SETTIMANALE CATTOLICO MODENESE
Domenica 13 marzo 2011
FONDATO NEL 1957
POSTE ITALIANE S.p.A. - SPED. ABB. POST. - D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/2004 N° 46) ART. 1 COMM. 1 DCB DI MODENA
Questa città
non è pronta
Compie 10 anni il progetto tutto
modenese contro il doping e per
promuovere sani stili di vita A PAGINA 5
A PAGINA 3
Il Punto
Un anno insieme
• stefano malagoli
È
come se mi fossi trovato davanti ad un bel quadro,
dove ogni particolare attirava l’attenzione. Mi sono
sentito chiamare e cercare da tanti che mi hanno
offerto strette di mano. Su tutti questi particolari
avevo desiderio di soffermarmi, ma subito ero richiamato da
un altro dettaglio. Il mio desiderio è, nel tempo, di potermi
soffermare su ciascuno di questi dettagli, per coglierne la
ricchezza e la bellezza. Desidero conoscere ogni particolare, ogni persona, le esperienze ecclesiali e sociali presenti in
diocesi. Il mio impegno sarà quello di far convergere tutto
nella comunione: dare unità al quadro di cui parlavo prima,
in modo che emerga l’intenzione dell’autore”.
Era il 14 marzo 2010, esattamente un anno fa, e l’arcivescovo mons. Antonio Lanfranchi faceva il suo ingresso nella
nuova diocesi di Modena-Nonantola: quelle erano le sue
prime impressioni dopo quella prima intensa giornata trascorsa con i modenesi. Prima in S.Agostino con i giovani,
poi nella chiesa del Voto per il saluto alle autorità e infine nel grande abbraccio dell’intera comunità diocesana in
Duomo e in piazza Grande.
Oggi, a distanza di dodici mesi, possiamo dire che l’arcivescovo “ce l’ha messa veramente tutta” per entrare fin da
subito in sintonia con la comunità che è stato chiamato a
guidare. Lo testimoniano gli innumerevoli incontri con le
persone e le varie realtà che arricchiscono questa Chiesa
locale, la partecipazione alle tante iniziative, i momenti intensi delle celebrazioni nei periodi forti dell’anno liturgico… Una presenza, quella di mons. Lanfranchi, della quale
anche la società civile ha colto subito i tratti di apertura e
disponibilità alla collaborazione (vale, come esempio, l’invito a presentare la sua prima lettera pastorale anche in ambiti
non esclusivamente ecclesiali). Sono atteggiamenti, attenzioni e modi di porsi che sicuramente, nel tempo, continueranno a dare frutti preziosi. Per parte sua il successore
di S.Geminiano, come il nostro antico padre nella fede, sta
producendo tutto l’impegno e la dedizione possibili per accompagnare ancora la crescita dell’intera comunità modenese. E noi, popolo di Dio a lui affidato? Sapremo seguirlo e
rispondere alle sue sollecitazioni, affidandoci alla sua guida
come fa un bambino con il proprio padre? Sapremo essergli
sostegno e aiuto nel suo impegno per “far convergere tutto
nella comunione”? Sapremo essere per lui un popolo fedele
e attento, pronto a recepire la Parola che egli, nel nome di
Dio, ci porta? Se la risposta a queste sarà affermativa e…
continuativa con il passare degli anni, sarà forse il più bel
regalo che la Chiesa di Modena-Nonantola potrà fare al
proprio pastore allo scadere di questo primo anno trascorso
insieme.
L’Eucaristia e ciò che
la deve precedere
Per non farsi male
La testimonianza di chi vive
nel tunnel dell’usura Approfondimenti
Salute
La storia
Anno LV n° 9 • euro 1
www.nostrotempo.it
La situazione di chi non può
accedere alla comunione eucaristica
A PAGINA 8
“Ritornate
al Signore vostro Dio”
Quaresima 2011:
il messaggio
alla diocesi
dell’arcivescovo
mons. Antonio
Lanfranchi
“
“
M
ercoledì 9 marzo, con l’antico
e austero rito
delle Ceneri, la
Chiesa ci fa entrare nel cammino quaresimale, un itinerario di rinnovamento spirituale
che ci prepara alla celebrazione
della Santa Pasqua.
Lasciamo risuonare nel nostro cuore le parole del profeta
Gioele: “ Così dice il Signore: ritornate a me con tutto il
cuore…Ritornate al Signore
vostro Dio , perché egli è misericordioso e benigno…” ( Gl
2,12-13).
Ritornare a Dio! Ritornare
significa ricostruire in noi l’atteggiamento giusto nei confronti di Dio, sapendo che da
questo atteggiamento dipende
quello verso gli altri, verso noi
stessi, verso le cose.
E’ un dono il richiamo che il
Signore ci fa: “Ritornate a me”,
perché rischiamo oggi di vivere
nell’indifferenza, nella dimenticanza di Dio.
Sì; non neghiamo l’esistenza di
Dio. ma spesso lo riduciamo a
un’entità astratta, che ha poco a
che fare con la nostra esistenza.
Siamo gelosi della nostra libertà, vogliamo gestirci da soli
la nostra vita, pretendiamo di
essere autonomi, senza alcu-
na interferenza dall’Alto nella
nostra sfera di azione e di pensiero.
Volendo essere noi il protagonista assoluto, il criterio ultimo
delle nostre decisioni e delle
nostre azioni non possiamo
fare altro che rendere Dio oggetto.
Invertiamo il rapporto Diocreatura; l’uomo vuole diventare il Creatore.
Come ai tempi dell’Esodo, ci
fabbrichiamo vitelli d’oro per
camminare avendo davanti a
noi non il Dio-Altro ma idoli
fatti dalle proprie mani.
La dimenticanza di Dio fa sì
che la nostra fede sia come
sospesa, non si cali dentro agli
ambiti e alle dimensioni della
vita.
La lontananza da Dio si traduce in una lontananza dalla
verità della nostra vita.
Ad Adamo, che tentava di
fuggire dalla sua presenza,
Dio fa risuonare la sua voce:
“Adamo, dove sei?” (cfr. Gen
3.9). È la stessa domanda che
fa risuonare oggi nella nostra
coscienza: “Dove sei con la tua
umanità? Dove ti trovi a questo punto della tua esistenza?
Dove stanno portandoti i tuoi
passi? Qual è il senso della tua
storia?”.
Porsi e lasciarsi colpire al cuore
da queste domande significa
trovarsi là dove non vorremmo, lontani da quello che vorremmo essere, dalle scelte che
vorremmo fare. Ogni uomo è
Adamo e nella situazione di
Adamo; fugge dalle responsabilità della vita; si nasconde
“davanti al volto di Dio” e in
questo modo si nasconde a se
stesso, scivola in una situazione
di paura, di solitudi¬ne, diventa problematico e conflittuale
il rapporto con l’altro, con il
creato.
È dalla presa di coscienza di
questo stato che può iniziare
il cammino di conversione, di
ritorno a Dio e alla verità del
nostro essere.
Ma come percorrere questo
cammino di conversione?
Le vie, che la Chiesa ci ha tramandato lungo i secoli e che
non tramontano mai perché
radicate nel Vangelo e rispondenti all’animo umano, le conosciamo; sono: preghiera,
elemosina, digiuno.
Preghiera vuol dire: un modo
filiale di entrare in rapporto
con Dio. Elemosina vuol dire:
un modo generoso di entrare
in rapporto con gli altri. Digiuno vuol dire: un’esperienza
di libertà nei confronti delle
cose, del nostro cuore, dei nostri rapporti.
Sono le dimensioni fondamentali della vita da rivisitare e da trasformare secondo il
progetto di Dio, che ci è stato
svelato in Gesù Cristo.
La preghiera.
E’ il ritrovare il giusto
rapporto con Dio.
È la preghiera che ci
aiuta a mettere
davanti a
Dio la
nostra
fedeltà e le
nostre
negligenze,
accettando
il suo
sguar-
do su di noi per essere rigenerati alla verità della nostra vita.
È la preghiera che gradualmente ci renderà familiare
il modo di pensare e di agire
di Dio e, sotto la guida dello
Spirito Santo, ci può aiutare a
farlo nostro.
Facciamo dunque il proposito
di non lasciare mancare la preghiera alle nostre giornate.
Mi permetto di suggerire alcune semplici modalità.
Anzitutto la preghiera al mattino e alla sera.
Ci ricorda che tutto viene da
Dio e tutto deve essere riportato a Lui.
Segue a pagina 6
2
NostroTempo
Domenica 13 marzo 2011
Quaresima 2011
Nelle cinque
domeniche del
tempo liturgico
la celebrazione
eucaristica delle
18 in Duomo
presieduta da
mons. Lanfranchi
• don Luigi Biagini*
“
I
l vescovo deve essere considerato come il grande
sacerdote del suo gregge:
da lui deriva e dipende in
Quaresima in Duomo
un certo modo la vita dei suoi
fedeli in Cristo. Perciò tutti
devono dare la più grande importanza alla vita liturgica della
diocesi che si svolge attorno al
vescovo, principalmente nella
chiesa cattedrale, convinti che
c’è la principale manifestazione della Chiesa nella partecipazione piena e attiva di tutto
il popolo di Dio alle medesime
celebrazioni liturgiche, soprattutto alla medesima Eucaristia, alla medesima preghiera,
al medesimo altare cui presie-
pure assicurata la
presenza di diaconi e sacerdoti
concelebranti,
membri del capitolo ed altri
che vorranno,
liberamente,
unirsi.
* maestro
delle celebrazioni liturgiche
Lectio Divina sul cammino dell’Esodo
Meditando la via Crucis
A
llegato a questo numero (vedi foto qui a lato) di Nostro Tempo gli abbonati trovano un piccolo opuscolo che accompagna la
riflessione della via Crucis durante le settimane di Quaresima.
Realizzato dai periodici S.Paolo, il sussidio, a cura di Renzo Sala, contiene riflessioni proposte nelle varie stazioni da Madre Teresa di Calcutta,
Oscar Romero, don Primo Mazzolari, p.Massimiliano Kolbe, p.David
Maria Turoldo, don Luigi Giussani, Edith Stein, Martin Luther King,
Benedetto XVI, Charles de Foucauld, Giovanni XXIII, don Tonino
Bello, Dietrich Bonhoeffer e Madeleine Delbrel.
Dalla schiavitù alla libertà
S
empre in cattedrale, ogni lunedì di Quaresima, alle ore 21, il
vicario generale mons. Giacomo Morandi, terrà una Lectio
Divina sul Libro dell’Esodo, aperta a tutti. “Dalla schiavitù
alla libertà per servire e amare Dio”: questo il temi degli incontri
che affrontano il cammino spirituale dell’Esodo. Ecco il programma dettagliato: lunedì 14 marzo “Sorse sull’Egitto un nuovo re che
non aveva conosciuto Giuseppe”(Es. 1,8). Il dramma della schiavitù; lunedì 21 marzo: “Io-sono mi ha mandato a voi”(Es.3,14). Dio
ascolta e scende per liberare il suo popolo; lunedì 28 marzo: “Questo giorno sarà per voi un memoriale”(Es.12,14). La Pasqua di liberazione. Infine, gli ultimi due incontri: lunedì 4 aprile, “Io sono il
Signore tuo Dio che ti ha fatto uscire dalla terra di Egitto(Es.20,2).
La legge via alla piena libertà e lunedì 11 aprile “Fa’ per noi un dio
che cammini alla nostra testa”(Es.32,1). La tentazione dell’idolatria
nel cammino della fede.
Infine, ogni venerdì, alle ore 10.30 e 18.30 si terrà sempre in Duomo la Via Crucis.
diocesi Informa
ogni
venerdi’
alle 20.30
A cura dell’Ufficio diocesano Comunicazioni Sociali
in collaborazione con
de il
vescovo circondato dal
suo presbiterio e dai ministri.”
(S.C. n.41). Così si legge nella Costituzione Liturgica del
Concilio Ecumenico Vaticano
II. Ringraziamo per questo
mons. Lanfranchi che in tutte le domeniche di Quaresima
alle ore 18, presiederà la celebrazione eucaristica in cattedrale.
La Quaresima dell’anno “A”,
come sappiamo, attraverso le
letture bibliche, le preghiere
ed alcuni riti collegati con il
cammino dei catecumeni dei
primi secoli, potremmo definirla “battesimale”.
Credo, però, che a nessuno
sfugga che anche oggi sta ri-
su
affiorando questo “cammino catecumenale” di adulti
che chiedono il sacramento
del Battesimo (quale parrocchia non ha incontrato alcuni
adulti italiani o di altri paesi
che hanno richiesto il sacramento? Domande supportate
da varie motivazioni ma che
richiedono, dopo necessario
discernimento, accoglienza ed
accompagnamento.)
Ne era ben consapevole la
madre Chiesa quando già nel
1978 ci ha donato il testo liturgico del rito dell’iniziazione cristiana degli adulti: testo,
forse, poco conosciuto e poco
utilizzato, ma ricco di tanti
spunti di ordine pastorale, liturgico, catechistico.
La celebrazione eucaristica in cattedrale, presieduta
dall’arcivescovo, potrà essere
una preziosa occasione per un
cammino comunitario verso il
traguardo pasquale che avrà un
punto focale nella rinnovazione delle promesse battesimali
o nella celebrazione del sacramento del Battesimo.
Percorso che si potrà (o dovrà) compiere anche nelle
singole comunità parrocchiali,
ma, richiamando la citazione
iniziale, la convocazione della
comunità cristiana nella chiesa
cattedrale guidata del suo pastore che offrirà la sua parola
da quella “cattedra” che deve
essere punto di riferimento
spirituale e liturgico per tutta
la diocesi, potrà essere di validissimo aiuto per tutta la nostra chiesa.
Ogni celebrazione sarà animata da una corale della diocesi
aderente all’Ascamn: il servizio liturgico sarà effettuato da
ministranti ed accoliti di alcune parrocchie della città e sarà
Riflessioni
sulla
Parola
“Condotto nel deserto
per essere tentato” (Mt 4,1)
C
G.G.
on la prima domenica di Quaresima siamo all’inizio del cammino verso la Pasqua. Siamo chiamati a percorre le ultime tappe insieme a coloro
che saranno battezzati, dopo il catecumenato, nella
Veglia pasquale.
Tutti possiamo percorre questo itinerario segnato dai brani
del Vangelo di queste domeniche in vista del rinnovo delle
promesse battesimali.
C’è bisogno di rinnovare la nostra fede in Cristo morto e risorto.
Nel primo di questi brani dal Vangelo secondo Matteo, al
quarto capitolo, ci troviamo di fronte al racconto, per certi
versi stupefacente, delle tentazioni, cui viene sottoposto Gesù
Cristo ad opera del diavolo, il tentatore.
Gesù è nel deserto, dove prega e digiuna per quaranta giorni.
Qui avviene un duro scontro verbale tra Gesù e il Maligno.
Gesù replica alle allettanti proposte di Satana, utilizzando la
parola di Dio contenuta nella Sacra Scrittura, in particolare
nel libro del Deuteronomio: “ Non di solo pane vivrà l’uomo,
ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”, “Non metterai
alla prova il Signore Dio tuo”, “Il Signore, Dio tuo, adorerai, a
Lui solo renderai culto”.
Dal contrasto Gesù esce vittorioso: le tentazioni fondamentali di incredulità, di superbia, di disobbedienza a Dio sono
vinte.
Non così era avvenuto, racconta il libro della Genesi, nel brano delle prima lettura, quando Eva e Adamo erano stati provocati dal serpente.
Così che Paolo, nel brano della lettera ai Romani può scrivere: “ Per la disobbedienza di un solo uomo tutti sono stati
costituiti peccatori, così anche per l’obbedienza di uno solo
tutti saranno costituiti giusti”.
La vita di ogni uomo è attraversata dalle tentazioni. Esse vanno contrastate prendendo Gesù come modello: con uno stile
di vita sobrio, vivendo con autenticità il deserto, il digiuno,
accompagnato dalla carità, la preghiera, l’ascolto della parola
di Dio. Con la lotta contro il male e con questi concreti impegni, inizia il cammino quaresimale: cammino di conversione,
di libera decisione di orientare a Dio la propria esistenza.
NostroTempo
Domenica 13 marzo 2011
3
La storia
“Questa città non è pronta”
Un’esperienza
drammatica,
un’esperienza di
usura, raccontata
dalla parte delle
vittime
• Paolo Seghedoni
Q
“
uesta città non
è pronta. Questa città si volta
dall’altra parte”.
Comincia dalla fine il racconto di questa storia. Una storia,
purtroppo, esemplare di tante
altre. Una storia di usura. Ce
la racconta una donna che,
insieme al marito, ha avuto la
forza e il coraggio di denunciare: nomi, fatti, date. Una
forza che, però, ha rischiato
seriamente di venire fiaccata
dall’ indifferenza, dalla burocrazia e lungaggini giudiziarie. Basta dire che, a distanza
di circa tre anni dalla prima
Davanti
allo
denuncia, seguita da altre due,
si è ancora fermi alle indagini
preliminari. Oggi possiamo
raccontare questa storia di
usura anche grazie al coraggio civico di una importante associazione di categoria,
la Lapam che, percependo a
Modena la presenza del fenomeno dell’usura e temendo
il diffondersi di tale squallida
e primitiva pratica criminale,
ha sottoscritto nel 2009 una
convenzione con Sos Italia
Libera, associazione nazionale antiusura e antiracket.
Le vittime si sono rivolte a
Sos Italia e per la prima volta
hanno ottenuto informazioni
e orientamento circa le leggi
a tutela e sostegno delle persone che hanno denunciato,
perché uno dei problemi più
grandi per la vittima è proprio
la disinformazione.
Il percorso che deve intraprendere una persona o impresa che si trova ad affrontare
questo problema ha quattro
tappe: la totale solitudine, che
segue la denuncia, ad affrontare il quotidiano; i tempi di
Specchio
E beh!?
Che male c’è?
A
• don nardo masetti
i miei tempi... Ai miei tempi certi peccati e le occasioni prossime di peccare esistevano e come! Diciamo che oggi gli uni e le altre si sono “modernizzati”.
Una volta un certo ceto di persone viaggiava in Vespa o in Lambretta; oggi il medesimo ceto si sposta con utilitarie di cilindrata medio alta. Anche le occasioni che inducono
al male si sono modernizzate. Nei tempi “antichi” bisognava
scomodarsi ad andarle a trovare nelle sale da ballo (che rimanevano almeno chiuse in quaresima), nelle sale cinematografiche, presso edicole specializzate, alle quali il cliente aveva il
pudore di accostarsi con circospezione e nascondendo il prodotto acquistato in mezzo ad un innocente quotidiano. Oggi
le occasioni vengono a casa, a tutte le ore per via telematica.
