≥
provincia
di Pordenone
Servizi e risorse per il cittadino
2011
politiche
europee
turismo
PROVINCIA DI PORDENONE
Agricoltura
Servizi e risorse
per il cittadino
provincia di pordenone
≥
provincia
di Pordenone
2011
@ 2011
Provincia di Pordenone
Settore Promozione e Sviluppo del Territorio
Servizio Agricoltura Turismo e Politiche Europee
Centro di informazione europea Europe Direct
Largo San Giorgio 12
33170 Pordenone (Pn)
tel. 0434 2311 - www.provincia.pn.it
politiche
europee
turismo
Agricoltura
Assessore all’Agricoltura, Turismo e Politiche Europee: Michele Boria
Dirigente: Sergio Bergnach
Funzionari:
Pietro Candon, [email protected] - tel. 0434 231204
Maria Cristina Li Gotti, [email protected] - tel. 0434 231256
Francesco Tomasello, [email protected] - tel. 0434 231208
Esperta in Politiche comunitarie:
Pamela Falcomer, [email protected] - tel. 0434 231247
Lavoro realizzato con il contributo della Commissione europea
Testi a cura del Settore promozione e sviluppo del territorio
Servizi e risorse
per il cittadino
Fotografie di:
Archivio Provincia di Pordenone Servizio Politiche europee, Andrea Bellinetti, Claudio
Beltrame, Dario Bigattin, Antonio Borgo, Bosco di Arichis, Adriano Bruna, Lorenzo
Bulfon, Massimo Candolin, Clara Carboncich, Livia Comandini, Marianna Corona,
Stefano Fabian, Giuseppe Giordani, Lis Aganis Ecomuseo Regionale delle Dolomiti
Friulane, Roberto Mazzoli, Marco Pradella, Pro Loco Barcis, Pro Loco Maniago, Scuola
Mosaicisti del Friuli, Pietro Trevisanutto, Francesco Zanet, Antonio Zuccon
Grafica e impaginazione: Interattiva, Spilimbergo (Pn)
Stampa: Tipografia Menini, Spilimbergo (Pn)
provincia di pordenone
PROVINCIA DI PORDENONE
Il territorio della provincia di Pordenone si
estende nell’area sud-occidentale della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. Dal punto
di vista amministrativo, è stato disegnato definitivamente nel 1968 quando, all’interno della
regione storica friulana e più specificatamente
della vasta provincia di Udine, fu riconosciuta
l’autonomia del Friuli Occidentale o Destra Tagliamento.
ese e industria > Distretti industriali > Agricoltura/Distretto agricolo > Commercio e ristorazione > Edilizia e servizi > Imprenditoria femminile > Commercio estero e valore agg
≥
Il territorio
e i numeri
di una
provincia
dinamica
≤
5
≥
LA PROVINCIA
DI PORDENONE
≤
provincia di pordenone
i numeri
> Coordinate geografiche
austria
friuli Venezia giulia
udine
Pordenone
Bruxelles•
Lussemburgo•
gorizia
veneto
•Francoforte
Mare Adriatico
Strasburgo•
slovenia
trieste
> Confini geografici
venezia
Roma•
La superficie complessiva del territorio provinciale è di circa 2.276,30 kmq, pari al 29% della
superficie regionale. Il territorio provinciale è suddiviso in 51 comuni ripartiti per zona altimetrica:
Provincia di Pordenone: comuni e superficie per zona altimetrica. (Fonte Istat, 2009)
Comuni
MontagnaCollina PianuraTotale
10
15
26
51
Superficie (kmq)
804,2 549,1923,0
2.276,30
Incidenza della superf. (%)
19,61
31,37
49,02
100
Popolazione residente
(numero di abitanti)
5.247
54.215
254.408
313.870
1,67
17,27
81,06
100
Incidenza della popolazione (%)
a nord: 46° 24’ 42’’ lat. N, sulla Forcella del Leone, in comune di Cimolais;
a sud: 45° 47’ 24’’ lat. N, nel punto più meridionale del comune di Pravisdomini;
a est: 0° 32’ 18’’ long. E da Monte Mario,
in un punto della dorsale del monte Cuar in comune di Vito d’Asio;
a ovest: 0° 07’ 56’’ long. O da Monte Mario, nel punto più occidentale
del comune di Erto e Casso, entro la gola del torrente Vajont.
a nord: la valle del Tagliamento;
a est: il tratto mediano del fiume Tagliamento e il torrente Arzino;
a ovest: la valle del Piave e il fiume Livenza;
a sud: la pianura che dai rilievi montuosi sfuma nel territorio veneto
senza soluzione di continuità.
I limiti geografici sono quindi facilmente individuabili, segnati dalla natura stessa: un
compatto rettangolo tra i fiumi Tagliamento e Livenza, che marcano lunghi tratti di
confine con le vicine province di Udine e Treviso.
L’unico confine non dettato dalla natura è quello a sud con la provincia di Venezia.
Fu tracciato nel 1818 dal governo austriaco del Regno Lombardo-Veneto, quando
scorporò dal Friuli il distretto di Portogruaro.
Altitudine sul livello del mare (metri): minima 12 – massima 2706.
Geologia: pianura alluvionale e rilievi montuosi prevalentemente calcarei con vistosi
effetti di carsismo superficiale e ipogeo.
Fiumi principali: Tagliamento – Meduna – Cellina – Livenza.
Laghi artificiali in montagna: lago di Barcis – lago di Redona o dei Tramonti – lago
del Ciul – lago di Selva – lago del Tul.
Clima: condizioni climatiche intermedie tra le temperature mediterranee e continentali.
Aeroporto: l'aeroporto regionale si trova a Ronchi dei Legionari (GO); altri aeroporti
vicini sono Treviso e Venezia.
7
≤
provincia di pordenone
> Popolazione
A fine 2010 la provincia di Pordenone contava 313.870 residenti, di cui il 49,1% uomini e il
50,9% donne, a formare 130.921 famiglie, composte da 2/3 persone (in media 2,4 persone).
L'età media della popolazione è 43 anni:
Pordenone è la provincia più giovane della regione Friuli Venezia Giulia. Il grado di
urbanizzazione è relativamente basso: solo
il 16,4% della popolazione residente si concentra nel comune capoluogo.
> Occupazione
Nel 2010 fra i residenti in provincia di Pordenone maggiori di 15 anni, il 59,5% degli
uomini e il 41,6% delle donne lavoravano,
mentre il 3,4% dei cittadini era in cerca di
occupazione. La maggior parte di loro, pari
al 56% del totale, era occupata nei servizi,
DISTRETTI
inDUSTRIALI
≤
I distretti industriali sono stati istituiti con la legge regionale 27/1999 quali
ambiti di sviluppo economico-occupazionale e sede di promozione e coordinamento delle iniziative locali di politica industriale.
Si configurano come un sistema locale formato da imprese variamente
specializzate, sia manifatturiere che
di servizi, sia artigiane che industriali
o che comunque partecipano alla medesima filiera produttiva o a filiere collegate, nonché dagli attori istituzionali
che svolgono un'attività rilevante all'interno del contesto locale.
il 41,8% nell’industria e il 2,2% nell’agricoltura. Il tasso di occupazione testimonia
la situazione positiva della provincia con
un valore del 72,8% per gli uomini (media
nazionale: 67,7%) e del 55,5% per le donne
(contro una media nazionale del 46,1%).
> Imprese e industria
Nel 2010 erano attive in provincia di Pordenone 26.089 imprese, di cui 16.213 ditte
individuali, 5.385 società di persone, 4.157
società di capitali e 334 sotto altre forme
giuridiche. La gran parte di esse era impegnata nel commercio, nell'alloggio e nella
ristorazione (7.172 unità) e nell’agricoltura
e pesca (5.950 unità) e quindi, a scendere, nei servizi alle imprese e alle persone
(5.756 unità), nelle costruzioni (3.915 unità)
e nell’industria (3.289 unità).
> Distretti industriali
La Regione Friuli Venezia Giulia ha riconosciuto la presenza di tre distretti industriali in provincia di Pordenone: del mobile
dell’Altolivenza, del coltello del Maniaghese
e della componentistica e della termoelettromeccanica. Del distretto del mobile fanno parte 11 comuni, anche se più del
50% delle oltre 600 imprese si concentra
fra Brugnera, Pasiano di Pordenone e Prata
di Pordenone. Il distretto del coltello, che
produce anche forbici e lame di alta qualità,
comprende 9 comuni, ma più del 75% delle
200 aziende interessate si trova nel comune
di Maniago. Il distretto della componentistica e termoelettromeccanica è formato
da 15 comuni pordenonesi e 10 della provin-
i numeri
cia di Udine. Caratteristiche del distretto: numerosità delle filiere produttive e tipologia di prodotti finali tipici del settore della meccanica,
delle gomme e della plastica.
> Agricoltura
Il territorio provinciale dedicato all'agricoltura è caratterizzato dalla
diffusa presenza di campi coltivati a mais e vigneti. Sono presenti due
zone DOC: quella del "Friuli Grave" e quella del "Lison Pramaggiore". Rauscedo, frazione di San Giorgio della Richinvelda, è la capitale
mondiale della barbatella. Sul territorio è frequente la coltivazione
del melo e del kiwi. Nel comparto zootecnico gli allevamenti più diffusi sono quelli suini e bovini. Di interesse, grazie alla ricchezza delle
acque e alla loro qualità, è l'allevamento delle trote.
Secondo i dati provvisori del 6º Censimento dell'agricoltura la superficie media aziendale è di 12,4 ettari, mentre gli ettari coltivati sono in
media 9,3. Nel settore, al 31.12.2010 (dati Friulcamere elaborati dalla
CCIAA di Pordenone) risultano attive 5.950 imprese di cui 5.866 (il
98%) dedite alle coltivazioni agricole, alla zootecnia, caccia e servizi
connessi; 60 imprese (l'1,6%) dedite alla silvicoltura e utilizzo di aree
forestali e 24 (lo 0,4%) dedite alla pesca e all'acquacoltura.
Rispetto alla forma giuridica circa l'83% delle ditte sono individuali,
circa il 9% sono società di persone e solo il 2% circa sono società di
capitale. In termini di utilizzazione dei terreni risultano coltivati (SAU)
73.526 ettari di cui 40.249 dedicati a cereali, piante industriali e altri seminativi (54,74%), 16.924 dedicati a foraggere avvicendate, prati
permanenti e pascoli (23,02%), 7.740 coltivati a vite (10,53%), 3.728
coltivati a melo e altre arboree da frutto (5,1%) e 120 (0,2%) dedicati
agli orti familiari.
> Commercio e ristorazione
Nei settori del commercio e della ristorazione la provincia di Pordenone non presenta marcate differenziazioni. A fine 2010 l'11,1% delle
5.674 imprese del commercio si dedicano “all'ingrosso e al dettaglio, manutenzione e riparazione di autoveicoli e motocicli; vendita
al dettaglio di carburanti per autotrazione”, il 42,9% a “commercio
all’ingrosso e intermediari del commercio” e il rimanente 46% a
“commercio al dettaglio”.
PORDENONE
PROVINCIA
OSPITALE
La guida “Pordenone
Provincia Ospitale” viene
pubblicata ogni anno e
distribuita gratuitamente
nelle edicole della Destra
Tagliamento. Contiene
l'elenco dei pubblici esercizi
della provincia.
È realizzata dall'AscomConfcommercio Imprese
per l’Italia e dalla Camera di
Commercio di Pordenone, in
collaborazione con Provincia
di Pordenone, Comuni
della Destra Tagliamento e
FriulAdria Crédit Agricole.
9
≤
provincia di pordenone
> Edilizia e servizi
> Imprenditoria femminile
> Turismo
Nel settore delle costruzioni, a fine 2010,
la gran parte delle 3.915 imprese presenti sono ditte individuali, ossia il 68,2% nel
2010. Sebbene le richieste per i permessi di
costruzione o ampliamento di fabbricati a
uso residenziale (238, dati ISTAT 2009) siano il triplo di quelle a uso non residenziale
(73), il volume delle abitazioni (339.361 m3)
è inferiore a quello dei fabbricati dedicati al
lavoro (pari a 716.883 m3), il 58,50% dei quali è industriale o artigianale. Il settore dei
servizi, invece, comprende 5.756 imprese
fra le quali spiccano, per quantità, le attività immobiliari (22,25%), i servizi pubblici,
sociali e personali (21,87%), le attività professionali, scientifiche e tecniche (15,11%),
il trasporto e magazzinaggio (12,5%), la comunicazione e informazione (7,9%).
A fine 2010 in provincia di Pordenone le imprese al femminile erano 6.211 pari al 23,3%
di quelle iscritte al Registro Imprese della
CCIAA, quota leggermente inferiore rispetto a quella regionale (24,7%) e nazionale
(24,1%).
La presenza femminile in provincia è alta
nei settori agricoltura (2.044 imprese pari al
32,90%), commercio (1.370 pari al 22,06%),
servizi alle imprese (897 pari al 14,44%),
informatica (494 pari al 7,9%), alloggio e
ristorazione (482 pari al 7,8%), costruzioni
(222 pari al 3,6%).
Il 71,9% delle imprese femminili sono ditte
individuali, il 18,3% società di persone e il
9,8% società di capitale e altre.
Nel corso del 2010 gli arrivi di turisti in provincia di Pordenone sono
stati per il 69,3% italiani e per il 30,7% stranieri, pari solo al 9,2% di
quelli giunti in regione. Il 26,6% degli arrivi, infatti, sono concentrati
nella zona del Piancavallo, come anche il 37,7% delle presenze di
turisti registrati in provincia. La durata media dei soggiorni è di sole
2,7 giornate (3,8 a Piancavallo). I primi 5 Paesi per giornate di presenza dei turisti stranieri su una registrazione complessiva di 173.726
presenze sono gli USA (16,2%), la Germania (13%), l'Austria (7%), la
Francia (6,1%) e la Romania (5,2%).
SITI WEB DI RIFERIMENTO
> Commercio estero
e valore aggiunto
Grazie all’importanza del settore manifatturiero, la provincia di Pordenone è molto
attiva nelle esportazioni. È al 36° posto fra
le 110 province italiane per valore assoluto
delle esportazioni di merci. Nel 2010 il saldo
commerciale era in attivo di 1,8 miliardi di
euro, avendo importato per oltre 1,3 miliardi
di euro ed esportato per 3,1 miliardi di euro,
soprattutto in Europa, Cina e Stati Uniti.
Il valore aggiunto creato in provincia nel
2009 è stato di 7.715 milioni di euro pari al
29,51% di quello regionale (31.473 milioni
di euro) che rappresenta il 2,3% di quello
nazionale (1.367.727 milioni di euro). I primi
5 Paesi per valore delle importazioni sono:
Germania (22,2%), Cina (12%), Austria (9%),
Francia (8,5%), Ungheria (5,2%).
www.regione.fvg.it
www.turismofvg.it
www.provincia.pordenone.it
www.politicheuropee.provincia.pn.it
www.pn.camcom.it
europa.eu/europedirect/index_it.htm
www.politichecomunitarie.it
www.eurodesk.it
www.enterprise-europe-network.ec.europa.eu
www.europe-direct.net
www.ec.europa.eu
www.access2finance.eu
www.erasmus-entrepreneurs.eu
cordis.europa.eu
www.apre.it
www.ascom.pn.it
www.pordenonewithlove.it
www.distrettodelmobilelivenza.it
www.distrettocoltello.it
www.distrettocomet.it
i numeri
≤
www.polo.pn.it
www.cmfriulioccidentale.it
www.prolocoregionefvg.it
www.pordenoneturismo.it
www.stradavini.it
www.montanevie.it
www.mtvfriulivg.it/zonedoc.html
www.vivairauscedo.com
www.pordenoneintasca.it
www.istat.it
www.vibraction.it
11
promozione e sviluppo
Il Settore Promozione e Sviluppo del Territorio
della Provincia di Pordenone, con al suo in­
ter­no il Servizio Turismo e Politiche europee e
il Servizio Agricoltura, esercita competenze in
materia di sviluppo agricolo e rurale, attività di
as­sistenza, formazione e informazione nell'am­
bito delle politiche comunitarie e dello sviluppo
e promozione del turismo.
o/politiche comunitarie e servizio agricOltura > agricoltura rurale > attività di assistenza, formazione e informazione in materia di politiche comunitarie > sviluppo e promozione
≥
Settore
Promozione
e Sviluppo
del
Territorio
≤
13
≥
I SERVIZI
> Servizio Turismo
e Politiche europee
Il Servizio Turismo e Politiche europee svolge un’importante attività di attrazione e intercettazione di fondi europei per internazionalizzare la Provincia stessa, come ente, e il
suo territorio. L’informazione sui risultati e
sulle iniziative europee in genere avviene attraverso il Centro Europe Direct che si occupa anche di fornire formazione e assistenza
tecnica per l’europrogettazione a tutti i soggetti del territorio provinciale, a quelli che
fanno parte delle sub-antenne del Centro
Europe Direct.
Sono poi molteplici e a tuttotondo le azioni
di promozione e sviluppo turistico integrato volte a rendere più attrattivo un territorio unico, frutto di un fitto e complesso
intreccio di arte, cultura, genti e tradizioni,
enogastronomia e bellezze paesaggistiche,
che dalla pianura fino alle Dolomiti costellano il territorio provinciale.
> Servizio
Agricoltura
Il Servizio Agricoltura verifica l’operato de­
gli organismi di certificazione dei prodotti biologici, rilascia le autorizzazioni per
l’impiego degli agrofarmaci in agricoltura,
esercita funzioni in materia di agriturismi, fattorie didattiche e sociali, biomasse
agro-foresta­li, prati permanenti, colture di
pregio del territorio, strade del vino e dei
sapori. Le attività del Servizio sono anche
orientate alla gestione e alla valorizzazione
delle aree di pregio ambientale di proprietà
della Provincia nonché alla consulenza ai
Comuni sulla gestione del verde pubblico.
≤
promozione e sviluppo del territorio
L’obiettivo prioritario perseguito è che gli
agricoltori, gli operatori del settore e tutti
i cittadini-consumatori della provincia di
Pordenone siano maggiormente sensibili
a tematiche fondamentali quali la qualità
prodotta nell’efficienza, la garanzia della
salubrità dei prodotti, la tutela, la conservazione e il miglioramento della complessa
integrità degli ecosistemi acquatici e terrestri e la tutela della salute che, nell’insieme, costituiscono un vero e proprio bene
sociale collettivo. In tal senso tutti gli stakeholder (portatori di interesse) sono sempre
più coinvolti a prestare costante attenzione
all’innovazione tecnologica, a migliorare e
aggiornare le proprie professionalità.
I cittadini-consumatori vengono sensibilizzati affinché siano sempre più informati
sulle caratteristiche, la provenienza e la
tracciabilità di quanto “mettono in tavola”,
sui consumi energetici necessari per ottenere ogni singolo cibo e sulla sua densità
energetica per un’alimentazione che non
solo nutre, ma svolge anche un’azione benefica per la salute.
I servizi
15
:01 POLITICHE Europee
L'Europa da protagonisti:
servizi offerti, progetti esempi di
europrogettazione
Opportunità per giovani,
enti pubblici e imprenditori
Centro Europe Direct
Pordenone
Giardini storici di proprietà
della Provincia di Pordenone
Musei etnografici
Educazione ambientale e
naturalistica
Itinerari di visita
Eventi
Biomasse agroforestali
Pioppicoltura
Agriturismo
Strade del vino e dei sapori
Fattorie didattiche e sociali
Fattorie sociali
Promozione dei prodotti
di eccellenza e delle
colture di pregio
Prodotti della terra e del
territorio
:02 TURISMO E AMBIENTE
Aree di pregio naturalistico
Aree di pregio ambientale
Verde pubblico
:03 SVILUPPO AGRICOLO
Agricoltura biologica
Agrofarmaci e patentini
Prati stabili
:04 spazio RURALE
Osservatorio provinciale per lo
sviluppo dello Spazio Rurale
≥
politiche
europee
PER LA PROVINCIA DI PORDENONE “POLITICHE EUROPEE” SIGNIFICA:
- AGIRE SEGUENDO LE LINEE DI INDIRIZZO DEFINITE DALLE DIVERSE
POLITICHE DELL’UNIONE EUROPEA
- DIVULGARE AZIONI E PROGRAMMI DELLE POLITICHE EUROPEE
- CENTRO EUROPE DIRECT EUROPN
- ATTRARRE RISORSE COMUNITARIE PER L’INTERNAZIONALIZZAZIONE
DEL TERRITORIO PROVINCIALE
- FAR CONOSCERE NELLE SCUOLE LE POLITICHE DELL’UNIONE
EUROPEA
-EUROPROGETTAZIONE
:01
≥
l'europa da
protagonisti
L’attività del Servizio Politiche europee,
istituito nel marzo del 2000, è finalizzata a
rendere più moderna ed europea la provincia di Pordenone attraverso una serie articolata di interventi ed azioni:
• informazione e orientamento sulle Politiche europee e sui Programmi finanzianti dall’UE;
• assistenza e consulenza per le varie
opportunità e i diversi temi dell’Unione
europea;
• partecipazione diretta a iniziative di carattere culturale, sportivo, sociale in
ambito locale con valenza europea;
Carta d’identità
≤
• attrazione delle risorse comunitarie e
regionali per lo sviluppo e la crescita dei
sistemi economici locali;
•europrogettazione;
• attività di studio, analisi e ricerca per la
definizione di possibili Piani Strategici
comunitari provinciali.
Negli anni l'attività del Servizio Politiche
europee si è gradualmente affinata e specializzata.
Dal 2009 il Servizio Politiche europee
della Provincia di Pordenone è anche entrato a far parte della rete europea dei
Centri di informazione “Europe Direct”,
diventando così sede del Centro Europe
Direct “EuroPN”.
Nome
Servizio Politiche Europee
www.provincia.pordenone.it/politicheuropee
nato il
Marzo 2000
Dal 2012 diverrà altresì punto locale della
rete “Eurodesk” allo scopo di diffondere informazioni e fornire orientamento sui programmi che l’Unione europea e il Consiglio
d’Europa promuovono in favore dei giovani.
aPordenone
professione servizio ai cittadini
segni
particolari
vuole rendere più moderna
la provincia di Pordenone;
vuole avvicinare il territorio
alle opportunità offerte
dall’Unione europea
www.eurodesk.it/rete-italiana-eurodesk
≤
politiche europee
l'europa da protagonisti
Le attività del Servizio nel suo complesso sono rivolte a:
• enti pubblici,
•associazioni,
• privati cittadini,
• titolari di attività produttive,
• studenti e scuole di ogni ordine e grado,
• istituzioni scientifiche e culturali,
•imprese.
