POSTE ITALIANE S.p.A.
Tassa pagata
Pubblicità diretta
non indirizzata
DRT/DCB/VI/185/03/SC
del. 19/11/2003
Azienda
Seconda giornata aziendale della qualità
Ospedali
Come si cura il mal di testa
Territorio
Scuola che fatica
Prevenzione
Prevenzione dell’infarto cardiaco
Alle famiglie
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Auditorium di Chiampo
Giornata della Qualità
n.1 anno 2006
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Creatività con i fumetti
D
a anni questa Ulss realizza, in collaborazione con i Comuni di Arzignano,
Brogliano, Castelgomberto, Chiampo, Montecchio Maggiore e Trissino,
i Centri Educativi rivolti ai bambini delle scuole elementari.
Tali iniziative, che si svolgono il pomeriggio durante l’anno scolastico, sono
finalizzate a:
• offrire ai minori percorsi di crescita che favoriscano lo sviluppo e la valorizzazione
delle abilità personali e sociali in un ambiente educativo sereno e protetto;
• sostenere la famiglia nell’azione educativa;
• promuovere un intervento coordinato tra scuola ed extra scuola;
• fornire un aiuto nell’attività scolastica;
• aprire e integrare il servizio con il territorio.
Allo scopo di rendere le
attività dei Centri Educativi
sempre più mirate alle
aspettative dei frequentanti e delle loro famiglie, sono state promosse
azioni innovative, mirate
al potenziamento e alla
diffusione delle “buone
prassi”, all’informazione e
sensibilizzazione dei diritti
dei bambini e al miglioramento della convivenza
civile. Tali attività hanno
visto il diretto coinvolgimento delle agenzie educative presenti nel territorio: Comuni, Ulss, Scuola,
Privato Sociale, Famiglie e
Associazionismo.
In tale ambito, per l’anno scolastico 2005/06, è stato progettato il “Laboratorio
di creatività con i fumetti”, il cui scopo principale è stato quello di favorire la
conoscenza dei diritti dei bambini. I piccoli di ogni Centro Educativo, guidati
dagli animatori, hanno inventato una storia centrata sul tema, che è stata trasformata in vignette, grazie al supporto di un fumettista esperto, incaricato a tale
scopo da questa Ulss. Come momento di sintesi e sensibilizzazione del percorso
svolto all’interno dei Centri Educativi, presso ciascuna Direzione Didattica coinvolta nel progetto, sarà allestita una mostra di tutti i fumetti realizzati.
I testi del fumetto pubblicato, sono stati ideati dai bambini frequentanti
il Centro educativo di Arzignano, mentre i disegni sono stati realizzati dal
fumettista, il Sig. Libero Ermetti.
Roberta Zordan Donata Cecchinato
ERRATA CORRIGE: a pag. 18 del notiziario n. 3/2005 - articolo L’ambulatorio dello spirito,
il Collegio “Graziani” si trova a Bassano del Grappa e non a Padova come indicato
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Ulss 5 Notizie periodico
d’informazione dell’Azienda Ulss 5
Ovest Vicentino
numero 1 anno 2006
DIRETTORE
Daniela Carraro
DIRETTORE RESPONSABILE
Elisabetta Carlotti
REDAZIONE
Direzione Generale e
Ufficio Relazioni con il Pubblico
Azienda Ulss 5
via Trento, 4
36071 Arzignano (VI)
tel. 0444 479580
www.ulss5.it
e-mail: [email protected]
RACCOLTA PUBBLICITARIA
Meneghini&Associati Srl viale
Trento, 56 36100 Vicenza
GRAFICA
Raffaello Galiotto
STAMPA
Tipografia Rumor
via dell’Economia, 117
36100 Vicenza
Consegnato in Tipografia
maggio 2006
Autorizzazione del
Tribunale di Vicenza
n. 669 del 21.12.1989
tiratura 69.000 copie
distribuzione gratuita
Si ringraziano gli autori degli articoli:
Alberto Acqua, Venceslao Ambrosini,
Carlo Andrisani, Claudio Busana,
Donata Cecchinato, Ferdinando
Ceron, Massimo Cigolini, Francesca
Concato, Rafaella Dal Lago, Ennio
De Dominicis, Luigi De Santis,
Patrizia Draghicchio, Adolfo Fiorio,
Luisa Fracasso, Luca Girardello,
Mauro Gonzo, Antonio Loro, Patrizia
Mella, Graziano Meneghini, Monica
Menti, Emanuele Mion, Raffaele
Morello, Michele Morra, Giancarlo
Nardi, Cristina Oliani, Paola Peruzzo,
Piera Pozza, Barbara Romanin,
Elena Sandri, Patrizia Simionato,
Maurizio Soli, Alessandra Stefani,
Clara Tibaldo, Paolo Vento, Stefano
Zanolini, Rinaldo Zolin, Giuseppe
Zordan, Roberta Zordan.
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Azienda
Finanziato il progetto
Progres Veneto 2006
4
Servizio delle professioni sanitarie 4
Comitato etico per la pratica clinica 5
Contratto collettivo integrativo
5
2° giornata aziendale della qualità 6
Elenco dei progetti vincitori
7
Osservervatorio clinico-epidemiologico
8
Indagine sulla qualità percepita 9
“Caro maledetto dottore”
10
Pari Opportunità
11
Esperienza di uno stage all’Ulss 11
Diagnosi e cura della cefalea
12
Convegno regionale sulla sicurezza 13
Acquistati venti letti elettrici
13
Cooperazione sanitaria
internazionale
14
Endocrinochirurgia
15
Uroandrologia
15
Trattamento del carcinoma
mammario
16
Novità in chirurgia vascolare
venosa
16
Territorio
La mediazione culturale
17
Percorsi di integrazione lavorativa 18
Invalidità civile
18
Turni farmacie
19
Andos Ovest Vicentino
21
Fidas e Istituto Trentin
21
Famiglie e salute mentale
22
Prestito sull’onore per la famiglia 24
Accesso ai servizi
24
Progetto salute 2005/2006
24
Psichiatria e Medicina Generale 25
Nasce il Polo unico dei servizi
territoriali a Valdagno
25
La scuola che fatica
26
Editoriale
Q
ualità in sanità è il tema attorno cui ruota e che
ricomprende, in sintesi, tutto ciò che in questo preciso
momento storico ispira decisioni e comportamenti dei
programmatori e degli operatori, anima i dibattiti degli
addetti ai lavori e dei cittadini/pazienti/utenti.
Il tema della Qualità in sanità costituisce anche la traduzione
delle giuste preoccupazioni della
gente: il nostro sistema sociosanitario con le sue caratteristiche
di universalità, pubblicità, equità di
accesso deve continuare a garantire
le prestazioni che hanno portato
lo stato di salute e la speranza di
vita dei cittadini italiani (e veneti
soprattutto) a vette mai raggiunte
nella storia dell’Umanità. A questa e
alle connesse grandi questioni anche
l’Ulss 5 Ovest Vicentino tenta di dare,
per il suo ambito di influenza e di
competenza, alcune risposte e le
Il Direttore Generale
pone all’attenzione della comunità
Daniela Carraro
locale. Nell’ambito delle risposte
invito a leggere il resoconto del
PRIMO CONCORSO aziendale sulla
QUALITÀ: ognuno potrà letteralmente toccare con mano con quale
attenzione e cura gli operatori dell’Ulss 5 di tutte le professionalità
(sanitari, infermieri e medici, ma anche amministrativi e tecnici)
leggano i bisogni delle persone che si affidano all’Ulss 5 e
tramite il loro lavoro quotidiano e anche tramite progetti specifici
perseguano il miglioramento del servizio e incitino tutta la struttura
a percorrere le strade del Miglioramento Continuo della Qualità.
I progetti più strategici hanno anche ricevuto un premio e sono
stati inseriti nella programmazione dell’Ulss 5 per il 2006, e
tantissimi altri sono diventati obiettivi per le Unità di riferimento.
Vorrei ringraziare da questa pagine tutti i gruppi di lavoro: sono
stati 86 per un totale di 379 persone coinvolte nella progettazione.
Grazie, continuiamo così.
Prevenzione
Studio Pilota “passi”
27
L’infarto cardiaco
28
Colon, prevenzione
28
Nuovo calendario vaccinale
29
Sede e orari ambulatorio medicina
pubblica e vaccinazioni
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Azienda
Finanziato il progetto Progres Veneto 2006
prosegue l’indagine sulla realtà residenziale psichiatrica
L
a Regione Veneto, nell’ambito della Ricerca
Sanitaria Finalizzata per l’anno 2005, ha stanziato
un finanziamento per la realizzazione di un progetto chiamato Progres Veneto 2006, che verrà portato a compimento in un anno.
Il progetto si pone in continuità con il lavoro svolto
nel 2000 dall’Istituto Superiore di Sanità, il quale ha
fornito una mappatura delle Strutture Residenziali
Psichiatriche, sottolineando alcuni elementi di criticità
emersi da tale indagine (Progetto Progres 2000).
Con il Progetto Progres Veneto 2006, il Dipartimento
di Salute Mentale dell’Ulss 5 Ovest Vicentino si propone di aggiornare tale mappatura a livello regionale.
Questo lavoro si propone, inoltre, di riflettere sull’andamento degli elementi di criticità portati all’attenzione nel 2000, per definire l’evoluzione che ha avuto,
nel quinquennio intercorso tra le due indagini, la
Residenzialità Psichiatrica in Veneto.
Fra i temi indagati dalla ricerca, vi sono: l’adeguatezza
dell’offerta di risposte residenziali ai bisogni di diversa
gravità dei residenti in termini qualitativi e quantitativi;
la presenza e l’efficacia dei collegamenti fra l’intervento sanitario e quello sociale; l’adeguatezza della
formazione del personale ecc.
Il nostro Dipartimento di Salute Mentale si è particolarmente attivato e specializzato nel corso degli
anni, facendosi apprezzare per il suo modello a rete
sociale, che ha permesso sia di diversificare l’offerta
residenziale rispetto alle esigenze personalizzate dei
pazienti, sia di avviare e gestire dal 1998 esperienze
di dimissione dal circuito psichiatrico verso appartamenti ad avanzata gestione dei residenti all’interno di
collaborazioni con il tessuto sociale (Comuni, ATER,
Volontariato), raggiungendo ad oggi un numero di 12
appartamenti.
Claudio Busana
Servizio delle professioni sanitarie aziendale
atteso da tempo dagli operatori sanitari
I
stituito con delibera del Direttore Generale nell’agosto 2005, il Servizio delle Professioni Sanitarie
Aziendale sarà non solo un ufficio infermieristico,
ma un servizio che abbraccerà tutte le professionalità del comparto. Nuovo punto di riferimento e
valorizzazione professionale per il personale infermieristico e ostetrico, per i tecnici della riabilitazione, i tecnici sanitari e della prevenzione, nonché per il personale
del ruolo tecnico e ausiliario operante nei servizi. Al
Servizio delle Professioni Sanitarie, collocato nell’ambito della Direzione Sanitaria, competono, infatti, le
seguenti finalità:
• promuovere la qualità dell’assistenza infermieristica
e delle altre prestazioni tecnico-sanitarie, di riabilitazione o ausiliarie, necessarie a soddisfare i bisogni
assistenziali di quanti accedono alle Unità Operative
Ospedaliere ed al Distretto Socio Sanitari;
• concorrere al miglioramento della professionalità
del personale afferente al Servizio con particolare
riferimento allo sviluppo della responsabilità nell’ambito del proprio campo professionale;
• favorire l’integrazione professionale e le relative
condizioni di lavoro per migliorare il livello di qualificazione e di efficienza reso all’utente.
Alla Direzione del Servizio afferiscono tre aree di attività funzionalmente integrate: area dell’assistenza
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ospedaliera, area dell’assistenza territoriale, area
della formazione continua e aggiornamento professionale.
Alle aree ospedaliere e territoriali compete la gestione del personale nella
sua totalità, garantendo modalità organizzative rispettose di una visione integrata e globale delle Strutture Tecnico
Funzionali.
Luisa Fracasso
Nominato su proposta del Direttore Sanitario, è il Sig.
Giovanni Marini il Responsabile del “Servizio delle Professioni Sanitarie Aziendale” dell’Ulss 5. Nato a Noventa
Vic.na il 03.11.58, vive a Sossano. La sua carriera lavorativa inizia nel 1978 presso l’Ulss 9 “Basso Vicentino” e continua, a seguito dell’accorpamento delle Aziende, nella
n. 5 “Ovest Vicentino”. Nel 1982 ha conseguito il diploma di Infermiere Professionale presso l’Ulss 8 di Vicenza
e nel 1988 la certificazione di Abilitazione alle Funzioni
Direttive nell’Assistenza Infermieristica. Dal 1986 al 1996
ha insegnato presso la scuola Infermieri Professionali
dell’Ulss 9 e tutt’ora ha incarichi di docenza. Dal 1996 è
stato Responsabile Organizzativo del Day Surgery dell’Ospedale di Lonigo e dal 2002 ha assunto la Posizione
Organizzativa Area Ospedale per la Direzione Medica.
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Azienda
Comitato etico per la pratica clinica
l’importante organismo affronterà i problemi di natura bioetica
O
biettivo principale di questo
organismo è analizzare i problemi associati alle decisioni sulle
cure individuali, come definito dalla
Deliberazione di Giunta Regionale n.
4049 del 22.12.04, con cui la Regione
Veneto ha approvato le linee guida
per la costituzione ed il funzionamento
del Comitato bioetica regionale, dei
Comitati etici per la sperimentazione
farmaceutica e dei Comitati etici per la
pratica clinica istituiti a livello aziendale.
Questi organismi sono orientati in modo
specifico ai problemi etici della pratica
socio assistenziale per il proseguimento
delle seguenti attività:
• sensibilizzare il personale dipendente
al dibattito bioetico;
• facilitare la soluzione di problemi di
natura bioetica che si pongono gli
operatori nella loro attività quotidiana;
• fornire un parere motivato agli organi
dell’Azienda Sanitaria anche su richiesta degli utenti su quesiti di bioetica
attinenti alle attività sanitarie.
Funzioni del Comitato Etico
1 L’analisi dei casi: consiste nella promozione di decisioni eticamente
giustificate e corrette nell’ambito
istituzionale, costituisce il supporto
necessario a chiarire le questioni
morali e i processi decisionali e a
prevenire i conflitti.
2 Sviluppo di regole e indirizzi operativi:
regole e indirizzi operativi consigliati
che emergono dalla ricorrenza di casi
che assumono carattere di esemplarità. La loro applicazione diventa utile
laddove la decisione sia gravata da
incertezza e da assenza di consenso.
3 Funzione formativa: diffusione della
cultura bioetica all’interno dell’istituzione e sensibilizzazione di tutto il
personale attraverso percorsi formativi mirati a personale individuato e
interessato a problemi etici.
Barbara Romanin
È
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dr. Giampaolo Stopazzolo
Direzione Sanitaria
dr. Domenico Mantoan
Direzione Medica Ospedaliera
dr. Dario Mastropasqua
Area della Terapia Intensiva
dr. Umberto Nardi
Area della Medicina Legale
dr. Antonio Loro
Area della Chirurgia
dr. Marcello Mari
Area della Medicina Interna
dr.ssa Anna Forti
Area dell’Ostetricia e Ginecologia
dr. Venceslao Ambrosini
Area della Pediatria
dr. Giampietro Stefani
Area della Medicina Generale
avv. Stefano Cocco
Area delle disc. Giuridiche
Contratto collettivo integrativo aziendale
firmato e applicato l’accordo per 1360 dipendenti
in fase di ultimazione l’applicazione del Contratto Collettivo
Integrativo Aziendale, sottoscritto il 30 giugno 2005, dall’Amministrazione dell’Ulss 5 e le Organizzazioni
Sindacali. L’accordo aziendale, che
rappresenta uno strumento di valorizzazione di tutto il personale, si pone,
tra l’altro, l’obiettivo di riconoscere e
migliorare la professionalità dei dipendenti anche mediante percorsi formativi aziendali. Infatti, i singoli passaggi
di categoria (avanzamenti di carriera
mediante selezione interna), sono preceduti da percorsi formativi gestiti
internamente dall’Azienda.
