Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in Abb onamento Postale – D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 2 e 3 - Aut. DCB Roma
DEL MONDO
Periodico di collegamento
del Tempio Universale
della Devozione
al Sacro Cuore
Estate
ragazzi
2015
Anno Diciannovesimo
luglio/agosto 2015
CU RE
4
CU RE
DEL MONDO
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Gian Luigi Pussino
Promosso dalla
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salvo previa intesa con il Direttore.
Periodico di collegamento
del Tempio Universale della
Devozione al Sacro Cuore
NUMERO 4 - ANNO DICIANNOVESIMO - LUGLIO/AGOSTO 2015
in questo numero
pagina
1 Lettera del Rettore
Vita del santuario
4
Festa del Sacro Cuore
5 Servizio Banca dei Talenti
I giovani nel cuore
6
Estate ragazzi 2015
Cuore in preghiera
6 Primo venerdì nel mese di Luglio
10 In alto i cuori
12 Primo venerdì nel mese di Agosto
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Vita di San Giovanni Bosco
14 1884: Don Bosco
e l'esposizione nazionale di Torino
La famiglia nel cuore
19 "E...state in famiglia"
per annunciare la bellezza di essere famiglia
Finito di stampare nel mese di Luglio 2015
Associata alla
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Stampa Periodica
Italiana
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CUORE
del Mondo
C
redo che tutti siamo rimasti felicemente meravigliati quando abbiamo sentito
l’annuncio, da parte di Papa Francesco, di un nuovo Anno Santo, del Giubileo
straordinario della Misericordia!
Papa Francesco, da quando è stato eletto,
non ha certamente perso occasione per sottolineare la Misericordia di Dio e sta conducendo tutta la Chiesa a contemplare Dio in
questa dimensione “divina”, ineffabile che
definisce la pienezza della sua identità.
In questo si manifesta la sua onnipotenza!
Tenendo come filo conduttore la bolla d’indizione del Papa “Misericordiae vultus” lasciamoci immergere nella contemplazione
di questo mistero affascinante ed immensamente consolante, che ci apre all’Anno
Santo, il quale inizierà
con la Solennità
dell’Immacolata
l’8 Dicembre 2015:
festa che sottolinea
l’Amore di Dio
che non ci lascia
in balia del peccato
e risponde al nostro tradimento e alla nostra
infedeltà col perdono.
Sottolineare la Misericordia di Dio, significa lasciarsi condurre dallo Spirito Santo nel
cuore del mistero della Trinità.
Dio ci ha creati per amore, ci custodisce
nell’amore e chiede che portiamo abbondanti frutti d’amore. Non si accontenta soltanto di “dirci” cosa dobbiamo fare, ma ci dà
la forza per farlo: ci inonda del Suo Santo
Spirito!
La sua Giustizia coincide con la Sua Misericordia!
Egli “non gode della morte del peccatore” e
non si da per vinto fino a quando non ha dissolto il peccato e vinto il rifiuto dell’umanità
con la compassione e la misericordia!
Le parole di Gesù in croce rivelano il cuore di
Dio: “Padre, perdona loro, perché non sanno
quello che fanno”. (Lc 23,34).
Gesù conosce e rivela il cuore di “Dio ricco
di misericordia”!
“Egli per il grande amore con il quale ci ha
amato, da morti che eravamo per le colpe,
LETTERA DEL RETTORE
Gesù Cristo
è il volto
della misericordia del Padre
4-2015
1
CUORE
del Mondo
LETTERA DEL RETTORE
4-2015
2
ci ha fatto
rivivere con
Cristo”. Per
grazia siamo salvati!
(cfr. Ef 2,4).
Dio non lascia nascosto
il suo disegno
d’amore, lo
vuole rivelare.
Gradualmente
accompagna ed
educa il popolo
d’Israele perché permetta a tutta l’umanità di
comprendere ed accogliere il Suo amore di
Padre.
Rivela il suo nome: YHWH, che esprime già una
presenza attiva, liberante, salvifica: “IO SONO”.
Ma sarà proprio attraverso il Figlio Gesù, che
vorrà rivelarsi totalmente, mostrando il Suo volto.
In Lui si rivela non solo “Io sono”, bensì “Io sono
con voi tutti i giorni” (Mt 28, 20).
“Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto
che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo
è morto per noi”. (Rom 5,8)
“Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio
unigenito, perché chiunque crede in lui non
vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio,
infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per
condannare il mondo, ma perché il mondo sia
salvato per mezzo di lui”. (Gv 3,16)
Gesù ci rivela la misericordia del Padre.
È Lui il volto della Misericordia del Padre.
Quella misericordia che la S. Scrittura esprime
con tre vocaboli diversi, che ci aiutano ad addentrarci nella comprensione del “cuore” di Dio:
• hesedè lo sguardo di predilezione che il
re rivolge alla donna preferita nel
suo harem, è uno sguardo carico
di passione e di amore “speciale/
preferenziale”;
• emet(da aman/amen che indica solidità,
fermezza) esprime la solidità di una
scelta, la fedeltà di Dio anche di-
nanzi alla nostra risposta negativa,
infedele;
• rahamim
(rehem è il grembo materno)
suggerisce l’amore “materno”
di Dio, una misericordia che, legata all’amore per il figlio, esprime tenerezza, comprensione.
Il Papa afferma (sempre nel documento “Misericordiae vultus”) che ha voluto indire un
Giubileo straordinario, per tenere fisso lo
sguardo sulla Misericordia di Dio. È la condizione essenziale per comprendere il senso
della nostra esistenza, per renderci conto che
noi per primi siamo stati oggetto di misericordia, che siamo chiamati a vivere ricordandoci sempre che siamo “perdonati”. È questa
“memoria” che ci consente di diventare noi
stessi segni efficaci (cioè sacramento!) dell’agire del Padre.
Diventiamo con Gesù e come Gesù “volto” della misericordia del Padre.
Questo rende più forte ed efficace la testimonianza dei credenti.
Questo, cioè la Misericordia!
E proprio la misericordia diventa il segno visibile della comunione di tutta la Chiesa.
Che compito meraviglioso!
A quale vocazione siamo chiamati!
Quale incredibile e stupenda missione ci affida Dio!
La Chiesa, cioè la comunità dei credenti, rivela il volto di Dio come “madre amorevolissima” di tutti. E Papa Francesco insiste al
numero 5: “Come desidero che gli anni a
venire, siano intrisi di misericordia, per
andare incontro ad ogni persona, portando la bontà e la tenerezza di Dio!”.
Questa santa contemplazione ci inonda di
Gioia, perché ci accompagna ad assaporare
l’amore, quotidianamente, per poterlo condividere e donare, ben sapendo che l’Amore
non è qualcosa, ma Qualcuno: “Dio è AMORE!” (1Gv 4, 8.16).
Un Dio che prima sposa e poi fidanza...
Un Dio che prima garantisce l’Alleanza, la
Ecco perché il nostro atteggiamento deve
per forza manifestare misericordia.
Gesù afferma che la misericordia non è solo
l’agire del Padre, ma diviene il criterio per capire chi sono i suoi veri figli.
“Beati i misericordiosi perché troveranno
misericordia”. (Mt 5,7).
È la beatitudine a cui ispirarsi in questo Anno
Santo!
