a Arabierdiar emozioni 25 ann .it www.araberara .it rara dazione@arabe re 1987-2012 dal 1 987 SCRITTI di Andrea Marchesi, Origene, Canini, Pepi Fornoni, i, Toresal Piero Bonicelli, Aristea Fornoni, Matteo Alborghett Anna Carissoni, Giorgio , Paolo Bertoletti VIGNETTE di Stefano Savoldelli POESIE di Alda Merini VAL SERIANA, VAL DI SCALVE, ALTO E BASSO SEBINO, VAL CALEPIO, LAGO D’ENDINE, VAL CAVALLINA, BERGAMO Autorizzazione Tribunale di Bergamo: Numero 8 del 3 aprile 1987 Redazione Via S. Lucio, 37/24 - 24023 Clusone Tel. 0346/25949 Fax 0346/27930 Gli editoriali “Poste italiane Spa - Spedizione in A.P. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art.1, comma 1, DCB Bergamo” 6ZNSINHNSFQJ 14 Settembre 2012 Anno XXVI - n. 17 (420) - E 1,80 - E 3,00 col volume Direttore responsabile: Piero Bonicelli MATTIA MI HA ACCOMPAGNATO A… SCUOLA 'JSJIJYYFLJSYJ (p.b.) Quelli che la scuola la guardano solo con la lente un po’ spessa dei ricordi e mercoledì mattino al bar commentavano, “guardali lì, oggi i piccoli piangono. E anche le mamme”. E ridevano. Indifferenti. Sbagliato. Il prodotto che esce dalle scuole sono quelli con cui poi ci incontriamo o ci scontriamo per strada, negli uffici, sui cantieri, in auto, nei ristoranti, nelle botteghe, e nei seggi… elettorali. Una testa (se c’è), un voto. Saranno nostri compaesani, i nostri connazionali con cui facciamo il conto e il conteggio della democrazia. Primo giorno di scuola, i primini spaesati, le lacrime dei bambini che per osmosi si trasmettono alle mamme. Non più S. Remigio protettore (“remigini” si chiamavano gli alunni del primo anno quando la scuola iniziava il primo ottobre), ognuno adesso ha i suoi santi in paradiso e li vuole in esclusiva, è il proseguimento della concezione individualista che si trasmette dalle ambizioni di successo ostentato dei papà e delle mamme, ai figli, al vestiario, al corredo, all’auto che li porta al cancello della scuola, » segue a pag. 55 ARISTEA CANINI Non si muove nulla in questo fazzoletto di terra umida pronto a farmi da materasso ad acqua per muovere i miei sogni. Vorrei potere tornare a correre come facevo un tempo, sopra ai miei pensieri sguaiati da strade pronte a catturarmi come api al miele e invece mi ritrovo qui, prigioniera o amante di un computer, a seconda dei giorni, a volare con le dita e la testa e a tenere il corpo saldo per terra. Oggi è il » segue a pag. 55 IL CORAGGIO DI VIAGGI (DI) VERSI ANDREA MARCHESI La poesia è un abbaglio che pettina lo sguardo, spesso è un’ascensione di quelle dannatamente carnali che brulicano ne Le ossa profonde senza che tu ne abbia coscienza. È un qualcosa che però va fischiato e che torna, almeno per il sottoscritto, con una fedeltà canina. La Musa lasciamola alle ubriacature romantiche, meglio una cagnaccia, una fi» segue a pag. 55 IL NOSTRO VICINO (SCONOSCIUTO) DI OMBRELLONE METUA Sono tornato da poco dalle ferie; ferie del tutto particolari perché quest’anno il portafoglio degli italiani è stato alquanto alleggerito. Tuttavia il mio posto sotto l’ombrellone l’ho trovato ancora, come ho trovato le stesse facce. Forse qualche gomitata in meno rispetto agli anni precedenti ma gli ombrelloni erano ancora incollati l’uno accanto all’altro. » segue a pag. 55 Pubblicità «Araberara» Tel. 0346/28114 Fax 0346/921252 Composizione: Araberara - Clusone Stampa: C.P.Z. Costa di Mezzate (Bg) CODICE ISSN 1723 - 1884 SCUOLE VALGOGLIO - LE MINIERE DI URANIO Concorso Sono soltanto “scorie” “sospeso” di vecchie polemiche in Lombardia 406 Dirigenti in pectore aspettano il verdetto Quattro “Dirigenti” che stanno tra color (406 in Lombardia, 55 a Bergamo) che son… sospesi. Maria Emilia Gibellini (insegna alla “Muzio” di Bergamo), Gloria Farisé (insegna alla “Lotto” di Trescore), Francesca Armanni (insegna alla “Secco Suardo” di Bergamo), Salvatore Inglima (insegna al “Piana” di Lovere) arrivano in redazione a raccontare l’incredibile storia (...) » alle pagg. 56-57 LETTERE i Discorsi DELLA MONTAGNA (1) MICHELE CORTI: “È la città che deve imparare dalla montagna” » alle pagg. 4-5 Gabriele Sola (IDV): “L’Italia boccia il nucleare e noi apriamo… all’uranio?” BERGAMO La Berghem fest HA SEGNATO L’ANNO ZERO La Lega 2.0 riparte dai barbari sognanti. Alleanze condizionate dalla legge elettorale » alle pagg. 6-7 CLUSONE LOMBARDINI vende il Mirage? Sei supermercati per Clusone? » alle pagg. 8-9 LOVERE Il PD di Lovere? Si fa in tre (teste) L’ospedale? Non chiude... Viaggio in paese Ancora uranio? Ancora No (senza “grazie”) » alle pagg. 10-11 COLERE LA LETTERA Socci il crociato contro il Cardinal Martini » alle pagg. 22-23 E così, Antonio Socci, l’ormai noto, esagitato intellettuale cattolico piuttosto caro a “Cielle” e più in generale alla destra, ha osato impartire, su un quotidiano guarda caso berlusconiano, una lezione di teologia morale, se così si può dire, nientemeno che al cardinale Martini appena morto, sostanzialmente ritenuto, dal saccente inquisitore, una sorta di “eretico”. (...) Fermi gli impianti Compratori cercasi La Sirpa deve essere ricapitalizzata diVINCENZO ORTOLINA » a pag. 55 » a pag. 21 INCHIESTA QUELLI CHE LA CRISI Fatti il tuo libro L’HANNO PASSATA INDENNI /1 Lumina, imprenditore “emigrante” dei sogni Hai un romanzo o una raccolta di racconti o poesie nel cassetto? Vuoi pubblicare un libro e non sai come fare o costa troppo? Rivolgiti ad Araberara. Edizioni prestigiose con rilegatura a scelta, prezzi stracciati e impaginazione grafica fatta direttamente da noi su vostra indicazione. Come vedere il proprio libro prendere forma secondo i propri desideri e risparmiando. Chiedi senza impegno un preventivo ai nostri uffici commerciali. 30 mila le aziende italiane in Romania. COLONIALISTI? E’ il mercato che fa il prezzo: noi prendiamo manodopera all’estero, i consumatori comprano prodotti esteri » alle pagg. 2-3 PROSSIMA USCITA VENERDÌ 28 SETTEMBRE 2012 I Araberara - 14 Settembre 2012 NCHIESTA Araberara - 14 Settembre 2012 2 QUELLI CHE LA CRISI L’HANNO PASSATA INDENNI /1 LUMINA, IMPRENDITORE “EMIGRANTE”: PIERO BONICELLI “La mia azienda nel 2010/2011 ha registrato un +37% di fatturato e fino a luglio, nel 2012, abbiamo un +20% rispetto all’anno scorso. Ma diverse grandi aziende che serviamo, quelle dei marchi di fascia alta, hanno registrato nel 2011 un -15% e quest’anno, per la vendita dell’estivo, prevedono fino ad un -30%”. In questa contraddizione tra più e meno si districa un imprenditore pianichese di lungo corso, Pierluigi Lumina, 58 anni, che evidentemente ha saputo acquisire quote di mercato tali da “ammortizzare” il calo delle commesse di altre aziende. E’ uno dei pionieri che negli anni 8090 sono “emigrati” nei paesi dell’est. Nel caso specifico in Romania. Là ha uno stabilimento con oltre 300 dipendenti, a Sovere ne ha 25, “le teste pensanti dell’azienda”. La “fabbrica” è al confine tra Sovere e Pianico, guardando dalla finestra della grande sala riunioni si può vedere il “confine” tra i due Comuni, una rete di recinzione, di là è Pianico, di qui è ancora Sovere. Un capannone si mette per traverso. E’ un complesso industriale che ha una storia, quelli che hanno dai 40 anni in su, soprattutto donne, ricorderanno la Evan, più di mille dipendenti negli anni 70. Adesso ci sta la “Silusi” l’azienda di Lumina e cognati. “Il nome deriva dai cognomi, Sigorini-Lumina-Sigorini. Fino al 1979 qui c’era ancora la Evan. Poi Pierluigi Bartoli ha chiuso e siamo entrati noi in affitto. Noi abbiamo cominciato nel 1976 con un piccolo laboratorio a Pianico, noi siamo sempre stati e siamo un’azienda che lavora per conto terzi. A fine anni 80 stavamo perdendo competitività e avevamo difficoltà nel trovare personale. Qualche anno dopo le stesse associazioni di categoria ci indicavano la soluzione. Vale a dire andare all’est, Silusi: fatturato in crescita del 20%. 30 mila le aziende italiane in Romania COLONIALISTI? E’ il mercato che fa il prezzo: noi prendiamo manodopera all’estero, i consumatori comprano prodotti esteri la LA REGIONE FINANZIA l’insediamento all’estero delle aziende lombarde Lusi Union Conf Vecchia Stanziare soldi a fondo perduto per…. mandare le aziende italiane all’estero. Una barzelletta di fine estate che nemmeno fa ridere, macchè, una realtà di inizio crisi (era il 2009) che invece fa piangere. Succede in Lombardia, nella ricca (?) Lombardia formigoniana che adesso annaspa, arranca, va in debito d’ossigeno. A girarci il tutto qualche imprenditore locale che di questi finanziamenti ha usufruito. Insomma, in un momento in cui servirebbero soldi per radicalizzare le sofferenti ditte in Italia, le si incentiva a… prendere armi e bagagli e ad andare all’estero perdendo così la già poca forza lavoro che c’è in Italia con conseguente crollo dell’occupazione. Insomma la Regione Lombardia incentiva a creare… disoccupazione. E non è un’iniziativa presa un decennio fa, no, in piena crisi, anno Domini 2009. I Bandi dal 2009 Andiamo a spulciare nei bandi, con decreto del 20 febbraio 2009 è stato approvato il bando ‘Fondo di Rotazione per l’Internazionalizzazione – FRI’ che testualmente recita: “il bando è finalizzato alla realizzazione mediante programmi di investimento all’estero da parte delle PMI lombarde manifatturiere di nuovi insediamenti produttivi, centri di assistenza tecnica, strutture logistiche di transito e distribuzione internazionale. I programmi possono essere realizzati in forma diretta (100% del capitale sociale detenuto dall’impresa lombarda) o in Joint Venture con imprese estere. La dotazione finanziaria è di euro 8.000.000,00. Lusi Union Conf nuova dipendenti. Proviamoci. Sono arrivato ad avere 950 dipendenti, prima dell’esodo…”. Esodo? “Nessuno se n’è accorto o almeno non ne hanno mai parlato, guardavano tutti a Lampedusa, ma tra il 2002 e il 2005 c’è stato un vero e proprio esodo dalla Romania verso l’Italia”. Per che cosa? Ceausescu era stato “abbattuto” nel 1989. “Ecco, quando è stato ammazzato si è aperta una crisi epocale in Romania. Non c’era un governo vero e la struttura economica era tutta basata su aziende statali, aver approfittato della crisi di quei paesi, di aver tolto lavoro agli italiani perché là davate paghe da fame. “Ogni Stato ha il suo salario. Se paragoni l’Italia alla Romania, vale anche il paragone tra Italia e Norvegia da cui l’Italia uscirebbe penalizzata. Noi abbiamo dato come salario più di quello medio rumeno. Se allora in Italia il salario medio era di 800 mila lire al mese in Romania era di 100 mila lire. Noi italiani davamo di più e tutti venivano da noi. Adesso il rapporto dei salari tra Italia e Roma- Il lavoro qui costa 40 centesimi al minuto in Romania 10 centesimi. Ma anche se portassi la produzione in Italia, dove li trovo 300 dipendenti nel manifatturiero? in Italia il settore commerciale attraeva di più. Ancora adesso, se volessi portare l’azienda in Italia, dove li trovo 300 dipendenti? Giustamente oggi i giovani hanno ambizioni e non si vogliono impiegare nel manifatturiero”. Ma suppongo fosse piccola la sua azienda. Come è nata l’idea del “trasloco” in Romania? “Conoscevo un imprenditore che si era installato là, era il socio di Zaninoni, che aveva un’azienda con 2.500 anche la filiera commerciale, nessuno più lavorava, ho visto migliaia di animali morti fuori dalle stalle, non c’era mangime, il 50% della popolazione è rimasta senza lavoro, non si vendeva più niente. Io arrivo nel 1991 e nel 1995 impianto la fabbrica: l’ho riempita subito, tre anni dopo, come dicevo, avevo 950 dipendenti, 6 capannoni e 9000 mq, la Lusi Union”. Vi accusano di essere i nuovi “colonialisti”, di CURIOSITÀ nia si è ridotto, se in Italia si prende come media un salario di 1.100 euro, là adesso è di 300 euro. Il che vale anche Bulgaria, Moldavia, Bielorussia, Ucraina… In Cina il salario medio è di 190 dollari…”. Quindi converrebbe andare in Cina: “A parte i dazi… Ma se è per questo converrebbe di più andare in Africa, dove il salario è meno della metà di quello cinese allora. Il vero problema per un’azienda come la mia è la qualità e per averla ci vogliono anni di esperienza e non si può cambiare ogni dieci anni. Noi lavoriamo per marchi prestigiosi come la Herno, Zero Rh+, Blauer, C.P. Company, Pirelli, Moncler e per importanti marchi svizzeri, russi e tedeschi. E poi partecipiamo alle gare ministeriali, per le divise di Vigili del Fuoco, Carabinieri e dipendenti Enel… La formazione del personale è fondamentale per la qualità del prodotto. In Romania non tenga conto solo del numero dei dipendenti all’interno della mia azienda, c’è an- le regole ci sono eccome, anche più rigide che in Italia. C’è un salario minimo fissato dallo Stato, intorno ai 250 euro, cosa che in Italia non c’è, non si possono assumere giovani se non hanno compiuto 18 anni…” Ma quante aziende hanno fatto come lei? “Guardi, nella sola Romania attualmente ci sono più di 30 mila aziende italiane (dato de Il Sole 24 ore settembre 2011) che danno lavoro a circa 800.000 persone…”. Un’enormità: “Ma se tutte tornassero in Italia consegnato al committente. Abbiamo alti standard di qualità ed entrambe le aziende sono certificate ISO9001”. Ma puntando sulla qualità, come fate, in tempo di crisi addirittura ad aumentare il fatturato del 20% a metà anno dopo aver aumentato del 37% lo scorso anno? “Cercando sempre nuovi clienti di fascia alta. Diciamo che gli acquirenti un tempo si dividevano in fascia bassa, medio-bassa, medio-alta e alta. Oggi le fasce intermedie sono sparite. E’ chiaro che un La storia del grande esodo. In Romania paghiamo più del salario medio e ogni Stato ha il suo… salario: 1100 euro in Italia, 300 euro in Romania: 190 dollari in Cina che l’indotto con oltre 500 persone e adesso ho aperto una seconda azienda. Il fatturato? “In Italia tra i 7 e i 7 milioni e mezzo di euro e tutto il gruppo supera gli 11 milioni”. Quando siete arrivati in Romania avete trovato comunque terreno fertile. “Certo, la Romania aveva già una buona conoscenza della produzione di abbigliamento. Oltretutto nella gran confusione non c’erano regole, aprire l’azienda è stato veloce. Ma adesso non avrebbero mercato e nemmeno manodopera”. Come funziona la produzione? “Il cliente ci manda un prototipo o più spesso un disegno e allora siamo noi a creare il prototipo. Poi acquistiamo la materia prima, ovviamente di alta qualità, che arriva al nostro magazzino di Sovere per i controlli. Parte il camion per la Romania. Là avviene la confezione. Il prodotto ritorna qui a Sovere, viene controllato capo per capo e infine prodotto cinese, ad esempio una camicia, di bassa qualità, si compra a 4 euro compreso il tessuto. Una di qualità in Italia solo di confezione, costa non meno di 12 euro. La materia prima è importante, un tessuto italiano di qualità costa al metro 5-6 euro e poi c’è la confezione. In Cina hai il prodotto finito a 4 euro e il tessuto a meno di 1 euro. Capisco che in tempo di crisi molti possono permettersi solo quella. Accusano noi di cercare manodopera L’intervento finanziario concedibile è pari al 40% delle spese ammissibili ed è così composto: una quota a fondo perduto, fino al 40% dell’intervento finanziario a titolo di contributo in conto capitale; una quota a rimborso, pari almeno al 60% dell’intervento finanziario a titolo di finanziamento a tasso agevolato (tasso fisso 0,25% su base semestrale). Possono presentare domanda di ammissione agli interventi finanziari di cui al presente bando le piccole o medie imprese (con esclusione delle micro imprese)… costituite in forma di società di capitali, con sede operativa in Lombardia da almeno 2 anni, e aventi minimo 2 anni di operatività nel settore Manifatturiero le imprese potranno presentare domanda via web, le domande saranno istruite con procedura valutativa a sportello sino ad esaurimento delle risorse….”. Insomma, fino ad esaurimento fondi c’è da mangiare… ma non in Italia. E poi è arrivato anche l’esito di questo “Fondo di Rotazione internazionalizzazione” per l’approvazione delle istruttorie. Con un recente decreto, del 10 luglio 2012, sono stati infatti approvati gli esiti istruttori delle domande più recenti presentate a valere sul FRI – Fondo di rotazione per l’internazionalizzazione. La ‘giustificazione’ del finanziamento è dovuta agli “’Strumenti di competitività per le imprese e per il territorio della Lombardia, con la quale la Regione Lombardia, in coerenza con gli orientamenti comunitari, intende supportare la crescita competitiva del sistema produttivo, territoriale e sociale lombardo…”, quindi via alla internazionalizzazione dei fondi e misure di intervento affidate a Finlombarda SPA, società finanziaria di Regione Lombardia. Le ditte finanziate per… l’espatrio Ecco quali sono le ditte che hanno beneficiato dell’ultima trance (2012) di finanziamenti per… andarsene dall’Italia: la ‘Seriana Eco-Qualità’ sas di Cabrini Fabio & c. di Gargnano (Bs) con un investimento presentato di 93.000 euro che è stato ammesso per intero per un insediamento produttivo in Romania. La ditta SI.MI.RA. Fashion Spa di Entratico con un investimento presentato di 780.000 euro e un investimento ammesso per 600.000 euro per un insediamento produttivo in Serbia. La ditta Nemox International srl di Pontevico (Bs) con un investimento presentato e ammesso per intero di 200.000 euro per un insediamento produttivo in Germania e la ditta Lubrimetal Spa di Merate (Lc) con un investimento presentato e ammesso per intero di 400.000 euro per un insediamento produttivo in Brasile. a basso costo all’estero, ma il consumatore fa lo stesso, compra prodotti esteri a basso costo. Sono le regole di mercato, il prezzo, lo ripeto sempre, non lo facciamo noi, lo fa il mercato”. Ma adesso, mi ha detto, anche i grandi marchi accusano una flessione notevole, intorno al 30%. Mentre la sua azienda è ancora in crescita. “Sì, è per questo che pur constatando che la mia azienda è florida, ho una grande paura, se flette anche la fascia alta dei consumatori, la crisi arriva anche a noi”. Tornando alla Romania. Lei ha detto che l’esodo è del 2002-2005. Non c’entra il cambio di sistema politico allora, avvenuto nell’89. “Le conseguenze sono a lungo termine. A un certo punto, in quegli anni, quasi all’improvviso, sono partiti tutti, scappavano verso paesi dove si stava meglio, vale a dire nell’Europa occidentale, in Italia. Migrazione epocale, per la maggior parte clandestina, quasi Un viaggio nei paesi della nostra provincia con la poesia che trasforma l’anima in un’autostrada e voi che vi accomodate per un viaggio con il cielo a farvi da coperta. Viaggi diversi è un percorso itinerante per i paesi delle nostre valli. Piero Bonicelli porterà con sé scritti inediti di Alda Merini e altre poesie, Anna Carissoni racconterà la gente della nostra terra con versi dialettali e non, Andrea Marchesi si cimenterà con poesie del suo libro che gli è valso il primo premio nella più importante rassegna poetica abruzzese e la definizione di nuovo Montale. In mezzo la voce e la chitarra di due musiciste che mischie- tutti giovani, un fuggi fuggi quindi, dalle famiglie, dalle scuole, lasciavano moglie e figli. Le conseguenze si sono avute anche nel manifatturiero, anche su di noi. Ecco perché ora il numero dei dipendenti si è ridotto drasticamente. Ho un amico che per mancanze di manodopera aveva fatto addirittura arrivare 500 donne cinesi in Romania”. Voi producete, lo ha ripetuto come un ritornello, prodotti di qualità. Quindi costi elevati. Ma la gente è in grado di riconoscere un capo di qualità? “Per questo c’è la garanzia del marchio. Per quanto riguarda i costi, oltre al costo della materia prima c’è il costo della manodopera: una giacca da sci richiede, visto che il nostro è lavoro al 100% manuale, dai 300 ai 500 minuti di lavorazione. E’ chiaro che se in Romania il costo di un minuto è di 10 centesimi e in Italia di 40 centesimi la differenza è notevole… Perché poi il prodotto va venduto”. Perché i grandi marchi non hanno una produzione interna? “Perché la produzione è la parte più difficile da gestire e quella che richiede un gran numero di persone, macchinari ed attrezzature. A noi chiedono un prodotto finito fissando i loro criteri, per loro è più conveniente gestire solo la parte commerciale che gestire una macchina complessa come la produzione, che non sarebbero in grado di gestire se non con grande difficoltà”. Torno all’argomento già toccato. Anche per la crisi del tessile in val Seriana si accusano gli imprenditori di averlo fatto crollare portando la produzione all’estero. “La storia del tessile in val Seriana è diversa da quella dell’abbigliamento che riguarda il mio settore. Lì la situazione era più legata all’aspetto tessile, il costo del prodotto finito dipendeva per la maggior parte dal costo delle materie prime e dal tessuto piuttosto che dalla manodopera per la confezione quindi era giusto fare tutto sul posto, senza avere altissimi costi di trasporto e dazi per cercare manodopera a costi più bassi che incideva poco sul prezzo finale. Adesso è chiaro che se per confezionare ad esempio un lenzuolo costa 5 volte meno altrove si va dove conviene, ora che con la globalizzazione i costi di trasporto non sono più così elevati. Cosa diversa per i capi di abbigliamento dove la manodopera incide molto. Ma ripeto, chi decide le scelte delle aziende è il mercato: e chi decide il mercato sono gli acquirenti, chi compra il prodotto. E si torna al discorso delle fasce, con quelle medie che sono sparite, si hanno solo prodotti di fascia alta o bassa”. C’è una polemica finora sotto traccia: sarebbero stati i politici, in Lombardia, a suggerirvi di andare all’estero, addirittura con incentivi finanziari. ranno la poesia alla musica e un personaggio locale che contestualizzerà la serata raccontando il profumo, la vita, le storie di quel paese, dal vecchio maestro al ciabattino, al prete in pensione, una memoria storica che verrà intervistata da Piero Bonicelli. I ‘tour’ di Araberara sarà ogni terzo venerdì del mese (tranne il primo appuntamento) e toccherà tutte le nostre valli. Vi terremo informati ogni quindici giorni di dove saremo. SI COMINCIA CON CASNIGO, CUORE DELLA MEDIA VALLE, GIOVEDÌ 20 SETTEMBRE, ORE 20.30, PRESSO LA CHIESA DEL SANTO SPIRITO. “Per quanto mi riguarda non ho ricevuto una lira o un centesimo da nessuno e alle volte mi chiedevo come facevano gli altri ad averli. L’unico aiuto che ho avuto è stato quando, appena comprati i capannoni, il Borlezza si è portato via una fetta di terreno del mio stabilimento nell’alluvione di una decina di anni fa. Ma per la produzione mai avuto nulla e nemmeno chiesto nulla, non saprei nemmeno come si fa”. Lo stabilimento, sul finire di Via S. Rocco, a un metro dal confine con Pianico (e già a venti metri c’è il semaforo del centro storico) è grande, pulito, ricostruito con finiture anche di pregio, grandi uffici, grandi magazzini dove la merce è pronta per essere consegnata. Il camion è appena arrivato dalla Romania e ripartirà carico di materia prima. Anche Pierluigi Lumina fa la spola tra i due paesi ogni 10 giorni. Quando lo incontriamo è appena rientrato: “Sono soddisfatto del personale rumeno. Qui a Sovere ho 25 dipendenti. Avrei bisogno di nuovo personale qualificato, modelliste e prototipiste, ma la notizia della crisi del settore mi frena. Se a luglio eravamo ancora in forte crescita, vediamo i conti a fine anno. Finora siamo cresciuti anche in tempo di crisi. Ma cosa succederà tra qualche mese non possiamo saperlo”. 3 i Discorsi della Montagna (1) Araberara - 14 Settembre 2012 L’Orso e il Parco: non ci resta che darcela a gambe Il Parco delle Orobie, l’orso e i lupi, non è il titolo di una fiaba, bensì la dura realtà dei fatti, intendo riferirmi all’articolo apparso sull’Eco del trentuno agosto dal titolo «Il nostro orso da predatore a sponsor delle Orobie». Un progetto a tutta pagina illustrato con dovizia di particolari dal neo Presidente del Parco Orobie Bergamasche Yvan Caccia, già Sindaco di Ardesio. Si accenna alla toponomastica e all’araldica, riferite all’apparentemente simpatico plantigrado in oggetto, ora, senza alcuna ombra polemica, era quasi ovvio attendersi dal neo Presidente, qualche interessante novità in materia di rilancio del Parco in oggetto, anziché una boutade. Nel momento attuale, nel quale il contenimento della spesa da parte degli Enti Pubblici, diviene un obiettivo imprescindibile, pare quasi ovvio porsi un quesito, in altre parole, tenendo conto del dissesto idrogeologico del territorio, visibile in vari luoghi, in aggiunta alla Cava Valzella con la ben visibile ferita del territorio, e ampia panoramica dal Viale Valzella di Ardesio, oppure la famigerata discarica di moquette di Pià Spiss a Valcanale, portata alla ribalta recentemente da una puntuale inchiesta di Araberara, alla quale il neo Presidente dell’Ente parco ha commentato con una frase che ha annichilito: «Queste inchieste giornalistiche, non fanno bene al territorio!», ebbene, non sarebbe stato più utile destinare l’attenzione e le risorse dell’Ente Parco su queste devastanti situazioni? Non è pura utopia pensare che la figura di un plantigrado, seppure dall’aspetto innocuo, possa attirare frotte di turisti, ai quali con certezza interesserebbe maggiormente il rispetto del patrimonio che il buon Dio ci ha donato, perché ne facessimo buon uso e non scempio dissennato? Come si può affermare che «In questo modo faremo conoscere le nostre ricchezze turistiche» una dichiarazione del Presidente Ente Parco, forse con visite guidate agli scempi in atto? Alle voci contrastanti, si aggiunge quella del già Assessore Regionale all’Agricoltura Michele Corti, non certo uno sprovveduto, bensì un docente universitario di sistemi zootecnici e ruralista, quindi un accademico, che cita il ritorno dell’orso come un danno soprattutto per gli allevatori, unitamente alle proteste degli alpeggiatori. Non trascurabile il parere di Barbara Chiarenzi, biologa e project manager, sulla potenzialità di pericolo, in approccio con l’umano, o la notizia che nei boschi, nei pressi di Fiume in Istria alcuni giorni orsono, un giovane è stato aggredito e ferito dagli artigli e dai morsi di un orso. Come dimenticare inoltre che gli orsi in questione, non sono stanziali, ma che possono percorrere ben quaranta kilometri il giorno, transitando con facilità dalle Orobie alla Valtellina, dal Trentino alla Slovenia, infine quale sarà il costo di quest’opinabile progetto fantasioso? Esistono inoltre pareri discordanti anche all’interno della Lega, l’Onorevole leghista Maurizio Fugatti per protestare contro Life Ursus progetto di reinserimento degli orsi in Trentino, voluto dal Ministero dell’ Ambiente, ha pensato bene di inscenare una Fiera con banchetto a base di carne d’orso, affermando nel contempo che: «Credo sia arrivato il momento di valutare il rapporto costi-benefici di questa iniziativa e soprattutto di ascoltare le istanze delle popolazioni montane che da tempo sostengono di subire continui disagi». Ponendo l’attenzione sul fattore dell’auspicato rilancio del turismo nelle Orobie è illuminante il parere richiesto al Dott. Giancarlo Ricci, Membro Analista dell’Associazione Lacaniana Italiana di psicoanalisi, psicoterapeuta e psicanalista, giornalista pubblicista, autore di numerosi testi sulla psicanalisi tra i quali: «Sigmund Freud, Il padre della psicanalisi, la vita, le opere e il destino della psicanalisi», residente nel Capoluogo Lombardo, e amico personale di lunga data, che così esprime il suo personale parere sul ìprogetto dell’orso nei parchiî. «Pensare di impostare una qualche iniziativa turistica basata sul passaggio di orsi, mi sembra difficile per almeno due motivi. Il primo in quanto tale iniziativa del tipo “oasi naturalistica”, o ìfaunistica” (o analoghi) richiede un certo investimento nell’allestire qualcosa che effettivamente possa richiamare man mano turisti. Presuppone inoltre la creazione di attrezzature, percorsi, materiale didascalico o informativo da proporre, da distribuire e a gestire. Il ritorno di tale iniziativa sarà lento e da supportare con altre iniziative di vario tipo (filmati, opuscoli, ecc.). Il secondo motivo riguarda il fatto che senza dubbio l’orso trasmette un’immagine archetipica non certo rassicurante, specie in popolazioni che tra la collina e la montagna da sempre sono state esposte ad apparizioni poco gradevoli e che talvolta hanno procurato seri danni alle agricolture e agli allevamenti. Questo senso d’impotenza è amplificato dal fatto che l’orso, contrariamente ad altri animali, risulta un plantigrado rispetto al quale l’uomo difficilmente può organizzare un’azione contrastante: ha solo una possibilità, fuggire per proteggersi. Nemmeno per la fantasia infantile dei bambini l’orso ha un’immagine accoglibile». Per concludere, cosa potremo aspettarci a breve dal magico cilindro del fantasioso Presidente del Parco Orobie Bergamasche, forse l’uscita di un Consorzio sciistico, nell’ambito dei Comuni del Parco? Lorenzo Mandotti in redazione Aristea Canini Paolo Bertoletti (grafico) Direttore responsabile Piero Bonicelli REDAZIONE via S. Lucio 37/24 - 24023 Clusone Tel. 0346/25949 - Fax 0346/27930 sito web: www.araberara.it e-mail: [email protected] [email protected] [email protected] Pubblichiamo alcune lettere che sono arrivate in Redazione sul tema della montagna. Sul prossimo numero le altre L’irreversibile modello “pubblicitario” Buongiorno, a seguito della polemica recentemente riportata in auge, ma mai del tutto sopita, in merito al criticato modello di sviluppo praticato dalle realtà locali montane ritengo utile svolgere una serie di considerazioni che esulano dallo spirito demagogico a tratti sferzante tipico delle associazioni ambientaliste. La nostra società sta vivendo un momento di profonda crisi che ancor prima che economica è sociale, morale. Si è smarrito un sistema di valori condiviso che in passato costituiva la base comune su cui sviluppare la società in ogni suo aspetto economico e sociale. Il modello attualmente predominante è il modello dell’appariscenza a tutti i costi. La pubblicità ne è lo stimolo primordiale. I giovani ma anche le persone adulte sono cresciute nella consapevolezza, peraltro indotta, che l’importante è apparire. Si soggiunge che il modello dell’appariscenza è accompagnato dalla necessità di non fare fatica. Ne consegue l’allontanamento delle persone dalla montagna. In montagna è difficile apparire. Emergono solo le grandi personalità alpinistiche, ben poche. La fatica che si fa salendo in montagna ha alienato le giovani generazioni che solo oggi sembrano tentare un riavvicinamento. Quanto sostenuto è confermato dalla semplice considerazione che in montagna è davvero difficile mettersi in mostra e primeggiare magari di fronte a delle amiche. In montagna è già bello trovarsi con la propria ragazza o con la propria moglie. Molto più semplice emergere in un contesto più facile, più raggiungibile, come il mare, il lago, il parco divertimenti, il parco acquatico, la piscina o la palestra luoghi resi sempre più comodi. Questo esemplificando è, a mio avviso, il substrato culturale dal quale bisogna partire per immaginare ogni rilancio della montagna orobica. La situazione culturale per cambiare necessita di tempi lunghi. La crisi attuale aiuta perchè riporta alla semplicità, all’essenzialità le persone. Le riporta a cercare quei valori dispersi che ora ridiventano necessari, diventano punti di riferimento per disegnare o almeno provarci il proprio futuro. E’ chiaro che ciò aiuta ma non cambia le carte in tavolo. Per avvicinare le persone alla montagna serve qualcosa di più. Il mondo è cambiato, non è possibile tornare indietro. L’imprinting del modello pubblicitario non è reversibile. Le persone continuano ad informarsi a cercare novità quali pretesti per recarsi in un luogo piuttosto che in un altro. Ed allora l’innovazione dell’offerta turistica ed una buona dose di spettacolarizzazione rimane un ingrediente essenziale per rendere fecondo il ritorno delle persone verso le Orobie. Ci vuole buon senso ma non si può arrivare ad escludere nessuno e la criminalizzazione intentata dagli ambientalisti in questi ultimi anni appare come uno strumento per estromettere le persone che non la pensano come loro. Ciò è profondamente scorretto. Le Orobie possono trarre una grande occasione di sviluppo da questa situazione economico sociale. E’ però necessario intraprendere quelle iniziative, peraltro già in corso, tese a realizzare eventi e strutture di grande richiamo. E’ anche necessario rivalutare il lato pubblicitario degli eventi. La pubblicità, lo ripeto, continua ad essere il motore propulsivo del turismo e non solo. Ad esempio nessuno, o pochi sanno che a Fiumenero esiste la possibilità di fare canyoning in un ambiente spettacolare che non ha pari da invidiare. I turisti viaggiano in valle d’Aosta per fare canyoning e ignorano che qui a pochi km da Bergamo esiste la possibilità di praticarlo. Ed in questo senso il ruolo dei media si dimostra determinante perchè fa da connettore fra l’offerta turistica e la domanda turistica. Le Orobie hanno grandi possibilità. La stagione invernale, si spera feconda di neve, sarà una nuova tappa per verificare se le Orobie riusciranno a continuare nel cammino di rilancio che questa calda estate ci ha fatto intravedere rendendo tutti speranzosi di un futuro migliore per le Orobie, per i turisti ma soprattutto per i suoi abitanti. [email protected] Responsabile Commerciale Marisa Scaglia Cell. 3487953389 UFFICI COMMERCIALI E PUBBLICITARI Tel 0346/28114 Fax 0346/921252 E-mail: [email protected] Pierangelo Zanni Cell. 3398931742 Diego Petenzi Cell. 3404601606 MICHELE CORTI RISPONDE ALLE CRITICHE (1) “È la città che deve imparare dalla montagna” È un peccato che la “provocazione” innescata dalle prese di posizione sulla “montagna Luna Park” mie, di Davide Sapienza, Piero Bonicelli, Paolo Locatelli, Anna Carissoni, sia stata accolta da un muro. Dalla minimizzazione delle manifestazioni deteriori da noi denunciate, dalla demagogia del “lasciateci il Luna Park turistico o in montagna non possiamo più vivere”. È un peccato che non si sia voluta affrontare la questione fondamentale: “siete sicuri che offrire a chi viene dalla città un divertimentificio, delle attrazioni fasulle, sia una prospettiva che garantisce la sostenibilità economica futura del comparto turistico”? La crisi e i modelli di sviluppo Oggi che le città sognano di diventare “rurali” (e di potersi almeno in parte sfamare con quanto prodotto in ambito metropolitano), che i cittadini rispondono alla crisi riscoprendo forme di economia e socialità pre-industriali, che potrebbero venire in montagna a “respirare” non solo aria pulita ma un’atmosfera diversa che reca tracce di quel passato al quale (volenti o nolenti) di deve ritornare. Sì perché la crisi è di quelle che arrivano ogni qualche centinaio di anni e segna probabilmente una fase della storia che è iniziata nel XVI secolo . La “modernità”. L’epoca di transizione che stiamo vivendo va infatti ben oltre una crisi economica, sia pure di inedita gravità. Le crisi del ‘900 furono drammatiche, ma poi il cammino del modello industrialista riprese con il welfare state, il consumismo di massa, l’internazionalizzazione spinta dell’economia. Oggi il modello implode sotto i colpi di una economicità ricercata riducendo il contenuto di lavoro umano delle merci (con il che sempre meno lavorano e pagano le tasse e possono alimentare – senza gonfiare il debito – i consumi), della finanziarizzazione e internazionalizzazione spinte coniugate all’annullamento tecnologico dello spazio e del tempo. Un avvitamento senza scampo. Se non si rompe il modello di una crescita a tutti i costi che diviene miraggio. Nella crisi convergono elementi molteplici che vanno ben al di là di quelli economico-finanziaria e tecnologicoindustriali e riguardano le conseguenze delle alterazioni profonde dell’ecosistema, dell’esaurimento di risorse naturali, ma anche la crisi delle espressioni politiche della modernità che coinvolge non solo lo stato nazionale ma più in generale gli istituti della rappresentanza politica e della gestione della cosa pubblica. Con il rischio che non si sa più chi decide e come e che interi territori restano senza voce. La pianura deve salire in montagna In questo tornante della storia sono messi in discussione i rapporti consolidati tra citta e campagna, tra pianura e montagna, le distinzioni tra produrre e consumare, tra abitare ed essere turista. Le città, già luoghi sterili - ingentiliti dal verde ornamentale - si attrezzano a tornare “eduli”, capaci di produrre alimento per i propri abitanti, con l’agricoltura urbana che assume mille forme (comprese quelle bizzarre e discutibili dell’agricoltura verticale, dei grattacieli-orti e giardini). In città si sperimentano non solo forme di produzione agroalimentare ma anche modelli di relazioni basate sulla mutualità (banca del tempo, gruppi di acquisto solidale, car-sharing) che equivalgono - nell’era del web - alle forme di cooperazione delle comunità rurali e montanare. Si sperimentano anche nuove forme di partecipazione, di cittadinanza attiva. Si dovranno ricreare - sia pure su una base di prossimità che non è più solo fisica, di villaggio – forme di auto-organizzazione della “società civile” che richiamano gli istituti della democrazia montanara (le Vicinie che hanno a lungo assicurato una gestione saggia e oculata delle risorse). Una strada peraltro obbligata perché lo Stato non è più in grado di fornire molti servizi. Lo fa ad un costo enorme che si riflette su una Ignorata la questione sociale Egregi Signori della Redazione, prendo contatto con il Vostro giornale perchè ancora una volta debbo riscontrare come le recenti polemiche sul tema la montagna come un luna park siano sfociate con l’attacco al progetto di collegamento dei demani sciistici di Lizzola e Colere. Apprendo, infatti, solo ora, come sul sito ruralpini appaia un documento che attacca frontalmente il futuro collegamento delle stazioni sciistiche di Lizzola e Colere. Mi spiace constatare come quest’opera puntualmente, ad ogni sussulto di denuncia delle associazioni ambientaliste debba essere presa nel mirino. E’ un destino ingrato quello che ne contraddistingue anche solo il progetto. Valanghe di proteste, istanze all’Autorità per contrastarne la realizzazione. Quest’estate sono stato al lago delle marmotte detto dello Spighursel in valle Sedornia ove ho potuto constatare l’apposizione di bandierine stile tibetano ove comparivano scritte come ad esempio: le marmotte si ribelleranno. Dire che sono rimasto Collaboratori Cinzia Baronchelli - Enula Bassanelli - Carlo Capeti - Anna Carissoni - Giorgio Fornoni - Bruna Gelmi - Sergio Giudici - Don Leone Lussana - Andrea Marchesi Arnaldo Minelli - Nagual - Origene - Metua - Pasquale Sterni - Toresal - Giampiero Valoti - Pier Angelo Zanni Questo numero è stato chiuso in redazione MARTEDÌ 11 SETTEMBRE 2012 Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana n. 5225 basito è poco. Le associazioni ambientaliste credo debbano riflettere anche sul loro ruolo sociale. Ebbene, riconosco che in quanto associazioni si fanno portavoce di istanze che i loro aderenti sostengono, tuttavia, mi spiace constatare come gli aderenti, per la maggior parte risiedano in territori che sono estranei a quelli ove le loro istanze fanno riferimento. Queste persone, non conoscono veramente le problematiche che quotidianamente chi vive in montagna deve affrontare. Comprendiamo, se volete, la buona fede delle rivendicazioni ma anche all’ascoltatore più sprovveduto non sfugge che le loro richieste appaiano un pochino integraliste. Ora credo che nessuno possegga le doti dell’infallibilità, nemmeno gli ambientalisti, pertanto, mi aspetterei una disponibilità maggiore a considerare le ragioni di chi vive in montagna e conosce i problemi del vivere quotidiano perchè li affronta ogni mattina. In realtà ciò non accade poichè il confronto è sempre aspro come tutti possiamo verificare. V’è da dire che oggi giorno l’importanza delle associazioni ambientaliste è sproporzionata. Si consideri che esse non sono rappresentative che dei loro aderenti e, con tutto il rispetto, si confrontano con entità statali che sono esponenziali dei cittadini italiani poichè da essi scelte attraverso libere e democratiche elezioni. Le problematiche ambientali sono ben conosciute anche grazie al clamore dei proclami delle associazioni ambientaliste, orbene, non si può certo dire che la Servizi fotografici Foto Studio Alfa Clusone Foto Giorgio Vilminore Foto Giuliano Fronzi Clusone Responsabile diffusione DIF Spa Via Emilia, 26 - Azzano S. Paolo Tel. 035/330085 - 330103 Fax 035/330040 editore PUBLIDUE s.a.s. ABBONAMENTI Annuale Euro 40,00 Per l’estero: 150 Euro Conto corrente 11363249 intestato a Publidue s.a.s. via S. Lucio 37/24 24023 Clusone Causale: Abbonamento Araberara w w w. a r a b e r a r a . i t Araberara - 14 Settembre 2012 4 pressione fiscale insostenibile. La società dovrà imparare a fare da sé. E lo potrà fare sicuramente (questo il lato della speranza) perché ci sono risorse umane ampiamente inutilizzate che nel rigido quadro economico e normativo dello stato iperburocratico e del mercato globalizzato ingrossano le schiere dei disoccupati, dei sotto-occupati, dei baby-pensionati, delle casalinghe represse. La mobilitazione fuori dagli schemi di stato e mercato del capitale sociale consentirà alla società di continuare a fornire assistenza in moltissimi campi lasciando che le risorse pubbliche si concentrino su servizi di grande specializzazione. Analogamente al capitale sociale anche la risorsa montagna, la risorsa terra agricola, la risorsa bosco, la risorsa pascolo, che sono state condannate all’abbandono dall’economia globale e da una regolazione burocratica oppressiva (che applica alla produzione su piccola scala schemi elaborati dalla grande), possono essere riattivate all’interno di circuiti che si “chiamano fuori” dal mercato globale. In questo contesto la montagna può tornane ad essere vitale, a rimettere in gioco risorse, ad attrarre risorse umane se torna ad essere sé stessa e non insegue i modelli della pianura (turismo di massa concentrato in spazi e tempi, industrializzato, motorizzato, zootecnia chiusa nelle stalle a mangiare mangime e insilato, abbandono delle piccole coltivazioni cerealicole, degli orti dei frutteti, delle patate per far posto a deserti verdi, ai boschi degradati e “bostricati”). La montagna tornare ad essere attrattiva per chi in città fugge da modelli in crisi e cerca nuovi-vecchi modelli in cui un luogo ha ancora una identità, presenta delle sue forme di vita economica che si adattano all’ambiente naturale, in cui chi abita non è un individuo isolato chiuso nella sua solitudine ma parte di una comunità. In cui non sei un numero ma puoi dire la tua. Perché la montagna di lezioni di autonomia, partecipazione e autogoverno ne può dare eccome. Queste sono le cose di cui vanno in cerca i neo-montanari ma anche quei turisti che vogliono essere parte di una “comunità allargata” che intendono stabilire relazioni non effimere con i luoghi e con la gente della montagna. Cercano identità Nel servizio sul numero precedente di Araberara, che ha scatenato la polemica sulle “Orobie Luna Park, Piero Bonicelli scriveva: “Attirare” turisti in montagna è termine generico: in quale parte della montagna? Resto del parere che ci sia una domanda largamente inevasa (e conveniente) di turismo. E’ quello di “identità”. Una massa di gente che cerca un posto dove respirare non solo un’aria sana ma un’aria migliore, che li faccia sentire qualcuno e di qualcuno. Un turismo di qualità della vita. Che ha una sola risposta: nel far trovare paesi vivi e culturalmente vivaci, che diano opportunità di accoglienza non solo in albergo, ma in paese. Non serve stordirli con spettacoli che già trovano (di livello superiore) nelle lunghe stagioni cittadine. Serve trovare una comunità che lavora, che ha le sue feste, il suo modo di sbarcare il lunario, i suoi ritmi (diversi comunque da quelli di città), i suoi rapporti umani, che si riconosce e saluta per strada, che ha le sue regole, anche i suoi difetti, che è talmente conscia di vivere diversamente dalla città da non voler cambiare e non farsi colonizzare (come avvenne con l’edilizia negli anni settanta). In questa comunità il turista torna villeggiante e a poco a poco scopre il piacere di sentirsi compaesano. Dai dettami della scienza turistica o, più prosaicamente, dal dibattito in atto negli ultimi anni tra gli addetti ai lavori sulle prospettive dei “turismi”, gli operatori e gli amministratori della Valle Seriana superiore hanno dedotto solo le indicazioni più facilmente spendibili, quelle più facilmente riproducibili. Ovvero che il turista contemporaneo è a caccia di emozioni, di sensazioni. » segue a pag. 58 popolazione montana non sia edotta delle loro rivendicazioni. E la popolazione montana ha eletto amministrazioni che sostengono il progetto. Il ruolo delle amministrazioni locali è delicato e certamente esposto a critica ma pensare che una associazione ostacoli in modo irreprensibile l’operare delle amministrazioni in modo sistematico appare discutibile. La montagna vive dei grossi problemi: le soluzioni sono possibili. Tale possibilità è raggiungibile attraverso l’operare dell’uomo, attraverso la realizzazione di un progetto, qualunque esso sia. Realizzare il progetto comporta costi economici ed ambientali ma oggi giorno la questione non è il prezzo economico-ambientale ma è ancor prima sociale. Intendo che il problema si chiama spopolamento, abbandono della montagna che diviene sempre più avversa alla vita stanziale. Il progetto non è certo solo il comprensorio. Il progetto deve essere, come lo è, di più ampio respiro. Il progetto si chiama strategia per vivere la montagna, per garantire alle persone di rimanere in montagna di essere sentinella, di evitare dissesti, di presidiare il territorio. I costi ci sono ed è bene che tutti li facciano rilevare, ma tale attività non può bloccare lo sviluppo perchè il prezzo da pagare è alto e non certo paragonabile al disturbo dei camosci dovuto all’illuminazione per 30 minuti, ripeto per 30 minuti l’anno delle cascate del Serio in notturna. [email protected] I signori di città e la montagna Gentili Signore/Egregi Signori, sono a scrivervi la presente dopo aver letto con mio grande rammarico che ancora una volta continua indiscriminato l’attacco alla nostra montagna orobica. Basta un semplice eco di una qualche associazione ambientalista non meglio rappresentativa che di una minoranza a stroncare ogni attività o iniziativa tesa a rilanciare le nostre Orobie. Queste associazioni o le persone, ritenute autorevoli, paiono agli occhi del lettore silenzioso e non certo in cerca di notorietà come delle entità autoreferenziali il cui scopo sembra essere il raggiungimento della notorietà piuttosto che la tutela della montagna. E’ bene sottolineare come la maggior parte di queste persone abitano nelle città inquinate anche dalle loro dispendiose attività ed abitudini. Non conoscono la montagna nelle specifiche problematiche, soprattutto, non conoscono le difficoltà del vivere che la gente che la montagna +NSJXYWJ - Grande discussione sul turismo in montagna - Tanto per portare altra acqua al mare la abita deve affrontare ogni giorno. Credo che le iniziative lamentate e criticate aspramente non abbiano un rilievo tale da ledere la montagna. Credo che scagliarsi contro le cascate in notturna sia come dicono i profani sparare contro la croce rossa. Si tratta di un evento isolato che occupa 30 minuti lungo l’anno ed ha l’obiettivo di attirare le persone in montagna. La realtà è che le persone che lavorano in montagna per la maggior parte non vive alle spalle dello stato, non riceve stipendi pubblici sicuri, non riveste cariche pubbliche. Affronta la crisi sulla propria pelle e se vuole sopravvivere deve inventarsi qualcosa di nuovo. I signori che predicano bene propongono come modello di sviluppo la ristrutturazione e la valorizzazione delle baite e cos’altro? Potrebbero per cortesia spiegarci come farebbe una famiglia qualsiasi con le loro idee a sopravvivere tutto l’anno. Forse questi signori non si rendono conto che con le loro critiche e proposte ottengono il risultato contrario da loro idealmente sperato. Spopolamento e oblio, ma forse di questo non tengono conto poiché credono che la natura sia autoreferenziale proprio come loro. Ma è qui che sbagliano: la natura e l’uomo da secoli e secoli vivono in simbiosi e per la conservazione della natura e dell’uomo serve che le due si integrino al meglio. Non serve la critica sterile poiché la sterilità porterebbe all’estinzione della natura e dell’uomo che in fondo sono una cosa sola. [email protected] Non siamo solo cacciatori di farfalle Stimato Direttore, vorrei passare un’osservazione all’articolo di Mario Furia apparso sull’ultimo vostro numero. Esordisco con una breve cronaca giornaliera. Mettiamo che sia un qualunque venerdì 17 agosto; mi alzo alle cinque del mattino, in divisa da Guardia Parco Volontario arrivo alle sei al deposito e prendo in carico un mezzo quattro ruote motrici, passo a prendere altri due Colleghi GEV con settanta Kg di apparecchiature di rilevamento e fotografia e, dopo ottanta Km, raggiungiamo alle otto altri colleghi del Parco delle Orobie a Nasolino; alle nove siamo su a Colle Palazzo nella Valzurio. Le prime due ore a raccogliere, misurare, fotografare, indagare e classificare vari campioni di un insetto essenziale per la conservazione della biodiversità nel nostro ambiente. Verso le undici si riparte per una tappa intermedia a 1450msl; stessa procedura di rilevamento e poi ancora più su a 1550msl verso un’altra zona umida su cui indagare. Arriva l’una del pomeriggio e, seduti sui prati di Campello, ci mangiamo un paio di panini in compagnia del Malghese, unico e stabile abitante estivo del luogo. Alle due ispezione e monitoraggio di altra zona umida in quota e alle tre si scende verso il torrente Ogna, esattamente allo slargo dopo la centrale idroelettrica; anche qui raccolta di campioni e tutte le attività di rilevamento necessarie finalizzate al progetto. Alle sei e mezza concludiamo, si ricarica tutto sul mezzo, si riparte e sulla via del ritorno si traggono le prime conclusione della lunga e intensa giornata di osservazione e studio dell’ambiente . Sono ormai le nove di sera e il primo buio avanza quando finalmente chiudiamo la porta della sede di Castiglione d’Adda del Parco Adda Sud sede a Lodi. Tutte queste attività di quattro persone a costo zero per i due Parchi coinvolti nella lunga uscita, i nostri panini di mezzogiorno ce li siamo pagati noi, ognuno di tasca nostra. Come vedi, Direttore, noi non siamo “ …cocchi di mamma, presunti naturalisti, ricercatori sprovveduti che non sanno distinguere un faggio da un abete, un calabrone da una farfalla…”. Nessuno ci ha messo “…a disposizione il campo base, viveri, attrezzature ed accompagnatori esperti…”, ci siamo arrangiati in tutto da soli, limitandoci a chiedere alle Istituzioni locali il permesso di poter transitare ed operare sul territorio di loro competenza. Non siamo “… gli sbandieratori di slega ambiente, dei cacciatori di farfalle…”, anche perché nello specifico ci stiamo occupando di libellule, ma siamo dei Volontari e dedichiamo gratuitamente e per passione gran parte del nostro tempo, entusiasmo, energie e, laddove utile e possibile, gran parte delle nostre competenze alla “ quasi già persa battaglia” quotidiana nella salvaguardia dell’ambiente. Condivido molte cose che Mario ha scritto, ma non l’acredine con cui le scrive, le generalizzazioni e il fatto di “fare d’ogni erba un fascio”; voglio dire: se ci sono nomi, cognomi, enti , referenze e situazioni da denunciare lo faccia chiaramente ed apertamente. Troppo comodo mettere tutto e tutti sullo stesso piano; altrimenti mi viene il sospetto che sia più importante il fragore dello sparo che il bersaglio da colpire. Ci sono anche Persone per bene (e francamente credo siano la maggioranza) che si impegnano ed operano per le nostre montagne e per l’ambiente tutto, sotto il motto “non Aragorà Lettere alla redazione Scrivi a... [email protected] clamor sed labor” senza averne particolari gratificazioni tangibili. Vorrei che queste Persone fossero quantomeno rispettate nella loro silenziosa e concreta operosità. Un’ultima considerazione sul fatto che per essere “montanari doc, duri e puri” non basta nascere e vivere in montagna: ci vuol ben altro anche in termini di accettazione degli altri. Proviamo a rifletterci sopra tutti insieme, senza arroganza e senza preconcetto alcuno. Andrea Messa Una combine tra Corti e ambientalisti Già leggendo le originarie polemiche dal tema emblematico “Orobie lluna park” fui colpita da una sorta di anatema che così si può esemplificare: non passerà certo molto tempo che il comprensorio sciistico Lizzola Colere verrà bersagliato anche da questo esponente del club degli ambientalisti. Detto, o meglio, pensato, ed ecco verificatosi. Va da sé che il Corti agisce, quasi fosse una sorta di autorevole longa manus dell’associazione Orobievive. Mi viene il dubbio che sia una strategia per così dire rinverdire la strategia ambientalista ormai logora. Il Corti questa volta, come già fatto da Orobievive, si scaglia apertamente contro le istituzioni facendo nomi e cognomi, facendo chiaramente intendere come i sindaci siano una sorta di associazione a delinquere il cui obiettivo è letteralmente imbrogliare i residenti favorendo spudoratamente i palazzinari e gli speculatori. Orbene il sig. Corti, dovrebbe ricordare che si sta scagliando contro dei cittadini eletti dalla popolazione, proprio quella che lui sostiene di voler tutelare. Popolazione che democraticamente ha espresso il proprio voto, peraltro, in alcuni casi riconfermando quei sindaci e ben conoscendo le annose tematiche del comprensorio sciistico già bersagliato pubblicamente dagli ambientalisti. Il sig. Corti manca di rispetto non solo verso quei cittadini ma anche verso lo Stato poiché i sindaci rappresentano lo Stato. Ma la cosa che sembra importare al Corti è apparire. L’autoreferenzialità sembra essere il suo tratto distintivo. Nel merito il Corti non propone nessuna riflessione nuova ma va a ribadire i soliti concetti, che ritengo comunque allusivi, consistenti in una sorta di combine fra amministratori e costruttori. Ancora una volta il comprensorio sciistico tra Lizzola e Colere ne fa le spese. Ma dove era il Corti quando in questi anni in Valle Brembana si realizzavano nuove piste, si spostavano milioni di metri cubi di terra per livellare piste e posare pali di seggiovie. Dove è Corti quando a Foppolo si parla di parcheggio multi piano e di progetti edilizi ed alberghieri per oltre duemila nipvi posti letto solo a Foppolo. Anche qui si ha la prova che Corti agisce come longa manus di Orobievive, poichè la medesima nulla ha mai eccepito su questi progetti. Inviterei il Sig. Corti a recarsi ora in montagna e non solo a ferragosto per verificare lo stato di pace dei sensi che domina. Si renderà conto che in quelle valli da lui criticate nessuna entità attenta allo stato di quiete. Il problema consiste nel modo di vedere il futuro della montagna. Chi sta con Corti desidera una montagna ove la natura dispone da se, incontrastata. Chi appoggia la visione degli amministratori locali, liberamente eletti, dunque, appoggiati dai cittadini che vivono la montagna, desidera una montagna in cui l’ambiente si sviluppi, evolva in una sorta di connubbio fra l’operare dell’uomo ed il disegno della natura. La storia ci insegna che l’uomo per vivere e prosperare, per non estinguersi, deve operare laboriosamente, deve anche dominare la forza degli elementi. Siamo qui anche perchè in passato ed ancora oggi l’uomo si adopera contro le avversità della natura. L’uomo ha dimostrato di saper modificare l’ambiente sapientemente ed intelligentemente. Certamente la natura, in continua evoluzione da sola non riuscirà a garantire le condizioni perchè la collettività possa continuare a vivere e prosperare in montagna. E non sarà certo la realizzazione di opere quali le ristrutturazioni delle baite e della ret sentieristica, propugnata dal Corti ad invertire la tendenza allo spopolamento. Chiunque abbia un figlio sa cosa intendo. Orbene il modello eccelso per chi vive in montagna è il Trentino e l’Alto Adige. Qui grazie ad un sistema istituzionale particolare le risorse non mancano. In questi luoghi l’uomo da secoli vive in simbiosi con la natura. Cosa accade in quelle terre. In Trentino si costruiscono impianti alla velocità della luce. Ogni impianto non può superare la vita media di 10 anni. Si tagliano abetaie, si livellano i pendii, si costruiscono rifugi, si ampliano e riammodernano alberghi, si costruiscono veri e propri centri benessere, si cercano sorgenti perforando le viscere della terra: si sfrutta sapientemente la montagna. Ecco quello che è necessario, specie in questi tempi di crisi: trarre dalla montagna motivo di sussistenza. Il problema non sono le costruzioni: il problema è come realizzarle, come gestirle, che tipo di edifici sono necessari? E’ meglio ristrutturare o costruire del nuovo? Meglio più uo o meglio l’altro? In che proporzioni? Il CORTI E OROBIEVIVE SEMBRANO AVERE UN’IDEA INTEGRALISTA della montagna già pesantemente bocciata dai cittadini che anche nel silenzio e nel segreto delle urne hanno pesantemente bocciato l’idea di montagna urlata in questi giorni dagli ambiantalisti. [email protected] 5 B ergamo TORESAL Dopo l’avvio stentato e rugginoso nonché sprovvisto di punti in carniere, all’Atalanta ancora in rodaggio tocca una trasferta problematica, vuoi perché il Cagliari è pur sempre squadra di grandezza metropolitana, vuoi perché non si capisce, fino all’immediata vigilia, dove si trovi la mèta di tale trasferta. E’ doveroso un passo indietro. Una quarantina d’anni fa: una bazzecola. Correvano gli anni del Cagliari di Giggirriva, campione d’Italia nel 1970, che giusto in quella stagione traslocò dal vetusto stadio Amsicora (12.000 posti di capienza) al moderno Sant’Elia, cinque volte più grande e dotato di pista per l’atletica leggera. Passano 20 anni e lo stadio nuovo abbisogna già di restauri; l’occasione dei Mondiali di “Italia 90” permette di restituire al popolo uno stadio dalla capienza ridotta (45’000), ma con maggior comfort di posti a sedere. Restyling comunque superficiale e frettoloso, evidentemente, dato che nel 2005 il S. Elia crolla letteralmente a pezzi, al punto che la soluzione è di costruire un altro stadietto (25’000) all’interno di quello preesistente. La precaria struttura in tubolari pretende un celere progetto per un nuovo stadio, possibilmente più decente del S. Elia, prematuramente strappato all’affetto dei tifosi rossoblù prima dei 40 anni d’età. Il nuovo tempio calcistico dovrebbe chiamarsi “Karalis Arena”: si scomoda la classicità, ma dovrebbero scomodarsi soprattutto architetti, impresari e muratori, e soprattutto il Comune di Cagliari, capace finora di negare ogni area individuata per la costruzione, senza proporre alternative. Non si arriva ad un patto fra società calcistica e municipalità, e nel frattempo il presidente Cellino trova l’accordo con il Comune di Quartu S. Elena, alla periferia del capoluogo, per una nuova casa provvisoria, vicino al mare, come suggerito dal nome sardo della località “Is Arenas” (le spiagge). Anche in questo caso prefabbricati a gogò, ma soprattutto uno stadio ancora in alto mare ad inizio di stagione, con la prospettiva di disputare le gare interne a Trieste, all’altro capo della Penisola, dove peraltro il Cagliari ha concluso la stagione scorsa. Nondimeno, il terreno del “Nereo Rocco” si è rivelato un luogo di fatto a porte chiuse, e soprattutto a spalti deserti: di qui la comprensibile manfrina messa in scena da Cellino e soci, che voglio giocare in un cantiere, qual è nell’attualità “Is Arenas”. Prefettura, Comuni, Federcalcio e Lega arrivano ad un accordo giusto a poco più di 24 ore dalla partita, e devono ringraziare il beneplacito di quel galantuomo sportivo del nostro Presidentissimo, che acconsente a giocare nel cantiere, beninteso a porte chiuse e con ripresa televisiva. Giusto per ricompensare la lealtà atalantina ci spediscono un arbitro giovane e inesperto, ma soprattutto senza talento. Dice che si chiama Peruzzo come l’editore di enciclopedie, e, vista la direzione di gara del sunnominato, urge regalargliene al più presto una sul giuoco del calcio, ammesso e non concesso che il ragazzo sia in grado di comprenderla. Costui permette un comportamento gaglioffo della difesa isolana, che scalcia e scazzotta di brutto, mettendoci fuori uso dopo 30 minuti Schelotto. In compenso il Giovin Signore fischia nel giro di 5 (cinque) minuti 2 (due) rigori ai rossoblù. Larrivey si fa parare il primo dallo strepitoso Consigli, mentre il secondo tocca a Conti farselo parare. Girano ancora parecchie ruggini, ma la grinta è superiore a quella dell’esordio, e consente ai nostri ragazzi di mantenere una condotta da Atalanta D.O.C.. Tiene botta fieramente la difesa nerazzurra, ma l’attacco non è da meno, e lo dimostra Denis con il gol del vantaggio a nove minuti dal termine. Sembra fatta. Sembra, appunto, perché nel recupero tocca allo svedese Ekdahl siglare il definitivo pareggio. Si muove la classifica, ma siamo ancora sottozero. Se si continua cos, però,ì possiamo dormire tra due guanciali. Ed in un posto che ricordava il cantiere di via Paal, conteso dalle bande adolescenti nella Budapest di un secolo fa, i veri eroi sono stati i nostri ragazzi. La Fondazione A.J. Zaninoni è stata istituita il 1° maggio 2000 per ricordare e dare continuità alla figura di Angelo Jack Zaninoni, imprenditore tessile. Suoi ambiti di intervento sono il lavoro, la formazione e le pari opportunità, con lo scopo di contribuire alla formazione di cittadine e cittadini consapevoli, non conformisti e socievoli. La Fondazione è impegnata a promuovere la diffusione della cultura del lavoro, anche nella sua accezione più ampia di progetto di vita; a studiare i trend dell’economia, approfondendone le dinamiche; ad analizzare i meccanismi del mercato del lavoro, la sua complessità ed i suoi processi; a favorire opportunità equivalenti e percorsi tendenti alla parità. Organizza convegni e seminari, eroga borse di studio, contributi e sponsorizzazioni ad attività di altri enti. Edita I Quaderni in cui pubblica gli atti dei convegni, ricerche e documenti attinenti i suoi scopi istituzionali. Per maggiori informazioni: www.fondazionezaninoni.org Chi fosse interessato a ricevere gli inviti ai convegni e le pubblicazioni può inviare una mail con nominativo e indirizzo a: [email protected] Araberara - 14 Settembre 2012 6 L’ON. NUNZIANTE CONSIGLIO, L’ORGANIZZATORE “POLITICO” La Berghem fest HA SEGNATO L’ANNO ZERO La LEGA 2.0 riparte dai barbari sognanti Alleanze condizionate dalla legge elettorale PIERO BONICELLI La Lega è viva. “E se non ci fosse, resterebbe –vuoto- un grande spazio per la questione settentrionale”. L’On. Nunziante Consiglio da 6 anni è l’organizzatore “politico” della Berghem Fest, che è arrivata quest’anno (dal 23 agosto al 2 settembre) alla 23ª edizione in quel di Alzano. Una festa bergamasca che travalica i confini. Tutti aspettano, per comprendere qualcosa della Lega, proprio gli appuntamenti bergamaschi. Più avanti c’è l’edizione invernale della Berghem frecc, che lo scorso anno è emigrata da Villa d’Ogna ad Albino mentre per quest’anno… “Quest’anno non è ancora stato deciso dove avverrà, è deciso il quando, come nelle due precedenti edizioni sarà dal 27 al 29 dicembre. Roberto Maroni, lo scorso anno, è rimasto impressionato da questa festa e vorrebbe trasformarla in una festa federale”. “Federale” significa –nazionale-, quindi non solo della Lega di Bergamo, non solo della Lega Lombarda, ma di tutto il movimento. Quest’anno, proprio per il tuo incarico di organizzatore della parte politica, in collaborazione con Roberto Pedretti, catapultato in Valle Seriana a fare da commissario di Circoscrizione, c’era molta curiosità. Era la prima festa di grande risonanza del dopo Bossi e del dopo scandali, situazioni che avevano spoetizzato gran parte dei militanti. Quindi il successo era condizionato. C’è stato? “C’è il brend, il marchio della manifestazione che catalizza persone dalla provincia e anche oltre la bergamasca, gente che balla, mangia, s’incontra e a volte si scontra e viene proprio per seguire i dibattiti proposti. Dibattiti aperti. Io li ho voluti proprio con questo taglio, ritengo sia inutile trovarsi esclusivamente tra noi, finendo per –cantarcela e suonarcela- in esclusiva. Ipotizza un club di milanisti che ospita un rappresentante interista, vuoi mettere l’interesse? Così anche da noi! In questo modo si possono valutare i punti di vista e si evidenziano le differenze di posizione e di scelte. Le nostre posizioni, proprio perché messe a confronto con altri, ne risultano valorizzate”. Quest’anno a te si chiedeva una sorta di attenzione “particolare”: sbagliare nella scelta degli ospiti poteva significare consegnare segnali sbagliati, anche sulle future alleanze e sugli equilibri interni al movimento. “Infatti è stata una sorta di Berghem Fest anno zero: è cambiato il segretario federale (da Bossi a Maroni) e il Movimento rappresentava la Lega del dopo…. Io ho cercato e voluto interpretare le esigenze e le curiosità dei militanti. Per inciso, voglio evidenziare che in bergamasca non ci siamo limitati a questo unico evento, esistono ben 33 feste leghiste che si sono tenute e che ancora sono in corso di svolgimento nella nostra provincia. La Berghem Fest voleva essere il segnale del cambiamento, intercettando la voglia e l’esigenza di riscatto. Non essendo più al Governo, bensì all’opposizione, non avevamo obblighi nella scelta dei partner, quindi ho pensato di escludere, per principio, tutti i segretari di partito, con lo scopo di evitare la possibilità di far giungere dare segnali sbagliati. Sono stati invitate personaggi di spessore, organizzando un confronto sulla legge elettorale che ha visto riuniti sullo stesso palco, il nostro amato e preparatissimo Roberto Calderoli, con calibri e pesi massimi quali Gaetano Quagliariello del Pdl e Vannino Chiti del Pd. Diversa invece, la serata con Vittorio Feltri in un ‘tu per tu’ con Roberto Maroni. Non si è trattato di una semplice intervista, bensì di un confronto di idee. Parliamo poi della presenza di personaggi come il Presidente della Commissione Bilancio alla Camera Giancarlo Giorgetti e Matteo Salvini, il precedente e l’attuale segretario nazionale della Lega Lombarda. Poi, gli interventi dei tre Governatori, Luca Zaia (Veneto), Roberto Cota (Piemonte) e per la Lombardia Andrea Gibelli, vicepresidente della Regione. Ricordiamo la presenza di Giacomo Stucchi , nuovo Vice Segretario Federale, l’intervento di Ettore Pirovano Presidente della Provincia di Bergamo, la presenza e il sostegno di Cristian Invernizzi Segretario Provinciale e infine la costante attenzione e presenza del padrone di casa, Sindaco di Alzano Lombardo, Roberto Anelli. Possiamo dire di aver avuto di tutto e anche di più, assegnando sempre il dovuto spazio alle serate a tema, una tra tutte quella degli amministratori locali, ben 50 tra sindaci e assessori che si sono succeduti sul parco, …”. Passiamo dal palco alla platea, all’elettorato, ai militanti. Il pericolo era proprio che dalla platea venisse la contestazione, il disamore per i vertici del movimento. “Si, possiamo dire si sia trattata di una -prova del nove-. Nonostante qualche mass media non abbia svolto un lavoro corretto, abbiamo avuto un ottimo riscontro di presenze…I militanti sono la nostra forza, sono il sostegno e la spinta a continuare a lavorare, spronano, riprendono, chiedono conto del nostro lavoro per il territorio e per il movimento… perché loro lavorano sodo, sono presenti, pagano in prima persona di tutto quel che accade dentro e fuori il Movimento. Voglio sia chiaro che senza i militanti e tutti coloro che credono nella Lega, nulla di quel che andiamo facendo e che faremo ha un senso. Significherebbe essere privati dell’energia, quella vera, quella che assegna il valore e la ragione alle scelte da operare. ”. La domanda era più maliziosa, quella che si facevano tutti i giornalisti venuti per gustarsi scontri aperti tra cerchisti e barbari sognanti, bossiani e maroniani. “Scontri? Non c’è stato nulla di ciò!” Nella nostra bergamasca, per simili problematiche non c’è più storia! Guardiamo avanti.”