> L’Europa a Pordenone: servizi offerti
Le funzioni del Servizio Politiche europee della Provincia di Pordenone sono complementari alle attività previste e svolte dal centro
Europe Direct “EuroPN”. Insieme offrono in particolare:
• un servizio di risposte alle domande generali sull’UE da parte dei
cittadini, anche attraverso un servizio di documentazione e di accoglienza del pubblico;
19
≤
politiche europee
> i progetti
Settore
Programma
l'europa da protagonisti
21
Titolo
Agricoltura
Interreg III A
Italia-Slovenia 20002006
Modelli di sviluppo delle attività agro-zootecniche in
ambiente montano per la conservazione del territorio e la
valorizzazione dei prodotti locali
Agricoltura
Interreg III A ItaliaSlovenia 2000-2006
Recupero e valorizzazione di varietà di fruttiferi di qualità
per un arricchimento della biodiversità a sostegno della
frutticoltura biologica nelle aree transfrontaliere
Pianificazione
e progetti speciali
Interreg III A ItaliaSlovenia 2000-2006
Itinerario pedemontano ciclabile
Pianificazione
del Territorio
Interreg III A ItaliaSlovenia 2000-2006
Individuazione di strumenti e metodologie condivise per
la costruzione della carta delle conoscenze territoriali
condivise e per l’applicazione della Valutazione
Ambientale Strategica nel contesto territoriale
transfrontaliero (Mapsharing)
Agricoltura
V Programma
Quadro di Ricerca e
Sviluppo Tecnologico
1998-2002
Integrare la qualità del foraggio delle razze domestiche
d’allevamento in sistemi sostenibili per la biodiversità dei
pascoli e per maggiori benefici del territorio
Agricoltura
VI Programma
Quadro di Ricerca e
Sviluppo Tecnologico
2002-2006
Sistemi foraggeri di qualità basati su leguminose per
ambienti contrastanti d’Europa
Agricoltura
Interreg III B Spazio
Alpino 2000-2006
Rete delle produzioni agricole locali per la valorizzazione
e la conoscenza dell’area alpina
Agricoltura
Interreg III B Spazio
Alpino 2000-2006
Rete alpina per la promozione dell’allevamento
ovicaprino per lo sviluppo sostenibile del territorio
Agricoltura
Interreg III B Cadses
2000-2006
Restauro e ripristino ambientale in seguito ad interventi
infrastrutturali
Pianificazione
del Territorio
Interreg III B Cadses
2000-2006
CoUrbIT - Complex Urban Investment Tools
Programmazione
Sociale
Equal 2000-2006
Network per il governo delle transizioni e per la
formazione continua
Cultura ed
Istruzione
Equal 2000-2006
Crescita delle competenze individuali nel settore del
mobile
Pianificazione
e Progetti Speciali
Docup - Obiettivo 2
2000-2006
Recupero funzionale e messa in sicurezza della Vecchia
strada della Valcellina
Viabilità e
Trasporti
Docup - Obiettivo 2
2000-2006
Realizzazione di un’arteria di collegamento tra la strada
provinciale “dei Magredi” e l’asse “Cimpello-Sequals”
• una vasta gamma di pubblicazioni, opuscoli e guide gratuiti su
come funzionano le istituzioni dell’UE, i Trattati su cui si fonda,
gli atti legislativi, le principali politiche comuni, le opportunità di
finanziamento per enti, imprese e organizzazioni della società
civile;
• organizzazione e collaborazione con i media in eventi locali
sull’UE, anche attraverso la messa a disposizione di documentazione specifica nei propri locali o nel corso di fiere, esposizioni e seminari a carattere locale o regionale;
• assistenza tecnica nella partecipazione locale e regionale ai programmi europei, incoraggiando l’attività di europrogettazione;
• supporto attivo nel dibattito locale e regionale sull’Unione europea e le sue politiche;
• informazioni specifiche e settoriali adeguandole alle necessità
locali e regionali;
• indicazioni sulle migliori fonti di informazione (legislazione, pubblicazioni, comunicati stampa ecc.) e recapiti delle organizzazioni
e degli organismi competenti;
• una propria rivista specialistica periodica di informazione europea, sia in formato cartaceo che elettronico;
• informazioni sull’UE funzionali al territorio provinciale, regolarmente aggiornate tramite il sito Internet
www.politicheuropee.provincia.pn.it.
Nell’ambito dell’attività di europrogettazione, finora la Provincia di
Pordenone ha realizzato, in qualità di capofila e/o di partner, diversi
progetti europei alcuni dei quali elencati nella pagina precedente.
Il Trattato di Lisbona modifica
il Trattato sull'Unione europea
ridisegnando l'organizzazione
istituzionale e i meccanismi
decisionali dell'Unione europea
affinché l'Unione allargata possa
funzionare in modo più efficace,
democratico e trasparente e
al tempo stesso essere il più
possibile vicina ai cittadini.
Il Trattato è stato ratificato da
ciascuno dei 27 Paesi dell'UE,
in base alle rispettive norme
costituzionali, ed è entrato in vigore
il 1° dicembre 2009.
≤
politiche europee
> ESEMPI DI
EUROPROGETTAZIONE
Settore: Agricoltura
Programma: Interreg III A Italia-Slovenia
Durata: 3 anni (2003-2006)
Oggetto: Modelli di sviluppo delle attività
agro-zootecniche in ambiente montano per
la conservazione del territorio e la valorizzazione dei prodotti locali (Malghe).
Il progetto ha concorso al miglioramento
delle condizioni del settore agro-zootecnico
nelle aree montane del territorio transfrontaliero tra Italia e Slovenia, rivolgendo specifica attenzione ai sistemi di produzione
generalmente costituiti da due unità principali: l’azienda di fondo valle o di pianura,
dove di norma gli animali vengono stabulati e alimentati con foraggi e concentrati
(spesso di provenienza extra aziendale), e
l’azienda alpina, dove gli animali vengono
allevati al pascolo da giugno a settembre.
Gli obiettivi realizzati dal progetto hanno
riguardato:
A. l’utilizzo e la valorizzazione delle risorse foraggiere locali;
B.la valorizzazione dei prodotti locali di
origine animale;
C. la commercializzazione dei prodotti a
livello locale;
D. la valutazione della sostenibilità economica.
L’area di studio italiana: Prealpi della provincia di Pordenone e in particolare i comuni di Barcis, Montereale Valcellina, Aviano,
Budoia, Polcenigo e Caneva.
Settore: Pianificazione del Territorio
Programma: Interreg III A Italia-Slovenia
Durata: 2 anni (2005-2007)
Oggetto: Individuazione di strumenti e metodologie condivise per la costruzione della
carta delle conoscenze territoriali condivise
e per l’applicazione della Valutazione Ambientale Strategica nel contesto territoriale
transfrontaliero tra la Regione Friuli Venezia Giulia e la Repubblica di Slovenia.
Il progetto MapSharing è nato dalla necessità di integrare i temi ambientali nei
processi decisionali di pianificazione e
programmazione, come codificato in sede
europea dalla Direttiva 2001/42/CE, che introduce la Strategic Environmental Assessment (Valutazione Ambientale Strategica).
Per raggiungere l'obiettivo di integrazione,
infatti, le amministrazioni hanno bisogno di
affinare la conoscenza dei propri territori
sotto il profilo ambientale, così da poter
evidenziare gli effetti delle politiche intraprese sull'ambiente e quindi poter effettuare scelte consapevoli.
Gli obiettivi generali raggiunti grazie al progetto sono stati:
A.un’attività di ricerca e di scambio di
esperienze e significati sul tema degli
scenari e degli strumenti di pianificazione del territorio ai fini dello sviluppo
territoriale sostenibile;
B. promozione dei contenuti della sostenibilità ambientale in tutte le strategie di
sviluppo territoriale, attraverso la definizione di appositi strumenti conoscitivointerpretativi, metodologici, procedurali,
valutativi e di supporto alle decisioni;
l'europa da protagonisti
C.l'incremento delle competenze dei soggetti istituzionali sulle
tematiche della sostenibilità applicate alla programmazione e
pianificazione territoriale, migliorando il coordinamento tra gli
stakeholder istituzionali;
D.l'accrescimento delle informazioni del pubblico sui contenuti degli atti di programmazione e pianificazione, e i loro effetti
sull’ambiente;
E. un supporto alle politiche di tutela e di valorizzazione del patrimonio territoriale naturalistico, ambientale, paesaggistico e dei
beni culturali.
Con il progetto MapSharing i partner hanno affrontato il tema della
Valutazione Ambientale Strategica (VAS) di piani e programmi, attraverso l'elaborazione di quadri conoscitivi territoriali transfrontalieri
dai quali partire per la condivisione delle conoscenze. È importante sottolineare che, per poter raggiungere livelli di qualità elevata,
i processi valutativi sono stati necessariamente supportati da quadri di conoscenze comuni e condivise. Questo è avvenuto attraverso
la costruzione di una Carta delle Conoscenze Territoriali Condivise
(CCTC). Nello specifico, il progetto ha realizzato tra le attività un Sistema Informativo Territoriale (SIT) per l'archiviazione dei dati raccolti ai fini della costruzione della CCTC, così da rendere possibile
il loro utilizzo ai fini pianificatori e programmatori, nonché la loro
diffusione on line. Il progetto ha inoltre definito una metodologia
condivisa, tra partner di progetto, per la VAS applicabile in Italia e in
Slovenia e per i piani e programmi transfrontalieri.
La partnership italiana era costituita dalla Provincia di Trieste (capofila), la Provincia di Pordenone, i Comuni di Udine e di Muggia;
mentre quella slovena era costituita dal Centro Regionale di Sviluppo
di Capodistria (capofila) e dal Comune di Capodistria.
www.mapsharing.eu/index.php?id=70
23
≥
L'europa siamo noi,
L'europa per noi:
opportunità
Le politiche e i programmi dell’Unione europea sono numerosi e spaziano su molteplici
tematiche di interesse e respiro sia locale che regionale e nazionale. Considerata questa
complessità, di seguito, in ogni sezione, si espone l’attuale panorama di azioni e interventi
che l’UE offre ai propri cittadini al fine di favorire un primo orientamento sulle diverse opportunità cofinanziate dall’Unione europea in diversi settori.
Per approfondire le tematiche di specifico interesse, è possibile contattare direttamente
il Centro Europe Direct “EuroPN” presso il Servizio Politiche europee che, gratuitamente,
offre supporto e assistenza a iniziative e idee progetto; in ogni sezione si riportano anche
gli indirizzi delle Agenzie nazionali e delle organizzazioni di riferimento e i siti web ufficiali.
> ISTRUZIONE E FORMAZIONE:
OPPORTUNITà PER I GIOVANI
E NON SOLO
Sei uno studente universitario e vorresti
frequentare un semestre all’estero?
Sei un futuro insegnante e desideri acquisire conoscenze e competenze utili per la
tua carriera?
Fra i tuoi obiettivi di insegnamento, ci sono
il miglioramento della capacità di comunicare in altre lingue e l’accrescimento della
motivazione all’apprendimento delle lingue
straniere?
Sei un giovane imprenditore e vorresti imparare cose nuove da un imprenditore già
affermato in un altro paese dell’UE?
Sei interessato a svolgere un periodo di formazione e/o esperienza di lavoro in un’impresa o in un istituto di formazione sito in
un paese diverso?
Sei un over 50 e sei interessato a fare volontariato in un altro paese europeo per
qualunque tipo di attività senza fini di lucro,
come forma di attività di apprendimento?
Vorresti svolgere un periodo di volontariato
all’estero?
Di seguito un rapido quadro sulle opportunità disponibili.
≤
politiche europee
L'europa siamo noi: opportunità
Programma d'azione comunitaria nel campo dell'apprendimento
permanente, o Lifelong Learning Programme (LLP)
L'obiettivo generale del programma è di contribuire, attraverso l'apprendimento permanente, allo sviluppo della Comunità quale società avanzata basata sulla conoscenza, con uno sviluppo economico
sostenibile, nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione
sociale, garantendo nel contempo una valida tutela dell'ambiente
per le generazioni future, di promuovere all'interno della Comunità
gli scambi, la cooperazione e la mobilità tra i sistemi di istruzione
e formazione in modo che essi diventino un punto di riferimento di
qualità a livello mondiale.
Il programma LLP raggruppa al suo interno tutte le iniziative di cooperazione europea nell'ambito dell’istruzione e della formazione dal
2007 al 2013. È quindi suddiviso in 4 sottoprogrammi settoriali:
• il programma Comenius, che risponde alle esigenze didattiche
e di apprendimento di tutte le persone coinvolte nell’istruzione
prescolastica e scolastica fino al termine degli studi secondari superiori, nonché degli istituti e delle organizzazioni che sono
preposti a questo tipo di istruzione;
• il programma Erasmus, che risponde alle esigenze didattiche
e di apprendimento di tutte le persone coinvolte nell’istruzione
superiore di tipo formale e nell’istruzione e formazione professionali di terzo livello (indipendentemente dalla durata dei corsi o
25
≤
politiche europee
dalla qualifica, compresi anche gli studi
di dottorato), nonché degli istituti e delle organizzazioni che sono preposte a
questo tipo di istruzione e formazione o
che agevolano il programma;
• il programma Leonardo da Vinci, che
risponde alle esigenze didattiche e di
apprendimento di tutte le persone coinvolte nell’istruzione e formazione professionali non di terzo livello, nonché
degli istituti e delle organizzazioni che
sono preposti a questo tipo di istruzione e formazione o che agevolano il programma;
• il programma Grundtvig, che risponde
alle esigenze didattiche e di apprendimento delle persone coinvolte in ogni
forma di istruzione degli adulti, nonché
degli istituti e delle organizzazioni che
sono preposti a questo tipo di istruzione
o che agevolano il programma.
LLP comprende inoltre un programma
trasversale che riguarda l’apprendimento permanente, la promozione dell’apprendimento delle lingue, lo sviluppo, nel
campo dell’apprendimento permanente,
di contenuti, servizi, soluzioni pedagogiche e prassi a carattere innovativo basati
sulle ICT (Information and Communication
Technologies), la diffusione e l’utilizzo dei
risultati delle azioni sostenute nell’ambito
del programma e dei precedenti programmi correlati, nonché lo scambio delle buone
prassi.
Il programma Jean Monnet sostiene le istituzioni e le attività nel campo dell’integrazione europea e comprende l’azione Jean
Monnet, le sovvenzioni di funzionamento a
sostegno di istituzioni specifiche che trattano temi connessi all’integrazione europea, le
sovvenzioni di funzionamento a sostegno di
altre istituzioni e associazioni europee attive
nel campo dell’istruzione e della formazione.
COMENIUS
• Mobilità degli individui.
Scambi di alunni, studenti e personale
della scuola, la mobilità individuale degli alunni e degli studenti, l'assistentato
per futuri insegnanti, la possibilità per il
personale docente di effettuare tirocini
presso istituti scolastici o imprese, la
formazione in servizio per il personale
docente e le visite preparatorie per mobilità, partenariati, progetti o reti.
•Partenariati.
Rientrano in questa attività i progetti
di cooperazione scolastica bilaterali e
multilaterali e i partenariati Comenius
Regio.
• Progetti multilaterali.
(Azione centralizzata gestita dall'Agenzia Esecutiva)
• Reti multilaterali.
(Azione centralizzata gestita dall'Agenzia Esecutiva)
•e-Twinnning.
e altre iniziative volte a promuovere gli
obiettivi del programma Comenius
(Misure di Accompagnamento)
• Azioni decentrate – Procedura AN:
- mobilità studenti (SMS/SMP),
- mobilità docenti, non docenti e personale di impresa per attività didattica e di formazione,
- programmi intensivi (IP),
- organizzazione della mobilità (OM).
• Azioni centralizzate – Procedura COM:
- progetti multilaterali (sviluppo di programmi di studio, cooperazione tra
L'europa siamo noi: opportunità
27
università e imprese, modernizzazione dell’istruzione, campus
virtuali),
- reti multilaterali (progetti di reti tematiche),
- misure di accompagnamento (promozione di progetti che contemplino attività di comunicazione, monitoraggio tematico, dis­
seminazione e valorizzazione dei risultati).
www.programmallp.it/comenius
ERASMUS
• Azioni decentrate:
- mobilità studenti,
- mobilità docenti, non docenti e personale di impresa per attività didattica e di formazione,
- programmi intensivi,
- organizzazione della mobilità.
• Azioni centralizzate:
- progetti multilaterali,
- reti multilaterali,
- misure di accompagnamento.
www.erasmus-entrepreneurs.eu
http://eacea.ec.europa.eu/llp/tools/infokits_en.php
LEONARDO DA VINCI
• Mobilità degli individui - tirocini e scambi.
Articolata per macrocategorie di soggetti, ciascuna tipologia
offre la possibilità di finanziare progetti specifici per obiettivo,
contenuto, destinatari e durata del periodo di formazione e/o
esperienza di lavoro che i partecipanti devono poter svolgere in
un’impresa o in un istituto di formazione sito in un paese diverso
da quello di provenienza scelto fra quelli ammessi a partecipare
al Programma.
• Progetti multilaterali di trasferimento dell’innovazione e progetti
multilaterali di sviluppo dell’innovazione.
Adattare e integrare i risultati/contenuti innovativi elaborati
nell’ambito di precedenti esperienze Leonardo da Vinci o di iniziative condotte a livello nazionale/locale/regionale/settoriale e
iniziative volte a sviluppare contenuti/metodi/procedure innovati-
“Gli Europei sono sempre più
consapevoli della differenza che
possono rappresentare nella vita le
competenze nelle lingue straniere.
Oltre a essere un elemento pratico
per il proprio sviluppo personale,
le lingue rappresentano una
opportunità in più per l’attività
economica delle imprese, poiché
conferiscono loro competitività e
aprono mercati d’esportazione".
Androulla Vassiliou
Commissaria responsabile
per l'Istruzione, la cultura, il
multilinguismo e la gioventù
≤
politiche europee
L'europa siamo noi: opportunità
vi del tutto nuovi o diversamente utilizzati.
• Reti tematiche di esperti e organizzazioni centrati su temi specifici.
Iniziative volte a confrontare a livello
europeo competenze e approcci innovativi, migliorare la capacità di analisi e
anticipazione dei bisogni, disseminare
gli output della rete in circuiti adeguati.
Partenariati multilaterali centrati su
temi di reciproco interesse dei partner.
Promozione e sviluppo di attività di cooperazione tra organismi che lavorano
nel campo dell’IFP.
•Visite preparatorie finalizzate a supportare l’incontro tra organismi potenzialmente partner in vista della presentazione di nuove candidature. Consentire
ai soggetti ammissibili nel quadro del
Programma Leonardo da Vinci che desiderano elaborare un nuovo progetto a
valere sulle diverse azioni, di contattare
e incontrare organismi potenzialmente
partner e/o sviluppare un piano di lavoro
finalizzato a predisporre la candidatura.
GRUNDTVIG
Programma Gioventù in azione 2007-2013
• Mobilità Grundtvig.
Visite, assistentati e scambi per i partecipanti nell’educazione degli adulti formale e non formale, compresi la formazione e lo sviluppo professionale dello
staff impegnato nell’educazione degli
adulti e le visite preparatorie; mobilità
individuale dei discenti adulti; esperienza di insegnamento per i futuri o neo insegnanti nel campo dell’educazione per
adulti.
Si tratta di un programma della Commissione europea – Direzione Generale Istruzione e Cultura – che promuove l'educazione non
formale, i progetti europei di mobilità giovanile internazionale di
gruppo e individuale attraverso gli scambi e le attività di volontariato
all'estero, l'apprendimento interculturale e le iniziative dei giovani di
età compresa tra i 13 e i 30 anni.
In Italia il programma è attuato dall’Agenzia Nazionale per i Giovani
e l’Autorità Nazionale di riferimento è il Dipartimento della Gioventù
della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
www.programmaleonardo.net/llp/home.asp
• Progetti Multilaterali.
Contenuti e metodologie d'insegnamento, educazione degli adulti a livello
politico e di sistema, accessibilità delle
opportunità di apprendimento e gestione dell’istruzione degli adulti.
• Partenariati di apprendimento Grundtvig.
Partenariati incentrati su temi di reciproco interesse per le organizzazioni
partecipanti.
• Progetti di volontariato senior GIVE.
Tutti i cittadini di età superiore ai 50 anni
legalmente residenti in uno dei Paesi
partecipanti al Programma che svolgono attività su base volontaria presso
istituzioni.
•Reti.
• Altre iniziative miranti alla promozione
degli obiettivi del Programma Grundtvig.
www.programmallp.it/grundtvig
Azione 1 - Gioventù per l'Europa
Azione secondaria 1.1 - Scambi di giovani
Gli scambi di giovani permettono a gruppi di giovani di Paesi diversi
di incontrarsi e di conoscere le rispettive culture. Lo scambio è progettato dai ragazzi stessi sulla base di un tema di interesse comune.
Azione secondaria 1.2 - Iniziative giovani
Questa Azione secondaria sostiene iniziative di gruppo concepite a
livello locale, regionale e nazionale. Promuove, inoltre, la costituzione di reti di progetti simili tra vari Paesi, per rafforzarne il carattere
europeo e per moltiplicare la cooperazione e lo scambio di esperienze tra i giovani.
Azione secondaria 1.3 - Progetti Giovani e Democrazia
I progetti appartenenti a questa Azione sostengono la partecipazione
dei giovani alla vita democratica della loro comunità locale, regionale o nazionale, ma anche a livello internazionale.
Azione 2 - Servizio Volontario Europeo
Lo SVE offre ai giovani dai 18 ai 30 anni un'esperienza di apprendimento interculturale in un contesto informale, promuovendone l'integrazione sociale e la partecipazione attiva. I giovani possono svolgere, infatti, un'attività di volontariato all'estero per un periodo che
va da 2 a 12 mesi, adoperandosi come "volontari europei" in progetti
locali in vari settori: dall'ambiente all'arte, dalla cultura alle attività
sociali, dallo sport al tempo libero. Attraverso questa esperienza i
giovani hanno l'opportunità di esprimere solidarietà verso gli altri
e acquisire nuove competenze utili alla loro formazione personale.
29
EURODESK è la rete europea per
l'informazione sui programmi e le
iniziative relative alla formazione
all'estero, lo scambio e la mobilità
in favore dei giovani e si pone
l'obiettivo di promuovere la
cooperazione tra enti e servizi per
favorire l'accesso alle opportunità
europee in materia di scambi
giovanili.
Eurodesk è la struttura del
programma comunitario Gioventù
in Azione dedicata all'informazione
e all'orientamento sui programmi
in favore dei giovani promossi
dall'Unione europea e dal Consiglio
d'Europa.
Presto anche la Provincia di
Pordenone sarà ufficialmente
Punto Locale Eurodesk!
≤
politiche europee
Azione 3 - Gioventù nel mondo
Azione secondaria 3.1 - Cooperazione con i
Paesi partner limitrofi all'Unione europea
Questa Azione secondaria sostiene progetti
con i Paesi partner limitrofi, in particolare
progetti quali scambi di giovani e di formazione e messa in rete nel settore giovanile.
Azione 4 - Strutture di sostegno per i giovani
Azione secondaria 4.3 - Formazione e messa in rete degli operatori dell'animazione
giovanile e delle organizzazioni giovanili
Questa Azione secondaria sostiene la formazione degli operatori socio-educativi e
delle organizzazioni giovanili, in particolare
lo scambio reciproco di esperienze, competenze e buone pratiche, nonché attività
suscettibili di sfociare in progetti di qualità,
partnership e reti di lunga durata.
Azione 5 - Sostegno alla cooperazione europea nel settore della gioventù
Azione secondaria 5.1 - Incontri di giovani
e di responsabili delle politiche per la gioventù
Questa Azione secondaria sostiene seminari, cooperazione e dialogo strutturato tra
i giovani, operatori nel settore giovanile e i
responsabili delle politiche per la gioventù.
Il programma Gioventù in Azione si rivolge
ai giovani di età compresa tra 13 e 30 anni
legalmente residenti in uno dei Paesi partecipanti al Programma o, a seconda della
natura dell'Azione, in uno dei Paesi partner,
nonché ad altri soggetti del settore giovanile e dell'educazione non formale.
Il principale gruppo-obiettivo del Programma sono i giovani di età compresa tra i 15 e
i 28 anni.
Il Programma Gioventù in azione è aperto a
tutti i giovani indipendentemente dal loro livello d'istruzione e bagaglio socioculturale.
www.agenziagiovani.it
http://ec.europa.eu/youth/index_en.htm
www.eurodesk.it
www.salto-youth.net
www.youthpass.eu
www.euromedp.org
LINGUE UFFICIALI
≤
L’Unione europea ha 23 lingue ufficiali
e di lavoro: bulgaro, ceco, danese,
estone, finlandese, francese, greco,
inglese, irlandese, italiano, lettone,
lituano, maltese, olandese, polacco, portoghese, rumeno, slovacco,
sloveno, spagnolo, svedese, tedesco e
ungherese. All’inizio, nel primo regolamento comunitario del 1958, erano
solo quattro - olandese, francese,
tedesco e italiano - le lingue degli
Stati membri dell'epoca. Da allora,
molti altri Paesi sono entrati nell'UE.
