POSTE ITALIANE S.p.A. Tassa pagata Pubblicità diretta non indirizzata DRT/DCB/VI/185/03/SC del. 19/11/2003 azienda giornata della qualità comitato pari opportunità ospedali focus sul day hospital oncologico endocrinologia oggi territorio benessere è ben-stare nell’ambiente novità in pediatria prevenzione informazione è prevenzione progetto salute tempo di inaugurazioni l’ospedale Cazzavillan di Arzignano ha rinnovato la sala riunioni, il laboratorio analisi, l’ostetricia e il nido L’inaugurazione della nuova sala riunioni dell’ospedale di Arzignano editoriale Un arcobaleno a tinte decise, giallo, rosso, verde, nero, un cielo pieno di fiori e di farfalle: su questo sfondo compare la scritta “Un sorriso fa bene alla salute di tutti” che abbiamo riportato sulla copertina di questo primo numero di Ulss 5 Notizie del 2005. È la riproduzione dello slogan che accompagna l’attività del 2005 del Dipartimento di Salute Mentale dell’Ulss 5 - ideato dal dottor Renato Magnabosco - e che campeggia sui dèpliant e sui manifesti che abbiamo affisso nelle bacheche degli ospedali e dei punti di erogazione dei servizi del territorio. Un sorriso fa bene alla salute di tutti è un consiglio che gli amici della Salute mentale hanno messo a disposizione di tutti, e che abbiamo voluto fare la “parola d’ordine” dell’anno 2005, per tutti coloro che operano nell’Ulss 5 e per coloro che vengono come pazienti-utenti nelle strutture socio sanitarie. Perché, come afferma l’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, “la salute vive e cresce nelle piccole cose di tutti i giorni. A scuola, sul lavoro, in famiglia, nel gioco, nell’amore… La salute si crea avendo cura di se stessi e degli altri, sapendo controllare e decidere dei propri comportamenti, facendo in modo che la comunità in cui si vive favorisca la conquista della salute di tutti” (Carta di Ottawa, 1986). Vogliamo che questo slogan diventi il segnale di un impegno che tutti nell’Ulss 5 ci prendiamo reciprocamente: direzione, operatori e pazienti-utenti, l’impegno a dare più qualità ai nostri comportamenti, alla nostra organizzazione e alle nostre relazioni. Anche in questo numero della rivista i lettori potranno trovare le informazioni sui servizi che mettiamo a disposizione e sulle novità importanti di quest’anno: soprattutto l’ampio programma di iniziative sul tema della qualità. Il taglio del nastro del nuovo laboratorio analisi di Arzignano Il Direttore Generale Daniela Carraro 07 aprile 2005 sommario Ulss 5 Notizie periodico d’informazione dell’Azienda Ulss 5 Ovest Vicentino numero 1 anno 2005 Il nuovo laboratorio analisi Uno scorcio delle nuove degenze dell’ostetricia 2 Medico al lavoro nel nuovo laboratorio analisi Il nuovo nido di Arzignano DIRETTORE Daniela Carraro GRAFICA Raffaello Galiotto DIRETTORE RESPONSABILE Elisabetta Carlotti STAMPA Tipografia Rumor via dell’Economia, 117 36100 Vicenza REDAZIONE Direzione Generale e Ufficio Relazioni con il Pubblico Consegnato in Tipografia 07 aprile 2005 Azienda Ulss 5 Autorizzazione del via Trento, 4 Tribunale di Vicenza 36071 Arzignano (VI) n. 669 del 21.12.1989 tel. 0444 479580 tiratura 69.000 copie www.ulss5.it e-mail: [email protected] distribuzione gratuita Si ringraziano gli autori degli articoli: Venceslao Ambrosini, Marasca Balestrieri, Carlo Benvenuti, Annalisa Bergozza, Rita Bortolan, Claudio Busana, Marzia Cariolato, Massimo Casaril, Enrico Castaman, Giuseppe Cicciù, Stefano Cocco, Francesca Concato, Marcello Giachetti, Luigi De Santis, Adolfo Fiorio, Silvia Fracasso, Raffaele Gianesini, Mauro Gonzo, Elvio Gremes, Giancarlo Lora, Alessandra Marcon, Monica Menti, Matteo Molon, Raffaele Morello, Antonella Pinzauti, Elena Sandri, Patrizia Simionato, Marianna Zin, Giuseppe Zordan, Roberta Zordan. Azienda giornata della qualità 4 spostamento sedi 4 comitato pari opportunità 6 avviata indagine sulla qualità 7 atto aziendale 8 il vescovo Nosiglia a Valdagno 9 rinnovo R.S.U. 9 donazioni 2004 10 Ospedali calcoli addio focus sul day hospital oncologico endocrinologia oggi nuovo primario di oncologia una collaborazione possibile 16 17 18 19 20 20 22 23 24 24 25 12 13 14 14 15 Territorio benessere è ben-stare nell’ambiente comunità terapeutiche lotta all’AIDS sindrome di Down bilancio per MMG e PLS terme di Recoaro mediazione culturale piano di zona novità in pediatria obiettivo adolescenza malati di Alzheimer farmacie di turno Prevenzione la caldaia chiede Agener fattori di rischio informazione è prevenzione progetto salute screening citologico e mammografico 27 28 29 29 30 16 3 Presentati oltre 50 progetti per migliorare il servizio nei reparti 1° Concorso Aziendale Qualità - anno 2005 giornata della qualità nella prima edizione presentati a Trissino cinque progetti concreti Annalisa Bergozza Giuseppe Zordan Grande partecipazione ed entusiasmo per la prima edizione della “Giornata della Qualità” indetta dall’Ulss 5 Ovest Vicentino e svoltasi il 21 gennaio 2005 a Trissino nell’Aula Magna della Scuola Media. “Questa manifestazione è il punto di arrivo di un percorso aziendale sulla qualità e anche il punto di partenza per il rafforzamento della qualità stessa e dei valori che la ispirano - spiega il direttore generale Daniela Carraro -, che sono principalmente la centralità del paziente, l’umanizzazione delle cure e la responsabilizzazione di tutti gli operatori nel miglioramento continuo”. Con queste parole il massimo rappresentante dell’Ulss 5 vuole esprimere tutta l’importanza che il tema Qualità riveste oggi in sanità, dove la formazione del personale e il dialogo con i portatori di interesse che interagiscono con la struttura sanitaria rappresentano aspetti centrali. In questa prima edizione della “Giornata della Qualità”, i protagonisti sono stati gli infermieri. Nel corso dei mesi di novembre e dicembre 2004, oltre duecento dei seicentocinquanta infermieri che lavorano nell’Ulss 5 hanno infatti partecipato ad un programma di corsi di “formazione verso la qualità”. Il risultato di questi approfondimenti sono stati più di quaranta progetti concreti di azioni tese al miglioramento della qualità all’interno della struttura ospedaliera dell’Ovest Vicentino. E gli stessi infermieri hanno presentato dal palco, con l’ausilio di diapositive e animazioni elettroniche, cinque di questi progetti. Il 10 marzo 2005 è stato poi approvato il Bando per la partecipazione al primo Concorso aziendale sulla Qualità. Copia dello stesso e delle relative schede di presentazione dei progetti potranno essere scaricati dal sito intranet aziendale o richiesti al Servizio Qualità (tel. 0444 479552 - e-mail: [email protected]). spostamento sedi 1. Il concorso è aperto a tutto il personale dipendente e convenzionato dell’Ulss 5. 2. È ammessa, inoltre, la partecipazione del personale di cooperative, titolari di appalto di servizi sociosanitari presso l’azienda e di aderenti ad associazioni di volontariato, che collaborino con i servizi dell’Ulss 5, secondo le modalità di cui al punto 3). 3. 4. Il concorso ha lo scopo di promuovere il miglioramento diffuso della qualità nei servizi dell’azienda, secondo un approccio tecnico e metodologico su base sistematica e scientifica. 5. I progetti devono essere predisposti secondo la metodologia del miglioramento continuo della qualità (MCQ) e sviluppare, alternativamente o congiuntamente, aspetti relativi a: qualità tecnico - professionale, qualità organizzativo - manageriale, qualità relazionale - percepita. Ecco un utile promemoria che illustra lo spostamento di sede di alcuni uffici dell’Ulss 5 Ovest Vicentino, tra cui il Consultorio familiare e Tutela minori. nuove sedi uffici Ulss 5 ufficio 6. sede numero telefonico Consultorio familiare via G.Galilei, 3 0445 423138 Tutela minori via G.Galilei, 3 0445 423130 via G.Galilei, 3 0445 423110 Servizio Igiene e Sanità Pubblica (SISP) - Vaccinazioni via G.Galilei, 3 0445 423116 Servizio Igiene Alimenti Nutrizione (SIAN) via G.Galilei, 3 0445 423128 Servizio veterinario via G.Galilei, 3 0445 423118 Punto salute Valdagno Dipartimento di prevenzione - Valdagno Servizio Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro (SPISAL) - Servizio Igiene e Sanità Pubblica (SISP) Ufficio Invalidi Civili - Montecchio Maggiore 4 Ufficio amministrativo via Sardegna 0444 708610 Ufficio provvidenze economiche via Sardegna 0444 708619 I progetti di cui al punto 2): * devono essere elaborati con personale dipendente dell’Ulss 5; * la cooperativa o l’associazione di volontariato deve aver espresso, con nota allegata al modulo di partecipazione, la propria adesione al concorso; * il ruolo di referente del progetto deve, in ogni caso, essere svolto da personale dipendente dell’Ulss 5. 7. Possono essere presentati progetti: a) elaborati per i quali si sia pervenuti alla sola stesura definitiva e la cui realizzazione sia prevista a partire dal 2006; b) realizzati o in corso di realizzazione purché non siano stati avviati prima del 21 gennaio 2005; c) è prevista la premiazione di n. 10 progetti per tutta l’azienda, indipendentemente dalla struttura operativa interessata. Il premio previsto per ciascun progetto consiste nella somma di 1.000,00 (mille) euro. Per la partecipazione al concorso è necessario compilare l’apposito modulo, scaricabile dal sito Intranet dell’Ulss. Eventuali informazioni possono essere richieste al Servizio Controllo e Qualità, presso la Sede Centrale di via Trento n. 4 ad Arzignano, tel 0444 479552, e-mail: [email protected]. 8. Sarà riconosciuto particolare valore ai progetti presentati da gruppi di lavoro formati da almeno 3 persone, ivi compreso il referente, non necessariamente appartenenti alla stessa unità operativa. 9. Il progetto dovrà essere indirizzato al Servizio Controllo e Qualità, presso la Sede Centrale di via Trento n. 4 ad Arzignano, e pervenire entro il 30 settembre 2005. A tale scopo, farà fede la data del protocollo generale dell’azienda. 10. La commissione giudicatrice è formata dalle seguenti persone: - Direttore Generale, che lo presiede; - Direttore Amministrativo, con funzioni di sostituzione del Direttore Generale in caso di assenza; - Direttore dei Servizi Sociali; - Direttore Sanitario; - Presidente della Conferenza dei Sindaci o suo delegato; - Direttore di Distretto; - Direttore Medico di Ospedale; - Direttore del Dipartimento di Prevenzione; - Presidente dell’Associazione Volontari Ospedalieri di Valdagno (A.V.O.). 11. La commissione giudicatrice esaminerà i progetti pervenuti e ne valuterà l’ammissibilità al concorso sulla base dei seguenti criteri generali: a) coerenza con la programmazione socio-sanitaria aziendale; b) innovatività; c) fattibilità; d) trasversalità; e) rilevanza dei risultati; f) correttezza metodologica; g) economicità. 12. La premiazione dei vincitori avverrà nel corso del 2° convegno aziendale sullo sviluppo della qualità. 13. I referenti dei progetti vincitori, o in caso di impedimento delegati facenti parte dello stesso gruppo di progetto, illustreranno le proprie proposte in sede di convegno aziendale. 14. Dei progetti valutati positivamente sarà tenuto conto in sede di programmazione aziendale per l’anno successivo. 