Atti consiliari del Comune di Barletta
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SEDUTA DEL 13 SETTEMBRE 2012
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Verbale allegato alla delibera consiliare n. 44 avente all’oggetto: Mozione relativa a “Abbandono dei
minori, adozione internazionale e affido familiare. Indirizzi”.
PRESIDENTE:
Nel frattempo passiamo al punto numero 4 all’ordine del giorno: “Abbandono di minori, adozione
internazionale e affido familiare, indirizzi”.
Si tratta di una mozione fatta proprio dagli uffici a seguito di un ordine del giorno presentato da molti
Consiglieri Comunali, che ha visto come primo firmatario il consigliere Gorgoglione.
Io darei la parola al consigliere Gorgoglione per illustrare il provvedimento.
Prego, Consigliere.
CONSIGLIERE GORGOGLIONE:
Grazie Presidente.
Sindaco, Assessori, colleghi Consiglieri, innanzitutto prima dell’intervento volevo ringraziare per la
disponibilità dei colleghi Consiglieri, della Presidenza e anche dell’amministrazione nella parte tecnica
del settore che se n’è occupato per l’attenzione e per la sensibilità che ha dimostrato l’intera
amministrazione sul tema stesso. Ringrazio anche il settore che in maniera molto rapida, celere e attenta
ha predisposto anche l’atto deliberativo prontamente calendarizzato dalla Presidenza, e ovviamente
anche l’attenzione di tutti i Consiglieri Comunali che hanno sottoscritto quest’ordine del giorno
portandolo così all’attenzione del Consiglio comunale, ma anche dell’intera città, e la Commissione
consiliare competente che ha immediatamente licenziato con il proprio parere il punto da portare oggi e
per questo e per l’attenzione dimostrata ringrazio Franco Grippo e la Commissione competente.
Perché la necessità e perché l’idea di questa mozione e di questa risoluzione di Consiglio Comunale?
Perché parlare di abbandono in un Consiglio Comunale con gli enti e con le amministrazioni locali?
Dobbiamo partire da un presupposto, cioè quello che contraddistingue il tema dell’abbandono.
Certamente un bambino è abbandonato anche se non siamo personalmente colpevoli, ma sicuramente ne
siamo e dobbiamo esserne comunque responsabili. Se non cominciamo a discutere seriamente di
problematiche che hanno un carattere senz’altro molto ampio, elevato, anche se spesso rischiamo di
cadere nel qualunquismo su certi temi così importanti e rilevanti, e viene naturale e spontaneo dire che è
un problema importante, che riguarda centinaia di migliaia, anzi milioni di esseri umani, ma alla fine che
cosa si può fare per risolvere questo problema? Si dice che qualcuno farà qualcosa, che qualcuno
s’interesserà del problema ma che certamente non ce ne si può occupare personalmente; questa è la cosa
più sbagliata perché sicuramente è il punto di partenza errato a seguito del quale sicuramente i problemi
non si risolvono, non vengono risolti e soprattutto non se ne discute.
La problematica dell’abbandono di minori è la quarta emergenza umanitaria al mondo. I numeri sono
spaventosi perché se pensiamo che le stime per difetto parlano di 170 milioni di bambini abbandonati al
mondo ci fa capire che questa non è certamente una tematica leggera ma sicuramente è un tema molto
importante di cui credo che una società civile debba sicuramente occuparsene.
I numeri sono dentro casa nostra, perché se si globalizza questo problema continua ad esserci il rischio
fondato di dire che non si può risolvere la situazione di abbandono di 170 milioni di minori, ma in Italia
i numeri parlano di 35 mila bambini in istituto. Se a questi si aggiungono i bambini in situazione di
affido temporaneo i numeri sono ancora più alti, e quindi bisogna capire che quando si parla di 135 mila
bambini abbandonati in Italia, e per abbandonati ovviamente si intendono i bambini in istituto, perché
per il fatto che siano in istituto e accuditi nelle necessità fondamentali e primarie sicuramente non si può
parlare di bambini che vivono una vita felice e serena.
