POSTE ITALIANE S.p.A.
Tassa pagata
Pubblicità diretta non indirizzata
DRT/DCB/VI/185/03/SC
del. 19/11/2003
azienda
giornata della qualità
comitato pari opportunità
ospedali
focus sul day hospital oncologico
endocrinologia oggi
territorio
benessere è ben-stare nell’ambiente
novità in pediatria
prevenzione
informazione è prevenzione
progetto salute
tempo
di
inaugurazioni
l’ospedale Cazzavillan di Arzignano ha rinnovato
la sala riunioni, il laboratorio analisi, l’ostetricia e il nido
L’inaugurazione della nuova sala riunioni dell’ospedale di Arzignano
editoriale
Un arcobaleno a tinte decise, giallo, rosso, verde, nero, un cielo pieno di fiori e di farfalle: su questo sfondo compare
la scritta “Un sorriso fa bene alla salute di tutti” che abbiamo riportato sulla copertina di questo primo numero di Ulss 5
Notizie del 2005. È la riproduzione dello slogan che accompagna l’attività del 2005 del Dipartimento di Salute Mentale
dell’Ulss 5 - ideato dal dottor Renato Magnabosco - e che campeggia sui dèpliant e sui manifesti che abbiamo affisso nelle
bacheche degli ospedali e dei punti di erogazione dei servizi del territorio.
Un sorriso fa bene alla salute di tutti è un consiglio che gli amici della Salute mentale hanno messo a disposizione di tutti,
e che abbiamo voluto fare la “parola d’ordine” dell’anno 2005, per tutti coloro che operano nell’Ulss 5 e per coloro che
vengono come pazienti-utenti nelle strutture socio sanitarie. Perché, come afferma l’OMS, Organizzazione Mondiale della
Sanità, “la salute vive e cresce nelle piccole cose di tutti i giorni. A scuola, sul lavoro, in famiglia, nel gioco, nell’amore…
La salute si crea avendo cura di se stessi e degli altri, sapendo controllare e decidere dei propri comportamenti, facendo
in modo che la comunità in cui si vive favorisca la conquista della salute di tutti” (Carta di Ottawa, 1986).
Vogliamo che questo slogan diventi il segnale di un impegno che tutti nell’Ulss 5 ci prendiamo reciprocamente: direzione,
operatori e pazienti-utenti, l’impegno a dare più qualità ai nostri comportamenti, alla nostra organizzazione e alle nostre
relazioni.
Anche in questo numero della rivista i lettori potranno trovare le informazioni sui servizi che mettiamo a disposizione e
sulle novità importanti di quest’anno: soprattutto l’ampio programma di iniziative sul tema della qualità.
Il taglio del nastro del nuovo laboratorio analisi di Arzignano
Il Direttore Generale
Daniela Carraro
07 aprile 2005
sommario
Ulss 5 Notizie periodico d’informazione
dell’Azienda Ulss 5 Ovest Vicentino
numero 1 anno 2005
Il nuovo laboratorio analisi
Uno scorcio delle nuove degenze dell’ostetricia
2
Medico al lavoro nel nuovo laboratorio analisi
Il nuovo nido di Arzignano
DIRETTORE
Daniela Carraro
GRAFICA
Raffaello Galiotto
DIRETTORE RESPONSABILE
Elisabetta Carlotti
STAMPA
Tipografia Rumor
via dell’Economia, 117
36100 Vicenza
REDAZIONE
Direzione Generale e
Ufficio Relazioni con il Pubblico Consegnato in Tipografia
07 aprile 2005
Azienda Ulss 5
Autorizzazione del
via Trento, 4
Tribunale di Vicenza
36071 Arzignano (VI)
n. 669 del 21.12.1989
tel. 0444 479580
tiratura 69.000 copie
www.ulss5.it
e-mail: [email protected]
distribuzione gratuita
Si ringraziano gli autori degli articoli: Venceslao Ambrosini,
Marasca Balestrieri, Carlo Benvenuti, Annalisa Bergozza,
Rita Bortolan, Claudio Busana, Marzia Cariolato, Massimo
Casaril, Enrico Castaman, Giuseppe Cicciù, Stefano Cocco,
Francesca Concato, Marcello Giachetti, Luigi De Santis,
Adolfo Fiorio, Silvia Fracasso, Raffaele Gianesini, Mauro
Gonzo, Elvio Gremes, Giancarlo Lora, Alessandra Marcon,
Monica Menti, Matteo Molon, Raffaele Morello, Antonella
Pinzauti, Elena Sandri, Patrizia Simionato, Marianna Zin,
Giuseppe Zordan, Roberta Zordan.
Azienda
giornata della qualità
4
spostamento sedi
4
comitato pari opportunità
6
avviata indagine sulla qualità
7
atto aziendale
8
il vescovo Nosiglia a Valdagno 9
rinnovo R.S.U.
9
donazioni 2004
10
Ospedali
calcoli addio
focus sul day hospital
oncologico
endocrinologia oggi
nuovo primario di oncologia
una collaborazione possibile
16
17
18
19
20
20
22
23
24
24
25
12
13
14
14
15
Territorio
benessere è ben-stare
nell’ambiente
comunità terapeutiche
lotta all’AIDS
sindrome di Down
bilancio per MMG e PLS
terme di Recoaro
mediazione culturale
piano di zona
novità in pediatria
obiettivo adolescenza
malati di Alzheimer
farmacie di turno
Prevenzione
la caldaia chiede Agener
fattori di rischio
informazione è prevenzione
progetto salute
screening citologico e
mammografico
27
28
29
29
30
16
3
Presentati oltre 50 progetti per
migliorare il servizio nei reparti
1° Concorso Aziendale
Qualità - anno 2005
giornata
della
qualità
nella prima edizione presentati
a Trissino cinque progetti concreti
Annalisa Bergozza
Giuseppe Zordan
Grande partecipazione ed entusiasmo per la prima edizione della “Giornata della Qualità” indetta
dall’Ulss 5 Ovest Vicentino e svoltasi il 21 gennaio 2005 a Trissino nell’Aula Magna della Scuola Media.
“Questa manifestazione è il punto di arrivo di un percorso aziendale sulla qualità e anche il punto
di partenza per il rafforzamento della qualità stessa e dei valori che la ispirano - spiega il direttore
generale Daniela Carraro -, che sono principalmente la centralità del paziente, l’umanizzazione delle
cure e la responsabilizzazione di tutti gli operatori nel miglioramento continuo”. Con queste parole
il massimo rappresentante dell’Ulss 5 vuole esprimere tutta l’importanza che il tema Qualità riveste
oggi in sanità, dove la formazione del personale e il dialogo con i portatori di interesse che interagiscono con la struttura sanitaria rappresentano aspetti centrali.
In questa prima edizione della “Giornata della Qualità”, i protagonisti sono stati gli infermieri. Nel
corso dei mesi di novembre e dicembre 2004, oltre duecento dei seicentocinquanta infermieri che
lavorano nell’Ulss 5 hanno infatti partecipato ad un programma di corsi di “formazione verso la qualità”. Il risultato di questi approfondimenti sono stati più di quaranta progetti concreti di azioni tese
al miglioramento della qualità all’interno della struttura ospedaliera dell’Ovest Vicentino. E gli stessi
infermieri hanno presentato dal palco, con l’ausilio di diapositive e animazioni elettroniche, cinque
di questi progetti.
Il 10 marzo 2005 è stato poi approvato il Bando per la partecipazione al primo Concorso aziendale sulla Qualità. Copia dello stesso e delle relative schede di presentazione dei progetti potranno
essere scaricati dal sito intranet aziendale o richiesti al Servizio Qualità (tel. 0444 479552 - e-mail:
[email protected]).
spostamento sedi
1.
Il concorso è aperto a tutto il personale dipendente e
convenzionato dell’Ulss 5.
2.
È ammessa, inoltre, la partecipazione del personale
di cooperative, titolari di appalto di servizi sociosanitari presso l’azienda e di aderenti ad associazioni
di volontariato, che collaborino con i servizi dell’Ulss 5,
secondo le modalità di cui al punto 3).
3.
4.
Il concorso ha lo scopo di promuovere il miglioramento
diffuso della qualità nei servizi dell’azienda, secondo un
approccio tecnico e metodologico su base sistematica
e scientifica.
5.
I progetti devono essere predisposti secondo la metodologia del miglioramento continuo della qualità (MCQ) e
sviluppare, alternativamente o congiuntamente, aspetti
relativi a: qualità tecnico - professionale, qualità organizzativo - manageriale, qualità relazionale - percepita.
Ecco un utile promemoria che illustra lo spostamento di sede di alcuni uffici dell’Ulss 5 Ovest
Vicentino, tra cui il Consultorio familiare e Tutela minori.
nuove sedi uffici Ulss 5
ufficio
6.
sede
numero telefonico
Consultorio familiare
via G.Galilei, 3
0445 423138
Tutela minori
via G.Galilei, 3
0445 423130
via G.Galilei, 3
0445 423110
Servizio Igiene e Sanità Pubblica (SISP) - Vaccinazioni via G.Galilei, 3
0445 423116
Servizio Igiene Alimenti Nutrizione (SIAN)
via G.Galilei, 3
0445 423128
Servizio veterinario
via G.Galilei, 3
0445 423118
Punto salute Valdagno
Dipartimento di prevenzione - Valdagno
Servizio Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro
(SPISAL) - Servizio Igiene e Sanità Pubblica (SISP)
Ufficio Invalidi Civili - Montecchio Maggiore
4
Ufficio amministrativo
via Sardegna
0444 708610
Ufficio provvidenze economiche
via Sardegna
0444 708619
I progetti di cui al punto 2):
* devono essere elaborati con personale dipendente
dell’Ulss 5;
* la cooperativa o l’associazione di volontariato deve
aver espresso, con nota allegata al modulo di
partecipazione, la propria adesione al concorso;
* il ruolo di referente del progetto deve, in ogni caso,
essere svolto da personale dipendente dell’Ulss 5.
7.
Possono essere presentati progetti:
a) elaborati per i quali si sia pervenuti alla sola stesura
definitiva e la cui realizzazione sia prevista a partire dal
2006;
b) realizzati o in corso di realizzazione purché non
siano stati avviati prima del 21 gennaio 2005;
c) è prevista la premiazione di n. 10 progetti per tutta
l’azienda, indipendentemente dalla struttura operativa
interessata.
Il premio previsto per ciascun progetto consiste nella
somma di 1.000,00 (mille) euro.
Per la partecipazione al concorso è necessario compilare
l’apposito modulo, scaricabile dal sito Intranet dell’Ulss.
Eventuali informazioni possono essere richieste al
Servizio Controllo e Qualità, presso la Sede Centrale di
via Trento n. 4 ad Arzignano, tel 0444 479552, e-mail:
[email protected].
8.
Sarà riconosciuto particolare valore ai progetti presentati
da gruppi di lavoro formati da almeno 3 persone, ivi
compreso il referente, non necessariamente appartenenti alla stessa unità operativa.
9.
Il progetto dovrà essere indirizzato al Servizio Controllo
e Qualità, presso la Sede Centrale di via Trento n. 4 ad
Arzignano, e pervenire entro il 30 settembre 2005.
A tale scopo, farà fede la data del protocollo generale
dell’azienda.
10. La commissione giudicatrice è formata dalle seguenti
persone:
- Direttore Generale, che lo presiede;
- Direttore Amministrativo, con funzioni di sostituzione
del Direttore Generale in caso di assenza;
- Direttore dei Servizi Sociali;
- Direttore Sanitario;
- Presidente della Conferenza dei Sindaci o suo delegato;
- Direttore di Distretto;
- Direttore Medico di Ospedale;
- Direttore del Dipartimento di Prevenzione;
- Presidente dell’Associazione Volontari
Ospedalieri di Valdagno (A.V.O.).
11. La commissione giudicatrice esaminerà i progetti
pervenuti e ne valuterà l’ammissibilità al concorso sulla
base dei seguenti criteri generali:
a) coerenza con la programmazione socio-sanitaria
aziendale;
b) innovatività;
c) fattibilità;
d) trasversalità;
e) rilevanza dei risultati;
f) correttezza metodologica;
g) economicità.
12. La premiazione dei vincitori avverrà nel corso del 2°
convegno aziendale sullo sviluppo della qualità.
13. I referenti dei progetti vincitori, o in caso di impedimento
delegati facenti parte dello stesso gruppo di progetto,
illustreranno le proprie proposte in sede di convegno
aziendale.
14. Dei progetti valutati positivamente sarà tenuto conto in
sede di programmazione aziendale per l’anno successivo.
5
Mira a migliorare il clima
lavorativo riducendo eventuali
discriminazioni fra i sessi
comitato
pari
opportunità
da inizio anno è attivo questo nuovo organismo
Patrizia Simionato
Un comitato per ridurre le discriminazioni fra
uomo e donna all’interno dell’Azienda Ulss.
È questa una delle ultime novità dell’Ulss 5
Ovest Vicentino in tema di miglioramento della
qualità della vita nell’ambiente del lavoro. Si è
infatti insediato ufficialmente il 18 gennaio 2005
nel Centro di Formazione dell’Ospedale di Montecchio, il Comitato Pari Opportunità dell’Ulss 5,
presieduto da Patrizia Simionato, dirigente amministrativo dell’U.O.A. Risorse Umane. Si tratta
di un organismo rappresentato da dipendenti, in
qualità di membri effettivi o supplenti, appartenenti a profili professionali diversi, scelti per la
metà dall’Amministrazione e per la rimanente
metà dalle Organizzazioni Sindacali.
Come detto, al Comitato spetta il compito di
accertare e proporre azioni finalizzate a ridurre le
discriminazioni tra uomo e donna nel mondo del
lavoro, ma più in generale esso mira a valorizzare tutte le risorse presenti in azienda attraverso la
creazione di un clima lavorativo migliore.
