A Natale regala un abbonamento a Voce della Vallesina Per tutto il 2008 al costo di 35 euro Telefona alla nostra redazione al numero 0731 208145 lasciando il tuo recapito e quello della persona a cui vuoi fare il regalo. Sarà nostra cura inviare a destinazione il giornale con una lettera che informerà del dono. Pagherai con comodo in redazione o con un bollettino di conto corrente postale che ti manderemo a casa. Poste Italiane spa - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (Conv. in L. 27/02/2004 n.46) art. 1, comma 1, DCB - Jesi Settimanale d’informazione ANNO LV- N. 45 Euro 1 DIREZIONE E REDAZIONE: JESI - PIAZZA FEDERICO II, 8 - TEL. E FAX. 0731.208145 Impôt repriséTassa riscossa Ufficio di Jesi domenica 16 dicembre 2007 La IV Biblia pauperum Dell’amore, il canto Sento il dovere di rinpoesia di tutti i tempi si graziare pubblicamengiunge infatti ad analoghi te Roberto Benigni per esiti di poesia e profondiaver pubblicizzato in tà, spirituale e “carnale” maniera che meglio nello stesso tempo: “Fornon avrebbe potuto, te come la morte è l’amore/ giovedì 29 novembre tenace come gli inferi è la scorso sul TG1, in pripassione!/ le sue vampe son missima serata, la novampe di fuoco / una fiamstra “Rassegna di arte ma del Signore” (8,6). per la Bibbia” sul CanCosì che l’ambizione di tico dei Cantici. Perchè questa Rassegna è duplipenso che sarebbe stace. Da una parte mostrare to difficile fare di più che la rivelazione cristiana per presentare il senso illumina l’amore umano in di questa Mostra (di tutta la sua completezza di cui – è chiaro - il comicorpo, sentimenti e dono co toscano certamente di sé. Non c’è divisione fra non sapeva e non sacorpo e anima. Crediamo prà probabilmente mai in un Dio creatore di un nulla!). Lasciamo percorpo fatto anch’esso “a dere i primi tre quarti sua immagine e somigliandel suo show, zeppo di za”. Dall’altra parte, in un lazzi e frizzi verso pomondo malato di “sessuolitici e dintorni. Perché mania” e di mercificazione poi pian piano Benigni del sesso (pensiamo al suo è risalito, dall’”inferno” abuso pubblicitario, che delle banalità (non di ne è la forma più lieve!), la rado “sboccaccesche”!”) e delle meschinità quotidiane, Chiesa, spesso accusata (e in certe epoche con qualche su su fino al “paradiso” di quell’ “aer terso” (direbbe il ragione) di “sessuofobia”, non fa altro che sollecitare suo adorato Dante) della grandezza dell’uomo, del suo l’uomo e la donna a sfuggire alle “trappole” di un amoessere “scrigno di mistero”, del divino che ci possiede. E re che facilmente può tramutarsi in degradante ricerca che la poesia del sommo Poeta esalta come mai nessu- egoista del piacere. n’altro ha fatto e probabilmente potrà mai fare. Anche Perché l’ambizione di questa Biblia pauperum (e delle se tema della serata era “Il Quinto dell’Inferno”, Beni- altre che l’hanno preceduta) non è quello di fare l’argni ci ha condotto davvero in Paradiso declamando con te per l’arte, e tanto meno di gareggiare con gallerie e passione e commozione gli amori di Paolo e Francesca. assessorati alla cultura. Puntiamo invece apertamente a Sottolineando come la “carnalità” di quella drammatica far sì che attraverso il mondo delle arti visive si possa vicenda era peraltro intrisa di pur irrefrenabile, ma su- gettare un ponte di dialogo e proposta fra l’illuminanblime sentimento. Come non ricordare il primo, insi- te messaggio evangelico e una cultura spesso smarrita stente verso delle tre terzine che lo descrivono? Eccolo: (per conclamata e quasi compiaciuta ammissione dei “Amor, ch’ al cor gentil ratto s’apprende…Amor ch’ a nullo suoi stessi esponenti) nel nichilismo e nel relativismo. amato amar perdona…Amor, ch’ ad una morte ci condusse” Dobbiamo aggiungere infine due cose: crediamo che si (vv.100-106). E come non mettere insieme l’incipit del debba dare atto alla Chiesa jesina di aver dato prova di Cantico: “Baciami con i baci della tua bocca” e il dantesco una certa dose di “coraggio” nell’aver proposto questo “La bocca mi baciò tutto tremante” tema, affascinante ma “delicato”, V. Kandiskij, Coppia a cavallo, 1906, (v.136)? Così che Agape e Eros, agli artisti invitati, e di averne Amore e Morte qui si intrecciano messo in pubblico (senza censure) Galleria di Monaco di Baviera. inestricabilmente. Già, la morte! gli esiti. E riteniamo altresì che Questo quadro del pittore russo è stato questa Mostra, che esalta l’amoProprio questa, a prima vista così lontana dall’estasi amorosa, ci fa scelto come “logo” della Rassegna: ai due re “totale”, possa portare una pur arrivare al versetto conclusivo del modesta pietruzza per sostenere innamorati a cavallo fa da sfondo uno Cantico dei cantici, libro proposto l’edificio del matrimonio e della alla fantasia degli artisti per la IV paesaggio fiabesco, espressione del loro famiglia, oggi così pericolosaRassegna della Biblia pauperum. mente in crisi. In questa autentica perla della sogno di felicità nell’amore. don Vittorio Magnanelli “Dell’amore, il canto” Il Cantico dei cantici IV edizione della “Biblia pauperum”: rassegna regionale di arte per la Bibbia, promossa dalla Diocesi e dal Museo diocesano di Jesi. A cura di Armando Ginesi. Partecipano 65 artisti per la Rassegna sul Cantico dei cantici, in prevalenza marchigiani; in questa edizione è stata dato ampio spazio alla “Collezione Fiocchi di arte sacra”, con la presenza di 44 artisti italiani. Con il Patrocinio del Comune di Jesi e la collaborazione di Associazione Res Humanae, Banca Marche, Simonetta s.p.a. Catalogo: edizioni Artemisia - Inaugurazione: giovedì 20 dicembre ore 16.30 presso la Galleria di Palazzo Pianetti (Pinacoteca) - Chiusura: domenica 20 gennaio - Sedi espositive: Palazzo dei Convegni (corso Matteotti) e Palazzo della Signoria (Collezione Fiocchi) - Orari: da martedì a domenica 10 -12.30 / 16.30-19.30 - Chiuso: ogni lunedì; e inoltre il mattino dei seguenti giorni: 25 e 26 dicembre; 1 e 6 gennaio - Telefoni: 0731.56625; cell. 349.757.9878 Ancora una guerra civile nei Balcani? L’impegno dell’Italia all’estero di Vittorio Massaccesi U n mio ex alunno mi fa pervenire un accorato appello a nome della “Operazione Colomba” (www.operazionecolomba.it) perchè chi può, stando al suo posto o, magari, arruolandosi con i volontari pronti ad andare in Kosovo, faccia quanto nelle sue possibilità per scongiurare il gravissimo rischio di una nuova guerra civile nei Balcani, dopo un decennio dagli atroci drammi vissuti da quelle popolazioni e conclusesi solo “grazie” ai bombardamenti della Nato. Ammiro la sensibilità di Andrea e condivido totalmente il suo allarme e la sua preoccupazione. Da anni, 16.000 uomini presidiano il Kosovo nella zona di confine con la Serbia, nella speranza di un’intesa tra Pristina, capitale degli albanesi kosovari, e Belgrado, dopo lunghe trattative. Trattative che però, proprio in questi giorni, sono state dichiarate definitivamente fallite. Da una parte il Kosovo, abitato da oltre l’80 per cento da albanesi, vuole la totale indipendenza dalla Serbia, dall’altra Belgrado (che da sempre ha considerato quel territorio parte integrante dello Stato), è disposta ad offrire soltanto un’ampia autonomia amministrativa. segue a pag. 14 2 Cultura e società 16 dicembre 2007 Del più e del meno Fecero arrabbiare Gigli di Giuseppe Luconi C inquant’anni fa moriva a Roma, all’età di 67 anni, Beniamino Gigli. Per ricordare la figura del grande tenore, il teatro Pergolesi ha ospitato venerdì 7 dicembre un concerto lirico internazionale. Gli jesini più avanti con gli anni sono andati con la memoria al 19 agosto del 1930, al giorno cioè che vide Gigli protagonista nella nostra città di un «memorabile avvenimento artistico», un suo concerto in notturna, nello scenario di piazza del Plebiscito (oggi piazza della Repubblica). Gigli, quarantenne, era rientrato in Italia dopo dodici stagioni al Metropolitan di NewYork, carico di gloria e di quattrini (era il cantante più pagato del mondo). Recanatese, legato alla sua terra, aveva accettato di esibirsi a Jesi in un concerto popolare, allestito in economia: al posto della “grande orchestra”, la banda comunale diretta dal maestro Aurelio Coli. Prezzi popolari per un posto in piedi, gli ingressi transennati, la piazza divisa in zone contraddistinte da grossi cartelli. Il podestà, Giuseppe Pace, che era anche presidente del comitato promotore, aveva fatto affiggere uno striscione eloquente: «Il concerto è a favore della banda Pergolesi e di un’opera assistenziale fascista, ma non dei… portoghesi”, II programma prevedeva anche un banchetto popolare dopo il concerto, nei locali dellaCasa della Musica (attuale Olimpia). Qualche giorno prima del concerto Gigli aveva fatto sapere agli organizzatori che la sera del concerto gli avrebbero fatto «degna corona del bel canto gli artisti signorine Tina Paggi e Rosita Silvestri e il cav. Luigi Piazza». Alla Silvestri, jesina, era la prima volta che si offriva l’occasione di cantare nella sua città. Era appena rientrata da una tournée in India, dove aveva ottenuto un bel succes- Congratulazioni vivissime ad Alessandro Tramontano che ha conseguito la laurea in Scienze e Tecnologie Agrarie all’Università degli Studi di Ancona. Ha discusso la tesi “Diagnosi sintomatologica, classica e molecolare in piante affette da mal dell’esca della vite nelle Marche”. Con gli auguri più sinceri dai suoi familiari e amici perché Alessandro possa far tesoro di quanto faticosamente studiato e trasformare i suoi desideri in realtà. so di critica. La sera del 19 piazza gremita (nella foto), ma forse non propriamente stipata se è vero quel che si racconta. Si racconta, cioè, che Gigli, dopo aver cantato una romanza, «ordinò che venissero tolte le transenne poste agli ingressi della piazza, in maniera che quanti non avevano potuto ascoltarlo (anche per ragioni finanziarie), potessero ascoltarlo e vederlo meglio». Tutto andò per il meglio: una serata indimenticabile. Nell’occasione, la città di Jesi offrì a Gigli un’antica spada con incisi nell’avorio dell’impugnatura episodi di vita medioevale. Sei anni dopo Gigli era di nuovo a Jesi per un altro concerto popolare. Ma questa volta le cose non andarono per il verso giusto. Gli organizzatori, “a scopo di maggior lucro, fecero il concerto nella corte dell’ex Appannaggio e questo non piacque a Gigli” perché il cortile conteneva meno spettatori e si prestava a discriminazioni e privilegi. Amareggiato, Gigli tenne comunque fede all’impegno preso. Cantò ma senza troppo entusiasmo. Dopo il concerto, «si recò con alcuni amici jesini a mangiare una cena a base di stoccafisso», ma disse a chiare note che mai più sarebbe tornato a cantare a Jesi. E fu di parola: non tornò più nella nostra città. Quando, nel dopoguerra, in occasione di un concerto a Chiaravalle, il maestro Coli si incontrò col tenore (i due erano rimasti amici), la cosa tornò a galla. «Quant’è che non sento più la soave voce del tuo oboe!», disse Gigli a Coli. E Coli, di rimando: «Noi a Jesi è da più tempo che non sentiamo la tua!”. Gigli si fece serio e replicò: «Quello che mi fecero gli organizzatori jesini in quel gran cortile m’è rimasto qui». E si portò l’indice sotto il mento: sì, gli era rimasto proprio “nel gozzo”! Congratulazioni Jesi – Il Palazzo e dintorni Giuseppe Luconi e Paola Cocola Il libro in dono ai D iciamo subito che questi due eminenti personaggi fanno parte, a tutti gli effetti, dei dintorni del Palazzo perché del Palazzo si interessano da quando hanno incominciato a scrivere sulla carta stampata. Pareri, consigli, critiche, interviste, prospettive, e…libri, libri, libri sulla loro e nostra città. Certo, una distinzione va fatta. Per carità, due penne validissime, ma non possiamo mica porre sullo stesso piano l’uno e l’altra! Perché, chi sia Luconi lo sanno anche i sassi, soprattutto i sassi di via Marconi dove il nostro scrittore è vissuto e vive tuttora nel suo splendido isolamento (isolamento: si fa per dire, perché lo… scocciano in tanti tutti i giorni!). Dire poi che il “sor Peppe” è cittadino benemerito, che è commendatore dell’ordine di S.Silvestro, che appartiene all’ordine dei giornalisti da quando è nato, che ha scritto una ventina e più di libri sulla nostra città, è ripetere semplicemente cose stravecchie e stranote che offendono la memoria e il sapere degli jesini. Un discorso un po’ diverso è d’obbligo per la gentile signora Cocola. Chi è costei? Una parvenue (almeno per me e per molti jesini) che da qualche anno, con costanza e pertinacia degna della miglior fibra di una scrittrice, si è presentata con articoli e foto su questo settimanale creando curiosità e interesse, oltre che manifestando una padronanza di espressione e di lessico da costringerci a cavar tanto di cappello. Poi, senza tradire Voce della Vallesina, se n’è andata a collaborare anche con il quindicinale Jesi e la sua Valle. E, guarda caso, si ritrova anche là con Luconi, fondatore di quel quindicinale ed ex direttore di questo settimanale, sul quale scrive tuttora. Esiste al mondo una prova maggiore di collaborazione, di disinteressata concorrenza tra periodi- ci della stessa città, di superamento di ogni gelosia? Proprio come cani e gatti che, custoditi, allevati, educati dalle stesse amorevoli persone, si vogliono bene, s’annusano e valorizzano il meglio che offre la piazza accogliendo a cuore aperto chi ha qualche idea e scrive per passione e per amore…. Ma ecco la sorpresa, anzi la sorpresissima: questi due egregi signori hanno fatto lega ( ma qui Bossi non c’entra affatto!), hanno cioè stretto una specie di patto d’acciaio per offrire tra pochi giorni l’opera più originale che Jesi abbia avuto da mille anni a questa parte. Sissignori! Perché trattasi di un testo…. mai scritto da nessuno, impostato con assoluta originalità e ricchezza di contenuti da sintetizzare tutte le opere stampate su Jesi negli ultimi dieci secoli! Non ci credete? Vi dico solo che si tratta del libro “Conoscere Jesi” già in stampa. Uscirà per Natale. Direte: ma Jesi lo conosciamo già! Errore, grande errore, perché il modo con cui Luconi e Cocola approcciano il tema è di una originalità così speciale, da permettere sia ai bambini delle scuole materne sia ai barbuti docenti delle università, di cogliere con tutta facilità il meglio di quello che si vuol sapere. E il tutto in un batter d’occhio! Più di 250 pagine, più di mille voci, più di mille foto. Volete altro? Acquistare per credere. Ma l’opera non è in vendita presso le librerie. Si può avere soltanto con abbonamento speciale a Voce della Vallesina! Il più diabolico e dolce ricatto che Voce della Vallesina abbia fatto ai suoi concittadini. Grazie Luconi, grazie Cocola! sostenitori di Voce *** “Et censeo Matteotti cursum renovandum” v.m. Bimbi crescono Il sorriso più bello di Martina e Maria Albanesi per babbo Massimo e mamma Barbara e gli amici dell’asilo nido e della prima elementare. Auguri alle piccole sorelline dai lettori di Voce. 3 SCUSATE IL BISTICCI O (ghiribizzi lessicali) Peter Pun (con la u) www.peterpun.it SPIGOLATURE Cultura L’ULTIMO PICCOLO PADRE Sette anni fa, il vecchio e spennacchiato Corvo Bianco (Boris Eltsin) passò inopinatamente le consegne al delfino Vladimir Putin, l’ex-agente KGB dalla faccia di ragazzo, dagli occhi di ghiaccio e dai nervi d’acciaio. L’ amico Bepi Scortegà da Vigodarzere (PD) si domandò allora pensieroso: Sarà-lo un bravo putìn? … Speremo, ciò! Recentemente ho provato a chiedergli di nuovo le sue impressioni sul personaggio, alla luce del trascorso “settennato”. Mi ha risposto con questo epigrammetto: A mi me pare un paron che ‘l dòpera massa el baston NB – Si tratta di un veneto comprensibile anche in Vallesina. A parte, forse, la parola massa (=troppo). Superfluo, invece, precisare che putìn significa ragazzino. “COSTRUIRE” IL SAPERE Calembour… podestarile A Moie di Maiolati è stato aperto in questi giorni un Centro culturale polivalente, sul posto di una vecchia fabbrica di laterizi. Il primo cittadino, all’inaugurazione, è ricorso ad un apprezzabile gioco di parole: L’e x fornace sfornerà sapere Libri, cioè, come metaforici “mattoni” (e non certo perché indigeribili). ANCONA OLé! Cambio di consonante… per tifosi La squadra di calcio del capoluogo marchigiano (allenatore compreso). Come dire xxxxxx atleti xxyxxx. *** Soluzione del gioco precedente: arnia, ernia Dipingere con gli occhi La fotografa Maria Giuseppina Vannini esporrà le sue opere nella chiesa di San Nicolò di Jesi, dal 14 al 21 dicembre. La mostra sarà inaugurata venerdì 14 alle ore 17 e potrà essere visitata tutti i giorni dalle ore 17 alle 20. Il critico Armando Ginesi così scrive della Vannini: “Un talento innato, innamorato delle cose di natura così come dei colori e del piacere di inquadrare che ha superato le conoscenze tecnico-lessicali per manifestarsi in una bella creatività per immagini”. N 16 dicembre 2007 Le tagliatelle di Robinson Crusoe on so se lo hanno detto anche a voi, ma a me anni fa hanno insegnato che l’istinto più forte dell’uomo è quello di autoconservazione e non, come spesso si crede, quello di riproduzione. Era un illustre docente universitario ad affermarlo, adducendo un esempio curioso: “Se a un giovane Robinson Crusoe, naufrago da giorni su un’isola, solo e affamato, mettete davanti una bella ragazza e un bel piatto di tagliatelle, sicuramente si fionderà subito su queste, magari bofonchiando tra una forchettata e l’altra: “Aspetta, carina, che dopo vengo!”