Di conseguenza si parla di abbandono anche in una situazione del tutto precaria e anomala, perché la
collocazione di un bambino è quella di una famiglia e un bambino ha il diritto di essere figlio. Ecco
perché ovviamente non ci si può disinteressare di questa situazione.
Allora un’amministrazione, un Consiglio Comunale, un’amministrazione comunale, regionale o
provinciale cosa può fare?
Cosa possono fare gli enti pubblici in questa tematica così importante?
Sicuramente hanno un duplice ruolo: il primo fondamentale è la sensibilizzazione ed è quello di
affrontare la tematica dell’abbandono, parlare di abbandono e sensibilizzare su questo tema il tessuto
cittadino, provinciale o regionale. Una volta fatto ciò, sicuramente gli strumenti e le possibilità in capo
ad un’amministrazione non sono di poco conto.
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In merito alla sensibilizzazione e quindi alla possibilità di un’amministrazione di trattare l’argomento,
sicuramente un’amministrazione ha delle potenzialità enormi perché nel momento in cui questo
Consiglio Comunale approverà questa deliberazione demandando al Governo cittadino di porre in essere
tutti gli strumenti necessari per il contrasto all’abbandono, di conseguenza l’amministrazione comunale,
come ente, ha delle grandissime capacità perché potrà interloquire validamente, parlare ed essere
interlocutore privilegiato se si pensa alla divulgazione che ci può essere a livello scolastico, politico,
nelle parrocchie, nei centri sociali, cioè in tutte quelle fattispecie e situazioni in cui si ha tanta gente, si
hanno tante coppie e tanti genitori che potrebbero dare la propria disponibilità ad accogliere un bambino
abbandonato e ad accoglierlo.
Se si continua a parlare di adozioni e di affido soltanto in favore di quelle coppie che non potendo
raggiungere il sogno di un figlio naturale si rivolgono all’adozione, la battaglia per l’abbandono non si
vincerà né oggi né mai, perché i numeri sono sicuramente troppo ridotti.
La battaglia all’abbandono si vince nel momento in cui si riescono a intercettare delle famiglie
accoglienti, e ce ne sono tante, che siano disponibili a donare amore a un bambino abbandonato in tante
forme diverse, dall’adozione, all’affido e all’affido temporaneo.
Qual è l’interesse di un’amministrazione? Perché oggi questo Consiglio Comunale dovrebbe approvare
questo punto demandando poi all’amministrazione di intervenire in maniera decisa sull’argomento?
Anche se non fosse una considerazione prettamente di carattere umano o umanitario e di sensibilità,
un’amministrazione comunale ha tutto l’interesse ad affrontare la tematica dell’abbandono soltanto per
dare, anche se sicuramente non sarà così, una risposta chiara in termini economici e di bilancio
comunale ai propri cittadini perché a Barletta – consideriamo la nostra città – le famiglie che hanno dato
disponibilità per un’adozione, o ancora meno per un affido, sono risicate, e chi lavora in questo settore,
si occupa o si è occupato di questo settore in precedenza a livello di amministrazione comunale sa
quanto è vera questa difficoltà. Molto spesso i servizi sociali, pur avendo delle necessità di dare una
risposta immediata a una situazione di abbandono con un affido, non trovano coppie e famiglie disposte
ad accogliere un bambino e di conseguenza l’unica alternativa è quella dell’istituto, anche per situazioni
di bambini che solo temporaneamente devono purtroppo lasciare il nucleo familiare per necessità di
vario tipo.
Un bambino in istituto ovviamente subisce un danno irreversibile, e, anche se fosse istituzionalizzato per
un solo giorno, questo trauma rimane qualcosa che il bambino stesso e l’intera società pagherà per tutto
il resto della vita.
