Laura Bassi
e le carte di famiglia
La digitalizzazione del fondo Bassi-Veratti
The Papers of Laura Bassi
and her family
The digitization of the
Bassi-Veratti Collection
Bologna
21 marzo 2013
Stabat Mater
Biblioteca comunale
dell’Archiginnasio
Piazza Galvani 1
Laura Bassi e le carte di famiglia. La digitalizzazione del fondo Bassi Veratti
Bologna, 21 marzo 2013
Hanno collaborato in Italia:
Pierangelo Bellettini, Direttore Istituzione
Biblioteche del Comune di Bologna
Rosaria Campioni, Soprintendente per i beni librari e
documentari della Regione Emilia-Romagna
Progetto
Patrizia Busi, Archivista della Sezione
dei manoscritti e dei rari della Biblioteca
dell’Archiginnasio
Anna Manfron, Responsabile Biblioteca
dell’Archiginnasio e Biblioteche specializzate
dell’Istituzione Biblioteche del Comune di Bologna
Ruggero Ruggeri, Responsabile Servizi informatici
dell’Istituzione Biblioteche del Comune di Bologna
Letizia Zarri, Servizi amministrativi della Biblioteca
dell’Archiginnasio
Margherita Spinazzola, Responsabile
Coordinamento e progettazione per la
valorizzazione dei beni culturali in ambito nazionale
ed europeo, Istituto per i beni culturali della
Regione Emilia‑Romagna
Comunicazione
Anna Maria Cava, Addetta alla comunicazione
dell’Istituzione Biblioteche del Comune di Bologna
Manuela Marchesan, Addetta alla comunicazione
dell’Istituzione Biblioteche del Comune di Bologna
Valeria Roncuzzi, Responsabile comunicazione e
promozione dell’Istituzione Biblioteche del Comune
di Bologna
Sandra Saccone, Addetta alla comunicazione
dell’Istituzione Biblioteche del Comune di Bologna
Monica Chili, Grafico, Regione Emilia-Romagna
Valeria Cicala, Addetto Ufficio Stampa, Istituto per i
beni culturali della Regione Emilia-Romagna
Christian Lertola, IT e servizi di video conferenza,
Regione Emilia-Romagna
Andrea Scardova, Fotografo, Istituto per i beni
culturali della Regione Emilia-Romagna
Carlo Tovoli, Addetto Ufficio Stampa,
Istituto per i beni culturali della Regione
Emilia‑Romagna
Opuscolo:
Progetto e realizzazione grafica: Monica Chili
Redazione: Valeria Cicala, Margherita Spinazzola
Stampa: Centro Stampa Regione Emilia-Romagna
Mostra documentaria
Laura Bassi e le carte di famiglia nelle raccolte
dell’Archiginnasio
a cura di Patrizia Busi e Anna Manfron, con la
collaborazione di Paola Giovetti, Direttore del
Museo Civico Archeologico di Bologna
Irene Ansaloni, Restauratrice e responsabile
allestimenti espositivi della Biblioteca
dell’Archiginnasio
Floriano Boschi, Addetto logistica della Biblioteca
dell’Archiginnasio
Sonia Venturi, Segretaria di direzione della
Biblioteca dell’Archiginnasio
Rita Zoppellari, Addetta ai servizi informativi e
progettista web dell’Istituzione Biblioteche del
Comune di Bologna
Christian Zuin, Addetto ai servizi amministrativi
dell’Istituzione Biblioteche del Comune di Bologna
Un ringraziamento speciale a: Elisabetta Arioti,
Carmela Binchi, Marta Cavazza
Hanno collaborato negli USA:
Michael A. Keller, University Librarian:
Paula Findlen, Faculty Advisor
John Haeger, Project Director:
Catherine Aster, Project Manager
Jin Chen, Image Quality Assurance Production
Christopher DeRosa, Curatorial Assistant
Glynn Edwards, EAD Consultant
Gary Geisler, Web Application Developer
Jessie Keck, Web Application, Developer
Peter Mangiafico, Web Application Developer
Matt Pearson, Image Quality Assurance Specialist
Ravi Shankar, Accessioning Engineer
Christy Smith, Metadata Assistant
Sarah Sussman, Curator French and Italian
Collections
Un ringraziamento speciale a:
Mariapia Tessari, stagista proveniente
dall’Università di Verona e bibliotecaria presso la
Biblioteca Comunale di Trento, per il suo lavoro sul
Finding Aid
Ben Albritton, Tony Calavano, Doris Cheung, Tom
Cramer, Christopher Jesudurai, Charles Kerns,
Lynn McRae, Tony Navarrete, Michael Olson, Stuart
Snydman, di Stanford University Libraries e di
Digital Libraries Systems and Services
Andrew Herkovic, Jacque Hettel, Robert
Schwarzwalder, Glen Worthey di Stanford Libraries.
L
a straordinaria vicenda di Laura Bassi, che fu la prima donna a
laurearsi nell’antica e gloriosa Università di Bologna e la prima
docente di Biologia e Fisica in Europa, è uno dei più singolari
elementi di vanto della nostra città, che proprio per questo motivo
venne definita in quegli anni «il paradiso delle donne».
Nel 1732, mentre era arcivescovo l’ironico e bonario Prospero
Lambertini, che di lì a qualche anno divenne papa col nome di
Benedetto XIV, le maglie della cultura ufficiale di esclusiva pertinenza maschile si aprirono per fare emergere l’insolito esempio, in
pratica la realizzazione di un adynaton clamoroso, una cosa fino a
quel momento difficile anche solo da immaginare, di una donna con
addosso la toga accademica foderata di vaio.