Le lingue continuano però a essere
meno numerose degli Stati membri
perché alcune sono usate in più Paesi:
ad esempio, in Belgio le lingue ufficiali
sono l'olandese, il francese e il tedesco, mentre a Cipro la maggioranza
della popolazione parla il greco.
L'europa siamo noi: opportunità
31
Altri programmi
Il programma Tempus IV finanzia iniziative volte ad ammodernare
l’istruzione superiore nei paesi partner geograficamente limitrofi
all’UE e promuove la cooperazione fra gli istituti di istruzione superiore dell’UE e di tali paesi.
http://eacea.ec.europa.eu/tempus/programme/about_tempus_en.php
Il programma Jean Monnet finanzia progetti per l’insegnamento, la
ricerca e lo studio di temi connessi all’integrazione europea presso
gli istituti di istruzione superiore, per stimolare le attività didattiche
di ricerca e supportare l’esistenza di istituzioni e associazioni europee che si occupano di integrazione europea e di formazione in una
prospettiva europea.
http://eacea.ec.europa.eu/llp/jean_monnet/jean_monnet_en.php
I programmi di studio congiunti tra Paesi europei e Usa, Canada,
Australia, Giappone, Nuova Zelanda e Sud Corea forniscono il supporto finanziario per la mobilità degli studenti con lo scopo di migliorare la qualità dell’istruzione superiore e della formazione professionale e promuovere una maggiore comprensione interculturale.
http://ec.europa.eu/education/industrialised-countries
Raccontaci la tua storia
≤
Ciao a tutti,
Mi chiamo Silvia, ho 24 anni e sono molisana.
Ho passato 4 mesi in Francia con l’Erasmus, 3 mesi in Inghilterra per seguire un corso di inglese e ora sono a Bruxelles come
stagista all’Eurodesk European Office.
Certo all’inizio c’è da sudare parecchio: le differenze linguistiche
e culturali rendono tutto piu difficile.
Ma ne varrà la pena, credetemi. Confrontarsi con altre culture e
rendersi conto alla fine che la pensiamo tutti allo stesso modo, e
anche se non è così non importa, basta stare insieme.
Dal portale europeo per i giovani: http://europa.eu/youth/
La prosperità futura dell'Europa
dipende dai suoi giovani, che
raggiungono quasi i 100 milioni
nell'UE e rappresentano quindi
un quinto della sua popolazione
totale (…).
La strategia "Europa 2020" mette
i giovani al centro del programma
dell'UE volto a creare un'economia
basata sulla conoscenza, sulla
ricerca e sull'innovazione, livelli
di istruzione e competenze elevati
e conformi alle necessità del
mercato del lavoro, e a promuovere
l'adattabilità e la creatività,
mercati del lavoro inclusivi e una
partecipazione attiva alla società.
Bruxelles, 15.9.2010
≤
politiche europee
> OPPORTUNITà PER GLI ENTI
PUBBLICI
Sei un Comune interessato a organizzare
uno scambio interculturale per conoscere
e incontrare altri concittadini europei?
Siti Natura 2000: come affrontare le problematiche di gestione? Come agiscono gli
altri Stati?
Vorresti organizzare una campagna informativa su tematiche ambientali e coinvolgere i cittadini e le scuole?
Riduzione dei rifiuti: sei interessato a realizzare un progetto di sperimentazione su
nuove politiche innovative?
Sei già promotore o vorresti promuovere
un festival coinvolgendo artisti e culture
diverse?
Il tuo Comune è già “gemellato” con altri
Comuni UE e vorreste creare una cooperazione stabile e strutturata?
I contaminanti nella filiera agroalimentare:
esistono finanziamenti UE per studi e ricerche dedicate?
Sei un’associazione culturale o un ente
pubblico e aspiri a migliorare lo spazio culturale europeo attraverso un particolare
argomento artistico-culturale?
Di seguito un rapido quadro sulle opportunità disponibili.
Programma “Europa per i Cittadini"
“Europa per i Cittadini” è un programma
della Commissione europea per sostenere
un’ampia serie di attività e organizzazioni
per la promozione di una cittadinanza europea attiva:
• dando ai cittadini l’opportunità di interagire e partecipare alla costruzione di
un’Europa sempre più vicina, democratica e aperta al mondo, unita nella sua
diversità culturale e da questa arricchita, sviluppando in tal modo il senso di
cittadinanza dell’Unione europea;
• sviluppando un’identità europea, fondata su valori, una storia e una cultura
comuni promuovendo così il senso di
appartenenza all’Unione europea tra i
cittadini;
• migliorando la comprensione reciproca
dei cittadini europei rispettando e valorizzando la diversità culturale e linguistica, contribuendo al dialogo interculturale.
Il programma è suddiviso in 4 azioni:
Azione 1 - Cittadini attivi per l'Europa
Misura 1 - Gemellaggio tra città
• Misura 1.1 Incontri fra cittadini nell'ambito del gemellaggio fra città.
• Misura 1.2 Reti di città gemellate.
Misura 2 - Progetti dei cittadini e misure di
sostegno
• Misura 2.1 Progetti dei cittadini.
• Misura 2.2 Misure di sostegno.
Azione 2 - Società civile attiva in Europa
• Misura 1 - Sostegno strutturale ai centri
di ricerca sulle politiche europee (gruppi di riflessione).
L'europa siamo noi: opportunità
33
• Misura 2 - Sostegno strutturale alle organizzazioni della società
civile.
• Misura 3 - Sostegno a favore di progetti promossi dalle organizzazioni della società civile.
Azione 3 - Insieme per l'Europa
Promossa e condotta dalla Commissione europea (non sono previste
quindi candidature), mira a sviluppare, a diffondere e a far comprendere il concetto di cittadinanza europea attiva, rendendo così l'Unione europea più tangibile per i cittadini.
Azione 4 - Memoria europea attiva
Commemorazione delle vittime del nazismo e dello stalinismo, stimolando così la riflessione sui principi alla base dell'Unione europea
– come la democrazia, il rispetto dei diritti umani, la libertà – e sulla
gravità della loro violazione.
www.europacittadini.it
http://eacea.ec.europa.eu/citizenship/index_en.php
http://ec.europa.eu/citizenship/index_en.htm
Il programma LIFE+
Il programma LIFE+ è una linea di finanziamento della Commissione europea che cofinanzia azioni a favore dell’ambiente nell’Unione
europea e nei paesi terzi, contribuendo all’attuazione, allo sviluppo
e al miglioramento delle politiche e della legislazione comunitarie in
materia ambientale nonché all’integrazione delle tematiche ambientali nelle altre politiche dell’UE.
Il programma LIFE+ si suddivide in 3 settori:
LIFE+ Natura e Biodiversità
Progetti volti al ripristino e alla conservazione degli habitat naturali minacciati, alla protezione di diverse specie animali e vegetali
nell’Unione europea e all’attuazione delle direttive Uccelli selvatici
e Habitat.
LIFE+ Politica Ambientale e Governance
Progetti innovativi e di dimostrazione in materia ambientale nell’Unio-
Il capitale naturale nei nostri
ecosistemi è essenziale per la
nostra salute, il nostro benessere
e la nostra prosperità. Offre
servizi che trainano le nostre
economie e creano le condizioni
per l’esistenza della vita stessa,
purificando l’acqua, impollinando
le colture, decomponendo i rifiuti
e regolando il clima, per citarne
solo alcuni. Il nostro capitale
naturale è soggetto anche a
nuove domande, come quella
di prodotti chimici di origine
vegetale o di biomassa per
sostituire i combustibili fossili.
Complessivamente, queste
crescenti domande di capitale
naturale pongono gravi minacce
all’economia e alla coesione
sociale dell’Europa.
≤
politiche europee
ne europea e nei paesi candidati all’adesione, nell’ambito di 5 settori: pianificazione e
valorizzazione del territorio, gestione delle
acque, riduzione dell’impatto ambientale
del­le attività economiche, gestione dei rifiuti e riduzione dell’impatto ambientale mediante una politica integrata dei prodotti.
LIFE+ Informazione e Comunicazione
Attività di divulgazione e informazione per
accrescere la sensibilizzazione in materia
ambientale (azioni di comunicazione, campagne informative, conferenze e formazione in materia ambientale e misure di prevenzione degli incendi - Forest focus).
http://ec.europa.eu/environment/life/
www.minambiente.it/home_it/menu.
html?mp=/menu/menu_attivita/&m=LIFE_.
html&lang=it
Altri programmi
Cultura, che supporta attività a sostegno
della diversità culturale, della cooperazione transfrontaliera fra organizzazioni operanti nel settore culturale, che promuovono
uno spazio culturale europeo.
http://ec.europa.eu/dgs/education_culture/
index_en.htm
www.antennaculturale.it
Progress, a favore dell’occupazione e della
solidarietà sociale. Sostiene finanziariamente l’attuazione degli obiettivi che l’UE si è posta nel campo del lavoro, degli affari sociali
e delle pari opportunità e che ha espresso
nell’agenda sociale. Il programma contribuisce anche alla messa in atto della strategia
di Lisbona per la crescita e l’occupazione.
http://ec.europa.eu/social/main.jsp?catId=
327&langId=en
Strumento Europeo per la Promozione
della Democrazia e dei Diritti Umani nel
mondo, che promuove la democrazia e i
diritti umani nei paesi terzi ed eroga assistenza, nell’ambito delle politiche comunitarie di cooperazione allo sviluppo e di cooperazione economica, tecnica e finanziaria
con i paesi terzi, coerente con la politica
estera complessiva dell’Unione europea.
Concorre allo sviluppo e al consolidamento della democrazia e dello stato di diritto,
alla tutela dei diritti umani e delle libertà
fondamentali.
http://ec.europa.eu/europeaid/what/
human-rights/index_en.htm
Salute 2008-2013, destinato a finanziare
progetti e altre azioni che contribuiscono
alla promozione della salute e della sicurezza per i cittadini e a migliorare il sistema
di salute pubblica.
http://health.europa.eu
Safer Internet Plus, ideato per promuovere
un uso più sicuro di Internet e delle nuove
tecnologie on line, in particolare per i bambini.
http://ec.europa.eu/dgs/information_
society/digital-agenda/index_en.htm
http://ec.europa.eu/information_society/
activities/sip/index_en.htm
Tutela dei Consumatori, destinato a sostenere le politiche degli Stati membri nel
campo della tutela dei consumatori. Concorre a tutelare la sicurezza, la salute e gli
interessi economici e giuridici dei consumatori europei e a promuovere il diritto dei
L'europa siamo noi: opportunità
consumatori all’informazione e alla difesa degli interessi dei consumatori stessi.
http://ec.europa.eu/eahc/consumers/index.html
Sicurezza e Tutela della Libertà, programma volto a sostenere i progetti in materia di sicurezza e di giustizia, realizzando uno spazio di
libertà, sicurezza, giustizia, e di tutela dei cittadini dalle varie forme
di criminalità mediante la prevenzione e la lotta contro la criminalità.
http://ec.europa.eu/home-affairs/tenders/tenders_en.htm
Azioni di Informazione sulla Politica Agricola Comune, volte a illustrare agli agricoltori e al pubblico le sfide e gli sviluppi della Politica
Agricola Comune per una corretta attuazione nei settori dell’agricoltura e dello sviluppo rurale.
http://ec.europa.eu/agriculture/index_it.htm
Finanziamento della cooperazione allo sviluppo, destinato a sostenere la cooperazione con i paesi, i territori e le regioni in via di
sviluppo compresi nell’elenco dei beneficiari degli aiuti stabilito dal
Comitato per l’aiuto allo sviluppo (CAS) dell’Organizzazione per la
cooperazione e lo sviluppo economici (OCSE). L'obiettivo generale è
eliminare la povertà nei paesi e nelle regioni partner.
http://ec.europa.eu/europeaid/how/finance/dci_en.htm
URBAL, il programma è volto a sviluppare interventi di cooperazione
decentralizzata fra città ed enti locali dell’Europa e dell’America Latina, individuando e sperimentando nuove modalità di gestione delle
comunità urbane, l'incoraggiamento dello scambio diretto di esperienze tra i rappresentanti territoriali e tecnici di entrambi i continenti nel campo delle politiche urbane.
http://ec.europa.eu/europeaid/where/latin-america/regionalcooperation/urbal/index_en.htm
Protezione civile, programma destinato a sostenere e integrare le
attività degli Stati membri finalizzate principalmente alla protezione delle persone, dell’ambiente e dei beni, compreso il patrimonio
culturale, in caso di catastrofi naturali, atti di terrorismo e catastrofi
tecnologiche, radiologiche o ambientali, nonché ad agevolare il rafforzamento della cooperazione tra gli Stati membri nel settore della
protezione civile.
http://ec.europa.eu/echo/civil_protection/civil/prote/finance.htm
35
≤
politiche europee
L'europa siamo noi: opportunità
> OPPORTUNITà PER LA
REALTà IMPRENDITORIALE
Il Settimo Programma Quadro per la
ricerca e per lo sviluppo tecnologico
sporti (compresa l’aeronautica), scienze socioeconomiche e discipline umanistiche, spazio, sicurezza.
Ridurre l'impatto dei processi produttivi
sull'ambiente è fra i tuoi obiettivi aziendali?
Il Settimo Programma Quadro (7PQ) per la
ricerca e per lo sviluppo tecnologico è la
più importante linea di finanziamento europeo per la ricerca.
L’obiettivo finale del 7PQ è di rafforzare la
competitività scientifica europea, in linea
con quanto previsto dalla Strategia di Lisbona (oggi, Europa 2020) e ribadisce con
forza l’importanza della ricerca legata alle
esigenze delle industrie e alla competitività
scientifica.
Il Settimo Programma Quadro riunisce tutte le iniziative dell’UE collegate alla ricerca
che hanno un ruolo fondamentale per raggiungere gli obiettivi di crescita, competitività e occupazione, assieme a un nuovo
Programma Quadro per la Competitività e
l’Innovazione (CIP), ai programmi di istruzione e formazione, ai Fondi strutturali e ai
Fondi di coesione per la convergenza regionale e la competitività. Inoltre è un pilastro
fondamentale per lo Spazio Europeo della
Ricerca (SER).
Idee
Promuove la "ricerca di frontiera" unicamente sulla base dell’eccellenza scientifica, in qualsiasi campo della scienza e della tecnologia,
comprese l’ingegneria, le scienze socioeconomiche e le discipline
umanistiche.
Gli obiettivi del 7PQ sono suddivisi in 4 categorie:
Il Programma Energia Intelligente – Europa (IEE), sottoprogramma
del Programma quadro per la Competitività e l’Innovazione (CIP), ha
come obiettivi l’incoraggiamento dell’efficienza energetica, dell’uso
razionale delle risorse e della diversificazione energetica, la promozione delle fonti d’energia nuove e rinnovabili e dell’efficienza energetica e dell’uso di fonti d’energia nuove e rinnovabili nei trasporti.
Sei appassionato di ricerca, hai idee creative e vorresti sviluppare la tua carriera?
Sei interessato alla produzione di energia
idroelettrica e al rispetto delle direttive europee e vorresti conoscere nuove modalità
e le direttive più innovative?
Sei un produttore interessato a realizzare
un film creativo destinato al mercato europeo e internazionale?
Sei interessato a progettare una macchina
per il controllo delle banconote: chimera o
opportunità finanziabile?
Il trattamento e la prevenzione del diabete
sono fra i tuoi progetti di ricerca?
Sei un ente che fornisce servizi di pubblica
utilità e ti interessa l’ambito dei biocarburanti?
Di seguito un rapido panorama sulle opportunità disponibili.
Cooperazione
Promuove la ricerca in Europa e in altri Paesi partner attraverso i progetti di consorzi
transnazionali tra l’industria e l’università.
La ricerca potrà riguardare una pluralità
di comparti: agroalimentare, agricoltura,
pesca e biotecnologie, tecnologie dell’informazione e della comunicazione, nanoscienze, nanotecnologie, materiali e nuove
tecnologie di produzione, energia, ambiente (compresi i cambiamenti climatici), tra-
Persone
Sostiene la mobilità della ricerca e lo sviluppo della carriera dei
ricercatori nell’Unione europea e a livello internazionale e si attua
attraverso una serie di azioni Marie Curie, che prevedono borse di
ricerca e altri interventi per aiutare i ricercatori a sviluppare le loro
abilità e le loro competenze nel corso della loro carriera.
Capacità
Rafforza le capacità di ricerca necessarie all’Europa per diventare
un’economia prospera basata sulla conoscenza.
http://cordis.europa.eu/fp7/home_it.html
http://ec.europa.eu/research/fp7
www.apre.it
Il Programma Energia Intelligente – Europa (IEE)
Il programma comprende quattro tematiche specifiche che sono:
SAVE - Efficienza energetica e uso razionale delle risorse
• Migliorare l’efficienza energetica e l’uso razionale dell’energia, in
particolare nei settori industriali ed edilizi.
• Sostenere l’elaborazione e l’attuazione di provvedimenti legislativi dedicati.
37
Energia sostenibile
per l'Europa
È il nome della campagna
voluta dall'Unione europea per
promuovere l'energia sostenibile
in case, imprese ed enti pubblici.
Fra le varie iniziative ogni anno
un'intera settimana è dedicata al
tema con riflessioni e dibattiti a
cui partecipano i protagonisti del
settore, presentazioni delle nuove
iniziative e progetti per dare impulso
agli investimenti nelle tecnologie
pulite. L'energia sostenibile è infatti
al centro della strategia economica
di lungo termine dell'Unione
europea e della sua azione contro i
cambiamenti climatici. Gli obiettivi
fissati per il 2020 sono: ridurre
del 20% le emissioni di gas serra,
aumentare del 20% l'efficienza
energetica e portare al 20% la quota
di energie rinnovabili.
Per approfondire:
http://eusew.eu
≤
politiche europee
ALTENER - Fonti d’energia nuove e rinnovabili
• Promuovere le fonti d’energia nuove e
rinnovabili, sostenendo la diversificazione delle fonti d’energia.
• Integrare le fonti d’energia nuove e rinnovabili nel contesto locale e nei sistemi energetici.
• Sostenere l’elaborazione e l’attuazione
di provvedimenti legislativi.
STEER - Energia e trasporti
• Sostenere le iniziative riguardanti tutti
gli aspetti energetici dei trasporti e la
diversificazione dei carburanti.
• Promuovere i carburanti rinnovabili e
l’efficienza energetica nei trasporti.
• Sostenere l’elaborazione e l’attuazione
di provvedimenti legislativi.
Azioni integrate
È inoltre possibile realizzare “azioni integrate” sull’efficienza energetica e le fonti
d’energia rinnovabili in diversi settori economici e progetti di promozione, divulgazione e anche formazione.
L’UE fornisce inoltre sostegno ai progetti
riguardanti la prima applicazione commerciale di tecniche, processi, prodotti o prassi
innovativi d’interesse comunitario, la cui dimostrazione è stata già conclusa con successo. Essi sono diretti a diffondere l'uso di
tali tecniche, processi, prodotti o prassi nei
paesi partecipanti e a facilitarne l'assorbimento da parte del mercato.
www.ec.europa.eu/energy/intelligent
Altri programmi
Competitività e Innovazione (CIP), che è indirizzato prioritariamente alle PMI e alle loro
esigenze e intende contribuire al­la competitività e alla capacità innovativa dell’Unione
europea promuovendo uno sviluppo sostenibile basato su una crescita economica forte
e un’economia sociale di mercato concorrenziale.
http://ec.europa.eu/cip/index_en.htm
Strumento Europeo di Vicinato e Partenariato (ENPI), che finanzia attività volte al
raggiungimento degli obiettivi della politica
europea di vicinato oltre a quelle del partenariato strategico con la Russia, mirando a
rafforzare la prosperità, la stabilità e la sicurezza del vicinato europeo, promuovendo
le riforme, le norme di diritto e rendendo le
democrazie più stabili.
http://ec.europa.eu/europeaid/where/neighbourhood/overview/index_en.htm
MEDIA, finalizzato al sostegno dell’industria audiovisiva europea, promuove la circolazione di produzioni europee, all’interno
e all’esterno dell’UE e favorisce la competitività dell’industria audiovisiva fornendo
un accesso ai finanziamenti.
http://ec.europa.eu/culture/media/index_
en.htm
Marco Polo II, volto a ridurre la congestione stradale, a migliorare le prestazioni ambientali del sistema di trasporto e a
potenziare il trasporto intermodale, contribuendo in tal modo a un sistema di trasporti efficace e sostenibile che costituisce un
valore aggiunto per l’Unione europea.
http://ec.europa.eu/transport/index_en.htm
L'europa siamo noi: opportunità
L’obiettivo di questa sezione informativa è di fornire una rapida sintesi per far conoscere e divulgare, in modo semplice, le molteplici
possibilità di ottenere un finanziamento diretto da parte delle istituzioni europee. Integrazioni e dettagli sono consultabili sul sito
www.politicheuropee.provincia.pn.it.
39
≥
centro
Europe Direct
> EuroPN: la tua prima
porta per l’Europa
Più di otto europei su dieci ritengono importante essere informati sulle tematiche
europee. Sette su dieci desiderano conoscere meglio i loro diritti di cittadini. Quasi
i due terzi degli europei considerano le informazioni disponibili sull’Unione europea
utili e interessanti, ma quasi altrettanti le
trovano invece insufficienti (da Eurobarometro Flash sul Libro bianco).
Nell’ambito della propria politica europea
di comunicazione, la Commissione europea
ha individuato nella rete Europe Direct uno
strumento essenziale e strategico per una
comunicazione a “doppio senso”: una democrazia sana può infatti prosperare so­lo
se i cittadini sanno cosa sta succedendo, se
sono attivamente coinvolti e possono par­
teciparvi raccogliendone la corrispondente
fiducia.
Il centro EuroPN è quindi il principale canale attraverso il quale la Provincia di Pordenone comunica l’Europa a tutti i cittadini
e i cittadini (o impresa o ente pubblico) hanno l’opportunità di conoscere, di informarsi, di confrontarsi, di fornire suggerimenti o
anche semplicemente di parlare d’Europa
in uno spazio unico, aperto e a loro disposizione.
La comunicazione sulle attività dell’UE del
centro EuroPN si basa sull’interazione “da
persona a persona” e si rivolge innanzitutto alla cittadinanza in generale e, altresì,
a un pubblico specifico, come i giovani, la
realtà imprenditoriale, gli enti pubblici, le
associazioni.
> EuroPN e il Web
Il centro “EuroPN” gestisce e aggiorna settimanalmente il proprio sito web offrendo
on line l’accesso gratuito a tutte le notizie
sull’Unione europea.
Per accedere alla sezione dedicata ai progetti, programmi e bandi, suddivisa nella
varia tipologia di utenza (Giovani, Enti pubblici, PMI) è necessario registrarsi gratuitamente al sito.
Il sito evidenzia le notizie in ordine cronologico e gli eventi che si svolgono sia nel
territorio che in tutta Europa. Predispone
anche un servizio di F.A.Q. e un glossario
con i termini più specialistici.
www.politicheuropee.provincia.pn.it
> EuroPN per tutti
i cittadini
Aiuta i cittadini a dare risposte alle loro domande sull'Unione europea.
Fornisce consulenza e informazioni su tutti gli argomenti attinenti all'UE (istituzioni,
politiche, programmi).
Offre l’opportunità di consultazione gratuita
dei siti Internet di interesse comunitario.
Mette a disposizione gratuitamente una vasta gamma di documentazione UE (brochure, guide, opuscoli).