Questa istituzionalizzazione ha un costo notevole e una ricaduta notevolissima sulla collettività. Se
andiamo a vedere i dati in bilancio comunale, si può verificare che a fronte di circa meno di 40 bambini
in istituto di cui si fanno carico il nostro Comune e la nostra amministrazione, la spesa per questa
istituzionalizzazione è nell’ordine di qualche centinaia di migliaia di euro, intorno ai 650 mila euro per
meno di 40 bambini in istituto. Allora bisogna capire bene che il gioco è semplice, perché nel momento
in cui un’amministrazione investe risorse umane e minime risorse economiche è chiaro che ogni
bambino sul quale si dovesse riuscire a operare correttamente e a portare in famiglia, quindi con il calore
di una mamma e di un papà e di una famiglia, si avrebbe un ritorno in termini di spesa sicuramente
rilevante, un ritorno molto più alto come investimento di quello che si è speso, ma soprattutto si
riuscirebbe a dare una risposta a un minore, che è quello che più interessa.
Ecco perché un’amministrazione comunale come quella di Barletta non può disinteressarsi di una
problematica di questa portata anche in termini di spesa e anche in termini di utilità sociale del proprio
operato. Questo è il motivo per cui con l’ausilio degli altri amici Consiglieri comunali che hanno
sottoscritto questo documento ho pensato di proporre questo punto all’ordine del giorno per cominciare
a parlare seriamente di abbandono, di accoglienza e per far sì che l’amministrazione comunale sia
veramente impegnata sull’argomento, perché quello che mi preoccupa di più non è tanto la condivisione
in quest’Assise, che so essere attenta e sensibile nei confronti di una problematica così importante, ma il
rischio maggiore è che gli indirizzi di un Consiglio Comunale, e quindi dell’assise che sicuramente è
sovrana nella nostra città per le decisioni e per gli indirizzi che ritiene di dare, poi rimanga lettera morta
o rimanga una semplice dichiarazione di intenti.
Allora quello che circa un anno fa, quando abbiamo parlato di bilancio e abbiamo analizzato questo
punto, cioè le notevoli risorse economiche destinate all’istituzionalizzazione, al pagamento delle rette
dei minori abbandonati, ricordo bene che l’amministrazione, sia gli assessori presenti, ma anche il
sindaco in prima persona, hanno assunto un impegno morale – anche se non ufficiale, nel senso che non
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ci sono documenti con firme – di prestare la massima attenzione alla problematica.
Quello che a me preme ottenere è un impegno serio dell’amministrazione comunale su questa tematica.
Si sa che si è in una fase di risparmio della spesa, di spending review come ogni giorno si dice abusando
anche del termine, si è in una situazione in cui sicuramente non è facile chiedere a un’amministrazione,
e quindi ai cittadini, l’investimento di risorse così facilmente, però si ha l’obbligo di fare attenzione.
(La seduta, sospesa alle ore 18.00, riprende alle ore 18.10)
PRESIDENTE:
Consiglieri, in Aula per piacere.
Consigliere Gorgoglione, prego. Riprendiamo il Consiglio comunale.
SEGRETARIO GENERALE:
Appello
PRESIDENTE:
Con 17 Consiglieri presenti la seduta è valida.
Si dà la parola al consigliere Gorgoglione per terminare il suo intervento.
Prego, Consigliere.
CONSIGLIERE GORGOGLIONE:
Grazie Presidente.
Avevamo quasi concluso l’intervento. Approfitto della presenza del sindaco perché stavamo
approfondendo il tema più importante che è quello della concretezza degli interventi, nel senso che
questo Consiglio comunale, una volta che andrà a votare e approvare questo punto all’ordine del giorno,
è necessario che l’amministrazione, in particolar modo il settore competente, oltre che quello del
bilancio, si occupi concretamente e porti avanti questa deliberazione di Consiglio comunale, questo
indirizzo che è sovrano, affinché poi materialmente e concretamente si possa affrontare questa battaglia,
che senza risorse e senza attenzioni ovviamente rimarrebbe lettera morta.