Tale processo garantisce il riconoscimento di una categoria superiore a
162 dipendenti del personale del comparto (personale non dirigenziale) su
I membri del Comitato,
nominati con provvedimento del Direttore
Generale del 27.12.2005
su proposta del Collegio
di Direzione sono:
1650 di profili professionali diversi,
precisamente:
• personale infermieristico: infermieri,
infermieri generici, psichiatrici, ostetriche;
• personale sanitario: tecnici di radiologia, tecnici di laboratorio,
• personale tecnico: puericultrici, massaggiatori, massofisioterapisti, ausiliari
socio-sanitari, operatori socio-sanitari,
• personale amministrativo.
Nell’ambito di tale processo è stato inoltre garantito il riconoscimento di una
fascia economica superiore a 1.360
dipendenti su 1.650, nonché l’incremento dell’indennità di coordinamento
in essere a tutti i capo sala quale riconoscimento e valorizzazione della loro professionalità.
AFD sig. Giovanni Marini
Area delle disc. Infermieristiche
dr.ssa Barbara Romanin
Segreteria
Consulenti esterni
rev. dr. Giovanni Preto
Esperto in disc. Religiose e Filosofiche
avv. Paolo Maruzzo
Esperto in Diritto Penale
Patrizia Simionato
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Azienda
2° giornata aziendale della qualità
a Chiampo il 20 gennaio 2006 premiati i migliori progetti
“Se c’è una vera dedizione
alla qualità quasi ogni metodo funzionerà, altrimenti
anche il migliore fallirà”
Donabedian
I contenuti dei progetti
hanno riguardato i più
diversi temi, a riprova
che gli ospedali e le
strutture sanitarie sono
di fatto organizzazioni ad
altissima complessità:
dalle cure alle donne e
al bambino, specialmente
al momento della nascita,
alla continuità assistenziale, con la famiglia come
risorsa assistenziale, alla
lotta al fumo, alla cura
delle lesioni da decubito
e alla prevenzione e cura
della demenza nel vecchio; alla riorganizzazione
di un servizio: anestesia,
cardiologia, ortopedia,
ostetricia, laboratorio analisi, Pronto Soccorso. Molti
progetti riguardano l’informatizzazione dei servizi e l’uso razionale delle
risorse (tra l’altro l’Ulss è
alla vigilia di significative
introduzioni al riguardo
della cartella clinica proprio nel 2006). In definitiva, tutti strumenti per
s-burocratizzare, semplificare la gestione, liberare
risorse per dedicarsi al
massimo alle attività di
cura e assistenziali.
6
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C
on la legge n. 22 del 2002 la
Regione Veneto ha inteso rispondere alla richiesta di assistenza
sanitaria qualificata da parte del cittadino cliente, dando inizio ad un processo
di miglioramento continuo della qualità nella sanità, delle prestazioni offerte
dalle nostre strutture con lo scopo di
raggiungere un sempre maggior grado
di soddisfazione dell’utente.
La nostra Ulss si è subito attivata in due
direzioni principali: da un lato, nella formazione, ha promosso, in collaborazione con l’Ulss 4 di Thiene, un progetto
destinato alla formazione di Facilitatori
interni; dall’altro, più operativo, con il
1° Concorso Qualità e la 2° Giornata
Aziendale della Qualità, organizzata
il 20 gennaio scorso, nell’auditorium
del Comune di Chiampo, con la presentazione pubblica degli ottantasei
progetti partecipanti al concorso e la
premiazione dei migliori venti, a cui
è stato materialmente consegnato un
assegno di mille euro e che ha visto
il coinvolgimento di tutto il personale dell’Ulss 5 (la più grande azienda
del territorio con i suoi circa duemila
addetti tra dirigenti e operatori sanitari
del comparto, amministrativi, tecnici e
ausiliari).
Il progetto, nato dalla volontà della
Direzione Generale di questa Ulss di
favorire condizioni di miglioramento
continuo della qualità dei servizi partendo dalla concreta esperienza degli
operatori, ha tracciato un percorso
articolato: dalla formazione in aula
sulla qualità della redazione di progetti (circa 600 persone compresa la
Direzione Strategica) e dalla creazione
di un fondo incentivante, alla composizione di una commissione giudicatrice
formata dai vertici aziendali, presieduta dal Direttore Generale, con la
partecipazione dei Sindaci (Sindaco di
Lonigo e Presidente della Conferenza
dei Sindaci Giuseppe Boschetto) e del
mondo del volontariato nella persona
della Signora Maria Grazia Doroldi dell’Associazione Volontari Ospedalieri di
Valdagno.
Tre gli aspetti fondamentali di questo
percorso: quello della qualità professionale (il modo di svolgere il proprio
compito), della qualità organizzativa
(in cui gli aspetti peculiari riguardano
l’organizzazione del servizio, le interrelazioni organizzative, il sistema dei
servizi) e della qualità percepita (si
tratta degli aspetti rilevati e valutati dai
pazienti).
Aspetti che si sono tradotti in una
aumentata capacità di analisi dei bisogni dei pazienti clienti, nella ricerca
delle risposte più efficaci e degli strumenti necessari ad una corretta gestione della domanda di salute.
“Un ulteriore, ma non secondario
aspetto di questa esperienza - riferisce
il Direttore Generale Daniela Carraro - è
che consente all’Ulss 5 Ovest Vicentino
di essere all’interno dei più qualificanti
programmi regionali: penso all’umanizzazione delle cure, all’accreditamento
istituzionale posto dalla Legge n. 22
del 2002 e che deve essere attuato
entro il 2007, ai programmi sulla riduzione
delle liste d’attesa per
l’appropriatezza delle
cure e degli accertamenti diagnostici”.
Giuseppe Zordan
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Azienda
Elenco dei progetti vincitori del Concorso Qualità anno 2006
Cure Primarie e Assistenza Domiciliare Integrata
Uniformare ed informatizzare su tutto il territorio dell’Ulss 5
la rilevazione e l’interpretazione dei dati raccolti relativi alle
attività svolte e alle prestazioni erogate per l’attività di assistenza domiciliare.
Farmaceutica Territoriale e Cure Primarie
Fornire all’utenza le informazioni in modo sempre più accurato, completo e sicuro, attraverso la realizzazione di un cartello unico indicante i turni di servizio delle farmacie convenzionate, uguale per tutte le farmacie presenti nel territorio
dell’Ulss 5.
Dietetica e Nutrizione Clinica Territoriale e Team Nutrizionale
Produrre un diagramma a flusso di percorso agevolato per
pazienti con nutrizione artificiale enterale domiciliare che
necessitano di riposizionamento del sondino nasogastrico.
Assistenza Domiciliare Integrata
Assicurare il migliore trattamento in base a protocolli aggiornati di riconosciuta evidenza scientifica delle lesioni da
decubito e ridurre i tempi di guarigione, limitare i costi mediante l’utilizzo appropriato ed efficace delle risorse.
Approvvigionamenti Generali ed Economali e
Servizio Informatico
Realizzazione di una pagina web in intranet per aumentare
la conoscenza dei referenti (capo sala, capo tecnico), degli
strumenti e dei corretti metodi amministrativi sulla gestione
del patrimonio; rendere disponibile in rete lo stato dei beni
mobili in dotazione a ciascun reparto/servizio.
Servizio Informatico
Aggiornamento stradario anagrafe sanitaria Ulss 5; far coincidere la toponomastica di ogni Comune con quella del territorio dell’Ulss; ridurre il numero dei casi di assistiti inseriti
in anagrafe con dati errati; velocizzare l’inserimento anagrafico; uniformare il metodo di inserimento per tutti gli operatori di sportello.
Laboratorio Analisi di Valdagno
Riorganizzazione del lavoro in un unico laboratorio per uniformare le risposte all’interno dell’Ulss, modificare la rete di
trasporto dei materiali, ridurre i costi, unificare le procedure,
migliorare i rapporti interpersonali.
Recupero e Rieducazione Funzionale di Lonigo
Potenziare l’efficienza delle procedure Basic Life Support e
Advanced Life Support nei casi di intervento in emergenza,
conoscere preventivamente la scadenza e l’equivalenza dei
farmaci previsti nel protocollo, saper riconoscere eventuali
anomalie dei presidi con controlli periodici od estemporanei, informatizzare la gestione e l’uso del carrello E.I.O.
(Emergenza Intra Ospedaliera).
Laboratorio analisi di Arzignano e Ufficio Relazioni con il
Pubblico
Produzione di un fascicolo contenente il tariffario degli esami di laboratorio, di facile ed immediata consultazione, da
distribuire in studi ed ambulatori medici, punti salute, punti
prelievo, presidi ospedalieri.
Centro Trasfusionale e Associazione Donatori Sangue
cav.Pietro Trevisan
Incrementare il numero di donazioni e garantire l’autosufficienza della nostra Ulss e, se possibile, contribuire all’autosufficienza provinciale e regionale.
maggio 2006
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Ortopedia e traumatologia di Montecchio Maggiore
Garantire la continuità assistenziale con personalizzazione del
rapporto medico-paziente anche attraverso l’utilizzo di strumenti chiari ed inequivocabili (modulistica, protocolli, etc.).
Medicina Generale e Geriatria di Valdagno
Condivisione medico-infermieristica della termografica nel
Dipartimento area medica di Valdagno: una modalità nuova
ed efficace per il controllo della terapia mirante alla riduzione delle possibilità di errore nella somministrazione della
terapia; ottimizzazione dell’utilizzo delle ore lavorative; uniformità delle modalità di gestione della terapia nel dipartimento; semplificazione del lavoro, sicurezza e rispetto della
privacy.
Elettrofisiologia ed elettrostimolazione e
Cardiologia di Valdagno
Organizzare un sistema di prenotazione automatico per il
follow-up di portatori di dispositivi di elettrostimolazione
permanente (Pacemaker) mediante programmazione fino a
18 mesi. Agevolare il personale sanitario dell’Ulss 5 nell’attività clinica quotidiana rendendo accessibile l’archivio informatico della Cardiologia di Valdagno.
Anestesia
Pubblicazione di un manuale dell’infermiere di anestesia, per
ridurre i tempi d’apprendimento nel ruolo di nurse di anestesia; standardizzazione delle metodologie applicate nei nostri
ambienti; miglioramento delle conoscenze specifiche del
ruolo di nurse di anestesia e del rapporto con il paziente.
Assistenza neonatale di Arzignano e Valdagno
Istituire un ambulatorio infermieristico neonatale per garantire un supporto medico e psicologico post-dimissione
per ridurre l’ansia dei genitori e garantire un riconoscimento
precoce dei disturbi neonatali; sostenere e rafforzare l’allattamento al seno iniziato in ospedale.
Strutture intermedie e Centro Arcobaleno del Dipartimento
Salute Mentale; CODESS Cooperativa onlus e AITSaM
Utilizzo di strumenti operativi di riscontro del monitoraggio
continuo del livello di qualità e dell’efficacia dell’operare
nelle tre dimensioni della qualità professionale ed organizzativa percepita, agendo attraverso interventi psicosociali
di provata efficacia in clinical evidence.
Direzione Medica Ospedaliera
Istituire una nuova procedura di rilevazione delle presenze.
Direzione Medica Ospedaliera
Rivedere l’organizzazione e gli organici delle singole unità/
servizi al fine di ottimizzare la gestione delle risorse umane.
Risorse Umane
Realizzare il manuale operativo sui principali istituti contrattuali del personale dipendente e relativi accordi aziendali.
Recupero e Rieducazione Funzionale di Lonigo
Abbattere pressoché totalmente i tempi di accesso alle informazioni; facilitare la condivisione delle informazioni ottimizzando l’organizzazione dei tempi delle diverse prestazioni
offerte; ridurre la trascrizione dello stesso dato con maggiori
garanzie di tutela della privacy e minori rischi di errore nella
copiatura; migliorare l’efficienza organizzativa del reparto.
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Azienda
Osservatorio clinico-epidemiologico
a villa Cordellina Lombardi, il 4 marzo scorso, il Secondo Congresso Annuale
I
Nato dalla collaborazione
tra la Fondazione Città di
Arzignano e l’Ulss 5, l’Osservatorio è stato reso possibile da una donazione del
comm. Walter Giacometti
che ha voluto così onorare la memoria del fratello
Delio, per moltissimi anni
attivo esponente politico
arzignanese.
L’idea di un Progetto
che studiasse i fattori di
rischio che causano le
malattie responsabili del
maggior numero di morti
o di gravi esiti invalidanti, è parsa fin dall’inizio
vincente per i molti meccanismi virtuosi che tale
idea mette in movimento.
Dall’accrescimento delle
conoscenze scientifiche
in questi settori; alla possibilità di individuare le
peculiarità di tali fattori di
rischio nella popolazione
e di informare ed educare
alla modifica degli stili di
vita sbagliati, dando il via
ad interventi di prevenzione a vari livelli.
8
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l Congresso si è aperto con i saluti
delle autorità tra cui il Sindaco di
Arzignano, prof. Stefano Fracasso,
il direttore generale dell’Ulss 5 avv.
Daniela Carraro e il presidente dell’Ordine dei medici di Vicenza dott.
Elio Cotrozzi. Ha concluso i saluti introduttivi il comm. Giacometti, il quale è
passato quindi ad annunciare, assieme
al presidente della Fondazione Città
di Arzignano, cav.Giuseppe Tolio, i
vincitori del Premio Medicina Città di
Arzignano. Come da bando di concorso diffuso in tutte le università italiane
ed in tutti i maggiori ospedali della
penisola, hanno vinto il Premio gli autori delle migliori pubblicazioni scientifiche concorrenti, aventi quest’anno per
tema “i fattori di rischio cardiovascolare”. Si sono divisi il premio a pari merito
e quindi anche l’assegno di 5.000,00
euro, la dott.ssa Elisa Pagnin dell’Università di Padova ed il dott. Giovanni
Targher dell’Ospedale S. Cuore di
Negrar (VR), che hanno presentato al
Congresso i risultati dei loro lavori,
pubblicati entrambi su riviste scientifiche internazionali di primissimo livello.
L’incontro è entrato quindi nel pieno
della sua attività con le relazioni del
prof. Roberto Corrocher, che ha illustrato gli affascinanti sviluppi dell’ecogenomica, una nuova disciplina medicoscientifica, e del primario oncologo dell’Ulss 5 dott.ssa Oliani, che ha lanciato
la proposta di un Registro Ospedaliero
dei Tumori, di grande utilità pratica
e scientifica; a queste relazioni hanno
fatto seguito quelle di due esperti epidemiologi, i dott.ri Saugo e Blengio che
hanno portato risultati di grande interesse condotti in altre Ulss del Veneto.
Nel pomeriggio sono stati presentati i
risultati di questo primo periodo di attività dell’Osservatorio. Il dott. Cigolini,
responsabile scientifico dell’Osservatorio, ha mostrato i dati relativi alle
numerose indagini svolte nel territorio
dell’Ulss 5 su “vecchi e nuovi” fattori
di rischio cardiovascolare illustrandone non solo la valenza scientifica ma
anche gli aspetti pratici, destinati a
migliorare soprattutto la prevenzione
cardiovascolare.
