Garibaldi. Modus operandi della band è quella di forare i muri degli esercizi commerciali presi di mira per poter poi dall'interno forzare le cassaforti 2 Si mette in posa per farsi fotografare dai carabinieri in borghese che da tempo lo pedinavano e ne immortalavano gli spostamenti. E' quanto accaduto mercoledì ad uno dei dieci , tra dipendenti e veterinari dell'Azienda sanitaria provinciale di Vibo, accusati di assenteismo sul posto di lavoro. Secondo le prime ricostruzioni gli assenteisti si adoperavano a turno per timbrare i cartellini di tutti all'entrata e all'uscita . Tra gli arrestati anche il capogruppo del Pdl del comune di Vibo. 3 E’ GIUSEPPE RITORTO un accusa davvero imbarazzante, l'ultima mossa al Ministro della Pubblica Istruzione dal giornalista de L'Unità Marco Salvia. Al centro della polemica il libretto “I testi della memoria”, opuscolo sui 150 anni della riunificazione d’Italia, consegnato con altro materiale ai bambini delle scuole e commissionato dal Ministro Gelmini. Il libretto contiene Statuti, discorsi e altre fonti storiche sui protagonisti del Risorgimento, nonché note storiche. Peccato che queste note siano in larga parte copiate da Wikipedia (sito che ricordiamo aggiornato dagli utenti di internet, non proprio storici, che contibuiscono anche arricchendo il sito spesso e volentieri, di castronerie e sgrammaticature varie; castronerie e sgrammaticature di cui, ovviamente, è pieno anche il librettino commissionato dalla Gelmini). Ora, che un Ministero della Pubblica Istruzione debba affidarsi a Wikipedia per scrivere due noterelle sui personaggi del nostro Risorgimento è una cosa di una gravità inaudita, e ancora una volta mette la “Ministra” in una posizione che sfiora il ridicolo. Un’altra Gelminata che contribuisce alla perdita di credibilità della Gelmini, già nell’occhio del ciclone per il modo in cui ha superato l’esame d’abilitazione per diventare avvocato. Insomma, se l'accusa risponde a verità, stavolta chi manderà il Ministro dietro la lavagna? Da segnali positivi, e registra un balzo in avanti di ben cinque punti, il clima economico in Calabria, negli ultimi due trimestri del 2010. E' quanto emerge dai dati forniti da Congiuntura Mezzogiorno il rapporto sulle regioni meridionali realizzato da Isae, Osservatorio banche-imprese e Studi e ricerche per il Mezzogiorno. Lasciato alle spalle il pesante calo del trimestre precedente, l'indice che rileva lo stato di salute dell'economia sulla base delle interviste agli imprenditori, e' in crescita di oltre 5 punti . 4 La 'ndrangheta gambizza imprenditore antiraket . Tiberio Bentivoglio , titolare di una farmacia , già nel lontano 1992 aveva denunciato le richieste di pizzo che gli costarono diversi furti e danneggiamenti all'esercizio commerciale. Ma solo nella serata di mercoledì l'uomo è rimasto vittima di un attentato che fortunatamente l'ha visto solo ferito . la Riviera DOMENICA 13 FEBBRAIO 2011 Nella foto - Marco Malvaldi scrittore toscano scrive per Sellerio; Lorenzo Viganò giornalista Corriere della Sera; Marco Polillo, editore e scrittore; Giacchino Criaco, scrittore e giornalista LA SCOMPARSA Pino Michienzi, grandi idee, enorme energia LA LOCRIDE NELLA LETTERATURA CHE CONTA Alla Biennale del Giallo di Rieti Gioacchino Criaco, nostro collaboratore, porta in trionfo la Calabria Nello splendido salone di palazzo Dosi ha chiuso i battenti il festival del giallo di Rieti, organizzato dalla Libreria Moderna Donisi. Nell’incontro conclusivo, moderato dal giornalista Lorenzo Viganò, Marco Malvaldi, Marco Polillo e Gioacchino Criaco hanno dibattuto sulle nuove frontiere del giallo. Criaco, il cui romanzo “Anime nere”, edito dalla Rubettino, ha venduto ventimila copie e ne sono stati recentemente ceduti i diritti cinematografici e di traduzione in francese alla casa editrice Metailliè, la stessa casa editoriale che ha pubblicato, tra gli altri, i libri di Andrea Camilleri, ha posto l’accento sull’utilizzo della forma espressiva del noir per fare letteratura, forma che si presta a una maggiore divulgazione e conoscenza di temi che spesso sono affidati ai saggi, con conseguente riduzione del pubblico di riferimento. Il pubblico ha seguito con partecipazione la discussione, dimostrando curiosità verso la conoscenza del mondo del giallo e la possibilità, attraverso esso di squarciare misteri che fuoriescono dalla trama del libro e riguardano la società attuale. L’appuntamento di Rieti, diventa di volta in volta più seguito e attrae sempre più pubblico, vuoi per l’importanza degli ospiti, di valore letterario assoluto, e vuoi per la freschezza dei suoi contenuti. La sapiente regia della Libreria Moderna, e del suo staff, dimostra quanto la letteratura possa essere occasione di incontro e quanto essa interagisca nella vita reale. Librai, autori e pubblico, tutti riuniti a incontrarsi e discutere, e magari crescere, insieme. In questo contesto magnifico la Calabria è stata protagonista con Giacchino Criaco, l’autore di “Anime nere” e Zefira, che in alla viglia (metà aprile) del suo nuovo libro dal titolo “American Taste” ha portato, dopo tanto tempo, la Locride e l’intera Calabria nella letteratura di serie A. (Carmelo Carabetta) P BRUNO GEMELLI ino Michienzi possedeva, come si dice in questi casi, le physique du rôle. L'attore scomparso nella sua Catanzaro domenica scorsa aveva soli 58 anni. Una vita davanti a sé. Stroncata da un infarto. Per lui un percorso artistico entrato nel pieno della maturità ma ancora non completamente espresso, aveva ancora tanto da dare. Una fucina di idee e di energie da spendere. E, d'altra parte, l'imponenza scenica, e lui sì che metteva soggezione, non ha età quando si calcano i palcoscenici come li ha calcati lui. Alternando i teatri nazionali a quelli regionali. Mescolando i classici della drammaturgia ai testi degli autori calabresi da cui non voleva staccarsi e a cui era legato pagando il prezzo di una carriera che altrove poteva dargli un lustro maggiore di quanto ha meritatamente avuto. Il I Marvanza all’Heineken Jammin Festival I Marvanza Reggae Sound, attraverso un comunicato stampa, ci fanno sapere che proveranno “la scalata al palco dell’Heineken Jammin Festival, l’evento organizzato da Live Nation e promosso da Heineken Italia che anche quest’anno si svolgerà al Parco San Giuliano di Venezia da giovedì nove a sabato 11 giugno 2011”. La selezione musicale, organizzata da Heineken in collaborazione con Rock TV, riparte alla ricerca delle migliori band emergenti italiane. Per supportare il gruppo di Monasterace basterà votare sul sito del contest ogni giorno, fino al 30 Aprile 2011. Heineken ha poi deciso di premiare non solo le band più promettenti ma anche tutti gli appassionati di musica, che potranno diventare supporter di una delle band emergenti iscritte. Tre fra i supporter online più fedeli e attivi vinceranno la possibilità di vivere l’esperienza dell’HJF con un amico, vincendo un soggiorno valido per tutta la durata della manifestazione insieme alle loro band preferite. Per diventare supporter dei Marvanza è necessario digitare il seguente indirizzo: http://hjfc2.heineken.it/band/marvanza/2ea02ffd88cd3e7a0901977fba81cece Ogni supporter può ogni giorno esprimere la sua preferenza per una band, cliccando sul tasto “vota band” presente nelle schede dei gruppi partecipanti. fuoco dell'arte l'ha avvinghiato subito come ha confessato a Franco Dionesalvi in un intervista postuma che ha pubblicato il Quotidiano. Alla sua opera e al suo ingegno si devono lavori teatrali che hanno fatto conoscere sia in Calabria che in Italia autori come Franco Costabile, Corrado Alvaro, Lorenzo Calogero, Mario La Cava, Leonida Repaci, Sharo Gambino e Nino Gemelli e Achille Curcio che lo iniziarono al teatro dialettale della città. Mosse i primi passi frequentando la Scuola d'Arte Drammatica di Giovanni Donaiuti dal '73 al '75. Poi fondò e diresse, dal 1986, la compagnia Teatro del Carro con la moglie, Anna Maria De Luca e il figlio Luca Maria. Fu attore versatile e si cimentò, con successo sia al cinema che in televisione. Al netto delle opere da lui dirette in Calabria tratte da soggetti di autori calabresi, compreso egli stesso, il modo migliore per ricordarlo, per misurarne il suo spessore, è quello di elencare i lavori più significativi della sua carriera teatrale realizzati fuori dalla Calabria. 3 RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO [email protected] la Riviera DOMENICA 13 FEBBRAIO 2011 Demi e A Peppe lmeno fin qui, si può essere certi solo di questo: che il candidato a sindaco del dominante partito del PdL sarà Demetrio Arena, per gli amici Demi, come si usa per i cagnolini e i gatti. Per i semplici mortali c’è da annotare che il dottore Demetrio Arena è Presidente dell’Azienda dei trasporti di Reggio Calabria. Secondo la classica visione delle classi al potere, egli è dunque un uomo potente.E questa targa lo rende meritevole dell’ascensione al soglio. Un assunto, a ciò avviato dalla benedizione del dottor Giuseppe Scopelliti. Il quale, evidentemente, non capisce che il candidato deve essere candido. Ciò che non risulta nella biografia del dottor Demetrio Arena, da noi non detto Demi per rispetto dei cagnolini e dei gattini, che, essendo candidi, possono essere vezzeggiati e vezzeggiativi. Non così il dottore Demetrio Arena, che è indagato nell’inchiesta “Terrazzamento” per non avere controllato la destinazione di 120 tonnellate di rifiuti dell’Atam in discarica abusiva. Noi siamo garantisti, ma non garantisti a sventola, come graniticamente ha dimostrato di esserlo il Governatore. E dunque per noi l’indagato Demetrio Arena non ha nessuna soma giuridica. Ma dicono: che c’è un codice etico che sbarra il passo a indagati e rinviati a giudizio quanto alle candidature. Non vale, a quanto sem- bra, per il suffragato da Scopelliti. Non è davvero il caso di scomodare grandi pensatori, discorrendo del dottore Peppe Scopelliti, governatore - governato da Berlusconi. Ma noi vogliamo fare eccezione. E vogliamo tirare in ballo un grande pensatore dell’800, Pietro Ellero, il quale rimproverava ai borghesi, alla cui classe apparteneva: Voi non rispettate le leggi che voi stessi create. Tale il caso del dottore Giuseppe Scopelliti che candida un non candidato candido a sindaco. E così, con l’assenso del dottor Rocco Di Landro, che si difende la legalità repubblicana. LA POVERTÀ DI QUALUNQUEMENTE Caro direttore, Ho visto " Qualunquemente" con Antonio Albanese e confesso di essere uscito dal cinema con un certo disagio. Poi mi è capitato di leggere qualche commento indignato su questo settimanale, ma non solo. Il "Cetto" televisivo mi piace di più; secondo me trasmette meglio il senso del messagio che vuole comunicare. Ho trovato il film eccessivo e poco realistico, nella sostanza con una struttura debole e molto caricaturale di una realtà che è ben oltre quello che la satira ci vuole raccontare. Provo un disagio più grande nell'ascoltare i telegiornali o a leggere la cronaca "rosapolitik" del nostro paese. Mi sembra di vivere dentro un incubo surreale. Non riesco a capacitarmi di quello che stà accadendo in Italia. Non capisco questo nuovo linguaggio: le prostitute che si chiamano Escort, un bugiardo e depravato che accampa ragioni di stato per non essere giudicato ( neanche ai tempi della peggiore Democrazia Cristiana), una Chiesa completamente silente, una classe dirigente che pare essere stata reclutata nei bassifondi. Bersani ed il PD mi sembrano preoccupati di mantenere le posizioni di privilegio e rischiano di annegare nel brodo che hanno contribuito a creare; Di Pietro che solo per la capacità di selezionare i suoi dirigenti (vedi Scilipoti, Misiti, Degregorio prima ect ect.) meriterebbe di essere preso a calci; non parliamo di Casini che vuole fare un monumento a Cuffaro ( condannato definitivamente per concorso esterno in associazione mafiosa), Comunisti Italiani e Rifondaroli che litigano per chi è più "comunista" e non hanno capito che sono solo sepolcri imbiancati di una storia che li ha superati e travolti. Poi provo nausea quando vedo i vari: Santanchè, Gasparri, Capezzone, Ghedini, Sallustri,Cicchitto eccc, l'elenco diventerebbe lunghissimo. Provo rabbia quando sento che qualche migliaio di burocrati percepisce come indennità cifre oltre mezzo milione di euro l'anno; o che Marchionne addirittura circa sette milioni di euro l'anno. Mi innervosiscono i Santoro, i Fazio, i Vespa, e tutti coloro dentro la Rai che percepiscono una barca di soldi ed io dovrei pagare il canone. Sono incazzato perchè debbo pagare una addizionale sul carburante per risanare il debito della Sanità Calabrese senza che nessuno di coloro che hanno spolpato la nostra terra venga privato di tutto quello che ha illegalmente rubato. Sono incazzato perchè non esiste concorso o bando di gara che non venga truccato, o che chiunque và ad occupare un ruolo dirigente la prima cosa che fà è sistemare l'esercito familiare ed i propri lacchè. Insomma, senza proseguire un elenco che non finirebbe mai, tutto sommato il disagio che mi ha procurato il "Qualunquemente" di Albanese è poca cosa, oltretutto non è lo spaccato meridionale o Calabrese, i politici del Nord non sono migliori, i Leghisti si comportano peggio di "Cetto" quando raffigurano la Calabria sui propri cassonetti della spazzatura o quando rifiutano il pasto ad una bambina exstacomunitaria in un asilo o in una scuola. Ma una cosa, da Calabresi, la dobbiamo ammettere: se cè una letteratura negativa sulla nostra terra che prevale sulle notizie positive qualche ragione ci sarà pure, o nò! Non possiamo non vedere la povertà che ci circonda, il suo degrado ed anche ed anche lo sfarzo "tamarro" ed il "grasso" che spande da tutte le parti. Non possiamo mettere la testa sotto la sabbia di fronte agli innumerevoli fatti di cronaca. di fronte ad una classe politica collusa ed incline al clientelismo. Più che un dibattito su "Qualunquemente" servirebbe aprire un confronto su come rispondere alle attese di coloro che sono senza lavoro, giovani prima di tutto, e su come fare emergere con creatività una nuova realtà fatta di orgoglio positivo attraverso un nuovo modo di stare dentro processi di sviluppo per vivere fino in fondo e con dignità una vita "vera" e non per sopravvivere con angoscia. Salvatore Albanese MONASTERACE Quel muro antico... Quel muro antico non m’ispira più! Mi riferisco al muro di cinta del cimitero di Monasterace che fino a qualche mese fa aveva un fascino particolare. Per tornare a casa, tutte le volte che potevo, preferivo passare dal cimitero e risalire le colline della famosa Meléa. Un posto magico che sapeva di antico: in quell’angolo unico del nostro Comune, dove di notte il cielo si ricongiunge con la terra degli Inferi e di giorno si respirava un’aria particolare, dove tutto era in armonia con la natura circostante, il tempo non passava mai. Un giorno, passando dalla solita strada per tornare a casa, mi sono accorta con enorme sorpresa che quel muro antico di singolari fattezze era stato coperto con intonaco moderno. Che brutta sensazione ho provato, come una pugnalata inferta al cuore e, da quel giorno, non ho avuto più voglia di passare dal cimitero per rincasare, per non vedere quel muro “sfregiato”, perché quel vecchio muro ha perso il suo fascino, perché ormai quel posto non m’ispira più. E non finisce qui: per completare l’opera, viene costruito un gazebo di legno per i fiori poggiato su una base di cemento alquanto pesante e stridente con il contesto. Il gazebo di legno va bene, ma non la base di cemento in un’area vincolata! Si dirà: “che c’è poi di male, sono cose che si possono sempre togliere”. Alt! E’ proprio questo che non deve succedere. Mi auguro che in futuro a nessuno venga in mente di rimaneggiare ancora quella cintina muraria perché si deturperebbe ancora di più. Meglio aspettare che quell’intonaco si corroda e si stacchi da solo. Questo è il consiglio che mi sento di dare, anche se mi dispiace che quelli come me, che hanno più di cinquant’anni, di certo non la vedranno mai più come prima. Una cosa comunque dev’essere chiara: la responsabilità di tutto questo non è di chi ha eseguito i lavori di sistemazione all’interno del cimitero, peraltro necessari, ma di chi non doveva permettere che quel manufatto, costruito con ciottoli ricavati dalle vestigia dell’antica Kaulon, venisse toccato; di chi non ha capito che quella cinta andava considerata di interesse storico e archeologico. Si può vedere ancora lateralmente la stessa malta che troviamo a Roccelletta di Borgia o a Roma sull’Appia Antica o presso altri siti archeologici. Mi chiedo se la Sovrintendenza sia a conoscenza di tale inopportuno “lifting” che non è stata un’operazione di conservazione e restauro. E’ come se, passando da Roccelletta di Borgia, un giorno vedessimo quel muro stupendo che separa la Statale jonica 106 dal Parco archeologico, ricoperto con intonaco moderno. Vi sembra possibile? Ancora non è finita: sulla Provinciale che collega il quartiere Lupa al Centro, la stessa sorte è toccata ai muretti a secco di sostegno dei terreni agricoli, recentemente sostituiti da muretti in finta pietra che rendono il paesaggio artificiale, quindi orrendo. Certe opere o si fanno a regola d’arte oppure è meglio non farle. Non possiamo permettere che sia distrutto ciò che rimane del nostro patrimonio rurale, di una cultura contadina in estinzione, per soddisfare la peggiore mentalità piccolo-borghese locale. Siete mai andati nella zona di Metaponto? In tutta la Lucania (ma anche in altre Regioni) le amministrazioni locali hanno voluto conservare ad ogni costo i muretti a secco come testimonianza di una cultura rupestre millenaria che favorisce il turismo e di cui la gente del posto non si vergogna ma ne va fiera. Noi invece no, ancora non abbiamo scelto la strada del vero “turismo culturale”. STIGNANO Chi conosce Villa Sena? VILLA SENA!...... Quanti di voi conoscono questa villa? Dal nome sembrerebbe una villa antica magari di gran lusso,immersa nel verde e invece....E invece "Villa Sena" è una casa in campagna a qualche chilometro dal bivio di Stignano dove la prima cosa che avverti entrando è l'immane solitudine, sia intorno alla casa sia e sopratutto di chi ci vive, è una casa d'accoglienza per dei disabili gravi di ogni età, sia uomini che donne, e per i quali la sofferenza fisica non conta perchè tanta è quella del cuore e dell'anima. Hanno tutti una cosa in comune sono senza famiglia o quasi, la loro famiglia sono quelle poche e straordinarie persone che li assistono giorno e notte, e non considerano il loro, solo un lavoro, ma quasi una missione. Sono stata lì qualche giorno fa a trovare Enzolino, un ragazzo di Rosarno che è andato a Lourdes lo scorso maggio con il treno bianco organizzato dall'Unitalsi. Un membro dell'Unitalsi il prof.Giordano ha pensato bene di organizzare la gita di fine anno per alcune classi, compresa quella di mio figlio, proprio a Lourdes facendo fare a tutti i suoi alunni servizio con gli ammalati ed è stato lì che hanno conosciuto Enzolino. Lui ha difficoltà a parlare ma riesce a farsi capire da tutti ed era così contento di vederci che per un pò era incomprensibile quello che diceva. Ha voluto farci vedere la sua camera, abbiamo fatto delle foto insieme a lui e mentre parlavamo con lui ci siamo accorti che si avvicinavano un pò tutti, qualcuno voleva essere abbracciato qualcuno ci allungava la mano, qualcun'altro che stava un pò meglio degli altri, ci chiedeva di poter venire a casa da noi . Parlando con un'infermiera mi complimentavo con lei per come riusciva a scherzare con gli ammalati e le confessavo che io morirei a fare quel lavoro perchè non ho quella leggerezza e gioia che è indispensabile per assisterli; uno di loro invalido fisicamente ha sentito quello che dicevo e mi ha detto: "signora noi siamo morti da tempo"....Cosa si può rispondere? Ho chiesto anche come mai stavano in posto così isolato e desolato in tutti i sensi e lei mi diceva che prima stavano a Caulonia sul lungomare e che tutte quelle povere anime erano più contente perchè vedevano gente sopratutto in estate stando fuori, ma anche in inverno dalle finestre, e non so chi e per quale ragione li hanno trasferiti . Mi chiedevo se anzichè continuare e costruire seminari lussuosi, che tra l'altro non capisco a chi e che cosa possono servire visto che ce ne sono degli altri completamnete vuoti, e a tutte quelle belle case, come quella destinata all a Caritas di Locri dove viene utilizzata solo qualche stanza come ufficio e tutto il resto è vuoto e chiuso e ancora conventi vuoti o quasi nella nostra locride, che appartengono alla nostra Chiesa, sarebbe il caso di far conoscere ai nostri prelati Villa Sena e chissà che non decidano di aprire qualche loro proprietà, o di organizzare qualche festa, come fanno gli angeli (volontari) dell'Unitalsi che in estate ogni domenica li portano in gita al porto di Roccella . Un invito a visitare Villa Sena anche al nostro Presidente della Regione e all'Assessore alla Sanità così impegnati a a far quadrare i conti a risparmiare su tutto soprattutto sugli ammalati gravi, per la cronaca chi abita a Villa Sena non può uscire per passare una domenica o comunque un giorno in casa di amici perchè non c'è personale che li accompagna. Cari Signori che avete potere decisionale, chi abita a Villa Sena non ha bisogno di nulla materialmente,(poche persone 4 o 5 per intenderci mandano avanti il tutto) e nonostante tutto sono loro ad insegnarci quello che è importante nella vita, loro sanno voler bene , nonostante ad essi manchi la vicinanza e la presenza della famiglia o comunque di chi gli vuole bene.... " Chi ha orecchi per intendere intenda" (dal Vangelo secondo Marco capitolo 4). Maria Giulia Nolletti CARA MILANA Tratto da * [email protected] É POSSIBILE CHE LA CAPACITÀ DI FARE SOLDI SIA INNATA? Credo che esistano persone a cui il denaro casca letteralmente addosso e altre che fanno una gran fatica per guadagnarne un po’. Nel primo caso si tratta raramente di grandi lavoratori. È spesso invece gente incredibilmente lucida, abile e veloce. Del secondo gruppo, che temo sia il più numeroso, fa parte la maggioranza, me compresa. Quando mi trovo nella situazione di dover stabilire un compenso per il mio lavoro, mi vergogno sempre un po’. Accetto tutto quello che mi offrono, e non mi viene mai in mente di chiedere di più. Sono sempre stata così. Considero una fortuna il solo fatto di poter lavorare, 4 tenendo presente che sono una poetessa che finge di essere una giornalista che finge di occuparsi della pubblicazione di libri che finge di essere una conduttrice tv. E si sa che l’ultima volta che i poeti hanno prosperato è stato nell’antica Persia. Ultimamente, però, penso che mi piacerebbe fare soldi in modo molto più facile. Per la prima volta nella mia vita ho partecipato a un gioco a premi su internet (a cui, per la verità, ha partecipato mezza Zagabria). In palio ci sono ventimila dollari. Vedremo come andrà a finire. Spero di vincere, anche se, come direbbe Marx, in questo caso non produrrei surplus. Ed è soltanto con il surplus che comincia il vero divertimento. la Riviera DOMENICA 13 FEBBRAIO 2011 5 Primo piano la Riviera DOMENICA 13 FEBBRAIO 2011 6 FEELING L'ODORE DELLA BIADA IL CAVALLO SCOPELLITI NITRISCE, MA NON SCALPITA PASQUINO CRUPI Silvio Berlusconi non è un uomo tutto d'un pezzo. È un terremoto che procede per scosse di segno continuo e contrario. Disfa oggi quel che ha pensato ieri. Come il vento, cambia direzione ed è sempre qua e là presto a voltare. L'unico punto fermo in questa libidine del mutamento frenetico di fronte è la concentrata ossessione delle garzoncelle scherzose per le quali ha peccato e per le quali vorrà proseguire a peccare. E dunque non ci sorprende affatto il proclama di guerra lanciato , a gola squarciata, contro Casini e l'Udc, con risparmio - immaginiamo- del solo Gino Trematerra, tornato scugnizzo per fargli da sciuscià. Noi non abbiamo avuto mai dubbi. Quella di Silvio Berlusconi per l'Udc era pedofilia politica, che, come la pedofilia senza aggettivi, insorge dalla natura vigliacca di chi, per suadere, ha bisogno d'immaginare che l'oggetto del proprio desiderio sia, per la tenera età, incapace di intendere e di capire. E, come è il classico della pedofilia, al rifiuto si replica con il massimo di violenza . Dunque, delenda Carthago. Bisogna distruggere Cartagine e a volerlo, a predicarlo non è l'integro vecchio Catone, ma un vecchio vizioso. Via, l'UDC da tutte le giunte regionali: questo l'ordine del maresciallo di Italia. Già egli spera di aver migliore fortuna che con Iva Zanicchi , signora sovrana . E non avrà certo sorprese da parte del Governatore della Calabria, il cavallo glorioso che è capace di nitrire all'odore della biada, ma non di scalpitare all' imperiosa voce del padrone : “Portala e servi”. Naturalmente, la carica di governatore, conquistata senza merito , mantenuta con genuflessione senza intermittenze a tutte le lordure perpetrate dal vizioso vecchio contro Reggio e la Calabria, contro il Mezzogiorno. Perché il governato Scopelliti avendo ubbidito sempre, dovrebbe disubbidire adesso, lui, il bardo del riscatto del Sud? Ma neppure per sogno. Sapete qual è la risposta al comando supremo del Cavalier Furioso? Noi non abbiamo avuto nessuna comunicazione. Come dire, se la avessimo avuta, ricevuto e passo. Cioè a dire, la Calabria può fare a meno d'un governatore. Basta e avanza una segreteria telefonica. S Scopelliti “viaggia” con Giulio Tremonti Il viaggio del ministro Giulio Tremonti in treno verso la Calabria, e' "il segno dell'attenzione del governo nazionale nei confronti del Mezzogiorno". E' il commento del presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti, sul "blitz" del titolare del ministero dell'Economia insieme ai segretari generali della Cisl Raffaele Bonanni e della Uil Luigi Angeletti. Il governatore esprime un giudizio positivo sull'esperienza di Tremonti e dei sindacalisti prima in treno poi in pullman sull'A3 e aspica "un'accelerazione dell'attuazione del Piano per il Sud". “Sommovimento”. Così lo storico Giumico non colpisce il lusso ma la normaCRISI ECONOMICA seppe Galasso indica il disagio sociale lità. Calano i redditi, calano gli acquisti, patito dagli ambienti popolari e borghecalano altri redditi. Così il saldo fra le si in una Calabria cinquecentesca colpichiusure e le nuove aperture di attività ta dalla nera crisi economica. Nel XVI° commerciali è negativo. Chi ha fatto il secolo il capitalismo forestiero metteva negoziante per una vita intera e decide di GIOVANNA CENTO le mani sulla punta dello stivale, distrugandare in pensione, ha oggi poche spegendo il tradizionale settore manifatturiero di una terra ricca di risorse. Iniziava allo- ranze di lasciare il testimone ad un altro. Ici, tarsu, spese di amministrazione, riscalra il successo di un modello economico straniero che se una decina di anni fa brilla- damenti, affitti, fanno ormai troppa paura. E la soluzione non c’è. Perché la Calava nella sua compiutezza, oggi perde vigore e vive all’ombra di un rapporto simbio- bria, come l’Italia, fa parte del sistema e non può uscirne. È un vicolo cieco in cui l’utico fra acquirente e venditore, debole ma comunque imprescindibile. Anche in nica cosa possibile è guardare al lontano futuro, ma con un’ottica diversa. Esiste un Calabria la quotidianità di un pomeriggio di acquisti ha cambiato volto. Quelli per territorio che ha ancora molto da offrire. Esistono ettari di campi abbandonati, cui lo shopping non rappresenta una passione, i meno informati, raccontano di gite spiagge in agonia che aspettano di essere salvate, esistono tradizioni e mestieri, esiin macchina alla volta di un centro commerciale conclusesi con la triste scoperta di stono bergamotti, arance, limoni, che se coltivati altrove, da mani diverse, non avrebaverlo trovato chiuso, con la grande insegna d’acciaio a metà, stile fine del mondo bero lo stesso sapore. Ed esiste un orgoglio meridionale che, ancora una volta, nei film hollywoodiani. Ma nemmeno gli esperti, i clienti storici, navigano ormai in potrebbe rappresentare un’occasione. In un mondo in cui tutto è uguale e in cui l’uacque sicure: molte, moltissime le camminate a passo veloce di chi sa già a chi affi- guale sta clamorosamente fallendo, la chiave di volta potrebbe essere la diversità. È dare i propri acquisti, interrotte di colpo davanti al negozio “del cuore”, con decen- utopico pensare ad una terra di soli agrumeti e panetterie. Non potrebbe mai esseni di attività familiare realtà, ma la fotore alle spalle, a saracopia di un presepe. cinesche abbassate. È meno utopica la E i commercianti? speranza di vedere C’è chi si è aggrapuna bellissima terra pato all’illusione che respirare di nuovo la svolta potesse soppiantando, qua e nascere dall’innovalà, la sponsorizzaziozione: risparmi invene di prodotti straniestiti in ristrutturaziori con quella della stoni law cost . C’è chi, ria e delle capacità di credendo si trattasse un popolo. Perché le di uno spostamento torte Sacher sono a del baricentro degli portata di mano e i acquisti, ha cambiato susumelli no? Perché, location affrontando di fronte a centinaia le spese di trasferidi bottiglie diverse, la mento. Quelli a cui il grappa svizzera Granbilancio si presentaRiserve continua a va enormemente sembrarci più qualifidisastroso, invece, cata del limoncello? sono stati i più fortuPerché occorrono nati, perché, costretti cinque minuti per dall’evidenza ad acquistare un pecoriammettere come no della Valle Padana unica causa del fallie una giornata intera mento una crisi per individuarne uno dirompente, hanno calabrese? Il trucco è chiuso i battenti cominciare a riflettersenza dispiego di ci ora. Il sommoviulteriori energie e mento globale contro denaro. Il problema un’idea che abbiamo è che tale forma di dimenticato essere scompenso econonaturale. IL SOMMOVIMENTO CALABRESE la Riviera DOMENICA 13 FEBBRAIO 2011 07 La copertina EDITORIALE di ALESSANDRA MALLAMO L’affondo Ci siamo. Ecco cosa ci siamo dette l'altra sera alla riunione: donne di ogni età e provenienti dalle più svariate esperienze di vita che sono partite parlando di come organizzare quest'evento e hanno finito discutendo di come dare un'impronta diversa alla società e alla politica. A dire il vero, non è il fatto di esser donne che fa la differenza (altrimenti non si spiegherebbe, per esempio, l'uscita razzista della Maiolo), è piuttosto la possibilità di un punto di vista alternativo, dovuto più alla storia che alla genetica, più alle scelte che la vita ci mette davanti che agli ormoni. È da una posizione minoritaria che le donne hanno preso voce, e sono e saranno ascoltate perché pian piano in questa dimensione ci stanno finendo tutti, anche chi proprio non se lo aspettava. Ci siamo, per questo, nel senso che siamo qui e sappiamo come reggere l'impatto, lo abbiamo imparato da sempre, possiamo condividerlo. Ci siamo, nel senso che è arrivato il momento; il momento di affondare la lama del disinganno contro un meccanismo sempre più perverso. Oggi non è più una certa sottocultura a diffondere un'immagine irreale e malata dei rapporti umani, ma è un pensiero che rende tutte/i uguali nel peggio e viene supportato, come fosse normale, da un capo di governo. È chiaro che la mobilitazione non riguarda solo le donne e, infatti, molti uomini hanno collaborato alacremente alla sua riuscita. Insomma, dalle donne l'idea è nata, dalle donne è cresciuta, ma in pochi giorni è diventata abbastanza grande da andarsene per il mondo da sola, sostenuta dalla sua logica stringente e dalla sua purezza. Quest'idea, semplice e forte, consiste nell'uscir fuori a mostrare che siamo diverse/i da come tentano di disegnarci. L'idea è un'azione: esporsi, rischiare, discutere, e condividere. Andiamo in piazza oggi, e magari facciamo una telefonata a qualcuno che è scettico o perplesso: per ogni persona che ha intuito la gravità del momento ce n'è una che non vuole saperne, che sta bene così, che non lo sa nemmeno che c'è un problema, grosso quanto una nazione. Non ci sono grandi teoremi da dimostrare: è il rispetto come valore imprescindibile. È quello che insegniamo ai nostri figli e che impariamo da loro, quello che tiene vivo un rapporto affettivo così come un rapporto politico autentico (sob!) tra eletto ed elettore. Ci siamo, dunque, è il momento di affondare il colpo: ora, non più tardi, non la prossima volta. Prima che il degrado affondi tutti noi. Altri si stanno giocando ogni carta possibile. Noi giochiamoci le nostre. Qualche giorno fa un amico ha scritto su Facebook una frase di Amiel: "Quasi tutto nasce da quasi nulla", è vero, soprattutto adesso. la Riviera DOMENICA 13 FEBBRAIO 2011 8 Nella mobilitazione delle donne italiane c’è anche la Calabria: oggi Catanzaro, Cosenza, Reggio Calabria, Lamezia, Roccella Jonica e Vibo Valentia saranno prima linea 13 febbraio La domenica delle donne MARA RECHICHI E’ arrivata la domenica 13 che tutti stiamo attendendo. Tutti, si, con diverso atteggiamento, ma tutti. L’Italia (donne e uomini) che si riconosce nell’appello lanciato dal movimento Di Nuovo scende in piazza per la Mobilitazione delle donne italiane. Anche la Calabria avrà le sue manifestazioni: a Catanzaro, a Cosenza, a Lamezia, a Reggio Calabria, a Roccella Jonica e a Vibo Valentia, donne e uomini si sono dati appuntamento per mostrare nuda la faccia di noi donne calabre, che ancora viviamo una condizione costantemente indagata in ricerche socio- SE NON ORA QUANDO Tanti risultati ancora mostrano la donna calabrese in situazione diversa dalle altre donne d’Italia: in ritado. Saremo pure in ritardo, ma siamo decise e determinate ad affermare la nostra identità in tutti i mondi vitali. mare la nostra identità in tutti i mondi vitali. Nel “mondo famiglia” si osserva che i processi di modernizzazione e di rinnovamento, il passaggio da una società prevalentemente rurale a una realtà modernizzata, hanno portato un mutamento della condizione della donna all’interno della famiglia, nuove modalità di relazione con il marito, con i figli, con i genitori. La possibilità del lavoro per il mercato, oltre al lavoro di cura, ha portato nuovi cambiamenti nella vita quotidiana. Nel “mondo istruzione” le donne calabresi mostrano una maggiore propensione verso l’istruzione acca- genere nell’emigrazione”: non sono più i padri a partire per lavorare, ma sono le madri.Nel “mondo cittadinanza”, ovvero ciò che attiene alla politica, basta guardare ai recenti risultati elettorali: nessuna donna siede nel Consiglio regionale calabrese.”Segno di una politica conservatrice, che non investe sulle innovazionei”, fu detto nel 2000 nella medesima situazione. Ciò che emerge, invece, rimanda a processi di esclusione e di autoesclusione delle donne dalla sfera politica, monopolizzata da un solo sesso che impone regole che non agevolano la partecipazione femminile. Le donne crescono in tutti i settori, ma non in politica, anche se resta forte la determinazione ad affermare la cittadinanza attraverso la nascita e/o la crescita di associazioni femminili. Le manifestazioni di oggi in Calabria evidenziano la necessità di chiudere in un pacchettino con il nastro rosa la visione della “condizione femminile locale” per approdare alla “prospettiva di genere locale”, fondamentale per il raggiungimento dell’obiettivo per il quale il senso dato alle azioni locali piò divenire il senso da dare alle azioni globali Con il nastro rosa logiche, attraverso l’analisi dei nostri “mondi”: la famiglia, l’istruzione, il lavoro, la cittadinanza. Mondi che interessano la sfera pubblica e la sfera privata, associati all’emancipazione come processo storico, come orizzonte di vita individuale, come dimensione esistenziale. E i risultati ancora mostrano la donna calabrese in situazione diversa dalle altre donne d’Italia: in ritado. Saremo pure in ritardo, ma siamo decise e determinate ad affer- demica, sia rispetto alle altre donne delle altre aree geografiche, sia rispetto agli uomini. Nel “mondo lavoro”, anche in Calabria si registra quella che Laura Balbo chiamò la “doppia presenza”, nel lavoro professionale e nel lavoro familiare, anche in carenza/assenza di servizi sociali. E la questione fondamentale resta che il lavoro in Calabria non c’è e non c’è per le donne, tanto da far emergere un nuovo fenomeno che io chiamo “l’inversione di M (obiettivo richiamato dalle politiche globali di Pari Opportunità). L’operare in forte integrazione nei territori può funzionare da agente di cambiamento, e le donne sono le vere protagoniste del cambiamento, “agenti segreti della modernizzazione”, come ebbe a definirle Edgar Morin. Sono esperienze possibili, di appropriata partecipazione ad un sistema democratico. In Calabria come altrove. Dalla Calabria per l’altrove. la Riviera DOMENICA 13 FEBBRAIO 2011 9 Intervista all’attrice locrese Anna Carabetta fondatrice del movimento “Di Nuovo” “Libere”... di cambiare questo paese GIUSEPPE RITORTO e donne tornano in piazza! Una protesta che toccherà ben 100 piazze italiane, tutte unite dallo slogan “Se non ora quando”. La manifestazione, che chiede maggiore dignità per il sesso femminile, toccherà anche Roccella. Per l’occasione oggi alle ore 19.00 il Convento dei Minimi sarà teatro per “Libere”, l’opera della regista Cristina Comencini che mette di fronte due donne di generazioni diverse, che riescono a trasformare un confronto nato all’insegna di una distanza, quasi dell’inimicizia, in un dialogo che mette in luce speranze e aspirazioni comuni. Attraverso un documento condiviso, le fondatrici dell’Associazione Di Nuovo spiegano di non riconoscersi nella rappresentazione dei media che spesso lede la dignità delle donne. Abbiamo rivolto qualche domanda ad Anna Carabetta, l’attrice che ha immediatamente sposato la causa. Perchè proprio adesso? La risposta è già implicita nel Anna Carabetta, attrice e regista locrese, vive a nostro slogan: se non ora quando? Roma dove ha fondato, insieme ad altre donne, La situazione in cui ci troviamo è molto preoccupante ma, finalmentra cui Cristina Comencini e Lunetta Savino, il te c’ é una grande mobilitazione di movimento Di Nuovo, promotore della giornata noi donne, unite, oltre che dal di Mobilitazione delle donne. Anna ha scelto di sesso, dalla volontà e dal desiderio non restare a Roma, alla Manifestazione di cambiare questo paese, di potercentrale, ma di portare la sua voce a Roccella lo fare insieme agli uomini. Jonica tra le sue conterranee. Si, è proprio l’ora di cambiare qualcosa in questo paese! Qualcuno ha paragonato questo movimento ad una sorta di femminismo di ritorno.. Io ho militato nel movimento femminista negli anni ‘70 a Torino. Non so se oggi si può parlare di un ritorno al”femminismo” perchè i tempi sono diversi. In che senso? Oggi c’è più che mai necessità di una grande rappresentanza politica da parte delle donne. Eppure abbiamo anche delle donne Ministro! Si, ma sono sempre troppo poche e in ruoli non “ Anna tu sei una delle promotrici della manifestazione nazionale. Perchè parteciperai alla manifestazione nella Locride e non sei rimasta a Roma? Sono stata invitata nella Locride dalle donne di Roccella che hanno risposto con entusiasmo e passione all’appello di “se non ora , quando?”