E fanno a gara, per accaparrarsi i clienti a volte gratuitamente,
altre a pagamento, ma sempre con volto accattivante e spavaldo. Non smettono nemmeno di viaggiare il venerdì santo o il
giorno di Natale... E, quel che è peggio, è che i “clienti” hanno
perduto persino il pudore. Si vantano addirittura in pubbliche
esibizioni... Lasciare libero sfogo alla propria sensualità è segno di una personalità matura e libera...
Appressandosi il tempo della quaresima, sarebbe bene che ci
impegnassimo ad essere coerenti con la fede. La fede non può
mettere in campo il pretesto della propria privacy! Qualche
tempo fa sui muri della Sorbona a Parigi giganteggiava la
scritta: “Cattolici dove siete?!”. Si tratta di una provocazione
inquietante. Vogliamo dimostrare con i fatti che non siano
animaletti (notate il vezzeggiativo?), ma persone, che non intendono lasciarsi prendere per il naso e per i loro bassi istinti.
Urliamo alla nostra coscienza e a tutti che non siamo d’accordo con la immoralità di tanti, anche di quelli che per impegno
politico dovrebbero difenderci. Realizziamo oltre a quella materiale anche un’ecologia spirituale. Cominciamo da noi stessi.
Viviamo una buona quaresima. E dopo? Se avremo sperimentato la bellezza e la gioia, che si provano a vivere puri di cuore
e vicini a Dio, non riusciremo più a tornare ad abbruttirci.
re e padre di famiglia. Quando ti ritrovi in tali situazioni,
il mondo ti si rivolta contro,
tutti ti lasciano al tuo destino
(l’avvocato, il commercialista,
il buon direttore di banca…).
“Poi, invece, quanto riesci a
reagire le persone, i professionisti, le associazioni di vittime
(SOS) e di categoria (Lapam)
che ti affiancano in questa battaglia ancora prima di essere
con te sono dichiaratamente e
rigorosamente contro. Contro
qualunque male che affligge
questa società: malavita, malagente, malcostume…”.
La storia che ci racconta la
signora è davvero paradigmatica: impresa in una temporanea difficoltà economica
reazione lunghi, nonostante le svariate
sollecitazioni; le procedure complesse per
essere
riconosciuti
vittime di usura e/o
estorsione senza un
adeguato supporto da
parte delle istituzioni preposte a gestire
la materia e, infine,
nonché la fase più
difficile, rimettersti
in gioco per rientrare in quella che viene
definita “economia
legale” e allora ecco che ci si ritrova a
scontrarsi con leggi
che si intrecciano e a
volte si contraddicono, che ben enunciano i principi ma non
altrettanto le indicazioni operative sulla
loro stessa realizzabilità. E’ difficile trovare un itinerario per
ripartire con l’attività,
basta un dato: la legge anti usura prevede
finanziamenti a ristoro dei danni subiti e
mutui senza interessi
per imprese che non
abbiano subito fallimenti, quale persona
o impresa, vittima
di usura o del racket
dell’estorsione non è
fallita o a grave rischio di fallibilità? Quale persona o impresa vittima di tali aberranti
reati non si è visto ‘protestare’
un assegno e quale istituto
bancario è disponibile a dargli
ancora un’opportunità? Grazie
soprattutto alle battaglie delle associazioni delle vittime la
legge sta cambiando, è recentissima l’estensione dei benefici delle leggi 44/99 e 108/86,
le due norme che regolano
l’anti usura, anche alle persone
fisiche e non solo alle imprese.
Le vittime hanno denunciato
e raccontato di un estorsore
che ha usurpato ogni bene, ha
incendiato tutti i mezzi e gli
strumenti indispensabili al lavoro, ha minacciato e spedito
proiettili, e con essi ha tolto
qualunque possibilità di ricominciare e non senza l’averti
spogliato completamente della
tua dignità di uomo, lavorato-
e una persona che si avvicina
e propone ‘la soluzione’, una
soluzione che fa entrare il
malcapitato in un vortice da
cui non ne uscirà più, a fronte di prestiti di alcune decina
di migliaia di euro si rischia
di doverne restituire alcune centinaia: “Chi scivola in
questo tunnel non ha alcuna
possibilità di uscirne. L’usuraio non è mai molto distante
da chi attraversa un momento
di sofferenza economica, veste
bene, è affabile, è una persona vicina, si presenta come un
‘buon’ amico e la soluzione
che ti propone è veloce ma a
tassi altissimi, 10/15% mensili. Si comincia, ma subito
dopo qualche mese realizzi
che al collo hai un cappio che
stringe, stringe. L’usuraio ha
interesse a tenerti legato a vita, da subito diventa ‘tuo socio’
con l’obiettivo di diventarne ‘il
padrone’. Si crea un legame di
forte dipendenza psicologica.
“Nella continua e disperata
rincorsa a chiudere una falla
ne apri un’altra, un’altra e un
altra ancora: come un sassolino che rotolando s’ingrossa,
fino a diventare una valanga
che travolge e sconvolge la vita, l’impresa, la tua famiglia, la
tua dignità. La vergogna ti opprime fino a
toglierti il respiro, ti
senti sporco, colpevole e cominci, insieme
ai tuoi cari, a isolarti
e barricarti al di fuori
della vita familiare e
sociale”.
Poi arriva il momento
in cui si riesce a dire
basta: “Arriva quando
hai impegnato e ipotecato tutto, quando
non hai più scampo, quando il fondo
è davvero il fondo.
Pensi che ti lasceranno in pace, che hai già
pagato abbastanza e
invece arriva un incendio e poi un altro
e poi ancora minacce
di morte... e allora
denunci e denunci
ancora. E rimani solo,
l’argomento è tabù.
Nessuno ti cerca più,
finchè non abbiamo
trovato questa sponda in Lapam e scopri
un mondo di associazioni e di persone
che hanno vissuto il
tuo calvario. Non sei
il solo, non sei più il
solo. E’ importante
parlarne, condividere con chi prima di
te ha subito e prima di te ha creduto
possibile risollevarsi
e riprendere il cammino della vita. Non
bisogna rinunciare a battersi
per far valere i propri diritti,
non bisogna lasciarsi piegare:
è necessario drizzare la schiena, alzare gli occhi, guardare
in faccia alla realtà e fidarsi
delle istituzioni, a partire dalla
Polizia, la Procura, la Prefettura: lenti, anche un po’ riottosi,
continuamente da sollecitare
ma al cittadino che trova la
forza di denunciare tali soprusi le risposte arrivano”.
4
NostroTempo
Domenica 13 marzo 2011
Anniversari
Le celebrazioni
dell’anniversario
dell’Unità d’Italia:
una mostra e tante
altre iniziative
anche nella nostra
provincia
• Laura Solieri
L
e celebrazioni del
150° anniversario
dell’Unità d’Italia
in provincia di Modena si aprono giovedì 17
marzo alle ore 10 in Piazza
Grande, nel capoluogo, con
la cerimonia ufficiale dell’Alzabandiera alla presenza delle autorità cittadine. Sempre
il 17 marzo, verrà inaugurata al Foro Boario (via Bono
da Nonantola, Modena) la
mostra “ItalianiModenesi”
curata dal professor Marco
Cattini con la collaborazione di Matteo Al Kalak, Metella Montanari e Claudio
Silingardi, allestita dal dott.
Fausto Ferri su progetto
grafico di Filippo Partesot-
ti. Un viaggio nella storia
dall’Ottocento ad oggi, con
una specifica attenzione alle
prospettive future dei Mode-
Modena e i 150 anni
nesi nei contesti nazionale ed
europeo.
Non solo Risorgimento però
fra i temi che il programma
del Comitato 150 Modena
offrirà alla cittadinanza. “L’Italia e gli italiani”, il ciclo di
incontri che si svolgeranno
presso il teatro del Collegio
San Carlo a partire da venerdì 18 marzo alle ore 17.30,
sarà infatti principalmente
dedicato alla storia del Novecento, al suo precipitato
e ai suoi contrasti, alle sue
inconciliabilità e alle sue rimozioni. Si comincia il 18
marzo con Ernesto Galli della Loggia (Istituto Italiano
di Scienze Umane) con una
lezione dedicata ai temi della
Patria, stato e nazione nell’Italia del Novecento. A fare
gli onori di casa e ad interloquire con il professor della
Loggia sarà l’assessore regionale Patrizio Bianchi. Sabato 19 marzo all’Auditorium
Marco Biagi (Largo Marco
Biagi 10, Modena, ingresso
gratuito), si illustrerà la parabola esistenziale e politica di
un personaggio unico come
Giuseppe Garibaldi, nei suoi
momenti e aspetti poco noti
o poco e male ricordati con la
conferenza-spettacolo “L’altro mondo del generale”
raccontata dal professor
Emilio Franzina assieme a
Luca Bassanese e Stefano
Florio (chitarre e synth) e
Mirco Maistro (fisarmonica). Fra canzoni popolari e
letture di testi
originali il percorso narrativo
si dipana a partire da Nizza e
dal Mediterraneo sino a Istanbul e
al Mar Nero, dall’America meridionale
alla Repubblica romana, dalla morte di
Anita all’impresa dei
Mille. Al Filmstudio 7B (via
Nicolò dell’Abate 50, Modena), domenica 20 marzo
ci saranno due proiezione
gratuite del film “Noi cre-
devamo” di Mario Martone,
che racconta l’avventura tra
cospirazione e rivoluzione di
tre ragazzi, Domenico, Ange-
autori per celebrare
il 150° dell’Unità
d’Italia nell’Unione
Terre
d’Argine. Nel
Distretto
Ceramico
ci saranno
itinerari
guidati e
Inter viste
impossibili ad alcuni
protagonisti
della storia del
nostro territorio.
Nelle
Te r r e
dei
lo e Salvatore, nella Giovine
Italia di Giuseppe Mazzini.
Tutta la Provincia sarà coinvolta, segno della peculiarità
storica
e della
po-
licentricità che da sempre
caratterizza il territorio modenese. I comuni dell’Area
Nord presentano un program-
ma frutto di un
apprezzato
lavoro di coordinamento.
A Carpi Tutta
mia la città.
Adottiamo un
monumento:
scuole e studenti mettono
in relazione i
luoghi
della
città e la propria storia; ed
anche Tutti i sensi della storia, ciclo di incontri, iniziative e presentazioni di libri con
Castelli si
comincia
con un convegno internazionale intitolato La vittoria macchiata,
organizzata dall’Università
di Modena e Reggio Emilia
e dall’Università di Bergamo.
A San Cesario sul Panaro
Buon compleanno Italia:
spettacolo teatrale realizzato dai ragazzi delle classi
quarte della scuola primaria
“Giuseppe Verdi”, conferenze e visite guidate. Infine
nel Frignano, a Pavullo, film,
spettacoli e una mostra per
riflettere sui 150 anni d’Unità d’Italia.
Vincenzo Borelli, notaio e patriota
Commemorazione
all’Archivio di Stato
nell’ambito delle
iniziative per i 150
anni dell’Italia unita
• Francesco Gherardi
G
iovedì 24 febbraio,
nell’ambito delle
iniziative commemorative del 150°
anniversario dell’Unità d’Italia intraprese dall’Archivio
di Stato di Modena, Angelo
Spaggiari, presidente della
Deputazione di Storia Patria,
ha tenuto la lezione inaugurale, aperta al pubblico del corso
di archivistica speciale, dedicata alla figura di Vincenzo
Borelli. Il Borelli, notaio attivo in Modena sin dagli anni
dell’occupazione napoleonica,
fu il redattore dell’atto di decadenza del duca Francesco
IV, ritiratosi entro i confini
del Regno Lombardo-Veneto
in occasione della rivoluzione del 1831: per questo atto,
una volta restaurato il governo
ducale e repressa l’insurrezione, egli condivise la sorte del
patibolo assieme ad uno dei
leader degli insorti, Ciro Menotti. “A Modena - ha sottolineato Spaggiari - non c’è una
lapide che ricordi Vincenzo
Borelli, come del resto non
esiste, che io sappia, nessuna
lapide che commemori un altro personaggio centrale della
nostra storia, come Antonio
Morandi, che alla sua morte
lasciò a Modena una somma
ingente perché fosse costruito il Palazzo di Giustizia in
Piazza Grande, abbattuto in
tempi recenti per far spazio
alla sede di un istituto di credito”. La vicenda di Borelli,
come quella del possidiese
don Andreoli, giustiziato per
lesa maestà dieci anni prima, ci riporta alla Modena
tetra della restaurazione nel
cui clima Stendhal ambientò
“La Certosa di Parma”, cambiando per ovvie ragioni - lui,
diplomatico francese, non voleva creare incidenti - il nome
della città e dei personaggi.
La nostra era una capitale in
cerca di identità dopo che i
flutti del diluvio rivoluzionario - cancellata l’atmosfera
scanzonata dei decenni di pace di di Ercole III e sommerso
il Ducato in un ventennio di
guerre e di spoliazioni - si erano infranti sulle sponde della
Beresina e sul campo fatale
di Waterloo. La restaurazione
austro-estense di Francesco
IV incontrava l’appoggio delle
masse rurali, specie nel Frignano, ma non mancava chi
vedesse per Modena un futuro
nell’ambito di una Nazione
più vasta degli Stati Estensi.
Cospiratori e duchisti vivevano spalla a spalla nel circuito
angusto ed augusto delle antiche mura: Palazzo Ducale e la
casa di Ciro Menotti in corso
Canalgrande sono separati,
in linea d’aria, da poco più di
un tiro di schioppo. In questo
spazio limitato si svolgono i
fatti del 3 gennaio 1831 e gli
avvenimenti si susseguono in
un climax drammatico. Nella
mattina del 3 febbraio il giovane Nicola Fabrizi ed altri
cospiratori sono arrestati; i
rimanenti congiurati si riuniscono in casa Menotti per
decidere il da farsi e, se sarà il
caso, vender cara la pelle; cala
il sole e i dragoni ducali – polizia militare analoga ai nostri
carabinieri- bussano alla porta
di Menotti: la risposta è una
gragnuola di pallottole che
uccide sul colpo due dragoni.
I fatti di Modena sarebbero
finiti qui, se al Duca non giungesse la notizia che le Legazioni pontificie di Romagna
sono in rivolta e che una colonna è in marcia verso gli Stati Estensi. Francesco IV fugge
verso Mantova portando seco
il Menotti ed istituendo un
confuso governo provvisorio,
subito travolto dall’incalzare
degli eventi. Viene dichiarata la decadenza della Casa
d’Austria-Este e, di lì a poco,
tramite la “Deliberazione dei
Settantadue” istituito un governo d’eccezione presieduto
da Biagio Nardi in qualità di
“dittatore”. Vincenzo Borelli è l’estensore materiale della
dichiarazione di decadenza
del Duca e partecipa alla costituzione del nuovo regime.
La rivoluzione dura poco:
Francesco IV rientra nei suoi
stati e i rivoluzionari fuggono
a Bologna. Borelli, confidando
forse di passare inosservato
grazie alla posizione relativamente defilata che aveva tenuto durante i fatti di febbraio,
decide di rientrare a Modena.
E’ una decisione fatale che lo
condurrà sul patibolo insieme
a Ciro Menotti. Purtroppo,
come ha concluso il professor
Spaggiari, di quella cittadella
sui bastioni nella quale Menotti e Borelli vennero impiccati e nella quale nel XVII
secolo era stato imprigionato
e forse strangolato il poeta e
diplomatico ducale Fulvio Testi – una delle poche fortificazioni italiane che sostennero
realmente un assedio durante
le guerre di successione settecentesche - a causa delle scelte
urbanistiche del dopoguerra
non è sopravvissuto altro che
il portale verso la città, un
baluardo trasformato oggi in
locale alla moda. Con buona
pace della storia patria.
NostroTempo
Domenica 13 marzo 2011
5
Salute
Compie dieci
anni il progetto
modenese “Tallone
d’Achille” per
combattere il
doping
Senza farsi male
lo sport dilettantistico”.
Negli anni, il
“Tallone
d’Achille” ha dato il
via ad una serie
di servizi diversi
come la realizzazione di studi, la
creazione di un
sito web (www.
ausl.mo.it/dsp/
msport/tallone_
achille/index.
htm) e il numero verde 800170001 al quale
si può telefonare
dal lunedì al venerdì dalle 14 al-
T
ra pochi mesi compie dieci anni il
progetto “made in
Modena” il “Tallone d’Achille: partecipare
senza farsi male” nato per
contrastare il doping nella
pratica sportiva. Nel 2001 la
Comunità Europea scelse di
finanziare un progetto modenese, risultato vincitore tra
altri 50 presenti da vari Paesi
europei, orientato alle strategie di intervento per la lotta
al doping. Nato da un’idea di
Ferdinando Tripi, direttore
della Medicina dello Sport
dell’Azienda Usl di Modena,
il progetto è stato condotto con la collaborazione di
enti ed associazioni tra cui
la Provincia di Modena come capofila. Nell’ambito del
“Tallone d’Achille Tale” sono
state realizzate tra le 50 e le
100 iniziative l’anno, su tutto
il territorio provinciale, con
circa 4 mila giovani contattati ogni anno e comprendendo
anche gli eventi organizzati
all’interno di corsi per allenatori e dirigenti sportivi.
Complessivamente, sono state quindi circa 40 mila le persone coinvolte direttamente
in questi 10 anni.