Una prova in più di come ancora in quegli anni Bologna, che
pure faceva parte di uno stato, quello Pontificio, progressivamente
sempre più ai margini del dibattito europeo più innovativo, potesse
dialogare alla pari con i centri culturali più avanzati, anche sulla scia
della recente fondazione dell’Istituto delle Scienze di Luigi Ferdinando Marsili.
Il fondo Laura Bassi della Biblioteca dell’Archiginnasio riveste quindi
un interesse tutto particolare per la storia della nostra Università e,
più in generale, per la storia della progressiva emancipazione delle
donne.
La digitalizzazione dell’intero fondo documentario e la sua messa
in rete, realizzate grazie alla stretta collaborazione fra Biblioteca
dell’Archiginnasio, Stanford University Libraries e Istituto per i Beni
Culturali della Regione Emilia-Romagna, è un risultato estremamente
importante per l’avanzamento degli studi e quindi sono particolarmente riconoscente a quanti si sono prodigati per portare a compimento il progetto.
Visto che il fondo Laura Bassi è solo uno dei circa 300 fondi speciali
conservati nell’Archiginnasio, il mio auspicio è che questa esperienza
sia di esempio per intraprendere altri progetti di digitalizzazione, che
coniugano le esigenze della valorizzazione, rendendo più immediatamente accessibile il materiale documentario, con le necessità della
tutela e della salvaguardia della nostra memoria storica.
Pierangelo Bellettini
Direttore dell’Istituzione Biblioteche
del Comune di Bologna
Coperta in seta e fili in argento delle Rime in lode della signora Laura Maria
Caterina Bassi cittadina bolognese aggregata all’Accademia dell’Istituto delle
Scienze in Bologna prendendo la laurea dottorale in filosofia, Bologna, 1732.
Fondo speciale Bassi-Veratti
L’
Emilia-Romagna è ricca di biblioteche storiche con
raccolte di notevole interesse anche per la storia della
scienza, non sempre adeguatamente descritte e valorizzate. Tra le biblioteche che si stanno impegnando per far conoscere la cospicua documentazione, sedimentata anche a seguito di
numerose donazioni, spicca l’Archiginnasio che sul proprio sito ha
pubblicato la guida generale dei fondi archivistici e documentari,
consultabile con varie modalità di interrogazione (ricerca libera,
in base a periodizzazioni cronologiche, aree tematiche e tipologie
documentarie).
Tra i fondi speciali oggetto di attenzione da parte degli studiosi figura
quello della celebre scienziata Laura Bassi pervenuto in dono nel
1922 e incrementato due anni dopo con documentazione relativa
alla famiglia del marito, lo scienziato Giuseppe Veratti. Proprio l’interesse della prestigiosa Università di Stanford per le donne scienziate, sulla scorta degli studi della professoressa Paula Findlen, ha
dato origine al progetto di digitalizzazione del fondo “Laura Bassi e
famiglia Veratti”, a cui ha fornito un convinto sostegno l’Istituto per
i beni culturali della Regione Emilia-Romagna, in particolare grazie
all’impegno assiduo di Margherita Spinazzola e alla sua considerevole esperienza nell’ambito della cooperazione internazionale.
D’ora in poi l’inventario della raccolta, curato da Patrizia Busi e
pubblicato nel 2001 su «L’Archiginnasio», sarà consultabile anche in
lingua inglese insieme ai documenti digitalizzati a beneficio di tutta
la comunità scientifica. Si tratta di una tappa molto importante per la
promozione del fondo: le carte vengono messe a disposizione di tutti
ampliando le possibilità di nuovi percorsi di ricerca e di approfondimento nel contesto scientifico europeo del XVIII secolo.
Si auspica che il compimento del progetto sul fondo della prima
donna in Europa che ha meritato la cattedra di fisica sperimentale
– insegnamento intrapreso nel 1776 nel palazzo dell’Archiginnasio,
allora sede dello Studio bolognese – possa rappresentare un significativo esempio di cooperazione interistituzionale per la valorizzazione di altre fonti documentarie conservate negli istituti culturali
del nostro paese.
Rosaria Campioni
Soprintendente per i beni librari
e documentari della Regione Emilia-Romagna
Aggregazione di Giuseppe Veratti alla Accademia degli Erranti,
1755. Fondo speciale Bassi-Veratti
Aggregazione di Laura Bassi alla Accademia degli Erranti,
1755. Fondo speciale Bassi-Veratti
L
aura Bassi (1711-1778), le cui carte di famiglia sono l’oggetto della collaborazione fra Stanford University Libraries
e la Biblioteca dell’Archiginnasio, è una figura di notevole
interesse per gli storici della scienza in Italia e all’estero; fra questi,
Paula Findlen, che ricopre a Stanford la cattedra Ubaldo Pierotti di
Storia Italiana, sostiene da tempo il lavoro di Stanford University
Libraries nel migliorare l’accesso a materiali di ricerca di vario tipo
ed origine.
Non meno interessante di Laura Bassi come scienziata, è Laura
Bassi come fulcro di una rete informale di studiosi, sperimentatori
e docenti, molti dei quali seri scienziati e in un certo numero donne,
con solidi legami fra di loro e con Bologna e le cui intersezioni culturali contribuiscono ad approfondire la conoscenza della storia delle
idee in Europa.