. Io penso che anche le donne calabresi debbano essere protagoniste. E il loro sguardo, spesso da luoghi lontani, da paesi emarginati, dove è più difficile comunicare, è qualcosa che completa lo sguardo totale delle donne italiane. Lei conosce la difficile situazione in cui versa, in questo momento, la nostra terra. Molti esercizi commerciali, ad esempio, vengono chiusi perchè si sospetta che soldi che vengono guadagnati legalmente sono, poi, investiti in modo illegale... Sinceramente non conosco questa situazione. Spero che i giovani non siano attratti dalle scorciatoie della vita. Cosa ci dovremo aspettare in futuro, dopo questa manifestazione? Intanto, mi auguro di poter creare un gruppo “Di Nuovo” nella Locride con cui condividere un programma di iniziative per continuare a portare avanti la nostra voglia di cambiamento. C’è una grande mobilitazione di noi donne, unite dal desiderio di cambiare questo paese, di poterlo fare insieme agli uomini decisivi per cambiare la mentalità del paese. Vogliamo posti di comando per combattere soprattutto l’abbrutimento culturale. In un mondo fatto solo di immagine, la cultura è ancora un valore fondamentale? Credo proprio di si, se si vuole acquisire consapevolezza e competenza. Anche se il culto dell’immagine ha portato le nuove generazioni a pensare che basta apparire per avere un mestiere. Politica la Riviera DOMENICA 13 FEBBRAIO 2011 10 Ghiaccio bollente fra Tripodi e Trematerra E l’Udc adesso cosa fa? Dopo l’ordine di scuderia di Silvio Berlusconi ai suoi di escludere tutti i centristi dalle giunte nelle quali governa il Pdl ci si interroga. E’ risaputo che democristiani di vecchia o nuova generazione che siano, per tradizione, sono restii ad abbandonare le poltrone, così come sta dimostrando dalla Lombardia alla Sicilia la volontà di portare avanti le alleanze nonostante quello che accade a livello nazionale. Ma in Calabria la situazione appare più intricata rispetto alle altre regioni perché a giocare d’anticipo con dichiarazioni non certo morbide è stato il capogruppo dell’Udc al Consiglio regionale, Pasquale Tripodi, in linea con quello che è il pensiero di Casini e Cesa. “Se consideriamo negativamente l’aggregazione nazionale di centrodestra di cui la Lega ha la ‘golden share’ ha tuonato Tripodi - non si capirebbe perché mai poi in Calabria continuiamo ad essere alleati con questo Pdl succube della Lega, che è una forza antimeridionale per statuto e che per statuto intende frantumare il Paese. Né si spiegherebbero accordi già precostituiti, se non frutto di un ragionamento condiviso di rilancio programmatico, economi- co e sociale di tutte le realtà calabresi ed in particolare del territorio reggino per il quale, però, al momento non si intravedono percorsi, ruoli e strategie…”. Risposta immediata, o quasi, affidata al coordinatore calabrese dell’Unione dei democratici cristiani Gino Trematerra. “E’ francamente schizofrenico e incomprensibile l’atteggiamento dell’onorevole Pasquale Tripodi nei confronti delle posizioni da noi già espresse in vista delle prossime elezioni amministrative. Prima partecipa al tavolo regionale, alla presenza di autorevoli esponenti nazionali del partito non esprimendo alcun dubbio sul documento finale redatto dall’assemblea, poi, davanti a telecamere e taccuini, contesta le scelte prese. Il Nuovo Polo non è una prospettiva che escludiamo, anzi i nostri contatti con gli esponenti di Fli e Api proseguono e si intensificano…”. Cronaca più aggiornata. Cosa ne pensano, ci si chiede, l’onorevole Roberto Occhiuto, il presidente del Consiglio regionale Francesco Talarico e tutti gli altri esponenti dell’Udc che tirano le fila o hanno ruoli non indifferenti nella ‘stanza dei bottoni’ calabrese? Pasquale Tripodi escluso ancora non è dato a sapere. Unica indiscrezione quella che trapela da ambienti fedelissimi al governatore Scopelliti: “Come Pdl non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione dagli organismi centrali del partito in merito all’alleanza con l’Udc per la Regione. Non ci risultano novità su una eventuale rottura”. Considerazione ribadita in queste ultime ore dallo stesso presidente della Regione Calabria. Intanto i componenti del Coordinamento Provinciale Udc di Reggio Calabria Francesco Candia, Paolo Mallamaci, Giovanni Arruzzolo, Antonio Alvaro, Giuseppe Bova, Alessandro Cannatà, Giuseppe Idà, Mario Mazza, Domenico Romeo e Mario Versaci in una nota hanno ribadito che le posizioni espresse in comitato regionale dall’onorevole Tripodi e dal commissario regionale giovanile Giuseppe Idà “sono quelle condivise all’unanimità dal partito reggino. Ciò esclude quindi che vi possano essere posizioni personali, ma solo rivendicazioni legittime di una linea politica coerente con quella nazionale e comunque dettata dall’esigenza di ripristinare equilibri politici che hanno visto la provincia di Reggio Calabria disattenzionata e posta ai margini dagli organi politici regionali”. Alberto Cafarelli COUNTDOWN La proposta di Marco Minniti: entro febbraio un consiglio provinciale nella Locride Se una sera di inverno un partito… I partiti sono ridotti al viaggiatore di Italo Calvino costretti a leggere sempre le stesse pagine. Tra queste, qualche foglio bianco che lacera e ferisce la lettura. Tanta indifferenza, per non dire sospetto, intorno . I partiti da anni, da molti anni non dicono nulla di nuovo. Questo in Italia. In Calabria francamente, da tanto tempo ormai, esistono solo delle “tribù” riunite intorno ad un capo, pronte a lasciare le tende solo ogni vigilia elettorale. L’ altra sera a Caulonia Marina, per incanto, il partito democratico ha preso forma . Amministratori, sindacalisti, dirigenti di partito e poi tanta, ma tanta gente, s’è trovata a discutere delle infrastrutture nella Locride. Un partito ha deciso di raccogliere il guanto lanciato –per ora non con la necessaria convinzione-dai sindaci che insieme al Vescovo hanno simbolicamente occupato la stazione ferroviaria di Roccella. Quello che dovrebbe essere una normalità è stata una sorpresa. Non so se qualcuno ha fatto caso ma nessuno-proprio nessuno- in quella assemblea ha fatto il nome di Silvio Berlusconi, nessuno ha teso a strumentalizzare il problema contro altri. Una bisogno di rifondazione simultanea del partito e della politica. Il partito con la gente e per le gente. Una politica fatta di proposte e non di invettive contro qualcuno. Già nella relazione introduttiva s’è sottolineato “..noi non vogliamo essere il partito di Minniti, di Loiero, di Adamo, dobbiamo essere il partito della gente e, tanto più la gente ha bisogno, tanto più dobbiamo essere il loro partito. Questo a prescindere dalla stessa intenzione di voto..” Sarà una semplice manifestazione destinata , tra qualche tempo, all’oblio ? Si rivelerà una manifestazione di propaganda ? Potrebbe darsi. Nulla è scontato. Intanto però l’assemblea ha approvato un documento che impegna: -la delegazione parlamentare calabrese a chiedere un incontro col Ministro alle infrastrutture e con Trinitalia. Inoltre di muoversi per l’istituzione d’un tavolo permanente presso la Prefettura per i lavori sulla statale 106 . -Al gruppo regionale del PD di chiedere una seduta di consiglio sulle infrastrutture nella Locride o, comunque, di presentare un odg sull’argomento nella prossima seduta del 22 febbraio; -Al gruppo PD della Provincia di promuovere un consiglio provinciale aperto ai sindaci del comprensorio Jonico per discutere delle infrastrutture e dei treni. Inoltre, di mettere in agenda,iniziando dal psli, l’importante tema della pedimontana Jonica quale priorità. Il partito democratico s’è collocato, senza se e senza ma, a fianco ai sindaci, accantosoprattutto ed innanzitutto- alla gente con i loro bisogni reali ed indifferibili. Oggi sui trasporti, domani su gli altri temi che interessano la gente. Questa dovrebbe essere la scelta strategica del Partito democratico. Non abbiamo bisogno d’un linguaggio truce che stimoli frustrazioni latenti, non abbiamo bisogno d’un nemico da agitare per nascondere l’assenza di proposte, c’è bisogno che il PD , e la sinistra, tornino a svolgere il loro ruolo con compostezza, serietà, umiltà. Non un partito elettorale ma un partito che incarni la speranze, i bisogni, le richieste della gente e sappia trasformarle in proposte e progetti praticabili e concreti. Niente è scontato. Ma un varco, un piccolissimo varco, è stato aperto. La Calabria ha bisogno d’un vero partito democratico e questi ha bisogno di tornare tra la gente. Forse si ricomincia a parlare di Politica! Ilario Ammendolia Reggio e dintorni la Riviera DOMENICA 13 FEBBRAIO 2011 11 Presso la sala Calipari di palazzo Campanella, incontro con il noto giornalista Gad Lerner e rappresentanti della magistratura alla presentazione del Libro “Ne vale la pena” del magistrato Armando Spataro. FRANCESCA RAPPOCCIO Mercoledì 9 febbraio la sala Calipari del palazzo Campanella era eccezionalmente gremita. Tanti i nomi di richiamo e numerosi gli interventi alla presentazione del libro “Ne vale la pena” del magistrato Armando Spataro, tra cui il giornalista Gad Lerner e il Procuratore Generale presso la Corte d’appello di Brescia Guido Papalia. Il libro è la ricostruzione degli ultimi trent’anni di storia d’Italia (le Brigate Rosse, l’omicidio Tobagi, il sequestro di Abu Omar e la ‘ndrangheta al Nord) che si è indissolubilmente intrecciata alla sua storia personale e al suo mestiere da magistrato. L’evento, organizzato dal movimento “Articolo 3”, ha riunito intellettuali di prestigio, sottili interpreti di un’attualità dai toni sempre più aspri e che registra ogni giorno prese di posizione forcaiole, da bollettino di guerra. Inevitabilmente la presentazione del libro è divenuta la raffigurazione della difesa della democrazia con le unghie e con i denti, contro un potere politico pronto “a chiedere eccezioni, zone d’immunità”. Il noto giornalista Gad Lerner (che ricorda il suo passato in Lotta Continua) confessa, senza alcun imbarazzo, che mai avrebbe pensato che un giorno si sarebbe trovato a condividere un’azione con i magistrati, e non solo, facendo fronte comune con tutti i coloro che s’impegnano “in difesa della libertà del paese, soprattutto le forze dell’ordine e la Magistratura che sono state da argine ad una deriva da clan.” È il Presidente del Tribunale di Reggio Luciano Gerardis (nelle vesti di moderatore) che senza mezzi termini dichiara, con forza e risolutezza, quanto questa fase passerà alla storia come “periodo buio”, però registra che “la mobilitazione della stampa e la rinnovata attenzione sul mondo della giurisdizione da parte della società civile sono segnali di ribellione all’attacco ingiustificato che la Magistratura continua a subire”. Un vero assedio, aggiunge- La resistenza al giorno d’oggi: ne vale la pena Da sinistra, il Segretario distrettuale RC del movimento della giustizia “Articolo 3” Patrizia Morabito, il giornalista Gad Lerner, il Presidente del Tribunale di Reggio Luciano Gerardis, il Procuratore Generale presso la Corte d’appello di Brescia Guido Papalia e il magistrato Armando Spataro, autore del libro. remmo noi. Lo stesso Spataro non trattiene la sua amarezza quando ricorda come il potere in genere, e non una parte, abbia inciso sulle prosecuzioni d’indagini “sia il governo Prodi sia il governo Berlusconi avevano apposto il segreto di Stato sul caso Abu Omar su cui stavo lavorando” e si indigna citando l’opuscolo “Lotta alla mafia: i risultati del governo Berlusconi” pubblicato a giugno del 2010, esempio “di potere che si arroga meriti e competenze estranee alla partitocrazia”. Infatti, in ultimo, Spataro correggerà il tiro affermando che sarebbe giusto parlare di “risultati raggiunti, nonostante questo governo”. Alla fine del seminario intercettiamo Gad Lerner, cui poniamo qualche domanda. Dottor Lerner, alla luce di ciò che emerso oggi, Trasporti/ In attesa di Matteoli I Sindaci della Locride vanno avanti lo stesso Siamo d’accordo,se Tremonti avesse compreso nel suo sopralluogo la tratta stradale e ferroviaria della Jonica e della Locride in particolare si sarebbero avuti elementi in più per sperare in un’adeguata attenzione da parte del governo centrale. Nonostante la risposta abbastanza scoraggiante resa da Matteoli alle interrogazioni parlamentari su tali problematiche rilevanti,come sindaci rimaniamo in attesa di un confronto diretto con il ministro,appuntamento per il quale si stanno prodigando i colleghi Salvatore Galluzzo e Francesco Macrì. La manifestazione che abbiamo organizzato a Roccella e le richieste ripetutamente avanzate dai sindacati attendono ancora un riscontro,le iniziative sullo stesso problema dei trasporti organizzate a Bovalino da FLi e a Caulonia dal PD sono di sollecitazione e di stimolo alla maggioranza che governa la regione ed il paese che non può sottrarsi all’impegno di finalizzare investimenti nelle infrastrutture viarie-Ferrovia,Statale 106,trasversale Bovalino-Bagnara-che rappresentano la nervatura per lo sviluppo. L’incontro di dicembre con il Presidente Scopelliti e la sua Giunta ha prodotto la disponibilità di significativi finanziamenti per la manutenzione della galleria della Limina,per la difesa del suolo,per i beni culturali e, soprattutto,un metodo di confronto che ,a giudizio di tutti,può portare a notevoli risultati. La presidenza,inoltre,ha scelto ed è chiamata ad esaminare i rapporti che come comuni manteniamo con gli assessorati,che in alcuni casi non sono costruttivi. Permane tutta l’urgenza che abbiamo denunciato,tuttavia se i risultati venissero presentati con uno o due mesi di ritardo,non penso che dovremmo far partire delle contestazioni,poiché stiamo seguendo le incombenze che la Regione nelle ultime settimane sta avendo per il Porto di Gioia Tauro e per il riparto dei fondi della sanità,non ancora risolte. Al contrario,il fatto che si voti in tanti comuni della Locride non deve in alcun modo ritardare il confronto in atto. Nella Locride,lo sappiamo,dovremo superare una emergenza che è data dalla forte disoccupazione,dalla crisi di pressocchè tutti i settori,dalla limitazione di rappresentanza politica,ma siamo pure consapevoli che i risultati li dovremo giudicare obiettivamente, per quelli che saranno,positivi o negativi. Li leggeremo tutti insieme, i cittadini,i sindaci,le categorie e le associazioni, perciò non c’è alcuna utilità per nessuno a salire in cattedra,per dettare ora, perentoriamente i tempi che,purtroppo ,non dipendono da noi né,tantomeno,a complicare un confronto allo stato promettente. Pietro Crinò Presidente Associazione dei Comuni della Locride si può parlare di “emergenza democratica”? Lo stato di salute del Paese è precario, la gente è scossa perché è successo qualcosa che neanche nei periodi più duri come gli anni di piombo era avvenuto: la ridiscussione del principio di legalità. Che peso ha l’informazione all’interno di queste vicende? Il punto è uno solo. Oggi ci sono molti sforzi da parte di un potere politico impaurito e corrotto di impedire che le notizie siano diffuse. Abbiamo i principali telegiornali del nostro paese che non dicono quello che succede realmente, ma sono strumenti da usare per assecondare il potere. Oggi lo spauracchio sono le fantomatiche “Toghe rosse”, tacciate di azioni eversive “da regime comunista”. Qual è il ruolo dei giornalisti in prima fila? Può sembrare banale, ma è divulgare semplicemente le notizie, diffonderle; partecipando anche a simili iniziative che coinvolgono la gente. Esistono poteri occulti? Non so se si possa parlare di “poteri occulti”, partiamo dal dato certo. Oggi c’è il nostro premier accusato di concussione e sfruttamento della prostituzione minorile. In qualsiasi altro paese occidentale, il primo ministro avrebbe fatto un passo indietro per sgomberare il campo da ogni sospetto. Berlusconi no. Anzi, siamo al paradosso. Il premier, che si sente accerchiato, attacca prospettando causa allo Stato, ossia all’istituzione che in questo momento incarna egli stesso. Provincia la Riviera DOMENICA 13 FEBBRAIO 2011 12 MARIA G. COGLIANDRO Qualcuno se lo ricorda perché è lì che ha festeggiato il matrimonio, altri lo hanno visto nelle foto del battesimo, i più ne sentono la nostalgia perché ha fatto da scenario al teatro della loro giovinezza. È il monumentale Roof Garden che ha visto crescere le generazioni dei pantaloni a zampa, prima che gli anni di piombo impallinassero i loro sogni. Sorgeva nell’area della stazione Lido, di fronte allo Stretto e di fronte a quel parto di mala architettura che era “U pruppu”, la fontana che sin dalla sua inaugurazione annaffiò tutti i presenti, tanto che “…rristàu ‘nu proverbiu ‘i Riapre il Roof Garden? ‘stu prodiggiu ...fissa, cchiù fissa d’a funtana ‘i Rrìggiu!”. Uno scrigno di dolci ricordi, il Roof Garden, tra i quali, purtroppo, si insinua il tarlo della criminalità organizzata. È qui che il 24 novembre 1974 muore durante una sparatoria Giovanni De Stefano, appartenente al temuto clan degli “arcoti”. Viene sorpreso, insieme a Giorgio e Paolo De Stefano, da un commando di killer spediti all’interno del ristorante dagli eredi di “Mico”Tripodo, vecchio boss della ‘ndrangheta, eliminato nel carcere di Poggioreale, su ordine dei De Stefano, da un gruppetto di detenuti napoletani legati al boss della camorra Raffaele Cutolo. A parte questa drammatica parentesi, il locale reggino, che più di ogni altro può vantare di fronte a sé un panorama mozzafiato e che costituisce uno dei due estremi che danno il via al chilometro più bello d’Italia, ha lasciato nel cuore dei cittadini davvero una “nostalgia canaglia di una strada, di un amico, di un bar” tanto da creare persino un profilo su facebook: “Quando riapre il Roof Garden?”. Vorrei tanto rispondere “Presto” e qualcosa me lo fa anche sperare. Da qualche tempo quello che potremmo definire il “grattacielo nano” di Reggio Calabria non è più tappezzato di cartelloni pubblicitari, stile New York. La Piccola Mela, o forse sarebbe meglio dire il Torsolo di Mela, che è la nostra città, ha assegnato in tutti questi anni proprio al Roof Garden il ruolo di principale canale pubblicitario. E così se un tempo era il locale ad essere un vanto per Reggio Calabria e ad essere pub- DOPO PRIMA blicizzato, dopo la sua chiusura gli è stato affidato il degradante compito di fare da promoter degli eventi reggini. Ma a quanto pare il Roof Garden ha detto basta a questa umiliante condizione, si è spogliato di ogni straccio, che per tanto tempo lo ha tenuto al caldo, e adesso si mostra ai reggini in tutta la sua prova Una luce in fondo al tunnel per gli invalidi civili della provincia di Reggio RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO Gli invalidi civili della provincia di Reggio Calabria, riconosciuti tali dalle commissioni dell’Azienda Sanitaria, potranno ottenere in tempi brevi sia le relative prestazioni economiche che il riconoscimento dello stato di disabilità. Questa rassicurante notizia giunge dall’ultima riunione del Comitato Provinciale INPS alla quale hanno preso parte i vertici sanitari ed amministrativi dell’Istituto della Previdenza Sociale. L’organismo, infatti, è stato chiamato ad affrontare un argomento che negli ultimi tempi ha assunto connotazioni preoccupanti a causa del ritardo accumulato nella definizione dei verbali di riconoscimento dello stato di invalidità e conseguentemente a causa del ritardo per il pagamento delle prestazioni. Non trova motivazione ragionevole la decisione assunta dalla Commissione Medica Superiore dell’INPS che ha imposto una ulteriore verifica sui verbali degli invalidi civili dopo che gli stessi vengono definiti dalle commissioni dell’Azienda Sanitaria, con presenza e parere favorevole del medico dell’INPS, e verificati in sede provinciale dai medici dell’Istituto. Una decisione, anche se prevista dalla legge, a dir poco assurda che oltre a sconfessare il ruolo e la professionalità dei medici delle sedi territoriali allunga i tempi di definizione delle pratiche. Quindi, proprio per trovare una soluzione ed alleviare le difficoltà di questa categoria debole di cittadini, il Comitato Provinciale dell’INPS ha affrontato energicamente il problema esigendo dai responsabili dell’Istituto risposte concrete. Sono state assunte le seguenti decisioni: 1. I cittadini che verranno riconosciuti invalidi in base alla legge n° 80 del 9 marzo 2006, cioè i malati con patologie oncologiche, potranno chiedere al momento della visita presso la commissione dell’Azienda Sanitaria il rilascio di una copia del verbale provvisorio del diritto all’indennità di accompagnamento e presentarla presso l’ufficio prestazioni assistenziali dell’INPS per ottenere in tempo reale la liquidazione della prestazione; 2. La sede provinciale dell’INPS di Reggio Calabria applicherà la norma legislativa del silenzio-assenso, cosi come previsto nel DL 35 del 2005, integrato in sede di conversione, che acce- Attualità la Riviera DOMENICA 13 FEBBRAIO 2011 13 Tremonti, viaggio in Giappone Di viaggi nel Mezzogiorno e in Calabria invero ce ne sono stati parecchi. Fu ragguardevole quello di Giuseppe Zanardelli, Presidente del Consiglio, che , ormai settantaseienne, scese in Basilicata e la attraversò in carrozza dal 14 al 30 settembre 1902. Sedici giorni durò quella visita e al suo ritornò a Roma promosse una legge ben consistente ed efficace sulla disastrata regione. Ma era l'epoca della lentezza. Luigi Sturzo ricorda, oltremodo risentito, che i viaggiatori ministeriali in Sicilia vi permanevano per quel tanto che era sufficiente a banchettare e dirsi arrivederci alla prossima mangiataci . Era cominciata l'epoca della velocità. Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlu- lera i tempi di definizione delle pratiche. I verbali redatti dalle commissioni sanitarie, se non vengono sospesi, dovranno essere definiti con il pagamento delle relative prestazioni appena trascorsi 90 giorni dal riconoscimento, aggirando così i ritardi che si accumulano dalle lungaggini delle verifiche. 3. Gli invalidi con patologie previste dal Decreto Ministeriale 2 agosto 2007 non verranno chiamati a visita di controllo sulla permanenza dello stato invalidante essendo già avvenuto il riconoscimento di portatori di menomazioni e patologie ingravescenti. Lo sconi,il Migliore, è riuscito a dare una prova migliore e superiore. È sceso a Reggio in aereo, rapido come un fulmine per non prendere le zecche, e, come un fulmine, è ritornato in aereo a Milano, sul fare della sera, per non mancare l'appuntamento con la nipote di Mubarak. Qualche settimana fa è qui venuto in prosastico treno Giulio Tremonti in compagnia di due irreducibili amici dei lavoratori del Mezzogiorno e della Calabroa, Angeletti e Bonanni. Il treno, anche se è un treno verso Reggio Calabria, ansimando corre, e, correndo, non consente di vedere né di più né molto. Il Ministro apprezza, ma noi non possiamo non sospettare che quel stesso dicasi per gli ultrasessantacinquenni titolari di assegno e pensione sociale sostitutivi. Non dovremmo, quindi, assistere più a scene disumane presso il Centro Medico INPS di Reggio Calabria con invalidi sulle carrozzelle o in condizioni gravissime che attendono di essere visitati. 4. I verbali di invalidità che non sono legati al pagamento di prestazioni economiche, ovvero i verbali riferiti alla legge 5 febbraio 1992 n° 104 sull’handicap ed i verbali connessi alla legge 12 marzo 1999 n° 68 sul collocamento mirato, saranno immediatamente treno, proprio perché non in incognito vi viaggia il ministro dell'economia, è da considerarsi un treno speciale. Non ansima e corre. L'indomani, il Ministro risale il dorso della penisola in pulmino.E sono dolori, sopportabili, però, per chi in Giappone ci viene per sfizio della carta . Non dovrebbe lamentarsi Giulio Tremonti. Infatti, trova più facile accusare i meridionali di non spendere i soldi per migliorare ferrovia, strade e autostrada. La storia si ripete e per noi è sempre la tragedia della beffa che s'aggiunge al danno. L'unità d'Italia nasce con una menzogna calcolata contro il Mezzogiorno e ci avviamo a celebrarla il prossimo 17 sbloccati ed inviati agli interessati. La problematica “invalidità civile” che riguarda la specifica competenza dell’INPS, con le decisioni assunte in sede di Comitato Provinciale, ha ottenuto una significativa accelerazione, mentre rimane ancora aperta la questione delle prime visite per le domande presentate entro il 31 dicembre 2009 con un consistente arretrato che riguarda il 2007, il 2008 ed il 2009. Come è noto, infatti, dal 1° gennaio 2010 le domande finalizzate al riconoscimento di uno stato invalidante vengono presentate direttamente all’ INPS, e non più alle Asl, attraverso i servizi telematici con un iter che prevede entro massimo tre mesi la chiamata a visita. La decisione che l’Assessorato Regionale alla Sanità deve assumere con urgenza, a nostro avviso, è sicuramente quella di aumentare il numero delle commissioni presso l’ASP di Reggio Calabria (Locride e Piana compresi) con lo specifico compito di smaltire l’arretrato accumulato. Elio Napoli * componente di parte sindacale del Comitato Provinciale INPS marzo, con un'altra menzogna calcolata. Sono le regioni ,meridionali - dice il saputo Tremontiche devono investire gli inutilizzati soldi nelle infrastrutture, dice il saputo ministro, mentre calano le orecchie i sindacalisti di Marchionne. Sogno infausto. Il Ministro intelligente, nato su carta copiativa di Quintino Sella, al ritorno dal Giappone avrebbe dovuto rifare quello che ha fatto Giuseppe Zanardelli: promuovere iniziative in favore della Calabria. Ma di questo niente. I moscerini, più veloci dei nostri treni, gli sono entrati negli occhio e infettato il cervello. Ian Zimirri Teatro Cilea: l’incredibile attualità dei classici Venerdì e sabato il Teatro Cilea ha visto in scena “Mercadet l'affarista” di Honoré de Balzac, per la regia di Antonio Calenda con Geppy Gleijeses, Paila Pavese e Marianella Bargilli. Questo componimento in prosa, realisticamente visionario ed oltremodo attuale anche a 160 dal suo primo successo di pubblico, narra la storia di un uomo, Mercadet appunto, che vive con il solo scopo di speculare e di arricchirsi, il quale non stupisce tanto per la sua abilità finanziaria quanto per la capacità di convincere coloro che gli gravitano intorno della 'bontà' dei suoi affari. Con la promessa di investimenti certi e di più alti guadagni futuri riesce a ritardare la resa dei conti da parte dei suoi creditori, fino a giungere indenne al lieto fine in cui, consigliato dalla moglie e dalla figlia dapprima si convince a 'redimersi', tornando ad uno stile di vita semplice ma più onesto e, in ultimo viene aiutato anche dal caso, grazie al quale tutti i suoi debiti vengono sanati. Dal punto di vista teatrale questa pièce risulta egregiamente messa in scena ed altrettanto accuratamente interpretata da tutti gli attori. I movimenti sul palco sono molto ben studiati e, uniti ai materiali scenografici volutamente simbolici di una determinata realtà e ai costumi raffinati ed eleganti, riescono a dare alla scena una presenza riempitiva di sicuro impatto coinvolgente, scorrevole e armonioso. Ciò che alla scrivente non è parso del tutto giusto è che, sembra che in chiusura, la rilettura da parte del regista si sia discostata in maniera palese dal testo effettivo di Balzac, al punto che del Gaudeau/padre che entra in scena in questo finale teatrale non vi è traccia nel testo 'neanche' al momento della citazione iniziale dei personaggi presenti in scena. Roberta Catizzone la Riviera DOMENICA 13 FEBBRAIO 2011 14 NOTE E SCHERMAGLIE I meridionali, la “MalaUnità” e la sindrome di Fantozzi OMAR MINNITI* Avete presente il finale del primo film di Fantozzi, attore protagonista Paolo Villaggio? Il nostro sfortunato ragioniere, dipendente della Megaditta, dopo una delusione amorosa con la signorina Silvani decide di farsi mandare in una sorta di reparto punitivo, dove incontra un giovane intellettuale rivoluzionario, il compagno Folagra, dalle idee e la dialettica un po’ confuse ma efficaci, che lo convince ad abbracciare il marxismo. Dopo innumerevoli notti passate piegato su “letture maledette”, attraverso le quali il ragionier Ugo apprende verità nascoste, urla tutta la propria rabbia: “Ma allora mi han sempre preso per il culo!” E’ la molla che lo induce a scagliarsi, anzi a scagliare letteralmente un sasso, contro i padroni a cui fino ad allora era stato fedele. Tanti meridionali, in questi mesi di celebrazioni del 150° anniversario dell’unità d’Italia, stanno provando le stesse sensazioni. Non è da ora che hanno capito di nutrire un amore non corrisposto dalla signorina Silvani di turno: l’Italia nata nel 1861 dall’annessione savoiarda. Lo avevano compreso empiricamente anche i loro avi, contadini scacciati dalle terre comuni, migranti sulle navi della speranza per gli Stati Uniti e l’Australia, carne da cannone nelle trincee sul Carso o nelle aggressioni coloniali fasciste, operai-macchine nelle fabbriche di Agnelli. Ma, da buoni testardi, i meridionali non hanno smesso mai di tentare, tramite approcci galanti al limite della prostrazione, di indurre la Silvani tricolore a mutare atteggiamento nei loro confronti. Però, pure il più cocciuto degli infatuati a un certo punto getta la spugna e cerca di conoscere il perché del rifiuto. E’ il momento delle pause di riflessione, degli interrogativi, del confino volontario, in cui è possibile che si incontri qualche intellettuale anticonformista come Folagra, che incappi in “letture maledette” sulla vera storia dell’unità d’Italia, che qualcuno comincia a chiamare MalaUnità. Arrovellati da mille domande, ecco i nostri meridionali con gli occhi solcati dalle notti insonni, piegati su Terroni di Pino Aprile, sulle opere di Nicola Zitara, le autobiografie di ribelli come Carmine Crocco, qualche frammento gramsciano e le