. Da qui l’assenza della deputata “cerchista” Carolina Lussana. “Diciamo che non è stata rilevata la Sua assenza, evidentemente una sua scelta”. E quindi Bossi in una delle prime serate e Maroni a chiudere, come dire il prima e il dopo? “Per Bossi abbiamo organizzato una sorpresa. E’ salito sul palco con Calderoli e con me e prima che qualcuno parlasse, si è sentita in lontananza la prima cornamusa, poi le altre e i baghécc, un gruppo di Ranica. Bossi ha apprezzato e si è commosso. Poi ha parlato per due ore e si è finito cantando e suonando ‘Noter de Berghem’, un trionfo per noi e per i presenti”. Sì ma adesso c’è un’altra Lega, quella che chiamano la Lega 2.0. “Un passaggio necessario dopo quanto accaduto all’interno del movimento. Si e’ voluto misurare il vero significato dell’essere e rimanere leghisti, perché anche considerando che La Lega possa “passare”, il problema settentrionale e la questione Nord resta, con tutte le sue difficoltà e senza Lega, mi ripeto si genererebbe un vuoto, che io ritengo incolmabile. Solo la Lega può essere risolutiva di questa questione!”. Se prima avevate la maggioranza, adesso siete da soli… Si è posto il problema delle alleanze? “Maroni ha detto chiaramente che ad oggi non ci sono i presupposti per tornare ad un’alleanza col Pdl che sostiene il governo Monti…”. Escludendo ad occhio che vi mettiate con Di Pietro o Vendola, bisognerà tornare ad allearvi con qualcuno, anche se ha sostenuto Monti… A meno che vi accontentiate di un ritorno di Berlusconi che magari vi dice che lui con Monti non è mai stato, essendoci Alfano… “Berlusconi fa parte di un passato…complesso. Le alleanze si misureranno sulla scorta della loro effettiva necessità oltre che delle eventuali sintonie rispetto alla questione settentrionale”. Necessità in che senso? “Molto dipende dalla legge elettorale. Se si torna ai Collegi è evidente che le alleanze si rendono indispensabili, se la legge resta così com’è, più probabile che la Lega corra da sola”. Tu sei deputato e senti che aria tira. La si cambia o no, la legge elettorale? “Tutti dicono di volerlo fare ma tutti pensano a una legge che li favorisca, che ottimizzi i vantaggi per il proprio partito creando svantaggi agli avversari”. Torniamo in bergamasca. Voi guidate la Provincia e quanti Comuni? “Una sessantina e non è male, su un totale di 244. Nelle ultime elezioni comunali abbiamo pagato il correre da soli, in alcuni Comuni abbiamo perso con percentuali intorno al 40%”. Ed è una Lega quasi tutta targata Maroni. “Prima di essere Maroniani siamo Leghisti”. Calderoli sembra un po’ sacrificato, era uno dei potenziali successori di Bossi… “Calderoli , a braccetto con Maroni, garantisce l’ottimizzazione della sua ventennale esperienza nei meccanismi romani, dove è difficile districarsi”. Il tuo futuro? “Ci sono momenti nella storia in cui i dirigenti devono prendere decisioni nette per salvare l’azienda e nel nostro caso un partito, valutando chi è più utile alla causa. Se verrò considerato utile sarò candidato, spero di aver fatto il possibile per rispondere alle esigenze e richieste del territorio, ponendo tutto il mio impegno e la mia energia. Io sono a disposizione del Movimento, comunque le decisioni sono del Direttivo Nazionale e dello stesso Moroni”. Maroni, Salvini, lo stesso Bossi hanno radici giovanili nella sinistra, addirittura in quella estrema. La Lega sta per riposizionarsi? “Difficile spostare dal centro il Movimento. Al momento opportuno si decideranno i compagni di viaggio e Berlusconi ha troppi parlamentari del sud… Servirebbe un nuovo coordinatore di centrodestra”. Quindi nemmeno Alfano? “Nessun pregiudizio, ha un ottimo rapporto con Maroni, erano Ministro durante il precedente Governo ed hanno lavorato insieme”. Ma non vi fa sognare e voi siete per definizione “barbari sognanti”. Ho letto che Maroni ha fatto il nome della senatrice del Pd Anna Finocchiaro, che ha avuto parole di elogio per Matteo Renzi, due indizi di quello che si sospetta sia uno spostamento a sinistra. “Possono significare molte cose, da semplici provocazioni a prese di pozione per destabilizzare gli avversari. Lodare Renzi significa non dare credito a Bersani e comunque, di fatto, la Finocchiaro resta un’ottimo rappresentante politico, seppur avversario”. Mi pare di capire che al fine aspettate il “sogno” giusto! 7 LA GIUNTA DI BERGAMO CON UN ASSESSORE IN MENO Tentorio: Moro non viene sostituito Malumori in Pdl tra gli aspiranti Nessuna sostituzione. Si mettano tutti il cuore in pace, almeno per ora, le correnti e correntine di quel che resta del PDL bergamasco. Le dimissioni di Marcello Moro da assessore a Bergamo non metteranno in pista nessun altro che lo sostituisca. Il sindaco Franco Tentorio stoppa tutte le illazioni e stanco di essere tirato per la giacca dai vari gruppi interni decide che 11 assessori possono bastare. Nessun rimpasto di giunta come invece qualcuno si augurava: “Nelle ultime settimane – commenta un addetto ai lavori – si era creata una lotta interna per accaparrarsi il posto di Marcello Moro, appena si è saputa la notizia delle sue dimissioni le varie correnti hanno cominciato a fare pressioni sul sindaco, a dare indicazioni sui vari nomi possibili per sostituirlo col rischio di avviare una nuova bega interna al partito che Tentorio ha preferito non rischiare”. Tentorio accoglie così la proposta del segretario provinciale Angelo Capelli, proposta non ufficiale chiaramente ma che Capelli aveva fatto capire con dichiarazioni nei giorni scorsi “Moro non si sostituisce”, Moro che aveva avuto un ruolo decisamente importante nella vittoria a segretario di Capelli assieme al gruppo della Compagnia delle Opere. Si riparte così da una giunta a 11 anche se i bene informati fanno sapere che i vari gruppi non rinunceranno a tirare per la giacca Tentorio per fargli cambiare idea. Marcello Moro Franco Tentorio Angelo Capelli Bergamo I RAGAZZI DELLA VIA PAAL Araberara - 14 Settembre 2012 C lusone LA LETTERA l’Hotel Europa: il 19° negli ultimi anni Gentile redazione 30 settembre, chiude l’Hotel Europa, 82 camere. Ma negli ultimi 35 anni hanno chiuso a Clusone: Biffi, Torre, Impero, Croce d’Oro, Sole, San Marco, Centrale Tonolini, Gamberino, Trattoria del Riposo, Erika, Ristorante Terminus, Ristorante Giardinetto, Grande Albergo Reale, Pilato, Gioba, Aquiletta, il Botteghino, Park Hotel. E appena prima: Grand Hotel Barsazia ora Mascherone, Albergo Sella di Senda ora famiglia Benzoni ed ex Albergo Rondinella ora Kiko profumeria. Dove va Clusone? A ramengo. Qui c’è da riscrivere la storia di Clusone. No treno. No Alberghi. No centro commerciale. La miseria nera! Saluti. Una voce storica della ‘città di Clusone’ * * * (p.b.) Altro che nuovi Hotel a cinque stelle sulla Collina S. Giorgio. Leggete l’elenco, che può addirittura essere incompleto, di questa “voce storica” che ci ha inviato la lettera, dei grandi nomi di alberghi e ristoranti che negli ultimi decenni hanno chiuso a Clusone. Una morìa impressionante per una città che ancora si sta parlando addosso di turismo. La chiusura dell’Hotel Europa a fine mese era una notizia annunciata, l’avevamo paventata e annunciata come possibile addirittura due anni fa, poi le cose tra proprietario e gestore si erano aggiustate, adesso sono arrivate al capolinea. L’Hotel Europa segue di pochi anni la chiusura dell’Hotel Erica, tanto per stare in città e non andare in periferia. Alcuni dei nomi storici di questi alberghi (cui andrebbero aggiunti quelli in Pineta, alle “Terme”), erano legati all’arrivo sull’altopiano della ferrovia. La sua soppressione ha mandato all’aria sogni di gloria sull’indotto. Che ci sia bisogno di un ripensamento generale sulle strutture di accoglienza in città è evidente. Ma chi ha testa per un “ripensamento” del genere nell’attuale panorama amministrativo? COMPAGNIA CARABINIERI Cambia il Comandante Il capitano Luigi Miele, comandante della Compagnia dei carabinieri di Clusone ha lasciato il paese baradello per la nuova destinazione, assegnato alla Compagnia di Rende (Cosenza). Il giovane capitano, 33 anni, originario di Torre del Greco, era a Clusone da 4 anni. Lo sostituirà il capitano Diego Lasagni che attualmente è a Vercelli e che prenderà servizio a fine mese. Mesi autunnali Specialità di lumache Dal lunedì al venerdì a mezzogiorno MENU FISSO A PARTIRE DA 8 EURO Via S. Defendente, 67 24023 CLUSONE - Tel. 0346 25215 » ARCIPRETE EMERITO: UFFICIALMENTE PER MOTIVI DI SALUTE MONS. RECANATI HA LASCIATO CLUSONE LA FIRMA IN REGIONE PER LA SEDE ASL, AVIS, SERVIZI SOCIALI Arriva 1 milione e 800 mila euro La Regione dà l’ok il 19 settembre La delibera della Giunta dovrebbe esserci il 19 settembre, proprio il giorno in cui Paolo Olini ha convocato il Consiglio comunale. Se la mattina in Regione le cose vanno come dovrebbero, potrà annunciare in Consiglio comunale di aver spuntato il finanziamento di 1 milione e 800 mila euro per la ristrutturazione dei tre piani della parte dell’ex S. Biagio (ospedale) quelli del Pronto Soccorso, dove verranno posizionate la sede dell’ASL, trasferendola dalla palazzina rossa di Sant’Anna, oltre alla sede dei Servizi sociali di cui Clusone dovrebbe essere capofila passando la gestione al Sant’Andrea (ma siamo in alto mare, con preoccupazione da parte della Co- munità Montana che cessa il servizio il 31 dicembre) e poi anche la sede dell’Avis. Resta sullo sfondo la richiesta di chiarimenti delle minoranze: attualmente l’ASL paga al Comune per la palazzina rossa un affitto di 50 mila euro l’anno. Si sa che l’ASL entrerà nella nuova sede, liberando la palazzina rossa che potrà essere messa (di nuovo) sul mercato, a condizione di avere la sede gratis. Per quanti anni. Le minoranze fanno i conti, “se la convenzione che si stipulerà sarà “solo” per dieci anni ci può stare, ma se fosse per… 99 anni allora Clusone ci perde e molto”. Non rovinate la festa di Olini che registra il primo successo della sua carriera di Sindaco. Portare LA MAGGIORANZA IL PIATTO PIANGE: aumento Imu? No, meglio anticipo oneri La maggioranza non riesce a far quadrare i conti. Nella ricognizione sugli equilibri di bilancio che va fatta in Consiglio entro il 30 settembre (prossimo Consiglio comunale il 19 settembre) la maggioranza ha preso atto che il bilancio ha un buco, che così stando le cose si rischia di sforare di nuovo il Patto di stabilità, che la penalizzazione quest’anno torna ad essere pesantissima (taglio dei trasferimenti statali pari al buco di bilancio). E allora? La prima proposta è stata quella della via più sicura e più breve: aumentiamo le aliquote IMU. Sollevamento di scudi tra i consiglieri che nel programma elettorale avevano promesso di abbassare le imposte, non certo di alzarle. Gli uffici di ragioneria hanno portato le loro preoccupazioni, se non si fa qualcosa il Patto di stabilità viene sforato. Di quanto non è ancora possibile dirlo, ma ci sono tre mesi per salvarsi. Ed ecco l’idea: cerchiamo di farci anticipare gli oneri di urbanizzazione che devono arrivare dal Piano Integrato Testa. Perché mai il titolare dovrebbe anticipare soldi? Perché avrebbe la necessità di posizionare, per partire con i lavori, una gru sul terreno della scuola media. Il Dirigente scolastico avrebbe dato l’ok a condizione che ci sia un Piano di sicurezza, ci sono i bambini di mezzo. E il dilemma dell’amministrazione sarebbe, oltre a far pagare l’occupazione di suolo pubblico, farsi appunto anticipare gli oneri, sanare il bilancio per quest’anno (l’anno prossimo si vedrà) in cambio della concessione di quella porzione di terreno dove posizionare la gru. a casa di questi tempi quasi 2 milioni di euro è un successo politico. Che già viene spartito tra i… partiti di riferimento in Regione. Olini è in quota Lega ma si sa che la Lega non l’ha mai amato. A maggio, quando gli balenò l’idea di nominare assessore esterno un personaggio “suggerito” da una parte di Pdl la Lega baradella lo stoppò e impose la soluzione di Luigi Mangili come un commissario non dichiarato per sorvegliare quel sindaco anomalo, amico di un fuoriuscito (dalla Lega) come Carlo Caffi. E allora a chi va il merito di aver portato a Clusone quel milione e 800 mila euro? “A noi!” (ognuno su quel “noi” può metterci la firma). IL CASO Asfaltata la strada “sbagliata” Sbagliata l’asfaltatura, si asfalta un tratto di Via Roma asfaltato pochi anni fa, ancora in buone condizioni. Più sotto, sempre in Via Roma, il vialone che sale dalla Stazione verso le Scuole, aveva invece un tratto dissestato con bisogno urgente di intervento. Ora succede che la Provincia finanzia il Comune di Clusone per l’asfaltatura di Via Sacchini. Avanzano dei soldi e il Comune di Clusone decide di utilizzare il rimanente per asfaltare giusto un tratto malridotto di Via Roma. Il responsabile dell’ufficio Arch. Livio Testa è in vacanza. I lavori, complementari a quelli di Via Sacchini, una viuzza che si stacca da Via S. Lucio e attraversa parallela alla tangenziale per sfociare in Via S. Alessandro, via molto utilizzata per arrivare in tangenziale, vengono eseguiti. Solo che nessuno dà le indicazioni giuste all’impresa che asfalta il tratto finale di Via Roma, quello in buone condizioni. Torna l’arch. Testa e va a dare un’occhiata e naturalmente si accorge dell’errore. Troppo tardi. Si è asfaltato (di nuovo) il tratto buono, lasciando com’era e com’è quello da asfaltare. Soldi buttati per terra. L’assessore ai Lavori Pubblici? E’ ad interim. Insomma è il Sindaco Paolo Olini. CLUSONE – LA SEGNALAZIONE Sulla ciclopedonale per Rovetta Senza barriere il punto più alto La segnalazione arriva in redazione, andate a vedere la ciclopedonale per Rovetta. Passiamo con i bambini in bicicletta e proprio nel punto in cui c’è una piccola curva e comincia il tratto più alto rispetto alla provinciale, non c’è più la barriera, hanno messo delle piantine per una futura siepe, ma adesso non c’è protezione. Andiamo a vedere il tratto della ciclopedonale. Siamo sul territorio di Clusone. Dopo un primo tratto (dall’inizio vicino al “ponte”) con tanto di barriere ben fatte, ferro e legno, all’improvviso c’è una piccola curva che gira verso la provinciale e poi riprende in rettilineo. Qui nella parte a monte c’è una recinzione, prima dei semplici paletti di ferro, poi una vera e propria rete che delimita una proprietà privata. Ma a parte l’asfalto già rovinato da crepe di cedimento che non facilita certo il passaggio in sicurezza dei ciclisti e nemmeno dei pedoni disattenti, la barriera s’interrompe per un lungo tratto, sostituita effettivamente da pianticelle di una siepe che in futuro forse sarà una protezione, ma adesso sicuramente non lo è. Ma cosa è successo? Ce lo racconta uno che ci garantisce che l’informazione è di fonte sicura. “E’ successo che l’impresa che posizionava la barriera arrivata in quel punto non poteva più operare con la macchina che posava i paletti in ferro della barriera, insomma la macchina non riusciva a… girare per via della recinzione. L’amministrazione comunale non è stata in grado di trovare un accordo con il privato che ha la proprietà del terreno recintato e quindi si è ripiegato sulla posa della siepe”. Mentre fotografiamo i passanti ci fanno notare il pericolo, “Siamo nel tratto più alto rispetto alla strada sottostante, se un bambino sbanda con la bicicletta va dritto a precipitare sul provinciale”. Araberara - 14 Settembre 2012 8 Mons. Alessandro Recanati ha lasciato Clusone il 4 settembre scorso. Se ne è andato in sordina, senza clamori, come è nel suo stile, martedì 4 settembre per trasferirsi definitivamente in una località vicina ai suoi parenti, le motivazioni ufficiali parlano di difficoltà nella gestione delle sue attività per le ormai precarie condizioni di salute e così si sarebbe trasferito dai parenti che risiedono però lontano da Clusone. Chi gli vuole bene avrebbe preferito che rimanesse più vicino a Clusone dove è rimasto per ben 20 anni (13 da Arciprete). Monsignor Alessandro Recanati sarà ricordato per il recupero dei giganteschi restauri della Basilica dei Disciplini e della Casa Parroc- chiale e per aver portato le cosiddette Missioni casa per casa. *** E così uno dei due “arcipreti emeriti” (l’altro è Mons. Giacomo Panfilo) ha lasciato Clusone. In questi anni Mons. Recanati aveva conservato una sorta di incarico da “economo” della parrocchia. Grandi opere di restauro che hanno però compromesso il bilancio. Da qui l’esigenza di vendere il complesso delle ex Canossiane, poco sotto la Basilica, a ridosso di Piazza dell’Orologio. Operazione che però non è ancora andata in porto per la differenza tra domanda (intorno ai 6 milioni) e offerta (l’unica LA LISTA CIVICA Il silenzio della maggioranza su... Asilo, distributore, farmacia comunale, scuola alberghiera, palazzetto dello sport INDISCREZIONE Lombardini vende il Mirage? Sei supermercati per Clusone? La notizia è trapelata nei giorni scorsi e mentre andiamo in stampa non ha conferme. Il Gruppo Lombardini, titolare del Piano Integrato Mirage, mai partito, avrebbe venduto il tutto alla Conad che nella zona andrebbe quindi a realizzare quel supermercato che Lombardini intendeva realizzare spostando il “Pellicano” dalla vicinanza troppo stretta con il Sermark in zona “giardinetto”. Ma adesso con il Piano del supermercato Testa che ha avuto il via libera per la sua ristrutturazione, il gomito a gomito del futuro Conad diventa con lo storico supermercato baradello. Domanda: il Pellicano resterebbe e si avrebbe il quinto (o sesto dopo l’ex Bosio Lina) supermercato alimentare di Clusone o verrebbe inglobato? L’operazione compromette lo standard di qualità del Palazzetto dello Sport. La convenzione esistente per il Palazzetto comprende i Piani Integrati di Collina S. Giorgio di Ezio Maringoni (mai partito col il mega albergo) e il gruppo Lombardini con due interventi, quello dell’ex cinema Mirage e dell’ex Bosio Lina. Sono fideiussori solidali, se uno non parte, quello che vuole realizzare l’opera deve pagare per tutti? Quindi da due gli interlocutori del Comune diventano tre. Hanno dieci anni di tempo per farlo ma prima di realizzare qualsiasi opera bisogna onorare l’impegno dello standard di qualità, vale a dire il palazzetto. Ma lo vuole ancora il Comune quel palazzetto previsto in convenzione e nel programma elettorale? E poi, se Maringoni come pare non è più intenzionato a fare il mega albergo e l’ex Bosio Lina resta ferma, la Conad si assume l’onere dello standard di qualità, vale a dire il palazzetto dello Sport? Oppure si rinegozia e la Conad paga solo in proporzione al suo intervento, Maringoni permettendo? Per quale opera non potendo realizzare il Palazzetto e dimensionando la spesa su un terzo della cifra prevista attualmente? E poi c’è una convenzione da cambiare. Le trattative diventano complesse, tre interlocutori invece di due, ma con uno che sembra aver abbandonato l’idea di realizzare l’opera (Collina S. Giorgio) e Lombardini che si limita all’ex Bosio Lina. E cosa farà l’arch. Gianni Baretti progettista dei Piani Integrati del Mirage, di Collina S. Giorgio, della ex Bosio Lina e perfino dello standard di qualità, vale a dire il contestato progetto del Palazzetto dello Sport (contestato dalla maggioranza ai tempi di Carlo Caffi come sovradimensionato)? E Infine trattative al rialzo o al ribasso per il Comune, scavalcato dagli eventi? arrivata è intorno ai 3 milioni). Tre milioni non basterebbero a sanare il deficit (quasi 4 milioni) e non si può neppure svendere perché poi per trovare anche solo il milione mancante non ci sarebbero alternative alle “offerte”. Quindi tanto vale aspettare che il mercato riprenda. Da qui le difficoltà sull’operazione Asilo una volta che partissero i lavori: un conto è la fideiussione, un conto è sborsare soldi veri con gli stati di avanzamento dei lavori. L’affare Canossiane resterebbe quindi l’occasione per non solo sanare il bilancio parrocchiale ma anche avere un gruzzolo per il futuro. Mons. Giuliano Borlini viene inviato a Clusone per risolvere anche questa questione fi- nanziaria. Che c’entra con la partenza di Mons. Recanati? Una lettura forse più maliziosa della sua improvvisa decisione indica in una delle ragioni per cui Mons. Recanati ha lasciato Clusone anche quella di togliere dall’imbarazzo il nuovo Arciprete che avrebbe dovuto in qualche modo non rinnovargli la delega alle “finanze”. Insomma, prima della “revoca” dell’incarico, me ne vado. Ma c’è evidentemente la ragione della salute precaria: Mons. Recanati si sta riprendendo faticosamente da un intervento chirurgico e quindi, bisognoso di assistenza, ha lasciato Clusone per avere l’assistenza dei suoi cari. A volte un motivo rafforza l’altro. “Qui non si sa più niente. Abbiamo presentato dei progetti alternativi sull’Asilo, molto migliorativi. Nemmeno ci hanno risposto. Sappiamo che ne hanno discusso tra di loro. A quelli pubblicati da Araberara all’inizio di agosto ne avevamo aggiunto uno che migliorava di molto l’attuale progetto preliminare. Prevede una palestra polifunzionale sfruttando il dislivello del terreno che arriva a 2,80 metri. Quindi palestra interrata parzialmente con sopra il giardino, liberando spazi. Certo ci sarebbero costi aggiuntivi ma l’Asilo lo si costruisce una volta sola, una ogni secolo perlomeno”. Francesco Moioli ed Enrico Scandella vogliono sottolineare che non è vera la versione della maggioranza secondo cui la presidente del Cda del “Clara Maffei” avrebbe “scaricato” i loro progetti alternativi. “E’ falso, totalmente falso, Loredana Scaramozzino appoggiava la nostra iniziativa, ma come presidente ha dovuto mediare. Non possiamo essere additati come quelli che hanno impedito o rallentato l’Asilo, sono altri che lo fanno”. Ma i vostri progetti sono stati definiti “interessanti” da un componente la maggioranza. “A noi non hanno detto nulla. Abbiamo saputo che la palestra interrata (quella attuale prevista è sottodimensionata) non avrebbe i criteri di luminosità e aerazione… ma allora la palestra delle elementari che è messa peggio? Ci sono accorgimenti tecnici per tutto. Solo che, è inutile girarci attorno, vogliono fare un Asilo che costi il meno possibile. Ma siamo fermi al progetto preliminare. Quella che avete chiamato la ‘Lady di ferro’ (il vicesindaco Antonella Luzzana) che aveva fatto un cronoprogramma prevedendo a ottobre l’appalto dei lavori, non ha praticamente ottenuto nulla”. E a proposito del vicesindaco, resta in sospeso anche la vicenda dei servizi sociali: “Dal 1 gennaio la Comunità Montana lascia il servizio, a chi tocca, al Comune capofila, a Clusone, con la gestione al Sant’Andrea che non è ancora Fondazione? Qui non si sa più nulla: non si sa nulla dell’Asilo e noi chiederemo di visionare il progetto preliminare in Consiglio, non si sa più nulla del famoso distributore di benzina, non si sa più nulla della farmacia comunale, non si sa più nulla della scuola alberghiera, non si sa più nulla del palazzetto dello sport. I cittadini di Clusone dubitano di avere un Sindaco e una maggioranza…”. 9 C lusone CHIUDE Araberara - 14 Settembre 2012 Araberara - 14 Settembre 2012 AltaValle Seriana INTERVENTO PAOLO LOCATELLI Ci risiamo. Al peggio non c’è mai fine. Inserita tra le varie cose su l’Eco è apparsa una terribile notizia. Di nuovo si parla di estrarre l’uranio da Novazza. Di nuovo gli australiani. Di nuovo il sig. De Angelis. Subito un amministratore per la precisione il sindaco di Gorno, non ha detto un fermo no a questa idiozia. Ha detto più o meno così: vedremo se ci saranno ricadute sul territorio e se si rispetterà l’ambiente perchè no. Perchè no?!? Ebbene, se vogliamo rispettare l’ambiente in tema di uranio la cosa migliore da fare è lasciarlo dove è. Fine della storia: e per favore non cercate di fregarci di nuovo sciacquandovi la bocca con parole come rispetto dell’ambiente e poi fate gli affari vostri. Chi comanda è il dio denaro e non la Natura. Purtroppo. E non dimentichiamo che noi siamo Natura. Terra siamo e Terra torneremo ad essere. Inoltre facendoci allettare dall’uranio dimostriamo proprio di essere un paese sottosviluppato. Ed i motivi sono due sostanzialmente: siamo il Paese che potrebbe soddisfare il proprio fabbisogno energetico con le energie rinnovabili e proprio come un Paese del Terzo Mondo permettiamo che venga chiunque e ci depredi delle nostre risorse in cambio di due posti di lavoro e qualche briciola. Non eravamo padroni a casa nostra? Che tristezza. Che vergogna. Abbiamo dibattuto per giorni e gironi, direi stiamo dibattendo da anni sulla forma di turismo migliore per le nostre valli ed ora ecco il macigno. Biso- gna dirlo forte e chiaro e tutti ne dobbiamo essere coscienti: se venisse veramente estratto Uranio a Novazza non solo la zona rischia di essere militarizzata data l’importanza strategica di questa risorsa a livello militare e mondiale. Rischiamo anche che la Provincia di Bergamo non divenga più meta di alcun turista: dalla Val di Scalve alla Valle Imagna attraversando tutto il nostro amato arco prealpino soffriremmo economicamente del fatto che nessuno più sarebbe disposto a venire in vacanza a Bergamo “dove si estrae Uranio ed il livello di radioattività è oltre i limiti”. Chi sarebbero i pazzi che per camminare in montagna andrebbero a Valcanale o a sciare agli Spiazzi per esempio? Nel 2006 la levata di scudi fu totale e la mobilitazione di popolazione in primis e amministratori locali tutti costrinsero l’allora assessore all’ambiente della Regione, a ritrattare e a rimandare per lo meno. Ed eccoci qui. Di nuovo. Ora serve subito una presa di posizione forte da parte degli amministratori locali: il presidente della comunità montana è proprio di Valgoglio. Chi meglio di lui può mettersi in testa alla fila degli amministratori per opporsi a questa imposizione radioattiva? Di fronte ad improbabili ma possibili tentennamenti sarà di nuovo mobilitazione dei cittadini. Ne sono certo. Per il momento sarebbe carino tirare fuori le bandiere dell’altra volta ed esporle ai balconi. *Referente Legambiente Bergamo VALGOGLIO – IL CASO URANIO ARISTEA CANINI La parola ‘uranio’ qui risuona come fosse una grandinata in mezzo a una giornata estiva. Di quelle che lasciano per terra tutto o quasi. La gente non ne parla volentieri fuori dalle mura di casa, che qui sono abituati a lavarsi i panni sporchi in casa, mica sul giornale, così ufficialmente il paese è impegnato a salutare Don Primo Moioli che lascia Valgoglio per Serina e ad accogliere il nuovo parroco don Santo Baratelli, 65 anni, attualmente parroco di Cisano. Ma dentro, in casa, dove si lavano davvero i panni sporchi se ne parla, eccome se ne parla, perché Valgoglio, fazzoletto di terra umida e ruvida, di quelle che sembrano salire scoscese fino lassù al cielo è il paese con più uranio nel sottosuolo d’Italia. Il Comune di Valgoglio (600 abitanti) è composto dal capoluogo Valgoglio e due frazioni, Novazza e Colarete. Separati e uniti dal torrente Goglio: due parrocchie e... mezza (Colarete fa parte di quella di Gromo). Un parroco per due campanili che si guardano, da un picco all’ altro e in mezzo la forra del Goglio: sulla sinistra sta Novazza, sulla destra Valgoglio, longeque inferior sta Colarete. Valgoglio è la capitale lombarda (in percentuale sulla popolazione) dell’ edilizia: ci sono 7 grandi società, una ogni 85 abitanti e di contorno una decina di altre società indipendenti, più piccole che sul mercato ci stanno eccome. Come dire, di questo Comune si dovrebbe parlare per ben altre faccende: se non fosse che è tornato alla ribalta negli ultimi giorni per l’uranio. Già perché sul finire degli anni 70 si aprì la miniera che scatenò tutte le coscienze ecologiche e le paure viscerali che portano all’immediato ripensamento, lasciando la miniera abbandonata. A guidare la rivolta fu un parroco, don Osvaldo. Il bello (o il brutto) è che quelli di Valgoglio non hanno uranio sotto i piedi e quelli di Novazza sì. Comunque sia, quando si ricominciò a parlarne, qualche anno fa, il consiglio comunale di Valgoglio aveva approvato una delibera che sbatteva la porta in faccia all’uranio. Che c’ è, abbondante. Se andate in giro per i due paesi (Valgoglio conta circa 400 abitanti, Novazza 150, il resto è di Colarete) trovate pareri contrastanti. Prevalgono i no, non mancano i sì. Nessuno sa esattamente di che si parla, quali pericoli reali ci siano, dove finiscano le ‘scorie’, il vocabolo più temuto. Nessuno sta ad aspettare la miniera per trovare un lavoro, di fare i ‘minatori’ non ha più voglia nessuno, qui è, era fino a qualche mese fa, il regno dell’ edilizia a cielo aperto, figurarsi. Magari a scavare manderebbero gli extracomunitari disperati, perché qui si dice che ‘a Valgoglio che non ha la prima casa ne ha... due’. Va beh, i furgoni partono la mattina presto, vengono giù dai tornanti carichi di operai e materiali, tornano la sera portando a casa operai e titolari (parenti e compaesani) stanchi, ma felici di tornare a casa. La scolarità è bassa, il tasso di passaggio dalle medie alle superiori è sconfortante: del resto uno per andare da Novazza o Valgoglio a Clusone (polo scolastico più vicino) deve cambiare due autobus, per andare a Lovere tre. E oltre di uranio Valgolio è ricco di… acqua. Ci sono 5 dighe e di questa storia dell’uranio la gente è stanca di sentirne parlare, per il paese l’argomento è chiuso. Che continuino a parlarne in Regione se vogliono, ma qui fanno i conti senza l’oste e l’oste, che poi è Novazza non è intenzionato a servire uranio a nessuno. Almeno per ora. IL CONSIGLIERE REGIONALE IDV Sono soltanto “scorie” di vecchie polemiche Gabriele Sola: “L’Italia boccia il nucleare e noi apriamo… all’uranio?” VALGOGLIO – VIAGGIO NEL PAESE Ancora uranio? Ancora No (senza “grazie”) ANNA CARISSONI Sembra la mattina di una domenica qualsiasi, poca gente in giro e qualche turista che si avvia lungo i sentieri della zona. La notizia del rinnovato interesse di una società australiana per la sfruttamento dell’uranio di Novazza pare non susciti grandi discussioni perché sono in tanti a non avere nemmeno voglia di parlarne. “Io dico assolutamente di no ad un’ipotesi del genere – afferma Vittorio Butta – e credo che questi signori avrebbero contro tutta la valle, non solo noi direttamente interessati. Del resto vorrebbe dire tornare indietro di decenni, proprio ora che altri Paesi europei, come la Francia, fanno dietrofront e chiudono le centrali nucleari… Meglio sviluppare le tecnologie per la produzioni di energia pulita, insistere nell’educare la gente a consumarne ed a sprecarne meno, no? Non esiste proprio riaprire la miniera, credo che la gente la farebbe saltare….”. Categorici anche Giovanni ed Andrea che vengono da Castione e che stanno avviandosi verso il rifugio Gianpace: “ Ma basta con questa storia – dicono quasi all’unisono – nucleare né qui né altrove, c’è già stato un referendum nazionale e i risultati sono stati chiarissimi, cosa vogliono ancora?”. Tra le giovani amiche appena uscite dalla Messa ci sono Anna Negroni e Valentina Zenoni, entrambe un po’ più possibiliste “”Perché no – dice Anna – se servisse a risolvere la crisi economica in atto? Certo con tutte le garanzie del caso, il rispetto della sicurezza delle persone e della bellezza del nostro ambiente naturale, sennò rischieremmo di avere un paese deserto, qui non verrebbe più nessuno…”. E Valentina aggiunge: “A scuola, quando ne abbiamo parlato, ho imparato che i rischi del nucleare riguardano la lavorazione dell’uranio, non la sua estrazione…E poi forse la miniera darebbe lavoro ai nostri giovani, io credo che adesso anche questo non sia più un lavoro tanto pericoloso come lo era una volta”. Dalla chiesa esce anche il Sagrestano, che va di fretta, non vuole pubblicità e mi liquida lapidario: ”Ben venga la miniera, non è certo l’uranio che mi spaventa, è la cattiveria della gente che mi fa paura!”. “Guardi, io ho avuto sia mio padre che mio suocero impiegati lassù, alla miniera – dice una signora di mezza età, anch’essa chiedendo l’anonimato - abitavano poco lontani dagli impianti, facevano i guardiani e non hanno mai avuto problemi di sorta con l’uranio, però io dico di no ad un’eventuale riapertura, ho una casa qui, anche se non ci abito sempre, penso che l’ambiente sarebbe irrimediabilmente inquinato, per il turismo sarebbe la fine”. Da Novazza a Valgoglio, dove in paese c’è poca gente perché tanti sono saliti a Bortolotti per la solenne festa di S. Rocchino. Le signore che hanno comprato il pane nel negozio del centro e si avviano verso casa per il pranzo sembrano interessate al… mistero della partenza del parroco, don Primo Moioli, che non ne ha comunicato la data a nessuno, più che al problema dell’uranio di Novazza: “Tanto – dice una di loro – se vogliono riaprire la miniera la riapriranno, noi non ci ascoltano e, anzi, nemmeno ci informano come si dovrebbe…”. E un’altra rincara: “Di quello che succede dove ci sono le centrali nucleari, Fukushima a parte, non sappiamo mai niente, i giornali, la radio e le tv non ce lo dicono, ma di incidenti ne succedono eccome… Comunque noi siamo contrarie, addio aria pulita, chissà che inquinamento…”. Giancarla e Michele Piantella, coniugi milanesi con la seconda casa a Novazza, sono venuti a Valgoglio a fare la spesa: “Siamo entrambi contrari a quest’ipotesi di riapertura – spiega il signor Michele che ricorda bene anche le proteste che provocarono 30 anni fa la fine del “sogno nucleare” nella zona – ormai sappiamo tutti che questo tipo di energia è troppo rischioso e che i danni che si porta dietro sono irreversibili. Non si capisce perché invece non si punta sulle energie rinnovabili, sull’edilizia a basso consumo energetico, insomma sulle tecnologie alternative che in questi ultimi decenni hanno fatto grandi passa in avanti”. “Comunque - aggiunge la signora Giancarla – da quel che sento dire in giro mi sembra che gli abitanti di Valgoglio e di Novazza siano per la stragrande maggioranza contrari, staremo a vedere, anche perché di ufficiale finora non si è saputo nulla”. Carlo Bassi è un pensionato brianzolo che trascorre qui le sue estati dal lontano 1962 perché la famiglia della moglie ha origini valgogliesi, si gode il sole di settembre e il giornale preferito vicino al monumento ai Caduti: “Mah, che dire? Il progresso deve andare avanti e del resto paesi come la Francia, che sono in linea d’aria poco lontani da noi, le centrali nucleari le hanno, perché non potremmo averle anche noi? L’uranio è una risorsa importante, se ben estratto e ben lavorato – e oggi lo si può fare perché le tecnologie sono andate avanti e lo consentono – mi sembra giusto cercare fonti di energia meno costose rispetto a quelle tradizionali. Oggi siamo tutti schiavi delle multinazionali del petrolio e dobbiamo comprare energia all’estero, non sarebbe male poterci liberare da questa schiavitù”. Il Parere del Sindaco “A tutt’oggi noi come Comune non sappiamo nulla di ufficiale “– esordisce il sindaco di Valgoglio Eli Pedretti – c’era stato un contatto da parte della società australiana interessata all’uranio di Novazza poco tempo prima del disastro di Fukushima, poi più nulla. Credo che si tratti, più che altro, di una strategia intesa ad avere il permesso di effettuare ulteriori carotaggi, e poi dubito anche della re- ale quantità di uranio presente nel nostro sottosuolo: si vocifera di un valore di più di un miliardo di euro, ma da dove viene questa quantificazione? E se davvero è così, come mai AGIP ed ENI hanno piantato lì tutto, suo tempo? Comunque per ora aspettiamo le prime mosse della società, il contatto della Regione è solo la prima tappa dell’iter da seguire. Sì, lo so che alcuni sostengono la riapertura della miniera come opportunità occupazionale, ma siamo proprio sicuri che i nostri giovani tornerebbero a fare i minatori, pur con tutti i miglioramenti tecnologici che anche questo settore ha visto negli ultimi decenni? In ogni caso, qualora fossimo contattati come Amministrazione comunale, vorremmo avere ben chiari i costi e i benefici, informazioni precise sulla sicurezza di questo lavoro, sulla sicurezza degli abitanti, sul ritorno economico che potrebbe avere lo sfruttamento del giacimento….Per ora so solo che il nostro Paese non ha un Piano Nucleare; che potremmo trovarci nella condizione di vendere la nostra materia prima ad altri per poi comprare energia per noi; ridurre come gruviera il nostro territorio dopo che abbiamo investito e stiamo investendo molto sul turismo; rovinare un ambiente naturale unico e prezioso come la Val Sanguigno; assistere all’abbandono ed alla vendita – che del resto stanno già avvenendo – di tutte le seconde case vicine alla miniera..…Penso anche all’enorme traffico di camion che invaderebbe ogni giorno non solo noi ma tutta la Val Seriana…. Insomma le perplessità sono davvero tante. Posso solo assicurare fin d’ora che mi muoverò all’unisono con i miei cittadini, mettendo in primo piano, anche nella mia veste di presidente della Comunità Montana Val Seriana, la salute e l’economia di un’intera valle. E mi lasci concludere con un sospetto che mi è sorto leggendo del possibile ritorno delle miniere anche in Val del Riso, dove da anni si sta lavorando all’allestimento di musei e percorsi turistici proprio su questo tema: non sarà che si è trattato di una notizia-boom gonfiata ad arte dai giornali in penuria di scoop?” Un ex-lavoratore delle miniere di Novazza “Io alle miniere di Novazza ci ho lavorato – dice Eugenio Piffari, oggi tecnico elicotterista, nativo di Lizzola e abitante a Clusone – e vorrei chiedere a tutti di smettere di pronunciare le parole “uranio, scorie”. Da secoli nelle nostre miniere si è estratto “minerale ferroso” molte qualità con la desinenza “ite”, ferro vero e proprio lo diventa solo dopo vari trattamenti, quindi si deve parlare di ‘minerale uranifero’ (pekblenda) e lo scarto si deve definire ‘materiale sterile’. Sterile come tutti i sassi usati per costruire le case di Novazza, Valgoglio, Gromo e paesi del circondario, senza tralasciare il territorio Valtellinese e zone della Val Rendena ( Trentino) . Questo per non fare terrorismo (politico) e per smentire tutti gli “al lupo al lupo “ a favore dei politici di vari colori”. Perché parla di “politici”? “Perché sono i politici che remano contro questo progetto, anche se sanno bene che le nostre centrali nucleari sono 11 ferme dopo aver inghiottito miliardi dei nostri risparmi. Intanto comperiamo energia dai paesi che producono con il nucleare…. I politici dovrebbero recarsi negli stati dove i giacimenti sono già stati sfruttati per imparare da loro come comportarsi, cosa richiedere, cosa imporre alle società che intendono sfruttare i giacimenti, come si deve procedere all’estrazione senza sconvolgere il territorio, come prendere ogni precauzione affinché durante e a fine lavori venga ripristinato e mantenuto un adeguato rispetto del territorio e dell’ecosistema. Qualcuno di loro ha detto che si rovinerebbe l’identità turistica della Valle. Ma dove vivono questi signori? L’hotel Europa chiude proprio nella ridente e ‘turistica’ Clusone! Perché non si spingono almeno nella Valle del Riso o a Gromo, per non dire Lizzola dove siamo al lumicino, e da lassù allargano lo sguardo anche sulle altre Valli prealpine? Dopo lo scorso inverno senza neve, perché non vanno a visionare i bilanci delle stazioni invernali? Con quale coraggio parlano di ‘vocazione turistica’? Il turismo sopravvive solo grazie a qualche tenace iniziativa privata, senza un adeguato sostegno politico culturale. Dunque, secondo lei, è sbagliato dire di no alla riapertura della miniera? “Il giacimento di Novazza è una grande opportunità, per noi e per l’Italia. E’ impensabile che in periodi di grande corsa alle energie si pensi di buttare questa risorsa alle ortiche o che l’uranio resti lì in eterno, anche perché in loco si è già speso molto per predisporre l’estrazione. Il banco è stato circoscritto e si sono quantificate le reali quantità produttive, resta solo da cavare” Dunque un’opportunità per la nostra valle? “Certo, per noi valligiani è il momento di comprendere che abbiamo il coltello dalla parte del manico e che non dobbiamo aspettare le decisioni di Roma o a Milano. Nel passato siamo stati pecoroni e ci siamo lasciati guidare da altri, ma con la fame di energia non possiamo aspettare che tanto ben di Dio stia lì ad aspettare di diventare piombo! Dire no è solo rimandare, un’agonia logorante che non ci giova di certo. Perciò dovremmo decidere coesi, in piena autonomia e in tempi rapidi”. Cosa pensa dell’eventuale ricaduta occupazionale della miniera? “ Riportare in Valle posti di lavoro non credo sia un male, come ai miei tempi non fu assolutamente male per le varie persone che lavorarono a Novazza, Val Vedello (SO) e a Spiazzo di Val Rendena (TN). Abbiamo lavorato per anni senza essere danneggiati dalle radiazioni, visto che siamo ancora qui, vivi e vegeti, a sperare che qualcuno possa tornare a lavorare vicino a casa e a coltivare la propria Valle o costruirsi la casa. Lo dico anche per le popolazioni della Valle del Riso, che più intelligentemente e apertamente tifano per l’estero. Bisognerebbe anche ricordare la nostra storia: tutte le montagne che chiudono la valle Seriana sono state svuotate. Certo allora eravamo in tempi diversi, la silicosi decimò interi paesi, ma proprio in ragione dei sistemi di estrazione rivoluzionati dalle tecnologie moderne si deve vedere lo sfruttamento molto meno dannoso per i minatori, per gli abitanti e per il territorio. D’altronde le nostre Valli possono sfruttare solo sassi e acqua!! E infatti la maggior parte dei paesi della bergamasca nati secoli fa sono cresciuti e prosperati solo in ragione delle estrazioni. E visto che si parla tanto di spopolamento delle Valli, questo è il momento del ritorno per creare sull’esperienza precedente un oggi e un domani, un dopo estrazione che poi permetta di restare in montagna”. Ma con queste società che vengono da fuori non c’è il rischio di vendere i nostri territori agli stranieri? “No perché esiste una bella differenza tra vendita e concessione. La concessione prevede lo sfruttamento previa l’accettazione in toto, con tanto di garanzia e con un fondo bloccato, di tutte le clausole dettate dalla proprietà. E ancora: se si riapre l’estrazione da qualche parte si dovrà ben portare il materiale, no? Non sarebbe una buona occasione per rivedere la viabilità della Valle a carico dell’ente che estrae? O per ripensare ad una ferrovia che arrivi fino a Gromo? Non è fantascienza, è una grande opportunità per noi e per i turisti, anche i Verdi non si lamenterebbero più delle code chilometriche e inquinanti. … Infine, ricorda il progetto VALVENOVA? Un disegno di molti anni fa che apparve futuristico mentre oggi appare per nulla impossibile: il collegamento stradale tra le province di Bergamo e Sondrio. Se si aprisse lo sfruttamento di Novazza tornerebbe in auge anche la miniera della Val Vedello (SO) e pertanto potremmo pretendere questo collegamento che unirebbe con pochi chilometri l’Italia alla Svizzera, oltre che alla Valtellina. Aprire una direttrice internazionale forse per chi ci comanda non è importante, ma per chi è figlio di un emigrante è una grande possibilità da non trascurare in questi momenti di magra. Insomma, sono convinto che non dobbiamo perdere il treno come abbiamo fatto 30 anni fa”. La questione uranio tiene banco più in Regione che a Valgoglio, perché una società Australiana, l’Energia Minerals Ltd, che già in passato aveva già provato a riaprire le miniere di uranio a Novazza adesso avrebbe depositato alla Regione Lombardia la richiesta di varie licenze di ricerca sul territorio lombardo e una di queste riguarda proprio Novazza. Gabriele Sola Così mentre in Regione ufficialmente non si sbottonano, l’Italia dei Valori parte all’attacco e nei giorni scorsi ha presentato un’interrogazione al consiglio regionale: “Perché lo abbiamo fatto? – spiega il consigliere regionale Gabriele Sola – beh, avete presente la Valle Seriana, quell’incantevole porzione di territorio bergamasco in cui ti sorridono i monti? Quel luogo, denso di eccellenze ambientali, culturali, turistiche enogastronomiche, che ti conquista non appena ci metti piede? Ecco. Proprio • SCHEDA lì, a Novazza, nell’alta valle, qualche cervellone che meriterebbe perlomeno un sottosegretariato nel governo dei professorigrandottori, sta pensando di ripescare un vecchio proget- L’uranio trova to mai decollato: scavare applicazione in due la montagna per estrarne sue possibili forme: l’uranio”. Sola non ci sta: uranio arricchito ed “A riportare d’attualità la uranio impoverito. E’ il folle idea è l’interessamen- materiale per eccellenza to degli australiani. Che a per l’energia nucleare quanto pare, non contenti (ma in Italia non ci di essersi presi Del Piero, sono centrali nucleari, ora si piglierebbero vo- quindi verrebbe portato lentieri pure un pezzo di all’estero). Nonostante Orobie. Il gruppo Energia la sua radioattività, Minerals (mica ciccioric- l’uranio naturale e cio!) ha già richiesto le impoverito troverebbe licenze di ricerca e c’è chi, impiego come materiale sul territorio, si butta sen- di zavorra e contrappesi za esitazioni sul carro da di equilibratura in miniera: ‘Basta che si crei- aerei, elicotteri, ed in no nuovi posti di lavoro e alcune barche a vela da siamo contenti’. Evviva. regata. Talora sarebbe impiegato anche per Dovremmo stupircene? Qui da noi, nel ‘Belpa- costruire schermature ese’, si vogliono trivellare di sorgenti altamente le Isole Tremiti in cerca di radioattive (soprattutto petrolio, figurarsi se può nel campo della essere un problema buche- radiografia industriale rellare la Valseriana! Gli per la schermatura italiani, attraverso il refe- dei raggi gamma); rendum, hanno chiuso al l’uranio è presente in nucleare? E noi apriamo grandi quantità nella all’uranio. Tanto ci pen- crosta terrestre, però in serà qualche superesper- concentrazioni molto basse to superpagato (magari data la vasta distribuzione anche in superdollari au- di questa risorsa; perciò straliani) a rassicurarci tale tipo di estrazione sulle ‘tecniche innovative mineraria è caratterizzato che limitano al massimo da un elevato volume i rischi per i lavoratori e di materiale roccioso la popolazione’. E se, come estratto. Gran parte della per l’Ilva di Taranto, dopo produzione mondiale di (dopo!) dovessimo scoprire uranio viene soddisfatta che qualcuno ci ha rimes- dai seguenti Paesi: so le penne… Amen: servi- Kazakistan, Canada, Australia, Namibia, va lavoro”. Che in effetti serve: “Il Russia, Niger, Uzbekistan e USA (fonte: http://www. lavoro? Ahbbè, molto più como- world-nuclear.org/info/ do appendersi al marsupio inf23.html); australiano che mettersi L’uranio emetterebbe di buzzo buono ad ipotiz- il radon, un gas zare innovazione, a ragio- radioattivo, nonché altre nare in ottica di sistema sostanze di decadimento e di sinergie, a pensare il altrettanto radioattive. rilancio puntando sulle Pertanto l’estrazione eccellenze che già ci sono. mineraria di tale E pazienza se il traffico materiale presenterebbe di mezzi pesanti (ché si pericoli per la salute parla mica solo di minie- degli operai e della re di uranio, ma pure di popolazione circostante. zinco e ferro) intossicherà L’Organizzazione ed intaserà la valle, mas- Mondiale della Sanità sacrandone la vocazione ha collegato all’elevata turistica. ‘Serve lavoro’, ci esposizione al radon dei dicono con slang aussie. minatori, negli anni ’50A costo di perderne molto ’60, molte forme di cancro altro, e di rimetterci un po’ al polmone. di salute”. Chi è arricchito e chi impoverito AltaValle Seriana Uranio a Novazza? Di nuovo No grazie Araberara - 14 Settembre 2012 10 Araberara - 14 Settembre 2012 Castione: vendite, sperperi e sfregi Il terreno comunale di via Costa Salaer a Dorga sarà sacrificato. Così hanno deciso i 7 voti di Vivi Presolana nel consiglio comunale riunitosi il 6 settembre. Ben presto si passerà alla vendita dell’area edificabile, che misura circa 800 mq, per un valore stimato di 250.000 Euro. Con questa cifra la maggioranza intende sostenere il progetto della realizzazione della piazzola ecologica, prevista all’ingresso di Castione e per la quale sono stati già impiegati 300.000 euro. Patrimonio pubblico dissipato Il ricorso alla vendita del terreno comunale segue all’inserimento nel piano delle alienazioni dell’edificio della scuola elementare di Bratto e costituisce una volontà molto preoccupante di questa amministrazione, che fa man bassa del patrimonio pubblico, pur disponendo di risorse per investimenti come mai era avvenuto in passato. Negli anni scorsi non era mai successo che una amministrazione disponesse di un avanzo di amministrazione di un milione e 250.000 euro, oltre ad altrettanti soldi che stanno per entrare nei prossimi mesi nelle casse comunali. Senza contare altri fondi già disponibili, come appunto i 300.000 euro destinati alla piazzola ecologica. Tutte risorse queste ereditate alla amministrazione passata e che si sono ritrovati per le mani. Ma questa Amministrazione abbisogna di altre risorse e allora si passa alla vendita del patrimonio. L’appezzamento di terreno a Dorga che il Comune metterà in vendita. Il prato sulla destra della provinciale, dove l’Amministrazione intende realizzare la piazzola ecologica Un’opera dannosa, inutile e costosa I 250.000 euro che l’amministrazione comunale pensa di incassare si aggiungeranno quindi ai 300.000 già pronti per realizzare la piazzola ecologica dell’Agro, per la quale occorre anche acquistare il terreno. Nel Consiglio comunale il sindaco ha affermato che è un bene che la piazzola ecologica sorga sulla strada provinciale all’ingresso del paese in quanto avrà un bell’aspetto e i turisti potranno ammirare la civiltà ambientale dei castionesi. In realtà questa piazzola, come è chiaro a tutti, danneggerà l’immagine turistica di Castione dal momento che un impianto di raccolta e riciclo di rifiuti, per quanto aggiornato, è proprio il contrario di un augurio di benvenuto. Questa scelta amministrativa è tanto più grave in quanto era a portata di mano la soluzione pronta: la SETCO gestisce una propria piazzola a Rovetta. Il comune di Castione, che possiede una buona fetta delle azioni della SETCO, può senza nessuna difficoltà avere accesso anche subito a questa piazzola ecologica. Del resto già da tempo si va a Onore per conferire gli elettrodomestici da rottamare. Se quindi si aveva intenzione di chiudere quella di Predusolo, la soluzione è già disponibile, senza bisogno di comprare circa 7000 mq sulla provinciale, per realizzare un impianto dai costi esorbitanti di costruzione e di successiva gestione. La chiusura mentale di Vivi Presolana anche questo caso si ripercuoterà pesantemente sull’immagine, sul patrimonio e sul bilancio del comune. Sergio Rossi Consigliere comunale ERANO DI GIULIANO FRONZI Le foto di Teodolinda La documentazione fotografica della lunga intervista dedicata ai 100 anni di Teodolinda Oprandi pubblicata sull’ultimo numero di Araberara era di Giuliano Fronzi. Ci scusiamo per l’omissione. VAL DEL RISO FABIO FERRARI L’EX CAPOGRUPPO DI MAGGIORANZA UNA VOCE FUORI DAL CORO “E dopo 9 mesi i ‘Commissari’ del Sindaco hanno partorito due proposte ridicole… Giunta blindata, Mattia come Ulisse” Il “Fafo” ha un residuo di delusione, mista al non programmato ruolo di oppositore del gruppo con cui era stato eletto e che addirittura coordinava in Consiglio comunale. Fabio Ferrari è una delle tre minoranze, “indipendente” da tutti ma non da tutto. E da osservatore privilegiato dell’attuazione di un programma di maggioranza che a suo dire è stato stravolto, affidando in pratica tutto a dei “forestieri”. Cominciamo da qui. “E’ stato un anno fallimentare per i… Commissari”. Vale a dire i “tecnici” chiamati dal Comune per programmare il comparto sciistico. “Non solo quello. Dopo 9 mesi di ‘lavoro’ hanno prodotto due raccomandazioni generiche e ridicole (fare un Palazzetto del ghiaccio e una pista di fondo). Troppo poco per giustificare l’espulsione di uno come me che chiedeva chiarezza in virtù del programma con cui ci siamo presentati alle elezioni come ViviPresolana. La nomina di questi ‘commissari’ era stata imposta, addirittura il Sindaco minacciava di dimettersi se non fosse stata approvata. La Monti del Sole che fine ha fatto o sta per fare? Si parla di una ricapitalizzazione fatta dai Pasinetti. Ma per fare cosa? In realtà ormai c’è una direzione piramidale nella gestione del Comune. Mauro (il sindaco) è isolato dalle persone che l’hanno sostenuto e si è aggregato a un gruppo di altre persone, che sono quelle che prendono le decisioni”. Aspettando il PGT, perché stai dicendo che decisioni non ne sono state prese. Ma c’è il tuo amico Mattia Ferrari che era stato indicato come lo spartiacque tra il proseguimento di questa maggioranza o addirittura la fragorosa caduta e nuove elezioni. “Mattia era assente all’ultimo consiglio e nel penultimo sulla proposta di cambiare lo Statuto si era astenuto. Vive a Dublino, fa… l’Ulisse della situazione. Cosa faccia in futuro non posso dirlo”. Attualmente il rapporto tra maggioranza e minoranza è di 8 a 5. Se Mattia uscisse il rapporto sarebbe di 7 a 6. “Ma a quel che so c’è malumore anche tra i consiglieri privi di incarico”. Oltre a Mattia ci sono Giordano Tomasoni e Aronne Masseroli. Torniamo al giudizio sull’amministrazione: “E’ una Giunta blindata. Il sindaco Mauro Pezzoli è una brava persona, gli manca la dimensione politica. Si stupisce che le minoranze facciano le minoranze. Si crogiola con il successo delle manifestazioni estive che non bastano certo per dare sostanza a un’azione amministrativa concreta. PARROCCHIE – DON ALESSANDRO A FINE SETTEMBRE IN VAL DI SCALVE A Castione arriva un “amministratore” In un anno e mezzo si decide l’Unità “anche consultando i parrocchiani” E’ ancora tutto per aria. La settimana scorsa il parroco di Castione Don Alessandro Baronchelli era in attesa di sapere quando poteva trasferirsi in Val di Scalve. Ci sono in proposito anche problemi logistici, aspettando che Don Sergio Alcaini faccia il suo ingresso a Cerete (il 23 settembre) e liberi l’appartamento di Vilminore che sarà occupato da Don Alessandro. Ma a Castione, alla festa patronale, l’annuncio del Vicario Generale ha finalmente ufficializzato quello che ormai tutti sapevano: a guidare la parrocchia di Castione non sarà un “parroco” ma un “amministratore”. Che differenza c’è? “Che un amministratore è a tempo”. La risposta per i non addetti è ambigua, anche un parroco è a tempo determinato (corre voce che al momento della nomina si debba firmare un impegno ad abbandonare la parrocchia quando il Vescovo lo chieda). Ma in amministratore di una parrocchia è a “tempo” molto limitato, nel caso di Castione si parla di un anno e mezzo, in attesa che Don Giulio Manenti lasci per limiti d’età la parrocchia di Dorga. A quel punto si dovrebbe istituire l’Unità pastorale. In che cosa consiste? “Il Vicario è stato chiaro, non c’è nulla di stabilito, ci potrebbe essere la nomina di tre parroci come adesso, con un impegno comunitario più accentuato, oppure un parroco con due sacerdoti che lo assistono”. Più probabile che ci sia un “parroco” e un coadiutore, nella logica del “risparmio” di personale, nel senso che i sacerdoti scarseggiano e le Unità pastorali vengono studiare (da apposita Commissione che non ha ancora stabilito nulla) proprio per ovviare alla scarsità di sacerdoti. E qui il discorso si allargherebbe all’utilizzo dei sacerdoti che vanno in pensione, molti dei quali sarebbero ben felici di continuare il ministero anche con meno responsabilità istituzionali. Ma la novità è quella accennata dal Vicario Generale proprio alla festa patronale di Castione: e cioè che in questo anno e mezzo i responsabili della Diocesi intendono “sentire”, se non proprio consultare, la popolazione, riservandosi anche di cambiare idea. Quindi è in questo senso che “è ancora tutto per aria”. MARIO FURIA: “Riaprire le miniere? Non diciamo no subito per… poltroneria” Non affronta gli argomenti più seri, come la questione finanziaria. L’Imu dice che è stata decisa dall’Unione dei Comuni ma non dice per che cosa incassa i soldi. Insomma sta chiedendo soldi senza dire cosa ne fa. Capisco che è stressato, è sempre più teso anche nei rapporti personali, gestisce il Consiglio comunale tra i ‘suoi’ e il resto sono tutti avversari. Dal programma spariscono le opere, per esempio la puntesela tra il parcheggio del Castello e gli ascensori della Biblioteca. Ne compaiono altre, come la piazzola ecologica. Predusolo andava riqualificato, ma la piazzola non va fatta all’Agro, all’ingresso del paese. L’unione dei Comuni piuttosto si faccia carico della gestione dei rifiuti. Un errore il taglio alberi al Parco degli Alpini, bastava sentire le lamentele dei turisti quest’estate per la mancanza di ombra. C’è un progetto? Va bene, l’operazione taglio andava fatta magari in autunno”. E gli assessori? “Sono sovraccaricati di lavoro. Prima di tutto complimenti all’assessore Eleonora Ferrari per le manifestazioni estive”. Ma non è la stessa che viene accusata di essere dipendente dell’Hotel Milano, quindi praticamente del vicesindaco Fabio Iannotta, quindi una sua creatura? “Ognuno ha una sua personalità, indipendentemente dai rapporti di lavoro. Ma voglio fare i complimenti anche all’assessore Graziella Messa per il Piano di Diritto allo Studio. Davvero brava”. E due assessori sono promossi. Il vicesindaco? “Gestione superficiale, per non dire altro. Lavori pubblici? E’ il responsabile dell’operazione ‘Parco Alpini’. Poi non gli si può dire niente perché non c’è niente”. Passiamo ad Aquilino Laini: “Svolge un ottimo ruolo di congiunzione tra la Giunta e la gente. Ha un compito pesante per la sua età, quello dello sport, quindi un encomio”. Tre assessori salvati, praticamente bocci sindaco e vicesindaco. “E’ il Sindaco il garante del… non funzionamento di ViviPresolana”. Si parla di tracollo al momento dell’approvazione del PGT. “Non credo, Mauro non farà edificabile un metro cubo più di quanto era previsto nel precedente Pgt di chi lo ha preceduto. Si agirà sulle zone di completamento, eliminando le scandalose scelte della Giunta uscente”. E allora? “Possono cadere come possono durare. Se si arroccano con i loro ‘commissari’ lo scontento potrebbe produrre il tracollo. Ricordiamoci che la vera questione non sarà quella del PGT in generale, ma le scelte che saranno fatte sulla ex Dalmine”. (AN. CA.) “Certo che qui ce n’è ancora un bel po’ di materiale da estrarre, blenda e calamina da cui ricavare zinco, una quantità sufficiente per un quarto di secolo, concentrata nel basso Riso, sotto il letto del torrente, verso la Val Vedra e sotto l’Arera: non lo dico io, ci sono fior di studi e di sondaggi che lo confermano, e ci sono fin da quando le miniere vennero chiuse; ma l’EGAM non aveva soldi né tecnologie nuove e si affidò all’ENI, il quale però, poiché gli interessavano di più il petrolio e il metano, si limitò alle ricerche e ai carotaggi”. Mario Furia, che iniziò il suo lavoro in miniera nel 1952, con circa 800 colleghi, sostiene anche che oggi i sistemi per trattare i minerali, diversi tra loro (la calamina è un carbonato che contiene meno piombo e zinco rispetto alla blenda, che è un solfuro) sono molto più avanzati, così come tutte le tecnologie: “Oggi in miniera non si andrebbe più con pik e pala e col ‘massa cópia’ (una specie di scalpello che veniva utilizzato in coppia, un minatore lo girava nella roccia e l’altro ci picchiava sopra, n.d.r.), secondo l’immagine romantica ma superata che tutti conservano dei minatori di 40 anni fa… Le tecniche e le tecnologie sarebbero ben diverse, un po’ come quelle utilizzate per realizzare le metropolitane delle città, e per di più con meno problemi perché quando scavi in zone antropizzate non sai mai cosa trovi…”. Furia vedrebbe volentieri il ritorno dell’attività estrattiva in Val del Riso: “Tornerebbero a questo lavoro anche i giovani, creda a me, anche solo per il fatto che questo lavoro sarebbe molto più redditizio di quello di un operaio o di un impiegato… Pensi che con i nostri stipendi da minatori, all’epoca, riuscivamo a pagarci e ad organizzarci da soli un’ambulanza sempre pronta con tanto di autista, la mensa, la cooperativa di consumo per le nostre famiglie, le colonie marine per i nostri figli, la distribuzione di giocattoli in occasione della Befana… E riuscimmo anche – io allora ero segretario provinciale – ad ottenere la legge che consentiva la reversibilità per i superstiti qualora un lavoratore fosse mancato a causa della silicosi: lo ricordo bene, firmammo l’accordo con i politici Colleoni, Galli e Rampa e il sindaco Rodigari a Valbondione, dove c’erano le miniere di siderite”. E che cosa pensa dell’eventuale riapertura della miniera di Novazza? “Penso che la contrarietà dimostrata da molti si regge solo sull’ignoranza: la pekblenda, cioè il materiale uranifero di cui a Novazza c‘è il maggior giacimento europeo, non è certo la bomba atomica come tanti vanno raccontando: per ricavarne uranio bisogna arricchirlo, e questo comporta tutta una serie di ulteriori lavorazioni che oltretutto, probabilmente, verrebbero fatte altrove… Dire di no a priori è sbagliato, bisogna invece non lasciarsi scappare l’occasione, naturalmente pensandoci su bene, rilasciando le concessioni solo dietro congrui benefici ecc… Insomma una cosa da studiare in modo approfondito, ma non da liquidare per pura incompetenza e, me lo lasci dire, per…. poltroneria!”. GORNO - SERATA DI PREMIAZIONI AI MERITEVOLI LUIGI SANTUS FAVOREVOLE AL DECRETO CONTRO LE MACCHINETTE CASTIONE – IL SINDACO Premiati gli studenti vincitori del concorso nazionale sull’Unità d’Italia Gromo-L’ex Sindaco: “Vanno bene i fondi pro terremotati ma noi siamo al sicuro?” Furti, telecamere, trasporti CINZIA BARONCHELLI Serata di premiazioni la scorsa settimana a Gorno dedicata agli studenti meritevoli. Durante la manifestazione svoltasi nel teatro parrocchiale sono stati premiati anche gli alunni della quinta elementare dell’anno scolastico 2010/11. Come mai così tardi direte e perché? Semplice i ragazzi che quest’anno frequenteranno la seconda media (chiamiamola ancora così che capiamo tutti) in quell’anno parteciparono ad un concorso, internazionale nientemeno, che li vide vincitori su migliaia di giovani concorrenti provenienti dall’Italia e dall’estero. Così ci spiega la maestra Marta Benini che insieme alle colleghe del plesso di Gorno hanno coordinato l’iniziativa: “è stata un’esperienza bellissima e con risultati davvero impensabili. Abbiamo partecipato al concorso indetto dal ministero dell’Istruzione sull’italianità nel mondo, in particolare dedicato al fenomeno dell’emigrazione”. Continua“Quale storia migliore di quella del nostro concittadino Charlie emigrato in Australia per lavorare nelle miniere e che ora è considerato un eroe nazionale nella cittadina con la quale siamo gemellati? Quindi dopo la lettura del libro di Luigi Furia ‘Un bergamasco chiamato Charlie’ abbiamo dato il via a un lavoro complesso che è durato parecchi mesi e che ha coinvolto tutte le discipline. Lavoro che ha prodotto un CD e un libretto entrambi bilingue (italiano e inglese) che oggi sono a disposizione di chi volesse consultarli nella biblioteca di Gorno”. Un lavoro che il Ministero ha premiato con uno scaffale di libri, pubblicazioni, materiale scolastico ma soprattutto che ha visto il riconoscimento di tutta la popolazione del paese che ha gremito il teatro. Presente anche il sindaco Valter Quistini e l’assessore Alex Borlini che hanno consegnato ad ognuno degli studenti dell’ex quinta una pergamena “al valore scolastico”. Questi i nomi dei vincitori: Jessica Abbadini , Michela Bosio, Luca Bottani, Sabrina Cabrini, Arianna Gibellini,Sara Pibini,Manuel Telini, Mirco Zanni, Davide Zanotti,Luca Zanotti. La dirigente dell’Istituto di Ponte Nossa Vanda Gibellini ha così commentato: “Un grazie particolare all’impegno delle insegnanti che hanno saputo stimolare gli studenti producendo un lavoro di ottimo livello che testimonia soprattutto l’impegno costante della nostra scuola nell’integrazione con tutto il territorio: le associazioni, l’Ecomuseo, l’amministrazione e la comunità. Un valore che contraddistingue il nostro lavoro e che si rinnova ogni anno con entusiasmo nonostante le difficoltà che la scuola sta vivendo”. Difficoltà dovute ai tagli economici e di personale. A farne le spese la stessa Dirigente che quest’anno avrà anche la reggenza dell’Istituto di Vertova: “Un impegno gravoso perché oltre ai 600 studenti dell’Istituto di Nossa andranno ad aggiungersi i 700 del territorio di Vertova dopo il pensionamento della Prof.ssa Regina Guerini. Questo dovuto anche al caos creatosi dopo l’annullamento del concorso dei nuovi Dirigenti”. Sono infatti venuti a mancare in Provincia 68 figure apicali nel mondo della scuola. La prova che doveva selezionare 355 nuovi presidi in Lombardia non è stata ritenuta valida perché le buste usate durante le prove scritte e contenenti i dati anagrafici dei candidati sono state giudicate non idonee a tutelare la privacy. Così si è ricorso al TAR e nell’attesa…“Nell’attesa i Dirigenti rimasti devono obbligatoriamente prendersi carico degli istituti eccedenti, quasi tutti i miei colleghi sono nella mia stessa situazione”. Quando l’ha saputo: “Pochi giorni fa e qualcuno solo dai giornali!”. Com’è la situazione a Vertova?: “Ogni giorno faccio la spola da Ponte Nossa e sto conoscendo tutte le figure che ci operano Sicuramente il lavoro è ben avviato ma le difficoltà non mancano: alto numero di disabili, orario continuato, mensa… confido nella collaborazione di tutti, sarà un anno impegnativo”. Un anno scolastico che prenderà il via il 12 settembre. Buona avventura a tutti gi studenti, gli insegnanti e … i Presidi! 13 indifferenti..sai le cose ci pare capitino solo agli altri, ma (CI-BA) Nell’ultimo numero abbiamo parlato dell’ adeIl Sindaco Mauro Pezzoli rinon è così”. sione di Gromo all’iniziativa dell’ANCI (associazione nasponde alla raffica di furti sul suo Una iniziativa interna che ora propongono anche ai zionale comuni italiani) per sostenere il comune mantoterritorio con la ricetta ormai concolleghi non associati nella rete del CEB :“Siamo imvano S.Benedetto Po colpito dal sisma. Ne approfittiamo solidata, quella delle telecamere. prenditori edili della nostra Provincia che hanno fatto per ricordare che sabato 15 ci sarà una cena benefica al “Ci è dispiaciuto solo che alcuni la scelta di lavorare in sinergia per ottimizzare Castello di Gromo. organi di stampa abbiamo fatto colcosti, professionalità e combattere la crisi uniti. Un comune lombardo che si è trovato ad aflegamenti tra i derubati e i rapporti Insieme vogliamo anche lavorare per la nostra frontare un’emergenza che non avrebbe mai politici. Che non c’entrano nulla. sicurezza offrendo anche agli altri la nostra pensato potesse coinvolgere il proprio territorio. Comunque sia, il procedimento per esperienza. Chi volesse saperne di più o avere Un territorio non classificato appunto a rischio l’installazione delle prime sei teleMauro Pezzoli una consulenza per il proprio capannone saremo sismico. camere è a buon punto, procedereben lieti di aiutarlo: [email protected]”. Allora noi siamo al sicuro? Probabilmente non mo all’appalto e in autunno contiaParlando di prevenzione non posso domanmeno di San Benedetto Po. mo di averle installate”. darti cosa ne pensi del nuovo decreto ministeUna domanda che l’ex sindaco di Gromo Luigi Per quanto riguarda le indagini sugli autori dei furti riale che impone la distanza delle macchinette Santus si è posto. si affida naturalmente alle Forze dell’Ordine. Luigi Santus mangiasoldi dalle scuole…una battaglia che tu Come ex amministratore, come RappresenIl Sindaco ha partecipato al primo giorno di scuola. hai combattuto strenuamente: “…se fossi ancotante in Promoserio dei cinque paesi “altamente Senza grembiulino ma ha salutato gli alunni con le para sindaco avrei già adottato il decreto, sono certo che turistici” e personalmente come imprenditore: “I capanrole e il fatto di aver “Ottimizzato il trasporto scolastil’attuale sindaco per i bene della comunità farà la stessa noni distrutti in pochi attimi dal terremoto sono stati co soprattutto nella zona di Lantana”. cosa!”