. Niente da eccepire, la parabola era convincentissima. Eppure oggi, a distanza di anni, molto ne dubito. Un tardivo, illogico, strano, immotivato ripensamento? Aspettate: proverà a spiegare perché in breve, con qualche considerazione spicciola, comprensibile: se volete, proprio ‘ terra terra’. Partiamo innanzi tutto da una constatazione di carattere generale: che sembra, ma non è, fuori argomento. L’homo sapiens, dall’età della pietra ad oggi, è sempre stato orgoglioso delle conquiste fatte progredendo sul cammino della civiltà. Tanto anzi è riuscito a sapere e tanto ancora vorrebbe sapere. Continua ad accumulare conoscenze e consapevolezze, ma non si sente mai appagato. Come Ulisse è sempre alla ricerca di qualcosa che sfugge, che vorrebbe ancora esplorare. Ma è giusto che sia così: l’instancabile tensione alla scoperta dell’ignoto è propria della sua natura. Tuttavia spesso egli non tiene conto, o non vuole purtroppo tener conto, di molte contraddizioni, riserve, insidie palesi o latenti che accompagnano il progresso. Andiamo a fatti concreti, del nostro tempo, che sono quotidianamente sotto gli occhi di tutti. Si sa benissimo, ad esempio, che droghe, alcool, fumo, rovinano la salute; eppure se ne fa un uso abbondantissimo, anzi, a prove certe, sempre più dilagante e devastante. Si sa ugualmente che uno sfruttamento insensato delle risorse della natura porterà l’uomo alla rovina; eppure si continua indiscriminatamente ad abusare di quanto la natura pure con generosità ci offre. Si sa che mangiare troppo o troppo poco è dannoso alla salute; eppure anoressia, bulimia, obesità sono diffu- sissime proprio nei paesi di maggior benessere. Si sa che abitudini di vita sbagliate causano malattie anche gravi; eppure non si intende cambiarle. Si sa pure che, se continuerà a respingere egoisticamente la vita, la civiltà del benessere finirà per esaurirsi senza sapere a chi lasciare in eredità la terra. Si sa persino che le guerre infliggono ferite profonde anche a chi le vince e che la pace è un bene universale; eppure non se ne tiene conto. In molti modi dunque l’umanità continua a fare del male a se stessa, a volte inconsapevolmente, ma purtroppo il più delle volte consapevolmente. Come dire allora che alle grandi conquiste dell’intelligenza e della conoscenza fa riscontro un paradosso eclatante: quello della più assoluta stupidità. Forse sarebbe da chiedersi se le nostre difese immunitarie etiche si siano veramente molto, ma molto indebolite visto che non riescono ad arginare tante forme di autolesionismo. Dovremmo allora ritornare a Robinson Crusoe, al mito del ‘buon selvaggio’ e fare tabula rasa della nostra civiltà? Non cadiamo nell’eccesso opposto. Il progresso ci vuole, e come. Attenzione però ad usarlo bene: a favore della vita e non contro. Altrimenti l’homo sapiens, la civiltà, l’intera umanità subirebbero la più grave e anche la più assurda sconfitta. Augusta Franco Cardinali Cupramontana: Bibliografia di Luigi Bartolini Tutti gli scritti apparsi in volume D a due mesi sta arrivando in tutta Italia, richiesto da appassionati e studiosi. Si tratta del volume Laboratorio di carta. Bibliografia degli scritti apparsi in volume di Luigi Bartolini, scritto da Fabrizio Mugnaini e pubblicato dal Centro Documentazione Luigi Bartolini della Biblioteca Comunale di Cupramontana. Mugnaini che da oltre venticinque anni si occupa di movimenti artistici e letterari del Novecento, da sempre studia l’opera di Luigi Bartolini (1892-1963), un conoscitore profondo, diremmo uno specialista dell’artista cuprense nel suo complesso. Con questo volume ha realizzato un “unicum” per un autore, per uno scrittore italiano. Ha redatto una bibliografia degli scritti di Bartolini, dalle prime edizioni del 1915 alle ultime del 2002, con una scheda per ogni singola edizione completa di dati editoriali, della foto della copertina e mentre il volume di delle sue eventuali varianti Mugnaini era in fase nonché di una esauriente di stampa. Il volume è descrizione del contenuto arricchito dalle riprodi ogni volume, precisan- duzioni delle opere do data e luogo di edizione originali di Bartolini dei racconti o degli scritti inserite nei volumi se altrove pubblicati. Sono e da un elenco delle elencate, secondo la data biblioteche italiane e di pubblicazione, tutte le straniere che possietraduzioni e le varie edi- dono opere di Luigi zioni del romanzo “Ladri Bartolini. Fabrizio di biciclette” che uscito Mugnaini ha realiznel 1946, ebbe la sua pri- zato un volume che ma traduzione in francese trasuda tutta la sua nel 1948 fino all’ultima in “passione” per Bartosloveno nel 2000. Il ro- lini, sia scrittore che manzo è certamente un incisore e poeta, ha curato l’essenziale collaborazione capolavoro della letteratu- il volume con grande sen- della Fondazione Cassa ra italiane del Novecento, sibilità e capacità edito- di Risparmio di Fabriano ebbe però ed ha tanta no- riale, lui che editore d’arte e Cupramontana che ha torietà in seguito al film di da anni realizza edizioni creduto nel progetto. Un De Sica-Zavattini ispirato in tiratura limitata e non volume in definitiva che allo stesso romanzo, con in commercio. La pubbli- esprime la grande preparail quale però oltre al tito- cazione è stata realizzata zione e l’altrettanto grande lo e alla vicenda del furto anche come i nn. 4-6 del “innamoramento e amore” non condivide molto altro. “Notiziario Bartoliniano” di Fabrizio Mugnaini per Numerose le edizioni in curato ogni anno dal 2002 Bartolini e del quale l’intespagnolo e in tedesco. Fu dal Centro Documen- ra comunità cuprense non tradotto anche in ebraico tazione della Biblioteca può non dirsi grata ed ornel 1954, la cui edizione è cuprense. L’Amministra- gogliosa. stata rintracciata proprio zione Comunale ha avuto Riccardo Ceccarelli Premio Fedeltà al Lavoro S abato 17 novembre presso la Loggia dei Mercanti di Ancona, si è svolta la cerimonia di premiazione del concorso, indetto dalla Camera di Commercio di Ancona, Premio Fedeltà al Lavoro e Progresso Economico riferito all’anno 2006. Il Premio Fedeltà al Lavoro e Progresso Economico da 55 anni premia i lavoratori della provincia dorica, ha lo scopo di valorizzare le attività economiche, riconoscendo gli sforzi e le capacità individuali nel mondo del lavoro. Di seguito i premiati dei comuni della Vallesina Per la categoria dipendenti ed ex dipendenti, hanno ricevuto il premio gli jesini Stefano Collamati della Banca Popolare di Ancona, Dino Bolletta ex dipendente della Sima, Roberto Carnali dipendente farmacia Castellani dott. Cerni, Roberto Ciarimboli, dipendente Hydropro, Giordano Filonzi della Cnh Italia, Giuliana Molossi della Grammer; Simonetta Ceccarelli, Laura Cesaroni, Pierantonio Di Rutigliano, Graziella Falaschi, Daniele Santarelli, Umberto Sartini di Monsano della ditta Grammer. Per la categoria presidenti e consi- glieri delegati: Aldesino Fioretti delle Acli coop società edilizia di Jesi e Luciano Mansergigi della Manservigi srl di Monsano. Per la categoria coloni, mezzadri e coltivatori diretti: Primo Cesaroni di Castelbellino e Aldesino Rinaldi di Maiolati. Per la categoria imprese artigiane: Gilberto Cacciani di Cupramontana, Mirando Campanelli di Jesi, Terenzio Mariotti di Castelbellino, Bruno Campanelli di Monte Roberto, Walter Darini di Jesi. Un premio è stato consegnato a Giuseppe Cingolani, Tonino Perini, Mario Sardella per essersi distinti nei settori dell’economia, della cultura e delle professioni. 4 Attualità 16 dicembre 2007 Il testamento biologico e l’etica – Uno studio del professor Carotti (3° parte-fine) Prendersi cura, sempre, del malato Quale modernità di Riccardo Ceccarelli L’ omelia domenicale del “canonico teologo” della cattedrale de “la Repubblica”, Eugenio Scalfari, apparsa il 2 dicembre non poteva non riguardare l’enciclica “Spe salvi” di Benedetto XVI, uscita proprio due giorni prima. Lo scritto del “fondatore” elaborato dopo “una lettura attenta del testo” e che “aveva suscitato in lui una viva aspettazione”, è sintetizzato dal titolo: “Il Papa che rifiuta il mondo moderno”. Scalfari non è solo, è in buona compagnia. La solita. Hanno tutti il mio rispetto come “laici non credenti”, esso tende però a diminuire allorquando diventano sussiegosi laicisti che impartono lezioni a destra e a manca, financo al papa e a Dio. Un punto mi ha colpito, tra i tanti che Scalfari sottolinea in dissenso con Ratzinger: l’asserzione che “Benedetto XVI ha voltato le spalle al Concilio Vaticano II” respingendo in questo modo quell’apertura alla modernità che avevano fatto “dottori e pastori della Chiesa in vesti episcopali”. Il papa, è vero, non cita direttamente il Concilio Vaticano II, ma cita ben nove volte il Catechismo della Chiesa Cattolica che, voluto dall’Assemblea Straordinaria del Sinodo dei Vescovi il 25 gennaio 1985 e redatto da una Commissione presieduta da Ratzinger, fu promulgato nel 1992, tenendo presente ovviamente la dottrina della Chiesa ed il Vaticano II: una citazione poi rimanda direttamente alla “Gaudium et Spes” che si basa sulla speranza. Lettura “attenta” quella di Scalfari, ma forse prevenuta da quello che scriveva già nell’aprile 2005 su Ratzinger quale esponente più retrogrado del cattolicesimo. L’apertura alla “modernità” dei vescovi e del Vaticano II consisteva nel pieno riconoscimento dell’attività umana, dell’elaborazione del pensiero e dello sforzo dell’uomo per un mondo migliore, nel riconoscimento della sua autonomia e del valore della dimensione orizzontale, non consisteva nell’avallo delle sue contraddizioni, della negazione della dimensione verticale, del relativismo, dell’accettazione supina di filosofie che relegassero Dio in un cimitero e al suo posto vi mettessero l’uomo con l’assoluto della sua coscienza svincolata dalla legge naturale e da ogni altro riferimento ontologico. Tutto questo forse oggi, per tanti, più laicisti che laici, è diventata la “modernità”, che i vescovi del Vaticano II chiaramente non accolsero e con essi oggi il papa se ne fa eco con una profonda lettura filosofica e teologica. Di questo “mondo moderno”, del suo amore, della sua speranza, del suo progresso, della ragione che in esso opera ed ha operato nella storia e nelle elaborazioni filosofiche, il papa fa un’analisi circostanziata per concludere che “l’uomo ha bisogno di Dio, altrimenti resta senza speranza” e che “non è la scienza che redime l’uomo” ma l’amore, ed un amore incondizionato. La ragione poi “è il grande dono di Dio all’uomo e la vittoria della ragione sull’irrazionalità è anche uno scopo della fede cristiana” e che solo attraverso l’apertura della ragione alle forze salvifiche della fede e al discernimento tra bene e male, la ragione diventa veramente umana. Un papa che ragiona così è forse contro la “modernità” e “il mondo moderno”? È contro quella “modernità” la cui scienza non è stata e non è capace di salvare l’uomo, le cui filosofie hanno lasciato dietro di sé fiumi di sangue e distruzioni desolanti, contro quella “modernità” che da all’uomo l’illusione di aver preso il posto di Dio. Non lo è invece se all’uomo moderno, attuale, con le sue angosce e le sue paure indica un sentiero attraverso il quale anche le “piccole o grandi speranze” sono garantite dalla “certezza della vera, grande speranza” il cui fondamento è Dio, “non un qualsiasi dio, ma quel Dio che possiede un volto umano e che ci ha amati fino alla fine”. Con buona pace di chi “eliminando Dio dalla propria vita può spegnere in se stesso la speranza”. Una bella, allettante, suicida modernità. I l rispetto del valore assoluto della vita Ricollegandoci al Testamento Biologico va detto che, per alcuni bioeticisti, la dimensione dell’umanizzazione dell’assistenza rischia di essere persa, anziché ulteriormente promossa ed esaltata, per motivazioni concettuali varie, di fatto fuorvianti. In questo senso, è stato detto, potrebbe riuscire anche l’eventuale legge sui testamenti biologici o di vita. Nella realtà concreta delle cose - lo asserisce il bioeticista del Comitato nazionale di Bioetica, Francesco D’Agostino - la redazione di un testamento biologico è per larga parte auspicato da e per coloro che, prefigurandosi ipotesi tragiche come quelle descritte, ritengono che, in situazioni patologiche estreme, sia un bene per gli uomini morire anziché continuare a vivere. Certo è, per gli stessi bioeticisti, che ridurre la gestione del malato - soprattutto se non è più in grado di intendere e di volere - alla mera attuazione di volontà espresse in condizioni e in circostanze ben diverse da quelle in cui si trova, significa perdere il senso della professione medica e del prendersi cura. Viene precisato che non è ovviamente in discussione il coinvolgimento del malato nella gestione della propria malattia e nella scelta delle opzioni terapeutiche, ma sarebbe alquanto imprudente ridurre l’acquisizione di volontà anticipate a uno strumento burocratico e pensare di risolvere per legge una materia tanto complessa. Potrebbe essere il caso, ad esempio, della facilitazione allo scivolamento verso l’ipotesi eutanasica. Sta di fatto che il medico non può far prevalere il pur doveroso rispetto dell’opinione e quindi dell’autonomia del paziente, davanti al rispetto del valore assoluto della vita: valore che gli deriva dall’indirizzo del suo credo Ippocratico, secondo il quale “la vita è un bene indisponibile a cui nessuno può rinunciare”, alla maniera, ma indipendentemente dal Anniversario dell’Azione Cattolica, parla il filosofo Marco Guzzi “Per una nuova dialettica” D a decenni negli Stati Uniti si parla di crisi della democrazia. Non è un problema solo italiano, dunque, né solo di corruzione. Le ragioni per cui oggi la democrazia in occidente vive uno stato comatoso sono molto più profonde, e vanno ricondotte alla crisi della razionalità moderna, di cui la liberal-democrazia è solo una forma. Di futuro della politica si è parlato sabato scorso a Jesi, nella sala del teatro della parrocchia San Francesco di Paola, in occasione dei 140 anni di vita dell’Azione Cattolica. Relatore, il poeta e filosofo romano Marco Guzzi, che si è soffermato sull’origine e la spinta messianiche proprie della modernità. Una venuta del Regno, secolarizzata negli ideali di giustizia e libertà, che costantemente gli uomini hanno deluso. La democrazia liberale chiede all’uomo lo sforzo di andare oltre se stesso, ma poi non gli dà gli strumenti per farlo. E il filosofo fa l’identikit del cit- tadino contemporaneo, ridotto a consumatore tecno-video dipendente; un essere lasciato solo nella sua angoscia, tra desideri più o meno frustrati e timori più o meno rimossi. “Stiamo costruendo una società disgregata – ha detto con forza Marco Guzzi - , e riducendo la comunità sociale mondializzata ad un mercato globale”. E allora? Che fare? Come comportarsi di fronte ad una crisi antropica che tocca i linguaggi e le culture? “Ricominciare a pensare”. Perché la teoria ispira la prassi. Marco Guzzi auspica un rinnovamento culturale, una nuova dialettica sociale e politica. Nella consapevolezza che l’essere umano è dominato da paure di cui spesso è inconsapevole, e che tende naturalmente ad alienarsi. La democrazia del XXI secolo, dunque, dovrà saper coniugare i progetti storici di liberazione con i progetti di liberazione interiore degli uomini dal loro egoismo. Lucia Romiti credo, di ogni religione monoteista. A scriverlo recentemente in “Medic”, aprile 2007, è Felice Eugenio Agrò, Professore Ordinario di Anestesia e Rianimazione e terapia del dolore, all’Università Campus Bio-Medico di Roma. Nel caso quindi del malato grave, ogni decisione a favore della migliore qualità della sua vita, fino a che è presente, dovrebbe maturare all’interno del rapporto del medico con lui stesso malato e con la sua famiglia. Solamente in tal modo sarà possibile decidere in scienza e coscienza nei singoli casi, per loro natura irriducibili a semplificazioni e a schemi di comportamento. Senza un tale approccio si corre il rischio che il testamento biologico o di vita divenga di fatto un modo subdolo per legittimare pratiche eutanasiche per omissione e superare le resistenze dell’opinione pubblica all’uccisione diretta di certi malati. Alvaro Carotti NOTIZIE IN BREVE Mostra di sculture in ceramica di Angela Culcasi L’artista Angela Culcasi della Giovanna, dopo il felice consenso ricevuto con la mostra di terrecotte dell’estate scorsa, esposte a Villa Salvati di Pianello Vallesina, replica con una seconda mostra, nel territorio della Vallesina, sabato 22 dicembre alle ore 17 presso la Sala Superiore dell’Abbazia benedettina di Santa Maria delle Moie. La mostra di sculture in ceramica prende il titolo “I colori della Natura”. Le stupende opere forgiate dal fuoco e dai colori forti e caldi di quest’artista siciliana trapiantata nelle Marche, saranno visibili fino al 6 gennaio con il seguente orario: 10-12.30 e 17-20. Cristiana Simoncini Fiori primaverili “Fiori primaverili – Amore, Memoria, Musica Morte” è il titolo del romanzo di Sergio Cardinali che sarà presentato sabato 15 dicembre alle ore 18 all’Enoteca Regionale, in via Conti a Jesi. Parteciperà il critico letterario Fabio Maria Serpilli; le letture saranno a cura di Teatroluce e Monica Mengoni proporrà alcuni interventi musicali. Circolo cittadino Domenica 16 dicembre alle ore 18 presso il Circolo Cittadino di Jesi, in via XX Settembre, 2, l’autrice Annalisa Filonzi presenterà il suo ultimo libro “Circolo Cittadino di Jesi - 130 anni di storia nella città”. La Costituzione ai bambini Settecento opuscoli che riportano la Dichiarazione universale dei diritti umani e la Costituzione italiana acquistati dall’Amministrazione comunale per consegnarli in dono ai bambini dai sei ai tredici anni che frequentano l’istituto comprensivo “Carlo Urbani” voluta dall’assessorato ai Servizi sociali per far sì che valori come “l’impegno contro la guerra, la dittatura e l’oppressione e l’affermazione della libertà e della giustizia non restino sulla carta”. block notes Previdenza Cittadini non comunitari e non solo Le Marche sono sicuramente una Regione ospitale e sta dimostrando di avere le caratteristiche per dare opportunità di lavoro sia ai propri cittadini che a molti lavoratori che provengono da altre nazioni. Per capire meglio il fenomeno della immigrazione