Nel corso della prima riunione a ciascuno dei
membri di questo nuovo Comitato è stato consegnato un manuale contenente una raccolta
della principale normativa in materia di parità tra
uomini e donne nel mondo del lavoro, i provvedimenti aziendali in materia, nonché le finalità
del Comitato.
Riunitisi il 2 febbraio 2005, i membri hanno
approvato il proprio regolamento di funzionamento e, al fine di favorire l’operatività di questa
struttura con la contestuale ottimizzazione delle
risorse temporali ed umane disponibili, si è convenuto di organizzarsi per mezzo di gruppi lavoro. Nella stessa riunione, sono stati nominati il
vicepresidente - scelta caduta sulla dottoressa Patrizia Draghicchio, dirigente biologo - il segretario
verbalizzante e il vice segretario - rispettivamente
Giancarla Pegoraro, amministrativa presso l’U.O.A.
Risorse Umane, e Marisa Crestani, logopedista.
Sono stati inoltre programmati gli incontri che
si terranno nel corso del primo semestre dell’anno 2005 e il Comitato si è posto l’obiettivo di
collaborare con i Comitati Pari Opportunità delle
Ulss della Provincia, nonché con gli Enti Locali
e di partecipare alla realizzazione di Progetti finanziati dalla Regione del Veneto e dall’Unione
Europea.
La composizione del Comitato Pari Opportunità dell’Ulss 5
Componenti di parte aziendale
Effettivi
Supplenti
Presidio Ospedaliero
Dottoressa Alessandra Ferraglia, Dirigente Medico Dottoressa Patrizia Dovigo, Dirigente Medico
Dottoressa Cristina Tassinari, Dirigente Medico
Dottoressa Cristina Vandelli, Dirigente Medico
Dottoressa M. Chiara Blarzino, Dirigente Medico
Dottoressa Lauretta Silvestri, Dirigente Medico
Dottoressa Milvia Marchiori, Dirigente Medico
Dottoressa Ludmilla Zuccarino, Dirigente Medico
Dottoressa Anna Racasi, Dirigente Medico
Dottoressa Paola Pacati, Dirigente Medico
Sig.ra Rosella Caneva, Coll. Prof. sanitario esperto Sig.ra Marisa Lovato, Coll. Prof. sanitario esperto
Sig.ra Luigia Signorin, Coll. Prof. sanitario esperto
Sig.ra Adelaide Camerra, Coll. Prof. sanitario esperto
Sig.ra Lisa Santolin, Coll. Prof. sanit. infermiere
Sig.ra Stefania Menon, Coll. Prof. sanit. infermiere
Strutture del Territorio
Dottoressa Paola Peruzzo, Dirigente Medico
Dottoressa Renata Busato, Dirigente Medico
Dottoressa Emanuela Destefani, Dirigente Medico Dottoressa Patrizia Pacini, Dirigente Medico
Dottoressa Luciana Cracco, Dirigente-Psicologo
Dottoressa Raffaella Menozzi, Dirigente-Psicologo
Dottoressa Francesca Concato, Dirigente-Psicologo Dottoressa Cristina Marchesini, Dirigente-Psicologo
Servizi Amministrativi
Sig.ra Giancarla Pegoraro, Assistente amm.vo
Sig.ra M. Grazia Vencato, Assistente amm.vo
Sig.ra Patrizia Zuffellato, Assistente amm.vo
Sig.ra Federica Disconzi, Assistente amm.vo
6
Componenti di parte sindacale
Effettivi
Supplenti
Rappresent. sindacale
R.S.U. del Comparto Sanità
Sig.ra Nadia Nuvola
Sig.ra Gabriella Consolaro
FPS-CISL
Sig.ra Marisa Crestani
Sig.ra Lisanna Fracasso
CGIL-FP
Sig.ra Anna Maria Masiero
Sig.ra Luisa Scandola
UIL-FPL
Sig. Michele Busato
Sig. Pio Montagna
SNATOSS
Sig.ra Cecilia Miotello
Sig. Mariano Ghiotto
FIALS/Confsal
Rappresentanze Sindacali Dirigenza Sanitaria, Professionale, Tecnica ed Amministrativa
Dottoressa M. Gabriella Bazzana
Dottoressa Silvia Bevilacqua
AUPI
Dottoressa Anna Radin
Dottoressa Maria Paola Cariolato SINAFO
Dottoressa Patrizia Draghicchio
Dottoressa Margherita Menegozzo SNABI-SDS
Dottoressa Daniela Perin
Dottoressa Fiorella Clarici
SIDIRSS
Rappresentanze Sindacali Dirigenza Medica e Veterinaria
Dottoressa Alessandra Faedo
Dottor Massimo Segato
CIMO/ASMD
Dottoressa Sonia Bardella
A.N.A.A.O.
Dottor Giorgio Mariot
A.A.R.O.I. - AIPAC-SNR
Dottoressa Caterina Piazza
Dottor Mariano Crocco
A.O.G.O.I.
Dottoressa Rosa Barletta
Dottor Valentino Miconi
A.N.P.O.
Dottoressa Simonetta Lombardi
Dottor Ferruccio Savegnago
CISL medici
Dottoressa Lucia Pavanati
Dottor Alvaro Lorenzi
CIVEMP
Dottoressa Cinzia Bergamasco
Dottor Antonio Calabrese
Nuova ASCOTI
CISL
Confederazione Italiana Sindacali Lavoratori; FP Funzione Pubblica; FPL Federazione Poteri Locali; SNATOSS Sindacato Nazionale Autonomo
Tecnici Ospedalieri dei Servizi Sanitari; FIALS Federazione Italiana Autonoma Lavoratori Sanità; AUPI Ass.ne Unitaria Psicologi Italiani; SINAFO Sindacato
Nazionale Farmacisti Dirigenti; SNABI Sindacato Nazionale Biologi, Chimici, Fisici Italiani; SIDIRSS Sindacato Dirigenti Servizio Sanitario; ASMD Ass.ne
Sindacale Medici Dirigenti; A.N.A.A.O. Ass.ne Medici Dirigenti; A.O.G.O.I. Ass.ne Ostetrici Ginecologici Ospedalieri Italiani; A.N.P.O. Ass.ne Nazionale
Primari Ospedalieri; CISL Medici Medici Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori Medici; Nuova ASCOTI Ass.ne Sindacale Chirurghi Ortopedici
Traumatologici Italiani.
avviata indagine
sulla
qualità
nei quattro ospedali dell’Ulss 5
È partita il primo marzo 2005 la più capillare e
sistematica indagine sulla qualità dei servizi erogati mai effettuata nell’Ulss 5. L’indagine, proposta dalle associazioni di volontariato ospedaliero,
è rivolta a tutte le persone ricoverate nei reparti
dei quattro ospedali dell’azienda. Il modulo di
rilevazione della qualità percepita, predisposto dall’Ufficio Relazioni con il Pubblico, è stato
pensato per essere di facile lettura e di veloce
compilazione ed è stato tradotto in sette lingue
(serbo-croato, inglese, francese, albanese, arabo, punjabi, bengali) a cura del Servizio di Mediazione Culturale. Questo breve questionario
dà all’utente la possibilità di esprimere osservazioni circa le prestazioni ricevute e può essere
compilato in forma anonima. Se completato con
la firma, può venir utilizzato anche come segnalazione di un fatto negativo o positivo.
“Penso che sia quanto mai importante instaurare e garantire un dialogo semplice e trasparente tra il cittadino/utente e l’Azienda Ulss - chiarisce il direttore generale Daniela Carraro - alla
base della relazione con il cittadino e l’Azienda
c’è la necessità di rispondere in modo appropria-
to ai bisogni e ai problemi. La risposta a questa
necessità è sentita come un diritto da parte del
cittadino e un dovere da parte dell’Azienda. La
qualità dei servizi si misura sulla capacità di presa
in carico dei bisogni dell’utenza e sulla capacità
di cogliere, comprendere e interpretare il giudizio del proprio operato. Lo strumento maggiormente in grado di rispondere a questa necessità
è la misurazione della soddisfazione dell’utenza,
ovvero l’indagine di customer satisfaction. Rilevarla vuol dire adottare una metodologia specifica rispetto all’ambito e al tipo di utenza con cui si
interagisce. Questo ci permetterà di individuare
i fattori critici che favoriscono od ostacolano la
realizzazione del miglioramento continuo della
nostra attività”.
La raccolta del questionario avviene tramite
apposite cassette dislocate nell’atrio e in ogni
piano dei quattro ospedali. L’U.R.P. avvalendosi
del personale di staff della Direzione Generale
provvede allo svuotamento delle cassette.
Per l’analisi dei dati è già stata richiesta la collaborazione dell’Università di Padova tramite l’attivazione di uno stage.
Elena Sandri
Attraverso semplici
questionari i pazienti
possono esprimere la
propria opinione
sulla qualità percepita
del servizio
7
Ecco un estratto dei principi, dei valori e
della mission aziendale che guida
l’operato dell’Ulss 5 Ovest Vicentino
atto
aziendale
per un’Ulss in miglioramento
continuo
Daniela Carraro
L’impegno dell’Ulss 5 Ovest Vicentino potrebbe essere riassunto in una singola frase, “Promozione alla salute”, che da sola inverte il concetto
secondo cui alla struttura sanitaria ci si dovrebbe
rivolgere solo in caso di malattia.
Proprio per chiarire nel dettaglio questa sua
particolare mission, l’Azienda Sanitaria ha steso
l’Atto Aziendale che ne chiarisce i compiti e le
finalità, contemplando anche le modalità di assistenza che l’Ulss 5 si impegna ad offrire alle
comunità dei 22 Comuni in cui opera.
Si tratta di prestazioni sociosanitarie di prevenzione, di cura, di riabilitazione, di urgenza ed
emergenza medica che l’Ulss 5 intende perseguire in modo da assicurare la più ampia integrazione dei processi assistenziali ed organizzativi con l’attenzione alla centralità della persona,
ai suoi bisogni ed aspettative, armonizzandola
con le esigenze delle altre parti interessate al
funzionamento dell’Azienda.
L’Ulss 5 ricerca l’efficacia dei servizi con continua attenzione all’esito positivo relativo: all’appropriatezza (fare le cose giuste), alla qualità clinico-assistenziale (far bene), al gradimento del
paziente (rendere accettabile), all’utilità (fare il
dovuto).
Missione, valori e visione
I valori principali cui si ispira l’Azienda sono:
• la libertà della persona nella scelta del servizio, della
cura efficace, del professionista
• la tutela della vita umana nelle sue diverse fasi
• la responsabilità verso la comunità da servire e la responsabilità gestionale e clinica
• la condivisione di tutti i membri dell’organizzazione della mission e degli obiettivi aziendali
• la collaborazione tra i diversi professionisti per fornire il
miglior servizio alla persona
• il servizio come capacità dell’organizzazione di orientare
i processi operativi intorno alle esigenze della persona
• la crescita personale dei dipendenti e dei collaboratori
convenzionati attraverso la formazione continua
• il sostegno e lo sviluppo della comunità affinché cresca la capacità di scelta per la promozione e la tutela
della salute
• il miglioramento continuo come condizione fondamentale per mantenere l’Azienda al passo con l’evoluzione rapida delle conoscenze, della tecnologia, della
•
•
•
•
•
integrazione dei sistemi sanitari in Europa, la continua
variazione delle aspettative delle persone
la professionalità di tutti gli operatori per rispondere con
adeguatezza, efficacia e competenza in ogni situazione e
circostanza
la legittimità e la legalità come corrispondenza dell’azione della pubblica amministrazione e di tutti i dipendenti
alle norme vigenti, e soprattutto al codice deontologico dei pubblici dipendenti e delle professioni sanitarie,
avendo cura di rimuovere ogni situazione di conflitto di
interessi
l’imparzialità nelle scelte e nelle decisioni come certezza di pari opportunità per ogni persona o dipendente
la buona amministrazione nell’ottenere i migliori risultati per la persona a parità di risorse attribuite dalla comunità all’Azienda Ulss 5
la trasparenza sia nell’attività amministrativa, informando
correttamente e completamente i diversi soggetti pubblici e privati, che nell’attività clinica, informando sempre la
persona degli effetti delle cure e dell’assistenza.
Modalità di assistenza
L’Azienda Ulss 5 Ovest Vicentino nel dar priorità alla centralità della persona agirà con attenzione:
• ai bisogni sanitari e socio-sanitari (con il supporto delle informazioni epidemiologiche)
• alla domanda di prestazioni sanitarie e socio-sanitarie
• alla accessibilità dei servizi (facilitarne la fruizione, informare sull’uso dei servizi)
• alla tempestività di risposta (dare priorità all’urgenza e
agli interventi non differibili)
8
• alla qualità percepita (conoscere le aspettative e valutare il gradimento)
• all’esito atteso (definire l’evoluzione probabile, far
conoscere gli eventi pronosticabili)
• alla corretta conoscenza (favorire l’informazione sulle
pratiche cliniche assistenziali, garantire il consenso
informato)
• alla continuità assistenziale (preoccuparsi del percorso assistenziale anche rispetto ad altri servizi necessari)
Rivolgendosi a chi
opera nelle strutture
sanitarie ha detto:
“Il vostro è un servizio
che nasce dall’amore
e produce amore”
il vescovo
Nosiglia
a
Valdagno
per l’inaugurazione della cappella del nuovo San Lorenzo
Nella ricorrenza della tredicesima “Giornata
del Malato” l’11 febbraio 2005, il vescovo di Vicenza, Monsignor Cesare Nosiglia, è stato ospite
dell’Ulss 5 Ovest Vicentino per l’inaugurazione
della cappella del nuovo ospedale San Lorenzo
di Valdagno.