“Ci siamo subito appassionati a questo progetto – spiega
Ferdinando Tripi – perché ci
Ferdinando Tripi
siamoresi conto che circa l’85
per cento di sostanze dopanti
circola nelle palestre e nello
sport dilettantistico, ma non
se ne parla, mentre invece
l’attenzione è massima quando tocca lo sport professionistico, come ha dimostrato di
recente anche il caso del ciclista Riccardo Riccò. Il 97%
dei controlli per la ricerca di
sostanze dopanti viene infatti effettuato sulle poche migliaia di atleti d’élite, mentre
sono rarissimi i controlli nel
mondo amatoriale e dilettantistico dove però, purtroppo,
anche per questi minori controlli, questa pratica è sicuramente più diffusa. Noi ci
siamo allora indirizzati su
“E” per capire un po’di più
E
: questo il semplice e sintetico
titolo della nuova
rivista di Emergency, presentata il 7 marzo
al Forum Monzani: sarà diretta da Gianni Mura - “a
parte il numero di luglio, che
il Tour de France è imprescindibile” – con la supervisione di Maso Notarianni,
che rinuncia a Peacereporter nella versione cartacea,
ma non on line, per questo
progetto.Tutto esaurito in
platea: c’è bisogno di queste
parole? Silenzio profondo
in sala mentre Gino Strada
legge il manifesto di Emergency, nato dopo l’incontro
di Firenze dello scorso anno. “Abbiamo cominciato
andando in giro a curare le
vittime delle mine antiuomo, 17 anni fa – dice Stra-
rapeutiche nelle palestre,
attraverso il progetto regionale “Palestra Sicura”, si
sta ora creando una rete di
palestre fidelizzate ai temi
del Servizio sanitario regionale, aderenti ad un codice
di comportamento etico che
esclude l’utilizzo improprio
di farmaci ed integratori e
che bandisce il doping. Sono
11 le palestre che nel modenese hanno finora aderito al
progetto. E’ inoltre in programma la realizzazione di
convegni sul tema del doping
diretti a personale sanitario
ed a chiunque sia interessato
all’argomento. Uno di questi, “Doping, dalla repressio-
A partire poi da queste esperienze è nato, due anni fa, il
progetto “Positivo alla Salute” con il quale si sono realizzate una serie di iniziative
su tutta le Regione Emilia
Romagna, attraverso la realizzazione di ”Villaggi della
Salute”: una cinquantina di
incontri con la popolazione
in occasione di manifestazioni sportive importanti, con la
presenza di un camper, distribuzione di materiale, incontri con specialisti. Anche le
prime iniziative regionali di
“Positivo alla salute” si sono
svolte nelle scuole modenesi:
a Carpi, Nonantola, Spilamberto, Modena, Pievepelago
e Bomporto. Sul sito www.
positivoallasalute.it si può
inoltre trovare l’unico database gratuito in Italia attraverso il quale verificare se un
farmaco è inserito all’interno
della lista delle sostanze dopanti; questo sia partendo
dal nome del principio attivo
che da quello commerciale,
nell’ambito della farmacopea
nazionale.
Per contrastare l’uso di sostanze e farmaci usati al di
fuori delle indicazioni te-
ne alla prevenzione”, si terrà
la sera dell’ 1 aprile presso
il Teatro del Tempio a Modena con interventi di operatori del Centro regionale
antidoping, del procuratore
Raffaele Guariniello e in
collaborazione con i Nas dei
Carabinieri e la Circoscrizione 1.
Alla domanda su chi questo
meritevole impegno contro il
doping dovrebbe avere come
alleati, Ferdinando Tripi risponde con una punta di amarezza: “sicuramente i genitori
dei ragazzi, perché spesso sono proprio loro che vogliono
che i propri figli raggiungano
risultati a tutti i costi, anche
prendendo – diciamo cosìdelle scorciatoie. Sì, spesso i
genitori qui mancano. Quello
che noi invece vogliamo far
capire è il gusto dell’impegno, la riscoperta del valore
del sacrificio e della fatica
per ottenere risultati, non solo nello sport, ma anche nella vita. In questo anche altre
realtà, come le parrocchie, la
scuola, le società e gli enti di
promozione sportiva, le istituzioni, possono sicuramente
essere di grande aiuto”.
questa realtà e abbiamo puntato
sull’informazione e
sulla
prevenzione
stupendo
anche
i
nostri
interlocutori, quando
riportiamo
“Il Tallone
d’Achille”
in convegni
internazionali, perché
all’estero in
pochi mettonoin relazione
il
doping con
Gino Strada ha presentato a Modena la nuova rivista mensile di Emergency che uscirà il 6 aprile
• mariapia cavani
le 16 per avere informazioni,
anche in maniera anonima,
su farmaci, sostanze e pratiche dopanti o sospette tali.
Quanto realizzato con il
progetto è stato poi “notato”
dall’assessorato regionale alla
Salute che ha localizzato a
Modena la sede ed il coordinamento tecnico del Centro
regionale antidoping: in questa sede sono stati eseguiti
decine di controlli dello stato
di salute degli atleti attraverso esami laboratoristici
su tutta la provincia, non per
ricercare sostanze dopanti
ma per verificare se lo stato
di salute dell’atleta era compatibile con la competizione.
da – mine di cui
l’Italia, nel silenzio
generale, è prima
produttrice. Da qui
è nata la riflessione
sulla medicina, e
sulla salute, diritto
inalienabile,
che
mai dovrebbe essere
animata dal profitto: perché un cittadino europeo ha
diritto ad una Tac,
al bisogno, e un cittadino africano ad
un antibiotico e ad
una vaccinazione,
quando va bene?
Da queste domande, dalle riflessioni
sulla guerra è nata
l’idea del giornale”. Il primo
numero uscirà il 6 aprile, da
lì ogni primo mercoledì del
mese. E’ possibile l’abbonamento, sia cartaceo che
on line. Il break even è a 30
mila abbonamenti, da lì in
poi il ricavato andrà tutto
agli spedali di Emergency
nel mondo. “Un mensile
di 128 pagine, in cui troveranno spazio inchieste,
viaggi, grandi reportages,
interviste, servizi anche
‘fastidiosi’, posta del cuore
e posta del fegato. Abbiamo molti amici: Camilleri ci ha donato un lungo
racconto, ma scriveranno
per noi anche Erri de Luca, Tabucchi, Colaprico,
Serra, Capossela. Tra le
rubriche scomode quella
che ogni mese terrà il conto dei morti sul lavoro e
quella che darà conto delle
violenze sulle donne che
accadono in famiglia”.
6
NostroTempo
Domenica 13 marzo 2011
Diocesi
Segue da pagina 1
Agenda della
Diocesi
“Ritornate al Signore vostro Dio”
P
oi l’ ascolto della Parola di Dio.
Perché non dedicare
un po’ di tempo per leggere
e interiorizzare il Vangelo
della domenica, per lasciarci
poi accompagnare durante la
settimana? I testi evangelici
delle domeniche di Quaresima attraverso i simboli che
richiamano i bisogni fondamentali dell’uomo come il
pane, l’acqua, la luce, la vita,
ci guidano ad un incontro
particolarmente intenso con
il Signore. Il Santo Padre,
Benedetto XVI, nel Messaggio per la Quaresima, che
invito caldamente a meditare, ce ne offre una mirabile
sintesi.
Aggiungo la Messa domenicale (per chi può andare
anche quella quotidiana),
facendola diventare il cuore
della propria vita e della vita
della comunità.
Infine il sacramento della Penitenza.
Dobbiamo liberare il cuo-
re dalla pesantezza che viene
dai nostri peccati, dalle nostre
abitudini, dai nostri errori. La
confessione, se fatta bene, come
ci libera dalla colpa, può anche
purificare la nostra memoria e
aiutarci ad affrontare il futuro
con maggiore scioltezza.
L’ elemosina
E’ la conversione al rapporto
con gli altri, quindi il renderci
responsabili del bisogno dell’altro.
L’elemosina nasce dall’educazione al “cuore buono”, dal lasciare entrare l’altro, soprattutto
il povero, nella propria vita.
Se è attenzione al bisogno concreto dell’uomo, l’elemosina
tuttavia non è riducibile a dare
qualche spicciolo, ma si traduce nel fare della condivisione
uno stile di vita quotidiano. È
sinonimo di carità operosa. La
riservatezza raccomandata da
Gesù nel praticarla, unita all’esortazione a profumarsi il capo
quando si digiuna, è invito a
spargere intorno a sé “il buon
odore della carità”, in altre pa-
role, a trasmettere nei propri
rapporti abituali attenzione,
simpatia, calore umano, a intessere relazioni positive improntate ad accoglienza e fiducia.
Il digiuno
E’ la conversione al giusto rapporto con se stessi: imparare a
non essere schiavi di niente e di
nessuno.
È segno della disponibilità alla
Parola, alla voce dello Spirito.
L’uomo, anche il più forte, più
intelligente e bravo di questo
mondo, rimane un povero che
per vivere ha bisogno di tante
cose: di cibo, di vestito, di amicizie, di salute, di una casa, di un
lavoro.
Il male non è cercare di soddisfare questi bisogni, ma il
ridurre la vita al possesso delle
cose, l’essere schiavo delle cose.
Il pane, il denaro, il benessere,
la salute, la realizzazione sociale, sono cose buone, purché non
diventino il nostro assoluto, il
nostro Dio.
Il Vangelo dice che l’uomo è
più grande delle cose, la sua vita
è più grande del cibo.
L’uomo deve vivere in mezzo
alle cose mantenendo la sua libertà. Gesù ci dice: “Non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni
parola che esce dalla bocca di
Dio”(cfr. Mt 4,4).
Con il digiuno noi impariamo
a conoscere e a moderare i nostri tanti appetiti e impariamo
a disciplinare le nostre relazioni con gli altri, con le cose,
sempre tentate da voracità.
Il digiuno è così ascesi del bisogno ed educazione del desiderio.
Il digiuno è anche segno di solidarietà, perché la rinuncia a
qualcosa non è fine a se stessa,
bensì al donare agli altri il suo
frutto. Il privarsi per donare
agli altri ci mette nella condizione di partecipare alla privazione di chi vive sempre nel
bisogno: una comunione vera.
Anche per l’elemosina e per il
digiuno mi permetto di offrire
indicazioni concrete.
Invito a considerare soprattutto le iniziative di carità indi-
cate dalla Caritas diocesana:
sarà un modo bello per testimoniare che percorriamo
insieme il cammino di conversione.
Conclusione
Affido queste semplici considerazioni a tutta la Chiesa
di Modena - Nonantola con
la speranza che ci aiutino nel
cammino di conversione quaresimale in sintonia con tutta
la Chiesa.
Che alla fine possiamo dire: “Ho incontrato Dio nella
preghiera; l’ho incontrato nel
fratello bisognoso e ho praticato l’elemosina; nel digiuno
e nei sacrifici che ho fatto ho
scoperto che Dio solo è il tutto dell’uomo e che Dio solo
basta”.
Maria segno di sicura speranza e di consolazione per il
pellegrinante popolo di Dio,
sostenga il nostro cammino.
Modena, 6 marzo 2011
+ Antonio Lanfranchi
Arcivescovo Abate
Da Modena a Madrid per la Gmg
“
V
orrei che tutti i giovani,
sia coloro che condividono la nostra fede in
Gesù Cristo, sia quanti esitano,
sono dubbiosi o non credono
in Lui, potessero vivere questa
esperienza,che può essere decisiva per la vita: l’esperienza del
Signore Gesù risorto e vivo e
del suo amore per ciascuno di
noi”: questo l’invito rivolto da
Benedetto XVI ai giovani nel
suo messaggio. La Pastorale
giovanile modenese, che ha
già incontrato una prima volta i partecipanti il 28 febbraio
scorso, ha organizzato due modalità di viaggio: una più lunga,
col gemellaggio a Granada, dal
10 al 22 agosto e la sola permanenza a Madrid, dal 15 al 22
agosto.
sa. A seguire la partenza verso
Madrid.
Il programma nella capitale ha
inizio il 16 agosto, con l’accoglienza delle comunità
ospitanti
e
sistemazioni.
Alle ore 17.30
Celebrazione
Eucaristica di
apertura della
GMG celebrata dall’arcivescovo di Madrid in Plaza de la Cibeles. In serata si apre il festival
della Gioventù. Ogni giorno
in mattinata le catechesi dei
vescovi, nel pomeriggio del 16
l’accoglienza del Santo padre, la
sera del 20 la Via Crucis. Sabato 20 agosto all’aeroporto militare “Cuatro Vientos” la veglia
e l’adorazione Eucaristica con il
Santo Padre.
C
Giovedì 17 marzo
ore 20.30 al CFN
laboratorio Nicodemo
di catechesi con gli adulti
Sabato 19 marzo
in Seminario
Ritiro ragazzi I media
I superiore
(anche domenica 20)
Agenda del
Vescovo
Martedì 15 marzo
ore 21 in San Faustino
Martedì del Vescovo
Mercoledì 16 marzo
ore 16 in Seminario
Incontro con i “Ragazzi
in cammino”
Giovedì 17 marzo
ore 19 in Cattedrale
Eucarestia nell’anniversario di morte
di Chiara Lubich
Venerdì 18 marzo
ore 21 a Pozza
Lectio Divina per l’unità
pastorale
Domenica 20 marzo
ore 10
Incontro con i capi scout
ore 18 in Cattedrale
S. Messa
Ufficio servizio biblico
Le intenzioni per marzo
uore divino di Gesù, io
ti offro, per mezzo del
Cuore Immacolato di
Maria, Madre della Chiesa, in
unione al Sacrificio Eucaristico,
le preghiere e le azioni, le gioie
Martedì 15 marzo
ore 18 al CFN
Credo la vita eterna
ore 21 in San Faustino
Martedì del Vescovo
Lunedì 14 marzo
ore 20.45 a Soliera
Incontro in parrocchia
Apostolato della preghiera
e le sofferenze di questo giorno:
in riparazione dei peccati, per
la salvezza di tutti gli uomini,
nella grazia dello Spirito Santo,
a gloria del divin Padre.
In particolare preghiamo per
le intenzioni affidate all’ AdP
dal Papa, dai nostri vescovi e
Lunedì 14 marzo
in Seminario
Inizio della settimana
comunitaria
per gli adolescenti
Domenica 13 marzo
Incontro regionale Ordo
Virginum
ore 18 in Cattedrale
S. Messa
Pastorale giovanile
Il gemellaggio con la diocesi di
Granada prevede, dopo l’accoglienza nei vicariati, una serie
di attività nelle varie parrocchie
e decanati. Ogni giornata inizierà con una preghiera nelle
rispettive comunità di accoglienza; poi si organizzeranno diverse gite, visite guidate,
momenti d’incontro, workshop,
gruppi di lavoro, musical, preghiere ecumeniche, adorazione eucaristica in monasteri di
clausura. Domenica 14 agosto
la celebrazione della S. Messa
domenicale nelle parrocchie
di accoglienza. Al pomeriggio
partenza per il capoluogo della
diocesi, dove sarà celebrata una
veglia musicale allo stadio di
calcio Los Carmenes. Lunedì
15 agosto, al termine della veglia, la preghiera del Rosario e
all’alba si celebrerà la S. Mes-
Domenica 13 marzo
ore 15.45 al CFN
Per mano nel deserto
dai Missionari per il mese di
marzo 2011:
- Perché le nazioni dell’America Latina possano camminare
nella fedeltà al Vangelo e progredire nella giustizia sociale e
nella pace.
- Perché lo Spirito Santo dia
luce e forza alle comunità e ai
fedeli perseguitati o discriminati a causa del Vangelo in tante regioni del mondo.
- Perché lo Spirito Santo ci
doni la forza di un’autentica
conversione e ogni battezzato,
esercitando il sacerdozio co-
mune, regale e profetico, operi
al fine di ricondurre a Dio tutte
le cose.
- Pregare per il Clero dicendo:
Cuore di Gesù, fa’ che i tuoi
eletti siano irradiazione della
tua presenza in mezzo agli uomini.
Il Simposio
rimandato
al 7 maggio
E
ra in calendario per
il prossimo 19 marzo il Simposio Biblico
diocesano, ma per esigenze
dell’ufficio è stato rimandato
al prossimo 7 maggio.
NostroTempo
Domenica 13 marzo 2011
7
Giovani
La parola per capire la Parola
Nel convegno della
Pastorale scolastica
l’esperienza di
Barbiana raccontata
da due ex studenti
della scuola di don
Milani
• Luca Beltrami
D
ue modelli di scuola a confronto, ma
anche il racconto di
un uomo che con
le sue idee rivoluzionarie ha lasciato un segno profondissimo
nel mondo
dell’educazione italiana.
Domenica 6
marzo il Centro Famiglia
di Nazareth
ha ospitato un
convegno dal
titolo “Capire… perché capire?”
organizzato
dalla Pastorale scolastica. Relatori
dell’incontro
sono
stati Agostino
Burberi
e
Michele Gesualdi, due
dei sei ragazzi che hanno
seguito
dal principio
l’esperienza
Modena e i giovani:
condividere la
responsabilità
educativa. Il
convegno sui centri
di aggregazione
giovanile
• Mariapia Cavani
I
“
centri di aggregazione giovanile: una responsabilità
educativa condivisa”: questo il titolo del convegno
che si è svolto lo scorso venerdì
alla Tenda. La nostra città – forse non tutti lo sanno – ha dato
vita ad un tavolo tecnico di coordinamento dei Cag (centri
di aggregazione giovanile): un
gruppo di lavoro composto da
chi – enti, associazioni – operano in campo educativo nei
luoghi in cui i giovani vivono.
Ludoteche, Cag, doposcuola,
Net Garage, spazi con carat-
un posto da ultimi, non certo
una promozione, ma piuttosto
un modo per non far sentire la
sua voce. La mossa sortì l’effetto
contrario. Dal giorno seguente
il suo arrivo organizza il dopo scuola e a sei bambini dà
l’opportunità di frequentare
gratuitamente una scuola
elementare privata”.
pastorale ed educativa di
don Lorenzo Milani a
Barbiana.
Dopo l’introduzione di
don Graziano Gavioli e la
lettura del Vangelo (Mt 7,
21-27), spazio al cinema,
con due spezzoni significativi
tratti da
“L’attimo
fuggente”
e “Auguri
professore”. Il
microfono è poi
passato ad
Agostino
Burberi,
che
ha
prima
tratteggiato
la
figura del sacerdote toscano e di seguito
si è soffermato
sulla sua idea di
scuola e di società: “Abbiamo
conosciuto la
vita di don Milani solo dopo
la sua morte e
dopo il libro di
Neera Fallaci, perché lui parlava
dei suoi anni prima della conversione come del buio. Negli
anni ’50 aveva già capito che la
parola marcava la differenza tra
poveri e ricchi, e durante la sua
conversione chiese di diventare
povero perché non sopportava la
classe agiata di cui faceva parte.
Durante il seminario – continua
Burberi – crebbe l’insofferenza
nei suoi confronti e, una volta
ordinato sacerdote, fu mandato prima a Calenzano, poi il 7
dicembre 1954 a Barbiana. Era
è forse improponibile. Con lui
ci ritrovavamo insieme in due
momenti, la lettura del giornale
dopo pranzo e quando arrivava
un ospite. Per lui fare cultura
significava fare di tutti dei cittadini consapevoli, per questo il
suo motto era ‘I care’, mi sta a
cuore”. Nel 1965 il processo per
apologia di reato, in seguito ad
un articolo in difesa
dell’obiezione di coscienza, procedimento interrotto dalla
morte del sacerdote
nel 1967: “La vicenda lo coinvolse che
era già malato, ma lo
stesso servì per ribadire durante le lezioni che ognuno deve
prendersi la responsabilità delle proprie
azioni. Secondo lui
condannare le armi
era un dovere per
un cattolico, e questa posizione è stata
l’ennesima non allineata con la
Chiesa di allora”.
