Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in Abb onamento Postale – D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 2 e 3 - Aut. DCB Roma DEL MONDO Periodico di collegamento del Tempio Universale della Devozione al Sacro Cuore Estate ragazzi 2015 Anno Diciannovesimo luglio/agosto 2015 CU RE 4 CU RE DEL MONDO Direttore responsabile Gian Luigi Pussino Promosso dalla Pia Opera del Sacro Cuore Editore e proprietà Ispettoria Salesiana Romano Sarda Collaboratori Valerio Baresi, Giovanna Luchi, Antonio Sperduti, Rita Dal Canto Emma Ciccarelli Direzione, redazione e amministrazione Via Marsala, 42 - 00185 Roma Tel. 06.444.83.403 - 06.444.83.411 Fotografie BS, ANS, Ispett. Romana Bruno Gherbassi Art direction Nevio De Zolt Della riproduzione parziale o integrale degli scritti, fotografie e illustrazioni, non si restituiscono gli originali, salvo previa intesa con il Direttore. Periodico di collegamento del Tempio Universale della Devozione al Sacro Cuore NUMERO 4 - ANNO DICIANNOVESIMO - LUGLIO/AGOSTO 2015 in questo numero pagina 1 Lettera del Rettore Vita del santuario 4 Festa del Sacro Cuore 5 Servizio Banca dei Talenti I giovani nel cuore 6 Estate ragazzi 2015 Cuore in preghiera 6 Primo venerdì nel mese di Luglio 10 In alto i cuori 12 Primo venerdì nel mese di Agosto Pubblicazione bimestrale gratuita. Registrazione presso il Tribunale di Roma n° 00053/97 del 31-01-97 CON APPROVAZIONE ECCLESIASTICA Diffusione gratuita Spedizione in abbonamento postale C/C postale n° 914010 Tipolitografia Istituto Salesiano Pio XI Via Umbertide, 11 • 00181 Roma Tel. 06.78.27.819 - [email protected] Vita di San Giovanni Bosco 14 1884: Don Bosco e l'esposizione nazionale di Torino La famiglia nel cuore 19 "E...state in famiglia" per annunciare la bellezza di essere famiglia Finito di stampare nel mese di Luglio 2015 Associata alla Unione Stampa Periodica Italiana GARANZIA DI RISERVATEZZA In conformità alla Legge 675/96 sulla tutela dei dati personali, la Pia Opera del Sacro Cuore garantisce la massima riservatezza dei dati da lei forniti. Il loro trattamento viene realizzato dalla Ispettoria Salesiana di Roma, che amministra le offerte. I dati vengono utilizzati per comunicazioni a lei personalmente dirette da parte della Pia Opera. Può comunque chiedere la rettifica di eventuali errori o di essere escluso da ogni comunicazione, scrivendo a: PIA OPERA DEL SACRO CUORE - Via Marsala, 42 - 00185 Roma CUORE del Mondo C redo che tutti siamo rimasti felicemente meravigliati quando abbiamo sentito l’annuncio, da parte di Papa Francesco, di un nuovo Anno Santo, del Giubileo straordinario della Misericordia! Papa Francesco, da quando è stato eletto, non ha certamente perso occasione per sottolineare la Misericordia di Dio e sta conducendo tutta la Chiesa a contemplare Dio in questa dimensione “divina”, ineffabile che definisce la pienezza della sua identità. In questo si manifesta la sua onnipotenza! Tenendo come filo conduttore la bolla d’indizione del Papa “Misericordiae vultus” lasciamoci immergere nella contemplazione di questo mistero affascinante ed immensamente consolante, che ci apre all’Anno Santo, il quale inizierà con la Solennità dell’Immacolata l’8 Dicembre 2015: festa che sottolinea l’Amore di Dio che non ci lascia in balia del peccato e risponde al nostro tradimento e alla nostra infedeltà col perdono. Sottolineare la Misericordia di Dio, significa lasciarsi condurre dallo Spirito Santo nel cuore del mistero della Trinità. Dio ci ha creati per amore, ci custodisce nell’amore e chiede che portiamo abbondanti frutti d’amore. Non si accontenta soltanto di “dirci” cosa dobbiamo fare, ma ci dà la forza per farlo: ci inonda del Suo Santo Spirito! La sua Giustizia coincide con la Sua Misericordia! Egli “non gode della morte del peccatore” e non si da per vinto fino a quando non ha dissolto il peccato e vinto il rifiuto dell’umanità con la compassione e la misericordia! Le parole di Gesù in croce rivelano il cuore di Dio: “Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno”. (Lc 23,34). Gesù conosce e rivela il cuore di “Dio ricco di misericordia”! “Egli per il grande amore con il quale ci ha amato, da morti che eravamo per le colpe, LETTERA DEL RETTORE Gesù Cristo è il volto della misericordia del Padre 4-2015 1 CUORE del Mondo LETTERA DEL RETTORE 4-2015 2 ci ha fatto rivivere con Cristo”. Per grazia siamo salvati! (cfr. Ef 2,4). Dio non lascia nascosto il suo disegno d’amore, lo vuole rivelare. Gradualmente accompagna ed educa il popolo d’Israele perché permetta a tutta l’umanità di comprendere ed accogliere il Suo amore di Padre. Rivela il suo nome: YHWH, che esprime già una presenza attiva, liberante, salvifica: “IO SONO”. Ma sarà proprio attraverso il Figlio Gesù, che vorrà rivelarsi totalmente, mostrando il Suo volto. In Lui si rivela non solo “Io sono”, bensì “Io sono con voi tutti i giorni” (Mt 28, 20). “Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi”. (Rom 5,8) “Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui”. (Gv 3,16) Gesù ci rivela la misericordia del Padre. È Lui il volto della Misericordia del Padre. Quella misericordia che la S. Scrittura esprime con tre vocaboli diversi, che ci aiutano ad addentrarci nella comprensione del “cuore” di Dio: • hesedè lo sguardo di predilezione che il re rivolge alla donna preferita nel suo harem, è uno sguardo carico di passione e di amore “speciale/ preferenziale”; • emet(da aman/amen che indica solidità, fermezza) esprime la solidità di una scelta, la fedeltà di Dio anche di- nanzi alla nostra risposta negativa, infedele; • rahamim (rehem è il grembo materno) suggerisce l’amore “materno” di Dio, una misericordia che, legata all’amore per il figlio, esprime tenerezza, comprensione. Il Papa afferma (sempre nel documento “Misericordiae vultus”) che ha voluto indire un Giubileo straordinario, per tenere fisso lo sguardo sulla Misericordia di Dio. È la condizione essenziale per comprendere il senso della nostra esistenza, per renderci conto che noi per primi siamo stati oggetto di misericordia, che siamo chiamati a vivere ricordandoci sempre che siamo “perdonati”. È questa “memoria” che ci consente di diventare noi stessi segni efficaci (cioè sacramento!) dell’agire del Padre. Diventiamo con Gesù e come Gesù “volto” della misericordia del Padre. Questo rende più forte ed efficace la testimonianza dei credenti. Questo, cioè la Misericordia! E proprio la misericordia diventa il segno visibile della comunione di tutta la Chiesa. Che compito meraviglioso! A quale vocazione siamo chiamati! Quale incredibile e stupenda missione ci affida Dio! La Chiesa, cioè la comunità dei credenti, rivela il volto di Dio come “madre amorevolissima” di tutti. E Papa Francesco insiste al numero 5: “Come desidero che gli anni a venire, siano intrisi di misericordia, per andare incontro ad ogni persona, portando la bontà e la tenerezza di Dio!”