≥ provincia di Pordenone Servizi e risorse per il cittadino 2011 politiche europee turismo PROVINCIA DI PORDENONE Agricoltura Servizi e risorse per il cittadino provincia di pordenone ≥ provincia di Pordenone 2011 @ 2011 Provincia di Pordenone Settore Promozione e Sviluppo del Territorio Servizio Agricoltura Turismo e Politiche Europee Centro di informazione europea Europe Direct Largo San Giorgio 12 33170 Pordenone (Pn) tel. 0434 2311 - www.provincia.pn.it politiche europee turismo Agricoltura Assessore all’Agricoltura, Turismo e Politiche Europee: Michele Boria Dirigente: Sergio Bergnach Funzionari: Pietro Candon, [email protected] - tel. 0434 231204 Maria Cristina Li Gotti, [email protected] - tel. 0434 231256 Francesco Tomasello, [email protected] - tel. 0434 231208 Esperta in Politiche comunitarie: Pamela Falcomer, [email protected] - tel. 0434 231247 Lavoro realizzato con il contributo della Commissione europea Testi a cura del Settore promozione e sviluppo del territorio Servizi e risorse per il cittadino Fotografie di: Archivio Provincia di Pordenone Servizio Politiche europee, Andrea Bellinetti, Claudio Beltrame, Dario Bigattin, Antonio Borgo, Bosco di Arichis, Adriano Bruna, Lorenzo Bulfon, Massimo Candolin, Clara Carboncich, Livia Comandini, Marianna Corona, Stefano Fabian, Giuseppe Giordani, Lis Aganis Ecomuseo Regionale delle Dolomiti Friulane, Roberto Mazzoli, Marco Pradella, Pro Loco Barcis, Pro Loco Maniago, Scuola Mosaicisti del Friuli, Pietro Trevisanutto, Francesco Zanet, Antonio Zuccon Grafica e impaginazione: Interattiva, Spilimbergo (Pn) Stampa: Tipografia Menini, Spilimbergo (Pn) provincia di pordenone PROVINCIA DI PORDENONE Il territorio della provincia di Pordenone si estende nell’area sud-occidentale della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. Dal punto di vista amministrativo, è stato disegnato definitivamente nel 1968 quando, all’interno della regione storica friulana e più specificatamente della vasta provincia di Udine, fu riconosciuta l’autonomia del Friuli Occidentale o Destra Tagliamento. ese e industria > Distretti industriali > Agricoltura/Distretto agricolo > Commercio e ristorazione > Edilizia e servizi > Imprenditoria femminile > Commercio estero e valore agg ≥ Il territorio e i numeri di una provincia dinamica ≤ 5 ≥ LA PROVINCIA DI PORDENONE ≤ provincia di pordenone i numeri > Coordinate geografiche austria friuli Venezia giulia udine Pordenone Bruxelles• Lussemburgo• gorizia veneto •Francoforte Mare Adriatico Strasburgo• slovenia trieste > Confini geografici venezia Roma• La superficie complessiva del territorio provinciale è di circa 2.276,30 kmq, pari al 29% della superficie regionale. Il territorio provinciale è suddiviso in 51 comuni ripartiti per zona altimetrica: Provincia di Pordenone: comuni e superficie per zona altimetrica. (Fonte Istat, 2009) Comuni MontagnaCollina PianuraTotale 10 15 26 51 Superficie (kmq) 804,2 549,1923,0 2.276,30 Incidenza della superf. (%) 19,61 31,37 49,02 100 Popolazione residente (numero di abitanti) 5.247 54.215 254.408 313.870 1,67 17,27 81,06 100 Incidenza della popolazione (%) a nord: 46° 24’ 42’’ lat. N, sulla Forcella del Leone, in comune di Cimolais; a sud: 45° 47’ 24’’ lat. N, nel punto più meridionale del comune di Pravisdomini; a est: 0° 32’ 18’’ long. E da Monte Mario, in un punto della dorsale del monte Cuar in comune di Vito d’Asio; a ovest: 0° 07’ 56’’ long. O da Monte Mario, nel punto più occidentale del comune di Erto e Casso, entro la gola del torrente Vajont. a nord: la valle del Tagliamento; a est: il tratto mediano del fiume Tagliamento e il torrente Arzino; a ovest: la valle del Piave e il fiume Livenza; a sud: la pianura che dai rilievi montuosi sfuma nel territorio veneto senza soluzione di continuità. I limiti geografici sono quindi facilmente individuabili, segnati dalla natura stessa: un compatto rettangolo tra i fiumi Tagliamento e Livenza, che marcano lunghi tratti di confine con le vicine province di Udine e Treviso. L’unico confine non dettato dalla natura è quello a sud con la provincia di Venezia. Fu tracciato nel 1818 dal governo austriaco del Regno Lombardo-Veneto, quando scorporò dal Friuli il distretto di Portogruaro. Altitudine sul livello del mare (metri): minima 12 – massima 2706. Geologia: pianura alluvionale e rilievi montuosi prevalentemente calcarei con vistosi effetti di carsismo superficiale e ipogeo. Fiumi principali: Tagliamento – Meduna – Cellina – Livenza. Laghi artificiali in montagna: lago di Barcis – lago di Redona o dei Tramonti – lago del Ciul – lago di Selva – lago del Tul. Clima: condizioni climatiche intermedie tra le temperature mediterranee e continentali. Aeroporto: l'aeroporto regionale si trova a Ronchi dei Legionari (GO); altri aeroporti vicini sono Treviso e Venezia. 7 ≤ provincia di pordenone > Popolazione A fine 2010 la provincia di Pordenone contava 313.870 residenti, di cui il 49,1% uomini e il 50,9% donne, a formare 130.921 famiglie, composte da 2/3 persone (in media 2,4 persone). L'età media della popolazione è 43 anni: Pordenone è la provincia più giovane della regione Friuli Venezia Giulia. Il grado di urbanizzazione è relativamente basso: solo il 16,4% della popolazione residente si concentra nel comune capoluogo. > Occupazione Nel 2010 fra i residenti in provincia di Pordenone maggiori di 15 anni, il 59,5% degli uomini e il 41,6% delle donne lavoravano, mentre il 3,4% dei cittadini era in cerca di occupazione. La maggior parte di loro, pari al 56% del totale, era occupata nei servizi, DISTRETTI inDUSTRIALI ≤ I distretti industriali sono stati istituiti con la legge regionale 27/1999 quali ambiti di sviluppo economico-occupazionale e sede di promozione e coordinamento delle iniziative locali di politica industriale. Si configurano come un sistema locale formato da imprese variamente specializzate, sia manifatturiere che di servizi, sia artigiane che industriali o che comunque partecipano alla medesima filiera produttiva o a filiere collegate, nonché dagli attori istituzionali che svolgono un'attività rilevante all'interno del contesto locale. il 41,8% nell’industria e il 2,2% nell’agricoltura. Il tasso di occupazione testimonia la situazione positiva della provincia con un valore del 72,8% per gli uomini (media nazionale: 67,7%) e del 55,5% per le donne (contro una media nazionale del 46,1%). > Imprese e industria Nel 2010 erano attive in provincia di Pordenone 26.089 imprese, di cui 16.213 ditte individuali, 5.385 società di persone, 4.157 società di capitali e 334 sotto altre forme giuridiche. La gran parte di esse era impegnata nel commercio, nell'alloggio e nella ristorazione (7.172 unità) e nell’agricoltura e pesca (5.950 unità) e quindi, a scendere, nei servizi alle imprese e alle persone (5.756 unità), nelle costruzioni (3.915 unità) e nell’industria (3.289 unità). > Distretti industriali La Regione Friuli Venezia Giulia ha riconosciuto la presenza di tre distretti industriali in provincia di Pordenone: del mobile dell’Altolivenza, del coltello del Maniaghese e della componentistica e della termoelettromeccanica. Del distretto del mobile fanno parte 11 comuni, anche se più del 50% delle oltre 600 imprese si concentra fra Brugnera, Pasiano di Pordenone e Prata di Pordenone. Il distretto del coltello, che produce anche forbici e lame di alta qualità, comprende 9 comuni, ma più del 75% delle 200 aziende interessate si trova nel comune di Maniago. Il distretto della componentistica e termoelettromeccanica è formato da 15 comuni pordenonesi e 10 della provin- i numeri cia di Udine. Caratteristiche del distretto: numerosità delle filiere produttive e tipologia di prodotti finali tipici del settore della meccanica, delle gomme e della plastica. > Agricoltura Il territorio provinciale dedicato all'agricoltura è caratterizzato dalla diffusa presenza di campi coltivati a mais e vigneti. Sono presenti due zone DOC: quella del "Friuli Grave" e quella del "Lison Pramaggiore". Rauscedo, frazione di San Giorgio della Richinvelda, è la capitale mondiale della barbatella. Sul territorio è frequente la coltivazione del melo e del kiwi. Nel comparto zootecnico gli allevamenti più diffusi sono quelli suini e bovini. Di interesse, grazie alla ricchezza delle acque e alla loro qualità, è l'allevamento delle trote. Secondo i dati provvisori del 6º Censimento dell'agricoltura la superficie media aziendale è di 12,4 ettari, mentre gli ettari coltivati sono in media 9,3. Nel settore, al 31.12.2010 (dati Friulcamere elaborati dalla CCIAA di Pordenone) risultano attive 5.950 imprese di cui 5.866 (il 98%) dedite alle coltivazioni agricole, alla zootecnia, caccia e servizi connessi; 60 imprese (l'1,6%) dedite alla silvicoltura e utilizzo di aree forestali e 24 (lo 0,4%) dedite alla pesca e all'acquacoltura. Rispetto alla forma giuridica circa l'83% delle ditte sono individuali, circa il 9% sono società di persone e solo il 2% circa sono società di capitale. In termini di utilizzazione dei terreni risultano coltivati (SAU) 73.526 ettari di cui 40.249 dedicati a cereali, piante industriali e altri seminativi (54,74%), 16.924 dedicati a foraggere avvicendate, prati permanenti e pascoli (23,02%), 7.740 coltivati a vite (10,53%), 3.728 coltivati a melo e altre arboree da frutto (5,1%) e 120 (0,2%) dedicati agli orti familiari. > Commercio e ristorazione Nei settori del commercio e della ristorazione la provincia di Pordenone non presenta marcate differenziazioni. A fine 2010 l'11,1% delle 5.674 imprese del commercio si dedicano “all'ingrosso e al dettaglio, manutenzione e riparazione di autoveicoli e motocicli; vendita al dettaglio di carburanti per autotrazione”, il 42,9% a “commercio all’ingrosso e intermediari del commercio” e il rimanente 46% a “commercio al dettaglio”. PORDENONE PROVINCIA OSPITALE La guida “Pordenone Provincia Ospitale” viene pubblicata ogni anno e distribuita gratuitamente nelle edicole della Destra Tagliamento. Contiene l'elenco dei pubblici esercizi della provincia. È realizzata dall'AscomConfcommercio Imprese per l’Italia e dalla Camera di Commercio di Pordenone, in collaborazione con Provincia di Pordenone, Comuni della Destra Tagliamento e FriulAdria Crédit Agricole. 9 ≤ provincia di pordenone > Edilizia e servizi > Imprenditoria femminile > Turismo Nel settore delle costruzioni, a fine 2010, la gran parte delle 3.915 imprese presenti sono ditte individuali, ossia il 68,2% nel 2010. Sebbene le richieste per i permessi di costruzione o ampliamento di fabbricati a uso residenziale (238, dati ISTAT 2009) siano il triplo di quelle a uso non residenziale (73), il volume delle abitazioni (339.361 m3) è inferiore a quello dei fabbricati dedicati al lavoro (pari a 716.883 m3), il 58,50% dei quali è industriale o artigianale. Il settore dei servizi, invece, comprende 5.756 imprese fra le quali spiccano, per quantità, le attività immobiliari (22,25%), i servizi pubblici, sociali e personali (21,87%), le attività professionali, scientifiche e tecniche (15,11%), il trasporto e magazzinaggio (12,5%), la comunicazione e informazione (7,9%). A fine 2010 in provincia di Pordenone le imprese al femminile erano 6.211 pari al 23,3% di quelle iscritte al Registro Imprese della CCIAA, quota leggermente inferiore rispetto a quella regionale (24,7%) e nazionale (24,1%). La presenza femminile in provincia è alta nei settori agricoltura (2.044 imprese pari al 32,90%), commercio (1.370 pari al 22,06%), servizi alle imprese (897 pari al 14,44%), informatica (494 pari al 7,9%), alloggio e ristorazione (482 pari al 7,8%), costruzioni (222 pari al 3,6%). Il 71,9% delle imprese femminili sono ditte individuali, il 18,3% società di persone e il 9,8% società di capitale e altre. Nel corso del 2010 gli arrivi di turisti in provincia di Pordenone sono stati per il 69,3% italiani e per il 30,7% stranieri, pari solo al 9,2% di quelli giunti in regione. Il 26,6% degli arrivi, infatti, sono concentrati nella zona del Piancavallo, come anche il 37,7% delle presenze di turisti registrati in provincia. La durata media dei soggiorni è di sole 2,7 giornate (3,8 a Piancavallo). I primi 5 Paesi per giornate di presenza dei turisti stranieri su una registrazione complessiva di 173.726 presenze sono gli USA (16,2%), la Germania (13%), l'Austria (7%), la Francia (6,1%) e la Romania (5,2%). SITI WEB DI RIFERIMENTO > Commercio estero e valore aggiunto Grazie all’importanza del settore manifatturiero, la provincia di Pordenone è molto attiva nelle esportazioni. È al 36° posto fra le 110 province italiane per valore assoluto delle esportazioni di merci. Nel 2010 il saldo commerciale era in attivo di 1,8 miliardi di euro, avendo importato per oltre 1,3 miliardi di euro ed esportato per 3,1 miliardi di euro, soprattutto in Europa, Cina e Stati Uniti. Il valore aggiunto creato in provincia nel 2009 è stato di 7.715 milioni di euro pari al 29,51% di quello regionale (31.473 milioni di euro) che rappresenta il 2,3% di quello nazionale (1.367.727 milioni di euro). I primi 5 Paesi per valore delle importazioni sono: Germania (22,2%), Cina (12%), Austria (9%), Francia (8,5%), Ungheria (5,2%). www.regione.fvg.it www.turismofvg.it www.provincia.pordenone.it www.politicheuropee.provincia.pn.it www.pn.camcom.it europa.eu/europedirect/index_it.htm www.politichecomunitarie.it www.eurodesk.it www.enterprise-europe-network.ec.europa.eu www.europe-direct.net www.ec.europa.eu www.access2finance.eu www.erasmus-entrepreneurs.eu cordis.europa.eu www.apre.it www.ascom.pn.it www.pordenonewithlove.it www.distrettodelmobilelivenza.it www.distrettocoltello.it www.distrettocomet.it i numeri ≤ www.polo.pn.it www.cmfriulioccidentale.it www.prolocoregionefvg.it www.pordenoneturismo.it www.stradavini.it www.montanevie.it www.mtvfriulivg.it/zonedoc.html www.vivairauscedo.com www.pordenoneintasca.it www.istat.it www.vibraction.it 11 promozione e sviluppo Il Settore Promozione e Sviluppo del Territorio della Provincia di Pordenone, con al suo in terno il Servizio Turismo e Politiche europee e il Servizio Agricoltura, esercita competenze in materia di sviluppo agricolo e rurale, attività di assistenza, formazione e informazione nell'am bito delle politiche comunitarie e dello sviluppo e promozione del turismo. o/politiche comunitarie e servizio agricOltura > agricoltura rurale > attività di assistenza, formazione e informazione in materia di politiche comunitarie > sviluppo e promozione ≥ Settore Promozione e Sviluppo del Territorio ≤ 13 ≥ I SERVIZI > Servizio Turismo e Politiche europee Il Servizio Turismo e Politiche europee svolge un’importante attività di attrazione e intercettazione di fondi europei per internazionalizzare la Provincia stessa, come ente, e il suo territorio. L’informazione sui risultati e sulle iniziative europee in genere avviene attraverso il Centro Europe Direct che si occupa anche di fornire formazione e assistenza tecnica per l’europrogettazione a tutti i soggetti del territorio provinciale, a quelli che fanno parte delle sub-antenne del Centro Europe Direct. Sono poi molteplici e a tuttotondo le azioni di promozione e sviluppo turistico integrato volte a rendere più attrattivo un territorio unico, frutto di un fitto e complesso intreccio di arte, cultura, genti e tradizioni, enogastronomia e bellezze paesaggistiche, che dalla pianura fino alle Dolomiti costellano il territorio provinciale. > Servizio Agricoltura Il Servizio Agricoltura verifica l’operato de gli organismi di certificazione dei prodotti biologici, rilascia le autorizzazioni per l’impiego degli agrofarmaci in agricoltura, esercita funzioni in materia di agriturismi, fattorie didattiche e sociali, biomasse agro-forestali, prati permanenti, colture di pregio del territorio, strade del vino e dei sapori. Le attività del Servizio sono anche orientate alla gestione e alla valorizzazione delle aree di pregio ambientale di proprietà della Provincia nonché alla consulenza ai Comuni sulla gestione del verde pubblico. ≤ promozione e sviluppo del territorio L’obiettivo prioritario perseguito è che gli agricoltori, gli operatori del settore e tutti i cittadini-consumatori della provincia di Pordenone siano maggiormente sensibili a tematiche fondamentali quali la qualità prodotta nell’efficienza, la garanzia della salubrità dei prodotti, la tutela, la conservazione e il miglioramento della complessa integrità degli ecosistemi acquatici e terrestri e la tutela della salute che, nell’insieme, costituiscono un vero e proprio bene sociale collettivo. In tal senso tutti gli stakeholder (portatori di interesse) sono sempre più coinvolti a prestare costante attenzione all’innovazione tecnologica, a migliorare e aggiornare le proprie professionalità. I cittadini-consumatori vengono sensibilizzati affinché siano sempre più informati sulle caratteristiche, la provenienza e la tracciabilità di quanto “mettono in tavola”, sui consumi energetici necessari per ottenere ogni singolo cibo e sulla sua densità energetica per un’alimentazione che non solo nutre, ma svolge anche un’azione benefica per la salute. I servizi 15 :01 POLITICHE Europee L'Europa da protagonisti: servizi offerti, progetti esempi di europrogettazione Opportunità per giovani, enti pubblici e imprenditori Centro Europe Direct Pordenone Giardini storici di proprietà della Provincia di Pordenone Musei etnografici Educazione ambientale e naturalistica Itinerari di visita Eventi Biomasse agroforestali Pioppicoltura Agriturismo Strade del vino e dei sapori Fattorie didattiche e sociali Fattorie sociali Promozione dei prodotti di eccellenza e delle colture di pregio Prodotti della terra e del territorio :02 TURISMO E AMBIENTE Aree di pregio naturalistico Aree di pregio ambientale Verde pubblico :03 SVILUPPO AGRICOLO Agricoltura biologica Agrofarmaci e patentini Prati stabili :04 spazio RURALE Osservatorio provinciale per lo sviluppo dello Spazio Rurale ≥ politiche europee PER LA PROVINCIA DI PORDENONE “POLITICHE EUROPEE” SIGNIFICA: - AGIRE SEGUENDO LE LINEE DI INDIRIZZO DEFINITE DALLE DIVERSE POLITICHE DELL’UNIONE EUROPEA - DIVULGARE AZIONI E PROGRAMMI DELLE POLITICHE EUROPEE - CENTRO EUROPE DIRECT EUROPN - ATTRARRE RISORSE COMUNITARIE PER L’INTERNAZIONALIZZAZIONE DEL TERRITORIO PROVINCIALE - FAR CONOSCERE NELLE SCUOLE LE POLITICHE DELL’UNIONE EUROPEA -EUROPROGETTAZIONE :01 ≥ l'europa da protagonisti L’attività del Servizio Politiche europee, istituito nel marzo del 2000, è finalizzata a rendere più moderna ed europea la provincia di Pordenone attraverso una serie articolata di interventi ed azioni: • informazione e orientamento sulle Politiche europee e sui Programmi finanzianti dall’UE; • assistenza e consulenza per le varie opportunità e i diversi temi dell’Unione europea; • partecipazione diretta a iniziative di carattere culturale, sportivo, sociale in ambito locale con valenza europea; Carta d’identità ≤ • attrazione delle risorse comunitarie e regionali per lo sviluppo e la crescita dei sistemi economici locali; •europrogettazione; • attività di studio, analisi e ricerca per la definizione di possibili Piani Strategici comunitari provinciali. Negli anni l'attività del Servizio Politiche europee si è gradualmente affinata e specializzata. Dal 2009 il Servizio Politiche europee della Provincia di Pordenone è anche entrato a far parte della rete europea dei Centri di informazione “Europe Direct”, diventando così sede del Centro Europe Direct “EuroPN”. Nome Servizio Politiche Europee www.provincia.pordenone.it/politicheuropee nato il Marzo 2000 Dal 2012 diverrà altresì punto locale della rete “Eurodesk” allo scopo di diffondere informazioni e fornire orientamento sui programmi che l’Unione europea e il Consiglio d’Europa promuovono in favore dei giovani. aPordenone professione servizio ai cittadini segni particolari vuole rendere più moderna la provincia di Pordenone; vuole avvicinare il territorio alle opportunità offerte dall’Unione europea www.eurodesk.it/rete-italiana-eurodesk ≤ politiche europee l'europa da protagonisti Le attività del Servizio nel suo complesso sono rivolte a: • enti pubblici, •associazioni, • privati cittadini, • titolari di attività produttive, • studenti e scuole di ogni ordine e grado, • istituzioni scientifiche e culturali, •imprese. > L’Europa a Pordenone: servizi offerti Le funzioni del Servizio Politiche europee della Provincia di Pordenone sono complementari alle attività previste e svolte dal centro Europe Direct “EuroPN”. Insieme offrono in particolare: • un servizio di risposte alle domande generali sull’UE da parte dei cittadini, anche attraverso un servizio di documentazione e di accoglienza del pubblico; 19 ≤ politiche europee > i progetti Settore Programma l'europa da protagonisti 21 Titolo Agricoltura Interreg III A Italia-Slovenia 20002006 Modelli di sviluppo delle attività agro-zootecniche in ambiente montano per la conservazione del territorio e la valorizzazione dei prodotti locali Agricoltura Interreg III A ItaliaSlovenia 2000-2006 Recupero e valorizzazione di varietà di fruttiferi di qualità per un arricchimento della biodiversità a sostegno della frutticoltura biologica nelle aree transfrontaliere Pianificazione e progetti speciali Interreg III A ItaliaSlovenia 2000-2006 Itinerario pedemontano ciclabile Pianificazione del Territorio Interreg III A ItaliaSlovenia 2000-2006 Individuazione di strumenti e metodologie condivise per la costruzione della carta delle conoscenze territoriali condivise e per l’applicazione della Valutazione Ambientale Strategica nel contesto territoriale transfrontaliero (Mapsharing) Agricoltura V Programma Quadro di Ricerca e Sviluppo Tecnologico 1998-2002 Integrare la qualità del foraggio delle razze domestiche d’allevamento in sistemi sostenibili per la biodiversità dei pascoli e per maggiori benefici del territorio Agricoltura VI Programma Quadro di Ricerca e Sviluppo Tecnologico 2002-2006 Sistemi foraggeri di qualità basati su leguminose per ambienti contrastanti d’Europa Agricoltura Interreg III B Spazio Alpino 2000-2006 Rete delle produzioni agricole locali per la valorizzazione e la conoscenza dell’area alpina Agricoltura Interreg III B Spazio Alpino 2000-2006 Rete alpina per la promozione dell’allevamento ovicaprino per lo sviluppo sostenibile del territorio Agricoltura Interreg III B Cadses 2000-2006 Restauro e ripristino ambientale in seguito ad interventi infrastrutturali Pianificazione del Territorio Interreg III B Cadses 2000-2006 CoUrbIT - Complex Urban Investment Tools Programmazione Sociale Equal 2000-2006 Network per il governo delle transizioni e per la formazione continua Cultura ed Istruzione Equal 2000-2006 Crescita delle competenze individuali nel settore del mobile Pianificazione e Progetti Speciali Docup - Obiettivo 2 2000-2006 Recupero funzionale e messa in sicurezza della Vecchia strada della Valcellina Viabilità e Trasporti Docup - Obiettivo 2 2000-2006 Realizzazione di un’arteria di collegamento tra la strada provinciale “dei Magredi” e l’asse “Cimpello-Sequals” • una vasta gamma di pubblicazioni, opuscoli e guide gratuiti su come funzionano le istituzioni dell’UE, i Trattati su cui si fonda, gli atti legislativi, le principali politiche comuni, le opportunità di finanziamento per enti, imprese e organizzazioni della società civile; • organizzazione e collaborazione con i media in eventi locali sull’UE, anche attraverso la messa a disposizione di documentazione specifica nei propri locali o nel corso di fiere, esposizioni e seminari a carattere locale o regionale; • assistenza tecnica nella partecipazione locale e regionale ai programmi europei, incoraggiando l’attività di europrogettazione; • supporto attivo nel dibattito locale e regionale sull’Unione europea e le sue politiche; • informazioni specifiche e settoriali adeguandole alle necessità locali e regionali; • indicazioni sulle migliori fonti di informazione (legislazione, pubblicazioni, comunicati stampa ecc.) e recapiti delle organizzazioni e degli organismi competenti; • una propria rivista specialistica periodica di informazione europea, sia in formato cartaceo che elettronico; • informazioni sull’UE funzionali al territorio provinciale, regolarmente aggiornate tramite il sito Internet www.politicheuropee.provincia.pn.it. Nell’ambito dell’attività di europrogettazione, finora la Provincia di Pordenone ha realizzato, in qualità di capofila e/o di partner, diversi progetti europei alcuni dei quali elencati nella pagina precedente. Il Trattato di Lisbona modifica il Trattato sull'Unione europea ridisegnando l'organizzazione istituzionale e i meccanismi decisionali dell'Unione europea affinché l'Unione allargata possa funzionare in modo più efficace, democratico e trasparente e al tempo stesso essere il più possibile vicina ai cittadini. Il Trattato è stato ratificato da ciascuno dei 27 Paesi dell'UE, in base alle rispettive norme costituzionali, ed è entrato in vigore il 1° dicembre 2009. ≤ politiche europee > ESEMPI DI EUROPROGETTAZIONE Settore: Agricoltura Programma: Interreg III A Italia-Slovenia Durata: 3 anni (2003-2006) Oggetto: Modelli di sviluppo delle attività agro-zootecniche in ambiente montano per la conservazione del territorio e la valorizzazione dei prodotti locali (Malghe). Il progetto ha concorso al miglioramento delle condizioni del settore agro-zootecnico nelle aree montane del territorio transfrontaliero tra Italia e Slovenia, rivolgendo specifica attenzione ai sistemi di produzione generalmente costituiti da due unità principali: l’azienda di fondo valle o di pianura, dove di norma gli animali vengono stabulati e alimentati con foraggi e concentrati (spesso di provenienza extra aziendale), e l’azienda alpina, dove gli animali vengono allevati al pascolo da giugno a settembre. Gli obiettivi realizzati dal progetto hanno riguardato: A. l’utilizzo e la valorizzazione delle risorse foraggiere locali; B.la valorizzazione dei prodotti locali di origine animale; C. la commercializzazione dei prodotti a livello locale; D. la valutazione della sostenibilità economica. L’area di studio italiana: Prealpi della provincia di Pordenone e in particolare i comuni di Barcis, Montereale Valcellina, Aviano, Budoia, Polcenigo e Caneva. Settore: Pianificazione del Territorio Programma: Interreg III A Italia-Slovenia Durata: 2 anni (2005-2007) Oggetto: Individuazione di strumenti e metodologie condivise per la costruzione della carta delle conoscenze territoriali condivise e per l’applicazione della Valutazione Ambientale Strategica nel contesto territoriale transfrontaliero tra la Regione Friuli Venezia Giulia e la Repubblica di Slovenia. Il progetto MapSharing è nato dalla necessità di integrare i temi ambientali nei processi decisionali di pianificazione e programmazione, come codificato in sede europea dalla Direttiva 2001/42/CE, che introduce la Strategic Environmental Assessment (Valutazione Ambientale Strategica). Per raggiungere l'obiettivo di integrazione, infatti, le amministrazioni hanno bisogno di affinare la conoscenza dei propri territori sotto il profilo ambientale, così da poter evidenziare gli effetti delle politiche intraprese sull'ambiente e quindi poter effettuare scelte consapevoli. Gli obiettivi generali raggiunti grazie al progetto sono stati: A.un’attività di ricerca e di scambio di esperienze e significati sul tema degli scenari e degli strumenti di pianificazione del territorio ai fini dello sviluppo territoriale sostenibile; B. promozione dei contenuti della sostenibilità ambientale in tutte le strategie di sviluppo territoriale, attraverso la definizione di appositi strumenti conoscitivointerpretativi, metodologici, procedurali, valutativi e di supporto alle decisioni; l'europa da protagonisti C.l'incremento delle competenze dei soggetti istituzionali sulle tematiche della sostenibilità applicate alla programmazione e pianificazione territoriale, migliorando il coordinamento tra gli stakeholder istituzionali; D.l'accrescimento delle informazioni del pubblico sui contenuti degli atti di programmazione e pianificazione, e i loro effetti sull’ambiente; E. un supporto alle politiche di tutela e di valorizzazione del patrimonio territoriale naturalistico, ambientale, paesaggistico e dei beni culturali. Con il progetto MapSharing i partner hanno affrontato il tema della Valutazione Ambientale Strategica (VAS) di piani e programmi, attraverso l'elaborazione di quadri conoscitivi territoriali transfrontalieri dai quali partire per la condivisione delle conoscenze. È importante sottolineare che, per poter raggiungere livelli di qualità elevata, i processi valutativi sono stati necessariamente supportati da quadri di conoscenze comuni e condivise. Questo è avvenuto attraverso la costruzione di una Carta delle Conoscenze Territoriali Condivise (CCTC). Nello specifico, il progetto ha realizzato tra le attività un Sistema Informativo Territoriale (SIT) per l'archiviazione dei dati raccolti ai fini della costruzione della CCTC, così da rendere possibile il loro utilizzo ai fini pianificatori e programmatori, nonché la loro diffusione on line. Il progetto ha inoltre definito una metodologia condivisa, tra partner di progetto, per la VAS applicabile in Italia e in Slovenia e per i piani e programmi transfrontalieri. La partnership italiana era costituita dalla Provincia di Trieste (capofila), la Provincia di Pordenone, i Comuni di Udine e di Muggia; mentre quella slovena era costituita dal Centro Regionale di Sviluppo di Capodistria (capofila) e dal Comune di Capodistria. www.mapsharing.eu/index.php?id=70 23 ≥ L'europa siamo noi, L'europa per noi: opportunità Le politiche e i programmi dell’Unione europea sono numerosi e spaziano su molteplici tematiche di interesse e respiro sia locale che regionale e nazionale. Considerata questa complessità, di seguito, in ogni sezione, si espone l’attuale panorama di azioni e interventi che l’UE offre ai propri cittadini al fine di favorire un primo orientamento sulle diverse opportunità cofinanziate dall’Unione europea in diversi settori. Per approfondire le tematiche di specifico interesse, è possibile contattare direttamente il Centro Europe Direct “EuroPN” presso il Servizio Politiche europee che, gratuitamente, offre supporto e assistenza a iniziative e idee progetto; in ogni sezione si riportano anche gli indirizzi delle Agenzie nazionali e delle organizzazioni di riferimento e i siti web ufficiali. > ISTRUZIONE E FORMAZIONE: OPPORTUNITà PER I GIOVANI E NON SOLO Sei uno studente universitario e vorresti frequentare un semestre all’estero? Sei un futuro insegnante e desideri acquisire conoscenze e competenze utili per la tua carriera? Fra i tuoi obiettivi di insegnamento, ci sono il miglioramento della capacità di comunicare in altre lingue e l’accrescimento della motivazione all’apprendimento delle lingue straniere? Sei un giovane imprenditore e vorresti imparare cose nuove da un imprenditore già affermato in un altro paese dell’UE? Sei interessato a svolgere un periodo di formazione e/o esperienza di lavoro in un’impresa o in un istituto di formazione sito in un paese diverso? Sei un over 50 e sei interessato a fare volontariato in un altro paese europeo per qualunque tipo di attività senza fini di lucro, come forma di attività di apprendimento? Vorresti svolgere un periodo di volontariato all’estero? Di seguito un rapido quadro sulle opportunità disponibili. ≤ politiche europee L'europa siamo noi: opportunità Programma d'azione comunitaria nel campo dell'apprendimento permanente, o Lifelong Learning Programme (LLP) L'obiettivo generale del programma è di contribuire, attraverso l'apprendimento permanente, allo sviluppo della Comunità quale società avanzata basata sulla conoscenza, con uno sviluppo economico sostenibile, nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale, garantendo nel contempo una valida tutela dell'ambiente per le generazioni future, di promuovere all'interno della Comunità gli scambi, la cooperazione e la mobilità tra i sistemi di istruzione e formazione in modo che essi diventino un punto di riferimento di qualità a livello mondiale. Il programma LLP raggruppa al suo interno tutte le iniziative di cooperazione europea nell'ambito dell’istruzione e della formazione dal 2007 al 2013. È quindi suddiviso in 4 sottoprogrammi settoriali: • il programma Comenius, che risponde alle esigenze didattiche e di apprendimento di tutte le persone coinvolte nell’istruzione prescolastica e scolastica fino al termine degli studi secondari superiori, nonché degli istituti e delle organizzazioni che sono preposti a questo tipo di istruzione; • il programma Erasmus, che risponde alle esigenze didattiche e di apprendimento di tutte le persone coinvolte nell’istruzione superiore di tipo formale e nell’istruzione e formazione professionali di terzo livello (indipendentemente dalla durata dei corsi o 25 ≤ politiche europee dalla qualifica, compresi anche gli studi di dottorato), nonché degli istituti e delle organizzazioni che sono preposte a questo tipo di istruzione e formazione o che agevolano il programma; • il programma Leonardo da Vinci, che risponde alle esigenze didattiche e di apprendimento di tutte le persone coinvolte nell’istruzione e formazione professionali non di terzo livello, nonché degli istituti e delle organizzazioni che sono preposti a questo tipo di istruzione e formazione o che agevolano il programma; • il programma Grundtvig, che risponde alle esigenze didattiche e di apprendimento delle persone coinvolte in ogni forma di istruzione degli adulti, nonché degli istituti e delle organizzazioni che sono preposti a questo tipo di istruzione o che agevolano il programma. LLP comprende inoltre un programma trasversale che riguarda l’apprendimento permanente, la promozione dell’apprendimento delle lingue, lo sviluppo, nel campo dell’apprendimento permanente, di contenuti, servizi, soluzioni pedagogiche e prassi a carattere innovativo basati sulle ICT (Information and Communication Technologies), la diffusione e l’utilizzo dei risultati delle azioni sostenute nell’ambito del programma e dei precedenti programmi correlati, nonché lo scambio delle buone prassi. Il programma Jean Monnet sostiene le istituzioni e le attività nel campo dell’integrazione europea e comprende l’azione Jean Monnet, le sovvenzioni di funzionamento a sostegno di istituzioni specifiche che trattano temi connessi all’integrazione europea, le sovvenzioni di funzionamento a sostegno di altre istituzioni e associazioni europee attive nel campo dell’istruzione e della formazione. COMENIUS • Mobilità degli individui. Scambi di alunni, studenti e personale della scuola, la mobilità individuale degli alunni e degli studenti, l'assistentato per futuri insegnanti, la possibilità per il personale docente di effettuare tirocini presso istituti scolastici o imprese, la formazione in servizio per il personale docente e le visite preparatorie per mobilità, partenariati, progetti o reti. •Partenariati. Rientrano in questa attività i progetti di cooperazione scolastica bilaterali e multilaterali e i partenariati Comenius Regio. • Progetti multilaterali. (Azione centralizzata gestita dall'Agenzia Esecutiva) • Reti multilaterali. (Azione centralizzata gestita dall'Agenzia Esecutiva) •e-Twinnning. e altre iniziative volte a promuovere gli obiettivi del programma Comenius (Misure di Accompagnamento) • Azioni decentrate – Procedura AN: - mobilità studenti (SMS/SMP), - mobilità docenti, non docenti e personale di impresa per attività didattica e di formazione, - programmi intensivi (IP), - organizzazione della mobilità (OM). • Azioni centralizzate – Procedura COM: - progetti multilaterali (sviluppo di programmi di studio, cooperazione tra L'europa siamo noi: opportunità 27 università e imprese, modernizzazione dell’istruzione, campus virtuali), - reti multilaterali (progetti di reti tematiche), - misure di accompagnamento (promozione di progetti che contemplino attività di comunicazione, monitoraggio tematico, dis seminazione e valorizzazione dei risultati). www.programmallp.it/comenius ERASMUS • Azioni decentrate: - mobilità studenti, - mobilità docenti, non docenti e personale di impresa per attività didattica e di formazione, - programmi intensivi, - organizzazione della mobilità. • Azioni centralizzate: - progetti multilaterali, - reti multilaterali, - misure di accompagnamento. www.erasmus-entrepreneurs.eu http://eacea.ec.europa.eu/llp/tools/infokits_en.php LEONARDO DA VINCI • Mobilità degli individui - tirocini e scambi. Articolata per macrocategorie di soggetti, ciascuna tipologia offre la possibilità di finanziare progetti specifici per obiettivo, contenuto, destinatari e durata del periodo di formazione e/o esperienza di lavoro che i partecipanti devono poter svolgere in un’impresa o in un istituto di formazione sito in un paese diverso da quello di provenienza scelto fra quelli ammessi a partecipare al Programma. • Progetti multilaterali di trasferimento dell’innovazione e progetti multilaterali di sviluppo dell’innovazione. Adattare e integrare i risultati/contenuti innovativi elaborati nell’ambito di precedenti esperienze Leonardo da Vinci o di iniziative condotte a livello nazionale/locale/regionale/settoriale e iniziative volte a sviluppare contenuti/metodi/procedure innovati- “Gli Europei sono sempre più consapevoli della differenza che possono rappresentare nella vita le competenze nelle lingue straniere. Oltre a essere un elemento pratico per il proprio sviluppo personale, le lingue rappresentano una opportunità in più per l’attività economica delle imprese, poiché conferiscono loro competitività e aprono mercati d’esportazione". Androulla Vassiliou Commissaria responsabile per l'Istruzione, la cultura, il multilinguismo e la gioventù ≤ politiche europee L'europa siamo noi: opportunità vi del tutto nuovi o diversamente utilizzati. • Reti tematiche di esperti e organizzazioni centrati su temi specifici. Iniziative volte a confrontare a livello europeo competenze e approcci innovativi, migliorare la capacità di analisi e anticipazione dei bisogni, disseminare gli output della rete in circuiti adeguati. Partenariati multilaterali centrati su temi di reciproco interesse dei partner. Promozione e sviluppo di attività di cooperazione tra organismi che lavorano nel campo dell’IFP. •Visite preparatorie finalizzate a supportare l’incontro tra organismi potenzialmente partner in vista della presentazione di nuove candidature. Consentire ai soggetti ammissibili nel quadro del Programma Leonardo da Vinci che desiderano elaborare un nuovo progetto a valere sulle diverse azioni, di contattare e incontrare organismi potenzialmente partner e/o sviluppare un piano di lavoro finalizzato a predisporre la candidatura. GRUNDTVIG Programma Gioventù in azione 2007-2013 • Mobilità Grundtvig. Visite, assistentati e scambi per i partecipanti nell’educazione degli adulti formale e non formale, compresi la formazione e lo sviluppo professionale dello staff impegnato nell’educazione degli adulti e le visite preparatorie; mobilità individuale dei discenti adulti; esperienza di insegnamento per i futuri o neo insegnanti nel campo dell’educazione per adulti. Si tratta di un programma della Commissione europea – Direzione Generale Istruzione e Cultura – che promuove l'educazione non formale, i progetti europei di mobilità giovanile internazionale di gruppo e individuale attraverso gli scambi e le attività di volontariato all'estero, l'apprendimento interculturale e le iniziative dei giovani di età compresa tra i 13 e i 30 anni. In Italia il programma è attuato dall’Agenzia Nazionale per i Giovani e l’Autorità Nazionale di riferimento è il Dipartimento della Gioventù della Presidenza del Consiglio dei Ministri. www.programmaleonardo.net/llp/home.asp • Progetti Multilaterali. Contenuti e metodologie d'insegnamento, educazione degli adulti a livello politico e di sistema, accessibilità delle opportunità di apprendimento e gestione dell’istruzione degli adulti. • Partenariati di apprendimento Grundtvig. Partenariati incentrati su temi di reciproco interesse per le organizzazioni partecipanti. • Progetti di volontariato senior GIVE. Tutti i cittadini di età superiore ai 50 anni legalmente residenti in uno dei Paesi partecipanti al Programma che svolgono attività su base volontaria presso istituzioni. •Reti. • Altre iniziative miranti alla promozione degli obiettivi del Programma Grundtvig. www.programmallp.it/grundtvig Azione 1 - Gioventù per l'Europa Azione secondaria 1.1 - Scambi di giovani Gli scambi di giovani permettono a gruppi di giovani di Paesi diversi di incontrarsi e di conoscere le rispettive culture. Lo scambio è progettato dai ragazzi stessi sulla base di un tema di interesse comune. Azione secondaria 1.2 - Iniziative giovani Questa Azione secondaria sostiene iniziative di gruppo concepite a livello locale, regionale e nazionale. Promuove, inoltre, la costituzione di reti di progetti simili tra vari Paesi, per rafforzarne il carattere europeo e per moltiplicare la cooperazione e lo scambio di esperienze tra i giovani. Azione secondaria 1.3 - Progetti Giovani e Democrazia I progetti appartenenti a questa Azione sostengono la partecipazione dei giovani alla vita democratica della loro comunità locale, regionale o nazionale, ma anche a livello internazionale. Azione 2 - Servizio Volontario Europeo Lo SVE offre ai giovani dai 18 ai 30 anni un'esperienza di apprendimento interculturale in un contesto informale, promuovendone l'integrazione sociale e la partecipazione attiva. I giovani possono svolgere, infatti, un'attività di volontariato all'estero per un periodo che va da 2 a 12 mesi, adoperandosi come "volontari europei" in progetti locali in vari settori: dall'ambiente all'arte, dalla cultura alle attività sociali, dallo sport al tempo libero. Attraverso questa esperienza i giovani hanno l'opportunità di esprimere solidarietà verso gli altri e acquisire nuove competenze utili alla loro formazione personale. 29 EURODESK è la rete europea per l'informazione sui programmi e le iniziative relative alla formazione all'estero, lo scambio e la mobilità in favore dei giovani e si pone l'obiettivo di promuovere la cooperazione tra enti e servizi per favorire l'accesso alle opportunità europee in materia di scambi giovanili. Eurodesk è la struttura del programma comunitario Gioventù in Azione dedicata all'informazione e all'orientamento sui programmi in favore dei giovani promossi dall'Unione europea e dal Consiglio d'Europa. Presto anche la Provincia di Pordenone sarà ufficialmente Punto Locale Eurodesk! ≤ politiche europee Azione 3 - Gioventù nel mondo Azione secondaria 3.1 - Cooperazione con i Paesi partner limitrofi all'Unione europea Questa Azione secondaria sostiene progetti con i Paesi partner limitrofi, in particolare progetti quali scambi di giovani e di formazione e messa in rete nel settore giovanile. Azione 4 - Strutture di sostegno per i giovani Azione secondaria 4.3 - Formazione e messa in rete degli operatori dell'animazione giovanile e delle organizzazioni giovanili Questa Azione secondaria sostiene la formazione degli operatori socio-educativi e delle organizzazioni giovanili, in particolare lo scambio reciproco di esperienze, competenze e buone pratiche, nonché attività suscettibili di sfociare in progetti di qualità, partnership e reti di lunga durata. Azione 5 - Sostegno alla cooperazione europea nel settore della gioventù Azione secondaria 5.1 - Incontri di giovani e di responsabili delle politiche per la gioventù Questa Azione secondaria sostiene seminari, cooperazione e dialogo strutturato tra i giovani, operatori nel settore giovanile e i responsabili delle politiche per la gioventù. Il programma Gioventù in Azione si rivolge ai giovani di età compresa tra 13 e 30 anni legalmente residenti in uno dei Paesi partecipanti al Programma o, a seconda della natura dell'Azione, in uno dei Paesi partner, nonché ad altri soggetti del settore giovanile e dell'educazione non formale. Il principale gruppo-obiettivo del Programma sono i giovani di età compresa tra i 15 e i 28 anni. Il Programma Gioventù in azione è aperto a tutti i giovani indipendentemente dal loro livello d'istruzione e bagaglio socioculturale. www.agenziagiovani.it http://ec.europa.eu/youth/index_en.htm www.eurodesk.it www.salto-youth.net www.youthpass.eu www.euromedp.org LINGUE UFFICIALI ≤ L’Unione europea ha 23 lingue ufficiali e di lavoro: bulgaro, ceco, danese, estone, finlandese, francese, greco, inglese, irlandese, italiano, lettone, lituano, maltese, olandese, polacco, portoghese, rumeno, slovacco, sloveno, spagnolo, svedese, tedesco e ungherese. All’inizio, nel primo regolamento comunitario del 1958, erano solo quattro - olandese, francese, tedesco e italiano - le lingue degli Stati membri dell'epoca. Da allora, molti altri Paesi sono entrati nell'UE. Le lingue continuano però a essere meno numerose degli Stati membri perché alcune sono usate in più Paesi: ad esempio, in Belgio le lingue ufficiali sono l'olandese, il francese e il tedesco, mentre a Cipro la maggioranza della popolazione parla il greco. L'europa siamo noi: opportunità 31 Altri programmi Il programma Tempus IV finanzia iniziative volte ad ammodernare l’istruzione superiore nei paesi partner geograficamente limitrofi all’UE e promuove la cooperazione fra gli istituti di istruzione superiore dell’UE e di tali paesi. http://eacea.ec.europa.eu/tempus/programme/about_tempus_en.php Il programma Jean Monnet finanzia progetti per l’insegnamento, la ricerca e lo studio di temi connessi all’integrazione europea presso gli istituti di istruzione superiore, per stimolare le attività didattiche di ricerca e supportare l’esistenza di istituzioni e associazioni europee che si occupano di integrazione europea e di formazione in una prospettiva europea. http://eacea.ec.europa.eu/llp/jean_monnet/jean_monnet_en.php I programmi di studio