POSTE ITALIANE S.p.A. Tassa pagata Pubblicità diretta non indirizzata DRT/DCB/VI/185/03/SC del. 19/11/2003 Azienda Seconda giornata aziendale della qualità Ospedali Come si cura il mal di testa Territorio Scuola che fatica Prevenzione Prevenzione dell’infarto cardiaco Alle famiglie 0311-06 rivista.indd 1 Auditorium di Chiampo Giornata della Qualità n.1 anno 2006 28-04-2006 14:53:28 Creatività con i fumetti D a anni questa Ulss realizza, in collaborazione con i Comuni di Arzignano, Brogliano, Castelgomberto, Chiampo, Montecchio Maggiore e Trissino, i Centri Educativi rivolti ai bambini delle scuole elementari. Tali iniziative, che si svolgono il pomeriggio durante l’anno scolastico, sono finalizzate a: • offrire ai minori percorsi di crescita che favoriscano lo sviluppo e la valorizzazione delle abilità personali e sociali in un ambiente educativo sereno e protetto; • sostenere la famiglia nell’azione educativa; • promuovere un intervento coordinato tra scuola ed extra scuola; • fornire un aiuto nell’attività scolastica; • aprire e integrare il servizio con il territorio. Allo scopo di rendere le attività dei Centri Educativi sempre più mirate alle aspettative dei frequentanti e delle loro famiglie, sono state promosse azioni innovative, mirate al potenziamento e alla diffusione delle “buone prassi”, all’informazione e sensibilizzazione dei diritti dei bambini e al miglioramento della convivenza civile. Tali attività hanno visto il diretto coinvolgimento delle agenzie educative presenti nel territorio: Comuni, Ulss, Scuola, Privato Sociale, Famiglie e Associazionismo. In tale ambito, per l’anno scolastico 2005/06, è stato progettato il “Laboratorio di creatività con i fumetti”, il cui scopo principale è stato quello di favorire la conoscenza dei diritti dei bambini. I piccoli di ogni Centro Educativo, guidati dagli animatori, hanno inventato una storia centrata sul tema, che è stata trasformata in vignette, grazie al supporto di un fumettista esperto, incaricato a tale scopo da questa Ulss. Come momento di sintesi e sensibilizzazione del percorso svolto all’interno dei Centri Educativi, presso ciascuna Direzione Didattica coinvolta nel progetto, sarà allestita una mostra di tutti i fumetti realizzati. I testi del fumetto pubblicato, sono stati ideati dai bambini frequentanti il Centro educativo di Arzignano, mentre i disegni sono stati realizzati dal fumettista, il Sig. Libero Ermetti. Roberta Zordan Donata Cecchinato ERRATA CORRIGE: a pag. 18 del notiziario n. 3/2005 - articolo L’ambulatorio dello spirito, il Collegio “Graziani” si trova a Bassano del Grappa e non a Padova come indicato 2 0311-06 rivista.indd 2 Ulss 5 Notizie periodico d’informazione dell’Azienda Ulss 5 Ovest Vicentino numero 1 anno 2006 DIRETTORE Daniela Carraro DIRETTORE RESPONSABILE Elisabetta Carlotti REDAZIONE Direzione Generale e Ufficio Relazioni con il Pubblico Azienda Ulss 5 via Trento, 4 36071 Arzignano (VI) tel. 0444 479580 www.ulss5.it e-mail: [email protected] RACCOLTA PUBBLICITARIA Meneghini&Associati Srl viale Trento, 56 36100 Vicenza GRAFICA Raffaello Galiotto STAMPA Tipografia Rumor via dell’Economia, 117 36100 Vicenza Consegnato in Tipografia maggio 2006 Autorizzazione del Tribunale di Vicenza n. 669 del 21.12.1989 tiratura 69.000 copie distribuzione gratuita Si ringraziano gli autori degli articoli: Alberto Acqua, Venceslao Ambrosini, Carlo Andrisani, Claudio Busana, Donata Cecchinato, Ferdinando Ceron, Massimo Cigolini, Francesca Concato, Rafaella Dal Lago, Ennio De Dominicis, Luigi De Santis, Patrizia Draghicchio, Adolfo Fiorio, Luisa Fracasso, Luca Girardello, Mauro Gonzo, Antonio Loro, Patrizia Mella, Graziano Meneghini, Monica Menti, Emanuele Mion, Raffaele Morello, Michele Morra, Giancarlo Nardi, Cristina Oliani, Paola Peruzzo, Piera Pozza, Barbara Romanin, Elena Sandri, Patrizia Simionato, Maurizio Soli, Alessandra Stefani, Clara Tibaldo, Paolo Vento, Stefano Zanolini, Rinaldo Zolin, Giuseppe Zordan, Roberta Zordan. maggio 2006 28-04-2006 14:53:32 Azienda Finanziato il progetto Progres Veneto 2006 4 Servizio delle professioni sanitarie 4 Comitato etico per la pratica clinica 5 Contratto collettivo integrativo 5 2° giornata aziendale della qualità 6 Elenco dei progetti vincitori 7 Osservervatorio clinico-epidemiologico 8 Indagine sulla qualità percepita 9 “Caro maledetto dottore” 10 Pari Opportunità 11 Esperienza di uno stage all’Ulss 11 Diagnosi e cura della cefalea 12 Convegno regionale sulla sicurezza 13 Acquistati venti letti elettrici 13 Cooperazione sanitaria internazionale 14 Endocrinochirurgia 15 Uroandrologia 15 Trattamento del carcinoma mammario 16 Novità in chirurgia vascolare venosa 16 Territorio La mediazione culturale 17 Percorsi di integrazione lavorativa 18 Invalidità civile 18 Turni farmacie 19 Andos Ovest Vicentino 21 Fidas e Istituto Trentin 21 Famiglie e salute mentale 22 Prestito sull’onore per la famiglia 24 Accesso ai servizi 24 Progetto salute 2005/2006 24 Psichiatria e Medicina Generale 25 Nasce il Polo unico dei servizi territoriali a Valdagno 25 La scuola che fatica 26 Editoriale Q ualità in sanità è il tema attorno cui ruota e che ricomprende, in sintesi, tutto ciò che in questo preciso momento storico ispira decisioni e comportamenti dei programmatori e degli operatori, anima i dibattiti degli addetti ai lavori e dei cittadini/pazienti/utenti. Il tema della Qualità in sanità costituisce anche la traduzione delle giuste preoccupazioni della gente: il nostro sistema sociosanitario con le sue caratteristiche di universalità, pubblicità, equità di accesso deve continuare a garantire le prestazioni che hanno portato lo stato di salute e la speranza di vita dei cittadini italiani (e veneti soprattutto) a vette mai raggiunte nella storia dell’Umanità. A questa e alle connesse grandi questioni anche l’Ulss 5 Ovest Vicentino tenta di dare, per il suo ambito di influenza e di competenza, alcune risposte e le Il Direttore Generale pone all’attenzione della comunità Daniela Carraro locale. Nell’ambito delle risposte invito a leggere il resoconto del PRIMO CONCORSO aziendale sulla QUALITÀ: ognuno potrà letteralmente toccare con mano con quale attenzione e cura gli operatori dell’Ulss 5 di tutte le professionalità (sanitari, infermieri e medici, ma anche amministrativi e tecnici) leggano i bisogni delle persone che si affidano all’Ulss 5 e tramite il loro lavoro quotidiano e anche tramite progetti specifici perseguano il miglioramento del servizio e incitino tutta la struttura a percorrere le strade del Miglioramento Continuo della Qualità. I progetti più strategici hanno anche ricevuto un premio e sono stati inseriti nella programmazione dell’Ulss 5 per il 2006, e tantissimi altri sono diventati obiettivi per le Unità di riferimento. Vorrei ringraziare da questa pagine tutti i gruppi di lavoro: sono stati 86 per un totale di 379 persone coinvolte nella progettazione. Grazie, continuiamo così. Prevenzione Studio Pilota “passi” 27 L’infarto cardiaco 28 Colon, prevenzione 28 Nuovo calendario vaccinale 29 Sede e orari ambulatorio medicina pubblica e vaccinazioni 30 3 0311-06 rivista.indd 3 28-04-2006 14:53:34 Azienda Finanziato il progetto Progres Veneto 2006 prosegue l’indagine sulla realtà residenziale psichiatrica L a Regione Veneto, nell’ambito della Ricerca Sanitaria Finalizzata per l’anno 2005, ha stanziato un finanziamento per la realizzazione di un progetto chiamato Progres Veneto 2006, che verrà portato a compimento in un anno. Il progetto si pone in continuità con il lavoro svolto nel 2000 dall’Istituto Superiore di Sanità, il quale ha fornito una mappatura delle Strutture Residenziali Psichiatriche, sottolineando alcuni elementi di criticità emersi da tale indagine (Progetto Progres 2000). Con il Progetto Progres Veneto 2006, il Dipartimento di Salute Mentale dell’Ulss 5 Ovest Vicentino si propone di aggiornare tale mappatura a livello regionale. Questo lavoro si propone, inoltre, di riflettere sull’andamento degli elementi di criticità portati all’attenzione nel 2000, per definire l’evoluzione che ha avuto, nel quinquennio intercorso tra le due indagini, la Residenzialità Psichiatrica in Veneto. Fra i temi indagati dalla ricerca, vi sono: l’adeguatezza dell’offerta di risposte residenziali ai bisogni di diversa gravità dei residenti in termini qualitativi e quantitativi; la presenza e l’efficacia dei collegamenti fra l’intervento sanitario e quello sociale; l’adeguatezza della formazione del personale ecc. Il nostro Dipartimento di Salute Mentale si è particolarmente attivato e specializzato nel corso degli anni, facendosi apprezzare per il suo modello a rete sociale, che ha permesso sia di diversificare l’offerta residenziale rispetto alle esigenze personalizzate dei pazienti, sia di avviare e gestire dal 1998 esperienze di dimissione dal circuito psichiatrico verso appartamenti ad avanzata gestione dei residenti all’interno di collaborazioni con il tessuto sociale (Comuni, ATER, Volontariato), raggiungendo ad oggi un numero di 12 appartamenti. Claudio Busana Servizio delle professioni sanitarie aziendale atteso da tempo dagli operatori sanitari I stituito con delibera del Direttore Generale nell’agosto 2005, il Servizio delle Professioni Sanitarie Aziendale sarà non solo un ufficio infermieristico, ma un servizio che abbraccerà tutte le professionalità del comparto. Nuovo punto di riferimento e valorizzazione professionale per il personale infermieristico e ostetrico, per i tecnici della riabilitazione, i tecnici sanitari e della prevenzione, nonché per il personale del ruolo tecnico e ausiliario operante nei servizi. Al Servizio delle Professioni Sanitarie, collocato nell’ambito della Direzione Sanitaria, competono, infatti, le seguenti finalità: • promuovere la qualità dell’assistenza infermieristica e delle altre prestazioni tecnico-sanitarie, di riabilitazione o ausiliarie, necessarie a soddisfare i bisogni assistenziali di quanti accedono alle Unità Operative Ospedaliere ed al Distretto Socio Sanitari; • concorrere al miglioramento della professionalità del personale afferente al Servizio con particolare riferimento allo sviluppo della responsabilità nell’ambito del proprio campo professionale; • favorire l’integrazione professionale e le relative condizioni di lavoro per migliorare il livello di qualificazione e di efficienza reso all’utente. Alla Direzione del Servizio afferiscono tre aree di attività funzionalmente integrate: area dell’assistenza 4 0311-06 rivista.indd 4 ospedaliera, area dell’assistenza territoriale, area della formazione continua e aggiornamento professionale. Alle aree ospedaliere e territoriali compete la gestione del personale nella sua totalità, garantendo modalità organizzative rispettose di una visione integrata e globale delle Strutture Tecnico Funzionali. Luisa Fracasso Nominato su proposta del Direttore Sanitario, è il Sig. Giovanni Marini il Responsabile del “Servizio delle Professioni Sanitarie Aziendale” dell’Ulss 5. Nato a Noventa Vic.na il 03.11.58, vive a Sossano. La sua carriera lavorativa inizia nel 1978 presso l’Ulss 9 “Basso Vicentino” e continua, a seguito dell’accorpamento delle Aziende, nella n. 5 “Ovest Vicentino”. Nel 1982 ha conseguito il diploma di Infermiere Professionale presso l’Ulss 8 di Vicenza e nel 1988 la certificazione di Abilitazione alle Funzioni Direttive nell’Assistenza Infermieristica. Dal 1986 al 1996 ha insegnato presso la scuola Infermieri Professionali dell’Ulss 9 e tutt’ora ha incarichi di docenza. Dal 1996 è stato Responsabile Organizzativo del Day Surgery dell’Ospedale di Lonigo e dal 2002 ha assunto la Posizione Organizzativa Area Ospedale per la Direzione Medica. maggio 2006 28-04-2006 14:53:37 Azienda Comitato etico per la pratica clinica l’importante organismo affronterà i problemi di natura bioetica O biettivo principale di questo organismo è analizzare i problemi associati alle decisioni sulle cure individuali, come definito dalla Deliberazione di Giunta Regionale n. 4049 del 22.12.04, con cui la Regione Veneto ha approvato le linee guida per la costituzione ed il funzionamento del Comitato bioetica regionale, dei Comitati etici per la sperimentazione farmaceutica e dei Comitati etici per la pratica clinica istituiti a livello aziendale. Questi organismi sono orientati in modo specifico ai problemi etici della pratica socio assistenziale per il proseguimento delle seguenti attività: • sensibilizzare il personale dipendente al dibattito bioetico; • facilitare la soluzione di problemi di natura bioetica che si pongono gli operatori nella loro attività quotidiana; • fornire un parere motivato agli organi dell’Azienda Sanitaria anche su richiesta degli utenti su quesiti di bioetica attinenti alle attività sanitarie. Funzioni del Comitato Etico 1 L’analisi dei casi: consiste nella promozione di decisioni eticamente giustificate e corrette nell’ambito istituzionale, costituisce il supporto necessario a chiarire le questioni morali e i processi decisionali e a prevenire i conflitti. 2 Sviluppo di regole e indirizzi operativi: regole e indirizzi operativi consigliati che emergono dalla ricorrenza di casi che assumono carattere di esemplarità. La loro applicazione diventa utile laddove la decisione sia gravata da incertezza e da assenza di consenso. 