Questi sono i motivi che hanno portato a questo documento e credo che si possa arricchirli di
considerazioni e di ausili che possono arrivare da altri Consiglieri che riterranno di contribuire e far
propria questa battaglia e credo che un approfondimento del punto, soprattutto da quei Consiglieri che
non hanno avuto la possibilità e il modo di sottoscrivere questo documento nel passato Consiglio
possano arricchire nella discussione il punto stesso.
Grazie.
PRESIDENTE:
Grazie consigliere Gorgoglione.
E’ aperta la discussione. Ha chiesto di parlare il consigliere Grippo.
Prego.
CONSIGLIERE GRIPPO:
Signor Sindaco, signor Presidente, signori Assessori, Consiglieri e pubblico presente in Aula, in qualità
di Presidente della Commissione Affari Sociali e Sport che ha esaminato, tutto sommato avendo già
sottoscritto in qualità di Consigliere comunale la mozione di cui oggi stiamo dibattendo in questo
consesso, non ha deciso di esprimere un parere quanto di approfondire e poi portare qui in Aula
un’ampia discussione a riguardo. Capisco che ci sono altre problematicità ma inviterei i Consiglieri
presenti in Aula che hanno sottoscritto in larga maggioranza – oltre 20-21 – l’ordine del giorno di cui
stiamo discutendo, di approfondire e poi se si è capaci in futuro di impegnarsi ad approfondire questa
tematica che, come il consigliere Gorgoglione ha ampiamente cercato di mostrare e approfondire, è
piuttosto importante.
Stiamo parlando di adozione internazionale, di capacità che un’amministrazione possa meglio favorire.
Certo non può fare molto, ma sicuramente può impegnarsi dal punto di vista dell’accompagnamento e
della formazione di coppie interessate a questa particolare problematica, che possa meglio dare loro la
possibilità di capire e poi di arrivare ad accogliere con gioia, e quindi interpretare al meglio questo gesto
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di solidarietà così importante.
Del resto questo Consiglio comunale, proprio perché i Consiglieri di questo Consiglio comunale che
hanno così largamente sottoscritto quest’ordine del giorno, credo che in seguito debbano essere anche
consequenziali. Adesso si enunciano degli approfondimenti che vanno anche portati all’attenzione di
tutti i Consiglieri.
A proposito dell’adozione internazionale vi voglio leggere, perché personalmente mi ha colpito, un
approfondimento del presidente nazionale delle adozioni Martina Gennari, della fondazione AVSI, che
ha testimoniato, in un intervento nel novembre del 2011, che dal 2004 al 2006 le adozioni internazionali
sono ridotte del 30 per cento. E’ un dato significativo molto importante sul quale noi, come Consiglio
comunale, possiamo fare la nostra parte, ma sicuramente gli organismi internazionali devono fare di più.
Secondo quanto sostiene questo presidente, se il trend dovesse essere questo, nel giro di 10 o 12 anni le
adozioni internazionali si potrebbero addirittura azzerare.
C’è l’impegno, da parte di queste associazioni ONLUS, a interessare gli organismi internazionali
affinché possano prevedere meccanismi più adeguati al contesto nel quale queste famiglie oggi vivono
nel momento in cui devono affrontare la problematica dell’adozione internazionale, anche attraverso uno
strumento economico che favorisce questa tipologia di affidamento, e tra le motivazioni che il presidente
Martina Gennari ha portato all’attenzione in questo convegno internazionale c’è proprio il problema di
carattere economico, che in un momento di crisi come questo, con coppie che perdono il lavoro, che non
arrivano alla fine del mese, non solo in Italia ma anche in Europa e quindi nel mondo, questa tipologia di
affidi internazionale in particolare, piuttosto onerosa per tante coppie, diventa uno strumento per
disincentivare le coppie che pur hanno fatto un percorso impegnativo e costruttivo con tutti gli organi e
servizi sociali deputati a portare queste coppie ad essere in grado, dopo approfondita analisi degli organi
istituzionalmente preposti all’adozione.
Questa è un’attenzione che bisogna porre come Consiglio comunale se si vogliono fare anche delle
proposte.