congiunti tra Paesi europei e Usa, Canada, Australia, Giappone, Nuova Zelanda e Sud Corea forniscono il supporto finanziario per la mobilità degli studenti con lo scopo di migliorare la qualità dell’istruzione superiore e della formazione professionale e promuovere una maggiore comprensione interculturale. http://ec.europa.eu/education/industrialised-countries Raccontaci la tua storia ≤ Ciao a tutti, Mi chiamo Silvia, ho 24 anni e sono molisana. Ho passato 4 mesi in Francia con l’Erasmus, 3 mesi in Inghilterra per seguire un corso di inglese e ora sono a Bruxelles come stagista all’Eurodesk European Office. Certo all’inizio c’è da sudare parecchio: le differenze linguistiche e culturali rendono tutto piu difficile. Ma ne varrà la pena, credetemi. Confrontarsi con altre culture e rendersi conto alla fine che la pensiamo tutti allo stesso modo, e anche se non è così non importa, basta stare insieme. Dal portale europeo per i giovani: http://europa.eu/youth/ La prosperità futura dell'Europa dipende dai suoi giovani, che raggiungono quasi i 100 milioni nell'UE e rappresentano quindi un quinto della sua popolazione totale (…). La strategia "Europa 2020" mette i giovani al centro del programma dell'UE volto a creare un'economia basata sulla conoscenza, sulla ricerca e sull'innovazione, livelli di istruzione e competenze elevati e conformi alle necessità del mercato del lavoro, e a promuovere l'adattabilità e la creatività, mercati del lavoro inclusivi e una partecipazione attiva alla società. Bruxelles, 15.9.2010 ≤ politiche europee > OPPORTUNITà PER GLI ENTI PUBBLICI Sei un Comune interessato a organizzare uno scambio interculturale per conoscere e incontrare altri concittadini europei? Siti Natura 2000: come affrontare le problematiche di gestione? Come agiscono gli altri Stati? Vorresti organizzare una campagna informativa su tematiche ambientali e coinvolgere i cittadini e le scuole? Riduzione dei rifiuti: sei interessato a realizzare un progetto di sperimentazione su nuove politiche innovative? Sei già promotore o vorresti promuovere un festival coinvolgendo artisti e culture diverse? Il tuo Comune è già “gemellato” con altri Comuni UE e vorreste creare una cooperazione stabile e strutturata? I contaminanti nella filiera agroalimentare: esistono finanziamenti UE per studi e ricerche dedicate? Sei un’associazione culturale o un ente pubblico e aspiri a migliorare lo spazio culturale europeo attraverso un particolare argomento artistico-culturale? Di seguito un rapido quadro sulle opportunità disponibili. Programma “Europa per i Cittadini" “Europa per i Cittadini” è un programma della Commissione europea per sostenere un’ampia serie di attività e organizzazioni per la promozione di una cittadinanza europea attiva: • dando ai cittadini l’opportunità di interagire e partecipare alla costruzione di un’Europa sempre più vicina, democratica e aperta al mondo, unita nella sua diversità culturale e da questa arricchita, sviluppando in tal modo il senso di cittadinanza dell’Unione europea; • sviluppando un’identità europea, fondata su valori, una storia e una cultura comuni promuovendo così il senso di appartenenza all’Unione europea tra i cittadini; • migliorando la comprensione reciproca dei cittadini europei rispettando e valorizzando la diversità culturale e linguistica, contribuendo al dialogo interculturale. Il programma è suddiviso in 4 azioni: Azione 1 - Cittadini attivi per l'Europa Misura 1 - Gemellaggio tra città • Misura 1.1 Incontri fra cittadini nell'ambito del gemellaggio fra città. • Misura 1.2 Reti di città gemellate. Misura 2 - Progetti dei cittadini e misure di sostegno • Misura 2.1 Progetti dei cittadini. • Misura 2.2 Misure di sostegno. Azione 2 - Società civile attiva in Europa • Misura 1 - Sostegno strutturale ai centri di ricerca sulle politiche europee (gruppi di riflessione). L'europa siamo noi: opportunità 33 • Misura 2 - Sostegno strutturale alle organizzazioni della società civile. • Misura 3 - Sostegno a favore di progetti promossi dalle organizzazioni della società civile. Azione 3 - Insieme per l'Europa Promossa e condotta dalla Commissione europea (non sono previste quindi candidature), mira a sviluppare, a diffondere e a far comprendere il concetto di cittadinanza europea attiva, rendendo così l'Unione europea più tangibile per i cittadini. Azione 4 - Memoria europea attiva Commemorazione delle vittime del nazismo e dello stalinismo, stimolando così la riflessione sui principi alla base dell'Unione europea – come la democrazia, il rispetto dei diritti umani, la libertà – e sulla gravità della loro violazione. www.europacittadini.it http://eacea.ec.europa.eu/citizenship/index_en.php http://ec.europa.eu/citizenship/index_en.htm Il programma LIFE+ Il programma LIFE+ è una linea di finanziamento della Commissione europea che cofinanzia azioni a favore dell’ambiente nell’Unione europea e nei paesi terzi, contribuendo all’attuazione, allo sviluppo e al miglioramento delle politiche e della legislazione comunitarie in materia ambientale nonché all’integrazione delle tematiche ambientali nelle altre politiche dell’UE. Il programma LIFE+ si suddivide in 3 settori: LIFE+ Natura e Biodiversità Progetti volti al ripristino e alla conservazione degli habitat naturali minacciati, alla protezione di diverse specie animali e vegetali nell’Unione europea e all’attuazione delle direttive Uccelli selvatici e Habitat. LIFE+ Politica Ambientale e Governance Progetti innovativi e di dimostrazione in materia ambientale nell’Unio- Il capitale naturale nei nostri ecosistemi è essenziale per la nostra salute, il nostro benessere e la nostra prosperità. Offre servizi che trainano le nostre economie e creano le condizioni per l’esistenza della vita stessa, purificando l’acqua, impollinando le colture, decomponendo i rifiuti e regolando il clima, per citarne solo alcuni. Il nostro capitale naturale è soggetto anche a nuove domande, come quella di prodotti chimici di origine vegetale o di biomassa per sostituire i combustibili fossili. Complessivamente, queste crescenti domande di capitale naturale pongono gravi minacce all’economia e alla coesione sociale dell’Europa. ≤ politiche europee ne europea e nei paesi candidati all’adesione, nell’ambito di 5 settori: pianificazione e valorizzazione del territorio, gestione delle acque, riduzione dell’impatto ambientale delle attività economiche, gestione dei rifiuti e riduzione dell’impatto ambientale mediante una politica integrata dei prodotti. LIFE+ Informazione e Comunicazione Attività di divulgazione e informazione per accrescere la sensibilizzazione in materia ambientale (azioni di comunicazione, campagne informative, conferenze e formazione in materia ambientale e misure di prevenzione degli incendi - Forest focus). http://ec.europa.eu/environment/life/ www.minambiente.it/home_it/menu. html?mp=/menu/menu_attivita/&m=LIFE_. html&lang=it Altri programmi Cultura, che supporta attività a sostegno della diversità culturale, della cooperazione transfrontaliera fra organizzazioni operanti nel settore culturale, che promuovono uno spazio culturale europeo. http://ec.europa.eu/dgs/education_culture/ index_en.htm www.antennaculturale.it Progress, a favore dell’occupazione e della solidarietà sociale. Sostiene finanziariamente l’attuazione degli obiettivi che l’UE si è posta nel campo del lavoro, degli affari sociali e delle pari opportunità e che ha espresso nell’agenda sociale. Il programma contribuisce anche alla messa in atto della strategia di Lisbona per la crescita e l’occupazione. http://ec.europa.eu/social/main.jsp?catId= 327&langId=en Strumento Europeo per la Promozione della Democrazia e dei Diritti Umani nel mondo, che promuove la democrazia e i diritti umani nei paesi terzi ed eroga assistenza, nell’ambito delle politiche comunitarie di cooperazione allo sviluppo e di cooperazione economica, tecnica e finanziaria con i paesi terzi, coerente con la politica estera complessiva dell’Unione europea. Concorre allo sviluppo e al consolidamento della democrazia e dello stato di diritto, alla tutela dei diritti umani e delle libertà fondamentali. http://ec.europa.eu/europeaid/what/ human-rights/index_en.htm Salute 2008-2013, destinato a finanziare progetti e altre azioni che contribuiscono alla promozione della salute e della sicurezza per i cittadini e a migliorare il sistema di salute pubblica. http://health.europa.eu Safer Internet Plus, ideato per promuovere un uso più sicuro di Internet e delle nuove tecnologie on line, in particolare per i bambini. http://ec.europa.eu/dgs/information_ society/digital-agenda/index_en.htm http://ec.europa.eu/information_society/ activities/sip/index_en.htm Tutela dei Consumatori, destinato a sostenere le politiche degli Stati membri nel campo della tutela dei consumatori. Concorre a tutelare la sicurezza, la salute e gli interessi economici e giuridici dei consumatori europei e a promuovere il diritto dei L'europa siamo noi: opportunità consumatori all’informazione e alla difesa degli interessi dei consumatori stessi. http://ec.europa.eu/eahc/consumers/index.html Sicurezza e Tutela della Libertà, programma volto a sostenere i progetti in materia di sicurezza e di giustizia, realizzando uno spazio di libertà, sicurezza, giustizia, e di tutela dei cittadini dalle varie forme di criminalità mediante la prevenzione e la lotta contro la criminalità. http://ec.europa.eu/home-affairs/tenders/tenders_en.htm Azioni di Informazione sulla Politica Agricola Comune, volte a illustrare agli agricoltori e al pubblico le sfide e gli sviluppi della Politica Agricola Comune per una corretta attuazione nei settori dell’agricoltura e dello sviluppo rurale. http://ec.europa.eu/agriculture/index_it.htm Finanziamento della cooperazione allo sviluppo, destinato a sostenere la cooperazione con i paesi, i territori e le regioni in via di sviluppo compresi nell’elenco dei beneficiari degli aiuti stabilito dal Comitato per l’aiuto allo sviluppo (CAS) dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (OCSE). L'obiettivo generale è eliminare la povertà nei paesi e nelle regioni partner. http://ec.europa.eu/europeaid/how/finance/dci_en.htm URBAL, il programma è volto a sviluppare interventi di cooperazione decentralizzata fra città ed enti locali dell’Europa e dell’America Latina, individuando e sperimentando nuove modalità di gestione delle comunità urbane, l'incoraggiamento dello scambio diretto di esperienze tra i rappresentanti territoriali e tecnici di entrambi i continenti nel campo delle politiche urbane. http://ec.europa.eu/europeaid/where/latin-america/regionalcooperation/urbal/index_en.htm Protezione civile, programma destinato a sostenere e integrare le attività degli Stati membri finalizzate principalmente alla protezione delle persone, dell’ambiente e dei beni, compreso il patrimonio culturale, in caso di catastrofi naturali, atti di terrorismo e catastrofi tecnologiche, radiologiche o ambientali, nonché ad agevolare il rafforzamento della cooperazione tra gli Stati membri nel settore della protezione civile. http://ec.europa.eu/echo/civil_protection/civil/prote/finance.htm 35 ≤ politiche europee L'europa siamo noi: opportunità > OPPORTUNITà PER LA REALTà IMPRENDITORIALE Il Settimo Programma Quadro per la ricerca e per lo sviluppo tecnologico sporti (compresa l’aeronautica), scienze socioeconomiche e discipline umanistiche, spazio, sicurezza. Ridurre l'impatto dei processi produttivi sull'ambiente è fra i tuoi obiettivi aziendali? Il Settimo Programma Quadro (7PQ) per la ricerca e per lo sviluppo tecnologico è la più importante linea di finanziamento europeo per la ricerca. L’obiettivo finale del 7PQ è di rafforzare la competitività scientifica europea, in linea con quanto previsto dalla Strategia di Lisbona (oggi, Europa 2020) e ribadisce con forza l’importanza della ricerca legata alle esigenze delle industrie e alla competitività scientifica. Il Settimo Programma Quadro riunisce tutte le iniziative dell’UE collegate alla ricerca che hanno un ruolo fondamentale per raggiungere gli obiettivi di crescita, competitività e occupazione, assieme a un nuovo Programma Quadro per la Competitività e l’Innovazione (CIP), ai programmi di istruzione e formazione, ai Fondi strutturali e ai Fondi di coesione per la convergenza regionale e la competitività. Inoltre è un pilastro fondamentale per lo Spazio Europeo della Ricerca (SER). Idee Promuove la "ricerca di frontiera" unicamente sulla base dell’eccellenza scientifica, in qualsiasi campo della scienza e della tecnologia, comprese l’ingegneria, le scienze socioeconomiche e le discipline umanistiche. Gli obiettivi del 7PQ sono suddivisi in 4 categorie: Il Programma Energia Intelligente – Europa (IEE), sottoprogramma del Programma quadro per la Competitività e l’Innovazione (CIP), ha come obiettivi l’incoraggiamento dell’efficienza energetica, dell’uso razionale delle risorse e della diversificazione energetica, la promozione delle fonti d’energia nuove e rinnovabili e dell’efficienza energetica e dell’uso di fonti d’energia nuove e rinnovabili nei trasporti. Sei appassionato di ricerca, hai idee creative e vorresti sviluppare la tua carriera? Sei interessato alla produzione di energia idroelettrica e al rispetto delle direttive europee e vorresti conoscere nuove modalità e le direttive più innovative? Sei un produttore interessato a realizzare un film creativo destinato al mercato europeo e internazionale? Sei interessato a progettare una macchina per il controllo delle banconote: chimera o opportunità finanziabile? Il trattamento e la prevenzione del diabete sono fra i tuoi progetti di ricerca? Sei un ente che fornisce servizi di pubblica utilità e ti interessa l’ambito dei biocarburanti? Di seguito un rapido panorama sulle opportunità disponibili. Cooperazione Promuove la ricerca in Europa e in altri Paesi partner attraverso i progetti di consorzi transnazionali tra l’industria e l’università. La ricerca potrà riguardare una pluralità di comparti: agroalimentare, agricoltura, pesca e biotecnologie, tecnologie dell’informazione e della comunicazione, nanoscienze, nanotecnologie, materiali e nuove tecnologie di produzione, energia, ambiente (compresi i cambiamenti climatici), tra- Persone Sostiene la mobilità della ricerca e lo sviluppo della carriera dei ricercatori nell’Unione europea e a livello internazionale e si attua attraverso una serie di azioni Marie Curie, che prevedono borse di ricerca e altri interventi per aiutare i ricercatori a sviluppare le loro abilità e le loro competenze nel corso della loro carriera. Capacità Rafforza le capacità di ricerca necessarie all’Europa per diventare un’economia prospera basata sulla conoscenza. http://cordis.europa.eu/fp7/home_it.html http://ec.europa.eu/research/fp7 www.apre.it Il Programma Energia Intelligente – Europa (IEE) Il programma comprende quattro tematiche specifiche che sono: SAVE - Efficienza energetica e uso razionale delle risorse • Migliorare l’efficienza energetica e l’uso razionale dell’energia, in particolare nei settori industriali ed edilizi. • Sostenere l’elaborazione e l’attuazione di provvedimenti legislativi dedicati. 37 Energia sostenibile per l'Europa È il nome della campagna voluta dall'Unione europea per promuovere l'energia sostenibile in case, imprese ed enti pubblici. Fra le varie iniziative ogni anno un'intera settimana è dedicata al tema con riflessioni e dibattiti a cui partecipano i protagonisti del settore, presentazioni delle nuove iniziative e progetti per dare impulso agli investimenti nelle tecnologie pulite. L'energia sostenibile è infatti al centro della strategia economica di lungo termine dell'Unione europea e della sua azione contro i cambiamenti climatici. Gli obiettivi fissati per il 2020 sono: ridurre del 20% le emissioni di gas serra, aumentare del 20% l'efficienza energetica e portare al 20% la quota di energie rinnovabili. Per approfondire: http://eusew.eu ≤ politiche europee ALTENER - Fonti d’energia nuove e rinnovabili • Promuovere le fonti d’energia nuove e rinnovabili, sostenendo la diversificazione delle fonti d’energia. • Integrare le fonti d’energia nuove e rinnovabili nel contesto locale e nei sistemi energetici. • Sostenere l’elaborazione e l’attuazione di provvedimenti legislativi. STEER - Energia e trasporti • Sostenere le iniziative riguardanti tutti gli aspetti energetici dei trasporti e la diversificazione dei carburanti. • Promuovere i carburanti rinnovabili e l’efficienza energetica nei trasporti. • Sostenere l’elaborazione e l’attuazione di provvedimenti legislativi. Azioni integrate È inoltre possibile realizzare “azioni integrate” sull’efficienza energetica e le fonti d’energia rinnovabili in diversi settori economici e progetti di promozione, divulgazione e anche formazione. L’UE fornisce inoltre sostegno ai progetti riguardanti la prima applicazione commerciale di tecniche, processi, prodotti o prassi innovativi d’interesse comunitario, la cui dimostrazione è stata già conclusa con successo. Essi sono diretti a diffondere l'uso di tali tecniche, processi, prodotti o prassi nei paesi partecipanti e a facilitarne l'assorbimento da parte del mercato. www.ec.europa.eu/energy/intelligent Altri programmi Competitività e Innovazione (CIP), che è indirizzato prioritariamente alle PMI e alle loro esigenze e intende contribuire alla competitività e alla capacità innovativa dell’Unione europea promuovendo uno sviluppo sostenibile basato su una crescita economica forte e un’economia sociale di mercato concorrenziale. http://ec.europa.eu/cip/index_en.htm Strumento Europeo di Vicinato e Partenariato (ENPI), che finanzia attività volte al raggiungimento degli obiettivi della politica europea di vicinato oltre a quelle del partenariato strategico con la Russia, mirando a rafforzare la prosperità, la stabilità e la sicurezza del vicinato europeo, promuovendo le riforme, le norme di diritto e rendendo le democrazie più stabili. http://ec.europa.eu/europeaid/where/neighbourhood/overview/index_en.htm MEDIA, finalizzato al sostegno dell’industria audiovisiva europea, promuove la circolazione di produzioni europee, all’interno e all’esterno dell’UE e favorisce la competitività dell’industria audiovisiva fornendo un accesso ai finanziamenti. http://ec.europa.eu/culture/media/index_ en.htm Marco Polo II, volto a ridurre la congestione stradale, a migliorare le prestazioni ambientali del sistema di trasporto e a potenziare il trasporto intermodale, contribuendo in tal modo a un sistema di trasporti efficace e sostenibile che costituisce un valore aggiunto per l’Unione europea. http://ec.europa.eu/transport/index_en.htm L'europa siamo noi: opportunità L’obiettivo di questa sezione informativa è di fornire una rapida sintesi per far conoscere e divulgare, in modo semplice, le molteplici possibilità di ottenere un finanziamento diretto da parte delle istituzioni europee. Integrazioni e dettagli sono consultabili sul sito www.politicheuropee.provincia.pn.it. 39 ≥ centro Europe Direct > EuroPN: la tua prima porta per l’Europa Più di otto europei su dieci ritengono importante essere informati sulle tematiche europee. Sette su dieci desiderano conoscere meglio i loro diritti di cittadini. Quasi i due terzi degli europei considerano le informazioni disponibili sull’Unione europea utili e interessanti, ma quasi altrettanti le trovano invece insufficienti (da Eurobarometro Flash sul Libro bianco). Nell’ambito della propria politica europea di comunicazione, la Commissione europea ha individuato nella rete Europe Direct uno strumento essenziale e strategico per una comunicazione a “doppio senso”: una democrazia sana può infatti prosperare solo se i cittadini sanno cosa sta succedendo, se sono attivamente coinvolti e possono par teciparvi raccogliendone la corrispondente fiducia. Il centro EuroPN è quindi il principale canale attraverso il quale la Provincia di Pordenone comunica l’Europa a tutti i cittadini e i cittadini (o impresa o ente pubblico) hanno l’opportunità di conoscere, di informarsi, di confrontarsi, di fornire suggerimenti o anche semplicemente di parlare d’Europa in uno spazio unico, aperto e a loro disposizione. La comunicazione sulle attività dell’UE del centro EuroPN si basa sull’interazione “da persona a persona” e si rivolge innanzitutto alla cittadinanza in generale e, altresì, a un pubblico specifico, come i giovani, la realtà imprenditoriale, gli enti pubblici, le associazioni. > EuroPN e il Web Il centro “EuroPN” gestisce e aggiorna settimanalmente il proprio sito web offrendo on line l’accesso gratuito a tutte le notizie sull’Unione europea. Per accedere alla sezione dedicata ai progetti, programmi e bandi, suddivisa nella varia tipologia di utenza (Giovani, Enti pubblici, PMI) è necessario registrarsi gratuitamente al sito. Il sito evidenzia le notizie in ordine cronologico e gli eventi che si svolgono sia nel territorio che in tutta Europa. Predispone anche un servizio di F.A.Q. e un glossario con i termini più specialistici. www.politicheuropee.provincia.pn.it > EuroPN per tutti i cittadini Aiuta i cittadini a dare risposte alle loro domande sull'Unione europea. Fornisce consulenza e informazioni su tutti gli argomenti attinenti all'UE (istituzioni, politiche, programmi). Offre l’opportunità di consultazione gratuita dei siti Internet di interesse comunitario. Mette a disposizione gratuitamente una vasta gamma di documentazione UE (brochure, guide, opuscoli). Offre l’opportunità per i cittadini di fornire un feedback alle istituzioni UE in forma di osservazioni e suggerimenti. Redige una periodico di informazione semestrale contenente una panoramica sulla situazione attuale dell’UE, sugli eventi/ini- ≤ politiche europee centro europe direct 41 ziative locali di interesse comunitario e su bandi, legislazione e opportunità promosse dall’UE. Partecipa, tramite i propri operatori, alla formazione organizzata dalla Direzione Generale Comunicazione e dalla Rappresentanza in Italia della Commissione europea su aspetti comunitari generali e specifici al fine di fornire un’informazione adeguata e coordinata. > EuroPN per i giovani Interviene direttamente negli istituti scolastici di ogni ordine e grado e nelle altre sedi di aggregazione formali e informali per sensibilizzare i giovani sul “senso di appartenenza” all’UE e sviluppare una cittadinanza europea attiva. Promuove le opportunità che offre e finanzia l’UE per progetti di volontariato negli altri paesi membri/aderenti, per scambi giovanili e iniziative di carattere europeo. Fornisce informazioni per conoscere i propri diritti in ambito europeo (vita, lavoro, viaggi). Informa i giovani cittadini sull’Europa (storia, istituzioni, strategie) e sul suo funzionamento. Mette a disposizione gratuitamente una vasta gamma di documentazione UE (brochure, guide, opuscoli). Fornisce l’opportunità di consultazione gratuita dei siti Internet di interesse comunitario. Realizza e