Siamo chiamati a vivere misericordia, perché
a noi per primi è stata usata misericordia.
Già S. Giovanni Paolo II, papa, lo aveva sottolineato nell’enciclica “Dives in misericordia”
ai nn. 13 e 14:
“La Chiesa vive una vita autentica quando
professa e proclama la MISERICORDIA il più stupendo attributo del Creatore e del
Redentore - e quando accosta gli uomini alle
fonti della misericordia del Salvatore di cui
essa è depositaria e dispensatrice”. (...)
“È evidente che la Chiesa professa la mi-
sericordia di Dio rivelata in Cristo crocifisso
e risorto, non soltanto con la parola del suo
insegnamento, ma soprattutto con la più
profonda pulsazione della vita di tutto il
Popolo di Dio”.
(...…) “L’amore misericordioso indica anche
quella cordiale tenerezza e sensibilità di cui
tanto eloquentemente ci parla la parabola del
figliol prodigo o anche quella della pecorella
e della dramma smarrita”.
Pertanto l’amore misericordioso è sommamente indispensabile tra coloro che sono più
vicini: tra coniugi, tra i genitori e i figli, tra gli
amici, esso è indispensabile nell’educazione e nella pastorale”.
Questo Anno Santo allora ci troverà ancora
più pronti a vivere le opere di misericordia
corporale e spirituale:
•
Dare da mangiare agli affamati; dare da
bere agli assetati; vestire gli ignudi; accogliere i forestieri; assistere gli ammalati; visitare i carcerati; seppellire i morti.
• Consigliare i dubbiosi; insegnare agli ignoranti; ammonire i peccatori; consolare gli
afflitti; perdonare le offese; sopportare pazientemente le persone moleste; pregare
Dio per i vivi e per i morti.
Saremo finalmente Chiesa che non solo “celebra” l’Eucaristia, ma “diventa” Eucaristia:
siamo chiamati, come credenti, come discepoli di Gesù, a diventare corpo dato, sangue
versato, pane che si lascia spezzare/mangiare per amore, perché altri abbiano vita.
Diventare servi per amore, come Gesù:
volto della misericordia del Padre!
Capaci di gioire della salvezza dei fratelli che
hanno “divorato le sostanze del Padre con le
prostitute...” (Lc 15, 30) ricordando che noi
per primi siamo stati am
Vaticano, 11 aprile 2015.
Il momento della consegna
e della lettura della Bolla
d’indizione del Giubileo
della misericordia
Il Rettore e parroco
LETTERA DEL RETTORE
definitività, il “per sempre” nella fedeltà e ad
esso fa seguire la tenerezza, la passione, il
corteggiamento, la novità, la giovinezza, la
seduzione (cfr. Elena Bosetti e Nello Dell’Agli
- Cittadella Editrice).
Possiamo davvero vivere in questa certezza:
Dio conosce l’Amore, conosce l’arte di amare e di renderci capaci di amare. Sa custodire
la nostra vita!
Per questo ci ripete instancabilmente: “Non
temete... Non abbiate paura...”.
3
CUORE
del Mondo
VITA DEL SANTUARIO
4-2015
FESTA del SACRO CUORE
Alcuni momenti della Festa del Sacro
Cuore: Processione allietata
dalla Banda Musicale di Torrimpietra
seguita da agape fraterna in cortile.
Servizio
Banca dei Talenti
di Rita Dal Canto
La Banca dei Talenti è un’attività di volontariato
a favore dei senza fissa dimora della stazione
Termini, inquadrata nel Progetto Missionario della parrocchia del Sacro Cuore di Gesù al Castro
Pretorio, a Roma, nei pressi della stazione stessa.
Il servizio si svolge ogni venerdì, dalle ore 18.30,
quando noi volontari ci ritroviamo presso i locali
del centro giovanile per preparare dei panini e del
tè, caldo o freddo a seconda della stagione.
Il pane proviene dalla carità di alcuni forni di fiducia, che spesso con generosità donano anche
pizza e piatti pronti; per le altre spese, come gli
ingredienti per i panini, noi volontari ci autofinanziamo, a seconda delle possibilità di ciascuno, e
riceviamo delle offerte dai parrocchiani.
La vera festa inizia alle 21, quando, borsoni carichi di panini e bottiglie di tè alla mano, ci ritroviamo in Piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione, dove condividiamo insieme ai senzatetto
un momento di preghiera, prima di iniziare la distribuzione vera e propria, in cui alcuni volontari
rimangono in piazza ed altri proseguono verso le
vie adiacenti. Chi non ha casa talvolta partecipa
con noi alla distribuzione. Con gli “amici della stazione” ci scambiamo esperienze di vita, da quelle del quotidiano a quelle più personali. Alla fine
della distribuzione, verso le 22.30, ci ritroviamo in
chiesa per un momento di condivisione.
Non viviamo il nostro servizio come una mensa; il
panino è solo uno strumento per creare qualcosa di più profondo, per restituire dignità a
persone abituate a passare inosservate e per
questo bisognose, più che di cibo, di sentirsi
chiamate per nome, cercate, amate e di fare
lo stesso, a loro volta.
Volti, ricordi, affetti. “Senzatetto”, “volontario”?
Prima di tutto, esseri umani. Spesso, buoni amici.
VITA DEL SANTUARIO
DI GESÙ
12 giugno
2015
5
Estate ragazzi 2015
S
AI PIEDI DEL
apete... ai piedi della statua del
Sacro Cuore, sotto lo sguardo di
Mamma Maria e di Don Bosco, in
uno dei quartieri più caotici, problematici e trafficati di Roma, esiste un cortile
che chissà come e chissà perché riesce a tener fuori tutto il rumore della città; varcando il portone, a solo qualche
metro dalla soglia di Via Marsala, quello
che colpisce è il silenzio, caro, prezioso, ricercato e ambitissimo silenzio.
Non vi nascondo però che ogni tanto è fantastico romperlo questo silenzio, ed è meraviglioso quando a
romperlo è l’allegria di bimbi e ragazzi animati dallo spirito di Don Bosco.
Uno dei momenti più belli dell’anno
vissuti in cortile è l’estate ragazzi; non
riusciamo ad organizzare un’attività
estiva che duri uno o due mesi come
succede in altre case salesiane, stiamo
ancora crescendo sia nel numero che
nella formazione sia degli animatori che
dei volontari, ma lo spirito, l’allegria, l’amore con cui si vivono quei quindici
giorni di giugno sono straordinari.
Quest’anno in particolare, grazie a chi
ha formato gli animatori tutto l’anno,
grazie ad una accurata attenzione rivolta ai ragazzi e alle loro famiglie e ad
una sana collaborazione tra animatori
giovani, animatori adulti, genitori e salesiani, la nostra Estate Ragazzi è stata
un particolare canto a Don Bosco.
