Periferie del lavoro. Indagine longitudinale su un panel di iscritti al Centro per l’Impiego di Scampia-Napoli Facoltà di Sociologia dell’Università degli Studi di Napoli - Arlas. Seminario di Sociologia del Lavoro 18/05/2011 Principali risultati 1- Costruzione di un archivio composto da 255 soggetti sui quali sono state condotte le analisi longitudinali. Di altrettanti soggetti, che pure non hanno partecipato a tutte le rilevazioni, si hanno informazioni minuziose e numerose, che restituiscono un quadro dettagliato del campione nel suo insieme e possono essere ritenute valide a tutti gli effetti per ulteriori analisi e confronti. 2- Comparazione dei dati raccolti in ogni campagna con quelli rilevati dall’Istat nella Rilevazione Continua delle Forza di Lavoro. Nella logica di comparazione dei criteri usati nella classificazione delle condizioni occupazionali con quelli messi a punto dall’Istat, è stato preso in esame il questionario sulle RCFL. Da questo confronto è emerso un quadro che varrebbe la pena di approfondire anche in sede successiva di discrasie fra rilevazioni ufficiali e rilevazioni di campo che certamente vanno attribuite al difficile contesto del mercato del lavoro locale. 3- Rilevazione di informazioni delicate relative al rapporto tra povertà e disoccupazione effettuando un’approfondita analisi dei bisogni e dei consumi non solo dei soggetti intervistati ma di interi nuclei familiari. Tali informazioni possono rappresentare anch’esse un punto di partenza, di dati e materiale su cui riflettere, di notevole utilità. 4- Infine essendosi la ricerca dedicata in maniera particolare all’analisi del lavoro e delle dinamiche di ricerca e di relazione fra emerso e sommerso, vale la pena segnalare che proprio rispetto al lavoro nero è stata condotta una meticolosa ricostruzione delle esperienze lavorative dei singoli; attraverso l’utilizzo della regressione logistica multinomiale sono state infatti studiate le transizioni tra un lavoro nero l’altro giungendo, anche in questo caso, a fornire un quadro complesso e ulteriormente indagabile. I tempi di realizzazione della ricerca Campagna data realizzazione n. int. di cui tel N. cadute I Ottobre/Novembre 2006 506 - - II Giugno/Luglio 2007 413 113 93 III Marzo/Aprile 2008 330 108 83 IV Ottobre 2008 292 292 38 V Aprile 2009 255 255 37 Le modifiche del campione Tab. 1: Flussi delle interviste, cadute, tassi di caduta Campagna I campagna II campagna III campagna IV campagna V campagna Intervistati 506 414 330 292 255 Cadute Tasso di caduta intermedio Tasso di caduta 0 92 84 38 37 0,0 18,2 20,3 11,5 12,7 0,0 18,2 34,8 42,3 49,6 Titoli di studio per sesso e classi di età titolo di studio nessun titolo licenza elementare licenza media maschi qualifica professionale diploma laurea totale nessun titolo licenza elementare licenza media femmine qualifica professionale diploma laurea totale età in classi totale 18-24 25-35 36-45 46-55 v.a. % v.a. % v.a. % v.a. % v.a. % v.a. % v.a. % 0 0,0 0 0,0 25 43,1 5 8,6 27 46,6 1 1,7 58 100,0 0 0,0 4 4,0 54 54,5 5 5,1 33 33,3 3 3,0 99 100,0 3 4,3 9 12,9 46 65,7 4 5,7 8 11,4 0 0,0 70 100,0 0 0,0 8 26,7 20 66,7 0 0,0 2 6,7 0 0,0 30 100,0 3 1,2 21 8,2 145 56,4 14 5,4 70 27,2 4 1,6 257 100,0 v.a. % v.a. % v.a. % v.a. % v.a. % v.a. % v.a. % 0 0,0 2 4,5 14 31,8 2 4,5 24 54,5 2 4,5 44 100,0 2 2,1 17 17,9 38 40 2 2,1 28 29,5 8 8,4 95 100,0 4 5,3 20 26,3 31 40,8 6 7,9 