collabora in eventi e seminari di informazione e sensibilizzazione per stimolare il dibattito europeo. In questi anni ha organizzato: • eventi in occasione della celebrazione della Festa dell’Europa e iniziative sul processo di integrazione europea, coinvolgendo in particolare le scuole; • seminari per approfondire e promuovere la politica energetica dell’Unione europea, le tecniche innovative ed esempi pratici di applicazione nell’ambito del risparmio energetico; • approfondimenti sulle opportunità e le sfide legate all’allargamento ai nuovi Paesi candidati (Croazia, Turchia); • incontri sui portali europei dedicati ai giovani e sulle possibilità di studiare, lavorare, fare volontariato, viaggiare all’estero. "Il cittadino europeo è, oggi più che mai, al centro del nostro comune progetto e deve essere pienamente consapevole delle opportunità che esso offre quanto in termini di vantaggi tanto in termini di partecipazione". Lucio Battistotti Direttore della Rappresentanza in Italia della Commissione europea www.politicheuropee. pordenone.it Fai sentire la tua voce! È possibile partecipare all’implementazione del sito segnalandoci suggerimenti, esperienze, eventi di particolare rilevanza, buone pratiche, contattandoci alla nostra e-mail: politiche.europee@provincia. pordenone.it. EuroPN sarà presto su Facebook, Twitter e Youtube! ≤ politiche europee > EuroPN per le imprese Offre consulenza e informazioni sulle politiche e priorità dell’UE (Strategia Europa 2020). Organizza e collabora nell’organizzazione di eventi, seminari e infoday sulle opportunità che l’UE offre alla realtà imprenditoriale. Fornisce l’opportunità di consultazione gratuita dei siti Internet di interesse comunitario. Mette a disposizione gratuitamente una vasta gamma di documentazione UE (brochure, guide, opuscoli). Indica le fonti di informazione (legislazione, pubblicazioni, comunicati stampa ecc.) e recapiti delle organizzazioni e degli organismi competenti. Coopera con altri vettori di informazione comunitaria settoriale (Enterprise Europe Network, Solvit). In questi anni ha organizzato: • seminari per favorire le capacità di sviluppo dei rapporti economici dell’imprenditoria regionale nell’area adriatica, balcanica e carpatico-danubiana; • approfondimenti sulla politica di sviluppo ecosostenibile sostenuta e promossa dall’UE con una particolare attenzione ai Paesi dell’Est Europa. > EuroPN per gli enti pubblici Offre consulenza e informazioni su tutti gli argomenti attinenti all'UE Attiva la piena copertura informativa del territorio provinciale sull’Unione europea (istituzioni, politiche, programmi). Offre orientamento e assistenza nella ricerca e utilizzo di programmi cofinanziati dall’UE per intraprendere progetti di sviluppo. Opera in rete con altri soggetti partner nell’attività di europrogettazione. Organizza occasioni di formazione nell’ambito delle tematiche prioritarie dell’UE. Collabora e realizza eventi e seminari sulle opportunità e le tecniche di progettazione europea (Project Cycle Management). In questi anni ha organizzato: • numerosi interventi di informazione/ formazione sulle opportunità nascenti dalla Programmazione comunitaria 2007-2013, rivolti agli amministratori ed operatori regionali che guardano all’Europa quale strategico riferimento per lo sviluppo della nostra Società; • laboratori-lavoro di gruppo per affrontare concretamente gli elementi di progettazione, intervenire con proprie proposte e valutare, insieme agli esperti, la coerenza di queste ultime in relazione al finanziamento identificato; • approfondimenti sullo strumento del Gruppo europeo di cooperazione transfrontaliera (GECT), quale potenziale punta avanzata di un processo di riorganizzazione territoriale per gli Stati e le Regioni coinvolte. centro europe direct 43 > EuroPN e la rete locale di subantenne Al fine di collaborare con la Commissione europea nella realizzare di una politica di comunicazione efficace, attiva e pro-attiva, il centro EuroPN ha istituito dal marzo 2010 una propria rete locale di subantenne, coinvolgendo Enti e associazioni locali che si sono dimostrati interessati a sviluppare azioni positive a favore dei cittadini, offrire informazioni, consulenze, assistenza e risposte a domande sulla legislazione, le politiche, i programmi, i regimi e le possibilità di finanziamento dell’UE. Attualmente hanno aderito alla network locale: Istituto Regionale di Studi Europei del Friuli Venezia Giulia (IRSE) di Pordenone, sportello EURES di Pordenone, Consorzio Universitario di Pordenone, IAL FVG, Centro Formazione Pordenone, Associazione intercomunale tra i Comuni di Brugnera, Caneva, Fontanafredda, Sacile e Porcia, Comune di Pordenone, Informagiovani di Pordenone, Servizio Regionale di Orientamento, Azienda Speciale Concentro della CCIAA di Pordenone, Agenzia di Sviluppo Locale Venezia Orientale (VeGAL) di Portogruaro, Centro Europe Direct di Nova Gorica (Slovenia), Ufficio della Consigliera Provinciale di Parità. È possibile aderire alla rete del centro EuroPN in qualunque momento siglando un “progetto di cooperazione”, finalizzato a costituire un quadro di collaborazione istituzionale tra collettività regionali e locali per lo scambio di informazioni, esperienze, prodotti elaborati e realizzati sui temi, le politiche e le istituzioni dell'UE e contribuire attivamente a sviluppare la consapevolezza di una cittadinanza europea nel proprio territorio. Festa dell'Europa, 9 maggio In occasione di un discorso a Parigi, nel 1950 il ministro degli Esteri francese Robert Schuman propose di creare per l'Europa una nuova forma di cooperazione politica, che avrebbe reso impensabile una guerra tra le nazioni europee. La proposta è considerata l'atto di nascita dell'Unione europea. È durante un vertice dell'UE tenutosi a Milano nel 1985, che si è deciso di fare del 9 maggio la "Festa dell'Europa". Le festività e attività organizzate per la Festa dell'Europa sono un'occasione per avvicinare l'Europa ai suoi cittadini e i popoli dell'Unione fra loro. ≥ TURISMO e AMBIENTE NELL’AMBITO DEL SETTORE PROMOZIONE E SVILUPPO DEL TERRITORIO, “TURISMO E AMBIENTE” SIGNIFICA: -VALORIZZAZIONE DELLE AREE DI PREGIO NATURALISTICO - GESTIONE, VALORIZZAZIONE E PROMOZIONE DELLE AREE DI PREGIO AMBIENTALE DI PROPRIETÀ DELL’ENTE -VERDE PUBBLICO E VERDE RURALE - EDUCAZIONE AMBIENTALE E NATURALISTICA - ATTIVITÀ FORMATIVA E INFORMATIVA NELLE SCUOLE A INDIRIZZO AGRARIO E/O GENIO RURALE - IDENTIFICAZIONE DELLE ATTRATTIVE TURISTICHE DI PREGIO CAPACI DI INTERCETTARE LE ASPETTATIVE DI MERCATI TURISTICI SPECIFICI - PROMOZIONE DELLO SVILUPPO TURISTICO - INDIVIDUAZIONE di PERCORSI, ITINERARI E OPPORTUNITÀ PER FAR CONOSCERE MEGLIO IL TERRITORIO E FARLO VIVERE IN MODO PARTECIPATO IN TUTTI i SUOI MOLTEPLICI ASPETTI :02 ≥ natura tutelata e itinerari suggeriti Il Settore Promozione e Sviluppo del Territorio, con il suo asse dedicato a Turismo e Ambiente, presta una particolare attenzione al sistema delle aree di pregio naturalistico di proprietà della Provincia stessa e a quelle del pordenonese in generale. Le attività svolte sono programmate e implementate in linea con i principi e le disposizioni della rete Natura 2000 e dei relativi programmi di gestione. La provincia di Pordenone infatti, pur non essendo un territorio molto esteso, vanta una straordinaria ricchezza di varietà di piante, animali e paesaggi. Alcune specie animali e vegetali non si trovano in nessuna altra parte del mondo. È un territorio ricco di biodiversità in gran parte frutto degli influssi del clima, della geologia e dell’orografia (processi naturali) dei luoghi, ma anche dell’influenza dell’uomo che ha fortemente segnato i paesaggi con attività agricole e forestali. L’impegno dell’Ente per il prossimo futuro è quello di individuare sistemi, metodi e relazioni territoriali tali da far diventare la difesa dell’integrità degli ecosistemi acquatici e terrestri occasione di promozione del territorio in grado di creare occupazione e coesione sociale. Aree naturali tutelate Friuli Venezia Giulia i.b.a. rete L.R. 42/96 AREE PROTETTE (L. 394/91) Z.P.S. ALTRE AREE s.i.n. rete NATURA 2000 S.I.C. corridoi ecologici Aree contigue PARCHI NATURALI REGIONALI RISERVE NATURALI REGIONALI BIOTOPI NATURALI Z.S.C. A.R.I.A. Aree Ramsar Riserve naturali statali PARCHI COMUNALI AREE DI RIFERIMENTO Prati stabili Aree Wilderness Schema aree naturali tutelate del Friuli Venezia Giulia. Fonte Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia www.regione.fvg.it ≤ turismo e ambiente natura tutelata e itinerari suggeriti 47 Aree di pregio naturalistico Le aree di pregio naturalistico della regione proprio per la straordinaria importanza che rivestono sono state, a partire dagli anni ’90, oggetto di specifica normativa di tutela e salvaguardia. In particolare, due sono le disposizioni normative nazionali originarie: • la Legge nazionale 394 del 1991 "principi fondamentali per l'istituzione e la gestione delle aree naturali protette"; • i Decreti del Presidente della Repubblica 357/96 e seguenti, recepimento nazionale delle Direttive 92/43 CEE "Habitat" e 79/409 CEE "Uccelli" che istituiscono la rete Natura 2000 di tutela della biodiversità europea. Le importanti leggi regionali 42/96 e seguenti costituiscono l'applicazione locale della legge nazionale 394/91. Di concerto, i due provvedimenti legislativi cercano di dare un’efficace risposta alla complessa varietà ambientale del Friuli Venezia Giulia con l’obiettivo di recuperare e migliorare, ove è possibile, la coerenza di un sistema ambientale che la Regione, in modo lungimirante, aveva già dettagliatamente pianificato per il suo territorio nel PURG del 1978 nel quale le forme di protezione della natura disegnavano un sistema significativamente coerente di ambienti principali e di connettivo sul 30% del territorio regionale. La Legge 42/96 sostituisce l’originale impianto normativo del PURG del 1978 che individuava uno stretto legame tra la tutela delle aree naturali e la pianificazione territoriale e urbanistica attraverso l'individuazione di parchi naturali regionali, biotopi naturali, A.R.I.A. e aree di reperimento. In attuazione del DPR 357/97 la Regione ha individuato Siti di Importanza Comunitaria e Zone di Protezione Speciale. Le due Direttive cui si sta dando gradualmente piena attuazione in regione rappresentano un’iniziativa straordinariamente ambiziosa mai intrapresa a tutela della biodiversità europea partendo dalla tutela della biodiversità locale e degli habitat in generale. Si tratta di una legislazione innovativa che non si concentra più sulle singole specie, in quanto, la conservazione dell’ambiente lo ha ormai insegnato da decenni, le specie possono prosperare solo in presenza di habitat salubri, resistenti e stabili. La rete Natura 2000 La rete Natura 2000 comprende circa 25.000 siti in tutti i 27 Stati membri dell’Unione europea, siti che nel complesso occupano quasi un quinto del territorio comunitario. In regione sono stati individuati complessivamente 64 siti di cui 17 ricadenti nel territorio provinciale di Pordenone, corrispondenti al 22% della superficie. Nelle foto Crambe tataria Centaurea dichroantha Stambecco in Val Zemola ≤ turismo e ambiente ≤ LEGGE NAZIONALE 394 DEL 1991 La legge 394/91 è particolarmente significativa per il nostro territorio perché in modo mirato ha concentrato la sua azione legislativa individuando Parchi e Riserve provvedendo, al contempo, a stabilire i principi cui non si può venir meno per la loro gestione: - l’obbligo di istituzione delle singole aree con specifica legge; - la partecipazione attiva degli enti locali alla formazione e gestione; - la dotazione annuale di specifici bilanci; - l'adozione di misure di salvaguardia e di alcuni divieti fra cui quello di caccia. LEGGE REGIONALE 42 DEL 1996 A complemento degli interventi mirati della legge nazionale 394/91 la Regione Friuli Venezia Giulia, con la L.R. 42/96, in attuazione degli articoli 9 e 32 della Costituzione, ha istituito parchi naturali regionali e riserve naturali regionali, sostenuto l'istituzione di parchi comunali e intercomunali, individuato aree di rilevante interesse ambientale, biotopi naturali e aree di reperimento. L'obiettivo ancora attuale è continuare a tutelare l'ambiente e assicurare alla collettività il corretto uso del territorio per scopi ricreativi, culturali, sociali, didattici e scientifici e per la qualificazione e valorizzazione delle economie locali. Le direttive, pertanto, considerano prioritaria tanto la conservazione degli habitat per la flora e la fauna selvatiche quanto la tutela delle specie stesse in un’ottica territoriale di rete coesa di aree protette rispetto alla quale si riconosce il fatto che l’uomo è parte integrante della natura e che la sinergia tra uomo e natura è vitale. Un principio importantissimo che consente di fare un grosso passo avanti rispetto al passato (approccio dall’alto verso il basso delle classiche riserve naturali, che escludeva sistematicamente le attività antropiche) perché ciò vuol dire che le misure di conservazione non possono non tener conto delle esigenze economiche, sociali e culturali, nonché delle peculiarità specifiche delle zone interessate. natura tutelata e itinerari suggeriti 49 > I parchi naturali I parchi naturali regionali sono un sistema territoriale d’interesse per valori naturali, scientifici, storico-culturali e paesaggistici. Sono organizzati in modo unitario per conservare, tutelare, restaurare, ripristinare e migliorare l’ambiente naturale e le sue risorse, perseguire uno sviluppo sociale, economico e culturale, promuovere la qualificazione delle condizioni di vita e di lavoro delle comunità residenti attraverso attività produttive compatibili con quelle naturali. Tra le finalità dei parchi vi è anche quella di favorire la riconversione e la valorizzazione dei mestieri tradizionali esistenti, proponendo modelli di sviluppo alternativo in aree marginali, nonché promuovere l’incremento della cultura naturalistica tramite attività educative, informative, divulgative, di formazione e di ricerca scientifica. In Friuli Venezia Giulia sono stati istituiti, con la legge regionale 42/1996, due parchi naturali: il Parco Naturale delle Dolomiti Friulane, in provincia di Pordenone, e il Parco Naturale delle Prealpi Giulie, poco lontano dal confine sloveno. La presenza di un parco naturale nel territorio costituisce un importante catalizzatore per azioni volte allo sviluppo sostenibile locale in un’ottica di “spazio rurale” ove le iniziative agricole, dell'allevamento, industriali e dei servizi, si sviluppano in modo integrato e interconnesso tra loro. Nelle foto Escursionisti sul Pian Pinedo Daphne blagayana Sentiero a Casso Gentiana clusii Marmotte Campanile di Val Montanaia da Forcella Lama ≤ turismo e ambiente Il Parco Naturale Regionale delle Dolomiti Friulane Istituito nel 1996 con i suoi 36.950 ettari circa è il parco naturale più grande del Friuli Venezia Giulia. Inserito nel comprensorio montuoso soprastante l’alta pianura friulano-veneta, è compreso tra i corsi dei fiumi Tagliamento, Piave e Cellina e interessa otto comuni: Andreis, Cimolais, Claut, Erto e Casso, Frisanco, Tramonti di Sopra, Forni di Sopra e Forni di Sotto, questi ultimi due in provincia di Udine. Il suo paesaggio è caratterizzato da rilievi tormentati e accidentati, con depositi ghia- ≤ Il Parco Naturale delle Dolomiti Friulane gestisce le seguenti aree SIC e ZPS che ricadono in provincia di Pordenone: SIC E ZPS – IT 3310001 Dolomiti Friulane Comuni interessati: Ampezzo, Andreis, Cimolais, Claut, Erto e Casso, Forni di Sopra, Forni di Sotto, Frisanco, Socchieve, Tramonti di Sopra che ricadono in provincia di Pordenone e Udine. Superficie totale: 36740,00 ettari SIC – IT 3310004 – Forra del Torrente Cellina Comuni interessati: Andreis, Montereale Valcellina, Barcis in provincia di Pordenone Superficie totale: 289,00 ettari SIC – IT 3310002 Val Colvera di Jof Comuni interessati: Frisanco e Maniago in provincia di Pordenone. Superficie totale: 396,00 ettari iosi ai piedi delle pareti, vallate strette, incise e percorse da torrenti a grande capacità erosiva. Il territorio è molto vario e presenta quasi tutti gli habitat delle aree prealpine e alpine nonché particolari e interessanti formazioni geologiche. La vegetazione offre numerose specie presenti solo qui (endemismi) e altre rare grazie al rifugio offerto dai massicci rocciosi creati durante le glaciazioni. La vastità dell’area e la ridotta presenza dell’uomo hanno garantito la sopravvivenza di interessanti uccelli. L’alto grado di naturalità conservato si è rivelato la vera ricchezza di questo territorio. Ricco e vario è il calendario di escursioni che si svolgono durante tutto il periodo dell'anno all'interno del Parco. Organizzate per gradi di difficoltà, indicati sempre vicino all'itinerario, vanno dalle attività per tutti a quelle escursionistiche impegnative per esperti sempre accompagnati da profondi conoscitori del territorio, guide naturalistiche e guide alpine. Di rilievo per l'ospitalità del Parco è il sistema di sette Centri visite e due punti informativi dislocati sul suo territorio, che svolgono un'efficace e apprezzata attività informativa e di orientamento. Il Parco è gestito dall'Ente Parco Naturale Dolomiti Friulane, via Roma 33080 Cimolais (Pn) - tel. 0427 87333 www.parcodolomitifriulane.it [email protected] natura tutelata e itinerari suggeriti 51 > Riserve naturali, regionali e nazionali Rispetto ai parchi, le riserve naturali hanno dimensioni più ridotte e d’alto valore naturalistico. L’obiettivo principale è dunque la loro conservazione piuttosto che il perseguimento dello sviluppo sociale, economico e culturale. Anche le riserve naturali comunque promuovono le attività educative, informative, divulgative, di formazione e di ricerca per incrementare la cultura naturalistica. In Friuli Venezia Giulia ci sono tre riserve naturali istituite dallo Stato e dodici dalla Regione (con le leggi regionali 42/1996, 13/1998 e 17/2006), fra le quali l'unica pordenonese denominata Riserva Regionale della Forra del Cellina è gestita dal Parco Naturale delle Dolomiti Friulane. Riserva Naturale della Forra del Cellina La Riserva Naturale della Forra del Cellina interessa circa 304 ettari di una significativa incisione valliva scavata dal torrente Cellina tra i comuni di Andreis, Barcis e Montereale Valcellina. A renderla unica è il fatto che si tratta di una vera e propria forra scavata nei sedimenti calcarei, con costante presenza d’acqua, cascate e suggestive forme di erosione. Le interessanti rarità botaniche presenti sono determinate dalle particolari condizioni climatiche. L'aspetto morfologico è quello di un gran canyon, il maggiore della regione e di grande spettacolarità con pareti verticali mozzafiato e uno straordinario "sistema" di forre interconnesse l'una nell'altra, relative ai torrenti Alba, Molassa e Cellina. Tra i percorsi escursionistici realizzati all'interno della Riserva di estrema emozione è quello denominato Sky walk: una passerella pedonale che si affaccia sul baratro di straordinarie pareti verticali. www.riservaforracellina.it www.ecoclimbing.it Le riserve in Friuli Venezia Giulia Riserve naturale statale Marina Miramare Riserva statale del monte Cucco Riserva statale del Rio Bianco Forra del Cellina Lago di Cornino Valle Canal Novo Foci dello Stella Valle Cavanata Foce dell'Isonzo Laghi di Doberdò e Pietrarossa Falesie di Duino Monte Lanaro Monte Orsario Val Rosandra Val Alba (2006) Nelle foto I libri di San Daniele Val Vajont Arrampicata su ghiaccio nel Parco La forra del Cellina ≤ turismo e ambiente > BiotOpi I biotopi naturali sono aree di limitata estensione territoriale, individuati in aree esterne ai parchi e alle riserve, caratterizzate da emergenze naturalistiche di grande interesse, che corrono il rischio di distruzione e scomparsa. In Friuli Venezia Giulia a oggi sono stati individuati trenta biotopi, due dei quali in provincia di Pordenone: • a San Quirino, il biotopo Magredi di San Quirino della superficie complessiva di 20,9 ettari che è anche SIC (Sito di interesse Comunitario) – IT 3310001 Magredi del Cellina; • a Sequals, la Torbiera di Sequals di circa 12 ettari anch’esso SIC – IT 3310005 Torbiera di Sequals. In generale i “biotopi” sono luoghi che ospitano ambienti naturali ben conservati e peculiari, oppure specie rare o in precario stato di conservazione la cui sopravvivenza dipende fortemente dalla tutela del loro habitat. Pertanto possono essere inclusi, come nel caso del biotopi Magredi di San Quirino e della Torbiera di Sequals anche nell’ambito dei SIC (Siti di Interesse Comunitario). I Magredi Il termine magredo è l’espressione italianizzata del friulano magrèit o magrêt o anche magredis, espressione che indica i prati magri e aridi dell’alta pianura friulana. Costituiscono un elemento portante e significativo del paesaggio della pianura pordenonese proprio per le loro starordinarie valenze naturalistiche. Denominate, a volte, anche “Steppe edafiche friulane” sono aree anche molto estese ove si rag- giunge una elevata concentrazione di specie botaniche: in provincia di Pordenone sono state censite fino a settanta differenti specie di piante per cento metri quadrati di area campione. Edafiche perché condizionate più che dal clima, dal suolo particolarmente permeabile e quindi arido malgrado le importanti piogge. Un tempo si estendevano a mo’ di semicerchio dalle vallate del Natisone fino a i greti del Cellina e del Meduna ove oggi sono circoscritti. Costituiscono uno straordinario corridoio ecologico nel complesso sistema “Colli-MagrediRisorgive”. Le torbiere La nascita di una torbiera è la conseguenza di un processo che prende avvio con l'interramento di uno specchio d'acqua o con l'impaludamento di una superficie asciutta. Il piccolo SIC di carattere umido “Torbiera di Sequals” è così denominato per la presenza di importanti frammenti di torbiere basse alcaline caratterizzate da Schoenus nigricans (giunco nero comune) e dalla presenza di specie di notevole bellezza e significato ecologico quali: Primula farinosa, Liparis loeselii (liparide), Spiranthes aestivalis (viticcini estivi) ed Epipactis palustris (elleborino di palude). Presso le sponde del reticolo delle acque più superficiali si localizza invece una particolare vegetazione a carici palustri fra cui l’elemento principale e più caratteristico è costituito da Carex davalliana. Qui sono anche presenti interessanti esempi di relittismo glaciale rappresentati dalle rarissime Rhynchospora alba e Rhynchospora fusca (rincospora chiara e scura). www.magredinatura2000.it www.agraria.org/parchi/friuli/biotopi.htm natura tutelata e itinerari suggeriti > Aree di reperimento Le aree di reperimento sono aree caratterizzate da importanti caratteristiche naturali, dove vigono specifiche norme di salvaguardia per quanto concerne la modifica dello stato dei luoghi, dei corsi d’acqua, della