5 Mira a migliorare il clima lavorativo riducendo eventuali discriminazioni fra i sessi comitato pari opportunità da inizio anno è attivo questo nuovo organismo Patrizia Simionato Un comitato per ridurre le discriminazioni fra uomo e donna all’interno dell’Azienda Ulss. È questa una delle ultime novità dell’Ulss 5 Ovest Vicentino in tema di miglioramento della qualità della vita nell’ambiente del lavoro. Si è infatti insediato ufficialmente il 18 gennaio 2005 nel Centro di Formazione dell’Ospedale di Montecchio, il Comitato Pari Opportunità dell’Ulss 5, presieduto da Patrizia Simionato, dirigente amministrativo dell’U.O.A. Risorse Umane. Si tratta di un organismo rappresentato da dipendenti, in qualità di membri effettivi o supplenti, appartenenti a profili professionali diversi, scelti per la metà dall’Amministrazione e per la rimanente metà dalle Organizzazioni Sindacali. Come detto, al Comitato spetta il compito di accertare e proporre azioni finalizzate a ridurre le discriminazioni tra uomo e donna nel mondo del lavoro, ma più in generale esso mira a valorizzare tutte le risorse presenti in azienda attraverso la creazione di un clima lavorativo migliore. Nel corso della prima riunione a ciascuno dei membri di questo nuovo Comitato è stato consegnato un manuale contenente una raccolta della principale normativa in materia di parità tra uomini e donne nel mondo del lavoro, i provvedimenti aziendali in materia, nonché le finalità del Comitato. Riunitisi il 2 febbraio 2005, i membri hanno approvato il proprio regolamento di funzionamento e, al fine di favorire l’operatività di questa struttura con la contestuale ottimizzazione delle risorse temporali ed umane disponibili, si è convenuto di organizzarsi per mezzo di gruppi lavoro. Nella stessa riunione, sono stati nominati il vicepresidente - scelta caduta sulla dottoressa Patrizia Draghicchio, dirigente biologo - il segretario verbalizzante e il vice segretario - rispettivamente Giancarla Pegoraro, amministrativa presso l’U.O.A. Risorse Umane, e Marisa Crestani, logopedista. Sono stati inoltre programmati gli incontri che si terranno nel corso del primo semestre dell’anno 2005 e il Comitato si è posto l’obiettivo di collaborare con i Comitati Pari Opportunità delle Ulss della Provincia, nonché con gli Enti Locali e di partecipare alla realizzazione di Progetti finanziati dalla Regione del Veneto e dall’Unione Europea. La composizione del Comitato Pari Opportunità dell’Ulss 5 Componenti di parte aziendale Effettivi Supplenti Presidio Ospedaliero Dottoressa Alessandra Ferraglia, Dirigente Medico Dottoressa Patrizia Dovigo, Dirigente Medico Dottoressa Cristina Tassinari, Dirigente Medico Dottoressa Cristina Vandelli, Dirigente Medico Dottoressa M. Chiara Blarzino, Dirigente Medico Dottoressa Lauretta Silvestri, Dirigente Medico Dottoressa Milvia Marchiori, Dirigente Medico Dottoressa Ludmilla Zuccarino, Dirigente Medico Dottoressa Anna Racasi, Dirigente Medico Dottoressa Paola Pacati, Dirigente Medico Sig.ra Rosella Caneva, Coll. Prof. sanitario esperto Sig.ra Marisa Lovato, Coll. Prof. sanitario esperto Sig.ra Luigia Signorin, Coll. Prof. sanitario esperto Sig.ra Adelaide Camerra, Coll. Prof. sanitario esperto Sig.ra Lisa Santolin, Coll. Prof. sanit. infermiere Sig.ra Stefania Menon, Coll. Prof. sanit. infermiere Strutture del Territorio Dottoressa Paola Peruzzo, Dirigente Medico Dottoressa Renata Busato, Dirigente Medico Dottoressa Emanuela Destefani, Dirigente Medico Dottoressa Patrizia Pacini, Dirigente Medico Dottoressa Luciana Cracco, Dirigente-Psicologo Dottoressa Raffaella Menozzi, Dirigente-Psicologo Dottoressa Francesca Concato, Dirigente-Psicologo Dottoressa Cristina Marchesini, Dirigente-Psicologo Servizi Amministrativi Sig.ra Giancarla Pegoraro, Assistente amm.vo Sig.ra M. Grazia Vencato, Assistente amm.vo Sig.ra Patrizia Zuffellato, Assistente amm.vo Sig.ra Federica Disconzi, Assistente amm.vo 6 Componenti di parte sindacale Effettivi Supplenti Rappresent. sindacale R.S.U. del Comparto Sanità Sig.ra Nadia Nuvola Sig.ra Gabriella Consolaro FPS-CISL Sig.ra Marisa Crestani Sig.ra Lisanna Fracasso CGIL-FP Sig.ra Anna Maria Masiero Sig.ra Luisa Scandola UIL-FPL Sig. Michele Busato Sig. Pio Montagna SNATOSS Sig.ra Cecilia Miotello Sig. Mariano Ghiotto FIALS/Confsal Rappresentanze Sindacali Dirigenza Sanitaria, Professionale, Tecnica ed Amministrativa Dottoressa M. Gabriella Bazzana Dottoressa Silvia Bevilacqua AUPI Dottoressa Anna Radin Dottoressa Maria Paola Cariolato SINAFO Dottoressa Patrizia Draghicchio Dottoressa Margherita Menegozzo SNABI-SDS Dottoressa Daniela Perin Dottoressa Fiorella Clarici SIDIRSS Rappresentanze Sindacali Dirigenza Medica e Veterinaria Dottoressa Alessandra Faedo Dottor Massimo Segato CIMO/ASMD Dottoressa Sonia Bardella A.N.A.A.O. Dottor Giorgio Mariot A.A.R.O.I. - AIPAC-SNR Dottoressa Caterina Piazza Dottor Mariano Crocco A.O.G.O.I. Dottoressa Rosa Barletta Dottor Valentino Miconi A.N.P.O. Dottoressa Simonetta Lombardi Dottor Ferruccio Savegnago CISL medici Dottoressa Lucia Pavanati Dottor Alvaro Lorenzi CIVEMP Dottoressa Cinzia Bergamasco Dottor Antonio Calabrese Nuova ASCOTI CISL Confederazione Italiana Sindacali Lavoratori; FP Funzione Pubblica; FPL Federazione Poteri Locali; SNATOSS Sindacato Nazionale Autonomo Tecnici Ospedalieri dei Servizi Sanitari; FIALS Federazione Italiana Autonoma Lavoratori Sanità; AUPI Ass.ne Unitaria Psicologi Italiani; SINAFO Sindacato Nazionale Farmacisti Dirigenti; SNABI Sindacato Nazionale Biologi, Chimici, Fisici Italiani; SIDIRSS Sindacato Dirigenti Servizio Sanitario; ASMD Ass.ne Sindacale Medici Dirigenti; A.N.A.A.O. Ass.ne Medici Dirigenti; A.O.G.O.I. Ass.ne Ostetrici Ginecologici Ospedalieri Italiani; A.N.P.O. Ass.ne Nazionale Primari Ospedalieri; CISL Medici Medici Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori Medici; Nuova ASCOTI Ass.ne Sindacale Chirurghi Ortopedici Traumatologici Italiani. avviata indagine sulla qualità nei quattro ospedali dell’Ulss 5 È partita il primo marzo 2005 la più capillare e sistematica indagine sulla qualità dei servizi erogati mai effettuata nell’Ulss 5. L’indagine, proposta dalle associazioni di volontariato ospedaliero, è rivolta a tutte le persone ricoverate nei reparti dei quattro ospedali dell’azienda. Il modulo di rilevazione della qualità percepita, predisposto dall’Ufficio Relazioni con il Pubblico, è stato pensato per essere di facile lettura e di veloce compilazione ed è stato tradotto in sette lingue (serbo-croato, inglese, francese, albanese, arabo, punjabi, bengali) a cura del Servizio di Mediazione Culturale. Questo breve questionario dà all’utente la possibilità di esprimere osservazioni circa le prestazioni ricevute e può essere compilato in forma anonima. Se completato con la firma, può venir utilizzato anche come segnalazione di un fatto negativo o positivo. “Penso che sia quanto mai importante instaurare e garantire un dialogo semplice e trasparente tra il cittadino/utente e l’Azienda Ulss - chiarisce il direttore generale Daniela Carraro - alla base della relazione con il cittadino e l’Azienda c’è la necessità di rispondere in modo appropria- to ai bisogni e ai problemi. La risposta a questa necessità è sentita come un diritto da parte del cittadino e un dovere da parte dell’Azienda. La qualità dei servizi si misura sulla capacità di presa in carico dei bisogni dell’utenza e sulla capacità di cogliere, comprendere e interpretare il giudizio del proprio operato. Lo strumento maggiormente in grado di rispondere a questa necessità è la misurazione della soddisfazione dell’utenza, ovvero l’indagine di customer satisfaction. Rilevarla vuol dire adottare una metodologia specifica rispetto all’ambito e al tipo di utenza con cui si interagisce. Questo ci permetterà di individuare i fattori critici che favoriscono od ostacolano la realizzazione del miglioramento continuo della nostra attività”. La raccolta del questionario avviene tramite apposite cassette dislocate nell’atrio e in ogni piano dei quattro ospedali. L’U.R.P. avvalendosi del personale di staff della Direzione Generale provvede allo svuotamento delle cassette. Per l’analisi dei dati è già stata richiesta la collaborazione dell’Università di Padova tramite l’attivazione di uno stage. Elena Sandri Attraverso semplici questionari i pazienti possono esprimere la propria opinione sulla qualità percepita del servizio 7 Ecco un estratto dei principi, dei valori e della mission aziendale che guida l’operato dell’Ulss 5 Ovest Vicentino atto aziendale per un’Ulss in miglioramento continuo Daniela Carraro L’impegno dell’Ulss 5 Ovest Vicentino potrebbe essere riassunto in una singola frase, “Promozione alla salute”, che da sola inverte il concetto secondo cui alla struttura sanitaria ci si dovrebbe rivolgere solo in caso di malattia. Proprio per chiarire nel dettaglio questa sua particolare mission, l’Azienda Sanitaria ha steso l’Atto Aziendale che ne chiarisce i compiti e le finalità, contemplando anche le modalità di assistenza che l’Ulss 5 si impegna ad offrire alle comunità dei 22 Comuni in cui opera. Si tratta di prestazioni sociosanitarie di prevenzione, di cura, di riabilitazione, di urgenza ed emergenza medica che l’Ulss 5 intende perseguire in modo da assicurare la più ampia integrazione dei processi assistenziali ed organizzativi con l’attenzione alla centralità della persona, ai suoi bisogni ed aspettative, armonizzandola con le esigenze delle altre parti interessate al funzionamento dell’Azienda. L’Ulss 5 ricerca l’efficacia dei servizi con continua attenzione all’esito positivo relativo: all’appropriatezza (fare le cose giuste), alla qualità clinico-assistenziale (far bene), al gradimento del paziente (rendere accettabile), all’utilità (fare il dovuto). Missione, valori e visione I valori principali cui si ispira l’Azienda sono: • la libertà della persona nella scelta del servizio, della cura efficace, del professionista • la tutela della vita umana nelle sue diverse fasi • la responsabilità verso la comunità da servire e la responsabilità gestionale e clinica • la condivisione di tutti i membri dell’organizzazione della mission e degli obiettivi aziendali • la collaborazione tra i diversi professionisti per fornire il miglior servizio alla persona • il servizio come capacità dell’organizzazione di orientare i processi operativi intorno alle esigenze della persona • la crescita personale dei dipendenti e dei collaboratori convenzionati attraverso la formazione continua • il sostegno e lo sviluppo della comunità affinché cresca la capacità di scelta per la promozione e la tutela della salute • il miglioramento continuo come condizione fondamentale per mantenere l’Azienda al passo con l’evoluzione rapida delle conoscenze, della tecnologia, della • • • • • integrazione dei sistemi sanitari in Europa, la continua variazione delle aspettative delle persone la professionalità di tutti gli operatori per rispondere con adeguatezza, efficacia e competenza in ogni situazione e circostanza la legittimità e la legalità come corrispondenza dell’azione della pubblica amministrazione e di tutti i dipendenti alle norme vigenti, e soprattutto al codice deontologico dei pubblici dipendenti e delle professioni sanitarie, avendo cura di rimuovere ogni situazione di conflitto di interessi l’imparzialità nelle scelte e nelle decisioni come certezza di pari opportunità per ogni persona o dipendente la buona amministrazione nell’ottenere i migliori risultati per la persona a parità di risorse attribuite dalla comunità all’Azienda Ulss 5 la trasparenza sia nell’attività amministrativa, informando correttamente e completamente i diversi soggetti pubblici e privati, che nell’attività clinica, informando sempre la persona degli effetti delle cure e dell’assistenza. Modalità di assistenza L’Azienda Ulss 5 Ovest Vicentino nel dar priorità alla centralità della persona agirà con attenzione: • ai bisogni sanitari e socio-sanitari (con il supporto delle informazioni epidemiologiche) • alla domanda di prestazioni sanitarie e socio-sanitarie • alla accessibilità dei servizi (facilitarne la fruizione, informare sull’uso dei servizi) • alla tempestività di risposta (dare priorità all’urgenza e agli interventi non differibili) 8 • alla qualità percepita (conoscere le aspettative e valutare il gradimento) • all’esito atteso (definire l’evoluzione probabile, far conoscere gli eventi pronosticabili) • alla corretta conoscenza (favorire l’informazione sulle pratiche cliniche assistenziali, garantire il consenso informato) • alla continuità assistenziale (preoccuparsi del percorso assistenziale anche rispetto ad altri servizi necessari) Rivolgendosi a chi opera nelle strutture sanitarie ha detto: “Il vostro è un servizio che nasce dall’amore e produce amore” il vescovo Nosiglia a Valdagno per l’inaugurazione della cappella del nuovo San Lorenzo Nella ricorrenza della tredicesima “Giornata del Malato” l’11 febbraio 2005, il vescovo di Vicenza, Monsignor Cesare Nosiglia, è stato ospite dell’Ulss 5 Ovest Vicentino per l’inaugurazione della cappella del nuovo ospedale San Lorenzo di Valdagno. Il prelato vicentino ha avuto parole cariche d’affetto per chi gestisce con cura e qualità le strutture ospedaliere locali, siano essi medici, infermieri, personale sanitario, dirigenti, volontari, cappellani e suore. “Voglio esprimervi tutta la mia stima e la riconoscenza della comunità cristiana - ha detto Monsignor Nosiglia -, di tante famiglie e pazienti che ogni giorno usufruiscono del vostro prezioso servizio nelle strutture ospedaliere, di accoglienza e nelle case di riposo. Farsi carico di ognuno esige sempre più un gioco di squadra, dove diverse persone interagiscono insieme, ciascuna con la sua professionalità e umanità. Diventa perciò decisivo l’ambiente-comunità che si crea, soprattutto negli ospedali, dove si svolge, giorno dopo giorno, un lavoro che esige una costante qualificazione. Per eseguire il vostro compito è necessaria tanta luce e forza dello Spirito, che solo nella preghiera e nella comunione è possibile trovare. Il vostro è un servizio che nasce dall’amore e produce amore”. Silvia Fracasso rinnovo R.S.U. alta l’affluenza dei votanti, sopra il 70 per cento Si sono tenute dal 15 al 19 novembre 2004 le elezioni per il rinnovo delle Rappresentanze Sindacali Unitarie dell’Ulss 5. Questo appuntamento ha coinvolto 1655 lavoratori in servizio, a tempo indeterminato, che hanno potuto