inchieste di chi odia un re (Savoia) perché ne avrebbe voluto un altro (Borbone). Eccoli incollati ai video di Youtube, a qualche film prontamente ritirato dalle sale o irreperibile. Eccoli autoprodursi “compilation dell’orgoglio meridionale”, una buona dose di Eugenio Bennato, un pizzico di Rino Gaetano, qualche pezzo degli Stormy Six del ‘72 (non neoborbonici calabresi, ma marxisti-leninisti milanesi), una punta di Nino Forestieri; il tutto condito con gli inni di Valerio Minicillo ed Eddy Napoli e insaporiti dalle sonorità word music, hip-hop e rock dei gruppi della scena alternativa (Almamegretta, Kalamu, Kalafro e altri). Dopo l'orgia di libri, filmati e canzoni, anche i meridionali capiscono che quella del Meridione non è stata proprio una liberazione, festeggiata da folle di contadini, donne e bambini sorridenti, e che il Sud prima del 1861 non era affatto il paese di Pulcinella. “Ma allora ci han sempre preso per il culo!”, gridano pure loro, pronti a scagliarsi contro la Megaditta che celebra l'unità nazionale con mostre, convegni e solenni parate. Ben vengano questa ribellione e questa nuova coscienza, soprattutto da parte dei giovani meridionali che, come i propri padri, nonni e bisnonni, ripongono le proprie speranze nelle valigie che li accompagnano verso il Centro-Nord, per non fare i disoccupati in loco, o la manodopera delle cosche. Ma dall' esperienza di Fantozzi bisogna trarre tesoro anche degli errori, per non essere destinati al medesimo epilogo: dopo il gesto estremo viene inviato dal Mega Direttore Galattico, che lo spedisce nell' “acquario dei dipendenti” a fare la “triglia umana”, un fenomeno da baraccone, una caricatura da mostrare per il pubblico ludibrio altrui. E' questo il rischio che non deve correre il nuovo meridionalismo, di essere tacciato come nota di folclore, come macchietta, facendo proprie prospettive fuorvianti e antistoriche. Oppure di essere speculare, di essere l'altra faccia della medaglia, delle pulsioni separatiste intrise di razzismo, xenofobia, egoismo localista che fuoriescono dalla pancia del Nord e danno vita a mostri come la Lega. La ribellione per riproporre al centro dell'agenda politica la Questione Meridionale può e deve essere una cosa seria, troppo seria per essere riposta nelle mani di pittoreschi gendarmi borbonici pronti a riconquistare Gaeta o di vecchie volpi della malapolitica, alleate di governo di Bossi, e dei loro autoproclamati movimenti. La lotta per rimediare i danni della MalaUnità va condotta sul piano della controinformazione, riprendendoci la nostra memoria storica e la dignità rubata, dando decoro sia ai nostri martiri che alle nostre eccellenze. Sul piano della mobilitazione di piazza, per ribaltare l'atteggiamento nordcentrico di tutti i governi degli ultimi 150 anni (a parte piccole parentesi); per impedire l'ulteriore spoliazione dei servizi pubblici, i trasporti e l'economia del Meridione, divenuto pattumiera di scorie altrui e deposito di opere inutili e dannose; per liberare il territorio dalle mafie, le massonerie e i potentati, prima foraggiati dai capitalisti del Nord e oggi tutt'uno con questi. Una lotta che va condotta anche e soprattutto dentro le forze democratiche, i movimenti progressisti, le orga- nizzazioni sindacali e le articolazioni varie della società civile, pure questi non esenti da subalternità al “vento del Nord” e pregiudizi antimeridionalisti. Una delle “doti” che ci vengono universalmente riconosciute non è la “capa tosta”? Fantozzi è andato in paradiso e poi è risorto. Perché non possono fare altrettanto i meridionali? * consigliere provinciale Prc - Reggio Calabria CONTROREPLICA Il centro dell’impiego come gli dèi? DANIELE MANGIOLA quell’ufficio. Il fatto che siamo adulti e responsabili, anche penalmente, di quello che dichiariamo, non piace Cercherò di evitare il linguaggio delirante e metaforico, a chi evidentemente si sente addosso la responsabilità direttore. Vado ai fatti. In seguito alla trasformazione dei morale dell’italianità tutta e vuole paternamente impevecchi Uffici di Collocamento in nuovi e dinamici Centri dirci di dire le bugie. per l’Impiego, che ci è stata ben descritta dal direttore Visto che parliamo di diritti denunciamone un altro, del Centro di Locri, sono cambiate alcune cose: ad ignorato in questa storia. Pare che tutti i Daniele Manesempio, non è più obbligatorio iscriversi. È certo una giola del reggino siano stati passati al setaccio durante la buona cosa farlo. Si sono posti però casi in cui persone settimana scorsa e che gli efficienti burocrati in questionon iscritte avessero l’occasione di incontrare un’offerta ne si siano messi d’impegno a scartabellare tra le anagradi lavoro a patto che avessero i preziosissimi (per le fiche degli iscritti ai loro archivi ricercando residenze e aziende) due anni di disocnumeri di telefono al fine di cupazione. La soluzione trovare il colpevole di lesa trovata, semplicissima, è maestà che si è permesso di RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO stata quella di accettare, da rivolgersi in modo blasfemo parte dei Centri per l’Impiecontro l’olimpo della burocrago, un’autodichiarazione zia due settimane or sono. dell’aspirante lavoratore In redazione abbiamo saputo riguardante il trascorso e di interrogatori telefonici a cui non certificato periodo. Si è stata sottoposta povera possono trovare moduli gente colpevole solo di portao appreso della vicenda riportata per due volte dal prestampati preparati re lo stesso nome dell’autore Vostro giornale, in un primo articolo in data 30 genapposta (Allegati 1 e 3 Boldell’articolo, il sottoscritto. naio (“il burocrate, dio del nostro tempo”) e in un lettino Ufficiale della Qualcuno ha avuto la pronsecondo in data 6 febbraio (“Si riconosce nel buroRegione Calabria – 1 giutezza di rispondere in modo crate/Dio), pag. 14. gno 2007, pagg. 12585 e adeguato, qualcun altro Vorrei intervenire personalmente, ma per esprimere la mia opisegg. – e si noti l’anno: 2007, magari no. nione ho bisogno di conoscere il fatto ed il soggetto, non per non sei mesi fa!), vi sono Il diritto sacrosanto della pricuriosità, ma per poter capire meglio la vicenda e constatare se precisazioni di varie regioni vacy dice che i nostri dati pervi erano, alla base della domanda, elementi giuridici legittimanti d’Italia (Identificare il disocsonali non potranno mai essela richiesta, oppure se, al contrario, tali motivi non potevano trocupato non in base ad un re accessibili per motivi persovare accoglimento e, pertanto, legittimarne il diniego da parte dato meramente burocratico nali a qualcun altro. E invece dell’ufficio. – l’iscrizione nelle liste di colalcuni burocrati si sono sentiti Tengo a precisare che, sebbene mi trovi preposta al settore lavolocamento – ma come «sogin diritto di rovistare tra questi ro da due anni, ho avuto modo di condividere ed apprezzare l’ogetto privo di lavoro che sia dati, alla ricerca di un antipatiperato dei miei collaboratori che, lungi dall’essere solo dei buroimmediatamente disponibile cone che li ha offesi. Immagicrati, sono persone capaci e meritevoli di stima ed apprezzamenallo svolgimento e alla ricerca nate di chiamarvi come me e to ed operano con spirito di servizio ed in favore della collettività. di un’attività lavorativa» Bolsapere che qualcuno si è lettino già citato pag. 12575 appuntato la vostra mail, il Non ho motivo, sino ad oggi, di biasimare alcuno dei dipendenti – Deliberazione della Giunvostro cellulare, il vostro indidei Centri per l’impiego, i cui atti, comunque, se contrari alla ta Regionale 14 maggio rizzo perché gli state sullo stolegge o adottati in contrasto con i diritti dei lavoratori o dei citta2007, n. 266), sentenze, maco. C’è poco da ridere, a dini disoccupati o inoccupati, sono impugnabili con ricorso alla tutte in questa direzione, conti fatti. Una persona si è Commissione Provinciale Tripartita, composta da rappresentanfacilitare l’incontro tra vista sfumare una preziosissiti di tutte le parti sociali, o al giudice ordinario. domanda ed offerta di lavoma occasione di lavoro e da Non mi soffermo sulle disposizioni di legge che sanciscono ro. Ma il burocrate falso queste parti ognuno di noi sa modalità e procedure di iscrizione ai Centri per l’Impiego perché dio, nel caso raccontato due cosa questo significhi; qualche lo ha già fatto in maniera puntuale ed esauriente il direttore del settimane fa, si è sempliceonnipotente burocrate ha traC.PI di Locri nell’articolo del 6 febbraio, ma non condivido il mente rifiutato di accettare scorso del prezioso tempo fatto che l’operato di un ufficio pubblico, in questo caso soggetla suddetta autocertificaziolavorativo, pagato dalla colletto alla competenza dell’Amministrazione Provinciale, venga ne, di cui non sarebbe certo tività, per spulciare i fatti primesso in discussione in modo irriguardoso attraverso le pagine di stato responsabile, né vati della gente alla ricerca di un giornale, che narrano una vicenda, coperta da anonimato, che moralmente né penalmenun colpevole delatore. Speriasarebbe accaduta tempo addietro, e che, essendo priva di riferite. Ha negato un diritto che mo che abbia abbastanza menti concreti, potrebbe anche essere frutto di fantasia. da qualche anno tutti abbiaumano pudore per non deciI fatti, specie se ritenuti lesivi o ingiusti, vanno chiariti, proprio mo, un diritto che sta antidere di doverlo anche punire, per sgombrare il campo da equivoci o fraintendimenti , ed è patico a tanti burocrati, colpendo uno a caso, o magaquello che chiedo di fare attraverso un incontro. come ognuno di noi avrà ri tutti i rei omonimi, come a potuto scoprire in questo o volte fanno gli dèi. I chiarimenti che ritengo dovuti a nome non solo del Centro per H La parola del dirigente provinciale l’Impiego ma dell’intera Amministrazione Provinciale potranno essere offerti attraverso un incontro sereno presso la sede del settore, al quale è invitato a recarsi il diretto interessato. L’invito è esteso all’estensore dell’articolo. Dott.ssa Maria Teresa Scolaro, dirigente del settore lavoro della Provincia di RC la Riviera DOMENICA 13 FEBBRAIO 2011 15 NOTE E SCHERMAGLIE FEDERALISMO MUNICIPALE Tra ricatto e antimeridionalismo MICHELANGELO TRIPODI Non nutro alcun dubbio. Sulla delicatissima questione del federalismo municipale , i cittadini meridionali dimostrano di essere molto più avanti dei sussiegosi e flaccidi governanti, a loro volta governati da Berlusconi. Infatti, solo il 18 % , e cioè un'infima minoranza, dichiara di essere favorevole ad un provvedimento che rappresenta un attacco senza precedenti ai diritti e alla conquiste del Sud e della Calabria. Anche le pietre hanno ormai capito che il federalismo è il provvedimento più leghista per eccellenza e, quindi in quanto tale, quello più antimeridionalista ed anticalabrese. Non a caso nei giorni scorsi i vari Bossi, Berlusconi, Calderoli e Tremonti si sono sperticati nelle dichiarazioni trionfalistiche parlando addirittura di "svolta storica". Certo per costoro si porterebbe a compimento un disegno che coltivano da anni: quello di affondare definitivamente il Sud del paese, abbandonandolo al suo destino, scippando e rapinando le sue risorse e utilizzandolo tutt'al più come sito per i rifiuti che il nord produce. E' davvero paradossale, ma fino ad un certo punto, che tutto questo accada mentre siamo alla vigilia dell'anniversario del 150° anniversario dell'Unità d'Italia. Si celebra retoricamente l'unità mentre il paese è più diviso che mai ed il Sud non è mai stato così distante dal Nord. Altro che "svolta storica", il federalismo municipale, che opportunamente il Presidente della Repubblica Napolitano ha giudicato irricevibile restituendo il decreto al governo, rappresenta un colpo definitivo alle speranze della Calabria e del Sud. Concretamente ciò significa più tasse sulle spalle di tutti i cittadini e meno servizi, meno sanità, meno istruzione, meno assistenza, meno welfare, meno tutela sociale per i cittadini del Sud e della Calabria. Pertanto, occorre fare di tutto per impedire l'approvazione di un decreto così sciagurato e nefasto, utilizzando tutti gli strumenti democratici che possono essere utili allo scopo. Non facciamoci scippare anche il futuro delle giovani generazioni del mezzogiorno. Reclamiamo con forza pari diritti e pari dignità per tutti i cittadini di questo paese, respingiamo la logica leghista e berlusconiana che spacca l'Italia e nega la speranza ai nostri giovani. FUEGO di FRANCO CRINÒ Il federalismo spiegato bene e applicato meglio <<Caffetteria dei caffè>> c'è scritto sull'insegna del bar. Cosa dovrebbe esserci scritto, <<Caffetteria dei salumi>>? Indica ciò che la casa con precisione e bontà serve. Di che ha bisogno Casa Italia? Di quali riforme, fatte da chi, giudicate in che modo? Bersani dichiara che non permetterà a Bossi di fare il Federalismo con Berlusconi, sostenendo con ciò che S Draghi e polli RUGGERO CALVANO apete che io sono nato fra le nebbie padane. Che la mia terra era sino a qualche secolo fa un acquitrino, e la mia gente abitava sopra le palafitte. Siamo entrati da poco nel consesso civile, abbiamo smesso di dipingerci il viso e indossiamo i gessati. Oggi passeggiamo in Foro Bonaparte, e il faro della civiltà l'abbiamo spostato a Milano, anche se da noi il mare non c'è. Ma vista l'esiguità della nostra storia, il passato ce lo teniamo legato stretto. Manteniamo il Dio Po' sull'altare e veneriamo i draghi. Si, i draghi, quelle creature alate che sputano fuoco. Quegli esseri volanti sopravvivono ancora nelle nostre grotte, e ogni tanto qualcuno schizza in alto nel cielo. Ne ricordiamo tanti, ma ne menzioneremo solo gli ultimi, protagonisti della nostra storia recente. Machno mi guarda, perplesso, mentre parlo. “Dove andrai a parare, stavolta?” starà pensando. Mi arrotolo una sigaretta e vado avanti. I draghi amano stare sempre sopra gli altri, per questo volano. Noi guardiamo le loro evoluzioni, con una punta di invidia, e in fondo desideriamo che prima o poi caschino al suolo. Qualche tempo fa vi avevo parlato del drago del Giambellino. In verità era nato ad Arcore, ma in via Lorenteggio veniva a sputarci addosso il fuoco. Ha volteggiato sulle nostre terre per un ventennio, era inevitabile che le sue fiamme, prima o poi, si sarebbero spente. Sbatte le sue ali velocemente, ma negli ultimi tempi vola sempre più basso. E adesso sono in tanti quelli che aspettano la sua caduta, che ovviamente sarà rovinosa, quelli che lo applaudivano forte hanno le spade in mano, saranno i primi a trapassargli le carni. Anche il drago di Parma è caduto da un po', invece del fuoco spruzzava in aria latte e in tanti si sono dissetati dal basso. Solo che il latte glielo producevano migliaia di povere mucche, che a furia di essere munte si sono ritrovate le mammelle avvizzite. Aveva un impero di un paio di miliardi di euro e l'ha piazzato in mano ai poveracci per qualche decina di miliardi di azioni che non avrebbe mai potuto rimborsare. Il grano ovviamente non se lo è mangiato da solo, ma si è rassegnato a fare il drago espiatorio. Il drago di Torino vola ancora alto, si è spostato addirittura nei cieli americani, ha arrostito un po' di operai a Mirafiori e ha consegnato l'agnello agli yankee. Guadagna quanto cinquemila operai, ma non lavora quanto loro, un vero drago. In banca d'Italia c'è un drago di nome e di fatto, ma di lui e meglio non parlare perché ci si può trovare con le piume bruciacchiate. Vivo a sud adesso e in Padania ci vado poco, conosco bene la Locride e seppur anch'essa sia terra di mito, di draghi in giro non ne vedo. La zona è piena di polli, che sbattono convulsamente le alette per sollevare corpi appesantiti da granaglie di bassa qualità; non hanno mai volato alti, ne mai lo faranno, ma ogni volta che cascheranno giù il botto sarà talmente roboante da coprire i tonfi dei draghi padani. Machno ha il viso schifato, guarda la nuova sigaretta che sto arrotolando, mi gira le spalle e se ne và. questa riforma serve al paese, ma il conflitto politico, sganciare la Lega dalla alleanza è ancora più importante. Non a caso per la legge delega il PD si era astenuto in aula. Luigi Zingales sull'Espresso, giornale sempre feroce con i governi di Berlusconi, parla bene della riforma dell'università, perché garantirà effetti positivi per il futuro, nella valutazione dei ricercatori che non può protrarsi per anni, “è meglio cambiare mestiere a trent'anni che scoprire a cinquanta di avere sbagliato strada”, sul merito, per la separazione del livello didattico da quello amministrativo, per il limite al mandato dei rettori. Si deve capire bene cosa si vuole “servire” di preciso agli italiani, riforme , conflitti, lacerazioni, cambiamenti? Il Meridione deve rinascere. Si dirottano risorse al Nord, non si investe al Sud su infrastrutture e servizi. Dicono “dovete fare le cose con meno soldi così siete obbligati a non sprecare,ad aumentare le risorse che producete”. Rispondiamo “i tagli non debbono essere punitivi per il Sud, partiamo da una grave situazione di svantaggio e le compensazioni non sono chiare”. Possibile che la politica al Sud non affronta tutte queste preoccupazio- ni, che la “squadra” resta nelle mani dei giocatori del Nord? Il futuro del paese è pieno di rischi , non sono ammesse leggerezze di nessun tipo. Carlo Emilio Gadda,un veterano divenuto un famoso scrittore, quando andò al cinema per vedere La Grande Guerra di Mario Monicelli, non condivise le battute e i sorrisi per via della solita, grandissima interpretazione di Alberto Sordi perché c'era una questione troppo tragica alla base. La politica deve guardare ai conti e agli equilibri, garantire il coordinamento degli obiettivi dei decreti attuativi del Federalismo. Si è proceduto con la decurtazione dei trasferimenti - meno 200 milioni in Calabria - ma, nello stesso tempo, le regioni del Sud non riescono a dimostrarsi credibili dato che hanno speso ad oggi solo l'8,2% dei fondi europei disponibili per il periodo 2007-2013, a fronte di una previsione richiesta della Commissione di circa il 50%. Buona amministrazione, capacità progettuale e di spesa, relazioni sociali, senso della comunità, fiducia, servizi assicurati dai bilanci sono tutti fattori che il Federalismo toccherà significativamente. Non dobbiamo avere paura del Federalismo, ma del fatto che può essere applicato in maniera sbagliata. CONTROMANO di FILIPPO TODARO Veni, vidi… La voce garrula del bambino ricco e viziato, il sorriso sicuro, un po’ sardonico, di chi nutre solo certezze e non ha dubbi, gli occhi furbi dietro le lenti spesse a correggere una miopia maturata di scuro sui libri di scuola, sentenzia: “Da Milano a Roma tre ore. Da Roma fin qui (Reggio Calabria; ndr.)… beh…, un po’ di più…”. Pudico, non ci vuole rivelare quanto ha impiegato, ma noi lo sappiamo benissimo. Forse non vuole dirlo al resto d’Italia: troppo scandaloso! Nessuno gli crederebbe. Con l’aria del boy scout (ha pure sulle spalle lo zaino degli escursionisti, magari anche con la tenda da campo, debitamente affardellata, le posate, la gavetta di latta e il siero antivipera, “non si sa mai…!, visto dove vado…”) che ha guidato con successo una sorta di spedizione nella giungla vergine, nonostante i pericoli (rischio 9, in una apposita classifica di pericolosità che va da 1 a 10), il Ministro Tremonti arriva alla stazione ferroviaria di Reggio Calabria. E’ soddisfatto. Non c’è che dire. Non ci sono dubbi. Lo si legge chiaramente nel suo volto rubicondo incorniciato da capelli leggermente scomposti e dal tradizionale boccolo del bravo ragazzo. Ha voluto sperimentare, sulla sua propria pelle (è proprio il caso di dirlo!), come si viaggia al Sud. Andata in treno, ritorno in pulmino da 15 posti per la Reggio Calabria – Salerno, ricca, si fa per dire, di cantieri, deviazioni, corsie uniche per ogni senso di marcia, rallentamenti, semafori ecc. “Se questo non è un uomo…!”. La gente intorno applaude. Non crede ai suoi occhi. Tremonti in Calabria? In treno? E il ritorno per l’autostrada…, col pulmino? Qualcuno azzarda che il viaggio del Ministro rientra in una serie di iniziative per il Sud in occasione della celebrazione dei 150 anni dall’unità d’Italia. Quale migliore occasione per dimostrare che la Penisola è unita? Una spettatrice, lì presente, notoriamente brava nell’inventarsi facezie e storielle verosimili, afferma con sicurezza che quando al Governo si doveva scegliere un qualche Ministro che si accollasse questa missione, Tremonti, senza indugio, aveva alzato la manina e si era offerto volontario: “Al Sud non ci sono stato mai – aveva detto cercando di dare una ragione plausibile alla sua scelta – e quasi certamente non ci ritornerò più. Consentitemi di approfittare dell’opportunità…”. La sua richiesta era stata accolta all’unanimità. Non mi è dato sapere quale è stata la reazione, intima e personale, non quella ufficiale, del Ministro Tremonti dopo l’escursione in Calabria. Né, tanto meno, quali saranno i suoi eventuali provvedimenti affinché i treni nella nostra regione viaggino ad una velocità superiore a quella dei moscerini. Ma mi viene in mente ciò che riferì lo storico Plutarco nella sua “Vita di Cesare”, a proposito della vittoria del condottiero romano del 2 agosto del 47 a.c. contro l’esercito di Farnace II, a Zela, nel Ponto. Secondo Plutarco, Cesare, proprio per mettere in risalto la rapidità dell’azione militare e la conseguente vittoria, scrisse al suo amico Mazio solo tre parole, divenute poi famose: “Veni, vidi, vici” (sono venuto, ho visto, ho vinto). Il Ministro Tremonti è venuto, ha visto, ma per la terza azione mi sa che dovremo aspettare a lungo. la Riviera DOMENICA 13 FEBBRAIO 2011 16 La manifestazione la Riviera DOMENICA 13 FEBBRAIO 2011 17 Bregantini presenta “Il nostro Sud in un Paese (reciprocamente) solidale” in dialogo con Paolo Lòriga (Città Nuova) Il ritorno del vescovo di Locri IL NOSTRO SUD Bregantini, perché viene? Una domanda e due risposte on so quale potrà essere la risposta dell’interessato. E’ lui che dovrà darla ed immagino che non mancherà di darla. Tuttavia noi abbiamo bisogno di configurarcela ugualmente la sua risposta, quanto più verosimile possibile, per poterci preparare all’evento. E’ probabile che egli viene -e si prepara e ci prepariamo all’evento- perchè non se ne è mai veramente andato. Come fanno il padre, la madre, il figlio che sempre tornano alla casa, dove tutti quelli della famiglia lo aspettano. E’ quasi certo che il libro che sarà presentato è stato scritto per questo, in attesa di questo evento, come dono da portare nell’occasione. Scritto con colloqui che si rinnoveranno nell’incontro. N Più difficile dire la nostra risposta. Dobbiamo costruirla e non è facile. La partenza di Bregantini ci ha spiazzato, ha congelato i pensieri e le parole, conosciamo bene questa esperienza che non muove nessun muscolo, tutto era già segnato, e come prima e come sempre. Il nostro problema è che ora dobbiamo costruirla la nostra risposta. Bregantini se n’è andato, ma è stato presente, ed è ben presente, e la risposta nasce da questa sua presenza. Non potrebbe essere questa la risposta da costruire, il posto che si prepara nell’attesa, quando le partenze sono solo partenze, ed il posto e la presenza restano? Noi questo lavoro non lo abbiamo iniziato. Che Bregantini venga anche per questo? Franco Tassone Liberarci non sarà facile: la nostra classe dirigente è composta da ascari furbi e feroci, che ci hanno rubato libertà, cultura e dignità, che hanno trasformato in ricchezza individuale risorse e sofferenze di un popolo. E' il potere politico, mafioso e di logge segrete, che corrompe l'economia, incarcera i ribelli, appiattisce, omologa e disperde le identità culturali. IL PROGRAMMA LAMEZIA TERME (CZ) - Sabato 5 Marzo 2011 ore 16:30 SALA DELLE RIUNIONI NUOVO PALAZZO COMUNALE SALUTI Antonio Caridi, Assessore Attività Produttive Regione Calabria ore 16:30 Gianni Speranza, Sindaco di Lamezia Terme INTRODUZIONI Mons. Luigi Antonio Cantafora, Vescovo di Lamezia Terme ore 16:45 Paolo Lòriga, coautore (tema: un arcivescovo, 89 risposte, 100 pagine) CONTRIBUTI Domenico Cersosimo, Professore di Economia Applicata UniCal ore 17:15 Carlo Borgomeo, Presidente della Fondazione per il Sud INTERVENTO Mons. GianCarlo Maria Bregantini ore 17:45 Presidente Commissione Episcopale per i Problemi Sociali e il Lavoro IN DIALOGO CON Nunzia Coppedè, “Progetto Sud”, Lamezia T. Pasquino Crupi, Settimanale “la Riviera”, Siderno Antonio Palermo, “Bella Ciao”, Cosenza Sabatino Savaglio, Rivista Diocesana “Lamezia Nuova” Francesco Tassone, Edizioni “Qualecultura”, Vibo Valentia Coordinamento: Piero Schirripa, Cooperativa “Valle del Bonamico”, Locri il momento,questo, di interrogarsi sul futuro del nostro territorio. Sulla riva del nostro mare si raccolgono numerose bottiglie e messaggi: in Albania di feroce contrapposizione tra interessi e fazioni; in Grecia di un'opposizione sociale e politica violenta e disperata; in Egitto di un popolo che vuol emergere e contare al di là (forse) della spinta integralista; in Tunisia ed in Algeria di un malinconico tramonto di gruppi dirigenti prima rivoluzionari e poi diventati, così come suole, regimi corrotti e odiosi. Messaggi che ognuno legge con il suo spirito. E mi riferisco in particolare, su queste pagine, agli entusiasti barricaderi di chi auspica che il contagio dei sommovimenti di popoli vicini interessi anche noi del Sud Italia. Può darsi. Io ci credo poco. E , forse, non sarebbe un gran bene. Vero è che il nostro Sud, a mio parere, non è dentro un guado che guardi da un lato ad una Scilla ribellistica, individualistica,nichilistica e un po' corrotta e una Cariddi più politicizzata velleitaria, rivoluzionaria ma stanca ed esangue. Noi siamo il complesso prodotto sociale di una lunga occupazione economica, culturale e politica del nostro territorio da parte di potenze nemiche e straniere che ci hanno governato con la forza e con la corruzione (il bastone e la carota!). Liberaci non sarà facile: la nostra classe dirigente è composta da ascari furbi e feroci, che ci hanno rubato libertà, cultura e dignità, che hanno trasformato in ricchezza individuale risorse e sofferenze di un popolo. E' il potere politico, mafioso e di logge segrete, che corrompe l'economia, incarcera i ribelli, appiattisce, omologa e disperde le identità culturali. Possiamo però sognare- possiamo però iniziare un cammino. Bregantini può sognare con noi - può camminare con noi? La Riviera, che qualche volta non è stata in sintonia con il messaggio di Bregantini, oggi ha una linea editoriale e politica di impegno meridionalistico ( cioè fare gli interessi del Sud a partire dal cacciare dal nostro territorio i suoi nemici e i loro ascari) e di antimafia dal basso ( cioè di sviluppo economico e culturale del Sud, senza amputare le parti malate ma medicare e guarire). Bregantini non è Ciotti. Bregantini ha guardato con amore alla Locride ed alla Calabria, senza alcuna esclusione senza alcuna censura. Ed ha pagato per questo! Un gruppo di associazioni da Castrovillari a Condofuri, da Cosenza a Reggio, da Catanzaro a Vibo, da Lamezia a Locri ha organizzato un incontro con Bregantini per discutere del Sud, del significato del meridionalismo, di antimafia politica e di cambiamento. A partire da quanto ha detto e fatto a Locri per tredici anni, a partire da una sfida culturale rivoluzionaria per tutta la Calabria. A due anni dalla sua partenza. O forse non è mai partito. Piero Schirripa É la Riviera DOMENICA 13 FEBBRAIO 2011 18 Locride CENTRI RIABILITATIVI L’Asl non garantisce il diritto alla cura La dignità dei bambini degenti calpestata dal silenzio delle Istituzioni IN EVIDENZA Il caso del CE.J.RI, il centro riabilitativo di Bianco a rischio chiusura è emblematico DOMENICO STRANIERI “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività...... La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”. Scegliere di trattare un argomento avendo come incipit un articolo della Costituzione, in questo caso il 32, può apparire cosa retorica. Ma viviamo tempi dove nulla può essere dato per scontato, anzi bisogna rimarcare con forza diritti e conquiste che sembrano acquisiti. La controprova di tutto questo è la difficile situazione in cui, oggi, si trovano molti centri riabilitativi che sussistono nell'impossibilità di esercitare le proprie mansioni (dato che il servizio di tali strutture è reso in convenzione con le ASL della Regione). Questi Enti, infatti, risultano senza contratto, mancano i fondi (questo gli viene sempre ripetuto, malgrado, per la sanità, i calabresi pagano la superaddizionale Irap ed Irpef) e la mediazione istituzionale dello scorso anno (quando è stato imposto il taglio del 35%) non ha conseguito nessun esito. L'incertezza è totale, ai centri non è pervenuta nessuna convocazione da parte dell'Asl ed ai pazienti non viene offerto nessun servizio alternativo. Eppure nel dicembre 2010 la Regione aveva assicurato che il “Piano di rientro”, in realtà, è un “Piano di razionalizzazione e riqualificazione del servizio sanitario regionale della regione Calabria”. Ma, purtroppo, dobbiamo constatare che non è così. Insomma, i cittadini pagano le tasse ma la salute, nella nostra terra, non è un diritto. Quella dei centri riabilitativi, infatti, è una situazione ancora più drammatica se si pensa che non vi sono attività che possono supplire alla chiusura di molti centri specializzati (non ci sono cioè prestazioni che si possono effettuare, ad esempio, in ospedale). A tal proposito una madre ci ha raccontato la condizione snervante che è costretta a vivere. “I nostri figli hanno dei seri problemi di salute che possiamo curare ma non risolvere -ci ha detto- se poi dobbiamo anche scontrarci con la burocrazia, la situazione diviene logorante. A volte perdiamo la forza di andare avanti, ci sentiamo umiliati. Mio figlio, ad esempio, usufruiva della terapia riabilitativa presso l'A.F.A REUL di Bianco. Ma dal 15 novembre il bambino non può più essere curato. Il centro CE.J.RI, per di più, resiste alla chiusura, ma dal 2011 non può accettare nuovi utenti. Tra l'altro, queste terapie sono a ciclo continuativo, non possono cioè essere interrotte. I bambini hanno bisogno di tantissimo tempo, infatti, per ottenere dei benefici ed, inoltre, ci sono periodi in cui rispondono bene ed altri in cui rispondono meno bene. Adesso come recuperare questo ritmo spezzato? La nostra protesta ha ottenuto come risultato solo il silenzio più totale e l'indifferenza da parte degli organi preposti. Non possiamo, ogni anno, rivivere sempre la stessa situazione. E' indegno di un paese civile elemosinare, sempre, ciò che ci spetta di diritto. Questo stato di abbandono, unitamente al silenzio dell'opinione pubblica, offende la dignità dei nostri figli” . E' una donna ferita nel profondo quella che abbiamo incontrato, impotente davanti al figlio che soffre, umiliata persino, che non pretende “concessioni” da parte di nessun potere ma soltanto il riconoscimento di un diritto fondamentale. Il caso del CE.J.RI, il centro riabilitativo di Bianco a rischio chiusura, è emblematico. Ovvero è il sim- bolo dell'impossibilità di rispondere al grido di aiuto di tante famiglie che, “contrariamente a quanto promesso dalle Autorità della Regione Calabria”, trovano ogni giorno disatteso un diritto dei loro figli. Ci troviamo, difatti, innanzi a bambini degenti ai quali le istitu- zioni negano i Livelli Essenziali di Assistenza. E se il centro CE.J.RI dovesse fare la fine dell' A.F.A. REUL (che è chiuso) a chi dovranno rivolgersi gli inascoltati genitori della Locride (che, tra l'altro, pagano delle tasse che includono questo tipo di assistenza)? Potremo mai nella nostra Provincia, dove mancando i diritti per “il pieno sviluppo della persona umana”, essere tutti “eguali senza distinzione di condizioni personali e sociali” ? Perché anche questo è un diritto sancito dalla Costituzione, e senza retorica Al Salotto di TRS lente d’ingrandimento sulla politica locrese Calabrese scopre le carte Sainato coccola Macrì Si scalda l’atmosfera politica a Locri in prospettiva delle amministrative comunali previste per i prossimi 15 e 16 maggio. Sale, infatti, l’adrenalina e il dibattito si accende sempre più. Se chiara è la nomina del movimento “Leali alla città”, che ha indicato quale candidato a sindaco Giovanni Calabrese, resta da intuire quali saranno le mosse che adotteranno gli avversari. Mancano ancora tre mesi ma la campagna elettorale si preannuncia già viva. A casa di Francesco Macrì iniziano gli incontri, i dialoghi, le discussioni visto che l’attuale sindaco è intenzionato seriamente a riconquistare la fiducia dei suoi cittadini. Tanto che l’ex discepolo “discolo”, Raffaele Sainato, sembrerebbe fare le fusa allo stesso Macrì. Due volte “espulso” dalla Giunta, adesso Sainato, spenderebbe, infatti, “parole dolci” per l’Amministrazione da lui stesso criticata. Sarà, forse, colpa dell’atmosfera di San Valentino? Francesco Macrì, all’apparenza impassibile, non sembra disprezzare le moine dell’ex assessore. Intanto questa settimana, si è parlato delle prossime elezioni amministrative di Locri anche nel nuovo appuntamento con “il Salotto del Direttore”, di Antonio Tassone, in onda su TRS. Presenti in studio: il sindaco Francesco Macrì, Pino Mammoliti, dirigente del Pd, Raffaele Sainato, esponente dei Popolari Liberali ed Alfonso Passafaro di “Leali per Locri”. Pure se il confronto è risultato pacato, non sono mancate sottili puntualizzazioni e attacchi anche decisi verso l’uno o l’altro schieramento. Francesco Macrì ha parlato di crescita di Locri sotto la sua gestione, evidenziando i tanti risultati ottenuti anche in termini di ritorno d’immagine che hanno rilanciato la città. “C’è da completare un programma – ha detto Macrì - e noi cercheremo di portarlo avanti anche se ci terrei a precisare che mentre gli altri sono già in campagna elettorale io, al momento, non ravvi- so questa necessità. Per cui quando sarà il momento opportuno inizieremo a programmare il tutto”. Pino Mammoliti del Pd ha, invece, attaccato l’attuale amministrazione parlando di gestione disastrosa. In particolare, Mammoliti, ha parlato di degrado delle periferie dove l’amministrazione è quasi completamente assente. Inoltre, preoccupante è, per l’esponente Pd, il deficit del bilancio (che ammonta a più di tre milioni di euro ). Incalzato da Antonio Tassone, Raffaele Sainato è stato, invece, chiaro nei confronti di Giovanni Calabrese. “Ha distrutto il Movimento Sociale – ha detto Sainato- e subito dopo Alleanza Nazionale. Per le sue