Per cominciare, la presenza di ben 17
di Giovanna Luchi
etnie diverse tra gli 80 ragazzi iscritti è stata una benedizione, ci siamo
stupiti di come i ragazzi non facciano nemmeno caso a differenze di
questo tipo, vanno quasi tutti a scuola
insieme, abitano lo stesso quartiere o
quasi, hanno giocato, ballato, sorriso,
cantato, urlato, disturbato, fatto capricci, fatto il bagno al mare e i gavettoni tutti allo stesso modo; le famiglie
(anche musulmane) di alcuni di loro
ci hanno ringraziato, dell’accoglienza
dell’attenzione e degli interventi educativi; il rapporto familiare e maturo che
si è creato tra animatori (anche i più
giovani) e animatori e ragazzi, il coinvolgimento delle famiglie, sono stati la
chiave vincente per creare un ambiente accogliente ed allegro, quell’allegria
di cui parlava Don Bosco, l’allegria che
rischiara i volti ed i cuori, che allontana
le ombre e salva le anime…
...l’estate rischia di diventare un momento pericoloso per l’anima di grandi
e piccini, come ogni tanto ricordava
Don Bosco; le vacanze, la libertà dalle fatiche e dagli impegni, la pigrizia...
rischiano di confonderci su quale sia la
strada della salvezza; l’allegria dell’Estate Ragazzi, anche se breve, si propone di rimanere nei cuori almeno fino
a settembre, quando si ricomincerà
con un nuovo anno, durante il quale
speriamo di veder crescere e di saper
accudire i frutti seminati a giugno.
2 luglio, Altipiani di Arcinazzo: chiusura della Estate Ragazzi del Lazio
I GIOVANI NEL CUORE
SACRO CUORE
7
CUORE
del Mondo
CUORE IN PREGHIERA
4-2015
8
LA PAROLA
Dal Vangelo secondo Marco (6,7-13)
Allora chiamò i Dodici, ed incominciò a mandarli a due a due e diede loro potere sugli spiriti
immondi. E ordinò loro che, oltre al bastone, non prendessero nulla per il viaggio: né pane,
né bisaccia, né denaro nella borsa; ma, calzati solo i sandali, non indossassero due tuniche.
E diceva loro: «Entrati in una casa, rimanetevi fino a che ve ne andiate da quel luogo. Se in
qualche luogo non vi riceveranno e non vi ascolteranno, andandovene, scuotete la polvere di
sotto ai vostri piedi, a testimonianza per loro». E partiti, predicavano che la gente si convertisse,
scacciavano molti demoni, ungevano di olio molti infermi e li guarivano.
per meditare...
Le letture oggi ci richiamano un’idea elementare: Dio manda.
– Sappiamo, prima ha mandato al popolo eletto i profeti, che preannunciavano il Messia.
– Poi, «quando venne la pienezza dei tempi», Dio ha mandato a noi Gesù.
– Poi Gesù ha inviato i dodici apostoli: è il raccondo del Vangelo di oggi.
– E questo «inviare» di Dio si prolunga nel tempo, coinvolgendo oggi anche noi: il cristiano, ogni
cristiano, è testimone del Signore presso i suoi fratelli...
• Gli aspetti della missione messa in atto da Gesù con i dodici apostoli sono interessanti. E non
mancano le sorprese.
– Dove si recarono? È detto in modo vago: risulta nei villaggi e nelle cittadine della Galilea. All’inizio Gesù aveva operato soprattutto a Cafarnao, la cittadina dellapostolo Pietro. Poi, allargando il
raggio d’azione, si era avventurato attorno al lago di Tiberiade. Ora, con i Dodici, a quanto pare
spazia nella vasta Galilea. Più tardi scenderà a Gerusalemme in Giudea. E sappiamo, dopo la
risurrezione invierà gli apostoli in tutto il mondo.
– Con quale equipaggiamento dovevano andare? Gesù dice: solo con i sandali, e un bastone.
Non dovevano portarsi dietro altro: non pane, non bisaccia (oggi diremmo valigie, zaini). Non
provviste, non denaro. Neanche una tunica di scorta. E andare
a piedi. Povero me, io vorrei essere annunciatore del Vangelo
come gli apostoli, e invece sono sempre in automobile. E con
la ruota di scorta.
• Ancora, gli inviati da Gesù che cosa dovevano dire o fare?
Erano suoi discepoli, non avevano un messaggio proprio,
personale. Diranno le parole di Gesù: convertitevi, il regno
dei cieli è vicino, vincete l’egoismo, vivete nella carità. E
mettere in pratica ciò che annunciavano: prendendosi cura
degli infermi.
• Poi, dopo la sua risurrezione, Gesù affiderà agli apostoli il
mandato ufficiale: «Andate in tutto il mondo, predicate il
Vangelo...». E sono andati, con lo stesso messaggio da proporre. Venti secoli di storia del cristianesimo – di missione –
sono ora sotto i nostri occhi. E ci rendiamo conto che la missionarietà è una inconfondibile caratteristica della Chiesa.
– Paolo VI lo ha dichiarato: «Quando la Chiesa prende coscieza di sé, diventa missionaria».
–
Il focoso sant’Ignazio di Loyola, fondatore dei Gesuiti,
mandando i suoi primi missionari disse loro: «Andate, incendiate tutto! Ite, incendite omnia!».
Primo venerdì del mese di
Luglio
– Qualcuno usando il linguaggio moderno ha detto che i cristiani sono nei confronti del Vangelo non solo radio-riceventi, ma anche radio-trasmittenti. Accolgono in sé la Parola, e ne contagiano gli altri.
Di fatto i popoli della terra hanno diritto al Vangelo, e di conseguenza noi abbiamo
il dovere di annunciarglielo. Perciò occorrono i generosi che partono. Si ha l’impressione che i missionari, rispetto a noi comuni cristiani, hanno una marcia in più.
– Essere missionario è un dovere della vocazione cristiana, è un atto di riconoscenza a Dio che ci ha fatto la grazia di nascere in seno alla Chiesa. Card. Celso
Costantino
– Vorrei essere stata missionaria dalla creazione del mondo, e continuare a esserlo
fino alla consumazione dei secoli. Santa Teresa di Lisieux
– Chi non è apostolo, è apostata. San Luigi Orione
per pregare...
Dio solo... ma tu puoi
Dio solo può dare la fede,
ma tu puoi dare la tua testimonianza.
Dio solo può dare la speranza,
ma tu puoi portare la fiducia ai fratelli.
Dio solo può dare l’amore,
ma tu puoi insegnare all’altro ad amare.
Dio solo può dare la pace,
ma tu puoi portare l’unione.
Dio solo può dare la forza,
ma tu puoi sostenere un fratello scoraggiato.
Dio solo è la Via,
ma tu puoi indicarla agli altri.
Dio solo è la luce,
ma tu puoi farla balenare agli occhi di tutti.
Dio solo è la Vita,
ma tu puoi comunicare agli altri il desiderio di vivere.
Dio solo può fare ciò che sembra impossibile,
ma tu potrai fare il tuo possibile.
Dio basta a se stesso,
ma egli preferisce contare su di te.
(Preghiera proveniente da Campinas, Brasile)
frasi da ripetere
• Signore, eccomi manda me!
• Signore, fa’ di me uno strumento del Vangelo!
In questo mese
Leggiamo:
Preghiamo:
Intenzione:
• Vangelo secondo Marco, • Preghiere alla Vergine Maria • Per i cristiani dell’America latina: diamo
testimonianza di amore per i più deboli.
cap. 6.
• I cristiani annuncino il Vangelo con la Testimonianza.