scegliere 24 rappresentanti - su 98 candidati - per essere tutelati per i prossimi tre anni in sede aziendale. Ai quattro seggi istituiti negli ospedali dell’azienda sono andati a votare in 1.170, per una media di oltre il 70 per cento degli aventi diritto: 1.126 le schede valide, 4 le bianche e 40 le nulle. Qui di seguito, riportiamo l’elenco degli eletti. Patrizia Simionato Eletti i 24 nuovi rappresentanti sindacali unitari dell’Ulss 5 Lista n.1: RdB CUB Pubblico Impiego voti n. 74 seggi n. 2 eletti: Luigi Busato e Lucia Concato Lista n.2: UIL F.P.L. voti n. 150 seggi n. 3 eletti: Marco Radon, Gianfranco Zini e Giancarlo Rasia Lista n.3: NURSIND voti n. 256 seggi n. 5 eletti: Pietro Giacomini, Federico Pegoraro, Emanuela Mecenero, Cristiana Battistin e Massimiliano Belfontali Lista n.4: Funzione Pubblica CGIL voti n. 114 seggi n. 2 eletti: Renzo Franzolin, Sergio Bevilacqua Lista n.5: FPS CISL voti n. 507 seggi n. 11 eletti: Nadia Nuvola, Gabriella Caldonazzo, Lino Mecenero, Fausto Cavaliere, Gastone Ugolin, Aroldo Cornale, Enzo Storti, Fernando Belluzzi, Davide Navetta, Massimo Tadiotto e Giuliano Scorzato Lista n.6: F.S.I. voti n. 25 seggi n. 1 eletti: Michele Busato 9 Vicentino_210x297 16-03-2005 15:29 Pagina 1 C M Y CM MY CY CMY K Si moltiplicano i gesti meritori fra privati cittadini e aziende donazioni 2004 il totale ammonta ad oltre tre miliardi delle vecchie lire Stefano Cocco È una costante degli ultimi anni: le Ulss devono gestire risorse finanziarie sempre più esigue, razionalizzando i costi e ottimizzando le strutture per riuscire ugualmente ad offrire ai cittadini un servizio eccellente per qualità e quantità. In questo quadro le donazioni dei privati acquisiscono ancora più importanza, perché segnalano un’attenzione particolare verso l’impegnativo compito delle strutture sociosanitarie. Per questo motivo, l’Ulss 5 Ovest Vicentino intende ringraziare pubblicamente quanti hanno voluto contribuire al miglioramento qualitativo delle prestazioni a favore dell’utenza con donazioni di attrezzature. Il totale delle donazioni raccolte dall’Ulss 5 nel 2004 è stato di oltre un milione e 560 mila euro, gran parte frutto della cospicua largizione della Fondazione Cassa di Risparmio di Verona, Vicenza, Belluno e Ancona per il progetto “Implementazione della rete di telemedicina nella provincia di Vicenza”. • Controllo gratuito dell’udito. • Apparecchi acustici automatici e praticamente invisibili. • Tecnologie digitali con soppressione del rumore di fondo. Associazioni 5 aspiratori 1 fax, 1 videocamera, 1 macchina fotografica, 4 poltrone, strumenti musicali Somma in denaro per l’acquisto di materiale tecnico di riabilitazione 2 personal computer Somma in denaro per il progetto Self-Help e Salute Mentale 5.075,90 3.718,49 U.O.S. Territoriale di “patologia respiratoria” Centro Diurno “Aurora” e Centro Educativo Occupazionale Diurno “Azzurra” di Valdagno Servizio di Rieducazione e Riabilitazione Funzionale - Osp. di Montecchio Maggiore Ambulatori di Diabetologia - Osp. di Lonigo 1.200,00 Dipartimento di Salute Mentale 1.500,00 1.250,00 • Apparecchio in prova a casa per un mese. • Abilitazione alle forniture con ASL e INAIL Aziende 2 registratori Holter Spacelabs Medical e 2.324,00 U.O.C. di Medicina - Osp. di Arzignano relativa dotazione di corredo Somma in denaro per il Progetto “Implementazione 1.500.000,00 Ulss 5 della rete di telemedicina nella provincia di Vicenza” Macchinari per la diagnosi dell’osteoporosi 2.400,00 Centro Osteoporosi - Osp. di Valdagno 1 volume “Trattato di Medicina Interna” 320,00 1 biopachimetro Tomey AL2000 1 sistema digitale di acquisizione di immagini per l’archiviazione in cartelle informatizzate 14.800,00 1 carrello emergenza 1.705,00 U.O.C. di Medicina - Osp. di Arzignano 1 volume “Principi di Medicina Interna” 3 apparecchi per Aerosol e 9 Ricambio Nebulizzatore 1 volume “Geriatria” 230,00 U.O.C. di Oculistica - Osp. Montecchio M. U.O.S. di Diabetologia ed Endocrinologia - Osp. di Arzignano Struttura Residenziale Disabili “Azzurra” di Valdagno U.O.C. di Geriatria - Osp. di Valdagno 409,26 U.O.C. di Pediatria - Osp. di Arzignano 120,00 U.O.S. di Lungodeg. - Osp. di Valdagno 1 volume “Principi di Medicina Interna” 139,00 250,00 U.O.C. di Medicina - Osp. di Arzignano U.O.S. di Diabetologia ed Endocrinologia - Osp. di Montecchio Maggiore U.O.C. Anestesia e Rianimazione - Osp. di Arzignano Dip. di Salute Mentale di Montecchio Magg. 516,00 Dip. di Salute Mentale di Lonigo 459,00 Dip. di Salute Mentale di Lonigo 580,00 1 telepodometro 4.131,00 1 pompa siringa ad infusione 3.874,00 1 personal computer e relativa stampante Privati 1 TV color, 1 impianto stereo 1 frigorifero Statua di Padre Pio Somma in denaro per programma riabilitativo cognitivo e biblioteca 2 personal computer 1 Isola Neonatale 3.098,74 Nuovo Ospedale di Valdagno 200,00 Ambulatorio per la memoria di Valdagno 250,00 C.e.o.d. “Azzurra” di Valdagno 12.420,00 Vicenza C.so San Felice e Fortunato, 101 Tel. 0444 545 393/0444 326 324 Montecchio Maggiore (Alte di Montecchio) Arzignano Visite martedì dalle 9.00 alle 10.30 presso il Centro Medico Via Pellizzari, 125 - Tel. 0444 450 828/0444 450 669 Visite martedì, giovedì e venerdì dalle 10.00 alle 12.00, mercoledì dalle 15.30 alle 18.00 Lonigo Valdagno presso il Centro Acustico Amplifon Via Sette Martiri, 119 - Tel. 0445 402 044 Visite martedì e venerdì dalle 15.30 alle 18.00 presso lo Studio Medico Via Cesare Battisti, 170/D - Tel. 0444 835 286 Visite lunedì dalle 16.00 alle 17.30, venerdì su appuntamento www.amplifon.it Montecchio Maggiore presso lo Studio Medico Associato Via De Gasperi, 54 - Tel. 0444 545 393 Visite giovedì dalle 15.30 alle 18.00, sabato dalle 9.30 alle 12.00 Servizio Ass. Neonatale - Osp. di Valdagno messaggio promozionale 10 presso il Poliambulatorio Viale Stazione, 1 Loc. Alte - Tel. 0444 694 518 La vita ti parla La dieta riveste un ruolo fondamentale nella loro prevenzione calcoli addio via i calcoli della colecisti con un ricovero giornaliero Luigi De Santis Raffaele Gianesini L’intervento per la calcolosi biliare ormai può essere eseguito anche con un breve ricovero, senza che vi sia un aumento delle complicanze. Perchè togliere la colecisti? Il motivo è la presenza di calcoli, un problema benigno, ma assai frequente, che colpisce il 18% della popolazione totale ed interessa maggiormente le donne con un rapporto di 3 a 1 rispetto al sesso maschile e con una incidenza maggiore nella quinta decade di vita. La bile, che contiene i sali biliari che servono per la digestione, è prodotta dal fegato e viene concentrata nella colecisti. Quest’ultima, se non funziona a dovere, provoca la formazione dei calcoli che sono quasi sempre costituiti da colesterolo. I fattori di rischio sono molti ed in particolare: le donne sono più esposte al disturbo a causa degli ormoni femminili (gli estrogeni), che influenzano la qualità della bile e riducono l’escrezione dei sali biliari; lo stesso vale per i soggetti obesi, nei quali la motilità della colecisti è ridotta ed è aumentata invece la quantità di colesterolo in circolo. La dieta ha un’importanza non trascurabile nella formazione dei calcoli: chi assume poche fibre e nel contempo assume carboidrati raffinati e grassi, ne provoca la loro comparsa. Chi si sottopone ad una dieta dimagrante drastica, facilita la stasi biliare e la sintesi compensatoria di colesterolo. I calcoli infine aumentano con l’aumentare dell’età, in chi ha familiarità per calcolosi biliare, in chi soffre di diabete o d’ipertrigliceridemia. Nella maggioranza dei casi i calcoli sono asintomatici e spesso sono un reperto occasionale scoperto dopo un’indagine ecografica del fegato. Quando sono sintomatici compare la colica biliare che si presenta con un tipico dolore alla parte destra dell’addome irradiato verso la schiena ed il braccio destro, di durata tra i 15-30 minuti, spesso accompagnato da nausea e vomito. Quando operare? Oggi consigliamo sempre l’intervento di colecistectomia in laparoscopia perchè oltre alla colica biliare si possono verificare complicanze più gravi quali la colecistite (infiammazione ed infezione della colecisti), l’ittero per il passaggio 12 di un calcolo nella via biliare principale, la pancreatite ed in rari casi il tumore della colecisti. La colecistectomia per via laparoscopica è una procedura chirurgica ormai molto diffusa. L’intervento per essere sicuro deve asportare oltre ai calcoli anche la colecisti. Lasciata in sede sarebbe un grave errore perché è un viscere ammalato che rifarebbe in breve tempo i calcoli. Naturalmente senza la colecisti la digestione dei grassi continua in modo regolare con qualche semplice meccanismo di compenso da parte del fegato. Con tale tecnica le manovre chirurgiche vengono effettuate mediante una telecamera e degli strumenti che sono introdotti nell’addome attraverso delle piccole incisioni cutanee inferiori al centimetro. In media l’intervento dura 30-40 minuti ed è condotto in anestesia generale. Benchè l’approccio laparoscopico sia meno doloroso di quello tradizionale (la ferita addominale lunga in media 12 cm che provoca il dolore non c’è più) la sintomatologia dolorosa post-operatoria richiede in ogni modo un controllo adeguato con i farmaci analgesici. I pazienti possono così beneficiare di una tecnica mini-invasiva e, rispetto al passato, il ricovero è molto breve con un dolore post-operatorio ridotto e risolvibile con dei blandi anti-dolorifici. Da circa due anni, nella nostra struttura, la maggior parte dei pazienti, una volta operati, possono essere dimessi con un ricovero di un giorno come avviene per altri tipi d’interventi (ernie, varici, etc.) purchè non vi siano controindicazioni ad una dimissione precoce. In pratica il paziente deve presentare un basso rischio anestesiologico, deve abitare vicino all’ospedale, deve poter avere un riferimento telefonico in caso d’emergenza e deve vivere con qualcuno che può prendersi cura di lui nei giorni successivi all’intervento. Lo sviluppo di queste metodiche operatorie laparoscopiche, associato al progredire delle tecniche anestesiologiche e di controllo del dolore post-operatorio, assicura dei risultati molto favorevoli. Il paziente può sottoporsi con maggior fiducia e tranquillità all’atto operatorio, sicuro di una rapida guarigione e di un pronto reinserimento nelle sue normali attività. Le indicazioni sono estremamente positive, ma l’Ulss 5 può rendere il suo servizio ancor più rispondente alle esigenze dei pazienti focus sul day hospital oncologico un questionario per migliorarsi ancora Nei mesi scorsi sono state raccolte le risposte di 118 pazienti del day hospital oncologico dell’ospedale di Montecchio Maggiore ad un questionario sulla qualità percepita. Come si può vedere dai dati riportati in fondo a questa pagina, la situazione è positiva. La maggioranza dei pazienti esprime un senso generale di sicurezza e fiducia verso l’operato del personale sociosanitario. Altrettanto positiva è la capacità degli operatori di entrare in contatto con i pazienti e comprenderne bisogni e necessità. Margini di miglioramento ci sono invece nell’area che riguarda il luogo delle cure, che circa un terzo dei pazienti ritiene non completamente idoneo. A tal fine sono state avviate delle modifiche interne per ridurre gli spazi, in modo da garantire la riservatezza necessaria. Non solo il questionario, ma, in particolare, l’esperienza fatta accanto al malato oncologico per la maggior parte delle ore della propria giornata, dimostra quanti bisogni non espressi caratterizzano il mondo modificato di chi si trova in questa difficile fase della propria vita. I malati chiedono di potersi affidare a tutti gli operatori che lavorano nel campo oncologico (oncologo, chirurgo, radiologo, psicologo, medico curante, infermieri, operatori addetti all’assistenza) oltre che ai propri familiari. Chiedono che non vengano trascurati aspetti che possono apparire secondari come quelli dei loro bisogni psicologici, relazionali ed affettivi, e che venga considerato quel malessere e quel disagio diffuso che riduce le energie e deprime l’umore attualmente definito con il termine di “fatigue”. I malati hanno bisogno di estrema attenzione nella comunicazione con i medici, con gli infermieri, con i propri familiari, perché nella loro condizione diventano ultrasensibili a qualsiasi sollecitazione sia positiva che negativa, di conseguenza il rapporto con il medico è per il malato qualcosa di estremamente prezioso. Hanno bisogno di una personalizzazione delle cure, pur nella sicurezza terapeutica, in modo da poter avere il miglior beneficio possibile e anche la sensazione e la conferma di essere una persona. Per fare questo c’è bisogno di tutti, per poter condividere nel modo più pieno e profondo il concetto di cura e tutela