a
Arabierdiar
emozioni
25 ann
.it
www.araberara .it
rara
dazione@arabe
re
1987-2012
dal 1 987
SCRITTI di
Andrea Marchesi, Origene,
Canini, Pepi Fornoni,
i, Toresal
Piero Bonicelli, Aristea
Fornoni, Matteo Alborghett
Anna Carissoni, Giorgio
, Paolo Bertoletti
VIGNETTE di Stefano Savoldelli
POESIE di Alda Merini
VAL SERIANA, VAL DI SCALVE, ALTO E BASSO SEBINO, VAL CALEPIO, LAGO D’ENDINE, VAL CAVALLINA, BERGAMO
Autorizzazione Tribunale di Bergamo:
Numero 8 del 3 aprile 1987
Redazione Via S. Lucio, 37/24 - 24023 Clusone
Tel. 0346/25949 Fax 0346/27930
Gli editoriali
“Poste italiane Spa - Spedizione in A.P. - D.L. 353/2003
(conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art.1, comma 1, DCB Bergamo”
6ZNSINHNSFQJ
14 Settembre 2012
Anno XXVI - n. 17 (420) - E 1,80 - E 3,00 col volume
Direttore responsabile: Piero Bonicelli
MATTIA MI HA
ACCOMPAGNATO
A… SCUOLA
'JSJIJYYFLJSYJ
(p.b.) Quelli che la scuola la guardano solo con la lente un po’ spessa dei ricordi e mercoledì mattino al bar
commentavano, “guardali lì, oggi i piccoli piangono. E
anche le mamme”. E ridevano. Indifferenti. Sbagliato.
Il prodotto che esce dalle scuole sono quelli con cui poi
ci incontriamo o ci scontriamo per strada, negli uffici,
sui cantieri, in auto, nei ristoranti, nelle botteghe, e nei
seggi… elettorali. Una testa (se c’è), un voto. Saranno
nostri compaesani, i nostri connazionali con cui facciamo il conto e il conteggio della democrazia. Primo giorno di scuola, i primini spaesati, le lacrime dei bambini
che per osmosi si trasmettono alle mamme. Non più S.
Remigio protettore (“remigini” si chiamavano gli alunni
del primo anno quando la scuola iniziava il primo ottobre), ognuno adesso ha i suoi santi in paradiso e li vuole
in esclusiva, è il proseguimento della concezione individualista che si trasmette dalle ambizioni di successo
ostentato dei papà e delle mamme, ai figli, al vestiario,
al corredo, all’auto che li porta al cancello della scuola,
» segue a pag. 55
ARISTEA CANINI
Non si muove nulla in questo fazzoletto di terra umida
pronto a farmi da materasso
ad acqua per muovere i miei
sogni. Vorrei potere tornare a
correre come facevo un tempo,
sopra ai miei pensieri sguaiati
da strade pronte a catturarmi come api al miele e invece
mi ritrovo qui, prigioniera o
amante di un computer, a seconda dei giorni, a volare con
le dita e la testa e a tenere il
corpo saldo per terra. Oggi è il
» segue a pag. 55
IL CORAGGIO
DI VIAGGI
(DI) VERSI
ANDREA MARCHESI
La poesia è un abbaglio che
pettina lo sguardo, spesso è
un’ascensione di quelle dannatamente carnali che brulicano
ne Le ossa profonde senza che
tu ne abbia coscienza. È un
qualcosa che però va fischiato e che torna, almeno per il
sottoscritto, con una fedeltà
canina. La Musa lasciamola
alle ubriacature romantiche,
meglio una cagnaccia, una fi» segue a pag. 55
IL NOSTRO VICINO
(SCONOSCIUTO)
DI OMBRELLONE
METUA
Sono tornato da poco dalle
ferie; ferie del tutto particolari perché quest’anno il portafoglio degli italiani è stato
alquanto alleggerito. Tuttavia
il mio posto sotto l’ombrellone
l’ho trovato ancora, come ho
trovato le stesse facce. Forse
qualche gomitata in meno rispetto agli anni precedenti ma
gli ombrelloni erano ancora incollati l’uno accanto all’altro.
» segue a pag. 55
Pubblicità «Araberara»
Tel. 0346/28114 Fax 0346/921252
Composizione: Araberara - Clusone
Stampa: C.P.Z. Costa di Mezzate (Bg)
CODICE ISSN 1723 - 1884
SCUOLE
VALGOGLIO - LE MINIERE DI URANIO
Concorso Sono soltanto “scorie”
“sospeso” di vecchie polemiche
in Lombardia
406 Dirigenti in pectore
aspettano il verdetto
Quattro “Dirigenti” che stanno tra
color (406 in Lombardia, 55 a Bergamo) che son… sospesi. Maria
Emilia Gibellini (insegna alla
“Muzio” di Bergamo), Gloria Farisé (insegna alla “Lotto” di Trescore),
Francesca Armanni (insegna alla
“Secco Suardo” di Bergamo), Salvatore Inglima (insegna al “Piana”
di Lovere) arrivano in redazione a
raccontare l’incredibile storia (...)
» alle pagg. 56-57
LETTERE
i Discorsi
DELLA MONTAGNA (1)
MICHELE CORTI:
“È la città che deve
imparare dalla montagna”
» alle pagg. 4-5
Gabriele Sola (IDV): “L’Italia boccia il nucleare e noi apriamo… all’uranio?”
BERGAMO
La Berghem fest
HA SEGNATO L’ANNO ZERO
La Lega 2.0 riparte
dai barbari sognanti.
Alleanze condizionate
dalla legge elettorale
» alle pagg. 6-7
CLUSONE
LOMBARDINI
vende il Mirage?
Sei supermercati
per Clusone?
» alle pagg. 8-9
LOVERE
Il PD di Lovere?
Si fa in tre (teste)
L’ospedale?
Non chiude...
Viaggio in paese
Ancora uranio?
Ancora No
(senza “grazie”)
» alle pagg. 10-11
COLERE
LA LETTERA
Socci
il crociato
contro il
Cardinal
Martini
» alle pagg. 22-23
E così, Antonio Socci, l’ormai noto,
esagitato intellettuale cattolico
piuttosto caro a “Cielle” e più in
generale alla destra, ha osato impartire, su un quotidiano guarda
caso berlusconiano, una lezione di
teologia morale, se così si può dire,
nientemeno che al cardinale Martini appena morto, sostanzialmente ritenuto, dal saccente inquisitore, una sorta di “eretico”. (...)
Fermi gli impianti
Compratori cercasi
La Sirpa deve
essere ricapitalizzata
diVINCENZO ORTOLINA » a pag. 55
» a pag. 21
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L’HANNO PASSATA INDENNI /1
Lumina,
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30 mila le aziende italiane
in Romania. COLONIALISTI?
E’ il mercato che fa il prezzo:
noi prendiamo manodopera
all’estero, i consumatori
comprano prodotti esteri
» alle pagg. 2-3
PROSSIMA USCITA VENERDÌ 28 SETTEMBRE 2012
I
Araberara - 14 Settembre 2012
NCHIESTA
Araberara - 14 Settembre 2012
2
QUELLI CHE LA CRISI L’HANNO PASSATA INDENNI /1
LUMINA, IMPRENDITORE “EMIGRANTE”:
PIERO BONICELLI
“La mia azienda nel
2010/2011 ha registrato un +37% di fatturato
e fino a luglio, nel 2012,
abbiamo un +20% rispetto all’anno scorso. Ma diverse grandi aziende che
serviamo, quelle dei marchi di fascia alta, hanno
registrato nel 2011 un
-15% e quest’anno, per la
vendita dell’estivo, prevedono fino ad un -30%”. In
questa contraddizione tra
più e meno si districa un
imprenditore pianichese
di lungo corso, Pierluigi Lumina, 58 anni, che
evidentemente ha saputo
acquisire quote di mercato tali da “ammortizzare”
il calo delle commesse di
altre aziende. E’ uno dei
pionieri che negli anni 8090 sono “emigrati” nei paesi dell’est. Nel caso specifico in Romania. Là ha
uno stabilimento con oltre
300 dipendenti, a Sovere
ne ha 25, “le teste pensanti
dell’azienda”.
La “fabbrica” è al confine
tra Sovere e Pianico, guardando dalla finestra della
grande sala riunioni si
può vedere il “confine” tra
i due Comuni, una rete di
recinzione, di là è Pianico,
di qui è ancora Sovere. Un
capannone si mette per
traverso. E’ un complesso industriale che ha una
storia, quelli che hanno
dai 40 anni in su, soprattutto donne, ricorderanno la Evan, più di mille
dipendenti negli anni 70.
Adesso ci sta la “Silusi”
l’azienda di Lumina e cognati. “Il nome deriva dai
cognomi, Sigorini-Lumina-Sigorini. Fino al 1979
qui c’era ancora la Evan.
Poi Pierluigi Bartoli ha
chiuso e siamo entrati noi
in affitto.
Noi abbiamo cominciato nel 1976 con un piccolo
laboratorio a Pianico, noi
siamo sempre stati e siamo
un’azienda che lavora per
conto terzi. A fine anni 80
stavamo perdendo competitività e avevamo difficoltà nel trovare personale.
Qualche anno dopo le stesse associazioni di categoria
ci indicavano la soluzione.
Vale a dire andare all’est,
Silusi: fatturato in crescita del 20%. 30 mila le aziende italiane in Romania
COLONIALISTI? E’ il mercato che fa il prezzo: noi prendiamo
manodopera all’estero, i consumatori comprano prodotti esteri
la
LA REGIONE FINANZIA
l’insediamento all’estero
delle aziende lombarde
Lusi Union Conf Vecchia
Stanziare soldi a fondo perduto per…. mandare le aziende italiane all’estero. Una
barzelletta di fine estate che nemmeno fa ridere, macchè, una realtà di inizio crisi
(era il 2009) che invece fa piangere. Succede in Lombardia, nella ricca (?) Lombardia
formigoniana che adesso annaspa, arranca, va in debito d’ossigeno. A girarci il tutto
qualche imprenditore locale che di questi finanziamenti ha usufruito. Insomma, in un
momento in cui servirebbero soldi per radicalizzare le sofferenti ditte in Italia, le si
incentiva a… prendere armi e bagagli e ad andare all’estero perdendo così la già poca
forza lavoro che c’è in Italia con conseguente crollo dell’occupazione. Insomma la Regione Lombardia incentiva a creare… disoccupazione. E non è un’iniziativa presa un
decennio fa, no, in piena crisi, anno Domini 2009.
I Bandi dal 2009
Andiamo a spulciare nei bandi, con decreto del 20 febbraio 2009 è stato approvato il
bando ‘Fondo di Rotazione per l’Internazionalizzazione – FRI’ che testualmente recita:
“il bando è finalizzato alla realizzazione mediante programmi di investimento all’estero da parte delle PMI lombarde manifatturiere di nuovi insediamenti produttivi, centri
di assistenza tecnica, strutture logistiche di transito e distribuzione internazionale. I
programmi possono essere realizzati in forma diretta (100% del capitale sociale detenuto dall’impresa lombarda) o in Joint Venture con imprese estere. La dotazione finanziaria è di euro 8.000.000,00.
Lusi Union Conf nuova
dipendenti. Proviamoci.
Sono arrivato ad avere
950 dipendenti, prima
dell’esodo…”.
Esodo? “Nessuno se n’è
accorto o almeno non ne
hanno mai parlato, guardavano tutti a Lampedusa, ma tra il 2002 e il 2005
c’è stato un vero e proprio
esodo dalla Romania verso l’Italia”. Per che cosa?
Ceausescu era stato “abbattuto” nel 1989. “Ecco,
quando è stato ammazzato
si è aperta una crisi epocale in Romania. Non c’era
un governo vero e la struttura economica era tutta
basata su aziende statali,
aver approfittato della
crisi di quei paesi, di aver
tolto lavoro agli italiani
perché là davate paghe
da fame. “Ogni Stato ha
il suo salario. Se paragoni
l’Italia alla Romania, vale
anche il paragone tra Italia e Norvegia da cui l’Italia uscirebbe penalizzata.
Noi abbiamo dato come
salario più di quello medio rumeno. Se allora in
Italia il salario medio era
di 800 mila lire al mese in
Romania era di 100 mila
lire. Noi italiani davamo
di più e tutti venivano da
noi. Adesso il rapporto dei
salari tra Italia e Roma-
Il lavoro qui costa 40 centesimi al minuto
in Romania 10 centesimi. Ma anche se
portassi la produzione in Italia, dove li
trovo 300 dipendenti nel manifatturiero?
in Italia il settore commerciale attraeva di più.
Ancora adesso, se volessi
portare l’azienda in Italia,
dove li trovo 300 dipendenti? Giustamente oggi i
giovani hanno ambizioni e
non si vogliono impiegare
nel manifatturiero”.
Ma suppongo fosse piccola la sua azienda. Come
è nata l’idea del “trasloco”
in Romania? “Conoscevo un imprenditore che
si era installato là, era il
socio di Zaninoni, che aveva un’azienda con 2.500
anche la filiera commerciale, nessuno più lavorava, ho visto migliaia di
animali morti fuori dalle
stalle, non c’era mangime,
il 50% della popolazione è
rimasta senza lavoro, non
si vendeva più niente. Io
arrivo nel 1991 e nel 1995
impianto la fabbrica: l’ho
riempita subito, tre anni
dopo, come dicevo, avevo
950 dipendenti, 6 capannoni e 9000 mq, la Lusi
Union”.
Vi accusano di essere
i nuovi “colonialisti”, di
CURIOSITÀ
nia si è ridotto, se in Italia si prende come media
un salario di 1.100 euro,
là adesso è di 300 euro. Il
che vale anche Bulgaria,
Moldavia,
Bielorussia,
Ucraina… In Cina il salario medio è di 190 dollari…”. Quindi converrebbe
andare in Cina: “A parte i
dazi… Ma se è per questo
converrebbe di più andare
in Africa, dove il salario è
meno della metà di quello cinese allora. Il vero
problema per un’azienda
come la mia è la qualità e
per averla ci vogliono anni
di esperienza e non si può
cambiare ogni dieci anni.
Noi lavoriamo per marchi
prestigiosi come la Herno, Zero Rh+, Blauer, C.P.
Company, Pirelli, Moncler
e per importanti marchi
svizzeri, russi e tedeschi.
E poi partecipiamo alle
gare ministeriali, per le
divise di Vigili del Fuoco,
Carabinieri e dipendenti
Enel… La formazione del
personale è fondamentale
per la qualità del prodotto. In Romania non tenga conto solo del numero
dei dipendenti all’interno
della mia azienda, c’è an-
le regole ci sono eccome,
anche più rigide che in
Italia. C’è un salario minimo fissato dallo Stato,
intorno ai 250 euro, cosa
che in Italia non c’è, non si
possono assumere giovani
se non hanno compiuto 18
anni…”
Ma quante aziende hanno fatto come lei? “Guardi, nella sola Romania
attualmente ci sono più
di 30 mila aziende italiane (dato de Il Sole 24 ore
settembre 2011) che danno lavoro a circa 800.000
persone…”.
Un’enormità: “Ma se
tutte tornassero in Italia
consegnato al committente. Abbiamo alti standard
di qualità ed entrambe le
aziende sono certificate
ISO9001”.
Ma puntando sulla qualità, come fate, in tempo
di crisi addirittura ad aumentare il fatturato del
20% a metà anno dopo
aver aumentato del 37%
lo scorso anno?
“Cercando sempre nuovi
clienti di fascia alta. Diciamo che gli acquirenti
un tempo si dividevano in
fascia bassa, medio-bassa,
medio-alta e alta. Oggi
le fasce intermedie sono
sparite. E’ chiaro che un
La storia del grande esodo. In Romania
paghiamo più del salario medio e ogni
Stato ha il suo… salario: 1100 euro in Italia,
300 euro in Romania: 190 dollari in Cina
che l’indotto con oltre 500
persone e adesso ho aperto
una seconda azienda. Il
fatturato? “In Italia tra i
7 e i 7 milioni e mezzo di
euro e tutto il gruppo supera gli 11 milioni”.
Quando siete arrivati
in Romania avete trovato
comunque terreno fertile.
“Certo, la Romania aveva
già una buona conoscenza
della produzione di abbigliamento. Oltretutto nella
gran confusione non c’erano regole, aprire l’azienda
è stato veloce. Ma adesso
non avrebbero mercato e
nemmeno manodopera”.
Come funziona la produzione? “Il cliente ci manda
un prototipo o più spesso
un disegno e allora siamo
noi a creare il prototipo.
Poi acquistiamo la materia prima, ovviamente di
alta qualità, che arriva al
nostro magazzino di Sovere per i controlli. Parte il
camion per la Romania.
Là avviene la confezione.
Il prodotto ritorna qui a
Sovere, viene controllato capo per capo e infine
prodotto cinese, ad esempio una camicia, di bassa
qualità, si compra a 4 euro
compreso il tessuto. Una
di qualità in Italia solo di
confezione, costa non meno
di 12 euro. La materia prima è importante, un tessuto italiano di qualità costa
al metro 5-6 euro e poi c’è
la confezione. In Cina hai
il prodotto finito a 4 euro e
il tessuto a meno di 1 euro.
Capisco che in tempo di
crisi molti possono permettersi solo quella. Accusano
noi di cercare manodopera
L’intervento finanziario concedibile è pari al 40% delle spese ammissibili ed è così
composto: una quota a fondo perduto, fino al 40% dell’intervento finanziario a titolo di
contributo in conto capitale; una quota a rimborso, pari almeno al 60% dell’intervento
finanziario a titolo di finanziamento a tasso agevolato (tasso fisso 0,25% su base semestrale). Possono presentare domanda di ammissione agli interventi finanziari di cui al
presente bando le piccole o medie imprese (con esclusione delle micro imprese)… costituite in forma di società di capitali, con sede operativa in Lombardia da almeno 2 anni,
e aventi minimo 2 anni di operatività nel settore Manifatturiero le imprese potranno
presentare domanda via web, le domande saranno istruite con procedura valutativa a
sportello sino ad esaurimento delle risorse….”. Insomma, fino ad esaurimento fondi c’è
da mangiare… ma non in Italia.
E poi è arrivato anche l’esito di questo “Fondo di Rotazione internazionalizzazione”
per l’approvazione delle istruttorie. Con un recente decreto, del 10 luglio 2012, sono
stati infatti approvati gli esiti istruttori delle domande più recenti presentate a valere
sul FRI – Fondo di rotazione per l’internazionalizzazione. La ‘giustificazione’ del finanziamento è dovuta agli “’Strumenti di competitività per le imprese e per il territorio
della Lombardia, con la quale la Regione Lombardia, in coerenza con gli orientamenti
comunitari, intende supportare la crescita competitiva del sistema produttivo, territoriale e sociale lombardo…”, quindi via alla internazionalizzazione dei fondi e misure di
intervento affidate a Finlombarda SPA, società finanziaria di Regione Lombardia.
Le ditte finanziate per… l’espatrio
Ecco quali sono le ditte che hanno beneficiato dell’ultima trance (2012) di finanziamenti per… andarsene dall’Italia: la ‘Seriana Eco-Qualità’ sas di Cabrini Fabio & c. di
Gargnano (Bs) con un investimento presentato di 93.000 euro che è stato ammesso per
intero per un insediamento produttivo in Romania. La ditta SI.MI.RA. Fashion Spa di
Entratico con un investimento presentato di 780.000 euro e un investimento ammesso
per 600.000 euro per un insediamento produttivo in Serbia.
La ditta Nemox International srl di Pontevico (Bs) con un investimento presentato
e ammesso per intero di 200.000 euro per un insediamento produttivo in Germania e
la ditta Lubrimetal Spa di Merate (Lc) con un investimento presentato e ammesso per
intero di 400.000 euro per un insediamento produttivo in Brasile.
a basso costo all’estero, ma
il consumatore fa lo stesso,
compra prodotti esteri a
basso costo. Sono le regole
di mercato, il prezzo, lo ripeto sempre, non lo facciamo noi, lo fa il mercato”.
Ma adesso, mi ha detto, anche i grandi marchi
accusano una flessione
notevole, intorno al 30%.
Mentre la sua azienda è
ancora in crescita. “Sì, è
per questo che pur constatando che la mia azienda
è florida, ho una grande
paura, se flette anche la
fascia alta dei consumatori, la crisi arriva anche
a noi”.
Tornando alla Romania.
Lei ha detto che l’esodo è
del 2002-2005.
Non c’entra il cambio
di sistema politico allora,
avvenuto nell’89. “Le conseguenze sono a lungo termine. A un certo punto, in
quegli anni, quasi all’improvviso, sono partiti tutti, scappavano verso paesi
dove si stava meglio, vale
a dire nell’Europa occidentale, in Italia. Migrazione
epocale, per la maggior
parte clandestina, quasi
Un viaggio nei paesi della nostra provincia con la poesia
che trasforma l’anima in un’autostrada e voi che vi accomodate per un viaggio con il cielo a farvi da coperta.
Viaggi diversi è un percorso itinerante per i paesi delle
nostre valli. Piero Bonicelli porterà con sé scritti inediti di
Alda Merini e altre poesie, Anna Carissoni racconterà la
gente della nostra terra con versi dialettali e non, Andrea
Marchesi si cimenterà con poesie del suo libro che gli è valso il primo premio nella più importante rassegna poetica
abruzzese e la definizione di nuovo Montale.
In mezzo la voce e la chitarra di due musiciste che mischie-
tutti giovani, un fuggi fuggi quindi, dalle famiglie,
dalle scuole, lasciavano
moglie e figli. Le conseguenze si sono avute anche
nel manifatturiero, anche
su di noi. Ecco perché ora
il numero dei dipendenti
si è ridotto drasticamente. Ho un amico che per
mancanze di manodopera
aveva fatto addirittura arrivare 500 donne cinesi in
Romania”.
Voi producete, lo ha ripetuto come un ritornello,
prodotti di qualità. Quindi
costi elevati. Ma la gente è
in grado di riconoscere un
capo di qualità? “Per questo c’è la garanzia del marchio. Per quanto riguarda
i costi, oltre al costo della
materia prima c’è il costo
della manodopera: una
giacca da sci richiede, visto che il nostro è lavoro al
100% manuale, dai 300 ai
500 minuti di lavorazione.
E’ chiaro che se in Romania il costo di un minuto è
di 10 centesimi e in Italia
di 40 centesimi la differenza è notevole… Perché poi
il prodotto va venduto”.
Perché i grandi marchi
non hanno una produzione
interna? “Perché la produzione è la parte più difficile
da gestire e quella che richiede un gran numero di
persone, macchinari ed attrezzature. A noi chiedono
un prodotto finito fissando i loro criteri, per loro
è più conveniente gestire
solo la parte commerciale
che gestire una macchina
complessa come la produzione, che non sarebbero in
grado di gestire se non con
grande difficoltà”.
Torno all’argomento già
toccato. Anche per la crisi
del tessile in val Seriana
si accusano gli imprenditori di averlo fatto crollare portando la produzione
all’estero.
“La storia del tessile in
val Seriana è diversa da
quella dell’abbigliamento
che riguarda il mio settore. Lì la situazione era più
legata all’aspetto tessile,
il costo del prodotto finito
dipendeva per la maggior
parte dal costo delle materie prime e dal tessuto
piuttosto che dalla manodopera per la confezione
quindi era giusto fare tutto sul posto, senza avere
altissimi costi di trasporto
e dazi per cercare manodopera a costi più bassi che
incideva poco sul prezzo
finale.
Adesso è chiaro che se
per confezionare ad esempio un lenzuolo costa 5
volte meno altrove si va
dove conviene, ora che con
la globalizzazione i costi
di trasporto non sono più
così elevati. Cosa diversa
per i capi di abbigliamento
dove la manodopera incide
molto. Ma ripeto, chi decide le scelte delle aziende è
il mercato: e chi decide il
mercato sono gli acquirenti, chi compra il prodotto.
E si torna al discorso delle
fasce, con quelle medie che
sono sparite, si hanno solo
prodotti di fascia alta o
bassa”.
C’è una polemica finora
sotto traccia: sarebbero
stati i politici, in Lombardia, a suggerirvi di andare all’estero, addirittura
con incentivi finanziari.
ranno la poesia alla musica e un personaggio locale che
contestualizzerà la serata raccontando il profumo, la vita,
le storie di quel paese, dal vecchio maestro al ciabattino, al
prete in pensione, una memoria storica che verrà intervistata da Piero Bonicelli.
I ‘tour’ di Araberara sarà ogni terzo venerdì del mese (tranne il primo appuntamento) e toccherà tutte le nostre valli.
Vi terremo informati ogni quindici giorni di dove saremo.
SI COMINCIA CON CASNIGO, CUORE DELLA MEDIA VALLE, GIOVEDÌ 20 SETTEMBRE, ORE 20.30,
PRESSO LA CHIESA DEL SANTO SPIRITO.
“Per quanto mi riguarda
non ho ricevuto una lira
o un centesimo da nessuno e alle volte mi chiedevo
come facevano gli altri ad
averli.
L’unico aiuto che ho
avuto è stato quando, appena comprati i capannoni, il Borlezza si è portato
via una fetta di terreno del
mio stabilimento nell’alluvione di una decina di
anni fa. Ma per la produzione mai avuto nulla
e nemmeno chiesto nulla,
non saprei nemmeno come
si fa”.
Lo stabilimento, sul finire di Via S. Rocco, a un
metro dal confine con Pianico (e già a venti metri
c’è il semaforo del centro
storico) è grande, pulito,
ricostruito con finiture anche di pregio, grandi uffici,
grandi magazzini dove la
merce è pronta per essere
consegnata.
Il camion è appena arrivato dalla Romania e
ripartirà carico di materia
prima. Anche Pierluigi Lumina fa la spola tra i due
paesi ogni 10 giorni.
Quando lo incontriamo
è appena rientrato: “Sono
soddisfatto del personale
rumeno. Qui a Sovere ho
25 dipendenti. Avrei bisogno di nuovo personale
qualificato, modelliste e
prototipiste, ma la notizia
della crisi del settore mi
frena. Se a luglio eravamo
ancora in forte crescita, vediamo i conti a fine anno.
Finora siamo cresciuti anche in tempo di crisi. Ma
cosa succederà tra qualche
mese non possiamo saperlo”.
3
i Discorsi della Montagna (1)
Araberara - 14 Settembre 2012
L’Orso e il Parco:
non ci resta che
darcela a gambe
Il Parco delle Orobie, l’orso e i lupi, non è il titolo di una fiaba, bensì la dura realtà dei fatti, intendo
riferirmi all’articolo apparso sull’Eco del trentuno
agosto dal titolo «Il nostro orso da predatore a
sponsor delle Orobie». Un progetto a tutta pagina
illustrato con dovizia di particolari dal neo Presidente del Parco Orobie Bergamasche Yvan Caccia, già Sindaco di Ardesio.
Si accenna alla toponomastica e all’araldica,
riferite all’apparentemente simpatico plantigrado
in oggetto, ora, senza alcuna ombra polemica, era
quasi ovvio attendersi dal neo Presidente, qualche
interessante novità in materia di rilancio del Parco
in oggetto, anziché una boutade.
Nel momento attuale, nel quale il contenimento
della spesa da parte degli Enti Pubblici, diviene un
obiettivo imprescindibile, pare quasi ovvio porsi un
quesito, in altre parole, tenendo conto del dissesto
idrogeologico del territorio, visibile in vari luoghi,
in aggiunta alla Cava Valzella con la ben visibile
ferita del territorio, e ampia panoramica dal Viale
Valzella di Ardesio, oppure la famigerata discarica
di moquette di Pià Spiss a Valcanale, portata alla
ribalta recentemente da una puntuale inchiesta di
Araberara, alla quale il neo Presidente dell’Ente
parco ha commentato con una frase che ha annichilito: «Queste inchieste giornalistiche, non fanno
bene al territorio!», ebbene, non sarebbe stato più
utile destinare l’attenzione e le risorse dell’Ente
Parco su queste devastanti situazioni? Non è pura
utopia pensare che la figura di un plantigrado, seppure dall’aspetto innocuo, possa attirare frotte di
turisti, ai quali con certezza interesserebbe maggiormente il rispetto del patrimonio che il buon Dio
ci ha donato, perché ne facessimo buon uso e non
scempio dissennato? Come si può affermare che
«In questo modo faremo conoscere le nostre ricchezze turistiche» una dichiarazione del Presidente
Ente Parco, forse con visite guidate agli scempi in
atto?
Alle voci contrastanti, si aggiunge quella del già
Assessore Regionale all’Agricoltura Michele Corti, non certo uno sprovveduto, bensì un docente
universitario di sistemi zootecnici e ruralista, quindi un accademico, che cita il ritorno dell’orso come
un danno soprattutto per gli allevatori, unitamente
alle proteste degli alpeggiatori.
Non trascurabile il parere di Barbara Chiarenzi, biologa e project manager, sulla potenzialità di
pericolo, in approccio con l’umano, o la notizia che
nei boschi, nei pressi di Fiume in Istria alcuni giorni
orsono, un giovane è stato aggredito e ferito dagli
artigli e dai morsi di un orso.
Come dimenticare inoltre che gli orsi in questione, non sono stanziali, ma che possono percorrere ben quaranta kilometri il giorno, transitando con facilità dalle Orobie alla Valtellina, dal
Trentino alla Slovenia, infine quale sarà il costo di
quest’opinabile progetto fantasioso? Esistono inoltre pareri discordanti anche all’interno della Lega,
l’Onorevole leghista Maurizio Fugatti per protestare contro Life Ursus progetto di reinserimento
degli orsi in Trentino, voluto dal Ministero dell’
Ambiente, ha pensato bene di inscenare una Fiera
con banchetto a base di carne d’orso, affermando
nel contempo che: «Credo sia arrivato il momento di valutare il rapporto costi-benefici di questa
iniziativa e soprattutto di ascoltare le istanze delle
popolazioni montane che da tempo sostengono di
subire continui disagi».
Ponendo l’attenzione sul fattore dell’auspicato
rilancio del turismo nelle Orobie è illuminante il
parere richiesto al Dott. Giancarlo Ricci, Membro Analista dell’Associazione Lacaniana Italiana
di psicoanalisi, psicoterapeuta e psicanalista, giornalista pubblicista, autore di numerosi testi sulla
psicanalisi tra i quali: «Sigmund Freud, Il padre
della psicanalisi, la vita, le opere e il destino della
psicanalisi», residente nel Capoluogo Lombardo, e
amico personale di lunga data, che così esprime il
suo personale parere sul ìprogetto dell’orso nei parchiî. «Pensare di impostare una qualche iniziativa
turistica basata sul passaggio di orsi, mi sembra
difficile per almeno due motivi. Il primo in quanto
tale iniziativa del tipo “oasi naturalistica”, o ìfaunistica” (o analoghi) richiede un certo investimento nell’allestire qualcosa che effettivamente possa
richiamare man mano turisti. Presuppone inoltre
la creazione di attrezzature, percorsi, materiale
didascalico o informativo da proporre, da distribuire e a gestire. Il ritorno di tale iniziativa sarà
lento e da supportare con altre iniziative di vario
tipo (filmati, opuscoli, ecc.). Il secondo motivo riguarda il fatto che senza dubbio l’orso trasmette
un’immagine archetipica non certo rassicurante,
specie in popolazioni che tra la collina e la montagna da sempre sono state esposte ad apparizioni
poco gradevoli e che talvolta hanno procurato seri
danni alle agricolture e agli allevamenti. Questo
senso d’impotenza è amplificato dal fatto che
l’orso, contrariamente ad altri animali, risulta un
plantigrado rispetto al quale l’uomo difficilmente
può organizzare un’azione contrastante: ha solo
una possibilità, fuggire per proteggersi. Nemmeno per la fantasia infantile dei bambini l’orso ha
un’immagine accoglibile».
Per concludere, cosa potremo aspettarci a breve
dal magico cilindro del fantasioso Presidente del
Parco Orobie Bergamasche, forse l’uscita di un
Consorzio sciistico, nell’ambito dei Comuni del
Parco?
Lorenzo Mandotti
in redazione
Aristea Canini
Paolo Bertoletti (grafico)
Direttore responsabile
Piero Bonicelli
REDAZIONE
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Pubblichiamo
alcune lettere
che sono arrivate
in Redazione
sul tema
della montagna.
Sul prossimo
numero le altre
L’irreversibile
modello
“pubblicitario”
Buongiorno,
a seguito della polemica recentemente riportata in auge, ma mai del tutto sopita, in merito al
criticato modello di sviluppo praticato dalle realtà
locali montane ritengo utile svolgere una serie di
considerazioni che esulano dallo spirito demagogico a tratti sferzante tipico delle associazioni
ambientaliste.
La nostra società sta vivendo un momento di
profonda crisi che ancor prima che economica è
sociale, morale. Si è smarrito un sistema di valori
condiviso che in passato costituiva la base comune su cui sviluppare la società in ogni suo aspetto
economico e sociale.
Il modello attualmente predominante è il modello dell’appariscenza a tutti i costi. La pubblicità
ne è lo stimolo primordiale. I giovani ma anche le
persone adulte sono cresciute nella consapevolezza, peraltro indotta, che l’importante è apparire.
Si soggiunge che il modello dell’appariscenza è
accompagnato dalla necessità di non fare fatica.
Ne consegue l’allontanamento delle persone dalla
montagna. In montagna è difficile apparire. Emergono solo le grandi personalità alpinistiche, ben
poche. La fatica che si fa salendo in montagna
ha alienato le giovani generazioni che solo oggi
sembrano tentare un riavvicinamento. Quanto
sostenuto è confermato dalla semplice considerazione che in montagna è davvero difficile mettersi
in mostra e primeggiare magari di fronte a delle
amiche. In montagna è già bello trovarsi con la
propria ragazza o con la propria moglie. Molto più
semplice emergere in un contesto più facile, più
raggiungibile, come il mare, il lago, il parco divertimenti, il parco acquatico, la piscina o la palestra
luoghi resi sempre più comodi.
Questo esemplificando è, a mio avviso, il substrato culturale dal quale bisogna partire per immaginare ogni rilancio della montagna orobica.
La situazione culturale per cambiare necessita
di tempi lunghi. La crisi attuale aiuta perchè riporta alla semplicità, all’essenzialità le persone. Le
riporta a cercare quei valori dispersi che ora ridiventano necessari, diventano punti di riferimento
per disegnare o almeno provarci il proprio futuro.
E’ chiaro che ciò aiuta ma non cambia le carte
in tavolo. Per avvicinare le persone alla montagna
serve qualcosa di più. Il mondo è cambiato, non
è possibile tornare indietro. L’imprinting del modello pubblicitario non è reversibile. Le persone
continuano ad informarsi a cercare novità quali
pretesti per recarsi in un luogo piuttosto che in un
altro.
Ed allora l’innovazione dell’offerta turistica ed
una buona dose di spettacolarizzazione rimane un
ingrediente essenziale per rendere fecondo il ritorno delle persone verso le Orobie.
Ci vuole buon senso ma non si può arrivare ad
escludere nessuno e la criminalizzazione intentata dagli ambientalisti in questi ultimi anni appare
come uno strumento per estromettere le persone
che non la pensano come loro. Ciò è profondamente scorretto.
Le Orobie possono trarre una grande occasione
di sviluppo da questa situazione economico sociale. E’ però necessario intraprendere quelle iniziative, peraltro già in corso, tese a realizzare eventi
e strutture di grande richiamo. E’ anche necessario rivalutare il lato pubblicitario degli eventi. La
pubblicità, lo ripeto, continua ad essere il motore
propulsivo del turismo e non solo.
Ad esempio nessuno, o pochi sanno che a Fiumenero esiste la possibilità di fare canyoning in
un ambiente spettacolare che non ha pari da invidiare. I turisti viaggiano in valle d’Aosta per fare
canyoning e ignorano che qui a pochi km da Bergamo esiste la possibilità di praticarlo.
Ed in questo senso il ruolo dei media si dimostra determinante perchè fa da connettore fra l’offerta turistica e la domanda turistica.
Le Orobie hanno grandi possibilità. La stagione
invernale, si spera feconda di neve, sarà una nuova tappa per verificare se le Orobie riusciranno
a continuare nel cammino di rilancio che questa
calda estate ci ha fatto intravedere rendendo tutti
speranzosi di un futuro migliore per le Orobie, per
i turisti ma soprattutto per i suoi abitanti.
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MICHELE CORTI RISPONDE ALLE CRITICHE (1)
“È la città che deve imparare dalla montagna”
È un peccato che la “provocazione” innescata dalle prese di posizione sulla “montagna Luna Park” mie,
di Davide Sapienza, Piero Bonicelli, Paolo Locatelli, Anna Carissoni, sia stata accolta da un muro.
Dalla minimizzazione delle manifestazioni deteriori da noi denunciate, dalla demagogia del “lasciateci
il Luna Park turistico o in montagna non possiamo più vivere”. È un peccato che non si sia voluta affrontare la questione fondamentale: “siete sicuri che offrire a chi viene dalla città un divertimentificio,
delle attrazioni fasulle, sia una prospettiva che garantisce la sostenibilità economica futura del comparto
turistico”?
La crisi e i modelli di sviluppo
Oggi che le città sognano di diventare “rurali” (e di potersi almeno in parte sfamare con quanto prodotto
in ambito metropolitano), che i cittadini rispondono alla crisi riscoprendo forme di economia e socialità
pre-industriali, che potrebbero venire in montagna a “respirare” non solo aria pulita ma un’atmosfera
diversa che reca tracce di quel passato al quale (volenti o nolenti) di deve ritornare. Sì perché la crisi è di
quelle che arrivano ogni qualche centinaio di anni e segna probabilmente una fase della storia che è iniziata
nel XVI secolo . La “modernità”.
L’epoca di transizione che stiamo vivendo va infatti ben oltre una crisi economica, sia pure di inedita gravità. Le crisi del ‘900 furono drammatiche, ma poi il
cammino del modello industrialista riprese con il welfare state, il consumismo
di massa, l’internazionalizzazione spinta dell’economia. Oggi il modello implode sotto i colpi di una economicità ricercata riducendo il contenuto di lavoro
umano delle merci (con il che sempre meno lavorano e pagano le tasse e possono alimentare – senza gonfiare il debito – i consumi), della finanziarizzazione e
internazionalizzazione spinte coniugate all’annullamento tecnologico dello spazio e del tempo. Un avvitamento senza scampo. Se non si rompe il modello di
una crescita a tutti i costi che diviene miraggio. Nella crisi convergono elementi
molteplici che vanno ben al di là di quelli economico-finanziaria e tecnologicoindustriali e riguardano le conseguenze delle alterazioni profonde dell’ecosistema, dell’esaurimento di risorse naturali, ma anche la crisi delle espressioni
politiche della modernità che coinvolge non solo lo stato nazionale ma più in
generale gli istituti della rappresentanza politica e della gestione della cosa pubblica. Con il rischio che non
si sa più chi decide e come e che interi territori restano senza voce.
La pianura deve salire in montagna
In questo tornante della storia sono messi in discussione i rapporti consolidati tra citta e campagna, tra
pianura e montagna, le distinzioni tra produrre e consumare, tra abitare ed essere turista. Le città, già luoghi sterili - ingentiliti dal verde ornamentale - si attrezzano a tornare “eduli”, capaci di produrre alimento
per i propri abitanti, con l’agricoltura urbana che assume mille forme (comprese quelle bizzarre e discutibili dell’agricoltura verticale, dei grattacieli-orti e giardini). In città si sperimentano non solo forme di
produzione agroalimentare ma anche modelli di relazioni basate sulla mutualità (banca del tempo, gruppi
di acquisto solidale, car-sharing) che equivalgono - nell’era del web - alle forme di cooperazione delle
comunità rurali e montanare. Si sperimentano anche nuove forme di partecipazione, di cittadinanza attiva.
Si dovranno ricreare - sia pure su una base di prossimità che non è più solo fisica, di villaggio – forme di
auto-organizzazione della “società civile” che richiamano gli istituti della democrazia montanara (le Vicinie che hanno a lungo assicurato una gestione saggia e oculata delle risorse). Una strada peraltro obbligata
perché lo Stato non è più in grado di fornire molti servizi. Lo fa ad un costo enorme che si riflette su una
Ignorata la
questione
sociale
Egregi Signori della Redazione,
prendo contatto con il Vostro giornale perchè
ancora una volta debbo riscontrare come le recenti polemiche sul tema la montagna come un
luna park siano sfociate con l’attacco al progetto
di collegamento dei demani sciistici di Lizzola e
Colere. Apprendo, infatti, solo ora, come sul sito
ruralpini appaia un documento che attacca frontalmente il futuro collegamento delle stazioni sciistiche di Lizzola e Colere. Mi spiace constatare
come quest’opera puntualmente, ad ogni sussulto
di denuncia delle associazioni ambientaliste debba essere presa nel mirino. E’ un destino ingrato
quello che ne contraddistingue anche solo il progetto. Valanghe di proteste, istanze all’Autorità
per contrastarne la realizzazione. Quest’estate
sono stato al lago delle marmotte detto dello
Spighursel in valle Sedornia ove ho potuto constatare l’apposizione di bandierine stile tibetano
ove comparivano scritte come ad esempio: le
marmotte si ribelleranno. Dire che sono rimasto
Collaboratori
Cinzia Baronchelli - Enula Bassanelli - Carlo Capeti - Anna Carissoni - Giorgio
Fornoni - Bruna Gelmi - Sergio Giudici - Don Leone Lussana - Andrea Marchesi Arnaldo Minelli - Nagual - Origene - Metua - Pasquale Sterni - Toresal - Giampiero
Valoti - Pier Angelo Zanni
Questo numero è stato
chiuso in redazione
MARTEDÌ 11 SETTEMBRE 2012
Questo periodico è associato
alla Unione Stampa Periodica
Italiana n. 5225
basito è poco. Le associazioni ambientaliste credo debbano riflettere anche sul loro ruolo sociale.
Ebbene, riconosco che in quanto associazioni si
fanno portavoce di istanze che i loro aderenti sostengono, tuttavia, mi spiace constatare come gli
aderenti, per la maggior parte risiedano in territori
che sono estranei a quelli ove le loro istanze fanno
riferimento. Queste persone, non conoscono veramente le problematiche che quotidianamente chi
vive in montagna deve affrontare. Comprendiamo,
se volete, la buona fede delle rivendicazioni ma
anche all’ascoltatore più sprovveduto non sfugge
che le loro richieste appaiano un pochino integraliste.
Ora credo che nessuno possegga le doti dell’infallibilità, nemmeno gli ambientalisti, pertanto, mi
aspetterei una disponibilità maggiore a considerare le ragioni di chi vive in montagna e conosce i
problemi del vivere quotidiano perchè li affronta
ogni mattina. In realtà ciò non accade poichè il
confronto è sempre aspro come tutti possiamo verificare. V’è da dire che oggi giorno l’importanza
delle associazioni ambientaliste è sproporzionata.
Si consideri che esse non sono rappresentative che
dei loro aderenti e, con tutto il rispetto, si confrontano con entità statali che sono esponenziali dei
cittadini italiani poichè da essi scelte attraverso
libere e democratiche elezioni. Le problematiche ambientali sono ben conosciute anche grazie
al clamore dei proclami delle associazioni ambientaliste, orbene, non si può certo dire che la
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Araberara - 14 Settembre 2012
4
pressione fiscale insostenibile. La società dovrà imparare a fare da sé. E lo potrà fare sicuramente (questo il
lato della speranza) perché ci sono risorse umane ampiamente inutilizzate che nel rigido quadro economico
e normativo dello stato iperburocratico e del mercato globalizzato ingrossano le schiere dei disoccupati,
dei sotto-occupati, dei baby-pensionati, delle casalinghe represse. La mobilitazione fuori dagli schemi di
stato e mercato del capitale sociale consentirà alla società di continuare a fornire assistenza in moltissimi
campi lasciando che le risorse pubbliche si concentrino su servizi di grande specializzazione. Analogamente al capitale sociale anche la risorsa montagna, la risorsa terra agricola, la risorsa bosco, la risorsa
pascolo, che sono state condannate all’abbandono dall’economia globale e da una regolazione burocratica
oppressiva (che applica alla produzione su piccola scala schemi elaborati dalla grande), possono essere
riattivate all’interno di circuiti che si “chiamano fuori” dal mercato globale.
In questo contesto la montagna può tornane ad essere vitale, a rimettere in gioco risorse, ad attrarre
risorse umane se torna ad essere sé stessa e non insegue i modelli della pianura (turismo di massa concentrato in spazi e tempi, industrializzato, motorizzato, zootecnia chiusa nelle stalle a mangiare mangime e
insilato, abbandono delle piccole coltivazioni cerealicole, degli orti dei frutteti, delle patate per far posto a
deserti verdi, ai boschi degradati e “bostricati”). La montagna tornare ad essere
attrattiva per chi in città fugge da modelli in crisi e cerca nuovi-vecchi modelli in
cui un luogo ha ancora una identità, presenta delle sue forme di vita economica
che si adattano all’ambiente naturale, in cui chi abita non è un individuo isolato
chiuso nella sua solitudine ma parte di una comunità. In cui non sei un numero
ma puoi dire la tua. Perché la montagna di lezioni di autonomia, partecipazione
e autogoverno ne può dare eccome. Queste sono le cose di cui vanno in cerca i
neo-montanari ma anche quei turisti che vogliono essere parte di una “comunità
allargata” che intendono stabilire relazioni non effimere con i luoghi e con la
gente della montagna.
Cercano identità
Nel servizio sul numero precedente di Araberara, che ha scatenato la polemica
sulle “Orobie Luna Park, Piero Bonicelli scriveva: “Attirare” turisti in montagna è termine generico: in quale parte della montagna? Resto del parere che
ci sia una domanda largamente inevasa (e conveniente) di turismo. E’ quello di “identità”. Una massa di
gente che cerca un posto dove respirare non solo un’aria sana ma un’aria migliore, che li faccia sentire
qualcuno e di qualcuno. Un turismo di qualità della vita. Che ha una sola risposta: nel far trovare paesi
vivi e culturalmente vivaci, che diano opportunità di accoglienza non solo in albergo, ma in paese. Non
serve stordirli con spettacoli che già trovano (di livello superiore) nelle lunghe stagioni cittadine. Serve
trovare una comunità che lavora, che ha le sue feste, il suo modo di sbarcare il lunario, i suoi ritmi (diversi
comunque da quelli di città), i suoi rapporti umani, che si riconosce e saluta per strada, che ha le sue regole, anche i suoi difetti, che è talmente conscia di vivere diversamente dalla città da non voler cambiare e
non farsi colonizzare (come avvenne con l’edilizia negli anni settanta). In questa comunità il turista torna
villeggiante e a poco a poco scopre il piacere di sentirsi compaesano.
Dai dettami della scienza turistica o, più prosaicamente, dal dibattito in atto negli ultimi anni tra gli
addetti ai lavori sulle prospettive dei “turismi”, gli operatori e gli amministratori della Valle Seriana
superiore hanno dedotto solo le indicazioni più facilmente spendibili, quelle più facilmente riproducibili.
Ovvero che il turista contemporaneo è a caccia di emozioni, di sensazioni.
» segue a pag. 58
popolazione montana non sia edotta delle loro
rivendicazioni. E la popolazione montana ha eletto amministrazioni che sostengono il progetto.
Il ruolo delle amministrazioni locali è delicato
e certamente esposto a critica ma pensare che
una associazione ostacoli in modo irreprensibile
l’operare delle amministrazioni in modo sistematico appare discutibile.
La montagna vive dei grossi problemi: le soluzioni sono possibili. Tale possibilità è raggiungibile attraverso l’operare dell’uomo, attraverso la
realizzazione di un progetto, qualunque esso sia.
Realizzare il progetto comporta costi economici
ed ambientali ma oggi giorno la questione non è il
prezzo economico-ambientale ma è ancor prima
sociale. Intendo che il problema si chiama spopolamento, abbandono della montagna che diviene
sempre più avversa alla vita stanziale.
Il progetto non è certo solo il comprensorio. Il
progetto deve essere, come lo è, di più ampio respiro. Il progetto si chiama strategia per vivere la
montagna, per garantire alle persone di rimanere
in montagna di essere sentinella, di evitare dissesti, di presidiare il territorio.
I costi ci sono ed è bene che tutti li facciano
rilevare, ma tale attività non può bloccare lo
sviluppo perchè il prezzo da pagare è alto e non
certo paragonabile al disturbo dei camosci dovuto all’illuminazione per 30 minuti, ripeto per 30
minuti l’anno delle cascate del Serio in notturna.
[email protected]
I signori
di città e la
montagna
Gentili Signore/Egregi Signori,
sono a scrivervi la presente dopo aver letto
con mio grande rammarico che ancora una volta continua indiscriminato l’attacco alla nostra
montagna orobica. Basta un semplice eco di una
qualche associazione ambientalista non meglio
rappresentativa che di una minoranza a stroncare
ogni attività o iniziativa tesa a rilanciare le nostre
Orobie.
Queste associazioni o le persone, ritenute autorevoli, paiono agli occhi del lettore silenzioso e
non certo in cerca di notorietà come delle entità
autoreferenziali il cui scopo sembra essere il raggiungimento della notorietà piuttosto che la tutela
della montagna.
E’ bene sottolineare come la maggior parte di
queste persone abitano nelle città inquinate anche
dalle loro dispendiose attività ed abitudini.
Non conoscono la montagna nelle specifiche
problematiche, soprattutto, non conoscono le difficoltà del vivere che la gente che la montagna
+NSJXYWJ
- Grande discussione sul turismo
in montagna
- Tanto per portare altra acqua al mare
la abita deve affrontare ogni giorno. Credo che
le iniziative lamentate e criticate aspramente non
abbiano un rilievo tale da ledere la montagna.
Credo che scagliarsi contro le cascate in notturna
sia come dicono i profani sparare contro la croce
rossa. Si tratta di un evento isolato che occupa 30
minuti lungo l’anno ed ha l’obiettivo di attirare le
persone in montagna.
La realtà è che le persone che lavorano in montagna per la maggior parte non vive alle spalle
dello stato, non riceve stipendi pubblici sicuri,
non riveste cariche pubbliche.
Affronta la crisi sulla propria pelle e se vuole
sopravvivere deve inventarsi qualcosa di nuovo.
I signori che predicano bene propongono come
modello di sviluppo la ristrutturazione e la valorizzazione delle baite e cos’altro?
Potrebbero per cortesia spiegarci come farebbe
una famiglia qualsiasi con le loro idee a sopravvivere tutto l’anno. Forse questi signori non si
rendono conto che con le loro critiche e proposte
ottengono il risultato contrario da loro idealmente
sperato. Spopolamento e oblio, ma forse di questo
non tengono conto poiché credono che la natura
sia autoreferenziale proprio come loro.
Ma è qui che sbagliano: la natura e l’uomo da
secoli e secoli vivono in simbiosi e per la conservazione della natura e dell’uomo serve che le due
si integrino al meglio.
Non serve la critica sterile poiché la sterilità
porterebbe all’estinzione della natura e dell’uomo
che in fondo sono una cosa sola.
[email protected]
Non siamo
solo cacciatori
di farfalle
Stimato Direttore, vorrei passare un’osservazione
all’articolo di Mario Furia apparso sull’ultimo vostro numero. Esordisco con una breve cronaca giornaliera. Mettiamo che sia un qualunque venerdì 17
agosto; mi alzo alle cinque del mattino, in divisa da
Guardia Parco Volontario arrivo alle sei al deposito e
prendo in carico un mezzo quattro ruote motrici, passo a prendere altri due Colleghi GEV con settanta Kg
di apparecchiature di rilevamento e fotografia e, dopo
ottanta Km, raggiungiamo alle otto altri colleghi del
Parco delle Orobie a Nasolino; alle nove siamo su
a Colle Palazzo nella Valzurio. Le prime due ore a
raccogliere, misurare, fotografare, indagare e classificare vari campioni di un insetto essenziale per la
conservazione della biodiversità nel nostro ambiente.
Verso le undici si riparte per una tappa intermedia a
1450msl; stessa procedura di rilevamento e poi ancora più su a 1550msl verso un’altra zona umida su
cui indagare.
Arriva l’una del pomeriggio e, seduti sui prati di
Campello, ci mangiamo un paio di panini in compagnia del Malghese, unico e stabile abitante estivo
del luogo. Alle due ispezione e monitoraggio di altra zona umida in quota e alle tre si scende verso il
torrente Ogna, esattamente allo slargo dopo la centrale idroelettrica; anche qui raccolta di campioni e
tutte le attività di rilevamento necessarie finalizzate
al progetto. Alle sei e mezza concludiamo, si ricarica tutto sul mezzo, si riparte e sulla via del ritorno
si traggono le prime conclusione della lunga e intensa giornata di osservazione e studio dell’ambiente .
Sono ormai le nove di sera e il primo buio avanza
quando finalmente chiudiamo la porta della sede di
Castiglione d’Adda del Parco Adda Sud sede a Lodi.
Tutte queste attività di quattro persone a costo zero
per i due Parchi coinvolti nella lunga uscita, i nostri
panini di mezzogiorno ce li siamo pagati noi, ognuno
di tasca nostra. Come vedi, Direttore, noi non siamo
“ …cocchi di mamma, presunti naturalisti, ricercatori
sprovveduti che non sanno distinguere un faggio da
un abete, un calabrone da una farfalla…”.
Nessuno ci ha messo “…a disposizione il campo
base, viveri, attrezzature ed accompagnatori esperti…”, ci siamo arrangiati in tutto da soli, limitandoci
a chiedere alle Istituzioni locali il permesso di poter
transitare ed operare sul territorio di loro competenza.
Non siamo “… gli sbandieratori di slega ambiente,
dei cacciatori di farfalle…”, anche perché nello specifico ci stiamo occupando di libellule, ma siamo dei
Volontari e dedichiamo gratuitamente e per passione gran parte del nostro tempo, entusiasmo, energie
e, laddove utile e possibile, gran parte delle nostre
competenze alla “ quasi già persa battaglia” quotidiana nella salvaguardia dell’ambiente. Condivido
molte cose che Mario ha scritto, ma non l’acredine
con cui le scrive, le generalizzazioni e il fatto di “fare
d’ogni erba un fascio”; voglio dire: se ci sono nomi,
cognomi, enti , referenze e situazioni da denunciare
lo faccia chiaramente ed apertamente. Troppo comodo mettere tutto e tutti sullo stesso piano; altrimenti
mi viene il sospetto che sia più importante il fragore
dello sparo che il bersaglio da colpire. Ci sono anche
Persone per bene (e francamente credo siano la maggioranza) che si impegnano ed operano per le nostre
montagne e per l’ambiente tutto, sotto il motto “non
Aragorà
Lettere alla redazione
Scrivi a... [email protected]
clamor sed labor” senza averne particolari gratificazioni tangibili. Vorrei che queste Persone fossero
quantomeno rispettate nella loro silenziosa e concreta
operosità. Un’ultima considerazione sul fatto che per
essere “montanari doc, duri e puri” non basta nascere
e vivere in montagna: ci vuol ben altro anche in termini di accettazione degli altri. Proviamo a rifletterci
sopra tutti insieme, senza arroganza e senza preconcetto alcuno.
Andrea Messa
Una combine
tra Corti
e ambientalisti
Già leggendo le originarie polemiche dal tema
emblematico “Orobie lluna park” fui colpita da una
sorta di anatema che così si può esemplificare: non
passerà certo molto tempo che il comprensorio sciistico Lizzola Colere verrà bersagliato anche da questo esponente del club degli ambientalisti. Detto, o
meglio, pensato, ed ecco verificatosi.
Va da sé che il Corti agisce, quasi fosse una sorta
di autorevole longa manus dell’associazione Orobievive. Mi viene il dubbio che sia una strategia per
così dire rinverdire la strategia ambientalista ormai
logora. Il Corti questa volta, come già fatto da Orobievive, si scaglia apertamente contro le istituzioni
facendo nomi e cognomi, facendo chiaramente intendere come i sindaci siano una sorta di associazione a delinquere il cui obiettivo è letteralmente
imbrogliare i residenti favorendo spudoratamente
i palazzinari e gli speculatori. Orbene il sig. Corti, dovrebbe ricordare che si sta scagliando contro
dei cittadini eletti dalla popolazione, proprio quella
che lui sostiene di voler tutelare. Popolazione che
democraticamente ha espresso il proprio voto, peraltro, in alcuni casi riconfermando quei sindaci e
ben conoscendo le annose tematiche del comprensorio sciistico già bersagliato pubblicamente dagli
ambientalisti. Il sig. Corti manca di rispetto non solo
verso quei cittadini ma anche verso lo Stato poiché
i sindaci rappresentano lo Stato.
Ma la cosa che sembra importare al Corti è apparire. L’autoreferenzialità sembra essere il suo tratto
distintivo. Nel merito il Corti non propone nessuna
riflessione nuova ma va a ribadire i soliti concetti,
che ritengo comunque allusivi, consistenti in una
sorta di combine fra amministratori e costruttori.
Ancora una volta il comprensorio sciistico tra
Lizzola e Colere ne fa le spese. Ma dove era il
Corti quando in questi anni in Valle Brembana si
realizzavano nuove piste, si spostavano milioni di
metri cubi di terra per livellare piste e posare pali
di seggiovie.
Dove è Corti quando a Foppolo si parla di parcheggio multi piano e di progetti edilizi ed alberghieri per oltre duemila nipvi posti letto solo a
Foppolo. Anche qui si ha la prova che Corti agisce
come longa manus di Orobievive, poichè la medesima nulla ha mai eccepito su questi progetti.
Inviterei il Sig. Corti a recarsi ora in montagna e
non solo a ferragosto per verificare lo stato di pace
dei sensi che domina. Si renderà conto che in quelle
valli da lui criticate nessuna entità attenta allo stato
di quiete. Il problema consiste nel modo di vedere
il futuro della montagna. Chi sta con Corti desidera
una montagna ove la natura dispone da se, incontrastata. Chi appoggia la visione degli amministratori
locali, liberamente eletti, dunque, appoggiati dai cittadini che vivono la montagna, desidera una montagna in cui l’ambiente si sviluppi, evolva in una sorta
di connubbio fra l’operare dell’uomo ed il disegno
della natura.
La storia ci insegna che l’uomo per vivere e prosperare, per non estinguersi, deve operare laboriosamente, deve anche dominare la forza degli elementi.
Siamo qui anche perchè in passato ed ancora oggi
l’uomo si adopera contro le avversità della natura.
L’uomo ha dimostrato di saper modificare l’ambiente sapientemente ed intelligentemente.
Certamente la natura, in continua evoluzione da
sola non riuscirà a garantire le condizioni perchè la
collettività possa continuare a vivere e prosperare in
montagna. E non sarà certo la realizzazione di opere
quali le ristrutturazioni delle baite e della ret sentieristica, propugnata dal Corti ad invertire la tendenza
allo spopolamento.
Chiunque abbia un figlio sa cosa intendo.
Orbene il modello eccelso per chi vive in montagna è il Trentino e l’Alto Adige.
Qui grazie ad un sistema istituzionale particolare le risorse non mancano. In questi luoghi l’uomo
da secoli vive in simbiosi con la natura. Cosa accade
in quelle terre. In Trentino si costruiscono impianti
alla velocità della luce. Ogni impianto non può superare la vita media di 10 anni. Si tagliano abetaie,
si livellano i pendii, si costruiscono rifugi, si ampliano e riammodernano alberghi, si costruiscono
veri e propri centri benessere, si cercano sorgenti
perforando le viscere della terra: si sfrutta sapientemente la montagna.
Ecco quello che è necessario, specie in questi tempi di crisi: trarre dalla montagna motivo di
sussistenza. Il problema non sono le costruzioni: il
problema è come realizzarle, come gestirle, che tipo
di edifici sono necessari? E’ meglio ristrutturare o
costruire del nuovo? Meglio più uo o meglio l’altro? In che proporzioni?
Il CORTI E OROBIEVIVE SEMBRANO AVERE UN’IDEA INTEGRALISTA della montagna
già pesantemente bocciata dai cittadini che anche
nel silenzio e nel segreto delle urne hanno pesantemente bocciato l’idea di montagna urlata in questi
giorni dagli ambiantalisti.
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5
B ergamo
TORESAL
Dopo l’avvio stentato e rugginoso nonché sprovvisto di punti in carniere, all’Atalanta ancora in rodaggio tocca una trasferta problematica, vuoi perché il Cagliari è pur sempre
squadra di grandezza metropolitana, vuoi perché non si capisce, fino all’immediata vigilia, dove si trovi la mèta di tale
trasferta.
E’ doveroso un passo indietro. Una quarantina d’anni fa: una
bazzecola. Correvano gli anni del Cagliari di Giggirriva,
campione d’Italia nel 1970, che giusto in quella stagione traslocò dal vetusto stadio Amsicora (12.000 posti di capienza)
al moderno Sant’Elia, cinque volte più grande e dotato di
pista per l’atletica leggera. Passano 20 anni e lo stadio nuovo
abbisogna già di restauri; l’occasione dei Mondiali di “Italia
90” permette di restituire al popolo uno stadio dalla capienza
ridotta (45’000), ma con maggior comfort di posti a sedere.
Restyling comunque superficiale e frettoloso, evidentemente, dato che nel 2005 il S. Elia crolla letteralmente a pezzi, al
punto che la soluzione è di costruire
un altro stadietto (25’000) all’interno
di quello preesistente.
La precaria struttura in tubolari pretende un celere progetto per un nuovo
stadio, possibilmente più decente del
S. Elia, prematuramente strappato
all’affetto dei tifosi rossoblù prima
dei 40 anni d’età. Il nuovo tempio
calcistico dovrebbe chiamarsi “Karalis Arena”: si scomoda la classicità,
ma dovrebbero scomodarsi soprattutto architetti, impresari e muratori,
e soprattutto il Comune di Cagliari,
capace finora di negare ogni area individuata per la costruzione, senza proporre alternative.
Non si arriva ad un patto fra società calcistica e municipalità, e nel frattempo il presidente Cellino trova l’accordo con
il Comune di Quartu S. Elena, alla periferia del capoluogo,
per una nuova casa provvisoria, vicino al mare, come suggerito dal nome sardo della località “Is Arenas” (le spiagge).
Anche in questo caso prefabbricati a gogò, ma soprattutto
uno stadio ancora in alto mare ad inizio di stagione, con la
prospettiva di disputare le gare interne a Trieste, all’altro
capo della Penisola, dove peraltro il Cagliari ha concluso la
stagione scorsa.
Nondimeno, il terreno del “Nereo Rocco” si è rivelato un
luogo di fatto a porte chiuse, e soprattutto a spalti deserti: di
qui la comprensibile manfrina messa in scena da Cellino e
soci, che voglio giocare in un cantiere, qual è nell’attualità
“Is Arenas”. Prefettura, Comuni, Federcalcio e Lega arrivano ad un accordo giusto a poco più di 24 ore dalla partita, e
devono ringraziare il beneplacito di quel galantuomo sportivo del nostro Presidentissimo, che acconsente a giocare nel
cantiere, beninteso a porte chiuse e con ripresa televisiva.
Giusto per ricompensare la lealtà atalantina ci spediscono un
arbitro giovane e inesperto, ma soprattutto senza talento.
Dice che si chiama Peruzzo come l’editore di enciclopedie,
e, vista la direzione di gara del sunnominato, urge regalargliene al più presto una sul giuoco del calcio, ammesso e
non concesso che il ragazzo sia in grado di comprenderla.
Costui permette un comportamento gaglioffo della difesa
isolana, che scalcia e scazzotta di brutto, mettendoci fuori
uso dopo 30 minuti Schelotto.
In compenso il Giovin Signore fischia nel giro di 5 (cinque)
minuti 2 (due) rigori ai rossoblù. Larrivey si fa parare il
primo dallo strepitoso Consigli, mentre il secondo tocca a
Conti farselo parare. Girano ancora parecchie ruggini, ma la
grinta è superiore a quella dell’esordio, e consente ai nostri
ragazzi di mantenere una condotta da Atalanta D.O.C.. Tiene
botta fieramente la difesa nerazzurra, ma l’attacco non è da
meno, e lo dimostra Denis con il gol del vantaggio a nove
minuti dal termine. Sembra fatta.
Sembra, appunto, perché nel recupero tocca allo svedese
Ekdahl siglare il definitivo pareggio. Si muove la classifica,
ma siamo ancora sottozero. Se si continua cos, però,ì possiamo dormire tra due guanciali.
Ed in un posto che ricordava il cantiere di via Paal, conteso
dalle bande adolescenti nella Budapest di un secolo fa, i veri
eroi sono stati i nostri ragazzi.
La Fondazione A.J. Zaninoni è stata istituita il 1° maggio 2000 per
ricordare e dare continuità alla
figura di Angelo Jack Zaninoni,
imprenditore tessile. Suoi ambiti
di intervento sono il lavoro, la formazione e le pari opportunità, con
lo scopo di contribuire alla formazione di cittadine e cittadini consapevoli, non conformisti e socievoli. La Fondazione è impegnata a promuovere la diffusione della cultura del lavoro, anche
nella sua accezione più ampia di progetto di vita; a studiare
i trend dell’economia, approfondendone le dinamiche; ad
analizzare i meccanismi del mercato del lavoro, la sua complessità ed i suoi processi; a favorire opportunità equivalenti
e percorsi tendenti alla parità. Organizza convegni e seminari,
eroga borse di studio, contributi e sponsorizzazioni ad attività
di altri enti. Edita I Quaderni in cui pubblica gli atti dei convegni, ricerche e documenti attinenti i suoi scopi istituzionali.
Per maggiori informazioni: www.fondazionezaninoni.org
Chi fosse interessato a ricevere gli inviti ai convegni e le pubblicazioni può inviare una mail con nominativo e indirizzo a:
[email protected]
Araberara - 14 Settembre 2012
6
L’ON. NUNZIANTE CONSIGLIO, L’ORGANIZZATORE “POLITICO”
La Berghem fest
HA SEGNATO L’ANNO ZERO
La LEGA 2.0 riparte dai barbari sognanti
Alleanze condizionate dalla legge elettorale
PIERO BONICELLI
La Lega è viva. “E se non ci fosse, resterebbe –vuoto- un grande
spazio per la questione settentrionale”. L’On. Nunziante Consiglio da 6 anni è l’organizzatore “politico” della Berghem Fest, che è
arrivata quest’anno (dal 23 agosto al 2 settembre) alla 23ª edizione
in quel di Alzano. Una festa bergamasca che travalica i confini.
Tutti aspettano, per comprendere qualcosa della Lega, proprio gli
appuntamenti bergamaschi.
Più avanti c’è l’edizione invernale della Berghem frecc, che
lo scorso anno è emigrata da Villa d’Ogna ad Albino mentre per
quest’anno… “Quest’anno non è ancora stato deciso dove avverrà,
è deciso il quando, come nelle due precedenti edizioni sarà dal 27
al 29 dicembre.
Roberto Maroni, lo scorso anno, è rimasto impressionato da questa festa e vorrebbe trasformarla in una festa federale”.
“Federale” significa –nazionale-, quindi non solo della Lega di
Bergamo, non solo della Lega Lombarda, ma di tutto il movimento.
Quest’anno, proprio per il tuo incarico di organizzatore della parte politica, in collaborazione con Roberto Pedretti, catapultato in
Valle Seriana a fare da commissario di Circoscrizione, c’era molta
curiosità. Era la prima festa di grande risonanza del dopo Bossi e
del dopo scandali, situazioni che avevano spoetizzato gran parte
dei militanti. Quindi il successo era condizionato. C’è stato?
“C’è il brend, il marchio della manifestazione che catalizza persone dalla provincia e anche oltre la bergamasca, gente che balla,
mangia, s’incontra e a volte si scontra e viene proprio per seguire i
dibattiti proposti. Dibattiti aperti. Io li ho voluti proprio con questo
taglio, ritengo sia inutile trovarsi esclusivamente tra noi, finendo
per –cantarcela e suonarcela- in esclusiva. Ipotizza un club di milanisti che ospita un rappresentante interista, vuoi mettere l’interesse? Così anche da noi! In questo modo si possono valutare i punti
di vista e si evidenziano le differenze di posizione e di scelte.
Le nostre posizioni, proprio perché messe a confronto con altri,
ne risultano valorizzate”.
Quest’anno a te si chiedeva una sorta di attenzione “particolare”:
sbagliare nella scelta degli ospiti poteva significare consegnare segnali sbagliati, anche sulle future alleanze e sugli equilibri interni
al movimento.
“Infatti è stata una sorta di Berghem Fest anno zero: è cambiato
il segretario federale (da Bossi a Maroni) e il Movimento rappresentava la Lega del dopo…. Io ho cercato e voluto interpretare le
esigenze e le curiosità dei militanti. Per inciso, voglio evidenziare
che in bergamasca non ci siamo limitati a questo unico evento, esistono ben 33 feste leghiste che si sono tenute e che ancora sono
in corso di svolgimento nella nostra provincia. La Berghem Fest
voleva essere il segnale del cambiamento, intercettando la voglia
e l’esigenza di riscatto. Non essendo più al Governo, bensì all’opposizione, non avevamo obblighi nella scelta dei partner, quindi
ho pensato di escludere, per principio, tutti i segretari di partito,
con lo scopo di evitare la possibilità di far giungere dare segnali
sbagliati. Sono stati invitate personaggi di spessore, organizzando
un confronto sulla legge elettorale che ha visto riuniti sullo stesso
palco, il nostro amato e preparatissimo Roberto Calderoli, con
calibri e pesi massimi quali Gaetano Quagliariello del Pdl e Vannino Chiti del Pd. Diversa invece, la serata con Vittorio Feltri
in un ‘tu per tu’ con Roberto Maroni. Non si è trattato di una
semplice intervista, bensì di un confronto di idee. Parliamo poi della presenza di personaggi come il Presidente della Commissione
Bilancio alla Camera Giancarlo Giorgetti e Matteo Salvini, il
precedente e l’attuale segretario nazionale della Lega Lombarda.
Poi, gli interventi dei tre Governatori, Luca Zaia (Veneto), Roberto Cota (Piemonte) e per la Lombardia Andrea Gibelli, vicepresidente della Regione. Ricordiamo la presenza di Giacomo Stucchi
, nuovo Vice Segretario Federale, l’intervento di Ettore Pirovano
Presidente della Provincia di Bergamo, la presenza e il sostegno
di Cristian Invernizzi Segretario Provinciale e infine la costante
attenzione e presenza del padrone di casa, Sindaco di Alzano Lombardo, Roberto Anelli. Possiamo dire di aver avuto di tutto e anche
di più, assegnando sempre il dovuto spazio alle serate a tema, una
tra tutte quella degli amministratori locali, ben 50 tra sindaci e
assessori che si sono succeduti sul parco, …”.
Passiamo dal palco alla platea, all’elettorato, ai militanti. Il pericolo era proprio che dalla platea venisse la contestazione, il disamore per i vertici del movimento. “Si, possiamo dire si sia trattata
di una -prova del nove-. Nonostante qualche mass media non abbia svolto un lavoro corretto, abbiamo avuto un ottimo riscontro
di presenze…I militanti sono la nostra forza, sono il sostegno e la
spinta a continuare a lavorare, spronano, riprendono, chiedono
conto del nostro lavoro per il territorio e per il movimento… perché loro lavorano sodo, sono presenti, pagano in prima persona
di tutto quel che accade dentro e fuori il Movimento. Voglio sia
chiaro che senza i militanti e tutti coloro che credono nella Lega,
nulla di quel che andiamo facendo e che faremo ha un senso. Significherebbe essere privati dell’energia, quella vera, quella che
assegna il valore e la ragione alle scelte da operare. ”. La domanda
era più maliziosa, quella che si facevano tutti i giornalisti venuti
per gustarsi scontri aperti tra cerchisti e barbari sognanti,
bossiani e maroniani. “Scontri? Non c’è stato nulla di
ciò!” Nella nostra bergamasca, per simili problematiche
non c’è più storia! Guardiamo avanti.”. Da qui l’assenza
della deputata “cerchista” Carolina Lussana. “Diciamo
che non è stata rilevata la Sua assenza, evidentemente
una sua scelta”.
E quindi Bossi in una delle prime serate e Maroni a
chiudere, come dire il prima e il dopo? “Per Bossi abbiamo organizzato una sorpresa. E’ salito sul palco con
Calderoli e con me e prima che qualcuno parlasse, si è
sentita in lontananza la prima cornamusa, poi le altre e
i baghécc, un gruppo di Ranica. Bossi ha apprezzato e
si è commosso. Poi ha parlato per due ore e si è finito
cantando e suonando ‘Noter de Berghem’, un trionfo per
noi e per i presenti”.
Sì ma adesso c’è un’altra Lega, quella che chiamano
la Lega 2.0. “Un passaggio necessario dopo quanto accaduto all’interno del movimento. Si e’ voluto misurare
il vero significato dell’essere e rimanere leghisti, perché
anche considerando che La Lega possa “passare”, il
problema settentrionale e la questione Nord resta, con
tutte le sue difficoltà e senza Lega, mi ripeto si genererebbe un vuoto, che io ritengo incolmabile. Solo la Lega
può essere risolutiva di questa questione!”.
Se prima avevate la maggioranza, adesso siete da
soli… Si è posto il problema delle alleanze? “Maroni ha
detto chiaramente che ad oggi non ci sono i presupposti
per tornare ad un’alleanza col Pdl che sostiene il governo Monti…”. Escludendo ad occhio che vi mettiate con
Di Pietro o Vendola, bisognerà tornare ad allearvi con
qualcuno, anche se ha sostenuto Monti… A meno che vi
accontentiate di un ritorno di Berlusconi che magari vi
dice che lui con Monti non è mai stato, essendoci Alfano… “Berlusconi fa parte di un passato…complesso. Le
alleanze si misureranno sulla scorta della loro effettiva
necessità oltre che delle eventuali sintonie rispetto alla
questione settentrionale”. Necessità in che senso? “Molto dipende dalla legge elettorale. Se si torna ai Collegi è
evidente che le alleanze si rendono indispensabili, se la
legge resta così com’è, più probabile che la Lega corra
da sola”.
Tu sei deputato e senti che aria tira. La si cambia o
no, la legge elettorale? “Tutti dicono di volerlo fare ma
tutti pensano a una legge che li favorisca, che ottimizzi
i vantaggi per il proprio partito creando svantaggi agli
avversari”.
Torniamo in bergamasca. Voi guidate la Provincia e
quanti Comuni? “Una sessantina e non è male, su un
totale di 244. Nelle ultime elezioni comunali abbiamo
pagato il correre da soli, in alcuni Comuni abbiamo
perso con percentuali intorno al 40%”. Ed è una Lega
quasi tutta targata Maroni. “Prima di essere Maroniani
siamo Leghisti”. Calderoli sembra un po’ sacrificato, era
uno dei potenziali successori di Bossi… “Calderoli , a
braccetto con Maroni, garantisce l’ottimizzazione della
sua ventennale esperienza nei meccanismi romani, dove
è difficile districarsi”.
