SETTIMANALE CATTOLICO MODENESE Domenica 13 marzo 2011 FONDATO NEL 1957 POSTE ITALIANE S.p.A. - SPED. ABB. POST. - D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/2004 N° 46) ART. 1 COMM. 1 DCB DI MODENA Questa città non è pronta Compie 10 anni il progetto tutto modenese contro il doping e per promuovere sani stili di vita A PAGINA 5 A PAGINA 3 Il Punto Un anno insieme • stefano malagoli È come se mi fossi trovato davanti ad un bel quadro, dove ogni particolare attirava l’attenzione. Mi sono sentito chiamare e cercare da tanti che mi hanno offerto strette di mano. Su tutti questi particolari avevo desiderio di soffermarmi, ma subito ero richiamato da un altro dettaglio. Il mio desiderio è, nel tempo, di potermi soffermare su ciascuno di questi dettagli, per coglierne la ricchezza e la bellezza. Desidero conoscere ogni particolare, ogni persona, le esperienze ecclesiali e sociali presenti in diocesi. Il mio impegno sarà quello di far convergere tutto nella comunione: dare unità al quadro di cui parlavo prima, in modo che emerga l’intenzione dell’autore”. Era il 14 marzo 2010, esattamente un anno fa, e l’arcivescovo mons. Antonio Lanfranchi faceva il suo ingresso nella nuova diocesi di Modena-Nonantola: quelle erano le sue prime impressioni dopo quella prima intensa giornata trascorsa con i modenesi. Prima in S.Agostino con i giovani, poi nella chiesa del Voto per il saluto alle autorità e infine nel grande abbraccio dell’intera comunità diocesana in Duomo e in piazza Grande. Oggi, a distanza di dodici mesi, possiamo dire che l’arcivescovo “ce l’ha messa veramente tutta” per entrare fin da subito in sintonia con la comunità che è stato chiamato a guidare. Lo testimoniano gli innumerevoli incontri con le persone e le varie realtà che arricchiscono questa Chiesa locale, la partecipazione alle tante iniziative, i momenti intensi delle celebrazioni nei periodi forti dell’anno liturgico… Una presenza, quella di mons. Lanfranchi, della quale anche la società civile ha colto subito i tratti di apertura e disponibilità alla collaborazione (vale, come esempio, l’invito a presentare la sua prima lettera pastorale anche in ambiti non esclusivamente ecclesiali). Sono atteggiamenti, attenzioni e modi di porsi che sicuramente, nel tempo, continueranno a dare frutti preziosi. Per parte sua il successore di S.Geminiano, come il nostro antico padre nella fede, sta producendo tutto l’impegno e la dedizione possibili per accompagnare ancora la crescita dell’intera comunità modenese. E noi, popolo di Dio a lui affidato? Sapremo seguirlo e rispondere alle sue sollecitazioni, affidandoci alla sua guida come fa un bambino con il proprio padre? Sapremo essergli sostegno e aiuto nel suo impegno per “far convergere tutto nella comunione”? Sapremo essere per lui un popolo fedele e attento, pronto a recepire la Parola che egli, nel nome di Dio, ci porta? Se la risposta a queste sarà affermativa e… continuativa con il passare degli anni, sarà forse il più bel regalo che la Chiesa di Modena-Nonantola potrà fare al proprio pastore allo scadere di questo primo anno trascorso insieme. L’Eucaristia e ciò che la deve precedere Per non farsi male La testimonianza di chi vive nel tunnel dell’usura Approfondimenti Salute La storia Anno LV n° 9 • euro 1 www.nostrotempo.it La situazione di chi non può accedere alla comunione eucaristica A PAGINA 8 “Ritornate al Signore vostro Dio” Quaresima 2011: il messaggio alla diocesi dell’arcivescovo mons. Antonio Lanfranchi “ “ M ercoledì 9 marzo, con l’antico e austero rito delle Ceneri, la Chiesa ci fa entrare nel cammino quaresimale, un itinerario di rinnovamento spirituale che ci prepara alla celebrazione della Santa Pasqua. Lasciamo risuonare nel nostro cuore le parole del profeta Gioele: “ Così dice il Signore: ritornate a me con tutto il cuore…Ritornate al Signore vostro Dio , perché egli è misericordioso e benigno…” ( Gl 2,12-13). Ritornare a Dio! Ritornare significa ricostruire in noi l’atteggiamento giusto nei confronti di Dio, sapendo che da questo atteggiamento dipende quello verso gli altri, verso noi stessi, verso le cose. E’ un dono il richiamo che il Signore ci fa: “Ritornate a me”, perché rischiamo oggi di vivere nell’indifferenza, nella dimenticanza di Dio. Sì; non neghiamo l’esistenza di Dio. ma spesso lo riduciamo a un’entità astratta, che ha poco a che fare con la nostra esistenza. Siamo gelosi della nostra libertà, vogliamo gestirci da soli la nostra vita, pretendiamo di essere autonomi, senza alcu- na interferenza dall’Alto nella nostra sfera di azione e di pensiero. Volendo essere noi il protagonista assoluto, il criterio ultimo delle nostre decisioni e delle nostre azioni non possiamo fare altro che rendere Dio oggetto. Invertiamo il rapporto Diocreatura; l’uomo vuole diventare il Creatore. Come ai tempi dell’Esodo, ci fabbrichiamo vitelli d’oro per camminare avendo davanti a noi non il Dio-Altro ma idoli fatti dalle proprie mani. La dimenticanza di Dio fa sì che la nostra fede sia come sospesa, non si cali dentro agli ambiti e alle dimensioni della vita. La lontananza da Dio si traduce in una lontananza dalla verità della nostra vita. Ad Adamo, che tentava di fuggire dalla sua presenza, Dio fa risuonare la sua voce: “Adamo, dove sei?” (cfr. Gen 3.9). È la stessa domanda che fa risuonare oggi nella nostra coscienza: “Dove sei con la tua umanità? Dove ti trovi a questo punto della tua esistenza? Dove stanno portandoti i tuoi passi? Qual è il senso della tua storia?”. Porsi e lasciarsi colpire al cuore da queste domande significa trovarsi là dove non vorremmo, lontani da quello che vorremmo essere, dalle scelte che vorremmo fare. Ogni uomo è Adamo e nella situazione di Adamo; fugge dalle responsabilità della vita; si nasconde “davanti al volto di Dio” e in questo modo si nasconde a se stesso, scivola in una situazione di paura, di solitudi¬ne, diventa problematico e conflittuale il rapporto con l’altro, con il creato. È dalla presa di coscienza di questo stato che può iniziare il cammino di conversione, di ritorno a Dio e alla verità del nostro essere. Ma come percorrere questo cammino di conversione? Le vie, che la Chiesa ci ha tramandato lungo i secoli e che non tramontano mai perché radicate nel Vangelo e rispondenti all’animo umano, le conosciamo; sono: preghiera, elemosina, digiuno. Preghiera vuol dire: un modo filiale di entrare in rapporto con Dio. Elemosina vuol dire: un modo generoso di entrare in rapporto con gli altri. Digiuno vuol dire: un’esperienza di libertà nei confronti delle cose, del nostro cuore, dei nostri rapporti. Sono le dimensioni fondamentali della vita da rivisitare e da trasformare secondo il progetto di Dio, che ci è stato svelato in Gesù Cristo. La preghiera. E’ il ritrovare il giusto rapporto con Dio. È la preghiera che ci aiuta a mettere davanti a Dio la nostra fedeltà e le nostre negligenze, accettando il suo sguar- do su di noi per essere rigenerati alla verità della nostra vita. È la preghiera che gradualmente ci renderà familiare il modo di pensare e di agire di Dio e, sotto la guida dello Spirito Santo, ci può aiutare a farlo nostro. Facciamo dunque il proposito di non lasciare mancare la preghiera alle nostre giornate. Mi permetto di suggerire alcune semplici modalità. Anzitutto la preghiera al mattino e alla sera. Ci ricorda che tutto viene da Dio e tutto deve essere riportato a Lui. Segue a pagina 6 2 NostroTempo Domenica 13 marzo 2011 Quaresima 2011 Nelle cinque domeniche del tempo liturgico la celebrazione eucaristica delle 18 in Duomo presieduta da mons. Lanfranchi • don Luigi Biagini* “ I l vescovo deve essere considerato come il grande sacerdote del suo gregge: da lui deriva e dipende in Quaresima in Duomo un certo modo la vita dei suoi fedeli in Cristo. Perciò tutti devono dare la più grande importanza alla vita liturgica della diocesi che si svolge attorno al vescovo, principalmente nella chiesa cattedrale, convinti che c’è la principale manifestazione della Chiesa nella partecipazione piena e attiva di tutto il popolo di Dio alle medesime celebrazioni liturgiche, soprattutto alla medesima Eucaristia, alla medesima preghiera, al medesimo altare cui presie- pure assicurata la presenza di diaconi e sacerdoti concelebranti, membri del capitolo ed altri che vorranno, liberamente, unirsi. * maestro delle celebrazioni liturgiche Lectio Divina sul cammino dell’Esodo Meditando la via Crucis A llegato a questo numero (vedi foto qui a lato) di Nostro Tempo gli abbonati trovano un piccolo opuscolo che accompagna la riflessione della via Crucis durante le settimane di Quaresima. Realizzato dai periodici S.Paolo, il sussidio, a cura di Renzo Sala, contiene riflessioni proposte nelle varie stazioni da Madre Teresa di Calcutta, Oscar Romero, don Primo Mazzolari, p.Massimiliano Kolbe, p.David Maria Turoldo, don Luigi Giussani, Edith Stein, Martin Luther King, Benedetto XVI, Charles de Foucauld, Giovanni XXIII, don Tonino Bello, Dietrich Bonhoeffer e Madeleine Delbrel. Dalla schiavitù alla libertà S empre in cattedrale, ogni lunedì di Quaresima, alle ore 21, il vicario generale mons. Giacomo Morandi, terrà una Lectio Divina sul Libro dell’Esodo, aperta a tutti. “Dalla schiavitù alla libertà per servire e amare Dio”: questo il temi degli incontri che affrontano il cammino spirituale dell’Esodo. Ecco il programma dettagliato: lunedì 14 marzo “Sorse sull’Egitto un nuovo re che non aveva conosciuto Giuseppe”(Es. 1,8). Il dramma della schiavitù; lunedì 21 marzo: “Io-sono mi ha mandato a voi”(Es.3,14). Dio ascolta e scende per liberare il suo popolo; lunedì 28 marzo: “Questo giorno sarà per voi un memoriale”(Es.12,14). La Pasqua di liberazione. Infine, gli ultimi due incontri: lunedì 4 aprile, “Io sono il Signore tuo Dio che ti ha fatto uscire dalla terra di Egitto(Es.20,2). La legge via alla piena libertà e lunedì 11 aprile “Fa’ per noi un dio che cammini alla nostra testa”(Es.32,1). La tentazione dell’idolatria nel cammino della fede. Infine, ogni venerdì, alle ore 10.30 e 18.30 si terrà sempre in Duomo la Via Crucis. diocesi Informa ogni venerdi’ alle 20.30 A cura dell’Ufficio diocesano Comunicazioni Sociali in collaborazione con de il vescovo circondato dal suo presbiterio e dai ministri.” (S.C. n.41). Così si legge nella Costituzione Liturgica del Concilio Ecumenico Vaticano II. Ringraziamo per questo mons. Lanfranchi che in tutte le domeniche di Quaresima alle ore 18, presiederà la celebrazione eucaristica in cattedrale. La Quaresima dell’anno “A”, come sappiamo, attraverso le letture bibliche, le preghiere ed alcuni riti collegati con il cammino dei catecumeni dei primi secoli, potremmo definirla “battesimale”. Credo, però, che a nessuno sfugga che anche oggi sta ri- su affiorando questo “cammino catecumenale” di adulti che chiedono il sacramento del Battesimo (quale parrocchia non ha incontrato alcuni adulti italiani o di altri paesi che hanno richiesto il sacramento? Domande supportate da varie motivazioni ma che richiedono, dopo necessario discernimento, accoglienza ed accompagnamento.) Ne era ben consapevole la madre Chiesa quando già nel 1978 ci ha donato il testo liturgico del rito dell’iniziazione cristiana degli adulti: testo, forse, poco conosciuto e poco utilizzato, ma ricco di tanti spunti di ordine pastorale, liturgico, catechistico. La celebrazione eucaristica in cattedrale, presieduta dall’arcivescovo, potrà essere una preziosa occasione per un cammino comunitario verso il traguardo pasquale che avrà un punto focale nella rinnovazione delle promesse battesimali o nella celebrazione del sacramento del Battesimo. Percorso che si potrà (o dovrà) compiere anche nelle singole comunità parrocchiali, ma, richiamando la citazione iniziale, la convocazione della comunità cristiana nella chiesa cattedrale guidata del suo pastore che offrirà la sua parola da quella “cattedra” che deve essere punto di riferimento spirituale e liturgico per tutta la diocesi, potrà essere di validissimo aiuto per tutta la nostra chiesa. Ogni celebrazione sarà animata da una corale della diocesi aderente all’Ascamn: il servizio liturgico sarà effettuato da ministranti ed accoliti di alcune parrocchie della città e sarà Riflessioni sulla Parola “Condotto nel deserto per essere tentato” (Mt 4,1) C G.G. on la prima domenica di Quaresima siamo all’inizio del cammino verso la Pasqua. Siamo chiamati a percorre le ultime tappe insieme a coloro che saranno battezzati, dopo il catecumenato, nella Veglia pasquale. Tutti possiamo percorre questo itinerario segnato dai brani del Vangelo di queste domeniche in vista del rinnovo delle promesse battesimali. C’è bisogno di rinnovare la nostra fede in Cristo morto e risorto. Nel primo di questi brani dal Vangelo secondo Matteo, al quarto capitolo, ci troviamo di fronte al racconto, per certi versi stupefacente, delle tentazioni, cui viene sottoposto Gesù Cristo ad opera del diavolo, il tentatore. Gesù è nel deserto, dove prega e digiuna per quaranta giorni. Qui avviene un duro scontro verbale tra Gesù e il Maligno. Gesù replica alle allettanti proposte di Satana, utilizzando la parola di Dio contenuta nella Sacra Scrittura, in particolare nel libro del Deuteronomio: “ Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”, “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”, “Il Signore, Dio tuo, adorerai, a Lui solo renderai culto”. Dal contrasto Gesù esce vittorioso: le tentazioni fondamentali di incredulità, di superbia, di disobbedienza a Dio sono vinte. Non così era avvenuto, racconta il libro della Genesi, nel brano delle prima lettura, quando Eva e Adamo erano stati provocati dal serpente. Così che Paolo, nel brano della lettera ai Romani può scrivere: “ Per la disobbedienza di un solo uomo tutti sono stati costituiti peccatori, così anche per l’obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti”. La vita di ogni uomo è attraversata dalle tentazioni. Esse vanno contrastate prendendo Gesù come modello: con uno stile di vita sobrio, vivendo con autenticità il deserto, il digiuno, accompagnato dalla carità, la preghiera, l’ascolto della parola di Dio. Con la lotta contro il male e con questi concreti impegni, inizia il cammino quaresimale: cammino di conversione, di libera decisione di orientare a Dio la propria esistenza. NostroTempo Domenica 13 marzo 2011 3 La storia “Questa città non è pronta” Un’esperienza drammatica, un’esperienza di usura, raccontata dalla parte delle vittime • Paolo Seghedoni Q “ uesta città non è pronta. Questa città si volta dall’altra parte”. Comincia dalla fine il racconto di questa storia. Una storia, purtroppo, esemplare di tante altre. Una storia di usura. Ce la racconta una donna che, insieme al marito, ha avuto la forza e il coraggio di denunciare: nomi, fatti, date. Una forza che, però, ha rischiato seriamente di venire fiaccata dall’ indifferenza, dalla burocrazia e lungaggini giudiziarie. Basta dire che, a distanza di circa tre anni dalla prima Davanti allo denuncia, seguita da altre due, si è ancora fermi alle indagini preliminari. Oggi possiamo raccontare questa storia di usura anche grazie al coraggio civico di una importante associazione di categoria, la Lapam che, percependo a Modena la presenza del fenomeno dell’usura e temendo il diffondersi di tale squallida e primitiva pratica criminale, ha sottoscritto nel 2009 una convenzione con Sos Italia Libera, associazione nazionale antiusura e antiracket. Le vittime si sono rivolte a Sos Italia e per la prima volta hanno ottenuto informazioni e orientamento circa le leggi a tutela e sostegno delle persone che hanno denunciato, perché uno dei problemi più grandi per la vittima è proprio la disinformazione. Il percorso che deve intraprendere una persona o impresa che si trova ad affrontare questo problema ha quattro tappe: la totale solitudine, che segue la denuncia, ad affrontare il quotidiano; i tempi di Specchio E beh!? Che male c’è? A • don nardo masetti i miei tempi... Ai miei tempi certi peccati e le occasioni prossime di peccare esistevano e come! Diciamo che oggi gli uni e le altre si sono “modernizzati”. Una volta un certo ceto di persone viaggiava in Vespa o in Lambretta; oggi il medesimo ceto si sposta con utilitarie di cilindrata medio alta. Anche le occasioni che inducono al male si sono modernizzate. Nei tempi “antichi” bisognava scomodarsi ad andarle a trovare nelle sale da ballo (che rimanevano almeno chiuse in quaresima), nelle sale cinematografiche, presso edicole specializzate, alle quali il cliente aveva il pudore di accostarsi con circospezione e nascondendo il prodotto acquistato in mezzo ad un innocente quotidiano. Oggi le occasioni vengono a casa, a tutte le ore per via telematica. E fanno a gara, per accaparrarsi i clienti a volte gratuitamente, altre a pagamento, ma sempre con volto accattivante e spavaldo. Non smettono nemmeno di viaggiare il venerdì santo o il giorno di Natale... E, quel che è peggio, è che i “clienti” hanno perduto persino il pudore. Si vantano addirittura in pubbliche esibizioni... Lasciare libero sfogo alla propria sensualità è segno di una personalità matura e libera... Appressandosi il tempo della quaresima, sarebbe bene che ci impegnassimo ad essere coerenti con la fede. La fede non può mettere in campo il pretesto della propria privacy! Qualche tempo fa sui muri della Sorbona a Parigi giganteggiava la scritta: “Cattolici dove siete?!”