Un altro insieme di progetti realizzati a Stanford, conosciuto come
“Mapping the Republic of Letters” sta seguendo alcuni di questi
stessi fili. Ha cominciato esaminando gli archivi di figure quali Bassi,
Locke, Algarotti, Voltaire e Franklin, per creare una mappa virtuale
della storia intellettuale moderna degli inizi, catalogando le origini
geografiche, le destinazioni, gli autori e destinatari, le date della
corrispondenza sopravvissuta e ricostruendo i personali itinerari di
questi e di altri fari dell’età dei Lumi. Allo stesso modo, gli scambi
epistolari e le interazioni con altre scienziate potrebbero essere
studiati, ad esempio a proposito della matematica Maria Gaetana
Agnesi, dell’anatomista Anna Morandi Manzolini e della fisica francese Emilie du Châtelet.
Le biblioteche di Stanford vantano una lunga storia di proficuo
lavoro nel campo digitale delle scienze umane, fornendo un sostegno alla facoltà e agli studenti, digitalizzando i materiali posseduti
dalle stesse biblioteche e collaborando con istituzioni simili in tutto
il mondo. Spesso, collaborazioni che nascono con obiettivi delimitati, crescono nel tempo; una collaborazione di sette anni con il
Corpus Christi College e l’Università di Cambridge per la digitalizzazione della Parker Library, la famosissima collezione di manoscritti
medievali e dell’inizio dell’età moderna, ha generato una architettura che consente agli studiosi di esaminare, annotare e trascrivere
manoscritti di varie collezioni semplicemente dal proprio computer,
dovunque si trovino.
Di grande soddisfazione è stata la collaborazione di Stanford University Libraries con le direzioni e personale, ugualmente pieni di esperienza, dell’Archiginnasio e dell’Istituto per i beni culturali della
Regione Emilia-Romagna, intesa a produrre un accesso all’avanguardia al fondo speciale Laura Bassi e famiglia Veratti. Se ve ne sarà l’occasione in futuro, Stanford sarà felice di collaborare ulteriormente
in questo ambito con altre biblioteche italiane e nel mondo, avendo
questo progetto come modello.
Michael Keller
University Librarian-Stanford
University Libraries
10
Der Wöchentlichen Historichen Munz-Belustingung, 1737 feb.27,
pubblicazione a stampa, alle cui pagine 65-67 si parla di Laura Bassi
e dei suoi studi. Fondo speciale Bassi-Veratti
La storia di un progetto
Margherita Spinazzola
L’idea del fondo Bassi-Veratti online è nata nel 2010, dalla discussione
fra Stanford University Libraries, la Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio, l’Istituto per i beni culturali della Regione Emilia-Romagna
e la professoressa Paula Findlen di Stanford. Lo sviluppo che ne è
seguito è stato un vero progetto internazionale, dove l’Archiginnasio – detentore dell’archivio – ha messo a disposizione l’inventario e
la sua approfondita conoscenza dei contenuti, della storia e dell’organizzazione dei documenti, mentre i bibliotecari di Stanford e gli
specialisti di tecnologie digitali trasformavano l’inventario in uno
strumento di ricerca digitale, gestendo la digitalizzazione a distanza
e concettualizzando e creando l’interfaccia bilingue. L’IBC ha fornito
un supporto costante all’iniziativa, grazie alla notevole esperienza
maturata nei progetti internazionali.
Il ripercorrere le tappe che hanno segnato il cammino dell’idea e il
soffermarsi sulle persone che ne sono state protagoniste è non solo
un’operazione di giustizia nei confronti della complessità del lavoro e
della professionalità di chi vi si è dedicato, ma anche una capitalizzazione dell’esperienza acquisita, oggi si direbbe una road map per altre
simili imprese. Lo stesso interesse scientifico di Stanford fu inizialmente sostenuto in sede amministrativa proprio dalla opportunità
di realizzare un progetto pilota in ambito digitale e internazionale
che sarebbe servito come esempio e traccia per altre realizzazioni di
diversa scala. La scintilla che ha messo in moto l’intera operazione fu
un viaggio a Bologna di John W. Haeger, sinologo, enologo, ex presidente di RLG (il Research Library Group, protagonista degli hosting
e servizi bibliotecari negli anni ‘80 e ’90) e collaboratore di lunga
data di Stanford University Libraries, dopo una visita all’Archiginnasio mise in relazione gli studi su Laura Bassi e le scienziate europee
http://en.wikipedia.org/wiki/Research_Libraries_Group (ultimo accesso: gennaio
2013)
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di Paula Findlen, docente all’Università di Stanford, con i più recenti
progetti di digitalizzazione condotti dalla stessa università e il fondo
speciale Bassi Veratti dell’Archiginnasio.
Fu immediatamente chiaro che un eventuale progetto congiunto
non avrebbe certo esaurito le memorie archivistiche della scienziata bolognese, riccamente presenti e documentate anche presso
la Biblioteca Universitaria di Bologna e l’Archivio di Stato. La necessità di stringere in tempi brevi un accordo internazionale fra enti
diversi, economico e operativo oltreché scientifico, fece pendere
il piatto della bilancia ancora una volta verso un pilota limitato a
poche amministrazioni: Stanford University Libraries, IBC Soprintendenza per i beni librari della Regione Emilia-Romagna e l’Istituzione Biblioteche del Comune di Bologna. Non si è mai pensato ad
una realizzazione esclusiva, ma ad una tessera che permettesse in
futuro la composizione musiva di documenti depositati presso sedi
diverse, studi scientifici e universitari dedicati non solo a Laura Bassi,
nel rinnovato interesse in occasione del tricentenario della nascita
occorso nel 2011, ma alle donne di scienza in generale.