Il tuo futuro? “Ci sono momenti nella storia in cui i
dirigenti devono prendere decisioni nette per salvare
l’azienda e nel nostro caso un partito, valutando chi è
più utile alla causa. Se verrò considerato utile sarò candidato, spero di aver fatto il possibile per rispondere alle
esigenze e richieste del territorio, ponendo tutto il mio
impegno e la mia energia. Io sono a disposizione del
Movimento, comunque le decisioni sono del Direttivo
Nazionale e dello stesso Moroni”.
Maroni, Salvini, lo stesso Bossi hanno radici giovanili
nella sinistra, addirittura in quella estrema. La Lega sta
per riposizionarsi? “Difficile spostare dal centro il Movimento. Al momento opportuno si decideranno i compagni di viaggio e Berlusconi ha troppi parlamentari
del sud… Servirebbe un nuovo coordinatore di centrodestra”. Quindi nemmeno Alfano? “Nessun pregiudizio, ha
un ottimo rapporto con Maroni, erano Ministro durante
il precedente Governo ed hanno lavorato insieme”.
Ma non vi fa sognare e voi siete per definizione “barbari sognanti”. Ho letto che Maroni ha fatto il nome
della senatrice del Pd Anna Finocchiaro, che ha avuto
parole di elogio per Matteo Renzi, due indizi di quello
che si sospetta sia uno spostamento a sinistra. “Possono
significare molte cose, da semplici provocazioni a prese
di pozione per destabilizzare gli avversari. Lodare Renzi
significa non dare credito a Bersani e comunque, di fatto,
la Finocchiaro resta un’ottimo rappresentante politico,
seppur avversario”.
Mi pare di capire che al fine aspettate il “sogno” giusto!
7
LA GIUNTA DI BERGAMO CON UN ASSESSORE IN MENO
Tentorio: Moro non viene sostituito
Malumori in Pdl tra gli aspiranti
Nessuna sostituzione. Si mettano tutti il cuore in pace,
almeno per ora, le correnti e correntine di quel che resta
del PDL bergamasco. Le dimissioni di Marcello Moro da
assessore a Bergamo non metteranno in pista nessun altro
che lo sostituisca. Il sindaco Franco Tentorio stoppa tutte le illazioni e stanco di essere tirato per la giacca dai vari
gruppi interni decide che 11 assessori possono bastare.
Nessun rimpasto di giunta come invece qualcuno si augurava: “Nelle ultime settimane – commenta un addetto ai
lavori – si era creata una lotta interna per accaparrarsi il
posto di Marcello Moro, appena si è saputa la notizia delle sue dimissioni le varie correnti hanno cominciato a fare
pressioni sul sindaco, a dare indicazioni sui vari nomi possibili per sostituirlo col rischio di avviare una nuova bega
interna al partito che Tentorio ha preferito non rischiare”.
Tentorio accoglie così la proposta del segretario provinciale Angelo Capelli, proposta non ufficiale chiaramente ma
che Capelli aveva fatto capire con dichiarazioni nei giorni
scorsi “Moro non si sostituisce”, Moro che aveva avuto un
ruolo decisamente importante nella vittoria a segretario di
Capelli assieme al gruppo della Compagnia delle Opere. Si
riparte così da una giunta a 11 anche se i bene informati
fanno sapere che i vari gruppi non rinunceranno a tirare
per la giacca Tentorio per fargli cambiare idea.
Marcello Moro
Franco Tentorio
Angelo Capelli
Bergamo
I RAGAZZI DELLA VIA PAAL
Araberara - 14 Settembre 2012
C lusone
LA LETTERA
l’Hotel Europa:
il 19° negli ultimi anni
Gentile redazione
30 settembre, chiude
l’Hotel Europa, 82 camere. Ma negli ultimi
35 anni hanno chiuso a
Clusone: Biffi, Torre, Impero, Croce d’Oro, Sole,
San Marco, Centrale Tonolini, Gamberino, Trattoria del Riposo, Erika,
Ristorante Terminus, Ristorante Giardinetto, Grande
Albergo Reale, Pilato, Gioba, Aquiletta, il Botteghino,
Park Hotel. E appena prima: Grand Hotel Barsazia
ora Mascherone, Albergo Sella di Senda ora famiglia
Benzoni ed ex Albergo Rondinella ora Kiko profumeria. Dove va Clusone? A ramengo. Qui c’è da riscrivere
la storia di Clusone. No treno. No Alberghi. No centro
commerciale. La miseria nera! Saluti.
Una voce storica della ‘città di Clusone’
* * *
(p.b.) Altro che nuovi Hotel a cinque stelle sulla Collina S. Giorgio. Leggete l’elenco, che può addirittura
essere incompleto, di questa “voce storica” che ci ha inviato la lettera, dei grandi nomi di alberghi e ristoranti
che negli ultimi decenni hanno chiuso a Clusone. Una
morìa impressionante per una città che ancora si sta
parlando addosso di turismo. La chiusura dell’Hotel
Europa a fine mese era una notizia annunciata, l’avevamo paventata e annunciata come possibile addirittura due anni fa, poi le cose tra proprietario e gestore
si erano aggiustate, adesso sono arrivate al capolinea. L’Hotel Europa segue di pochi anni la chiusura
dell’Hotel Erica, tanto per stare in città e non andare in
periferia. Alcuni dei nomi storici di questi alberghi (cui
andrebbero aggiunti quelli in Pineta, alle “Terme”),
erano legati all’arrivo sull’altopiano della ferrovia. La
sua soppressione ha mandato all’aria sogni di gloria
sull’indotto. Che ci sia bisogno di un ripensamento generale sulle strutture di accoglienza in città è evidente. Ma chi ha testa per un “ripensamento” del genere
nell’attuale panorama amministrativo?
COMPAGNIA CARABINIERI
Cambia il Comandante
Il capitano Luigi Miele, comandante della Compagnia dei carabinieri di Clusone ha lasciato il paese baradello per la nuova destinazione, assegnato
alla Compagnia di Rende (Cosenza). Il giovane
capitano, 33 anni, originario di Torre del Greco,
era a Clusone da 4 anni. Lo sostituirà il capitano
Diego Lasagni che attualmente è a Vercelli e che
prenderà servizio a fine mese.
Mesi autunnali
Specialità di lumache
Dal lunedì al venerdì
a mezzogiorno
MENU FISSO
A PARTIRE
DA 8 EURO
Via S. Defendente, 67
24023 CLUSONE - Tel. 0346 25215
» ARCIPRETE EMERITO:
UFFICIALMENTE PER MOTIVI DI SALUTE
MONS. RECANATI
HA LASCIATO CLUSONE
LA FIRMA IN REGIONE PER LA SEDE ASL, AVIS, SERVIZI SOCIALI
Arriva 1 milione e 800 mila euro
La Regione dà l’ok il 19 settembre
La delibera della Giunta dovrebbe
esserci il 19 settembre, proprio il giorno in cui Paolo Olini ha convocato il
Consiglio comunale. Se la mattina in
Regione le cose vanno come dovrebbero, potrà annunciare in Consiglio
comunale di aver spuntato il finanziamento di 1 milione e 800 mila euro
per la ristrutturazione dei tre piani
della parte dell’ex S. Biagio (ospedale) quelli del Pronto Soccorso, dove
verranno posizionate la sede dell’ASL,
trasferendola dalla palazzina rossa di
Sant’Anna, oltre alla sede dei Servizi
sociali di cui Clusone dovrebbe essere capofila passando la gestione al
Sant’Andrea (ma siamo in alto mare,
con preoccupazione da parte della Co-
munità Montana che cessa il servizio
il 31 dicembre) e poi anche la sede
dell’Avis. Resta sullo sfondo la richiesta di chiarimenti delle minoranze:
attualmente l’ASL paga al Comune
per la palazzina rossa un affitto di 50
mila euro l’anno. Si sa che l’ASL entrerà nella nuova sede, liberando la
palazzina rossa che potrà essere messa (di nuovo) sul mercato, a condizione di avere la sede gratis. Per quanti
anni. Le minoranze fanno i conti, “se
la convenzione che si stipulerà sarà
“solo” per dieci anni ci può stare, ma
se fosse per… 99 anni allora Clusone
ci perde e molto”. Non rovinate la festa
di Olini che registra il primo successo
della sua carriera di Sindaco. Portare
LA MAGGIORANZA
IL PIATTO PIANGE:
aumento Imu? No,
meglio anticipo oneri
La maggioranza non riesce a far quadrare i conti. Nella ricognizione sugli equilibri di bilancio che va fatta in Consiglio entro il 30 settembre (prossimo Consiglio comunale il 19 settembre) la maggioranza ha preso atto che il bilancio ha un buco,
che così stando le cose si rischia di sforare di nuovo il Patto
di stabilità, che la penalizzazione quest’anno torna ad essere
pesantissima (taglio dei trasferimenti statali pari al buco di bilancio). E allora? La prima proposta è stata quella della via più
sicura e più breve: aumentiamo le aliquote IMU. Sollevamento
di scudi tra i consiglieri che nel programma elettorale avevano
promesso di abbassare le imposte, non certo di alzarle. Gli uffici di ragioneria hanno portato le loro preoccupazioni, se non
si fa qualcosa il Patto di stabilità viene sforato. Di quanto non è
ancora possibile dirlo, ma ci sono tre mesi per salvarsi. Ed ecco
l’idea: cerchiamo di farci anticipare gli oneri di urbanizzazione
che devono arrivare dal Piano Integrato Testa. Perché mai il
titolare dovrebbe anticipare soldi? Perché avrebbe la necessità
di posizionare, per partire con i lavori, una gru sul terreno della
scuola media. Il Dirigente scolastico avrebbe dato l’ok a condizione che ci sia un Piano di sicurezza, ci sono i bambini di
mezzo. E il dilemma dell’amministrazione sarebbe, oltre a far
pagare l’occupazione di suolo pubblico, farsi appunto anticipare gli oneri, sanare il bilancio per quest’anno (l’anno prossimo
si vedrà) in cambio della concessione di quella porzione di terreno dove posizionare la gru.
a casa di questi tempi quasi 2 milioni
di euro è un successo politico. Che già
viene spartito tra i… partiti di riferimento in Regione.
Olini è in quota Lega ma si sa che
la Lega non l’ha mai amato. A maggio,
quando gli balenò l’idea di nominare assessore esterno un personaggio
“suggerito” da una parte di Pdl la
Lega baradella lo stoppò e impose la
soluzione di Luigi Mangili come un
commissario non dichiarato per sorvegliare quel sindaco anomalo, amico di
un fuoriuscito (dalla Lega) come Carlo
Caffi. E allora a chi va il merito di aver
portato a Clusone quel milione e 800
mila euro? “A noi!” (ognuno su quel
“noi” può metterci la firma).
IL CASO
Asfaltata
la strada
“sbagliata”
Sbagliata l’asfaltatura, si asfalta un tratto di Via Roma asfaltato pochi anni
fa, ancora in buone condizioni. Più sotto, sempre in Via Roma, il vialone
che sale dalla Stazione verso le Scuole, aveva invece un tratto dissestato
con bisogno urgente di intervento. Ora succede che la Provincia
finanzia il Comune di Clusone
per l’asfaltatura di Via Sacchini.
Avanzano dei soldi e il Comune
di Clusone decide di utilizzare il
rimanente per asfaltare giusto un
tratto malridotto di Via Roma. Il
responsabile dell’ufficio Arch.
Livio Testa è in vacanza. I lavori, complementari a quelli di
Via Sacchini, una viuzza che si
stacca da Via S. Lucio e attraversa parallela alla tangenziale per
sfociare in Via S. Alessandro,
via molto utilizzata per arrivare in tangenziale, vengono eseguiti. Solo che
nessuno dà le indicazioni giuste all’impresa che asfalta il tratto finale di Via
Roma, quello in buone condizioni. Torna l’arch. Testa e va a dare un’occhiata e naturalmente si accorge dell’errore. Troppo tardi. Si è asfaltato (di
nuovo) il tratto buono, lasciando com’era e com’è quello da asfaltare. Soldi
buttati per terra. L’assessore ai Lavori Pubblici? E’ ad interim. Insomma è il
Sindaco Paolo Olini.
CLUSONE – LA SEGNALAZIONE
Sulla ciclopedonale per Rovetta
Senza barriere il punto più alto
La segnalazione arriva in
redazione, andate a vedere
la ciclopedonale per Rovetta.
Passiamo con i bambini in
bicicletta e proprio nel punto
in cui c’è una piccola curva
e comincia il tratto più alto
rispetto alla provinciale, non
c’è più la barriera, hanno
messo delle piantine per una
futura siepe, ma adesso non c’è protezione. Andiamo a vedere
il tratto della ciclopedonale. Siamo sul territorio di Clusone.
Dopo un primo tratto (dall’inizio vicino al “ponte”) con tanto di barriere ben fatte, ferro e legno, all’improvviso c’è una
piccola curva che gira verso la provinciale e poi riprende in
rettilineo. Qui nella parte a monte c’è una recinzione, prima
dei semplici paletti di ferro, poi una vera e propria rete che
delimita una proprietà privata. Ma a parte l’asfalto già rovinato da crepe di cedimento che non facilita certo il passaggio
in sicurezza dei ciclisti e nemmeno dei pedoni disattenti, la
barriera s’interrompe per
un lungo tratto, sostituita
effettivamente da pianticelle di una siepe che in futuro
forse sarà una protezione,
ma adesso sicuramente non
lo è. Ma cosa è successo? Ce
lo racconta uno che ci garantisce che l’informazione è di
fonte sicura. “E’ successo che
l’impresa che posizionava la barriera arrivata in quel punto
non poteva più operare con la macchina che posava i paletti
in ferro della barriera, insomma la macchina non riusciva
a… girare per via della recinzione. L’amministrazione comunale non è stata in grado di trovare un accordo con il privato
che ha la proprietà del terreno recintato e quindi si è ripiegato
sulla posa della siepe”. Mentre fotografiamo i passanti ci fanno notare il pericolo, “Siamo nel tratto più alto rispetto alla
strada sottostante, se un bambino sbanda con la bicicletta va
dritto a precipitare sul provinciale”.
Araberara - 14 Settembre 2012
8
Mons. Alessandro Recanati ha lasciato Clusone il 4 settembre scorso. Se ne è andato in sordina, senza clamori, come è nel suo stile, martedì
4 settembre per trasferirsi definitivamente in una
località vicina ai suoi parenti, le motivazioni ufficiali parlano di difficoltà nella gestione delle
sue attività per le ormai precarie condizioni di
salute e così si sarebbe trasferito dai parenti che
risiedono però lontano da Clusone. Chi gli vuole
bene avrebbe preferito che rimanesse più vicino
a Clusone dove è rimasto per ben 20 anni (13 da
Arciprete). Monsignor Alessandro Recanati sarà
ricordato per il recupero dei giganteschi restauri
della Basilica dei Disciplini e della Casa Parroc-
chiale e per aver portato le cosiddette Missioni
casa per casa.
***
E così uno dei due “arcipreti emeriti” (l’altro
è Mons. Giacomo Panfilo) ha lasciato Clusone.
In questi anni Mons. Recanati aveva conservato
una sorta di incarico da “economo” della parrocchia. Grandi opere di restauro che hanno però
compromesso il bilancio.
Da qui l’esigenza di vendere il complesso delle ex Canossiane, poco sotto la Basilica, a ridosso di Piazza dell’Orologio. Operazione che però
non è ancora andata in porto per la differenza tra
domanda (intorno ai 6 milioni) e offerta (l’unica
LA LISTA CIVICA
Il silenzio della
maggioranza su...
Asilo, distributore,
farmacia comunale,
scuola alberghiera,
palazzetto dello sport
INDISCREZIONE
Lombardini
vende il Mirage?
Sei supermercati
per Clusone?
La notizia è trapelata nei giorni scorsi e mentre
andiamo in stampa non ha conferme.
Il Gruppo Lombardini, titolare del Piano Integrato
Mirage, mai partito, avrebbe venduto il tutto alla
Conad che nella zona andrebbe quindi a realizzare
quel supermercato che Lombardini intendeva
realizzare spostando il “Pellicano” dalla vicinanza
troppo stretta con il Sermark in zona “giardinetto”.
Ma adesso con il Piano del supermercato Testa che
ha avuto il via libera per la sua ristrutturazione,
il gomito a gomito del futuro Conad diventa con lo
storico supermercato baradello. Domanda: il Pellicano
resterebbe e si avrebbe il quinto (o sesto dopo l’ex
Bosio Lina) supermercato alimentare di Clusone o
verrebbe inglobato?
L’operazione compromette lo standard di qualità del
Palazzetto dello Sport. La convenzione esistente per
il Palazzetto comprende i Piani Integrati di Collina
S. Giorgio di Ezio Maringoni (mai partito col il mega
albergo) e il gruppo Lombardini con due interventi,
quello dell’ex cinema Mirage e dell’ex Bosio Lina.
Sono fideiussori solidali, se uno non parte, quello
che vuole realizzare l’opera deve pagare per tutti?
Quindi da due gli interlocutori del Comune diventano
tre. Hanno dieci anni di tempo per farlo ma prima di
realizzare qualsiasi opera bisogna onorare l’impegno
dello standard di qualità, vale a dire il palazzetto. Ma
lo vuole ancora il Comune quel palazzetto previsto
in convenzione e nel programma elettorale? E poi, se
Maringoni come pare non è più intenzionato a fare il
mega albergo e l’ex Bosio Lina resta ferma, la Conad
si assume l’onere dello standard di qualità, vale a dire
il palazzetto dello Sport?
Oppure si rinegozia e la Conad paga solo
in proporzione al suo intervento, Maringoni
permettendo? Per quale opera non potendo realizzare
il Palazzetto e dimensionando la spesa su un terzo
della cifra prevista attualmente?
E poi c’è una convenzione da cambiare. Le
trattative diventano complesse, tre interlocutori
invece di due, ma con uno che sembra aver
abbandonato l’idea di realizzare l’opera (Collina S.
Giorgio) e Lombardini che si limita all’ex Bosio Lina.
E cosa farà l’arch. Gianni Baretti progettista dei
Piani Integrati del Mirage, di Collina S. Giorgio, della
ex Bosio Lina e perfino dello standard di qualità, vale
a dire il contestato progetto del Palazzetto dello Sport
(contestato dalla maggioranza ai tempi di Carlo Caffi
come sovradimensionato)?
E Infine trattative al rialzo o al ribasso per il
Comune, scavalcato dagli eventi?
arrivata è intorno ai 3 milioni). Tre milioni non
basterebbero a sanare il deficit (quasi 4 milioni)
e non si può neppure svendere perché poi per
trovare anche solo il milione mancante non ci
sarebbero alternative alle “offerte”. Quindi tanto vale aspettare che il mercato riprenda. Da qui
le difficoltà sull’operazione Asilo una volta che
partissero i lavori: un conto è la fideiussione, un
conto è sborsare soldi veri con gli stati di avanzamento dei lavori. L’affare Canossiane resterebbe
quindi l’occasione per non solo sanare il bilancio
parrocchiale ma anche avere un gruzzolo per il
futuro. Mons. Giuliano Borlini viene inviato a
Clusone per risolvere anche questa questione fi-
nanziaria. Che c’entra con la partenza di Mons.
Recanati? Una lettura forse più maliziosa della
sua improvvisa decisione indica in una delle ragioni per cui Mons. Recanati ha lasciato Clusone
anche quella di togliere dall’imbarazzo il nuovo
Arciprete che avrebbe dovuto in qualche modo
non rinnovargli la delega alle “finanze”. Insomma, prima della “revoca” dell’incarico, me ne
vado. Ma c’è evidentemente la ragione della salute precaria: Mons. Recanati si sta riprendendo
faticosamente da un intervento chirurgico e quindi, bisognoso di assistenza, ha lasciato Clusone
per avere l’assistenza dei suoi cari. A volte un
motivo rafforza l’altro.
“Qui non si sa più niente. Abbiamo presentato dei progetti alternativi sull’Asilo, molto migliorativi. Nemmeno ci hanno risposto. Sappiamo che ne hanno discusso tra di loro. A quelli
pubblicati da Araberara all’inizio di agosto ne
avevamo aggiunto uno che migliorava di molto
l’attuale progetto preliminare. Prevede una palestra polifunzionale sfruttando il dislivello del
terreno che arriva a 2,80 metri. Quindi palestra
interrata parzialmente con sopra il giardino, liberando spazi. Certo ci sarebbero costi aggiuntivi ma l’Asilo lo si costruisce una volta sola, una
ogni secolo perlomeno”.
Francesco Moioli ed Enrico Scandella vogliono sottolineare che non è vera la versione
della maggioranza secondo cui la presidente
del Cda del “Clara Maffei” avrebbe “scaricato”
i loro progetti alternativi. “E’ falso, totalmente
falso, Loredana Scaramozzino appoggiava la
nostra iniziativa, ma come presidente ha dovuto mediare. Non possiamo essere additati come
quelli che hanno impedito o rallentato l’Asilo,
sono altri che lo fanno”. Ma i vostri progetti
sono stati definiti “interessanti” da un componente la maggioranza. “A noi non hanno detto
nulla. Abbiamo saputo che la palestra interrata
(quella attuale prevista è sottodimensionata) non
avrebbe i criteri di luminosità e aerazione… ma
allora la palestra delle elementari che è messa
peggio? Ci sono accorgimenti tecnici per tutto.
Solo che, è inutile girarci attorno, vogliono fare
un Asilo che costi il meno possibile. Ma siamo
fermi al progetto preliminare. Quella che avete
chiamato la ‘Lady di ferro’ (il vicesindaco Antonella Luzzana) che aveva fatto un cronoprogramma prevedendo a ottobre l’appalto dei lavori, non ha praticamente ottenuto nulla”. E a
proposito del vicesindaco, resta in sospeso anche
la vicenda dei servizi sociali: “Dal 1 gennaio la
Comunità Montana lascia il servizio, a chi tocca,
al Comune capofila, a Clusone, con la gestione
al Sant’Andrea che non è ancora Fondazione?
Qui non si sa più nulla: non si sa nulla dell’Asilo
e noi chiederemo di visionare il progetto preliminare in Consiglio, non si sa più nulla del famoso
distributore di benzina, non si sa più nulla della farmacia comunale, non si sa più nulla della
scuola alberghiera, non si sa più nulla del palazzetto dello sport. I cittadini di Clusone dubitano
di avere un Sindaco e una maggioranza…”.
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C lusone
CHIUDE
Araberara - 14 Settembre 2012
Araberara - 14 Settembre 2012
AltaValle
Seriana
INTERVENTO
PAOLO LOCATELLI
Ci risiamo. Al peggio non c’è mai fine. Inserita tra le
varie cose su l’Eco è apparsa una terribile notizia. Di
nuovo si parla di estrarre l’uranio da Novazza. Di nuovo
gli australiani. Di nuovo il sig. De Angelis.
Subito un amministratore per la precisione il sindaco
di Gorno, non ha detto un fermo no a questa idiozia. Ha
detto più o meno così: vedremo se ci saranno ricadute
sul territorio e se si rispetterà l’ambiente perchè no.
Perchè no?!? Ebbene, se vogliamo rispettare l’ambiente in tema di uranio la cosa migliore da fare è lasciarlo
dove è. Fine della storia: e per favore non cercate di fregarci di nuovo sciacquandovi la bocca con parole come
rispetto dell’ambiente e poi fate gli affari vostri. Chi
comanda è il dio denaro e non la Natura. Purtroppo. E
non dimentichiamo che noi siamo Natura. Terra siamo
e Terra torneremo ad essere.
Inoltre facendoci allettare dall’uranio dimostriamo
proprio di essere un paese sottosviluppato. Ed i motivi
sono due sostanzialmente: siamo il Paese che potrebbe
soddisfare il proprio fabbisogno energetico con le energie rinnovabili e proprio come un Paese del Terzo Mondo permettiamo che venga chiunque e ci depredi delle
nostre risorse in cambio di due posti di lavoro e qualche
briciola.
Non eravamo padroni a casa nostra? Che tristezza.
Che vergogna. Abbiamo dibattuto per giorni e gironi,
direi stiamo dibattendo da anni sulla forma di turismo
migliore per le nostre valli ed ora ecco il macigno. Biso-
gna dirlo forte e chiaro e tutti ne dobbiamo essere coscienti: se venisse veramente estratto Uranio a Novazza
non solo la zona rischia di essere militarizzata data l’importanza strategica di questa risorsa a livello militare e
mondiale.
Rischiamo anche che la Provincia di Bergamo non divenga più meta di alcun turista: dalla Val di Scalve alla
Valle Imagna attraversando tutto il nostro amato arco
prealpino soffriremmo economicamente del fatto che
nessuno più sarebbe disposto a venire in vacanza a Bergamo “dove si estrae Uranio ed il livello di radioattività
è oltre i limiti”.
Chi sarebbero i pazzi che per camminare in montagna andrebbero a Valcanale o a sciare agli Spiazzi per
esempio?
Nel 2006 la levata di scudi fu totale e la mobilitazione
di popolazione in primis e amministratori locali tutti costrinsero l’allora assessore all’ambiente della Regione, a
ritrattare e a rimandare per lo meno. Ed eccoci qui. Di
nuovo. Ora serve subito una presa di posizione forte da
parte degli amministratori locali: il presidente della comunità montana è proprio di Valgoglio. Chi meglio di lui
può mettersi in testa alla fila degli amministratori per
opporsi a questa imposizione radioattiva? Di fronte ad
improbabili ma possibili tentennamenti sarà di nuovo
mobilitazione dei cittadini. Ne sono certo. Per il momento sarebbe carino tirare fuori le bandiere dell’altra volta
ed esporle ai balconi.
*Referente Legambiente Bergamo
VALGOGLIO – IL CASO URANIO
ARISTEA CANINI
La parola ‘uranio’ qui risuona come fosse una grandinata
in mezzo a una giornata estiva.
Di quelle che lasciano per terra
tutto o quasi. La gente non ne
parla volentieri fuori dalle mura
di casa, che qui sono abituati a
lavarsi i panni sporchi in casa,
mica sul giornale, così ufficialmente il paese è impegnato a
salutare Don Primo Moioli che
lascia Valgoglio per Serina e ad
accogliere il nuovo parroco don
Santo Baratelli, 65 anni, attualmente parroco di Cisano. Ma
dentro, in casa, dove si lavano
davvero i panni sporchi se ne
parla, eccome se ne parla, perché Valgoglio, fazzoletto di terra umida e ruvida, di quelle che
sembrano salire scoscese fino
lassù al cielo è il paese con più
uranio nel sottosuolo d’Italia.
Il Comune di Valgoglio (600
abitanti) è composto dal capoluogo Valgoglio e due frazioni,
Novazza e Colarete. Separati e
uniti dal torrente Goglio: due
parrocchie e... mezza (Colarete
fa parte di quella di Gromo).
Un parroco per due campanili
che si guardano, da un picco all’
altro e in mezzo la forra del Goglio: sulla sinistra sta Novazza,
sulla destra Valgoglio, longeque
inferior sta Colarete. Valgoglio è la capitale lombarda (in
percentuale sulla popolazione)
dell’ edilizia: ci sono 7 grandi
società, una ogni 85 abitanti e
di contorno una decina di altre
società indipendenti, più piccole che sul mercato ci stanno
eccome. Come dire, di questo
Comune si dovrebbe parlare
per ben altre faccende: se non
fosse che è tornato alla ribalta
negli ultimi giorni per l’uranio.
Già perché sul finire degli anni
70 si aprì la miniera che scatenò
tutte le coscienze ecologiche e
le paure viscerali che portano
all’immediato ripensamento,
lasciando la miniera abbandonata. A guidare la rivolta fu un
parroco, don Osvaldo. Il bello
(o il brutto) è che quelli di Valgoglio non hanno uranio sotto i
piedi e quelli di Novazza sì.
Comunque sia, quando si ricominciò a parlarne, qualche
anno fa, il consiglio comunale di
Valgoglio aveva approvato una
delibera che sbatteva la porta in
faccia all’uranio. Che c’ è, abbondante. Se andate in giro per i
due paesi (Valgoglio conta circa
400 abitanti, Novazza 150, il resto è di Colarete) trovate pareri
contrastanti. Prevalgono i no,
non mancano i sì. Nessuno sa
esattamente di che si parla, quali
pericoli reali ci siano, dove finiscano le ‘scorie’, il vocabolo più
temuto. Nessuno sta ad aspettare
la miniera per trovare un lavoro,
di fare i ‘minatori’ non ha più
voglia nessuno, qui è, era fino
a qualche mese fa, il regno dell’
edilizia a cielo aperto, figurarsi.
Magari a scavare manderebbero gli extracomunitari disperati,
perché qui si dice che ‘a Valgoglio che non ha la prima casa ne
ha... due’.
Va beh, i furgoni partono la
mattina presto, vengono giù dai
tornanti carichi di operai e materiali, tornano la sera portando
a casa operai e titolari (parenti e
compaesani) stanchi, ma felici
di tornare a casa. La scolarità è
bassa, il tasso di passaggio dalle
medie alle superiori è sconfortante: del resto uno per andare
da Novazza o Valgoglio a Clusone (polo scolastico più vicino) deve cambiare due autobus,
per andare a Lovere tre. E oltre
di uranio Valgolio è ricco di…
acqua. Ci sono 5 dighe e di questa storia dell’uranio la gente è
stanca di sentirne parlare, per il
paese l’argomento è chiuso. Che
continuino a parlarne in Regione
se vogliono, ma qui fanno i conti senza l’oste e l’oste, che poi
è Novazza non è intenzionato a
servire uranio a nessuno. Almeno per ora.
IL CONSIGLIERE REGIONALE IDV
Sono soltanto “scorie”
di vecchie polemiche
Gabriele Sola:
“L’Italia boccia
il nucleare e
noi apriamo…
all’uranio?”
VALGOGLIO – VIAGGIO NEL PAESE
Ancora uranio? Ancora No (senza “grazie”)
ANNA CARISSONI
Sembra la mattina di una domenica qualsiasi, poca gente in
giro e qualche turista che si avvia lungo i sentieri della zona.
La notizia del rinnovato interesse di una società australiana
per la sfruttamento dell’uranio
di Novazza pare non susciti
grandi discussioni perché sono
in tanti a non avere nemmeno
voglia di parlarne.
“Io dico assolutamente di no
ad un’ipotesi del genere – afferma Vittorio Butta – e credo
che questi signori avrebbero
contro tutta la valle, non solo
noi direttamente interessati.
Del resto vorrebbe dire tornare indietro di decenni, proprio
ora che altri Paesi europei,
come la Francia, fanno dietrofront e chiudono le centrali
nucleari… Meglio sviluppare
le tecnologie per la produzioni di energia pulita, insistere
nell’educare la gente a consumarne ed a sprecarne meno,
no? Non esiste proprio riaprire
la miniera, credo che la gente
la farebbe saltare….”.
Categorici anche Giovanni
ed Andrea che vengono da Castione e che stanno avviandosi
verso il rifugio Gianpace: “ Ma
basta con questa storia – dicono quasi all’unisono – nucleare
né qui né altrove, c’è già stato
un referendum nazionale e i
risultati sono stati chiarissimi,
cosa vogliono ancora?”.
Tra le giovani amiche appena uscite dalla Messa ci sono
Anna Negroni e Valentina
Zenoni, entrambe un po’ più
possibiliste “”Perché no – dice
Anna – se servisse a risolvere la crisi economica in atto?
Certo con tutte le garanzie del
caso, il rispetto della sicurezza
delle persone e della bellezza
del nostro ambiente naturale,
sennò rischieremmo di avere
un paese deserto, qui non verrebbe più nessuno…”.
E Valentina aggiunge: “A
scuola, quando ne abbiamo
parlato, ho imparato che i rischi del nucleare riguardano
la lavorazione dell’uranio, non
la sua estrazione…E poi forse
la miniera darebbe lavoro ai
nostri giovani, io credo che
adesso anche questo non sia
più un lavoro tanto pericoloso
come lo era una volta”.
Dalla chiesa esce anche il
Sagrestano, che va di fretta,
non vuole pubblicità e mi liquida lapidario: ”Ben venga la
miniera, non è certo l’uranio
che mi spaventa, è la cattiveria
della gente che mi fa paura!”.
“Guardi, io ho avuto sia mio
padre che mio suocero impiegati lassù, alla miniera – dice una
signora di mezza età, anch’essa
chiedendo l’anonimato - abitavano poco lontani dagli impianti, facevano i guardiani e
non hanno mai avuto problemi di sorta con l’uranio, però
io dico di no ad un’eventuale
riapertura, ho una casa qui,
anche se non ci abito sempre,
penso che l’ambiente sarebbe
irrimediabilmente inquinato,
per il turismo sarebbe la fine”.
Da Novazza a Valgoglio,
dove in paese c’è poca gente
perché tanti sono saliti a Bortolotti per la solenne festa di S.
Rocchino.
Le signore che hanno comprato il pane nel negozio del
centro e si avviano verso casa
per il pranzo sembrano interessate al… mistero della partenza
del parroco, don Primo Moioli, che non ne ha comunicato la
data a nessuno, più che al problema dell’uranio di Novazza:
“Tanto – dice una di loro – se
vogliono riaprire la miniera la
riapriranno, noi non ci ascoltano e, anzi, nemmeno ci informano come si dovrebbe…”.
E un’altra rincara: “Di quello che succede dove ci sono le
centrali nucleari, Fukushima
a parte, non sappiamo mai
niente, i giornali, la radio e le
tv non ce lo dicono, ma di incidenti ne succedono eccome…
Comunque noi siamo contrarie, addio aria pulita, chissà
che inquinamento…”.
Giancarla e Michele Piantella, coniugi milanesi con la
seconda casa a Novazza, sono
venuti a Valgoglio a fare la spesa: “Siamo entrambi contrari
a quest’ipotesi di riapertura
– spiega il signor Michele che
ricorda bene anche le proteste
che provocarono 30 anni fa la fine
del “sogno nucleare” nella zona –
ormai sappiamo tutti che questo
tipo di energia è troppo rischioso
e che i danni che si porta dietro
sono irreversibili. Non si capisce
perché invece non si punta sulle
energie rinnovabili, sull’edilizia a
basso consumo energetico, insomma sulle tecnologie alternative che
in questi ultimi decenni hanno fatto
grandi passa in avanti”. “Comunque - aggiunge la signora Giancarla
– da quel che sento dire in giro mi
sembra che gli abitanti di Valgoglio
e di Novazza siano per la stragrande maggioranza contrari, staremo
a vedere, anche perché di ufficiale
finora non si è saputo nulla”.
Carlo Bassi è un pensionato
brianzolo che trascorre qui le sue
estati dal lontano 1962 perché la
famiglia della moglie ha origini
valgogliesi, si gode il sole di settembre e il giornale preferito vicino al monumento ai Caduti: “Mah,
che dire? Il progresso deve andare
avanti e del resto paesi come la
Francia, che sono in linea d’aria
poco lontani da noi, le centrali nucleari le hanno, perché non potremmo averle anche noi?
L’uranio è una risorsa importante, se ben estratto e ben lavorato – e oggi lo si può fare perché
le tecnologie sono andate avanti e
lo consentono – mi sembra giusto
cercare fonti di energia meno costose rispetto a quelle tradizionali.
Oggi siamo tutti schiavi delle multinazionali del petrolio e dobbiamo
comprare energia all’estero, non
sarebbe male poterci liberare da
questa schiavitù”.
Il Parere del Sindaco
“A tutt’oggi noi come Comune
non sappiamo nulla di ufficiale
“– esordisce il sindaco di Valgoglio Eli Pedretti – c’era stato un
contatto da parte della società australiana interessata all’uranio di
Novazza poco tempo prima del disastro di Fukushima, poi più nulla.
Credo che si tratti, più che altro,
di una strategia intesa ad avere il
permesso di effettuare ulteriori carotaggi, e poi dubito anche della re-
ale quantità di uranio presente nel
nostro sottosuolo: si vocifera di un
valore di più di un miliardo di euro,
ma da dove viene questa quantificazione? E se davvero è così, come
mai AGIP ed ENI hanno piantato
lì tutto, suo tempo? Comunque per
ora aspettiamo le prime mosse della società, il contatto della Regione
è solo la prima tappa dell’iter da
seguire.
Sì, lo so che alcuni sostengono la
riapertura della miniera come opportunità occupazionale, ma siamo
proprio sicuri che i nostri giovani
tornerebbero a fare i minatori, pur
con tutti i miglioramenti tecnologici che anche questo settore ha visto
negli ultimi decenni?
In ogni caso, qualora fossimo
contattati come Amministrazione
comunale, vorremmo avere ben
chiari i costi e i benefici, informazioni precise sulla sicurezza di
questo lavoro, sulla sicurezza degli
abitanti, sul ritorno economico che
potrebbe avere lo sfruttamento del
giacimento….Per ora so solo che
il nostro Paese non ha un Piano
Nucleare; che potremmo trovarci
nella condizione di vendere la nostra materia prima ad altri per poi
comprare energia per noi; ridurre
come gruviera il nostro territorio
dopo che abbiamo investito e stiamo investendo molto sul turismo;
rovinare un ambiente naturale
unico e prezioso come la Val Sanguigno; assistere all’abbandono ed
alla vendita – che del resto stanno
già avvenendo – di tutte le seconde
case vicine alla miniera..…Penso
anche all’enorme traffico di camion
che invaderebbe ogni giorno non
solo noi ma tutta la Val Seriana….
Insomma le perplessità sono davvero tante. Posso solo assicurare
fin d’ora che mi muoverò all’unisono con i miei cittadini, mettendo in
primo piano, anche nella mia veste
di presidente della Comunità Montana Val Seriana, la salute e l’economia di un’intera valle.
E mi lasci concludere con un sospetto che mi è sorto leggendo del
possibile ritorno delle miniere anche in Val del Riso, dove da anni si
sta lavorando all’allestimento
di musei e percorsi turistici
proprio su questo tema: non
sarà che si è trattato di una notizia-boom gonfiata ad arte dai
giornali in penuria di scoop?”
Un ex-lavoratore
delle miniere di Novazza
“Io alle miniere di Novazza
ci ho lavorato – dice Eugenio
Piffari, oggi tecnico elicotterista, nativo di Lizzola e abitante
a Clusone – e vorrei chiedere a
tutti di smettere di pronunciare
le parole “uranio, scorie”. Da
secoli nelle nostre miniere si
è estratto “minerale ferroso”
molte qualità con la desinenza
“ite”, ferro vero e proprio lo
diventa solo dopo vari trattamenti, quindi si deve parlare
di ‘minerale uranifero’ (pekblenda) e lo scarto si deve definire ‘materiale sterile’. Sterile come tutti i sassi usati per
costruire le case di Novazza,
Valgoglio, Gromo e paesi del
circondario, senza tralasciare
il territorio Valtellinese e zone
della Val Rendena ( Trentino) .
Questo per non fare terrorismo
(politico) e per smentire tutti
gli “al lupo al lupo “ a favore
dei politici di vari colori”.
Perché parla di “politici”?
“Perché sono i politici che
remano contro questo progetto, anche se sanno bene che le
nostre centrali nucleari sono
11
ferme dopo aver inghiottito
miliardi dei nostri risparmi.
Intanto comperiamo energia dai paesi che producono
con il nucleare…. I politici
dovrebbero recarsi negli stati dove i giacimenti sono già
stati sfruttati per imparare da
loro come comportarsi, cosa
richiedere, cosa imporre alle
società che intendono sfruttare i giacimenti, come si deve
procedere all’estrazione senza
sconvolgere il territorio, come
prendere ogni precauzione affinché durante e a fine lavori
venga ripristinato e mantenuto
un adeguato rispetto del territorio e dell’ecosistema.
Qualcuno di loro ha detto
che si rovinerebbe l’identità
turistica della Valle. Ma dove
vivono questi signori? L’hotel
Europa chiude proprio nella
ridente e ‘turistica’ Clusone!
Perché non si spingono almeno
nella Valle del Riso o a Gromo,
per non dire Lizzola dove siamo al lumicino, e da lassù allargano lo sguardo anche sulle
altre Valli prealpine?
Dopo lo scorso inverno senza neve, perché non vanno a visionare i bilanci delle stazioni
invernali? Con quale coraggio
parlano di ‘vocazione turistica’? Il turismo sopravvive solo
grazie a qualche tenace iniziativa privata, senza un adeguato
sostegno politico culturale.
Dunque, secondo lei, è sbagliato dire di no alla riapertura
della miniera?
“Il giacimento di Novazza
è una grande opportunità, per
noi e per l’Italia. E’ impensabile che in periodi di grande corsa alle energie si pensi di buttare questa risorsa alle ortiche
o che l’uranio resti lì in eterno,
anche perché in loco si è già
speso molto per predisporre
l’estrazione. Il banco è stato
circoscritto e si sono quantificate le reali quantità produttive, resta solo da cavare”
Dunque un’opportunità per
la nostra valle?
“Certo, per noi valligiani è
il momento di comprendere che
abbiamo il coltello dalla parte
del manico e che non dobbiamo aspettare le decisioni di
Roma o a Milano. Nel passato
siamo stati pecoroni e ci siamo lasciati guidare da altri,
ma con la fame di energia non
possiamo aspettare che tanto
ben di Dio stia lì ad aspettare
di diventare piombo! Dire no
è solo rimandare, un’agonia
logorante che non ci giova di
certo. Perciò dovremmo decidere coesi, in piena autonomia
e in tempi rapidi”.
Cosa pensa dell’eventuale
ricaduta occupazionale della
miniera?
“ Riportare in Valle posti di
lavoro non credo sia un male,
come ai miei tempi non fu assolutamente male per le varie persone che lavorarono a
Novazza, Val Vedello (SO) e a
Spiazzo di Val Rendena (TN).
Abbiamo lavorato per anni
senza essere danneggiati dalle
radiazioni, visto che siamo ancora qui, vivi e vegeti, a sperare che qualcuno possa tornare
a lavorare vicino a casa e a
coltivare la propria Valle o costruirsi la casa. Lo dico anche
per le popolazioni della Valle
del Riso, che più intelligentemente e apertamente tifano per
l’estero.
Bisognerebbe anche ricordare la nostra storia: tutte le
montagne che chiudono la valle Seriana sono state svuotate.
Certo allora eravamo in tempi
diversi, la silicosi decimò interi paesi, ma proprio in ragione
dei sistemi di estrazione rivoluzionati dalle tecnologie moderne si deve vedere lo sfruttamento molto meno dannoso
per i minatori, per gli abitanti
e per il territorio. D’altronde
le nostre Valli possono sfruttare solo sassi e acqua!!
E infatti la maggior parte
dei paesi della bergamasca
nati secoli fa sono cresciuti e
prosperati solo in ragione delle
estrazioni. E visto che si parla
tanto di spopolamento delle
Valli, questo è il momento del
ritorno per creare sull’esperienza precedente un oggi e
un domani, un dopo estrazione
che poi permetta di restare in
montagna”.
Ma con queste società che
vengono da fuori non c’è il rischio di vendere i nostri territori agli stranieri?
“No perché esiste una bella
differenza tra vendita e concessione. La concessione prevede
lo sfruttamento previa l’accettazione in toto, con tanto di garanzia e con un fondo bloccato, di tutte le clausole dettate
dalla proprietà. E ancora: se
si riapre l’estrazione da qualche parte si dovrà ben portare
il materiale, no? Non sarebbe
una buona occasione per rivedere la viabilità della Valle a
carico dell’ente che estrae? O
per ripensare ad una ferrovia
che arrivi fino a Gromo? Non è
fantascienza, è una grande opportunità per noi e per i turisti,
anche i Verdi non si lamenterebbero più delle code chilometriche e inquinanti. …
Infine, ricorda il progetto
VALVENOVA? Un disegno di
molti anni fa che apparve futuristico mentre oggi appare
per nulla impossibile: il collegamento stradale tra le province di Bergamo e Sondrio. Se si
aprisse lo sfruttamento di Novazza tornerebbe in auge anche la miniera della Val Vedello (SO) e pertanto potremmo
pretendere questo collegamento che unirebbe con pochi chilometri l’Italia alla Svizzera,
oltre che alla Valtellina. Aprire
una direttrice internazionale
forse per chi ci comanda non è
importante, ma per chi è figlio
di un emigrante è una grande
possibilità da non trascurare
in questi momenti di magra.
Insomma, sono convinto che
non dobbiamo perdere il treno
come abbiamo fatto 30 anni
fa”.
La questione uranio tiene banco
più in Regione che a Valgoglio, perché una società Australiana, l’Energia Minerals Ltd, che già in passato
aveva già provato a riaprire le miniere di uranio a Novazza adesso avrebbe depositato alla Regione Lombardia la richiesta di varie licenze di
ricerca sul territorio lombardo e una
di queste riguarda proprio Novazza.
Gabriele Sola
Così mentre in Regione ufficialmente non si sbottonano, l’Italia
dei Valori parte all’attacco e nei giorni scorsi ha presentato un’interrogazione al consiglio regionale: “Perché lo abbiamo fatto? – spiega il consigliere regionale
Gabriele Sola – beh, avete presente la Valle Seriana,
quell’incantevole porzione di territorio bergamasco in
cui ti sorridono i monti? Quel luogo, denso di eccellenze
ambientali, culturali, turistiche enogastronomiche, che
ti conquista non appena ci
metti piede? Ecco. Proprio
• SCHEDA
lì, a Novazza, nell’alta valle, qualche cervellone che
meriterebbe perlomeno un
sottosegretariato nel governo dei professorigrandottori, sta pensando di ripescare un vecchio proget- L’uranio trova
to mai decollato: scavare applicazione in due
la montagna per estrarne sue possibili forme:
l’uranio”. Sola non ci sta: uranio arricchito ed
“A riportare d’attualità la uranio impoverito. E’ il
folle idea è l’interessamen- materiale per eccellenza
to degli australiani. Che a per l’energia nucleare
quanto pare, non contenti (ma in Italia non ci
di essersi presi Del Piero, sono centrali nucleari,
ora si piglierebbero vo- quindi verrebbe portato
lentieri pure un pezzo di all’estero). Nonostante
Orobie. Il gruppo Energia la sua radioattività,
Minerals (mica ciccioric- l’uranio naturale e
cio!) ha già richiesto le impoverito troverebbe
licenze di ricerca e c’è chi, impiego come materiale
sul territorio, si butta sen- di zavorra e contrappesi
za esitazioni sul carro da di equilibratura in
miniera: ‘Basta che si crei- aerei, elicotteri, ed in
no nuovi posti di lavoro e alcune barche a vela da
siamo contenti’. Evviva. regata. Talora sarebbe
impiegato anche per
Dovremmo stupircene?
Qui da noi, nel ‘Belpa- costruire schermature
ese’, si vogliono trivellare di sorgenti altamente
le Isole Tremiti in cerca di radioattive (soprattutto
petrolio, figurarsi se può nel campo della
essere un problema buche- radiografia industriale
rellare la Valseriana! Gli per la schermatura
italiani, attraverso il refe- dei raggi gamma);
rendum, hanno chiuso al l’uranio è presente in
nucleare? E noi apriamo grandi quantità nella
all’uranio. Tanto ci pen- crosta terrestre, però in
serà qualche superesper- concentrazioni molto basse
to superpagato (magari data la vasta distribuzione
anche in superdollari au- di questa risorsa; perciò
straliani) a rassicurarci tale tipo di estrazione
sulle ‘tecniche innovative mineraria è caratterizzato
che limitano al massimo da un elevato volume
i rischi per i lavoratori e di materiale roccioso
la popolazione’. E se, come estratto. Gran parte della
per l’Ilva di Taranto, dopo produzione mondiale di
(dopo!) dovessimo scoprire uranio viene soddisfatta
che qualcuno ci ha rimes- dai seguenti Paesi:
so le penne… Amen: servi- Kazakistan, Canada,
Australia, Namibia,
va lavoro”.
Che in effetti serve: “Il Russia, Niger, Uzbekistan
e USA (fonte: http://www.
lavoro?
Ahbbè, molto più como- world-nuclear.org/info/
do appendersi al marsupio inf23.html);
australiano che mettersi L’uranio emetterebbe
di buzzo buono ad ipotiz- il radon, un gas
zare innovazione, a ragio- radioattivo, nonché altre
nare in ottica di sistema sostanze di decadimento
e di sinergie, a pensare il altrettanto radioattive.
rilancio puntando sulle Pertanto l’estrazione
eccellenze che già ci sono. mineraria di tale
E pazienza se il traffico materiale presenterebbe
di mezzi pesanti (ché si pericoli per la salute
parla mica solo di minie- degli operai e della
re di uranio, ma pure di popolazione circostante.
zinco e ferro) intossicherà L’Organizzazione
ed intaserà la valle, mas- Mondiale della Sanità
sacrandone la vocazione ha collegato all’elevata
turistica. ‘Serve lavoro’, ci esposizione al radon dei
dicono con slang aussie. minatori, negli anni ’50A costo di perderne molto ’60, molte forme di cancro
altro, e di rimetterci un po’ al polmone.
di salute”.
Chi è arricchito
e chi impoverito
AltaValle Seriana
Uranio a Novazza?
Di nuovo No grazie
Araberara - 14 Settembre 2012
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Araberara - 14 Settembre 2012
Castione: vendite,
sperperi e sfregi
Il terreno comunale di via Costa Salaer a Dorga sarà
sacrificato. Così hanno deciso i 7 voti di Vivi Presolana nel consiglio comunale riunitosi il 6 settembre. Ben
presto si passerà alla vendita dell’area edificabile, che
misura circa 800 mq, per un valore stimato di 250.000
Euro. Con questa cifra la maggioranza intende sostenere il progetto della realizzazione della piazzola ecologica, prevista all’ingresso di Castione e per la quale sono
stati già impiegati 300.000 euro.
Patrimonio pubblico dissipato
Il ricorso alla vendita del terreno comunale segue
all’inserimento nel piano delle alienazioni dell’edificio
della scuola elementare di Bratto e costituisce una volontà molto preoccupante di questa amministrazione,
che fa man bassa del patrimonio pubblico, pur disponendo di risorse per investimenti come mai era avvenuto in passato. Negli anni scorsi non era mai successo
che una amministrazione disponesse di un avanzo di
amministrazione di un milione e 250.000 euro, oltre ad
altrettanti soldi che stanno per entrare nei prossimi
mesi nelle casse comunali. Senza contare altri fondi già
disponibili, come appunto i 300.000 euro destinati alla
piazzola ecologica. Tutte risorse queste ereditate alla
amministrazione passata e che si sono ritrovati per le
mani. Ma questa Amministrazione abbisogna di altre
risorse e allora si passa alla vendita del patrimonio.
L’appezzamento di terreno a Dorga che il Comune
metterà in vendita.
Il prato sulla destra della provinciale, dove l’Amministrazione intende realizzare la piazzola ecologica
Un’opera dannosa, inutile e costosa
I 250.000 euro che l’amministrazione comunale pensa di incassare si aggiungeranno quindi ai 300.000 già
pronti per realizzare la piazzola ecologica dell’Agro, per
la quale occorre anche acquistare il terreno.
Nel Consiglio comunale il sindaco ha affermato che
è un bene che la piazzola ecologica sorga sulla strada
provinciale all’ingresso del paese in quanto avrà un
bell’aspetto e i turisti potranno ammirare la civiltà ambientale dei castionesi.
In realtà questa piazzola, come è chiaro a tutti, danneggerà l’immagine turistica di Castione dal momento
che un impianto di raccolta e riciclo di rifiuti, per quanto
aggiornato, è proprio il contrario di un augurio di benvenuto.
Questa scelta amministrativa è tanto più grave in
quanto era a portata di mano la soluzione pronta: la
SETCO gestisce una propria piazzola a Rovetta. Il comune di Castione, che possiede una buona fetta delle
azioni della SETCO, può senza nessuna difficoltà avere
accesso anche subito a questa piazzola ecologica. Del resto già da tempo si va a Onore per conferire gli elettrodomestici da rottamare. Se quindi si aveva intenzione di
chiudere quella di Predusolo, la soluzione è già disponibile, senza bisogno di comprare circa 7000 mq sulla provinciale, per realizzare un impianto dai costi esorbitanti
di costruzione e di successiva gestione.
La chiusura mentale di Vivi Presolana anche questo
caso si ripercuoterà pesantemente sull’immagine, sul
patrimonio e sul bilancio del comune.
Sergio Rossi
Consigliere comunale
ERANO DI GIULIANO FRONZI
Le foto di Teodolinda
La documentazione fotografica della lunga intervista
dedicata ai 100 anni di Teodolinda Oprandi pubblicata
sull’ultimo numero di Araberara era di Giuliano Fronzi. Ci scusiamo per l’omissione.
VAL DEL RISO
FABIO FERRARI L’EX CAPOGRUPPO DI MAGGIORANZA
UNA VOCE FUORI DAL CORO
“E dopo 9 mesi i ‘Commissari’ del Sindaco
hanno partorito due proposte ridicole…
Giunta blindata, Mattia come Ulisse”
Il “Fafo” ha un residuo di delusione, mista al non programmato ruolo di oppositore del gruppo con cui era stato
eletto e che addirittura coordinava in Consiglio comunale.
Fabio Ferrari è una delle tre minoranze, “indipendente”
da tutti ma non da tutto. E da osservatore privilegiato
dell’attuazione di un programma di maggioranza che a
suo dire è stato stravolto, affidando in pratica tutto a dei
“forestieri”. Cominciamo da qui.
“E’ stato un anno fallimentare per i… Commissari”.
Vale a dire i “tecnici” chiamati dal Comune per programmare il comparto sciistico. “Non solo quello. Dopo 9 mesi
di ‘lavoro’ hanno prodotto due raccomandazioni generiche
e ridicole (fare un Palazzetto del ghiaccio e una pista di
fondo).
Troppo poco per giustificare l’espulsione di uno come me
che chiedeva chiarezza in virtù del programma con cui ci
siamo presentati alle elezioni come ViviPresolana. La nomina di questi ‘commissari’ era stata imposta, addirittura
il Sindaco minacciava di dimettersi se non fosse stata approvata. La Monti del Sole che fine ha fatto o sta per fare?
Si parla di una ricapitalizzazione fatta dai Pasinetti. Ma
per fare cosa? In realtà ormai c’è una direzione piramidale nella gestione del Comune. Mauro (il sindaco) è isolato
dalle persone che l’hanno sostenuto e si è aggregato a un
gruppo di altre persone, che sono quelle che prendono le
decisioni”.
Aspettando il PGT, perché stai dicendo che decisioni non
ne sono state prese. Ma c’è il tuo amico Mattia Ferrari
che era stato indicato come lo spartiacque tra il proseguimento di questa maggioranza o addirittura la fragorosa
caduta e nuove elezioni. “Mattia era assente all’ultimo
consiglio e nel penultimo sulla proposta di cambiare lo
Statuto si era astenuto. Vive a Dublino, fa… l’Ulisse della
situazione. Cosa faccia in futuro non posso dirlo”.
Attualmente il rapporto tra maggioranza e minoranza
è di 8 a 5. Se Mattia uscisse il rapporto sarebbe di 7 a
6. “Ma a quel che so c’è malumore anche tra i consiglieri
privi di incarico”. Oltre a Mattia ci sono Giordano Tomasoni e Aronne Masseroli.
Torniamo al giudizio sull’amministrazione: “E’ una
Giunta blindata. Il sindaco Mauro Pezzoli è una brava persona, gli manca la dimensione politica. Si stupisce
che le minoranze facciano le minoranze. Si crogiola con il
successo delle manifestazioni estive che non bastano certo
per dare sostanza a un’azione amministrativa concreta.
PARROCCHIE – DON ALESSANDRO A FINE SETTEMBRE IN VAL DI SCALVE
A Castione arriva un “amministratore”
In un anno e mezzo si decide l’Unità
“anche consultando i parrocchiani”
E’ ancora tutto per aria. La settimana scorsa il parroco
di Castione Don Alessandro Baronchelli era in attesa
di sapere quando poteva trasferirsi in Val di Scalve. Ci
sono in proposito anche problemi logistici, aspettando che
Don Sergio Alcaini faccia il suo ingresso a Cerete (il 23
settembre) e liberi l’appartamento di Vilminore che sarà
occupato da Don Alessandro.
Ma a Castione, alla festa patronale, l’annuncio del
Vicario Generale ha finalmente
ufficializzato
quello che ormai tutti sapevano: a guidare la parrocchia di Castione non sarà
un “parroco” ma un “amministratore”. Che differenza c’è?
“Che un amministratore è
a tempo”.
La risposta per i non addetti è ambigua, anche un
parroco è a tempo determinato (corre voce che al momento della nomina si debba firmare un impegno ad
abbandonare la parrocchia
quando il Vescovo lo chieda). Ma in amministratore
di una parrocchia è a “tempo” molto limitato, nel caso
di Castione si parla di un
anno e mezzo, in attesa che Don Giulio Manenti lasci
per limiti d’età la parrocchia di Dorga. A quel punto si
dovrebbe istituire l’Unità pastorale. In che cosa consiste?
“Il Vicario è stato chiaro, non c’è nulla di stabilito, ci potrebbe essere la nomina di tre parroci come adesso, con un
impegno comunitario più accentuato, oppure un parroco con due sacerdoti che lo assistono”.
Più probabile che ci sia un “parroco” e un coadiutore, nella logica del “risparmio” di personale,
nel senso che i sacerdoti scarseggiano e le Unità
pastorali vengono studiare (da apposita Commissione che non ha ancora stabilito nulla)
proprio per ovviare alla scarsità di sacerdoti.
E qui il discorso si allargherebbe all’utilizzo dei sacerdoti che vanno in pensione, molti
dei quali sarebbero ben felici di continuare il
ministero anche con meno responsabilità istituzionali. Ma la novità è quella accennata dal
Vicario Generale proprio alla festa patronale di Castione: e cioè che
in questo anno e mezzo i
responsabili della Diocesi
intendono “sentire”, se non
proprio consultare, la popolazione, riservandosi anche
di cambiare idea.
Quindi è in questo senso che “è ancora tutto per
aria”.
MARIO FURIA:
“Riaprire le miniere?
Non diciamo no subito
per… poltroneria”
Non affronta gli argomenti più seri, come la questione finanziaria. L’Imu dice che è stata decisa dall’Unione dei
Comuni ma non dice per che cosa incassa i soldi. Insomma sta chiedendo soldi senza dire cosa ne fa. Capisco che
è stressato, è sempre più teso anche nei rapporti personali,
gestisce il Consiglio comunale tra i ‘suoi’ e il resto sono
tutti avversari. Dal programma spariscono le opere, per
esempio la puntesela tra il parcheggio del Castello e gli
ascensori della Biblioteca. Ne compaiono altre, come la
piazzola ecologica. Predusolo andava riqualificato, ma
la piazzola non va fatta all’Agro, all’ingresso del paese.
L’unione dei Comuni piuttosto si faccia carico della gestione dei rifiuti. Un errore il taglio alberi al Parco degli
Alpini, bastava sentire le lamentele dei turisti quest’estate
per la mancanza di ombra. C’è un progetto? Va bene, l’operazione taglio andava fatta magari in autunno”.
E gli assessori? “Sono sovraccaricati di lavoro. Prima di
tutto complimenti all’assessore Eleonora Ferrari per le
manifestazioni estive”. Ma non è la stessa che viene accusata di essere dipendente dell’Hotel Milano, quindi praticamente del vicesindaco Fabio Iannotta, quindi una
sua creatura?
“Ognuno ha una sua personalità, indipendentemente
dai rapporti di lavoro. Ma voglio fare i complimenti anche
all’assessore Graziella Messa per il Piano di Diritto allo
Studio. Davvero brava”.
E due assessori sono promossi. Il vicesindaco? “Gestione superficiale, per non dire altro. Lavori pubblici? E’ il
responsabile dell’operazione ‘Parco Alpini’. Poi non gli si
può dire niente perché non c’è niente”. Passiamo ad Aquilino Laini: “Svolge un ottimo ruolo di congiunzione tra
la Giunta e la gente. Ha un compito pesante per la sua
età, quello dello sport, quindi un encomio”. Tre assessori
salvati, praticamente bocci sindaco e vicesindaco. “E’ il
Sindaco il garante del… non funzionamento di ViviPresolana”. Si parla di tracollo al momento dell’approvazione
del PGT. “Non credo, Mauro non farà edificabile un metro cubo più di quanto era previsto nel precedente Pgt di
chi lo ha preceduto. Si agirà sulle zone di completamento,
eliminando le scandalose scelte della Giunta uscente”. E
allora? “Possono cadere come possono durare. Se si arroccano con i loro ‘commissari’ lo scontento potrebbe produrre
il tracollo. Ricordiamoci che la vera questione non sarà
quella del PGT in generale, ma le scelte che saranno fatte
sulla ex Dalmine”.
(AN. CA.) “Certo che qui ce n’è ancora un bel po’ di materiale da estrarre, blenda e calamina da cui ricavare zinco,
una quantità sufficiente per un quarto di secolo, concentrata
nel basso Riso, sotto il letto del torrente, verso la Val Vedra e
sotto l’Arera: non lo dico io, ci sono fior di studi e di sondaggi
che lo confermano, e ci sono fin da quando le miniere vennero
chiuse; ma l’EGAM non aveva soldi né tecnologie nuove e si
affidò all’ENI, il quale però, poiché gli interessavano di più il
petrolio e il metano, si limitò alle ricerche e ai carotaggi”.
Mario Furia, che iniziò il suo lavoro in miniera nel 1952,
con circa 800 colleghi, sostiene anche che oggi i sistemi per
trattare i minerali, diversi tra loro (la calamina è un carbonato
che contiene meno piombo e zinco rispetto alla blenda, che è
un solfuro) sono molto più avanzati, così come tutte le tecnologie: “Oggi in miniera non si andrebbe più con pik e pala
e col ‘massa cópia’ (una specie di scalpello che veniva utilizzato in coppia, un minatore lo girava nella roccia e l’altro
ci picchiava sopra, n.d.r.), secondo l’immagine romantica ma
superata che tutti conservano dei minatori di 40 anni fa… Le
tecniche e le tecnologie sarebbero ben diverse, un po’ come
quelle utilizzate per realizzare le metropolitane delle città, e
per di più con meno problemi perché quando scavi in zone antropizzate non sai mai cosa trovi…”.
Furia vedrebbe volentieri il ritorno dell’attività estrattiva in
Val del Riso: “Tornerebbero a questo lavoro anche i giovani,
creda a me, anche solo per il fatto che questo lavoro sarebbe
molto più redditizio di quello di un operaio o di un impiegato… Pensi che con i nostri stipendi da minatori, all’epoca, riuscivamo a pagarci e ad organizzarci da soli un’ambulanza
sempre pronta con tanto di autista, la mensa, la cooperativa di
consumo per le nostre famiglie, le colonie marine per i nostri
figli, la distribuzione di giocattoli in occasione della Befana…
E riuscimmo anche – io allora ero segretario provinciale – ad
ottenere la legge che consentiva la reversibilità per i superstiti
qualora un lavoratore fosse mancato a causa della silicosi: lo
ricordo bene, firmammo l’accordo con i politici Colleoni, Galli
e Rampa e il sindaco Rodigari a Valbondione, dove c’erano le
miniere di siderite”.
E che cosa pensa dell’eventuale riapertura della miniera di
Novazza? “Penso che la contrarietà dimostrata da molti si
regge solo sull’ignoranza: la pekblenda, cioè il materiale uranifero di cui a Novazza c‘è il maggior giacimento europeo, non
è certo la bomba atomica come tanti vanno raccontando: per
ricavarne uranio bisogna arricchirlo, e questo comporta tutta
una serie di ulteriori lavorazioni che oltretutto, probabilmente,
verrebbero fatte altrove… Dire di no a priori è sbagliato, bisogna invece non lasciarsi scappare l’occasione, naturalmente pensandoci su bene, rilasciando le concessioni solo dietro
congrui benefici ecc… Insomma una cosa da studiare in modo
approfondito, ma non da liquidare per pura incompetenza e,
me lo lasci dire, per…. poltroneria!”.
GORNO - SERATA DI PREMIAZIONI AI MERITEVOLI
LUIGI SANTUS FAVOREVOLE AL DECRETO CONTRO LE MACCHINETTE
CASTIONE – IL SINDACO
Premiati gli studenti vincitori del
concorso nazionale sull’Unità d’Italia
Gromo-L’ex Sindaco: “Vanno bene i fondi
pro terremotati ma noi siamo al sicuro?”
Furti, telecamere,
trasporti
CINZIA BARONCHELLI
Serata di premiazioni la scorsa settimana a Gorno dedicata agli
studenti meritevoli. Durante la manifestazione svoltasi nel teatro
parrocchiale sono stati premiati anche gli alunni della quinta elementare dell’anno scolastico 2010/11. Come mai così tardi direte
e perché? Semplice i ragazzi che quest’anno frequenteranno la seconda media (chiamiamola ancora così
che capiamo tutti) in quell’anno parteciparono ad un concorso, internazionale nientemeno, che li vide vincitori su
migliaia di giovani concorrenti provenienti dall’Italia e dall’estero. Così ci
spiega la maestra Marta Benini che insieme alle colleghe del plesso di Gorno
hanno coordinato l’iniziativa: “è stata
un’esperienza bellissima e con risultati
davvero impensabili. Abbiamo partecipato al concorso indetto dal ministero
dell’Istruzione sull’italianità nel mondo, in particolare dedicato al fenomeno
dell’emigrazione”.
Continua“Quale
storia migliore di quella del nostro concittadino Charlie emigrato in Australia
per lavorare nelle miniere e che ora è
considerato un eroe nazionale nella
cittadina con la quale siamo gemellati? Quindi dopo la lettura del libro di
Luigi Furia ‘Un bergamasco chiamato
Charlie’ abbiamo dato il via a un lavoro complesso che è durato parecchi
mesi e che ha coinvolto tutte le discipline. Lavoro che ha prodotto un CD e
un libretto entrambi bilingue (italiano e
inglese) che oggi sono a disposizione di chi volesse consultarli nella
biblioteca di Gorno”. Un lavoro che il Ministero ha premiato con
uno scaffale di libri, pubblicazioni, materiale scolastico ma soprattutto che ha visto il riconoscimento di tutta la popolazione del paese
che ha gremito il teatro. Presente anche il sindaco Valter Quistini
e l’assessore Alex Borlini che hanno consegnato ad ognuno degli
studenti dell’ex quinta una pergamena “al valore scolastico”. Questi i nomi dei vincitori: Jessica Abbadini , Michela Bosio, Luca
Bottani, Sabrina Cabrini, Arianna Gibellini,Sara Pibini,Manuel
Telini, Mirco Zanni, Davide Zanotti,Luca Zanotti. La dirigente
dell’Istituto di Ponte Nossa Vanda Gibellini ha così commentato:
“Un grazie particolare all’impegno delle insegnanti che hanno saputo stimolare gli studenti producendo un lavoro di ottimo livello
che testimonia soprattutto l’impegno costante della nostra scuola
nell’integrazione con tutto il territorio: le associazioni, l’Ecomuseo,
l’amministrazione e la comunità. Un valore che contraddistingue
il nostro lavoro e che si rinnova ogni
anno con entusiasmo nonostante le
difficoltà che la scuola sta vivendo”.
Difficoltà dovute ai tagli economici e
di personale. A farne le spese la stessa
Dirigente che quest’anno avrà anche la
reggenza dell’Istituto di Vertova: “Un
impegno gravoso perché oltre ai 600
studenti dell’Istituto di Nossa andranno ad aggiungersi i 700 del territorio
di Vertova dopo il pensionamento della Prof.ssa Regina Guerini. Questo
dovuto anche al caos creatosi dopo
l’annullamento del concorso dei nuovi
Dirigenti”.
Sono infatti venuti a mancare in
Provincia 68 figure apicali nel mondo
della scuola. La prova che doveva selezionare 355 nuovi presidi in Lombardia non è stata ritenuta valida perché le
buste usate durante le prove scritte e
contenenti i dati anagrafici dei candidati sono state giudicate non idonee
a tutelare la privacy. Così si è ricorso
al TAR e nell’attesa…“Nell’attesa i
Dirigenti rimasti devono obbligatoriamente prendersi carico degli istituti
eccedenti, quasi tutti i miei colleghi sono nella mia stessa situazione”. Quando l’ha saputo: “Pochi giorni fa e qualcuno solo dai
giornali!”. Com’è la situazione a Vertova?: “Ogni giorno faccio la
spola da Ponte Nossa e sto conoscendo tutte le figure che ci operano
Sicuramente il lavoro è ben avviato ma le difficoltà non mancano:
alto numero di disabili, orario continuato, mensa… confido nella
collaborazione di tutti, sarà un anno impegnativo”. Un anno scolastico che prenderà il via il 12 settembre. Buona avventura a tutti gi
studenti, gli insegnanti e … i Presidi!
13
indifferenti..sai le cose ci pare capitino solo agli altri, ma
(CI-BA) Nell’ultimo numero abbiamo parlato dell’ adeIl Sindaco Mauro Pezzoli rinon è così”.
sione di Gromo all’iniziativa dell’ANCI (associazione nasponde alla raffica di furti sul suo
Una iniziativa interna che ora propongono anche ai
zionale comuni italiani) per sostenere il comune mantoterritorio con la ricetta ormai concolleghi non associati nella rete del CEB :“Siamo imvano S.Benedetto Po colpito dal sisma. Ne approfittiamo
solidata, quella delle telecamere.
prenditori edili della nostra Provincia che hanno fatto
per ricordare che sabato 15 ci sarà una cena benefica al
“Ci è dispiaciuto solo che alcuni
la scelta di lavorare in sinergia per ottimizzare
Castello di Gromo.
organi di stampa abbiamo fatto colcosti, professionalità e combattere la crisi uniti.
Un comune lombardo che si è trovato ad aflegamenti tra i derubati e i rapporti
Insieme vogliamo anche lavorare per la nostra
frontare un’emergenza che non avrebbe mai
politici. Che non c’entrano nulla.
sicurezza offrendo anche agli altri la nostra
pensato potesse coinvolgere il proprio territorio.
Comunque sia, il procedimento per
esperienza. Chi volesse saperne di più o avere
Un territorio non classificato appunto a rischio
l’installazione delle prime sei teleMauro Pezzoli
una consulenza per il proprio capannone saremo
sismico.
camere è a buon punto, procedereben lieti di aiutarlo: [email protected]”.
Allora noi siamo al sicuro? Probabilmente non
mo all’appalto e in autunno contiaParlando di prevenzione non posso domanmeno di San Benedetto Po.
mo di averle installate”.
darti cosa ne pensi del nuovo decreto ministeUna domanda che l’ex sindaco di Gromo Luigi
Per quanto riguarda le indagini sugli autori dei furti
riale che impone la distanza delle macchinette
Santus si è posto.
si affida naturalmente alle Forze dell’Ordine.
Luigi Santus
mangiasoldi dalle scuole…una battaglia che tu
Come ex amministratore, come RappresenIl Sindaco ha partecipato al primo giorno di scuola.
hai combattuto strenuamente: “…se fossi ancotante in Promoserio dei cinque paesi “altamente
Senza grembiulino ma ha salutato gli alunni con le para sindaco avrei già adottato il decreto, sono certo che
turistici” e personalmente come imprenditore: “I capanrole e il fatto di aver “Ottimizzato il trasporto scolastil’attuale sindaco per i bene della comunità farà la stessa
noni distrutti in pochi attimi dal terremoto sono stati
co soprattutto nella zona di Lantana”.
cosa!”.
uno choc per tutti. Potrebbe succedere ai nostri, al mio?
Se davvero bisogna prevenire piuttosto che curare è un
quesito che dobbiamo porci. Io almeno l’ho fatto con un
LETTERA – CASTIONE DELLA PRESOLANA
gruppo di imprenditori artigiani con i quali mi sono consorziato ovvero il CEB consorzio edile bergamasco “.
Siamo nella sede dell’Idro Santus, una sede storica
accanto ad un capannone di recente costruzione: “Si
chiedono regole di sicurezza sempre quando usciamo per
lo. Ricordiamo che il compositore Albinoni, il cui padre è
Gentile Direttore Piero Bonicelli
andare sui cantieri ma nessuno si preoccupa quando i
nato e cresciuto a Castione, è conosciuto il tutto il mondo
Come l’estate scorsa, nemmeno questa estate si è tenostri operai ci lavorano all’interno.
per la sua attività di compositore
nuta la rassegna concertistica dedicata alla riscoperta
Eppure il terremoto del maggio scorso ci ha fatto pianDa due estati purtroppo la rassegna concertistica è
di Tomaso Albinoni e delle sue origini castionesi.
gere persone rimaste colpite sotto il tetto dell’azienda in
stata cancellata.
Si tratta di una scandalosa e incomprensibile scelta,
cui lavoravano” Cosa ne concludi: “ è certamente il caso
Fortunatamente a fine agosto organizzata dalla parche rivela il basso, per non dire infimo, livello di prepadi garantire l’incolumità dei nostri operai all’interno del
rocchia di Dorga ci è stata data la possibilità di assistere
razione e di consapevolezza culturale della amministraluogo di lavoro ( non bastano i caschetti e le scarpe ana un concerto- conferenza tenuto dal maestro Pelucchi,
zione comunale, che ha cancellato come se nulla fosse
tinfortunistica se ti cade addosso una trave di 100 quincon la competenza e la passione che gli sono propri,
una iniziativa già ideata e iniziata negli anni precedenti
tali ) magari sarebbe il caso di far verificare, intervenire
in occasione della presentazione dell’organo storico delle
con grande successo, come ha dimostrato a suo tempo la
e certificare che i nostri capannoni non sono a rischio
vecchia parrocchiale. In quella occasione il maestro ha
folta partecipazione del pubblico.
sismico.
eseguito anche il celeberrimo Adagio in Sol minore.
Grazie al maestro PierAngelo Pelucchi, che è una auCosì affiancati da un ingegnere strutturista abbiamo
Tuttavia rimane l’amara constatazione che a Castione
torità riconosciuta a livello internazionale, il comune
pensato di verificare l’antisismicità dei nostri capannoni
la cultura non è di casa, nemmeno quando si tratta di
di Castione della Presolana ha potuto legare il proprio
che in alcuni casi si sono risolte con iniziative di minimo
Tomaso Albinoni e nemmeno quando si può contare sulla
nome una iniziativa concertistica di altissimo livello
intervento strutturale per mettere in maggior sicurezza
piena disponibilità di maestri insuperabili nel settore.
nome a quello sommo del compositore Tomaso Albinoni
gli edifici, i posti di lavoro. Vedere andare in fumo anni
Un gruppo di villeggianti indignati
attraverso una iniziativa concertistica di altissimo liveldi lavoro ma soprattutto vite umane non può lasciarci
ABOLITA LA RASSEGNA ALBINONI
AltaValle Seriana
AltaValle Seriana
INTERVENTO
Araberara - 14 Settembre 2012
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AltaValle Seriana
Rovetta Era del ‘900
Sono passati 10 anni.