. Si tratta di una provocazione inquietante. Vogliamo dimostrare con i fatti che non siano animaletti (notate il vezzeggiativo?), ma persone, che non intendono lasciarsi prendere per il naso e per i loro bassi istinti. Urliamo alla nostra coscienza e a tutti che non siamo d’accordo con la immoralità di tanti, anche di quelli che per impegno politico dovrebbero difenderci. Realizziamo oltre a quella materiale anche un’ecologia spirituale. Cominciamo da noi stessi. Viviamo una buona quaresima. E dopo? Se avremo sperimentato la bellezza e la gioia, che si provano a vivere puri di cuore e vicini a Dio, non riusciremo più a tornare ad abbruttirci. re e padre di famiglia. Quando ti ritrovi in tali situazioni, il mondo ti si rivolta contro, tutti ti lasciano al tuo destino (l’avvocato, il commercialista, il buon direttore di banca…). “Poi, invece, quanto riesci a reagire le persone, i professionisti, le associazioni di vittime (SOS) e di categoria (Lapam) che ti affiancano in questa battaglia ancora prima di essere con te sono dichiaratamente e rigorosamente contro. Contro qualunque male che affligge questa società: malavita, malagente, malcostume…”. La storia che ci racconta la signora è davvero paradigmatica: impresa in una temporanea difficoltà economica reazione lunghi, nonostante le svariate sollecitazioni; le procedure complesse per essere riconosciuti vittime di usura e/o estorsione senza un adeguato supporto da parte delle istituzioni preposte a gestire la materia e, infine, nonché la fase più difficile, rimettersti in gioco per rientrare in quella che viene definita “economia legale” e allora ecco che ci si ritrova a scontrarsi con leggi che si intrecciano e a volte si contraddicono, che ben enunciano i principi ma non altrettanto le indicazioni operative sulla loro stessa realizzabilità. E’ difficile trovare un itinerario per ripartire con l’attività, basta un dato: la legge anti usura prevede finanziamenti a ristoro dei danni subiti e mutui senza interessi per imprese che non abbiano subito fallimenti, quale persona o impresa, vittima di usura o del racket dell’estorsione non è fallita o a grave rischio di fallibilità? Quale persona o impresa vittima di tali aberranti reati non si è visto ‘protestare’ un assegno e quale istituto bancario è disponibile a dargli ancora un’opportunità? Grazie soprattutto alle battaglie delle associazioni delle vittime la legge sta cambiando, è recentissima l’estensione dei benefici delle leggi 44/99 e 108/86, le due norme che regolano l’anti usura, anche alle persone fisiche e non solo alle imprese. Le vittime hanno denunciato e raccontato di un estorsore che ha usurpato ogni bene, ha incendiato tutti i mezzi e gli strumenti indispensabili al lavoro, ha minacciato e spedito proiettili, e con essi ha tolto qualunque possibilità di ricominciare e non senza l’averti spogliato completamente della tua dignità di uomo, lavorato- e una persona che si avvicina e propone ‘la soluzione’, una soluzione che fa entrare il malcapitato in un vortice da cui non ne uscirà più, a fronte di prestiti di alcune decina di migliaia di euro si rischia di doverne restituire alcune centinaia: “Chi scivola in questo tunnel non ha alcuna possibilità di uscirne. L’usuraio non è mai molto distante da chi attraversa un momento di sofferenza economica, veste bene, è affabile, è una persona vicina, si presenta come un ‘buon’ amico e la soluzione che ti propone è veloce ma a tassi altissimi, 10/15% mensili. Si comincia, ma subito dopo qualche mese realizzi che al collo hai un cappio che stringe, stringe. L’usuraio ha interesse a tenerti legato a vita, da subito diventa ‘tuo socio’ con l’obiettivo di diventarne ‘il padrone’. Si crea un legame di forte dipendenza psicologica. “Nella continua e disperata rincorsa a chiudere una falla ne apri un’altra, un’altra e un altra ancora: come un sassolino che rotolando s’ingrossa, fino a diventare una valanga che travolge e sconvolge la vita, l’impresa, la tua famiglia, la tua dignità. La vergogna ti opprime fino a toglierti il respiro, ti senti sporco, colpevole e cominci, insieme ai tuoi cari, a isolarti e barricarti al di fuori della vita familiare e sociale”. Poi arriva il momento in cui si riesce a dire basta: “Arriva quando hai impegnato e ipotecato tutto, quando non hai più scampo, quando il fondo è davvero il fondo. Pensi che ti lasceranno in pace, che hai già pagato abbastanza e invece arriva un incendio e poi un altro e poi ancora minacce di morte... e allora denunci e denunci ancora. E rimani solo, l’argomento è tabù. Nessuno ti cerca più, finchè non abbiamo trovato questa sponda in Lapam e scopri un mondo di associazioni e di persone che hanno vissuto il tuo calvario. Non sei il solo, non sei più il solo. E’ importante parlarne, condividere con chi prima di te ha subito e prima di te ha creduto possibile risollevarsi e riprendere il cammino della vita. Non bisogna rinunciare a battersi per far valere i propri diritti, non bisogna lasciarsi piegare: è necessario drizzare la schiena, alzare gli occhi, guardare in faccia alla realtà e fidarsi delle istituzioni, a partire dalla Polizia, la Procura, la Prefettura: lenti, anche un po’ riottosi, continuamente da sollecitare ma al cittadino che trova la forza di denunciare tali soprusi le risposte arrivano”. 4 NostroTempo Domenica 13 marzo 2011 Anniversari Le celebrazioni dell’anniversario dell’Unità d’Italia: una mostra e tante altre iniziative anche nella nostra provincia • Laura Solieri L e celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia in provincia di Modena si aprono giovedì 17 marzo alle ore 10 in Piazza Grande, nel capoluogo, con la cerimonia ufficiale dell’Alzabandiera alla presenza delle autorità cittadine. Sempre il 17 marzo, verrà inaugurata al Foro Boario (via Bono da Nonantola, Modena) la mostra “ItalianiModenesi” curata dal professor Marco Cattini con la collaborazione di Matteo Al Kalak, Metella Montanari e Claudio Silingardi, allestita dal dott. Fausto Ferri su progetto grafico di Filippo Partesot- ti. Un viaggio nella storia dall’Ottocento ad oggi, con una specifica attenzione alle prospettive future dei Mode- Modena e i 150 anni nesi nei contesti nazionale ed europeo. Non solo Risorgimento però fra i temi che il programma del Comitato 150 Modena offrirà alla cittadinanza. “L’Italia e gli italiani”, il ciclo di incontri che si svolgeranno presso il teatro del Collegio San Carlo a partire da venerdì 18 marzo alle ore 17.30, sarà infatti principalmente dedicato alla storia del Novecento, al suo precipitato e ai suoi contrasti, alle sue inconciliabilità e alle sue rimozioni. Si comincia il 18 marzo con Ernesto Galli della Loggia (Istituto Italiano di Scienze Umane) con una lezione dedicata ai temi della Patria, stato e nazione nell’Italia del Novecento. A fare gli onori di casa e ad interloquire con il professor della Loggia sarà l’assessore regionale Patrizio Bianchi. Sabato 19 marzo all’Auditorium Marco Biagi (Largo Marco Biagi 10, Modena, ingresso gratuito), si illustrerà la parabola esistenziale e politica di un personaggio unico come Giuseppe Garibaldi, nei suoi momenti e aspetti poco noti o poco e male ricordati con la conferenza-spettacolo “L’altro mondo del generale” raccontata dal professor Emilio Franzina assieme a Luca Bassanese e Stefano Florio (chitarre e synth) e Mirco Maistro (fisarmonica). Fra canzoni popolari e letture di testi originali il percorso narrativo si dipana a partire da Nizza e dal Mediterraneo sino a Istanbul e al Mar Nero, dall’America meridionale alla Repubblica romana, dalla morte di Anita all’impresa dei Mille. Al Filmstudio 7B (via Nicolò dell’Abate 50, Modena), domenica 20 marzo ci saranno due proiezione gratuite del film “Noi cre- devamo” di Mario Martone, che racconta l’avventura tra cospirazione e rivoluzione di tre ragazzi, Domenico, Ange- autori per celebrare il 150° dell’Unità d’Italia nell’Unione Terre d’Argine. Nel Distretto Ceramico ci saranno itinerari guidati e Inter viste impossibili ad alcuni protagonisti della storia del nostro territorio. Nelle Te r r e dei lo e Salvatore, nella Giovine Italia di Giuseppe Mazzini. Tutta la Provincia sarà coinvolta, segno della peculiarità storica e della po- licentricità che da sempre caratterizza il territorio modenese. I comuni dell’Area Nord presentano un program- ma frutto di un apprezzato lavoro di coordinamento. A Carpi Tutta mia la città. Adottiamo un monumento: scuole e studenti mettono in relazione i luoghi della città e la propria storia; ed anche Tutti i sensi della storia, ciclo di incontri, iniziative e presentazioni di libri con Castelli si comincia con un convegno internazionale intitolato La vittoria macchiata, organizzata dall’Università di Modena e Reggio Emilia e dall’Università di Bergamo. A San Cesario sul Panaro Buon compleanno Italia: spettacolo teatrale realizzato dai ragazzi delle classi quarte della scuola primaria “Giuseppe Verdi”, conferenze e visite guidate. Infine nel Frignano, a Pavullo, film, spettacoli e una mostra per riflettere sui 150 anni d’Unità d’Italia. Vincenzo Borelli, notaio e patriota Commemorazione all’Archivio di Stato nell’ambito delle iniziative per i 150 anni dell’Italia unita • Francesco Gherardi G iovedì 24 febbraio, nell’ambito delle iniziative commemorative del 150° anniversario dell’Unità d’Italia intraprese dall’Archivio di Stato di Modena, Angelo Spaggiari, presidente della Deputazione di Storia Patria, ha tenuto la lezione inaugurale, aperta al pubblico del corso di archivistica speciale, dedicata alla figura di Vincenzo Borelli. Il Borelli, notaio attivo in Modena sin dagli anni dell’occupazione napoleonica, fu il redattore dell’atto di decadenza del duca Francesco IV, ritiratosi entro i confini del Regno Lombardo-Veneto in occasione della rivoluzione del 1831: per questo atto, una volta restaurato il governo ducale e repressa l’insurrezione, egli condivise la sorte del patibolo assieme ad uno dei leader degli insorti, Ciro Menotti. “A Modena - ha sottolineato Spaggiari - non c’è una lapide che ricordi Vincenzo Borelli, come del resto non esiste, che io sappia, nessuna lapide che commemori un altro personaggio centrale della nostra storia, come Antonio Morandi, che alla sua morte lasciò a Modena una somma ingente perché fosse costruito il Palazzo di Giustizia in Piazza Grande, abbattuto in tempi recenti per far spazio alla sede di un istituto di credito”. La vicenda di Borelli, come quella del possidiese don Andreoli, giustiziato per lesa maestà dieci anni prima, ci riporta alla Modena tetra della restaurazione nel cui clima Stendhal ambientò “La Certosa di Parma”, cambiando per ovvie ragioni - lui, diplomatico francese, non voleva creare incidenti - il nome della città e dei personaggi. La nostra era una capitale in cerca di identità dopo che i flutti del diluvio rivoluzionario - cancellata l’atmosfera scanzonata dei decenni di pace di di Ercole III e sommerso il Ducato in un ventennio di guerre e di spoliazioni - si erano infranti sulle sponde della Beresina e sul campo fatale di Waterloo. La restaurazione austro-estense di Francesco IV incontrava l’appoggio delle masse rurali, specie nel Frignano, ma non mancava chi vedesse per Modena un futuro nell’ambito di una Nazione più vasta degli Stati Estensi. Cospiratori e duchisti vivevano spalla a spalla nel circuito angusto ed augusto delle antiche mura: Palazzo Ducale e la casa di Ciro Menotti in corso Canalgrande sono separati, in linea d’aria, da poco più di un tiro di schioppo. In questo spazio limitato si svolgono i fatti del 3 gennaio 1831 e gli avvenimenti si susseguono in un climax drammatico. Nella mattina del 3 febbraio il giovane Nicola Fabrizi ed altri cospiratori sono arrestati; i rimanenti congiurati si riuniscono in casa Menotti per decidere il da farsi e, se sarà il caso, vender cara la pelle; cala il sole e i dragoni ducali – polizia militare analoga ai nostri carabinieri- bussano alla porta di Menotti: la risposta è una gragnuola di pallottole che uccide sul colpo due dragoni. I fatti di Modena sarebbero finiti qui, se al Duca non giungesse la notizia che le Legazioni pontificie di Romagna sono in rivolta e che una colonna è in marcia verso gli Stati Estensi. Francesco IV fugge verso Mantova portando seco il Menotti ed istituendo un confuso governo provvisorio, subito travolto dall’incalzare degli eventi. Viene dichiarata la decadenza della Casa d’Austria-Este e, di lì a poco, tramite la “Deliberazione dei Settantadue” istituito un governo d’eccezione presieduto da Biagio Nardi in qualità di “dittatore”. Vincenzo Borelli è l’estensore materiale della dichiarazione di decadenza del Duca e partecipa alla costituzione del nuovo regime. La rivoluzione dura poco: Francesco IV rientra nei suoi stati e i rivoluzionari fuggono a Bologna. Borelli, confidando forse di passare inosservato grazie alla posizione relativamente defilata che aveva tenuto durante i fatti di febbraio, decide di rientrare a Modena. E’ una decisione fatale che lo condurrà sul patibolo insieme a Ciro Menotti. Purtroppo, come ha concluso il professor Spaggiari, di quella cittadella sui bastioni nella quale Menotti e Borelli vennero impiccati e nella quale nel XVII secolo era stato imprigionato e forse strangolato il poeta e diplomatico ducale Fulvio Testi – una delle poche fortificazioni italiane che sostennero realmente un assedio durante le guerre di successione settecentesche - a causa delle scelte urbanistiche del dopoguerra non è sopravvissuto altro che il portale verso la città, un baluardo trasformato oggi in locale alla moda. Con buona pace della storia patria. NostroTempo Domenica 13 marzo 2011 5 Salute Compie dieci anni il progetto modenese “Tallone d’Achille” per combattere il doping Senza farsi male lo sport dilettantistico”. Negli anni, il “Tallone d’Achille” ha dato il via ad una serie di servizi diversi come la realizzazione di studi, la creazione di un sito web (www. ausl.mo.it/dsp/ msport/tallone_ achille/index. htm) e il numero verde 800170001 al quale si può telefonare dal lunedì al venerdì dalle 14 al- T ra pochi mesi compie dieci anni il progetto “made in Modena” il “Tallone d’Achille: partecipare senza farsi male” nato per contrastare il doping nella pratica sportiva. Nel 2001 la Comunità Europea scelse di finanziare un progetto modenese, risultato vincitore tra altri 50 presenti da vari Paesi europei, orientato alle strategie di intervento per la lotta al doping. Nato da un’idea di Ferdinando Tripi, direttore della Medicina dello Sport dell’Azienda Usl di Modena, il progetto è stato condotto con la collaborazione di enti ed associazioni tra cui la Provincia di Modena come capofila. Nell’ambito del “Tallone d’Achille Tale” sono state realizzate tra le 50 e le 100 iniziative l’anno, su tutto il territorio provinciale, con circa 4 mila giovani contattati ogni anno e comprendendo anche gli eventi organizzati all’interno di corsi per allenatori e dirigenti sportivi. Complessivamente, sono state quindi circa 40 mila le persone coinvolte direttamente in questi 10 anni. “Ci siamo subito appassionati a questo progetto – spiega Ferdinando Tripi – perché ci Ferdinando Tripi siamoresi conto che circa l’85 per cento di sostanze dopanti circola nelle palestre e nello sport dilettantistico, ma non se ne parla, mentre invece l’attenzione è massima quando tocca lo sport professionistico, come ha dimostrato di recente anche il caso del ciclista Riccardo Riccò. Il 97% dei controlli per la ricerca di sostanze dopanti viene infatti effettuato sulle poche migliaia di atleti d’élite, mentre sono rarissimi i controlli nel mondo amatoriale e dilettantistico dove però, purtroppo, anche per questi minori controlli, questa pratica è sicuramente più diffusa. Noi ci siamo allora indirizzati su “E” per capire un po’di più E : questo il semplice e sintetico titolo della nuova rivista di Emergency, presentata il 7 marzo al Forum Monzani: sarà diretta da Gianni Mura - “a parte il numero di luglio, che il Tour de France è imprescindibile” – con la supervisione di Maso Notarianni, che rinuncia a Peacereporter nella versione cartacea, ma non on line, per questo progetto.Tutto esaurito in platea: c’è bisogno di queste parole? Silenzio profondo in sala mentre Gino Strada legge il manifesto di Emergency, nato dopo l’incontro di Firenze dello scorso anno. “Abbiamo cominciato andando in giro a curare le vittime delle mine antiuomo, 17 anni fa – dice Stra- rapeutiche nelle palestre, attraverso il progetto regionale “Palestra Sicura”, si sta ora creando una rete di palestre fidelizzate ai temi del Servizio sanitario regionale, aderenti ad un codice di comportamento etico che esclude l’utilizzo improprio di farmaci ed integratori e che bandisce il doping. Sono 11 