. Questa santa contemplazione ci inonda di Gioia, perché ci accompagna ad assaporare l’amore, quotidianamente, per poterlo condividere e donare, ben sapendo che l’Amore non è qualcosa, ma Qualcuno: “Dio è AMORE!” (1Gv 4, 8.16). Un Dio che prima sposa e poi fidanza... Un Dio che prima garantisce l’Alleanza, la Ecco perché il nostro atteggiamento deve per forza manifestare misericordia. Gesù afferma che la misericordia non è solo l’agire del Padre, ma diviene il criterio per capire chi sono i suoi veri figli. “Beati i misericordiosi perché troveranno misericordia”. (Mt 5,7). È la beatitudine a cui ispirarsi in questo Anno Santo! Siamo chiamati a vivere misericordia, perché a noi per primi è stata usata misericordia. Già S. Giovanni Paolo II, papa, lo aveva sottolineato nell’enciclica “Dives in misericordia” ai nn. 13 e 14: “La Chiesa vive una vita autentica quando professa e proclama la MISERICORDIA il più stupendo attributo del Creatore e del Redentore - e quando accosta gli uomini alle fonti della misericordia del Salvatore di cui essa è depositaria e dispensatrice”. (...) “È evidente che la Chiesa professa la mi- sericordia di Dio rivelata in Cristo crocifisso e risorto, non soltanto con la parola del suo insegnamento, ma soprattutto con la più profonda pulsazione della vita di tutto il Popolo di Dio”. (... ) “L’amore misericordioso indica anche quella cordiale tenerezza e sensibilità di cui tanto eloquentemente ci parla la parabola del figliol prodigo o anche quella della pecorella e della dramma smarrita”. Pertanto l’amore misericordioso è sommamente indispensabile tra coloro che sono più vicini: tra coniugi, tra i genitori e i figli, tra gli amici, esso è indispensabile nell’educazione e nella pastorale”. Questo Anno Santo allora ci troverà ancora più pronti a vivere le opere di misericordia corporale e spirituale: • Dare da mangiare agli affamati; dare da bere agli assetati; vestire gli ignudi; accogliere i forestieri; assistere gli ammalati; visitare i carcerati; seppellire i morti. • Consigliare i dubbiosi; insegnare agli ignoranti; ammonire i peccatori; consolare gli afflitti; perdonare le offese; sopportare pazientemente le persone moleste; pregare Dio per i vivi e per i morti. Saremo finalmente Chiesa che non solo “celebra” l’Eucaristia, ma “diventa” Eucaristia: siamo chiamati, come credenti, come discepoli di Gesù, a diventare corpo dato, sangue versato, pane che si lascia spezzare/mangiare per amore, perché altri abbiano vita. Diventare servi per amore, come Gesù: volto della misericordia del Padre! Capaci di gioire della salvezza dei fratelli che hanno “divorato le sostanze del Padre con le prostitute...” (Lc 15, 30) ricordando che noi per primi siamo stati am Vaticano, 11 aprile 2015. Il momento della consegna e della lettura della Bolla d’indizione del Giubileo della misericordia Il Rettore e parroco LETTERA DEL RETTORE definitività, il “per sempre” nella fedeltà e ad esso fa seguire la tenerezza, la passione, il corteggiamento, la novità, la giovinezza, la seduzione (cfr. Elena Bosetti e Nello Dell’Agli - Cittadella Editrice). Possiamo davvero vivere in questa certezza: Dio conosce l’Amore, conosce l’arte di amare e di renderci capaci di amare. Sa custodire la nostra vita! Per questo ci ripete instancabilmente: “Non temete... Non abbiate paura...”. 3 CUORE del Mondo VITA DEL SANTUARIO 4-2015 FESTA del SACRO CUORE Alcuni momenti della Festa del Sacro Cuore: Processione allietata dalla Banda Musicale di Torrimpietra seguita da agape fraterna in cortile. Servizio Banca dei Talenti di Rita Dal Canto La Banca dei Talenti è un’attività di volontariato a favore dei senza fissa dimora della stazione Termini, inquadrata nel Progetto Missionario della parrocchia del Sacro Cuore di Gesù al Castro Pretorio, a Roma, nei pressi della stazione stessa. Il servizio si svolge ogni venerdì, dalle ore 18.30, quando noi volontari ci ritroviamo presso i locali del centro giovanile per preparare dei panini e del tè, caldo o freddo a seconda della stagione. Il pane proviene dalla carità di alcuni forni di fiducia, che spesso con generosità donano anche pizza e piatti pronti; per le altre spese, come gli ingredienti per i panini, noi volontari ci autofinanziamo, a seconda delle possibilità di ciascuno, e riceviamo delle offerte dai parrocchiani. La vera festa inizia alle 21, quando, borsoni carichi di panini e bottiglie di tè alla mano, ci ritroviamo in Piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione, dove condividiamo insieme ai senzatetto un momento di preghiera, prima di iniziare la distribuzione vera e propria, in cui alcuni volontari rimangono in piazza ed altri proseguono verso le vie adiacenti. Chi non ha casa talvolta partecipa con noi alla distribuzione. Con gli “amici della stazione” ci scambiamo esperienze di vita, da quelle del quotidiano a quelle più personali. Alla fine della distribuzione, verso le 22.30, ci ritroviamo in chiesa per un momento di condivisione. Non viviamo il nostro servizio come una mensa; il panino è solo uno strumento per creare qualcosa di più profondo, per restituire dignità a persone abituate a passare inosservate e per questo bisognose, più che di cibo, di sentirsi chiamate per nome, cercate, amate e di fare lo stesso, a loro volta. Volti, ricordi, affetti. “Senzatetto”, “volontario”? Prima di tutto, esseri umani. Spesso, buoni amici. VITA DEL SANTUARIO DI GESÙ 12 giugno 2015 5 Estate ragazzi 2015 S AI PIEDI DEL apete... ai piedi della statua del Sacro Cuore, sotto lo sguardo di Mamma Maria e di Don Bosco, in uno dei quartieri più caotici, problematici e trafficati di Roma, esiste un cortile che chissà come e chissà perché riesce a tener fuori tutto il rumore della città; varcando il portone, a solo qualche metro dalla soglia di Via Marsala, quello che colpisce è il silenzio, caro, prezioso, ricercato e ambitissimo silenzio. Non vi nascondo però che ogni tanto è fantastico romperlo questo silenzio, ed è