. uno choc per tutti. Potrebbe succedere ai nostri, al mio? Se davvero bisogna prevenire piuttosto che curare è un quesito che dobbiamo porci. Io almeno l’ho fatto con un LETTERA – CASTIONE DELLA PRESOLANA gruppo di imprenditori artigiani con i quali mi sono consorziato ovvero il CEB consorzio edile bergamasco “. Siamo nella sede dell’Idro Santus, una sede storica accanto ad un capannone di recente costruzione: “Si chiedono regole di sicurezza sempre quando usciamo per lo. Ricordiamo che il compositore Albinoni, il cui padre è Gentile Direttore Piero Bonicelli andare sui cantieri ma nessuno si preoccupa quando i nato e cresciuto a Castione, è conosciuto il tutto il mondo Come l’estate scorsa, nemmeno questa estate si è tenostri operai ci lavorano all’interno. per la sua attività di compositore nuta la rassegna concertistica dedicata alla riscoperta Eppure il terremoto del maggio scorso ci ha fatto pianDa due estati purtroppo la rassegna concertistica è di Tomaso Albinoni e delle sue origini castionesi. gere persone rimaste colpite sotto il tetto dell’azienda in stata cancellata. Si tratta di una scandalosa e incomprensibile scelta, cui lavoravano” Cosa ne concludi: “ è certamente il caso Fortunatamente a fine agosto organizzata dalla parche rivela il basso, per non dire infimo, livello di prepadi garantire l’incolumità dei nostri operai all’interno del rocchia di Dorga ci è stata data la possibilità di assistere razione e di consapevolezza culturale della amministraluogo di lavoro ( non bastano i caschetti e le scarpe ana un concerto- conferenza tenuto dal maestro Pelucchi, zione comunale, che ha cancellato come se nulla fosse tinfortunistica se ti cade addosso una trave di 100 quincon la competenza e la passione che gli sono propri, una iniziativa già ideata e iniziata negli anni precedenti tali ) magari sarebbe il caso di far verificare, intervenire in occasione della presentazione dell’organo storico delle con grande successo, come ha dimostrato a suo tempo la e certificare che i nostri capannoni non sono a rischio vecchia parrocchiale. In quella occasione il maestro ha folta partecipazione del pubblico. sismico. eseguito anche il celeberrimo Adagio in Sol minore. Grazie al maestro PierAngelo Pelucchi, che è una auCosì affiancati da un ingegnere strutturista abbiamo Tuttavia rimane l’amara constatazione che a Castione torità riconosciuta a livello internazionale, il comune pensato di verificare l’antisismicità dei nostri capannoni la cultura non è di casa, nemmeno quando si tratta di di Castione della Presolana ha potuto legare il proprio che in alcuni casi si sono risolte con iniziative di minimo Tomaso Albinoni e nemmeno quando si può contare sulla nome una iniziativa concertistica di altissimo livello intervento strutturale per mettere in maggior sicurezza piena disponibilità di maestri insuperabili nel settore. nome a quello sommo del compositore Tomaso Albinoni gli edifici, i posti di lavoro. Vedere andare in fumo anni Un gruppo di villeggianti indignati attraverso una iniziativa concertistica di altissimo liveldi lavoro ma soprattutto vite umane non può lasciarci ABOLITA LA RASSEGNA ALBINONI AltaValle Seriana AltaValle Seriana INTERVENTO Araberara - 14 Settembre 2012 12 AltaValle Seriana Rovetta Era del ‘900 Sono passati 10 anni. Che sembrano ieri, che sembrano un soffio ma che sono serviti per far arrivare dappertutto una rievocazione storica davvero particolare e portare in giro per l’Italia il nome particolare e davvero ‘saporito’ della ‘Patata di Rovetta’. E così ritorna puntuale anche quest’anno la decima rievocazione storica della sagra della patata e del mais. Dal 14 al 16 settembre una serie di appuntamenti storici e culinari allieteranno davvero tutti. Un’organizzazione in grande stile che comprende tutte le associazioni del paese: gli Agricoltori di Rovetta, tutti i Gruppi e le Associazioni presenti, L’Amministrazione Comunale di Rovetta, La Parrocchia e l’Oratorio di Rovetta, La Fondazione Fantoni di Rovetta, La Casa Magri e L’Associazione Anziani di Rovetta, La Scuola Materna Gallicciolli di Rovetta, La Regione Lombardia e la Araberara - 14 Settembre 2012 Il decennale della Festa della patata PROGRAMMA Venerdì 14 settembre: Ore 19,00 Piazza Ferrari APERTURA UFFICIALE DELLA 10^ EDIZIONE DELL’ERA DEL 900. Presentazione di Piatti Tipici a cura dei Gruppi I Costum de Par e Le Taissine di Gorno Area dedicata nell’Osteria. Ore 21,00 Piazza Ferrari Rappresentazione: “La Devozione Popolare” A cura dei Gruppi Le Donne dell’ Era e Musici di Rovetta e La Compagnia del Fil de Fer di Piario. Presenzierà una rappresentanza della Confraternita del Santissimo Sacramento di Rovetta Sabato 15 settembre Ore 16,00 Piazza Castello San Lorenzo - Piazza Ferrari Rovetta sfilata dei Gruppi Folcloristici. Ore 17,00 Piazza Ferrari Presentazione dei Gruppi Presenti La tradizione degli Scutom delle famiglie Rovettesi a cura del Presidente dell’Era Dott. Pezzoli Camillo Presentazione delle Aziende Agricole. La coltivazione della patata e del mais rosso di Giovanni Marinoni Canti e balli La pigiatura dell’Uva presso La Cantina di Bacco. Ore 18,00 Apertura cucine. Cena presso centro mescita Asilo di Rovetta A cura del Gruppo Alpini e dell’Associazione Compagni di Merende di Rovetta Cena presso L’Osteria in Piazza Ferrari a cura dell’ Associazione Era del 900 Ore 21,00 Piazza Provincia di Bergamo, Promoserio e IAT Valleseriana, L’Unione Comuni della Presolana, La Comunità Montana Valle Seriana, Il Parco delle Orobie Bergamasche, Il Comune di Clusone e Lo Sci Club 13 di Clusone. “Sono trascorsi dieci anni dalla prima sagra di Ferrari Saluto del Sindaco di Rovetta e premiazioni Rappresentazione Teatrale - L’EMIGRANTE - a cura di Renata Nonis e del Gruppo I Fo’ de Pais traduzione testo Sig. Germano Meloncelli. Presenza straordinaria: in concerto BEPI, Canti e balli dei Gruppi Presenti Domenica 16 settembre Ore 09,00 Piazza Ferrari La Colazione di Nonna Gheta Piazza Ferrari Osteria Ore 10,00 Via Talenti Gara Tiro alla fune Ore 11,00 Piazza Ferrari Giochi antichi per bimbi. Cantina di Bacco la pigiatura del vino Ore 12,00 Pranzo presso centro mescita Asilo Rovetta A cura del Gruppo Alpini e dell’Associazione Compagni di Merende di Rovetta Pranzo presso L’Osteria in Piazza Ferrari. A cura dell’ Associazione Era del 900 Ore 15,00 Parco Vilafant Rovetta - Piazza Ferrari Rovetta Sfilata dei Gruppi Folcloristici Ore 16,00 Piazza Ferrari Presentazione dei Gruppi Presenti, La tradizione degli Scutom delle famiglie Rovettesi a cura del Presidente dell’Era Dott. Pezzoli Camillo, Presentazione delle Aziende Agricole. La coltivazione della patata e del mais rosso di Giovanni Marinoni, Rappresentazione Teatrale - L’EMIGRANTE - a cura di Renata Nonis e del Gruppo I Fo’ de Pais, Canti e balli dei Gruppi Presenti Ore 18,00 Piazza Ferrari SS. Messa in Latino - Celebra Don Severo Fornoni Parroco di Rovetta Rovetta – spiega Camillo Pezzoli - partita come rievocazione storica della coltura della patata che dalla Prima Guerra mondiale all’inizio degli anni ’60 è andata progressivamente aumentando in quantità ed in qualità, ricercata nei mercati ortofrutticoli lombardi come la ‘Patata di Rovetta’. A gestire e organizzare le varie manifestazioni, in collaborazione fattiva con l’Amministrazione Comunale, è sempre stata l’associazione Era del ‘900, ma da quest’anno ha passato la gestione logistica e finanziaria alla locale Pro Loco, tenendo per sé la parte culturale degli eventi; seguendo inoltre durante l’anno alcuni progetti rievocativi della tradizione locale, collaborando con le scuole e con le aziende agricole locali”. Grazie all’interessamento dell’Era del ‘900, la patata ed il mais Rostrato Rosso di Rovetta hanno ottenuto la denominazione D.O.C. (Denominazione Origine Comunale), mentre la semente del Mais selezionato per più di sessanta anni da un contadino locale è finita in Norvegia alla Banca del Seme. ROVETTA L’amministrazione finanzia i libri del Fantoni. Cresce la rivalità con la piscina di Parre anche al restauro dei numerosi Cultura e sport. Rovetta cala il quadri del lascito Eredi Fantoni. duo di ferro, che per cultura si inE per ‘sport’ invece si intende la tende L’Era del 900 con la rievogrande scommessa della piscina cazione storica della patata che di Rovetta. In questi giorni il Costa prendendo ormai piede anche mune di Parre ha definitivamenfuori provincia ma anche il libro te acquistato la piscina di Parre ‘La Quadreria dei Fantoni’, opeche adesso è comunale e che è ra presentata nel corso dell’estaappena stata riaperta a giorni te e stampata grazie anche al con progetti ambiziosi, nessuno contributo economico comunale di 3000 euro. L’amministrazione Stefano Savoldelli lo ammetterà mai ma l’antagonismo tra le due strutture è forte comunale come ha comunicato il sindaco nel corso dell’ultimo consiglio ed è già cominciato. E quando si è quasi comunale ha inoltre partecipato econo- vicini di casa o meglio di…piscina la rivamicamente per un importo di 10.000 euro lità è sempre presente. OLTRESSENDA - “CATTURATA” IL 17 AGOSTO SCORSO Una libellula chiamata “Hesna” a Valzurio (An. Ca.) Nell’ambito di un progetto di rilevamento ambientale a cura delle Guardie Ecologiche Volontarie del Parco Adda Sud di Lodi, una prima forma di collaborazione col Parco delle Orobie Bergamasche ha avuto luogo il 17 agosto scorso, quando una GEV della Comunità Montana Alta Valle Seriana, Roberta Cucchi, incaricata dal presidente Yvan Caccia, ha accompagnato alcuni esperti nella zona della Valzurio, presso le pozze di Colle Palazzo, di Grumèl, di Campèl e di Cassina Piana, alla ricerca di alcune specie di odonati, il nome scientifico con cui vengono definite le libellule, che abitano, notoriamente, le zone umide, i corsi d’acqua e le pozze. “E’ stata un’uscita molto interessante e fruttuosa – commenta Giancarlo Viotta, appassionato specialista di odonati – dei 14 esemplari di 5 specie diverse che abbiamo raccolto (raccolto significa presi con una retina, fotografati e poi rilasciati, n.d.r.), soprattutto uno, la Hesna juncea, ha catturato la nostra attenzione, in quanto specie rarissima che ha di solito il suo habitat al di sotto dei 1200 metri, mentre noi l’abbiamo trovata a più di 1500 metri di quota, ragion per cui si potrebbe ipotizzare che anche questa specie risenta del riscaldamento generale del nostro pianeta”. Le libellule, dopo essere rimaste nell’acqua allo stato di larve per circa 2/3 anni, una volta compiuta la metamorfosi vivono solo due mesi, il tempo necessario ad accoppiarsi e a deporre le uova. Nel mondo ne sono state censite ben 5680 varietà, ma in Italia non esiste ancora uno studio completo, anche se si registra in questi ultimi anni un aumento di interesse nei loro confronti. Alcune specie poi vanno scomparendo, mentre ne arrivano di nuove dall’Africa e persino dall’Australia. “Un mondo affascinante ed appassionante come pochi– dice Roberto Musumeci, fotografo naturalista che ha puntualmente documentato con le sue immagini il ricco “bottino” di questa giornata -. Anche Roberta Cucchi, laureata in Scienze Naturali e funzionario del Parco delle Orobie, è soddisfatta: “Mi sono trovata fin da subito in sintonia con questi colleghi del Parco dell’Adda, ne condivido la passione per la Natura ed ho ammirato la loro competenza e la loro capacità di coinvolgermi nella ricerca. Spero proprio di avere altre occasioni come questa, molto utili per la conoscenza e la valorizzazione del nostro ricco patrimonio naturalistico”. “Si tratta di riuscire a mettere in atto le potenzialità e le competenze delle GEV dei vari enti-Parchi ai fini di migliore conoscenza dei nostri territori – conclude Andrea Messa, cui il Parco dell’Adda Sud ha affidato i progetti di educazione ambientale – importante è aver cominciato, anche grazie alla sensibilità del nuovo presidente del Parco delle Orobie, Yvan Caccia, che ha subito aderito alla nostra iniziativa”. Iniziativa che potrebbe chiamare in causa » segue a pag. 58 14 Araberara - 14 Settembre 2012 PIARIO – PRONTO A GIORNI ANCHE IL PARCHEGGIO DI VIA GROPPINO Asilo: la sorpresa del 50% di proprietà Convenzione col Comune per 18 anni PONTE NOSSA - LA FOTO SEGNALAZIONE L’incrocio colpisce ancora Gentile redazione, lunedì 10 settembre alle 9 circa, il maledetto incrocio di Ponte Nossa ha colpito ancora… e intanto il sindaco aspetta la rotonda. Mi permetto di allegare anche le foto del sottopasso che d’inverno è sempre ghiacciato e non esiste il corrimano e se si scivola dove ci si attacca? Il sindaco dice che esiste il servo scala ma mancano pezzi importanti per il suo funzionamento, quindi non è assolutamente utilizzabile. Abbiamo già segnalato la questione all’Asl che ha condiviso le nostre osservazioni. Grazie. PREMOLO Adolfo Seghezzi riceve il premio “Burlapom d’oro, a chi si dona con gioia” (EN.BA.) Un punto di riferimento per la parrocchia di Premolo, Sacrista dal 1992, Adolfo Seghezzi ha ricevuto il “Burlapom d’oro – a chi si dona con gioia” da parte della Libera associazione dei Burlapom, e di gioia davvero si tratta nel dare un simile riconoscimento ad una persona come Adolfo, stimato e benvoluto da tutta la comunità. Ecco le motivazioni del premio: «Adolfo Seghezzi nasce a Premolo il 16 novembre del 1969. La sua vita familiare non è stata sgombra di difficoltà e sofferenza: perde la sorella minore Adele in tenera età e affronta la scomparsa della mamma Pierina con coraggio e determinazione. La sua passione verso le celebrazioni liturgiche risale a molti anni fa quando, ancora bambino, inizia a fare il chierichetto con precisione e impegno, da lì il passo è breve, e, sotto la guida di don Giuseppe Pellegrini, comincia a svolgere alcuni servizi liturgici tale da essere identificato da tutti come sacrestano. Viene nominato Sacrista ufficiale da don Luigi Rossi nel 1992, dopo aver svolto per diversi anni il servizio alla Santa Messa. Da allora il suo impegno è continuato ininterrottamente con costanza e puntualità. Il suo lavoro non conosce ferie e vacanze: ogni giorno feriale e festivo, estate ed inverno Adolfo apre la Chiesa alle ore 6,30 e la chiude alle ore 12. Le sue giornate sono scandite da orari precisi: suona le campane ogni mattina alle ore 7, poi a mezzogiorno e al vespro, quando sta scendendo la sera; prepara il necessario perché si celebri la S. Messa: i paramenti per i sacerdoti, le candele accese, il calice, il vino, le particole; tutto ciò con precisione eccellente, senza dimenticare il minimo dettaglio. Si preoccupa anche che ci siano i lumini al cimitero. Quando arrivano le feste Solenni, con l’aiuto di suoi collaboratori più stretti prepara i parati solenni: candelieri d’argento, Statua di S. Defendente, gli arredi per la Pasqua. Di lui don Luca ci dice: “È particolarmente esemplare la sua disponibilità, la sua generosità e la sua pazienza, rarissime volte l’ho visto lamentarsi per qualche motivo”. Oltre a tutti questi impegni, si occupa della casa in cui vive con il papà Alfredo, aiutato dalla costante presenza della sorella Nicla e della sua famiglia, si prende cura dei suoi conigli ed è sempre stato disponibile a correre in farmacia o in negozio per le zie o altri parenti. Come potete vedere una vita caratterizzata dalla passione e dall’impegno cristiano verso la Comunità Parrocchiale e verso tutti i suoi parenti. Per questi motivi, con affetto, stima e gratitudine, l’Associazione dei Burlapom, consegna all’amico Adolfo Seghezzi il “Burlapom d’oro a chi si dona con gioia” per l’anno 2012». Da Assisi a Parre in staffetta (AN. CA.) Per l’apertura del nuovo anno pastorale la comunità parrocchiale di Parre si accinge ad un’altra impresa quasi… epica: la staffetta Assisi - Parre che vedrà impegnato un gruppo di circa una trentina di giovani, con tutta la carovana di servizio al seguito, percorrere a piedi fino a Parre, appunto, la distanza dalla cittadina umbra, da cui avrà luogo la partenza il pomeriggio del 20 settembre, con la benedizione dei Frati Francescani. L’arrivo è previsto per le 19 del 21 settembre, quando alla festosa accoglienza degli atleti seguirà la cena comunitaria che darà il via alla festa dell’Oratorio. “L’anno scorso la staffetta era partita da Tori- no, la città di Don Bosco, il salesiano cui anche il nostro Oratorio è intitolato – dice il parroco don Armando Carminati – stavolta invece abbiamo scelto Assisi perché vogliamo sviluppare una riflessione comunitaria sul Santo patrono d’Italia”. Entro la stessa data sarà avviato anche il cantiere dei lavori di riqualificazione e di razionalizzazione degli spazi dell’Oratorio stesso: “Sono stati già firmati i contratti con le ditte Orlando Morstabilini e Mar-legno per la ristrutturazione degli spogliatoi , dei bagni e delle aule e per la copertura in lamellare di metà campo sportivo, tutti lavori che dovrebbero essere terminati per la fine dell’anno”. AltaValle Seriana (AN. CA.) Completati in tempi record i Parrocchia una somma equivalente a poco lavori per la scuola d’infanzia, stanno per meno della metà del costo della costruziofinire anche quelli per il nuovo parcheggio ne. La Parrocchia è invece proprietaria del in via Groppino. terreno circostante, dell’ex-chiesina feriale e “Ormai non resta che da provvedere dell’appartamento sopra la chiesina. Stanall’asfaltatura – dice il sindaco Pietro do così le cose, il Consiglio parrocchiale per Visini – che avrà luogo a giorni. Saranno gli affari economici ha deciso che, piuttosto così disponibili in quella zona 13 che chiedere al Comune di acquinuovi posti-auto, di cui 4 per i furstare la quota di comproprietà, goni”. era meglio sostenere l’intervento Quanto alla scuola d’infanzia, di ristrutturazione e, per facilitare i lavori di ristrutturazione – rii tempi, in accordo con l’amminiscaldamento a pavimento, nuovi strazione comunale, la direzione servizi igienici, sostituzione di dei lavori è stata presa dal nostro gran parte dei serramenti, posa geometra, Gianangelo Barondel parquet nelle aule e nel salone chelli. e ritinteggiatura completa dello Sempre in tempi record, abbiastabile – erano iniziati a fine lumo fatto una Convenzione col CoPietro Visini glio e sono stati ultimati in tempo mune: la Parrocchia dà in uso al per accogliere i bimbi all’apertura del nuo- Comune stesso il suo 50% di proprietà per vo anno scolastico. 18 anni e paga la metà dell’intervento a “Ora dispongono di un ambiente più ac- scomputo di affitto per gli stessi anni”. cogliente e confortevole – dice il parroco don L’inaugurazione dell’opera avverrà verso Eros Acconigi – ma il percorso per arri- la fine di questo mese. varci è stata una corsa ad ostacoli in ter“Ora – conclude il Parroco- non mi resta mini di tempi, di incontri e di richiesta di che ringraziare tutti di vero cuore, invitare licenze… Lo stabile, contrariamente a quel le famiglie ad iscrivere i loro bimbi a questa che credevamo, non è interamente di pro- scuola ed augurare buon lavoro alle Maeprietà parrocchiale, ma è in comproprietà stre, cui tocca il delicato compito di educare al 50% con il demanio dello Stato, che nel alla vita sociale coloro che sono e saranno il 1966, per realizzare la struttura, diede alla futuro del nostro paese”. PARRE 15 AltaValle Seriana Araberara - 14 Settembre 2012 61° APPUNTAMENTO PER LA RASSEGNA BOVINA - DA VENERDÌ 21 A LUNEDÌ 24 SETTEMBRE Clusone capitale dell’allevamento Ma c’è anche il “battesimo della sella” ‘Greggi, pastori, orsi: una convivenza possibile?’ se ne parla lunedì 24 settembre alle 10,30 alla fiera di Clusone al campo sportivo di San Lucio in un incontro aperto con gli allevatori e le Associazioni di categoria Confagricoltura e Coldiretti. Tra i partecipanti Elena Tironi, Regione Lombardia, Carlo Frapporti e WWF. Mentre venerdì 21 settembre la Comunità Montana Valle Seriana con l’assessorato all’Agricoltura e Forestazione presenta il convegno ‘Aspetti della Caseificazione in Alpe, valutazione delle prove di caseificazione effettuate durante il corso ‘operatore casaro d’alpeggio’’. L’appuntamento è alle 21 presso il campo sportivo di San Lucio. * * * L’appuntamento ormai è un vero e proprio rito per gli amanti di bovini e animali e i numeri sono davvero importanti, a Clusone la mostra dei bovini di razza bruna italiana è arrivata al sessantunesimo anno, per quanto riguarda la mostra di bovini di razza frisona italiana siamo al 28° anno e la mostra interprovinciale della pecora bergamasca e dimostrazione tosatura è al quattordicesimo anno. Mostra che si terrà lunedì 24 settembre ma si comincia venerdì 21 set- LA STORIA La Roby di Gorno respira vento al Basello Roberta è appena tornata dai campi, qui la crisi non è arrivata e nemmeno vuole rischiare di vedersela arrivare addosso, quindi meglio non abbassare la guardia. Roberta Quistini fa l’allevatrice, se ne sta in mezzo alle sue mucche tutto il giorno e tutto l’anno, è appena diventata mamma e ha da poco superato la trentina. Se ne sta lassù, a Gorno, in quel posto che tutti qui chiamano ‘Basello’ a respirare vento, a inseguire mandrie e tagliare erba come e meglio di un uomo, perché qui della ‘Roby’ tutti parlano bene: “La Roby? Quella è la nostra anima, lo specchio di quello che noi della val del Riso siamo davvero dentro” racconta Giovanni che in Valle ci vive da sempre. Roberta a fare l’allevatrice ha cominciato che aveva solo 14 anni e il diploma di terza media ancora fresco in tasca, a scuola voti sopra la media e la voglia e la possibilità di provare a infilarsi in tasca un diploma che conta e invece niente da fare, il padre in quei giorni se n’era andato per una brutta malattia e l’azienda agricola che conduceva minacciava di chiudere. C’era sì anche un figlio maschio, ma era ancora piccolo, troppo piccolo, e così mamma Giannina aveva pensato che l’unica cosa da fare era vendere tutto, bestiame e terreno. E’ allora che Roberta aveva deciso e che, sorprendendo un po’ tutti, aveva detto semplicemente: “No che non si vende, adesso alle bestie ci penso io”. Detto fatto. Da allora, anche se madre e fratello le danno una mano come possono, la titolare dell’azienda agricola su al Basello, sopra Gorno, a quota 1000, è lei, e ormai si sono abituati tutti a vederla caracollare sul suo trattore, usare con disinvoltura falce e forcone, preparare le squisite formaggelle che commercializza con successo, assistere ai parti delle vacche, provvedere al foraggio, alla legna, allo strame, andare alle fiere del settore e leggere riviste specializzate di allevamento e di caseificazione per tenersi aggiornata. Sveglia alle 5 del mattino, mucche da accudire, campi da sistemare, il bimbo arrivato da poco da cullare e di nuovo con le mandrie e in estate al posto che in spiaggia se ne va all’alpeggio, lassù, alle malghe di Grina, dove porta in villeggiatura le sue bestie e anche quelle di altri allevatori: “Sono cento giorni di gran lavoro e di grande responsabilità, ma anche di grande soddisfazione, quest’anno però non parto, è appena nato mio figlio e devo badare a lui, salto il giro ma ci tornerò presto”. E mentre mi spiega che quando tornano dall’alpeggio le sue bestie sono in forma smagliante e così le può portare con orgoglio alla mostra di Clusone, tira fuori un pacco di fotografie: immagini di vacche, vitelli, cavalli, di cui mi dice i nomi e mi racconta la vita, le avventure, le abitudini come se fossero persone. Ma il silenzio e la solitudine della montagna non le pesano? “I giornali e la radio arrivano anche lassù – dice – così come i tanti amici che vengono su a trovarmi…E poi ho sempre tanto da fare e tanti pensieri che mi fanno compagnia. E dove non c’è casino si pensa meglio”. Da quando si è assunta l’eredità paterna, sono passati parecchi anni, la crisi si è infilata dappertutto ma qui non ha fatto danni. Roby tiene duro e al massimo se la prende con la burocrazia che non conosce il fascino della montagna: “Non è cambiata la mia passione per questo lavoro, mentre sono aumentate le difficoltà. La burocrazia asfissiante, l’aumento di tutti i costi e delle tasse, mentre i prezzi del latte e dei latticini non sono cambiati e se non ci fosse di mezzo questa maledetta passione avrei chiuso bottega da un pezzo”. Roberta è una che non molla, qui lo sanno bene e sembrano saperlo anche le sue bestie che la seguono dappertutto, scorza dura, scorza da donna delle valli: “Sono abituata ad essere indipendente, a prendere le decisioni da sola, e mi addolorerebbe il pensiero di andare via da qui, dalla mia terra, dalle mie montagne, insomma il pensiero di abbandonare questa realtà che mi è costata tanta dedizione e tanti sacrifici”. Perché alla passione non si comanda, nemmeno l’alba che ti si infila sotto la porta della camera e ti tira giù dal letto mentre qualcun’altro giù nella bassa a quell’ora rientra può fare cambiare idea e vita a Roberta, alla ‘Roby di Gorno’. Ma è il momento della mungitura e Roberta deve rimettersi in pista. Tutto il resto può anche aspettare. Le vacche invece no. tembre alle 21 con il corso di casaro d’alpeggio e valutazione delle prove di caseificazione. Sabato 22 settembre si comincia invece con la marcatura dei puledri Haflinger, con la dodicesima mostra mercato dei prodotti alimentari locali e la sesta mostra del fungo. Alle ore 14 spettacolo dei bambini con Topolino e Minnie e dalle 20,30 spettacolo equestre con l’esibizione attacchi e prove abilità e spettacolo fantasy con Donald e Vanessa Niuman il tutto allietato da buona musica country con i the wranglers. Domenica 23 settembre ci sarà invece la mostra provinciale del cavallo haflinger, la rassegna del cavallo haflinger, la mostra del cavallo di varie razze, la mostra dell’asino, sempre di varie razze, l’esposizione dei conigli di razza, l’esposizione della capra locale e la 56° Mostra meccanizzazione agricola. In mattinata dalle ore 10 sfilata equestre per le vie cittadine. Il pomeriggio premiazioni finali. Per i più piccoli dalle 14,30 battesimo della sella. I giochi della tradizione bergamasca, pirlì, quarantot e ol bacol. E inoltre ci sarà l’annullo delle cartoline della mostra nazionale ‘Forme e colori nell’arte dell’intaglio’. ENTI SIAMO PREluS sone al mercato di C svolgerà e alla fiera che si or tivo presso il campo sp EMBRE DOMENICA 23 SETT BRE LUNEDÌ 24 SETTEM 16 Araberara - 14 Settembre 2012 FOTO GIGI FERRARI IL TROFEO SALADINI PILASTRI IN ALTA VAL SERIANA E VAL BREMBANA 17 Una cagna di nome “Cora” è la regina del bosco AltaValle Seriana Ha vinto una cagna di nome Cora che nel nome ha anche la denominazione di “regina del bosco”. Titolo confermato per la cagna di Massimo Pelamatti. Non ha vinto la sua batteria (si è classificata al terzo posto in Valle Brembana) ma essendo una gara a più prove ha vinto il campionato e il Trofeo Saladini Pilastri. Due giorni di prove, due batterie per ciascuna prova. In Val Seriana le due batterie sono state divise: una ha operato nella parte alta della Conca della Presolana, comune di Castione, l’altra sopra Lizzola dove “è mai successo che addirittura otto cani andassero in classifica. Merito della selvaggina abbondante”. Il Presidente del Gruppo Cinofilo Bergamasco Giuseppe Bonacina sprizza soddisfazione per “l’ottimo bilancio tecnico e l’abbondante selvaggina che conferma il grande lavoro dei gruppi venatori locali. Praticamente questo Trofeo ha confermato i rilevamenti fatti dai cacciatori nei loro censimenti, numeri giusti confermati dai cani in gara. E’ chiaro che quando c’è abbondanza di selvaggina i cani hanno il compito facilitato, anche se restano prove comunque difficili”. Va ricordato che non c’era abbattimento di selvaggina, la gara era tra i cani su selvaggina tipica di monte. Una manifestazione internazionale, nella giuria c’era anche un giudice francese. Erano 40 i concorrenti arrivati da tutta Italia e anche dalla Francia. Erano le due prove finali della 28ª edizione del Trofeo Saladini Pilastri, ma la 43ª edizione di queste gare in bergamasca, cominciate ben prima dell’istituzione del Trofeo internazionale. Sui sentieri si sono incolonnati concorrenti e giudici ma anche i cacciatori che facevano da guida. “Senza di loro la gara potrebbe dilatarsi per giorni, se non si sa dove andare, si andrebbe allo sbaraglio. Ma c’erano anche molti cacciatori e appassionati con i loro binocoli a seguire le gare”. E l’anno prossimo naturalmente sarete ancora da queste parti. “Certo, con la 29ª edizione del Trofeo e la 44ª manifestazione ‘bergamasca’. Dobbiamo ringraziare… ma no, i ringraziamenti non basterebbero mai, le dirigenze comunali venatorie ma soprattutto, ripeto, i cacciatori del posto”. CLASSIFICHE VAL BORLEZZA E SERIANA SUPERIORE (Castione) 1) Mansi’s Show di Umberto D’Alessandris col giudizio (“eccellente”) 2) Zippo della regina del bosco di Domenico Vacca (“eccellente”) 3) Podivarensis Duca di Domenico Vacca (“eccellente”) VAL SERIANA SUPERIORE (Lizzola) 1) Dum di Alessandro Pederiva (“Molto buono”) VAL BREMBANA 1ª BATTERIA 1) Bull di Lazzari con il giudizio “eccellente” 2) Cowboy de Abel et cains di Guette (“eccellente”) 3) Cora della regina del bosco di Massimo Pelamatti (“eccellente”) VAL BREMBANA 2ª BATTERIA 1) Blu di Fausto Mosca (“eccellente”) Araberara - 14 Settembre 2012 AltaValle Seriana IL SINDACO: “UN GRAZIE PARTICOLARE ALLA FAMIGLIA E GRUPPO RADICI” 18 PARRE: C’È UNA PISCINA IN... COMUNE Il Sindaco: “L’impianto totalmente nostro verrà valorizzato da nuove soluzioni tecniche. Rovetta? Abbiamo 40 anni di esperienza…” AR.CA. Una piscina in… c(C)omune. Francesco Ferrari, sindaco di Parre, lo andava ripetendo da anni: “Uno dei miei sogni amministrativi è quello di portare a casa la piscina di Parre, cioè farla comprare al Comune, prima o poi ce la faremo”. E quel giorno è arrivato. Manca solo l’atto notarile e le solite scartoffie burocratiche da sistemare e ci siamo: il Comune ha acquisito l’intero pacchetto azionario delle piscine di Parre. E lo acquisisce giusto quando da pochi mesi in Alta Valle Seriana ha aperto un altro impianto sportivo di nuoto, a Rovetta, non è un azzardo? “No, noi crediamo in quello che abbiamo fatto e i risultati sinora ci hanno sempre dato ragione”. L’impianto di Parre è ormai storico, nato nel 1974, grazie al commendatore Giovanni Scainelli, mente e anima della Scame Parre, la ditta per eccellenza del paese, è diventato negli anni ’80 il punto di riferimento del nuoto della provincia, poi la nascita di altri impianti, Lovere e Casnigo avevano circoscritto il bacino di utenza ma Parre è sempre riuscito a rimanere egregiamente a… galla. Impianto scelto dal gruppo Radici per la propria scuola di nuoto e per le squadre agonistiche: “E ai Radici dobbiamo dire davvero grazie – spiega il sindaco – una collaborazione che va avanti e che ha sempre dato grandi risultati”. Ma intanto la notizia è di quelle che vanno in controtendenza, mentre i Comuni cercano di liberarsi, dismettere e vendere per fare cassa, Parre acquisisce e lo fa con un’operazione importante, la società Monte Alino Spa infatti, che è la società che sinora era proprietaria delle piscine comunali è stata valutata dai periti 634.157,00 euro. Il Comune di Parre era già socio di maggioranza perché negli ultimi anni proprio nell’ottica di diventare unico proprietario delle piscine aveva cominciato ad acquisire azioni dai vari soci, restava una quota di proprietà del Comune di Villa d’Ogna e una della Comunità Montana Valle Seriana. Adesso tutto è nelle mani del Comune di Parre, unico proprietario. Si scioglie quindi la Monte Alino Spa e comincia una nuova storia per la piscina di Parre, che diventa proprietaria dell’impianto sportivo che comprende la piscina coperta, composta da 2 vasche più spogliatoi annessi e un bar. “Dal Monte Alino al Comune di Parre – spiega il sindaco – un passaggio di proprietà per noi molto importante, finisce così una fase mista di comproprietà, operazione giustificata anche dal fatto che la Corte dei Conti non giustifica la partecipazione di un ente pubblico in una società in perdita, e noi avevamo già l’intenzione di acquisirla”. Vita nuova o quasi, ma non del tutto: “Perché si prosegue comunque con l’ottima gestione da parte della Radici Nuoto e ne approfitto per ringraziare la signora Luciana Radici che con il suo gruppo ha portato sempre avanti il nome della Radici Nuoto con ottimi risultati sia in campo regionale che in campo nazionale con i loro piccoli atleti che hanno portato in giro per l’Italia il nome del grande presidente Gianni Radici”. Ferrari si infervora quando racconta delle sue piscine: “Perché non c’è solo il fatto sportivo, che comunque è chiaro che ci interessa moltissimo ma anche l’aspetto sociale e umano, il Comune di Parre nel Piano di Diritto allo Studio ha impiegato risorse per far sì che alcuni ragazzi possano fare corsi di nuoto in piscina dalle scuole primarie e materna sino a quelli più grandi, insomma un discorso globale di crescita. La piscina di Parre si appresta a valorizzare non solo il gruppo che ha al suo interno ma intendiamo agevolare tutti quanti si avvicinano al nuoto. Insomma scuola, sport e tempo libero”. Ma l’investimento sembra non finire qui: “Sì, nello sforzo che abbiamo fatto per rilevare gli impianti stiamo pensando di creare le premesse per dare all’impianto nuove soluzioni tecniche al fine di concretizzare un risparmio importante per quel che riguarda l’aspetto energetico che è determinante a livello di costi per un impianto sportivo. E inoltre per quel che riguarda la corrente elet- trica, l’acqua e il gas in questa fase stiamo preparando un nuovo contratto dove si cercherà di valorizzare al massimo l’impianto, dare nuovi servizi all’utenza e cercare di contenere le spese per riuscire ad avere nuovi servizi per l’utenza e riuscire anche a contenere le spese in un momento di forte crisi economica”. Nessuna paura della concorrenza di Rovetta? “No, ognuno fa la sua strada poi si vedrà, noi abbiamo un passato di quasi 40 anni di esperienza che ci ha fatto capire tante cose, non è facile riuscire a tenere in piedi un impianto natatorio, se ne accorgeranno tutti, e il nostro impianto è in una posizione strategica rispetto ai Comuni limitrofi, abbiamo già molte adesioni che arrivano da scuole e paesi vicini. E nel ringraziare la gestione precedente devo anche prendere atto del grosso impegno che sta caratterizzando i membri della nuova gestione che stanno già prendendo contatti con le scuole e con altri sponsor, le adesioni stanno arrivando”. Le piscine in generale fanno fatica ad andare in attivo e la crisi economica sembra non arrestarsi, sicuri di riuscire a far quadrare i conti? “Ci sono prospettive anche in tempi di crisi, se la gestione è oculata e l’offerta è con prezzi contenuti si riesce, inoltre noi diamo lavoro anche a 5-6 persone, insomma riusciremo a far quadrare il tutto. Diciamo che siamo ottimisti e poi abbiamo chi ci vuole bene, ringrazio gli imprenditori che ci danno una mano, in primis il gruppo Scame che ha dimostrato sensibilità riuscendo a raccogliere con una sottoscrizione diverse migliaia di euro per il gruppo agonistico di nuoto Radici”. E intanto il 10 settembre la piscina ha riaperto i battenti, nuovo anno, nuova gestione: “E cambieranno molte cose, dal punto di vista strutturale andremo a sostituire la caldaia con una a compensazione energetica, insomma, si lavora per il futuro ma per un futuro che si regga… a galla da solo”. PONTE NOSSA – PREMOLO Al bivacco GAEN la Festa della Montagna (EN.BA.) La seconda domenica di settembre per il GAEN significa festa, la tradizionale Festa della Montagna presso l’omonimo bivacco sul monte Belloro. Con un entusiasmo che non è mai venuto meno anno dopo anno, ecco anche in questa edizione l’intero gruppo del GAEN a predisporre tutto: preparare la polenta, gli strinù, affettare le formagelle (fatte giungere a destinazione con il mezzo di trasporto della tradizione, il mulo), farcire i panini, preparare deliziose torte. Altri invece allestiscono l’occorrente per i giochi pomeri- diani dei bambini, momenti ludici incentrati sui temi della natura. Al 42° anno dalla fondazione il Gruppo Alpinistico Escursionistico Nossese non perde la consueta brillantezza. Renato Rocca e sua moglie Maria, ma anche tutti gli altri, si sono riuniti a lavorare per la buona riuscita della festa in questa domenica 9 settembre che ha attirato al bivacco qualche centinaio di persone, nossesi, premolesi e anche tanti altri. Consistente anche il numero dei bambini che hanno poi partecipato ai giochi del pomeriggio. PREMOLO Nemmeno il diluvio ha fermato il Premol Beach... (EN.BA.) Il Gruppo Giovani ce l’ha fatta anche quest’anno ad allestire il torneo di beach volley nella seconda metà di agosto, attirando al campo di atletica molti giocatori e molto pubblico assiepato sugli spalti. “Il torneo è andato benissimo, siamo soddisfatti!”, racconta Erica Titta, una delle organizzatrici. “C’è sempre stato un bel pubblico e le partite si sono rivelate entusiasmanti. Anche il tempo ci ha graziato, sempre caldo tranne una delle ultime sere, giovedì, durante la quale si sono disputate le partite sotto un acquazzone! A causa dei due giorni di pioggia la finale del misto prevista per venerdì sera è stata spostata alla domenica pomeriggio: la giornata è stata bella e il torneo si è concluso più che positivamente. Direi che il momento più simpatico è stato proprio quello sotto la pioggia... i giocatori hanno dimostrato tenacia e sportività e lo scenario era veramente particolare!”. Resterà impressa un’immagine di un giocatore che sotto il diluvio indossava costume e cuffia: “Ha incarnato lo spirito del torneo!”. I vincitori del torneo misto? “La squadra ‘Bene ma non benissimo’ composta da Ilaria Colotti, Diego Armellini, Consuelo Benzoni e Simone Conti”. Le foto: Da sinistra a destra - vincitori torneo misto, vincitrici 3x3 femminile, vincitori 3x3 maschile CERETE – DOMENICA 16 L’INGRESSO DE Domenica 2 settembre le due comunità parrocchiali di Cerete Alto e Cerete Basso hanno salutato Don Matteo Perico con una solenne (e commovente) cerimonia. Dieci anni in Val Borlezza, per Don Matteo. E’ il parroco che ha avviato quasi silenziosamente l’unità parrocchiale di cui adesso il suo successore, Don Sergio Alcaini dovrà completare il cammino appunto di unione tra le due parrocchie. Il saluto al parroco che ha come destinazione Colognola, è stato dato nel luogo dell’unità vera tra le due parrocchie, il Santuario di Novezio, nel pomeriggio di domenica 2 settembre, con i saluti ufficiali del Sindaco Adriana Ranza, di un rappresentante del Consiglio Pastorale, degli ex sindaci Zaverio Oprandi e Gianfranco Gabrieli e dei collaboratori della redazione Il saluto a Don Matteo, aspett Araberara - 14 Settembre 2012 RIFACIMENTO DELLA CONTRADA BABES ARISTEA CANINI Alberto Bigoni e i sette cantieri ‘capitali’ che non sono come i ‘sette vizi capitali’ ma poco ci manca, nel senso che i sette cantieri sono comunque grossi come una capitale per un paese come Ardesio. Alberto Bigoni, zitto zitto ma non quatto quatto si è davvero rimboccato le maniche e dopo il primo anno passato a prendere le misure sta ribaltando il paese. E adesso, sforna sette cantieri in un mese, un vero record per i tempi bui che corrono ma anche se i tempi fossero quelli dove tutto o quasi brillava saremmo a parlare di numeri da record. Cominciamo dal primo cantiere: “Lunedì 10 settembre sono cominciati i lavori alla contrada Babes, andiamo a rifare completamente la contrada che era davvero in uno stato pietoso. Non era mai stata toccata dal 1800, appena ci sono salito per fare un giro e ho visto com’era ridotta mi sono deciso a metterla subito nel programma, è incredibile come nessuno abbia mai fatto niente per tutti questi anni”. Un lavoro da poco meno di 125.000 euro che si è aggiudicato l’impresa Paccani. Secondo cantiere: “La piattaforma ecologica, quindi il nuovo centro di raccolta dei rifiuti – spiega Bigoni – la gara di appalto si conclude il 20 settembre, e quel giorno apriremo le buste, da quel momento per la consegna del cantiere ci vogliono 10 giorni quindi per fine mese parte anche il centro di raccolta. Un’opera per cui abbiamo fatto davvero i salti morta- li”. E si tratta davvero di un megalavoro, 510.000 euro l’importo complessivo dei lavori. Terzo cantiere: “La sistemazione del cimitero del capoluogo – spiega Bigoni – la fase di appalto si è conclusa e per l’ultima settimana di settembre cominceranno i lavori. A breve ci sarà la consegna del cantiere alla ditta. E qui siamo a 120.000 euro di lavori”. Quarto, quinto e sesto cantiere: “Vanno citati tutti e tre assieme anche se sono tre cantieri diversi perché riguardano lavori simili, andremo a rifare tre importanti muri comunali che andavano rifatti per mettere in sicurezza le varie zone del paese. Muri importanti e l’importo dei lavori si aggirerà sui 50.000 euro”. Settimo e ultimo cantiere: “Andremo a concludere l’illuminazione del nuovo tratto di marciapiede di Via Carpignolo, la zona vicina all’accesso del paese, per intenderci dove c’è il ponte nuovo, abbiamo rifatto tutto il marciapiede e adesso finiamo l’illuminazione a led”. Per i sette cantieri la somma totale si aggira sugli 800.000 euro, una bella sberla di soldi: “Ma nessun mutuo acceso – commenta soddisfatto Bigoni – mi hanno criticato tutti per l’avanzo di amministrazione che avevamo fatto lo scorso anno ma io avevo lavorato proprio per crearlo e adesso i soldi vengono buoni. Facciamo tutte le opere senza accendere nemmeno un mutuo. E per noi è un grosso passo avanti”. Insomma i vizi capitali Bigoni li sta trasformando in virtù. FINO DEL MONTE – LAVORI PUBBLICI Lievita il costo del restauro dell’ex convento. I lotto, + 52.000 euro L’opera che caratterizzerà il mandato del Sindaco Matteo Oprandi, il restauro dell’ex Convento di Fino del Monte, ingrassa. Spesa lievitata di 52.939 euro che alza il prezzo dei lavori al netto del ribasso d’asta e conseguentemente l’importo del contratto passa da 436.185 euro netti a 489.124 euro netti. EL NUOVO PARROCO tando Don Sergio di “Comunità Cerete”. Adesso le due comunità accolgono domenica 16 il nuovo parroco: alle 9.00 il primo appuntamento a Cerete Alto, anzi proprio al santuario di Novezio (la festa della Natività di Maria sarebbe l’8 settembre ma è stata anticipata a domenica 2 proprio per avere ancora il parroco in carica). Alle 9.30 arrivo a Cerete Basso alla chiesa di S. Rocco. Corteo verso la parrocchiale e alle 9.45 la Messa solenne d’ingresso. Poi il nuovo parroco tornerà a Cerete Alto, dove verrà accolto in Piazza S. Rocco (S. Rocco ricorre nei due paesi) per celebrare anche lì la Messa solenne alle 11.45. Poi brindisi in Piazza Martiri della Libertà e pranzo e nel pomeriggio alle 16.00 spettacolo in onore del nuovo parroco. (LE FOTO SONO DI NELLO CAMOZZI CHE RINGRAZIAMO) Di certo non una bella notizia in tempi in cui le risorse vanno centellinate al centesimo. I lavori sono partiti proprio un anno fa preciso, il 18 settembre erano stati presentati alla cittadinanza in pompa magna, e ora hanno già bisogno di una ritoccatina al rialzo delle spese. L’ex convento è stato costruito nel 1520 e ha chiuso i battenti a causa di una riforma attuata da Carlo Borromeo nel 1575. L’edificio è poi passato in mani private ed è rimasto così fino all’acquisizione pubblica iniziata con la precedente amministrazione e ultimata dal Sindaco Oprandi. I lavori per il restauro del primo lotto dovevano già essere conclusi almeno stando alle rosee aspettative dell’amministrazione. “Se partiamo a settembre con i lavori spero di realizzare il primo lotto alla scadenza di un anno solare” aveva dichiarato ad Araberara Oprandi. Il secondo lotto dei lavori dovrà quindi aspettare ancora un po’… ARDESIO / 2 Alpe Corte. Bigoni cala il jolly: “Consorzio fra tutti i proprietari e rilanciamo la strada” In questi giorni si è tornati a parlare di Alpe Corte, o meglio della strada di accesso. Qualcuno aveva polemizzato sulle condizioni del tratto di strada che porta ad Alpe Corte e anche Paolo Valoti del Cai aveva dichiarato che il problema di Alpe Corte era proprio la strada. “Non voglio fare polemica – ribatte il sindaco Alberto Bigoni – ma è strano che si lamenti anche qualcuno del Cai visto che stiamo facendo un grosso lavoro per sistemare la strada e lo stiamo facendo di concerto proprio con il Cai”. Un lavoro che riguarda anche… mediazioni importanti: “Sì, il 29 settembre faremo un’assemblea con tutti i proprietari della strada, e sono circa 200, per chiarire gli sviluppi della situazione e cercare di far partire un Consorzio che permetta finalmente una gestione della strada”. Perché il problema delle strade di montagna è che i proprietari sono sempre tantissimi, a volte troppi per andare d’accordo: “Perché poi alla fine quando si deve spendere qualche soldo per la manutenzione nessuno vuole mai mettere mano al portafoglio – continua Bigoni – con il Consorzio si riesce a gestire la strada come fosse un condominio e a ripartire i costi ma anche i vantaggi su tutti. Stiamo lavorando per attivare questo consorzio, non so se riusciremo, ma ci proviamo”. AltaValle Seriana Ardesio e i sette cantieri ‘capitali’: in un mese si ribalta il paese 19 Araberara - 14 Settembre 2012 AltaValle Seriana VILLA D’OGNA/2 – DOMENICA 23 SETTEMBRE L’addio di don Luigi Zanoletti VILLA D’OGNA/1 - DOMENICA 14 OTTOBRE L’ingresso di Don Riccardo Bigoni Villa d’Ogna si sta preparando. Un autunno di cambiamenti importanti sul fronte Chiesa, in attesa poi della primavera che invece vedrà i cambiamenti sul fronte amministrativo. E’ stata definita in questi giorni l’entrata del nuovo parroco Don Riccardo Bigoni, attualmente curato di Alzano: domenica 14 ottobre farà il suo ingresso ufficiale. In paese fervono i preparativi curati da Don Eros, parroco di Piario e amministratore parrocchiale di Ogna che lascia quest’ultimo incarico proprio a Don Riccardo. L’11 settembre don Riccardo Bigoni ha giurato nelle mani del vescovo mentre il 13 settembre è stato don Luigi Zanoletti a giurare per il suo nuovo incarico a Gazzaniga. Don Luigi che saluterà il 23 settembre il paese con una Santa Messa solenne e poi tutta la comunità si riunirà per un pranzo comunitario dove sarà presente anche l’attuale amministrazione guidata da Angelo Bosatelli. Don Riccardo, classe 1975 è stato salutato dai suoi ragazzi domenica 9 settembre ad Alzano: “Ne parlano tutti molto bene – fanno sapere dall’amministrazione – porterà sicuramente nuovi stimoli e darà un impulso nuovo, ha appena finito di gestire un oratorio e si trova un nuovo oratorio appena realizzato da gestire. E poi Don Riccardo diventerà parroco di Ogna, Villa, Nasolino e Valzurio, un’unione importante per la zona”. Un unico parroco quindi per 4 comunità. Don Riccardo, nato a Clusone il 14 febbraio del 1975 è stato ordinato sacerdote il 3 giugno del 2000 e proprio dal 2000 è curato di Alzano Maggiore. Per Don Riccardo la prima parrocchia vicino a casa, un impegno importante per un paese che ha appena inaugurato uno dei più grandi oratori della zona, e Don Riccardo è stato appunto Direttore dell’oratorio di Alzano Maggiore, la parrocchia della Basilica, perché Alzano ha cinque parrocchie e andrà a coprire anche gli altri tre centri della Valle. Già da alcuni anni Nasolino e Valzurio avevano un parroco ad interim (quello di Piario), e anche a Ogna il parroco manca da alcuni anni. Adesso tocca a Don Riccardo unire le quattro comunità. Don Luigi Zanoletti se ne va e saluta la sua Villa d’Ogna. Don Luigi domenica 23 settembre celebrerà la sua ultima messa da parroco a Villa d’Ogna e pranzerà assieme alla sua gente in oratorio. Don Luigi Zanoletti, nato ad Ardesio il 3 ottobre del 1962, ordinato il 21 giugno del 1986, che poi è stato a Carvico e Zogno prima di diventare parroco di Villa dal 1999. Don Luigi, considerato oltre che un ottimo parroco anche un grande economo è stato chiamato a guidare Gazzaniga che si vocifera abbia un grosso buco di bilancio, insomma, bisogna risanare anche i bilanci. Don Luigi lascia Villa d’Ogna dove ha appena inaugurato una grande struttura che ha visto il taglio del nastro pochi mesi fa, il 6 maggio alla presenza del Vescovo Monsignor Francesco Beschi. VILLA D’OGNA PGT, due grosse aree edificabili: AL PIO LEGATO E ALLE SUORE Impegnati su due fronti: cambio parroco e cambio sindaco, sta passando un po’ in sordina la ‘nuova Villa d’Ogna’, che poi sarebbe il nuovo PGT che è stato adottato nelle scorse settimane. Un PGT conservativo ma con due nuove aree edificabili inserite e che sono una grande area del Pio Legato Bettoncelli e un’area di proprietà delle suore di Ogna: “Il Pio Legato – spiega un addetto ai lavori – avendo volumetria disponibile potrà così andare a riqualificare meglio il proprio patrimonio mentre le suore di Ogna decideranno cosa fare, potrebbero anche vendere il terreno che è in una posizione interessante. Per il resto è un PGT che mira a conservare quanto già c’è e a riqualificare l’esistente”. Adesso i cittadini hanno tempo di presentare le proprie osservazioni sino al 5 novembre, poi si va alla definitiva approvazione. RISPOSTA ALLA LETTERA DI MARIO FURIA Le vere “lezioni” sulla natura Ho avuto modo di leggere la lettera inviata al Vs. giornale da Mario Furia relativa ai “cacciatori di Farfalle” nel Parco dello Orobie, nella quale l’autore mostra non poche perplessità su tali iniziative. Mi congratulo con il contributo che l’autore ha voluto dare in quanto mostra un raro esempio di inossidabilità e perseveranza nel sostenere teorie non sempre condivise/condivisibili. E’ molto interessante osservare come tutti quelli che capiscano le “cose della natura” sono i suoi amici e, per contro, tutti gli incapaci ed ignoranti siano le persone che a Furia non sono gradite. Il caso mi sembra più unico che raro ma non ho gli elementi per giudicare e, devo dire, nemmeno l’interesse ad andare a fondo alla questione che penso interessi poco anche i lettori di questo giornale. Mi preme tuttavia fare alcune considerazioni sull’esperienza vissuta quest’estate a Capanna 2000 nell’ambito delle manifestazioni di Parco- vivo, ebbene sì posso dire: “c’ero anch’io”. La serata del 4 agosto si è infatti tenuto un laboratorio per mostrare agli interessati le modalità di campionamento e di studio degli insetti. La serata ha avuto una trentina di partecipanti di varia estrazione, tutti piuttosto interessati anche all’escursione del giorno seguente. Gli intervenuti hanno potuto rendesi conto degli studi in atto e delle peculiarità faunistiche del nostro territorio osservando da vicino e valutando i criteri distintivi di specie che spesso, da esperti con altre competenze, vengono raggruppati nelle tre grandi categorie dei “Baunì, Balorès, Barbei”. Ritengo sia stata una iniziativa interessante e, senza entrare nel merito di chi è autorizzato a dispensare “lezioni sulla natura”, penso sia stata gradita anche a quanti hanno partecipato. Il direttore del Museo di Scienze Naturali “E. Caffi” Dr Marco Valle 20 Val di Scalve COLERE Il saluto a Don Fabio L’ingresso di Don Antonio Due domeniche di festa a Colere. Il saluto al parroco che se ne va, Don Fabio Trapletti che lascia Colere dopo cinque anni, successore del parroco storico Don Ampelio Fenili e diventa parroco di Lallio (ingresso il 30 settembre) con qualche punta di polemica sulle associazioni “che mettono solo targhette” (il riferimento indiretto è stato attribuito al potente Gruppo Alpini con cui il parroco non ha avuto feeling). Il saluto è stato fatto domenica 9 settembre: dopo la Messa solenne un buffet comunitario in Oratorio per salutare più informalmente il parroco uscente. E adesso si prepara l’ingresso del nuovo parroco, Don Antonio Locatelli che è stato finora curato a Chiuduno, grande appassionato di montagna e quindi a suo agio sotto le “quattro matte” della Presolana che fanno da sfondo a Colere. VILMINORE – PARROCCHIE L’arrivo di Don Alessandro Settembre di partenze e arrivi nelle parrocchie scalvine. Oltre a Colere a Vilminore si aspetta l’arrivo (da Castione) di Don Alessandro Baronchelli che però dovrebbe in teoria aspettare la partenza di Don Sergio Alcaini che farà il suo ingresso solenne nelle due parrocchie di Cerete Alto e Basso domenica 23 settembre. E’ un problema logistico (andrà ad occupare l’appartamento lasciato libero da Don Sergio). In realtà non si tratta tanto di questo, in quanto Don Sergio dovrebbe essere in Val Borlezza per l’apertura delle scuole e quindi dal 12 settembre è di stanza in Val Borlezza. Il problema vero è amministrativo: a Castione, che Don Alessandro lascia da parroco, doveva essere nominato un “amministratore” che la scorsa settimana non aveva ancora un nome, quindi prima di lasciare Castione Don Alessandro doveva comunque aspettare il sostituto (nelle tre parrocchie di Castione, Bratto e Dorga c’è il progetto di Unità pastorale). Le foto: in alto don Alessandro Baronchelli e sotto don Sergio Alcaini UN VOLUME CHE SARÀ PRESENTATO A SCHILPARIO Il Diario di Don Spada sul Concilio “Gaudet Mater Ecclesia” sarà il titolo del volume che è in stampa in questi giorni e verrà presentato in occasione del 50° anniversario del Concilio Vaticano II. Si tratta di un diario che Mons. Andrea Spada, chiamato da Papa Giovanni XXIII come “perito” al Concilio ha steso durante i lavori della prima sessione del Concilio stesso. Verrà presentato a Bergamo il 12 ottobre, poi il 19 ottobre a Sotto il Monte e il 1 dicembre a Schilpario, in occasione dell’anniversario della morte di Don Andrea e probabilmente anche a Roma. Due versioni, una più breve, edita da L’Eco di Bergamo e una versione completa con molto più materiale per conto, curiosamente, del “Centro Studi Valle Imagna” con la collaborazione essenziale dell’Associazione Amici di Don Andrea Spada” di Schilpario, proprietaria del manoscritto del Diario di Don Andrea. Il libro è stampato dalla Graphiscalve di Vilminore. Araberara - 14 Settembre 2012 I SOCI DI MAGGIORANZA NON INTENDONO METTERCI ANCORA SOLDI Fermi gli impianti di Colere: la Sirpa deve essere ricapitalizzata. Si cercano compratori o nuovi soci “Si cercano compratori”. La SIRPA, la società storica degli impianti di Colere è esposta per centinaia di migliaia di euro e gli Stabilini (Angelo e Vanni) e i Visinoni (Lino, Tarcisio e Vito), che detengono le quote di maggioranza, non hanno intenzione di ricapitalizzare. Hanno cercato di ottenere finanziamenti e nuovi soci, hanno sollecitato il Comune che, sostengono, ha molti vantaggi ed è anche socio della società. Poi hanno preso contatto direttamente con il gruppo capitanato da Guido Dallagrassa che a Colere sta costruendo un piccolo villaggio sotto Carbonera, dove c’è la partenza degli impianti. Ma i Dallagrassa hanno risposto picche. Così come la Finsise spa, di Italo Lucchini, il potente commercialista di Bergamo, anche lui azionista ma di minoranza. I dipendenti della Sirpa ci fanno sapere di non ricevere lo stipendio da mesi, aspettano gli eventi. I contatti con la Banca Popolare di Sondrio (sede a Vilminore) sono stati deludenti: “Se non ci credete voi mettendoci i soldi, perché dovremmo metterceli noi?”, avrebbero risposto. Anche i contatti con l’imprenditore Tarcisio Bettoni, titolare degli impianti di Dezzo e delle Borlezze non hanno dato risultati. Gli azionisti di maggioranza della Sirpa avrebbero minacciato come soluzione estrema di… portare in Tribunale i registri. Il che spianerebbe la strada, secondo ipotesi sottotraccia, a nuovi investitori. Si era appena disinnescata la polemica su chi sia il proprietario della prima seggiovia storica, quella tra Carbonera e Polzone. Quando nel 1982 a Gibelli sono subentrati gli Stabilini e i Visinoni la convenzione è stata rifatta ma il vincolo dei 25 anni che appariva prima (dopo 25 anni di affitto la seggiovia passava dal Comune alla società) non è stato inserito. Dopo un contenzioso di anni, i 30 mila euro di arretrati non sono stati versati materialmente al Comune, ma in pratica il Comune li conteggia come quote sue nella nuova società, la Berghem Ski. Il piccolo particolare è che se la Sirpa fallisse, e non subentrassero compratori in tempi brevi, lo stesso progetto della Berghem Ski con i collegamenti con Lizzola, andrebbe a farsi benedire e il Comune di Colere perderebbe il valore delle sue quote. Nel frattempo la prima rata dell’affitto della seggiovia di Carbonera quest’anno è stata versata al Comune. “Ma l’ultima stagione ha comportato circa 600 mila euro in meno di entrate, soldi che servivano per pagare il personale anche questa estate, in preparazione della nuova stagione”. La carta che Stabilini/Visinoni hanno cercato di giocare è stata dunque quella di forzare la mano ai Dallagrassa (il valore delle nuove case è condizionato dagli impianti) e al Comune. Ma il sindaco Franco Belingheri non è mai stato molto “amico” degli Stabilini e sta alla finestra, probabilmente sperando proprio che salti il banco per poi mettere in moto nuovi compratori (lo stesso Lucchini?) che vorrebbero la maggioranza per controllare effettivamente la società. Conclusione? Non c’è la parola fine agli impianti di Colere. Sembra più prossima la fine del primo tempo. Se ci sarà o meno un secondo tempo non si sa. Intanto anche nell’indotto si hanno le prime conseguenze. Le leggete nelle parole del presidente dello Sci Club Colere. SEI SQUADRE DI CALCIO, SEI (FORSE SETTE) SQUADRE DI PALLAVOLO E’ partita Poliscalve Sport unione di tre società sportive Il miracolo è ancora “sub conditione”, nel senso che sarebbe avvenuto ma potrebbe ancora avere colpi di coda inaspettati. E’ nata nel luglio scorso (2 luglio) la “Poliscalve Sport” che va a fondare alcune società sportive storiche della valle di Scalve: l’A.C. Val di Scalve (calcio), la Valdiscalve volley (pallavolo) e il G.S. Colere (calcio e pallavolo). Un lungo anno di incontri, discussioni e alla fine il varo della nuova società sportiva che fonde le altre. Più di 220 tra bambini, ragazzi e giovani divisi in 6 squadre di calcio e 6/7 squadre di pallavolo (dipende se si riesce e varare la squadra delle “Libere”). Calcio: gli Esordienti e i Pulcini (7 giocatori) giocheranno sul campo di Colere la domenica pomeriggio, i Giovanissimi, gli Allievi, i Cadetti e la Terza Categoria (11 giocatori) giocheranno sul campo di Vilminore. A capo della nuova società è stato eletto Marco Romelli detto “Montero”, 35 anni: “mi hanno eletto perché CAROVANA NELLE PREALPI 28-29-30 SETTEMBRE non accettava nessun altro la carica”, dice con modestia. In realtà è stimato da tutti. C’è un Consiglio di amministrazione di 12 consiglieri. Fuori dalla società ci sono altre due squadrette di calcio che giocheranno sul campo di Vilmaggiore, sono gli S.S. di Schilpario e i “Figli di Caniggia” di Vilminore. Perché sub conditione allora? Perché già nella riunione prossima si deve discutere dove giocheranno le squadre di pallavolo. Le strutture adesso non mancano, ci sono palestre a Vilminore, Colere e Schilpario. Giocatori iscritti provengono da tutti i quattro Comuni della Valle di Scalve. Gli allenatori son tutti volontari. Come è avvenuto il miracolo della fusione? “Diciamo che erano tutti in difficoltà nel formare alcune squadre di categoria, le risorse erano scarse, unendosi si risolvono molti problemi”. Comunque un anno di incontri e discussioni una volta tanto hanno partorito molto di più che il classico… topolino. SPORT INVERNALI Tre giorni sui sentieri della valle Gli Sci club invece si moltiplicano Anche quest’anno SerianAmbiente e la Sottosezione del CAI della Valle di Scalve organizzano una tre giorni alla scoperta della Valle di Scalve per percorrere quei sentieri che portano il tracciato di secoli a contatto con la quotidianità. Visitando i luoghi nei quali il tempo ha inciso la storia di questa valle, incontreremo le persone che questa stessa storia continuano a scriverla ogni giorno. Tra le nostre tappe ci saranno infatti: le miniere di Schilpario, dove per decenni lavoro e fatica hanno dato sostegno a tante famiglie; la diga del Gleno: un sogno che si fa tragedia; la Latteria Montana di Scalve: una risposta concreta ad una montagna sempre più violentata. Nel nostro percorso di quest’anno mancherà forse la magia del rifugio in alta quota, ma avremo in compenso l’opportunità di apprezzare e condividere l’ospitalità di una comunità che è parte viva della montagna. Venerdì 28 settembre: Ritrovo alle ore 8,00 presso la chiesetta di San Carlo (a metà strada tra Vilminore e la frazione di Bueggio). Partenza sul sentiero 410 che, passando in località Corne Strette, arriva fino ai ruderi della Diga del Gleno, a 1534 mt di quota. Qui si assisterà alla spiegazione del disastro avvenuto alle ore 7,00 del 1°Dicembre 1923. Pranzo al sacco. Nel primo pomeriggio si procederà sul sentiero 411 che porta alla frazione di Pianezza. Sosta per ascoltare la spiegazione dell’orologio romanico campanario a sei ore. Si riprenderà quindi la discesa sui vecchi sentieri delle cappellette che arrivano al capoluogo di Vilminore di Scalve, di cui visiteremo il centro storico. Riprenderemo quindi la camminata con destinazione l’Alboreto Alpino di Bueggio, presso il quale potremo godere di una visita guidata e di un piccolo ristoro. In previsione della cena ci sarà il laboratorio di “scarpinocc” presso la baita del CAI di Brignano, dove si pernotterà. Sabato 29 settembre: Partenza, alle ore 8,00; si risalirà il sentiero nel bosco che porta alla piccola frazione di Pianezza, per proseguire poi verso la baita di Comen. Si passerà quindi sopra la località Ronchi; da qui, attraversando il fiume Tino, arriveremo sopra la frazione di Vilmaggiore per poi scendere a visitare la latteria Montana di Scalve. Nel primo pomeriggio si riprenderà la marcia sul sentiero della Manna, che passa sopra Barzesto, per arrivare in località Ronco. Si proseguirà quindi sul sentiero 413, fino alla cascata del Vò. Prendendo infine il sentiero della Linea, arrivemo a Schilpario, per cenare e pernottare presso la casa Regina dei monti. Domenica 30 settembre: Partenza ore 8,00 per la bellissima pineta delle piste di fondo e arrivo alle miniere dei Campelli. Dopo la visita alle miniere ci sarà il pranzo a base di prodotti tipici scalvini e infine… i saluti e un arrivederci al prossimo anno! Attrezzatura consigliata: scarponcini da trekking, mantella, sacco a pelo, almeno un cambio pesante, pranzo al sacco per il primo giorno. Costo: € 60,00 cadauno, bambini sotto i 14 anni € 30,00. Prenotazioni: entro il 20-09-2012 all’indirizzo [email protected] oppure chiamando il 3470338139 (Roberto) e il 3382010461 (Oreste ). Per tre società sportive (calcio e pallavolo) che si fondono, visto che si viaggia su neve e ghiaccio da due si passa a quattro per gli Sci Club. Infatti a fianco degli storici Sci Club Colere (discesa) e Sci Club Schilpario (fondo e discesa) sarebbero nati altri due Sci Club, ambedue con sede a Schilpario, uno dalla scissione di uno Sci Club lontano, quello di Orezzo “Orobie Ski team” e l’altro “Scalve Ski mooving” nato da una scissione dello Sci Club Colere con Fulvio Belingheri in dissenso nella scelta degli allenatori. Il “parco giovani” è limitato ma evidentemente nello Sci gelosie e ambizioni invece di fondersi si congelano e si frammentano. Diego Belingheri presidente dello Sci Club Colere è preoccupato: “Lo Sci Club di Fulvio ci ha portato via metà bambini. Ma non è questo il problema, è quello degli impianti. Ad oggi non sappiamo se aprono, ho prenotato le due gare tradizionali di Colere del circuito provinciale, ho programmato i corsi di sci, ma qui non si capi- sce niente, se non aprono a Colere saremo costretti ad andare al Passo della Presolana”. Compriamo oro usato pagamento immediato in contanti Trasforma i tuoi oggetti d’oro fuori di moda, dimenticati nel cassetto o rotti, in denaro contante presso il negozio affiliato Gold 2000 Casazza Via Nazionale, 78/A - tel 035/813020 Albino Via Marconi, 2 strada provinciale Parre Via Provinciale, 43 Grumello del Monte Via Roma, 17 Tel o35/4491460 21 Lovere LA MINORANZA DI “Finite le ferie restano i soliti problemi. L’ex Enaip condiziona tutti i lavori” Si riparte. Ed è una ripartenza da dove ci si era lasciati. Tutto come prima, se non peggio. Almeno a sentire Riccardo Vender e la minoranza de ‘Per il bene Comune’: “I problemi di prima – comincia Vender – ci sono anche adesso dopo le ferie. I parcheggi alle Reme ho letto che ancora una volta slittano, ma forse si poteva già capirlo dalle richieste dell’impresa Schiavi e dalle sue difficoltà quando ha chiesto la riduzione di oneri e lo slittamento dei pagamenti, se si vedono queste titubanze su un progetto piccolo figurarsi su quanto previsto dal PGT”. E sul tavolo c’è sempre la questione Enaip: “Che non so nemmeno Riccardo Vender quanto sia condivisa e comunque anche la difficoltà di far partire piccoli lavori secondo noi deriva dal fatto che si fermano risorse importanti che potrebbero essere dirottate su altro. Per esempio anche il caso del marciapiede che doveva essere realizzato in via Donizetti e che sinora non è stato fatto potrebbe essere condizionato dai fondi che devono essere destinati all’acquisto dell’ex Enaip. E poi siamo alle solite, sul tavolo sono rimasti gli stessi problemi, dai box invenduti in Trello, al problema delle Reme al problema dell’Enaip, insomma è ancora tutto sul tavolo e alla fine del mandato non manca poi molto”. E sull’Enaip Vender è pessimista: “Non manca molto tempo alla scadenza del mandato, e se tutto dovesse andare bene come dicono loro, riuscirebbero giusto ad acquistarlo dalla Provincia ma non avrebbero il tempo di destinarlo a nuove sedi come avevano previsto”. » IL DIRETTORE AMEDEO AMADEO NON SI CHIUDE Araberara - 14 Settembre 2012 22 L’OSPEDALE DI LOVERE SBAGLIATI I CONTEGGI “ED È IN PAREGGIO” LETTERA La questione ospedale di Lovere tiene banco. Quando il nome del nosocomio è apparso sull’elenco degli ospedali a rischio chiusura diffuso dalle associazioni sindacali medici, operatori e pazienti hanno avuto un sobbalzo. Preoccupazione anche da parte del direttore generale Amedeo Amadeo che dopo una verifica nei piani alti della Regione smorza la preoccupazione: “Per ora il pericolo non c’è – spiega il direttore generale – l’elenco che è stato diffuso doveva essere verificato nei termini dei posti letto dalla Regione e così è stato fatto e non è arrivato nulla che faccia ipotizzare una chiusura dell’ospedale di Lovere”. Cosa è successo? “Sono sbagliate le schede diffuse sui posti letto e non esistono comunque delibere in merito su ipotetiche chiusure di Lovere anche perché per decidere che ospedali chiudere non ci si basa solo sui posti letto ma anche su altri criteri a cui la Regione deve attenersi. Ci potrebbe essere un pericolo nel caso in cui vengano RETROSCENA Il PD di Lovere? Si fa in tre (teste) Il drago dalle tre teste. Va bene che la divisione porta discussione e la discussione porta crescita ma forse si esagera. Così a Lovere il Partito Democratico si sta dividendo in tre scuole di pensiero, altro che Matteo Renzi e Pierluigi Bersani che almeno sono in due, Lovere anche in questo caso precorre i tempi e così, come nel compromesso storico che aveva anticipato l’alleanza PCI-DC ai tempi del professor Martino chissà se anche questa divisione in tre tronconi non anticipa un’ulteriore divisione anche a livello nazionale. Cosa sta succedendo? “Che Lorenzo Taboni – racconta un esponente del PD – ha un’idea diversa sul come dirigere la prossima campagna elettorale che va a cominciare e anche sui rapporti da tenere con l’attuale maggioranza. Taboni vorrebbe un po’ più di… durezza e invece qualcun altro, la cosiddetta corrente di Tersillo Moretti, preferirebbe avere rapporti più ‘cordiali’ con il sindaco Giovanni Guizzetti e con la giunta. Insomma, un po’ come era già successo anni fa quando Vasco Vasconi era sindaco e si è ritrovato contro una parte del PD che addirittura lo aveva invitato a dimettersi, allora Lorenzo Taboni era vicesindaco. Insomma, le ruggini sono antiche, il tempo ha provato a ripianarle ma i continui attacchi della maggioranza a Taboni e al passato non vanno giù a uno come lui che è stato parte attiva della politica loverese degli ultimi decenni”. Quindi? “Quindi si vive da separati in casa gestendo così male anche i rapporti con il terzo PD”, quel Roberto Zanella che siede nell’altra sponda, in giunta con l’incarico più importante, quello da assessore all’urbanistica: “Perché il gruppo di Moretti vorrebbe avere un dialogo con l’assessore ma qui si scontra ancora una volta con Taboni, insomma siamo tutti divisi”. E da parte sua Roberto Zanella non ha mai fatto mistero di essere tesserato del PD ma anche di non gradire le altre ‘due teste’ del partito. E adesso si comincia a parlare di campagna elettorale e anche qui le divergenze sono già sul tappeto: “Perché un gruppo vorrebbe cercare figure fuori dai partiti, giovani e rinnovare tutto, un po’ come è successo a Costa Volpino ma il rischio è quello di tornare a fare l’errore dell’ultima volta quando è stato candidato in zona Cesarini Gigi Caroli. Quello che va bene in un paese come Costa Volpino non è detto che vada bene a Lovere e anche qui Taboni ha un’idea diversa, insomma, non si trova la quadra”. Insomma, il drago dalle tre teste fa i capricci. riviste le Province”. Cioè? “Cioè se, come se ne parla da tempo, alcune Province dovessero essere soppresse si mischierebbero le carte e tutto può succedere nel senso che anni fa Lovere fu salvato solo perché l’ospedale di Esine che era appena stato creato non era in provincia di Bergamo ma di Brescia. Ma anche qui potrebbe non nascere il problema perché Lovere ha un pareggio di bilancio perfetto, non c’è senso nel chiudere un ospedale che non è in rosso”. LA STORIA CHE FINE HA FATTO LA... Cappella del Santo (XVI secolo)? Oggi quasi più nessuno transitando lungo la via che da Lovere conduce a Corti, a mezza strada fra Lovere ed il cimitero, ricorda una cappella sospesa sulla roccia senza alcun accesso, che esisteva sino a pochi anni fa. Quelle 62 pietre numerate e poste provvisoriamente a ridosso del muretto del cimitero, poi dopo diversi anni, tolte da quella posizione ben ordinata, sono finite nel giardino-cortile delle scuole ex elementari di via XX Settembre. Qualche pezzo di pietra si può intravedere dalle inferriate di via Cesare Battisti, quei pochi pezzi non ancora coperti dall’erba e da altro. Migliore sorte ha avuto la cupoletta del- la Cappella, che si trova alla Tadini. Don Alessandro Sina nel 1926 ne ‘La Parrocchia di Lovere’ parla della Cappella del Santo e scrive: “…contiene un buon affresco del secolo XV, ha la forma ottagonale, ed è tutta di pietra lavorata. La sua costruzione risale alla fine del secolo XVI, ed il disegno fu imposto da San Carlo Borro- meo. Questa Cappella, eretta con le elemosine dei fedeli, fu tenuta fino a poco tempo fa in grande venerazione”. Per anni la Cappella del Santo è rimasta tagliata fuori dal passaggio dovuto all’abbassamento e allargamento della strada. Il Pilati, della sua visita del 2 ottobre 1573 scrive: “Esiste una cappella incominciata presso la via pubblica fuori dalla terra di Lovere verso oriente, dove si fanno più offerte, che vengono amministrate da due deputati e possono assommare a 200 lire all’anno….”