Questo riguarda l’adozione internazionale che è un po’ più complessa.
Veniamo a quella che può essere la problematica dell’affido familiare che riguarda espressamente la
nostra città e il nostro bilancio comunale.
A proposito dell’affido familiare che, chiariamo meglio soprattutto a chi ci ascolta, a differenza
dell’adozione internazionale che prevede la possibilità di adottare bambini nel vero senso della parola e
quindi farli diventare figli adottivi, l’affido di cui stiamo parlando in questo momento è la possibilità di
accogliere nelle famiglie bambini che gli organi giudiziari per motivi vari hanno ritenuto opportuno, per
malattie, per motivi di detenzione in strutture carcerarie o per incapacità economiche, affidare i figli o a
coppie che lo desiderano o nei casi in cui, come sta accadendo, questo non fosse possibile perché
diminuiscono, come ha già detto poco fa il consigliere Gorgoglione, la necessità obbligata per
l’amministrazione comunale di istituzionalizzare questi ragazzi, con conseguenze psico-fisiche per i
ragazzi piuttosto notevoli.
Voglio dare un dato importante che riguarda quest’ultimo anno, cioè il 2011, e questo scorcio del 2012,
a proposito di questo particolare problema che stiamo affrontando, cioè che nel 2011 l’amministrazione
comunale, anche con l’ausilio di circa 100 mila euro di contributo regionale, ha speso circa 650 mila
euro per istituzionalizzare i minori in case appositamente adatte e convenzionate con il nostro
Assessorato alle Politiche Sociali. Il trend di quest’anno è aumentato a dismisura e quindi credo che
come Consiglio comunale, tenuto conto che il prossimo piano sociale che parte dal 2013 al 2016 avrà un
taglio notevole dei finanziamenti sia dallo Stato sia dalla Regione, e quindi con un impegno economico
da parte del bilancio comunale importante, deve necessariamente porre attenzione a quelli che sono gli
impegni economici che l’amministrazione dovrà sostenere.
Per quello che riguarda il 2012, con i dati al 31 luglio 2012, il trend porterà a una spesa che si aggira
sugli 850 mila euro a fine anno, quindi con un incremento della spesa per l’affido in strutture, e quindi di
istituzionalizzazione di questi minori, di oltre 200 mila euro.
Questo è un problema che dal punto di vista amministrativo è necessario porsi e quindi reperire i fondi
come l’amministrazione e l’assessorato stanno facendo, ma è una problematica che si deve affrontare
con un programma che questa delibera impegna, credo con l’approvazione da parte di tutto il Consiglio
comunale, a portare avanti un discorso di formazione e anche di informazione della città sulla
problematica dell’affido. A questo proposito si deve sottolineare, e concludo, che l’amministrazione
comunale già dal 2010 ha inteso con un programma di divulgazione piuttosto attento e puntuale riportare
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all’intera cittadinanza con degli opuscoli – questo fu portato nel maggio 2010 - che spiegano in maniera
netta e dettagliata quali sono i termini per poter arrivare ad essere in grado di adottare questo bambino
che viene affidato con tutte le problematiche che ci possono essere, ma anche con la grande capacità di
accoglienza e le soddisfazioni che personalmente in quel convegno ho ascoltato da genitori che si sono
offerti per questa temporaneità, perché l’affido dura 2 anni, che hanno riportato gioia di vivere,
responsabilità e crescita in questi minori piuttosto sfortunati.
Credo che l’amministrazione debba continuare su questo programma e con questa delibera, una volta
approvata, debba continuare quest’opera di sensibilizzazione che porterà l’amministrazione comunale, in
fase di approvazione di bilancio, a dare alle famiglie affidatarie un contributo di 230 e 250 euro mensili
per bambino.