globale, ricordando che è proprio il malato oncologico che avendone maggiormente bisogno ci lancia questa sfida. Alessandra Marcon I dati del questionario Ecco alcuni degli aspetti rilevati dal questionario sulla qualità percepita da 118 pazienti nell’ambito del day hospital oncologico di Montecchio Maggiore. Personale Qual è il suo giudizio sul trattamento da parte del personale sanitario? Sono fiducioso 35% Mi sento seguito 32% Mi sento seguito e sono fiducioso allo stesso tempo 28% Mi sento indifeso 2,5% Mi sento trascurato 2,5% Come riesce a sintonizzarsi sui suoi bisogni il personale? Molto bene 60% Abbastanza bene 38% Poco 2% Nessuno ha risposto “Per niente” Come si sente seguito durante il suo accesso al Day Hospital? Molto seguito 60% Abbastanza seguito 36% Poco seguito 4% Nessuno ha risposto “Per nulla seguito” Comfort Com’è l’ambiente del Day Hospital? Molto accogliente Abbastanza accogliente Poco accogliente Nessuno ha risposto “Per nulla accogliente” 59,5% 38% 2,5% Ambiente Come sono gli spazi dedicati alla terapia e all’attesa? Adeguati Abbastanza adeguati Poco adeguati Nessuno ha risposto “Per niente adeguati” 51% 37% 12% 13 Nella Valle dell’Agno l’incidenza di queste malattie è superiore alla media regionale endocrinologia oggi un convegno fra clinica e terapia Massimo Casaril Marcello Giachetti Si è svolto lo scorso 20 novembre 2004 a Palazzo Festari, a Valdagno, il convegno “Endocrinologia oggi: clinica e terapia” nell’ambito del programma ”formazione 5” della nostra ULSS. Nella vallata dell’Agno le malattie endocrine, soprattutto quelle della tiroide, hanno una frequenza superiore alla media regionale e la richiesta di prestazioni specialistiche in questo ambito è elevata. Da qui la decisione di proporre questo corso di aggiornamento per i medici di medicina generale e per gli altri specialisti, rafforzata dall’osservazione che in questo campo il tasso di rinnovamento delle conoscenze è particolarmente accelerato con un impatto rilevante sulla pratica clinica quotidiana. Il convegno è stato organizzato centrando l’at- tenzione non solo sui problemi più frequenti (la patologia della tiroide), ma soprattutto sugli aspetti endocrinologici più innovativi in tema di diagnosi e terapia. Esperti endocrinologi dei maggiori centri ospedalieri ed universitari della nostra regione sono stati invitati a collaborare con contributi originali. Ciascuno è intervenuto con competenza e lucidità sulla base della profonda conoscenza dell’argomento affidato. Presidente del convegno era il Responsabile del reparto di Medicina dell’Ospedale di Valdagno, dottor Massimo Casaril, che ha introdotto i lavori presentando i dati sulla attività dell’Ambulatorio di Endocrinologia. Tra i moderatori c’erano il direttore sanitario dell’Ulss 5 Giampaolo Stopazzolo e il direttore del dipartimento di Area Medica di Valdagno Fabio Armellini. nuovo primario di oncologia è la veronese dottoressa Cristina Oliani Matteo Molon Cristina Oliani 14 Dal 21 dicembre 2004 l’Oncologia dell’Ulss 5 Ovest Vicentino ha un nuovo primario. A ricoprire questo importante ruolo è stata chiamata Cristina Oliani, quarantaquattrenne veronese laureatasi in Medicina e Chirurgia nell’Università della sua città nel 1986. Specializzata in Oncologia Medica presso l’Università degli Studi di Padova nel 1989, è stata dal 1990 prima Assistente Medico di ruolo a tempo pieno e successivamente Dirigente Medico I° livello presso la Divisione Clinicizzata di Oncologia Medica dell’Ospedale Civile Maggiore di Verona. Tra le diverse attività di studio e di ricerca si segnalano una borsa di studio dell’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC) e un progetto dell’International Union Against Cancer realizzato dalla dottoressa Oliani in Inghilterra. Sono numerose le sue specializzazioni: Statistica Sanitaria, indirizzo Statistica Medica all’Universi- Medici dell’Ulss 5 a Scutari per accrescere la professionalità dei loro colleghi albanesi una collaborazione possibile al via un progetto internazionale per l’Ortopedia di Montecchio Dall’11 al 13 febbraio 2005 una delegazione di Ortopedia di Montecchio Maggiore, guidata dal dottor Enrico Castaman e composta dal dottor Antonio Loro, dalla segretaria del Reparto Loreta Borghero e dall’infermiere professionale Moreno Casara, si è recata in visita al Presidio Ospedaliero di Scutari, in Albania. Questa iniziativa si fonda sull’ormai affermata disponibilità da parte dell’Ortopedia di Montecchio Maggiore di trattare casi ortopedici gravi provenienti da varie zone dell’Albania, segnalati e sostenuti dal padre francescano Sergio Gazzea, missionario nel distretto di Scutari. Presso il reparto montecchiano, per esempio, nel solo 2004 sono stati attuati cinque onerosi interventi di chirurgia ortopedica su importanti malformazioni scheletriche, con l’assistenza del Fondo Regionale di Aiuto Umanitario per cittadini extracomunitari. Con l’intenzione di risparmiare ai pazienti i grandi disagi connessi al trasferimento dall’Albania all’Italia, è sorta così l’idea di trasmettere alcune esperienze professionali direttamente ai medici che lavorano nell’ospedale della zona in cui opera Padre Sergio, per permettere loro di svolgere autonomamente interventi anche complessi. In questa prima uscita si sono chiaramente riscontrati da un lato l’amichevole disponibilità, la passione e l’interesse professionale di quegli operatori, dall’altro la grande necessità di sostegni tecnici e materiali. Nei prossimi mesi si metterà a punto un progetto di massima che vedrà l’Ulss 5 attrice attiva nella ricerca di adeguate soluzioni organizzative e dei necessari finanziamenti, con la prospettiva di coinvolgere in questa iniziativa anche sponsor istituzionali. Enrico Castaman Da sinistra: il Responsabile dell’Ortopedia dell’Ospedale di Scutari, dottor Antonio Loro, Moreno Casara, la direttrice e la vice direttrice dell’Ospedale di Scutari. Il dottor Enrico Castaman, l’Economo dell’Ospedale di Scutari e Padre Sergio Gazzea tà di Pavia nel 1993; Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva all’Università di Verona nel 1999; Genetica Medica all’Istituto di Genetica dell’Università di Verona nel 2004. La dottoressa Oliani, autrice di circa 90 pubblicazioni scientifiche, negli ultimi anni si è impegnata anche nell’attività didattica con l’organizzazione di eventi formativi per medici e altri operatori sanitari. Insegna come Professore a contratto nelle Scuole di Specializzazione di Oncologia Medica, Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva, Endocrinologia e Malattie del Metabolismo dell’Università di Verona. La sua attività clinica e di ricerca è stata prevalentemente rivolta ai tumori gastroenterici, in particolare colonrettali e pancreatici e ai tumori mammari. Attualmente il nuovo primario di Oncologia si occupa di terapia multidisciplinare dei tumori, di terapia palliativa e di prevenzione. 15 La corretta informazione è alla base della prevenzione nei confronti di un’infezione che nel mondo ha causato più di 25 milioni di morti benessere è ben-stare nell’ambiente coinvolto il Centro di istruzione lotta all’AIDS nell’Ulss 5 infezioni in calo per adulti del “Fogazzaro” Marasca Balestrieri Marzia Cariolato Raffaele Morello Marianna Zin Il Dipartimento di salute mentale di Lonigo attiva un progetto integrato salute-ambiente Per gli operatori del Dipartimento di salute mentale di Lonigo ci si può prendere cura della propria persona e delle relazioni con gli altri prendendosi cura del proprio ambiente. L’ambiente fisico-relazionale, infatti, aiuta le persone ad esprimere pienamente le potenzialità e le fa diventare promotrici di cambiamento. È con questa idea che, in collaborazione con il Centro di istruzione per adulti dell’Istituto comprensivo “Antonio Fogazzaro” di Noventa Vicentina, il Dipartimento di salute mentale di Lonigo ha attivato per l’anno scolastico 2004/2005 un progetto dal titolo “Ben-stare e ambiente”. Nella sua prima fase questo piano formativo ha previsto la sensibilizzazione degli utenti della Comunità Terapeutica “Il Nido Rosa” e delle Residenze Sanitarie Assistite sui temi dell’ecologia, permettendo l’acquisizione di conoscenze e sviluppando competenze in materia di salvaguardia dell’ambiente. Si sono poi coinvolti attivamente sul tema del riciclaggio dei rifiuti sperimentando, attraverso il già esistente “Progetto Orto”, i vantaggi del riciclo, del riutilizzo e del recupero dei materiali di scarto. In questi due percorsi di apprendimento di nuovi stili di relazione con l’ambiente ci si è fatti aiutare da alcuni esperti leoniceni (anche appartenenti alla sezione di Lonigo del CAI), attivi da molti anni sul fronte delle problematiche ambientali e sulla valorizzazione del nostro bellissimo ambiente collinare. comunità terapeutiche sempre più importante il lavoro d’equipe Claudio Busana Fra pubbliche e private, sono sette le strutture presenti nel territorio dell’Ulss 5 16 Il 22 ottobre 2004 si è tenuto a Lonigo un importante convegno organizzato dal Dipartimento di Salute Mentale dell’Ulss 5 dal titolo “La comunità terapeutica promuove il cambiamento - Esperienze Venete”. Durante il convegno sono intervenuti fra gli altri il dirigente della programmazione sociosanitaria della Regione Veneto Giampietro Rupolo, il direttore generale Daniela Carraro, il direttore sanitario Giampaolo Stopazzolo e il direttore dei servizi sociali Antonella Pinzauti. C’erano poi il sindaco di Lonigo e presidente della Conferenza dei Sindaci Giuseppe Boschetto, il direttore del Dipartimento Salute Mentale Claudio Busana, il coordinatore della Società italiana psichiatria sezione Veneto Ludovico Cappellari, Anna Ferruta e Marta Vigorelli, esperte di fama nazionale appartenenti alla Società Psicanalitica Italiana di Milano. Le Comunità terapeutiche sono nate sulle ceneri dei residui manicomiali per dare risposta alle necessità riabilitative e di accoglimento dei pazienti psichiatrici più gravi. La priorità del contenimento dei comportamenti devianti dei pazienti, propria delle istituzioni chiuse, è stata sostituita da una prospettiva di dimissioni e di reinserimento sociale. Nel territorio dell’Ulss 5 sono presenti due Comunità protette a Lonigo e a Montecchio Maggiore e una Comunità alloggio ad Arzignano, collegate operativamente con i Centri diurni di Valdagno e di Arzignano nonché con i Centri educativi occupazionali del “privato sociale”, Eco Papa Giovanni XXIII e Studio Progetto. Nel corso del convegno è stata rilevata l’importanza di instaurare all’interno delle comunità terapeutiche un clima motivato, di coinvolgimento, di fiducia e di solidarietà nel gruppo dei curanti e un senso di appartenenza all’istituzione. È altresì necessario lo stretto collegamento delle Comunità con gli altri Servizi/Strutture che afferiscono al Dipartimento di Salute Mentale: Unità di degenza ospedaliera, Centri di Salute Mentale e ambulatori psichiatrici. Si determina così una rete integrata di servizi che può intervenire efficacemente anche nei casi più gravi. C’è poi l’esigenza da parte del soggetto pubblico di confrontarsi con il “privato sociale” per costruire co-gestione su progetti terapeuticoriabilitativi individuali, che prevedano la partecipazione degli enti locali, delle famiglie, delle associazioni e del volontariato. La data del primo dicembre è stata scelta dall’Onu e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità fin dal 1988 come “Giornata Mondiale di Lotta all’AIDS” allo scopo di creare dei momenti di sensibilizzazione e informazione riguardo le problematiche dell’infezione da Hiv, che si calcola abbia causato nel mondo oltre 25 milioni di morti. “La prevenzione e l’informazione restano ancora oggi alla base della lotta all’AIDS - nota il dottor Giuseppe Cicciù, direttore del Dipartimento delle Dipendenze Patologiche dell’Ulss 5 -. In Italia, fino al dicembre 2003, sono stati notificati 52.836 casi di AIDS e si stima che vi siano circa 110-130 mila persone sieropositive. Il numero di nuove infezioni nel nostro paese è in lento calo. Le regioni più colpite sono la Lombardia e il Lazio, mentre il Veneto è la sesta regione italiana per numero di persone infettate e casi di AIDS. Secondo i dati della Regione Veneto del 2001, la provincia di Vicenza è, insieme a Verona, la provincia veneta con il maggior numero di nuove infezioni all’anno”. Si sta inoltre osservando un lento cambiamento della distribuzione dei casi da Hiv, a seconda dei diversi comportamenti a rischio. Se nei primi anni la categoria maggiormente a rischio era rappresentata dai pazienti tossicodipendenti (circa il 60%) e dagli omosessuali, attualmente la trasmissione del virus per via eterosessuale rappresenta la modalità più frequente con conseguente aumento del numero delle donne colpite, come si può vedere dallo schema