Offre l’opportunità per i cittadini di fornire
un feedback alle istituzioni UE in forma di
osservazioni e suggerimenti.
Redige una periodico di informazione semestrale contenente una panoramica sulla
situazione attuale dell’UE, sugli eventi/ini-
≤
politiche europee
centro europe direct
41
ziative locali di interesse comunitario e su bandi, legislazione e opportunità promosse dall’UE.
Partecipa, tramite i propri operatori, alla formazione organizzata dalla Direzione Generale Comunicazione e dalla Rappresentanza in Italia
della Commissione europea su aspetti comunitari generali e specifici
al fine di fornire un’informazione adeguata e coordinata.
> EuroPN per i giovani
Interviene direttamente negli istituti scolastici di ogni ordine e grado
e nelle altre sedi di aggregazione formali e informali per sensibilizzare i giovani sul “senso di appartenenza” all’UE e sviluppare una
cittadinanza europea attiva.
Promuove le opportunità che offre e finanzia l’UE per progetti di volontariato negli altri paesi membri/aderenti, per scambi giovanili e
iniziative di carattere europeo.
Fornisce informazioni per conoscere i propri diritti in ambito europeo
(vita, lavoro, viaggi).
Informa i giovani cittadini sull’Europa (storia, istituzioni, strategie) e
sul suo funzionamento.
Mette a disposizione gratuitamente una vasta gamma di documentazione UE (brochure, guide, opuscoli).
Fornisce l’opportunità di consultazione gratuita dei siti Internet di interesse comunitario.
Realizza e collabora in eventi e seminari di informazione e sensibilizzazione per stimolare il dibattito europeo.
In questi anni ha organizzato:
• eventi in occasione della celebrazione della Festa dell’Europa e
iniziative sul processo di integrazione europea, coinvolgendo in
particolare le scuole;
• seminari per approfondire e promuovere la politica energetica
dell’Unione europea, le tecniche innovative ed esempi pratici di
applicazione nell’ambito del risparmio energetico;
• approfondimenti sulle opportunità e le sfide legate all’allargamento ai nuovi Paesi candidati (Croazia, Turchia);
• incontri sui portali europei dedicati ai giovani e sulle possibilità di
studiare, lavorare, fare volontariato, viaggiare all’estero.
"Il cittadino europeo è, oggi più che
mai, al centro del nostro comune
progetto e deve essere pienamente
consapevole delle opportunità
che esso offre quanto in termini
di vantaggi tanto in termini di
partecipazione".
Lucio Battistotti
Direttore della Rappresentanza in
Italia della Commissione europea
www.politicheuropee.
pordenone.it
Fai sentire la tua voce!
È possibile partecipare
all’implementazione del sito
segnalandoci suggerimenti,
esperienze, eventi di particolare
rilevanza, buone pratiche,
contattandoci alla nostra e-mail:
politiche.europee@provincia.
pordenone.it.
EuroPN sarà presto su Facebook,
Twitter e Youtube!
≤
politiche europee
> EuroPN per le imprese
Offre consulenza e informazioni sulle politiche e priorità dell’UE (Strategia Europa
2020).
Organizza e collabora nell’organizzazione
di eventi, seminari e infoday sulle opportunità che l’UE offre alla realtà imprenditoriale.
Fornisce l’opportunità di consultazione
gratuita dei siti Internet di interesse comunitario.
Mette a disposizione gratuitamente una vasta gamma di documentazione UE (brochure, guide, opuscoli).
Indica le fonti di informazione (legislazione,
pubblicazioni, comunicati stampa ecc.) e
recapiti delle organizzazioni e degli organismi competenti.
Coopera con altri vettori di informazione
comunitaria settoriale (Enterprise Europe
Network, Solvit).
In questi anni ha organizzato:
• seminari per favorire le capacità di sviluppo dei rapporti economici dell’imprenditoria regionale nell’area adriatica, balcanica e carpatico-danubiana;
• approfondimenti sulla politica di sviluppo ecosostenibile sostenuta e promossa dall’UE con una particolare attenzione ai Paesi dell’Est Europa.
> EuroPN per gli enti
pubblici
Offre consulenza e informazioni su tutti gli
argomenti attinenti all'UE
Attiva la piena copertura informativa del territorio provinciale sull’Unione europea (istituzioni, politiche, programmi).
Offre orientamento e assistenza nella ricerca
e utilizzo di programmi cofinanziati dall’UE
per intraprendere progetti di sviluppo.
Opera in rete con altri soggetti partner
nell’attività di europrogettazione.
Organizza occasioni di formazione nell’ambito delle tematiche prioritarie dell’UE.
Collabora e realizza eventi e seminari sulle
opportunità e le tecniche di progettazione
europea (Project Cycle Management).
In questi anni ha organizzato:
• numerosi interventi di informazione/
formazione sulle opportunità nascenti dalla Programmazione comunitaria
2007-2013, rivolti agli amministratori ed
operatori regionali che guardano all’Europa quale strategico riferimento per lo
sviluppo della nostra Società;
• laboratori-lavoro di gruppo per affrontare concretamente gli elementi di progettazione, intervenire con proprie proposte e valutare, insieme agli esperti, la
coerenza di queste ultime in relazione al
finanziamento identificato;
• approfondimenti sullo strumento del
Gruppo europeo di cooperazione transfrontaliera (GECT), quale potenziale
punta avanzata di un processo di riorganizzazione territoriale per gli Stati e le
Regioni coinvolte.
centro europe direct
43
> EuroPN e la rete locale di subantenne
Al fine di collaborare con la Commissione europea nella realizzare
di una politica di comunicazione efficace, attiva e pro-attiva, il centro
EuroPN ha istituito dal marzo 2010 una propria rete locale di subantenne, coinvolgendo Enti e associazioni locali che si sono dimostrati interessati a sviluppare azioni positive a favore dei cittadini,
offrire informazioni, consulenze, assistenza e risposte a domande
sulla legislazione, le politiche, i programmi, i regimi e le possibilità
di finanziamento dell’UE.
Attualmente hanno aderito alla network locale: Istituto Regionale di
Studi Europei del Friuli Venezia Giulia (IRSE) di Pordenone, sportello EURES di Pordenone, Consorzio Universitario di Pordenone, IAL
FVG, Centro Formazione Pordenone, Associazione intercomunale
tra i Comuni di Brugnera, Caneva, Fontanafredda, Sacile e Porcia,
Comune di Pordenone, Informagiovani di Pordenone, Servizio Regionale di Orientamento, Azienda Speciale Concentro della CCIAA di
Pordenone, Agenzia di Sviluppo Locale Venezia Orientale (VeGAL) di
Portogruaro, Centro Europe Direct di Nova Gorica (Slovenia), Ufficio
della Consigliera Provinciale di Parità.
È possibile aderire alla rete del centro EuroPN in qualunque momento siglando un “progetto di cooperazione”, finalizzato a costituire
un quadro di collaborazione istituzionale tra collettività regionali e
locali per lo scambio di informazioni, esperienze, prodotti elaborati
e realizzati sui temi, le politiche e le istituzioni dell'UE e contribuire
attivamente a sviluppare la consapevolezza di una cittadinanza europea nel proprio territorio.
Festa dell'Europa, 9 maggio
In occasione di un discorso a Parigi,
nel 1950 il ministro degli Esteri
francese Robert Schuman propose
di creare per l'Europa una nuova
forma di cooperazione politica,
che avrebbe reso impensabile una
guerra tra le nazioni europee.
La proposta è considerata l'atto di
nascita dell'Unione europea.
È durante un vertice dell'UE
tenutosi a Milano nel 1985, che si è
deciso di fare del 9 maggio la "Festa
dell'Europa".
Le festività e attività organizzate
per la Festa dell'Europa sono
un'occasione per avvicinare l'Europa
ai suoi cittadini e i popoli dell'Unione
fra loro.
≥
TURISMO
e AMBIENTE
NELL’AMBITO DEL SETTORE PROMOZIONE E SVILUPPO DEL TERRITORIO,
“TURISMO E AMBIENTE” SIGNIFICA:
-VALORIZZAZIONE DELLE AREE DI PREGIO NATURALISTICO
- GESTIONE, VALORIZZAZIONE E PROMOZIONE DELLE AREE DI PREGIO
AMBIENTALE DI PROPRIETÀ DELL’ENTE
-VERDE PUBBLICO E VERDE RURALE
- EDUCAZIONE AMBIENTALE E NATURALISTICA
- ATTIVITÀ FORMATIVA E INFORMATIVA NELLE SCUOLE A INDIRIZZO
AGRARIO E/O GENIO RURALE
- IDENTIFICAZIONE DELLE ATTRATTIVE TURISTICHE DI PREGIO CAPACI DI
INTERCETTARE LE ASPETTATIVE DI MERCATI TURISTICI SPECIFICI
- PROMOZIONE DELLO SVILUPPO TURISTICO
- INDIVIDUAZIONE di PERCORSI, ITINERARI E OPPORTUNITÀ PER
FAR CONOSCERE MEGLIO IL TERRITORIO E FARLO VIVERE IN MODO
PARTECIPATO IN TUTTI i SUOI MOLTEPLICI ASPETTI
:02
≥
natura tutelata e
itinerari suggeriti
Il Settore Promozione e Sviluppo del Territorio, con il suo asse dedicato a Turismo e Ambiente, presta una particolare attenzione al sistema delle aree di pregio naturalistico di
proprietà della Provincia stessa e a quelle del pordenonese in generale.
Le attività svolte sono programmate e implementate in linea con i principi e le disposizioni
della rete Natura 2000 e dei relativi programmi di gestione.
La provincia di Pordenone infatti, pur non essendo un territorio molto esteso, vanta una
straordinaria ricchezza di varietà di piante, animali e paesaggi. Alcune specie animali e
vegetali non si trovano in nessuna altra parte del mondo.
È un territorio ricco di biodiversità in gran parte frutto degli influssi del clima, della geologia
e dell’orografia (processi naturali) dei luoghi, ma anche dell’influenza dell’uomo che ha
fortemente segnato i paesaggi con attività agricole e forestali.
L’impegno dell’Ente per il prossimo futuro è quello di individuare sistemi, metodi e relazioni
territoriali tali da far diventare la difesa dell’integrità degli ecosistemi acquatici e terrestri
occasione di promozione del territorio in grado di creare occupazione e coesione sociale.
Aree naturali tutelate
Friuli Venezia Giulia
i.b.a.
rete L.R. 42/96
AREE PROTETTE
(L. 394/91)
Z.P.S.
ALTRE AREE
s.i.n.
rete NATURA 2000
S.I.C.
corridoi
ecologici
Aree
contigue
PARCHI NATURALI
REGIONALI
RISERVE NATURALI
REGIONALI
BIOTOPI NATURALI
Z.S.C.
A.R.I.A.
Aree Ramsar
Riserve naturali
statali
PARCHI COMUNALI
AREE DI
RIFERIMENTO
Prati stabili
Aree Wilderness
Schema aree naturali tutelate del Friuli Venezia Giulia. Fonte Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia www.regione.fvg.it
≤
turismo e ambiente
natura tutelata e itinerari suggeriti
47
Aree di pregio
naturalistico
Le aree di pregio naturalistico della regione proprio per la straordinaria importanza che rivestono sono state, a partire dagli anni ’90,
oggetto di specifica normativa di tutela e salvaguardia.
In particolare, due sono le disposizioni normative nazionali originarie:
• la Legge nazionale 394 del 1991 "principi fondamentali per l'istituzione e la gestione delle aree naturali protette";
• i Decreti del Presidente della Repubblica 357/96 e seguenti, recepimento nazionale delle Direttive 92/43 CEE "Habitat" e 79/409
CEE "Uccelli" che istituiscono la rete Natura 2000 di tutela della
biodiversità europea.
Le importanti leggi regionali 42/96 e seguenti costituiscono l'applicazione locale della legge nazionale 394/91. Di concerto, i due provvedimenti legislativi cercano di dare un’efficace risposta alla complessa varietà ambientale del Friuli Venezia Giulia con l’obiettivo di
recuperare e migliorare, ove è possibile, la coerenza di un sistema
ambientale che la Regione, in modo lungimirante, aveva già dettagliatamente pianificato per il suo territorio nel PURG del 1978 nel
quale le forme di protezione della natura disegnavano un sistema
significativamente coerente di ambienti principali e di connettivo sul
30% del territorio regionale. La Legge 42/96 sostituisce l’originale
impianto normativo del PURG del 1978 che individuava uno stretto
legame tra la tutela delle aree naturali e la pianificazione territoriale
e urbanistica attraverso l'individuazione di parchi naturali regionali,
biotopi naturali, A.R.I.A. e aree di reperimento.
In attuazione del DPR 357/97 la Regione ha individuato Siti di Importanza Comunitaria e Zone di Protezione Speciale.
Le due Direttive cui si sta dando gradualmente piena attuazione in
regione rappresentano un’iniziativa straordinariamente ambiziosa
mai intrapresa a tutela della biodiversità europea partendo dalla tutela della biodiversità locale e degli habitat in generale.
Si tratta di una legislazione innovativa che non si concentra più sulle
singole specie, in quanto, la conservazione dell’ambiente lo ha ormai
insegnato da decenni, le specie possono prosperare solo in presenza
di habitat salubri, resistenti e stabili.
La rete Natura 2000
La rete Natura 2000 comprende
circa 25.000 siti in tutti i 27 Stati
membri dell’Unione europea,
siti che nel complesso occupano
quasi un quinto del territorio
comunitario.
In regione sono stati individuati
complessivamente 64 siti di cui 17
ricadenti nel territorio provinciale
di Pordenone, corrispondenti al
22% della superficie.
Nelle foto
Crambe tataria
Centaurea dichroantha
Stambecco in Val Zemola
≤
turismo e ambiente
≤
LEGGE NAZIONALE 394 DEL 1991
La legge 394/91 è particolarmente
significativa per il nostro territorio
perché in modo mirato ha concentrato
la sua azione legislativa individuando
Parchi e Riserve provvedendo, al contempo, a stabilire i principi cui non si
può venir meno per la loro gestione:
- l’obbligo di istituzione delle singole
aree con specifica legge;
- la partecipazione attiva degli enti
locali alla formazione e gestione;
- la dotazione annuale di specifici
bilanci;
- l'adozione di misure di salvaguardia
e di alcuni divieti fra cui quello di
caccia.
LEGGE REGIONALE 42 DEL 1996
A complemento degli interventi
mirati della legge nazionale 394/91 la
Regione Friuli Venezia Giulia, con la
L.R. 42/96, in attuazione degli articoli
9 e 32 della Costituzione, ha istituito
parchi naturali regionali e riserve naturali regionali, sostenuto l'istituzione
di parchi comunali e intercomunali,
individuato aree di rilevante interesse
ambientale, biotopi naturali e aree di
reperimento.
L'obiettivo ancora attuale è continuare
a tutelare l'ambiente e assicurare alla
collettività il corretto uso del territorio
per scopi ricreativi, culturali, sociali,
didattici e scientifici e per la qualificazione e valorizzazione delle economie
locali.
Le direttive, pertanto, considerano prioritaria tanto la conservazione degli habitat per
la flora e la fauna selvatiche quanto la tutela delle specie stesse in un’ottica territoriale di rete coesa di aree protette rispetto
alla quale si riconosce il fatto che l’uomo
è parte integrante della natura e che la sinergia tra uomo e natura è vitale. Un principio importantissimo che consente di fare
un grosso passo avanti rispetto al passato (approccio dall’alto verso il basso delle
classiche riserve naturali, che escludeva
sistematicamente le attività antropiche)
perché ciò vuol dire che le misure di conservazione non possono non tener conto
delle esigenze economiche, sociali e culturali, nonché delle peculiarità specifiche
delle zone interessate.
natura tutelata e itinerari suggeriti
49
> I parchi naturali
I parchi naturali regionali sono un sistema territoriale d’interesse
per valori naturali, scientifici, storico-culturali e paesaggistici. Sono
organizzati in modo unitario per conservare, tutelare, restaurare,
ripristinare e migliorare l’ambiente naturale e le sue risorse, perseguire uno sviluppo sociale, economico e culturale, promuovere la
qualificazione delle condizioni di vita e di lavoro delle comunità residenti attraverso attività produttive compatibili con quelle naturali.
Tra le finalità dei parchi vi è anche quella di favorire la riconversione e la valorizzazione dei mestieri tradizionali esistenti, proponendo
modelli di sviluppo alternativo in aree marginali, nonché promuovere
l’incremento della cultura naturalistica tramite attività educative, informative, divulgative, di formazione e di ricerca scientifica.
In Friuli Venezia Giulia sono stati istituiti, con la legge regionale
42/1996, due parchi naturali: il Parco Naturale delle Dolomiti Friulane, in provincia di Pordenone, e il Parco Naturale delle Prealpi Giulie,
poco lontano dal confine sloveno.
La presenza di un parco naturale nel territorio costituisce un importante catalizzatore per azioni volte allo sviluppo sostenibile locale in
un’ottica di “spazio rurale” ove le iniziative agricole, dell'allevamento, industriali e dei servizi, si sviluppano in modo integrato e interconnesso tra loro.
Nelle foto
Escursionisti sul Pian Pinedo
Daphne blagayana
Sentiero a Casso
Gentiana clusii
Marmotte
Campanile di Val Montanaia da
Forcella Lama
≤
turismo e ambiente
Il Parco Naturale Regionale
delle Dolomiti Friulane
Istituito nel 1996 con i suoi 36.950 ettari circa è il parco naturale più grande del Friuli
Venezia Giulia. Inserito nel comprensorio
montuoso soprastante l’alta pianura friulano-veneta, è compreso tra i corsi dei fiumi
Tagliamento, Piave e Cellina e interessa
otto comuni: Andreis, Cimolais, Claut, Erto
e Casso, Frisanco, Tramonti di Sopra, Forni
di Sopra e Forni di Sotto, questi ultimi due
in provincia di Udine.
Il suo paesaggio è caratterizzato da rilievi
tormentati e accidentati, con depositi ghia-
≤
Il Parco Naturale delle Dolomiti
Friulane gestisce le seguenti aree
SIC e ZPS che ricadono in provincia di
Pordenone:
SIC E ZPS – IT 3310001 Dolomiti
Friulane
Comuni interessati: Ampezzo, Andreis,
Cimolais, Claut, Erto e Casso, Forni
di Sopra, Forni di Sotto, Frisanco,
Socchieve, Tramonti di Sopra che
ricadono in provincia di Pordenone
e Udine. Superficie totale: 36740,00
ettari
SIC – IT 3310004 – Forra del Torrente
Cellina
Comuni interessati: Andreis,
Montereale Valcellina, Barcis in
provincia di Pordenone
Superficie totale: 289,00 ettari
SIC – IT 3310002 Val Colvera di Jof
Comuni interessati: Frisanco
e Maniago in provincia di Pordenone.
Superficie totale: 396,00 ettari
iosi ai piedi delle pareti, vallate strette, incise e percorse da torrenti a grande capacità
erosiva. Il territorio è molto vario e presenta quasi tutti gli habitat delle aree prealpine
e alpine nonché particolari e interessanti
formazioni geologiche.
La vegetazione offre numerose specie
presenti solo qui (endemismi) e altre rare
grazie al rifugio offerto dai massicci rocciosi creati durante le glaciazioni. La vastità
dell’area e la ridotta presenza dell’uomo
hanno garantito la sopravvivenza di interessanti uccelli.
L’alto grado di naturalità conservato si è rivelato la vera ricchezza di questo territorio.
Ricco e vario è il calendario di escursioni che si svolgono durante tutto il periodo
dell'anno all'interno del Parco.
Organizzate per gradi di difficoltà, indicati sempre vicino all'itinerario, vanno dalle
attività per tutti a quelle escursionistiche
impegnative per esperti sempre accompagnati da profondi conoscitori del territorio,
guide naturalistiche e guide alpine.
Di rilievo per l'ospitalità del Parco è il sistema di sette Centri visite e due punti informativi dislocati sul suo territorio, che
svolgono un'efficace e apprezzata attività
informativa e di orientamento.
Il Parco è gestito dall'Ente Parco Naturale
Dolomiti Friulane, via Roma
33080 Cimolais (Pn) - tel. 0427 87333
www.parcodolomitifriulane.it
[email protected]
natura tutelata e itinerari suggeriti
51
> Riserve naturali,
regionali e nazionali
Rispetto ai parchi, le riserve naturali hanno dimensioni più ridotte e
d’alto valore naturalistico. L’obiettivo principale è dunque la loro conservazione piuttosto che il perseguimento dello sviluppo sociale, economico e culturale. Anche le riserve naturali comunque promuovono
le attività educative, informative, divulgative, di formazione e di ricerca
per incrementare la cultura naturalistica.
In Friuli Venezia Giulia ci sono tre riserve naturali istituite dallo Stato e dodici dalla Regione (con le leggi regionali 42/1996, 13/1998 e
17/2006), fra le quali l'unica pordenonese denominata Riserva Regionale della Forra del Cellina è gestita dal Parco Naturale delle Dolomiti Friulane.
Riserva Naturale della Forra del Cellina
La Riserva Naturale della Forra del Cellina interessa circa 304 ettari
di una significativa incisione valliva scavata dal torrente Cellina tra i
comuni di Andreis, Barcis e Montereale Valcellina. A renderla unica
è il fatto che si tratta di una vera e propria forra scavata nei sedimenti
calcarei, con costante presenza d’acqua, cascate e suggestive forme
di erosione. Le interessanti rarità botaniche presenti sono determinate dalle particolari condizioni climatiche.
L'aspetto morfologico è quello di un gran canyon, il maggiore della
regione e di grande spettacolarità con pareti verticali mozzafiato e
uno straordinario "sistema" di forre interconnesse l'una nell'altra,
relative ai torrenti Alba, Molassa e Cellina.
Tra i percorsi escursionistici realizzati all'interno della Riserva di
estrema emozione è quello denominato Sky walk: una passerella
pedonale che si affaccia sul baratro di straordinarie pareti verticali.
www.riservaforracellina.it
www.ecoclimbing.it
Le riserve
in Friuli Venezia Giulia
Riserve naturale statale Marina
Miramare
Riserva statale del monte Cucco
Riserva statale del Rio Bianco
Forra del Cellina
Lago di Cornino
Valle Canal Novo
Foci dello Stella
Valle Cavanata
Foce dell'Isonzo
Laghi di Doberdò e Pietrarossa
Falesie di Duino
Monte Lanaro
Monte Orsario
Val Rosandra
Val Alba (2006)
Nelle foto
I libri di San Daniele
Val Vajont
Arrampicata su ghiaccio nel Parco
La forra del Cellina
≤
turismo e ambiente
> BiotOpi
I biotopi naturali sono aree di limitata
estensione territoriale, individuati in aree
esterne ai parchi e alle riserve, caratterizzate da emergenze naturalistiche di grande
interesse, che corrono il rischio di distruzione e scomparsa.
In Friuli Venezia Giulia a oggi sono stati individuati trenta biotopi, due dei quali in provincia di Pordenone:
• a San Quirino, il biotopo Magredi di San
Quirino della superficie complessiva di
20,9 ettari che è anche SIC (Sito di interesse Comunitario) – IT 3310001 Magredi
del Cellina;
• a Sequals, la Torbiera di Sequals di circa 12 ettari anch’esso SIC – IT 3310005
Torbiera di Sequals.
In generale i “biotopi” sono luoghi che
ospitano ambienti naturali ben conservati e
peculiari, oppure specie rare o in precario
stato di conservazione la cui sopravvivenza dipende fortemente dalla tutela del loro
habitat. Pertanto possono essere inclusi,
come nel caso del biotopi Magredi di San
Quirino e della Torbiera di Sequals anche
nell’ambito dei SIC (Siti di Interesse Comunitario).