mire personali, poi, ha distrutto anche il sindaco Macrì che, per poter continuare ad andare avanti, ha dovuto siglare un’intesa con alcuni pezzi dell’ex opposizione”. Se, come abbiamo già detto, Sainato, gironzola intorno al primo cittadino, portando con sé amici e parenti, Giovanni Calabrese mantiene le distanze. «Il progetto politico costruito intorno a Francesco Macrì, nel 2006, è fallito per responsabilità di tutti e non solo di Macrì – ha detto la settimana scorsa in un’intervista sul nostro giornale - anche se sotto il profilo squisitamente amministrativo alcuni risultati sono apprezzabili, bisogna prendere atto degli errori politici che hanno impedito quella svolta che tutti i locresi si aspettavano». Calabrese sembra volersi giocare tutte le sue carte, vuole dimostrare di essere coerente con le scelte fatte. Per Alfonso Passafaro, infine, “serve un impegno costante e programmato nel tempo. E’ importante informare, i cittadini che la situazione, anche se problematica, può risolversi nel rilancio definitivo della Città di Locri. Fiorella Teofilo la Riviera DOMENICA 13 FEBBRAIO 2011 Locride 19 Rocco Scarfò dopo 14 anni lascia la presidenza. Possibile il ritorno di dei “dissidenti”, Carmelina Condarcuri - Roberto Gerace A Antico e Galluzzo si giocano la presidenza dell’Ymca GIUSEPPE RITORTO Finisce ufficilmente oggi l’era Rocco Scarfò. L’imprenditore sidernese non sarà tra i candidati, oggi, per l’elezione del nuovo Consiglio Direttivo dell’Ymca, l’associazione giovanile sidernese che conta ben 60 anni di storia, che in tutti questi anni di attività è diventata faro per i giovani di tutta la locride. La decisione di non ricandidarsi, dopo 14 anni di presidenza, è dettata da motivi strettamente personali; “troppi impegni di lavoro non mi permettono di dedicare tempo e forze di cui l’Ymca ha bisogno” ci tiene subito a precisare l’imprenditore. La sua gestione ha portato evidenti e numerosi vantaggi all’associazione, “quando iniziai questo percorso, l’Ymca era un’associazione con un unico segretario e un unico dipendente. Ora i dipendenti sono diventati ben otto, abbiamo rivitalizzato quello che senza dubbio è un pezzo di storia di Siderno. Oltre a questo, abbiamo ottimizzato le strutture esistenti, modernizzandole, inserito nuovi programmi annuali, indirizzati alle famiglie e ai bambini, abbiamo trasformato il volto dell’Associazione riuscendo a renderla, specie in estate, un importante centro di aggregazione giovanile”. Infatti da tre anni l’Associazione ha rimodernizzato lo stabilimento balneare, creando un importante locale notturno in spiaggia, che però due estati fa è stato al centro di qualche polemica. Gli strascichi di quella vicenda portarono alle dimissione di Roberto Gerace, segretario, e uomo forte, al pari dell’altro segretario Carlo Sgarlato, nell’economia dell’Ymca. Presidente, le dimissioni di Roberto Gerace hanno lasciato strascichi negativi all’interno dell’associazione? La sua decisione di Siderno:raccolta firme del PD Il circolo del Partito Democratico di Siderno invita la cittadinanza alla raccolta delle firme a sostegno dell'appello lanciato dal PD “BERLUSCONI DIMETTITI”. la campagna lanciata dal segretario nazionale del Pd vuole arrivare a quota 10 milioni di firme per ribadire che “l'Italia ha bisogno di guardare oltre, per affrontare finalmente i problemi reali del Paese: la crescita, il lavoro, un fisco giusto, una scuola che funzioni, una democrazia sana”. In qualsiasi altro paese o in qualsiasi altro periodo della storia italiana, un leader politico avrebbe capito quando il momento richiede un passo indietro: per il suo paese, per la sua coalizione, almeno per il suo partito! Questo non avviene perché Berlusconi da sempre mette il proprio interesse personale davanti agli interessi del Paese. Ti aspettiamo, oggi, domenica 13 febbraio 2011 in Piazza Portosalvo dalle ore 20,00. Incontro dibattito di “Siderno Libera” L’associazione “Siderno Libera” organizza per sabato 19 febbraio, alle ore 18:00, presso la Sala del Consiglio Comunale di Siderno l’incontro dibattito “Il sogno di un cambiamento possibile-Esperienze amministrative di rinnovamento e partecipazione” . Prevista la partecipazione di Domenico Lucano, sindaco di Riace e di Francesco Macrì, ex sindaco di Gioiosa. L'intento è quello di confrontarsi con i due amministratori, che hanno o hanno avuto esperienze amministrative fuori dagli schemi, ma in entrambi i casi, certamente da qualificarsi come positive. La cittadinanza è invitata a partecipare. “Il presidente dell’Ymca non nasce da un nome sulla carta, il presidente dell’Ymca nasce dalla sua mentalità. Da quei valori che in questi 14 anni abbiamo portato avanti. L’Ymca, da 60 anni, fa parte della storia della Calabria. Il nuovo presidente nascerà dalla volontà dei soci” non ricandidarsi nasce anche da quella situazione? (insieme a Roberto Gerace, lasciarono il consiglio direttivo anche alcuni consiglieri) Sono stato molto dispiaciuto per le dimissioni di Roberto Gerace. Ho fatto di tutto per trattenerlo, perchè riconosco il suo valore, e perchè insieme a Carlo Sgarlato avevano formato una buona squadra. Sono contrario a tutto il polverone che si sollevò due anni fa, l’impronta dell’Ymca non è quella imprenditoriale, e il locale estivo non doveva essere improntato sul guadagno, sulla concorrenza a chi opera in quel campo. Quel locale doveva essere la massima espressione dello “Spirito Ymca”, la forza doveva arrivare dall’operare solo per il bene dell’Associazione. Ci da un nome che possa fare al caso dell’Ymca? Chi vede bene nel ruolo di suo successore? Il presidente dell’Ymca non nasce da un nome sulla carta, il presidente dell’Ymca nasce dalla sua mentalità. Da quei valori che in questi 14 anni abbiamo portato avanti. L’Ymca, da 60 anni, fa parte della storia della Calabria. Il nuovo presidente nascerà dalla volontà dei soci. Non quelli di facciata, quelli che si ricordano dell’Asscociazione solo il giorno delle elezioni. Ma di quelli che ogni giorno la vivono, che la sentono propria. Volevo poi ringraziare tutti coloro che in questi anni mi sono stati accanto, ma in particolare volevo porgere i miei omaggi a una persona con cui ho diviso questo percorso, dal principio fino ad oggi, l’ingengere Mimmo Barranca, che è stato una spalla importante durante la mia presidenza. Oggi si deciderà chi dovrà reggere le sorti di 60 anni di storia, è lecito chiedersi se ci sarà il ritorno del duo di “dissidenti”, Carmelina Condarcuri - Roberto Gerace. Prepareranno il loro rientro, o rappresentano un capitolo chiuso? Tra la rosa dei candidati, infatti, potrebbe esserci anche Peppe Galluzzo, appoggiato da questo schieramento. Che futuro aspetta l’Ymca? In caso di vittoria di questo polo, le attuali cariche manterranno il proprio posto o c’è da aspettarsi una rivoluzione? Ai soci l’ardua sentenza Il lavoro nobilita (va) l’uomo Il sindaco Clemeno denuncia pubblicamente l’ufficio postale di Placanica “L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”. Esordisce così la Costituzione italiana, inserendo il lavoro tra i principi fondamentali; un diritto da proteggere e tutelare, e soprattutto un diritto da svolgere con impegno e professionalità. E' davvero così? Questo assunto costituzionale non sempre trova piena applicazione nella vita reale e non sempre è facile trovare chi si prenda la responsabilità di denunciare pubblicamente situazioni di negligenza. Nel caso del primo cittadino del comune di Placanica, ci troviamo proprio davanti a chi questa responsabilità vuole prendersela, provando a far cambiare il corso delle cose, diventando, come è giusto che sia, il portavoce dei suoi cittadini. Il sindaco Rocco Mario Clemeno, dice “basta” ad una situazione a dir poco spiacevole, che negli ultimi mesi si sta verificando presso l'ufficio postale del comune che amministra. “Provo una profonda indignazione per l'imbarazzante gestione, che ritengo irresponsabile e troppo superficiale, dell'ufficio postale del comune di Placanica. Da più di due mesi assistiamo a chiusure arbitrarie e a un servizio erogato a singhiozzo”, spiega il sindaco. Si può facilmente comprendere quanto sia dannosa una situazione di questo genere, poichè non permette ai cittadini di poter usufruire di quei servizi pubblici essenziali, dal pagamento delle bollette al ritiro delle pensioni, che sono alla base di una nazione moderna e garantista. “Placanica è un paese che si sviluppa in lunghezza e pensare che un anziano debba percorrere chilometri per raggiungere l'unico ufficio postale, per poter riscuotere la pensione, trovarlo chiuso senza alcuna comunicazione, è davvero insostenibile”. Il sindaco Clemeno non mette in dubbio che ci siano problemi organizzativi e mancanza di personale, quello che però chiede è che ci sia una maggiore informazione su tutte le attività dell'ufficio postale. “Situazioni di questo tipo si verificano in molti altri uffici e in molte altre comunità, ma da nessuna parte vi è un'interruzione del pubblico servizio in modo così arbitrario; la direzione postale, addirittura, si permette di chiudere anche per più giorni. Esigo quindi, in accordo con i direttori delle poste e con i comuni, che si stabiliscano criteri univoci per tutti quegli enti che erogano servizi al cittadino, che si trovano nella stessa situazione dell'ufficio postale di Placanica”. A farne le spese sono naturalmente, i cittadini e il loro diritto ad usufruire dei servizi pubblici basilari. L'arbitrarietà, denunciata dal sindaco Clemeno, è un criterio che non può trovare assolutamente posto in un Paese come l'Italia, dove i diritti vengono sanciti in modo preciso e accurato, così come i doveri. Risulta quindi, ignobile pensare che, quegli stessi diritti e doveri, non vengano rispettati e tutelati proprio da enti che hanno il compito di offrire servizi ai cittadini. Il sindaco Clemeno ha voluto rendere pubblica una tale spiacevole situazione con l'intento di trovare una rapida soluzione, altrimenti, afferma “provvederò ad informare le autorità competenti”. Antonella Papaleo Meglio tardi che mai! E’ tornato il servizio civile per la Pro Loco di Monasterace Dopo tre anni la Pro loco “Il Tempio” di Monasterace si è vista finalmente riassegnare un volontario del servizio civile nazionale. La mancanza di questo servizio per così tanto tempo ha, in un certo senso, penalizzato questa Pro Loco; anche solo per svolgere almeno le funzioni basilari, vi è la necessità di un gran numero di forze fisiche e mentali da investire quotidianamente, in qualsiasi attività di promozione culturale. Nonostante una situazione precaria, l’impegno assiduo e costante dell’ex presidentessa, ora OLP (Operatore Locale di Progetto), Francesca Diano, ha permesso la realizzazione di tutti gli eventi programmati, seppur con poche risorse economiche, portando la Pro Loco a diventare un servizio attivo di promozione del territorio. Il servizio civile offre la possibilità ai giovani, di dedicare un anno della propria vita al prossimo, attraverso lo sviluppo di progetti finalizzati a promuovere la solidarietà, la cooperazione e la tutela del patrimonio. Il progetto che dovrà essere realizzato, “Idiomi di Calabria, un patrimonio culturale immateriale da tutelare”, ha come obiettivo la raccolta organica e sistematica della storia, delle tradizioni, dei costumi, del folklore del comune di Monasterace e delle aree limitrofe, ma soprattutto mira ad uno studio dettagliato del dialetto e delle minoranze linguistiche, considerati un vero e proprio bene da proteggere. Con l’aiuto e l’esperienza della OLP Francesca Diano, il volontario sarà impegnato in attività di ricerca, catalogazione, gestione di manifestazioni, di mostre, creazione di materiale divulgativo su Monasterace, promozione di eventi culturali finalizzati allo sviluppo turistico, oltre a dover coordinare un punto informativo IAT (Informazione Accoglienza Turistica). Il grande obiettivo è quello di attivare una maggiore offerta turistica, attraverso attività di accoglienza e assistenza, realizzando quel turismo culturale, ritenuto da sempre possibilità di crescita sia per i piccoli centri che per le città. Un’attività di questo tipo, permette la coltivazione di una coscienza civica, di un senso di appartenenza ad una comunità più ampia, di una partecipazione dinamica, aperta e solidale proiettata verso gli altri. “Il servizio civile della Pro Loco Il Tempio di Monasterace”, afferma Francesca Diano, “mira alla rivalutazione della nostra storia, con visite guidate al borgo antico e al parco archeologico dell’antica Kaulon, che hanno segnato la storia del nostro paese, con una particolare attenzione anche alle tradizioni. L’intento è quello di promuovere la realtà del territorio e farla conoscere anche fuori dai confini cittadini, con il coinvolgimento delle strutture presenti sul territorio e prestando una particolare attenzione alle problematiche territoriali. Tutto questo dovrà portare a un incremento della conoscenza del patrimonio, avvicinando i cittadini al proprio paese, a incrementare il flusso dei visitatori, ad avvicinare i giovani e a fortificare il senso di appartenenza di ognuno verso la propria comunità”. Ci troviamo quindi, davanti a un servizio civile legato profondamente al territorio, che mira a creare quella partecipazione al sociale che molti predicano, ma che in pochi svolgono. Antonella Papaleo la Riviera DOMENICA 13 FEBBRAIO 2011 20 Attualità Non ho paura di essere scomoda. La verità la voglio dire Calabresi?... vergognamoci. Ma ora Abbiamo soffocato noi la voce di Antonella Politano. Restituiamogliela ECATOMBE DI PAOLA (CS), VIALE GIARDINI. Quasi 200 morti accertati di tumore per inquinamento ambientale; documentate esalazioni tossiche provenienti dalle griglie della centrale telefonica dell’azienda di Stato per la distribuzione delle linee sul territorio. L’imputato? Lo Stato, che sapeva. Il colpevole? Nessuno ovviamente. La procura di Paola ha prosciolto i 2 imputati (2 dirigenti locali, che, probabilmente, non immaginavano effettivamente cosa si celasse dentro la centralina della morte). Non riesco a non pensare alla vergogna dilagante che sta coinvolgendo le nostre coscienze. Ed è una vergogna senza colore politico. E senza calore. Abbiamo isolato per vigliaccheria una vittima, trasformandola in un’appestata da evitare perché, qualora dovessero vederci camminare con Antonella, i rappresentanti istituzionali potrebbero rifuggire anche noi, considerandoci “scomodi” e troppo decisi nel cercare chiarezza, con una veemenza che non si addice a una donna…che a quel punto diventa scomoda. La storia è semplice. Semplicemente tragica. All’interno della famiglia Politano, composta da padre, madre, zia e 5 figlie, a partire dal 1982 si scatena un’ecatombe inspiegabile di morti per cancro: prima la madre, poi la sorella Gabriella, poi Annamaria, poi il padre e l’altra sorella Patrizia, e ancora la zia. Tutti morti. Viene accertato dall’ASL che non è un problema genetico. Il caso strano è che la moria non riguarda solo quella famiglia, ma tutto il quartiere, viale Giardina, che nel giro di una decina d’anni vede decimati i propri abitanti. E’ la maledizione del rione. Si apre un’inchiesta. Le morti tumorali improvvise, concentrate in un rione, ammontano, nel tempo, a circa 200 casi. Vengono accertati i residui tossici. Ma nessuno paga. Anzi. Antonella, pensando al passato, racconta: “L’aria attorno la casa era puzzolente, ma allora sembrava del tutto normale. Sapeva di uova marce” . E quando la madre apriva la finestra della sua camera da letto, proprio da quella palazzina degli orrori, lontana solo 5 metri ca ed il secondo della provincia di Cosenza. I dalla loro casa, le puzze ne invadevano le stan- medici di Paola quindi ben conoscono quanto ze, fino a costringerla a chiudere immediata- sta avvenendo non solo a Paola ma in tutto il mente tutto. I genitori di Antonella pensavano circondario. Molti di loro urlano nel silenzio. che fossero puzze “normali”, prodotte dal Come il Dott. De Matteis, ma paradossalmenlavoro delle turbine. Non pensavano minima- te sono i cittadini ad aver paura, a parlare, a mente che tutte quelle puzze avrebbero pro- dire quanto stanno soffrendo, come se fosse dotto morte e distruzione , nella loro casa, nel una loro colpa. loro caseggiato e poi piano piano in tutto il Ma ritorniamo al passato. Un giorno del 1997 quartiere che da su viale dei Giardini. “Ne ho tutta la famiglia doveva allontanarsi da Paola contati oltre 150 – mi dice Antonella - di queste per seguire il padre in una faccenda. All’ultimo morti . Ho le firme dei familiari, i nomi dei dece- momento una delle sorelle ha l’influenza e duti, le loro sofferenze. Tutto scritto in questo Antonella decide di restare a casa per assiquadernetto”- che custodisce come fosse l’ulti- sterla. Niente di particolare, sono cose che accadono nella vita mo libro sacro. di una famiglia. Una verità che Qualcuno però pochi vogliono sapeva che quella conoscere. Non A Paola esiste l’unico centro notte la casa dei certo il Comune chemioterapico della costa Politano sarebbe che non si è costir i m a s t a tuito parte civile, e tirrenica ed il secondo della vuota.Qualcuno che non ha mai provincia di Cosenza: i medici però sapeva che mosso un dito per quella notte la casa spingere affinché si quindi ben conoscono quanto dei Politano sarebscoprisse cosa sta avvenendo non solo a Paola be rimasta vuota. E effettivamente è la notte, quella successo attorno a ma in tutto il circondario. Molti notte, qualcosa si quella maledetta di loro urlano nel silenzio. mosse attorno a centralina. L’unica quella centralina. associazione a Antonella venne costituirsi parte civile è stata la Legambiente tramite l’avv. svegliata dal rumore di camion e di persone Rodolfo Ambrosio. Neanche l’ASL ha fatto che si affaccendavano a fare qualcosa all’interqualcosa. Antonella chiede da anni un indagi- no della vicina palazzina dei telefoni. Rumori ne epidemiologica su tutto il quartiere. Un di cose spostate su grandi camion, rumori di indagine come l’ha fatta lei, casa per casa, pia- ferri, rumori di motori. Antonella guarda fuori nerottolo per pianerottolo. A Paola esiste l’u- dalla sua camera da letto e vede degli uomini nico centro chemioterapico della costa tirreni- con tute bianche, maschere sul volto, mani aprirà un inchiesta e il 30 novembre del 2007 arrivò il rinvio a giudizio per due dirigenti della centralina . Le imputazioni provenienti dall’inchiesta aperta dal procuratore dott. D’Emmanuele sono gravissime. Nel processo i due dirigenti verranno dichiarati non colpevoli e per loro ci sarà il non luogo a procedere, ma il danno ambientale prodotto da quanto vi era dentro la centralina è stato riconosciuto, e questo permetterà una causa civile in corso contro l’ente telefonico ora di proprietà delle Poste italiane. Dall’inchiesta venne fuori che all’interno della centralina esistevano ben 226 accumulatori di piombo sottoposti giornalmente a manutenzione ordinaria. Da questi accumulatori si sprigionavano sostanze tossico nocive quali il solfato di piombo che diventavano ancora più nocive sotto l’azione dell’acido solforico-sostanze classificate dallo IARC- cancerogeno umano,gruppo 1, nonché vapori tossici provenienti dai raddrizzatori al selenio. In particolare , è scritto nel rinvio a giudizio, essendo la sala batteria sprovvista di cappe di aspirazione delle suddette sostanze sia in prossimità delle sorgenti e sia in un altro punto dello stesso locale permettevano ai gas che si diffondessero sia all’interno che all’esterno tramite una finestra , griglia di aerazione posizionata orizzontalmente e in corrispondenza e di fronte alla finestra della camera da letto della famiglia Politano Vincenzo. Quella griglia, ricorda Antonella prima che la centralina venisse dimessa era molto più lunga di quella che si vede ora , ed i vapori che ne uscivano erano ben visibili. Dall’inchiesta della Procura vengono fuori anche altri gravi inadempienze. Una gravissima è quella che non è stata costruita all’interno della sala batterie una gabbia di Faraday che avrebbe protetto l’esterno dalle onde elettromagnetiche costruendo una forte schermatura, l’altra che non si è intervenuti per bonificare gli edifici dal materiale contenente amianto del tipo crisotilo. I documenti del caso e i dettagli dell’inchiesta sono presenti su internet sotto la voce di questa combattiva donna, Antonella Politano. E adesso veniamo a noi calabresi. Il problema che mi sta a cuore è un altro. Com’è possibile che dietro una tragedia del genere, la signora Antonella non abbia trovato la solidarietà dei coperte da enormi guanti. Antonella senza suoi compaesani? Perché alle udienze erano saperlo assistette allo smantellamento della presenti solo i familiari, nonostante in tanti centralina. Era il 1992. Nessuno poteva sapere avessero provato il dolore della morte “impocosa uscisse da quella centralina telefonica, sta”? Perché questa donna ha combattuto da ma i dirigenti dell’azienda, loro, avrebbero sola? Mi ha detto di aver perso le speranze, ma dovuto saperlo. La centrale telefonica produ- che il dolore più insopportabile è stato quello ceva veleni, che venivano tenuti quasi nascosti dell’indifferenza e dell’impotenza di fronte a in tutto il perimetro della centralina. Nella sala delle prove accertate scientificamente. E noi? batterie al centro della centralina, in alcuni Continua: “mi rifuggono come un’appestata, magazzini, ancora esistenti, dietro il caseggiato quando mi reco al Consiglio Comunale tutti , persino in una botola proprio dentro quel scappano, mi evitano, mi prendono in giro…è cortile dove adesso gioca la piccola Chicca , la la mia terra, vorrei avere comprensione nel figlia di Antonella. Una botola malefica, nella lottare contro una colpa che ci è stata imposta quale venivano immagazzinati lunghi cavi elet- da uomini e non da Dio, ma hanno trasformatrici, batterie to me nella colpepiene di veleni vole. Mi sento in ,dalle quali, insieginocchio”. me a quelle nella Com’è possibile che dietro I documenti ci sala batterie, si sono. La procedura una tragedia del genere, la sprigionavano i gas penale e civile signora Antonella non abbia metifici che avreblasciamola ai debiti bero ucciso tutta la uffici. Ma denuntrovato la solidarietà dei suoi famiglia e prodotto ciamo lo scandalo. compaesani? Perché alle tumori in tutta l’aE soprattutto. udienze erano presenti solo i rea circostante la Denunciamo la stessa palazzina. nostra incoerenza familiari, nonostante in tanti Antonella ricorda strafottente. Ridiaavessero provato il dolore della particolari inquiemo voce e sostegno morte “imposta”? tanti della loro esiad Antonella Polistenza vicino a tano. Perché la sua quei veleni. Partibattaglia non è percolari che poi come un enorme puzzle, dopo la sonale. Non si può giocare per superficialità sequenza di morti, ha potuto rimettere insie- con la vita della gente. E’ inutile cancellare le me e far produrre le tante denunce alla Procu- prove. Ora sappiamo. Ora vogliamo qualcuno ra di Paola. Una centralina che evidentemen- che paghi. Noi, calabresi che non abbiamo te, i suoi dirigenti, sapevano che inquinava e paura, siamo con te Antonella!! che produceva veleni e tumori. La Procura di SERENA CARA Paola dopo le denunce e le morti finalmente Su la Riviera FB protagonisti i lettori Da San Luca al Connecticut. Era il 1950, quando Joe Porcaro lascia San Luca per cercare fortuna nel ricco Connecticut. Qualche anno dopo, suo nipote Jeff fonda i Toto, band famosa in tutto il mondo, bravi così tanto da essere definiti da Van Halen i migliori musicisiti di tutto il pianeta. Ecco la discussione dei nostri facelettori PEPPE DE LUCA Il Fratello del nonno suonava l'organo nella chiesa di San Luca. VALERIO FILIPPI La Calabria e' un contenitore culturale vastissimo, ha cresciuto geni, artisti, filosofi, medici; a Focà si stilò, da parte di un certo Franco Ilario lo statuto del fascismo. Continua a generare grandi menti e artisti. Il problema e' che a qualcuno questo desta problemi e fastidi, a tal punto da nascondere la realtà', ma ora e' giunto il momento di finirla, e ridare alla Calabria ciò che e' suo. FRANCESCO LOCCISANO Un altro caso....Claude Francoise è il compositore di My Way, la canzone + famosa al mondo "attribuita al Paul Anka" ma in realtà comprò i diritti.... bene si, i genitori erano cosentini.... FRANCESCO LOCCISANO Non a caso..... Porcaro è considerato il dio dello SHUFFLE, il terzinato ritmico che + si avvicina al nostro tichitì DOMENICO SISTO Senti questa storia, ride the lighting dei metallica e' dedicata ad un gangstar di al capone graziato dalla sedia elettrica, per la legge che diceva che se il congegno faceva cilecca per tre volte, il giustiziato veniva graziato, mi dirai e che centra, niente il tipo era di caulonia ed ha parenti ancora a caulonia, tra parentesi musicisti, il tipo venne crivellato di piombo anni dopo sul ponte di brooklino.......ruggiero ci puoi fare un librone sui calabresi che hanno imfluenzato la musica del mondo....... LUCACOSMO il fratello di nonno gianni(joe)...micu porcaru aveva tre figlie Ines vive a torino, Elisabetta viveva a san luca, Maria vive in australia LUCA COSMO anni fa parlando dei toto tra amici gli dissi che erano di origine sanluchesi la risposta fù i mi sparu nattra Il Brizzolato RUGGERO BRIZZI Grazie Mi!! Altra bella storia questa!!! Ma ci sto iniziando a pensare seriamente.....anche perchè oggi ho avuto un contatto diretto con Steve Porcaro, tastierista dei Toto, che è entusiasta di riuscire ad avere (tra qualche giorno) la foto... della casa del nonno... mi sa ca mi jettu! di Ruggero Brizzi Tra la gente... Lei ha una tuta blu ed un giubbino sporco come i suoi capelli castani. Le calze blu e le clarks verdi fosforescenti. Sembra una donna irritabile facilmente. Lui ha dei pantaloni blu sporchi, un giubbino lungo di una qualche squadra di calcio, anch’esso blu. E’ stempiato, balbetta e sembra un buon uomo nelle sue umili dislessie da facili sorrisi. Entrare in un posto dove tutti conoscono tutti, in un pavimento non loro, e per di più conciati così è sicuramente una scelta che comporta qualche rinuncia. Chiedono umilmente spazio tra il rancore degli ubriachi, il localismo dei tifosi, il revisionismo dei fascisti, i guai dei disoccupati, l’autostima dei marmisti, la sessualità dei soli maschi presenti. Nella loro bruttezza hanno gli occhi di tutti addosso. Lui e lei sono semplici, bevono una birra senza dirsi nulla, ognuno rinchiuso nella propria follia, con gli occhi dei comuni addosso. Soli con se stessi non possono fare a meno delle braccia scomposte e rigide intorno al collo dell’altro. Bevono la loro birra, tentano la fortuna a quella slot, non hanno problemi per le teorie dell’alcoltest: "uno beve e l’altro no". Loro camminano. Si scambiano baci di misura carichi di inesperienza. Si avvicinano chiudendo gli occhi e mancandosi le labbra. Li riaprono e sorridono imbarazzati. Non si conoscono perché non riescono a raccontarsi. Si capiscono per lo stesso motivo. Sono meravigliosamente brutti ma di una contentezza di altri tempi. Così, quando decidono di andare con la loro felicità nel buio, coi sorrisi di gusto di tutte le maschere appagate che li osservano irridendoli, salutano con educazione tutti i presenti. Distaccati, irregolari e stregati, che procedono al centro di un corso buio, su una strada meschina di gente, diretti ad un treno che li porterà dove continueranno meravigliosamente a non notare l’idiozia degli sguardi dei custodi della normalità. E mi ascolto i Massimo Volume: “Vivo in un posto dove tutto quello che accade sembra accadere per caso Una strada attraversa il paese Il paese è quella strada Nessuno ha scelto di vivere qui Ma c'è qualcosa che ci trattiene Perchè anche se non c'è amore a volte a volte c'è qualcos'altro” TULIPANO NERO Bello articolo! solo una cosa, come si direbbe a scuola fuoritraccia: volevo dirti che spesso il mio lettore multimediale non è per niente empatico anzi è proprio bastardo! ;) ziao DOMENICO SISTO ILENIA BELLAMY PELAGGI complimenti...sem bra d parlare cn te qnd leggi! ahhah Dai, fai qualcosa per sti poveri musicisti tristi calabresi Le Note FRANCESCO CARPENTIERI BRAVO , vai avanti..è una storia molto curiosa ed interessante!!! OFFICINE MUSICALI AMARONESE Ruggè !!!!!! Sei Troppo troppo !!!! di Mara Rechichi Cantiamo che ci passa Oggi ho voglia di poetare e azzardo una cosa, ma non vi dico cosa.Vediamo se indovinate: accettate la sfida?Via! 1)Arriverà l’alieno dal mare immenso e la mia anima d’uomo, io confesso, sarà di tre colori.Bastardo, portami il vento e le rose, chè da quando Amanda è libera, vivo sospesa .Sarà Yanez il mio secondo tempo e, fino in fondo, chiamami ancora amore. 2)Se mi rubi l’amore, il sole dentro diviene come pioggia e lontano da tutto un pezzo d’estate resta sospeso tra tegole e cielo, come fuoco e cenere di follia d’amore. 3)Aprite le finestre per dire buongiorno tristezza, sul viale d’autunno vola colomba e dalle corde della mia chitarra una canzone per te, zingara, ti lascerò.Mistero gli uomini soli!Se m’innamoro ci sarà sentimento, la luce senza pietà per Elisa passerà;un Angelo un messaggio d’amore al’uomo volante porterà.Grazie dei fior, al di là dell’addio...addio. Ma tu non pensare a me, chè non ho l’età e se piangi se ridi piove nel blu dipinto di blu. Tutte le mamme, nei giorni dell’arcobaleno, hanno un grande amore e niente più e quando il cuore è uno zingaro e chiede:ciao, come stai?una bella da morire risponde:non lo faccio più!Sono storie di tutti i giorni, e adesso tu portami a ballare, solo noi, per dire di no al colpo di fulmine e per tutte le volte che ti regalerò una rosa.Senza te o con te vorrei avere il becco di un quattrino per darti un messaggio d’amore, un “Dio come ti amo!” ma chi non lavora non fa l’amore e come saprei perdere l’amore così non vorrei incontrarti tra cent’anni tra fiumi di parole per dire di no e dirsi: ciao,ragazza del Sud! 4)Nella notte dei pensieri, col mare calmo della sera,stai con me.Disperato, canta con noi le canzoni e pensa che siamo tutti là fuori, doppiamente fragili, e il linguaggio della resa porta le persone inutili a dirsi: non amarmi, la terra promessa è niente di più che la solitudine negli occhi. In sincerità, non credo nei miracoli: il grande grande amore oggi sono io.Stai con me, è semplice sai? Senza te o con te e le ragazze non ci sto,amici come prima! Bene, avete indovinato? No? Dai, cosa faranno gli italiani dal prossimo 15 febbraio fino al 19 quando dimenticheranno tutto per tuffarsi nel mix di musica, parole, gossip, cronache, cibi, vip, jetset, critiche, si, no,del momento più nazionalpopolare che abbiamo? Il Festival,è tempo di Sanremo! Come dite?Non vi interessa? Non lo avete mai visto? Potrei anche crederci. Ma non crederò al fatto che, se rileggete sopra, capirete che le poesie sono composte con i titoli delle canzoni vincitrici, sez. big e giovani (3e4) dagli inizi ad oggi. Per i punti 1 e 2 invece, vi do una dozzina di giorni al massimo, da quando sentirete martellare, rispettivamente, big e giovani dell’edizione che sta per cominciare. Dicono che sarà il Festival dell’Unità d’Italia. Cantiamo, che ci passa! 