Che sembrano ieri, che
sembrano un soffio ma che
sono serviti per far arrivare dappertutto una rievocazione storica davvero particolare e portare in giro per
l’Italia il nome particolare
e davvero ‘saporito’ della
‘Patata di Rovetta’. E così
ritorna puntuale anche
quest’anno la decima rievocazione storica della sagra
della patata e del mais. Dal
14 al 16 settembre una serie di appuntamenti storici
e culinari allieteranno davvero tutti. Un’organizzazione in grande stile che comprende tutte le associazioni
del paese: gli Agricoltori di
Rovetta, tutti i Gruppi e
le Associazioni presenti,
L’Amministrazione Comunale di Rovetta, La Parrocchia e l’Oratorio di Rovetta, La Fondazione Fantoni
di Rovetta, La Casa Magri
e L’Associazione Anziani di
Rovetta, La Scuola Materna Gallicciolli di Rovetta,
La Regione Lombardia e la
Araberara - 14 Settembre 2012
Il decennale della Festa della patata
PROGRAMMA
Venerdì 14 settembre: Ore 19,00 Piazza Ferrari
APERTURA UFFICIALE DELLA 10^ EDIZIONE
DELL’ERA DEL 900. Presentazione di Piatti Tipici a cura dei
Gruppi I Costum de Par e Le Taissine di Gorno Area dedicata
nell’Osteria.
Ore 21,00 Piazza Ferrari Rappresentazione: “La Devozione
Popolare” A cura dei Gruppi Le Donne dell’ Era e Musici di
Rovetta e La Compagnia del Fil de Fer di Piario. Presenzierà
una rappresentanza della Confraternita del Santissimo Sacramento di Rovetta
Sabato 15 settembre Ore 16,00 Piazza Castello San Lorenzo
- Piazza Ferrari Rovetta
sfilata dei Gruppi Folcloristici. Ore 17,00 Piazza Ferrari Presentazione dei Gruppi Presenti La tradizione degli Scutom delle
famiglie Rovettesi a cura del Presidente dell’Era Dott. Pezzoli
Camillo Presentazione delle Aziende Agricole. La coltivazione della patata e del mais rosso di Giovanni Marinoni Canti e
balli La pigiatura dell’Uva presso La Cantina di Bacco. Ore
18,00 Apertura cucine. Cena presso centro mescita Asilo di
Rovetta A cura del Gruppo Alpini e dell’Associazione Compagni di Merende di Rovetta Cena presso L’Osteria in Piazza
Ferrari a cura dell’ Associazione Era del 900 Ore 21,00 Piazza
Provincia di Bergamo, Promoserio e IAT Valleseriana,
L’Unione Comuni della Presolana, La Comunità Montana Valle Seriana, Il Parco
delle Orobie Bergamasche,
Il Comune di Clusone e
Lo Sci Club 13 di Clusone. “Sono trascorsi dieci
anni dalla prima sagra di
Ferrari Saluto del Sindaco di Rovetta e premiazioni Rappresentazione Teatrale - L’EMIGRANTE - a cura di Renata Nonis e del Gruppo I Fo’ de Pais traduzione testo Sig. Germano
Meloncelli. Presenza straordinaria: in concerto BEPI, Canti e
balli dei Gruppi Presenti
Domenica 16 settembre Ore 09,00 Piazza Ferrari La Colazione di Nonna Gheta Piazza Ferrari Osteria Ore 10,00 Via
Talenti Gara Tiro alla fune Ore 11,00 Piazza Ferrari Giochi
antichi per bimbi. Cantina di Bacco la pigiatura del vino Ore
12,00 Pranzo presso centro mescita Asilo Rovetta A cura del
Gruppo Alpini e dell’Associazione Compagni di Merende di
Rovetta Pranzo presso L’Osteria in Piazza Ferrari. A cura dell’
Associazione Era del 900 Ore 15,00 Parco Vilafant Rovetta - Piazza Ferrari Rovetta Sfilata dei Gruppi Folcloristici
Ore 16,00 Piazza Ferrari Presentazione dei Gruppi Presenti,
La tradizione degli Scutom delle famiglie Rovettesi a cura del
Presidente dell’Era Dott. Pezzoli Camillo, Presentazione delle
Aziende Agricole. La coltivazione della patata e del mais rosso di Giovanni Marinoni, Rappresentazione Teatrale - L’EMIGRANTE - a cura di Renata Nonis e del Gruppo I Fo’ de Pais,
Canti e balli dei Gruppi Presenti Ore 18,00 Piazza Ferrari
SS. Messa in Latino - Celebra Don Severo Fornoni Parroco
di Rovetta
Rovetta – spiega Camillo
Pezzoli - partita come rievocazione storica della coltura della patata che dalla
Prima Guerra mondiale
all’inizio degli anni ’60 è
andata progressivamente
aumentando in quantità ed in qualità, ricercata
nei mercati ortofrutticoli
lombardi come la ‘Patata
di Rovetta’. A gestire e organizzare le varie manifestazioni, in collaborazione
fattiva con l’Amministrazione Comunale, è sempre
stata l’associazione Era del
‘900, ma da quest’anno ha
passato la gestione logistica e finanziaria alla locale
Pro Loco, tenendo per sé la
parte culturale degli eventi;
seguendo inoltre durante
l’anno alcuni progetti rievocativi della tradizione
locale, collaborando con le
scuole e con le aziende agricole locali”.
Grazie all’interessamento dell’Era del ‘900, la patata ed il mais Rostrato Rosso
di Rovetta hanno ottenuto
la denominazione D.O.C.
(Denominazione Origine
Comunale), mentre la semente del Mais selezionato
per più di sessanta anni da
un contadino locale è finita
in Norvegia alla Banca del
Seme.
ROVETTA
L’amministrazione finanzia
i libri del Fantoni. Cresce la
rivalità con la piscina di Parre
anche al restauro dei numerosi
Cultura e sport. Rovetta cala il
quadri del lascito Eredi Fantoni.
duo di ferro, che per cultura si inE per ‘sport’ invece si intende la
tende L’Era del 900 con la rievogrande scommessa della piscina
cazione storica della patata che
di Rovetta. In questi giorni il Costa prendendo ormai piede anche
mune di Parre ha definitivamenfuori provincia ma anche il libro
te acquistato la piscina di Parre
‘La Quadreria dei Fantoni’, opeche adesso è comunale e che è
ra presentata nel corso dell’estaappena stata riaperta a giorni
te e stampata grazie anche al
con progetti ambiziosi, nessuno
contributo economico comunale
di 3000 euro. L’amministrazione Stefano Savoldelli lo ammetterà mai ma l’antagonismo tra le due strutture è forte
comunale come ha comunicato
il sindaco nel corso dell’ultimo consiglio ed è già cominciato. E quando si è quasi
comunale ha inoltre partecipato econo- vicini di casa o meglio di…piscina la rivamicamente per un importo di 10.000 euro lità è sempre presente.
OLTRESSENDA - “CATTURATA” IL 17 AGOSTO SCORSO
Una libellula chiamata “Hesna” a Valzurio
(An. Ca.) Nell’ambito di un progetto
di rilevamento ambientale a cura delle
Guardie Ecologiche Volontarie del Parco
Adda Sud di Lodi, una prima forma di collaborazione col Parco delle Orobie Bergamasche ha avuto luogo il 17 agosto scorso,
quando una GEV della
Comunità Montana Alta
Valle Seriana, Roberta
Cucchi, incaricata dal
presidente Yvan Caccia, ha accompagnato alcuni esperti nella
zona
della Valzurio,
presso le pozze di Colle Palazzo, di Grumèl,
di Campèl e di Cassina
Piana, alla ricerca di alcune specie di odonati, il
nome scientifico con cui vengono definite le libellule, che
abitano, notoriamente, le
zone umide, i corsi d’acqua e
le pozze.
“E’ stata un’uscita molto interessante e fruttuosa –
commenta Giancarlo Viotta,
appassionato specialista di odonati
– dei 14 esemplari di 5 specie diverse che
abbiamo raccolto (raccolto significa presi
con una retina, fotografati e poi rilasciati,
n.d.r.), soprattutto uno, la Hesna juncea,
ha catturato la nostra attenzione, in quanto specie rarissima che ha di solito il suo
habitat al di sotto dei 1200 metri, mentre
noi l’abbiamo trovata a più di 1500 metri
di quota, ragion per cui si potrebbe ipotizzare che anche questa specie risenta del riscaldamento generale del nostro pianeta”.
Le libellule, dopo essere rimaste nell’acqua allo stato di larve per circa 2/3 anni,
una volta compiuta la metamorfosi vivono
solo due mesi, il tempo necessario ad accoppiarsi e a deporre le uova.
Nel mondo ne sono state censite ben
5680 varietà, ma in Italia non esiste ancora uno studio completo, anche se si registra in questi ultimi anni un aumento di
interesse nei loro confronti.
Alcune specie poi vanno scomparendo,
mentre ne arrivano di
nuove dall’Africa e persino dall’Australia. “Un
mondo affascinante ed
appassionante
come
pochi– dice Roberto
Musumeci,
fotografo
naturalista che ha puntualmente documentato
con le sue immagini il
ricco “bottino” di questa
giornata -.
Anche Roberta Cucchi, laureata in Scienze Naturali e funzionario del Parco
delle Orobie, è soddisfatta:
“Mi sono trovata fin da subito
in sintonia con questi colleghi
del Parco dell’Adda, ne condivido la passione per la Natura
ed ho ammirato la loro competenza e la loro capacità di coinvolgermi
nella ricerca. Spero proprio di avere altre
occasioni come questa, molto utili per la
conoscenza e la valorizzazione del nostro
ricco patrimonio naturalistico”.
“Si tratta di riuscire a mettere in atto le
potenzialità e le competenze delle GEV dei
vari enti-Parchi ai fini di migliore conoscenza dei nostri territori – conclude Andrea Messa, cui il Parco dell’Adda Sud ha
affidato i progetti di educazione ambientale – importante è aver cominciato, anche
grazie alla sensibilità del nuovo presidente
del Parco delle Orobie, Yvan Caccia, che
ha subito aderito alla nostra iniziativa”.
Iniziativa che potrebbe chiamare in causa
» segue a pag. 58
14
Araberara - 14 Settembre 2012
PIARIO – PRONTO A GIORNI ANCHE
IL PARCHEGGIO DI VIA GROPPINO
Asilo: la sorpresa del 50% di proprietà
Convenzione col Comune per 18 anni
PONTE NOSSA - LA FOTO SEGNALAZIONE
L’incrocio colpisce ancora
Gentile redazione, lunedì 10 settembre alle
9 circa, il maledetto incrocio di Ponte Nossa ha
colpito ancora… e intanto il sindaco aspetta la
rotonda. Mi permetto di
allegare anche le foto del
sottopasso che d’inverno
è sempre ghiacciato e non
esiste il corrimano e se si
scivola dove ci si attacca?
Il sindaco dice che esiste
il servo scala ma mancano pezzi importanti per il
suo funzionamento, quindi non è assolutamente
utilizzabile. Abbiamo già
segnalato la questione
all’Asl che ha condiviso
le nostre osservazioni.
Grazie.
PREMOLO
Adolfo Seghezzi riceve il premio
“Burlapom d’oro, a chi si dona con gioia”
(EN.BA.) Un punto di riferimento per la parrocchia di
Premolo, Sacrista dal 1992,
Adolfo Seghezzi ha ricevuto il “Burlapom d’oro – a chi
si dona con gioia” da parte
della Libera associazione dei
Burlapom, e di gioia davvero
si tratta nel dare un simile
riconoscimento ad una persona come Adolfo, stimato e
benvoluto da tutta la comunità.
Ecco le motivazioni del
premio: «Adolfo Seghezzi nasce a Premolo il 16 novembre
del 1969.
La sua vita familiare non
è stata sgombra di difficoltà
e sofferenza: perde la sorella
minore Adele in tenera età e
affronta la scomparsa della
mamma Pierina con coraggio e determinazione. La sua passione verso le celebrazioni liturgiche risale a molti anni fa quando,
ancora bambino, inizia a fare il chierichetto
con precisione e impegno, da lì il passo è
breve, e, sotto la guida di don Giuseppe
Pellegrini, comincia a svolgere alcuni
servizi liturgici tale da essere identificato
da tutti come sacrestano. Viene nominato
Sacrista ufficiale da don Luigi Rossi nel
1992, dopo aver svolto per diversi anni il
servizio alla Santa Messa. Da allora il suo
impegno è continuato ininterrottamente
con costanza e puntualità.
Il suo lavoro non conosce ferie e vacanze:
ogni giorno feriale e festivo, estate ed inverno Adolfo apre la Chiesa alle ore 6,30 e
la chiude alle ore 12. Le sue giornate sono
scandite da orari precisi: suona le campane ogni mattina
alle ore 7, poi a mezzogiorno
e al vespro, quando sta scendendo la sera; prepara il necessario perché si celebri la
S. Messa: i paramenti per i
sacerdoti, le candele accese,
il calice, il vino, le particole;
tutto ciò con precisione eccellente, senza dimenticare
il minimo dettaglio. Si preoccupa anche che ci siano i
lumini al cimitero. Quando
arrivano le feste Solenni, con
l’aiuto di suoi collaboratori
più stretti prepara i parati
solenni: candelieri d’argento,
Statua di S. Defendente, gli
arredi per la Pasqua. Di lui
don Luca ci dice: “È particolarmente esemplare la sua
disponibilità, la sua generosità e la sua pazienza, rarissime volte l’ho visto lamentarsi
per qualche motivo”.
Oltre a tutti questi impegni, si occupa
della casa in cui vive con il papà Alfredo,
aiutato dalla costante presenza della sorella Nicla e della sua famiglia, si prende
cura dei suoi conigli ed è sempre stato disponibile a correre in farmacia o in negozio
per le zie o altri parenti.
Come potete vedere una vita caratterizzata dalla passione e dall’impegno cristiano verso la Comunità Parrocchiale e verso
tutti i suoi parenti. Per questi motivi, con
affetto, stima e gratitudine, l’Associazione
dei Burlapom, consegna all’amico Adolfo
Seghezzi il “Burlapom d’oro a chi si dona
con gioia” per l’anno 2012».
Da Assisi a Parre in staffetta
(AN. CA.) Per l’apertura del nuovo anno pastorale la comunità parrocchiale di Parre si accinge
ad un’altra impresa quasi… epica: la staffetta
Assisi - Parre che vedrà impegnato un gruppo
di circa una trentina di giovani, con tutta la carovana di servizio al seguito, percorrere a piedi
fino a Parre, appunto, la distanza dalla cittadina
umbra, da cui avrà luogo la partenza il pomeriggio del 20 settembre, con la benedizione dei Frati
Francescani. L’arrivo è previsto per le 19 del 21
settembre, quando alla festosa accoglienza degli
atleti seguirà la cena comunitaria che darà il via
alla festa dell’Oratorio.
“L’anno scorso la staffetta era partita da Tori-
no, la città di Don Bosco, il salesiano cui anche
il nostro Oratorio è intitolato – dice il parroco
don Armando Carminati – stavolta invece abbiamo scelto Assisi perché vogliamo sviluppare
una riflessione comunitaria sul Santo patrono
d’Italia”. Entro la stessa data sarà avviato anche
il cantiere dei lavori di riqualificazione e di razionalizzazione degli spazi dell’Oratorio stesso:
“Sono stati già firmati i contratti con le ditte
Orlando Morstabilini e Mar-legno per la ristrutturazione degli spogliatoi , dei bagni e delle
aule e per la copertura in lamellare di metà campo sportivo, tutti lavori che dovrebbero essere
terminati per la fine dell’anno”.
AltaValle Seriana
(AN. CA.) Completati in tempi record i Parrocchia una somma equivalente a poco
lavori per la scuola d’infanzia, stanno per meno della metà del costo della costruziofinire anche quelli per il nuovo parcheggio ne. La Parrocchia è invece proprietaria del
in via Groppino.
terreno circostante, dell’ex-chiesina feriale e
“Ormai non resta che da provvedere dell’appartamento sopra la chiesina. Stanall’asfaltatura – dice il sindaco Pietro do così le cose, il Consiglio parrocchiale per
Visini – che avrà luogo a giorni. Saranno gli affari economici ha deciso che, piuttosto
così disponibili in quella zona 13
che chiedere al Comune di acquinuovi posti-auto, di cui 4 per i furstare la quota di comproprietà,
goni”.
era meglio sostenere l’intervento
Quanto alla scuola d’infanzia,
di ristrutturazione e, per facilitare
i lavori di ristrutturazione – rii tempi, in accordo con l’amminiscaldamento a pavimento, nuovi
strazione comunale, la direzione
servizi igienici, sostituzione di
dei lavori è stata presa dal nostro
gran parte dei serramenti, posa
geometra, Gianangelo Barondel parquet nelle aule e nel salone
chelli.
e ritinteggiatura completa dello
Sempre in tempi record, abbiastabile – erano iniziati a fine lumo fatto una Convenzione col CoPietro Visini
glio e sono stati ultimati in tempo
mune: la Parrocchia dà in uso al
per accogliere i bimbi all’apertura del nuo- Comune stesso il suo 50% di proprietà per
vo anno scolastico.
18 anni e paga la metà dell’intervento a
“Ora dispongono di un ambiente più ac- scomputo di affitto per gli stessi anni”.
cogliente e confortevole – dice il parroco don
L’inaugurazione dell’opera avverrà verso
Eros Acconigi – ma il percorso per arri- la fine di questo mese.
varci è stata una corsa ad ostacoli in ter“Ora – conclude il Parroco- non mi resta
mini di tempi, di incontri e di richiesta di che ringraziare tutti di vero cuore, invitare
licenze… Lo stabile, contrariamente a quel le famiglie ad iscrivere i loro bimbi a questa
che credevamo, non è interamente di pro- scuola ed augurare buon lavoro alle Maeprietà parrocchiale, ma è in comproprietà stre, cui tocca il delicato compito di educare
al 50% con il demanio dello Stato, che nel alla vita sociale coloro che sono e saranno il
1966, per realizzare la struttura, diede alla futuro del nostro paese”.
PARRE
15
AltaValle Seriana
Araberara - 14 Settembre 2012
61° APPUNTAMENTO PER LA RASSEGNA BOVINA - DA VENERDÌ 21 A LUNEDÌ 24 SETTEMBRE
Clusone capitale dell’allevamento
Ma c’è anche il “battesimo della sella”
‘Greggi, pastori, orsi: una
convivenza possibile?’ se ne
parla lunedì 24 settembre
alle 10,30 alla fiera di Clusone al campo sportivo di
San Lucio in un incontro
aperto con gli allevatori e le
Associazioni di categoria
Confagricoltura e Coldiretti. Tra i partecipanti Elena Tironi, Regione Lombardia, Carlo Frapporti
e WWF. Mentre venerdì
21 settembre la Comunità
Montana Valle Seriana con
l’assessorato all’Agricoltura
e Forestazione presenta il
convegno ‘Aspetti della Caseificazione in Alpe, valutazione delle prove di caseificazione effettuate durante
il corso ‘operatore casaro
d’alpeggio’’.
L’appuntamento è alle 21
presso il campo sportivo di
San Lucio.
* * *
L’appuntamento ormai è
un vero e proprio rito per
gli amanti di bovini e animali e i numeri sono davvero importanti, a Clusone la
mostra dei bovini di razza
bruna italiana è arrivata al
sessantunesimo anno, per
quanto riguarda la mostra
di bovini di razza frisona
italiana siamo al 28° anno
e la mostra interprovinciale della pecora bergamasca
e dimostrazione tosatura è
al quattordicesimo anno.
Mostra che si terrà lunedì 24 settembre ma si
comincia venerdì 21 set-
LA STORIA
La Roby di Gorno respira vento al Basello
Roberta è appena tornata dai campi, qui la crisi non è arrivata
e nemmeno vuole rischiare di vedersela arrivare addosso, quindi
meglio non abbassare la guardia. Roberta Quistini fa l’allevatrice, se ne sta in mezzo alle sue mucche tutto il giorno e tutto l’anno, è appena diventata mamma e ha da poco superato la trentina.
Se ne sta lassù, a Gorno, in quel posto che tutti qui chiamano ‘Basello’ a respirare vento, a inseguire mandrie e tagliare erba come
e meglio di un uomo, perché qui della ‘Roby’ tutti parlano bene:
“La Roby? Quella è la nostra anima, lo specchio di quello che
noi della val del Riso siamo davvero dentro” racconta Giovanni
che in Valle ci vive da sempre. Roberta a fare l’allevatrice ha cominciato che aveva solo 14 anni e il diploma di terza media ancora fresco in tasca, a scuola voti sopra la media
e la voglia e la possibilità di provare a infilarsi
in tasca un diploma che conta e invece niente
da fare, il padre in quei giorni se n’era andato
per una brutta malattia e l’azienda agricola che
conduceva minacciava di chiudere. C’era sì anche un figlio maschio, ma era ancora piccolo,
troppo piccolo, e così mamma Giannina aveva
pensato che l’unica cosa da fare era vendere
tutto, bestiame e terreno. E’ allora che Roberta
aveva deciso e che, sorprendendo un po’ tutti,
aveva detto semplicemente: “No che non si vende, adesso alle
bestie ci penso io”. Detto fatto. Da allora, anche se madre e fratello le danno una mano come possono, la titolare dell’azienda
agricola su al Basello, sopra Gorno, a quota 1000, è lei, e ormai
si sono abituati tutti a vederla caracollare sul suo trattore, usare
con disinvoltura falce e forcone, preparare le squisite formaggelle che commercializza con successo, assistere ai parti delle
vacche, provvedere al foraggio, alla legna, allo strame, andare
alle fiere del settore e leggere riviste specializzate di allevamento
e di caseificazione per tenersi aggiornata. Sveglia alle 5 del mattino, mucche da accudire, campi da sistemare, il bimbo arrivato
da poco da cullare e di nuovo con le mandrie e in estate al posto
che in spiaggia se ne va all’alpeggio, lassù, alle malghe di Grina,
dove porta in villeggiatura le sue bestie e anche quelle di altri
allevatori: “Sono cento giorni di gran lavoro e di grande responsabilità, ma anche di grande soddisfazione, quest’anno però non
parto, è appena nato mio figlio e devo badare a lui, salto il giro
ma ci tornerò presto”. E mentre mi spiega che quando tornano
dall’alpeggio le sue bestie sono in forma smagliante e così le può
portare con orgoglio alla mostra di Clusone, tira fuori un pacco
di fotografie: immagini di vacche, vitelli, cavalli, di cui mi dice i
nomi e mi racconta la vita, le avventure, le abitudini come se fossero persone. Ma il silenzio e la solitudine della montagna non le
pesano? “I giornali e la radio arrivano anche lassù – dice – così
come i tanti amici che vengono su a trovarmi…E poi ho sempre
tanto da fare e tanti pensieri che mi fanno compagnia. E dove
non c’è casino si pensa meglio”.
Da quando si è assunta l’eredità paterna,
sono passati parecchi anni, la crisi si è infilata
dappertutto ma qui non ha fatto danni. Roby
tiene duro e al massimo se la prende con la
burocrazia che non conosce il fascino della
montagna: “Non è cambiata la mia passione
per questo lavoro, mentre sono aumentate le
difficoltà. La burocrazia asfissiante, l’aumento
di tutti i costi e delle tasse, mentre i prezzi del
latte e dei latticini non sono cambiati e se non
ci fosse di mezzo questa maledetta passione avrei chiuso bottega
da un pezzo”. Roberta è una che non molla, qui lo sanno bene e
sembrano saperlo anche le sue bestie che la seguono dappertutto,
scorza dura, scorza da donna delle valli: “Sono abituata ad essere
indipendente, a prendere le decisioni da sola, e mi addolorerebbe
il pensiero di andare via da qui, dalla mia terra, dalle mie montagne, insomma il pensiero di abbandonare questa realtà che mi
è costata tanta dedizione e tanti sacrifici”. Perché alla passione
non si comanda, nemmeno l’alba che ti si infila sotto la porta
della camera e ti tira giù dal letto mentre qualcun’altro giù nella
bassa a quell’ora rientra può fare cambiare idea e vita a Roberta,
alla ‘Roby di Gorno’. Ma è il momento della mungitura e Roberta deve rimettersi in pista. Tutto il resto può anche aspettare.
Le vacche invece no.
tembre alle 21 con il corso
di casaro d’alpeggio e valutazione delle prove di caseificazione.
Sabato 22 settembre si
comincia invece con la marcatura dei puledri Haflinger, con la dodicesima mostra mercato dei prodotti
alimentari locali e la sesta
mostra del fungo.
Alle ore 14 spettacolo
dei bambini con Topolino e
Minnie e dalle 20,30 spettacolo equestre con l’esibizione attacchi e prove abilità e spettacolo fantasy con
Donald e Vanessa Niuman
il tutto allietato da buona
musica country con i the
wranglers.
Domenica 23 settembre
ci sarà invece la mostra
provinciale del cavallo haflinger, la rassegna del cavallo haflinger, la mostra
del cavallo di varie razze, la
mostra dell’asino, sempre
di varie razze, l’esposizione
dei conigli di razza, l’esposizione della capra locale e la
56° Mostra meccanizzazione agricola. In mattinata
dalle ore 10 sfilata equestre
per le vie cittadine.
Il pomeriggio premiazioni finali. Per i più piccoli
dalle 14,30 battesimo della
sella. I giochi della tradizione bergamasca, pirlì, quarantot e ol bacol. E inoltre
ci sarà l’annullo delle cartoline della mostra nazionale ‘Forme e colori nell’arte
dell’intaglio’.
ENTI
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LUNEDÌ 24 SETTEM
16
Araberara - 14 Settembre 2012
FOTO GIGI FERRARI
IL TROFEO SALADINI PILASTRI IN ALTA VAL SERIANA E VAL BREMBANA
17
Una cagna di nome “Cora” è la regina del bosco
AltaValle Seriana
Ha vinto una cagna di nome
Cora che nel nome ha anche la
denominazione di “regina del
bosco”. Titolo confermato per
la cagna di Massimo Pelamatti. Non ha vinto la sua batteria
(si è classificata al terzo posto
in Valle Brembana) ma essendo una gara a più prove ha
vinto il campionato e il Trofeo
Saladini Pilastri. Due giorni di
prove, due batterie per ciascuna prova. In Val Seriana le due
batterie sono state divise: una
ha operato nella parte alta della
Conca della Presolana, comune di Castione, l’altra sopra
Lizzola dove “è mai successo
che addirittura otto cani andassero in classifica. Merito
della selvaggina abbondante”.
Il Presidente del Gruppo Cinofilo Bergamasco Giuseppe Bonacina sprizza soddisfazione
per “l’ottimo bilancio tecnico
e l’abbondante selvaggina che
conferma il grande lavoro dei
gruppi venatori locali. Praticamente questo Trofeo ha confermato i rilevamenti fatti dai
cacciatori nei loro censimenti,
numeri giusti confermati dai
cani in gara. E’ chiaro che
quando c’è abbondanza di selvaggina i cani hanno il compito facilitato, anche se restano
prove comunque difficili”. Va
ricordato che non c’era abbattimento di selvaggina, la gara
era tra i cani su selvaggina
tipica di monte. Una manifestazione internazionale, nella
giuria c’era anche un giudice
francese. Erano 40 i concorrenti arrivati da tutta Italia e anche
dalla Francia. Erano le due
prove finali della 28ª edizione
del Trofeo Saladini Pilastri, ma
la 43ª edizione di queste gare
in bergamasca, cominciate ben
prima dell’istituzione del Trofeo internazionale. Sui sentieri
si sono incolonnati concorrenti
e giudici ma anche i cacciatori
che facevano da guida. “Senza
di loro la gara potrebbe dilatarsi per giorni, se non si sa
dove andare, si andrebbe allo
sbaraglio. Ma c’erano anche
molti cacciatori e appassionati con i loro binocoli a seguire
le gare”. E l’anno prossimo
naturalmente sarete ancora da
queste parti. “Certo, con la
29ª edizione del Trofeo e la
44ª manifestazione ‘bergamasca’. Dobbiamo ringraziare…
ma no, i ringraziamenti non
basterebbero mai, le dirigenze
comunali venatorie ma soprattutto, ripeto, i cacciatori del
posto”.
CLASSIFICHE
VAL BORLEZZA E SERIANA SUPERIORE (Castione)
1) Mansi’s Show di Umberto D’Alessandris col giudizio (“eccellente”)
2) Zippo della regina del bosco di Domenico Vacca (“eccellente”)
3) Podivarensis Duca di Domenico Vacca (“eccellente”)
VAL SERIANA SUPERIORE (Lizzola)
1) Dum di Alessandro Pederiva (“Molto buono”)
VAL BREMBANA 1ª BATTERIA
1) Bull di Lazzari con il giudizio “eccellente”
2) Cowboy de Abel et cains di Guette (“eccellente”)
3) Cora della regina del bosco di Massimo Pelamatti (“eccellente”)
VAL BREMBANA 2ª BATTERIA
1) Blu di Fausto Mosca (“eccellente”)
Araberara - 14 Settembre 2012
AltaValle Seriana
IL SINDACO: “UN GRAZIE PARTICOLARE ALLA FAMIGLIA E GRUPPO RADICI”
18
PARRE: C’È UNA PISCINA IN... COMUNE
Il Sindaco: “L’impianto totalmente nostro verrà valorizzato da nuove
soluzioni tecniche. Rovetta? Abbiamo 40 anni di esperienza…”
AR.CA.
Una piscina in… c(C)omune. Francesco Ferrari, sindaco di
Parre, lo andava ripetendo da anni: “Uno dei miei sogni amministrativi è quello di portare a casa la piscina di Parre, cioè farla
comprare al Comune, prima o poi ce la faremo”. E quel giorno
è arrivato. Manca solo l’atto notarile e le solite scartoffie burocratiche da sistemare e ci siamo: il Comune ha acquisito l’intero
pacchetto azionario delle piscine di Parre. E lo acquisisce giusto
quando da pochi mesi in Alta Valle Seriana ha aperto un altro impianto sportivo di nuoto, a Rovetta, non è un azzardo? “No, noi
crediamo in quello che abbiamo fatto e i risultati sinora ci hanno
sempre dato ragione”.
L’impianto di Parre è ormai storico, nato nel 1974, grazie al
commendatore Giovanni Scainelli, mente e anima della Scame
Parre, la ditta per eccellenza del paese, è diventato negli anni ’80
il punto di riferimento del nuoto della provincia, poi la nascita di
altri impianti, Lovere e Casnigo avevano circoscritto il bacino di
utenza ma Parre è sempre riuscito a rimanere egregiamente a…
galla.
Impianto scelto dal gruppo Radici per la propria scuola di nuoto
e per le squadre agonistiche: “E ai Radici dobbiamo dire davvero
grazie – spiega il sindaco – una collaborazione che va avanti e che
ha sempre dato grandi risultati”.
Ma intanto la notizia è di quelle che vanno in controtendenza,
mentre i Comuni cercano di liberarsi, dismettere e vendere per
fare cassa, Parre acquisisce e lo fa con un’operazione importante, la società Monte Alino Spa infatti, che è la società che sinora
era proprietaria delle piscine comunali è stata valutata dai periti
634.157,00 euro. Il Comune di Parre era già socio di maggioranza perché negli ultimi anni proprio nell’ottica di diventare unico
proprietario delle piscine aveva cominciato ad acquisire azioni
dai vari soci, restava una quota di proprietà del Comune di Villa
d’Ogna e una della Comunità Montana Valle Seriana.
Adesso tutto è nelle mani del Comune di Parre, unico proprietario. Si scioglie quindi la Monte Alino Spa e comincia una nuova
storia per la piscina di Parre, che diventa proprietaria dell’impianto sportivo che comprende la piscina coperta, composta da 2 vasche più spogliatoi annessi e un bar. “Dal Monte Alino al Comune
di Parre – spiega il sindaco – un passaggio di proprietà per noi
molto importante, finisce così una fase mista di comproprietà,
operazione giustificata anche dal fatto che la Corte dei Conti non
giustifica la partecipazione di un ente pubblico in una società in
perdita, e noi avevamo già l’intenzione di acquisirla”.
Vita nuova o quasi, ma non del tutto: “Perché si prosegue comunque con l’ottima gestione da parte della Radici Nuoto e ne
approfitto per ringraziare la signora Luciana Radici che con il
suo gruppo ha portato sempre avanti il nome della Radici Nuoto
con ottimi risultati sia in campo regionale che in campo nazionale
con i loro piccoli atleti che hanno portato in giro per l’Italia il
nome del grande presidente Gianni Radici”.
Ferrari si infervora quando racconta delle sue piscine: “Perché
non c’è solo il fatto sportivo, che comunque è chiaro che ci interessa moltissimo ma anche l’aspetto sociale e umano, il Comune
di Parre nel Piano di Diritto allo Studio ha impiegato risorse per
far sì che alcuni ragazzi possano fare corsi di nuoto in piscina
dalle scuole primarie e materna sino a quelli più grandi, insomma
un discorso globale di crescita. La piscina di Parre si appresta a
valorizzare non solo il gruppo che ha al suo interno ma intendiamo agevolare tutti quanti si avvicinano al nuoto. Insomma scuola,
sport e tempo libero”.
Ma l’investimento sembra non finire qui: “Sì, nello sforzo che
abbiamo fatto per rilevare gli impianti stiamo pensando di creare
le premesse per dare all’impianto nuove soluzioni tecniche al fine
di concretizzare un risparmio importante per quel che riguarda
l’aspetto energetico che è determinante a livello di costi per un
impianto sportivo. E inoltre per quel che riguarda la corrente elet-
trica, l’acqua e il gas in questa fase stiamo preparando un nuovo
contratto dove si cercherà di valorizzare al massimo l’impianto,
dare nuovi servizi all’utenza e cercare di contenere le spese per
riuscire ad avere nuovi servizi per l’utenza e riuscire anche a contenere le spese in un momento di forte crisi economica”.
Nessuna paura della concorrenza di Rovetta?
“No, ognuno fa la sua strada poi si vedrà, noi abbiamo un passato di quasi 40 anni di esperienza che ci ha fatto capire tante
cose, non è facile riuscire a tenere in piedi un impianto natatorio,
se ne accorgeranno tutti, e il nostro impianto è in una posizione
strategica rispetto ai Comuni limitrofi, abbiamo già molte adesioni che arrivano da scuole e paesi vicini. E nel ringraziare la
gestione precedente devo anche prendere atto del grosso impegno
che sta caratterizzando i membri della nuova gestione che stanno
già prendendo contatti con le scuole e con altri sponsor, le adesioni stanno arrivando”.
Le piscine in generale fanno fatica ad andare in attivo e la crisi
economica sembra non arrestarsi, sicuri di riuscire a far quadrare i
conti? “Ci sono prospettive anche in tempi di crisi, se la gestione
è oculata e l’offerta è con prezzi contenuti si riesce, inoltre noi
diamo lavoro anche a 5-6 persone, insomma riusciremo a far quadrare il tutto.
Diciamo che siamo ottimisti e poi abbiamo chi ci vuole bene,
ringrazio gli imprenditori che ci danno una mano, in primis il
gruppo Scame che ha dimostrato sensibilità riuscendo a raccogliere con una sottoscrizione diverse migliaia di euro per il gruppo
agonistico di nuoto Radici”.
E intanto il 10 settembre la piscina ha riaperto i battenti, nuovo
anno, nuova gestione: “E cambieranno molte cose, dal punto di
vista strutturale andremo a sostituire la caldaia con una a compensazione energetica, insomma, si lavora per il futuro ma per un
futuro che si regga… a galla da solo”.
PONTE NOSSA – PREMOLO
Al bivacco GAEN la Festa della Montagna
(EN.BA.) La seconda domenica di settembre per il GAEN
significa festa, la tradizionale Festa della Montagna presso
l’omonimo bivacco sul monte Belloro. Con un entusiasmo
che non è mai venuto meno anno dopo anno, ecco anche in
questa edizione l’intero gruppo del GAEN a predisporre tutto: preparare la polenta, gli strinù, affettare le formagelle
(fatte giungere a destinazione con il mezzo di trasporto della
tradizione, il mulo), farcire i panini, preparare deliziose torte. Altri invece allestiscono l’occorrente per i giochi pomeri-
diani dei bambini, momenti ludici incentrati sui temi della
natura. Al 42° anno dalla fondazione il Gruppo Alpinistico
Escursionistico Nossese non perde la consueta brillantezza.
Renato Rocca e sua moglie Maria, ma anche tutti gli altri,
si sono riuniti a lavorare per la buona riuscita della festa in
questa domenica 9 settembre che ha attirato al bivacco qualche centinaio di persone, nossesi, premolesi e anche tanti
altri. Consistente anche il numero dei bambini che hanno
poi partecipato ai giochi del pomeriggio.
PREMOLO
Nemmeno il diluvio ha fermato il Premol Beach...
(EN.BA.) Il Gruppo
Giovani ce l’ha fatta anche
quest’anno ad allestire
il torneo di beach volley
nella seconda metà di
agosto, attirando al campo
di atletica molti giocatori
e molto pubblico assiepato
sugli spalti.
“Il torneo è andato
benissimo, siamo
soddisfatti!”, racconta
Erica Titta, una delle
organizzatrici. “C’è sempre
stato un bel pubblico e le
partite si sono rivelate
entusiasmanti. Anche
il tempo ci ha graziato,
sempre caldo tranne una
delle ultime sere, giovedì,
durante la quale si sono
disputate le partite sotto
un acquazzone! A causa
dei due giorni di pioggia la
finale del misto prevista
per venerdì sera è stata
spostata alla domenica
pomeriggio: la giornata
è stata bella e il torneo
si è concluso più che
positivamente. Direi che il
momento più simpatico è
stato proprio quello sotto
la pioggia... i giocatori
hanno dimostrato
tenacia e sportività e lo
scenario era veramente
particolare!”. Resterà
impressa un’immagine di
un giocatore che sotto il
diluvio indossava costume
e cuffia: “Ha incarnato
lo spirito del torneo!”. I
vincitori del torneo misto?
“La squadra ‘Bene ma
non benissimo’ composta
da Ilaria Colotti, Diego
Armellini, Consuelo
Benzoni e Simone
Conti”. Le foto: Da
sinistra a destra - vincitori
torneo misto, vincitrici 3x3
femminile, vincitori 3x3
maschile
CERETE – DOMENICA 16 L’INGRESSO DE
Domenica 2 settembre le
due comunità parrocchiali di Cerete Alto e Cerete
Basso hanno salutato Don
Matteo Perico con una
solenne (e commovente) cerimonia. Dieci anni in Val
Borlezza, per Don Matteo.
E’ il parroco che ha avviato quasi silenziosamente
l’unità parrocchiale di cui
adesso il suo successore,
Don Sergio Alcaini dovrà completare il cammino
appunto di unione tra le
due parrocchie. Il saluto al
parroco che ha come destinazione Colognola, è stato
dato nel luogo dell’unità
vera tra le due parrocchie,
il Santuario di Novezio, nel
pomeriggio di domenica 2
settembre, con i saluti ufficiali del Sindaco Adriana Ranza, di un rappresentante del Consiglio
Pastorale, degli ex sindaci
Zaverio Oprandi e Gianfranco Gabrieli e dei collaboratori della redazione
Il saluto a Don Matteo, aspett
Araberara - 14 Settembre 2012
RIFACIMENTO DELLA CONTRADA BABES
ARISTEA CANINI
Alberto Bigoni e i sette cantieri ‘capitali’ che non sono come i ‘sette vizi capitali’ ma poco ci manca, nel senso che i
sette cantieri sono comunque grossi come
una capitale per un paese come Ardesio.
Alberto Bigoni, zitto zitto ma non quatto
quatto si è davvero rimboccato le maniche e dopo il primo anno passato a prendere le misure sta ribaltando il paese.
E adesso, sforna sette cantieri in un
mese, un vero record per i tempi bui che
corrono ma anche se i tempi fossero quelli dove tutto o quasi brillava saremmo a parlare di numeri da record.
Cominciamo dal primo cantiere:
“Lunedì 10 settembre sono cominciati i lavori alla contrada Babes,
andiamo a rifare completamente
la contrada che era davvero in uno
stato pietoso. Non era mai stata
toccata dal 1800, appena ci sono
salito per fare un giro e ho visto com’era ridotta mi sono
deciso a metterla subito nel
programma, è incredibile
come nessuno abbia mai
fatto niente per tutti questi
anni”.
Un lavoro da poco meno
di 125.000 euro che si è
aggiudicato l’impresa Paccani. Secondo cantiere: “La
piattaforma ecologica, quindi il nuovo centro di raccolta
dei rifiuti – spiega Bigoni – la
gara di appalto si conclude
il 20 settembre, e quel giorno
apriremo le buste, da quel
momento per la consegna del
cantiere ci vogliono 10 giorni
quindi per fine mese parte
anche il centro di raccolta.
Un’opera per cui abbiamo
fatto davvero i salti morta-
li”. E si tratta davvero di un megalavoro,
510.000 euro l’importo complessivo dei
lavori.
Terzo cantiere: “La sistemazione del cimitero del capoluogo – spiega Bigoni – la
fase di appalto si è conclusa e per l’ultima settimana di settembre cominceranno
i lavori. A breve ci sarà la consegna del
cantiere alla ditta. E qui siamo a 120.000
euro di lavori”.
Quarto, quinto e sesto cantiere: “Vanno
citati tutti e tre assieme anche se sono tre
cantieri diversi perché riguardano lavori
simili, andremo a rifare tre importanti
muri comunali che andavano rifatti per
mettere in sicurezza le varie zone del paese. Muri importanti e l’importo dei lavori si aggirerà sui 50.000 euro”.
Settimo e ultimo cantiere: “Andremo a concludere l’illuminazione del
nuovo tratto di marciapiede di Via
Carpignolo, la zona vicina all’accesso del paese, per intenderci dove c’è il
ponte nuovo, abbiamo rifatto tutto il
marciapiede e adesso finiamo l’illuminazione a led”.
Per i sette cantieri la somma
totale si aggira sugli 800.000
euro, una bella sberla di
soldi: “Ma nessun mutuo acceso – commenta soddisfatto Bigoni
– mi hanno criticato
tutti per l’avanzo di
amministrazione che
avevamo fatto lo scorso
anno ma io avevo lavorato
proprio per crearlo e adesso
i soldi vengono buoni. Facciamo tutte le opere senza accendere nemmeno un mutuo.
E per noi è un grosso passo
avanti”.
Insomma i vizi capitali Bigoni li sta trasformando in
virtù.
FINO DEL MONTE – LAVORI PUBBLICI
Lievita il costo del restauro
dell’ex convento.
I lotto, + 52.000 euro
L’opera che caratterizzerà il mandato del Sindaco Matteo Oprandi, il restauro dell’ex Convento di
Fino del Monte, ingrassa.
Spesa lievitata di 52.939
euro che alza il prezzo dei
lavori al netto del ribasso
d’asta e conseguentemente l’importo del contratto
passa da 436.185 euro
netti a 489.124 euro netti.
EL NUOVO PARROCO
tando Don Sergio
di “Comunità Cerete”.
Adesso le due comunità
accolgono domenica 16 il
nuovo parroco: alle 9.00
il primo appuntamento a
Cerete Alto, anzi proprio
al santuario di Novezio
(la festa della Natività di
Maria sarebbe l’8 settembre ma è stata anticipata
a domenica 2 proprio per
avere ancora il parroco in
carica). Alle 9.30 arrivo a
Cerete Basso alla chiesa di
S. Rocco. Corteo verso la
parrocchiale e alle 9.45 la
Messa solenne d’ingresso.
Poi il nuovo parroco tornerà a Cerete Alto, dove
verrà accolto in Piazza S.
Rocco (S. Rocco ricorre nei
due paesi) per celebrare
anche lì la Messa solenne
alle 11.45. Poi brindisi in
Piazza Martiri della Libertà e pranzo e nel pomeriggio alle 16.00 spettacolo in
onore del nuovo parroco.
(LE FOTO SONO DI
NELLO CAMOZZI CHE
RINGRAZIAMO)
Di certo non una bella
notizia in tempi in cui le
risorse vanno centellinate
al centesimo.
I lavori sono partiti proprio un anno fa preciso, il
18 settembre erano stati
presentati alla cittadinanza in pompa magna, e ora
hanno già bisogno di una
ritoccatina al rialzo delle
spese.
L’ex convento è stato
costruito nel 1520 e ha
chiuso i battenti a causa
di una riforma attuata da
Carlo Borromeo nel 1575.
L’edificio è poi passato in
mani private ed è rimasto
così fino all’acquisizione
pubblica iniziata con la
precedente amministrazione e ultimata dal Sindaco Oprandi.
I lavori per il restauro
del primo lotto dovevano
già essere conclusi almeno
stando alle rosee aspettative dell’amministrazione.
“Se partiamo a settembre
con i lavori spero di realizzare il primo lotto alla
scadenza di un anno solare” aveva dichiarato ad
Araberara Oprandi.
Il secondo lotto dei lavori dovrà quindi aspettare
ancora un po’…
ARDESIO / 2
Alpe Corte. Bigoni cala il jolly:
“Consorzio fra tutti i proprietari
e rilanciamo la strada”
In questi giorni si è tornati a
parlare di Alpe Corte, o meglio della
strada di accesso. Qualcuno aveva
polemizzato sulle condizioni del
tratto di strada che porta ad Alpe
Corte e anche Paolo Valoti del Cai
aveva dichiarato che il problema di
Alpe Corte era proprio la strada.
“Non voglio fare polemica – ribatte
il sindaco Alberto Bigoni – ma
è strano che si lamenti anche
qualcuno del Cai visto che stiamo
facendo un grosso lavoro per
sistemare la strada e lo stiamo
facendo di concerto proprio con il
Cai”.
Un lavoro che riguarda anche…
mediazioni importanti: “Sì, il 29
settembre faremo un’assemblea
con tutti i proprietari della strada,
e sono circa 200, per chiarire gli
sviluppi della situazione e cercare
di far partire un Consorzio che
permetta finalmente una gestione
della strada”.
Perché il problema delle strade di
montagna è che i proprietari sono
sempre tantissimi, a volte troppi
per andare d’accordo: “Perché poi
alla fine quando si deve spendere
qualche soldo per la manutenzione
nessuno vuole mai mettere mano al
portafoglio – continua Bigoni – con
il Consorzio si riesce a gestire la
strada come fosse un condominio e a
ripartire i costi ma anche i vantaggi
su tutti. Stiamo lavorando per
attivare questo consorzio, non so se
riusciremo, ma ci proviamo”.
AltaValle Seriana
Ardesio e i sette cantieri ‘capitali’:
in un mese si ribalta il paese
19
Araberara - 14 Settembre 2012
AltaValle Seriana
VILLA D’OGNA/2 – DOMENICA 23 SETTEMBRE
L’addio di don Luigi Zanoletti
VILLA D’OGNA/1 - DOMENICA 14 OTTOBRE
L’ingresso di Don Riccardo Bigoni
Villa d’Ogna si sta preparando. Un autunno di cambiamenti importanti sul fronte Chiesa, in attesa poi della primavera
che invece vedrà i cambiamenti sul fronte
amministrativo.
E’ stata definita
in questi giorni
l’entrata del nuovo parroco Don
Riccardo Bigoni, attualmente
curato di Alzano:
domenica 14 ottobre farà il suo
ingresso ufficiale.
In paese fervono i
preparativi curati da Don Eros,
parroco di Piario
e amministratore parrocchiale
di Ogna che lascia quest’ultimo
incarico proprio
a Don Riccardo.
L’11
settembre
don Riccardo Bigoni ha giurato
nelle mani del
vescovo mentre
il 13 settembre
è stato don Luigi Zanoletti a
giurare per il suo
nuovo incarico a
Gazzaniga.
Don Luigi che saluterà il 23 settembre il
paese con una Santa Messa solenne e poi
tutta la comunità si riunirà per un pranzo
comunitario dove sarà presente anche l’attuale amministrazione guidata da Angelo
Bosatelli.
Don Riccardo, classe 1975 è stato salutato dai suoi ragazzi domenica 9 settembre
ad Alzano: “Ne parlano tutti molto bene –
fanno sapere dall’amministrazione – porterà sicuramente nuovi stimoli e darà un
impulso nuovo, ha appena finito di gestire
un oratorio e si trova un nuovo oratorio
appena realizzato da gestire. E
poi Don Riccardo
diventerà parroco
di Ogna, Villa,
Nasolino e Valzurio, un’unione
importante per la
zona”.
Un unico parroco quindi per
4 comunità. Don
Riccardo,
nato
a Clusone il 14
febbraio del 1975
è stato ordinato sacerdote il 3
giugno del 2000 e
proprio dal 2000
è curato di Alzano Maggiore.
Per Don Riccardo la prima
parrocchia vicino
a casa, un impegno importante
per un paese che
ha appena inaugurato uno dei
più grandi oratori della zona,
e Don Riccardo è stato appunto Direttore
dell’oratorio di Alzano Maggiore, la parrocchia della Basilica, perché Alzano ha
cinque parrocchie e andrà a coprire anche
gli altri tre centri della Valle.
Già da alcuni anni Nasolino e Valzurio
avevano un parroco ad interim (quello di
Piario), e anche a Ogna il parroco manca
da alcuni anni. Adesso tocca a Don Riccardo unire le quattro comunità.
Don Luigi Zanoletti se ne va e saluta la sua Villa d’Ogna.
Don Luigi domenica 23 settembre
celebrerà la sua ultima messa da parroco a Villa d’Ogna e pranzerà assieme
alla sua gente in oratorio.
Don Luigi Zanoletti, nato ad Ardesio il 3 ottobre del 1962, ordinato il 21
giugno del 1986, che poi è stato a Carvico e
Zogno prima di diventare parroco di Villa dal
1999.
Don Luigi, considerato oltre che un
ottimo parroco anche un grande economo è stato chiamato a guidare Gazzaniga che si vocifera abbia un grosso
buco di bilancio, insomma, bisogna
risanare anche i bilanci.
Don Luigi lascia Villa d’Ogna dove
ha appena inaugurato una grande
struttura che ha visto il taglio del nastro pochi
mesi fa, il 6 maggio alla presenza del Vescovo
Monsignor Francesco Beschi.
VILLA D’OGNA
PGT, due grosse aree edificabili:
AL PIO LEGATO E ALLE SUORE
Impegnati su due fronti: cambio parroco e
cambio sindaco, sta passando un po’ in sordina la ‘nuova Villa d’Ogna’, che poi sarebbe il nuovo PGT che è stato adottato nelle
scorse settimane. Un PGT conservativo ma
con due nuove aree edificabili inserite e che
sono una grande area del Pio Legato Bettoncelli e un’area di proprietà delle suore
di Ogna: “Il Pio Legato – spiega un addetto
ai lavori – avendo volumetria disponibile
potrà così andare a riqualificare meglio il
proprio patrimonio mentre le suore di Ogna
decideranno cosa fare, potrebbero anche
vendere il terreno che è in una posizione interessante. Per il resto è un PGT che mira a
conservare quanto già c’è e a riqualificare
l’esistente”. Adesso i cittadini hanno tempo
di presentare le proprie osservazioni sino al
5 novembre, poi si va alla definitiva approvazione.
RISPOSTA ALLA LETTERA DI MARIO FURIA
Le vere “lezioni” sulla natura
Ho avuto modo di leggere la lettera inviata al
Vs. giornale da Mario Furia relativa ai “cacciatori di Farfalle” nel Parco dello Orobie, nella
quale l’autore mostra non poche perplessità su
tali iniziative. Mi congratulo con il contributo
che l’autore ha voluto dare in quanto mostra un
raro esempio di inossidabilità e perseveranza nel
sostenere teorie non sempre condivise/condivisibili. E’ molto interessante osservare come tutti
quelli che capiscano le “cose della natura” sono
i suoi amici e, per contro, tutti gli incapaci ed
ignoranti siano le persone che a Furia non sono
gradite. Il caso mi sembra più unico che raro ma
non ho gli elementi per giudicare e, devo dire,
nemmeno l’interesse ad andare a fondo alla questione che penso interessi poco anche i lettori di
questo giornale.
Mi preme tuttavia fare alcune considerazioni
sull’esperienza vissuta quest’estate a Capanna
2000 nell’ambito delle manifestazioni di Parco-
vivo, ebbene sì posso dire: “c’ero anch’io”.
La serata del 4 agosto si è infatti tenuto un laboratorio per mostrare agli interessati le modalità di campionamento e di studio degli insetti.
La serata ha avuto una trentina di partecipanti di
varia estrazione, tutti piuttosto interessati anche
all’escursione del giorno seguente. Gli intervenuti hanno potuto rendesi conto degli studi in atto e
delle peculiarità faunistiche del nostro territorio
osservando da vicino e valutando i criteri distintivi di specie che spesso, da esperti con altre competenze, vengono raggruppati nelle tre grandi
categorie dei “Baunì, Balorès, Barbei”.
Ritengo sia stata una iniziativa interessante
e, senza entrare nel merito di chi è autorizzato a
dispensare “lezioni sulla natura”, penso sia stata
gradita anche a quanti hanno partecipato.
Il direttore del Museo di Scienze Naturali “E.
Caffi”
Dr Marco Valle
20
Val di Scalve
COLERE
Il saluto a Don Fabio
L’ingresso di Don Antonio
Due domeniche di festa a Colere. Il saluto al parroco
che se ne va, Don Fabio Trapletti che lascia Colere
dopo cinque anni, successore del parroco storico Don
Ampelio Fenili e diventa parroco di Lallio (ingresso il
30 settembre) con qualche punta di polemica sulle associazioni “che mettono solo targhette” (il riferimento
indiretto è stato attribuito al potente Gruppo Alpini con
cui il parroco non ha avuto feeling). Il saluto è stato
fatto domenica 9 settembre: dopo la Messa solenne un
buffet comunitario in Oratorio per salutare più informalmente il parroco uscente. E adesso si prepara l’ingresso del nuovo parroco, Don Antonio Locatelli che
è stato finora curato a Chiuduno, grande appassionato
di montagna e quindi a suo agio sotto le “quattro matte” della
Presolana che fanno da sfondo a Colere.
VILMINORE – PARROCCHIE
L’arrivo di Don Alessandro
Settembre di partenze e arrivi nelle parrocchie scalvine. Oltre a Colere a Vilminore si aspetta l’arrivo (da
Castione) di Don Alessandro Baronchelli che però dovrebbe in teoria aspettare la partenza di Don Sergio Alcaini che farà il suo ingresso solenne nelle due parrocchie di Cerete Alto e Basso domenica 23 settembre. E’
un problema logistico (andrà ad occupare l’appartamento lasciato libero da Don Sergio). In realtà non si tratta
tanto di questo, in quanto Don Sergio dovrebbe essere in
Val Borlezza per l’apertura delle scuole e quindi dal 12
settembre è di stanza in Val Borlezza. Il problema vero è
amministrativo: a Castione, che Don Alessandro lascia
da parroco, doveva essere nominato un “amministratore” che la scorsa settimana non aveva ancora un nome, quindi
prima di lasciare Castione Don Alessandro doveva comunque
aspettare il sostituto (nelle tre parrocchie di Castione, Bratto e
Dorga c’è il progetto di Unità pastorale). Le foto: in alto don
Alessandro Baronchelli e sotto don Sergio Alcaini
UN VOLUME CHE SARÀ
PRESENTATO A SCHILPARIO
Il Diario di Don Spada sul Concilio
“Gaudet Mater Ecclesia” sarà il titolo del volume che è
in stampa in questi giorni e verrà presentato in occasione del
50° anniversario del Concilio Vaticano II. Si tratta di un diario
che Mons. Andrea Spada, chiamato da Papa Giovanni XXIII
come “perito” al Concilio ha steso durante i lavori della prima
sessione del Concilio stesso. Verrà presentato a Bergamo il 12
ottobre, poi il 19 ottobre a Sotto il Monte e il 1 dicembre a
Schilpario, in occasione dell’anniversario della morte di Don
Andrea e probabilmente anche a Roma. Due versioni, una più
breve, edita da L’Eco di Bergamo e una versione completa con
molto più materiale per conto, curiosamente, del “Centro Studi
Valle Imagna” con la collaborazione essenziale dell’Associazione Amici di Don Andrea Spada” di Schilpario, proprietaria
del manoscritto del Diario di Don Andrea. Il libro è stampato
dalla Graphiscalve di Vilminore.
Araberara - 14 Settembre 2012
I SOCI DI MAGGIORANZA NON INTENDONO METTERCI ANCORA SOLDI
Fermi gli impianti di Colere:
la Sirpa deve essere ricapitalizzata.
Si cercano compratori o nuovi soci
“Si cercano compratori”. La
SIRPA, la società storica degli
impianti di Colere è esposta per
centinaia di migliaia di euro e
gli Stabilini (Angelo e Vanni)
e i Visinoni (Lino, Tarcisio e
Vito), che detengono le quote di
maggioranza, non hanno intenzione di ricapitalizzare. Hanno
cercato di ottenere finanziamenti e nuovi soci, hanno sollecitato il Comune che, sostengono,
ha molti vantaggi ed è anche
socio della società. Poi hanno
preso contatto direttamente con
il gruppo capitanato da Guido
Dallagrassa che a Colere sta
costruendo un piccolo villaggio
sotto Carbonera, dove c’è la partenza degli impianti. Ma i Dallagrassa hanno risposto picche. Così come la Finsise spa, di Italo
Lucchini, il potente commercialista di Bergamo, anche lui azionista ma di minoranza. I dipendenti della Sirpa ci fanno sapere di
non ricevere lo stipendio da mesi, aspettano gli eventi. I contatti
con la Banca Popolare di Sondrio (sede a Vilminore) sono stati
deludenti: “Se non ci credete voi mettendoci i soldi, perché dovremmo metterceli noi?”, avrebbero risposto. Anche i contatti con
l’imprenditore Tarcisio Bettoni, titolare degli impianti di Dezzo
e delle Borlezze non hanno dato risultati. Gli azionisti di maggioranza della Sirpa avrebbero minacciato come soluzione estrema
di… portare in Tribunale i registri. Il che spianerebbe la strada,
secondo ipotesi sottotraccia, a nuovi investitori. Si era appena disinnescata la polemica su chi sia il proprietario della prima seggiovia storica, quella tra Carbonera e Polzone. Quando nel 1982
a Gibelli sono subentrati gli Stabilini e i Visinoni la convenzione
è stata rifatta ma il vincolo dei 25 anni che appariva prima (dopo
25 anni di affitto la seggiovia
passava dal Comune alla società) non è stato inserito. Dopo un
contenzioso di anni, i 30 mila
euro di arretrati non sono stati
versati materialmente al Comune, ma in pratica il Comune li
conteggia come quote sue nella
nuova società, la Berghem Ski.
Il piccolo particolare è che se la
Sirpa fallisse, e non subentrassero compratori in tempi brevi, lo
stesso progetto della Berghem
Ski con i collegamenti con Lizzola, andrebbe a farsi benedire e
il Comune di Colere perderebbe
il valore delle sue quote.
Nel frattempo la prima rata
dell’affitto della seggiovia di Carbonera quest’anno è stata versata al Comune. “Ma l’ultima stagione ha comportato circa 600
mila euro in meno di entrate, soldi che servivano per pagare il
personale anche questa estate, in preparazione della nuova stagione”. La carta che Stabilini/Visinoni hanno cercato di giocare
è stata dunque quella di forzare la mano ai Dallagrassa (il valore
delle nuove case è condizionato dagli impianti) e al Comune. Ma
il sindaco Franco Belingheri non è mai stato molto “amico” degli Stabilini e sta alla finestra, probabilmente sperando proprio
che salti il banco per poi mettere in moto nuovi compratori (lo
stesso Lucchini?) che vorrebbero la maggioranza per controllare
effettivamente la società.
Conclusione? Non c’è la parola fine agli impianti di Colere.
Sembra più prossima la fine del primo tempo. Se ci sarà o meno
un secondo tempo non si sa.
Intanto anche nell’indotto si hanno le prime conseguenze. Le
leggete nelle parole del presidente dello Sci Club Colere.
SEI SQUADRE DI CALCIO, SEI (FORSE SETTE) SQUADRE DI PALLAVOLO
E’ partita Poliscalve Sport
unione di tre società sportive
Il miracolo è ancora “sub conditione”, nel senso che
sarebbe avvenuto ma potrebbe ancora avere colpi di
coda inaspettati. E’ nata nel luglio scorso (2 luglio) la
“Poliscalve Sport” che va a fondare alcune società
sportive storiche della valle di Scalve: l’A.C. Val di
Scalve (calcio), la Valdiscalve volley (pallavolo) e
il G.S. Colere (calcio e pallavolo). Un lungo anno
di incontri, discussioni e alla fine il varo della nuova società sportiva che fonde le altre. Più di 220 tra
bambini, ragazzi e giovani divisi in 6 squadre di calcio
e 6/7 squadre di pallavolo (dipende se si riesce e varare
la squadra delle “Libere”).
Calcio: gli Esordienti e i Pulcini (7 giocatori) giocheranno sul
campo di Colere la domenica pomeriggio, i Giovanissimi, gli Allievi, i Cadetti e la Terza Categoria (11 giocatori) giocheranno sul
campo di Vilminore. A capo della nuova società è stato eletto Marco Romelli detto “Montero”, 35 anni: “mi hanno eletto perché
CAROVANA NELLE PREALPI 28-29-30 SETTEMBRE
non accettava nessun altro la carica”, dice con modestia.
In realtà è stimato da tutti. C’è un Consiglio di amministrazione di 12 consiglieri. Fuori dalla società ci
sono altre due squadrette di calcio che giocheranno
sul campo di Vilmaggiore, sono gli S.S. di Schilpario e i “Figli di Caniggia” di Vilminore. Perché sub
conditione allora? Perché già nella riunione prossima si deve discutere dove giocheranno le squadre di
pallavolo. Le strutture adesso non mancano, ci sono
palestre a Vilminore, Colere e Schilpario. Giocatori
iscritti provengono da tutti i quattro Comuni della Valle
di Scalve. Gli allenatori son tutti volontari. Come è avvenuto
il miracolo della fusione? “Diciamo che erano tutti in difficoltà
nel formare alcune squadre di categoria, le risorse erano scarse,
unendosi si risolvono molti problemi”. Comunque un anno di incontri e discussioni una volta tanto hanno partorito molto di più
che il classico… topolino.
SPORT INVERNALI
Tre giorni sui sentieri della valle Gli Sci club invece si moltiplicano
Anche quest’anno SerianAmbiente e la Sottosezione del CAI della Valle di Scalve organizzano una tre giorni alla scoperta della Valle di
Scalve per percorrere quei sentieri che portano
il tracciato di secoli a contatto con la quotidianità. Visitando i luoghi nei quali il tempo ha inciso
la storia di questa valle, incontreremo le persone
che questa stessa storia continuano a scriverla
ogni giorno. Tra le nostre tappe ci saranno infatti:
le miniere di Schilpario, dove per decenni lavoro
e fatica hanno dato sostegno a tante famiglie; la
diga del Gleno: un sogno che si fa tragedia; la
Latteria Montana di Scalve: una risposta concreta ad una montagna sempre più violentata.
Nel nostro percorso di quest’anno mancherà
forse la magia del rifugio in alta quota, ma avremo in compenso l’opportunità di apprezzare e
condividere l’ospitalità di una comunità che è
parte viva della montagna.
Venerdì 28 settembre: Ritrovo alle ore 8,00
presso la chiesetta di San Carlo (a metà strada
tra Vilminore e la frazione di Bueggio). Partenza sul sentiero 410 che, passando in località
Corne Strette, arriva fino ai ruderi della Diga del
Gleno, a 1534 mt di quota. Qui si assisterà alla
spiegazione del disastro avvenuto alle ore 7,00
del 1°Dicembre 1923. Pranzo al sacco. Nel primo pomeriggio si procederà sul sentiero 411 che
porta alla frazione di Pianezza. Sosta per ascoltare la spiegazione dell’orologio romanico campanario a sei ore. Si riprenderà quindi la discesa
sui vecchi sentieri delle cappellette che arrivano
al capoluogo di Vilminore di Scalve, di cui visiteremo il centro storico. Riprenderemo quindi la
camminata con destinazione l’Alboreto Alpino di
Bueggio, presso il quale potremo godere di una
visita guidata e di un piccolo ristoro. In previsione della cena ci sarà il laboratorio di “scarpinocc” presso la baita del CAI di Brignano, dove
si pernotterà.
Sabato 29 settembre: Partenza, alle ore 8,00;
si risalirà il sentiero nel bosco che porta alla
piccola frazione di Pianezza, per proseguire poi
verso la baita di Comen. Si passerà quindi sopra
la località Ronchi; da qui, attraversando il fiume
Tino, arriveremo sopra la frazione di Vilmaggiore per poi scendere a visitare la latteria Montana
di Scalve. Nel primo pomeriggio si riprenderà la
marcia sul sentiero della Manna, che passa sopra
Barzesto, per arrivare in località Ronco. Si proseguirà quindi sul sentiero 413, fino alla cascata del
Vò. Prendendo infine il sentiero della Linea, arrivemo a Schilpario, per cenare e pernottare presso
la casa Regina dei monti.
Domenica 30 settembre: Partenza ore 8,00
per la bellissima pineta delle piste di fondo e
arrivo alle miniere dei Campelli. Dopo la visita
alle miniere ci sarà il pranzo a base di prodotti
tipici scalvini e infine… i saluti e un arrivederci
al prossimo anno!
Attrezzatura consigliata: scarponcini da trekking, mantella, sacco a pelo, almeno un cambio
pesante, pranzo al sacco per il primo giorno.
Costo: € 60,00 cadauno, bambini sotto i 14 anni
€ 30,00. Prenotazioni: entro il 20-09-2012 all’indirizzo [email protected] oppure chiamando il 3470338139 (Roberto) e il 3382010461
(Oreste ).
Per tre società sportive (calcio e pallavolo) che si fondono, visto che si viaggia su neve
e ghiaccio da due si passa a
quattro per gli Sci Club. Infatti a fianco degli storici Sci
Club Colere (discesa) e Sci
Club Schilpario (fondo e discesa) sarebbero nati altri due
Sci Club, ambedue con sede a
Schilpario, uno dalla scissione
di uno Sci Club lontano, quello
di Orezzo “Orobie Ski team” e
l’altro “Scalve Ski mooving”
nato da una scissione dello Sci
Club Colere con Fulvio Belingheri in dissenso nella scelta
degli allenatori.
Il “parco giovani” è limitato
ma evidentemente nello Sci
gelosie e ambizioni invece di
fondersi si congelano e si frammentano.
Diego Belingheri presidente
dello Sci Club Colere è preoccupato: “Lo Sci Club di Fulvio
ci ha portato via metà bambini.
Ma non è questo il problema, è
quello degli impianti. Ad oggi
non sappiamo se aprono, ho
prenotato le due gare tradizionali di Colere del circuito
provinciale, ho programmato i
corsi di sci, ma qui non si capi-
sce niente, se non aprono a Colere saremo costretti ad andare
al Passo della Presolana”.
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o rotti, in denaro contante presso il negozio affiliato Gold 2000
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21
Lovere
LA MINORANZA DI
“Finite le ferie restano
i soliti problemi.
L’ex Enaip condiziona
tutti i lavori”
Si riparte. Ed è una ripartenza da dove ci si era lasciati. Tutto come prima, se non peggio. Almeno a sentire Riccardo Vender e la minoranza de ‘Per il bene
Comune’: “I problemi di prima – comincia Vender – ci
sono anche adesso dopo le ferie. I parcheggi alle Reme
ho letto che ancora una volta slittano, ma forse si poteva già capirlo
dalle richieste dell’impresa Schiavi e dalle sue difficoltà quando ha
chiesto la riduzione di oneri e lo slittamento dei pagamenti, se si vedono queste titubanze su un progetto
piccolo figurarsi su quanto previsto
dal PGT”.
E sul tavolo c’è sempre la questione Enaip: “Che non so nemmeno
Riccardo Vender
quanto sia condivisa e comunque
anche la difficoltà di far partire piccoli lavori secondo
noi deriva dal fatto che si fermano risorse importanti
che potrebbero essere dirottate su altro. Per esempio anche il caso del marciapiede che doveva essere realizzato
in via Donizetti e che sinora non è stato fatto potrebbe
essere condizionato dai fondi che devono essere destinati all’acquisto dell’ex Enaip. E poi siamo alle solite,
sul tavolo sono rimasti gli stessi problemi, dai box invenduti in Trello, al problema delle Reme al problema
dell’Enaip, insomma è ancora tutto sul tavolo e alla fine
del mandato non manca poi molto”. E sull’Enaip Vender
è pessimista: “Non manca molto tempo alla scadenza
del mandato, e se tutto dovesse andare bene come dicono
loro, riuscirebbero giusto ad acquistarlo dalla Provincia
ma non avrebbero il tempo di destinarlo a nuove sedi
come avevano previsto”.
» IL DIRETTORE AMEDEO AMADEO
NON SI CHIUDE
Araberara - 14 Settembre 2012
22
L’OSPEDALE DI LOVERE
SBAGLIATI I CONTEGGI “ED È IN PAREGGIO”
LETTERA
La questione ospedale di Lovere tiene
banco. Quando il nome del nosocomio è
apparso sull’elenco degli ospedali a rischio
chiusura diffuso dalle associazioni sindacali medici, operatori e pazienti hanno
avuto un sobbalzo.
Preoccupazione anche da parte del direttore generale Amedeo Amadeo che
dopo una verifica nei piani alti della Regione smorza la preoccupazione: “Per ora
il pericolo non c’è – spiega il direttore generale – l’elenco che è stato diffuso doveva
essere verificato nei termini dei posti letto
dalla Regione e così è stato fatto e non è
arrivato nulla che faccia ipotizzare una
chiusura dell’ospedale di Lovere”.
Cosa è successo? “Sono sbagliate le
schede diffuse sui posti letto e non esistono
comunque delibere in merito su ipotetiche
chiusure di Lovere anche perché per decidere che ospedali chiudere non ci si basa
solo sui posti letto ma anche su altri criteri
a cui la Regione deve attenersi. Ci potrebbe
essere un pericolo nel caso in cui vengano
RETROSCENA
Il PD di Lovere? Si fa in tre (teste)
Il drago dalle tre teste. Va bene che la divisione porta
discussione e la discussione porta crescita ma forse si esagera. Così a Lovere il Partito Democratico si sta dividendo in tre
scuole di pensiero, altro che Matteo Renzi e Pierluigi Bersani che
almeno sono in due, Lovere anche
in questo caso precorre i tempi e
così, come nel compromesso storico che aveva anticipato l’alleanza
PCI-DC ai tempi del professor
Martino chissà se anche questa
divisione in tre tronconi non anticipa un’ulteriore divisione anche a
livello nazionale. Cosa sta succedendo?
“Che Lorenzo Taboni – racconta un esponente del PD – ha
un’idea diversa sul come dirigere
la prossima campagna elettorale
che va a cominciare e anche sui
rapporti da tenere con l’attuale
maggioranza. Taboni vorrebbe un
po’ più di… durezza e invece qualcun altro, la cosiddetta corrente
di Tersillo Moretti, preferirebbe
avere rapporti più ‘cordiali’ con
il sindaco Giovanni Guizzetti e con la giunta. Insomma, un
po’ come era già successo anni fa
quando Vasco Vasconi era sindaco
e si è ritrovato contro una parte del
PD che addirittura lo aveva invitato a dimettersi, allora Lorenzo Taboni era vicesindaco.
Insomma, le ruggini sono antiche, il tempo ha provato a
ripianarle ma i continui attacchi della maggioranza a Taboni e al passato non vanno giù a uno come lui che è stato
parte attiva della politica loverese
degli ultimi decenni”.
Quindi? “Quindi si vive da separati in casa gestendo così male
anche i rapporti con il terzo PD”,
quel Roberto Zanella che siede
nell’altra sponda, in giunta con
l’incarico più importante, quello
da assessore all’urbanistica: “Perché il gruppo di Moretti vorrebbe
avere un dialogo con l’assessore
ma qui si scontra ancora una volta
con Taboni, insomma siamo tutti
divisi”. E da parte sua Roberto Zanella non ha mai fatto mistero di
essere tesserato del PD ma anche
di non gradire le altre ‘due teste’
del partito. E adesso si comincia
a parlare di campagna elettorale
e anche qui le divergenze sono già
sul tappeto: “Perché un gruppo
vorrebbe cercare figure fuori dai
partiti, giovani e rinnovare tutto, un po’ come è successo a Costa
Volpino ma il rischio è quello di
tornare a fare l’errore dell’ultima
volta quando è stato candidato in
zona Cesarini Gigi Caroli. Quello
che va bene in un paese come Costa Volpino non è detto che vada
bene a Lovere e anche qui Taboni
ha un’idea diversa, insomma, non si trova la quadra”. Insomma, il drago dalle tre teste fa i capricci.
riviste le Province”. Cioè? “Cioè se, come
se ne parla da tempo, alcune Province dovessero essere soppresse si mischierebbero
le carte e tutto può succedere nel senso
che anni fa Lovere fu salvato solo perché
l’ospedale di Esine che era appena stato
creato non era in provincia di Bergamo
ma di Brescia. Ma anche qui potrebbe non
nascere il problema perché Lovere ha un
pareggio di bilancio perfetto, non c’è senso nel chiudere un ospedale che non è in
rosso”.
LA STORIA
CHE FINE HA FATTO LA...
Cappella del Santo (XVI secolo)?
Oggi quasi più nessuno
transitando lungo la via che
da Lovere conduce a Corti, a
mezza strada fra Lovere ed il
cimitero, ricorda una cappella
sospesa sulla roccia senza alcun accesso, che esisteva sino
a pochi anni fa. Quelle 62 pietre numerate e poste provvisoriamente a ridosso del muretto
del cimitero, poi dopo diversi
anni, tolte da quella posizione
ben ordinata, sono finite nel
giardino-cortile delle scuole ex
elementari di via XX Settembre. Qualche pezzo di pietra si
può intravedere dalle inferriate
di via Cesare Battisti, quei pochi pezzi non ancora coperti
dall’erba e da altro. Migliore
sorte ha avuto la cupoletta del-
la Cappella, che si trova alla
Tadini. Don Alessandro Sina
nel 1926 ne ‘La Parrocchia di
Lovere’ parla della Cappella
del Santo e scrive: “…contiene un buon affresco del secolo
XV, ha la forma ottagonale, ed
è tutta di pietra lavorata. La
sua costruzione risale alla fine
del secolo XVI, ed il disegno fu
imposto da San Carlo Borro-
meo. Questa Cappella, eretta
con le elemosine dei fedeli, fu
tenuta fino a poco tempo fa in
grande venerazione”. Per anni
la Cappella del Santo è rimasta
tagliata fuori dal passaggio dovuto all’abbassamento e allargamento della strada. Il Pilati,
della sua visita del 2 ottobre
1573 scrive: “Esiste una cappella incominciata presso la
via pubblica fuori dalla terra
di Lovere verso oriente, dove si
fanno più offerte, che vengono
amministrate da due deputati e
possono assommare a 200 lire
all’anno….”. La Cappella era
stata appena incominciata ed
era pressochè finita nel 1580,
quando venne visitata da San
Carlo o più probabilmente da
un qualche suo convisitatore. Negli atti
della visita, infatti, si ordina che vengano
entro un mese posti i battenti, con grate di
ferro nella metà sopra, con chiavistello a
chiave. La cappella venga coperta con fornici e con una lanternetta munita con piccole finestre con vetri. Venga rinfrescata la
figura del Santo che porta la croce e venga
coperta con vetri chiari. Si costruisca un
pavimento di pietra e si imbianchino tutte
le pareti… Della cappella del Santo non
c’è più traccia, è stata smontata per allargare la strada… I resti come si vede dalle
foto sono stati abbandonati a lungo nel cortile dell’Itis di Lovere.