I Magredi
Il termine magredo è l’espressione italianizzata del friulano magrèit o magrêt o
anche magredis, espressione che indica
i prati magri e aridi dell’alta pianura friulana. Costituiscono un elemento portante
e significativo del paesaggio della pianura
pordenonese proprio per le loro starordinarie valenze naturalistiche. Denominate,
a volte, anche “Steppe edafiche friulane”
sono aree anche molto estese ove si rag-
giunge una elevata concentrazione di specie botaniche: in provincia di Pordenone
sono state censite fino a settanta differenti
specie di piante per cento metri quadrati di
area campione. Edafiche perché condizionate più che dal clima, dal suolo particolarmente permeabile e quindi arido malgrado
le importanti piogge. Un tempo si estendevano a mo’ di semicerchio dalle vallate
del Natisone fino a i greti del Cellina e del
Meduna ove oggi sono circoscritti. Costituiscono uno straordinario corridoio ecologico nel complesso sistema “Colli-MagrediRisorgive”.
Le torbiere
La nascita di una torbiera è la conseguenza
di un processo che prende avvio con l'interramento di uno specchio d'acqua o con
l'impaludamento di una superficie asciutta.
Il piccolo SIC di carattere umido “Torbiera di
Sequals” è così denominato per la presenza
di importanti frammenti di torbiere basse
alcaline caratterizzate da Schoenus nigricans (giunco nero comune) e dalla presenza di specie di notevole bellezza e significato ecologico quali: Primula farinosa, Liparis
loeselii (liparide), Spiranthes aestivalis (viticcini estivi) ed Epipactis palustris (elleborino di palude). Presso le sponde del reticolo delle acque più superficiali si localizza
invece una particolare vegetazione a carici
palustri fra cui l’elemento principale e più
caratteristico è costituito da Carex davalliana. Qui sono anche presenti interessanti
esempi di relittismo glaciale rappresentati
dalle rarissime Rhynchospora alba e Rhynchospora fusca (rincospora chiara e scura).
www.magredinatura2000.it
www.agraria.org/parchi/friuli/biotopi.htm
natura tutelata e itinerari suggeriti
> Aree di reperimento
Le aree di reperimento sono aree caratterizzate da importanti caratteristiche naturali, dove vigono specifiche norme di salvaguardia per
quanto concerne la modifica dello stato dei luoghi, dei corsi d’acqua,
della superficie dei boschi e dei prati naturali.
La loro funzione è transitoria perché devono preservare i territori in
attesa dell’eventuale istituzione di un Parco o di una Riserva naturale
regionale. In Friuli Venezia Giulia ve ne sono venti, di cui cinque in
provincia di Pordenone:
• Area di reperimento Fiume Livenza, che interessa 1.139 ettari fra
i comuni di Budoia, Caneva e Polcenigo.
• Area di reperimento Foresta del Cansiglio di 2.695 ettari nei comuni di Budoia, Caneva e Polcenigo.
• Area di reperimento Magredi del Cellina con 536 ettari tutti nel
comune di Cordenons.
• Area di reperimento Risorgive del Vinchiaruzzo di 239 ettari nel
comune di Cordenons.
• Area di reperimento Parco comunale dei Landris con 95,58 ettari
nel comune di Frisanco.
Nelle foto
Monte Borgà
Torbiera di Sequals
Primula farinosa
Fiume Livenza
Magredi del Cellina
53
≤
turismo e ambiente
> Parchi comunali
e intercomunali
Sono aree naturali proposte dai Comuni,
coerentemente con le decisioni assunte in
materia dalla Regione (cfr. art. 6 della L.R.
42/96). L'obiettivo è di tutelare e gestire ambienti naturali di importanza locale. La loro
importanza deriva dal fatto che al loro interno possono ricadere anche zone d’alto valore naturalistico come biotopi naturali o SIC.
RETE NATURA 2000:
i riferimenti legislativi
≤
L’impegno dell’Unione europea a rispettare il principio dello sviluppo sostenibile e ad arrestare la perdita della biodiversità trova concretezza attraverso due
pilastri della legislazione europea:
• la direttiva Habitat (92/43 CEE);
• la direttiva Uccelli (79/409 CEE).
Insieme, fissano i criteri comuni di riferimento per la tutela e la conservazione
della natura così tutti gli stati europei
possono collaborare, a prescindere dai
confini amministrativi, per tutelare gli
habitat e le specie animali e vegetali di
altissimo valore.
Il recepimento di entrambe le direttive in Italia è avvenuto con il decreto
del Presidente della Repubblica (DPR)
357/1997 (modificato e integrato dal DPR
120/2003) mentre in Friuli Venezia Giulia,
con le leggi regionali 17/2006, 14/2007
(Legge comunitaria 2006) e 7/2008 (Legge comunitaria 2007). Quest’ultima ha
definito i Piani di Gestione speciali (PdG)
come strumenti privilegiati per la salvaguardia delle aree individuate.
natura tutelata e itinerari suggeriti
> Rete Natura 2000
> A.R.I.A.
Natura 2000 è una rete di “siti di interesse
comunitario” per la protezione e la conservazione degli habitat e delle specie animali
e vegetali considerati prioritari dagli stati
membri dell’Unione europea.
La costituzione della rete, volta a garantire
la sopravvivenza a lungo termine di eccezionali esemplari di fauna e flora, tiene conto
anche delle esigenze economiche, sociali,
culturali e regionali. La prospettiva infatti è
quella di uno sviluppo sostenibile e durevole
in sintonia con la protezione della biodiversità nel territorio dell’Unione europea.
In Friuli Venezia Giulia vi sono 56 SIC e 8
ZPS. Sessantaquattro siti in totale che
coprono il 19% del territorio regionale. Di
questi, sono in provincia di Pordenone 15
SIC e 2 ZPS, per una superficie complessiva
di circa 10.000 ettari pari al 22% del territorio provinciale.
Rete Natura 2000 integra mirabilmente –
su tutto il territorio provinciale – esperienze, peculiarità ed emergenze molto differenziate tra loro in un contesto orografico
e ambientale in cui anche i territori non
inseriti nella rete Natura 2000 rappresentano frequentemente corridoi ecologici di
determinante valore dal punto di vista della tutela e conservazione della biodiversità; basta riflettere sulla imponente rete di
fiumi e corsi d’acqua che caratterizzano
il territorio pordenonese. Riuscire a dare
contenuto alle previsioni normative dei siti
Natura 2000 determina inevitabilmente la
necessità di ripensare in termini diversi e
più moderni anche l’intero sistema di aree
protette istituito con la L.R. 42/96, gran parte del quale ricade all’interno di ZPS e SIC.
Ai sensi dell’art. 5 della L.R. 42/1996 la delimitazione delle Aree di
Rilevante Interesse Ambientale (A.R.I.A.) non può includere territori
di parchi, riserve o aree di reperimento e tiene quindi conto esclusivamente della presenza di vincoli di carattere idrogeologico e ambientale, nonché di siti di importanza comunitaria o nazionale.
In provincia di Pordenone ci sono:
• ARIA n. 4 Monte Verzegnis e Valcalda copre i comuni di Preone,
Socchieve, Tramonti di Sopra e Tramonti di Sotto per 3.035 ettari.
• ARIA n. 5 Monte Ciaurlec e Forra del Torrente Cosa si estende fra
i comuni di Castelnovo del Friuli, Clauzetto e Travesio per 1.016,4
ettari.
• ARIA n. 6 Forra del Torrente Colvera a Maniago su 150,6 ettari.
• ARIA n. 7 Fiume Meduna e Torrente Cellina nei comuni di Arba,
Cavasso Nuovo, Maniago, Meduno, Montereale Valcellina, San
Quirino, Sequals, Spilimbergo, Vajont e Vivaro per un totale di
4.945,8 ettari.
• ARIA n. 8 Fiume Tagliamento interessa i comuni di Codroipo, Flai­
bano, Latisana, Morsano al Tagliamento, Ragogna, San Vito al Tagliamento, Spilimbergo, Varmo, Camino al Tagliamento, Ronchis
e San Martino al Tagliamento su una superficie di 7.316 ettari.
55
Nelle foto
Lago di Ca' Selva in Val Tramontina
L'erba delle fate, magredi di Vivaro
Parco a Pordenone
Torrente Cosa a Castelnovo del Friuli
Fiume Tagliamento
≤
turismo e ambiente
Aree di pregio
ambientale
Le aree di pregio ambientale di competenza
della Provincia di Pordenone sono ubicate
in diversi comuni. Presentano emergenze
naturalistiche significative e allo stesso
tempo un’ottima predisposizione alle attività didattiche e ricreative. Per questo la
loro gestione patrimoniale, agronomica,
ambientale e naturalistica è pensata per
creare una rete di aree di pregio collegate
fra loro. Interconnessi sono anche gli itinerari ciclopedonali e delle vie d'acqua per
valorizzarle con diverse modalità di comunicazione e trasporto, terrestre e fluviale.
In un contesto come questo, la Provincia
di Pordenone punta a incentivare uno sviluppo turistico capace di integrare cultura,
paesaggio, arte, enogastronomia, storia,
tradizioni e cultura dei luoghi con la dovuta
attenzione alle tante diversità presenti.
A seguire le principali aree di pregio ambientale.
> Lago Premarine
È un’area di pregio naturalistico, ambientale e paesaggistico nel comune di Sesto al
Reghena di 08.40.40 ettari (di cui 02.69.17
ettari di frangia ripariale e 05.71.23 ettari
di zona lacustre), adiacente al complesso
dei “Prati Burovich” e all’itinerario ciclabile
denominato “Il Centro Abbaziale di Sesto al
Reghena e i Paesaggi della Memoria”, entrambi siti di proprietà della Provincia.
Nel contesto ambientale del lago Premarine sono stati attuati interventi per la completa realizzazione del Parco ornitologico
per la fauna stanziale e migratoria, nato
da un accordo del 1994 tra le Province di
Pordenone e Venezia. Il fine è valorizzare
l’identità e la qualità di fruizione dei luoghi,
citati nelle opere letterarie di Ippolito Nievo e Pier Paolo Pasolini, e incrementare le
potenzialità turistiche di carattere paesaggistico, naturalistico, storico e culturale.
L'area è inoltre contigua all’ambito territoriale del Parco dei fiumi Lemene, Reghena
e dei laghi di Cinto Caomaggiore che, in regione Veneto, rientrano nel Sito di Importanza Comunitaria (SIC) “Fiumi Reghena e
Lemene Canale Teglio e Rogge limitrofe Cave di Cinto Caomaggiore” - e nella Zona
di Protezione Speciale (ZPS) “Ambiti fluviali
del Reghena e del Lemene - Cave di Cinto
Caomaggiore”, come da Direttive Comunitarie n. 79/409/CEE (Direttiva Uccelli) e n.
92/43/CEE (Direttiva Habitat).
> Prati Burovich
Tipica configurazione delle superfici a prato
organizzate secondo la struttura dei “campi
chiusi”, è un’area di pregio ambientale che
si estende in comune di Sesto al Reghena
per una superficie di circa 13 ettari costituita da un complesso di prati circoscritti
da fasce boscate, lembi relitto dell'antica
foresta planiziale (querco-carpineto).
L'area è delimitata dai percorsi del fiume
e del canale Reghena lungo le cui sponde
si sviluppa la tipica vegetazione ripariale a
salici e pioppi e dove è possibile osservare una varietà di specie appartenenti alla
fauna ittica e all'avifauna di aree umide di
notevole interesse naturalistico.
Le fasce boscate sono caratterizzate dalla presenza della farnia (Quercus robur) e
natura tutelata e itinerari suggeriti
57
dall'olmo campestre (Ulmus minor) e, in misura minore, da acero
campestre, salice bianco, gelso, carpino bianco e diversi arbusti autoctoni.
L’interesse naturalistico e ambientale, rappresentato dalla rete di
siepi arborate che delimitano i prati stabili, si associa alla valenza
paesaggistica delle siepi perimetrali di acero campestre intrecciato
“a gelosia” che disegnano il paesaggio rurale spoglio della stagione
invernale.
> Paleo-alveo del fiume Reghena
Nel comune di Sesto al Reghena, è ubicato l'antico sedime fluviale
del Reghena. Lo sviluppo del vecchio alveo è oggi individuabile esattamente solo su vecchie mappe catastali. Le prospettive di valorizzazione del sito e le ipotesi di progettualità su tali aree sono volte al
recupero del percorso naturale di collegamento tra le due province
di Pordenone e di Venezia, passando attraverso il territorio del comune di Cinto Caomaggiore.
> “Il centro abbaziale di Sesto al Reghena
e i paesaggi della memoria”
È un percorso vario nel comune di Sesto al Reghena nell’ambito del
recupero della viabilità minore, dal Lago Premarine al Lago Casette
Venchieredo per una lunghezza complessiva di 5.460 metri. Si tratta
di un “itinerario letterario” che si sviluppa prevalentemente in ambiente rurale lungo strade campestri e collega punti di notevole importanza storica e culturale, come il centro di Sesto, il borgo Mulini
di Stalis, la Fontana del Venchieredo e il paese di Cordovado, uno dei
borghi più belli d’Italia per l'equilibrato connubio tra natura e architettura. Tutte queste aree sono beni sottoposti a tutela paesaggistica
ai sensi del D.Lgs. n. 42 del 2004 oltre a essere contigue all’ambito
territoriale del SIC (Sito di Importanza Comunitaria) Fiumi Reghena
e Lemene, canale Taglio e rogge limitrofe e della ZPS (Zona di Protezione Speciale) Ambiti fluviali del Reghena e del Lemene, Cave di
Cinto Caomaggiore, che sono sotto il vincolo ambientale della Regione Veneto.
Nelle foto
Lago Premarine
Il complesso abbaziale di Sesto al
Reghena
Ingresso ai prati Burovich
Fiume Reghena
≤
turismo e ambiente
> Lago Casette Venchieredo
> Mortol
Ubicato in località Casette di Sesto al Reghena, utilizzato a scopi ricreativi e per
l’esercizio della pesca sportiva, rappresenta un'interessante area rifugio per l'avifauna e la fauna acquatica e un corridoio
ecologico di collegamento con i limitrofi
siti di rilevanza ambientale (Mulini di Stalis,
Fontana del Venchieredo, Prati della Madonna...).
Superficie totale: 06.97.40 ettari (di cui
00.17.40 ettari di frangia ripariale e 06.80.00
ettari di zona lacustre).
Trattasi di un'area umida venutasi a creare
intorno a un meandro del fiume Fiume che,
nel suo percorso ad anse, ha generato nel
tempo un braccio morto del fiume (da cui
il termine “mortol”). L’area del “Mortol”,
ubicata in località Fiume Piccolo, è collegata direttamente con il centro urbano
di Fiume Veneto che, dal 2003, detiene il
marchio identificativo di “Terre di Fiume”.
Facilmente fruibile per la dolce orografia
dei luoghi, presenta le caratteristiche del
parco urbano e permette di accedere a due
interessanti itinerari naturalistici comunali: quello delle Risorgive e quello di Fiume
Piccolo.
> Prati della Madonna
Di fronte al Santuario della Beata Vergine a
Cordovado, un gioiello dell’architettura barocca friulana inaugurato nel 1603, vi sono
i Prati della Madonna ricordati da Ippolito
Nievo ne Le confessioni di un italiano.
La loro bellezza, un manto erboso uniforme interrotto da alcune piante d’alto fusto, tenuta in considerazione da sempre,
è stata preservata grazie all'azione della
contessa Giulia Mainardi-Marzin, che li ha
resi inalienabili e inedificabili per decreto
e, in anni più recenti, dagli accordi tra Provincia di Pordenone e Comuni di Cordovado e Sesto al Reghena, attuali proprietari,
con piani di gestione e obiettivi di progetto
volti alla conservazione e riqualificazione di
quest’area di pregio ambientale.
> Bosco degli ebrei o della
“Man del Ferro”
L’area sorge sui resti dell'antico cimitero
che la comunità ebraica di San Vito al Tagliamento richiese e ottenne nel 1687 quale
luogo per la sepoltura dei propri defunti,
assegnato all'interno del bosco comunale della Man di Ferro. Nel sito, che riveste
una pregevole valenza storica e culturale
è stato realizzato, intorno agli anni '80, un
intervento di riqualificazione paesaggistica
e naturalistica per opera dell'architetto Paolo De Rocco che ha inteso ricostruire un
ambiente umido diversificato nel contesto
tipico degli ambienti di risorgiva caratterizzati dall'alternarsi di siepi, boschetti e
campi chiusi. Nell'area, che presentava in
origine solo alcuni degli elementi naturali
descritti, sono stati realizzati invasi d'acqua e introdotte specie vegetali e animali
(uccelli acquatici, anfibi, ecc.) allo scopo
natura tutelata e itinerari suggeriti
59
di favorire l'insediamento di endemismi floristici e di specie faunistiche, tipiche degli ambienti di risorgiva, sempre più minacciati di
estinzione.
> Le marcite nel parco di san floriano
a Polcenigo
La Provincia di Pordenone è proprietaria di circa 13 ettari di prati a
Polcenigo che formano un tutt’uno con il Parco di San Floriano e che
per una parte, denominata “marcite”, sono gestiti come facevano in
passato i contadini del Nord Italia. Si tratta di una tecnica agronomica, introdotta dai monaci cistercensi, che consiste nella sistemazione idraulica del terreno finalizzata a definire canali di scorrimento
delle acque di un vicino fiume, in questo caso del Gorgazzo, gestiti
tramite un sistema di paratoie. Per effetto dell'allagamento dei prati, la temperatura del terreno si mantiene intorno agli 8-10°C; ciò
permette la crescita dell'erba e la fornitura di foraggio fresco per
l'alimentazione del bestiame anche nei periodi più freddi dell'anno.
All'interno del Parco di San Floriano la maggior parte dei prati permanenti è utilizzata per la fienagione e il pascolo turnato, quindi con
frequenti spostamenti degli animali (ovini, equini e bovini) mediante
l'utilizzo di recinti mobili.
Il bosco comprende la farnia, il carpino bianco e nero, il ciliegio, l'orniello e l'acero. L’intera area è quindi di pregio e consente un originale e diretto contatto con le tradizioni, la cultura contadina e le
antiche usanze dei luoghi.
Il Parco di San Floriano è anche sede dell'Accademia faunistica della
Provincia di Pordenone.
> il palù del livenza
Alle sorgenti del fiume Livenza, nel bacino naturale compreso tra le
pendici del massiccio Cansiglio-Cavallo, a occidente, e i colli Longone e San Floriano, a oriente, tra i comuni di Caneva e Polcenigo
si trovano i resti di un abitato preistorico del Neolitico databile tra il
4.800 e il 4.600 a.C. che, recentemente (giugno 2011), è stato riconosciuto dall'UNESCO patrimonio dell'umanità.
Si tratta di un villaggio palafitticolo di elevata rilevanza archeologica
i cui resti sono tra i meglio conservati e tra i più ricchi di reperti fit-
Nelle foto
Prati della Madonna a Cordovado
Nel Parco di San Floriano
Lago Casette
Bosco del Parco di San Floriano
≤
turismo e ambiente
tili, litici e lignei presenti in Europa. Il sito
conserva le tracce di insediamenti umani
organizzati con strutture a palafitta di cui
è ancora possibile osservare i caratteri e le
geometrie costruttive.
L'area del Palù è caratterizzata da una superficie acquitrinosa compresa tra le risorgive del fiume Livenza e i prati a marcita
collocati più a valle. La vegetazione igrofila
e l'ittiofauna palustre, tipiche delle zone
umide di risorgiva, ne decretano la singolare valenza naturalistica oltre che archeologica.
I ritrovamenti archeologici e paleobotanici
compiuti in loco e su siti vicini hanno evidenziato uno stretto legame tra ambiente
prealpino medio-montano (massiccio Cavallo-Cansiglio) e il margine pedemontano
planiziale umido (area del Palù), consen-
tendo di fornire informazioni sulle antiche
popolazioni preistoriche insediate caratterizzate da un'“economia” di popolo di cacciatori e raccoglitori.
La valenza storico-culturale del sito, anche
alla luce dei più recenti riconoscimenti, può
determinare un incremento dell'opportunità di offerta turistica del territorio che
presenta una ricca rete di interconnessioni ambientali e un potenziale di percorsi di
collegamento anche con i vicini areali del
Veneto ove insistono coevi siti preistorici.
IL VILLAGGIO PALAFITTICOLO
DEL PALù DI LIVENZA
RESTI DI CAPANNE
RESTI DATABILI ENEOLITICO E
NEOLITICO RECENTE
STRUTTURE LIGNEE
STRUTTURE LIGNEE
STRUTTURE LIGNEE
RESTI NEOLITICO ANTICO
STRUTTURE LIGNEE
RESTI NEOLITICO ANTICO
ED ENEOLITICO
Immagine tratta dal sito www.reitia.it
natura tutelata e itinerari suggeriti
61
Verde pubblico
Gli interventi sul verde pubblico tutelano l’ambiente e la salute pubblica e quindi contribuiscono a migliorare la qualità della vita di tutti
i cittadini. La Provincia di Pordenone valorizza le aree di interesse
storico, paesaggistico e ambientale di sua competenza e fornisce
supporto specialistico a Comuni e Aziende sanitarie nell’ambito della
specifica convenzione per la gestione del verde pubblico attraverso:
• l’assistenza e la consulenza tecnica agli enti/aziende convenzionati mediante sopralluoghi, stesura di note tecniche, consulenza
telefonica, monitoraggio e controllo delle principali emergenze
fitosanitarie e corretto impiego dei fitofarmaci in ambito urbano;
• l’organizzazione di momenti formativi di aggiornamento professionale rivolti al personale dipendente della Provincia e degli enti
convenzionati;
• l’informazione tecnica agli enti/aziende convenzionati attraverso
il sito web della Provincia;
• l’informazione alla cittadinanza sulle tematiche della gestione
del verde urbano e del giardino di casa.
GIARDINI STORICI DI PROPRIETÀ
DELLA PROVINCIA DI PORDENONE
> Villa Carinzia (già Amman)
Nel 1884 a Pordenone venne ultimata la sede di rappresentanza del
Cotonificio Veneziano: è Villa Amman, una delle più eleganti costruzioni della città e luogo nobile dove ricevere clienti e fornitori.
Il 26 settembre dello stesso anno presso la villa giunse in visita re
Umberto I.
Il palazzo viene oggi chiamato Villa Carinzia in segno di riconoscimento per un contributo al restauro offerto dalla comunità carinziana dopo il terremoto del 1976. Restaurato nel 1998-1999 è attualmente sede del Centro Interprovinciale Servizi Volontariato del Friuli
Venezia Giulia e di associazioni locali.
La costruzione, felice saggio dell'architettura neo-classica di fine
Ottocento, è inserita in un'area a parco caratterizzata dalla presenza
di piante arboree di notevole pregio e da elementi di arredo che le
Nelle foto
Palù del Livenza
Varietà di rose in un giardino
di Pozzo di San Giorgio della R.
Villa Carinzia a Pordenone
Sacile
≤
turismo e ambiente
conferiscono i connotati del giardino storico a elevata valenza paesaggistica.
> Palazzo Altan
Il palazzo denota chiaramente la discreta situazione economica della comunità
sanvitese all’inizio del XVII secolo quando i
Conti Altan rappresentavano una delle famiglie locali più in vista.
L’immobile, precedentemente del Comune
di San Vito al Tagliamento, dal 1984 è proprietà della Provincia di Pordenone, la quale si è fatta carico di un importante progetto di recupero e restauro. Molteplici sono
stati gli interventi di recupero e conservazione, svolti in ben 17 anni di lavori (gennaio
1991-febbraio 2008) divisi in sei momenti
distinti.
Esternamente, tracce di pitture ridotte a
straordinari frammenti di difficile lettura
decorano un emiciclo seicentesco, rivolto
verso un giardino all'italiana e delimitato
da barchesse laterali con un effetto scenografico notevole. Poco oltre, un parco
all’inglese e un brolo, ossia un frutteto limitato da un muro.