soprattutto di cittadini extracomunitari, di quali siano i loro problemi sia nei rapporti con il lavoro che con la burocrazia abbiamo sentito il parere di Omiccioli Claudio, co-presidente dell’Anolf (Associazione Nazionale oltre le Frontiere) provinciale di Ancona. Nelle Marche gli immigrati sono da diversi anni una consistente realtà. Ci può dire quanti sono complessivamente e quanti per ogni singola provincia? I dati Istat dei permessi di soggiorno al 1/1/2007 registrano nelle Marche 78.680 presenze straniere di cui nella provincia di Ancona 22.251, di Pesaro 19.043, di Macerata 19.237 e infine di Ascoli Piceno 18.149. Ci sono dati sulla loro provenienza? Ce li può indicare? Nelle Marche 13.983 Albanesi, 8.468 marocchini, 5.0936 Macedoni, 7.508 Rumeni, Nella provincia di Anco- e capaci, rivolgendosi alle organizzaziona: 3.268 Albanesi, 2.269 ni sindacali e ai loro patronati per farsi Rumeni, 1.528 Macedoni. aiutare nella ricerca di supporti non 1.549 Tunisini, 1.389 Ma- troppo costosi ed in grado di sostituirocchini,1.281 Bengale- re parti delle sue funzioni. Purtroppo le si,1088 Cinesi. modalità operative riconosciute a questi Risultano esserci fenomeni di flussi mi- enti somigliano più a quelle di semplici gratori in aumento? “tappabuchi” piuttosto che di protagoniNel complesso il ritmo di incremento sti sociali prioritari necessari ad un sano annuo è superiore anche alla media na- rapporto di sussidiarietà. zionale e nella provincia di Ancona cre- In questi giorni si parla di flussi. Ci può scono soprattutto i Rumeni per effetto illustrare brevemente di cosa si tratta ? del loro ingresso in Europa, ma anche Ci si riferisce al decreto del Presidente Bengalesi e Cinesi. del Consiglio dei Ministri che stabilisce Fino ad alcuni mesi fa gli immigrati ex- quanti cittadini extracomunitari possatracomunitari potevano regolarizzare la no essere ammessi in Italia per motivi di loro posizione solo attraverso contatto lavoro non stagionale. diretto con la Questura. Ora risulta che Per ottenere il nulla osta all’ingresso in anche i Patronati possano aiutare questi Italia, i loro datori di lavoro debbono cittadini a regolarizzare la loro situazio- presentare apposita richiesta nei tempi ne in Italia (richiesta rinnovo permessi previsti dal decreto. di soggiorno, richiesta carta di soggiorA cura di no ecc. ecc.).Può darci conferma di ciò Gianfranco Pigliapoco ed illustrarci in quali sono i compiti affidati e il ruolo che svolgono? Informazioni più dettagliate sulla proOrmai lo Stato si è dimostrato del tut- grammazione dei flussi e sulle modalità to insufficiente a dare risposte anche operative possono essere richieste presso solo burocratiche per la gestione di in- le sedi dei Patronati,delle Organizzazioni crementi migratori cosi consistenti per Sindacali e delle Associazioni che hanno cui sta cercando la collaborazione dei sottoscritto un accordo con il Ministero soggetti sociali organizzati più adeguati dell’Interno. 5 Cultura 16 dicembre 2007 Tuteliamo il patrimonio: appello per la tutela di due lapidi Carducci e Rosi ammirano il nostro paesaggio L’ ultima pagina del numero scorso di Voce (n. 43, in data 2 del mese corrente) ha pubblicato un annuncio di Asta Pubblica per la vendita di immobili a cura della s.r.l. Progetto Jesi, annuncio corredato di due fotografie, nella prima delle quali è ritratta la casa poderale dell’Azienda agraria un tempo gestita dall’ Istituto Tecnico Cuppari di Jesi. Del suddetto edificio ho avuto modo di occuparmi con il mio articolo pubblicato da Voce il 25 novembre scorso (pag.12 del n.42), in chiusura del quale mi sono impegnato a decifrare l’iscrizione incisa sulla grande lapide (cm 160 x 350) murata tra due finestre dello stesso fabbricato. Il risultato di tale indagine è stato per me sorprendente. Dico “per me” che ho preso stabile dimora a Jesi da appena venticinque anni, mentre gli Jesini che sono sempre vissuti in questa città non troveranno (forse) nul- la di nuovo in ciò che espongo qui di seguito. La sorpresa è stata quella di aver riscontrato che non si tratta di una sola grande lapide, ma di una coppia di lapidi dedicate a due personaggi diversi, accomunati per il valore eccezionale dell’attività di docenti e di educatori, esercitata da entrambi per molti decenni, sempre con instancabile fervida dedizione. E’ famosa la figura di Giosuè Carducci, assai meno nota la figura del professor Ruggero Rosi, un profilo del quale è stato ben delineato da Vitaliano Cinti nel suo volume intitolato ”I 120 anni del Cuppari” (edito dalla Banca Popolare di Ancona e Macerata, a cura del Centro Studi Jesini). Per decifrare le due iscrizioni incise quasi un secolo fa con bei caratteri lapidari romani ora a mala pena leggibili, mi sono servito di una buona lente contafili, che però non mi ha consentito di sciogliere un dubbio iniziale, risolvibile solo attraverso il contatto con la lapide corrosa dagli agenti atmosferici e da una troppo prolungata incuria. Ecco quanto sono riuscito a leggere: (*) Queste iscrizioni - che ci parlano di due periodi di storia locale intensamente vissuti dagli abitanti della Vallesina (molti ragazzi dei Castelli hanno sempre studiato a Jesi) – rivestono un’ importanza troppo evidente perché siano necessarie altre parole a sostegno di una loro più attenta conservazione. Si tratta di un patrimonio culturale fis- al compratore l’obbligo di consato sui muri dai nostri antenati, servare con la migliore cura le perché tutti potessero leggerlo due lapidi che Jesi considera e tramandarlo di generazione in come suoi Beni “Culturali” ed generazione, un patrimonio che “Ambientali” degni di tutela non deva essere affatto trascura- particolare. Sotto quest’ultimo to, che anzi deve essere valoriz- aspetto Jesi dovrebbe chiedere zato, cioè deve essere segnalato il parere della Soprintendenza, nelle guide turistiche, sia per la affinché un vincolo da stabilire nostra città, sia per i centri mi- oggi possa mantenere la sua efnori. ficacia anche nei successivi pasSono queste le motivazioni che saggi di proprietà. In altre parole, tre settimane fa mi hanno spin- cauteliamoci subito anche per il to a ipotizzare una clausola da futuro, se davvero intendiamo inserire nell’Avviso d’Asta ri- impegnarci nell’arduo settore del guardante l’edificio dell’Azienda Turismo Culturale, in cui stiamo Agraria legata al Cuppari, una muovendo i nostri primi passi. clausola che dovrebbe imporre Sandro Alessandroni (*) G I O S U E’ C A R D U C C I NEL(?) NOVEMBRE DEL MDCCCLXXXVIII DA QUESTO COLLE AMMIRANDO I DOLCI CLIVI DELL’ ESIO FATTI DA NATURA UBERTOSI E DALL’ ARATRO FECONDI ESALTAVA LE VIRTU’ DELLA NOSTRA PROGREDITA ARTE DEI CAMPI RUGGERO R O S I AGRONOMO E TECNICO-PRATICO PRESIDE E DOCENTE DI AGRARIA NEL R. ISTITUTO TECNICO DI JESI CON LA DOTTRINA E IL SENNO DA QUESTO PODERE INSEGNAVA A TRARRE DAL SUOLO IL PANE PER LE GENTI LA PROSPERITA’ PER LA PATRIA NELL’ ANNO DELLA GUERRA E DELLA MORTE AD AUSPICIO DI PACE E DI VITA PRIMAVERA DEL MCMXV Enrico Medi: politica, scienza e cultura. L Un cristiano testimone del mondo a diocesi di Senigallia ha voluto ricordare con una pubblicazione un grande personaggio del XX secolo: Enrico Medi. Il volume si può trovare come supplemento del settimanale di informazione “La Voce Misena” e racconta la vita di un personaggio poliedrico, impegnato come scienziato, uomo politico e di fede. Nato il 26 aprile del 1911 a Porto Recanati, Enrico Medi è stato anche autore di molti testi letterari come “Inno all’amore” e “Il mondo come lo vedo io”. Attento sostenitore della bellezza della vita e del creato, Medi ha vissuto il mondo come una continua scoperta dei meravigliosi doni di Dio ed è oggi ricordato come un esempio chiaro dell’equilibrio tra scienza e fede. Ogni lato della sua vita è caratterizzato da Amarcord Proponiamo due foto degli anni 48’-‘50 (circa) di due gruppi che hanno frequentato la tregiorni al Collegio Pergolesi. Prima foto – da sinistra: Don Giuseppe Dottori, il vescovo Carlo Falcinelli, Gianni Cerioni, (il quarto) Rosi, Piergiorgio Manganelli (ottavo), Ottavio Luconi (dodicesimo), Gino Giuliani (tredicesimo). E gli altri? Seconda foto - da sinistra: Ennio Sensoli, Vittorio Massaccesi (il quarto), don Giuseppe Dottori, Pietro Amadio, Gianni Cerioni, Giorgio Bocci (il nono), e gli altri? Chi si riconosce o riconosce suoi familiari e conoscenti, può aiutarci ad identificare gli altri presenti? questa consapevolezza, ed è per questo che ancora oggi è considerato un esempio di vita e un testimone del Vangelo. “L’uomo è più grande delle stelle”, diceva Medi, dimostrando in così poche parole come abbia saputo vedere e vivere la religiosità, in un sistema in cui religiosi e laici tentino di far incontrare Dio e gli uomini. Un intento ambizioso quello di questo libro, ottenuto dalla stretta collaborazione tra la Diocesi di Senigallia e i curatori Chiara Canonici e Giovanni Frulla, che vuole raccontare in tutte le sue sfaccettature un personaggio così ampio, come ampia e profonda è stata la sua fede. Dal 1995 con decreto di mons. Odo Fusi Pecci, allora Vescovo di Senigallia, ha avuto inizio il processo di Beatificazione e Canonizza- zione del servo di Dio Enrico Medi. “La diocesi di Senigallia, dove il servo di Dio è per qualche tempo vissuto e dove riposa il suo corpo in attesa della Resurrezione – scrive il vescovo Orlandoni nel suo editoriale – ha introdotto il processo di beatificazione per verificare l’eroicità delle sue virtù e la santità della sua vita”. La pubblicazione intende documentare e informare sulla causa di beatificazione e raccogliere scritti e testimonianze di quanti lo hanno conosciuto o si rivolgono a lui per richieste di aiuto o di intercessione. E’ possibile sostenere la pubblicazione con un contributo economico o inviando lettere, articoli, testimonianze alla Diocesi di Senigallia. e.d. Incontro con Corrado Olmi Il Circolo Ferrini di Jesi invita soci e simpatizzanti a partecipare all’incontro con il grande artista jesino Corrado Olmi che si svolgerà nel Teatro del Museo Diocesano, in piazza Federico II, 7, sabato 15 dicembre alle ore 16,30. Olmi presenterà uno spettacolo con ricordi, poesie, letture scelti dal suo vasto repertorio personale e da quello di altri autori jesini. Scuola Pergolesi e Rve Fm Top Radio Musicisti in diretta Un nuovo programma per i musicisti “Radio in Garage” in diretta radiofonica ai microfoni di Rve, aprirà i battenti dal prossimo mese di febbraio. Il progetto nasce dalla collaborazione tra la Scuola Musicale “G.B.Pergolesi” in collaborazione con l’emittente radiofonica jesina Rve Fm Top Radio. La Scuola lancia un appello ai musicisti di ieri e di oggi - quelli della Jesi degli anni ’60-’70 e i moderni esponenti della beat generation che vogliano proporsi, farsi conoscere e parlare del loro modo di vivere e di fare musica - a contattare la direzione della Scuola per portare i propri cd e demo da sottoporre all’attenzione dei due responsabili del programma, il direttore di Rve Andrea Valeri e il direttore della Scuola Pergolesi, Sergio Cardinali. Chiunque fosse interessato a partecipare, può contattare la direzione della Scuola Musicale Pergolesi ([email protected] - telefono 0731 205856) e consegnare il proprio cd o demo. Unici requisiti richiesti: la provenienza del musicista o della band (circoscritta al solo territorio di Jesi e della Vallesina) e i pezzi da sottoporre, che siano rigorosamente originali. Gli organizzatori si riserveranno di valutare il materiale pervenuto e selezionare i partecipanti al programma. 6 Vita Ecclesiale 16 dicembre 2007 Parola di Dio 16 dicembre 2007 - 3^ domenica di avvento (anno a) Siate costanti e pazienti! violenze e degrado (vedi il consumo crescente di droghe). Questo è il Siate costanti, fratelli miei, fino alla venuta del Signore. Guardatempo di collezionare le te l’agricoltore: egli aspetta con costanza il prezioso frutto della parole dei profeti, quelli terra finché abbia ricevuto le prime e le ultime piogge. Siate coantichi e quelli più vicistanti anche voi, rinfrancate i vostri cuori, perché la venuta del ni a noi. E non i profeti Signore è vicina. Non lamentatevi, fratelli, gli uni degli altri, per di sventura, come dicenon essere giudicati; ecco, il giudice è alle porte. Fratelli, prendeva Papa Giovanni. E’ il te a modello di sopportazione e di costanza i profeti che hanno tempo di ascoltare i laici parlato nel nome del Signore. Parola di Dio come La Pira, i vescovi come Martini, insieme al mistico Barsotti, al monaco Calati. Tutta Commento gente che prima di parlare ha ascoltato, contiDopo l’accoglienza ( 2° domenica) oggi la se- nuamente attenti alla Parola. conda lettura della Messa ci invita alla costan- Come il contadino che attende il frutto della za. Nella traduzione precedente c’era la parola terra dalle piagge d’autunno e di primavera, il “pazienza”. Forse hanno preferito una espres- credente-profeta sa aspettare il giudizio di Dio, sione connotata meno negativamente. In effetti che ancora è nascosto. Pare che stia vincendo l’atteggiamento di chi attende la venuta del Si- lo strapotere umano, in realtà, ecco la venuta gnore nella parusia, un tempo indubbiamente del Signore è vicina”. Chi non conosce la camdi prova è la perseveranza, la costanza. Siamo pagna e le sue stagioni, tutt’al più sa vedere nel alla ‘esortazione finale della lettera-omelia di verde che germoglia, un po’ di poesia. Il conGiacomo. I profeti, dentro le righe storte della tadino vede già la spiga. storia hanno cercato di mantenere viva l’atte- Nasce Cristo in un condizione di nascondisa nella venuta del Signore. L’invito, a messa, è mento e di miseria. Passa Cristo tra gli uomini, per noi. C’è un panorama sconfortante attor- in semplicità e umiltà, in parola immediata e no a noi fatto di ingiustizie e sopraffazioni, di vicina, senza potenze medianiche. Si offre Crisfruttamento (vedi gli incidenti sul lavoro) e di sto a chi vive la sua miseria e chiede. Credere di don Mariano Piccotti [email protected] Dalla lettera di san Giacomo apostolo Gc 5,7-10 PREGHIERA ancora nell’amore e nella giustizia può sembrare oggi utopia. Per noi è serena certezza. Fondata sulla pazienza-costanza del Signore che attende noi. Signore, non perdere la pazienza con noi. Mantieni viva in noi la percezione che mai ci mancherà la tua misericordia. Tu stai in silenzio, Signore. Facci sentire il tuo cuore che ama e non si è stancato di noi. Tu sei in ritardo, Signore ? I tuoi profeti sono anzi sempre in anticipo sulla cronaca quotidiana. Facci attendere senza fuggire, testardamente aspettare . Nell’inverno del mondo, noi aspettiamo la primavera. CHIESA dell’ADORAZIONE Agenda Pastorale del Vescovo luogo di adorazione e di ascolto Dal lunedì al venerdì (eccetto i giorni festivi infrasettimanali), dalle ore 16 alle 19,30 un Sacerdote è a disposizione nella Chiesa dell’Adorazione per le Confessioni e il colloquio spirituale. Questo servizio, offerto a tutti, vuol essere in modo particolare una opportunità data ai giovani. Viene di seguito indicato il Sacerdote presente per ciascun giorno: Lunedì 17 dicembre: Don Luigi Masè Martedì 18 dicembre: Don Marco Cecconi Mercol. 19 dicembre: Don Francesco Sabbatini Giovedì20 dicembre: Don Vittorio Magnanelli Venerdì 21 dicembre: P. Fulvio Garroni Giovedì 13 dicembre Mattino: Incontro-Ritiro dei Sacerdoti più giovani di Ordinazione ore 18: Santa Messa in Cattedrale in nella memoria di Santa Lucia Venerdì 14 dicembre ore 18.30: Pianello Vallesina: incontro con i ragazzi di Cresima Proposte Sabato 15 dicembre ore 10: Partecipazione all’Itas Cineforum Domenica 16 dicembre alle ore 16 al Seminario di Via Lorenzo Lotto a Jesi: cineforum sul film “Centochiodi”. La proposta è per quanti frequentano la Scuola per Ministeri ma l’incontro è aperto a tutti. Domenica 16 dicembre ore 11.30: Parrocchia Santa Lucia: celebrazione nella festa patronale ore 17.30: Incontro con le famiglie di Marina di Montemarciano Bioetica Lunedì 17 dicembre ore 9.30-12: Predicazione Ritiro per aderenti all’Opera della Regalità ore 17.30: Cupramontana: Santa Messa e incontro con volontari Avulss Lunedi 17 dicembre alle ore 21 conferenza del dott. Paolo Marchionni, esperto in medicina legale, sul tema: “Venire al mondo: problematiche bioetiche di inizio vita”. L’incontro si svolge al Seminario. Martedì 18 dicembre ore 15-18: il Vescovo riceve nella cappella di San Floriano, in Duomo, coloro che desiderano confessarsi o avere un colloquio spirituale. Senza appuntamento. Ritiro spirituale Mercoledì 19 dicembre ore 13: Incontro con ospiti Caritas ore 16.30: Oikos: S. Messa per ospiti, familiari e volontari presso la parrocchia di San Giuseppe ore 21: Incontro con il Gruppo Missionario Giovedì 20 dicembre Mattino: Incontro-Ritiro dei Sacerdoti ore 17: Presentazione della Biblia Pauperum ore 21: Incontro con il Gruppo di discernimento vocazionale in vista del Diaconato permanente Al Centro di Spiritualità di Castelplanio, domenica 23 dicembre, dalle ore 15,30 alle 19: ritiro spirituale per persone sposate sul tema: “Un cuor solo e un’anima sola”. L’incontro si inserisce nel percorso: Lo Spirito cerca casa e spinge in piazza. I passi ritrovati Oggi sposi 15 dicembre: Michele Mariotti e Paola Borgognoni a Castelbellino; 16 dicembre: Mauro Trecciola e Daniela Giaccaglia a Castelbellino Venerdì 21 dicembre ore 21: Liturgia penitenziale in preparazione al Natale Sabato 22 dicembre ore 10: Oikos: Partecipazione alla Graduazione ore 15: Liturgia penitenziale per i ragazzi al Vicariato di Regina della Pace ore 17: Meic, presentazione dell’Enciclica “Spe Salvi” presso la Chiesa dell’Adorazione. Segue ore 18.30: S. Messa Domenica 23 dicembre ore 7.30: Monastero della Clarisse: S. Messa ore 9.30: S. Messa presso la Casa di Riposo di Via Gramsci Settimanale di ispirazione cattolica fondato nel 1953 Sabato 22 dicembre alle ore 10 nella sala