Il prelato vicentino ha avuto parole cariche
d’affetto per chi gestisce con cura e qualità le
strutture ospedaliere locali, siano essi medici,
infermieri, personale sanitario, dirigenti, volontari, cappellani e suore. “Voglio esprimervi tutta
la mia stima e la riconoscenza della comunità
cristiana - ha detto Monsignor Nosiglia -, di tante
famiglie e pazienti che ogni giorno usufruiscono
del vostro prezioso servizio nelle strutture ospedaliere, di accoglienza e nelle case di riposo.
Farsi carico di ognuno esige sempre più un
gioco di squadra, dove diverse persone interagiscono insieme, ciascuna con la sua professionalità e umanità. Diventa perciò decisivo l’ambiente-comunità che si crea, soprattutto negli
ospedali, dove si svolge, giorno dopo giorno,
un lavoro che esige una costante qualificazione. Per eseguire il vostro compito è necessaria
tanta luce e forza dello Spirito, che solo nella
preghiera e nella comunione è possibile trovare.
Il vostro è un servizio che nasce dall’amore e
produce amore”.
Silvia Fracasso
rinnovo
R.S.U.
alta l’affluenza dei votanti, sopra il 70 per cento
Si sono tenute dal 15 al 19 novembre 2004 le elezioni per il rinnovo delle Rappresentanze Sindacali
Unitarie dell’Ulss 5. Questo appuntamento ha coinvolto 1655 lavoratori in servizio, a tempo indeterminato, che hanno potuto scegliere 24 rappresentanti - su 98 candidati - per essere tutelati per i
prossimi tre anni in sede aziendale. Ai quattro seggi istituiti negli ospedali dell’azienda sono andati a
votare in 1.170, per una media di oltre il 70 per cento degli aventi diritto: 1.126 le schede valide, 4
le bianche e 40 le nulle. Qui di seguito, riportiamo l’elenco degli eletti.
Patrizia Simionato
Eletti i 24 nuovi
rappresentanti
sindacali unitari
dell’Ulss 5
Lista n.1: RdB CUB Pubblico Impiego
voti n. 74
seggi n. 2
eletti: Luigi Busato e Lucia Concato
Lista n.2: UIL F.P.L.
voti n. 150
seggi n. 3
eletti: Marco Radon, Gianfranco Zini e Giancarlo Rasia
Lista n.3: NURSIND
voti n. 256
seggi n. 5
eletti: Pietro Giacomini, Federico Pegoraro, Emanuela Mecenero, Cristiana Battistin e Massimiliano
Belfontali
Lista n.4: Funzione Pubblica CGIL
voti n. 114
seggi n. 2
eletti: Renzo Franzolin, Sergio Bevilacqua
Lista n.5: FPS CISL
voti n. 507
seggi n. 11
eletti: Nadia Nuvola, Gabriella Caldonazzo, Lino Mecenero, Fausto Cavaliere, Gastone Ugolin, Aroldo
Cornale, Enzo Storti, Fernando Belluzzi, Davide Navetta, Massimo Tadiotto e Giuliano Scorzato
Lista n.6: F.S.I.
voti n. 25
seggi n. 1
eletti: Michele Busato
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Si moltiplicano i gesti meritori
fra privati cittadini e aziende
donazioni
2004
il totale ammonta ad oltre
tre miliardi delle vecchie lire
Stefano Cocco
È una costante degli ultimi anni: le Ulss devono gestire risorse finanziarie sempre più esigue,
razionalizzando i costi e ottimizzando le strutture
per riuscire ugualmente ad offrire ai cittadini un
servizio eccellente per qualità e quantità.
In questo quadro le donazioni dei privati acquisiscono ancora più importanza, perché segnalano un’attenzione particolare verso l’impegnativo compito delle strutture sociosanitarie.
Per questo motivo, l’Ulss 5 Ovest Vicentino intende ringraziare pubblicamente quanti hanno
voluto contribuire al miglioramento qualitativo
delle prestazioni a favore dell’utenza con donazioni di attrezzature.
Il totale delle donazioni raccolte dall’Ulss 5
nel 2004 è stato di oltre un milione e 560 mila
euro, gran parte frutto della cospicua largizione
della Fondazione Cassa di Risparmio di Verona,
Vicenza, Belluno e Ancona per il progetto “Implementazione della rete di telemedicina nella
provincia di Vicenza”.
• Controllo gratuito
dell’udito.
• Apparecchi acustici
automatici e praticamente
invisibili.
• Tecnologie digitali
con soppressione
del rumore di fondo.
Associazioni
5 aspiratori
1 fax, 1 videocamera, 1 macchina fotografica,
4 poltrone, strumenti musicali
Somma in denaro per l’acquisto di materiale
tecnico di riabilitazione
2 personal computer
Somma in denaro per il progetto Self-Help e
Salute Mentale
5.075,90
3.718,49
U.O.S. Territoriale di “patologia respiratoria”
Centro Diurno “Aurora” e Centro Educativo
Occupazionale Diurno “Azzurra” di Valdagno
Servizio di Rieducazione e Riabilitazione
Funzionale - Osp. di Montecchio Maggiore
Ambulatori di Diabetologia - Osp. di Lonigo
1.200,00
Dipartimento di Salute Mentale
1.500,00
1.250,00
• Apparecchio in prova
a casa per un mese.
• Abilitazione alle forniture
con ASL e INAIL
Aziende
2 registratori Holter Spacelabs Medical e
2.324,00
U.O.C. di Medicina - Osp. di Arzignano
relativa dotazione di corredo
Somma in denaro per il Progetto “Implementazione
1.500.000,00 Ulss 5
della rete di telemedicina nella provincia di Vicenza”
Macchinari per la diagnosi dell’osteoporosi
2.400,00
Centro Osteoporosi - Osp. di Valdagno
1 volume “Trattato di Medicina Interna”
320,00
1 biopachimetro Tomey AL2000
1 sistema digitale di acquisizione di immagini
per l’archiviazione in cartelle informatizzate
14.800,00
1 carrello emergenza
1.705,00
U.O.C. di Medicina - Osp. di Arzignano
1 volume “Principi di Medicina Interna”
3 apparecchi per Aerosol e 9 Ricambio
Nebulizzatore
1 volume “Geriatria”
230,00
U.O.C. di Oculistica - Osp. Montecchio M.
U.O.S. di Diabetologia ed Endocrinologia
- Osp. di Arzignano
Struttura Residenziale Disabili “Azzurra” di
Valdagno
U.O.C. di Geriatria - Osp. di Valdagno
409,26
U.O.C. di Pediatria - Osp. di Arzignano
120,00
U.O.S. di Lungodeg. - Osp. di Valdagno
1 volume “Principi di Medicina Interna”
139,00
250,00
U.O.C. di Medicina - Osp. di Arzignano
U.O.S. di Diabetologia ed Endocrinologia
- Osp. di Montecchio Maggiore
U.O.C. Anestesia e Rianimazione - Osp. di
Arzignano
Dip. di Salute Mentale di Montecchio Magg.
516,00
Dip. di Salute Mentale di Lonigo
459,00
Dip. di Salute Mentale di Lonigo
580,00
1 telepodometro
4.131,00
1 pompa siringa ad infusione
3.874,00
1 personal computer e relativa stampante
Privati
1 TV color, 1 impianto stereo
1 frigorifero
Statua di Padre Pio
Somma in denaro per programma riabilitativo
cognitivo e biblioteca
2 personal computer
1 Isola Neonatale
3.098,74
Nuovo Ospedale di Valdagno
200,00
Ambulatorio per la memoria di Valdagno
250,00
C.e.o.d. “Azzurra” di Valdagno
12.420,00
Vicenza
C.so San Felice e Fortunato, 101
Tel. 0444 545 393/0444 326 324
Montecchio Maggiore
(Alte di Montecchio)
Arzignano
Visite martedì dalle 9.00 alle 10.30
presso il Centro Medico
Via Pellizzari, 125 - Tel. 0444 450 828/0444 450 669
Visite martedì, giovedì e venerdì
dalle 10.00 alle 12.00,
mercoledì dalle 15.30 alle 18.00
Lonigo
Valdagno
presso il Centro Acustico Amplifon
Via Sette Martiri, 119 - Tel. 0445 402 044
Visite martedì e venerdì dalle 15.30 alle 18.00
presso lo Studio Medico
Via Cesare Battisti, 170/D - Tel. 0444 835 286
Visite lunedì dalle 16.00 alle 17.30,
venerdì su appuntamento
www.amplifon.it
Montecchio Maggiore
presso lo Studio Medico Associato
Via De Gasperi, 54 - Tel. 0444 545 393
Visite giovedì dalle 15.30 alle 18.00,
sabato dalle 9.30 alle 12.00
Servizio Ass. Neonatale - Osp. di Valdagno
messaggio promozionale
10
presso il Poliambulatorio
Viale Stazione, 1 Loc. Alte - Tel. 0444 694 518
La
vita ti parla
La dieta riveste un ruolo
fondamentale nella loro
prevenzione
calcoli
addio
via i calcoli della colecisti con un ricovero giornaliero
Luigi De Santis
Raffaele Gianesini
L’intervento per la calcolosi biliare ormai può
essere eseguito anche con un breve ricovero,
senza che vi sia un aumento delle complicanze.
Perchè togliere la colecisti?
Il motivo è la presenza di calcoli, un problema benigno, ma assai frequente, che colpisce il
18% della popolazione totale ed interessa maggiormente le donne con un rapporto di 3 a 1
rispetto al sesso maschile e con una incidenza
maggiore nella quinta decade di vita. La bile, che
contiene i sali biliari che servono per la digestione, è prodotta dal fegato e viene concentrata
nella colecisti. Quest’ultima, se non funziona a
dovere, provoca la formazione dei calcoli che
sono quasi sempre costituiti da colesterolo. I
fattori di rischio sono molti ed in particolare: le
donne sono più esposte al disturbo a causa degli ormoni femminili (gli estrogeni), che influenzano la qualità della bile e riducono l’escrezione
dei sali biliari; lo stesso vale per i soggetti obesi,
nei quali la motilità della colecisti è ridotta ed è
aumentata invece la quantità di colesterolo in
circolo.
La dieta ha un’importanza non trascurabile nella formazione dei calcoli: chi assume poche fibre
e nel contempo assume carboidrati raffinati e
grassi, ne provoca la loro comparsa. Chi si sottopone ad una dieta dimagrante drastica, facilita la
stasi biliare e la sintesi compensatoria di colesterolo. I calcoli infine aumentano con l’aumentare
dell’età, in chi ha familiarità per calcolosi biliare,
in chi soffre di diabete o d’ipertrigliceridemia.
Nella maggioranza dei casi i calcoli sono asintomatici e spesso sono un reperto occasionale
scoperto dopo un’indagine ecografica del fegato.
Quando sono sintomatici compare la colica biliare che si presenta con un tipico dolore alla parte destra dell’addome irradiato verso la schiena
ed il braccio destro, di durata tra i 15-30 minuti,
spesso accompagnato da nausea e vomito.
Quando operare?
Oggi consigliamo sempre l’intervento di colecistectomia in laparoscopia perchè oltre alla
colica biliare si possono verificare complicanze
più gravi quali la colecistite (infiammazione ed
infezione della colecisti), l’ittero per il passaggio
12
di un calcolo nella via biliare principale, la pancreatite ed in rari casi il tumore della colecisti.
La colecistectomia per via laparoscopica è una
procedura chirurgica ormai molto diffusa. L’intervento per essere sicuro deve asportare oltre ai
calcoli anche la colecisti.
Lasciata in sede sarebbe un grave errore perché è un viscere ammalato che rifarebbe in breve tempo i calcoli. Naturalmente senza la colecisti la digestione dei grassi continua in modo
regolare con qualche semplice meccanismo di
compenso da parte del fegato. Con tale tecnica le manovre chirurgiche vengono effettuate
mediante una telecamera e degli strumenti che
sono introdotti nell’addome attraverso delle piccole incisioni cutanee inferiori al centimetro. In
media l’intervento dura 30-40 minuti ed è condotto in anestesia generale. Benchè l’approccio
laparoscopico sia meno doloroso di quello tradizionale (la ferita addominale lunga in media
12 cm che provoca il dolore non c’è più) la sintomatologia dolorosa post-operatoria richiede in
ogni modo un controllo adeguato con i farmaci
analgesici.
I pazienti possono così beneficiare di una tecnica mini-invasiva e, rispetto al passato, il ricovero è molto breve con un dolore post-operatorio
ridotto e risolvibile con dei blandi anti-dolorifici.
Da circa due anni, nella nostra struttura, la
maggior parte dei pazienti, una volta operati,
possono essere dimessi con un ricovero di un
giorno come avviene per altri tipi d’interventi
(ernie, varici, etc.) purchè non vi siano controindicazioni ad una dimissione precoce.
In pratica il paziente deve presentare un basso rischio anestesiologico, deve abitare vicino
all’ospedale, deve poter avere un riferimento telefonico in caso d’emergenza e deve vivere con
qualcuno che può prendersi cura di lui nei giorni
successivi all’intervento. Lo sviluppo di queste
metodiche operatorie laparoscopiche, associato
al progredire delle tecniche anestesiologiche e
di controllo del dolore post-operatorio, assicura
dei risultati molto favorevoli.
Il paziente può sottoporsi con maggior fiducia e tranquillità all’atto operatorio, sicuro di una
rapida guarigione e di un pronto reinserimento
nelle sue normali attività.