. La Cappella era stata appena incominciata ed era pressochè finita nel 1580, quando venne visitata da San Carlo o più probabilmente da un qualche suo convisitatore. Negli atti della visita, infatti, si ordina che vengano entro un mese posti i battenti, con grate di ferro nella metà sopra, con chiavistello a chiave. La cappella venga coperta con fornici e con una lanternetta munita con piccole finestre con vetri. Venga rinfrescata la figura del Santo che porta la croce e venga coperta con vetri chiari. Si costruisca un pavimento di pietra e si imbianchino tutte le pareti… Della cappella del Santo non c’è più traccia, è stata smontata per allargare la strada… I resti come si vede dalle foto sono stati abbandonati a lungo nel cortile dell’Itis di Lovere. (archivio storico Giuliano Fiorani – Lovere) LETTERA - VIA VALLE SERIANA E LAVORI MAI COMPLETATI Completate il nostro Parco! Gentile signor Direttore, sono un ragazzo sedicenne di Lovere e le scrivo per parlare del parco “Villaggio Borlezza”. Questo parco fu promesso dall’attuale amministrazione comunale e fu presentato come uno dei progetti più importanti per migliorare la vivibilità della zona dei Frati. Sono ormai passati tre anni e più, ma il parco risulta ancora incompiuto; mancano una fontana, il collegamento con via Parte e l’illuminazione, cose che rientravano tutte nel progetto. In questi tre anni, ho provato a sollecitare il sindaco e l’amministrazione comunale, al fine di risolvere questo sgradevole problema, ma sfortunatamente non mi sono arrivate risposte, mi è solo stato detto che c’erano cose più importanti da fare. Ebbene noi, come cittadini della zona frati, non chiediamo nulla di speciale, visto che per esempio i giochi del parco sono quelli che si trovavano al parco del Trello e che erano stati rimossi durante il lavori, per poi però rimetterne di nuovi in quest’ultimo. Fatto sta che l’illuminazione è una cosa fondamentale ed essenziale, poiché la sera non si vede davvero nulla e se per disgrazia qualcuno si facesse male, la colpa ricadrebbe sul comune. Con queste parole spero di aver convinto qualcuno ad intervenire al più presto, sia perché come si dice è meglio prevenire che curare, mettiamo che qualcuno si facesse male, sia perché adesso siamo stanchi di promesse non mantenute. La nostra zona è sempre stata dimenticata e considerata come l’ultima ruota del carro, ma vorrei ricordare al sindaco che anche noi, in qualità di cittadini, versiamo le tasse al comune di Lovere come qualsiasi altro concittadino. Non chiediamo di certo i lampioni del porto, o le fontane del centro storico, o la pavimentazione in porfido, vogliamo semplicemente le cose che ci erano state promesse. Siamo davvero stanchi! Cordialmente Matteo Torri Via valle Seriana Lovere Dall’alto verso il basso: attacchi per i lampioni - luogo dove doveva sorgere il collegamento con via Parte - attacchi per i lampioni LA SEGNALAZIONE Una strada? No, un percorso di guerra La strada che prende il nome di Monte di Lovere se ne sta lassù, tra Bossico e Lovere, una delle zone più turistiche del lago, il Comune è quello di Lovere però, per arrivarci bisogna percorrere una strada piena di buche, l’auto sulla quale viaggiamo sbatte a destra e sinistra dopo che le ruote si infilano dentro le buche. Ci fermiamo e percorriamo l’ultimo tratto a piedi. Ci vengono incontro alcuni residenti: “La strada è questa e nessuno fa niente – spiegano – qualcuno di noi è stato in Comune a Lovere per chiedere almeno di tappare i buchi ma niente da fare, la risposta è sempre la stessa ‘non ci sono i soldi’. Saremmo anche disposti se ci danno il materiale a si- stemare noi il terreno ma anche questa proposta è caduta nel vuoto”. La zona è suggestiva, pinete, altopiani e molte doppie case prese d’assalto soprattutto nei weekend estivi ma ci sono anche due attività commerciali, un agriturismo e una rivendita di formaggi che sono le più penalizzate: “Quest’estate – racconta un proprietario di una seconda casa – diverse persone che salivano per andare all’agriturismo sono tornate indietro e sono andate a mangiare da un’altra parte perché la strada rovinava le loro auto”. E intanto le buche rimangono lì a far compagnia ai 7 residenti, alle due attività e alle molte seconde case, in attesa di tempi migliori. Trello e il Canto delle Sirene Chiunque di voi abbia desiderato di poter ascoltare almeno una volta nella propria vita il canto magico delle sirene sappia che il suo desiderio può essere facilmente esaudito. Non serve andare per mari e per luoghi lontani e misteriosi, non serve seguire rotte sconosciute o approdare in lidi perigliosi e neppure affrontare mostruose creature marine, no, basta solo spostarsi in via 4 Novembre Trello Lovere, in un qualsiasi punto della strada che dalla piazzetta Trello porta alla Bif. Per dovere di cronaca devo dire che le sirene non sono più quelle di una volta , meravigliose creature metà donna e metà pesce che ammaliavano con il loro canto i naviganti. I tempi sono cambiati e molto, i naviganti sono ormai scomparsi, la melodia ormai non incanta più nessuno sostituita da suoni più metallici, e le sirene ???? ebbene si anche loro nel corso degli anni sono cambiate e molto. Hanno scelto, per allietare le nostre notti e i nostri giorni, proprio la via 4 novembre e 84 si sono trasformate in tombini , si tombini, ben 84 posizionati nei 200/250 metri che congiungono la Piazzetta trello alla “Bif” (+ 3 grate che attraversano in senso orizzontale la strada per la raccolta dell’acqua piovana e forse per il passaggio della stessa sono silenziose) Questa strada che è un doppio senso offre quindi la possibilità di costruire una melodia (combinazione di suoni). Come si ottiene la melodia ??? semplice : le note variano a secondo, che la stessa venga percorsa in un senso piuttosto che in un altro, oppure in base alla velocità dei veicoli che l’attraversano e alla dimensione degli stessi. Visto che ormai gli autoveicoli pesanti sono largamente diffusi la melodia ottenuta è un fracasso costante e continuo e quindi non è assolutamente una musica per i nostri padiglioni auricolari. Senza entrare nel merito della necessità di posizionare in uno spazio così ridotto un numero così elevato di tombini (come possiamo noi poveri cittadini che ignorano mettere in discussione le scelte tecniche dei tecnici , nella migliore delle ipotesi le dobbiamo solo subire) credo che se proprio non possono essere eliminati che siano almeno silenziosi. Coloro che vivono in questa via e sono fruitori di musica di qualsiasi tipo sanno a quali fonti approvvigionarsi e non ne desiderano altre, desiderano invece che le loro notti e le loro giornate possano trascorrere senza essere costantemente disturbati da rumori estremamente fastidiosi. Si richiede quindi un intervento che zittisca per sempre le sirene che qui non dovrebbero essere, in fondo non ci vuole molto, un po’ di cura, un po’ di manutenzione, ma purtroppo una cospicua dose di buona volontà. Ringrazio per l’attenzione gli eventuali lettori, e spero che il messaggio raggiunga i padiglioni auricolari e i bulbi oculari di coloro che hanno la possibilità,ma che soprattutto dovrebbero avere la volontà, di risolvere questo problema. Eugenia Negrinelli ACCADEMIA TADINI: CORSI DI MUSICA E DISEGNO Suoni e colori… ti fan grande A partire dai primi di ottobre tornano i tradizionali corsi musicali e di disegno dell’Accademia Tadini, una proposta formativa che vede coinvolti insegnanti di qualità per offrire un percorso che negli anni ha saputo rinnovarsi mantenendo inalterati i principi ispiratori. Le domande di iscrizione si ricevono fino a sabato 22 settembre presso la Segreteria dell’Accademia (piazza Garibaldi 5, Lovere). Saranno considerate le iscrizioni oltre il termine di scadenza solo in caso di posti liberi. I corsi si svolgeranno da ottobre a giugno e si articolano in lezioni pomeridiane, in orari da concordare con l’insegnante. Per accedere ai corsi di musica è necessario superare un test di ammissione che si terrà il 1 ottobre alle ore 16.00. Le lezioni della Scuola di musica inizieranno il giorno 8 ottobre alle ore 17. Giorni e orari del Corso di Disegno saranno comunicati successivamente, sulla base delle iscrizioni pervenute. Per informazioni rivolgersi alla portineria, 035 962780 o inviare una e-mail a direzione@ accademiatadini.it; www.accademiatadini.it 23 Lovere “PER IL BENE COMUNE” Araberara - 14 Settembre 2012 Sovere BORGO SAN GREGORIO I rifiuti “omaggio” alla Madonnina “Non se ne può più. E’ una vergogna”. Serpeggiano malumori nel Borgo San Gregorio e questa volta il motivo è lo… sporco e la contestazione riguarda il posto dove viene messo in attesa di essere portato via dalla Val Cavallina Servizi. A lamentarsi è qualche residente della zona di Via Castello: “Prima i sacchetti dei rifiuti venivano messi in un posto ben preciso, poi ci si è ritrovati con il cartello spostato da un residente proprio vicino alla statua della Madonna e adesso i rifiuti vengono messi lì, vicino alla Chiesa di San Gregorio e proprio davanti alla statua. Non è una questione di essere bigotti o meno ma di rispetto nei confronti di un’immagine sacra, quel rispetto che non c’è più. Abbiamo condiviso le nostre lamentele con il parroco Don Fiorenzo e avevamo interpellato anche la vecchia giunta ma non c’era stato niente da fare, adesso è cambiata l’amministrazione ma i rifiuti sono ancora lì, davanti alla Madonna. Chiediamo solo il rispetto per l’immagine sacra e che venga trovato un altro posto per accumularli”. MEMORIA SOVERE Giovan Battista Cattaneo Se ne è andato in silenzio, senza clamori, come era abituato a fare, a continuare una nuova vita da un’altra parte, dove la vita è eterna, ad allietare con i suoi racconti chi lo sta aspettando da tanto tempo o magari da solo un anno e mezzo, sua moglie Rina. La storia di Giovan Battista Cattaneo l’aveva raccontata sul numero scorso suo figlio Giovanni, una storia di quelle che lasciano il segno e tracciano una via per chi deve arrivare dopo, per le nuove generazioni, quella via che intanto Giovan Battista è andato a tracciare in cielo. Araberara - 14 Settembre 2012 IL SINDACO Filippini e l’autunno dei nodi da sciogliere: dal Filatoio a Palazzo Bottaini. Le due anime della maggioranza e le tre denunce di Minerva AR.CA. Qualcosina si muove, non tantissimo ma per avere cose concrete bisogna aspettare tempi migliori, finanziariamente parlando. Le casse, anche quelle di Sovere, languono e molto dipenderà adesso dai Piani Integrati che sono rimasti sul tavolo o incompiuti. Il guado di Francesco Filippini dopo i primi canonici 100 Angela Bertoletti giorni passati a prendere le misure passano proprio da lì: il Filatoio, via Pascoli e Palazzo Bottaini (che non è un Piano Integrato ma è più importante sulla carta di quello previsto in Polanch). Per il resto, la grande piazza virtuale nella zona che va dal monumento dei Caduti sino a via Marconi può attendere. Intanto si oliano i meccanismi in maggioranza, le due anime (Angela Bertoletti e Danilo Carrara) faticano a convivere ma convivono, Matteo Belotti fa il suo grande esordio con la festa dello sport, Massimo Lanfranchi sta facendo un grosso lavoro, quasi sempre oscuro per quel che riguarda i servizi sociali che non sono mai sotto i riflettori, Monica Russo si trova alle prese con lavori pubblici ma anche privati pressochè fermi e con oneri di urbanizzazione che non entrano. Palazzo Bottaini può essere l’opportunità per rilanciare un borgo intero, quello di San Gregorio ma anche quel che resta di un palazzo suggestivo e di dare il là a una ricostruzione dei centri storici che sinora è mancata. Però per farlo bisogna fare i conti anche con la burocrazia, che ha tempi che non perdonano e con i soveresi, che non conoscendo i tempi della burocrazia rischiano di perdonare ancora meno. Le minoranze dal canto loro si stanno mostrando collaborati- ve, Carlo Benaglio ha le sue belle gatte da pelare all’interno del suo gruppo in cui si è creata una fronda che non lo riconosce più come leader mentre Domenico Pedretti si è infognato sulla questione Uniacque che rischia di trascinarlo in un vortice senza ritorno. E Luigi Minerva che in minoranza non c’è ma si fa sentire comunque in questi giorni ha presentato un esposto alla guardia di Finanza conDanilo Carrara tro il sindaco Francesco Filippini e contro Monica Russo e una denuncia ai carabinieri contro Domenico Pedretti proprio sulla vicenda dell’acqua. Insomma si preannuncia un autunno caldo. MEMORIA – ANNIVERSARIO Stefania Noris Uno squarcio di cielo che si apre e sorride su chi ogni tanto butta l’occhio lassù, dove le nuvole sono solo l’apparenza, dove il grigio si trasforma in notte dei desideri, dove la pioggia diventa acqua con cui dissetarsi, dove tutto sembra possibile perché lo è. Dove Stefania guarda dall’alto chi quaggiù continua a pensarla per far diventare eterno ogni pensiero che si trasforma in sorriso. DOMENICA 16 SETTEMBRE Festa dello sport. Si gioca in centro…töcc insèma’ “Tutti assieme per fare sport e divertirsi”. Matteo Belotti, consigliere delegato allo sport e al tempo libero, cala l’asso e organizza per domenica 16 settembre una giornata davvero particolare, dalle 14,30 alle 19 arriva la ‘Festa dello sport. Si gioca in centro…töcc insèma’ per provare a toccare con mano cosa vuol dire fare sport e viverlo assieme. “Dalle 14 alle 19 al Parco Silvestri, lungo Via Roma e all’oratorio di Sovere – spiega Matteo – cercheremo di avvicinare i giovani allo sport per far vedere che stando insieme si può crescere divertendosi e stando in salute. Aggregazione, socializzazione e salute, Civile e dall’associazione carabinieri tre temi importanti che molte volte noi in congedo di Sovere. Per l’occasione giovani tendiamo a dimenticare. E isola pedonale tra Via Roma, Oratorio poi mettiamoci pure della sana come parco senatore Silvestri. petizione che non fa mai male”. La Si comincia alle 14,30 con i saluti manifestazione organizzata dal Considel sindaco e del consigliere delegato gliere delegato ai Giovani, allo Sport e allo sport Matteo Belotti e intratteniTempo Libero, con la collaborazione mento musicale della banda don G. della commissione Sport e PromozioValsecchi. In via Roma alle 15,30 gara ne del Territorio, della Commissione di tiro alla fune, alle 16,30 corsa con i Giovani, della Pro Loco di Sovere e di Matteo Belotti sacchi, alle 17,30 corsa con le carriole alcune società sportive che svolgono e dalle 14,30 alle 19 prova di ciclismo la loro attività sul territorio comunale e non, nonché dai volontari della Protezione su percorso ad ostacoli. In oratorio invece dalle 15,30 alle 19 prova di minibasket, alle 15 esibizione di minibasket, dalle 15,30 alle 19,00 prova di tiro con l’arco e alle 18 esibizione di tiro con l’arco. Dalle 14,30 alle 19 gonfiabili gratuiti e dalle 15,30 alle 19 prova beach volley e pallavolo. Al Parco invece dalle 15,30 alle 19 prova di karate e alle 16 esibizione di karate. Dalle 15,30 alle 19 prova di pugilato e alle 18 esibizione di pugilato. Dalle 15,30 alle 19 prova di arrampicata libera. Dalle 20,30 in piazza don Antonio Berta (borgo del filatoio) sfilata delle miss del Football Night con le maglie da calcio di Beppe Rota. SOVERE – CELEBRATO IL 50° DI FONDAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE La grande giornata dei Fanti di Sovere Mezzo secolo. Ma solo per l’Associazione Fanti di Sovere. La fanteria è da sempre stata il cuore di ogni esercito, esercito di popolo. L’orgoglio dei reparti scelti (Alpini, Bersaglieri, Paracadutisti, Lagunari) non fa aggio sulla storia di chi, alla chiamata alle armi, si è presentato, ha indossato una divisa e ha ubbidito agli ordini, anche quando la storia ha dimostrato che erano non solo discutibili ma addirittura assurdi, partiti per guerre di cui non capivano né il motivo né la logica. I monumenti di paese riportano lunghi elenchi di gente che non è tornata. Le centinaia di medaglie d’oro (655) simboleggiate nel labaro dell’Associazione Nazionale presente a Sovere, oltre alle 86 assegnate ai Reggimenti più le quattro medaglie speciali, sono solo il ricordo visivo dei gesti di eroismo di gente che sbarcava il lunario, contadini, minatori, artigiani, all’improvviso messi alla prova di un coraggio totale. Nei due dopoguerra non c’era famiglia che non avesse sui comò la foto di un figlio, fratello, marito, morti in guerra. Il dolore mitigato dall’orgoglio di vedere riconosciuto il sacrificio dalla comunità. Negli ultimi decenni i monumenti sono “invecchiati”, i ragazzi le guerre le simulano a salve nei videogiochi, è sempre più faticoso far loro “credere” che ci sia stata gente che alla loro età è morta per un “ideale”, per qualcosa chiamata “Patria”. Partito dall’Oratorio il lungo corteo aperto dal Corpo musicale di Sovere con il M° Carlo Canini, con le bandiere e gli striscioni (arrivati anche da lontano, Sorisole, Dossena, Urgnano, Villa d’Ogna) delle varie associazioni, guidato dal Presidente nazionale dell’Associazione Fanti Antonio Beretta con il labaro delle medaglie d’oro, dal Presidente dell’Associazione locale soverese Edoardo Del Bello (e con il Presidente onorario Vincenzo Brullo), dai vicesindaci delle amministrazioni di Sovere (Angela Bertoletti) e di Pianico (Fabio Barcellini), dal comandante della stazione locale dei Carabinieri Christopher Pedretti. E’ toccato a Giacomo Bonetti leggere, durante la Messa celebrata dal parroco Don Fiorenzo Rossi, la preghiera del Fante. Prima c’erano state le deposizioni delle corone d’alloro al Monumentoi dei Caduti e alla stele dell’Associazione Fanti. La Messa è stata celebrata all’altare della Cappella degli Alpini, a fianco del monumento dei Fanti intitolata a Luigi Giové. Un telegramma affettuoso è arrivato dal figlio Giovanni Giové, generale di Divisione, che non ha potuto partecipare alla manifestazione per problemi di salute. Dopo la Messa i discorsi delle varie autorità e i ringraziamenti del presidente Del Bello. Una festa coronata da una giornata di sole, tregua alle piogge di quei giorni e dal pranzo sociale al Santuario. 24 Araberara - 14 Settembre 2012 LETTERA I “Bravi ragazzi” hanno sfondato FOTO – I COSCRITTI DEL 1914 DI SOVERE Vorrei con queste poche righe ringraziare l’Associazione “I bravi ragazzi di Sovere” che hanno regalato al nostro paese 6 bellissime serate. Sono riusciti a coinvolgere tantissime persone di tutte le età cantando ballando e mangiando ‘tutti insieme’, sei serate spensierate vissute “in casa nostra” cosa non facile. Non abito distante dall’oratorio e pertanto vorrei dire a tutte le persone che si sono lamentate invece di criticare potevano partecipare anche loro alla festa e forse avrebbero capito “il perché”, la bellezza dello stare insieme in compagnia, creando dei momenti di aggregazione divertenti e soprattutto nel nostro paese. Ricordiamo a tutti anche che i ragazzi e i bambini di oggi saranno il futuro del nostro tessuto sociale. L’ambiente oratorio se ben creato può essere un’ottima risorsa, una struttura per i nostri figli ricca di stimoli e di valori. Bisognerebbe imparare ad essere un po’ più tolleranti e cercare di stare vicino ai nostri giovani che sono un’enorme risorsa e non sempre criticarli (così come ha fatto il nostro Sovere Terza festa della birra organizzata a Sovere dai “Bravi ragazzi” che quest’anno sono stati strepitosi, sei serate all’insegna del divertimento per tutte le età, dai bambini agli anziani. La festa si è svolta all’oratorio di Sovere dove Don Fiorenzo ha gentilmente concesso l’utilizzo dell’enorme tendone e questo è stato un enorme sostegno visto che con il tempo non troppo clemente di quei giorni è riuscito a contenere le centinaia di persone giunte anche dai paesi vicini. Un grazie a tutti e all’anno prossimo. Lettera firmata 25 Un nostro lettore soverese ci ha consegnato una vecchia foto del lontano novembre 1964 scattata in occasione della festa dei coscritti della classe 1914. Il vento femminista non soffiava ancora nelle nostre valli e infatti tra i festeggianti cinquantenni ci sono solo uomini e nessuna donna. Siamo riusciti a identificare quasi tutti i presenti, ma cinque non li abbiamo riconosciuti. In piedi partendo da sinistra: Giovanni Carrara, Angelo Forchini, …, Castel- Don che nonostante tutte le lamentele ha dato loro fiducia ed è riuscito con non poche difficoltà a tendere una mano e gli stessi hanno molto apprezza- to). Cerchiamo di imparare un po’ anche dai paesi vicini che rispetto a noi sono avanti anni luce. Lettera firmata SCUOLA SOVERE L’ARCOBALENO SU SOVERE Il benvenuto del Sindaco Pietro Bonalumi ci ha inviato alcune foto bellissime di un arcobaleno su Sovere, scattate venerdì 31 agosto, ecco il risultato. Il sindaco Francesco Filippini ha dato il benvenuto a tutti gli alunni della scuola elementare di Sovere mercoledì 12 settembre. Per l’occasione ha ricordato agli alunni che le aule sono state tutte ritinteggiate per il nuovo anno scolastico. Che ha augurato proficuo per tutti. lani, Gigi Marinini, Tarcisio Marinini, Antonio Biolghini (la foto è stata probabilmente scattata fuori dal bar di sua proprietà), Venturino Rossi, …, Antonio Gabrieli, Andrea Pezzotti, …, Mariano Giurini. Seduti da sinistra a destra: Martino Vigani, …, Battista Bianchi, don Agostino Guerra (non era un coscritto, ma è stato parroco di Sovere dal 1962 al 1967), Battista Baglio, Beniamino Poni, …. Alto Sebino Araberara - 14 Settembre 2012 IL 29 SETTEMBRE 2012 Trofeo GSA Sovere con molte stelle al via Parata di stelle, sabato 29 settembre a Sovere, per la gara di Ski Roll che vedrà ai nastri di partenza il gotha nazionale della specialità e non solo. Promossa e organizzata dagli uomini del G.S.A. di Sovere, tale kermesse infatti metterà a confronto i migliori fondisti dei gruppi sportivi militari di Fiamme Gialle, Carabinieri, Forestale, Fiamme Oro ed Esercito. «L’obiettivo dichiarato è regalare agli sportivi lombardi e, perché no, regalarci un sabato di Sport con la “S” maiuscola” – ha dichiarato con un pizzico d’orgoglio il direttore di gara Daniele Martinelli -. “Si è pensato di proporre una kermesse promozionale che fosse al di fuori del calendario federale, ma che richiamasse l’attenzione del grande pubblico grazie ad un cast di assoluto livello. Una sorta di appuntamento fisso di sfida e confronto tra skirollers e fondisti».Entrando nei dettagli, Martinelli ha proseguito: «A venti giorni dalla gara abbiamo già numerose ed importanti adesioni. Citare tutti i campioni iscritti risulta difficile; posso però dirvi che avre- COMITATO ORGANIZZATORE: GSA Sovere in collaborazione con il Gruppo ANA, l’AVIS, il Coro ANA, la Protezione Civile, la Proloco, Gruppo A.I.B.,Croce Blu, Carabinieri in congedo e con il patrocinio della Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi e dei Comuni di Sovere, Bossico, Costa Volpino. Marino PEGURRI : manager Sergio VIGANI responsabile coordinatore staff tecnico Daniele MARTINELLI Direttore gara e organizzatore dell’evento, rapporti con gli atleti nazionali e militari. GARA PROMOZIONALE OPEN: Il “Trofeo G.S.A.” è aperto a tutti gli atleti muniti di idoneo certificato medico e appartenenti alle seguenti categorie: - Seniores maschili/femminili - Under 23 maschili/femminili (nati negli anni 1990/1991) - Juniores maschili/femminili (nati negli anni 1992/1993) - Aspiranti maschili/femminili (nati negli anni 1994/1995) - Allievi maschili/femminili(nati negli anni 1996/1998) PROGRAMMA: Ore 13.00 Ritrovo in località Mano di Sovere (Inizio di Via Roma) Ore 15.30 partenza categoria maschili e femminili seniores/ under23/ juniores Ore 16.00 partenza categoria maschili e femminili aspiranti/allievi PERCORSO GARA: (Categoria seniores/under23 juniores) da Sovere (municipio transitando in via G. Marconi, strada Provinciale 53, via Filone e strada Provinciale 54) a Bossico per un totale di 7,7 km e un dislivello di 575 m. (partenza m. 360/arrivo m. 900). PERCORSO GARA GIOVANI: (Categoria aspiranti e allievi) da Sovere (località Bivio di Bossico - a Bossico ( in piazza) per un totale di 6,00 km e un dislivello di 375 m. (partenza m. 500/ arrivo m. 900). Le premiazioni avranno inizio alle ore 18.30 presso il Parco Silvestri di Sovere ISCRIZIONI: Preiscrizione tramite mail al GSA Sovere: martinellidaniele65@ libero.it oppure contattando il numero 331/6250998 entro e non oltre le 18.00 di Venerdì 28 Settembre mo Cologna Dario,”campione di livello mondiale” Pietro Piller Cottrer, DI CENTA Giorgio,Roland Cliara, Giovanni Gullo, Valerio Checchi, Fabio Pasini, , Renato Pasini, Fabio Santus, Sergio Bonaldi, Simone Paredi, Florian Kostner, DE MARTIN Virginia, e molti altri atleti di ottimo livello».Tutti, big e amatori, si confronteranno su un percorso muscolare, ma nel contempo veloce che da Via Marconi a Sovere li porterà al traguardo di Bossico non prima di avere superato uno sviluppo di 7,7 km con dislivello positivo di 575 metri: «Chi l’ha provato ha confermato che i primi lo dovrebbero affrontare con crono difficilmente inferiore ai 27’. Com’è? Il tracciato sarà letteralmente “tirato a lucido” dagli uomini della protezione civile e A.I.B. E’ un percorso muscolare nel primo e nell’ultimo tratto. La parte centrale, invece, è tutta da martellare a “passo spinta”».E mentre le adesioni degli amatori cominciano ad arrivare numerose, anche la federazione guarda con interesse a questa gara in Val Borlezza: «Avremo a bordo pista tutti i vertici lombardi della FISI .La cosa non può che farci piacere perché è sinonimo di come la manifestazione sia partita con il piede giusto. Da non dimenticare poi che come super ospiti avremo Silvio Fauner, Giorgio Vanzetta, Gabriella Paruzzi, Pietro Piller Cottrer, Cristian Zorzi, Fabio Valbusa, Giulio Capitano ,Fabio May. 26 Alto Sebino BOSSICO - 135 MILA EURO A CARICO DEL COMUNE Terminati i lavori del progetto Onito-Plass 330 mila euro dalla Regione, 190 mila euro da Uniacque L’Amministrazione comunale in questo periodo sta chiudendo la contabilità della realizzazione del progetto che prevedeva la costruzione del nuovo acquedotto per portare l’acqua ai circa quaranta immobili rurali situati nella località Onito-Plass, una delle più belle zone dell’altopiano da dove si domina il lago d’Iseo, a quota 1000 slm. Un’opera coraggiosa ed importante. Nel progetto, oltre all’acquedotto, c’era anche la sistemazione della “Vià Fosca”, strada agro-silvo-pastorale di accesso a tale zona con la posa sotto la strada di appositi cavidotti per eliminare, interrandoli, i cavi della linea elettrica aerea che corre ora proprio accanto alla strada. Tale intervento è rientrato nel programma regionale di sviluppo rurale 2007-2013. L’amministrazione comunale aveva presentato alla Regione una richiesta di finanziamento nell’ambito del bando regionale “progetti di sviluppo rurale” che prevedeva l’ammissione dei soli progetti che contenessero, necessariamente, tre tipologie d’intervento: acquedotto rurale, elettrodotto rurale e manutenzione straordinaria di strade agro-silvopastorali. Sul progetto iniziale di 665.000 euro la Regione Lombardia ha concesso un contributo di 330.000 euro, la Società Uniacque ha stanziato 190.000 euro e per il resto di 135.000 euro il Comune ha assunto uno specifico mutuo. Il progetto, a firma dell’ing. Piero Mosconi, con studio in Cenate Sotto, era stato appaltato il 04/08/2010 e aggiudicato, con un ribasso d’asta del 40,58%, alla Ditta Giudici S.p.A. di Rogno. Impresa subappaltatrice la Service dei F.lli Scalvinoni di Berzo Inferiore (BS). Normalmente il ribasso d’asta nei lavori pubblici non è riutilizzabile se non limitatamente al 5%. Tuttavia durante i lavori è emersa la necessità di intervenite in via eccezionale in località ‘’Volpera’’ in quanto la precarietà della zona dava notevoli problemi alla sicurezza della viabilità. Sulla base di una perizia suppletiva e grazie ad un incontro tra una dele» segue a pag. 58 RIVA DI SOLTO L’ottava “meraviglia” della rievocazione a pag. 57 Araberara - 14 Settembre 2012 COSTA VOLPINO - IL SINDACO Mauro Bonomelli: «Un autunno difficile» “Via Macallè: trovato l’accordo. Si cambiano i piani e si comincia dal centro storico di Corti: due lotti di lavori per il nuovo volto del paese. Con la nuova gestione rifiuti tariffe più basse” AR.CA. “Come va? è un settembre da bazooka”, Mauro Bonomelli sorride, l’autunno in fondo è sempre il periodo più difficile per un sindaco, ripartire dopo la pausa estiva e far ripartire la macchina burocratica è sempre un bell’impegno e poi adesso il primo anno è archiviato così come i bonus…: “Il primo anno è sempre così – comincia Bonomelli – si è tirati un po’ di qui e un po’ di là, adesso dopo un anno si riesce ad avere il polso della situazione, su qualche altro caso invece ci vuole un po’ più di tempo ma comunque stiamo focalizzando un po’ tutto”. Insomma comincia ufficialmente il secondo anno e comincia con grosse novità: “Nel prossimo consiglio comunale, quello di fine mese – spiega Bonomelli – porteremo in consiglio la questione di Via Macallè, ormai ci siamo quasi, abbiamo lavorato sodo durante l’estate per raggiungere gli accordi con i privati e adesso dovremmo esserci”. Bonomelli preferisce glissare sui tempi anche se sembrano davvero imminenti, con l’accordo fatto si dovrebbe partire davvero a breve ma la notizia ghiotta è che contrariamente a quanto si pensava, causa carenza di soldi da parte di Uniacque, cominceranno prima i lavori del centro storico di Corti che sulla carta erano previsto dopo Via Macallè: “Abbiamo parlato con Uniacque – spiega Bonomelli – non riescono entro l’anno a fare l’investimento per sistemare i sottoservizi a Corti e noi non vogliamo più aspettare quindi partiamo subito con i lavori”, che saranno par- zialmente rivisti rispetto al progetto iniziale: “Procederemo su due lotti funzionali, il primo riguarda la rimozione, l’asfaltatura e la sistemazione dei marciapiedi, il secondo lotto riguarda la piazza”. Ma avevate detto che non si potevano fare prima i lavori di Corti perchè così facendo i cittadini non avrebbero avuto sbocchi di uscita perché Via Macallè è attualmente chiusa al traffico, quindi avreste fatto prima i lavori di Via Macallè per decongestionare il transito delle auto: “Ma visto che Uniacque non farà più i lavori di sistemazione dei tubi sottoterra nel caso dovessimo fare la chiusura del centro si tratterebbe di pochi giorni. Quindi i problemi sarebbero notevolmente ridotti. L’obiettivo comunque è di fare questo primo lotto funzionale entro fine anno. E comunque ci tengo a sot- SOLTO COLLINA INTERVENTO - MINORANZA “La maggioranza si ricordi che non ci sono cittadini di serie A e cittadini di serie B” La lentezza con la quale si muove il Comune di Solto Collina è facilmente dimostrabile: le deliberazioni assunte in C.C. il 09/ agosto/2012 ad oggi non sono state ancora pubblicate. A noi risulta che un Atto del comune non è “efficace” fin tanto che non è stato pubblicato e pertanto la variazione di bilancio al punto 1) dell’O.d.G. non è efficace... la nomina dei componenti della Commissione Biblioteca (di cui al punto 2) non è efficace Ivan Gatti e così via e la dove sono state dichiarate immediatamente esecutive e quindi fossero efficaci, rimane pur sempre un notevole ritardo nell’informazione pubblica degli Atti amministrativi. Siamo favorevoli alla partecipazione del comune di Solto Collina alla spesa per la manutenzione dei sentieri con ulteriori 5000 euro (come comunicato dall’Assessore ai Lavori Pubblici Consoli alla Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi); solo auspichiamo che la stessa attenzione venga riservata ad esempio anche agli abitanti della frazione Cerete, che lamentano l’assenza di segnaletica stradale, la presenza di buche ecc... Non dimentichiamoci che la maggiore entità del gettito IMU del Comune di Solto Collina deriva appunto dalle aree a sviluppo di seconde case come il Cerete o la località Apostoli. Anche agli abitanti di queste frazioni va riservata la giusta attenzione per non creare sacche abitative di serie A e di serie B. Non contestiamo le priorità che il Comune si è dato ma ricordiamoci di TUTTI; non si possono trovare le risorse per alcuni e non per altri! Grazie per lo spazio concessoci. IL GRUPPO “VIVA SOLTO” BOSSICO INTERVENTO tolineare che le tempistiche tante volte non dipendono da noi. Per quanto riguarda Uniacque non hanno le risorse per intervenire sulle reti e quindi noi facciamo i lavori che ci competono senza aspettare”. E Via Macallè? “Anche quelli saranno lavori divisi in due lotti funzionali, ne discuteremo nel prossimo consiglio comunale di fine mese, sono fiducioso, abbiamo lavorato bene”. Vi siete incontrati assieme agli altri sindaci con Uniacque, c’è un po’ di malumore per la proposta di Uniacque di voler aumentare le tariffe: “Beh, quando ci si trova a ragionare sugli investimenti ogni Comune spera che vengano fatti nel proprio paese ma tante volte non è possibile, le risorse sono quelle che sono. D’altro canto mettere in piedi un’operazione imponente come Uniacque comporta molte problematiche e quindi preferisco stare a vedere cosa succede prima di dare giudizi”. Questione rifiuti: “So che molti ci guardano con curiosità per la nostra scelta di cedere il ramo d’azienda al posto di affidare i servizi come hanno fatto tutti gli altri Comuni ma noi andiamo avanti per la nostra strada, sono convinto che miglioreremo il servizio e anche la tariffa rispetto ad oggi a vantaggio dell’utenza e oltre a questo tentiamo di recuperare risorse per il Comune”. E poi c’è l’asso nella manica, che Bonomelli si giocherà ad autunno inoltrato e che si chiama variante al PGT: “C’è qualcosa di grosso che bolle in pentola ma lo dirò al momento opportuno”. FONTENO IL SINDACO MARINELLA COCCHETTI PIANO DI LOTTIZZAZIONE Qui difendiamo i bambini Procedura snella per “Le corti sul lago” E’ questa la frase che leggeremo sul cartello stradale che verrà posto all’ingresso del paese, un segnale chiaro forte ed eclatante dell’attenzione e della sensibilità da parte dell’Amministrazione e della popolazione verso la tutela del mondo dell’infanzia. Sabato 22 settembre alle ore 16,00, presso la sala consigliare, la scopertura della targa e la firma del Marinella Cocchetti protocollo d’intesa alla presenza delle autorità, andranno a sancire un importante e simbolico gemellaggio fra il comune di Bossico e l’associazione Prometeo Onlus- Lotta alla pedofilia e tutela infanzia violata, associazione da molti anni impegnata in prima linea sul difficile fronte della difesa dei minori. Saremo il secondo comune italiano, dopo Albettone (Vi), a dire no alla pedofilia e no alla violenza sui bambini. L’obiettivo che ci dobbiamo prefiggere, noi amministratori sostenendo le associazioni, è quello che ogni bambino, a prescindere della razza e dalla provenienza sociale, possa crescere sentendosi rispettato nella sua dignità di persona, in tutti quelli che sono gli aspetti di un essere umano! dare un segno chiaro, forte, eclatante dell’attenzione e della sensibilità da parte dei Comuni aderenti verso il mondo dell’infanzia, per gridare che il nostro paese sta dalla parte dei bambini, li difende e li tutela. Non vogliamo e non siamo tenuti, a giudicare, condannare o assolvere per i reati commessi, ma a difendere, prevenire, formare e informare. Marinella Cocchetti Sindaco di Bossico ‘Le corti sul Lago’ piano di lottizzazione che fa capo alla società Week end Casa srl con sede a Clusone di Gian Pietro Savoldelli e a Carlo Cadei di Fonteno potrebbe prendere forma a breve. Nei giorni scorsi infatti la giunta comunale guidata dal sindaco Alessandro Bigoni ha stabilito di non assoggettare la variante urbanistica connessa al progetto del piano di lottizzazione alla procedura di Valutazione Ambientale, la cosiddetta Vas che prevista dal nuovo PGT e quindi di snellire notevolmente la procedura. Naturalmente vista la zona particolarmente suggestiva sono stati posti dei vincoli ben precisi: la strada comunale per la località Costa (che delimita la lottizzazione) visto che è panoramica deve mantenere le caratteristiche di strada agrosilvopastorale e si dovrà prevedere lo smaltimento dell’acqua raccolta dalla strada comunale anche provenienti dai terreni in edificati posti a monte, acqua ora dispersa per drenaggio sui terreni di valle, per evitare il ruscellamento sulle superfici edificanti sottostanti. Per non sovraccaricare le reti e gli alvei dei corsi d’acqua, il Comune chiede anche di dotare ciascun edificio di vasche di laminazione (cisterne interrate). Inoltre le case che per altezza interferiscono con la visuale dalla strada verso il lago, devono rimanere tra loro staccati, evitando l’interposizione di elementi quali pergolati o tettucci di collegamento tra i muri degli edifici. Il corso d’acqua presente nella posizione centrale dell’area deve essere valorizzato e preservate le fasce di rispetto. I proprietari devono inoltre salvaguardare il percorso di fruizione paesistica indicato dal PGT nel tratto di strada posto a monte della lottizzazione quale interesse collettivo, piantumare le aree sia pubbliche che private e dotare i piani terreno degli edifici di vespaio aerato sia per evitare la risalita dell’umidità, che per favorire l’allontanamento del gas Radon. Insomma, concessione sì, ma con qualcosa in cambio per il paese. 27 Alto Sebino P ianico Araberara - 14 Settembre 2012 AL SANTUARIO DI SOVERE Il saluto di Don Claudio Brena, che dopo 15 anni lascia Pianico per Comun Nuovo Una giornata di festa unita a tanta commozione quella che ha vissuto la comunità parrocchiale di Pianico nel giorno del saluto a don Claudio che dopo 15 anni lascia la parrocchia per il luovo incarico pastorale a Comun Nuovo. Quindici anni di intensa attività attraversati da momenti di serenità, di gioia senza togliere certamente qualche preoccupazione. Il tutto, sotto lo sguardo fiducioso del Signore che lo ha chiamato al sacerdozio e certamente sotto la protezione della Madonna che ha sempre occupato un posto privilegiato nel cuore di don Claudio. Da qui la scelta di concludere il suo ministero pastorale: “Un caro saluto alla Madonna della Torre sempre a me tanto cara”. Dopo la S. messa nella parrocchia di Pianico, ben vissuta, ben partecipata e piena di momenti di commozione generale, un nutrito numero di amici e parrocchiani di don Claudio ha condiviso un pranzo conviviale presso il punto di ristoro del Santuario della Madonna della Torre. Dopo il pranzo un in- contro con la comunità di Endine che per l’occasione aveva organizzato una fiaccolata “SovereEndine” per dare inizio ufficiale alle attività della parrocchia. Nel tardo pomeriggio, sempre in santuario, don Claudio si è congedato dalla sua gente con un’ultima preghiera alla Madonna. “Un grande grazie anche alla Madonna della Torre tanto cara al Vicariato ma anche tanto cara a me personalmente”. Cosi’ si è espresso don Claudio. Perché questo grande attaccamento di don Claudio alla Madonna della Torre? “Semplicemente perché qui ho celebrato il mio 25° anniversario di ordinazione sacerdotale e il 50° anniversario di matrimonio dei miei genitori. Un legame affettivo il mio” – ha continuato don Claudio – “ma anche un’occasione per chiedere alla Madonna di proteggermi nel nuovo ministero a Comun Nuovo”. Tanta emozione sul volto di don Claudio: un segno tangibile che durante questi quindici anni di servizio pastorale il suo amore e il suo attaccamento alla comunità di Pianico è stato grande. 28 R ogno INTERVENTO Araberara - 14 Settembre 2012 ROGNO - CENTRO CULTURALE Torna la questione moschea Si ritorna a parlare di moschea a Rogno, o meglio centro culturale, dopo la sentenza del Tar che ha dato ragione all’associazione musulmana che ha acquistato una casa per trasformarla appunto in centro culturale, spuntano retroscena. La passata amministrazione, guidata da Guerino Surini (a sinistra) aveva detto no al centro culturale: “Ma la maggioranza allora su questo argomento si era spaccata – spiega un addetto ai lavori – Surini e altri erano d’accordo, anche perché sostenevano, la casa si trovava in un posto isolato, molto bello e non ci sarebbero stati problemi, ma poi, si era a fine mandato, non se ne fece più nulla”. Adesso la questione torna alla ribalta perché l’associazione musulmana non si è data per vinta ed è ricorsa al Tar che in prima sentenza gli ha dato ragione. Ora la patata bollente è nelle mani del sindaco Dario Colossi (a destra) che sembra proprio non volere dire di sì. CASTRO – RICORSO DELLA LUCCHINI SULLA VECCHIA ICI Mario Gualeni: “Rifatta la Scuola Materna. Partono i lavori di Piazza Cubani. Uniacque: come si fa a non essere arrabbiati?” Mario Gualeni è uno che non le manda a dire. E così mentre da una parte tiene d’occhio la sua Castro dall’altra non disdegna qualche nuova puntatina nella politica nazionale, lui che è di Centro ed è uno dei punti di riferimento della Cisl bergamasca. Intanto sul fronte Castro sono stati rimessi a nuovo i bagni della Scuola Materna di Castro: “Abbiamo rifatto tutti i servizi igienici – spiega Gualeni – dei bambini e delle insegnanti, un lavoro di circa 70.000 euro, finanziato in parte con un Mutuo”. La scuola materna si trova in via Giovanni XXIII e conta 56 bambini iscritti, due classi da 28, bambini che arrivano anche da Lovere. Intanto ci siamo, a fine mese partono i lavori per la nuova piazza Zubani: “Abbiamo chiesto un finanziamento di circa 200.000 euro alla Cassa Depositi e Prestiti – continua Gualeni – andremo a chiudere i lavori prima di Natale, non possiamo più sforare dopo dicembre, altrimenti non ci consentono di pagare”. E finalmente è arrivato l’importo che la Lucchini dovrebbe pagare per l’ICI arretrata che non avrebbe mai versato al Comune di Castro: “La cifra è importante – spiega Gualeni – ma purtroppo andremo avanti anni perché la Lucchini ha presentato ricorso. Dico solo che l’IMU che ci devono dare è aumentato di almeno il 70% di quanto ci dovevano dare prima perché il catasto nel computo ha inserito anche il valore degli impianti. Chiaro quindi che loro non sono contenti e hanno presentato ricorso, ma c’è una legge che stabilisce che gli impianti devono entrare a far parte della rendita”. Uniacque: “Come si fa a non essere arrabbiati con Uniacque? chiamano noi sindaci in riunione e ci dicono che siccome non hanno i soldi bisogna alzare le tariffe ai cittadini, ma scherziamo?”. Un occhio anche alle politiche del 2013: “Il Centro? Macchè Centro, ormai tutti dicono di essere del Centro ma questo non è il Centro, è intasato, è solo una grande ammucchiata, tutti la menano con ‘sto Centro, ma per far nascere davvero una forza nuova che sia una casa dei moderati, né troppo a destra, né troppo a sinistra bisogna che capi e capetti rinuncino e si mettano in discussione, ma se Casini fa il suo gruppo, Rutelli il suo e gli altri anche, si creano solo squadrette e basta. Ci mancavano anche i nuovi partiti locali, penso ai ‘Normalisti’ di Privato Fenaroli. Tutte cose che fanno perdere credibilità. Noi, e mi metto dentro anch’io, dobbiamo sostenere ma non dobbiamo più pretendere di essere i leader, finchè non lo capiscono sarà tutto inutile”. ROGNO - MEMORIAL DAVIDE FARDELLI Vince l’australiano argento a Londra Memorial Fardelli di quelli da bersi tutto d’un fiato, come ha fatto Rohan Dennis (team Jayco) che ha vinto con un tempo da record l’8° trofeo Davide Fardelli, una delle più importanti rassegne mondiali del ciclismo giovanile. Una media da più di 50 km orari per Rohan Dennis (argento olimpico nel quartetto australiano) ma anche per Damine Howson altro australiano che ha fatto vedere che i canguri non sanno solo giocare a rugby ma pedalano pure forte, molto forte. Male gli italiani, non pervenuti o quasi nella classifica che conta. Ma bene, benissimo, il trofeo Fardelli che ormai è il punto di riferimento della velocità che conta nel ciclismo giovanile italiano. Intitolato a Davide Fardelli, appassionato di ciclismo che se ne è andato sette anni fa per una caduta proprio in bici, è organizzato dalla famiglia che nel nome di Davide fa rivivere quella velocità, quelle emozioni, quella luce che Davide continua a far brillare da lassù. ROGNO E’ nato il Portale del “mangiare in valle” Chi sull’informatica ci lavora da anni si coltiva le sue idee e poi le sviluppa. Questa sembra l’uovo di Colombo, per stare sulla gastronomia. Gianluca Giudici è titolare di un negozio di informatica, la LSG Servizi Informatici con sede alla Rondinera di Rogno, ha inventato un Portale www.mangiareinvalle.it in cui si possono trovare le opportunità per andare a pranzo o a cena dopo aver visionato una vasta gamma di opportunità e di offerte specifiche. I titolari dei ristoranti con una cifra di 100 euro l’anno, possono inserire nel portale il loro ristorante, con le immagini, il menu, il prezzo, il servizio. Gli utenti possono scegliere sia in base al menu (secondo le proprie voglie e le proprie esigenze) sia in base alla localizzazione del ristorante (sul lago, in collina, in montagna). Per ora il portale è un’offerta rivolta alla Valle Camonica, ma intende allargarsi alla Val Cavallina e alla Valle Seriana. Il portale è partito in agosto e ha già una ottima visibilità ma ovviamente si allargherà con l’adesione di sempre più utenti. E poi anche una nota a margine: non solo ristoranti ma anche agriturismi e botteghe per utenti che vanno cercando un negozio secondo le loro esigenze. Quindi anche le botteghe possono aderire all’iniziativa. Alto Sebino Colossi La patata bollente passa a Colossi accentratore, quasi Podestà Abbiamo letto in uno dei numeri scorsi la lettera quasi anonima (ma nemmeno troppo) commissionata da qualcuno dell’attuale amministrazione che “parassitava” anche nella precedente, la cosa buffa è che abbiamo rasentato il ridicolo, nel nostro Comune non c’è memoria storica di un amministratore che coinvolge il proprio figlio per scrivere due righe, scelta fatta per limitate capacità culturali. La cose che più ci hanno fatto scalpore sono le amnesie del committente che ha mal guidato lo scrittore (M.M.), peraltro nemmeno residente nel comune di Rogno, probabilmente il suo esilio forzato nella vicina provincia gli hanno fatto dimenticare, a nostro parere volutamente, molti eventi di cronaca che si sono susseguiti nel paese (alcuni anche di cronaca nera). Ci permettiamo allora di ricordare al “finto cittadino” che la precedente amministrazione ha dovuto convivere con eventi al limite del penale (volantini anonimi, scritte sui muri e bulloni di ruote svitate ecc.), eventi che sono “magicamente” cessati con l’insediamento dell’attuale amministrazione, non andiamo oltre perché il paese è piccolo e tutti sanno chi erano, ma volevamo solo rinfrescare la memoria di chi c’era ma preferisce non ricordare, quindi, non millantiamo il merito di Colossi per la cessazione di questi eventi semmai chiediamoci perché avvenivano prima e non avvengano più ora. Va ricordato che le minoranze di oggi esercitano il loro ruolo correttamente, non si può dire cosi delle precedenti… ora con elementi in maggioranza. Ci sia consentito poi, di dissentire sull’operato di Colossi, che in un periodo cosi difficile economicamente ha fatto poco per unire e molto per disgregare, le uniche opere fatte sono lo splendido marciapiede (per intenderci quello del contributo perso per la carta d’identità scaduta) e il bellissimo ponte (acquisto a peso d’oro per 150.000 euro di un terreno di poco valore) con costo sostenuto totalmente dai cittadini di Rogno. Concludendo caro “finto cittadino”, queste non sono lettere anonime ma solo INFORMAZIONE diversa da quella che gira sui giornali Comunali “faziosi e patinati”, la realtà è ben diversa. Lo comunichiamo in maniera democratica a quei (68 % circa) di cittadini che non hanno votato la Lista Colossi (non dimenticatelo!!). Comunque su una cosa siamo d’accordo, Colossi è un accentratore (una volta si chiamava podestà), lo dimostrano le numerose dimissioni e i dissidenti nella sua maggioranza e se proprio si vuole parlare di tranquillità, si evidenziano i rapporti e risultati ottenuti nelle Società Partecipate (Consorzio Vallecamonica e Valcavallina) dove nel tentativo di contare di più, conta sempre meno. Vogliamo continuare la nostra modesta opera INFORMATIVA, sempre per quel 68% dei cittadini di Rogno che non l’hanno votato. L’ informazione è per quelli che si chiedono come mai la legna accatastata nei pressi del laghetto sia li ferma da quasi due anni, non è arredo urbano, ma è ancora nella posizione originaria perché il suo taglio (parere organi competenti) fu fatto irregolarmente. A breve ci sarà un pronunciamento della Magistratura su tutto il “patatrac” che ha combinato nel fiume per la creazione di un campo volo. A tale proposito, ricordiamo anche il “non so nulla“ dichiarato dal sindaco in risposta alla minoranza che chiedeva spiegazioni. BUGIA: risulta in Comunità Montana dei Laghi, la presentazione del progetto del campo di volo nel fiume Oglio, con allegata dichiarazione del Comune e accompagnata da Carta D’Identità del sindaco, questa volta non scaduta. Lettera firmata 29 IL SINDACO Maurizio Esti a tutto campo: “Obiettivi primi cento giorni tutti raggiunti”. Ma il clima resta caldo a Solto… “Il potere logora chi non ce l’ha” (An. Ma.) Maurizio Esti si confessa in una lunga intervista che pubblicheremo, per motivi di spazio abbiamo dovuto spostarla, sul prossimo numero di Araberara. Un Sindaco che spazia in lungo ed in largo a cominciare dai primi cento giorni di mandato… “fatto tutto quello promesso”, che entra a gamba tesa quando serve… “con Gatti, l’ex Sindaco, rapporti inesistenti, un gruppetto ormai isolato in paese cerca di spaccare la maggioranza ma non ci divideranno nemmeno con la motosega…” e che per finire getta una sguardo sul futuro… “Mi piacerebbe risolvere il problema del trasporto scolastico”. Soltesi pazienza, sul prossimo numero in edicola il 28 settembre ne leggerete delle belle… 30 I trent’anni della Polisportiva Sport e Passione Solto Collina festeggiati… in azzurro IL PRESIDENTE DELLA POLISPORTIVA Paris l’highlander con le infradito: ANDREA MARCHESI Una “zingarata” a Coverciano, quartiere di Firenze e sede del ritiro della Nazionale Italiana, così la Polisportiva Solto Collina ha deciso di festeggiare i suoi trent’anni di attività. Lunedì 3 settembre, si parte dal piazzale di fronte all’oratorio, l’eccitazione è palpabile nelle 55 persone che hanno aderito all’iniziativa, come farsi scappare l’opportunità di conoscere quegli idoli strapagati che si ammirano solo dalle figurine, racchiusi nello schermo di un televisore. 55 persone decise a squarciare il velo e la distanza dalla notorietà. Tutti in fila sul pulman e Don Antonio Fedrighini attacca con la preghiera che siamo già quasi in autostrada, poi l’augurio del Presidente della Polisportiva Umberto Paris che si conclude con una sonora risata della truppa per un presidente decisamente fuori dagli schemi… Paris come mai in infradito che oggi chiamano pioggia? “Di solito vado in giro a piedi nudi, oggi ho fatto un’eccezione…” mi fredda durante la prima sosta all’Autogrill. Maurizio Esti, il Sindaco ed ex Presidente della polisportiva, si gode la sigaretta e mi guarda con diffidenza… Poi Sindaco passo da lei per l’intervista… “Mamma mia ci sono anche quelli di Araberara…” e ride. L’autostrada si dipana e sui sedili si attaccano i soliti discorsi: crisi e ovviamente il calcio. “I giornalisti dovrebbero stare zitti, avevano detto che Giovinco era rotto per due settimane, ha fatto una doppietta ieri”. L’aria si scalda e divento sempre più corpo estraneo, ma la compagnia è ottima e mi godo i discorsi. In parte a me sul pullman Fabio Zanni, vicepresidente che mi illustra la storia della polisportiva: “Siamo nati nell’82, quest’anno abbiamo fatto 30 anni, in tutto la Polisportiva ha tre squadre, due di dilettanti di calcio a sette e l’altra di pulcini”. Ovviamente tutti presenti alla gita con al collo i genitori. “Qualche anno fa avevamo anche le ragazze – spiega Zanni – una squadra di allievi, di ginnastica ritmica, e di pallavolo”. Ora c’è solo calcio… “Le due squadre di calcio a sette militano nei campionati provinciali, la prima nel gruppo C, la seconda nel gruppo D”. L’una spaccata arriva con all’orizzonte il “cupolone”, quello fiorentino di Brunelleschi. Le pance borbottano, sosta per il pranzo. Ovviamente menu tipico con tanto di Araberara - 14 Settembre 2012 “Abbiamo tenuto unito il gruppo come una famiglia, con umiltà e generosità” fegatini e pappardelle alla chianina, scorre il Chianti e i discorsi… “Allora Sindaco! Ti aspettiamo alle riunioni con idee nuove e magari con un cospicuo contributo del Comune”. Esti sorride, le polemiche che bollono a Solto almeno oggi sono dimenticate. Il Don pontifica sulla fede e traccia un ritratto del Card. Martini per un non credente… “L’ateismo Andrea può essere benzina per la fede”. Mi parla dei rapporti con il filosofo Massimo Cacciari, suo ospite qualche settimana fa a Solto Collina… “Il problema oggi è che i parroci non hanno più tempo per studiare, devono correre dietro a tante cose materiali, non abbiamo più tempo per curare l’aspetto spirituale di ascensione della fede”. La butto lì… Potreste chiedere al Vescovo di affiancarvi dei collaboratori o tuttofare… “Sarebbe una soluzione”. L’aria frizza alla sola esortazione “ora si va dagli azzurri”, tutti i piedi, l’emozione sale. Alle porte del centro sportivo di Coverciano ci aspetta la guida che ci accompagnerà nella visita al museo del calcio. Zanni, il vice del Presidente Paris non ha lasciato nulla al caso, organizzazione perfetta. Si parte con i primi titoli mondiali degli anni trenta, la maglia di Silvio Piola ricamata dalla madre e con scritto: “Vienna 24 marzo 1935, Austria 0 Italia 2 Piola à (da notare l’assenza della H ma con l’accento…) segnato entrambi i goal. Prima partita di Piola in Nazionale”. Ricamo d’orato in parte allo stemma sabaudo e al fascio littorio. Decisamente altri tempi… E poi le due coppe Rimet e la terza sfiorata che ci avrebbe fatto portare a casa la coppa definitivamente, titolo che è poi andato al Brasile. Scalda gli animi brizzolati la maglia di “O Rei” al secolo Pelé autografata , per i più giovani bisogna aspettare il piano interrato, le scarpette e i calzoncini di Can- navaro e la coppa del mondo del 2006 nell’attesa di vedere i muscoli e il sudore in carne ed ossa… Il gruppo si spacca e qualcuno si infiltra nel centro sportivo, gli altri vengono relegati dai body guard in tribuna in attesa che gli Azzurri escano per l’allenamento. Don Antonio è a capo della frangia dei “disobbedienti”, “sono il parroco benedicente” e l’hanno lasciato stare dove non si poteva insieme a tutti i giornalisti e al sottoscritto. Liberi di prenderci un caffè al bar della nazionale, vedere dove mangiano gli Azzurri e dove si rilassano. Liberi anche di fare due chiacchiere con chi è da un ventennio a stretto contatto con i giocatori. La barista è una signora distinta ed educata, ci guarda con indulgenza e ne approfittiamo…. Chi è il più tranquillo? “Sicuramente Baresi, un uomo davvero di classe”. Un colpo al cuore per un’interista… Il più rompipalle? “Sicuramente Cassano, quando è qui è un disastro, un uomo davvero capriccioso”. Avrei giurato fosse Balotelli… “Lui quando è qua non sai neanche di averlo, scende dalla camera, mangia alla svelta e risale. Non sai nemmeno se c’è o non c’è”. Parte l’allenamento, una corsetta di cinque minuti basta per mandare in visibilio i bambini, ma anche i più grandi, sugli spalti. La pioggia batte ma nessuno muove un passo dalle tribune, gli Azzurri vanno negli spogliatoi e inizia l’assedio per “rubare” una foto con Cesare Prandelli, il c.t., e gli altri giocatori. Il Don fa da intermediario, il potere non troppo illusorio del colletto fa il suo effetto e la truppa si raduna con Prandelli davanti all’entrata di Coverciano. A foto fatta si sente urlare “uno di noi”, quasi a rimarcare un’umanità inaspettata proprio da chi è frastornato dal clamore della ribalta. Poi le foto di rito con i giocatori di passaggio, Marchisio, Buffon, Giovinco, Verratti, Destro, Barzagli, Maggio, Insigne e l’assedio dei giornalisti. La Polisportiva Solto Collina per il trentesimo di attività strappa una comparsata sull’edizione serale del Tg1 e poi sul TgCom24 e anche su Sky. Forse un picco di notorietà per chi la palla la fa girare da trent’anni, senza teatrini ma solo con il sacrosanto sudore della normalità. Quelli che la sera dopo il lavoro, estate ed inverno, si inchiodano al fango del campetto, i veri forse eroi di uno sport abbagliato da un Olimpo fittizio. “Bell’obbiettivo, belle soddisfazioni”. Umberto Paris Presidente della Polisportiva commenta così i trent’anni del “suo” gruppo, lui che è il presidente storico rimasto in carica per più di vent’anni. Paris che le ha viste tutte… “Scudetti con i dilettanti, gli esordienti e i pulcini. Abbiamo fatto tantissime iniziative in questi anni”. Come per esempio i tornei di calcio in notturna con giocatori anche di serie A… “Il top nella bergamasca”. O gli ultimi due tornei di calcio dei Pulcini nazionali delle squadre più blasonate (Milan, Inter, Atalanta, Albinoleffe, Torino, Verona, Brescia, Monza, Chievo Verona, Cremonese e Tritium) ma anche gite a Parigi, gemellaggi sportivi con Vietri sul Mare, anche la partecipazione al Giubileo del 2000 e un’udienza privata dal Papa in occasione del 20° anniversario. Ma non c’è solo il calcio… “Abbiamo organizzato tre campionati italiani di boccette nella struttura dell’Oratorio, con la presenza di tutti i ‘master’ italiani, un campionato italiano di calcio balilla e poi abbiamo ospitato due concerti del Bepi e addirittura tre volte gli spettacoli del Mago Silvan… e stavo dimenticando le giornate di pesca alla trota oraganizzate per i bambini e le loro famiglie” . La Polisportiva di Solto Collina ha vissuto questi trent’anni sulla cresta dell’onda, a tutti i livelli. Come festeggerete Paris questo traguardo? “Faremo una grande festa, oltre alla gita a Coverciano. Ci sarà anche Belen con la sua farfallina…”. A Paris piace scherzare e forse sta qui il segreto, tutta gente che sta insieme per divertirsi e coltivare la proprie passioni… “In questi anni siamo stati capaci di tenere unito il gruppo come una famiglia, con tanta generosità e umiltà. Questa è la cosa fondamentale”. Qualche momento difficile l’avrete pur avuto, dopo la vostra nascita nell’82… “Ci sono stati due anni difficili, eravamo stanchi, abbiamo fatto entrare i giovani nel gruppo, forze fresche che sono state per noi come vitamine”. Vuole ringraziare qualcuno? “Tutti i soltesi, soprattutto gli sponsor che con noi sono sempre stati generosi. Ma anche chi in questi anni ci è stato vicino, gli allenatori, i segretari, i consiglieri e collaboratori, le donne e i giovani che ci hanno aiutato, Don Antonio e i vari sindaci”. Il futuro cosa vi riserverà? “Vedremo, quello che posso ora assicurare è che non ci mancherà mai l’entusiasmo”. 31 Alto Sebino Alto Sebino Solto Collina Araberara - 14 Settembre 2012 Basso Sebino Il prosieguo degli articoli “PANE E POLVERE” verrà pubblicato sul prossimo numero di Araberara del 28 settembre 2012 LETTERA Tavernola: soldi per le feste… e la scuola? Ho letto degli oltre settemila euro che il Comune ha speso per una festa estiva. Si rimane allibiti di fronte a queste notizie, visto che le scuole tavernolesi chiedono ai genitori soldi per la carta igienica ed i bidelli sono ridotti a dover pagare di tasca propria i detersivi per pulire le aule. Una vergogna! Come vergognoso sarebbe sentirsi dire che le spese per i detersivi e la carta igienica per le scuole non sono di competenza comunale… Mi sembrava che dovessero iniziare i lavori sulle scuole quest’estate, ma pare che si siano solo ricavati negli spazi destinati alla scuola media nuovi bagni per la scuola materna che quindi si mischieranno nella gestione dei locali, forse anche con qualche rischio di sicurezza nell’assistenza dei più piccoli. I lavori sono poi stati eseguiti ad aule già pulite, e questo la dice lunga sul rispetto che chi organizza questi lavori ha del lavoro altrui. Ovviamente il già ridotto personale ha dovuto ripulire di nuovo, e per di più pagare i detersivi. Grazie dell’attenzione. Distinti saluti Un genitore VIGOLO – FIRMATA LA CONVENZIONE PER IL SEGRETARIO CON CETO Il Comune si sposta… verso Brescia Il Sindaco e l’elisoccorso: “Ho 20.000 euro da parte ma non bastano, aspetto un contributo e dei privati” Vigolo il comune al limite tra le due province fa un passo, almeno amministrativamente, verso Brescia. In questi giorni il Sindaco Angelo Agnellini ha firmato la convenzione per il nuovo Segretario Comunale con il comune di Ceto nel bresciano. Finalmente Vigolo avrà il suo segretario anche se solo al 25%. Soddisfatto Sindaco? “Prima devo vederlo lavorare”. Come suo soliAngelo Agnellini to Agnellini scherza, ma non sui piani futuri che ha per il suo paese. Sindaco qual è il suo sogno nel cassetto? “L’elisoccorso, per ora ho 20.000 euro da parte ma non bastano. Purtroppo il momento non è dei più facili e le risorse scarseggiano. Proverò a chiedere qualche contributo e starò a vedere se qualche privato vorrà partecipare alla spesa”. TAVERNOLA – IL CANTIERE DEL NUOVO ORATORIO L’estate rallenta i lavori, inaugurazione slittata ad ottobre (An. Ma.) Non c’è da disperare, la comunità di Tavernola avrà il suo nuovo oratorio ma dovrà ancora aspettare e vedere se l’attesa pagherà. L’estate ha allungato le tempistiche della consegna, Don Annunzio Testa, da Araberara in questi mesi più volte interpellato, aveva stimato la chiusura lavori a settembre. Il mese è arrivato inesorabile ma nel cantiere si sente ancora picchiare. Don Annunzio ha fissato la data dell’inaugurazione? “Non ancora, le ferie hanno rallentato le previsioni, le vacanze estive hanno inevitabilmente causato qualche stop. Nulla di preoccupante…”. Fine lavori slittata quindi? “Forse di non molto, ma slittata. Ora bisogna fare il punto su quello che ancora manca e vedere i tempi tecnici scadenzando il lavoro”. Parliamo di ottobre? “A questo punto non mi sbilancio, ma può essere”. A che punto siamo con i lavori? “Sono le ultime cose quelle più difficili, mancano solo i componenti finali, i pavimenti sono in via di posa, come le attrezzature e i serramenti, come ultima cosa procederemo con la tinteggiatura”. Don Annunzio lapidario ma tranquillo, vede la luce in fondo al tunnel, considerando la portata ed il costo dell’opera bisogna fare le cose con calma e bene. Tuttavia come spesso abbiamo scritto il nuovo oratorio avrà un’inaugurazione monca, il piano in mezzo quello della sala della comunità verrà attrezza- to e predisposto in seguito. Mancano le risorse, del resto la cifra spesa fino ad ora è ingente, si parla di più di 4.000.000 di euro. Una spesa coperta per il 90% circa, da qui il motivo dell’inaugurazione “monca”. PREDORE – VENTESIMA PROVA DEL TROFEO DELLO SCALATORE 134 concorrenti la spunta Vassalli 32 Araberara - 14 Settembre 2012 PREDORE – LA POLEMICA TAVERNOLA CURIOSITÀ CULTURALE Successo di pubblico e partecipanti domenica 26 agosto per la scalata ciclistica che parte da Predore e sale verso Parzanica organizzata dall’A.S.D. Polisportiva comunale Predore, in collaborazione con l’A.S.D. Amici del Pedale Predore e il Team Tex Chiuduno. Questa prova del Trofeo “Scalatore Orobico” U.D.A.C.E. aperta a F.C.I. Bg, con un percorso che, oltre ad essere spettacolare per il paesaggio, è di notevole livello tecnico. La Predore-Parzanica è ormai diventata una classica di fine estate, imperdibile per gli atleti lombardi ed è giunta quest’anno alla 13° edizione che ha visto anche l’assegnazione del 30° Trofeo Don Michele Signorelli e del 22° Trofeo Don Giovanni Lanza. A spuntarla dopo una gara spettacolare è stato Andrea Vassalli in splendida forma atletica. TAVERNOLA - INTERVENTO Strade e poste: disagi a Tavernola Non si vede fine al peggio: a quale altro declassamento dovrà assistere, nell’indifferenza degli amministratori locali, la popolazione di Tavernola? Il paese che dovrebbe decollare sulle ali del turismo nel giro di pochi mesi ha subito la chiusura della pista ciclabile e quella a singhiozzo della strada litoranea per Lovere, e ciò in seguito alla caduta sulle carreggiate di alcuni sassi. Provvedimenti presi per “salvaguardare l’incolumità dei passanti”. Bella forza! Invece di mettere in sicurezza i versanti franosi, si impedisce il passaggio sulla strada: se non passa nessuno, non muore nessuno. (A meno che qualcuno passi lo stesso, ma in quel caso si gli capita qualcosa, affari suoi, così impara a voler passare sulle strade!). Togliere di mezzo o minimizzare le cause del pericolo, è proprio così difficile? *** cose. Poiché pare che la direzione provinciale di “Poste Italiane” possa fare quello che più le piace, vista anche l’acquiescenza degli amministratori locali, mi permetto di suggerire l’unica cura che potrebbe forse produrre qualche effetto positivo: perché i nostri pensionati non provvedono al più presto a delegare alla banca la riscossione della loro pensione? Il trasferimento non costa nulla, inoltre alcune banche (anche a Tavernola) per la riscossione mettono a disposizione dei pensionati il conto corrente gratuito. Io l’ho già fatto e ne sono completamente soddisfatta. Una fuga generalizzata dei soldi potrebbe essere, per i responsabili di Poste Italiane, un argomento più convincente di tanti discorsi. Cristina Bettoni Quest’estate poi un’altra “novità” ha vivacizzato la routine quotidiana: la chiusura a singhiozzo dell’ufficio postale ha infatti mobilitato la vita di anziani pensionati e infelici destinatari di raccomandate costretti a ripetuti viaggi e a lunghe code (queste, per altro, favorevoli alla socializzazione se non turbate dal sole rovente o dalla pioggia sulle teste degli utenti in fila all’aperto). Per la prima volta dopo più di un secolo di “onorato servizio”, a partire dal mese di luglio l’ufficio postale di Tavernola sta “osservando l’apertura” per soli tre giorni settimanali (lunedì, mercoledì e venerdì), senza che ciò sia giustificato in alcun modo dalla diminuzione della mole di lavoro: basta osservare le lunghe code nei giorni del pagamento delle pensioni e l’affollamento costante dell’angusta sede dell’ufficio per rendersi conto del disagio creato da questo stato di PARZANICA - LA MINORANZA MEDITA SUL PGT Non c’è spazio per le acacie nella “Consiglieri quasi tutti imparentati nuova Piazza Vittorio Veneto. con i privati. Non vorrei restare Il Sindaco: “Metteremo degli ulivi...” solo ad approvare il PGT…” (AN. MA.) Il progresso inevitabilmente lascia dietro di se qualche vittima… Nei progetti per la riqualificazione di una parte della Piazza Vittorio Veneto a Predore non sono più previste le acacie che dimorano lì da più di vent’anni. La gente mormora e qualcuno storce il naso… “Prepariamoci a salutare le Acacie, come le chiamano tutti volgarmente, del Lungo Rino di Piazza Vittorio Veneto, per sempre. I caldi pomeriggi trascorsi sotto le fronde di esse, le fioriture generose che sfumano dal bianco al rosa cremisi, così come il mesto raccoglimento delle foglioline al calar del sole, quasi a voler ricevere la brezza che scende dal Mut, rimarranno solo un ricordo. Verranno rimpiazzate da altri Olivi, per contribuire ad ampliare la vasta biodiversità di Predore, che si sta trasformando in un deserto di Olivi...”. Questo l’intervento apparso su uno dei più popolari social network nella pagina del gruppo di minoranza “La voce di Predore” del capogruppo Livio Morina. A Predore quindi ci si strugge per la acacie ma il Sindaco Scippato il Maestro di Cambianica Chi si interessa di cose storiche tavernolesi sa che gli affreschi del Chiesone (chissà perché alcuni si ostinano a chiamarlo san Michelone?), la chiesetta romanica di Cambianica, erano stati attribuiti alcuni anni fa ad un cosiddetto Maestro di Cambianica. Successivamente una studentessa di Costa Volpino, Roberta Bonomelli, sulla base di documenti antichi, lo ha attribuito ad un certo Johannes de Volpino. Di questo pittore si era parlato in un convegno tenutosi a Pezzo di Pontedilegno nell’ottobre 2010. Ora la casa editrice Varum Editore ne pubblica gli atti in un elegante volume a cura di Giancarlo Maculotti e Alberto Zaina. Il volume verrà presentato prossimamente in alcune località sebine. 