Ognuno dei contraenti portava con sé una dote cospicua di esperienze e competenze professionali non sovrapponibili. Stanford, in
quanto università, ha una importante tradizione di studio nel campo
della storia della scienza e degli studi di genere, che hanno condotto
Paula Findlen a dedicarsi anche a Laura Bassi, con l’attenta frequentazione delle raccolte bolognesi e un’attiva collaborazione con le
studiose della Alma Mater di simili discipline, quali Marta Cavazza e
Raffaella Simili. Come biblioteche, invece, sotto la guida di Michael
A Keller – contemporaneamente a capo anche delle Risorse Informative Accademiche ed editore di HighWire Press e Stanford University
Press –, Stanford si distingue per la pubblicazione, hosting, messa in
rete e conservazione di risorse digitali destinate agli studiosi; uno
dei più recenti progetti di punta e di massima apertura verso collezioni esterne è la Parker Library on the web, relativa al fondo dell’ar http://parkerweb.stanford.edu/parker/actions/page.do?forward=home (ultimo
accesso: febbraio 2013)
civescovo di Canterbury vissuto nella prima metà del XVI secolo i
cui preziosi volumi sono conservati presso il Corpus Christi College
di Cambridge. Nella realizzazione del progetto, Stanford si è avvalsa
anche dell’esperienza di Cathy Aster, project manager di una lunga
serie di iniziative anche internazionali quali la digitalizzazione degli
archivi della Rivoluzione Francese presso la Bibliothèque Nationale
de France e di Sarah Sussman e dei suoi collaboratori delle French
and Italian Collections di Stanford University Libraries. L’Istituzione
biblioteche del Comune di Bologna, diretta da Pierangelo Bellettini,
è stata ovviamente protagonista con la Biblioteca dell’Archiginnasio,
presso la quale è conservato il fondo speciale Bassi Veratti, descritto
nell’inventario curato da Patrizia Busi, archivista della Biblioteca. La
collaborazione con Stanford ha consentito la ripresa e l’approfondimento del lavoro che aveva, in prima istanza, attirato l’attenzione
statunitense. La conoscenza delle collezioni e l’attenzione al mondo
degli studi non solo biblioteconomici sono stati il contributo imprescindibile di Anna Manfron, mentre Ruggero Ruggeri sorvegliava gli
aspetti informatici legati alla digitalizzazione dei materiali e la fruibilità in rete del prodotto finale. Quale ruolo dunque per l’Istituto
per i beni culturali? Fermi restando i compiti istituzionali di indirizzo
e tutela, ha messo a profitto la ultradecennale esperienza nel campo
della gestione di progetti europei, garantendo le comunicazioni con
la squadra statunitense e adoperandosi in loco per la redazione degli
accordi, la revisione degli elaborati e le necessarie traduzioni.
Il primo atto, tutto italiano, è stato infatti quello di esaminare una
serie di accordi internazionali di digitalizzazione, perché come
giustamente afferma Mauro Guerrini, “si fa presto a dire Biblioteche
Digitali”. E’ chiaro infatti che una motivata adesione all’idea propo Patrizia Busi, Il fondo speciale «Laura Bassi e famiglia Veratti» nelle
raccolte manoscritte della Biblioteca dell’Archiginnasio. Note e inventario,
“L’Archiginnasio”, XCV1, 2001, pp. 255-326.
Mauro Guerrini - Rosa Maiello, Si fa presto a dire “Biblioteche digitali”. Un
confronto fra Google Book Search ed Europeana, “La Bibliofilia”, 2010, anno LXII,
n.1, pp. 76-93.
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sta da Stanford dovesse innanzi tutto chiarire gli aspetti legati al
costo del progetto e alla fruibilità dei risultati strettamente connessa
alla definizione dei diritti e alla gestione nel tempo. Per formalizzare
questi aspetti, è stata sottoscritta una Lettera di Intenti fra Istituzione
biblioteche, Stanford University Libraries e IBC Soprintendenza,
frutto di un intenso lavoro di discussione, e limature necessarie per
un accordo fra amministrazioni lontane nella forma e nello spazio.
Siglata il 3 maggio 2012, la lettera è stata la carta costituzionale del
progetto definendo i ruoli dei tre partner, la titolarità del diritto delle
immagini digitalizzate – dell’Archiginnasio, con diritto non esclusivo
d’uso da parte di Stanford – e dei metadati, il diritto di traduzione,
le caratteristiche del prodotto digitale attraverso l’adattamento ad
hoc del software e della piattaforma di Stanford, l’hosting definitivo
sul server di Stanford, opportunamente collegato all’Archiginnasio
– che deterrà una copia dell’intero lavoro digitalizzato –, la revisione
dettagliata di alcune parti dell’inventario esistente, l’uso legittimo
delle immagini da parte degli utenti, la loro riproduzione per scopi
non commerciali su singola e specifica autorizzazione. Inoltre, vi si
precisa che Stanford avrebbe incaricato un’azienda italiana delle
riprese fotografiche e che l’Archiginnasio avrebbe esercitato sulla
stessa la necessaria vigilanza.