La cinta muraria del giardino all’italiana,
scandita dalle ritmiche sporgenze verticali
delle lesene, è caratterizzata da decorazioni di stampo mitologico. Si riconoscono le
figure di Venere, Marte, una veduta paesaggistica, una scena allegorica introdotta
da quinte, una fontana e altre figure femminili. Alcuni di questi affreschi sono inseriti
in finte nicchie. La struttura semicircolare
è opera dell’architetto Domenico Rossi,
del quale vanno ricordati gli interventi alla
Serenissima. L’attuale stato conservativo
delle pitture, oggetto di più interventi di re-
stauro, non consente pienamente la percezione dell’originario aspetto dell’opera.
Grazie ad alcune annotazioni di Antonio Altan in “Memorie storiche della terra di San
Vito al Tagliamento” la critica ha indicato
come autore del ciclo Anton Joseph, pittore tedesco al servizio degli Altan dal 1660;
secondo alcune fonti Joseph realizzò anche
alcuni affreschi all’interno del palazzo.
MUSEI ETNOGRAFICI
>IL MUSEO PROVINCIALE DELLA
VITA CONTADINA
"DIOGENE PENZI"
Il Museo Provinciale della Vita Contadina
"Diogene Penzi" di San Vito al Tagliamento
vuole ristabilire gli antichi legami con il nostro passato e testimoniare gli aspetti materiali della società contadina. Il suo nucleo
originario è il risultato delle ricerche, iniziate nell'immediato dopoguerra, del professor Diogene Penzi che ha riunito in una
collezione organica gli oggetti della civiltà
contadina locale. I materiali museali, tutti
dell'area del Friuli occidentale oggi identificabile con la provincia di Pordenone, sono
stati organizzati rispettando il principio di
provenienza e ricostruendo fedelmente la
storia di interi settori lavorativi. È stato possibile suddividere le raccolte su più sedi, di
seguito brevemente descritte, creando un
museo diffuso sul territorio e realizzando
un progetto integrato di fruizione culturale.
natura tutelata e itinerari suggeriti
Palazzo Altan a San Vito al Tagliamento: sede principale del Museo
Il Museo si inserisce nel tessuto culturale della città di San Vito al
Tagliamento. II palazzo, sede del museo, originariamente casa Bonisoli, venne acquisito all'inizio del '600 dalla famiglia Altan, prima
residente nel palazzo Altan Rota, e trasformato in epoche successive
nell'edificio dominicale come oggi appare. Esso presenta le caratteristiche tipiche di una dimora signorile, che al tempo stesso funge da
centro di gestione della proprietà agricola della famiglia. L'edificio
in origine comprendeva i locali dell'ufficio, situati nel corpo centrale,
una stalla col fienile e un cortile rustico retrostante. L'ala sinistra
era invece costituita dalle cantine, dai granai e da un altro cortile rustico. Un orto e una vigna occupavano fino agli anni '20 di questo secolo lo spazio ora trasformato in giardino. Il ruolo secolare dei nobili
Altan nella gestione del territorio è testimoniato da un "rotolo" delle
proprietà fondiarie di Matteo Altan del 1470, conservato nell'archivio
di famiglia, dal quale risulta, fra gli altri, il nome di una famiglia di
coltivatori, i Centis, che lavorarono il fondo "Pradis" ininterrottamente fino ai primi anni del secondo dopoguerra.
Museo di Maniago
Sono state aperte a Maniago presso il Coricama, in stretta collaborazione con l'Amministrazione Comunale, le sezioni del Museo Provinciale della Vita Contadina "Diogene Penzi" dedicate alla lavorazione del legno e del ferro. Per quest'ultimo materiale, il legame tra
passato e presente della città si sviluppa appieno anche attraverso
l'esposizione dei manufatti raccolti nel Museo dell'arte fabbrile e
delle coltellerie.
Museo di Cavasso Nuovo
Nello sviluppo del progetto di creazione di un museo diffuso sul
territorio, una componente fondamentale nell'universo della civiltà contadina è rappresentata dalla secolare emigrazione delle nostre genti. È stata pertanto allestita un'apposita sezione, a Cavasso
Nuovo presso il palazzo Polcenigo-Fanna "Palazat", che illustra gli
aspetti materiali e le forme socio-culturali dell'emigrazione dal Friuli Occidentale verso ogni parte del mondo.
63
Nelle foto
Museo dell'arte fabbrile e delle
coltellerie presso il Coricama di
Maniago
Artigiano
Palazat a Cavasso Nuovo
Museo etnografico ad Andreis
≤
turismo e ambiente
> IL MUSEO CASA CLAUTANA
Il museo raccoglie le testimonianze della
storia della comunità locale e si inserisce
nel piano di valorizzazione turistica e ambientale del Parco Regionale delle Dolomiti
Friulane e del Comune di Claut. In particolare descrive la vita della donna valcellinese, dedita ai lavori di casa, dei campi,
della stalla e in cammino come venditrice
ambulante di utensili di legno che l'uomo
costruiva durante l'inverno. Obiettivo del
PALAZZO GEROMETTA
≤
Il Palazzo fu costruito a Clauzetto (Pordenone) da Francesco Zannier a partire
dagli anni Trenta dell'Ottocento e ultimato e inaugurato nel 1857, data riportata sull'architrave del portone d'ingresso.
La casa entrò a far parte del patrimonio
della famiglia Gerometta attraverso due
matrimoni. Inizialmente Orsola Zannier,
nipote di Francesco, sposò Pietro Toneatti portando il Palazzo in dote; successivamente, Elena Sofia Toneatti, la figlia,
sposò Davide Romano Gerometta (originario di Vito d'Asio), portando anche in
questo caso la casa in dote. La famiglia
Gerometta abitò in questo palazzo fino al
1976, quando il terremoto del Friuli arrecò gravi danni alla struttura. Successivamente fu donato dagli eredi, dottori
Valerio Gerometta e Pietro Gerometta,
alla Provincia di Pordenone a condizione
che vi fosse realizzato un centro di educazione e di iniziative culturali. Il Palazzo venne restaurato in due fasi a cura
della Provincia medesima e inaugurato
nell'estate 2002.
È attualmente affidato in convenzione
all'Associazione ANTIQUA a partire dal
1° gennaio 2003.
Museo è anche il recupero di antiche strutture create per l'utilizzo dell'acqua, della
pietra, del legno e il riatto di una "ciasa da
fum", antica dimora privata, acquisita per
essere dedicata a finalità museali.
> IL MUSEO CIVICO DELLA
CIVILTÀ CONTADINA
DI ANDREIS
Il Museo testimonia, attraverso le sue
raccolte, la lavorazione delle scarpetes,
tipiche calzature locali, dell'osso, del cucchiaio, dello zoccolo, della lana, del latte.
Ripropone inoltre gli attrezzi del fabbro e
del boscaiolo; conserva le antiche maschere del carnevale e i giochi dei bambini; ricostruisce l'antica cucina andreana e i tetti
di paglia e di coppo delle abitazioni di un
tempo. È in definitiva l'espressione dello
stile di vita millenario di queste popolazioni
che hanno fatto del lavoro e del rapporto,
spesso difficile, con la terra i simboli della
loro civiltà.
> villa carnera a sequals
La villa, in stile Liberty, è stata fatta costruire dal campione mondiale Primo Carnera,
nato a Sequals nel 1906. Ospita al piano terra le stanze con gli arredi originali degli anni
’70. Al secondo piano è allestita una mostra
a carattere documentario con fotografie,
filmati e oggetti appartenuti al campione.
Accanto alla casa-museo si può visitare
anche la palestra dove Carnera si allenava.
Villa Carnera, di proprietà del Comune di
Sequals, è una cellula dell'Ecomuseo Regionale delle Dolomiti Friulane "Lis Aganis".
natura tutelata e itinerari suggeriti
> casa pasolini a casarsa della delizia
Casa Colussi è stata sede de l'Academiuta di lenga furlana, l'associazione di poeti e scrittori fondata da Pier Paolo Pasolini. Ora la casa
materna, proprietà della Provincia di Pordenone, è sede del Centro
Studi Pier Paolo Pasolini. Qui sono conservati manoscritti, opere a
stampa, pubblicazioni del periodo friulano, il repertorio cinematografico pasoliniano e altre opere di critica. Il Centro Studi ospita una
mostra permanente con dipinti, disegni, manifesti politici, foto della
famiglia Pasolini e dei luoghi dove visse il poeta durante la sua permanenza a Casarsa.
Nelle foto
Educazione ambientale
e naturalistica
La Provincia di Pordenone è anche impegnata a proporre attività
di educazione agro-ambientale maggiormente con­sapevole sulle
tematiche naturalistiche e ambientali. Per questo organizza e gestisce:
• visite didattiche guidate con finalità naturalistiche;
• corsi di formazione con finalità amatoriali e hobbistiche;
• iniziative scolastiche specifiche.
Gli interventi di sensibilizzazione ed educazione ambientale nei confronti delle nuove generazioni sono considerati particolarmente
strategici dalla Provincia di Pordenone perché contribuiscono a determinare quel tipo di sensibilità verso la natura e l'uomo che verosimilmente si affermerà con maggior forza nei decenni a venire. Sono
organizzate iniziative per coinvolgere Comuni e istituti scolastici sui
temi più diversi: da una corretta raccolta dei rifiuti domestici alla
scoperta di piccoli ambienti naturali presenti nei territori comunali
alle cerimonie per piantare alberi per la comunità. In questa prospettiva la Provincia guarda con interesse anche alle iniziative delle
fattorie didattiche perché avvicinano giovani e adulti alla natura spiegando in modo semplice e diretto come nascono i prodotti alimentari, come vivono gli animali e quali sono i mestieri della campagna
dando in più l’occasione per piacevoli gite familiari.
Portone d'ingresso di Palazzo
Gerometta
Cjasa da fum a Claut
Claut, liberazione stambecchi
in Val di Gere
Museo etnografico di Andreis
Villa Carnera a Sequals
65
≤
turismo e ambiente
Itinerari di visita
> Pordenone
Una città sorta intorno all’anno Mille per
commerciare – peculiarità sempre mantenuta – inizialmente intorno solo al fiume
Noncello, il cui parco fluviale accompagna
oggi le passeggiate fino in centro. Il suo
impianto è più veneto che friulano con monumenti e palazzi storici che risalgono la
storia dei secoli: il Duomo di San Marco iniziato nel XIII secolo in stile romanico-gotico
e all’interno rimaneggiato nel ‘700 che conserva però numerosi affreschi antichi e notevoli opere
del pittore
Pordenone,
lo slanciato
campanile
di San Marco, ben separato dalla chiesa,
sempre in stile romanico-gotico, la magnifica loggia comunale del XIII secolo tutta in
mattoni a vista, sede del Municipio, e il corso più antico con molte facciate decorate
con motivi geometrici e variamente dipinte.
Poco distante il Castello del ‘200 ben presto trasformato in carcere e così mantenuto anche oggi. Fuori da questa parte antica,
un tempo racchiusa da mura difensive, la
Pordenone seicentesca di corso Garibaldi.
La città regala inoltre anche importanti testimonianze del Novecento e dei giorni nostri oltre a ville storiche da visitare, magari
in bicicletta, sino all’immediata periferia.
> La pianura
Fra
corsi
d’acqua e
risorgive, vi
sono paesi
che raccontano storie
di famiglia,
come Porcia, saldamente legata alle vicende della
famiglia dei principi di Porcia e Brugnera
di sui si può ammirare ancora l’imponente
castello, altri come Sacile, che conservano
il fascino della Serenissima Repubblica di
Venezia per stile e presenza di canali, altri ancora che ripercorrono la storia locale
dalle palafitte di Pravisdomini al medioevo
di Chions alla storia recente di Azzano X e
Fontanafredda coi suoi quartieri immersi nel verde, ideati dall’architetto Angeli di
Roma. A nord, quasi fusa con Pordenone,
c’è Cordenons con numerose piccole chiese
antiche e ville notevoli – Pasqualini, Galvani,
Raez –, accesso anche a due habitat davvero interessanti: quello umido delle Risorgive del Vinchiaruzzo, e quello povero d’acqua
dei Magredi, distese di sassi sull’alveo del
fiume Cellina sino a San Quirino, Vivaro e
San Foca. Per dominare invece l’intera pianura si deve giungere a Maniago, caratterizzato da piazza Italia, una delle più vaste
della nazione, con al centro una monumentale fontana dotata di scalinate e racchiusa
da edifici notevoli. Poco distante sorgono
Vajont a ricordo della tragedia della diga del
1963 e Montereale Valcellina con la grande
centrale idroelettrica dei primi del ‘900.
natura tutelata e itinerari suggeriti
67
> Tra il Cansiglio
e Piancavallo
Al confine con il Veneto è un territorio particolarmente suggestivo
per le notevoli valenze naturalistiche e paesaggistiche.
L’intero comprensorio è caratterizzato dalla presenza di un’alta variabilità di forme dovuta essenzialmente all’azione congiunta di vari
fenomeni geologici che hanno modellato il massiccio Cansiglio-Cavallo. L’attività agricola, pastorale in particolare, ha contribuito più di
altre a modificare queste aree, creando all’interno del manto forestale prati e pascoli, che, fino agli anni dell’industrializzazione, hanno rappresentato una risorsa fondamentale all’interno del sistema
agro-zootecnico alpino.
Negli ultimi decenni, per ragioni tecniche ed economiche, ma anche
sociali e culturali, questa risorsa ha perso progressivamente la sua
tradizionale valenza conservando però una vivace realtà dell’alpeggio con numerose malghe, casere e pascoli.
In quest'area troviamo Caneva, con le sue grandi cave di marmorino,
l’incantevole Polcenigo con la sorgente del Gorgazzo dove nasce il
fiume Livenza e il parco di San Floriano, l’antica Budoia.
Si arriva poi ad Aviano che propone numerosi monumenti storici, e si
sale verso Piancavallo, stazione turistica invernale ed estiva, attrezzata per praticare numerosi sport.
> La risalita del Tagliamento
Tra la pianura e le colline pedemontane della Destra Tagliamento ci sono Sesto al Reghena
con la sua incantevole abbazia,
cornice con le vicine Cordovado
e Morsano al Tagliamento delle vicende narrate da Ippolito
Nievo in “Confessioni di un italiano”, San Vito al Tagliamento
con il centro storico ancora stretto fra le mura di difesa, la pasoliniana Casarsa della Delizia, il borgo medievale di Valvasone, la placida
San Giorgio della Rinchinvelda con le sue barbatelle, Splimbergo, la
città del mosaico, e più su Sequals, paese di Primo Carnera, Pinzano
al Tagliamento e Castelnovo del Friuli.
Nelle foto
Castello di Valvasone
Escursione nei Magredi
Piazza Italia a Maniago
Chiesa di San Francesco a Pordenone
Centrale di Malnisio
Casera Folador sulla dorsale
Cansiglio-Cavallo
Palazzo di Sopra e chiesa dell'Ancona
a Spilimbergo
≤
turismo e ambiente
> Le valli settentrionali
Vi sono la valle
del Cellina e del
Meduna,
corsi
che si immettono entrambi nel
fiume Livenza,
quella del torrente Arzino che
confluisce
nel
Ta­gliamento e
quella più piccola del torrente
Colvera che nasce a Frisanco, località con
una frazione, Poffabro, da segnalare per
l’architettura spontanea, unica nel suo genere. La valle del Meduna, detta anche Tramontina, vanta ben tre laghi artificiali ormai
integrati nell’ambiente e una piccola parte
del Parco delle Dolomiti Friulane che invece caratterizza la Valcellina, dove si trova
un altro bel lago artificiale, quello di Barcis. Il fiume Cellina, con le sue forre, scava
un canyon molto grande, il maggiore della
regione.
> IL PARCO DELLE DOLOMITI
FRIULANE
Il Parco delle Dolomiti Friulane abbraccia
la Valcellina, l'Alta Valle del Tagliamento e i
territori confluenti verso la Val Tramontina
e si estende sui comuni di Andreis, Cimolais, Claut, Erto e Casso, Frisanco, Tramonti di Sopra, tutti in provincia di Pordenone, e
sui vicini Forni di Sopra e Forni di Sotto, in
provincia di Udine.
L’aspetto caratteristico delle Dolomiti alterna tranquille distese di prati e altipiani
a improvvisi e netti passaggi di forme verso
pinnacoli, guglie e torri o profonde gole. Per
questo, da sempre, sono state paragonate
a costruzioni architettoniche complesse;
si diceva infatti fossero le case in rovina di
antichi giganti. Un’altra particolarità delle
Dolomiti è il fatto che presentano assieme
due tipi di rocce, la dolomitica e la vulcanica, di norma mai vicine perché derivano
da processi e da ambienti completamente
diversi. Accanto alle incisioni profonde dovute all’attività di ghiacciai, venti, pioggia e
all’alternanza freddo-caldo, si osservano le
scure rocce di origine vulcanica nei pressi
delle valli e dei pendii più dolci e la dolomia, formatasi in fondo al mare ed emersa
solo 100-150 milioni di anni dopo, durante
la formazione delle montagne (orogenesi)
che, con le loro rocce aguzze, mettono in
luce il biancore dei carbonati delle antiche
scogliere coralline.
Lo splendido ambiente del Parco delle Dolomiti Friulane ha ricevuto anche un prestigioso riconoscimento: il 26 giugno del 2009
l’UNESCO ha riconosciuto le Dolomiti nel
loro complesso seriale, quindi friulane, venete, trentine e altoatesine, come patrimonio naturale dell'umanità. Diretto e importante è stato l'impegno della Provincia di
Pordenone in tutto l'iter della candidatura,
nella costituzione della Fondazione e nella
definizione del sistema reti di competenza.
Per maggiori informazioni
www.dolomiti-unesco.org
www.settimanadolomitiunesco.it
natura tutelata e itinerari suggeriti
69
> Andar per boschi:
Cansiglio e Piancavallo
In località Crosetta (a m 1120) si entra nel Bosco demaniale del Cansiglio, già esistente nell'882 e oggi riserva regionale a indirizzo faunistico, geologico e idrologico. Il bosco si presta d’inverno per lo sci
di fondo e d’estate per belle passeggiate fra faggi, abeti e l’ampio
pianoro. Proseguendo verso est si raggiunge la stazione turistica di
Piancavallo, dove praticare innumerevoli sport in ogni stagione. Di
qui, per una bella strada, si può scendere per la Val Caltea al lago
di Barcis, ormai noto per gli sport nautici, e di lì avviarsi per escursioni nelle valli laterali, specie nel Parco del Prescudin, centro di
documentazione e di studio di fenomeni meteorologici ed erosivi. In
alternativa a questa strada da Piancavallo, tramite la pedemontana,
si può proseguire per Costa e visitare il santuario di Madonna del
Monte e poi per Marsure dove la chiesetta di S. Caterina serba un
bel ciclo di affreschi del Cinquecento di incerta attribuzione. Svariate le opportunità di vedere testimonianze della tradizione plurisecolare dell’uso della pietra da parte degli scalpellini locali.
> Valli e laghi montani
Fra le valli Colvera, Tramontina (o Meduna), Cosa e Arzino è
un susseguirsi di saliscendi tra
decine di piccole borgate aperte al turismo amante del silenzio e della bellezza della natura. Qui, complice l’isolamento
durato sino a fine ‘800, i luoghi
impervi e l’emigrazione d’inizio
Novecento, la natura è davvero da scoprire. Vi si accede da Maniago,
dove visitare non solo i ruderi del castello ma anche le opere d’arte
del duomo di S. Mauro e il museo dell'industria fabbrile per cui il
paese è conosciuto in tutto il mondo, per poi salire a Meduno dove
ammirare numerosi lavori degli scalpellini locali.
Presa la strada turistica della Valle del Muiè si giunge a Poffabro,
uno dei borghi più belli d’Italia per l’architettura spontanea. Da qui
si possono compiere escursioni verso Pian delle Merie e Pala Barzana (antichissimo collegamento con la Val Cellina) o al santuario
Nelle foto
Località Prescudin
A cavallo sulle Dolomiti friulane
Campanile della Val Montanaia
Il torrente Cellina
Lago di Barcis
Poffabro
≤
turismo e ambiente
di Madonna della Stangada e alla borgata
Valdestali, belvedere su valle e pianura. In
Val Tramontina vi sono i laghi di Chievolis (o
dei Tramonti, o di Redona), di Selva e di Ciùl
da cui passare alla Valle del Chiarzò verso
Campone (grotte) e Forcella dei Piani (m
673) dove inizia l'altopiano di Pradis, paradiso speleologico con le sue Grotte Verdi e
giungere fino alla forra del torrente Cosa.
La defilata Vito d’Asio conserva opere di riferimento per la storia dell'arte friulana del
Cinquecento e apre la strada ad Anduins,
un tempo famosa per le acque minerali,
avamposto della Val d'Arzino, una valle impervia e affascinante.
> I castelli
Intorno all’anno Mille il Friuli si riempì di
castelli, a volte
sorti su strutture longobarde,
romane o preromane. Dopo
l’unificazione
della zona con
la
Serenissima Repubblica
di Venezia, la loro funzione venne meno e
pochi sopravvissero al tempo. Fra questi ci
sono le rovine del Castel d'Aviano a cui si
accede per la “porta del lupo”. Poco distante le chiese rinascimentali di S. Maria e S.
Giuliana in Castello e quella trecentesca di
S. Giuliana in Cimitero. Da qui per la panoramica strada di Budoia-Santa Lucia-San
Giovanni, si va a Polcenigo, dominata da una
villa-castello del Settecento, attorno alla
natura tutelata e itinerari suggeriti
quale ci sono i ruderi di un antico maniero,
per poi visitare il vicino castello di Caneva.
Passando per San Giovanni, Ranzano, Vigonovo e Fontanafredda, si giunge alle torri e
ai palazzi di Porcia e al suo castello costruito attorno a una torre, forse romana, con
edifici di epoche successive. Vi sarebbe poi
il castello del ‘200 di Pordenone, nel centro
storico, oggi adibito a carcere e quindi non
visitabile. Sempre in città c’è il castello di
Torre, sede del Museo Archeologico di Pordenone. Andando verso est c’è il castello
quattrocentesco di Zoppola, dove visitare la
Parrocchiale con gli altari rinascimentali e
barocchi. Da qui si prosegue verso un gioiellino: Valvasone, uno dei borghi più belli
d’Italia perché ha conservato la compattezza del suo borgo medievale, dei suoi tesori
d'arte e del suo castello, frutto di svariati
rifacimenti nei secoli.
Visinale-Cecchini-Pasiano mostra altre ville, come Villa Gozzi e Villa
Querini, e il giro per Azzanello-Frattina-Pravisdomini-Panigai porta
a ville venete come Villa Frattina, Villa Girardi e Morocutti a Pravisdomini e ville Panigai e Ovio a Panigai.
> I giardini del fiume Livenza
> Sport estivi nelle montagne pordenonesi
Lungo il fiume Livenza la terra è molto fertile e i parchi sono un completamento naturale del suo corso. Si parte da quello vicino
alla sua sorgente, il Parco di S. Floriano a
Polcenigo, per passare al Parco Fluviale
del Livenza, da Polcenigo e Caneva a Prata,
al Parco di Villa Varda a Brugnera a quello
di Villa Luppis a Rivarotta di Pasiano. Accompagnando il suo corso per FiaschettiRonche si vedono sorgenti confluire nel
fiume prima di arrivare a Sacile, dal fascino
veneziano di palazzi, porticati e ponti e delle acque che uniscono le due isole su cui
sorge. Si può poi visitare Prata, la sua villa
Morosini, sede del municipio, le chiese di S.