consiliare del Comune di Jesi, si terrà la cerimonia di graduazione dei ragazzi che hanno terminato il percorso terapeutico presso il Centro di Solidarietà Oikso di Jesi. L’Oikos, dal 1990, cerca di offrire delle proposte ai bisogni emergenti del territorio rivolgendosi a persone con problemi di dipendenza dalle sostanze, a minori con difficoltà familiari e sociali e lavorando per la prevenzione del disagio giovanile. Piazza Federico II, 8 - 60035 Jesi An Telefono 0731.208145 Fax 0731.208145 email: [email protected] Internet: www.vocedellavallesina.it c/c postale 13334602 Direttore responsabile Beatrice Testadiferro • Proprietà Diocesi di Jesi • Registrazione Tribunale di Ancona n. 143 del 10.1.1953 • Stampa Galeati Industrie Grafiche, Imola www.galeati.it • Spedizione in abbonamento postale • Abbonamento annuo 35 euro - quadrimestrale 12 euro - di amicizia 50 euro - sostenitore 100 euro • Tutti i diritti riservati • Esce ogni mercoledì • Associato alla Fisc (Federazione Italiana Settimanali Cattolici) Ai sensi dell’articolo 13 del D. Lgs 196/2003 (Codice privacy) si comunica che i dati dei destinatari del giornale, forniti all’atto della sottoscrizione dell’abbonamento o diversamente acquisiti sono contenuti in un archivio informatico idoneo a garantire la sicurezza e la riservatezza. Tali dati saranno utilizzati, salvo divieto espresso per iscritto dagli interessati, oltre che per il rispetto al rapporto di abbonamento, anche per proprie attività istituzionali nonchè per conformarsi ad obblighi di legge. Vita ecclesiale 16 dicembre 2007 7 Cattedrale il Triduo dell’Immacolata guidato dall’Oasi della Pace Affidarsi a Maria per essere strumenti di pace Quella musica, quelle luci! l’asterisco Passeggiare lungo il Corso Matteotti in questi giorni è trovarsi in un mondo irreale. La musica e le luci vogliono creare un’atmosfera di festa che stride con il significato della ricorrenza religiosa, in cui la nascita di Gesù andrebbe ricordata nella spiritualità e riflessione perché Egli è venuto nell’umiltà. In questi giorni tutto è in festa. La musica lungo il Corso o in ogni centro commerciale viene “soavemente sparata” nelle nostre orecchie, senza chiedere permesso, magari qualche esperto l’ha scelta per noi per favorire quel clima di festa artefatta, tutto finalizzato al consumo. Si celebra un dio che si contrappone al Dio spirituale che viene relegato nel privato perché fuori potrebbe dare fastidio! Si deve pensare solo con il cervello del circolo mediatico, con la musica che dice che la festa è solo nelle cose, nel comprare, nell’apparire. Come “polli in batteria” consumiamo a comando, persi nelle scaffalature dei supermercati, bombardati dalla “robba” che non fa festa perché inerte ai bisogni intimi che cerchiamo, ma che testardamente vogliamo comprare per apparire e mostrare una festa che non viviamo. La ricorrenza religiosa è solo l’occasione per celebrare il consumismo. Che tristezza fare festa a comando! Non rispettare i tempi e i luoghi, non domandarsi che il significato è interrogarsi sulla Sua venuta. Veniamo anestetizzati dalle luci, dalle cose in quel clima in cui si compra non solo il corpo ma anche l’anima. Quella musica nelle orecchie, che continua nella sua melodia anche quando non passi per il corso, diventa una tortura nei confronti di chi vuole pensare. Le luci artefatte sbattono sugli occhi quell’opulenza che stride con il “fuori” che vogliamo lontano dai nostri occhi, perché potrebbe rovinare la festa. Nelle periferie si vedono uomini e donne di tutte le razze che vivono ai bordi della città opulenta, fuori dalla cultura politica e religiosa, ma che con i loro occhi ci domandano “perché a voi tutto e a noi niente?” Non tutti possono fare festa. Allora in quella mangiatoia è arrivato quel “bambino” che non vogliamo riconoscere, lo confondiamo, lo oscuriamo con la confusione del mercato, delle luci, del suono, che accolto da semplici pastori ci interroga nel profondo della nostra coscienza e ci domanda che la sua venuta è per tutti gli uomini ma specialmente per i poveri, per coloro che cercano giustizia, per tutti che accolgono il fratello, perché accolgono Lui. Tutti siamo presi da questi ingranaggi mediatici. Per uscirne, l’unico mezzo è quella cappellina, in quella chiesa sperduta; solo nel nostro intimo conosciamo il posto e la strada per arrivarci, per trovare il “silenzio” la “pace” dello “stare” in cui non c’è musica o luci che possano condizionare una ricerca che vuole soltanto il “silenzio” per pensare a quel “bambino” nella mangiatoia che è venuto per noi. Remo Uncini * di Giacomo Galeazzi Evangelizzazione fai da te Evangelizzazione fai da te? In Italia funziona, a condizione di sentirsi uno di quelli che proprio non ce la fa a non dirsi cristiano e tanto meno cattolico. Come a Crevalcore, paesino nella campagna bolognese dove, con il passare degli anni e il decremento demografico, prima il provveditorato chiude la scuola, poi la diocesi ritira anche il parroco. E allora i cittadini-credenti si riprendono sia la scuola sia la parrocchia. Nella loro qualità di genitori dei 25 bambini residenti nel territorio, si costituiscono in cooperativa. Con i banchi di chiesa e i programmi di Don Milani aprono la «Scuola paterna della pace». Coordinati da Roberto Rossini, padre di un alunno e pediatra all’Ospedale Sant’Orsola, e da Vincenzo Balzani, genitore e docente di nanotecnologie all’università di Bologna, gli insegnanti e i catechisti, papà e mamme degli altri alunni, autogestiscono sia la didattica sia la catechesi. In entrambi i campi decidono i programmi, e l’arcidiocesi flaminia, con molta bonomia incoraggia ed invita a guardare avanti. Si chiamano «unità pastorali» le nuove realtà che sempre meno timidamente appaiono sull’orizzonte ecclesiale italiano. Basiliche, parrocchie, chiese e santuari vengono affiancati da nuove forme di comunità spontanee che ridefiniscono in profondità i ruoli tradizionali dell’azione pastorale. N ella Basilica Cattedrale di Jesi, dal 5 al 7 dicembre si è svolto il Triduo in preparazione della festa dell’Immacolata, animato dalla Comunità Mariana Oasi della Pace. Tre fratelli della Comunità, padre Luca, sr Claire Marie, e fr Irené hanno animato le tre giornate, aiutandoci, con le loro meditazioni, ad entrare nel mistero dell’Immacolata Concezione. Un tempo di adorazione silenziosa la mattina, il Rosario meditato sia il mattino che la sera, la celebrazione della Messa, diverse catechesi, due cenacoli mariani nel dopocena, l’adorazione eucaristica guidata con canti e meditazioni il venerdì sera dopo la Messa: questo il programma dei tre giorni, con una discreta e attenta partecipazione di persone. Nelle catechesi, che sono state sapientemente svolte da sr Claire Marie e da p. Luca sono stati affrontati i temi della spiritualità della pace, dell’affidamento dell’anima all’Immacolata, della conversione e della preghiera. La pace, diceva sr Claire, è il desiderio ardente di ogni cuore, ma solo Dio può darla. La Madonna ci invita a portare la pace in questo mondo senza pace, a costruire un mondo di pace, portando la luce di Cristo nei cuori, donando gioia agli altri in una bella collaborazione con Maria, missionaria di pace. Per fare questo, occorre che viviamo un rapporto profondo col Signore attraverso la preghiera quotidiana, la partecipazione vera e attiva all’Eucarestia, sacrifici e rinunce che ci rendono puri strumenti nelle mani di Dio. Occorre, altresì, che diciamo un no deciso e definitivo al peccato affinché il Signore abiti nei nostri cuori liberi e sciolti dalla schiavitù della lontananza da Dio. P. Luca ha parlato dell’Affidamento all’Immacolata: Maria è la preservata, immune da ogni macchia, riflesso purissimo, perfetto dell’amore di Dio. E come Gesù è venuto nel mondo dal grembo di Maria, così anche noi cristiani, passando da Lei, affidando la nostra anima a Lei, ritorniamo a Gesù. Il fine, quindi, è l’appartenenza totale e gioiosa al Signore; il mezzo è l’unione totale e gioiosa a Maria, sua Madre Santa. Questo richiede un incontro personale, intimo e perseve- rante con Maria, incontro che implica fiducia, dono di sé, disponibilità, collaborazione affettiva ed effettiva al piano di Dio, a cui Maria ha consacrato tutta la Sua vita. L’affidamento a Maria è un dono di Dio, una chiamata ad essere strumenti di pace, di salvezza, di speranza. Molto significativo, a questo riguardo, è il brano del Vangelo di Giovanni, dove Gesù dalla croce donò Maria a Giovanni, il quale la prese nella sua casa: diceva p. Luca che la prese fra i suoi beni più preziosi e più cari! Questo viene chiesto ad ognuno di noi: offrire il cuore a Maria perché venga ad abitarci. Così Maria ci dice: “Aiutatemi ad aiutare” e “Desidero colmarvi di pace, di gioia, dell’amore di Dio”. La Comunità Mariana Oasi della Pace ogni mattina recita questa stupenda preghiera, che può benissimo essere il compendio di ciò che significa consacrare la propria vita a Maria: “O Maria, metti il Tuo cuore Immacolato al posto del mio cuore macchiato dal peccato, affinché lo Spirito Santo possa abitare in me e il Tuo Divin Figlio possa crescere in me: esaudisci la mia preghiera, Tu Grande, Tu fedele, Mediatrice di tutte le grazie. Amen!” Ringraziamo infinitamente il Signore di questo momento di grazia grande che ci ha fatto vivere in questi giorni e ringraziamo i fratelli della Comunità che ci hanno edificato con la loro bella spiritualità mariana, con le loro voci espresse nei canti (a volte sembrava veramente di stare in paradiso!), con la loro fraternità, il loro sorriso, la loro disponibilità, ma soprattutto con la loro fede profonda e gioiosa. Ed è sicuramente anche tramite la loro preghiera che siamo arrivati a vivere più consapevolmente e gioiosamente il momento finale della Messa del giorno della Festa dell’Immacolata, nel quale il Vescovo don Gerardo ha affidato tutta la nostra comunità diocesana alla Madonna: confidiamo che la nostra Mamma Celeste sia stata profondamente contenta di questo gesto e abbia preso le nostre anime nelle Sue mani, per condurle a Suo Figlio Gesù. Stefania Marchetti Padre Luca e suor Claire Marie Cattedrale di Jesi, 8 Dicembre affidamento della Diocesi a Maria Immacolata U Maria, Madre della speranza! na folta assemblea di fedeli di Jesi e della Vallesina ha partecipato con gioia la sera dell’8 dicembre, nel Duomo di Jesi, alla solenne Liturgia eucaristica in onore di Maria Immacolata, presieduta dal vescovo Gerardo Rocconi e concelebrata dal vicario, don Giuseppe Quagliani, e dal parroco del Duomo, don Vittorio Magnanelli. Splendida la performance realizzata dalla Corale Pergolesiana con il “Tota pulchra” di Meini, il “Santo, Santo…” di don Roberto Vigo, “Ave o Pia” di Bartolucci, fino al sublime canto di gloria a Cristo, Verbo incarnato, “Ave Verum Corpus …” di Lorenzo Perosi. All’organo il direttore della Pergolesiana, don Roberto Vigo. Con un commento essenziale del brano del “Protovangelo” (Genesi 3, 9-15.20) e della Enciclica di Papa Benedetto, “Spe salvi” (n. 49-50), il Vescovo ha presentato la Vergine Maria come la “Tota pulchra” (Tutta bella), modello di santità e madre della Speranza. Ha invitato i fedeli a calarsi nella vita quotidiana della fanciulla di Nazaret, insignificante villaggio della Galilea, immaginando con alcuni flash suggestivi la vita semplice e operosa di Maria che, a quindici anni, avrà sognato per sé, come altre ragazze di Israele, un avvenire normale, di giovane sposa e madre di tanti figli… La giovane ebrea Maria ascolta la Parola di Dio della Scrittura, prega e medita nel silenzio del suo cuore. Scelta da Dio per essere la madre del Salvatore, Maria, docile alla voce dello Spirito, è donna obbediente nella fede: dal “Sì” dell’annunciazione (“Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”- Lc 1,38), fino al “Sì” di madre addolorata ai piedi della croce, quando con le parole “Donna, ecco tuo figlio!”(Gv 19, 26), Gesù Le affida la nuova missione di Madre di tutti i credenti. Perseverante nella preghiera, dopo la risurrezione di Gesù, Maria implora con gli apostoli il dono dello Spirito. Prima della Benedizione finale il Vescovo Gerardo, mettendo in luce l’intima unione della Vergine Maria con il “mistero” di Cristo e della Chiesa, popolo di Dio in cammino, ha affidato alla Vergine Immacolata la Chiesa di Jesi. La parola al Vescovo: “Santa Maria, Madre di Dio, Madre nostra, ci Alla veglia dell’Azione Cattolica affidiamo a te, a te affidiaSiamo qui, in Duomo. Il 7 dicembre è’ gioia. Ogni volta che l’uomo perdona, mo la nostra Chiesa locauna serata di Veglia organizzata dal- torna faticosamente a sé, trova ciò che le, a te affidiamo le nostre l’Azione Cattolica, che ha invitato gli ha sempre cercato e si libera. Pace… famiglie, i nostri sacerdoti aderenti alla spiritualità mariana, rap- E Lei, Maria, aspetta, attende… E’ im- e tutti i consacrati, i nostri presentati sia da gruppi che da singo- portante che l’uomo prenda coscienza giovani e i sofferenti. E presi le persone. del progetto su di sé; e la Vergine, nel- per mano da te, ancora una Alternando canti, preghiere e rifles- la sua fedeltà, in quest’attesa, lo lascia volta scegliamo, decidiamo sioni, si è voluto intuire più in pro- misericordiosamente integro, perché di essere fedeli discepoli di fondità il mistero della Immacolata possa poi ritrovarsi. Questo, per me, Gesù, come tu lo sei stata. Concezione, dialogando alla ricerca il senso delle meditazioni proposte Maria, Madre nostra, noi ci dell’espressione più giusta per spie- dall’autore Marco Guzzi e dalle lettu- affidiamo a te!” gare l’intervento di Maria nella vita re bibliche scelte. Maria Crisafulli di ogni uomo, per renderlo capace di Quindi: attesa, stupore e consenso rigenerarsi. Come? Anche se con il alla trasformazione di sé sono gli incuore a pezzi. gredienti necessari al nostro cammiMaria in noi consente quell’azione di no di crescita personale e sociale. ritorno trasformatrice e portatrice di Elisabetta Rocchetti 8 In diocesi 16 dicembre 2007 L’angolo della spiritualità di Paolo Marcozzi TERME (delle) (Via, da Piazza Federico II a Via dei Bersaglieri) TERME (delle) (Vicolo, da Via delle Terme a Largo dei Saponari) Qui erano situate le terme ai tempi della Jesi romana. TESSITORI (dei) (Via, da Via dei Mugnai a Via Granita) Altra via dedicata alle arti e mestieri. I tessitori erano soprattutto donne: nel 1861 erano 1720 ma nel 1871 erano diminuite di ben 864 unità, a causa dell’arrivo sulla piazza dei prodotti industriali del nord. In quel periodo, la manodopera femminile si spostò verso le filande, passando dall’artigianato all’industria e dimostrando una capacità di superare le crisi che accompagnerà l’economia jesina fino ai giorni nostri. TOBAGI WALTER (Via, da Via Grecia a Via del Burrone) Giornalista (Spoleto, 1947 – Milano, 1980) Cominciò a occuparsi di giornali al ginnasio come redattore della storica Zanzara, il giornale del liceo Parini, divenendone capo redattore. Col tempo, il suo maggior impegno fu rivolto alle vicende del terrorismo fascista (ma anche di sinistra). Seguì con scrupolo tutte le intricate cronache legate alle bombe di piazza Fontana, alle “piste nere” che vedevano coinvolti Valpreda, l’anarchico Pinelli, il provocatore Merlino oltre ai fascisti Freda e Ventura, con tante vittime innocenti e tanti misteri rimasti avvolti nell’oscurità più fitta ancora oggi, a distanza di venti anni, a cominciare dalla morte di Pinelli all’interno della questura di Milano e dall’assassinio del commissario Calabresi. Tobagi si interessò a lungo anche di un’altra vicenda misteriosa: la morte di Giangiacomo Feltrinelli su un traliccio a Segrate per l’esplosione di una bomba maldestramente preparata dallo stesso editore guerrigliero. Inoltre, si interessò alle prime iniziative militari delle brigate rosse, alla guerriglia urbana che provocava tumulti (e morti) per le strade di Milano, organizzata dai gruppuscoli estremisti di Lotta continua, Potere operaio, Avanguardia operaia. La sera prima di essere assassinato, presiedeva un incontro al Circolo della stampa di Milano, per discutere del “caso Isman”, un giornalista del Messaggero, incarcerato perché aveva pubblicato un documento sul terrorismo. Aveva parlato a lungo della libertà di stampa, della responsabilità del giornalista di fronte all’offensiva delle bande terroristiche: problemi che aveva studiato ormai da anni e che conosceva a fondo. Aveva pronunciato frasi come: “Chissà a chi toccherà la prossima volta”. Dieci ore più tardi era caduto sull’asfalto sotto i colpi di giovani killer: era il 18 maggio del 1980. continua al prossimo numero Lettera aperta in preparazione al Santo Natale C arissimo fratello e sorella, ho tante cosa da raccontarti. La notizia più bella è che lo Sposo, mio diletto, mi vuole un gran bene! Mi ama così tanto che non solo si è fatto bambino, per poi diventare uomo e camminare sulle strade del mondo, condividere le mie stesse difficoltà, i miei problemi, le mie crocette di ogni giorno… ma per farmi toccare con mano quanto mi ama, è voluto salire per me sulla croce. Essendo Uomo, è arrivato ad agonizzare e sudare sangue, prima della Sua Passione. Poi, come un malfattore, ha sopportato in silenzio gli sputi e le percosse, è stato spogliato delle sue vesti per tirarle a sorte … E quando era lassù, sulla croce, non solo ci ha donato sua madre, dicendo a Giovanni “Ecco tuo figlio” ma con le braccia spalancate, quasi in segno di voler abbracciare ciascuno, ha detto: “Ho sete!” La sua non era sete di acqua ma sete di anime! Sete del nostro amore! Quanto ci ama, quanto mi ama! Ed io lo amo così poco. Da me riceve spesso non parole dolci ma il fiele e l’aceto ogni volta che ho risposto male al mio fratello, che in lui non ho visto i Suoi occhi, il Suo cuore, la Sua dolcezza e bontà, sia pur nascoste e velate. Tu, Gesù, ci conosci ancor meglio di come noi