Credo che anche su questo si potrebbe fare un ragionamento per aumentare questo contributo e
permettere gli affidi anche alle famiglie meno abbienti che avessero la voglia e la volontà di tenere in
affido questi minori ma forse spaventate dalla crisi economica e dall’incapacità di poter affrontare
questa problematica. Siccome adottare questo provvedimento e incrementare questo contributo è
compito e prerogativa del Consiglio comunale, credo che in fase di bilancio quest’Assise potrebbe
prendere in considerazione questa proposta, approfondirla e portarla all’attenzione di tutta la città.
Con questo concludo e ringrazio.
PRESIDENTE:
Grazie consigliere Grippo.
Ha chiesto di parlare il Sindaco.
Prego.
SINDACO MAFFEI:
Presidente e colleghi Consiglieri, il tema dell’affido sollevato dal consigliere Gorgoglione è un tema di
grande attualità ma anche un tema che ci invita, responsabilmente, a riflettere in un momento in cui la
nostra società vive momenti di grande criticità e di difficoltà, per cui il ricorso all’affido potrebbe aiutare
molte famiglie a risolvere problemi oggi sotto gli occhi di tutti per la difficoltà di tante famiglie di
onorare gli impegni sui quali la famiglia stessa si è costituita.
Bisogna dire che sul tema dell’affido l’amministrazione comunale nel 2010 ha adottato, nell’ambito
delle iniziative all’interno del piano sociale di zona un regolamento, ne ha promosso la conoscenza,
forse non in maniera adeguata com’è stato poco fa evidenziato, ma ha colto quelle linee guida degli
indirizzi della legge regionale per promuovere iniziative in questa direzione che responsabilizzassero
famiglie, sia quelle che chiedono sia quelle che accolgono l’affido.
Oggi, anche alla luce di quelle che sono in corso di definizione come linee guida regionali, la
sottoscrizione di quest’ordine del giorno così numericamente sottoscritto da tanti, deve trovare questo
Consiglio unanime nella condivisione, nell’iniziativa di promozione, di conoscenza e di coinvolgimento
per quelle finalità che vengono espresse nel documento stesso.
Credo di interpretare anche le volontà di chi si è espresso prima, ma anche di chi in maniera tacita ne
condivide le finalità, di perseguirlo, di sottoscriverlo e di fare in modo che questa Presidenza lo inoltri a
chi ne è responsabilmente preposto alle responsabilità di governo ai diversi livelli, sia quello centrale sia
quello regionale, perché se ne attuino le finalità.
Da parte mia posso assicurare che non appena concerteremo, anche con l’Assessorato ai Servizi Sociali,
un canovaccio adeguato perché possa trovare condivisione promuoveremo una conferenza di servizi
estesa in modo che possa, in maniera più approfondita, entrare nel merito di certe problematiche ma
anche supportarle adeguatamente com’è giusto che sia, per cui mi sento di ringraziare chi come il
consigliere Gorgoglione e tutti coloro che hanno sottoscritto quel documento per aver posto
all’attenzione dell’intero Consiglio, ma spero quanto prima della città e del territorio, quella
problematica che oggi lascia sul campo minori, ragazzi e ragazze, che avrebbero bisogno della vicinanza
di una famiglia.
Grazie.
PRESIDENTE:
Grazie Sindaco.
Se non ci sono altri interventi, metterei ai voti il provvedimento.
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SEDUTA DEL 13 SETTEMBRE 2012
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Prego i Consiglieri di entrare in Aula perché stiamo procedendo alla votazione: “Abbandono di minori,
adozione internazionale, affido familiare, indirizzi”.
Chi vota a favore?
(Delvecchio, Maffei, Calabrese, Filannino, Grippo, Bruno, Dileo, Ruta, Paolillo, Marzocca, Caracciolo,
Ventura, Scelzi, Torre, Lasala, Gorgoglione, Basile, Lomuscio, Antonucci, Alfarano, Rizzi)
Chi è contrario?
Nessuno.
Chi si astiene?
Nessuno.
Il Consiglio comunale, con 21 voti a favore, approva all’unanimità.
Ora si vota per l’immediata esecutività.
Chi vota a favore?
Come prima, il Consiglio comunale approva all’unanimità.
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