superficie dei boschi e dei prati naturali. La loro funzione è transitoria perché devono preservare i territori in attesa dell’eventuale istituzione di un Parco o di una Riserva naturale regionale. In Friuli Venezia Giulia ve ne sono venti, di cui cinque in provincia di Pordenone: • Area di reperimento Fiume Livenza, che interessa 1.139 ettari fra i comuni di Budoia, Caneva e Polcenigo. • Area di reperimento Foresta del Cansiglio di 2.695 ettari nei comuni di Budoia, Caneva e Polcenigo. • Area di reperimento Magredi del Cellina con 536 ettari tutti nel comune di Cordenons. • Area di reperimento Risorgive del Vinchiaruzzo di 239 ettari nel comune di Cordenons. • Area di reperimento Parco comunale dei Landris con 95,58 ettari nel comune di Frisanco. Nelle foto Monte Borgà Torbiera di Sequals Primula farinosa Fiume Livenza Magredi del Cellina 53 ≤ turismo e ambiente > Parchi comunali e intercomunali Sono aree naturali proposte dai Comuni, coerentemente con le decisioni assunte in materia dalla Regione (cfr. art. 6 della L.R. 42/96). L'obiettivo è di tutelare e gestire ambienti naturali di importanza locale. La loro importanza deriva dal fatto che al loro interno possono ricadere anche zone d’alto valore naturalistico come biotopi naturali o SIC. RETE NATURA 2000: i riferimenti legislativi ≤ L’impegno dell’Unione europea a rispettare il principio dello sviluppo sostenibile e ad arrestare la perdita della biodiversità trova concretezza attraverso due pilastri della legislazione europea: • la direttiva Habitat (92/43 CEE); • la direttiva Uccelli (79/409 CEE). Insieme, fissano i criteri comuni di riferimento per la tutela e la conservazione della natura così tutti gli stati europei possono collaborare, a prescindere dai confini amministrativi, per tutelare gli habitat e le specie animali e vegetali di altissimo valore. Il recepimento di entrambe le direttive in Italia è avvenuto con il decreto del Presidente della Repubblica (DPR) 357/1997 (modificato e integrato dal DPR 120/2003) mentre in Friuli Venezia Giulia, con le leggi regionali 17/2006, 14/2007 (Legge comunitaria 2006) e 7/2008 (Legge comunitaria 2007). Quest’ultima ha definito i Piani di Gestione speciali (PdG) come strumenti privilegiati per la salvaguardia delle aree individuate. natura tutelata e itinerari suggeriti > Rete Natura 2000 > A.R.I.A. Natura 2000 è una rete di “siti di interesse comunitario” per la protezione e la conservazione degli habitat e delle specie animali e vegetali considerati prioritari dagli stati membri dell’Unione europea. La costituzione della rete, volta a garantire la sopravvivenza a lungo termine di eccezionali esemplari di fauna e flora, tiene conto anche delle esigenze economiche, sociali, culturali e regionali. La prospettiva infatti è quella di uno sviluppo sostenibile e durevole in sintonia con la protezione della biodiversità nel territorio dell’Unione europea. In Friuli Venezia Giulia vi sono 56 SIC e 8 ZPS. Sessantaquattro siti in totale che coprono il 19% del territorio regionale. Di questi, sono in provincia di Pordenone 15 SIC e 2 ZPS, per una superficie complessiva di circa 10.000 ettari pari al 22% del territorio provinciale. Rete Natura 2000 integra mirabilmente – su tutto il territorio provinciale – esperienze, peculiarità ed emergenze molto differenziate tra loro in un contesto orografico e ambientale in cui anche i territori non inseriti nella rete Natura 2000 rappresentano frequentemente corridoi ecologici di determinante valore dal punto di vista della tutela e conservazione della biodiversità; basta riflettere sulla imponente rete di fiumi e corsi d’acqua che caratterizzano il territorio pordenonese. Riuscire a dare contenuto alle previsioni normative dei siti Natura 2000 determina inevitabilmente la necessità di ripensare in termini diversi e più moderni anche l’intero sistema di aree protette istituito con la L.R. 42/96, gran parte del quale ricade all’interno di ZPS e SIC. Ai sensi dell’art. 5 della L.R. 42/1996 la delimitazione delle Aree di Rilevante Interesse Ambientale (A.R.I.A.) non può includere territori di parchi, riserve o aree di reperimento e tiene quindi conto esclusivamente della presenza di vincoli di carattere idrogeologico e ambientale, nonché di siti di importanza comunitaria o nazionale. In provincia di Pordenone ci sono: • ARIA n. 4 Monte Verzegnis e Valcalda copre i comuni di Preone, Socchieve, Tramonti di Sopra e Tramonti di Sotto per 3.035 ettari. • ARIA n. 5 Monte Ciaurlec e Forra del Torrente Cosa si estende fra i comuni di Castelnovo del Friuli, Clauzetto e Travesio per 1.016,4 ettari. • ARIA n. 6 Forra del Torrente Colvera a Maniago su 150,6 ettari. • ARIA n. 7 Fiume Meduna e Torrente Cellina nei comuni di Arba, Cavasso Nuovo, Maniago, Meduno, Montereale Valcellina, San Quirino, Sequals, Spilimbergo, Vajont e Vivaro per un totale di 4.945,8 ettari. • ARIA n. 8 Fiume Tagliamento interessa i comuni di Codroipo, Flai bano, Latisana, Morsano al Tagliamento, Ragogna, San Vito al Tagliamento, Spilimbergo, Varmo, Camino al Tagliamento, Ronchis e San Martino al Tagliamento su una superficie di 7.316 ettari. 55 Nelle foto Lago di Ca' Selva in Val Tramontina L'erba delle fate, magredi di Vivaro Parco a Pordenone Torrente Cosa a Castelnovo del Friuli Fiume Tagliamento ≤ turismo e ambiente Aree di pregio ambientale Le aree di pregio ambientale di competenza della Provincia di Pordenone sono ubicate in diversi comuni. Presentano emergenze naturalistiche significative e allo stesso tempo un’ottima predisposizione alle attività didattiche e ricreative. Per questo la loro gestione patrimoniale, agronomica, ambientale e naturalistica è pensata per creare una rete di aree di pregio collegate fra loro. Interconnessi sono anche gli itinerari ciclopedonali e delle vie d'acqua per valorizzarle con diverse modalità di comunicazione e trasporto, terrestre e fluviale. In un contesto come questo, la Provincia di Pordenone punta a incentivare uno sviluppo turistico capace di integrare cultura, paesaggio, arte, enogastronomia, storia, tradizioni e cultura dei luoghi con la dovuta attenzione alle tante diversità presenti. A seguire le principali aree di pregio ambientale. > Lago Premarine È un’area di pregio naturalistico, ambientale e paesaggistico nel comune di Sesto al Reghena di 08.40.40 ettari (di cui 02.69.17 ettari di frangia ripariale e 05.71.23 ettari di zona lacustre), adiacente al complesso dei “Prati Burovich” e all’itinerario ciclabile denominato “Il Centro Abbaziale di Sesto al Reghena e i Paesaggi della Memoria”, entrambi siti di proprietà della Provincia. Nel contesto ambientale del lago Premarine sono stati attuati interventi per la completa realizzazione del Parco ornitologico per la fauna stanziale e migratoria, nato da un accordo del 1994 tra le Province di Pordenone e Venezia. Il fine è valorizzare l’identità e la qualità di fruizione dei luoghi, citati nelle opere letterarie di Ippolito Nievo e Pier Paolo Pasolini, e incrementare le potenzialità turistiche di carattere paesaggistico, naturalistico, storico e culturale. L'area è inoltre contigua all’ambito territoriale del Parco dei fiumi Lemene, Reghena e dei laghi di Cinto Caomaggiore che, in regione Veneto, rientrano nel Sito di Importanza Comunitaria (SIC) “Fiumi Reghena e Lemene Canale Teglio e Rogge limitrofe Cave di Cinto Caomaggiore” - e nella Zona di Protezione Speciale (ZPS) “Ambiti fluviali del Reghena e del Lemene - Cave di Cinto Caomaggiore”, come da Direttive Comunitarie n. 79/409/CEE (Direttiva Uccelli) e n. 92/43/CEE (Direttiva Habitat). > Prati Burovich Tipica configurazione delle superfici a prato organizzate secondo la struttura dei “campi chiusi”, è un’area di pregio ambientale che si estende in comune di Sesto al Reghena per una superficie di circa 13 ettari costituita da un complesso di prati circoscritti da fasce boscate, lembi relitto dell'antica foresta planiziale (querco-carpineto). L'area è delimitata dai percorsi del fiume e del canale Reghena lungo le cui sponde si sviluppa la tipica vegetazione ripariale a salici e pioppi e dove è possibile osservare una varietà di specie appartenenti alla fauna ittica e all'avifauna di aree umide di notevole interesse naturalistico. Le fasce boscate sono caratterizzate dalla presenza della farnia (Quercus robur) e natura tutelata e itinerari suggeriti 57 dall'olmo campestre (Ulmus minor) e, in misura minore, da acero campestre, salice bianco, gelso, carpino bianco e diversi arbusti autoctoni. L’interesse naturalistico e ambientale, rappresentato dalla rete di siepi arborate che delimitano i prati stabili, si associa alla valenza paesaggistica delle siepi perimetrali di acero campestre intrecciato “a gelosia” che disegnano il paesaggio rurale spoglio della stagione invernale. > Paleo-alveo del fiume Reghena Nel comune di Sesto al Reghena, è ubicato l'antico sedime fluviale del Reghena. Lo sviluppo del vecchio alveo è oggi individuabile esattamente solo su vecchie mappe catastali. Le prospettive di valorizzazione del sito e le ipotesi di progettualità su tali aree sono volte al recupero del percorso naturale di collegamento tra le due province di Pordenone e di Venezia, passando attraverso il territorio del comune di Cinto Caomaggiore. > “Il centro abbaziale di Sesto al Reghena e i paesaggi della memoria” È un percorso vario nel comune di Sesto al Reghena nell’ambito del recupero della viabilità minore, dal Lago Premarine al Lago Casette Venchieredo per una lunghezza complessiva di 5.460 metri. Si tratta di un “itinerario letterario” che si sviluppa prevalentemente in ambiente rurale lungo strade campestri e collega punti di notevole importanza storica e culturale, come il centro di Sesto, il borgo Mulini di Stalis, la Fontana del Venchieredo e il paese di Cordovado, uno dei borghi più belli d’Italia per l'equilibrato connubio tra natura e architettura. Tutte queste aree sono beni sottoposti a tutela paesaggistica ai sensi del D.Lgs. n. 42 del 2004 oltre a essere contigue all’ambito territoriale del SIC (Sito di Importanza Comunitaria) Fiumi Reghena e Lemene, canale Taglio e rogge limitrofe e della ZPS (Zona di Protezione Speciale) Ambiti fluviali del Reghena e del Lemene, Cave di Cinto Caomaggiore, che sono sotto il vincolo ambientale della Regione Veneto. Nelle foto Lago Premarine Il complesso abbaziale di Sesto al Reghena Ingresso ai prati Burovich Fiume Reghena ≤ turismo e ambiente > Lago Casette Venchieredo > Mortol Ubicato in località Casette di Sesto al Reghena, utilizzato a scopi ricreativi e per l’esercizio della pesca sportiva, rappresenta un'interessante area rifugio per l'avifauna e la fauna acquatica e un corridoio ecologico di collegamento con i limitrofi siti di rilevanza ambientale (Mulini di Stalis, Fontana del Venchieredo, Prati della Madonna...). Superficie totale: 06.97.40 ettari (di cui 00.17.40 ettari di frangia ripariale e 06.80.00 ettari di zona lacustre). Trattasi di un'area umida venutasi a creare intorno a un meandro del fiume Fiume che, nel suo percorso ad anse, ha generato nel tempo un braccio morto del fiume (da cui il termine “mortol”). L’area del “Mortol”, ubicata in località Fiume Piccolo, è collegata direttamente con il centro urbano di Fiume Veneto che, dal 2003, detiene il marchio identificativo di “Terre di Fiume”. Facilmente fruibile per la dolce orografia dei luoghi, presenta le caratteristiche del parco urbano e permette di accedere a due interessanti itinerari naturalistici comunali: quello delle Risorgive e quello di Fiume Piccolo. > Prati della Madonna Di fronte al Santuario della Beata Vergine a Cordovado, un gioiello dell’architettura barocca friulana inaugurato nel 1603, vi sono i Prati della Madonna ricordati da Ippolito Nievo ne Le confessioni di un italiano. La loro bellezza, un manto erboso uniforme interrotto da alcune piante d’alto fusto, tenuta in considerazione da sempre, è stata preservata grazie all'azione della contessa Giulia Mainardi-Marzin, che li ha resi inalienabili e inedificabili per decreto e, in anni più recenti, dagli accordi tra Provincia di Pordenone e Comuni di Cordovado e Sesto al Reghena, attuali proprietari, con piani di gestione e obiettivi di progetto volti alla conservazione e riqualificazione di quest’area di pregio ambientale. > Bosco degli ebrei o della “Man del Ferro” L’area sorge sui resti dell'antico cimitero che la comunità ebraica di San Vito al Tagliamento richiese e ottenne nel 1687 quale luogo per la sepoltura dei propri defunti, assegnato all'interno del bosco comunale della Man di Ferro. Nel sito, che riveste una pregevole valenza storica e culturale è stato realizzato, intorno agli anni '80, un intervento di riqualificazione paesaggistica e naturalistica per opera dell'architetto Paolo De Rocco che ha inteso ricostruire un ambiente umido diversificato nel contesto tipico degli ambienti di risorgiva caratterizzati dall'alternarsi di siepi, boschetti e campi chiusi. Nell'area, che presentava in origine solo alcuni degli elementi naturali descritti, sono stati realizzati invasi d'acqua e introdotte specie vegetali e animali (uccelli acquatici, anfibi, ecc.) allo scopo natura tutelata e itinerari suggeriti 59 di favorire l'insediamento di endemismi floristici e di specie faunistiche, tipiche degli ambienti di risorgiva, sempre più minacciati di estinzione. > Le marcite nel parco di san floriano a Polcenigo La Provincia di Pordenone è proprietaria di circa 13 ettari di prati a Polcenigo che formano un tutt’uno con il Parco di San Floriano e che per una parte, denominata “marcite”, sono gestiti come facevano in passato i contadini del Nord Italia. Si tratta di una tecnica agronomica, introdotta dai monaci cistercensi, che consiste nella sistemazione idraulica del terreno finalizzata a definire canali di scorrimento delle acque di un vicino fiume, in questo caso del Gorgazzo, gestiti tramite un sistema di paratoie. Per effetto dell'allagamento dei prati, la temperatura del terreno si mantiene intorno agli 8-10°C; ciò permette la crescita dell'erba e la fornitura di foraggio fresco per l'alimentazione del bestiame anche nei periodi più freddi dell'anno. All'interno del Parco di San Floriano la maggior parte dei prati permanenti è utilizzata per la fienagione e il pascolo turnato, quindi con frequenti spostamenti degli animali (ovini, equini e bovini) mediante l'utilizzo di recinti mobili. Il bosco comprende la farnia, il carpino bianco e nero, il ciliegio, l'orniello e l'acero. L’intera area è quindi di pregio e consente un originale e diretto contatto con le tradizioni, la cultura contadina e le antiche usanze dei luoghi. Il Parco di San Floriano è anche sede dell'Accademia faunistica della Provincia di Pordenone. > il palù del livenza Alle sorgenti del fiume Livenza, nel bacino naturale compreso tra le pendici del massiccio Cansiglio-Cavallo, a occidente, e i colli Longone e San Floriano, a oriente, tra i comuni di Caneva e Polcenigo si trovano i resti di un abitato preistorico del Neolitico databile tra il 4.800 e il 4.600 a.C. che, recentemente (giugno 2011), è stato riconosciuto dall'UNESCO patrimonio dell'umanità. Si tratta di un villaggio palafitticolo di elevata rilevanza archeologica i cui resti sono tra i meglio conservati e tra i più ricchi di reperti fit- Nelle foto Prati della Madonna a Cordovado Nel Parco di San Floriano Lago Casette Bosco del Parco di San Floriano ≤ turismo e ambiente tili, litici e lignei presenti in Europa. Il sito conserva le tracce di insediamenti umani organizzati con strutture a palafitta di cui è ancora possibile osservare i caratteri e le geometrie costruttive. L'area del Palù è caratterizzata da una superficie acquitrinosa compresa tra le risorgive del fiume Livenza e i prati a marcita collocati più a valle. La vegetazione igrofila e l'ittiofauna palustre, tipiche delle zone umide di risorgiva, ne decretano la singolare valenza naturalistica oltre che archeologica. I ritrovamenti archeologici e paleobotanici compiuti in loco e su siti vicini hanno evidenziato uno stretto legame tra ambiente prealpino medio-montano (massiccio Cavallo-Cansiglio) e il margine pedemontano planiziale umido (area del Palù), consen- tendo di fornire informazioni sulle antiche popolazioni preistoriche insediate caratterizzate da un'“economia” di popolo di cacciatori e raccoglitori. La valenza storico-culturale del sito, anche alla luce dei più recenti riconoscimenti, può determinare un incremento dell'opportunità di offerta turistica del territorio che presenta una ricca rete di interconnessioni ambientali e un potenziale di percorsi di collegamento anche con i vicini areali del Veneto ove insistono coevi siti preistorici. IL VILLAGGIO PALAFITTICOLO DEL PALù DI LIVENZA RESTI DI CAPANNE RESTI DATABILI ENEOLITICO E NEOLITICO RECENTE STRUTTURE LIGNEE STRUTTURE LIGNEE STRUTTURE LIGNEE RESTI NEOLITICO ANTICO STRUTTURE LIGNEE RESTI NEOLITICO ANTICO ED ENEOLITICO Immagine tratta dal sito www.reitia.it natura tutelata e itinerari suggeriti 61 Verde pubblico Gli interventi sul verde pubblico tutelano l’ambiente e la salute pubblica e quindi contribuiscono a migliorare la qualità della vita di tutti i cittadini. La Provincia di Pordenone valorizza le aree di interesse storico, paesaggistico e ambientale di sua competenza e fornisce supporto specialistico a Comuni e Aziende sanitarie nell’ambito della specifica convenzione per la gestione del verde pubblico attraverso: • l’assistenza e la consulenza tecnica agli enti/aziende convenzionati mediante sopralluoghi, stesura di note tecniche, consulenza telefonica, monitoraggio e controllo delle principali emergenze fitosanitarie e corretto impiego dei fitofarmaci in ambito urbano; • l’organizzazione di momenti formativi di aggiornamento professionale rivolti al personale dipendente della Provincia e degli enti convenzionati; • l’informazione tecnica agli enti/aziende convenzionati attraverso il sito web della Provincia; • l’informazione alla cittadinanza sulle tematiche della gestione del verde urbano e del giardino di casa. GIARDINI STORICI DI PROPRIETÀ DELLA PROVINCIA DI PORDENONE > Villa Carinzia (già Amman) Nel 1884 a Pordenone venne ultimata la sede di rappresentanza del Cotonificio Veneziano: è Villa Amman, una delle più eleganti costruzioni della città e luogo nobile dove ricevere clienti e fornitori. Il 26 settembre dello stesso anno presso la villa giunse in visita re Umberto I. Il palazzo viene oggi chiamato Villa Carinzia in segno di riconoscimento per un contributo al restauro offerto dalla comunità carinziana dopo il terremoto del 1976. Restaurato nel 1998-1999 è attualmente sede del Centro Interprovinciale Servizi Volontariato del Friuli Venezia Giulia e di associazioni locali. La costruzione, felice saggio dell'architettura neo-classica di fine Ottocento, è inserita in un'area a parco caratterizzata dalla presenza di piante arboree di notevole pregio e da elementi di arredo che le Nelle foto Palù del Livenza Varietà di rose in un giardino di Pozzo di San Giorgio della R. Villa Carinzia a Pordenone Sacile ≤ turismo e ambiente conferiscono i connotati del giardino storico a elevata valenza paesaggistica. > Palazzo Altan Il palazzo denota chiaramente la discreta situazione economica della comunità sanvitese all’inizio del XVII secolo quando i Conti Altan rappresentavano una delle famiglie locali più in vista. L’immobile, precedentemente del Comune di San Vito al Tagliamento, dal 1984 è proprietà della Provincia di Pordenone, la quale si è fatta carico di un importante progetto di recupero e restauro. Molteplici sono stati gli interventi di recupero e conservazione, svolti in ben 17 anni di lavori (gennaio 1991-febbraio 2008) divisi in sei momenti distinti. Esternamente, tracce di pitture ridotte a straordinari frammenti di difficile lettura decorano un emiciclo seicentesco, rivolto verso un giardino all'italiana e delimitato da barchesse laterali con un effetto scenografico notevole. Poco oltre, un parco all’inglese e un brolo, ossia un frutteto limitato da un muro. La cinta muraria del giardino all’italiana, scandita dalle ritmiche sporgenze verticali delle lesene, è caratterizzata da decorazioni di stampo mitologico. Si riconoscono le figure di Venere, Marte, una veduta paesaggistica, una scena allegorica introdotta da quinte, una fontana e altre figure femminili. Alcuni di questi affreschi sono inseriti in finte nicchie. La struttura semicircolare è opera dell’architetto Domenico Rossi, del quale vanno ricordati gli interventi alla Serenissima. L’attuale stato conservativo delle pitture, oggetto di più interventi di re- stauro, non consente pienamente la percezione dell’originario aspetto dell’opera. Grazie ad alcune annotazioni di Antonio Altan in “Memorie storiche della terra di San Vito al Tagliamento” la critica ha indicato come autore del ciclo Anton Joseph, pittore tedesco al servizio degli Altan dal 1660; secondo alcune fonti Joseph realizzò anche alcuni affreschi all’interno del palazzo. MUSEI ETNOGRAFICI >IL MUSEO PROVINCIALE DELLA VITA CONTADINA "DIOGENE PENZI" Il Museo Provinciale della Vita Contadina "Diogene Penzi" di San Vito al Tagliamento vuole ristabilire gli antichi legami con il nostro passato e testimoniare gli aspetti materiali della società contadina. Il suo nucleo originario è il risultato delle ricerche, iniziate nell'immediato dopoguerra, del professor Diogene Penzi che ha riunito in una collezione organica gli oggetti della civiltà contadina locale. I materiali museali, tutti dell'area del Friuli occidentale oggi identificabile con la provincia di Pordenone, sono stati organizzati rispettando il principio di provenienza e ricostruendo fedelmente la storia di interi settori lavorativi. È stato possibile suddividere le raccolte su più sedi, di seguito brevemente descritte, creando un museo diffuso sul territorio e realizzando un progetto integrato di fruizione culturale. natura tutelata e itinerari suggeriti Palazzo Altan a San Vito al Tagliamento: sede principale del Museo Il Museo si inserisce nel tessuto culturale della città di San Vito al Tagliamento. II palazzo, sede del museo, originariamente casa Bonisoli, venne acquisito all'inizio del '600 dalla famiglia Altan, prima residente nel palazzo Altan Rota, e trasformato in epoche successive nell'edificio dominicale come oggi appare. Esso presenta le caratteristiche tipiche di una dimora signorile, che al tempo stesso funge da centro di gestione della proprietà agricola della famiglia. L'edificio in origine comprendeva i locali dell'ufficio, situati nel corpo centrale, una stalla col fienile e un cortile rustico retrostante. L'ala sinistra era invece costituita dalle cantine, dai granai e da un altro cortile rustico. Un orto e una vigna occupavano fino agli anni '20 di questo secolo lo spazio ora trasformato in giardino. Il ruolo secolare dei nobili Altan nella gestione del territorio è testimoniato da un "rotolo" delle proprietà fondiarie di Matteo Altan del 1470, conservato nell'archivio di famiglia, dal quale risulta, fra gli altri, il nome di una famiglia di coltivatori, i Centis, che lavorarono il fondo "Pradis" ininterrottamente fino ai primi anni del secondo dopoguerra. Museo di Maniago Sono state aperte a Maniago presso il Coricama, in stretta collaborazione con l'Amministrazione Comunale, le sezioni del Museo Provinciale della Vita Contadina "Diogene Penzi" dedicate alla lavorazione del legno e del ferro. Per quest'ultimo materiale, il legame tra passato e presente della città si sviluppa appieno anche attraverso l'esposizione dei manufatti raccolti nel Museo dell'arte fabbrile e delle coltellerie. Museo di Cavasso Nuovo Nello sviluppo del progetto di creazione di un museo diffuso sul territorio, una componente fondamentale nell'universo della civiltà contadina è rappresentata dalla secolare emigrazione delle nostre genti. È stata pertanto allestita un'apposita sezione, a Cavasso Nuovo presso il palazzo Polcenigo-Fanna "Palazat", che illustra gli aspetti materiali e le forme socio-culturali dell'emigrazione dal Friuli Occidentale verso ogni parte del mondo. 