meraviglioso quando a romperlo è l’allegria di bimbi e ragazzi animati dallo spirito di Don Bosco. Uno dei momenti più belli dell’anno vissuti in cortile è l’estate ragazzi; non riusciamo ad organizzare un’attività estiva che duri uno o due mesi come succede in altre case salesiane, stiamo ancora crescendo sia nel numero che nella formazione sia degli animatori che dei volontari, ma lo spirito, l’allegria, l’amore con cui si vivono quei quindici giorni di giugno sono straordinari. Quest’anno in particolare, grazie a chi ha formato gli animatori tutto l’anno, grazie ad una accurata attenzione rivolta ai ragazzi e alle loro famiglie e ad una sana collaborazione tra animatori giovani, animatori adulti, genitori e salesiani, la nostra Estate Ragazzi è stata un particolare canto a Don Bosco. Per cominciare, la presenza di ben 17 di Giovanna Luchi etnie diverse tra gli 80 ragazzi iscritti è stata una benedizione, ci siamo stupiti di come i ragazzi non facciano nemmeno caso a differenze di questo tipo, vanno quasi tutti a scuola insieme, abitano lo stesso quartiere o quasi, hanno giocato, ballato, sorriso, cantato, urlato, disturbato, fatto capricci, fatto il bagno al mare e i gavettoni tutti allo stesso modo; le famiglie (anche musulmane) di alcuni di loro ci hanno ringraziato, dell’accoglienza dell’attenzione e degli interventi educativi; il rapporto familiare e maturo che si è creato tra animatori (anche i più giovani) e animatori e ragazzi, il coinvolgimento delle famiglie, sono stati la chiave vincente per creare un ambiente accogliente ed allegro, quell’allegria di cui parlava Don Bosco, l’allegria che rischiara i volti ed i cuori, che allontana le ombre e salva le anime… ...l’estate rischia di diventare un momento pericoloso per l’anima di grandi e piccini, come ogni tanto ricordava Don Bosco; le vacanze, la libertà dalle fatiche e dagli impegni, la pigrizia... rischiano di confonderci su quale sia la strada della salvezza; l’allegria dell’Estate Ragazzi, anche se breve, si propone di rimanere nei cuori almeno fino a settembre, quando si ricomincerà con un nuovo anno, durante il quale speriamo di veder crescere e di saper accudire i frutti seminati a giugno. 2 luglio, Altipiani di Arcinazzo: chiusura della Estate Ragazzi del Lazio I GIOVANI NEL CUORE SACRO CUORE 7 CUORE del Mondo CUORE IN PREGHIERA 4-2015 8 LA PAROLA Dal Vangelo secondo Marco (6,7-13) Allora chiamò i Dodici, ed incominciò a mandarli a due a due e diede loro potere sugli spiriti immondi. E ordinò loro che, oltre al bastone, non prendessero nulla per il viaggio: né pane, né bisaccia, né denaro nella borsa; ma, calzati solo i sandali, non indossassero due tuniche. E diceva loro: «Entrati in una casa, rimanetevi fino a che ve ne andiate da quel luogo. Se in qualche luogo non vi riceveranno e non vi ascolteranno, andandovene, scuotete la polvere di sotto ai vostri piedi, a testimonianza per loro». E partiti, predicavano che la gente si convertisse, scacciavano molti demoni, ungevano di olio molti infermi e li guarivano. per meditare... Le letture oggi ci richiamano un’idea elementare: Dio manda. – Sappiamo, prima ha mandato al popolo eletto i profeti, che preannunciavano il Messia. – Poi, «quando venne la pienezza dei tempi», Dio ha mandato a noi Gesù. – Poi Gesù ha inviato i dodici apostoli: è il raccondo del Vangelo di oggi. – E questo «inviare» di Dio si prolunga nel tempo, coinvolgendo oggi anche noi: il cristiano, ogni cristiano, è testimone del Signore presso i suoi fratelli... • Gli aspetti della missione messa in atto da Gesù con i dodici apostoli sono interessanti. E non mancano le sorprese. – Dove si recarono? È detto in modo vago: risulta nei villaggi e nelle cittadine della Galilea. All’inizio Gesù aveva operato soprattutto a Cafarnao, la cittadina dellapostolo Pietro. Poi, allargando il raggio d’azione, si era avventurato attorno al lago di Tiberiade. Ora, con i Dodici, a quanto pare spazia nella vasta Galilea. Più tardi scenderà a Gerusalemme in Giudea. E sappiamo, dopo la risurrezione invierà gli apostoli in tutto il mondo. – Con quale equipaggiamento dovevano andare? Gesù dice: solo con i sandali, e un bastone. Non dovevano portarsi dietro altro: non pane, non bisaccia (oggi diremmo valigie, zaini). Non provviste, non denaro. Neanche una tunica di scorta. E andare a piedi. Povero me, io vorrei essere annunciatore del Vangelo come gli apostoli, e invece sono sempre in automobile. E con la ruota di scorta. • Ancora, gli inviati da Gesù che cosa dovevano dire o fare? Erano suoi discepoli, non avevano un messaggio proprio, personale. Diranno le parole di Gesù: convertitevi, il regno dei cieli è vicino, vincete l’egoismo, vivete nella carità. E mettere in pratica ciò che annunciavano: prendendosi cura degli infermi. • Poi, dopo la sua risurrezione, Gesù affiderà agli apostoli il mandato ufficiale: «Andate in tutto il mondo, predicate il Vangelo...». E sono andati, con lo stesso messaggio da proporre. Venti secoli di storia del cristianesimo – di missione – sono ora sotto i nostri occhi. E ci rendiamo conto che la missionarietà è una inconfondibile caratteristica della Chiesa. – Paolo VI lo ha dichiarato: «Quando la Chiesa prende coscieza di sé, diventa missionaria». – Il focoso sant’Ignazio di Loyola, fondatore dei Gesuiti, mandando i suoi primi missionari disse loro: «Andate, incendiate tutto! Ite, incendite omnia!». Primo venerdì del mese di Luglio – Qualcuno usando il linguaggio moderno ha detto che i cristiani sono nei confronti del Vangelo non solo radio-riceventi, ma anche radio-trasmittenti. Accolgono in sé la Parola, e ne contagiano gli altri. Di fatto i popoli della terra hanno diritto al Vangelo, e di conseguenza noi abbiamo il dovere di annunciarglielo. Perciò occorrono i generosi che partono. Si ha l’impressione che i missionari, rispetto a noi comuni cristiani, hanno una marcia in più. – Essere missionario è un dovere della vocazione cristiana, è un atto di riconoscenza a Dio che ci ha fatto la grazia di nascere in seno alla Chiesa. Card. Celso Costantino – Vorrei essere stata missionaria dalla creazione del mondo, e continuare a esserlo fino alla consumazione dei secoli. Santa Teresa di Lisieux – Chi non è apostolo, è apostata. San Luigi Orione per pregare... Dio solo... ma tu puoi Dio solo può dare la fede, ma tu puoi dare la tua testimonianza. Dio solo può dare la speranza, ma tu puoi portare la fiducia ai fratelli. Dio