Nel frattempo, Stanford si attivava per la ricerca di sponsor interessati a finanziare il progetto, trovandoli in due fondazioni la Gladys
Krieble Delmas Foundation e la Marini Foundation e in un donatore individuale, Guerrino De Luca. Un passo importante è stata la
nomina di Cathy Aster, già impegnata in vari progetti tutt’ora in corso
di Stanford, come project manager che ha tenuto tutti i contatti con
i partner italiani e i soggetti coinvolti a vario titolo negli Stati Uniti,
sviluppando quanto avviato da Michael Keller e John Haeger.
Una volta scelto nell’EAD il formato per la codificazione dei dati
archivistici e acquisiti gli approfondimenti redatti per l’occasione
http://www.delmas.org/ (ultimo accesso: ottobre 2012).
http://www.marinifoundation.org/index.htm (ultimo accesso: gennaio 2013).
da Patrizia Busi, Stanford si è occupata della ingestione, stampando
altrettanti fogli di lavoro quanti i pezzi descritti che sarebbero diventati, con il loro codice a barre, gli identificativi delle singole riprese
digitali. Non è stato un lavoro semplicissimo e ha richiesto una serie
di aggiustamenti e un controllo puntuale, riga per riga, documento
per documento. Per chi scrive e, dopo avere tradotto l’inventario ne
ha affiancato l’autrice in questa operazione di abbinamento, è stata
un’operazione che davvero ha dato la misura della qualità e quantità
di lavoro che si andava facendo. Le carte fatte rivivere dall’archivista
e compulsate una per una per il controllo dei dati, cantavano una
storia che si snoda ben oltre il nome della protagonista, che parlavano di successi accademici come di beghe finanziarie, di corrispondenti più o meno noti come di famigliari alla prese con un nome insigne, di conti della spesa, di quotidianità e di cambiamenti. Le pagine
di Ferdinando Veratti, cognato di Laura Bassi, unica fonte cui far
risalire tutto quanto si sa del suo annus mirabilis, il 1732 nel quale
assurse alla gloria accademica, trasudano un palese orgoglio tutto
petroniano nel contenuto e nella forma. Le suppliche del figlio Paolo
esprimono la frustrazione del vivere con mezzi ben diversi rispetto
a quelli goduti ai tempi dei genitori e tradiscono la difficoltà di una
vita spesa all’ombra del materno fulgore. Ma ci sono anche le tracce
della vita, nomade per il tempo, di Francesco padre di Ferdinando e
di Giuseppe, il marito di Laura, i corrispondenti illustri come Luigi
Galvani e avanti negli anni fino alla tenerezza di una dichiarazione
d’amore per una Margherita, pronipote Veratti, indirizzata come si
conveniva al tutore e non all’interessata.
Finito questo lavoro, potevano cominciare le riprese fotografiche,
eseguite dalla ditta AdActa. I tecnici hanno lavorato dalla metà
di settembre alla metà di dicembre, con una postazione istallata
presso la Sala Manoscritti della Biblioteca. Ogni giorno, ricevevano
dal personale di sala gli esemplari, tutti riportati in un registro di
controllo e, ogni sera, le immagini di alta qualità andavano a Stanford
www.adactanet.it (ultimo accesso: gennaio 2013)
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che, nella notte italiana, provvedeva ad una prima verifica che non di
rado richiedeva un paziente reset delle apparecchiature all’inizio del
lavoro la mattina successiva. Un secondo controllo avveniva su hard
disk esterno spedito in maniera tradizionale.
Gli ultimi mesi sono stati dedicati dai tecnici di Stanford alla elaborazione del pagina web e alla presentazione dei dati, coinvolgendo
anche l’utenza potenziale che esprimeva così le proprie aspettative
di ricerca e gradimento.
Per un’ultima volta, preme ricordare che almeno 40 persone di
diversa lingua, formazione e interesse professionale, hanno lavorato
assieme, armonizzando tempi di lavoro in nessun caso dedicati unicamente al progetto. Non poteva essere altrimenti, ma ci vorrebbe una
grande festa, una agorà reale e non solo virtuale. Grazie a tutti.
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http://bassiveratti.stanford.edu (ultimo accesso: marzo 2013)
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Matrice in rame con ritratto di Laura Bassi.
Fondo speciale Bassi-Veratti
Il fondo speciale Laura Bassi
e famiglia Veratti dell’Archiginnasio
Patrizia Busi
Storia del fondo documentario
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Anche se non ci sono pervenute nella loro integrità, le carte di Laura
Bassi e della famiglia del marito Giuseppe Veratti costituiscono
certamente uno dei fondi speciali più importanti fra quelli conservati
nella Biblioteca dell’Archiginnasio, luogo che da più un secolo svolge
per Bologna le funzioni di custodia e di sedimentazione della sua
memoria storica conservando, oltre a un ingente patrimonio librario,
anche raccolte e fondi documentari.
La documentazione è pervenuta in Biblioteca tra il 1922 e il 1924,
a seguito delle volontà di Giovanni Veratti, discendente diretto di
Laura, per mano della figlia Emma e di suo marito Giulio Mazzoni.
Inizialmente si trattò soltanto di due cartoni d’archivio, con documenti
relativi esclusivamente a Laura Bassi, costituiti da lettere, appunti,
dissertazioni oltre a una medaglia d’argento dedicata a Laura, realizzata in occasione della sua prima lezione tenuta all’Archiginnasio,
con il relativo punzone per il conio di una delle due facce della stessa
e a una lastra in rame incisa con il suo ritratto. Nel 1924 si aggiunsero
quattro cartoni con atti notarili relativi alle famiglie Bassi e Veratti, e
altri tre con documenti relativi alla famiglia Veratti e ai discendenti
di Laura, in particolare a suo figlio Paolo, oltre a un cospicuo numero
di pubblicazioni a stampa a carattere scientifico.