22 la Riviera DOMENICA 13 FEBBRAIO 2011 22 23 la Riviera DOMENICA 13 FEBBRAIO 2011 Eccellenza Serie A 23 Promozione S P O RT Il Roccella è chiamato alla prova del nove. Oggi al Comunale arriva il forte Scalea. La Bovalinese va ad Isola Oggi è il giorno di Juve - Inter. I bianconeri vogliono fermare la rincorsa dei Leonardo boys Continua il testa a testa tra Siderno e Brancaleone. Dopo la sconfitta di Gioiosa serve reagire La Reggina ritrova il sorriso Ci vuole un super Puggioni per portare a casa la vittoria. La classifica sorride agli amarnto, la campagna acquisti di Gennaio però la dice lunga sulle reali aspirazioni della dirigenza L’angolo Ritorto [email protected] Lo diciamo subito. E’ stata una vittoria sofferta, anche fortunata a dire il vero. Una vittoria dove la palma del migliore in campo la ottiene il portiere amarnato, Cristian Puggioni, oggi insuperabile. E’, senza dubbio, una vittoria che permette agli amaranto di Atzori di fare un’importante passo in avanti in classifica, assestandosi al quinto posto isolato, con un ottimo più 3 dalla prima che non si qualificherà per gli spareggi promozione. Ma allo stesso tempo, dobbiamo riflettere sulle reali ambizioni della squadra, forse messe a nudo da una campagna acquisti invernale che sminuisce ogni velleità di Serie A. Gli amaranto scendono in campo con una novità importante, la spalla di Bonazzoli è Alessio Viola, rientrato, solo 15 giorni fa, dal prestito al Benevento, dove la punta non ha trovato spazio. De Rose viene confermato a centrocampo, mentre Barillà è schierato in una posizione strategica, a fare da raccordo tra centrocampo e attac- Al rogo gli oriundi Tiago Motta è solo l’ultimo caso di giocatori, nati lontani dall’Italia, ma che grazie ad antenati “tricolore” vestono la casacca azzurra della Nazionale Italiana. Il periodo più florido fu quello dell’immediato dopoguerra, Altafini il simbolo di una categoria di giocatori spesso invisa ai più. Pinzi, recentemente, è insorto contro le strategie di Prandelli che considera questi giocatori utili alla causa, infatti sono tre quelli provati dall’ex tecnico della Fiorentina da quando allena gli azzurri; oltre al su citato centrocampista dell’Inter, anche Ledesma e il neo parmense Amauri. La proposta nazionalpopolare del giocatore dell’Udinese mi trova in completo disaccordo. Era il 1989 quando la Germania abbatteva il suo muro, noi, 20 anni dopo, continuiamo a costruirne manco si dovesse proseguire il progetto di razza ariana, stavolta in pantaloncini e canotta. Ridicola se si pensa che già 60 anni fa gli oriundi rappresentavano l’arma in più del nostro calcio. co. Il primo tempo scorre nella noia più assoluta. Gli emiliani difendono una supremazia territoriale che non porta risultati. La Reggina, orfana dell’altro Viola, Nicolas, fatica a costrire gioco, visto che le uniche palle giocabili partono da Acerbi, un difensore. Ci vuole un doppio errore per smuovere le cose. Prima sbaglia il direttore di gara, il signor Giacomelli di Trieste che assegna agli amaranto un corner che doveva essere una semplice rimessa laterale. Poi ci pensa Greco a spiazzare il suo portiere, Alfonso, e a mettere la palla nella propria porta. La ripresa è più vivace, in apertura Rullo colpisce la traversa, qualche minuto dopo, inizia il Puggioni show, con l’estremo reggino bravissimo ad opporsi a Greco. Al 52’ arriva il raddoppio della Reggina, Colombo mette al centro un cross basso su cui si avventa Alessio Viola bravissimo a trovare il tempo per battere Alfonso. La rete del raddoppio scuote i modenesi, che, prima colpiscono il secondo legno grazie ad una sfortunata deviazione di Rizzo, poi riaprono la partita grazie a un calcio di rigore di Greco causato da un fallo in area di Adejo. Per il resto della gara c’è solo il Modena che però si vede infrangere su Puggioni tutti i tentativi di riportare il risutlato in parità. Da domani, con questa squadra, sarà difficile mantenere il quarto posto. Resta lo splendido lavoro svolto da Atzori e dai suoi ragazzi che stanno dando l’anima per questa maglia. Forse due anni orsono con questa grinta si sarebbe evitata la retrocessione, speriamo che i mezzi tecnici attuali bastino per riprendersi la Serie A. Un sogno, stavolta nel vero senso della parola. Peppe Rit Centro Sportivo Siderno GIORNATA 26 ATALANTA - SIENA CROTONE - ALBINOLEFFE EMPOLI - ASCOLI FROSINONE - CITTADELLA MODENA - REGGINA PADOVA - TRIESTINA PESCARA - VARESE PIACENZA - GROSSETO PORTOGRUARO - LIVORNO VICENZA - SASSUOLO NOVARA - TORINO MARCATORI 0-0 0-1 1-0 1-1 1-2 0-1 1-0 4-0 2-0 1-1 15 RETI SUCCI (PADOVA), CORALLI (EMPOLI), CACIA (PIACENZA) 12 RETI GONZALES (NOVARA), BONAZZOLI (REGGINA) 11 RETI BERTANI (NOVARA), BIANCHI (TORINO), ABBRUSCATO (VICENZA) CLASSIFICA ATALANTA SIENA NOVARA VARESE REGGINA EMPOLI PADOVA LIVORNO PESCARA TORINO VICENZA 51 49 48 43 38 36 35 35 35 35 35 GROSSETO ALBINOLEFFE CROTONE MODENA CITTADELLA SASSUOLO PIACENZA PORTOGRUARO TRIESTINA ASCOLI FROSINONE 31 31 30 30 28 28 28 28 26 24 24 Anno Sociale 2010/2011 Centro Sportivo Siderno Palestra & Piscina Body Building Cardiofitness Rieducaz.Funzionale Step-Gag Aerobica Corpo Libero Spinning Scuola Nuoto Bambini Scuola Nuoto Adulti (anche per i non galleggianti) Corsi per Assistenti bagnanti Gym Hydrobike Rieducazione Funzionale in acqua Attività Agonistica Squadra Nuoto Master 24 la Riviera DOMENICA 13 FEBBRAIO 2011 24 25 la Riviera DOMENICA 13 FEBBRAIO 2011 25 Sport Serie A la Riviera DOMENICA 13 FEBBRAIO 2011 26 La Salernitana a stelle e strisce. Cala in due anni voglio la A Joseph Cala, costruttore statunitense di origini siciliane, ha acquistato il club campano di prima divisione: "In tre anni porterò Salerno in A e quoterò la società in borsa", promette. Lo ha detto la storia, e non poteva essere altrimenti: gli americani sbarcano a Salerno. Il calcio stellestrisce, con un colpo di scena, debutta coi colori granata della Salernitana. Joseph Cala, presidente della Cala Corporation - specializzata in costruzione di alberghi di lusso e anche di casinò galleggianti e sottomarini -, è il nuovo proprietario della Salernitana. Ha rilevato le quote del presidente Lombardi, dopo la sue gestione durata sei anni. E’ il giorno di Juve-Inter I bianconeri, in crisi di idee e risultati, vogliono fermare la rincorsa dei Leonardo boys, sempre più convinti di poter vincere questo campionato MARCATORI GIORNATA 25 MILAN - PARMA ROMA - NAPOLI PALERMO - FIORENTINA BARI - GENOA BRESCIA - LAZIO CAGLIARI - CHIEVO CATANIA - LECCE CESENA - UDINESE SAMPDORIA - BOLOGNA JUVENTUS - INTER 4-0 18 RETI CAVANI (NAPOLI) 16 RETI DI NATALE (UDINESE) 15 RETI ETO ‘O (INTER) 14 RETI DI VAIO (BOLOGNA) 13 RETI IBRAHIMOVIC (MILAN), 10 RETI BORRIELLO (ROMA) CLASSIFICA MILAN* NAPOLI INTER LAZIO PALERMO UDINESE ROMA JUVENTUS CAGLIARI CHIEVO Ci (ri)siamo. Si accendono le luci sulla “partita”, sul derby d'Italia. Juventus - Inter è la gara dell'anno, quella che non si gioca solo due volte nel corso della stagione, ma trecentosessantacinque giorni, in uno strabiliante alterco dialettico che spesso, lascia spazio a vuote e inconcludenti polemiche, in cui, sagaci opinionisti danno in pasto ai tifosi materia su cui accaparrarsi. Mai lo è stato e mai lo sarà banale questa partita, e ancor di più quella di stasera dove si intrecceranno esigenze di classifica, supremazia e ruggini mai assopite. Una rivalità ancora più ringalluzzita dalla recente Calciopoli, ha gettato benzina su un fuoco sempre acceso. E le dichiarazioni rilasciate in settimana hanno confermato il trend; Chiellini giustamente ha definito il match “la sfida delle sfide”, mentre dall'altra parte l'olandese Sneijder ha fatto leva sull'essere campione in carica. Del Neri forse per la prima volta quest'anno ha abbondanza in attacco con tutti recuperati. Due o tre punte in avanti, dipende dal recupero di Marchisio, in attacco sembra sicuro di una maglia Matri, con lui Toni o l'eterno capitan Del Piero. In casa Inter invece dovremmo vedere la stessa formazione che ha battuto la Roma sette giorni fa; Leo ha un solo dubbio da sciogliere: Zanetti sulla corsia di sinistra con Kharjia in mediana, o il funambolico Nagatomo sulla linea dei difensori, con il tractor nerazzurro nel pacchetto di centrocampo. Ma se Juventus - Inter è la ciliegina di questa venticinquesima giornata, vediamo quali sono gli ingredienti della torta. Si inizia con Palermo - Fiorentina alle ore 12:30. I siciliani in piena zona Champions hanno la possibilità di allungare in classifica approfittando anche di alcuni scontri diretti. Formazione tipo per il Palermo con Cassani recuperato, negli ospiti invece non ci sarà Kroldrup che in allenamento ha rimediato una distorsione a un ginocchio. Il Bari che giovedì ha rescisso consensualmente il rapporto con Ventura L’ascensore della settimana Waine Rooney: Un gol pazzesco: è Wayne Rooney a decidere il derby tra Utd e City. E lo fa con una rovesciata al volo, da applausi a scena aperta. Bomber Il Bari: Il cambio in panchina (Mutti per Ventura) suona come una mossa la mossa della disperazione per una squadra già con un piede e mezzo in serie B. Cadetta I l Rompipallone Moratti: "Thiago Motta? Che fregatura. Lo compri per brasiliano, e poi scopri che è italiano". affidando la squadra a Mutti, affronta in casa il Genoa. Il tecnico bergamasco ha il disperato compito di non far retrocedere i pugliesi. La quota salvezza dista nove punti, vincere oggi potrebbe tenere accesa qualche speranza, se così non fosse, assisteremo da qui al ventidue maggio, ad un'inesorabile agonia. Il Brescia che proprio domenica ha battuto il Bari ospita la Lazio. I biancocelesti al quarto posto non possono permettersi di scivolare ancora in classifica, così come il Brescia che ha un solo risultato a disposizione per continuare la sua lotta di permanenza nella massima serie. Seconda trasferta consecutiva per il Chievo, che dopo il bel pareggio conquistato all'Olimpico contro la Lazio, fa visita al Cagliari. I Sardi sono chiamati al riscatto dopo l'uno a tre contro la Vecchia Signora. Donadoni sostituisce Nainggolan con Missiroli, sceglie il solo Acquafresca in attacco con alle spalle Lazzari e Cossu; canonico 4-3-2-1 per Pioli. Non possono permettersi passi falsi Catania e Lecce che si affrontano al Massimino. Simeone deve solo vincere, anche per superare in classifica proprio i giallorossi a quota ventiquattro. L' Udinese di Guidolin che sente profumo d'Europa gioca a Cesena. Totò Di Natale che domenica ha festeggiato le cento reti con la maglia friulana, spera di allungare in questa sua personale classifica. Ma non sarà facile contro la squadra di Ficcadenti che ha disperato bisogno di vincere vista la penultima posizione in classifica che ricopre. E non è in una posizione invidiabile nemmeno la Sampdoria partita con ben altri propositi ad agosto, basti ricordare il preliminare di Champions. Poi è accaduto qualcosa a Bogliasco, - vedi cessioni di Cassano e Pazzini - e la squadra non gira più. C'è il Bologna a Marassi, che a dispetto della situazione societaria con relativa penalizzazione, sta facendo qualcosa di grandioso. Una torta tutta da gustare questa venticinquesima giornata, con un Juventus - Inter che è molto di più della classica ciliegina. Massimo Petrungaro 52 46 44 42 40 40 39 38 32 31 L’ anticipo FIORENTINA BOLOGNA GENOA SAMPDORIA PARMA* LECCE CATANIA BRESCIA CESENA BARI 29 29 28 27 26 24 23 22 21 14 Poker Milan, Cassano incanta Milan Parma 4 0 In attesa di vedere come finirà il derby d'Italia di stasera, il Milan dimostra di essere più vivo che mai. Grande prova di forza della squadra di Allegri che con uno spettacolare 4-0 annienta un Parma mai in partita (anche perché immediatamente avvilito dai fuoriclasse rossoneri). Infatti, i giocatori di Marino, dopo aver subito due gol in poco più di un quarto d'ora, non sono riusciti a reagire alla superiorità tecnica di Ibra e compagni. Proprio lo svedese inventa l'assist per Seedorf che porta in vantaggio il Milan. Nell'azione del gol, proteste degli emiliani per un fallo di Van Bommel. Al 16° arriva il bellissimo raddoppio milanista, con una splendida azione orchestrata da Gattuso e conclusa in rete da Cassano (che è partito titolare al posto di Pato. Il brasiliano, comunque, giocherà in Champions settimana prossima). Per il barese è il primo gol in seria A con i rossoneri e rete numero 100 con una squadra italiana. Nel primo tempo, il Parma non è mai pericoloso e Candreva sul solo tiro a disposizione per gli emiliani, su punizione, non centra la Per il barese primo gol con la maglia del Milan, e centesima marcatura in Serie A porta. Nella ripresa entra Robinho ed è subito devastante. Splendide, soprattutto, le giocate di Cassano che portano alla doppietta del brasiliano. Unica nota stonata è l'infortunio che costringe Gattuso a lasciare il terreno di gioco. Per evitare altri guai, il tecnico livornese decide, infatti, di concedere la passerella d'onore ad Ibrahimovic. Marino, invece, rispolvera Angelo e Bojinov. Adesso il Parma deve davvero guardarsi alle spalle mentre il Milan, con un Cassano che incanta i tifosi, aspetta di vedere cosa faranno le inseguitrici. 27 la Riviera DOMENICA 13 FEBBRAIO 2011 27 28 Sport CND la Riviera DOMENICA 13 FEBBRAIO 2011 Valle Grecanica e Sambiase, derby play off Le due squadre, separate da un solo punto, si incontrano oggi Derby importantissimo quello che oggi vedrà contrapposte Valle Grecanica e Sambiase, le migliori formazioni calabresi, che nello scontro diretto di oggi cercheranno di far capire con chiarezza, quale tra le due potrebbe essere quella che conquisterà il quinto posto, l’ultimo utile per l’accesso ai play off. I melitesi arrivano da un tranquillo pareggio a Mazara, i lametini, invece, hanno perso un occasione d’oro, visto che, tra la gara di domenica scorsa contro il Messina, e quella del recupero contro il Sapri è riuscita a strappare solo due punti, frutto di due pareggi. A disturbare le due pretendenti, in ottica di qualifi- Eccellenza cazione play off, tre squadre, la Turris, il Sapri, e a sorpresa l’Hinterreggio che sta mostrando un bel calcio, riuscendolo ad unire, a risultati che finalmente arrivano. I quattro punti di distacco dalla Valle Grecanica testimoniano l’ottimo momento di forma dei reggini, impegnati oggi a Messina. CLASSIFICA GIORNATA 27 CASERTANA - NISSA EBOLITANA - REAL NOCERA F. & CORAGGIO - MARSALA MAZARA - ACIREALE MESSINA - HINTERREGGIO NOTO - TURRIS ROSSANESE - MODICA SAPRI - INTERPIANA V. GRECANICA - SAMBIASE RIPOSA: MODICA 28 EBOLITANA CASERTANA FORZA E CORAGGIO NISSA VALLE GRECANICA SAMBIASE TURRIS SAPRI HINTERREGGIO NOTO 56 51 50 45 41 40 39 37 37 33 REAL NOCERA MESSINA INTERPIANA ACIREALE MARSALA MODICA ROSSANESE MAZARA ATLETICO NOLA 32 32 30 24 24 22 21 19 6 Il Roccella chiede strada allo Scalea Dopo lo scialbo pari con la Bovalinese, oggi il Roccella dovrà dimostrare quanto crede all’ “Eccellenza” Dopo aver pareggiato il derby in trasferta a Bovalino, il Roccella sarà chiamato alla prova verità. E mai come in questa occasione indirettamente il calendario non ha dato una mano agli uomini di mister Figliomeni, che saranno chiamati ad un confronto molto difficile, dovendo oggi ospitare una delle formazioni più forti del girone, lo Scalea. Sette giorni fa uscita vittoriosa dal confronto interno con la Palmese, giocato ad Amantea campo neutro. Mentre mercoledì scorso nel primo turno della Coppa Italia a livello nazionale (gara di andata degli ottavi) ha ottenuto una importante affermazione in Sicilia battendo il Vittoria col minimo scarto, 1 a 0 rete di Prete nel finale, giocando peraltro in dieci dal 7' minuto della prima frazione per l'espulsione di De Miglio. Di conseguenza la formazione di mister Viola si presenterà al Ninetto Muscolo col morale alle stelle, peraltro in campionato è in serie positiva da nove giornate (sette vittorie e due pareggi). La gara di andata in terra cosentina si è conclusa sul nulla di fatto. La formazione del patron Giannitti comunque dal dodicesimo minuto della prima frazione ha subito l'espulsione di Saffioti. Nel secondo tempo al tredicesimo Spingola ha neutralizzato un calcio di rigore battuto da Calabrese. Portiere subentrato al giovane Vitale espulso per un fallo su Iacopetta sanzionato dal direttore di gara appunto col tiro dagli undici metri. Amaranto che poi in pieno recupero, esattamente a dieci secondi dal triplice fischio finale hanno rischiato di soccombere in seguito ad un calcio di rigore. Penalty mandato alto dall'attaccante Guastella. Il Roccella comunque è in grado di giocare ad armi pari e cercherà ovviamente di ottenere l'intera posta in palio, che servirà per consolidare la quinta posizione in classifica. Al momento in cinque confronti fin qui disputati fra le due formazioni ben quattro i pareggi, con una vittoria per i bianco stellati. E' arrivato il momento di pareggiare i conti. Bovalinese La Bovalinese spera in un’ “isola felice” Amaranto spodestati dal quint'ultimo posto al termine della sesta giornata del girone di ritorno. Infatti il Castrovillari vittorioso in piena zona Cesarini sul Sersale ha scavalcato gli amaranto di una lunghezza, mentre la Bovalinese non è andata al di la dello 0 a 0 nell'incontro interno col forte Roccella. Gara dai due volti, primo tempo favorevole agli ospiti, seconda frazione meglio la formazione di mister Panarello. In conclusione la divisione della posta in palio tutto sommato è il giusto epilogo di un derby molto corretto, sia sul terreno di gioco che sugli spalti, giocato da entrambi i contendenti con la giusta carica agonistica e diretto da una terna arbitrale all'altezza. I ragazzi del presidente Ferrigno hanno così ottenuto il secondo pareggio di fila dopo le quattro sconfitte consecutive, di cui due nelle precedenti ultime (due) apparizioni al Cartisano. Quindi un punto da prendere con positività, che fa tornare il sereno, la squadra nel secondo tempo ha giocato come nella prima parte della stagione. Di conseguenza non bisognerà mollare, nel calcio tutto è possibile, se anche nella gara odierna ad Isola Capo Rizzato, comunque una delle formazioni più in forma del momento, Milano e compagni ripeteranno la prestazione del secondo tempo di sette giorni fa, sperare di tornare a casa con un risultato positivo non sarà una utopia. GB CLASSIFICA GIORNATA 22 ACRI - N. GIOIESE GUARDAVALLE - CUTRO ISOLA C. R. - BOVALINESE MONTALTO - SOVERATO PALMESE - CASTROVILLARI REAL SERSALE - BOCALE RENDE - SERSALE ROCCELLA - SCALEA MONTALTO ACRI SCALEA SOVERATO ROCCELLA SERSALE ISOLA C.R. GUARDAVALLE 45 45 41 38 32 31 30 28 PALMESE N. GIOIESE RENDE CASTROVILLARI BOVALINESE CUTRO BOCALE REAL SERSALE 27 27 22 21 20 15 14 12 la Riviera DOMENICA 13 FEBBRAIO 2011 Promozione 29 Siderno, fuori gli attributi La compagine di Mister Fiorenza fa una pessima figura al cospetto della voglia dei ragazzi del Marina di Gioiosa, che nonostanti l’evidente differenza di motivazioni, portano a casa una partita meritata. Oggi bisogna invertire la rotta Un derby è sempre un derby, è vero. Una partita difficile che non tiene conto di esperienza, valore tattico e tecnico, e neanche, magari, di 20 punti di differenza in classifica. Questa potrebbe essere una giustificazione semplicistica alla prova offerta dal Siderno, domenica scorsa, a Marina di Gioiosa. Non basta giustificarsi, la sconfitta di sette giorni fa ha rappresentato una disfatta. E’ vero, la prima dall’inizio del campionato, ma gravissima perchè, in campo nessuno ha visto quello che davvero serviva; la grinta, la voglia di fare. Troppo molli i secondi della classe a confronto degli 11 guerrieri mandati in campo da Cosimo Silvano. Non aveva nulla da giocarsi il Marina di Gioiosa, ma i ragazzi giallorossi ci hanno mostrato con estrema facilità la differenza tra fatti e parole. Hanno rimandato a casa il Siderno, meritatamente, neanche l’uomo in meno li ha scossi più di tanto, e anzi proprio in inferiorità numerica hanno vinto la partita. Una sconfitta in 21 giornate non può preoccupare, resta un risultato per cui, credo, tutti alla vigilia avrebbero messo la firma. In modo in cui è arrivatanon deve rappresentare, invece, un importante campanello d’allarme. A 9 giornate dalla fine, con un campionato da vincere, chiediamo un altro approccio alla gara. Siderno ha bisogno di guerreiri, non delle controfigure che hanno rimediato la brutta figura di domenica. Oggi il Siderno ha un’altra possibilità di far paura al Brancaleone. Gli jonici di Brando si giocheranno una gara difficilissima, fuori casa, contro l’ottimo Catona, che non ha concesso niente a nessuno, fino ad oggi, specie tra le mura amiche. Il Siderno riceve la modesta Gallicese. Modesta, alla stregua di come poteva essere considerato il Marina di Gioiosa sette giorni orsono. Una gara da vincere, una gara in cui si devono, finalmente, tirare fuori gli attributi. Il Siderno deve scendere in campo cosciente di avere tutto per vincere il campionato, un ottimo mister, un guerriero, un organico di prim’ordine per la categoria, una squadra che deve rendersi conto della propria forza, il sostegno di un pubblico che sugli spalti ha sempre fatto la differenza, c’è bisogno di attributi, questo è il momento di tirarli fuori. Peppe Rit CLASSIFICA BRANCALEONE SIDERNO REGGIO SUD* TAURIANOVESE CATONA M. DI GIOIOSA* DAVOLI* MAMERTRESELICESE* 51 48 40 39 38 34 29 26 Lettera aperta del dirigente Gentile che chiede fiducia ai tifosi Quando a giugno firmai la mia quota di adesione per costruire qualcosa di positivo per il paese insieme agli altri soci, già sapevo che non era facile vincere il campionato, perché nessuno ci avrebbe regalato nulla. Sin dai primi giorni di vita della nuova società calcistica tutti ci siamo impegnati per costruire una squadra competitiva insieme al mister, a dirlo così sembra facile, ma quando 100 anni di storia ti guardano dall'alto dei loro trionfi penso che chiunque si sentirebbe leggermente responsabile, con queste sensazioni e con la voglia di far bene quindi è partita la nostra avventura. Ad agosto si è iniziato con la coppa Italia dilettanti e in tre settimane siamo stati etichettati in modi diversi: Siderno-Guardavalle 0-3 squadretta priva di idee scarsa lenta che non ha futuro Roccella-Siderno 0-0 squadra forte grintosa e quadrata. Locri-Siderno 2-3 bella vittoria ma compagine non competitiva per il salto di categogia. Dopo tre partite di campionato una vittoria e due pari esterni eravamo già retrocessi, insomma la situazione intorno a noi era ed è tuttora altamente instabile, oggi sei considerato Lotito, Mourinho, Messi, domani rischi di essere Oronzo Canà . Io personalmente penso che noi siamo sempre gli stessi, cioè persone che tra mille difficoltà cercano di costruire qualcosa d'importante perché una piazza come Siderno meriti altri palcoscenici calcistici. Adesso a nove giornate dal Gli anticipi Marina di Gioiosa, altra impresa Ancora una vittoria per il Marina di Gioiosa che sembra non volersi più fermare. Dopo aver battuto sette giorni fa il Siderno, gli uomini di Cosimo Silvano, centrano un altro risultato pieno andando a vincere nella difficile trasferta di Cittanova, contro una squadra con l’acqua alla gola, bisognosa di punti importanti in chiave salvezza. I giallorossi ora sono a soli 4 punti dalla zona play off, riuscendo a diminuire uno svantaggio che contava 9 lunghezze soltanto un mese fa. Ora, quello che a inizio torneo sembrava un obiettivo irragiungibile, sta diventando, sempre più, un occasione che ora i gioiosani vogliono sfruttare. In ottica play off vince ancora il Reggio Sud che senza faticare troppo si sbarazza della Mamertreselicese. Due a zero il finale con i reggini che consolidano il terzo posto in classifica. In ottica retrocessione fa un importante passo avanti la Bagnarese che, battendo il Montepaone, lascia la zona calde della classifica e ora guarda le altre dall’alto verso il basso grazie ad un incoraggiante più 4 sulla Gallicese quintultima. Ultimo anticipo, la vittoria del Davoli sulla Mamertreselicese. * una gara in più MONTEPAONE* BAGNARESE* N. RIZZICONESE* GALLICESE CITTANOVESE* AFRICO SAN LUCA LOCRI La società chiede fiducia 24 24 23 20 20 19 19 13 GIORNATA 22 BAGNARESE - MONTEPAONE CITTANOVESE - M. DI GIOIOSA REGGIO SUD - MAMER SAN LUCA - AFRICO S. DAVOLI - RIZZICONESE CATONA - BRANCALEONE SIDERNO - GALLICESE TAURIANOVESE - LOCRI 2-1 1-2 2-0 1-0 termine della stagione, e con 27 punti ancora da conquistare, siamo pronti per lo sprint finale. Nell'ultima giornata disputata, per la prima volta in 21 partite abbiamo perso, la sconfitta di Gioiosa non deve essere vissuta come un dramma o una Waterloo, io per primo sono dispiaciuto, ma oggi abbiamo il dovere di completare il lavoro svolto, oggi tutti dai dirigenti ai tifosi dobbiamo crederci più che mai,dobbiamo essere attaccati al paese e alla maglia. Oggi sarebbe facile arrendersi, ma arrendersi non è da noi non è da sidernesi, e rimanere in un angolino a criticare tutto e tutti è il gesto più inutile e stupido che ognuno di noi può fare,a nche se tra chi decide di rimanere per concludere la battaglia e chi si ritira rifiutandosi di mettersi in gioco e di sacrificarsi per il gruppo, la squadra il paese la storia, aspettando che qualcosa giri male per criticare, solo i primi rischiano di soccombere ma questa è la categoria di persone che ha scritto la storia,degli altri non si ricorderà nessuno. La squadra non è solo dei dirigenti o dei calciatori, il Siderno è dei sidernesi, che dovrebbero essere più vicini a chi lavora, anzi se tutti si aggregassero portando le loro idee e capacità una città con lo spirito umile di un paese come Siderno potrebbe aspirare a ben altri campionati, per quest'anno si spera di realizzare il sogno per quelli a venire si spera che i sidernesi aiutino il Siderno a crescere sempre di più. Francesco Gentile sidernese, tifoso e dirigente 30 Sport la Riviera DOMENICA 13 FEBBRAIO 2011 30 Si ferma il Gioiosa, ne approfitta il Bianco Il Gioiosa frena la sua corsa a San Giorgio Morgeto. Vincono Bianco e Mammola contro Antonimina e San Roberto Il Gioiosa Jonica frena la sua corsa sul terreno di San Giorgio Morgeto contro una ottima San Giorgese. La capolista ha pareggiato 1-1 dopo essere passata in vantaggio con Galluzzo , la squadra pianigiana si conferma tra le formazioni più in forma del momento ottenendo il settimo risultato utile consecutivo dopo sei vittorie di fila . I biancorossi di mister Logozzo ieri pomeriggio hanno sprecato tanto sotto rete dove gli attaccanti si sono dimostrati in questa circostanza poco cinici rispetto ad altre volte. I ragazzi del giovane presidente Rossi dopo il pareggio di ieri rimangono sempre imbattuti in attesa della super sfida di domenica contro il Mammola nel derby attesissimo della vallata del torbido. Puntuale ieri è arrivata la risposta del Bianco che nella super sfida contro L'Antonimina grazie alla rete di Maldonado tra i migliori in campo riesce ad avvicinarsi alla capolista. La Super sfida di Bianco ha visto di fronte due squadre ben messe in campo dai rispettivi tecnici. L 'Antonimina è stata capace di mettere spesso in difficoltà i ragazzi di mister Spezzano che hanno giocato con grande determinazione per ottenere i tre punti che servono ai biancoazzurri del presidente Mario Carone per avvicinare la prima della classe. Un confronto quello di ieri tra Bianco e Antonimina seguito dal pubblico delle grandi occasioni che alla fine ha applaudito le due squadre che stanno disputando un grande campionato. Il Mammola con la testa già al prossimo grande impegno di campionato domenica nel derby della vallata del torbido ha battuto ieri al Comunale un discreto San Roberto mai in partita la formazione Reggina ,caduta sotto i colpi micidiali di Panaja (doppietta per l'ex del Marina di Gioiosa ) e di Lombardo migliore in campo insieme a Laarib. Il Mammola del presidente Pazzano è al quarto risultato positivo i ragazzi viola ieri sono usciti tra gli applausi dei tifosi che sono pronti domenica a sostenere la squadra nella super sfida contro il Gioiosa di Logozzo. Oggi tutta da seguire la sfida del Dicone di Caulonia dove i ragazzi di mister Gianni Scigliano incontrano il Motta San Giovanni una brutta gatta da pelare per Roccisano e compagni reduci dalla sconfitta nei minuti finali di Gioia Tauro . Il Polistena di mister Sorace cerca tre punti oggi per non perdere troppo contatto con la capolista. CONCORSO N 10 Regolamento - Le schedine possono essere convalidate GRATUITAMENTE, a fronte di un acquisto minimo solo presso il bar tabaccheria Rescigno di Gioiosa Jonica - Le giocate devono pervenire entro le ore 12.00 del sabato che precede le gare - In Caso di più 14 e 14 +1 il premio verrà estratto tra chi ne ha diritto (i pronosticatori non estratti avranno diritto a caffè per una settimana) I premi 14+1: Cellulare Nokia C3 14 pronostici: Buono da E 60,00 spendibile presso Pneumatici Rescigno 13 pronostici: Cappuccino + Cornetto per una settimana 12 pronostici: 2 Aperitivi (Crodino) 11 pronostici: 1 Aperitivo (Crodino) Da 6 a 10 pronostici: 1 Caffè Gare del 19 e 20 Febbraio Convalid 1) BOVALINESE - MONTALTO 2) CASTROVILLARI - ROCCELLA 3) BOCALE - RENDE 4) CUTRO - ACRI 5) RIZZICONESE - TAURIANOVESE 6) GALLICESE - CITTANOVESE 7) BRANCALEONE - SAN LUCA 8) AFRICO - SIDERNO 9) M. DI GIOIOSA - BAGNARESE 10) LOCRI - CATONA 11) BENESTARNATILESE - LAZZARO 12) MOTTA - POLISTENA 13) ANTONIMINA - CAULONIA 14) S.CRISTINA - BIANCO 14 + 1) GIOIOSA - MAMMOLA(RIS.ESATTO) 1) 2) 3) 4) 5) 6) 7) 8) 9) 10) 11) 12) 13) 14) 14 + 1) Viale delle Rimembranze, 160 Gioiosa Jonica (Rc) a Prima Categoria D Il Monasterace continua la rincorsa... Campanello di allarme in casa Monasterace dopo l'amara sconfitta subita al Bosco-Lombardo nell'ultimo turno di campionato, si giocava la quarta giornata del girone di ritorno. Onestamente il risultato ( 2 a 1 per gli ospiti) è bugiardo, il Pro Catanzaro di certo non meritava di portarsi a casa l'intera posta in palio. Peraltro la formazione di mister Condemi ad inizio ripresa era andata per prima in vantaggio grazie ad un eurogoal del sempre più positivo e convincente under El Khalil, capace di far secco l'incolpevole portiere avversario in sforbiciata da dentro l'area su un perfetto assist del talentuoso Polimeno. Nella prima frazione per quanto creato avrebbe potuto e dovuto andare al riposo almeno con un minimo vantaggio, clamoroso e allo stesso tempo sfortunato Polimeno il cui tiro dopo una azione personale si è stampato sul palo. Passato meritatamente in vantaggio il Monasterace va vicino al raddoppio, punizione di Condemi fuori di poco, e nell'azione successiva gli ospiti si portano in parità. La gara va avanti con Minici e compagni alla ricerca del goal vittoria che non arriva, invece sono addirittura i catanzaresi ad andare ancora in rete. Monastersace che ha peccato di ingenuità, i bianco rossi erano in dieci, Schiavone era claudicante ai bordi del campo, e fa male subire il goal beffa in seguito ad una ripartenza. Peccato, anche un punto tutto sommato poteva far comodo. Dicevamo del campanello di allarme, nelle ultime tre gare solo un punto sui nove disponibili, risultati che di fatto hanno risucchiato la squadra verso il basso, infatti nessuno a questo punto della stagione si aspettava la truppa del presidente Zannino ad un passo dalla zona minata dei play out, il quint'ultimo posto è a sole tre lunghezze ed è occupato dal Cessaniti fermato in casa sul risultato di parità dal Badolato. Monasterace però raggiunto al sest'ultimo posto dal Gimigliano Una debacle che ha del clamoroso, la gara contro i due ex, Lorenzo e Silipo, in panchina anche un monasteracese, il difensore Armocida, dopo il vantaggio doveva essere gestita in modo diverso, specie sul risultato di parità. Adesso bisogna lasciarsi alle spalle questo momento sfortunato, e cercare di giocare come nella seconda parte del girone di andata, già dalla trasferta di oggi a Mileto. La Nuova Mileto ultima in graduatoria, può essere battuta, la vittoria oltre ai tre punti utilissimi per la classifica porterebbe serenità a tutto l'ambiente in vista dell'infuocato finale di stagione. CLASSIFICA GIOIOSA J.* BIANCO* POLISTENA MAMMOLA* ANTONIMINA* LAZZARO* N. DELIESE MOTTA S.G. 44 41 37 35 34 32 31 29 25 CAULONIA BENESTARNATILESE 25 25 SANGIORGESE* 21 SAN ROBERTO* 19 REAL 15 S. CRISTINA* 10 ACCIARELLO FALCHI MAROPATI 10 GIORNATA 20 BIANCO - ANTONIMINA LAZZARO - S. CRISTINA MAMMOLA - SAN ROBERTO SANGIORGESE - GIOIOSA J. N. DELIESE - BENESTARNAT POLISTENA - REAL FALCHI M. - ACCIARELLO CAULONIA - MOTTA S.G. 1-0 5-1 3-0 1-1 31 Sport [email protected] la Riviera DOMENICA 13 FEBBRAIO 2011 31 Arti Marziali La Polizia di Siderno si affida al Maestro Cavallo E' iniziato in modo entusiasmante, presso il Commissariato della Polizia di Stato di Siderno Marina, brillantemente diretto dal dirigente dottor Stefano Dodaro, il primo corso di difesa personale della FIKBMS (federazione italiana kickboxing muay thai, shoot boxe e savate) presieduta dal dr. prof. Ennio Falsoni, imbattuto campione degli anni '80 oltre che dirigente sportivo di altissimo livello , che guida pure la federazione delle federazioni mondiali. Il Commissariato di Siderno è uno dei più strategici e importanti d'Italia e dipende dalla Questura di Reggio Calabria. Il progetto di difesa personale avviato a Siderno, che è riservato agli operatori delle forze dell'ordine, antiterrorismo e a particolari soggetti a rischio, oltre che a una selezione d'elité di tesserati alla federazione riconosciuta dal CONI, è stato ideato e progettato dal professore Giuseppe Cavallo, 6° grado FIKBMS, responsabile federale del settore giovanile lotta a terra, membro della commissione tecnica nazionale delle arti marziali miste oltre che grande specialista, di fama internazionale, nella difesa personale e negli sport da combattimento. L'evento, approvato e sostenuto dal presidente del CONI Calabria, dottore Mimmo Praticò, è coinciso con l'avvio del progetto pilota federale, per il settore specifico e proseguirà con altre due iniziative similari che si svolgeranno a Caulonia e a Polistena e si avvarranno del supporto di funzionari della divisione investigativa antimafia, oltre che della Consap, sindacato della Polizia di Stato. Un risultato importante, per il Sud, che mostra pure l'elevato grado di sensibilità e di attenzione del presidente e della dirigenza nazionale FIKBMS oltre che l'ottimo lavoro portato avanti dai grandi maestri, come il dottore Cavallo, il vice presidente nazionale Giorgio Lico, il delegato regionale federale, Salvatore Romano. Proprio quest'ultimo, ha esaltato l'impegno federale, in Calabria, ringraziando la dirigenza nazionale e, nello specifico, il professore Cavallo per la sua grande bravura e professionalità. In rappresentanza del CONi provinciale di Reggio Calabria, presieduto dal professore Giovanni Filocamo, era presente la stella al bronzo del comitato olimpico nazionale, il fiduciario professor Salvatore Papa. Egli ha evidenziato come la FIKBMS stia operando in modo encomiabile in tutta la Calabria e ha portato i saluti del presidente Filocamo. La parola è poi andata al professore Cavallo, che ha illustrato, in dettaglio, il programma del corso e ha effettuato delle dimostrazioni pratiche istruendo i tanti operatori presenti. Dopo aver presentato il progetto, il dottor Cavallo, ha evidenziato i grandi successi riscossi in Calabria dalle forze dell'ordine, ringraziando il dottore Dodaro e la Polziia di Stato per la grande apertura sociale, sinonimo di attenzione alle problematiche della gente e di prevenzione del crimine, che vale più della repressione. Il numero uno del commissariato di Siderno, ha lodevolmente relazionato sulla difesa personale trattando i temi: della causa di giustificazione per l'esercizio del diritto di difesa personale; della difesa proporzionata all'offesa; del legittimo arresto; dell'eccesso colposo; dello stato di necessità che porta a situazioni di reazione. Il dottore Dodaro, il cui intervento è stato costantemente accompagnato da manifestazioni di approvazione e da scroscianti applausi, ha pure parlato dello sport quale scuola di vita e della kickboxing e delle arti marziali, quali mezzo educativo per eccellenza, “Perché insegna, soprattutto ai giovani che le praticano” - ha espresso - “rispetto delle regole, ricerca del miglioramento continuo, dal punto di vista psicofisico e spirituale, capacità di razionalizzare gli obiettivi giu- sti per la vita.” La sua esaustiva relazione ha riscosso il consenso generale e ha gettato le basi per una collaborazione proficua, tra la Polizia di Stato e la FIKBMS, che viene anche benedetta dalla Chiesa locale, guidata dal vescovo monsignor Giuseppe Fiorini Morosini, il quale da anni segue con attenzione, grazie alla testimonianza del dottore Cavallo, le proficue attività federali. Al corso di Siderno, hanno preso parte, tra gli altri: il maestro Luciano Galati, esperto di sicurezza e istruttore federale; l'ispettore Cavallo, responsabile dell'agenzia di sicurezza Serpico di Locri; gli attivi esponenti della guardia di finanza: Mariano Miele (ispettore dei baschi verdi), Luciano Siviglia (brigadiere dei reparti operativi della tenenza di Roccella); Arcangelo Riggi (appun- tato scelto dei reparti operativi della compagnia di Locri. Presente anche il personale della polziia muicipale di Locri, Caulonia e Rizziconi. Le armi per le esercitazioni sono state fornite dall'Armeria cauloniese di Ilario Monteleone. L'inziativa di successo proseguirà, nei prossimi giorni, con altri incontri e seminari operativi.. Calcio Femminile Arti Marziali Lo Sporting Locri in campo a San Valentino Grande successo per il kombat games del Centro Studi Karate Sporting Locri -Olimpia Bagnara è stata una partita tiratissima fino alla fine, dove ad avere la meglio sono le locresi che hanno ottenuto i 3 punti finali tenendosi stretto il secondo posto in classifica con un match da recuperare contro Soccer Lady. Una conferma per il club amaranto che domenica pomeriggio, nella quarta giornata di ritorno del campionato