Infine Burberi, da ex studente
di Barbiana ha consigliato gli
attuali studenti modenesi, definendo “in crisi, ma non tutta
da buttare” la scuola attuale:
“Lo scenario proposto ai ragazzi di oggi è piuttosto povero.
Perché allora non studiare per
cambiare la società? Perché
non studiare per spendersi per
gli altri? Quando chiedevano a
don Milani che tecnica usasse,
lui rispondeva che non c’è un
modo per stare a scuola, ma un
modo per essere a scuola, sottolineando l’importanza della
coerenza
dell’insegnamento,
più ancora del contenuto. Non
dobbiamo pensare all’esperienza
di Barbiana come straordinaria
e dobbiamo togliere la patina di
mito che l’avvolge. Ci sono tanti
don Milani nel mondo, bisogna
sostenerli e ritrovare i valori
che hanno reso possibile questa
esperienza”.
Cosa significava studiare
a Barbiana? “La sua era
un’autentica
ossessione
per la ricerca della verità, la
propria verità. A Barbiana
si studiava per sapere, ed
era difficile far capire a chi
arrivava da fuori che non
aveva senso copiare perché
non c’erano voti. Si andava avanti nel programma
solo se tutti avevano capito e ci si aiutava a vicenda, un modello che oggi
Una città “educante”
teristiche e attività diverse, accomunati dalla presenza degli
educatori, che condividono
lo scopo: accogliere i giovani,
ascoltarli, prevenire il disagio,
favorire la socializzazione, l’incontro e lo scambio. Il tavolo
tecnico, dopo un anno di lavoro,
ha redatto una Carta d’intenti,
discussa in Consiglio comunale
lo scorso 28 febbraio, che afferma la volontà di “sentirsi parte
attiva di una città e artefici di un
progetto di società”.
I giovani, nella carta, non sono
visti come “oggetti da gestire”,
ma come “persone e cittadini che possiedono capacità da
mettere all’opera per contribuire
a generare idee ed immaginare
risposte per affrontare le sfide
attuali della convivenza sociale”.
I giovani come risorsa ed opportunità: ecco una ottima chiave
di lettura, Nel percorso la diocesi è tra i promotori, attraverso
Animatamente e la Pastorale
Giovanile, insieme al Comune,
coinvolto per molteplici aspetti,
Arci, Gavci, Girasole, Alchemia,
Fondazione S. Filippo Neri.
“La discussione della carta in
Consiglio comunale – ha sottolineato l’assessore Fabio Poggi – è servita a condividere con
tutte le istituzioni il percorso, ad
affermarne l’esistenza, perché
tutta la città sia consapevole del
patrimonio Cag, perché nasca
un confronto costante per il
cammino futuro”.
L’assessore Querzè, attraverso
l’identificazione di tre parole
chiave, ha tracciato la situazione attuale “La
prima, l’emergenza nell’educazione non c’è,
ma ci sono situazioni strutturali:
ad esempio una
rappresentazione dei giovani
che serve a costruire la paura,
che manca della valorizzazione
dell’aspetto positivo. La scuola
superiore assiste ad una disgre-
gazione, il personale docente
è più anziano della media del
nostro paese, aumenta il contenzioso: la situazione è più grave
proprio nella fascia di età in cui
si interiorizzano le regole. La seconda parola è la condivisione:
di un’idea di città, del ragazzo,
del giovane e dell’adolescente,
di educazione formale ed informale. Tutti devono interrogarsi
su questi temi, allargando il confronto anche ai soggetti che si
occupano di educazione e non
sono ancora presenti nella Carta.
Il confronto infatti fa nascere il
nuovo e il buono che prima non
c’era.
La terza parola è responsabilità,
condivisa nella carta insieme alla
promessa di un impegno. L’educazione informale, quella che si
sperimenta nei Cag, ha modi e
ritmi propri, ma chi vi opera ha
al responsabilità di condividere
ed approfondire questo scopo,
anche in relazione con l’educazione formale. Tutto educa, anche il male: la responsabilità sta
nell’evidenziare le potenzialità,
insieme ai problemi”.
Dopo gli interventi istituzionali, lo spazio di confronto tra
gli operatori presenti, su quattr
linee tematiche colte dalla Carta d’intenti: “Quale educazione:
faccenda di esperti o costruzione
di patti responsabili e condivisi
con le comunità?” – “Quale autonomia e centralità dei giovani
nei contesti?” – “Quale incontro
fra la dimensione politica e l’esperienza giovanile?” – “Quale
incontro con il mondo scolastico per un lavoro condiviso?”.
Una città che si prende cura dei
giovani, dei loro spazi e del loro
futuro: questa Modena ci piace.
8
NostroTempo
Domenica 13 marzo 2011
Aperto
Spazio
Approfondimenti teologici
L’Eucaristia e ciò
I
che la deve precedere
Yara: il bene, il male
Una questione
posta all’attenzione
del giornale: la
situazione di chi
non può accedere
alla comunione
eucaristica
• don Massimo Nardello*
S
u richiesta del direttore del settimanale,
vorrei offrire alcune
considerazioni di tipo teologico su un aspetto a
tutt’oggi controverso dell’insegnamento del magistero
cattolico, cioè il fatto che un
credente non possa ricevere la
comunione eucaristica se si trova
in una condizione
di peccato grave e
rifiuta di confessarsi, o se non è in
piena comunione
con la Chiesa. Si
tratta ovviamente di temi molto
complessi, anche
perché connessi
a problematiche
molto
delicate
quali la cura pastorale delle persone
conviventi
oppure divorziate
e risposate. Il mio
intento è semplicemente quello di
suggerire alcune
riflessioni perché
la dottrina e la
prassi
pastorale
della chiesa cattolica su queste questioni possa essere
meglio capita.
Vorrei fare anzitutto una premessa di tipo generale, per
lasciare la trattazione delle
due questioni specifiche sopra menzionate agli articoli
che seguiranno. Mi sembra
che parte della difficoltà e
dell’imbarazzo nel trattare il
problema dell’esclusione di alcune persone dalla comunione
eucaristica dipenda dal fatto
che per molti secoli la messa è
stata pensata e presentata come l’esperienza di base della
vita cristiana, come qualcosa
che appartiene al vissuto elementare del credente, come
dimostra il fatto che anche i
bambini sono invitati a parteciparvi. Per questo oggi è
molto più indicativo del proprio essere cattolici convinti
la disponibilità a svolgere un
servizio in una parrocchia, in
un’associazione o in un movimento che la partecipazione
domenicale all’eucaristia. In
questo quadro risulta difficile
capire perché non sia possibile
una piena partecipazione alla
messa – cioè, ricevendo anche
la comunione – da parte di chi
è sinceramente credente solo per il fatto che si trova in
una situazione problematica
sul piano etico. Perché la sua
situazione di difficoltà gli preclude l’accesso all’esperienza
più elementare della vita cristiana? Anzi, non ne ha forse
più bisogno di chi si trova a
vivere in una situazione migliore?
In realtà, l’esperienza di base della vita cristiana, quella
compresa centralità
dell’eucaristia nel
ministero
presbiterale e nella vita ecclesiale ha
reso molto più
marginale l’annuncio della parola
rispetto al momento
sacramentale ed eucaristico in particolare.
Così, se è impensabile
che in una parrocchia non
ci siano le celebrazioni
delle messe, nessuno si scandalizza se
mancano altri momenti di ascolto
della parola di
Dio. Ovviamente
è
molto più
facile
re il valore
dell’ascolto
della
parola di
Dio e lo
presenteremo
sempre più
come
l’esperienza
di base
della
vi-
l centro culturale cattolico il Faro di Modena intende
esprimere una sua valutazione, meditando sulla dolorosissima vicenda della giovane Yara.
L’atroce delitto nasce e si concretizza nella libera scelta
di chi lo ha perpetrato di portarlo al compimento finale; non
sappiamo se mai troveremo costui (o costoro) o se mai ne sapremo le reali motivazioni ma certo potremo dire che senza
una libera volontà di esecuzione questo atto non sarebbe stato,
oggi, amara realtà.
Si ripropone quindi l’eterno dilemma che ruota attorno alla libera scelta di ogni individuo tra ciò che è bene e ciò che invece
è male; più in profondità, la scelta è tra ciò che è “vero” bene e
ciò che è “realmente” male, ovvero si pone la questione ultima
di sapere su cosa dobbiamo fondare il vero bene.
Risulta difficile avere un approccio emotivamente asettico alla vicenda di Yara ed il cuore non può non essere sopraffatto
dall’orrore e dalla rabbia e improbabile è poter affermare di
essere esenti da sentimenti di una preudo-giustizia essenzialmente vendicativa; quello che spesso però manca è il passo
successivo: il chiedersi cioè se la nostra collettività si preoccupa realmente di insegnare ai suoi membri qual è il vero bene
dell’uomo. Quante libere scelte individuali potrebbero essere
guidate e ben orientate da una retta coscienza se questa fosse
fin dalla più tenera età formata ad una palestra che insegni le
rigide regole della moralità delle azioni.
Non è una ricetta che vogliamo dare ma una speranza: quella
cioè che l’uomo riprenda ad ascoltare più i dettami della legge
naturale iscritta nel suo cuore che non le banalità delle televisioni commerciali, le pubblicità mendaci, le vanaglorie di certi
improvvisati politicanti, le faziosità di troppi organi di comunicazione sociale.
Vogliamo proporre un ripensamento, affinché si ritorni all’educazione al bello, al vero, al buono.
E cosa dire poi del dolore ingiusto dei genitori di Yara?
Abbiamo per l’ennesima volta dimostrato che il Dio buono
non esiste e che tutto è tenebra ?
No, non crediamo questo ma non abbiamo una risposta che
riesca a soddisfare tutti; ancora però abbiamo sempre e solo
una speranza, che per taluni poi è anche certezza: che da un
male cioè apparentemente ingiustificabile nasca – quando e
come non ci è dato conoscerlo – un bene maggiore.
Giuliano Bursi
centro culturale cattolico Il Faro - Modena
Un incontro
nell’ambito del Concilio
G
che tutti possono vivere senza alcuna discriminazione, è
l’ascolto della parola di Dio.
L’eucaristia invece, come tutta la preghiera liturgica della
Chiesa, è il culmine dell’esistenza cristiana, a cui l’ascolto della parola di Dio orienta
(cf. SC 9-10). Negare la piena partecipazione all’eucaristia, cioè la recezione della
comunione eucaristica, non
significa quindi precludere
l’esperienza cristiana di base,
ma solamente non consentire
l’accesso al suo momento più
alto.
Il problema è che non di rado
le nostre comunità non hanno molto di più da offrire rispetto ai sacramenti. Una mal
celebrare dei sacramenti che
spezzare il pane della parola:
anche se preparare la liturgia
e presiederla fruttuosamente
richiede competenza ed impegno, la predicazione è enormemente più coinvolgente sul
piano personale, soprattutto
se avviene in un contesto non
liturgico nel quale è possibile
un dialogo sincero con i partecipanti. Le loro domande
e i loro stimoli richiedono
al predicatore di mettersi in
gioco come credente, di tirare fuori ciò che realmente ha
maturato nel suo cammino
di fede; in questi contesti, la
dissimulazione è facilmente
riconosciuta e rifiutata.
Se continueremo a riscopri-
ta cristiana, ricollocando l’eucaristia al suo vertice, coloro
che non possono ricevere la
comunione forse si sentiranno meno estranei nella chiesa,
potendo comunque continuare a beneficiare del nutrimento fondamentale della fede
cristiana.
Fatta questa premessa, occorre
chiarire perché non sia possibile la recezione della comunione per chi si trova in una
condizione di peccato grave e
rifiuta di confessarsi, o per chi
non è in piena comunione con
la chiesa. Tutto questo sarà
oggetto dei prossimi articoli.
* teologo
1 - continua
li incontri promossi in questi anni tra cristiani e
musulmani di Modena, con esplicito mandato di
monsignor Cocchi e confermati da monsignor
Lanfranchi, hanno avuto l’esplicita finalità di conoscersi reciprocamente secondo le proprie tradizioni religiose
e spirituali.
Mi sembra sia proprio questo l’ambito che il Concilio nella
dichiarazione Nostra Aetate invita a esplorare per superare
incomprensioni e diffidenze legate spesso a stereotipi e ignoranza reciproca.
Questo non vuole certo dire attenuare le differenze o trovare impossibili concordismi su punti specifici di ogni credo. In
questi incontri si è potuto toccare con mano un crescendo di
reale desiderio di ciascuno di rendere testimonianza con verità e con mitezza della speranza che anima i credenti .
Mi pare che al di là di tanti aspetti positivi avuti da queste
iniziative, anche solo questo risultato di incontro e conoscenza
che è progressivamente maturato debba portare nella nostra
Chiesa ad una grande gratitudine. La comunità cristiana di
Modena è stata in grado di ascoltare con attenzione la
tensione spirituale di questi nostri amici credenti nell’Islam
e a un tempo è stata in grado di farsi ascoltare, di dare conto
della speranza in Gesù, di fare conoscere alcuni punti fondamentali della nostra fede a persone che non avrebbero mai
avuto questa opportunità.
Questi incontri hanno creato vincoli di rispetto, di amicizia,di
ulteriore curiosità ed attenzione alle diversità di cui siamo
portatori, senza ulteriori scopi se non quello di dare prova che
la convivenza ed il riconoscimento reciproco è possibile in
concreto oggi a Modena anche sul piano religioso e non solo
pragmatico.
Questo lavoro mi pare sia davvero prezioso e abbia un respiro
ben diverso dall’ottica e dai contenuti presentati nella lettera
pubblicata la scorsa settimana.
Guido Federzoni,
diacono della Chiesa di Modena
NostroTempo
Domenica 13 marzo 2011
9
10
NostroTempo
Domenica 13 marzo 2011
dalla Città
Modena per la liberazione di Asia Bibi
Difesa delle donne
e dei diritti umani
I
l consiglio comunale
di Modena ha deciso
all’unanimità di srotolare un grande striscione per la vita di Asia
Bibi sulla facciata del Municipio in Piazza Grande.
Un’iniziativa in favore non
soltanto di una madre di cinque figli, cristiana, condannata a morte per blasfemia
in un tribunale del Pakistan,
ma, più in generale, a sostegno dei diritti umani, della
libertà di religione e a difesa
della donna. Asia Bibi sul
luogo di lavoro difendeva la
sua fede cristiana e questo
le ha causato una denuncia
da parte di un imam locale,
maltrattamenti, prigionia e
infine una condanna a morte con l’accusa di aver offeso
Maometto. Il ricorso in appello non le risparmierà mesi di prigionia alla mercé di
guardie carcerarie o di fana-
tici che potrebbero ucciderla
in nome di Allah. Numerosi
voci si sono levate in richiesta di cancellazione del reato
di blasfemia, di salvaguardia
delle minoranze religiose,
di uguaglianza tra nazionalità, cultura, colore, sesso,
lingua, religione, opinione
politica, origine sociale, ricchezza e nascita. A questo
coro unanime
di
richiesta
di iniziative
urgenti delle
sedi internazionali per la
liberazione di
Asia Bibi si
unisce ora anche la città di
Modena.
so la Camera di Commercio di
Modena attraverso la formula
del BarCamp “nessuno spettatore, tutti partecipanti”: modalità innovativa di collaborazione e
scambio che prevede interventi,
speach, opinioni, progetti ed
esperienze di
esperti, curiosi
e appassionati
da tutta Italia.
KnowCamp
nasce dalla sinergia e dalle
idee di giovani innovatori nel
campo della comunicazione e
delle nuove tecnologie, la partecipazione è gratuita e il programma il seguente: venerdì
18 alle 19.15 “From The Front”
tecniche di sviluppo del web,
KnowCamp:Web e Sapere alla Camera di Commercio
Relazioni,
condivisione,
comunicazione il
17, 18, 19 marzo
I
nternet come strumento
di innovazione, informazione, cooperazione
e cittadinanza attiva. La
rete per la creazione di un
sapere condiviso e costruttivo
attraverso il quale rinnovare,
migliorare ed ampliare le modalità di relazione personale.
Tutto questo e molto altro è
KnowCamp: un evento noprofit di tre giorni dedicato al
Web e al Sapere. Un’opportunità
di incontro e di confronto per
imparare ad utilizzare al meglio
gli strumenti della rete e incontrare i promotori dell’innovazione digitale italiana. L’iniziativa si
terrà il 18, 19 e 20 marzo pres-
sabato 19 dalle 10 alle 13
“WordCamp” raduno di blogger e utilizzatori di WordPress,
domenica 20 alle 10.30 “Prospettive Digitali per l’Italia”
tavola rotonda con Alessandra Farabegoli, web strategist,
Marco Zamperini, ideatore e
promotore di Agenda Digitale, Stefano Epifani, docente a
La Sapienza di Roma e Gianluca Diegoli, consulente di comunicazione e marketing.
Per info: www.knowcamp.it
Ottimisti nonostante la crisi
Centro italiano femminile
Festeggiamo le donne! No profit: raccolta fondi
C
on quattro giorni di
anticipo sull’8 marzo, si è svolta venerdì 4 alla Circoscrizione 1
Centro Storico la tradizionale Festa della Donna per
le Insegnanti, le associate al
Centro italiano femminile e i partecipanti al corso
di Italiano per persone straniere del Cif. Una festa tutta
particolare, alla quale erano
invitati non solo le donne,
ma tutti i partecipanti al
corso e i loro familiari. Erano presenti gli assessori alle
Pari Opportunità e ai Servizi Sociali, Marcella Nordi e
Francesca Maletti, a sottolineare l’importanza del corso
per favorire l’integrazione
e il lavoro degli immigrati.
La sala grande di
piazza Redecocca
era gremita; dopo brevi saluti
della presidente del Consiglio
Comunale, Caterina Liotti, e del
presidente della
Circoscr izione,
Roberto Ricco,
un quartetto di
flauti di allievi
dell’Istituto
Orazio Vecchi ha
eseguito brani di
musica classica e
popolare, chiudendo con l’esecuzione dell’inno
nazionale. Dopo
il lungo e meritato applauso, la presidente
del Cif Marika Bronzato ha
aperto il buffet, da tutti gradito in un clima di serena
amicizia.
a segno + nel 2010
L
e donazioni verso le
organizzazioni
no
profit sono cresciute nel 2010 nonostante il
perdurare della crisi. I dati
raccolti dall’Istituto italiano
della donazione e dall’Osservatorio di sostegno al no
profit sociale restituisce un
quadro
inaspettatamente
positivo per lo scorso anno
che dà spazio a previsioni
ottimistiche per il futuro.