conosciamo noi stessi, conosci le nostre miserie e, per noi, ti sei voluto nascondere nei nostri fratelli. Siano essi della Caritas, della Croce Rossa, dell’Avulss o del Terzo Mondo. Quando arriverà anche per noi l’ora di gustarti e vederti, non ci chiederai quanto abbiamo fatto ma “come mi hai amato, quanto mi hai amato, in chi mi hai amato”. Non a quante Riflessioni CENTRO SPORTIVO ITALIANO Segni di luce sandro Giampaoletti cavaliere Motivo di gioia per noi tutti D a sempre, nella storia della Chiesa, si pone attenzione alla santità quale unico e solo traguardo vero per tutti! Ciò nonostante, nel Medio Evo, furono particolarmente riconosciuti quegli uomini che con la propria vita, difendevano la Chiesa sia con mezzi fisici come pure con le idee e la testimonianza. Furono chiamati “cavalieri” per indicarne la nobiltà d’animo e col tempo si distinsero in due Ordini: di San Gregorio Magno, prima, e di San Silvestro poi. Nell’occasione del Centenario di Fondazione della Fasci (1906), antesignana del Centro Sportivo Italiano, la Segreteria di Stato Vaticana ha conferito l’onorificenza pontificia ad alcuni presidenti e dirigenti del Centro Sportivo Italiano. Questo riconoscimento vuol sottolineare l’impegno personale e dell’associazione per la realizzazione di un progetto educativo e formativo, attraverso la pratica sportiva, che segue le sollecitazioni del magistero ecclesiale. Anche il nostro comitato provinciale di Ancona, del quale in questo periodo ricorre il sessantennio, ha avuto la grande gioia di veder assegnato il riconoscimento di Cavaliere dell’Ordine di San Silvestro Papa al dott. Sandro Giampaoletti, che da circa quarant’anni è attivo nel territorio provinciale e regionale come dirigente del Csi e animatore di molte realtà sportive celebrazioni abbiamo partecipato ma se il nostro cuore era presente. Il Padre ci dirà: “Ho infiammato e infuocato il cuore dei sacerdoti, dei ministri, delle suore, dei religiosi, dei missionari, dei diaconi non per me, ma per te, per farti conoscere l’amore, per donarti l’amore affinché tu, ascoltando la mia parola in essi, ti trasformassi in amore, diventassi tu stesso Amore! E invece i supermercati, le piazze, le case sono spessi pieni di chiacchiere e di maldicenze inutili mentre le chiese sono spesso vuote. Ho dato la vita per te e sono resuscitato per essere in ogni tabernacolo del mondo, per nascondermi nel cuore di ogni uomo: tutto questo per essere amato da te.” Mio Signore e mio Dio, abbi pietà di me. Sia lode a te. Amen Eletta Rossi e parrocchiali. La cerimonia di consegna delle Bolle Pontificie, si è svolta il 30 novembre presso la Basilica di San Pietro a Roma, presieduta dal cardinale Angelo Comastri Arciprete della Basilica Papale di San Pietro. Attraverso la consegna di questi titoli, si intende riconosce e promuovere i valori della fede, testimoniata dall’impegno concreto dei laici nel mondo. Il senso più profondo è quello di premiare il lavoro sportivo/educativo fatto da tutti gli associati attraverso l’impegno nel CSI. Ed ancor più, è senza dubbio un’occasione opportuna per richiamare l’attenzione di tutti i dirigenti, presenti e futuri, sulla necessità che il servizio e la militanza all’interno del CSI, proceda squisitamente in sintonia con il magistero dei Vescovi e ad essi deve costantemente rispondere per una testimonianza di fede e di servizio ecclesiale. Il Signore vuole salvi proprio tutti, è così; quindi aggiusta le cose a modo suo. Agnostici e pagani spesso sono i benvenuti nell’unità voluta dallo Spirito Santo, i primi ad essere ascoltatori generosi e creativi. Anche se loro non si convertono, anche se i peccatori più incalliti, pur vedendo la luce, non acconsentono a farsi trasformare, Lui, lo Spirito, prosegue, va avanti comunque e ci usa tutti, qualsiasi azione o parte noi stiamo svolgendo. C’è una continuità nelle cose, che può vedere chiunque, ed è questo già un mistero e un segno. Lasciamo ad ognuno la sua identità. L’accoglienza reciproca aprirà certamente le porte. Elisabetta Rocchetti Santa Cecilia I musicisti appartenenti alle diverse associazioni musicali hanno festeggiato, in modi diversi, la loro patrona Santa Cecilia. Tra le iniziative svoltesi nella Vallesina, il giorno della ricorrenza, il 22 novembre, o nei giorni seguenti, l’animazione musicale della Santa Messa di domenica 2 dicembre a Moie da parte della Banda Musicale l’Esina. Il presidente e direttore, Roberto Landi, ha ringraziato tutti i membri della banda e quanti, durante l’anno, collaborano alle iniziative. I musicanti parteciperanno alle celebrazioni del bicentenario de La Vestale di Spontini, sabato 15 dicembre. Per la tua pubblicità rivolgiti a Voce della Vallesina IMPIANTI IDRAULICI ASSISTENZA TECNICA MATERIALI E ACCESSORI PER BAGNI TERMOIDRO di GIANFRANCO MUZI Via Giuseppe Guerri, 17 JESI Tel. 0731 200337 - 335.247108 Castelplanio - 60032 (An) - Via Roma, 117 - Tel. 0731.813444 r.a. - Fax 814149 www.fazibattaglia.com Cultura e società Tesori d’Italia – L’arte e la fede Il rinnovo dell’adesione I volontari dell’Unitalsi diocesana hanno iniziato il cammino dell’Avvento rinnovando la loro appartenenza all’Associazione. I soci, con le loro divise e segni distintivi, hanno partecipato alla Santa Messa al Santuario delle Grazie, domenica 2 dicembre ed insieme hanno confermato il loro “Eccomi”. Hanno risposto all’invito dell’assistente don Giovanni Ferracci ad impegnarsi nel servizio di carità e di amore verso i fratelli più bisognosi e a valorizzare il dono dell’amore servizievole che il battesimo ha reso immagine visibile della presenza di Dio. Ciascuno ha ricevuto il distintivo di appartenenza accompagnato dall’invocazione alla Vergine affinché aiuti gli unitalsiani a rendere gloria alla Trinità e cooperare nella Chiesa al bene dei fratelli. “Siamo invitati ad una vita di luce, di gioia, di trasparenza, a percorrere le strade della carità, ad essere portatori di pace con la preghiera, con la testimonianza, con la simpatia, con la collaborazione”: così don Giovanni si è rivolto ai volontari e a quanti hanno partecipato alla celebrazione che si è conclusa con il canto mariano e l’accensione dei flambeaux. Le fiaccole sono il segno che accompagnano le processioni con le immagini mariane a Lourdes e a Loreto e negli altri momenti di preghiera mariana all’aperto: così la sera del 9 dicembre, vigilia della Madonna di Loreto, hanno accompagnato la lode alla Vergine mentre il fuoco acceso ricordava la Venuta della Santa Casa a Loreto. Tanti unitalsiani si sono ritrovati, infatti, domenica scorsa nella chiesa del Divino Amore per la celebrazione della Messa con il Vescovo e per la preghiera attorno al tradizionale fogarò acceso nel piazzale della parrocchia. “Gli unitalsiani sono particolarmente vicini a Maria, la contemplano come Madre della Speranza che è generosa con tutti, disponibile al Signore e che ha vissuto seguendo il suo Eccomi”: Il Volto del Signore rimane sempre un mistero anche se alcune particolarità si possono spiegare: questo vale sia per la Sindone di Torino che per il Velo di Manoppello. Si racconta che in un impreciso giorno del 1506 un misterioso pellegrino giunto a Manopello, davanti alla chiesa di San Nicola, donò a Giacomo Antonio Leonelli un velo con una bellissima immagine del Volto del Signore. Per circa cento anni la reliquia venne conservata con cura e devozione ma poi fu abbandonata e poi venduta a un uomo di grande religiosità, Antonio De Fabritiis che la consegnò ai Frati Cappuccini che la sistemarono e posero nella cornice che anche oggi la contiene. Da allora i frati continuano a conservarla e a rendere il Santuario sempre più accogliente e in grado di accogliere i numerosi pellegrini. Recentemente anche un gruppo di jesini ha visitato il santuario del Volto Santo, nel comune di Manoppello, in provincia di Pescara. Grazie all’invito del Circolo Ferrini che in questo modo cerca di far scoprire ai suoi soci e simpatizzanti le bellezze artistiche dell’Italia, i presenti hanno potuto conoscere la storia del pittura del Volto Santo che è perfettamente sovrapponibile con il volto della Sindone di Torino. Parte, finalmente, martedì 12 dicembre dal porto di Bari, un camion messo a disposizione dalla Charitas Albania e diretto alla città di Scutari. Porterà un gruppo elettrogeno, acquistato con il cofinanziamento della Regione Marche che verrà donato al nuovo ospedale materno infantile di Nenshat, a nord dell’Albania. Gli amici dell’associazione “Gigetto e Sergio Romagnoli per i bambini nel mondo” grazie alla generosità di tanti hanno raccolto, catalogato e risistemato abbigliamento, materiale scolastico, generi alimentari e attrezzature sanitarie per varie realtà dell’Albania. L’associazio- ne, nata a Jesi nel 1995, dopo la prematura scomparsa del professore di scienze naturali Sergio Romagnoli, consigliere comunale, ha come finalità l’istruzione; perché, come credeva Sergio solo l’istruzione può portare fuori dalla miseria e lontano dalla violenza tanti bambini. “I regali più belli non costano niente”; noi il nostro tempo lo abbiamo regalato e ci siamo divertiti lavorando a questo progetto con la sensazione di sentire vicini anche chi, come Sergio o come Pierluigi Savini (ex presidente dell’associazione) non c’è più. Vogliamo esprimere un sincero ringraziamento a quanti hanno creduto in questo progetto e ci sono stati vicini. Giuliana Pieroni La lunga ondata mediatica delle morti bianche Lo scarpone Sono passati pochissimi giorni dallo spaventoso incidente alla ThyssenKr upp di Torino, una tragedia nella quale hanno attualmente perso la vita quattro operai, mentre altri tre stanno ancora lottando in ospedale. Una disgrazia di proporzioni immani, ed è forse improprio definirla tale. Anche se sono ancora in atto gli accertamenti nello stabilimento torinese dell’azienda metallurgica tedesca, analisi i cui risultati dovranno far capire se si sarebbe potuto evitare quanto è successo con l’osservazione delle normali procedure di sicurezza, non si può parlare di disgrazia. Che quattro persone muoiano in quella che è “una Repubblica fondata sul lavoro” è un’assurdità. Il nostro Paese ha il dovere di permetterci di lavorare, di porre le condizioni affinché si possa avere un lavoro che con- senta di avere una famiglia, una casa, dei sogni. Se si lavora dodici ore per paura di perdere il posto ciò vuol dire che il welfare state non esiste. L’Italia deve insegnare a noi giovani, che per la prima volta ci avviciniamo al mondo del lavoro attraverso tirocini formativi, co.co.pro ecc., che tutti i lavori sono degni di essere chiamati tali. E lo sono solo quando sono poste in essere semplici e naturali norme di sicurezza, di protezione, di salvaguardia della vita. Perché morire mentre si fatica per la felicità di chi ci vive accanto è un lutto per tutti, non solo per i familiari: e la lunga ondata mediatica delle morti bianche, che tanto adesso fa notizia, può fermarsi solo attraverso una radicale riforma del lavoro in Italia. Una riforma che deve andare di pari passo con un profondo cambiamento nella mentalità di sindacati e imprenditori, che ancora prima di basare il task-force sui salari minimi dovrebbero considerare una cosa ben più importante: il rispetto della vita della persona. Giorgia Barboni 9 L’Unitalsi diocesana - Al santuario delle Grazie e al Divino Amore Il santuario del Volto Santo Testimonianze Da Jesi in Albania 16 dicembre 2007 così il vescovo Gerardo ha invitato, durante la liturgia, a vivere l’Avvento come Maria. Don Aldo Anderlucci, vice assistente dell’associazione, ha guidato, all’esterno, il canto delle litanie lauretane e il presidente Giancarlo Rossetti ha ringraziato per la partecipazione agli incontri proposti. Moie - Restaurato il crocifisso dell’Abbazia Un raffinato intaglio E’ finalmente ritornato in luce l’originale crocifisso ligneo policromo di Moie che da secoli veniva occultato da numerose e grossolane ridipinture. Oggi si può ammirare in tutta la sua autenticità nell’abbazia romanica S. Maria. Il complesso e delicato intervento di restauro, condotto dalla dott.ssa Melissa Ceriachi in accordo con la Sovrintendenza dei Beni Culturali delle Marche nella persona della dott.ssa Claudia Caldari, ha permesso di recuperare le preziosità delle cromie originali e la raffinata anatomia del corpo del Cristo, frutto di un accuratissimo intaglio. Quest’opera è una delle numerosissime testimonianze di aggiornamenti e modificazioni spesso trovate nei manufatti artistici antichi che si possono far ricondurre all’esigenza di nascondere possibili danni inferti dal tempo e alla necessità di un ammodernamento dovuto ad un cambio di gusto, in risposta alle esigenze di fruizione devozionale e nel rispetto delle norme imposte dalla liturgia sul mantenimento del decoro delle immagini. Il recupero di questo crocifisso seicentesco si è potuto effettuare grazie anche alla sensibilità artistica ed umana del sindaco Giancarlo Carbini che a nome dell’Amministrazione Comunale ha partecipato concretamente alle spese del lavoro e al suo ringraziamento partecipano la restauratrice Ceriachi, il parroco don Fabio Belelli e tutta la comunità. 10 Cultura e società 16 dicembre 2007 Spettacolo di natale “El passì junior” 22 dicembre L “Gesù è nado a Jesi” a Compagnia di Teatro Amatoria- dolo con quel velo di saggezza e di le “El Passì” quest’anno è di scena umorismo che solo il dialetto può anche a Natale… e per essere più dare. Costumiste, sarte, parrucchieprecisi è di scena “El Passì Junior”… ra, cineoperatrice e scenografo curaUn folto gruppo di attori in erba sta no con il loro meticoloso lavoro ogni preparando infatti da diverse setti- particolare. mane uno spettacolo in vernacolo L’appuntamento è da non perdesulla nascita di Gesù. re: Sabato 22 dicembre alle ore 21 Una parodia dolce e profonda sui presso l’ex Bocciodromo della temi religiosi dell’Annunciazione Parrocchia di San Francesco e della Natività, tutta ambientata a d’Assisi di Jesi “El Passì Junior” Jesi e nelle campagne limitrofe, per- è sul palcoscenico per voi con meata di quel senso di pace e di spe- “Gesù è nado a Jesi”. Applauranza, di quella bontà e quell’amore diremo Costanza Rosati, Leoimmenso che solo ‘l “Bambinello” sa nardo Fava, Simone Schiavoni, risvegliare nei cuori della gente. Benedetta Santinelli, Lorenzo L’idea nasce da Padre Bruno Fioretti, Cantarini, Ilaria Copparoni, parroco di San Francesco d’Assisi di Luca Tesei, Maria Cantarini, Jesi, da sempre attento alla pastorale Riccardo Tesei, Giorgia Schiagiovanile e al coinvolgimento dei ra- vo, Salvatore Giannuzzi, Margazzi in attività ludico-formative. tina Corinaldesi, Carolina TrilIl tocco da maestro è del regista e lini, Irene Copparoni, Annalisa autore Claudio Corinaldesi che ha Giannuzzi, Elisa Arcangeli, scritto questo atto unico profuman- Giulia Schiavo, Letizia Trilli- ni, Serena Tesei. L’ingresso è ad offerta; il ricavato sarà devoluto in favore della ristrutturazione del teatrino parrocchiale. La replica sarà domenica 6 gennaio alle ore 16 presso la Casa di Riposo della città. Un contributo culturale del Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale Voce: tenda e vela dell’essere I l 4 dicembre si è svolta a Jesi, vocalità ellenica è quasi presso Palazzo Ripanti, una un pretesto per rifletteconferenza della prof. Gabriella re sulla comunicazione Cinti (nella foto) sul tema: “Liri- umana, in tempi in cui ca greca: centralità del linguaggio assistiamo ad uno scae autenticità dell’essere”. dimento commerciale Per chi è tutto sbilanciato sul delle relazioni, al sorgere presente, il mondo antico, la di neolingue, di codici classicità ellenica, le civiltà re- tecnici in cui si è persa mote come quella “accadica”, l’anima, l’emozione del rappresentano quasi uno scher- dialogo. mo spento, come fossero pelli- Questo decadimento è cole sbiadite. segnato dal predominio Per rimediare a questa amnesia della scrittura. L’uomo abbiamo bisogno di testimoni contemporaneo è un appassionati che sappiano ren- uomo che scrive. Mai derci il passato più attuale del come oggi l’umanità ha presente stesso. presentato un numero così alto La prof. Cinti con la sua ricerca di pagine scritte. che si esprime in pubblicazioni Viene meno la natura conviviale di alto livello scientifico, in una della parola che rimanda, con la produzione poetica altrettanto forza evocativa, ad una dimenpregiata, in una recitazione in sione di autenticità, di profonlingua della lirica ellenica, è uno dità, di verità. L’uomo contemdi questi testimoni appassionati. poraneo vuole vedere, vuole fisNon si tratta però di erudizione sare per iscritto o attraverso un né di un esercizio di stile rivol- “logo”. Non ama riflettere, non to al passato. Il recupero della ama essere trasportato in un mondo che supera il suo mondo immediato; non ama le sue origini, al più ama creare esposizioni, musei, ossia spazi che danno l’impressione di dominare il passato, di fissarlo per sempre e poi lasciarlo cadere di nuovo nell’oblio, senza nessuna relazione con quello che siamo, con ciò che creiamo oggi. Gabriella Cinti ci riporta ad un passato che è l’ossatura del nostro presente (l’origine accadica dell’inglese “drink” o“baby”). Noi abbiamo bisogno di questa testimonianza, abbiamo bisogno di riannodare le fila della tradizione. Non abbiamo bisogno di un cosmopolitismo da sbandati, di una cittadinanza che non è piantata da nessuna parte. E’ importante invece capire dive affondano le nostre radici linguistiche e culturali. Così come altrettanto importante è recuperare il fascino sonoro e semantico della parola, che non è mai “lingua morta”. Forse, anche per quanto riguarda la fede, dovremmo rallentare e raffreddare il “logos”, l’indagine razionale e scritturale. Forse dovremo recuperare quell’emozione, fatta di suoni, danza, teatralità, che ri- Avis – I mercatini natalizi e gli auguri dei bambini