solo può dare l’amore, ma tu puoi insegnare all’altro ad amare. Dio solo può dare la pace, ma tu puoi portare l’unione. Dio solo può dare la forza, ma tu puoi sostenere un fratello scoraggiato. Dio solo è la Via, ma tu puoi indicarla agli altri. Dio solo è la luce, ma tu puoi farla balenare agli occhi di tutti. Dio solo è la Vita, ma tu puoi comunicare agli altri il desiderio di vivere. Dio solo può fare ciò che sembra impossibile, ma tu potrai fare il tuo possibile. Dio basta a se stesso, ma egli preferisce contare su di te. (Preghiera proveniente da Campinas, Brasile) frasi da ripetere • Signore, eccomi manda me! • Signore, fa’ di me uno strumento del Vangelo! In questo mese Leggiamo: Preghiamo: Intenzione: • Vangelo secondo Marco, • Preghiere alla Vergine Maria • Per i cristiani dell’America latina: diamo testimonianza di amore per i più deboli. cap. 6. • I cristiani annuncino il Vangelo con la Testimonianza. Primo venerdì del mese di Luglio IN ALTO Preghiere CUORE del Mondo CUORE IN PREGHIERA 4-2015 10 Consacrazione a Maria Preghiera a Maria Maria, donna di Gerusalemme dove ti offristi con Gesù ai piedi della croce, Maria, donna del Cenacolo dove raccogliesti il soffio dello Spirito Santo, Maria, donna di Efeso, dove giungesti con Giovanni «tuo figlio» inviato in missione dallo Spirito: Prega per noi. Maria, madre delle pecore fuori dall’ovile, madre di chi non conosce tuo figlio, madre di coloro che «non sanno quello che fanno»: Prega per noi. Maria, madre delle anime senza vita, madre delle menti senza luce, madre di cuori senza speranza, madre dei figli che uccisero tuo Figlio, madre dei peccatori, madre del ladrone non pentito, madre del figlio non ritornato: Prega per noi. Maria, madre di chi non lo ha seguito, madre di chi lo ha rinnegato, madre di chi è tornato indietro, madre di chi non è stato chiamato: Prega per noi. Maria, madre vieni a vivere con me. Vieni nella casa dove mi chiede di abitare, vieni nella terra dove mi chiede di andare, vieni tra gli uomini che mi chiede di amare, vieni nelle divisioni che mi chiede di sanare, vieni nei cuori che mi chiede di visitare, vieni a casa mia a farmi da madre, vieni Maria a darmi il tuo cuore di madre. Maria, madre di tutti i popoli. Prega per noi. Andrea Santoro O Maria, pellegrina di bontà, tu hai camminato insieme a Gesù e sei stata gioiosamente madre e serva del progetto di Dio. Affidiamo a te la nostra vita con la fiducia serena che attira ogni figlio tra le braccia della sua madre. Vigila, o Maria, sulla crescita di Cristo in noi e nelle nostre famiglie: ogni nostra casa sia una santa Casa e ogni nostra famiglia sia una Santa Famiglia abitata dalla pace e dall’amore. Il «sì» che ti rese Madre di DIo e di tutti i figli di Dio, risuoni in tutti noi. Insegnaci il tuo «sì», o Maria, per amare il Cielo restando sulla terra, per stare nel mondo senza appartenergli, per vivere operosi e sereni nell’attesa di arrivare a casa con te. Amen. Angelo Comastri O Maria, avvocata nostra! Signora nostra, mediatrice nostra, avvocata nostra, riconciliaci con il tuo Figlio, raccomandaci a Lui, a Lui presentaci. O benedetta, fa’ per la grazia che hai trovato, per la prerogativa che hai meritato, per la misericordia che hai generato, che Colui che per tuo mezzo si è degnato di farsi partecipe della nostra infermità e della nostra miseria, ci faccia altresì, per le tue preghiere, partecipi della sua gloria e beatitudine, Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore, che sopra ogni cosa è benedetto nei secoli. san Bernardo di Chiaravalle Ricordati, dolcissima Vergine Ricordati, dolcissima Vergine, che sei mia Madre e che io sono tuo figlio; che sei potente e che io sono un misero uomo, pauroso e debole. Ti supplico, dolcissima Maria, di assistermi e di difendermi in tutto ciò che faccio. O Vergine bella, non dire che non puoi, poiché il tuo amatissimo Figlio ti ha dato ogni potere in cielo e in terra. Non dire che non devi, poiché sei la Madre comune di tutti i fragili uomini e sei la mia, in modo particolare. Se tu non potessi, ti scuserei dicendo: è vero che è mia Madre e che mi ama come suo figlio, ma, poveretta, non può. Se tu non fossi mia Madre, mi metterei l’animo in pace, dicendo: ella è abbastanza ricca per soccorrermi, ma ahimè! non mi ama, poiché non è mia Madre Ma, Vergine dolcissima, poiche tu sei mia Madre e sei potente, come potrei scusarti, se tu non mi consolassi e non mi offrissi il tuo aiuto e la tua tenerezza? Vedi bene, Madre mia, che sei «costretta» a esaudire tutte le mie richieste. Per l’onore e la gloria del tuo Figlio divino, accettami come tuo figlio, senza considerare i miei peccati e le mie miserie. Libera la mia anima e il mio corpo da ogni male, donami tutte le virtù, specialmente l’umiltà. Infine, arricchiscimi di tutte le virtù. di tutti i beni e di tutte le grazie che rendono gloria alla Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo. Amen. san Francesco di Sales CUORE IN PREGHIERA I CUORI! a Maria 11 CUORE del Mondo CUORE IN PREGHIERA 4-2015 12 LA PAROLA Dal Vangelo secondo Giovanni (6,41-51) Intanto i Giudei mormoravano di lui perché aveva detto: «Io sono il pane disceso dal cielo». E dicevano: «Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui conosciamo il padre e la madre. Come può dunque dire: Sono disceso dal cielo?». Gesù rispose: «Non mormorate tra di voi. Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: E tutti saranno ammestrati da Dio. Chiunque ha udito il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non che alcuno abbia visto il Padre, ma solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità vi dico: chi crede ha la vita eterna. «Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo». per meditare... Che cos’è l’Eucarestia? Non vi preoccupate, non voglio farvi una lezione barbosa!... L’Eucarestia è l’ultima invenzione, l’ultimo ritrovato dell’amore incredibile che Gesù ha avuto per noi. Ricordate: anche quando ci saranno tempeste nella vita, quando sarete delusi, quando un amico o la ragazza che avete incontrato vi abbandonerà, quando una tempesta di scetticismo si abbatterà sul vostro operato, ricordatevi che tutti possono lasciare la vostra mano, ma Lui no. Sapete cosa disse prima di sottrarsi allo sguardo dei suoi discepoli? Ecco io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo!... (Tonino Bello, Laudate e benedite, ed. Insieme, p. 25) José Teófilo de Jesus: Gesù