le palestre che nel modenese hanno finora aderito al progetto. E’ inoltre in programma la realizzazione di convegni sul tema del doping diretti a personale sanitario ed a chiunque sia interessato all’argomento. Uno di questi, “Doping, dalla repressio- A partire poi da queste esperienze è nato, due anni fa, il progetto “Positivo alla Salute” con il quale si sono realizzate una serie di iniziative su tutta le Regione Emilia Romagna, attraverso la realizzazione di ”Villaggi della Salute”: una cinquantina di incontri con la popolazione in occasione di manifestazioni sportive importanti, con la presenza di un camper, distribuzione di materiale, incontri con specialisti. Anche le prime iniziative regionali di “Positivo alla salute” si sono svolte nelle scuole modenesi: a Carpi, Nonantola, Spilamberto, Modena, Pievepelago e Bomporto. Sul sito www. positivoallasalute.it si può inoltre trovare l’unico database gratuito in Italia attraverso il quale verificare se un farmaco è inserito all’interno della lista delle sostanze dopanti; questo sia partendo dal nome del principio attivo che da quello commerciale, nell’ambito della farmacopea nazionale. Per contrastare l’uso di sostanze e farmaci usati al di fuori delle indicazioni te- ne alla prevenzione”, si terrà la sera dell’ 1 aprile presso il Teatro del Tempio a Modena con interventi di operatori del Centro regionale antidoping, del procuratore Raffaele Guariniello e in collaborazione con i Nas dei Carabinieri e la Circoscrizione 1. Alla domanda su chi questo meritevole impegno contro il doping dovrebbe avere come alleati, Ferdinando Tripi risponde con una punta di amarezza: “sicuramente i genitori dei ragazzi, perché spesso sono proprio loro che vogliono che i propri figli raggiungano risultati a tutti i costi, anche prendendo – diciamo cosìdelle scorciatoie. Sì, spesso i genitori qui mancano. Quello che noi invece vogliamo far capire è il gusto dell’impegno, la riscoperta del valore del sacrificio e della fatica per ottenere risultati, non solo nello sport, ma anche nella vita. In questo anche altre realtà, come le parrocchie, la scuola, le società e gli enti di promozione sportiva, le istituzioni, possono sicuramente essere di grande aiuto”. questa realtà e abbiamo puntato sull’informazione e sulla prevenzione stupendo anche i nostri interlocutori, quando riportiamo “Il Tallone d’Achille” in convegni internazionali, perché all’estero in pochi mettonoin relazione il doping con Gino Strada ha presentato a Modena la nuova rivista mensile di Emergency che uscirà il 6 aprile • mariapia cavani le 16 per avere informazioni, anche in maniera anonima, su farmaci, sostanze e pratiche dopanti o sospette tali. Quanto realizzato con il progetto è stato poi “notato” dall’assessorato regionale alla Salute che ha localizzato a Modena la sede ed il coordinamento tecnico del Centro regionale antidoping: in questa sede sono stati eseguiti decine di controlli dello stato di salute degli atleti attraverso esami laboratoristici su tutta la provincia, non per ricercare sostanze dopanti ma per verificare se lo stato di salute dell’atleta era compatibile con la competizione. da – mine di cui l’Italia, nel silenzio generale, è prima produttrice. Da qui è nata la riflessione sulla medicina, e sulla salute, diritto inalienabile, che mai dovrebbe essere animata dal profitto: perché un cittadino europeo ha diritto ad una Tac, al bisogno, e un cittadino africano ad un antibiotico e ad una vaccinazione, quando va bene? Da queste domande, dalle riflessioni sulla guerra è nata l’idea del giornale”. Il primo numero uscirà il 6 aprile, da lì ogni primo mercoledì del mese. E’ possibile l’abbonamento, sia cartaceo che on line. Il break even è a 30 mila abbonamenti, da lì in poi il ricavato andrà tutto agli spedali di Emergency nel mondo. “Un mensile di 128 pagine, in cui troveranno spazio inchieste, viaggi, grandi reportages, interviste, servizi anche ‘fastidiosi’, posta del cuore e posta del fegato. Abbiamo molti amici: Camilleri ci ha donato un lungo racconto, ma scriveranno per noi anche Erri de Luca, Tabucchi, Colaprico, Serra, Capossela. Tra le rubriche scomode quella che ogni mese terrà il conto dei morti sul lavoro e quella che darà conto delle violenze sulle donne che accadono in famiglia”. 6 NostroTempo Domenica 13 marzo 2011 Diocesi Segue da pagina 1 Agenda della Diocesi “Ritornate al Signore vostro Dio” P oi l’ ascolto della Parola di Dio. Perché non dedicare un po’ di tempo per leggere e interiorizzare il Vangelo della domenica, per lasciarci poi accompagnare durante la settimana? I testi evangelici delle domeniche di Quaresima attraverso i simboli che richiamano i bisogni fondamentali dell’uomo come il pane, l’acqua, la luce, la vita, ci guidano ad un incontro particolarmente intenso con il Signore. Il Santo Padre, Benedetto XVI, nel Messaggio per la Quaresima, che invito caldamente a meditare, ce ne offre una mirabile sintesi. Aggiungo la Messa domenicale (per chi può andare anche quella quotidiana), facendola diventare il cuore della propria vita e della vita della comunità. Infine il sacramento della Penitenza. Dobbiamo liberare il cuo- re dalla pesantezza che viene dai nostri peccati, dalle nostre abitudini, dai nostri errori. La confessione, se fatta bene, come ci libera dalla colpa, può anche purificare la nostra memoria e aiutarci ad affrontare il futuro con maggiore scioltezza. L’ elemosina E’ la conversione al rapporto con gli altri, quindi il renderci responsabili del bisogno dell’altro. L’elemosina nasce dall’educazione al “cuore buono”, dal lasciare entrare l’altro, soprattutto il povero, nella propria vita. Se è attenzione al bisogno concreto dell’uomo, l’elemosina tuttavia non è riducibile a dare qualche spicciolo, ma si traduce nel fare della condivisione uno stile di vita quotidiano. È sinonimo di carità operosa. La riservatezza raccomandata da Gesù nel praticarla, unita all’esortazione a profumarsi il capo quando si digiuna, è invito a spargere intorno a sé “il buon odore della carità”, in altre pa- role, a trasmettere nei propri rapporti abituali attenzione, simpatia, calore umano, a intessere relazioni positive improntate ad accoglienza e fiducia. Il digiuno E’ la conversione al giusto rapporto con se stessi: imparare a non essere schiavi di niente e di nessuno. È segno della disponibilità alla Parola, alla voce dello Spirito. L’uomo, anche il più forte, più intelligente e bravo di questo mondo, rimane un povero che per vivere ha bisogno di tante cose: di cibo, di vestito, di amicizie, di salute, di una casa, di un lavoro. Il male non è cercare di soddisfare questi bisogni, ma il ridurre la vita al possesso delle cose, l’essere schiavo delle cose. Il pane, il denaro, il benessere, la salute, la realizzazione sociale, sono cose buone, purché non diventino il nostro assoluto, il nostro Dio. Il Vangelo dice che l’uomo è più grande delle cose, la sua vita è più grande del cibo. L’uomo deve vivere in mezzo alle cose mantenendo la sua libertà. Gesù ci dice: “Non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”(cfr. Mt 4,4). Con il digiuno noi impariamo a conoscere e a moderare i nostri tanti appetiti e impariamo a disciplinare le nostre relazioni con gli altri, con le cose, sempre tentate da voracità. Il digiuno è così ascesi del bisogno ed educazione del desiderio. Il digiuno è anche segno di solidarietà, perché la rinuncia a qualcosa non è fine a se stessa, bensì al donare agli altri il suo frutto. Il privarsi per donare agli altri ci mette nella condizione di partecipare alla privazione di chi vive sempre nel bisogno: una comunione vera. Anche per l’elemosina e per il digiuno mi permetto di offrire indicazioni concrete. Invito a considerare soprattutto le iniziative di carità indi- cate dalla Caritas diocesana: sarà un modo bello per testimoniare che percorriamo insieme il cammino di conversione. Conclusione Affido queste semplici considerazioni a tutta la Chiesa di Modena - Nonantola con la speranza che ci aiutino nel cammino di conversione quaresimale in sintonia con tutta la Chiesa. Che alla fine possiamo dire: “Ho incontrato Dio nella preghiera; l’ho incontrato nel fratello bisognoso e ho praticato l’elemosina; nel digiuno e nei sacrifici che ho fatto ho scoperto che Dio solo è il tutto dell’uomo e che Dio solo basta”. Maria segno di sicura speranza e di consolazione per il pellegrinante popolo di Dio, sostenga il nostro cammino. Modena, 6 marzo 2011 + Antonio Lanfranchi Arcivescovo Abate Da Modena a Madrid per la Gmg “ V orrei che tutti i giovani, sia coloro che condividono la nostra fede in Gesù Cristo, sia quanti esitano, sono dubbiosi o non credono in Lui, potessero vivere questa esperienza,che può essere decisiva per la vita: l’esperienza del Signore Gesù risorto e vivo e del suo amore per ciascuno di noi”: questo l’invito rivolto da Benedetto XVI ai giovani nel suo messaggio. La Pastorale giovanile modenese, che ha già incontrato una prima volta i partecipanti il 28 febbraio scorso, ha organizzato due modalità di viaggio: una più lunga, col gemellaggio a Granada, dal 10 al 22 agosto e la sola permanenza a Madrid, dal 15 al 22 agosto. sa. A seguire la partenza verso Madrid. Il programma nella capitale ha inizio il 16 agosto, con l’accoglienza delle comunità ospitanti e sistemazioni. Alle ore 17.30 Celebrazione Eucaristica di apertura della GMG celebrata dall’arcivescovo di Madrid in Plaza de la Cibeles. In serata si apre il festival della Gioventù. Ogni giorno in mattinata le catechesi dei vescovi, nel pomeriggio del 16 l’accoglienza del Santo padre, la sera del 20 la Via Crucis. Sabato 20 agosto all’aeroporto militare “Cuatro Vientos” la veglia e l’adorazione Eucaristica con il Santo Padre. C Giovedì 17 marzo ore 20.30 al CFN laboratorio Nicodemo di catechesi con gli adulti Sabato 19 marzo in Seminario Ritiro ragazzi I media I superiore (anche domenica 20) Agenda del Vescovo Martedì 15 marzo ore 21 in San Faustino Martedì del Vescovo Mercoledì 16 marzo ore 16 in Seminario Incontro con i “Ragazzi in cammino” Giovedì 17 marzo ore 19 in Cattedrale Eucarestia nell’anniversario di morte di Chiara Lubich Venerdì 18 marzo ore 21 a Pozza Lectio Divina per l’unità pastorale Domenica 20 marzo ore 10 Incontro con i capi scout ore 18 in Cattedrale S. Messa Ufficio servizio biblico Le intenzioni per marzo uore divino di Gesù, io ti offro, per mezzo del Cuore Immacolato di Maria, Madre della Chiesa, in unione al Sacrificio Eucaristico, le preghiere e le azioni, le gioie Martedì 15 marzo ore 18 al CFN Credo la vita eterna ore 21 in San Faustino Martedì del Vescovo Lunedì 14 marzo ore 20.45 a Soliera Incontro in parrocchia Apostolato della preghiera e le sofferenze di questo giorno: in riparazione dei peccati, per la salvezza di tutti gli uomini, nella grazia dello Spirito Santo, a gloria del divin Padre. In particolare preghiamo per le intenzioni affidate all’ AdP dal Papa, dai nostri vescovi e Lunedì 14 marzo in Seminario Inizio della settimana comunitaria per gli adolescenti Domenica 13 marzo Incontro regionale Ordo Virginum ore 18 in Cattedrale S. Messa Pastorale giovanile Il gemellaggio con la diocesi di Granada prevede, dopo l’accoglienza nei vicariati, una serie di attività nelle varie parrocchie e decanati. Ogni giornata inizierà con una preghiera nelle rispettive comunità di accoglienza; poi si organizzeranno diverse gite, visite guidate, momenti d’incontro, workshop, gruppi di lavoro, musical, preghiere ecumeniche, adorazione eucaristica in monasteri di clausura. Domenica 14 agosto la celebrazione della S. Messa domenicale nelle parrocchie di accoglienza. Al pomeriggio partenza per il capoluogo della diocesi, dove sarà celebrata una veglia musicale allo stadio di calcio Los Carmenes. Lunedì 15 agosto, al termine della veglia, la preghiera del Rosario e all’alba si celebrerà la S. Mes- Domenica 13 marzo ore 15.45 al CFN Per mano nel deserto dai Missionari per il mese di marzo 2011: - Perché le nazioni dell’America Latina possano camminare nella fedeltà al Vangelo e progredire nella giustizia sociale e nella pace. - Perché lo Spirito Santo dia luce e forza alle comunità e ai fedeli perseguitati o discriminati a causa del Vangelo in tante regioni del mondo. - Perché lo Spirito Santo ci doni la forza di un’autentica conversione e ogni battezzato, esercitando il sacerdozio co- mune, regale e profetico, operi al fine di ricondurre a Dio tutte le cose. - Pregare per il Clero dicendo: Cuore di Gesù, fa’ che i tuoi eletti siano irradiazione della tua presenza in mezzo agli uomini. Il Simposio rimandato al 7 maggio E ra in calendario per il prossimo 19 marzo il Simposio Biblico diocesano, ma per esigenze dell’ufficio è stato rimandato al prossimo 7 maggio. NostroTempo Domenica 13 marzo 2011 7 Giovani La parola per capire la Parola Nel convegno della Pastorale scolastica l’esperienza di Barbiana raccontata da due ex studenti della scuola di don Milani • Luca Beltrami D ue modelli di scuola a confronto, ma anche il racconto di un uomo che con le sue idee rivoluzionarie ha lasciato un segno profondissimo nel mondo dell’educazione italiana. Domenica 6 marzo il Centro Famiglia di Nazareth ha ospitato un convegno dal titolo “Capire… perché capire?” organizzato dalla Pastorale scolastica. Relatori dell’incontro sono stati Agostino Burberi e Michele Gesualdi, due dei sei ragazzi che hanno seguito dal principio l’esperienza Modena e i giovani: condividere la responsabilità educativa. Il convegno sui centri di aggregazione giovanile • Mariapia Cavani I “ centri di aggregazione giovanile: una responsabilità educativa condivisa”: questo il titolo del convegno che si è svolto lo scorso venerdì alla Tenda. La nostra città – forse non tutti lo sanno – ha dato vita ad un tavolo tecnico di coordinamento dei Cag (centri di aggregazione giovanile): un gruppo di lavoro composto da chi – enti, associazioni – operano in campo educativo nei luoghi in cui i giovani vivono. Ludoteche, Cag, doposcuola, Net Garage, spazi con carat- un posto da ultimi, non certo una promozione, ma piuttosto un modo per non far sentire la sua voce. La mossa sortì l’effetto contrario. Dal giorno seguente il suo arrivo organizza il dopo scuola e a sei bambini dà l’opportunità di frequentare gratuitamente una scuola elementare privata”. pastorale ed educativa di don Lorenzo Milani a Barbiana. Dopo l’introduzione di don Graziano Gavioli e la lettura del Vangelo (Mt 7, 21-27), spazio al cinema, con due spezzoni significativi tratti da “L’attimo fuggente” e “Auguri professore”. Il microfono è poi passato ad Agostino Burberi, che ha prima tratteggiato la figura del sacerdote toscano e di seguito si è soffermato sulla sua idea di scuola e di società: “Abbiamo conosciuto la vita di don Milani solo dopo la sua morte e dopo il libro di Neera Fallaci, perché lui parlava dei suoi anni prima della conversione come del buio. Negli anni ’50 aveva già capito che la parola marcava la differenza tra poveri e ricchi, e durante la sua conversione chiese di diventare povero perché non sopportava la classe agiata di cui faceva parte. Durante il seminario – continua Burberi – crebbe l’insofferenza nei suoi confronti e, una volta ordinato sacerdote, fu mandato prima a Calenzano, poi il 7 dicembre 1954 a Barbiana. Era è forse improponibile. Con lui ci ritrovavamo insieme in due momenti, la lettura del giornale dopo pranzo e quando arrivava un ospite. Per lui fare cultura significava fare di tutti dei cittadini consapevoli, per questo il suo motto era ‘I care’, mi sta a cuore”. Nel 1965 il processo per apologia di reato, in seguito ad un articolo in difesa dell’obiezione di coscienza, procedimento interrotto dalla morte del sacerdote nel 1967: “La vicenda lo coinvolse che era già malato, ma lo stesso servì per ribadire durante le lezioni che ognuno deve prendersi la responsabilità delle proprie azioni. Secondo lui condannare le armi era un dovere per un cattolico, e questa posizione è stata l’ennesima non allineata con la Chiesa di allora”. Infine Burberi, da ex studente di Barbiana ha consigliato gli attuali studenti modenesi, definendo “in crisi, ma non tutta da buttare” la scuola attuale: “Lo scenario proposto ai ragazzi di oggi è piuttosto povero. Perché allora non studiare per cambiare la società? Perché non studiare per spendersi per gli altri? Quando chiedevano a don Milani che tecnica usasse, lui rispondeva che non c’è un modo per stare a scuola, ma un modo per essere a scuola, sottolineando l’importanza della coerenza dell’insegnamento, più ancora del contenuto. Non dobbiamo pensare all’esperienza di Barbiana come straordinaria e dobbiamo togliere la patina di mito che l’avvolge. Ci sono tanti don Milani nel mondo, bisogna sostenerli e ritrovare i valori che hanno reso possibile questa esperienza”. Cosa significava studiare a Barbiana? “La sua era un’autentica ossessione per la ricerca della verità, la propria verità. A Barbiana si studiava per sapere, ed era difficile far capire a chi arrivava da fuori che non aveva senso copiare perché non c’erano voti. Si andava avanti