33 Paolo Bertazzoli non fa marcia indietro. La riqualificazione della piazza sta per partire, ottobre o novembre inizieranno i lavori, un’opera che impegnerà le casse comunali per 85.000 euro, tutto però è ancora da definire nei dettagli… “Il cantiere inizierà questo autunno ma le nuove piante che sostituiranno le acacie le pianteremo in primavera, c’è tutto il tempo di decidere insieme la soluzione migliore”. Al loro posto, nei progetti dell’amministrazione, degli ulivi… “L’acacia non è una pianta autoctona, gli ulivi aumenteranno il valore paesaggistico della piazza. Al posto delle 3 acacie che verranno abbattute metteremo 5 nuove piante e non dal fusto di pochi centimetri ma delle piante importanti. Ma ripeto ci riserviamo di valutare soluzioni alternative, anche con l’ausilio della popolazione e dei gruppi politici. Ci dispiace certo perché io personalmente le piante preferisco… piantarle ma secondo noi con l’intervento che abbiamo progettato il valore estetico e paesaggistico della zona aumenterà”. (AN. MA.) “Ci troveremo in questi gior- trasformazioni nel Piano. Molti consini con il gruppo”. Antonio Ferrari ca- glieri sono imparentati con questi privapogruppo di minoranza scalda i motori, ti. So che in sede di adozione e approvail nuovo Pgt (Piano di Governo del Ter- zione questi amministratori non potranritorio) tiene banco nel Comune di Par- no presenziare alla seduta del Consiglio Comunale. Sono molto scettico zanica. su questo aspetto perché andrà Il Sindaco Giovanni Tona finire che mi ritroverò solo io ni ha fatto le sue scelte urbain aula quella sera… Tutti uscinistiche che in molti casi non ranno tranne me… Ne vedremo collimano con le idee della midelle belle…”. noranza. Poi le critiche di Ferrari si La prime perplessità di Ferallargano ai contenuti… “Spero rari riguardano le tempistiche che il Piano incentivi il turismo, dell’iter: “Tonni ha dichiaranon quello mordi e fuggi ma che to che adotterà il Piano entro crei infrastrutture nel paese per l’anno. Non so se riuscirà a Antonio Ferrari attirare i villeggianti. Parzanifarlo. Hanno programmato la Conferenza dei Servizi con tutti gli enti ca ha come unica risorsa il turismo, biinteressati, alcuni davvero inutili, per il sogna incentivarlo ma non costruire solo 25 ottobre. Poi devono passare parecchi ed esclusivamente per i turisti rovinando giorni per le osservazioni. Come fanno ad il territorio. Fortunatamente per ora nel adottare il piano a dicembre? Secondo Piano ho visto solo piccole trasformazioni, quelle grosse come i campi da calcio me non ce la faranno…”. Ma i punti di domanda di Ferrari non si non ci sono. Ci sono state però in passato esauriscono qui, il secondo quesito è più e noi come minoranza stiamo verificando scottante… “Ho sentito voci in paese che che siano applicate bene le convenzioni. parlano di parentele tra gli amministra- Il Comune e i cittadini non devono pertori e i privati che hanno richiesto alcune derci…”. VIADANICA – LAVORI PUBBLICI TAVERNOLA - MEMORIA Nuovi loculi e vialetti per il cimitero, vince la gara un’impresa di Viadanica Reginaldo Colosio (AN. MA.) Si fa tutto in casa, questa la ricetta scaccia crisi del Sindaco di Viadanica Angelo Vegini. Vince la gara d’appalto per i lavori delle nuova batteria di loculi e pavimentazione vialetti al cimitero l’impresa di Mario Dossi con sede proprio a Viadanica. Ribasso per 35% sull’importo a base d’asta di 147.000 euro, lavori che saranno realizzati con le risorse risparmiate a bilancio. “Senza contrarre alcun mutuo – ribadisce con fermezza Vegini – tutti soldi risparmiati in questi anni anche grazie agli utili ridistribuiti dalla Servizi Comunali”. Sindaco la ditta che ha vinto la gara è di Viadanica, progetto e lavori rimangono tutti “in casa”… “Si e all’appalto pubblico hanno partecipato anche altre società sempre del nostro paese. Meglio far lavorare chi è di Viadanica…”. Vegini mi parli del progetto, quando inizieranno i lavori? “Entro fine settembre, sono previsti la realizzazione di 68 nuovi loculi e 60 nuovi ossari. Con il ribasso della ditta Dossi risparmieremo circa 50.000 euro sulla spesa totale, anziché pagare i lavori 180.000 euro utilizzeremo 130.000 euro”. Per un intervento che risistemerà definitivamente la così detta parte nuova del cimitero, quella realizzata qualche anno fa, apportando migliorie sostanziali… “Sistemeremo i vialetti e lo scivolo di accesso con un apposito cancello che da sul parcheggio”. Quando saranno ultimati i lavori? “La ditta secondo contratto ha 90 giorni per chiudere il cantiere, possiamo tranquillamente affermare che entro fine dell’anno i lavori del cimitero saranno conclusi”. Un’opera che di certo caratterizzerà il suo mandato Sindaco… altri sogni nel cassetto? “Dobbiamo vedere le risorse a disposizione l’anno prossimo ma soprattutto dovremo capire se l’Imu resterà davvero ai comuni per farli respirare”. E così, caro Reginaldo, anche tu sei “andato avanti”, come dite voi alpini. Il “male che non lascia scampo” ha dovuto combattere a lungo per averla vinta sulla tua volontà di vivere, testimoniata fino all’ultimo ai tuoi cari e ai tantissimi parenti e amici che ti sono stati vicini. Non sarà facile dimenticarti. Non sarà facile per i bambini che accompagnavi, volontario, sul pulmino scuolabus e che ti facevano grandi feste quando era il tuo turno perché condividevi la serietà del tuo impegno con la grande simpatia del carattere aperto e con l’allegria contagiosa. Non ti dimenticheranno presto nemmeno i malati che assistevi, insieme ai compagni dell’UNITALSI, o gli ospiti delle case di riposo che visitavi regolarmente con gli amici della San Vincenzo. Avevi per tutti una battuta appropriata, un sorriso sincero. Sentiranno la tua mancanza i compagni della corale “Santa Cecilia”, di cui eri uno dei membri più assidui, ma la sentiremo soprattutto noi, tuoi “coscritti della mitica classe 1941”, compagni di gite indimenticabili anche perché rallegrate dalla tua vena comica, mai volgare né sopra le righe. L’anno scorso, quando il male non si era ancora manifestato in tutta la sua gravità, progettavi con noi un “memorabile settantesimo”, per poi mostrare dispia- Basso Sebino TAVERNOLA - PANE E POLVERE / 11 Araberara - 14 Settembre 2012 cere perché non eravamo stati capaci di festeggiare questo invidiabile traguardo in modo adeguato. Aspettaci di là, dove spero che ci ritroveremo. Ci piacerà allora sentirci accolti con il sonoro “bravi!” con cui eri solito esprimere il tuo gradimento ai concerti della nostra banda, o alle rappresentazioni della compagnia teatrale o in uno dei tanti bei momenti collettivi della nostra comunità. Sì, ci mancherai, Reginaldo. E, credici, queste non sono parole di circostanza. I tuoi coscritti * * * (p.b.) Ci sono persone che ti restano nella memoria con il sapore buono di ricordi ormai incerti. Reginaldo è uno dei miei “buoni” ricordi personali che si inseriscono nell’ambiente famigliare della grande casa dei “Lüna”, all’inizio della mulattiera che portava a Cambianica, sopra la villa delle maestre Sandrini (tentarono con scarsi risultati di insegnarmi a suonare il pianoforte), una di quelle case “solari” della gente di lago che ti accoglie non come un ospite, ma come un fratello (i figli erano nove), tanto uno in più o in meno nemmeno se ne accorgevano, ai tempi. Quella “solarità” Reginaldo se l’è portata nella vita e nella mia memoria. C’è meno luce, con la sua morte, nei miei rimpianti tavernolesi. Campionato Naec. L’Iseo sbaraglia i pronostici e si aggiudica il Naèt d’or 2012 L’edizione 2012 del Campionato remiero del Lago d’Iseo verrà ricordata come quella dei record. Record di partecipanti, ben 90, record di debuttanti - 32 bambini alla loro prima esperienza ai remi - e record di spettatori, mai così tanti accalcati sui lungolaghi del Sebino ad applaudire i vogatori. La kermesse dopo sei tappe che hanno toccato Predore, Lovere, Clusane e Sarnico si è chiusa a Tavernola domenica 2 settembre alla presenza della folla delle grandi occasioni. La sfida remiera ha creato grande entusiasmo, momenti di alto agonismo e tante emozioni Che questo non era un campionato come gli altri lo si era del resto capito subito e i risultati l’hanno confermato. Sbaragliando tutti i pronostici del prefinale, la vittoria del «Naet d’or», l’ambito premio che sancisce i vogatori più forti del 2012, è andato all’equipaggio «Iseo» di Gianluca Cancelli e Michele Marini. Cesare Bosio e Tonino Soardi dei Giovani vogatori clusanesi con il loro naèt «Nono Bati» dopo aver vinto tutte le cinque regate precedenti, proprio nella gara più im- I VINCITORI DEL ‘NAET D’OR’ 2012 Gianluca Cancelli e Michele Marini dell’Iseo GRUPPO AMICI DEL NAET TAVERNOLA E RAGAZZI DELLA SCUOLA DEL REMO portante hanno mancato l’obiettivo fermandosi in quarta posizione. Cancelli e Marini hanno del resto dato una prova magistrale: si sono tenuti in seconda posizione fino a metà gara poi, alle ultime due boe grazie a una prestazione che ha rasentato la perfezione e che li ha avvantaggiati di 4/5 metri hanno conquistato la vittoria. Il secondo gradino del podio, ancora bresciano, è andato a Raffaele e Giuseppe Barbieri (rispettivamente nipote e zio) del «Clusane»; terza posizione per Nicola Foresti e Ivan Zoppi del «Cambianica» che non hanno deluso e si sono confermati rematori di vertice. Nessuna sorpresa invece nella classe femminile che ha ribadito i risultati delle gare precedenti: «Remo rosa 2012» a Anna Mometti I VINCITORI DEL ‘REMO D’ORO 2012’ Walter Fenaroli e Massimo Belbruti del Cambianica e Chiara Rinaldi del «Tavernola», secondo posto per Marta Pedroni e Miriana Colosio del «Gallinarga» e terzo per Lisa Martinelli e Nadia Gaudenzi del «Cambianica». Anche per la classe Avanotti, con gli under 17 del remo, i pronostici sono stati rispettati: il «Remo d’oro 2012» è stato conquistato dai bergamaschi Walter Fenaroli e Massimo Belbruti del «Cambianica», portabandiera LE VINCITRICI DEL ‘REMO ROSA 2012’ Anna Mometti e Chiara Rinaldi del Tavernola dell’Associazione Amici del Naet Tavernola; in seconda posizione si sono classificati Mattia Rota e Cristian Bettoni del «Predore 2» e in terza Nela Marini e Andrea Fenaroli del «Predore 1». Tantissimi sono stati gli applausi per i 32 bambini della scuola remi che hanno richiamato a Tavernola genitori, zii, fratellini e nonni emozionati. Alla manifestazione erano presenti sindaci e amministratori dei comuni di Tavernola, Predore, Lovere, Sarnico e Iseo. Assente l’Amministrazione di Iseo, proprio il paese a cui è andato il Naèt d’or. «Così tanta a gente a Tavernola per una finale dei naèt non si era mai vista – ha commentato entusiasta Ivan Zoppi dell’Associazione Amici del Naèt Tavernola al termine della giornata -. Siamo molto soddisfatti di questa edizione, siamo riusciti a mettere in acqua tre batterie di giovanissimi della scuola del remo per un totale di 16 barche, è stata una bellissima esperienza per tutti». «Ringraziamo la Pro Loco di Tavernola che ha sponsorizzato questa manifestazione e l’Amministrazione comunale che ha sempre creduto nelle potenzialità di questo sport e nel nostro lavoro con i ragazzi – ha aggiunto Zoppi -. Un grazie anche ai genitori dei ragazzi che hanno preparato torte e a Silvio Bonomelli che ci ha accompagnati nella manifestazione con botti e colori». Ora l’appuntamento è per l’anno prossimo. L’obiettivo? superare i record di questa fantastica edizione. Il gruppo vogatori amici del naet Tavernola regalerà un nuovo evento al paese, domenica 16 settembre: davanti al lungolago di Tavernola sfileranno diverse imbarcazioni remiere con la “Maratona del Remo” che partirà da Lovere, girerà l’isola di Loreto con direzione Tavernola e ritornerà a Lovere per un totale di 23 km. Val B Sebino asso Calepio Araberara - 14 Settembre 2012 SARNICO – L’ASSESSORE ALLA SICUREZZA “SEDA” LA RIVOLTA DEI VIGILI (An. Ma.) “Le cose vanno avanti bene”. Questo il primo commento a caldo dell’Assessore alla Sicurezza del Comune di Sarnico Laura Cadei in merito alla “rivolta” dei vigili urbani che ha scaldato l’estate sarnicese e che continuerà a scaldare presumibilmente anche l’autunno. Cadei smorza i toni, non nega che qualche problemuccio in passato ci sia stato ma ora rassicura sul fatto che i dissapori tra vigili urbani e amministrazione comunale si sono addolciti. “Non è vero che ci sono questi attriti ora, la situazione è stata risolta – spiega Cadei - Ripeto ora le cose vanno avanti bene, certo il Comandante dei Vigili lavora il doppio ma sono gli altri due che non vogliono fare gli straordinari. Non siamo noi come amministrazione a non concederglieli. Voglio precisare una cosa sono i vigili che hanno incrociato le braccia, non l’amministrazione comunale che li ha fermati. Sono bravissimi, ci dispiace di questa situazione perché il corpo dei vigili a Sarnico è composto da persone validissime”. Sullo scorso numero di Araberara abbiamo pubblicato un’intervista esclusiva ad una “talpa” che ha voluto mantenere l’anonimato…“mi mangiano gli amministratori se lo sanno, farebbero subito del mobbing contro di me”, queste le dichiarazioni di un dipendente comunale informato sui fatti. Cadei “la talpa” ha parlato anche di mancanza di controlli, l’anno scorso sono state ritirate 10 patenti quest’anno zero, o la gente ha smesso di bere e di infrangere il codice stradale o c’è qualche cosa che non va? “È la prima ipotesi, siamo riusciti a prevenire grazie al posizionamento di autovelox e speed-check. Gli automobilisti a Sarnico sono diventati più ‘educati’, rispettano i limiti. Se qualcuno infrange le regole le infrange di poco, abbiamo fatto pochissime multe, piccole infrazioni”. Sempre “la talpa”: “quest’estate all’amministrazione è andata bene, hanno assunto agenti senza pistola e senza la preparazione necessaria”. Cosa ne pensa Assessore? “Non è assolutamente vero, questi due agenti assunti a tempo determinato sono sempre stati affiancati dal comandante Zerbini. Mi fa sorridere questa cosa dell’impreparazione… Sono tutti e due laureati, uno è un avvocato, non sono proprio gli ultimi arrivati…Hanno vinto un concorso regolare, non sono stupidi e poi hanno avuto delle direttive precise da parte del Comandante e dell’Amministrazione. Quest’estate non ci è andata bene, è andata come volevamo che andasse…Abbiamo avuto solo un caso critico, delle code per un incidente. Io ero presente e posso dire per testimonianza diretta che la situazione è stata gestita al meglio, il disagio c’è stato ma era inevitabile. C’è qualcuno che vuole ingigantire una cosa piccola per farla diventare un problema sociale”. Altra critica che hanno mosso nei confronti dell’amministrazione è l’assenza di dialogo e di presenza da parte di Assessori e Sindaco, soprattutto lei è stata presa di mira… “Io sono costantemente in Comune, parlo sempre con il Comandante e ogni tanto con i vigili. Se la talpa ha dei problemi che me li venga a dire, non ho mai negato udienza a nessuno. Sono aperta al dialogo ma soprattutto ci tengo a risolvere i problemi, qui le cose funzionano bene, rendo sempre conto a Sindaco e Giunta del mio operato”. Assessore che smorza i toni e allontana i fantasmi di presunti disagi sociali nella cittadina sul lago… “Nessun disagio, Sarnico è sicura e controllata”. Parola d’Assessore. Laura Cadei: “Vogliono gli straordinari? Sono loro che non li fanno. Sarnico è sicura grazie alla prevenzione, automobilisti più educati” LA MINORANZA LEGA SULLA RIVOLTA DEI VIGILI SARNICO – LA SCELTA GIUSTA Giorgio Bertazzoli: “Clima pessimo in tutti gli uffici, amministrazione in fase calante, con i vigili sanare la vertenza sindacale” Vallanzasca? Mettiamoci una pietra sopra… “Il vostro silenzio vi fa onore avete interpretato al meglio il sentire dei sarnicesi” Il capogruppo dei Padani per Sarnico Giorgio Bertazzoli spara grosso e spara alto contro l’amministrazione del Sindaco Franco Dometti. Il tema caldo è sicuramente la “rivolta” dei vigili che Bertazzoli tiene monitorato da mesi… “Ho letto il tuo articolo con l’intervista esclusiva alla talpa, nulla di nuovo. Anzi… il clima teso tra amministrazione e vigili si è esteso anche negli altri uffici. L’amministrazione è in fase calante, Dometti non sarà rieletto”. Problema sicurezza a Sarnico? “La Polizia Locale necessita di nuove assunzioni , bisogna far si che la vertenza sindacale si risolva, la rivolta va sedata. Certo è che i tagli a bilancio dell’amministrazione non favoriscono gli investimenti, la Giunta in questi anni ha accumulato all’incirca cinque milioni di debiti, in più si aggiungeranno molto probabilmente gli otto milioni della casa di riposo. La situazione delle casse non è rosea…”. In conclusione Bertazzoli si sofferma sull’altro caso che ha tenuto in scacco l’estate sarnicese: Vallanzasca. Anche in questo caso critiche dure sull’operato dell’amministrazione… “Tutto il paese dice che ha fatto una pessima figura, il Sindaco è il titolare dell’ordine pubblico doveva essere il primo a sapere una notizia simile. In molti si sono lamentati con me, Dometti ha fatto una figura barbina a livello mediatico”. Il ciclone Vallanzasca a Sarnico si è esaurito (o meglio è migrato verso altri lidi) e la scelta del silenzio fatta da Araberara ha pagato in fatto di credibilità. Lo dimostrano le parole dell’Assessore alla Sicurezza Laura Cadei che ha elogiato il nostro operato: “Ci è caduto addosso un macigno, non pensavamo si creasse una situazione così esplosiva. La vostra scelta di silenzio sulla questione vi fa onore”. Il riferimento è all’editoriale in prima pagina apparso sullo scorso numero “Vallanzasca e il silenzio della parola” e che racconta dell’incontro avuto con il “bel Renè” e l’intervista che abbiamo deciso di non pubblicare per non gettare altra benzina sul fuoco… “Per rispetto della cittadina e della famiglia avete scelto il silenzio. Volevo farvi i complimenti, avete interpretato al meglio il sentire dei sarnicesi e per questo vi ringrazio”. Sentire che era pressoché vicino all’indifferenza, nessun clamore nella cittadinanza ha destato Vallanzasca… “I sarnicesi hanno appreso la notizia con indifferenza, i giornalisti avrebbero dovuto interpellare la cittadinanza. È stato un assedio di gente venuta da fuori non certo dal paese. Fortunatamente ora è finito…”. ADRARA SAN MARTINO LAVORI PUBBLICI 107.500 euro per il collettore fognario I lotto. SARNICO - RECORD DI ISCRITTI PER IL SERAFINO RIVA Boom di adesioni per l’indirizzo alberghiero. IL COMUNE CREA UN NUOVO PARCO C’è l’accordo bonario con i privati L’estate ha portato consiglio ma anche qualche opera per la Giunta del Sindaco Sergio Capoferri. È stato trovato l’accordo bonario tra i privati per la servitù di passaggio di una tubazione ad uso fognario per i lavori di collegamento al collettore consortile. Primo lotto dei lavori che costeranno la bellezza di 107.500 euro, un’opera sostanziale che prende il via dopo l’approvazione del progetto esecutivo avvenuta nel mese di giugno del 2012 e che era già stata inserita del Piano della Opere Pubbliche. Capoferri spunta un altro cantiere rubricandolo nella lista dei lavori fatti, in attesa di opere più consistenti come per esempio il nuovo palazzetto dello sport, un progetto faraonico ma essenziale per la riconferma della compagine amministrativa. ADRARA SAN MARTINO – L’EVENTO Adrara batte Tokyo, al via il quinto Concorso Internazionale per oboisti (An. Ma.) Un filo lega Adrara San Martino a Tokyo e non riguarda sicuramente l’aspetto demografico. Adrara legata a Tokyo a causa del Concorso Internazionale per oboe intitolato a Giuseppe Ferlendis arrivato alla quinta edizione che è accostato anche alla seconda edizione del Concorso Internazionale per giovani oboisti dedicato a Luca Figaroli. Eventi che apriranno i battenti in questa metà di settembre. I concorsi vogliono contribuire a promuovere la cultura musicale incoraggiando i giovani allo studio della musica; si prefiggono di valorizzare due figure centrali nella storia musicale adrarese, quella di Ferlendis, oboista della seconda metà del ‘700 e Figaroli, giovane promettente oboista prematuramente scomparso, personaggi di rilievo entrambi nati ad Adrara. Il paese del Basso Sebino e la capitale del Giappone sono gli unici organizzatori al mondo del Concorso per oboe ed anche quest’anno il Gruppo Storico di Adrara San Martino ha imbastito un concorso si altissimo livello con partecipazioni e adesioni da ogni parte del mondo, 17 i maestri che parteciperanno alla manifestazione dal Portogallo, alla Germania passando da Svizzera, Spagna e ovviamente Italia. Il coordinatore del Gruppo Storico Salvatore Tancredi è ovviamente soddisfatto: “Anche quest’anno ce l’abbiamo fatta. È importante organizzare un evento che possa dare un prestigio così ampio e riconosciuto alla nostra comunità”. Concorso che non solo promuove la musica ma che la incentiva… “Nel 2010 ha vinto il maestro Samuel Castro Bastos, il premio era di 2000 euro. Grazie a quei soldi mi ha confidato ha potuto continuare i suoi studi, raggiungendo vette musicali davvero importanti”. Premi che anche quest’anno nonostante la crisi di finanziatori e sponsor sono stati confermati, 6800 euro il “jackpot” totale diviso tra le varie sezioni. Saranno 604 gli allievi che il prossimo 12 settembre varcheranno la soglia dell’Istituto Serafino Riva di Sarnico. Si tratta del record di iscritti dalla nascita della scuola, raggiunto senza dubbio grazie ai consensi che il nuovo indirizzo dell’alberghiero ha raccolto. Rispetto allo scorso anno, in particolare, l’aumento è stato sensibile: ben 90 studenti in più. Il merito di questo boom va, senza dubbio, al nuovo indirizzo alberghiero dedicato ai servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera per il quale sono state formate tre classi con un totale di 76 iscritti alle classi prime. La campagna di promozione e di lancio del nuovo indirizzo, tenuto a battesimo lo scorso 16 febbraio dallo chef Gualtiero Marchesi, ha infatti dato i suoi frutti. Soddisfatta del traguardo raggiunto la Vice Sindaco di Sarnico Romy Gusmini “Questi dati dimostrano che amministrazione, scuola e Provincia hanno lavorato insieme, prendendo la scelta giusta. Sapere che i giovani della nostra zona hanno apprezzato questa decisione ci lusinga. GANDOSSO – LA NOTTE DELLO SPORT Presentate le squadre, l’AC Gandosso in rosa. 4500 € per i terremotati di Moglia (AN. MA.) Non solo sport nella “Notte dello sport” di Gandosso. Sala piena al Parco Pitone per la presentazione ufficiale delle squadre dell’AC Gandosso con un occhio alla stagione sportiva che verrà ma anche con il cuore puntato dritto verso la solidarietà. Presente una delegazione di Moglia, il paese del mantovano con il 25% di abitazioni inagibili, Parrocchia dedicata a San Giovanni Battista e oratorio distrutti dal terremoto. “Siamo riusciti a raccogliere 4500 euro – spiega il Sindaco Alberto Maffi – soldi raccolti grazie alla solidarietà della gente”. Ma non solo… “Sindaco e assessori hanno donato una mensilità del loro stipendio e i consiglieri comunali una quota forfettaria. C’è stato anche un bellissimo gesto dell’Associazione Anziani e Pensionati, hanno raccolto 1500 euro”. Dal punto di vista sportivo “La notte dello sport” ha visto la presentazione della squadre dell’AC Gandosso con una novità. Quest’anno ci sarà anche la squadra di calcio femminile, prima volta nella storia del paese del Basso Sebino. Le due squadre si sono scontrate in una partita che ha suggellato sportivamente la manifestazione. 34 Villongo ANDREA MARCHESI Una lettera disperata che porta il timbro di giovedì 6 settembre, due pagine fiume e firmate in calce che misurano l’amarezza di una decisione presa, parole vergate in stampatello senza l’ufficialità di un protocollare soffocante ma con la libertà di una richiesta d’aiuto che viene dal petto. Sette famiglie villonghesi in bilico, sette donne che proprio in questo settembre di ripartenze restano a piedi colpite dai tagli ciechi che non guardano negli occhi. Sette dipendenti della Cooperativa Lottovolante incaricata dal Consorzio Ribes di Bergamo titolare del contratto per il servizio di pulizie del Comune di Villongo, della biblioteca, dei bagni, del trasporto alunni della scuola materna ed elementare dal primo di ottobre resteranno a casa. “Drastico taglio di ore e servizi” così si legge nella lettera fatta recapitare alla sindachessa Maria Ori Belometti, agli assessori e all’intero Consiglio Comunale minoranza comprese. Un protesta tutta rosa che rischia di scoppiare in mano all’amministrazione. “In data 3 settembre – si legge nella lettera - abbiamo appreso dalla Presidente della Coop che l’Amministrazione Comunale di Villongo ha prorogato il contratto, scaduto il 31 agosto, fino al 30 settembre con le stesse condizioni in essere. A partire dal mese di ottobre l’Amministrazione prevede di prorogare il contratto attuando un drastico taglio di ore e servizi con una conseguente tragica perdita di occupazione per le sottoscritte! Come dipendenti della Coop lavoriamo per i servizi del Comune di Villongo da circa 15 anni e vi palesiamo tutta la nostra amarezza per la scarsa considerazione avuta nei nostri confronti. […] Crediamo di avere svolto il nostro incarico sempre nel miglior modo possibile dando continuità e qualità anche con la riduzione delle ore”. Sette donne che lanciano un allarme per guadare il pantano di una crisi che per loro può essere assassina: “Ora il problema è grave! Il periodo di crisi che stiamo attraversando è pesante per tutti, lo sappiamo ma l’Amministrazione di Villongo lo sta rendendo ancora più buio a noi e alle nostre famiglie. I nostri contratti non sono in pericolo perché cambierà il nostro datore di lavoro ma sono in pericolo perché vengono tagliate e dimezzate delle ore di lavoro. Desideriamo anche ricordare l’opera sociale che svolgiamo dato che tra di noi è in essere un contratto di lavoro un po’ particolare, un inserimento lavorativo che necessita di lavoro e sostegno relazionale”. Sette donne, tra cui una disabile, una voce e le idee chiare: “Chiediamo all’Amministrazione e al Consiglio Comunale tutto di riflettere sul risparmio, che pensiamo non significativo che potreste avere togliendo a noi il lavoro e vi chiediamo di riflettere sulla grave ripercussione che questa perdita avrebbe su di noi. Vi chiediamo di verificare se avete proprio bisogno di mettere in crisi, per questo pochi incarichi, sette famiglie di Villongo!”. Sette donne che hanno chiesto di essere ricevute, incontro avvenuto venerdì 7 settembre. Nulla di fatto, l’Amministrazione non è ritornata sui suoi passi. Sette “sorelle” nella protesta che continuerà, quattordici gambe mozzate e una spending review tanto modaiola da essere sulla bocca di tutti ma che non guarda in faccia a nessuno. Araberara - 14 Settembre 2012 LA PROTESTA: “DRASTICA RIDUZIONE DELLE ORE” PER LE DIPENDENTI DELLA COOP LOTTOVOLANTE Le sette “sorelle” vittime della SPENDING REVIEW: “Lavoriamo in Comune da 15 anni, siamo amareggiate per la scarsa considerazione, così si mettono in crisi le famiglie in nome di quale risparmio?” VILLONGO – L’AMMINISTRAZIONE NON TORNA SUI SUOI PASSI Il Vicesindaco Bellini: “Tagliate le ore delle pulizie di Comune e biblioteca” (AN. MA.) Amministrazione in ascolto ma che non torna sui suoi passi. La sindachessa Maria Ori Belometti insieme al Vicesindaco Danilo Bellini hanno incontrato le sette dipendenti della Cooperativa Lottovolante venerdì 7 settembre. Dialogo pacato ma fermo sulle rispettive posizioni… “Le dipendenti della Coop ci hanno esposto la loro situazione – spiega Bellini – manifestando le loro perplessità per la nostra decisione. La situazione non è così grave come qualcuno cerca di farla venire fuori”. Sette non Danilo Bellini è un grande numero ma è comunque una cifra che nasconde un piccolo dramma… “Non rimarranno a casa, abbiamo deciso di ridurre le ore di pulizia perché non giustificate, dovevamo risparmiare per problemi di budget. Abbiamo spiegato le motivazioni di questa scelta alle dipendenti, hanno capito la situazione. Taglieremo le ore alla Cooperativa ma parte di queste ore verranno pagate con i voucher dell’Inps. Con quest’operazione il Comune avrà dei risparmi e loro potranno comunque lavorare”. Ci spieghi i motivi di questa scelta… “Non ci sembravano giustificate così tante ore di pulizia. Ora il Comune verrà pulito non tutti i giorni come prima ma solo tre giorni alla settimana, stessa cosa per la biblioteca”. I SERVIZI NON SONO SOPPRESSI, LI FARÀ QUALCUN ALTRO L’Assessore al Bilancio Vicini: “Risparmio di 20.000 euro, servizi mantenuti” (AN. MA.) L’uomo della borsa tiene il polso fermo sui numeri, Mario Vicini Assessore al Bilancio taglia come una lama gli sprechi ma ogni tanto può succedere di incidere la carne. Come nel caso delle sette dipendenti della Cooperativa Lottovolante… Assessore ci spieghi in numeri il motivo della vostra decisione… “La questione è complessa, abbiamo ridotto le ore alla Cooperativa da 3500 le abbiamo diminuite a 1000 ore, meno 2500 ore. Nelle 1000 ore però è Mario Vicini compreso l’inserimento della persona disabile”. Ma quelle 2500 ore in meno pesano come un macigno… “Non è che non verranno fatte, semplicemente non le farà più la Cooperativa. Le sette dipendenti potranno usufruire dei voucher dell’Inps, un tipo di pagamento che molto probabilmente le porterà a percepire maggiori compensi”. E il Comune cosa ci guadagna? “Le casse comunali avranno un risparmio di 20.000 euro con questa operazione. Mancano alcuni dettagli ancora per definire meglio la situazione, parte dei servizi verranno mantenuti di fatto ma semplicemente li pagheremo in modo diverso”. LE MINORANZE – VOCE UNANIME PER BONI E PICCIOLI “Tutelare il lavoro, pronte azioni contro questa decisione” (An. Ma.) Lega… riunita a Villongo? Dopo anni di occupazionali. Stiamo parlando di persone residenti motivazioni che hanno portato a prendere un così pescorni il carroccio villonghese ha trovato una pianella a Villongo e di un servizio di assoluta eccellenza”. nalizzante provvedimento? Perché non si è attivato un tavolo tecnico con le parti, se consideriaPiccioli che promette battaglia… su cui ballare. I capogruppo delle due sponmo che i lavoratori coinvolti sono cittadini “Chiederemo alla Giunta di mode avverse in Consiglio ma entrambe tindi Villongo? Quali sono gli elementi che tivare questa decisione, vogliate di verde capitanate dall’ex sindachessa hanno portato a comunicare tale decisione mo aver di fronte i dati certi. Dal Lorena Boni e Alberto Piccioli Cappelli così tragica con tempi così stretti e riavcanto nostro faremo di tutto per ritornano a braccetto per difendere il posto vicinati?”. E ancora…“Si è valutato con tutelare i posti di lavoro e il serdi lavoro delle sette dipendenti della Coattenzione e saggezza il riscontro sociale vizio all’avanguardia per quanoperativa Lottovolante “vittime” dei tagli di queste famiglie villonghesi, soprattutto to riguarda l’inserimento delle apportati al bilancio dalla Giunta della sinin un grave periodo di crisi come quello atpersone disabili”. Dello stesso dachessa Maria Ori Belometti. Sette dituale? Perché nella scelta attuata è venuavviso Boni che scaglia sui tavopendenti a casa e minoranze sugli scudi… li della maggioranza una sonora A. Piccioli Cappelli to meno il riferimento alla ‘territorialità’ “Se tutto venisse confermato – spiega PicLorena Boni che ha portato a dimenticare ogni aspetto interpellanza. Le domande sono cioli – affiorerebbe una situazione piuttosto grave. Presenteremo una mozione, quello svolto dalle serrate: “in cosa consiste il ‘drastico taglio di ore e umano e sociale? Quali alternative sono state prese dipendenti della Cooperativa è un servizio storico, servizi’ descritto nella lettera? A quanto corrisponde in considerazione prima di attuare questa scelta?”. adeguato e innovativo per quanto riguarda gli aspetti per l’anno 2012 l’effettivo risparmio? Quali sono le Minoranze accordate ma solo per questa sonata. ADRARA SAN ROCCO – ANNIVERSARIO AL SANTUARIO DI BONDO Gli Alpini fanno festa… a Don Tommaso La festa per il 25esimo anniversario di ordinazione di padre Tommaso s’è svolta nella cornice della tradizionale Festa degli Alpini, presso il Santuario di Bondo. Domenica 9, alle 10.30, la comunità, gli Alpini, il Sindaco Alfredo Mossali e il parroco Don Gustavo Bacuzzi hanno accolto padre Tommaso Panarese all’inizio della strada non asfaltata che sale al Santuario. Accompagnati dalle melodie del Corpo musicale “A.Maffeis” di Adrara San Martino, ci si è avviati in corteo verso il Santuario, con il padre Tommaso saldamente ancorato su una sedia appositamente allestita sul retro di un pick-up. Davanti al Santuario, è stata celebrata la messa, animata dal coro parrocchiale “San Rocco” e presieduta proprio da padre Tommaso e concelebrata da Don Gustavo, da padre Roberto (frati dell’Ospedale di Bergamo) e da padre Silvestro (domenicano di Bergamo). Nell’omelia padre Tommaso ha ringraziato commosso tutta quanti i presenti per questo momento di gioia, sentimento condiviso proprio con i sanrocchini che ormai considera come la sua famiglia. La comunità ha voluto esprimere la vicinanza a padre Tommaso donandogli una casula decorata con temi che ricordano l’annuncio della Parola e il Pane Eucaristico. Anche l’amministrazione comunale, nella persona del sindaco Mossali, ha espresso il proprio ringraziamento per la presenza di padre Tommaso, con il dono di » segue a pag. 58 35 Val Calepio Michela Barcella, da Carobbio a Boston. Il cervello in fuga che macina parole come chilometri: “Ma ho attaccato un elastico lungo che ritorna” (AN. MA.) Un romanzo nel cassetto che si è aperto e un lavoro oltreoceano. Michela Barcella da Carobbio degli Angeli e la sua ormai classica storia da “cervello in fuga” verso lidi più fecondi. La variazione al tema è che ora si sono abbandonate le valigie di cartone perché dall’altra parte ci vanno le “intelligenze” che vengono coperte d’oro non di bastonate, di qua resta il vuoto. Michela lavora per un gruppo che si occupa di fusione e acquisizione d’aziende, ha 26 anni e quando stacca abbaglia il bianco della pagina con i suoi sogni. Michela ha appena pubblicato il suo libro d’esordio, “La neve di marzo” che ha scalato le classifiche “Bestseller della settimana” raccogliendo 2.800 visite online, centinaia di elogi dai lettori e conquistandosi diverse recensioni. “La neve di marzo” narra la storia di Maura, una giovane imbrigliata nella sua monotonia quotidiana senza una direzione precisa. “Una situazione che ha finito per intrappolarla tra il ricordo di una relazione finita da tempo e il timore di un futuro incerto, di cui non si sente meritevole del miglioramento – racconta Michela – improvvisamente le si presenta l’opportunità di partire per Boston per lavoro. Ed è allora che trova il coraggio di cambiare e decide di partire, ma la neve in un mese insolito la costringe a passare la notte al Terminal dell’aeroporto chiuso per il gelo. Sarà il piacevole incontro con Andrea, anche lui diretto nella stessa città americana, a cambiare per sempre il suo destino”. Sono diverse le tematiche che si dipanano nel libro… “Il primo è quello di riuscire a prendere in mano la propria vita, il secondo è quello di renderla più consapevole. Il terzo tema invece riguarda la vita di coppia e la paura di impegnarsi”. Michela vive a Boston dove lavora, laureata a pieni voti all’Università Bocconi di Milano ha studiato per lunghi periodi all’estero, alla Duke University, all’Universiteit Van Amsterdam e alla London School of Economics. Nel tempo libero scrive. Michela ricalchi la classica storia del cervello in fuga… “Si, un cervello in fuga ma con un elastico lungo. Adoro l’Italia, il vivere bello è qua, all’estero manca il calore ma soprattutto il cibo lascia a desiderare. Sembra una motivazione banale e veniale ma quando sei via tutto l’anno…”. In un periodo in cui in molti arrancano possiamo dire che tu ce l’hai fatta… “A me non sembra, ho avuto un percorso indirizzato e ben prestabilito fino alla laurea, ma non mi ero mai chiesta quale era davvero la mia inclinazione. Il lavoro che faccio mi piace tantissimo ma scrivere è la mia passione”. Il tuo segreto? “Fare bene quello che ci si sente di fare”. Un consiglio da dare? “Buttarsi nelle cose, trovare una passione e crederci. Tante volte pensiamo di essere meno di quello che effettivamente valiamo. Dobbiamo vivere il presente senza essere nostalgici verso il passato”. Vista dal di fuori come è questa Italia, la nostra provincia bergamasca? “Abbiamo tantissime eccellenze e risorse. Purtroppo molti giovani si crogiolano e pochi fanno qualche cosa per cambiare realmente le cose. L’altro giorno mi ha scritto un amico che non sentivo da anni, mi ha detto che è in Francia perché vuole esportare la piadina romagnola. Bisogna buttarsi e credere in quello che si fa”. Araberara - 14 Settembre 2012 36 CASTELLI CALEPIO – BRACCIO DI FERRO TRA AMMINISTRAZIONE E ASSOCIAZIONI ANDREA MARCHESI Inutile negarlo, il nuovo oratorio di Tagliuno è un argomento che scotta e che sta alzando sonore polemiche sulle avverse sponde politiche. Nella seduta dell’ultimo Consiglio Comunale l’accordo tra Comune e Parrocchia, o meglio le comunicazioni del Sindaco Flavio Bizzoni in merito, hanno tenuto banco. Il Piano delle alienazioni è filato via come l’acqua, anche se qualche screzio c’è stato. L’amministrazione ha inserito nel Piano alcune piccole aree di proprietà comunale che venderà per fare cassa… al prezzo giusto a differenza, almeno stando alle alzate di scudi delle minoranze di Lega e Pdl, di quell’area dell’oratorio su cui tanto in queste settimane si sta dibattendo. Queste operazioni porteranno nelle casse comunali circa 750.000 euro che l’amministrazione utilizzerà per edificare il nuovo centro anziani. Qualche perplessità c’è perché la Giunta non ha ancora le idee chiare su dove e quando sarà ultimata questa nuova struttura ma soprattutto costerà, almeno secondo le stime e le indiscrezioni, molto più di 750.000 euro. Ma le perplessità aumentano quando si tocca il nervo scoperto del nuovo oratorio, il Sindaco nelle seduta ha illustrato l’accordo tra le parti, Parrocchia e Comune, spingendosi fino a dire che “le associazioni sono tutte d’accordo con questa operazione”, quella che prevede l’abbattimento del bocciodromo in via Alfieri per far posto al nuovo Tutti contro Bizzoni atto II Sindaci a riunione: no al megaimpianto della Berco, Castelli manda… il Vicesindaco Roberto Volpi: “Il nostro comune non è contrario all’impianto” (An. Ma.) La situazione ha del paradossale e potrebbe anche far scappare qualche sghignazzata se non ci fosse in ballo un mega impianto di compostaggio di rifiuti che rischia di far saltare la Val Calepio. La Berco torna alla carica per il maxicomposter nel Comune di Telgate. 189.000 mq la superficie totale, 2 mega capannoni di 60.000 mq dove verrebbe stoccata la frazione umida, circa 50.000 mq di piazzali aperti per lo oratorio. Nella seduta il Sindaco Bizzoni ha rendicontato in merito ai suggerimenti pervenuti al Comune da parte dei cittadini, osservazioni che sono arrivate anche dai banchi della minoranza. Sindaco che ovviamente ha… bocciato tutti i suggerimenti senza nemmeno metterli in votazione. Solitamente che stoccaggio di frazione verde e 60 container di 240 mc. Numeri che hanno sollevato una vera e quasi totale levata di scudi dei sindaci della Val Calepio, tutti tranne il Sindaco di Castelli Calepio Flavio Bizzoni. Come mai? Semplicemente perché Bizzoni è lo stesso richiedente dell’opera, come già scritto sugli scorsi numeri di Araberara. Le visure camerali parlano chiaro: il Sindaco di Castelli Calepio è in minima parte proprietario prima si fanno gli incontri tra le parti interessate ascoltando le eventuali osservazioni, in seguito si stila un accordo e poi lo si porta all’approvazione del Consiglio Comunale. Bizzoni ha seguito l’iter esattamente opposto, lo dimostra la riunione annunciata (e poi saltata) che doveva esserci giovedì 6 settembre, a giochi già fatti, tra Comune e Bocciofila Famigliare Tagliuno, l’associazione che gestisce il bocciodromo che andrà demolito. Riunione che sarà spostata a fine mese… nel frattempo abbiamo interpellato il Presidente Mino Abrami che da cinque anni guida il gruppo sportivo: “La Bocciofila Famigliare Ta- CREDARO – POLEMICHE SULLA NUOVA AREA FESTE La minoranza va all’attacco. Bertarelli: “Tre progetti diversi in questi anni su quell’area. Spreco di risorse preziose” (AN. MA.) L’amministrazione leghista della Sindachessa Heidi Andreina ha messo a bilancio 250.000 euro per la nuova area feste ai margini di Credaro. La minoranza Credaro 2000 del capogruppo Claudio Bertarelli si sta interrogando se quelle risorse, così preziose in un momento di “magra” come quello che stiamo vivendo, potevano essere destinate altrove. Dopo i mesi estivi la minoranza torna all’attacco e Claudio Bertarelli affonda il colpo. Bertarelli: “La nuova area feste non era nemmeno contemplata nel programma elettorale dell’attuale maggioranza. Hanno messo a bilancio 250.000 euro di cui 50.000 euro di risorse proprie e 200.000 tramite l’accensione di un mutuo. Parallelamente a questa operazione l’amministrazione ha triplicato l’addizionale Irpef portandola dallo 0,2% allo 0,6%. Se volessimo fare i conti della serva potremmo dire che la Giunta con questo aumento di tasse ripaga l’opera finanziando il mutuo acceso. L’idea di una nuova area feste può essere bella ma in un momento in cui tutti sono costretti a tirare la cinghia non ci sembra il caso. In secondo luogo l’opera non ha una ricaduta effettiva sula comunità”. Bertarelli dove avrebbe destinato i fondi? “Ai casi difficili di assistenza sociale, con quei soldi avrei aiutato le famiglie che stanno sopportando questa crisi nonostante l’aumento esponenziale delle tasse anche comunali”. Critiche, quelle della minoranza, che non si fermano alla sostanza ma che trattano anche la forma e l’iter progettuale della nuova area feste: “In questi anni su quell’area sono stati fatti tre progetti, tutti poi abbandonati. In passato si era pensato di costruire una piscina comunale, sono stati spesi soldi per i progetti ma non se ne è più fatto niente. Milioni di lire per il preliminare, nulla poi è stato realizzato”. Anche per il secondo intento nulla di fatto… “Volevano costruire la nuova scuola, decine di migliaia di euro per il progetto. Risultato? Sono stati spesi soldi inutilmente ancora una volta perché la scuola non è mai stata realizzata”. E ora? “Siamo arrivati al terzo step, il progetto è stato affidato, si spenderanno ancora soldi pubblici per rimanere con un pugno di mosche in mano? Sulla stessa area sono state sviluppate tre idee diverse, non mi sembra che l’amministrazione abbia le idee chiare su quello che vuole fare, non ha l’orecchio teso per carpire i bisogni reali della nostra comunità”. GRUMELLO DEL MONTE – L’AMMINISTRAZIONE RISPONDE ALLE POLEMICHE L’Assessore Cottini, via Fosse? “Quando faremo il piano asfalti”. Chiusura tribunale? “Il Comune ha fatto la sua parte per contrastare la decisione” Due i temi che scottano a Grumello del Monte. Il primo la protesta dei residenti di via Fosse, la via che porta al Castello, cuore storico del paese della Val Calepio. La via degli ultra settantenni che quest’estate hanno avuto le loro belle gatte da pelare tra asfalto pieno di buche, puzza che esce dai tombini e frotte di zanzare. Alessandro Cottini, Assessore all’Urbanistica, seda le lamentele apparse sullo scorso numero di Araberara: “Stiamo riprendendo in mano l’attività amministrativa dopo la pausa estiva, purtroppo la situazione a livello nazionale non è delle più rosee, i tagli dall’alto sono considerevoli per non parlare della spending review. I comuni dovrebbero essere lasciati liberi di operare. Alla luce di questa breve panoramica dico che via Fosse la asfalteremo quando faremo il piano asfalti insieme ad altre vie. Purtroppo per procedere con queste operazioni dobbiamo verificare quanto entrerà nelle casse comunali con gli oneri di urbanizzazione. Per ora siamo in attesa”. Sentimento che non cambia quando si tratta il tema Tribunale. I piani ministeriali hanno decretato una chiusura ormai certa… “Il comune di Grumello del Monte ha fatto la sua parte per contrastare questa decisione. In un primo momento sembrava dovesse essere determinate la mole di lavoro e pratiche espletate dal giudice di pace. Le cose sono cambiate, i criteri di valutazione sulla ricaduta effettiva del Tribunale sul territorio in questi mesi è cambiata. Faccio i miei migliori auguri ai collaboratori della struttura che per tanti anni sono stati al servizio della nostra comunità”. della Berco S.r.l. la richiedente “ufficiale” dell’opera ma scavando si viene a scoprire che il maggiore azionista della stessa società è la Colbiz di cui Bizzoni è proprietario al 50%. Tutte le amministrazioni della valle, Telgate in primis, seguono Grumello del Monte, Chiuduno, Palosco, Bolgare e Palazzolo, sono contro l’impianto. Tutti tranne Castelli Calepio che all’incontro avvenuto in questi giorni tra i sindaci ha mandato… il Vicesindaco Roberto Volpi. Bizzoni non è intervenuto perché è in evidente conflitto di interessi. Il paradosso è che Volpi ha dichiarato di fronte a tutti i sindaci di… “essere d’accordo con l’impianto perché non avrà nessuna ripercussione sul Comune”. “Vallo a dire a quelli di Quintano” - hanno tuonato i sindaci – che sono a due passi dal megacomposter”. Si vocifera negli ambienti comunali che il Sindaco Bizzoni sta facendo preparare al “suo” ufficio tecnico comunale una relazione per dimostrare l’assoluta bontà della sua posizione: il megacomposter non avrà nessuna ricaduta sul territorio comunale. Le minoranze hanno già interrogato in merito l’amministrazione, interrogazione fino ad ora caduta nel vuoto, dopo parecchi Consigli Comunali passati invano. gliuno esiste da 50 anni ed è composta da 35 giocatori che gareggiano a livello nazionale nei campionati di A, B e C”. Un vero peccato se l’amministrazione demolisse il “vostro” bocciodromo considerando che siete una delle eccellenze locali in ambito sportivo… “Non riusciamo a capire cosa CHIUDUNO Sarebbe bello scalare di nuovo l’Adamello per celebrare lassù il ventesimo anniversario della nostra memorabile scalata del 6-9-92. Ma – meno eroicamente – abbiamo ripiegato su Chiuduno e precisamente sul “Settembre Chiudunese”. Non solo perché Chiuduno è la Heimat di Arturo Valota, ma anche perché 20 anni fa è stato proprio al “Settembre Chiudunese” che ci siamo ritrovati dopo la fatidica scalata. Attualmente in pensione, il sottoscritto Giuliano Colosio aveva allora 49 anni, e insegnava Religione alla scuola “Pesenti” di Sarnico, mentre gli altri tre colleghi, ancora trentenni pimpanti (come emerge dalla foto), insegnavano materie più profane: Giancarlo Lazzari era prof. di Elettronica, Arturo Valota di Disegno meccanico e Flavio Rizzi di Ginnastica. Quest’ultimo collega, che nella foto risulta il più in basso, in realtà giganteggia su tutti noi come ideatore e anima della “spedizione”, come capocordata, come scalatore sperimentato e infaticabile sherpa (trasportatore di pesi). Sabato 5 settembre 1992: verso le 16 finiti gli ultimi scrutini degli esami di riparazione di settembre (allora ancora in uso), partiamo in fretta e furia per Temù in Valcamonica. Gli zaini con le attrezzature da scalatore erano già nell’auto del collega Lazzari. La Valcamonica, che imbocchiamo dopo aver percorso la litoranea bergamasca del lago d’Iseo, sembra non finire più; d’altra parte Temù è proprio in cima alla valle, poco prima di Ponte di Legno. Lasciata l’auto al parcheggio obbligatorio, percorriamo sempre in “andante vivace” il sentiero-mulattiera che porta al Rifugio Garibaldi. Rizzi ci raccomanda di essere hanno intenzione di fare. Per questo ho chiamato a raccolta il gruppo e ho organizzato la riunione con l’amministrazione. Anni fa insieme all’Associazione Anziani avevamo sottoscritto una lettera di intenti per la costruzione del nuovo centro anziani. Avevamo dato consigli all’amministrazione ma non SULLE INAUGURAZIONI DELLA GIUNTA LOCATELLI MAURO CINQUINI: Bizzoni a testa bassa sulla demolizione del bocciodromo: “Tutte le associazioni d’accordo”. Il presidente della bocciofila: “Noi non ci muoviamo se prima non ne costruiscono un altro” CASTELLI CALEPIO – RETROSCENA CHIUDUNO – LA POLEMICA “Locatelli ha tagliato solo i nastri, noi abbiamo fatto il lavoro sporco. La scuola materna era già finanziata…” sono venuti a capo di niente”. Di certo quel documento con i vostri consigli non prevedeva l’abbattimento del bocciodromo… “Assolutamente no”. E se lo demolissero davvero? “Noi non ci muoviamo da lì finché non ci costruiscono una nuova struttura”. L’accordo tra Comune e Parrocchia per la costruzione del nuovo oratorio di Tagliuno prevede che la nuova struttura sportiva sia costruita entro tre anni dalla firma. Ma anche su questo Abrami nutre seri dubbi… “Nel 2014 ci saranno le elezioni, può cambiare tutto visti i precedenti, a tutt’oggi non abbiamo gli spogliatoi e quando vengono i giocatori da fuori non facciamo una bella figura. Gli spogliatoi dovevano essere costruiti insieme al nuovo auditorium progettato dalla precedente amministrazione Lega di Clementina Belotti. È arrivato Bizzoni e ha revocato il progetto e noi siamo ancora senza spogliatoi”. Potrebbe andare peggio: se va avanti così la Bocciofila rischia di rimanere anche senza bocciodromo… (AN. MA.) La sveglia è suonata sui banchi mi fa sorridere”. Ora la Giunta completerà della minoranza di Insieme per Chiuduno il giro con le inaugurazioni autunnali del del capogruppo ed ex Sindaco Mauro Cin- nuovo auditorium e della nuova bibliotequini, le vacanze sono finite è ora ca, anche questi progetti iniziati di riordinare le idee. Partiamo dall’amministrazione Cinquini, dalle inaugurazioni della Giunta per poi concentrarsi sulla riquadel Sindaco Stefano Locatelli, lificazione della piazza in centro qua si annidano le prime polemipaese. Anche qui la minoranza che. Nei primi giorni di settembre avanza delle perplessità, ma non è stato inaugurato il nuovo asilo solo, anche delle proposte… “Nelle “Lavinia Storti”, precedentemenprossime settimane discuteremo in te Locatelli aveva tagliato il naConsiglio della mozione che il mio stro alla nuova Sp91, l’arteria viagruppo ha presentato, abbiamo bilistica che solleverà dal traffico chiesto alla Giunta di creare una Mauro Cinquini pesante il centro di Chiuduno. commissione apposita per discuteMa di chi è la paternità di quere del progetto della piazza. ste opere? Cinquini ha le idee Chiediamo su questo tema chiare… “Queste inaugurazioni all’amministrazione che ci sia la sono la conferma della bontà del massima partecipazione di tutti lavoro svolto dalla precedente anche della società civile. L’iniamministrazione”. Quella targaziativa ‘La piazza che vorrei’ è pota Insieme per Chiuduno che vesitiva, ora bisogna che la Giunta deva Cinquini primo cittadino… concretizzi quell’esperienza”. An“Locatelli ha tagliato i nastri ma che perché sul piano progettuale noi abbiamo fatto il lavoro sporCinquini ha qualche riserva… co. Come si dice… la ruota gira. Stefano Locatelli “Grossi dubbi dal punto di vista Non voglio fare polemica, questi tecnico e finanziario. L’utilizzo sono i fatti. Quelle opere appena inaugurate della ex scuola elementare come sede per le non si poteva non chiuderle, c’è stata una associazioni è un po’ raffazzonata, non c’è staffetta tra noi e questa amministrazione, una forte idea progettuale di fondo”. Quale che loro lo vogliano riconoscere o no non mi alternativa proponete? “Creare un centro interessa, l’importante è fare il bene della diurno per gli anziani o un centro medico. comunità”. Un esempio? Nuova scuola ma- Ripeto, su quell’edificio storico bisogna aveterna… “Il progetto era già finanziato con re delle chiare idee progettuali, noi questa le convenzione stipulata, Locatelli risponde- proposta la mettiamo sul piatto, vedremo se rà ai suoi elettori, commentare questa cosa sarà raccolta”. LA SCALATA DI QUATTRO INSEGNANTI NEL 1992 Quando nel settembre ’92 scalammo l’Adamello al rifugio almeno prima che cali il buio, altrimenti rischiamo di trovarlo chiuso; così lo aveva ammonito il guardiano del rifugio al telefono. La nostra marcia forzata (più che camminare corriamo!) è durata oltre due ore. Pur nella tensione, riusciamo ad ammirare la bella e lunga mulattiera costruita dagli alpini durante la prima guerra mondiale, essendo l’Adamello un caposaldo strategico fondamentale. È al chiarore della luna piena che raggiungiamo Il rifugio che è pieno di gente. Comunque ci sono ancora dei materassi su cui dormire. Sarà per la lunga camminata-corsa, sarà per l’abbondante cena, sarà per le emozioni (era la prima volta che mi accingevo a salire in cordata sul ghiacciaio armato di ramponi), fatto sta che per tutta la notte non riesco a chiudere occhio. Ma faccio finta di niente, sperando nelle forze e risorse latenti di cui il nostro corpo dispone. Domenica 6 settembre, ore 3.30 ci alziamo: cielo stellato e gelido, zero gradi. Dopo un percorso fatto al lume della luna e delle pile, c’è da scalare la “ferrata” (corda metallica fissata alla roccia) quasi perpendicolare del Passo Brizio. Mi gelano le mani, fortunatamente Valota mi impre- 37 sta i suoi guanti robusti di lana. Arriviamo poi al grande ghiacciaio: paziente come un certosino, Rizzi ci da le istruzioni e ci aiuta ad applicare i ramponi, la imbragatura, la corda facendola passare nei moschettoni (“attenti a non andarci sopra coi ramponi!” ci raccomanda ripetutamen- cattivo”, essendo in tali frangenti importantissima la calma, più ancora della forza. L’ultimo tratto da scalare è il cono della vetta stessa, molto ripido, fatto di pietroni, terriccio misto a ghiaccio e neve. Lo scaliamo naturalmente senza ramponi, non è comunque così Il commento DAL SITO INTERNET www.araberara.it D’accordo che non bisogna trasformare la montagna in luna park, d’accordo che i camosci scappano con le luci delle cascate di Valbondione addosso, d’accordo che stiamo sfruttando tutto ma c’è la crisi e bisogna mangiare. Quindi ben venga anche lo sfruttamento della montagna se serve a portare a casa cibo e qualche soldo. Se ne facciano una ragione anche i camosci. Si torna al tempo dell’uomo cacciatore, anche di turisti. te). Il ghiacciaio è un lastrone unico, immenso, levigatissimo e bianchissimo; il punto più drammatico è quando, prima dell’inizio delle rocce, il ghiacciaio si alza paurosamente fino a circa 70 gradi. La salvezza è tutta nel lavoro dei ramponi e della piccozza. «E se perdessi un rampone?» - cerco di cacciar via l’ipotesi come un “pensiero impegnativo come l’ultimo lembo del ghiacciaio che abbiamo alle spalle. Arrivati in cima verso le 13.30, proviamo grande ebbrezza: cielo azzurrissimo, tempo limpidissimo, mai visto un tempo così terso! Verso sud, dopo la vasta teoria dei monti e prima della pianura padana, si scorgono i due bacini blu del lago d’Iseo e del lago di Garda. In generale scendere è un po’ più difficile. Grazie comunque al sangue freddo e alla concentrazione, ce la facciamo anche stavolta a scalare quel lembo di ghiacciaio ripido. Impressionante le lunghe ore pomeridiane trascorse sotto un sole reso ancora più aggressivo dai suoi riflessi sul ghiacciaio, la cui superficie si è un po’ sfarinata in neve. Scendendo vedo che Rizzi, oltre al suo zainone sulle spalle, porta un altro zaino sulla pancia, camminando comunque sempre più veloce di noi! Sta prestando aiuto a un membro di un’altra comitiva, colto da forte crisi. Sì, c’erano molte altre comitive di alpinisti in quella domenica, grazie anche al tempo ideale di quell’inizio di settembre. Al rifugio Garibaldi ci attendono alcune nostre amiche e colleghe. Scendiamo insieme a piedi fino al parcheggio. E poi via con le auto. Incantevoli i riflessi sul lago di un’incredibile luna piena. In quei due giorni sembra che la natura abbia voluto sfoderare il meglio di se stessa attraverso gli elementi (sole, cielo, ghiacciaio, luna). Dopo essere rimasti per un paio di giorni rintanati nelle case a smaltire la stanchezza, sentiamo il bisogno di rivederci Nella foto qui accanto - I quattro colleghi della scuola “Pesenti” di Sarnico (da sinistra a destra Giuliano Colosio, Flavio Rizzi, Arturo Valota, G.Carlo Lazzari) che il 6 settembre 1992 raggiungono in cordata la cima dell’Adamello e di festeggiare l’evento con le amiche e gli amici. Dove incontrarci? Essendo iniziato da poco la fiera “Settembre Chiudunese”, niente di più adatto che incontrarci nel salone della fiera, che è una delle manifestazioni annuali più importanti per l’economia della nostra Valcalepio (che si estende da Chiuduno al Basso Sebino). Da qui è nato appunto il binomio Adamello – “Settembre Chiudunese”. Con sorpresa di tutti e tre (“tre” perché Rizzi il capo-scalata non era presente) ci vediamo segnati da forti herpes intorno alle labbra (per me era la prima volta in vita mia), dovuto senz’altro alle tensioni, stress, sforzi fuori norma di quei due giorni indimenticabili. Quando e dove celebreremo il prossimo anniversario, al “Settembre Chiudunese” o sui monti eterni? Ci sarebbe anche la possibilità come sessantenni o settantenni di scalare ancora una volta il nostro padre Adamello? Se esso non è padre delle Alpi lombarde (il Bernina è alto m. 4.050, l’Adamello m. 3.550), è padre delle Alpi bergamascobresciane. Giuliano Colosio Val Calepio CAROBBIO DEGLI ANGELI IL PERSONAGGIO Araberara - 14 Settembre 2012 rescore Val Cavallina TRESCORE La mensa frena già prima di partire Eravamo stati troppo ottimisti annunciando nell’ultimo numero di Araberara la partenza dei lavori della nuova mensa scolastica in via Lotto. Tutto lasciava presupporre l’imminente avvio del cantiere con gli operai già impegnati a mettere le barriere di sicurezza e la ruspa già presente. Ma proprio dopo pochi giorni la chiusura del giornale la doccia fredda, il cantiere ritarderà un mese, come minimo. Tutto questo per dei problemi legati al testo del bando che è stato prontamente corretto che non prevedeva l’assegnazione al ribasso maggiore. Tutto bloccato quindi e bando da rifare con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che ha delineato il bando che ha messo mano al testo e lo ha corretto. La svista è stata percepita in tempo ma questo provocherà un ritardo con la scadenza delle offerte posta al 28 settembre. Un mese di ritardi quindi che inizia già ad allungare il crono programma dei lavori ancora prima della loro partenza ufficiale. La nuova struttura darà nuovi spazi per le aule e i laboratori ma soprattutto andrà a dare quella mensa che oggi non c’è alle scuole elementari di Trescore. Per quest’anno gli alunni saranno ospitati nella sede del centro anziani ma l’accordo durerà solo per un anno e quindi in Comune devono stare attenti a non accumulare altri ritardi che vadano a compromettere la consegna della nuova struttura prima dell’avvio dell’anno scolastico 2013 – 2014. TRESCORE - COMUNE Nuova asta per l’ex Sacro Cuore Il Comune prova a rivendere la portineria dell’ex Sacro Cuore, lo stabile posto in via Mazzini la cui asta era andata deserta già martedì 26 giugno. Anche allora il Comune aveva provato a vendere lo stabile a 495.000 euro, prezzo dal quale parte la base d’asta anche dell’asta che si terrà venerdì 19 ottobre alle 9 sempre presso il municipio Loredana Vaghi INTERVISTA ALLA VICESINDACO DEL COMUNE DI TRESCORE TRESCORE – FESTA DELL’UVA 2012 Trionfo degli Amici di Gigi il Trattore tra partenze anticipate e calo del pubblico vicesindaco, mamma, imprenditrice col cuore leghista AR.CA. Loredana Vaghi, classe 1977, imprenditrice, due figli, assessore, vicesindaco e leghista doc. Una vita di corsa per una delle poche figure femminili nella vita politica e amministrativa della Val Cavallina, una nomina la sua a vicesindaco che nei mesi scorsi ha lasciato qualcuno di sorpresa, una nomina voluta da Alberto Finazzi che in tre anni ha avuto modo di conoscerla. E adesso Trescore da gestire e da veder crescere, o almeno provare a farlo, un autunno particolare per Trescore con tanta carne al fuoco, forse troppa: “Non so, noi siamo pronti, lo siamo davvero, dalla mensa al Comune, ci sono tanti progetti e ci stiamo rimboccando le maniche”. Crisi permettendo: “Già, come per tutti i Comuni le risorse sono sempre di meno e il prossimo anno con i tagli statali andrà sempre peggio ma nonostante questa spada di Damocle sulla testa contiamo di rispettare quanto promesso, o almeno ci proviamo”. GORLAGO coda di automobili che si forma alla sera al rientro a casa, così in molti passavano da via Bolis per tagliare e ridurre così l’attesa. Dopo questa esperienza qualcuno è arrivato a chiedere di istituire un vero senso unico. ma la proposta, dopo essere stata discussa in commissione, sembra ora venire scartata definitivamente. “Abbiamo valutato la cosa – spiega il vice sindaco Ottorino Brignoli – ma credo proprio che la strada rimarrà a doppio senso. A tutti piacerebbe vivere in una casa senza traffico davanti, anche a me, ma se tutti iniziamo a limitare il transito agli altri allora a breve non avremo più strade percorribili. Per questo non possiamo accogliere la richiesta che ci è pervenuta da alcuni residenti della via e quindi via Bolis rimarrà a doppio senso di marcia” • SCHEDA «Il Palazzetto dello Sport? Un’opportunità. Il Piano Albarotto? Si fa la palestra» «La gente chiede lavoro e soldi per le bollette. Con gli immigrati nessun problema» «Niente Berghem Fest, aspetto il federalismo fiscale. Con PDL? no comment. Rimarrò in amministrazione» Palazzetto e Albarotto Come sta andando? “L’iter va avanti, per Trescore è una grossa opportunità e noi vogliamo sfruttarla al meglio, credo che sarà un centro importante non solo per Trescore ma anche per i paesi vicini, insomma un’occasione per la zona”. Intanto si torna a parlare di Albarotto, qualche settimana fa l’imprenditore Bruno Scarpellini è finito alla ribalta per un’inchiesta della Procura per la questione di Via Autostrada a Bergamo dove sono stati realizzati un centro direzionale e un supermercato della Coop e dove si dovrebbe realizzare anche un albergo. Ma Scarpellini ha per le mani anche il Piano Integrato che comprende la realizzazione di un supermercato, bricocenter e palestra all’Albarotto, poco distante dalla Gewiss, un piano integrato di 30.000 metri cubi: “Posso dire che sulla palestra siamo a buon punto, si sta lavorando, per il resto è presto per dire qualcosa”. Ma secondo le prime stime la palestra dovrebbe essere pronta per la primavera, ci stiamo coi tempi? “Credo di sì”. La nomina a vicesindaco Vicesindaco e imprenditore a Trescore, conosci bene il paese, qual è il tuo sogno per Trescore? “Adoro il mio paese quindi il mio è un sogno troppo grande per realizzarlo, ma sognare in grande fa sempre bene sia a chi sogna, sia a chi è rivolto il sogno quindi non mi preoccupo. Anche se sono nuova in amministrazione ci sto mettendo davvero tutta me stessa, mi piace amministrare”. Neofita ma non troppo: “Sì, vengo da un’esperienza in Sodali- LUZZANA - IL SINDACO IVAN BELUZZI VIA BOLIS rimane a... doppio senso di marcia Nessun senso unico in via Bolis, la maggioranza che guida il comune di Gorlago sembra definitivamente scartare l’ipotesi di istituire un senso unico da o verso Trescore Balneario. Nei mesi scorsi alcuni residenti avevano proposto all’amministrazione comunale di istituire il senso unico. in questi mesi la strada è rimasta chiusa al transito per dare spazio ai lavori di realizzazione della nuova statale 42 che va a passare ora sotto proprio via Bolis al confine con il comune di Trescore. Per più di un anno quindi i residenti hanno potuto assaporare la tranquillità di avere fuori dalla porta una strada chiusa. Il problema qui è il traffico veicolare nelle ore di punta, la mattina ci sono gli studenti che si dirigono verso il polo liceale di Trescore. La sera invece molti automobilisti provano ad evitare la Araberara - 14 Settembre 2012 38 “Porterò agli scolari il saluto dell’amministrazione”. In via di ultimazione i lavori per l’illuminazione pubblica (AN-ZA) – E’ tradizione che all’inizio dell’anno scolastico il sindaco di Luzzana vada a portare il saluto suo e dell’amministrazione comunale agli scolari che frequentano le scuole elementari di Borgo di Terzo, scuole frequentate dai bambini di tre paesi: Borgo, Vigano San Martino e, appunto, Luzzana. Il sindaco Ivan Beluzzi attende l’invito degli insegnanti. “Il primo giorno di scuola non c’è mai il saluto agli scolari, perché, come negli anni passati, aspettiamo l’invito degli insegnanti. Quando loro sono disponibili, noi AFFITTASI UFFICI E CAPANNONI VARIE METRATURE PONTE NOSSA (Bg) Via Spiazzi 48 - Tel. 035 706024 - Fax 035 706071 sindaci andiamo alle scuole di Borgo per salutare gli scolari e fare loro gli auguri per un buon anno scolastico. Si tratterà probabilmente di un sabato, o il 15 o il 22 settembre”. Sul campo delle opere pubbliche il sindaco conferma che i lavori per sistemare l’illuminazione pubblica in alcune vie del centro storico di Luzzana sono ormai in via di ultimazione. “Si tratta di lavori nelle vicinanze della chiesa parrocchiale che stiamo ultimando. C’era infatti la necessità di un intervento per migliorare l’illuminazione pubblica”. tas ma l’amministrazione è un’altra cosa, quando ci sei dentro ti rendi conto che è una macchina lunga da muovere ma quando si muove da soddisfazione”. Hai convinto tutti, perlomeno i tuoi, nominata vicesindaco dopo tre anni di assessorato: “E’ una bella opportunità e ci sto mettendo tutta me stessa”. Con le minoranze in passato avete avuto qualche problema: “Ognuno fa la sua parte, personalmente non ho nulla con nessuno”. E in amministrazione? “Non ho nessun tipo di problema, diciamo che vado abbastanza d’accordo con tutti e sto bene anche perché mi piace amministrare”. Sodalitas Trentaquattro anni, due figli e imprenditrice, fra due anni cosa vuoi fare? “Spero di rimanere qui in amministrazione, non ho nessun altro tipo di ambizione, mi piace amministrare non fare politica a un certo livello, il contatto col paese è importante e da tanto. Per il momento voglio impegnarmi per Trescore”. Tu hai lavorato per Sodalitas, che negli ultimi tempi è stata attraversata dalle polemiche e dal cambiamento di gestione, tu come la vedi? “Di Lascio, il nuovo amministratore unico è un’ottima persona, lavora in modo trasparentissimo ed è collaborativo, io sono anche assessore ai servizi sociali a Trescore e quindi ho modo di collaborare con lui e devo dire che mi trovo benissimo”. Crisi pesante Trescore paese in espansione con immigrazione, come va con la crisi? la gente viene a chiedere lavoro? “Sì, purtroppo ci sono grosse difficoltà e io come assessore ai servizi sociali cerco di fare il possibile, ma la gente ha sempre più problemi”. Cosa ti chiedono di più? “Hanno problemi di affitto, non riescono a pagare le bollette e poi il lavoro, manca il lavoro, manca davvero tanto, la situazione è pesante”. Immigrati in aumento: “Sono una bella fetta, ma problemi grossi non ce ne sono, sono integrati e han- Loredana Vaghi 4 mesi fa ha sostituito Marco Bellini nel ruolo di vicesindaco, Vaghi che era già assessore ai servizi sociali. Un cambio giustificato in consiglio comunale come normale avvicendamento anche se qualcuno ha paventato una rottura tra Finazzi e Bellini (che però è rimasto assessore ai lavori pubblici). Alberto Finazzi in 8 anni di amministrazione ha cambiato 4 vicesindaci: Moretti, Oldrati, Bellini e adesso Loredana Vaghi che non ha mai fatto mistero di voler provare a cimentarsi con un ruolo importante. no i soliti problemi di tutti, il lavoro, la crisi, certo, per loro è più dura perché non hanno dietro le famiglie che possono coprire eventuali ammanchi, e noi facciamo quello che possiamo”. Leghista sempre Anima femminile della Lega trescorese: “Leghista sempre”. Quindi sarai andata alla Berghem Fest: “Beh, a dire la verità quest’anno no”. Paura delle polemiche all’interno del partito? “No, non è questo ma ho avuto parecchi impegni, e poi sono mamma di due bimbi, moglie e nel periodo estivo voglio dedicarmi anche alla mia famiglia ma ci sono sempre andata”. Militante della prima ora: “Da sempre, avevo 14 anni e ho sempre lavorato alle feste, alle manifestazioni perché io credo al messaggio del federalismo”. Cerchio magico? “Non mi classifico da nessuna parte, io sono leghista e basta e spero e mi auguro che si arrivi finalmente a questo benedetto federalismo fiscale. Misuro sulla mia pelle quanto succede, non mi mettano quindi né nella destra, né nella sinistra della Lega, io credo in un’ideale e spero che lo vogliano portare avanti poi ribadisco che voglio e mi piace rimanere in un’amministrazione piccola come Trescore”. A Trescore voi della Lega siete in maggioranza e PDL è in minoranza, a livello nazionale al governo invece eravate insieme, avete intenzione di tentare alleanze per le amministrative del 2014? “No comment, mancano ancora due anni, vedremo”. Loredana Vaghi amerà le piccole amministrazioni ma si muove come una vera… politica. Il tuo motto? “Lottare sempre e credere in quel che facciamo, gli errori sono dietro l’angolo ma se ce ne assumiamo le responsabilità riusciamo sempre ad andare avanti”. Anche a Trescore. “Amici di Gigi Trattore” due, Circolo Culturale Igea zero, la Festa dell’Uva sembra ormai essere sempre di più una sfida tra i due ex amici ed oggi acerrimi rivali (per non dire altro) con gli amici di Gigi che bissano il successo dello scorso anno. Anche in questa edizione della festa folkloristica della cittadina termale i due gruppi si sono sfidati con un’attesa spasmodica per vedere chi l’avrebbe spuntata, il carro sulla raccolta dell’uva tra fede e tradizione oppure il carro del Mulino. Entrambe i due gruppi hanno puntato quindi sulla tradizione e su carri che tornavano a riproporre quello che è il vero filo conduttore della festa dell’Uva, la festa dedicata all’agricoltura e al lavoro nei campi. Tutte e due i gruppi hanno lavorato alacremente per mesi per realizzare il carro, per i costumi, per raccogliere gente da far sfilare, per delineare la sfilata del gruppo. Un lavoro certosino che si è concluso con la sfilata finale partiva insolitamente un’ora prima, si dice per l’alto numero di carri confluiti alla festa del 2012. Da qui è partita la sfilata lungo via Roma e poi via Locatelli fino a piazza Cavour dove ogni anno viene posto il palco della giuria. I due gruppi partono tra l’attesa della gente per vedere il lavoro svolto, la musica invade il centro di Trescore tra balli e tanti colori in una giornata perfetta con bel tempo e caldo. Infine l’arrivo della sfilata e il verdetto finale. Primo posto al Mulino degli Amici di Gigi Trattore e secondo posto per il carro del Circolo Culturale Igea. Terzo il carro di Endine Gaiano. “Per noi è stato un orgoglio immenso arrivare in piazza, sfilare tra la gente di Trescore e vincere – spiega Rosy Del Bello del gruppo Amici di Gigi Trattore – alla fine francamente non ce l’aspettavamo perché i carri erano belli e il Circolo Culturale Igea partiva con due carri. Noi abbiamo sfilato con il cuore in gola e alla fine tutto si è concluso con l’attesa del verdetto della giuria. Quando ho sentito il terzo posto di Endine pensavo addirittura che il nostro carro non sarebbe salito sul podio, poi quando hanno detto il secondo posto ho addirittura pensato ad una doppietta di Igea, poi la grande gioia quando la giuria ha decretato la nostra vittoria e lì è scoppiata la festa. Qualcuno del Circolo Culturale piangeva per la delusione e per la tensione accumulata”. E così il gruppo degli amici di Gigi Trattore si prepara ora ad andare a Foresto Sparso, invitati alla festa dell’Uva del paese del basso Sebino. “Anche quest’anno abbiamo raggiunto il podio, mesi e mesi di lavoro – prosegue Rosy Del Bello - . Siamo un gruppo di persone private che non percepisce contributi e ciò che realizziamo è tutto a nostre spese. Abbiamo fatto un carro realizzato tutto in legno e po- listirolo intagliato e curato nei minimi particolari. E’ stato un anno lungo e pesante, momenti belli ma difficili. Sono molte le persone che hanno contribuito a questa vittoria, Giancarlo la nostra spalla principale, creatore del carro, ha speso ore e ore di lavoro, Fabio che ha intagliato il polistirolo e allestito il carro, Rosanna la nostra pittrice, Danilo, Carla, Patty, Nicolas, Mattia e Nati l’aiuto e l’appoggio per andare avanti. Una bella giornata con un forte gruppo, hanno sfilato tantissime paesanelle, vestiti d’epoca e tanti contadini, un gruppo di 90 persone che Gli amici di Gigi trattore vogliono ringraziare. Dopo queste forti emozioni, vogliamo continuare sempre con entusiasmo e con la voglia di fare”. Ovviamente meno felici dall’altra parte con il Circolo Culturale Igea che però riconosce il merito della vittoria ai rivali con poche ma pesanti parole: “La giuria ha deciso saggiamente – spiegano Lucia Zanga e Pierangelo Rossi – spero che i vincitori sappiano ora usare questa saggezza”. Poi Lucia Zanga prosegue: “Noi siamo ovviamente molto soddisfatti del lavoro svolto e del secondo posto che comunque premia i nostri sforzi, ovviamente da parte di qualcuno c’è stata un po’ di delusione e le lacrime alla fine della festa sono da legare anche alla tensione e alla fatica che veniva scrollata di dosso di colpo dopo il verdetto finale”. Alla fine tutti a casa quindi con una festa dell’Uva filata via liscia e con meno gente rispetto agli anni passati a detta degli stessi protagonisti della sfilata. “Quest’anno mi sembrava che ci fossero meno persone – spiega Lucia Zanga – non so se per colpa della partenza anticipata all’improvviso di un’ora che ha spiazzato molti”. 