Primo venerdì del mese di
Luglio
IN ALTO
Preghiere
CUORE
del Mondo
CUORE IN PREGHIERA
4-2015
10
Consacrazione a Maria
Preghiera a Maria
Maria, donna di Gerusalemme
dove ti offristi con Gesù
ai piedi della croce,
Maria, donna del Cenacolo
dove raccogliesti il soffio
dello Spirito Santo,
Maria, donna di Efeso,
dove giungesti con Giovanni
«tuo figlio»
inviato in missione dallo Spirito:
Prega per noi.
Maria, madre delle pecore
fuori dall’ovile,
madre di chi non conosce tuo figlio,
madre di coloro
che «non sanno quello che fanno»:
Prega per noi.
Maria, madre delle anime senza vita,
madre delle menti senza luce,
madre di cuori senza speranza,
madre dei figli che uccisero tuo Figlio,
madre dei peccatori,
madre del ladrone non pentito,
madre del figlio non ritornato:
Prega per noi.
Maria, madre di chi non lo ha seguito,
madre di chi lo ha rinnegato,
madre di chi è tornato indietro,
madre di chi non è stato chiamato:
Prega per noi.
Maria, madre vieni a vivere con me.
Vieni nella casa dove mi chiede di abitare,
vieni nella terra dove mi chiede di andare,
vieni tra gli uomini che mi chiede di amare,
vieni nelle divisioni che mi chiede di sanare,
vieni nei cuori che mi chiede di visitare,
vieni a casa mia a farmi da madre,
vieni Maria a darmi il tuo cuore di madre.
Maria, madre di tutti i popoli.
Prega per noi.
Andrea Santoro
O Maria, pellegrina di bontà,
tu hai camminato insieme a Gesù
e sei stata gioiosamente madre
e serva del progetto di Dio.
Affidiamo a te la nostra vita
con la fiducia serena
che attira ogni figlio
tra le braccia della sua madre.
Vigila, o Maria,
sulla crescita di Cristo
in noi e nelle nostre famiglie:
ogni nostra casa sia una santa Casa
e ogni nostra famiglia sia
una Santa Famiglia
abitata dalla pace e dall’amore.
Il «sì» che ti rese Madre di DIo
e di tutti i figli di Dio, risuoni
in tutti noi.
Insegnaci il tuo «sì», o Maria,
per amare il Cielo restando sulla terra,
per stare nel mondo senza appartenergli,
per vivere operosi e sereni
nell’attesa di arrivare a casa con te. Amen.
Angelo Comastri
O Maria, avvocata nostra!
Signora nostra, mediatrice nostra,
avvocata nostra,
riconciliaci con il tuo Figlio,
raccomandaci a Lui, a Lui presentaci.
O benedetta, fa’ per la grazia
che hai trovato,
per la prerogativa che hai meritato,
per la misericordia che hai generato,
che Colui che per tuo mezzo
si è degnato di farsi partecipe
della nostra infermità
e della nostra miseria,
ci faccia altresì, per le tue preghiere,
partecipi della sua gloria e beatitudine,
Gesù Cristo, tuo Figlio,
nostro Signore, che sopra ogni cosa
è benedetto nei secoli.
san Bernardo di Chiaravalle
Ricordati,
dolcissima Vergine
Ricordati, dolcissima Vergine,
che sei mia Madre
e che io sono tuo figlio;
che sei potente
e che io sono un misero uomo,
pauroso e debole.
Ti supplico, dolcissima Maria,
di assistermi e di difendermi
in tutto ciò che faccio.
O Vergine bella,
non dire che non puoi,
poiché il tuo amatissimo Figlio
ti ha dato ogni potere in cielo
e in terra.
Non dire che non devi,
poiché sei la Madre comune
di tutti i fragili uomini
e sei la mia, in modo particolare.
Se tu non potessi,
ti scuserei dicendo:
è vero che è mia Madre
e che mi ama come suo figlio,
ma, poveretta, non può.
Se tu non fossi mia Madre,
mi metterei l’animo in pace, dicendo:
ella è abbastanza ricca
per soccorrermi,
ma ahimè! non mi ama,
poiché non è mia Madre
Ma, Vergine dolcissima,
poiche tu sei mia Madre
e sei potente,
come potrei scusarti,
se tu non mi consolassi
e non mi offrissi il tuo aiuto
e la tua tenerezza?
Vedi bene, Madre mia,
che sei «costretta» a esaudire
tutte le mie richieste.
Per l’onore e la gloria
del tuo Figlio divino,
accettami come tuo figlio,
senza considerare i miei peccati
e le mie miserie.
Libera la mia anima
e il mio corpo da ogni male,
donami tutte le virtù,
specialmente l’umiltà.
Infine, arricchiscimi
di tutte le virtù. di tutti i beni
e di tutte le grazie
che rendono gloria alla Trinità,
Padre, Figlio e Spirito Santo. Amen.
san Francesco di Sales
CUORE IN PREGHIERA
I
CUORI!
a Maria
11
CUORE
del Mondo
CUORE IN PREGHIERA
4-2015
12
LA PAROLA
Dal Vangelo secondo Giovanni (6,41-51)
Intanto i Giudei mormoravano di lui perché aveva detto: «Io sono il pane disceso dal cielo». E dicevano: «Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui conosciamo il padre e la madre. Come
può dunque dire: Sono disceso dal cielo?».
Gesù rispose: «Non mormorate tra di voi. Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi
ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: E tutti saranno ammestrati
da Dio. Chiunque ha udito il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non che alcuno abbia visto
il Padre, ma solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità vi dico: chi crede ha
la vita eterna.
«Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo
è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso
dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la
vita del mondo».
per meditare...
Che cos’è l’Eucarestia?
Non vi preoccupate, non voglio farvi una lezione barbosa!...
L’Eucarestia è l’ultima invenzione, l’ultimo ritrovato dell’amore incredibile che Gesù ha
avuto per noi. Ricordate: anche quando ci saranno tempeste nella vita, quando sarete delusi,
quando un amico o la ragazza che avete incontrato vi abbandonerà,
quando una tempesta di scetticismo si abbatterà sul vostro operato,
ricordatevi che tutti possono lasciare la vostra mano, ma Lui no.
Sapete cosa disse prima di sottrarsi allo sguardo dei suoi discepoli? Ecco io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del
mondo!...
(Tonino Bello, Laudate e benedite, ed. Insieme, p. 25)
José Teófilo de Jesus:
Gesù istituisce l’Eucarestia
[Unigenito Figlio di Dio] perché rimanesse in noi un costante
ricordo di così grande beneficio, lasciò ai suoi fedeli il suo
corpo in cibo e il suo sangue come bevanda, sotto le specie
del pane e del vino. O inapprezzabile e meraviglioso convito,
che dà ai commensali salvezza e gioia senza fine! Che cosa
mai vi può essere di più preziosa? Non ci vengono imbandite
le carni dei vitelli e dei capri, come nella legge antica, ma ci
viene dato in cibo Cristo, vero Dio. Che cosa di più sublime
di questo sacramento?
Nessun sacramento in realtà è più salutare di questo: per sua
virtù vengono cancellati i peccati, crescono le buone disposizioni e la mente viene arricchita di tutti i carismi spirituali.