3 Funzione formativa: diffusione della cultura bioetica all’interno dell’istituzione e sensibilizzazione di tutto il personale attraverso percorsi formativi mirati a personale individuato e interessato a problemi etici. Barbara Romanin È maggio 2006 0311-06 rivista.indd 5 dr. Giampaolo Stopazzolo Direzione Sanitaria dr. Domenico Mantoan Direzione Medica Ospedaliera dr. Dario Mastropasqua Area della Terapia Intensiva dr. Umberto Nardi Area della Medicina Legale dr. Antonio Loro Area della Chirurgia dr. Marcello Mari Area della Medicina Interna dr.ssa Anna Forti Area dell’Ostetricia e Ginecologia dr. Venceslao Ambrosini Area della Pediatria dr. Giampietro Stefani Area della Medicina Generale avv. Stefano Cocco Area delle disc. Giuridiche Contratto collettivo integrativo aziendale firmato e applicato l’accordo per 1360 dipendenti in fase di ultimazione l’applicazione del Contratto Collettivo Integrativo Aziendale, sottoscritto il 30 giugno 2005, dall’Amministrazione dell’Ulss 5 e le Organizzazioni Sindacali. L’accordo aziendale, che rappresenta uno strumento di valorizzazione di tutto il personale, si pone, tra l’altro, l’obiettivo di riconoscere e migliorare la professionalità dei dipendenti anche mediante percorsi formativi aziendali. Infatti, i singoli passaggi di categoria (avanzamenti di carriera mediante selezione interna), sono preceduti da percorsi formativi gestiti internamente dall’Azienda. Tale processo garantisce il riconoscimento di una categoria superiore a 162 dipendenti del personale del comparto (personale non dirigenziale) su I membri del Comitato, nominati con provvedimento del Direttore Generale del 27.12.2005 su proposta del Collegio di Direzione sono: 1650 di profili professionali diversi, precisamente: • personale infermieristico: infermieri, infermieri generici, psichiatrici, ostetriche; • personale sanitario: tecnici di radiologia, tecnici di laboratorio, • personale tecnico: puericultrici, massaggiatori, massofisioterapisti, ausiliari socio-sanitari, operatori socio-sanitari, • personale amministrativo. Nell’ambito di tale processo è stato inoltre garantito il riconoscimento di una fascia economica superiore a 1.360 dipendenti su 1.650, nonché l’incremento dell’indennità di coordinamento in essere a tutti i capo sala quale riconoscimento e valorizzazione della loro professionalità. AFD sig. Giovanni Marini Area delle disc. Infermieristiche dr.ssa Barbara Romanin Segreteria Consulenti esterni rev. dr. Giovanni Preto Esperto in disc. Religiose e Filosofiche avv. Paolo Maruzzo Esperto in Diritto Penale Patrizia Simionato 5 28-04-2006 14:53:37 Azienda 2° giornata aziendale della qualità a Chiampo il 20 gennaio 2006 premiati i migliori progetti “Se c’è una vera dedizione alla qualità quasi ogni metodo funzionerà, altrimenti anche il migliore fallirà” Donabedian I contenuti dei progetti hanno riguardato i più diversi temi, a riprova che gli ospedali e le strutture sanitarie sono di fatto organizzazioni ad altissima complessità: dalle cure alle donne e al bambino, specialmente al momento della nascita, alla continuità assistenziale, con la famiglia come risorsa assistenziale, alla lotta al fumo, alla cura delle lesioni da decubito e alla prevenzione e cura della demenza nel vecchio; alla riorganizzazione di un servizio: anestesia, cardiologia, ortopedia, ostetricia, laboratorio analisi, Pronto Soccorso. Molti progetti riguardano l’informatizzazione dei servizi e l’uso razionale delle risorse (tra l’altro l’Ulss è alla vigilia di significative introduzioni al riguardo della cartella clinica proprio nel 2006). In definitiva, tutti strumenti per s-burocratizzare, semplificare la gestione, liberare risorse per dedicarsi al massimo alle attività di cura e assistenziali. 6 0311-06 rivista.indd 6 C on la legge n. 22 del 2002 la Regione Veneto ha inteso rispondere alla richiesta di assistenza sanitaria qualificata da parte del cittadino cliente, dando inizio ad un processo di miglioramento continuo della qualità nella sanità, delle prestazioni offerte dalle nostre strutture con lo scopo di raggiungere un sempre maggior grado di soddisfazione dell’utente. La nostra Ulss si è subito attivata in due direzioni principali: da un lato, nella formazione, ha promosso, in collaborazione con l’Ulss 4 di Thiene, un progetto destinato alla formazione di Facilitatori interni; dall’altro, più operativo, con il 1° Concorso Qualità e la 2° Giornata Aziendale della Qualità, organizzata il 20 gennaio scorso, nell’auditorium del Comune di Chiampo, con la presentazione pubblica degli ottantasei progetti partecipanti al concorso e la premiazione dei migliori venti, a cui è stato materialmente consegnato un assegno di mille euro e che ha visto il coinvolgimento di tutto il personale dell’Ulss 5 (la più grande azienda del territorio con i suoi circa duemila addetti tra dirigenti e operatori sanitari del comparto, amministrativi, tecnici e ausiliari). Il progetto, nato dalla volontà della Direzione Generale di questa Ulss di favorire condizioni di miglioramento continuo della qualità dei servizi partendo dalla concreta esperienza degli operatori, ha tracciato un percorso articolato: dalla formazione in aula sulla qualità della redazione di progetti (circa 600 persone compresa la Direzione Strategica) e dalla creazione di un fondo incentivante, alla composizione di una commissione giudicatrice formata dai vertici aziendali, presieduta dal Direttore Generale, con la partecipazione dei Sindaci (Sindaco di Lonigo e Presidente della Conferenza dei Sindaci Giuseppe Boschetto) e del mondo del volontariato nella persona della Signora Maria Grazia Doroldi dell’Associazione Volontari Ospedalieri di Valdagno. Tre gli aspetti fondamentali di questo percorso: quello della qualità professionale (il modo di svolgere il proprio compito), della qualità organizzativa (in cui gli aspetti peculiari riguardano l’organizzazione del servizio, le interrelazioni organizzative, il sistema dei servizi) e della qualità percepita (si tratta degli aspetti rilevati e valutati dai pazienti). Aspetti che si sono tradotti in una aumentata capacità di analisi dei bisogni dei pazienti clienti, nella ricerca delle risposte più efficaci e degli strumenti necessari ad una corretta gestione della domanda di salute. “Un ulteriore, ma non secondario aspetto di questa esperienza - riferisce il Direttore Generale Daniela Carraro - è che consente all’Ulss 5 Ovest Vicentino di essere all’interno dei più qualificanti programmi regionali: penso all’umanizzazione delle cure, all’accreditamento istituzionale posto dalla Legge n. 22 del 2002 e che deve essere attuato entro il 2007, ai programmi sulla riduzione delle liste d’attesa per l’appropriatezza delle cure e degli accertamenti diagnostici”. Giuseppe Zordan maggio 2006 28-04-2006 14:53:38 Azienda Elenco dei progetti vincitori del Concorso Qualità anno 2006 Cure Primarie e Assistenza Domiciliare Integrata Uniformare ed informatizzare su tutto il territorio dell’Ulss 5 la rilevazione e l’interpretazione dei dati raccolti relativi alle attività svolte e alle prestazioni erogate per l’attività di assistenza domiciliare. Farmaceutica Territoriale e Cure Primarie Fornire all’utenza le informazioni in modo sempre più accurato, completo e sicuro, attraverso la realizzazione di un cartello unico indicante i turni di servizio delle farmacie convenzionate, uguale per tutte le farmacie presenti nel territorio dell’Ulss 5. Dietetica e Nutrizione Clinica Territoriale e Team Nutrizionale Produrre un diagramma a flusso di percorso agevolato per pazienti con nutrizione artificiale enterale domiciliare che necessitano di riposizionamento del sondino nasogastrico. Assistenza Domiciliare Integrata Assicurare il migliore trattamento in base a protocolli aggiornati di riconosciuta evidenza scientifica delle lesioni da decubito e ridurre i tempi di guarigione, limitare i costi mediante l’utilizzo appropriato ed efficace delle risorse. Approvvigionamenti Generali ed Economali e Servizio Informatico Realizzazione di una pagina web in intranet per aumentare la conoscenza dei referenti (capo sala, capo tecnico), degli strumenti e dei corretti metodi amministrativi sulla gestione del patrimonio; rendere disponibile in rete lo stato dei beni mobili in dotazione a ciascun reparto/servizio. Servizio Informatico Aggiornamento stradario anagrafe sanitaria Ulss 5; far coincidere la toponomastica di ogni Comune con quella del territorio dell’Ulss; ridurre il numero dei casi di assistiti inseriti in anagrafe con dati errati; velocizzare l’inserimento anagrafico; uniformare il metodo di inserimento per tutti gli operatori di sportello. Laboratorio Analisi di Valdagno Riorganizzazione del lavoro in un unico laboratorio per uniformare le risposte all’interno dell’Ulss, modificare la rete di trasporto dei materiali, ridurre i costi, unificare le procedure, migliorare i rapporti interpersonali. Recupero e Rieducazione Funzionale di Lonigo Potenziare l’efficienza delle procedure Basic Life Support e Advanced Life Support nei casi di intervento in emergenza, conoscere preventivamente la scadenza e l’equivalenza dei farmaci previsti nel protocollo, saper riconoscere eventuali anomalie dei presidi con controlli periodici od estemporanei, informatizzare la gestione e l’uso del carrello E.I.O. (Emergenza Intra Ospedaliera). Laboratorio analisi di Arzignano e Ufficio Relazioni con il Pubblico Produzione di un fascicolo contenente il tariffario degli esami di laboratorio, di facile ed immediata consultazione, da distribuire in studi ed ambulatori medici, punti salute, punti prelievo, presidi ospedalieri. Centro Trasfusionale e Associazione Donatori Sangue cav.Pietro Trevisan Incrementare il numero di donazioni e garantire l’autosufficienza della nostra Ulss e, se possibile, contribuire all’autosufficienza provinciale e regionale. maggio 2006 0311-06 rivista.indd 7 Ortopedia e traumatologia di Montecchio Maggiore Garantire la continuità assistenziale con personalizzazione del rapporto medico-paziente anche attraverso l’utilizzo di strumenti chiari ed inequivocabili (modulistica, protocolli, etc.). Medicina Generale e Geriatria di Valdagno Condivisione medico-infermieristica della termografica nel Dipartimento area medica di Valdagno: una modalità nuova ed efficace per il controllo della terapia mirante alla riduzione delle possibilità di errore nella somministrazione della terapia; ottimizzazione dell’utilizzo delle ore lavorative; uniformità delle modalità di gestione della terapia nel dipartimento; semplificazione del lavoro, sicurezza e rispetto della privacy. Elettrofisiologia ed elettrostimolazione e Cardiologia di Valdagno Organizzare un sistema di prenotazione automatico per il follow-up di portatori di dispositivi di elettrostimolazione permanente (Pacemaker) mediante programmazione fino a 18 mesi. Agevolare il personale sanitario dell’Ulss 5 nell’attività clinica quotidiana rendendo accessibile l’archivio informatico della Cardiologia di Valdagno. Anestesia Pubblicazione di un manuale dell’infermiere di anestesia, per ridurre i tempi d’apprendimento nel ruolo di nurse di anestesia; standardizzazione delle metodologie applicate nei nostri ambienti; miglioramento delle conoscenze specifiche del ruolo di nurse di anestesia e del rapporto con il paziente. Assistenza neonatale di Arzignano e Valdagno Istituire un ambulatorio infermieristico neonatale per garantire un supporto medico e psicologico post-dimissione per ridurre l’ansia dei genitori e garantire un riconoscimento precoce dei disturbi neonatali; sostenere e rafforzare l’allattamento al seno iniziato in ospedale. Strutture intermedie e Centro Arcobaleno del Dipartimento Salute Mentale; CODESS Cooperativa onlus e AITSaM Utilizzo di strumenti operativi di riscontro del monitoraggio continuo del livello di qualità e dell’efficacia dell’operare nelle tre dimensioni della qualità professionale ed organizzativa percepita, agendo attraverso interventi psicosociali di provata efficacia in clinical evidence. Direzione Medica Ospedaliera Istituire una nuova procedura di rilevazione delle presenze. Direzione Medica Ospedaliera Rivedere l’organizzazione e gli organici delle singole unità/ servizi al fine di ottimizzare la gestione delle risorse umane. Risorse Umane Realizzare il manuale operativo sui principali istituti contrattuali del personale dipendente e relativi accordi aziendali. Recupero e Rieducazione Funzionale di Lonigo Abbattere pressoché totalmente i tempi di accesso alle informazioni; facilitare la condivisione delle informazioni ottimizzando l’organizzazione dei tempi delle diverse prestazioni offerte; ridurre la trascrizione dello stesso dato con maggiori garanzie di tutela della privacy e minori rischi di errore nella copiatura; migliorare l’efficienza organizzativa del reparto. 7 28-04-2006 14:53:41 Azienda Osservatorio clinico-epidemiologico a villa Cordellina Lombardi, il 4 marzo scorso, il Secondo Congresso Annuale I Nato dalla collaborazione tra la Fondazione Città di Arzignano e l’Ulss 5, l’Osservatorio è stato reso possibile da una donazione del comm. Walter Giacometti che ha voluto così onorare la memoria del fratello Delio, per moltissimi anni attivo esponente politico arzignanese. L’idea di un Progetto che studiasse i fattori di rischio che causano le malattie responsabili del maggior numero di morti o di gravi esiti invalidanti, è parsa fin dall’inizio vincente per i molti meccanismi virtuosi che tale idea mette in movimento. Dall’accrescimento delle conoscenze scientifiche in questi settori; alla possibilità di individuare le peculiarità di tali fattori di rischio nella popolazione e di informare ed educare alla modifica degli stili di vita sbagliati, dando il via ad interventi di prevenzione a vari livelli. 