15 19,7 0 0,0 76 100,0 4 11,8 10 29,4 18 52,9 0 0,0 2 5,9 0 0,0 34 100,0 10 4,0 49 19,7 101 40,6 10 4,0 69 27,7 10 4,0 249 100,0 La condizione occupazionale Condizione occupazionale I - V campagna I Occupato Disoccupato In cerca di prima occupazione Totale II III IV V 25 9,8 31 12,2 30 11,8 36 14,2 36 14,1 85 33,3 82 32,2 91 35,7 92 36,2 95 37,3 145 56,9 142 55,7 134 52,5 126 49,6 124 48,6 255 100,0 255 100,0 255 100,0 254 100,0 255 100,0 Condizione occupazionale I- V campagna per sesso I Maschi II III IV V Occupato 18 14,1 27 21,1 24 18,8 30 23,6 28 21,9 Disoccupato 55 43,0 49 38,3 58 45,3 57 44,9 61 47,7 In cerca di I occupazio ne 55 43,0 52 40,6 46 35,9 40 31,5 39 30,5 128 100,0 128 100,0 128 100,0 127 100,0 128 100,0 Totale I Occupato Femmine II III IV V 7 5,5 4 3,1 6 4,7 6 4,7 8 6,3 Disoccupato 30 23,6 33 26,0 33 26,0 35 27,6 34 26,8 In cerca di I occupazio ne 90 70,9 90 70,9 88 69,3 86 67,7 85 66,9 127 100,0 127 127,0 127 100,0 127 100,0 127 100,0 Totale • Volendo sintetizzare i risultati delle nostre osservazioni nel corso dei tre anni relative alla condizione occupazionale possiamo dire che all’epoca della nostra prima rilevazione, la grande maggioranza dei soggetti intervistati era alla ricerca di una prima occupazione e in questa condizione è rimasta (salvo una riduzione nell’ultimo periodo). E’ aumenta, di poco, secondo un trend continuo, l’incidenza di coloro che si sono registrati come occupati. Relativamente stabile, o per la precisione in lieve aumento, è risultata infine la quota delle persone rimaste (o tornate) nella condizione di disoccupazione. • Insomma, nel corso delle cinque campagne si è ridotta, sia in valore assoluto che percentuale, la quota di quelli che non avevano mai lavorato, mentre sono cresciute, anche se solo in termini percentuali, le quote dei disoccupati con precedenti lavorativi (dei ‘disoccupati in senso stretto’ secondo la dizione corrente) e degli occupati[1]. [1] Secondo i criteri di classificazione Istat, invece, nei tre anni presi in considerazione in questo territorio è diminuita l’occupazione, è rimasta stabile la ricerca di lavoro ed è aumentata l’inattività, la quota cioè di quanti non cercano più lavoro. La ricerca di Lavoro Incidenza di intervistati senza attività lavorativa che hanno compiuto una ricerca attiva di lavoro nel mese precedente l’intervista, campagne I-V 60,0 50,0 40,0 30,0 20,0 10,0 0,0 I II III Ricerca attiva nell'ultimo mese IV V Quello che i dati ci hanno mostrato è che da un lato nel tempo, come ci aspettavamo, lo scoraggiamento aumenta (in maniera consistente anche quello maschile), ma dall’altro anche che esiste, nel territorio e nel campione da noi considerato, un livello di attivazione e di intensità di ricerca di lavoro incredibili se si considerano le croniche difficoltà del mercato del lavoro locale. Il lavoro nero Alcune considerazioni preliminari Il lavoro nero, ricade nella più ampia categoria dell'occupazione non regolare, esso è uno degli aspetti peculiari del mercato del lavoro italiano e in particolar modo di quello meridionale e campano. “Dal punto di vista sostanziale rientrano nel lavoro nero tutte le forme di lavoro non regolare sotto il profilo legale e segnatamente quelle subordinate e caratterizzate da forte squilibrio tra domanda e offerta in termini di relazioni di potere che implicano situazioni di grave sfruttamento. In questo senso il lavoro nero