nel programma solo se tutti avevano capito e ci si aiutava a vicenda, un modello che oggi Una città “educante” teristiche e attività diverse, accomunati dalla presenza degli educatori, che condividono lo scopo: accogliere i giovani, ascoltarli, prevenire il disagio, favorire la socializzazione, l’incontro e lo scambio. Il tavolo tecnico, dopo un anno di lavoro, ha redatto una Carta d’intenti, discussa in Consiglio comunale lo scorso 28 febbraio, che afferma la volontà di “sentirsi parte attiva di una città e artefici di un progetto di società”. I giovani, nella carta, non sono visti come “oggetti da gestire”, ma come “persone e cittadini che possiedono capacità da mettere all’opera per contribuire a generare idee ed immaginare risposte per affrontare le sfide attuali della convivenza sociale”. I giovani come risorsa ed opportunità: ecco una ottima chiave di lettura, Nel percorso la diocesi è tra i promotori, attraverso Animatamente e la Pastorale Giovanile, insieme al Comune, coinvolto per molteplici aspetti, Arci, Gavci, Girasole, Alchemia, Fondazione S. Filippo Neri. “La discussione della carta in Consiglio comunale – ha sottolineato l’assessore Fabio Poggi – è servita a condividere con tutte le istituzioni il percorso, ad affermarne l’esistenza, perché tutta la città sia consapevole del patrimonio Cag, perché nasca un confronto costante per il cammino futuro”. L’assessore Querzè, attraverso l’identificazione di tre parole chiave, ha tracciato la situazione attuale “La prima, l’emergenza nell’educazione non c’è, ma ci sono situazioni strutturali: ad esempio una rappresentazione dei giovani che serve a costruire la paura, che manca della valorizzazione dell’aspetto positivo. La scuola superiore assiste ad una disgre- gazione, il personale docente è più anziano della media del nostro paese, aumenta il contenzioso: la situazione è più grave proprio nella fascia di età in cui si interiorizzano le regole. La seconda parola è la condivisione: di un’idea di città, del ragazzo, del giovane e dell’adolescente, di educazione formale ed informale. Tutti devono interrogarsi su questi temi, allargando il confronto anche ai soggetti che si occupano di educazione e non sono ancora presenti nella Carta. Il confronto infatti fa nascere il nuovo e il buono che prima non c’era. La terza parola è responsabilità, condivisa nella carta insieme alla promessa di un impegno. L’educazione informale, quella che si sperimenta nei Cag, ha modi e ritmi propri, ma chi vi opera ha al responsabilità di condividere ed approfondire questo scopo, anche in relazione con l’educazione formale. Tutto educa, anche il male: la responsabilità sta nell’evidenziare le potenzialità, insieme ai problemi”. Dopo gli interventi istituzionali, lo spazio di confronto tra gli operatori presenti, su quattr linee tematiche colte dalla Carta d’intenti: “Quale educazione: faccenda di esperti o costruzione di patti responsabili e condivisi con le comunità?” – “Quale autonomia e centralità dei giovani nei contesti?” – “Quale incontro fra la dimensione politica e l’esperienza giovanile?” – “Quale incontro con il mondo scolastico per un lavoro condiviso?”. Una città che si prende cura dei giovani, dei loro spazi e del loro futuro: questa Modena ci piace. 8 NostroTempo Domenica 13 marzo 2011 Aperto Spazio Approfondimenti teologici L’Eucaristia e ciò I che la deve precedere Yara: il bene, il male Una questione posta all’attenzione del giornale: la situazione di chi non può accedere alla comunione eucaristica • don Massimo Nardello* S u richiesta del direttore del settimanale, vorrei offrire alcune considerazioni di tipo teologico su un aspetto a tutt’oggi controverso dell’insegnamento del magistero cattolico, cioè il fatto che un credente non possa ricevere la comunione eucaristica se si trova in una condizione di peccato grave e rifiuta di confessarsi, o se non è in piena comunione con la Chiesa. Si tratta ovviamente di temi molto complessi, anche perché connessi a problematiche molto delicate quali la cura pastorale delle persone conviventi oppure divorziate e risposate. Il mio intento è semplicemente quello di suggerire alcune riflessioni perché la dottrina e la prassi pastorale della chiesa cattolica su queste questioni possa essere meglio capita. Vorrei fare anzitutto una premessa di tipo generale, per lasciare la trattazione delle due questioni specifiche sopra menzionate agli articoli che seguiranno. Mi sembra che parte della difficoltà e dell’imbarazzo nel trattare il problema dell’esclusione di alcune persone dalla comunione eucaristica dipenda dal fatto che per molti secoli la messa è stata pensata e presentata come l’esperienza di base della vita cristiana, come qualcosa che appartiene al vissuto elementare del credente, come dimostra il fatto che anche i bambini sono invitati a parteciparvi. Per questo oggi è molto più indicativo del proprio essere cattolici convinti la disponibilità a svolgere un servizio in una parrocchia, in un’associazione o in un movimento che la partecipazione domenicale all’eucaristia. In questo quadro risulta difficile capire perché non sia possibile una piena partecipazione alla messa – cioè, ricevendo anche la comunione – da parte di chi è sinceramente credente solo per il fatto che si trova in una situazione problematica sul piano etico. Perché la sua situazione di difficoltà gli preclude l’accesso all’esperienza più elementare della vita cristiana? Anzi, non ne ha forse più bisogno di chi si trova a vivere in una situazione migliore? In realtà, l’esperienza di base della vita cristiana, quella compresa centralità dell’eucaristia nel ministero presbiterale e nella vita ecclesiale ha reso molto più marginale l’annuncio della parola rispetto al momento sacramentale ed eucaristico in particolare. Così, se è impensabile che in una parrocchia non ci siano le celebrazioni delle messe, nessuno si scandalizza se mancano altri momenti di ascolto della parola di Dio. Ovviamente è molto più facile re il valore dell’ascolto della parola di Dio e lo presenteremo sempre più come l’esperienza di base della vi- l centro culturale cattolico il Faro di Modena intende esprimere una sua valutazione, meditando sulla dolorosissima vicenda della giovane Yara. L’atroce delitto nasce e si concretizza nella libera scelta di chi lo ha perpetrato di portarlo al compimento finale; non sappiamo se mai troveremo costui (o costoro) o se mai ne sapremo le reali motivazioni ma certo potremo dire che senza una libera volontà di esecuzione questo atto non sarebbe stato, oggi, amara realtà. Si ripropone quindi l’eterno dilemma che ruota attorno alla libera scelta di ogni individuo tra ciò che è bene e ciò che invece è male; più in profondità, la scelta è tra ciò che è “vero” bene e ciò che è “realmente” male, ovvero si pone la questione ultima di sapere su cosa dobbiamo fondare il vero bene. Risulta difficile avere un approccio emotivamente asettico alla vicenda di Yara ed il cuore non può non essere sopraffatto dall’orrore e dalla rabbia e improbabile è poter affermare di essere esenti da sentimenti di una preudo-giustizia essenzialmente vendicativa; quello che spesso però manca è il passo successivo: il chiedersi cioè se la nostra collettività si preoccupa realmente di insegnare ai suoi membri qual è il vero bene dell’uomo. Quante libere scelte individuali potrebbero essere guidate e ben orientate da una retta coscienza se questa fosse fin dalla più tenera età formata ad una palestra che insegni le rigide regole della moralità delle azioni. Non è una ricetta che vogliamo dare ma una speranza: quella cioè che l’uomo riprenda ad ascoltare più i dettami della legge naturale iscritta nel suo cuore che non le banalità delle televisioni commerciali, le pubblicità mendaci, le vanaglorie di certi improvvisati politicanti, le faziosità di troppi organi di comunicazione sociale. Vogliamo proporre un ripensamento, affinché si ritorni all’educazione al bello, al vero, al buono. E cosa dire poi del dolore ingiusto dei genitori di Yara? Abbiamo per l’ennesima volta dimostrato che il Dio buono non esiste e che tutto è tenebra ? No, non crediamo questo ma non abbiamo una risposta che riesca a soddisfare tutti; ancora però abbiamo sempre e solo una speranza, che per taluni poi è anche certezza: che da un male cioè apparentemente ingiustificabile nasca – quando e come non ci è dato conoscerlo – un bene maggiore. Giuliano Bursi centro culturale cattolico Il Faro - Modena Un incontro nell’ambito del Concilio G che tutti possono vivere senza alcuna discriminazione, è l’ascolto della parola di Dio. L’eucaristia invece, come tutta la preghiera liturgica della Chiesa, è il culmine dell’esistenza cristiana, a cui l’ascolto della parola di Dio orienta (cf. SC 9-10). Negare la piena partecipazione all’eucaristia, cioè la recezione della comunione eucaristica, non significa quindi precludere l’esperienza cristiana di base, ma solamente non consentire l’accesso al suo momento più alto. Il problema è che non di rado le nostre comunità non hanno molto di più da offrire rispetto ai sacramenti. Una mal celebrare dei sacramenti che spezzare il pane della parola: anche se preparare la liturgia e presiederla fruttuosamente richiede competenza ed impegno, la predicazione è enormemente più coinvolgente sul piano personale, soprattutto se avviene in un contesto non liturgico nel quale è possibile un dialogo sincero con i partecipanti. Le loro domande e i loro stimoli richiedono al predicatore di mettersi in gioco come credente, di tirare fuori ciò che realmente ha maturato nel suo cammino di fede; in questi contesti, la dissimulazione è facilmente riconosciuta e rifiutata. Se continueremo a riscopri- ta cristiana, ricollocando l’eucaristia al suo vertice, coloro che non possono ricevere la comunione forse si sentiranno meno estranei nella chiesa, potendo comunque continuare a beneficiare del nutrimento fondamentale della fede cristiana. Fatta questa premessa, occorre chiarire perché non sia possibile la recezione della comunione per chi si trova in una condizione di peccato grave e rifiuta di confessarsi, o per chi non è in piena comunione con la chiesa. Tutto questo sarà oggetto dei prossimi articoli. * teologo 1 - continua li incontri promossi in questi anni tra cristiani e musulmani di Modena, con esplicito mandato di monsignor Cocchi e confermati da monsignor Lanfranchi, hanno avuto l’esplicita finalità di conoscersi reciprocamente secondo le proprie tradizioni religiose e spirituali. Mi sembra sia proprio questo l’ambito che il Concilio nella dichiarazione Nostra Aetate invita a esplorare per superare incomprensioni e diffidenze legate spesso a stereotipi e ignoranza reciproca. Questo non vuole certo dire attenuare le differenze o trovare impossibili concordismi su punti specifici di ogni credo. In questi incontri si è potuto toccare con mano un crescendo di reale desiderio di ciascuno di rendere testimonianza con verità e con mitezza della speranza che anima i credenti . Mi pare che al di là di tanti aspetti positivi avuti da queste iniziative, anche solo questo risultato di incontro e conoscenza che è progressivamente maturato debba portare nella nostra Chiesa ad una grande gratitudine. La comunità cristiana di Modena è stata in grado di ascoltare con attenzione la tensione spirituale di questi nostri amici credenti nell’Islam e a un tempo è stata in grado di farsi ascoltare, di dare conto della speranza in Gesù, di fare conoscere alcuni punti fondamentali della nostra fede a persone che non avrebbero mai avuto questa opportunità. Questi incontri hanno creato vincoli di rispetto, di amicizia,di ulteriore curiosità ed attenzione alle diversità di cui siamo portatori, senza ulteriori scopi se non quello di dare prova che la convivenza ed il riconoscimento reciproco è possibile in concreto oggi a Modena anche sul piano religioso e non solo pragmatico. Questo lavoro mi pare sia davvero prezioso e abbia un respiro ben diverso dall’ottica e dai contenuti presentati nella lettera pubblicata la scorsa settimana. Guido Federzoni, diacono della Chiesa di Modena NostroTempo Domenica 13 marzo 2011 9 10 NostroTempo Domenica 13 marzo 2011 dalla Città Modena per la liberazione di Asia Bibi Difesa delle donne e dei diritti umani I l consiglio comunale di Modena ha deciso all’unanimità di srotolare un grande striscione per la vita di Asia Bibi sulla facciata del Municipio in Piazza Grande. Un’iniziativa in favore non soltanto di una madre di cinque figli, cristiana, condannata a morte per blasfemia in un tribunale del Pakistan, ma, più in generale, a sostegno dei diritti umani, della libertà di religione e a difesa della donna. Asia Bibi sul luogo di lavoro difendeva la sua fede cristiana e questo le ha causato una denuncia da parte di un imam locale, maltrattamenti, prigionia e infine una condanna a morte con l’accusa di aver offeso Maometto. Il ricorso in appello non le risparmierà mesi di prigionia alla mercé di guardie carcerarie o di fana- tici che potrebbero ucciderla in nome di Allah. Numerosi voci si sono levate in richiesta di cancellazione del reato di blasfemia, di salvaguardia delle minoranze religiose, di uguaglianza tra nazionalità, cultura, colore, sesso, lingua, religione, opinione politica, origine sociale, ricchezza e nascita. A questo coro unanime di richiesta di iniziative urgenti delle sedi internazionali per la liberazione di Asia Bibi si unisce ora anche la città di Modena. so la Camera di Commercio di Modena attraverso la formula del BarCamp “nessuno spettatore, tutti partecipanti”: modalità innovativa di collaborazione e scambio che prevede interventi, speach, opinioni, progetti ed esperienze di esperti, curiosi e appassionati da tutta Italia. KnowCamp nasce dalla sinergia e dalle idee di giovani innovatori nel campo della comunicazione e delle nuove tecnologie, la partecipazione è gratuita e il programma il seguente: venerdì 18 alle 19.15 “From The Front” tecniche di sviluppo del web, KnowCamp:Web e Sapere alla Camera di Commercio Relazioni, condivisione, comunicazione il 17, 18, 19 marzo I nternet come strumento di innovazione, informazione, cooperazione e cittadinanza attiva. La rete per la creazione di un sapere condiviso e costruttivo attraverso il quale rinnovare, migliorare ed ampliare le modalità di relazione personale. Tutto questo e molto altro è KnowCamp: un evento noprofit di tre giorni dedicato al Web e al Sapere. Un’opportunità di incontro e di confronto per imparare ad utilizzare al meglio gli strumenti della rete e incontrare i promotori dell’innovazione digitale italiana. L’iniziativa si terrà il 18, 19 e 20 marzo pres- sabato 19 dalle 10 alle 13 “WordCamp” raduno di blogger e utilizzatori di WordPress, domenica 20 alle 10.30 “Prospettive Digitali per l’Italia” tavola rotonda con Alessandra Farabegoli, web strategist, Marco Zamperini, ideatore e promotore di Agenda Digitale, Stefano Epifani, docente a La Sapienza di Roma e Gianluca Diegoli, consulente di comunicazione e marketing. Per info: www.knowcamp.it Ottimisti nonostante la crisi Centro italiano femminile Festeggiamo le donne! No profit: raccolta fondi C on quattro giorni di anticipo sull’8 marzo, si è svolta venerdì 4 alla Circoscrizione 1 Centro Storico la tradizionale Festa della Donna per le Insegnanti, le associate al Centro italiano femminile e i partecipanti al corso di Italiano per persone straniere del Cif. Una festa tutta particolare, alla quale erano invitati non solo le donne, ma tutti i partecipanti al corso e i loro familiari. Erano presenti gli assessori alle Pari Opportunità e ai Servizi Sociali, Marcella Nordi e Francesca Maletti, a sottolineare l’importanza del corso per favorire l’integrazione e il lavoro degli immigrati. La sala grande di piazza Redecocca era gremita; dopo brevi saluti della presidente del Consiglio Comunale, Caterina Liotti, e del presidente della Circoscr izione, Roberto Ricco, un quartetto di flauti di allievi dell’Istituto Orazio Vecchi ha eseguito brani di musica classica e popolare, chiudendo con l’esecuzione dell’inno nazionale. Dopo il lungo e meritato applauso, la presidente del Cif Marika Bronzato ha aperto il buffet, da tutti gradito in un clima di serena amicizia. a segno + nel 2010 L e donazioni verso le organizzazioni no profit sono cresciute nel 2010 nonostante il perdurare della crisi. I dati raccolti dall’Istituto italiano della donazione e dall’Osservatorio di sostegno al no profit sociale restituisce un quadro inaspettatamente positivo per lo scorso anno che dà spazio a previsioni ottimistiche per il futuro. Dalle 109 organizzazioni coinvolte nelle indagini sono, infatti, emersi numeri incoraggianti: nel 30% di Onp che ha incrementato la propria raccolta fondi (nel 2009 era il 26%) c’è ben un 7% che dichiara di aver raccolto “molto di più” rispetto al passato. Purtroppo c’è anche un 37% che non ha registrato nessun cambiamento sostanziale ed un 33% che riferisce di aver raccolto meno del 2009. Per quanto riguarda le prospettive future, le organizzazioni si dimostrano comunque fiduciose: il 