Il materiale a stampa fu da subito catalogato e collocato nelle
raccolte generali della Biblioteca. Le carte donate da Emma Veratti
Mazzoni furono molto probabilmente accorpate ad altre riferibili a
Laura Bassi già presenti in Archiginnasio – pervenute nel 1905 grazie
ad una cospicua donazione dell’ingegnere Arturo Gozzi – operazione
effettuata attuando il criterio diffuso in passato di sistemare il materiale in base all’argomento e non al principio di provenienza.
È solo nel 1962 che si realizzò il primo intervento di inventariazione
sulla raccolta documentaria. In quell’anno furono presi in considerazione i due cartoni strettamente relativi a Laura Bassi – data anche
la rilevanza del personaggio – per poter rendere meglio fruibile ai
ricercatori quell’importante materiale che fino ad allora era stato
sicuramente il più consultato dell’intera raccolta.
La restante documentazione ha dovuto attendere fino al 2000,
quando è stata interamente riordinata e inventariata, pur mantenendo l’ordinamento già conferito alle carte di Laura Bassi, in quanto
noto e già utilizzato dagli studiosi.
Le carte della gran parte del fondo in effetti erano ancora conservate
in ordine sparso, senza alcun nesso né di argomento né cronologico.
Da un confronto con l’elenco dei documenti della donazione Veratti
Mazzoni degli anni Venti emerse chiaramente che era stata mantenuta la sistemazione con cui le carte erano pervenute all’Archiginnasio, frutto più di una semplice sedimentazione che non di un ordine
precostituito.
Non emergendo alcun nesso originale nei documenti e trattandosi
evidentemente di una raccolta, le carte sono state quindi sistemate
secondo un ordine logico per permettere un facile approccio alle
stesse, separando gli atti relativi ai diversi componenti della famiglia
e individuando per le carte relative a Paolo Veratti, il più conosciuto
tra i figli di Laura Bassi, gli argomenti ricorrenti e più rilevanti nella
sua vita. Durante i lavori di riordino non è stata separata la documentazione pervenuta nel 1905 grazie al dono di Arturo Gozzi, in
quanto la sua presenza nel fondo era ormai consolidata, ma soprattutto perché l’elenco che accompagnava il dono non ha permesso,
data la sua sommarietà, una identificazione certa del materiale con
questa provenienza.
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Consistenza e organizzazione
Attualmente la raccolta è costituita da documenti manoscritti relativi
alla famiglia di Giuseppe Veratti (1707-1793), marito di Laura Bassi
(1711-1778), da documenti a lei direttamente relativi e da altri della
famiglia Bassi, posseduti dalla scienziata a supporto dei beni ereditati, quale ultima rappresentante del suo ramo famigliare.
Dal fondo emergono quindi informazioni su alcuni ascendenti delle
famiglie Bassi e Veratti, su Laura e i suoi figli, in particolare su Paolo
Veratti (1753-1831) che intraprese la carriera di medico diventando
poi docente dell’Università di Bologna.
Le notizie in merito alla famiglia Bassi vengono da una raccolta di
istrumenti che, a partire dal 1591, coprono un arco cronologico di
due secoli. La famiglia Bassi, di origine modenese, si era trasferita a
Bologna intorno alla metà del sec. XVII. Laura fu l’ultima rappresentante della sua famiglia, essendo il suo unico cugino, Carlo Filippo
Bassi, figlio del fratello del padre, sacerdote. Gli atti relativi alla
famiglia Bassi sono in gran parte riferiti ai beni che in ultima istanza
furono acquisiti da Laura nel 1738 quale erede dei beni a lei destinati da Carlo Filippo.
La famiglia di Domenico Veratti, anch’essa di origine modenese,
si trasferì a Bologna nel 1694 con Francesco di Domenico Veratti,
medico condotto e padre di Giuseppe, che sposò Laura Bassi nel
1738. Gli atti in nostro possesso sono costituiti da una raccolta di
istrumenti e da carte relative a diversi componenti della famiglia
Veratti, discendenti dal capostipite Domenico e da suo figlio Francesco, ma soprattutto a Paolo Veratti, figlio di Laura, pervenuti tramite
i loro diretti discendenti.
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La documentazione è stata ordinata secondo le seguenti serie archivistiche:
Istrumenti relativi alla famiglia Bassi (1591-1776, docc. 63)
Istrumenti relativi alla famiglia Veratti ((1691-1830, docc. 82)
Documenti relativi a Francesco Veratti (1684-1708, fascc. 2)
Documenti relativi a Ferdinando Veratti(1721-1788, fasc. 1, vol. 1)
Documenti relativi a Giuseppe Veratti (1734-1742, fasc. 1)
Documenti relativi a Laura Bassi (1732-1836, fascc. 7, vol. 1, pezzi 11)
Documenti relativi a Giovanni Veratti (1761-1800, fasc. 1)
Documenti relativi a Giacomo Veratti (1772-1828, fasc. 1)
Documenti relativi a Paolo Veratti (1766-1832, fascc. 22)
Documenti relativi a Gaetano Veratti (1813-1830, fasc. 1)
Documenti relativi a Francesco Veratti (1830, fasc. 1)
ed è stata sistemata in dodici buste d’archivio ordinati in modo da
rispettare la cronologia delle due famiglie:
buste 1-2
istrumenti relativi alla famiglia Bassi, i più antichi
cronologicamente;
buste 3-4
istrumenti relativi alla famiglia Veratti;
busta 5
carte relative alla famiglia Veratti (antecedenti
all’inserimento nell’asse famigliare di Laura Bassi);
buste 6-7
carte relative a Laura Bassi;
buste 8-12
carte relative ai figli e discendenti di Laura Bassi
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I documenti del fondo
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I documenti del fondo Bassi Veratti, pur avendo ognuno una valenza
propria, annoverano alcuni esempi di particolare rilevanza.