(archivio storico Giuliano Fiorani – Lovere)
LETTERA - VIA VALLE SERIANA E LAVORI MAI COMPLETATI
Completate il nostro Parco!
Gentile signor Direttore,
sono un ragazzo sedicenne di Lovere e le
scrivo per parlare del parco “Villaggio Borlezza”. Questo parco fu promesso dall’attuale amministrazione comunale e fu presentato come uno dei progetti più importanti per
migliorare la vivibilità della zona dei Frati.
Sono ormai passati tre anni e più, ma il
parco risulta ancora incompiuto; mancano
una fontana, il collegamento con via Parte
e l’illuminazione, cose che rientravano tutte
nel progetto.
In questi tre anni, ho provato a sollecitare il sindaco e l’amministrazione comunale, al fine di risolvere questo sgradevole
problema, ma sfortunatamente non mi sono
arrivate risposte, mi è solo stato detto che
c’erano cose più importanti da fare.
Ebbene noi, come cittadini della zona frati, non chiediamo nulla di speciale, visto che
per esempio i giochi del parco sono quelli che
si trovavano al parco del Trello e che erano
stati rimossi durante il lavori, per poi però
rimetterne di nuovi in quest’ultimo.
Fatto sta che l’illuminazione è una cosa
fondamentale ed essenziale, poiché la sera
non si vede davvero nulla e se per disgrazia
qualcuno si facesse male, la colpa ricadrebbe sul comune.
Con queste parole spero di aver convinto
qualcuno ad intervenire al più presto, sia
perché come si dice è meglio prevenire che
curare, mettiamo che qualcuno si facesse
male, sia perché adesso siamo stanchi di
promesse non mantenute.
La nostra zona è sempre stata dimenticata e considerata come l’ultima ruota del
carro, ma vorrei ricordare al sindaco che
anche noi, in qualità di cittadini, versiamo
le tasse al comune di Lovere come qualsiasi
altro concittadino.
Non chiediamo di certo i lampioni del porto, o le fontane del centro storico, o la pavimentazione in porfido, vogliamo semplicemente le cose che ci erano state promesse.
Siamo davvero stanchi! Cordialmente
Matteo Torri
Via valle Seriana Lovere
Dall’alto verso il basso: attacchi per i
lampioni - luogo dove doveva sorgere il
collegamento con via Parte - attacchi per
i lampioni
LA SEGNALAZIONE
Una strada? No, un percorso di guerra
La strada che prende
il nome di Monte di Lovere se ne sta lassù, tra
Bossico e Lovere, una
delle zone più turistiche del lago, il Comune
è quello di Lovere però,
per arrivarci bisogna
percorrere una strada
piena di buche, l’auto
sulla quale viaggiamo
sbatte a destra e sinistra
dopo che le ruote si infilano dentro le buche. Ci
fermiamo e percorriamo
l’ultimo tratto a piedi. Ci
vengono incontro alcuni
residenti: “La strada è
questa e nessuno fa niente – spiegano – qualcuno
di noi è stato in Comune
a Lovere per chiedere almeno di tappare i buchi
ma niente da fare, la risposta è sempre la stessa
‘non ci sono i soldi’. Saremmo anche disposti se
ci danno il materiale a si-
stemare noi il terreno ma
anche questa proposta
è caduta nel vuoto”. La
zona è suggestiva, pinete, altopiani e molte doppie case prese d’assalto
soprattutto nei weekend
estivi ma ci sono anche
due attività commerciali, un agriturismo e una
rivendita di formaggi che
sono le più penalizzate:
“Quest’estate – racconta
un proprietario di una
seconda casa – diverse
persone che salivano per
andare all’agriturismo
sono tornate indietro e
sono andate a mangiare
da un’altra parte perché
la strada rovinava le loro
auto”.
E intanto le buche rimangono lì a far compagnia ai 7 residenti, alle
due attività e alle molte
seconde case, in attesa di
tempi migliori.
Trello e
il Canto
delle Sirene
Chiunque di voi abbia desiderato di poter
ascoltare almeno una volta nella propria vita
il canto magico delle sirene sappia che il suo
desiderio può essere facilmente esaudito.
Non serve andare per mari e per luoghi
lontani e misteriosi, non serve seguire rotte sconosciute o approdare in lidi perigliosi
e neppure affrontare mostruose creature
marine, no, basta solo spostarsi in via 4 Novembre Trello Lovere, in un qualsiasi punto
della strada che dalla piazzetta Trello porta
alla Bif.
Per dovere di cronaca devo dire che le sirene non sono più quelle di una volta , meravigliose creature metà donna e metà pesce che
ammaliavano con il loro canto i naviganti.
I tempi sono cambiati e molto, i naviganti
sono ormai scomparsi, la melodia ormai non
incanta più nessuno sostituita da suoni più
metallici, e le sirene ???? ebbene si anche
loro nel corso degli anni sono cambiate e
molto.
Hanno scelto, per allietare le nostre notti
e i nostri giorni, proprio la via 4 novembre e
84 si sono trasformate in tombini , si tombini, ben 84 posizionati nei 200/250 metri che
congiungono la Piazzetta trello alla “Bif” (+
3 grate che attraversano in senso orizzontale la strada per la raccolta dell’acqua piovana e forse per il passaggio della stessa sono
silenziose)
Questa strada che è un doppio senso offre
quindi la possibilità di costruire una melodia (combinazione di suoni). Come si ottiene
la melodia ??? semplice : le note variano a
secondo, che la stessa venga percorsa in un
senso piuttosto che in un altro, oppure in
base alla velocità dei veicoli che l’attraversano e alla dimensione degli stessi.
Visto che ormai gli autoveicoli pesanti
sono largamente diffusi la melodia ottenuta
è un fracasso costante e continuo e quindi
non è assolutamente una musica per i nostri
padiglioni auricolari.
Senza entrare nel merito della necessità
di posizionare in uno spazio così ridotto un
numero così elevato di tombini (come possiamo noi poveri cittadini che ignorano mettere
in discussione le scelte tecniche dei tecnici ,
nella migliore delle ipotesi le dobbiamo solo
subire) credo che se proprio non possono essere eliminati che siano almeno silenziosi.
Coloro che vivono in questa via e sono fruitori di musica di qualsiasi tipo sanno a quali fonti approvvigionarsi e non ne desiderano
altre, desiderano invece che le loro notti e
le loro giornate possano trascorrere senza
essere costantemente disturbati da rumori
estremamente fastidiosi.
Si richiede quindi un intervento che zittisca per sempre le sirene che qui non dovrebbero essere, in fondo non ci vuole molto, un
po’ di cura, un po’ di manutenzione, ma purtroppo una cospicua dose di buona volontà.
Ringrazio per l’attenzione gli eventuali
lettori, e spero che il messaggio raggiunga i
padiglioni auricolari e i bulbi oculari di coloro che hanno la possibilità,ma che soprattutto dovrebbero avere la volontà, di risolvere
questo problema.
Eugenia Negrinelli
ACCADEMIA TADINI: CORSI
DI MUSICA E DISEGNO
Suoni e colori…
ti fan grande
A partire dai primi di ottobre tornano i
tradizionali corsi musicali e di disegno
dell’Accademia Tadini, una proposta formativa
che vede coinvolti insegnanti di qualità per
offrire un percorso che negli anni ha saputo
rinnovarsi mantenendo inalterati i principi
ispiratori. Le domande di iscrizione si ricevono
fino a sabato 22 settembre presso la
Segreteria dell’Accademia (piazza Garibaldi
5, Lovere). Saranno considerate le iscrizioni
oltre il termine di scadenza solo in caso di
posti liberi. I corsi si svolgeranno da ottobre a
giugno e si articolano in lezioni pomeridiane,
in orari da concordare con l’insegnante. Per
accedere ai corsi di musica è necessario
superare un test di ammissione che si terrà il
1 ottobre alle ore 16.00.
Le lezioni della Scuola di musica inizieranno
il giorno 8 ottobre alle ore 17. Giorni e orari
del Corso di Disegno saranno comunicati
successivamente, sulla base delle iscrizioni
pervenute.
Per informazioni rivolgersi alla portineria,
035 962780 o inviare una e-mail a direzione@
accademiatadini.it;
www.accademiatadini.it
23
Lovere
“PER IL BENE COMUNE”
Araberara - 14 Settembre 2012
Sovere
BORGO SAN GREGORIO
I rifiuti “omaggio”
alla Madonnina
“Non se ne può più. E’ una vergogna”. Serpeggiano malumori nel Borgo San Gregorio e questa volta il motivo è
lo… sporco e la contestazione riguarda il posto dove viene
messo in attesa di essere portato via dalla Val Cavallina
Servizi. A lamentarsi è qualche residente della zona di Via
Castello: “Prima i sacchetti dei rifiuti venivano messi in un
posto ben preciso, poi ci si è ritrovati con il cartello spostato
da un residente proprio vicino alla statua della Madonna e
adesso i rifiuti vengono messi lì, vicino alla Chiesa di San
Gregorio e proprio davanti alla statua. Non è una questione di essere bigotti o meno ma di rispetto nei confronti di
un’immagine sacra, quel rispetto che non c’è più. Abbiamo
condiviso le nostre lamentele con il parroco Don Fiorenzo e avevamo interpellato anche la vecchia giunta ma non
c’era stato niente da fare, adesso è cambiata l’amministrazione ma i rifiuti sono ancora lì, davanti alla Madonna.
Chiediamo solo il rispetto per l’immagine sacra e che venga
trovato un altro posto per accumularli”.
MEMORIA SOVERE
Giovan Battista Cattaneo
Se ne è andato in silenzio, senza clamori,
come era abituato a fare, a continuare una
nuova vita da un’altra parte, dove la vita è
eterna, ad allietare con i suoi racconti chi
lo sta aspettando da tanto tempo o magari
da solo un anno e mezzo, sua moglie Rina.
La storia di Giovan Battista Cattaneo
l’aveva raccontata sul numero scorso suo
figlio Giovanni, una storia di quelle che lasciano il segno e tracciano una via per chi deve
arrivare dopo, per le nuove generazioni, quella via
che intanto Giovan Battista è andato a tracciare in cielo.
Araberara - 14 Settembre 2012
IL SINDACO
Filippini e l’autunno
dei nodi da sciogliere:
dal Filatoio a Palazzo Bottaini.
Le due anime della maggioranza
e le tre denunce di Minerva
AR.CA.
Qualcosina si muove, non tantissimo
ma per avere cose concrete bisogna aspettare tempi migliori, finanziariamente
parlando. Le casse, anche quelle di Sovere, languono e molto dipenderà adesso
dai Piani Integrati che sono rimasti sul
tavolo o incompiuti. Il guado di Francesco Filippini dopo i primi canonici 100
Angela Bertoletti
giorni passati a prendere le misure passano proprio da lì: il Filatoio, via Pascoli e Palazzo Bottaini
(che non è un Piano Integrato ma è più importante sulla carta
di quello previsto in Polanch). Per il resto, la grande piazza
virtuale nella zona che va dal monumento dei Caduti sino
a via Marconi può attendere. Intanto si oliano i meccanismi
in maggioranza, le due anime (Angela Bertoletti e Danilo
Carrara) faticano a convivere ma convivono, Matteo Belotti
fa il suo grande esordio con la festa dello sport, Massimo Lanfranchi sta facendo un grosso lavoro, quasi sempre oscuro
per quel che riguarda i servizi sociali che non sono mai sotto i
riflettori, Monica Russo si trova alle prese con lavori pubblici ma anche privati pressochè fermi e con oneri di urbanizzazione che non entrano. Palazzo Bottaini può essere l’opportunità per rilanciare un borgo intero, quello di San Gregorio ma
anche quel che resta di un palazzo suggestivo e di dare il là a
una ricostruzione dei centri storici che sinora è mancata. Però
per farlo bisogna fare i conti anche con la burocrazia, che ha
tempi che non perdonano e con i soveresi, che non conoscendo
i tempi della burocrazia rischiano di perdonare ancora meno.
Le minoranze dal canto loro si stanno mostrando collaborati-
ve, Carlo Benaglio ha le sue belle gatte
da pelare all’interno del suo gruppo in cui
si è creata una fronda che non lo riconosce più come leader mentre Domenico
Pedretti si è infognato sulla questione
Uniacque che rischia di trascinarlo in un
vortice senza ritorno. E Luigi Minerva
che in minoranza non c’è ma si fa sentire
comunque in questi giorni ha presentato
un esposto alla guardia di Finanza conDanilo Carrara
tro il sindaco Francesco Filippini e contro
Monica Russo e una denuncia ai carabinieri contro Domenico
Pedretti proprio sulla vicenda dell’acqua. Insomma si preannuncia un autunno caldo.
MEMORIA – ANNIVERSARIO
Stefania Noris
Uno squarcio di cielo che si apre e sorride su chi ogni tanto butta l’occhio lassù,
dove le nuvole sono solo l’apparenza,
dove il grigio si trasforma in notte dei
desideri, dove la pioggia diventa acqua
con cui dissetarsi, dove tutto sembra
possibile perché lo è. Dove Stefania
guarda dall’alto chi quaggiù continua
a pensarla per far diventare eterno ogni
pensiero che si trasforma in sorriso.
DOMENICA 16 SETTEMBRE
Festa dello sport. Si gioca in centro…töcc insèma’
“Tutti assieme per fare sport e divertirsi”.
Matteo Belotti, consigliere delegato allo sport
e al tempo libero, cala l’asso e organizza per
domenica 16 settembre una giornata davvero
particolare, dalle 14,30 alle 19 arriva la ‘Festa
dello sport. Si gioca in centro…töcc insèma’
per provare a toccare con mano cosa vuol dire
fare sport e viverlo assieme. “Dalle 14 alle 19 al
Parco Silvestri, lungo Via Roma e all’oratorio di
Sovere – spiega Matteo – cercheremo di avvicinare i giovani allo sport per far vedere che stando insieme si può crescere divertendosi e stando
in salute. Aggregazione, socializzazione e salute,
Civile e dall’associazione carabinieri
tre temi importanti che molte volte noi
in congedo di Sovere. Per l’occasione
giovani tendiamo a dimenticare. E
isola pedonale tra Via Roma, Oratorio
poi mettiamoci pure della sana come parco senatore Silvestri.
petizione che non fa mai male”. La
Si comincia alle 14,30 con i saluti
manifestazione organizzata dal Considel sindaco e del consigliere delegato
gliere delegato ai Giovani, allo Sport e
allo sport Matteo Belotti e intratteniTempo Libero, con la collaborazione
mento musicale della banda don G.
della commissione Sport e PromozioValsecchi. In via Roma alle 15,30 gara
ne del Territorio, della Commissione
di tiro alla fune, alle 16,30 corsa con i
Giovani, della Pro Loco di Sovere e di
Matteo Belotti
sacchi, alle 17,30 corsa con le carriole
alcune società sportive che svolgono
e dalle 14,30 alle 19 prova di ciclismo
la loro attività sul territorio comunale e non, nonché dai volontari della Protezione su percorso ad ostacoli. In oratorio invece dalle
15,30 alle 19 prova di minibasket, alle 15 esibizione di minibasket, dalle 15,30 alle 19,00 prova
di tiro con l’arco e alle 18 esibizione di tiro con
l’arco. Dalle 14,30 alle 19 gonfiabili gratuiti e
dalle 15,30 alle 19 prova beach volley e pallavolo. Al Parco invece dalle 15,30 alle 19 prova di
karate e alle 16 esibizione di karate.
Dalle 15,30 alle 19 prova di pugilato e alle 18
esibizione di pugilato. Dalle 15,30 alle 19 prova
di arrampicata libera. Dalle 20,30 in piazza don
Antonio Berta (borgo del filatoio) sfilata delle
miss del Football Night con le maglie da calcio
di Beppe Rota.
SOVERE – CELEBRATO IL 50° DI FONDAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE
La grande giornata
dei Fanti di Sovere
Mezzo secolo. Ma solo per l’Associazione Fanti di Sovere. La fanteria è da
sempre stata il cuore di ogni esercito, esercito di popolo. L’orgoglio dei reparti
scelti (Alpini, Bersaglieri, Paracadutisti, Lagunari) non fa aggio sulla storia di
chi, alla chiamata alle armi, si è presentato, ha indossato una divisa e ha ubbidito
agli ordini, anche quando la storia ha dimostrato che erano non solo discutibili
ma addirittura assurdi, partiti per guerre di cui non capivano né il motivo né
la logica. I monumenti di paese riportano lunghi elenchi di gente che non è
tornata. Le centinaia di medaglie d’oro (655) simboleggiate nel labaro dell’Associazione Nazionale presente a Sovere, oltre alle 86 assegnate ai Reggimenti
più le quattro medaglie speciali, sono solo il ricordo visivo dei gesti di eroismo
di gente che sbarcava il lunario, contadini, minatori, artigiani, all’improvviso
messi alla prova di un coraggio totale.
Nei due dopoguerra non c’era famiglia che non avesse sui comò la foto di un
figlio, fratello, marito, morti in guerra. Il dolore mitigato dall’orgoglio di vedere
riconosciuto il sacrificio dalla comunità. Negli ultimi decenni i monumenti sono
“invecchiati”, i ragazzi le guerre le simulano a salve nei videogiochi, è sempre
più faticoso far loro “credere” che ci sia stata gente che alla loro età è morta per
un “ideale”, per qualcosa chiamata “Patria”.
Partito dall’Oratorio il lungo corteo aperto dal Corpo musicale di Sovere con
il M° Carlo Canini, con le bandiere e gli striscioni (arrivati anche da lontano,
Sorisole, Dossena, Urgnano, Villa d’Ogna) delle varie associazioni, guidato dal
Presidente nazionale dell’Associazione Fanti Antonio Beretta con il labaro delle medaglie d’oro, dal Presidente dell’Associazione locale soverese Edoardo
Del Bello (e con il Presidente onorario Vincenzo Brullo), dai vicesindaci delle
amministrazioni di Sovere (Angela Bertoletti) e di Pianico (Fabio Barcellini),
dal comandante della stazione locale dei Carabinieri Christopher Pedretti.
E’ toccato a Giacomo Bonetti leggere, durante la Messa celebrata dal parroco
Don Fiorenzo Rossi, la preghiera del Fante. Prima c’erano state le deposizioni
delle corone d’alloro al Monumentoi dei Caduti e alla stele dell’Associazione
Fanti. La Messa è stata celebrata all’altare della Cappella degli Alpini, a fianco
del monumento dei Fanti intitolata a Luigi Giové. Un telegramma affettuoso è
arrivato dal figlio Giovanni Giové, generale di Divisione, che non ha potuto
partecipare alla manifestazione per problemi di salute. Dopo la Messa i discorsi
delle varie autorità e i ringraziamenti del presidente Del Bello. Una festa coronata da una giornata di sole, tregua alle piogge di quei giorni e dal pranzo
sociale al Santuario.
24
Araberara - 14 Settembre 2012
LETTERA
I “Bravi ragazzi” hanno sfondato
FOTO – I COSCRITTI DEL 1914 DI SOVERE
Vorrei con queste poche righe
ringraziare l’Associazione “I
bravi ragazzi di Sovere” che
hanno regalato al nostro paese
6 bellissime serate. Sono riusciti a coinvolgere tantissime
persone di tutte le età cantando
ballando e mangiando ‘tutti insieme’, sei serate spensierate
vissute “in casa nostra” cosa
non facile. Non abito distante
dall’oratorio e pertanto vorrei dire a tutte le persone che
si sono lamentate invece di
criticare potevano partecipare
anche loro alla festa e forse
avrebbero capito “il perché”,
la bellezza dello stare insieme
in compagnia, creando dei momenti di aggregazione divertenti e soprattutto nel nostro
paese.
Ricordiamo a tutti anche che i
ragazzi e i bambini di oggi saranno il futuro del nostro tessuto sociale. L’ambiente oratorio
se ben creato può essere un’ottima risorsa, una struttura per i
nostri figli ricca di stimoli e di
valori.
Bisognerebbe imparare ad
essere un po’ più tolleranti e
cercare di stare vicino ai nostri
giovani che sono un’enorme
risorsa e non sempre criticarli
(così come ha fatto il nostro
Sovere
Terza festa della birra organizzata a Sovere dai “Bravi ragazzi” che quest’anno sono stati
strepitosi, sei serate all’insegna
del divertimento per tutte le
età, dai bambini agli anziani.
La festa si è svolta all’oratorio
di Sovere dove Don Fiorenzo
ha gentilmente concesso l’utilizzo dell’enorme tendone e
questo è stato un enorme sostegno visto che con il tempo non
troppo clemente di quei giorni
è riuscito a contenere le centinaia di persone giunte anche
dai paesi vicini. Un grazie a
tutti e all’anno prossimo.
Lettera firmata
25
Un nostro lettore soverese ci ha consegnato una vecchia foto del lontano novembre
1964 scattata in occasione della festa dei
coscritti della classe 1914. Il vento femminista non soffiava ancora nelle nostre valli
e infatti tra i festeggianti cinquantenni ci
sono solo uomini e nessuna donna. Siamo
riusciti a identificare quasi tutti i presenti,
ma cinque non li abbiamo riconosciuti.
In piedi partendo da sinistra: Giovanni
Carrara, Angelo Forchini, …, Castel-
Don che nonostante tutte le lamentele ha dato loro fiducia ed
è riuscito con non poche difficoltà a tendere una mano e gli
stessi hanno molto apprezza-
to). Cerchiamo di imparare un
po’ anche dai paesi vicini che
rispetto a noi sono avanti anni
luce.
Lettera firmata
SCUOLA SOVERE
L’ARCOBALENO SU SOVERE
Il benvenuto
del Sindaco
Pietro Bonalumi ci ha inviato alcune foto bellissime di
un arcobaleno su Sovere, scattate venerdì 31 agosto, ecco
il risultato.
Il sindaco Francesco
Filippini ha dato il
benvenuto a tutti gli alunni
della scuola elementare
di Sovere mercoledì 12
settembre.
Per l’occasione ha ricordato
agli alunni che le aule sono
state tutte ritinteggiate per il
nuovo anno scolastico.
Che ha augurato proficuo
per tutti.
lani, Gigi Marinini, Tarcisio Marinini,
Antonio Biolghini (la foto è stata probabilmente scattata fuori dal bar di sua proprietà), Venturino Rossi, …, Antonio
Gabrieli, Andrea Pezzotti, …, Mariano
Giurini.
Seduti da sinistra a destra: Martino
Vigani, …, Battista Bianchi, don Agostino Guerra (non era un coscritto, ma è
stato parroco di Sovere dal 1962 al 1967),
Battista Baglio, Beniamino Poni, ….
Alto Sebino
Araberara - 14 Settembre 2012
IL 29 SETTEMBRE 2012
Trofeo GSA Sovere con molte stelle al via
Parata di stelle, sabato 29 settembre a Sovere, per la gara
di Ski Roll che vedrà ai nastri
di partenza il gotha nazionale della specialità e non solo.
Promossa e organizzata dagli
uomini del G.S.A. di Sovere,
tale kermesse infatti metterà
a confronto i migliori fondisti
dei gruppi sportivi militari di
Fiamme Gialle, Carabinieri, Forestale, Fiamme Oro ed
Esercito. «L’obiettivo dichiarato è regalare agli sportivi
lombardi e, perché no, regalarci un sabato di Sport con la
“S” maiuscola” – ha dichiarato con un pizzico d’orgoglio
il direttore di gara Daniele
Martinelli -. “Si è pensato di
proporre una kermesse promozionale che fosse al di fuori del
calendario federale, ma che
richiamasse l’attenzione del
grande pubblico grazie ad un
cast di assoluto livello. Una
sorta di appuntamento fisso di
sfida e confronto tra skirollers
e fondisti».Entrando nei dettagli, Martinelli ha proseguito: «A venti giorni dalla gara
abbiamo già numerose ed importanti adesioni. Citare tutti i
campioni iscritti risulta difficile; posso però dirvi che avre-
COMITATO ORGANIZZATORE:
GSA Sovere in collaborazione con il Gruppo ANA, l’AVIS, il
Coro ANA, la Protezione Civile, la Proloco, Gruppo A.I.B.,Croce
Blu, Carabinieri in congedo e con il patrocinio della Comunità
Montana dei Laghi Bergamaschi e dei Comuni di Sovere, Bossico,
Costa Volpino.
Marino PEGURRI : manager
Sergio VIGANI responsabile coordinatore staff tecnico
Daniele MARTINELLI Direttore gara e organizzatore
dell’evento, rapporti con gli atleti nazionali e militari.
GARA PROMOZIONALE OPEN:
Il “Trofeo G.S.A.” è aperto a tutti gli atleti muniti di idoneo certificato medico e appartenenti alle seguenti categorie:
- Seniores maschili/femminili
- Under 23 maschili/femminili (nati negli anni 1990/1991)
- Juniores maschili/femminili (nati negli anni 1992/1993)
- Aspiranti maschili/femminili (nati negli anni 1994/1995)
- Allievi maschili/femminili(nati negli anni 1996/1998)
PROGRAMMA:
Ore 13.00 Ritrovo in località Mano di Sovere (Inizio di Via Roma)
Ore 15.30 partenza categoria maschili e femminili seniores/ under23/ juniores
Ore 16.00 partenza categoria maschili e femminili aspiranti/allievi
PERCORSO GARA: (Categoria seniores/under23 juniores) da
Sovere (municipio transitando in via G. Marconi, strada Provinciale 53, via Filone e strada Provinciale 54) a Bossico per un totale di
7,7 km e un dislivello di 575 m. (partenza m. 360/arrivo m. 900).
PERCORSO GARA GIOVANI: (Categoria aspiranti e allievi)
da Sovere (località Bivio di Bossico - a Bossico ( in piazza) per
un totale di 6,00 km e un dislivello di 375 m. (partenza m. 500/
arrivo m. 900).
Le premiazioni avranno inizio alle ore 18.30 presso il Parco
Silvestri di Sovere
ISCRIZIONI:
Preiscrizione tramite mail al GSA Sovere: martinellidaniele65@
libero.it oppure contattando il numero 331/6250998 entro e non
oltre le 18.00 di Venerdì 28 Settembre
mo Cologna Dario,”campione
di livello mondiale” Pietro
Piller Cottrer, DI CENTA
Giorgio,Roland Cliara, Giovanni Gullo, Valerio Checchi,
Fabio Pasini, , Renato Pasini,
Fabio Santus, Sergio Bonaldi,
Simone Paredi, Florian Kostner, DE MARTIN Virginia, e
molti altri atleti di ottimo livello».Tutti, big e amatori, si
confronteranno su un percorso
muscolare, ma nel contempo
veloce che da Via Marconi a
Sovere li porterà al traguardo
di Bossico non prima di avere
superato uno sviluppo di 7,7
km con dislivello positivo di
575 metri: «Chi l’ha provato ha confermato che i primi
lo dovrebbero affrontare con
crono difficilmente inferiore ai
27’. Com’è? Il tracciato sarà
letteralmente “tirato a lucido”
dagli uomini della protezione
civile e A.I.B. E’ un percorso
muscolare nel primo e nell’ultimo tratto. La parte centrale,
invece, è tutta da martellare a
“passo spinta”».E mentre le
adesioni degli amatori cominciano ad arrivare numerose,
anche la federazione guarda
con interesse a questa gara in
Val Borlezza: «Avremo a bordo pista tutti i vertici lombardi
della FISI .La cosa non può
che farci piacere perché è sinonimo di come la manifestazione sia partita con il piede
giusto. Da non dimenticare poi
che come super ospiti avremo
Silvio Fauner, Giorgio Vanzetta, Gabriella Paruzzi, Pietro
Piller Cottrer, Cristian Zorzi,
Fabio Valbusa, Giulio Capitano ,Fabio May.
26
Alto Sebino
BOSSICO - 135 MILA EURO
A CARICO DEL COMUNE
Terminati i lavori del
progetto Onito-Plass
330 mila euro dalla Regione,
190 mila euro da Uniacque
L’Amministrazione comunale in questo periodo
sta chiudendo la contabilità della realizzazione del
progetto che prevedeva la
costruzione del nuovo acquedotto per portare l’acqua ai circa quaranta immobili rurali situati nella
località Onito-Plass, una
delle più belle zone dell’altopiano da dove si domina
il lago d’Iseo, a quota 1000
slm. Un’opera coraggiosa
ed importante. Nel progetto, oltre all’acquedotto,
c’era anche la sistemazione della “Vià Fosca”, strada agro-silvo-pastorale di
accesso a tale zona con la
posa sotto la strada di appositi cavidotti per eliminare, interrandoli, i cavi
della linea elettrica aerea
che corre ora proprio accanto alla strada.
Tale intervento è rientrato nel programma regionale di sviluppo rurale
2007-2013.
L’amministrazione comunale aveva presentato
alla Regione una richiesta
di finanziamento nell’ambito del bando regionale
“progetti di sviluppo rurale” che prevedeva l’ammissione dei soli progetti
che contenessero, necessariamente, tre tipologie
d’intervento: acquedotto
rurale, elettrodotto rurale
e manutenzione straordinaria di strade agro-silvopastorali.
Sul progetto iniziale di
665.000 euro la Regione
Lombardia ha concesso
un contributo di 330.000
euro, la Società Uniacque ha stanziato 190.000 euro
e per il resto di 135.000 euro il Comune ha assunto
uno specifico mutuo. Il progetto, a firma dell’ing. Piero
Mosconi, con studio in Cenate Sotto, era stato appaltato il 04/08/2010 e aggiudicato, con un ribasso d’asta
del 40,58%, alla Ditta Giudici S.p.A. di Rogno. Impresa
subappaltatrice la Service dei F.lli Scalvinoni di Berzo
Inferiore (BS).
Normalmente il ribasso d’asta nei lavori pubblici
non è riutilizzabile se non limitatamente al 5%.
Tuttavia durante i lavori è emersa la necessità di
intervenite in via eccezionale in località ‘’Volpera’’ in
quanto la precarietà della zona dava notevoli problemi
alla sicurezza della viabilità. Sulla base di una perizia suppletiva e grazie ad un incontro tra una dele» segue a pag. 58
RIVA DI SOLTO
L’ottava “meraviglia”
della rievocazione
a pag. 57
Araberara - 14 Settembre 2012
COSTA VOLPINO - IL SINDACO
Mauro Bonomelli: «Un autunno difficile»
“Via Macallè: trovato l’accordo. Si cambiano
i piani e si comincia dal centro storico di Corti:
due lotti di lavori per il nuovo volto del paese.
Con la nuova gestione rifiuti tariffe più basse”
AR.CA.
“Come va? è un settembre
da bazooka”, Mauro Bonomelli sorride, l’autunno in
fondo è sempre il periodo
più difficile per un sindaco,
ripartire dopo la pausa estiva e far ripartire la macchina burocratica è sempre un
bell’impegno e poi adesso
il primo anno è archiviato così come i bonus…: “Il
primo anno è sempre così
– comincia Bonomelli – si è
tirati un po’ di qui e un po’
di là, adesso dopo un anno
si riesce ad avere il polso
della situazione, su qualche
altro caso invece ci vuole un
po’ più di tempo ma comunque stiamo focalizzando un
po’ tutto”. Insomma comincia ufficialmente il secondo
anno e comincia con grosse
novità: “Nel prossimo consiglio comunale, quello di fine
mese – spiega Bonomelli
– porteremo in consiglio la
questione di Via Macallè,
ormai ci siamo quasi, abbiamo lavorato sodo durante l’estate per raggiungere
gli accordi con i privati e
adesso dovremmo esserci”.
Bonomelli preferisce glissare sui tempi anche se sembrano davvero imminenti,
con l’accordo fatto si dovrebbe partire davvero a breve
ma la notizia ghiotta è che
contrariamente a quanto si
pensava, causa carenza di
soldi da parte di Uniacque,
cominceranno prima i lavori del centro storico di Corti
che sulla carta erano previsto dopo Via Macallè: “Abbiamo parlato con Uniacque
– spiega Bonomelli – non
riescono entro l’anno a fare
l’investimento per sistemare
i sottoservizi a Corti e noi
non vogliamo più aspettare
quindi partiamo subito con
i lavori”, che saranno par-
zialmente rivisti rispetto
al progetto iniziale: “Procederemo su due lotti funzionali, il primo riguarda la
rimozione, l’asfaltatura e la
sistemazione dei marciapiedi, il secondo lotto riguarda
la piazza”.
Ma avevate detto che non
si potevano fare prima i lavori di Corti perchè così facendo i cittadini non avrebbero avuto sbocchi di uscita
perché Via Macallè è attualmente chiusa al traffico,
quindi avreste fatto prima
i lavori di Via Macallè per
decongestionare il transito
delle auto: “Ma visto che
Uniacque non farà più i lavori di sistemazione dei tubi
sottoterra nel caso dovessimo fare la chiusura del centro si tratterebbe di pochi
giorni. Quindi i problemi
sarebbero notevolmente ridotti. L’obiettivo comunque
è di fare questo primo lotto
funzionale entro fine anno.
E comunque ci tengo a sot-
SOLTO COLLINA
INTERVENTO - MINORANZA
“La maggioranza si ricordi
che non ci sono cittadini di
serie A e cittadini di serie B”
La lentezza con la quale si muove il Comune di Solto Collina è facilmente dimostrabile: le deliberazioni assunte in C.C. il 09/
agosto/2012 ad oggi non sono state ancora
pubblicate. A noi risulta che un Atto del comune non è “efficace” fin tanto che non è stato pubblicato e pertanto la variazione di bilancio al punto 1) dell’O.d.G. non è efficace... la
nomina dei componenti della Commissione
Biblioteca (di cui al punto 2) non è efficace
Ivan Gatti
e così via e la dove sono state dichiarate immediatamente esecutive e quindi fossero efficaci, rimane pur sempre
un notevole ritardo nell’informazione pubblica degli Atti amministrativi. Siamo favorevoli alla partecipazione del comune di Solto
Collina alla spesa per la manutenzione dei sentieri con ulteriori 5000
euro (come comunicato dall’Assessore ai Lavori Pubblici Consoli
alla Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi); solo auspichiamo
che la stessa attenzione venga riservata ad esempio anche agli abitanti della frazione Cerete, che lamentano l’assenza di segnaletica
stradale, la presenza di buche ecc...
Non dimentichiamoci che la maggiore entità del gettito IMU del
Comune di Solto Collina deriva appunto dalle aree a sviluppo di seconde case come il Cerete o la località Apostoli. Anche agli abitanti
di queste frazioni va riservata la giusta attenzione per non creare sacche abitative di serie A e di serie B.
Non contestiamo le priorità che il Comune si è dato ma ricordiamoci di TUTTI; non si possono trovare le risorse per alcuni e non per
altri! Grazie per lo spazio concessoci.
IL GRUPPO “VIVA SOLTO”
BOSSICO INTERVENTO
tolineare che le tempistiche
tante volte non dipendono
da noi. Per quanto riguarda Uniacque non hanno le
risorse per intervenire sulle
reti e quindi noi facciamo i
lavori che ci competono senza aspettare”.
E Via Macallè?
“Anche quelli saranno lavori divisi in due lotti funzionali, ne discuteremo nel
prossimo consiglio comunale di fine mese, sono fiducioso, abbiamo lavorato bene”.
Vi siete incontrati assieme
agli altri sindaci con Uniacque, c’è un po’ di malumore
per la proposta di Uniacque di voler aumentare le
tariffe: “Beh, quando ci si
trova a ragionare sugli investimenti ogni Comune
spera che vengano fatti nel
proprio paese ma tante volte non è possibile, le risorse
sono quelle che sono. D’altro canto mettere in piedi
un’operazione
imponente
come Uniacque comporta
molte problematiche e quindi preferisco stare a vedere
cosa succede prima di dare
giudizi”.
Questione rifiuti: “So che
molti ci guardano con curiosità per la nostra scelta
di cedere il ramo d’azienda
al posto di affidare i servizi
come hanno fatto tutti gli
altri Comuni ma noi andiamo avanti per la nostra
strada, sono convinto che
miglioreremo il servizio e
anche la tariffa rispetto ad
oggi a vantaggio dell’utenza e oltre a questo tentiamo
di recuperare risorse per il
Comune”. E poi c’è l’asso
nella manica, che Bonomelli si giocherà ad autunno
inoltrato e che si chiama
variante al PGT: “C’è qualcosa di grosso che bolle in
pentola ma lo dirò al momento opportuno”.
FONTENO
IL SINDACO MARINELLA COCCHETTI
PIANO DI LOTTIZZAZIONE
Qui difendiamo i bambini
Procedura snella per
“Le corti sul lago”
E’ questa la frase che leggeremo
sul cartello stradale che verrà posto all’ingresso del paese, un segnale chiaro forte ed eclatante dell’attenzione e della sensibilità da parte
dell’Amministrazione e della popolazione verso la tutela del mondo
dell’infanzia.
Sabato 22 settembre alle ore
16,00, presso la sala consigliare, la
scopertura della targa e la firma del Marinella Cocchetti
protocollo d’intesa alla presenza delle autorità, andranno a sancire un importante e simbolico gemellaggio fra il comune di Bossico e l’associazione
Prometeo Onlus- Lotta alla pedofilia e tutela infanzia
violata, associazione da molti anni impegnata in prima
linea sul difficile fronte della difesa dei minori.
Saremo il secondo comune italiano, dopo Albettone
(Vi), a dire no alla pedofilia e no alla violenza sui bambini.
L’obiettivo che ci dobbiamo prefiggere, noi amministratori sostenendo le associazioni, è quello che ogni
bambino, a prescindere della razza e dalla provenienza
sociale, possa crescere sentendosi rispettato nella sua
dignità di persona, in tutti quelli che sono gli aspetti di
un essere umano! dare un segno chiaro, forte, eclatante
dell’attenzione e della sensibilità da parte dei Comuni
aderenti verso il mondo dell’infanzia, per gridare che il
nostro paese sta dalla parte dei bambini, li difende e li
tutela. Non vogliamo e non siamo tenuti, a giudicare,
condannare o assolvere per i reati commessi, ma a difendere, prevenire, formare e informare.
Marinella Cocchetti
Sindaco di Bossico
‘Le corti sul Lago’ piano di lottizzazione che fa capo alla società Week end Casa srl con sede a Clusone di Gian Pietro Savoldelli e a Carlo Cadei di Fonteno potrebbe prendere forma a
breve. Nei giorni scorsi infatti la giunta comunale guidata dal
sindaco Alessandro Bigoni ha stabilito di non assoggettare la
variante urbanistica connessa al progetto del piano di lottizzazione alla procedura di Valutazione Ambientale, la cosiddetta Vas
che prevista dal nuovo PGT e quindi di snellire notevolmente la
procedura. Naturalmente vista la zona particolarmente suggestiva sono stati posti dei vincoli ben precisi: la strada comunale per
la località Costa (che delimita la lottizzazione) visto che è panoramica deve mantenere le caratteristiche di strada agrosilvopastorale e si dovrà prevedere lo smaltimento dell’acqua raccolta
dalla strada comunale anche provenienti dai terreni in edificati
posti a monte, acqua ora dispersa per drenaggio sui terreni di
valle, per evitare il ruscellamento sulle superfici edificanti sottostanti. Per non sovraccaricare le reti e gli alvei dei corsi d’acqua,
il Comune chiede anche di dotare ciascun edificio di vasche di
laminazione (cisterne interrate). Inoltre le case che per altezza
interferiscono con la visuale dalla strada verso il lago, devono
rimanere tra loro staccati, evitando l’interposizione di elementi
quali pergolati o tettucci di collegamento tra i muri degli edifici.
Il corso d’acqua presente nella posizione centrale dell’area deve
essere valorizzato e preservate le fasce di rispetto. I proprietari
devono inoltre salvaguardare il percorso di fruizione paesistica
indicato dal PGT nel tratto di strada posto a monte della lottizzazione quale interesse collettivo, piantumare le aree sia pubbliche
che private e dotare i piani terreno degli edifici di vespaio aerato
sia per evitare la risalita dell’umidità, che per favorire l’allontanamento del gas Radon. Insomma, concessione sì, ma con qualcosa in cambio per il paese.
27
Alto Sebino
P ianico
Araberara - 14 Settembre 2012
AL SANTUARIO DI SOVERE
Il saluto di Don Claudio Brena,
che dopo 15 anni lascia
Pianico per Comun Nuovo
Una giornata di festa
unita a tanta commozione quella che ha vissuto
la comunità parrocchiale
di Pianico nel giorno del
saluto a don Claudio
che dopo 15 anni lascia la
parrocchia per il luovo incarico pastorale a Comun
Nuovo.
Quindici anni di intensa
attività attraversati da
momenti di serenità, di
gioia senza togliere certamente qualche preoccupazione.
Il tutto, sotto lo sguardo fiducioso del Signore
che lo ha chiamato al
sacerdozio e certamente
sotto la protezione della
Madonna che ha sempre
occupato un posto privilegiato nel cuore di don
Claudio.
Da qui la scelta di concludere il suo ministero
pastorale: “Un caro saluto
alla Madonna della Torre
sempre a me tanto cara”.
Dopo la S. messa nella
parrocchia di Pianico,
ben vissuta, ben partecipata e piena di momenti
di commozione generale, un nutrito numero di
amici e parrocchiani di
don Claudio ha condiviso un pranzo conviviale
presso il punto di ristoro
del Santuario della Madonna della Torre.
Dopo il pranzo un in-
contro con la comunità
di Endine che per l’occasione aveva organizzato
una fiaccolata “SovereEndine” per dare inizio
ufficiale alle attività della
parrocchia.
Nel tardo pomeriggio,
sempre in santuario, don
Claudio si è congedato
dalla sua gente con un’ultima preghiera alla Madonna. “Un grande grazie anche alla Madonna
della Torre tanto cara al
Vicariato ma anche tanto
cara a me personalmente”. Cosi’ si è espresso don
Claudio. Perché questo
grande attaccamento di
don Claudio alla Madonna della Torre? “Semplicemente perché qui ho
celebrato il mio 25° anniversario di ordinazione
sacerdotale e il 50° anniversario di matrimonio
dei miei genitori. Un legame affettivo il mio” – ha
continuato don Claudio
– “ma anche un’occasione per chiedere alla Madonna di proteggermi nel
nuovo ministero a Comun
Nuovo”.
Tanta emozione sul volto di don Claudio: un segno tangibile che durante
questi quindici anni di
servizio pastorale il suo
amore e il suo attaccamento alla comunità di
Pianico è stato grande.
28
R ogno
INTERVENTO
Araberara - 14 Settembre 2012
ROGNO - CENTRO CULTURALE
Torna la questione moschea
Si ritorna a parlare di moschea a Rogno, o meglio centro culturale, dopo la sentenza del Tar che ha dato ragione
all’associazione musulmana che ha acquistato una casa
per trasformarla appunto in centro culturale, spuntano
retroscena. La passata amministrazione, guidata da Guerino Surini (a sinistra) aveva detto no al centro culturale: “Ma la maggioranza allora su questo argomento si era
spaccata – spiega un addetto ai lavori – Surini e altri erano
d’accordo, anche perché sostenevano, la casa si trovava in
un posto isolato, molto bello e non ci sarebbero stati problemi, ma poi, si era a fine mandato, non se ne fece più nulla”.
Adesso la questione torna alla ribalta perché l’associazione
musulmana non si è data per vinta ed è ricorsa al Tar che
in prima sentenza gli ha dato ragione. Ora la patata bollente è nelle mani del sindaco Dario Colossi (a destra) che
sembra proprio non volere dire di sì.
CASTRO – RICORSO DELLA LUCCHINI SULLA VECCHIA ICI
Mario Gualeni: “Rifatta la Scuola Materna.
Partono i lavori di Piazza Cubani.
Uniacque: come si fa a non essere arrabbiati?”
Mario Gualeni è uno che non le manda a dire. E così mentre
da una parte tiene d’occhio la sua Castro dall’altra non disdegna
qualche nuova puntatina nella politica nazionale, lui che è di Centro ed è uno dei punti di riferimento della Cisl bergamasca. Intanto
sul fronte Castro sono stati rimessi a nuovo i bagni della Scuola
Materna di Castro: “Abbiamo rifatto tutti i servizi igienici – spiega
Gualeni – dei bambini e delle insegnanti, un lavoro di circa 70.000
euro, finanziato in parte con un Mutuo”. La scuola materna si trova
in via Giovanni XXIII e conta 56 bambini iscritti, due classi da 28,
bambini che arrivano anche da Lovere. Intanto ci siamo, a fine mese
partono i lavori per la nuova piazza Zubani: “Abbiamo chiesto un
finanziamento di circa 200.000 euro alla Cassa Depositi e Prestiti
– continua Gualeni – andremo a chiudere i lavori prima di Natale,
non possiamo più sforare dopo dicembre, altrimenti non ci consentono di pagare”. E finalmente è arrivato l’importo che la Lucchini
dovrebbe pagare per l’ICI arretrata che non avrebbe mai versato al
Comune di Castro: “La cifra è importante – spiega Gualeni – ma
purtroppo andremo avanti anni perché la Lucchini ha presentato
ricorso. Dico solo che l’IMU che ci devono dare è aumentato di
almeno il 70% di quanto ci dovevano dare prima perché il catasto nel computo ha inserito anche il valore degli impianti. Chiaro
quindi che loro non sono contenti e hanno presentato ricorso, ma
c’è una legge che stabilisce che gli impianti devono entrare a far
parte della rendita”. Uniacque: “Come si fa a non essere arrabbiati
con Uniacque? chiamano noi sindaci in riunione e ci dicono che
siccome non hanno i soldi bisogna alzare le tariffe ai cittadini, ma
scherziamo?”. Un occhio anche alle politiche del 2013: “Il Centro?
Macchè Centro, ormai tutti dicono di essere del Centro ma questo
non è il Centro, è intasato, è solo una grande ammucchiata, tutti
la menano con ‘sto Centro, ma per far nascere davvero una forza
nuova che sia una casa dei moderati, né troppo a destra, né troppo a sinistra bisogna che capi e capetti rinuncino e si mettano in
discussione, ma se Casini fa il suo gruppo, Rutelli il suo e gli altri
anche, si creano solo squadrette e basta. Ci mancavano anche i
nuovi partiti locali, penso ai ‘Normalisti’ di Privato Fenaroli. Tutte
cose che fanno perdere credibilità. Noi, e mi metto dentro anch’io,
dobbiamo sostenere ma non dobbiamo più pretendere di essere i
leader, finchè non lo capiscono sarà tutto inutile”.
ROGNO - MEMORIAL
DAVIDE FARDELLI
Vince l’australiano
argento a Londra
Memorial Fardelli di quelli da bersi
tutto d’un fiato, come ha fatto Rohan
Dennis (team Jayco) che ha vinto con
un tempo da record l’8° trofeo Davide
Fardelli, una delle più importanti rassegne mondiali del ciclismo giovanile.
Una media da più di 50 km orari per
Rohan Dennis (argento olimpico nel
quartetto australiano) ma anche per
Damine Howson altro australiano
che ha fatto vedere che i canguri
non sanno solo giocare a rugby
ma pedalano pure forte, molto
forte.
Male gli italiani, non pervenuti o quasi nella classifica che
conta. Ma bene, benissimo, il trofeo Fardelli che ormai è il punto di
riferimento della velocità che conta
nel ciclismo giovanile italiano. Intitolato a Davide Fardelli, appassionato di ciclismo che se ne è andato sette anni fa per una caduta proprio in
bici, è organizzato dalla famiglia che
nel nome di Davide fa rivivere quella
velocità, quelle emozioni, quella luce
che Davide continua a far brillare da
lassù.
ROGNO
E’ nato il Portale del
“mangiare in valle”
Chi sull’informatica ci lavora da anni si coltiva le sue
idee e poi le sviluppa. Questa sembra l’uovo di Colombo,
per stare sulla gastronomia. Gianluca Giudici è titolare di un negozio di informatica, la LSG Servizi Informatici con sede alla Rondinera di Rogno, ha inventato
un Portale www.mangiareinvalle.it in cui si possono trovare le opportunità per andare a pranzo o a cena dopo
aver visionato una vasta
gamma di opportunità e di
offerte specifiche. I titolari
dei ristoranti con una cifra
di 100 euro l’anno, possono
inserire nel portale il loro ristorante, con le immagini, il
menu, il prezzo, il servizio.
Gli utenti possono scegliere
sia in base al menu (secondo
le proprie voglie e le proprie esigenze) sia in base alla
localizzazione del ristorante (sul lago, in collina, in montagna). Per ora il portale è un’offerta rivolta alla Valle
Camonica, ma intende allargarsi alla Val Cavallina e
alla Valle Seriana. Il portale è partito in agosto e ha già
una ottima visibilità ma ovviamente si allargherà con
l’adesione di sempre più utenti. E poi anche una nota
a margine: non solo ristoranti ma anche agriturismi e
botteghe per utenti che vanno cercando un negozio secondo le loro esigenze. Quindi anche le botteghe possono
aderire all’iniziativa.
Alto Sebino
Colossi
La patata bollente passa a Colossi
accentratore,
quasi Podestà
Abbiamo letto in uno dei numeri scorsi la lettera
quasi anonima (ma nemmeno troppo) commissionata
da qualcuno dell’attuale amministrazione che
“parassitava” anche nella precedente, la cosa buffa è
che abbiamo rasentato il ridicolo, nel nostro Comune
non c’è memoria storica di un amministratore che
coinvolge il proprio figlio per scrivere due righe, scelta
fatta per limitate capacità culturali.
La cose che più ci hanno fatto scalpore sono le
amnesie del committente che ha mal guidato lo
scrittore (M.M.), peraltro nemmeno residente nel
comune di Rogno, probabilmente il suo esilio forzato
nella vicina provincia gli hanno fatto dimenticare, a
nostro parere volutamente, molti eventi di cronaca che
si sono susseguiti nel paese (alcuni anche di cronaca
nera).
Ci permettiamo allora di ricordare al “finto cittadino”
che la precedente amministrazione ha dovuto convivere
con eventi al limite del penale (volantini anonimi,
scritte sui muri e bulloni di ruote svitate ecc.), eventi
che sono “magicamente” cessati con l’insediamento
dell’attuale amministrazione, non andiamo oltre
perché il paese è piccolo e tutti sanno chi erano, ma
volevamo solo rinfrescare la memoria di chi c’era ma
preferisce non ricordare, quindi, non millantiamo il
merito di Colossi per la cessazione di questi eventi
semmai chiediamoci perché avvenivano prima e non
avvengano più ora. Va ricordato che le minoranze
di oggi esercitano il loro ruolo correttamente, non si
può dire cosi delle precedenti… ora con elementi in
maggioranza.
Ci sia consentito poi, di dissentire sull’operato di
Colossi, che in un periodo cosi difficile economicamente
ha fatto poco per unire e molto per disgregare, le
uniche opere fatte sono lo splendido marciapiede (per
intenderci quello del contributo perso per la carta
d’identità scaduta) e il bellissimo ponte (acquisto a peso
d’oro per 150.000 euro di un terreno di poco valore) con
costo sostenuto totalmente dai cittadini di Rogno.
Concludendo caro “finto cittadino”, queste non sono
lettere anonime ma solo INFORMAZIONE diversa
da quella che gira sui giornali Comunali “faziosi e
patinati”, la realtà è ben diversa. Lo comunichiamo in
maniera democratica a quei (68 % circa) di cittadini che
non hanno votato la Lista Colossi (non dimenticatelo!!).
Comunque su una cosa siamo d’accordo, Colossi è
un accentratore (una volta si chiamava podestà),
lo dimostrano le numerose dimissioni e i dissidenti
nella sua maggioranza e se proprio si vuole parlare
di tranquillità, si evidenziano i rapporti e risultati
ottenuti nelle Società Partecipate (Consorzio
Vallecamonica e Valcavallina) dove nel tentativo di
contare di più, conta sempre meno.
Vogliamo continuare la nostra modesta opera
INFORMATIVA, sempre per quel 68% dei cittadini di
Rogno che non l’hanno votato. L’ informazione è per
quelli che si chiedono come mai la legna accatastata nei
pressi del laghetto sia li ferma da quasi due anni, non
è arredo urbano, ma è ancora nella posizione originaria
perché il suo taglio (parere organi competenti) fu fatto
irregolarmente. A breve ci sarà un pronunciamento
della Magistratura su tutto il “patatrac” che ha
combinato nel fiume per la creazione di un campo volo.
A tale proposito, ricordiamo anche il “non so nulla“
dichiarato dal sindaco in risposta alla minoranza che
chiedeva spiegazioni.
BUGIA: risulta in Comunità Montana dei Laghi,
la presentazione del progetto del campo di volo nel
fiume Oglio, con allegata dichiarazione del Comune e
accompagnata da Carta D’Identità del sindaco, questa
volta non scaduta.
Lettera firmata
29
IL SINDACO
Maurizio Esti
a tutto campo:
“Obiettivi primi cento giorni
tutti raggiunti”. Ma il clima
resta caldo a Solto…
“Il potere logora chi non ce l’ha”
(An. Ma.) Maurizio Esti si confessa in una lunga
intervista che pubblicheremo, per motivi di spazio abbiamo dovuto spostarla, sul prossimo numero di Araberara. Un Sindaco che spazia in lungo ed in largo a
cominciare dai primi cento giorni di mandato… “fatto
tutto quello promesso”, che entra a gamba tesa quando
serve… “con Gatti, l’ex Sindaco, rapporti inesistenti,
un gruppetto ormai isolato in paese cerca di spaccare la maggioranza ma non ci divideranno nemmeno
con la motosega…” e che per finire getta una sguardo
sul futuro… “Mi piacerebbe risolvere il problema del
trasporto scolastico”. Soltesi pazienza, sul prossimo
numero in edicola il 28 settembre ne leggerete delle
belle…
30
I trent’anni della Polisportiva
Sport e Passione
Solto Collina festeggiati… in azzurro
IL PRESIDENTE DELLA POLISPORTIVA
Paris l’highlander
con le infradito:
ANDREA MARCHESI
Una “zingarata” a Coverciano, quartiere di Firenze
e sede del ritiro della Nazionale Italiana, così la Polisportiva Solto Collina ha
deciso di festeggiare i suoi
trent’anni di attività. Lunedì 3 settembre, si parte dal
piazzale di fronte all’oratorio, l’eccitazione è palpabile
nelle 55 persone che hanno
aderito all’iniziativa, come
farsi scappare l’opportunità di conoscere quegli idoli
strapagati che si ammirano
solo dalle figurine, racchiusi nello schermo di un televisore. 55 persone decise
a squarciare il velo e la distanza dalla notorietà. Tutti in fila sul pulman e Don
Antonio Fedrighini attacca con la preghiera che siamo già quasi in autostrada,
poi l’augurio del Presidente
della Polisportiva Umberto
Paris che si conclude con
una sonora risata della truppa per un presidente decisamente fuori dagli schemi…
Paris come mai in infradito
che oggi chiamano pioggia?
“Di solito vado in giro a piedi nudi, oggi ho fatto un’eccezione…” mi fredda durante
la prima sosta all’Autogrill.
Maurizio Esti, il Sindaco
ed ex Presidente della polisportiva, si gode la sigaretta
e mi guarda con diffidenza…
Poi Sindaco passo da lei
per l’intervista… “Mamma
mia ci sono anche quelli di
Araberara…” e ride. L’autostrada si dipana e sui sedili
si attaccano i soliti discorsi:
crisi e ovviamente il calcio.
“I giornalisti dovrebbero
stare zitti, avevano detto che
Giovinco era rotto per due
settimane, ha fatto una doppietta ieri”.
L’aria si scalda e divento
sempre più corpo estraneo,
ma la compagnia è ottima
e mi godo i discorsi. In parte a me sul pullman Fabio
Zanni, vicepresidente che
mi illustra la storia della
polisportiva: “Siamo nati
nell’82, quest’anno abbiamo fatto 30 anni, in tutto la
Polisportiva ha tre squadre,
due di dilettanti di calcio a
sette e l’altra di pulcini”. Ovviamente tutti presenti alla
gita con al collo i genitori.
“Qualche anno fa avevamo
anche le ragazze – spiega
Zanni – una squadra di allievi, di ginnastica ritmica,
e di pallavolo”. Ora c’è solo
calcio… “Le due squadre di
calcio a sette militano nei
campionati provinciali, la
prima nel gruppo C, la seconda nel gruppo D”. L’una
spaccata arriva con all’orizzonte il “cupolone”, quello
fiorentino di Brunelleschi.
Le pance borbottano, sosta
per il pranzo. Ovviamente menu tipico con tanto di
Araberara - 14 Settembre 2012
“Abbiamo tenuto unito il gruppo come
una famiglia, con umiltà e generosità”
fegatini e pappardelle alla
chianina, scorre il Chianti e i
discorsi… “Allora Sindaco! Ti
aspettiamo alle riunioni con
idee nuove e magari con un
cospicuo contributo del Comune”. Esti sorride, le polemiche
che bollono a Solto almeno
oggi sono dimenticate. Il Don
pontifica sulla fede e traccia
un ritratto del Card. Martini
per un non credente… “L’ateismo Andrea può essere benzina
per la fede”. Mi parla dei rapporti con il filosofo Massimo
Cacciari, suo ospite qualche
settimana fa a Solto Collina…
“Il problema oggi è che i parroci non hanno più tempo per
studiare, devono correre dietro
a tante cose materiali, non abbiamo più tempo per curare
l’aspetto spirituale di ascensione della fede”. La butto lì…
Potreste chiedere al Vescovo
di affiancarvi dei collaboratori o tuttofare… “Sarebbe una
soluzione”. L’aria frizza alla
sola esortazione “ora si va
dagli azzurri”, tutti i piedi,
l’emozione sale. Alle porte del
centro sportivo di Coverciano
ci aspetta la guida che ci accompagnerà nella visita al
museo del calcio. Zanni, il vice
del Presidente Paris non ha
lasciato nulla al caso, organizzazione perfetta. Si parte con i
primi titoli mondiali degli anni
trenta, la maglia di Silvio
Piola ricamata dalla madre e
con scritto: “Vienna 24 marzo
1935, Austria 0 Italia 2 Piola
à (da notare l’assenza della H
ma con l’accento…) segnato
entrambi i goal. Prima partita
di Piola in Nazionale”. Ricamo d’orato in parte allo stemma sabaudo e al fascio littorio.
Decisamente altri tempi… E
poi le due coppe Rimet e la terza sfiorata che ci avrebbe fatto
portare a casa la coppa definitivamente, titolo che è poi
andato al Brasile. Scalda gli
animi brizzolati la maglia di
“O Rei” al secolo Pelé autografata , per i più giovani bisogna
aspettare il piano interrato, le
scarpette e i calzoncini di Can-
navaro e la coppa del mondo
del 2006 nell’attesa di vedere
i muscoli e il sudore in carne
ed ossa… Il gruppo si spacca
e qualcuno si infiltra nel centro sportivo, gli altri vengono
relegati dai body guard in tribuna in attesa che gli Azzurri escano per l’allenamento.
Don Antonio è a capo della
frangia dei “disobbedienti”,
“sono il parroco benedicente”
e l’hanno lasciato stare dove
non si poteva insieme a tutti
i giornalisti e al sottoscritto.
Liberi di prenderci un caffè
al bar della nazionale, vedere dove mangiano gli Azzurri e dove si rilassano. Liberi
anche di fare due chiacchiere
con chi è da un ventennio a
stretto contatto con i giocatori. La barista è una signora
distinta ed educata, ci guarda
con indulgenza e ne approfittiamo…. Chi è il più tranquillo? “Sicuramente Baresi, un
uomo davvero di classe”. Un
colpo al cuore per un’interista… Il più rompipalle? “Sicuramente Cassano, quando
è qui è un disastro, un uomo
davvero capriccioso”. Avrei
giurato fosse Balotelli… “Lui
quando è qua non sai neanche di averlo, scende dalla
camera, mangia alla svelta
e risale. Non sai nemmeno se
c’è o non c’è”. Parte l’allenamento, una corsetta di cinque
minuti basta per mandare in
visibilio i bambini, ma anche
i più grandi, sugli spalti. La
pioggia batte ma nessuno
muove un passo dalle tribune, gli Azzurri vanno negli
spogliatoi e inizia l’assedio
per “rubare” una foto con Cesare Prandelli, il c.t., e gli
altri giocatori. Il Don fa da
intermediario, il potere non
troppo illusorio del colletto
fa il suo effetto e la truppa si
raduna con Prandelli davanti all’entrata di Coverciano.
A foto fatta si sente urlare
“uno di noi”, quasi a rimarcare un’umanità inaspettata
proprio da chi è frastornato
dal clamore della ribalta. Poi
le foto di rito con i giocatori di
passaggio, Marchisio, Buffon,
Giovinco, Verratti, Destro,
Barzagli, Maggio, Insigne e
l’assedio dei giornalisti. La
Polisportiva Solto Collina per
il trentesimo di attività strappa una comparsata sull’edizione serale del Tg1 e poi sul
TgCom24 e anche su Sky.
Forse un picco di notorietà
per chi la palla la fa girare da
trent’anni, senza teatrini ma
solo con il sacrosanto sudore
della normalità. Quelli che la
sera dopo il lavoro, estate ed
inverno, si inchiodano al fango del campetto, i veri forse
eroi di uno sport abbagliato
da un Olimpo fittizio.
“Bell’obbiettivo, belle soddisfazioni”.
Umberto Paris Presidente della Polisportiva commenta
così i trent’anni del “suo” gruppo, lui che è il presidente
storico rimasto in carica per più di vent’anni. Paris che le
ha viste tutte… “Scudetti con i dilettanti, gli esordienti
e i pulcini. Abbiamo fatto tantissime iniziative in
questi anni”. Come per esempio i tornei di calcio in
notturna con giocatori anche di serie A… “Il top nella
bergamasca”. O gli ultimi due tornei di calcio dei Pulcini
nazionali delle squadre più blasonate (Milan, Inter,
Atalanta, Albinoleffe, Torino, Verona, Brescia, Monza,
Chievo Verona, Cremonese e Tritium) ma anche gite a
Parigi, gemellaggi sportivi con Vietri sul Mare, anche
la partecipazione al Giubileo del 2000 e un’udienza
privata dal Papa in occasione del 20° anniversario.
Ma non c’è solo il calcio… “Abbiamo organizzato
tre campionati italiani di boccette nella struttura
dell’Oratorio, con la presenza di tutti i ‘master’
italiani, un campionato italiano di calcio balilla
e poi abbiamo ospitato due concerti del Bepi
e addirittura tre volte gli spettacoli del Mago
Silvan… e stavo dimenticando le giornate di
pesca alla trota oraganizzate per i bambini
e le loro famiglie” . La Polisportiva di Solto
Collina ha vissuto questi trent’anni sulla
cresta dell’onda, a tutti i livelli. Come
festeggerete Paris questo traguardo?
“Faremo una grande festa, oltre alla gita
a Coverciano. Ci sarà anche Belen con la
sua farfallina…”. A Paris piace scherzare
e forse sta qui il segreto, tutta gente che
sta insieme per divertirsi e coltivare la
proprie passioni… “In questi anni siamo stati
capaci di tenere unito il gruppo come una
famiglia, con tanta generosità e umiltà.
Questa è la cosa fondamentale”.
Qualche momento difficile l’avrete
pur avuto, dopo la vostra nascita
nell’82… “Ci sono stati due anni
difficili, eravamo stanchi, abbiamo
fatto entrare i giovani nel gruppo,
forze fresche che sono state per noi
come vitamine”. Vuole ringraziare
qualcuno? “Tutti i soltesi,
soprattutto gli sponsor che con
noi sono sempre stati generosi. Ma
anche chi in questi anni ci è stato
vicino, gli allenatori, i segretari, i
consiglieri e collaboratori, le donne
e i giovani che ci hanno aiutato,
Don Antonio e i vari sindaci”. Il
futuro cosa vi riserverà? “Vedremo,
quello che posso ora assicurare è che
non ci mancherà mai l’entusiasmo”.
31
Alto Sebino
Alto Sebino
Solto Collina
Araberara - 14 Settembre 2012
Basso Sebino
Il prosieguo degli articoli “PANE E POLVERE”
verrà pubblicato sul prossimo numero di Araberara del 28 settembre 2012
LETTERA
Tavernola: soldi per
le feste… e la scuola?
Ho letto degli oltre settemila euro che il Comune ha
speso per una festa estiva. Si rimane allibiti di fronte a
queste notizie, visto che le scuole tavernolesi chiedono
ai genitori soldi per la carta igienica ed i bidelli sono
ridotti a dover pagare di tasca propria i detersivi per
pulire le aule. Una vergogna! Come vergognoso sarebbe
sentirsi dire che le spese per i detersivi e la carta igienica per le scuole non sono di competenza comunale…
Mi sembrava che dovessero iniziare i lavori sulle
scuole quest’estate, ma pare che si siano solo ricavati
negli spazi destinati alla scuola media nuovi bagni per
la scuola materna che quindi si mischieranno nella gestione dei locali, forse anche con qualche rischio di sicurezza nell’assistenza dei più piccoli. I lavori sono poi
stati eseguiti ad aule già pulite, e questo la dice lunga
sul rispetto che chi organizza questi lavori ha del lavoro
altrui. Ovviamente il già ridotto personale ha dovuto ripulire di nuovo, e per di più pagare i detersivi.
Grazie dell’attenzione. Distinti saluti
Un genitore
VIGOLO – FIRMATA LA CONVENZIONE
PER IL SEGRETARIO CON CETO
Il Comune si sposta…
verso Brescia
Il Sindaco e l’elisoccorso:
“Ho 20.000 euro da parte
ma non bastano, aspetto
un contributo e dei privati”
Vigolo il comune al limite tra le due
province fa un passo, almeno amministrativamente, verso Brescia. In questi
giorni il Sindaco Angelo Agnellini
ha firmato la convenzione per il nuovo
Segretario Comunale con il comune di
Ceto nel bresciano. Finalmente Vigolo avrà il suo segretario anche se solo
al 25%. Soddisfatto Sindaco? “Prima
devo vederlo lavorare”. Come suo soliAngelo Agnellini
to Agnellini scherza, ma non sui piani
futuri che ha per il suo paese. Sindaco
qual è il suo sogno nel cassetto? “L’elisoccorso, per ora ho
20.000 euro da parte ma non bastano. Purtroppo il momento non è dei più facili e le risorse scarseggiano. Proverò a
chiedere qualche contributo e starò a vedere se qualche privato vorrà partecipare alla spesa”.
TAVERNOLA – IL CANTIERE DEL NUOVO ORATORIO
L’estate rallenta i lavori,
inaugurazione slittata ad ottobre
(An. Ma.) Non c’è da disperare, la comunità di Tavernola avrà il suo nuovo
oratorio ma dovrà ancora
aspettare e vedere se l’attesa pagherà. L’estate ha
allungato le tempistiche
della consegna, Don Annunzio Testa, da Araberara in questi mesi più volte
interpellato, aveva stimato
la chiusura lavori a settembre. Il mese è arrivato
inesorabile ma nel cantiere
si sente ancora picchiare.
Don Annunzio ha fissato
la data dell’inaugurazione?
“Non ancora, le ferie hanno
rallentato le previsioni, le
vacanze estive hanno inevitabilmente causato qualche
stop. Nulla di preoccupante…”. Fine lavori slittata
quindi? “Forse di non molto, ma slittata. Ora bisogna
fare il punto su quello che
ancora manca e vedere i
tempi tecnici scadenzando
il lavoro”. Parliamo di ottobre? “A questo punto non
mi sbilancio, ma può essere”. A che punto siamo con i
lavori? “Sono le ultime cose
quelle più difficili, mancano solo i componenti finali,
i pavimenti sono in via di
posa, come le attrezzature
e i serramenti, come ultima
cosa procederemo con la
tinteggiatura”. Don Annunzio lapidario ma tranquillo,
vede la luce in fondo al tunnel, considerando la portata ed il costo dell’opera bisogna fare le cose con calma
e bene. Tuttavia come spesso abbiamo scritto il nuovo
oratorio avrà un’inaugurazione monca, il piano in
mezzo quello della sala della comunità verrà attrezza-
to e predisposto in seguito.
Mancano le risorse, del resto la cifra spesa fino ad ora
è ingente, si parla di più di
4.000.000 di euro. Una spesa coperta per il 90% circa,
da qui il motivo dell’inaugurazione “monca”.
PREDORE – VENTESIMA PROVA DEL TROFEO DELLO SCALATORE
134 concorrenti la spunta Vassalli
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Araberara - 14 Settembre 2012
PREDORE – LA POLEMICA
TAVERNOLA
CURIOSITÀ
CULTURALE
Successo di pubblico e partecipanti domenica 26
agosto per la scalata ciclistica che parte da Predore e sale verso Parzanica organizzata dall’A.S.D.
Polisportiva comunale Predore, in collaborazione
con l’A.S.D. Amici del Pedale Predore e il Team
Tex Chiuduno. Questa prova del Trofeo “Scalatore Orobico” U.D.A.C.E. aperta a F.C.I. Bg, con
un percorso che, oltre ad essere spettacolare per il
paesaggio, è di notevole livello tecnico. La Predore-Parzanica è ormai diventata una classica di
fine estate, imperdibile per gli atleti lombardi ed
è giunta quest’anno alla 13° edizione che ha visto
anche l’assegnazione del 30° Trofeo Don Michele
Signorelli e del 22° Trofeo Don Giovanni Lanza.
A spuntarla dopo una gara spettacolare è stato Andrea Vassalli in splendida forma atletica.
TAVERNOLA - INTERVENTO
Strade e poste: disagi a Tavernola
Non si vede fine al peggio: a quale altro
declassamento dovrà assistere, nell’indifferenza degli amministratori locali, la popolazione di Tavernola? Il paese che dovrebbe decollare sulle ali del turismo nel giro
di pochi mesi ha subito la chiusura della
pista ciclabile e quella a singhiozzo della
strada litoranea per Lovere, e ciò in seguito
alla caduta sulle carreggiate di alcuni sassi. Provvedimenti presi per “salvaguardare
l’incolumità dei passanti”. Bella forza! Invece di mettere in sicurezza i versanti franosi, si impedisce il passaggio sulla strada:
se non passa nessuno, non muore nessuno.
(A meno che qualcuno passi lo stesso, ma in
quel caso si gli capita qualcosa, affari suoi,
così impara a voler passare sulle strade!).
Togliere di mezzo o minimizzare le cause del pericolo, è proprio così difficile?
***
cose. Poiché pare che la direzione provinciale di “Poste Italiane” possa fare quello
che più le piace, vista anche l’acquiescenza
degli amministratori locali, mi permetto di
suggerire l’unica cura che potrebbe forse
produrre qualche effetto positivo: perché
i nostri pensionati non provvedono al più
presto a delegare alla banca la riscossione
della loro pensione?
Il trasferimento non costa nulla, inoltre
alcune banche (anche a Tavernola) per la
riscossione mettono a disposizione dei
pensionati il conto corrente gratuito. Io
l’ho già fatto e ne sono completamente soddisfatta.
Una fuga generalizzata dei soldi potrebbe essere, per i responsabili di Poste Italiane, un argomento più convincente di tanti
discorsi.
Cristina Bettoni
Quest’estate poi un’altra “novità” ha vivacizzato la routine quotidiana: la chiusura
a singhiozzo dell’ufficio postale ha infatti
mobilitato la vita di anziani pensionati e infelici destinatari di raccomandate costretti a
ripetuti viaggi e a lunghe code (queste, per
altro, favorevoli alla socializzazione se non
turbate dal sole rovente o dalla pioggia sulle teste degli utenti in fila all’aperto). Per la
prima volta dopo più di un secolo di “onorato servizio”, a partire dal mese di luglio
l’ufficio postale di Tavernola sta “osservando l’apertura” per soli tre giorni settimanali
(lunedì, mercoledì e venerdì), senza che ciò
sia giustificato in alcun modo dalla diminuzione della mole di lavoro: basta osservare
le lunghe code nei giorni del pagamento
delle pensioni e l’affollamento costante
dell’angusta sede dell’ufficio per rendersi
conto del disagio creato da questo stato di
PARZANICA - LA MINORANZA MEDITA SUL PGT
Non c’è spazio per le acacie nella “Consiglieri quasi tutti imparentati
nuova Piazza Vittorio Veneto.
con i privati. Non vorrei restare
Il Sindaco: “Metteremo degli ulivi...”
solo ad approvare il PGT…”
(AN. MA.) Il progresso inevitabilmente lascia
dietro di se qualche vittima… Nei progetti per la
riqualificazione di una parte della Piazza Vittorio
Veneto a Predore non sono più previste le acacie che dimorano lì da più di vent’anni. La gente
mormora e qualcuno storce il naso… “Prepariamoci a salutare le Acacie, come le chiamano
tutti volgarmente, del
Lungo Rino di Piazza
Vittorio Veneto, per
sempre. I caldi pomeriggi trascorsi sotto
le fronde di esse, le
fioriture generose che
sfumano dal bianco al
rosa cremisi, così come
il mesto raccoglimento
delle foglioline al calar
del sole, quasi a voler
ricevere la brezza che scende dal Mut, rimarranno solo un ricordo. Verranno rimpiazzate da altri
Olivi, per contribuire ad ampliare la vasta biodiversità di Predore, che si sta trasformando in un
deserto di Olivi...”. Questo l’intervento apparso
su uno dei più popolari social network nella pagina del gruppo di minoranza “La voce di Predore” del capogruppo Livio Morina. A Predore
quindi ci si strugge per la acacie ma il Sindaco
Scippato il
Maestro di
Cambianica
Chi si interessa di cose
storiche tavernolesi sa che
gli affreschi del Chiesone
(chissà perché alcuni si
ostinano a chiamarlo san
Michelone?), la chiesetta
romanica di Cambianica,
erano stati attribuiti alcuni
anni fa ad un cosiddetto
Maestro di Cambianica.
Successivamente una
studentessa di Costa Volpino,
Roberta Bonomelli, sulla
base di documenti antichi,
lo ha attribuito ad un certo
Johannes de Volpino. Di
questo pittore si era parlato in
un convegno tenutosi a Pezzo
di Pontedilegno nell’ottobre
2010. Ora la casa editrice
Varum Editore ne pubblica
gli atti in un elegante
volume a cura di Giancarlo
Maculotti e Alberto Zaina.
Il volume verrà presentato
prossimamente in alcune
località sebine.