Nella Chiesa l’Eucarestia viene offerta per i vivi e per i
morti, perché giovi a tutti, essendo stata istituita per la
salvezza di tutti. Nessuno infine può esprimere la soavità
di questo sacramento. Per mezzo di esso si gusta la dolcezza
spirituale nella sua stessa fonte e si fa memoria di quella altissima
carità, che Cristo ha dimostrato nella sua passione.
(Tommaso d’Aquino, Opere, Opusc. 57, lect. 1-4)
Primo venerdì del mese di
Agosto
Cristo è tutto per noi
Il pane che ci viene da Te
Il pane che ci viene da Te, Padre,
vogliamo farlo ritornare a Te
con l’universo in cui siamo.
Questo mondo uscito dalle tue mani
possa esserti interamente offerto
nell’offerta del tuo Figlio Gesù,
e possa diventare, per questa Eucarestia,
un mondo ripieno della tua vita
e della tua santità.
Nel calice del vino che ci è dato
e che leviamo a Te, Padre,
vorremmo offrirti tutta la creazione,
affinché possa giungere a Te,
riscattata dal sangue del tuo Figlio,
e possa ricevere da Te
l’immensità della tua perfezione.
(Jean Galot)
Cristo è tutto per noi.
Se vuoi curare una ferita,
egli è medico.
Se sei riarso dalla febbre,
egli è fontana.
Se sei oppresso dalla colpa,
egli è giustizia.
Se hai bisogno di aiuto,
egli è forza.
Se temi la morte,
egli è vita.
Se desideri il cielo,
egli è via.
Se fuggi le tenebre,
egli è luce.
Se cerchi cibo,
egli è nutrimento.
Guistate, dunque,
e vedete quanto è buono il SIgnore;
felice l’uomo che spera in lui.
(Sant’Ambrogio)
CUORE IN PREGHIERA
per pregare...
13
frasi da ripetere
• Signore, donaci ancora una volta Te stesso! • Signore, nel Tabernacolo rimani sempre con noi!
• Signore, non ci lasciare!
• Signore, fa’ che non ti lasciamo!
In questo mese
Leggiamo:
• Vangelo secondo Giovanni,
cap. 6.
Preghiamo:
• Preghiere eucaristiche
e mariane.
Intenzione:
• Per i volontari: si impegnino con generosità con i
più bisognosi.
• Per gli operatori turistici: organizzino le vacanze
per un sano e ristorazione periodo di riposo.
Primo venerdì del mese di
Agosto
VITA DI SAN GIOVANNI BOSCO
1815 2015
14
1884: Don Bosco
e l’esposizione nazionale
di Torino
INTRODUZIONE “la Famiglia Salesiana di Don Bosco partecipa
ad Expo Milano 2015 con il padiglione “CASA DON BOSCO”.
Diversi sono gli elementi di unicità:
è l’unico che porta il nome di una
persona per giunta Santo. È l’unico che fa riferimento ad una famiglia religiosa e non ha uno Stato,
un’organizzazione o un’azienda.
Nel Bicentenario della nascita di
San Giovanni Bosco, la Famiglia
Salesiana ha deciso di rilanciarne
le intuizioni e il metodo, rimodulando e specificando il tema principale di Expo: “Educare i giovani, energia per la vita”.
Don Bosco e l’Esposizione
Nazionale di Torino: 1884
Non deve far meraviglia che la
Famiglia Salesiana di Don Bosco partecipi all’EXPO 2015: Don
Bosco stesso ha dato l’esempio
partecipando in “forma grandiosa” all’Esposizione Nazionale
di Torino nel 1884, che doveva
testimoniare lo stato e l’avanzamento della Industria,della Scienza e dell’Arte nel Regno d’Italia.
L’Esposizione fu solennemente
inaugurata il 16 aprile 1884, con
la presenza dei Reali d’Italia. Il Comitato d’Onore era presieduto dal
Principe Amedeo, fratello del Re
Umberto, mentre il Comitato Esecutivo da Tommaso Villa, deputato. Le Gallerie [così erano detti
allora i Padiglioni] erano disposti
nel Parco del Valentino,sulla riva
sinistra del Po.
Don Bosco, sempre aperto alle
novità, soprattutto nel settore
grafico, nel maggio del 1883 fece
domanda di ammissione, avendo in animo di far esporre testi
scientifici, letterari, didattici,religiosi ed edizioni illustrate di valore.
Fece esporre anche il Bollettino
Salesiano stampato in tre
lingue: italiano, francese
e spagnolo. Il 16 luglio
la domanda, nonostante l’opposizione di vari
ambienti massonici, fu
accolta. Tutto il materiale
era già pronto all’inaugu-
razione, disposto in eleganti librerie: il progetto di Don Bosco fu
totalmente trasformato per l’intervento di Tommaso Villa, Pres.
del Comitato Esecutivo dell’Esposizione. Questi nell’autunno
del 1883, per organizzare l’Esposizione di Torino, si era recato all’Esposizione di Zurigo, centrata sulla
scienza e la tecnica. La sua attenzione fu attratta da “una superba
macchina che si stava costruendo
per le fabbricazione della carta”.
Chieste informazioni, fu risposto
che era destinata al Signor Bosco
d’Italia. Tornato a Torino, insistette
con D. Bosco perché la macchina
facesse bella mostra nella Esposizione: Don Bosco acconsentì
volentieri, esigendo una galleria in
cui esporre anche le macchine per
la produzione del libro, oltre della
carta. Gli fu assegnata una grandiosa Galleria di metri 55 di lunghezza e 20 di larghezza.
Don Bosco: fabbrica di carta,
tipografia, fonderia, legatoria,
e libreria salesiana
Leggendo questa scritta all’entrata della Galleria, molti all’inizio sorridevano con ironia, pensando di
trovarvi “oggetti di sacrestia”: non
era cosa usuale che un prete partecipasse a una Esposizione Nazionale e nella sezione del lavoro!
Le Memorie Biografiche del Santo
narrano che “se superate le prevenzioni, [i visitatori] decidevano di
entrare, rimanevano subito colpiti
da due novità: dal lavoro e dai lavoratori.
Questi, tutti giovani di varia età, si
attiravano le simpatie dei riguardanti a motivo della applicazione,
compostezza e serenità con cui
attendevano ognuno a far bene la
parte sua. Il lavoro poi incantava
dal principio alla fine la generale
attenzione”. [MB. XVIII, p. 245].