8 0311-06 rivista.indd 8 l Congresso si è aperto con i saluti delle autorità tra cui il Sindaco di Arzignano, prof. Stefano Fracasso, il direttore generale dell’Ulss 5 avv. Daniela Carraro e il presidente dell’Ordine dei medici di Vicenza dott. Elio Cotrozzi. Ha concluso i saluti introduttivi il comm. Giacometti, il quale è passato quindi ad annunciare, assieme al presidente della Fondazione Città di Arzignano, cav.Giuseppe Tolio, i vincitori del Premio Medicina Città di Arzignano. Come da bando di concorso diffuso in tutte le università italiane ed in tutti i maggiori ospedali della penisola, hanno vinto il Premio gli autori delle migliori pubblicazioni scientifiche concorrenti, aventi quest’anno per tema “i fattori di rischio cardiovascolare”. Si sono divisi il premio a pari merito e quindi anche l’assegno di 5.000,00 euro, la dott.ssa Elisa Pagnin dell’Università di Padova ed il dott. Giovanni Targher dell’Ospedale S. Cuore di Negrar (VR), che hanno presentato al Congresso i risultati dei loro lavori, pubblicati entrambi su riviste scientifiche internazionali di primissimo livello. L’incontro è entrato quindi nel pieno della sua attività con le relazioni del prof. Roberto Corrocher, che ha illustrato gli affascinanti sviluppi dell’ecogenomica, una nuova disciplina medicoscientifica, e del primario oncologo dell’Ulss 5 dott.ssa Oliani, che ha lanciato la proposta di un Registro Ospedaliero dei Tumori, di grande utilità pratica e scientifica; a queste relazioni hanno fatto seguito quelle di due esperti epidemiologi, i dott.ri Saugo e Blengio che hanno portato risultati di grande interesse condotti in altre Ulss del Veneto. Nel pomeriggio sono stati presentati i risultati di questo primo periodo di attività dell’Osservatorio. Il dott. Cigolini, responsabile scientifico dell’Osservatorio, ha mostrato i dati relativi alle numerose indagini svolte nel territorio dell’Ulss 5 su “vecchi e nuovi” fattori di rischio cardiovascolare illustrandone non solo la valenza scientifica ma anche gli aspetti pratici, destinati a migliorare soprattutto la prevenzione cardiovascolare. Ha poi preso la parola il dott. Fabio Armellini, primario geriatra dell’Ospedale di Valdagno che, con il contributo del dott. Valentino Miconi, ha illustrato aspetti clinici ancora poco conosciuti del deficit di Vitamina D, una vitamina la cui azione va ben oltre quella nota a tutti sul metabolismo dell’osso. Il dott. Baldisseri, responsabile del Progetto Giada sull’inquinamento ambientale, ed il dott. Spolaore direttore del SER (Sistema Epidemiologico Regionale) hanno fatto entrare i congressisti in un altro grande tema che delinea l’attività dell’Osservatorio, il rapporto tra salute ed inquinamento ambientale, ove particolare sarà l’impegno di tutti i medici dell’Osservatorio nei prossimi anni. Il dott. Spolaore si è fatto carico anche della relazione del dott. Toniolo, segretario regionale del settore socio-sanitario, sull’importanza dei rilievi di statistica sanitaria nel processo decisionale in Sanità sia a livello locale che regionale. Proprio nell’ambito delle possibili future aree di interesse dell’Osservatorio, il dott. Morra, primario neurologo di Arzignano, ha concluso il compito dei relatori mostrando la sua esperienza riguardo un registro dell’ictus, di recente istituzione, con il quale ha potuto già compiere rilievi di interesse clinico e scientifico. L’appuntamento è per l’inizio del prossimo anno con un nuovo Congresso ed una nuova edizione del Premio Medicina. Massimo Cigolini maggio 2006 28-04-2006 14:53:43 Azienda Indagine sulla qualità percepita elaborate le risposte di 3971 pazienti ricoverati A distanza di un anno dall’avvio dell’indagine sulla qualità percepita (marzo 2005) che ha coinvolto i pazienti ricoverati nei quattro ospedali dell’Ulss 5 (Arzignano, Lonigo, Montecchio M. e Valdagno) sono ora disponibili i risultati dell’anno 2005. Ad ogni paziente ricoverato è stato consegnato un semplice questionario, che poteva essere compilato anche in forma anonima, dove veniva chiesto di esprimere un giudizio sulle prestazioni ricevute durante il ricovero, valutando la professionalità dimostrata dagli operatori, la loro capacità relazionale e il comfort alberghiero. Il questionario poteva essere utilizzato dal paziente anche come strumento per ringraziare gli operatori delle cure ricevute, per fornire suggerimenti oppure per segnalare eventuali disfunzioni rilevate durante il ricovero. I questionari compilati sono poi stati imbucati dai pazienti nei contenitori situati in ogni piano degli ospedali, e la raccolta è stata effettuata dal personale dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico. L’elaborazione dei dati raccolti con i questionari è stata realizzata in collaborazione con l’Università di Padova attraverso l’attivazione di due stage: il primo con Samanta Stivanello, laureata in Statistica e Gestione delle Imprese, il secondo con Luca Girardello, lau- reando nel medesimo corso di studi. I risultati dell’indagine sono stati consegnati a tutti i primari e caposala delle strutture oggetto di indagine e presentati agli organi di stampa anche alla presenza del dott. Fernando Antonio Compostella, Direttore dell’Agenzia Regionale Socio Sanitaria del Veneto. I dati raccolti hanno visto un giudizio medio espresso dai pazienti sulla qualità percepita più che positivo, più del 70% dei pazienti, che hanno compilato il questionario, si è ritenuto ampiamente soddisfatto in tutti e tre gli aspetti oggetto di indagine, come evidenziato nella tabella qui riportata. Elena Sandri Elena Sandri, Fernando Antonio Compostella Direttore Agenzia Regionale Socio Sanitaria e Daniela Carraro Dati generali n° questionari raccolti n° persone ricoverate percentuale di risposta n° questionari con note percentuale di questionari con note 3971 20979 18,9% 956 24,1% Numerosità note rilevate nei questionari Totale note indicate 1562 di cui Tot. % Note positive 454 29% Note negative 747 47,8% Proposte 212 13,6% Ringraziamenti 123 7,9% Segnalazioni 26 1,7% maggio 2006 0311-06 rivista.indd 9 Dei 3971 questionari elaborati, solo 118 presentano almeno una valutazione negativa (insufficiente o gravemente insufficiente) e di questi solamente 66 presentano l’indicazione di una nota: solo 3% dei pazienti che hanno compilato il questionario ha riscontrato almeno un aspetto di qualità scadente. Note positive Ringraziamenti Note negative Segnalazioni Proposte 7,9% 1,7% 29% 13,6% 47,8% 9 28-04-2006 14:53:44 Azienda Valutazione media per quesito Risultati dell’indagine sulla qualità dei servizi offerti periodo marzo-dicembre 2005 Andamento delle valutazioni mediamente espresse dai pazienti nei confronti dei tre quesiti Per ciascuno dei tre quesiti, il paziente poteva esprimere la valutazione di “molto buono”, “sufficiente”, “insufficiente” oppure “gravemente insufficiente”. Per l’elaborazione dei dati è stato attribuito a ciascun giudizio espresso il punteggio rispettivamente di 4, 3, 2 e 1. Nella tabella a fianco si vede l’andamento mensile della valutazione mediamente espressa dai pazienti per quesito. Sono stati molti i pazienti che hanno voluto esprimere nel questionario la loro opinione, fornendo elementi utili all’Azienda per migliorare le prestazioni offerte: infatti negli ultimi cinque mesi dell’anno è stato registrato un aumento della media delle valutazioni espresse dai pazienti. “Caro maledetto dottore” presentato il libro che raccoglie testimonianze e riflessioni sulla malattia oncologica A lla presentazione del libro “Caro maledetto dottore“ tenutasi giovedì 16 febbraio nella sala della Biblioteca di Arzignano, hanno partecipato il Sindaco di Arzignano Stefano Fracasso, l’autore Enrico Aitini, Cristina Oliani, responsabile del Reparto di Oncologia dell’Ulss 5, Alessandra Marcon, psicologa dello stesso Reparto. L’incontro è stato condotto dal giornalista Franco Pepe che con una serie di interviste mirate fatte a ciascun partecipante, è riuscito a sviluppare il tema del rapporto medico paziente, giungendo ad analizzare la sofferenza della singola persona in quanto patrimonio comune di valori etici, culturali ed umani e i conseguenti bisogni per un idoneo utilizzo di risorse sociali e sanitarie. Enrico Aitini, responsabile del Servizio di oncologia ed ematologia di Mantova, ha condiviso con altri colleghi il desiderio di raccogliere e riunire testimonianze e riflessioni di pazienti e familiari attraverso storie, emozioni, 10 0311-06 rivista.indd 10 diari e anche attraverso le riflessioni e i ricordi dei malati, dei familiari e dei medici stessi, al fine di farci ricordare i tanti problemi che i nostri pazienti si trovano a vivere giorno dopo giorno. E così questo incontro è stata l’occasione per entrare dentro al “dolore totale” della persona affetta da una patologia tumorale e alla sofferenza dei suoi familiari, nel tentativo di promuovere una sensibilità individuale e collettiva, impaurite da una quotidianità che nega la malattia e il rischio, ma che fa sentire anche gli individui più isolati tra di loro. Il continuo dialogo tra i presenti ha così delineato l’importanza che la relazione terapeutica diventi cura per il malato e per il familiare e che diventi esperienza e storia personale per tutti coloro che si occupano di patologia oncologica, in un rapporto che rimanda a bisogni interpersonali profondi e ad un sentimento di condivisione e di solidarietà. Cristina Oliani maggio 2006 28-04-2006 14:53:45 Azienda Pari Opportunità I un codice di condotta sulle molestie sessuali; nell’Ulss 5 il 70 per cento del personale è donna l Comitato Pari Opportunità sta lavorando alacremente a vari progetti “anche se purtroppo i risultati sono ancora poco visibili”. È stato elaborato e presentato alla Direzione Generale il Piano di azioni che il CPO intende intraprendere nel prossimo triennio. È stato elaborato un “Codice di condotta per la prevenzione delle molestie sessuali e morali nei luoghi di lavoro e per la tutela della dignità delle donne e degli uomini che lavorano nell’Azienda Ulss 5 Ovest Vicentino”. Dopo l’approvazione della Direzione Generale questo Codice verrà presentato ai Sindacati per poi essere portato a conoscenza di tutto il personale. È in corso l’elaborazione del questionario proposto ai dipendenti lo scorso anno, anche se vi sono stati numerosi contrattempi nel reperimento di uno/a stagista da dedicare al progetto. Ma anche gli intoppi sono utili alla formazione dei componenti del CPO, che si stanno cimentando, con tanta buona volontà, in attività estranee alla loro formazione professionale. Sta procedendo concretamente la raccolta di dati, informazioni, collegamenti con altri enti e la ricerca di sovvenzioni per l’allestimento di un Asilo Nido Aziendale, anche con la visita della Presidente del CPO al Nido inaugurato a 250 metri di distanza dall’Ospedale di Montebelluna. Si è tenuto un incontro con gli insegnanti delle Scuole che hanno deciso di aderire al Concorso a premi indetto per la creazione del logo per il Comitato. È allo studio un momento formativo, trasversale a tutte le professionalità, in tema di Pari Opportunità. Una segnalazione particolare merita l’imponente lavoro che sta facendo la componente del Comitato, Anna Maria Masiero, la quale, sulla base di dati forniti dal Servizio Risorse Umane, sta studiando i dati di dipendenti con orario part-time. La Presidente del Comitato Pari Opportunità Patrizia Draghicchio La sua ricerca ha ispirato un manifesto augurale per la festa dell’8 marzo che riportava i seguenti dati Nell’Ulss 5 operano 2009 persone, dirigenti: personale sanitario e tecnico: personale amministrativo: 70% sono donne (1403) 33% donne (90 su 272) 76% donne (1150 su 1516) 74% donne (163 su 221) Esperienza di uno stage all’Ulss È con una tesi di laurea sul lavoro svolto stata sicuramente un’esperienza qualificante il tirocinio formativo di tre mesi svolto presso l’Ufficio Relazioni con il Pubblico. L’analisi e l’elaborazione dei questionari sulla qualità percepita dei servizi offerti ai pazienti delle quattro strutture ospedaliere, mi ha permesso di applicare concretamente sul campo buona parte degli studi affrontati durante il mio percorso universitario e questo progetto, affidatomi con fiducia dall’Azienda, sarà l’oggetto della tesi finale di laurea. Oltre all’aspetto professionale, questo periodo di stage mi ha aiutato molto anche sotto il profilo relazionale, essendo Ulss 5 una realtà molto dinamica e ringrazio i colleghi che mi hanno permesso di organizzare e gestire liberamente il lavoro. maggio 2006 0311-06 rivista.indd 11 Luca Gir ardello 11 28-04-2006 14:53:46 Ospedali Diagnosi e cura della cefalea un diario per dire addio al mal di testa Centro cefalee dell’Ulss 5 In questo ambulatorio collaborano i dottori Michele Morra, Gianni Moro e Nicola Formenti, medici con lunga esperienza nella diagnosi e cura delle cefalee. 12 0311-06 rivista.indd 12 Q uando la testa duole la cosa più bella che può capitare è che passi. E alla svelta, anche se spesso nessuno ha in tasca il segreto per riuscirci. I sintomi sono spesso terribili. La testa che sembra scoppiare, ma anche nausea, vomito, disturbi della vista, ansia e depressione costituiscono quella morsa di sofferenza fisica e psichica che attanaglia, con una periodicità in alcuni casi impressionante, circa 15 milioni di italiani. Tanto è grande il popolo dei cefalalgici, di quelle persone cioè che una volta alla settimana o una volta al mese restano vittime di più o meno lancinanti mal di testa che finiscono per peggiorare notevolmente la qualità della loro vita. La cefalea presenta infatti grossi costi familiari e sociali in quanto va ad incidere pesantemente nella vita di relazione sociale e affettiva dell’individuo con gravi ripercussioni sul piano dell’efficienza professionale. Per non parlare dei costi economici causati dal consumo di analgesici, dai ricoveri e dalla perdita di giornate lavorative. Un italiano su 5 soffre di cefalea che può essere di tipo primario (non determinato da cause organiche) o secondario (sintomo di una malattia o di una lesione). L’emicrania è la forma più comune e diffusa, ma frequenti sono anche la cefalea tensiva e la cefalea a grappolo. Le donne in età fertile sono colpite tre volte più dei maschi. Una vera epidemia di dolore che colpisce adulti, giovani e sempre più frequentemente bambini e anziani. Spesso e volentieri questi pazienti fanno il pieno di antidolorifici già presenti in casa o facilmente acquistabili. Ma questa è la strada più breve per approdare a situazioni di abuso di farmaci e di sviluppo di assuefazione e dipendenza, che costringono il paziente in una specie di circolo vizioso dolore-farmaco-dolore. La strategia migliore per avere la meglio sulla cefalea è invece quella di rivolgersi ad un ambulatorio specializzato per la diagnosi e cura di questa patologia. Affinché le cure siano veramente efficaci è infatti fondamentale identificare con la maggior precisione possibile il tipo di mal di testa in questione e le sue caratteristiche. Uno strumento utile per avere una diagnosi precisa è il diario delle cefalee dove annotare sintomi, fattori scatenanti, e in generale tutto ciò che accompagna la crisi dolorosa. Una volta accertata la natura della cefalea, verrà scelto il trattamento più adatto il più delle volte farmacologico sia di prevenzione che dell’attacco. Nel caso invece della cefalea tensiva si può a volte ricorrere anche a metodi di cura non farmacologica. Presso l’Ulss 5 è attivo un ambulatorio dedicato a tale patologia nel quale vengono visitati circa 300 pazienti all’anno e che di recente è stato potenziato e migliorato. Per ogni paziente valutato viene compilata una cartella specifica con tutti i dati clinici e strumentali del soggetto adottata anche dagli altri centri cefalee d’Italia e che prossimamente sarà messa in rete con gli altri ambulatori. Viene consegnato al paziente un diario delle cefalee utile strumento per una diagnosi precisa. In base alle indicazioni e alle caratteristiche del singolo paziente viene consigliata una terapia di profilassi e/o del singolo attacco. I pazienti verranno poi rivisti periodicamente presso tale ambulatorio. È stato richiesto l’accreditamento come centro cefalee all’ANIRCEF, società italiana per lo studio e la cura delle cefalee. Michele Morra maggio 2006 28-04-2006 14:53:47 Ospedali Convegno regionale sulla sicurezza L affrontate le procedure per limitare i rischi e promuovere la salute negli ospedali o scorso dicembre si è tenuto a Venezia, presso la Scuola Grande di San Giovanni Evangelista, un convegno sulla sicurezza di pazienti e dipendenti in ambito ospedaliero. Il convegno aveva lo scopo di pubblicizzare le conclusioni del lavoro svolto sull’argomento da un gruppo regionale di ricerca. Del gruppo di lavoro faceva parte anche il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione della nostra Ulss che in tale occasione ha illustrato le procedure necessarie per limitare i rischi e promuovere la salute. È stato dato ulteriore impulso alla necessità di formazione continua del personale su questi temi ed in particolare sulla prevenzione degli incendi e sulle procedure di evacuazione dei pazienti specialmente quelli non autosufficienti o anche temporaneamente disabili. Le procedure proposte in sede regionale, ed illustrate al con- vegno, traggono spunto anche dalle importanti innovazioni organizzative in materia di sicurezza introdotte nella nostra Ulss con una delibera del luglio 2004 che ha introdotto un regolamento di gestione delle situazioni di maggior criticità per la sicurezza dei degenti e dipendenti, definendo inoltre i livelli di responsabilità. Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione Alberto Acqua Procedure per limitare i rischi e promuovere la salute in alcuni momenti chiave quali: • la progettazione di nuovi ospedali e/o reparti; • la gestione degli appalti; • l’acquisto di: macchine, apparecchiature elettromedicali e scientifiche; beni economali quali attrezzature di lavoro, arredi, autoveicoli, ecc.; Dispositivi di Protezione Individuale (DPI), tenendo conto della protezione necessaria e della sicurezza d’uso; sostanze e prodotti chimici vari e loro utilizzo; • le attività di manutenzione ordinaria e straordinaria di impianti; • le tecniche di smaltimento dei rifiuti pericolosi; • la sorveglianza sanitaria dei dipendenti; • lo studio degli incidenti e degli infortuni per capirne le cause e prevenire ulteriori eventi; • la gestione delle emergenze, in particolare quelle conseguenti all’incendio. Acquistati venti letti elettrici a Lonigo I reparti di Lungodegenza, Medicina e di Recupero e Rieducazione Funzionale dell’Ospedale di Lonigo hanno 20 nuovi letti elettrici. Dopo aver valutato le offerte di sei ditte e dopo aver considerato caratteristiche tecniche e sicurezza, il personale ha accettato la proposta più vantaggiosa presentata dalla ditta Industrie Guido Malvestio SpA di Villonova (PD). I 20 letti elettrici completi di ruote, coppie sbande a compasso, aste solleva malati, aste per flebo, batterie ausiliarie, schienali femorali regolabili elettricamente, schienali gambali regolabili manualmente, lavabili e disinfettabili, verniciati con polveri contenenti additivo antibatterico, hanno avuto una spesa complessiva di 40.020,48 euro. “I letti elettrici - spiega il responsa- maggio 2006 0311-06 rivista.indd 13 per soddisfare le più moderne esigenze assistenziali bile del servizio professioni sanitarie aziendale Giovanni Marini - servono per l’autonomia dei malati non autosufficienti ed allettati, nelle variazioni posturali a letto e nei trasferimenti, e per prevenire e curare le lesioni da decubito”. Ottimo aiuto anche per il personale sanitario i nuovi acquisti permetteranno di intervenire più agevolmente nell’assistenza dei pazienti con semplici manovre sui comandi. Questi ultimi letti si aggiungono ai 10 donati precedentemente da Bruno Brendolan di Lonigo e completano la sostituzione di tutti quelli dei reparti su indicati. Nel 2006, infine, ne arriveranno altri 40. Giancarlo Nardi 13 28-04-2006 14:53:48 Ospedali Cooperazione sanitaria internazionale tra l’Ulss 5 e la Divisione di Ortopedia annessa alla Divisione di Chirurgia dell’Ospedale di Scutari P Dott. Antonio Loro, Sadedin Sinani, dott. Luan Bajri, Rozeta Gjoni, dott. Enrico Castaman, dott. Artur Vukatana, dott. Giampaolo Stopazzolo er motivi umanitari ed in base ad una particolare esperienza acquisita nel trattamento di patologie complesse dell’anca, è iniziata nel 2003 una collaborazione con l’Ospedale provinciale di Scutari (Shkoder), città a nord-ovest dell’Albania, nell’ambito di un progetto di cooperazione sanitaria concordato fra la Dirigenza della Ulss 5 e quel distretto, per la durata di 3 anni ed attualmente in vigore. Questa iniziativa ha trovato fondamento nella disponibilità da parte del personale dell’Ortopedia di Montecchio Maggiore a trattare casi ortopedici gravi provenienti da varie zone dell’Albania, segnalati e sostenuti dal padre francescano Sergio Gazzea, da anni missionario nel distretto di Scutari. In che cosa consiste la collaborazione tra le U.O.C. di Ortopedia di Montecchio e Scutari? Nelle fasi iniziali sono stati ospitati e curati presso l’Ortopedia di Montecchio Maggiore alcuni pazienti albanesi sulla base della normativa regionale che permette l’assistenza a cittadini extracomunitari affetti da patologie particolarmente complesse e non trattabili nei paesi d’origine: in effetti, dimostravano gravi quadri artrosici e malformativi d’anca, su cui vennero attuate artroprotesi totali e complesse osteotomie di bacino. In fase successiva, nell’intento di risparmiare ai pazienti i disagi connessi al trasferimento dall’Albania all’Italia, sorse l’idea di trasmettere alcune esperienze professionali direttamente ai medici che lavorano nell’ospedale della zona in cui padre Sergio svolge la sua missione, al fine di permettere loro di svolgere autonomamente e localmente interventi di una certa rilevanza chirurgica. Venne così posto e realizzato l’obiettivo di eseguire direttamente a Scutari interventi chirurgici su casi 14 0311-06 rivista.indd 14 consimili, affrontabili in loco. Quante missioni avete effettuato? Nel 2005 si sono organizzate alcune missioni di personale sanitario dell’Ulss 5 in Albania ognuna di alcuni giorni, cadenzate nei mesi: la prima si è svolta nel febbraio 2005 per conoscere in concreto la realtà sanitaria di quel territorio e predisporre alcuni requisiti organizzativi indispensabili alla fase chirurgica vera e propria; la seconda si è svolta nell’ottobre 2005 con l’esecuzione, in un’unica seduta operatoria, di ben 11 interventi maggiori (8 artroprotesi totali d’anca, 2 deformità gravi di piede, una di ginocchio), nonché di circa 130 visite ambulatoriali nel giorno successivo; altre consimili sono in programmazione. Con che obiettivi? Al di là dei risultati clinici immediati, il progetto include un’importante valenza formativa, con iniziative idonee ad addestrare il personale ortopedico di Scutari per il trattamento, in quell’Ospedale, almeno della patologia d’anca meno complessa, contribuendo così a creare un polo locale di riferimento per i molti pazienti albanesi affetti da coxartrosi, oltre a quello già esistente a Tirana. In questo senso, presso l’Ortopedia di Montecchio Maggiore nel giugno 2005 è già stato ospitato un primo gruppo di medici ed infermieri albanesi. Dal 20 al 24 febbraio 2006, sono stati di nuovo presenti due medici e due infermieri per un corso di qualificazione ed aggiornamento professionale. Seguendo l’attività chirurgica ed affiancandosi al personale di reparto per esperienze di sala operatoria e di assistenza specialistica hanno acquisito esperienze trasferibili nel loro ambito. Antonio Loro maggio 2006 28-04-2006 14:53:49 Ospedali Endocrinochirurgia: una realtà d’eccellenza I l’ospedale di Valdagno centro di riferimento per le patologie della tiroide l “S. Lorenzo” di Valdagno è diventato il centro di riferimento dell’Ulss 5 per la chirurgia tiroidea e delle altre ghiandole endocrine. È operativa infatti una collaborazione tra le UOC di Chirurgia generale di Valdagno e di Arzignano (Responsabili dr. Luigi De Santis e dr. Luciano Griggio) e i Servizi di endocrinologia dell’Ospedale di Montecchio Maggiore e di Valdagno dirette rispettivamente dalla dr.ssa Simonetta Lombardi e dal dr. Marcello Giachetti. Tale iniziativa, voluta dal Direttore Generale dell’Ulss 5 Daniela Carraro, accresce la cooperazione tra le strutture interne considerata la particolare incidenza delle malattie endocrine tiroidee nella Valle dell’Agno. Inoltre data la frequente richiesta di prestazioni endocrino-chirurgiche si è voluto creare un centro di eccellenza proprio a Valdagno dove l’incidenza è maggiore. Sono stati utilizzati trattamenti all’avanguardia come la videoendoscopia e l’uso del bisturi a ultrasuoni che consente una considerevole riduzione del trauma operatorio e dei tempi dell’anestesia. Sulla base dell’esperienza maturata si è organizzato inoltre un convegno di chirurgia della tiroide in diretta (l’unico quest’anno nel Triveneto sulla patologia) cui hanno partecipato affermati chirurghi nazionali ed internazionali oltre ai chirurghi dell’Ulss 5 che hanno potuto prendere in considerazione le ultime indicazioni del settore, come per esempio la proposta di tiroidectomia totale in tutti i casi di patologia diffusa anche se di tipo benigno. Ad esse si aggiunge, in alcuni casi, la possibilità di una metodica mininvasiva con buoni risultati estetici, una riduzione del trauma chirurgico e un ricovero breve. Nonostante ciò questa chirurgia richiede particolare attenzione poiché una lesione delle strutture vicine può comportare danni talora permanenti. Una collaborazione multidisciplinare tra endocrinologo e chirurgo infine è indispensabile per una corretta indicazione nel controllo del paziente dopo l’intervento. Luigi De Santis Emanuele Mion Endocrinochirurgia: cos’è È una branca della chirurgia generale che si occupa specificatamente delle malattie chirurgiche delle ghiandole endocrine (tiroide, paratiroidi, surrene, tumori endocrini del pancreas e dell’apparato gastrointestinale). Uroandrologia L a problematica andrologica, nei suoi vari aspetti (infertilità, disfunzioni erettili, ipogonadismi, varicocele, priapismo ed altro), rappresenta un problema medico di crescente importanza in quanto estremamente diffuso nella popolazione maschile ed in quanto capace di influenzare significativamente la vita personale del paziente. Spesso i disturbi dell’erezione sono di natura organica, il più delle volte di natura vascolare, e rappresentano il segnale di altre malattie sistemiche che possono non essere riconosciute altrimenti. La visita da parte del medico di un paziente affetto da disfunzione erettile può infatti portare alla scoperta di problemi sistemici ben più seri, quali cardiopatie, patologie tiroidee, diabete, endocrinologiche, tumore prostatico ed altre patologie. Oggi tutti i casi di disfunzione erettile possono essere trattati con successo ed è per questo che il numero maggio 2006 0311-06 rivista.indd 15 quando una visita può risolvere disfunzioni e disagi di pazienti che chiede assistenza medica per questo problema è in costante aumento. Una corretta anamnesi del paziente associata ad un esame obiettivo accurato e completo, ed alla esecuzione di alcuni esami di laboratorio, permettono al medico di base di inquadrare con precisione la maggioranza dei pazienti e di identificare la terapia più corretta. Nei casi più complessi, la collaborazione tra medico di medicina di base e medico specialista sarà necessaria ed indispensabile per risolvere il problema e garantire la salute psicofisica del paziente. L’Ulss 5 ha attivato dal 1° gennaio 2006 il Servizio di Uroandrologia a cui ci si può rivolgere per affrontare tale problematica. Carlo Andrisani 15 28-04-2006 14:53:50 Ospedali Trattamento del carcinoma mammario una giornata di aggiornamento per i medici di medicina generale I l tumore della mammella rappresenta la neoplasia più frequente nel sesso femminile. È dovuto alla presenza di cellule tumorali all’interno della ghiandola mammaria. Il carcinoma mammario è una malattia multifattoriale alla cui insorgenza partecipano numerosi fattori di rischio tra i quali una lunga età fertile (menarca precoce e menopausa tardiva), lo stile di vita (scarsa attività fisica e dieta ricca di zuccheri e grassi) e una storia familiare positiva per questa neoplasia. Negli ultimi decenni sono stati fatti progressi molto importanti sia nel campo della diagnosi che del trattamento e, come risultato di tutto ciò, la possibilità di guarire è oggi molto elevata e nella maggior parte dei casi si può fare un intervento che consente la conservazione del seno. Per raggiungere questi risultati la donna deve percorrere un iter che la porterà a contatto con molti specialisti diversi, che vanno dal radiologo, al chirurgo, al patologo, al radioterapista, all’oncologo, al ginecologo, al fisiatra e allo psicologo. Per sottolineare l’importanza dell’integrazione dei vari specialisti nell’ottenere la migliore cura il dott. Graziano Meneghini, Responsabile del Centro Donna e la dott.ssa Cristina Oliani, Responsabile dell’Oncologia, hanno organizzato una giornata di aggiornamento rivolta principalmente ai medici di medicina generale. All’incontro, che si è tenuto il 1° aprile presso il Castello della Rocca di Arzignano, sono stati toccati i temi delle nuove tecniche chirurgiche e radioterapiche, delle innovazioni in ambito di terapia medica. Attenzione e stata data anche al ruolo del supporto psicologico nelle varie fasi di malattia e della prevenzione. Cristina Oliani Graziano Meneghini Novità in chirurgia vascolare venosa trattamento endovascolare-laser per le varici degli arti inferiori Presso il day surgery della