nella pagina. Il Servizio Tossicodipendenze e Alcologia (Sert), all’interno del Dipartimento delle Dipendenze, rappresenta spesso tra i pazienti con problemi di tossicodipendenza, l’unica struttura sanitaria di riferimento. La particolare struttura organizzativa del Sert permette un approccio multidisciplinare al paziente con problematiche potenziali o reali di sieropositività, in quanto vi è una stretta collaborazione tra diverse figure professionali quali medici psichiatri, internisti, infermieri professionali, psicologi, assistenti sociali ed educatori. Inoltre sempre all’interno del Sert opera periodicamente un medico infettivologo in grado di fornire al paziente adeguate informazioni riguardo a tale infezione. A tutti i nuovi utenti del Sert e a tutti gli utenti che lo richiedano, viene proposto e consigliato, unitamente a uno screening per i virus epatitici e i principali agenti delle malattie sessualmente trasmesse, l’esecuzione del test per l’Hiv. Tale esame viene effettuato con il consenso del paziente e può essere eseguito gratuitamente e in maniera anonima. “I Sert - sottolinea il dottor Cicciù - si pongono da anni in prima linea per la prevenzione dell’infezione da Hiv, mediante attività di educazione sanitaria e screening. Tale attività ha comportato una netta riduzione dei nuovi casi di infezione da Hiv tra i pazienti tossicodipendenti (dal 70-80% del decennio 85-95 all’attuale 18-20% - dati Regione Veneto)”. Nel caso di positività del test il paziente, dopo adeguata informazione ed eventuale supporto psicologico, viene inviato presso le Divisione di Malattie Infettive della provincia per gli esami e le cure del caso. Giuseppe Cicciù Lotta all’AIDS Nel grafico sottostante è evidenziata la frequenza relativa delle persone Hiv positive secondo i principali fattori di rischio e l’anno di diagnosi nel Veneto. percentuale 17 Due figure sempre più fondamentali per la promozione della Salute sindrome di Down segnali positivi all’orizzonte Francesca Concato Sono sempre di più i disabili che proseguono nell’iter scolastico dopo l’assolvimento dell’obbligo La Giornata nazionale della persona con sindrome di Down del 10 ottobre 2004 permette di fare il punto della situazione anche nel territorio dell’Ulss 5. Notiamo infatti con piacere che cresce anche nella nostra zona il numero di ragazzi con sindrome di Down che frequentano la scuola superiore. Nell’anno scolastico 2004/2005, nel territorio dell’Ulss 5 su 479 soggetti in età evolutiva con disabilità inseriti nella scuola dell’obbligo e nella scuola superiore, sono 37 i soggetti affetti da sindrome di Down. La soddisfazione è doppia se si pensa che è ormai opinione scientifica consolidata che i soggetti con disabilità, integrati nei contesti comuni, dimostrano miglioramenti sia nello sviluppo cognitivo che relazionale ed anche i contesti sembrano ricavarne un vantaggio, sia in termini di opportunità di crescita culturale, sia in termini di sperimentazione di nuove strategie. Se da un lato questo cambiamento riflette l’ormai riconosciuta capacità di alcune di queste persone di apprendere e di formarsi al di là dei contenuti previsti dalla scuola dell’obbligo, dall’altro risponde al bisogno, fondamentale a questa età, di relazionarsi in maniera paritaria con i coetanei in contesti “normali”. È il diritto alla partecipazione e all’integrazione il primo ad essere garantito dalla presenza di questi ragazzi nella scuola superiore, anche nel tentativo di garantire Le sedi dell’U.O. Età Evolutiva/Disabilità sono dislocate nel territorio. Eccole: Arzignano via Kennedy, 2 tel. 0444 475620 Montecchio M. via Giuriolo tel. 0444 703530 Chiampo piazza Zanella, 2 tel. 0444 625234 Valdagno via S. Lorenzo, 4/A tel. 0445 402046 Lonigo piazza Martiri della Libertà, 9 tel. 0444 431111 con punti di intervento anche presso le sedi distrettuali di Trissino, Cornedo e Recoaro. 18 un percorso integrato che arrivi fino al possibile inserimento nel mondo del lavoro. È ormai opinione scientificamente riconosciuta che la possibilità di frequentare con maggior successo la scuola superiore sia concretamente realizzabile nella misura in cui vengano progettati e realizzati interventi preventivi di sensibilizzazione a favore degli insegnanti, dei compagni di classe e dei loro genitori. Un’esperienza significativa è stata realizzata dall’Unità Operativa Età Evolutiva/Disabilità dell’Ulss 5 presso un istituto tecnico di Alte di Montecchio Maggiore (VI), dove un ragazzo con sindrome di Down frequenta il secondo anno. Grazie all’interessamento dei genitori e alla sensibilità del dirigente e degli insegnanti della scuola, gli operatori del servizio territoriale Ulss hanno potuto realizzare, già dal primo anno di inserimento alla scuola superiore, una serie di attività formative e informative che hanno coinvolto in primo luogo il collegio dei docenti, alla sua prima esperienza di integrazione di un alunno disabile, e successivamente i compagni di classe, con cui sono state svolte delle attività finalizzate all’acquisizione di informazioni corrette sulla menomazione, disabilità e handicap e sull’attivazione di comportamenti di aiuto e solidarietà. Il risultato dell’intervento è stato un miglioramento della qualità della relazione dell’alunno disabile all’interno della classe, paradossalmente ottenuto limitando e ridefinendo strategicamente i comportamenti di aiuto e valorizzando il suo forte desiderio di essere maggiormente autonomo rispetto al contesto di vita scolastico. L’Ulss 5 Ovest Vicentino, tramite l’Unità Operativa Età Evolutiva/Disabilità, mette a disposizione delle persone disabili e delle loro famiglie interventi di informazione e formazione da realizzarsi anche presso le scuole frequentate di ogni ordine e grado a potenziamento degli interventi di prevenzione, diagnosi e trattamento dei disturbi psicologici, del linguaggio, motori e psicomotori in età evolutiva. Realizza inoltre progetti personalizzati di aiuto alla persona per gravità (finanziamenti regionali L. 162/98) e psicoeducativi per l’acquisizione di autonomie ed abilità sociali, affiancati da interventi specifici di sostegno alla famiglia. bilancio per MMG e PLS sono diverse le novità introdotte nel 2004 Nell’Ulss 5 Ovest Vicentino operano 121 Medici di Medicina Generale e 22 Pediatri di Libera Scelta, uniformemente distribuiti su tutto il territorio. Questi professionisti, anche in relazione ai nuovi bisogni assistenziali, assumono un ruolo sempre più centrale nel panorama della Sanità. L’Ulss 5 ha recepito questa necessità di cambiamento e nel corso del 2004 ha posto particolare attenzione alla valorizzazione di tali figure professionali attuando, con la loro collaborazione, una serie di interventi innovativi. Elvio Gremes Medico di Medicina Generale Il Patto Aziendale con la Medicina Generale, sottoscritto il 16 dicembre 2003, piuttosto che ricercare possibili contenimenti della spesa sanitaria, privilegia obiettivi qualitativi: si è infatti concordata con la categoria dei Medici di Medicina Generale l’opportunità di un progressivo coinvolgimento degli stessi nelle problematiche e strategie aziendali e a tal fine è stato istituito un gruppo denominato “Gruppo permanente di monitoraggio” con finalità consultive e propositive in tema di appropriatezza prescrittiva, elaborazione di linee guida, griglie di appropriatezza finalizzate anche al contenimento dei tempi di attesa e di formazione. Quest’ultimo tema è stato oggetto di attenzione particolare e sono stati previsti e realizzati incontri mensili di aggiornamento per tutti i Medici aderenti all’accordo su tematiche di particolare interesse. Questi incontri, organizzati direttamente dai Medici di Medicina Generale con la collaborazione del Distretto, si tengono di norma ogni primo giovedì del mese presso l’Aula Magna delle Scuole Medie di Trissino. Si è cercato inoltre di migliorare l’accessibilità al Medico di Medicina Generale da parte dell’utenza con l’ampliamento delle fasce orarie di contatto telefonico e prevedendo o la risposta diretta o la richiamata entro due ore. Sono state inoltre incentivate le visite su appuntamento ed è stato richiesto un orario di apertura dell’ambulatorio proporzionale al numero degli assistiti in carico. Attenzione particolare è stata posta all’assistenza domiciliare andando ad incentivarne l’applicazione con particolare riferimento alla patologia neoplastica. Pediatra di Libera Scelta L’altra figura medica che opera nel territorio e prevista dal Servizio Sanitario Nazionale fin dal 1978 è il Pediatra di Libera Scelta. Questo medico si occupa del bambino nella sua globalità secondo gli indirizzi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che definisce la salute non soltanto come assenza di malattia, ma come il raggiungimento di uno stato di benessere fisico, psichico e sociale. Il pediatra di famiglia cura le malattie acute, meno gravi di una volta, però di maggiore frequenza vista la sempre più precoce socializzazione dei bambini nelle comunità infantili. In tale ambito sono stati concordati con i pediatri di famiglia e già attivati da gennaio 2005 a livello aziendale, su preciso indirizzo della Regione Veneto, i “Percorsi Diagnostico-Terapeutici” per la faringotonsillite acuta e l’otite media acuta. Sono protocolli regionali per una corretta gestione nella diagnosi e nella scelta terapeutica di tali frequenti malattie. Altro compito del pediatra è l’esecuzione dei “bilanci di salute”: sono visite a tappe prefissate dall’età neontale ai quattordici anni con l’obiettivo di verificare lo stato di salute e la crescita, individuare precocemente problemi fisici, psichici o relazionali, dare comunicazioni di educazione alla salute e informazioni relative alle vaccinazioni nonché al sostegno alla genitorialità. Le visite pediatriche avvengono presso l’ambulatorio e su prenotazione, ciò per ridurre i tempi d’attesa in sala d’aspetto e separare i bambini sani dagli ammalati. Inoltre in linea con quanto già in atto con la medicina generale, anche con i pediatri di libera scelta si stanno ipotizzando dei percorsi che contemplino una loro progressiva integrazione con le strutture aziendali. 19 terme di Recoaro prevenzione e salute a due passi da casa Giancarlo Lora Terme di Recoaro spa via Fonti Centrali 36076 Recoaro Terme (VI) tel. 0445 75016 fax 0445 75025 [email protected] www.termedirecoaro.it per il tuo Benessere ! Produzione propria di: � Poltrone automatizzate con sistema relax e di "portata in piedi". � Materassi in lattice e antidecubito. � Reti motorizzate con alzata testa e piedi. � Coprimaterassi e traverse perfettamente traspiranti, impermeabili e antimacchia. � Ribattitura di materassi e guanciali in lana. Friedrich Nietzsche a proposito di Recoaro ebbe a dire che, come paesaggio, fu una delle sue più belle esperienze. Oltre al paesaggio decantato dal padre del nichilismo, Recoaro può però contare su una risorsa ancor più straordinaria data dalle acque termali e da tutte le cure che queste consentono di effettuare. Fra i vari trattamenti proposti alle Fonti Centrali di Recoaro Terme, nel nuovo Reparto Inalatorio si eseguono inalazioni e aerosol per la prevenzione e la cura delle malattie infiammatorie recidivanti e croniche e di alcune forme allergico iperergiche delle vie respiratorie, che contribuiscono a prevenire le complicanze asmatiche e le infezioni discendenti. Con l’apertura del nuovo reparto inalazioni gli utenti, come consigliato da medici dell’Ulss 5, possono effettuare ripetuti cicli di trattamento aerosolico ed inalatorio praticamente durante tutto l’anno al fine di prevenire, soprattutto nei bambini e negli anziani, l’insorgenza di complicanze a carico delle alte e basse vie respiratorie. Le cure sono convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale e sono effettuate sotto stretta sorveglianza medica. mediazione culturale un “ponte” fra culture diverse Mauro Gonzo Roberta Zordan Cresce l’importanza di saper tessere il dialogo nell’ambito sanitario e sociale 20 Anno importante il 2004 per il Servizio di Mediazione Culturale dell’Ulss 5. Si tratta di un nuovo servizio sorto sulla base della valutazione della mutata realtà della popolazione che usufruisce dei servizi sociosanitari, ormai costituita per una fetta sempre più consistente da persone e famiglie immigrate. Il mediatore culturale è una figura professionale che, dopo aver ricevuto una formazione adeguata, svolge la funzione di “ponte” di collegamento tra italiani e stranieri, traducendo ad entrambi la lingua ed esplicitando gli aspetti culturali e comportamentali per facilitare la reciproca comprensione. L’équipe del Servizio è composta da uno psicologo, uno psicopedagogista e un educatore professionale, che si avvalgono di mediatori culturali provenienti da varie nazioni. Le lingue parlate dai mediatori afferenti al Servizio di mediazione sono quelle più diffuse nella nostra realtà, ossia il serbo-croato, l’arabo, l’albanese, il punjabi, il bengalese, l’inglese, il francese, il cinese, il rumeno, lo spagnolo e il portoghese oltre ad alcune lingue africane. Sono molteplici i campi di intervento dei mediatori culturali all’interno dell’Ulss. Il loro ruolo è molto utile per esempio durante il ricovero in ospedale di un paziente straniero, o quando si convoca una famiglia straniera presso il Consultorio familiare o il Servizio tutela minori. Si è poi iniziato a tradurre gli opuscoli e i materiali informativi che sono presenti nei diversi reparti ospedalieri, in modo da far sì che tali materiali siano effettivamente utilizzabili da tutti gli utenti e raggiungano il loro scopo informativo. Sono poi stati realizzati anche dei Corsi di Formazione rivolti al personale per migliorare le capacità degli operatori di comunicare con questa nuova utenza; questi corsi hanno visto una notevole partecipazione da parte degli operatori stessi con circa 150 operatori dei servizi ospedalieri e distrettuali che hanno partecipato nel solo 2004. Il Servizio di Mediazione, oltre ad operare nelle strutture dell’Ulss, si rivolge anche alle altre istituzioni ed enti presenti sul territorio come scuole, comuni e uffici pubblici: nel 2004 sono stati effettuati 33 interventi con gruppi, 7 laboratori interculturali in classe, 90 interventi su singoli casi (per 211 ore complessive) e 19 traduzioni di materiali scritti (per 49 ore). Tutto su misura ! DRY-SHEET Coprimaterassi e telini di nuovissima concezione: traspiranti, impermeabili, antidecubito e lavabili, perfetti per bambini, anziani e per mantenere intatta l'igiene del materasso. 