Interesse dei visitatori per la
galleria di Don Bosco
Nella Galleria, che presto divenne
la più visitata e interessante per il
pubblico, Don Bosco aveva fatto
sistemare la macchina, in attività,
per la produzione della carta [fu
poi portata nella cartiera salesiana
di Mathi torinese] e accanto una
pressa a 4 colonne, invenzione
di Don Ghivarello [uno dei primi
salesiani], due macchinette per
la fusione dei caratteri e le casse dei compositori, una grande
macchina tipografica, in funzione,
e gli utensili per legare il libro. Fra
adulti e ragazzi, durante il giorno,
attendevano in continuazione
al lavoro [tranne la domenica,
perché per rispettare il riposo
festivo e partecipare alle funzioni Sacre, Don Bosco era stato irremovibile con gli organizzatori dell’Esposizione] circa 20
persone. Lasciamo presentare
la Galleria dalle Memorie Biografiche, anche se nella lingua di fine
‘800: “Intendimento di Don Bosco era stato di dare una dimostrazione pratica del molteplice
lavoro richiesto dalla produzione
materiale del libro. Ora qui la curiosità del pubblico assisteva al
graduale processo, per cui da un
mucchio di sudici cenci si arriva
a veder uscire, per esempio, un
elegante volume di versi. Non vi
mancavano, come abbiamo accennato, i preliminari più realistici:divisione e scelta dei cenci; loro
spolveramento, liscivia e riduzione
in pasta. Seguiva quindi tutta una
complessa azione meccanica:
cilindri raffinatori della pasta, tino
con gli accessori per l’introduzione di questa nell’ingranaggio,
apparecchio da carta continua,
tagliacarta per ridurre i fogli nel
formato voluto; calandra, pressa
e tutto l’occorrente per disporre la
carta in pacchi e in risme. Vedere quella pasta lattea purificarsi a
grado a grado da ogni sedimento,epurarsi delle ultime parti fibrose, liberarsi dall’acqua, comporsi
a forma di tessuto, rassodarsi e
asciugata, lisciata, rasata, arrotolarsi e rigarsi, offriva uno spettacolo, che quasi nessuno aveva mai
avuto occasione di contemplare.
Un giornale chiamò questa la regina delle macchine che si trovavano nell’Esposizione.
[MB. XVII, p. 245].
Vantaggi derivanti, secondo
Don Bosco, dalla partecipazione all’Esposizione:
• “concorrendo in una forma così
grandiosa all’Esposizione Don
Bosco si riprometteva due vantaggi di ordine religioso e mo-
rale, far vedere cioè che il clero
amava le arti e il loro progresso
e dare un buon esempio con la
santificazione dei giorni festivi”.
[MB. XVII, p. 248].
•
Non fu facile fare accettare
questa condizione [come abbiamo accennato], ma Don
Bosco la pose come base
della sua partecipazione: il
Comitato, interessato alle
“novità” del Padiglione di Don
Bosco, accettò, nonostante gli attacchi di vari giornali
L’Esposizione
di Torino
del 1884:
la facciata
e una delle
gallerie
15
VITA DI SAN GIOVANNI BOSCO
1815 2015
16
Macchina in bianca,
con il movimento
ipocicloidale
e macinazione
cilindrica
a quattro rulli
anticlericali; il Fischietto con
malizia sentenziò: “Nella Galleria del Lavoro Don Bosco
rappresenta il riposo festivo”.
Difficoltà e incidenti derivati
dalla partecipazione all’Esposizione.
Per obiettività storica accenniamo ad alcune difficoltà e
incidenti capitati durante la
Esposizione del 1884:
• Spesso Don Bosco fu attaccato dai Protestanti soprattutto per le molteplici pubblicazioni popolari [Il Giovane
Provveduto, Letture Cattoliche,
La Storia Sacra, la Storia d’Italia…] in difesa della Chiesa
Cattolica: anche in questa circostanza alla porta d’entrata
distribuivano opuscoli e volumi anticattolici; Don Bosco
fece rispondere con “Verità e
truffe” da Don Bonetti, mentre ignorò completamente
[tante erano le acredini e le in-
congruenze!] Le Boccie di Don
Bosco, una diatriba anonima
di 343 pagine,contro il Giovane
Provveduto.
• In genere le posizioni contrarie a Don Bosco non furono
moltissime, perché anche la
stampa poco favorevole ai
Cattolici dovette prendere
atto della importanza e della
“modernità” della Galleria di
Don Bosco.
•
Nel manovrare questi nuovi
macchinari ci furono due incidenti, nonostante tutte le precauzioni, a due giovani: potevano avere esito gravissimo,
ma per il pronto intervento dei
medici e dei capi d’arte, si risolsero senza danni irreparabili.
Straordinario successo
della Galleria di Don Bosco:
lo straordinario valore e l’originalità della Galleria allestita
dai Salesiani di Don Bosco,
curata particolarmente dall’e-
conomo generale Don Antonio
Sala, incaricato personalmente
da Don Bosco [il santo spesso
intervenne nel dare consigli e
indicazioni] furono riconosciuti
universalmente da persone ed
enti pubblici;per brevità ne riportiamo tre.
• La Guida dell’Esposizione così
si esprimeva:
“il famoso Don Bosco,un clericale la cui attività auguriamo a tutti i
liberali,ha occupato all’Esposizione un cortile intero a destra” [Don
Bosco è additato come modello a
tutti i liberali!! Guida dell’Esposizione italiana di Torino,Tip. ed. Sonzogno, Milano, 1884, p.105].
• Un Opuscoletto [13 facciate]
di un sacerdote trentino [visitatore dell’Esposizione, di cui
le MB non ci rivelano il nome]
presentava in modo entusiasta la Galleria, ma soprattutto
Don Bosco; ne riportiamo alcune frasi:
“Chi è mai questo prete che è
giunto a imporsi ai liberali stessi? Se aveste a vederlo, nulla
scorgereste che si riveli un genio sublime;
è un prete alla buona, il quale, sebbene
abbia solo da poco
oltrepassato il sessantesimo nono anno di
età, all’aspetto vi appare più che settuagenario. Fissate un istante su di lui i vostri
sguardi e voi leggerete a chiare
note sulla sua fronte il soffio dello
spirito divino che lo anima e che
lo ha prescelto ministro di opere
sì stupende; miratelo un istante
e vi sarà impossibile non sentirvi
compresi di venerazione e d’amore per questo canuto vegliardo...” [espressioni dell’Opuscolo
anonimo riportate dalle Memorie
Biografiche, XVII, autore Eugenio
Ceria, pag. 251].
•
Un visitatore, probabilmente emiliano, in un periodico
di Reggio così ricordava la
sua visita alla galleria di Don
Bosco:
“la Galleria di Don Bosco era una
delle poche, dove si affollavano i
visitatori, e che in quel continuo
andirivieni si notavano sui volti i
segni evidenti della soddisfazione e della meraviglia”. [Il Reggianello, 4 ottobre 1884].
Sintetizziamo questi giudizi con
l’opinione di un Cooperatore
Salesiano lionese sull’impegno
di Don Bosco nel mondo della
stampa e della modernità:
“Don Bosco ha provato al mondo
che la Chiesa e il Sacerdozio non
sono nemici,ma al contrario i migliori amici della sana civilizzazione
e del vero progresso”. [cfr.la lettera
integrale,in francese: MB.XVII, pp.
737-739].
Nei disegni dell’epoca riportiamo i due sistemi
per le macchine da stampa in uso presso
la prima tipografia di Don Bosco:
a sinistra, il SISTEMA IPOCICLOIDALE
(appena inventato) in cui tutti i pezzi
meccanici girando continuamente
nello stesso verso evitavano le scosse
che provocano l’inversione di moto;
sotto, il SISTEMA FERROVIARIO,
ottimo per le macchine più piccole,
esigeva meno quantità di forza motrice
Riconoscimenti e premiazioni
degli espositori:
• Della cartiera [la più visitata e apprezzata dal pubblico] nessuna
menzione “perché di fabbricazione straniera”;
• “medaglia d’argento” per i prodotti tipografici: “per la sua grande diffusione di stampe in tutto il
globo, per la mitezza dei prezzi,
nonché pel grandioso impianto della special Galleria con cui
dallo straccio alla carta, da questa alla stampa e alla legatura
ottiensi il libro”. [giudizio della
Giuria].