Lucia, di S. Giovanni dei Cavalieri e la chiesa dei Ss. Simone e Giuda. La strada per
La bellezza del territorio e le salite dalle Prealpi alle Alpi e alle Dolomiti sono perfette per
mountain bike e ciclismo.
Grazie alla morfologia delle Dolomiti Friulane
la zona inoltre è ricca di forre e torrenti selvaggi, perfetti per fare canyoning in compagnia
delle guide locali: sul torrente Cosa a Clauzetto
e sul Ciolesan a Claut o, più impegnativo, sul
Viellia a Tramonti di Sopra e in Val Zemola a
Erto e Casso. Le stesse splendide montagne si
prestano per le arrampicate, dalle palestre di roccia di Budoia, di Erto e
Casso, di Andreis, di Clauzetto alle arrampicate più difficili sino al famoso Campanile di Val Montanaia o al bouldering – l'arrampicata libera su
grossi macigni – con la palestra naturale per la pratica di Lesis a Claut
conosciuta a livello internazionale o ancora al trekking con sentieri ben
segnalati (rivolgersi alla sezione dell’Ecomuseo delle Dolomiti Friulane
di Dardago) e alla pesca.
71
> I Magredi
A nord di Pordenone, verso Vivaro, nel punto in cui le acque dei torrenti Cellina e Meduna, ai piedi delle Dolomiti Friulane, scompaiono
sottoterra, si apre la zona dei Magredi: ampie praterie di terreni alluvionali, distese di ghiaia, di prati che d’estate diventano brulli e arsi
dal sole, formatisi al termine dell’ultima glaciazione quando i ghiacciai alpini in scioglimento diedero grande forza erosiva ai torrenti.
Da qui la definizione di “Magredo” ossia “terra magra”. In realtà l’a­
rea è stata riconosciuta come sito di importanza comunitaria (SIC)
dall’Unione europea per la flora e la fauna distintiva, è un ottimo
luogo per gli amanti del bird wachting (aquila reale, poiana, nibbio,
gheppio, occhione, allodole, calandri, corriere piccolo, starna…), della mountain bike e per chi desidera galoppare a briglie sciolte.
Nelle foto
Castel d'Aviano
Autunno nei Magredi
Gorgazzo a Polcenigo
Castello di Toppo
In mountain bike nella montagna
pordenonese
Palestra di roccia a Erto
≤
turismo e ambiente
Trekking anche a Piancavallo da dove prendere pure il volo con il deltaplano o con il
parapendio per molte ore, correre a cavallo, arrampicarsi con tutta la famiglia da
un albero all’altro nel parco acrobatico forestale Rampipark, vivere emozioni forti a
bordo degli slittini dell’Alpine Coaster (sorta di montagne russe in mezzo alla natura)
o praticare il golf poco più sotto ad Aviano.
Ottime per deltaplano e parapendio sono
anche le zone di Meduno e Clauzetto.
Al lago di Barcis, infine, è possibile dedicarsi a vela, windsurf, kajak, sport subacqueo, hovercraft, motonautica, modellistica e canoa.
> Sport invernali nelle
montagne
pordenonesi
Lo scialpinismo trova una
zona ideale intorno a Claut,
dal
Resetumè alla Val
di Senons, al
Monte Dosaip
e in generale
nella Valcellina. Sempre a
Claut saranno
soddisfatti anche gli amanti dello sci di fondo e del pattinaggio sul ghiaccio grazie al
palazzetto, centro federale nazionale per
il curling. Grande scelta poi a Piancavallo.
D’inverno offre piste per la discesa, lo sci di
fondo e lo snowboard ma anche uno snow
park con zona freestyle (salti, rails, box), gimkana, boardercross e skicross con para-
boliche, woops e salti, il parco Nevelandia
dedicato ai bambini, l'emozionante Alpine
Coaster (sorta di montagne russe in mezzo
alla natura), il bob su rotaia e il palaghiaccio per i pattinatori.
Le montagne pordenonesi si prestano anche alle escursioni con le "ciaspe", le racchette da neve, dai sentieri di fondovalle
praticabili anche dai principianti alle casere più vicine sino ai tragitti in alta quota per
i più esperti.
> Vie d’acqua, turismo
fluviale e sport d’aria
Il fiume Livenza quale elemento naturalistico identitario segna il confine tra le regioni
Friuli Venezia Giulia e Veneto, attraversa le
province di Pordenone, Treviso e Venezia
con molteplicità di paesaggi.
Nasce nel comune di Polcenigo e sfocia
nel mar Adriatico, nelle vicinanze di Caorle;
lungo il suo percorso, lambisce diciotto comuni. È un fiume di pianura, copioso d’acqua, pescoso, ricco di vegetazione e di anse
naturalistiche. Per buoni tratti è navigabile,
in barca o in canoa, ed è in parte costeggiato da percorsi pedonali e itinerari ciclabili. Oggi, assieme ai suoi affluenti (Noncello, Meduna, Monticano, i principali) è il
protagonista del progetto “GiraLivenza”:
ambiziosa iniziativa di valorizzazione delle
eccellenze locali e di promozione turistica
del territorio, di cui la Provincia di Pordenone è protagonista insieme alle Province
di Treviso e Venezia.
Tre gli itinerari in programma: “Greenways
Noncello-Mare”, “Altolivenza e il Giardino
della Serenissima” e “Terre Nobiliari: Brugnera, Prata e Porcia”.
natura tutelata e itinerari suggeriti
Il paesaggio fluviale viene così valorizzato – nella sua molteplicità di
aspetti – quale elemento principale di sviluppo economico e di valorizzazione turistica intercomunale.
Costituisce un primo concreto esempio di applicazione dei principi legislativi sanciti dalla Convenzione Europea del Paesaggio, sottoscritta dagli Stati Membri del Consiglio d’Europa, e dall’Italia nel
2007, a tutela di uno “…sviluppo equilibrato tra bisogni sociali, attività
economiche ed ambiente…”.
Per provare a praticare canoa e kayak ci si può immergere nel paesaggio percorso in tranquillità dal fiume Noncello oppure godersi le
eleganti architetture veneziane di Sacile in canoa sul fiume Livenza.
Se invece si desidera avere una visione dall’alto, Pordenone offre
il Campo di Volo de La Comina dove è possibile noleggiare piccoli
aerei.
> Welcome to bike e albergo diffuso
Grazie alla sua varietà paesaggistica la provincia di Pordenone ben si
presta per vacanze in bicicletta. È stato realizzato un progetto “Welcome to Bike” che propone cinque itinerari ciclabili su 221 km e il
pernottamento in alberghi appositamente attrezzati (i Bike Hotel). Le
proposte sono assai diversificate perché spaziano dalle zone delle risorgive e dei parchi fluviali alle aree citate nelle opere di Ippolito Nievo, Pier Paolo Pasolini e Antonio de’ Sacchis, ai Magredi, alla zona dei
castelli, alla pedemontana. Una volta arrivati qui le salite delle Dolomiti Friulane e i loro paesaggi ammiccano. Per le soste? L’albergo
diffuso di Claut e Cimolais (Valcellina e Vajont) e quello di Clauzetto
(Balcone sul Friuli) con i loro appartamenti tipici in case, cascine e
vecchie stalle sparsi nelle montagne. Ovunque sul territorio pordenonese, le ciclosterie per gustare le specialità gastronomiche locali.
73
Nelle foto
Motonautica sul lago di Barcis
In bicicletta a Piancavallo
Igloo e cascata di ghiaccio a Claut
Canoe a Sacile sul fiume Livenza
≤
turismo e ambiente
> ITINERARI DI PITTURA
E CULTURA
Pittura e cultura consentono di definire, in
una zona che racchiude la parte più notevole del patrimonio artistico non solo della
provincia di Pordenone ma dell'intero Friuli, un itinerario molto esigente in termini di
tempo e attenzione, ma di straordinario fascino e interesse.
Si tratta di una vera e propria strada maestra della pittura non solo friulana che
sgrana, lungo l'antica arteria romana che
accompagnava il corso del Tagliamento da
Concordia (presso Portogruaro) ai guadi di
San Vito, Valvasone, Spilimbergo, Pinzano,
un rosario di opere d'arte, specialmente pittoriche, alcune grandissime, altre
meno, o anche modeste, che però tutte insieme formano il più bello e vero "museo"
della regione.
La loro scoperta non è sempre facile: per
certe chiesette minori bisogna andare in
cerca di qualcuno disposto ad aprire la porta; e non è sempre agevole. Ma notevole è
l'appagamento.
Si tratta di ammirare opere di Giovan-
ni Antonio de Sacchis detto il Pordenone
(1483/4-1539) (massimo pittore del Rinascimento friulano e ben degno di figurare in
quello italiano) e dei suoi predecessori: in
primo luogo i "tolmezzini" Domenico Mioni e Gianfrancesco Del Zotto da Tolmezzo
(massimo pittore, quest'ultimo, del Quttrocento friulano). Poi il "sanvitese" Andrea di
Bortolotto detto il Bellunello, che assieme
ai tolmezzini aprì il Friuli al Rinascimento
pittorico veneto e italiano.
Contemporanei del Pordenone, nel primo
Cinquecento, sono il vicentino Marcello Fogolino, e Giampietro o Pietro da San Vito.
Continuatori del Pordenone, il genero Pomponio Amalteo, anche lui sanvitese di adozione, il genero di costui Giuseppe Moretto
di San Vito, il pordenonese Gasparo Narvesa e lo spilimberghese Marco Tiussi.
L'itinerario consente di incontrare anche
alcuni importanti nomi della scultura friulana del Quattrocento: l'intagliatore tolmezzino Giovanni Martini, lo scultore sanvitese Bartolomeo Dell'Occhio e soprattutto
il ticinese Giovanni Antonio Pilacorte, fattosi spilimberghese.
Gli affreschi di Sesto e di Spilimbergo, per
restare tra le vette, sono invece documenti interessanti della pittura trecentesca
nell'Italia settentrionale; così come c'è tanta pittura del Seicento e del Settecento a
San Vito e a Cordovado.
L'arte non manca, si impongono anche la
natura (un'agricoltura confortante, specie nel settore ortofrutticolo e vitivinicolo),
tanta storia legata al Tagliamento, buoni
esemplari di "architettura spontanea", castelli e torri da Spilimbergo a Valvasone,
a San Vito a Cordovado, per finire a Sesto
dove la maestà della storia (quella rimasta
e ancor più quella svanita) rende più tre-
natura tutelata e itinerari suggeriti
75
mendo il senso del sacro. Conviene, pertanto, dividere l'itinerario in
due tronconi, avendo come centro Casarsa della Delizia.
Itinerario verso nord
Casarsa della Delizia - Valvasone - Arzenutto - San Giorgio della Richinvelda - Provesano - Spilimbergo - Valeriano - Pinzano - Lestans
- Sequals - Travesio.
Percorso: 70 km circa
Itinerario verso sud
Casarsa della Delizia - Prodolone - San Vito al Tagliamento - Savorgnano – Morsano Cordovado - Sesto al Reghena.
Percorso: 40 km circa
eventi
Sono numerosissime le
manifestazioni, i concerti
e le sagre paesane che si
svolgono nel corso dell’anno grazie al contributo di
enti, associazioni e pro loco
che con le loro molteplici
iniziative rendono il pordenonese un territorio in festa
gradevole da vivere, ricco di
svaghi e opportunità. In questo contesto la Provincia di Pordenone è
impegnata a raggera e con più Servizi per dare il proprio supporto
e favorire la crescita di diversi eventi, non solo enogastronomici ma
anche culturali.
Un esempio è Vibraction, che riunisce sotto un unico marchio alcune
delle manifestazioni musicali più importanti della provincia di Pordenone: Fiera della musica di Azzano Decimo, Blues in Villa a Brugnera, Summerend sulle Dolomiti friulane, Sexto ’nplugged a Sesto
al Reghena, Blues Festival a Pordenone.
Nelle foto
Castello di Spilimbergo
Particolare della "Fuga in Egitto"
del Pordenone a Valeriano
Particolare dell'altare del Pilacorte
a San Giorgio della Richinvelda
Madonna del Pordenone a Pinzano
Chiesetta dei Battuti a Valeriano
Affreschi del Pordenone nella
Parrocchiale di Travesio
Azzano Decimo, Fiera della Musica
≥
SVILUPPO
AGRICOLO
Grazie anche alla ricchezza di corsi d’acqua, le terre del
pordenonese sono sempre state produttive, solcate da campi
di cereali, frutteti e vigneti e stalle per l’allevamento degli
animali. Oggi il settore agricolo evolve, concentrandosi anche
sulle coltivazioni biologiche e sulle proprie potenzialità
turistiche. Al suo fianco, la Provincia di Pordenone con i suoi
servizi.
:03
≥
agricoltura
in movimento
≤
sviluppo agricolo
> agricoltura biologica
Il Settore Promozione e Sviluppo del Territorio della Provincia di Pordenone dedica un intero
asse d'attività allo Sviluppo Agricolo. Vengono esercitate funzioni in materia di agriturismo,
controllo delle attività degli organismi di certificazione, fattorie didattiche e sociali, biomasse agroforestali, pioppicoltura, sostegno all’organizzazione di mostre, mercati, convegni e
iniziative riguardanti l’agricoltura e la zootecnia.
La tipologia di incentivi finanziari che vengono concessi, dei portatori di interesse (stakeholder) e delle prevalenti aree di intervento per lo sviluppo agricolo del pordenonese sono
riassunti nel seguente quadro di sintesi.
Tipologia di incentivi
Portatori di
interesse
(stakeholders)
agricoltura in movimento
Le produzioni biologiche sono certificate da dodici organismi di controllo autorizzati dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e
Forestali, di cui 4 operativi in provincia di Pordenone.
A testimonianza degli avvenuti controlli che devono essere svolti
sull’intera filiera produttiva, ogni prodotto biologico deve riportare
in etichetta il codice numerico dell’organismo che ha operato le verifiche.
Il Servizio Agricoltura della Provincia – come previsto dalla legge regionale (L.R. 32/1995) – concorre fino all'80% delle spese di certificazione di prodotto e di processo sostenute dai produttori biologici sulla base del tariffario ufficiale dell’organismo di controllo incaricato.
Area di intervento
Sviluppo economico
Qualità della
vita
Agriturismo
Imprese agricole
x
Apicoltura
Associazione di
produttori
x
Colture pregiate
Associazioni/
imprese
x
Fattorie didattiche
Scuole/imprese
x
Fattorie sociali
Famiglie/ASS6/
imprese
x
Certificazione dei
prodotti biologici
Imprese/
consumatori
Produzioni legnose
Imprese/cittadini
x
Prati stabili
Imprese/cittadini
x
Impianti termici a
biomassa
Imprese/cittadini
Strade del vino e dei
sapori
Imprese/cittadini
x
x
x
≤
I principali organismi di controllo
operanti nel pordenonese sono:
ICEA - Istituto per la
Certificazione Etica e Ambientale
www.icea.info
CCPB - Consorzio Controllo
Prodotti Biologici
www.ccpb.it
IMC - Istituto Mediterraneo di
Certificazione
www.imcert.it
BIOS
www.certbios.it
x
x
Suolo e Salute srl
www.suoloesalute.it
79
≤
sviluppo agricolo
>Agrofarmaci e patentini
I fitofarmaci di classe contribuiscono significativamente a ridurre i rischi legati all’utilizzo dei prodotti fitosanitari sulla salute
umana e sull’ambiente e concorrono alla
difesa integrata nella gestione delle colture agrarie.
Per questo la Provincia di Pordenone investe sulla formazione e la competenza professionale degli imprenditori del settore e
degli hobbisti e presta particolare attenzione nel rilasciare le autorizzazioni per l’acquisto dei prodotti fitosanitari “Molto Tossici”, “Tossici” o “Nocivi” e loro coadiuvanti.
Per impiegare al meglio i prodotti fitosanitari occorre possedere un’adeguata capacità professionale e piena consapevolezza
sulle conseguenze di tipo sanitario, ambientale ed economico connesse al loro utilizzo nei diversi contesti ambientali e degli
agroecosistemi.
Le legge perciò prevede che, oltre all’autorizzazione alla vendita prevista per gli esercenti, i prodotti fitosanitari e loro coadiuvanti, se classificati “Molto Tossici” o “Nocivi”,
possano essere acquistati per l’impiego diretto, per sé o per conto terzi, soltanto da
coloro che siano in possesso della prevista
autorizzazione all’acquisto, il cosiddetto
“patentino” (D.P.R. 23/04/01, n° 290).
Il patentino è rilasciato solo alle persone che
abbiano compiuto il 18° anno di età e che abbiano ottenuto una valutazione positiva da
apposita commissione dopo aver partecipato a un corso di formazione professionale.
L’autorizzazione è valida per 5 anni ed è rinnovabile con le stesse modalità del rilascio.
Per chi è in possesso di specifico titolo di
studio (ad esempio, laurea in Scienze agra-
rie, diploma di Perito Agrario, diploma di
Agrotecnico) il “patentino” è rilasciato d’ufficio su richiesta dell’interessato.
>PRATI STABILI
La pianura e la collina del Friuli occidentale sono state modellate da intense attività
antropiche che con il disboscamento e il
dissodamento hanno determinato la sostituzione del bosco planiziale con le terre
coltivate. Il lavoro svolto nei secoli da generazioni di pastori e agricoltori, nonostante
sia effettivamente consistito in vastissimi
disboscamenti, ha tuttavia contribuito favorevolmente fino al recente passato alla costituzione e al mantenimento di un habitat
ricco di piante e animali: i prati stabili.
I prati stabili sono delle formazioni erbacee
che non hanno subito il dissodamento (aratura o erpicatura), sono mantenuti esclusivamente attraverso lo sfalcio e l’eventuale
concimazione e la propagazione delle specie è garantita da meccanismi naturali.
I prati stabili, specialmente quelli poco
concimati, ospitano numerosissime specie vegetali, tra cui diversi endemismi tipici
della regione Friuli Venezia Giulia, specifiche di questi habitat a cui sono legate per la
loro sopravvivenza. Appartengono a numerose famiglie, la più importante per valore
naturalistico è quella delle orchidacee. Le
specie vegetali che caratterizzano i prati
stabili sono strettamente legate all’ecologia e alla storia di ogni specifico territorio e per questo, oltre a rappresentarne
l’identità biologica, ne indicano il grado di
naturalità e di conservazione. I prati erano
la principale coltivazione di vaste aree del
Friuli fino all’avvento dell’agricoltura indu-
agricoltura in movimento
81
striale; a essi è legato il patrimonio culturale della civiltà contadina
e rappresentano l’ambito naturale in cui sono avvenute innumerevoli
vicende storiche del Friuli.
La L.R. 29 aprile 2005, n. 9, ha previsto, fra l'altro, l'istituzione dell'inventario dei prati stabili naturali della pianura, al fine di garantire
la conservazione dell'identità biologica del territorio e la biodiversità
degli habitat e delle specie floristiche e faunistiche.
Alle Province è stata delegata la funzione contributiva a favore delle
imprese agricole e dei coltivatori diretti per incentivare la conservazione dei prati stabili che si concretizza nella regolarità delle attività
di sfalcio e di pascolo operate dai proprietari o conduttori.
>Biomasse agroforestali
La Provincia di Pordenone, in conformità con gli impegni assunti anche dall’Italia con il Protocollo di Kyoto, promuove l’attivazione di
misure concrete per contribuire alla riduzione del tasso di anidride
carbonica nell’atmosfera.
In particolare promuove e sostiene l’utilizzo a fini energetici di biomasse agro-forestali in sostituzione dei combustibili fossili, mediante la concessione di contributi alle imprese agricole per la realizzazione di impianti termici e l’acquisto di macchinari per la raccolta e/o
cippatura di biomasse agro-forestali e per il sostegno alle piantagioni forestali a rapido accrescimento (in particolare pioppicoltura).
>Pioppicoltura
La Regione Friuli Venezia Giulia e in particolare la Bassa Pianura
friulana è vocata per la coltivazione del pioppo grazie all'abbondanza
di acqua di risorgiva e alle condizioni pedoclimatiche (giusta piovosità, umidità, terreni sciolti e argillosi). La superficie dedicata è di circa
7200 ettari di cui 3000 in provincia di Pordenone. Il pioppo friulano è
un prodotto d’eccellenza, quotato sui mercati nazionali e internazionali per le caratteristiche morfologiche del tronco e la qualità della
fibra legnosa che lo rende molto apprezzato dall’industria del compensato. Questo legno dal colore bianco e poco nodoso è particolarmente adatto a essere sfogliato.
Nel territorio pordenonese la pioppicoltura tradizionale si sviluppa in
ambienti diversi tra loro e ciò determina rese produttive molto dif-
Nelle foto
Prati stabili nella pedemontana
pordenonese
Pioppeto
Barbatelle a Rauscedo
≤
sviluppo agricolo
ferenti a seconda che si tratti di zone prossime ai corsi d’acqua, o terreni già coltivati
a seminativo e terre marginali. Le aziende che vi si dedicano sono, in alcuni casi,
aziende specializzate e di discreta dimensione, ma talvolta si tratta addirittura di imprenditori non agricoli e di piccole superfici
dedicate. I diversi fattori ambientali e i vari
modelli colturali influenzano in maniera
notevole gli accrescimenti e le produzioni
sia in termini qualitativi che quantitativi.
>Agriturismo
L’agriturismo è una straordinaria e mirabile combinazione fra agricoltura, gastronomia e turismo. Attività molto diffusa in
provincia di Pordenone, permette di vivere
le vacanze in modo diretto con la natura
e di conoscere e approfondire la saggia e
straordinaria cultura contadina. Il comparto conta un buon numero di addetti, offre
sempre nuove occasioni di lavoro, favorisce la valorizzazione dei prodotti tipici e
la tutela e la promozione delle tradizioni e
delle iniziative culturali del mondo rurale.
In sintesi: consente lo sviluppo e il riequilibrio dei territori agricoli.
La Provincia interviene nel settore per:
1. agevolare nelle zone rurali la permanenza dei produttori agro-silvo-pastorali e acquacoltori, singoli e associati;
2. salvaguardare, tutelare e valorizzare il
patrimonio naturale ed edilizio dell’architettura rurale spontanea;
3. far apprezzare i prodotti tipici locali, in
particolare quelli biologici;
4. offrire nuove e diversificate opportunità
di impiego del tempo libero in ambiente
rurale;
agricoltura in movimento
5. consentire alle aziende agro-silvo-pastorali e di acquacoltura di integrare
nuove attività economiche a quelle principali;
6. sviluppare una forma di turismo, in particolare sociale e giovanile, che consenta una migliore conoscenza dell’ambiente, degli usi e delle tradizioni rurali;
7. favorire l’attenzione alle risorse ambientali del territorio rurale.
La Provincia di Pordenone persegue queste
finalità grazie alla funzione prevista dalla
L.R. 24/2006, che concede contributi in conto
capitale fino al 40% della spesa ritenuta ammissibile in sede istruttoria.
riguardano l’identificazione degli standard minimi di qualità, le linee-guida per il disciplinare di costituzione del Comitato promotore,
la realizzazione e gestione del progetto e i criteri e le modalità di
concessione dei contributi al Comitato di gestione come formalmente riconosciuto dalla Provincia di Pordenone.
I cartelli identificativi della Strada saranno installati lungo percorsi
caratterizzati da valori naturali e culturali, vigneti e cantine di aziende agricole aperte al pubblico o, nel caso dei Sapori, su territori a
vocazione agricola con eccellenti prodotti tipici dell’agroalimentare
locale che possono fare da richiamo turistico.
Promuovere l’enogastronomia locale nell’ambito di proposte turistiche forti di elementi evocativi emozionali esclusivi significa offrire
una motivazione in più ai turisti per visitare il Friuli occidentale.