Divisione di chirurgia di Arzignano, la cui attività viene prevalentemente svolta all’Osp. di Lonigo, utilizziamo per la cura delle varici degli arti inferiori, il trattamento endovascolare LASER che va ad affiancare la classica ed apprezzata chirurgia mininvasiva (con incisioni di dimensioni minime e senza suture cutanee) che pratichiamo con soddisfazione da anni. 16 0311-06 rivista.indd 16 S i tratta di una nuova procedura mininvasiva, delicata e rapida per il trattamento dell’insufficienza venosa delle vene safene, mediante applicazione di una fibra Laser endovascolare sotto guida ecografica. Questa modernissima metodica, approvata dalla Food and Drug Administration (FDA) americana trova indicazione, come alternativa alla chirurgia mininvasiva di stripping safenico, nel 30-35% dei pazienti che soffrono di vene varicose. L’intervento è di tipo ambulatoriale, viene eseguito in regime di day-hospital chirurgico, solitamente non richiede ricovero, ma solo una osservazione clinica di alcune ore, può essere eseguito in anestesia locale, non lascia cicatrici e consente, data la pressoché assenza di dolore, un recupero funzionale molto rapido ed un ritorno alle proprie occupazioni in tempi molto brevi. Questa nuova tecnica operatoria praticata nella Divisione Chirurgica dell’Ospedale di Arzignano diretta dal dr. Luciano Griggio, è entrata a far parte dei trattamenti proposti per la cura delle varici degli arti inferiori, che vengono eseguiti dall’equipe dell’Unità Operativa Semplice di Chirurgia Vascolare, istituita nel giugno 2005, della quale è responsabile il dr. Paolo Vento. Fra i primi Centri nel Veneto ad applicarla, si vuole nell’ambito del trattamento della patologia venosa, offrire tutte le varie opportunità terapeutiche assolutamente in linea con i più moderni target nazionali ed internazionali. Paolo Vento maggio 2006 28-04-2006 14:53:51 Territorio La mediazione culturale una realtà nuova nel territorio dell’Ulss 5 I l Servizio di Mediazione Culturale dell’Ulss 5 è una realtà nuova (e, proprio per questo, non ancora da tutti conosciuta) che ha a che fare col problema della diversità linguistica e culturale presente nel nostro territorio, il quale, come sappiamo, presenta un’elevata percentuale di immigrazione. Il Servizio si avvale della collaborazione di ‘mediatori culturali’ appartenenti a diverse nazionalità presenti in zona (India, Bangladesh, Ghana, Albania, Marocco, Serbia, Romania, Burkina Faso, ecc.), che conoscono la lingua e la cultura dei paesi di provenienza e quella italiana, al fine di instaurare una proficua comunicazione tra gli operatori dell’Ulss, dei comuni e della scuola, da una parte, e gli utenti e le famiglie straniere, dall’altra. Ciò per favorire il funzionamento dei servizi sanitari e sociali e della scuola e permettere così che tali istituzioni svolgano proficuamente la loro funzione nei confronti dei cittadini provenienti da altri paesi (adulti e bambini), sostenendo il positivo inserimento sociale di questi ultimi. Nei servizi sociosanitari dell’Ulss l’intervento dei mediatori culturali (che sono coordinati da un’equipe di operatori dell’Ulss comprendenti psicologo, psico-pedagogista ed educatore professionale) viene richiesto in svariate situazioni come visite mediche in ospedale, visite domiciliari, colloqui con utenti e famiglie da parte di assistenti sociali o psicologi, incontri di educazione alla salute, ecc. tutte situazioni in cui è essenziale che l’operatore e l’utente trasmettano reciprocamente le informazioni in maniera efficace e si crei una relazione terapeutica/assistenziale positiva. I servizi dell’Ulss che ricorrono maggiormente ai mediatori culturali sono finora: Tutela Minori, Pediatria di comunità, Consultorio familiare, Servizio di Prevenzione Igiene e Sicurezza Ambienti di Lavoro (Spisal), Disabilità Età Evolutiva, Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP), Diabetologia, Ginecologia e Ostetricia, Igiene pubblimaggio 2006 0311-06 rivista.indd 17 Il responsabile del Servizio di Mediazione Culturale dott. Mauro Gonzo, e alcune delle mediatrici culturali: Zuweratu Abasimi, Amita Sharma, Nur Mousume Banu, Leila Zougui, Su Ming ca. Con il Reparto di Ginecologia si stanno elaborando interventi sulla base di un nuovo Progetto regionale che prevede iniziative, in particolare, di informazione sanitaria per le donne straniere - considerate soggetto a rischio per la loro situazione socio-culturale - con l’aiuto delle mediatrici culturali. Con il Servizio di Diabetologia è stata realizzata la traduzione in sette lingue (bengali, punjabi, arabo, serbo, albanese, francese, inglese) di un opuscolo informativo per i pazienti che frequentano il servizio, con preziose informazioni preventive sull’alimentazione e sul decorso della malattia. Nella scuola, esiste ormai da anni una proficua collaborazione fra il Servizio di Mediazione Culturale e i vari istituti scolastici della zona che si è concretizzata in vari progetti, i quali hanno trovato una continuità nel Gruppo degli Insegnanti ‘Facilitatori Interculturali’ che sono referenti delle diverse scuole e portano in seno al gruppo i problemi o le iniziative che nascono all’interno di esse. Tutte le attività sono finanziate con dei progetti che prevedono la collaborazione fra scuole, Ulss, Comuni e Privato Sociale, come i progetti che dipendono dalla DGR n. 4222/2003 e che sono finalizzati al benessere psico-sociale dei bambini e degli adolescenti. Mauro Gonzo Roberta Zordan Dal dicembre 2001, da quando cioè ha iniziato a operare, il Servizio ha effettuato complessivamente 915 interventi di vario tipo, per un totale di 2160 ore di mediazione impiegate. Anche nell’ultimo periodo gli interventi di mediazione culturale effettuati dal Servizio a livello sanitario e scolastico sono stati numerosi: nel 2005 sono stati effettuati interventi con gruppi per 96 ore, laboratori interculturali in classe per 184 ore, interventi su singoli casi per 249 ore e traduzioni di materiali scritti per 378 ore. Nell’anno precedente erano state effettuate 388 ore di mediazione, quest’anno 923; c’è stato quindi un aumento delle attività del servizio. Clara Tibaldo 17 28-04-2006 14:53:52 Territorio Percorsi di integrazione lavorativa esperienza effettuata e prospettive future D a molti anni l’Ulss 5 si occupa di inserimento lavorativo di persone che presentano disabilità e, a tal fine, ha istituito uno specifico servizio, il Servizio Integrazione Lavorativa (SIL) che ha sede a Montecchio Maggiore. Il Servizio, che opera nel territorio dalla fine degli anni ‘80 e che è stato appositamente previsto con Legge Regionale n. 16/01, ha lo scopo di promuovere e sostenere l’integrazione lavorativa delle persone disabili e/o in situazione di svantaggio sociale, realizzando, in stretta collaborazione con altri soggetti pubblici e privati (in particolare con i tre Centri per l’Impiego della Provincia di Vicenza), interventi di orientamento, di formazione e di mediazione al collocamento. I destinatari sono le persone disoccupate, con disabilità accertata ai sensi delle normative vigenti, e le aziende che le accolgono. I compiti del SIL, previsti dalla delibera regionale n. 3350/2001, sono la conoscenza e la valutazione delle potenzialità e dei bisogni individuali delle persone e delle aziende e la programmazione, la gestione e il monitoraggio di percorsi individualizzati di integrazione lavorativa. I progetti personalizzati di integrazione lavorativa attuati dal Servizio prevedono l’abbinamento tra la persona e l’azienda, la preparazione del sistema Invalidità civile incontri e approfondimenti N el corso del 2005 le Commissioni Invalidi Civili hanno visitato e definito 3966 casi (di cui quasi 500 a domicilio) diminuendo i tempi di attesa fra domanda e visita a 60 giorni. La gestione complessiva delle pratiche ha normalmente rispettato i tempi previsti dalla Regione e cioè 8 mesi dalla data di presentazione della domanda alla sua definizione. L’Ufficio Invalidi Civili, oltre ai compiti di istituto, ha svolto anche attività di informazione nei confronti dei cittadini con la predisposizione di materiale informativo e la partecipazione a convegni quale quello promosso nel marzo 2005 dall’Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi Civili (ANMIC) sull’integrazione lavorativa delle persone con disabilità. Lo staff dell’Ufficio, sulla base della propria esperienza lavorativa ed umana, si è convinto che sia sempre 18 0311-06 rivista.indd 18 sociale dell’impresa, l’analisi e la scelta delle mansioni, l’eventuale adeguamento del posto di lavoro, l’individuazione delle modalità di ingresso dei lavoratori in azienda, il supporto al lavoratore, alla famiglia e all’impresa. Per realizzare tali progetti il Servizio Integrazione Lavorativa si avvale, in particolare, dello strumento tirocinio, regolamentato da specifica normativa, che può avere durata variabile in base al progetto personalizzato (da un minimo di tre mesi ad un massimo di un anno). Recentemente il Servizio Integrazione Lavorativa ha rilevato che la persona disabile talvolta oltre a necessitare di supporto e di sostegno per reperire un’occupazione presenta difficoltà anche a mantenere il posto di lavoro acquisito. L’Ulss, tramite il Servizio Integrazione Lavorativa, in collaborazione con la Provincia di Vicenza, tramite il Centro di Formazione Professionale di Chiampo, ha ritenuto opportuno progettare attività di supporto, accompagnamento e sostegno a favore di lavoratori disabili che hanno reperito il lavoro a seguito di un percorso di integrazione lavorativa ma, che per vari motivi, sono a rischio di perderlo. Rafaella Dal Lago Negli ultimi anni le domande di invalidità presentate all’Ufficio Invalidi Civili sono state rispettivamente: anno 2002---2091; anno 2003---2464; anno 2004---3061; anno 2005--- 3660 con un aumento del 75% in tre anni più necessario incontrarsi per conoscersi, per approfondire le esigenze prevalenti e chiarire eventuali dubbi in modo di essere un servizio sempre più vicino al cittadino che si trova ad essere colpito nell’aspetto più vulnerabile della natura umana. Per questo motivo siamo stati presenti in molte occasioni significative, partecipando ad alcuni progetti formativi dell’Ulss, Comuni ed Associazioni. Visto il favorevole riscontro, l’Ufficio riproporrà l’esperienza almeno presso le sedi comunali di riferimento dei Punti Salute distrettuali coinvolgendo gli Uffici Relazioni con il Pubblico e i Servizi Sociali dei Comuni in modo da favorire la partecipazione del maggior numero di persone. a cura del personale dell’Ufficio Invalidi Civili maggio 2006 28-04-2006 14:53:53 Servizio farmaceutico Farmacie di turno continuato giorno e notte Dalle ore 8.45 di ogni sabato alle ore 8.45 del sabato successivo Il servizio di turno viene effettuato per i casi di effettiva necessità e/o su presentazione di ricetta medica. Il servizio gratuito di consegna a domicilio di farmaci urgenti è attivo tutte le notti dalle ore 22.00 alle ore 8.45 del mattino successivo e nei giorni festivi tramite A.N.C.R. - tel. 0444 964525 Periodo Comune dal 13 maggio Valdagno al 20 maggio Crespadoro Montecchio Magg. Montebello Vic.no dal 20 maggio Valdagno al 27 maggio Brogliano Arzignano Sarego dal 27 maggio Valdagno al 03 giugno Altissimo Montecchio Magg. Gambellara dal 03 giugno Valdagno al 10 giugno Trissino Arzignano Lonigo dal 10 giugno Recoaro Terme al 17 giugno Valdagno Chiampo Montorso Vic.no Montecchio Magg. Grancona dal 17 giugno Valdagno al 24 giugno Castelgomberto Arzignano Lonigo dal 24 giugno Valdagno al 01 luglio Montecchio Magg. Montebello Vic.no dal 01 luglio Cornedo Vic.no al 08 luglio Chiampo Arzignano Brendola dal 08 luglio Valdagno al 15 luglio S.P. Mussolino Montecchio Magg. Zermeghedo Alonte 0 11-06 rivista.indd 19 0311-06 Farmacia Telefono Note Bason dr. Sandro viale Trento, 68 Zanconato dr.ssa Emanuela - piazza Municipio, 16 1 De Antoni dr. Pierangelo - corso Matteotti, 12 Zuffellato dr. Andrea via G. Vaccari, 16 Pasetti dr. Antonio via Chiesa di Nov., 11/13 (Novale) Regazzini dr. Antonio via G. Tomba, 15 1 Tumiatti dr. Mariano piazza Marconi, 2 1 Tecchio dr.ssa Laura piazza Umberto 1°, 29 1 Riedo dr.ssa Laura corso Italia, 56 Aliani dr. Stefano via Roma, 2 1 Lovato snc via L. Da Vinci, 3 (Alte C.) Rigodanzo dr. Sergio via Mazzini, 7/A Cooperativa Arl via L. Marzotto, 1 (Maglio di Sopra) Chemello dr.ssa Laura via Dalle Ore, 24 1 Zanoni dr. Angelo via Mazzini, 3 1 Cardi snc via Garibaldi, 1 Dal Lago dr. Eddo via V. Emanuele, 13 1 Crocco dr. Renato via Bellini, 3 Bezzan snc via B. Dal Maso, 4 Sacchiero dr.ssa M. Adelia - via Valchiampo, 38 1 Zanchi dr. Enrico - angolo Ceccato-Mascagni (Alte C.) 2 Battaglia dr. Andrea via Pederiva, 63/bis Dall’Ara dr. Paolo via F. Filzi, 12 (S. Quirico) Marangon dr.ssa Lidia via XXV Aprile, 35 1 Ognissanti snc corso Matteotti, 67 1 Fondazione Miotti via Roma, 1 1 Bartolotta dr.ssa Giovanna - v.le R. Margherita, 67 1 Cavazza Ceccato dr. Antonio - via Roma, 4 Pagani dr. Roberto via XXIV Maggio, 4 Bellosi dr. Corrado via Monte Cengio, 5 Gambin dr. Alberto via G. Zanella, 35 1 Concato dr. Umberto via Montecchio, 2 (Tezze) 3 Liviero snc via B. Croce, 2 1 Crosara dr. Paolo corso Italia, 7 Corradin dr. Luigi Ezio via Risorgimento, 105 1 Franceschi dr. Enrico via Liguria, 2 Farmacia di Zermeghedo - piazza Regaù, 1 Bertotti dr. Giorgio piazza S. Savina, 1 0445 401004 0444 429013 0444 696059 0444 649030 0445 414389 0445 947404 0444 670085 0444 830516 0445 401614 0444 487055 0444 696140 0444 444058 0445 413665 0445 962021 0444 670174 0444 830076 0445 75041 0445 410099 0444 623077 0444 685420 0444 607399 0444 889506 0445 473611 0445 440260 0444 670027 0444 830068 0445 402786 0444 696395 0444 649042 0445 951165 0444 623118 0444 482408 0444 400836 0445 401136 0444 687675 0444 699118 0444 685756 0444 439396 1 aperta sabato pom.20.05.06 aperta sabato pom.20.05.06 aperta sabato pom.27.05.06 aperta sabato pom.27.05.06 aperta sabato pom.03.06.06 aperta sabato pom.03.06.06 aperta sabato pom.10.06.06 aperta sabato pom.10.06.06 aperta sabato pom.17.06.06 aperta sabato pom.17.06.06 aperta sabato pom.17.06.06 aperta sabato pom.24.06.06 aperta sabato pom.24.06.06 aperta sabato pom.01.07.06 aperta sabato pom.01.07.06 