Grazie ai donatori e alla città S ta per concludersi un anno speciale per l’AVIS di Jesi: il 60° anniversario dalla fondazione ha visto impegnati i donatori di sangue su molti fronti, quali protagonisti della vita cittadina. Tante le iniziative portate a termine durante l’anno: dalla Giornata del Donatore alla Mostra dei Mille Volti appesi, dai balli medievali alla Caminada de San Giuseppe, dalla presenza nelle scuole a quella al Palasport. Tutte le iniziative sono state salutate con entusiasmo e consensi: in particolare, la mostra dei Mille Volti Appesi al Palazzo dei convegni dal 12 al 19 settembre (le fotografie dei donatori scattate in momenti felici, con le loro famiglie, con i loro animali domestici, nei momenti di svago, di lavoro, durante i viaggi …) ha suscitato espressioni di sorpresa e meraviglia: “la più bella manifestazione culturale e di costume organizzata in città negli ultimi anni”, ha tenuto a precisare un consigliere comunale durante la visita. Particolarmente raffinati i Balli Medioevali in Piazza Colocci, che, il 15 settembre, hanno riportato l’antica Piazza della Signoria all’epoca in cui il Palazzo fu costruito: un salto indietro nel tempo di cinquecento anni, una manifestazione snobbata dall’intellighenzia cittadina, ma molto apprezzata dal popolo che frequenta il centro storico nel dopo. L’Avis cittadina saluterà questo sessantesimo anno di vita con due importanti manifestazioni: Auguri Avis, che vedrà esposti a San Nicolò, il 22 e 23 dicembre, i biglietti di Natale disegnati dai bambini delle scuole elementari e medie e il Mercatino Natalizio, dove, dal 15 al 23 dicembre, si potranno portare a casa, a beneficio dell’associazione, preziose icone, piccoli e grandi presepi, addobbi e oggetti per allietare il Natale, il tutto con quella raffinatezza cui ormai i donatori di sangue ci hanno abituato. Un grazie commosso l’Associazione vuole rivolgere alla città, soprattutto a quella “proletaria”, che ha saputo dimostrare, donando il proprio sangue a favore di chi soffre, una generosità che tutti dovrebbero dimostrare. Sandro Brilli porta alla giovinezza dell’evento fondante e liberatorio dell’essere cristiano, l’Evento Cristo, la Pasqua. Forse, dopo tanto scrivere, abbiamo bisogno di un’alta esperienza iniziatica, attraverso le arti e la musicalità, che fa grande ogni racconto di senso. Leggendo attentamente l’ultima fatica della prof. Cinti, “Ma com’era la voce di Saffo?”, accogliamo l’invito non solo a fare della voce la “tenda” e la “vela” dell’essere, ma anche a riflettere sulla lingua ellenica quale lingua viva del Nuovo Testamento. E allora lo sforzo recitativo ellenico, che in più occasioni l’autrice ha dimostrato nei teatri e nelle ville delle Marche, potrebbe aiutarci a sentire il canto corale, corporale, dei primi seguaci di Cristo che “viva voce praedicaverunt”. Forse così ha senso chiedersi pure: Ma com’era la voce dell’evangelista di Patmos? Gabriele Bevilacqua Vallesina 16 dicembre 2007 11 Majolati Spontini celebra il CC Anniversario de La Vestale Una medaglia, un opuscolo ed un concerto S abato 15 dicembre 2007 cadrà il CC Anniversario della prima rappresentazione de La Vestale di Gaspare Spontini. L’Amministrazione comunale di Majolati Spontini si è adoperata perché questo Anniversario sia saldamente fissato nella cronologia della storiografia spontiniana organizzando un concerto musicale con le due bande del Comune di Majolati, accompagnate dal Coro, insieme presenteranno una selezione di brani tratti da La Vestale. Il 15 dicembre è una giornata importante, esattamente due secoli fa, a Parigi, proprio alle ore 21, Gaspare Spontini, dopo mille traversie, metteva in scena il suo capolavoro: La Vestale. Con sincronia si ricorderà l’evento, sottolineato anche dalla presenza del Picchetto d’Onore del Gruppo storico Napoleonico V Compagnia Cannonieri Guarda Coste, Dipartimento del Metauro Porto Nuovo di Ancona. Da quest’opera il Musicista majolatese ne ricavò straordinari vantaggi, sia artistici, sia economici, che poi ha riversato, nella sua totalità, ad opere benefiche e al suo paese natale. Questa azione parallela, tra arte e filantropia, prende corpo proprio dal 15 dicembre 1807 quando, dopo mille imprevisti e difficoltà fu messa in scena l’opera.Il Comune di Majolati Spontini si è preparato per tempo all’evento facendo realizzare una piccola opera d’arte, una medaglia commemorativa realizzata dal prof. Luigi Teruggi, medaglista e scultore di valore internazionale, già docente presso l’Accademia di Brera di Milano e affidata al conio della “Johnson 1836 S.r.l.”, Baranzate di Bollate, Milano, che dalla prima metà del secolo XIX si occupa della medaglia come raffinata espressione artistica. Al rècto è raffigurata la nota scena del terzo atto de La Vestale, posta in un prezioso quadro custodito nel Museo Spontini di Majolati, che ritrae il campo scellerato e Giulia, condotta dai littori, mentre è ricoperta dagli ornamenti funesti previsti per la Vestale condannata. Al verso lo scultore ha riprodotto un probabile volto di Gaspare Spontini all’epoca della prima de La Vestale. Della medaglia sono state realizzate 270 copie in bronzo e 30 in argento, tutte custodite in un grazioso astuccio, per gli amatori e i collezionisti è possibile acquistare la medaglia presso gli Uffici comunali o prima del Concerto. Ai presenti che interverranno a Majolati la sera del 15 dicembre, alle ore 21, sarà offerto gratuitamente un opuscolo dove sarà narrata la storia e i fatti che hanno portato alla faticosa rappresentazione dell’opera. Non mancano le immagini dei cantanti, alcune rarissime, dei costumi, dei luoghi e della partitura. Riprendendo alcuni saggi sono stati toccati i vari aspetti nati intorno a La Vestale del 1807, dalle notizie musicologiche fino a quelle di colore. Volutamente, anche perché la narrazione sarebbe stata estremamente poderosa, non è stata narrata la storia de La Vestale dopo il 1807, ma si vuole ricordare solo il Centenario della nascita di Gaspare Spontini così ricco di eventi ed iniziative che ancora oggi ci meravigliamo nel leggere documenti e manifestazioni organizzate nel nome de La Vestale e del suo autore. Marco Palmolella Jesi Natale 2007, grandi e piccoli all’appello. I concerti degli Amici della Musica Stili a confronto per un Trio D opo una pausa di oltre un mese sono ripresi al Teatro Studio i concerti degli ‘Amici della Musica’. Due sono stati gli appuntamenti a distanza solo di una settimana l’uno dall’altro. Il primo, del 2 dicembre, era riservato al “Trio Degas”. Ne fanno parte Francesco Negrini (clarinetto), Luca Bacelli (violoncello) e Matteo Sarti (pianoforte). Costituito nel 2003 all’interno dell’Orchestra Giovanile d’Italia, il complesso ha partecipato a corsi di perfezionamento del M° Bruno Canino, distinguendosi poi in importanti concorsi e ottenendo numerosi premi, fra i quali è almeno da ricordare il Primo Premio Assoluto del III° Concorso Pianistico Internazionale ‘Città di Pesaro’. Molto assidua è anche la loro collaborazione con grandi orchestre dirette da autorevoli maestri quali Riccardo Muti e Claudio Abbado. Tre gli autori in programma: Glinka in- La mostra Il Liceo Classico “Vittorio Emanuele II” di Jesi ha inaugurato, lunedì scorso, la mostra di apparecchiature scientifiche d’epoca conservate nei laboratori della scuola. Un accurato lavoro di ricerca di studenti, docenti ed esperti, presentato in occasione della Giornata delle Marche, e che sarà disponibile per tutto il mese di gennaio. nanzi tutto, considerato il primo fondatore del melodramma nazionale russo. Frequentò gli ambienti teatrali d’Europa, conobbe Bellini, Donizetti, Mendelsshon, Weber, ma si distaccò dalla tradizione occidentale per riconsiderare e valorizzare quella del suo paese. Fu più operista che autore di musica da camera. Il ‘Trio pathetique’, presentato nel concerto, è una rarità. E’ infatti l’unico trio da lui composto e, per la sua cantabilità, rimanda appunto ad uno stile operistico. Ha fatto seguito un inaspettato “Trio” di Nino Rota, anche lui autore di melodrammi, ma soprattutto noto come autore delle colonne sonore dei più bei film di Fellini e Visconti. E’ inconfondibile il suo stile anche in questa breve composizione: giocoso, circense, pervaso da folate di un patetico, nostalgico sentimentalismo. Ad un classico infine la conclusione del programma: il “Trio op. 114”, intricato di arditezze armoniche, di J. Brahms, compositore fra i più grandi di musica cameristica. Richiesto dal pubblico anche un bis: di un autore russo contemporaneo, Paul Swann, una deliziosa ‘Rêverie’ ; come dire ‘musica per sognare’. Fotoservizio Augusta Franco Cardinali Il trio “Degas”: da sinistra Luca Bacelli, Matteo Sarti e Francesco Negrini Nella foto la preside Giuliana Petta accanto agli oggetti della sezione catodici C Tradizione e novità per il Natale jesino e n’è davvero per tutti i gusti e per tutte le età al Natale jesino. Il cartellone degli eventi straripa di attività, spettacoli, mostre e incontri tutto messo in piedi dall’Assessorato allo sviluppo economico e al turismo, con Daniele Olivi, in collaborazione con quello alla cultura, con Valentina Conti, per un totale di 20 mila euro circa. Per tutte le festività natalizie sarà possibile visitare i mercatini che saranno allestiti nelle principali piazze del centro storico, la mostra mercato dei prodotti tipici, il mercato straordinario nelle piazze Indipendenza e Spontini, e il “Villaggio di Natale”, le14 casette in legno che occuperanno Piazza della Repubblica. Nelle stesse settimane, fino a San Silvestro inoltre, l’Italcook e l’Enoteca Regionale di Jesi proporranno “Tavola di Natale”, e cioè una serie di iniziative incentrate sulla cultura della tavola dai corsi di cucina ai consigli sugli addobbi floreali per il cenone, fino alle più tradizionali degustazioni di vini e dessert. Accanto alla cucina però non manca la cultura infatti, tantissimi importanti eventi culturali si annoverano, tra questi la “Bibla Pauperum. Rassegna d’arte per la Bibbia” presso il Palazzo dei convegni e al Palazzo della Signoria. Da sottolineare anche la presenza del cinema del teatro e della musica; il 13 dicembre al cinema Diana ci sarà Giorgio Diritti che presenterà “Il vento fa il suo giro”, film rivelazione dell’anno di cui è regista. Da non perdere anche il concerto per l’Africa che il cantante Cisco, ex voce dei Modena City Ramblers, terrà al Pergolesi il 22 dicembre. Tra gli altri importanti appuntamenti che il Natale ci porta , occorre ricordare per il 6 gennaio alle 17, l’incontro al teatro Moriconi con le madri di Plaza de Mayo, la voce dei desaparecidos argentini, e sempre al Moriconi ma il 19 alle 21 si terrà un incontro con un ospite d’eccezione, Gherardo Colombo sul tema della giustizia. Ovviamente non si sono trascurati i più piccoli, per i quali è stato riservata una serie di giochi e animazioni che si svolgeranno nelle vie e nelle piazze del centro storico, oltre ai laboratori didattici sul Natale a cura del personale dei Musei Civici e della Ludoteca Comunale. La giostra di Piazza della Repubblica andrà ricollocata altrove vista la presenza delle casette del villaggio, sarà invece tolto il presepe sotto l’albero nella medesima piazza, visti gli atti vandalici che negli anni scorsi lo hanno deturpato. Ma nonostante il Natale renda tutti più buoni, la politica non si fa scappare l’occasione di fare polemica e all’opposizione che accusava un Natale a ribasso, l’assessore Conti risponde che iniziative, ospiti, attività del calibro di quelle che Jesi propone per il 2007, spesso non sono realizzabili nemmeno da comuni ben più grandi del nostro. Il programma completo delle attività è disponibile sul sito del comune di Jesi www. comune.jesi.an.it Eleonora Dottori Foto Anna Vincenzoni Da sinistra il direttore del Cytiper, sponsor, dott.ssa Pamela Pasquinelli, un’impiegata del Comune, settore commercio, l’assessore alla cultura Valentina Conti e l’assessore Daniele Olivi. Per la tua pubblicità rivolgiti a Voce della Vallesina 12 Regione 16 dicembre 2007 Una mostra a Palazzo dei Convegni per scoprire “Mani fatate, mani di metalmeccanici” Foto, pitture, armature, oggettistica, modellini, disegni… U modellini, ad esempio, sono il frutto del- perenne nel disegno come nella scrittura… la creatività e dell’ingegnosità di persone Forse, le prime volte, prestavo più attenche sono passate dalla bottega allo stabi- zione ai dettagli. Oggi, quando disegno limento conservando l’originaria manua- - così come quando scrivo - mi piace anlità. dare direttamente alla sostanza Questi quadri? delle cose, all’essenziale. I diseAlcuni sono fo- gni, come gli articoli, devono tografie a colori o avere un loro “ritmo”, anche per in bianco e nero stare al passo con i tempi: oggi di Paolo Roscini, il mondo cammina con il piede Claudio Ceccarelli, sull’acceleratore… Giordano Pieralisi e Come è arrivato a disegnare e Claudio Mazzarini. perchè ha tenuta sempre un po’ Altri, pitture di M. nascosta questa sua abilità? Giordana Marchi- Il mio, come disegnatore, è un… ni, Silvana Fracassi, caso ripensato. Su segnalazione Maurizio Pellegrini. della mia professoressa di diseLe Armature sono gno, ai tempi del “Cuppari”, sceldi Graziano Berti e si la via del liceo artistico e mi l’oggettistica di Bru- diplomai all’Accademia di Belle na Maggi. Le compo- Arti di Roma… Poi - anche alsizioni nelle bottiglie lora per i giovani non era facile di vetro, di Roberto inserirsi nel mondo del lavoro Savini. Gli aerei di - mi si presentò l’occasione di Massimiliano Cicco- occuparmi, e con soddisfazione, la. I modellini in le- come impiegato in un’azienda gno di Erino Merli. I metalmeccanica, dimenticando manufatti in rame di in un cassetto il titolo di studio. (Unione Gruppi Aziende Fiat e Seniores). Lido Santarelli. D’effetto, la lucente Guzzi Come ho detto, ho ritrovato la Lavori di fotografia, disegno, pittura, mo- d’epoca del 1934 di Roberto Pieralisi. voglia - o il piacere? - di disedellismo, intarsio e oggettistica, eseguiti con Ci sono anche giovani, dunque… gnare dopo il pensionamento… bravura, originalità e buon gusto, hanno Certamente…sono numerosi…li stiamo e vado avanti fino a che qualcucaratterizzato la rassegna “L’estro del me- “tirando” su piano piano: li stimoliamo a no non mi consiglierà, per il mio talmeccanico” aperta al pubblico tra il 22 e farsi conoscere. bene, di smetterla… il 29 novembre a Palazzo dei Convegni. Una preziosa dimostrazione di come la voglia di *** *** fare e di creare, la fantasia, l’ingegnosità rie- Tra i visitatori, incontriamo Giuseppe Lu- Una bellissima cameretta in scano a varcare i confini perenni del posto di coni, autore dei deliziosi e scanzonati dise- legno per la bambola attira la lavoro - che siano quelli di uno stabilimento gni esposti alla mostra, e che da quasi un nostra attenzione: è dipinta di o di un ufficio, o delle stesse mura domesti- anno accompagnano i suoi articoli su “Voce”. verde, con delicate decorazioni che - per esprimersi in grandi o piccole crea- E’ la prima volta che espone i suoi dise- floreali. L’ha costruita Franco zioni, frutto di passione, di tenace fiducia e gni? Micucci, autore, assieme a Siro speranza nella vita. E’ la mia seconda “uscita”: la prima, con Santini, di sorprendenti miniaChiediamo qualche informazione ai due una ventina di ritratti, risale al 2000, allo- ture perfettamente funzionanti organizzatori, Bruno Schiavoni ed Enrico ra nella chiesa di San Nicolò, sempre nel- di macchine utensili per la laCecconi. l’ambito della mostra promossa dal Grup- vorazione dei metalli datate fine po Anziani Fiat. ‘800 e prima metà del ‘900. Tra le più siCosa vi ha portato a questa nuova edizio- Quanti ne ha prodotti finora e quando? gnificative, una fresa, un trapano, la macne? Non ho il conto preciso: certamente più china per costruire gli ingranaggi, quella Il fatto che avevamo materiale nuovo da di duecento ritratti e forse un centinaio per fare i fori, il tornio per i pezzi tondi, esporre, e la necessità di incoraggiare di vignette, quasi tutti eseguiti dopo aver una piallatrice per i pezzi lunghi, il maglio quanti non vorrebbero mai esporsi per raggiunto la pensione. a balestra che schiaccia il ferro quand’è paura delle critiche. Noi la chiamiamo Solo in quest’anno è accaduto che ha ac- caldo, la sega per tagliare le barre roton“La ritrosia del metalmeccanico”. E poi compagnato sistematicamente un suo ar- de o quadrate da cui ricavare poi i pezzi quest’anno è un evento speciale perchè ticolo al disegno? che servono…un maglio ad aria compresfesteggiamo 25 anni di vita dell’ Ugaf. Sì, da quest’anno: mi è stato chiesto e lo sa, anche questo per schiacciare il ferro a L’ultima mostra? faccio volentieri, anche se con qualche ti- caldo, ma con un altro sistema. La limaRisale al 2000. Prima l’allestivamo ogni more sulla qualità dei miei scarabocchi… trice, che spiana i pezzi più piccoli. Tutti due anni. Adesso, solo quando ci sono Quali soggetti predilige? modellini creati con pezzi fatti a mano, materiali nuovi e abbastanza rappresen- Quelli che… mi impegnano di meno: di ricavati da “ritagli” di acciaio e ghisa. tativi soprattutto di una manualità che solito vado “in diretta” e di fretta. *** oggi non esiste quasi più perché non c’è Ha conservato sempre lo stesso stile: quel- Dulcis in fundo, le moto di Gianfranco più la bottega, non c’è più l’apprendista. I la dell’essenzialità è dunque una scelta Colocci… n ritorno all’insegna del successo quello registrato dalla mostra hobbistica dei dipendenti - ex e non - della New Holland di Jesi, riuniti nella cellula culturale dell’Ugaf Sono tutte inedite? Sì, la mostra è la loro prima presentazione. Ho comprato i modellini originali e li ho smontati. Poi ho ridisegnato tutti i pezzi, li ho ingranditi e ricostruiti in legno… È stato difficile? Ci vuole molta pazienza. Col traforo e altri