Ha poi preso la parola il dott. Fabio
Armellini, primario geriatra dell’Ospedale di Valdagno che, con il contributo
del dott. Valentino Miconi, ha illustrato
aspetti clinici ancora poco conosciuti
del deficit di Vitamina D, una vitamina
la cui azione va ben oltre quella nota a
tutti sul metabolismo dell’osso.
Il dott. Baldisseri, responsabile del
Progetto Giada sull’inquinamento
ambientale, ed il dott. Spolaore direttore del SER (Sistema Epidemiologico
Regionale) hanno fatto entrare i congressisti in un altro grande tema che
delinea l’attività dell’Osservatorio, il
rapporto tra salute ed inquinamento ambientale, ove particolare sarà
l’impegno di tutti i medici dell’Osservatorio nei prossimi anni. Il dott.
Spolaore si è fatto carico anche della
relazione del dott. Toniolo, segretario
regionale del settore socio-sanitario,
sull’importanza dei rilievi di statistica
sanitaria nel processo decisionale in
Sanità sia a livello locale che regionale.
Proprio nell’ambito delle possibili future aree di interesse dell’Osservatorio,
il dott. Morra, primario neurologo di
Arzignano, ha concluso il compito dei
relatori mostrando la sua esperienza riguardo un registro dell’ictus, di
recente istituzione, con il quale ha
potuto già compiere rilievi di interesse
clinico e scientifico.
L’appuntamento è per
l’inizio del prossimo
anno con un nuovo
Congresso ed una
nuova edizione del
Premio Medicina.
Massimo Cigolini
maggio 2006
28-04-2006 14:53:43
Azienda
Indagine sulla qualità percepita
elaborate le risposte di 3971 pazienti ricoverati
A
distanza di un anno dall’avvio dell’indagine sulla qualità percepita
(marzo 2005) che ha coinvolto i
pazienti ricoverati nei quattro ospedali dell’Ulss 5 (Arzignano, Lonigo,
Montecchio M. e Valdagno) sono ora
disponibili i risultati dell’anno 2005.
Ad ogni paziente ricoverato è stato
consegnato un semplice questionario,
che poteva essere compilato anche in
forma anonima, dove veniva chiesto di
esprimere un giudizio sulle prestazioni
ricevute durante il ricovero, valutando la professionalità dimostrata dagli
operatori, la loro capacità relazionale e
il comfort alberghiero. Il questionario
poteva essere utilizzato dal paziente
anche come strumento per ringraziare gli operatori delle cure ricevute,
per fornire suggerimenti oppure per
segnalare eventuali disfunzioni rilevate
durante il ricovero.
I questionari compilati sono poi stati
imbucati dai pazienti nei contenitori
situati in ogni piano degli ospedali,
e la raccolta è stata effettuata dal
personale dell’Ufficio Relazioni con il
Pubblico.
L’elaborazione dei dati raccolti con i
questionari è stata realizzata in collaborazione con l’Università di Padova
attraverso l’attivazione di due stage: il
primo con Samanta Stivanello, laureata
in Statistica e Gestione delle Imprese,
il secondo con Luca Girardello, lau-
reando nel medesimo corso di studi.
I risultati dell’indagine sono stati consegnati a tutti i primari e caposala delle
strutture oggetto di indagine e presentati agli organi di stampa anche alla
presenza del dott. Fernando Antonio
Compostella, Direttore dell’Agenzia
Regionale Socio Sanitaria del Veneto.
I dati raccolti hanno visto un giudizio
medio espresso dai pazienti sulla qualità percepita più che positivo, più del
70% dei pazienti, che hanno compilato
il questionario, si è ritenuto ampiamente soddisfatto in tutti e tre gli
aspetti oggetto di indagine, come evidenziato nella tabella qui riportata.
Elena Sandri
Elena Sandri, Fernando Antonio
Compostella Direttore Agenzia Regionale
Socio Sanitaria e Daniela Carraro
Dati generali
n° questionari raccolti
n° persone ricoverate
percentuale di risposta
n° questionari con note
percentuale di
questionari con note
3971
20979
18,9%
956
24,1%
Numerosità note rilevate nei questionari
Totale note indicate
1562
di cui
Tot.
%
Note positive
454
29%
Note negative
747
47,8%
Proposte
212
13,6%
Ringraziamenti
123
7,9%
Segnalazioni
26
1,7%
maggio 2006
0311-06 rivista.indd 9
Dei 3971 questionari elaborati, solo 118
presentano almeno una valutazione
negativa (insufficiente o gravemente
insufficiente) e di questi solamente 66
presentano l’indicazione di una nota:
solo 3% dei pazienti che hanno compilato il questionario ha riscontrato almeno un aspetto di qualità scadente.
Note positive
Ringraziamenti
Note negative
Segnalazioni
Proposte
7,9%
1,7%
29%
13,6%
47,8%
9
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Azienda
Valutazione media per quesito
Risultati dell’indagine sulla qualità dei servizi offerti periodo marzo-dicembre 2005
Andamento delle valutazioni mediamente espresse dai pazienti nei confronti dei tre quesiti
Per ciascuno dei tre quesiti, il paziente
poteva esprimere la valutazione di “molto buono”, “sufficiente”, “insufficiente”
oppure “gravemente insufficiente”. Per
l’elaborazione dei dati è stato attribuito
a ciascun giudizio espresso il punteggio rispettivamente di 4, 3, 2 e 1. Nella tabella a fianco si vede l’andamento
mensile della valutazione mediamente
espressa dai pazienti per quesito.
Sono stati molti i pazienti che hanno
voluto esprimere nel questionario la
loro opinione, fornendo elementi utili
all’Azienda per migliorare le prestazioni offerte: infatti negli ultimi cinque
mesi dell’anno è stato registrato un
aumento della media delle valutazioni
espresse dai pazienti.
“Caro maledetto dottore”
presentato il libro che raccoglie testimonianze e riflessioni sulla malattia oncologica
A
lla presentazione del libro “Caro
maledetto dottore“ tenutasi
giovedì 16 febbraio nella sala
della Biblioteca di Arzignano, hanno
partecipato il Sindaco di Arzignano
Stefano Fracasso, l’autore Enrico
Aitini, Cristina Oliani, responsabile
del Reparto di Oncologia dell’Ulss 5,
Alessandra Marcon, psicologa dello
stesso Reparto.
L’incontro è stato condotto dal giornalista Franco Pepe che con una serie
di interviste mirate fatte a ciascun
partecipante, è riuscito a sviluppare il
tema del rapporto medico paziente,
giungendo ad analizzare la sofferenza
della singola persona in quanto patrimonio comune di valori etici, culturali
ed umani e i conseguenti bisogni per
un idoneo utilizzo di risorse sociali e
sanitarie.
Enrico Aitini, responsabile del Servizio
di oncologia ed ematologia di
Mantova, ha condiviso con altri colleghi il desiderio di raccogliere e riunire
testimonianze e riflessioni di pazienti
e familiari attraverso storie, emozioni,
10
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diari e anche attraverso le riflessioni e
i ricordi dei malati, dei familiari e dei
medici stessi, al fine di farci ricordare
i tanti problemi che i nostri pazienti si
trovano a vivere giorno dopo giorno.
E così questo incontro è stata l’occasione per entrare dentro al “dolore
totale” della persona affetta da una
patologia tumorale e alla sofferenza
dei suoi familiari, nel tentativo di promuovere una sensibilità individuale e
collettiva, impaurite da una quotidianità che nega la malattia e il rischio, ma
che fa sentire anche gli individui più
isolati tra di loro.
Il continuo dialogo tra i presenti ha
così delineato l’importanza che la relazione terapeutica diventi cura per il
malato e per il familiare e che diventi
esperienza e storia personale per tutti
coloro che si occupano di patologia
oncologica, in un rapporto che rimanda a bisogni interpersonali profondi e
ad un sentimento di condivisione e di
solidarietà.
Cristina Oliani
maggio 2006
28-04-2006 14:53:45
Azienda
Pari Opportunità
I
un codice di condotta sulle molestie sessuali; nell’Ulss 5 il 70 per cento del personale è donna
l Comitato Pari Opportunità sta
lavorando alacremente a vari progetti “anche se purtroppo i risultati
sono ancora poco visibili”.
È stato elaborato e presentato alla
Direzione Generale il Piano di azioni
che il CPO intende intraprendere nel
prossimo triennio.
È stato elaborato un “Codice di condotta per la prevenzione delle molestie sessuali e morali nei luoghi di
lavoro e per la tutela della dignità delle
donne e degli uomini che lavorano
nell’Azienda Ulss 5 Ovest Vicentino”.
Dopo l’approvazione della Direzione
Generale questo Codice verrà presentato ai Sindacati per poi essere portato a conoscenza di tutto il personale.
È in corso l’elaborazione del questionario proposto ai dipendenti lo scorso
anno, anche se vi sono stati numerosi
contrattempi nel reperimento di uno/a
stagista da dedicare al progetto. Ma
anche gli intoppi sono utili alla formazione dei componenti del CPO, che si
stanno cimentando, con tanta buona
volontà, in attività estranee alla loro
formazione professionale.
Sta procedendo concretamente la
raccolta di dati, informazioni, collegamenti con altri enti e la ricerca di
sovvenzioni per l’allestimento di un
Asilo Nido Aziendale, anche con la
visita della Presidente del CPO al Nido
inaugurato a 250 metri di distanza dall’Ospedale di Montebelluna.
Si è tenuto un incontro con gli insegnanti delle Scuole che hanno deciso
di aderire al Concorso a premi indetto per la creazione del logo per il
Comitato.
È allo studio un momento formativo,
trasversale a tutte le professionalità, in
tema di Pari Opportunità.
Una segnalazione particolare merita
l’imponente lavoro che sta facendo
la componente del Comitato, Anna
Maria Masiero, la quale, sulla base di
dati forniti dal Servizio Risorse Umane,
sta studiando i dati di dipendenti con
orario part-time.
La Presidente del Comitato
Pari Opportunità Patrizia Draghicchio
La sua ricerca ha ispirato un manifesto augurale
per la festa dell’8 marzo che riportava i seguenti dati
Nell’Ulss 5 operano 2009 persone,
dirigenti:
personale sanitario e tecnico:
personale amministrativo:
70% sono donne (1403)
33% donne (90 su 272)
76% donne (1150 su 1516)
74% donne (163 su 221)
Esperienza di uno stage all’Ulss
È
con una tesi di laurea sul lavoro svolto
stata sicuramente un’esperienza qualificante il tirocinio formativo di tre
mesi svolto presso l’Ufficio Relazioni con il Pubblico.
L’analisi e l’elaborazione dei questionari sulla qualità percepita dei servizi offerti ai pazienti delle quattro strutture ospedaliere, mi ha permesso
di applicare concretamente sul campo buona parte degli studi affrontati
durante il mio percorso universitario e questo progetto, affidatomi con fiducia
dall’Azienda, sarà l’oggetto della tesi finale di laurea.
Oltre all’aspetto professionale, questo periodo di stage mi ha aiutato molto
anche sotto il profilo relazionale, essendo Ulss 5 una realtà molto dinamica
e ringrazio i colleghi che mi hanno permesso di organizzare e gestire liberamente il lavoro.
maggio 2006
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Luca Gir
ardello
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Ospedali
Diagnosi e cura della cefalea
un diario per dire addio al mal di testa
Centro cefalee dell’Ulss 5
In questo ambulatorio
collaborano i dottori
Michele Morra, Gianni
Moro e Nicola Formenti,
medici con lunga esperienza nella diagnosi e
cura delle cefalee.
12
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Q
uando la testa duole la cosa più
bella che può capitare è che
passi. E alla svelta, anche se
spesso nessuno ha in tasca il segreto
per riuscirci. I sintomi sono spesso
terribili. La testa che sembra scoppiare, ma anche nausea, vomito, disturbi
della vista, ansia e depressione costituiscono quella morsa di sofferenza
fisica e psichica che attanaglia, con una
periodicità in alcuni casi impressionante, circa 15 milioni di italiani. Tanto è
grande il popolo dei cefalalgici, di
quelle persone cioè che una volta alla
settimana o una volta al mese restano
vittime di più o meno lancinanti mal
di testa che finiscono per peggiorare notevolmente la qualità della loro
vita. La cefalea presenta infatti grossi
costi familiari e sociali in quanto va ad
incidere pesantemente nella vita di
relazione sociale e affettiva dell’individuo con gravi ripercussioni sul piano
dell’efficienza professionale. Per non
parlare dei costi economici causati dal
consumo di analgesici, dai ricoveri e
dalla perdita di giornate lavorative.
Un italiano su 5 soffre di cefalea che
può essere di tipo primario (non determinato da cause organiche) o secondario (sintomo di una malattia o di
una lesione). L’emicrania è la forma più
comune e diffusa, ma frequenti sono
anche la cefalea tensiva e la cefalea a
grappolo. Le donne in età fertile sono
colpite tre volte più dei maschi. Una
vera epidemia di dolore che colpisce
adulti, giovani e sempre più frequentemente bambini e anziani.
Spesso e volentieri questi pazienti
fanno il pieno di antidolorifici già presenti in casa o facilmente acquistabili.
Ma questa è la strada più breve per
approdare a situazioni di abuso di
farmaci e di sviluppo di assuefazione e dipendenza, che costringono il
paziente in una specie di circolo vizioso dolore-farmaco-dolore.
La strategia migliore per avere la
meglio sulla cefalea è invece quella di
rivolgersi ad un ambulatorio specializzato per la diagnosi e cura di questa
patologia.
Affinché le cure siano veramente efficaci è infatti fondamentale identificare
con la maggior precisione possibile
il tipo di mal di testa in questione e
le sue caratteristiche. Uno strumento
utile per avere una diagnosi precisa è
il diario delle cefalee dove annotare
sintomi, fattori scatenanti, e in generale tutto ciò che accompagna la crisi
dolorosa.
Una volta accertata la natura della
cefalea, verrà scelto il trattamento più
adatto il più delle volte farmacologico
sia di prevenzione che dell’attacco.
Nel caso invece della cefalea tensiva si
può a volte ricorrere anche a metodi di
cura non farmacologica.
Presso l’Ulss 5 è attivo un ambulatorio
dedicato a tale patologia nel quale
vengono visitati circa 300 pazienti
all’anno e che di recente è stato potenziato e migliorato.
Per ogni paziente valutato viene compilata una cartella specifica con tutti i
dati clinici e strumentali del soggetto
adottata anche dagli altri centri cefalee d’Italia e che prossimamente sarà
messa in rete con gli altri ambulatori.
Viene consegnato al paziente un diario
delle cefalee utile strumento per una
diagnosi precisa. In base alle indicazioni e alle caratteristiche del singolo
paziente viene consigliata una terapia
di profilassi e/o del singolo attacco. I
pazienti verranno poi rivisti periodicamente presso tale ambulatorio.
È stato richiesto l’accreditamento come centro
cefalee all’ANIRCEF,
società italiana per lo
studio e la cura delle
cefalee.
Michele Morra
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28-04-2006 14:53:47
Ospedali
Convegno regionale sulla sicurezza
L
affrontate le procedure per limitare i rischi e promuovere la salute negli ospedali
o scorso dicembre si è tenuto a
Venezia, presso la Scuola Grande
di San Giovanni Evangelista, un
convegno sulla sicurezza di pazienti e
dipendenti in ambito ospedaliero.
Il convegno aveva lo scopo di pubblicizzare le conclusioni del lavoro svolto
sull’argomento da un gruppo regionale di ricerca. Del gruppo di lavoro
faceva parte anche il Responsabile del
Servizio di Prevenzione e Protezione
della nostra Ulss che in tale occasione
ha illustrato le procedure necessarie
per limitare i rischi e promuovere la
salute.