quella quota di lavoro che a prescindere dalla sua totale o parziale irregolarità formale, si caratterizza per salari e condizioni di lavoro decisamente al disotto dei livelli minimi contrattuali”(Pugliese, Rebeggiani 2009: 3-4). • l’esperienza del lavoro al nero ha riguardato la grande maggioranza del campione da noi intervistato, solo poco più dell’8% degli uomini e una percentuale decisamente più alta (pari a poco più del 18%) delle donne, non ne aveva mai fatta esperienza né in passato né al momento dell’intervista. Tuttavia già nel corso della prima campagna la quota di quanti dichiarava di non svolgere più alcuna attività al nero era fortemente aumentata; • per gli uomini l’esperienza di un lavoro nero alle dipendenze era non solo molto elevata, ma anche quasi ugualmente distribuita fra le varie classi di età: insomma si comincia da giovanissimi ad avere esperienze di lavoro nero e non si smette quasi a nessuna età; • la maggior parte dei soggetti che alla prima campagna dichiarava di avere svolto in passato lavoro al nero dichiarava di averne avuti più di uno. Anche qui il rapporto tra uomini e donne è tipico: gli uomini che avevano avuto esperienze lavorative al nero ne riferivano per la maggior parte più di due e nel 25% dei casi ne dichiarano più di quattro; le donne invece per lo più avevano avuto, se ci erano riuscite, una sola occupazione al nero; • altra notevole differenza era che per gli uomini le attività avevano assunto prevalentemente carattere di stabilità e di continuità indipendentemente dall’età (sono infatti quasi il 40% i maschi che dichiarano continuità di presenza nel lavoro nero), mentre fra le donne non solo la maggioranza aveva svolto lavoro nero esclusivamente in passato, ma il carattere di continuità del lavoro era appannaggio di uno scarso 20% del campione; • per quel che riguardava i redditi, circa il 60% degli uomini ed il 95% delle donne, guadagnava dal lavoro al nero svolto meno di 700 euro al mese. Partecipazione nel lavoro nero II - V campagna Anche solo lo spaccato del lavoro nero mostra che la forza lavoro analizzata si è trovata in questi anni a dover affrontare un netto peggioramento persino delle condizioni di questo tipo di lavoro. Nel corso dei tre anni studiati, infatti, abbiamo registrato una lenta riduzione di tutte le attività svolte al nero Partecipazione al lavoro nero II – V campagna per sesso Comportamenti degli occupati al nero I – V campagna Percorsi nel lavoro nero per sesso Sesso Maschio Continuità nel nero Forte presenza nel nero Frammentarietà nel nero Femmina Totale 34 10 44 26,6 7,9 17,3 25 11 36 19,5 8,7 14,1 55 49 104 43,0 38,6 40,8 14 57 71 10,9 44,9 27,8 128 127 255 100,0 100,0 100,0 Nessuna presenza nel nero Totale Le dinamiche relative alla situazione economica delle famiglie Numero delle wave in cui la famiglia dell’intervistato risulta povera v. a. v. % 0 75 29.3 1 31 12.2 2 30 11.8 3 29 11.4 4 40 15.7 5 50 19.6 Totale 255 100 n. wave sotto soglia di 1000 euro mensili* Tipologia di povertà familiare v. % v. a. Non povero 75 29.4 Occasionalmente povero[1] 61 23.9 Spesso povero 69 27.1 In questa tabella sono definiti occasionalmente poveri gli intervistati per i quali si sono registrati 1 o 2 scivolamenti sotto la soglia di 1000 euro negli ultimi tre anni; sono, invece, definiti “spesso poveri” quelli per cui gli scivolamenti ammontano a 3 o 4 nel periodo considerato. [1]