39 Val Cavallina T Araberara - 14 Settembre 2012 Lago d’Endine Val Cavallina Autunno di fuoco ENDINE GAIANO - CASO BEACH VOLLEY AR.CA. MONASTEROLO DEL CASTELLO Arrivano i dossi sulla strada provinciale Dossi in arrivo sulla strada provinciale che collega Casazza a Monasterolo del Castello. Lungo la salita che scavalca il centro abitato di Monasterolo arriveranno infatti dei dossi per rallentare la corsa delle automobili. Il tratto di strada è soggetto in queste settimane dell’intervento che ha portato alla formazione di nuovi marciapiedi posti davanti alla zona che ospiterà delle nuove villette a schiera. “Siamo scesi in Provincia di Bergamo – spiega Gilberto Giudici – per poter concordare la conclusione dei lavori lungo la strada provinciale. Qui i lavori sono ultimati ormai e ora manca solo la posa dei dissuasori, saranno due posti nella discesa che porta a Casazza. Tutto questo servirà a rallentare la corsa delle auto che trovando la discesa aumentano la velocità. Una volta posati anche questi dossi potremo dire che l’opera della strada provinciale è conclusa”. Bisognerà ora vedere come la prenderanno gli automobilisti che ormai sono stanchi di saltare sui dossi e frenare continuamente per non rovinare gli ammortizzatori delle proprie automobili. AR.CA. La risposta del Comune intanto è arrivata: “Per quanto attiene alla sicurezza del campo – ha fatto sapere il sindaco Angelo Pezzetti – in relazione alla presenza di cavi è stato richiesto a Enel Spa lo spostamento della linea elettrica che ad oggi, non ha ancora provveduto all’operazione. Per quanto riguarda la provvisorietà della struttura e visti i risultati esecutivi, si precisa l’intenzione di analizzare compiutamente la trasformazione del campo in struttura fissa da annoverare al patrimonio comunale previo il conseguimento di tutte le necessarie autorizzazioni e messa in sicurezza dell’area”. Ma la risposta scatena ancora di più la rabbia di Ziboni e Cocchetti: “Ma come? viene a dire che ha mandato un fax all’Enel dove gli si dice che la zona è pericolosa, e quindi? se succede qualcosa a qualche ragazzo il sindaco si presenta col fax dai genitori e gli dice che lui il fax l’aveva mandato? ma che discorso è? bisogna mettere in sicurezza prima di fare i lavori. Qui sta succedendo l’esatto contrario. E poi loro hanno intenzione di fare un campo definitivo quindi vuol dire che non era provvisorio, quando hanno fatto lo sbancamento lo sapevano perfettamente”. Ma sembra che non tutti in giunta fossero a conoscenza di quanto stava succedendo: “Si vocifera che l’assessore allo sport Giampietro Massetti – interviene l’addetto ai lavori – non sapesse nulla e il suo budget come assessore allo sport è più basso di 5000 euro, insomma il malumore c’è”. “E in un periodo di ristrettezza economica come questa – chiudono Ziboni e Cocchetti – spendere 5000 euro è da folli”. Insomma, la sabbia del beach volley rischia di scottare ancora a lungo… GAVERINA TERME GRONE - LETTERA Il sindaco: “Forse sarà l’ultimo che potremo scegliere noi” (AN-ZA) – Nel corso del Consiglio Comunale che si terrà verso la fine di settembre sarà ratificata la nomina del nuovo revisore dei conti del Comune di Gaverina Terme, che rimarrà in carica per il prossimo triennio, da ottobre 2012 a settembre 2015. Nei Comuni con meno di 15000 abitanti il servizio di revisione economicofinanziaria è affidato ad una sola persona, un solo revisore che deve essere scelto dai consiglieri comunali tra gli iscritti all’Albo dei Dottori Commercialisti, all’Albo dei era in carica da sei anni, Ragionieri o al Registro dei ha quindi concluso il suo Revisori Contabili. secondo mandato. E così, chi possiede Potrebbe trattarsi i requisiti necessadell’ultima occari ed è interessato sione per il Comua prestare la sua ne di Gaverina di collaborazione nei poter scegliere un prossimi tre anni revisore contabipresso il Comune le. Il sindaco Dedi Gaverina, può nis Flaccadori presentare domanci comunica che da entro le ore 12 Denis Flaccadori potrebbe trattardel 18 settembre. si dell’ultimo reTra i candidati sarà poi visore scelto dal Consiglio scelto il nuovo revisore dei Comunale. “Con la nuova conti. Il revisore uscente riforma, che a breve entrerà in vigore, non saranno più i Consigli Comunali a nominare i revisori dei conti, il tutto sarà infatti centralizzato e la nomina calerà dall’alto. A noi è andata bene, perché eravamo in scadenza e potremo così scegliere noi il revisore per i prossimi tre anni. Per il futuro si cambierà”. Dopo l’entrata in vigore della nuova normativa i revisori contabili degli enti locali saranno scelti mediante estrazione alla presenza del prefetto tra gli iscritti ad un apposito albo. SPINONE AL LAGO MiniSpinone 2012, una festa a misura di bambino SPINONE AL LAGO Assegnati i lavori alla valle Pacifec Sono stati aggiudicati i lavori per il consolidamento dei versanti e sistemazione idraulico forestale della valle Pacifec , lavori che si sono resi necessari per proteggere l’abitato da colate fangose. Il sindaco di Spinone al Lago è riuscito ancora una volta a tirar fuori il coniglio dal cilindro pescando fondi e soldi che altri non riescono a trovare. Così i lavori partiranno a breve. “Abbiamo fatto la gara d’appalto dei lavori – spiega Marco Terzi, sindaco di Spinone al Lago – lavori a base d’appalto di 103.448 euro compresi gli oneri di sicurezza. Ora i lavori potranno partire nel mese di settembre per concludersi entro la prossima primavera. Sono lavori importanti di tutela del territorio di Spinone al Lago e dei suoi versanti montuosi. Alla gara d’appalto hanno partecipato 5 ditte e alla fine i lavori sono stati aggiudicati alla ditta Edilcattaneo Snc di Cerete che ha proposto un ribasso del 33,30 %. Proseguiamo così i lavori intrapresi in questi anni di consolidamento delle sponde del versante montuoso e delle vallette che scendono verso il lago. Questo grazie non solo ai contributi che riusciamo a trovare ma anche grazie all’opera della protezione civile che si impegna per mantenere pulite e libere da tronchi e cespugli queste vallette”. Il poker servito di Buelli che stravolge la ‘Roncaglia’: centro per il kayak, albergo e ville nel polmone verde lungo la statale 42 dell’ufficio tecnico, Marzio Moretti ha sbancato il terrapieno e creato un vero e proprio scavo di quelli che vengono fatti Autunno di fuoco. Colpa della….spiaggia, ma che c’entra quando l’opera è definitiva con tanto di recinzione metala settembre? c’entra eccome. A Endine infatti nelle scor- lica e cancello d’ingresso. E hanno sbancato proprio sotto se settimane è stato realizzato un campo di beach volley la linea dove passa l’alta tensione e come se non bastasse ‘provvisorio’, “E’ servito per tre giorni” tuona la minoranza, per una cifra assurda per un’opera considerata provvisoria: dalla modica cifra di ….almeno 5.000 euro. Tanto basta per ben 5.000 euro”. Le minoranze non ci stanno: “5.000 euro far saltare il tappo di polemiche che nascondono retroscena di contributi per i lavori guarda caso alla Protezione Civile di tensioni accumulate anche tra uffici comunali Ana e all’Associazione Volontari Protezione Civile e assessori. Orobie Soccorso di cui Marzio Moretti è presidenFacciamo un passo indietro. te. Inoltre due giorni prima dello sbancamento c’è Dal 9 al 15 luglio in località Prada, la zona dove stato il consiglio comunale con il bilancio di presorge il centro sportivo, si è tenuta la festa della visione e dei 5000 euro non è stata fatta menzione, Protezione Civile, di cui Marzio Moretti (assesnessuno sapeva niente”. sore ai lavori pubblici e all’ecologia) è uno dei punE adesso? “Adesso abbiamo chiesto al Comuti di forza. Moretti qualche giorno prima della fene la copia del progetto per la realizzazione del sta chiede di poter realizzare un campo da beach campo di beach volley, la copia delle delibere ogvolley: “Gli è stato risposto – spiega un addetto ai getto dell’intervento, la copia delle determine di lavori – che si sarebbero attivati subito all’ufficio impegno delle spese che riguardano l’intervento, Marzio Moretti tecnico ma che per i tempi tecnici e quant’altro, il parere del tecnico comunale, copia di eventuali quindi autorizzazioni, licenze, asl, ecc sarebbe stato tutto pareri per vincoli ambientali, il parere in merito alla sicupronto per fine anno. Marzio ha replicato che voleva il cam- rezza visto l’impianto elettrico che scorre sopra il campo di po dopo pochi giorni, per la festa appunto della Protezione beach volley e il programma di previsione di utilizzo nel Civile. L’unica soluzione era quindi realizzarlo provviso- corso dell’anno del campo di beach volley da giustificare rio”. Cosa vuol dire? “Vuol dire – intervengono le minoran- una struttura fissa. Perché le cose sono due: o hanno speso ze di Corrado Ziboni e Sabrina Cocchetti – che sarebbe 5000 euro per 5 giorni di festa ed è una spesa assurda oppubastato un telone che poi andava tolto, tutto qui, anche se re se vogliono trasformarlo in un campo fisso è ancora pegla zona dove è stato realizzato il campo è giusto sotto un gio, non ci sono autorizzazioni, è a notevole rischio e inoltre campo di media tensione dell’Enel, con grossi rischi nel non siamo a Cesenatico, verrebbe usato solo pochi giorni in caso il pallone si alzi un po’ di più. Invece, pare all’insaputa estate. Insomma tutto questo per un capriccio dell’estate”. Nuovo revisore dei conti. (AN-ZA) – Una domenica dedicata ai bambini, al gioco, al divertimento lungo le rive del Lago di Endine. L’appuntamento con MiniSpinone 2012 ha attirato centinaia di persone, mamme, papà, nonni e, ovviamente, loro, i più piccoli, gli attori principali in questo caldo week end di fine estate. Nel pomeriggio di domenica 9 settembre il lungolago di Spinone al Lago era tutto un ribollire di giochi, allegria, una vera festa a misura di bambino e dedicata alle famiglie. Non potevano mancare i gonfiabili, presi d’assalto dai bambini e due cavalli su cui era possibile fare una passeggiata. Lì vicino, c’era anche chi non ha voluto rinunciare alla tintarella, una delle ultime prima dell’arrivo dell’autunno. Non è però finita qui, sul lungolago di Spinone non mancheranno anche nelle prossime settimane altri appuntamenti che, c’è da scommetterci, attireranno ancora molte persone. 41 RANZANICO – IL PROGETTO PRESENTATO IN ASSEMBLEA PUBBLICA La sabbia che scotta... Il sindaco: “Da noi niente emergenze 5 mila euro per un beach volley provvisorio sociali per la crisi. “Ma sarà definitivo”. Enel permettendo… Bene il turismo” (AN-ZA) – Il bilancio turistico di questa estate 2012 è stato positivo per i paesi del Lago di Endine, ne abbiamo già parlato sullo scorso numero di Araberara. Lo conferma il sindaco di Monasterolo del Castello, Maurizio Trussardi. “Sì, la presenza di turisti nel nostro paese è stata buona questa estate. Grande successo di pubblico anche per tutte le varie feste e iniziative di luglio e Maurizio Trussardi agosto, possiamo essere soddisfatti. Ti posso dire che anche per quanto riguarda l’apertura delle seconde case i dati sono sicuramente più alti rispetto a quelli dell’anno scorso”. Il bilancio turistico è positivo, ma Monasterolo non vive solo di turismo, è infatti conosciuto come un paese di isolantisti. Conferma il sindaco che “già negli anni Settanta e Ottanta sono state avviate alcune attività nel settore degli isolamenti acustici e ancora oggi diversi miei concittadini sono appunto isolantisti. La crisi economica non li ha, per il momento, danneggiati. Sì, un calo di lavoro c’è stato, ma niente di grave. Posso tranquillamente dire che Monasterolo sta risentendo della crisi meno di altri paesi e infatti non ci sono, per fortuna, emergenze sociali. Magari si lavora meno di prima, ma non abbiamo particolari emergenze occupazionali”. Non c’è quindi stato un aumento di richieste di aiuto ai servizi sociali da parte della popolazione? “Ci sono alcune persone che necessitano di aiuto, ad esempio anziani e malati a cui è garantita l’assistenza domiciliare o alcuni casi di disagio giovanile, ma non, come ho già detto, emergenze sociali determinate dalla crisi”. Questo, almeno, per il momento. “Le prospettive per il futuro non sono rosee”. Lo si legge sui giornali e lo si vede in televisione ma, prima o poi, anche la crisi passerà. Araberara - 14 Settembre 2012 40 pubblica federale importante che farà da traino al turismo e allo sport e inoltre non ci Kayak. Canottaggio. Alsono alberghi lungo la fascia bergo. Ville unifamiliari. E’ di strada, ce n’è uno a San il poker servito da Sergio Paolo e uno a Lovere, quindi Buelli nell’assemblea pubuna struttura alberghiera in blica del 31 agosto, quella quella zona è l’ideale. La feche per la minoranza sarebderazione di kayak ci ha già be dovuta andare deserta contattato e l’abbiamo già inperché la ‘gente era in ferie’. contrata, abbiamo perfezioCosì non è stato, più di 100 nato il tutto e adesso si tratta persone accorse per ascoltasolo di partire”. re come sarà la nuova RanBuelli ci tiene a sottolinezanico ma soprattutto come are il vincolo contemporaneo diventerà il polmone verde della realizzazione degli imdella Roncaglia, per intenmobili: “Non ci sarà nessuna derci la zona che corre sopra speculazione perché verrà la statale 42, poco dopo la realizzato tutto contemporaneamente, albergo, Romanella, sul confine con il Comune di Endine. centro per il kayak e residenziale, non verrà fatto E Buelli non si è tirato indietro: “Ho spiegato il residenziale prima, su questo fronte siamo assocosa vogliamo fare – racconta Sergio Buelli – e la lutamente tranquilli”. gente ha capito, ha ascoltato, quello della RoncaLe minoranze invece sostengono che è uno sfreglia è un intervento davvero importante per noi”. gio nel verde, più di 10.000 metri cubi che corriProgetto pronto e polemiche… anche. sponderebbero secondo i loro calcoli a sei campi di Le minoranze hanno preannunciato battaglia, calcio per un piano che, sostengono, all’inizio era anche se durante l’assemblea pubblica di battadi 5000 metri cubi e causò, sempre secondo loro, glia non ce n’è stata. “E la gente è venuta numerol’uscita di Sergio Buelli dal gruppo che era ‘Insiesa. E adesso è solo questione di tempo, il progetto Sergio Buelli me per Ranzanico’ e pure la Provincia di Bergamo è pronto, l’investitore è motivato, il terreno è già di avrebbe mostrato perplessità. sua proprietà e adesso si tratta solo di rispettare “E’ inutile parlare sempre di turismo – continua Buelli – e i tempi burocratici, ci sarà l’adozione del Pgt a ottobre, dopodiché 90 giorni per avere i pareri della Provincia e poi ci poi non fare i contenitori per accoglierlo, allora accontentiamoci del mordi e fuggi della domenica. Con questo progetto sarà finalmente l’approvazione definitiva”. La minoranza non è per niente soddisfatta: “Ma comun- cambierà tutto, la parte sotto a lago, rimarrà pubblica per que – continua Buelli – la minoranza di adesso era la mag- tutti, poi c’è l’albergo e daremo la prelazione per i posti di gioranza di quando c’era il mio primo mandato, e loro stessi lavoro alla gente di Ranzanico e ci sarà anche un’importanavevano autorizzato una volumetria di 5000 metri residen- te sala meeting”. Tutto pronto o quasi: “Dobbiamo fare le convenzioni e avziali, adesso aumentati ma solo perché c’è una struttura pubblica per il kayak e il nostro lago di Endine è ottimo per viare le procedure, il progetto è pronto”. La Roncaglia è in rampa di lancio. questo tipo di sport perché non ha onde, sarà una struttura BIANZANO - IL VICESINDACO La mamma dei fratelli Marchesi: “Ma chi ha paura dei miei figli?” Spett.le Redazione di Araberara, sono una vostra lettrice, nonché mamma dei fratelli Marchesi, continuo a leggere sul vs. giornale da ormai parecchie pubblicazioni lettere e interviste al Sindaco di Grone sempre del medesimo argomento e tenore. Tenore e argomento che il Sindaco di Grone continua a ripetere da ormai quasi quattro anni. La domanda mi sorge spontanea: forse non ha altro da fare? I suoi problemi sono solo i fratelli Marchesi? Il suo stipendio, con i nostri soldi, usato così male a questo punto potrebbe elargirlo a chi ha bisogno o forse non vede i reali problemi che in questo momento tutti stiamo affrontando? Penso che ora, visto che il suo mandato volge a termine, non era il caso di lasciare nei giovani un buon ricordo considerato che non è stato in grado di accaparrarsi la loro collaborazione che penso sarebbe stata preziosa per il nostro paese. Lascia un paese pieno di costruzioni, di contenziosi, ma vuoto all’interno, forse i giovani nella loro freschezza avrebbero portato una ventata di cultura, di onestà e correttezza, principi dimenticati da tempo. Perché questo continuo accanimento nei loro confronti? Frustrazioni personali del nostro Sindaco? Paura per qualcosa che possa affiorare? Scheletri negli armadi del Comune? Sono domande che mi sono posta tante volte in questi anni, ma penso che da parte del Sindaco di Grone non riceverò mai risposta, come non ho mai ricevuto risposte o cenni alle tante altre lettere che gli ho indirizzato per argomenti anche più nobili nel corso dei suoi mandati. Io spero che la gente di Grone possa meditare su questi ultimi quattro anni e penso che sia al corrente che ad ogni Consiglio Comunale è stato trattato come argomento principale il comportamento dei giovani della minoranza con accuse tendenziose ed elaborazioni mentali ingiuste, come ad ogni notiziario annuale del Comune di Grone la lettera che il Sindaco rivolge ai cittadini ha nel suo testo le solite esternazioni, anche molto pesanti, nei confronti della minoranza, sostenitori e famigliari compresi che nulla hanno a che fare con l’amministrazione. I soliti graditi auguri natalizi! Ultime mie domande: il resto degli amministratori di Grone che sono ombreggiati dalla figura del Sindaco avranno le stesse opinioni? All’interno del Consiglio Comunale ci sono dei giovani, sono stati ipnotizzati? Penso che sia comunque ora di mettere fine a tutto questo e spero in una svolta radicale fondata su valori umani di rispetto, di condivisione del bene di una comunità e di collaborazione per raggiungere fini che non vadano ad appannaggio solo di alcuni ma di tutti indistintamente dal ceto sociale o dalla famiglia di appartenenza. Nel ringraziarvi dello spazio che vorrete concedermi, complimentandomi per il lavoro d’informazione che svolgete e augurandovi una crescita sempre più vasta vi porgo cordiali saluti. Gigliola Trapletti Crisi economica, Bertoletti: “La gente di Bianzano è fiera, non chiede mai l’elemosina” “Da un po’ di tempo a questa parte ci (AN-ZA) – “Bianzano ha risentito della sono alcune persone in difficoltà che chiecrisi economica prima di altri paesi deldono un aiuto. Non si tratta però di un la Valle Cavallina, perché molti dei suoi aiuto per il pagamento dell’affitto o per abitanti lavorano, o lavoravano, in Valle i pacchi. No, si tratta più che altro di riSeriana”. Matteo Bertoletti, vicesindachieste di aiuto per trovare un posto di co e assessore ai servizi sociali del Colavoro”. E trovare un posto di lavoro è mune di Bianzano, parla della ben nota sempre più difficile. “Se negli anni scorcrisi economica e occupazionale che sta si riuscivo a trovare un posto di lavoro investendo anche le nostre valli. “Questo per chi era ne era rimasto senza, perché noi ci appoggiavamo soappunto perché la crisi era setprattutto sulla Valle Seriana e toriale, adesso è molto più diffisul settore del tessile. Molti miei cile. Non è più solo il tessile ad concittadini lavoravano in quel essere in crisi, ma anche gli altri settore e quando, negli anni scorsettori. Sì, adesso è sempre più si, il tessile e il meccanotessile complicato trovare lavoro”. Bersono andati in crisi, beh, è stato toletti vuole dare il giusto peso a un bel guaio. In molti si sono trouna caratteristica degli abitanti vati in difficoltà, hanno magari di Bianzano, una caratteristica perso il posto di lavoro. E così, quando altri paesi della Matteo Bertoletti comune a molti bergamaschi. “Ci tengo a dire che l’orgoglio dei Valle Cavallina non conoscevano miei concittadini non porta a chiedere ancora da vicino la crisi, noi ne risentivaassistenzialismo. La gente di Bianzano è mo già e siamo perciò intervenuti prima. molto fiera, anche se è in difficoltà perché Adesso però la situazione è peggiorata un ha perso il lavoro non chiede l’elemosina, po’ dappertutto, se la crisi prima era setchiede piuttosto un aiuto per trovare un toriale, adesso è generale, colpisce tutti i nuovo posto di lavoro. Questo orgoglio settori”. Ci sono persone che si rivolgono porta a voler camminare con le proprie a voi per un aiuto, magari per il pagagambe. Di questa fierezza dei miei concitmento dell’affitto o per i pacchi alimentadini sono veramente contento”. tari? MEMORIA Piero Vittorio Cantamessi Ranzanico-Sovere 12/7/1929 - 4/9/2012 Tra gioie e dolori hai trascorso la tua vita, in questi ultimi giorni eravamo accanto a te osservando il tuo viso scarno e sentendo il tuo respiro affaticato ma ti rassicuravamo promettendoti di non abbandonarti. Tu ci cercavi con lo sguardo che si perdeva nel vuoto per poi ritrovarci e chiederci aiuto. Inerti potevamo solo tenerti la mano, accarezzarti e baciarti, pregando il nostro Dio di accoglierti fra le sue braccia, e non farti più soffrire consapevoli di non rivederti più fino alla Resurrezione dove tutti ci ritroveremo e vivremo felici. Ciao papà, dai un bacio alla mamma e salutaci tutti. Marina e Mariangela Val Cavallina MONASTEROLO DEL CASTELLO Araberara - 14 Settembre 2012 CASAZZA – PRIME INCRINATURE NELLA LA MAGGIORANZA? MAGGIORANZA? ENTRATICO Ricomincia l’anno scolastico… con un regalo della giunta agli scolari (AN-ZA) – L’apertura dell’anno scolastico 2012/2013 è stato anche quest’anno caratterizzato dal saluto dell’amministrazione comunale di Entratico agli alunni delle scuole elementari del paese. E così, mercoledì 12 settembre, primo giorno di scuola, il sindaco Fabio Brignoli, accompagnato dal vigile e da altri esponenti della Fabio Brignoli giunta, si è recato presso le scuole elementari per portare il saluto suo e dell’amministrazione, ha augurato agli scolari un proficuo anno scolastico e ha portato un regalo per ciascun bambino. “Abbiamo portato in dono un quadernone personalizzato che accompagna un supporto, un CD, con filmati fatti da alunni delle scuole elementari di Vicenza sul tema della sicurezza stradale. Si tratta di un regalo fatto a ogni scolaro di Entratico, ma è anche un regalo utile, istruttivo”. ENTRATICO Nuova convenzione per la segreteria comunale. Vicenda RAI, il sindaco: “Nessuna novità” (AN-ZA) – In seguito al recesso del Comune di Montello dalla convenzione per la gestione del servizio associato di segreteria comunale, il Consiglio Comunale di Entratico ha provveduto ad approvare la nuova convenzione che vede coinvolti, oltre a Entratico, i Comuni di Costa di Mezzate ed Endine Gaiano, oltre che il nuovo arrivato, il Comune di Vercurago, che va a sostituire Montello. La convenzione era stata approvata nel 2011 e prevede che il segretario comunale Alessandro Invidiata presti il suo servizio nei quattro Comuni. L’ente capofila è il Comune di Costa di Mezzate. Il sindaco di Entratico Fabio Brignoli sottolinea che “per noi non cambia niente, sia per quanto riguarda le ore di servizio svolte dal dottor Invidiata, servizio che apprezziamo, sia per quanto riguarda i costi. Non sta poi a me discutere sulle ragioni che hanno portato il Comune di Montello ad uscire dalla convenzione” e, in effetti, nella convenzione è prevista per ciascun Comune la facoltà di recedere da essa per mutuo consenso o a richiesta di uno solo. L’uscita di Montello è quindi stata compensata dall’ingresso di Vercurago. Il segretario comunale riserva a Entratico sei ore settimanali. Per quanto riguarda la questione della ricezione del segnale RAI che in alcune zone del paese non è buona o addirittura assente, Brignoli afferma che, al momento, non ci sono novità. “Voglio contattare i residenti di quelle vie dove il segnale RAI è molto debole o assente e poi, come avevo già detto, scriverò alla RAI per chiedere un intervento, se nel frattempo il problema non è stato risolto”. Araberara - 14 Settembre 2012 42 VIGANO SAN MARTINO Il passante nel “feudo” dell’Assessore spacca la Giunta CORTESI MINIMIZZA: “Non saltiamo per una cosa del genere” ANDREA MARCHESI CASAZZA – LA MINORANZA SULLE INCRINATURE IN GIUNTA Era inevitabile. La notizia della contrarietà del “clan” Cambianica, i famigliari dell’Assessore alla Cultura Ettore Cambianica (interviste apparse sullo scorso numero di Araberara), al tracciato del nuovo percorso ciclopedo(An. Ma.) Gli scorni in Giunta della maggioranza… animano la minoranza. Il caponale progettato dall’ufficio gruppo ed ex Sindaco Giacomo Del Bello del gruppo Insieme per Casazza si incunea tecnico e che passa sulle nella spaccatura: “È la dimostrazione che non sono mai andati d’accordo, la maggioproprietà dei Cambianiranza ha poca programmazione ma soprattutto con questa questione dimostra di non ca si è scagliata come un avere un’unione di intenti”. Un Del Bello deciso e che aspetta dietro l’angolo l’evolversi macigno contro la Giundella situazione. ta del Sindaco Giuseppe Facchinetti. Prime incrica è stato sonora- si della comunità ma si è Giunta non corre nessun nature in Giunta mente rimprove- messo di traverso l’Asses- rischio, si “bega” ma è semquindi? Stando rato dai suoi com- sore Cambianica che dalla pre uno scambio di vedute all’aria che si repagni di Giunta comunità è stato votato e che alimenta il dibattito spira negli uffici – così ci ha riferito pro tempore dovrebbe a ri- per cercare soluzioni pracomunali la queun addetto ai la- gore… “servirla”. Il nodo tiche. Fiorenzo Cortesi, stione si fa giorno vori – a Casazza si è lontano dal poter essere Assessore alla Sicurezza: dopo giorno più può fare tutto ma sciolto: o si cambia stra- “Il passante è una priorità seria e rischia di sulla proprietà de- da e soluzione o la Giunta per l’amministrazione, è scatenare una gli altri”. In ballo salta? Stando a quello che assurdo che il paese resti contesa piuttosto dura. “Cambiani- Giacomo Del Bello ci sono gli interes- dice l’amministrazione la spaccato e tagliato in due Del Bello: “È la dimostrazione che non sono mai andati d’accordo” realizzare un percorso ciclopedonale. Un’operazione simile migliorerebbe la zona sotto diversi profili e noi riusciremmo a risolvere una problematica che trasciniamo da tempo. Vedo spesso un disabile Il passante ciclopedonale che colle- bianica” ma l’Assessore e la famiglia si che attraversa via Naziogherebbe le “due anime”, viabilistiche stanno fortemente opponendo al passagnale all’altezza di Palazzo e amministrative, di Casazza rischia di gio del percorso pubblico su terreni priBettoni, ogni giorno è un diventare un bel grattacapo. Vediamo le vati. La terza soluzione è quella del colrischio perché il percorso è soluzioni possibili. La prima (scartata) legamento di via dei Mille con via Aldo stretto”. prospettava un percorso dietro al condo- Moro, anche questa ipotesi difficilmente Il problema è l’Assesminio di via Nazionale, i residenti han- percorribile a causa dei costi insostenibisore Cambianica… Come no bocciato sonoramente la proposta. La li in un periodo di crisi economica come ha preso la Giunta questa seconda ipotesi riguarda il “feudo Cam- quello che stiamo vivendo sua contrarietà? Su questo argomento Cortesi mi schiaffa un bel E alla fine si ridalla statale. In un modo mancano gli ultimi 50 me“no comment” ma o nell’altro lo faremo”. Il tri di quella strada, l’im- torna sempre lì… aggiunge… “non problema è proprio questo presa dovrebbe fornire dei al feudo Cambiasalteremo mai Cortesi… “Stiamo pensan- servizi ma con la crisi che nica. Cortesi, riper una cosa del do ad un passaggio provvi- c’è la vedo proprio dura”. mane quella la sogenere”. Il dibatsorio con un marciapiede e Il Piano di Lottizzazione è luzione migliore? tito resta aperto un po’ di illuminazione”. Il quello Zamblera, tuttavia “ A s s o l u t a m e n t e ma la soluzione, percorso che collegherà via mancano le risorse per re- si, non ci sarebbe almeno per ora, Italia a via Aldo Moro… alizzare un percorso come nessun problema si fa sempre più “Si, anche se è inserito in quello auspicato dall’am- di traffico perché lontana. Fiorenzo Cortesi si tratta solo di un Piano di Lottizzazione, ministrazione. SCHEDA LE SOLUZIONI POSSIBILI Camminata tra Torri e Castelli Il CAI Trescore - Valcavallina vi invita domenica 16 settembre 2012, alla 5^ Marcia non Competitiva “Tra torri e castelli”, organizzata dal Gruppo Podistico AVIS-AIDO di Casazza, l’iniziativa ha lo scopo di promuovere la conoscenza del patrimonio naturale ed artistico dei Comuni di: Bianzano, Casazza, Gaverina Terme, Monastero del Castello e Spinone al Lago; tramite tre differenti percorsi della lunghezza di 7 - 14- 23 chilometri. Il percorso lungo di 23 chilometri, pensato per camminatori allenati e podisti, prevede il ristoro nella corte del Castello di Bianzano! Alle ore 10.00 circa, prima delle premiazioni dei gruppi e dei partecipanti, presso il Centro Sportivo di Casazza ci verrà a trovare Battista Marchesi, ovviamente a piedi, tappa del suo tentativo di record del mondo, percorrere 19100 km in meno di nove mesi Per ulteriori informazioni e visualizzare il volantino della manifestazione si allega il seguente link http://www.comune.casazza.bg.it/sa/sa_p_testo.php?idservizio=10041. Vi aspettiamo! VIGANO SAN MARTINO Valcavallina in Rosa Asilo alla frutta: Vigano saluta don Umberto in attesa di don Giovanni si vendono le stampe per aiutarlo La vendita di stampe della fine dell’800 e del ‘900 per dare una mano economica all’asilo parrocchiale Bettoni che di questi tempi non naviga in buone acque. Bisogna precisare subito che il bilancio è a posto e sempre in equilibrio grazie all’accortezza del consiglio di amministrazione. Ma come abbiamo già scritto l’asilo quest’anno ha dovuto fare i conti con il calo delle iscrizioni, sindrome accusata da alcuni anni. Troppi bambini extracomunitari si è detto, con le famiglie che non iscrivono i bimbi all’asilo parrocchiale e li tengono a casa, da qui l’esigenza di aumentare la retta e di licenziare un’addetta. Ora l’Unitalsi ha messo in vendita le stampe di Carolina Valenti, signora deceduta pochi mesi fa che aveva un negozio di stampe antiche a Parigi, “esattamente di fronte alla Cathedrale de Chartres” – spiega Maria Grazia Suardi – e le ha lasciate all’asilo Bettoni per acquisire strumenti musicali e per i casi di necessità. Noi stiamo vendendo in varie mostre queste stampe che servono proprio per raccogliere fondi e rispondere così alle disposizioni testamentarie lasciate da Carolina Valenti” (AN-ZA) – Cambio della guardia alla guida della comunità parrocchiale di Vigano San Martino, che domenica 9 settembre ha salutato don Umberto Boschini, parroco per ben 12 anni, e si appresta ad accogliere il nuovo pastore, don Giovanni Barbieri. Molti parrocchiani si sono stretti attorno al loro ex parroco, che sabato 15 settembre farà il suo ingresso a Mariano di Dalmine. Nato a Bergamo il 13 giugno 1967 ma della parrocchia di Terno d’Isola, don Umberto è stato ordinato sacerdote vent’anni fa, il 6 giugno 1992. Vicario parrocchiale di Brembate Sotto per otto anni, è poi stato promosso parroco di Vigano nel 2000. Il suo cammino proseguirà ora in pianura, a Mariano di Dalmine. BERZO SAN FERMO Cambia la viabilità: Pienone a Berzo per la festa del centro storico. Rassegna rurale dal 13 al 16 settembre Migliorare la viabilità nelle strade di Borgo di Terzo, ed in particolar modo l’accesso alla statale 42, fulcro del traffico veicolare che attraversa il paese dividendolo in due. Questo quanto era stato annunciato nell’ultimo consiglio comunale ed è questo quanto l’amministrazione comunale intende fare ora. Tutto questo con un piano che prevede già alcune decisioni che verranno prese a breve come Mauro Fadini spiega il sindaco Mauro Fadini: “Esiste già un tavolo di lavoro che sta predisponendo varie soluzioni per il traffico. Come detto in consiglio comunale stiamo pensando a come migliorare l’accesso sulla statale 42 per chi scende da Terzo, magari obbligando gli automobilisti che vogliono immettersi sulla corsia che porta a Lovere ad andare alla rotonda per poi tornare indietro. In questo modo si darebbe maggiore garanzia di sicurezza a tutti”. Si passa poi all’incrocio posto in mezzo al paese: “stiamo valutando anche in questo caso alcune proposte, la più concreta è quella di obbligare gli automobilisti che escono dal centro storico di Borgo di Terzo di procedere verso la rotonda per poi andare verso Berzo San Fermo. Oggi infatti gli automobilisti che escono dal centro storico possono svoltare verso Lovere o tagliare la statale per andare verso Berzo, in questo modo ci sarebbe l’obbligatorietà di andare verso la rotonda togliendo questi fattori di rischio per la circolazione stradale” CASAZZA CASAZZA Tutti in marcia per la Valcavallina in rosa, camminata non competitiva che ha visto la presenza di oltre 450 persone. Il centro sportivo di Casazza ha visto un’alta partecipazione di donne che hanno dato vita alla camminata alla quale hanno partecipato anche il sindaco di Casazza Giuseppe Facchinetti, il sindaco di Monasterolo Maurizio Trussardi, il vicesindaco di Casazza Antonella Gotti, il vicesindaco di Luzzana Eusebio Verri e il sindaco di Gaverina Denis Flaccadori. (AN-ZA) – L’anno scorso l’amministrazione comunale di Berzo San Fermo, guidata dal sindaco Luciano Trapletti, aveva sistemato il centro storico di Canton di Sopra, con un intervento che ha dato un nuovo aspetto estetico e di valore all’antico borgo. L’inaugurazione era avvenuta a fine agosto e per l’occasione era stata organizzata una festa. Quest’anno la storia si è ripetuta con due giorni di festa che hanno coinvolto la popolazione di Berzo, sabato 25 e domenica 26 agosto. Il sindaco Trapletti è soddisfatto per la grande affluenza e per i giudizi positivi sul “nuovo” centro storico. “Varie persone, soprattutto quelle che mancavano da Berzo da alcuni anni, mi hanno manifestato il loro stupore per come è stato sistemato il centro storico. Mi hanno fatto i complimenti per i lavori eseguiti. La maggior soddisfazione l’ho avuta da un anziano signore di 85/86 anni che mi ha detto che questa festa è stata l’unica occasione per poter riunire tutta la sua famiglia a Berzo. Questo è lo spirito con cui abbiamo or- Il centro sportivo di Vigano San Martino rimane al centro dell’attenzione dell’amministrazione comunale. In attesa dei lavori di sistemazione dei locali, partirà a breve la copertura della tribuna del campo da calcio. Fino ad oggi infatti il pubblico che aveva seguito l’Unione Media valle Cavallina (squadra confluita ora nella Nuova Valcavallina) aveva dovuto armarsi di ombrelli per rimanere allo stadio anche sotto la pioggia. Ora invece la tribuna eliminerà anche questo problema. “Il progetto esecutivo è già pronto – spiega il sindaco Massimo Armati – e a breve partiranno i lavori. Si tratta di una spesa di 70.000 euro dei quali 12 per la progettazione. Sarà una tribuna in legno lamellare con lamiere insonorizzate. Ci sarà anche un sistema per il recupero dell’acqua piovana. Dalla cifra stabilita si spera poi di arrivare ad un ribasso considerevole, che di solito si aggira sul 20-30%. I lavori partiranno a breve e speriamo di arrivare alla consegna nel mese di ottobre dopo aver fatto la gara di appalto”. CASAZZA - CAMMINATA BORGO DI TERZO per chi scende da Terzo obbligo di andare alla rotonda Arriva la copertura della tribuna ganizzato la festa, per far rivivere un centro storico a misura d’uomo, un centro non spopolato ma vissuto dalle famiglie”. I lavori eseguiti nel centro storico sono stati finanziati anche grazie ad un contributo a fondo perduto messo a disposizione dalla Regione Lombardia. Il Comune ha così potuto riqualificare l’area e rifare l’illuminazione pubblica, le fognature, la pavimentazione stradale e gli arredi urbani. Un centro storico rinnovato a disposizione degli abitanti del piccolo borgo della Valle Cavallina. Cronaca della festa del centro storico La festa nel borgo, ancora addobbato dalla festa patronale appena passata, è in fermento fin dal mattino, tavoli con panchine, fari, i gazebo, al centro della via Locatelli è allestita la cucina, dove alpini e volontari hanno allestito il punto ristoro con grigliate e piatti tipici . Lungo le tavolate nella via si sono ritrovate molte famiglie, e tante persone anche forestiere hanno apprezzato il semplice ma coinvolgente clima familiare della festa e la buona cucina presente. La gente si accalca alla cucina per prendere il mangiare, alle 21 le tavolate sono già occupate tutte, nuvole minacciose scorrono , qualche goccia scende, niente di più……La serata continua, il tempo è stato clemente, alla luce della nuova illuminazione il concerto apprezzato di musica country da parte del gruppo Mismountain Boys che hanno intrattenuto e divertito il folto pubblico presente. Nell’intermezzo , il saluto ed i ringraziamenti del sindaco Trapletti a tutti i presenti, ai residenti per la bella collaborazione e disponibilità, al gruppo alpini , cucina e volontari per il “duro“ lavoro ed un grazie a tutti i presenti, senza i quali, ha detto il sindaco, “le nostre iniziative non avrebbero senso se non vissute e condivise con la comunità”. La serata è poi continuata con l’intrattenimento musicale e con lo stare a tavola insieme. La domenica la festa è continuata con la novità dei madonnari di Bergamo che fin dal mattino hanno animato la via Locatelli, madonnari all’opera su pannelli e bambini e ragazzi all’opera nel colorare la pavimentazione della piazza, il tutto alla luce di un sole brillante, di aria e cielo terso grazie alla ventilazione della notte e del mattino. Alle 21, sempre presso la piazzetta centrale della via Locatelli l’apprezzato concerto di “Campanine” a cura della scuola campanari di Roncobello con il suo presidente Luca Fiocchi. Un concerto che ha entusiasmato grandi e piccini, nel bello delle melodie proposte tramite questi strumenti. La festa è poi continuata con gli ultimi brani e poi la possibilità di suonare e vedere gli strumenti da vicino, offerta a tutti i presenti. Rassegna rurale “I prodotti de Bers” L’undicesima edizione della rassegna rurale “I prodotti de Bers” si tiene a Berzo San Fermo da giovedì 13 a domenica 16 settembre, con una serie di interessanti iniziative. Al mattino, presso la palestra comunale, sono di scena i bambini della scuola dell’infanzia di Berzo e gli alunni delle scuole elementari di Berzo, Grone e Borgo di Terzo con laboratori didattici. Le serate saranno scandite da convegni ed iniziative tecniche. La serata di sabato sarà all’insegna del divertimento per i bambini della scuola dell’infanzia con il Coro Alpini Valcavallina di Berzo San Fermo e il coro “I canterini del Sebino” di Sarnico. Domenica 16, dalle 10 alle 19 ci sarà il mercatino con bancarelle di prodotti tipici e artigianato, il pranzo sociale alle 12 presso la tensostruttura a cui seguirà un pomeriggio animato con passeggiata gratuita con cavalli e pony per bambini e ragazzi e una passeggiata gratuita in carrozza per le famiglie. Si salutano i rappresentanti del mondo agricolo sardo, ospiti della manifestazione, per poi procedere con una gara sul trattore organizzata dal gruppo giovani imprese della Coldiretti Bergamo. Alle 20,30 si premiano i vincitori del 3° concorso “Balcone fiorito” e si chiude con una serata di divertimento con il ventriloquo Pietro Ghislandi. Don Giovanni proviene invece da Sola di Fara Olivana, dove è nato il 20 agosto 1953. Dopo l’ordinazione avvenuto il 21 giugno 1980, è stato vicario parrocchiale prima a Ghisalba (1980-1987) e poi presso la parrocchia cittadina di Santa Caterina (1987-1992). Parroco di Cassinone dal 1992 al 2010, è stato poi per un biennio vicario parrocchiale a Sant’Alessandro in Colonna, una delle più importanti parrocchie della città di Bergamo. Don Giovanni è stato anche insegnante al Seminario Diocesano di Bergamo. Il suo ingresso ufficiale presso la parrocchia di San Giovanni Battista di Vigano è fissato per domenica 30 settembre e sono perciò in corso tutti i preparativi per l’accoglienza al nuovo pastore. 43 Val Cavallina Val Cavallina Araberara - 14 Settembre 2012 Val Cavallina Araberara - 14 Settembre 2012 CENATE SOPRA - IL SINDACO Stefano Cattaneo sulle colonnine antivelocità: “Posizionate in via sperimentale, è un messaggio per persone intelligenti” (AN-ZA) – Gli automobilisti di Cenate Sopra e degli altri paesi dell’Unione Intercomunale dei Colli sono avvisati: a breve arriveranno gli speed-check, le colonnine antivelocità utili per obbligare a ridurre la velocità, ma molto impopolari. Dei Comuni dell’Unione solo uno, San Paolo d’Argon, non ha aderito all’iniziativa, optando per un’altra soluzione antivelocità, quella dei dossi. A Cenate Sopra, Cenate Sotto, Gorlago, Bagnatica, Torre de’Roveri, Albano S. Alessandro e Brusaporto saranno invece posizionate le colonnine, tre per ogni Comune. Ci riferisce il sindaco di Cenate Sopra, Stefano Cattaneo: “Abbiamo preso questa decisione dopo Ferragosto. Saranno posizionati tre speed-check per ogni Comune, ma in via sperimentale in alcune vie del paese scelte dal sindaco. Vi rimarranno per due mesi, poi si vedrà, si farà una valutazione e decideremo se tenerli in via definitiva o se cambiare strategia. Voglio però sottolineare che, avendo a cuore gli interessi e le opinioni della nostra cittadinanza, faremo un incontro con la popolazione. E’ giusto che i cittadini siano coinvolti”. Cattaneo fa anche un’altra considerazione. “Si tratta di un messaggio per persone intelligenti, nel senso che una persona intelligente deve sapere che in un centro abitato non si può guidare ad alta velocità e, in tal caso, non ha nulla da temere dalle colonnine. Chi invece non la vuole capire e guida come un pazzo si prenderà una bella multa”. Altro argomento. E’stata modificata la convenzione per la gestione associata del servizio di segreteria comunale in seguito all’uscita del Comune di Ranzanico. E così, i Comuni rimasti, cioè Cenate Sopra, Casazza, Bianzano e Gorlago, hanno rinnovato la convenzione, che scadrà il 31 dicembre 2014. Il segretario comunale, avendo un Comune in meno in cui lavorare, potrà prestare qualche ora in più nei Comuni rimanenti. Conferma il sindaco di Cenate Sopra: “Sì, da noi lavorava per otto ore a settimana, mentre adesso sarà presente nove ore. Il Comune capofila rimane ancora Gorlago”. CENATE SOTTO Open day di ‘Mille e una nota’ Sabato 8 settembre dalle ore 15,00 si è tenuto presso la sede dell’Associazione in via Foscolo 3 a Cenate Sotto l’Open Day di ‘Mille e una nota’ . Numerose sono state le iscrizioni per il nuovo anno scolastico, ma avendo ancora qualche posto a disposizione c’è ancora la possibilità di conoscere i docenti, concordare con loro il proprio programma didattico personalizzato e effettuare le iscrizioni al nuovo anno scolastico. Sono tanti i corsi proposti per il nuovo anno ed in particolare corsi per i piccolissimi da 1 a 3 anni e un laboratorio per bimbi della scuola dell’infanzia che si terrà tutti i sabato mattina. www.milleeunanota.com - [email protected] - Milleeunanota Cenate Sotto CENATE SOTTO In ricordo di don Amadio Ho pensato fosse doveroso ricordare don Amadio percorrendo una delle tappe fondamentali del suo mandato: Cenate Sotto. Dal 1988 parroco della parrocchia S. Martino Vescovo, ha lavorato sempre cercando di essere una buona guida spirituale ed un buon educatore per i bambini ed i ragazzi che da quell’anno hanno sempre partecipato con entusiasmo al cre. Poi il lavoro è stato tanto ma non gli sono mancate le soddisfazioni: dalla stampa mensile del notiziario parrocchiale, alla realizzazione del nuovo oratorio, ai restauri dell’organo, dei Santuari, del campanile, della facciata della Chiesa ed alla sistemazione del Presbiterio. Ultima ma non meno importante la sua passione per la buona musica, soddisfatta dalla formazione del coro parrocchiale e dalla formazione dell’Associazione Milleunanota, avviata proprio partendo dalla sua volontà, nei locali dell’Oratorio. E tutto questo grazie al supporto, alla collaborazione e all’affetto delle persone che nei vari settori gli sono sempre state vicine e a tutte le associazioni del paese. Anche dopo la fine del suo mandato ha potuto per un periodo di tempo proseguire nella sua missione nel paese che per 19 anni gli era stato affidato e questo per merito della fam. Malanchini che si è occupata e prodigata perché avesse un appartamento in usufrutto non troppo distante dalla sua amata chiesa. Un ricordo speciale l’hanno avuto anche i sacerdoti della casa di riposo Piccinelli di Scanzorosciate, dove alloggiava da qualche mese, che il giorno dell’Assunta hanno concelebrato una messa presieduta da don Adelio cappellano dell’istituto in suo ricordo con le suore, tutti i volontari, gli ospiti, Federica e Francesca di milleeunanota che hanno allietato con il suono ed il canto, e alcune persone di Cenate che hanno contribuito con la loro presenza a rendere la celebrazione ancora piu’ sentita. Grazie! R.M. ZANDOBBIO – 2400 EURO PER UNA TELECAMERA Si video sorveglierà anche il nuovo parcheggio Anche Zandobbio torna a puntare sulle telecamere per dare maggiore sicurezza al paese. Così dopo aver posto degli occhi elettronici agli ingressi del paese, alla Selva e in altri punti, il sindaco Mariangela Antonioli torna ad aprire la cassa per comprare una nuova telecamera. I nuovi parcheggi di via Rivi sono ormai conclusi e qui però manca un sistema di videosorveglianza efficiente. Così l’amministrazione comunale ha deciso di spendere 2420 euro per portare qui una nuova telecamera. In questo caso si tratta di una telecamera dome, quelle capaci di girarsi per 360 gradi. La telecamera nuova andrà a sostituire quella già esistente alla piazzola ecologica. Quella attuale infatti è una telecamera fissa che permette di tenere sott’occhio (elettronico) solo l’ingresso. La nuova telecamera dome invece sarà in grado di ruotare e di tenere controllata tutta l’area. La vecchia telecamera verrà spostata per il controllo di uno dei due parcheggi nuovi. Chi parcheggia nella nuova area posta dietro al comune lo potrà fare così a cuor più leggero visto che ora ci sarà anche una telecamera a sorvegliare la zona. Infine prosegue anche l’aggiornamento del sistema operativo della rete di videosorveglianza, anche questo un lavoro avviato nei mesi scorsi. 44 MediaValle Araberara - 14 Settembre 2012 VERTOVA – IL 23 SETTEMBRE L’INGRESSO DI DON GIOVANNI BOSIO Don Giovanni Bosio: LEFFE - LETTERA “Più che aspettarmi Uniti usciremo qualcosa, conto di dare dal letargo in cui è piombato il paese qualcosa: la fede in Gesù Seriana AR.CA Mi hanno colpito e commosso le parole della Signora Luciana Previtali Radici rilasciate sul Corriere di Bergamo al direttore di Araberara e riportate su Araberara. Nonostante la crisi, le conseguenti tasse (siamo il paese al mondo che ha il primato procapite) per lo più pagate dalla ‘povera gente’, di sicuro fino all’ultimo centesimo dal lavoratore dipendente, che oltretutto viene ripenalizzato dalla nuova legge sulle pensioni e in particolar modo chi di diritto ne aveva raggiunto i requisiti (40 anni di lavoro) favorendo e risparmiando le maxi pensioni, le baby pensioni, le false pensioni e ora pure gli esodati (frutto di un’ ‘amnesia’ e dell’ignoranza del governo dei ‘professori’) che lavorando meno tempo arrivano alla pensione, senza subire neanche la penalizzazione che questa legge prevede. Se a tutto questo aggiungiamo l’Imu sulle seconde case che va a colpire pure chi per forza maggiore e per malattia o per vecchiaia ha dovuto abbandonare la propria casa per trovare ricovero nelle Case di Riposo, oppure per quelle abitazioni con appartamenti coperte da usufrutto, ma date in uso gratuito da genitori a figli, frutto di immensi sacrifici e del lavoro di una vita, e potrei continuare all’infinito, parlando dei risparmi, della sanità ecc. ecc. Ebbene se nonostante tutto questo abbiamo la fortuna di avere come concittadina una persona di tale immensa ricchezza (e non mi riferisco ai soli denari posseduti) sempre pronta ad aiutare chi più ha bisogno, amando e proteggendo non solo a parole i suoi concittadini, come solo una madre può fare con i propri figli. Ecco se una donna con un temperamento caratteriale così deciso, con l’amore così forte per la sua terra e per le sue r(R)adici, ci sprona e ci invita a cercare di dimenticare le tribolazioni e le ‘ruberie legalizzate’ dei veri politici e dei loro partiti, oltretutto sempre pronti a rimpinguare i propri stipendi, quasi come fossero meritevoli di encomi e questo avviene tuttora come tutti sappiamo in percentuale a livello comunale. Ebbene noi dobbiamo ascoltare e credere in Lei, unirci tutti insieme, perché solo unendo tutte le nostre forze, potremo ricostruire, con tenacia e ingegno, l’impero che i nostri antenati avevano saputo creare. Solo così e di questo ne sono sicuro, un giorno potremo risvegliarci dal ‘letargo’ per trovare nuovi germogli e una nuova primavera. Lo Scorpione Don Giovanni Bosio in questi giorni fa la vita da… trottola. Su e giù per la valle, un elastico tra la nuova dimora Vertova e la sua Lallio, che ha lasciato ufficialmente domenica 9 settembre dopo 16 anni con il paese che gli ha fatto da guscio quasi per proteggerlo nell’accompagnarlo nella sua nuova missione. Lacrime per salutarlo e sorrisi per ricordare i momenti vissuti insieme, lui, Don Giovanni, un prete che lascia il segno. Un ritorno a casa il suo, nativo di Leffe: “Ma ho preso Messa a Peia”, 2 anni a Cividino-Quintano, 10 anni a Santa Caterina, parroco a Gorno per nove anni e poi arciprete plebano dal 1996 a Lallio, e adesso il ritorno in Val Seriana, a Vertova. Cominciamo: “A 60 anni, in un momento in cui solitamente si va in pensione io comincio un nuovo cammino – racconta don Giovanni – e quando si comincia una nuova strada bisogna avere l’entusiasmo ma anche la salute e soprattutto la fede, ricordo sempre San Paolo: ‘Ho combattuto la buona battaglia ma ho conservato la fede’, ecco, spero di conservare sempre la fede”. E l’entusiasmo c’è sempre? “Sempre”. Non ti sei mai stancato, nemmeno un attimo di fare il prete? “No, magari ogni tanto capita di non sentirsi all’altezza ma l’essere stanco è un’altra cosa”. E tu in questi anni come sei cambiato? “Tanto, anche nel modo di proporre la parola di Dio, è cambiata anche la visione del terreno nel quale bisogna seminarla questa parola di Dio, l’unica cosa che non cambia è proprio la parola di Dio, per fortuna è sempre quella, cambia il terreno ma non Dio”. E la fede? “E’ più motivata ora, mi sto sempre più convincendo che conviene davvero appoggiarsi e affidarsi al Signore, se mi appoggio agli alberi cado, gli uomini muoiono, i soldi svaniscono ma la fede resta. E’ per questo che è unica la missione del prete, il medico cura le persone che poi comunque alla fine muoiono, l’architetto costruisce le case che alla fine cadono, i preti invece porta- no le persone in Paradiso, o almeno provano a farlo”. 37 anni da prete, la tua più grande soddisfazione? “Quando vedo la chiesa piena di gente convinta, che prega, quando vedo la mia comunità che cresce, che si rafforza, ho avuto la fortuna di avere nel mio apostolato una ventina di vocazioni, ho sposato più di 1000 persone, ne ho condotte al cimitero 2000 e se vanno in Paradiso anche questa è Nativo di Leffe, ha preso Messa a Peia è stato parroco di Gorno e Lallio una soddisfazione, tanti battezzati, insomma sono queste le vere soddisfazioni”. E delusioni? “Beh, bisogna sempre confidare nel Signore, bisogna sempre conservare e amare la vita come se fosse il primo, l’unico e ultimo giorno dell’esistenza, se ci si lascia andare guai, e la fede è un puntello, è il vero puntello”. Cosa ti aspetti dalla tua nuova destinazione? “Non mi aspetto niente, chiedo solo di camminare con la mia nuova comunità, di fare un tratto di strada con loro nella fede, più che aspettarmi qualcosa, conto invece di dare qualcosa, dare la mia fede e la mia disponibilità nelle cose del Signore e sicuramente imparerò tanto, ho sempre imparato tanto in tutti i posti in cui sono stato”. Hai salutato Lallio dopo 16 anni, un addio commovente: “Abbiamo fatto tante cose assieme, ho fatto fatica a lasciare le persone ma anche le opere che abbiamo realizzato insieme, l’oratorio, la scuola materna, e poi la chiesa di san Bernardino, la chiesa parrocchiale appena messa apposto, le opere per le quali magari in 16 anni non ci ho dormito sopra pensando a come fare per realizzarle, per pagarle”. Però sei tornato a casa: “Sì, sono nativo di Leffe, ho preso Messa a Peia, e diciamo che se la montagnetta davanti a Vertova si spianasse vedo casa”. Sei della valle Seriana, come è cambiata pastoralmente parlando in questi anni, a parte la crisi? “Ci sono le solite cose che purtroppo stanno prendendo piede dappertutto, il secolarismo, il relativismo, la fede secondo me, tanto le tot istess, l’edonismo, faccio quello che mi pare, ecco, però da noi non c’è l’ateismo, più che atei la gente è idolatra, credono alla loro maniera”. Cosa fai nel tempo libero? “Leggo e suono, sono un’amante della musica, pianoforte e organo e a Lallio suonavo spesso l’organo in chiesa, mi piaceva molto anche la montagna, adesso ho poco tempo per andarci”. Il tuo motto? “Non ne ho”. A chi ti ispiri? “A San Giovanni Bosco, ragione, religione e amorevolezza. Far ragionare la gente, avere la testa sulle spalle e pensare cosa farebbe il Signore se fosse al mio posto”. Con Don Giovanni a Vertova arriva anche la madre, Maria (che ha 82 anni e non 97 come abbiamo scritto erroneamente la scorsa volta) e sua sorella Antonella, che lo seguono da sempre: “E’ dal mio secondo anno da prete che mi seguono, è una fortuna averle vicino”. Ci siamo, tutto pronto, l’ingresso è fissato per il 23 settembre alle ore 17, si apre una nuova vita per don Giovanni, o forse no, con lui c’è sempre lo stesso Dio che lo accompagna da sempre e che grazie a lui si infila nel cuore di chi lo incontra. FIORANO AL SERIO CENE – STORIA DI UN SALESIANO Volontari e studenti universitari a fianco della Polizia Locale Don Agostino, nativo di Cene e parroco in Liguria contestato dai parrocchiani perché … aiuta i poveri Studenti universitari in campo, al fianco della Polizia Locale, per conoscere da vicino il lavoro svolto dalle forze dell’ordine partecipando attivamente ed in prima persona all’operatività quotidiana a fianco degli Agenti. Da diversi anni a Fiorano è attivo il servizio di vigilanza alle scuole da parte di Volontari che, dedicano il loro tempo libero alla collettività per la sicurezza dei nostri ragazzi, senza trascurare il notevole supporto che danno alle istituzioni. A rimboccarsi le maniche e a mettere il loro tempo a disposizione sono Carlo Guerini, Alberto Rossi, Giovanni Rudelli e Giovanni Signorelli. Ma l’obiettivo è anche quello di coinvolgere i giovani, così gli studenti universitari avranno la possibilità di osservare da vicino l’attività e i compiti istituzionali della Polizia Locale (sempre nel rispetto della privacy), con l’intento di infondere la cultura della sicurezza stradale e del rispetto della legalità. In via sperimentale dal 27 Agosto al 13 Ottobre i giovani studenti, indossando pettorina e cappellino, affiancheranno gli Agenti della Polizia Locale nelle attività diurne, serali e in caso di manifestazioni. “Un’iniziativa – spiegano gli organizzatori - che mira tra l’altro a ridurre le distanze tra gli utenti della strada, in particolare i più giovani e la Polizia Locale, così da infondere la consapevolezza del rispetto delle figure rappresentate e delle norme vigenti. In particolare, fermo restando che i giovani opereranno in supporto al personale di Polizia Locale, svolgendo attività per le quali non sia richiesto l’esercizio di pubbliche funzioni, potranno apprendere ed avvicinarsi a tutte le materie di competenza della Polizia Locale tra le quali si citano: la sicurezza stradale, vigilanza di parchi e giardini e/o spazi soggetti a vandalismi, la tutela degli utenti deboli (ad es. presso edifici scolastici e oratori), controllo del territorio per prevenire violazioni ai Regolamenti Comunali, la corretta osservanza della raccolta differenziata, il controllo della pista ciclopedonale, norme in materia commerciale (in sede fissa e in aree pubbliche). Un’esperienza diretta, formativa che mira a diffondere tra le nuove generazioni una rinnovata consapevolezza in materia di sicurezza stradale ed educazione alla legalità e un modo per vedere da un altro punto di vista ciò che avviene realmente sulle strade ogni giorno”. Insomma per amare il proprio territorio si comincia anche e soprattutto dall’educazione civica. (AN-ZA) – La singolare vicenda che ha coinvolto un sacerdote salesiano originario di Cene ha avuto eco su alcuni giornali, televisioni e siti internet ed è particolarmente interessante e significativa. Don Agostino Paganessi, nato 67 anni fa nel paese della media Valle Seriana, appartenente alla grande famiglia salesiana dei figli di San Giovanni Bosco, è parroco di Luceto, frazione di Albisola, in Liguria. Alcuni parrocchiani hanno pesantemente contestato il suo operato, fatto una raccolta di firme e chiesto al vescovo di cacciarlo dalla Parrocchia. Cosa avrà fatto di male il parroco? No, non c’entra la pedofilia, non ci sono scandali. La sua colpa è di aiutare troppo i poveri, in particolare i poveri extracomunitari che si recano da lui per chiedere aiuti, ben consci del suo buon cuore. E così, questa è l’accusa dei parrocchiani ribelli, gli stranieri, anche quelli che creano problemi, continuano ad arrivare in paese e vengono aiutati con i soldi della chiesa. In realtà, don Agostino la carità la fa usando i suoi soldi e il vescovo di Savona, monsignor Vittorio Lupi, che si è immediatamente occupato della faccenda, ha preso le difese del sacerdote. Il denaro non viene sottratto alle casse parrocchiali, ma questo non è bastato per rasserenare gli animi. Ai contestatori non va giù in particolare don Agostino Paganessi l’accoglienza indistinta anche nei confronti di chi potrebbe andare a lavorare piuttosto che chiedere l’elemosina. E sappiamo bene, tutto il mondo è paese, che quando un Comune, una Parrocchia o un’associazione aiutano le persone in reale difficoltà economica, ci sono anche quelli che ne approfittano, che preferiscono elemosinare piuttosto che lavorare. La richiesta di trasferimento di don Agostino è stata quindi respinta dal vescovo, che ha riconosciuto il buon operato del salesiano, e in sua difesa è sceso in campo il circolo Arci locale. Peppone che aiuta don Camillo. Don Agostino, che si è difeso affermando di fare solo il suo dovere di prete e di cristiano senza usare i soldi della Parrocchia, ha ricordato che quando era stato nominato parroco di Luceto qualcuno gli aveva detto di stare attento perché in quel paese sono tutti di sinistra. Una storia particolare, ma non isolata. Alcuni anni fa un parroco della diocesi di Bergamo si era beccato un bel pugno in faccia per l’ospitalità accordata ai numerosi stranieri che si recavano da lui per chiedere aiuti economici. Le opinioni sono poi discordanti. C’è chi dice che aiutare i poveri fa parte dei doveri di un cristiano (ed è verissimo), ma c’è anche chi sottolinea come sono in molti ad approfittarsi della generosità altrui, tirando magari in ballo nientemeno che San Paolo, che diceva “chi non vuole lavorare, neppure mangi”. COLZATE - IL SINDACO Adriana Dentella: “L’assessore ai servizi sociali al lavoro, c’è crisi e tensione, la gente chiede lavoro e il Comune non può fare niente” “Si programma l’autunno, abbiamo tanta carne al fuoco”, Adriana Dentella archivia, per ora, la questione strada con Vertova, e pensa ad altro: “Stiamo lavorando su programmi e incontri, definiremo il tutto nei prossimi giorni”. E intanto Colzate è sugli scudi per i servizi sociali, dopo aver organizzato il trasporto anziani per andare in ospedale si pensa già ad altri progetti di sostegno: “Siamo sempre attivi dal punto di vista sociale – continua la Dentella – molte volte queste cose non appaiono perché non danno magari un risalto altisonante come le opere pubbliche ma sono altrettanto importanti se non di più. Un servizio che serve alle persone e le aiuta. E c’è l’assessore ai servizi sociali Adriana Lanfranchi che sta facendo davvero un lavoro eccezionale, è Adriana Dentella sempre in Comune pronta ad ascoltare le esigenze di tutti, lavora con passione e coerenza”. Perché la crisi pesa, anche a Colzate: “Riparte l’autunno e in fondo al tunnel non si vede la luce, è questo il problema, poi siamo tutti italiani, e pensiamo che prima o poi ne usciamo ma più passa il tempo e più ci si angoscia. Dispiace dirlo, ma sono contenta di non avere figli in età adolescenziale, perché pensare di avere un figlio di 16-20 anni e non riuscire a proporgli uno sbocco è davvero dura. La gente continua a venire a chiedere lavoro e stringe il cuore non avere soluzioni, anni addietro in un modo o nell’altro si riusciva a trovare una casa o un piccolo lavoretto, adesso i Comuni sono stesi per terra e non si riesce a far niente ma molti hanno la mentalità che il Comune deve per forza aiutare”. 