33
Paolo Bertazzoli non fa marcia indietro. La riqualificazione della piazza sta per partire, ottobre
o novembre inizieranno i lavori, un’opera che
impegnerà le casse comunali per 85.000 euro,
tutto però è ancora da definire nei dettagli… “Il
cantiere inizierà questo autunno ma le nuove
piante che sostituiranno le acacie le pianteremo
in primavera, c’è tutto
il tempo di decidere insieme la soluzione migliore”. Al loro posto,
nei progetti dell’amministrazione, degli ulivi… “L’acacia non è
una pianta autoctona,
gli ulivi aumenteranno
il valore paesaggistico
della piazza. Al posto delle 3 acacie che
verranno abbattute metteremo 5 nuove piante e
non dal fusto di pochi centimetri ma delle piante
importanti. Ma ripeto ci riserviamo di valutare
soluzioni alternative, anche con l’ausilio della
popolazione e dei gruppi politici. Ci dispiace
certo perché io personalmente le piante preferisco… piantarle ma secondo noi con l’intervento
che abbiamo progettato il valore estetico e paesaggistico della zona aumenterà”.
(AN. MA.) “Ci troveremo in questi gior- trasformazioni nel Piano. Molti consini con il gruppo”. Antonio Ferrari ca- glieri sono imparentati con questi privapogruppo di minoranza scalda i motori, ti. So che in sede di adozione e approvail nuovo Pgt (Piano di Governo del Ter- zione questi amministratori non potranritorio) tiene banco nel Comune di Par- no presenziare alla seduta del Consiglio
Comunale. Sono molto scettico
zanica.
su questo aspetto perché andrà
Il Sindaco Giovanni Tona finire che mi ritroverò solo io
ni ha fatto le sue scelte urbain aula quella sera… Tutti uscinistiche che in molti casi non
ranno tranne me… Ne vedremo
collimano con le idee della midelle belle…”.
noranza.
Poi le critiche di Ferrari si
La prime perplessità di Ferallargano ai contenuti… “Spero
rari riguardano le tempistiche
che il Piano incentivi il turismo,
dell’iter: “Tonni ha dichiaranon quello mordi e fuggi ma che
to che adotterà il Piano entro
crei infrastrutture nel paese per
l’anno. Non so se riuscirà a
Antonio Ferrari
attirare i villeggianti. Parzanifarlo. Hanno programmato la
Conferenza dei Servizi con tutti gli enti ca ha come unica risorsa il turismo, biinteressati, alcuni davvero inutili, per il sogna incentivarlo ma non costruire solo
25 ottobre. Poi devono passare parecchi ed esclusivamente per i turisti rovinando
giorni per le osservazioni. Come fanno ad il territorio. Fortunatamente per ora nel
adottare il piano a dicembre? Secondo Piano ho visto solo piccole trasformazioni, quelle grosse come i campi da calcio
me non ce la faranno…”.
Ma i punti di domanda di Ferrari non si non ci sono. Ci sono state però in passato
esauriscono qui, il secondo quesito è più e noi come minoranza stiamo verificando
scottante… “Ho sentito voci in paese che che siano applicate bene le convenzioni.
parlano di parentele tra gli amministra- Il Comune e i cittadini non devono pertori e i privati che hanno richiesto alcune derci…”.
VIADANICA – LAVORI PUBBLICI
TAVERNOLA - MEMORIA
Nuovi loculi e vialetti per
il cimitero, vince la gara
un’impresa di Viadanica
Reginaldo Colosio
(AN. MA.) Si fa tutto in casa, questa la ricetta scaccia crisi del Sindaco di Viadanica Angelo Vegini. Vince la gara d’appalto per i lavori
delle nuova batteria di loculi e pavimentazione vialetti al cimitero l’impresa di Mario Dossi con sede proprio a Viadanica. Ribasso per 35%
sull’importo a base d’asta di 147.000 euro, lavori che saranno realizzati con le risorse risparmiate a bilancio. “Senza contrarre alcun mutuo
– ribadisce con fermezza Vegini – tutti soldi risparmiati in questi anni
anche grazie agli utili ridistribuiti dalla
Servizi Comunali”. Sindaco la ditta che
ha vinto la gara è di Viadanica, progetto
e lavori rimangono tutti “in casa”… “Si
e all’appalto pubblico hanno partecipato anche altre società sempre del nostro
paese. Meglio far lavorare chi è di Viadanica…”. Vegini mi parli del progetto,
quando inizieranno i lavori? “Entro fine settembre, sono previsti la
realizzazione di 68 nuovi loculi e 60 nuovi ossari. Con il ribasso della
ditta Dossi risparmieremo circa 50.000 euro sulla spesa totale, anziché pagare i lavori 180.000 euro utilizzeremo 130.000 euro”. Per
un intervento che risistemerà definitivamente la così detta parte nuova
del cimitero, quella realizzata qualche anno fa, apportando migliorie
sostanziali… “Sistemeremo i vialetti e lo scivolo di accesso con un apposito cancello che da sul parcheggio”. Quando saranno ultimati i lavori? “La ditta secondo contratto ha 90 giorni per chiudere il cantiere,
possiamo tranquillamente affermare che entro fine dell’anno i lavori
del cimitero saranno conclusi”. Un’opera che di certo caratterizzerà il
suo mandato Sindaco… altri sogni nel cassetto? “Dobbiamo vedere le
risorse a disposizione l’anno prossimo ma soprattutto dovremo capire
se l’Imu resterà davvero ai comuni per farli respirare”.
E così, caro Reginaldo, anche tu sei “andato avanti”, come dite voi alpini.
Il “male che non lascia scampo” ha dovuto
combattere a lungo per averla vinta sulla tua volontà di vivere, testimoniata fino
all’ultimo ai tuoi cari e ai tantissimi
parenti e amici che ti sono stati vicini. Non sarà facile dimenticarti.
Non sarà facile per i bambini che
accompagnavi, volontario, sul
pulmino scuolabus e che ti facevano grandi feste quando era
il tuo turno perché condividevi
la serietà del tuo impegno con
la grande simpatia del carattere
aperto e con l’allegria contagiosa.
Non ti dimenticheranno presto
nemmeno i malati che assistevi, insieme ai compagni dell’UNITALSI, o gli
ospiti delle case di riposo che visitavi regolarmente con gli amici della San Vincenzo.
Avevi per tutti una battuta appropriata,
un sorriso sincero.
Sentiranno la tua mancanza i compagni
della corale “Santa Cecilia”, di cui eri uno
dei membri più assidui, ma la sentiremo
soprattutto noi, tuoi “coscritti della mitica classe 1941”, compagni di gite indimenticabili anche perché rallegrate dalla
tua vena comica, mai volgare né sopra le
righe. L’anno scorso, quando il male non
si era ancora manifestato in tutta la sua
gravità, progettavi con noi un “memorabile settantesimo”, per poi mostrare dispia-
Basso Sebino
TAVERNOLA - PANE E POLVERE / 11
Araberara - 14 Settembre 2012
cere perché non eravamo stati capaci di
festeggiare questo invidiabile traguardo
in modo adeguato.
Aspettaci di là, dove spero che ci ritroveremo. Ci piacerà allora sentirci accolti con il
sonoro “bravi!” con cui eri solito esprimere il tuo gradimento ai concerti
della nostra banda, o alle rappresentazioni della compagnia
teatrale o in uno dei tanti bei
momenti collettivi della nostra
comunità. Sì, ci mancherai, Reginaldo. E, credici, queste non
sono parole di circostanza.
I tuoi coscritti
* * *
(p.b.) Ci sono persone che ti restano nella memoria con il sapore buono di ricordi ormai incerti.
Reginaldo è uno dei miei “buoni” ricordi
personali che si inseriscono nell’ambiente
famigliare della grande casa dei “Lüna”,
all’inizio della mulattiera che portava a
Cambianica, sopra la villa delle maestre
Sandrini (tentarono con scarsi risultati di
insegnarmi a suonare il pianoforte), una di
quelle case “solari” della gente di lago che
ti accoglie non come un ospite, ma come
un fratello (i figli erano nove), tanto uno in
più o in meno nemmeno se ne accorgevano,
ai tempi. Quella “solarità” Reginaldo se l’è
portata nella vita e nella mia memoria. C’è
meno luce, con la sua morte, nei miei rimpianti tavernolesi.
Campionato Naec. L’Iseo sbaraglia i pronostici e si aggiudica il Naèt d’or 2012
L’edizione 2012 del Campionato
remiero del Lago d’Iseo verrà ricordata come quella dei record.
Record di partecipanti, ben 90,
record di debuttanti - 32 bambini
alla loro prima esperienza ai remi
- e record di spettatori, mai così
tanti accalcati sui lungolaghi del
Sebino ad applaudire i vogatori.
La kermesse dopo sei tappe che
hanno toccato Predore, Lovere,
Clusane e Sarnico si è chiusa a
Tavernola domenica 2 settembre
alla presenza della folla delle
grandi occasioni.
La sfida remiera ha creato grande
entusiasmo, momenti di alto agonismo e tante emozioni
Che questo non era un campionato come gli altri lo si era del resto
capito subito e i risultati l’hanno
confermato. Sbaragliando tutti i
pronostici del prefinale, la vittoria
del «Naet d’or», l’ambito premio
che sancisce i vogatori più forti
del 2012, è andato all’equipaggio
«Iseo» di Gianluca Cancelli e Michele Marini.
Cesare Bosio e Tonino Soardi dei
Giovani vogatori clusanesi con il
loro naèt «Nono Bati» dopo aver
vinto tutte le cinque regate precedenti, proprio nella gara più im-
I VINCITORI DEL ‘NAET D’OR’ 2012
Gianluca Cancelli e
Michele Marini dell’Iseo
GRUPPO AMICI DEL NAET TAVERNOLA E RAGAZZI DELLA SCUOLA DEL REMO
portante hanno mancato
l’obiettivo fermandosi in
quarta posizione.
Cancelli e Marini hanno
del resto dato una prova
magistrale: si sono tenuti
in seconda posizione fino
a metà gara poi, alle ultime due boe grazie a una
prestazione che ha rasentato la perfezione e che li
ha avvantaggiati di 4/5
metri hanno conquistato
la vittoria.
Il secondo gradino del
podio, ancora bresciano, è andato a Raffaele e Giuseppe Barbieri
(rispettivamente nipote e zio) del
«Clusane»; terza posizione per
Nicola Foresti e Ivan Zoppi del
«Cambianica» che non hanno deluso e si sono confermati rematori
di vertice.
Nessuna sorpresa invece nella
classe femminile che ha ribadito
i risultati delle gare precedenti:
«Remo rosa 2012» a Anna Mometti
I VINCITORI DEL ‘REMO D’ORO 2012’
Walter Fenaroli e Massimo Belbruti
del Cambianica
e Chiara Rinaldi del «Tavernola»,
secondo posto per Marta Pedroni
e Miriana Colosio del «Gallinarga»
e terzo per Lisa Martinelli e Nadia
Gaudenzi del «Cambianica».
Anche per la classe Avanotti, con
gli under 17 del remo, i pronostici
sono stati rispettati:
il «Remo d’oro 2012» è stato conquistato dai bergamaschi Walter
Fenaroli e Massimo Belbruti del
«Cambianica»,
portabandiera
LE VINCITRICI DEL ‘REMO ROSA 2012’
Anna Mometti e Chiara Rinaldi
del Tavernola
dell’Associazione Amici del Naet
Tavernola; in seconda posizione si
sono classificati Mattia Rota e Cristian Bettoni del «Predore 2» e in
terza Nela Marini e Andrea Fenaroli del «Predore 1».
Tantissimi sono stati gli applausi
per i 32 bambini della scuola remi
che hanno richiamato a Tavernola
genitori, zii, fratellini e nonni emozionati.
Alla manifestazione erano presenti
sindaci e amministratori dei comuni di Tavernola, Predore, Lovere,
Sarnico e Iseo. Assente l’Amministrazione di Iseo, proprio il paese a
cui è andato il Naèt d’or.
«Così tanta a gente a Tavernola per
una finale dei naèt non si era mai
vista – ha commentato entusiasta Ivan Zoppi dell’Associazione
Amici del Naèt Tavernola al termine della giornata -. Siamo molto soddisfatti di questa edizione,
siamo riusciti a mettere in acqua
tre batterie di giovanissimi della
scuola del remo per un totale di
16 barche, è stata una bellissima
esperienza per tutti».
«Ringraziamo la Pro Loco di
Tavernola che ha sponsorizzato
questa manifestazione e l’Amministrazione comunale che ha
sempre creduto nelle potenzialità
di questo sport e nel nostro lavoro con i ragazzi – ha aggiunto
Zoppi -. Un grazie anche ai genitori dei ragazzi che hanno preparato torte e a Silvio Bonomelli che
ci ha accompagnati nella manifestazione con botti e colori».
Ora l’appuntamento è per l’anno
prossimo. L’obiettivo? superare
i record di questa fantastica edizione.
Il gruppo vogatori amici del
naet Tavernola regalerà un nuovo evento al paese, domenica 16
settembre: davanti al lungolago
di Tavernola sfileranno diverse imbarcazioni remiere con la
“Maratona del Remo” che partirà da Lovere, girerà l’isola di
Loreto con direzione Tavernola
e ritornerà a Lovere per un totale di 23 km.
Val
B
Sebino
asso
Calepio
Araberara - 14 Settembre 2012
SARNICO – L’ASSESSORE ALLA SICUREZZA “SEDA” LA RIVOLTA DEI VIGILI
(An. Ma.) “Le cose vanno
avanti bene”. Questo il primo
commento a caldo dell’Assessore alla Sicurezza del Comune di Sarnico Laura Cadei in
merito alla “rivolta” dei vigili
urbani che ha scaldato l’estate
sarnicese e che continuerà a
scaldare presumibilmente anche l’autunno.
Cadei smorza i toni, non nega
che qualche problemuccio in
passato ci sia stato ma ora rassicura sul fatto che i dissapori
tra vigili urbani e amministrazione comunale si sono addolciti.
“Non è vero che ci sono questi
attriti ora, la situazione è stata
risolta – spiega Cadei - Ripeto
ora le cose vanno avanti bene,
certo il Comandante dei Vigili lavora il doppio ma sono gli
altri due che non vogliono fare
gli straordinari. Non siamo noi
come amministrazione a non
concederglieli. Voglio precisare
una cosa sono i vigili che hanno
incrociato le braccia, non l’amministrazione comunale che li
ha fermati. Sono bravissimi,
ci dispiace di questa situazione
perché il corpo dei vigili a Sarnico è composto da persone validissime”.
Sullo scorso numero di Araberara abbiamo pubblicato
un’intervista esclusiva ad una
“talpa” che ha voluto mantenere l’anonimato…“mi mangiano
gli amministratori se lo sanno,
farebbero subito del mobbing
contro di me”, queste le dichiarazioni di un dipendente comunale informato sui fatti.
Cadei “la talpa” ha parlato
anche di mancanza di controlli,
l’anno scorso sono state ritirate 10 patenti quest’anno zero,
o la gente ha smesso di bere e
di infrangere il codice stradale o c’è qualche cosa che non
va? “È la prima ipotesi, siamo
riusciti a prevenire grazie al
posizionamento di autovelox e
speed-check. Gli automobilisti
a Sarnico sono diventati più
‘educati’, rispettano i limiti.
Se qualcuno infrange le regole
le infrange di poco, abbiamo
fatto pochissime multe, piccole
infrazioni”. Sempre “la talpa”:
“quest’estate all’amministrazione è andata bene, hanno assunto agenti senza pistola e senza
la preparazione necessaria”.
Cosa ne pensa Assessore? “Non
è assolutamente vero, questi due
agenti assunti a tempo determinato sono sempre stati affiancati dal comandante Zerbini. Mi
fa sorridere questa cosa dell’impreparazione… Sono tutti e due
laureati, uno è un avvocato,
non sono proprio gli ultimi arrivati…Hanno vinto un concorso regolare, non sono stupidi e
poi hanno avuto delle direttive
precise da parte del Comandante e dell’Amministrazione.
Quest’estate non ci è andata
bene, è andata come volevamo
che andasse…Abbiamo avuto
solo un caso critico, delle code
per un incidente. Io ero presente
e posso dire per testimonianza
diretta che la situazione è stata gestita al meglio, il disagio
c’è stato ma era inevitabile. C’è
qualcuno che vuole ingigantire
una cosa piccola per farla diventare un problema sociale”.
Altra critica che hanno mosso
nei confronti dell’amministrazione è l’assenza di dialogo e
di presenza da parte di Assessori e Sindaco, soprattutto lei è
stata presa di mira… “Io sono
costantemente in Comune, parlo sempre con il Comandante
e ogni tanto con i vigili. Se la
talpa ha dei problemi che me li
venga a dire, non ho mai negato
udienza a nessuno. Sono aperta al dialogo ma soprattutto ci
tengo a risolvere i problemi, qui
le cose funzionano bene, rendo
sempre conto a Sindaco e Giunta del mio operato”.
Assessore che smorza i toni e
allontana i fantasmi di presunti disagi sociali nella cittadina
sul lago… “Nessun disagio,
Sarnico è sicura e controllata”.
Parola d’Assessore.
Laura Cadei: “Vogliono gli straordinari?
Sono loro che non li fanno.
Sarnico è sicura grazie alla
prevenzione, automobilisti più educati”
LA MINORANZA LEGA SULLA RIVOLTA DEI VIGILI
SARNICO – LA SCELTA GIUSTA
Giorgio Bertazzoli: “Clima pessimo
in tutti gli uffici, amministrazione
in fase calante, con i vigili sanare
la vertenza sindacale”
Vallanzasca? Mettiamoci una
pietra sopra… “Il vostro silenzio
vi fa onore avete interpretato al
meglio il sentire dei sarnicesi”
Il capogruppo dei Padani per Sarnico Giorgio Bertazzoli
spara grosso e spara alto contro l’amministrazione del Sindaco Franco Dometti. Il tema caldo è sicuramente la “rivolta”
dei vigili che Bertazzoli tiene monitorato da mesi… “Ho letto il
tuo articolo con l’intervista esclusiva alla talpa, nulla di nuovo.
Anzi… il clima teso tra amministrazione e vigili si è esteso anche
negli altri uffici. L’amministrazione è in fase calante, Dometti
non sarà rieletto”. Problema sicurezza a Sarnico? “La Polizia Locale necessita di nuove assunzioni , bisogna far si che la vertenza
sindacale si risolva, la rivolta va sedata. Certo è che i tagli a
bilancio dell’amministrazione non favoriscono gli investimenti,
la Giunta in questi anni ha accumulato all’incirca cinque milioni di debiti, in più si aggiungeranno molto probabilmente gli
otto milioni della casa di riposo. La situazione delle casse non
è rosea…”. In conclusione Bertazzoli si sofferma sull’altro caso
che ha tenuto in scacco l’estate sarnicese: Vallanzasca. Anche
in questo caso critiche dure sull’operato dell’amministrazione…
“Tutto il paese dice che ha fatto una pessima figura, il Sindaco
è il titolare dell’ordine pubblico doveva essere il primo a sapere
una notizia simile. In molti si sono lamentati con me, Dometti ha
fatto una figura barbina a livello mediatico”.
Il ciclone Vallanzasca a Sarnico si è esaurito (o meglio
è migrato verso altri lidi) e la scelta del silenzio fatta da
Araberara ha pagato in fatto di credibilità. Lo dimostrano
le parole dell’Assessore alla Sicurezza Laura Cadei che
ha elogiato il nostro operato: “Ci è caduto addosso un macigno, non pensavamo si creasse una situazione così esplosiva. La vostra scelta di silenzio sulla questione vi fa onore”.
Il riferimento è all’editoriale in prima pagina apparso sullo
scorso numero “Vallanzasca e il silenzio della parola” e che
racconta dell’incontro avuto con il “bel Renè” e l’intervista
che abbiamo deciso di non pubblicare per non gettare altra benzina sul fuoco… “Per rispetto della cittadina e della
famiglia avete scelto il silenzio. Volevo farvi i complimenti, avete interpretato al meglio il sentire dei sarnicesi e per
questo vi ringrazio”.
Sentire che era pressoché vicino all’indifferenza, nessun clamore nella cittadinanza ha destato Vallanzasca…
“I sarnicesi hanno appreso la notizia con indifferenza, i
giornalisti avrebbero dovuto interpellare la cittadinanza.
È stato un assedio di gente venuta da fuori non certo dal
paese. Fortunatamente ora è finito…”.
ADRARA SAN MARTINO
LAVORI PUBBLICI
107.500 euro per il
collettore fognario I lotto.
SARNICO - RECORD DI ISCRITTI PER IL SERAFINO RIVA
Boom di adesioni per l’indirizzo alberghiero.
IL COMUNE CREA UN NUOVO PARCO
C’è l’accordo bonario con i privati
L’estate ha portato consiglio ma anche qualche opera per la
Giunta del Sindaco Sergio Capoferri. È stato trovato l’accordo
bonario tra i privati per la servitù di passaggio di una tubazione
ad uso fognario per i lavori di collegamento al collettore consortile. Primo lotto dei lavori che costeranno la bellezza di 107.500
euro, un’opera sostanziale che prende il via dopo l’approvazione
del progetto esecutivo avvenuta nel mese di giugno del 2012 e
che era già stata inserita del Piano della Opere Pubbliche. Capoferri spunta un altro cantiere rubricandolo nella lista dei lavori
fatti, in attesa di opere più consistenti come per esempio il nuovo
palazzetto dello sport, un progetto faraonico ma essenziale per la
riconferma della compagine amministrativa.
ADRARA SAN MARTINO – L’EVENTO
Adrara batte Tokyo, al via il quinto
Concorso Internazionale per oboisti
(An. Ma.) Un filo lega Adrara San Martino a Tokyo e non riguarda sicuramente l’aspetto demografico. Adrara legata a Tokyo a
causa del Concorso Internazionale per oboe intitolato a Giuseppe Ferlendis arrivato alla quinta edizione che è accostato anche
alla seconda edizione del Concorso Internazionale per giovani
oboisti dedicato a Luca Figaroli. Eventi che apriranno i battenti
in questa metà di settembre. I concorsi vogliono contribuire a
promuovere la cultura musicale incoraggiando i giovani allo studio della musica; si prefiggono di valorizzare
due figure centrali nella storia musicale adrarese, quella di Ferlendis, oboista della seconda
metà del ‘700 e Figaroli, giovane promettente
oboista prematuramente scomparso, personaggi di rilievo entrambi nati ad Adrara. Il paese
del Basso Sebino e la capitale del Giappone
sono gli unici organizzatori al mondo del Concorso per oboe ed anche quest’anno il Gruppo
Storico di Adrara San Martino ha imbastito un
concorso si altissimo livello con partecipazioni
e adesioni da ogni parte del mondo, 17 i maestri
che parteciperanno alla manifestazione dal Portogallo, alla Germania passando da Svizzera, Spagna e ovviamente Italia. Il coordinatore del Gruppo Storico Salvatore Tancredi è ovviamente
soddisfatto: “Anche quest’anno ce l’abbiamo fatta. È importante
organizzare un evento che possa dare un prestigio così ampio
e riconosciuto alla nostra comunità”. Concorso che non solo
promuove la musica ma che la incentiva… “Nel 2010 ha vinto
il maestro Samuel Castro Bastos, il premio era di 2000 euro.
Grazie a quei soldi mi ha confidato ha potuto continuare i suoi
studi, raggiungendo vette musicali davvero importanti”. Premi
che anche quest’anno nonostante la crisi di finanziatori e sponsor
sono stati confermati, 6800 euro il “jackpot” totale diviso tra le
varie sezioni.
Saranno 604 gli allievi che il prossimo 12
settembre varcheranno la soglia dell’Istituto
Serafino Riva di Sarnico. Si tratta del record di
iscritti dalla nascita della scuola, raggiunto senza
dubbio grazie ai consensi che il nuovo indirizzo
dell’alberghiero ha raccolto. Rispetto allo scorso
anno, in particolare, l’aumento è stato sensibile:
ben 90 studenti in più. Il merito di questo boom
va, senza dubbio, al nuovo indirizzo alberghiero
dedicato ai servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera per il quale sono state formate
tre classi con un totale di 76 iscritti alle classi
prime. La campagna di promozione e di lancio
del nuovo indirizzo, tenuto a battesimo lo scorso
16 febbraio dallo chef Gualtiero Marchesi, ha
infatti dato i suoi frutti. Soddisfatta del traguardo raggiunto la Vice Sindaco di Sarnico Romy
Gusmini “Questi dati dimostrano che amministrazione, scuola e Provincia hanno lavorato
insieme, prendendo la scelta giusta. Sapere che
i giovani della nostra zona hanno apprezzato
questa decisione ci lusinga.
GANDOSSO – LA NOTTE DELLO SPORT
Presentate le squadre, l’AC Gandosso
in rosa. 4500 € per i terremotati di Moglia
(AN. MA.) Non solo sport
nella “Notte dello sport” di
Gandosso. Sala piena al Parco Pitone per la presentazione
ufficiale delle squadre dell’AC
Gandosso con un occhio alla
stagione sportiva che verrà ma
anche con il cuore puntato dritto verso la solidarietà. Presente una delegazione di Moglia,
il paese del mantovano con il
25% di abitazioni inagibili,
Parrocchia dedicata a San Giovanni Battista e oratorio distrutti dal terremoto. “Siamo riusciti a raccogliere 4500 euro –
spiega il Sindaco Alberto Maffi – soldi raccolti grazie alla solidarietà della gente”. Ma non
solo… “Sindaco e assessori hanno donato una mensilità del loro stipendio e i consiglieri
comunali una quota forfettaria. C’è stato anche un bellissimo gesto dell’Associazione Anziani
e Pensionati, hanno raccolto 1500 euro”. Dal punto di vista sportivo “La notte dello sport” ha
visto la presentazione della squadre dell’AC Gandosso con una novità. Quest’anno ci sarà anche la squadra di calcio femminile, prima volta nella storia del paese del Basso Sebino. Le due
squadre si sono scontrate in una partita che ha suggellato sportivamente la manifestazione.
34
Villongo
ANDREA MARCHESI
Una lettera disperata che
porta il timbro di giovedì 6
settembre, due pagine fiume e
firmate in calce che misurano
l’amarezza di una decisione
presa, parole vergate in stampatello senza l’ufficialità di
un protocollare soffocante ma
con la libertà di una richiesta
d’aiuto che viene dal petto.
Sette famiglie villonghesi in bilico, sette donne che proprio in
questo settembre di ripartenze
restano a piedi colpite dai tagli
ciechi che non guardano negli
occhi. Sette dipendenti della
Cooperativa Lottovolante incaricata dal Consorzio Ribes di
Bergamo titolare del contratto
per il servizio di pulizie del Comune di Villongo, della biblioteca, dei bagni, del trasporto
alunni della scuola materna
ed elementare dal primo di ottobre resteranno a casa. “Drastico taglio di ore e servizi” così
si legge nella lettera fatta recapitare alla sindachessa Maria
Ori Belometti, agli assessori
e all’intero Consiglio Comunale minoranza comprese. Un
protesta tutta rosa che rischia
di scoppiare in mano all’amministrazione. “In data 3 settembre – si legge nella lettera
- abbiamo appreso dalla Presidente della Coop che l’Amministrazione Comunale di Villongo ha prorogato il contratto,
scaduto il 31 agosto, fino al
30 settembre con le stesse condizioni in essere. A partire dal
mese di ottobre l’Amministrazione prevede di prorogare il
contratto attuando un drastico
taglio di ore e servizi con una
conseguente tragica perdita di
occupazione per le sottoscritte!
Come dipendenti della Coop
lavoriamo per i servizi del Comune di Villongo da circa 15
anni e vi palesiamo tutta la
nostra amarezza per la scarsa
considerazione avuta nei nostri confronti. […] Crediamo di
avere svolto il nostro incarico
sempre nel miglior modo possibile dando continuità e qualità
anche con la riduzione delle
ore”. Sette donne che lanciano
un allarme per guadare il pantano di una crisi che per loro
può essere assassina: “Ora il
problema è grave! Il periodo di
crisi che stiamo attraversando
è pesante per tutti, lo sappiamo ma l’Amministrazione di
Villongo lo sta rendendo ancora più buio a noi e alle nostre
famiglie. I nostri contratti non
sono in pericolo perché cambierà il nostro datore di lavoro ma
sono in pericolo perché vengono
tagliate e dimezzate delle ore di
lavoro. Desideriamo anche ricordare l’opera sociale che svolgiamo dato che tra di noi è in
essere un contratto di lavoro un
po’ particolare, un inserimento
lavorativo che necessita di lavoro e sostegno relazionale”.
Sette donne, tra cui una
disabile, una voce e le idee
chiare: “Chiediamo all’Amministrazione e al Consiglio Comunale tutto di riflettere sul
risparmio, che pensiamo non
significativo che potreste avere togliendo a noi il lavoro e
vi chiediamo di riflettere sulla
grave ripercussione che questa
perdita avrebbe su di noi. Vi
chiediamo di verificare se avete
proprio bisogno di mettere in
crisi, per questo pochi incarichi, sette famiglie di Villongo!”.
Sette donne che hanno chiesto
di essere ricevute, incontro avvenuto venerdì 7 settembre.
Nulla di fatto, l’Amministrazione non è ritornata sui
suoi passi. Sette “sorelle” nella
protesta che continuerà, quattordici gambe mozzate e una
spending review tanto modaiola da essere sulla bocca di tutti
ma che non guarda in faccia a
nessuno.
Araberara - 14 Settembre 2012
LA PROTESTA: “DRASTICA RIDUZIONE DELLE ORE”
PER LE DIPENDENTI DELLA COOP LOTTOVOLANTE
Le sette “sorelle” vittime
della SPENDING REVIEW:
“Lavoriamo in Comune da 15 anni, siamo amareggiate
per la scarsa considerazione, così si mettono in crisi
le famiglie in nome di quale risparmio?”
VILLONGO – L’AMMINISTRAZIONE
NON TORNA SUI SUOI PASSI
Il Vicesindaco Bellini:
“Tagliate le ore delle pulizie
di Comune e biblioteca”
(AN. MA.) Amministrazione in ascolto ma che non
torna sui suoi passi. La sindachessa Maria Ori
Belometti insieme al Vicesindaco Danilo Bellini
hanno incontrato le sette dipendenti della Cooperativa Lottovolante venerdì 7 settembre. Dialogo pacato ma fermo sulle rispettive posizioni… “Le dipendenti della Coop ci hanno esposto la loro situazione –
spiega Bellini – manifestando le loro perplessità per
la nostra decisione. La situazione non è così grave
come qualcuno cerca di farla venire fuori”. Sette non
Danilo Bellini
è un grande numero ma è comunque una cifra che
nasconde un piccolo dramma… “Non rimarranno a
casa, abbiamo deciso di ridurre le ore di pulizia perché non giustificate, dovevamo risparmiare per problemi di budget. Abbiamo spiegato le
motivazioni di questa scelta alle dipendenti, hanno capito la situazione.
Taglieremo le ore alla Cooperativa ma parte di queste ore verranno pagate con i voucher dell’Inps. Con quest’operazione il Comune avrà dei risparmi e loro potranno comunque lavorare”. Ci spieghi i motivi di questa
scelta… “Non ci sembravano giustificate così tante ore di pulizia. Ora il
Comune verrà pulito non tutti i giorni come prima ma solo tre giorni alla
settimana, stessa cosa per la biblioteca”.
I SERVIZI NON SONO SOPPRESSI,
LI FARÀ QUALCUN ALTRO
L’Assessore al Bilancio Vicini:
“Risparmio di 20.000 euro,
servizi mantenuti”
(AN. MA.) L’uomo della borsa tiene il polso fermo
sui numeri, Mario Vicini Assessore al Bilancio taglia come una lama gli sprechi ma ogni tanto può
succedere di incidere la carne. Come nel caso delle
sette dipendenti della Cooperativa Lottovolante…
Assessore ci spieghi in numeri il motivo della vostra
decisione…
“La questione è complessa, abbiamo ridotto le ore
alla Cooperativa da 3500 le abbiamo diminuite
a 1000 ore, meno 2500 ore. Nelle 1000 ore però è
Mario Vicini
compreso l’inserimento della persona disabile”. Ma
quelle 2500 ore in meno pesano come un macigno…
“Non è che non verranno fatte, semplicemente non le farà più la Cooperativa. Le sette dipendenti potranno usufruire dei voucher dell’Inps,
un tipo di pagamento che molto probabilmente le porterà a percepire
maggiori compensi”.
E il Comune cosa ci guadagna?
“Le casse comunali avranno un risparmio di 20.000 euro con questa operazione. Mancano alcuni dettagli ancora per definire meglio la situazione, parte dei servizi verranno mantenuti di fatto ma semplicemente li
pagheremo in modo diverso”.
LE MINORANZE – VOCE UNANIME PER BONI E PICCIOLI
“Tutelare il lavoro, pronte azioni contro questa decisione”
(An. Ma.) Lega… riunita a Villongo? Dopo anni di occupazionali. Stiamo parlando di persone residenti motivazioni che hanno portato a prendere un così pescorni il carroccio villonghese ha trovato una pianella a Villongo e di un servizio di assoluta eccellenza”. nalizzante provvedimento? Perché non si è attivato un
tavolo tecnico con le parti, se consideriaPiccioli che promette battaglia…
su cui ballare. I capogruppo delle due sponmo che i lavoratori coinvolti sono cittadini
“Chiederemo alla Giunta di mode avverse in Consiglio ma entrambe tindi Villongo? Quali sono gli elementi che
tivare questa decisione, vogliate di verde capitanate dall’ex sindachessa
hanno portato a comunicare tale decisione
mo aver di fronte i dati certi. Dal
Lorena Boni e Alberto Piccioli Cappelli
così tragica con tempi così stretti e riavcanto nostro faremo di tutto per
ritornano a braccetto per difendere il posto
vicinati?”. E ancora…“Si è valutato con
tutelare i posti di lavoro e il serdi lavoro delle sette dipendenti della Coattenzione e saggezza il riscontro sociale
vizio all’avanguardia per quanoperativa Lottovolante “vittime” dei tagli
di queste famiglie villonghesi, soprattutto
to riguarda l’inserimento delle
apportati al bilancio dalla Giunta della sinin un grave periodo di crisi come quello atpersone disabili”. Dello stesso
dachessa Maria Ori Belometti. Sette dituale? Perché nella scelta attuata è venuavviso Boni che scaglia sui tavopendenti a casa e minoranze sugli scudi…
li della maggioranza una sonora A. Piccioli Cappelli to meno il riferimento alla ‘territorialità’
“Se tutto venisse confermato – spiega PicLorena Boni
che ha portato a dimenticare ogni aspetto
interpellanza. Le domande sono
cioli – affiorerebbe una situazione piuttosto
grave. Presenteremo una mozione, quello svolto dalle serrate: “in cosa consiste il ‘drastico taglio di ore e umano e sociale? Quali alternative sono state prese
dipendenti della Cooperativa è un servizio storico, servizi’ descritto nella lettera? A quanto corrisponde in considerazione prima di attuare questa scelta?”.
adeguato e innovativo per quanto riguarda gli aspetti per l’anno 2012 l’effettivo risparmio? Quali sono le Minoranze accordate ma solo per questa sonata.
ADRARA SAN ROCCO – ANNIVERSARIO AL SANTUARIO DI BONDO
Gli Alpini fanno festa… a Don Tommaso
La festa per il 25esimo anniversario di ordinazione
di padre Tommaso s’è svolta nella cornice della tradizionale Festa degli Alpini, presso il Santuario di Bondo. Domenica 9, alle 10.30, la comunità, gli Alpini, il
Sindaco Alfredo Mossali e il parroco Don Gustavo
Bacuzzi hanno accolto padre Tommaso Panarese
all’inizio della strada non asfaltata che sale al Santuario. Accompagnati dalle melodie del Corpo musicale
“A.Maffeis” di Adrara San Martino, ci si è avviati in
corteo verso il Santuario, con il padre Tommaso saldamente ancorato su una sedia appositamente allestita sul retro di un pick-up. Davanti al Santuario, è
stata celebrata la messa, animata dal coro parrocchiale
“San Rocco” e presieduta proprio da padre Tommaso
e concelebrata da Don Gustavo, da padre Roberto (frati
dell’Ospedale di Bergamo) e da padre Silvestro (domenicano di Bergamo). Nell’omelia padre Tommaso ha
ringraziato commosso tutta quanti i presenti per questo
momento di gioia, sentimento condiviso proprio con i
sanrocchini che ormai considera come la sua famiglia.
La comunità ha voluto esprimere la vicinanza a padre
Tommaso donandogli una casula decorata con temi che
ricordano l’annuncio della Parola e il Pane Eucaristico.
Anche l’amministrazione comunale, nella persona del
sindaco Mossali, ha espresso il proprio ringraziamento per la presenza di padre Tommaso, con il dono di
» segue a pag. 58
35
Val Calepio
Michela Barcella,
da Carobbio a Boston.
Il cervello in fuga che macina
parole come chilometri:
“Ma ho attaccato un elastico
lungo che ritorna”
(AN. MA.) Un romanzo nel cassetto che si è aperto
e un lavoro oltreoceano. Michela Barcella da Carobbio degli Angeli e la sua ormai classica storia da
“cervello in fuga” verso lidi più fecondi.
La variazione al tema è che ora si sono abbandonate le valigie di cartone perché dall’altra parte ci
vanno le “intelligenze” che vengono coperte d’oro non
di bastonate, di qua resta il vuoto. Michela lavora
per un gruppo che si occupa di fusione e acquisizione d’aziende, ha 26 anni e quando stacca abbaglia il
bianco della pagina con i suoi sogni. Michela ha appena pubblicato il suo libro d’esordio, “La neve di marzo” che ha scalato le classifiche “Bestseller della settimana” raccogliendo 2.800 visite online, centinaia di
elogi dai lettori e conquistandosi diverse recensioni.
“La neve di marzo” narra la storia di Maura, una
giovane imbrigliata nella sua monotonia quotidiana
senza una direzione precisa. “Una situazione che ha
finito per intrappolarla tra il ricordo di una relazione
finita da tempo e il timore di un futuro incerto, di cui
non si sente meritevole del miglioramento – racconta
Michela – improvvisamente le si presenta l’opportunità di partire per Boston per lavoro. Ed è allora che
trova il coraggio di cambiare e decide di partire, ma
la neve in un mese insolito la costringe a passare la
notte al Terminal dell’aeroporto chiuso per il gelo. Sarà il
piacevole incontro con Andrea,
anche lui diretto nella stessa
città americana, a cambiare
per sempre il suo destino”. Sono
diverse le tematiche che si dipanano nel libro… “Il primo è
quello di riuscire a prendere in
mano la propria vita, il secondo
è quello di renderla più consapevole. Il terzo tema invece riguarda la vita di coppia e la paura di
impegnarsi”.
Michela vive a Boston dove
lavora, laureata a pieni voti
all’Università Bocconi di Milano ha studiato per lunghi periodi all’estero, alla Duke University, all’Universiteit Van Amsterdam e alla London School of Economics. Nel tempo libero scrive.
Michela ricalchi la classica storia del cervello in
fuga… “Si, un cervello in fuga ma con un elastico lungo. Adoro l’Italia, il vivere bello è qua, all’estero manca il calore ma soprattutto il cibo lascia a desiderare.
Sembra una motivazione banale e veniale ma quando
sei via tutto l’anno…”.
In un periodo in cui in molti arrancano possiamo
dire che tu ce l’hai fatta…
“A me non sembra, ho avuto un percorso indirizzato e ben prestabilito fino alla laurea, ma non mi ero
mai chiesta quale era davvero la mia inclinazione. Il
lavoro che faccio mi piace tantissimo ma scrivere è la
mia passione”.
Il tuo segreto? “Fare bene quello che ci si sente di
fare”. Un consiglio da dare? “Buttarsi nelle cose, trovare una passione e crederci. Tante volte pensiamo
di essere meno di quello che effettivamente valiamo.
Dobbiamo vivere il presente senza essere nostalgici
verso il passato”.
Vista dal di fuori come è questa Italia, la nostra
provincia bergamasca? “Abbiamo tantissime eccellenze e risorse. Purtroppo molti giovani si crogiolano e
pochi fanno qualche cosa per cambiare realmente le
cose.
L’altro giorno mi ha scritto un amico che non sentivo da anni, mi ha detto che è in Francia perché vuole
esportare la piadina romagnola. Bisogna buttarsi e
credere in quello che si fa”.
Araberara - 14 Settembre 2012
36
CASTELLI CALEPIO – BRACCIO DI FERRO TRA AMMINISTRAZIONE E ASSOCIAZIONI
ANDREA MARCHESI
Inutile negarlo, il nuovo oratorio di Tagliuno è un argomento che scotta e che sta alzando
sonore polemiche sulle avverse
sponde politiche. Nella seduta
dell’ultimo Consiglio Comunale l’accordo tra Comune e
Parrocchia, o meglio le comunicazioni del Sindaco Flavio
Bizzoni in merito, hanno tenuto
banco.
Il Piano delle alienazioni è
filato via come l’acqua, anche
se qualche screzio c’è stato.
L’amministrazione ha inserito
nel Piano alcune piccole aree
di proprietà comunale che venderà per fare cassa… al prezzo
giusto a differenza, almeno
stando alle alzate di scudi delle minoranze di Lega e Pdl, di
quell’area dell’oratorio su cui
tanto in queste settimane si sta
dibattendo. Queste operazioni
porteranno nelle casse comunali circa 750.000 euro che l’amministrazione utilizzerà per edificare il nuovo centro anziani.
Qualche perplessità c’è perché
la Giunta non ha ancora le idee
chiare su dove e quando sarà
ultimata questa nuova struttura
ma soprattutto costerà, almeno
secondo le stime e le indiscrezioni, molto più di 750.000
euro.
Ma le perplessità aumentano
quando si tocca il nervo scoperto del nuovo oratorio, il Sindaco
nelle seduta ha illustrato l’accordo tra le parti, Parrocchia e
Comune, spingendosi fino a dire
che “le associazioni sono tutte
d’accordo con questa operazione”, quella che prevede l’abbattimento del bocciodromo in via
Alfieri per far posto al nuovo
Tutti contro Bizzoni atto II
Sindaci a riunione: no al megaimpianto della Berco,
Castelli manda… il Vicesindaco Roberto Volpi:
“Il nostro comune non è contrario all’impianto”
(An. Ma.) La situazione ha del paradossale e
potrebbe anche far scappare qualche sghignazzata
se non ci fosse in ballo un mega impianto di
compostaggio di rifiuti che rischia di far saltare
la Val Calepio. La Berco torna alla carica per il
maxicomposter nel Comune di Telgate. 189.000
mq la superficie totale, 2 mega capannoni di
60.000 mq dove verrebbe stoccata la frazione
umida, circa 50.000 mq di piazzali aperti per lo
oratorio. Nella seduta il Sindaco
Bizzoni ha rendicontato in merito ai suggerimenti pervenuti al
Comune da parte dei cittadini,
osservazioni che sono arrivate
anche dai banchi della minoranza. Sindaco che ovviamente
ha… bocciato tutti i suggerimenti senza nemmeno metterli
in votazione. Solitamente che
stoccaggio di frazione verde e 60 container di
240 mc. Numeri che hanno sollevato una vera e
quasi totale levata di scudi dei sindaci della Val
Calepio, tutti tranne il Sindaco di Castelli Calepio
Flavio Bizzoni. Come mai? Semplicemente
perché Bizzoni è lo stesso richiedente dell’opera,
come già scritto sugli scorsi numeri di Araberara.
Le visure camerali parlano chiaro: il Sindaco di
Castelli Calepio è in minima parte proprietario
prima si fanno gli incontri tra
le parti interessate ascoltando le
eventuali osservazioni, in seguito si stila un accordo e poi lo si
porta all’approvazione del Consiglio Comunale. Bizzoni ha seguito l’iter esattamente opposto,
lo dimostra la riunione annunciata (e poi saltata) che doveva
esserci giovedì 6 settembre, a
giochi già fatti, tra Comune e
Bocciofila Famigliare Tagliuno,
l’associazione che gestisce il
bocciodromo che andrà demolito. Riunione che sarà spostata a
fine mese… nel frattempo abbiamo interpellato il Presidente
Mino Abrami che da cinque
anni guida il gruppo sportivo:
“La Bocciofila Famigliare Ta-
CREDARO – POLEMICHE SULLA NUOVA AREA FESTE
La minoranza va all’attacco.
Bertarelli: “Tre progetti diversi in questi anni
su quell’area. Spreco di risorse preziose”
(AN. MA.) L’amministrazione leghista della Sindachessa Heidi Andreina
ha messo a bilancio 250.000 euro per
la nuova area feste ai margini di Credaro. La minoranza Credaro 2000 del
capogruppo Claudio Bertarelli si sta
interrogando se quelle risorse, così preziose in un momento di “magra” come
quello che stiamo vivendo, potevano
essere destinate altrove. Dopo i mesi
estivi la minoranza torna all’attacco e Claudio Bertarelli
affonda il colpo. Bertarelli: “La nuova
area feste non era nemmeno contemplata nel programma elettorale
dell’attuale maggioranza. Hanno messo a bilancio 250.000 euro di
cui 50.000 euro di risorse proprie e 200.000 tramite l’accensione
di un mutuo. Parallelamente a questa operazione l’amministrazione
ha triplicato l’addizionale Irpef portandola dallo 0,2% allo 0,6%.
Se volessimo fare i conti della serva potremmo dire che la Giunta con questo aumento di tasse ripaga l’opera finanziando il mutuo
acceso. L’idea di una nuova area feste può essere bella ma in un
momento in cui tutti sono costretti a tirare la cinghia non ci sembra il caso. In secondo luogo l’opera non ha una ricaduta effettiva
sula comunità”. Bertarelli dove avrebbe destinato i fondi? “Ai casi
difficili di assistenza sociale, con quei
soldi avrei aiutato le famiglie che stanno sopportando questa crisi nonostante l’aumento esponenziale delle tasse
anche comunali”. Critiche, quelle della minoranza, che non si fermano alla
sostanza ma che trattano anche la forma e l’iter progettuale della nuova area
feste: “In questi anni su quell’area
sono stati fatti tre progetti, tutti poi abbandonati. In passato si era pensato di
costruire una piscina comunale, sono
stati spesi soldi per i progetti ma non se ne è più fatto niente. Milioni
di lire per il preliminare, nulla poi è stato realizzato”. Anche per il
secondo intento nulla di fatto… “Volevano costruire la nuova scuola,
decine di migliaia di euro per il progetto. Risultato? Sono stati spesi
soldi inutilmente ancora una volta perché la scuola non è mai stata
realizzata”. E ora? “Siamo arrivati al terzo step, il progetto è stato
affidato, si spenderanno ancora soldi pubblici per rimanere con un
pugno di mosche in mano? Sulla stessa area sono state sviluppate
tre idee diverse, non mi sembra che l’amministrazione abbia le idee
chiare su quello che vuole fare, non ha l’orecchio teso per carpire i
bisogni reali della nostra comunità”.
GRUMELLO DEL MONTE – L’AMMINISTRAZIONE RISPONDE ALLE POLEMICHE
L’Assessore Cottini, via Fosse? “Quando faremo
il piano asfalti”. Chiusura tribunale? “Il Comune
ha fatto la sua parte per contrastare la decisione”
Due i temi che scottano a Grumello del Monte. Il primo la
protesta dei residenti di via Fosse, la via che porta al Castello,
cuore storico del paese della Val Calepio. La via degli ultra
settantenni che quest’estate hanno avuto le loro belle gatte da
pelare tra asfalto pieno di buche, puzza che esce dai tombini e
frotte di zanzare. Alessandro Cottini, Assessore all’Urbanistica, seda le lamentele apparse sullo scorso numero di Araberara: “Stiamo riprendendo in mano l’attività amministrativa
dopo la pausa estiva, purtroppo la situazione a livello nazionale non è delle più rosee, i tagli dall’alto sono considerevoli
per non parlare della spending review. I comuni dovrebbero
essere lasciati liberi di operare. Alla luce di questa breve panoramica dico che via Fosse la asfalteremo quando faremo il
piano asfalti insieme ad altre vie. Purtroppo per procedere con
queste operazioni dobbiamo verificare quanto entrerà nelle
casse comunali con gli oneri di urbanizzazione. Per ora siamo
in attesa”. Sentimento che non cambia quando si tratta il tema
Tribunale. I piani ministeriali hanno decretato una chiusura ormai certa… “Il comune di Grumello del Monte ha fatto la sua
parte per contrastare questa decisione. In un primo momento sembrava dovesse essere determinate la mole di lavoro e
pratiche espletate dal giudice di pace. Le cose sono cambiate,
i criteri di valutazione sulla ricaduta effettiva del Tribunale
sul territorio in questi mesi è cambiata. Faccio i miei migliori
auguri ai collaboratori della struttura che per tanti anni sono
stati al servizio della nostra comunità”.
della Berco S.r.l. la richiedente “ufficiale” dell’opera ma
scavando si viene a scoprire che il maggiore azionista della stessa
società è la Colbiz di cui Bizzoni è proprietario al 50%. Tutte le
amministrazioni della valle, Telgate in primis, seguono Grumello
del Monte, Chiuduno, Palosco, Bolgare e Palazzolo, sono contro
l’impianto. Tutti tranne Castelli Calepio che all’incontro avvenuto
in questi giorni tra i sindaci ha mandato… il Vicesindaco Roberto
Volpi. Bizzoni non è intervenuto perché è in evidente conflitto di
interessi. Il paradosso è che Volpi ha dichiarato di fronte a tutti i
sindaci di… “essere d’accordo con l’impianto perché non avrà
nessuna ripercussione sul Comune”. “Vallo a dire a quelli di
Quintano” - hanno tuonato i sindaci – che sono a due passi dal
megacomposter”.
Si vocifera negli ambienti comunali che il Sindaco Bizzoni
sta facendo preparare al “suo” ufficio tecnico comunale una
relazione per dimostrare l’assoluta bontà della sua posizione: il
megacomposter non avrà nessuna ricaduta sul territorio comunale.
Le minoranze hanno già interrogato in merito l’amministrazione,
interrogazione fino ad ora caduta nel vuoto, dopo parecchi Consigli
Comunali passati invano.
gliuno esiste da 50 anni ed è
composta da 35 giocatori che
gareggiano a livello nazionale
nei campionati di A, B e C”.
Un vero peccato se l’amministrazione demolisse il “vostro”
bocciodromo considerando che
siete una delle eccellenze locali
in ambito sportivo…
“Non riusciamo a capire cosa
CHIUDUNO
Sarebbe bello scalare di nuovo l’Adamello per celebrare
lassù il ventesimo anniversario
della nostra memorabile scalata
del 6-9-92. Ma – meno eroicamente – abbiamo ripiegato su
Chiuduno e precisamente sul
“Settembre Chiudunese”. Non
solo perché Chiuduno è la Heimat di Arturo Valota, ma anche
perché 20 anni fa è stato proprio
al “Settembre Chiudunese” che
ci siamo ritrovati dopo la fatidica scalata. Attualmente in pensione, il sottoscritto Giuliano
Colosio aveva allora 49 anni, e
insegnava Religione alla scuola
“Pesenti” di Sarnico, mentre gli
altri tre colleghi, ancora trentenni pimpanti (come emerge
dalla foto), insegnavano materie più profane: Giancarlo
Lazzari era prof. di Elettronica, Arturo Valota di Disegno
meccanico e Flavio Rizzi di
Ginnastica. Quest’ultimo collega, che nella foto risulta il più in
basso, in realtà giganteggia su
tutti noi come ideatore e anima
della “spedizione”, come capocordata, come scalatore sperimentato e infaticabile sherpa
(trasportatore di pesi).
Sabato 5 settembre 1992:
verso le 16 finiti gli ultimi scrutini degli esami di riparazione
di settembre (allora ancora in
uso), partiamo in fretta e furia
per Temù in Valcamonica. Gli
zaini con le attrezzature da scalatore erano già nell’auto del
collega Lazzari.
La Valcamonica, che imbocchiamo dopo aver percorso la
litoranea bergamasca del lago
d’Iseo, sembra non finire più;
d’altra parte Temù è proprio in
cima alla valle, poco prima di
Ponte di Legno. Lasciata l’auto
al parcheggio obbligatorio, percorriamo sempre in “andante
vivace” il sentiero-mulattiera
che porta al Rifugio Garibaldi.
Rizzi ci raccomanda di essere
hanno intenzione di fare. Per
questo ho chiamato a raccolta
il gruppo e ho organizzato la riunione con l’amministrazione.
Anni fa insieme all’Associazione Anziani avevamo sottoscritto una lettera di intenti per la
costruzione del nuovo centro
anziani. Avevamo dato consigli
all’amministrazione ma non
SULLE INAUGURAZIONI DELLA GIUNTA LOCATELLI
MAURO CINQUINI:
Bizzoni a testa bassa sulla demolizione del
bocciodromo: “Tutte le associazioni d’accordo”.
Il presidente della bocciofila: “Noi non ci
muoviamo se prima non ne costruiscono un altro”
CASTELLI CALEPIO – RETROSCENA
CHIUDUNO – LA POLEMICA
“Locatelli ha tagliato solo
i nastri, noi abbiamo fatto
il lavoro sporco. La scuola
materna era già finanziata…”
sono venuti a capo di niente”.
Di certo quel documento con i
vostri consigli non prevedeva
l’abbattimento del bocciodromo… “Assolutamente no”.
E se lo demolissero davvero?
“Noi non ci muoviamo da lì
finché non ci costruiscono una
nuova struttura”.
L’accordo tra Comune e
Parrocchia per la costruzione
del nuovo oratorio di Tagliuno
prevede che la nuova struttura
sportiva sia costruita entro tre
anni dalla firma.
Ma anche su questo Abrami
nutre seri dubbi… “Nel 2014 ci
saranno le elezioni, può cambiare tutto visti i precedenti,
a tutt’oggi non abbiamo gli
spogliatoi e quando vengono i
giocatori da fuori non facciamo
una bella figura.
Gli spogliatoi dovevano essere costruiti insieme al nuovo
auditorium progettato dalla
precedente
amministrazione
Lega di Clementina Belotti. È
arrivato Bizzoni e ha revocato
il progetto e noi siamo ancora
senza spogliatoi”.
Potrebbe andare peggio: se
va avanti così la Bocciofila rischia di rimanere anche senza
bocciodromo…
(AN. MA.) La sveglia è suonata sui banchi mi fa sorridere”. Ora la Giunta completerà
della minoranza di Insieme per Chiuduno il giro con le inaugurazioni autunnali del
del capogruppo ed ex Sindaco Mauro Cin- nuovo auditorium e della nuova bibliotequini, le vacanze sono finite è ora
ca, anche questi progetti iniziati
di riordinare le idee. Partiamo
dall’amministrazione Cinquini,
dalle inaugurazioni della Giunta
per poi concentrarsi sulla riquadel Sindaco Stefano Locatelli,
lificazione della piazza in centro
qua si annidano le prime polemipaese. Anche qui la minoranza
che. Nei primi giorni di settembre
avanza delle perplessità, ma non
è stato inaugurato il nuovo asilo
solo, anche delle proposte… “Nelle
“Lavinia Storti”, precedentemenprossime settimane discuteremo in
te Locatelli aveva tagliato il naConsiglio della mozione che il mio
stro alla nuova Sp91, l’arteria viagruppo ha presentato, abbiamo
bilistica che solleverà dal traffico
chiesto alla Giunta di creare una
Mauro Cinquini
pesante il centro di Chiuduno.
commissione apposita per discuteMa di chi è la paternità di quere del progetto della piazza.
ste opere? Cinquini ha le idee
Chiediamo su questo tema
chiare… “Queste inaugurazioni
all’amministrazione che ci sia la
sono la conferma della bontà del
massima partecipazione di tutti
lavoro svolto dalla precedente
anche della società civile. L’iniamministrazione”. Quella targaziativa ‘La piazza che vorrei’ è pota Insieme per Chiuduno che vesitiva, ora bisogna che la Giunta
deva Cinquini primo cittadino…
concretizzi quell’esperienza”. An“Locatelli ha tagliato i nastri ma
che perché sul piano progettuale
noi abbiamo fatto il lavoro sporCinquini ha qualche riserva…
co. Come si dice… la ruota gira. Stefano Locatelli “Grossi dubbi dal punto di vista
Non voglio fare polemica, questi
tecnico e finanziario. L’utilizzo
sono i fatti. Quelle opere appena inaugurate della ex scuola elementare come sede per le
non si poteva non chiuderle, c’è stata una associazioni è un po’ raffazzonata, non c’è
staffetta tra noi e questa amministrazione, una forte idea progettuale di fondo”. Quale
che loro lo vogliano riconoscere o no non mi alternativa proponete? “Creare un centro
interessa, l’importante è fare il bene della diurno per gli anziani o un centro medico.
comunità”. Un esempio? Nuova scuola ma- Ripeto, su quell’edificio storico bisogna aveterna… “Il progetto era già finanziato con re delle chiare idee progettuali, noi questa
le convenzione stipulata, Locatelli risponde- proposta la mettiamo sul piatto, vedremo se
rà ai suoi elettori, commentare questa cosa sarà raccolta”.
LA SCALATA DI QUATTRO INSEGNANTI NEL 1992
Quando nel settembre ’92
scalammo l’Adamello
al rifugio almeno prima che cali
il buio, altrimenti rischiamo di
trovarlo chiuso; così lo aveva
ammonito il guardiano del rifugio al telefono. La nostra marcia
forzata (più che camminare corriamo!) è durata oltre due ore.
Pur nella tensione, riusciamo ad
ammirare la bella e lunga mulattiera costruita dagli alpini durante la prima guerra mondiale, essendo l’Adamello un caposaldo
strategico fondamentale.
È al chiarore della luna piena
che raggiungiamo Il rifugio che
è pieno di gente. Comunque ci
sono ancora dei materassi su
cui dormire. Sarà per la lunga
camminata-corsa, sarà per l’abbondante cena, sarà per le emozioni (era la prima volta che mi
accingevo a salire in cordata sul
ghiacciaio armato di ramponi),
fatto sta che per tutta la notte
non riesco a chiudere occhio.
Ma faccio finta di niente, sperando nelle forze e risorse latenti
di cui il nostro corpo dispone.
Domenica 6 settembre, ore
3.30 ci alziamo: cielo stellato e
gelido, zero gradi. Dopo un percorso fatto al lume della luna e
delle pile, c’è da scalare la “ferrata” (corda metallica fissata alla
roccia) quasi perpendicolare del
Passo Brizio. Mi gelano le mani,
fortunatamente Valota mi impre-
37
sta i suoi guanti robusti di lana.
Arriviamo poi al grande ghiacciaio: paziente come un certosino, Rizzi ci da le istruzioni e ci
aiuta ad applicare i ramponi, la
imbragatura, la corda facendola
passare nei moschettoni (“attenti
a non andarci sopra coi ramponi!” ci raccomanda ripetutamen-
cattivo”, essendo in tali frangenti importantissima la calma, più
ancora della forza.
L’ultimo tratto da scalare è il
cono della vetta stessa, molto
ripido, fatto di pietroni, terriccio misto a ghiaccio e neve. Lo
scaliamo naturalmente senza
ramponi, non è comunque così
Il commento
DAL SITO INTERNET www.araberara.it
D’accordo che non bisogna trasformare la montagna in luna park, d’accordo che i camosci
scappano con le luci delle cascate di Valbondione
addosso, d’accordo che stiamo sfruttando tutto ma
c’è la crisi e bisogna mangiare. Quindi ben venga
anche lo sfruttamento della montagna se serve a
portare a casa cibo e qualche soldo. Se ne facciano
una ragione anche i camosci. Si torna al tempo
dell’uomo cacciatore, anche di turisti.
te).
Il ghiacciaio è un lastrone
unico, immenso, levigatissimo
e bianchissimo; il punto più
drammatico è quando, prima
dell’inizio delle rocce, il ghiacciaio si alza paurosamente fino
a circa 70 gradi. La salvezza è
tutta nel lavoro dei ramponi e
della piccozza. «E se perdessi
un rampone?» - cerco di cacciar
via l’ipotesi come un “pensiero
impegnativo come l’ultimo lembo del ghiacciaio che abbiamo
alle spalle.
Arrivati in cima verso le 13.30,
proviamo grande ebbrezza: cielo
azzurrissimo, tempo limpidissimo, mai visto un tempo così
terso! Verso sud, dopo la vasta
teoria dei monti e prima della
pianura padana, si scorgono i
due bacini blu del lago d’Iseo e
del lago di Garda.
In generale scendere è un po’
più difficile.
Grazie comunque al sangue
freddo e alla concentrazione,
ce la facciamo anche stavolta a
scalare quel lembo di ghiacciaio
ripido. Impressionante le lunghe
ore pomeridiane trascorse sotto
un sole reso ancora più aggressivo dai suoi riflessi sul ghiacciaio, la cui superficie si è un po’
sfarinata in neve.
Scendendo vedo che Rizzi,
oltre al suo zainone sulle spalle,
porta un altro zaino sulla pancia,
camminando comunque sempre
più veloce di noi! Sta prestando
aiuto a un membro di un’altra
comitiva, colto da forte crisi.
Sì, c’erano molte altre comitive
di alpinisti in quella domenica,
grazie anche al tempo ideale di
quell’inizio di settembre.
Al rifugio Garibaldi ci attendono alcune nostre amiche e colleghe. Scendiamo insieme a piedi
fino al parcheggio. E poi via con
le auto. Incantevoli i riflessi sul
lago di un’incredibile luna piena.
In quei due giorni sembra che la
natura abbia voluto sfoderare il
meglio di se stessa attraverso gli
elementi (sole, cielo, ghiacciaio,
luna). Dopo essere rimasti per
un paio di giorni rintanati nelle
case a smaltire la stanchezza,
sentiamo il bisogno di rivederci
Nella foto
qui accanto
- I quattro
colleghi della
scuola “Pesenti” di Sarnico
(da sinistra a
destra
Giuliano
Colosio,
Flavio
Rizzi,
Arturo
Valota,
G.Carlo
Lazzari)
che il 6
settembre
1992
raggiungono
in cordata la cima
dell’Adamello
e di festeggiare l’evento con le
amiche e gli amici.
Dove incontrarci? Essendo
iniziato da poco la fiera “Settembre Chiudunese”, niente di
più adatto che incontrarci nel
salone della fiera, che è una delle manifestazioni annuali più
importanti per l’economia della
nostra Valcalepio (che si estende da Chiuduno al Basso Sebino). Da qui è nato appunto il
binomio Adamello – “Settembre
Chiudunese”. Con sorpresa di
tutti e tre (“tre” perché Rizzi il
capo-scalata non era presente) ci
vediamo segnati da forti herpes
intorno alle labbra (per me era la
prima volta in vita mia), dovuto
senz’altro alle tensioni, stress,
sforzi fuori norma di quei due
giorni indimenticabili.
Quando e dove celebreremo il
prossimo anniversario, al “Settembre Chiudunese” o sui monti
eterni?
Ci sarebbe anche la possibilità
come sessantenni o settantenni
di scalare ancora una volta il nostro padre Adamello?
Se esso non è padre delle Alpi
lombarde (il Bernina è alto m.
4.050, l’Adamello m. 3.550), è
padre delle Alpi bergamascobresciane.
Giuliano Colosio
Val Calepio
CAROBBIO DEGLI ANGELI
IL PERSONAGGIO
Araberara - 14 Settembre 2012
rescore
Val Cavallina
TRESCORE
La mensa frena già
prima di partire
Eravamo stati troppo ottimisti annunciando nell’ultimo numero di Araberara la partenza dei lavori della nuova mensa scolastica in via Lotto. Tutto lasciava
presupporre l’imminente avvio del cantiere con gli operai già impegnati a mettere le barriere di sicurezza e
la ruspa già presente. Ma proprio dopo pochi giorni la
chiusura del giornale la doccia fredda, il cantiere ritarderà un mese, come minimo. Tutto questo per dei problemi legati al testo del bando che è stato prontamente
corretto che non prevedeva l’assegnazione al ribasso
maggiore.
Tutto bloccato quindi e bando da rifare con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che ha delineato
il bando che ha messo mano al testo e lo ha corretto. La
svista è stata percepita in tempo ma questo provocherà un ritardo con la scadenza delle offerte posta al 28
settembre. Un mese di ritardi quindi che inizia già ad
allungare il crono programma dei lavori ancora prima
della loro partenza ufficiale.
La nuova struttura darà nuovi spazi per le aule e i
laboratori ma soprattutto andrà a dare quella mensa
che oggi non c’è alle scuole elementari di Trescore. Per
quest’anno gli alunni saranno ospitati nella sede del
centro anziani ma l’accordo durerà solo per un anno e
quindi in Comune devono stare attenti a non accumulare altri ritardi che vadano a compromettere la consegna della nuova struttura prima dell’avvio dell’anno
scolastico 2013 – 2014.
TRESCORE - COMUNE
Nuova asta per
l’ex Sacro Cuore
Il Comune prova a rivendere la portineria dell’ex Sacro Cuore, lo stabile posto in via Mazzini la cui asta era
andata deserta già martedì 26 giugno. Anche allora il
Comune aveva provato a vendere lo stabile a 495.000
euro, prezzo dal quale parte la base d’asta anche
dell’asta che si terrà venerdì 19 ottobre alle 9 sempre
presso il municipio
Loredana Vaghi
INTERVISTA ALLA VICESINDACO DEL COMUNE DI TRESCORE
TRESCORE – FESTA DELL’UVA 2012
Trionfo degli Amici di Gigi il Trattore tra
partenze anticipate e calo del pubblico
vicesindaco, mamma,
imprenditrice col cuore leghista
AR.CA.
Loredana Vaghi, classe 1977, imprenditrice,
due figli, assessore, vicesindaco e leghista doc.
Una vita di corsa per
una delle poche figure femminili nella vita politica e
amministrativa della Val
Cavallina, una nomina la
sua a vicesindaco che nei
mesi scorsi ha lasciato
qualcuno di sorpresa, una
nomina voluta da Alberto
Finazzi che in tre anni ha
avuto modo di conoscerla.
E adesso Trescore da gestire e da veder crescere, o
almeno provare a farlo, un
autunno particolare per
Trescore con tanta carne al fuoco, forse troppa:
“Non so, noi siamo pronti,
lo siamo davvero, dalla
mensa al Comune, ci sono
tanti progetti e ci stiamo
rimboccando le maniche”.
Crisi permettendo: “Già,
come per tutti i Comuni
le risorse sono sempre di
meno e il prossimo anno
con i tagli statali andrà
sempre peggio ma nonostante questa spada di
Damocle sulla testa contiamo di rispettare quanto
promesso, o almeno ci proviamo”.
GORLAGO
coda di automobili che si forma alla sera al rientro a casa, così in molti passavano da via Bolis
per tagliare e ridurre così l’attesa. Dopo questa
esperienza qualcuno è arrivato a chiedere di istituire un vero senso unico. ma la proposta, dopo
essere stata discussa in commissione, sembra ora
venire scartata definitivamente.
“Abbiamo valutato la cosa – spiega il vice sindaco Ottorino Brignoli – ma credo proprio che la
strada rimarrà a doppio senso. A tutti piacerebbe
vivere in una casa senza traffico davanti, anche
a me, ma se tutti iniziamo a limitare il transito
agli altri allora a breve non avremo più strade
percorribili. Per questo non possiamo accogliere
la richiesta che ci è pervenuta da alcuni residenti della via e quindi via Bolis rimarrà a doppio
senso di marcia”
• SCHEDA
«Il Palazzetto dello Sport? Un’opportunità.
Il Piano Albarotto? Si fa la palestra»
«La gente chiede lavoro e soldi per le bollette.
Con gli immigrati nessun problema»
«Niente Berghem Fest, aspetto il federalismo fiscale.
Con PDL? no comment. Rimarrò in amministrazione»
Palazzetto e Albarotto
Come sta andando?
“L’iter va avanti, per Trescore è una grossa opportunità e noi vogliamo sfruttarla al meglio, credo che sarà
un centro importante non
solo per Trescore ma anche
per i paesi vicini, insomma
un’occasione per la zona”.
Intanto si torna a parlare di
Albarotto, qualche settimana fa l’imprenditore Bruno
Scarpellini è finito alla ribalta per un’inchiesta della
Procura per la questione di
Via Autostrada a Bergamo
dove sono stati realizzati
un centro direzionale e un
supermercato della Coop e
dove si dovrebbe realizzare
anche un albergo.
Ma Scarpellini ha per le
mani anche il Piano Integrato che comprende la realizzazione di un supermercato, bricocenter e palestra
all’Albarotto, poco distante
dalla Gewiss, un piano integrato di 30.000 metri cubi:
“Posso dire che sulla palestra siamo a buon punto, si
sta lavorando, per il resto
è presto per dire qualcosa”.
Ma secondo le prime stime
la palestra dovrebbe essere
pronta per la primavera, ci
stiamo coi tempi? “Credo di
sì”.
La nomina
a vicesindaco
Vicesindaco e imprenditore a Trescore, conosci
bene il paese, qual è il tuo
sogno per Trescore? “Adoro
il mio paese quindi il mio
è un sogno troppo grande
per realizzarlo, ma sognare
in grande fa sempre bene
sia a chi sogna, sia a chi è
rivolto il sogno quindi non
mi preoccupo. Anche se sono
nuova in amministrazione ci sto mettendo davvero
tutta me stessa, mi piace
amministrare”. Neofita ma
non troppo: “Sì, vengo da
un’esperienza in Sodali-
LUZZANA - IL SINDACO IVAN BELUZZI
VIA BOLIS rimane a...
doppio senso di marcia
Nessun senso unico in via Bolis, la maggioranza che guida il comune di Gorlago sembra
definitivamente scartare l’ipotesi di istituire un
senso unico da o verso Trescore Balneario. Nei
mesi scorsi alcuni residenti avevano proposto
all’amministrazione comunale di istituire il senso unico. in questi mesi la strada è rimasta chiusa
al transito per dare spazio ai lavori di realizzazione della nuova statale 42 che va a passare ora
sotto proprio via Bolis al confine con il comune
di Trescore. Per più di un anno quindi i residenti
hanno potuto assaporare la tranquillità di avere
fuori dalla porta una strada chiusa.
Il problema qui è il traffico veicolare nelle ore
di punta, la mattina ci sono gli studenti che si
dirigono verso il polo liceale di Trescore. La sera
invece molti automobilisti provano ad evitare la
Araberara - 14 Settembre 2012
38
“Porterò agli scolari il saluto
dell’amministrazione”.
In via di ultimazione i lavori
per l’illuminazione pubblica
(AN-ZA) – E’ tradizione che all’inizio dell’anno scolastico il sindaco di Luzzana vada a portare il saluto suo e dell’amministrazione comunale
agli scolari che frequentano le scuole elementari
di Borgo di Terzo, scuole frequentate dai bambini di tre paesi: Borgo, Vigano San Martino e,
appunto, Luzzana. Il sindaco Ivan Beluzzi attende l’invito degli insegnanti. “Il primo giorno di
scuola non c’è mai il saluto agli scolari, perché,
come negli anni passati, aspettiamo l’invito degli insegnanti. Quando loro sono disponibili, noi
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sindaci andiamo alle scuole di Borgo per salutare gli scolari e fare loro gli auguri per un buon
anno scolastico. Si tratterà probabilmente di un
sabato, o il 15 o il 22 settembre”. Sul campo delle
opere pubbliche il sindaco conferma che i lavori
per sistemare l’illuminazione pubblica in alcune
vie del centro storico di Luzzana sono ormai in
via di ultimazione. “Si tratta di lavori nelle vicinanze della chiesa parrocchiale che stiamo ultimando. C’era infatti la necessità di un intervento
per migliorare l’illuminazione pubblica”.
tas ma l’amministrazione
è un’altra cosa, quando ci
sei dentro ti rendi conto
che è una macchina lunga
da muovere ma quando si
muove da soddisfazione”.
Hai convinto tutti, perlomeno i tuoi, nominata vicesindaco dopo tre anni di
assessorato: “E’ una bella
opportunità e ci sto mettendo tutta me stessa”.
Con le minoranze in passato avete avuto qualche
problema: “Ognuno fa la
sua parte, personalmente
non ho nulla con nessuno”.
E in amministrazione?
“Non ho nessun tipo di problema, diciamo che vado
abbastanza d’accordo con
tutti e sto bene anche perché
mi piace amministrare”.
Sodalitas
Trentaquattro anni, due
figli e imprenditrice, fra due
anni cosa vuoi fare? “Spero
di rimanere qui in amministrazione, non ho nessun
altro tipo di ambizione, mi
piace amministrare non
fare politica a un certo livello, il contatto col paese è
importante e da tanto. Per
il momento voglio impegnarmi per Trescore”.
Tu hai lavorato per Sodalitas, che negli ultimi tempi
è stata attraversata dalle
polemiche e dal cambiamento di gestione, tu come
la vedi?
“Di Lascio, il nuovo
amministratore unico è
un’ottima persona, lavora
in modo trasparentissimo
ed è collaborativo, io sono
anche assessore ai servizi
sociali a Trescore e quindi
ho modo di collaborare con
lui e devo dire che mi trovo
benissimo”.
Crisi pesante
Trescore paese in espansione con immigrazione,
come va con la crisi? la gente viene a chiedere lavoro?
“Sì, purtroppo ci sono grosse
difficoltà e io come assessore ai servizi sociali cerco di
fare il possibile, ma la gente
ha sempre più problemi”.
Cosa ti chiedono di più?
“Hanno problemi di affitto,
non riescono a pagare le
bollette e poi il lavoro, manca il lavoro, manca davvero
tanto, la situazione è pesante”. Immigrati in aumento:
“Sono una bella fetta, ma
problemi grossi non ce ne
sono, sono integrati e han-
Loredana Vaghi 4 mesi
fa ha sostituito Marco
Bellini nel ruolo di
vicesindaco, Vaghi
che era già assessore
ai servizi sociali. Un
cambio giustificato in
consiglio comunale
come normale
avvicendamento
anche se qualcuno ha
paventato una rottura
tra Finazzi e Bellini
(che però è rimasto
assessore ai lavori
pubblici). Alberto
Finazzi in 8 anni di
amministrazione ha
cambiato 4 vicesindaci:
Moretti, Oldrati, Bellini
e adesso Loredana Vaghi
che non ha mai fatto
mistero di voler provare
a cimentarsi con un ruolo
importante.
no i soliti problemi di tutti,
il lavoro, la crisi, certo, per
loro è più dura perché non
hanno dietro le famiglie che
possono coprire eventuali
ammanchi, e noi facciamo
quello che possiamo”.
Leghista sempre
Anima femminile della
Lega trescorese: “Leghista
sempre”. Quindi sarai andata alla Berghem Fest: “Beh,
a dire la verità quest’anno
no”. Paura delle polemiche all’interno del partito?