Le indicazioni sono estremamente positive, ma l’Ulss 5 può rendere
il suo servizio ancor più rispondente alle esigenze dei pazienti
focus sul day hospital
oncologico
un questionario per migliorarsi ancora
Nei mesi scorsi sono state raccolte le risposte
di 118 pazienti del day hospital oncologico dell’ospedale di Montecchio Maggiore ad un questionario sulla qualità percepita. Come si può
vedere dai dati riportati in fondo a questa pagina, la situazione è positiva. La maggioranza dei
pazienti esprime un senso generale di sicurezza
e fiducia verso l’operato del personale sociosanitario. Altrettanto positiva è la capacità degli
operatori di entrare in contatto con i pazienti e
comprenderne bisogni e necessità. Margini di
miglioramento ci sono invece nell’area che riguarda il luogo delle cure, che circa un terzo dei
pazienti ritiene non completamente idoneo. A
tal fine sono state avviate delle modifiche interne per ridurre gli spazi, in modo da garantire la
riservatezza necessaria.
Non solo il questionario, ma, in particolare,
l’esperienza fatta accanto al malato oncologico per la maggior parte delle ore della propria
giornata, dimostra quanti bisogni non espressi
caratterizzano il mondo modificato di chi si trova
in questa difficile fase della propria vita. I malati
chiedono di potersi affidare a tutti gli operatori
che lavorano nel campo oncologico (oncologo,
chirurgo, radiologo, psicologo, medico curante,
infermieri, operatori addetti all’assistenza) oltre
che ai propri familiari. Chiedono che non vengano trascurati aspetti che possono apparire secondari come quelli dei loro bisogni psicologici,
relazionali ed affettivi, e che venga considerato
quel malessere e quel disagio diffuso che riduce
le energie e deprime l’umore attualmente definito con il termine di “fatigue”.
I malati hanno bisogno di estrema attenzione nella comunicazione con i medici, con gli
infermieri, con i propri familiari, perché nella
loro condizione diventano ultrasensibili a qualsiasi sollecitazione sia positiva che negativa, di
conseguenza il rapporto con il medico è per il
malato qualcosa di estremamente prezioso.
Hanno bisogno di una personalizzazione delle
cure, pur nella sicurezza terapeutica, in modo da
poter avere il miglior beneficio possibile e anche la sensazione e la conferma di essere una
persona.
Per fare questo c’è bisogno di tutti, per poter
condividere nel modo più pieno e profondo il
concetto di cura e tutela globale, ricordando che
è proprio il malato oncologico che avendone
maggiormente bisogno ci lancia questa sfida.
Alessandra Marcon
I dati del questionario
Ecco alcuni degli aspetti rilevati dal questionario sulla qualità percepita da 118 pazienti nell’ambito del day hospital oncologico di
Montecchio Maggiore.
Personale
Qual è il suo giudizio sul trattamento da parte del personale
sanitario?
Sono fiducioso
35%
Mi sento seguito
32%
Mi sento seguito e sono fiducioso allo stesso tempo
28%
Mi sento indifeso
2,5%
Mi sento trascurato
2,5%
Come riesce a sintonizzarsi sui suoi bisogni il personale?
Molto bene
60%
Abbastanza bene
38%
Poco
2%
Nessuno ha risposto “Per niente”
Come si sente seguito durante il suo accesso al Day Hospital?
Molto seguito
60%
Abbastanza seguito
36%
Poco seguito
4%
Nessuno ha risposto “Per nulla seguito”
Comfort
Com’è l’ambiente del Day Hospital?
Molto accogliente
Abbastanza accogliente
Poco accogliente
Nessuno ha risposto “Per nulla accogliente”
59,5%
38%
2,5%
Ambiente
Come sono gli spazi dedicati alla terapia e all’attesa?
Adeguati
Abbastanza adeguati
Poco adeguati
Nessuno ha risposto “Per niente adeguati”
51%
37%
12%
13
Nella Valle dell’Agno l’incidenza
di queste malattie è superiore
alla media regionale
endocrinologia
oggi
un convegno fra clinica e terapia
Massimo Casaril
Marcello Giachetti
Si è svolto lo scorso 20 novembre 2004 a
Palazzo Festari, a Valdagno, il convegno “Endocrinologia oggi: clinica e terapia” nell’ambito del
programma ”formazione 5” della nostra ULSS.
Nella vallata dell’Agno le malattie endocrine,
soprattutto quelle della tiroide, hanno una frequenza superiore alla media regionale e la richiesta di prestazioni specialistiche in questo
ambito è elevata.
Da qui la decisione di proporre questo corso
di aggiornamento per i medici di medicina generale e per gli altri specialisti, rafforzata dall’osservazione che in questo campo il tasso di rinnovamento delle conoscenze è particolarmente
accelerato con un impatto rilevante sulla pratica
clinica quotidiana.
Il convegno è stato organizzato centrando l’at-
tenzione non solo sui problemi più frequenti
(la patologia della tiroide), ma soprattutto sugli
aspetti endocrinologici più innovativi in tema
di diagnosi e terapia. Esperti endocrinologi dei
maggiori centri ospedalieri ed universitari della
nostra regione sono stati invitati a collaborare
con contributi originali. Ciascuno è intervenuto
con competenza e lucidità sulla base della profonda conoscenza dell’argomento affidato.
Presidente del convegno era il Responsabile
del reparto di Medicina dell’Ospedale di Valdagno, dottor Massimo Casaril, che ha introdotto i
lavori presentando i dati sulla attività dell’Ambulatorio di Endocrinologia. Tra i moderatori c’erano
il direttore sanitario dell’Ulss 5 Giampaolo Stopazzolo e il direttore del dipartimento di Area
Medica di Valdagno Fabio Armellini.
nuovo primario
di
oncologia
è la veronese dottoressa Cristina Oliani
Matteo Molon
Cristina Oliani
14
Dal 21 dicembre 2004 l’Oncologia dell’Ulss 5
Ovest Vicentino ha un nuovo primario. A ricoprire
questo importante ruolo è stata chiamata Cristina Oliani, quarantaquattrenne veronese laureatasi in Medicina e Chirurgia nell’Università della
sua città nel 1986. Specializzata in Oncologia
Medica presso l’Università degli Studi di Padova
nel 1989, è stata dal 1990 prima Assistente Medico di ruolo a tempo pieno e successivamente
Dirigente Medico I° livello presso la Divisione
Clinicizzata di Oncologia Medica dell’Ospedale
Civile Maggiore di Verona.
Tra le diverse attività di studio e di ricerca si
segnalano una borsa di studio dell’Associazione
Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC) e un
progetto dell’International Union Against Cancer
realizzato dalla dottoressa Oliani in Inghilterra.
Sono numerose le sue specializzazioni: Statistica
Sanitaria, indirizzo Statistica Medica all’Universi-
Medici dell’Ulss 5 a Scutari per
accrescere la professionalità dei
loro colleghi albanesi
una collaborazione
possibile
al via un progetto internazionale
per l’Ortopedia di Montecchio
Dall’11 al 13 febbraio 2005 una delegazione
di Ortopedia di Montecchio Maggiore, guidata dal dottor Enrico Castaman e composta dal
dottor Antonio Loro, dalla segretaria del Reparto
Loreta Borghero e dall’infermiere professionale
Moreno Casara, si è recata in visita al Presidio
Ospedaliero di Scutari, in Albania.
Questa iniziativa si fonda sull’ormai affermata
disponibilità da parte dell’Ortopedia di Montecchio Maggiore di trattare casi ortopedici gravi
provenienti da varie zone dell’Albania, segnalati
e sostenuti dal padre francescano Sergio Gazzea, missionario nel distretto di Scutari. Presso
il reparto montecchiano, per esempio, nel solo
2004 sono stati attuati cinque onerosi interventi
di chirurgia ortopedica su importanti malformazioni scheletriche, con l’assistenza del Fondo
Regionale di Aiuto Umanitario per cittadini extracomunitari.
Con l’intenzione di risparmiare ai pazienti i
grandi disagi connessi al trasferimento dall’Albania all’Italia, è sorta così l’idea di trasmettere
alcune esperienze professionali direttamente ai
medici che lavorano nell’ospedale della zona in
cui opera Padre Sergio, per permettere loro di
svolgere autonomamente interventi anche complessi.
In questa prima uscita si sono chiaramente
riscontrati da un lato l’amichevole disponibilità,
la passione e l’interesse professionale di quegli
operatori, dall’altro la grande necessità di sostegni tecnici e materiali.
Nei prossimi mesi si metterà a punto un progetto di massima che vedrà l’Ulss 5 attrice attiva
nella ricerca di adeguate soluzioni organizzative
e dei necessari finanziamenti, con la prospettiva
di coinvolgere in questa iniziativa anche sponsor
istituzionali.
Enrico Castaman
Da sinistra: il Responsabile dell’Ortopedia dell’Ospedale di Scutari, dottor Antonio Loro, Moreno Casara, la direttrice e la vice
direttrice dell’Ospedale di Scutari. Il dottor Enrico Castaman, l’Economo dell’Ospedale di Scutari e Padre Sergio Gazzea
tà di Pavia nel 1993; Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva all’Università di Verona nel
1999; Genetica Medica all’Istituto di Genetica
dell’Università di Verona nel 2004.
La dottoressa Oliani, autrice di circa 90 pubblicazioni scientifiche, negli ultimi anni si è impegnata anche nell’attività didattica con l’organizzazione di eventi formativi per medici e altri
operatori sanitari. Insegna come Professore a
contratto nelle Scuole di Specializzazione di
Oncologia Medica, Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva, Endocrinologia e Malattie del
Metabolismo dell’Università di Verona. La sua
attività clinica e di ricerca è stata prevalentemente rivolta ai tumori gastroenterici, in particolare
colonrettali e pancreatici e ai tumori mammari.
Attualmente il nuovo primario di Oncologia si
occupa di terapia multidisciplinare dei tumori, di
terapia palliativa e di prevenzione.
15
La corretta informazione è alla base
della prevenzione nei confronti
di un’infezione che nel mondo
ha causato più di 25 milioni di morti
benessere è
ben-stare
nell’ambiente
coinvolto il Centro di istruzione
lotta
all’AIDS
nell’Ulss 5 infezioni in calo
per adulti del “Fogazzaro”
Marasca Balestrieri
Marzia Cariolato
Raffaele Morello
Marianna Zin
Il Dipartimento di
salute mentale di
Lonigo attiva un
progetto integrato
salute-ambiente
Per gli operatori del Dipartimento di salute
mentale di Lonigo ci si può prendere cura della propria persona e delle relazioni con gli altri
prendendosi cura del proprio ambiente. L’ambiente fisico-relazionale, infatti, aiuta le persone
ad esprimere pienamente le potenzialità e le fa
diventare promotrici di cambiamento.
È con questa idea che, in collaborazione con il
Centro di istruzione per adulti dell’Istituto comprensivo “Antonio Fogazzaro” di Noventa Vicentina, il Dipartimento di salute mentale di Lonigo
ha attivato per l’anno scolastico 2004/2005 un
progetto dal titolo “Ben-stare e ambiente”.
Nella sua prima fase questo piano formativo
ha previsto la sensibilizzazione degli utenti della
Comunità Terapeutica “Il Nido Rosa” e delle Residenze Sanitarie Assistite sui temi dell’ecologia,
permettendo l’acquisizione di conoscenze e sviluppando competenze in materia di salvaguardia
dell’ambiente. Si sono poi coinvolti attivamente
sul tema del riciclaggio dei rifiuti sperimentando, attraverso il già esistente “Progetto Orto”, i
vantaggi del riciclo, del riutilizzo e del recupero dei materiali di scarto. In questi due percorsi
di apprendimento di nuovi stili di relazione con
l’ambiente ci si è fatti aiutare da alcuni esperti
leoniceni (anche appartenenti alla sezione di Lonigo del CAI), attivi da molti anni sul fronte delle
problematiche ambientali e sulla valorizzazione
del nostro bellissimo ambiente collinare.
comunità
terapeutiche
sempre più importante il lavoro d’equipe
Claudio Busana
Fra pubbliche e
private, sono sette le
strutture presenti nel
territorio dell’Ulss 5
16
Il 22 ottobre 2004 si è tenuto a Lonigo un
importante convegno organizzato dal Dipartimento di Salute Mentale dell’Ulss 5 dal titolo “La
comunità terapeutica promuove il cambiamento
- Esperienze Venete”.
Durante il convegno sono intervenuti fra gli
altri il dirigente della programmazione sociosanitaria della Regione Veneto Giampietro Rupolo,
il direttore generale Daniela Carraro, il direttore
sanitario Giampaolo Stopazzolo e il direttore dei
servizi sociali Antonella Pinzauti. C’erano poi il
sindaco di Lonigo e presidente della Conferenza
dei Sindaci Giuseppe Boschetto, il direttore del
Dipartimento Salute Mentale Claudio Busana,
il coordinatore della Società italiana psichiatria
sezione Veneto Ludovico Cappellari, Anna Ferruta e Marta Vigorelli, esperte di fama nazionale
appartenenti alla Società Psicanalitica Italiana di
Milano.
Le Comunità terapeutiche sono nate sulle
ceneri dei residui manicomiali per dare risposta alle necessità riabilitative e di accoglimento
dei pazienti psichiatrici più gravi. La priorità del
contenimento dei comportamenti devianti dei
pazienti, propria delle istituzioni chiuse, è stata
sostituita da una prospettiva di dimissioni e di
reinserimento sociale. Nel territorio dell’Ulss 5
sono presenti due Comunità protette a Lonigo
e a Montecchio Maggiore e una Comunità alloggio ad Arzignano, collegate operativamente
con i Centri diurni di Valdagno e di Arzignano
nonché con i Centri educativi occupazionali del
“privato sociale”, Eco Papa Giovanni XXIII e Studio Progetto.
Nel corso del convegno è stata rilevata l’importanza di instaurare all’interno delle comunità
terapeutiche un clima motivato, di coinvolgimento, di fiducia e di solidarietà nel gruppo dei
curanti e un senso di appartenenza all’istituzione. È altresì necessario lo stretto collegamento
delle Comunità con gli altri Servizi/Strutture che
afferiscono al Dipartimento di Salute Mentale:
Unità di degenza ospedaliera, Centri di Salute
Mentale e ambulatori psichiatrici. Si determina
così una rete integrata di servizi che può intervenire efficacemente anche nei casi più gravi.