45 MediaValle Seriana Araberara - 14 Settembre 2012 Due fratelli 46 GANDINO - LA STORIA FLAVIANO CACCIA “FLAVIO” Dopo alcuni anni di tentennamento e con l’aiuto del computer ho deciso di raccontare la non facile impresa di due compaesani gandinesi, che col loro silenzioso altruismo, si resero protagonisti nel salvare persone militarmente contrapposte durante la Resistenza 1943-1945. Dopo il 23 settembre 1943 con la nascita della Repubblica Sociale Italiana, alcuni militari bergamaschi si diedero alla latitanza, e una gran parte dei militari latitanti si rifugiarono sulle montagne, sulle Alpi Orobiche. Alcuni scelsero di seguire ancora la militanza nella nuova formazione militaresca della Repubblica Sociale Italiana. Questa travagliata decisione del militare ‘restare o scappare’ sconvolse anche gli ambienti famigliari, in particolare quelle famiglie in cui i genitori avevano più di un figlio. E’ successo a Gandino. Dove una famiglia numerosa ‘gandinese’ in cui il padre, reduce dalla prima guerra mondiale, si trovò due figli militarmente contrapposti, un figlio partigiano, l’altro repubblichino. Indovina chi viene a cena Una sera di maggio del ‘44 i due fratelli militarmente contrapposti casualmente si rividero in casa dai genitori. L’accoglienza nella loro famiglia numerosa fu molto calorosa da parte dei fratelli di minore età e dalle sorelle alcune di maggior età. Ma i genitori erano preoccupati per i loro due figli (ne avevano altri sette), temevano uno scontro politico e poi, a chi dei due figli il papà avrebbe lucidato la medaglia al valore militare? E la mamma a quale figlio avrebbe portato fiori sulla tomba? Nel fortunoso destino il papà ‘tata’ non lucidò alcuna medaglia, e la mamma ‘mama’ continuò a frequentare giornalmente il cimitero, ma solo per ricordare i suoi quattro figli, che perirono dopo alcuni giorni o pochi mesi dalla nascita. I due fratelli erano Santo e Mino - il primo classe 1925, 19 anni, repubblichino e l’altro classe 1926, 18 anni partigiano. Dopo la cartolina avviso, il repubblichino (Santo) si presentò al comando del distretto militare di Bergamo e dopo alcuni giorni fu trasferito a Novara al 5° Alpini, Battaglione Brescia e lì restò tre giorni per la consegna della divisa da militare, in seguito con una tradotta fu trasferito in Germania. Il trasferimento in Germania era una prassi pretesa dai tedeschi, per poter meglio controllare le nuove leve durante il periodo d’addestramento C. A. R. Nel 1944 le caserme dei militari al nord d’Italia erano poche controllate, e così molte volte di notte le matricole si davano alla fuga. Mino coi partigiani Dopo due mesi d’addestramento in Germania (Santo) fu riportato nella caserma di Novara ed essendo falegname fu trattenuto per la manutenzione della stessa caserma, per fortuna sua non è mai stato coinvolto in avvenimenti bellici. Il diciottenne (Mino) avvalendosi della conoscenza di un partigiano (Savo) lo seguì sui monti di Valgoglio. Il partigiano gandinese (Savo), lunedì 28 agosto 1944 presso i Laghi Gemelli per cause accidentali muore a venti anni e troverà provvisoria sepoltura nella pineta circostante la chiesetta di San Rocchino in Valgoglio, contrada Bonaldi. Il partigiano (Mino) a causa della giovane età non era considerato pericoloso dallo spionaggio repubblichino in paese, quindi, gli fu concessa una maggiore libertà nei suoi spostamenti e così aveva possibilità di muoversi sulle montagne per carpire informazioni. Nell’improvvisata sosta a uno partigiano, l’altro a Salò. Il fascista salvò la vita al partigiano e il partigiano salvò la vita al repubblichino Gandino per poter acquisire delle migliori informazioni (Mino) decise di trascorrere la notte in casa dai famigliari. Ma verso le otto del mattino seguente i militari repubblichini perquisirono la casa di famiglia prelevando (Mino) dal letto e sotto scorta lo portarono al comando (presidio militare) situato al piano terra delle attuali Scuole dell’obbligo (elementari) di Gandino. La mamma (Rosa) rincasata dopo la S. Messa della prima ora, e dalla spesa presso la bottega (dol Pea) trovò il figlio di diciassette anni tutto frastornato e nel singhiozzo le riferì l’accaduto. La mamma corse al comando militare, sempre nelle Scuole elementari di Gandino, il cancello (ora non c’è più) era piantonato da un militare di guardia, la mamma esigeva delle spiegazioni dal militare per avergli portato via da casa il figlio. Inaspettatamente si avvicinò al militare un signore vestito con indumenti non militari e dinanzi al signore tutto raffinato il piantone sì irrigidì, col braccio destro teso gli rivolse il saluto romano. Il piantone riferì al suo superiore che la donna era la mamma del giovane arrestato poche ore prima. Il personaggio tutto raffinato dinanzi alla mamma divenne rozzo, con tono sfrontato disse alla mamma (Rosa) di andarsene a casa e di pulirsi la coscienza ma la mamma gli ribadì che è un dovere voler sapere dov’è il proprio figlio, e con voce tremolante aggiunse: “Alla sera quando mi manca una gallina la vado a cercare e perchè non dovrei sapere per quale motivo mio figlio è stato prelevato dal letto e portato via?”. Missione al Presidio La mamma (Rosa) tutta sconvolta, pensando al peggio nel vedersi portar via il figlio a Bergamo (in quel periodo il nome di Bergamo per un arrestato significava l’andata senza ritorno) pregò S. Giovanni Bosco presso la vicina Chiesa dell’Oratorio sempre a Gandino e supplicò il Santo, (Rosa) decise di telefonare e avvisare il marito (Giovan Maria, Giò) che era al lavoro. Il marito era sconvolto e pensò di rivolgersi dal suo collega di lavoro (Eto) e così fece, tutto frastornato (Giò) si tolse la blusa e corse nel reparto del collega (Eto ) nel medesimo opificio; e riferì al collega di lavoro l’arresto del figlio, che era trattenuto presso il comando militare fascista in paese; senza chiedere altre spiegazioni, il collega di lavoro (Eto) si tolse pure lui la blusa e nella sua schietta parlata (non bergamasca) disse al collega di lavoro (Giò) “andiamo e non perdiamo tempo”. Senza alcun permesso i due lasciarono il posto di lavoro e a piedi si avviarono presso le Scuole elementari di Gandino, sede del comando militare repubblichino. Raggiunto il comando militare al cancello d’ingresso oltre al piantone era presente un graduato, il quale disse al piantone: solo (Eto) può entrare. Eto rimase al comando più di mezz’ora, nel frattempo il papà (Giò) attaccato al cancello il figlio diciassettenne lo accolsero a braccia aperte e il miracolato (Mino) ancora tutto tremolante cercò di raccontare che presso il comando militare in cui (Eto) era stato determinato nel convincere il gerarca Capo Zona nel confermare che (Mino) frequentava veramente la zona montana del Monte Farno e la causa dell’assenza da casa era dovuta per la climatizzazione dello stesso Monte Farno onde favorire la totale guarigione della gamba sinistra in quanto (Mino) alcuni mesi prima ebbe un incidente sul lavoro con la conseguenza dell’arto sfracel- controllava tutto quanto poteva vedere o sentire. Il padre stava male, vedeva transitare dal cancello di presidio delle camionette coperte da teli che potevano anche nascondere militari o civili, ma poteva esserci anche il figlio diretto a Bergamo. Il cancello distava cinquanta metri dalla porta del comando militare e gli sguardi del papà erano fissi verso la porta in cui doveva solo sperare di poter vedere il figlio lasciare il presidio militare con le sue gambe. Ma dopo mezz’ora il papà vide il collega di lavoro (Eto) barcollante lasciare il comando militare. Nel lasciare il presidio militare i due silenziosamente camminarono un centinaio di metri, in prossimità dell’ex ristorante Agnello, ritrovo dei musicanti, (Eto) con la sua schietta parlata disse a (Giò): fra poco tuo figlio farà ritorno a casa, ora rilassiamoci. Il papà a quel punto scoppiò in un pianto di gioia e abbracciò (Eto) per aver salvato la vita al figlio partigiano. Lo schiaffo della sorella Infatti prima di mezzogiorno come promesso (Mino) rientrò in casa, con ansia la mamma ed lato; ad affrontare il difficile intervento chirurgico che con maestria si occupò il Dott. Gustavo Rossi, medico di basse a Gandino. (nel tragitto Gandino Leffe in calesse il Dott. Rossi fu ucciso dai partigiani a causa di uno scambio di persona). Al ritorno da scuola l’ultimo rampollo della famiglia, sette anni, raccontò alla sorellina di nove anni d’aver visto il fratello nel cortile delle scuole, e tutto euforico disse alla sorellina di sentirsi orgoglioso del fratello (Mino) che sapeva uccidere i repubblichini. Con improvvisata durezza la sorellina reagì con un rovescio: “Ma tu (cretino) non sai, che anche Santo è un repubblichino vuoi vedere al cimitero tuo fratello, proprio quel fratello che ti ricorda sempre nelle sue consuete cartoline spedite da Novara?”. Per qualche mese (Mino) rimase apparentemente tranquillo, dall’evolversi dello scontro più aspro fra le due forze armate nella zona poi gradualmente la sua partecipazione si fece più attiva. Erano sempre più quelli che abbandonavano il servizio militare, il fuggi fuggi si stava sempre più consolidando e in prevalenza i latitanti si orien- tavano nelle loro case e si nascondevano nei solai, scantinati, con saltuari abbandoni dal paese specialmente quando si prevedevano perquisizioni. Il militare latitante era ben consapevole che il suo arresto comportava un rischio non solo la sua salvezza, ma pure metteva a rischio i famigliari in quanto ritenuti complici; nell’ospitare in casa un parente considerato disertore. Come accadde ad un gandinese disertore militare che per non coinvolgere i famigliari, si mise latitante al punto di portarsi ancora gli indumenti da militare (ad eccezione delle stellette) il quale di giorno girovagava sui monti e la notte si rifugiava in qualche baita della zona, salvo poche scappatelle presso la famiglia per accaparrarsi alimenti. I partigiani della zona erano a conoscenza di questo sbandato con addosso ancora l’uniforme da militare, ma senza dubitare che questo sbandato potesse creare dei problemi e che facesse attività di spionaggio. Il sospetto di una spia In seguito all’ennesimo scontro armato tra partigiani e repubblichini in cui i partigiani subirono una dolorosa perdita con una decina di partigiani tra ammazzati e arrestati i pochi partigiani rimasti del gruppo decimato sì insospettirono. Il più probabile sospettato nell’aver causato la sanguinaria imboscata fu messo sotto torchio, era il partigiano messaggero il quale riferiva le varie strategie fra i gruppi dislocati sulle montagne orobiche e pertanto aveva la disponibilità nell’assentarsi dal gruppo, e quindi con tutta tranquillità poteva anche permettersi di riferire ai repubblichini le strategie di spostamento dei partigiani; tutto ciò faceva pensare ad un eventuale compenso di una eventuale protezione da parte dei repubblichini nel caso di un suo arresto, oppure l’introito di denaro. Il sospetto era aggravato dal fatto che durante gli scontri armati con i repubblichini, il messaggero partigiano, era sempre assente dalle imboscate. Lo sperduto e sbandato ex repubblichino ignaro degli scontri armati fra partigiani e repubblichini dopo l’ennesimo rifornimento di viveri con “serenità” saltuariamente si permetteva di riposare in qualche baita dimenticata sulla montagna. Con la sua consueta diligenza per non creare eventuali rumori di troppo l’ex repubblichino entrò in una baita occasionalmente. I partigiani occuparono pure loro la medesima baita. I partigiani bloccarono l’ignaro sbandato che indossava ancora la divisa da militare ad eccezione delle stracciate stellette. I viveri che l’ignaro sbandato aveva con sé furono “distribuiti” con la regola dei fraticelli. Dopo la nottata al dormiveglia, i cinque partigiani superstiti al massacro sì consultarono nel cercare la vera talpa e punirla, ma senza delle prove schiaccianti contro il partigiano messaggero, il sospetto cadde sull’ignaro vagabondo che girovagava sulle montagne per salvarsi la pelle, il sospetto attribuito al vagabondo era evidente in quanto pure lui frequentava saltuariamente il paese e la montagna. I cinque partigiani rimasti interrogarono il sospettato con metodi non proprio vellutati. Nella disputa (processo) solo tre dei cinque partigiani presenti accusarono il malcapitato repubblichino e fra questi tre partigiani accusatori uno doveva eseguire la condanna. Il partigiano messaggero chiedeva di essere proprio lui a giustiziare la spia condannata. Il povero vagabondo si difese continuando a ripetere che neppure durante il gioco con le carte lui sapeva mentire. Mino salva lo sbandato I due partigiani dissidenti al verdetto d’accusa uscirono dalla stalla per non assistere al verdetto, nel frattempo giunse alla baita il partigiano (Mino) per comunicare loro che i repubblichini militari stanziati nelle Scuole a Gandino durante la notte avevano abbandonato il presidio militare e lo scontro era finito. Mino entrò nella stalla e sentì dei ruggiti provenienti dalla mangiatoia. Il partigiano messaggero disse: ‘é la spia che causò il massacro la settimana scorsa e pertanto é lui il colpevole’. Per curiosità (Mino) volle vedere la faccia del condannato, gli tolse il passamontagna dalla testa. Incredulo (Mino) disse al malcapitato: ‘ma tu che ci fai qui! Vai a casa, i repubblichini si sono trasferiti a Bergamo’. I tre partigiani che accusarono l’ignaro sbandato dissero ‘no no non va a casa deve pagare tutto quanto gli è stato attribuito è lui la spia che causò non solo l’ultima imboscata della settimana scorsa’. Sbalordito per l’inaudita condanna (Ino) disse loro ‘siete tutti matti, impazziti!! Ma non l’avete notata la faccia imbranata di mio cugino, è ancora quella faccia imbranata rimasta da quando eravamo ragazzi in cui andavamo a rubare la frutta negli orti, a Gandino. Immancabilmente come avanguardia era il primo ad entrare nei frutteti e l’ultimo a uscirne, ne prese tante delle pedate e bastonate più imbranato di così!!’ . Un collega partigiano incuriosito disse, ‘ma tu Ivan (Mino) ci assicuri che questo personaggio mezzo fantoccio di tuo cugino non ne sia capace di tanto?’. Mino disse loro, ‘mi prendo io tutte le responsabilità, e, sono anche disposto nel metterci la mia testa’. E così la colpa ricadde sul messaggero, il traditore che causò la morte e l’arresto dei suoi colleghi partigiani durante e non solo nell’ultima imboscata subita dal loro gruppo partigiano. Non si sa che fine abbia fatto ma è probabile che abbia potuto svignarsela nella boscaglia. Il fascista salvò la vita al partigiano e il partigiano salvò la vita al repubblichino, che si rifugiò sui monti, ritenuto poi una spia da alcuni partigiani. I due personaggi gandinesi (Eto) e (Mino) dopo gli avvenimenti sopra riportati vissero per loro volontà senza diplomi e tanto meno medaglie. Dopo oltre tredici lustri dal termine della seconda guerra mondiale; Flaviano di fronte allo specchio, disse a Flavio: è mai possibile continuare a rievocare e macinare nella tua testa i soliti eroismi colorati? (il rosso sì, il rosso no, il bianco sì il bianco no; il verde sempre ma per il momento è giù di moda, pertanto non è commerciabile). Flaviano Caccia “Flavio” La cartolina riportata in immagine è stata spedita il 4 marzo del 1944 da Santo (19 anni, protagonista nel racconto) al fratello Flavio (che allora aveva 8 anni, autore del racconto): “Caro Flavio guarda che io sto bene, sono già vestito con tutto il corredo. Come trattamento non c’è male per intanto. Non scrivermi fino a quando sarò a posto quello che so è solo 5° Alpini Batt. Brescia. Stai in gamba e tirati su” Araberara - 14 Settembre 2012 » CASNIGO - IL CASO LA RISPOSTA “ALLE ELEZIONI DI PRIMAVERA VEDRANNO COSA SUCCEDE” IMBERTI “NORMALE CORTESIA”. Ma per le elezioni è separato in casa. Il PD lo accusa di tradimento. La replica: “Sono un uomo libero” AR.CA. Dove c’è Imberti c’è caos. E così alla vigilia di una campagna elettorale che si preannuncia di fuoco, Beppe Imberti finisce di nuovo nella bufera, e questa volta suo malgrado. Dopo la lettera giunta in redazione (che pubblichiamo in questa pagina) che lo accusa di flirtare in privato con la minoranza dopo che in pubblico invece l’attacca (anche se forse chi ha scritto la lettera dimentica che lo stesso Imberti sulle pagine del nostro giornale aveva invitato l’attuale minoranza a tentare un accordo per un’eventuale lista unica alle prossime amministrative), Imberti non le manda a dire… ai suoi: “Che qualcuno del PD non mi voglia più non è cosa di adesso, ma non me ne preoccupo, io vado avanti per la mia strada, cosa succederà in primavera alle elezioni? Lo vedranno”. Cosa è successo a Berebergamo lo spiega Imberti: “E’ successo che la ditta BMG del consigliere di minoranza Francesco Barachetti aveva prenotato 8 posti finanziando anche la manifestazione, poi alla fine per un imprevisto ne sono arrivati solo 4 e così si sono liberati 4 posti”. Ma gli 8 posti erano di quelli che… contano, doveva esserci l’ex ministro Maria Stella Gelmini con altre tre persone ma all’ultimo momento non ha potuto esserci. Ma c’era comunque la senatrice Maria Alessandra Gallone con il marito, un amico e il consigliere di minoranza Francesco Barachetti: “Sapevo che erano invitati ma io in questi casi sono bipartisan, ognu- PEIA – SANTO MARINONI: “L’UNIONE FA LA FORZA, NON SOLO PER LE OPERE PUBBLICHE “Tutto il paese unito e negozianti in prima fila per la sagra del cinghiale” Unire il paese per superare la crisi. La parola d’ordine di Santo Marinoni risuona come un comandamento a Peia e in generale nella Media Valle Seriana e così domenica 16 tutti alla sagra del cinghiale, che non è una semplice sagra ma l’unione di un paese intero per riuscire a muovere qualcosa in mezzo al pantano della crisi e a far coesione in un momento davvero duro per tutti: “Si è mosso davvero tutto il paese – spiega Santo Marinoni – per sistemare il centro del paese, per dare spazio a migliaia di persone e a più di 40 bancarelle con i negozianti e i ristoranti che si sono rimboccati le maniche per preparare il cibo per tutti”. Insomma l’unione fa Santo Marinoni la forza: “Soprattutto in questo momento dove bisogna unire il paese per far fronte a una crisi globale, i negozi sono in difficoltà, la gente non vuole spendere i pochi risparmi che sono rimasti. Noi cerchiamo di fare quadrato e le ditte, tutte, ci stanno dando una mano e si danno una mano a vicenda”. Santo Marinoni riesce a fare lavori pubblici anche in un periodo in cui lavori pubblici non ne fa nessuno, e allora prova a portare l’esempio anche nel commercio. Ancora tutto da vedere se funzionerà o meno ma le basi sono gettate. no è libero di prenotare per chi vuole e Barachetti ha prenotato per loro. Quando è arrivata la senatrice – continua Imberti – si è avvicinato anche il capogruppo di minoranza Alberto Bettinaglio e l’altro consigliere di minoranza Agostino Macali che hanno salutato la Gallone, ho visto che si conoscevano bene e non potevo lasciarli lì in piedi mentre loro salivano a mangiare, così visto che mancavano 4 invitati gli ho detto di unirsi a loro, mi sembra normale cortesia e io comunque non ho mangiato, si mettano pure il cuore in pace i miei cosiddetti amici, io sono e resto un uomo libero. Perché non ho invitato la giunta? Perché non ho invitato nemmeno me stesso, e poi perché avrei dovuto farlo?”. Insomma, Imberti sempre più separato in casa. CASNIGO - MEMORIA ANGIOLETTA CARMINATI Angioletta Carminati è morta domenica 9 settembre a 58 anni durante la quarta edizione del ‘Raduno dei Baghèter’ a Casnigo, festa che è stata immediatamente sospesa. Doveva essere una giornata di festa ma si è trasformata in una giornata di lutto per tutto il paese e per tutta la Val Gandino. Dopo le celebrazioni in Comune e alla ex Chiesa di Santo Spirito, nel pomeriggio la sfilata dei suonatori aveva aperto la festa. Angioletta era lì per festeggiare il fratello Luciano che è presidente dell’associazione che promuove la storia del baghèt e che ha organizzato il raduno. Un malore ha stroncato Angioletta che si è accasciata al suolo. Lascia il marito Renato Persico e il figlio Cristian 27 anni. * * * (An.Ca) La scomparsa di Angioletta Carminati, 58 anni, ha sconvolto tutta la comunità di Casnigo sia per il modo repentino ed inatteso in cui è avvenuta, sia per il luogo e l’occasione in cui si è verificata: la SS. Trinità, l’antico santuario tanto caro a tutti i casnighesi, e il raduno annuale dei Baghetér, della cui Associazione un fratello della defunta, Luciano Carminati, è l’appassionato presidente. La signora Angioletta, che aveva sempre goduto di buona salute, ha accusato un malore proprio mentre il corteo dei Baghetér si accingeva alla sfilata fino al portico della chiesa e si è spenta poco dopo nonostante i soccorsi immediati. Anch’essa molto appassionata di baghét, anche perché nipote di uno dei suonatori storici dell’antico strumento, non aveva voluto mancare all’appuntamento della SS. Trinità che raduna ogni anno un pubblico assai numeroso e partecipe; e aveva seguìto con grande interesse anche l’organizzazione della manifestazione. In pensione da appena tre mesi, dopo 35 anni di lavoro come operaia tessile alla Madival di Leffe, si occupava della sua famiglia – il marito Renato Persico e il figlio Cristian, 27enne - nonché dell’anziana mamma, di 89 anni, ospite della locale Casa di Riposo, che visitava ogni giorno intrattenendosi a lungo anche con gli altri ospiti della Casa. Anche per questo era molto conosciuta, e tutti apprezzavano la sua disponibilità, la sua umanità genuina, il suo tratto semplice e cordiale. La sua scomparsa lascia nel dolore anche i fratelli Luciano e don Mario Carminati, parroco alla Celadina di Bergamo. Al sincero e generale cordoglio si unisce anche la Redazione del nostro giornale. Il ricordo del sindaco di Casnigo (Beppe Imberti) - Angioletta appartiene alla famiglia degli ‘smorghen’, che gestiva già a metà del secolo scorso il Bar Gallo, con la nonna, era il bar in centro al paese dove si riuniva tutta la gente ed erano di una spiccatissima simpatia ed allegria con battute spiritosissime, tanto è vero che la gente si intratteneva volentieri con questa famiglia, una verve che è rimasta a tutti i nipoti, da Luciano al parroco Don Mario. Angioletta era l’unica sorella e quindi si sentiva la chiocciola di casa, e poiché fratelli se ne erano andati da Casnigo lei rappresentava a Casnigo tutta la famiglia e sapeva essere simpatica e allegra con tutti e, organizzare anche alcuni ritrovi per i fratelli. Era felicissima della festa di domenica scorsa, l’avevo vista in settimana e mi aveva chiesto allegra e sorridente “Allora domenica ci vediamo? sarà una grande giornata”. Purtroppo così non è stato. Vorremmo ricordarla come se la festa fosse stato un saluto del paese alla sua dipartita. di banchettare (mi auguro che almeno fossero stati invitati!) col Sindaco e i suoi illustri ospiti…. (della serie piatto ricco mi ci ficco!). Ora, ognuno è libero di andare a cena con chi più, li pare e piace, ma trovo alquanto ridicolo e imbarazzante che davanti ai cittadini si faccia finta di essere acerrimi nemici e quando invece c’è da bacchettare tutti amici; per di più, i due non si sono seduti con tutti gli altri commensali ma bensì in una saletta appartata riservata alle personalità più eminenti invitate dal Sindaco. Il quale sindaco ha pensato bene di non invitare nessuno della sua giunta né del gruppo di maggioranza che da sempre lo hanno sostenuto… e poi Imberti si stupisce e scrive sul vostro giornale che qualcuno dei suoi non lo vuole più (chi è causa del suo mal pianga se stesso!). Un casnighese CASNIGO I due cippi del Costone. Spariti? No saranno messi davanti al municipio (AN. CA.) Un nostro Lettore ci ha chiesto che fine hanno fatto i due cippi che fino a poco tempo fa si potevano vedere nella zona del Costone: uno a lato della strada che ci passa, indicante che il ponte stesso era stato fatto costruire da Napoleone (“Napoleone imperatore e re – dice la scritta - MDCCCXIII”); l’altro, posizionato nella zona dove ci sono gli Acquedotti Civici, che caratterizzava la “strada regia” - che una volta passava dove ora c’è la pista ciclabile- e segnava il confine tra la media e l’alta valle Seriana, datato 1694, con la scritta “Questo è il confine della valle Seriana Superiore”). “I due cippi si trovano presso la ditta Paganessi Marmi – risponde il sindaco Giuseppe Imberti da noi interpellato in proposito – sono stati rimossi perché, oltre che esposti al pericolo di furto (una stele di pietra è infatti stata trafugata durante i lavori della pista ciclabile, nel tratto che va verso Fiorano) a causa dei basamenti divenuti instabili non erano più in grado di stare eretti”. Ma, una volta restaurati, i due cippi non torneranno più al loro posto. “Li posizioneremo davanti alla sede del Comune, quando il nuovo Oratorio sarà pronto, nel parco che unirà via Vittorio Emanuele a via Raimondo Ruggeri, rinunciando all’idea di metterli all’interno del Municipio in quanto si tratta di due manufatti troppo pesanti. Realizzeremo infatti un Parco unico, insieme al secondo tronco di marciapiede che collegherà la piazza del mercato con piazza Vittorio Emanuele, dove già esiste una bella stele in memoria di Papa Giovanni XXIII realizzata dalla stessa ditta Paganessi con sponsorizzazione del Panificio Zucca, quello che ha inventato il pane denominato ‘Garibalda)”. Un recupero certamente doveroso e meritorio da parte dell’Amministrazione comunale, quello dei due cippi che raccontano un tassello della storia della nostra valle. Ma perché allora non fare anche delle copie e riposizionarle negli stessi punti in cui si trovavano gli originali? Sarebbe un bel modo di “rinfrescare” la memoria storica non solo dei Casnighesi, ma anche di tutti quanti si trovano a percorrere la nostra strada di fondovalle. CASNIGO L’ottava candelina di Laura Lunedì 10 settembre ha compiuto 8 anni Laura Merelli. E’ passato un altro anno ed è arrivato il tuo 8° compleanno. Auguroni ti vogliamo tanto bene. Mamma Romy, papà Bruno e Marco. (FOTO STUDIO ALFA – CLUSONE) GANDINO Il Camerlengo e le accuse ingiustificate Sull’ultimo numero c’era un intervento firmato “Il Camerlengo” in cui, aldilà di valutazioni politiche sui sindaci di Casnigo e di Gandino, venivano fatte valutazioni negative su due professionisti di Gandino. Tali gratuite illazioni sono sfuggite al controllo della redazione, in un contesto di valutazioni a carattere “politico-amministrativo”. Ma mentre per gli amministratori pubblici ogni critica può essere giustificata, non lo è per chi non ha ruoli istituzionali. Ci scusiamo quindi ufficialmente con gli interessati. MediaValle Seriana IL SINDACO IMBERTI VA A PRANZO COL “NEMICO” Caro Direttore ringraziandola per lo spazio che mi vorrà concedere sul suo periodico, le scrivo per portare a conoscenza tutti i miei concittadini di un fatto anomalo accaduto durante la recente manifestazione enogastronomica/culturale denominato, Berebergamo Valcalepio sotto le stelle. Il fatto increscioso è accaduto nella serata di sabato primo settembre quando due personaggi, vestiti di tutto punto, sono giunti al santuario della Trinità e non appena hanno avvistato il sig. Imberti Giuseppe (sindaco di Casnigo), hanno iniziato a ronzargli intorno come le api fanno col miele. La cosa che mi ha lasciato molto perplesso è il fatto che i due soggetti sopracitati fossero due emeriti del gruppo di minoranza ‘Insieme per il futuro di Casnigo’ che, nonostante le numerose critiche fatte all’operato di Imberti (sia sul suo giornale, sia sull’Arengo, sia tramite reti televisive locali), hanno avuto la faccia tosta 47 MediaValle Seriana Araberara - 14 Settembre 2012 GAZZANIGA Una donna si getta dalla finestra (aperta): “Il centro Alzheimer non andava al quarto piano”. “Lavori in corso per il nuovo reparto” ARISTEA CANINI Caldo insopportabile, o forse la vita stessa insopportabile e il caldo è solo una scusa. O forse no. Ma che importa. Non lo saprà mai nessuno cosa è successo in quel momento nella testa di una paziente ricoverata al quarto piano dell’ospedale di Gazzaniga nel reparto di Alzheimer che quando ha visto la finestra aperta ha deciso di andarsene e tornare in cielo. Un salto nel vuoto dal quarto piano. E scatta la protesta: “Non è possibile – racconta Alfredo De Marchi, segretario provinciale Fials – non è davvero possibile che possa succedere un fatto del genere. Il quarto ed ultimo piano è stato radicalmente ristrutturato circa 7 o 8 anni fa e nell’intero piano si è istituito il centro d’eccellenza per i malati di Alzheimer, che l’Azienda Bolognini di Seriate ha ceduto in gestione alla Ferb (Fondazione europea per la ricerca biomedica), una società privata”. E qui parte l’attacco: “La scelta di adibire un piano alto al tipo di patologia è stata scriteriata, quel tipo di pazienti avrebbero bisogno di spazi anche all’aria aperta, un piano terra , con un giardino, ovviamente recintato (gli spazi ci sarebbero stati) sarebbe stata una scelta più appropriata, addirittura presso l’ospedale di Piario sarebbe stato l’eccellenza. I pazienti ricoverati a Gazzaniga stanno peggio dei reclusi in regime di 41 bis, completamente chiusi da porte e finestre inaccessibili e la cosa ancor più grave è che il reparto non è stato dotato dell’aria condizionata, è un forno crematorio. Così domenica 19 agosto, inavvertitamente, una donna delle pulizie ha lascia- to una finestra aperta, come un uccello in gabbia, una paziente ha spiccato il volo, si è gettata di sotto...”. Un allarme che secondo De Marchi parte da lontano: “Lo avevamo detto a chiare lettere già quando il reparto venne aperto, il rischio era troppo grande, GAZZANIGA Spariscono i parcheggi sotterranei? Nel progetto iniziale per il nuovo centro di Alzheimer (che passerà dagli attuali 22 posti letto a 50 ed gestito dall’Azienda Bolognini di Seriante in partecipazione con la fondazione europea di ricerca biomedica ‘ferb’ onlus di Milano che gestisce anche l’ospedale di Trescore per quanto riguarda i reparti di ricovero e specialistica ambulatoriale) i parcheggi sotterranei previsti erano 124: “Ma non verranno più fatti – tuona Alfredo De Marchi della Fials – perché? beh, Andreotti diceva che a pensar male si fa peccato però a volte s’indovina, la mia opinione è che siccome la legge obbliga le strutture sanitarie interessate ad importanti opere di ristrutturazione ed ampliamento ad istituire anche un numero adeguato di parcheggi hanno approvato il progetto sapendo che i parcheggi sarebbero rimasti solo sulla carta e inoltre i tempi di consegna si stanno allungando a dismisura, ho fatto dei sopralluoghi e molte volte in cantiere c’erano solo 4 albanesi a lavorare”. i pazienti di questo tipo possono fare atti inconsulti senza rendersene conto, è impensabile che vengano ricoverati al quarto piano, si parla di centro di eccellenza ma per esserlo deve avere delle precise garanzie che in questo caso non ci sono e ad andarci di CENE Processione per le vie del paese con la Madonnina (AN-ZA) – La chiesa di San Zenone di Cene era stracolma domenica 9 settembre per il momento clou della solennità della Madonnina. In molti affollavano anche il piazzale di fronte alla chiesa e poi, verso le 18, si sono tutti avviati per la processioni tra le strade del paese. Molti fedeli di tutte le fasce d’età, la banda, i bambini della Prima Comunione, le donne col capo coperto dal velo bianco, i confratelli del S. Sacramento; tutti hanno accompagnato il quadro della Madonnina. Con loro, davanti all’immagina mariana, il sindaco Cesare Maffeis e il parroco don Camillo Brescianini. La solenne celebrazione eucaristica è stata presieduta da don Mario Casse- mezzo sono ancora una volta i più deboli, i malati”. Non la pensa così Marco Masserini, ex sindaco di Gazzaniga e capogruppo di maggioranza che ha avuto il padre ricoverato tempo fa proprio in quel reparto: “Mio pa- ra, 58 anni, sacerdote diocesano nativo di Cene che da oltre 10 anni è missionario del P.I.M.E., il Pontificio Istituto Missioni Estere. Don Cassera, dopo otto anni trascorsi in missione in Myanmar, l’antico nome della Birmania, è ora in partenza per l’Algeria. Don Camillo è soddisfatto della grande partecipazione alla processione mariana. “I festeggiamenti non sono ancora finiti, domenica 16 ricorderemo gli anniversari di matrimonio. Porteremo infine il quadro della Madonnina al Santuario con una processione, non solenne come quella di domenica 9, ma in forma più privata”. E l’immagina mariana rimarrà nel Santuario a lei dedicato fino all’anno prossimo. dre è stato ricoverato lì per due mesi, era estate e si è trovato benissimo, le finestre erano tutte sigillate quindi i pazienti non correvano rischi, quello che è successo è una tragica disgrazia”. Ma col caldo di questa estate e senza aria condizionata i pazienti come fanno? “A questo non posso rispondere però posso dire che si sta lavorando per completare il nuovo reparto di Alzheimer che sarà di due piani e all’avanguardia, ancora all’interno dell’ospedale, dove già si trova l’attuale reparto”. Ma siamo in ritardo con la consegna: “Con i lavori pubblici purtroppo non possiamo fare molto, però fra un anno, un anno e mezzo dovrebbe essere completato e gli ospiti passeranno dagli attuali 22 a 50. E non si tratta come dice qualcuno di un ‘parcheggio’ ma di una struttura all’avanguardia, ce ne sono solo due di questo tipo in Europa, a Gazzaniga sorgerà la terza, un’unità privata di valutazione che si occupa di diagnosi, consulenza, ricoveri temporanei e progetti di ricerca clinica. Il Centro, gestito dalla Fondazione europea per la ricerca biomedica e presieduto dal responsabile Dottor Carlo Alberto Defanti, che è un luminare nel campo, ha seguito anche Eluana Englaro, disporrà anche di un giardino di 1500 metri quadri, utilizzato per l’assistenza e la cura dei pazienti malati. Sono stati investiti più di 5 milioni per realizzare l’opera, insomma bisogna avere fiducia, perché questa è l’unica struttura in Italia che non ricovera la gente con questa patologia ma cerca invece di curarla”. “Ma il nuovo centro doveva essere pronto già da tempo – chiude invece Alfredo De Marchi – e i lavori sono molto ma molto indietro rispetto alla tabella di marcia, ci vorrà ancora tanto tempo e i pazienti intanto devono stare in una struttura al quarto piano, non si può andare avanti così”. INTERVENTO SOTTOSEZIONE CAI GAZZANIGA A Gazzaniga è nato il “Museo dello sci” Uno sport è amato, seguito e praticato in funzione della scarica di adrenalina che riesce a trasmettere sia agli atleti che lo vivono in prima persona sia ai suoi appassionati sostenitori. Così capita che non solo coloro i quali svolgono agonisticamente una disciplina ne siano fortemente contagiati, ma anche i loro sostenitori sia che lo vivono come lavoro che come divertimento. In questo contesto si capisce meglio come queste persone seguaci dello sport se ne innamorino fortemente e, vivendo vicino ai campioni spesso possano accedere ai loro cimeli, oggetti o attrezzature. Arnaldo Gusmini di Gazzaniga ha vissuto per oltre trent’anni a stretto contatto con il ‘circo bianco’ dello sci e ne è stato attratto e contagiato intimamente. E’ nata una passione schietta, genuina fin da giovane che lo ha obbligato anche a lunghe trasferte lontano da casa. Ma l’entusiasmo e la passione ripagano sempre chi con slancio e dedizione si dedica allo sport. Così in tutti questi anni Arnaldo ha iniziato a collezionare sci. Sci storici, vecchissimi, in legno degli inizi del ‘900 fino ai giorni nostri. Sci particolari, con una storia dietro, attrezzi regalati da amici, conoscenti che magari li tenevano celati in qualche angolo o rischiavano di ammuffire in soffitta. Questi vecchi sci, ancora con gli attacchi artigianali e le racchette in canna di bambù sono stati salvati dell’oblio del tempo, rivalutati, valorizzati ed ora mostrati alle nuove generazioni. Sci storici dunque, ma anche sci importanti e preziosi perché utilizzati da personaggi famosi locali o da grandi campioni. E’ il caso degli sci utilizzati da Fausto Radici di Leffe campione della “Valanga Azzurra” della seconda metà del secolo scorso, dal campione italiano di slalom gigante Efrem Merelli di Orezzo, dall’altro grande alpinista Mario Merelli di Lizzola, tragicamente scomparso quest’anno e poi dal campione austriaco Fritz Strolz e dall’italiano Max Blardone i cui sci sono stati usati in competizioni internazionali così come si evince dalle punzonature ufficiali impresse sull’attrezzo, ecc. Molti sono i nomi illustri e conosciuti che compaiono sulle targhette apposte sugli sci. Circa un centinaio, tutti con una propria storia, un proprio passato. Ed ora questo variegato campionario è stato messo a disposizione per essere conosciuto e ammirato da tutti. Così la Sottosezione del C.A.I. di Gazzaniga, in collaborazione con l’Amministrazione comunale nel mese di luglio ha allestito il “Museo dello sci” presso le Scuole Elementari di Gazzaniga. Per la verità la scuola occupa già un altro museo, quello “Scientifico” del maestro Pezzera con i suoi attrezzi, strumenti, studi e ricostruzioni. Ora a questo fa bella compagnia il nuovo ed originale museo dello sci che occupa la seconda metà del corridoio di accesso alle aule. Questo è un luogo molto visibile poiché transitato quotidianamente da centinaia di ragazzi, dalle loro maestre, dai genitori, ecc. Inoltre sia nel cortile coperto che in quello attiguo scoperto si tengono sovente manifestazioni, serate, concerti, e mostre, risulta quindi essere un luogo particolarmente frequentato per cui facilitato alle visite anche da parte di persone esterne. Il materiale esposto è diviso in più sezioni, da quella storica con i pezzi più vecchi e pregevoli a quella della seconda generazione con gli sci in plastica, a quelli usati per lo sci alpinismo per finire con gli sci di fondo. Non manca la sequenza didattica per la costruzione di uno sci in legno con un asse originale, la piegatura della punta con una vecchia dima e la finitura. Per ultimo è esposto una copia di sci risalenti a circa 4500 a.C. chiamati “Höting”, ritrovati in Lapponia e illustrati su un antico testo. L’Amministrazione Comunale e il C.A.I. stanno ora pensando ad una inaugurazione con tanto di taglio del nastro e l’invito di personaggi famosi. Angelo Ghisetti 48 A lbino Araberara - 14 Settembre 2012 15 Stasera che Sera (AN-ZA) – Se nelle edizioni precedenti abbiamo visitato tre frazioni del cosiddetto “Oltreserio” (Vall’Alta, Dossello e Casale), questa volta ci troviamo “al di qua del Serio”, a Bondo Petello, che dall’altro domina sul capoluogo. Una buona posizione che fa di Bondo un luogo appetibile e infatti nel corso degli anni la popolazione è aumentata, in molti sono venuti ad abitare qui, perchè il borgo offre due vantaggi: è un posto tranquillo ed è a un tiro di schioppo dalla cittadina sottostante. La vita non è caotica e, se serve qualcosa, Albino è qui vicino. Queste sono le considerazioni che mi vengono fatte da un abitante di Bondo Petello e proprio da una di quelle persone che, nate in un altro paese della bassa valle, ci sono venute ad abitare e si sono innamorate di questo piccolo paese. “Abitavo in una cittadina molto più grande e popolosa. Quando ho detto che sarei andato ad abitare a Bondo, qualcuno mi ha detto che ero matto. Mi dicevano: ‘lì non c’è niente, è un paesino’, ma io ci sono venuto apposta per quello. Volevo abitare e avere una famiglia in un piccolo paese tranquillo, ma non uno di quei paesini fuori dal mondo, lontani dai grossi centri. No, sono venuto qui perchè, oltre che in un luogo tranquillo, abito qui vicino ad Albino. Se serve qualcosa, in pochi minuti sono in centro”. Ha la stessa opinione un altro “forestiero” che ha messo radici qui a Bondo. “Sono venuto qui dopo il matrimonio, mia moglie è di qui. Cosa dire di Bondo? E’ un posto tranquillo, negli ultimi anni sono venute a vivere qui molte giovani coppie, non molti extracomunitari, ma persone nate in altri paesi della Valle Seriana o della provincia”. Mi può dare un giudizio positivo e uno negativo su Bondo? “La cosa positiva l’ho detta prima, Bondo è un posto tranquillo. E’ anche un paese benestante, ci sono molti che lavorano in proprio e altri che vanno a lavorare lontano, sul milanese. Loro il lavoro ce l’hanno ancora. Ci sono in- Il sindaco: “Genitorialità sociale, A un tiro di schioppo da Albino. Gli abitanti: “Paese tranquillo e benestante, ma …” vece alcuni che lavoravano in aziende della zona e che hanno perso il posto. La cosa negativa? Beh, tranne che un solo bar, l’edicola e un negozio di alimentari, qui non c’è niente, mancano i negozi”. Al di fuori del grande parco situato al di sotto del centro storico, il “FiniBondo”, sulla strada che conduce al cimitero, tre anziani, due donne e un uomo, stanno conversando del più e del meno. Anche loro sono d’accordo sul fatto che il paese è tranquillo, si vive bene, ma … “Ci sono pochi negozi, se si vuole comprare qualcosa di particolare c’è da scendere (ad Albino – Ndr)”. Si sottolineano anche le cose positive fatte dall’amministrazione comunale. “Questo parco giochi è proprio bello, è bello per i bambini”. E i ragazzi? Di solito, quando un paese viene definito tranquillo, gli anziani sono contenti, i giovani un po’ meno. Nel campo da calcio sotto la chiesa di Santa Barbara, patrona di Bondo Petello, stanno arrivando diversi giovani con le sacche. C’è una partita, o un allenamento. A giorni, il 15 settembre, c’è un quadrangolare di calcio a sette, per l’inizio della stagione sportiva 2012-2013. Fuori dal campo due ragazzi rispondono alle mie domande. “Sarà anche un paese tranquillo, ma fin troppo, va bene per l’educazione dei bimbi è responsabilità di tutti” DALLA FONDAZIONE CARIPLO ALLA COOPERATIVA LA FENICE In arrivo circa 670 mila euro per l’ex monastero della Ripa La Provincia di Bergamo intende dare un aiuto per il progetto legato alla sistemazione dell’ex monastero della Ripa, di proprietà della Cooperativa La Fenice. Il colore politico non c’entra, la Provincia pende a destra, mentre il Comune di Albino e la Cooperativa La Fenice pendono a sinistra. La somma in ballo è rilevante, si parla di quasi 670 mila euro messi a disposizione della Fondazione Cariplo. Per ottenere il contributo si è molto attivato l’assessore provinciale al turismo Giorgio Bonmassoli. Venerdì 14 settembre, presso la sede della Provincia, viene presentata l’operazione. Antonio Rottigni, “ol Feracaài” di Albino zi.”, è un ritornello che ho sentito in tutte le frazioni di Albino finora visitate. Luigi è felice di abitare qui, “ma certo, abitare qui ha molti vantaggi e questo lo capisco ogni volta che vado in città, qui non c’è tutto quel caos. E’ vero, ci sono pochi negozi, ma in pochi minuti siamo ad Albino e là ce ne sono di negozi e di bar. Qui poi c’è anche l’asilo, le scuole elementari. Cosa pretendere di più?”. Mi viene poi detto che Bondo Petello fa parte del Comune di Albino dal 1928, prima di allora era Comune autonomo. “E’ stato giusto così. Anche adesso si parla tanto di quei piccoli Comuni di 700, 1000 abitanti che dovranno unirsi. Secondo me è giusto così, non ha più senso avere Comuni così piccoli, ci sono troppi costi. Poi, certo, le frazioni vanno trattate con rispetto e, secondo me, qui ad Albino le frazioni non sono messe da parte. Io la penso così, poi ci sono anche quelli che si lamentano del Comune, dicono che non fanno niente per le frazioni. E’ così dappertutto, ognuno la pensa a modo suo”. ALZANO – ISTITUITE ANCHE DUE “BORSE –LAVORO” VALL’ALTA - GEMELLAGGIO Accordo tra Comune e Fondazione “Zanchi” per i servizi sociali sul territorio L’abbraccio di Vall’Alta ai terremotati di Vallalta La Giunta Municipale di Alzano Lombardo e la Fondazione “Martino Zanchi” ONLUS RSA hanno raggiunto un accordo per mantenere attivo il “Servizio di trasporto alunni svantaggiati e i trasporti delle persone in carico all’ufficio comunale dei Servizi Sociali”, mettendo in premessa i riferimenti alla L.R. 3/2008 relativa al “Governo della rete degli interventi e dei servizi alla persona in ambito sociale e socio/sanitario”, e il progetto “In viaggio con noi : lasciati trasportare” relativo al trasporto sociale, presentato nel bando 2/2012 dalla Fondazione della Comunità Bergamasca ONLUS, che fa riferimento a “iniziative di enti no Profit formulate e gestite in condivisione con le pubbliche amministrazioni”, che prevede forme di finanziamento. Le finalità sono molto chiare e si possono così riassumere: organizzare il servizio per le persone in situazioni di svantaggio, promuovere l’accesso ai servizi alla persona disponibili sul territorio, favorire lo sviluppo delle formazioni sociali sul territorio, con il compito, per la Fondazione, di “elaborare una strategia di comunicazione del servizio per formulare una carta dei servizi inerenti il trasporto sociale in accordo con il Comune”.. L’amministrazione comunale mette a disposizione tre automezzi furgonati di sua proprietà (due dotati di sollevatore), mentre la Fondazione metterà a disposizione un suo automezzo e provvederà ad organizzare il trasporto utilizzando personale volontario idoneo, potendo avvalersi, per la gestione dei servizi, di associazioni territoriali previa comunicazione e stipula di apposito accordo. Carburante e le piccole manutenzioni degli automezzi sono a carico della Fondazione che potrà contare su “2 borse lavoro” (fanno riferimento ai progetti socio-occupazionali da realizzare sul territorio individuati dai Servizi Sociali dal Comune), che potranno affiancare i volontari. La convenzione, sottoscritta dal funzionario comunale Ugo Castelletti e dal presidente della Fondazione Giuseppe Lombardini, avrà la durata di un anno a partire dal 1° settembre, prevede a carico dell’amministrazione comunale tutte le ulteriori spese per il funzionamento degli automezzi e l’obbligo di coprire eventuale deficit di gestione del servizio “fino un massimo di 0,35 euro/km, ove non rimborsato dagli utenti del servizio o coperto dal contributo della Fondazione della Comunità Bergamasca”. Un nome quasi uguale tra la frazione di Albino e la frazione di Concordia, provincia di Modena, una delle zone colpite dal terremoto nei mesi scorsi. Solo l’accento distingue le due piccole comunità, una in collina e l’altra in pianura. Gli abitanti della nostra Vall’Alta sono andati domenica 9 settembre a far visita ai ‘gemelli’ di Vallalta, esprimendo loro la propria vicinanza in questo difficile momento. Del resto, è questo lo spirito per cui due paesi, lontani centinaia di chilometri vengono gemellati, per essere vicini non solo nella buona, ma anche (e soprattutto) nella cattiva sorte. I 68 abitanti di Vall’Alta sono andati in Emilia guidati dal parroco don Daniele Belotti. L’iniziativa del gemellaggio ha infatti un carattere parrocchiale, non è tra due Comuni, ma tra due Parrocchie. L’idea è nata dopo il terremoto della scorsa primavera, anche per la singolare somiglianza tra i nomi dei due paesi. La comunità di Vall’Alta ha voluto manifestare la sua vicinanza non solo a parole, ma anche e soprattutto con i fatti, raccogliendo fondi destinati ai terremotati. La Vall’Alta bergamasca e la Vallalta modenese si trovano la prima in una terra collinare e di antica tradizione cattolica, la seconda in una zona di pianura e tradizionalmente laica, la “rossa” Emilia Romagna. Don Belotti ha però sottolineato che “in realtà, abbiamo incontrato una comunità ancora legata alle sue tradizioni religiose. Il nostro viaggio è avvenuto nell’ambito della loro festa patronale. Si festeggiava Santa Maria Bianca. La loro chiesa parrocchiale, come tutte le chiese della diocesi di Carpi, sono state danneggiate dal terremoto”. Il gemellaggio tra le due comunità sarà poi arricchito da altre iniziative che saranno messe in campo nei prossimi mesi. l’obiettivo è stato centrato”. Questo non vuol dire che il lavoro sia finito, infatti “questi sono i primi passi di un lungo cammino, un cammino che chiede condivisione. Lo spazio per la prima infanzia è uno spazio per rafforzare il tessuto delle relazioni, relazioni tra bimbi, genitori e nonni. Se la comunità lo vorrà, un domani potrebbe diventare un nido”. Il sindaco parla poi di genitorialità sociale. “La genitorialità non deve essere solo biologica, ma anche sociale. Tutti noi, non solamente i genitori, dobbiamo sentirci responsabili verso i bambini, tutti noi dobbiamo avere a cuore la loro crescita, il loro benessere, il loro futuro. Nella crescita dei più piccoli tutta la comunità è coinvolta, l’educazione deve essere intesa come responsabilità di tutti. Tutti siamo chiamati a fare la nostra parte”. E poi, “non uccidiamo il desiderio di creatività dei bambini”. Non sono poi mancati i ringraziamenti a tutti coloro che hanno lavorato per questo ambizioso progetto che, ricorda il sindaco, “ha coinvolto tutta l’amministrazione, tutti gli assessori”. Un pensiero e un ringraziamento anche per il precedente sindaco, Giuseppe Seminati. Accanto all’autorità civile c’era l’autorità religiosa e così Paola Magni ha passato la parola al parroco chiedendo “una triplice benedizione”. E don Sandro ha ricordato che se l’acqua usata per la benedizione è sempre la stessa “è la fede che deve essere triplice”. Al termine della benedizione tutti i presenti hanno poi visitato i nuovi locali destinati ai bambini. Non è mancato il buffet e l’animazione a cura dell’Associazione “Isabelle il Capriolo”. (AN-ZA) – Il sindaco di Ranica Paola Magni ha più volte sottolineato la centralità della famiglia nelle scelte operate dalla sua amministrazione. Il concetto è stato ribadito sabato 8 settembre in occasione dell’inaugurazione del nuovo spazio prima infanzia, realizzato all’interno del Centro Culturale “Roberto Gritti”, che è stata giudicata la migliore opera pubblica realizzata sul territorio provinciale nel decennio 2000-2010. Un luogo in cui i più piccoli abitanti di Ranica potranno giocare ed essere accuditi. All’inaugurazione, oltre al sindaco e al parroco don Sandro Maffioletti, c’erano diverse decine di persone di tutte le età. Non solo bambini, ma anche giovani, adulti e anziani per ammirare un luogo che, secondo il sindaco, può favorire la coesione sociale. All’interno del Centro Gritti trovano spazio, oltre ai nuovi locali destinati all’infanzia, anche la biblioteca comunale, l’auditorium e alcune associazioni e lì vicino si trova anche il centro anziani. E questa vicinanza è stata sottolineata dal sindaco. “Mi piace questa vicinanza tra il centro anziani e lo spazio per l’infanzia, perchè unisce bambini e anziani, due categorie a cui teniamo molto”. Paola Magni ha ricordato tutto il lungo percorso che ha portato alla creazione di questo spazio, senza nascondere i momenti di dubbio e di difficoltà. “Questo è un obiettivo che ha avuto un suo percorso, ha comportato fatica e lavoro. Ci sono stati anche momenti di scoraggiamento, ci chiedevamo: ma quando lo vedremo finito? i soldi saranno sufficienti? non era meglio fare in un altro modo? Però alla fine COMENDUNO i nonni, ma per noi … la sera andiamo ad Albino in moto o in macchina con gli amici. Quelli più grandi di noi vanno via in macchina la sera, cosa fai qui? Qui c’è solo un bar”. E l’altro, “è inutile, è così in tutti i paesi piccoli. I giovani, se vogliono divertirsi, vanno in altri posti”. “Il paese è bello, è tranquillo, ma mancano negozi e servi- 51 Il Museo Etnografico di Comenduno di Albino ha organizzato una mostra su Antonio Rottigni, maniscalco ad Albino, “Ol Feracaài”, allestita presso la Sala Gialla di Villa Briolini, Villa Regina Pacis, a Comenduno. Saranno esposte le attrezzature usate dal maniscalco per la fabbricazione e l’applicazione dei ferri per quadrupedi e sarà presentato un libro, al fine di ricordare un protagonista, una professione e un mondo diverso dal nostro, ma che ancora ci appartiene. E’ con questo spirito che la mostra è stata organizzata. L’inaugurazione si svolgerà venerdì 28 settembre alle 20,30 con la presentazione del libro. Sabato 29 settembre alle 15,30 nel cortile di Villa Briolini ci sarà una dimostrazione di ferratura di un cavallo. La mostra rimarrà aperta fino al 7 ottobre. Si tratta di un evento inserito nell’ambito delle manifestazioni culturali “Giornate europee del patrimonio” e “Terre di Albino, giornate della storia e dell’arte”. LETTERA Un quadro nella chiesetta Madonna della Neve a Bondo di Albino per il Santo dell’Arma Sabato 22 settembre c.a., alle ore 18, presso la chiesetta “Madonna della Neve” a Bondo di Albino, si celebrerà una Santa Messa presieduta dall’agiografo Don Benedetto Manzoni, per ricordare i sessantanove anni della morte del martire Servo di Dio V.B. dei Cc. Salvo d’Acquisto. In questa occasione, verrà posto alla parete della chiesa un quadro raffigurante il busto del Santo, eseguito dal pittore albinese Renato Nembrini. L’invito a questa cerimonia è rivolto a tutta la popolazione e l’augurio che questo ricordo sia ripetuto ogni anno. Bonaita Giovanni Albino e Bassa Valle (AN-ZA) – Fabio Terzi è scoppiettante come al solito, specialmente quando c’è fa fare le pulci all’amministrazione Carrara che, secondo lui, “è la peggiore amministrazione albinese dal Dopoguerra, lo scriva pure, è la peggiore del periodo repubblicano. Poi, fra due anni e mezzo saranno gli elettori a giudicare. A volte mi faccio la domanda: ma esiste un’amministrazione? C’è immobilismo, al momento non sono ancora state fissate le convocazioni del consiglio comunale e delle commissioni”. Al centro dell’analisi del consigliere della Lista Rizzi c’è la realizzazione delle scuole elementari di Comenduno e Desenzano. “Ho saputo che la ditta a cui era stato appaltato il lavoro è fallita (la Scamoter Spa di Casnigo è stata recentemente posta in liquidazione volontaria – Ndr). E adesso? Quando partiranno i lavori? Adesso bisognerà ricominciare tutto da capo, trovare una nuova impresa. C’è anche da considerare che quest’opera doveva essere realizzata tramite un leasing pubblico, si può quindi dire che la società di leasing, la Ubi Leasing, e l’impresa devono procedere in tandem. AdesALBINO so tutto si complica e si tratta di lavori per 4 milioni di euro. Il sindaco dirà che è tutta colpa della crisi, ma io dico che la colpa è solo dell’amminiGiorni strazione. Hanno perso troppo tempo, sono tre anni che sono in ballo con queste scuole. SETTEMBRE Avrebbero potuto utilizzare uno dei 99 progetti che hanno MANIFESTAZIONI ereditato dalla giunta Rizzi, ma loro no, li hanno messi da - Corteo in costumi parte, hanno voluto farne un dell’antica Roma dalle altro. Non è finita qui. Il proore 17 in piazza Libertà, getto della giunta Rizzi prepromosso dall’Associazione vedeva la realizzazione delle storica “Città di Albino”; scuole elementari sul terreno di fronte alle scuole medie, un - “Altri sguardi”, arte e terreno comunale. Loro invece architettura ad Albino, dal no, hanno voluto farle a fian15 al 20 settembre, in piazza co delle medie, su un terreno Moroni, via S. Anna e altri di proprietà di un ente che fa capo alla Curia. E così, dato luoghi del centro storico che non possono spendere vengono installate cornici soldi per rispettare il patto telescopiche e realizzate di stabilità, hanno dovuto salite particolari per fare una permuta e questo guardare con prospettiva comporta fare una variante diversa la città. A cura di al PGT. Tutto questo non ha Archidonna; fatto altro che dilatare i tempi e si sono persi quasi due anni. - Il 22 settembre alle ore Se invece avessero ascoltato 17 presso la chiesa di S. i nostri consigli, i lavori saBartolomeo presentazione rebbero iniziati tempo fa, per del libro “La chiesa di S. questo dico che il sindaco non Bartolomeo in Albino” può dare colpa alla crisi. Una a cura di Marialuisa cosa simile era capitata anche Madornali e Amalia Pacia; per il ponte sul Serio, anche in quel caso la ditta che doveva - Camminata il 29 settembre realizzare l’opera è fallita”. E con lo storico Giampiero dato che ha citato la variante al PGT, Terzi colpisce anTiraboschi, autore dello cora. “Della variante al PGT studio “Il monastero di S. non si è saputo più nulla, Anna”, che accompagna tutto fermo. Si muove solo la i visitatori nella chiesa di Ripa, quella a loro interessa, S. Anna e in una visita le scuole vengono dopo. Lo si è al complesso monastico. visto con il regalo di 253 mila Appuntamento alle ore 17 euro che hanno fatto alla Fepresso la chiesa di S. Anna. nice”. RANICA - PAOLA MAGNI ALBINO E LE SUE FRAZIONI/4 – BONDO PETELLO LISTA RIZZI FABIO TERZI: “Scuole di Comenduno e Desenzano, variante Pgt, tutto fermo. E’ la peggiore giunta da quando c’è la Repubblica” Araberara - 14 Settembre 2012 50 BassaValle Seriana ANDREA MARCHESI Nembro: le puzze, le polveri e la centralina rimossa Egr. Direttore di Araberara, leggo il vostro articolo “Allarme per emissioni delle acciaierie Gandossi a Nembro” e sobbalzo sulla scagna, anche Araberara ha finalmente scoperto che Nembro non è il paese del Bengodi; e poi “la Giunta smorza i toni…”. Allora mi sono detto, scriviamoci a ‘sto giornale e facciamoci qualche domandina, vediamo se sanno trovare le risposte. Perché il precedente Sindaco di Nembro (che è molto nel ramo lavorando per una ditta di rilevamenti ambientali ecc.) ha lasciato che la centralina Arpa per le rilevazioni ambientali atmosferiche posta a 100 m. più su della Gandossi venisse tolta, per mai più venire rimessa? Perché parecchie volte alla settimana passando fuori dalle acciaierie in questione bisogna letteralmente turarsi il naso? Provare per credere! Poi perché non scrivete un articolino sulla mastodontica cava con annesso cementificio, che si sta mangiando mezza montagna sopra il paese? Da lì non vengono polveri sospette? Da lì, vengono sicuramente parecchie volte al mese boati che fanno risvegliare anche i più duri d’orecchio tipo bombardamento aereo le case nel raggio di 800 m. Tremano ogni volta che ciò accade. Casomai vorreste indagare vi ringrazio anticipatamente. Saluti né… Angelo Pelliccioli controllo. In questo verbale si precisa inoltre è stata presentata dall’azienda la domanda di rinnovo dell’autorizzazione. Pertanto dovrà essere effettuata una conferenza dei servizi e lì potranno essere approfondite le varie questioni. Si avanza- NEMBRO – IL 20 SETTEMBRE CONFERENZA DEI SERVIZI Allarme emissioni Acciaierie Gandossi IL SINDACO CANCELLI: “Valori nella norma secondo l’Arpa, nel Pgt ipotesi di sviluppo che possono migliorare le condizioni della zona” no inoltre diversi suggerimenti e proposte di migliorie”. C’è qualche problema o i valori sono nella norma? “L’Arpa ha ritenuto i valori rilevati nella norma. Nonostante questo ha indicato, come ho detto, suggerimenti, indicazioni di migliorie e richieste di ulteriori pareri all’ASL. Come Comune intendiamo seguire la vicenda e contribuire agli approfondimenti necessari. In particolare, a seguito delle varie verifiche e delle richieste della Gandossi, la Provincia di Bergamo ha indetto per il 20 settembre prossimo la conferenza dei servizi per esaminare la richiesta di rinnovo delle autorizzazioni, invitando l’Arpa, l’ASL, l’azienda e il Comune di Nembro a intervenire per le parti di competenza. Nella lettera di convocazione vengono individuati alcuni elementi da approfondire e nodi da sciogliere. Inoltre si specifica che chiunque sia interessato può avanzare memorie e osservazioni entro la data della conferenza”. Cosa dice ai residenti che hanno segnalato la questione? Li ha rassicurati? “Come Comune abbiamo subito richiesto all’Arpa di fare le verifiche necessarie. In questi giorni, a seguito delle risultanze e della convocazione della conferenza di servizio, procediamo con la comunicazione dei risultati della verifica di Arpa a chi aveva avanzato le segnalazioni, così come renderemo loro nota la convocazione della conferenza di servizio per le eventuali osservazioni che possono da loro essere avanzate. Saremo presenti all’incontro del 20 settembre per garantire, come dobbiamo, le condizioni di salute pubblica all’interno dei limiti di legge previsti e, ovviamente, siamo impegnati a favorire la migliore soluzione possibile”. Dopo la pubblicazione del nostro articolo ci sono arrivate numerose segnalazioni e lettere, sono molte le perplessità dei suoi cittadini. Perché il precedente Sindaco Eugenio Cavagnis ha lasciato che la centralina Arpa per le rilevazioni ambientali atmosferiche posta a 100 m, più su della Gandossi, venisse tolta, per mai più venire rimessa? “Qualche precisazione è doverosa. La precedente centralina Arpa per le rilevazioni atmosferiche rilevava i livelli di NOX generati dal traffico veicolare, valori che mi risulta erano nella norma. A seguito dell’apertura della nuova superstrada, il calo del traffico sulla provinciale di Via Roma ha reso questa centralina poco utile e la commissione ecologia all’unanimità ha ritenuto opportuno che venisse tolta la rilevazione dell’NOX. E’ stato invece richiesto che si misurasse il PM10, proposta che Arpa non ha accolto. E’ stata invece installata una stazione meteorologica con funzione di raccolta dei dati statistici che possono essere utili a valutare gli andamenti delle precipitazioni, elemento importante per la gestione del territorio”. Altra problematica: gli odori. Perché parecchie volte alla settimana passando fuori dalle acciaierie in questione bisogna turarsi il naso? “Sulla questio- ne degli odori, ci risulta che l’azienda stia studiando soluzioni progettuali per migliorare la captazione dei fumi. Gandossi ha anche affermato che non utilizza più alcune resine in precedenza individuate come responsabili di odori. Sarà nostra premura rimarcare l’importanza di considerare anche questi fattori nei prossimi incontri”. Indubbiamente la Gandossi è un’importante realtà produttiva, da preservare ovviamente tenendo la situazione sotto controllo soprattutto in un periodo di crisi economica come quello che stiamo vivendo in cui molte fabbriche chiudono. Come intende mediare per ovviare a questa situazione? “Come dice giustamente lei, la Gandossi è una realtà produttiva che, in questo periodo di crisi, deve essere preservata. E’ ovvio che come amministrazione dobbiamo garantire le condizioni corrette di rispetto della salute pubblica, così come dobbiamo garantire il sostegno all’occupazione e alla produzione”. Un bel dibattito si è acceso a Nembro, come tutelare queste realtà produttive senza penalizzare i cittadini e viceversa? Anche perché molte fabbriche in questi anni hanno chiuso, realtà storiche e industrialmente rilevanti. Nembro ha appena concluso una grandiosa riqualificazione del centro, a due passi c’è la Gandossi, pensa sia un problema, oltre che sul profilo della salute, anche da un punto di vista estetico? “Nel PGT, abbiamo avanzato ipotesi di sviluppo urbanistico che possono migliorare la condizione della zona e, ovviamente, siamo disponibili a discutere con la Gandossi tutti i miglioramenti possibili in questa direzione. E’ evidente che una collocazione diversa rispetto all’abitato potrebbe essere auspicabile, ma si tratta anche di essere realistici. In ogni caso si deve mantenere attenzione sul fronte salute e cercare di valutare le proposte realmente praticabili in questa direzione. L’amministrazione di Nembro è disponibile ad approfondire”. NEMBRO – ORATORIO IN FESTA 2012 ciare l’anno nuovo. Tutti si danno da fare per la buona riuscita della manifestazione”. Un programma davvero ricco e per tutti i gusti, musica, divertimento ma anche momenti di riflessione come quello di mercoledì 5 settembre, serata dedicata al quinto anniversario della morte di Matteo Maffeis, scomparso tragicamente in un incidente stradale. “Il tempo purtroppo non ci ha aiutato – spiega Don Matteo – quando c’è stato bel tempo la gente ha partecipato, purtroppo quando ha piovuto…”. Ma il Don nonostante gli inconvenienti si ritiene soddisfatto… “La gente ha partecipato, ormai Oratorio in festa è diventato un appuntamento importante, ringrazio tutti i volontari che si sono dati da fare e la comunità che ha contribuito alla buona riuscita degli eventi”. PRADALUNGA – QUI COMUNE PRADALUNGA – QUI PARROCCHIA TUTTI IN ATTESA del Consiglio Comunale. Esce di scena don Liduino (con qualche polemica) e arriva don Angelo Davide Fiammarelli: “Discutibile la gestione del territorio fatta dal sindaco” Tiziano Carrara Davide Fiammarelli Matteo Parsani PRADALUNGA XVII SETTIMANA DELL’ANZIANO DAL 17 AL 22 SETTEMBRE Protagonista la terza (e quarta) età Gli anziani di Pradalunga sono i veri protagonisti della settimana tra il 17 e il 22 settembre, sei giorni interamente dedicati a loro, nonni e bisnonni, oggi più che mai essenziali all’interno delle famiglie. Il Circolo Ricreativo Culturale Assistenziale Anziani di Pradalunga, con il patrocinio del Comune di Pradalunga, ha organizzato la XVII settimana dell’anziano. Obiettivo dei promotori è di offrire alle persone anziane alcune possibilità utili per gestire al meglio la propria persona, approfondire la conoscenza della cultura e delle bellezze storiche della nostra provincia, cercare persone disponibili a svolgere attività di volontariato a sostegno delle iniziative sociali e culturali del circolo. Ciascuna delle sei giornate ha una sua specificità: lunedì 17 è la giornata dell’incontro, con la celebrazione della Messa, il saluto del sindaco e la presentazione del programma settimanale; martedì 18 è la giornata dell’allegria, con l’intrattenimento canoro del gruppo “Donne alla fontana”; mercoledì 19 è la giornata culturale e ricreativa, con il pellegrinaggio al Santuario della Madonna della Torre di Sovere e la visita a Castro con passeggiata e ristoro sul lungolago; giovedì 20 è la giornata conviviale, con il pranzo presso il ristorante “Bruxelles” di Endine Gaiano; venerdì 21 è la giornata della salute, con un incontro sul tema “Camminare in compagnia per salute e … allegria”; sabato 22, infine, è la giornata dell’arrivederci, con la visita al Santuario della Cornabusa, il pranzo e la Messa. PRADALUNGA - INTERVENTO ORATORIO IN FESTA (RIUSCITA). Don Matteo: “Merito dei volontari e della comunità che ha contribuito” Dopo più di 20 anni la festa dell’oratorio di Nembro arriva ancora puntuale in questo settembre ballerino tra piogge e schiarite. Nonostante le condizioni atmosferiche “Oratorio in festa 2012” è stato un successo, bisogna vedere il bicchiere mezzo pieno… Almeno così la vede Don Matteo Cella, curato e responsabile dell’oratorio: “La festa è un modo per salutare l’estate e ricomin- Araberara - 14 Settembre 2012 52 (AN-ZA) – Il Consiglio Comunale per la presentazione del Piano di Diritto allo Studio si terrà nella seconda metà di settembre. Un evento importante, perché segnerà l’uscita dalla giunta del vicesindaco e assessore all’istruzione, Tiziano Carrara, e la scelta del suo successore. Di questo ne abbiamo già ampiamente parlato nelle ultime edizioni di Araberara. L’assessore al Territorio, Davide Fiammarelli, ha dichiarato che non sono ancora iniziate le trattative per il rimpasto. “Si comincerà a parlare di rimpasto solo quando saranno ufficializzate le dimissioni di Carrara. E’ ora che si convochi il Consiglio Comunale. Penso che in questa sede si parlerà anche della questione del muro ‘crepato’. Mi pare che una gestione del territorio come quella fatta dal sindaco, con l’assessore competente che viene scavalcato, sia assai discutibile”. TORRE BOLDONE – CAMBIO AL VERTICE DEL CIRCOLO DON STURZO Le famiglie ed i volontari A marzo il nuovo Presidente del Gruppo Noialtri dopo la scomparsa di Tra le molte Associazioni di volontariato presenti in Valle Seriana ce n’è una che da anni si occupa di disabilità. È il Gruppo Noialtri, un’organizzazione non profit particolarmente vivace, che ha saputo guadagnarsi visibilità e fiducia nei territori in cui si trova ad operare. Una trentina di famiglie coraggiose, che alle prese con la difficile realtà dell’handicap, hanno scelto di non arrendersi e rimboccandosi le maniche hanno indirizzato il proprio impegno alla progettazione di opportunità di integrazione per ragazzi con disabilità. Tantissime le attività promosse dall’Associazione per riempire di contenuti significativi il tempo libero di questi ragazzi “speciali” Altre iniziative mirano alla sensibilizzazione per tenere viva l’attenzione attorno al mondo dell’Handicap e per raccogliere fondi a sostegno di attività e progetti. La serata di solidarietà che il Gruppo Noialtri organizza ogni anno a Pradalunga è tra le manifestazioni benefiche più riuscite. Un’occasione di incontro e di festa con le molte persone che sostengono il nostro impegno di volontariato. Un’iniziativa di solidarietà che è divenuta ormai un appuntamento annuale con la comunità di Pradalunga. Anno dopo anno abbiamo proposto serate di intrattenimento per tutti i gusti musicali, spaziando dal gospel al folk, dai canti alpini alla canzone d’autore. L’edizione 2012 sarà dedicata ad un genere musicale davvero appassionante: il ritm &blues. Nella serata del 29 settembre 2012, presso il cineteatro dell’oratorio Don Bosco di Pradalunga, il gruppo musicale B.B. Band si esibirà in un concerto dedicato ai mitici Blues Brothers e ai grandi nomi del soul (James Brown - B.B. King - Aretha Franklin - Wilson Pickett…). Una serata all’insegna del ritmo più coinvolgente, sull’onda di brani leggendari. La serata si concluderà con un momento di rinfresco aperto al pubblico, che speriamo numeroso. Approfittiamo di questo spazio per ringraziare di cuore gli sponsor di questa nostra iniziativa. Alberto Carrara. Colleoni, Viganò, Lorenzi i papabili (AN. MA.) La scomparsa improvvisa del Presidente Alberto Carrara apre un vuoto al vertice del Circolo Politico Culturale Don Luigi Sturzo che in questi mesi andrà colmato. Una carica troppo importante per restare vagante a lungo considerando che in questi anni i presidenti e i direttivi susseguitisi hanno dettato la scaletta politica e le candidature a Sindaco della elezioni comunali a Torre Boldone. Tutti i Sindaci, o quasi, sono passati dai banchi dirigenziali del Don Sturzo, tutti tranne l’attuale Claudio Sessa che a sorpresa l’ha spuntata nelle scorsa tornata elettorale grazie al traino partitico di Lega e Pdl. Ora bisogna iniziare ad arare il campo per le prossime comunali ed è per questo che la nomina del nuovo presidente del circolo culturale sarà determinante per le sorti politiche locali. In paese si vocifera già dei papabili, un nome su tutti, quello di Annalisa Colleoni, ex Sindaco per due mandati, in molti vedono in lei il futuro Presidente. Sfuma la candidatura di Claudio Piazzalunga, anch’esso ex Sindaco non più papabile perché, pur vivendo a Torre, nuovi incarichi professionali l’hanno portato lontano dal paese, da qui la decisione di dimettersi dal gruppo di minoranza “Lista Civica per Torre Boldone”. Due le new entry: il dottor Giovanni Viganò, fisiatra degli Ospedali Riuniti di Bergamo, consigliere di maggioranza della passata amministrazione Colleoni e l’attuale vicepresidente del circolo Don Sturzo Osvaldo Lorenzi. La partita è ancora tutta aperta, la nomina arriverà presumibilmente a marzo, mese della scadenza naturale del mandato di Carrara. Il Circolo ora, dopo la scomparsa del suo Presidente, dovrà ristabilire la rotta da seguire, ragionare su quali strade percorrere, arando il terreno per le nuove nomine. Settembre di cambiamenti a Pradalunga, non solo in Comune, ma anche in Parrocchia, e anche qui non mancano le polemiche. Esce infatti di scena don Liduino Belotti, 53 