“No, non è questo ma ho
avuto parecchi impegni, e
poi sono mamma di due
bimbi, moglie e nel periodo
estivo voglio dedicarmi anche alla mia famiglia ma ci
sono sempre andata”. Militante della prima ora: “Da
sempre, avevo 14 anni e ho
sempre lavorato alle feste,
alle manifestazioni perché
io credo al messaggio del
federalismo”. Cerchio magico? “Non mi classifico da
nessuna parte, io sono leghista e basta e spero e mi
auguro che si arrivi finalmente a questo benedetto
federalismo fiscale. Misuro
sulla mia pelle quanto succede, non mi mettano quindi né nella destra, né nella
sinistra della Lega, io credo
in un’ideale e spero che lo
vogliano portare avanti poi
ribadisco che voglio e mi
piace rimanere in un’amministrazione piccola come
Trescore”.
A Trescore voi della Lega
siete in maggioranza e PDL
è in minoranza, a livello
nazionale al governo invece eravate insieme, avete
intenzione di tentare alleanze per le amministrative del 2014? “No comment,
mancano ancora due anni,
vedremo”.
Loredana Vaghi amerà le
piccole amministrazioni ma
si muove come una vera…
politica. Il tuo motto? “Lottare sempre e credere in
quel che facciamo, gli errori
sono dietro l’angolo ma se
ce ne assumiamo le responsabilità riusciamo sempre
ad andare avanti”. Anche a
Trescore.
“Amici di Gigi Trattore”
due, Circolo Culturale Igea
zero, la Festa dell’Uva sembra ormai essere sempre di più
una sfida tra i due ex amici ed
oggi acerrimi rivali (per non
dire altro) con gli amici di Gigi
che bissano il successo dello
scorso anno. Anche in questa
edizione della festa folkloristica della cittadina termale i
due gruppi si sono sfidati con
un’attesa spasmodica per vedere chi l’avrebbe spuntata, il
carro sulla raccolta dell’uva tra
fede e tradizione oppure il carro del Mulino. Entrambe i due
gruppi hanno puntato quindi
sulla tradizione e su carri che
tornavano a riproporre quello
che è il vero filo conduttore
della festa dell’Uva, la festa
dedicata all’agricoltura e al
lavoro nei campi. Tutte e due
i gruppi hanno lavorato alacremente per mesi per realizzare il
carro, per i costumi, per raccogliere gente da far sfilare, per
delineare la sfilata del gruppo.
Un lavoro certosino che si è
concluso con la sfilata finale
partiva insolitamente un’ora
prima, si dice per l’alto numero
di carri confluiti alla festa del
2012. Da qui è partita la sfilata lungo via Roma e poi via
Locatelli fino a piazza Cavour
dove ogni anno viene posto il
palco della giuria. I due gruppi
partono tra l’attesa della gente per vedere il lavoro svolto,
la musica invade il centro di
Trescore tra balli e tanti colori in una giornata perfetta con
bel tempo e caldo. Infine l’arrivo della sfilata e il verdetto
finale. Primo posto al Mulino
degli Amici di Gigi Trattore e
secondo posto per il carro del
Circolo Culturale Igea. Terzo il carro di Endine Gaiano.
“Per noi è stato un orgoglio
immenso arrivare in piazza,
sfilare tra la gente di Trescore
e vincere – spiega Rosy Del
Bello del gruppo Amici di Gigi
Trattore – alla fine francamente non ce l’aspettavamo perché
i carri erano belli e il Circolo
Culturale Igea partiva con due
carri. Noi abbiamo sfilato con
il cuore in gola e alla fine tutto
si è concluso con l’attesa del
verdetto della giuria. Quando
ho sentito il terzo posto di Endine pensavo addirittura che il
nostro carro non sarebbe salito sul podio, poi quando hanno
detto il secondo posto ho addirittura pensato ad una doppietta di Igea, poi la grande gioia
quando la giuria ha decretato
la nostra vittoria e lì è scoppiata la festa. Qualcuno del Circolo Culturale piangeva per
la delusione e per la tensione
accumulata”. E così il gruppo
degli amici di Gigi Trattore si
prepara ora ad andare a Foresto Sparso, invitati alla festa
dell’Uva del paese del basso
Sebino. “Anche quest’anno
abbiamo raggiunto il podio,
mesi e mesi di lavoro – prosegue Rosy Del Bello - . Siamo un
gruppo di persone private che
non percepisce contributi e ciò
che realizziamo è tutto a nostre
spese. Abbiamo fatto un carro
realizzato tutto in legno e po-
listirolo intagliato e curato nei
minimi particolari. E’ stato un
anno lungo e pesante, momenti
belli ma difficili. Sono molte le
persone che hanno contribuito
a questa vittoria, Giancarlo la
nostra spalla principale, creatore del carro, ha speso ore e
ore di lavoro, Fabio che ha intagliato il polistirolo e allestito il carro, Rosanna la nostra
pittrice, Danilo, Carla, Patty,
Nicolas, Mattia e Nati l’aiuto
e l’appoggio per andare avanti. Una bella giornata con un
forte gruppo, hanno sfilato
tantissime paesanelle, vestiti
d’epoca e tanti contadini, un
gruppo di 90 persone che Gli
amici di Gigi trattore vogliono
ringraziare. Dopo queste forti
emozioni, vogliamo continuare
sempre con entusiasmo e con
la voglia di fare”. Ovviamente
meno felici dall’altra parte con
il Circolo Culturale Igea che
però riconosce il merito della
vittoria ai rivali con poche ma
pesanti parole: “La giuria ha
deciso saggiamente – spiegano Lucia Zanga e Pierangelo
Rossi – spero che i vincitori
sappiano ora usare questa
saggezza”. Poi Lucia Zanga
prosegue: “Noi siamo ovviamente molto soddisfatti del lavoro svolto e del secondo posto
che comunque premia i nostri
sforzi, ovviamente da parte di
qualcuno c’è stata un po’ di
delusione e le lacrime alla fine
della festa sono da legare anche alla tensione e alla fatica
che veniva scrollata di dosso di
colpo dopo il verdetto finale”.
Alla fine tutti a casa quindi con
una festa dell’Uva filata via liscia e con meno gente rispetto
agli anni passati a detta degli
stessi protagonisti della sfilata.
“Quest’anno mi sembrava che
ci fossero meno persone – spiega Lucia Zanga – non so se per
colpa della partenza anticipata all’improvviso di un’ora che
ha spiazzato molti”.
39
Val Cavallina
T
Araberara - 14 Settembre 2012
Lago d’Endine
Val Cavallina
Autunno di fuoco
ENDINE GAIANO - CASO BEACH VOLLEY
AR.CA.
MONASTEROLO DEL CASTELLO
Arrivano i dossi sulla
strada provinciale
Dossi in arrivo sulla strada provinciale che collega Casazza a
Monasterolo del Castello. Lungo la salita che scavalca il centro
abitato di Monasterolo arriveranno infatti dei dossi per rallentare
la corsa delle automobili. Il tratto di strada è soggetto in queste
settimane dell’intervento che ha portato alla formazione di nuovi
marciapiedi posti davanti alla zona che ospiterà delle nuove villette a schiera. “Siamo scesi in Provincia di Bergamo – spiega
Gilberto Giudici – per poter concordare la conclusione dei lavori lungo la strada provinciale. Qui i lavori sono ultimati ormai
e ora manca solo la posa dei dissuasori, saranno due posti nella
discesa che porta a Casazza. Tutto questo servirà a rallentare la
corsa delle auto che trovando la discesa aumentano la velocità. Una volta posati anche questi dossi potremo dire che l’opera della strada provinciale è conclusa”. Bisognerà ora vedere
come la prenderanno gli automobilisti che ormai sono stanchi
di saltare sui dossi e frenare continuamente per non rovinare gli
ammortizzatori delle proprie automobili.
AR.CA.
La risposta del Comune intanto è arrivata: “Per quanto attiene alla sicurezza del campo – ha fatto sapere il sindaco
Angelo Pezzetti – in relazione alla presenza di cavi è stato richiesto a Enel Spa lo spostamento della linea elettrica
che ad oggi, non ha ancora provveduto all’operazione. Per
quanto riguarda la provvisorietà della struttura e visti i
risultati esecutivi, si precisa l’intenzione di analizzare compiutamente la trasformazione del campo in struttura fissa
da annoverare al patrimonio comunale previo il conseguimento di tutte le necessarie autorizzazioni e messa in sicurezza dell’area”.
Ma la risposta scatena ancora di più la rabbia di Ziboni
e Cocchetti: “Ma come? viene a dire che ha mandato un fax
all’Enel dove gli si dice che la zona è pericolosa, e quindi? se
succede qualcosa a qualche ragazzo il sindaco si presenta
col fax dai genitori e gli dice che lui il fax l’aveva mandato?
ma che discorso è? bisogna mettere in sicurezza prima di
fare i lavori. Qui sta succedendo l’esatto contrario. E poi
loro hanno intenzione di fare un campo definitivo quindi
vuol dire che non era provvisorio, quando hanno fatto lo
sbancamento lo sapevano perfettamente”. Ma sembra che
non tutti in giunta fossero a conoscenza di quanto stava
succedendo: “Si vocifera che l’assessore allo sport Giampietro Massetti – interviene l’addetto ai lavori – non sapesse nulla e il suo budget come assessore allo sport è più
basso di 5000 euro, insomma il malumore c’è”. “E in un
periodo di ristrettezza economica come questa – chiudono
Ziboni e Cocchetti – spendere 5000 euro è da folli”. Insomma, la sabbia del beach volley rischia di scottare ancora a lungo…
GAVERINA TERME
GRONE - LETTERA
Il sindaco: “Forse sarà l’ultimo che potremo scegliere noi”
(AN-ZA) – Nel corso del
Consiglio Comunale che si
terrà verso la fine di settembre sarà ratificata la nomina
del nuovo revisore dei conti
del Comune di Gaverina
Terme, che rimarrà in carica per il prossimo triennio,
da ottobre 2012 a settembre
2015. Nei Comuni con meno
di 15000 abitanti il servizio di revisione economicofinanziaria è affidato ad una
sola persona, un solo revisore che deve essere scelto dai
consiglieri comunali tra gli
iscritti all’Albo dei Dottori
Commercialisti, all’Albo dei era in carica da sei anni,
Ragionieri o al Registro dei ha quindi concluso il suo
Revisori Contabili.
secondo mandato.
E così, chi possiede
Potrebbe trattarsi
i requisiti necessadell’ultima occari ed è interessato
sione per il Comua prestare la sua
ne di Gaverina di
collaborazione nei
poter scegliere un
prossimi tre anni
revisore contabipresso il Comune
le. Il sindaco Dedi Gaverina, può
nis Flaccadori
presentare domanci comunica che
da entro le ore 12 Denis Flaccadori potrebbe trattardel 18 settembre.
si dell’ultimo reTra i candidati sarà poi visore scelto dal Consiglio
scelto il nuovo revisore dei Comunale. “Con la nuova
conti. Il revisore uscente riforma, che a breve entrerà
in vigore, non saranno più
i Consigli Comunali a nominare i revisori dei conti,
il tutto sarà infatti centralizzato e la nomina calerà
dall’alto. A noi è andata
bene, perché eravamo in scadenza e potremo così scegliere noi il revisore per i prossimi tre anni. Per il futuro si
cambierà”. Dopo l’entrata in
vigore della nuova normativa i revisori contabili degli
enti locali saranno scelti
mediante estrazione alla
presenza del prefetto tra gli
iscritti ad un apposito albo.
SPINONE AL LAGO
MiniSpinone 2012, una festa a misura di bambino
SPINONE AL LAGO
Assegnati i lavori
alla valle Pacifec
Sono stati aggiudicati i lavori per il consolidamento dei versanti
e sistemazione idraulico forestale della valle Pacifec , lavori che
si sono resi necessari per proteggere l’abitato da colate fangose. Il
sindaco di Spinone al Lago è riuscito ancora una volta a tirar fuori
il coniglio dal cilindro pescando fondi e soldi che altri non riescono
a trovare. Così i lavori partiranno a breve. “Abbiamo fatto la gara
d’appalto dei lavori – spiega Marco Terzi, sindaco di Spinone al
Lago – lavori a base d’appalto di 103.448 euro compresi gli oneri
di sicurezza. Ora i lavori potranno partire nel mese di settembre
per concludersi entro la prossima primavera. Sono lavori importanti di tutela del territorio di Spinone al Lago e dei suoi versanti
montuosi. Alla gara d’appalto hanno partecipato 5 ditte e alla fine
i lavori sono stati aggiudicati alla ditta Edilcattaneo Snc di Cerete
che ha proposto un ribasso del 33,30 %. Proseguiamo così i lavori
intrapresi in questi anni di consolidamento delle sponde del versante montuoso e delle vallette che scendono verso il lago. Questo
grazie non solo ai contributi che riusciamo a trovare ma anche grazie all’opera della protezione civile che si impegna per mantenere
pulite e libere da tronchi e cespugli queste vallette”.
Il poker servito di Buelli che stravolge la
‘Roncaglia’: centro per il kayak, albergo
e ville nel polmone verde lungo la statale 42
dell’ufficio tecnico, Marzio Moretti ha sbancato il terrapieno
e creato un vero e proprio scavo di quelli che vengono fatti
Autunno di fuoco. Colpa della….spiaggia, ma che c’entra quando l’opera è definitiva con tanto di recinzione metala settembre? c’entra eccome. A Endine infatti nelle scor- lica e cancello d’ingresso. E hanno sbancato proprio sotto
se settimane è stato realizzato un campo di beach volley la linea dove passa l’alta tensione e come se non bastasse
‘provvisorio’, “E’ servito per tre giorni” tuona la minoranza, per una cifra assurda per un’opera considerata provvisoria:
dalla modica cifra di ….almeno 5.000 euro. Tanto basta per ben 5.000 euro”. Le minoranze non ci stanno: “5.000 euro
far saltare il tappo di polemiche che nascondono retroscena di contributi per i lavori guarda caso alla Protezione Civile
di tensioni accumulate anche tra uffici comunali
Ana e all’Associazione Volontari Protezione Civile
e assessori.
Orobie Soccorso di cui Marzio Moretti è presidenFacciamo un passo indietro.
te. Inoltre due giorni prima dello sbancamento c’è
Dal 9 al 15 luglio in località Prada, la zona dove
stato il consiglio comunale con il bilancio di presorge il centro sportivo, si è tenuta la festa della
visione e dei 5000 euro non è stata fatta menzione,
Protezione Civile, di cui Marzio Moretti (assesnessuno sapeva niente”.
sore ai lavori pubblici e all’ecologia) è uno dei punE adesso? “Adesso abbiamo chiesto al Comuti di forza. Moretti qualche giorno prima della fene la copia del progetto per la realizzazione del
sta chiede di poter realizzare un campo da beach
campo di beach volley, la copia delle delibere ogvolley: “Gli è stato risposto – spiega un addetto ai
getto dell’intervento, la copia delle determine di
lavori – che si sarebbero attivati subito all’ufficio
impegno delle spese che riguardano l’intervento,
Marzio Moretti
tecnico ma che per i tempi tecnici e quant’altro,
il parere del tecnico comunale, copia di eventuali
quindi autorizzazioni, licenze, asl, ecc sarebbe stato tutto pareri per vincoli ambientali, il parere in merito alla sicupronto per fine anno. Marzio ha replicato che voleva il cam- rezza visto l’impianto elettrico che scorre sopra il campo di
po dopo pochi giorni, per la festa appunto della Protezione beach volley e il programma di previsione di utilizzo nel
Civile. L’unica soluzione era quindi realizzarlo provviso- corso dell’anno del campo di beach volley da giustificare
rio”. Cosa vuol dire? “Vuol dire – intervengono le minoran- una struttura fissa. Perché le cose sono due: o hanno speso
ze di Corrado Ziboni e Sabrina Cocchetti – che sarebbe 5000 euro per 5 giorni di festa ed è una spesa assurda oppubastato un telone che poi andava tolto, tutto qui, anche se re se vogliono trasformarlo in un campo fisso è ancora pegla zona dove è stato realizzato il campo è giusto sotto un gio, non ci sono autorizzazioni, è a notevole rischio e inoltre
campo di media tensione dell’Enel, con grossi rischi nel non siamo a Cesenatico, verrebbe usato solo pochi giorni in
caso il pallone si alzi un po’ di più. Invece, pare all’insaputa estate. Insomma tutto questo per un capriccio dell’estate”.
Nuovo revisore dei conti.
(AN-ZA) – Una domenica dedicata ai bambini, al gioco,
al divertimento lungo le rive del Lago di Endine. L’appuntamento con MiniSpinone 2012 ha attirato centinaia di
persone, mamme, papà, nonni e, ovviamente, loro, i più
piccoli, gli attori principali in questo caldo week end di fine
estate. Nel pomeriggio di domenica 9 settembre il lungolago di Spinone al Lago era tutto un ribollire di giochi, allegria, una vera festa a misura di bambino e dedicata alle
famiglie. Non potevano mancare i gonfiabili, presi d’assalto
dai bambini e due cavalli su cui era possibile fare una passeggiata. Lì vicino, c’era anche chi non ha voluto rinunciare
alla tintarella, una delle ultime prima dell’arrivo dell’autunno. Non è però finita qui, sul lungolago di Spinone non
mancheranno anche nelle prossime settimane altri appuntamenti che, c’è da scommetterci, attireranno ancora molte
persone.
41
RANZANICO – IL PROGETTO PRESENTATO IN ASSEMBLEA PUBBLICA
La sabbia che scotta...
Il sindaco: “Da noi
niente emergenze 5 mila euro per un beach volley provvisorio
sociali per la crisi. “Ma sarà definitivo”. Enel permettendo…
Bene il turismo”
(AN-ZA) – Il bilancio turistico di
questa estate 2012 è stato positivo
per i paesi del Lago di Endine, ne
abbiamo già parlato sullo scorso
numero di Araberara. Lo conferma il
sindaco di Monasterolo del Castello,
Maurizio Trussardi. “Sì, la
presenza di turisti nel nostro paese
è stata buona questa estate. Grande
successo di pubblico anche per tutte
le varie feste e iniziative di luglio e Maurizio Trussardi
agosto, possiamo essere soddisfatti.
Ti posso dire che anche per quanto riguarda l’apertura
delle seconde case i dati sono sicuramente più alti rispetto
a quelli dell’anno scorso”.
Il bilancio turistico è positivo, ma Monasterolo non
vive solo di turismo, è infatti conosciuto come un paese
di isolantisti. Conferma il sindaco che “già negli anni
Settanta e Ottanta sono state avviate alcune attività nel
settore degli isolamenti acustici e ancora oggi diversi miei
concittadini sono appunto isolantisti. La crisi economica
non li ha, per il momento, danneggiati. Sì, un calo di
lavoro c’è stato, ma niente di grave. Posso tranquillamente
dire che Monasterolo sta risentendo della crisi meno di
altri paesi e infatti non ci sono, per fortuna, emergenze
sociali. Magari si lavora meno di prima, ma non abbiamo
particolari emergenze occupazionali”.
Non c’è quindi stato un aumento di richieste di aiuto ai
servizi sociali da parte della popolazione? “Ci sono alcune
persone che necessitano di aiuto, ad esempio anziani e
malati a cui è garantita l’assistenza domiciliare o alcuni
casi di disagio giovanile, ma non, come ho già detto,
emergenze sociali determinate dalla crisi”.
Questo, almeno, per il momento. “Le prospettive per il
futuro non sono rosee”.
Lo si legge sui giornali e lo si vede in televisione ma,
prima o poi, anche la crisi passerà.
Araberara - 14 Settembre 2012
40
pubblica federale importante
che farà da traino al turismo
e allo sport e inoltre non ci
Kayak. Canottaggio. Alsono alberghi lungo la fascia
bergo. Ville unifamiliari. E’
di strada, ce n’è uno a San
il poker servito da Sergio
Paolo e uno a Lovere, quindi
Buelli nell’assemblea pubuna struttura alberghiera in
blica del 31 agosto, quella
quella zona è l’ideale. La feche per la minoranza sarebderazione di kayak ci ha già
be dovuta andare deserta
contattato e l’abbiamo già inperché la ‘gente era in ferie’.
contrata, abbiamo perfezioCosì non è stato, più di 100
nato il tutto e adesso si tratta
persone accorse per ascoltasolo di partire”.
re come sarà la nuova RanBuelli ci tiene a sottolinezanico ma soprattutto come
are il vincolo contemporaneo
diventerà il polmone verde
della realizzazione degli imdella Roncaglia, per intenmobili: “Non ci sarà nessuna
derci la zona che corre sopra
speculazione perché verrà
la statale 42, poco dopo la
realizzato tutto contemporaneamente, albergo,
Romanella, sul confine con il Comune di Endine.
centro per il kayak e residenziale, non verrà fatto
E Buelli non si è tirato indietro: “Ho spiegato
il residenziale prima, su questo fronte siamo assocosa vogliamo fare – racconta Sergio Buelli – e la
lutamente tranquilli”.
gente ha capito, ha ascoltato, quello della RoncaLe minoranze invece sostengono che è uno sfreglia è un intervento davvero importante per noi”.
gio nel verde, più di 10.000 metri cubi che corriProgetto pronto e polemiche… anche.
sponderebbero secondo i loro calcoli a sei campi di
Le minoranze hanno preannunciato battaglia,
calcio per un piano che, sostengono, all’inizio era
anche se durante l’assemblea pubblica di battadi 5000 metri cubi e causò, sempre secondo loro,
glia non ce n’è stata. “E la gente è venuta numerol’uscita di Sergio Buelli dal gruppo che era ‘Insiesa. E adesso è solo questione di tempo, il progetto
Sergio Buelli
me per Ranzanico’ e pure la Provincia di Bergamo
è pronto, l’investitore è motivato, il terreno è già di
avrebbe mostrato perplessità.
sua proprietà e adesso si tratta solo di rispettare
“E’ inutile parlare sempre di turismo – continua Buelli – e
i tempi burocratici, ci sarà l’adozione del Pgt a ottobre, dopodiché 90 giorni per avere i pareri della Provincia e poi ci poi non fare i contenitori per accoglierlo, allora accontentiamoci del mordi e fuggi della domenica. Con questo progetto
sarà finalmente l’approvazione definitiva”.
La minoranza non è per niente soddisfatta: “Ma comun- cambierà tutto, la parte sotto a lago, rimarrà pubblica per
que – continua Buelli – la minoranza di adesso era la mag- tutti, poi c’è l’albergo e daremo la prelazione per i posti di
gioranza di quando c’era il mio primo mandato, e loro stessi lavoro alla gente di Ranzanico e ci sarà anche un’importanavevano autorizzato una volumetria di 5000 metri residen- te sala meeting”.
Tutto pronto o quasi: “Dobbiamo fare le convenzioni e avziali, adesso aumentati ma solo perché c’è una struttura
pubblica per il kayak e il nostro lago di Endine è ottimo per viare le procedure, il progetto è pronto”.
La Roncaglia è in rampa di lancio.
questo tipo di sport perché non ha onde, sarà una struttura
BIANZANO - IL VICESINDACO
La mamma dei fratelli Marchesi:
“Ma chi ha paura dei miei figli?”
Spett.le Redazione di Araberara,
sono una vostra lettrice, nonché
mamma dei fratelli Marchesi, continuo
a leggere sul vs. giornale da ormai parecchie pubblicazioni lettere e interviste al Sindaco di Grone sempre del medesimo argomento e tenore. Tenore e
argomento che il Sindaco di Grone continua a ripetere da ormai quasi quattro
anni. La domanda mi sorge spontanea:
forse non ha altro da fare?
I suoi problemi sono solo i fratelli
Marchesi? Il suo stipendio, con i nostri
soldi, usato così male a questo punto
potrebbe
elargirlo
a chi ha bisogno
o forse non vede i
reali problemi che
in questo momento
tutti stiamo affrontando? Penso che
ora, visto che il suo
mandato volge a
termine, non era il
caso di lasciare nei
giovani un buon ricordo considerato che
non è stato in grado
di accaparrarsi la loro
collaborazione che penso sarebbe stata preziosa
per il nostro paese.
Lascia un paese pieno di costruzioni,
di contenziosi, ma vuoto all’interno,
forse i giovani nella loro freschezza
avrebbero portato una ventata di cultura, di onestà e correttezza, principi
dimenticati da tempo.
Perché questo continuo accanimento
nei loro confronti?
Frustrazioni personali del nostro
Sindaco? Paura per qualcosa che possa affiorare? Scheletri negli armadi del
Comune?
Sono domande che mi sono posta
tante volte in questi anni, ma penso
che da parte del Sindaco di Grone non
riceverò mai risposta, come non ho mai
ricevuto risposte o cenni alle tante altre lettere che gli ho indirizzato per argomenti anche più nobili nel corso dei
suoi mandati.
Io spero che la gente di Grone possa
meditare su questi ultimi quattro anni
e penso che sia al corrente che ad ogni
Consiglio Comunale è stato trattato
come argomento principale il comportamento dei giovani della minoranza
con accuse tendenziose ed elaborazioni
mentali ingiuste, come ad ogni notiziario annuale del Comune di Grone la lettera che il Sindaco rivolge ai cittadini
ha nel suo testo le solite esternazioni,
anche molto pesanti, nei confronti della minoranza, sostenitori e famigliari
compresi che nulla hanno a che fare
con l’amministrazione. I soliti graditi
auguri natalizi! Ultime mie domande:
il resto degli amministratori di Grone
che sono ombreggiati dalla figura del
Sindaco avranno le stesse opinioni?
All’interno del Consiglio Comunale ci
sono dei giovani, sono stati ipnotizzati? Penso che sia comunque ora di mettere fine a tutto questo e spero in una
svolta radicale fondata su valori umani
di rispetto, di condivisione del bene di
una comunità e di collaborazione per
raggiungere fini che non vadano ad
appannaggio solo di alcuni ma di tutti
indistintamente dal ceto sociale o dalla
famiglia di appartenenza. Nel ringraziarvi dello spazio che vorrete concedermi, complimentandomi per il lavoro
d’informazione che svolgete e augurandovi una crescita sempre più vasta vi
porgo cordiali saluti.
Gigliola Trapletti
Crisi economica, Bertoletti:
“La gente di Bianzano è fiera,
non chiede mai l’elemosina”
“Da un po’ di tempo a questa parte ci
(AN-ZA) – “Bianzano ha risentito della
sono alcune persone in difficoltà che chiecrisi economica prima di altri paesi deldono un aiuto. Non si tratta però di un
la Valle Cavallina, perché molti dei suoi
aiuto per il pagamento dell’affitto o per
abitanti lavorano, o lavoravano, in Valle
i pacchi. No, si tratta più che altro di riSeriana”. Matteo Bertoletti, vicesindachieste di aiuto per trovare un posto di
co e assessore ai servizi sociali del Colavoro”. E trovare un posto di lavoro è
mune di Bianzano, parla della ben nota
sempre più difficile. “Se negli anni scorcrisi economica e occupazionale che sta
si riuscivo a trovare un posto di lavoro
investendo anche le nostre valli. “Questo
per chi era ne era rimasto senza,
perché noi ci appoggiavamo soappunto perché la crisi era setprattutto sulla Valle Seriana e
toriale, adesso è molto più diffisul settore del tessile. Molti miei
cile. Non è più solo il tessile ad
concittadini lavoravano in quel
essere in crisi, ma anche gli altri
settore e quando, negli anni scorsettori. Sì, adesso è sempre più
si, il tessile e il meccanotessile
complicato trovare lavoro”. Bersono andati in crisi, beh, è stato
toletti vuole dare il giusto peso a
un bel guaio. In molti si sono trouna caratteristica degli abitanti
vati in difficoltà, hanno magari
di Bianzano, una caratteristica
perso il posto di lavoro.
E così, quando altri paesi della Matteo Bertoletti comune a molti bergamaschi.
“Ci tengo a dire che l’orgoglio dei
Valle Cavallina non conoscevano
miei concittadini non porta a chiedere
ancora da vicino la crisi, noi ne risentivaassistenzialismo. La gente di Bianzano è
mo già e siamo perciò intervenuti prima.
molto fiera, anche se è in difficoltà perché
Adesso però la situazione è peggiorata un
ha perso il lavoro non chiede l’elemosina,
po’ dappertutto, se la crisi prima era setchiede piuttosto un aiuto per trovare un
toriale, adesso è generale, colpisce tutti i
nuovo posto di lavoro. Questo orgoglio
settori”. Ci sono persone che si rivolgono
porta a voler camminare con le proprie
a voi per un aiuto, magari per il pagagambe. Di questa fierezza dei miei concitmento dell’affitto o per i pacchi alimentadini sono veramente contento”.
tari?
MEMORIA
Piero Vittorio Cantamessi
Ranzanico-Sovere 12/7/1929 - 4/9/2012
Tra gioie e dolori hai trascorso la tua vita, in questi ultimi
giorni eravamo accanto a te osservando il tuo viso scarno e sentendo il tuo respiro affaticato ma ti rassicuravamo promettendoti di non abbandonarti. Tu ci cercavi con lo sguardo che si
perdeva nel vuoto per poi ritrovarci e chiederci aiuto. Inerti potevamo solo tenerti la mano, accarezzarti e baciarti, pregando il
nostro Dio di accoglierti fra le sue braccia, e non farti più soffrire consapevoli di non rivederti più fino alla Resurrezione dove
tutti ci ritroveremo e vivremo felici. Ciao papà, dai un bacio alla
mamma e salutaci tutti.
Marina e Mariangela
Val Cavallina
MONASTEROLO DEL CASTELLO
Araberara - 14 Settembre 2012
CASAZZA – PRIME INCRINATURE NELLA LA
MAGGIORANZA?
MAGGIORANZA?
ENTRATICO
Ricomincia l’anno
scolastico… con un regalo
della giunta agli scolari
(AN-ZA) – L’apertura dell’anno
scolastico 2012/2013 è stato anche
quest’anno caratterizzato dal saluto dell’amministrazione comunale
di Entratico agli alunni delle scuole
elementari del paese.
E così, mercoledì 12 settembre,
primo giorno di scuola, il sindaco
Fabio Brignoli, accompagnato
dal vigile e da altri esponenti della
Fabio Brignoli
giunta, si è recato presso le scuole
elementari per portare il saluto suo
e dell’amministrazione, ha augurato agli scolari un proficuo anno scolastico e ha portato un regalo per ciascun
bambino.
“Abbiamo portato in dono un quadernone personalizzato che accompagna un supporto, un CD, con filmati
fatti da alunni delle scuole elementari di Vicenza sul
tema della sicurezza stradale. Si tratta di un regalo fatto
a ogni scolaro di Entratico, ma è anche un regalo utile,
istruttivo”.
ENTRATICO
Nuova convenzione per
la segreteria comunale.
Vicenda RAI, il sindaco:
“Nessuna novità”
(AN-ZA) – In seguito al recesso del Comune di Montello dalla convenzione per la gestione del servizio associato di segreteria comunale, il Consiglio Comunale di
Entratico ha provveduto ad approvare la nuova convenzione che vede coinvolti, oltre a Entratico, i Comuni di
Costa di Mezzate ed Endine Gaiano, oltre che il nuovo
arrivato, il Comune di Vercurago, che va a sostituire
Montello. La convenzione era stata approvata nel 2011
e prevede che il segretario comunale Alessandro Invidiata presti il suo servizio nei quattro Comuni. L’ente
capofila è il Comune di Costa di Mezzate.
Il sindaco di Entratico Fabio Brignoli sottolinea che
“per noi non cambia niente, sia per quanto riguarda le
ore di servizio svolte dal dottor Invidiata, servizio che
apprezziamo, sia per quanto riguarda i costi.
Non sta poi a me discutere sulle ragioni che hanno
portato il Comune di Montello ad uscire dalla convenzione” e, in effetti, nella convenzione è prevista per ciascun Comune la facoltà di recedere da essa per mutuo
consenso o a richiesta di uno solo.
L’uscita di Montello è quindi stata compensata dall’ingresso di Vercurago. Il segretario comunale riserva a
Entratico sei ore settimanali.
Per quanto riguarda la questione della ricezione del
segnale RAI che in alcune zone del paese non è buona o
addirittura assente, Brignoli afferma che, al momento,
non ci sono novità.
“Voglio contattare i residenti di quelle vie dove il segnale RAI è molto debole o assente e poi, come avevo già
detto, scriverò alla RAI per chiedere un intervento, se nel
frattempo il problema non è stato risolto”.
Araberara - 14 Settembre 2012
42
VIGANO SAN MARTINO
Il passante nel “feudo” dell’Assessore spacca la Giunta
CORTESI MINIMIZZA: “Non saltiamo per una cosa del genere”
ANDREA MARCHESI
CASAZZA – LA MINORANZA SULLE INCRINATURE IN GIUNTA
Era inevitabile. La notizia della contrarietà del
“clan” Cambianica, i famigliari dell’Assessore alla
Cultura Ettore Cambianica (interviste apparse
sullo scorso numero di
Araberara), al tracciato del
nuovo percorso ciclopedo(An. Ma.) Gli scorni in Giunta della maggioranza… animano la minoranza. Il caponale progettato dall’ufficio
gruppo ed ex Sindaco Giacomo Del Bello del gruppo Insieme per Casazza si incunea
tecnico e che passa sulle
nella spaccatura: “È la dimostrazione che non sono mai andati d’accordo, la maggioproprietà dei Cambianiranza ha poca programmazione ma soprattutto con questa questione dimostra di non
ca si è scagliata come un
avere un’unione di intenti”. Un Del Bello deciso e che aspetta dietro l’angolo l’evolversi
macigno contro la Giundella situazione.
ta del Sindaco Giuseppe
Facchinetti. Prime incrica è stato sonora- si della comunità ma si è Giunta non corre nessun
nature in Giunta
mente rimprove- messo di traverso l’Asses- rischio, si “bega” ma è semquindi? Stando
rato dai suoi com- sore Cambianica che dalla pre uno scambio di vedute
all’aria che si repagni di Giunta comunità è stato votato e che alimenta il dibattito
spira negli uffici
– così ci ha riferito pro tempore dovrebbe a ri- per cercare soluzioni pracomunali la queun addetto ai la- gore… “servirla”. Il nodo tiche. Fiorenzo Cortesi,
stione si fa giorno
vori – a Casazza si è lontano dal poter essere Assessore alla Sicurezza:
dopo giorno più
può fare tutto ma sciolto: o si cambia stra- “Il passante è una priorità
seria e rischia di
sulla proprietà de- da e soluzione o la Giunta per l’amministrazione, è
scatenare
una
gli altri”. In ballo salta? Stando a quello che assurdo che il paese resti
contesa piuttosto
dura. “Cambiani- Giacomo Del Bello ci sono gli interes- dice l’amministrazione la spaccato e tagliato in due
Del Bello: “È la dimostrazione che
non sono mai andati d’accordo”
realizzare un percorso ciclopedonale. Un’operazione simile migliorerebbe la
zona sotto diversi profili
e noi riusciremmo a risolvere una problematica
che trasciniamo da tempo.
Vedo spesso un disabile
Il passante ciclopedonale che colle- bianica” ma l’Assessore e la famiglia si
che attraversa via Naziogherebbe le “due anime”, viabilistiche stanno fortemente opponendo al passagnale all’altezza di Palazzo
e amministrative, di Casazza rischia di gio del percorso pubblico su terreni priBettoni, ogni giorno è un
diventare un bel grattacapo. Vediamo le vati. La terza soluzione è quella del colrischio perché il percorso è
soluzioni possibili. La prima (scartata) legamento di via dei Mille con via Aldo
stretto”.
prospettava un percorso dietro al condo- Moro, anche questa ipotesi difficilmente
Il problema è l’Assesminio di via Nazionale, i residenti han- percorribile a causa dei costi insostenibisore Cambianica… Come
no bocciato sonoramente la proposta. La li in un periodo di crisi economica come
ha preso la Giunta questa
seconda ipotesi riguarda il “feudo Cam- quello che stiamo vivendo
sua contrarietà? Su questo argomento Cortesi mi
schiaffa un bel
E alla fine si ridalla statale. In un modo mancano gli ultimi 50 me“no comment” ma
o nell’altro lo faremo”. Il tri di quella strada, l’im- torna sempre lì…
aggiunge… “non
problema è proprio questo presa dovrebbe fornire dei al feudo Cambiasalteremo
mai
Cortesi… “Stiamo pensan- servizi ma con la crisi che nica. Cortesi, riper una cosa del
do ad un passaggio provvi- c’è la vedo proprio dura”. mane quella la sogenere”. Il dibatsorio con un marciapiede e Il Piano di Lottizzazione è luzione migliore?
tito resta aperto
un po’ di illuminazione”. Il quello Zamblera, tuttavia “ A s s o l u t a m e n t e
ma la soluzione,
percorso che collegherà via mancano le risorse per re- si, non ci sarebbe
almeno per ora,
Italia a via Aldo Moro… alizzare un percorso come nessun problema
si fa sempre più
“Si, anche se è inserito in quello auspicato dall’am- di traffico perché
lontana.
Fiorenzo Cortesi
si tratta solo di
un Piano di Lottizzazione, ministrazione.
SCHEDA
LE SOLUZIONI POSSIBILI
Camminata tra Torri e Castelli
Il CAI Trescore - Valcavallina vi invita domenica 16 settembre 2012, alla
5^ Marcia non Competitiva “Tra torri e castelli”, organizzata dal Gruppo
Podistico AVIS-AIDO di Casazza, l’iniziativa ha lo scopo di promuovere
la conoscenza del patrimonio naturale ed artistico dei Comuni di: Bianzano, Casazza, Gaverina Terme, Monastero del Castello e Spinone al Lago;
tramite tre differenti percorsi della lunghezza di 7 - 14- 23 chilometri. Il
percorso lungo di 23 chilometri, pensato per camminatori allenati e podisti, prevede il ristoro nella corte del Castello di Bianzano! Alle ore 10.00
circa, prima delle premiazioni dei gruppi e dei partecipanti, presso il Centro Sportivo di Casazza ci verrà a trovare Battista Marchesi, ovviamente
a piedi, tappa del suo tentativo di record del mondo, percorrere 19100 km
in meno di nove mesi Per ulteriori informazioni e visualizzare il volantino
della manifestazione si allega il seguente link http://www.comune.casazza.bg.it/sa/sa_p_testo.php?idservizio=10041.
Vi aspettiamo!
VIGANO SAN MARTINO
Valcavallina in Rosa
Asilo alla frutta:
Vigano saluta don Umberto in attesa di don Giovanni
si vendono le
stampe per aiutarlo
La vendita di stampe della fine dell’800 e del ‘900 per dare una
mano economica all’asilo parrocchiale Bettoni che di questi
tempi non naviga in buone acque. Bisogna precisare subito che
il bilancio è a posto e sempre in equilibrio grazie all’accortezza
del consiglio di amministrazione. Ma come abbiamo già scritto
l’asilo quest’anno ha dovuto fare i conti con il calo delle iscrizioni, sindrome accusata da alcuni anni. Troppi bambini extracomunitari si è detto, con le famiglie che non iscrivono i bimbi
all’asilo parrocchiale e li tengono a casa, da qui l’esigenza di
aumentare la retta e di licenziare un’addetta. Ora l’Unitalsi ha
messo in vendita le stampe di Carolina Valenti, signora deceduta pochi mesi fa che aveva un negozio di stampe antiche a
Parigi, “esattamente di fronte alla Cathedrale de Chartres” –
spiega Maria Grazia Suardi – e le ha lasciate all’asilo Bettoni
per acquisire strumenti musicali e per i casi di necessità. Noi
stiamo vendendo in varie mostre queste stampe che servono
proprio per raccogliere fondi e rispondere così alle disposizioni testamentarie lasciate da Carolina Valenti”
(AN-ZA) – Cambio della guardia alla guida della comunità parrocchiale di Vigano San Martino, che domenica 9
settembre ha salutato don Umberto Boschini, parroco
per ben 12 anni, e si appresta ad accogliere il nuovo pastore, don Giovanni Barbieri. Molti parrocchiani si sono
stretti attorno al loro ex parroco, che sabato 15 settembre
farà il suo ingresso a Mariano di Dalmine. Nato a Bergamo
il 13 giugno 1967 ma della parrocchia di Terno d’Isola, don
Umberto è stato ordinato sacerdote vent’anni fa, il 6 giugno
1992.
Vicario parrocchiale di Brembate Sotto per otto anni, è
poi stato promosso parroco di Vigano nel 2000. Il suo cammino proseguirà ora in pianura, a Mariano di Dalmine.
BERZO SAN FERMO
Cambia la viabilità:
Pienone a Berzo per la festa del centro storico. Rassegna rurale dal 13 al 16 settembre
Migliorare la viabilità nelle strade
di Borgo di Terzo, ed in particolar
modo l’accesso alla statale 42, fulcro
del traffico veicolare che attraversa
il paese dividendolo in due. Questo
quanto era stato annunciato nell’ultimo consiglio comunale ed è questo
quanto l’amministrazione comunale
intende fare ora. Tutto questo con un
piano che prevede già alcune decisioni che verranno prese a breve come
Mauro Fadini
spiega il sindaco Mauro Fadini: “Esiste già un tavolo di lavoro che sta predisponendo varie
soluzioni per il traffico. Come detto in consiglio comunale
stiamo pensando a come migliorare l’accesso sulla statale
42 per chi scende da Terzo, magari obbligando gli automobilisti che vogliono immettersi sulla corsia che porta a
Lovere ad andare alla rotonda per poi tornare indietro. In
questo modo si darebbe maggiore garanzia di sicurezza
a tutti”. Si passa poi all’incrocio posto in mezzo al paese:
“stiamo valutando anche in questo caso alcune proposte,
la più concreta è quella di obbligare gli automobilisti che
escono dal centro storico di Borgo di Terzo di procedere
verso la rotonda per poi andare verso Berzo San Fermo.
Oggi infatti gli automobilisti che escono dal centro storico possono svoltare verso Lovere o tagliare la statale per
andare verso Berzo, in questo modo ci sarebbe l’obbligatorietà di andare verso la rotonda togliendo questi fattori di
rischio per la circolazione stradale”
CASAZZA
CASAZZA
Tutti in marcia per
la Valcavallina in
rosa, camminata non
competitiva che ha
visto la presenza di
oltre 450 persone.
Il centro sportivo
di Casazza ha visto
un’alta partecipazione
di donne che hanno
dato vita alla
camminata alla quale
hanno partecipato
anche il sindaco di
Casazza Giuseppe
Facchinetti,
il sindaco di
Monasterolo
Maurizio Trussardi,
il vicesindaco di
Casazza Antonella
Gotti, il vicesindaco
di Luzzana Eusebio
Verri e il sindaco
di Gaverina Denis
Flaccadori.
(AN-ZA) – L’anno scorso l’amministrazione comunale di Berzo
San Fermo, guidata dal sindaco
Luciano Trapletti, aveva sistemato il centro storico di Canton
di Sopra, con un intervento che
ha dato un nuovo aspetto estetico e di valore all’antico borgo.
L’inaugurazione era avvenuta
a fine agosto e per l’occasione
era stata organizzata una festa.
Quest’anno la storia si è ripetuta
con due giorni di festa che hanno coinvolto la popolazione di
Berzo, sabato 25 e domenica 26
agosto.
Il sindaco Trapletti è soddisfatto per la grande affluenza e
per i giudizi positivi sul “nuovo”
centro storico. “Varie persone,
soprattutto quelle che mancavano da Berzo da alcuni anni, mi
hanno manifestato il loro stupore per come è stato sistemato il
centro storico. Mi hanno fatto i
complimenti per i lavori eseguiti.
La maggior soddisfazione l’ho
avuta da un anziano signore di
85/86 anni che mi ha detto che
questa festa è stata l’unica occasione per poter riunire tutta
la sua famiglia a Berzo. Questo
è lo spirito con cui abbiamo or-
Il centro sportivo di Vigano San Martino rimane al centro
dell’attenzione dell’amministrazione comunale. In attesa dei lavori di sistemazione dei locali, partirà a breve la copertura della
tribuna del campo da calcio. Fino ad oggi infatti il pubblico che
aveva seguito l’Unione Media valle Cavallina (squadra confluita
ora nella Nuova Valcavallina) aveva dovuto armarsi di ombrelli
per rimanere allo stadio anche sotto la pioggia. Ora invece la tribuna eliminerà anche questo problema. “Il progetto esecutivo è già
pronto – spiega il sindaco Massimo Armati – e a breve partiranno
i lavori. Si tratta di una spesa di 70.000 euro dei quali 12 per la
progettazione. Sarà una tribuna in legno lamellare con lamiere
insonorizzate. Ci sarà anche un sistema per il recupero dell’acqua piovana. Dalla cifra stabilita si spera poi di arrivare ad un
ribasso considerevole, che di solito si aggira sul 20-30%. I lavori
partiranno a breve e speriamo di arrivare alla consegna nel mese
di ottobre dopo aver fatto la gara di appalto”.
CASAZZA - CAMMINATA
BORGO DI TERZO
per chi scende da Terzo obbligo
di andare alla rotonda
Arriva la copertura
della tribuna
ganizzato la festa, per far rivivere
un centro storico a misura d’uomo,
un centro non spopolato ma vissuto
dalle famiglie”. I lavori eseguiti nel
centro storico sono stati finanziati anche grazie ad un contributo a
fondo perduto messo a disposizione dalla Regione Lombardia.
Il Comune ha così potuto riqualificare l’area e rifare l’illuminazione
pubblica, le fognature, la pavimentazione stradale e gli arredi urbani.
Un centro storico rinnovato a disposizione degli abitanti del piccolo borgo della Valle Cavallina.
Cronaca della festa
del centro storico
La festa nel borgo, ancora
addobbato dalla festa patronale
appena passata, è in fermento fin
dal mattino, tavoli con panchine,
fari, i gazebo, al centro della via
Locatelli è allestita la cucina, dove
alpini e volontari hanno allestito il
punto ristoro con grigliate e piatti
tipici . Lungo le tavolate nella via
si sono ritrovate molte famiglie,
e tante persone anche forestiere
hanno apprezzato il semplice ma
coinvolgente clima familiare della
festa e la buona cucina presente.
La gente si accalca alla cucina
per prendere il mangiare, alle 21
le tavolate sono già occupate tutte, nuvole minacciose scorrono ,
qualche goccia scende, niente di
più……La serata continua, il tempo è stato clemente, alla luce della
nuova illuminazione il concerto
apprezzato di musica country da
parte del gruppo Mismountain
Boys che hanno intrattenuto e divertito il folto pubblico presente.
Nell’intermezzo , il saluto ed i ringraziamenti del sindaco Trapletti
a tutti i presenti, ai residenti per
la bella collaborazione e disponibilità, al gruppo alpini , cucina e
volontari per il “duro“ lavoro ed
un grazie a tutti i presenti, senza i
quali, ha detto il sindaco, “le nostre
iniziative non avrebbero senso se
non vissute e condivise con la comunità”. La serata è poi continuata con l’intrattenimento musicale e
con lo stare a tavola insieme. La
domenica la festa è continuata con
la novità dei madonnari di Bergamo che fin dal mattino hanno animato la via Locatelli, madonnari
all’opera su pannelli e bambini e
ragazzi all’opera nel colorare la
pavimentazione della piazza, il
tutto alla luce di un sole brillante,
di aria e cielo terso grazie alla ventilazione della notte e del mattino.
Alle 21, sempre presso la piazzetta centrale della via Locatelli l’apprezzato concerto di “Campanine”
a cura della scuola campanari di
Roncobello con il suo presidente
Luca Fiocchi. Un concerto che ha
entusiasmato grandi e piccini, nel
bello delle melodie proposte tramite questi strumenti.
La festa è poi continuata con gli
ultimi brani e poi la possibilità di
suonare e vedere gli strumenti da
vicino, offerta a tutti i presenti.
Rassegna rurale
“I prodotti de Bers”
L’undicesima edizione della rassegna rurale “I prodotti de
Bers” si tiene a Berzo San Fermo da giovedì 13 a domenica 16
settembre, con una serie di interessanti iniziative. Al mattino,
presso la palestra comunale, sono
di scena i bambini della scuola
dell’infanzia di Berzo e gli alunni
delle scuole elementari di Berzo, Grone e Borgo di Terzo con
laboratori didattici. Le serate
saranno scandite da convegni
ed iniziative tecniche. La serata di sabato sarà all’insegna del
divertimento per i bambini della
scuola dell’infanzia con il Coro
Alpini Valcavallina di Berzo
San Fermo e il coro “I canterini
del Sebino” di Sarnico.
Domenica 16, dalle 10 alle
19 ci sarà il mercatino con bancarelle di prodotti tipici e artigianato, il pranzo sociale alle
12 presso la tensostruttura a cui
seguirà un pomeriggio animato
con passeggiata gratuita con cavalli e pony per bambini e ragazzi e una passeggiata gratuita
in carrozza per le famiglie.
Si salutano i rappresentanti del mondo agricolo sardo,
ospiti della manifestazione, per
poi procedere con una gara sul
trattore organizzata dal gruppo
giovani imprese della Coldiretti
Bergamo. Alle 20,30 si premiano i vincitori del 3° concorso
“Balcone fiorito” e si chiude
con una serata di divertimento
con il ventriloquo Pietro Ghislandi.
Don Giovanni proviene invece da Sola di Fara Olivana,
dove è nato il 20 agosto 1953. Dopo l’ordinazione avvenuto il 21 giugno 1980, è stato vicario parrocchiale prima a
Ghisalba (1980-1987) e poi presso la parrocchia cittadina
di Santa Caterina (1987-1992). Parroco di Cassinone dal
1992 al 2010, è stato poi per un biennio vicario parrocchiale a Sant’Alessandro in Colonna, una delle più importanti
parrocchie della città di Bergamo. Don Giovanni è stato
anche insegnante al Seminario Diocesano di Bergamo. Il
suo ingresso ufficiale presso la parrocchia di San Giovanni
Battista di Vigano è fissato per domenica 30 settembre e
sono perciò in corso tutti i preparativi per l’accoglienza al
nuovo pastore.
43
Val Cavallina
Val Cavallina
Araberara - 14 Settembre 2012
Val Cavallina
Araberara - 14 Settembre 2012
CENATE SOPRA - IL SINDACO
Stefano Cattaneo sulle
colonnine antivelocità:
“Posizionate in via sperimentale,
è un messaggio per persone intelligenti”
(AN-ZA) – Gli automobilisti di Cenate
Sopra e degli altri paesi dell’Unione Intercomunale dei Colli sono avvisati: a breve
arriveranno gli speed-check, le colonnine
antivelocità utili per obbligare a ridurre la
velocità, ma molto impopolari. Dei Comuni
dell’Unione solo uno, San Paolo d’Argon,
non ha aderito all’iniziativa, optando per
un’altra soluzione antivelocità, quella dei
dossi. A Cenate Sopra, Cenate Sotto, Gorlago, Bagnatica, Torre de’Roveri, Albano S.
Alessandro e Brusaporto saranno invece
posizionate le colonnine, tre per ogni Comune.
Ci riferisce il sindaco di Cenate Sopra,
Stefano Cattaneo: “Abbiamo preso questa
decisione dopo Ferragosto. Saranno posizionati tre speed-check per ogni Comune, ma
in via sperimentale in alcune vie del paese
scelte dal sindaco. Vi rimarranno per due
mesi, poi si vedrà, si farà una valutazione
e decideremo se tenerli in via definitiva o
se cambiare strategia. Voglio però sottolineare che, avendo a cuore gli interessi e le
opinioni della nostra cittadinanza, faremo
un incontro con la popolazione. E’ giusto che
i cittadini siano coinvolti”. Cattaneo fa anche un’altra considerazione. “Si tratta di un
messaggio per persone intelligenti, nel senso
che una persona intelligente deve sapere che
in un centro abitato non si può guidare ad
alta velocità e, in tal caso, non ha nulla da
temere dalle colonnine. Chi invece non la
vuole capire e guida come un pazzo si prenderà una bella multa”.
Altro argomento. E’stata modificata la
convenzione per la gestione associata del
servizio di segreteria comunale in seguito
all’uscita del Comune di Ranzanico. E così,
i Comuni rimasti, cioè Cenate Sopra, Casazza, Bianzano e Gorlago, hanno rinnovato la convenzione, che scadrà il 31 dicembre
2014. Il segretario comunale, avendo un
Comune in meno in
cui lavorare, potrà
prestare
qualche
ora in più nei Comuni
rimanenti.
Conferma il sindaco di Cenate Sopra:
“Sì, da noi lavorava
per otto ore a settimana, mentre
adesso
sarà
presente nove
ore. Il Comune capofila
rimane ancora Gorlago”.
CENATE SOTTO
Open day di ‘Mille e una nota’
Sabato 8 settembre dalle ore 15,00 si è tenuto
presso la sede dell’Associazione in via Foscolo 3
a Cenate Sotto l’Open Day di ‘Mille e una nota’ .
Numerose sono state le iscrizioni per il nuovo anno
scolastico, ma avendo ancora qualche posto a disposizione c’è ancora la possibilità di conoscere i
docenti, concordare con loro il proprio programma
didattico personalizzato e effettuare le iscrizioni al
nuovo anno scolastico. Sono tanti i corsi proposti
per il nuovo anno ed in particolare corsi per i piccolissimi da 1 a 3 anni e un laboratorio per bimbi
della scuola dell’infanzia che si terrà tutti i sabato
mattina. www.milleeunanota.com - [email protected] - Milleeunanota Cenate Sotto
CENATE SOTTO
In ricordo di don Amadio
Ho pensato fosse doveroso ricordare
don Amadio percorrendo una delle tappe
fondamentali del suo mandato: Cenate
Sotto.
Dal 1988 parroco della parrocchia S.
Martino Vescovo, ha lavorato sempre
cercando di essere una buona
guida spirituale ed un buon
educatore per i bambini ed i ragazzi che da quell’anno hanno
sempre partecipato con entusiasmo al cre.
Poi il lavoro è stato tanto ma
non gli sono mancate le soddisfazioni: dalla stampa mensile
del notiziario parrocchiale, alla
realizzazione del nuovo oratorio, ai restauri dell’organo, dei Santuari,
del campanile, della facciata della Chiesa ed alla sistemazione del Presbiterio.
Ultima ma non meno importante la sua
passione per la buona musica, soddisfatta dalla formazione del coro parrocchiale
e dalla formazione dell’Associazione Milleunanota, avviata proprio partendo dalla sua volontà, nei locali dell’Oratorio.
E tutto questo grazie al supporto, alla
collaborazione e all’affetto delle persone
che nei vari settori gli sono sempre state
vicine e a tutte le associazioni del paese.
Anche dopo la fine del suo mandato ha
potuto per un periodo di tempo proseguire nella sua missione nel paese che per
19 anni gli era stato affidato e questo per
merito della fam. Malanchini
che si è occupata e prodigata
perché avesse un appartamento in usufrutto non troppo distante dalla sua amata chiesa.
Un ricordo speciale l’hanno
avuto anche i sacerdoti della casa di riposo Piccinelli di
Scanzorosciate, dove alloggiava
da qualche mese, che il giorno
dell’Assunta hanno concelebrato una messa presieduta da don Adelio
cappellano dell’istituto in suo ricordo con
le suore, tutti i volontari, gli ospiti, Federica e Francesca di milleeunanota che
hanno allietato con il suono ed il canto, e
alcune persone di Cenate che hanno contribuito con la loro presenza a rendere la
celebrazione ancora piu’ sentita.
Grazie!
R.M.
ZANDOBBIO – 2400 EURO
PER UNA TELECAMERA
Si video sorveglierà
anche il nuovo parcheggio
Anche Zandobbio torna a puntare sulle telecamere per dare maggiore sicurezza al paese.
Così dopo aver posto degli occhi elettronici
agli ingressi del paese, alla Selva e in altri
punti, il sindaco Mariangela Antonioli torna ad aprire la cassa per comprare una nuova
telecamera.
I nuovi parcheggi di via Rivi sono ormai conclusi e qui però manca un sistema di videosorveglianza efficiente. Così l’amministrazione
comunale ha deciso di spendere 2420 euro per
portare qui una nuova telecamera. In questo
caso si tratta di una telecamera dome, quelle
capaci di girarsi per 360 gradi. La telecamera
nuova andrà a sostituire quella già esistente
alla piazzola ecologica. Quella attuale infatti
è una telecamera fissa che permette di tenere
sott’occhio (elettronico) solo l’ingresso. La
nuova telecamera dome invece sarà in grado
di ruotare e di tenere controllata tutta l’area.
La vecchia telecamera verrà spostata per il
controllo di uno dei due parcheggi nuovi.
Chi parcheggia nella nuova area posta dietro
al comune lo potrà fare così a cuor più leggero visto che ora ci sarà anche una telecamera
a sorvegliare la zona.
Infine prosegue anche l’aggiornamento del
sistema operativo della rete di videosorveglianza, anche questo un lavoro avviato nei
mesi scorsi.
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MediaValle
Araberara - 14 Settembre 2012
VERTOVA – IL 23 SETTEMBRE L’INGRESSO DI DON GIOVANNI BOSIO
Don Giovanni Bosio:
LEFFE - LETTERA
“Più che aspettarmi
Uniti usciremo
qualcosa, conto di dare
dal letargo in cui è
piombato il paese qualcosa: la fede in Gesù
Seriana
AR.CA
Mi hanno colpito e commosso le parole della Signora
Luciana Previtali Radici rilasciate sul Corriere di Bergamo al direttore di Araberara e riportate su Araberara.
Nonostante la crisi, le conseguenti tasse (siamo il paese
al mondo che ha il primato procapite) per lo più pagate
dalla ‘povera gente’, di sicuro fino all’ultimo centesimo dal
lavoratore dipendente, che oltretutto viene ripenalizzato
dalla nuova legge sulle pensioni e in particolar modo chi
di diritto ne aveva raggiunto i requisiti (40 anni di lavoro)
favorendo e risparmiando le maxi pensioni, le baby pensioni, le false pensioni e ora pure gli esodati (frutto di un’
‘amnesia’ e dell’ignoranza del governo dei ‘professori’) che
lavorando meno tempo arrivano alla pensione, senza subire neanche la penalizzazione che questa legge prevede.
Se a tutto questo aggiungiamo l’Imu sulle seconde case
che va a colpire pure chi per forza maggiore e per malattia o per vecchiaia ha dovuto abbandonare la propria casa
per trovare ricovero nelle Case di Riposo, oppure per quelle abitazioni con appartamenti coperte da usufrutto, ma
date in uso gratuito da genitori a figli, frutto di immensi
sacrifici e del lavoro di una vita, e potrei continuare all’infinito, parlando dei risparmi, della sanità ecc. ecc.
Ebbene se nonostante tutto questo abbiamo la fortuna
di avere come concittadina una persona di tale immensa ricchezza (e non mi riferisco ai soli denari posseduti)
sempre pronta ad aiutare chi più ha bisogno, amando e
proteggendo non solo a parole i suoi concittadini, come
solo una madre può fare con i propri figli.
Ecco se una donna con un temperamento caratteriale
così deciso, con l’amore così forte per la sua terra e per le
sue r(R)adici, ci sprona e ci invita a cercare di dimenticare le tribolazioni e le ‘ruberie legalizzate’ dei veri politici
e dei loro partiti, oltretutto sempre pronti a rimpinguare
i propri stipendi, quasi come fossero meritevoli di encomi
e questo avviene tuttora come tutti sappiamo in percentuale a livello comunale.
Ebbene noi dobbiamo ascoltare e credere in Lei, unirci
tutti insieme, perché solo unendo tutte le nostre forze, potremo ricostruire, con tenacia e ingegno, l’impero che i nostri antenati avevano saputo creare. Solo così e di questo
ne sono sicuro, un giorno potremo risvegliarci dal ‘letargo’
per trovare nuovi germogli e una nuova primavera.
Lo Scorpione
Don Giovanni Bosio in questi giorni fa
la vita da… trottola. Su e giù per la valle, un
elastico tra la nuova dimora Vertova e la sua
Lallio, che ha lasciato ufficialmente domenica 9 settembre dopo 16 anni con il paese che
gli ha fatto da guscio quasi per proteggerlo
nell’accompagnarlo nella sua nuova missione. Lacrime per salutarlo e sorrisi per ricordare i momenti vissuti insieme, lui, Don Giovanni, un prete che lascia il segno. Un ritorno
a casa il suo, nativo di Leffe: “Ma ho preso
Messa a Peia”, 2 anni a Cividino-Quintano,
10 anni a Santa Caterina, parroco a Gorno per
nove anni e poi arciprete plebano dal 1996
a Lallio, e adesso il ritorno in Val Seriana, a
Vertova. Cominciamo: “A 60 anni, in un momento in cui solitamente si va in pensione io
comincio un nuovo cammino – racconta don
Giovanni – e quando si comincia una nuova
strada bisogna avere l’entusiasmo ma anche
la salute e soprattutto la fede, ricordo sempre
San Paolo: ‘Ho combattuto la buona battaglia ma ho conservato la fede’, ecco, spero di
conservare sempre la fede”. E l’entusiasmo
c’è sempre? “Sempre”.
Non ti sei mai stancato, nemmeno un attimo di fare il prete? “No, magari ogni tanto
capita di non sentirsi all’altezza ma l’essere
stanco è un’altra cosa”. E tu in questi anni
come sei cambiato? “Tanto, anche nel modo
di proporre la parola di Dio, è cambiata anche la visione del terreno nel quale bisogna
seminarla questa parola di Dio, l’unica cosa
che non cambia è proprio la parola di Dio,
per fortuna è sempre quella, cambia il terreno
ma non Dio”.
E la fede? “E’ più motivata ora, mi sto
sempre più convincendo che conviene davvero appoggiarsi e affidarsi al Signore, se mi
appoggio agli alberi cado, gli uomini muoiono, i soldi svaniscono ma la fede resta. E’
per questo che è unica la missione del prete,
il medico cura le persone che poi comunque
alla fine muoiono, l’architetto costruisce le
case che alla fine cadono, i preti invece porta-
no le persone in Paradiso, o almeno provano
a farlo”. 37 anni da prete, la tua più grande
soddisfazione? “Quando vedo la chiesa piena di gente convinta, che prega, quando vedo
la mia comunità che cresce, che si rafforza,
ho avuto la fortuna di avere nel mio apostolato una ventina di vocazioni, ho sposato più
di 1000 persone, ne ho condotte al cimitero
2000 e se vanno in Paradiso anche questa è
Nativo di Leffe,
ha preso Messa a Peia
è stato parroco
di Gorno e Lallio
una soddisfazione, tanti battezzati, insomma
sono queste le vere soddisfazioni”.
E delusioni? “Beh, bisogna sempre confidare nel Signore, bisogna sempre conservare e amare la vita come se fosse il primo,
l’unico e ultimo giorno dell’esistenza, se ci si
lascia andare guai, e la fede è un puntello,
è il vero puntello”. Cosa ti aspetti dalla tua
nuova destinazione? “Non mi aspetto niente,
chiedo solo di camminare con la mia nuova
comunità, di fare un tratto di strada con loro
nella fede, più che aspettarmi qualcosa, conto
invece di dare qualcosa, dare la mia fede e
la mia disponibilità nelle cose del Signore e
sicuramente imparerò tanto, ho sempre imparato tanto in tutti i posti in cui sono stato”.
Hai salutato Lallio dopo 16 anni, un addio
commovente: “Abbiamo fatto tante cose assieme, ho fatto fatica a lasciare le persone
ma anche le opere che abbiamo realizzato
insieme, l’oratorio, la scuola materna, e poi
la chiesa di san Bernardino, la chiesa parrocchiale appena messa apposto, le opere per
le quali magari in 16 anni non ci ho dormito
sopra pensando a come fare per realizzarle,
per pagarle”. Però sei tornato a casa: “Sì,
sono nativo di Leffe, ho preso Messa a Peia, e
diciamo che se la montagnetta davanti a Vertova si spianasse vedo casa”. Sei della valle
Seriana, come è cambiata pastoralmente parlando in questi anni, a parte la crisi?
“Ci sono le solite cose che purtroppo stanno prendendo piede dappertutto, il secolarismo, il relativismo, la fede secondo me, tanto
le tot istess, l’edonismo, faccio quello che mi
pare, ecco, però da noi non c’è l’ateismo, più
che atei la gente è idolatra, credono alla loro
maniera”. Cosa fai nel tempo libero? “Leggo
e suono, sono un’amante della musica, pianoforte e organo e a Lallio suonavo spesso
l’organo in chiesa, mi piaceva molto anche la
montagna, adesso ho poco tempo per andarci”. Il tuo motto? “Non ne ho”. A chi ti ispiri?
“A San Giovanni Bosco, ragione, religione e
amorevolezza. Far ragionare la gente, avere
la testa sulle spalle e pensare cosa farebbe il
Signore se fosse al mio posto”.
Con Don Giovanni a Vertova arriva anche
la madre, Maria (che ha 82 anni e non 97
come abbiamo scritto erroneamente la scorsa
volta) e sua sorella Antonella, che lo seguono da sempre: “E’ dal mio secondo anno da
prete che mi seguono, è una fortuna averle
vicino”.
Ci siamo, tutto pronto, l’ingresso è fissato
per il 23 settembre alle ore 17, si apre una
nuova vita per don Giovanni, o forse no, con
lui c’è sempre lo stesso Dio che lo accompagna da sempre e che grazie a lui si infila nel
cuore di chi lo incontra.
FIORANO AL SERIO
CENE – STORIA DI UN SALESIANO
Volontari e studenti
universitari a fianco
della Polizia Locale
Don Agostino, nativo di Cene e parroco in Liguria
contestato dai parrocchiani perché … aiuta i poveri
Studenti universitari in campo, al fianco della Polizia Locale, per
conoscere da vicino il lavoro svolto dalle forze dell’ordine partecipando attivamente ed in prima persona all’operatività quotidiana a
fianco degli Agenti. Da diversi anni a Fiorano è attivo il servizio di
vigilanza alle scuole da parte di Volontari che, dedicano il loro tempo
libero alla collettività per la sicurezza dei nostri ragazzi, senza trascurare il notevole supporto che danno alle istituzioni. A rimboccarsi
le maniche e a mettere il loro tempo a disposizione sono Carlo Guerini, Alberto Rossi, Giovanni Rudelli e Giovanni Signorelli. Ma
l’obiettivo è anche quello di coinvolgere i giovani, così gli studenti
universitari avranno la possibilità di osservare da vicino l’attività e i
compiti istituzionali della Polizia
Locale (sempre nel rispetto della
privacy), con l’intento di infondere la cultura della sicurezza stradale e del rispetto della legalità.
In via sperimentale dal 27 Agosto
al 13 Ottobre i giovani studenti,
indossando pettorina e cappellino, affiancheranno gli Agenti
della Polizia Locale nelle attività
diurne, serali e in caso di manifestazioni. “Un’iniziativa – spiegano gli organizzatori - che mira tra
l’altro a ridurre le distanze tra gli utenti della strada, in particolare
i più giovani e la Polizia Locale, così da infondere la consapevolezza del rispetto delle figure rappresentate e delle norme vigenti. In
particolare, fermo restando che i giovani opereranno in supporto al
personale di Polizia Locale, svolgendo attività per le quali non sia
richiesto l’esercizio di pubbliche funzioni, potranno apprendere ed
avvicinarsi a tutte le materie di competenza della Polizia Locale tra
le quali si citano: la sicurezza stradale, vigilanza di parchi e giardini
e/o spazi soggetti a vandalismi, la tutela degli utenti deboli (ad es.
presso edifici scolastici e oratori), controllo del territorio per prevenire violazioni ai Regolamenti Comunali, la corretta osservanza
della raccolta differenziata, il controllo della pista ciclopedonale,
norme in materia commerciale (in sede fissa e in aree pubbliche).
Un’esperienza diretta, formativa che mira a diffondere tra le nuove
generazioni una rinnovata consapevolezza in materia di sicurezza
stradale ed educazione alla legalità e un modo per vedere da un
altro punto di vista ciò che avviene realmente sulle strade ogni giorno”. Insomma per amare il proprio territorio si comincia anche e
soprattutto dall’educazione civica.
(AN-ZA) – La singolare vicenda che ha coinvolto un sacerdote
salesiano originario di Cene ha avuto eco su alcuni giornali, televisioni e siti internet ed è particolarmente interessante e significativa. Don Agostino Paganessi, nato 67 anni fa nel paese della media
Valle Seriana, appartenente alla grande famiglia salesiana dei figli
di San Giovanni Bosco, è parroco di Luceto, frazione di Albisola, in
Liguria. Alcuni parrocchiani hanno pesantemente contestato il suo
operato, fatto una raccolta di firme e chiesto al vescovo di cacciarlo
dalla Parrocchia. Cosa avrà fatto di male il parroco? No, non c’entra
la pedofilia, non ci sono scandali. La sua colpa è di aiutare troppo i
poveri, in particolare i poveri extracomunitari che si recano da lui
per chiedere aiuti, ben consci del suo buon cuore. E così, questa è
l’accusa dei parrocchiani ribelli, gli stranieri,
anche quelli che creano problemi, continuano
ad arrivare in paese e vengono aiutati con i
soldi della chiesa. In realtà, don Agostino la
carità la fa usando i suoi soldi e il vescovo
di Savona, monsignor Vittorio Lupi, che si è
immediatamente occupato della faccenda, ha
preso le difese del sacerdote. Il denaro non
viene sottratto alle casse parrocchiali, ma
questo non è bastato per rasserenare gli animi. Ai contestatori non va giù in particolare don Agostino Paganessi
l’accoglienza indistinta anche nei confronti di
chi potrebbe andare a lavorare piuttosto che chiedere l’elemosina. E
sappiamo bene, tutto il mondo è paese, che quando un Comune, una
Parrocchia o un’associazione aiutano le persone in reale difficoltà
economica, ci sono anche quelli che ne approfittano, che preferiscono elemosinare piuttosto che lavorare. La richiesta di trasferimento di
don Agostino è stata quindi respinta dal vescovo, che ha riconosciuto
il buon operato del salesiano, e in sua difesa è sceso in campo il circolo Arci locale. Peppone che aiuta don Camillo. Don Agostino, che
si è difeso affermando di fare solo il suo dovere di prete e di cristiano
senza usare i soldi della Parrocchia, ha ricordato che quando era stato
nominato parroco di Luceto qualcuno gli aveva detto di stare attento
perché in quel paese sono tutti di sinistra. Una storia particolare, ma
non isolata. Alcuni anni fa un parroco della diocesi di Bergamo si era
beccato un bel pugno in faccia per l’ospitalità accordata ai numerosi
stranieri che si recavano da lui per chiedere aiuti economici. Le opinioni sono poi discordanti. C’è chi dice che aiutare i poveri fa parte
dei doveri di un cristiano (ed è verissimo), ma c’è anche chi sottolinea come sono in molti ad approfittarsi della generosità altrui, tirando
magari in ballo nientemeno che San Paolo, che diceva “chi non vuole
lavorare, neppure mangi”.
COLZATE - IL SINDACO
Adriana Dentella:
“L’assessore ai servizi sociali
al lavoro, c’è crisi e tensione,
la gente chiede lavoro e il
Comune non può fare niente”
“Si programma l’autunno, abbiamo tanta carne al fuoco”,
Adriana Dentella archivia, per ora, la questione strada con Vertova,
e pensa ad altro: “Stiamo lavorando su programmi e incontri, definiremo il tutto nei prossimi giorni”. E intanto Colzate è sugli scudi
per i servizi sociali, dopo aver organizzato il trasporto anziani per
andare in ospedale si pensa già ad altri progetti di sostegno: “Siamo sempre attivi dal
punto di vista sociale – continua la Dentella
– molte volte queste cose non appaiono perché non danno magari un risalto altisonante
come le opere pubbliche ma sono altrettanto
importanti se non di più. Un servizio che serve alle persone e le aiuta. E c’è l’assessore
ai servizi sociali Adriana Lanfranchi che
sta facendo davvero un lavoro eccezionale, è
Adriana Dentella
sempre in Comune pronta ad ascoltare le esigenze di tutti, lavora con passione e coerenza”. Perché la crisi pesa, anche a Colzate: “Riparte l’autunno e in
fondo al tunnel non si vede la luce, è questo il problema, poi siamo
tutti italiani, e pensiamo che prima o poi ne usciamo ma più passa il
tempo e più ci si angoscia. Dispiace dirlo, ma sono contenta di non
avere figli in età adolescenziale, perché pensare di avere un figlio
di 16-20 anni e non riuscire a proporgli uno sbocco è davvero dura.
La gente continua a venire a chiedere lavoro e stringe il cuore non
avere soluzioni, anni addietro in un modo o nell’altro si riusciva a
trovare una casa o un piccolo lavoretto, adesso i Comuni sono stesi
per terra e non si riesce a far niente ma molti hanno la mentalità
che il Comune deve per forza aiutare”.
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MediaValle Seriana
Araberara - 14 Settembre 2012
Due fratelli
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GANDINO - LA STORIA
FLAVIANO CACCIA
“FLAVIO”
Dopo alcuni anni di tentennamento e con l’aiuto del computer ho deciso di raccontare la
non facile impresa di due compaesani gandinesi, che col loro
silenzioso altruismo, si resero
protagonisti nel salvare persone
militarmente contrapposte durante la Resistenza 1943-1945.
Dopo il 23 settembre 1943
con la nascita della Repubblica
Sociale Italiana, alcuni militari bergamaschi si diedero alla
latitanza, e una gran parte dei
militari latitanti si rifugiarono
sulle montagne, sulle Alpi Orobiche. Alcuni scelsero di seguire
ancora la militanza nella nuova
formazione militaresca della
Repubblica Sociale Italiana.
Questa travagliata decisione
del militare ‘restare o scappare’
sconvolse anche gli ambienti
famigliari, in particolare quelle
famiglie in cui i genitori avevano più di un figlio.
E’ successo a Gandino. Dove
una famiglia numerosa ‘gandinese’ in cui il padre, reduce
dalla prima guerra mondiale,
si trovò due figli militarmente
contrapposti, un figlio partigiano, l’altro repubblichino.
Indovina chi viene a cena
Una sera di maggio del ‘44
i due fratelli militarmente contrapposti casualmente si rividero
in casa dai genitori. L’accoglienza nella loro famiglia numerosa
fu molto calorosa da parte dei
fratelli di minore età e dalle sorelle alcune di maggior età. Ma
i genitori erano preoccupati per
i loro due figli (ne avevano altri sette), temevano uno scontro
politico e poi, a chi dei due figli
il papà avrebbe lucidato la medaglia al valore militare? E la
mamma a quale figlio avrebbe
portato fiori sulla tomba? Nel
fortunoso destino il papà ‘tata’
non lucidò alcuna medaglia, e
la mamma ‘mama’ continuò a
frequentare giornalmente il cimitero, ma solo per ricordare i
suoi quattro figli, che perirono
dopo alcuni giorni o pochi mesi
dalla nascita.
I due fratelli erano Santo e
Mino - il primo classe 1925,
19 anni, repubblichino e l’altro
classe 1926, 18 anni partigiano.