istituisce l’Eucarestia [Unigenito Figlio di Dio] perché rimanesse in noi un costante ricordo di così grande beneficio, lasciò ai suoi fedeli il suo corpo in cibo e il suo sangue come bevanda, sotto le specie del pane e del vino. O inapprezzabile e meraviglioso convito, che dà ai commensali salvezza e gioia senza fine! Che cosa mai vi può essere di più preziosa? Non ci vengono imbandite le carni dei vitelli e dei capri, come nella legge antica, ma ci viene dato in cibo Cristo, vero Dio. Che cosa di più sublime di questo sacramento? Nessun sacramento in realtà è più salutare di questo: per sua virtù vengono cancellati i peccati, crescono le buone disposizioni e la mente viene arricchita di tutti i carismi spirituali. Nella Chiesa l’Eucarestia viene offerta per i vivi e per i morti, perché giovi a tutti, essendo stata istituita per la salvezza di tutti. Nessuno infine può esprimere la soavità di questo sacramento. Per mezzo di esso si gusta la dolcezza spirituale nella sua stessa fonte e si fa memoria di quella altissima carità, che Cristo ha dimostrato nella sua passione. (Tommaso d’Aquino, Opere, Opusc. 57, lect. 1-4) Primo venerdì del mese di Agosto Cristo è tutto per noi Il pane che ci viene da Te Il pane che ci viene da Te, Padre, vogliamo farlo ritornare a Te con l’universo in cui siamo. Questo mondo uscito dalle tue mani possa esserti interamente offerto nell’offerta del tuo Figlio Gesù, e possa diventare, per questa Eucarestia, un mondo ripieno della tua vita e della tua santità. Nel calice del vino che ci è dato e che leviamo a Te, Padre, vorremmo offrirti tutta la creazione, affinché possa giungere a Te, riscattata dal sangue del tuo Figlio, e possa ricevere da Te l’immensità della tua perfezione. (Jean Galot) Cristo è tutto per noi. Se vuoi curare una ferita, egli è medico. Se sei riarso dalla febbre, egli è fontana. Se sei oppresso dalla colpa, egli è giustizia. Se hai bisogno di aiuto, egli è forza. Se temi la morte, egli è vita. Se desideri il cielo, egli è via. Se fuggi le tenebre, egli è luce. Se cerchi cibo, egli è nutrimento. Guistate, dunque, e vedete quanto è buono il SIgnore; felice l’uomo che spera in lui. (Sant’Ambrogio) CUORE IN PREGHIERA per pregare... 13 frasi da ripetere • Signore, donaci ancora una volta Te stesso! • Signore, nel Tabernacolo rimani sempre con noi! • Signore, non ci lasciare! • Signore, fa’ che non ti lasciamo! In questo mese Leggiamo: • Vangelo secondo Giovanni, cap. 6. Preghiamo: • Preghiere eucaristiche e mariane. Intenzione: • Per i volontari: si impegnino con generosità con i più bisognosi. • Per gli operatori turistici: organizzino le vacanze per un sano e ristorazione periodo di riposo. Primo venerdì del mese di Agosto VITA DI SAN GIOVANNI BOSCO 1815 2015 14 1884: Don Bosco e l’esposizione nazionale di Torino INTRODUZIONE “la Famiglia Salesiana di Don Bosco partecipa ad Expo Milano 2015 con il padiglione “CASA DON BOSCO”. Diversi sono gli elementi di unicità: è l’unico che porta il nome di una persona per giunta Santo. È l’unico che fa riferimento ad una famiglia religiosa e non ha uno Stato, un’organizzazione o un’azienda. Nel Bicentenario della nascita di San Giovanni Bosco, la Famiglia Salesiana ha deciso di rilanciarne le intuizioni e il metodo, rimodulando e specificando il tema principale di Expo: “Educare i giovani, energia per la vita”. Don Bosco e l’Esposizione Nazionale di Torino: 1884 Non deve far meraviglia che la Famiglia Salesiana di Don Bosco partecipi all’EXPO 2015: Don Bosco stesso ha dato l’esempio partecipando in “forma grandiosa” all’Esposizione Nazionale di Torino nel 1884, che doveva testimoniare lo stato e l’avanzamento della Industria,della Scienza e dell’Arte nel Regno d’Italia. L’Esposizione fu solennemente inaugurata il 16 aprile 1884, con la presenza dei Reali d’Italia. Il Comitato d’Onore era presieduto dal Principe Amedeo, fratello del Re Umberto, mentre il Comitato Esecutivo da Tommaso Villa, deputato. Le Gallerie [così erano detti allora i Padiglioni] erano disposti nel Parco del Valentino,sulla riva sinistra del Po. Don Bosco, sempre aperto alle novità, soprattutto nel settore grafico, nel maggio del 1883 fece domanda di ammissione, avendo in animo di far esporre testi scientifici, letterari, didattici,religiosi ed edizioni illustrate di valore. Fece esporre anche il Bollettino Salesiano stampato in tre lingue: italiano, francese e spagnolo. Il 16 luglio la domanda, nonostante l’opposizione di vari ambienti massonici, fu accolta. Tutto il materiale era già pronto all’inaugu- razione, disposto in eleganti librerie: il progetto di Don Bosco fu totalmente trasformato per l’intervento di Tommaso Villa, Pres. del Comitato Esecutivo dell’Esposizione. Questi nell’autunno del 1883, per organizzare l’Esposizione di Torino, si era recato all’Esposizione di Zurigo, centrata sulla scienza e la tecnica. La sua attenzione fu attratta da “una superba macchina che si stava costruendo per le fabbricazione della carta”. Chieste informazioni, fu risposto che era destinata al Signor Bosco d’Italia. Tornato a Torino, insistette con D. Bosco perché la macchina facesse bella mostra nella Esposizione: Don Bosco acconsentì volentieri, esigendo una galleria in cui esporre anche le macchine per la produzione del libro, oltre della carta. Gli fu assegnata una grandiosa Galleria di metri 55 di lunghezza e 20 di larghezza. Don Bosco: fabbrica di carta, tipografia, fonderia, legatoria, e libreria salesiana Leggendo questa scritta all’entrata della Galleria, molti all’inizio sorridevano con ironia, pensando di trovarvi “oggetti di sacrestia”: non era cosa usuale che un prete partecipasse a una Esposizione Nazionale e nella sezione del lavoro! Le Memorie Biografiche del Santo narrano che “se superate le prevenzioni, [i visitatori] decidevano di entrare, rimanevano subito colpiti da due novità: dal lavoro e dai lavoratori. Questi, tutti giovani di varia età, si attiravano le simpatie dei riguardanti a motivo della applicazione, compostezza e serenità con cui attendevano ognuno a far bene la parte sua. Il lavoro poi incantava dal principio alla fine la generale attenzione”. [MB. XVIII, p. 245]. Interesse dei visitatori per la galleria di Don Bosco Nella Galleria, che presto divenne la più visitata e interessante per il pubblico, Don Bosco aveva fatto sistemare la macchina, in attività, per la produzione della carta [fu poi portata nella cartiera salesiana di Mathi