Dalle 109 organizzazioni
coinvolte nelle indagini sono, infatti, emersi numeri
incoraggianti: nel 30% di
Onp che ha incrementato la
propria raccolta fondi (nel
2009 era il 26%) c’è ben un
7% che dichiara di aver raccolto “molto di più” rispetto
al passato. Purtroppo c’è anche un 37% che non ha registrato nessun cambiamento
sostanziale ed un 33% che riferisce di aver raccolto meno
del 2009. Per quanto riguarda
le prospettive future, le organizzazioni si dimostrano
comunque fiduciose: il 43%
prevede un ulteriore miglioramento, mentre un 16% si
aspetta di peggiorare.
Soffermandosi sui singoli ambiti del no profit, nel
periodo natalizio la cooperazione internazionale ha
ottenuto i risultati migliori,
mentre nel corso dell’intero
anno ad avere la meglio sono state la salute a la ricerca
scientifica. Nel complesso
si è registrato un +11% di
organizzazioni in miglioramento nell’ambito della
cooperazione internazionale, un + 3% per l’emarginazione sociale e un +18% per
la salute e la ricerca scientifica.
Chiesa dell’adorazione di S. Eufemia
Prepariamo la nostra Quaresima
P
reghiera, ascolto, grazia: i temi per preparare la Quaresima con la congregazione delle figlie
del Sacratissimo Cuore di Gesù. Ogni giovedì tutta la comunità è invitata a partecipare ad
un’ora di adorazione guidata dalle ore 18 alle ore 19. Il programma prevede l’intervento il
10 marzo del diacono Paolo Bertolani, il 17 marzo di mons. Giacomo Morandi, il 24 marzo di
suor Elena Bosetti, il 31 marzo di suor Franca Anceschi, il 7 aprile di don Graziano Gavioli e il
14 aprile del diacono Mimmo Ferrari.
Torna Modena in fiore il 19 e 20 marzo
La nostra città accoglie la primavera
L
a nostra città come ogni anno accoglie la primavera con
“Modena in fiore”, la manifestazione florovivaistica che
impreziosisce le più belle vie del centro storico. Colori,
profumi e creazioni richiameranno migliaia di visitatori da tutta
la provincia per la nona edizione di questa vivace rassegna il 19
e 20 marzo. La kermesse riserva per il 2011 alcuna importanti
novità: innanzi tutto la location che, dall’iniziale postazione in
piazza Pomposa, si è allargata a tutti gli scorci più suggestivi del
centro, con un raddoppio degli espositori rispetto allo scorso anno.
Via del Taglio e tutta la zona della Pomposa accoglieranno piante
e fiori di ogni tipo provenienti da tutt’Italia e non solo: le insolite
Tillantsie, gli esotici bonsai, le preziose orchidee, ma anche gerani, viole, petunie, senza dimenticare gli agrumi provenienti dalla
regione del sole, la Sicilia. Oppure piante grasse in composizio-
ni o anche in vaso, varietà di rose sia stagionali che antiche. Per
non dimenticare i bulbi olandesi, le piante aromatiche e da orto.
Alla mostra si affiancherà inoltre l’artigianato artistico con vasi,
fioriere e oggetti tra i più vari per il giardinaggio e il verde interno. Piazza Matteotti accoglierà inoltre stand gastronomici con
prodotti tipici di tutta la penisola per allietare con gusto la visita.
Per info: tel. 349 8395469, 059 643664.
NostroTempo
Domenica 13 marzo 2011
11
dalla Pianura
Si intitola “Belli
diversi” l’incontro
organizzato
dall’oratorio di
Campogalliano
per riflettere sul
significato del 150°
dell’Unità d’Italia
• luca beltrami
C
apire il valore
dell’Italia unita
per
festeggiare
consapevolmente
il 150° anniversario. L’oratorio di Campogalliano si tingerà di verde, bianco e rosso
sabato 12 marzo, cinque
giorni prima della data che
tante controversie ha suscitato nelle ultime settimane.
Don Andrea Garuti e gli
educatori della parrocchia
hanno organizzato una serata dal titolo “Belli diversi”
per riflettere senza retorica
né ideologie sul significato
attuale dell’Unità, attraverso video, giochi, musica e
Unità vuol dire…
dibattiti. “Il
percorso che
intendiamo proporre
partirà da alcuni luoghi
comuni che
riguardano
gli
italiani,
con spezzoni
di film, musica e poesie
in
dialetto
per rompere
il ghiaccio, –
precisa Simone Cappellini,
uno degli organizzatori
– procederemo poi con
un momento
di riflessione
storica, che si
c on c e n t re r à
sulle tappe dell’unificazione. Risorgimento, concludendo la
Faremo luce sugli aspetti me- serata sottolineando il concetno piacevoli e conosciuti del to di responsabilità collegato
al ruolo di
cittadino.
Il nostro
obiettivo
– precisa
Cappellini – è far
emergere
il
desiderio
e
l’orgoglio
di essere
italiani
non solo
quando si
vincono i
Mondiali
di calcio”.
Il parroco
di Campogalliano, don
Andrea
Garuti,
ha
parlato invece dell’idea e del significato di questo incontro:
“Ogni anno in occasione della
giornata della memoria l’oratorio organizza una serata di
festa e riflessione su un tema
scelto dai giovani. Quest’anno si è deciso di far slittare la
serata a marzo per celebrare
il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. La ricorrenza, che
da serena e festosa è diventata controversa e da qualcuno
avversata, sarà l’occasione per
comprendere il significato
attuale di essere italiani, per
evitare di festeggiare senza
saperne il motivo. Fedeli alla
celebre frase di Massimo d’Azeglio ‘Fatta l’Italia, ora bisogna fare gli italiani’, partiremo
dalle differenze degli abitanti
della penisola in termini culturali, linguistici, a tavola e
nello stile di vita, per arrivare a
capire meglio la situazione attuale. Noi pensiamo che queste differenze rappresentino
un arricchimento per il Paese,
che la bellezza dell’Italia sia
proprio nella varietà dei citta-
dini e delle culture presenti.
Queste differenze sono e
sono state negli anni motivo
di tensione, ma rappresentano il vero valore aggiunto di
questa nazione. Per questo
abbiamo voluto chiamare la
serata ‘Belli diversi’. Quello
che ci aspettiamo da questo
incontro – conclude don
Andrea – è fare luce sui problemi causati dall’unificazione durante il Risorgimento e
sulle ricchezze che ha prodotto, per arrivare a dire che
il processo di unificazione è
stato fonte di problemi, ma
l’unificazione in sé rappresenta ancora un valore”.
L’incontro è aperto a tutti
i cittadini della “città della
bilancia” e a tutti gli interessati, per quanto riguarda
gli orari il programma prevede alle 20.30 un aperitivo
accompagnato da musica a
tema e l’inizio della serata in
oratorio alle ore 21.
Allo scultore Paolo Sighinolfi la Lamina Aurea di Redù
La consegna del
riconoscimento è
avvenuta sabato
26 febbraio alla
presenza di diversi
esponenti della
“modenesità”, da
Vanna Panciroli a
Sauro Torricelli
• Laura Solieri
S
abato 26 febbraio
presso il ristorante
Villa Casino Riva a Bagazzano di
Nonantola, durante la cena
annuale
dell’associazione
ArcheoNonantola, si è celebrata la consegna della
Lamina Aurea di Redù. Il
riconoscimento, istituito nel
1994, viene attribuito ogni
anno ad un cittadino nonantolano che con la propria
opera ha contribuito ad ac-
crescere il valore e il prestigio
del paese di Nonantola a livello
locale e non solo. La Lamina
Aurea di Redù quest’anno verrà
consegnata al noto scultore, sia
a livello locale che nazionale,
Paolo Sighinolfi, classe 1943,
to all’istituto d’arte Venturi
di Modena nel 1962. Egli ha
iniziato la sua carriera come
insegnante di educazione artistica a Rubbiara nella stessa
scuola che in quegli anni è diventata scuola media unificata
e ha continuato
a insegnare fino
al 1989, prestando servizio per
gli ultimi dieci
anni nella scuola media statale
Dante Alighieri
di Nonantola.
Nel corso della
sua vita ha sempre affiancato
alla sua attività
di insegnamento
quella di scultore, nella quale si
è distinto per la
partecipazione
a numerose e
nato e cresciuto a Nonantola, prestigiose rassegne artistiche
studente della scuola seconda- regionali e nazionali e tenenria di avviamento istituita da do diverse mostre personali.
don Arrigo Beccari a Rubbiara Attualmente tiene un corso
e, successivamente, diploma- di scultura presso l’U.T.E di
Unita’ pastorale di Rivara, San Biagio e San Felice
Quaresima, tempo di trasformazione
U
n tempo di grazia che trasforma. Questo è il messaggio del parroco di San Felice, don
Giorgio Palmieri, in occasione del ritiro spirituale di Quaresima di domenica 20 marzo. Tema del ritiro, che si terrà nella parrocchia di San Biagio, sarà “Educare in famiglia
con la Parola” e i relatori saranno due coniugi della parrocchia di Baggiovara, Alberto e Maria
Teresa Cavicchioli. Il programma della giornata prevede il ritrovo presso la parrocchia alle ore
8.45, alle 9 la recita delle lodi e a seguire alle 9.15 un primo momento di meditazione. Alle ore
10 sarà celebrata la Messa nella chiesa parrocchiale di San Biagio. Conclusa la celebrazione,
alle 11 ci sarà un secondo momento di meditazione e di riflessione comune che durerà fino alle
12.30 circa, quando è previsto il termine del ritiro.
Modena. Per Nonantola lo
scultore Sighinolfi ha realizzato diverse opere tra cui il
Monumento alla Pace in piazza Guido Rossa, l’Urna per le
reliquie di San Silvestro (altare
maggiore dell’Abbazia) e l’Albero delle favole nel giardino
comunale Salimbeni. La ce-
na del 26 febbraio è stata anche allietata dagli interventi
di ospiti rappresentanti della
“modenesità”, tra cui Vanna
Panciroli, il dottor Luciano
Zanasi, il professor Franco Bisi, Maurizio Marinelli e Sauro Torricelli. Si ricorda che la
lamina aurea da cui prende il
nome il riconoscimento, è un
reperto recuperato da Angelo Borsari nell’area occupata
dal villaggio terramaricolo di
Redù, disco d’oro di 8 cm di
diametro risalente al XIV secolo a. C., esposto al 4° piano
del museo di Nonantola, nella Torre dei Bolognesi.
Villanova
L’ultimo saluto a Franco Gollini
tore psico-terapeuta e, senza
dimenticare gli insegnamenti
comparso dopo breve di Carlo Bo e Dino Campana,
e dolorosa malattia a continuò a militare nel gruppo
77 anni il 28 febbraio “La trivèla” per la valorizzascorso, Franco Gollini aveva zione della lingua materna e
vissuto l’esperienza in modo della cultura geminiana. Vinse
intenso e solare ad un tempo. coppe, targhe e medaglie di
Giovanissimo, negli anni del merito, emergendo in concorsi
dopoguerra divenne dipen- regionali e nazionali di poesia.
dente all’azienda filotran- L’ultimo saluto è stato officiato
viaria comunale, mentre la da don Geraldo Gomes nelsera saliva sul palcoscenico la chiesa parrocchiale di San
per divertire e recitare poesie Bartolomeo a Villanova, doin lingua ed in dialetto. Nella ve si sono ritrovati estimatori
maturità frequentò l’Ateneo ed amici di sempre accanto
di Urbino laureandosi dot- all’adorata consorte Maria Fe• franco mantovi
S
deli, ai figli Simona e Roberta con i nipotini Irene
ed Alessandro e gli altri parenti. Per “l’addio estremo”
gli amici hanno letto suoi
componenti lirici, come “Le
mani giunte” composta l’estate scorsa alla festa sociale
delle nozze d’oro con Maria
e le “cromatiche emozioni”
dove emergono le sue doti
di “farmacista di un tempo”
scrupoloso, gentile ed ordinato in ogni circostanza,
qualità che costituiscono
una sorta di “cartina di tornasole” della sua esistenza.
Torna la Via Crucis
È
ormai diventata una consuetudine sempre più seguita. Durante il periodo quaresimale
la sera del venerdì alle 20.30 ci si incontra a pregare nel segno della “Via Crucis in
famiglia”, in quel di Villanova. Per indicazione del parroco don Geraldo Gòmes (che
animerà gli incontri insieme al maestro Paolo Zanni) anche quest’anno la buona abitudine
degli incontri di preghiera serale si rinnoverà puntualmente. Così a partire dall’11 marzo presso la famiglia Salvato in strada Villanova 445, poi il 18 marzo presso la famiglia Micco in via
Impastato 369; quindi quella dei Monari il 25 marzo in via Tartaglione 13. Sarà poi la volta di
casa Catellani-Guerzoni (il primo di aprile), cui seguirà l’8 aprile la “Via Crucis in famiglia”
presso i Lauriola in via Viazza 2/8 per concludersi presso la “Casa Regina della Famiglia” in
strada confine Secchia, in calendario dalle ore 20.30 di venerdì 15 aprile.
12
NostroTempo
Domenica 13 marzo 2011
dalla Pedemontana
“Terra Madre. La tradizione del nuovo”
Dal 26 marzo, presso
il Circolo Paradisi di
Vignola, l’esposizione
delle opere di
Covili e Paradisi,
in più laboratori,
degustazioni e
documentari
cinematografici.
Per una cultura
della tradizione
• Marcella Caluzzi
A
prirà i battenti
il 26 marzo per
rimanere aperta
fino al 3 aprile
la mostra ‘Terra Madre. La
tradizione del nuovo’ che
presenterà, presso il Circolo
Paradisi di Vignola, le opere di Gino Covili e Domenico Simonini. La mostra,
promossa dal Circolo con la
collaborazione, tra gli altri,
di Slow Food e Fondazione
di Vignola e il patrocinio
di Comune di Vignola, Provincia di Modena e regione
Emilia-Romagna, affronterà il
tema del rapporto tra la nostra
imprescindibile
tradizione
enogastronomica e artigianale e il contesto attuale,
moderno e globalizzato
e lo farà attraverso le
opere di due importanti artisti, Gino
Covili e Domenico
Simonini. Le opere
di questi due pittori
rappresentano infatti faticosi lavori
agricoli, il cibo e la
sua
preparazione,
antichi mestieri e
attività ormai semisconosciute, pratiche
in via d’estinzione. “Le
opere di Gino e Domenico – si legge nel depliant
illustrativo della mostra – ci
fanno riflettere e sono lo spunto per affermare che l’Italia
non può fare a meno di questi
contadini, di questi artigiani,
delle loro abilità e identità”.
Saranno 11 opere di Covili
esposte (“Al pascolo”, “La resa”, “La vendemmia”, “Cercatore di funghi”, “La tempesta”,
“ L e
c a l darroste”,
“Il
falciatore con cane”, “Il mietitore con il fazzoletto rosso”,
“Il guardiano della vigna”,
Castelvetro
“Arriva
la
tempesta” e la
scultura “L’ultimo covone”) di cui nove fanno parte
della Collezione Montorsi,
amico ed estimatore di Gino
Covili fin dai primi anni ’70,
e due provengono dalla collezione della Fondazione Covili. Esposte anche diverse
tele dell’artista vignolese,
Domenico Simonini, famoso per le sue pitture
corali di vita quotidiana. “Io come anziana
critica d’arte – spiega la presidente del
Circolo Paradisi,
Deanna Righi –
che ho visto passare
nel corso di quasi un secolo tante
proposte e tanti fallimenti, sono oggi
lieta di proporre un
artista come Simonini. Mi dimostra che la
pittura, quella che ci ha
allietato per tutta una vita, non è morta, essa risorge ogni volta che un artista
d’ingegno si mette di fronte
al corso della vita, con l’anima
fresca, forte dello studio dei
maggiori, antichi e moderni,
che hanno saputo raccontare
ciò che noi abbiamo goduto
per un istante della vita e che
il pittore ha ben fissato per
noi, raccontandolo alla nostra
memoria affinchè essa ne possa godere in ogni momento.
La vita dell’uomo è fatta di
memorie che corrispondono
a tanti momenti vissuti. Che
faremmo se gli artisti non ce li
raccontassero?”.
Non solo, però, pitture e sculture: nel corso della settimana
saranno attive degustazioni
‘teatralizzate’ di vino, ciliegie
e del parmigiano di ‘Bianca Modenese’, il laboratorio
della ‘Tagliatatella’, presso la
Trattoria Bolognese e saranno
proiettati i documentari “Terra Madre”, di Ermanno Olmi,
“Storie di Terra e di Rezdòre”,
il film di Antonio Cherchi e
Nico Lusoli che documenta il
patrimonio di cultura e tradizione gastronomica del nostro
territorio e il documentario di
Antonio Marmi sulle ciliegie
e il mercato ortofrutticolo di
Vignola. La mostra rimarrà
aperta dal 26 marzo al 3 aprile e rispetterà i seguenti orari:
feriali 15-20, festivi e prefestivi 10-12/15-20. Per informazioni sul programma e per
partecipare ai laboratori 333
4936313 – 329 9723480.
Maranello
Le attività del Centro per le Famiglie
La donna,
dalla tradizione a De Andrè P
“
L
’Anello forte. La
donna nei canti dalla
tradizione popolare a
De Andrè”: questo il nome
dello spettacolo che si terrà,
venerdì 11 marzo alle 20.30
al teatro parrocchiale di Ca-
Marinella, Via del Campo, La
canzone dell’amore perduto,
Tre Madri, Geordie. I canti
saranno intervallati dalla lettura di brani tratti dalle opere
della poetessa milanese Alda
Merini, scomparsa nel 2009,
protagonista della scena culturale italiana e considerata
che rivisita la tradizione con
un linguaggio e una sensibilità contemporanea. Continua
è la ricerca di un equilibrio
tra la memoria, i linguaggi e
le tematiche del presente. Per
informazioni: Ufficio cultura
059/758818 [email protected].
mo.it.
roseguono gli appuntamenti al Centro per
le Famiglie di Maranello: al venerdì pomeriggio
nello Spazio Aperto dalle
16.45 alle 17.30 i bambini
fino a 6 anni possono partecipare ai “Laboratori del venerdì” a cura delle operatrici
del Centro per le Famiglie:
l’11, 18 e 25 marzo attività creative in compagnia del
libro “Lupocattivo” di Pa-
tacrùa. Al martedì mattina è
operativo il servizio dedicato
alle neomamme: incontri tra
mamme (con bambini fino a
12 mesi) per scambiarsi esperienze, prendere un tè, condividere emozioni e pensieri di
questa nuova fase di vita. Il
martedì mattina dalle 9 alle
12.30 le neomamme possono
incontrarsi con i loro bambini al Centro per le Famiglie;
l’orario di ingresso e di usci-
ta è libero, non occorre la
prenotazione. Un’ostetrica
del Consultorio di Sassuolo sarà presente il 22
marzo dalle 10 alle 11 per
conversare con le mamme.