Dopo la cartolina avviso, il repubblichino (Santo) si presentò
al comando del distretto militare
di Bergamo e dopo alcuni giorni
fu trasferito a Novara al 5° Alpini, Battaglione Brescia e lì restò
tre giorni per la consegna della
divisa da militare, in seguito con
una tradotta fu trasferito in Germania. Il trasferimento in Germania era una prassi pretesa dai
tedeschi, per poter meglio controllare le nuove leve durante il
periodo d’addestramento C. A.
R. Nel 1944 le caserme dei militari al nord d’Italia erano poche
controllate, e così molte volte di
notte le matricole si davano alla
fuga.
Mino coi partigiani
Dopo due mesi d’addestramento in Germania (Santo) fu
riportato nella caserma di Novara ed essendo falegname fu
trattenuto per la manutenzione
della stessa caserma, per fortuna
sua non è mai stato coinvolto in
avvenimenti bellici.
Il diciottenne (Mino) avvalendosi della conoscenza di un partigiano (Savo) lo seguì sui monti
di Valgoglio. Il partigiano gandinese (Savo), lunedì 28 agosto
1944 presso i Laghi Gemelli per
cause accidentali muore a venti
anni e troverà provvisoria sepoltura nella pineta circostante
la chiesetta di San Rocchino in
Valgoglio, contrada Bonaldi. Il
partigiano (Mino) a causa della
giovane età non era considerato
pericoloso dallo spionaggio repubblichino in paese, quindi, gli
fu concessa una maggiore libertà
nei suoi spostamenti e così aveva possibilità di muoversi sulle
montagne per carpire informazioni. Nell’improvvisata sosta a
uno partigiano,
l’altro a Salò.
Il fascista salvò
la vita al partigiano
e il partigiano
salvò la vita
al repubblichino
Gandino per poter acquisire delle migliori informazioni (Mino)
decise di trascorrere la notte in
casa dai famigliari. Ma verso le
otto del mattino seguente i militari repubblichini perquisirono
la casa di famiglia prelevando
(Mino) dal letto e sotto scorta lo
portarono al comando (presidio
militare) situato al piano terra
delle attuali Scuole dell’obbligo
(elementari) di Gandino.
La mamma (Rosa) rincasata
dopo la S. Messa della prima
ora, e dalla spesa presso la bottega (dol Pea) trovò il figlio di
diciassette anni tutto frastornato
e nel singhiozzo le riferì l’accaduto. La mamma corse al comando militare, sempre
nelle Scuole elementari
di Gandino, il cancello (ora non c’è più) era
piantonato da un militare
di guardia, la mamma
esigeva delle spiegazioni dal militare per avergli portato via da casa il
figlio. Inaspettatamente
si avvicinò al militare
un signore vestito con
indumenti non militari e
dinanzi al signore tutto
raffinato il piantone sì irrigidì, col braccio destro
teso gli rivolse il saluto romano. Il piantone riferì al
suo superiore che la donna
era la mamma del giovane
arrestato poche ore prima.
Il personaggio tutto raffinato dinanzi alla mamma
divenne rozzo, con tono sfrontato disse alla mamma (Rosa) di
andarsene a casa e di pulirsi la
coscienza ma la mamma gli ribadì che è un dovere voler sapere dov’è il proprio figlio, e con
voce tremolante aggiunse: “Alla
sera quando mi manca una gallina la vado a cercare e perchè
non dovrei sapere per quale motivo mio figlio è stato prelevato
dal letto e portato via?”.
Missione al Presidio
La mamma (Rosa) tutta sconvolta, pensando al peggio nel
vedersi portar via il figlio a Bergamo (in quel periodo il nome
di Bergamo per un arrestato significava l’andata senza ritorno)
pregò S. Giovanni Bosco presso
la vicina Chiesa dell’Oratorio
sempre a Gandino e supplicò il
Santo, (Rosa) decise di telefonare e avvisare il marito (Giovan
Maria, Giò) che era al lavoro.
Il marito era sconvolto e pensò
di rivolgersi dal suo collega di
lavoro (Eto) e così fece, tutto
frastornato (Giò) si tolse la blusa e corse nel reparto del collega
(Eto ) nel medesimo opificio; e
riferì al collega di lavoro l’arresto del figlio, che era trattenuto
presso il comando militare fascista in paese; senza chiedere
altre spiegazioni, il collega di
lavoro (Eto) si tolse pure lui la
blusa e nella sua schietta parlata
(non bergamasca) disse al collega di lavoro (Giò) “andiamo
e non perdiamo tempo”. Senza
alcun permesso i due lasciarono il posto di lavoro e a piedi
si avviarono presso le Scuole
elementari di Gandino, sede del
comando militare repubblichino. Raggiunto il comando militare al cancello d’ingresso oltre
al piantone era presente un graduato, il quale disse al piantone:
solo (Eto) può entrare.
Eto rimase al comando più
di mezz’ora, nel frattempo il
papà (Giò) attaccato al cancello
il figlio diciassettenne lo accolsero a braccia aperte e il miracolato (Mino) ancora tutto tremolante cercò di raccontare che
presso il comando militare in
cui (Eto) era stato determinato
nel convincere il gerarca Capo
Zona nel confermare che (Mino)
frequentava veramente la zona
montana del Monte Farno e la
causa dell’assenza da casa era
dovuta per la climatizzazione
dello stesso Monte Farno onde
favorire la totale guarigione
della gamba sinistra in quanto
(Mino) alcuni mesi prima ebbe
un incidente sul lavoro con la
conseguenza dell’arto sfracel-
controllava tutto
quanto poteva vedere o sentire.
Il padre stava male, vedeva
transitare dal cancello di presidio delle camionette coperte da
teli che potevano anche nascondere militari o civili, ma poteva
esserci anche il figlio diretto a
Bergamo. Il cancello distava
cinquanta metri dalla porta del
comando militare e gli sguardi del papà erano fissi verso la
porta in cui doveva solo sperare
di poter vedere il figlio lasciare
il presidio militare con le sue
gambe.
Ma dopo mezz’ora il papà
vide il collega di lavoro (Eto)
barcollante lasciare il comando
militare.
Nel lasciare il presidio militare i due silenziosamente camminarono un centinaio di metri,
in prossimità dell’ex ristorante
Agnello, ritrovo dei musicanti,
(Eto) con la sua schietta parlata disse a (Giò): fra poco tuo
figlio farà ritorno a casa, ora rilassiamoci. Il papà a quel punto
scoppiò in un pianto di gioia e
abbracciò (Eto) per aver salvato
la vita al figlio partigiano.
Lo schiaffo della sorella
Infatti prima di mezzogiorno
come promesso (Mino) rientrò
in casa, con ansia la mamma ed
lato; ad affrontare il difficile
intervento chirurgico che con
maestria si occupò il Dott. Gustavo Rossi, medico di basse a
Gandino. (nel tragitto Gandino
Leffe in calesse il Dott. Rossi fu
ucciso dai partigiani a causa di
uno scambio di persona).
Al ritorno da scuola l’ultimo
rampollo della famiglia, sette
anni, raccontò alla sorellina di
nove anni d’aver visto il fratello
nel cortile delle scuole, e tutto
euforico disse alla sorellina di
sentirsi orgoglioso del fratello
(Mino) che sapeva uccidere i repubblichini. Con improvvisata
durezza la sorellina reagì con un
rovescio: “Ma tu (cretino) non
sai, che anche Santo è un repubblichino vuoi vedere al cimitero
tuo fratello, proprio quel fratello
che ti ricorda sempre nelle sue
consuete cartoline spedite da
Novara?”. Per qualche mese
(Mino) rimase apparentemente
tranquillo, dall’evolversi dello scontro più aspro fra le due
forze armate nella zona poi gradualmente la sua partecipazione
si fece più attiva.
Erano sempre più quelli che
abbandonavano il servizio militare, il fuggi fuggi si stava
sempre più consolidando e in
prevalenza i latitanti si orien-
tavano nelle loro case e si nascondevano nei solai, scantinati,
con saltuari abbandoni dal paese
specialmente quando si prevedevano perquisizioni.
Il militare latitante era ben
consapevole che il suo arresto
comportava un rischio non solo
la sua salvezza, ma pure metteva
a rischio i famigliari in quanto
ritenuti complici; nell’ospitare
in casa un parente considerato
disertore.
Come accadde ad un gandinese disertore militare che per non
coinvolgere i famigliari, si mise
latitante al punto di portarsi ancora gli indumenti da militare
(ad eccezione delle stellette)
il quale di giorno girovagava
sui monti e la notte si rifugiava in qualche baita della
zona, salvo poche scappatelle presso la famiglia per
accaparrarsi alimenti. I partigiani della zona erano a
conoscenza di questo sbandato con addosso ancora
l’uniforme da militare, ma
senza dubitare che questo
sbandato potesse creare
dei problemi e che facesse
attività di spionaggio.
Il sospetto di una spia
In seguito all’ennesimo
scontro armato tra partigiani e repubblichini in
cui i partigiani subirono
una dolorosa perdita con
una decina di partigiani
tra ammazzati e arrestati i pochi
partigiani rimasti del gruppo decimato sì insospettirono.
Il più probabile sospettato
nell’aver causato la sanguinaria
imboscata fu messo sotto torchio, era il partigiano messaggero il quale riferiva le varie strategie fra i gruppi dislocati sulle
montagne orobiche e pertanto
aveva la disponibilità nell’assentarsi dal gruppo, e quindi
con tutta tranquillità poteva
anche permettersi di riferire ai
repubblichini le strategie di spostamento dei partigiani; tutto ciò
faceva pensare ad un eventuale
compenso di una eventuale protezione da parte dei repubblichini nel caso di un suo arresto,
oppure l’introito di denaro.
Il sospetto era aggravato dal
fatto che durante gli scontri armati con i repubblichini, il messaggero partigiano, era sempre
assente dalle imboscate.
Lo sperduto e sbandato ex repubblichino ignaro degli scontri
armati fra partigiani e repubblichini dopo l’ennesimo rifornimento di viveri con “serenità”
saltuariamente si permetteva di
riposare in qualche baita dimenticata sulla montagna.
Con la sua consueta diligenza
per non creare eventuali rumori di troppo l’ex repubblichino
entrò in una baita occasionalmente. I
partigiani occuparono pure loro la medesima baita. I partigiani bloccarono
l’ignaro sbandato che indossava ancora
la divisa da militare ad eccezione delle
stracciate stellette.
I viveri che l’ignaro sbandato aveva
con sé furono “distribuiti” con la regola
dei fraticelli. Dopo la nottata al dormiveglia, i cinque partigiani superstiti al
massacro sì consultarono nel cercare
la vera talpa e punirla, ma senza delle prove schiaccianti contro il partigiano messaggero, il sospetto cadde
sull’ignaro vagabondo che girovagava
sulle montagne per salvarsi la pelle,
il sospetto attribuito al vagabondo era
evidente in quanto pure lui frequentava
saltuariamente il paese e la montagna.
I cinque partigiani rimasti interrogarono il sospettato con metodi non proprio vellutati. Nella disputa (processo)
solo tre dei cinque partigiani presenti
accusarono il malcapitato repubblichino e fra questi tre partigiani accusatori
uno doveva eseguire la condanna.
Il partigiano messaggero chiedeva di
essere proprio lui a giustiziare la spia
condannata. Il povero vagabondo si
difese continuando a ripetere che neppure durante il gioco con le carte lui
sapeva mentire.
Mino salva lo sbandato
I due partigiani dissidenti al verdetto d’accusa uscirono dalla stalla per
non assistere al verdetto, nel frattempo
giunse alla baita il partigiano (Mino)
per comunicare loro che i repubblichini
militari stanziati nelle Scuole a Gandino durante la notte avevano abbandonato il presidio militare e lo scontro era
finito. Mino entrò nella stalla e sentì dei
ruggiti provenienti dalla mangiatoia. Il
partigiano messaggero disse: ‘é la spia
che causò il massacro la settimana
scorsa e pertanto é lui il colpevole’. Per
curiosità (Mino) volle vedere la faccia
del condannato, gli tolse il passamontagna dalla testa. Incredulo (Mino) disse
al malcapitato: ‘ma tu che ci fai qui! Vai
a casa, i repubblichini si sono trasferiti
a Bergamo’.
I tre partigiani che accusarono
l’ignaro sbandato dissero ‘no no non va
a casa deve pagare tutto quanto gli è
stato attribuito è lui la spia che causò
non solo l’ultima imboscata della settimana scorsa’. Sbalordito per l’inaudita condanna (Ino) disse loro ‘siete
tutti matti, impazziti!! Ma non l’avete
notata la faccia imbranata di mio cugino, è ancora quella faccia imbranata
rimasta da quando eravamo ragazzi in
cui andavamo a rubare la frutta negli
orti, a Gandino. Immancabilmente
come avanguardia era il primo ad entrare nei frutteti e l’ultimo a uscirne, ne
prese tante delle pedate e bastonate più
imbranato di così!!’ . Un collega partigiano incuriosito disse, ‘ma tu Ivan
(Mino) ci assicuri che questo personaggio mezzo fantoccio di tuo cugino
non ne sia capace di tanto?’.
Mino disse loro, ‘mi prendo io tutte
le responsabilità, e, sono anche disposto nel metterci la mia testa’.
E così la colpa ricadde sul messaggero, il traditore che causò la morte e
l’arresto dei suoi colleghi partigiani durante e non solo nell’ultima imboscata
subita dal loro gruppo partigiano. Non
si sa che fine abbia fatto ma è probabile che abbia potuto svignarsela nella
boscaglia. Il fascista salvò la vita al
partigiano e il partigiano salvò la vita al
repubblichino, che si rifugiò sui monti,
ritenuto poi una spia da alcuni partigiani.
I due personaggi gandinesi (Eto) e
(Mino) dopo gli avvenimenti sopra riportati vissero per loro volontà senza
diplomi e tanto meno medaglie.
Dopo oltre tredici lustri dal termine
della seconda guerra mondiale; Flaviano di fronte allo specchio, disse a Flavio: è mai possibile continuare a rievocare e macinare nella tua testa i soliti
eroismi colorati? (il rosso sì, il rosso
no, il bianco sì il bianco no; il verde
sempre ma per il momento è giù di
moda, pertanto non è commerciabile).
Flaviano Caccia “Flavio”
La cartolina riportata in immagine
è stata spedita il 4 marzo del 1944 da
Santo (19 anni, protagonista nel racconto) al fratello Flavio (che allora aveva 8 anni, autore del racconto): “Caro
Flavio guarda che io sto bene, sono
già vestito con tutto il corredo. Come
trattamento non c’è male per intanto.
Non scrivermi fino a quando sarò a posto quello che so è solo 5° Alpini Batt.
Brescia. Stai in gamba e tirati su”
Araberara - 14 Settembre 2012
» CASNIGO - IL CASO
LA RISPOSTA “ALLE ELEZIONI DI PRIMAVERA
VEDRANNO COSA SUCCEDE”
IMBERTI “NORMALE CORTESIA”.
Ma per le elezioni è separato in casa.
Il PD lo accusa di tradimento.
La replica: “Sono un uomo libero”
AR.CA.
Dove c’è Imberti c’è caos. E così alla
vigilia di una campagna elettorale che
si preannuncia di fuoco, Beppe Imberti finisce di nuovo nella bufera, e
questa volta suo malgrado.
Dopo la lettera giunta in redazione
(che pubblichiamo in questa pagina)
che lo accusa di flirtare in privato
con la minoranza dopo che in pubblico invece l’attacca (anche se forse chi
ha scritto la lettera dimentica che lo
stesso Imberti sulle pagine del nostro giornale aveva invitato l’attuale
minoranza a tentare un accordo per
un’eventuale lista unica alle prossime amministrative), Imberti non le
manda a dire… ai suoi: “Che qualcuno
del PD non mi voglia più non è cosa
di adesso, ma non me ne preoccupo,
io vado avanti per la mia strada, cosa
succederà in primavera alle elezioni?
Lo vedranno”.
Cosa è successo a Berebergamo lo
spiega Imberti: “E’ successo che la ditta BMG del consigliere di minoranza
Francesco Barachetti aveva prenotato 8 posti finanziando anche la manifestazione, poi alla fine per un imprevisto ne sono arrivati solo 4 e così si
sono liberati 4 posti”.
Ma gli 8 posti erano di quelli che…
contano, doveva esserci l’ex ministro
Maria Stella Gelmini con altre tre
persone ma all’ultimo momento non
ha potuto esserci. Ma c’era comunque
la senatrice Maria Alessandra Gallone con il marito, un amico e il consigliere di minoranza Francesco Barachetti: “Sapevo che erano invitati ma
io in questi casi sono bipartisan, ognu-
PEIA – SANTO MARINONI:
“L’UNIONE FA LA FORZA, NON
SOLO PER LE OPERE PUBBLICHE
“Tutto il paese unito
e negozianti in prima
fila per la sagra
del cinghiale”
Unire il paese per superare la crisi.
La parola d’ordine di Santo Marinoni
risuona come un comandamento a Peia
e in generale nella Media Valle Seriana
e così domenica 16 tutti alla sagra del
cinghiale, che non è una semplice sagra
ma l’unione di un paese intero per
riuscire a muovere qualcosa in mezzo
al pantano della crisi e a far coesione in
un momento davvero duro per tutti: “Si
è mosso davvero tutto il paese – spiega
Santo Marinoni – per sistemare il
centro del paese,
per dare spazio a
migliaia di persone e
a più di 40 bancarelle
con i negozianti e i
ristoranti che si sono
rimboccati le maniche
per preparare il cibo
per tutti”.
Insomma l’unione fa
Santo Marinoni
la forza: “Soprattutto
in questo momento
dove bisogna unire il paese per far fronte
a una crisi globale, i negozi sono in
difficoltà, la gente non vuole spendere i
pochi risparmi che sono rimasti.
Noi cerchiamo di fare quadrato e le ditte,
tutte, ci stanno dando una mano e si
danno una mano a vicenda”.
Santo Marinoni riesce a fare lavori
pubblici anche in un periodo in cui
lavori pubblici non ne fa nessuno, e
allora prova a portare l’esempio anche
nel commercio. Ancora tutto da vedere
se funzionerà o meno ma le basi sono
gettate.
no è libero di prenotare per chi vuole
e Barachetti ha prenotato per loro.
Quando è arrivata la senatrice – continua Imberti – si è avvicinato anche
il capogruppo di minoranza Alberto
Bettinaglio e l’altro consigliere di minoranza Agostino Macali che hanno
salutato la Gallone, ho visto che si conoscevano bene e non potevo lasciarli
lì in piedi mentre loro salivano a mangiare, così visto che mancavano 4 invitati gli ho detto di unirsi a loro, mi
sembra normale cortesia e io comunque non ho mangiato, si mettano pure
il cuore in pace i miei cosiddetti amici,
io sono e resto un uomo libero. Perché
non ho invitato la giunta? Perché non
ho invitato nemmeno me stesso, e poi
perché avrei dovuto farlo?”.
Insomma, Imberti sempre più separato in casa.
CASNIGO - MEMORIA
ANGIOLETTA CARMINATI
Angioletta Carminati è morta domenica 9 settembre a 58 anni durante la
quarta edizione del ‘Raduno dei Baghèter’ a Casnigo, festa che è stata immediatamente sospesa. Doveva essere una giornata di festa ma si è trasformata
in una giornata di lutto per tutto il paese e per tutta la Val Gandino. Dopo le
celebrazioni in Comune e alla ex Chiesa di Santo Spirito, nel pomeriggio la
sfilata dei suonatori aveva aperto la festa. Angioletta era lì per festeggiare il
fratello Luciano che è presidente dell’associazione che promuove la storia
del baghèt e che ha organizzato il raduno. Un malore ha stroncato Angioletta
che si è accasciata al suolo. Lascia il marito Renato Persico e il figlio Cristian
27 anni.
* * *
(An.Ca) La scomparsa di Angioletta Carminati, 58
anni, ha sconvolto tutta la comunità di Casnigo sia per
il modo repentino ed inatteso in cui è avvenuta, sia per
il luogo e l’occasione in cui si è verificata: la SS. Trinità, l’antico santuario tanto caro a tutti i casnighesi, e il
raduno annuale dei Baghetér, della cui Associazione un
fratello della defunta, Luciano Carminati, è l’appassionato presidente. La signora Angioletta, che aveva sempre
goduto di buona salute, ha accusato un malore proprio mentre
il corteo dei Baghetér si accingeva alla sfilata fino al portico della chiesa e si
è spenta poco dopo nonostante i soccorsi immediati.
Anch’essa molto appassionata di baghét, anche perché nipote di uno dei
suonatori storici dell’antico strumento, non aveva voluto mancare all’appuntamento della SS. Trinità che raduna ogni anno un pubblico assai numeroso e
partecipe; e aveva seguìto con grande interesse anche l’organizzazione della
manifestazione.
In pensione da appena tre mesi, dopo 35 anni di lavoro come operaia tessile alla Madival di Leffe, si occupava della sua famiglia – il marito Renato
Persico e il figlio Cristian, 27enne - nonché dell’anziana mamma, di 89 anni,
ospite della locale Casa di Riposo, che visitava ogni giorno intrattenendosi a
lungo anche con gli altri ospiti della Casa. Anche per questo era molto conosciuta, e tutti apprezzavano la sua disponibilità, la sua umanità genuina, il suo
tratto semplice e cordiale. La sua scomparsa lascia nel dolore anche i fratelli
Luciano e don Mario Carminati, parroco alla Celadina di Bergamo. Al sincero e generale cordoglio si unisce anche la Redazione del nostro giornale.
Il ricordo del sindaco di Casnigo
(Beppe Imberti) - Angioletta appartiene alla famiglia degli ‘smorghen’,
che gestiva già a metà del secolo scorso il Bar Gallo, con la nonna, era il bar
in centro al paese dove si riuniva tutta la gente ed erano di una spiccatissima
simpatia ed allegria con battute spiritosissime, tanto è vero che la gente si
intratteneva volentieri con questa famiglia, una verve che è rimasta a tutti i nipoti, da Luciano al parroco Don Mario. Angioletta era l’unica sorella e quindi
si sentiva la chiocciola di casa, e poiché fratelli se ne erano andati da Casnigo
lei rappresentava a Casnigo tutta la famiglia e sapeva essere simpatica e allegra con tutti e, organizzare anche alcuni ritrovi per i fratelli. Era felicissima
della festa di domenica scorsa, l’avevo vista in settimana e mi aveva chiesto
allegra e sorridente “Allora domenica ci vediamo? sarà una grande giornata”.
Purtroppo così non è stato. Vorremmo ricordarla come se la festa fosse stato
un saluto del paese alla sua dipartita.
di banchettare (mi auguro che almeno fossero stati invitati!) col Sindaco e i suoi illustri ospiti…. (della serie
piatto ricco mi ci ficco!).
Ora, ognuno è libero di andare a cena con chi più, li
pare e piace, ma trovo alquanto ridicolo e imbarazzante
che davanti ai cittadini si faccia finta di essere acerrimi
nemici e quando invece c’è da bacchettare tutti amici;
per di più, i due non si sono seduti con tutti gli altri commensali ma bensì in una saletta appartata riservata alle
personalità più eminenti invitate dal Sindaco.
Il quale sindaco ha pensato bene di non invitare nessuno della sua giunta né del gruppo di maggioranza che
da sempre lo hanno sostenuto… e poi Imberti si stupisce
e scrive sul vostro giornale che qualcuno dei suoi non lo
vuole più (chi è causa del suo mal pianga se stesso!).
Un casnighese
CASNIGO
I due cippi del
Costone. Spariti?
No saranno messi
davanti al municipio
(AN. CA.) Un nostro Lettore ci ha chiesto che fine hanno fatto i due cippi che fino a poco tempo fa si potevano
vedere nella zona del Costone: uno a lato della strada
che ci passa, indicante che il ponte stesso era stato fatto
costruire da Napoleone (“Napoleone imperatore e re –
dice la scritta - MDCCCXIII”); l’altro, posizionato nella
zona dove ci sono gli Acquedotti Civici, che caratterizzava la “strada regia” - che una volta passava dove ora
c’è la pista ciclabile- e segnava il confine tra la media e
l’alta valle Seriana, datato 1694, con la scritta “Questo è
il confine della valle Seriana Superiore”).
“I due cippi si trovano presso la ditta Paganessi Marmi – risponde il sindaco
Giuseppe Imberti da noi
interpellato in proposito –
sono stati rimossi perché,
oltre che esposti al pericolo
di furto (una stele di pietra
è infatti stata trafugata
durante i lavori della pista
ciclabile, nel tratto che va
verso Fiorano) a causa dei
basamenti divenuti instabili non erano più in grado di
stare eretti”.
Ma, una volta restaurati, i due cippi non torneranno
più al loro posto. “Li posizioneremo davanti alla sede
del Comune, quando il nuovo Oratorio sarà pronto, nel
parco che unirà via Vittorio Emanuele a via Raimondo
Ruggeri, rinunciando all’idea di metterli all’interno del
Municipio in quanto si tratta di due manufatti troppo
pesanti. Realizzeremo infatti un Parco unico, insieme al
secondo tronco di marciapiede che collegherà la piazza
del mercato con piazza Vittorio Emanuele, dove già esiste una bella stele in memoria di Papa Giovanni XXIII
realizzata dalla stessa ditta Paganessi con sponsorizzazione del Panificio Zucca, quello che ha inventato il pane
denominato ‘Garibalda)”.
Un recupero certamente doveroso e meritorio da parte
dell’Amministrazione comunale, quello dei due cippi che
raccontano un tassello della storia della nostra valle.
Ma perché allora non fare anche delle copie e riposizionarle negli stessi punti in cui si trovavano gli originali?
Sarebbe un bel modo di “rinfrescare” la memoria storica
non solo dei Casnighesi, ma anche di tutti quanti si trovano a percorrere la nostra strada di fondovalle.
CASNIGO
L’ottava candelina di Laura
Lunedì 10 settembre ha
compiuto 8 anni Laura Merelli. E’ passato un altro anno
ed è arrivato il tuo 8° compleanno. Auguroni ti vogliamo
tanto bene. Mamma Romy,
papà Bruno e Marco.
(FOTO STUDIO ALFA –
CLUSONE)
GANDINO
Il Camerlengo e le
accuse ingiustificate
Sull’ultimo numero c’era un intervento firmato “Il
Camerlengo” in cui, aldilà di valutazioni politiche sui
sindaci di Casnigo e di Gandino, venivano fatte valutazioni negative su due professionisti di Gandino. Tali
gratuite illazioni sono sfuggite al controllo della redazione, in un contesto di valutazioni a carattere “politico-amministrativo”. Ma mentre per gli amministratori
pubblici ogni critica può essere giustificata, non lo è
per chi non ha ruoli istituzionali. Ci scusiamo quindi
ufficialmente con gli interessati.
MediaValle Seriana
IL SINDACO
IMBERTI
VA A PRANZO
COL “NEMICO”
Caro Direttore
ringraziandola per lo spazio che mi vorrà concedere
sul suo periodico, le scrivo per portare a conoscenza tutti
i miei concittadini di un fatto anomalo accaduto durante la recente manifestazione enogastronomica/culturale
denominato, Berebergamo Valcalepio sotto le stelle. Il
fatto increscioso è accaduto nella serata di sabato primo
settembre quando due personaggi, vestiti di tutto punto,
sono giunti al santuario della Trinità e non appena hanno avvistato il sig. Imberti Giuseppe (sindaco di Casnigo), hanno iniziato a ronzargli intorno come le api fanno
col miele. La cosa che mi ha lasciato molto perplesso è
il fatto che i due soggetti sopracitati fossero due emeriti
del gruppo di minoranza ‘Insieme per il futuro di Casnigo’ che, nonostante le numerose critiche fatte all’operato
di Imberti (sia sul suo giornale, sia sull’Arengo, sia tramite reti televisive locali), hanno avuto la faccia tosta
47
MediaValle Seriana
Araberara - 14 Settembre 2012
GAZZANIGA
Una donna si getta dalla finestra (aperta):
“Il centro Alzheimer non andava al quarto piano”.
“Lavori in corso per il nuovo reparto”
ARISTEA CANINI
Caldo insopportabile, o forse la vita stessa
insopportabile e il caldo è solo una scusa. O
forse no. Ma che importa. Non lo saprà mai
nessuno cosa è successo in quel momento
nella testa di una paziente ricoverata al
quarto piano dell’ospedale di Gazzaniga nel
reparto di Alzheimer che quando ha visto
la finestra aperta ha deciso di andarsene e
tornare in cielo.
Un salto nel vuoto dal quarto piano. E
scatta la protesta: “Non è possibile – racconta Alfredo De Marchi, segretario
provinciale Fials – non è davvero possibile
che possa succedere un fatto del genere. Il
quarto ed ultimo piano è stato radicalmente
ristrutturato circa 7 o 8 anni fa e nell’intero
piano si è istituito il centro d’eccellenza per i
malati di Alzheimer, che l’Azienda Bolognini di Seriate ha ceduto in gestione alla Ferb
(Fondazione europea per la ricerca biomedica), una società privata”.
E qui parte l’attacco: “La scelta di adibire un piano alto al tipo di patologia è stata
scriteriata, quel tipo di pazienti avrebbero
bisogno di spazi anche all’aria aperta, un
piano terra , con un giardino, ovviamente
recintato (gli spazi ci sarebbero stati) sarebbe stata una scelta più appropriata, addirittura presso l’ospedale di Piario sarebbe
stato l’eccellenza. I pazienti ricoverati a
Gazzaniga stanno peggio dei reclusi in regime di 41 bis, completamente chiusi da
porte e finestre inaccessibili e la cosa ancor
più grave è che il reparto non è stato dotato
dell’aria condizionata, è un forno crematorio. Così domenica 19 agosto, inavvertitamente, una donna delle pulizie ha lascia-
to una finestra aperta, come un uccello in
gabbia, una paziente ha spiccato il volo, si è
gettata di sotto...”. Un allarme che secondo
De Marchi parte da lontano: “Lo avevamo
detto a chiare lettere già quando il reparto
venne aperto, il rischio era troppo grande,
GAZZANIGA
Spariscono
i parcheggi
sotterranei?
Nel progetto iniziale per il nuovo centro di Alzheimer (che passerà dagli attuali 22
posti letto a 50 ed gestito dall’Azienda Bolognini di Seriante in partecipazione con
la fondazione europea di ricerca biomedica ‘ferb’ onlus di Milano che gestisce anche
l’ospedale di Trescore per quanto riguarda i reparti di ricovero e specialistica ambulatoriale) i parcheggi sotterranei previsti erano 124: “Ma non verranno più fatti – tuona
Alfredo De Marchi della Fials – perché? beh, Andreotti diceva che a pensar male si fa
peccato però a volte s’indovina, la mia opinione è che siccome la legge obbliga le strutture sanitarie interessate ad importanti opere di ristrutturazione ed ampliamento ad
istituire anche un numero adeguato di parcheggi hanno approvato il progetto sapendo
che i parcheggi sarebbero rimasti solo sulla carta e inoltre i tempi di consegna si stanno
allungando a dismisura, ho fatto dei sopralluoghi e molte volte in cantiere c’erano solo
4 albanesi a lavorare”.
i pazienti di questo tipo possono fare atti
inconsulti senza rendersene conto, è impensabile che vengano ricoverati al quarto piano, si parla di centro di eccellenza ma per
esserlo deve avere delle precise garanzie che
in questo caso non ci sono e ad andarci di
CENE
Processione per le vie
del paese con la Madonnina
(AN-ZA) – La chiesa di San Zenone di
Cene era stracolma domenica 9 settembre
per il momento clou della solennità della
Madonnina. In molti affollavano anche il
piazzale di fronte alla chiesa e poi, verso
le 18, si sono tutti avviati per la processioni tra le strade del paese. Molti fedeli
di tutte le fasce d’età, la banda, i bambini
della Prima Comunione, le donne col capo
coperto dal velo bianco, i confratelli del S.
Sacramento; tutti hanno accompagnato il
quadro della Madonnina. Con loro, davanti
all’immagina mariana, il sindaco Cesare
Maffeis e il parroco don Camillo Brescianini. La solenne celebrazione eucaristica
è stata presieduta da don Mario Casse-
mezzo sono ancora una volta i più deboli,
i malati”.
Non la pensa così Marco Masserini, ex
sindaco di Gazzaniga e capogruppo di maggioranza che ha avuto il padre ricoverato
tempo fa proprio in quel reparto: “Mio pa-
ra, 58 anni, sacerdote diocesano nativo di
Cene che da oltre 10 anni è missionario del
P.I.M.E., il Pontificio Istituto Missioni Estere. Don Cassera, dopo otto anni trascorsi in
missione in Myanmar, l’antico nome della
Birmania, è ora in partenza per l’Algeria.
Don Camillo è soddisfatto della grande
partecipazione alla processione mariana.
“I festeggiamenti non sono ancora finiti,
domenica 16 ricorderemo gli anniversari di
matrimonio. Porteremo infine il quadro della Madonnina al Santuario con una processione, non solenne come quella di domenica
9, ma in forma più privata”. E l’immagina
mariana rimarrà nel Santuario a lei dedicato fino all’anno prossimo.
dre è stato ricoverato lì per due mesi, era
estate e si è trovato benissimo, le finestre
erano tutte sigillate quindi i pazienti non
correvano rischi, quello che è successo è una
tragica disgrazia”.
Ma col caldo di questa estate e senza
aria condizionata i pazienti come fanno?
“A questo non posso rispondere però posso
dire che si sta lavorando per completare il
nuovo reparto di Alzheimer che sarà di due
piani e all’avanguardia, ancora all’interno
dell’ospedale, dove già si trova l’attuale reparto”.
Ma siamo in ritardo con la consegna:
“Con i lavori pubblici purtroppo non possiamo fare molto, però fra un anno, un anno e
mezzo dovrebbe essere completato e gli ospiti passeranno dagli attuali 22 a 50. E non si
tratta come dice qualcuno di un ‘parcheggio’
ma di una struttura all’avanguardia, ce ne
sono solo due di questo tipo in Europa, a
Gazzaniga sorgerà la terza, un’unità privata di valutazione che si occupa di diagnosi,
consulenza, ricoveri temporanei e progetti
di ricerca clinica.
Il Centro, gestito dalla Fondazione europea per la ricerca biomedica e presieduto dal responsabile Dottor Carlo Alberto
Defanti, che è un luminare nel campo, ha
seguito anche Eluana Englaro, disporrà
anche di un giardino di 1500 metri quadri,
utilizzato per l’assistenza e la cura dei pazienti malati.
Sono stati investiti più di 5 milioni per
realizzare l’opera, insomma bisogna avere
fiducia, perché questa è l’unica struttura in
Italia che non ricovera la gente con questa
patologia ma cerca invece di curarla”.
“Ma il nuovo centro doveva essere pronto già da tempo – chiude invece Alfredo De
Marchi – e i lavori sono molto ma molto
indietro rispetto alla tabella di marcia, ci
vorrà ancora tanto tempo e i pazienti intanto devono stare in una struttura al quarto
piano, non si può andare avanti così”.
INTERVENTO
SOTTOSEZIONE CAI GAZZANIGA
A Gazzaniga è nato il “Museo dello sci”
Uno sport è amato, seguito e praticato
in funzione della scarica di adrenalina che
riesce a trasmettere sia agli atleti che lo
vivono in prima persona sia ai suoi appassionati sostenitori. Così capita che non solo
coloro i quali svolgono agonisticamente una
disciplina ne siano fortemente contagiati,
ma anche i loro sostenitori sia che lo vivono
come lavoro che come divertimento. In questo contesto si capisce meglio come queste
persone seguaci dello sport se ne innamorino fortemente e, vivendo vicino ai campioni
spesso possano accedere ai loro cimeli, oggetti o attrezzature.
Arnaldo Gusmini di
Gazzaniga ha vissuto per
oltre trent’anni a stretto
contatto con il ‘circo bianco’ dello sci e ne è stato
attratto e contagiato intimamente. E’ nata una
passione schietta, genuina fin da giovane che
lo ha obbligato anche a
lunghe trasferte lontano
da casa. Ma l’entusiasmo
e la passione ripagano
sempre chi con slancio e
dedizione si dedica allo
sport. Così in tutti questi
anni Arnaldo ha iniziato
a collezionare sci. Sci storici, vecchissimi, in legno
degli inizi del ‘900 fino ai
giorni nostri. Sci particolari, con una storia dietro,
attrezzi regalati da amici, conoscenti che magari
li tenevano celati in qualche angolo o rischiavano
di ammuffire in soffitta. Questi vecchi sci,
ancora con gli attacchi artigianali e le racchette in canna di bambù sono stati salvati
dell’oblio del tempo, rivalutati, valorizzati
ed ora mostrati alle nuove generazioni.
Sci storici dunque, ma anche sci importanti e preziosi perché utilizzati da personaggi famosi locali o da grandi campioni. E’
il caso degli sci utilizzati da Fausto Radici
di Leffe campione della “Valanga Azzurra”
della seconda metà del secolo scorso, dal
campione italiano di slalom gigante Efrem
Merelli di Orezzo, dall’altro grande alpinista Mario Merelli di Lizzola, tragicamente scomparso quest’anno e poi dal campione
austriaco Fritz Strolz e dall’italiano Max
Blardone i cui sci sono stati usati in competizioni internazionali così come si evince
dalle punzonature ufficiali impresse sull’attrezzo, ecc.
Molti sono i nomi illustri e conosciuti che
compaiono sulle targhette apposte sugli sci.
Circa un centinaio, tutti con una propria
storia, un proprio passato. Ed ora questo
variegato campionario è stato messo a disposizione per essere conosciuto e ammirato da tutti.
Così la Sottosezione del C.A.I. di Gazzaniga, in collaborazione con l’Amministrazione
comunale nel mese di luglio ha allestito il
“Museo dello sci” presso le Scuole Elementari di Gazzaniga. Per la
verità la scuola occupa
già un altro museo, quello
“Scientifico” del maestro
Pezzera con i suoi attrezzi, strumenti, studi e ricostruzioni. Ora a questo fa
bella compagnia il nuovo
ed originale museo dello
sci che occupa la seconda metà del corridoio di
accesso alle aule. Questo
è un luogo molto visibile
poiché transitato quotidianamente da centinaia
di ragazzi, dalle loro maestre, dai genitori, ecc.
Inoltre sia nel cortile coperto che in quello attiguo
scoperto si tengono sovente manifestazioni, serate,
concerti, e mostre, risulta
quindi essere un luogo
particolarmente frequentato per cui facilitato alle
visite anche da parte di
persone esterne.
Il materiale esposto è diviso in più sezioni, da quella storica con i pezzi più vecchi
e pregevoli a quella della seconda generazione con gli sci in plastica, a quelli usati
per lo sci alpinismo per finire con gli sci di
fondo. Non manca la sequenza didattica
per la costruzione di uno sci in legno con un
asse originale, la piegatura della punta con
una vecchia dima e la finitura. Per ultimo
è esposto una copia di sci risalenti a circa
4500 a.C. chiamati “Höting”, ritrovati in
Lapponia e illustrati su un antico testo.
L’Amministrazione Comunale e il C.A.I.
stanno ora pensando ad una inaugurazione
con tanto di taglio del nastro e l’invito di
personaggi famosi.
Angelo Ghisetti
48
A lbino
Araberara - 14 Settembre 2012
15
Stasera
che
Sera
(AN-ZA) – Se nelle edizioni precedenti abbiamo visitato tre frazioni
del cosiddetto “Oltreserio” (Vall’Alta, Dossello
e Casale), questa volta ci
troviamo “al di qua del
Serio”, a Bondo Petello,
che dall’altro domina sul
capoluogo. Una buona
posizione che fa di Bondo
un luogo appetibile e infatti nel corso degli anni
la popolazione è aumentata, in molti sono venuti
ad abitare qui, perchè il
borgo offre due vantaggi:
è un posto tranquillo ed è
a un tiro di schioppo dalla cittadina sottostante.
La vita non è caotica e, se
serve qualcosa, Albino è
qui vicino. Queste sono le
considerazioni che mi vengono fatte da un abitante
di Bondo Petello e proprio
da una di quelle persone
che, nate in un altro paese
della bassa valle, ci sono
venute ad abitare e si sono
innamorate di questo piccolo paese.
“Abitavo in una cittadina molto più grande e
popolosa. Quando ho detto
che sarei andato ad abitare a Bondo, qualcuno mi
ha detto che ero matto. Mi
dicevano: ‘lì non c’è niente,
è un paesino’, ma io ci sono
venuto apposta per quello.
Volevo abitare e avere una
famiglia in un piccolo paese tranquillo, ma non uno
di quei paesini fuori dal
mondo, lontani dai grossi centri. No, sono venuto
qui perchè, oltre che in un
luogo tranquillo, abito qui
vicino ad Albino. Se serve
qualcosa, in pochi minuti
sono in centro”. Ha la stessa opinione un altro “forestiero” che ha messo radici
qui a Bondo. “Sono venuto
qui dopo il matrimonio,
mia moglie è di qui. Cosa
dire di Bondo? E’ un posto
tranquillo, negli ultimi
anni sono venute a vivere
qui molte giovani coppie,
non molti extracomunitari, ma persone nate in
altri paesi della Valle Seriana o della provincia”.
Mi può dare un giudizio
positivo e uno negativo su
Bondo? “La cosa positiva
l’ho detta prima, Bondo è
un posto tranquillo. E’ anche un paese benestante,
ci sono molti che lavorano
in proprio e altri che vanno a lavorare lontano, sul
milanese. Loro il lavoro ce
l’hanno ancora. Ci sono in-
Il sindaco: “Genitorialità sociale,
A un tiro di schioppo
da Albino. Gli abitanti:
“Paese tranquillo e
benestante, ma …”
vece alcuni che lavoravano
in aziende della zona e che
hanno perso il posto. La
cosa negativa? Beh, tranne
che un solo bar, l’edicola e
un negozio di alimentari,
qui non c’è niente, mancano i negozi”. Al di fuori
del grande parco situato
al di sotto del centro storico, il “FiniBondo”, sulla
strada che conduce al cimitero, tre anziani, due
donne e un uomo, stanno
conversando del più e del
meno. Anche loro sono
d’accordo sul fatto che il
paese è tranquillo, si vive
bene, ma … “Ci sono pochi
negozi, se si vuole comprare qualcosa di particolare
c’è da scendere (ad Albino
– Ndr)”. Si sottolineano
anche le cose positive fatte dall’amministrazione
comunale. “Questo parco
giochi è proprio bello, è
bello per i bambini”.
E i ragazzi? Di solito,
quando un paese viene definito tranquillo, gli anziani sono contenti, i giovani
un po’ meno. Nel campo
da calcio sotto la chiesa di
Santa Barbara, patrona
di Bondo Petello, stanno
arrivando diversi giovani con le sacche. C’è una
partita, o un allenamento.
A giorni, il 15 settembre,
c’è un quadrangolare di
calcio a sette, per l’inizio
della stagione sportiva
2012-2013. Fuori dal campo due ragazzi rispondono
alle mie domande. “Sarà
anche un paese tranquillo,
ma fin troppo, va bene per
l’educazione dei bimbi è responsabilità di tutti”
DALLA FONDAZIONE CARIPLO ALLA COOPERATIVA LA FENICE
In arrivo circa
670 mila euro
per l’ex monastero
della Ripa
La Provincia di Bergamo intende dare
un aiuto per il progetto legato alla sistemazione dell’ex monastero della Ripa, di
proprietà della Cooperativa La Fenice. Il
colore politico non c’entra, la Provincia
pende a destra, mentre il Comune di Albino e la Cooperativa La Fenice pendono
a sinistra. La somma in ballo è rilevante,
si parla di quasi 670 mila euro messi a disposizione della Fondazione Cariplo. Per
ottenere il contributo si è molto attivato
l’assessore provinciale al turismo Giorgio Bonmassoli. Venerdì 14 settembre,
presso la sede della Provincia, viene presentata l’operazione.
Antonio Rottigni,
“ol Feracaài” di Albino
zi.”, è un ritornello che ho
sentito in tutte le frazioni
di Albino finora visitate.
Luigi è felice di abitare
qui, “ma certo, abitare qui
ha molti vantaggi e questo lo capisco ogni volta
che vado in città, qui non
c’è tutto quel caos. E’ vero,
ci sono pochi negozi, ma
in pochi minuti siamo ad
Albino e là ce ne sono di
negozi e di bar. Qui poi c’è
anche l’asilo, le scuole elementari. Cosa pretendere
di più?”. Mi viene poi detto
che Bondo Petello fa parte del Comune di Albino
dal 1928, prima di allora
era Comune autonomo.
“E’ stato giusto così. Anche adesso si parla tanto
di quei piccoli Comuni di
700, 1000 abitanti che dovranno unirsi. Secondo me
è giusto così, non ha più
senso avere Comuni così
piccoli, ci sono troppi costi.
Poi, certo, le frazioni vanno trattate con rispetto e,
secondo me, qui ad Albino
le frazioni non sono messe
da parte. Io la penso così,
poi ci sono anche quelli che
si lamentano del Comune,
dicono che non fanno niente per le frazioni. E’ così
dappertutto, ognuno la
pensa a modo suo”.
ALZANO – ISTITUITE ANCHE DUE “BORSE –LAVORO”
VALL’ALTA - GEMELLAGGIO
Accordo tra Comune
e Fondazione “Zanchi” per
i servizi sociali sul territorio
L’abbraccio di Vall’Alta
ai terremotati di Vallalta
La Giunta Municipale di Alzano Lombardo e
la Fondazione “Martino Zanchi” ONLUS RSA
hanno raggiunto un accordo per mantenere attivo
il “Servizio di trasporto alunni svantaggiati e i
trasporti delle persone in carico all’ufficio comunale dei Servizi Sociali”, mettendo in premessa i riferimenti alla L.R. 3/2008 relativa al “Governo della rete degli interventi e dei servizi alla
persona in ambito sociale e socio/sanitario”, e il
progetto “In viaggio con noi : lasciati trasportare” relativo al trasporto sociale, presentato nel
bando 2/2012 dalla Fondazione della Comunità
Bergamasca ONLUS, che fa riferimento a “iniziative di enti no Profit formulate e gestite in condivisione con le pubbliche amministrazioni”, che
prevede forme di finanziamento.
Le finalità sono molto chiare e si possono così
riassumere: organizzare il servizio per le persone
in situazioni di svantaggio, promuovere l’accesso ai servizi alla persona disponibili sul territorio,
favorire lo sviluppo delle formazioni sociali sul
territorio, con il compito, per la Fondazione, di
“elaborare una strategia di comunicazione del
servizio per formulare una carta dei servizi inerenti il trasporto sociale in accordo con il Comune”..
L’amministrazione comunale mette a disposizione tre automezzi furgonati di sua proprietà
(due dotati di sollevatore), mentre la Fondazione
metterà a disposizione un suo automezzo e provvederà ad organizzare il trasporto utilizzando
personale volontario idoneo, potendo avvalersi,
per la gestione dei servizi, di associazioni territoriali previa comunicazione e stipula di apposito
accordo. Carburante e le piccole manutenzioni
degli automezzi sono a carico della Fondazione
che potrà contare su “2 borse lavoro” (fanno
riferimento ai progetti socio-occupazionali da
realizzare sul territorio individuati dai Servizi
Sociali dal Comune), che potranno affiancare i
volontari.
La convenzione, sottoscritta dal funzionario comunale Ugo Castelletti e dal presidente
della Fondazione Giuseppe Lombardini, avrà
la durata di un anno a partire dal 1° settembre,
prevede a carico dell’amministrazione comunale
tutte le ulteriori spese per il funzionamento degli
automezzi e l’obbligo di coprire eventuale deficit
di gestione del servizio “fino un massimo di 0,35
euro/km, ove non rimborsato dagli utenti del servizio o coperto dal contributo della Fondazione
della Comunità Bergamasca”.
Un nome quasi uguale tra la frazione di Albino e la frazione di
Concordia, provincia di Modena, una delle zone colpite dal terremoto nei mesi scorsi. Solo l’accento distingue le due piccole comunità, una in collina e l’altra in pianura. Gli abitanti della nostra
Vall’Alta sono andati domenica 9 settembre a far visita ai ‘gemelli’ di Vallalta, esprimendo loro la propria vicinanza in
questo difficile momento. Del resto, è questo lo spirito per cui due paesi, lontani centinaia di chilometri
vengono gemellati, per essere vicini non solo nella
buona, ma anche (e soprattutto) nella cattiva sorte. I
68 abitanti di Vall’Alta sono andati in Emilia guidati
dal parroco don Daniele Belotti. L’iniziativa del gemellaggio ha infatti un carattere parrocchiale, non è
tra due Comuni, ma tra due Parrocchie. L’idea è nata
dopo il terremoto della scorsa primavera, anche per
la singolare somiglianza tra i nomi dei due paesi. La
comunità di Vall’Alta ha voluto manifestare la sua vicinanza non solo a parole, ma anche e soprattutto con
i fatti, raccogliendo fondi destinati ai terremotati. La
Vall’Alta bergamasca e la Vallalta modenese si trovano la prima in una terra collinare e di antica tradizione
cattolica, la seconda in una zona di pianura e tradizionalmente laica, la “rossa” Emilia Romagna. Don
Belotti ha però sottolineato che “in realtà, abbiamo
incontrato una comunità ancora legata alle sue tradizioni religiose. Il nostro viaggio è avvenuto nell’ambito della loro festa patronale. Si festeggiava Santa Maria Bianca.
La loro chiesa parrocchiale, come tutte le chiese della diocesi di
Carpi, sono state danneggiate dal terremoto”. Il gemellaggio tra
le due comunità sarà poi arricchito da altre iniziative che saranno
messe in campo nei prossimi mesi.
l’obiettivo è stato centrato”. Questo non
vuol dire che il lavoro sia finito, infatti
“questi sono i primi passi di un lungo
cammino, un cammino che chiede condivisione. Lo spazio per la prima infanzia è uno spazio per rafforzare il tessuto
delle relazioni, relazioni tra bimbi, genitori e nonni. Se la comunità lo vorrà,
un domani potrebbe diventare un nido”.
Il sindaco parla poi di genitorialità sociale. “La genitorialità non deve essere
solo biologica, ma anche sociale. Tutti
noi, non solamente i genitori, dobbiamo
sentirci responsabili verso i bambini,
tutti noi dobbiamo avere a cuore la loro
crescita, il loro benessere, il loro futuro. Nella crescita dei più piccoli tutta la
comunità è coinvolta, l’educazione deve
essere intesa come responsabilità di tutti. Tutti siamo chiamati a fare la nostra
parte”. E poi, “non uccidiamo il desiderio di creatività dei bambini”. Non sono
poi mancati i ringraziamenti a tutti coloro che hanno lavorato per questo ambizioso progetto che, ricorda il sindaco,
“ha coinvolto tutta l’amministrazione,
tutti gli assessori”. Un pensiero e un
ringraziamento anche per il precedente
sindaco, Giuseppe Seminati. Accanto
all’autorità civile c’era l’autorità religiosa e così Paola Magni ha passato la parola al parroco chiedendo “una triplice
benedizione”. E don Sandro ha ricordato
che se l’acqua usata per la benedizione è
sempre la stessa “è la fede che deve essere triplice”. Al termine della benedizione
tutti i presenti hanno poi visitato i nuovi
locali destinati ai bambini. Non è mancato il buffet e l’animazione a cura dell’Associazione “Isabelle il Capriolo”.
(AN-ZA) – Il sindaco di Ranica Paola
Magni ha più volte sottolineato la centralità della famiglia nelle scelte operate
dalla sua amministrazione. Il concetto è
stato ribadito sabato 8 settembre in occasione dell’inaugurazione del nuovo
spazio prima infanzia, realizzato all’interno del Centro Culturale “Roberto
Gritti”, che è stata giudicata la migliore
opera pubblica realizzata sul territorio
provinciale nel decennio 2000-2010.
Un luogo in cui i più piccoli abitanti di
Ranica potranno giocare ed essere accuditi. All’inaugurazione, oltre al sindaco
e al parroco don Sandro Maffioletti,
c’erano diverse decine di persone di tutte le età. Non solo bambini, ma anche
giovani, adulti e anziani per ammirare
un luogo che, secondo il sindaco, può
favorire la coesione sociale. All’interno
del Centro Gritti trovano spazio, oltre ai
nuovi locali destinati all’infanzia, anche
la biblioteca comunale, l’auditorium e
alcune associazioni e lì vicino si trova
anche il centro anziani. E questa vicinanza è stata sottolineata dal sindaco.
“Mi piace questa vicinanza tra il centro
anziani e lo spazio per l’infanzia, perchè
unisce bambini e anziani, due categorie
a cui teniamo molto”. Paola Magni ha
ricordato tutto il lungo percorso che ha
portato alla creazione di questo spazio,
senza nascondere i momenti di dubbio e
di difficoltà. “Questo è un obiettivo che
ha avuto un suo percorso, ha comportato fatica e lavoro. Ci sono stati anche
momenti di scoraggiamento, ci chiedevamo: ma quando lo vedremo finito? i
soldi saranno sufficienti? non era meglio fare in un altro modo? Però alla fine
COMENDUNO
i nonni, ma per noi … la
sera andiamo ad Albino in
moto o in macchina con gli
amici. Quelli più grandi di
noi vanno via in macchina
la sera, cosa fai qui? Qui
c’è solo un bar”. E l’altro,
“è inutile, è così in tutti i
paesi piccoli. I giovani, se
vogliono divertirsi, vanno
in altri posti”. “Il paese
è bello, è tranquillo, ma
mancano negozi e servi-
51
Il Museo Etnografico di Comenduno di Albino ha
organizzato una mostra su Antonio Rottigni, maniscalco ad Albino, “Ol Feracaài”, allestita presso la
Sala Gialla di Villa Briolini, Villa Regina Pacis, a
Comenduno. Saranno esposte le attrezzature usate
dal maniscalco per la fabbricazione e l’applicazione
dei ferri per quadrupedi e sarà presentato un libro,
al fine di ricordare un protagonista, una professione
e un mondo diverso dal nostro, ma che ancora ci appartiene. E’ con questo spirito che la mostra è stata
organizzata. L’inaugurazione si svolgerà venerdì 28
settembre alle 20,30 con la presentazione del libro.
Sabato 29 settembre alle 15,30 nel cortile di Villa
Briolini ci sarà una dimostrazione di ferratura di un
cavallo. La mostra rimarrà aperta fino al 7 ottobre.
Si tratta di un evento inserito nell’ambito delle
manifestazioni culturali “Giornate europee del patrimonio” e “Terre di Albino, giornate della storia e
dell’arte”.
LETTERA
Un quadro nella chiesetta
Madonna della Neve a Bondo
di Albino per il Santo dell’Arma
Sabato 22 settembre c.a., alle ore
18, presso la chiesetta “Madonna della
Neve” a Bondo di Albino, si celebrerà
una Santa Messa presieduta dall’agiografo Don Benedetto Manzoni, per ricordare i sessantanove anni della morte
del martire Servo di Dio V.B. dei Cc.
Salvo d’Acquisto.
In questa occasione, verrà posto alla
parete della chiesa un quadro raffigurante il busto del Santo, eseguito dal
pittore albinese Renato Nembrini.
L’invito a questa cerimonia è rivolto
a tutta la popolazione e l’augurio che questo ricordo sia ripetuto
ogni anno.
Bonaita Giovanni
Albino e Bassa Valle
(AN-ZA) – Fabio Terzi è scoppiettante come al solito, specialmente quando c’è fa fare le pulci all’amministrazione Carrara che, secondo lui, “è la peggiore amministrazione albinese
dal Dopoguerra, lo scriva pure, è la peggiore del periodo repubblicano. Poi, fra due anni e mezzo saranno gli elettori a
giudicare. A volte mi faccio la domanda: ma esiste un’amministrazione? C’è immobilismo, al momento non sono ancora state
fissate le convocazioni del consiglio comunale e delle commissioni”. Al centro dell’analisi del consigliere della Lista Rizzi
c’è la realizzazione delle scuole elementari di Comenduno e
Desenzano. “Ho saputo che la ditta a cui era stato appaltato
il lavoro è fallita (la Scamoter Spa di Casnigo è stata recentemente posta in liquidazione volontaria – Ndr). E adesso?
Quando partiranno i lavori? Adesso bisognerà ricominciare
tutto da capo, trovare una nuova impresa. C’è anche da considerare che quest’opera doveva essere realizzata tramite un
leasing pubblico, si può quindi dire che la società di leasing, la
Ubi Leasing, e l’impresa devono procedere in tandem. AdesALBINO
so tutto si complica e si tratta
di lavori per 4 milioni di euro.
Il sindaco dirà che è tutta colpa della crisi, ma io dico che
la colpa è solo dell’amminiGiorni
strazione. Hanno perso troppo
tempo, sono tre anni che sono
in ballo con queste scuole.
SETTEMBRE
Avrebbero potuto utilizzare
uno dei 99 progetti che hanno
MANIFESTAZIONI
ereditato dalla giunta Rizzi,
ma loro no, li hanno messi da
- Corteo in costumi
parte, hanno voluto farne un
dell’antica Roma dalle
altro. Non è finita qui. Il proore 17 in piazza Libertà,
getto della giunta Rizzi prepromosso dall’Associazione vedeva la realizzazione delle
storica “Città di Albino”;
scuole elementari sul terreno
di fronte alle scuole medie, un
- “Altri sguardi”, arte e
terreno comunale. Loro invece
architettura ad Albino, dal
no, hanno voluto farle a fian15 al 20 settembre, in piazza co delle medie, su un terreno
Moroni, via S. Anna e altri
di proprietà di un ente che fa
capo alla Curia. E così, dato
luoghi del centro storico
che non possono spendere
vengono installate cornici
soldi per rispettare il patto
telescopiche e realizzate
di stabilità, hanno dovuto
salite particolari per
fare una permuta e questo
guardare con prospettiva
comporta fare una variante
diversa la città. A cura di
al PGT. Tutto questo non ha
Archidonna;
fatto altro che dilatare i tempi
e si sono persi quasi due anni.
- Il 22 settembre alle ore
Se invece avessero ascoltato
17 presso la chiesa di S.
i nostri consigli, i lavori saBartolomeo presentazione
rebbero iniziati tempo fa, per
del libro “La chiesa di S.
questo dico che il sindaco non
Bartolomeo in Albino”
può dare colpa alla crisi. Una
a cura di Marialuisa
cosa simile era capitata anche
Madornali e Amalia Pacia;
per il ponte sul Serio, anche in
quel caso la ditta che doveva
- Camminata il 29 settembre realizzare l’opera è fallita”. E
con lo storico Giampiero
dato che ha citato la variante al PGT, Terzi colpisce anTiraboschi, autore dello
cora. “Della variante al PGT
studio “Il monastero di S.
non si è saputo più nulla,
Anna”, che accompagna
tutto fermo. Si muove solo la
i visitatori nella chiesa di
Ripa, quella a loro interessa,
S. Anna e in una visita
le scuole vengono dopo. Lo si è
al complesso monastico.
visto con il regalo di 253 mila
Appuntamento alle ore 17
euro che hanno fatto alla Fepresso la chiesa di S. Anna.
nice”.
RANICA - PAOLA MAGNI
ALBINO E LE SUE FRAZIONI/4 – BONDO PETELLO
LISTA RIZZI
FABIO TERZI: “Scuole di
Comenduno e Desenzano,
variante Pgt, tutto fermo.
E’ la peggiore giunta da
quando c’è la Repubblica”
Araberara - 14 Settembre 2012
50
BassaValle
Seriana
ANDREA MARCHESI
Nembro:
le puzze,
le polveri e la
centralina rimossa
Egr. Direttore di Araberara,
leggo il vostro articolo
“Allarme per emissioni delle
acciaierie Gandossi a Nembro” e sobbalzo sulla scagna,
anche Araberara ha finalmente
scoperto che Nembro non è il
paese del Bengodi; e poi “la
Giunta smorza i toni…”. Allora mi sono detto, scriviamoci
a ‘sto giornale e facciamoci
qualche domandina, vediamo
se sanno trovare le risposte.
Perché il precedente Sindaco
di Nembro (che è molto nel
ramo lavorando per una ditta di
rilevamenti ambientali ecc.) ha
lasciato che la centralina Arpa
per le rilevazioni ambientali
atmosferiche posta a 100 m.
più su della Gandossi venisse
tolta, per mai più venire rimessa? Perché parecchie volte alla
settimana passando fuori dalle
acciaierie in questione bisogna
letteralmente turarsi il naso?
Provare per credere! Poi perché non scrivete un articolino
sulla mastodontica cava con
annesso cementificio, che si
sta mangiando mezza montagna sopra il paese? Da lì non
vengono polveri sospette?
Da lì, vengono sicuramente
parecchie volte al mese boati
che fanno risvegliare anche i
più duri d’orecchio tipo bombardamento aereo le case nel
raggio di 800 m. Tremano ogni
volta che ciò accade.
Casomai vorreste indagare
vi ringrazio anticipatamente.
Saluti né…
Angelo Pelliccioli
controllo. In questo verbale si
precisa inoltre è stata presentata dall’azienda la domanda
di rinnovo dell’autorizzazione.
Pertanto dovrà essere effettuata una conferenza dei servizi e
lì potranno essere approfondite le varie questioni. Si avanza-
NEMBRO – IL 20 SETTEMBRE CONFERENZA DEI SERVIZI
Allarme emissioni Acciaierie Gandossi
IL SINDACO CANCELLI: “Valori nella norma
secondo l’Arpa, nel Pgt ipotesi di sviluppo
che possono migliorare le condizioni della zona”
no inoltre diversi suggerimenti
e proposte di migliorie”. C’è
qualche problema o i valori
sono nella norma? “L’Arpa ha
ritenuto i valori rilevati nella
norma. Nonostante questo ha
indicato, come ho detto, suggerimenti, indicazioni di migliorie e richieste di ulteriori
pareri all’ASL. Come Comune
intendiamo seguire la vicenda
e contribuire agli approfondimenti necessari. In particolare,
a seguito delle varie verifiche e
delle richieste della Gandossi,
la Provincia di Bergamo ha indetto per il 20 settembre prossimo la conferenza dei servizi per
esaminare la richiesta di rinnovo delle autorizzazioni, invitando l’Arpa, l’ASL, l’azienda e il
Comune di Nembro a intervenire per le parti di competenza.
Nella lettera di convocazione
vengono individuati alcuni elementi da approfondire e nodi
da sciogliere. Inoltre si specifica che chiunque sia interessato può avanzare memorie e
osservazioni entro la data della
conferenza”.
Cosa dice ai residenti che
hanno segnalato la questione?
Li ha rassicurati?
“Come Comune abbiamo
subito richiesto all’Arpa di
fare le verifiche necessarie. In
questi giorni, a seguito delle
risultanze e della convocazione della conferenza di servizio,
procediamo con la comunicazione dei risultati della verifica
di Arpa a chi aveva avanzato le
segnalazioni, così come renderemo loro nota la convocazione
della conferenza di servizio per
le eventuali osservazioni che
possono da loro essere avanzate. Saremo presenti all’incontro
del 20 settembre per garantire,
come dobbiamo, le condizioni
di salute pubblica all’interno
dei limiti di legge previsti e,
ovviamente, siamo impegnati
a favorire la migliore soluzione
possibile”.
Dopo la pubblicazione del
nostro articolo ci sono arrivate
numerose segnalazioni e lettere, sono molte le perplessità dei
suoi cittadini. Perché il precedente Sindaco Eugenio Cavagnis ha lasciato che la centralina Arpa per le rilevazioni
ambientali atmosferiche posta
a 100 m, più su della Gandossi,
venisse tolta, per mai più venire rimessa?
“Qualche precisazione è
doverosa. La precedente centralina Arpa per le rilevazioni
atmosferiche rilevava i livelli
di NOX generati dal traffico
veicolare, valori che mi risulta
erano nella norma. A seguito
dell’apertura della nuova superstrada, il calo del traffico
sulla provinciale di Via Roma
ha reso questa centralina poco
utile e la commissione ecologia all’unanimità ha ritenuto
opportuno che venisse tolta la
rilevazione dell’NOX. E’ stato
invece richiesto che si misurasse il PM10, proposta che
Arpa non ha accolto. E’ stata
invece installata una stazione
meteorologica con funzione di
raccolta dei dati statistici che
possono essere utili a valutare
gli andamenti delle precipitazioni, elemento importante per
la gestione del territorio”.
Altra problematica: gli odori. Perché parecchie volte alla
settimana passando fuori dalle
acciaierie in questione bisogna
turarsi il naso? “Sulla questio-
ne degli odori, ci risulta che
l’azienda stia studiando soluzioni progettuali per migliorare la captazione dei fumi.
Gandossi ha anche affermato
che non utilizza più alcune resine in precedenza individuate
come responsabili di odori.
Sarà nostra premura rimarcare l’importanza di considerare
anche questi fattori nei prossimi incontri”.
Indubbiamente la Gandossi
è un’importante realtà produttiva, da preservare ovviamente
tenendo la situazione sotto controllo soprattutto in un periodo
di crisi economica come quello
che stiamo vivendo in cui molte fabbriche chiudono. Come
intende mediare per ovviare a
questa situazione?
“Come dice giustamente lei,
la Gandossi è una realtà produttiva che, in questo periodo
di crisi, deve essere preservata.
E’ ovvio che come amministrazione dobbiamo garantire le
condizioni corrette di rispetto della salute pubblica, così
come dobbiamo garantire il sostegno all’occupazione e alla
produzione”. Un bel dibattito
si è acceso a Nembro, come
tutelare queste realtà produttive senza penalizzare i cittadini e viceversa? Anche perché
molte fabbriche in questi anni
hanno chiuso, realtà storiche e
industrialmente rilevanti. Nembro ha appena concluso una
grandiosa riqualificazione del
centro, a due passi c’è la Gandossi, pensa sia un problema,
oltre che sul profilo della salute, anche da un punto di vista
estetico?
“Nel PGT, abbiamo avanzato ipotesi di sviluppo urbanistico che possono migliorare la condizione della zona e,
ovviamente, siamo disponibili
a discutere con la Gandossi
tutti i miglioramenti possibili
in questa direzione. E’ evidente
che una collocazione diversa
rispetto all’abitato potrebbe
essere auspicabile, ma si tratta anche di essere realistici. In
ogni caso si deve mantenere
attenzione sul fronte salute e
cercare di valutare le proposte
realmente praticabili in questa
direzione. L’amministrazione
di Nembro è disponibile ad approfondire”.
NEMBRO – ORATORIO IN FESTA 2012
ciare l’anno nuovo. Tutti si danno da fare per la buona riuscita
della manifestazione”. Un programma davvero ricco e per tutti i
gusti, musica, divertimento ma anche momenti di riflessione come
quello di mercoledì 5 settembre, serata dedicata al quinto anniversario della morte di Matteo Maffeis, scomparso tragicamente in un
incidente stradale. “Il tempo purtroppo non ci ha aiutato – spiega
Don Matteo – quando c’è stato bel tempo la gente ha partecipato,
purtroppo quando ha piovuto…”. Ma il Don nonostante gli inconvenienti si ritiene soddisfatto… “La gente ha partecipato, ormai
Oratorio in festa è diventato un appuntamento importante, ringrazio tutti i volontari che si sono dati da fare e la comunità che ha
contribuito alla buona riuscita degli eventi”.
PRADALUNGA – QUI COMUNE
PRADALUNGA – QUI PARROCCHIA
TUTTI IN ATTESA del
Consiglio Comunale.
Esce di scena don Liduino
(con qualche polemica)
e arriva don Angelo
Davide Fiammarelli:
“Discutibile la gestione del
territorio fatta dal sindaco”
Tiziano Carrara
Davide Fiammarelli
Matteo Parsani
PRADALUNGA
XVII SETTIMANA DELL’ANZIANO
DAL 17 AL 22 SETTEMBRE
Protagonista la terza
(e quarta) età
Gli anziani di Pradalunga sono i veri protagonisti della settimana tra il 17 e il 22 settembre, sei giorni interamente dedicati a loro, nonni e bisnonni, oggi più che mai
essenziali all’interno delle famiglie.
Il Circolo Ricreativo Culturale Assistenziale Anziani
di Pradalunga, con il patrocinio del Comune di Pradalunga, ha organizzato la XVII settimana dell’anziano.
Obiettivo dei promotori è di offrire alle persone anziane
alcune possibilità utili per gestire al meglio la propria
persona, approfondire la conoscenza della cultura e delle
bellezze storiche della nostra provincia, cercare persone
disponibili a svolgere attività di volontariato a sostegno
delle iniziative sociali e culturali del circolo. Ciascuna
delle sei giornate ha una sua specificità: lunedì 17 è la
giornata dell’incontro, con la celebrazione della Messa,
il saluto del sindaco e la presentazione del programma
settimanale; martedì 18 è la giornata dell’allegria, con
l’intrattenimento canoro del gruppo “Donne alla fontana”; mercoledì 19 è la giornata culturale e ricreativa,
con il pellegrinaggio al Santuario della Madonna della
Torre di Sovere e la visita a Castro con passeggiata e
ristoro sul lungolago; giovedì 20 è la giornata conviviale,
con il pranzo presso il ristorante “Bruxelles” di Endine
Gaiano; venerdì 21 è la giornata della salute, con un
incontro sul tema “Camminare in compagnia per salute
e … allegria”; sabato 22, infine, è la giornata dell’arrivederci, con la visita al Santuario della Cornabusa, il
pranzo e la Messa.
PRADALUNGA - INTERVENTO
ORATORIO IN FESTA (RIUSCITA). Don Matteo: “Merito
dei volontari e della comunità che ha contribuito”
Dopo più di 20 anni la festa dell’oratorio di Nembro arriva ancora puntuale in questo settembre ballerino tra piogge e schiarite.
Nonostante le condizioni atmosferiche “Oratorio in festa 2012”
è stato un successo, bisogna vedere il bicchiere mezzo pieno…
Almeno così la vede Don Matteo Cella, curato e responsabile
dell’oratorio: “La festa è un modo per salutare l’estate e ricomin-
Araberara - 14 Settembre 2012
52
(AN-ZA) – Il Consiglio Comunale per la presentazione del Piano di Diritto allo Studio si terrà nella seconda metà di settembre. Un evento importante, perché
segnerà l’uscita dalla giunta del vicesindaco e assessore
all’istruzione, Tiziano Carrara, e la scelta del suo successore.
Di questo ne abbiamo già ampiamente parlato nelle
ultime edizioni di Araberara. L’assessore al Territorio,
Davide Fiammarelli, ha dichiarato che non sono ancora iniziate le trattative per il rimpasto. “Si comincerà a
parlare di rimpasto solo quando saranno ufficializzate le
dimissioni di Carrara.
E’ ora che si convochi il Consiglio Comunale. Penso che
in questa sede si parlerà anche della questione del muro
‘crepato’. Mi pare che una gestione del territorio come
quella fatta dal sindaco, con l’assessore competente che
viene scavalcato, sia assai discutibile”.
TORRE BOLDONE – CAMBIO AL
VERTICE DEL CIRCOLO DON STURZO
Le famiglie ed i volontari A marzo il nuovo Presidente
del Gruppo Noialtri
dopo la scomparsa di
Tra le molte Associazioni di volontariato presenti in Valle Seriana ce n’è una che da anni si occupa di disabilità. È il Gruppo
Noialtri, un’organizzazione non profit particolarmente vivace, che
ha saputo guadagnarsi visibilità e fiducia nei territori in cui si trova
ad operare.
Una trentina di famiglie coraggiose, che alle prese con la difficile realtà dell’handicap, hanno scelto di non arrendersi e rimboccandosi le maniche hanno indirizzato il proprio impegno alla
progettazione di opportunità di integrazione per ragazzi con disabilità. Tantissime le attività promosse dall’Associazione per riempire di contenuti significativi il tempo libero di questi ragazzi
“speciali”
Altre iniziative mirano alla sensibilizzazione per tenere viva
l’attenzione attorno al mondo dell’Handicap e per raccogliere fondi a sostegno di attività e progetti.
La serata di solidarietà che il Gruppo Noialtri organizza ogni
anno a Pradalunga è tra le manifestazioni benefiche più riuscite.
Un’occasione di incontro e di festa con le molte persone che
sostengono il nostro impegno di volontariato. Un’iniziativa di solidarietà che è divenuta ormai un appuntamento annuale con la
comunità di Pradalunga.
Anno dopo anno abbiamo proposto serate di intrattenimento per
tutti i gusti musicali, spaziando dal gospel al folk, dai canti alpini
alla canzone d’autore.
L’edizione 2012 sarà dedicata ad un genere musicale davvero
appassionante: il ritm &blues.
Nella serata del 29 settembre 2012, presso il cineteatro dell’oratorio Don Bosco di Pradalunga, il gruppo musicale B.B. Band
si esibirà in un concerto dedicato ai mitici Blues Brothers e ai
grandi nomi del soul (James Brown - B.B. King - Aretha Franklin
- Wilson Pickett…).
Una serata all’insegna del ritmo più coinvolgente, sull’onda di
brani leggendari.
La serata si concluderà con un momento di rinfresco aperto al
pubblico, che speriamo numeroso.
Approfittiamo di questo spazio per ringraziare di cuore gli sponsor di questa nostra iniziativa.
Alberto Carrara. Colleoni,
Viganò, Lorenzi i papabili
(AN. MA.) La scomparsa improvvisa del Presidente Alberto Carrara apre un vuoto al vertice del Circolo Politico Culturale Don Luigi Sturzo che in questi mesi andrà
colmato. Una carica troppo importante per restare vagante
a lungo considerando che in questi anni i presidenti e i
direttivi susseguitisi hanno dettato la scaletta politica e
le candidature a Sindaco della elezioni comunali a Torre
Boldone. Tutti i Sindaci, o quasi, sono passati dai banchi
dirigenziali del Don Sturzo, tutti tranne l’attuale Claudio
Sessa che a sorpresa l’ha spuntata nelle scorsa tornata
elettorale grazie al traino partitico di Lega e Pdl. Ora bisogna iniziare ad arare il campo per le prossime comunali ed
è per questo che la nomina del nuovo presidente del circolo
culturale sarà determinante per le sorti politiche locali. In
paese si vocifera già dei papabili, un nome su tutti, quello di Annalisa Colleoni, ex Sindaco per due mandati, in
molti vedono in lei il futuro Presidente.
Sfuma la candidatura di Claudio Piazzalunga, anch’esso ex Sindaco non più papabile perché, pur vivendo a Torre,
nuovi incarichi professionali l’hanno portato lontano dal
paese, da qui la decisione di dimettersi dal gruppo di minoranza “Lista Civica per Torre Boldone”. Due le new entry:
il dottor Giovanni Viganò, fisiatra degli Ospedali Riuniti
di Bergamo, consigliere di maggioranza della passata amministrazione Colleoni e l’attuale vicepresidente del circolo
Don Sturzo Osvaldo Lorenzi.
La partita è ancora tutta aperta, la nomina arriverà presumibilmente a marzo, mese della scadenza naturale del
mandato di Carrara. Il Circolo ora, dopo la scomparsa del
suo Presidente, dovrà ristabilire la rotta da seguire, ragionare su quali strade percorrere, arando il terreno per le
nuove nomine.