torinese] e accanto una pressa a 4 colonne, invenzione di Don Ghivarello [uno dei primi salesiani], due macchinette per la fusione dei caratteri e le casse dei compositori, una grande macchina tipografica, in funzione, e gli utensili per legare il libro. Fra adulti e ragazzi, durante il giorno, attendevano in continuazione al lavoro [tranne la domenica, perché per rispettare il riposo festivo e partecipare alle funzioni Sacre, Don Bosco era stato irremovibile con gli organizzatori dell’Esposizione] circa 20 persone. Lasciamo presentare la Galleria dalle Memorie Biografiche, anche se nella lingua di fine ‘800: “Intendimento di Don Bosco era stato di dare una dimostrazione pratica del molteplice lavoro richiesto dalla produzione materiale del libro. Ora qui la curiosità del pubblico assisteva al graduale processo, per cui da un mucchio di sudici cenci si arriva a veder uscire, per esempio, un elegante volume di versi. Non vi mancavano, come abbiamo accennato, i preliminari più realistici:divisione e scelta dei cenci; loro spolveramento, liscivia e riduzione in pasta. Seguiva quindi tutta una complessa azione meccanica: cilindri raffinatori della pasta, tino con gli accessori per l’introduzione di questa nell’ingranaggio, apparecchio da carta continua, tagliacarta per ridurre i fogli nel formato voluto; calandra, pressa e tutto l’occorrente per disporre la carta in pacchi e in risme. Vedere quella pasta lattea purificarsi a grado a grado da ogni sedimento,epurarsi delle ultime parti fibrose, liberarsi dall’acqua, comporsi a forma di tessuto, rassodarsi e asciugata, lisciata, rasata, arrotolarsi e rigarsi, offriva uno spettacolo, che quasi nessuno aveva mai avuto occasione di contemplare. Un giornale chiamò questa la regina delle macchine che si trovavano nell’Esposizione. [MB. XVII, p. 245]. Vantaggi derivanti, secondo Don Bosco, dalla partecipazione all’Esposizione: • “concorrendo in una forma così grandiosa all’Esposizione Don Bosco si riprometteva due vantaggi di ordine religioso e mo- rale, far vedere cioè che il clero amava le arti e il loro progresso e dare un buon esempio con la santificazione dei giorni festivi”. [MB. XVII, p. 248]. • Non fu facile fare accettare questa condizione [come abbiamo accennato], ma Don Bosco la pose come base della sua partecipazione: il Comitato, interessato alle “novità” del Padiglione di Don Bosco, accettò, nonostante gli attacchi di vari giornali L’Esposizione di Torino del 1884: la facciata e una delle gallerie 15 VITA DI SAN GIOVANNI BOSCO 1815 2015 16 Macchina in bianca, con il movimento ipocicloidale e macinazione cilindrica a quattro rulli anticlericali; il Fischietto con malizia sentenziò: “Nella Galleria del Lavoro Don Bosco rappresenta il riposo festivo”. Difficoltà e incidenti derivati dalla partecipazione all’Esposizione. Per obiettività storica accenniamo ad alcune difficoltà e incidenti capitati durante la Esposizione del 1884: • Spesso Don Bosco fu attaccato dai Protestanti soprattutto per le molteplici pubblicazioni popolari [Il Giovane Provveduto, Letture Cattoliche, La Storia Sacra, la Storia d’Italia…] in difesa della Chiesa Cattolica: anche in questa circostanza alla porta d’entrata distribuivano opuscoli e volumi anticattolici; Don Bosco fece rispondere con “Verità e truffe” da Don Bonetti, mentre ignorò completamente [tante erano le acredini e le in- congruenze!] Le Boccie di Don Bosco, una diatriba anonima di 343 pagine,contro il Giovane Provveduto. • In genere le posizioni contrarie a Don Bosco non furono moltissime, perché anche la stampa poco favorevole ai Cattolici dovette prendere atto della importanza e della “modernità” della Galleria di Don Bosco. • Nel manovrare questi nuovi macchinari ci furono due incidenti, nonostante tutte le precauzioni, a due giovani: potevano avere esito gravissimo, ma per il pronto intervento dei medici e dei capi d’arte, si risolsero senza danni irreparabili. Straordinario successo della Galleria di Don Bosco: lo straordinario valore e l’originalità della Galleria allestita dai Salesiani di Don Bosco, curata particolarmente dall’e- conomo generale Don Antonio Sala, incaricato personalmente da Don Bosco [il santo spesso intervenne nel dare consigli e indicazioni] furono riconosciuti universalmente da persone ed enti pubblici;per brevità ne riportiamo tre. • La Guida dell’Esposizione così si esprimeva: “il famoso Don Bosco,un clericale la cui attività auguriamo a tutti i liberali,ha occupato all’Esposizione un cortile intero a destra” [Don Bosco è additato come modello a tutti i liberali!! Guida dell’Esposizione italiana di Torino,Tip. ed. Sonzogno, Milano, 1884, p.105]. • Un Opuscoletto [13 facciate] di un sacerdote trentino [visitatore dell’Esposizione, di cui le MB non ci rivelano il nome] presentava in modo entusiasta la Galleria, ma soprattutto Don Bosco; ne riportiamo alcune frasi: “Chi è mai questo prete che è giunto a imporsi ai liberali stessi? Se aveste a vederlo, nulla scorgereste che si riveli un genio sublime; è un prete alla buona, il quale, sebbene abbia solo da poco oltrepassato il sessantesimo nono anno di età, all’aspetto vi appare più che settuagenario. Fissate un istante su di lui i vostri sguardi e voi leggerete a chiare note sulla sua fronte il soffio dello spirito divino che lo anima e che lo ha prescelto ministro di opere sì stupende; miratelo un istante e vi sarà impossibile non sentirvi compresi di venerazione e d’amore per questo canuto vegliardo...” [espressioni dell’Opuscolo anonimo riportate dalle Memorie Biografiche, XVII, autore Eugenio Ceria, pag. 251]. • Un visitatore, probabilmente emiliano, in un periodico di Reggio così ricordava la sua visita alla galleria di Don Bosco: “la Galleria di Don Bosco era una delle poche, dove si affollavano i visitatori, e che in quel continuo andirivieni si notavano sui volti i segni evidenti della soddisfazione e della meraviglia”. [Il Reggianello, 4 ottobre 1884]. Sintetizziamo questi giudizi con l’opinione di un Cooperatore Salesiano lionese sull’impegno di Don Bosco nel mondo della stampa e della modernità: “Don Bosco ha provato al mondo che la Chiesa e il Sacerdozio non sono nemici,ma al contrario i migliori amici della sana civilizzazione e del vero progresso”. [cfr.la lettera integrale,in francese: MB.XVII, pp. 737-739]. Nei disegni dell’epoca riportiamo i due sistemi per le macchine da stampa in uso presso la prima tipografia di Don Bosco: a