aperta sabato pom.08.07.06 aperta sabato pom.08.07.06 aperta sabato pom.15.07.06 aperta sabato pom.15.07.06 28-04-2006 14:53:54 dal 15 luglio al 22 luglio dal 22 luglio al 29 luglio dal 29 luglio al 05 agosto dal 05 agosto al 12 agosto dal 12 agosto al 19 agosto dal 19 agosto al 26 agosto dal 26 agosto al 02 settemb. dal 02 settemb. al 09 settemb. dal 09 settemb. al 16 settemb. dal 16 settemb. al 23 settemb. dal 23 settemb. al 30 settemb. Recoaro Terme Cornedo Vic.no Arzignano Lonigo Valdagno Crespadoro Montecchio Magg. Montebello Vic.no Valdagno Brogliano Arzignano Sarego Valdagno Altissimo Montecchio Magg. Gambellara Valdagno Trissino Arzignano Lonigo Recoaro Terme Valdagno Chiampo Montorso Vic.no Montecchio Magg. Grancona Valdagno Castelgomberto Arzignano Lonigo Valdagno Montecchio Magg. Montebello Vic.no Cornedo Vic.no Chiampo Arzignano Brendola Valdagno S.P. Mussolino Montecchio Magg. Zermeghedo Alonte Recoaro Terme Cornedo Vic.no Arzignano Lonigo Borgo dr.ssa Paola via Roma 1/3 Rigo dr. Paolo via Cavour 32 1 Marchi snc via 4 Martiri 78 1 Soresina dr. Giovanni via Garibaldi 34 1 Bason dr. Sandro viale Trento 68 Zanconato dr.ssa Emanuela - piazza Municipio 16 1 De Antoni dr. Pierangelo - corso Matteotti 12 Zuffellato dr. Andrea via G. Vaccari 16 Pasetti dr. Antonio via Chiesa di Nov., 11/13 (Novale) Regazzini dr. Antonio via G. Tomba, 15 1 Tumiatti dr. Mariano piazza Marconi, 2 1 Tecchio dr.ssa Laura piazza Umberto 1°, 29 1 Riedo dr.ssa Laura corso Italia, 56 Aliani dr. Stefano via Roma, 2 1 Lovato snc via L. Da Vinci, 3 (Alte C.) Rigodanzo dr. Sergio via Mazzini, 7/A Cooperativa Arl via L. Marzotto, 1 (Maglio di Sopra) Chemello dr.ssa Laura via Dalle Ore, 24 1 Zanoni dr. Angelo via Mazzini, 3 1 Cardi snc via Garibaldi, 1 Dal Lago dr. Eddo via V. Emanuele, 13 1 Crocco dr. Renato via Bellini, 3 Bezzan snc via B. Dal Maso, 4 Sacchiero dr.ssa M. Adelia - via Valchiampo, 38 1 Zanchi dr. Enrico - angolo Ceccato-Mascagni (Alte C.) 2 Battaglia dr. Andrea via Pederiva, 63/bis Dall’Ara dr. Paolo via F. Filzi, 12 (S. Quirico) Marangon dr.ssa Lidia via XXV Aprile, 35 1 Ognissanti snc corso Matteotti, 67 1 Fondazione Miotti via Roma, 1 1 Bartolotta dr.ssa Giovanna - v.le R. Margherita, 67 1 Cavazza Ceccato dr. Antonio - via Roma, 4 Pagani dr. Roberto via XXIV Maggio, 4 Bellosi dr. Corrado via Monte Cengio, 5 Gambin dr. Alberto via G. Zanella, 35 1 Concato dr. Umberto via Montecchio, 2 (Tezze) 3 Liviero snc via B. Croce, 2 1 Crosara dr. Paolo corso Italia, 7 Corradin dr. Luigi Ezio via Risorgimento, 105 1 Franceschi dr. Enrico via Liguria, 2 Farmacia di Zermeghedo - piazza Regaù, 1 Bertotti dr. Giorgio piazza S. Savina, 1 Borgo dr.ssa Paola via Roma, 1/3 Rigo dr. Paolo via Cavour, 32 1 Marchi snc via 4 Martiri, 78 1 Soresina dr. Giovanni via Garibaldi, 34 0445 75057 0445 951026 0444 671489 0444 830002 0445 401004 0444 429013 0444 696059 0444 649030 0445 414389 0445 947404 0444 670085 0444 830516 0445 401614 0444 487055 0444 696140 0444 444058 0445 413665 0445 962021 0444 670174 0444 830076 0445 75041 0445 410099 0444 623077 0444 685420 0444 607399 0444 889506 0445 473611 0445 440260 0444 670027 0444 830068 0445 402786 0444 696395 0444 649042 0445 951165 0444 623118 0444 482408 0444 400836 0445 401136 0444 687675 0444 699118 0444 685756 0444 439396 0445 75057 0445 951026 0444 671489 0444 830002 aperta sabato pom.22.07.06 aperta sabato pom.22.07.06 aperta sabato pom.29.07.06 aperta sabato pom.29.07.06 aperta sabato pom.05.08.06 aperta sabato pom.05.08.06 aperta sabato pom.12.08.06 aperta sabato pom.12.08.06 aperta sabato pom.19.08.06 aperta sabato pom.19.08.06 aperta sabato pom.26.08.06 aperta sabato pom.26.08.06 aperta sabato pom.26.08.06 aperta sabato pom.02.09.06 aperta sabato pom.02.09.06 aperta sabato pom.09.09.06 aperta sabato pom.09.09.06 aperta sabato pom.16.09.06 aperta sabato pom.16.09.06 aperta sabato pom.23.09.06 aperta sabato pom.23.09.06 aperta sabato pom.30.09.06 aperta sabato pom.30.09.06 1 la farmacia rimane chiusa il sabato mattino della settimana successiva al turno per recupero 2 la farmacia rimane chiusa il mercoledì mattino della settimana successiva al turno per recupero 3 la farmacia rimane chiusa il giovedì mattino della settimana successiva al turno per recupero 0311-06 rivista.indd 20 28-04-2006 14:53: 14:53:55 5 Territorio Andos Ovest Vicentino una importante realtà di riferimento per le donne operate al seno L’ Andos Ovest Vicentino è un’associazione sorta presso l’Ospedale Civile di Montecchio Maggiore il 4 dicembre 1998. Conta attualmente più di 1100 socie e riunisce, tra l’altro, gran parte della popolazione femminile che ha subito un intervento di asportazione di un tumore alla mammella, proponendosi di favorire nella singola realtà locale la crescita di una cultura sanitaria e sociale ed un’assistenza capillare nei confronti delle persone direttamente interessate e non, da questo problema. Una delle tipiche domande di una donna operata al seno, quando il compito strettamente medico dell’Istituzione Sanitaria è concluso, riguarda il proprio futuro, le relazioni sociali, familiari, lavorative… Riacquistare il benessere è uno dei bisogni fondamentali della donna, e si concretizza in un percorso riabilitativo, non sempre breve e difficilmente realizzabile singolarmente, che frequentemente è disatteso dal servizio pubblico. In questo contesto si inserisce l’attività dei volontari dell’Andos, (circa 40 persone). Questa organizzazione, intrecciando i valori della solidarietà e dell’esperienza vissuta si sforza di fornire alla collettività femminile una serie di servizi concreti finalizzati a riacquistare il benessere fisico, psicologico e il benessere sociale perduto o alterato. Piera Pozza Attività e servizi forniti dall’Andos nel territorio dell’Ulss 5 Servizi gratuiti di: linfodrenaggio, pressoterapia, ginnastica riabilitativa, corsi di ricamo e lavori ad uncinetto, corsi di ginnastica preventiva e di mantenimento, sostegno psicologico con terapia di gruppo e individuale, attività culturali e ricreative, ambulatorio dietologico, seminari per la formazione continua delle volontarie, attività di prevenzione nelle scuole. I l gruppo dei donatori di sangue della FIDAS di Lonigo collabora, già da alcuni anni, con l’Istituto Tecnico Agrario “A. Trentin” nell’ambito dell’Educazione alla Salute, per sensibilizzare al dono del sangue, come azione positiva per la conquista di un corretto stile di vita. L’attività è rivolta agli studenti delle classi quinte. Il 24 febbraio si è svolto un incontro tra gli studenti, il responsabile del centro trasfusionale dell’Ulss 5, dottor Maurizio Soli e i dirigenti del gruppo Fidas leoniceno prof. Dario Palladin e prof. Lino Marchetto. Maurizio Soli maggio 2006 0311-06 rivista.indd 21 Fidas e Istituto Trentin una collaborazione costante integrata nell’Ulss 5 Dopo l’incontro si è aperto con i ragazzi un dibattito. Queste alcune opinioni: “Dieci minuti per la vita, il tempo che occorre per una donazione di sangue, per un gesto altruistico che può salvare molte persone meno fortunate di noi”. Andrea “Credo che l’incontro con la FIDAS sia stato il modo migliore per Dal Zotto diffondere il desiderio di rendersi utile come persona con un semplice gesto di enorme valore perché potrebbe significare la vita per molti”. Marta Magnabosco “È un dovere morale per tutti coloro che godono di buona salute donare il sangue, è un gesto di altruismo che costa un modesto sacrificio e può donare speranza a chi soffre”. Pierluigi Vezzaro “Ritengo l’incontro con la FIDAS e l’Ulss 5 una strategia per combattere l’indifferenza di tante persone. Credo che nel più breve tempo possibile darò anch’io l’esempio di come, con così poco, si possa aiutare o anche salvare una vita in difficoltà”. Valentina Renso “L’incontro di Educazione alla Salute ci ha posti dinanzi ad una scelta utile per salvare delle vite. Bastano pochi minuti del nostro tempo ogni tre mesi”. Mattia Lieciani “È stato utilissimo questo incontro perché è necessario sensibilizzare i ragazzi sulla donazione del sangue e del midollo osseo”. Ilaria Toniolo “Ancora una volta la scuola ci ha dato la possibilità di conoscere una realtà a cui, spesso, nella nostra vita frenetica non diamo importanza. Donare il sangue è donare la vita…!” Enrico De Peron 21 28-04-2006 14:53:56 Territorio Famiglie e salute mentale una indagine del Centro di Riabilitazione Psichiatrica Arcobaleno Il Centro di Riabilitazione Psichiatrica Arcobaleno di Arzignano ha svolto, grazie alla collaborazione della dr.ssa Fabiola Pagani, un’indagine sulla qualità del servizio offerto agli utenti delle Strutture Intermedie (centro diurno, comunità e appartamenti a bassa protezione) e sugli aiuti ancora necessari per rispondere ai bisogni delle loro famiglie. I familiari che assistono una persona con una malattia cronica possono incontrare molti problemi, sia pratici che psicologici, e possono aver bisogno di aiuto e sostegno. 22 0311-06 rivista.indd 22 È stato distribuito un questionario alle famiglie, elaborato dall’Istituto Superiore di Sanità, in cui veniva loro chiesto di rispondere a quesiti sull’assistenza che ricevono gli utenti. Con questo strumento è stato possibile comprendere quali sono le esigenze più sentite, e individuare le strategie per migliorare la qualità del servizio offerto. Il questionario è stato compilato da 25 famiglie di età compresa tra 30 ed 83 anni. Ad occuparsi della persona con una malattia psichiatrica sono i genitori (76%) o i fratelli (24%). Il familiare medio risulta essere una persona di 60 anni con un titolo di studio che non va oltre la scuola media inferiore (64%). Altre persone che vivono in famiglia soffrono di un disturbo mentale (12%) o di una malattia fisica grave (24%). I familiari si dichiarano soddisfatti delle cure e dell’assistenza presso questo servizio (96%) e ritengono che anche il paziente ne sia soddisfatto (88%). Considerano il personale del servizio di riabilitazione psichiatrica cortese e gentile (96%) e disponibile ad intervenire in caso di bisogno (92%). Molti ritengono di avere bisogno di ulteriori informazioni sui problemi relativi alla salute mentale (76%). Le aree in cui desiderano avere maggiori indicazioni sono: i farmaci (52%), la psicoterapia e la riabilitazione (28%), come i familiari possono aiutare meglio il paziente (36%), i diritti del paziente e quelli dei parenti (28%), le cause ed il decorso del disturbo (48%). Per quanto riguarda il percorso terapeutico- riabilitativo, i familiari ritengono che il malato abbia bisogno in particolare di frequentare più persone, anche volontari (44%), di fare una vacanza (24%), ricevere visite di operatori a casa (12%) o frequentare un gruppo di mutuoaiuto di pazienti (12%), essere aiutato a trovare lavoro (36%) e a prendere in modo corretto i farmaci (24%). Nonostante la maggior parte degli interpellati si ritenga sod- disfatto dell’assistenza offerta dal servizio (96%), secondo alcuni il familiare avrebbe bisogno di essere inserito presso una comunità (4%). È interessante notare come nessuno sia dell’avviso che la persona con malattia cronica abbia bisogno di essere ricoverata o di continuare il ricovero ospedaliero. Dall’analisi del questionario emerge che i familiari sentono il bisogno di avere più tempo per occuparsi dei propri problemi personali (28%), di frequentare una associazione di familiari o un gruppo di mutuoaiuto (24%), di maggiore collaborazione in famiglia (20%), di aiuto per i lavori di casa o di fare una vacanza (16%), e di aiuto per affrontare i problemi economici (12%). La persona in trattamento appare migliorata rispetto a come stava prima di venire presso questo servizio (96%) e raccomanderebbero il servizio anche a qualcuno con gli stessi problemi e la stessa storia (92%). La finalità che ci si propone è di migliorare il servizio offerto, aiutando i familiari a far fronte alle difficoltà, prevenendo e/o cercando di superare il malessere e le varie manifestazioni del disturbo psichico, quali depressione, ansia, tensione ecc. che possono colpire i familiari delle persone con disturbi psichici, in modo tale da favorire il loro benessere e a migliorarne la qualità della vita. L’obiettivo ora è quello di avviare, in collaborazione con l’associazione delle famiglie (A.I.T.Sa.M.) un percorso di formazione, chiamato Progetto Accoglienza, affrontando insieme le problematiche, individuando delle strategie mirate in modo tale da tutelare e sostenere le famiglie. Stefano Zanolini maggio 2006 28-04-2006 14:54:00 messaggio promozionale 0311-06 rivista.indd 23 28-04-2006 14:54:00 Territorio Prestito sull’onore per la famiglia sostegno alle famiglie che si dovessero trovare in difficoltà Informazioni Consultorio Familiare di zona Punto Salute Centro Arzignano - via Kennedy tel. 0444 475630 Punto Salute Centro-Sud Montecchio M. - via Giuriolo tel. 0444 703540 Punto Salute Nord Valdagno - via Galilei tel. 0445 423138 Accesso ai servizi a Regione Veneto anche per il 2006 ha predisposto la possibilità di fornire un sostegno alle famiglie che si dovessero trovare in difficoltà ad affrontare, nel breve periodo, nuovi impegni economici. Il PRESTITO sull’ONORE è lo strumento individuato per fornire un supporto che potrebbe evitare di entrare in situazioni ancora più difficili. L’Azienda Sanitaria, attraverso i Consultori Familiari, fornirà informazioni ed assistenza nella compilazione dei moduli di richieste del prestito. I richiedenti devono avere residenza in Veneto, cittadinanza italiana o di uno stato della U.E., o possesso del permesso di soggiorno o carta soggiorno. Una situazione economica equivalente (ISEE) ricompresa tra i 7.000,00 euro e i 40.000,00 euro annui. I nuclei familiari possono chiedere alla Regione un prestito di importo minimo di euro 2.500,00 e massimo di euro 6.500,00. Il prestito è senza interessi, senza spese di commissione bancarie e con un piano di restituzione studiato in base alle possibilità della famiglia che lo ha richiesto. Per l’anno 2006 è prevista la formazione di due graduatorie: una prima relativa alle domande presentate entro il 31/05/06 e la seconda inerente le domande pervenute entro il 31/10/06. Ferdinando Ceron Consultori Familiari: al fine di facilitare l’accesso ai Servizi da parte dei cittadini si comunica che dall’1 aprile i Consultori Familiari effettueranno una apertura settimanale prolungata alle ore 19.30, lunedì e mercoledì, a rotazione nelle sedi di Valdagno, Arzignano e Montecchio M., garantendo la presenza in Servizio di due operatori consultoriali (per informazioni tel. 0444 703540/475630 - 0445 423138). Tutela Minori: questa Unità garantirà l’apertura fino alle 19.30 di lunedì, alternativamente nelle sedi di Valdagno e di Montecchio M. con la presenza di un operatore sociale e di un operatore sanitario (psicologo) (per informazioni tel. 0445 423130 - 0444 703519). L’iniziativa, di carattere sperimentale, rientra nella DGRV n. 389/2005 Progetto salute 2005/2006 Sono numerose le iniziative che l‘U.O. Promozione ed Educazione alla Salute ha proposto per il territorio da novembre 2005 a maggio 2006. Fra queste ricordiamo che si sta per concludere il “Progetto Salute” promosso dal Comune di Montecchio Maggiore grazie alla sensibilità dimostrata dall’Assessore alle Attività Sociosanitarie Agostino Pilati e alla disponibilità di numerosi professionisti dell’Ulss 5, che si sono resi disponibili per incontri serali con la popolazione ed incontri pomeridiani con gli anziani. 