È stato dato ulteriore impulso alla
necessità di formazione continua del
personale su questi temi ed in particolare sulla prevenzione degli incendi e sulle procedure di evacuazione
dei pazienti specialmente quelli non
autosufficienti o anche temporaneamente disabili. Le procedure proposte
in sede regionale, ed illustrate al con-
vegno, traggono spunto anche dalle
importanti innovazioni organizzative
in materia di sicurezza introdotte nella
nostra Ulss con una delibera del luglio
2004 che ha introdotto un regolamento di gestione delle situazioni di
maggior criticità per la sicurezza dei
degenti e dipendenti, definendo inoltre i livelli di responsabilità.
Il Responsabile del Servizio
di Prevenzione e Protezione
Alberto Acqua
Procedure per limitare i rischi e promuovere la salute in alcuni
momenti chiave quali:
• la progettazione di nuovi ospedali e/o reparti; • la gestione
degli appalti; • l’acquisto di: macchine, apparecchiature elettromedicali e scientifiche; beni economali quali attrezzature di lavoro, arredi, autoveicoli, ecc.; Dispositivi di Protezione Individuale
(DPI), tenendo conto della protezione necessaria e della sicurezza
d’uso; sostanze e prodotti chimici vari e loro utilizzo; • le attività
di manutenzione ordinaria e straordinaria di impianti; • le tecniche
di smaltimento dei rifiuti pericolosi; • la sorveglianza sanitaria dei
dipendenti; • lo studio degli incidenti e degli infortuni per capirne
le cause e prevenire ulteriori eventi; • la gestione delle emergenze, in particolare quelle conseguenti all’incendio.
Acquistati venti letti elettrici a Lonigo
I
reparti di Lungodegenza, Medicina
e di Recupero e Rieducazione
Funzionale dell’Ospedale di Lonigo
hanno 20 nuovi letti elettrici. Dopo
aver valutato le offerte di sei ditte e
dopo aver considerato caratteristiche
tecniche e sicurezza, il personale ha
accettato la proposta più vantaggiosa
presentata dalla ditta Industrie Guido
Malvestio SpA di Villonova (PD). I 20
letti elettrici completi di ruote, coppie sbande a compasso, aste solleva
malati, aste per flebo, batterie ausiliarie, schienali femorali regolabili elettricamente, schienali gambali regolabili
manualmente, lavabili e disinfettabili,
verniciati con polveri contenenti additivo antibatterico, hanno avuto una
spesa complessiva di 40.020,48 euro.
“I letti elettrici - spiega il responsa-
maggio 2006
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per soddisfare le più moderne esigenze assistenziali
bile del servizio professioni sanitarie
aziendale Giovanni Marini - servono
per l’autonomia dei malati non autosufficienti ed allettati, nelle variazioni
posturali a letto e nei trasferimenti,
e per prevenire e curare le lesioni da
decubito”.
Ottimo aiuto anche per il personale
sanitario i nuovi acquisti permetteranno di intervenire più agevolmente nell’assistenza dei pazienti con semplici
manovre sui comandi.
Questi ultimi letti si aggiungono ai
10 donati precedentemente da Bruno
Brendolan di Lonigo e completano la
sostituzione di tutti quelli dei reparti
su indicati. Nel 2006, infine, ne arriveranno altri 40.
Giancarlo Nardi
13
28-04-2006 14:53:48
Ospedali
Cooperazione sanitaria internazionale
tra l’Ulss 5 e la Divisione di Ortopedia annessa alla Divisione di Chirurgia dell’Ospedale di Scutari
P
Dott. Antonio Loro, Sadedin Sinani,
dott. Luan Bajri, Rozeta Gjoni, dott.
Enrico Castaman, dott. Artur Vukatana,
dott. Giampaolo Stopazzolo
er motivi umanitari ed in base ad
una particolare esperienza acquisita nel trattamento di patologie
complesse dell’anca, è iniziata nel 2003
una collaborazione con l’Ospedale
provinciale di Scutari (Shkoder), città a
nord-ovest dell’Albania, nell’ambito di
un progetto di cooperazione sanitaria
concordato fra la Dirigenza della Ulss 5
e quel distretto, per la durata di 3 anni
ed attualmente in vigore.
Questa iniziativa ha trovato fondamento nella disponibilità da parte del personale dell’Ortopedia di Montecchio
Maggiore a trattare casi ortopedici
gravi provenienti da varie zone dell’Albania, segnalati e sostenuti dal padre
francescano Sergio Gazzea, da anni
missionario nel distretto di Scutari.
In che cosa consiste la collaborazione tra le U.O.C. di Ortopedia di
Montecchio e Scutari?
Nelle fasi iniziali sono stati ospitati e curati presso l’Ortopedia di
Montecchio Maggiore alcuni pazienti
albanesi sulla base della normativa
regionale che permette l’assistenza
a cittadini extracomunitari affetti da
patologie particolarmente complesse
e non trattabili nei paesi d’origine:
in effetti, dimostravano gravi quadri
artrosici e malformativi d’anca, su cui
vennero attuate artroprotesi totali e
complesse osteotomie di bacino.
In fase successiva, nell’intento di
risparmiare ai pazienti i disagi connessi al trasferimento dall’Albania all’Italia, sorse l’idea di trasmettere alcune
esperienze professionali direttamente
ai medici che lavorano nell’ospedale
della zona in cui padre Sergio svolge la
sua missione, al fine di permettere loro
di svolgere autonomamente e localmente interventi di una certa rilevanza
chirurgica. Venne così posto e realizzato l’obiettivo di eseguire direttamente
a Scutari interventi chirurgici su casi
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consimili, affrontabili in loco.
Quante missioni avete effettuato?
Nel 2005 si sono organizzate alcune
missioni di personale sanitario dell’Ulss 5 in Albania ognuna di alcuni
giorni, cadenzate nei mesi: la prima si è
svolta nel febbraio 2005 per conoscere
in concreto la realtà sanitaria di quel
territorio e predisporre alcuni requisiti
organizzativi indispensabili alla fase
chirurgica vera e propria; la seconda
si è svolta nell’ottobre 2005 con l’esecuzione, in un’unica seduta operatoria,
di ben 11 interventi maggiori (8 artroprotesi totali d’anca, 2 deformità gravi
di piede, una di ginocchio), nonché di
circa 130 visite ambulatoriali nel giorno
successivo; altre consimili sono in programmazione.
Con che obiettivi?
Al di là dei risultati clinici immediati, il
progetto include un’importante valenza formativa, con iniziative idonee ad
addestrare il personale ortopedico di
Scutari per il trattamento, in quell’Ospedale, almeno della patologia
d’anca meno complessa, contribuendo così a creare un polo locale di riferimento per i molti pazienti albanesi
affetti da coxartrosi, oltre a quello già
esistente a Tirana. In questo senso,
presso l’Ortopedia di Montecchio
Maggiore nel giugno 2005 è già stato
ospitato un primo gruppo di medici
ed infermieri albanesi. Dal 20 al 24
febbraio 2006, sono stati di nuovo presenti due medici e due infermieri per
un corso di qualificazione ed aggiornamento professionale. Seguendo l’attività chirurgica ed affiancandosi al
personale di reparto per esperienze
di sala operatoria e di assistenza specialistica hanno acquisito esperienze
trasferibili nel loro ambito.
Antonio Loro
maggio 2006
28-04-2006 14:53:49
Ospedali
Endocrinochirurgia: una realtà d’eccellenza
I
l’ospedale di Valdagno centro di riferimento per le patologie della tiroide
l “S. Lorenzo” di Valdagno è diventato il centro
di riferimento dell’Ulss 5 per la chirurgia tiroidea e
delle altre ghiandole endocrine.
È operativa infatti una collaborazione tra le UOC
di Chirurgia generale di Valdagno e di Arzignano
(Responsabili dr. Luigi De Santis e dr. Luciano
Griggio) e i Servizi di endocrinologia dell’Ospedale
di Montecchio Maggiore e di Valdagno dirette rispettivamente dalla dr.ssa Simonetta Lombardi e dal dr.
Marcello Giachetti. Tale iniziativa, voluta dal Direttore
Generale dell’Ulss 5 Daniela Carraro, accresce la
cooperazione tra le strutture interne considerata la
particolare incidenza delle malattie endocrine tiroidee
nella Valle dell’Agno. Inoltre data la frequente richiesta di prestazioni endocrino-chirurgiche si è voluto
creare un centro di eccellenza proprio a Valdagno
dove l’incidenza è maggiore. Sono stati utilizzati trattamenti all’avanguardia come la videoendoscopia e
l’uso del bisturi a ultrasuoni che consente una considerevole riduzione del trauma operatorio e dei tempi
dell’anestesia.
Sulla base dell’esperienza maturata si è organizzato
inoltre un convegno di chirurgia della tiroide in diretta
(l’unico quest’anno nel Triveneto sulla patologia) cui
hanno partecipato affermati chirurghi nazionali ed
internazionali oltre ai chirurghi dell’Ulss 5 che hanno
potuto prendere in considerazione le ultime indicazioni del settore, come per esempio la proposta di
tiroidectomia totale in tutti i casi di patologia diffusa
anche se di tipo benigno.
Ad esse si aggiunge, in alcuni casi, la possibilità di una
metodica mininvasiva con buoni risultati estetici, una
riduzione del trauma chirurgico e un ricovero breve.
Nonostante ciò questa chirurgia richiede particolare
attenzione poiché una lesione delle strutture vicine
può comportare danni talora permanenti. Una collaborazione multidisciplinare tra endocrinologo e chirurgo infine è indispensabile per una corretta indicazione
nel controllo del paziente dopo l’intervento.
Luigi De Santis
Emanuele Mion
Endocrinochirurgia: cos’è
È una branca della chirurgia
generale che si occupa
specificatamente delle malattie
chirurgiche delle ghiandole
endocrine (tiroide, paratiroidi,
surrene, tumori endocrini
del pancreas e dell’apparato
gastrointestinale).
Uroandrologia
L
a problematica andrologica, nei suoi vari aspetti (infertilità, disfunzioni erettili, ipogonadismi,
varicocele, priapismo ed altro), rappresenta un
problema medico di crescente importanza in quanto
estremamente diffuso nella popolazione maschile ed
in quanto capace di influenzare significativamente
la vita personale del paziente. Spesso i disturbi dell’erezione sono di natura organica, il più delle volte di
natura vascolare, e rappresentano il segnale di altre
malattie sistemiche che possono non essere riconosciute altrimenti. La visita da parte del medico di un
paziente affetto da disfunzione erettile può infatti
portare alla scoperta di problemi sistemici ben più seri,
quali cardiopatie, patologie tiroidee, diabete, endocrinologiche, tumore prostatico ed altre patologie.
Oggi tutti i casi di disfunzione erettile possono essere
trattati con successo ed è per questo che il numero
maggio 2006
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quando una visita può risolvere disfunzioni e disagi
di pazienti che chiede assistenza medica per questo
problema è in costante aumento.
Una corretta anamnesi del paziente associata ad un
esame obiettivo accurato e completo, ed alla esecuzione di alcuni esami di laboratorio, permettono al
medico di base di inquadrare con precisione la maggioranza dei pazienti e di identificare la terapia più
corretta. Nei casi più complessi, la collaborazione tra
medico di medicina di base e medico specialista sarà
necessaria ed indispensabile per risolvere il problema e garantire la salute
psicofisica del paziente.
L’Ulss 5 ha attivato dal 1° gennaio 2006
il Servizio di Uroandrologia a cui ci si
può rivolgere per affrontare tale problematica.
Carlo Andrisani
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28-04-2006 14:53:50
Ospedali
Trattamento del carcinoma mammario
una giornata di aggiornamento per i medici di medicina generale
I
l tumore della mammella rappresenta la neoplasia più frequente
nel sesso femminile. È dovuto alla
presenza di cellule tumorali all’interno
della ghiandola mammaria. Il carcinoma mammario è una malattia multifattoriale alla cui insorgenza partecipano
numerosi fattori di rischio tra i quali
una lunga età fertile (menarca precoce
e menopausa tardiva), lo stile di vita
(scarsa attività fisica e dieta ricca di
zuccheri e grassi) e una storia familiare
positiva per questa neoplasia.
Negli ultimi decenni sono stati fatti
progressi molto importanti sia nel
campo della diagnosi che del trattamento e, come risultato di tutto ciò,
la possibilità di guarire è oggi molto
elevata e nella maggior parte dei casi
si può fare un intervento che consente la conservazione del seno. Per
raggiungere questi risultati la donna
deve percorrere un iter che la porterà
a contatto con molti specialisti diversi,
che vanno dal radiologo, al chirurgo,
al patologo, al radioterapista, all’oncologo, al ginecologo, al fisiatra e allo
psicologo.
Per sottolineare l’importanza dell’integrazione dei vari specialisti nell’ottenere la migliore cura il dott. Graziano
Meneghini, Responsabile del Centro
Donna e la dott.ssa Cristina Oliani,
Responsabile dell’Oncologia, hanno
organizzato una giornata di aggiornamento rivolta principalmente ai medici
di medicina generale. All’incontro, che
si è tenuto il 1° aprile presso il Castello
della Rocca di Arzignano, sono stati
toccati i temi delle nuove tecniche chirurgiche e radioterapiche, delle innovazioni in ambito di terapia medica.
Attenzione e stata data anche al ruolo
del supporto psicologico nelle varie
fasi di malattia e della prevenzione.
Cristina Oliani
Graziano Meneghini
Novità in chirurgia vascolare venosa
trattamento endovascolare-laser per le varici degli arti inferiori
Presso il day surgery
della Divisione di chirurgia di Arzignano, la cui
attività viene prevalentemente svolta all’Osp. di
Lonigo, utilizziamo per la
cura delle varici degli arti
inferiori, il trattamento
endovascolare LASER che
va ad affiancare la classica
ed apprezzata chirurgia
mininvasiva (con incisioni
di dimensioni minime e
senza suture cutanee) che
pratichiamo con soddisfazione da anni.
16
0311-06 rivista.indd 16
S
i tratta di una nuova procedura
mininvasiva, delicata e rapida per
il trattamento dell’insufficienza
venosa delle vene safene, mediante
applicazione di una fibra Laser endovascolare sotto guida ecografica. Questa
modernissima metodica, approvata
dalla Food and Drug Administration
(FDA) americana trova indicazione,
come alternativa alla chirurgia mininvasiva di stripping safenico, nel 30-35% dei
pazienti che soffrono di vene varicose.
L’intervento è di tipo ambulatoriale,
viene eseguito in regime di day-hospital chirurgico, solitamente non richiede
ricovero, ma solo una osservazione clinica di alcune ore, può essere eseguito
in anestesia locale, non lascia cicatrici e
consente, data la pressoché assenza di
dolore, un recupero funzionale molto
rapido ed un ritorno alle proprie occupazioni in tempi molto brevi. Questa
nuova tecnica operatoria praticata
nella Divisione Chirurgica dell’Ospedale di Arzignano diretta dal dr. Luciano
Griggio, è entrata a far parte dei trattamenti proposti per la cura delle varici
degli arti inferiori, che vengono eseguiti dall’equipe dell’Unità Operativa
Semplice di Chirurgia Vascolare, istituita nel giugno 2005, della quale è
responsabile il dr. Paolo Vento.
Fra i primi Centri nel Veneto ad applicarla, si vuole nell’ambito del trattamento della patologia venosa, offrire
tutte le varie opportunità terapeutiche
assolutamente in linea con i più moderni target nazionali ed internazionali.