63 Nelle foto Museo dell'arte fabbrile e delle coltellerie presso il Coricama di Maniago Artigiano Palazat a Cavasso Nuovo Museo etnografico ad Andreis ≤ turismo e ambiente > IL MUSEO CASA CLAUTANA Il museo raccoglie le testimonianze della storia della comunità locale e si inserisce nel piano di valorizzazione turistica e ambientale del Parco Regionale delle Dolomiti Friulane e del Comune di Claut. In particolare descrive la vita della donna valcellinese, dedita ai lavori di casa, dei campi, della stalla e in cammino come venditrice ambulante di utensili di legno che l'uomo costruiva durante l'inverno. Obiettivo del PALAZZO GEROMETTA ≤ Il Palazzo fu costruito a Clauzetto (Pordenone) da Francesco Zannier a partire dagli anni Trenta dell'Ottocento e ultimato e inaugurato nel 1857, data riportata sull'architrave del portone d'ingresso. La casa entrò a far parte del patrimonio della famiglia Gerometta attraverso due matrimoni. Inizialmente Orsola Zannier, nipote di Francesco, sposò Pietro Toneatti portando il Palazzo in dote; successivamente, Elena Sofia Toneatti, la figlia, sposò Davide Romano Gerometta (originario di Vito d'Asio), portando anche in questo caso la casa in dote. La famiglia Gerometta abitò in questo palazzo fino al 1976, quando il terremoto del Friuli arrecò gravi danni alla struttura. Successivamente fu donato dagli eredi, dottori Valerio Gerometta e Pietro Gerometta, alla Provincia di Pordenone a condizione che vi fosse realizzato un centro di educazione e di iniziative culturali. Il Palazzo venne restaurato in due fasi a cura della Provincia medesima e inaugurato nell'estate 2002. È attualmente affidato in convenzione all'Associazione ANTIQUA a partire dal 1° gennaio 2003. Museo è anche il recupero di antiche strutture create per l'utilizzo dell'acqua, della pietra, del legno e il riatto di una "ciasa da fum", antica dimora privata, acquisita per essere dedicata a finalità museali. > IL MUSEO CIVICO DELLA CIVILTÀ CONTADINA DI ANDREIS Il Museo testimonia, attraverso le sue raccolte, la lavorazione delle scarpetes, tipiche calzature locali, dell'osso, del cucchiaio, dello zoccolo, della lana, del latte. Ripropone inoltre gli attrezzi del fabbro e del boscaiolo; conserva le antiche maschere del carnevale e i giochi dei bambini; ricostruisce l'antica cucina andreana e i tetti di paglia e di coppo delle abitazioni di un tempo. È in definitiva l'espressione dello stile di vita millenario di queste popolazioni che hanno fatto del lavoro e del rapporto, spesso difficile, con la terra i simboli della loro civiltà. > villa carnera a sequals La villa, in stile Liberty, è stata fatta costruire dal campione mondiale Primo Carnera, nato a Sequals nel 1906. Ospita al piano terra le stanze con gli arredi originali degli anni ’70. Al secondo piano è allestita una mostra a carattere documentario con fotografie, filmati e oggetti appartenuti al campione. Accanto alla casa-museo si può visitare anche la palestra dove Carnera si allenava. Villa Carnera, di proprietà del Comune di Sequals, è una cellula dell'Ecomuseo Regionale delle Dolomiti Friulane "Lis Aganis". natura tutelata e itinerari suggeriti > casa pasolini a casarsa della delizia Casa Colussi è stata sede de l'Academiuta di lenga furlana, l'associazione di poeti e scrittori fondata da Pier Paolo Pasolini. Ora la casa materna, proprietà della Provincia di Pordenone, è sede del Centro Studi Pier Paolo Pasolini. Qui sono conservati manoscritti, opere a stampa, pubblicazioni del periodo friulano, il repertorio cinematografico pasoliniano e altre opere di critica. Il Centro Studi ospita una mostra permanente con dipinti, disegni, manifesti politici, foto della famiglia Pasolini e dei luoghi dove visse il poeta durante la sua permanenza a Casarsa. Nelle foto Educazione ambientale e naturalistica La Provincia di Pordenone è anche impegnata a proporre attività di educazione agro-ambientale maggiormente consapevole sulle tematiche naturalistiche e ambientali. Per questo organizza e gestisce: • visite didattiche guidate con finalità naturalistiche; • corsi di formazione con finalità amatoriali e hobbistiche; • iniziative scolastiche specifiche. Gli interventi di sensibilizzazione ed educazione ambientale nei confronti delle nuove generazioni sono considerati particolarmente strategici dalla Provincia di Pordenone perché contribuiscono a determinare quel tipo di sensibilità verso la natura e l'uomo che verosimilmente si affermerà con maggior forza nei decenni a venire. Sono organizzate iniziative per coinvolgere Comuni e istituti scolastici sui temi più diversi: da una corretta raccolta dei rifiuti domestici alla scoperta di piccoli ambienti naturali presenti nei territori comunali alle cerimonie per piantare alberi per la comunità. In questa prospettiva la Provincia guarda con interesse anche alle iniziative delle fattorie didattiche perché avvicinano giovani e adulti alla natura spiegando in modo semplice e diretto come nascono i prodotti alimentari, come vivono gli animali e quali sono i mestieri della campagna dando in più l’occasione per piacevoli gite familiari. Portone d'ingresso di Palazzo Gerometta Cjasa da fum a Claut Claut, liberazione stambecchi in Val di Gere Museo etnografico di Andreis Villa Carnera a Sequals 65 ≤ turismo e ambiente Itinerari di visita > Pordenone Una città sorta intorno all’anno Mille per commerciare – peculiarità sempre mantenuta – inizialmente intorno solo al fiume Noncello, il cui parco fluviale accompagna oggi le passeggiate fino in centro. Il suo impianto è più veneto che friulano con monumenti e palazzi storici che risalgono la storia dei secoli: il Duomo di San Marco iniziato nel XIII secolo in stile romanico-gotico e all’interno rimaneggiato nel ‘700 che conserva però numerosi affreschi antichi e notevoli opere del pittore Pordenone, lo slanciato campanile di San Marco, ben separato dalla chiesa, sempre in stile romanico-gotico, la magnifica loggia comunale del XIII secolo tutta in mattoni a vista, sede del Municipio, e il corso più antico con molte facciate decorate con motivi geometrici e variamente dipinte. Poco distante il Castello del ‘200 ben presto trasformato in carcere e così mantenuto anche oggi. Fuori da questa parte antica, un tempo racchiusa da mura difensive, la Pordenone seicentesca di corso Garibaldi. La città regala inoltre anche importanti testimonianze del Novecento e dei giorni nostri oltre a ville storiche da visitare, magari in bicicletta, sino all’immediata periferia. > La pianura Fra corsi d’acqua e risorgive, vi sono paesi che raccontano storie di famiglia, come Porcia, saldamente legata alle vicende della famiglia dei principi di Porcia e Brugnera di sui si può ammirare ancora l’imponente castello, altri come Sacile, che conservano il fascino della Serenissima Repubblica di Venezia per stile e presenza di canali, altri ancora che ripercorrono la storia locale dalle palafitte di Pravisdomini al medioevo di Chions alla storia recente di Azzano X e Fontanafredda coi suoi quartieri immersi nel verde, ideati dall’architetto Angeli di Roma. A nord, quasi fusa con Pordenone, c’è Cordenons con numerose piccole chiese antiche e ville notevoli – Pasqualini, Galvani, Raez –, accesso anche a due habitat davvero interessanti: quello umido delle Risorgive del Vinchiaruzzo, e quello povero d’acqua dei Magredi, distese di sassi sull’alveo del fiume Cellina sino a San Quirino, Vivaro e San Foca. Per dominare invece l’intera pianura si deve giungere a Maniago, caratterizzato da piazza Italia, una delle più vaste della nazione, con al centro una monumentale fontana dotata di scalinate e racchiusa da edifici notevoli. Poco distante sorgono Vajont a ricordo della tragedia della diga del 1963 e Montereale Valcellina con la grande centrale idroelettrica dei primi del ‘900. natura tutelata e itinerari suggeriti 67 > Tra il Cansiglio e Piancavallo Al confine con il Veneto è un territorio particolarmente suggestivo per le notevoli valenze naturalistiche e paesaggistiche. L’intero comprensorio è caratterizzato dalla presenza di un’alta variabilità di forme dovuta essenzialmente all’azione congiunta di vari fenomeni geologici che hanno modellato il massiccio Cansiglio-Cavallo. L’attività agricola, pastorale in particolare, ha contribuito più di altre a modificare queste aree, creando all’interno del manto forestale prati e pascoli, che, fino agli anni dell’industrializzazione, hanno rappresentato una risorsa fondamentale all’interno del sistema agro-zootecnico alpino. Negli ultimi decenni, per ragioni tecniche ed economiche, ma anche sociali e culturali, questa risorsa ha perso progressivamente la sua tradizionale valenza conservando però una vivace realtà dell’alpeggio con numerose malghe, casere e pascoli. In quest'area troviamo Caneva, con le sue grandi cave di marmorino, l’incantevole Polcenigo con la sorgente del Gorgazzo dove nasce il fiume Livenza e il parco di San Floriano, l’antica Budoia. Si arriva poi ad Aviano che propone numerosi monumenti storici, e si sale verso Piancavallo, stazione turistica invernale ed estiva, attrezzata per praticare numerosi sport. > La risalita del Tagliamento Tra la pianura e le colline pedemontane della Destra Tagliamento ci sono Sesto al Reghena con la sua incantevole abbazia, cornice con le vicine Cordovado e Morsano al Tagliamento delle vicende narrate da Ippolito Nievo in “Confessioni di un italiano”, San Vito al Tagliamento con il centro storico ancora stretto fra le mura di difesa, la pasoliniana Casarsa della Delizia, il borgo medievale di Valvasone, la placida San Giorgio della Rinchinvelda con le sue barbatelle, Splimbergo, la città del mosaico, e più su Sequals, paese di Primo Carnera, Pinzano al Tagliamento e Castelnovo del Friuli. Nelle foto Castello di Valvasone Escursione nei Magredi Piazza Italia a Maniago Chiesa di San Francesco a Pordenone Centrale di Malnisio Casera Folador sulla dorsale Cansiglio-Cavallo Palazzo di Sopra e chiesa dell'Ancona a Spilimbergo ≤ turismo e ambiente > Le valli settentrionali Vi sono la valle del Cellina e del Meduna, corsi che si immettono entrambi nel fiume Livenza, quella del torrente Arzino che confluisce nel Tagliamento e quella più piccola del torrente Colvera che nasce a Frisanco, località con una frazione, Poffabro, da segnalare per l’architettura spontanea, unica nel suo genere. La valle del Meduna, detta anche Tramontina, vanta ben tre laghi artificiali ormai integrati nell’ambiente e una piccola parte del Parco delle Dolomiti Friulane che invece caratterizza la Valcellina, dove si trova un altro bel lago artificiale, quello di Barcis. Il fiume Cellina, con le sue forre, scava un canyon molto grande, il maggiore della regione. > IL PARCO DELLE DOLOMITI FRIULANE Il Parco delle Dolomiti Friulane abbraccia la Valcellina, l'Alta Valle del Tagliamento e i territori confluenti verso la Val Tramontina e si estende sui comuni di Andreis, Cimolais, Claut, Erto e Casso, Frisanco, Tramonti di Sopra, tutti in provincia di Pordenone, e sui vicini Forni di Sopra e Forni di Sotto, in provincia di Udine. L’aspetto caratteristico delle Dolomiti alterna tranquille distese di prati e altipiani a improvvisi e netti passaggi di forme verso pinnacoli, guglie e torri o profonde gole. Per questo, da sempre, sono state paragonate a costruzioni architettoniche complesse; si diceva infatti fossero le case in rovina di antichi giganti. Un’altra particolarità delle Dolomiti è il fatto che presentano assieme due tipi di rocce, la dolomitica e la vulcanica, di norma mai vicine perché derivano da processi e da ambienti completamente diversi. Accanto alle incisioni profonde dovute all’attività di ghiacciai, venti, pioggia e all’alternanza freddo-caldo, si osservano le scure rocce di origine vulcanica nei pressi delle valli e dei pendii più dolci e la dolomia, formatasi in fondo al mare ed emersa solo 100-150 milioni di anni dopo, durante la formazione delle montagne (orogenesi) che, con le loro rocce aguzze, mettono in luce il biancore dei carbonati delle antiche scogliere coralline. Lo splendido ambiente del Parco delle Dolomiti Friulane ha ricevuto anche un prestigioso riconoscimento: il 26 giugno del 2009 l’UNESCO ha riconosciuto le Dolomiti nel loro complesso seriale, quindi friulane, venete, trentine e altoatesine, come patrimonio naturale dell'umanità. Diretto e importante è stato l'impegno della Provincia di Pordenone in tutto l'iter della candidatura, nella costituzione della Fondazione e nella definizione del sistema reti di competenza. Per maggiori informazioni www.dolomiti-unesco.org www.settimanadolomitiunesco.it natura tutelata e itinerari suggeriti 69 > Andar per boschi: Cansiglio e Piancavallo In località Crosetta (a m 1120) si entra nel Bosco demaniale del Cansiglio, già esistente nell'882 e oggi riserva regionale a indirizzo faunistico, geologico e idrologico. Il bosco si presta d’inverno per lo sci di fondo e d’estate per belle passeggiate fra faggi, abeti e l’ampio pianoro. Proseguendo verso est si raggiunge la stazione turistica di Piancavallo, dove praticare innumerevoli sport in ogni stagione. Di qui, per una bella strada, si può scendere per la Val Caltea al lago di Barcis, ormai noto per gli sport nautici, e di lì avviarsi per escursioni nelle valli laterali, specie nel Parco del Prescudin, centro di documentazione e di studio di fenomeni meteorologici ed erosivi. In alternativa a questa strada da Piancavallo, tramite la pedemontana, si può proseguire per Costa e visitare il santuario di Madonna del Monte e poi per Marsure dove la chiesetta di S. Caterina serba un bel ciclo di affreschi del Cinquecento di incerta attribuzione. Svariate le opportunità di vedere testimonianze della tradizione plurisecolare dell’uso della pietra da parte degli scalpellini locali. > Valli e laghi montani Fra le valli Colvera, Tramontina (o Meduna), Cosa e Arzino è un susseguirsi di saliscendi tra decine di piccole borgate aperte al turismo amante del silenzio e della bellezza della natura. Qui, complice l’isolamento durato sino a fine ‘800, i luoghi impervi e l’emigrazione d’inizio Novecento, la natura è davvero da scoprire. Vi si accede da Maniago, dove visitare non solo i ruderi del castello ma anche le opere d’arte del duomo di S. Mauro e il museo dell'industria fabbrile per cui il paese è conosciuto in tutto il mondo, per poi salire a Meduno dove ammirare numerosi lavori degli scalpellini locali. Presa la strada turistica della Valle del Muiè si giunge a Poffabro, uno dei borghi più belli d’Italia per l’architettura spontanea. Da qui si possono compiere escursioni verso Pian delle Merie e Pala Barzana (antichissimo collegamento con la Val Cellina) o al santuario Nelle foto Località Prescudin A cavallo sulle Dolomiti friulane Campanile della Val Montanaia Il torrente Cellina Lago di Barcis Poffabro ≤ turismo e ambiente di Madonna della Stangada e alla borgata Valdestali, belvedere su valle e pianura. In Val Tramontina vi sono i laghi di Chievolis (o dei Tramonti, o di Redona), di Selva e di Ciùl da cui passare alla Valle del Chiarzò verso Campone (grotte) e Forcella dei Piani (m 673) dove inizia l'altopiano di Pradis, paradiso speleologico con le sue Grotte Verdi e giungere fino alla forra del torrente Cosa. La defilata Vito d’Asio conserva opere di riferimento per la storia dell'arte friulana del Cinquecento e apre la strada ad Anduins, un tempo famosa per le acque minerali, avamposto della Val d'Arzino, una valle impervia e affascinante. > I castelli Intorno all’anno Mille il Friuli si riempì di castelli, a volte sorti su strutture longobarde, romane o preromane. Dopo l’unificazione della zona con la Serenissima Repubblica di Venezia, la loro funzione venne meno e pochi sopravvissero al tempo. Fra questi ci sono le rovine del Castel d'Aviano a cui si accede per la “porta del lupo”. Poco distante le chiese rinascimentali di S. Maria e S. Giuliana in Castello e quella trecentesca di S. Giuliana in Cimitero. Da qui per la panoramica strada di Budoia-Santa Lucia-San Giovanni, si va a Polcenigo, dominata da una villa-castello del Settecento, attorno alla natura tutelata e itinerari suggeriti quale ci sono i ruderi di un antico maniero, per poi visitare il vicino castello di Caneva. Passando per San Giovanni, Ranzano, Vigonovo e Fontanafredda, si giunge alle torri e ai palazzi di Porcia e al suo castello costruito attorno a una torre, forse romana, con edifici di epoche successive. Vi sarebbe poi il castello del ‘200 di Pordenone, nel centro storico, oggi adibito a carcere e quindi non visitabile. Sempre in città c’è il castello di Torre, sede del Museo Archeologico di Pordenone. Andando verso est c’è il castello quattrocentesco di Zoppola, dove visitare la Parrocchiale con gli altari rinascimentali e barocchi. Da qui si prosegue verso un gioiellino: Valvasone, uno dei borghi più belli d’Italia perché ha conservato la compattezza del suo borgo medievale, dei suoi tesori d'arte e del suo castello, frutto di svariati rifacimenti nei secoli. Visinale-Cecchini-Pasiano mostra altre ville, come Villa Gozzi e Villa Querini, e il giro per Azzanello-Frattina-Pravisdomini-Panigai porta a ville venete come Villa Frattina, Villa Girardi e Morocutti a Pravisdomini e ville Panigai e Ovio a Panigai. > I giardini del fiume Livenza > Sport estivi nelle montagne pordenonesi Lungo il fiume Livenza la terra è molto fertile e i parchi sono un completamento naturale del suo corso. Si parte da quello vicino alla sua sorgente, il Parco di S. Floriano a Polcenigo, per passare al Parco Fluviale del Livenza, da Polcenigo e Caneva a Prata, al Parco di Villa Varda a Brugnera a quello di Villa Luppis a Rivarotta di Pasiano. Accompagnando il suo corso per FiaschettiRonche si vedono sorgenti confluire nel fiume prima di arrivare a Sacile, dal fascino veneziano di palazzi, porticati e ponti e delle acque che uniscono le due isole su cui sorge. Si può poi visitare Prata, la sua villa Morosini, sede del municipio, le chiese di S. Lucia, di S. Giovanni dei Cavalieri e la chiesa dei Ss. Simone e Giuda. La strada per La bellezza del territorio e le salite dalle Prealpi alle Alpi e alle Dolomiti sono perfette per mountain bike e ciclismo. Grazie alla morfologia delle Dolomiti Friulane la zona inoltre è ricca di forre e torrenti selvaggi, perfetti per fare canyoning in compagnia delle guide locali: sul torrente Cosa a Clauzetto e sul Ciolesan a Claut o, più impegnativo, sul Viellia a Tramonti di Sopra e in Val Zemola a Erto e Casso. Le stesse splendide montagne si prestano per le arrampicate, dalle palestre di roccia di Budoia, di Erto e Casso, di Andreis, di Clauzetto alle arrampicate più difficili sino al famoso Campanile di Val Montanaia o al bouldering – l'arrampicata libera su grossi macigni – con la palestra naturale per la pratica di Lesis a Claut conosciuta a livello internazionale o ancora al trekking con sentieri ben segnalati (rivolgersi alla sezione dell’Ecomuseo delle Dolomiti Friulane di Dardago) e alla pesca. 71 > I Magredi A nord di Pordenone, verso Vivaro, nel punto in cui le acque dei torrenti Cellina e Meduna, ai piedi delle Dolomiti Friulane, scompaiono sottoterra, si apre la zona dei Magredi: ampie praterie di terreni alluvionali, distese di ghiaia, di prati che d’estate diventano brulli e arsi dal sole, formatisi al termine dell’ultima glaciazione quando i ghiacciai alpini in scioglimento diedero grande forza erosiva ai torrenti. Da qui la definizione di “Magredo” ossia “terra magra”. In realtà l’a rea è stata riconosciuta come sito di importanza comunitaria (SIC) dall’Unione europea per la flora e la fauna distintiva, è un ottimo luogo per gli amanti del bird wachting (aquila reale, poiana, nibbio, gheppio, occhione, allodole, calandri, corriere piccolo, starna…), della mountain bike e per chi desidera galoppare a briglie sciolte. Nelle foto Castel d'Aviano Autunno nei Magredi Gorgazzo a Polcenigo Castello di Toppo In mountain bike nella montagna pordenonese Palestra di roccia a Erto ≤ turismo e ambiente Trekking anche a Piancavallo da dove prendere pure il volo con il deltaplano o con il parapendio per molte ore, correre a cavallo, arrampicarsi con tutta la famiglia da un albero all’altro nel parco acrobatico forestale Rampipark, vivere emozioni forti a bordo degli slittini dell’Alpine Coaster (sorta di montagne russe in mezzo alla natura) o praticare il golf poco più sotto ad Aviano. Ottime per deltaplano e parapendio sono anche le zone di Meduno e Clauzetto. Al lago di Barcis, infine, è possibile dedicarsi a vela, windsurf, kajak, sport subacqueo, hovercraft, motonautica, modellistica e canoa. > Sport invernali nelle montagne pordenonesi Lo scialpinismo trova una zona ideale intorno a Claut, dal Resetumè alla Val di Senons, al Monte Dosaip e in generale nella Valcellina. Sempre a Claut saranno soddisfatti anche gli amanti dello sci di fondo e del pattinaggio sul ghiaccio grazie al palazzetto, centro federale nazionale per il curling. Grande scelta poi a Piancavallo. D’inverno offre piste per la discesa, lo sci di fondo e lo snowboard ma anche uno snow park con zona freestyle (salti, rails, box), gimkana, boardercross e skicross con para- boliche, woops e salti, il parco Nevelandia dedicato ai bambini, l'emozionante Alpine Coaster (sorta di montagne russe in mezzo alla natura), il bob su rotaia e il palaghiaccio per i pattinatori. Le montagne pordenonesi si prestano anche alle escursioni con le "ciaspe", le racchette da neve, dai sentieri di fondovalle praticabili anche dai principianti alle casere più vicine sino ai tragitti in alta quota per i più esperti. > Vie d’acqua, turismo fluviale e sport d’aria Il fiume Livenza quale elemento naturalistico identitario segna il confine tra le regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto, attraversa le province di Pordenone, Treviso e Venezia con molteplicità di paesaggi. Nasce nel comune di Polcenigo e sfocia nel mar Adriatico, nelle vicinanze di Caorle; lungo il suo percorso, lambisce diciotto comuni. È un fiume di pianura, copioso d’acqua, pescoso, ricco di vegetazione e di anse naturalistiche. Per buoni tratti è navigabile, in barca o in canoa, ed è in parte costeggiato da percorsi pedonali e itinerari ciclabili. Oggi, assieme ai suoi affluenti (Noncello, Meduna, Monticano, i principali) è il protagonista del progetto “GiraLivenza”: ambiziosa iniziativa di valorizzazione delle eccellenze locali e di promozione turistica del territorio, di cui la Provincia di Pordenone è protagonista insieme alle Province di Treviso e Venezia. Tre gli itinerari in programma: “Greenways Noncello-Mare”, “Altolivenza e il Giardino della Serenissima” e “Terre Nobiliari: Brugnera, Prata e Porcia”. natura tutelata e itinerari suggeriti Il paesaggio fluviale viene così valorizzato – nella sua molteplicità di aspetti – quale elemento principale di sviluppo economico e di valorizzazione turistica intercomunale. Costituisce un primo concreto esempio di applicazione dei principi legislativi sanciti dalla Convenzione Europea del Paesaggio, sottoscritta dagli Stati Membri del Consiglio d’Europa, e dall’Italia nel 2007, a tutela di uno “…sviluppo equilibrato tra bisogni sociali, attività economiche ed ambiente…”. Per provare a praticare canoa e kayak ci si può immergere nel paesaggio percorso in tranquillità dal fiume Noncello oppure godersi le eleganti architetture veneziane di Sacile in canoa sul fiume Livenza. Se invece si desidera avere una visione dall’alto, Pordenone offre il Campo di Volo de La Comina dove è possibile noleggiare piccoli aerei. > Welcome to bike e albergo diffuso Grazie alla sua varietà paesaggistica la provincia di Pordenone ben si presta per vacanze in bicicletta. È stato realizzato un progetto “Welcome to Bike” che propone cinque itinerari ciclabili su 221 km e il pernottamento in alberghi appositamente attrezzati (i Bike Hotel). Le proposte sono assai diversificate perché spaziano dalle zone delle risorgive e dei parchi fluviali alle aree citate nelle opere di Ippolito Nievo, Pier Paolo Pasolini e Antonio de’ Sacchis, ai Magredi, alla zona dei castelli, alla pedemontana. Una volta arrivati qui le salite delle Dolomiti Friulane e i loro paesaggi ammiccano. Per le soste? L’albergo diffuso di Claut e Cimolais (Valcellina e Vajont) e quello di Clauzetto (Balcone sul Friuli) con i loro appartamenti tipici in case, cascine e vecchie stalle sparsi nelle montagne. Ovunque sul territorio pordenonese, le ciclosterie per gustare le specialità gastronomiche locali. 