C’è poi l’esigenza da parte del soggetto pubblico di confrontarsi con il “privato sociale” per
costruire co-gestione su progetti terapeuticoriabilitativi individuali, che prevedano la partecipazione degli enti locali, delle famiglie, delle
associazioni e del volontariato.
La data del primo dicembre è stata scelta dall’Onu e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità fin dal 1988 come “Giornata Mondiale di
Lotta all’AIDS” allo scopo di creare dei momenti
di sensibilizzazione e informazione riguardo le
problematiche dell’infezione da Hiv, che si calcola abbia causato nel mondo oltre 25 milioni
di morti.
“La prevenzione e l’informazione restano ancora oggi alla base della lotta all’AIDS - nota il
dottor Giuseppe Cicciù, direttore del Dipartimento delle Dipendenze Patologiche dell’Ulss 5 -. In
Italia, fino al dicembre 2003, sono stati notificati
52.836 casi di AIDS e si stima che vi siano circa
110-130 mila persone sieropositive. Il numero
di nuove infezioni nel nostro paese è in lento
calo. Le regioni più colpite sono la Lombardia e il
Lazio, mentre il Veneto è la sesta regione italiana
per numero di persone infettate e casi di AIDS.
Secondo i dati della Regione Veneto del 2001, la
provincia di Vicenza è, insieme a Verona, la provincia veneta con il maggior numero di nuove
infezioni all’anno”.
Si sta inoltre osservando un lento cambiamento della distribuzione dei casi da Hiv, a seconda
dei diversi comportamenti a rischio. Se nei primi
anni la categoria maggiormente a rischio era rappresentata dai pazienti tossicodipendenti (circa
il 60%) e dagli omosessuali, attualmente la trasmissione del virus per via eterosessuale rappresenta la modalità più frequente con conseguente
aumento del numero delle donne colpite, come
si può vedere dallo schema nella pagina.
Il Servizio Tossicodipendenze e Alcologia (Sert),
all’interno del Dipartimento delle Dipendenze,
rappresenta spesso tra i pazienti con problemi
di tossicodipendenza, l’unica struttura sanitaria di
riferimento. La particolare struttura organizzativa
del Sert permette un approccio multidisciplinare
al paziente con problematiche potenziali o reali
di sieropositività, in quanto vi è una stretta collaborazione tra diverse figure professionali quali
medici psichiatri, internisti, infermieri professionali, psicologi, assistenti sociali ed educatori.
Inoltre sempre all’interno del Sert opera periodicamente un medico infettivologo in grado di fornire al paziente adeguate informazioni riguardo
a tale infezione.
A tutti i nuovi utenti del Sert e a tutti gli utenti
che lo richiedano, viene proposto e consigliato,
unitamente a uno screening per i virus epatitici
e i principali agenti delle malattie sessualmente
trasmesse, l’esecuzione del test per l’Hiv. Tale
esame viene effettuato con il consenso del paziente e può essere eseguito gratuitamente e
in maniera anonima. “I Sert - sottolinea il dottor
Cicciù - si pongono da anni in prima linea per
la prevenzione dell’infezione da Hiv, mediante
attività di educazione sanitaria e screening. Tale
attività ha comportato una netta riduzione dei
nuovi casi di infezione da Hiv tra i pazienti tossicodipendenti (dal 70-80% del decennio 85-95
all’attuale 18-20% - dati Regione Veneto)”.
Nel caso di positività del test il paziente, dopo
adeguata informazione ed eventuale supporto
psicologico, viene inviato presso le Divisione di
Malattie Infettive della provincia per gli esami e
le cure del caso.
Giuseppe Cicciù
Lotta all’AIDS
Nel grafico sottostante è evidenziata la frequenza relativa delle persone Hiv positive
secondo i principali fattori di rischio e l’anno
di diagnosi nel Veneto.
percentuale
17
Due figure sempre più
fondamentali per la
promozione della Salute
sindrome
di
Down
segnali positivi all’orizzonte
Francesca Concato
Sono sempre di più i
disabili che proseguono
nell’iter scolastico dopo
l’assolvimento dell’obbligo
La Giornata nazionale della persona con sindrome di Down del 10 ottobre 2004 permette
di fare il punto della situazione anche nel territorio dell’Ulss 5.
Notiamo infatti con piacere che cresce anche
nella nostra zona il numero di ragazzi con sindrome di Down che frequentano la scuola superiore. Nell’anno scolastico 2004/2005, nel territorio dell’Ulss 5 su 479 soggetti in età evolutiva
con disabilità inseriti nella scuola dell’obbligo e
nella scuola superiore, sono 37 i soggetti affetti
da sindrome di Down.
La soddisfazione è doppia se si pensa che è
ormai opinione scientifica consolidata che i soggetti con disabilità, integrati nei contesti comuni,
dimostrano miglioramenti sia nello sviluppo cognitivo che relazionale ed anche i contesti sembrano ricavarne un vantaggio, sia in termini di
opportunità di crescita culturale, sia in termini di
sperimentazione di nuove strategie.
Se da un lato questo cambiamento riflette
l’ormai riconosciuta capacità di alcune di queste
persone di apprendere e di formarsi al di là dei
contenuti previsti dalla scuola dell’obbligo, dall’altro risponde al bisogno, fondamentale a questa età, di relazionarsi in maniera paritaria con i
coetanei in contesti “normali”. È il diritto alla partecipazione e all’integrazione il primo ad essere
garantito dalla presenza di questi ragazzi nella
scuola superiore, anche nel tentativo di garantire
Le sedi dell’U.O. Età Evolutiva/Disabilità sono dislocate nel territorio.
Eccole:
Arzignano
via Kennedy, 2
tel. 0444 475620
Montecchio M. via Giuriolo
tel. 0444 703530
Chiampo
piazza Zanella, 2
tel. 0444 625234
Valdagno
via S. Lorenzo, 4/A
tel. 0445 402046
Lonigo
piazza Martiri della Libertà, 9 tel. 0444 431111
con punti di intervento anche presso le sedi distrettuali di Trissino,
Cornedo e Recoaro.
18
un percorso integrato che arrivi fino al possibile
inserimento nel mondo del lavoro.
È ormai opinione scientificamente riconosciuta che la possibilità di frequentare con maggior
successo la scuola superiore sia concretamente
realizzabile nella misura in cui vengano progettati e realizzati interventi preventivi di sensibilizzazione a favore degli insegnanti, dei compagni di
classe e dei loro genitori.
Un’esperienza significativa è stata realizzata dall’Unità Operativa Età Evolutiva/Disabilità
dell’Ulss 5 presso un istituto tecnico di Alte di
Montecchio Maggiore (VI), dove un ragazzo con
sindrome di Down frequenta il secondo anno.
Grazie all’interessamento dei genitori e alla sensibilità del dirigente e degli insegnanti della scuola, gli operatori del servizio territoriale Ulss hanno
potuto realizzare, già dal primo anno di inserimento alla scuola superiore, una serie di attività
formative e informative che hanno coinvolto in
primo luogo il collegio dei docenti, alla sua prima esperienza di integrazione di un alunno disabile, e successivamente i compagni di classe,
con cui sono state svolte delle attività finalizzate all’acquisizione di informazioni corrette sulla
menomazione, disabilità e handicap e sull’attivazione di comportamenti di aiuto e solidarietà. Il
risultato dell’intervento è stato un miglioramento
della qualità della relazione dell’alunno disabile
all’interno della classe, paradossalmente ottenuto limitando e ridefinendo strategicamente i
comportamenti di aiuto e valorizzando il suo forte desiderio di essere maggiormente autonomo
rispetto al contesto di vita scolastico.
L’Ulss 5 Ovest Vicentino, tramite l’Unità Operativa Età Evolutiva/Disabilità, mette a disposizione
delle persone disabili e delle loro famiglie interventi di informazione e formazione da realizzarsi
anche presso le scuole frequentate di ogni ordine e grado a potenziamento degli interventi di
prevenzione, diagnosi e trattamento dei disturbi
psicologici, del linguaggio, motori e psicomotori
in età evolutiva. Realizza inoltre progetti personalizzati di aiuto alla persona per gravità (finanziamenti regionali L. 162/98) e psicoeducativi
per l’acquisizione di autonomie ed abilità sociali,
affiancati da interventi specifici di sostegno alla
famiglia.
bilancio
per
MMG
e
PLS
sono diverse le novità introdotte nel 2004
Nell’Ulss 5 Ovest Vicentino operano 121 Medici di Medicina Generale e 22 Pediatri di Libera Scelta,
uniformemente distribuiti su tutto il territorio.
Questi professionisti, anche in relazione ai nuovi bisogni assistenziali, assumono un ruolo sempre
più centrale nel panorama della Sanità. L’Ulss 5 ha recepito questa necessità di cambiamento e nel
corso del 2004 ha posto particolare attenzione alla valorizzazione di tali figure professionali attuando, con la loro collaborazione, una serie di interventi innovativi.
Elvio Gremes
Medico di Medicina Generale
Il Patto Aziendale con la Medicina Generale, sottoscritto il 16 dicembre 2003, piuttosto che ricercare
possibili contenimenti della spesa sanitaria, privilegia obiettivi qualitativi: si è infatti concordata con
la categoria dei Medici di Medicina Generale l’opportunità di un progressivo coinvolgimento degli
stessi nelle problematiche e strategie aziendali e a tal fine è stato istituito un gruppo denominato
“Gruppo permanente di monitoraggio” con finalità consultive e propositive in tema di appropriatezza prescrittiva, elaborazione di linee guida, griglie di appropriatezza finalizzate anche al contenimento
dei tempi di attesa e di formazione.
Quest’ultimo tema è stato oggetto di attenzione particolare e sono stati previsti e realizzati incontri
mensili di aggiornamento per tutti i Medici aderenti all’accordo su tematiche di particolare interesse.
Questi incontri, organizzati direttamente dai Medici di Medicina Generale con la collaborazione del
Distretto, si tengono di norma ogni primo giovedì del mese presso l’Aula Magna delle Scuole Medie
di Trissino. Si è cercato inoltre di migliorare l’accessibilità al Medico di Medicina Generale da parte
dell’utenza con l’ampliamento delle fasce orarie di contatto telefonico e prevedendo o la risposta
diretta o la richiamata entro due ore.
Sono state inoltre incentivate le visite su appuntamento ed è stato richiesto un orario di apertura
dell’ambulatorio proporzionale al numero degli assistiti in carico.
Attenzione particolare è stata posta all’assistenza domiciliare andando ad incentivarne l’applicazione
con particolare riferimento alla patologia neoplastica.
Pediatra di Libera Scelta
L’altra figura medica che opera nel territorio e prevista dal Servizio Sanitario Nazionale fin dal 1978
è il Pediatra di Libera Scelta. Questo medico si occupa del bambino nella sua globalità secondo
gli indirizzi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che definisce la salute non soltanto come
assenza di malattia, ma come il raggiungimento di uno stato di benessere fisico, psichico e sociale.
Il pediatra di famiglia cura le malattie acute, meno gravi di una volta, però di maggiore frequenza
vista la sempre più precoce socializzazione dei bambini nelle comunità infantili. In tale ambito sono
stati concordati con i pediatri di famiglia e già attivati da gennaio 2005 a livello aziendale, su preciso
indirizzo della Regione Veneto, i “Percorsi Diagnostico-Terapeutici” per la faringotonsillite acuta e
l’otite media acuta. Sono protocolli regionali per una corretta gestione nella diagnosi e nella scelta
terapeutica di tali frequenti malattie.
Altro compito del pediatra è l’esecuzione dei “bilanci di salute”: sono visite a tappe prefissate dall’età
neontale ai quattordici anni con l’obiettivo di verificare lo stato di salute e la crescita, individuare
precocemente problemi fisici, psichici o relazionali, dare comunicazioni di educazione alla salute e
informazioni relative alle vaccinazioni nonché al sostegno alla genitorialità.
Le visite pediatriche avvengono presso l’ambulatorio e su prenotazione, ciò per ridurre i tempi d’attesa in sala d’aspetto e separare i bambini sani dagli ammalati. Inoltre in linea con quanto già in atto
con la medicina generale, anche con i pediatri di libera scelta si stanno ipotizzando dei percorsi che
contemplino una loro progressiva integrazione con le strutture aziendali.
19
terme
di
Recoaro
prevenzione e salute a due passi da casa
Giancarlo Lora
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Friedrich Nietzsche a proposito di Recoaro ebbe a dire che, come paesaggio, fu una delle sue più
belle esperienze. Oltre al paesaggio decantato dal padre del nichilismo, Recoaro può però contare
su una risorsa ancor più straordinaria data dalle acque termali e da tutte le cure che queste consentono di effettuare.
Fra i vari trattamenti proposti alle Fonti Centrali di Recoaro Terme, nel nuovo Reparto Inalatorio si
eseguono inalazioni e aerosol per la prevenzione e la cura delle malattie infiammatorie recidivanti e
croniche e di alcune forme allergico iperergiche delle vie respiratorie, che contribuiscono a prevenire
le complicanze asmatiche e le infezioni discendenti.