attrezzi in miniatura sono riuscito a modellarle. Ne ho create tredici. Tutte con ruote in legno. Tra quelle d’epoca: una Lambretta, una Vespa, una Guzzi del 1921, una Guzzi del 1962, una Harley Davidson del 1928, un Galletto (una Guzzi che andava negli anni ’60), una BMW del 1940 che usavano i tedeschi. Le altre sono recenti. Fotoservizio Paola Cocola Nella prima foto da sinistra Schiavoni, Luconi e Cecconi, nella seconda Marchini, nella terza Savini. Celebrata Santa Barbara, patrona dei Vigili del Fuco Presenti con prontezza nel quotidiano I Vigili del Fuoco di Jesi hanno celebrato la loro patrona Santa Barbara, lo scorso 4 dicembre, nella loro sede di via Gallodoro. Una cerimonia semplice che si è aperta con la Santa Messa del Vescovo Rocconi, animata nel canto dai piccoli della scuola materna Santa Caterina. Hanno partecipato i vigili del distaccamento di Jesi, i rappresentati di numerose associazioni di Jesi, il sindaco Belcecchi, i rappresentanti delle forze dell’ordine. Il Vescovo ha rivolto il suo augurio e incoraggiamento ai vigili del fuoco a compiere atti di generosità e di altruismo, andando avanti “con serenità anche quando la vita ci propone dei fallimenti perché Dio si serve sempre dell’agire buono degli uomini”. Il capo distaccamento Serafino Mandolini ha presen- tato la relazione annuale nella quale ha evidenziato il senso di appartenenza e la professionalità dei vigili. Sono stati 1350 gli interventi svolti nell’ultimo anno, fra di essi 365 incendi, 112 incidenti stradali, 37 per fughe di gas, 34 per soccorsi a persone. Mandolini ha ricordato il drammatico incendio avvenuto all’alba del 3 aprile presso lo stabilimento Arena di Castelplanio che ha impegnato i Vigili per oltre quattro giorni e i numerosi incendi estivi nel fabrianese che hanno costretto i vigili jesini a turni impegnativi. Tra le attività ricordate, la partecipazione al progetto di cooperazione internazionale con Legambiente che è consistita nell’ospitalità a due vigili del fuoco della Bielorussia, dal 17 luglio al primo settembre. La relazione ha affrontato il problema della carenza di personale: rispetto all’organico teorico di 37 unità a Jesi prestano servizio in 29. Al vigile Nando Mattei è stata consegnata la croce di anzianità per il lodevole servizio. La presenza dei Vigili del Fuoco è importante non solo per gestire le emergenze ma anche per le attività della protezione civile e per le necessità più diverse che richiedono il loro intervento tempestivo, intelligente e generoso. Metalmeccanici in sciopero Mercoledì 5 dicembre anche i metalmeccanici di Jesi hanno scioperato “per dare più forza – hanno detto – alle trattative per il rinnovo del contratto di lavoro”. Le tute blu (seicento lavoratori secondo i sindacati, molti meno secondo le forze dell’ordine), radunatesi nell’area dell’Esagono (Banca Popolare di Ancona), hanno percorso in corteo le vie Battistoni e Ancona, quindi il viale del Lavoro e via Marche, raggiungendo l’area in prossimità del semaforo di via San Giuseppe. p.c. foto Paola Cocola 13 In dialogo Opinioni a confronto 16 dicembre 2007 In questa rubrica diamo spazio a lettere, opinioni o contributi dei lettori, purchè non inviati anche ad altri giornali. Chiediamo agli scriventi di essere sintetici. Scritti troppo lunghi potrebbero non trovare spazi o essere necessariamente tagliati. La pubblicazione non significa condivisione dei contenuti. Gli scritti si possono inviare per email a [email protected] Le lettere, per essere pubblicate, devono contenere esplicitamente il nome, l’indirizzo e il numero di telefono del mittente DECORO DELLA CITTà Il segretario jesino della Democrazia Cristiana scrive al prof. Massaccesi in merito alla situazione di corso Matteotti. Il grido di dolore di Corso Matteotti non ha riscaldato il cuore gelido del Sindaco Belcecchi. Corso Matteotti e le situazioni collegate saranno prese in considerazione, se possibile,verso l’anno 2010. Nel frattempo i cittadini jesini saranno costretti a muoversi tra buche e pozzanghere. I turisti, non pochi, si chiederanno che città sia Jesi che da una parte si proclama città d’arte e da un’altra rende impresentabile la via più importante. Non c’è da meravigliarsi troppo. Le Giunte di sinistra, soprattutto quella presente e la precedente, poco si sono occupate dei cittadini, dei loro problemi, dei rapporti con le altre località della Vallesina magari per concorrere a far si che Jesi assuma il ruolo di Comune capofila di un territorio vasto, produttivo, culturalmente all’avanguardia. Basti pensare, ritornando in argomento, che gli scuolabus che circolano sono stati acquistati, se non erro, dalla Giunta Massaccesi all’inizio degli anni ’70 e non sono mai stati sostituiti pur se abbiamo pagato e paghiamo profumatamente un manager che si dovrebbe occupare anche e soprattutto di analisi, sviluppo, programmazione oltre ad indicare e presidiare gli obiettivi strategici e dunque di queste cose. Scuolabus, oggi ruderi, che non possono essere rinnovati perché non ci sono i soldi. Insisti sulla Tua battaglia. In questo caso Ti siamo vicini. Evasio Santoni segretario Democrazia Cristiana Jesi Partecipazione politica Un lettore scrive a Massaccesi a proposito del suo editoriale sull’energia atomica Ho consultato con molta attenzione l’opuscolo Informacittà-Tuttojesi ma non sono riuscito a trovare dove si trova “via di Damasco” eppure da qualche parte deve esistere perché il professore, non Romano Prodi ma Vittorio Massaccesi, finalmente l’ha trovata almeno da quanto scrive sul numero 41 del settimanale. Nell’editoriale sull’energia atomica egli fa mea culpa per aver votato No al referendum craxiano, pentendosi dopo dieci anni e autotacciandosi di far parte, lui, di un popolo “psicologicamente e culturalmente impreparato”, lui che era ed è un professore, la cui missione era ed è di educare quel popolo, non come monsignor Della Casa ma quale “maestro e donno” per il sapere e quale (ex) sindaco per equilibrio. Mi compiaccio con lui per il segno di intelligenza che ha voluto esternare riconoscendo i propri errori; gli errori però in genere si commettono in età giovanile; commessi in età da cattolico adulto possono far dubitare. Spero che non debbano trascorrere invano altri dieci anni per leggere che Massaccesi si penta per aver votato contro il referendum sulle troppe modifiche apportate alla Costituzione da Berlusconi ma gli argomenti portati a difesa della vecchia Costituzione, quelli relativi ai troppi poteri concentrati sul Presidente del Consiglio dei Ministri, stanno per essere legiferati come nella precedente edizione e, già prima di essere approvati, sono stati decine di volte “minacciati” da Prodi, D’Alema, Rutelli, Fassino, Mastella … con il “Se non si approva questa legge, tutti a casa!” decisione riservata in esclusiva al Presidente della Repubblica. Anche un suo autorevole lettore, scriveva su questo giornale un articolo contro i troppi poteri che voleva arrogarsi il presidente Berlusconi e che, fatti propri da D’Alema, avevano causato una crisi di governo evitata con un celere voto di fiducia. Non voglio toccare altri argomenti, ma lei, direttore, riporti sul giusto binario gli scritti del suo giornale; cerchi di far volare tutti sopra le nubi … Lettera firmata Ringrazio il nostro abbonato per l’attenzione con cui segue il nostro settimanale; mi scuso per il ritardo con cui pubblichiamo la sua lettera giunta in redazione il 27 novembre scorso; lo invito a continuare la sua partecipazione al dibattito politico. Il nostro settimanale è di proprietà della Diocesi ma vuole essere il settimanale della gente e per la gente e non può tralasciare le vicende e il confronto politico. b.t. Chiesa e Azione Cattolica La Chiesa Italiana ha bisogno dell’Azione Cattolica. Il card. Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, inviando la lettera ai Vescovi, ai presidenti e assistenti diocesani di Azione Cattolica ha detto: “Una forza viva che, mentre accompagna il cammino quotidiano delle comunità, sperimenta vie nuove e non cessa di unire il pensiero all’azione”. Sono parole che devono far riflettere. L’Azione Cattolica è e sarà sempre la lunga mano della Chiesa. Infatti un’adesione a un movimento forte e vivo per la quale opera e lavora vicino ai bisognosi, ai giovani, ai più deboli sempre al servizio della Chiesa. Gabriele Mannarini contraDDIZIONI Tutti, tramite i varie “media”, piangono. Gli economisti lanciano allarmi. I politologi, i sindacalisti, i nuovi astrologi prevedono miseria nera. L’economia italiana soffre per carenza di fonti energetiche. I lavoratori con le loro retribuzioni non arrivano alla fine del mese. Si rischia di passare il Natale al freddo: lo stato italiano ha pochi fondi per acquisire dall’estero gas e petrolio. Altri prevedono che si possa rimanere al buio (detto oggi black-out). E’ giocoforza il risparmio energetico. Unico Mike Buongiorno si sente di esortare il popolo italiano con il suo “Allegria a a a !” Guardandosi in giro, in questi giorni, sembra però che abbia ragione il buon Mike. Dovunque in Italia, dalle metropoli allo sperduto borgo, si allestiscono policrome luminare, lungo le vie più ricche di negozi, con le vetrine stracolme di ogni ben di Dio. E si fa “shopping”. Un tempo si usciva quasi tutti i giorni per fare la” spesa”. Significava comperare quanto era necessario per il pasto di quel giorno, con qualche piccola provvista per materie di maggior consumo. Il valore della vita è tutto nelle esteriorità: si deve far sapere quanto si è in grado di spendere. Anche per gli oggetti più futili, come le palle colorate da appendere fuori casa, sugli alberi e sui balconi. Unita- i “cappelletti”; il nonno, paziente, mente a più “Babbi Natale” che attendeva un’occasione spaziotentano di scalare le pareti di casa. temporale per recitare il Rosario.. Ristoranti e trattorie con allettanti Questo accadeva alla sera, menmenu per la sera della Vigilia, per tre a pranzo si era osservata una Natale e Capodanno. Proposte di stretta vigilia, e l’appetito cedeva il viaggi per trascorrere le festività in passo alla fame. Dalle madie uscipaesi esotici, magari di cultura non va provocante l’odore delle pizze cristiana. A casa non deve rima- natalizie. Poi il “cenone”. Quindi nere nessuno, all’infuori dei non- gli adulti, che potevano, andavano ni, ai quali, se stanno buoni, viene alla Messa di mezzanotte. I bimbi rimandato “sine die” il parcheggio a letto, riscaldato dal “prete”. Duin ospizio. Ma allora tutte le gere- rante la notte sarebbe passato il miadi di cui si è parlato all’inizio, a “Bambinello” per portare, ai bimbi che pro? Perché tutto questo spre- buoni, un “regaletto”. A volte solo co? Perché un carnevale per ricor- pochi mandarini. La mattina di dare la nascita di Cristo, e per la Natale la sveglia veniva dai bamfesta della Famiglia? C’erano una bini, felici di aver trovato sotto il volta le famiglie che avevano in sé camino, ancora tiepido, i tanto tre generazioni, dove si traeva in- attesi doni. Il pranzo di Natale in segnamento dal passato per proce- famiglia. “Natale con i tuoi. Pasqua dere verso il futuro. Oggi abbiamo con chi vuoi”, sentenziava un anle famiglie allargate. Un tempo la tico proverbio. Era ammessa però famiglia si stringeva attorno al Pre- una deroga: si potevano invitare i sepio, odoroso di muschio raccolto poveri. Allora rientriamo nelle noper tempo dal nonno con i nipoti. stre case, per celebrare il Natale in Le donne di casa, pur senza il rico- famiglia. Spegniamo le superflue e noscimento delle pari opportunità, costose luci per le vie e le piazze. avevano già il loro bel da fare, e Non entriamo in contraddizione sfaccendavano, ostacolate nel loro con noi stessi. Se siamo veramente affannarsi dai bambini, sempre tra in condizioni di dover risparmiare, i piedi. che significato ha far mostra di un Badavano a mantenere vivace la benessere fasullo? fiamma del focolare, mentre cura- Proviamo ad essere credibili. Buon vano il lento sobbollire degli intin- Natale. goli e il vivace bollire del brodo per Enrico Battistelli 14 Pagina Aperta 16 dicembre 2007 Ancora una guerra civile nei Balcani? L’impegno dell’Italia all’estero AGENDA segue da pag. 1 Il Santo del giorno Giovedì 13 dicembre santa Lucia, venerdì 14 san Giovanni della Croce, sabato 15 san Valeriano, domenica 16 sant’Adelaide, lunedì 17 san Modesto, martedì 18 san Graziano, mercoledì 19 sant’Anastasio, giovedì 20 san Liberale di Roma, venerdì 21 san Pietro Canisio, sabato 22 santa Francesca Cabrini, domenica 23 san Giovanni da Kety. Farmacie di turno a Jesi Giovedì 13 dicembre Moretti, venerdì 14 Barba, sabato 15 Martini, domenica 16 Calcatelli, lunedì 17 Grazie, martedì 18 Comunale 1, mercoledì 19 Cerni, giovedì 20 Comunale 2, venerdì 21 Grammercato, sabato 22 Coppi, domenica 23 Moretti. Farmacie di turno in Vallesina Giovedì 13 dicembre Moie - Angelico, venerdì 14 Macine, sabato 15 Moie - Lucarelli, domenica 16 Angeli, lunedì 17 Poggio San Marcello, martedì 18 Castelbellino, mercoledì 19 Pianello Vallesina, giovedì 20 Montecarotto, venerdì 21 Moie – Angelico, sabato 22 Macine, domenica 23 Moie – Lucarelli. Studiare per l’integrazione Ambito sociale, Asur, Centro Salute Immigrati, Università Politecnica, Istituto comprensivo “L. Lotto”, Centro Interculturale e associazione “Casa delle culture” scommettono in una formazione integrata sull’integrazione degli immigrati. Gli operatori del territorio sentono l’esigenza di uniformare gli strumenti per individuare percorsi di accompagnamento significativi. Giovedì 13 dicembre alle ore 16.30, presso la fondazione Colocci a Jesi in vicolo Angeloni, si terrà un incontro sul tema “Un paese di immigrazione in un mondo di migranti: il caso italiano. Presentazione Dossier Statistico Immigrazione 2007” a cura di Antonio Ricci, della Caritas/Migrantes. L’Aurora per l’Oikos Dove trovare il calendario Russia si oppone in nome dell’amicizia con la Serbia e nel timore che torni, virulenta, l’istanza indipendentista cecena, repressa da sempre nel sangue. E poi, come teme Sergio Romano, non si dà la stura alle istanze indipendentiste basche, scozzesi, fiamminghe, dei corsi…. ecc? *** Ma, per una volta tanto, consoliamoci, noi italiani, di questa realtà: tutti i governi, compresi quelli dell’ultimo decennio, sia pure con minore o maggiore convinzione, hanno sempre lealmente garantito il contributo dell’Italia con il suo esercito nei territori più caldi, indicati dall’Onu. A cominciare dalle difficili operazioni in Afghanistan per finire ai delicati compiti in Libano dove abbiamo il comando e la maggioranza degli uomini in un territorio la cui ennesima guerra civile potrebbe di nuovo esplodere da un momento all’altro. E anche il fatto che, proprio la settimana passata, l’Italia ha offerto quaranta milioni come contributo al superamento del dramma del Darfur, dice la nostra generosità per la pace nel mondo nonostante i tanti nostri problemi. Peccato questa babele politica interna, imperante a destra, al centro, a sinistra! Vittorio Massaccesi [email protected] Jesi - via Ugo La Malfa, 24 tel. e fax. : 0731.202894 - 202893 Da oltre 40 anni propone corsi permanenti, professionali e progressivi, lezioni a carattere individuale con sistema didattico esclusivo. Le iscrizioni ai corsi di hobbistica uso familiare, modellista, sarta – fashion designer sono aperte durante tutto l’anno Calcio Eccellenza, promozione, prima e seconda categoria Eccellenza CALCIO Il calendario dell’Aurora Basket Jesi realizzato per contribuire alle attività dell’Oikos può essere acquistato presso: la Trattoria da Antonietta in via Garibaldi, 19; ristorante Mynonna in via Mazzangrugno, 11; ristorante Rusticanella in via Ancona, 65; edicola Marani Paola in corso Matteotti, 11; Circolo Csi san Francesco d’Assisi; Il Centro F.B. Buffetti in via Mura Occidentali, 5; bar Roma in corso Matteotti; Barchiesi Sport in corso Matteotti, 37; Libreria Cattolica in Corso Matteotti, 42; tabaccheria in piazza Federico II. L’Italia, nonostante le molte difficoltà interne sul piano politico, sociale ed economico, vuol mantenere i suoi impegni di solidarietà con l’Unione europea, con l’Onu e con la Nato, lasciando, e anzi incrementando, i duemila uomini già in Kosovo in vista delle possibili difficoltà tra qualche settimana, perché sembra ormai certo che, prima o poi – forse entro maggio – il Kosovo dichiarerà unilateralmente la sua indipendenza: si autodefinirà Stato. Belgrado reagirà con le armi? L’Onu riuscirà a scongiurare l’ennesimo dramma dei Balcani? La minaccia dell’Ue di bloccare definitivamente l’ingresso della Serbia nella società dei Ventisette fermerà Belgrado? O lo fermeranno le armi della Nato? Ma chiediamoci: che il Kosovo dichiari la sua indipendenza è politicamente opportuno? O non sarà il vaso di Pandora che farà esplodere ulteriori drammatici problemi legati alle aspirazioni di una Grande Albania, pronta ad avanzare le sue richieste verso tutti i territori di confine con i serbi, montenegrini, macedoni, greci dove esistono maggioranze di etnie albanesi? Stati Uniti ed Unione europea propendono per un Kosovo indipendente. La La partita viene disputata all’Helvia Recina, visto il diluvio ininterrotto della Festa dell’Immacolata. Ad aggravare le preoccupazioni del pomeriggio, si prevedeva l’arrivo a Macerata dei numerosi tifosi jesini. Invece, proprio il diluvio deve aver convinto tanti fans leoncelli a disertare la trasferta al capoluogo di provincia. E chissà che anche le due ultime sconfitte non abbiano agito da negativo suggeritore! Sta di fatto che sugli spalti latitavano le solite centurie di sostenitori nostrani. I pochi, infreddoliti, non sarebbero stati capaci di subbugli pericolosi. Comunque la partita c’è stata e agonisticamente nulla di intentato è stato omesso dai contendenti: i maceratesi al 49’ sono rimasti perfino in inferiorità numerica per