• Di fronte a questa palese ingiustizia, Don Bosco rispose con
una Lettera del 25 ottobre 1884,
indirizzata al Comitato Esecutico dell’Ufficio Giuria di revisione,
istituito per gli eventuali ricorsi:
Don Bosco contesta il giudizio portando in due fitte paginette le motivazioni della sua
insoddisfazione [e di larga
parte della stampa cattolica
dell’epoca]:
a] riguardo ai prodotti tipografici
elenca: Classici Italiani ad uso
della Gioventù [300.000 volumi] pubblicati in 16 anni, due
miliomi di volumetti delle Letture Cattoliche in 33 anni,la 100°
ristampa del Giovane Provveduto [6 milioni di copie?],
Classici Latini e Classici Greci
pubblicati in 20 anni, Dizionari
Latini, Italiani e Greci con rela-
tive Grammatiche ed altri testi
in uso nelle scuole salesiane e
pubbliche...
b] riguardo alla cartiera fa notare
che pur essendo la macchina
estera, è importante “aver riguardo al lavoro perfezionato
della medesima” [Don Bosco
era stato “quasi costretto”
dal presidente del Comitato
Esecutivo onorevole Villa ad
esporla];
c] Don Bosco si dichiara sorpreso, perché non si erano prese
in considerazione la Fonderia
Tipografica, la composizione
e stampa dei libri e relativa legatura;
d] “fo’ anche notare alla Giuria
che i lavori sovr’accennati
sono fatti in tutte le mie tipografie da poveri giovani raccolti ne’ miei Istituti, ed avviati
per tal modo a guadagnarsi
in seguito ed onoratamente il
pane della vita; e ciò nondimeno l’esecuzione dei lavori non è
inferiore (a giudizio degli intelli-
17
VITA DI SAN GIOVANNI BOSCO
1815 2015
18
La prima
tipografia
salesiana
(1861)
genti nell’arte) ad altre opere
esposte da varii Editori, i quali
ottennero un premio,non che
uguale, ma, secondo che mi
venne riferito, superiore al mio”.
Credo che sia questo il motivo
principale della protesta di Don
Bosco: la difesa del lavoro giovanile [nel lontano 1852 aveva
già firmato dei contratti di lavoro per la difesa dei suoi giovani].
Per questo,ho sottolineato l’affermazione del Santo.
Don Bosco si augurava che la Giuria prendesse in considerazione
le sue ragioni; in caso contrario si
considerava soddisfatto del giudizio favorevole del pubblico e rifiutava qualsiasi attestato e premio.
Esito:”la Giuria di revisione
non degnò di un’occhiata
le ragioni qui addotte”.
“Il Corriere di Torino” scrisse: “Uomini di senno e di intelligenza affermavano Don Bosco degno del Diploma d’Onore”. Perché la Galleria
di Don Bosco non fu premiata con
il Primo Premio? Spiegava “L’Eco
d’Italia”, di Genova: “Ecco la grande colpa del venerando sacerdote:
egli contrasta e impedisce potentemente la propaganda radicale e
repubblicana nella gioventù, e lavora indefessamente e con splendidi
successi alla soluzione cristiana
(cioè la sola possibile) della tremenda questione sociale”. [MB. XVII,
citazione a p. 255].
Conclusione: la lasciamo a Don
Bosco [alcune cifre citate dicono
l’impegno messo nel settore della
stampa] che ci trasmette l’impor-
tanza della comunicazione, che in
quel tempo cominciava ad essere
concentrata nella “EDITORIA”.
“Il libro, se da un lato non ha quella forza intrinseca della quale è
fornita la parola viva, da altro lato
presenta vantaggi in certe circostanze anche maggiori. Il libro
entra persino nelle case ove non
può entrare il sacerdote, è tollerato eziandio [anche] dai cattivi
come memoria o come regalo”...
“Chi dona un libro buono, non
avesse altro merito che destare
un pensiero di Dio, ha già acquistato un merito incomparabile presso Dio. Eppure quanto
di meglio si ottiene. Un libro in una
famiglia, se non è letto da colui a
cui è destinato o donato, è letto
dal figlio o dalla figlia, dall’amico o
dal vicino. Un libro in un paese talora passa nelle mani di cento persone. Iddio solo conosce il bene
che produce un libro in una città,
in una biblioteca circolante, in una
società di operai, in un ospedale,
donato come pegno di amicizia”.
[Giovanni Bosco, Epistolario, IV,
318-321].
Don Antonio Sperduti
LA FAMIGLIA NEL CUORE
Si
è conclusa il 5 Luglio la terza edizione di “E...state in
famiglia!”, il Meeting della
Famiglia, l’unico evento
su Roma interamente dedicato alla famiglia, promosso dal Forum delle Associazioni Famigliari del
Lazio. La manifestazione
ogni anno si rinnova e cresce in partecipazione e in
consensi. Frutto del lavoro
generoso e silenzioso di famiglie appartenenti a diverse associazioni del Forum,
la manifestazione si propone
di far sviluppare e consolidare nella Capitale, ma anche
nel resto d’Italia, una nuova
modalità di fare rete e cultura
della famiglia.
La famiglia non è un mero
affare privato dei singoli individui, bensì un fatto indispensabile nell’architettura
della civitas. In un quadro
così complesso e problematico, il Meeting della Famiglia
ha l’ambizione di far emergere tutta la bellezza della famiglia, portando alla luce le sue
risorse e il patrimonio di umanità, di relazioni e di vita che
essa trasuda e diventando
per Roma un punto propulsivo della cultura del familiare
che, dal confronto con tutti
gli attori sociali economici e
culturali, suggerisca anche
proposte di revisione fiscale,
di armonizzazione del lavoro
(con la seconda edizione del
Premio Aziende Family Frien-
“E...state in famiglia”
per annunciare la bellezza
di essere famiglia
dly) e di valorizzazione dei
ruoli di cura e di educazione.
Ci vuole il coraggio d investire
in scelte che guardino al futuro. Viviamo in un momento
d’impasse per famiglia.
Da una parte la crisi che non
è solo economica ma anche
morale e di valori, dall’altra la
sfiducia scaturita dal complicato momento storico per
tutto il Paese e dalle tristemente note vicende politiche
locali che, in particolare a
Roma, stanno avendo gravi
ripercussioni sulle politiche
sociali.
Proprio per la sua naturale
capacità di resilienza, la famiglia italiana si trova a sopportare pesi che vanno oltre le
sue reali possibilità e dispo-
19
CUORE
del Mondo
LA FAMIGLIA NEL CUORE
4-2015
Per l’impegno per la famiglia
vogliamo ricordare anche
la Marcia per la Vita
con queste tre foto scattate
dal nostro Bruno Gherbassi
nibilità di risorse, e si trova a
reggere un Paese che fatica
a progettare e a produrre politiche di sviluppo, lasciando
poche possibilità di realizzazione ai giovani, che, nonostante tutto, continuano a
coltivare il loro desiderio di
famiglia, come dimostrano
i dati dell’Istituto Toniolo, secondo cui il 60% dei giovani intervistati non rinuncia
a pensare di poter formare una propria famiglia e la
vede formata mediamente di
due figli e oltre.