Con l’apertura del nuovo reparto inalazioni gli utenti, come consigliato da medici dell’Ulss 5, possono effettuare ripetuti cicli di trattamento aerosolico ed inalatorio praticamente durante tutto l’anno
al fine di prevenire, soprattutto nei bambini e negli anziani, l’insorgenza di complicanze a carico delle
alte e basse vie respiratorie. Le cure sono convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale e sono
effettuate sotto stretta sorveglianza medica.
mediazione
culturale
un “ponte” fra culture diverse
Mauro Gonzo
Roberta Zordan
Cresce l’importanza
di saper tessere il
dialogo nell’ambito
sanitario e sociale
20
Anno importante il 2004 per il Servizio di
Mediazione Culturale dell’Ulss 5. Si tratta di un
nuovo servizio sorto sulla base della valutazione
della mutata realtà della popolazione che usufruisce dei servizi sociosanitari, ormai costituita
per una fetta sempre più consistente da persone e famiglie immigrate. Il mediatore culturale è
una figura professionale che, dopo aver ricevuto
una formazione adeguata, svolge la funzione di
“ponte” di collegamento tra italiani e stranieri,
traducendo ad entrambi la lingua ed esplicitando gli aspetti culturali e comportamentali per facilitare la reciproca comprensione.
L’équipe del Servizio è composta da uno psicologo, uno psicopedagogista e un educatore professionale, che si avvalgono di mediatori culturali
provenienti da varie nazioni. Le lingue parlate
dai mediatori afferenti al Servizio di mediazione
sono quelle più diffuse nella nostra realtà, ossia
il serbo-croato, l’arabo, l’albanese, il punjabi, il
bengalese, l’inglese, il francese, il cinese, il rumeno, lo spagnolo e il portoghese oltre ad alcune
lingue africane.
Sono molteplici i campi di intervento dei mediatori culturali all’interno dell’Ulss. Il loro ruolo
è molto utile per esempio durante il ricovero
in ospedale di un paziente straniero, o quando
si convoca una famiglia straniera presso il Consultorio familiare o il Servizio tutela minori. Si è
poi iniziato a tradurre gli opuscoli e i materiali
informativi che sono presenti nei diversi reparti
ospedalieri, in modo da far sì che tali materiali
siano effettivamente utilizzabili da tutti gli utenti
e raggiungano il loro scopo informativo.
Sono poi stati realizzati anche dei Corsi di
Formazione rivolti al personale per migliorare le
capacità degli operatori di comunicare con questa nuova utenza; questi corsi hanno visto una
notevole partecipazione da parte degli operatori
stessi con circa 150 operatori dei servizi ospedalieri e distrettuali che hanno partecipato nel
solo 2004.
Il Servizio di Mediazione, oltre ad operare nelle
strutture dell’Ulss, si rivolge anche alle altre istituzioni ed enti presenti sul territorio come scuole, comuni e uffici pubblici: nel 2004 sono stati
effettuati 33 interventi con gruppi, 7 laboratori
interculturali in classe, 90 interventi su singoli
casi (per 211 ore complessive) e 19 traduzioni
di materiali scritti (per 49 ore).
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piano
di
zona
da dicembre 2004 è attivo il nuovo progetto
Antonella Pinzauti
Il 17 dicembre 2004 l’Ulss 5 Ovest Vicentino ha ufficialmente adottato il nuovo Piano di Zona,
già approvato dalla Conferenza dei Sindaci. Si tratta di uno strumento di programmazione dei servizi
socio-sanitari territoriali che consente di promuoverne la realizzazione in una rete integrata a livello
istituzionale, gestionale e professionale, con l’obiettivo di assicurare risposte efficaci ai bisogni delle
persone.
A questo scopo, l’Ulss 5 ha individuato le due strategie attuative:
- la gestione unitaria dei servizi sociali e socio-sanitari in ambiti territoriali omogenei, che coincidono
con il distretto sociosanitario, articolato in punti salute;
- la delega da parte dei Comuni della gestione dei servizi alle Ulss o, in alternativa, la stipula di accordi di programma tra gli enti interessati.
Il Piano di Zona è il risultato del lavoro di una pluralità di soggetti, pubblici e privati, che si aggregano ed operano per dare espressione ad una soggettività di rilievo pubblico, in quanto coinvolta
nel più ampio sistema delle responsabilità istituzionali per la promozione e la tutela del benessere
delle persone, e di rilievo sociale, in quanto espressione delle associazioni di volontariato, delle
cooperative sociali, delle famiglie stesse, e, in alcuni casi, anche dalle imprese, per meglio integrare
soggettività e risorse.
Il primo ente con il quale i Comuni interloquiscono per elaborare il Piano di Zona è l’Ulss perché il
perseguimento degli obiettivi di salute si riferisce, in via prioritaria, alla realizzazione di servizi sociosanitari; accanto a questi, si connota il sistema degli interventi e dei servizi sociali.
Come è stato costruito il Piano?
Dovendo assicurare la programmazione per il triennio 2004-2006, la Conferenza dei Sindaci dell’Ulss 5, sulla scorta dell’esperienza maturata nelle precedenti due edizioni, ha ritenuto di procedere
al coinvolgimento di associazioni, cooperative sociali, associazioni di categoria, organizzazioni sindacali, Provincia, IPAB, Scuola. Ha confermato il modello organizzativo precedentemente sperimentato
e basato su due principi: da una parte l’affidamento della responsabilità delle politiche sociali in
capo alle Amministrazioni Comunali e dall’altra il contributo e la partecipazione attiva nella fase di
progettazione da parte dei soggetti coinvolti.
Compito dei Comuni è la definizione delle priorità, in ragione delle risorse disponibili ed attivabili;
compito degli altri soggetti è di esprimere i bisogni emergenti e di contribuire al loro soddisfacimento.
Sono stati pertanto costituiti tavoli di lavoro, distinti per area di intervento e trasversali al territorio,
composti da rappresentanti dei soggetti istituzionali e sociali, pubblici e privati della comunità locale
con il compito di rilevare i bisogni ed offrire un’indicazione circa le priorità di intervento, articolati
come segue:
• area anziani
• area dipendenze
• area materno infantile
• area tutela minori
• area disabilità in età evolutiva e adulta
• area salute mentale
Al Direttore dei Servizi Sociali la Conferenza ha confermato il compito di costituire ed insediare i
tavoli di lavoro, coordinare la restituzione dei progetti elaborati dai gruppi agli Assessori ai Servizi Sociali per la definizione delle priorità, in ragione delle risorse e ai tavoli di lavoro per la socializzazione
dei risultati. Il Direttore ha poi trasmesso la proposta di piano alla Conferenza dei Sindaci per l’esame
e l’approvazione e al contempo gestire la realizzazione del Piano, supportando la Conferenza dei
Sindaci nelle fasi di monitoraggio e verifica.
22
Quali prospettive?
Questo processo programmatorio partecipato, che definisce le politiche per la persona e la comunità, porta allo sviluppo di una cultura dei servizi che promuove:
• l’ascolto del territorio, con la personalizzazione e la qualificazione degli interventi
• la gestione del territorio, facilitando la convivenza, la solidarietà, le relazioni, la corresponsabilità
delle scelte
• la presa in carico effettiva delle persone
• la realizzazione di un sistema di servizi in rete per rispondere alle effettive esigenze della persona,
nelle politiche per la salute, l’istruzione, il lavoro, la casa, il tempo libero, la cultura
• l’ottimizzazione delle risorse attraverso forme di gestione flessibili, l’integrazione delle professionalità e delle risorse pubbliche e private, la valorizzazione di risorse aggiuntive
• la definizione delle priorità rapportate alle responsabilità dei diversi soggetti e a quadro delle risorse disponibili e attivabili.
Il Piano di Zona è quindi uno strumento dinamico, da gestire sulla base delle effettive capacità
del territorio di interpretare e governare il proprio sviluppo economico, ambientale, socio-sanitario
e sociale.
Obiettivo la cura
dell’otite media acuta e
della faringotonsillite acuta
novità
in
pediatria
operativo il nuovo accordo con i Pediatri di Libera Scelta
L’Ulss 5 Ovest Vicentino, nell’ambito dell’applicazione degli accordi nazionali e regionali della Pediatria di Libera Scelta, ha provveduto all’attivazione del primo modulo “Definizione e applicazione
di percorsi diagnostico-terapeutici condivisi finalizzati alla cura di patologie di particolare frequenza o
rilevanza di Sanità pubblica in età pediatrica”, in accordo con la rappresentanza dei Pediatri di Libera
Scelta.
Contestualmente sono state approvate le “linee guida”. Al progetto hanno partecipato i 20 pediatri di famiglia operanti nel territorio dell’Ulss 5 e per l’applicazione di questo modulo sono stati
individuati due percorsi diagnostico-terapeutici per le otiti medie acute e le faringotonsilliti acute. Ai
pediatri che aderiscono e partecipano viene corrisposto un compenso forfettario annuo di 3,10 euro
per assistito in carico.
A livello aziendale, per ciascuna delle linee guida previste, è stato costituito un team definito Gruppo Collaborativo Aziendale (G.C.A.), composto da pediatri singoli o in forma associata. Il Comitato
aziendale per la Pediatria di libera scelta che si è riunito il primo luglio 2004 ha proposto come referenti dei Gruppi Collaborativi Aziendali per la faringotonsillite acuta la dottoressa Daniela Sambugaro
per il punto salute nord ed il dottor Michele Sartori per il punto salute centro e sud e analogamente
per l’otite media acuta il dottor Fabrizio Fusco ed il dottor Saverio Bonati.
I referenti dei G.C.A. sono andati a costituire il Comitato Tecnico Scientifico, che ha il compito di
individuare i momenti formativi, le metodologie di lavoro dei Gruppi e i calendari di lavoro nonché
le modalità, gli strumenti e gli indicatori idonei alla verifica dei risultati ottenuti.
Venceslao Ambrosini
23
Servizio farmaceutico
Un periodo della vita carico di
ambivalenze, che spesso
nascondono situazioni di disagio
obiettivo
adolescenza
tre incontri per aiutare gli esperti a “conoscere” i ragazzi
Giuseppe Cicciù
Il 23 novembre scorso si è concluso il ciclo di
formazione di tre giornate sull’adolescenza, un
appuntamento che da due anni il Dipartimento
delle Dipendenze Patologiche diretto dal dottor
Giuseppe Cicciù ripropone come momento formativo importante per tutti quegli operatori che
quotidianamente sono a contatto con i ragazzi,
quali medici, psicologi, educatori, assistenti sociali, operatori di consultori.
L’evento si è svolto con il patrocinio della Regione Veneto, della Provincia di Vicenza e del
Comune di Valdagno. Ha contribuito alla realizzazione del convegno anche la C.T. Ca’ delle Ore
Progetto Sankalpa di Breganze. Questi incontri
hanno cercato di sviscerare le ambivalenze e le
rappresentazioni simboliche proprie di queste
età, offrendo la chiave per trasformare il simbolo
in occasione di crescita. Importante è stato il riferimento alla medicina olistica quale supporto ed
integrazione delle terapie convenzionali.
L’adolescenza è la porta che si apre verso nuove
emozioni. L’alba di una vita che acquista consapevolezza. L’età più bella, ma spesso il proscenio
di situazioni emotive incomprensibili agli occhi
di chi le vive in prima persona. Un momento
della vita così coinvolgente che a volte spaventa
tanto da sembrare insostenibile. Un percorso di
crescita che in alcuni casi sembra così difficile da
divenire drammatico. Perché? Troppo idealismo?
Troppe aspettative proprie e degli altri?
Una realtà indubbiamente prismatica che riflette i mille colori della vita stessa così come è
vissuta dai più giovani. Gli appartenenti a questa
fascia d’età molto delicata spesso incorrono nelle “crisi adolescenziali” che a volte sono semplici
bolle di sapone, risolvendosi autonomamente
con il passare del tempo, ma in altri casi si trasformano in problematiche serie che necessitano dell’ausilio di specialisti per essere superate. I rapporti interpersonali difficili con genitori,
parenti, amici e professori; le prime delusioni
sentimentali; la paura di non essere in grado di
soddisfare le aspettative; la difficoltà ad assumere le prime importanti responsabilità; la scarsa
autostima sono tutte concause che possono
condurre un adolescente a rifuggire la realtà, vivendo così in un mondo proprio, fatto di simboli
e densi significati.
malati
di
Alzheimer
l’associazione AMA Ovest Vicentino vuole aiutare le loro famiglie
Rita Bortolan
24
L’associazione AMA - onlus è formata da un gruppo di familiari di malati di Alzheimer o di altre
forme di demenza che si sono riuniti assieme per dare voce a questi malati e alle loro famiglie.
La malattia di Alzheimer rappresenta la causa più comune di demenza (50-60%) e colpisce circa
il 5% della popolazione sopra i 65 anni, e il 20% della popolazione oltre gli 80 anni, registrando casi
anche di persone che vengono considerate ancora in età lavorativa.
La famiglia di un malato di Alzheimer è spesso lasciata sola a gestire i numerosi problemi del quotidiano e a far fronte ad una malattia che a tutt’oggi si può trattare, ma non guarire. Secondo una ricerca
del Censis, i familiari dedicano in media 7 ore all’assistenza rivolta al paziente e quasi 11 ore alla sorveglianza. È proprio per sollevare le famiglie da questa incombenza che è nata l’AMA. I suoi principali
obiettivi sono: farsi portavoce con le istituzioni pubbliche delle esigenze dei malati di Alzheimer e
dello loro famiglie, favorire una corretta informazione sulla malattia, le terapie disponibili e le strutture
a cui rivolgersi; creare occasioni di incontro tra familiari, operatori socio-sanitari e amministratori; aiutare chi si deve prendere cura di un malato di Alzheimer fornendo formazione e sostegno psicologico.
Chi sentisse l’esigenza di farsi conoscere e intraprendere un dialogo con questa Associazione può
mettersi in contatto lasciando un messaggio alla segreteria del numero 347 2399986.
Per i contributi a sostegno delle nostre attività i versamenti si posso effettuare presso la Banca
Popolare di Verona codici ABI 05188, CAB 60120 conto 801866.
Farmacie di turno continuato giorno e notte
Dal 23.04.2005 al 17.09.2005 alle ore 8.45 di ogni sabato alle ore 8.45 del sabato successivo
Il servizio di turno viene effettuato per i casi di effettiva necessità e/o su presentazione di ricetta medica.