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A questo scopo, l’Ulss 5 ha individuato le due strategie attuative: - la gestione unitaria dei servizi sociali e socio-sanitari in ambiti territoriali omogenei, che coincidono con il distretto sociosanitario, articolato in punti salute; - la delega da parte dei Comuni della gestione dei servizi alle Ulss o, in alternativa, la stipula di accordi di programma tra gli enti interessati. Il Piano di Zona è il risultato del lavoro di una pluralità di soggetti, pubblici e privati, che si aggregano ed operano per dare espressione ad una soggettività di rilievo pubblico, in quanto coinvolta nel più ampio sistema delle responsabilità istituzionali per la promozione e la tutela del benessere delle persone, e di rilievo sociale, in quanto espressione delle associazioni di volontariato, delle cooperative sociali, delle famiglie stesse, e, in alcuni casi, anche dalle imprese, per meglio integrare soggettività e risorse. Il primo ente con il quale i Comuni interloquiscono per elaborare il Piano di Zona è l’Ulss perché il perseguimento degli obiettivi di salute si riferisce, in via prioritaria, alla realizzazione di servizi sociosanitari; accanto a questi, si connota il sistema degli interventi e dei servizi sociali. Come è stato costruito il Piano? Dovendo assicurare la programmazione per il triennio 2004-2006, la Conferenza dei Sindaci dell’Ulss 5, sulla scorta dell’esperienza maturata nelle precedenti due edizioni, ha ritenuto di procedere al coinvolgimento di associazioni, cooperative sociali, associazioni di categoria, organizzazioni sindacali, Provincia, IPAB, Scuola. Ha confermato il modello organizzativo precedentemente sperimentato e basato su due principi: da una parte l’affidamento della responsabilità delle politiche sociali in capo alle Amministrazioni Comunali e dall’altra il contributo e la partecipazione attiva nella fase di progettazione da parte dei soggetti coinvolti. Compito dei Comuni è la definizione delle priorità, in ragione delle risorse disponibili ed attivabili; compito degli altri soggetti è di esprimere i bisogni emergenti e di contribuire al loro soddisfacimento. Sono stati pertanto costituiti tavoli di lavoro, distinti per area di intervento e trasversali al territorio, composti da rappresentanti dei soggetti istituzionali e sociali, pubblici e privati della comunità locale con il compito di rilevare i bisogni ed offrire un’indicazione circa le priorità di intervento, articolati come segue: • area anziani • area dipendenze • area materno infantile • area tutela minori • area disabilità in età evolutiva e adulta • area salute mentale Al Direttore dei Servizi Sociali la Conferenza ha confermato il compito di costituire ed insediare i tavoli di lavoro, coordinare la restituzione dei progetti elaborati dai gruppi agli Assessori ai Servizi Sociali per la definizione delle priorità, in ragione delle risorse e ai tavoli di lavoro per la socializzazione dei risultati. Il Direttore ha poi trasmesso la proposta di piano alla Conferenza dei Sindaci per l’esame e l’approvazione e al contempo gestire la realizzazione del Piano, supportando la Conferenza dei Sindaci nelle fasi di monitoraggio e verifica. 22 Quali prospettive? Questo processo programmatorio partecipato, che definisce le politiche per la persona e la comunità, porta allo sviluppo di una cultura dei servizi che promuove: • l’ascolto del territorio, con la personalizzazione e la qualificazione degli interventi • la gestione del territorio, facilitando la convivenza, la solidarietà, le relazioni, la corresponsabilità delle scelte • la presa in carico effettiva delle persone • la realizzazione di un sistema di servizi in rete per rispondere alle effettive esigenze della persona, nelle politiche per la salute, l’istruzione, il lavoro, la casa, il tempo libero, la cultura • l’ottimizzazione delle risorse attraverso forme di gestione flessibili, l’integrazione delle professionalità e delle risorse pubbliche e private, la valorizzazione di risorse aggiuntive • la definizione delle priorità rapportate alle responsabilità dei diversi soggetti e a quadro delle risorse disponibili e attivabili. Il Piano di Zona è quindi uno strumento dinamico, da gestire sulla base delle effettive capacità del territorio di interpretare e governare il proprio sviluppo economico, ambientale, socio-sanitario e sociale. Obiettivo la cura dell’otite media acuta e della faringotonsillite acuta novità in pediatria operativo il nuovo accordo con i Pediatri di Libera Scelta L’Ulss 5 Ovest Vicentino, nell’ambito dell’applicazione degli accordi nazionali e regionali della Pediatria di Libera Scelta, ha provveduto all’attivazione del primo modulo “Definizione e applicazione di percorsi diagnostico-terapeutici condivisi finalizzati alla cura di patologie di particolare frequenza o rilevanza di Sanità pubblica in età pediatrica”, in accordo con la rappresentanza dei Pediatri di Libera Scelta. Contestualmente sono state approvate le “linee guida”. Al progetto hanno partecipato i 20 pediatri di famiglia operanti nel territorio dell’Ulss 5 e per l’applicazione di questo modulo sono stati individuati due percorsi diagnostico-terapeutici per le otiti medie acute e le faringotonsilliti acute. Ai pediatri che aderiscono e partecipano viene corrisposto un compenso forfettario annuo di 3,10 euro per assistito in carico. A livello aziendale, per ciascuna delle linee guida previste, è stato costituito un team definito Gruppo Collaborativo Aziendale (G.C.A.), composto da pediatri singoli o in forma associata. Il Comitato aziendale per la Pediatria di libera scelta che si è riunito il primo luglio 2004 ha proposto come referenti dei Gruppi Collaborativi Aziendali per la faringotonsillite acuta la dottoressa Daniela Sambugaro per il punto salute nord ed il dottor Michele Sartori per il punto salute centro e sud e analogamente per l’otite media acuta il dottor Fabrizio Fusco ed il dottor Saverio Bonati. I referenti dei G.C.A. sono andati a costituire il Comitato Tecnico Scientifico, che ha il compito di individuare i momenti formativi, le metodologie di lavoro dei Gruppi e i calendari di lavoro nonché le modalità, gli strumenti e gli indicatori idonei alla verifica dei risultati ottenuti. Venceslao Ambrosini 23 Servizio farmaceutico Un periodo della vita carico di ambivalenze, che spesso nascondono situazioni di disagio obiettivo adolescenza tre incontri per aiutare gli esperti a “conoscere” i ragazzi Giuseppe Cicciù Il 23 novembre scorso si è concluso il ciclo di formazione di tre giornate sull’adolescenza, un appuntamento che da due anni il Dipartimento delle Dipendenze Patologiche diretto dal dottor Giuseppe Cicciù ripropone come momento formativo importante per tutti quegli operatori che quotidianamente sono a contatto con i ragazzi, quali medici, psicologi, educatori, assistenti sociali, operatori di consultori. L’evento si è svolto con il patrocinio della Regione Veneto, della Provincia di Vicenza e del Comune di Valdagno. Ha contribuito alla realizzazione del convegno anche la C.T. Ca’ delle Ore Progetto Sankalpa di Breganze. Questi incontri hanno cercato di sviscerare le ambivalenze e le rappresentazioni simboliche proprie di queste età, offrendo la chiave per trasformare il simbolo in occasione di crescita. Importante è stato il riferimento alla medicina olistica quale supporto ed integrazione delle terapie convenzionali. L’adolescenza è la porta che si apre verso nuove emozioni. L’alba di una vita che acquista consapevolezza. L’età più bella, ma spesso il proscenio di situazioni emotive incomprensibili agli occhi di chi le vive in prima persona. Un momento della vita così coinvolgente che a volte spaventa tanto da sembrare insostenibile. Un percorso di crescita che in alcuni casi sembra così difficile da divenire drammatico. Perché? Troppo idealismo? Troppe aspettative proprie e degli altri? Una realtà indubbiamente prismatica che riflette i mille colori della vita stessa così come è vissuta dai più giovani. Gli appartenenti a questa fascia d’età molto delicata spesso incorrono nelle “crisi adolescenziali” che a volte sono semplici bolle di sapone, risolvendosi autonomamente con il passare del tempo, ma in altri casi si trasformano in problematiche serie che necessitano dell’ausilio di specialisti per essere superate. I rapporti interpersonali difficili con genitori, parenti, amici e professori; le prime delusioni sentimentali; la paura di non essere in grado di soddisfare le aspettative; la difficoltà ad assumere le prime importanti responsabilità; la scarsa autostima sono tutte concause che possono condurre un adolescente a rifuggire la realtà, vivendo così in un mondo proprio, fatto di simboli e densi significati. malati di Alzheimer l’associazione AMA Ovest Vicentino vuole aiutare le loro famiglie Rita Bortolan 24 L’associazione AMA - onlus è formata da un gruppo di familiari di malati di Alzheimer o di altre forme di demenza che si sono riuniti assieme per dare voce a questi malati e alle loro famiglie. La malattia di Alzheimer rappresenta la causa più comune di demenza (50-60%) e colpisce circa il 5% della popolazione sopra i 65 anni, e il 20% della popolazione oltre gli 80 anni, registrando casi anche di persone che vengono considerate ancora in età lavorativa. La famiglia di un malato di Alzheimer è spesso lasciata sola a gestire i numerosi problemi del quotidiano e a far fronte ad una malattia che a tutt’oggi si può trattare, ma non guarire. Secondo una ricerca del Censis, i familiari dedicano in media 7 ore all’assistenza rivolta al paziente e quasi 11 ore alla sorveglianza. È proprio per sollevare le famiglie da questa incombenza che è nata l’AMA. I suoi principali obiettivi sono: farsi portavoce con le istituzioni pubbliche delle esigenze dei malati di Alzheimer e dello loro famiglie, favorire una corretta informazione sulla malattia, le terapie disponibili e le strutture a cui rivolgersi; creare occasioni di incontro tra familiari, operatori socio-sanitari e amministratori; aiutare chi si deve prendere cura di un malato di Alzheimer fornendo formazione e sostegno psicologico. Chi sentisse l’esigenza di farsi conoscere e intraprendere un dialogo con questa Associazione può mettersi in contatto lasciando un messaggio alla segreteria del numero 347 2399986. Per i contributi a sostegno delle nostre attività i versamenti si posso effettuare presso la Banca Popolare di Verona codici ABI 05188, CAB 60120 conto 801866. Farmacie di turno continuato giorno e notte Dal 23.04.2005 al 17.09.2005 alle ore 8.45 di ogni sabato alle ore 8.45 del sabato successivo Il servizio di turno viene effettuato per i casi di effettiva necessità e/o su presentazione di ricetta medica. Il servizio gratuito di consegna a domicilio di farmaci urgenti è attivo tutte le notti dalle ore 22.00 alle ore 8.45 del mattino successivo e nei giorni festivi tramite A.N.C.R. - tel. 0444 964525 Comune Farmacia Telefono Dal 23.04.2005 al 30.04.2005 via F. Filzi, 12 (S. Quirico) 0445 473611 Valdagno