espulsione di Passarini. Nonostante ciò, la battaglia sotto il diluvio c’è stata ed ha chiamato ad un lavoro assai impegnato i due portieri. E’ mancato il gol, ma non l’applauso, specialmente per alcune prodezze del nostro Pierali- si, che ha chiuso la saracinesca, decidendo il punteggio sullo zero a zero, tra Vis Macerata e Jesina. Oggi, al Carotti, viene il fanalino di coda, la Vis Pesaro. Vir Promozione Il Vallesina ha completato la rimonta proprio sulla capolista Marchionni, vincendo 2-1 con reti di Vagnini e Massei. Ma la vetta è ancora del Fabriano Fortitudo … per un sol punto. Prima categoria Il Cupramontana, battendo il San Biagio (2-1) mantiene il primo posto. Ad Ostra, pareggia il Monserra (0-0). Cade il San Marcello in casa del Filottrano (2-1). Seconda categoria Borgo Minonna cade in casa (23) con la Dorica Torrette. Sampaolese tiene duro a Camerata (1-1). Ad Ancona, il Monsano perde con la Nuova Folgore (21). Cede anche l’Aesina contro il corsaro Agugliano Polverigi (1-2). Pari tra Aurora e Castelbellino (2-2). La Virus perde a Staffolo (2-1). FOCARELLI OTTICA 15 Sport 16 dicembre 2007 VOLLEY E mercoledì in Croazia per la Champions la rivelazione Busto Dire, fare, giocare... con mamma e papà!!! “Prilline” l campionato continua ad te Schiavo Banca Marche Jesi Iniziati al Palazzetto dello Sport di Jesi i corsi “Primi passi” I l Progetto Nazionale “Primi passi” Uisp, attuato da anni dal Comitato di Jesi, comprende corsi di ginnastica dolce per donne in gravidanza ed iniziative rivolte ai genitori e ai propri figli, nell’intento di accompagnare e guidare la crescita dei bambini. I corsi si svolgono al Palazzetto dello Sport di Jesi in una palestra attrezzata per poter accogliere mamme e bambini e fare esperienza di gioco insieme. Le nostre iniziative: Corsi per donne in gravidanza: la respirazione, la musica, la ginnastica dolce sono i metodi usati per prendere contatto col bambino e imparare a sviluppare un atteggiamento sereno durante la gravidanza e il parto. Massaggio del neonato: più che una vera tecnica è un modo di stare insieme al proprio bambino; il massaggio è in altre parole una dimostrazione d’amore che aiuta a produrre un senso di benessere nel piccolo, a rafforzare il contatto affettivo tra genitori e neonato e a favorire il rilassamento di entrambi. Il Corso è tenuto da una Operatrice Aimi (Associazione Italiana Massaggio Infantile). Psicomotricità: è un corso rivolto ai genitori e ai bambini dai 6 ai 12 mesi che iniziano a stare seduti ed hanno una grande curiosità di conoscere ciò che li circonda. Negli spazi appositamente strutturati vengono proposte diverse esperienze che favoriscono i primi rapporti socio-affettivi. Mamma bebe’ (12/36 mesi): il corso offre ai bambini dai 12 ai 36 mesi e ai loro genitori un tempo ed uno spazio attrezzato in cui giocare insieme e imparare a muoversi, correre, saltare. Periodicamente vengono proposti laboratori espressivi e creativi. Giocagin (3/6 anni): “Giocare alla ginnastica” permette al bambino di muoversi con piacere sensomotorio; con il movimento reso più divertente dal gioco il bambino arricchisce le sue esperienze motorie e relazionali. Da diversi anni il Comitato Uisp di Jesi collabora con gli Istituti Comprensivi del territorio realizzando il Progetto “Giocagin” nelle Scuole dell’Infanzia, reso possibile grazie ai contributi della Fondazione Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana, Fondazione Cassa Risparmio di Jesi, dei Comuni di Castelplanio, Mergo, San Paolo, Poggio San Marcello, Camerata Picena, San Marcello e Serra San Quirico. Ciò ha permesso in molti casi di introdurre l’attività-motoria nelle scuole con continuità negli anni senza gravare economicamente sulle famiglie e accogliendo l’approvazione di bambini e personale docente. In alcune scuole il Progetto “Giocagin” viene attivato con il contributo delle famiglie. Le Scuole dell’Infanzia coinvolte per l’anno scolastico in corso sono a San Paolo di Jesi, Mergo, Poggio San Marcello, Chiaravalle, San Marcello, Castelplanio, Castelbellino, Angeli di Rosora, Pantiere, Pianello, Cupramontana, Rosora, Apiro, Poggio San Vicino, Staffolo, Castellaro, Serra San Quirico, Moie, Camerata Picena, nelle scuole di San Maria del Piano e Casali Santa di Jesi. Le lezioni sono condotte da insegnanti diplomati o laureati Isef con specifica formazione nel settore “Primi passi” Uisp e propongono ai bambini divisi per età o sezione giochi di movimento libero, girotondi e giochi motori cooperativi, attività di musica-movimento, giochi di imitazione e tradizionali. BASKET Rossini premiato per i duemila punti jesini La Fileni Bpa sfida la capolista Soresina D omenica scorsa la Fileni Bpa, dopo due trasferte consecutive, è tornata al PalaTriccoli ed ha impartito una severa lezione al malcapitato Rimini, battuto 95 a 87. “Siamo stati bravi a scegliere sempre il giocatore migliore nei momenti importanti – ha detto coach Capobianco – Sono soddisfatto per l’approccio mentale. Dedico questa vittoria a Rossini, che lunedì si è operato alla spalla. Spero di rivederlo in campo presto”. Prima della partita, il capi- tano jesino Alberto Rossini è stato premiato per aver superato la quota dei duemila punti con la maglia dell’Aurora. La classifica dopo l’undicesimo turno di andata: Soresina, Ferrara e Sassari 16 punti; Fileni Bpa Jesi 14; Reggio Emilia, Caserta e Casale Monferrato 12; Pistoia, Fabriano, Rimini, Veroli e Pavia 10; Imola 8; Novara e Montecatini 6; Livorno 2 punti. Oggi, domenica 16 dicembre, gli arancio-blu salgono a Cremona, per fare visita alla capolista Soresina (ore 18.15). La squadra allenata dall’ex Osimo, Stefano Cioppi, può contare su elementi di esperienza come Portaluppi, Morri e Silvio Gigena, più due buoni americani, Lollis e Reynolds. Lo scorso 6 dicembre la formazione di coach Capobianco era stata ospite a pranzo del ristorante MyNonna in qualità di ospite nell’annuale incontro tra gli allevatori associati alla Fileni. Giuseppe Papadia I essere in salita per la Monte Schiavo Banca Marche. Domenica scorsa le “prilline” sono cadute nettamente a Novara, che si è imposta 3-0 (parziali: 25-17, 25-23, 25-21) dopo una gara a senso unico. Se in campionato stentano, le jesine si rifanno in Champions. Mercoledì 5 Togut e compagne al PalaTriccoli, avevano piegato dopo cinque set (parziali: 25-20, 25-22, 22-25, 20-25, 17-15) le francesi del Cannes, formazione candidata alla vittoria finale. Protagoniste erano state le due centrali, Bown e Caroline (nella foto), decisive nell’emozionante tie break. La classifica dopo la settima giornata di andata: Bergamo 20 punti; Perugia e Pesaro 18; Novara 16; Busto Arsizio 14; Mon- 8; Imola 7; Chieri e Sassuolo 6; Santeramo e Altamura 5; Forlì 3 punti. Oggi, domenica 16 dicembre, Togut e compagne ospitano al PalaTriccoli la matricola Busto Arsizio (ore 17.30), rivelazione di questo campionato. La formazione allenata da Carlo Parisi può contare sull’azzurra Ortolani, uno dei pochi innesti in un gruppo affiatato. Tre le ex di turno: Togut e Calloni tra le jesine, la chiaravallese Luciani nelle lombarde. Mercoledì 19 le “prilline” saranno di scena a Rijeka, in Croazia, per la Champions League (ore 17.30). La gara sarà trasmessa in differita alle ore 23.30 da Sport Italia. Le due squadre si sono già affrontate mercoledì 12 al PalaTriccoli. Giuseppe Papadia Fileni e Oikos per un’azione vincente Un calendario per la Onlus jesina L o scorso 7 dicembre è stata presentata l’iniziativa benefica voluta dalla Fileni in favore dell’Oikos. Grazie alla disponibilità dei giocatori della Fileni Bpa, che per una volta hanno giocato a fare i modelli, è stato realizzato un calendario utile per raccogliere fondi a favore della Onlus jesina, attiva nel sostegno a tossicodipendenti e minori in stato di disagio. Con un contributo minimo di cinque euro si riceve il calendario dei giocatori arancio-blu e si aiuta l’Oikos a sostenere le comunità Paides (in greco “fanciulli”) che l’associazione gestisce a Jesi e Osimo. Un luogo dove si fornisce accoglienza e sostegno a minori di dodici anni, segnalati dai servizi e dai Tribunali per i Minori, per aiutarli in uno sviluppo sano e armonico. “Accogliamo tanti bambini e mamme con disagio sociale – ha detto don Giuliano Fiorentini, presidente e fondatore dell’Oikos – tutelandoli con un progetto di valutazione, sostegno, accompagnamento a favore del genitore e nell’interesse del minore”. I calendari saranno distribuiti al PalaTriccoli durante le prossime partite interne della squadra jesina e nella partita amichevole che la squadra giocherà a gennaio ad Osimo. Per tutto il periodo natalizio i calendari si potranno trovare anche presso la sede Oikos di Jesi, in piazza Federico II 8. “L’idea di questo calendario è nata dall’amicizia che mi lega a don Giuliano e ai volontari Oikos – ha spiegato Roberta Fileni, promotrice dell’iniziativa – e dalla sensibilità nei confronti dei bambini che, loro malgrado, vivono delle situazioni difficili”. Con il calendario, inoltre, si riceve un coupon, da compilare, per poter essere tra i quindici fortunati che parteciperanno alla cena per celebrare l’iniziativa, con i dirigenti dell’azienda Fileni, don Giuliano Fiorentini e gli amici di Oikos, il capitano della Fileni Bpa, Alberto Rossini e Michele Maggioli. Giuseppe Papadia Foto Candolfi Nella foto da sinistra, Michele Maggioli (centro Fileni Bpa), don Giuliano Fiorentini (presidente e fondatore dell’Oikos), Giovanni Fileni (titolare Fileni Simar), Roberta Fileni (amministratore delegato Fileni Simar e promotrice dell’iniziativa), Antonio Gallucci (presidente Aurora Basket), Andrea Capobianco (allenatore Fileni Bpa), Alberto Rossini (capitano Fileni Bpa). Il decennale del Club Jesino Auto e Moto d’epoca rano 260 i partecipanti alla celebrazione del decennale del Cjmae, giunti a Jesi domenica 2 dicembre a bordo dei loro veicoli d’epoca, moto, sidecar, scooter, auto berline e spider, camions, trattori, tutti perfetti e funzionanti nonostante l’età, qualche mezzo risaliva a prima della Grande Guerra. Un pubblico curioso e interessato ha assiepato il Corso Matteotti dove gran parte dei mezzi erano stati posteggiati dai loro premurosi proprietari. In Piazza della Repubblica il presidente del Cjmae avv. Fabio Fittajoli e le autorità intervenute, la prof. Bruna Aguzzi assessore del Comune di Jesi, il consigliere Fabio Badiali, in rappresentanza della Regione Marche, l’avv. Liliana Uncini Presidente della Croce Rossa Italiana, l’avv Roberto Loi, presidente dell’ASI Automoto Storiche Italiane, si sono compiaciuti per gli scopi raggiunti dal sodalizio in questi dieci anni, non solo per le attività specifiche ma anche per la solidarietà dimostrata a favore della cittadinanza, in particolare con il contributo erogato per l’allestimento dell’autoambulanza pediatrica della CRI da pochi mesi entrata in servizio.I rombanti mezzi hanno poi preso il via snodandosi per le vie cittadine alla volta di Staffolo, dove si è tenuta la conviviale per lo scambio degli auguri. Nella foto da sinistra Patrizia Sconocchia Cri, avv. Pietro Piacquadio ASi, Maurizio Speziali ASI, avv. Liliana Uncini Presidente Cri, avv. Roberto Loi Pres. ASi, l’assessore Bruna Aguzzi, il consigliere regionale Fabio Badiali, dott. Roberto Sarzani del Cjmae, dott. Marco Catani del Cjmae, Fabio Fittajoli presidente Cjmae. WWWBPAIT E Veicoli d’epoca e solidarietà 16 Regione 16 dicembre 2007 Ritratto di uomo e d’artista in un concerto commemorativo I Beniamino Gigli: grande, umile, generoso Lezioni di violenza l disco è vecchio, frusciante, ma la voce che sprigiona è oro puro. Sessanta, settant’anni fa le tecniche di registrazione non erano perfette, sofisticate come lo sono oggi. Più vere, però: non rimpastavano i suoni, non li convertivano, non li trasfiguravano. Se mai erano riduttive rispetto a quello che poteva essere l’ascolto dal vivo. Siamo al Pergolesi, la sera del 7 dicembre ed è la voce di Beniamino Gigli che, in un religioso silenzio, si diffonde in sala. “Mi par d’udire ancora” da ‘I pescatori di perle’ di Bizet è la romanza che canta. Quasi una sigla, una firma. Era infatti una delle arie più famose del suo repertorio. Un’arte prodigiosa, ma non limitata a ruoli particolari. La sua voce magica rivelava, in piena maturità e in eccellenza, una qualità che dovrebbe essere essenziale per ogni interprete, ma che non sempre lo è: la capacità di identificarsi, di mimetizzarsi in personaggi diversissimi, passando con pari credibilità, attraverso una gamma infinita di colori, da ruoli di lirico puro a quelli di carattere, veristi o drammatici. Non avveniva lo stesso allora per altri tenori, riconoscibilissimi non appena aprivano bocca. Gigli invece subiva di volta in volta una metamorfosi: per rispetto profondo della sua arte, per amore della verità, per intelligenza e onestà; per modestia anche, virtù che, con la grande generosità, praticava anche al di là del palcoscenico. Certamente aveva per natura doti eccezionali; certamente era stato educato alla scuola di ottimi maestri nè aveva dimenticato gli insegnamenti che gli erano stati impartiti quando, da bambino, cantava nel duomo di Recanati e lo chiamavano ‘il canarino del campanile’. Probabilmente anche aveva di fronte due grandi, diversissimi modelli, Enrico Caruso e Giacomo Lauri Volpi; che non cercò però di emulare, ma di conciliare. Grande davvero Gigli, e un modello fermo di riferimento per altre generazioni di tenori. Tutto inciso nel cuore E’ iniziato così, dedicato a Beniamino Gigli nel 50° anniversario della sua scomparsa, il Concerto che ha concluso la Stagione Lirica di quest’anno. Una manifestazione che, nel suo genere, è da approvare. Raramente infatti concerti simili si ascoltano a Jesi ed è da augurarsi che divenga ormai consuetudine inserirla in ogni stagione lirica del Pergolesi. Ha condotto la serata Terenzio Montesi che ha dapprima ricordato con parole commosse Beniamino Gigli attraverso le testimonianze di quanti lo conobbero - autorevoli critici, artisti, amici - ri- Bambino, sei la mira di saette, di quei capelli irti di Goku, come fulmini a ciel sereno di cui non puoi fare a meno. Una freccia già esce da te a colpire non importa dove o chi Dragon Ball fa così con lui dici “oso”. Cosa importa se qualcuno piange? I deboli vincere non sapranno mai come tu, il forte, mai perdere saprai! Questo Dragon ti sembra forte ma è più debole di te Non ha occhi dolci, ne’ labbra socchiuse per sussurrare parole care, per bisbigliare senza infrangere silenzi. velando anche episodi inediti: come un allestimento molto, ma molto speciale de ‘la Serva Padrona’ in cui Gigli rivestì il ruolo del servitore muto Vespone (!). Avvenne al Pergolesi nel 1936. Sarebbe ritornato il 4 settembre dello stesso anno per un concerto di beneficenza a cui avrebbe assistito una folla enorme di spettatori. Montesi ha successivamente presentato i protagonisti della serata: l’Orchestra ‘G. Rossini’, un fiore all’occhiello della nostra regione, nella formazione tipo del Rossini Opera Festival.. A dirigerla era chiamato il M° Dejan Savic, jugoslavo, sovraintendente del Teatro Nazionale di Belgrado. Lo avevamo conosciuto lo scorso anno quando, in prima esecuzione assoluta, aveva diretto il ‘Trittico di Natale’ di L. Di Giandomenico. Quattro i cantanti: il soprano Margarita Dvoretskaya, del Kazakstan, una voce dal timbro caldo, morbida e fluida; il baritono grand seigneur Giovanni Meoni, vincitore di numerosi concorsi, impegnato in un’intensa attività sia operistica che concertistica e due tenori, Yjie Shi e Giorgio Casciarri. Il primo è una rivelazione dei più recenti, prestigiosi concorsi lirici. Ha l’aspetto di un ragazzo, ma una voce già matura, intensa, ben calibrata e canta con vero trasporto. Diversissimo il secondo. Fio- Non ha mani leggere per accarezzare e coccolare tenere creature le sue mani son dure preparano pugni violenti, improvvisi e sorprendenti. I suoi abiti sembrano metalli freddi e lucenti, ma taglienti non scaldano, non danno tepore fendono il vento, squarciano le onde, sfidano il sole mostrano terrore. Un suo pugno è come una pietra sa solo ferire, non rinuncia alla forza non apre la mano incontro al perdono o all’abbraccio non possiede tale coraggio. Quelle carte ti sono sì care che mai le vorresti lasciare! Forse i Ball hanno già trovato tra ogni bimbo il loro alleato? In questo gioco di solo possesso Tra gente che vuole solo successo? La terra vuole salvare per farla diversa? La sua testa di spine è sommersa un groviglio pungente Ma dentro, credimi, non ha proprio niente. Ma come farai ad intraprendere un cammino verso il Natale incontro a Gesù Bambino? Maria Giannetta Grizi rentino purosangue, timbro limpido e squillante, aria un po’ da guascone e piglio deciso. Ha affrontato con sicurezza le più impervie difficoltà di arie donizettiane e verdiane, sciorinando a profusione acuti da far tremare i cristalli del lampadario. Ogni interprete ha scelto quanto di più appropriato potesse adattarsi alle qualità della sua voce: arie di Puccini e Mascagni il soprano; di Verdi il baritono; di Gounod, Donizetti e Cilea il tenore di Shangai; del più sfolgorante belcanto, ma anche di Verdi e di Puccini G. Casciarri. Gran finale con diversi bis. Il pubblico è stato generosissimo di applausi, tributati sia all’orchestra che a tutti gli interpreti. Tre il primo e il secondo tempo Terenzio Montesi ha presentato Luigi Vincenzoni, figlio di una sorella di Beniamino Gigli. E’ lui che ha conservato ricordi straordinari del celebre zio, un artista che aveva ‘tutto inciso nel cuore’. Si è vissuta una serata densa di emozione e commozione. E’ da credere che proprio così, in questo clima, Gigli stesso avrebbe desiderato essere ricordato. Augusta Franco Cardinali Nella prima foto, Beniamino Gigli; nella seconda di Anna Vincenzoni, il nipote di Gigli, Luigi Vincenzoni figlio della sorella