24 0311-06 rivista.indd 24 Questi i temi presentati durante le serate: • La Depressione (dr.ssa Paola Populin, psicologa e psicoterapeuta Centro Donna di Montecchio M.) • Il Cancro del Colon - Retto: il problema e le possibili soluzioni (dr. Enrico Bottona, resp. del servizio di endoscopia digestiva) • Screening del Carcinoma del Colon-Retto (dr. Romano Colombari, direttore dipartimento diagnostiche) • Le principali patologie oculari a carattere sociale: retinopatia diabetica, maculopatia senile, glaucoma (dr. Andrea Pagliarusco, resp. servizio oculistica preventiva) • Artrosi e Artriti (dr. Antonio Loro e dr. Antonio Musetti, medici ortopedici) • Cancro, malattia e solitudine: ruolo determinante del famigliare (dr.ssa Cristina Oliani, primario di oncologia e dr.ssa Alessandra Marcon, psicologa e psicoterapeuta) • La Tiroide: una piccola ghiandola… molti problemi (dr.ssa Simonetta Lombardi, resp. servizio diabetologia ed endocrinologia) • Ipertensione Arteriosa: prevenzione cardiovascolare e terapia (dr. Massimo Cigolini, primario di medicina e dr. Ennio De Dominicis, primario di cardiologia) Le tematiche trattate durante i “Pomeriggi della Salute” presso il Centro Anziani di Alte di Montecchio Maggiore sono state: • Una sana alimentazione e corretti stili di vita nella terza età (dr. Giovanni Ronzani, medico specialista in dietetica e nutrizione) • Il corretto uso dei farmaci in famiglia (dr. Livio Contiero, medico specialista in geriatria) • L’attività motoria: il movimento come salute e prevenzione (dr. Ferruccio Savegnago, medico specialista in fisiatria) • Gli incidenti in casa: come prevenirli (dr. Alberto Acqua, medico specialista in medicina del lavoro e resp. servizio prevenzione e protezione) • Invalidità civile: normative (equipe dell’Ufficio Invalidi Civili) Venceslao Ambrosini Monica Menti maggio 2006 28-04-2006 14:54:02 Territorio Psichiatria e Medicina Generale migliorare la salute mentale della popolazione N ello scorso febbraio il Dipartimento per la Salute Mentale dell’Ulss 5 ha attivato il corso di formazione per i Medici di Medicina Generale dal titolo “Psichiatria Moderna e Medicina Generale: lo stato dell’arte”. I problemi emergenti - Il dr. Claudio Busana, Direttore del Dipartimento di Salute Mentale, apre l’incontro descrivendo la complessa rete di relazioni all’interno della quale si muovono gli operatori della Salute Mentale. Essi agiscono nelle strutture sanitarie, ma soprattutto nelle comunità locali attraverso visite a domicilio e strette collaborazioni con le amministrazioni, le associazioni di volontariato, le parrocchie, il mondo del lavoro, ecc. Evidenzia che “la collaborazione con i medici, chiamati un tempo di famiglia, è fondamentale per poter intervenire tempestivamente, ma anche per supportare la famiglia ad avvicinarsi al servizio specialistico, ancora vissuto con grande timore e resistenza.” La collaborazione con i medici è preziosa anche per affrontare quelle forme di disagio silente e nascosto che purtroppo talvolta possono sfociare in gesta clamorose di autolesione. Continua dicendo che “negli ultimi anni sono emersi problemi legati all’adolescenza, ai disturbi alimentari e ai suicidi; essi invitano a nuove forme di collaborazione e a strategie di intervento dove la Medicina Generale ha un ruolo importante”. Il dr. Natalino Bianco, medico e componente del Comitato Tecnico Scientifico dell’Ulss 5, afferma in un suo intervento che, “la via della corretta programmazione degli interventi socio-sanitari non può prescindere dall’impiego di risorse professionali ed umane che sono essenziali per garantire l’attenzione a quelle problematiche borderline che possono in qualsiasi momento evolvere in una patologia acuta, ben più drammatica”. Buona comunicazione per un buon intervento integrato - Il dr. Tommaso Maniscalco, organizzatore dell’evento, segnala che “il miglioramento degli interventi deve passare anche attraverso un’ottimale comunicazione tra i colleghi medici utilizzando la tecnologia più moderna come, per esempio, la rete internet”. Lo stesso comunica anche la necessità di essere duttili “perché qualsiasi modello interattivo deve rispettare le caratteristiche locali, comprese quelle geografiche, le peculiarità organizzative e le risorse locali, come la viabilità e i fattori socio-economici”. Proprio per le caratteristiche che contraddistinguono ogni comunità locale, il corso si è svolto contemporaneamente nelle sedi dei tre punti salute: Lonigo, Montecchio e Valdagno. Complessivamente un centinaio di medici hanno discusso con gli specialisti sulle modalità di collaborazione più efficaci per migliorare la presa in carico delle persone con malattia mentale. Raffaele Morello Nasce il Polo unico dei servizi territoriali a Valdagno nell’ospedale vecchio S i è concluso senza problemi e disagi per gli utenti, il trasferimento presso il “Vecchio Ospedale” dei servizi distrettuali fino ad ora presenti nella sede di via S. Lorenzo a Valdagno. Presso il “Vecchio Ospedale” si trovano ora, distribuiti su quattro piani, i seguenti servizi distrettuali: Servizio di Assistenza Domiciliare del Punto Salute Nord; Ambulatorio Visite per l’Accertamento della Invalidità Civile; Poliambulatorio extraospedaliero; Servizio di Neurologia Territoriale; Servizio Malattie Respiratorie; Servizio di Medicina dello Sport; Servizio per l’età evolutiva e per la disabilità in età adulta; Sportello amministrativo di Distretto (emissione Tesserino Sanitario Regionale, scelta e revoca M.M.G. o P.L.S., assistenza protesica ecc). I servizi di CUP e di cassa distrettuali sono stati trasferiti al servizio CUP-cassa ospedaliero, già da tempo attivo e presente nella medesima sede del “Vecchio Ospedale” che attualmente garantisce entrambe le attività con il seguente orario dal lunedì al venerdì: 7.4512.30; 15.00-17.30. Il trasferimento dei servizi distrettuali maggio 2006 0311-06 rivista.indd 25 presso il “Vecchio Ospedale” di via Galilei, dove in precedenza erano già stati trasferiti i servizi e le attività del Dipartimento di Prevenzione, del Consultorio Familiare e della Tutela Minori, concorre a realizzare quello che può essere definito il “Polo dei servizi territoriali del Punto salute Nord” cui gli utenti potranno rivolgersi, quale riferimento logistico-territoriale unico, per tutte le richieste di tipo sanitario e socio-sanitario. Patrizia Mella Paola Peruzzo Orari Ufficio amministrativo: dal lun. al ven. 08.00-12.30 mar. 14.00-16.00 Ufficio protesico: dal lun. al gio. 08.00-12.30 ven. 08.00-12.00 mar. 13.30-15.30 U.O. età evolutiva-disabilità: dal lun. al ven. 08.00-13.00 lun. 14.00-18.00 dal mar. al gio. 14.00-17.00 U.O. tutela minori: dal lun. al ven. 08.00-13.00 dal lun. al gio. 14.00-17.30 U.O. adulti/anziani: dal lun. al gio. 08.00-17.00 ven. 08.00-13.00 25 28-04-2006 14:54:03 Territorio La scuola che fatica come intervenire sulla DSA Disturbo Specifico dell’Apprendimento C – A – S – A: soffermatevi un secondo su ogni lettera, come se doveste decidere se la “A” è davvero una “A” e non una “E”. Riprovate con “precipitevolissimevolmente”. Frustrante? Così si sente Michele quando gli viene chiesto di leggere. Michele odia la scuola “perché bisogna leggere e scrivere..”. Le maestre dicono che è un bambino che potrebbe fare di più, ma non si impegna abbastanza. È intelligente, non ha alcun deficit sensoriale, ma le sue abilità di lettura sono al di sotto della media per l’età. Michele ha un Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA), in particolare della lettura, la cosiddetta Dislessia. Per informazioni Unità Operativa Età Evolutiva/Disabilità Arzignano via Kennedy, 2 tel. 0444 475620 Chiampo via Fante d’Italia, 1 tel. 0444 625234 Montecchio Maggiore via Giuriolo, 17 tel. 0444 703533 Lonigo p.zza Martiri della Libertà tel. 0444 431111 Valdagno via Galilei, 3 tel. 0445 423170 26 0311-06 rivista.indd 26 I DSA sono disturbi funzionali che derivano da una particolare organizzazione neuropsicologica del soggetto che provoca difficoltà nell’acquisizione e nella stabilizzazione di alcuni processi di apprendimento di scrittura e di lettura delle parole e dei numeri. Vi è quindi una base biologica anche se non si tratta di una malattia. Questi disturbi sono quasi sempre di natura congenita. Quindi non è “colpa” di nessuno se queste difficoltà si presentano. L’incidenza di questi disturbi si attesta intorno al 5% della popolazione infantile (uno o due alunni per classe). Meglio conosciuti con i termini di dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia, ecc., i DSA sono disturbi dello sviluppo che determinano difficoltà a volte molto rilevanti nell’acquisizione delle abilità scolastiche. Un bambino con Disturbo della Lettura, come Michele, leggerà in modo lento e poco accurato. I sintomi tipici di un Disturbo dell’Apprendimento della Scrittura, invece, sono la difficoltà nel riprodurre le lettere e le parole, errori grammaticali e di punteggiatura. Infine, la Discalculia è caratterizzata da una difficoltà a comprendere i segni matematici e organizzare le cose nello spazio. La comprensione del testo non dovrebbe venire intaccata, anche se nel perdurare del disturbo ne può risentire. Michele deve affrontare quotidianamente queste difficoltà, così che senza la comprensione e l’aiuto di nessuno, potrà reagire nei modi più disparati: manifestando disturbi somatici al momento di andare a scuola e mascherando le proprie difficoltà. Come possiamo aiutare Michele? L’U.O. Età Evolutiva/Disabilità dell’Ulss 5 è impegnata da anni su questo fronte. Aderisce al Protocollo Diagnostico Provinciale proposto dall’Associazione Italiana Dislessia (AID) per la Valutazione dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento e interviene con i propri specialisti specificamente formati. Anche se la diagnosi di DSA può essere fatta solo a scolarizzazione avviata, obiettivo primario di questo Servizio è quello di potervi giungere il più precocemente possibile al fine di accelerare gli interventi adeguati e consentire alla scuola di impostare un percorso per il superamento delle stesse. Quando è ancora in corso l’apprendimento delle tecniche della lettura e della scrittura, può essere effettuato un intervento logopedico. Questo trattamento viene svolto procedendo a cicli riabilitativi limitati nel tempo, ai quali fa seguito un’attività di consulenza agli insegnanti. La stessa U.O. organizza anche frequenti incontri di informazione e formazione per insegnanti della Scuola Primaria allo scopo di individuare il più adeguatamente possibile quelli che sono i soggetti che veramente necessitano di interventi specifici, distinguendoli da quelli che hanno delle generiche difficoltà di apprendimento. Aderisce, inoltre, al progetto ricerca-azione “Tutti i bambini vanno bene a scuola”. Infine, attraverso il progetto “Spazio Genitori: lo psicologo a scuola”, fornisce anche agli insegnanti delle Scuole dell’Infanzia strumenti di individuazione precoce di situazioni a rischio. Percentuali patologie soggetti afferenti all’Unità Operativa Età Evolutiva/Disabilità nell’anno 2004 (tot. 2004=1668) disabilità altro 15,23 disturbi comportamentali ed emotivi disturbi specifici abilità scolastiche problematiche psico-educative e sociali 24,82 11,03 41,01 7,91 Dai dati raccolti in questi ultimi anni l’incidenza di tali disturbi risulta in aumento tra le problematiche che afferiscono al Servizio (dal 30,44% nel 1999 al 41,01% nel 2004) ed è per tale motivo che l’U.O. ha individuato tali problematiche tra quelle sulle quali mirare i propri interventi. Francesca Concato maggio 2006 28-04-2006 14:54:04 Prevenzione Studio pilota “passi” I l 30 gennaio a Verona in un Convegno promosso dalla Direzione Regionale della Prevenzione sono stati presentati i dati conclusivi dello Studio Pilota “PASSI” condotto dai Dipartimenti di Prevenzione di cinque Ulss del Veneto: Arzignano, Thiene, Venezia, Mirano, Bussolengo. Lo studio PASSI (Progressi per le Aziende Sanitarie per la Salute in Italia), promosso dal Ministero della Salute tramite l’Istituto Superiore di Sanità, ha testato un sistema di sorveglianza sullo stato di salute della popolazione eseguendo un monitoraggio delle abitudini degli stili di vita e dei programmi di prevenzione che a livello regionale e nazionale si stanno realizzando per modificare i “comportamenti a rischio”. Per la realizzazione dello Studio PASSI si è costituito nel Dipartimento di Prevenzione dell’Ulss 5 un gruppo di lavoro: il Coordinatore del Progetto (dr. Adolfo Fiorio), tre Assistenti Sanitarie (Cecilia Acco, Lorella Fioraso, Cinzia Piccoli) e un’Infermiera (Alessandra Manni). L’indagine si è sviluppata a partire dall’Anagrafe degli assistiti da cui si è ricavata una lista, utilizzando la selezione “campionamento random (casuale)”, di soggetti con età compresa tra 18 e 69 anni residenti nei Comuni dell’Ulss 5 per un totale di 400 nominativi. Le interviste sono state in totale 216. Qui di seguito esponiamo alcuni sommari commenti ai principali risultati rilevati tra i cittadini dell’Ulss 5. Descrizione del campione aziendale. Nell’Ulss 5 sono state intervistate 200 persone. L’età media degli intervistati è stata di 45 anni. Il 50,5% degli intervistati è rappresentato da donne e il 49,5% da uomini. Percezione dello stato di salute. Il 57,5% ha una percezione positiva del proprio stato di salute (67,6% la media nelle 5 aziende del Veneto). Attività fisica. È completamente sedentario il 6,5% del campione e solo il 16,5% aderisce alle raccomandazioni sull’attività fisica. In meno di un terzo dei casi i medici si informano e consigliano genericamente di svolgere attività fisica. Abitudine al fumo. Il 20% si dichiara fumatore (25,1% la media regionale) e il 26,5% ex fumatore (21,1% la media regionale). Quasi tutti hanno smesso di fumare da soli e appena il 2% dichiara di aver avuto aiuto da parte di un operatore sanitario. Il 72% dichiara che sul luogo di lavoro viene sempre rispettato il divieto sul fumo. Consumo di alcol. Si stima che oltre due terzi della maggio 2006 0311-06 rivista.indd 27 presentati i dati conclusivi dell’Ulss 5 popolazione tra 18 e 69 anni consumi bevande alcoliche e che un 37,5% circa abbia abitudini di consumo considerate a rischio. Complessivamente il 19% è forte consumatore (19,3% la media regionale). Sicurezza stradale. Si osserva un buon livello dell’uso dei dispositivi di sicurezza (95,5% cintura anteriore; 27,7% cintura posteriore). Il 14,0% degli intervistati dichiara di aver guidato in stato di ebbrezza nel mese precedente all’intervista (16,4% la media regionale) e il 18,5% di essere stato trasportato da chi guidava in stato di ebbrezza (18,8% la media regionale). Ipertensione. Si stima che sia iperteso il 20% della popolazione tra i 18 e 69 anni.