Il servizio gratuito di consegna a domicilio di farmaci urgenti è attivo tutte le notti dalle ore 22.00 alle
ore 8.45 del mattino successivo e nei giorni festivi tramite A.N.C.R. - tel. 0444 964525
Comune
Farmacia
Telefono
Dal 23.04.2005 al 30.04.2005
via F. Filzi, 12 (S. Quirico)
0445 473611
Valdagno
Dall’Ara dr. Paolo
via XXV Aprile, 35
0445 440260
Castelgomberto Marangon dr.ssa Lidia
Arzignano
1 Ognissanti snc
corso Matteotti, 67
0444 670027 aperta anche il sabato pom. del 30.04.05
Lonigo
1 Fondazione Miotti
via Roma,1
0444 830068 aperta anche il sabato pom. del 30.04.05
Dal 30.04.2005 al 07.05.2005
1 Eredi dr. L. Bartolotta
viale Reg. Margherita, 67
0445 402786 aperta anche il sabato pom. del 07.05.05
Valdagno
via Roma, 8
0444 420300
Nogarole Vic.no Ferrarese dr. Agostino
Montecchio M.
1 Cavazza Ceccato dr. Antonio - via Roma, 4
0444 696395 aperta anche il sabato pom. del 07.05.05
Montebello Vic.no Pagani dr. Roberto
via XXIV Maggio, 4
0444 649042
Dal 07.05.2005 al 14.05.2005
via Monte Cengio, 5
0445 951165
Cornedo Vic.no
Bellosi dr. Corrado
via G. Zanella, 35
0444 623118
Chiampo
Gambin dr. Alberto
Arzignano
1 Concato dr. Umberto
via Montecchio, 2 (Tezze)
0444 482408 aperta anche il sabato pom. del 14.05.05
Brendola
3 Liviero snc
via B. Croce, 2
0444 400836 aperta anche il sabato pom. del 14.05.05
Dal 14.05.2005 al 21.05.2005
1 Crosara dr. Paolo
corso Italia, 7
0445 401136 aperta anche il sabato pom. del 21.05.05
Valdagno
S.P. Mussolino
Corradin dr. Luigi Ezio
via Risorgimento, 105
0444 687675
Montecchio M.
1 Franceschi dr. Enrico
via Liguria, 2
0444 699118 aperta anche il sabato pom. del 21.05.05
Zermeghedo
Farmacia di Zermeghedo piazza Regaù, 1
0444 685756
via E. Ferrari, 18
0444 439396
Alonte
Bertotti dr. Giorgio
Dal 21.05.2005 al 28.05.2005
via Roma, 1/3
0445 75057
Recoaro T.
Borgo dr. Guido
via Cavour, 32
0445 951026
Cornedo Vic.no
Rigo dr. Paolo
Arzignano
1 Marchi snc
via 4 Martiri, 78
0444 671489 aperta anche il sabato pom. del 28.05.05
Lonigo
1 Soresina dr. Giovanni
via Garibaldi, 34
0444 830002 aperta anche il sabato pom. del 28.05.05
Dal 28.05.2005 al 04.06.2005
1 Bason dr. Sandro
viale Trento, 68
0445 401004 aperta anche il sabato pom. del 04.06.05
Valdagno
0444 429013
Crespadoro
Zanconato dr.ssa Emanuela piazza Municipio, 16
Montecchio M.
1 De Antoni dr. Pierangelo corso Matteotti, 12
0444 696059 aperta anche il sabato pom. del 04.06.05
via G. Vaccari, 16
0444 649030
Montebello Vic.no Zuffellato Dr. Andrea
Dal 04.06.2005 al 11.06.2005
via Chiesa di Nov.,11/13 (Novale) 0445 414389
Valdagno
Pasetti dr. Antonio
piazza Roma, 58
0445 947404
Brogliano
Regazzini dr. Antonio
Arzignano
1 Tumiatti dr. Ludovico
piazza Marconi, 2
0444 670085 aperta anche il sabato pom. del 11.06.05
Sarego
1 Tecchio dr.ssa Laura
piazza Umberto 1°, 29
0444 830516 aperta anche il sabato pom. del 11.06.05
Dal 11.06.2005 al 18.06.2005
1 Riedo dr.ssa Laura
corso Italia, 56
0445 401614 aperta anche il sabato pom. del 18.06.05
Valdagno
via Roma, 2
0444 487055
Altissimo
Aliani dr. Stefano
Montecchio M.
1 Lovato snc
via L. Da Vinci, 3 (Alte C.)
0444 696140 aperta anche il sabato pom. del 18.06.05
via Mazzini ,7/A
0444 444058
Gambellara
Rigodanzo dr. Sergio
Dal 18.06.2005 al 25.06.2005
via L. Marzotto, 1 (Maglio di Sopra) 0445 413665
Valdagno
Cooperativa Arl
via Dalle Ore, 24
0445 962021
Trissino
Chemello dr.ssa Laura
Arzignano
1 Zanoni Dr. Angelo
via Mazzini, 3
0444 670174 aperta anche il sabato pom. del 25.06.05
Lonigo
1 Cardi snc
via Garibaldi, 1
0444 830076 aperta anche il sabato pom. del 25.06.05
25
Comune
Farmacia
Dal 25.06.2005 al 02.07.2005
via V. Emanuele, 13
Recoaro T.
Dal Lago dr. Eddo
1 Crocco dr. Renato
via Bellini, 3
Valdagno
via B. Dal Maso, 4
Chiampo
Bezzan snc
via Valchiampo, 38
Montorso
Sacchiero dr.ssa Adelia
Montecchio M.
1 Zanchi dr. Enrico
viale P. Ceccato, 82/84 (Alte C.)
Grancona
2 Battaglia dr. Andrea
via Pederiva 63/BIS
Dal 02.07.2005 al 09.07.2005
via F. Filzi ,12 (S. Quirico)
Valdagno
Dall’Ara dr. Paolo
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Arzignano
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corso Matteotti, 67
Lonigo
1 Fondazione Miotti
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Dal 09.07.2005 al 16.07.2005
1 Eredi dr. L. Bartolotta
viale Reg. Margherita, 67
Valdagno
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Nogarole Vic.no
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Montecchio M.
1 Cavazza Ceccato dr. Antonio - via Roma, 4
via XXIV Maggio, 4
Montebello Vic.no Pagani dr. Roberto
Dal 16.07.2005 al 23.07.2005
via Monte Cengio, 5
Cornedo Vic.no
Bellosi Dr. Corrado
via G. Zanella, 35
Chiampo
Gambin Dr. Alberto
Arzignano
1 Concato Dr. Umberto
via Montecchio, 2 (Tezze)
Brendola
3 Liviero Snc
via B. Croce, 2
Dal 23.07.2005 al 30.07.2005
1 Crosara dr. Paolo
corso Italia, 7
Valdagno
S.P. Mussolino
Corradin dr. Luigi Ezio
via Risorgimento, 105
Montecchio M.
1 Franceschi dr. Enrico
via Liguria, 2
Zermeghedo
Farmacia di Zermeghedo piazza Regaù, 1
via E. Ferrari, 18
Alonte
Bertotti dr. Giorgio
Dal 30.07.2005 al 06.08.2005
via Roma, 1/3
Recoaro T.
Borgo dr. Guido
via Cavour, 32
Cornedo Vic.no
Rigo dr. Paolo
Arzignano
1 Marchi snc
via 4 Martiri, 78
Lonigo
1 Soresina dr. Giovanni
via Garibaldi, 34
Dal 06.08.2005 al 13.08.2005
1 Bason dr. Sandro
viale Trento, 68
Valdagno
Crespadoro
Zanconato dr.ssa Emanuela piazza Municipio, 16
Montecchio M.
1 De Antoni dr. Pierangelo corso Matteotti ,12
Montebello Vic.no Zuffellato dr. Andrea
via G. Vaccari, 16
Dal 13.08.2005 al 20.08.2005
via Chiesa di Nov., 11/13 (Novale)
Valdagno
Pasetti dr. Antonio
piazza Roma, 58
Brogliano
Regazzini dr. Antonio
Arzignano
1 Tumiatti dr. Ludovico
piazza Marconi, 2
Sarego
1 Tecchio dr.ssa Laura
piazza Umberto 1°, 29
Dal 20.08.2005 al 27.08.2005
1 Riedo dr.ssa Laura
corso Italia, 56
Valdagno
Altissimo
Aliani dr. Stefano
via Roma, 2
Montecchio M.
1 Lovato snc
via L. Da Vinci, 3 (Alte C.)
Gambellara
Rigodanzo dr. Sergio
via Mazzini, 7/A
Dal 27.08.2005 al 03.09.2005
via L. Marzotto, 1 (Maglio di S.)
Valdagno
Cooperativa arl
via Dalle Ore, 24
Trissino
Chemello dr.ssa Laura
Arzignano
1 Zanoni dr. Angelo
via Mazzini, 3
Lonigo
1 Cardi snc
Via Garibaldi, 1
Dal 03.09.2005 al 10.09.2005
via V. Emanuele, 13
Recoaro T.
Dal Lago dr. Eddo
1 Crocco dr. Renato
via Bellini, 3
Valdagno
Chiampo
Bezzan snc
via B. Dal Maso, 4
via Valchiampo, 38
Montorso
Sacchiero dr.ssa Adelia
Montecchio M.
1 Zanchi dr. Enrico
v.le P. Ceccato, 82/84 (Alte C.)
Grancona
2 Battaglia dr. Andrea
via Pederiva, 63/BIS
Dal 10.09.2005 al 17.09.2005
via F. Filzi, 12 (S. Quirico)
Valdagno
Dall’Ara dr. Paolo
via XXV Aprile, 35
Castelgomberto Marangon dr.ssa Lidia
Arzignano
1 Ognissanti snc
corso Matteotti, 67
Lonigo
1 Fondazione Miotti
via Roma, 1
Telefono
0445 75041
0445 410099
0444 623077
0444 685420
0444 607399
0444 889506
0445 473611
0445 440260
0444 670027
0444 830068
0445 402786
0444 420300
0444 696395
0444 649042
0445 951165
0444 623118
0444 482408
0444 400836
0445 401136
0444 687675
0444 699118
0444 685756
0444 439396
0445 75057
0445 951026
0444 671489
0444 830002
0445 401004
0444 429013
0444 696059
0444 649030
0445 414389
0445 947404
0444 670085
0444 830516
0445 401614
0444 487055
0444 696140
0444 444058
0445 413665
0445 962021
0444 670174
0444 830076
0445 75041
0445 410099
0444 623077
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0444 607399
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0445 473611
0445 440260
0444 670027
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aperta anche il sabato pom. del 02.07.05
aperta anche il sabato pom. del 02.07.05
aperta anche il sabato pom. del 02.07.05
aperta anche il sabato pom. del 09.07.05
aperta anche il sabato pom. del 09.07.05
L’incarico della Provincia
di Vicenza ad Agener
rende più efficienti
i controlli sugli impianti
la caldaiasechiede
Agener
il bollino è verde l’impianto è ok
aperta anche il sabato pom. del 16.07.05
aperta anche il sabato pom. del 16.07.05
aperta anche il sabato pom. del 23.07.05
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aperta anche il sabato pom. del 30.07.05
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aperta anche il sabato pom. del 06.08.05
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aperta anche il sabato pom. del 20.08.05
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aperta anche il sabato pom. del 27.08.05
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aperta anche il sabato pom. del 03.09.05
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aperta anche il sabato pom. del 10.09.05
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aperta anche il sabato pom. del 17.09.05
aperta anche il sabato pom. del 17.09.05
1 La farmacia rimane chiusa il sabato mattino della settimana successiva al turno per recupero
2 La farmacia rimane chiusa il mercoledì mattino della settimana successiva al turno per recupero
3 La farmacia rimane chiusa il giovedì mattino della settimana successiva al turno per recupero
La scorretta o assente manutenzione delle caldaie ed il loro cattivo funzionamento sono, dopo
il traffico, la seconda causa dell’inquinamento
atmosferico, nonché una delle principali cause di gravi incidenti in casa. È per questi motivi
che l’Amministrazione Provinciale di Vicenza, da
sempre attenta e sensibile agli aspetti ambientali e attiva nella tutela della sicurezza del cittadino, si è mossa per ottemperare all’importante
compito assegnatole dalla Legge sul controllo
delle caldaie. Ha così messo in atto un processo
di tutela e di garanzia a favore del cittadino che
sfrutta l’operatività di Agener, l’Agenzia vicentina
per l’energia e l’innovazione tecnologica, cui è
stata affidata l’intera organizzazione.
Sono il neopresidente di Agener Domenico
Mantoan e il direttore Carlo Benvenuti a spiegare i dettagli di questo accordo: “Mantenere i
propri impianti di riscaldamento in efficienza è
un obbligo di legge, oltre che una abitudine virtuosa - spiega il dottor Mantoan -. La Provincia,
che ha il compito di controllare lo stato degli
impianti, ha recentemente deliberato un testo
coordinato che ha dato riferimenti operativi ai
vari aspetti importanti dell’attività di verifica degli
impianti termici e allo stesso tempo ha fissato
gli importi degli oneri a carico dei responsabili
degli impianti, cioè gli utenti. I valori sono tutti
sotto la media nazionale e per la verifica è stato
scelto il sistema dei “bollini verdi” che consente
di arrecare il minor disagio possibile al cittadino.
Si tratta in pratica di far fare la manutenzione
periodica alla propria caldaia e, ogni due anni,
fare avere all’Agener il Modello H, o l’Hbis per
le caldaie sopra i 35 kW, con il bollino verde
“Calore OK”. Da parte nostra, noi produrremo
un’azione attenta e diffusa di verifica, concentrata sull’informazione oltre che sui controlli”.