Quelli più studiati e preziosi sono relativi alla scienziata; in particolare, memorie sulla sua vita e attività, alcuni scritti in parte autografi,
lettere a lei indirizzate e materiali a stampa. In assoluto il pezzo più
noto è sicuramente l’opuscolo Rime in lode della Signora L.M.C. Bassi,
stampato a Bologna nel 1732, che contiene composizioni poetiche
redatte in occasione della laurea della Bassi, scritte per renderle
omaggio e per celebrare il particolare evento. Si tratta di una copia di
dedica, come risulta evidente dalla bellissima coperta in seta azzurra,
impreziosita da decorazioni ricamate in argento.
Sempre con una coperta in seta, questa volta cremisi, si presenta
anche l’opuscolo con le tesi sostenute da Laura Bassi nella sua prima
disputa in pubblico – Laura Maria Catharina Bassi civis bononiensis
academiae Instituti Scientiarum Socia se suaque philosophica studia
– stampato a Bologna nel 1732.
È poi conservata nel fondo una serie di diplomi accademici che le
furono conferiti durante tutto il corso della sua vita, tra i quali si
evidenziano il diploma con la nomina di Arcade del 1737 accompagnato dall’assegnazione del nome arcadico dell’anno successivo,
e quello del 1755 dell’Accademia degli Erranti poi Riformati, rilasciato nello stesso anno anche a Giuseppe Veratti, marito di Laura, e
presente anch’esso nel fondo.
A conferma delle sue relazioni internazionali, vanno segnalati in
particolare un volume del fisico e matematico Georges Louis Le Sage,
Essai de Chymie Méchanique, con sue annotazioni autografe e la copia
del periodico Der Wöchentlichen Historischen Munz-Belustigung del
febbraio 1737 dove si fa riferimento a Laura Bassi e ai suoi studi.
Infine si aggiungono tre oggetti che fanno parte del fondo in quanto
legati direttamente a Laura Bassi e donati anch’essi dagli ultimi
eredi: una medaglia in lega d’argento, coniata in occasione della sua
prima lezione pubblica, con l’effigie di Laura Bassi sul recto e Minerva
che consegna ad una giovane una lucerna accesa sul verso; il relativo
punzone per il conio del verso della medaglia ed infine una lastra di
rame con uno dei ritratti più noti di Laura Bassi, realizzato in occasione della laurea, inciso da Ludovico Mattioli su disegno di Domenico Maria Fratta.
Oltre alla documentazione riferibile alla persona di Laura Bassi, nel
fondo sono compresi anche molti documenti rilevanti per la storia
delle due famiglie Bassi e Veratti, documenti utili in particolare per
ricostruire la figura di Paolo Veratti, figlio di Giuseppe e Laura Bassi.
È da segnalare in tal senso un volume manoscritto di memorie sulla
famiglia Veratti, con annotazioni relative agli avvenimenti più significativi quali nascite, morti, trasferimenti, con notizie a partire dalla
metà del XVII secolo, particolarmente puntuali per il periodo dal 1726
fino al 1788, redatto da Ferdinando Veratti, fratello di Giuseppe, e
proseguito alla sua morte dal nipote Giovanni Francesco. Nel volume
viene dedicato ampio spazio alla descrizione delle doti della cognata
Laura Bassi e agli avvenimenti del 1732.
Le carte riferite a Paolo Veratti costituiscono la parte più cospicua
del fondo. Si conservano in particolare documenti che testimoniano
tutta la sua vita, dalle fedi di battesimo e di matrimonio, agli attestati relativi alla carriera accademica e professionale, al carteggio,
in particolare con l’astronomo Feliciano Scarpellini, fino a numerosi documenti scritti da Paolo e dal fratello Giacomo, rivelatori del
progressivo esaurirsi del patrimonio familiare.
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Punzone. Fondo speciale Bassi Veratti
Note metodologiche sulla digitalizzazione
del fondo speciale Bassi-Veratti
Catherine A. Aster
Il sito web del fondo speciale Bassi-Veratti propone agli studiosi e
studenti di tutto il mondo una serie di fonti primarie. Utilizzando un
nuovo approccio per la scoperta delle collezioni archivistiche, il sito
fornisce una interfaccia per un facile accesso alla versione digitalizzata di tutti i materiali del fondo speciale Bassi-Veratti che si trovano
all’Archiginnasio di Bologna.
Da un documento Word, l’inventario è stato trasposto manualmente
in EAD (Encoded Archival Description), lo standard internazionale
XML Schema sostenuto dalla Library of Congress in collaborazione
con la Society of American Archivists. EAD 2002, l’ultima versione
approvata, consente la standardizzazione delle informazioni relative
ai fondi contenute negli inventari all’interno dei repository. In quanto
XML Schema, fornisce un ambiente per il tagging dei termini chiave
che possono essere estratti e indicizzati per sostenere la ricerca in
un ambiente online personalizzato. Stanford University Libraries
(SUL) ha potuto contare sull’ inventario riccamente descritto dall’Archiginnasio e ha aumentato le possibilità di ricerca taggando i nomi
e i cognomi, i nomi di luogo e i nomi di enti associati ai singoli documenti descritti. Queste informazioni, insieme alle date, recuperate
con harvesting EAD XML e una lista controllata di categorie di documenti sono state usati per costruire gli indici dell’ambiente di ricerca
online.