Proseguono anche le letture animate con i volontari
dell’Associazione Librarsi:
il prossimo appuntamento
è mercoledì 16 marzo dalle
ore 16.45 all’interno dello
Spazio Aperto.
Formigine
Torna la Magnaloga, aperte le iscrizioni
S
stelvetro, in occasione della
Giornata
internazionale
della donna. Lo spettacolo, a
cura dell’associazione culturale Baraban, sarà un’avvincente sequenza di canti della
tradizione orale, conservati
in gran parte da donne, mescolati ad alcune delle più
belle canzoni di Fabrizio De
André: Sally, La canzone di
una delle maggiori scrittrici
del nostro tempo. Ne scaturisce un affascinante intreccio
di storie, canzoni e poesia in
cui si ritrovano identici caratteri di vitalità, forza e passione
che fanno delle donne “l’anello forte” della società. Fra i
migliori gruppi del folk italiano, Barabàn, ha sviluppato
un’originale sintesi musicale
i sono aperte lunedì scorso, 7 marzo, le iscrizioni per la sesta
edizione della ‘Magnalonga Città di Corlo’, come sempre
organizzata dall’A.S. Corlo, con la collaborazione del Comune di Formigine, che quest’anno si svolgerà domenica 8 maggio tra le campagne di Corlo, Magreta e Tabina. Si tratta di 9.500
metri da percorrere a piedi, suddivisi in 12 tappe, nello splendido
scenario delle campagne locali, tra vigneti di lambrusco e aziende
agricole, dove sarà possibile degustare i classici e tipici prodotti
delle nostre terre. Il costo del biglietto è di 25 euro (10 euro il
ridotto fino a 14 anni). E’ possibile iscriversi all’Edicola Maletti
di Formigine, alla Cartolibreria “Il Gatto e la Volpe” di Corlo o
con bonifico bancario alla Banca Popolare dell’Emilia Romagna
BPER agenzia di Corlo, specificando il numero dei biglietti e il
nome del capogruppo. La chiusura delle adesioni avverrà al raggiungimento di quota 1.500 (nel 2010, i partecipanti furono addirittura quasi 1.700). L’intero ricavato della manifestazione sarà
devoluto alla nuova Casa Soggiorno per anziani e al centro sportivo di Corlo. Per informazioni, www.magnalongacittadicorlo.it
(tel. 331 4640985).
NostroTempo
Domenica 13 marzo 2011
13
dall’Appennino
Giovedì 3 marzo
il Consigli dei
Ministri ha
espresso il suo
giudizio negativo
sul progetto
proposto dal
Comune di
Montecreto
I
l Consiglio dei Ministri ha detto no. No
al progetto sul Parco Eolico del Monte
Cervarola a Montecreto,
una decisione che chiude un
iter iniziato nel 2007 e che
conferma il parere negativo
della soprintendenza di Bologna. Il progetto prevedeva l’installazione di quattro
aerogeneratori alti circa 65
metri che sostenevano eliche di 38 metri e una sere di
opere complementari.
Hanno vinto gli ambientalisti, che avevano denunciato l’eccessivo impatto che
l’intervento avrebbe comportato, mentre rimangono
delusi gli amministratori,
primo fra tutti il sindaco
Maurizio Cadegiani, il quale ha commentato con queste parole la vicenda: “Non
nascondo un’immensa delusione in merito e ritengo
la decisione per certi versi
incomprensibile, visto che
si trattava di un progetto
redatto parecchi anni fa e
fortemente difeso dall’attuale Amministrazione comunale, con integrazione
delle parti ritenute lacuno-
Parco Eolico, da Roma arriva il no
se. Un esempio è l’accordo
con il Comune di Sestola,
che garantiva una diminuzione nell’impatto ambientale di circa il 50% rispetto al
progetto originario. Anche a
livello economico si sarebbe
avuto un grosso risparmio
che rendeva ancora più appetibile l’intervento. Il progetto
– precisa il primo cittadino di
Montecreto – non interessava zone di vincolo e di tutela,
non interferiva con rotte migratorie e sul piano economico era molto migliorato. La
delusione aumenta pensando
alle linee guida individuate
dalla Regione che prevedono
il rafforzamento delle politiche di sostegno degli impianti di risalita per mezzo della
realizzazione di impianti di
produzione di energia con
fonti rinnovabili. Chi si erge
a difensore della poesia della montagna oggi ha fatto sì
che questa strenua difesa divenga una sorta di dramma
per tutta la montagna e lo
dice uno che con le proprie
scelte di vita ha dimostrato di
tenere a questi luoghi. Mentre tutti gli amministratori
oggi cercano di far quadrare
i bilanci e rendere più appetibili i nostri territori, trovano
opposizioni che hanno il solo fine di far regredire la già
precaria situazione economica e occupazionale. Ritengo
quella presa sul Parco Eolico
– conclude Cadegiani – una
decisione politica, sulla quale
si devono prendere le proprie
responsabilità per le posizioni assunte non solo il Consi-
glio dei Ministri, ma anche
la soprintendenza e gli ambientalisti”.
Di occasione persa parla
anche l’assessore provinciale all’Ambiente Stefano
Vaccari: “Il parere negativo
del Consiglio dei ministri
in merito all’impianto eolico
di Montecreto rappresenta
un’occasione persa per sviluppare ulteriormente le energie
alternative e pulite sul nostro
territorio. Per la Provincia il
progetto rispettava tutte le
norme del Piano territoriale
di coordinamento provinciale. È stato decisivo il parere
contrario della soprintendenza per i beni architettonici e
paesaggistici che contestava il superamento, peraltro
di pochi metri, di un limite
di tutela regionale di 1200
metro di altitudine. Il potenziamento delle fonti
rinnovabili come l’eolico –
ribadisce Vaccari – rimane
un obiettivo strategico da
perseguire, ovviamente nel
rispetto di tutte le tutele
ambientali”.
Carnevale di Zocca
In giro con gli Avatar e il Bianconiglio
n carnevale tra favole e cartoni animati quello che ha
colorato le vie principali
del paese di Zocca e le sue
frazioni e che si è concluso
con successo la scorsa domenica.
La serie di sfilate, orga-
zione con gruppo Verucchia,
Gim di Missano, Amici di
Montalto, Team Tractor, Bus
di Samone, Gruppo Air, Proloco Zocca,
Avis zocca
e
Comune di Zocca, è stata
inaugur ata
sabato 19
febbraio con
bambini, per concludersi poi
il 6 marzo nel comune di
Zocca con la partecipazione straordinaria dei carri di
nizzate per il quarto anno
consecutivo dall’associazione “Zocca c’è” in collabora-
il carnevale
n e l l a
frazione
di Missano ed
è proseguita domenica 27
con il carnevale di Verucchia,
dedicato principalmente ai
Montese.
Il presidente dell’associazione “Zocca c’è” Giulio Vitali e
l’organizzatore del carnevale
Roberto Saloni ringraziano
tutti coloro che hanno dedicato tempo e impegno per
la realizzazione di carri, costumi, banchetti con frappe
• e. t.
U
e mortadella e chi semplicemente ha partecipato alle
tre sfilate al solo scopo di
divertirsi.
Tra le tante
maschere ricordiamo gli Avatar, Pinocchio
e la balena, i
globuli bianchi
e i globuli rossi del vecchio
cartone animato ‘Siamo fatto
così’, i greci e il
cavallo di Troia, gli elfi e l’arcobaleno, Alice
e tutti gli amici
folli del paese
delle meraviglie, le befane, gli hippy, gli
Arbre Magique fin troppo
profumati, il circo, l’osteria,
le maschere veneziane e
Scrat, lo scoiattolo del film
“L’era glaciale”, che chissà
per quanto ancora inseguirà la sua (ma non ancora
sua) ghianda.
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14
NostroTempo
Domenica 13 marzo 2011
Varie dalle zone
La comunità
di Rivara
festeggia la festa
dell’Annunciazione
con una via Crucis
e una celebrazione
seguita da un
concerto mariano
L
“Il Verbo si fece carne
e venne ad abitare tra noi”
• Franco Rebecchi
a chiesa parrocchiale
di Rivara, dedicata
alla Natività di Santa
Maria, desidera celebrare in modo solenne la festa
dell’Annunciazione del Signore, che come afferma Paolo VI
nella Marialis cultus “è festa
congiunta di Cristo e della
Vergine”. Venerdì 25 marzo
alle ore 20.30 è in programma
la via Crucis e alle ore 21 la
Messa animata dal coro “9.30
Chorus” di Poggio Rusco, seguita da un concerto mariano.
La solennità dell’Annunciazione del Signore è festa sia di
Gesù Cristo sia della Vergine:
il Verbo si fa Figlio di Maria, assume la natura umana,
Maria diventa Madre di Dio.
Perché questa festa si celebra
il 25 marzo? Il 25 marzo, nove mesi prima del 25 dicem-
Corso a Medolla
Introduzione alla filosofia
F
“
ilosofia vuol dire
amore per il sapere, e
proprio il desiderio di
conoscere è una delle caratteristiche che ci distingue
dalle altre specie viventi”.
Dal desiderio di rendere
meno ostici gli insegnamenti di questa disciplina
così importante, nasce un
corso di filosofia organizzato in collaborazione con
il Comune di Medolla e
l’Assessorato alla Cultura.
L’iniziativa parte sabato 26
marzo e si protrae per quattro incontri, fino al 16 aprile,
in cui verranno esaminate
alcune aree di ricerca filosofica. Gli incontri si terranno
alle 10 presso l’Auditorium
del Centro Culturale di Medolla al costo complessivo di
45 euro con i proff. Mario
Enrico Cerrigone, Adalberto Arrigoni, Claudio Antonio Testi e Emmanuele
Morandi. Si parte sabato
26 marzo con “Antropologia filosofica”, si continua
il 2 aprile con “Filosofia del
linguaggio”, il 9 aprile con
“Logica” e si conclude il 16
aprile con “Metafisica”.
Per info: tel. 0535 52464,
[email protected]
bre solennità del
Natale di Gesù
Cristo, si celebra il giorno del
concepimento,
giorno nel quale
il Verbo ha iniziato ad essere
uomo nel grembo di Maria, “il
Verbo si fece
carne e venne ad
abitare tra noi”
(Gv 1,14). Si
celebra l’evento
dell’Incarnazione: il Figlio di
Dio che s’incarna nel seno
della Vergine,
unendo
divinità e umanità
in un mistero
voluto dal Padre. L’incarnazione è collegata
in un rapporto indissolubile
con la redenzione e il mistero
pasquale. Fin dal III secolo,
ancor prima della istituzione
della festa del Natale che risale al IV secolo, il 25 marzo,
in prossimità dell’equinozio e
del plenilunio di primavera,
era ritenuta la data dell’Incarnazione di nostro Signore
Gesù Cristo, il giorno del suo
concepimento, della sua morte e della sua risurrezione, ma
anche la data dei grandi avvenimenti biblici: della creazione del mondo, della luce e il
giorno ultimo della storia.
Questa festa nata in oriente,
come quasi tutte le feste antiche, giunse in occidente nel
VII secolo. Nell’oriente questa festa resta fissa sempre il
25 marzo anche se cade nella
settimana santa o se coincide,
con il venerdì santo o il giorno
di Pasqua, mentre in occidente
se cade nella settimana santa
o nell’ottava di Pasqua, viene
spostata al lunedì dopo la domenica in albis o della Divina
Misericordia.
La festa dell’Annunciazione
mette in luce il “sì” del Figlio
di Dio che entrando nel mondo disse: “Ecco, io vengo per
fare o Dio la tua volontà” (Eb
10,7) e il ruolo di Maria, nuova
Eva, vergine obbediente e fedele, che con il suo “sì” divenne
per opera dello Spirito Santo
Madre di Dio, ma anche Madre dei viventi, di ciascuno e di
tutti gli uomini. Il “sì” di Maria esprime un’unione totale
a Dio, un abbandono pieno
alla sua volontà. Da ciò viene
la pienezza della sua gioia. In
lei non c’è nessuna tristezza,
perché chi dice “sì” non può
essere triste: la tristezza viene
dal “no” a Dio e ai fratelli. Maria si abbandona a Dio senza
resistenza, in piena libertà e
consapevolezza. Maria esprimendo il suo consenso personale alla grazia e la sua libera
collaborazione all’opera della
salvezza, manifesta la sua fede obbediente e rappresenta
anche il “sì” dell’umanità e di
tutto il creato a Dio Padre.
Noi assomigliamo così poco
a Maria! Molte cose ci sembrano impossibili. Dio chiede
all’uomo la fede, ma Egli non
lascia nessuno sul cammino
della fede senza dargli dei segni. Maria stessa ne ha ricevuti, l’angelo le annuncia che
Elisabetta sua parente attende
un figlio, lei che era considerata sterile. Non siamo noi
troppo ciechi ed incapaci di
riconoscere i segni che Dio ci
dona? Ecco una ragione della nostra tristezza. Noi non
vediamo i segni, non vogliamo vederli. Dio dona dei segni ma occorrono un cuore e
uno sguardo di bambino per
percepirli. Noi siamo invitati,
seguendo gli esempi di Gesù e
di Maria, a dire il nostro “sì” e
diventare collaboratori alla redenzione. La gioia e la salvezza
dipendono da questa piccola
parola: “sì”. Al “sì” di Cristo e
al “sì” di Maria si associano i
nostri piccoli “sì” di ogni giorno, Dio Padre non ci dona la
gioia e la salvezza senza di noi.
Egli ci vuole suoi collaboratori
all’opera della salvezza: vivere
trasformati dall’amore, divenire creature nuove per l’azione
di Dio in noi, partecipi della
sua natura divina, condividere
la vita divina del Figlio che ha
voluto assumere la nostra natura umana.
Nostro Tempo - Settimanale cattolico modenese
Redazione via Formigina, 319 Modena
tel. e fax. 059/344885 - [email protected]
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In redazione: don Marco Bazzani, Luca Beltrami, Marcella
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NostroTempo
Domenica 13 marzo 2011
15
Liturgia
“Comunità vive e celebrazioni curate”
Messe in diocesi/4.
Intervista con il
diacono Pierluigi
Maselli, da quasi
dieci anni a servizio
delle comunità del
montesino con la
liturgia della Parola,
a rotazione, nelle
parrocchie della
zona
• Paolo Seghedoni
H
o cominciato ad
andare nel montesino a ottobre
del 2001, concordando questa presenza con
il parroco, don Bruno Caffagni, con don Nardo Masetti
e naturalmente con il vescovo
Cocchi. A distanza di quasi
dieci anni sono ancora lì”. Il
diacono modenese Pierluigi
Maselli interviene a proposito
delle celebrazioni eucaristiche
domenicali nelle parrocchie
più piccole e disagiate, per offrire l’esperienza del Comune
di Montese. Undici parroc-
“
chie, nel 2001 tre parroci (oltre
a don Bruno, anche don Francesco Capponi attualmente in
Brasile e don Ivo Saltini che
ora è alla Casa del Clero), oggi
oltre a Maselli aiuta anche il
diacono Fernando Venturelli di Castelnuovo. “All’inizio
seguivo le parrocchie di San
Martino, Bertocchi, San Giacomo e Montese, una volta al
mese facevo la liturgia della
Parola con un calendario ben
definito. Oggi tra sabato e domenica don Bruno, con l’aiuto
di due sacerdoti che salgono
da Modena, cura la celebrazione eucaristica festiva in nove
parrocchie, nelle altre due, a
rotazione e salvo il capoluogo
(dove si celebra sempre l’eucarestia) c’è la liturgia della
Parola, sempre al massimo una
volta al mese”. Un momento
che Maselli cerca di curare con
grande attenzione. “Oltre alla
liturgia della Parola c’è l’adorazione, non è bene che la liturgia sembri un ‘distributore’ di
Parola ed eucarestia”. Alla liturgia partecipano dalle 15/20
persone fino a una sessantina a Maserno, il centro più
grande dopo Montese, questo
d’inverno perché d’estate c’è
un aumento significativo di
presenze. “Ovviamente chi
desidera e riesce si sposta per
Chiesa di S. Giovanni Battista a Maserno
andare alla celebrazione eucaristica, ma queste comunità
sebbene piccole e con persone
prevalentemente
anziane, hanno una storia e una
vitalità che rimane. Si organiz-
I nuovi poveri
P
rima della crisi mondiale, in Italia una
famiglia media, marito moglie con uno
o due figli, riusciva ad avere una vita
abbastanza decorosa.
Vacanze una volta all’anno, qualche cambio
di guardaroba, pizza al ristorante una volta a
settimana, pagamento con rette adeguate dell’asilo
e di tutte le altre varie
tasse familiari.
Oggi nel nostro paese
c’e’chi dice che la crisi
e’ finita o sta per finire,
però,
dalle ultime
statistiche pubblicate,
i nuovi poveri sono in
aumento.
Chi sono i nuovi poveri?
Sono quei giovani che
non trovano lavoro,
o quelle famiglie che
hanno perso il posto di lavoro; capifamiglia in
cassa integrazione o in mobilità con salario
ridotto in attesa di arrivare alla scadenza di
questi “sussidi sociali temporanei “e rimanere
senza nessuna entrata finanziaria. I giovani senza
occupazione sono costretti a rimanere in famiglia,
finanziati esclusivamente dai propri genitori; così
come le nuove famiglie appena formate hanno trovato
all’improvviso gravi difficoltà f inanziarie e per cause
di forza maggiore si sono dovute appoggiare ai propri
vecchi genitori, i quali erano riusciti a mettersi da
parte un qualche risparmio,
che ormai purtroppo si stanno
esaurendo.
Perciò la crisi non è finita, anzi
si sta aggravando.
La crisi economica colpisce
anche la tavola degli italiani: 2
famiglie su 5 hanno tagliato la
propria spesa, 3 su 10 acquista
solo prodotti in offerta e 1 su
10 ha rinunciato ai pasti fuori
casa.