43% prevede un ulteriore miglioramento, mentre un 16% si aspetta di peggiorare. Soffermandosi sui singoli ambiti del no profit, nel periodo natalizio la cooperazione internazionale ha ottenuto i risultati migliori, mentre nel corso dell’intero anno ad avere la meglio sono state la salute a la ricerca scientifica. Nel complesso si è registrato un +11% di organizzazioni in miglioramento nell’ambito della cooperazione internazionale, un + 3% per l’emarginazione sociale e un +18% per la salute e la ricerca scientifica. Chiesa dell’adorazione di S. Eufemia Prepariamo la nostra Quaresima P reghiera, ascolto, grazia: i temi per preparare la Quaresima con la congregazione delle figlie del Sacratissimo Cuore di Gesù. Ogni giovedì tutta la comunità è invitata a partecipare ad un’ora di adorazione guidata dalle ore 18 alle ore 19. Il programma prevede l’intervento il 10 marzo del diacono Paolo Bertolani, il 17 marzo di mons. Giacomo Morandi, il 24 marzo di suor Elena Bosetti, il 31 marzo di suor Franca Anceschi, il 7 aprile di don Graziano Gavioli e il 14 aprile del diacono Mimmo Ferrari. Torna Modena in fiore il 19 e 20 marzo La nostra città accoglie la primavera L a nostra città come ogni anno accoglie la primavera con “Modena in fiore”, la manifestazione florovivaistica che impreziosisce le più belle vie del centro storico. Colori, profumi e creazioni richiameranno migliaia di visitatori da tutta la provincia per la nona edizione di questa vivace rassegna il 19 e 20 marzo. La kermesse riserva per il 2011 alcuna importanti novità: innanzi tutto la location che, dall’iniziale postazione in piazza Pomposa, si è allargata a tutti gli scorci più suggestivi del centro, con un raddoppio degli espositori rispetto allo scorso anno. Via del Taglio e tutta la zona della Pomposa accoglieranno piante e fiori di ogni tipo provenienti da tutt’Italia e non solo: le insolite Tillantsie, gli esotici bonsai, le preziose orchidee, ma anche gerani, viole, petunie, senza dimenticare gli agrumi provenienti dalla regione del sole, la Sicilia. Oppure piante grasse in composizio- ni o anche in vaso, varietà di rose sia stagionali che antiche. Per non dimenticare i bulbi olandesi, le piante aromatiche e da orto. Alla mostra si affiancherà inoltre l’artigianato artistico con vasi, fioriere e oggetti tra i più vari per il giardinaggio e il verde interno. Piazza Matteotti accoglierà inoltre stand gastronomici con prodotti tipici di tutta la penisola per allietare con gusto la visita. Per info: tel. 349 8395469, 059 643664. NostroTempo Domenica 13 marzo 2011 11 dalla Pianura Si intitola “Belli diversi” l’incontro organizzato dall’oratorio di Campogalliano per riflettere sul significato del 150° dell’Unità d’Italia • luca beltrami C apire il valore dell’Italia unita per festeggiare consapevolmente il 150° anniversario. L’oratorio di Campogalliano si tingerà di verde, bianco e rosso sabato 12 marzo, cinque giorni prima della data che tante controversie ha suscitato nelle ultime settimane. Don Andrea Garuti e gli educatori della parrocchia hanno organizzato una serata dal titolo “Belli diversi” per riflettere senza retorica né ideologie sul significato attuale dell’Unità, attraverso video, giochi, musica e Unità vuol dire… dibattiti. “Il percorso che intendiamo proporre partirà da alcuni luoghi comuni che riguardano gli italiani, con spezzoni di film, musica e poesie in dialetto per rompere il ghiaccio, – precisa Simone Cappellini, uno degli organizzatori – procederemo poi con un momento di riflessione storica, che si c on c e n t re r à sulle tappe dell’unificazione. Risorgimento, concludendo la Faremo luce sugli aspetti me- serata sottolineando il concetno piacevoli e conosciuti del to di responsabilità collegato al ruolo di cittadino. Il nostro obiettivo – precisa Cappellini – è far emergere il desiderio e l’orgoglio di essere italiani non solo quando si vincono i Mondiali di calcio”. Il parroco di Campogalliano, don Andrea Garuti, ha parlato invece dell’idea e del significato di questo incontro: “Ogni anno in occasione della giornata della memoria l’oratorio organizza una serata di festa e riflessione su un tema scelto dai giovani. Quest’anno si è deciso di far slittare la serata a marzo per celebrare il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. La ricorrenza, che da serena e festosa è diventata controversa e da qualcuno avversata, sarà l’occasione per comprendere il significato attuale di essere italiani, per evitare di festeggiare senza saperne il motivo. Fedeli alla celebre frase di Massimo d’Azeglio ‘Fatta l’Italia, ora bisogna fare gli italiani’, partiremo dalle differenze degli abitanti della penisola in termini culturali, linguistici, a tavola e nello stile di vita, per arrivare a capire meglio la situazione attuale. Noi pensiamo che queste differenze rappresentino un arricchimento per il Paese, che la bellezza dell’Italia sia proprio nella varietà dei citta- dini e delle culture presenti. Queste differenze sono e sono state negli anni motivo di tensione, ma rappresentano il vero valore aggiunto di questa nazione. Per questo abbiamo voluto chiamare la serata ‘Belli diversi’. Quello che ci aspettiamo da questo incontro – conclude don Andrea – è fare luce sui problemi causati dall’unificazione durante il Risorgimento e sulle ricchezze che ha prodotto, per arrivare a dire che il processo di unificazione è stato fonte di problemi, ma l’unificazione in sé rappresenta ancora un valore”. L’incontro è aperto a tutti i cittadini della “città della bilancia” e a tutti gli interessati, per quanto riguarda gli orari il programma prevede alle 20.30 un aperitivo accompagnato da musica a tema e l’inizio della serata in oratorio alle ore 21. Allo scultore Paolo Sighinolfi la Lamina Aurea di Redù La consegna del riconoscimento è avvenuta sabato 26 febbraio alla presenza di diversi esponenti della “modenesità”, da Vanna Panciroli a Sauro Torricelli • Laura Solieri S abato 26 febbraio presso il ristorante Villa Casino Riva a Bagazzano di Nonantola, durante la cena annuale dell’associazione ArcheoNonantola, si è celebrata la consegna della Lamina Aurea di Redù. Il riconoscimento, istituito nel 1994, viene attribuito ogni anno ad un cittadino nonantolano che con la propria opera ha contribuito ad ac- crescere il valore e il prestigio del paese di Nonantola a livello locale e non solo. La Lamina Aurea di Redù quest’anno verrà consegnata al noto scultore, sia a livello locale che nazionale, Paolo Sighinolfi, classe 1943, to all’istituto d’arte Venturi di Modena nel 1962. Egli ha iniziato la sua carriera come insegnante di educazione artistica a Rubbiara nella stessa scuola che in quegli anni è diventata scuola media unificata e ha continuato a insegnare fino al 1989, prestando servizio per gli ultimi dieci anni nella scuola media statale Dante Alighieri di Nonantola. Nel corso della sua vita ha sempre affiancato alla sua attività di insegnamento quella di scultore, nella quale si è distinto per la partecipazione a numerose e nato e cresciuto a Nonantola, prestigiose rassegne artistiche studente della scuola seconda- regionali e nazionali e tenenria di avviamento istituita da do diverse mostre personali. don Arrigo Beccari a Rubbiara Attualmente tiene un corso e, successivamente, diploma- di scultura presso l’U.T.E di Unita’ pastorale di Rivara, San Biagio e San Felice Quaresima, tempo di trasformazione U n tempo di grazia che trasforma. Questo è il messaggio del parroco di San Felice, don Giorgio Palmieri, in occasione del ritiro spirituale di Quaresima di domenica 20 marzo. Tema del ritiro, che si terrà nella parrocchia di San Biagio, sarà “Educare in famiglia con la Parola” e i relatori saranno due coniugi della parrocchia di Baggiovara, Alberto e Maria Teresa Cavicchioli. Il programma della giornata prevede il ritrovo presso la parrocchia alle ore 8.45, alle 9 la recita delle lodi e a seguire alle 9.15 un primo momento di meditazione. Alle ore 10 sarà celebrata la Messa nella chiesa parrocchiale di San Biagio. Conclusa la celebrazione, alle 11 ci sarà un secondo momento di meditazione e di riflessione comune che durerà fino alle 12.30 circa, quando è previsto il termine del ritiro. Modena. Per Nonantola lo scultore Sighinolfi ha realizzato diverse opere tra cui il Monumento alla Pace in piazza Guido Rossa, l’Urna per le reliquie di San Silvestro (altare maggiore dell’Abbazia) e l’Albero delle favole nel giardino comunale Salimbeni. La ce- na del 26 febbraio è stata anche allietata dagli interventi di ospiti rappresentanti della “modenesità”, tra cui Vanna Panciroli, il dottor Luciano Zanasi, il professor Franco Bisi, Maurizio Marinelli e Sauro Torricelli. Si ricorda che la lamina aurea da cui prende il nome il riconoscimento, è un reperto recuperato da Angelo Borsari nell’area occupata dal villaggio terramaricolo di Redù, disco d’oro di 8 cm di diametro risalente al XIV secolo a. C., esposto al 4° piano del museo di Nonantola, nella Torre dei Bolognesi. Villanova L’ultimo saluto a Franco Gollini tore psico-terapeuta e, senza dimenticare gli insegnamenti comparso dopo breve di Carlo Bo e Dino Campana, e dolorosa malattia a continuò a militare nel gruppo 77 anni il 28 febbraio “La trivèla” per la valorizzascorso, Franco Gollini aveva zione della lingua materna e vissuto l’esperienza in modo della cultura geminiana. Vinse intenso e solare ad un tempo. coppe, targhe e medaglie di Giovanissimo, negli anni del merito, emergendo in concorsi dopoguerra divenne dipen- regionali e nazionali di poesia. dente all’azienda filotran- L’ultimo saluto è stato officiato viaria comunale, mentre la da don Geraldo Gomes nelsera saliva sul palcoscenico la chiesa parrocchiale di San per divertire e recitare poesie Bartolomeo a Villanova, doin lingua ed in dialetto. Nella ve si sono ritrovati estimatori maturità frequentò l’Ateneo ed amici di sempre accanto di Urbino laureandosi dot- all’adorata consorte Maria Fe• franco mantovi S deli, ai figli Simona e Roberta con i nipotini Irene ed Alessandro e gli altri parenti. Per “l’addio estremo” gli amici hanno letto suoi componenti lirici, come “Le mani giunte” composta l’estate scorsa alla festa sociale delle nozze d’oro con Maria e le “cromatiche emozioni” dove emergono le sue doti di “farmacista di un tempo” scrupoloso, gentile ed ordinato in ogni circostanza, qualità che costituiscono una sorta di “cartina di tornasole” della sua esistenza. Torna la Via Crucis È ormai diventata una consuetudine sempre più seguita. Durante il periodo quaresimale la sera del venerdì alle 20.30 ci si incontra a pregare nel segno della “Via Crucis in famiglia”, in quel di Villanova. Per indicazione del parroco don Geraldo Gòmes (che animerà gli incontri insieme al maestro Paolo Zanni) anche quest’anno la buona abitudine degli incontri di preghiera serale si rinnoverà puntualmente. Così a partire dall’11 marzo presso la famiglia Salvato in strada Villanova 445, poi il 18 marzo presso la famiglia Micco in via Impastato 369; quindi quella dei Monari il 25 marzo in via Tartaglione 13. Sarà poi la volta di casa Catellani-Guerzoni (il primo di aprile), cui seguirà l’8 aprile la “Via Crucis in famiglia” presso i Lauriola in via Viazza 2/8 per concludersi presso la “Casa Regina della Famiglia” in strada confine Secchia, in calendario dalle ore 20.30 di venerdì 15 aprile. 12 NostroTempo Domenica 13 marzo 2011 dalla Pedemontana “Terra Madre. La tradizione del nuovo” Dal 26 marzo, presso il Circolo Paradisi di Vignola, l’esposizione delle opere di Covili e Paradisi, in più laboratori, degustazioni e documentari cinematografici. Per una cultura della tradizione • Marcella Caluzzi A prirà i battenti il 26 marzo per rimanere aperta fino al 3 aprile la mostra ‘Terra Madre. La tradizione del nuovo’ che presenterà, presso il Circolo Paradisi di Vignola, le opere di Gino Covili e Domenico Simonini. La mostra, promossa dal Circolo con la collaborazione, tra gli altri, di Slow Food e Fondazione di Vignola e il patrocinio di Comune di Vignola, Provincia di Modena e regione Emilia-Romagna, affronterà il tema del rapporto tra la nostra imprescindibile tradizione enogastronomica e artigianale e il contesto attuale, moderno e globalizzato e lo farà attraverso le opere di due importanti artisti, Gino Covili e Domenico Simonini. Le opere di questi due pittori rappresentano infatti faticosi lavori agricoli, il cibo e la sua preparazione, antichi mestieri e attività ormai semisconosciute, pratiche in via d’estinzione. “Le opere di Gino e Domenico – si legge nel depliant illustrativo della mostra – ci fanno riflettere e sono lo spunto per affermare che l’Italia non può fare a meno di questi contadini, di questi artigiani, delle loro abilità e identità”. Saranno 11 opere di Covili esposte (“Al pascolo”, “La resa”, “La vendemmia”, “Cercatore di funghi”, “La tempesta”, “ L e c a l darroste”, “Il falciatore con cane”, “Il mietitore con il fazzoletto rosso”, “Il guardiano della vigna”, Castelvetro “Arriva la tempesta” e la scultura “L’ultimo covone”) di cui nove fanno parte della Collezione Montorsi, amico ed estimatore di Gino Covili fin dai primi anni ’70, e due provengono dalla collezione della Fondazione Covili. Esposte anche diverse tele dell’artista vignolese, Domenico Simonini, famoso per le sue pitture corali di vita quotidiana. “Io come anziana critica d’arte – spiega la presidente del Circolo Paradisi, Deanna Righi – che ho visto passare nel corso di quasi un secolo tante proposte e tanti fallimenti, sono oggi lieta di proporre un artista come Simonini. Mi dimostra che la pittura, quella che ci ha allietato per tutta una vita, non è morta, essa risorge ogni volta che un artista d’ingegno si mette di fronte al corso della vita, con l’anima fresca, forte dello studio dei maggiori, antichi e moderni, che hanno saputo raccontare ciò che noi abbiamo goduto per un istante della vita e che il pittore ha ben fissato per noi, raccontandolo alla nostra memoria affinchè essa ne possa godere in ogni momento. La vita dell’uomo è fatta di memorie che corrispondono a tanti momenti vissuti. Che faremmo se gli artisti non ce li raccontassero?”. Non solo, però, pitture e sculture: nel corso della settimana saranno attive degustazioni ‘teatralizzate’ di vino, ciliegie e del parmigiano di ‘Bianca Modenese’, il laboratorio della ‘Tagliatatella’, presso la Trattoria Bolognese e saranno proiettati i documentari “Terra Madre”, di Ermanno Olmi, “Storie di Terra e di Rezdòre”, il film di Antonio Cherchi e Nico Lusoli che documenta il patrimonio di cultura e tradizione gastronomica del nostro territorio e il documentario di Antonio Marmi sulle ciliegie e il mercato ortofrutticolo di Vignola. La mostra rimarrà aperta dal 26 marzo al 3 aprile e rispetterà i seguenti orari: feriali 15-20, festivi e prefestivi 10-12/15-20. Per informazioni sul programma e per partecipare ai laboratori 333 4936313 – 329 9723480. Maranello Le attività del Centro per le Famiglie La donna, dalla tradizione a De Andrè P “ L ’Anello forte. La donna nei canti dalla tradizione popolare a De Andrè”: questo il nome dello spettacolo che si terrà, venerdì 11 marzo alle 20.30 al teatro parrocchiale di Ca- Marinella, Via del Campo, La canzone dell’amore perduto, Tre Madri, Geordie. I canti saranno intervallati dalla lettura di brani tratti dalle opere della poetessa milanese Alda Merini, scomparsa nel 2009, protagonista della scena culturale italiana e considerata che rivisita la tradizione con un linguaggio e una sensibilità contemporanea. Continua è la ricerca di un equilibrio tra la memoria, i linguaggi e le tematiche del presente. Per informazioni: Ufficio cultura 059/758818 [email protected]. mo.it. roseguono gli appuntamenti al Centro per le Famiglie di Maranello: al venerdì pomeriggio nello Spazio Aperto dalle 16.45 alle 17.30 i bambini fino a 6 anni possono partecipare ai “Laboratori del venerdì” a cura delle operatrici del Centro per le Famiglie: l’11, 18 e 25 marzo attività creative in compagnia del libro “Lupocattivo” di Pa- tacrùa. Al martedì mattina è operativo il servizio dedicato alle neomamme: incontri tra mamme (con bambini fino a 12 mesi) per scambiarsi esperienze, prendere un tè, condividere emozioni e pensieri di questa nuova fase di vita. Il martedì mattina dalle 9 alle 12.30 le neomamme possono incontrarsi con i loro bambini al Centro per le Famiglie; l’orario di ingresso e di usci- ta è libero, non occorre la prenotazione. Un’ostetrica del Consultorio di Sassuolo sarà presente il 22 marzo dalle 10 alle 11 per conversare con le mamme. Proseguono anche le letture animate con i volontari dell’Associazione Librarsi: il prossimo appuntamento è mercoledì 16 marzo dalle ore 16.45 all’interno dello Spazio Aperto. Formigine Torna la Magnaloga, aperte le iscrizioni S stelvetro, in occasione della Giornata internazionale della donna. Lo spettacolo, a cura dell’associazione culturale Baraban, sarà un’avvincente sequenza di canti della tradizione orale, conservati in gran parte da donne, mescolati ad alcune delle più belle canzoni di Fabrizio De André: Sally, La canzone di una delle maggiori scrittrici del nostro tempo. Ne scaturisce un affascinante intreccio di storie, canzoni e poesia in cui si ritrovano identici caratteri di vitalità, forza e passione che fanno delle donne “l’anello forte” della società. Fra i migliori gruppi del folk italiano, Barabàn, ha sviluppato un’originale sintesi musicale i sono aperte lunedì scorso, 7 marzo, le iscrizioni per la sesta edizione della ‘Magnalonga Città di Corlo’, come sempre organizzata dall’A.S. Corlo, con la collaborazione del Comune di Formigine, che quest’anno si svolgerà domenica 8 maggio tra le campagne di Corlo, Magreta e Tabina. Si tratta di 9.500 metri da percorrere a piedi, suddivisi in 12 tappe, nello splendido scenario delle campagne locali, tra vigneti di lambrusco e aziende agricole, dove sarà possibile degustare i classici e tipici prodotti delle nostre terre. Il costo del biglietto è di 25 euro (10 euro il ridotto fino a 14 anni). E’ possibile iscriversi all’Edicola Maletti di Formigine, alla Cartolibreria “Il Gatto e la Volpe” di Corlo o con bonifico bancario alla Banca Popolare dell’Emilia Romagna BPER agenzia di Corlo, specificando il numero dei biglietti e il nome del capogruppo. La chiusura delle adesioni avverrà al raggiungimento di quota 1.500 (nel 2010, i partecipanti furono addirittura quasi 1.700). L’intero ricavato della manifestazione sarà devoluto alla nuova Casa Soggiorno per anziani e al centro sportivo di Corlo. Per informazioni, www.magnalongacittadicorlo.it (tel. 331 4640985). NostroTempo Domenica 13 marzo 2011 13 dall’Appennino Giovedì 3 marzo il Consigli dei Ministri ha espresso il suo giudizio negativo sul progetto proposto dal Comune di Montecreto I l Consiglio dei Ministri ha detto no. No al progetto sul Parco Eolico del Monte Cervarola a Montecreto, una decisione che chiude un iter iniziato nel 2007 e che conferma il parere negativo della soprintendenza di Bologna. Il progetto prevedeva l’installazione di quattro aerogeneratori alti circa 65 metri che sostenevano eliche di 38 metri e una sere di opere complementari. Hanno vinto gli ambientalisti, che avevano denunciato l’eccessivo impatto che l’intervento avrebbe comportato, mentre rimangono delusi gli amministratori, primo fra tutti il sindaco Maurizio Cadegiani, il quale ha commentato con queste parole la vicenda: “Non nascondo un’immensa delusione in merito e ritengo la decisione per certi versi incomprensibile, visto che si trattava di un progetto redatto parecchi anni fa e fortemente difeso dall’attuale Amministrazione comunale, con integrazione delle parti ritenute lacuno- Parco Eolico, da Roma arriva il no se. Un esempio è l’accordo con il Comune di Sestola, che garantiva una diminuzione nell’impatto ambientale di circa il 50% rispetto al progetto originario. Anche a livello economico si sarebbe avuto un grosso risparmio che rendeva ancora più appetibile l’intervento. Il progetto – precisa il primo cittadino di Montecreto – non interessava zone di vincolo e di tutela, non interferiva con rotte migratorie e sul piano economico era molto migliorato. La delusione aumenta pensando alle linee guida individuate dalla Regione che prevedono il rafforzamento delle politiche di sostegno degli impianti di risalita per mezzo della realizzazione di impianti di produzione di energia con fonti rinnovabili. Chi si erge a difensore della poesia della montagna oggi ha fatto sì che questa strenua difesa divenga una sorta di dramma per tutta la montagna e lo dice uno che con le proprie scelte di vita ha dimostrato di tenere a questi luoghi. Mentre tutti gli amministratori oggi cercano di far quadrare i bilanci e rendere più appetibili i nostri territori, trovano opposizioni che hanno il solo fine di far regredire la già precaria situazione economica e occupazionale. Ritengo quella presa sul Parco Eolico – conclude Cadegiani – una decisione politica, sulla quale si devono prendere le proprie responsabilità per le posizioni assunte non solo il Consi- glio dei Ministri, ma anche la soprintendenza e gli ambientalisti”. Di occasione persa parla anche l’assessore provinciale all’Ambiente Stefano Vaccari: “Il parere negativo del Consiglio dei ministri in merito all’impianto eolico di Montecreto rappresenta un’occasione persa per sviluppare ulteriormente le energie alternative e pulite sul nostro territorio. Per la Provincia il progetto rispettava tutte le norme del Piano territoriale di coordinamento provinciale. È stato decisivo il parere contrario della soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici che contestava il superamento, peraltro di pochi metri, di un limite di tutela regionale di 1200 metro di altitudine. Il potenziamento delle fonti rinnovabili come l’eolico – ribadisce Vaccari – rimane un obiettivo strategico da perseguire, ovviamente nel rispetto di tutte le tutele ambientali”. Carnevale di Zocca In giro con gli Avatar e il Bianconiglio n carnevale tra favole e cartoni animati quello che ha colorato le vie principali del paese di Zocca e le sue frazioni e che si è concluso con successo la scorsa domenica. La serie di sfilate, orga- zione con gruppo Verucchia, Gim di Missano, Amici di Montalto, Team Tractor, Bus di Samone, Gruppo Air, Proloco Zocca, Avis zocca e Comune di Zocca, è stata inaugur ata sabato 19 febbraio con bambini, per concludersi poi il 6 marzo nel comune di Zocca con la partecipazione straordinaria dei carri di nizzate per il quarto anno consecutivo dall’associazione “Zocca c’è” in collabora- il carnevale n e l l a frazione di Missano ed è proseguita domenica 27 con il carnevale di Verucchia, dedicato principalmente ai Montese. Il presidente dell’associazione “Zocca c’è” Giulio Vitali e l’organizzatore del carnevale Roberto Saloni ringraziano tutti coloro che hanno dedicato tempo e impegno per la realizzazione di carri, costumi, banchetti con frappe • e. t. U e mortadella e chi semplicemente ha partecipato alle tre sfilate al solo scopo di divertirsi. Tra le tante maschere ricordiamo gli Avatar, Pinocchio e la balena, i globuli bianchi e i globuli rossi del vecchio cartone animato ‘Siamo fatto così’, i greci e il cavallo di Troia, gli elfi e l’arcobaleno, Alice e tutti gli amici folli del paese delle meraviglie, le befane, gli hippy, gli Arbre Magique fin troppo profumati, il circo, l’osteria, le maschere veneziane e Scrat, lo scoiattolo del film “L’era glaciale”, che chissà per quanto ancora inseguirà la sua (ma non ancora sua) ghianda. LA SERENITÀ SI COSTRUISCE GIORNO PER GIORNO con MODENASSISTENZA MODENASSISTENZA SERVIZI PRIVATI DI ASSISTENZA DOMICILIARE A CASA E IN STRUTTURE OSPEDALIERE PER ANZIANI, HANDICAPPATI, MALATI, DISABILI E PERSONE NON AUTOSUFFICIENTI MODENA - VIALE V. REITER 38 - 059.221122 - CARPI - 059.654688 14 NostroTempo Domenica 13 marzo 2011 Varie dalle zone La comunità di Rivara festeggia la festa dell’Annunciazione con una via Crucis e una celebrazione seguita da un concerto mariano L “Il Verbo si fece carne e venne ad abitare tra noi” • Franco Rebecchi a chiesa parrocchiale di Rivara, dedicata alla Natività di Santa Maria, desidera celebrare in modo solenne la festa dell’Annunciazione del Signore, che come afferma Paolo VI nella Marialis cultus “è festa congiunta di Cristo e della Vergine”. Venerdì 25 marzo alle ore 20.30 è in programma la via Crucis e alle ore 21 la Messa animata dal coro “9.30 Chorus” di Poggio Rusco, seguita da un concerto mariano. La solennità dell’Annunciazione del Signore è festa sia di Gesù Cristo sia della Vergine: il Verbo si fa Figlio di Maria, assume la natura umana, Maria diventa Madre di Dio. Perché questa festa si celebra il 25 marzo? Il 25 marzo, nove mesi prima del 25 dicem- Corso a Medolla Introduzione alla filosofia F “ ilosofia vuol dire amore per il sapere, e proprio il desiderio di conoscere è una delle caratteristiche che ci distingue dalle altre specie viventi”. Dal desiderio di rendere meno ostici gli insegnamenti di questa disciplina così importante, nasce un corso di filosofia organizzato in collaborazione con il Comune di Medolla e l’Assessorato alla Cultura. L’iniziativa parte sabato 26 marzo e si protrae per quattro incontri, fino al 16 aprile, in cui verranno esaminate alcune aree di ricerca filosofica. Gli incontri si terranno alle 10 presso l’Auditorium del Centro Culturale di Medolla al costo complessivo di 45 euro con i proff. Mario Enrico Cerrigone, Adalberto Arrigoni, Claudio Antonio Testi e Emmanuele Morandi. Si parte sabato 26 marzo con “Antropologia filosofica”, si continua il 2 aprile con “Filosofia del linguaggio”, il 9 aprile con “Logica” e si conclude il 16 aprile con “Metafisica”. Per info: tel. 0535 52464, [email protected] bre solennità del Natale di Gesù Cristo, si celebra il giorno del concepimento, giorno nel quale il Verbo ha iniziato ad essere uomo nel grembo di Maria, “il Verbo si fece carne e venne ad abitare tra noi” (Gv 1,14). Si celebra l’evento dell’Incarnazione: il Figlio di Dio che s’incarna nel seno della Vergine, unendo divinità e umanità in un mistero voluto dal Padre. L’incarnazione è collegata in un rapporto indissolubile con la redenzione e il mistero pasquale. Fin dal III secolo, ancor prima della istituzione della festa del Natale che risale al IV secolo, il 25 marzo, in prossimità dell’equinozio e del plenilunio di primavera, era ritenuta la data dell’Incarnazione di nostro Signore Gesù Cristo, il giorno del suo concepimento, della sua morte e della sua risurrezione, ma anche la data dei grandi avvenimenti biblici: della creazione del mondo, della luce e il giorno ultimo della storia. Questa festa nata in oriente, come quasi tutte le feste antiche, giunse in occidente nel VII secolo. Nell’oriente questa festa resta fissa sempre il 25 marzo anche se cade nella settimana santa o se coincide, con il venerdì santo o il giorno di Pasqua, mentre in occidente se cade nella settimana santa o nell’ottava di Pasqua, viene spostata al lunedì dopo la domenica in albis o della Divina Misericordia. La festa dell’Annunciazione mette in luce il “sì” del Figlio di Dio che entrando nel mondo disse: “Ecco, io vengo per fare o Dio la tua volontà” (Eb 10,7) e il ruolo di Maria, nuova Eva, vergine obbediente e fedele, che con il suo “sì” divenne per opera dello Spirito Santo Madre di Dio, ma anche Madre dei viventi, di ciascuno e di tutti gli uomini. Il “sì” di Maria esprime un’unione totale a Dio, un abbandono pieno alla sua volontà. Da ciò viene la pienezza della sua gioia. In lei non c’è nessuna tristezza, perché chi dice “sì” non può essere triste: la tristezza viene dal “no” a Dio e ai fratelli. Maria si abbandona a Dio senza resistenza, in piena libertà e consapevolezza. Maria esprimendo il suo consenso personale alla grazia e la sua libera collaborazione all’opera della salvezza, manifesta la sua fede obbediente e rappresenta anche il “sì” dell’umanità e di tutto il creato a Dio Padre. Noi assomigliamo così poco a Maria! Molte cose ci sembrano impossibili. Dio chiede all’uomo la fede, ma Egli non lascia nessuno sul cammino della fede senza dargli dei segni. Maria stessa ne ha ricevuti, l’angelo le annuncia che Elisabetta sua parente attende un figlio, lei che era considerata sterile. Non siamo noi troppo ciechi ed incapaci di riconoscere i segni che Dio ci dona? Ecco una ragione della nostra tristezza. Noi non vediamo i segni, non vogliamo vederli. Dio dona dei segni ma occorrono un cuore e uno sguardo di bambino per percepirli. Noi siamo invitati, seguendo gli esempi di Gesù e di Maria, a dire il nostro “sì” e diventare collaboratori alla redenzione. La gioia e la salvezza dipendono da questa piccola parola: “sì”. Al “sì” di Cristo e al “sì” di Maria si associano i nostri piccoli “sì” di ogni giorno, Dio Padre non ci dona la gioia e la salvezza senza di noi. Egli ci vuole suoi collaboratori all’opera della salvezza: vivere trasformati dall’amore, divenire creature nuove per l’azione di Dio in noi, partecipi della sua natura divina, condividere la vita divina del Figlio che ha voluto assumere la nostra natura umana. Nostro Tempo - Settimanale cattolico modenese Redazione via Formigina, 319 Modena tel. e fax. 059/344885 - [email protected] Curia: tel. 059/2133866 - fax. 059/2133805 Realizzazione e impaginazione: MediaMo – Moka Direttore responsabile: Stefano Malagoli Coordinatore di redazione: Paolo Seghedoni In redazione: don Marco Bazzani, Luca Beltrami, Marcella Caluzzi, Giancarlo Cappellini, Andrea Cavallini, Mariapia Cavani, don Gianni Gherardi, Simone Lazzaretti, don Massimo Nardello, Francesca Rossi, Giulia Vellani Comitato editoriale: mons. Paolo Losavio, mons. Giacomo Morandi, padre Lorenzo Prezzi, don Giuliano Gazzetti, Rossana Arletti, Egidio Iotti Hanno collaborato: don Luigi Biagini, Valeria Benatti, Marco Costanzini, Francesco Gherardi, Franco Mantovi, don Nardo Masetti, Franco Rebecchi, Paola Ricci Sindoni, don Gabriele Semprebon, Solanny Serafini, Laura Solieri, Eleonora Tranchini Fotografie: archivio Nostro Tempo, MediaMo, Moka, Sir, Luigi Esposito, Dante Farricella Stampa: Società Editrice Lombarda (Cremona) stampato in n° 2.166 copie Amministrazione: Curia Arcivescovile via s. 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Intervista con il diacono Pierluigi Maselli, da quasi dieci anni a servizio delle comunità del montesino con la liturgia della Parola, a rotazione, nelle parrocchie della zona • Paolo Seghedoni H o cominciato ad andare nel montesino a ottobre del 2001, concordando questa presenza con il parroco, don Bruno Caffagni, con don Nardo Masetti e naturalmente con il vescovo Cocchi. A distanza di quasi dieci anni sono ancora lì”. Il diacono modenese Pierluigi Maselli interviene a proposito delle celebrazioni eucaristiche domenicali nelle parrocchie più piccole e disagiate, per offrire l’esperienza del Comune di Montese. Undici parroc- “ chie, nel 2001 tre parroci (oltre a don Bruno, anche don Francesco Capponi attualmente in Brasile e don Ivo Saltini che ora è alla Casa del Clero), oggi oltre a Maselli aiuta anche il diacono Fernando Venturelli di Castelnuovo. “All’inizio seguivo le parrocchie di San Martino, Bertocchi, San Giacomo e Montese, una volta al mese facevo la liturgia della Parola con un calendario ben definito. Oggi tra sabato e domenica don Bruno, con l’aiuto di due sacerdoti che salgono da Modena, cura la celebrazione eucaristica festiva in nove parrocchie, nelle altre due, a rotazione e salvo il capoluogo (dove si celebra sempre l’eucarestia) c’è la liturgia della Parola, sempre al massimo una volta al mese”. Un momento che Maselli cerca di curare con grande attenzione. “Oltre alla liturgia della Parola c’è l’adorazione, non è bene che la liturgia sembri un ‘distributore’ di Parola ed eucarestia”. Alla liturgia partecipano dalle 15/20 persone fino a una sessantina a Maserno, il centro più grande dopo Montese, questo d’inverno perché d’estate c’è un aumento significativo di presenze. “Ovviamente chi desidera e riesce si sposta per Chiesa di S. Giovanni Battista a Maserno andare alla celebrazione eucaristica, ma queste comunità sebbene piccole e con persone prevalentemente anziane, hanno una storia e una vitalità che rimane. Si organiz- I nuovi poveri P rima della crisi mondiale, in Italia una famiglia media, marito moglie con uno o due figli, riusciva ad avere una vita abbastanza decorosa. Vacanze una volta all’anno, qualche cambio di guardaroba, pizza al ristorante una volta a settimana, pagamento con rette adeguate dell’asilo e di tutte le altre varie tasse familiari. Oggi nel nostro paese c’e’chi dice che la crisi e’ finita o sta per finire, però, dalle ultime statistiche pubblicate, i nuovi poveri sono in aumento. Chi sono i nuovi poveri? Sono quei giovani che non trovano lavoro, o quelle famiglie che hanno perso il posto di lavoro; capifamiglia in cassa integrazione o in mobilità con salario ridotto in attesa di arrivare alla scadenza di questi “sussidi sociali temporanei “e rimanere senza nessuna entrata finanziaria. I giovani senza occupazione sono costretti a rimanere in famiglia, finanziati esclusivamente dai propri genitori; così come le nuove famiglie appena formate hanno trovato all’improvviso gravi difficoltà f inanziarie e per cause di forza maggiore si sono dovute appoggiare ai propri vecchi genitori, i quali erano riusciti a mettersi da parte un qualche risparmio, che ormai purtroppo si stanno esaurendo. Perciò la crisi non è finita, anzi si sta aggravando. La crisi economica colpisce anche la tavola degli italiani: 2 famiglie su 5 hanno tagliato la propria spesa, 3 su 10 acquista solo prodotti in offerta e 1 su 10 ha rinunciato ai pasti fuori casa. L’indebitamento medio delle famiglie italiane fra il 2009/2010 era di 15.930euro (dati di Cgia di Mestre). Il reddito famigliare e’calato del 2.6% ed e’per questo che le famiglie hanno tagliato la spesa e non riescono più a risparmiare. Le zano, in quasi tutte si canta, si suona l’organo, i fedeli leggono le letture e preparano le preghiere dei fedeli, le chiese sono sempre ben curate e preparate. Non mancano nemmeno, in alcune realtà, famiglie