Paolo Vento
maggio 2006
28-04-2006 14:53:51
Territorio
La mediazione culturale
una realtà nuova nel territorio dell’Ulss 5
I
l Servizio di Mediazione Culturale
dell’Ulss 5 è una realtà nuova (e,
proprio per questo, non ancora da
tutti conosciuta) che ha a che fare col
problema della diversità linguistica e
culturale presente nel nostro territorio, il
quale, come sappiamo, presenta un’elevata percentuale di immigrazione. Il
Servizio si avvale della collaborazione di
‘mediatori culturali’ appartenenti a diverse nazionalità presenti in zona (India,
Bangladesh, Ghana, Albania, Marocco,
Serbia, Romania, Burkina Faso, ecc.), che
conoscono la lingua e la cultura dei paesi
di provenienza e quella italiana, al fine di
instaurare una proficua comunicazione
tra gli operatori dell’Ulss, dei comuni e
della scuola, da una parte, e gli utenti
e le famiglie straniere, dall’altra. Ciò per
favorire il funzionamento dei servizi sanitari e sociali e della scuola e permettere
così che tali istituzioni svolgano proficuamente la loro funzione nei confronti
dei cittadini provenienti da altri paesi
(adulti e bambini), sostenendo il positivo
inserimento sociale di questi ultimi. Nei
servizi sociosanitari dell’Ulss l’intervento
dei mediatori culturali (che sono coordinati da un’equipe di operatori dell’Ulss
comprendenti psicologo, psico-pedagogista ed educatore professionale) viene
richiesto in svariate situazioni come visite
mediche in ospedale, visite domiciliari,
colloqui con utenti e famiglie da parte di
assistenti sociali o psicologi, incontri di
educazione alla salute, ecc. tutte situazioni in cui è essenziale che l’operatore
e l’utente trasmettano reciprocamente
le informazioni in maniera efficace e
si crei una relazione terapeutica/assistenziale positiva. I servizi dell’Ulss che
ricorrono maggiormente ai mediatori culturali sono finora: Tutela Minori,
Pediatria di comunità, Consultorio familiare, Servizio di Prevenzione Igiene e
Sicurezza Ambienti di Lavoro (Spisal),
Disabilità Età Evolutiva, Ufficio Relazioni
con il Pubblico (URP), Diabetologia,
Ginecologia e Ostetricia, Igiene pubblimaggio 2006
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Il responsabile del Servizio di Mediazione Culturale dott. Mauro Gonzo, e alcune delle mediatrici
culturali: Zuweratu Abasimi, Amita Sharma, Nur Mousume Banu, Leila Zougui, Su Ming
ca. Con il Reparto di Ginecologia si stanno elaborando interventi sulla base di un
nuovo Progetto regionale che prevede
iniziative, in particolare, di informazione
sanitaria per le donne straniere - considerate soggetto a rischio per la loro
situazione socio-culturale - con l’aiuto
delle mediatrici culturali. Con il Servizio
di Diabetologia è stata realizzata la traduzione in sette lingue (bengali, punjabi,
arabo, serbo, albanese, francese, inglese)
di un opuscolo informativo per i pazienti
che frequentano il servizio, con preziose
informazioni preventive sull’alimentazione e sul decorso della malattia.
Nella scuola, esiste ormai da anni una
proficua collaborazione fra il Servizio di
Mediazione Culturale e i vari istituti scolastici della zona che si è concretizzata in
vari progetti, i quali hanno trovato una
continuità nel Gruppo degli Insegnanti
‘Facilitatori Interculturali’ che sono referenti delle diverse scuole e portano in
seno al gruppo i problemi o le iniziative
che nascono all’interno di esse. Tutte le
attività sono finanziate con dei progetti che prevedono la collaborazione fra
scuole, Ulss, Comuni e Privato Sociale,
come i progetti che dipendono dalla
DGR n. 4222/2003 e che sono finalizzati
al benessere psico-sociale dei bambini
e degli adolescenti.
Mauro Gonzo
Roberta Zordan
Dal dicembre 2001, da
quando cioè ha iniziato
a operare, il Servizio ha
effettuato complessivamente 915 interventi di
vario tipo, per un totale
di 2160 ore di mediazione impiegate.
Anche nell’ultimo periodo
gli interventi di mediazione culturale effettuati dal
Servizio a livello sanitario e scolastico sono stati
numerosi: nel 2005 sono
stati effettuati interventi
con gruppi per 96 ore,
laboratori interculturali in
classe per 184 ore, interventi su singoli casi per
249 ore e traduzioni di
materiali scritti per 378
ore. Nell’anno precedente erano state effettuate
388 ore di mediazione,
quest’anno 923; c’è stato
quindi un aumento delle
attività del servizio.
Clara Tibaldo
17
28-04-2006 14:53:52
Territorio
Percorsi di integrazione lavorativa
esperienza effettuata e prospettive future
D
a molti anni l’Ulss 5 si occupa di inserimento
lavorativo di persone che presentano disabilità
e, a tal fine, ha istituito uno specifico servizio,
il Servizio Integrazione Lavorativa (SIL) che ha sede
a Montecchio Maggiore. Il Servizio, che opera nel
territorio dalla fine degli anni ‘80 e che è stato appositamente previsto con Legge Regionale n. 16/01, ha
lo scopo di promuovere e sostenere l’integrazione
lavorativa delle persone disabili e/o in situazione di
svantaggio sociale, realizzando, in stretta collaborazione con altri soggetti pubblici e privati (in particolare con i tre Centri per l’Impiego della Provincia di
Vicenza), interventi di orientamento, di formazione e
di mediazione al collocamento.
I destinatari sono le persone disoccupate, con disabilità accertata ai sensi delle normative vigenti, e le
aziende che le accolgono.
I compiti del SIL, previsti dalla delibera regionale n.
3350/2001, sono la conoscenza e la valutazione delle
potenzialità e dei bisogni individuali delle persone e
delle aziende e la programmazione, la gestione e il
monitoraggio di percorsi individualizzati di integrazione lavorativa.
I progetti personalizzati di integrazione lavorativa
attuati dal Servizio prevedono l’abbinamento tra
la persona e l’azienda, la preparazione del sistema
Invalidità civile
incontri e approfondimenti
N
el corso del 2005 le Commissioni Invalidi Civili
hanno visitato e definito 3966 casi (di cui quasi
500 a domicilio) diminuendo i tempi di attesa
fra domanda e visita a 60 giorni. La gestione complessiva delle pratiche ha normalmente rispettato i tempi
previsti dalla Regione e cioè 8 mesi dalla data di presentazione della domanda alla sua definizione.
L’Ufficio Invalidi Civili, oltre ai compiti di istituto, ha
svolto anche attività di informazione nei confronti dei
cittadini con la predisposizione di materiale informativo e la partecipazione a convegni quale quello promosso nel marzo 2005 dall’Associazione Nazionale
Mutilati ed Invalidi Civili (ANMIC) sull’integrazione
lavorativa delle persone con disabilità.
Lo staff dell’Ufficio, sulla base della propria esperienza lavorativa ed umana, si è convinto che sia sempre
18
0311-06 rivista.indd 18
sociale dell’impresa, l’analisi e la scelta delle mansioni, l’eventuale adeguamento del posto di lavoro,
l’individuazione delle modalità di ingresso dei lavoratori in azienda, il supporto al lavoratore, alla famiglia
e all’impresa. Per realizzare tali progetti il Servizio
Integrazione Lavorativa si avvale, in particolare, dello
strumento tirocinio, regolamentato da specifica normativa, che può avere durata variabile in base al progetto personalizzato (da un minimo di tre mesi ad un
massimo di un anno).
Recentemente il Servizio Integrazione Lavorativa ha
rilevato che la persona disabile talvolta oltre a necessitare di supporto e di sostegno per reperire un’occupazione presenta difficoltà anche a mantenere il
posto di lavoro acquisito. L’Ulss, tramite il Servizio
Integrazione Lavorativa, in collaborazione con la
Provincia di Vicenza, tramite il Centro di Formazione
Professionale di Chiampo, ha ritenuto opportuno progettare attività di
supporto, accompagnamento e sostegno a favore di lavoratori disabili che
hanno reperito il lavoro a seguito di un
percorso di integrazione lavorativa ma,
che per vari motivi, sono a rischio di
perderlo.
Rafaella Dal Lago
Negli ultimi anni le domande di invalidità presentate
all’Ufficio Invalidi Civili sono state rispettivamente:
anno 2002---2091; anno 2003---2464; anno 2004---3061;
anno 2005--- 3660 con un aumento del 75% in tre anni
più necessario incontrarsi per conoscersi, per approfondire le esigenze prevalenti e chiarire eventuali
dubbi in modo di essere un servizio sempre più vicino
al cittadino che si trova ad essere colpito nell’aspetto
più vulnerabile della natura umana.
Per questo motivo siamo stati presenti in molte occasioni significative, partecipando ad alcuni progetti
formativi dell’Ulss, Comuni ed Associazioni.
Visto il favorevole riscontro, l’Ufficio riproporrà l’esperienza almeno presso le sedi comunali di riferimento
dei Punti Salute distrettuali coinvolgendo gli Uffici
Relazioni con il Pubblico e i Servizi Sociali dei Comuni
in modo da favorire la partecipazione del maggior
numero di persone.
a cura del personale dell’Ufficio Invalidi Civili
maggio 2006
28-04-2006 14:53:53
Servizio farmaceutico
Farmacie di turno continuato giorno e notte
Dalle ore 8.45 di ogni sabato alle ore 8.45 del sabato successivo
Il servizio di turno viene effettuato per i casi di effettiva necessità e/o su presentazione di ricetta medica.
Il servizio gratuito di consegna a domicilio di farmaci urgenti è attivo tutte le notti dalle ore 22.00 alle ore 8.45
del mattino successivo e nei giorni festivi tramite A.N.C.R. - tel. 0444 964525
Periodo
Comune
dal 13 maggio Valdagno
al 20 maggio Crespadoro
Montecchio Magg.
Montebello Vic.no
dal 20 maggio Valdagno
al 27 maggio Brogliano
Arzignano
Sarego
dal 27 maggio Valdagno
al 03 giugno Altissimo
Montecchio Magg.
Gambellara
dal 03 giugno Valdagno
al 10 giugno Trissino
Arzignano
Lonigo
dal 10 giugno Recoaro Terme
al 17 giugno Valdagno
Chiampo
Montorso Vic.no
Montecchio Magg.
Grancona
dal 17 giugno Valdagno
al 24 giugno Castelgomberto
Arzignano
Lonigo
dal 24 giugno Valdagno
al 01 luglio
Montecchio Magg.
Montebello Vic.no
dal 01 luglio Cornedo Vic.no
al 08 luglio
Chiampo
Arzignano
Brendola
dal 08 luglio Valdagno
al 15 luglio
S.P. Mussolino
Montecchio Magg.
Zermeghedo
Alonte
0 11-06 rivista.indd 19
0311-06
Farmacia
Telefono Note
Bason dr. Sandro
viale Trento, 68
Zanconato dr.ssa Emanuela - piazza Municipio, 16
1 De Antoni dr. Pierangelo - corso Matteotti, 12
Zuffellato dr. Andrea via G. Vaccari, 16
Pasetti dr. Antonio
via Chiesa di Nov., 11/13 (Novale)
Regazzini dr. Antonio via G. Tomba, 15
1 Tumiatti dr. Mariano piazza Marconi, 2
1 Tecchio dr.ssa Laura piazza Umberto 1°, 29
1 Riedo dr.ssa Laura
corso Italia, 56
Aliani dr. Stefano
via Roma, 2
1 Lovato snc
via L. Da Vinci, 3 (Alte C.)
Rigodanzo dr. Sergio via Mazzini, 7/A
Cooperativa Arl
via L. Marzotto, 1 (Maglio di Sopra)
Chemello dr.ssa Laura via Dalle Ore, 24
1 Zanoni dr. Angelo
via Mazzini, 3
1 Cardi snc
via Garibaldi, 1
Dal Lago dr. Eddo
via V. Emanuele, 13
1 Crocco dr. Renato
via Bellini, 3
Bezzan snc
via B. Dal Maso, 4
Sacchiero dr.ssa M. Adelia - via Valchiampo, 38
1 Zanchi dr. Enrico - angolo Ceccato-Mascagni (Alte C.)
2 Battaglia dr. Andrea via Pederiva, 63/bis
Dall’Ara dr. Paolo
via F. Filzi, 12 (S. Quirico)
Marangon dr.ssa Lidia via XXV Aprile, 35
1 Ognissanti snc
corso Matteotti, 67
1 Fondazione Miotti
via Roma, 1
1 Bartolotta dr.ssa Giovanna - v.le R. Margherita, 67
1 Cavazza Ceccato dr. Antonio - via Roma, 4
Pagani dr. Roberto
via XXIV Maggio, 4
Bellosi dr. Corrado
via Monte Cengio, 5
Gambin dr. Alberto
via G. Zanella, 35
1 Concato dr. Umberto via Montecchio, 2 (Tezze)
3 Liviero snc
via B. Croce, 2
1 Crosara dr. Paolo
corso Italia, 7
Corradin dr. Luigi Ezio via Risorgimento, 105
1 Franceschi dr. Enrico via Liguria, 2
Farmacia di Zermeghedo - piazza Regaù, 1
Bertotti dr. Giorgio
piazza S. Savina, 1
0445 401004
0444 429013
0444 696059
0444 649030
0445 414389
0445 947404
0444 670085
0444 830516
0445 401614
0444 487055
0444 696140
0444 444058
0445 413665
0445 962021
0444 670174
0444 830076
0445 75041
0445 410099
0444 623077
0444 685420
0444 607399
0444 889506
0445 473611
0445 440260
0444 670027
0444 830068
0445 402786
0444 696395
0444 649042
0445 951165
0444 623118
0444 482408
0444 400836
0445 401136
0444 687675
0444 699118
0444 685756
0444 439396
1
aperta sabato pom.20.05.06
aperta sabato pom.20.05.06
aperta sabato pom.27.05.06
aperta sabato pom.27.05.06
aperta sabato pom.03.06.06
aperta sabato pom.03.06.06
aperta sabato pom.10.06.06
aperta sabato pom.10.06.06
aperta sabato pom.17.06.06
aperta sabato pom.17.06.06
aperta sabato pom.17.06.06
aperta sabato pom.24.06.06
aperta sabato pom.24.06.06
aperta sabato pom.01.07.06
aperta sabato pom.01.07.06
aperta sabato pom.08.07.06
aperta sabato pom.08.07.06
aperta sabato pom.15.07.06
aperta sabato pom.15.07.06
28-04-2006 14:53:54
dal 15 luglio
al 22 luglio
dal 22 luglio
al 29 luglio
dal 29 luglio
al 05 agosto
dal 05 agosto
al 12 agosto
dal 12 agosto
al 19 agosto
dal 19 agosto
al 26 agosto
dal 26 agosto
al 02 settemb.
dal 02 settemb.
al 09 settemb.
dal 09 settemb.
al 16 settemb.
dal 16 settemb.
al 23 settemb.
dal 23 settemb.
al 30 settemb.
Recoaro Terme
Cornedo Vic.no
Arzignano
Lonigo
Valdagno
Crespadoro
Montecchio Magg.
Montebello Vic.no
Valdagno
Brogliano
Arzignano
Sarego
Valdagno
Altissimo
Montecchio Magg.
Gambellara
Valdagno
Trissino
Arzignano
Lonigo
Recoaro Terme
Valdagno
Chiampo
Montorso Vic.no
Montecchio Magg.
Grancona
Valdagno
Castelgomberto
Arzignano
Lonigo
Valdagno
Montecchio Magg.