La digitalizzazione di 672 pezzi, per un totale di 6000 immagini, del
fondo Bassi-Veratti è stata eseguita dall’azienda italiana AdACTA srl,
con la guida ed il controllo degli esperti di digitalizzazione di SUL.
AdACTA ha usato un I2s Suprascan Digibook 10.0 conformato alle
http://bassiveratti.stanford.edu (ultimo accesso: marzo 2013)
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specifiche di image filing di Stanford University Libraries per produrre
il master di file TIFF. Le immagini sono state compresse con TIFF 6.0
LZW con una definizione di 400 ppi, non interpolati, una profondità
di 8 bit e colore Adobe RGB (1998). Come richiesto da SUL, l’azienda
ha usato per tutta la durata del lavoro gli indici di controllo Image
Science Associates Golden Thread; questo ha consentito un attento
controllo di qualità da parte del personale addetto di SUL. Immagini
derivate in formato JPEG2000 sono state generate dal master di TIFF
e rielaborate per la visualizzazione sul sito web.
Le immagini (TIFF e JPEG 2000) e i metadati associati sono state
immessi nello Stanford Digital Repository (SDR)10. Lo SDR consente
che ciascun oggetto digitale sia conservato e reso disponibile attraverso una URL stabile; oltre a stabilire e mettere in chiaro i diritti sui
contenuti e le restrizioni d’uso e fornire un meccanismo di immagazzinamento comune che può essere usato come base per altre
applicazioni. Inoltre, SDR assicura la conservazione di lungo termine,
l’accesso e la gestione dei contenuti depositati dai partner di SUL.
Grazie ad un insieme di tecnologie ed infrastrutture, come pure
grazie a prassi e politiche di programma, SDR offre:
• Conservazione: un ambiente sicuro di conservazione per assicurare la disponibilità a lungo termine, integrità e accesso al contenuto.
• Accesso: sostegno alla ricerca, delivery e citazione permanente
degli oggetti
• Gestione: capacità di amministrare e gestire gli aspetti di contenuto quali al definizione del controllo di accesso.
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Il sito web è stato pensato e sviluppato usando tecnologie open
source, usate dai tecnici di Stanford per tutte le soluzioni di ricerca
10 http://library.stanford.edu/projects/stanford-digital-repository (ultimo accesso:
febbraio 2013)
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e accesso. La collezione digitale Bassi-Veratti è costruita per essere
ospitata dallo Stanford Digital Repository per fornire una piattaforma web per la ricerca dei documenti archivistici e delle informazioni descrittive correlate. La collezione digitale è stata sviluppata in
Ruby on Rails usando Blacklight11. Blacklight fornisce l’interfaccia di
ricerca e usa un indice Apache Solr, costruito per estrarre gli elementi
rilevanti dalla versione EAD XML del fondo Bassi-Veratti.
Fornire all’utenza un mezzo veloce e versatile di visualizzare,
zoomare e fare panning12 su grandi immagini ad alta risoluzione
di pagine manoscritte è stata una difficile sfida per il progetto. La
presentazione dell’immagine del sito sfrutta il formato di compressione JPEG2000 per la visualizzazione e manipolazione attraverso il
browser senza fare ricorso a plug-in o ad altri software altrui.
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Il design del sito web Bassi-Veratti si basa su un approccio che mette
al centro l’utente, intrapreso da SUL per sviluppare i siti web delle
collezioni online. Questa metodologia comporta un feedback iniziale
e in itinere da parte degli studiosi universitari che costituiscono
l’utenza primaria delle collezioni online di Stanford University Libraries. Il risultato è una applicazione web che consente loro di soddisfare i propri scopi di ricerca e aumenta l’efficienza del processo di
sviluppo del software. Questa strategia comprende:
• Interviste con ricercatori di settore: facoltà, personale e studenti
• Persona development: creazione di profili personalizzati non solo
per la descrizione di scopi di ricerca e comportamenti, ma anche
di alcune caratteristiche personali.
• Design, comprendente l’organizzazione dei contenuti e le funzioni
del sito web e qualunque altro suo requisito specifico.
• Wireframe, o struttura delle pagine del sito e suo aspetto generale.
11 http://projectblacklight.org/ (ultimo accesso: febbraio 2013)
12 Ingrandimento del dettaglio preservando lo sfondo
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Laura Bassi
e le carte di famiglia
nell e raccolte
dell’Archiginnasio
Foto Andrea Scardova *UDƲFD Monica Chili, Manuela Marchesan
Mostra documentaria
Bologna
21 marzo 2013 - 22 giugno 2013
Biblioteca comunale
dell’Archiginnasio
Piazza Galvani 1
Orario di apertura:
lunedì - venerdì, 9>19
sabato, 9>14
Chiuso domenica e festivi
Ingresso gratuito
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ELEOLRWHFKH
ERORJQD
Con il generoso sostegno di
With the generous support of
Guerrino De Luca
Marini Foundation
Gladys Krieble Delmas Foundation
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Brochure - Istituto per i beni artistici culturali e naturali