giovani con bambini. Di fatto una vita pastorale di queste comunità continua a fluire”. Maselli ricorda come le comunità, fin dal 2001, siano state formate dal parroco in particolare, ma ai tempi anche da don Masetti, sulla liturgia della Parola: “I fedeli sanno bene che differenza c’è tra celebrazione dell’Eucarestia e liturgia della Parola, questo servizio è davvero di fondamentale importanza. Anche perché, con questa rotazione, comunità anche piccole hanno una ricchezza di celebranti, di liturgie partecipate. Don Bruno, dal canto suo, cerca di mantenere una presenza nella vita delle varie comunità, e anche noi diaconi cerchiamo di essere presenti. In agosto, tanto per dire, sono su con mia moglie (che mi accompagna sempre, ogni domenica, in questo servizio e anche questo è molto significativo) e cerchiamo di essere di supporto per le varie attività che in quel periodo ovviamente aumentano. Ormai sono montesino d’adozione…”. Per finire Maselli parla delle eventuali ministerialità che possono nascere in loco: “Qualche persone c’è, il problema è dettato dalla preparazione ai ministeri. Onestamente si fa un po’ di fatica, ma è chiaro che sarebbe una cosa bellissima e molto importante se nelle comunità del montesino ci fossero ministri istituiti. Attraverso la preghiera chiediamo al Signore che mandi vocazioni, poi dobbiamo lavorare noi. Ci sono, ripeto, alcune persone anche abbastanza giovani: confido che col tempo si possano avere ministri anche in questa zona della diocesi”. A cura di Federazione Nazionale Pensionati - Sindacato Territoriale di Modena 41124 Modena - via Emilia Ovest, 101 Tel. 059/890846 Fax 059/828456 cifre Istat, per quanto drammatiche, essendo delle medie, non danno l’idea della reale situazione in cui vive ormai 1/3 del paese: poveri (7 milioni e 800mila!), quasi poveri (15 milioni e mezzo!). Tutti questi non avendo reddito sufficiente per arrivare a fine mese, sono obbligati ad indebitarsi Anche per acquistare prodotti alimentari di bassa qualità. Situazione da... terzo mondo! Il 10% delle famiglie più ricche possiede circa il 45% dell’intera ricchezza netta del paese. Purtroppo significa che la ricchezza è stabilmente nelle mani di pochi. La povertà dilagante nel nostro paese dovrebbe essere la priorità del nostro Governo e il primo argomento da trattare in un tavolo unitario con le varie istituzioni. Il Governo, questo o altro, prima o poi (ma meglio prima che poi) dovrà, pensare come risolvere i problemi economici delle famiglie, perché di questo passo ridurranno ulteriormente i propri consumi e gli effetti saranno devastanti sull’intera economia nazionale. Roberto Righi Fnp Cisl Carpi 16 NostroTempo Domenica 13 marzo 2011 Chiesa e mondo Gesù di Nazareth, volume secondo Esce in questi giorni in libreria il nuovo libro di Joseph Ratzinger sulla figura di Cristo G “ esù di Nazareth. Dall’ingresso a Gerusalemme alla risurrezione”, il secondo volume del libro di papa Benedetto XVI, presentato il 10 marzo, affronta in nove capitoli gli episodi decisivi della vita di Gesù, quelli al centro della fede cristiana: la passione, la morte e la Risurrezione di Cristo. Gesù di Nazareth è l’ultimo grande libro che 8 marzo, festa della donna: un invito a scoprire l’insostituibile ruolo della donna • Paola Ricci Sindoni P receduto da roventi polemiche, da pesanti insinuazioni che hanno scosso i palazzi della politica, il mondo delle donne italiane si è ritrovato immerso, in occasione dell’ 8 marzo, in diffusi sentimenti di frustrazione e di sgomento. Vale la pena, dunque, alzare lo sguardo, lasciando a terra rumori e schiamazzi, così che la giornata, dedicata uno dei maggiori teologi del XX secolo si era proposto di scrivere come atto conclusivo del suo percorso intellettuale e scientifico, prima ancora di essere eletto Papa. Così l’autore non intende parlare in primo luogo quale Romano Pontefice, ed il libro non vuole essere un atto ufficiale del suo magistero. Ma questa apparente debolezza in realtà si rivela la forza di un libro che desidera liberamente interloquire con tutti. L’analisi tanto appassionata quanto scientificamente rigorosa degli avvenimenti - l’ingresso a Gerusalemme, la lavanda dei piedi, l’Ultima Cena, il Getsemani ed altro ancora - è come attraversata da una nota di sottofondo sempre ricorrente: è la domanda di importanza decisiva ad un tempo per lo studioso e per ogni credente: il Gesù nel quale crediamo è anche il Gesù veramente esistito? I Vangeli ci mostrano la figura di Gesù la più storicamente sensata e convincente? Così diviene evidente che in questo libro Joseph Ratzinger non intende solo cimentarsi nelle dispute teologiche relative ad una figura, quella di Gesù di Nazareth, con la quale il teologo si è occupato tutta la vita. Benedetto XVI intende insieme adempiere al suo compito sacerdotale ed episcopale: con un linguag- gio avvincente ed immediatamente accessibile prende per mano tutti ed ognuno esperti e non, credenti e non - per accompagnare all’incontro con un uomo in carne ed ossa che è più di un uomo e la cui tomba trovata vuota, oggi come ieri, è un avvenimento che può ragionevolmente soddisfare le speranze e le aspettative più vere di ognuno di noi. della donna, affinché l’essere umano vi possa vivere senza disumanizzarsi del tutto. Si pensi alle terre dove abbonda la povertà, alle regioni devastate dalla guerra, a tante situazioni tragiche risultanti da migrazioni forzate... Sono quasi sempre le donne che vi mantengono intatta la dignità umana, difendendo la famiglia e tutelando i valori culturali e religiosi. Alle tante Sakineh, vittime della brutalità fondamentalista, alle molte Teresa di Calcutta, sparse nelle bidonville dell’America Latina o nell’inferno africano delle guerre fratricide, alle tante Rigoberta Menchù che traducono in difficili scelte di vita il metodo non violento come vessillo di promozione umana nelle minoranze schiacciate e dimenticate, alle mamme di figli malati o disabili, lasciate sole con la loro disperata voglia di riscatto, vada il nostro pensiero grato. Rappresentano infatti quella parte migliore, che continua a fecondare gli strati profondi del nostro tessuto sociale, molto spesso distratto da falsi miraggi e privo di quell’energia creatrice che solo l’amore sa comandare. Alzare lo sguardo all’”altra metà del cielo”, aiuti tutti - donne e uomini - a ripensare quel mistero originario dell’”unità duale”, di cui parlava Giovanni Paolo II, quando coglieva nelle prime battute di Genesi il manifesto generativo della relazione maschile-femminile, con tutta quella carica simbolica che ancor oggi trascina con sé. Se l’ordine dell’amore appartiene alla vita intima di Dio stesso, è proprio “nel fondamento del disegno eterno di Dio, che la donna è colei in cui l’ordine dell’amore nel mondo creato delle persone trova un terreno per gettare la sua prima radi- ce” (Mulieris dignitatem, 29). Infatti, nel vedere l’affascinante mistero che irradia dalla donna a causa dell’intima grazia che Dio le ha donata, il cuore dell’uomo si illumina e si rivede in essa: “Questa volta essa è carne dalla mia carne e osso dalle mie ossa” (Gn 2, 23). La donna è un’altro “io” nella comune umanità. Bisogna riconoscere, affermare e difendere l’uguale dignità dell’uomo e della donna: sono ambedue persone, differentemente da ogni altro essere vivente del mondo attorno a loro. È’ quanto continua a ripete- re anche Benedetto XVI - si può ricordare al riguardo lo splendido discorso tenuto a Luanda il 22 marzo 2009 convinto che ambedue i generi sono chiamati a vivere in profonda comunione, in un vicendevole riconoscimento e dono di se stessi, lavorando insieme per il bene comune con le caratteristiche complementari di ciò che è maschile e di ciò che è femminile. Chi non avverte, oggi, il bisogno di dare più spazio alle “ragioni del cuore”? In un mondo come l’attuale dominato dalla tecnica, si sente bisogno di questa complementarietà Etica della vita Il denaro di tutti per opere immorali • don Gabriele Semprebon* A volte è doveroso pensare a come si utilizza il denaro pubblico, peccato che spesso si concluda che questo viene impiegato male cioè non secondo le finalità dovute ma non si possa poi fare molto per correggere l’inesorabile dissanguamento della casse statali. Negli Usa una posizione pubblica l’hanno assunta i vescovi riguardo al finanziamento per contraccezione e sterilizzazione. Nell’ambito del Patient Protection and affordable Care act, il Dipartimento per i servizi sanitari degli Stati Uniti, ha elaborato un programma per garantire servizi di prevenzione alla gravidanza, o meglio alla salute della donna, perché la gravidanza è considerata malattia erogando quindi per questo progetto parte del denaro pubblico. Niente di nuovo sotto il sole e anche sotto il sole italiano, per esempio Donizzetti già nel 1967 scriveva a proposito del- la pillola contraccettiva: “…i popoli africani ed asiatici…si riproducono a ritmi zoologici medi per tutta la classe dei mammiferi…rappresenta un pericolo per l’umanità…La donna, per la prima volta nella sua storia da Eva in poi, sta per liberarsi finalmente dalla tirannide della gravidanza” . La gravidanza è una tirannide, occorre liberarsene e quindi il denaro pubblico deve essere speso per questo importante scopo umanitario…aberrante! I vescovi Usa hanno scritto al Dipartimento esprimendo il loro dissenso verso questa scelta di finanziare contraccezione e sterilizzazione usando come giustificazione proprio il concetto che la gravidanza non deve essere considerata una malattia e la contraccezione non può essere nemmeno considerata come azione preventiva contro l’aborto, anche perché proprio alcuni anticoncezionali sono di per sé abortivi come l’Ulipristal utilizzato in America o la “nostra” Ru486. Chiarito questo, i vescovi mettono alla luce altri pro- blemi concernenti i rischi di tali pratiche e all’obiezione di coscienza richiamata come diritto degli operatori sanitari. Evidentemente anche in Italia molto denaro pubblico è erogato per foraggiare interventi d’interruzione di gravidanza e somministrazione di prodotti abortivi. Questo è ingiusto, occorrerebbe alzare di più la voce per ottenere un’obiezione fiscale che non renda tutti partecipi di un’amministrazione di denaro pubblico che favorisce la soppressione d’innocenti, inculturando un paese attraverso concetti offensivi e falsi riguardo la maternità ponendo sullo stesso piano un tumore con un bambino… due corpi estranei all’interno di un altro corpo. La libertà che porta una nazione a dare la possibilità a una madre d’interrompere la vita di un figlio dovrebbe essere la stessa che porta un popolo a non volere che i propri soldi vengano utilizzati per scopi contro la vita. * In collaborazione con il centro di Bioetica Moscati NostroTempo Domenica 13 marzo 2011 17 Missioni “…e la missione continua” Si chiude con questo numero il racconto delle esperienze missionarie estive dei giovani modenesi S • Vally & Sol (Solanny Serafini e Valeria BenattI) icuramente il mese in Albania per tutte e due è stato una lezione di umiltà. Durante i primi giorni spesso ci siamo interrogate su quale fosse il modo migliore per vivere ap- pieno la missione ed essere d’aiuto rispettando una cultura diversa dalla nostra e che sotto molti aspetti può apparire contraddittoria. Il primo ostacolo con cui ci siamo scontrate è stato quello della lingua, che spesso ci tagliava fuori anche dalle conversazioni più elementari. La difficoltà di inserirsi in un progetto di catechesi già avviato dai campisti dei turni precedenti e non, come ci aspettavamo, di trattare un argomento solo nostro. Poi l’orto, le pulizie, la cucina, la necessità di dedicarsi alla routine dei lavori domestici lasciando in secondo piano i rapporti con gli albanesi. E il ritmo di vita completamente diverso dal nostro, un ritmo lento, a volte in maniera snervante, forse perché lascia troppo spazio ai pen- Associazioni Ac, presidente rinnovato Monsignor Antonio Lanfranchi ha nominato Paolo Seghedoni per il triennio 2011-2014 L ’Azione Cattolica diocesana ha il presidente per il triennio 2011-2014: si tratta di Paolo Seghedoni, presidente uscente dell’associazione laicale che conta circa 1.500 iscritti in 25 associazioni parrocchiali. Seghedoni, 40 anni sposato, due figlie giornalista e redattore di Nostro Tempo, è stato nominato da monsignor Antonio Lanfranchi, che ha ricevuto dal nuovo Consiglio diocesano una terna di nomi per la presidenza. Il cammino assembleare dell’Azione Cattolica è partito a novembre, con le prime assemblee parrocchiali, e si concluderà con gli appuntamenti regionale (domenica 27 marzo) e nazionale, il 6-8 maggio a Roma per l’assise che riunisce tutte le associazioni diocesane. A Modena il prossimo appuntamento è la formazione della presidenza diocesana, previsto per i prossimi giorni. “L’impegno dell’Ac modenese, in stretta collaborazione con il cammino diocesano e con il nostro arcivescovo – ha sottolineato il presidente – è quello di proseguire nella strada dell’educazione: alla vita spirituale, nelle varie età della vita, al bene comune. Il tutto inserito nelle comunità parrocchiali o interparrocchiali in cui l’associazione vive, con al centro la passione per la Chiesa che da sempre contraddistingue l’associazione a tutti i livelli”. sieri e alle riflessioni che nella nostra vita frenetica troviamo sempre il modo di accantona- re. Nonostante la difficoltà dei primi giorni, però, non ci siamo arrese, e grazie al confronto coi nostri compagni d’avventura e ai consigli di Anna e Silvia, che erano lì da più tempo di noi, siamo riuscite a capire e ad apprezzare il nostro ruolo all’interno della comunità. Ci siamo accorte che spesso le parole erano superflue, perché la gente aveva la voglia di raccontarsi e la pazienza di starci ad ascoltare, per cui con pochi gesti eravamo comunque in grado di interagire o almeno strappare un sorriso. La nostra difficoltà nel riprendere la catechesi di altri è stata ripagata dal verificare che un percorso coerente è stato per i ragazzi molto più utile e costruttivo. La quotidianità della vita di casa si è trasformata in uno degli argomenti più validi di conversazione con le persone, permettendoci un contatto diretto con la loro realtà. I tempi dispersivi si sono trasformati nella più grande risorsa, perché ci hanno dato l’opportunità di intrecciare relazioni, conoscere storie, capire più a fondo le tradizioni di questo popolo. Tornate a casa, e dovendo condensare tutta l’esperienza in poche righe, ci stiamo rendendo conto che l’Albania ci ha insegnato soprattutto l’importanza e la bellezza di sapersi affidare al Signore senza dovere per forza avere sempre tutto sotto controllo. La nostra “missione” continua… 18 NostroTempo Domenica 13 marzo 2011 Restauri Il restauro di palazzo Ferrari-Moreni in Rua Muro 60 a Modena, già sede dell’Azione Cattolica e di numerose altre realtà associative diocesane. Un pezzo di Cinquecento messo a disposizione della città per conto dell’Istituto diocesano Sostentamento Clero Come nuovo ’ stato presentato al folto pubblico di invitati (tra questi i vescovi modenesi mons. Verucchi, mons. Pizzi e tolici, la Collina della Poesia), oltre che dell’Istituto diocesano Sostentamento Clero che ha curato il restauro. Nel 2002, infatti, lo storico palazzo è stato donato dalla Bpv-Bsgsp alla diocesi di Modena, dopo che lo stesso Banco San Geminiano lo aveva offerto, nei primi anni ’50, all’Azione Cattolica perché ne facesse la propria sede diocesana. La presentazione si è svolta nella sala riunioni, che ha conservato il nome di mons. Boccoleri. “Questo restauro è in parte per conservare, ma anche per valorizzare il palazzo – ha spiegato il vescovo, mons. Antonio a tutta la città e rappresenta un arricchimento per tutta Modena. Un ringraziamento e un incoraggiamento vanno dunque a chi ha lavorato e a Marino Odorici e a tutto il consiglio d’amministrazione del Sostentamento del Clero diocesano”. Oltre a Odorici sono intervenuti anche il vice presidente dell’Istituto, Paolo Ferrari e don Adriano Tollari, direttore dell’ufficio beni culturali della diocesi, che hanno presentato la storia del palazzo che è stata raccolta in un bel volume donato agli ospiti. Odorici, Ferrari e don Tollari hanno mons. Solmi; il sindaco di Modena, Giorgio Pighi; il prefetto Basile e molte altre autorità tra cui il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi) palazzo FerrariMoreni. Il palazzo, un gioiello del Cinquecento modenese, è stato per circa 50 anni sede dell’Azione Cattolica e di numerose altre realtà diocesane (tra cui il Csi, i Maestri Cat- Lanfranchi – e per ospitare lo stesso Istituto diocesano. Tra l’altro a Modena lo stesso Istituto riesce a coprire l’85% del fabbisogno, una media molto più alta di quella nazionale e anche di quella regionale. Questa è stata la sede per anni di tante associazioni cattoliche, ha quindi un valore di memoria, oltre che storico e culturale, il restauro lo ridona rivisitato una storia ricca e appassionante, ma al tempo stesso hanno ricordato la memoria del palazzo anche