Dall’Ara dr. Paolo via XXV Aprile, 35 0445 440260 Castelgomberto Marangon dr.ssa Lidia Arzignano 1 Ognissanti snc corso Matteotti, 67 0444 670027 aperta anche il sabato pom. del 30.04.05 Lonigo 1 Fondazione Miotti via Roma,1 0444 830068 aperta anche il sabato pom. del 30.04.05 Dal 30.04.2005 al 07.05.2005 1 Eredi dr. L. Bartolotta viale Reg. Margherita, 67 0445 402786 aperta anche il sabato pom. del 07.05.05 Valdagno via Roma, 8 0444 420300 Nogarole Vic.no Ferrarese dr. Agostino Montecchio M. 1 Cavazza Ceccato dr. Antonio - via Roma, 4 0444 696395 aperta anche il sabato pom. del 07.05.05 Montebello Vic.no Pagani dr. Roberto via XXIV Maggio, 4 0444 649042 Dal 07.05.2005 al 14.05.2005 via Monte Cengio, 5 0445 951165 Cornedo Vic.no Bellosi dr. Corrado via G. Zanella, 35 0444 623118 Chiampo Gambin dr. Alberto Arzignano 1 Concato dr. Umberto via Montecchio, 2 (Tezze) 0444 482408 aperta anche il sabato pom. del 14.05.05 Brendola 3 Liviero snc via B. Croce, 2 0444 400836 aperta anche il sabato pom. del 14.05.05 Dal 14.05.2005 al 21.05.2005 1 Crosara dr. Paolo corso Italia, 7 0445 401136 aperta anche il sabato pom. del 21.05.05 Valdagno S.P. Mussolino Corradin dr. Luigi Ezio via Risorgimento, 105 0444 687675 Montecchio M. 1 Franceschi dr. Enrico via Liguria, 2 0444 699118 aperta anche il sabato pom. del 21.05.05 Zermeghedo Farmacia di Zermeghedo piazza Regaù, 1 0444 685756 via E. Ferrari, 18 0444 439396 Alonte Bertotti dr. Giorgio Dal 21.05.2005 al 28.05.2005 via Roma, 1/3 0445 75057 Recoaro T. Borgo dr. Guido via Cavour, 32 0445 951026 Cornedo Vic.no Rigo dr. Paolo Arzignano 1 Marchi snc via 4 Martiri, 78 0444 671489 aperta anche il sabato pom. del 28.05.05 Lonigo 1 Soresina dr. Giovanni via Garibaldi, 34 0444 830002 aperta anche il sabato pom. del 28.05.05 Dal 28.05.2005 al 04.06.2005 1 Bason dr. Sandro viale Trento, 68 0445 401004 aperta anche il sabato pom. del 04.06.05 Valdagno 0444 429013 Crespadoro Zanconato dr.ssa Emanuela piazza Municipio, 16 Montecchio M. 1 De Antoni dr. Pierangelo corso Matteotti, 12 0444 696059 aperta anche il sabato pom. del 04.06.05 via G. Vaccari, 16 0444 649030 Montebello Vic.no Zuffellato Dr. Andrea Dal 04.06.2005 al 11.06.2005 via Chiesa di Nov.,11/13 (Novale) 0445 414389 Valdagno Pasetti dr. Antonio piazza Roma, 58 0445 947404 Brogliano Regazzini dr. Antonio Arzignano 1 Tumiatti dr. Ludovico piazza Marconi, 2 0444 670085 aperta anche il sabato pom. del 11.06.05 Sarego 1 Tecchio dr.ssa Laura piazza Umberto 1°, 29 0444 830516 aperta anche il sabato pom. del 11.06.05 Dal 11.06.2005 al 18.06.2005 1 Riedo dr.ssa Laura corso Italia, 56 0445 401614 aperta anche il sabato pom. del 18.06.05 Valdagno via Roma, 2 0444 487055 Altissimo Aliani dr. Stefano Montecchio M. 1 Lovato snc via L. Da Vinci, 3 (Alte C.) 0444 696140 aperta anche il sabato pom. del 18.06.05 via Mazzini ,7/A 0444 444058 Gambellara Rigodanzo dr. Sergio Dal 18.06.2005 al 25.06.2005 via L. Marzotto, 1 (Maglio di Sopra) 0445 413665 Valdagno Cooperativa Arl via Dalle Ore, 24 0445 962021 Trissino Chemello dr.ssa Laura Arzignano 1 Zanoni Dr. Angelo via Mazzini, 3 0444 670174 aperta anche il sabato pom. del 25.06.05 Lonigo 1 Cardi snc via Garibaldi, 1 0444 830076 aperta anche il sabato pom. del 25.06.05 25 Comune Farmacia Dal 25.06.2005 al 02.07.2005 via V. Emanuele, 13 Recoaro T. Dal Lago dr. Eddo 1 Crocco dr. Renato via Bellini, 3 Valdagno via B. Dal Maso, 4 Chiampo Bezzan snc via Valchiampo, 38 Montorso Sacchiero dr.ssa Adelia Montecchio M. 1 Zanchi dr. Enrico viale P. Ceccato, 82/84 (Alte C.) Grancona 2 Battaglia dr. Andrea via Pederiva 63/BIS Dal 02.07.2005 al 09.07.2005 via F. Filzi ,12 (S. Quirico) Valdagno Dall’Ara dr. Paolo via XXV Aprile, 35 Castelgomberto Marangon dr.ssa Lidia Arzignano 1 Ognissanti snc corso Matteotti, 67 Lonigo 1 Fondazione Miotti via Roma ,1 Dal 09.07.2005 al 16.07.2005 1 Eredi dr. L. Bartolotta viale Reg. Margherita, 67 Valdagno via Roma, 8 Nogarole Vic.no Ferrarese dr. Agostino Montecchio M. 1 Cavazza Ceccato dr. Antonio - via Roma, 4 via XXIV Maggio, 4 Montebello Vic.no Pagani dr. Roberto Dal 16.07.2005 al 23.07.2005 via Monte Cengio, 5 Cornedo Vic.no Bellosi Dr. Corrado via G. Zanella, 35 Chiampo Gambin Dr. Alberto Arzignano 1 Concato Dr. Umberto via Montecchio, 2 (Tezze) Brendola 3 Liviero Snc via B. Croce, 2 Dal 23.07.2005 al 30.07.2005 1 Crosara dr. Paolo corso Italia, 7 Valdagno S.P. Mussolino Corradin dr. Luigi Ezio via Risorgimento, 105 Montecchio M. 1 Franceschi dr. Enrico via Liguria, 2 Zermeghedo Farmacia di Zermeghedo piazza Regaù, 1 via E. Ferrari, 18 Alonte Bertotti dr. Giorgio Dal 30.07.2005 al 06.08.2005 via Roma, 1/3 Recoaro T. Borgo dr. Guido via Cavour, 32 Cornedo Vic.no Rigo dr. Paolo Arzignano 1 Marchi snc via 4 Martiri, 78 Lonigo 1 Soresina dr. Giovanni via Garibaldi, 34 Dal 06.08.2005 al 13.08.2005 1 Bason dr. Sandro viale Trento, 68 Valdagno Crespadoro Zanconato dr.ssa Emanuela piazza Municipio, 16 Montecchio M. 1 De Antoni dr. Pierangelo corso Matteotti ,12 Montebello Vic.no Zuffellato dr. Andrea via G. Vaccari, 16 Dal 13.08.2005 al 20.08.2005 via Chiesa di Nov., 11/13 (Novale) Valdagno Pasetti dr. Antonio piazza Roma, 58 Brogliano Regazzini dr. Antonio Arzignano 1 Tumiatti dr. Ludovico piazza Marconi, 2 Sarego 1 Tecchio dr.ssa Laura piazza Umberto 1°, 29 Dal 20.08.2005 al 27.08.2005 1 Riedo dr.ssa Laura corso Italia, 56 Valdagno Altissimo Aliani dr. Stefano via Roma, 2 Montecchio M. 1 Lovato snc via L. Da Vinci, 3 (Alte C.) Gambellara Rigodanzo dr. Sergio via Mazzini, 7/A Dal 27.08.2005 al 03.09.2005 via L. Marzotto, 1 (Maglio di S.) Valdagno Cooperativa arl via Dalle Ore, 24 Trissino Chemello dr.ssa Laura Arzignano 1 Zanoni dr. Angelo via Mazzini, 3 Lonigo 1 Cardi snc Via Garibaldi, 1 Dal 03.09.2005 al 10.09.2005 via V. Emanuele, 13 Recoaro T. Dal Lago dr. Eddo 1 Crocco dr. Renato via Bellini, 3 Valdagno Chiampo Bezzan snc via B. Dal Maso, 4 via Valchiampo, 38 Montorso Sacchiero dr.ssa Adelia Montecchio M. 1 Zanchi dr. Enrico v.le P. Ceccato, 82/84 (Alte C.) Grancona 2 Battaglia dr. Andrea via Pederiva, 63/BIS Dal 10.09.2005 al 17.09.2005 via F. Filzi, 12 (S. Quirico) Valdagno Dall’Ara dr. Paolo via XXV Aprile, 35 Castelgomberto Marangon dr.ssa Lidia Arzignano 1 Ognissanti snc corso Matteotti, 67 Lonigo 1 Fondazione Miotti via Roma, 1 Telefono 0445 75041 0445 410099 0444 623077 0444 685420 0444 607399 0444 889506 0445 473611 0445 440260 0444 670027 0444 830068 0445 402786 0444 420300 0444 696395 0444 649042 0445 951165 0444 623118 0444 482408 0444 400836 0445 401136 0444 687675 0444 699118 0444 685756 0444 439396 0445 75057 0445 951026 0444 671489 0444 830002 0445 401004 0444 429013 0444 696059 0444 649030 0445 414389 0445 947404 0444 670085 0444 830516 0445 401614 0444 487055 0444 696140 0444 444058 0445 413665 0445 962021 0444 670174 0444 830076 0445 75041 0445 410099 0444 623077 0444 685420 0444 607399 0444 889506 0445 473611 0445 440260 0444 670027 0444 830068 aperta anche il sabato pom. del 02.07.05 aperta anche il sabato pom. del 02.07.05 aperta anche il sabato pom. del 02.07.05 aperta anche il sabato pom. del 09.07.05 aperta anche il sabato pom. del 09.07.05 L’incarico della Provincia di Vicenza ad Agener rende più efficienti i controlli sugli impianti la caldaiasechiede Agener il bollino è verde l’impianto è ok aperta anche il sabato pom. del 16.07.05 aperta anche il sabato pom. del 16.07.05 aperta anche il sabato pom. del 23.07.05 aperta anche il sabato pom. del 23.07.05 aperta anche il sabato pom. del 30.07.05 aperta anche il sabato pom. del 30.07.05 aperta anche il sabato pom. del 06.08.05 aperta anche il sabato pom. del 06.08.05 aperta anche il sabato pom. del 13.08.05 aperta anche il sabato pom. del 13.08.05 aperta anche il sabato pom. del 20.08.05 aperta anche il sabato pom. del 20.08.05 aperta anche il sabato pom. del 27.08.05 aperta anche il sabato pom. del 27.08.05 aperta anche il sabato pom. del 03.09.05 aperta anche il sabato pom. del 03.09.05 aperta anche il sabato pom. del 10.09.05 aperta anche il sabato pom. del 10.09.05 aperta anche il sabato pom. del 10.09.05 aperta anche il sabato pom. del 17.09.05 aperta anche il sabato pom. del 17.09.05 1 La farmacia rimane chiusa il sabato mattino della settimana successiva al turno per recupero 2 La farmacia rimane chiusa il mercoledì mattino della settimana successiva al turno per recupero 3 La farmacia rimane chiusa il giovedì mattino della settimana successiva al turno per recupero La scorretta o assente manutenzione delle caldaie ed il loro cattivo funzionamento sono, dopo il traffico, la seconda causa dell’inquinamento atmosferico, nonché una delle principali cause di gravi incidenti in casa. È per questi motivi che l’Amministrazione Provinciale di Vicenza, da sempre attenta e sensibile agli aspetti ambientali e attiva nella tutela della sicurezza del cittadino, si è mossa per ottemperare all’importante compito assegnatole dalla Legge sul controllo delle caldaie. Ha così messo in atto un processo di tutela e di garanzia a favore del cittadino che sfrutta l’operatività di Agener, l’Agenzia vicentina per l’energia e l’innovazione tecnologica, cui è stata affidata l’intera organizzazione. Sono il neopresidente di Agener Domenico Mantoan e il direttore Carlo Benvenuti a spiegare i dettagli di questo accordo: “Mantenere i propri impianti di riscaldamento in efficienza è un obbligo di legge, oltre che una abitudine virtuosa - spiega il dottor Mantoan -. La Provincia, che ha il compito di controllare lo stato degli impianti, ha recentemente deliberato un testo coordinato che ha dato riferimenti operativi ai vari aspetti importanti dell’attività di verifica degli impianti termici e allo stesso tempo ha fissato gli importi degli oneri a carico dei responsabili degli impianti, cioè gli utenti. I valori sono tutti sotto la media nazionale e per la verifica è stato scelto il sistema dei “bollini verdi” che consente di arrecare il minor disagio possibile al cittadino. Si tratta in pratica di far fare la manutenzione periodica alla propria caldaia e, ogni due anni, fare avere all’Agener il Modello H, o l’Hbis per le caldaie sopra i 35 kW, con il bollino verde “Calore OK”. Da parte nostra, noi produrremo un’azione attenta e diffusa di verifica, concentrata sull’informazione oltre che sui controlli”. Nel caso che il manutentore non ne fosse provvisto, il cittadino può fare il versamento anche sul c/c postale 60514783 di Agener. Il costo del bollino è di 9 euro al biennio, per le piccole caldaie; per quelle da 35 kW in su, è di 20 euro, sempre ogni due anni. Applicando il bollino, si renderà gratuita l’eventuale verifica da parte di Agener al proprio impianto, visita che, in caso contrario, dovrà essere pagata per intero da coloro che non vi avranno provveduto, con un costo da 80 a 200 euro più IVA. Ed i controlli sono già diffusi: dall’inverno 2003 ad oggi ne sono stati effettuati più di 1200. E per coloro che finora non hanno provveduto che tipo di sanzioni sono previste? “Le delibere approvate - chiarisce il direttore Benvenuti - confermano quanto già previsto dalle vigenti normative, con pesanti multe a carico di coloro che non fanno la manutenzione di legge o che hanno impianti con situazioni gravemente fuori norma. Ricordo che esistono già sanzioni e provvedimenti anche per quegli installatori o manutentori che hanno eseguito o eseguono interventi senza rispettare le norme costruttive e di sicurezza. È però volontà dell’Amministrazione provinciale e di Agener privilegiare in questa fase la conoscenza delle regole e l’educazione ad una giusta gestione delle caldaie, più che punire e svolgere controlli sanzionatori. In questa direzione va anche l’indicazione che invita Agener ad avvertire il cittadino sulle irregolarità rilevate nel corso della verifica al suo impianto, dandogli un periodo congruo affinché abbia il tempo per eseguire tutti gli interventi necessari a riportarlo in situazione di conformità”. I testi delle delibere, moduli scaricabili e molte altre notizie sono stati inseriti anche nel rinnovato sito Internet di Agener (www.agener.it) in modo che ogni interessato, sia egli installatore, manutentore o semplice cittadino, possa trovare risposta ad eventuali dubbi. Carlo Benvenuti 27 Il sito dell’Arpav si arrichisce di una nuova sezione dedicata al rapporto fra ambiente e salute fattori di rischio l’informazione viene dal web staff ambiente salute Arpav Il sito dell’Arpav ha da poco inaugurato una nuova sezione incentrata sui “Fattori di rischio sanitario da cause ambientali” all’interno del suo visitatissimo sito Web. Vi si può accedere direttamente dalla home page del sito dell’Arpav (www.arpa.veneto.it) seguendo il percorso “ambiente e salute” e poi “fattori di rischio” nella barra di navigazione. L’idea alla base di questa iniziativa è quella di