L’indebitamento medio delle
famiglie italiane fra il 2009/2010 era di 15.930euro
(dati di Cgia di Mestre). Il reddito famigliare e’calato
del 2.6% ed e’per questo che le famiglie hanno
tagliato la spesa e non riescono più a risparmiare. Le
zano, in quasi
tutte si canta,
si suona l’organo, i fedeli leggono le letture
e preparano le
preghiere dei
fedeli, le chiese sono sempre
ben curate e
preparate. Non
mancano nemmeno, in alcune
realtà, famiglie
giovani
con
bambini.
Di
fatto una vita pastorale di
queste comunità continua a
fluire”. Maselli
ricorda come le
comunità, fin
dal 2001, siano
state formate
dal parroco in
particolare, ma
ai tempi anche
da don Masetti, sulla liturgia
della
Parola:
“I fedeli sanno
bene che differenza c’è tra
celebrazione dell’Eucarestia
e liturgia della Parola, questo
servizio è davvero di fondamentale importanza. Anche
perché, con questa rotazione,
comunità anche piccole hanno
una ricchezza di celebranti, di
liturgie partecipate. Don Bruno, dal canto suo, cerca di mantenere una presenza nella vita
delle varie comunità, e anche
noi diaconi cerchiamo di essere
presenti. In agosto, tanto per
dire, sono su con mia moglie
(che mi accompagna sempre,
ogni domenica, in questo servizio e anche questo è molto
significativo) e cerchiamo di
essere di supporto per le varie
attività che in quel periodo
ovviamente aumentano. Ormai sono montesino d’adozione…”.
Per finire Maselli parla delle eventuali ministerialità
che possono nascere in loco:
“Qualche persone c’è, il problema è dettato dalla preparazione
ai ministeri. Onestamente si fa
un po’ di fatica, ma è chiaro che
sarebbe una cosa bellissima e
molto importante se nelle comunità del montesino ci fossero ministri istituiti. Attraverso
la preghiera chiediamo al Signore che mandi vocazioni,
poi dobbiamo lavorare noi. Ci
sono, ripeto, alcune persone
anche abbastanza giovani: confido che col tempo si possano
avere ministri anche in questa
zona della diocesi”.
A cura di
Federazione Nazionale Pensionati - Sindacato Territoriale di Modena
41124 Modena - via Emilia Ovest, 101
Tel. 059/890846 Fax 059/828456
cifre Istat, per quanto drammatiche, essendo delle
medie, non danno l’idea della reale situazione in
cui vive ormai 1/3 del paese: poveri (7 milioni e
800mila!), quasi poveri (15 milioni e mezzo!).
Tutti questi non avendo reddito sufficiente per
arrivare a fine mese, sono obbligati ad indebitarsi
Anche per acquistare prodotti alimentari di bassa
qualità. Situazione da... terzo mondo!
Il 10% delle famiglie più ricche possiede circa il
45% dell’intera ricchezza netta del paese.
Purtroppo significa che la ricchezza è stabilmente
nelle mani di pochi.
La povertà dilagante nel nostro paese dovrebbe
essere la priorità del nostro Governo e il primo
argomento da trattare in un tavolo unitario con le
varie istituzioni.
Il Governo, questo o altro, prima o poi (ma meglio
prima che poi) dovrà, pensare come risolvere i
problemi economici delle famiglie, perché di questo
passo ridurranno ulteriormente i propri consumi e
gli effetti saranno devastanti sull’intera economia
nazionale.
Roberto Righi
Fnp Cisl Carpi
16
NostroTempo
Domenica 13 marzo 2011
Chiesa e mondo
Gesù di Nazareth, volume secondo
Esce in questi giorni
in libreria il nuovo
libro di Joseph
Ratzinger sulla
figura di Cristo
G
“
esù di Nazareth.
Dall’ingresso a
Gerusalemme
alla risurrezione”, il secondo volume del
libro di papa Benedetto XVI,
presentato il 10 marzo, affronta in nove capitoli gli
episodi decisivi della vita di
Gesù, quelli al centro della
fede cristiana: la passione,
la morte e la Risurrezione
di Cristo. Gesù di Nazareth
è l’ultimo grande libro che
8 marzo, festa
della donna: un
invito a scoprire
l’insostituibile ruolo
della donna
• Paola Ricci Sindoni
P
receduto da roventi
polemiche, da pesanti
insinuazioni
che hanno scosso i
palazzi della politica, il mondo delle donne italiane si è
ritrovato immerso, in occasione dell’ 8 marzo, in diffusi
sentimenti di frustrazione e
di sgomento.
Vale la pena, dunque, alzare
lo sguardo, lasciando a terra rumori e schiamazzi, così che la giornata, dedicata
uno dei maggiori teologi del
XX secolo si era proposto di
scrivere come atto conclusivo
del suo percorso intellettuale e scientifico, prima ancora
di essere eletto Papa. Così
l’autore non intende parlare
in primo luogo quale Romano Pontefice, ed il libro non
vuole essere un atto ufficiale
del suo magistero. Ma questa
apparente debolezza in realtà
si rivela la forza di un libro
che desidera liberamente interloquire con tutti. L’analisi
tanto appassionata quanto
scientificamente rigorosa degli avvenimenti - l’ingresso
a Gerusalemme, la lavanda
dei piedi, l’Ultima Cena, il
Getsemani ed altro ancora
- è come attraversata da una
nota di sottofondo sempre
ricorrente: è la domanda di
importanza decisiva ad un
tempo per lo
studioso e per
ogni credente:
il Gesù nel
quale crediamo è anche
il Gesù veramente esistito? I Vangeli
ci mostrano
la figura di
Gesù la più
storicamente sensata e convincente? Così diviene evidente che in questo libro
Joseph Ratzinger non intende solo cimentarsi nelle
dispute teologiche relative
ad una figura, quella di Gesù di Nazareth, con la quale
il teologo si è occupato tutta
la vita. Benedetto XVI intende insieme adempiere al
suo compito sacerdotale ed
episcopale: con un linguag-
gio avvincente ed immediatamente accessibile prende
per mano tutti ed ognuno esperti e non, credenti e non
- per accompagnare all’incontro con un uomo in carne
ed ossa che è più di un uomo
e la cui tomba trovata vuota,
oggi come ieri, è un avvenimento che può ragionevolmente soddisfare le speranze
e le aspettative più vere di
ognuno di noi.
della donna, affinché l’essere
umano vi possa vivere senza
disumanizzarsi del tutto. Si
pensi alle terre dove abbonda
la povertà, alle regioni devastate dalla guerra, a tante
situazioni tragiche risultanti
da migrazioni forzate... Sono
quasi sempre le donne che vi
mantengono intatta la dignità
umana, difendendo la famiglia e tutelando i valori culturali e religiosi.
Alle tante Sakineh, vittime
della brutalità fondamentalista, alle molte Teresa di
Calcutta, sparse nelle bidonville dell’America Latina o
nell’inferno africano delle
guerre fratricide, alle tante
Rigoberta Menchù che traducono in difficili scelte di
vita il metodo non violento
come vessillo di promozione umana nelle minoranze
schiacciate e dimenticate, alle
mamme di figli malati o disabili, lasciate sole con la loro
disperata voglia di riscatto,
vada il nostro pensiero grato.
Rappresentano infatti quella
parte migliore, che continua
a fecondare gli strati profondi del nostro tessuto sociale,
molto spesso distratto da falsi
miraggi e privo di quell’energia creatrice che solo l’amore
sa comandare.
Alzare lo sguardo
all’”altra metà del cielo”, aiuti
tutti - donne e uomini - a ripensare quel mistero originario dell’”unità duale”, di cui
parlava Giovanni Paolo II,
quando coglieva nelle prime
battute di Genesi il manifesto generativo della relazione
maschile-femminile, con tutta quella carica simbolica che
ancor oggi trascina con sé. Se
l’ordine dell’amore appartiene
alla vita intima di Dio stesso,
è proprio “nel fondamento del
disegno eterno di Dio, che la
donna è colei in cui l’ordine
dell’amore nel mondo creato
delle persone trova un terreno
per gettare la sua prima radi-
ce” (Mulieris dignitatem, 29).
Infatti, nel vedere l’affascinante mistero che irradia dalla donna a causa dell’intima
grazia che Dio le ha donata, il
cuore dell’uomo si illumina e
si rivede in essa: “Questa volta essa è carne dalla mia carne
e osso dalle mie ossa” (Gn 2,
23). La donna è un’altro “io”
nella comune umanità. Bisogna riconoscere, affermare
e difendere l’uguale dignità
dell’uomo e della donna: sono
ambedue persone, differentemente da ogni altro essere
vivente del mondo attorno a
loro.
È’ quanto continua a ripete-
re anche Benedetto XVI - si
può ricordare al riguardo lo
splendido discorso tenuto a
Luanda il 22 marzo 2009 convinto che ambedue i generi sono chiamati a vivere in
profonda comunione, in un
vicendevole riconoscimento
e dono di se stessi, lavorando
insieme per il bene comune
con le caratteristiche complementari di ciò che è maschile
e di ciò che è femminile. Chi
non avverte, oggi, il bisogno
di dare più spazio alle “ragioni del cuore”? In un mondo
come l’attuale dominato dalla tecnica, si sente bisogno
di questa complementarietà
Etica della vita
Il denaro di tutti per opere immorali
• don Gabriele Semprebon*
A
volte è doveroso
pensare a come si
utilizza il denaro
pubblico, peccato
che spesso si concluda che
questo viene impiegato male
cioè non secondo le finalità
dovute ma non si possa poi
fare molto per correggere
l’inesorabile dissanguamento della casse statali. Negli
Usa una posizione pubblica
l’hanno assunta i vescovi riguardo al finanziamento per
contraccezione e sterilizzazione. Nell’ambito del Patient
Protection and affordable
Care act, il Dipartimento per
i servizi sanitari degli Stati
Uniti, ha elaborato un programma per garantire servizi
di prevenzione alla gravidanza, o meglio alla salute della
donna, perché la gravidanza è
considerata malattia erogando quindi per questo progetto parte del denaro pubblico.
Niente di nuovo sotto il sole e
anche sotto il sole italiano, per
esempio Donizzetti già nel
1967 scriveva a proposito del-
la pillola contraccettiva: “…i
popoli africani ed asiatici…si
riproducono a ritmi zoologici medi per tutta la classe dei
mammiferi…rappresenta un
pericolo per l’umanità…La
donna, per la prima volta nella sua storia da Eva in poi, sta
per liberarsi finalmente dalla
tirannide della gravidanza” .
La gravidanza è una tirannide,
occorre liberarsene e quindi il
denaro pubblico deve essere
speso per questo importante
scopo umanitario…aberrante!
I vescovi Usa hanno scritto
al Dipartimento esprimendo
il loro dissenso verso questa
scelta di finanziare contraccezione e sterilizzazione usando
come giustificazione proprio
il concetto che la gravidanza
non deve essere considerata
una malattia e la contraccezione non può essere nemmeno considerata come azione
preventiva contro l’aborto, anche perché proprio alcuni anticoncezionali sono di per sé
abortivi come l’Ulipristal utilizzato in America o la “nostra” Ru486.
Chiarito questo, i vescovi
mettono alla luce altri pro-
blemi concernenti i rischi di
tali pratiche e all’obiezione
di coscienza richiamata come
diritto degli operatori sanitari.
Evidentemente anche in Italia molto denaro pubblico è
erogato per foraggiare interventi d’interruzione di gravidanza e somministrazione
di prodotti abortivi. Questo
è ingiusto, occorrerebbe alzare di più la voce per ottenere un’obiezione fiscale che
non renda tutti partecipi di
un’amministrazione di denaro pubblico che favorisce
la soppressione d’innocenti,
inculturando un paese attraverso concetti offensivi e falsi
riguardo la maternità ponendo sullo stesso piano un tumore con un bambino… due
corpi estranei all’interno di
un altro corpo. La libertà che
porta una nazione a dare la
possibilità a una madre d’interrompere la vita di un figlio
dovrebbe essere la stessa che
porta un popolo a non volere
che i propri soldi vengano utilizzati per scopi contro la vita.
* In collaborazione
con il centro di Bioetica Moscati
NostroTempo
Domenica 13 marzo 2011
17
Missioni
“…e la missione continua”
Si chiude con
questo numero
il racconto delle
esperienze
missionarie
estive dei giovani
modenesi
S
• Vally & Sol
(Solanny Serafini
e Valeria BenattI)
icuramente il mese in
Albania per tutte e
due è stato una lezione di umiltà. Durante
i primi giorni spesso ci siamo
interrogate su quale fosse il
modo migliore per vivere ap-
pieno la missione ed essere
d’aiuto rispettando una cultura diversa dalla nostra e che
sotto molti aspetti può apparire contraddittoria. Il primo ostacolo con cui ci siamo
scontrate è stato quello della
lingua, che spesso ci tagliava
fuori anche dalle conversazioni
più elementari. La difficoltà di
inserirsi in un progetto di catechesi già avviato dai campisti
dei turni precedenti
e
non, come ci
aspettavamo,
di
trattare
un
argomento solo
nostro. Poi
l’orto, le pulizie, la cucina,
la necessità
di dedicarsi
alla
routine dei lavori
domestici
lasciando in
secondo piano i rapporti con
gli albanesi. E il ritmo di vita
completamente diverso dal nostro, un ritmo lento, a volte in
maniera snervante, forse perché lascia troppo spazio ai pen-
Associazioni
Ac, presidente rinnovato
Monsignor Antonio
Lanfranchi ha
nominato Paolo
Seghedoni per il
triennio 2011-2014
L
’Azione Cattolica
diocesana ha il presidente per il triennio 2011-2014: si
tratta di Paolo Seghedoni,
presidente uscente dell’associazione laicale che conta circa
1.500 iscritti in 25 associazioni parrocchiali. Seghedoni, 40
anni sposato, due figlie giornalista e redattore di Nostro
Tempo, è stato nominato da
monsignor Antonio Lanfranchi, che ha ricevuto dal
nuovo Consiglio diocesano
una terna di nomi per la presidenza. Il cammino assembleare dell’Azione Cattolica
è partito a novembre, con le
prime assemblee parrocchiali,
e si concluderà con gli appuntamenti regionale (domenica
27 marzo) e nazionale, il 6-8
maggio a Roma per l’assise
che riunisce tutte le associazioni diocesane. A Modena
il prossimo appuntamento è
la formazione della presidenza diocesana, previsto per i
prossimi giorni. “L’impegno
dell’Ac modenese, in stretta
collaborazione con il cammino diocesano e con il nostro
arcivescovo – ha sottolineato il presidente – è quello di
proseguire nella strada dell’educazione: alla vita spirituale,
nelle varie età della vita, al
bene comune. Il tutto inserito
nelle comunità parrocchiali o
interparrocchiali in cui l’associazione vive, con al centro la
passione per la Chiesa che da
sempre contraddistingue l’associazione a tutti i livelli”.
sieri e alle riflessioni che nella
nostra vita frenetica troviamo
sempre il modo di accantona-
re. Nonostante la
difficoltà
dei
primi giorni,
però, non
ci siamo
arrese, e
grazie al
confronto
coi nostri
compagni
d’avventura e ai
consigli
di Anna e
Silvia, che
erano lì da
più tempo
di noi, siamo riuscite
a capire e
ad apprezzare il nostro ruolo
all’interno
della comunità. Ci
siamo accorte che spesso le parole erano
superflue, perché la gente aveva la voglia di raccontarsi e la
pazienza di starci ad ascoltare,
per cui con pochi gesti eravamo comunque in grado di interagire o almeno strappare un
sorriso. La nostra difficoltà nel
riprendere la catechesi di altri
è stata ripagata dal verificare
che un percorso coerente è stato per i ragazzi molto più utile
e costruttivo. La quotidianità
della vita di casa si è trasformata in uno degli argomenti
più validi di conversazione con
le persone, permettendoci un
contatto diretto con la loro realtà. I tempi dispersivi si sono
trasformati nella più grande
risorsa, perché ci hanno dato l’opportunità di intrecciare
relazioni, conoscere storie, capire più a fondo le tradizioni
di questo popolo. Tornate a
casa, e dovendo condensare
tutta l’esperienza in poche righe, ci stiamo rendendo conto
che l’Albania ci ha insegnato
soprattutto l’importanza e la
bellezza di sapersi affidare al
Signore senza dovere per forza avere sempre tutto sotto
controllo. La nostra “missione”
continua…
18
NostroTempo
Domenica 13 marzo 2011
Restauri
Il restauro di palazzo
Ferrari-Moreni in
Rua Muro 60 a
Modena, già sede
dell’Azione Cattolica
e di numerose altre
realtà associative
diocesane. Un pezzo
di Cinquecento
messo a disposizione
della città per conto
dell’Istituto diocesano
Sostentamento Clero
Come nuovo
’ stato presentato
al folto pubblico di
invitati (tra questi
i vescovi modenesi
mons. Verucchi, mons. Pizzi e
tolici, la Collina della Poesia),
oltre che dell’Istituto diocesano Sostentamento Clero che
ha curato il restauro. Nel 2002,
infatti, lo storico palazzo è stato donato dalla Bpv-Bsgsp alla
diocesi di Modena, dopo che
lo stesso Banco San Geminiano lo aveva offerto, nei primi
anni ’50, all’Azione Cattolica
perché ne facesse la propria sede diocesana. La presentazione
si è svolta nella sala riunioni,
che ha conservato il nome di
mons. Boccoleri.
“Questo restauro è in parte per
conservare, ma anche per valorizzare il palazzo – ha spiegato il vescovo, mons. Antonio
a tutta la città e rappresenta un arricchimento per tutta
Modena. Un ringraziamento
e un incoraggiamento vanno
dunque a chi ha lavorato e a
Marino Odorici e a tutto il
consiglio d’amministrazione
del Sostentamento del Clero
diocesano”.
Oltre a Odorici sono intervenuti anche il vice presidente
dell’Istituto, Paolo Ferrari e
don Adriano Tollari, direttore
dell’ufficio beni culturali della
diocesi, che hanno presentato la storia del palazzo che è
stata raccolta in un bel volume
donato agli ospiti. Odorici,
Ferrari e don Tollari hanno
mons. Solmi; il sindaco di Modena, Giorgio Pighi; il prefetto
Basile e molte altre autorità tra
cui il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Carlo
Giovanardi) palazzo FerrariMoreni. Il palazzo, un gioiello
del Cinquecento modenese,
è stato per circa 50 anni sede
dell’Azione Cattolica e di numerose altre realtà diocesane
(tra cui il Csi, i Maestri Cat-
Lanfranchi – e per ospitare lo
stesso Istituto diocesano. Tra
l’altro a Modena lo stesso Istituto riesce a coprire l’85% del
fabbisogno, una media molto
più alta di quella nazionale
e anche di quella regionale.