73 Nelle foto Motonautica sul lago di Barcis In bicicletta a Piancavallo Igloo e cascata di ghiaccio a Claut Canoe a Sacile sul fiume Livenza ≤ turismo e ambiente > ITINERARI DI PITTURA E CULTURA Pittura e cultura consentono di definire, in una zona che racchiude la parte più notevole del patrimonio artistico non solo della provincia di Pordenone ma dell'intero Friuli, un itinerario molto esigente in termini di tempo e attenzione, ma di straordinario fascino e interesse. Si tratta di una vera e propria strada maestra della pittura non solo friulana che sgrana, lungo l'antica arteria romana che accompagnava il corso del Tagliamento da Concordia (presso Portogruaro) ai guadi di San Vito, Valvasone, Spilimbergo, Pinzano, un rosario di opere d'arte, specialmente pittoriche, alcune grandissime, altre meno, o anche modeste, che però tutte insieme formano il più bello e vero "museo" della regione. La loro scoperta non è sempre facile: per certe chiesette minori bisogna andare in cerca di qualcuno disposto ad aprire la porta; e non è sempre agevole. Ma notevole è l'appagamento. Si tratta di ammirare opere di Giovan- ni Antonio de Sacchis detto il Pordenone (1483/4-1539) (massimo pittore del Rinascimento friulano e ben degno di figurare in quello italiano) e dei suoi predecessori: in primo luogo i "tolmezzini" Domenico Mioni e Gianfrancesco Del Zotto da Tolmezzo (massimo pittore, quest'ultimo, del Quttrocento friulano). Poi il "sanvitese" Andrea di Bortolotto detto il Bellunello, che assieme ai tolmezzini aprì il Friuli al Rinascimento pittorico veneto e italiano. Contemporanei del Pordenone, nel primo Cinquecento, sono il vicentino Marcello Fogolino, e Giampietro o Pietro da San Vito. Continuatori del Pordenone, il genero Pomponio Amalteo, anche lui sanvitese di adozione, il genero di costui Giuseppe Moretto di San Vito, il pordenonese Gasparo Narvesa e lo spilimberghese Marco Tiussi. L'itinerario consente di incontrare anche alcuni importanti nomi della scultura friulana del Quattrocento: l'intagliatore tolmezzino Giovanni Martini, lo scultore sanvitese Bartolomeo Dell'Occhio e soprattutto il ticinese Giovanni Antonio Pilacorte, fattosi spilimberghese. Gli affreschi di Sesto e di Spilimbergo, per restare tra le vette, sono invece documenti interessanti della pittura trecentesca nell'Italia settentrionale; così come c'è tanta pittura del Seicento e del Settecento a San Vito e a Cordovado. L'arte non manca, si impongono anche la natura (un'agricoltura confortante, specie nel settore ortofrutticolo e vitivinicolo), tanta storia legata al Tagliamento, buoni esemplari di "architettura spontanea", castelli e torri da Spilimbergo a Valvasone, a San Vito a Cordovado, per finire a Sesto dove la maestà della storia (quella rimasta e ancor più quella svanita) rende più tre- natura tutelata e itinerari suggeriti 75 mendo il senso del sacro. Conviene, pertanto, dividere l'itinerario in due tronconi, avendo come centro Casarsa della Delizia. Itinerario verso nord Casarsa della Delizia - Valvasone - Arzenutto - San Giorgio della Richinvelda - Provesano - Spilimbergo - Valeriano - Pinzano - Lestans - Sequals - Travesio. Percorso: 70 km circa Itinerario verso sud Casarsa della Delizia - Prodolone - San Vito al Tagliamento - Savorgnano – Morsano Cordovado - Sesto al Reghena. Percorso: 40 km circa eventi Sono numerosissime le manifestazioni, i concerti e le sagre paesane che si svolgono nel corso dell’anno grazie al contributo di enti, associazioni e pro loco che con le loro molteplici iniziative rendono il pordenonese un territorio in festa gradevole da vivere, ricco di svaghi e opportunità. In questo contesto la Provincia di Pordenone è impegnata a raggera e con più Servizi per dare il proprio supporto e favorire la crescita di diversi eventi, non solo enogastronomici ma anche culturali. Un esempio è Vibraction, che riunisce sotto un unico marchio alcune delle manifestazioni musicali più importanti della provincia di Pordenone: Fiera della musica di Azzano Decimo, Blues in Villa a Brugnera, Summerend sulle Dolomiti friulane, Sexto ’nplugged a Sesto al Reghena, Blues Festival a Pordenone. Nelle foto Castello di Spilimbergo Particolare della "Fuga in Egitto" del Pordenone a Valeriano Particolare dell'altare del Pilacorte a San Giorgio della Richinvelda Madonna del Pordenone a Pinzano Chiesetta dei Battuti a Valeriano Affreschi del Pordenone nella Parrocchiale di Travesio Azzano Decimo, Fiera della Musica ≥ SVILUPPO AGRICOLO Grazie anche alla ricchezza di corsi d’acqua, le terre del pordenonese sono sempre state produttive, solcate da campi di cereali, frutteti e vigneti e stalle per l’allevamento degli animali. Oggi il settore agricolo evolve, concentrandosi anche sulle coltivazioni biologiche e sulle proprie potenzialità turistiche. Al suo fianco, la Provincia di Pordenone con i suoi servizi. :03 ≥ agricoltura in movimento ≤ sviluppo agricolo > agricoltura biologica Il Settore Promozione e Sviluppo del Territorio della Provincia di Pordenone dedica un intero asse d'attività allo Sviluppo Agricolo. Vengono esercitate funzioni in materia di agriturismo, controllo delle attività degli organismi di certificazione, fattorie didattiche e sociali, biomasse agroforestali, pioppicoltura, sostegno all’organizzazione di mostre, mercati, convegni e iniziative riguardanti l’agricoltura e la zootecnia. La tipologia di incentivi finanziari che vengono concessi, dei portatori di interesse (stakeholder) e delle prevalenti aree di intervento per lo sviluppo agricolo del pordenonese sono riassunti nel seguente quadro di sintesi. Tipologia di incentivi Portatori di interesse (stakeholders) agricoltura in movimento Le produzioni biologiche sono certificate da dodici organismi di controllo autorizzati dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, di cui 4 operativi in provincia di Pordenone. A testimonianza degli avvenuti controlli che devono essere svolti sull’intera filiera produttiva, ogni prodotto biologico deve riportare in etichetta il codice numerico dell’organismo che ha operato le verifiche. Il Servizio Agricoltura della Provincia – come previsto dalla legge regionale (L.R. 32/1995) – concorre fino all'80% delle spese di certificazione di prodotto e di processo sostenute dai produttori biologici sulla base del tariffario ufficiale dell’organismo di controllo incaricato. Area di intervento Sviluppo economico Qualità della vita Agriturismo Imprese agricole x Apicoltura Associazione di produttori x Colture pregiate Associazioni/ imprese x Fattorie didattiche Scuole/imprese x Fattorie sociali Famiglie/ASS6/ imprese x Certificazione dei prodotti biologici Imprese/ consumatori Produzioni legnose Imprese/cittadini x Prati stabili Imprese/cittadini x Impianti termici a biomassa Imprese/cittadini Strade del vino e dei sapori Imprese/cittadini x x x ≤ I principali organismi di controllo operanti nel pordenonese sono: ICEA - Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale www.icea.info CCPB - Consorzio Controllo Prodotti Biologici www.ccpb.it IMC - Istituto Mediterraneo di Certificazione www.imcert.it BIOS www.certbios.it x x Suolo e Salute srl www.suoloesalute.it 79 ≤ sviluppo agricolo >Agrofarmaci e patentini I fitofarmaci di classe contribuiscono significativamente a ridurre i rischi legati all’utilizzo dei prodotti fitosanitari sulla salute umana e sull’ambiente e concorrono alla difesa integrata nella gestione delle colture agrarie. Per questo la Provincia di Pordenone investe sulla formazione e la competenza professionale degli imprenditori del settore e degli hobbisti e presta particolare attenzione nel rilasciare le autorizzazioni per l’acquisto dei prodotti fitosanitari “Molto Tossici”, “Tossici” o “Nocivi” e loro coadiuvanti. Per impiegare al meglio i prodotti fitosanitari occorre possedere un’adeguata capacità professionale e piena consapevolezza sulle conseguenze di tipo sanitario, ambientale ed economico connesse al loro utilizzo nei diversi contesti ambientali e degli agroecosistemi. Le legge perciò prevede che, oltre all’autorizzazione alla vendita prevista per gli esercenti, i prodotti fitosanitari e loro coadiuvanti, se classificati “Molto Tossici” o “Nocivi”, possano essere acquistati per l’impiego diretto, per sé o per conto terzi, soltanto da coloro che siano in possesso della prevista autorizzazione all’acquisto, il cosiddetto “patentino” (D.P.R. 23/04/01, n° 290). Il patentino è rilasciato solo alle persone che abbiano compiuto il 18° anno di età e che abbiano ottenuto una valutazione positiva da apposita commissione dopo aver partecipato a un corso di formazione professionale. L’autorizzazione è valida per 5 anni ed è rinnovabile con le stesse modalità del rilascio. Per chi è in possesso di specifico titolo di studio (ad esempio, laurea in Scienze agra- rie, diploma di Perito Agrario, diploma di Agrotecnico) il “patentino” è rilasciato d’ufficio su richiesta dell’interessato. >PRATI STABILI La pianura e la collina del Friuli occidentale sono state modellate da intense attività antropiche che con il disboscamento e il dissodamento hanno determinato la sostituzione del bosco planiziale con le terre coltivate. Il lavoro svolto nei secoli da generazioni di pastori e agricoltori, nonostante sia effettivamente consistito in vastissimi disboscamenti, ha tuttavia contribuito favorevolmente fino al recente passato alla costituzione e al mantenimento di un habitat ricco di piante e animali: i prati stabili. I prati stabili sono delle formazioni erbacee che non hanno subito il dissodamento (aratura o erpicatura), sono mantenuti esclusivamente attraverso lo sfalcio e l’eventuale concimazione e la propagazione delle specie è garantita da meccanismi naturali. I prati stabili, specialmente quelli poco concimati, ospitano numerosissime specie vegetali, tra cui diversi endemismi tipici della regione Friuli Venezia Giulia, specifiche di questi habitat a cui sono legate per la loro sopravvivenza. Appartengono a numerose famiglie, la più importante per valore naturalistico è quella delle orchidacee. Le specie vegetali che caratterizzano i prati stabili sono strettamente legate all’ecologia e alla storia di ogni specifico territorio e per questo, oltre a rappresentarne l’identità biologica, ne indicano il grado di naturalità e di conservazione. I prati erano la principale coltivazione di vaste aree del Friuli fino all’avvento dell’agricoltura indu- agricoltura in movimento 81 striale; a essi è legato il patrimonio culturale della civiltà contadina e rappresentano l’ambito naturale in cui sono avvenute innumerevoli vicende storiche del Friuli. La L.R. 29 aprile 2005, n. 9, ha previsto, fra l'altro, l'istituzione dell'inventario dei prati stabili naturali della pianura, al fine di garantire la conservazione dell'identità biologica del territorio e la biodiversità degli habitat e delle specie floristiche e faunistiche. Alle Province è stata delegata la funzione contributiva a favore delle imprese agricole e dei coltivatori diretti per incentivare la conservazione dei prati stabili che si concretizza nella regolarità delle attività di sfalcio e di pascolo operate dai proprietari o conduttori. >Biomasse agroforestali La Provincia di Pordenone, in conformità con gli impegni assunti anche dall’Italia con il Protocollo di Kyoto, promuove l’attivazione di misure concrete per contribuire alla riduzione del tasso di anidride carbonica nell’atmosfera. In particolare promuove e sostiene l’utilizzo a fini energetici di biomasse agro-forestali in sostituzione dei combustibili fossili, mediante la concessione di contributi alle imprese agricole per la realizzazione di impianti termici e l’acquisto di macchinari per la raccolta e/o cippatura di biomasse agro-forestali e per il sostegno alle piantagioni forestali a rapido accrescimento (in particolare pioppicoltura). >Pioppicoltura La Regione Friuli Venezia Giulia e in particolare la Bassa Pianura friulana è vocata per la coltivazione del pioppo grazie all'abbondanza di acqua di risorgiva e alle condizioni pedoclimatiche (giusta piovosità, umidità, terreni sciolti e argillosi). La superficie dedicata è di circa 7200 ettari di cui 3000 in provincia di Pordenone. Il pioppo friulano è un prodotto d’eccellenza, quotato sui mercati nazionali e internazionali per le caratteristiche morfologiche del tronco e la qualità della fibra legnosa che lo rende molto apprezzato dall’industria del compensato. Questo legno dal colore bianco e poco nodoso è particolarmente adatto a essere sfogliato. Nel territorio pordenonese la pioppicoltura tradizionale si sviluppa in ambienti diversi tra loro e ciò determina rese produttive molto dif- Nelle foto Prati stabili nella pedemontana pordenonese Pioppeto Barbatelle a Rauscedo ≤ sviluppo agricolo ferenti a seconda che si tratti di zone prossime ai corsi d’acqua, o terreni già coltivati a seminativo e terre marginali. Le aziende che vi si dedicano sono, in alcuni casi, aziende specializzate e di discreta dimensione, ma talvolta si tratta addirittura di imprenditori non agricoli e di piccole superfici dedicate. I diversi fattori ambientali e i vari modelli colturali influenzano in maniera notevole gli accrescimenti e le produzioni sia in termini qualitativi che quantitativi. >Agriturismo L’agriturismo è una straordinaria e mirabile combinazione fra agricoltura, gastronomia e turismo. Attività molto diffusa in provincia di Pordenone, permette di vivere le vacanze in modo diretto con la natura e di conoscere e approfondire la saggia e straordinaria cultura contadina. Il comparto conta un buon numero di addetti, offre sempre nuove occasioni di lavoro, favorisce la valorizzazione dei prodotti tipici e la tutela e la promozione delle tradizioni e delle iniziative culturali del mondo rurale. In sintesi: consente lo sviluppo e il riequilibrio dei territori agricoli. La Provincia interviene nel settore per: 1. agevolare nelle zone rurali la permanenza dei produttori agro-silvo-pastorali e acquacoltori, singoli e associati; 2. salvaguardare, tutelare e valorizzare il patrimonio naturale ed edilizio dell’architettura rurale spontanea; 3. far apprezzare i prodotti tipici locali, in particolare quelli biologici; 4. offrire nuove e diversificate opportunità di impiego del tempo libero in ambiente rurale; agricoltura in movimento 5. consentire alle aziende agro-silvo-pastorali e di acquacoltura di integrare nuove attività economiche a quelle principali; 6. sviluppare una forma di turismo, in particolare sociale e giovanile, che consenta una migliore conoscenza dell’ambiente, degli usi e delle tradizioni rurali; 7. favorire l’attenzione alle risorse ambientali del territorio rurale. La Provincia di Pordenone persegue queste finalità grazie alla funzione prevista dalla L.R. 24/2006, che concede contributi in conto capitale fino al 40% della spesa ritenuta ammissibile in sede istruttoria. riguardano l’identificazione degli standard minimi di qualità, le linee-guida per il disciplinare di costituzione del Comitato promotore, la realizzazione e gestione del progetto e i criteri e le modalità di concessione dei contributi al Comitato di gestione come formalmente riconosciuto dalla Provincia di Pordenone. I cartelli identificativi della Strada saranno installati lungo percorsi caratterizzati da valori naturali e culturali, vigneti e cantine di aziende agricole aperte al pubblico o, nel caso dei Sapori, su territori a vocazione agricola con eccellenti prodotti tipici dell’agroalimentare locale che possono fare da richiamo turistico. Promuovere l’enogastronomia locale nell’ambito di proposte turistiche forti di elementi evocativi emozionali esclusivi significa offrire una motivazione in più ai turisti per visitare il Friuli occidentale. >Strade del vino e dei sapori Le fattorie didattiche, nate nella logica di multifunzionalità come servizio utile a integrare le tradizionali fonti di reddito degli agricoltori, costituiscono un elemento essenziale del complesso sistema formativo in cui sinergicamente con la scuola e la famiglia contribuiscono alla scoperta e valorizzazione del territorio e alla crescita di cittadini consapevoli e responsabili nella costruzione di un futuro sostenibile. Sono, di fatto, un laboratorio d’insegnamento all’aperto in cui l’educatore è lo stesso agricoltore che trasmette con efficacia straordinaria le sue esperienze e i suoi saperi inseriti nel ritmo delle stagioni e del tempo reale in antitesi al frenetico vivere di una dimensione virtuale e on line sempre più invasiva che rende il vivere delle esperienze dirette e quotidiane a contatto con l’ambiente rurale e naturale un privilegio sempre più raro. In provincia di Pordenone ne risultano riconosciute dall’ERSA (Agenzia regionale per lo sviluppo rurale) ventitre. Nella logica dell’agricoltura sociale le fattorie didattiche assumono la qualifica di fattorie sociali quando estendono i loro servizi a favore di persone che presentano forme di fragilità o di svantaggio psico-fisico o sociale o a fasce di popolazione che presentano forme di disagio sociale, attraverso l’offerta di servizi educativi, culturali, di supporto alle famiglie e alle istituzioni didattiche. Le Strade del Vino e/o dei Sapori si qualificano come dei percorsi segnalati da appositi cartelli e pubblicizzati da specifico materiale informativo e faranno da veicolo promozionale al territorio nell’ambito di un sistema integrato tra offerta turistica/ ricreativa ed eccellenze dell’agroalimentare del territorio provinciale. Con questa opportunità le zone a vocazione vitivinicola sono immediatamente individuabili e concorreranno alla promozione più vasta del territorio grazie alla sinergia che si viene a generare tra cantine, agriturismi, trattorie, ristoranti ed enoteche e proposte ricreative e culturali. Alle Strade del Vino possono aggiungersi anche quelle dei Sapori, che prevedono la promozione di prodotti agroalimentari tradizionali, tipici e di qualità caratteristici del territorio. Nel regolamento approvato dal Consiglio Provinciale sono esplicitate le norme che >Fattorie didattiche e sociali www.ersa.fvg.it/divulgativa/le-fattorie-didattiche www.provincia.pordenone.it 83 Nelle foto Fattoria didattica Agriturismo nella pedemontana pordenonese Vigneto Sala degustazione cantina Bulfon ≥ Spazio RURALE Il microcosmo intorno a ogni spazio agricolo, fatto di artigiani, aziende di trasformazione dei prodotti agricoli, di commercio, servizi e relazioni caratteristiche fra le persone, è qualcosa di più di un luogo votato all’agricoltura. È una forma di società con tratti distintivi specifici, economici, culturali e sociali. :04 ≥ evoluzione dello spazio rurale Il Settore Promozione e Sviluppo del Territorio della Provincia di Pordenone svolge una serie d’attività rientranti anche nell’asse dedicato allo Spazio Rurale con l’obiettivo di promuovere un’evoluzione integrata del territorio rurale in una prospettiva di sostenibilità ambientale di lungo corso. Gli strumenti e le attività di riferimento sono: • l’Osservatorio per lo Sviluppo dello Spazio Rurale; • le attività di promozione dei prodotti tipici e di eccellenza. Ventitre anni fa, con la Comunicazione della Commissione Europea “Il futuro del mondo rurale” (1988), nasceva un concetto di ruralità da intendersi come qualcosa di più ampio della semplice agricoltura: la nozione di “spazio rurale” va ben oltre la nozione di spazio agricolo perché è comprensiva di un insieme di attività diverse che vanno dall’agricoltura all’artigianato, al commercio ai servizi. Successivamente la Carta Rurale Europea (Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa, Strasburgo, 1996) all’articolo 2 ha definito lo spazio rurale come “il territorio costituito dallo spazio agricolo e dallo spazio non agricolo destinato a usi diversi dall’agricoltura” e, nel successivo articolo 3, ha individuato le caratteristiche dello spazio rurale: preponderanza dell’attività agricola; bassa densità della popolazione; paesaggio naturale trasformato dal lavoro umano; cultura locale basata su saperi derivanti dalla tradizione. La Carta Rurale Europea ha chiarito, inoltre, le funzioni dello spazio rurale. • Funzione economica: deve garantire prodotti e servizi alla popolazione; lo spazio rurale diventa anche la sede di imprese agro-industriali, artigianali, commerciali