facilitare l’acquisizione da parte dei cittadini di informazioni tecnico-scientifiche sui vari fattori di rischio. Il fattore di rischio sanitario di origine ambientale è infatti una variabile qualitativa che esprime le potenzialità di un agente ambientale di causare un danno per la salute. Il rischio è la probabilità (quantitativa) che possa verificarsi un effetto sulla salute in seguito ad una specifica esposizione ad una fonte di pericolo. Nella nuova sezione del sito Arpav vengono considerati in maniera schematica i principali fattori di rischio sanitario, le fonti di emissione e i possibili effetti negativi sulla salute, suddividendoli in agenti biologici, chimici e fisici. Il sito è corredato, per ogni singolo fattore, di una serie di link che agevolano la ricerca, soprattutto per pubblicazioni e lavori internazionali, con le istituzioni (ad esempio l’Organizzazione Mondiale della Sanità) e con le associazioni ambientaliste (ad esempio Greenpeace). Cos’è l’Arpav? L’Arpav è l’acronimo di Agenzia Regionale per la Prevenzione e la Protezione Ambientale del Veneto. È stata istituita con la Legge Regionale n. 32 del 18 ottobre 1996 ed è diventata operativa il 3 ottobre 1997. Fra le attività svolte dall’Arpav c’è: • la prevenzione finalizzata alla promozione della sostenibilità ambientale attraverso gli strumenti ad essa correlati (Agenda 21, processi partecipativi, educazione e informazione ambientale, Emas, …); • il controllo delle fonti di pressioni ambientali determinate dalle attività umane che, prelevando risorse e interagendo con l’ambiente circostante (scarichi, emissioni, rifiuti, sfruttamento del suolo, radiazioni, …), producono degli impatti sull’ambiente; • il monitoraggio dello stato dell’ambiente provocato dal livello di qualità delle diverse matrici (acqua, aria, suolo, …); • il supporto tecnico alla Pubblica Amministrazione nel definire le risposte (piani e progetti) messe in atto per fronteggiare le pressioni e migliorare così lo stato dell’ambiente. 28 Lo Spisal spedirà periodicamente ad aziende e sindacati documenti informativi di prevenzione dagli infortuni informazionepartito è prevenzione un progetto che coinvolge sindacati e datori di lavoro Conoscere il pericolo è un primo passo per evitarlo. Con questa convinzione il Dipartimento di Prevenzione Spisal (Servizio prevenzione igiene e sicurezza ambienti di lavoro) dell’Ulss 5 Ovest Vicentino ha dato avvio ad una campagna di informazione mirata contro gli infortuni. Periodicamente il Dipartimento, diretto dal dottor Adolfo Fiorio, manderà a tutte le Associazioni datoriali e sindacali della provincia alcuni documenti prodotti dallo Spisal in cui si segnaleranno di volta in volta rischi diversi connessi al mondo del lavoro. A questi enti spetterà poi il compito di divulgare queste informazioni attraverso le loro pubblicazioni periodiche e newsletter. Al momento sono già state inviate due documentazioni, una riguardo all’utilizzo della troncatrice a disco e l’altra relativa al tornio. I destinatari principali dei primi due invii sono stati in particolare le aziende metalmeccaniche, dove gli strumenti in oggetto sono maggiormente diffusi. Nel prossimo futuro si parlerà invece della gestione del rischio di caduta dall’alto durante i lavori eseguiti sui tetti. Questi documenti di “Segnalazione di Rischio con Indicazioni di Prevenzione” derivano dalle analisi epidemiologiche ricavate dall’Osservatorio Infortuni e dagli studi effettuati in occasione delle indagini che i Tecnici della Prevenzione dello Spisal eseguono sugli infortuni del lavoro, che hanno provocato lesioni gravi. Nella documentazione si spiega poi la dinamica degli infortuni e le carenze rilevate negli ambienti di lavoro dal punto di vista delle misure di prevenzione e si danno suggerimenti su come evitare l’insorgere di queste problematiche. Adolfo Fiorio Troncatrice a disco: il rischio segnalato in questo caso è quello di procurarsi gravi lesioni alla mano durante l’utilizzo della troncatrice a disco in quanto con una mano viene trattenuto il pezzo da tagliare. Dall’analisi delle statistiche, è emerso che nel corso del 2003 nelle aziende dell’Ulss 5 si sono verificati 4 infortuni durante l’uso di troncatrici manuali a disco: le lesioni riportate sono state l’amputazione di un dito della mano destra e fratture della mano sinistra. Tornio: utilizzando il tornio per rifinire/carteggiare i pezzi in rotazione con carta abrasiva tenuta con le mani, vi è il rischio che la mano venga trascinata/impigliata con gravi conseguenze come amputazione delle dita o fratture della mano. Nel 2003 ci sono stati 2 infortuni gravi e uno nel primo semestre del 2004. progetto salute giornate di prevenzione con incontri di formazione e informazione per la cittadinanza L’assessore ai Servizi Sociali e alla Sanità del Comune di Montecchio Maggiore Agostino Pilati ha promosso il “Progetto Salute”, iniziativa portata avanti in collaborazione con il Servizio di Promozione ed Educazione alla Salute dell’Ulss 5 Ovest Vicentino diretto dal dottor Venceslao Ambrosini. Il progetto, che è partito alla fine del 2004 e si concluderà il 5 maggio 2005, propone incontri di formazione ed informazione rivolti alla cittadinanza su tematiche di prevenzione e promozione della salute. I temi spaziano dalla corretta alimentazione alla prevenzione dei tumori agli organi genitali femminini e delle malattie dell’apparato urogenitale maschile, dalla difesa nei confronti delle malattie cardiovascolari e dismetaboliche alla profilassi contro le patologie dell’apparato respiratorio. “Con questa iniziativa si sono posti in atto concretamente quegli obiettivi di collaborazione e servizi ai Comuni che sono negli scopi istituzionali della nostra azienda - spiega il Direttore Generale Daniela Carraro - e da parte mia mi sento di rivolgere un ringraziamento sincero ai Medici che collaborano a questo progetto”. I medici dell’Ulss 5 coinvolti nel “Progetto Salute” sono Giovanni Ronzani, Graziano Meneghini, Mariano Franceschini, Massimo Cigolini, Ennio De Dominicis, Simonetta Lombardi e Giorgio Gentilin. Venceslao Ambrosini Monica Menti Un’iniziativa in collaborazione con il Comune di Montecchio Maggiore 29 Affrontare prima il nemico, per poter guarire. Questo è il motivo per aderire agli screening promossi dall’Ulss 5 screening citologico e mammografi co la diagnosi precoce è la migliore prevenzione Silvia Fracasso Numeri Centro Unico di Invito - screening per prenotare il pap-test dal lunedì al venerdì dalle 13.30 alle 15.30 per prenotare la mammografia dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 12.00 Sonia: Pronto? Ciao Elena, come stai? Ma dove ti sei cacciata questa mattina? Sarà la quarta volta che ti telefono! Non dovevi chiamarmi tu per uscire? Elena: Oh, che sbadata. Non te l’ho detto? Ma sì, ne abbiamo parlato, ti ricordi? Della lettera dell’Ulss 5, il Progetto Salute Donna: oggi sono andata per lo screening citologico e mammografico. Sonia: Che cosa? Ma quale lettera? Non mi pare... Elena: Come quale lettera? Non dirmi che non l’hai ricevuta! Ti conosco... le avrai gettate in qualche angolo, come il tuo solito. In genere il tuo disordine e tutto questo tuo affannarti mi fa sorridere, ma questa volta devo proprio dirti che mi fa infuriare. Sonia: Io... veramente l’avrò dimenticata da qualche parte. E poi, per favore, solo a sentire parlare di certi argomenti, mi viene un’angoscia... Del resto sto benissimo, perché pensare a... Elena: Ma non capisci: è un servizio per tutte le donne. Non dirmi che non lo sai quante donne potrebbero evitare interventi chirurgici e lo sviluppo di malattie neoplastiche con un po’ più di attenzione, buona volontà... e dieci minuti di tempo per la salute. Per fare un pap-test o una mammografia ci vogliono dieci minuti. Sonia: Io... Elena: E poi, senti, Sonia, è un servizio gratuito! Sonia: Beh, ma insomma! Se ne avessi bisogno potrei sempre... Elena: E qui ti volevo! Sempre con quel discorso, mia cara, smettila di girare intorno al problema! Sonia: Va bene, hai ragione tu come al solito e Alcuni dati dell’attività di screening del carcinoma della mammella Numero donne esaminate Numero interventi chirurgici Numero istologie maligne 2001 784 4 4 2002 4756 22 22 2003 3406 37 25 2004 3293 29 22 30 Noi ci mettiamo tutto il nostro impegno! A Lei chiediamo solo un po’ di collaborazione... Venga a trovarci presso la nostra sede di Vicenza oppure in una delle sedi per lei più comode, per una consulenza e una prova gratuita! Ogni giorno nei nostri centri troverà: • Consulenze e prove gratuite • Apparecchi acustici delle migliori marche • Pile ed accessori per migliorare l’ascolto del telefono e della TV • Tappi antirumore su misura marchiati CE • Riparazioni di protesi di tutte le marche sono una sciocca. Ma dimmi... tu sai che cosa sono un pap-test o una mammografia? Elena: Vedi, Sonia, si tratta di esami semplici e molto efficaci, un prelievo di cellule vaginali che si staccano naturalmente dal collo dell’utero e dal canale cervicale nel caso del pap-test e di una radiografia nel caso della mammografia. Vengono eseguiti in pochi minuti, da personale specializzato: non sono dolorosi e, fatti con regolarità, consentono di identificare e trattare precocemente eventuali problemi. Quante donne si comportano come Sonia? Il breve dialogo telefonico riportato qui sopra dovrebbe far riflettere sull’importanza di dare il giusto peso alla prevenzione e al controllo del proprio stato di salute. Nello specifico, il pap-test è il metodo più efficace per la diagnosi non solo, fortunatamente, del carcinoma del collo uterino, ma soprattutto di quelle lesioni iniziali o pre-cancerose, come dicono i medici, cioè curabili senza interventi chirurgici mutilanti, che potrebbero, nel giro di 10-15 anni, evolvere in carcinoma. Da qui deriva lo sforzo per consentire una diagnosi, la più precoce possibile, sviluppando tecnologie sempre più raffinate e perfezionate. Il pap-test è un test semplice, rapido e per nulla doloroso: consiste in un prelievo di cellule dal collo dell’utero, quelle che normalmente si staccano, con una spatola. Il pap-test non può essere eseguito durante il periodo mestruale. Il periodo corretto per sottoporsi all’esame va da 10 a 24 giorni dall’inizio del flusso mestruale. È importante ricordare che non devono essere fatte lavande o introdotte creme e medicamenti vaginali prima del test, né si possono avere rapporti sessuali nelle 48 ore precedenti al test. La mammografia è invece il metodo ritenuto più efficace per la diagnosi precoce del carcinoma della mammella, quando, scoperto in fase iniziale è curabile senza interventi chirurgici mutilanti. Per l’esecuzione della mammografia non è necessario fare nessuna preparazione specifica in quanto la campagna di screening mammografico è rivolta alle donne dai 50 ai 69 anni: la maggioranza di queste donne, infatti, non ha più ciclo mestruale. I nostri Centri sono diretti da Tecnici Audioprotesisti con esperienza ventennale, costantemente aggiornati per offrire mediante sofisticate apparecchiature le soluzioni più efficaci e più adatte alle specifiche necessità del cliente. Ma se proprio non riesce a venire lei da noi ci contatti. I nostri tecnici saranno lieti di raggiungerla presso il suo domicilio. Centro Consulenza Sordità è Il C.C.S., in questi anni, oltre ad aver aiutato migliaia di convenzionato con tutte le persone a sentire meglio, migliorando quindi la loro qualità della vita, ha cercato di sensibilizzare la gente U.L.S.S. e l’INAIL, per la fornitura gratuita degli apparecchi acustici sui fattori che portano ad una possibile sordità futura, agli aventi diritto. facendo quindi un’utile opera di prevenzione. COME RAGGIUNGERCI: Il Centro si trova nelle vicinanze dell’ospedale, di fronte caserma Chinotto. Autobus n.2 - centrobus n.10. Ampio parcheggio riservato ai clienti GLI ORARI DI APERTURA: dal lunedì al venerdì 9.00-12.30 15.00-19.00 su appuntamento anche sabato mattina 9.00-12.00 Centro Consulenza Sordità Vicenza Viale Grappa, 6/a tel. 0444 929387 fax 0444 929317 il piacere di tornare a sentire I nostri recapiti nella provincia: www.ccsitalia.com e-mail [email protected] Bassano del Grappa Centro Consulenza Sordità Largo Parolini, 62 via Montello, 28 Thiene Ottica Dall’Igna Corso Mazzini, 37 Arzignano Studio dentistico Dr. Dall’Olio Portelo Sareo, 1 Schio Studio Ottico Stefani Valdagno Studio fotografio G.F. Zaupa Gianfranco Via G. Marzotto, 12 CCS definitivo per la stampa.indd 1 messaggio promozionale tel.0424-526252 tel. 0445 360510 tel. 340 5345795 tel.0445 525592 tel.0445 401137 Martedì e giovedì Lunedì mattino Martedì mattino Mercoledì mattino e pomeriggio Venerdì mattino 04/04/2005 12.21.11 Messaggio pubblicitario con finalità promozionale. 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