Montebello Vic.no
Cornedo Vic.no
Chiampo
Arzignano
Brendola
Valdagno
S.P. Mussolino
Montecchio Magg.
Zermeghedo
Alonte
Recoaro Terme
Cornedo Vic.no
Arzignano
Lonigo
Borgo dr.ssa Paola
via Roma 1/3
Rigo dr. Paolo
via Cavour 32
1 Marchi snc
via 4 Martiri 78
1 Soresina dr. Giovanni via Garibaldi 34
1 Bason dr. Sandro
viale Trento 68
Zanconato dr.ssa Emanuela - piazza Municipio 16
1 De Antoni dr. Pierangelo - corso Matteotti 12
Zuffellato dr. Andrea via G. Vaccari 16
Pasetti dr. Antonio
via Chiesa di Nov., 11/13 (Novale)
Regazzini dr. Antonio via G. Tomba, 15
1 Tumiatti dr. Mariano piazza Marconi, 2
1 Tecchio dr.ssa Laura piazza Umberto 1°, 29
1 Riedo dr.ssa Laura
corso Italia, 56
Aliani dr. Stefano
via Roma, 2
1 Lovato snc
via L. Da Vinci, 3 (Alte C.)
Rigodanzo dr. Sergio via Mazzini, 7/A
Cooperativa Arl
via L. Marzotto, 1 (Maglio di Sopra)
Chemello dr.ssa Laura via Dalle Ore, 24
1 Zanoni dr. Angelo
via Mazzini, 3
1 Cardi snc
via Garibaldi, 1
Dal Lago dr. Eddo
via V. Emanuele, 13
1 Crocco dr. Renato
via Bellini, 3
Bezzan snc
via B. Dal Maso, 4
Sacchiero dr.ssa M. Adelia - via Valchiampo, 38
1 Zanchi dr. Enrico - angolo Ceccato-Mascagni (Alte C.)
2 Battaglia dr. Andrea via Pederiva, 63/bis
Dall’Ara dr. Paolo
via F. Filzi, 12 (S. Quirico)
Marangon dr.ssa Lidia via XXV Aprile, 35
1 Ognissanti snc
corso Matteotti, 67
1 Fondazione Miotti
via Roma, 1
1 Bartolotta dr.ssa Giovanna - v.le R. Margherita, 67
1 Cavazza Ceccato dr. Antonio - via Roma, 4
Pagani dr. Roberto
via XXIV Maggio, 4
Bellosi dr. Corrado
via Monte Cengio, 5
Gambin dr. Alberto
via G. Zanella, 35
1 Concato dr. Umberto via Montecchio, 2 (Tezze)
3 Liviero snc
via B. Croce, 2
1 Crosara dr. Paolo
corso Italia, 7
Corradin dr. Luigi Ezio via Risorgimento, 105
1 Franceschi dr. Enrico via Liguria, 2
Farmacia di Zermeghedo - piazza Regaù, 1
Bertotti dr. Giorgio
piazza S. Savina, 1
Borgo dr.ssa Paola
via Roma, 1/3
Rigo dr. Paolo
via Cavour, 32
1 Marchi snc
via 4 Martiri, 78
1 Soresina dr. Giovanni via Garibaldi, 34
0445 75057
0445 951026
0444 671489
0444 830002
0445 401004
0444 429013
0444 696059
0444 649030
0445 414389
0445 947404
0444 670085
0444 830516
0445 401614
0444 487055
0444 696140
0444 444058
0445 413665
0445 962021
0444 670174
0444 830076
0445 75041
0445 410099
0444 623077
0444 685420
0444 607399
0444 889506
0445 473611
0445 440260
0444 670027
0444 830068
0445 402786
0444 696395
0444 649042
0445 951165
0444 623118
0444 482408
0444 400836
0445 401136
0444 687675
0444 699118
0444 685756
0444 439396
0445 75057
0445 951026
0444 671489
0444 830002
aperta sabato pom.22.07.06
aperta sabato pom.22.07.06
aperta sabato pom.29.07.06
aperta sabato pom.29.07.06
aperta sabato pom.05.08.06
aperta sabato pom.05.08.06
aperta sabato pom.12.08.06
aperta sabato pom.12.08.06
aperta sabato pom.19.08.06
aperta sabato pom.19.08.06
aperta sabato pom.26.08.06
aperta sabato pom.26.08.06
aperta sabato pom.26.08.06
aperta sabato pom.02.09.06
aperta sabato pom.02.09.06
aperta sabato pom.09.09.06
aperta sabato pom.09.09.06
aperta sabato pom.16.09.06
aperta sabato pom.16.09.06
aperta sabato pom.23.09.06
aperta sabato pom.23.09.06
aperta sabato pom.30.09.06
aperta sabato pom.30.09.06
1 la farmacia rimane chiusa il sabato mattino della settimana successiva al turno per recupero
2 la farmacia rimane chiusa il mercoledì mattino della settimana successiva al turno per recupero
3 la farmacia rimane chiusa il giovedì mattino della settimana successiva al turno per recupero
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28-04-2006 14:53:
14:53:55
5
Territorio
Andos Ovest Vicentino
una importante realtà di riferimento per le donne operate al seno
L’
Andos Ovest Vicentino è un’associazione sorta presso l’Ospedale Civile di Montecchio
Maggiore il 4 dicembre 1998.
Conta attualmente più di 1100 socie
e riunisce, tra l’altro, gran parte della
popolazione femminile che ha subito
un intervento di asportazione di un
tumore alla mammella, proponendosi
di favorire nella singola realtà locale la
crescita di una cultura sanitaria e sociale
ed un’assistenza capillare nei confronti
delle persone direttamente interessate
e non, da questo problema.
Una delle tipiche domande di una
donna operata al seno, quando il compito strettamente medico dell’Istituzione Sanitaria è concluso, riguarda
il proprio futuro, le relazioni sociali,
familiari, lavorative…
Riacquistare il benessere è uno dei
bisogni fondamentali della donna, e si
concretizza in un percorso riabilitativo,
non sempre breve e difficilmente realizzabile singolarmente, che frequentemente è disatteso dal servizio pubblico. In questo contesto si inserisce
l’attività dei volontari dell’Andos, (circa
40 persone).
Questa organizzazione, intrecciando i
valori della solidarietà e dell’esperienza vissuta si sforza di fornire alla collettività femminile una
serie di servizi concreti
finalizzati a riacquistare il benessere fisico,
psicologico e il benessere sociale perduto o
alterato.
Piera Pozza
Attività e servizi forniti dall’Andos nel territorio dell’Ulss 5
Servizi gratuiti di: linfodrenaggio, pressoterapia, ginnastica riabilitativa, corsi di ricamo e
lavori ad uncinetto, corsi di ginnastica preventiva e di mantenimento, sostegno psicologico
con terapia di gruppo e individuale, attività culturali e ricreative, ambulatorio dietologico,
seminari per la formazione continua delle volontarie, attività di prevenzione nelle scuole.
I
l gruppo dei donatori di sangue
della FIDAS di Lonigo collabora,
già da alcuni anni, con l’Istituto
Tecnico Agrario “A. Trentin” nell’ambito dell’Educazione alla Salute, per
sensibilizzare al dono del sangue,
come azione positiva per la conquista
di un corretto stile di vita. L’attività è
rivolta agli studenti delle classi quinte.
Il 24 febbraio si è svolto un incontro tra
gli studenti, il responsabile del centro
trasfusionale dell’Ulss 5,
dottor Maurizio Soli e
i dirigenti del gruppo
Fidas leoniceno prof.
Dario Palladin e prof.
Lino Marchetto.
Maurizio Soli
maggio 2006
0311-06 rivista.indd 21
Fidas e Istituto Trentin
una collaborazione costante integrata nell’Ulss 5
Dopo l’incontro si è aperto con i ragazzi un dibattito. Queste alcune opinioni:
“Dieci minuti per la vita, il tempo che occorre per una donazione di sangue, per un
gesto altruistico che può salvare molte persone meno fortunate di noi”. Andrea
“Credo che l’incontro con la FIDAS sia stato il modo migliore per
Dal Zotto
diffondere il desiderio di rendersi utile come persona con un semplice gesto di
enorme valore perché potrebbe significare la vita per molti”. Marta Magnabosco
“È un dovere morale per tutti coloro che godono di buona salute donare il sangue, è un gesto di altruismo che costa un modesto sacrificio e può donare speranza a chi soffre”. Pierluigi Vezzaro “Ritengo l’incontro con la FIDAS e l’Ulss 5 una
strategia per combattere l’indifferenza di tante persone. Credo che nel più breve
tempo possibile darò anch’io l’esempio di come, con così poco, si possa aiutare o
anche salvare una vita in difficoltà”. Valentina Renso
“L’incontro di Educazione
alla Salute ci ha posti dinanzi ad una scelta utile per salvare delle vite. Bastano
pochi minuti del nostro tempo ogni tre mesi”. Mattia Lieciani “È stato utilissimo
questo incontro perché è necessario sensibilizzare i ragazzi sulla donazione del
sangue e del midollo osseo”. Ilaria Toniolo “Ancora una volta la scuola ci ha dato
la possibilità di conoscere una realtà a cui, spesso, nella nostra vita frenetica non
diamo importanza. Donare il sangue è donare la vita…!” Enrico De Peron
21
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Territorio
Famiglie e salute mentale
una indagine del Centro di Riabilitazione Psichiatrica Arcobaleno
Il Centro di
Riabilitazione
Psichiatrica
Arcobaleno di
Arzignano ha svolto,
grazie alla collaborazione della dr.ssa Fabiola
Pagani, un’indagine
sulla qualità del servizio
offerto agli utenti delle
Strutture Intermedie
(centro diurno, comunità e appartamenti a
bassa protezione) e
sugli aiuti ancora necessari per rispondere ai
bisogni delle loro famiglie.
I familiari che assistono
una persona con una
malattia cronica possono incontrare molti
problemi, sia pratici che
psicologici, e possono
aver bisogno di aiuto e
sostegno.
22
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È
stato distribuito un questionario
alle famiglie, elaborato dall’Istituto
Superiore di Sanità, in cui veniva loro chiesto di rispondere a quesiti
sull’assistenza che ricevono gli utenti.
Con questo strumento è stato possibile
comprendere quali sono le esigenze più
sentite, e individuare le strategie per
migliorare la qualità del servizio offerto.
Il questionario è stato compilato da 25
famiglie di età compresa tra 30 ed 83
anni. Ad occuparsi della persona con
una malattia psichiatrica sono i genitori (76%) o i fratelli (24%). Il familiare
medio risulta essere una persona di 60
anni con un titolo di studio che non va
oltre la scuola media inferiore (64%).
Altre persone che vivono in famiglia
soffrono di un disturbo mentale (12%)
o di una malattia fisica grave (24%).
I familiari si dichiarano soddisfatti delle
cure e dell’assistenza presso questo
servizio (96%) e ritengono che anche
il paziente ne sia soddisfatto (88%).
Considerano il personale del servizio
di riabilitazione psichiatrica cortese e
gentile (96%) e disponibile ad intervenire in caso di bisogno (92%). Molti
ritengono di avere bisogno di ulteriori
informazioni sui problemi relativi alla
salute mentale (76%). Le aree in cui
desiderano avere maggiori indicazioni
sono: i farmaci (52%), la psicoterapia e
la riabilitazione (28%), come i familiari
possono aiutare meglio il paziente
(36%), i diritti del paziente e quelli dei
parenti (28%), le cause ed il decorso
del disturbo (48%). Per quanto riguarda il percorso terapeutico- riabilitativo,
i familiari ritengono che il malato abbia
bisogno in particolare di frequentare
più persone, anche volontari (44%), di
fare una vacanza (24%), ricevere visite
di operatori a casa (12%) o frequentare
un gruppo di mutuoaiuto di pazienti
(12%), essere aiutato a trovare lavoro
(36%) e a prendere in modo corretto i
farmaci (24%). Nonostante la maggior
parte degli interpellati si ritenga sod-
disfatto dell’assistenza offerta dal servizio (96%), secondo alcuni il familiare
avrebbe bisogno di essere inserito
presso una comunità (4%).
È interessante notare come nessuno sia dell’avviso che la persona con
malattia cronica abbia bisogno di
essere ricoverata o di continuare il
ricovero ospedaliero.
Dall’analisi del questionario emerge
che i familiari sentono il bisogno di
avere più tempo per occuparsi dei
propri problemi personali (28%), di frequentare una associazione di familiari
o un gruppo di mutuoaiuto (24%), di
maggiore collaborazione in famiglia
(20%), di aiuto per i lavori di casa o di
fare una vacanza (16%), e di aiuto per
affrontare i problemi economici (12%).
La persona in trattamento appare
migliorata rispetto a come stava prima
di venire presso questo servizio (96%)
e raccomanderebbero il servizio anche
a qualcuno con gli stessi problemi e la
stessa storia (92%).
La finalità che ci si propone è di migliorare il servizio offerto, aiutando i familiari a far fronte alle difficoltà, prevenendo e/o cercando di superare il
malessere e le varie manifestazioni
del disturbo psichico, quali depressione, ansia, tensione ecc. che possono
colpire i familiari delle persone con
disturbi psichici, in modo tale da favorire il loro benessere e a migliorarne la
qualità della vita.
L’obiettivo ora è quello di avviare, in
collaborazione con l’associazione
delle famiglie (A.I.T.Sa.M.) un percorso di formazione, chiamato Progetto
Accoglienza, affrontando insieme le problematiche, individuando
delle strategie mirate in
modo tale da tutelare e
sostenere le famiglie.
Stefano Zanolini
maggio 2006
28-04-2006 14:54:00
messaggio promozionale
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Territorio
Prestito sull’onore per la famiglia
sostegno alle famiglie che si dovessero trovare in difficoltà
Informazioni Consultorio
Familiare di zona
Punto Salute Centro
Arzignano - via Kennedy
tel. 0444 475630
Punto Salute Centro-Sud
Montecchio M. - via Giuriolo
tel. 0444 703540
Punto Salute Nord
Valdagno - via Galilei
tel. 0445 423138
Accesso ai servizi
a Regione Veneto anche per il
2006 ha predisposto la possibilità
di fornire un sostegno alle famiglie che si dovessero trovare in difficoltà ad affrontare, nel breve periodo,
nuovi impegni economici.
Il PRESTITO sull’ONORE è lo strumento
individuato per fornire un supporto che
potrebbe evitare di entrare in situazioni
ancora più difficili. L’Azienda Sanitaria,
attraverso i Consultori Familiari, fornirà
informazioni ed assistenza nella compilazione dei moduli di richieste del
prestito. I richiedenti devono avere
residenza in Veneto, cittadinanza italiana o di uno stato della U.E., o possesso del permesso di soggiorno o
carta soggiorno.
Una situazione economica equivalente
(ISEE) ricompresa tra i 7.000,00 euro e
i 40.000,00 euro annui. I nuclei familiari possono chiedere alla Regione
un prestito di importo minimo di euro
2.500,00 e massimo di euro 6.500,00. Il
prestito è senza interessi, senza spese
di commissione bancarie e con un
piano di restituzione studiato in base
alle possibilità della famiglia che lo ha
richiesto.
Per l’anno 2006 è prevista la formazione di due graduatorie: una prima relativa alle domande presentate entro
il 31/05/06 e la seconda inerente le
domande pervenute entro il 31/10/06.
Ferdinando Ceron
Consultori Familiari: al fine di facilitare l’accesso ai Servizi da parte dei cittadini si comunica che dall’1 aprile
i Consultori Familiari effettueranno una apertura settimanale prolungata alle ore 19.30, lunedì e mercoledì,
a rotazione nelle sedi di Valdagno, Arzignano e Montecchio M., garantendo la presenza in Servizio di due
operatori consultoriali (per informazioni tel. 0444 703540/475630 - 0445 423138).