Nel caso che il manutentore non ne fosse
provvisto, il cittadino può fare il versamento
anche sul c/c postale 60514783 di Agener. Il
costo del bollino è di 9 euro al biennio, per le
piccole caldaie; per quelle da 35 kW in su, è di
20 euro, sempre ogni due anni. Applicando il
bollino, si renderà gratuita l’eventuale verifica da
parte di Agener al proprio impianto, visita che,
in caso contrario, dovrà essere pagata per intero
da coloro che non vi avranno provveduto, con
un costo da 80 a 200 euro più IVA. Ed i controlli
sono già diffusi: dall’inverno 2003 ad oggi ne
sono stati effettuati più di 1200.
E per coloro che finora non hanno provveduto
che tipo di sanzioni sono previste? “Le delibere approvate - chiarisce il direttore Benvenuti
- confermano quanto già previsto dalle vigenti
normative, con pesanti multe a carico di coloro che non fanno la manutenzione di legge o
che hanno impianti con situazioni gravemente
fuori norma. Ricordo che esistono già sanzioni
e provvedimenti anche per quegli installatori o
manutentori che hanno eseguito o eseguono
interventi senza rispettare le norme costruttive e
di sicurezza. È però volontà dell’Amministrazione provinciale e di Agener privilegiare in questa
fase la conoscenza delle regole e l’educazione
ad una giusta gestione delle caldaie, più che
punire e svolgere controlli sanzionatori. In questa direzione va anche l’indicazione che invita
Agener ad avvertire il cittadino sulle irregolarità
rilevate nel corso della verifica al suo impianto,
dandogli un periodo congruo affinché abbia il
tempo per eseguire tutti gli interventi necessari
a riportarlo in situazione di conformità”.
I testi delle delibere, moduli scaricabili e molte altre notizie sono stati inseriti anche nel rinnovato sito Internet di Agener (www.agener.it) in
modo che ogni interessato, sia egli installatore,
manutentore o semplice cittadino, possa trovare
risposta ad eventuali dubbi.
Carlo Benvenuti
27
Il sito dell’Arpav si arrichisce di
una nuova sezione
dedicata al rapporto fra
ambiente e salute
fattori
di
rischio
l’informazione viene dal web
staff ambiente salute Arpav
Il sito dell’Arpav ha da poco inaugurato una
nuova sezione incentrata sui “Fattori di rischio
sanitario da cause ambientali” all’interno del
suo visitatissimo sito Web. Vi si può accedere
direttamente dalla home page del sito dell’Arpav (www.arpa.veneto.it) seguendo il percorso
“ambiente e salute” e poi “fattori di rischio” nella
barra di navigazione. L’idea alla base di questa
iniziativa è quella di facilitare l’acquisizione da
parte dei cittadini di informazioni tecnico-scientifiche sui vari fattori di rischio.
Il fattore di rischio sanitario di origine ambientale è infatti una variabile qualitativa che esprime le potenzialità di un agente ambientale di
causare un danno per la salute. Il rischio è la
probabilità (quantitativa) che possa verificarsi
un effetto sulla salute in seguito ad una specifica esposizione ad una fonte di pericolo. Nella
nuova sezione del sito Arpav vengono considerati in maniera schematica i principali fattori di
rischio sanitario, le fonti di emissione e i possibili effetti negativi sulla salute, suddividendoli in
agenti biologici, chimici e fisici.
Il sito è corredato, per ogni singolo fattore, di
una serie di link che agevolano la ricerca, soprattutto per pubblicazioni e lavori internazionali,
con le istituzioni (ad esempio l’Organizzazione
Mondiale della Sanità) e con le associazioni ambientaliste (ad esempio Greenpeace).
Cos’è l’Arpav?
L’Arpav è l’acronimo di Agenzia Regionale per la Prevenzione e la Protezione Ambientale del
Veneto. È stata istituita con la Legge Regionale n. 32 del 18 ottobre 1996 ed è diventata operativa il 3 ottobre 1997.
Fra le attività svolte dall’Arpav c’è:
• la prevenzione finalizzata alla promozione della sostenibilità ambientale attraverso gli strumenti ad essa correlati (Agenda 21, processi partecipativi, educazione e informazione ambientale, Emas, …);
• il controllo delle fonti di pressioni ambientali determinate dalle attività umane che, prelevando risorse e interagendo con l’ambiente circostante (scarichi, emissioni, rifiuti, sfruttamento
del suolo, radiazioni, …), producono degli impatti sull’ambiente;
• il monitoraggio dello stato dell’ambiente provocato dal livello di qualità delle diverse matrici
(acqua, aria, suolo, …);
• il supporto tecnico alla Pubblica Amministrazione nel definire le risposte (piani e progetti)
messe in atto per fronteggiare le pressioni e migliorare così lo stato dell’ambiente.
28
Lo Spisal spedirà periodicamente
ad aziende e sindacati
documenti informativi
di prevenzione dagli infortuni
informazionepartito
è prevenzione
un progetto che coinvolge
sindacati e datori di lavoro
Conoscere il pericolo è un primo passo per
evitarlo. Con questa convinzione il Dipartimento di Prevenzione Spisal (Servizio prevenzione
igiene e sicurezza ambienti di lavoro) dell’Ulss
5 Ovest Vicentino ha dato avvio ad una campagna di informazione mirata contro gli infortuni.
Periodicamente il Dipartimento, diretto dal dottor Adolfo Fiorio, manderà a tutte le Associazioni
datoriali e sindacali della provincia alcuni documenti prodotti dallo Spisal in cui si segnaleranno
di volta in volta rischi diversi connessi al mondo
del lavoro. A questi enti spetterà poi il compito di
divulgare queste informazioni attraverso le loro
pubblicazioni periodiche e newsletter.
Al momento sono già state inviate due documentazioni, una riguardo all’utilizzo della troncatrice a disco e l’altra relativa al tornio. I destinatari
principali dei primi due invii sono stati in particolare
le aziende metalmeccaniche, dove gli strumenti in
oggetto sono maggiormente diffusi. Nel prossimo
futuro si parlerà invece della gestione del rischio di
caduta dall’alto durante i lavori eseguiti sui tetti.
Questi documenti di “Segnalazione di Rischio
con Indicazioni di Prevenzione” derivano dalle
analisi epidemiologiche ricavate dall’Osservatorio Infortuni e dagli studi effettuati in occasione
delle indagini che i Tecnici della Prevenzione dello Spisal eseguono sugli infortuni del lavoro, che
hanno provocato lesioni gravi. Nella documentazione si spiega poi la dinamica degli infortuni
e le carenze rilevate negli ambienti di lavoro dal
punto di vista delle misure di prevenzione e si
danno suggerimenti su come evitare l’insorgere
di queste problematiche.
Adolfo Fiorio
Troncatrice a disco: il rischio segnalato in questo caso è quello di procurarsi gravi lesioni alla
mano durante l’utilizzo della troncatrice a disco
in quanto con una mano viene trattenuto il pezzo
da tagliare. Dall’analisi delle statistiche, è emerso
che nel corso del 2003 nelle aziende dell’Ulss 5
si sono verificati 4 infortuni durante l’uso di troncatrici manuali a disco: le lesioni riportate sono
state l’amputazione di un dito della mano destra
e fratture della mano sinistra.
Tornio: utilizzando il tornio per rifinire/carteggiare i pezzi in rotazione con carta abrasiva tenuta
con le mani, vi è il rischio che la mano venga trascinata/impigliata con gravi conseguenze come
amputazione delle dita o fratture della mano.
Nel 2003 ci sono stati 2 infortuni gravi e uno nel
primo semestre del 2004.
progetto
salute
giornate di prevenzione con incontri di formazione e
informazione per la cittadinanza
L’assessore ai Servizi Sociali e alla Sanità del Comune di Montecchio Maggiore Agostino Pilati ha
promosso il “Progetto Salute”, iniziativa portata avanti in collaborazione con il Servizio di Promozione
ed Educazione alla Salute dell’Ulss 5 Ovest Vicentino diretto dal dottor Venceslao Ambrosini.
Il progetto, che è partito alla fine del 2004 e si concluderà il 5 maggio 2005, propone incontri di
formazione ed informazione rivolti alla cittadinanza su tematiche di prevenzione e promozione della
salute. I temi spaziano dalla corretta alimentazione alla prevenzione dei tumori agli organi genitali
femminini e delle malattie dell’apparato urogenitale maschile, dalla difesa nei confronti delle malattie cardiovascolari e dismetaboliche alla profilassi contro le patologie dell’apparato respiratorio.
“Con questa iniziativa si sono posti in atto concretamente quegli obiettivi di collaborazione e servizi
ai Comuni che sono negli scopi istituzionali della nostra azienda - spiega il Direttore Generale Daniela Carraro - e da parte mia mi sento di rivolgere un ringraziamento sincero ai Medici che collaborano
a questo progetto”.
I medici dell’Ulss 5 coinvolti nel “Progetto Salute” sono Giovanni Ronzani, Graziano Meneghini, Mariano Franceschini, Massimo Cigolini, Ennio De Dominicis, Simonetta Lombardi e Giorgio Gentilin.
Venceslao Ambrosini
Monica Menti
Un’iniziativa in
collaborazione
con il Comune
di Montecchio
Maggiore
29
Affrontare prima il nemico, per poter guarire. Questo è
il motivo per aderire agli screening promossi dall’Ulss 5
screening citologico e
mammografi
co
la diagnosi precoce è la migliore prevenzione
Silvia Fracasso
Numeri Centro Unico
di Invito - screening
per prenotare
il pap-test
dal lunedì al venerdì
dalle 13.30 alle 15.30
per prenotare
la mammografia
dal lunedì al venerdì
dalle 10.00 alle 12.00
Sonia: Pronto? Ciao Elena, come stai? Ma dove
ti sei cacciata questa mattina? Sarà la quarta volta che ti telefono! Non dovevi chiamarmi tu per
uscire?
Elena: Oh, che sbadata. Non te l’ho detto? Ma
sì, ne abbiamo parlato, ti ricordi? Della lettera
dell’Ulss 5, il Progetto Salute Donna: oggi sono
andata per lo screening citologico e mammografico.
Sonia: Che cosa? Ma quale lettera? Non mi pare...
Elena: Come quale lettera? Non dirmi che non
l’hai ricevuta! Ti conosco... le avrai gettate in
qualche angolo, come il tuo solito. In genere il
tuo disordine e tutto questo tuo affannarti mi fa
sorridere, ma questa volta devo proprio dirti che
mi fa infuriare.
Sonia: Io... veramente l’avrò dimenticata da qualche parte. E poi, per favore, solo a sentire parlare
di certi argomenti, mi viene un’angoscia... Del
resto sto benissimo, perché pensare a...
Elena: Ma non capisci: è un servizio per tutte le
donne. Non dirmi che non lo sai quante donne
potrebbero evitare interventi chirurgici e lo sviluppo di malattie neoplastiche con un po’ più
di attenzione, buona volontà... e dieci minuti di
tempo per la salute. Per fare un pap-test o una
mammografia ci vogliono dieci minuti.
Sonia: Io...
Elena: E poi, senti, Sonia, è un servizio gratuito!
Sonia: Beh, ma insomma! Se ne avessi bisogno
potrei sempre...
Elena: E qui ti volevo! Sempre con quel discorso,
mia cara, smettila di girare intorno al problema!
Sonia: Va bene, hai ragione tu come al solito e
Alcuni dati dell’attività di screening del carcinoma della mammella
Numero
donne
esaminate
Numero
interventi
chirurgici
Numero
istologie
maligne
2001
784
4
4
2002
4756
22
22
2003
3406
37
25
2004
3293
29
22
30
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sono una sciocca. Ma dimmi... tu sai che cosa
sono un pap-test o una mammografia?
Elena: Vedi, Sonia, si tratta di esami semplici e
molto efficaci, un prelievo di cellule vaginali che
si staccano naturalmente dal collo dell’utero e
dal canale cervicale nel caso del pap-test e di
una radiografia nel caso della mammografia.
Vengono eseguiti in pochi minuti, da personale specializzato: non sono dolorosi e, fatti con
regolarità, consentono di identificare e trattare
precocemente eventuali problemi.
Quante donne si comportano come Sonia?
Il breve dialogo telefonico riportato qui sopra
dovrebbe far riflettere sull’importanza di dare il
giusto peso alla prevenzione e al controllo del
proprio stato di salute.
Nello specifico, il pap-test è il metodo più efficace per la diagnosi non solo, fortunatamente,
del carcinoma del collo uterino, ma soprattutto
di quelle lesioni iniziali o pre-cancerose, come
dicono i medici, cioè curabili senza interventi
chirurgici mutilanti, che potrebbero, nel giro di
10-15 anni, evolvere in carcinoma.
Da qui deriva lo sforzo per consentire una
diagnosi, la più precoce possibile, sviluppando
tecnologie sempre più raffinate e perfezionate. Il pap-test è un test semplice, rapido e per
nulla doloroso: consiste in un prelievo di cellule
dal collo dell’utero, quelle che normalmente si
staccano, con una spatola. Il pap-test non può
essere eseguito durante il periodo mestruale. Il
periodo corretto per sottoporsi all’esame va da
10 a 24 giorni dall’inizio del flusso mestruale.
È importante ricordare che non devono essere
fatte lavande o introdotte creme e medicamenti
vaginali prima del test, né si possono avere rapporti sessuali nelle 48 ore precedenti al test.
La mammografia è invece il metodo ritenuto
più efficace per la diagnosi precoce del carcinoma della mammella, quando, scoperto in fase
iniziale è curabile senza interventi chirurgici mutilanti. Per l’esecuzione della mammografia non
è necessario fare nessuna preparazione specifica in quanto la campagna di screening mammografico è rivolta alle donne dai 50 ai 69 anni: la
maggioranza di queste donne, infatti, non ha più
ciclo mestruale.
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