(23,5 % la media delle 5 aziende venete), di cui il 61,5% è sotto trattamento farmacologico (62,1% la media regionale). Colesterolemia. Più di un quarto della popolazione, 25,5% dichiara di avere valori elevati di colesterolemia (27,3% la media regionale), di questi il 27% dichiara di essere sotto trattamento farmacologico Carta di rischio cardiovascolare. Ancora scarsamente utilizzata la carta del rischio cardiovascolare da parte dei medici: solo nel 3% degli ultra quarantenni intervistati (6,6% la media regionale). Screening neoplasia del collo dell’utero. L’86,7% delle donne tra 25 e 64 anni ha eseguito almeno un pap test nella vita e il 78,8% l’ha eseguito almeno ogni tre anni come raccomandato. Screening neoplasia della mammella. Il 93% delle donne tra 50 e 69 anni ha effettuato almeno una mammografia e il 74,0% l’ha eseguita a intervalli di due anni. Screening tumore del colon retto. Appena il 19,7% degli ultracinquantenni ha eseguito un test per la ricerca del sangue occulto nelle feci oppure una sigmoidoscopia o una colonscopia a scopo preventivo. L’indagine ha rilevato che la popolazione residente nell’Ulss 5 non presenta sostanziali differenze rispetto alla rimanente popolazione del Veneto. Si è riscontrata la propensione ad un consumo elevato di alcolici, in particolare nelle età più giovani. Adolfo Fiorio 27 28-04-2006 14:54:04 Prevenzione L’infarto cardiaco: come prevenirlo? età, familiarità, obesità, alcuni dei fattori di rischio T utti sanno che ci sono fattori di rischio riconosciuti per l’infarto miocardico. È però necessario spiegare che i vari fattori di rischio non devono essere considerati ciascuno come malattia a sé stante e quindi da trattare con specifici provvedimenti. Ad esempio, il semplice rilievo di colesterolo elevato non significa assolutamente che quella ipercolesterolemia debba essere per forza corretta. È necessario quindi introdurre il concetto di rischio cardiovascolare globale. Oggi la comunità scientifica è concorde nel trarre dal dato del rischio cardiovascolare globale l’indicazione a provvedimenti terapeutici. Pertanto il rischio del paziente può essere in qualche modo misurato e, in base alla gravità del profilo di rischio, si procede al trattamento. Sono state elaborate a livello europeo delle tabelle del rischio che consentono di inquadrare la situazione di ogni paziente con sufficiente chiarezza. Quali sono dunque i fattori di rischio riconosciuti? Sono l’ipertensione sistolica e diastolica, l’età, superiore a 55 anni negli uomini e 65 nelle donne, il fumo, la dislipidemia (il colesterolo totale>250 mg/dl o LDL>155mg/ dl o, per contro, HDL<45 mg/dl), la familiarità, l’obesità addominale, la proteina C reattiva>1mg/dl. La prognosi è però fortemente influenzata anche dalla eventuale presenza di diabete, da presenza di danno d’organo o da altre condizioni cliniche associate come malattia renale, cerebrale, cardiaca o vasculopatia periferica. Da quanto sopra detto, si evince che è necessaria una valutazione approfondita da parte del medico curante, prima di ogni decisione. Perché dobbiamo dire che, in presenza di rischio cardiovascolare complessivamente basso, il trattamento farmacologico di un colesterolo elevato perde di importanza? Per il semplice motivo che, in questi casi, la capacità di prevenzione di questo trattamento è irrisoria e ne può risultare anche un danno se si usano per anni farmaci che possono provocare importanti effetti collaterali o interferire con altre terapie. Stiamo parlando di prevenzione primaria, ovvero di soggetti finora sani. Diversa è la prevenzione secondaria, in soggetti già colpiti da patologia vascolare, che si giovano certamente dei provvedimenti terapeutici concordati a livello mondiale. Ennio De Dominicis Colon, prevenzione per 39mila persone un test a tutti i cittadini fra i 50 e i 69 anni È cominciata da alcuni mesi una capillare campagna di prevenzione del carcinoma del colon retto. Punterà a coinvolgere, nell’arco di due anni, tutti i cittadini di entrambi i sessi residenti nei Comuni dell’Ulss 5 di età compresa fra i 50 e i 69 anni. Questo progetto è stato realizzato anche grazie al contributo della Fondazione Cariverona e ha comportato un lavoro lungo ed impegnativo che ha coinvolto la Direzione Sanitaria, la Direzione Medica e il Dipartimento delle Diagnostiche. A fine novembre a Trissino sono state spedite le prime lettere-invito per effettuare il test del sangue occulto nelle feci e subito dopo è iniziata la distribuzione delle provette da parte di un’infermiera appositamente formata, con la collaborazione preziosa della Farmacia del paese. L’adesione al progetto è stata Informazioni Centro Screening Ospedale di Montecchio Maggiore dal lunedì al venerdì ore 10.00-14.00 28 0311-06 rivista.indd 28 più che soddisfacente, e circa il 59% della popolazione invitata ha fatto il test. Le persone risultate positive, il 6% della popolazione interessata alla campagna di prevenzione, stanno già effettuando la colonscopia di approfondimento e, quando necessario, vengono indirizzate verso idoneo trattamento. Il progetto di screening colorettale è ripartito nel Comune di Cornedo; sarà poi esteso ad altri Comuni fino a toccare nel biennio 2006/2007 tutti i Comuni della Ulss 5. È importante ricordare che la partecipazione ai programmi di screening è gratuita e che il successo delle campagne di screening dipende dalla partecipazione della popolazione. Invitiamo quindi tutti i cittadini che rientrano nelle fasce di età interessate ad aderire numerosi, sapendo che la prevenzione è la prima fase per tenere sotto controllo la propria salute e a volte può davvero salvare la vita. Alessandra Stefani maggio 2006 28-04-2006 14:54:05 Prevenzione Al via il nuovo calendario vaccinale la salute passa anche attraverso la vaccinazione P er genitori e bambini il 2006 si apre nel Veneto con numerose novità nel campo della prevenzione delle malattie infettive. Infatti la Giunta Regionale del Veneto con Delibera del dicembre 2005 ha approvato il nuovo calendario delle vaccinazioni dell’età evolutiva. Oltre alle vaccinazioni attualmente obbligatorie (Tetano, Difterite, Poliomielite, Epatite B), sono offerte in modo attivo e gratuito le vaccinazioni già raccomandate nel precedente calendario (Pertosse, Haemophilus I - vaccino contro una forma di meningite -, Morbillo, Parotite, Rosolia) e le seguenti vaccinazioni di nuova introduzione: • vaccino pneumococcico coniugato al 3°, 5° e al 15° mese di vita, contro la meningite da pneumococco, otiti e alcune forme di broncopolmonite • vaccino meningococcico C coniugato al 13° mese di vita e al 15° anno di età contro la meningite da meningococco C • vaccino contro la varicella al 14° mese di vita e dal 12° al 15° anno di età per coloro che non hanno avuto la malattia Sia lo pneumococco che il meningococco sono germi che circolano frequentemente nella popolazione e che in molti casi si trovano nel naso-faringe di bambini e adulti senza determinare alcun sintomo. L’organismo del bambino normalmente riesce a combattere questi germi. Talora, per imprevedibili situazioni del momento legate allo stato immunitario dell’organismo o a fattori ambientali di rischio, l’abituale capacità di difesa non è in grado di impedire il passaggio di questi germi nel sangue, nel sistema nervoso o in altri apparati con possibili conseguenze devastanti. La scelta di introdurre nell’offerta attiva e gratuita le vaccinazioni Vaccino DTaP IPV Epatite B Hib MPR PCV Men C Varicella nascita HB* 3°mese DTaP IPV HB Hib 5°mese DTaP IPV HB Hib PCV PCV 13°mese DTaP IPV HB Hib contro le meningiti batteriche e le infezioni da pneumococco è stata dettata, più che dal numero di casi, dall’estrema gravità di queste malattie e dall’incerta efficacia delle terapie farmacologiche utilizzate quando lo stato morboso è in atto. La varicella è una malattia spesso ritenuta non grave, anche se le conseguenze sono talora molto impegnative e serie e le cure mediche, per contenerle, sono di scarsa efficacia. La malattia è altamente contagiosa: si stima che in Italia si verifichino circa 500 mila casi l’anno, con una maggiore frequenza nella fascia di età 0-14 anni. Generalmente la malattia si risolve spontaneamente, ma in alcuni casi si possono verificare gravi complicanze come polmoniti, infezioni batteriche delle lesioni cutanee o danni cerebrali. Il rischio è più elevato quando l’infezione avviene negli adolescenti, negli adulti e nelle donne in gravidanza, per le gravi conseguenze in particolare per il nascituro. Vaccinare per la varicella significa un notevole risparmio di casi di malattia e di costi. L’Ulss 5 aderisce completamente al Nuovo Piano Regionale Vaccini e pertanto i genitori dei bambini rientranti nelle fasce di età previste per la somministrazione delle vaccinazioni del nuovo calendario, riceveranno a casa l’invito per accompagnare i propri figli nelle sedi vaccinali distribuite sul territorio dell’Ulss 5, per la somministrazione dei vaccini previsti. Informazioni si possono comunque ricevere presso i punti vaccinali del territorio della nostra Ulss. Dal momento che esistono validi ed efficaci strumenti di prevenzione, raccomandiamo a tutti i genitori di prendere in considerazione questa opportunità per proteggere i loro bambini. Rinaldo Zolin 14°mese 15°mese MPR 6°anno dTap IPV 12°anno 15°anno dTap MPR 2 PCV Men C Varicella Men C Varicella Legenda vaccini DtaP IPV HB Hib difto-tetano-pertossico antipolio antiepatite B anti Haemophilus I PCV Men C pneumococcico coniugato meningococcico coniugato maggio 2006 0311-06 rivista.indd 29 Esavalente (unica iniezione ) dTap MPR MPR 2 Varicella HB* difto-tetano-pertossico morbillo/parotite/rosolia morbillo/parotite/rosolia 2a dose antivaricella antiepatite B solo per i figli di madre portatrice del virus dell’epatite B 29 28-04-2006 14:54:06 Ambulatorio medicina pubblica e vaccinazioni Sede e orari ambulatori Ambulatorio Valdagno Via Galilei, 1 tel. 0445 423116 Attività Med. Pubblica Cornedo V.no Piazza A. Moro, 17 tel. 0445 951679 (martedì 08.30 - 09.30) tel. 0445 963999 (giovedì 08.30 - 09.30) Trissino Via N. Sauro, 4 tel. 0445 963999 (giovedì 08.30 - 09.30) tel. 0445 951679 (martedì 08.30 - 09.30) Arzignano Via Kennedy, 2 Medicina Pubblica tel. 0444 475680 (tutti i giorni 10.30 -12.30) Vaccinazioni tel. 0444 475686 (mercoledì 09.00 - 10.00, giovedì 08.30 - 09.30) Chiampo Via Fante D’Italia tel. 0444 420671 (martedì 08.00 - 09.00, giovedì 16.00 - 16.30) Montecchio Maggiore Via Giuriolo tel. 0444 703523 (lunedì e mercoledì 10.30 - 11.30) Lonigo Piazza Martiri della libertà, 9 tel. 0444 431348 (martedì e giovedì 11.00 -12.00) Orario lunedì martedì 09.00-11.00 limitato massimo 30 14.00-16.00 utenti (distrib. numero) limitato massimo 12 11.00-12.00 utenti (distrib. numero) venerdì (lunedì e giovedì 11.30 - 12.30) Recoaro Terme Via Bruni, 1 tel. 0445 75660 (mercoledì 08.30 - 09.00) tel. 0445 423116 (lunedì e giovedì 11.30 - 12.30) (Aggiornato al 12.04.2006) Giorno Vacc.Pediatriche giovedì venerdì 09.00-11.00 appuntamento 09.00-11.00 Med. Pubblica mercoledì 10.30-12.00 senza appuntamento Vacc.Pediatriche mercoledì 09.00-10.30 appuntamento Med. Pubblica 09.30-11.00 senza appuntamento martedì Vacc.Pediatriche lunedì 14.30-16.30 appuntamento Med. Pubblica 10.30-12.00 senza appuntamento giovedì Vacc.Pediatriche giovedì 09.30-10.30 appuntamento mercoledì venerdì mercoledì Vacc.Pediatriche giovedì martedì Viaggiatori giovedì Epatiti mercoledì 14.00-16.00 10.30-12.30 10.30-12.00 14.00-15.30 14.00-16.00 10.00-12.00 14.00-15.30 Med. Pubblica martedì 09.00-11.00 senza appuntamento martedì 14.00-16.00 giovedì 14.00-16.00 Med. Pubblica Vacc. Pediatriche limitato massimo 30 utenti (distrib. numero) appuntamento appuntamento appuntamento appuntamento martedì giovedì lunedì Vacc.Pediatriche mercoledì mercoledì Med. Pubblica venerdì martedì Vacc.Pediatriche giovedì Med. Pubblica Montebello V.no Med. Pubblica venerdì Piazzale Cenzi, 2 tel. 0444 431348 (martedì e giovedì 11.00 - 12.00) Vacc. Pediatriche mercoledì 0311-06 rivista.indd 30 Modalità accesso 10.30-12.30 14.00-16.00 08.30-10.00 08.30-10.00 08.30-10.30 08.30-10.30 08.30-10.30 08.30-10.30 limitato massimo 30 utenti (distrib. numero) appuntamento limitato massimo 30 utenti (distrib. numero) appuntamento 11.30-12.30 senza appuntamento 11.30-12.30 appuntamento 28-04-2006 14:54:07 messaggio promozionale 0311-06 rivista.indd 31 28-04-2006 14:54:08 messaggio promozionale 0311-06 rivista.indd 32 28-04-2006 14:54:15