degli ultimi tempi, quando è diventato di fatto un centro vitale per l’associazionismo cattolico modenese. Nel corso dell’inaugurazione è intervenuto anche l’architetto che ha seguito i lavori di restauro, Fabio Massimo E Pozzi: “L’intervento è stato particolarmente lungo e complesso, in quanto si è concluso dopo circa 4 anni di lavori che hanno coinvolto numerose maestranze (circa 60 persone) dalle varie specializzazioni – desidero ringraziare nuovamente l’Istituto diocesano per il Sostentamento del Clero e il suo presidente, che mi hanno dato l’opportunità di eseguire questi appassionanti lavori e i miei collaboratori, che mi indirettamente, ha contribuito a rendere possibile il recupero di questo splendido palazzo”. Nel corso dei lavori è stata ritrovata l’antica fonte, che si può vedere nel cortile interno, oltre a una scarpata cinquecen- oltre ai collaboratori del mio studio. A conclusione dei lavori – ha sottolineato Pozzi hanno assistito in tutte le fasi. E’ doveroso da parte mia ringraziare chi, direttamente o tesca a pochi metri di distanza dal palazzo verso via Sant’Agostino. Politica Presa di posizione del Consiglio provinciale per la libertà religiosa I l Consiglio provinciale di Modena ha nei giorni scorsi condannato l’assassinio del ministro pakistano per le Minoranze Shahbaz Bhatti e votato all’unanimità un ordine del giorno contro la persecuzione e l’assassinio dei cristiani nel mondo. Il documento che afferma Contro ogni discriminazione l’inviolabilità del diritto a professare la propria religione e a esprimere il proprio credo anche con gesti pubblici, è stato approvato nella seduta del Consiglio di mercoledì 2 marzo e impegna la Provincia a sostenere il Governo nazionale nei confronti dell’Europa sia nell’azione diplomatica che porti l’Unione europea a reagire con una sola voce contro la discriminazione dei diritti dei cristiani, sia nella decisione di condizionare gli aiuti economici al rispetto della libertà religiosa, sulla base dell’a- naloga risoluzione votata dal Parlamento italiano nel gennaio scorso. L’assemblea di viale Martiri condivide inoltre la presentazione alle Nazioni unite, da parte del Governo, di una risoluzione che impegni la comunità internazionale a intervenire dove vi siano discriminazioni. Il documento è nato da una proposta di ordine del giorno illustrata dal capogruppo del Pdl Dante Mazzi sottolineando “l’insensibilità dell’Unione europea su questi temi” e i numerosi episodi di intolleranza religiosa degli ultimi mesi, soprattutto contro i cristiani. Per il capogruppo del Pd Luca Gozzoli è “importante che su questi temi venga sviluppato un ragionamento comune, come è stato fatto in Parlamento, per ottenere un’ampia condivisione”. NostroTempo Domenica 13 marzo 2011 19 Cultura Al Tete un teatro che regala insieme pensieri e qualità • mariapia cavani U n testo nuovo, di Roberta Spaventa, giovane attrice ed autrice modenese, presentato al Teatro Tempio a febbraio, Facevo il morto. Fido e Duca, i personaggi in scena, che nell’immobilità, facendo il morto, appunto, cerca la soluzione al problema esistenziale del cambiamento. Esiste uno status quo, un potere che tende a conservare se stesso, e lo fa costringendo le persone in uno schema, in un ruolo, in confini che sono tanto materiali quanto invisibili, ma altrettanto forti. I personaggi sono alla ricerca di una legittimazione di se stessi, della loro stessa ricerca, nei gesti del cavaliere Giallo che non appare in scena. Si interrogano Scaricata in tutti i continenti l’applicazione IPad del magazine modenese L ’applicazione disponibile su App Store di “Civico 103” ha permesso alla rivista culturale modenese di raggiungere un successo internazionale con la ‘A’ maiuscola. Con un totale di 604 downloads, il magazine della Galleria Civica di Modena ha raggiunto 42 paesi europei ed extraeuropei: Italia, Spagna, Francia, Inghilterra, Paesi Bassi, Germania, Svizzera, Danimarca, Belgio, Lussemburgo, Polonia, Portogallo, Slovenia, Turchia, Irlanda, Stati Uniti, Canada, Messico, Brasile, Argentina, Colombia, Cile, Repubblica Dominicana, Guatemala, Paraguay, Venezuela, in oriente Cina, Giappone, Corea del Sud, Taiwan, “Facevo il morto”, il debutto della pièce di Roberta Spaventa sull’agire e il non agire, incapaci di trovare dentro di sé la motivazione e lo spunto. Duca e Fido sono ingranaggi, loro malgrado, di un sistema che tende a conservarsi e a non dare la benché minima possibilità di svolta, di emancipazione di maturazione. Non hanno strumenti, i due protagonisti, e insieme, dentro di loro, è insopprimibile l’aspirazione a varcare il confine, a superare il limite, migliorare la propria condizione. Che cosa è il confine? Ce lo impongono gli altri, lo scegliamo noi stessi, possiamo superarlo, e in che modo? Fido e Conte sono il simbolo di chi è imprigionato in una visione del mondo imposta, da Civico 103 fa il giro del mondo e ancora Arabia Saudita, Hong Kong, Israele, Russia, fino ad arrivare in Australia, Vietnam, Kuwait, Qatar, Kenia, Indonesia e Giordania. Realizzata in collaborazione con Saidmade, l’applicazione permette un continuo aggiornamento, in ogni angolo del globo, sulle iniziative promosse dal museo modenese, sulle mostre e gli eventi ospitati, su dettagli e curiosità di opere, artisti e allestimenti. Il prossimo numero sarà dedicato in particolare alla collezione permanente della Galleria - al nuovo allestimento delle Raccolte del Disegno e della Fotografia che stanno per aprire al pubblico a Palazzo Santa Margherita - e uscirà in concomitanza con l’inaugurazione delle nuove mostre, il 2 aprile prossimo. Alla Circoscrizione 3 dal 16 marzo Corso di fotografia L cui è quasi impossibile uscire. Il simbolo della mancanza di strumenti. Un potere che tende all’autoconservazione non sarà mai il primo, infatti, a metterli a disposizione. Di grande impatto la resa sul palco: le immagini dello sfondo sono il complemento dell’azione scenica e la sostengono senza distrarre. Angelo Argentina e Santo Marino, Duca e Fido, recitano con un ottimo ritmo, l’attenzione non cade mai. Un esempio “piccolo”, nel senso più alto del termine, di un teatro che sa regalare, insieme, pensieri e qualità, un sorriso ed un pensiero che a fine serata porti a casa. ’arte e la tecnica della fotografia sono il tema del corso organizzato dalla Circoscrizione 3 del Comune di Modena e dal Foto club Colibrì nella sala polivalente di via Viterbo 80 dal 16 marzo al 20 aprile. Il ciclo di 10 incontri è indirizzato ai principianti, giovani e adulti, e verte sulle nozioni di base di fotografia, anche come mezzo di comunicazione, sulle fotocamere digitali, sul paesaggio, sulle macrofotografia, sul ritratto e la figura ambientata e sull’audiovisivo fotografico. Il corso ha un costo di 40 euro, corrispondente alla tessera del club, e si svolgerà il lunedì e il mercoledì alle ore 21. Al termine, domenica 10 aprile, sarà organizzata un’esercitazione pratica con visione degli scatti nell’ultimo appuntamento. Fino a martedì 15 marzo si può aderire all’iniziativa. Per info e iscrizioni: tel. 3459384841, [email protected], www.fotocolibri.it. Il 14 e 15 marzo Hansel e Gretel al Teatro dei Segni U no spettacolo per i bambini dai 5 ai 10 anni che parla di crescita, di percorso di vita, di passaggio dalla condizione infantile a quella adulta. E la storia di Hansel e Gretel messa in scena il 14 e 15 marzo al Teatro dei Segni da Ilaria Gerbella con Marco Musso e Chiara Rubes. “I due bambini della fiaba, con i loro compiti, le loro paure e le loro vittorie, sono in realtà un unico bambino reale, una sola persona, alla quale la fiaba parla. Solo così tutte le prove, anche le più ardue, saranno accessibili e il percorso verso l’età adulta sarà compiuto”. La celebre orchestra in concerto a Vignola Incontri pubblici con dibattito Conversazioni sulla democrazia C oinvolgere i cittadini per aumentarne la consapevolezza e la partecipazione, per un società più attiva. Questi gli scopi degli incontri pubblici e gratuiti dal titolo “Conversazioni sulla democrazia” organizzati presso la sala civica del Villaggio Giardino, di mercoledì alle ore 21.15. Il primo seminario si tiene il 23 marzo con i tre interventi di Giancarlo Bavutti, Grazia Tabaroni e Paolo Fantoni su “Opinione Pubblica e democrazia: un problematico rapporto”, “Comunicazione e formazione del pensiero collettivo” e “Videopolitica e democrazia rappresentativa”. A seguire, il 30 marzo si parla di “Teorie economiche a confronto: Keynesiani e monetaristi” e de “Gli anni del reaganismo e del tatcherismo: considerazioni storico-socali” con Claudia Selmi e Franca Neri. Il ciclo si conclude il 5 aprile con “Il Pil è davvero misura di benessere?” e “Neoliberismo: applicazioni e conseguenze” di Michela Cortese e Alessandro Chiaro. Per info: tel. 059 2034030, 339 5631996, faustino@comune. modena.it. Spira Mirabilis esegue Mozart U n nuovo concerto dell’orchestra ormai nota in tutta Europa: Spira Mirabilis torna a Vignola venerdì 11 marzo alle ore 21 presso il Teatro di Casa Frate Leone. L’originale e ambizioso progetto Spira Mirabilis riunisce musicisti provenienti dalle più prestigiose orchestre ed accademie d’Europa e si caratterizza per la sua esecuzione priva di direttore e per l’utilizzo di strumenti originali su repertori di compositori classici. A Vignola verrà eseguita su strumenti originali la sinfonia KV551 in do maggiore “Jupiter” di Mozart. Al termine del concerto, aperto a tutti e a offerta libera, sarà possibile partecipare al “question time”, il momento di botta e risposta con il pubblico in cui i musicisti di Spira mirabilis raccontano la sinfonia eseguita e rispondono a domande e curiosità. L’evento è patrocinato dal Comune di Vignola. Sant’Agnese Ai parroci della diocesi L a parrocchia di S.Agnese, cede due confessionali ancora in ottimo stato, facilmente adattabili, in chiese nuove o rinnovate. Gli interessati possono contattare il parroco al numero 059.306147 anche solo per prenderne visione 20 NostroTempo Domenica 13 marzo 2011 Sport-Csi Il Csi Modena spegne 65 candeline: festeggiamenti e bilancio per l’anima dell’associazione Sabato 12 marzo l’assemblea ordinaria del Comitato: un’occasione per fare il punto anche sul progetto DiocesiCsi che riguarda la formazione degli animatori e la gestione degli impianti parrocchiali • Marco Costanzini I l Csi Modena si prepara a festeggiare il 65º anno dalla sua nascita e per farlo ha chiamato a raccolta quella che da sempre è la sua anima, ovvero società sportive, circoli parrocchiali, dirigenti, atleti e tutti i tesserati in generale. Sabato 12 marzo, con inizio alle ore 10.30, si terrà l’Assemblea ordinaria del Comitato Csi di Modena, un appuntamento annuale nel quale verrà presentato il rendiconto delle attività svolte nel 2010 e, soprattutto, il bilancio sociale che guarda all’anno che si è da poco concluso in proiezione futura, con un quadro sì generale ma anche molto dettagliato sulla crescita del Comitato e sull’incremento di tesserati e attività svolte tra sport e progetti sociali. Si parlerà dei percorsi intrapresi dal Csi Modena come quello della gestione degli impianti - esempi recenti sono quella della Pol. San Donnino o il centro ludico-motorio Oplà - ma non si dimenticherà nemmeno il progetto “Diocesi-Csi” in tutte le sue sfaccettature: dalla formazione degli animatori alla gestione degli impianti parrocchiali, dall’organizzazione di centri estivi alla costituzione di circoli parrocchiali Csi (ben 24 rispetto ai soli 6 del 2004); e ancora, l’incremento delle associazioni sportive parrocchiali, ora 43 in provincia, i progetti sociali e quelli realizzati nelle scuole. Insomma, una accurata riflessione sul movimento sportivo, associativo e sociale nel nostro territorio letto in chiave Csi. Tutto questo sarà il cuore dell’Assemblea ordinaria prima della celebrazione finale per ricordare il 65º anno dalla nascita del Comitato provinciale Csi. Ogni società potrà interveni- re nella persona del suo legale rappresentante: presidente, vicepresidente o, in caso di impedimento, un altro membro del consiglio direttivo. Ma una società può anche intervenire mediante il conferimento di delega scritta ad un’altra presente all’assemblea (massimo 3 deleghe per società). Presso la segreteria del Comitato (via del Caravaggio 71) sono disponibili gli elenchi delle società aventi diritto di voto. In movimento, per la salute A Polinago e Modena il progetto di attività motoria del Csi che coinvolge cinquanta over 60. Da segnare in agenda l’appuntamento del 15 marzo con il prof. Marcello Busacchi del Coni Modena, che parlerà di sport e alimentazione C si Modena, ovvero integratore sociale a base di sport per tutti: dai più piccoli agli adulti, promuovendo lo sport come momento di educazione, di crescita, di impegno e di aggregazione sociale. Si pone proprio in continuità con questo principio la serie di iniziative proposte agli over 55 dalla Commissione Attività Motoria Anziani del Csi, il progetto “Salute e movimento”. Obiettivi del progetto L’attività motoria eseguita in maniera continuativa ha effetto protettivo verso quelle patologie croniche che diminuiscono l’autonomia e il benessere degli anziani. L’obiettivo del progetto, dunque, è quello di incrementare la pratica di attività motoria tra gli over 55, nella consapevolezza che que- sta può offrire l’opportunità di prevenire alcune patologie attivando, al tempo stesso, molti strumenti di integrazione sociale. Aiutare gli anziani, dunque, a mantenersi liberi di vivere la vita, aumentandone la qualità e favorendone la piena autonomia. Il progetto “Salute e movimento” è rivolto agli over 55 che hanno un ruolo attivo nella società attuale e che, proprio per questo motivo, hanno bisogno di integrare i propri impegni quotidiani con l’attività motoria, in modo da riuscire ad avere la possibilità: di condurre una vita attiva, di poter accudire i nipoti, di poter svolgere la propria vita sociale, di poter svolgere i movimenti del fabbisogno quotidiano senza limitazioni fisiche. A modena L’attività motoria prevede due sedute settimanali di un’ora l’una da svolgere presso le palestre De Angelis (parrocchia O F F E R TA Santa Caterina) e Sant’Anna (ai Torrazzi), nel centro ludico-motorio Oplà oppure alla piscina Pergolesi. Gli obiettivi delle lezioni sono: il miglioramento della postura e dell’equilibrio, il mantenimento del tono muscolare e la coordinazione. Oltre alle attività motorie, viene sviluppato anche un ciclo di incontri con personale specializzato: una serie di incontri volti ad aumentare nell’anziano la consapevolezza del proprio corpo e del suo movimento (geriatra, dietista, fisiatra…); corsi sulle tematiche legate alla terza età (allenamento della memoria, prevenzione delle cadute…); proposte alternative nei mesi esclusiva in cui non si svolgerà l’attività regolare, quale per esempio il mese di maggio; gite, che aumenteranno ancora di più la socializzazione e la partecipazione sociale. Uno di questi appuntamenti è in programma domenica 15 marzo, alle ore 9.45, presso la palestra De Angelis, in strada S. Catrina 55 a Modena: “La salute vien mangiando” è il titolo dell’incontro con il professor Marcello Bu- sacchi del Coni Modena nel quale verrà sottolineato come sia importante abbinare un’adeguata alimentazione ad una vita attiva e in movimento (info 059 395357 o www.csimodena.it). A palagano Grande s u c c e s s o, poi, è quello che sta avendo il progetto “In movimento verso la salute” a Polinago, un’iniziativa realizzata dal Comune in collaborazione con il Csi Modena e con il prezioso sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena. Sono più di 50, tutti over 65, gli iscritti ad un percorso incentrato sulla valorizzazione dell’abilità motoria in generale e mirato a consentire, attraverso il movimento, una stimolazione globale sensitivo–motoria, a rallentare il deterioramento degli apparati polmonare, osteoarticolare, muscolare, cardiovascolare e neurosensoriale, a migliora l’immagine di sé e ad incrementare la partecipazione sociale. Il progetto prevede due sedute settimanali di due ore l’una presso la palestra comunale di Corso Roma 71, a Polinago, tenute dal professor Vincenzo Bottiglieri, istruttore Isef con grande esperienza nel campo della ginnastica per anziani ed adulti. Tre obiettivi principali su cui basare le lezioni: il miglioramento della postura, aumento della mobilità articolare della colonna vertebrale, miglioramento del tono muscolare e dello stato fisico e di salute generale. PER I LETTORI DI “NOSTRO TEMPO” 10% BUONO SCONTO SU TUTTA LA SPESA Buono utilizzabile presso l’ipermercato E.Leclerc-Conad di Modena - Strada Morane 500 • I buoni non sono cumulabili tra di loro nè con altri buoni sconto in percentuale sulla spesa, su singoli reparti o su singoli prodotti. • Il buono è applicabile su un massimo di 300 euro ad esclusione di prodotti in promozione, ricariche telefoniche, farmaci senza ricetta, e prodotti del reparto ottico. • Il Buono è utilizzabile solo con Carta Insieme. 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