e di servizi. • Funzione ecologica: tutela del patrimonio naturale. • Funzione sociale: luogo di relazioni tra abitanti attraverso lo sviluppo di realtà associative con finalità economiche, sociali e culturali. Si profila perciò un’idea di ruralità postindustriale, dove ci sono parecchie attività non agricole che interagiscono e coesistono con quelle agricole, il progresso tecnologico è un’esigenza sempre più sentita così come le necessità di sicurezza, tutela ambientale e qualità alimentare. L’agricoltura acquisisce un nuovo ruolo: non è più un settore a se stante ma inserito nella società di cui fa parte e il suo sviluppo coincide con quello dell'intero territorio. ≤ SVILUPPO RURALE EVOLUZIONE DELLO SPAZIO rurale > Osservatorio provinciale per lo sviluppo dello spazio rurale L’Osservatorio nasce per essere in costante contatto con lo spazio rurale pordenonese così da: • raccogliere e comprendere le esigenze di chi è interessato a operare nelle spazio rurale pordenonese; • valutare in anticipo le dinamiche di sviluppo dei settori produttivi e delle filiere agro-forestali; • acquisire e mantenere sempre aggiornata una conoscenza critica di potenzialità e limiti dei processi d’innovazione; • promuovere sinergie costruttive fra mondo agricolo, soggetti economici locali e istituzioni. Gli utenti sono tutti i soggetti pubblici e privati che operano sul territorio interessato per i quali l’Osservatorio opera tramite banche dati, biblioteca specializzata, produzione di report, elaborazione di dati storicizzati e proiettivi acquisiti dalle banche dati ufficiali e/o da indagini campionarie. > ATTIVITÀ DI PROMOZIONE DEI PRODOTTI DI ECCELLENZA E DELLE COLTURE DI PREGIO La promozione, lo sviluppo e la crescita del turismo eno-gastronomico, congiunto al recupero e alla valorizzazione delle tradizioni e della cultura locale, trova linfa vitale nella conoscenza e nell’opportunità per il cittadino-consumatore – sempre più informato e gastronauta – di prendere direttamente contatto con le aziende agricole, le cantine e gli agriturismi del territorio. Questi, attraverso i prodotti e la loro stagionalità, diffondono efficacemente un bagaglio straordinario e unico di conoscenze sulla buona cucina, sul mangiar sano e sull’originalità e l’identità dei prodotti locali. Il territorio offre uno straordinario ventaglio di profumi e di sapori riconducibili alle coltivazioni tradizionali e tipiche di queste terre, che la Provincia di Pordenone è impegnata a custodire e valorizzare perché all'eccellenza dei prodotti è strettamente correlata anche la qualità della vita. Le filiere produttive di qualità e la salvaguardia dell’artigianalità dei metodi di lavorazione sono un segno tangibile di un rinnovato rapporto fra l’uomo e la natura. I prodotti locali, semplici e genuini, creano una cucina che risente 87 ≤ SVILUPPO RURALE della doppia influenza veneta e friulana e presenta una varietà di piatti tipici caratterizzati proprio da quest’unione culinaria, spesso esaltata nel suo sapore antico dai ristoranti e dalle trattorie della zona. Gli interventi operativi si concretizzano nel sostegno incentivante a Enti, Associazioni e Consorzi per l’organizzazione di mostre, eventi, mercati, fiere, momenti degustativi attinenti le colture agrarie, l’agricoltura e la zootecnìa. Interventi particolarmente efficaci e apprezzati perché generano e supportano un’economia locale particolarmente importante proprio per il forte legame con la storia e la cultura identitaria dei luoghi. > PRODOTTI DELLA TERRA e del territorio Da un territorio che ha trovato a lungo sostentamento nell’agricoltura, non ci si può che aspettare una ricchezza di prodotti, i principali dei quali sono brevemente descritti di seguito. Dalla pianura alla montagna la tradizione locale è ricca di minestre, risotti e frittate insaporiti con gli ortaggi, e soprattutto con i funghi dei boschi e con innumerevoli erbe di campo: tarassaco, ortiche, silene, luppolo selvatico, barba di becco, salvia, asparagi, “radic di mont”, germogli di pungitopo… Il piatto vegetale della povertà montana era il “pistum” fatto con foglie di rapa condita con il lardo, mentre in tutta la provincia e nell’intera regione si cucinava, facendo inacidire le rape bianche nella vinaccia, la brovada da accompagnare al “muset”, il cotechino. I giorni di festa, invece, hanno tramandato ottime ricette per cucinare la selvaggina, le trote delle risorgive e gli animali da stalla, ancor oggi allevati in zona, come maiali, capretti, agnelli, conigli e vacche, in particolare la Pezzata Rossa Italiana. Castagna marrone di Vito d'Asio Castagna dall'elevata pezzatura e dalla buona produttività. La coltivazione è ancora immutata rispetto al passato: piante sparse, allevate in forma libera al bordo di boschi e prati. Le buone caratteristiche organolettiche ne rendono possibile il consumo fresco e la trasformazione. Territorio interessato alla produzione: fascia prealpina della provincia di Pordenone, a un’altitudine variabile tra 350 e 400 metri sul livello del mare. La produzione è concentrata, in particolare, nei comuni di Vito d’Asio, Forgaria, Clauzetto e Castelnovo del Friuli. Cipolla rosa della Val Cosa Cipolla dalla colorazione rosa accentuato, è particolarmente apprezzata per il sapore dolce e scarsamente piccante. Territorio interessato alla produzione: intero territorio della Val Cosa. Mela Zeuka Varietà di melo autoctona con frutti dalla pezzatura media e forma asimmetrica. Presenta una discreta produttività. Territorio interessato alla produzione: comprensorio di Castelnovo del Friuli tra la Val Cosa e la Val d’Arzino. EVOLUZIONE DELLO SPAZIO rurale Fico/Figo moro Noto anche come Figo moro da Caneva o Longhet, produce a giugno i “fioroni” e dalla seconda metà di agosto i piccoli fichi di eccellenti qualità sensoriali. L’area del Figo moro è caratterizzata da terreni declivi ricchi di sali minerali. Territorio interessato alla produzione: zona pedemontana in particolare il Comune di Caneva. Patate bianche Tuberi di dimensioni medio-grandi, con buccia liscia e delicata. Al taglio la pasta si presenta di colore bianco candido e di consistenza farinosa. Ricercate per la preparazione di gnocchi e puré. Territorio interessato alla produzione: pedemontana e alta pianura pordenonese. L'oca Nella bassa friulana, dal 1700 in particolare, si è sviluppato l’allevamento dell’oca quale valida alternativa al maiale. Il territorio ricco di acque di risorgiva che alimentano rogge e fossi è tuttora garanzia di un ambiente ideale per l’allevamento estensivo del pregiato palmipede. Territorio interessato alla produzione: comune di Morsano al Tagliamento con l’annuale “Sagra da lís aucís”, e altre località della pianura pordenonese. Asparago verde L'asparago verde che cresceva spontaneamente nei greti dei torrenti Cellina e Meduna ora viene coltivato e conservato nel tempo per prolungarne l'utilizzo data la stagionalità dell'alimento. Esempi di prodotti a base di asparago verde sono l'asparago in agrodolce e la vellutata. Territorio interessato alla produzione: pedemontana pordenonese tra Val Cosa e Valcellina. Brusaula o pindulis Sono strisce sottili di carne secca di polpa scelta di manzo, maiale o camoscio, affumicata dopo macerazione sotto sale, pepe ed erbe aromatiche. Vengono consumate al naturale, come antipasto o fuoripasto in accompagnamento a un aperitivo. 89 ≤ SVILUPPO RURALE Territorio interessato alla produzione: valli del pordenonese, più precisamente Val Tramontina, Valcellina, Val Colvera; in particolare il territorio dei comuni di Claut, Cimolais, Andreis, Barcis, Montereale Valcellina, Frisanco. Peta, Pitina e Petuccia Sono preparate con carne macinata di selvaggina o carni ovine e caprine e impastate con sale, pepe, selvatico o altre erbe, pressate e quindi fatte affumicare. Territorio interessato alla produzione: valli del Pordenonese, più precisamente Val Tramontina, Valcellina, Val Colvera; in particolare il territorio dei comuni di Claut, Cimolais, Andreis, Barcis, Valcellina, Frisanco, Tramonti di Sopra e di Sotto, Meduno. Brovada Si usa macerare e far fermentare per almeno un mese rape bianche a colletto viola a contatto con la vinaccia acidificata in tini di legno: vengono commercializzate intere o tagliate a fettuccine con il "grat". Si consumano, crude o cotte, sia come contorno di carni bollite (brovada e muset) sia come ingrediente di minestre. EVOLUZIONE DELLO SPAZIO rurale Territorio interessato alla produzione: pedemontana e pianura pordenonese in stretto collegamento con la vocazione vitivinicola del territorio. in via di estinzione: Piculit neri, Scjaglin, Cianorie, Ucelùt, Forgiarin, Cividin. Territorio interessato alla produzione: Castelnovo del Friuli e Pinzano al Tagliamento. Asìn Formaggio salato ottenuto esclusivamente da latte bovino crudo o termizzato dal particolare gusto sapido, leggermente piccante, pronunciato per l’Asìno classico, più delicato per l’Asìno morbido. Territorio interessato alla produzione: comuni di Clauzetto, Vito d’Asio e Spilimbergo. Olio Nel periodo di massimo splendore della Serenissima Repubblica Veneta i dogi si approvvigionavano regolarmente dell'olio delle colline di Caneva. È di colore verde dorato, estratto a freddo da olive raccolte e spremute giornalmente. Le varietà coltivate sono Bianchera, Gorgazzo, Casaliva, Grignano, Frantoio, Lecino, Maurino, Pendolino, Picholine, Coratina e Moraiolo. Territorio interessato alla produzione: Caneva, Terrazze Sarone Sud e Sarone Est. Formai dal Cìt Prende il nome dal recipiente in pietra “cìt” in cui un tempo veniva conservato. Si presenta come un formaggio spalmabile, dall’odore forte e dal sapore un po' piccante ottenuto dalla macinatura di formaggi (Latteria o Montasio) con stagionatura variabile da 2 a 12 mesi. Territorio interessato alla produzione: Val Tramontina (Comune di Tramonti di Sopra). Balote Piatto a base di formaggio e polenta. Il nome deriva dal fatto che il formaggio viene fuso in una porzione di polenta dalla forma a palla. Territorio interessato alla produzione: piatto tipico della zona di Clauzetto. Vitigni autoctoni Il termine autoctono riservato a un'uva significa che quel vitigno è nato e si è sviluppato in un preciso luogo geografico adattandosi al territorio che lo ha ospitato fin quasi a fondersi con esso. Anche la provincia di Pordenone può vantare un patrimonio di uve autoctone di consolidata tradizione, alcune molto conosciute, altre Biscotto Pordenone Il biscotto viene preparato con farina di grano duro, farina di mais, mandorle grezze che gli conferiscono il caratteristico sapore. Oggi a questi ingredienti base s’aggiunge grappa, per aumentare la friabilità e la fragranza del “Biscotto Pordenone” e il sale grosso che richiama l’antica via del sale Stiriana, che terminava proprio a Portus Naonis, antico nome della città. Territorio interessato alla produzione: Pordenone. Colaz I Colaz sono dolci della tradizione, venivano preparati in occasione di battesimi e cresime in tutto il Friuli. Sono ciambelle con molte varianti a base di farina di frumento, burro e zucchero. Territorio interessato alla produzione: provincia di Pordenone. Miele Ricca la produzione di miele anche in provincia di Pordenone: millefiori, mieli tipici unifloreali. Territorio interessato alla produzione: provincia di Pordenone. 91 ≤ provincia di pordenone RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI Indice CHIAPPELLA FEOLI L., POLDINI L., Prati e pascoli del Friuli (NE Italia) su substrati basici. In Studia Geobotanica 13: 3-140 (1993). Il territorio e i numeri di una provincia dinamica................................p.4 GIMONA A., Alberi e siepi della Bassa pianura friulana, Fiume Veneto, 1992. MARTINI F., L'endemismo vegetale nel Friuli Venezia Giulia, in "Biogeographia", Bologna, 1987. MARTINI F., Aspetti floristici ed ecologici dei pascoli e delle praterie su sostrati carbonatici del Friuli – Venezia Giulia. Sunto delle conferenze tenute nel dicembre 1996 e gennaio 1997 dal Prof. Fabrizio Martini. A cura dell'Associazione provinciale Dottori in Scienze Agrarie e Forestali di Udine. Udine, 1997. PIZZUTTI R., I prati stabili, in Notiziario ERSA n. 3/2002 e n. 4/2002. Beno Fignon, Haiku Furlans, Società Filologica Friulana, Udine 2001. Tratto dal sito web www. cloudeating.com. POLDINI L., Appunti fitogeografici sui magredi e sulle risorgive in Friuli con particolare riguardo alla Destra Tagliamento. In Atti 1° convegno di studi sul territorio della Provincia di Pordenone. A cura dell'Associazione Italiana insegnanti di Geografia. Pordenone, 1977. POLDINI L., ORIOLO G., La vegetazione dei prati da sfalcio e dei pascoli intensivi (Arrhenatheretalia e Poo-Trisetetalia) in Friuli (NE Italia). In Studia Geobotanica. Vol. 14 Suppl. 1:3-48 (1994). POLDINI L., Nuovo atlante corologico delle piante vascolari nel Friuli Venezia Giulia. Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Azienda parchi e foreste regionali, Univ. Studi Trieste - Dipart. Biol. – Udine, 2002. 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La provincia di Pordenone.................................................................................»6 Popolazione........................................................................................................»8 Occupazione.......................................................................................................»8 Imprese e industria........................................................................................»8 Distretti industriali.........................................................................................»8 Agricoltura...........................................................................................................»9 Commercio e ristorazione..........................................................................»9 Edilizia e servizi................................................................................................»10 Imprenditoria femminile.............................................................................»10 Commercio estero e valore aggiunto..................................................»10 Turismo.................................................................................................................»11 Settore Promozione e Sviluppo del Territorio.......................................»12 Servizio Turismo e Politiche europee ................................................»14 Servizio Agricoltura........................................................................................»14 :01 Politiche europee L'Europa da protagonisti....................................................................................»18 L’Europa a Pordenone: servizi offerti.................................................»19 Esempi di Europrogettazione...................................................................»22 L'Europa siamo noi, l'Europa per noi: opportunità............................»24 Istruzione e formazione: opportunità per i giovani e non solo.....................................................»24 Opportunità per gli enti pubblici.............................................................»32 Opportunità per la realtà imprenditoriale........................................»36 Centro Europe Direct............................................................................................»40 EuroPN: la tua prima porta per l’Europa.........................................»40 EuroPN e il Web...............................................................................................»40 EuroPN per tutti i cittadini.........................................................................»40 EuroPN per i giovani.....................................................................................»41 EuroPN per le imprese................................................................................»42 EuroPN per gli enti pubblici......................................................................»42 EuroPN e la rete locale di subantenne..............................................»43 93 ≤ provincia di pordenone :02 Turismo e ambiente Natura tutelata e itinerari suggeriti............................................................p.46 Aree di pregio naturalistico..............................................................................»47 I parchi naturali................................................................................................»49 Riserve naturali, regionali e nazionali................................................»51 Biotopi ...................................................................................................................»52 Aree di reperimento.......................................................................................»53 Parchi comunali e intercomunali..........................................................»54 Rete Natura 2000............................................................................................»54 A.R.I.A....................................................................................................................»55 Aree di pregio ambientale.................................................................................»56 Lago Premarine...............................................................................................»56 Prati Burovich....................................................................................................»56 Paleo-alveo del fiume Reghena.............................................................»57 “Il centro abbaziale di Sesto al Reghena e i paesaggi della memoria” ...................................................................»57 Lago Casette Venchieredo.........................................................................»58 Prati della Madonna .....................................................................................»58 Mortol ....................................................................................................................»58 Bosco degli ebrei o della “Man del Ferro” ......................................»58 Le marcite nel Parco di san Floriano a Polcenigo......................»59 Il Palù del Livenza...........................................................................................»59 Verde pubblico..........................................................................................................»61 Giardini storici di proprietà della Provincia di Pordenone Villa Carinzia (già Amman).........................................................................»61 Palazzo Altan ....................................................................................................»62 Musei etnografici....................................................................................................»62 Il museo provinciale della vita contadina "Diogene Penzi"......»62 Il museo casa clautana................................................................................»64 Il museo civico della civiltà contadina di Andreis........................»64 Villa Carnera a Sequals...............................................................................»64 Casa Pasolini a Casarsa della Delizia.................................................»65 Educazione ambientale e naturalistica.....................................................»65 Itinerari di visita.......................................................................................................p.66 Pordenone...........................................................................................................»66 La pianura............................................................................................................»66 Tra il Cansiglio e Piancavallo...................................................................»67 La risalita del Tagliamento........................................................................»67 Le valli settentrionali ...................................................................................»68 Il Parco delle Dolomiti Friulane.............................................................»68 Andar per boschi: Cansiglio e Piancavallo.......................................»69 Valli e laghi montani......................................................................................»69 I castelli.................................................................................................................»70 I giardini del fiume Livenza.......................................................................»70 I Magredi...............................................................................................................»71 Sport estivi nelle montagne pordenonesi.........................................»71 Sport invernali nelle montagne pordenonesi.................................»72 Vie d’acqua, turismo fluviale e sport d’aria.....................................»72 Welcome to bike e albergo diffuso.......................................................»73 Itinerari di pittura e cultura.......................................................................»74 Eventi..............................................................................................................................»75 :03 Sviluppo agricolo Agricoltura in movimento..................................................................................»78 Agricoltura biologica.....................................................................................»79 Agrofarmaci e patentini...............................................................................»80 Prati stabili..........................................................................................................»80 Biomasse agroforestali...............................................................................»81 Pioppicoltura ....................................................................................................»81 Agriturismo.........................................................................................................»82 Strade del vino e dei sapori.......................................................................»82 Fattorie didattiche e sociali.......................................................................»83 :04 Spazio rurale Evoluzione dello Spazio Rurale......................................................................»86 Osservatorio prov. per lo sviluppo dello spazio rurale...............»87 Attività di promozione dei prodotti di eccellenza e delle colture di pregio..............................................................................»87 Prodotti della terra e del territorio.......................................................» 88 95 ≥ provincia di Pordenone Servizi e risorse per il cittadino 2011 politiche europee turismo PROVINCIA DI PORDENONE Agricoltura Servizi e risorse per il cittadino provincia di pordenone