La manifestazione aveva
come tema proprio il “Desiderio di Famiglia”, quel desiderio che rimane forte e
vibrante nel cuore dei giovani
e che costituisce un richia-
mo forte anche nelle altre età
della vita. Anche Don Bosco
aveva forte in se questo desiderio che ha riproposto nella
articolazione delle sue case e
degli istituti e nella “famiglia”
salesiana.
Durante le serate di “E...state
in famiglia” ci siamo confrontati con le istituzioni regionali
e comunali, e con esperti di
alto profilo; i contenuti sono
stati tanti; ne usciamo soddisfatti per la risposta delle
famiglie, un po’ meno per la
difficoltà che hanno i politici a
dialogare su questi temi senza approcci ideologici.
Anche quest’anno la manifestazione la ha visto la partecipazione significativa dei
Salesiani cooperatori della
ispettoria centrale sia a livello
organizzativo che di volontariato. Una sensibilità per il
bene comune che sta connotando sempre più l’Associazione nella suo mandato
“in uscita” e fa emergere il
volto di un laicato salesiano
ormai maturo per prendere
le sue responsabilità nella società civile e nella Chiesa.
Uno spazio particolare nell’evento hanno avuto i giovani
universitari impegnati al meeting nei laboratori, molto partecipati, sui temi dedicati a
chi vuole metter su famiglia,
dal lavoro all’affettività, ci fa
sperare per il futuro. Finché ci
saranno giovani che desiderano una famiglia, nonostante le difficoltà, ci sarà la possibilità di risollevarsi dalla crisi
e rimettere in piedi le sorti del
Paese.
Emma Ciccarelli
il
PIA OPERA DEL SACRO CUORE
SEGNA
LIBRO
via Marsala, 42 - 00185 Roma
ieri
✂
«Ai benefattori della chiesa del voto internazionale, dedicata al S. Cuore di Gesù
al Castro Pretorio di Roma, era già stata promessa, quando detta chiesa fosse
compiuta, la celebrazione di una messa ogni venerdì dell’anno e la recita quotidiana del S. Rosario
con altri esercizi di pietà. Ad ampliare questi vantaggi spirituali e farne partecipare
più altre persone, venne stabilita nella suddetta chiesa la PIA OPERA DEL S. CUORE DI GESÙ...”.
(Da un programma della Pia Opera, durante il Rettorato di Don Rua, 1° successore di Don Bosco)
Come ci si iscrive:
Con una offerta libera, presso gli uffici della Basilica o mediante conto corrente
postale o bonifico sottoindicati con causale “Iscrizione alla Pia Opera del Sacro
Cuore”, specificando il cognome e nome di chi si vuole iscrivere, vivo o defunto.
ELEMENTO CENTRALE
La celebrazione quotidiana di una S. Messa concelebrata
in perpetuo per gli iscritti vivi o defunti.
•
•
•
•
Le offerte:
Per lo sviluppo e la diffusione della devozione al S. Cuore, anche tramite pubblicazioni.
A favore delle missioni e delle vocazioni sacerdotali;
In favore dei salesiani anziani e malati;
Per ragazzi e giovani in situazione di particolare disagio.
N° conto corrente postale: 914010
codice IBAN: IT03 P076 0103 2000 0000 0914 010
intestati a: Pia Opera del Sacro Cuore di Gesù
Conto corrente bancario: Banca Popolare di Sondrio Agenzia 11 - Roma
intestato a: Ispettoria Salesiana Romano Sarda
codice IBAN: IT 24 Z 05696 03200 000009643X50
Per informazioni:
• Segreteria (orario ufficio da lunedì a venerdì normalmente 9-12)
Tel. 06.444.83.423 - 06.444.83.411 - 06.492.83.403
• Portineria dell’Istituto (dalle ore 6.00 alle 22.00), lasciando un messaggio per
Don Antonio: Tel. 06.492.72.21. Per qualsiasi richiesta: [email protected]
oggi
“La Comunità salesiana che presta il servizio pastorale
nella Basilica del S. Cuore s’impegna a celebrare
la SS. Eucarestia, una volta tutti i giorni, secondo
le intenzioni degli offerenti, i quali in tal modo, unendosi spiritualmente
alla celebrazione del sacrificio di Cristo, potranno beneficiare di quel dono
di grazia che scaturisce dalla rinnovazione del memoriale di Cristo”.
Il ricordo riconoscente per i benefattori avviene anche nella recita quotidiana del S. Rosario e delle Litanie lauretane e in quei pii esercizi che
si attuano secondo i ritmi dell’anno liturgico.
Non
“
permettere mai
che qualcuno
venga da te
e vada via senza
essere migliore
e più
convinto
”
(Madre Teresa)
CUORE
del Mondo
Santuario internazionale
il
SEGNA
LIBRO
www.basilicadelsacrocuore.it; [email protected]
Tel. segreteria 06.49.27.22.56 (ore 9-12: giorni feriali) • Tel. 06.44.53.257 (parroco)
Nel Santuario, le celebrazioni della SANTA MESSA si tengono nei seguenti orari:
✂
ORARIO
INVERNALE
FERIALI: ore 6.30 • 7.00
7.30 • 8.00 (Lodi Messa)
9.00 • 18.00
FESTIVI: ore 7.00 • 8.00
9.00 • 10.00
11.30 (Messa parrocchiale
e dei giovani)
16.00 (in lingua filippina)
18.00
ESTIVO
GIUGNO-LUGLIO-AGOSTO
FERIALI: ore 6.30 • 7.00 • 7.30
8.00 ­­­(Lodi Messa) • 9.00 • 18.00
FESTIVI: ore 7.00 • 8.00
9.00 • 10.00 • 11.30 • 18.00
Messa delle 7.00
è per iscritti Opera Pia
MUSEO DON BOSCO
e “CAMERETTE”
(tutti i giorni)
ore 9.00-12.00 • 16.00-19.00
Non
“
permettere mai
che qualcuno
venga da te
e vada via senza
essere migliore
e più
convinto
(Madre Teresa)
CUORE
del Mondo
• PRIMO VENERDI:
ore 10.30-17.30 Adorazione silenziosa
ore 18.00 Solenne Concelebrazione cui
segue Adorazione animata
da un gruppo della Famiglia Salesiana
ore 19.15 Vespri e buona notte
altri VENERDI:
Adorazione Eucaristica silenziosa:
­ore 18.30-19.15
ore 19.15 Vespri,
benedizione eucaristica e buona notte
• I GIOVEDI:
Adorazione Eucaristica animata:
ore 18.30-19.15
ore 20.30-22.00: da e per i giovani
• IL 24: Commemorazione mensile
di Maria Ausiliatrice
• ULTIMO GIORNO
DEL MESE:
­­Commemorazione mensile
di san Giovanni Bosco
• SACERDOTI PER
LE CONFESSIONI:
lingua italiana,
spagnola
ore 6.30-7.15
(giorni feriali)
ore 17.00-18.00
inglese
tutti i giorni
ore 9.00-12.00;
17.30-19.00
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