serie A CSI Reggio Calabria, ha saputo ben comportarsi di fronte al proprio pubblico. Il Locri è partito subito sprint, ma ha trovato una buona opposizione del Bagnara; ma nulla ha potuto la compagine ospite al 18° esimo quando Antonella Sabatino scaraventava in porta portando in vantaggio le amaranto. Equilibrio in campo grazie anche alle prodezze delle due portieresse, la locrese Galeotti che salvava da grande portiere in due interventi, e la bagnarese Genovese che, invece, si trovava al posto giusto in almeno cinque occasioni. Nel secondo tempo, le panchine chiedevano maggiore incisività e la numero 5 Valentina De Leo con spietatezza concludeva in rete portando la squadra locrese sul 20. L’intensità non calava ma le amaranto si sono mostrate più toste facendo svanire sul nascere tutte le velleità della squadra in maglia celeste. Giusta concentrazione e performance ritrovata anche per il numero 11 Emanuela Marulla, che se pur in questo frangente di campionato si è messa poco in mostra, domenica pomeriggio ha dato dimostrazione di voler riprendere la sua forma e “divertire” con le sue giocate. La prossima gara, giorno di S.Valentino, sarà una difficile trasferta a Reggio Calabria, contro la capolista Prater. Mercoledì e venerdì l’allenatore Ferdinando Armeni lavorerà scrupolosamente per preparare nei minimi dettagli, come al solito, il match tra i titani del campionato Csi femminile, serie A di Reggio Calabria. D.A. Una spettacolare manifestazione targata Centro Studi Karate sotto la guida del Presidente e Direttore Tecnico Vincenzo Ursino cintura nera 4° Dan della Federazione Italiana Judo Lotta Karate e Arti Marziali, coadiuvato dagli Insegnanti Tecnici Alessio Canton ed Eros Oliveto. Ha patrocinato l'evento L'Associazione Italiana Cultura Sport-C.O.N.I. grazie all'interesse del Presidente del Comitato Provinciale di Reggio Calabria il dott. Arturo Nastasi. Questa iniziativa rientra nel Progetto denominato “Karate Giocando: La scoperta del proprio corpo attraverso il Karate” , grazie al quale tantissimi giovani e giovanissimi possono partecipare Gratuitamente alle lezioni impartite dal M° Vincenzo Ursino nei locali dell'Hotel Casa del Gourmet. Ricordiamo che tale progetto è sostenuto dal Partner Ufficiale Arancia Elettronica, azienda leader di Siderno, dallo Sponsor Tecnico “Hotel Ristorante Casa del Gourmet” e dai Supporters Fininprest e La Riviera, che hanno sposato in pieno il progetto pero lo spirito aggregativo con il Il podio del Combat Games quale si propone e per la funzione sociale che esercita. Il metodo di combattimento proposto per il settore giovanile ha avuto un gran successo; gli atleti hanno entusiasmato tutti i presenti ed è stata grande volontà tra i bimbi di emergere e migliorare. Ma elenchiamo i protagonisti di questa intensa gara dove i karateka presenti si sono confrontati con la massima lealtà ed il massimo impegno nel pieno rispetto delle regole e degli avversari. A spuntarla su tutti conquistando l'ambito podio sono stati: Pino Antonio, Gattuso Naomi, Bizantini Giuseppe, Scali Stefania, Minici nicola, Passerelli Asia, Guarnaccia Riccardo, Figliomeni Tommaso, Scruci Vincenzio e Figliomeni Vincenzo tutti primi classificati nelle varie categorie. Si classificano al secondo posto: Figliomeni Luca, Verteramo Valentina, Urzino Daniele, Dimauro Ludovica, Barbiero Matteo, Lettieri Antonio, Mittica Jacopo E Oliveto Eros. E infine terzi classificati: Urzino Manuel, Ercolano Carmen, Guttà Vincenzo, Scerbo Lorenzo, Ercolani Giorgi, Cordoma, Gurnari Antonio, Guarnaccia Alberto, Cordì Domenico e Angilletta Domenico. la Riviera DOMENICA 13 FEBBRAIO 2011 32 la Riviera DOMENICA 13 FEBBRAIO 2011 33 EVENTI Un’ interessante iniziativa del Ministero per i Beni e le Attività Culturali:il 13 e 14 febbraio nei musei si entra in due con un solo biglietto A San Valentino, innamorati dell’arte San Valentino è la festa degli innamorati e, per celebrare l’appuntamento, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali regala a tutti gli innamorati due giorni di arte e di cultura: il 13 e 14 febbraio, infatti, in tutti i musei, monumenti e siti archeologici statali presentandosi in due si entrerà pagando un solo biglietto. Quest’anno, quindi, per la prima volta, un intero fine settimana sarà dedicato all’evento. Di scena l’Amore, sentimento principe che nei secoli ha guidato la mano dei più grandi artisti, e l’Arte: un perfetto binomio dall’ineguagliabile forza ispiratrice: i capolavori dell’arte, trasformeranno per due giorni tutti i luoghi d’arte statali in romantici rifugi per coloro che vorranno sublimare i loro sentimenti attraverso un viaggio nel patrimonio culturale italiano. San Valentino è il I capolavori dell’arte, trasforprimo grande evento meranno per due giorni tutti i dell’anno che il luoghi d’arte statali in romantiMiBAC offre a tutti i ci rifugi per coloro che vorrancittadini italiani e strano sublimare i loro sentimenti nieri per stimolare la conoscenza e la riscoattraverso un viaggio nel patriperta delle nostre belmonio culturale italiano. lezze artistiche e valorizzare una ricchezza che tutto il mondo ci invidia e di cui noi, per primi, possiamo godere. Per l’occasione viene lanciata una nuova campagna di comunicazione “A San Valentino, innamorati dell’arte”, basata su una moderna reinterpretazione de “Il Bacio” di Francesco Hayez. La campagna riceve il supporto di “Reti Amiche”, l’iniziativa del Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione per facilitare l’accesso dei cittadini-clienti alla PA e per ridurne i tempi di attesa. Grazie ad un accordo con Banca Intesa, Reti Amiche garantisce da oggi la visibilità dell’evento in oltre 7mila sportelli bancomat. Con San Valentino si inaugura inoltre una collaborazione diretta tra il MiBAC, attraverso la Direzione Generale per la valorizzazione del patrimonio culturale, e Artnews, magazine settimanale di Rai Educational che si occupa di arte e cultura, in onda su Rai 3, il sabato alle ore 10.30 e in replica su Rai Storia, la domenica alle ore 13.30 e su Rai 1, il mercoledì all’1.00. Per tutte le informazioni:Numero verde 800 99 11 99; il MiBAC è anche su Youtube, Facebook e Twitter. Elenco dei Musei, Monumenti e Aree Archeologiche Statali aperti il 13 e il 14 Febbraio in provincia di Reggio Calabria: Area Archeologica-Ss 106 Ionica - Contrada Runci 89040 - Monasterace tel: 0964-735154 - fax: 0964 735154 Si inaugura una collaborazione diretta tra il MiBAC, attraverso la Direzione Generale per la valorizzazione del patrimonio culturale, e Artnews, magazine settimanale di Rai Educational, in onda su Rai 3 Area Archeologica “Centocamere”-Ss 106 Locri (Rc) (presso Contrada Marasà) 89044 Locri tel: 0964 390023 fax: 0964 232779 email: [email protected] Chiesa di San Francesco D’Assisi-Piazza delle tre Chiese- 89040 - Gerace tel: 0984 75905 -email: [email protected] La Cattolica-Piazza Cattolica 89049 - Stilo tel: 0984 75905 - Museo Archeologico Nazionale-Contrada Marasà89044 - Locri tel: 0964 390023 - fax: 0964 390023 email: [email protected] Teatro Greco-Romano Loc. Pirettina -Portigliola (Rc) (presso c/da Marasà) 89044 - Locri tel: 0964 390023 - fax: 0964 232779 email: [email protected] LA SCUOLA PRIMARIA“G.PASCOLI”DI SIDERNO “Crescere nella cultura della legalità” Le insegnanti del 2° Circolo di Siderno hanno iniziato il percorso progettuale curricolare "Crescere nella cultura della legalità" per tutte le quarte e le quinte classi del plesso Pascoli. Tale progetto è volto a promuovere nei ragazzi il senso di appartenenza alla comunità e a sviluppare la capacità di gestione dei rapporti civili.Il Dirigente Scolastico, dott. Giuseppe Callipari, afferma che la scuola svolge un ruolo fondamentale per la diffusione della cultura della legalità. Giovedì 3 Febbraio gli alunni delle quarte e delle quinte classi , hanno assistito al fimldocumentario "Memorie incantate " con la regia dell'Avvocato Antonio Ciano di Sant'Ilario Jonio, girato interamente nella Locride, composto in gran parte di documenti, costituiti da incontri con gente comune e di personaggi illustri del nostro territorio. Irene è una ragazza di Locri,la quale, nel corso di una visita guidata tra le rovine degli scavi archeologici di Locri Epizefiri, incontra una persona che ha perso la memoria, non sa di esse- re Zaleuco, l'autore delle prime leggi scritte del mondo occidentale. La ragazza decide di aiutarlo e inizia un percorso di ricerca che la porterà a scoprire la storia del grande legislatore locrese. Tutti gli alunni sono stati sensibili al significato del film-documentario " Memorie incantate " e rimasti colpiti dal fatto che oggi la Locride è considerata la terra dell'illegalità, mentre una volta era la terra della legalità e che proprio a Locri nacque il diritto occidentale. Il suddetto progetto andrà avanti fino alla conclusione dell'anno scolastico 2010-2011 ; si sono consultati e si consulteranno giornali e libri,letture,schede, questionari, ci saranno incontri e discussioni e gli alunni avranno modo così di fare le loro riflessioni.Le docenti partecipanti a tale progetto sono: Rita Scopacasa, Rosamaria Scopacasa, Giusi Verteramo, Maria Landrelli, Elisa Spinelli, MariaTeresa Carpentieri, Maria Lugarà, Augusta Siciliano, Rosanna Oppedisano, Anna Torello, Carola Maenza, Ornella Argirò, Concetta Monteleone, Paola Gennaro e Tina Policheni. la Riviera DOMENICA 13 FEBBRAIO 2011 CULTURA STORIA MERIDIONALISTA DELLA LETTERATURA CALABRESE/ VI Il secolo della sconfitta PASQUINO CRUPI LA SCENA CULTURALE Si avverte nel Cinquecento, ovvero nel secolo del Rinascimento, un acuto e insopportabile stridore tra il primato della cultura e delle arti e il buio della vita economica, sociale, politica. Non dimentichiamolo: il Cinquecento è il secolo della perdita della libertà italiana, e non c’è nulla di più tragico nella storia di un popolo che la perdita della propria libertà. L’uomo, fabbro del proprio destino e costruttore della gioia di vivere, è una costruzione elevata per i ceti alti. Tutti gli altri continuano ad essere vittime della storia. Trionfa in Calabria – ma non è il vizio tipico solo della Calabria – la letteratura come bella forma, e, in più, gli intellettuali calabresi offrono una compatta barriera all’uso del volgare. Preferiscono la lingua latina, come abbiamo avuto già modo di dire. Nell’Italia settentrionale e centrale, la lingua latina sopravvive come lingua ufficiale della Chiesa e dell’erudizione filologica. In Calabria il dominio della lingua latina è totale. Scrivono in lingua latina i filosofi, gli storici, gli eruditi, i poeti, eccezion fatta per una piccola schiera di sonettai cortigianeschi, per qualche petrarchista d’eccezione e i critici letterari, quali Giambattista Modio (vissuto nel XVI sec.) che pubblica, primo fra tutti, Li cantici del B. Jacopone di Todi e sua vita (Napoli 1616); Simone Fornari (Reggio primi del 500 - Serra S. Bruno intorno al 1560) che scrive la Spositione sopra l’Orlando Furioso (Firenze 1549), preceduta da una Vita di M. Lodovico Ariosto e dall’Apologia breve sopra tutto l’Orlando Furioso; Sertorio Quattromani (Cosenza 15411605), che annota criticamente e aspramente la poetica di Orazio e traduce in lingua volgare La filosofia di Bernardino Telesio (1589). Il quadro culturale rende conto anche della presenza di eruditi, che applicano il loro sapere alla ricerca e alla ricostruzione della storia calabrese. Notevole fra tutti e celebrato, al di là dei suoi meriti effettivi, Gabriele Barrio. Di Francica in provincia di Catanzaro. Vi nacque con probabilità nel 1506 e pare che sia morto dopo il 1577: in qual luogo non è possibile dire. Fu prete secolare. Pubblicò a Roma nel 1554 il De aeternitate Urbis; De laudibus; Pro lingua latina. Nel 1571 appare l’opera sua più nota e per la quale va noto, il De Antiquitate et situ Calabriae. Dal 1714 al 1726 Tommaso Aceti, un grande erudito, si applicò intensamente al lavoro di Gabriele Barrio per eliminare i numerosi errori di stampa e raddrizzare con note a pié di pagina le non poche inesattezze in cui era incorso il superbo prete secolare. Volle pure arricchire il volume con osservazioni, spesso critiche, talvolta polemiche, di Sertorio Quattromani. Girolamo Marafioti si presenta come continuatore dell’opera di Da destra: Guglielmo Sirleto, Giovanni Calvino Gabriele Barrio dalla quale, peraltro, preleva: abbondantemente, non criticamente. Del Marafioti sappiamo con certezza che nacque a Polistena (Reggio Calabria) e che fu padre francescano dell’Ordine dei Minori osservanti. È probabile che sia vissuto tra il 1567 e il 1630. È autore delle Croniche et Antichità di Calabria (Napoli 1596; poi: Padova 1601 in edizione rivista e accresciuta). Consta di 5 libri. Vi racconta la storia della Calabria come storia delle quattro repubbliche della Magna Grecia: la Repubblica di Reggio, la Repubblica di Locri, la Repubblica di Crotone, la Repubblica di Turina. E da qui passa alla storia medievale e moderna. Ma suo principale proposito era quello di dare spazio particolare ai Santi di Calabria, che nel tempo erano stati cancellati dalla storia e della memoria. Proposito non mantenuto. Erudito formidabile fu Guglielmo Sirleto [Guardavalle (Catanzaro) 1514 - Roma 1585), saldissimo nella conoscenza della lingua latina, della lingua greca e della lingua ebrea. Fu vescovo di San Marco Argentano (Cosenza). La sua ferma preparazione teologica diede segno concreto nel corso dei lavori del Concilio di Trento. Morì cardinale. Fu un divulgatore del pensiero cristiano. Tradusse dal greco in latino Le vite dei Santi di Simone Metraste, la Versione del monologo greco, due Orazioni di Gregorio Nazianzeno. Annibal Caro le volse in lingua italiana. Notevoli sono le sue varianti ai Salmi. Paolo Piromalli [Siderno (Reggio Calabria) 1591 - Bisignano (Cosenza) 1667] propagandò la religione cattolica in Armenia. Fu ridotto in schiavitù ad Algeri. Tornato in libertà, fu fatto vescovo di Nassivan dove rimase dal 1655 al 1664. Da quell’anno fino alla morte fu arcivescovo di Bisignano. Ebbe polso di apologeta, come dimostrano le sue due opere: Theantropologia seu Oeconomia Salvatoris nostri, explicans ex solis Prophetis (Vienna 1656). Apologia de duplici natura Christi divina scilicet et humana (Ivi 1656). Dalla parte opposta della barricata cattolica nel Cinquecento della scissione religiosa vi furono pensatori come Tiberio Russiliano, Agostino Doni, Valentino Gentile. LIBERI PENSATORI IN FUGA VERSO LA MORTE Il calabrese Tiberio Russiliano del quale sappiamo la linea di fuga per l’Italia e l’Europa, ma non l’origine, ebbe spirito inquieto e polemico. Passò nella schiera degli eretici per il suo ponderoso Apologeticus /Apologetico) ove cerca di conciliare teologia e astrologia, teologia e magia. In più: nega nell’eucarestia la presenza del corpo di Cristo, combatte l’idea della discesa del Cristo all’inferno, tenta di dimostrare che l’anima non è immortale e che Dio non è trino ed uno. Esule per motivi religiosi fu Valentino Gentile. Fece ottimi studi letterari nella natia Cosenza e a Napoli si dedicò all’insegnamento. Ma da qui, colpito dall’accusa di eresia, dovette andar via e si rifugiò a Ginevra nel 1566, accolto da altri esuli italiani, quali Giovanni Biandrata e Matteo Gribaudi, che venivano mettendo in discussione la dottrina della Trinità. Antitrinitario, Valentino Gentile per sfuggire alla persecuzione protestante, che aveva fatto della Trinità un dogma intoccabile, il 18 maggio 1558 sottoscrisse la confessione di fede. La rinnegò quasi subito e conobbe il carcere con il sardo Nicola Gallo. Ritrattò la ritrattazione il 29 agosto 1558. Non fu creduto. Fu processato nel settembre del 1558, ritenuto colpevole e condannato alla pena di morte, che fu sospesa. Uscì dal carcere grazie alla supplica rivolta al Senato ginevrino, e con la promessa che, una volta libero, non avrebbe lasciato Ginevra. Fece esattamente il contrario. Raggiunse a Farges il Gribaudi e riprese GIO- Non dimentichiamolo: il Cinquecento è il secolo della perdita della libertà italiana, e non c’è nulla di più tragico nella storia di un popolo che la perdita della propria libertà. L’uomo, fabbro del proprio destino e costruttore della gioia di vivere, è una costruzione elevata per i ceti alti. Tutti gli altri continuano ad essere vittime della storia VANNI CALVINO con maggiore accanimento la propaganda delle sue idee antitrinitarie. A Lione scrisse il libello Antidota: serrata requisitoria contro il capitolo XIII del libro I della Istituzione sulla Trinità di Giovanni Calvino. Ne veniva fuori che solo Dio era pura essenza, e non anche Gesù Cristo. Indiscussa, era, poi, la preminenza del Padre sul Figlio. L’unità della Trinità era così fatta a pezzi. Dal suo scintillante cervello escono successivamente le Protheses anticalviniane e la Confutatio adversus Symbolum S. Athanasi. È a questo punto che Giovanni Calvino ritenne di dovere intervenire con l’irruento e violento libello Impietas Valentini Gentilis. Giovanni Calvino gettò contro lo scintillante pensiero di valentino gentile il peso della sua autorità , l'orgogliosa elevatezza della sua dottrina, ma potè tacitarlo solo con la condanna alla decapitazione. E mentre la scure indegna calava sul suo collo, gridò che unico dio è dio Nelle posizioni dottrinarie di Valentino Gentile il capo della chiesa ginevrina sembra non volere entrare. Concentra il suo scritto micidiale nella squalifica morale dell’avversario, visto e presentato come un uomo da nulla, “homo nihili”, cane immondo, “obscoenus”, pazzo irrefrenabile, “ter et quater vesanus”. Il suo pensiero è delirio: “aborremus a Valentini delirio”. È un frenetico, che si sgozza con le sue stesse armi, “suo se gladio iugulat hic phreneticus”. Nulla deve dimostrare Calvino e nulla dimostra. Si limita a replicare contro le ragioni degli Antitrinitari: l’Uno è Trino; esiste una perfetta eguaglianza tra il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Ma egualmente il pensiero di Valentino Gentile continua a stargli innanzi come un incubo. Per mettere da parte quel pensiero, non bastano gli scritti. Occorre il patibolo. Gli fu apprestato il 10 settembre 1566. Andò verso il boia “pertinacissimus, ex sola indomita pervicacia gloriam quaerens sicut Satanae martyres solent” (Ostinatissimo, cercando la sua gloria, che viene dalla indomita perseveranza, come 1 sogliono i martiri di Satana) . E mentre la scure indegna calava sul suo collo, gridò che unico Dio è Dio, che il Figlio non è eguale al Padre. La disputa teologica ebbe come risposta il tonfo della sua bella e intelligente testa. Cosentino come Valentino Gentile, fu Giuseppe Venanzio Negri. Errò di terra in terra: dalla Svizzera alla Polonia e fin nella lontana Transilvania. Ci rimane di lui lo scritto Ad Lismanium epistolae dove le sue idee religiose sono accompagnate dal racconto della persecuzione subita in Polonia dopo l’editto del re Sigismondo e della vana speranza di un aiuto. Va errabondo per l’Italia e per l’Europa pure Agostino Doni. Sceglie prima la Svizzera, poi la Germania, infine la Polonia. Colà scompare nel mistero. Un mistero è quasi tutta la vita sua. Cosentino, aveva subito in Calabria cinque anni di carcere per il suo eretico pensiero religioso. Negli anni 1580-1583 è presente a Basilea e a Theodoro Zwinger consegna il primo libro, non ancora elaborato a sufficienza, del De Natura homini (Intorno alla Natura dell’uomo). Nel giugno del 1582 era a Cracovia dove vive della sua professione di medico. Con il 1583 non si hanno più notizie di Agostino Doni. È filosofo telesiano, ma nel De rerum natura iuxta propria principia trova ancora residui di metafisica, e li combatte. Bernardino Telesio aveva riconosciuto la incorporeità dell’anima, Agostino Doni la nega. Anima e corpo sono entità egualmente dotate di materia. Si tiene fuori dalla schiera degli spiriti eretici Annibale Roselli, il quale viaggia per propagandare la fede Cattolica fino alla Polonia. Era nato a Gimigliano di Catanzaro nell’agosto del 1525. Dell’anno della sua morte non si hanno notizie. L’ultimo suo scritto, l’Orazione funebre in memoria del re di Polonia, Stefano I, risale al 1588. Sua opera fondamentale rimane il commentario alle opere di Mercurio Trismegistro in sette volumi. Ne aveva progettati dieci. Tutti i volumi recano come titolo Pymander, che sta a significare “pastore di uomini”. Il primo libro tratta della Santissima Trinità, il secondo dello Spirito Santo e degli Angeli, il terzo dell’Ente, il quarto del Cielo, il quinto degli Elementi e della descrizione del Mondo, il sesto dei Sette Sacramenti, il Settimo dell’Immortalità dell’anima. FILOSOFIA E TEOLOGIA NON SONO TUTTO Filosofia e teologia non sono tutto per gli intellettuali calabresi. Luigi Lilio, nato a Cirò di Catanzaro (ora in provincia di Crotone) intorno al 1510, dopo studi di letteratura e filosofia sotto la guida dell’illustre Gian Teseo Casopero, studiò medicina a Napoli. Ma eccelse negli studi di astronomia. Luigi Lilio aveva scritto e lasciato inedito un saggio sulla riforma del calendario, che, poi, attuando le sue idee, il papa Gregorio XIII aveva introdotto il 24 febbraio 1582. 34 35 la Riviera DOMENICA 13 FEBBRAIO 2011 La Calabria dei non calabresi Una (croni)storia della Calabria attraverso i “forestieri” GIUSEPPE FIORENZA In certi italiani e più ancora negli stranieri, esiste una ingiusta offensiva diffidenza per la taciturna fierezza di quell’umile gente, per certi atteggiamenti che paiono di malevolenza e che sono invece effetto di povertà, di fatica mal rimunerata, di stenti, di speranze deluse, spesso di debolezza organica cagionata dalla malaria. I viaggiatori costieri frettolosi e difficoltosi non escono da questo stato d’incomprensione e di ottusità e contribuiscono soltanto a diffonderlo, magari con libri troppo ingiustamente fortunati. Bisogna addentrarsi nella Calabria, percorrerne strade e sentieri, vederla nelle sue parti più alte e più lontane, per conoscerne bene, insieme col più caratteristico paesaggio, l’anima delle popolazioni [GIUSEPPE ISNARDI (Sanremo 13 agosto 1886- 7 giugno 1965 ), un intellettuale del Nord, amico della Calabria]. Vorremmo partire da questa semplice annotazione. E rispondere a una domanda: è vero che i viaggiatori europei (ed italiani) hanno contribuito a creare una realtà la cui immagine spesso è stata manipolata ad arte, fino a dare una fotografia stereotipata della regione che, almeno dagli anni ottanta in poi, ha costituito la base per costruire e diffondere una odiosa e denigratoria idea verso i calabresi, senza operare distinzione alcuna e senza inserire il discorso nel giusto contesto ma assolutizzando una realtà complessa e articolata? E’ vero che spesso solo uno straniero era capace di cogliere sfumature che un “indigeno” (vuoi per ignoranza vuoi per indolenza vuoi per mancanza di confronto vuoi per malafede) a malapena poteva scorgere. Il substrato popolare anzi era troppo impegnato con la fame, la miseria, l’ingiustizia per ammirare il mare e i panorami! Infatti, questa osservazione vale solo per i luoghi, ovvero per la natura calabrese, aspra e selvaggia, che incantava pressoché tutti i viaggiatori ma non per la gente. Giuseppe Isnardi lo aveva intuito già allora e noi, su questa falsariga, vogliamo andare a vedere il rapporto di questi “forestieri” con la Calabria e i calabresi, senza esprimere giudizi di merito socio-politici né allarmismi di lesa maestà. Non solo viaggiatori però ma anche militari, artisti, letterati, filosofi, uomini di potere, giornalisti e individui di varia e infedele umanità. Vorremmo però sgombrare il campo da ogni equivoco. Le inchieste sulla criminalità, sulla malasanità, sui reati in genere, sui mali della regione, sui problemi del lavoro, dell’emigrazione, dello sfruttamento dei ragazzi, insomma in una parola tutto ciò che costituisce l’oggetto dell’interesse appunto dei forestieri (giornalisti, mass media eccetera) è un lavoro assolutamente legittimo ed è auspicabile che consenta se non di risolvere almeno di far conoscere quelle realtà ostiche. Però però…il problema è dell’approccio che questi emeriti signori hanno con la realtà calabra, l’atteggiamento, in una parola un concetto che può essere il pregiudizio. In una parola: dato per scontato che due milioni di calabresi (è la popolazione della regione) non possono essere tutti mafiosi, quanto pesa sulla loro identità questa contaminazione, chiamiamola così, proveniente dal campo dell’illecito e/o del pregiudizio? Di più: quanto ha contribuito e contribuisce il punto di vista extraregionale a creare questa identità? Per evitare tuttavia di essere anche noi vittime del pregiudizio, a questo punto vogliamo chiederci: è l’assenza di autocritica e/o di autoironia nei calabresi a spingere gli “stranieri” a colmare il vuoto o è il contrario? Oppure lo stereotipo sul calabrese creato dai mass media è così forte che spingerà via via gli “altri” a sentirsi autorizzati a ogni tipo di macchiettizzazione verso di noi? Su questo cercheremo di fare luce. Iniziamo con qualche discorso di principio per poi addentrarci, nei prossimi articoli, a raccontare singoli casi. Partiamo dalla lingua, da come viene usata la lingua. La ‘Ndrangheta è una parola del dialetto calabrese che indica la mafia nata in Calabria. Allora, che bisogno c’è di dire negli articoli, nei saggi, nelle interviste la ‘Ndrangheta calabrese? Basta solo ‘Ndrangheta no? L’aggettivo “calabrese” è superfluo. Invece per svuotare il contenuto dell’aggettivo e qualificarlo solo in relazione alla criminalità lo si usa indiscriminatamente. Un esempio recente è del 7 febbraio, un articolo sul <<Messaggero>> dà notizia della morte di Paul Getty III sequestrato a suo tempo da banditi “calabresi”!!! Va notato che questa è una notizia di agenzia, per cui è stata pubblicata allo stesso modo da più giornali. Spesso dunque la Calabria è stata rappresentata e raccontata, positivamente o negativamente, da non calabresi. In tempi più recenti è invalso l’uso nella cultura diremmo ufficiale (o nazionale forse è meglio) di strumentalizzare non proprio la Calabria ma l’idea stessa della regione e dei suoi abitanti, di usarla per fini puramente commerciali. E questo utilizzo viene spesso messo in atto da non calabresi, che hanno un’idea superficiale e raffazzonata del calabrese. Iniziò Sergio Vastano (nato a Roma) negli anni ottanta. Ricordate Drive In? In quell’ambito il simpatico attore creò la macchietta del “bocconiano calabrese”, lo studente velleitario che parla con grave accento calabrese. Su Radiodue Lillo e Greg, entrambi romani, hanno creato la macchietta di un personaggio (che è uno dei due) Pasquale Dianomarina, che ha inventato la parodia (peraltro divertentissima) del calabrese (inteso come dialetto) estremo e nel quale il rap della soppressata è il culmine. Fiorello, che tutti sappiamo siciliano, ogni tanto o spesso sente anche lui l’esigenza di macchiettizzare il dialetto, perché è comico e diverte il pubblico. La nostra acca o ti aspirata può essere oggetto di sketch ma a nessuno viene in mente che è una derivazione araba con nobili e antiche ascendenze storiche. Anche Franco Neri, quello di Franco oh Franco, che ormai è lo slogan-icona di Zelig, è torinese doc, essendo solo d’origini calabresi, infatti è nato a Torino. Il pugliese Antonio Albanese, a torto o a ragione, con il suo Cetto La qualunque, creato ci pare qualche anno fa e ora al cinema con il film Qualunquemente, ha sentito l’esigenza, non si capisce perché, di rappresentare un calabrese. ______________________________________ Sembra che in calabria e specialmente nella provincia di reggio non ci siano persone che amino, che si divertano, che ridano e piangano. Siamo- non è vero?- in una zona di guerra dove cala minacciosa l'ombra nera della mafia, che tutto oscura, anche il potente sole dello jonio. ______________________________________ Nella letteratura, spesso i libri che parlano di ‘Ndrangheta sono scritti da non calabresi. L’ultimo, in ordine di tempo, è un bel libro del giudice Francesco Cascini, Storia di un giudice Nel Far West della ‘Ndrangheta. _____________________________________ <<Storia di un giudice>>. E che titolo è ? Per vendere bisogna aggiungere ed è stato aggiunto <<-nel far west della 'ndrangheta>> ______________________________________ Il libro è bello, però dà l’idea di una immanenza catastrofica della vita naturale calabrese, come appunto avviene in guerra, preda della ‘ndrangheta e della criminalità organizzata. Sembra che in quella zona non ci siano persone che amino, che vivano, che si divertono, che ridano e piangano, in una parola quella è una zona di guerra dove incombe minacciosa l’ombra nera della mafia, che tutto oscura, anche il potente sole dello Jonio. Qui si tratta di un giudice toscano, ma è un caso di onestà intellettuale, perché lo stesso autore non si permette di esprimere giudizi morali. Cosa che non accade negli ambiti prima citati. La premessa è che prima di lui duecentocinquantanove giudici rifiutano di andare a Locri. La deduzione logica è che il giudice ha paura, cosa che non gli impedisce di notare “la bellezza di quel posto (il fatto che gli altri non gliene avessero parlato)… mi provocò un certo sconforto”. Alla fine, il giudice dice “Lasciavo una terra meravigliosa e terribile, accogliente e violenta, senza speranza eppure così piena di vita. Lasciavo il mare, le persone per bene…” Questo significa che l’autore del libro dà l’idea assolutamente corretta di una luogo fortemente contraddittorio, dove alla bellezza e alla cortesia di persone perbene si affianca una totale assenza di controllo sociale e di terribile assuefazione ai reati e alla mentalità criminale. Fa specie però notare l’uso subdolo del luogo comune, da parte dell’editore, di utilizzare parole che attireranno lettori ma cadono come pietre sulle nostre coscienze. In questo caso il titolo Storia di un giudice sarebbe stato poco appetibile. Infatti ci voleva anche un termine che evocasse l’epopea delle grandi sparatorie e della violenza: Nel Far West della ‘ndrangheta!!! (1. – continua) “ Giuseppe Fiorenza,, antropologicamente calabrese, vive a Torino. Svolge attività di ricerca culturale e letteraria. Ha fondato il «Centro Barlaam, Biblioteca delle Letterature Mediterranee». Ha ottenuto una menzione speciale al Premio Solinas per la sceneggiatura I treni del Sole. Ha pubblicato i romanzi La terra senza dio (Gangemi, Roma 1995): un gioiello di scrittura meridionalista; Io t’ho amato sempre non t’ho amato mai (Edizioni Angolo Manzoni, Torino 2007); Un viaggio lungo 35 anni, 11 mesi 29 giorni (Edizioni Angolo Manzoni, Torino 2010). 35 CULTURA CANTAMI O DIVA (MA IN DIALETTO) Bunga Bunga FRANCO BLEFARI 'I cacciaru 'i ll'Olgettina, senza tanti cirimoni, cu 'nu "burqa" 'i sita fina, l'odalischi 'i Berlusconi. 'I sfrattaru all'improvvisu, tutti 'a nuda, poveretti! ca finìu lu pararisu di li zzòcculi protetti. Ruby ciangi e si.dispera, ca finìu 'n televisioni, nto programma Kalispera, cuntrollatu 'i Berlusconi. Quantu euru si detti? Settimila e forzi cchjù. 'N'atti tanti si prometti, si non dici cu cu' fu. Ruby è sulu 'na sbandata, (sidicianni, marocchina), rapprisenta la facciata 'i st'Italia alla rovina. E cu iglia ennu mmurrati 'n'atti deci e 'u Principali, chi passavanu i nottati cu 'nu ballu.sessuali, ch'è chjamatu Bunga Bunga, c'oramai esti espressioni d''a politica chi mpunga nta 'nu mari 'i corruzioni. Bunga Bunga è 'na passioni, pilu, sordi e canzunetti, mentre igliu, Berlusconi, godi. e cunta barzelletti. Bunga Bunga enn'i festini d'i ministri depravati, cu li panzi sempi chjini, mentri nui simu affamati. Si cu' futti ndi guverna, l'Unità, com'è luntana, c''a politica moderna esti peju 'i 'na pputtana. È nato a Benestare (Reggio Calabria) il 6 novembre 1943. Ha una ricca produzione poetica. La sua prima opera, 'U focularu, risale al 1976. Di seguito ha pubblicato : nel 1979 Ariaporu, nel 1989 'U tempu d'i cucuzzegli, nel 2004 Profondo Sud (Arti Grafiche, Ardore 2004). Il paese del Sud, che è frequentemente il suo paese di Benestare, è sempre al centro della sua poesia. È poeta imbattibile, di statura superiore, Franco Blèfari quando rievoca e ricostruisce il paese con i suoi riti, con i suoi costumi, con le sue tradizioni, che non ci sono più. L'ingiustizia sociale, la mancanza di lavoro la ndrangheta hanno travolto il paese del Sud, che merita, però, di essere salvato almeno nella memoria. E ciò fa Franco Blèfari, nell'ultima sua opera Un paese di gesso (Arti grafiche Edizioni, Ardore 2008). Canto generale che mancava alla poesia dialettale italiana. CINEMA & MUSICA la Riviera DOMENICA 13 FEBBRAIO 2011 Pubblichiamo il testo dell’ intervento cinematografico di Giovanni Scarfò, Direttore della Cineteca della Calabria, al convegno su Campagne, cultura, emigrazione nel pensiero di Paolo Cinanni. che si è tenuto sabato 5 febbraio a Gerace, suo paese natio. Militante del partito comunista italiano e combattente nella Resistenza, Cinanni è stato un protagonista delle lotte contadine dal 1946 al 1953 e su questa esperienza ha pubblicato importanti libri, tra i quali Lotte per la terra e comunisti in Calabria.Una fortissima amicizia lo ha legato a Cesare Pavese, a cui si è ispirata la coppia di cineasti francesi, Jean Marie Straub e Danielle Huilliet (foto), per realizzare il film Dalla nube alla resistenza. 36 Dalla nube alla resistenza I registi hanno conosciuto Cinanni all’Università di Urbino, dov’era impegnato come docente, coinvolgendolo nel film, in una piccola parte. Tra l’altro Pavese si era ispirato alla vita del suo amico calabrese per il personaggio di Pablo nel romanzo Il compagno. DI GIOVANNI SCARFÒ Gli autori del film Dalla nube alla resistenza, diviso in due parti, entrambe ispirate a due opere di Cesare Pavese, sono Jean Marie Straub e Danielle Huillet, una coppia di cineasti francesi, che dagli anni ‘7O vive stabilmente in Italia. Nella prima parte, girata nella campagna pisana e ispirata ai Dialoghi di Leucò, il film esplora, attraverso i dialoghi tra uomini e dei della mitologia greca, temi quali il potere, il destino, il dolore, la morte; nella seconda parte, girata a S. Stefano Belbo, ispirata a La luna e i falò, l’artigianomusicista Nuto e il Bastardo, rientrato dall’America nelle natie Langhe, ricordano e discutono della vita di paese, di politica e della Resistenza;una piccola partecipazione è riservata anche a Cinanni, nel ruolo di se stesso, per parlare di Terra e Resistenza. Prima entrare nello specifico del film e della tematica dei due autori, un accenno al rapporto cinema- resistenza, perché, “anche se può sembrare eccesivo – ha scritto Massimo Mida – si deve proprio al cinema la prima, anche se ancora vaga e imprecisa, ribellione alla chiusura autarchica e culturale del fascismo; e il primo impulso trovò le motivazioni Vinci il Cinema Vinci un biglietto per il film “Vallanzasca” rispondendo alla nostra domanda sull’ultimo film di Michele Placido [email protected] nel cinema americano, espressione di un mondo diverso, pur nella sua finzione assoluta”. Ci poniamo due domande: 1) come si configurava la posizione degli scrittori, degli intellettuali e dei registi che poi praticarono il neorealismo nella letteratura, nel cinema e nelle arti figurative? 