Tutela Minori: questa Unità garantirà l’apertura fino alle 19.30 di lunedì, alternativamente nelle sedi di
Valdagno e di Montecchio M. con la presenza di un operatore sociale e di un operatore sanitario (psicologo)
(per informazioni tel. 0445 423130 - 0444 703519). L’iniziativa, di carattere sperimentale, rientra nella DGRV n. 389/2005
Progetto salute 2005/2006
Sono numerose le iniziative che l‘U.O. Promozione ed
Educazione alla Salute ha
proposto per il territorio da
novembre 2005 a maggio
2006. Fra queste ricordiamo
che si sta per concludere il
“Progetto Salute” promosso
dal Comune di Montecchio
Maggiore grazie alla sensibilità dimostrata dall’Assessore alle Attività Sociosanitarie
Agostino Pilati e alla disponibilità di numerosi professionisti dell’Ulss 5, che si sono
resi disponibili per incontri
serali con la popolazione ed
incontri pomeridiani con gli
anziani.
24
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Questi i temi presentati durante le serate:
• La Depressione (dr.ssa Paola Populin, psicologa e psicoterapeuta Centro Donna di Montecchio M.)
• Il Cancro del Colon - Retto: il problema e le possibili soluzioni
(dr. Enrico Bottona, resp. del servizio di endoscopia digestiva)
• Screening del Carcinoma del Colon-Retto
(dr. Romano Colombari, direttore dipartimento diagnostiche)
• Le principali patologie oculari a carattere sociale: retinopatia diabetica, maculopatia
senile, glaucoma (dr. Andrea Pagliarusco, resp. servizio oculistica preventiva)
• Artrosi e Artriti (dr. Antonio Loro e dr. Antonio Musetti, medici ortopedici)
• Cancro, malattia e solitudine: ruolo determinante del famigliare
(dr.ssa Cristina Oliani, primario di oncologia e dr.ssa Alessandra Marcon, psicologa e psicoterapeuta)
• La Tiroide: una piccola ghiandola… molti problemi
(dr.ssa Simonetta Lombardi, resp. servizio diabetologia ed endocrinologia)
• Ipertensione Arteriosa: prevenzione cardiovascolare e terapia
(dr. Massimo Cigolini, primario di medicina e dr. Ennio De Dominicis, primario di cardiologia)
Le tematiche trattate durante i “Pomeriggi della Salute” presso il Centro Anziani di Alte di
Montecchio Maggiore sono state:
• Una sana alimentazione e corretti stili di vita nella terza età
(dr. Giovanni Ronzani, medico specialista in dietetica e nutrizione)
• Il corretto uso dei farmaci in famiglia (dr. Livio Contiero, medico specialista in geriatria)
• L’attività motoria: il movimento come salute e prevenzione
(dr. Ferruccio Savegnago, medico specialista in fisiatria)
• Gli incidenti in casa: come prevenirli (dr. Alberto Acqua, medico specialista in medicina
del lavoro e resp. servizio prevenzione e protezione)
• Invalidità civile: normative
(equipe dell’Ufficio Invalidi Civili)
Venceslao Ambrosini
Monica Menti
maggio 2006
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Territorio
Psichiatria e Medicina Generale
migliorare la salute mentale della popolazione
N
ello scorso febbraio il Dipartimento per la Salute
Mentale dell’Ulss 5 ha attivato il corso di formazione per i Medici di Medicina Generale dal
titolo “Psichiatria Moderna e Medicina Generale: lo stato
dell’arte”.
I problemi emergenti - Il dr. Claudio Busana, Direttore
del Dipartimento di Salute Mentale, apre l’incontro
descrivendo la complessa rete di relazioni all’interno della quale si muovono gli operatori della Salute
Mentale. Essi agiscono nelle strutture sanitarie, ma
soprattutto nelle comunità locali attraverso visite a
domicilio e strette collaborazioni con le amministrazioni,
le associazioni di volontariato, le parrocchie, il mondo
del lavoro, ecc. Evidenzia che “la collaborazione con i
medici, chiamati un tempo di famiglia, è fondamentale
per poter intervenire tempestivamente, ma anche per
supportare la famiglia ad avvicinarsi al servizio specialistico, ancora vissuto con grande timore e resistenza.”
La collaborazione con i medici è preziosa anche per
affrontare quelle forme di disagio silente e nascosto che
purtroppo talvolta possono sfociare in gesta clamorose
di autolesione. Continua dicendo che “negli ultimi anni
sono emersi problemi legati all’adolescenza, ai disturbi
alimentari e ai suicidi; essi invitano a nuove forme di collaborazione e a strategie di intervento dove la Medicina
Generale ha un ruolo importante”. Il dr. Natalino Bianco,
medico e componente del Comitato Tecnico Scientifico
dell’Ulss 5, afferma in un suo intervento che, “la via della
corretta programmazione degli interventi socio-sanitari
non può prescindere dall’impiego di risorse professionali ed umane che sono essenziali per garantire l’attenzione a quelle problematiche borderline che possono
in qualsiasi momento evolvere in una patologia acuta,
ben più drammatica”. Buona comunicazione per un
buon intervento integrato - Il dr. Tommaso Maniscalco,
organizzatore dell’evento, segnala che “il miglioramento
degli interventi deve passare anche attraverso un’ottimale comunicazione tra i colleghi medici utilizzando
la tecnologia più moderna come, per esempio, la rete
internet”. Lo stesso comunica anche la necessità di
essere duttili “perché qualsiasi modello interattivo deve
rispettare le caratteristiche locali, comprese quelle geografiche, le peculiarità organizzative e le risorse locali,
come la viabilità e i fattori socio-economici”. Proprio per
le caratteristiche che contraddistinguono ogni comunità
locale, il corso si è svolto contemporaneamente nelle
sedi dei tre punti salute: Lonigo, Montecchio e Valdagno.
Complessivamente un centinaio di medici hanno discusso con gli specialisti sulle modalità di collaborazione più
efficaci per migliorare la presa in carico delle persone
con malattia mentale.
Raffaele Morello
Nasce il Polo unico dei servizi territoriali a Valdagno nell’ospedale vecchio
S
i è concluso senza problemi e disagi per gli utenti,
il trasferimento presso il “Vecchio Ospedale” dei
servizi distrettuali fino ad ora presenti nella sede di
via S. Lorenzo a Valdagno. Presso il “Vecchio Ospedale”
si trovano ora, distribuiti su quattro piani, i seguenti
servizi distrettuali: Servizio di Assistenza Domiciliare
del Punto Salute Nord; Ambulatorio Visite per l’Accertamento della Invalidità Civile; Poliambulatorio extraospedaliero; Servizio di Neurologia Territoriale; Servizio
Malattie Respiratorie; Servizio di Medicina dello Sport;
Servizio per l’età evolutiva e per la disabilità in età
adulta; Sportello amministrativo di Distretto (emissione Tesserino Sanitario Regionale, scelta e revoca
M.M.G. o P.L.S., assistenza protesica ecc).
I servizi di CUP e di cassa distrettuali sono stati trasferiti al servizio CUP-cassa ospedaliero, già da tempo
attivo e presente nella medesima sede del “Vecchio
Ospedale” che attualmente garantisce entrambe le
attività con il seguente orario dal lunedì al venerdì: 7.4512.30; 15.00-17.30. Il trasferimento dei servizi distrettuali
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presso il “Vecchio Ospedale” di via Galilei, dove in precedenza erano già stati trasferiti i servizi e le attività del
Dipartimento di Prevenzione, del Consultorio Familiare
e della Tutela Minori, concorre a realizzare quello che
può essere definito il “Polo dei servizi territoriali del
Punto salute Nord” cui gli utenti potranno rivolgersi,
quale riferimento logistico-territoriale unico, per tutte
le richieste di tipo sanitario e socio-sanitario.
Patrizia Mella
Paola Peruzzo
Orari
Ufficio amministrativo:
dal lun. al ven. 08.00-12.30 mar. 14.00-16.00
Ufficio protesico:
dal lun. al gio. 08.00-12.30 ven. 08.00-12.00 mar. 13.30-15.30
U.O. età evolutiva-disabilità: dal lun. al ven. 08.00-13.00
lun. 14.00-18.00 dal mar. al gio. 14.00-17.00
U.O. tutela minori:
dal lun. al ven. 08.00-13.00 dal lun. al gio. 14.00-17.30
U.O. adulti/anziani:
dal lun. al gio. 08.00-17.00 ven. 08.00-13.00
25
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Territorio
La scuola che fatica
come intervenire sulla DSA Disturbo Specifico dell’Apprendimento
C – A – S – A: soffermatevi un secondo su ogni
lettera, come se doveste
decidere se la “A” è davvero una “A” e non una
“E”. Riprovate con “precipitevolissimevolmente”.
Frustrante? Così si sente
Michele quando gli viene
chiesto di leggere.
Michele odia la scuola
“perché bisogna leggere
e scrivere..”. Le maestre
dicono che è un bambino
che potrebbe fare di più,
ma non si impegna abbastanza. È intelligente, non
ha alcun deficit sensoriale,
ma le sue abilità di lettura sono al di sotto della
media per l’età. Michele
ha un Disturbo Specifico
dell’Apprendimento (DSA),
in particolare della lettura,
la cosiddetta Dislessia.
Per informazioni
Unità Operativa
Età Evolutiva/Disabilità
Arzignano
via Kennedy, 2
tel. 0444 475620
Chiampo
via Fante d’Italia, 1
tel. 0444 625234
Montecchio Maggiore
via Giuriolo, 17
tel. 0444 703533
Lonigo
p.zza Martiri della Libertà
tel. 0444 431111
Valdagno
via Galilei, 3
tel. 0445 423170
26
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I
DSA sono disturbi funzionali che derivano da una particolare organizzazione neuropsicologica del soggetto
che provoca difficoltà nell’acquisizione e
nella stabilizzazione di alcuni processi di
apprendimento di scrittura e di lettura
delle parole e dei numeri. Vi è quindi una
base biologica anche se non si tratta di
una malattia. Questi disturbi sono quasi
sempre di natura congenita. Quindi non
è “colpa” di nessuno se queste difficoltà si presentano. L’incidenza di questi
disturbi si attesta intorno al 5% della
popolazione infantile (uno o due alunni
per classe).
Meglio conosciuti con i termini di dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia,
ecc., i DSA sono disturbi dello sviluppo
che determinano difficoltà a volte molto
rilevanti nell’acquisizione delle abilità
scolastiche. Un bambino con Disturbo
della Lettura, come Michele, leggerà in
modo lento e poco accurato. I sintomi
tipici di un Disturbo dell’Apprendimento
della Scrittura, invece, sono la difficoltà
nel riprodurre le lettere e le parole, errori
grammaticali e di punteggiatura. Infine,
la Discalculia è caratterizzata da una difficoltà a comprendere i segni matematici
e organizzare le cose nello spazio. La
comprensione del testo non dovrebbe
venire intaccata, anche se nel perdurare
del disturbo ne può risentire. Michele
deve affrontare quotidianamente queste
difficoltà, così che senza la comprensione e l’aiuto di nessuno, potrà reagire nei
modi più disparati: manifestando disturbi somatici al momento di andare a scuola e mascherando le proprie difficoltà.
Come possiamo aiutare Michele?
L’U.O. Età Evolutiva/Disabilità dell’Ulss 5
è impegnata da anni su questo fronte. Aderisce al Protocollo Diagnostico
Provinciale proposto dall’Associazione
Italiana Dislessia (AID) per la Valutazione
dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento e interviene con i propri specialisti specificamente formati. Anche
se la diagnosi di DSA può essere fatta
solo a scolarizzazione avviata, obiettivo
primario di questo Servizio è quello di
potervi giungere il più precocemente possibile al fine di accelerare gli
interventi adeguati e consentire alla
scuola di impostare un percorso per il
superamento delle stesse. Quando è
ancora in corso l’apprendimento delle
tecniche della lettura e della scrittura,
può essere effettuato un intervento
logopedico. Questo trattamento viene
svolto procedendo a cicli riabilitativi
limitati nel tempo, ai quali fa seguito
un’attività di consulenza agli insegnanti.
La stessa U.O. organizza anche frequenti incontri di informazione e formazione per insegnanti della Scuola Primaria
allo scopo di individuare il più adeguatamente possibile quelli che sono
i soggetti che veramente necessitano
di interventi specifici, distinguendoli da
quelli che hanno delle generiche difficoltà di apprendimento. Aderisce, inoltre, al progetto ricerca-azione “Tutti i
bambini vanno bene a scuola”. Infine,
attraverso il progetto “Spazio Genitori:
lo psicologo a scuola”, fornisce anche
agli insegnanti delle Scuole dell’Infanzia
strumenti di individuazione precoce di
situazioni a rischio.
Percentuali patologie soggetti afferenti all’Unità Operativa
Età Evolutiva/Disabilità nell’anno 2004 (tot. 2004=1668)
disabilità
altro
15,23
disturbi comportamentali
ed emotivi
disturbi specifici
abilità scolastiche
problematiche
psico-educative e sociali
24,82
11,03
41,01
7,91
Dai dati raccolti in questi ultimi anni l’incidenza di tali disturbi risulta in aumento
tra le problematiche che afferiscono al
Servizio (dal 30,44% nel 1999 al 41,01%
nel 2004) ed è per tale motivo che l’U.O.
ha individuato tali problematiche tra
quelle sulle quali mirare i propri interventi.
Francesca Concato
maggio 2006
28-04-2006 14:54:04
Prevenzione
Studio pilota “passi”
I
l 30 gennaio a Verona in un Convegno promosso
dalla Direzione Regionale della Prevenzione sono
stati presentati i dati conclusivi dello Studio Pilota
“PASSI” condotto dai Dipartimenti di Prevenzione di
cinque Ulss del Veneto: Arzignano, Thiene, Venezia,
Mirano, Bussolengo.
Lo studio PASSI (Progressi per le Aziende Sanitarie
per la Salute in Italia), promosso dal Ministero della
Salute tramite l’Istituto Superiore di Sanità, ha testato
un sistema di sorveglianza sullo stato di salute della
popolazione eseguendo un monitoraggio delle abitudini degli stili di vita e dei programmi di prevenzione
che a livello regionale e nazionale si stanno realizzando per modificare i “comportamenti a rischio”.
Per la realizzazione dello Studio PASSI si è costituito
nel Dipartimento di Prevenzione dell’Ulss 5 un gruppo di lavoro: il Coordinatore del Progetto (dr. Adolfo
Fiorio), tre Assistenti Sanitarie (Cecilia Acco, Lorella
Fioraso, Cinzia Piccoli) e un’Infermiera (Alessandra
Manni). L’indagine si è sviluppata a partire dall’Anagrafe degli assistiti da cui si è ricavata una lista, utilizzando la selezione “campionamento random (casuale)”,
di soggetti con età compresa tra 18 e 69 anni residenti
nei Comuni dell’Ulss 5 per un totale di 400 nominativi.
Le interviste sono state in totale 216. Qui di seguito
esponiamo alcuni sommari commenti ai principali
risultati rilevati tra i cittadini dell’Ulss 5.
Descrizione del campione aziendale. Nell’Ulss 5
sono state intervistate 200 persone. L’età media degli
intervistati è stata di 45 anni. Il 50,5% degli intervistati
è rappresentato da donne e il 49,5% da uomini.
Percezione dello stato di salute. Il 57,5% ha una percezione positiva del proprio stato di salute (67,6% la
media nelle 5 aziende del Veneto).