Questa è stata la sede per anni di tante associazioni cattoliche, ha quindi un valore di
memoria, oltre che storico e
culturale, il restauro lo ridona
rivisitato una storia ricca e
appassionante, ma al tempo
stesso hanno ricordato la memoria del palazzo anche degli
ultimi tempi, quando è diventato di fatto un centro vitale
per l’associazionismo cattolico
modenese.
Nel corso dell’inaugurazione
è intervenuto anche l’architetto che ha seguito i lavori
di restauro, Fabio Massimo
E
Pozzi: “L’intervento è stato
particolarmente lungo e complesso, in quanto si è concluso dopo circa 4 anni di lavori
che hanno coinvolto numerose
maestranze (circa 60 persone)
dalle varie specializzazioni
– desidero ringraziare nuovamente l’Istituto diocesano per
il Sostentamento del Clero e il
suo presidente, che mi hanno
dato l’opportunità di eseguire
questi appassionanti lavori e
i miei collaboratori, che mi
indirettamente, ha contribuito
a rendere possibile il recupero
di questo splendido palazzo”.
Nel corso dei lavori è stata
ritrovata l’antica fonte, che si
può vedere nel cortile interno,
oltre a una scarpata cinquecen-
oltre ai collaboratori del mio
studio. A conclusione dei lavori – ha sottolineato Pozzi
hanno assistito in tutte le fasi.
E’ doveroso da parte mia ringraziare chi, direttamente o
tesca a pochi metri di distanza
dal palazzo verso via Sant’Agostino.
Politica
Presa di posizione del
Consiglio provinciale
per la libertà religiosa
I
l Consiglio provinciale
di Modena ha nei giorni scorsi condannato
l’assassinio del ministro
pakistano per le Minoranze Shahbaz Bhatti e votato
all’unanimità un ordine del
giorno contro la persecuzione
e l’assassinio dei cristiani nel
mondo.
Il documento che afferma
Contro ogni discriminazione
l’inviolabilità del diritto a
professare la propria religione
e a esprimere il proprio credo
anche con gesti pubblici, è
stato approvato nella seduta
del Consiglio di mercoledì 2
marzo e impegna la Provincia
a sostenere il Governo nazionale nei confronti dell’Europa sia nell’azione diplomatica
che porti l’Unione europea
a reagire con una sola voce
contro la discriminazione dei
diritti dei
cristiani,
sia
nella
decisione
di condizionare gli
aiuti economici al
rispetto
della
libertà religiosa, sulla
base dell’a-
naloga risoluzione votata
dal Parlamento italiano nel
gennaio scorso. L’assemblea
di viale Martiri condivide
inoltre la presentazione alle
Nazioni unite, da parte del
Governo, di una risoluzione che impegni la comunità
internazionale a intervenire
dove vi siano discriminazioni.
Il documento è nato da una
proposta di ordine del giorno
illustrata dal capogruppo del
Pdl Dante Mazzi sottolineando “l’insensibilità dell’Unione europea su questi temi”
e i numerosi episodi di intolleranza religiosa degli ultimi
mesi, soprattutto contro i
cristiani. Per il capogruppo
del Pd Luca Gozzoli è “importante che su questi temi
venga sviluppato un ragionamento comune, come è stato
fatto in Parlamento, per ottenere un’ampia condivisione”.
NostroTempo
Domenica 13 marzo 2011
19
Cultura
Al Tete un teatro
che regala insieme
pensieri e qualità
• mariapia cavani
U
n testo nuovo, di
Roberta Spaventa,
giovane attrice ed
autrice modenese,
presentato al Teatro Tempio a
febbraio, Facevo il morto. Fido
e Duca, i personaggi in scena,
che nell’immobilità, facendo il
morto, appunto, cerca la soluzione al problema esistenziale
del cambiamento.
Esiste uno status quo, un potere che tende a conservare se
stesso, e lo fa costringendo le
persone in uno schema, in un
ruolo, in confini che sono tanto
materiali quanto invisibili, ma
altrettanto forti. I personaggi
sono alla ricerca di una legittimazione di se stessi, della
loro stessa ricerca, nei gesti del
cavaliere Giallo che non appare in scena. Si interrogano
Scaricata in
tutti i continenti
l’applicazione IPad del
magazine modenese
L
’applicazione disponibile su App Store
di “Civico 103” ha
permesso alla rivista
culturale modenese di raggiungere un successo internazionale con la ‘A’ maiuscola. Con un
totale di 604 downloads, il magazine della Galleria Civica di
Modena ha raggiunto 42 paesi
europei ed extraeuropei: Italia,
Spagna, Francia, Inghilterra,
Paesi Bassi, Germania, Svizzera, Danimarca, Belgio, Lussemburgo, Polonia, Portogallo,
Slovenia, Turchia, Irlanda, Stati Uniti, Canada, Messico,
Brasile, Argentina, Colombia,
Cile, Repubblica Dominicana,
Guatemala, Paraguay, Venezuela, in oriente Cina, Giappone, Corea del Sud, Taiwan,
“Facevo il morto”, il debutto
della pièce di Roberta Spaventa
sull’agire e il non agire, incapaci di trovare dentro di sé la
motivazione e lo spunto. Duca
e Fido sono ingranaggi, loro
malgrado, di un sistema che
tende a conservarsi e a non dare la benché minima possibilità di svolta, di emancipazione
di maturazione. Non hanno
strumenti, i due protagonisti,
e insieme, dentro di loro, è
insopprimibile l’aspirazione a
varcare il confine, a superare
il limite, migliorare la propria
condizione. Che cosa è il confine? Ce lo impongono gli altri,
lo scegliamo noi stessi, possiamo superarlo, e in che modo?
Fido e Conte sono il simbolo
di chi è imprigionato in una
visione del mondo imposta, da
Civico 103 fa il giro del mondo
e ancora Arabia Saudita, Hong
Kong, Israele, Russia, fino ad
arrivare in Australia, Vietnam,
Kuwait, Qatar, Kenia, Indonesia e Giordania.
Realizzata in collaborazione
con Saidmade, l’applicazione
permette un continuo aggiornamento, in ogni angolo del
globo, sulle iniziative promosse dal museo modenese, sulle
mostre e gli eventi ospitati, su
dettagli e curiosità di opere, artisti e allestimenti.
Il prossimo numero sarà dedicato in particolare alla collezione permanente della
Galleria - al nuovo allestimento delle Raccolte del Disegno
e della Fotografia che stanno
per aprire al pubblico a Palazzo Santa Margherita - e uscirà
in concomitanza con l’inaugurazione delle nuove mostre, il 2
aprile prossimo.
Alla Circoscrizione 3 dal 16 marzo
Corso di fotografia
L
cui è quasi impossibile uscire.
Il simbolo della mancanza di
strumenti. Un potere che tende
all’autoconservazione non sarà
mai il primo, infatti, a metterli
a disposizione.
Di grande impatto la resa
sul palco: le immagini dello
sfondo sono il complemento
dell’azione scenica e la sostengono senza distrarre. Angelo
Argentina e Santo Marino,
Duca e Fido, recitano con un
ottimo ritmo, l’attenzione non
cade mai.
Un esempio “piccolo”, nel senso più alto del termine, di un
teatro che sa regalare, insieme,
pensieri e qualità, un sorriso ed
un pensiero che a fine serata
porti a casa.
’arte e la tecnica della fotografia sono il tema del corso organizzato dalla Circoscrizione 3 del Comune di
Modena e dal Foto club Colibrì nella sala polivalente
di via Viterbo 80 dal 16 marzo al 20 aprile. Il ciclo di 10
incontri è indirizzato ai principianti, giovani e adulti, e verte sulle nozioni di base di fotografia, anche come mezzo di
comunicazione, sulle fotocamere digitali, sul paesaggio, sulle
macrofotografia, sul ritratto e la figura ambientata e sull’audiovisivo fotografico. Il corso ha un costo di 40 euro, corrispondente alla tessera del club, e si svolgerà il lunedì e il
mercoledì alle ore 21. Al termine, domenica 10 aprile, sarà
organizzata un’esercitazione pratica con visione degli scatti
nell’ultimo appuntamento.
Fino a martedì 15 marzo si può aderire all’iniziativa.
Per info e iscrizioni: tel. 3459384841, [email protected],
www.fotocolibri.it.
Il 14 e 15 marzo
Hansel e Gretel
al Teatro dei Segni
U
no spettacolo per i bambini dai 5 ai 10 anni che parla di
crescita, di percorso di vita, di passaggio dalla condizione
infantile a quella adulta. E la storia di Hansel e Gretel
messa in scena il 14 e 15 marzo al Teatro dei Segni da Ilaria
Gerbella con Marco Musso e Chiara Rubes. “I due bambini della fiaba, con i loro compiti, le loro paure e le loro vittorie, sono
in realtà un unico bambino reale, una sola persona, alla quale la
fiaba parla. Solo così tutte le prove, anche le più ardue, saranno
accessibili e il percorso verso l’età adulta sarà compiuto”.
La celebre orchestra in concerto a Vignola
Incontri pubblici con dibattito
Conversazioni
sulla democrazia
C
oinvolgere i cittadini per aumentarne la consapevolezza e la partecipazione, per un società più attiva.
Questi gli scopi degli incontri pubblici e gratuiti dal
titolo “Conversazioni sulla democrazia” organizzati presso la
sala civica del Villaggio Giardino, di mercoledì alle ore 21.15.
Il primo seminario si tiene il 23 marzo con i tre interventi di Giancarlo Bavutti, Grazia Tabaroni e Paolo Fantoni su
“Opinione Pubblica e democrazia: un problematico rapporto”, “Comunicazione e formazione del pensiero collettivo”
e “Videopolitica e democrazia rappresentativa”. A seguire, il 30 marzo si parla di “Teorie economiche a confronto:
Keynesiani e monetaristi” e de “Gli anni del reaganismo e del
tatcherismo: considerazioni storico-socali” con Claudia Selmi
e Franca Neri. Il ciclo si conclude il 5 aprile con “Il Pil è
davvero misura di benessere?” e “Neoliberismo: applicazioni e
conseguenze” di Michela Cortese e Alessandro Chiaro.
Per info: tel. 059 2034030, 339 5631996, faustino@comune.
modena.it.
Spira Mirabilis esegue Mozart
U
n nuovo concerto dell’orchestra ormai nota in tutta
Europa: Spira Mirabilis torna a Vignola venerdì 11
marzo alle ore 21 presso il Teatro di Casa Frate Leone. L’originale e ambizioso progetto Spira Mirabilis riunisce
musicisti provenienti dalle più prestigiose orchestre ed accademie d’Europa e si caratterizza per la sua esecuzione priva
di direttore e per l’utilizzo di strumenti originali su repertori
di compositori classici. A Vignola verrà eseguita su strumenti
originali la sinfonia KV551 in do maggiore “Jupiter” di Mozart. Al termine del concerto, aperto a tutti e a offerta libera,
sarà possibile partecipare al “question time”, il momento di
botta e risposta con il pubblico in cui i musicisti di Spira mirabilis raccontano la sinfonia eseguita e rispondono a domande
e curiosità.
L’evento è patrocinato dal Comune di Vignola.
Sant’Agnese
Ai parroci della diocesi
L
a parrocchia di S.Agnese, cede due confessionali ancora
in ottimo stato, facilmente adattabili, in chiese nuove o
rinnovate. Gli interessati possono contattare il parroco al
numero 059.306147 anche solo per prenderne visione
20
NostroTempo
Domenica 13 marzo 2011
Sport-Csi
Il Csi Modena spegne 65 candeline:
festeggiamenti e bilancio per l’anima dell’associazione
Sabato 12 marzo
l’assemblea ordinaria
del Comitato:
un’occasione per fare
il punto anche sul
progetto DiocesiCsi che riguarda la
formazione degli
animatori e la gestione
degli impianti
parrocchiali
• Marco Costanzini
I
l Csi Modena si prepara
a festeggiare il 65º anno dalla sua nascita e
per farlo ha chiamato a
raccolta quella che da sempre
è la sua anima, ovvero società
sportive, circoli parrocchiali,
dirigenti, atleti e tutti i tesserati in generale. Sabato 12
marzo, con inizio alle ore
10.30, si terrà l’Assemblea
ordinaria del Comitato Csi
di Modena, un appuntamento annuale nel quale verrà
presentato il rendiconto delle
attività svolte nel 2010 e, soprattutto, il bilancio sociale
che guarda all’anno che si è
da poco concluso in proiezione futura, con un quadro
sì generale ma anche molto
dettagliato sulla crescita del
Comitato e sull’incremento
di tesserati e attività svolte
tra sport e progetti sociali. Si
parlerà dei percorsi intrapresi
dal Csi Modena come quello
della gestione degli impianti
- esempi recenti sono quella
della Pol. San Donnino o il
centro ludico-motorio Oplà - ma non si dimenticherà
nemmeno il progetto “Diocesi-Csi” in tutte le sue sfaccettature: dalla formazione
degli animatori alla gestione
degli impianti parrocchiali,
dall’organizzazione di centri
estivi alla costituzione di circoli parrocchiali Csi (ben 24
rispetto ai soli 6 del 2004);
e ancora, l’incremento delle
associazioni sportive parrocchiali, ora 43 in provincia, i
progetti sociali e quelli realizzati nelle scuole. Insomma,
una accurata riflessione sul
movimento sportivo, associativo e sociale nel nostro
territorio letto in chiave Csi.
Tutto questo sarà il cuore
dell’Assemblea ordinaria prima della celebrazione finale
per ricordare il 65º anno dalla
nascita del Comitato provinciale Csi.
Ogni società potrà interveni-
re nella persona del suo legale
rappresentante: presidente,
vicepresidente o, in caso di
impedimento, un altro membro del consiglio direttivo.
Ma una società può anche
intervenire mediante il conferimento di delega scritta ad
un’altra presente all’assemblea (massimo 3 deleghe per
società). Presso la segreteria
del Comitato (via del Caravaggio 71) sono disponibili
gli elenchi delle società aventi
diritto di voto.
In movimento, per la salute
A Polinago e Modena il progetto di attività motoria del Csi che coinvolge cinquanta over 60. Da segnare in agenda l’appuntamento del 15 marzo con il
prof. Marcello Busacchi del Coni Modena, che parlerà di sport e alimentazione
C
si Modena, ovvero
integratore sociale
a base di sport per
tutti: dai più piccoli agli adulti, promuovendo lo
sport come momento di educazione, di crescita, di impegno e di aggregazione sociale.
Si pone proprio in continuità
con questo principio la serie
di iniziative proposte agli over
55 dalla Commissione Attività Motoria Anziani del Csi, il
progetto “Salute e movimento”.
Obiettivi del progetto
L’attività motoria eseguita in
maniera continuativa ha effetto
protettivo verso quelle patologie croniche che diminuiscono l’autonomia e il benessere
degli anziani. L’obiettivo del
progetto, dunque, è quello di
incrementare la pratica di attività motoria tra gli over 55,
nella consapevolezza che que-
sta può offrire l’opportunità
di prevenire alcune patologie
attivando, al tempo stesso,
molti strumenti di integrazione sociale. Aiutare gli anziani,
dunque, a mantenersi liberi di
vivere la vita, aumentandone la
qualità e favorendone la piena
autonomia. Il progetto “Salute e movimento” è rivolto agli
over 55 che hanno un ruolo
attivo nella società attuale e
che, proprio per questo motivo,
hanno bisogno di integrare i
propri impegni quotidiani con
l’attività motoria, in modo da
riuscire ad avere la possibilità:
di condurre una vita attiva, di
poter accudire i nipoti, di poter
svolgere la propria vita sociale,
di poter svolgere i movimenti del fabbisogno quotidiano
senza limitazioni fisiche.
A modena
L’attività motoria prevede due
sedute settimanali di un’ora
l’una da svolgere presso le palestre De Angelis (parrocchia
O F F E R TA
Santa Caterina) e Sant’Anna
(ai Torrazzi), nel centro ludico-motorio Oplà oppure alla
piscina Pergolesi. Gli obiettivi
delle lezioni sono: il miglioramento della postura e dell’equilibrio, il mantenimento del
tono muscolare
e la coordinazione. Oltre alle
attività motorie,
viene sviluppato
anche un ciclo
di incontri con
personale specializzato: una
serie di incontri
volti ad aumentare nell’anziano
la consapevolezza del proprio
corpo e del suo
movimento (geriatra, dietista, fisiatra…); corsi sulle tematiche legate alla terza età
(allenamento della memoria,
prevenzione delle cadute…);
proposte alternative nei mesi
esclusiva
in cui non si svolgerà l’attività regolare, quale per esempio
il mese di maggio; gite, che
aumenteranno ancora di più
la socializzazione e la partecipazione sociale. Uno di questi
appuntamenti è in programma
domenica 15 marzo, alle ore
9.45, presso la palestra De Angelis, in strada S. Catrina 55 a
Modena: “La salute vien mangiando” è il titolo dell’incontro
con il professor Marcello Bu-
sacchi del Coni Modena nel
quale verrà sottolineato come
sia importante abbinare un’adeguata alimentazione ad una
vita attiva e in movimento (info 059 395357 o www.csimodena.it).
A palagano
Grande
s u c c e s s o,
poi, è quello che sta
avendo il
progetto
“In movimento
verso
la
salute” a
Polinago,
un’iniziativa
realizzata dal Comune in
collaborazione con il Csi Modena e con il prezioso sostegno
della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena. Sono più
di 50, tutti over 65, gli iscritti
ad un percorso incentrato sulla valorizzazione dell’abilità
motoria in generale e mirato a consentire, attraverso il
movimento, una stimolazione
globale sensitivo–motoria, a
rallentare il deterioramento degli apparati polmonare,
osteoarticolare, muscolare, cardiovascolare e neurosensoriale,
a migliora l’immagine di sé e
ad incrementare la partecipazione sociale. Il progetto prevede due sedute settimanali di
due ore l’una presso la palestra
comunale di Corso Roma 71, a
Polinago, tenute dal professor
Vincenzo Bottiglieri, istruttore Isef con grande esperienza
nel campo della ginnastica per
anziani ed adulti. Tre obiettivi
principali su cui basare le lezioni: il miglioramento della
postura, aumento della mobilità articolare della colonna
vertebrale, miglioramento del
tono muscolare e dello stato
fisico e di salute generale.
PER I LETTORI DI “NOSTRO TEMPO”
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Ritornate al Signore vostro Dio