2) quali le ragioni del rapido esaurimento della stagione neorealista? Per rimanere nell’ambito del cinema, il neorealismo, se da una parte rispondeva a una coscienza storica diffusa, dall’altra ogni autore seguiva la propria inclinazione: “c’era un’ala neorealista di orientamento marxisteggiante – ha scritto Vittorio Spinazzola più attenta ai conflitti di classe e ai dati di materialità economica e c’era un’ala liberaldemocratica più sensibile soprattutto ai valori di dignità della persona nei suoi diritti elementari, d’importanza morale e religiosa”. E se le motivazioni della sua breve stagione vanno anche ricercate negli ostacoli posti dalla politica governativa dell’epoca, non bisogna dimenticare “che il movimento degli autori non riuscì a tradurre l’etica neorealista in una estetica cinematografica”, ha scritto Lino Miccichè. Non c’è dubbio comunque che antifascismo, resistenza e realismo siano stati termini e fenomeni stret- SUNSET BOULEVARD Saranno premiate con un biglietto gratis le prime due mail con la risposta corretta di Antonio Falcone Due per la strada (1967) Titolo originale: Two For The Road S Qual’è il soprannome di Renato Vallanzasca? tamente collegati, in quanto il realismo, più che una corrente o un aspetto dell’arte, è stato un atteggiamento morale che affondava le sue radici in esperienze quali la Resistenza. Sono stati circa 150 i film realizzati, in modo diretto e indiretto, sino al 2000, sulla Resistenza, senza diventare né un genere popolare, come il western, né un filone storico al quale ispirarsi: il western è stato il genere dell’Identità americana, accettato da tutti; la Resistenza no, oggi più di ieri. Ma i film di Straub - Huillet sono essi stessa Resistenza, opponendosi alla narratività e ai modelli di produzione imperanti, al cinema prettamente tecnologico e a quei film in cui la narrazione divora le immagini: il loro primo lungometraggio Cronaca di Anna Maddalena Bach, si apre con questa didascalia: Fare la rivoluzione è anche rimettere a posto cose molto antiche ma dimenticate, cioè rimettere in gioco il metodo della dialettica dell’immagine, della parola, del suono, dell’attore, dello spazio e del tempo; sono pessimisti sul presente e sul futuro del cinema, convinti che l’unica attività possibile oggi per un cineasta sia quella di resistere individualmente in attesa di tempi migliori. Conducono una vita austera e cercano di fare sempre quello che ritengono giusto, senza tener conto del mercato e dei consigli di amici, produttori e distributori: per loro l’estetica non esiste se non è “un’estetica della resistenza” . Il loro cinema non cerca la competizione, ma una sincerità assoluta nel rapporto con il pubblico, visto non come spettatore classico, ma soggetto complice, capace potenzialmente di mettersi in gioco, ma, allo stesso tempo, è un cinema troppo semplice per essere accettato da un pubblico abituato a ben altro, rifiutando qualsiasi effetto speciale, per andare al cuore dei problemi del presente e del futuro degli uomini. I loro film partono sempre da un testo letterario (Boll, Brecht, Pavese, Vittorini, Kafka, Fortini, ma anche Schomberg e Bach) per arrivare ad un altro testo, che è quello del cinema fatto di inquadrature, di paesaggi, di luce e di parole, però mai recitate con la tecnica delle scuole di recitazioni, bensì soltanto “citate” dall’attore, con una recitazione classica ma non perfetta, priva di emozioni che non siano quelle del suo agire senza rete, impegnato in lunghi monologhi, detti restando immobile e spesso guardando obliquamente l’obiettivo. Naturalmente è un cinema che si attira anche le accuse di essere teatrale,saggistico, letterario, da laboratorio e per moltissimi spettatori, infatti, i film della coppia risultano complicati, ma non per quello che si dice o si fa, ma per la difficoltà ad accettare un certo modo di “vedere”, per la difficoltà di “aprirsi” nei confronti di una esperienza, per la difficoltà di lasciarsi “invadere” da essi: “invasione”, dunque, piuttosto che “evasione”, alla quale ci sta abituando sempre più la televisione, pubblica e privata. Ma, paradossalmente, è ancora peggio dire a Stroub che i suoi film ci piacciono. Egli infatti ha sempre ostacolato la critica che veicolava l’importanza del suo cinema all’interno di una cerchia ristretta di spettatori, i cosiddetti cinefili per intenderci, perché ha sempre avuto timore degli atteggiamenti snob che avrebbero snaturato la sua opera. Concludendo, Stroube e Huillet sono gli autori che sembrano percorrere con maggiore coerenza la strada , semplice e terribile, invocata da Bunuel: fare film capaci di ricordare che non viviamo nel migliore dei modi possibili. tanley Donen (Columbia, 1924), insignito nel'98 dall'Academy di un Oscar alla carriera, rientra nel novero dei grandi registi dimenticati, tutt'al più ricordato come “regista di genere”, riferendosi essenzialmente ai suoi musical e sorvolando su quella poliedricità che gli ha permesso, spesso attraverso intuizioni geniali, di lasciarci altre opere impeccabili nella loro raffinata costruzione, curiosamente simili nel loro andamento generale ad una felice partitura musicale. L'esordio avviene nel '49, Un giorno a New York, trovando conferma del suo talento con Cantando sotto la pioggia, '52, e Sette spose per sette fratelli, tramite i quali il musical “diviene opera, inteso non come puro veicolo di spettacolo, ma come sistema autonomo, struttura cinematografica che affida la sua impronta autoriale non alle componenti esteriori della sua costruzione, ma ad un rapporto stretto e problematico fra livello narrativo e livello caratterizzante” (Franco la Polla, Sogno e realtà americana nel cinema di Hollywood, 2004, Ed. Il Castoro). Tale indubbio merito non deve però far dimenticare commedie insolite quali Indiscreto, '58, L'erba del vicino è sempre più verde e Due per la strada, analizzata in quest'articolo, un titolo spesso trascurato nella filmografia di Audrey Hepburn, a tutt'oggi un piccolo, raffinato, gioiello di regia, pur tra qualche virtuosismo e compiacimento, sceneggiatura (Frederic Raphael) dai dialoghi brillanti, e recitazione, in qualche modo archetipo di molte commedie romantiche moderne. Mark (Albert Finney) e Joanna Wallace (Hepburn), coppia benestante inglese, attraversano in auto il Sud della Francia, gli stessi luoghi dove 12 anni prima si erano conosciuti ed innamorati; il loro rapporto è in crisi, lui, affermato architetto, è sin troppo preso dal suo lavoro, ha avuto qualche fugace avventura, e sembra ormai indifferente ad un tentativo di riconciliazione, lei nonostante i litigi, le frasi cattive, avverte ancora un forte legame con il marito e una momentanea sbandata con un altro uomo non ha fatto altro che rafforzarlo. Il rivedere a distanza di anni i posti dove si erano amati, ripensando alla giovanile spensieratezza e felicità, farà sì che Joanna e Mark riescano a ritrovare quel minimo di affinità caratteriale sul quale si basava e si basa ancora il loro amore,sfidando il tempo nella difficoltà di mantenerlo vivo dopo tanti anni. Miscelando commedia, dramma e romanticismo e stemperando umorismo e passione, ogni elemento elegantemente e perfettamente integrato, mai dominante l'uno a scapito dell'altro, con Two for the road Donen riesce ad offrire allo stesso tempo sia un'elegiaca sensazione del tempo che passa, dando in fondo un senso al matrimonio, tra disillusione e speranza, sapide battute ed una compiuta caratterizzazione, anche psicologica, dei protagonisti (perfetti sia Finney che la sempre affascinante Hepburn), sia una costruzione della storia ardita per il periodo, sviluppata su più linee parallele, spezzando la logica consecuzione temporale, plasmandola alle esigenze narrative, alternando senza alcuna soluzione di continuità passato e presente, metaforizzandone la rilevanza dei vari eventi sulle persone; da ricordare infine il tema musicale di Henry Mancini, insieme alla calda e luminosa fotografia di Christopher Challis. CURIOSITÀ N CINEMA & MUSICA ARRIVA IL DVD 48 ORE USA E GETTA asce il Dvd 48 ore, il nuovo supporto homevideo usa e getta distribuito da 01 Distribution. Il disco usa e getta si utilizza a tempo limitato: il contenuto si puo' visionare innumerevoli volte nelle 48 ore successive all'inserimento del disco nel lettore. La custodia del dvd puo' essere eliminata in qualsiasi momento, dopo ore, giorni o anni dall'acquisto, ma il contenuto del disco si cancella automaticamente solo a partire dalla 48ma ora dopo l'inserimento del Dvd nel lettore. Andiamo al Cinema MULTISALA LUMIERE Reggio Calabria, info: 0965/ 51036 SALA DE CURTIS Venerdì 18 febbraio presso il “Palazzo della Cultura” di Locri , alle ore 18,30 verrà messo in scena “Aspettando ancora Garibaldi”, uno spettacolo, per raccontare ciò che i libri di scuola non dicono, allestito e diretto da Gregorio Calabretta, autore e regista calabrese. I fantastici viaggi di Gulliver 3D / 16:15 Sanctum 3D / 18:00-20:00-22:15 SALA SORDI Qualunquemente / 16:00-18:10-20.20- 22:30 SALA DE SICA Gianni e le donne / 16:30- 18:45-21:00- 23:00 Un viaggio in Calabria dall’Unità d’Italia ad oggi storiografi. Un’invasione delle regioni meridionali senza dichiarazione di guerra, con migliaia di sventurati uccisi e mutilati per salvare l'apparenza della dignità militare. La più grave ferita- come affermato dallo storico Luzzato- del Risorgimento . Non libertà, quindi, ma sottomissione del meridione, la cui originaria denominazione era Italia, al nord! “La sconfitta più grande per noi meridionali causata dall’Unità, afferma Gregorio Calabretta, è stata la perdita della nostra identità culturale, il senso di appartenenza che rende gli uomini orgogliosi della propria terra. Vi sono due modi per cancellare l’identità di un popolo: il primo è di distruggere la sua memoria storica, il secondo è di sradicarlo dalla propria terra. Noi meridionali li abbiamo subiti entrambi”, ma conclude: "Sono molto contento di rappresentare il mio spettacolo nel “Palazzo della Cultura”. Ringrazio a riguardo tutta l'Amministrazione Comunale, il Sindaco Macrì, e l'Assessore alla Cultura, Prof. Commisso che molto si è prodigato facendo il possibile per portare il mio spettacolo nella sua bella cittadina. Ringrazio inoltre i dirigenti scolastici di Locri, i docenti e gli studenti che venerdì mattina verranno ad immergersi in questo viaggio lungo 150 anni di unità d'Italia ed a fine spettacolo sarò lieto di incontrarli e rispondere alle loro domande sul mio spettacolo". E, altrettanto soddisfatto l'assessore Commisso, dichiara : “ La verità storica deve unire, non dividere”. Una rappresentazione come mezzo dunque, non solo per far conoscere la realtà storica del Regno delle due Sicilie, né per un'eventuale secessione, ma come stimolo affinchè tutti noi meridionali possiamo essere fieri di esserlo e sentirci italiani! Marilene Bonavita Un lungo percorso attraverso la vera storia, con reali documentazioni e letture, tra le quali quelle dello storico Zitara. Il racconto della storia di tre generazioni di una famiglia calabrese, minuzioso e ricco di pathos, che arriva dritto nel cuore degli spettatori. Un viaggio in Calabria dall'Unità d'Italia ad oggi, dall’arrivo dei garibaldini nel 1860 all’eccidio dei braccianti di Torre Melissa che reclamavano le terre. Un dialogo che fa percepire come vedono i meridionali i 150 anni dell’Unità D’Italia. “ Tutto il nostro benessere lo dobbiamo a chi decise di annetterci. Si,perché dopo il passaggio di Peppino Garibaldi, le cose per noi cambiarono improvvisamente” Queste le prime battute di un monologo con il quale si inizia a raccontare la storia di Ciccio Barbaro, della sua vita a Pandora, della storia parallela di Vittorio Emanuele e dei milioni di debiti dei Savoia. Ma chi era veramente quest'uomo descritto dalla storia come l'Eroe dei due mondi? George Sand lo descriveva come un uomo buono e risoluto, ma fatto per comandare; un uomo che non poteva che governare uomini liberi. Ma ciò che più infiammava i cuori del popolo era il pensiero di questo giovane generale in camicia rossa e mantello grigio-azzurro che aveva combattuto per la libertà umana. Era nato in una terra dove il senso nazionale era esasperato: a Nizza, nel 1807. A quell'epoca Nizza apparteneva ai francesi. Gregorio Calabretta E dunque questo nostro amato italiano altro non era che un francese. Divenne poi un “fratello” a Marsiglia grazie a Mazzini, e grazie a Mazzini iniziò la sua “lotta contro i barbari, dichiarandosi giudice , interprete dei diritti del popolo nel volere una repubblica democratica unitaria. Quella che fu poi la leggenda dei Mille,era solo un intreccio di vari interessi economici e retroscene politiche mai messe in luce dagli Epizephiry Film Lab dà il via al casting per In una sera di sole CINEMA NUOVA PERGOLA Reggio Calabria, info: 0965/ 21515 Burlesque / 16:00-18:10-20:20-22:30 CINEMA ODEON Reggio Calabria, info: 0965/ 898168 Femmine contro maschi / 16:00- 18:00-20:0022:00 CINEMA AURORA Reggio Calabria, info: 0965/ 45373 Immaturi / 16:00-18:10-20:20-22:30 CINEMA GARIBALDI Polistena, info: 0966/ 932622 Qualunquemente / 15:30-17:30-19:45-22:00 CINEMA POLITEAMA Gioia Tauro, info: 0966/ 51498 Qualunquemente / 18:00-21:15 CINEMA MODERNO Vibo Valentia, info: 0963/ 41173 Che bella giornata / 16:00-17:50-19:40-21:30 Immaturi / 17:45-19:30-21:45 Le avventure di Sammy / 16:00 Qualunquemente / 16:00-17:50-19:40-21:30 CINEMA NUOVO Siderno, info: 0964/ 342776 Immaturi/ 16:00-18:00-20:00 Vallanzasca -Gli angeli del male / 22:00 CINEMA GOLDEN Roccella J. info: 0964/ 85409 - 333/7672151 Sarà prodotto da Azulejos International e da Epizephiry Film Lab (laboratorio audiovisivo di Epizephiry International Film Festival) il cortometraggio In una sera di sole scritto e diretto dal regista Giuseppe Pizzo (vincitore di EIFF 2010). Il film sarà interamente girato in Calabria (nella Locride) probabilmente nel mese di Marzo o Aprile. Una storia che farà riflettere e discutere... LA RECENSIONE La direzione della fotografia sarà di Francisco Gaete Vega ed il montaggio sarà affidato a Alessandro Marinelli. Nel cast, ancora in fase di completamento (previsti anche Vincenzo Merolla, Antonio Rampino e Rosa Chiara Scaglione) Remo Remotti nella parte principale, attore che ha lavorato, tra gli altri, con Francis Ford Coppola, Marco Bellocchio, Nanni Moretti, Ettore Scola, i fratelli Taviani, Werner Masten, Peter Ustinov, Nanni Loy, Maurizio Nichetti, Carlo Mazzacurati, Antonello Salis e Carlo Verdone. Nell'ambito del casting per attori e comparse, si selezioneranno: -Bambino 8-10 anni; Bambina 8-10 anni;-attrice 30-35 anni;attore 50-55 anni ;-attrice 50-60 anni. Per proporsi, inviare foto o richiedere info: [email protected] Tel. 339 4837149 di Antonio Falcone Immaturi M SALA MASTROIANNI Il discorso del re / 16:30-18:45- 22:30 olti nel corso della propria vita avranno sognato, almeno una volta, di dover rifare l'esame di maturità: la commissione composta da persone sconosciute, la sensazione di sentirsi la testa come una lavagna bagnata, le mani sudate, la “salivazione leggermente azzerata”; quanti poi tra coloro che hanno un'età intorno ai 40 anni, o poco più, sono stati tentati nel dare una connotazione elegiaca ai “mitici anni '80”, che poi di “mitico” hanno avuto la semplice circostanza di essere stati il teatro della nostra gioventù? In tale ottica si muove Paolo Genovese con Immaturi, del quale è autore di regia, soggetto e sceneggiatura; la direzione morbida e sobria, non invasiva né volta a particolari slanci, l'ambientazione curata e le buone prove recitative, offrono una “bella confezione”, con qualche limite nell'ambito strettamente contenutistico, preferendo puntare non su un'analisi sociologica, o su un umorismo caustico e graffiante, nella tradizione della nostra commedia, ma su un'ironia leggera e garbata e sull'effetto nostalgia, volto quest'ultimo a far sì che un certo tipo di pubblico possa sentirsi coinvolto ed immedesimarsi, sino ad una sorta di catarsi auto assolutoria. La voce narrante di Giorgio (Raoul Bova), psichiatra che convive felicemente con Marta (Luisa Ranieri), ci introduce nella vicenda, di come, a 20 anni di distanza dall'esame di maturità, lui e gli alunni di un liceo romano ricevano una lettera dal Ministero della Pubblica Istruzione: causa la falsa laurea di un membro della commissione, dovranno risostenere l'esame; si ricostituisce così il gruppo di studio dell'epoca, il citato Giorgio, Lorenzo (Ricky Memphis), agente immobiliare che ancora vive con mamma (Giovanna Ralli) e papà (Maurizio Mattioli), Luisa (Barbora Bobulova), manager separata con bimba, Francesca (Ambra Angioini), chef con un problema di sesso dipendenza, Piero (Luca Bizzarri) dj incapace di gestire seriamente una relazione e Virgilio (Paolo Kessisoglu), la pecora nera. Sarà l'occasione per riscoprire il senso di molte cose, dalla consapevolezza di sé sino all'amicizia come valore essenziale per continuare ad andare avanti, crescendo nella ricerca di una personale felicità. Se l'idea di base non è certo una novità, anche nell'ambito cinematografico, lo è il modo di esporla:facendo leva sulla spontanea simpatia degli interpreti (particolarmente riuscito il siparietto Menphis - Mattioli- Ralli, quasi un film nel film), Genovese punta più sulla citata mitizzazione del tempo che fu, senza approfondire il gap generazionale o affrontare problematiche attuali, quali quelle lavorative, che spesso vanno di pari passo con i disagi esistenziali di molti 40enni, “generazione di mezzo” che sembra aver avuto tutto dalla vita, affrontando le difficoltà tra disillusione e malcelato cinismo; pur nella generale tendenza ad assecondare un intrattenimento leggero e non volgare, occorrerebbe dare a tali realizzazioni una caratterizzazione, estetica in primo luogo, ben precisa, perché si possa parlare definitivamente di “nuovo cinema italiano”, opere autoriali a parte, altrimenti “tutto scorre” e non si strapperà altro che un “carino” a mezza bocca. Rapunzel-L’intreccio della torre / 16:30-18:00 Vallanzasca -Gli angeli del male / 22:00 CINEMA VITTORIA Locri, info: 339/7153696 L’orso Yoghi 3D / 16:00-18:00 Sanctum 3D / 20:00-22:00 Box office Brizzi torna alla guerra dei sessi (con Medusa) e vince la sfida al box office. Debutta sul gradino più alto del podio la seconda parte del dittico di "gender": con 3.846.589 di euro e la più alta media per sala (6.146 euro) Femmine contro maschi scalza dalla vetta Qualunquemente (terzo con 1.554.489 euro) e precede l'altra commedia targata Medusa Immaturi, seconda con 1.816.379 euro. In quarta posizione troviamo il 3D de I fantastici viaggi di Gulliver (1.030.675 euro), mentre si tiene stretta la quinta Il discorso del re (928.999 euro). Perdono terreno (sesto con 739.309 euro), Che bella giornata (settimo con 666.652 euro, e un totale che raggiunge i 42.778.913 euro), Vallanzasca - Gli angeli del male (ottavo con 253.670 euro) e Animals United (nono con 204.833 euro). Chiude la top ten Another Year (177.877 euro al suo primo weekend di programmazione). Fuori dai primi dieci invece Biutiful di Alejandro González Iñárritu (tredicesimo con 98.946 euro). Varie REGGIO CALABRIA Ambrogio e l’impero tra autorevolezza e autorità Giovedì 17 febbraio, alle ore 17:00, presso la Chiesa di S. Maria della Candelora di Reggio Calabria, l'Associazione Culturale Anassilaos congiuntamente con il Centrum Latinitatis Europae e l'Associazione Italiana Cultura Classica organizza l'incontro sul tema Ambrogio e l'Impero tra autorevolezza e autorità, conversazione di Ugo Martino, Responsabile del Centrum Latinitatis Europae e dell'Associazione Italiana di Cultura Classica. Introduce Stefano Iorfida, Presidente Associazione Anassilaos. REGGIO CALABRIA Arthur Rimbaud, il veggente della post modernità Lunedì 14 gennaio, alle ore 17:00, presso la Biblioteca Comunale Pietro De Nava di Reggio Calabria il Centro Internazionale Scrittori della Calabria organizza la conferenza Ciclo di Letteratura Mondiale: Francia Arthur Rimbaud, il veggente della post modernità. Relatore: Gianluca Romeo - Filosofo. REGGIO CALABRIA I percorsi dell’Amore: normalità e patologia Il circolo culturale Rhegium Julii organizza per giorno lunedì 14 febbraio, alle ore 17:00, in Piazza Ortona, il convegno I percorsi dell'Amore: normalità e patologia. Amore dipendente, amore ossessivo, amore distruttivo, amore tossico, amore masochista amore sadico, amore sano, amore maturo: incontro con l'autore Pasquale Romeo, psichiatra, psicoterapeuta, scrittore e autore di:- Soli soli soli, ed. Bietti Media, 2008- Amore e Caos, ed. Rubettino, 2008- Tradire, ed. Bastogi, 2008- Senza Legami, ed. Armando, 2009- Maschio Addio, ed. Armando 2010. AI CONFINI DEL SUD Massimo Cusato, direttore artistico della rassegna interrotta nel 2008, ha deciso con l'entusiasmo indomito che lo distingue di superare altri limiti e di ripartire. Ha coinvolto delle persone amiche, dalle professionalità evidentemente fidate, quali i responsabili del Cine Vittoria, della FM eventi e dello studio ARKè e, come per miracolo, la cosa è ripartita. Un investimento personale dei singoli, questo sia ben chiaro, con tutti i rischi connessi, a favore della comunità Tu ed io - io e tu CITTANOVA Il difficile debutto del nuovo regno. Il brigantaggio e la nascita della Questione Meridionale Nell' ambito del programma di incontri e di seminari di studio 150 anni di Storia Unitaria-Il contributo della Calabria e di Cittanova al processo di unificazione nazionale (1861-2011), sabato 26 febbraio, alle ore 10:00, presso l' Auditorium Centro Studi di Cittanova avrà luogo il dibattito Il difficile debutto del nuovo Regno: il Brigantaggio e la nascita della Questione Meridionale, a cura del Liceo Classico Statale “V. Gerace”. Moderatore Teresa Crupi, relazioni a cura di Fabio Cupola, Domenico Distilo, Francesco Tassone. REGGIO CALABRIA Lo spettacolo di Rocco Barbaro A un anno di distanza dallo spettacolo Me ne fotto, Rocco Barbaro torna nella sua Reggio, presentato dall'Associazione Culturale Incontriamoci Sempre, sabato 5 Marzo alle ore 21.00 all'Auditorium Don Orione, con Che fine hai fatto Pete Best? una riflessione sulla sfigaggine, sulla sorte che a volte, perfidamente, si prende gioco di chi è già perdente. 38 Locri, continua il percorso con musica e arte DOC REGGIO CALABRIA Oggi pomeriggio, alle ore 18:00, presso la Sala D'Arte Le Muse di Reggio Calabria avrà luogo la conferenza Tu ed io - io e tu, conversazione con Giuseppe Cartella - neuropsichiatra, Giovanna Cusmano - presidente della Commissione Regionale delle Pari Opportunità, Rosalba Pristeri - docente Storia e Filosofia, Valeria Nava - mediatore familiare. A partire da oggi sino al 26, dalle ore 18:00 alle ore 20:00, sarà inoltre aperta al pubblico la mostra Lingerie di ieri e di oggi, un secolo di biancheria intima, Collezione Pietrogrande Manganella. la Riviera DOMENICA 13 FEBBRAIO 2011 opera di Luciano Pezzano Ci sono situazioni strettamente legate ad un'idea di confine, perché nascono, si evolvono fuori dalle regole comuni, quasi fuori dalla realtà in cui, come per caso, si esprimono. Sono ai margini non perché siano marginali ma perché stanno già oltre, abbracciando un campo visivo che il limite rende possibile. Una di queste situazioni è stato il festival “Ai confini del sud”. E' stato ed è ancora. Certe situazioni limite hanno anche questa caratteristica: stanno fuori dalla realtà non perché non la comprendano ma perché vogliono superarla e migliorarla; un ragionamento, quello di chi le agisce, fatto con il cuore e coi sentimenti e non con certi parametri utilitaristici d'uso corrente. Ecco così che Massimo Cusato, direttore artistico della rassegna interrotta nel 2008, ha deciso con l'entusiasmo indomito che lo distingue di superare altri limiti e di ripartire. Ha coinvolto delle persone amiche, dalle professionalità evidentemente fidate, quali i responsabili del Cine Vittoria, della FM eventi e dello studio ARKè e, come per miracolo, la cosa è ripartita. Un investimento personale dei singoli, questo sia ben chiaro, con tutti i rischi connessi, a favore della comunità. La formula per ricominciare è nuova e si svilupperà, a cadenza mensile, nel corso di stagioni diverse da quella estiva. L'idea è quella di abbinare alla musica l'arte e, come annunciato nelle comunicazioni che sono state fatte, dal prossimo appuntamento avremo un concerto e una mostra d'arte di cui avrò io stessa la cura. Vi aspettiamo al palazzo della cultura, a Locri, che si appresta a diventare - e in questi giorni con le varie iniziative in programma, è piuttosto evidente - una “casa culturale” della Locride. Luogo di culture, direi, perché il concetto di cultura contemporanea è inevitabilmente complesso, stratificato, aperto a varie interpretazioni, a vari livelli di espressione e conoscenza, di fruizione e condivisione. Vorrei chiarire questo concetto, tanto per intenderci sul significato del percorso aperto, almeno per quanto mi concerne, nella organizzazione e curatela della sezione riguardante le arti visive. E' evidente in questa fase storica, ed in particolare nel quadro socio-politico del nostro paese, che la cultura è soggetta a un processo di de-politicizzazione; l'attenzione si è spostata dal processo di produzione a quello del consumo. Di conseguenza, la produzione di cultura e la sua distribuzione subiscono un forte livello di incertezza col paradosso dell'eccedenza dei cosiddetti e/o presunti creatori culturali, il che non assicura la qualità dell'offerta. Assistiamo ad una sorta di involuzione della produzione su un versante che predilige l'azione tout court alla ricerca e alla elaborazione, scambiando “l'azione” culturale col passatempo, e col sempre maggiore impoverimento di quanto rappresenta la migliore società civile e le libere aspirazioni individuali. La cultura, in quanto prodotto, influenza fornendo parametri di riferimento, elaborando un insieme di competenze, abitudini e stili con cui gli attori sociali a loro volta costruiscono sistemi di comporta- Addio a Giovanni Bollea, padre della moderna neuropsichiatria infantile Giovanni Bollea (foto), il padre della moderna neuropsichiatria infantile, è morto domenica 6 febbraio al Policlinico Gemelli di Roma, dove era da tempo ricoverato. Nato a Cigliano il 5 dicembre 1913, Bollea una volta laureatosi in medicina, nel 1938 si specializza in malattie mentali. Nel dopoguerra frequenta un corso di specializzazione a Losanna di psichiatria infantile che lo porta negli anni cinquanta a rivoluzionare la neuropsichiatria infantile italiana, introducendo per la prima volta la psicoanalisi, la psicoterapia di gruppo e il lavoro d'équipe nella storica clinica universitaria di Roma, dove sulla porta di entrata si legge ancora il suo nome. Bollea fu fondatore e direttore dell'Istituto di neuropsichiatria infantile di via dei Sabelli a Roma e primo presidente della Società italiana di neuropsichiatria infantile, nonché promotore di innumerevoli iniziative a favore dell'infanzia. Nel 2003 ricevette la laurea honoris causa in Scienze dell'educazione dell'Università di Urbino e nel 2004 gli fu conferito il premio alla carriera al Congresso mondiale di psichiatria e psicologia infantile di Berlino. Fu membro del Comitato d'Onore del Premio UNICEF - dalla parte dei bambini sin dalla sua istituzione nel 1999. Oltre al compendio di neuropsichiatria infantile ed a più di 250 lavori, ha pubblicato il bestseller “Le madri non sbagliano mai” (Feltrinelli). costruiscono sistemi di comportamento. Il principale modello culturale non può restare quindi quello televisivo o quello indotto dai media del sistema. C'è assoluta necessità di differenziare i modelli culturali, di elaborarli e di estendere la produzione culturale sulla base di una consapevolezza critica e partecipativa di tutti. E' pertanto importante che si creino le possibilità di fare e fruire cultura e che siano gli addetti culturali a condurre, ciascuno con le sue reali e accertate competenze, programmi che si prefiggano il benessere e la partecipazione attiva dei cittadini piuttosto che la crescita di alcuni conti bancari. E' fondamentale l'integrazione tra settore creativo, produzione e distribuzione. La cultura, quindi, deve essere un insieme di elementi simbolici il cui contenuto e altresì la forma siano espressione del contesto sociale, ma in una misura capace anche di superarne i limiti. Il contesto di ricezione dei prodotti culturali è importante così come la condivisione di forme di interazione che porta allo sviluppo di culture complesse. Che nella nostra cittadina ci sia una casa della cultura è un fatto di rilievo positivo: mi piacerebbe che diventasse una vera casa delle culture; un luogo di elaborazione indipendente da qualsiasi legaccio, con una semplice magnifica parola d'ordine: qualità. Che poi è ciò che con questo progetto, rischiando sulle nostre forze, stiamo ricercando, insieme con chi vorrà condividerci. Tutto è possibile, quindi, grazie ai promotori che ho nominato e alla disponibilità dell'amministrazione locrese, che, nello specifico, ha permesso l'utilizzo gratuito dell'auditorium; grazie a radio Studio 54, alla Riviera e agli sponsor. Una manifestazione ai confini non poteva trovare un modo migliore per iniziare. Abbiamo aperto coi Live Tropical Fish e Sandra St Victors e ora, il 27 febbraio, sarà la volta di Paola Turci, una cantante tanto brava quanto affermata a livello internazionale. Contestualmente al concerto, sarà la mostra “Fiume di pietra” con le opere di Luciano Pezzano, uno scultore che mi vanto di aver incoraggiato, sconosciuto (ancora) quanto capace rappresentante di una discreta schiera di persone che nella Locride, quasi in silenzio, cercano con la forza creativa di superare i confini. Marò D’Agostino Reggio Calabria Seminario del Ciofs F.P. Si è svolto nei giorni scorsi, presso la sede reggina dell' ente di formazione professionale Ciofs F.P. Calabria, un Seminario conclusivo di diffusione dei risultati del progetto “Cuoco”, finanziato dalla Regione Calabria e finalizzato all' assolvimento del diritto-dovere d' istruzione. L' incontro, cui hanno partecipato Angela Elicio, Responsabile Gestione Servizi del Ciofs F.P. nazionale, e Tilde Minasi, assessore alle Politiche Sociali del Comune di Reggio, moderate da Eva Giumbo, ha illustrato gli esiti del progetto di formazione professionale, tramite cui ben 12 ragazzi, seguiti dal Centro reggino diretto da Raffaella Di Tella, Il Palazzo della Cultura di Locri si appresta a diventare, e in questi giorni con le iniziative in programma è piuttosto evidente, una “casa culturale” della Locride LIVE TROPICAL FISH AND SANDRA MC VICTOR (24 GENNAIO 2011 ) PALAZZO DELLA CULTURA LOCRI PAOLA TURCI (Roma,12 settembre 1964) cantautrice italiana conseguiranno a breve la qualifica professionale di “cuoco”. Angela Elicio in particolare ha presentato i nuovi scenari nazionali della riforma del sistema educativo italiano, che riconosce la possibilità da parte dei giovani e delle loro famiglie di iscriversi, subito dopo la scuola secondaria di primo grado, ai percorsi di Istruzione e Formazione Professionale di competenza delle Regioni svolti da Istituzioni formative accreditate, allineando in tal modo il nostro Paese alla realtà europea. Ma - è quanto viene evidenziato durante l' incontro - è necessario che vi sia al più presto l' adeguamento del nuovo quadro normativo in tutte le Regioni e Province autonome, al fine di garantire a tutti i giovani italiani gli stessi diritti e le medesime opportunità. All' evento hanno preso parte, tra gli altri, Dirigenti scolastici, Responsabili della Comunità Ministeriale di Prima Accoglienza, Dirigenti e funzionari regionali e provinciali, rappresentanti del volontariato, nonché i docenti e tutti i familiari dei partecipanti.Un primo significativo traguardo professionale raggiunto attraverso anni di studio ma anche tanta pratica, presso rinomate strutture alberghiere che li hanno ospitati, facendo acquisire ai ragazzi concrete competenze ed esperienza. Ai quali, che per l' occasione hanno sostenuto un' ulteriore “prova” preparando e offrendo un buffet ai presenti, resta da augurare “in bocca al lupo”, con l' auspicio possano inserirsi e crescere nel mondo del lavoro scelto. Roccella, nuove guide archeologiche crescono Volge al termine il corso di studi organizzato dal Centro di Formazione Professionale di Roccella Jonica, che consentirà a 13 studenti di ottenere la qualifica di “guida archeologica”. Quattro mesi or sono, il 20 settembre 2010, ha preso il via il percorso di formazione che ha visto partecipi giovani provenienti da svariati centri della locride, come Monasterace, Locri, Siderno, Ardore e alcuni, addirittura, con non pochi sacrifici, da Reggio Calabria. Sotto l'attenta supervisione della “sempre presente” Direttrice Michela Caroleo, sono stati impartiti insegnamenti trasversali particolarmente qualificanti, quali Storia dell'Arte, Epigrafia, Storia della Calabria, Geografia turistica, Cultura d'impresa, Sicurezza sul lavoro, Legislazione turistica, Ecologia del paesaggio, Inglese ed Informatica. E' stato possibile, inoltre, grazie ai finanziamenti della Provincia, approfondire direttamente “sul campo” alcuni dei principali siti archeologici della provincia di Reggio Calabria rivivendo la storia antica di Hipponion (Vibo Valentia), Locri Epizephiri, Gerace, Kaulon (Monasterace marina), Stilo. Il turismo dovrebbe essere, per una regione come la Calabria, un fattore importante su cui puntare. Chi intraprende, con professionalità, passione e consapevo- lezza, il lavoro di guida archeologica nella nostra terra, si deve prefiggere soprattutto lo scopo di contribuire alla riscoperta e valorizzazione della civiltà Magno-Graeca, che con il suo inestimabile patrimonio storico-culturale, artistico e monumentale, insieme alle risorse produttive e paesaggistiche, può ancora far sperare le nuove generazioni in uno sviluppo