sinistra, il SISTEMA IPOCICLOIDALE (appena inventato) in cui tutti i pezzi meccanici girando continuamente nello stesso verso evitavano le scosse che provocano l’inversione di moto; sotto, il SISTEMA FERROVIARIO, ottimo per le macchine più piccole, esigeva meno quantità di forza motrice Riconoscimenti e premiazioni degli espositori: • Della cartiera [la più visitata e apprezzata dal pubblico] nessuna menzione “perché di fabbricazione straniera”; • “medaglia d’argento” per i prodotti tipografici: “per la sua grande diffusione di stampe in tutto il globo, per la mitezza dei prezzi, nonché pel grandioso impianto della special Galleria con cui dallo straccio alla carta, da questa alla stampa e alla legatura ottiensi il libro”. [giudizio della Giuria]. • Di fronte a questa palese ingiustizia, Don Bosco rispose con una Lettera del 25 ottobre 1884, indirizzata al Comitato Esecutico dell’Ufficio Giuria di revisione, istituito per gli eventuali ricorsi: Don Bosco contesta il giudizio portando in due fitte paginette le motivazioni della sua insoddisfazione [e di larga parte della stampa cattolica dell’epoca]: a] riguardo ai prodotti tipografici elenca: Classici Italiani ad uso della Gioventù [300.000 volumi] pubblicati in 16 anni, due miliomi di volumetti delle Letture Cattoliche in 33 anni,la 100° ristampa del Giovane Provveduto [6 milioni di copie?], Classici Latini e Classici Greci pubblicati in 20 anni, Dizionari Latini, Italiani e Greci con rela- tive Grammatiche ed altri testi in uso nelle scuole salesiane e pubbliche... b] riguardo alla cartiera fa notare che pur essendo la macchina estera, è importante “aver riguardo al lavoro perfezionato della medesima” [Don Bosco era stato “quasi costretto” dal presidente del Comitato Esecutivo onorevole Villa ad esporla]; c] Don Bosco si dichiara sorpreso, perché non si erano prese in considerazione la Fonderia Tipografica, la composizione e stampa dei libri e relativa legatura; d] “fo’ anche notare alla Giuria che i lavori sovr’accennati sono fatti in tutte le mie tipografie da poveri giovani raccolti ne’ miei Istituti, ed avviati per tal modo a guadagnarsi in seguito ed onoratamente il pane della vita; e ciò nondimeno l’esecuzione dei lavori non è inferiore (a giudizio degli intelli- 17 VITA DI SAN GIOVANNI BOSCO 1815 2015 18 La prima tipografia salesiana (1861) genti nell’arte) ad altre opere esposte da varii Editori, i quali ottennero un premio,non che uguale, ma, secondo che mi venne riferito, superiore al mio”. Credo che sia questo il motivo principale della protesta di Don Bosco: la difesa del lavoro giovanile [nel lontano 1852 aveva già firmato dei contratti di lavoro per la difesa dei suoi giovani]. Per questo,ho sottolineato l’affermazione del Santo. Don Bosco si augurava che la Giuria prendesse in considerazione le sue ragioni; in caso contrario si considerava soddisfatto del giudizio favorevole del pubblico e rifiutava qualsiasi attestato e premio. Esito:”la Giuria di revisione non degnò di un’occhiata le ragioni qui addotte”. “Il Corriere di Torino” scrisse: “Uomini di senno e di intelligenza affermavano Don Bosco degno del Diploma d’Onore”. Perché la Galleria di Don Bosco non fu premiata con il Primo Premio? Spiegava “L’Eco d’Italia”, di Genova: “Ecco la grande colpa del venerando sacerdote: egli contrasta e impedisce potentemente la propaganda radicale e repubblicana nella gioventù, e lavora indefessamente e con splendidi successi alla soluzione cristiana (cioè la sola possibile) della tremenda questione sociale”. [MB. XVII, citazione a p. 255]. Conclusione: la lasciamo a Don Bosco [alcune cifre citate dicono l’impegno messo nel settore della stampa] che ci trasmette l’impor- tanza della comunicazione, che in quel tempo cominciava ad essere concentrata nella “EDITORIA”. “Il libro, se da un lato non ha quella forza intrinseca della quale è fornita la parola viva, da altro lato presenta vantaggi in certe circostanze anche maggiori. Il libro entra persino nelle case ove non può entrare il sacerdote, è tollerato eziandio [anche] dai cattivi come memoria o come regalo”... “Chi dona un libro buono, non avesse altro merito che destare un pensiero di Dio, ha già acquistato un merito incomparabile presso Dio. Eppure quanto di meglio si ottiene. Un libro in una famiglia, se non è letto da colui a cui è destinato o donato, è letto dal figlio o dalla figlia, dall’amico o dal vicino. Un libro in un paese talora passa nelle mani di cento persone. Iddio solo conosce il bene che produce un libro in una città, in una biblioteca circolante, in una società di operai, in un ospedale, donato come pegno di amicizia”. [Giovanni Bosco, Epistolario, IV, 318-321]. Don Antonio Sperduti LA FAMIGLIA NEL CUORE Si è conclusa il 5 Luglio la terza edizione di “E...state in famiglia!”, il Meeting della Famiglia, l’unico evento su Roma interamente dedicato alla famiglia, promosso dal Forum delle Associazioni Famigliari del Lazio. La manifestazione ogni anno si rinnova e cresce in partecipazione e in consensi. Frutto del lavoro generoso e silenzioso di famiglie appartenenti a diverse associazioni del Forum, la manifestazione si propone di far sviluppare e consolidare nella Capitale, ma anche nel resto d’Italia, una nuova modalità di fare rete e cultura della famiglia. La famiglia non è un mero affare privato dei singoli individui, bensì un fatto indispensabile nell’architettura della civitas. In un quadro così complesso e problematico, il Meeting della Famiglia ha l’ambizione di far emergere tutta la bellezza della famiglia, portando alla luce le sue risorse e il patrimonio di umanità, di relazioni e di vita che essa trasuda e diventando per Roma un punto propulsivo della cultura del familiare che, dal confronto con tutti gli attori sociali economici e culturali, suggerisca anche proposte di revisione fiscale, di armonizzazione del lavoro (con la seconda edizione del Premio Aziende Family Frien- “E...state in famiglia” per annunciare la bellezza di essere famiglia dly) e di valorizzazione dei ruoli di cura e di educazione. Ci vuole il coraggio d investire in scelte che guardino al futuro. Viviamo in un momento d’impasse per famiglia. Da una parte la crisi che non è solo economica ma anche morale e di valori, dall’altra la sfiducia scaturita dal complicato momento storico per tutto il Paese e dalle tristemente note vicende politiche locali che, in particolare a Roma, stanno avendo gravi ripercussioni