Attività fisica. È completamente sedentario il 6,5%
del campione e solo il 16,5% aderisce alle raccomandazioni sull’attività fisica. In meno di un terzo dei casi
i medici si informano e consigliano genericamente di
svolgere attività fisica.
Abitudine al fumo. Il 20% si dichiara fumatore (25,1% la
media regionale) e il 26,5% ex fumatore (21,1% la media
regionale). Quasi tutti hanno smesso di fumare da soli
e appena il 2% dichiara di aver avuto aiuto da parte di
un operatore sanitario. Il 72% dichiara che sul luogo di
lavoro viene sempre rispettato il divieto sul fumo.
Consumo di alcol. Si stima che oltre due terzi della
maggio 2006
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presentati i dati conclusivi dell’Ulss 5
popolazione tra 18 e 69 anni consumi bevande alcoliche e che un 37,5% circa abbia abitudini di consumo
considerate a rischio. Complessivamente il 19% è
forte consumatore (19,3% la media regionale).
Sicurezza stradale. Si osserva un buon livello dell’uso
dei dispositivi di sicurezza (95,5% cintura anteriore;
27,7% cintura posteriore).
Il 14,0% degli intervistati dichiara di aver guidato in
stato di ebbrezza nel mese precedente all’intervista
(16,4% la media regionale) e il 18,5% di essere stato
trasportato da chi guidava in stato di ebbrezza (18,8%
la media regionale).
Ipertensione. Si stima che sia iperteso il 20% della
popolazione tra i 18 e 69 anni.(23,5 % la media delle
5 aziende venete), di cui il 61,5% è sotto trattamento
farmacologico (62,1% la media regionale).
Colesterolemia. Più di un quarto della popolazione,
25,5% dichiara di avere valori elevati di colesterolemia
(27,3% la media regionale), di questi il 27% dichiara di
essere sotto trattamento farmacologico
Carta di rischio cardiovascolare. Ancora scarsamente utilizzata la carta del rischio cardiovascolare da
parte dei medici: solo nel 3% degli ultra quarantenni
intervistati (6,6% la media regionale).
Screening neoplasia del collo dell’utero. L’86,7%
delle donne tra 25 e 64 anni ha eseguito almeno un
pap test nella vita e il 78,8% l’ha eseguito almeno
ogni tre anni come raccomandato.
Screening neoplasia della mammella. Il 93% delle
donne tra 50 e 69 anni ha effettuato almeno una
mammografia e il 74,0% l’ha eseguita a intervalli di
due anni.
Screening tumore del colon retto. Appena il 19,7%
degli ultracinquantenni ha eseguito un test per la
ricerca del sangue occulto nelle feci oppure una sigmoidoscopia o una colonscopia a scopo preventivo.
L’indagine ha rilevato che la popolazione residente nell’Ulss 5 non presenta
sostanziali differenze rispetto alla rimanente popolazione del Veneto. Si è
riscontrata la propensione ad un consumo elevato di alcolici, in particolare
nelle età più giovani.
Adolfo Fiorio
27
28-04-2006 14:54:04
Prevenzione
L’infarto cardiaco: come prevenirlo?
età, familiarità, obesità, alcuni dei fattori di rischio
T
utti sanno che ci sono fattori di rischio riconosciuti
per l’infarto miocardico. È però necessario spiegare che i vari fattori di rischio non devono essere
considerati ciascuno come malattia a sé stante e quindi
da trattare con specifici provvedimenti. Ad esempio,
il semplice rilievo di colesterolo elevato non significa
assolutamente che quella ipercolesterolemia debba
essere per forza corretta. È necessario quindi introdurre il concetto di rischio cardiovascolare globale. Oggi
la comunità scientifica è concorde nel trarre dal dato
del rischio cardiovascolare globale l’indicazione a provvedimenti terapeutici. Pertanto il rischio del paziente
può essere in qualche modo misurato e, in base alla
gravità del profilo di rischio, si procede al trattamento.
Sono state elaborate a livello europeo delle tabelle del
rischio che consentono di inquadrare la situazione di
ogni paziente con sufficiente chiarezza.
Quali sono dunque i fattori di rischio riconosciuti?
Sono l’ipertensione sistolica e diastolica, l’età, superiore
a 55 anni negli uomini e 65 nelle donne, il fumo, la dislipidemia (il colesterolo totale>250 mg/dl o LDL>155mg/
dl o, per contro, HDL<45 mg/dl), la familiarità, l’obesità
addominale, la proteina C reattiva>1mg/dl. La prognosi
è però fortemente influenzata anche dalla eventuale
presenza di diabete, da presenza di danno d’organo
o da altre condizioni cliniche associate come malattia
renale, cerebrale, cardiaca o vasculopatia periferica.
Da quanto sopra detto, si evince che è necessaria una
valutazione approfondita da parte del medico curante,
prima di ogni decisione. Perché dobbiamo dire che, in
presenza di rischio cardiovascolare complessivamente
basso, il trattamento farmacologico di un colesterolo
elevato perde di importanza? Per il semplice motivo
che, in questi casi, la capacità di prevenzione di questo trattamento è irrisoria e ne può risultare anche
un danno se si usano per anni farmaci che possono
provocare importanti effetti collaterali o interferire con
altre terapie. Stiamo parlando di prevenzione primaria,
ovvero di soggetti finora sani. Diversa è
la prevenzione secondaria, in soggetti
già colpiti da patologia vascolare, che
si giovano certamente dei provvedimenti terapeutici concordati a livello
mondiale.
Ennio De Dominicis
Colon, prevenzione per 39mila persone
un test a tutti i cittadini fra i 50 e i 69 anni
È
cominciata da alcuni mesi una capillare campagna di prevenzione del carcinoma del colon
retto. Punterà a coinvolgere, nell’arco di due anni,
tutti i cittadini di entrambi i sessi residenti nei Comuni
dell’Ulss 5 di età compresa fra i 50 e i 69 anni. Questo
progetto è stato realizzato anche grazie al contributo
della Fondazione Cariverona e ha comportato un lavoro
lungo ed impegnativo che ha coinvolto la Direzione
Sanitaria, la Direzione Medica e il Dipartimento delle
Diagnostiche. A fine novembre a Trissino sono state
spedite le prime lettere-invito per effettuare il test del
sangue occulto nelle feci e subito dopo è iniziata la
distribuzione delle provette da parte di un’infermiera
appositamente formata, con la collaborazione preziosa
della Farmacia del paese. L’adesione al progetto è stata
Informazioni Centro Screening
Ospedale di Montecchio Maggiore
dal lunedì al venerdì ore 10.00-14.00
28
0311-06 rivista.indd 28
più che soddisfacente, e circa il 59% della popolazione
invitata ha fatto il test. Le persone risultate positive, il 6%
della popolazione interessata alla campagna di prevenzione, stanno già effettuando la colonscopia di approfondimento e, quando necessario, vengono indirizzate
verso idoneo trattamento. Il progetto di screening colorettale è ripartito nel Comune di Cornedo; sarà poi esteso ad altri Comuni fino a toccare nel biennio 2006/2007
tutti i Comuni della Ulss 5. È importante ricordare che
la partecipazione ai programmi di screening è gratuita
e che il successo delle campagne di screening dipende
dalla partecipazione della popolazione. Invitiamo quindi tutti i cittadini che
rientrano nelle fasce di età interessate
ad aderire numerosi, sapendo che la
prevenzione è la prima fase per tenere
sotto controllo la propria salute e a volte
può davvero salvare la vita.
Alessandra Stefani
maggio 2006
28-04-2006 14:54:05
Prevenzione
Al via il nuovo calendario vaccinale
la salute passa anche attraverso la vaccinazione
P
er genitori e bambini il 2006 si apre nel Veneto
con numerose novità nel campo della prevenzione delle malattie infettive. Infatti la Giunta
Regionale del Veneto con Delibera del dicembre 2005
ha approvato il nuovo calendario delle vaccinazioni
dell’età evolutiva. Oltre alle vaccinazioni attualmente
obbligatorie (Tetano, Difterite, Poliomielite, Epatite
B), sono offerte in modo attivo e gratuito le vaccinazioni già raccomandate nel precedente calendario
(Pertosse, Haemophilus I - vaccino contro una forma di
meningite -, Morbillo, Parotite, Rosolia) e le seguenti
vaccinazioni di nuova introduzione:
• vaccino pneumococcico coniugato al 3°, 5° e al 15°
mese di vita, contro la meningite da pneumococco,
otiti e alcune forme di broncopolmonite
• vaccino meningococcico C coniugato al 13° mese
di vita e al 15° anno di età contro la meningite da
meningococco C
• vaccino contro la varicella al 14° mese di vita e dal 12°
al 15° anno di età per coloro che non hanno avuto la
malattia
Sia lo pneumococco che il meningococco sono germi
che circolano frequentemente nella popolazione e
che in molti casi si trovano nel naso-faringe di bambini
e adulti senza determinare alcun sintomo. L’organismo
del bambino normalmente riesce a combattere questi
germi. Talora, per imprevedibili situazioni del momento legate allo stato immunitario dell’organismo o a
fattori ambientali di rischio, l’abituale capacità di difesa non è in grado di impedire il passaggio di questi
germi nel sangue, nel sistema nervoso o in altri apparati con possibili conseguenze devastanti. La scelta di
introdurre nell’offerta attiva e gratuita le vaccinazioni
Vaccino
DTaP
IPV
Epatite B
Hib
MPR
PCV
Men C
Varicella
nascita
HB*
3°mese
DTaP
IPV
HB
Hib
5°mese
DTaP
IPV
HB
Hib
PCV
PCV
13°mese
DTaP
IPV
HB
Hib
contro le meningiti batteriche e le infezioni da pneumococco è stata dettata, più che dal numero di casi,
dall’estrema gravità di queste malattie e dall’incerta
efficacia delle terapie farmacologiche utilizzate quando lo stato morboso è in atto.
La varicella è una malattia spesso ritenuta non grave,
anche se le conseguenze sono talora molto impegnative e serie e le cure mediche, per contenerle, sono di
scarsa efficacia. La malattia è altamente contagiosa:
si stima che in Italia si verifichino circa 500 mila casi
l’anno, con una maggiore frequenza nella fascia di età
0-14 anni. Generalmente la malattia si risolve spontaneamente, ma in alcuni casi si possono verificare gravi
complicanze come polmoniti, infezioni batteriche
delle lesioni cutanee o danni cerebrali. Il rischio è più
elevato quando l’infezione avviene negli adolescenti,
negli adulti e nelle donne in gravidanza, per le gravi
conseguenze in particolare per il nascituro. Vaccinare
per la varicella significa un notevole risparmio di casi
di malattia e di costi. L’Ulss 5 aderisce completamente
al Nuovo Piano Regionale Vaccini e pertanto i genitori
dei bambini rientranti nelle fasce di età previste per la
somministrazione delle vaccinazioni del nuovo calendario, riceveranno a casa l’invito per accompagnare
i propri figli nelle sedi vaccinali distribuite sul territorio dell’Ulss 5, per la somministrazione dei vaccini
previsti. Informazioni si possono comunque ricevere
presso i punti vaccinali del territorio della nostra Ulss.
Dal momento che esistono validi ed efficaci strumenti
di prevenzione, raccomandiamo a tutti i genitori di
prendere in considerazione questa opportunità per
proteggere i loro bambini.
Rinaldo Zolin
14°mese
15°mese
MPR
6°anno
dTap
IPV
12°anno
15°anno
dTap
MPR 2
PCV
Men C
Varicella
Men C
Varicella
Legenda vaccini
DtaP
IPV
HB
Hib
difto-tetano-pertossico
antipolio
antiepatite B
anti Haemophilus I
PCV
Men C
pneumococcico coniugato
meningococcico coniugato
maggio 2006
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Esavalente
(unica iniezione )
dTap
MPR
MPR 2
Varicella
HB*
difto-tetano-pertossico
morbillo/parotite/rosolia
morbillo/parotite/rosolia 2a dose
antivaricella
antiepatite B solo per i figli di madre portatrice
del virus dell’epatite B
29
28-04-2006 14:54:06
Ambulatorio
medicina pubblica
e vaccinazioni
Sede e orari ambulatori
Ambulatorio
Valdagno
Via Galilei, 1
tel. 0445 423116
Attività
Med. Pubblica
Cornedo V.no
Piazza A. Moro, 17
tel. 0445 951679 (martedì 08.30 - 09.30)
tel. 0445 963999 (giovedì 08.30 - 09.30)
Trissino
Via N. Sauro, 4
tel. 0445 963999 (giovedì 08.30 - 09.30)
tel. 0445 951679 (martedì 08.30 - 09.30)
Arzignano
Via Kennedy, 2
Medicina Pubblica
tel. 0444 475680 (tutti i giorni 10.30 -12.30)
Vaccinazioni
tel. 0444 475686
(mercoledì 09.00 - 10.00, giovedì 08.30 - 09.30)
Chiampo
Via Fante D’Italia
tel. 0444 420671
(martedì 08.00 - 09.00, giovedì 16.00 - 16.30)
Montecchio Maggiore
Via Giuriolo
tel. 0444 703523
(lunedì e mercoledì 10.30 - 11.30)
Lonigo
Piazza Martiri della libertà, 9
tel. 0444 431348
(martedì e giovedì 11.00 -12.00)
Orario
lunedì
martedì
09.00-11.00 limitato massimo 30
14.00-16.00 utenti (distrib. numero)
limitato massimo 12
11.00-12.00
utenti (distrib. numero)
venerdì
(lunedì e giovedì 11.30 - 12.30)
Recoaro Terme
Via Bruni, 1
tel. 0445 75660 (mercoledì 08.30 - 09.00)
tel. 0445 423116 (lunedì e giovedì 11.30 - 12.30)
(Aggiornato al 12.04.2006)
Giorno
Vacc.Pediatriche
giovedì
venerdì
09.00-11.00
appuntamento
09.00-11.00
Med. Pubblica
mercoledì
10.30-12.00 senza appuntamento
Vacc.Pediatriche mercoledì
09.00-10.30 appuntamento
Med. Pubblica
09.30-11.00 senza appuntamento
martedì
Vacc.Pediatriche lunedì
14.30-16.30 appuntamento
Med. Pubblica
10.30-12.00 senza appuntamento
giovedì
Vacc.Pediatriche giovedì
09.30-10.30 appuntamento
mercoledì
venerdì
mercoledì
Vacc.Pediatriche
giovedì
martedì
Viaggiatori
giovedì
Epatiti
mercoledì
14.00-16.00
10.30-12.30
10.30-12.00
14.00-15.30
14.00-16.00
10.00-12.00
14.00-15.30
Med. Pubblica
martedì
09.00-11.00 senza appuntamento
martedì
14.00-16.00
giovedì
14.00-16.00
Med. Pubblica
Vacc. Pediatriche
limitato massimo 30
utenti (distrib. numero)
appuntamento
appuntamento
appuntamento
appuntamento
martedì
giovedì
lunedì
Vacc.Pediatriche
mercoledì
mercoledì
Med. Pubblica
venerdì
martedì
Vacc.Pediatriche
giovedì
Med. Pubblica
Montebello V.no
Med. Pubblica
venerdì
Piazzale Cenzi, 2
tel. 0444 431348 (martedì e giovedì 11.00 - 12.00) Vacc. Pediatriche mercoledì
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Modalità accesso
10.30-12.30
14.00-16.00
08.30-10.00
08.30-10.00
08.30-10.30
08.30-10.30
08.30-10.30
08.30-10.30
limitato massimo 30
utenti (distrib. numero)
appuntamento
limitato massimo 30
utenti (distrib. numero)
appuntamento
11.30-12.30 senza appuntamento
11.30-12.30 appuntamento
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