Settembre di cambiamenti a Pradalunga, non solo in
Comune, ma anche in Parrocchia, e anche qui non mancano le polemiche. Esce infatti di scena don Liduino
Belotti, 53 anni, che lascerà il paese a fine mese per
fare il suo ingresso a Stabello, piccolo centro della Valle
Brembana. Nato a Serina il 12 ottobre 1959, don Liduino è stato ordinato sacerdote il 15 giugno 1985, è stato
vicario parrocchiale a Bariano dal 1985 al 1990 e poi
presso la Parrocchia cittadina di Santa Croce alla Malpensata per due anni. Nel 1992 è stato promosso parroco di Aviatico, dove rimane per 11 anni per poi giungere
a Pradalunga nel 2003, quando prende il posto di don
Francesco Perico, che dopo ben 23 anni aveva lasciato
l’incarico di parroco per raggiunti limiti di età, i fatidici
75 anni. L’uscita di
scena di don Liduino
è però accompagnata
da qualche polemica.
Di fronte alla chiesa
parrocchiale, mentre
chiedo alcune informazioni sulla data di
arrivo del nuovo parroco a due persone,
queste se ne escono
con alcuni giudizi non
teneri verso il parroco uscente, del genere “sono contenta che
se ne vada, speriamo
nel nuovo parroco”, “è
stato mandato in castigo in un paesino di
350 abitanti”. Chiedo conferma ad altre
persone del paese, c’è
chi sta dalla parte del
parroco, “sono solo
pettegolezzi, farebbero meglio a starsene
zitti, è troppo comodo
dare tutte le colpe al
parroco”, c’è chi riferisce che “non lascia dietro di sé un buon ricordo, noi
parrocchiani ci siamo sentiti abbandonati e lui ha un po’
il dente avvelenato”. Provo a telefonare al parroco, ma
non riesco a contattarlo. Mi viene poi detto che il nuovo
parroco, don Angelo Cortinovis, “avrà da rimboccarsi
le maniche”. Oggetto delle critiche di alcuni parrocchiani
è la gestione di due cantieri, quello del Santuario della
Forcella e, soprattutto, quello della ex canonica, rimasto
incompiuto. Ma, accanto a chi è contento per il cambio di
parroco, c’è chi non la pensa così e si dice dispiaciuto per
l’addio di don Liduino, “è stato un buon parroco”.
Per quanto riguarda invece il suo successore don Angelo, 40 anni di cui 15 trascorsi a Stezzano come vicario
parrocchiale, nei prossimi giorni sarà a Pradalunga per
le celebrazioni eucaristiche. Il suo ingresso ufficiale non
è ancora stato fissato, potrebbe essere per la festa di
Ognissanti, il 1° novembre.
TORRE BOLDONE – LA MEMORIA
ALBERTO CARRARA
(Rota Imagna 1948 – Torre Boldone 2012)
È scomparso improvvisamente Alberto Carrara, Presidente del Circolo Don
Sturzo, una delle poche associazioni
culturali e politiche di Torre Boldone.
Il Circolo Don Sturzo ogni anno stampa l’agenda di Torre Boldone e organizza la Festa dell’amicizia, anticamente
una festa tradizionale della Democrazia
Cristiana, l’unica manifestazione che resiste ancora dopo la caduta ormai quindicinale della DC. Carrara lo si è visto in perfetta salute e
forma durante la festa che anche quest’anno ha avuto
una grande partecipazione e ha raccolto simpatizzanti
del centro destra, dell’Udc e del centro-sinistra. Infatti
il circolo Don Sturzo e lo stesso Alberto Carrara non si
sono mai definitivamente schierati nell’agone politico.
Alberto Carrara è stato Assessore al Bilancio e poi Sindaco di Torre Boldone dal 90 al 95 in un’amministrazione composita che ha fatto grandi iniziative a Torre Boldone soprattutto negli ambiti dell’ecologia, urbanistica,
ambiente e servizi sociali. Vicino a lui c’era l’assessore
Annalisa Colleoni e l’avv. Alberto Ronzoni. Sicuramente
la sua scomparsa lascia un grande vuoto anche per le
possibili amministrazioni future in quanto oltre al suo
impegno culturale ha sempre avuto grande interesse per
la politica amministrativa del comune di Torre Boldone.
Certamente ora sarà più difficile imbastire nel futuro
nuove liste per guidare il paese considerando che Lega
e Pdl difficilmente potranno ancora incontrarsi. Alberto Carrara era una persona sensibile, sapeva ascoltare
con intelligenza rielaborando positivamente ciò che nel
paese avveniva. Le sue capacità professionali e la sua
cultura cattolica sarebbero potute venire utilissime anche pe una carica nuovamente di prima linea nel paese
di Torre Boldone che spesso essendo troppo vicino a Bergamo fatica a trovare una sua identità. Esprimo la mia
più sentita vicinanza alla famiglia per l’imprevedibile
scomparsa
Giuseppe Imberti
Sindaco di Casnigo e cittadino di Torre Boldone
53
BassaValle Seriana
Il tappo è saltato, sulle Acciaierie Gandossi si è alzata
l’attenzione dopo l’articolo
pubblicato sullo scorso sumero
di Araberara. Le proteste dei
residenti, i commenti sul blog
del nostro giornale e le lettere
di segnalazioni e domande rivolte all’amministrazione. Il
dibattito si è alzato ed è come
se si fosse squarciato un velo,
quello che ammantava le Acciaierie Gandossi da diversi
anni, quello fatto di silenzio. È
ora di fare chiarezza e il Sindaco Claudio Cancelli non si tira
indietro. Sindaco sono state
fatte in queste settimane delle
analisi da parte dell’Arpa, sono
arrivati i risultati ufficiali?
“A seguito della segnalazione dei cittadini con le abitazioni nei dintorni della Gandossi
relativamente a emissioni
olfattive moleste e polveri, il
nostro Comune ha richiesto
all’Arpa di fare delle verifiche
e un sopralluogo al fine di appurare l’esistenza di problemi
di tipo ambientale.
L’Arpa ha svolto un sopralluogo in data 29 giugno con
la presenza del responsabile
dell’unità operativa Attività Produttive e Controlli di
Arpa, un tecnico dell’Arpa,
un nostro tecnico comunale e
referenti per la Gandossi. In
questa visita si sono verificate
le condizioni di esercizio, con
particolare riferimento a presa
visione del processo produttivo, analisi degli elementi di
criticità relativi a aspirazione
e abbattimento dei fumi.
Il 30 luglio è stato trasmesso
a noi, alla Provincia, all’ASL e
alla proprietà Gandossi il verbale del sopralluogo da parte
di Arpa. In questo verbale non
individuano situazioni di non
rispetto di limiti di legge. Vengono identificati alcuni problemi legati alle polveri sui piazzali, per le quali si raccomandano operazioni più frequenti
di pulizia, si evidenziano due
punti di emissione rispetto ai
quali viene richiesto un approfondimento tecnico per
migliorare il monitoraggio e il
LETTERA
Araberara - 14 Settembre 2012
BassaValle Seriana
Araberara - 14 Settembre 2012
NEMBRO SALUTA DON VINICIO
La comunità di Nembro
ha salutato don Vinicio
Corti, che dopo quasi un
quarto di secolo lascia la
cittadina della Valle Seriana per approdare nella parrocchia cittadina di Santa
Maria delle Grazie, dove
sarà vicario parrocchiale.
Dal 1988 ad oggi i nembresi, non solo i praticanti,
ma anche chi in chiesa non
ci mette mai piede, hanno
imparato ad amare ed apprezzare questo sacerdote e
il loro affetto nei suoi confronti si è manifestato nei
giorni scorsi. “Se a Nembro
c’era un pezzo di Paradiso,
adesso non c’è più, se ne va
insieme a don Vinicio”, mi
dice un anziano signore. E
un altro, un po’ scherzando
e un po’ seriamente, ribatte
dicendo che “più che don Vinicio dovremmo chiamarlo
san Vinicio. Lui è un prete
di quelli di una volta, uma-
I FEDELI: “Se a
Nembro c’era un
pezzo di Paradiso,
adesso non c’è più”
no, generoso, con una buona
parola sempre pronta per
tutti”.
Sabato 8 settembre sono
in molti ad aspettare don
Vinicio per il saluto da parte della comunità presso il
Modernissimo e lui arriva
in bicicletta, con la tonaca
e una chitarra. A vederlo
sembra don Camillo. Saluti,
baci e abbracci, don Vinicio
ha una parola, una battuta
per tutti. “Qui sono stato
bene, sono stato arricchito
dal contatto con tutti voi.
Guardate che meraviglia…
Nembro è una meraviglia”,
dice il sacerdote allargando
le braccia, come se volesse
abbracciare tutto e tutti.
E’ l’ora del saluto ufficiale, a nome della comunità
parlano il sindaco Claudio
Cancelli, alcuni rappresentanti delle varie realtà
sociali e culturali di Nembro, e anche Letizia, sindaco dei ragazzi. Si sottolinea
l’impegno di don Vinicio per
tutti, specialmente per gli
ultimi, i malati, gli anziani,
gli extracomunitari. Si mostra l’immagine di un prete
generoso, vicino a chi crede
e a chi non crede, che ha
insegnato ad amare prima
di giudicare. A don Vinicio è
stata poi donata dall’amministrazione comunale una
pergamena e lui, dopo un
breve discorso, ha preso la
chitarra e si è messo a cantare. E’ questo don Vinicio,
un prete e un uomo che sa
unire, coinvolgere, un prete
che Nembro non saprà dimenticare.
ALZANO – LA LETTERA DEL SINDACO ROBERTO ANELLI
Gentilissimo Direttore,
in riferimento all’articolo apparso sul suo quindicinale del 31 Agosto 2012
dal titolo “Val Seriana: da
feudo della Lega a trincea”
vorrei esporre alcune considerazioni di carattere
personale.
Partendo dal presupposto che ovviamente non
mi trova assolutamente
d’accordo sul fatto che in
Val Seriana a difendere la
Lega Nord siano solo pochi aficionados, perché se
così fosse - e non è - non si
spiegherebbe il motivo che
anche in quelle amministrazioni ove non abbiamo
vinto il consenso popolare
è ben oltre il 30-40% e , se
mi permette, per un partito o meglio un movimento
che a Suo dire arranca non
è risultato da poco.
Ma andiamo al fatto personale: nel suo articolo
cita “resiste faticosamente
Alzano anche se Roberto
Anelli è in discesa, dopo la
vicenda Wikileaks, il sito
di Julian Assange che ha
pubblicato un’informativa
anche su Alzano, bollato
come ‘razzista’ e dopo altre
questioni interne.”
Ora visto che il mio
nome e l’Amministrazione
comunale che ho l’onore di
presiedere, negli articoli
del Suo giornale sono sistematicamente collegati
alla vicenda Wikileaks e
onde evitare che qualche
giornalista si ammali di
“Sindrome Wikilesiana”,
sindrome molto rara, scoperta ultimamente, che
può causare disturbi cardio-vascolari, affaticamento alla deambulazione e in
casi più gravi la perdita di
memoria, La voglio informare di alcuni fatti avvenuti durante l’anno 2012:
questo affinché tutto rientri nel campo della realtà e
non sconfini in quello delle
allucinazioni.
In data 11 Marzo 2012
il Console Generale degli
Stati Uniti d’America Mr.
Kyle Scott e la di Lui gentile Signora Mrs. Nevenka
Furjan Scott sono stati miei
graditi ospiti per una cena
informale ad Alzano Lombardo per poi assistere al
concerto tenuto dall’orchestra NORTHERN IOWA
WIND SYMPHONY nella
Basilica di San Martino
(forse la notizia Le è fuggi-
“Ho fatto pace con… l’America”
ta, può capitare!! Anche se
in quella serata mi è parso
di aver visto tra il pubblico
persone che a volte collaborano con il Suo giornale).
Per onor di cronaca vedasi la seguente foto che
ritrae in primo piano il
Console e Sua Moglie nella
Basilica di San Martino.
Ma se ciò non bastasse ,
per confermare gli ottimi
rapporti tra me e il Console Generale degli Stati
Uniti d’America in data
3 Luglio 2012 sono stato
personalmente invitato da
Lui e gentile Signora alla
cerimonia, tenutasi in Consolato, per festeggiare il
236° anniversario dell’Independence Day. Allego anche qui “ invito personale”
a testimonianza.
Alla luce di tutto ciò posso affermare con certezza
che forse il Suo giornale
sopravvaluta l’importanza
di quel cablogramma e sottovaluta l’intelligenza degli
amici Americani.
Mi piacerebbe conoscere
inoltre da Lei quali siano
“altre questioni interne” visto che a quanto pare Ella è
a conoscenza di cose che io
ALZANO: IN RICORDO DI FALCONE E BORSELLINO
Al quartiere Agri l’“albero della legalità”
L’intitolazione del campetto del quartiere Agri ai magistrati Giovanni Falcone
e Paolo Borsellino, uccisi dalla mafia nel
1992, è programmata per sabato 29 settembre. con una serie di appuntamenti che inizieranno alle ore 9.30 presso l’auditorium
del parco di Montecchio con l’intervento di
un magistrato in rappresentanza dell’ANM
di Bergamo e del prof. Aurelio Bertocchi
che cura per il Liceo Scientifico “Amaldi”
di Alzano il “Progetto di Legalità” (presente negli ultimi anni con una delegazione di
studenti alle manifestazioni di Palermo),
accompagnato dalla proiezione di immagini sul tema della lotta alla mafia. Dopo un
breve dibattito seguirà un corteo che porterà i presenti alla manifestazione presso il
campetto degli Agri (percorrendo le vie interne: Paleocopa, Mearoli e Pellico), dove
ci sarà l’inaugurazione vera e propria con
l’intervento di Mattia Barcella per conto dei promotori dell’iniziativa (Gruppo
Consiliare della lista “Gente in Comune” e
relativa Associazione), che leggerà il documento concordato in una serie di incontri
preliminari, e del sindaco di Alzano Lombardo, Roberto Anelli (che unitamente
alla Giunta ha condiviso la proposta), con
lo scoprimento della targa dedicata ai due
magistrati e la piantumazione di un “albero della legalità” a ricordo della manifestazione.
L’adesione alla iniziativa è vasta e articolata : dai sindacati CGIL,CISL,UIL, agli
Istituti Scolastici “Amaldi” e il “Comprensivo” di Alzano, “Romero” e CFP di Albino, “Falcone” e Liceo Artistico di Bergamo, l’ISISS Valle Seriana; i partiti PD, IDV,
UDC; il “Progetto Giovani” e la Biblioteca
di Alzano; le Associazioni ANPI, Legambiente, Libera; il Comitato “Peppino Impastato”, l’Amministrazione Comunale di
Alzano Lombardo che ha offerto il suo patrocinio. La manifestazione che si svolgerà
senza simboli di partito, sarà caratterizzata
dalla consegna a ciascun partecipante di un
nastro bianco che ricorda le lenzuola stese
dalla popolazione di Palermo nel periodo
successivo alle stragi di mafia del 1992.
Per Alzano l’intitolazione di un significativo parco pubblico a Giovanni Falcone
e Paolo Borsellino è la ripetizione di un
analoga intitolazione avvenuta il 15 ottobre 1993 dei Giardini Pubblici in località
“Campo” (ricompresi tra le vie IV Novembre, Piave e Pesenti). In quella occasione
l’amministrazione comunale guidata dal
sindaco Germano Crotti (a capo di una
coalizione DC, PSI), decise di commemorare solennemente i due giudici organizzando una giornata che fu lodevole nella
proposta e molto sentita dalla stragrande
maggioranza della popolazione alzanese.
A presenziare alla cerimonia furono chiamati Antonio Caponnetto, il magistrato
del pool di Palermo che più di altri si impegnò nella lotta alla mafia e nel ricordo dei
colleghi caduti, accompagnato dal fratello
di Paolo, Salvatore Borsellino, che aprirono i lavori presso l’auditorium di Montecchio attorniati da una folla intimamente
coinvolta nel drammatico momento del
ricordo. Seguì lo scoprimento della targa
(posta all’ingresso dei giardini lato via IV
Novembre), ora rimossa. Nell’occasione la
Biblioteca Comunale organizzò una mostra
di libri per “conoscere la mafia” presso il
salone S. Martino, e la proiezione del film
“Il giudice ragazzino” di Andrea Robilant.
Da quel lontano giorno molte cose sono
cambiate per i giardini del “Campo”. L’area
verde all’interno del quale giganteggiava
l’asilo infantile comunale (ultimato e mai
utilizzato per i bambini, e destinato dopo
ristrutturazione a sede staccata della Scuola
Professionale di Nembro), venne, alla fine
degli anni ‘90, destinata alla costruzione
della piscina comunale, che si ampliò fino
ad occupare tutta l’area a verde, lasciando
solo un lungo e stretto viale per l’accesso
alla sede del locale Gruppo Alpini, al Coro
Alpino “Due Valli”, e alla Protezione Civile. Della “dedica del parco” si persero man
mano le tracce, tra lavori, inaugurazioni,
ampliamenti, schermi contro i rumori, ecc.
Dopo un decennio di “oblio” la giusta richiesta di rivalutare il ricordo dei magistrati
uccisi dalla mafia riportando in evidenza e
in un luogo aperto e frequentato, in particolare dai giovani, qual è il campetto del
quartiere Agri.
Due ultime annotazioni: in questa importante occasione non si può non ricordare il
gruppo di cittadini del quartiere che si sono
interessati attivamente per il mantenimento e l’ammodernamento del campetto, e in
particolare Mario Zanchi, da sempre impegnato a garantire l’integrità dello spazio
verde a disposizione del quartiere; il viale
di accesso alla sede degli alpini, rimasto
temporaneamente orfano, è stato intitolato, con una recente delibera di Giunta, alla
“Brigata Alpina Orobica”, aggiungendo
così storia a storia.
non so, ed è un po’ come se
io dicessi che alcuni giornalisti sono mistificatori e
opportunisti senza entrare
nel merito di chi, per cosa e
al riguardo di cosa.
Per terminare veramente: un giornale ha un grande compito in una società
che è quello di informare i
lettori - e in particolare per
il caso che ci riguarda sugli
avvenimenti che accadono
nei paesi di questa nostra
meravigliosa Val Seriana
- senza creare artifizi che
poi li allontanano.
Ringraziandola per l’attenzione le porgo i miei
più sinceri saluti al grido:
PRIMA IL NORD
Il Sindaco di Alzano
Lombardo
Roberto Anelli
* * *
(p.b.) Che l’America intera non ce l’abbia con Lei
è ovvio, anche se ci piacerebbe capire cosa il Console le abbia confidato (se
non sbaglio indicato come
autore del cablogramma
pubblicato
illegalmente
da Wikileaks).
Va beh che i politici
smentiscono perfino le dichiarazioni rilasciate il
giorno prima in Tv, dandoci indirettamente degli
imbecilli, perché avremmo
“frainteso”, ma quei giudizi su Alzano erano pesanti
e facevano notizia.
E noi l’abbiamo data.
Abbiamo piacere che lei
abbia comunque fumato
il calumet della pace con
l’America e ci spiace non
averlo saputo per tempo.
Le “questioni interne”
cui si faceva cenno erano
riferite alla vicenda kafkiana del suo voto contrario al “suo” bilancio con
relative polemiche e alla
rotonda a forma del “sole
delle alpi”. Poca cosa (beh,
quella del bilancio è una
grossa provocazione, anche se motivata con riferimenti nazionali, il bilancio l’ha redatto Lei con relative aliquote IMU). Ma
le riconosciamo grande capacità perché saper conciliare l’impegno di sindaco
di una città come Alzano e
quello di assessore di una
Provincia come quella di
Bergamo è al limite dello
stakanovismo.
54
segue dalla prima
segue dalla prima
MATTIA MI HA ACCOMPAGNATO A… SCUOLA
'JSJIJYYFLJSYJ
12 settembre, Mattia ha cominciato la prima elementare e io mi ritrovo per la prima
volta ad essere mamma davvero, che per
me è una cosa strana, bimbi che tenevano
per mano i genitori verso un edificio dove
distribuire numeri e divertimento e io che
l’ho seguito ma è come se fosse stato lui ad
accompagnare me. Io che la scuola non l’ho
mai adorata più di tanto, ci sono andata per
imparare a fare quello che mi piace, ma l’ho
capito dopo, prima ci andavo con quel punto
di domanda dentro e mi chiedevo perché mi
sarei dovuta annoiare per nove mesi interi quando fuori avrei potuto davvero farmi
trascinare su quelle strade che hanno avuto la bontà di aspettarmi per anni per farmi
vedere il mondo dei balocchi. Adesso il giro
in giostra è finito. Ho cambiato mondo dei
balocchi, un altro mondo, colorato e senza
troppi calessi attorno ma con zucchero filato nel cuore. Tocca a qualcun altro, tocca a
Mattia infilarsi di malavoglia dentro aule
ridipinte a nuovo, ma con la consapevolezza
che fuori le stesse strade che hanno aspettato me per anni aspetteranno anche lui,
per portarlo dove vorrà. Si comincia.
Aristea Canini
segue dalla prima
IL CORAGGIO DI VIAGGI (DI) VERSI
gura meno eterea ma più etera e dalla voce
stracciata, continua a differenza del sublime che viaggia su canali ad intermittenza.
Randagia come l’iniziativa proposta dal
nostro giornale intitolata “Viaggi di-versi”
e che ci porterà a grattare le valli in lungo
e in largo seminando poesia. Letture di versi per ricamare l’esistere di questa nostra
provincia orlata troppo spesso dall’ostentata vanità del materiale. Cercheremo di
servirvi aria feconda ai volteggi dell’anima immaginata e immaginante. Ci vuole
coraggio a proporre simili iniziative in un
periodo storico ostaggio, nostro malgrado, dei bisogni della pancia e della tasca.
“Non ci mangi con la poesia” mi ha schiaffato in faccia mio nonno quando ha avuto
tra le mani il mio primo libro. Se fossimo
un’umanità devota al bello probabilmente
ci si potrebbe fare qualche soldo sulla poesia ma forse si perderebbe il privilegio e il
divertimento del sudore, quello che ti incorona predestinato perché se lo fai non per
un tornaconto sei più libero. Ripeto ci vuole
coraggio a portare poesia e andare a dissodare le zolle più dure, senza la presunzione
di avere il verso e la verità migliore in tasca. Ne sono sicuro sarà una rivelazione per
molti, che alla fine è quello che ti devono
dare le parole, quelle che baciano il vero nel
taglio doloroso di una prospettiva altra da
te. Cercheremo di essere discreti trattando
l’eventuale gioia con pudore in un viaggio
perpendicolare che traccerà simmetrie per
ritrovare il gusto di perdersi.
Andrea Marchesi
COSTA VOLPINO – INTERVENTO:
OLTRE 200 BAMBINI
La Festa dell’Oratorio a Branico
Quattro belle serate di fine estate hanno
fatto da cornice alla festa dell’Oratorio di
Branico che si è conclusa domenica 9 settembre riscuotendo un successo di partecipazione da parte di tutto il paese e delle
frazioni di Costa Volpino.
Questa festa, nata in occasione dell’anniversario dalla costruzione del nuovo oratorio, vuole crescere e migliorarsi ogni anno
partendo dalla struttura del tendone montata quest’anno più capiente, che può contenere bar, cucine, tavoli e ha spazi per intrattenimenti musicali.
Nel campo sportivo sono stati allestiti due
scivoli gonfiabili per divertire i più piccoli.
Per tradizione tutte le feste fatte a Branico riscuotono successo per la buona cucina e
il servizio verso il cliente.
Questa festa, oltre ad avere il fine di pagare i debiti contratti per finire tutta la
struttura, riunisce le famiglie del paese e
un bel numero di ragazzi che collaborano
per la buona riuscita. Questo è anche il fine
che l’oratorio propone come luogo che unisce
e accoglie tutti nello spirito dell’educazione
cristiana.
E’ stato veramente bello vedere come attorno ad un evento, quale può essere una sagra di paese, ci sia stata una grande famiglia formata da volontari, tutti uguali, tutti
pronti a donare gratuitamente il proprio
servizio, la propria competenza, il proprio
tempo, dando al massimo senza trattenere
nulla per sé e sempre con rispetto e disponibilità. Quindi un grazie a tutti i volontari e
a chi ha prestato le varie attrezzature (soprattutto per le cucine), perché è solo merito
di ciascuno di loro se questa “festa dell’oratorio di Branico” è ben riuscita ed è stata un
dono di grazia per tutti.
R
L’EDITORIALE DEI LETTORI
SEMBRA UNA FAVOLA!
STEFANO NEGRINELLI
In un reame (padania) dalle terre magnifiche e genti laboriose attraversate dal
biondo dio (Po), dopo la recente sbandata
di un partito (Lega), il re (Bossi) è nudo, è
proprio rimasto in canotta.
Il principino trota (Renzo) dopo svariate
trombature alla maturità viene fatto eleggere consigliere alla regione Lombardia che
alla vista degli zucchini (12.000 euro mensili) e forte del troppo studiare ha bofonchiato “a me mi piace”, avendo poi scambiato la
cassa del partito per un bancomat è un continuo prelevare tramite il suo autista. ora il
rampollo dopo aver messo le mani nel vaso
della marmellata, scoperto, dà le dimissioni
con una buonuscita di 40.000 euro, questo
dopo solo due anni passati in regione.
Ricordiamo che un pensionato dopo 40
anni di vero lavoro (non come quello del
trota) prende una manciata di briciole al
alla pretesa che il figlio abbia la “giusta”
considerazione, perfino la giusta “compagnia”, all’altezza delle presunte scalate…
scale sociali. Nel tempo dell’analfabetismo genitoriale di ritorno, ognuno crede
di aver allevato in casa il genio della lampada miracolosa che esaudisce i desideri
più strampalati (dei genitori). Non importa cosa imparerà, è già “nato imparato”.
E ci si ritrova con le scuole che li accolgono con le emozioni di un giorno e li
sfornano con le nozioni di un anno. Nozioni che devono essere trasformate in conoscenza, quella che fa la differenza, anche
economica (lo dico per blandire quelli che
davvero pensano che i soldi, un mezzo,
siano il fine), quella che aiuta a superare la fatica di essere uomini e non degli
“ominicchi” o peggio secondo la classificazione di Sciascia.
Come giudichereste una famiglia dove
ognuno vive alla giornata, i figli sparsi
per strada, i genitori che si fanno gli affari
loro? In paese il mormorio le toglierebbe
la “voce in capitolo”. E allora come può essere giudicata una comunità intera, una
Nazione, che tira su i suoi cuccioli senza
un’idea condivisa di “uomo” (e di donna,
naturalmente)? Nel regno animale siamo
un’anomalia. Non un ritorno allo Stato
etico, ma nemmeno questo stato pietoso
del “fai da te”.
Se sono quel che sono, se ho qualche pregio, lo devo ai miei grandi maestri, dalle
elementari al liceo, al maestro Angilì che
arrivò in bicicletta, poi col bastone, poi in
bicicletta ce lo portarono e infine in sedia
a rotelle. Al maestro che usava il suo bastone da segnato dal destino di una malattia progressiva, inesorabile, per dare
la punizione sul sedere ai trasgressori
delle regole condivise da una democrazia
imparata in aula, con tanto di urne e di
elezioni interne. Oggi sarebbe condannato a vita, ben oltre i quindici giorni di
carcere dati di recente alla maestra che
ha punito il “bulletto” facendogli scrivere
alla lavagna una frase riparatrice.
E poi i miei maestri preti, il maestro
Aldo Morandi che ci insegnò come si può
competere in modo sano, stando in squadra, Francesco Filisetti che mi fece amare il latino e i “latini”, Pietro Bertocchi
che mi iniziò alla letteratura. Ognuno è
anche frutto di quel che ha letto. Ho studiato poco e letto molto, nella mia vita da
studente.
Ma non ho mai confuso, per merito
di quei maestri, i mezzi con l’obiettivo, il pennino, la stilografica, la biro, la
macchina da scrivere, il computer: tutti
mezzi. Ma se uno non ha niente da dire
il mezzo serve a niente. Mio zio, che mi
ha tirato su al meglio delle sue forze, mi
ripeteva: “Brüt o bèl, ol cünta ‘l servèl”,
brutto o bello, conta il cervello.
(p.b.)
LA LETTERA
Socci il crociato contro
Cardinal MARIA Martini
E così, Antonio Socci, l’ormai noto, esagitato intellettuale cattolico piuttosto caro
a “Cielle” e più in generale alla destra, ha
osato impartire, su un quotidiano guarda
caso berlusconiano, una lezione di teologia morale, se così si può dire, nientemeno che al cardinale Martini appena morto,
sostanzialmente ritenuto, dal saccente inquisitore, una sorta di “eretico”. Meritevole
allora, più che altro, della sua pietà (“spero che il cardinale abbia conservato la fede
fino alla fine”, termina il suo pezzo. lo…
spudorato!). “Martini ha sempre cercato
l’applauso del mondo, ha sempre accarezzato il potere e cioè la mentalità dominante”, proclama il suddetto,
che evidentemente ha conosciuto assai meno di quanto
creda la sua “vittima”. “Con
le sue idee ha sconcertato e
confuso i semplici cattolici”,
insiste il “nostro”. Peggio:
col tripudio dei “media” più
anticattolici e ostili a Gesù
Cristo, ha fatto, in particolare, “il controcanto puntuale
all’insegnamento dei Papi
e della Chiesa”, sentenzia
il Torquemada di “Libero”. Al quale riesce
evidentemente difficile spiegare come sia
possibile che il cardinale in questione abbia “rischiato” di diventare, proprio lui, il
Papa, nell’ultimo conclave. Bastava, forse,
che avesse desiderato davvero sino in fondo
“essere portato in trionfo”, per usare una
frase del “nostro”. Quali sarebbero, in ogni
caso, le colpe (i “delitti”?) dell’arcivescovo
di Milano in questione? Giusto quelli acclamati dal quotidiano laicista “Repubblica”,
dice Socci: l’aver affermato (cosa non vera,
peraltro, detta così) l’equivalenza di tutte
le religioni, l’aver dialogato – horribili dictu - con l’Islam, e, a riguardo dei problemi
più squisitamente “morali”, non aver mai
condannato l’eutanasia, l’aver detto “si”
–udite, udite- al preservativo, l’essersi
mostrato possibilista (pur se strenuo difensore del “matrimonio tradizionale”, ma
questo Socci non l’ha ricordato) in tema di
riconoscimento dei diritti civili delle coppie
di fatto. “Anàtema sit”, pertanto, contro il
cardinale biblista, o almeno contro la sua
“dottrina” (espressa peraltro in “massime
terribilmente banali”, come le definisce,
senza vergognarsi, il giornalista).
Martini, uomo debole in tema di fede, maramaldeggia l’intellettuale cattolico (?)
reazionario, incapace di affrontare con la
debita forza i demolitori dei
“dogmi”. Un uomo di Chiesa
dimentico della profezia di
Paolo, il quale aveva preconizzato che “verranno giorni
in cui non si sopporterà più
la sana dottrina ma, per il
prurito di udire qualcosa, gli
uomini si circonderanno di
maestri secondo le proprie
voglie, rifiutando di dare
ascolto alla verità, per volgersi alle favole”. Da cattolico, a me viene da considerare, con un filo
di nausea, che questo Socci, probabilmente
nostalgico delle stesse “Crociate”, è rimasto
fermo, sul piano teologico, ai tempi del concilio di Trento e della relativa, mortificante
teologia morale “casistica”, a una concezione del “dogma” (inteso come asserto indiscutibile e non, invece, quale strumento
d’interpretazione del misterioso evento della “auto rivelazione” di Dio all’umanità) decisamente riduttivo. Non osi, allora, questo
“neoteologo” di complemento, fare da maestro a nessuno. Tantomeno, ovviamente, al
“grande” Carlo Maria Martini.
Vincenzo Ortolina
segue dalla prima
Uno dei volontari
UBRICA
E
Araberara - 14 Settembre 2012
DITORIALI
mese di pensione. Ora grazie a lady lacrima (la Fornero) le pensioni sono ancora più
ridimensionate, c’e’ la crisi, dopo le lacrime
della Fornero a noi tocca dare il sangue (oro
alla patria).
Che dire della fata sovrappeso (Rosy
Mauro) se pure espulsa dal carroccio non
si dimette da vice presidente del senato; il
cerchio magico (Belsito, Mauro, Calderoli,...) viene ridimensionato, sono arrivati i
barbari sognanti (di Maroni) armati di scopa e davanti alla sede di via Bellerio promettono fendenti.
In seconda fila, scontenti, elfi e comari
sono in attesa del loro turno alla tavola rotonda.
Nel frattempo nel rustico reame (Gemonio) non sono poi tanto felici e contenti delle
inchieste della magistratura e dal lezzo che
la faccenda emana, Perché la favola è andata in vacca (cacca). Tappiamoci il naso e
tanti saluti
IL NOSTRO VICINO (SCONOSCIUTO) DI OMBRELLONE
Si, eravamo ancora in molti, stesse persone
che si guardano in faccia e che muovono leggermente un ciglio per salutare e per dire:
“Sì, ti ho incontrato anche lo scorso anno”.
Ognuno usufruisce del proprio ombrellone,
della propria ombra. Tanto silenzio, nessun
dialogo e nulla di più. Eppure a pensarci
bene questi miei vicini di ombrellone li incontro da più di cinque anni; ma non chiedetemi qualche cosa sulla loro provenienza
e tantomeno sulla loro vita: sono i signori
accanto. Mi passa per la mente un episodio che mi è capitato anni or sono quando
all’università mi era stato proposto un questionario - essendo io abbastanza diligente subito mi impegnai nelle risposte fino a
quando arrivai all’ultima che era: “qual è
il nome di battesimo della donna di pulizie della scuola?”. Compilai il mio test lasciando la risposta in bianco e, poco prima
che finisse la lezione, un alunno chiede se
l’ultima domanda del test avrebbe contato
ai fini del voto. “E’ chiaro ñ rispose il professore ñ nella vostra carriera voi incontrerete
molte persone, Hanno tutte il loro grado di
importanza. Esse meritano la vostra atten-
zione anche con un semplice sorriso o un
semplice ciao”. Non dimenticai mai quella
lezione. Quante persone ruotano attorno a
noi nel corso di una giornata e nel corso di
una vita. è impressionante: tutte hanno un
volto, hanno occhi come io vedo; hanno una
storia come io ho una mia storia; hanno un
cuore e dei sentimenti come io ho un cuore
e dei sentimenti. Eppure, sebbene esse siano numerose, spesso e volentieri noi non le
vediamo. E questo non vedere ci fa rischiare di impoverire tante e tante pagine della
nostra esperienza umana. Tutto sommato,
dalle ferie ho imparato almeno qualche cos.
Ora mi attende un anno di lavoro e di attività. Chissà quante persone avrò modo ancora di incontrare. Mi auguro di imparare
almeno il nome di qualche persona che avvicinerò. Sarà un semplice inizio per imparare a vedere e anche a rendermi conto che
nel cantiere della vita non si è mai soli, e la
realizzazione dei progetti procederà alacremente se scoprirò che accanto a me ci sono
anche gli altri.
Metua
55
Cultura
ALTO SEBINO
CON IL SOSTEGNO DEI DIECI SINDACI
Genitori uniti contro
la violazione dei diritti
degli alunni disabili
Spett Redazione di Araberara, volevo inviarvi a nome del gruppo
“GenitoriACCA”la lettera che quest’anno abbiamo scritto e inviato
al Prof. Giuseppe Colosio Dirigente dell’ufficio Scolastico Regionale e alla Prof.ssa Patrizia Graziani responsabile uff. Scolastico
Ambito Territoriale di Bergamo.
E’ l’ennesimo tentativo “democratico e civile” di chiedere l’OVVIO o semplicemente di pretendere che quanto dice la LEGISLAZIONE ITALIANA E NON SOLO (vedi allegati) venga applicata anche in ambito scolastico! Si, è la solita richiesta delle ore di
sostegno per gli alunni diversamente abili o con difficoltà di apprendimento che ormai come ogni anno subiscono tagli silenziosi
andando cosi a colpire sempre chi è già in difficoltà.
Ci sono tre cose particolari da sottolineare: la prima che dei genitori proveniente da paesi diversi si costituiscono in gruppo per unire
le forze dopo aver capito che i problemi degli uni sono i medesimi
degli altri, ormai oggi da soli non si va più da nessuna parte e
allora se “una voce sola si sente poco insieme a tante altre diventa un coro”. La seconda che abbiamo fatto fare allo studio legale
dell’Avv. Bigoni una ricerca in materia legislativa su tutto quello
che oggi esiste come TUTELA delle persone diversamente abili in
ambito scolastico... (tutto riportato nella lettera) e non abbiamo
trovato altri documenti che riportino tutti questi dati insieme! Fra
l’altro dobbiamo dire che come legislazione siamo avanti anni luce
peccato l’applicazione venga sempre meno...
Infine ed è la cosa più importante e unica nel suo genere (non siamo a conoscenza di casi analoghi) la Comunità Montana dei Laghi
Bergamaschi e i dieci comuni dell’Alto Sebino ci hanno appoggiato ufficialmente con un documento firmato (vedi allegato).
Come gruppo GenitoriACCA abbiamo interpellato le nostre amministrazioni non tanto per chiedere un aiuto, ma per proporci a
collaborare ricordando loro che nella scaletta delle istituzioni sono
l’ultima ruota del carro. Questo deriva dal fatto che ormai è prassi
che quanto viene negato dal Ministero della Pubblica Istruzione
viene sobbarcato sulle “ spalle” delle nostre amministrazioni anche
se non di loro competenza, perchè una famiglia che si vede negati
dei diritti al proprio figlio diversamente abile, l’ultima porta a cui
va a bussare alla fine è quella del proprio Comune... ed è proprio li
che si consuma il “dramma” perchè sono il Sindaco e gli assessori
gli unici che si devono confrontare con le famiglie in un “faccia a
faccia” dovendo magari dire: “noi non possiamo fare nulla”, mentre invece delle altre istituzioni non si vede mai nessuno non si
conoscono le facce e non si presentano mai... e cosi è più facile
“tagliare”. Siamo certi che nemmeno queste “parole” sono nulla di
epocale, sono però la consapevolezza che qualcosa sta cambiando
che il senso di responsabilità è presente e vivo proprio partendo dal
basso, che le famiglie esigono di essere sempre più protagoniste
all’interno della vita sociale di cui la scuola ne è una pedina fondamentale per tutti.
Due desideri solo avrei come genitore: la prima quella di non sentirmi più dire dal Provveditorato di Bergamo di non lamentarsi
perchè abbiamo già avuto più di altri, perchè c’è chi ha ottenuto
meno... E NOI DOBBIAMO ACCONTENTARCI DEL MENO
PEGGIO!!! NOOOOOO!
Non è cosi che vanno le cose noi non ci accontentiamo chiediamo solo di avere quanto “LORO” (le istituzioni) hanno stabilito e
messo per legge! Il secondo desiderio è che se tutto ciò che esiste
a livello legislativo non può essere applicato che venga fatto un
Decreto che dica che per i prossimi cinque anni per mancanza di
copertura economica ogni legge nell’ambito scolastico viene sospesa... allora e solo allora come genitori ci metteremo il cuore in
pace... e per finire che almeno una volta ogni “decennio” il Provveditore o il Direttore o il Ministro venissero a dirci in faccia: scusate ma non siamo in grado di darvi quanto vi spetta ma vi saremo
vicini ecc ecc ecc e invece questo non succede mai sono sempre
assenti.
Grazie per l’attenzione
Luca Carrara
* * *
Ecco qui a fianco la lettera inviata al prof. Giuseppe Colosio, Direttore dell’ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia e alla prof.
ssa Patrizia Graziani Provveditore agli Studi di Bergamo.
Se ai nostri figli vengono
negati i diritti noi faremo
un ricorso collettivo
A proposito di scuola! Ebbene si, come genitori abbiamo risposto: “presenti!”; in questo momento storico dove tutto si evolve
e cambia in meno di un nulla, dove le risorse vengono sempre
meno, dove l’incertezza regna un po’ ovunque, noi come genitori
ci siamo messi in gioco, ci siamo buttati in prima linea, pronti a
collaborare, proporre e sostenere tutto quanto è indispensabile per
la vita scolastica dei nostri figli, affinché parole come “integrazione e inclusione” siano qualcosa di autentico, vero e condiviso.
Ci siamo chiamati “ genitoriAcca “ (un po’ di ironia non guasta
mai), papà e mamme di bambini/e e ragazzi/e diversamente abili o
con difficoltà di apprendimento che attivamente da un paio d’anni
partecipano alla commissione H del proprio Istituto Comprensivo
coscienti che, perché tutto funzioni al meglio, ognuno per il ruolo
che gli compete deve essere presente e dare il massimo, certi che
le risorse umane sono un valore aggiunto se sospinte dalla “passione”, quella passione che proprio grazie ai nostri figli non viene
mai meno e non vi è giorno del loro crescere che non ne alimenti
Araberara - 14 Settembre 2012
Araberara - 14 Settembre 2012
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VERDETTO FINALE IL 20 NOVEMBRE AL CONSIGLIO DI STATO
INTERVENTO - NORMA POLINI SINDACO DI RIVA DI SOLTO
Un Concorso “sospeso” in Lombardia per…
L’ottava “meraviglia”
della rievocazione
trasparenza delle buste che in via astratta non garantiva l’anonimato
406 Dirigenti in pectore (55 in bergamasca)
aspettano il verdetto. Da noi 59 sedi“vacanti”
(p.b.) Quattro “Dirigenti” che stanno tra color (406
in Lombardia, 55 a Bergamo) che son… sospesi. Maria Emilia Gibellini (insegna alla “Muzio” di Bergamo), Gloria Farisé (insegna alla “Lotto” di Trescore),
Francesca Armanni (insegna alla “Secco Suardo” di
Bergamo), Salvatore Inglima (insegna al “Piana” di
Lovere) arrivano in redazione a raccontare l’incredibile
storia di un Concorso nazionale (il primo dal 2004) che
ha sfornato Dirigenti in tutta Italia tranne che in…
Lombardia. Anzi no, anche il Lombardia il Concorso
ha prodotto 406 Dirigenti classificati “idonei” dopo una
feroce selezione. Erano 4000 i candidati, nell’ottobre
2011 la preselezione ha sfoltito la rosa riducendola a
969 poi la prova scritta a dicembre con due prove corpose (saggio teorico sul quadro istituzionale scolastico
e la “soluzione” di un caso nemmeno tanto teorico di
bullismo) hanno ridotto il numero degli “idonei” a 476
che alla prova orale (prova interdisciplinare su 6 ambiti più un colloquio di lingua straniera e una prova
di informatica) si sono ulteriormente ridotti a 406. In
bergamasca gli “idonei” sono stati 55, le sedi senza Dirigente sono 59 più 7 sedi “dimensionate” (vale a dire
che accorpano già più scuole).
Tutto bene, anche perché la sedi “vacanti” in Lombardia sono attualmente circa 500 ma l’anno prossimo,
con i pensionamenti, saliranno a 700. Quindi una manna questo concorso. Se non fosse che tra le migliaia di
“bocciati” si doveva mettere in conto il malcontento,
che è sfociato in un ricorso al TAR di 101 firmatari.
Tra le varie motivazioni del ricorso il TAR (Tribunale
Amministrativo Regionale) ha tenuto conto solo di una
presunta “trasparenza delle buste che in via astratta
non garantiva l’anonimato”. Questa va spiegata: chi
partecipa al concorso mette il nominativo in busta
chiusa. Le prove di quel candidato sono in altra bustina con il solo riferimento numerico alla busta col nominativo. Le commissioni analizzano e giudicano le prove
del bustone. Solo successivamente si va a vedere nome
e cognome dell’autore delle prove. Ma il Tar il 18 luglio
ha fatto una “prova finestra” delle normalissime buste
bianche e ha sentenziato che “in via astratta” (vale a
dire in teoria) con un po’ di fatica si poteva anche leggere il nominativo.
A quel punto c’è stato il ricorso al Consiglio di Stato,
fatto non dagli “idonei” che tali non potevano ancora
essere considerati, ma da parte addirittura del Ministero.
Solo in Lombardia è successo che il TAR “sospendesse” il Concorso. Un ricorso analogo è stato bocciato dal
Tar dell’Emilia Romagna. In attesa della sentenza del
Consiglio di Stato cui il Ministero chiedeva di annullare la “sospensiva del Tar” le nomine stavano comunque
per essere fatte: il 30 e 31 agosto scorso, i 406 “idonei”
erano stati convocati a Milano all’USR (Ufficio Scolastico Regionale) per scegliere le sedi e… sottoscrivere
il contratto di lavoro.
Ma due giorni prima, il 28 agosto, il Consiglio di
Stato non ha concesso la sospensiva della sentenza del
Tar. La sentenza sul merito è rimandata al 20 novem-
il fermento di ogni nostro passo. Mai come oggi siamo determinati nel portare avanti questo nostro impegno, convinti che sia il
più saggio e proficuo investimento: la scuola come campo di vita
rimane una pedina fondamentale e insostituibile.
Abbiamo chiesto così alle Amministrazioni Locali ed Enti del nostro territorio quali la Comunità Montana di sostenerci e condividere questa nostra esperienza.
Siamo certi che se l’impegno di tutti è quello di adoperarsi per il
bene e l’interesse dei propri figli (come genitori), dei propri cittadini (come Enti locali e Amm.), dei propri alunni (come Scuola o
Ministero pubb. Istr.), dei propri pazienti (come Asl), allora non
può esistere nessun tipo di scontro, ma solo e solamente condivisione e collaborazione.
A fronte di tutto ciò e vista l’esperienza di questi ultimi anni scolastici, chiediamo a VOI Provveditorato agli Studi Provinciale e
Regionale di essere i Garanti dei DIRITTI dei nostri figli e vostri
alunni.
Vi chiediamo inoltre di essere i nostri interlocutori presso il Ministero della Pubblica Istruzione nell’esigere che venga semplicemente rispettata la nostra Costituzione e quanto la Legge prevede,
nulla di più: vogliamo che tutti applichino le regole, affinché ad
ognuno dei nostri figli e vostri alunni non venga negato nessun
Diritto.
Perché è principio generale dell’ordinamento dello Stato Italiano
quello della tutela delle persone più deboli e fragili.
Non vi è dubbio alcuno sulla assoluta preminenza di questo principio su qualsiasi altro che possa in qualsiasi misura contrastarlo.
L’articolo 38 comma 3 della Costituzione dispone che “gli inabili
e i minorati hanno diritto all’educazione e all’avviamento professionale” e dà così concretezza ai principi generalissimi espressi
dagli articoli 2 e 3 della nostra Costituzione a proposito di pari
dignità sociale. A livello internazionale ed europeo sono l’articolo
26 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo del 1948
e l’articolo 26 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione
Europea che ribadiscono e garantiscono il diritto all’inserimento
dei disabili.
bre. A quella seduta i 406 “idonei” lombardi si presenteranno però agguerriti, si sono costituiti in “Gruppo
unitario” con gruppi provinciali sottolineando la “non
appartenenza a nessun colore politico o sigla sindacale”. Perché? “Perché volevamo evitare di essere oggetto
di facili strumentalizzazioni che abbiamo stoppato subito, supporti non richiesti che sarebbero stati più…
trasparenti delle buste contestate e non c’era nemmeno
bisogno di mettere le buste alla ‘prova finestra’ come
hanno fatto al Tar”. Nonostante tutto si conserva l’ironia. LE CHIEDO DI TOGLIERE QUESTA FRASE! ( E
qui si innestano sospetti non provati sulla “carica dei
101”. Chissà che tra i bocciati ci siano nomi eccellenti
della politica. E quando c’è di mezzo la politica ogni
sospetto si ingigantisce) Comunque i 406 adesso hanno
dato mandato a uno studio legale romano di difendere
le loro ragioni di fronte al Consiglio di Stato.
“L’assurdità è che durante il lungo iter del Concorso
nessuno aveva sollevato la minima obiezione. Le buste
sono normalissime e crediamo siano le stesse usate nelle altre Regioni” Noi ribadiamo di avere fatto tutto ciò
che ci è stato richiesto, abbiamo rispettato le procedure
previste dal concorso e lo abbiamo superato per merito!.
Quindi nel frattempo restate insegnanti nelle rispettive scuole e si va avanti con le “reggenze” negli Istituti
senza Dirigente (la vecchia denominazione era di “Preside”.
Che una scuola rimanga senza “testa” sembra un
problema secondario.
In realtà manca chi coordina, i progetti educativi sono
lasciati alla libera iniziativa, spesso individuale, degli
insegnanti, una scuola senza dirigente è una scuola che
va avanti alla giornata, “trascurata” dai reggenti che
in quella scuola ci vanno di malavoglia, occupandosi (è
ovvio) principalmente della scuola in cui sono titolari.
Ai genitori non c’è chi “risponda” alle proteste e alle
proposte, lo stesso Consiglio di Istituto va avanti in
modo assembleare spesso vittima di “veti” incrociati, di
gelosie di autonomia degli insegnanti di classe.
Molte le scuole della nostra zona che aspettano un
Dirigente (le trovate nella scheda qui a sinistra).
Anche la Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità, adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni
Unite il 13 dicembre 2006, entrata in vigore sul piano internazionale il 3 maggio 2008 e ratificata e resa esecutiva dall’Italia con
legge 3 marzo 2009 n. 18, prevede all’articolo 24 che gli Stati Parti
“riconoscono il diritto delle persone con disabilità all’istruzione”.
Diritto che, specifica tale Convenzione, deve essere garantito, anche attraverso la predisposizione di accomodamenti ragionevoli,
ai fini di “andare incontro alle esigenze individuali del disabile”
(articolo 24, par. 2, lettera c) della Convenzione).
Anche gli articoli 15 e 17 della Carta Sociale, ratificata con legge
n. 30 del 1999, riconoscono il diritto delle persone portatrici di
handicap all’educazione, all’integrazione sociale e alla partecipazione della vita di comunità e il diritto dei bambini a crescere in un
ambiente favorevole allo sviluppo della loro personalità.
Quanto all’ordinamento italiano, in attuazione dell’articolo 38, terzo comma, della Costituzione, il diritto all’istruzione dei disabili
e la loro integrazione scolastica sono previsti, in particolare, dalla
legge 5 febbraio 1992 n. 104 (Legge Quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate) che, come
già più volte osservato dalla Corte Costituzionale, è volta a “perseguire un evidente interesse nazionale, stringente ed infrazionabile,
quale è quello di garantire in tutto il territorio nazionale un livello
uniforme di realizzazione di diritti costituzionali fondamentali dei
soggetti portatori di handicap” (sentenza n. 406 del 1992).
In particolare, l’articolo 12 della citata legge 104 del 1992 attribuisce al disabile il diritto soggettivo all’educazione e all’istruzione a
partire dalla scuola materna fino all’università (comma 2).
La Corte Costituzionale, a questo proposito, ha già precisato che la
partecipazione del disabile “al processo educativo con insegnanti
e compagni normodotati costituisce un rivelante fattore di socializzazione e può contribuire in modo decisivo a stimolare le potenzialità dello svantaggiato” (sentenza n. 215 del 1987).
Il diritto del disabile all’istruzione è quindi un diritto fondamentale che si attua attraverso “misure di integrazione e sostegno per
garantire ai portatori di handicap la frequenza degli istituti di istru-
57
• SCHEDA
Scuole senza
Dirigente
Ecco le Scuole della zona di diffusione del nostro
giornale prive di dirigenza.
ALZANO LOMBARDO – Istituto Comprensivo
BERGAMO - Istituto Comprensivo “Mazzi”
BERGAMO - Istituto Comprensivo “Camozzi”
BORGO DI TERZO - Istituto Comprensivo
CASTELLI CALEPIO - Istituto Comprensivo
CLUSONE – Istituto Fantoni
GORLAGO - Istituto Comprensivo
GORLE - Istituto Comprensivo
GROMO - Istituto Comprensivo
GRUMELLO DEL MONTE - Istituto Comprensivo
LEFFE - Istituto Comprensivo
LOVERE – Convitto Nazionale
LOVERE - Istituto Comprensivo
NEMBRO - Istituto Comprensivo
S. PAOLO D’ARGON - Istituto Comprensivo
SARNICO - Istituto Comprensivo
SCANZOROSCIATE - Istituto Comprensivo
SERIATE - Istituto Comprensivo
SOVERE - Istituto Comprensivo
TAVERNOLA BERGAMASCA - Istituto Comprensivo
TORRE BOLDONE - Istituto Comprensivo
TRESCORE BALNEARIO - Istituto Comprensivo
VERTOVA - Istituto Comprensivo
VILLA DI SERIO - Istituto Comprensivo
Poi ci sono le 7 sedi “dimensionate” tra cui la VALLE
DI SCALVE
zione” (sentenza n. 215 del 1987).
Tra le varie misure previste dal legislatore si evidenzia quella del
personale docente specializzato, chiamato appunto ad adempiere
alle “ineliminabili (anche sul piano costituzionale) forme di integrazione e di sostegno a favore degli alunni diversamente abili”
(sentenza n. 52 del 2000).
Proprio in forza di tali principi la Corte Costituzionale, con la storica sentenza n. 80 del 2010 ha dichiarato incostituzionale l’articolo 2 commi 413 e 414 della legge 2007 n. 244 che fissavano
rigidamente un limite al numero degli insegnanti di sostegno, sopprimendo radicalmente la possibilità di assumere con contratti a
tempo determinato altri insegnanti, in deroga al rapporto docenti
alunni, pur se in presenza di disabilità particolarmente gravi.
Questo principio è stato ripreso e ribadito da numerosissime sentenze successive che, anche assai recentemente, hanno confermato
l’obbligo degli Uffici Scolastici di provvedere ad assolvere il diritto all’assegnazione delle ore di sostegno richieste, commisurate
alla gravità, alle esigenze e alla misura dell’intervento assistenziale per il recupero almeno parziale (Tar Molise 19 dicembre 2011
n. 970; Tar Calabria 23 maggio 2012 n. 438; Tar Lazio 17 febbraio
2012 n. 1669; Tar Lazio 15 marzo 2012 n. 2573; Tar Lazio 5 aprile
2012 n. 5551; Tar Calabria 23 maggio 2012 n. 438; Tar Brescia 4
febbraio 2010 n. 581; Tar Toscana 18 aprile 2012 n. 763).
È importante osservare che queste sentenze postulano anche l’esistenza di un danno risarcibile (e, in alcuni casi, anche liquidato)
per l’alunno a cui non viene riconosciuto in modo completo il diritto all’istruzione.
Con questa nostra richiesta siamo risoluti, fermi e molto determinati, certi che se anche ad uno solo dei nostri figli e vostri alunni
venisse negato quanto la legislazione vigente prevede NOI TUTTI
ci attiveremo per un immediato RICORSO collettivo.
Genitori Alto Sebino
Il rappresentante Luca Carrara
[email protected]
Anche quest’anno nell’8ª edizione
la rievocazione storica di Riva di
Solto è stata un successo, complice
la bella serata calda.
Otto anni fa appunto è nata l’idea
di organizzare una rievocazione
storica a Riva di Solto, ed è
iniziata così la ricerca degli
avvenimenti e dei personaggi
che con il loro passaggio hanno
segnato la storia di questo paese e
della sua collina.
L’evento si cala correttamente
nel nostro borgo che ha le proprie
origini nel XII secolo come
testimoniano gli edifici ancora
intatti e l’assetto urbanistico
del paese costituito da vicoli che
scendono direttamente al lago.
La ricerca storica ha evidenziato
tre personaggi di particolare
importanza, appartenuti a tre
epoche diverse, tra leggenda e
realtà: Zorzi, soldato romano del
200 d.C. rifugiatosi in questa
zona del lago d’Iseo per sfuggire
alle persecuzioni nei confronti
dei primi cristiani. San Vigilio,
vescovo del 500 d.C., primo
predicatore della fede cristiana in
questo angolo della bergamasca
e San Carlo Borromeo, il quale
venne in visita pastorale nella
vicaria di Solto nel 1575.
Per realizzare questo progetto
sono state necessarie la
collaborazione e la disponibilità
degli abitanti del paese per
l’apertura di cortili, case e cantine
e per creare, allestire ed animare
i numerosi quadri viventi dislocati
nelle varie vie, piazzette e cortili.
Si sono inoltre coinvolti gli
abitanti dei borghi vicini: Solto
Collina, Esmate, Fonteno .
I punti di ristoro ci hanno
permesso di assaporare piatti
tipici dal pesce di lago al cinghiale
formaggi affettati capù brasato
dolci e cioccolato.
Un ringraziamento che va
veramente a tutti.
Norma Polini
Sindaco di Riva di Solto
IN EDICOLA A 3 EURO
(GIORNALE+ LIBRO)
Un piccolo
volume
ci racconta
ra
Arabiera
In edicola potete acquistare,
25 ann di emozioni
insieme al giornale (3 euro in
totale) o separato (2 euro) un
piccolo volume che non vuole certo riassumere 25 anni di
Araberara, ma è un compendio
di editoriali, inchieste, interviste e poesie apparse sul nostro
giornale. Trovate scritti di Piero
Bonicelli, Aristea Canini, Pepi
Fornoni, Andrea Marchesi, Origene, Anna Carissoni, Giorgio Fornoni, Matteo Alborghetti, Toresal
oltre alle poesie di Alda Merini composte proprio
per i lettori di Araberara e alle vignette di Stefano
Savoldelli e Paolo Bertoletti.
Un volumetto di 80 pagine che aiuta a ridestare anche antiche emozioni. Trovate la genesi della testata, l’inizio della filastrocca adottata per il quindicinale nelle varie versioni trovate a Vilminore, Leffe,
Tavernola e quella originaria milanese riferita alla
storia che sfiora la leggenda della Bella Ara della
famiglia Cornaro di Venezia andata sposa di forza al
Conte Marino di Milano e uccisa dallo stesso.
Trovate, oltre a editoriali, le interviste a Ermanno
Olmi, Luciana Previtali Radici, Ezio Merini, Mons.
Aldo Nicoli, Roberto Vecchioni e alla Badessa delle
Clarisse di Lovere. Trovate storie di paesi semiabbandonati, barboni di stazione e vecchi montanari
solitari.
E per curiosità in penultima pagina il lungo elenco
di chi con Araberara ha collaborato. Perché questo
giornale è vissuto di gratuite collaborazioni di gente
che si è sentita libera in un giornale libero.
1987-2012
SCRITTI di
Andrea Marchesi, Origene,
Canini, Pepi Fornoni,
Toresal
Piero Bonicelli, Aristea
Fornoni, Matteo Alborghetti,
Anna Carissoni, Giorgio
Paolo Bertoletti
VIGNETTE di Stefano Savoldelli,
POESIE di Alda Merini
NB. Se l’edicola in cui vi servite è sprovvista
del volume potete richiederlo o nei paesi vicini o telefonando in redazione 0346 25949 e vi
daremo indicazioni di dove potete trovarlo.
C
Araberara - 14 Settembre 2012
ONTINUAZIONI
» segue da pag. 5
» segue da pag. 27
MICHELE CORTI RISPONDE
ALLE CRITICHE (1)
BOSSICO - 135 MILA EURO A CARICO DEL COMUNE
“È la città che deve
imparare dalla montagna”
La risposta con offerte tipo Son e lumière è quella più facile:
punta sulla saturazione delle emozioni mediate da più organi di
senso. Qualcosa di facilmente riproducibile.
Che possono offrire tante altre destinazioni turistiche ma che,
alla fine, il turista con sempre meno soldi da spendere può trovare
anche a casa sua. Quello che non c’è in città è la montagna (che
è fatta tanto di rocce, pascoli, sentieri, quanto di baite, mucche al
pascolo, uomini, comunità).
Una lettura meno superficiale della domanda del turista contemporaneo suggerisce che tra le sensazioni in cui il turista va alla
ricerca non ci sono solo quelle di eccitazione sensoriale e adrenalinica ma anche quelle che si strutturano in un’esperienza autentica.
Il “turismo dell’autentico” rappresenta uno dei filoni del turismo contemporaneo. È un filone che non può essere “coltivato”
chiamando degli esperti, degli animatori, investendo qualche risorsa. Può essere coltivato
solo se coinvolge la gente
del posto, se essa porta la
sua progettualità e il suo
entusiasmo, se non si sente trasformata in comparse da presepe. Se resta sé
stessa. Facendolo diventa
oggetto di riconoscimento
e di ammirazione da parte
del turista e la gente stessa
impara ad apprezzare di
più le proprie tradizioni,
il proprio patrimonio (materiale ed immateriale), la
propria identità.
Che al contatto con un
turismo “cattivo” evapora, mentre a contatto di un turismo “buono” si rafforza. Richiede partecipazione, ma sfrutta un capitale
umano che c’è già e consente di finanziare il recupero di patrimoni dimenticati e degradati non solo e non tanto per una fruizione turistica (che può dare il la e giustificare certi investimenti)
quanto per la stessa comunità locale. Nel “turismo dell’autentico”
una componente chiave è rappresentata dalla gastronomia locale,
dall’intreccio tra turismo e produzione, trasformazione e consumo
di prodotti agroalimentari.
Quando gli operatori turistici e gli amministratori respingono
sdegnati le “provocazioni” di chi mette in luce la deriva pericolosa
della montagna Luna Park sostenendo che solo con il Luna Park
si può “sopravvivere” fingono di ignorare quante e quali risorse
proprie della montagna sono inutilizzate, abbandonate, degradate.
Sapienza ha sottolineato questo aspetto sostenendo che l’inversione della tendenza allo svilimento dei lavori tradizionali, all’abbandono del territorio a favore di forme di attività economica autosostenibili integrate al turismo senza che quest’ultimo rappresenti
una finalizzazione esclusiva.
Oggi sappiamo pensare solo come noi: consumatori, materialisti
dagli ego spropositati, p r o m o z i o n e dell’ignoranza, manifestazioni che corteggiano gli istinti di massa più bassi, giustificazioni
risibili (e spesso fuori dalla legge vigente) ad azioni palesemente
violente, svilimento dei lavori storici della montagna, abbandono
del territorio, incapacità di investire sui lavori che davvero farebbero tornare il sorriso alla montagna: questo perché oramai a livello istituzionale la conoscenza del territorio è quasi zero e le proposte turistiche prodotte dall’assenza di pensiero legato al territorio
rischiano di soffocare i bellissimi germogli culturali che comunque in questi ultimi anni stanno portando una brezza nuova sotto la
Presolana: germogli che pensano anche loro come la montagna e
che hanno capito che la montagna non ha bisogno di rumore.
(1 - continua)
Terminati i lavori del progetto Onito-Plass
330 mila euro dalla Regione, 190 mila euro da Uniacque
gazione dell’Amministrazione e i
funzionari regionali, è stato possibile ottenere l’utilizzo di una parte
del 40,58% del ribasso d’asta, che
diversamente sarebbe stato trattenuto da Regione Lombardia e
dirottato su altri progetti. Così è
stata appunto messa in sicurezza
la zona “Volpera”. Con la realizzazione dell’opera, oltre che portare
l’acqua attraverso l’acquedotto
rurale nella zona Onito-Plass e interrare i cavidotti della linea elettrica, è stata rifatta la pavimentazione di tutto il tratto interessato.
I lavori specifici sono stati realizzati dalla ditta Edilporfido di Edolo il cui titolare Sergio Moles (40
» segue da pag. 14
anni) ha dichiarato: “Ogni giorno
da Edolo a Bossico per mangiar
polenta. In questo periodo di crisi,
si va dappertutto. Prima erano gli
altri a venire a cercarci, ora siamo
noi a dover andare a cercare lavoro ed è una vera fortuna trovarlo!”.
Tecnico collaudatore dell’opera
l’ing. Giuliana Capodiferro. Diversi proprietari si sono già allacciati al nuovo acquedotto. E’ ovvio
che non esiste obbligo di collegarsi, ma sicuramente l’opportunità
non è da sottovalutare, anche in
funzione delle norme igieniche
sanitarie sempre più restrittive e
della comodità di disporre di acqua
potabile. Soddisfatta Marinella
Cocchetti, sindaco, che non ha
esitazioni nell’indicare la principale ricchezza del territorio: «Per un
paese come il nostro, l’ambiente è
tutto!»; ed è per questa ragione che
gli ultimi importanti lavori pubblici realizzati riguardano proprio la
tutela e la valorizzazione dell’ambiente. Costruita e messa in funzione la piattaforma ecologica,
ora in pineta si è conclusa questa
nuova importante opera a servizio
della località ‘Onito’. Si dovrebbe
poi procedere alla sistemazione
dell’alveo della Valle Pernedio e
provvedere alla ricostruzione del
tornante di “Vià Rata”.
Pasquale Sterni
OLTRESSENDA - “CATTURATA” IL 17 AGOSTO SCORSO
Una libellula chiamata “Hesna” a Valzurio
anche le amministrazioni locali e le
istituzioni preposte circa le modalità
con cui si procede alla periodica pulizia e/o ristrutturazione delle pozze
d’alpeggio, condotta con modalità
che non mettano a rischio l’equilibrio
ecologico di anche questa fauna che
le abita. “Il sopralluogo ha avuto anche, come ‘valore aggiunto’ una quasi
completa sparizione del solito traffico
di moto nella zona di Colle Palazzo,
verosimilmente dovuta alla certa» segue da pag. 35
mente notata presenza di una pattuglia GEV in servizio di vigilanza sul
territorio. Una presenza che, qualora
venisse intensificata, contribuirebbe
a prevenire ed a fermare i numerosi
abusi”.
P. S. - Nel Regno Animale l’ordine
degli Odonati (dal greco : “con bocca
dentata”) si divide in due Sottordini: Zigotteri o Odonati minori e
Anisotteri o Odonati maggiori,
tutti comunemente chiamati LIBELLULE.
Ma come vengono definite le libellule nelle varie declinazioni della lingua bergamasca? Nel vocabolario del
Tiraboschi troviamo “bècaöcc”, nella
Bassa “spuse”, “spusìne”, “damigèle”,
“signurine”, “verginèle” ma forse da
noi esistono anche altre definizioni:
perciò chiediamo ai nostri Lettori
di volercele gentilmente segnalare.
Grazie!
ADRARA SAN ROCCO – ANNIVERSARIO AL SANTUARIO DI BONDO
Gli Alpini fanno festa… a Don Tommaso
una pergamena. Terminata la funzione, ha avuto luogo il pranzo. Nella
sala interna della casa adiacente il
santuario hanno trovato posto una
quarantina di invitati, amici e parenti
di padre Tommaso. All’esterno sui
tavoli allestiti appositamente dagli
alpini hanno pranzato invece tutti
coloro che si sono voluti fermare. In
complesso hanno partecipato alla festa circa 400 persone. Tra gli auguri
pervenuti a padre Tommaso, anche
quelli del Card. Silvano Piovanelli,
arcivescovo emerito di Firenze: “Mi
è giunta notizia che tu, Padre Tommaso, celebri il venticinquesimo di
ordinazione sacerdotale. Sono felice
di parteciparvi, in qualche modo,
anch’io che 25 anni fa ti imposi le
mani. Chiedo al Signore che ti doni
la grazia di un cuore sempre giovane
per rispondere con amore crescente
alla incessante domanda di Gesù (Mi
ami tu più di costoro?) e testimoniare
dinanzi a tutti la gioia della nostra
fede”.
SCHEDA
Don Tommaso Panarese da Bergamo
ma sanrocchino d’adozione
Tommaso Panarese nasce a Bergamo il 5 aprile
1958 da mamma Lina Panarese (insegnante), e da
Ercole Panarese (dirigente di Cancelleria a Bergamo). Il padre, dopo aver conosciuto Adrara San
Rocco, volle acquistare un’abitazione qui in paese
per trascorrervi le vacanze d’estate con la famiglia.
Da allora la famiglia è sempre rimasta legata al paese di Adrara San Rocco. Tommaso, dopo gli studi
superiori, inizia a frequentare Giurisprudenza alla
Cattolica di Milano.
E nel frattempo si impegna attivamente nella
FUCI (Federazione universitaria cattolica italiana). Dopo un pellegrinaggio con la FUCI presso
il Sacro Monte di Varese in lui comincia a nascere
la vocazione a farsi sacerdote. Inizia un periodo di
discernimento aiutato da un padre spirituale, Don
Nicola Ati, che lo indirizza verso i Domenicani. E
così un giorno, Tommaso fa un bella sorpresa ai
suoi familiari... trasferendosi senza preavviso a Firenze, presso il convento San Marco dei Domenicani. Lì compie il cammino di preparazione che lo
porta alla professione solenne dei voti religiosi nel
1985. Due anni dopo, il 7 settembre 1987, viene
ordinato sacerdote per mano dell’allora arcivescovo di Firenze, cardinale Silvano Piovanelli. Il giorno seguente (l’8 settembre, festa della Natività di
Maria) è il giorno della sua prima S.Messa. Dopo
l’ordinazione sacerdotale iniziano gli incarichi:
dopo S.Marco a Firenze, è la volta di Livorno, poi
a Cagliari, con una parentesi a Sassari, poi di nuovo
a Cagliari, infine a Siena. Poi di nuovo torna a Sassari. Ma cominciano alcuni problemi di salute, che
lo portano a doversi curare e a fermarsi ad Adrara
San Rocco per un po’ di tempo. Ma l’attività pastorale di padre Tommaso continua, oltre che nella
parrocchia di Adrara San Rocco e nelle parrocchie
vicine, anche su internet, dove i suoi gruppi Facebook hanno ormai raggiunto il numero massimo di
partecipanti. Quello forse più conosciuto è chiamato “Maratona Mariana”, che ha lo scopo di creare
un movimento di preghiera in occasione di ogni
primo sabato del mese. Recentemente padre Tommaso ha iniziato anche ad accompagnare gruppi di
pellegrini a Medjugorje.
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Agriturismo
Araberara - 14 Settembre 2012
SONO 20 MILA IN ITALIA:
IL 45% DEGLI ITALIANI LI HANNO SPERIMENTATI
Boom della ricerca del verde e della buona cucina
Si continua a lavorare. E tanto. Anche grazie alla
crisi. Salgono infatti a 4,1 milioni le presenze dei
turisti negli agriturismi italiani nell’estate 2012 con
un leggero aumento rispetto allo scorso anno (+2,5
per cento), in controtendenza rispetto all’andamento
generale. A spingere i turisti nel verde c’e sicuramente la volontà di dimenticare la crisi e di starsene
tranquilli all’aria aperta, ma anche la voglia di gustare i sapori del territorio negli agriturismi. E l’ottimo
rapporto prezzo/qualità attira turisti, il tempo medio
di permanenza media è di 3 giorni e il numero degli
agriturismi in Italia ammonta a 20 mila. E i numeri
si fanno ancora più importanti quando si scopre che
quasi la metà degli italiani (45%) negli ultimi cinque
anni è stata in vacanza in agriturismo. Tutti pazzi per
la vacanza in campagna e per la buona tavola quindi,
anche e soprattutto perché ci si riconcilia con i prodotti agricoli locali. E infatti il fattore principale che
scoraggia la scelta di un agriturismo è l’offerta di
cibi surgelati, industriali o convenzionali, gli agriturismi che propongono questa offerta sono quasi evitati. Il canale più utilizzato per la ricerca dell’agriturismo è internet che è scelto dal 79% dei vacanzieri
che navigano su siti come www.terranostra.it e che
precede il passaparola (42%) e l’esperienza diretta
(12%). Tra le novità dell’estate 2012 oltre alla guida
Agriturismo 2012 edita dall’Istituto Geografico De
Agostini con la collaborazione di Terranostra, c’è la
prima App per essere guidati on line nell’agriturismo
giusto. Si tratta di “iTerranostra”, realizzata dall’associazione agrituristica promossa dalla Coldiretti
con l’obiettivo di fornire ai turisti un’opportunità in
più per programmare la propria vacanza, ma anche
per garantire una sempre maggiore promozione per
le strutture associate. Si trovano gli agriturismi divisi per regione, provincia o ricercabili direttamente per nome. Per ogni struttura sono a disposizione
tutte le informazioni sui servizi offerti, su quel che
c’è di bello nelle vicinanze. Ma anche sui prodotti in
vendita o in degustazione. Le aziende agricole autorizzate a fare agriturismo sfiorano in Italia le 20 mila
unità con 385.470 posti a sedere a tavola autorizzati
e 206.145 posti letto. Le aziende sono relativamente
più concentrate nel nord dove si trova il 45,3% delle
aziende, seguono il centro (34,1%) e il mezzogiorno
(20,6%). Toscana e Alto Adige, con 4.074 e 2.990
aziende, si confermano i territori in cui l’agriturismo
risulta storicamente più rilevante. L’attività agrituristica è significativa anche in Lombardia, Veneto,
Umbria, Emilia-Romagna e Piemonte (con oltre
1.000 aziende) e in Campania, Lazio, Sardegna e
Marche (con oltre 700 aziende). E la curiosità è che
più di un’azienda agrituristica su tre è a conduzione
femminile, che… le donne in cucina ci sanno sempre fare.
IN LOMBARDIA
PERDITE STIMATE SUI
200 MILIONI DI EURO
Stato di calamità
per l’agricoltura
lombarda.
Tra Sarnico e Clusone
culture dimezzate
Stato di calamità per l’agricoltura
lombarda: a chiederlo è la Coldiretti
regionale che ha redatto la mappa dei danni
della lunga estate calda spenta nei giorni
scorsi dalle piogge di Poppea. “La siccità
di luglio e agosto ha inciso in modo pesante
sulle coltivazioni sia sul fronte delle
quantità prodotte sia su quello della spesa
per il carburante che serve alle pompe
di irrigazione – spiega Ettore Prandini,
Presidente della Coldiretti Lombardia –
fra Brescia, Milano, Sondrio, Bergamo,
Mantova, Pavia e Cremona ci sono danni
stimati, fra mancati raccolti e maggiori
costi, per circa 200 milioni di euro”.
A Bergamo la situazione è diversa a
seconda delle zone considerate: nella
pianura (area Romano-Treviglio) si
segnalano perdite del 15-20% su tutte
le colture, cali anche del 70% sull’erba
medica e del 10-15% per il latte, nella
media pianura (Bergamo – Ponte San
Pietro) il mais ha perso fra il 60 e il 70%
del raccolto sulle zone non irrigue, l’uva
bianca è quasi dimezzata e per quella nera
si prevedono perdite fra il 20 e il 30%, in
collina e sulla montagna orientale (Sarnico
– Clusone) dimezzate le colture foraggere,
il mais registra perdite del 25% nelle aree
irrigue e del 70 in quelle non irrigate,
l’uva bianca crolla del 50% e quella rosa
del 30, mentre in Valle Imagna e in Valle
Brembana le perdite sul latte vaccino e
caprino si sono registrate riduzioni fra il
18 e il 20%, mentre le produzioni di erba e
fieno sono crollate anche del 40%.
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14 Settembre