sulle politiche sociali. Proprio per la sua naturale capacità di resilienza, la famiglia italiana si trova a sopportare pesi che vanno oltre le sue reali possibilità e dispo- 19 CUORE del Mondo LA FAMIGLIA NEL CUORE 4-2015 Per l’impegno per la famiglia vogliamo ricordare anche la Marcia per la Vita con queste tre foto scattate dal nostro Bruno Gherbassi nibilità di risorse, e si trova a reggere un Paese che fatica a progettare e a produrre politiche di sviluppo, lasciando poche possibilità di realizzazione ai giovani, che, nonostante tutto, continuano a coltivare il loro desiderio di famiglia, come dimostrano i dati dell’Istituto Toniolo, secondo cui il 60% dei giovani intervistati non rinuncia a pensare di poter formare una propria famiglia e la vede formata mediamente di due figli e oltre. La manifestazione aveva come tema proprio il “Desiderio di Famiglia”, quel desiderio che rimane forte e vibrante nel cuore dei giovani e che costituisce un richia- mo forte anche nelle altre età della vita. Anche Don Bosco aveva forte in se questo desiderio che ha riproposto nella articolazione delle sue case e degli istituti e nella “famiglia” salesiana. Durante le serate di “E...state in famiglia” ci siamo confrontati con le istituzioni regionali e comunali, e con esperti di alto profilo; i contenuti sono stati tanti; ne usciamo soddisfatti per la risposta delle famiglie, un po’ meno per la difficoltà che hanno i politici a dialogare su questi temi senza approcci ideologici. Anche quest’anno la manifestazione la ha visto la partecipazione significativa dei Salesiani cooperatori della ispettoria centrale sia a livello organizzativo che di volontariato. Una sensibilità per il bene comune che sta connotando sempre più l’Associazione nella suo mandato “in uscita” e fa emergere il volto di un laicato salesiano ormai maturo per prendere le sue responsabilità nella società civile e nella Chiesa. Uno spazio particolare nell’evento hanno avuto i giovani universitari impegnati al meeting nei laboratori, molto partecipati, sui temi dedicati a chi vuole metter su famiglia, dal lavoro all’affettività, ci fa sperare per il futuro. Finché ci saranno giovani che desiderano una famiglia, nonostante le difficoltà, ci sarà la possibilità di risollevarsi dalla crisi e rimettere in piedi le sorti del Paese. Emma Ciccarelli il PIA OPERA DEL SACRO CUORE SEGNA LIBRO via Marsala, 42 - 00185 Roma ieri ✂ «Ai benefattori della chiesa del voto internazionale, dedicata al S. Cuore di Gesù al Castro Pretorio di Roma, era già stata promessa, quando detta chiesa fosse compiuta, la celebrazione di una messa ogni venerdì dell’anno e la recita quotidiana del S. Rosario con altri esercizi di pietà. Ad ampliare questi vantaggi spirituali e farne partecipare più altre persone, venne stabilita nella suddetta chiesa la PIA OPERA DEL S. CUORE DI GESÙ...”. (Da un programma della Pia Opera, durante il Rettorato di Don Rua, 1° successore di Don Bosco) Come ci si iscrive: Con una offerta libera, presso gli uffici della Basilica o mediante conto corrente postale o bonifico sottoindicati con causale “Iscrizione alla Pia Opera del Sacro Cuore”, specificando il cognome e nome di chi si vuole iscrivere, vivo o defunto. ELEMENTO CENTRALE La celebrazione quotidiana di una S. Messa concelebrata in perpetuo per gli iscritti vivi o defunti. • • • • Le offerte: Per lo sviluppo e la diffusione della devozione al S. Cuore, anche tramite pubblicazioni. A favore delle missioni e delle vocazioni sacerdotali; In favore dei salesiani anziani e malati; Per ragazzi e giovani in situazione di particolare disagio. N° conto corrente postale: 914010 codice IBAN: IT03 P076 0103 2000 0000 0914 010 intestati a: Pia Opera del Sacro Cuore di Gesù Conto corrente bancario: Banca Popolare di Sondrio Agenzia 11 - Roma intestato a: Ispettoria Salesiana Romano Sarda codice IBAN: IT 24 Z 05696 03200 000009643X50 Per informazioni: • Segreteria (orario ufficio da lunedì a venerdì normalmente 9-12) Tel. 06.444.83.423 - 06.444.83.411 - 06.492.83.403 • Portineria dell’Istituto (dalle ore 6.00 alle 22.00), lasciando un messaggio per Don Antonio: Tel. 06.492.72.21. Per qualsiasi richiesta: [email protected] oggi “La Comunità salesiana che presta il servizio pastorale nella Basilica del S. Cuore s’impegna a celebrare la SS. Eucarestia, una volta tutti i giorni, secondo le intenzioni degli offerenti, i quali in tal modo, unendosi spiritualmente alla celebrazione del sacrificio di Cristo, potranno beneficiare di quel dono di grazia che scaturisce dalla rinnovazione del memoriale di Cristo”. Il ricordo riconoscente per i benefattori avviene anche nella recita quotidiana del S. Rosario e delle Litanie lauretane e in quei pii esercizi che si attuano secondo i ritmi dell’anno liturgico. Non “ permettere mai che qualcuno venga da te e vada via senza essere migliore e più convinto ” (Madre Teresa) CUORE del Mondo Santuario internazionale il SEGNA LIBRO www.basilicadelsacrocuore.it; [email protected] Tel. segreteria 06.49.27.22.56 (ore 9-12: giorni feriali) • Tel. 06.44.53.257 (parroco) Nel Santuario, le celebrazioni della SANTA MESSA si tengono nei seguenti orari: ✂ ORARIO INVERNALE FERIALI: ore 6.30 • 7.00 7.30 • 8.00 (Lodi Messa) 9.00 • 18.00 FESTIVI: ore 7.00 • 8.00 9.00 • 10.00 11.30 (Messa parrocchiale e dei giovani) 16.00 (in lingua filippina) 18.00 ESTIVO GIUGNO-LUGLIO-AGOSTO FERIALI: ore 6.30 • 7.00 • 7.30 8.00 (Lodi Messa) • 9.00 • 18.00 FESTIVI: ore 7.00 • 8.00 9.00 • 10.00 • 11.30 • 18.00 Messa delle 7.00 è per iscritti Opera Pia MUSEO DON BOSCO e “CAMERETTE” (tutti i giorni) ore 9.00-12.00 • 16.00-19.00 Non “ permettere mai che qualcuno venga da te e vada via senza essere migliore e più convinto (Madre Teresa) CUORE del Mondo • PRIMO VENERDI: ore 10.30-17.30 Adorazione silenziosa ore 18.00 Solenne Concelebrazione cui segue Adorazione animata da un gruppo della Famiglia Salesiana ore 19.15 Vespri e buona notte altri VENERDI: Adorazione Eucaristica silenziosa: ore 18.30-19.15 ore 19.15 Vespri, benedizione eucaristica e buona notte • I GIOVEDI: Adorazione Eucaristica animata: ore 18.30-19.15 ore 20.30-22.00: da e per i giovani • IL 24: Commemorazione mensile di Maria Ausiliatrice • ULTIMO GIORNO DEL MESE: Commemorazione mensile di san Giovanni Bosco • SACERDOTI PER LE CONFESSIONI: lingua italiana, spagnola ore 6.30-7.15 (giorni feriali) ore 17.00-18.00 inglese tutti i giorni ore 9.00-12.00; 17.30-19.00