>Strade del vino
e dei sapori
Le fattorie didattiche, nate nella logica di multifunzionalità come
servizio utile a integrare le tradizionali fonti di reddito degli agricoltori, costituiscono un elemento essenziale del complesso sistema
formativo in cui sinergicamente con la scuola e la famiglia contribuiscono alla scoperta e valorizzazione del territorio e alla crescita
di cittadini consapevoli e responsabili nella costruzione di un futuro
sostenibile. Sono, di fatto, un laboratorio d’insegnamento all’aperto
in cui l’educatore è lo stesso agricoltore che trasmette con efficacia
straordinaria le sue esperienze e i suoi saperi inseriti nel ritmo delle
stagioni e del tempo reale in antitesi al frenetico vivere di una dimensione virtuale e on line sempre più invasiva che rende il vivere delle
esperienze dirette e quotidiane a contatto con l’ambiente rurale e
naturale un privilegio sempre più raro.
In provincia di Pordenone ne risultano riconosciute dall’ERSA (Agenzia regionale per lo sviluppo rurale) ventitre.
Nella logica dell’agricoltura sociale le fattorie didattiche assumono la qualifica di fattorie sociali quando estendono i loro servizi a
favore di persone che presentano forme di fragilità o di svantaggio
psico-fisico o sociale o a fasce di popolazione che presentano forme
di disagio sociale, attraverso l’offerta di servizi educativi, culturali, di
supporto alle famiglie e alle istituzioni didattiche.
Le Strade del Vino e/o dei Sapori si qualificano come dei percorsi segnalati da appositi cartelli e pubblicizzati da specifico
materiale informativo e faranno da veicolo
promozionale al territorio nell’ambito di
un sistema integrato tra offerta turistica/
ricreativa ed eccellenze dell’agroalimentare del territorio provinciale. Con questa
opportunità le zone a vocazione vitivinicola
sono immediatamente individuabili e concorreranno alla promozione più vasta del
territorio grazie alla sinergia che si viene a
generare tra cantine, agriturismi, trattorie,
ristoranti ed enoteche e proposte ricreative e culturali. Alle Strade del Vino possono
aggiungersi anche quelle dei Sapori, che
prevedono la promozione di prodotti agroalimentari tradizionali, tipici e di qualità caratteristici del territorio.
Nel regolamento approvato dal Consiglio
Provinciale sono esplicitate le norme che
>Fattorie didattiche e sociali
www.ersa.fvg.it/divulgativa/le-fattorie-didattiche
www.provincia.pordenone.it
83
Nelle foto
Fattoria didattica
Agriturismo nella pedemontana
pordenonese
Vigneto
Sala degustazione cantina Bulfon
≥
Spazio
RURALE
Il microcosmo intorno a ogni spazio agricolo, fatto di artigiani,
aziende di trasformazione dei prodotti agricoli, di commercio,
servizi e relazioni caratteristiche fra le persone, è qualcosa di
più di un luogo votato all’agricoltura. È una forma di società
con tratti distintivi specifici, economici, culturali e sociali.
:04
≥
evoluzione dello
spazio rurale
Il Settore Promozione e Sviluppo del Territorio della Provincia di Pordenone svolge una serie
d’attività rientranti anche nell’asse dedicato allo Spazio Rurale con l’obiettivo di promuovere
un’evoluzione integrata del territorio rurale in una prospettiva di sostenibilità ambientale di
lungo corso. Gli strumenti e le attività di riferimento sono:
• l’Osservatorio per lo Sviluppo dello Spazio Rurale;
• le attività di promozione dei prodotti tipici e di eccellenza.
Ventitre anni fa, con la Comunicazione della
Commissione Europea “Il futuro del mondo
rurale” (1988), nasceva un concetto di ruralità da intendersi come qualcosa di più
ampio della semplice agricoltura: la nozione di “spazio rurale” va ben oltre la nozione
di spazio agricolo perché è comprensiva
di un insieme di attività diverse che vanno
dall’agricoltura all’artigianato, al commercio ai servizi.
Successivamente la Carta Rurale Europea
(Assemblea Parlamentare del Consiglio
d’Europa, Strasburgo, 1996) all’articolo 2
ha definito lo spazio rurale come “il territorio costituito dallo spazio agricolo e dallo
spazio non agricolo destinato a usi diversi
dall’agricoltura” e, nel successivo articolo 3, ha individuato le caratteristiche dello
spazio rurale: preponderanza dell’attività
agricola; bassa densità della popolazione;
paesaggio naturale trasformato dal lavoro
umano; cultura locale basata su saperi derivanti dalla tradizione.
La Carta Rurale Europea ha chiarito, inoltre, le funzioni dello spazio rurale.
• Funzione economica: deve garantire
prodotti e servizi alla popolazione; lo
spazio rurale diventa anche la sede di
imprese agro-industriali, artigianali,
commerciali e di servizi.
• Funzione ecologica: tutela del patrimonio naturale.
• Funzione sociale: luogo di relazioni tra
abitanti attraverso lo sviluppo di realtà
associative con finalità economiche, sociali e culturali.
Si profila perciò un’idea di ruralità postindustriale, dove ci sono parecchie attività
non agricole che interagiscono e coesistono con quelle agricole, il progresso tecnologico è un’esigenza sempre più sentita
così come le necessità di sicurezza, tutela
ambientale e qualità alimentare. L’agricoltura acquisisce un nuovo ruolo: non è più
un settore a se stante ma inserito nella società di cui fa parte e il suo sviluppo coincide con quello dell'intero territorio.
≤
SVILUPPO RURALE
EVOLUZIONE DELLO SPAZIO rurale
> Osservatorio provinciale per lo sviluppo
dello spazio rurale
L’Osservatorio nasce per essere in costante contatto con lo spazio
rurale pordenonese così da:
• raccogliere e comprendere le esigenze di chi è interessato a operare nelle spazio rurale pordenonese;
• valutare in anticipo le dinamiche di sviluppo dei settori produttivi
e delle filiere agro-forestali;
• acquisire e mantenere sempre aggiornata una conoscenza critica di potenzialità e limiti dei processi d’innovazione;
• promuovere sinergie costruttive fra mondo agricolo, soggetti
economici locali e istituzioni.
Gli utenti sono tutti i soggetti pubblici e privati che operano sul territorio interessato per i quali l’Osservatorio opera tramite banche
dati, biblioteca specializzata, produzione di report, elaborazione di
dati storicizzati e proiettivi acquisiti dalle banche dati ufficiali e/o da
indagini campionarie.
> ATTIVITÀ DI PROMOZIONE DEI PRODOTTI
DI ECCELLENZA E DELLE COLTURE DI PREGIO
La promozione, lo sviluppo e la crescita del turismo eno-gastronomico, congiunto al recupero e alla valorizzazione delle tradizioni e
della cultura locale, trova linfa vitale nella conoscenza e nell’opportunità per il cittadino-consumatore – sempre più informato e gastronauta – di prendere direttamente contatto con le aziende agricole, le
cantine e gli agriturismi del territorio. Questi, attraverso i prodotti e
la loro stagionalità, diffondono efficacemente un bagaglio straordinario e unico di conoscenze sulla buona cucina, sul mangiar sano e
sull’originalità e l’identità dei prodotti locali.
Il territorio offre uno straordinario ventaglio di profumi e di sapori riconducibili alle coltivazioni tradizionali e tipiche di queste terre,
che la Provincia di Pordenone è impegnata a custodire e valorizzare perché all'eccellenza dei prodotti è strettamente correlata anche
la qualità della vita. Le filiere produttive di qualità e la salvaguardia
dell’artigianalità dei metodi di lavorazione sono un segno tangibile di
un rinnovato rapporto fra l’uomo e la natura.
I prodotti locali, semplici e genuini, creano una cucina che risente
87
≤
SVILUPPO RURALE
della doppia influenza veneta e friulana e
presenta una varietà di piatti tipici caratterizzati proprio da quest’unione culinaria,
spesso esaltata nel suo sapore antico dai
ristoranti e dalle trattorie della zona.
Gli interventi operativi si concretizzano nel
sostegno incentivante a Enti, Associazioni
e Consorzi per l’organizzazione di mostre,
eventi, mercati, fiere, momenti degustativi
attinenti le colture agrarie, l’agricoltura e
la zootecnìa.
Interventi particolarmente efficaci e apprezzati perché generano e supportano
un’economia locale particolarmente importante proprio per il forte legame con la
storia e la cultura identitaria dei luoghi.
> PRODOTTI DELLA TERRA
e del territorio
Da un territorio che ha trovato a lungo sostentamento nell’agricoltura, non ci si può
che aspettare una ricchezza di prodotti, i
principali dei quali sono brevemente descritti di seguito. Dalla pianura alla montagna la tradizione locale è ricca di minestre,
risotti e frittate insaporiti con gli ortaggi,
e soprattutto con i funghi dei boschi e con
innumerevoli erbe di campo: tarassaco,
ortiche, silene, luppolo selvatico, barba di
becco, salvia, asparagi, “radic di mont”,
germogli di pungitopo…
Il piatto vegetale della povertà montana era il
“pistum” fatto con foglie di rapa condita con
il lardo, mentre in tutta la provincia e nell’intera regione si cucinava, facendo inacidire
le rape bianche nella vinaccia, la brovada da
accompagnare al “muset”, il cotechino.
I giorni di festa, invece, hanno tramandato
ottime ricette per cucinare la selvaggina, le
trote delle risorgive e gli animali da stalla,
ancor oggi allevati in zona, come maiali, capretti, agnelli, conigli e vacche, in particolare la Pezzata Rossa Italiana.
Castagna marrone di Vito d'Asio
Castagna dall'elevata pezzatura e dalla
buona produttività. La coltivazione è ancora
immutata rispetto al passato: piante sparse, allevate in forma libera al bordo di boschi e prati. Le buone
caratteristiche organolettiche ne rendono
possibile il consumo
fresco e la trasformazione.
Territorio interessato alla produzione:
fascia prealpina della
provincia di Pordenone, a un’altitudine variabile tra 350 e 400
metri sul livello del mare. La produzione è
concentrata, in particolare, nei comuni di
Vito d’Asio, Forgaria, Clauzetto e Castelnovo del Friuli.
Cipolla rosa della Val Cosa
Cipolla dalla colorazione rosa accentuato,
è particolarmente apprezzata per il sapore
dolce e scarsamente piccante.
Territorio interessato alla produzione:
intero territorio della Val Cosa.
Mela Zeuka
Varietà di melo autoctona con frutti dalla
pezzatura media e forma asimmetrica.
Presenta una discreta produttività.
Territorio interessato alla produzione:
comprensorio di Castelnovo del Friuli tra la
Val Cosa e la Val d’Arzino.
EVOLUZIONE DELLO SPAZIO rurale
Fico/Figo moro
Noto anche come Figo moro da Caneva o Longhet, produce a giugno
i “fioroni” e dalla seconda metà di agosto i piccoli fichi di eccellenti
qualità sensoriali. L’area del Figo moro è caratterizzata da terreni
declivi ricchi di sali minerali.
Territorio interessato alla produzione: zona pedemontana in particolare il Comune di Caneva.
Patate bianche
Tuberi di dimensioni medio-grandi, con buccia liscia e delicata. Al
taglio la pasta si presenta di colore bianco candido e di consistenza
farinosa. Ricercate per la preparazione di gnocchi e puré.
Territorio interessato alla produzione: pedemontana e alta pianura
pordenonese.
L'oca
Nella bassa friulana, dal 1700 in particolare, si
è sviluppato l’allevamento dell’oca quale valida alternativa al maiale. Il territorio ricco di acque di risorgiva che alimentano rogge e fossi è
tuttora garanzia di un ambiente ideale per l’allevamento estensivo del pregiato palmipede.
Territorio interessato alla produzione: comune di Morsano al Tagliamento con l’annuale “Sagra da lís aucís”, e altre località della
pianura pordenonese.
Asparago verde
L'asparago verde che cresceva spontaneamente nei greti dei torrenti
Cellina e Meduna ora viene coltivato e conservato nel tempo per prolungarne l'utilizzo data la stagionalità dell'alimento.
Esempi di prodotti a base di asparago verde sono l'asparago in agrodolce e la vellutata.
Territorio interessato alla produzione: pedemontana pordenonese
tra Val Cosa e Valcellina.
Brusaula o pindulis
Sono strisce sottili di carne secca di polpa scelta di manzo, maiale
o camoscio, affumicata dopo macerazione sotto sale, pepe ed erbe
aromatiche. Vengono consumate al naturale, come antipasto o fuoripasto in accompagnamento a un aperitivo.
89
≤
SVILUPPO RURALE
Territorio interessato alla produzione:
valli del pordenonese, più precisamente
Val Tramontina, Valcellina, Val Colvera; in
particolare il territorio dei comuni di Claut,
Cimolais, Andreis, Barcis, Montereale Valcellina, Frisanco.
Peta, Pitina e Petuccia
Sono preparate con carne macinata di selvaggina o carni ovine e caprine e impastate
con sale, pepe, selvatico o altre erbe, pressate e quindi fatte affumicare.
Territorio interessato alla produzione: valli del Pordenonese, più precisamente Val
Tramontina, Valcellina, Val Colvera; in particolare il territorio dei comuni di Claut, Cimolais, Andreis, Barcis, Valcellina, Frisanco, Tramonti di Sopra e di Sotto, Meduno.
Brovada
Si usa macerare e far fermentare per almeno un mese rape bianche a colletto viola
a contatto con la vinaccia acidificata in tini
di legno: vengono commercializzate intere
o tagliate a fettuccine con il "grat". Si consumano, crude o cotte, sia come contorno
di carni bollite (brovada e muset) sia come
ingrediente di minestre.
EVOLUZIONE DELLO SPAZIO rurale
Territorio interessato alla produzione:
pedemontana e pianura pordenonese in
stretto collegamento con la vocazione vitivinicola del territorio.
in via di estinzione: Piculit neri, Scjaglin, Cianorie, Ucelùt, Forgiarin,
Cividin.
Territorio interessato alla produzione: Castelnovo del Friuli e Pinzano al Tagliamento.
Asìn
Formaggio salato ottenuto esclusivamente
da latte bovino crudo o termizzato dal particolare gusto sapido, leggermente piccante,
pronunciato per l’Asìno classico, più delicato per l’Asìno morbido.
Territorio interessato alla produzione: comuni di Clauzetto, Vito d’Asio e Spilimbergo.
Olio
Nel periodo di massimo splendore della Serenissima Repubblica Veneta i dogi si approvvigionavano regolarmente dell'olio delle colline
di Caneva. È di colore verde dorato, estratto a freddo da olive raccolte e spremute giornalmente. Le varietà coltivate sono Bianchera,
Gorgazzo, Casaliva, Grignano, Frantoio, Lecino, Maurino, Pendolino,
Picholine, Coratina e Moraiolo.
Territorio interessato alla produzione: Caneva, Terrazze Sarone
Sud e Sarone Est.
Formai dal Cìt
Prende il nome dal recipiente in pietra “cìt”
in cui un tempo veniva conservato.
Si presenta come un formaggio spalmabile, dall’odore forte e dal sapore un po' piccante ottenuto dalla macinatura di formaggi (Latteria o Montasio) con stagionatura
variabile da 2 a 12 mesi.
Territorio interessato alla produzione: Val
Tramontina (Comune di Tramonti di Sopra).
Balote
Piatto a base di formaggio e polenta. Il nome
deriva dal fatto che il formaggio viene fuso in
una porzione di polenta dalla forma a palla.
Territorio interessato alla produzione:
piatto tipico della zona di Clauzetto.
Vitigni autoctoni
Il termine autoctono riservato a un'uva significa che quel vitigno è nato e si è sviluppato in un preciso luogo geografico adattandosi al territorio che lo ha ospitato fin
quasi a fondersi con esso.
Anche la provincia di Pordenone può vantare
un patrimonio di uve autoctone di consolidata tradizione, alcune molto conosciute, altre
Biscotto Pordenone
Il biscotto viene preparato con farina di grano duro, farina di mais,
mandorle grezze che gli conferiscono il caratteristico sapore. Oggi
a questi ingredienti base s’aggiunge grappa, per aumentare la friabilità e la fragranza del “Biscotto
Pordenone” e il sale grosso che richiama l’antica via del sale Stiriana, che terminava proprio a Portus
Naonis, antico nome della città.
Territorio interessato alla produzione: Pordenone.
Colaz
I Colaz sono dolci della tradizione, venivano preparati in occasione
di battesimi e cresime in tutto il Friuli. Sono ciambelle con molte
varianti a base di farina di frumento, burro e zucchero.
Territorio interessato alla produzione: provincia di Pordenone.
Miele
Ricca la produzione di miele anche in provincia di Pordenone: millefiori, mieli tipici unifloreali.
Territorio interessato alla produzione: provincia di Pordenone.
91
≤
provincia di pordenone
RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
Indice
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MARTINI F., Aspetti floristici ed ecologici dei pascoli e delle praterie su sostrati carbonatici del
Friuli – Venezia Giulia. Sunto delle conferenze tenute nel dicembre 1996 e gennaio 1997 dal
Prof. Fabrizio Martini. A cura dell'Associazione provinciale Dottori in Scienze Agrarie e Forestali di Udine. Udine, 1997.
PIZZUTTI R., I prati stabili, in Notiziario ERSA n. 3/2002 e n. 4/2002.
Beno Fignon, Haiku Furlans, Società Filologica Friulana, Udine 2001. Tratto dal sito web www.
cloudeating.com.
POLDINI L., Appunti fitogeografici sui magredi e sulle risorgive in Friuli con particolare riguardo
alla Destra Tagliamento. In Atti 1° convegno di studi sul territorio della Provincia di Pordenone. A cura dell'Associazione Italiana insegnanti di Geografia. Pordenone, 1977.
POLDINI L., ORIOLO G., La vegetazione dei prati da sfalcio e dei pascoli intensivi (Arrhenatheretalia e Poo-Trisetetalia) in Friuli (NE Italia). In Studia Geobotanica. Vol. 14 Suppl. 1:3-48 (1994).
POLDINI L., Nuovo atlante corologico delle piante vascolari nel Friuli Venezia Giulia. Regione
Autonoma Friuli Venezia Giulia, Azienda parchi e foreste regionali, Univ. Studi Trieste - Dipart.
Biol. – Udine, 2002.
POLDINI L., I magredi, in "Inf. Bot. Ital.", 5 (2) 1973.
POLDINI L., La vegetazione della regione, in Enciclopedia monografica del Friuli Venezia Giulia,
Udine, 1971.
WWF-AFNI, Magredi: un territorio da conoscere. Wwf Pordenone, 2001.
Nuovo Cibario del Friuli Venezia Giulia, Atlante dei prodotti della tradizione, Ersa, 2008.
Pordenone e provincia, Guide d'Italia, Touring Club Italiano, 2008.
Guida alla provincia di Pordenone. Storia, arte, cultura e territorio, Provincia di Pordenone, 2003.
Le dinamiche del vivere rurale, Provincia di Pordenone, 2008.
La provincia di Pordenone in cifre, CCIAA di Pordenone, 2011.
I siti di riferimento per le varie sezioni sono riportati all'interno dell'impaginato.
La provincia di Pordenone.................................................................................»6
Popolazione........................................................................................................»8
Occupazione.......................................................................................................»8
Imprese e industria........................................................................................»8
Distretti industriali.........................................................................................»8
Agricoltura...........................................................................................................»9
Commercio e ristorazione..........................................................................»9
Edilizia e servizi................................................................................................»10
Imprenditoria femminile.............................................................................»10
Commercio estero e valore aggiunto..................................................»10
Turismo.................................................................................................................»11
Settore Promozione e Sviluppo del Territorio.......................................»12
Servizio Turismo e Politiche europee ................................................»14
Servizio Agricoltura........................................................................................»14
:01 Politiche europee
L'Europa da protagonisti....................................................................................»18
L’Europa a Pordenone: servizi offerti.................................................»19
Esempi di Europrogettazione...................................................................»22
L'Europa siamo noi, l'Europa per noi: opportunità............................»24
Istruzione e formazione:
opportunità per i giovani e non solo.....................................................»24
Opportunità per gli enti pubblici.............................................................»32
Opportunità per la realtà imprenditoriale........................................»36
Centro Europe Direct............................................................................................»40
EuroPN: la tua prima porta per l’Europa.........................................»40
EuroPN e il Web...............................................................................................»40
EuroPN per tutti i cittadini.........................................................................»40
EuroPN per i giovani.....................................................................................»41
EuroPN per le imprese................................................................................»42
EuroPN per gli enti pubblici......................................................................»42
EuroPN e la rete locale di subantenne..............................................»43
93
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provincia di pordenone
:02 Turismo e ambiente
Natura tutelata e itinerari suggeriti............................................................p.46
Aree di pregio naturalistico..............................................................................»47
I parchi naturali................................................................................................»49
Riserve naturali, regionali e nazionali................................................»51
Biotopi ...................................................................................................................»52
Aree di reperimento.......................................................................................»53
Parchi comunali e intercomunali..........................................................»54
Rete Natura 2000............................................................................................»54
A.R.I.A....................................................................................................................»55
Aree di pregio ambientale.................................................................................»56
Lago Premarine...............................................................................................»56
Prati Burovich....................................................................................................»56
Paleo-alveo del fiume Reghena.............................................................»57
“Il centro abbaziale di Sesto al Reghena
e i paesaggi della memoria” ...................................................................»57
Lago Casette Venchieredo.........................................................................»58
Prati della Madonna .....................................................................................»58
Mortol ....................................................................................................................»58
Bosco degli ebrei o della “Man del Ferro” ......................................»58
Le marcite nel Parco di san Floriano a Polcenigo......................»59
Il Palù del Livenza...........................................................................................»59
Verde pubblico..........................................................................................................»61
Giardini storici di proprietà della Provincia di Pordenone
Villa Carinzia (già Amman).........................................................................»61
Palazzo Altan ....................................................................................................»62
Musei etnografici....................................................................................................»62
Il museo provinciale della vita contadina "Diogene Penzi"......»62
Il museo casa clautana................................................................................»64
Il museo civico della civiltà contadina di Andreis........................»64
Villa Carnera a Sequals...............................................................................»64
Casa Pasolini a Casarsa della Delizia.................................................»65
Educazione ambientale e naturalistica.....................................................»65
Itinerari di visita.......................................................................................................p.66
Pordenone...........................................................................................................»66
La pianura............................................................................................................»66
Tra il Cansiglio e Piancavallo...................................................................»67
La risalita del Tagliamento........................................................................»67
Le valli settentrionali ...................................................................................»68
Il Parco delle Dolomiti Friulane.............................................................»68
Andar per boschi: Cansiglio e Piancavallo.......................................»69
Valli e laghi montani......................................................................................»69
I castelli.................................................................................................................»70
I giardini del fiume Livenza.......................................................................»70
I Magredi...............................................................................................................»71
Sport estivi nelle montagne pordenonesi.........................................»71
Sport invernali nelle montagne pordenonesi.................................»72
Vie d’acqua, turismo fluviale e sport d’aria.....................................»72
Welcome to bike e albergo diffuso.......................................................»73
Itinerari di pittura e cultura.......................................................................»74
Eventi..............................................................................................................................»75
:03 Sviluppo agricolo
Agricoltura in movimento..................................................................................»78
Agricoltura biologica.....................................................................................»79
Agrofarmaci e patentini...............................................................................»80
Prati stabili..........................................................................................................»80
Biomasse agroforestali...............................................................................»81
Pioppicoltura ....................................................................................................»81
Agriturismo.........................................................................................................»82
Strade del vino e dei sapori.......................................................................»82
Fattorie didattiche e sociali.......................................................................»83
:04 Spazio rurale
Evoluzione dello Spazio Rurale......................................................................»86
Osservatorio prov. per lo sviluppo dello spazio rurale...............»87
Attività di promozione dei prodotti di eccellenza
e delle colture di pregio..............................................................................»87
Prodotti della terra e del territorio.......................................................» 88
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