ecosostenibile ed ecocompatibile degno del nostro glorioso passato. Giancarlo Bova la Riviera DOMENICA 13 FEBBRAIO 2011 40 il personaggio B la Riviera DOMENICA 13 FEBBRAIO 2011 41 ITALO GUALTIERI PASQUINO CRUPI ovalino. Fuori il vento, che mai crolla, di Bovalino accarezza la superficie del mare come per indurlo ad abbassare la cresta. Ma il fosco amante, anche se appena occhieggiato dalle stelle lontane, per una sua istintiva riservatezza, che ormai sembra rifugiarsi esclusivamente dove la vita germoglia nei fondali, respinge la carezza. E continua il trionfo delle sue onde che innalzano gobbe come i cammelli. Fa freddo, là fuori. Dentro il Chirincito, allietato dalle fiamme che già fecero alzare la fantasia del Verga di Nedda, regna il tepore, guastato dalla voce del sindaco di Torino, Chiamparino, che dal salotto di Fazio ci indottrina , lui ,l’uomo produttivo del Nord, noi, le bocche senza testa del Sud, che il federalismo finalmente eliminerà le scuciture tra Alta e Bassa Italia. Meno male che la voce molesta, di tanto in tanto prima, più frequentemente dopo, viene sommersa dal rumore gioioso dei bicchieri, che si urtano nei brindisi. La notte avanza verso la mezzanotte, che gli asceti ed eremitici indicavano come l’ora del diavolo . Poiché proprio a quella cruciale ora le ossa sono stanche, il cervello è sonnacchioso, i sensi sono indeboliti per il sonno sopravveniente, e il diavolo ne approfitta per rapirci l’anima. Ma Nicola La Barbera, narratore di grande slancio; Sebastiano Primerano, imprenditore gagliardo e giovane politico nitrente; Giuseppe Marzano, docente alla scuola media d’Ardore e , nel tempo libero, consulente d’una banca locale che gli consente- sussuura- di guadagnare i soldi per la benzina; Mimmo Agostini, che lavora da anni con sapienza all’abbattimento dell’analfabetismo di ritorno, e ultimo io tra cotanto senno: orbene, noi, noi non corriamo pericolo. Noi siamo lucciole che splendono solo di notte. Di notte non abbiamo sonno. La nostra vigilanza rivoluzionaria è a prova di bomba. Solo l’alba feconda il sonno sulle nostre palpebre aperte. Laggiù, in fondo al paese, in una casa diruta, simbolo della diruta classe dominante, giace Italo Gualtieri , avendo come unica coperta l’ abito vecchio, che indossa, e che è tenuto miracolosamente intero dall’opera indefessa dell’ago . Il resto, contro il freddo, lo fa un pastrano. Non dorme. Spia dalla finestra senza vetri, dalla porta sgangherata, il primo albeggiare per saltare sulla via, che è meno fredda del suo antro. E già alle quattro del mattino potrete vedere alla stazione ferroviaria questo vecchio rovistare tra i pacchi dei giornali, appena usciti, ed estrarre la <Gazzetta del Sud>>. Tale la sua esistenza raccontatami, lì, alla fiamma del caminetto, da Mimmo Agostini e da Sebastiano Primerano . E la curiosità mi prese. E lui venne a me, nel cuore della notte, accompagnato, dai due amici, smuovendosi dal letto al sentire il mio nome, che a lui fu dolce di ricordi. Lui era stato comunista come me . Aveva combattuto insieme ad altri comunisti e insieme ai compagni socialisti per rendere democratico il comune di Bovalino, che sembrava e sembra beato di dondolare sull’altalena del vecchio, che non muore, e che da elezione ad elezione rinnova il suo volto con una passata di vernice. E dalla bocca sdentata di quest’uomo, caduto nella lotta per la vita – era di sabato e nessuno gli porse una mano- scorrevano memorie. C’erano una volta i comunisti. Gianni Ruffo, di famiglia eletta, ma comunista . “Comunista aristocratico”, mi disse Italo con la sua intelligenza febbricitante. Pasqualino Primerano, che ha lasciato un gioiello di letteratura pedagogica con il suo libro, Senoli. “Lui non era comunista aristocratico”, disse il vecchio. Il quale man mano che parlava assumeva il profilo solenne del Vegliardo, che somministra, come i grani del rosario, i suoi ricordi, infiammati di sogno, per dire che c’ è ancora qualcosa da fare. Chi è costui? E l'anima risponde: Un uomo L A T O PA I A Io l’avevo spento nella mia memoria . Lui, no. E mi ricordava alla testa dei lavoratori. Mi ricordava, lì, sulla piazza di Bovalino, prima quasi deserta, poi via via fattasi fitta, affollata, tra rosse bandiere, ritto sul podio, parlare d’una società di liberi e d’uguali, senza sfruttati e senza sfruttatori. E senza peli sulla lingua, quando uscendo dall’avvenire lontano, martellavo impietosaente la piccola borghesia locale, che aveva come sua unica ambizione quella di diventare borghesia così come il sacrestano s’aspettava un giorno o l’altro di diventar prete. Ma fu un punto quello che mi commosse : quando mi rivelò che lui e altri compagni di Bovalino mi seguivano e mi applaudivano da comizio a comizio lungo e dentro i paesi della Locride dove le donne di lavoro e di dolore, i bambini senza giochi, i braccianti senza terra aspettavano da noi comunisti il razzo del pensiero, che illuminava i tuguri, la parola, che, tagliente come un rasoio, sfregiava il volto dei grandi proprietari, ne rivelava il marcio della loro ipocrita morale, e assumeva i proletari e i figli del bisogno e della notte a protagonisti dell’umanità nuova. Che non sarebbe arrivata. Questo forse lo intuivano anche loro. Ma che importava ? Ma per un’ora , per un’ora sola, in quell’ora che con i nostri discorsi popolavamo la deserta terra di speranze, il popolo degli stracci dimenticava tutto. Sparivano la miseria, l’oppressione sociale, il pane che mancava e i figli che non potevano andare a scuola. _______________________________________ Per un’ora , per un’ora sola, in quell’ora che con i nostri discorsi popolavamo la deserta terra di speranze, il popolo degli stracci dimenticava tutto. Sparivano la miseria, l’oppressione sociale, il pane che mancava e i figli che non potevano andare a scuola _______________________________________ Il vecchio ricorda . Ricorda quest’uomo di fede, che vive come un barbone, e che, come i barboni, i quali non hanno nulla da vendere e nulla da comprare, custodisce nella sua mente i valori che fanno umana la società. A scuola ci era andato. E sa tradurre ancora senza vocabolario il greco e il latino. Ed ha una ferma consapevolezza degli spiriti magni della letteratura italiana. Cita Marx, Lenin, Stalin, Togliatti. Stalin gli piaceva di meno, ma era sempre un compagno. Da qui in poi cala la saracinesca. Attende –ci dice- la fidanzata che sta in Sicilia, e solo ostacolo all’amore suo è mammisa, la madre di lei. Una fantasia. Per non perderla- ormai siamo all’alba- scappa da noi per rifugiarsi nel crepato letto. Per dormire e sognare. Il sonno non viene, il sogno si apre sulle sue ferite e le profuma. Io ho incontrato un uomo. Un’anima. E voglio dirlo ai nostri lettori parafrasando le parole di Nicola Misasi, il capostipite del romanzo calabrese. O voi che mi leggete, che leggete questa narrazione, so bene che un incredulo sorriso vi sfiora le labbra. Quale vantaggio ne trarrai , sento ronzarmi in giro? Nessuno, e con questo? _______________________________________ Oggi non si crede più al disinteresse, all’abnegazione, alla virtù, alla costanza, alla saldezza degli affetti, come vi crede il derelitto Italo Gualtieri. _______________________________________ So bene , caro Sindaco di Bovalino, che oggi non si crede più al disinteresse, all’abnegazione, alla virtù, alla costanza, alla saldezza degli affetti, come vi crede il derelitto Italo Gualtieri So bene che non si riesce a comprendere come nel cuore di uno, che vive come un barbone, possa racchiudersi tanta virtù di sacrifizio, tanta religione di ricordo. Infatti, non lo comprendete neppure voi, che pure foste educati nelle scuole più di grido, e sapete di storia, di geografia, e avete un buon corredo di frasi per parlare, per scrivere , anche per dire che il bianco è nero e che il nero è bianco, e che l’Onnipossente non sta nei cieli, ma nel cielo d’Arcore. _______________________________________ Un uomo vero costruisce la propria vita con le sue mani. Come mai faranno gli omuncoli, anche con la fascia tricolore, che, per mantenersi in sella, strisciano la lingua, come i serpenti, s’accovacciano, come cani dal pelo lucido, sul portone dei capi politici, stanno in ginocchio, come i filistei sul sepolcro imbiancato di Cristo. _______________________________________ Eppure nel paesello di Bovalino la semplice storia va per le bocche di tutti, e saremo umani, civili, cristiani se ognuno di noi comincerà ad additare in Italo Gualtieri una bella e soave figura di uomo , che ogni mattina, ben presto, parte da casa per le vie del paese e torna la sera al tramonto solo soletto, sdegnando di stendere la mano. Senza chiedere niente a nessuno. Senza un lamento su quel soffio che gli portò il cervello a fantasticare. Come sanno fare solo gli uomini . I veri uomini. Che il loro destino se lo forgiano con le loro mani. Come mai faranno gli omuncoli, anche con la fascia tricolore, che, per mantenersi in sella, strisciano la lingua, come i serpenti, s’accovacciano, come cani dal pelo lucido, sul portone dei capi politici, stanno in ginocchio, come i filistei sul sepolcro imbiancato di Cristo. 42 la Riviera DOMENICA 13 FEBBRAIO 2011 42 Blob la Riviera DOMENICA 13 FEBBRAIO 2011 of the week 43 ...la classe non è acqua Quelli della bonifica piazzano la staccionata e i tamarri rubano i pali Dopo 25 anni di nuovo insieme Potete inviare al nostro account facebook le vostre foto. Selezioneremo le più interessanti, pubblicandole settimanalmente su questo spazio Auguri don Vito A Siderno tutto il profumo di Londra Quando gli intellettuali siedono tra la gente Quando un grande amministrazione parte dal basso PIERRE COSSO, FREDDY MERCURY E GINA LOLLOBRIGIDA L’ANGOLO DI PARRELLO Tanti auguri Viciaaaaaa “Ricordi” del poeta sidernese dott. Giuseppe Falzone Nuovi Zoo E il falco del comune sfrattò i passeri di via tasso Il dott. Giuseppe Falzone non tralascia mai l'amore per la poesia. Ha ricevuto in passato il premio “Città di Monza”. Il tema principale che lo appassiona è il tempo che trascorre velocemente, la natura che cambia col cambiare delle stagioni, lasciando nell'uomo solo ricordi belli e non, ma comunque sempre da rivivere. “Ricordi di una ragazza”… rimane solo un volto e gli occhi che non seppero amare. Ed è con questi sentimenti che rivolgiamo al nostro poeta sidernese l'augurio di poter scrivere per lunghi anni, per esprimere l'amore che ha verso il prossimo e che, nella sua professione di medico, ha sempre dimostrato. Franco Parrello Opportunità Direttori parrucchieri e apprendisti cercasi per apertura nuovo salone a Bovalino TANTISSIMI AUGURI DI VERO CUORE DALLE TUE AMICHE FEDERICA, MARIAGIULIA, MARIANNA E NATALIA. LE NOSTRE Fiocco rosa nella GRANDI PENNE “Direzione” di Locri VERO AFFARE Siderno, vendesi villetta su 2 livelli con giardino, e appartamentino ammobiliato annesso* (con la possibilità di affitto) COMPRA LA TUA CASA * IL MUTUO LO PAGA L’APPARTAMENTINO info. 096466680 - 0964387005 e-mail [email protected] info: 366 6758794 44 la Riviera DOMENICA 30 GENNAIO 2011 44 BIBLIOTECA MERIDIONALISTA di Benjamin Boson Il primo incontro con loro fu casuale, divennero poi la nostra passione. Aspettavamo ogni anno che arrivassero le nuove studentesse americane.Gena mi sorride, in piedi davanti al letto, il telefono continua a squillare ma lei non ci fa caso. Abbassa le mani che stringono la pistola e inizia a vestirsi. Alza le braccia per indossare la maglietta, i seni pesanti si sollevano e sotto quello destro compare un ragno colorato. Studio biologia, l’avevo riconosciuto subito, è velenoso, della famiglia dei loxosceles. Mi giro a guardare Antonio, sdraiato accanto a me, ha gli occhi sbarrati diretti sul soffitto. Studiavamo a Bologna da quasi cinque anni, eravamo prossimi alla laurea, Antonio in giurisprudenza e io in biologia. Tutto sommato potevamo considerarci bravi studenti. Sebbene provenissimo da un minuscolo paese del meridione, eravamo comunque riusciti a inserirci nella realtà cosmopolita dell’università di Bologna. Dopo lo studio la sera, come tutti gli studenti, sciamavamo per osterie, discoteche e vie del centro. Le occasioni di divertimento non mancavano nella comunità studentesca, le feste erano continue. Se uno si lasciava prendere dall’ambiente ci avrebbe messo dieci anni a laurearsi e spesso accadeva. Le prime americane le conoscemmo a settembre del terzo anno di università. Assistevamo a un concerto che si svolgeva di sera in piazza Maggiore, nel centro di Bologna. C’era un’enorme massa di giovani all’evento. Arrivammo a musica iniziata, e ascoltammo le canzoni dalle ultime file. Ci appoggiammo con le spalle al muro, rassegnati a sentire i brani senza vedere gli artisti che si alternavano sul palco. Passò un po’ di tempo, Antonio mi disse qualcosa. Ripeté tre o quattro volte la frase a causa del volume della musica, prima che la comprendessi. Sorrisi senza dargli retta. Dopo pochi minuti tornò a insistere, “c’è una sventola che ti fissa”. Antonio, nel gioco del corteggiamento aveva sempre preferito fare l’indifferente, così quando voleva conoscere una ragazza mi convinceva ad abbordarla. Non appena attaccavo bottone, lui si inseriva e puntualmente mi fregava la conquista. Ogni volta che questo accadeva, giuravo che non sarei più caduto nel tranello ma quasi sempre ci ricascavo. Quella sera mi misi in testa di tenere fede alla mia promessa. Antonio, spazientito, mi afferrò il mento con la mano, costringendomi a girarmi in una certa direzione. Incrociai degli occhi neri, che appartenevano a una venere dai lunghi capelli castani. Una ragazza alta sul metro e ottanta, con la vita sottile e seni e fianchi prosperosi. Portava stivaletti di pelle bianca pieni di lustrini, alti sino alle ginocchia con i pantaloni infilati dentro. Non poteva essere italiana, mi dissi. Distolsi lo sguardo intimorito. Non resistetti a lungo, però, mi girai di nuovo verso la ragazza. Ripetei l’operazione quattro, cinque volte, trovando sempre quegli splendidi occhi neri intenti a fissarmi. Mi guardai i vestiti, chiedendo ad Antonio se avessi qualcosa di strano, ragazze del Rhode Island Le Il primo incontro con loro fu casuale, divennero poi la nostra passione. Quelle studentesse americane ci avrebbero cambiato la vita... niente! Per un attimo pensai che la ragazza fosse stata testimone di qualcuno dei numerosi lavoretti che facevamo in giro per banche e uffici postali, o che ci commissionavano i nostri parenti dalla calabria, scartando subito l’ipotesi. Una così chi avrebbe potuto dimenticarla. Antonio cercò di convincermi ad avvicinare la ragazza, ma non ci fu verso. Io ero tutt’altro che timido, ma la bellezza della ragazza fu tale da incutermi timore. Tanti degli studenti, in piazza quella sera, la notarono e parecchi provarono a farsi sotto inutilmente, tutti i tentativi venivano liquidati con qualche battuta e lunghi sorrisi indirizzati a me. Mi decisi. Non avrei più girato la testa da quella parte. Lo dissi ad Antonio che si mise a imprecare. Fu tutto inutile. Vidi un largo sorriso disegnarsi sul viso di Antonio e intuii. Sentii una mano scuotermi la spalla e mi girai. “You look like a movie star” mi disse la ragazza, con voce dolcemente gutturale, allungandomi la mano. “I’m Nancy and I come from United States”. Le strinsi la mano tesa, lungamente, in silenzio. A rompere l’idillio che stava diventando imbarazzante, se non penoso, ci pensò Antonio, che irruppe sulla scena facendo sfoggio del suo discreto inglese. Diede fondo a tutto il suo fascino, inutilmente. Nancy ebbe occhi solo per me. La ragazza iniziò a parlare in un italiano stentato, facendo cenno a una persona di avvicinarsi e presentandoci Tara, sua compagna d’appartamento e “ Studiavamo a Bologna da cinque anni, eravamo prossimi alla laurea... Dopo lo studio la sera, come tutti gli studenti, sciamavamo per osterie, discoteche e vie del centro anch’essa americana. La seconda ragazza era l’opposto, in quanto a bellezza, di Nancy. Era alta come l’amica ma non aveva le sue forme, anzi il suo aspetto era ordinario, quasi dimesso. Senza nemmeno deciderlo, ci allontanammo dalla folla e dalla musica ritrovandoci a passeggiare sulla via Indipendenza. Ci dirigemmo verso la stazione ferroviaria in fondo alla strada, fermandoci in un chiosco a bere qualcosa. Chiacchierammo per quasi un’ora. Le ragazze ci spiegarono di far parte di un programma di studio organizzato dalla Brown University, un’università americana che portava i suoi studenti in Italia ogni anno, a imparare l’italiano nell’ateneo di Bologna. Le americane erano arrivate con un gruppo di una trentina di studenti da una settimana e sarebbero rimaste per un anno nel capoluogo Emiliano. Tara e Nancy condividevano un appartamento situato nella cittadel- la universitaria, vicino a casa nostra. Si fece tardi e le americane vollero rientrare. Antonio si distrasse un attimo per pagare e si ritrovò solo Tara. Ci vide già distanti, mano nella mano con Nancy, e per la prima volta in vita sua si rassegnò a farmi da spalla. Ci dividemmo davanti casa delle americane, in via San Leonardo Vecchio. Nancy e io ci scambiammo i numeri di telefono. Appena fummo a una certa distanza, Antonio incominciò a sbraitare. “Se tu credi che io ti regga il moccolo portandomi in giro quel manico di scopa ti sbagli. Per me l’esperienza con le americane è finita qui”. Ero troppo felice per rinfacciargli le innumerevoli volte che avevo ricoperto per lui quel ruolo. Mi lasciai sfuggire un poco convincente “va bene” accompagnato da un sorriso di soddisfazione, e contento si mi misi a correre verso casa inseguito da Antonio, che non si sentiva affatto rassicurato dalla risposta. Il mattino successivo, prima che scoccassero le otto, il telefono suonò nell’elegante appartamento di piazza Aldrovandi che abitavamo. Antonio uscì dal bagno e mi sorprese a rimettere, frettolosamente, a posto la cornetta. “Ho parlato con mia madre”, dissi. Qualunque fosse stata l’ora del rientro a casa, la sera precedente, ogni mattina ci presentavamo puntuali, per l’apertura delle nove, davanti al portone della biblioteca di Lettere e Filosofia, in via Zamboni, dove avremm passato l’intera giornata a studiare fatta salva la pausa per il pranzo. Uscimmo di casa con i libri la Riviera DOMENICA 13 FEBBRAIO 2011 45 BIBLIOTECA MERIDIONALISTA in mano e ci fermammo al bar dell’opera universitaria. Facemmo colazione, come al solito, con cappuccino e bombolone alla nutella. A pochi minuti dalle nove fummo davanti all’ingresso della sala studio. Accendemmo una sigaretta a testa, in attesa dell’apertura. Antonio le vide per primo, arrivavano sorridenti e a passo svelto per paura di essere in ritardo. Cercò di girarsi e andar via ma gli agguantai il collo della giacca, trattenendolo. Studiammo insieme a Nancy e Tara sino alle tredici e poi andammo a pranzare alla mensa universitaria di piazza Puntoni. Antonio rimase mogio per tutta la mattinata, non aveva quasi mai guardato in faccia le americane, solo a me dedicò qualche silenziosa occhiata di minaccia. Quell’atteggiamento non era nel suo carattere e così dopo un po’ mise da parte il muso. Pranzammo allegramente e ad aumentare il buon umore di Antonio ci pensarono le ragazze. Avrebbero dato una festa quella sera e ci sarebbero stati tutti i compagni di corso americani, e gli unici italiani invitati eravamo noi due. Mettemmo da parte i libri, e nel primo pomeriggio e ci dedicammo ai preparativi per la festa. Andammo in macchina a far spese, tornando a casa carichi come muli. Le americane avevano un appartamento molto grande con due bagni, due ampie camere da letto e una cucina e un salone enormi. Alle venti incominciarono ad arrivare gli ospiti. A ogni trillo di campanello Antonio correva sempre più contento ad aprire la porta. Gli invitati erano una trentina, quasi tutte ragazze e per lo più carine. Antonio per tutta la durata della festa prese con discrezione gli indirizzi e i numeri di telefono delle studentesse più belle. Da quella sera io incominciai a dormire da Nancy e Antonio dovette abituarsi a rientrare a casa da solo. Da quello che le ragazze ci avevano spiegato si era capito che le americane erano al primo anno di università, tutte sui diciannove anni. Fra di loro pochissime si conoscevano, si erano quasi tutte incontrate per la prima volta in Italia. La Brown University, che organizzava i corsi di studio a Bologna, era l’università di Providence la capitale del Rhode Island lo stato più piccolo della confederazione americana. Già Providence era una piccola città e le ragazze, in maggioranza, provenivano dalle cittadine nei suoi dintorni, Warwich, Cronston o Pawtucket. Erano figlie della media borghesia di provincia, ricca e puritana. Agli antipodi dalle smali- “ Facevano parte di un programma organizzato dalla Brown University, venivano qui per imparare l’italiano. Erano arrivate con un gruppo di una trentina di studenti... sarebbero rimaste per un anno... ziate e altezzose ragazze bolognesi, avevano una ingenuità e una semplicità disarmanti. Qualità che purtroppo avrebbero perduto man mano che si fossero scontrate con la sofisticata realtà, dei rapporti interpersonali, italiana. Così mentre io mi persi nell’amore, ricambiato, per Nancy. Antonio ogni sera, dopo averci salutato, iniziava a fare il giro degli appartamenti delle sprovvedute ragazze del Rhode Island. Ogni mattina si presentava puntuale in biblioteca, passava la giornata con Tara, Nancy e me. Ci accompagnava a casa, mangiava qualcosa con noi, montava in macchina e spariva. Io e Nancy vivevamo nel nostro mondo. Tara lo accompagnava alla porta rassegnata, con la segreta e sempre più flebile speranza che si fermasse, conoscendo le sue frequentazioni notturne. Fece strage di cuori fra le americane, sino a quando queste si italianizzarono e ne scoprirono il gioco. E così dopo un paio di mesi prese a fermarsi a casa di Nancy e Tara sino a tarda sera. A volte rimaneva a dormire, sul divano del soggiorno. Io e Nancy nemmeno notammo la novità, solo Tara fu felice. Una sera, sul tardi, il campanello iniziò a trillare. Non era mai successo che le ragazze avessero visite a quell’ora. Io e Antonio ci guardammo, allarmati, in faccia. Tara andò ad aprire. Si sentirono delle voci alterate, in inglese. Quattro studentesse americane comparvero nel salone insieme a Tara. Alla vista di Antonio divennero isteriche, iniziando a rovesciargli addosso ogni genere di improperi. Gli si volevano lanciare contro ma Tara divenne un mastino, rispondendo agl’insulti e a ogni spinta. Ci volle quasi un’ora prima che la ragazza avesse ragione sulle assalitrici. Le rabbonì, convincendole ad andarsene. Dopo averle accompagnate alla porta tornò nel salone, con uno sguardo omicida indirizzato ad Antonio. Gli andò vicino, puntandogli un dito in faccia, minacciosa. Lui le fece uno sguardo dolce e lei scoppiò a ridere. Nancy e io restammo immobili, non riuscendo a capire nulla se non che Antonio l’aveva combinata grossa. Così ci pensò Tara a mettere, con gusto, in piazza i fatti del casanova spiegandoci che mentre noi eravamo vissuti per mesi su un altro pianeta, Antonio era rimasto sulla terra e aveva frequentato i letti di una decina di studentesse americane. A tutte aveva dichiarato il proprio amore e poi era scomparso. Le ragazze si erano finalmente svegliate e avevano capito che il loro spasimante era un bugiardo spudorato, ora nessuna lo avrebbe voluto più vedere. Il tratto drammatico della vicenda era che otto di loro, prima dell’incontro con Antonio, erano assolutamente illibate. Solo la promessa di amore eterno era riuscita a vincere la resistenza delle studentesse. Antonio provò a difendersi, dicendo che erano state le ragazze ad averlo usato, volevano disinibirsi e tornare donne in America. Come poteva immaginarsi che da una nazione così moderna sarebbero potute arrivare tutte quelle verginelle? Neanche fossero uscite fuori da un collegio di educande calabresi. L’anno passò in fretta, e si aggiunse la nona vergine alle otto precedenti. Si, perché alla fine Antonio dal divano passò al letto di Tara e questa lo ebbe tutto per sé, o quasi, il rubacuori. E io pensai con nostalgia a Nancy. Il nostro fu un grande amore ma dopo il ritorno di lei in America la distanza, lentamente, sopì la passione. Ogni tanto ci sentivamo al telefono, la magia però non c’era più. La passione per le americane, però, proseguì. A ogni settembre successivo andammo al concerto di piazza Maggiore, ad attendere l’arrivo delle nuove e ingenue studentesse del Rhode Island. Gena non l’abbiamo incontrata a piazza Maggiore, ieri sera s’è seduta al nostro tavolo, senza che noi l’avessimo cercata. E’ venuta con noi a casa e si è infilata nel letto in mezzo a me e Antonio. E’ stata una notte di sesso sfrenato. Anche lei è americana, ma viene da New York. Non deve essere una sprovveduta. Sa sparare e Antonio ha un buco in fronte, e di questa conquista non se ne potrà vantare. Io sono stato svegliato dal telefono, ho fatto per alzarmi e la pallottola di Gena mi ha colpito in mezzo al petto. Lei sta lasciando che io la veda rivestirsi, sa che non c’è bisogno del colpo di grazia. Fra un po’ anche i miei occhi guarderanno il soffitto, sbarrati. Il telefono continua a squillare, immagino la disperazione in faccia di chi sta cercando di avvertirci. E’ arrivato tardi. E Gena fa il nostro stesso lavoro, e non ci ha sparato per vendicare le ragazze sedotte da Antonio. Nostro nonno c’è lo diceva sempre: “svegliatevi presto, e sorprendete il mondo, prima che il mondo vi sorprenda. Se avete una doppia vita, se avete fatto scorrere il sangue, non potrete dormire a lungo”. 46 la Riviera DOMENICA 13 FEBBRAIO 2011 46 la Riviera DOMENICA 13 FEBBRAIO 2011 Associato a : Registrazione Tribunale di Locri (RC) n. 1 del 19/06/1998 R.O.C. n°11602 del 02/11/98 WWW.LARIVIERAONLINE.COM Questo periodico è associato all’Unione Stampa Periodica Italiana Direttore responsabile PASQUINO CRUPI Fondatore ROSARIO V.CONDARCURI In redazione CRISTINA BRIGUGLIO DOMENICO STRANIERI Responsabili sport GIUSEPPE RITORTO cultura ANTONIO FALCONE Art Director PAOLA D’ORSA Impaginazione EUGENIO FIMOGNARI ZonaCesarini 47 Hanno collaborato Gioacchino Criaco, Filippo Todaro, Paola D’Ascola, Anna Laura Tringali, Mastru Brunu Blues, Ilario Ammendolia, Mara Rechichi, Benjamin Boson, Vincenzo Papa, Nik Spatari, Antonio La Tella, Luca Marino, Maria Giovanna Cogliandro, Angelo Letizia, Carmelo Carabbetta, Nicola Frammartino, Natalina Misogano, Domenico Stranieri, Domenico Logozzo, Marilene Bonavita, Francesca Rappoccio, Mario Labate, Ugo Mollica, Cesarina Riccio, Antonio Guerrieri, Franco Crinò, Fiorella Teofilo, Ruggero Brizzi, Marco Andronaco, Isabella Galimi, Pasquale Patamia. 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Sono il figlio dell'arcobaleno, Bowson è il mio vero cognome. Quello che più conta è, però, il soprannome che porto: non solo ve lo dico, vi spiegherò anche come è nato. Mister B, quando i francesi mi ripescarono in mare, seduto all'albero del mio veliero, avevano indirizzato il mio corpo all'obitorio. Per scrupolo un medico mi volle visitare, prima di farmi chiudere in una bara. Vivo, ero vivo, nonostante una pallottola in testa e una settimana passata alla deriva nel mediterraneo, sopra l'Insomniac. A Marsiglia mi infilarono in un ospedale, mi tapparono il buco all'osso occipitale e dopo un paio di mesi mi dichiararono fuori pericolo. Quando arrivarono i gendarmi a presentarmi il conto, per la tonnellata di coca stivata nella mia barca, una dottoressa, inorridita all'idea che quel povero relitto sarebbe stato rinchiuso a vita in una prigione, prese a interrogarmi per dimostrare ai flicks che non c'ero con la testa. “Come si chiama?” mi chiese. Io aprii la bocca, convinto di conoscere il mio nome, “b .. b ..” dissi. Domanda e risposta si ripeterono per un po'. Poi, il più alto in grado degli sbirri scoppio a ridere, mi strinse i ferri ai polsi, “mister B” disse “imparerai che a Fleury non serve ricordarsi chi si è stati, e il nome non ha un senso”. E invece, amici, ricordatevi che il nome ha sempre un senso. E l'arcobaleno salirà al cielo, e scenderà dall'altro lato dove, ad attenderlo, ci sarà un vaso pieno d'oro. Continuate a tacere, il cammino è lungo e i colori dell'iride saranno belli da vedere. ARIETE Siate pronti a raccogliere i frutti della vostra pazienza. Sarete romantici, pieni di idee e di progetti. Avrete tutti ai vostri piedi, trovando impiego come commessi in un negozio di calzature. L'attività più faticosa sarà quella di scegliere con chi condividere il sesso più sfrenato e maialesco. TORO Coltivate le vostre capacità di comunicazione o, in alternativa, forse migliore, un bell’orticello. Via alla meditazione, sperimentando a quale numero riuscirete ad arrivare contando ad alta voce, come estrema prova della vostra pazienza. Mille, mille e uno, mille e due... GEMELLI Invece che impegnarvi nel cercare la magagna nascosta, che tanto prima o poi arriverà, concedetevi del tempo per capire quanto le vostre idee creative possano realizzarsi. Due anni dovrebbero bastare. Periodo davvero interessante, non c’ è che dire. CANCRO Se nessuno vi farà battere il cuore, neanche il fatidico giorno di San Valentino, dopo tanti anni dovrete farvene una ragione: “Niente è per sempre”, ma in tal caso... Visto che anche l’attività lavorativa va male, ritiratevi a vita eremitica, il mondo ve ne sarà comunque grato. LEONE Inizierete a sentirvi bene, con tanta voglia di fare e di conquistare, ma sempre tremendamente egocentrici. Provate a concedervi, generosamente, iniziando con amici e conoscenti, purchè paghino, che ve ne frega? In poco tempo, sapendoci fare, potrete campare di rendita, come la storia recente insegna. VERGINE Se il mondo dovesse apparirvi imperfetto, via ad ogni dubbio ed incertezza. Il mondo è proprio così, forse anche peggio, non sempre così attento ai particolari quanto lo siete voi. Sorridete e il mondo sorriderà con voi, piangete e vi ritroverete soli tra le macerie. BILANCIA E' il momento giusto per tenere a freno la lingua, in ogni campo di vita, anche quello amoroso: il partner al momento potrebbe non gradire, pur apprrezando le vostre capacità.Sembra che tutto stenti a prendere la dovuta svolta, tranquilli, non è una semplice impressione. SAGITTARIO Molti i cuori infranti sotto questo segno:ci sono persone che soffrono da anni, altre da due minuti. Il sesso resta comunque a portata di mano, basta sapersi accontentare. Al momento nessuna concreta possibilità di innamorarvi, nè a breve nè a lunga distanza, rassegnatevi e dedicatevi a voi stessi, ancora una volta. ACQUARIO Niente andrà per il verso giusto, mancherete di qualsiasi energia, per non parlare del fascino ormai in caduta libera. Nonostante ciò. vi saranno impreviste aperture in ambito erotico, approfittatene, suinamente o conigliamente, a seconda delle circostanze. SCORPIONE Pericolosamente affascinanti e intuitivi, userete il vostro charme per i vostri fini, anche in ambito lavorativo. Bravi. Eviterete ogni tipo di strategia o piano di conquista, lasciando fare tutto alla vostra estrema spontaneità e competenza suinesca. CAPRICORNO Iniziate pure a lamentarvi: l'energia va diminuendo, anche e soprattutto in ambito sessuale e non ci saranno pilloline miracolose o cibi afrodisiaci che tengano. Continuerete a non capire la situazione che vi circonda, nè troverete qualcuno che ve la spieghi. Auguri. PESCI Non vi sentirete compresi, la quotidianità vi ammazzerà e il mondo vi apparirà ostile: e allora, qual’è la novità? Prima o poi migliorerà, forse dalla metà della prossima settimana, intorno alle 13, 13:15, no, meglio intorno alle 13:30, a fine pranzo. Buona digestione. LE INFILTRATE Non tutte le strade portano ... a Samo! Samo è un piccolo paesino della provincia di Reggio Calabria ai piedi dell’Aspromonte. Oggi è vittima dell’indifferenza della politica locale. La strada che conduce a Samo è vergognosa. Piena di buche, dissestata, non illuminata. A metà percorso si trova una voragine molto pericolosa, dovuta al maltempo di 3 anni fa. I soldi per rimettere a posto il manto stradale in quali tasche sono finiti? Quale compare ha mangiato?A Samo perchè non si ribellano a questi abusi perpetrati nel tempo? La gente non la reputo stupida e, quindi, non vedendo risultati concreti credo possa immaginare che cosa si sia fatto con i propri soldi. Invece,la cosa strana è che nonostante a Samo siano consapevoli dei fatti nessuno fa nulla per i propri diritti, per il sano esercizio del potere amministrativo dato dal popolo per il popolo. Non difficile immaginare che fine abbia fatto tutto quel denaro pubblico stanziato dopo i danni provocati dal maltempo. Non ci si ricorda più di quell’automobilista finito con la propria vettura nella voragine provocata dalla frana del manto stradale? E come mai le nostre strade, alle prime piogge, crollano come fossero di argilla? Non si sa, forse, che molte imprese di costruzione usano materiale scadente per costruire le nostre vie di comunicazione per poterci cosi guadagnare sulla nostra incolumità? E’ una realtà che non riguarda solo Samo ma tanti altri comuni della nostra Provincia Reggina. Provate a percorrere alcune vie di collegamento tra i nostri paesi e vi renderete conto della situazione di degrado ed emergenza. E allora su quali basi ci si approssima alle nuove elezioni provinciali? Cosa si dirà,e soprattutto con che faccia tosta, agli elettori? Dimenticavo. In Calabria si parla di tutto tranne che di programmi e che il voto è sempre piu di clientela e di favoritismo. Altro che processo di cambiamento come quello insegnatoci dal popolo laico e giovane egiziano! Samo è la realtà in piccolo della nostra mentalità indifferente,omertosa,egoista e prepotente. Chi sale al potere è per spartirsi la torta fra amici e familiari, non di certo per altruismo nei confronti dei propri cittadini. Gli avvisi di garanzia, i rinvii a giudizio, le inerzie, le trascuratezze ci scivolano addosso, non ci interessano, non ci toccano e quell’etica e quella moralità che troppo sovente dichiariamo di possedere scompaiono dietro comportamenti incoerenti,disonesti e contraddittori. A Samo interessa piu la vita privata dei singoli, il pettegolezzo spicciolo che la tenuta sana del proprio paese; il paesaggio meraviglioso e bucolico delle montagne aspromontane troppo simile ad un dipinto di Millet con le sue sorgenti di acqua limpida e pura, muore dietro all’incuria di quegli uomini calabri che amano lamentarsi come gli antichi greci tralasciando il rispetto e l’amore di sè ed il proprio territorio all’inevitabile fato. 48