anni, che lascerà il paese a fine mese per fare il suo ingresso a Stabello, piccolo centro della Valle Brembana. Nato a Serina il 12 ottobre 1959, don Liduino è stato ordinato sacerdote il 15 giugno 1985, è stato vicario parrocchiale a Bariano dal 1985 al 1990 e poi presso la Parrocchia cittadina di Santa Croce alla Malpensata per due anni. Nel 1992 è stato promosso parroco di Aviatico, dove rimane per 11 anni per poi giungere a Pradalunga nel 2003, quando prende il posto di don Francesco Perico, che dopo ben 23 anni aveva lasciato l’incarico di parroco per raggiunti limiti di età, i fatidici 75 anni. L’uscita di scena di don Liduino è però accompagnata da qualche polemica. Di fronte alla chiesa parrocchiale, mentre chiedo alcune informazioni sulla data di arrivo del nuovo parroco a due persone, queste se ne escono con alcuni giudizi non teneri verso il parroco uscente, del genere “sono contenta che se ne vada, speriamo nel nuovo parroco”, “è stato mandato in castigo in un paesino di 350 abitanti”. Chiedo conferma ad altre persone del paese, c’è chi sta dalla parte del parroco, “sono solo pettegolezzi, farebbero meglio a starsene zitti, è troppo comodo dare tutte le colpe al parroco”, c’è chi riferisce che “non lascia dietro di sé un buon ricordo, noi parrocchiani ci siamo sentiti abbandonati e lui ha un po’ il dente avvelenato”. Provo a telefonare al parroco, ma non riesco a contattarlo. Mi viene poi detto che il nuovo parroco, don Angelo Cortinovis, “avrà da rimboccarsi le maniche”. Oggetto delle critiche di alcuni parrocchiani è la gestione di due cantieri, quello del Santuario della Forcella e, soprattutto, quello della ex canonica, rimasto incompiuto. Ma, accanto a chi è contento per il cambio di parroco, c’è chi non la pensa così e si dice dispiaciuto per l’addio di don Liduino, “è stato un buon parroco”. Per quanto riguarda invece il suo successore don Angelo, 40 anni di cui 15 trascorsi a Stezzano come vicario parrocchiale, nei prossimi giorni sarà a Pradalunga per le celebrazioni eucaristiche. Il suo ingresso ufficiale non è ancora stato fissato, potrebbe essere per la festa di Ognissanti, il 1° novembre. TORRE BOLDONE – LA MEMORIA ALBERTO CARRARA (Rota Imagna 1948 – Torre Boldone 2012) È scomparso improvvisamente Alberto Carrara, Presidente del Circolo Don Sturzo, una delle poche associazioni culturali e politiche di Torre Boldone. Il Circolo Don Sturzo ogni anno stampa l’agenda di Torre Boldone e organizza la Festa dell’amicizia, anticamente una festa tradizionale della Democrazia Cristiana, l’unica manifestazione che resiste ancora dopo la caduta ormai quindicinale della DC. Carrara lo si è visto in perfetta salute e forma durante la festa che anche quest’anno ha avuto una grande partecipazione e ha raccolto simpatizzanti del centro destra, dell’Udc e del centro-sinistra. Infatti il circolo Don Sturzo e lo stesso Alberto Carrara non si sono mai definitivamente schierati nell’agone politico. Alberto Carrara è stato Assessore al Bilancio e poi Sindaco di Torre Boldone dal 90 al 95 in un’amministrazione composita che ha fatto grandi iniziative a Torre Boldone soprattutto negli ambiti dell’ecologia, urbanistica, ambiente e servizi sociali. Vicino a lui c’era l’assessore Annalisa Colleoni e l’avv. Alberto Ronzoni. Sicuramente la sua scomparsa lascia un grande vuoto anche per le possibili amministrazioni future in quanto oltre al suo impegno culturale ha sempre avuto grande interesse per la politica amministrativa del comune di Torre Boldone. Certamente ora sarà più difficile imbastire nel futuro nuove liste per guidare il paese considerando che Lega e Pdl difficilmente potranno ancora incontrarsi. Alberto Carrara era una persona sensibile, sapeva ascoltare con intelligenza rielaborando positivamente ciò che nel paese avveniva. Le sue capacità professionali e la sua cultura cattolica sarebbero potute venire utilissime anche pe una carica nuovamente di prima linea nel paese di Torre Boldone che spesso essendo troppo vicino a Bergamo fatica a trovare una sua identità. Esprimo la mia più sentita vicinanza alla famiglia per l’imprevedibile scomparsa Giuseppe Imberti Sindaco di Casnigo e cittadino di Torre Boldone 53 BassaValle Seriana Il tappo è saltato, sulle Acciaierie Gandossi si è alzata l’attenzione dopo l’articolo pubblicato sullo scorso sumero di Araberara. Le proteste dei residenti, i commenti sul blog del nostro giornale e le lettere di segnalazioni e domande rivolte all’amministrazione. Il dibattito si è alzato ed è come se si fosse squarciato un velo, quello che ammantava le Acciaierie Gandossi da diversi anni, quello fatto di silenzio. È ora di fare chiarezza e il Sindaco Claudio Cancelli non si tira indietro. Sindaco sono state fatte in queste settimane delle analisi da parte dell’Arpa, sono arrivati i risultati ufficiali? “A seguito della segnalazione dei cittadini con le abitazioni nei dintorni della Gandossi relativamente a emissioni olfattive moleste e polveri, il nostro Comune ha richiesto all’Arpa di fare delle verifiche e un sopralluogo al fine di appurare l’esistenza di problemi di tipo ambientale. L’Arpa ha svolto un sopralluogo in data 29 giugno con la presenza del responsabile dell’unità operativa Attività Produttive e Controlli di Arpa, un tecnico dell’Arpa, un nostro tecnico comunale e referenti per la Gandossi. In questa visita si sono verificate le condizioni di esercizio, con particolare riferimento a presa visione del processo produttivo, analisi degli elementi di criticità relativi a aspirazione e abbattimento dei fumi. Il 30 luglio è stato trasmesso a noi, alla Provincia, all’ASL e alla proprietà Gandossi il verbale del sopralluogo da parte di Arpa. In questo verbale non individuano situazioni di non rispetto di limiti di legge. Vengono identificati alcuni problemi legati alle polveri sui piazzali, per le quali si raccomandano operazioni più frequenti di pulizia, si evidenziano due punti di emissione rispetto ai quali viene richiesto un approfondimento tecnico per migliorare il monitoraggio e il LETTERA Araberara - 14 Settembre 2012 BassaValle Seriana Araberara - 14 Settembre 2012 NEMBRO SALUTA DON VINICIO La comunità di Nembro ha salutato don Vinicio Corti, che dopo quasi un quarto di secolo lascia la cittadina della Valle Seriana per approdare nella parrocchia cittadina di Santa Maria delle Grazie, dove sarà vicario parrocchiale. Dal 1988 ad oggi i nembresi, non solo i praticanti, ma anche chi in chiesa non ci mette mai piede, hanno imparato ad amare ed apprezzare questo sacerdote e il loro affetto nei suoi confronti si è manifestato nei giorni scorsi. “Se a Nembro c’era un pezzo di Paradiso, adesso non c’è più, se ne va insieme a don Vinicio”, mi dice un anziano signore. E un altro, un po’ scherzando e un po’ seriamente, ribatte dicendo che “più che don Vinicio dovremmo chiamarlo san Vinicio. Lui è un prete di quelli di una volta, uma- I FEDELI: “Se a Nembro c’era un pezzo di Paradiso, adesso non c’è più” no, generoso, con una buona parola sempre pronta per tutti”. Sabato 8 settembre sono in molti ad aspettare don Vinicio per il saluto da parte della comunità presso il Modernissimo e lui arriva in bicicletta, con la tonaca e una chitarra. A vederlo sembra don Camillo. Saluti, baci e abbracci, don Vinicio ha una parola, una battuta per tutti. “Qui sono stato bene, sono stato arricchito dal contatto con tutti voi. Guardate che meraviglia… Nembro è una meraviglia”, dice il sacerdote allargando le braccia, come se volesse abbracciare tutto e tutti. E’ l’ora del saluto ufficiale, a nome della comunità parlano il sindaco Claudio Cancelli, alcuni rappresentanti delle varie realtà sociali e culturali di Nembro, e anche Letizia, sindaco dei ragazzi. Si sottolinea l’impegno di don Vinicio per tutti, specialmente per gli ultimi, i malati, gli anziani, gli extracomunitari. Si mostra l’immagine di un prete generoso, vicino a chi crede e a chi non crede, che ha insegnato ad amare prima di giudicare. A don Vinicio è stata poi donata dall’amministrazione comunale una pergamena e lui, dopo un breve discorso, ha preso la chitarra e si è messo a cantare. E’ questo don Vinicio, un prete e un uomo che sa unire, coinvolgere, un prete che Nembro non saprà dimenticare. ALZANO – LA LETTERA DEL SINDACO ROBERTO ANELLI Gentilissimo Direttore, in riferimento all’articolo apparso sul suo quindicinale del 31 Agosto 2012 dal titolo “Val Seriana: da feudo della Lega a trincea” vorrei esporre alcune considerazioni di carattere personale. Partendo dal presupposto che ovviamente non mi trova assolutamente d’accordo sul fatto che in Val Seriana a difendere la Lega Nord siano solo pochi aficionados, perché se così fosse - e non è - non si spiegherebbe il motivo che anche in quelle amministrazioni ove non abbiamo vinto il consenso popolare è ben oltre il 30-40% e , se mi permette, per un partito o meglio un movimento che a Suo dire arranca non è risultato da poco. Ma andiamo al fatto personale: nel suo articolo cita “resiste faticosamente Alzano anche se Roberto Anelli è in discesa, dopo la vicenda Wikileaks, il sito di Julian Assange che ha pubblicato un’informativa anche su Alzano, bollato come ‘razzista’ e dopo altre questioni interne.” Ora visto che il mio nome e l’Amministrazione comunale che ho l’onore di presiedere, negli articoli del Suo giornale sono sistematicamente collegati alla vicenda Wikileaks e onde evitare che qualche giornalista si ammali di “Sindrome Wikilesiana”, sindrome molto rara, scoperta ultimamente, che può causare disturbi cardio-vascolari, affaticamento alla deambulazione e in casi più gravi la perdita di memoria, La voglio informare di alcuni fatti avvenuti durante l’anno 2012: questo affinché tutto rientri nel campo della realtà e non sconfini in quello delle allucinazioni. In data 11 Marzo 2012 il Console Generale degli Stati Uniti d’America Mr. Kyle Scott e la di Lui gentile Signora Mrs. Nevenka Furjan Scott sono stati miei graditi ospiti per una cena informale ad Alzano Lombardo per poi assistere al concerto tenuto dall’orchestra NORTHERN IOWA WIND SYMPHONY nella Basilica di San Martino (forse la notizia Le è fuggi- “Ho fatto pace con… l’America” ta, può capitare!! Anche se in quella serata mi è parso di aver visto tra il pubblico persone che a volte collaborano con il Suo giornale). Per onor di cronaca vedasi la seguente foto che ritrae in primo piano il Console e Sua Moglie nella Basilica di San Martino. Ma se ciò non bastasse , per confermare gli ottimi rapporti tra me e il Console Generale degli Stati Uniti d’America in data 3 Luglio 2012 sono stato personalmente invitato da Lui e gentile Signora alla cerimonia, tenutasi in Consolato, per festeggiare il 236° anniversario dell’Independence Day. Allego anche qui “ invito personale” a testimonianza. Alla luce di tutto ciò posso affermare con certezza che forse il Suo giornale sopravvaluta l’importanza di quel cablogramma e sottovaluta l’intelligenza degli amici Americani. Mi piacerebbe conoscere inoltre da Lei quali siano “altre questioni interne” visto che a quanto pare Ella è a conoscenza di cose che io ALZANO: IN RICORDO DI FALCONE E BORSELLINO Al quartiere Agri l’“albero della legalità” L’intitolazione del campetto del quartiere Agri ai magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, uccisi dalla mafia nel 1992, è programmata per sabato 29 settembre. con una serie di appuntamenti che inizieranno alle ore 9.30 presso l’auditorium del parco di Montecchio con l’intervento di un magistrato in rappresentanza dell’ANM di Bergamo e del prof. Aurelio Bertocchi che cura per il Liceo Scientifico “Amaldi” di Alzano il “Progetto di Legalità” (presente negli ultimi anni con una delegazione di studenti alle manifestazioni di Palermo), accompagnato dalla proiezione di immagini sul tema della lotta alla mafia. Dopo un breve dibattito seguirà un corteo che porterà i presenti alla manifestazione presso il campetto degli Agri (percorrendo le vie interne: Paleocopa, Mearoli e Pellico), dove ci sarà l’inaugurazione vera e propria con l’intervento di Mattia Barcella per conto dei promotori dell’iniziativa (Gruppo Consiliare della lista “Gente in Comune” e relativa Associazione), che leggerà il documento concordato in una serie di incontri preliminari, e del sindaco di Alzano Lombardo, Roberto Anelli (che unitamente alla Giunta ha condiviso la proposta), con lo scoprimento della targa dedicata ai due magistrati e la piantumazione di un “albero della legalità” a ricordo della manifestazione. L’adesione alla iniziativa è vasta e articolata : dai sindacati CGIL,CISL,UIL, agli Istituti Scolastici “Amaldi” e il “Comprensivo” di Alzano, “Romero” e CFP di Albino, “Falcone” e Liceo Artistico di Bergamo, l’ISISS Valle Seriana; i partiti PD, IDV, UDC; il “Progetto Giovani” e la Biblioteca di Alzano; le Associazioni ANPI, Legambiente, Libera; il Comitato “Peppino Impastato”, l’Amministrazione Comunale di Alzano Lombardo che ha offerto il suo patrocinio. La manifestazione che si svolgerà senza simboli di partito, sarà caratterizzata dalla consegna a ciascun partecipante di un nastro bianco che ricorda le lenzuola stese dalla popolazione di Palermo nel periodo successivo alle stragi di mafia del 1992. Per Alzano l’intitolazione di un significativo parco pubblico a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino è la ripetizione di un analoga intitolazione avvenuta il 15 ottobre 1993 dei Giardini Pubblici in località “Campo” (ricompresi tra le vie IV Novembre, Piave e Pesenti). In quella occasione l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Germano Crotti (a capo di una coalizione DC, PSI), decise di commemorare solennemente i due giudici organizzando una giornata che fu lodevole nella proposta e molto sentita dalla stragrande maggioranza della popolazione alzanese. A presenziare alla cerimonia furono chiamati Antonio Caponnetto, il magistrato del pool di Palermo che più di altri si impegnò nella lotta alla mafia e nel ricordo dei colleghi caduti, accompagnato dal fratello di Paolo, Salvatore Borsellino, che aprirono i lavori presso l’auditorium di Montecchio attorniati da una folla intimamente coinvolta nel drammatico momento del ricordo. Seguì lo scoprimento della targa (posta all’ingresso dei giardini lato via IV Novembre), ora rimossa. Nell’occasione la Biblioteca Comunale organizzò una mostra di libri per “conoscere la mafia” presso il salone S. Martino, e la proiezione del film “Il giudice ragazzino” di Andrea Robilant. Da quel lontano giorno molte cose sono cambiate per i giardini del “Campo”. L’area verde all’interno del quale giganteggiava l’asilo infantile comunale (ultimato e mai utilizzato per i bambini, e destinato dopo ristrutturazione a sede staccata della Scuola Professionale di Nembro), venne, alla fine degli anni ‘90, destinata alla costruzione della piscina comunale, che si ampliò fino ad occupare tutta l’area a verde, lasciando solo un lungo e stretto viale per l’accesso alla sede del locale Gruppo Alpini, al Coro Alpino “Due Valli”, e alla Protezione Civile. Della “dedica del parco” si persero man mano le tracce, tra lavori, inaugurazioni, ampliamenti, schermi contro i rumori, ecc. Dopo un decennio di “oblio” la giusta richiesta di rivalutare il ricordo dei magistrati uccisi dalla mafia riportando in evidenza e in un luogo aperto e frequentato, in particolare dai giovani, qual è il campetto del quartiere Agri. Due ultime annotazioni: in questa importante occasione non si può non ricordare il gruppo di cittadini del quartiere che si sono interessati attivamente per il mantenimento e l’ammodernamento del campetto, e in particolare Mario Zanchi, da sempre impegnato a garantire l’integrità dello spazio verde a disposizione del quartiere; il viale di accesso alla sede degli alpini, rimasto temporaneamente orfano, è stato intitolato, con una recente delibera di Giunta, alla “Brigata Alpina Orobica”, aggiungendo così storia a storia. non so, ed è un po’ come se io dicessi che alcuni giornalisti sono mistificatori e opportunisti senza entrare nel merito di chi, per cosa e al riguardo di cosa. Per terminare veramente: un giornale ha un grande compito in una società che è quello di informare i lettori - e in particolare per il caso che ci riguarda sugli avvenimenti che accadono nei paesi di questa nostra meravigliosa Val Seriana - senza creare artifizi che poi li allontanano. Ringraziandola per l’attenzione le porgo i miei più sinceri saluti al grido: PRIMA IL NORD Il Sindaco di Alzano Lombardo Roberto Anelli * * * (p.b.) Che l’America intera non ce l’abbia con Lei è ovvio, anche se ci piacerebbe capire cosa il Console le abbia confidato (se non sbaglio indicato come autore del cablogramma pubblicato illegalmente da Wikileaks). Va beh che i politici smentiscono perfino le dichiarazioni rilasciate il giorno prima in Tv, dandoci indirettamente degli imbecilli, perché avremmo “frainteso”, ma quei giudizi su Alzano erano pesanti e facevano notizia. E noi l’abbiamo data. Abbiamo piacere che lei abbia comunque fumato il calumet della pace con l’America e ci spiace non averlo saputo per tempo. Le “questioni interne” cui si faceva cenno erano riferite alla vicenda kafkiana del suo voto contrario al “suo” bilancio con relative polemiche e alla rotonda a forma del “sole delle alpi”. Poca cosa (beh, quella del bilancio è una grossa provocazione, anche se motivata con riferimenti nazionali, il bilancio l’ha redatto Lei con relative aliquote IMU). Ma le riconosciamo grande capacità perché saper conciliare l’impegno di sindaco di una città come Alzano e quello di assessore di una Provincia come quella di Bergamo è al limite dello stakanovismo. 54 segue dalla prima segue dalla prima MATTIA MI HA ACCOMPAGNATO A… SCUOLA 'JSJIJYYFLJSYJ 12 settembre, Mattia ha cominciato la prima elementare e io mi ritrovo per la prima volta ad essere mamma davvero, che per me è una cosa strana, bimbi che tenevano per mano i genitori verso un edificio dove distribuire numeri e divertimento e io che l’ho seguito ma è come se fosse stato lui ad accompagnare me. Io che la scuola non l’ho mai adorata più di tanto, ci sono andata per imparare a fare quello che mi piace, ma l’ho capito dopo, prima ci andavo con quel punto di domanda dentro e mi chiedevo perché mi sarei dovuta annoiare per nove mesi interi quando fuori avrei potuto davvero farmi trascinare su quelle strade che hanno avuto la bontà di aspettarmi per anni per farmi vedere il mondo dei balocchi. Adesso il giro in giostra è finito. Ho cambiato mondo dei balocchi, un altro mondo, colorato e senza troppi calessi attorno ma con zucchero filato nel cuore. Tocca a qualcun altro, tocca a Mattia infilarsi di malavoglia dentro aule ridipinte a nuovo, ma con la consapevolezza che fuori le stesse strade che hanno aspettato me per anni aspetteranno anche lui, per portarlo dove vorrà. Si comincia. Aristea Canini segue dalla prima IL CORAGGIO DI VIAGGI (DI) VERSI gura meno eterea ma più etera e dalla voce stracciata, continua a differenza del sublime che viaggia su canali ad intermittenza. Randagia come l’iniziativa proposta dal nostro giornale intitolata “Viaggi di-versi” e che ci porterà a grattare le valli in lungo e in largo seminando poesia. Letture di versi per ricamare l’esistere di questa nostra provincia orlata troppo spesso dall’ostentata vanità del materiale. Cercheremo di servirvi aria feconda ai volteggi dell’anima immaginata e immaginante. Ci vuole coraggio a proporre simili iniziative in un periodo storico ostaggio, nostro malgrado, dei bisogni della pancia e della tasca. “Non ci mangi con la poesia” mi ha schiaffato in faccia mio nonno quando ha avuto tra le mani il mio primo libro. Se fossimo un’umanità devota al bello probabilmente ci si potrebbe fare qualche soldo sulla poesia ma forse si perderebbe il privilegio e il divertimento del sudore, quello che ti incorona predestinato perché se lo fai non per un tornaconto sei più libero. Ripeto ci vuole coraggio a portare poesia e andare a dissodare le zolle più dure, senza la presunzione di avere il verso e la verità migliore in tasca. Ne sono sicuro sarà una rivelazione per molti, che alla fine è quello che ti devono dare le parole, quelle che baciano il vero nel taglio doloroso di una prospettiva altra da te. Cercheremo di essere discreti trattando l’eventuale gioia con pudore in un viaggio perpendicolare che traccerà simmetrie per ritrovare il gusto di perdersi. Andrea Marchesi COSTA VOLPINO – INTERVENTO: OLTRE 200 BAMBINI La Festa dell’Oratorio a Branico Quattro belle serate di fine estate hanno fatto da cornice alla festa dell’Oratorio di Branico che si è conclusa domenica 9 settembre riscuotendo un successo di partecipazione da parte di tutto il paese e delle frazioni di Costa Volpino. Questa festa, nata in occasione dell’anniversario dalla costruzione del nuovo oratorio, vuole crescere e migliorarsi ogni anno partendo dalla struttura del tendone montata quest’anno più capiente, che può contenere bar, cucine, tavoli e ha spazi per intrattenimenti musicali. Nel campo sportivo sono stati allestiti due scivoli gonfiabili per divertire i più piccoli. Per tradizione tutte le feste fatte a Branico riscuotono successo per la buona cucina e il servizio verso il cliente. Questa festa, oltre ad avere il fine di pagare i debiti contratti per finire tutta la struttura, riunisce le famiglie del paese e un bel numero di ragazzi che collaborano per la buona riuscita. Questo è anche il fine che l’oratorio propone come luogo che unisce e accoglie tutti nello spirito dell’educazione cristiana. E’ stato veramente bello vedere come attorno ad un evento, quale può essere una sagra di paese, ci sia stata una grande famiglia formata da volontari, tutti uguali, tutti pronti a donare gratuitamente il proprio servizio, la propria competenza, il proprio tempo, dando al massimo senza trattenere nulla per sé e sempre con rispetto e disponibilità. Quindi un grazie a tutti i volontari e a chi ha prestato le varie attrezzature (soprattutto per le cucine), perché è solo merito di ciascuno di loro se questa “festa dell’oratorio di Branico” è ben riuscita ed è stata un dono di grazia per tutti. R L’EDITORIALE DEI LETTORI SEMBRA UNA FAVOLA! STEFANO NEGRINELLI In un reame (padania) dalle terre magnifiche e genti laboriose attraversate dal biondo dio (Po), dopo la recente sbandata di un partito (Lega), il re (Bossi) è nudo, è proprio rimasto in canotta. Il principino trota (Renzo) dopo svariate trombature alla maturità viene fatto eleggere consigliere alla regione Lombardia che alla vista degli zucchini (12.000 euro mensili) e forte del troppo studiare ha bofonchiato “a me mi piace”, avendo poi scambiato la cassa del partito per un bancomat è un continuo prelevare tramite il suo autista. ora il rampollo dopo aver messo le mani nel vaso della marmellata, scoperto, dà le dimissioni con una buonuscita di 40.000 euro, questo dopo solo due anni passati in regione. Ricordiamo che un pensionato dopo 40 anni di vero lavoro (non come quello del trota) prende una manciata di briciole al alla pretesa che il figlio abbia la “giusta” considerazione, perfino la giusta “compagnia”, all’altezza delle presunte scalate… scale sociali. Nel tempo dell’analfabetismo genitoriale di ritorno, ognuno crede di aver allevato in casa il genio della lampada miracolosa che esaudisce i desideri più strampalati (dei genitori). Non importa cosa imparerà, è già “nato imparato”. E ci si ritrova con le scuole che li accolgono con le emozioni di un giorno e li sfornano con le nozioni di un anno. Nozioni che devono essere trasformate in conoscenza, quella che fa la differenza, anche economica (lo dico per blandire quelli che davvero pensano che i soldi, un mezzo, siano il fine), quella che aiuta a superare la fatica di essere uomini e non degli “ominicchi” o peggio secondo la classificazione di Sciascia. Come giudichereste una famiglia dove ognuno vive alla giornata, i figli sparsi per strada, i genitori che si fanno gli affari loro? In paese il mormorio le toglierebbe la “voce in capitolo”. E allora come può essere giudicata una comunità intera, una Nazione, che tira su i suoi cuccioli senza un’idea condivisa di “uomo” (e di donna, naturalmente)? Nel regno animale siamo un’anomalia. Non un ritorno allo Stato etico, ma nemmeno questo stato pietoso del “fai da te”. Se sono quel che sono, se ho qualche pregio, lo devo ai miei grandi maestri, dalle elementari al liceo, al maestro Angilì che arrivò in bicicletta, poi col bastone, poi in bicicletta ce lo portarono e infine in sedia a rotelle. Al maestro che usava il suo bastone da segnato dal destino di una malattia progressiva, inesorabile, per dare la punizione sul sedere ai trasgressori delle regole condivise da una democrazia imparata in aula, con tanto di urne e di elezioni interne. Oggi sarebbe condannato a vita, ben oltre i quindici giorni di carcere dati di recente alla maestra che ha punito il “bulletto” facendogli scrivere alla lavagna una frase riparatrice. E poi i miei maestri preti, il maestro Aldo Morandi che ci insegnò come si può competere in modo sano, stando in squadra, Francesco Filisetti che mi fece amare il latino e i “latini”, Pietro Bertocchi che mi iniziò alla letteratura. Ognuno è anche frutto di quel che ha letto. Ho studiato poco e letto molto, nella mia vita da studente. Ma non ho mai confuso, per merito di quei maestri, i mezzi con l’obiettivo, il pennino, la stilografica, la biro, la macchina da scrivere, il computer: tutti mezzi. Ma se uno non ha niente da dire il mezzo serve a niente. Mio zio, che mi ha tirato su al meglio delle sue forze, mi ripeteva: “Brüt o bèl, ol cünta ‘l servèl”, brutto o bello, conta il cervello. (p.b.) LA LETTERA Socci il crociato contro Cardinal MARIA Martini E così, Antonio Socci, l’ormai noto, esagitato intellettuale cattolico piuttosto caro a “Cielle” e più in generale alla destra, ha osato impartire, su un quotidiano guarda caso berlusconiano, una lezione di teologia morale, se così si può dire, nientemeno che al cardinale Martini appena morto, sostanzialmente ritenuto, dal saccente inquisitore, una sorta di “eretico”. Meritevole allora, più che altro, della sua pietà (“spero che il cardinale abbia conservato la fede fino alla fine”, termina il suo pezzo. lo… spudorato!). “Martini ha sempre cercato l’applauso del mondo, ha sempre accarezzato il potere e cioè la mentalità dominante”, proclama il suddetto, che evidentemente ha conosciuto assai meno di quanto creda la sua “vittima”. “Con le sue idee ha sconcertato e confuso i semplici cattolici”, insiste il “nostro”. Peggio: col tripudio dei “media” più anticattolici e ostili a Gesù Cristo, ha fatto, in particolare, “il controcanto puntuale all’insegnamento dei Papi e della Chiesa”, sentenzia il Torquemada di “Libero”. Al quale riesce evidentemente difficile spiegare come sia possibile che il cardinale in questione abbia “rischiato” di diventare, proprio lui, il Papa, nell’ultimo conclave. Bastava, forse, che avesse desiderato davvero sino in fondo “essere portato in trionfo”, per usare una frase del “nostro”. Quali sarebbero, in ogni caso, le colpe (i “delitti”?) dell’arcivescovo di Milano in questione? Giusto quelli acclamati dal quotidiano laicista “Repubblica”, dice Socci: l’aver affermato (cosa non vera, peraltro, detta così) l’equivalenza di tutte le religioni, l’aver dialogato – horribili dictu - con l’Islam, e, a riguardo dei problemi più squisitamente “morali”, non aver mai condannato l’eutanasia, l’aver detto “si” –udite, udite- al preservativo, l’essersi mostrato possibilista (pur se strenuo difensore del “matrimonio tradizionale”, ma questo Socci non l’ha ricordato) in tema di riconoscimento dei diritti civili delle coppie di fatto. “Anàtema sit”, pertanto, contro il cardinale biblista, o almeno contro la sua “dottrina” (espressa peraltro in “massime terribilmente banali”, come le definisce, senza vergognarsi, il giornalista). Martini, uomo debole in tema di fede, maramaldeggia l’intellettuale cattolico (?) reazionario, incapace di affrontare con la debita forza i demolitori dei “dogmi”. Un uomo di Chiesa dimentico della profezia di Paolo, il quale aveva preconizzato che “verranno giorni in cui non si sopporterà più la sana dottrina ma, per il prurito di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie, rifiutando di dare ascolto alla verità, per volgersi alle favole”. Da cattolico, a me viene da considerare, con un filo di nausea, che questo Socci, probabilmente nostalgico delle stesse “Crociate”, è rimasto fermo, sul piano teologico, ai tempi del concilio di Trento e della relativa, mortificante teologia morale “casistica”, a una concezione del “dogma” (inteso come asserto indiscutibile e non, invece, quale strumento d’interpretazione del misterioso evento della “auto rivelazione” di Dio all’umanità) decisamente riduttivo. Non osi, allora, questo “neoteologo” di complemento, fare da maestro a nessuno. Tantomeno, ovviamente, al “grande” Carlo Maria Martini. Vincenzo Ortolina segue dalla prima Uno dei volontari UBRICA E Araberara - 14 Settembre 2012 DITORIALI mese di pensione. Ora grazie a lady lacrima (la Fornero) le pensioni sono ancora più ridimensionate, c’e’ la crisi, dopo le lacrime della Fornero a noi tocca dare il sangue (oro alla patria). Che dire della fata sovrappeso (Rosy Mauro) se pure espulsa dal carroccio non si dimette da vice presidente del senato; il cerchio magico (Belsito, Mauro, Calderoli,...) viene ridimensionato, sono arrivati i barbari sognanti (di Maroni) armati di scopa e davanti alla sede di via Bellerio promettono fendenti. In seconda fila, scontenti, elfi e comari sono in attesa del loro turno alla tavola rotonda. Nel frattempo nel rustico reame (Gemonio) non sono poi tanto felici e contenti delle inchieste della magistratura e dal lezzo che la faccenda emana, Perché la favola è andata in vacca (cacca). Tappiamoci il naso e tanti saluti IL NOSTRO VICINO (SCONOSCIUTO) DI OMBRELLONE Si, eravamo ancora in molti, stesse persone che si guardano in faccia e che muovono leggermente un ciglio per salutare e per dire: “Sì, ti ho incontrato anche lo scorso anno”. Ognuno usufruisce del proprio ombrellone, della propria ombra. Tanto silenzio, nessun dialogo e nulla di più. Eppure a pensarci bene questi miei vicini di ombrellone li incontro da più di cinque anni; ma non chiedetemi qualche cosa sulla loro provenienza e tantomeno sulla loro vita: sono i signori accanto. Mi passa per la mente un episodio che mi è capitato anni or sono quando all’università mi era stato proposto un questionario - essendo io abbastanza diligente subito mi impegnai nelle risposte fino a quando arrivai all’ultima che era: “qual è il nome di battesimo della donna di pulizie della scuola?”. Compilai il mio test lasciando la risposta in bianco e, poco prima che finisse la lezione, un alunno chiede se l’ultima domanda del test avrebbe contato ai fini del voto. “E’ chiaro ñ rispose il professore ñ nella vostra carriera voi incontrerete molte persone, Hanno tutte il loro grado di importanza. Esse meritano la vostra atten- zione anche con un semplice sorriso o un semplice ciao”. Non dimenticai mai quella lezione. Quante persone ruotano attorno a noi nel corso di una giornata e nel corso di una vita. è impressionante: tutte hanno un volto, hanno occhi come io vedo; hanno una storia come io ho una mia storia; hanno un cuore e dei sentimenti come io ho un cuore e dei sentimenti. Eppure, sebbene esse siano numerose, spesso e volentieri noi non le vediamo. E questo non vedere ci fa rischiare di impoverire tante e tante pagine della nostra esperienza umana. Tutto sommato, dalle ferie ho imparato almeno qualche cos. Ora mi attende un anno di lavoro e di attività. Chissà quante persone avrò modo ancora di incontrare. Mi auguro di imparare almeno il nome di qualche persona che avvicinerò. Sarà un semplice inizio per imparare a vedere e anche a rendermi conto che nel cantiere della vita non si è mai soli, e la realizzazione dei progetti procederà alacremente se scoprirò che accanto a me ci sono anche gli altri. Metua 55 Cultura ALTO SEBINO CON IL SOSTEGNO DEI DIECI SINDACI Genitori uniti contro la violazione dei diritti degli alunni disabili Spett Redazione di Araberara, volevo inviarvi a nome del gruppo “GenitoriACCA”la lettera che quest’anno abbiamo scritto e inviato al Prof. Giuseppe Colosio Dirigente dell’ufficio Scolastico Regionale e alla Prof.ssa Patrizia Graziani responsabile uff. Scolastico Ambito Territoriale di Bergamo. E’ l’ennesimo tentativo “democratico e civile” di chiedere l’OVVIO o semplicemente di pretendere che quanto dice la LEGISLAZIONE ITALIANA E NON SOLO (vedi allegati) venga applicata anche in ambito scolastico! Si, è la solita richiesta delle ore di sostegno per gli alunni diversamente abili o con difficoltà di apprendimento che ormai come ogni anno subiscono tagli silenziosi andando cosi a colpire sempre chi è già in difficoltà. Ci sono tre cose particolari da sottolineare: la prima che dei genitori proveniente da paesi diversi si costituiscono in gruppo per unire le forze dopo aver capito che i problemi degli uni sono i medesimi degli altri, ormai oggi da soli non si va più da nessuna parte e allora se “una voce sola si sente poco insieme a tante altre diventa un coro”. La seconda che abbiamo fatto fare allo studio legale dell’Avv. Bigoni una ricerca in materia legislativa su tutto quello che oggi esiste come TUTELA delle persone diversamente abili in ambito scolastico... (tutto riportato nella lettera) e non abbiamo trovato altri documenti che riportino tutti questi dati insieme! Fra l’altro dobbiamo dire che come legislazione siamo avanti anni luce peccato l’applicazione venga sempre meno... Infine ed è la cosa più importante e unica nel suo genere (non siamo a conoscenza di casi analoghi) la Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi e i dieci comuni dell’Alto Sebino ci hanno appoggiato ufficialmente con un documento firmato (vedi allegato). Come gruppo GenitoriACCA abbiamo interpellato le nostre amministrazioni non tanto per chiedere un aiuto, ma per proporci a collaborare ricordando loro che nella scaletta delle istituzioni sono l’ultima ruota del carro. Questo deriva dal fatto che ormai è prassi che quanto viene negato dal Ministero della Pubblica Istruzione viene sobbarcato sulle “ spalle” delle nostre amministrazioni anche se non di loro competenza, perchè una famiglia che si vede negati dei diritti al proprio figlio diversamente abile, l’ultima porta a cui va a bussare alla fine è quella del proprio Comune... ed è proprio li che si consuma il “dramma” perchè sono il Sindaco e gli assessori gli unici che si devono confrontare con le famiglie in un “faccia a faccia” dovendo magari dire: “noi non possiamo fare nulla”, mentre invece delle altre istituzioni non si vede mai nessuno non si conoscono le facce e non si presentano mai... e cosi è più facile “tagliare”. Siamo certi che nemmeno queste “parole” sono nulla di epocale, sono però la consapevolezza che qualcosa sta cambiando che il senso di responsabilità è presente e vivo proprio partendo dal basso, che le famiglie esigono di essere sempre più protagoniste all’interno della vita sociale di cui la scuola ne è una pedina fondamentale per tutti. Due desideri solo avrei come genitore: la prima quella di non sentirmi più dire dal Provveditorato di Bergamo di non lamentarsi perchè abbiamo già avuto più di altri, perchè c’è chi ha ottenuto meno... E NOI DOBBIAMO ACCONTENTARCI DEL MENO PEGGIO!!! NOOOOOO! Non è cosi che vanno le cose noi non ci accontentiamo chiediamo solo di avere quanto “LORO” (le istituzioni) hanno stabilito e messo per legge! Il secondo desiderio è che se tutto ciò che esiste a livello legislativo non può essere applicato che venga fatto un Decreto che dica che per i prossimi cinque anni per mancanza di copertura economica ogni legge nell’ambito scolastico viene sospesa... allora e solo allora come genitori ci metteremo il cuore in pace... e per finire che almeno una volta ogni “decennio” il Provveditore o il Direttore o il Ministro venissero a dirci in faccia: scusate ma non siamo in grado di darvi quanto vi spetta ma vi saremo vicini ecc ecc ecc e invece questo non succede mai sono sempre assenti. Grazie per l’attenzione Luca Carrara * * * Ecco qui a fianco la lettera inviata al prof. Giuseppe Colosio, Direttore dell’ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia e alla prof. ssa Patrizia Graziani Provveditore agli Studi di Bergamo. Se ai nostri figli vengono negati i diritti noi faremo un ricorso collettivo A proposito di scuola! Ebbene si, come genitori abbiamo risposto: “presenti!”; in questo momento storico dove tutto si evolve e cambia in meno di un nulla, dove le risorse vengono sempre meno, dove l’incertezza regna un po’ ovunque, noi come genitori ci siamo messi in gioco, ci siamo buttati in prima linea, pronti a collaborare, proporre e sostenere tutto quanto è indispensabile per la vita scolastica dei nostri figli, affinché parole come “integrazione e inclusione” siano qualcosa di autentico, vero e condiviso. Ci siamo chiamati “ genitoriAcca “ (un po’ di ironia non guasta mai), papà e mamme di bambini/e e ragazzi/e diversamente abili o con difficoltà di apprendimento che attivamente da un paio d’anni partecipano alla commissione H del proprio Istituto Comprensivo coscienti che, perché tutto funzioni al meglio, ognuno per il ruolo che gli compete deve essere presente e dare il massimo, certi che le risorse umane sono un valore aggiunto se sospinte dalla “passione”, quella passione che proprio grazie ai nostri figli non viene mai meno e non vi è giorno del loro crescere che non ne alimenti Araberara - 14 Settembre 2012 Araberara - 14 Settembre 2012 56 VERDETTO FINALE IL 20 NOVEMBRE AL CONSIGLIO DI STATO INTERVENTO - NORMA POLINI SINDACO DI RIVA DI SOLTO Un Concorso “sospeso” in Lombardia per… L’ottava “meraviglia” della rievocazione trasparenza delle buste che in via astratta non garantiva l’anonimato 406 Dirigenti in pectore (55 in bergamasca) aspettano il verdetto. Da noi 59 sedi“vacanti” (p.b.) Quattro “Dirigenti” che stanno tra color (406 in Lombardia, 55 a Bergamo) che son… sospesi. Maria Emilia Gibellini (insegna alla “Muzio” di Bergamo), Gloria Farisé (insegna alla “Lotto” di Trescore), Francesca Armanni (insegna alla “Secco Suardo” di Bergamo), Salvatore Inglima (insegna al “Piana” di Lovere) arrivano in redazione a raccontare l’incredibile storia di un Concorso nazionale (il primo dal 2004) che ha sfornato Dirigenti in tutta Italia tranne che in… Lombardia. Anzi no, anche il Lombardia il Concorso ha prodotto 406 Dirigenti classificati “idonei” dopo una feroce selezione. Erano 4000 i candidati, nell’ottobre 2011 la preselezione ha sfoltito la rosa riducendola a 969 poi la prova scritta a dicembre con due prove corpose (saggio teorico sul quadro istituzionale scolastico e la “soluzione” di un caso nemmeno tanto teorico di bullismo) hanno ridotto il numero degli “idonei” a 476 che alla prova orale (prova interdisciplinare su 6 ambiti più un colloquio di lingua straniera e una prova di informatica) si sono ulteriormente ridotti a 406. In bergamasca gli “idonei” sono stati 55, le sedi senza Dirigente sono 59 più 7 sedi “dimensionate” (vale a dire che accorpano già più scuole). Tutto bene, anche perché la sedi “vacanti” in Lombardia sono attualmente circa 500 ma l’anno prossimo, con i pensionamenti, saliranno a 700. Quindi una manna questo concorso. Se non fosse che tra le migliaia di “bocciati” si doveva mettere in conto il malcontento, che è sfociato in un ricorso al TAR di 101 firmatari. Tra le varie motivazioni del ricorso il TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) ha tenuto conto solo di una presunta “trasparenza delle buste che in via astratta non garantiva l’anonimato”. Questa va spiegata: chi partecipa al concorso mette il nominativo in busta chiusa. Le prove di quel candidato sono in altra bustina con il solo riferimento numerico alla busta col nominativo. Le commissioni analizzano e giudicano le prove del bustone. Solo successivamente si va a vedere nome e cognome dell’autore delle prove. Ma il Tar il 18 luglio ha fatto una “prova finestra” delle normalissime buste bianche e ha sentenziato che “in via astratta” (vale a dire in teoria) con un po’ di fatica si poteva anche leggere il nominativo. A quel punto c’è stato il ricorso al Consiglio di Stato, fatto non dagli “idonei” che tali non potevano ancora essere considerati, ma da parte addirittura del Ministero. Solo in Lombardia è successo che il TAR “sospendesse” il Concorso. Un ricorso analogo è stato bocciato dal Tar dell’Emilia Romagna. In attesa della sentenza del Consiglio di Stato cui il Ministero chiedeva di annullare la “sospensiva del Tar” le nomine stavano comunque per essere fatte: il 30 e 31 agosto scorso, i 406 “idonei” erano stati convocati a Milano all’USR (Ufficio Scolastico Regionale) per scegliere le sedi e… sottoscrivere il contratto di lavoro. Ma due giorni prima, il 28 agosto, il Consiglio di Stato non ha concesso la sospensiva della sentenza del Tar. La sentenza sul merito è rimandata al 20 novem- il fermento di ogni nostro passo. Mai come oggi siamo determinati nel portare avanti questo nostro impegno, convinti che sia il più saggio e proficuo investimento: la scuola come campo di vita rimane una pedina fondamentale e insostituibile. Abbiamo chiesto così alle Amministrazioni Locali ed Enti del nostro territorio quali la Comunità Montana di sostenerci e condividere questa nostra esperienza. Siamo certi che se l’impegno di tutti è quello di adoperarsi per il bene e l’interesse dei propri figli (come genitori), dei propri cittadini (come Enti locali e Amm.), dei propri alunni (come Scuola o Ministero pubb. Istr.), dei propri pazienti (come Asl), allora non può esistere nessun tipo di scontro, ma solo e solamente condivisione e collaborazione. A fronte di tutto ciò e vista l’esperienza di questi ultimi anni scolastici, chiediamo a VOI Provveditorato agli Studi Provinciale e Regionale di essere i Garanti dei DIRITTI dei nostri figli e vostri alunni. Vi chiediamo inoltre di essere i nostri interlocutori presso il Ministero della Pubblica Istruzione nell’esigere che venga semplicemente rispettata la nostra Costituzione e quanto la Legge prevede, nulla di più: vogliamo che tutti applichino le regole, affinché ad ognuno dei nostri figli e vostri alunni non venga negato nessun Diritto. Perché è principio generale dell’ordinamento dello Stato Italiano quello della tutela delle persone più deboli e fragili. Non vi è dubbio alcuno sulla assoluta preminenza di questo principio su qualsiasi altro che possa in qualsiasi misura contrastarlo. L’articolo 38 comma 3 della Costituzione dispone che “gli inabili e i minorati hanno diritto all’educazione e all’avviamento professionale” e dà così concretezza ai principi generalissimi espressi dagli articoli 2 e 3 della nostra Costituzione a proposito di pari dignità sociale. A livello internazionale ed europeo sono l’articolo 26 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo del 1948 e l’articolo 26 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea che ribadiscono e garantiscono il diritto all’inserimento dei disabili. bre. A quella seduta i 406 “idonei” lombardi si presenteranno però agguerriti, si sono costituiti in “Gruppo unitario” con gruppi provinciali sottolineando la “non appartenenza a nessun colore politico o sigla sindacale”. Perché? “Perché volevamo evitare di essere oggetto di facili strumentalizzazioni che abbiamo stoppato subito, supporti non richiesti che sarebbero stati più… trasparenti delle buste contestate e non c’era nemmeno bisogno di mettere le buste alla ‘prova finestra’ come hanno fatto al Tar”. Nonostante tutto si conserva l’ironia. LE CHIEDO DI TOGLIERE QUESTA FRASE! ( E qui si innestano sospetti non provati sulla “carica dei 101”. Chissà che tra i bocciati ci siano nomi eccellenti della politica. E quando c’è di mezzo la politica ogni sospetto si ingigantisce) Comunque i 406 adesso hanno dato mandato a uno studio legale romano di difendere le loro ragioni di fronte al Consiglio di Stato. “L’assurdità è che durante il lungo iter del Concorso nessuno aveva sollevato la minima obiezione. Le buste sono normalissime e crediamo siano le stesse usate nelle altre Regioni” Noi ribadiamo di avere fatto tutto ciò che ci è stato richiesto, abbiamo rispettato le procedure previste dal concorso e lo abbiamo superato per merito!. Quindi nel frattempo restate insegnanti nelle rispettive scuole e si va avanti con le “reggenze” negli Istituti senza Dirigente (la vecchia denominazione era di “Preside”. Che una scuola rimanga senza “testa” sembra un problema secondario. In realtà manca chi coordina, i progetti educativi sono lasciati alla libera iniziativa, spesso individuale, degli insegnanti, una scuola senza dirigente è una scuola che va avanti alla giornata, “trascurata” dai reggenti che in quella scuola ci vanno di malavoglia, occupandosi (è ovvio) principalmente della scuola in cui sono titolari. Ai genitori non c’è chi “risponda” alle proteste e alle proposte, lo stesso Consiglio di Istituto va avanti in modo assembleare spesso vittima di “veti” incrociati, di gelosie di autonomia degli insegnanti di classe. Molte le scuole della nostra zona che aspettano un Dirigente (le trovate nella scheda qui a sinistra). Anche la Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità, adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 13 dicembre 2006, entrata in vigore sul piano internazionale il 3 maggio 2008 e ratificata e resa esecutiva dall’Italia con legge 3 marzo 2009 n. 18, prevede all’articolo 24 che gli Stati Parti “riconoscono il diritto delle persone con disabilità all’istruzione”. Diritto che, specifica tale Convenzione, deve essere garantito, anche attraverso la predisposizione di accomodamenti ragionevoli, ai fini di “andare incontro alle esigenze individuali del disabile” (articolo 24, par. 2, lettera c) della Convenzione). Anche gli articoli 15 e 17 della Carta Sociale, ratificata con legge n. 30 del 1999, riconoscono il diritto delle persone portatrici di handicap all’educazione, all’integrazione sociale e alla partecipazione della vita di comunità e il diritto dei bambini a crescere in un ambiente favorevole allo sviluppo della loro personalità. Quanto all’ordinamento italiano, in attuazione dell’articolo 38, terzo comma, della Costituzione, il diritto all’istruzione dei disabili e la loro integrazione scolastica sono previsti, in particolare, dalla legge 5 febbraio 1992 n. 104 (Legge Quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate) che, come già più volte osservato dalla Corte Costituzionale, è volta a “perseguire un evidente interesse nazionale, stringente ed infrazionabile, quale è quello di garantire in tutto il territorio nazionale un livello uniforme di realizzazione di diritti costituzionali fondamentali dei soggetti portatori di handicap” (sentenza n. 406 del 1992). In particolare, l’articolo 12 della citata legge 104 del 1992 attribuisce al disabile il diritto soggettivo all’educazione e all’istruzione a partire dalla scuola materna fino all’università (comma 2). La Corte Costituzionale, a questo proposito, ha già precisato che la partecipazione del disabile “al processo educativo con insegnanti e compagni normodotati costituisce un rivelante fattore di socializzazione e può contribuire in modo decisivo a stimolare le potenzialità dello svantaggiato” (sentenza n. 215 del 1987). Il diritto del disabile all’istruzione è quindi un diritto fondamentale che si attua attraverso “misure di integrazione e sostegno per garantire ai portatori di handicap la frequenza degli istituti di istru- 57 • SCHEDA Scuole senza Dirigente Ecco le Scuole della zona di diffusione del nostro giornale prive di dirigenza. ALZANO LOMBARDO – Istituto Comprensivo BERGAMO - Istituto Comprensivo “Mazzi” BERGAMO - Istituto Comprensivo “Camozzi” BORGO DI TERZO - Istituto Comprensivo CASTELLI CALEPIO - Istituto Comprensivo CLUSONE – Istituto Fantoni GORLAGO - Istituto Comprensivo GORLE - Istituto Comprensivo GROMO - Istituto Comprensivo GRUMELLO DEL MONTE - Istituto Comprensivo LEFFE - Istituto Comprensivo LOVERE – Convitto Nazionale LOVERE - Istituto Comprensivo NEMBRO - Istituto Comprensivo S. PAOLO D’ARGON - Istituto Comprensivo SARNICO - Istituto Comprensivo SCANZOROSCIATE - Istituto Comprensivo SERIATE - Istituto Comprensivo SOVERE - Istituto Comprensivo TAVERNOLA BERGAMASCA - Istituto Comprensivo TORRE BOLDONE - Istituto Comprensivo TRESCORE BALNEARIO - Istituto Comprensivo VERTOVA - Istituto Comprensivo VILLA DI SERIO - Istituto Comprensivo Poi ci sono le 7 sedi “dimensionate” tra cui la VALLE DI SCALVE zione” (sentenza n. 215 del 1987). Tra le varie misure previste dal legislatore si evidenzia quella del personale docente specializzato, chiamato appunto ad adempiere alle “ineliminabili (anche sul piano costituzionale) forme di integrazione e di sostegno a favore degli alunni diversamente abili” (sentenza n. 52 del 2000). Proprio in forza di tali principi la Corte Costituzionale, con la storica sentenza n. 80 del 2010 ha dichiarato incostituzionale l’articolo 2 commi 413 e 414 della legge 2007 n. 244 che fissavano rigidamente un limite al numero degli insegnanti di sostegno, sopprimendo radicalmente la possibilità di assumere con contratti a tempo determinato altri insegnanti, in deroga al rapporto docenti alunni, pur se in presenza di disabilità particolarmente gravi. Questo principio è stato ripreso e ribadito da numerosissime sentenze successive che, anche assai recentemente, hanno confermato l’obbligo degli Uffici Scolastici di provvedere ad assolvere il diritto all’assegnazione delle ore di sostegno richieste, commisurate alla gravità, alle esigenze e alla misura dell’intervento assistenziale per il recupero almeno parziale (Tar Molise 19 dicembre 2011 n. 970; Tar Calabria 23 maggio 2012 n. 438; Tar Lazio 17 febbraio 2012 n. 1669; Tar Lazio 15 marzo 2012 n. 2573; Tar Lazio 5 aprile 2012 n. 5551; Tar Calabria 23 maggio 2012 n. 438; Tar Brescia 4 febbraio 2010 n. 581; Tar Toscana 18 aprile 2012 n. 763). È importante osservare che queste sentenze postulano anche l’esistenza di un danno risarcibile (e, in alcuni casi, anche liquidato) per l’alunno a cui non viene riconosciuto in modo completo il diritto all’istruzione. Con questa nostra richiesta siamo risoluti, fermi e molto determinati, certi che se anche ad uno solo dei nostri figli e vostri alunni venisse negato quanto la legislazione vigente prevede NOI TUTTI ci attiveremo per un immediato RICORSO collettivo. Genitori Alto Sebino Il rappresentante Luca Carrara [email protected] Anche quest’anno nell’8ª edizione la rievocazione storica di Riva di Solto è stata un successo, complice la bella serata calda. Otto anni fa appunto è nata l’idea di organizzare una rievocazione storica a Riva di Solto, ed è iniziata così la ricerca degli avvenimenti e dei personaggi che con il loro passaggio hanno segnato la storia di questo paese e della sua collina. L’evento si cala correttamente nel nostro borgo che ha le proprie origini nel XII secolo come testimoniano gli edifici ancora intatti e l’assetto urbanistico del paese costituito da vicoli che scendono direttamente al lago. La ricerca storica ha evidenziato tre personaggi di particolare importanza, appartenuti a tre epoche diverse, tra leggenda e realtà: Zorzi, soldato romano del 200 d.C. rifugiatosi in questa zona del lago d’Iseo per sfuggire alle persecuzioni nei confronti dei primi cristiani. San Vigilio, vescovo del 500 d.C., primo predicatore della fede cristiana in questo angolo della bergamasca e San Carlo Borromeo, il quale venne in visita pastorale nella vicaria di Solto nel 1575. Per realizzare questo progetto sono state necessarie la collaborazione e la disponibilità degli abitanti del paese per l’apertura di cortili, case e cantine e per creare, allestire ed animare i numerosi quadri viventi dislocati nelle varie vie, piazzette e cortili. Si sono inoltre coinvolti gli abitanti dei borghi vicini: Solto Collina, Esmate, Fonteno . I punti di ristoro ci hanno permesso di assaporare piatti tipici dal pesce di lago al cinghiale formaggi affettati capù brasato dolci e cioccolato. Un ringraziamento che va veramente a tutti. Norma Polini Sindaco di Riva di Solto IN EDICOLA A 3 EURO (GIORNALE+ LIBRO) Un piccolo volume ci racconta ra Arabiera In edicola potete acquistare, 25 ann di emozioni insieme al giornale (3 euro in totale) o separato (2 euro) un piccolo volume che non vuole certo riassumere 25 anni di Araberara, ma è un compendio di editoriali, inchieste, interviste e poesie apparse sul nostro giornale. Trovate scritti di Piero Bonicelli, Aristea Canini, Pepi Fornoni, Andrea Marchesi, Origene, Anna Carissoni, Giorgio Fornoni, Matteo Alborghetti, Toresal oltre alle poesie di Alda Merini composte proprio per i lettori di Araberara e alle vignette di Stefano Savoldelli e Paolo Bertoletti. Un volumetto di 80 pagine che aiuta a ridestare anche antiche emozioni. Trovate la genesi della testata, l’inizio della filastrocca adottata per il quindicinale nelle varie versioni trovate a Vilminore, Leffe, Tavernola e quella originaria milanese riferita alla storia che sfiora la leggenda della Bella Ara della famiglia Cornaro di Venezia andata sposa di forza al Conte Marino di Milano e uccisa dallo stesso. Trovate, oltre a editoriali, le interviste a Ermanno Olmi, Luciana Previtali Radici, Ezio Merini, Mons. Aldo Nicoli, Roberto Vecchioni e alla Badessa delle Clarisse di Lovere. Trovate storie di paesi semiabbandonati, barboni di stazione e vecchi montanari solitari. E per curiosità in penultima pagina il lungo elenco di chi con Araberara ha collaborato. Perché questo giornale è vissuto di gratuite collaborazioni di gente che si è sentita libera in un giornale libero. 1987-2012 SCRITTI di Andrea Marchesi, Origene, Canini, Pepi Fornoni, Toresal Piero Bonicelli, Aristea Fornoni, Matteo Alborghetti, Anna Carissoni, Giorgio Paolo Bertoletti VIGNETTE di Stefano Savoldelli, POESIE di Alda Merini NB. Se l’edicola in cui vi servite è sprovvista del volume potete richiederlo o nei paesi vicini o telefonando in redazione 0346 25949 e vi daremo indicazioni di dove potete trovarlo. C Araberara - 14 Settembre 2012 ONTINUAZIONI » segue da pag. 5 » segue da pag. 27 MICHELE CORTI RISPONDE ALLE CRITICHE (1) BOSSICO - 135 MILA EURO A CARICO DEL COMUNE “È la città che deve imparare dalla montagna” La risposta con offerte tipo Son e lumière è quella più facile: punta sulla saturazione delle emozioni mediate da più organi di senso. Qualcosa di facilmente riproducibile. Che possono offrire tante altre destinazioni turistiche ma che, alla fine, il turista con sempre meno soldi da spendere può trovare anche a casa sua. Quello che non c’è in città è la montagna (che è fatta tanto di rocce, pascoli, sentieri, quanto di baite, mucche al pascolo, uomini, comunità). Una lettura meno superficiale della domanda del turista contemporaneo suggerisce che tra le sensazioni in cui il turista va alla ricerca non ci sono solo quelle di eccitazione sensoriale e adrenalinica ma anche quelle che si strutturano in un’esperienza autentica. Il “turismo dell’autentico” rappresenta uno dei filoni del turismo contemporaneo. È un filone che non può essere “coltivato” chiamando degli esperti, degli animatori, investendo qualche risorsa. Può essere coltivato solo se coinvolge la gente del posto, se essa porta la sua progettualità e il suo entusiasmo, se non si sente trasformata in comparse da presepe. Se resta sé stessa. Facendolo diventa oggetto di riconoscimento e di ammirazione da parte del turista e la gente stessa impara ad apprezzare di più le proprie tradizioni, il proprio patrimonio (materiale ed immateriale), la propria identità. Che al contatto con un turismo “cattivo” evapora, mentre a contatto di un turismo “buono” si rafforza. Richiede partecipazione, ma sfrutta un capitale umano che c’è già e consente di finanziare il recupero di patrimoni dimenticati e degradati non solo e non tanto per una fruizione turistica (che può dare il la e giustificare certi investimenti) quanto per la stessa comunità locale. Nel “turismo dell’autentico” una componente chiave è rappresentata dalla gastronomia locale, dall’intreccio tra turismo e produzione, trasformazione e consumo di prodotti agroalimentari. Quando gli operatori turistici e gli amministratori respingono sdegnati le “provocazioni” di chi mette in luce la deriva pericolosa della montagna Luna Park sostenendo che solo con il Luna Park si può “sopravvivere” fingono di ignorare quante e quali risorse proprie della montagna sono inutilizzate, abbandonate, degradate. Sapienza ha sottolineato questo aspetto sostenendo che l’inversione della tendenza allo svilimento dei lavori tradizionali, all’abbandono del territorio a favore di forme di attività economica autosostenibili integrate al turismo senza che quest’ultimo rappresenti una finalizzazione esclusiva. Oggi sappiamo pensare solo come noi: consumatori, materialisti dagli ego spropositati, p r o m o z i o n e dell’ignoranza, manifestazioni che corteggiano gli istinti di massa più bassi, giustificazioni risibili (e spesso fuori dalla legge vigente) ad azioni palesemente violente, svilimento dei lavori storici della montagna, abbandono del territorio, incapacità di investire sui lavori che davvero farebbero tornare il sorriso alla montagna: questo perché oramai a livello istituzionale la conoscenza del territorio è quasi zero e le proposte turistiche prodotte dall’assenza di pensiero legato al territorio rischiano di soffocare i bellissimi germogli culturali che comunque in questi ultimi anni stanno portando una brezza nuova sotto la Presolana: germogli che pensano anche loro come la montagna e che hanno capito che la montagna non ha bisogno di rumore. (1 - continua) Terminati i lavori del progetto Onito-Plass 330 mila euro dalla Regione, 190 mila euro da Uniacque gazione dell’Amministrazione e i funzionari regionali, è stato possibile ottenere l’utilizzo di una parte del 40,58% del ribasso d’asta, che diversamente sarebbe stato trattenuto da Regione Lombardia e dirottato su altri progetti. Così è stata appunto messa in sicurezza la zona “Volpera”. Con la realizzazione dell’opera, oltre che portare l’acqua attraverso l’acquedotto rurale nella zona Onito-Plass e interrare i cavidotti della linea elettrica, è stata rifatta la pavimentazione di tutto il tratto interessato. I lavori specifici sono stati realizzati dalla ditta Edilporfido di Edolo il cui titolare Sergio Moles (40 » segue da pag. 14 anni) ha dichiarato: “Ogni giorno da Edolo a Bossico per mangiar polenta. In questo periodo di crisi, si va dappertutto. Prima erano gli altri a venire a cercarci, ora siamo noi a dover andare a cercare lavoro ed è una vera fortuna trovarlo!”. Tecnico collaudatore dell’opera l’ing. Giuliana Capodiferro. Diversi proprietari si sono già allacciati al nuovo acquedotto. E’ ovvio che non esiste obbligo di collegarsi, ma sicuramente l’opportunità non è da sottovalutare, anche in funzione delle norme igieniche sanitarie sempre più restrittive e della comodità di disporre di acqua potabile. Soddisfatta Marinella Cocchetti, sindaco, che non ha esitazioni nell’indicare la principale ricchezza del territorio: «Per un paese come il nostro, l’ambiente è tutto!»; ed è per questa ragione che gli ultimi importanti lavori pubblici realizzati riguardano proprio la tutela e la valorizzazione dell’ambiente. Costruita e messa in funzione la piattaforma ecologica, ora in pineta si è conclusa questa nuova importante opera a servizio della località ‘Onito’. Si dovrebbe poi procedere alla sistemazione dell’alveo della Valle Pernedio e provvedere alla ricostruzione del tornante di “Vià Rata”. Pasquale Sterni OLTRESSENDA - “CATTURATA” IL 17 AGOSTO SCORSO Una libellula chiamata “Hesna” a Valzurio anche le amministrazioni locali e le istituzioni preposte circa le modalità con cui si procede alla periodica pulizia e/o ristrutturazione delle pozze d’alpeggio, condotta con modalità che non mettano a rischio l’equilibrio ecologico di anche questa fauna che le abita. “Il sopralluogo ha avuto anche, come ‘valore aggiunto’ una quasi completa sparizione del solito traffico di moto nella zona di Colle Palazzo, verosimilmente dovuta alla certa» segue da pag. 35 mente notata presenza di una pattuglia GEV in servizio di vigilanza sul territorio. Una presenza che, qualora venisse intensificata, contribuirebbe a prevenire ed a fermare i numerosi abusi”. P. S. - Nel Regno Animale l’ordine degli Odonati (dal greco : “con bocca dentata”) si divide in due Sottordini: Zigotteri o Odonati minori e Anisotteri o Odonati maggiori, tutti comunemente chiamati LIBELLULE. Ma come vengono definite le libellule nelle varie declinazioni della lingua bergamasca? Nel vocabolario del Tiraboschi troviamo “bècaöcc”, nella Bassa “spuse”, “spusìne”, “damigèle”, “signurine”, “verginèle” ma forse da noi esistono anche altre definizioni: perciò chiediamo ai nostri Lettori di volercele gentilmente segnalare. Grazie! ADRARA SAN ROCCO – ANNIVERSARIO AL SANTUARIO DI BONDO Gli Alpini fanno festa… a Don Tommaso una pergamena. Terminata la funzione, ha avuto luogo il pranzo. Nella sala interna della casa adiacente il santuario hanno trovato posto una quarantina di invitati, amici e parenti di padre Tommaso. All’esterno sui tavoli allestiti appositamente dagli alpini hanno pranzato invece tutti coloro che si sono voluti fermare. In complesso hanno partecipato alla festa circa 400 persone. Tra gli auguri pervenuti a padre Tommaso, anche quelli del Card. Silvano Piovanelli, arcivescovo emerito di Firenze: “Mi è giunta notizia che tu, Padre Tommaso, celebri il venticinquesimo di ordinazione sacerdotale. Sono felice di parteciparvi, in qualche modo, anch’io che 25 anni fa ti imposi le mani. Chiedo al Signore che ti doni la grazia di un cuore sempre giovane per rispondere con amore crescente alla incessante domanda di Gesù (Mi ami tu più di costoro?) e testimoniare dinanzi a tutti la gioia della nostra fede”. SCHEDA Don Tommaso Panarese da Bergamo ma sanrocchino d’adozione Tommaso Panarese nasce a Bergamo il 5 aprile 1958 da mamma Lina Panarese (insegnante), e da Ercole Panarese (dirigente di Cancelleria a Bergamo). Il padre, dopo aver conosciuto Adrara San Rocco, volle acquistare un’abitazione qui in paese per trascorrervi le vacanze d’estate con la famiglia. Da allora la famiglia è sempre rimasta legata al paese di Adrara San Rocco. Tommaso, dopo gli studi superiori, inizia a frequentare Giurisprudenza alla Cattolica di Milano. E nel frattempo si impegna attivamente nella FUCI (Federazione universitaria cattolica italiana). Dopo un pellegrinaggio con la FUCI presso il Sacro Monte di Varese in lui comincia a nascere la vocazione a farsi sacerdote. Inizia un periodo di discernimento aiutato da un padre spirituale, Don Nicola Ati, che lo indirizza verso i Domenicani. E così un giorno, Tommaso fa un bella sorpresa ai suoi familiari... trasferendosi senza preavviso a Firenze, presso il convento San Marco dei Domenicani. Lì compie il cammino di preparazione che lo porta alla professione solenne dei voti religiosi nel 1985. Due anni dopo, il 7 settembre 1987, viene ordinato sacerdote per mano dell’allora arcivescovo di Firenze, cardinale Silvano Piovanelli. Il giorno seguente (l’8 settembre, festa della Natività di Maria) è il giorno della sua prima S.Messa. Dopo l’ordinazione sacerdotale iniziano gli incarichi: dopo S.Marco a Firenze, è la volta di Livorno, poi a Cagliari, con una parentesi a Sassari, poi di nuovo a Cagliari, infine a Siena. Poi di nuovo torna a Sassari. Ma cominciano alcuni problemi di salute, che lo portano a doversi curare e a fermarsi ad Adrara San Rocco per un po’ di tempo. Ma l’attività pastorale di padre Tommaso continua, oltre che nella parrocchia di Adrara San Rocco e nelle parrocchie vicine, anche su internet, dove i suoi gruppi Facebook hanno ormai raggiunto il numero massimo di partecipanti. Quello forse più conosciuto è chiamato “Maratona Mariana”, che ha lo scopo di creare un movimento di preghiera in occasione di ogni primo sabato del mese. Recentemente padre Tommaso ha iniziato anche ad accompagnare gruppi di pellegrini a Medjugorje. 58 Agriturismo Araberara - 14 Settembre 2012 SONO 20 MILA IN ITALIA: IL 45% DEGLI ITALIANI LI HANNO SPERIMENTATI Boom della ricerca del verde e della buona cucina Si continua a lavorare. E tanto. Anche grazie alla crisi. Salgono infatti a 4,1 milioni le presenze dei turisti negli agriturismi italiani nell’estate 2012 con un leggero aumento rispetto allo scorso anno (+2,5 per cento), in controtendenza rispetto all’andamento generale. A spingere i turisti nel verde c’e sicuramente la volontà di dimenticare la crisi e di starsene tranquilli all’aria aperta, ma anche la voglia di gustare i sapori del territorio negli agriturismi. E l’ottimo rapporto prezzo/qualità attira turisti, il tempo medio di permanenza media è di 3 giorni e il numero degli agriturismi in Italia ammonta a 20 mila. E i numeri si fanno ancora più importanti quando si scopre che quasi la metà degli italiani (45%) negli ultimi cinque anni è stata in vacanza in agriturismo. Tutti pazzi per la vacanza in campagna e per la buona tavola quindi, anche e soprattutto perché ci si riconcilia con i prodotti agricoli locali. E infatti il fattore principale che scoraggia la scelta di un agriturismo è l’offerta di cibi surgelati, industriali o convenzionali, gli agriturismi che propongono questa offerta sono quasi evitati. Il canale più utilizzato per la ricerca dell’agriturismo è internet che è scelto dal 79% dei vacanzieri che navigano su siti come www.terranostra.it e che precede il passaparola (42%) e l’esperienza diretta (12%). Tra le novità dell’estate 2012 oltre alla guida Agriturismo 2012 edita dall’Istituto Geografico De Agostini con la collaborazione di Terranostra, c’è la prima App per essere guidati on line nell’agriturismo giusto. Si tratta di “iTerranostra”, realizzata dall’associazione agrituristica promossa dalla Coldiretti con l’obiettivo di fornire ai turisti un’opportunità in più per programmare la propria vacanza, ma anche per garantire una sempre maggiore promozione per le strutture associate. Si trovano gli agriturismi divisi per regione, provincia o ricercabili direttamente per nome. Per ogni struttura sono a disposizione tutte le informazioni sui servizi offerti, su quel che c’è di bello nelle vicinanze. Ma anche sui prodotti in vendita o in degustazione. Le aziende agricole autorizzate a fare agriturismo sfiorano in Italia le 20 mila unità con 385.470 posti a sedere a tavola autorizzati e 206.145 posti letto. Le aziende sono relativamente più concentrate nel nord dove si trova il 45,3% delle aziende, seguono il centro (34,1%) e il mezzogiorno (20,6%). Toscana e Alto Adige, con 4.074 e 2.990 aziende, si confermano i territori in cui l’agriturismo risulta storicamente più rilevante. L’attività agrituristica è significativa anche in Lombardia, Veneto, Umbria, Emilia-Romagna e Piemonte (con oltre 1.000 aziende) e in Campania, Lazio, Sardegna e Marche (con oltre 700 aziende). E la curiosità è che più di un’azienda agrituristica su tre è a conduzione femminile, che… le donne in cucina ci sanno sempre fare. IN LOMBARDIA PERDITE STIMATE SUI 200 MILIONI DI EURO Stato di calamità per l’agricoltura lombarda. Tra Sarnico e Clusone culture dimezzate Stato di calamità per l’agricoltura lombarda: a chiederlo è la Coldiretti regionale che ha redatto la mappa dei danni della lunga estate calda spenta nei giorni scorsi dalle piogge di Poppea. “La siccità di luglio e agosto ha inciso in modo pesante sulle coltivazioni sia sul fronte delle quantità prodotte sia su quello della spesa per il carburante che serve alle pompe di irrigazione – spiega Ettore Prandini, Presidente della Coldiretti Lombardia – fra Brescia, Milano, Sondrio, Bergamo, Mantova, Pavia e Cremona ci sono danni stimati, fra mancati raccolti e maggiori costi, per circa 200 milioni di euro”. A Bergamo la situazione è diversa a seconda delle zone considerate: nella pianura (area Romano-Treviglio) si segnalano perdite del 15-20% su tutte le colture, cali anche del 70% sull’erba medica e del 10-15% per il latte, nella media pianura (Bergamo – Ponte San Pietro) il mais ha perso fra il 60 e il 70% del raccolto sulle zone non irrigue, l’uva bianca è quasi dimezzata e per quella nera si prevedono perdite fra il 20 e il 30%, in collina e sulla montagna orientale (Sarnico – Clusone) dimezzate le colture foraggere, il mais registra perdite del 25% nelle aree irrigue e del 70 in quelle non irrigate, l’uva bianca crolla del 50% e quella rosa del 30, mentre in Valle Imagna e in Valle Brembana le perdite sul latte vaccino e caprino si sono registrate riduzioni fra il 18 e il 20%, mentre le produzioni di erba e fieno sono crollate anche del 40%. 59