02/11
DiabeteAttivo
La rivista del team sul diabete di Bayer per le persone con il diabete
Due donne,
un unico tema: il diabete
L’arca di
Noè e la
misurazione
della glicemia
Burnout:
quando il
fuoco interiore
si spegne
Shopping
emozionante –
comodamente
da casa
2
Impressum
Editore
L’équipe di Bayer Diabetes Care
Redazione
Dr. pharm. Susanne Devay
Organizzazione e amministrazione
Julia Gebhard
Responsabile comunicazione
Simon Lutstorf
Direttore del team Diabetes Care
Walter Bechtiger
Bayer Diabetes Care
Grubenstrasse 6
8045 Zürich
E-Mail: [email protected]
Hotline: 044 465 83 55
Fax: 044 465 82 82
Internet: www.bayerdiabetes.ch
Indice
Vivere col diabete
Guardami!
4
Sapienza
Burnout: quando il fuoco interiore si spegne
8
Opinioni
Professionisti, politici, pazienti, associazioni di pazienti, produttori 10
Attualità
Quanto vi costano le strisce reattive per il test glicemico?
12
Misurare in maniera sensata
L’arca di Noè e la misurazione della glicemia
14
Esperienze
«Grazie» al diabete, in missione a favore di altre persone
con il diabete
18
Nuovo
Novità dal mondo della diabetologia
20
Yoga e Pilates
Passeggiando a fine giornata nel parco cittadino …
22
Alimentazione
Grassi: amici o nemici?
24
Domande dei lettori
Voi chiedete, noi rispondiamo
29
Shopping
Shopping emozionante – comodamente da casa
30
Cruciverba
Risolvere il cruciverba vale la pena!
31
www.bayerdiabetes.ch
3
Editoriale
Un mazzo di fiori colorati …
In che modo una ragazza diabetica può
impegnarsi per altre persone affette da diabete? Carmen Leuthardt racconta le sue esperienze come tirocinante presso Bayer Diabetes Care.
Freschi, attuali, informativi, versatili e piacevoli: così devono essere per voi, care lettrici e
cari lettori, i contenuti di questa rivista. Questi
sono gli obiettivi che abbiamo fissato in occasione della nostra riunione di redazione. No
ad argomenti preconfezionati, inattuali, ma
nemmeno messaggi popolari.
Yoga e pilates sono oggi di moda. Queste
attività possono dare nuovi impulsi alla vostra
vita? I diabetici raccontano che il pilates e lo
yoga hanno un effetto positivo sulla regolazione dei livelli glicemici. Yoga o pilates: benessere aumentato anche per voi? Informatevi!
L’equilibrio del diabete migliora grazie agli
autocontrolli della glicemia? Leggete le opinioni dei pazienti interessati e di esperti di primo
piano che operano nel settore medico, politico e industriale.
Le persone diabetiche possono essere così
diverse! Al centro due donne in posa come le
star. Le loro foto devono ispirarci. Le loro storie raccontano come gestiscono in modo
diverso la loro vita.
I grassi sono talvolta nemici, talvolta amici.
Principalmente vengono demonizzati. Costituiscono però un componente fisso della
nostra alimentazione. Imparate di più sui
grassi sani e dannosi nel contributo della sig.
ra Sabine Ferreira, un’apprezzata esperta di
nutrizione.
Tutto questo e molto altro ancora vi aspetta in
questa rivista. Vi auguriamo buona lettura e
siamo curiosi di ricevere i vostri commenti.
Dr. pharm.
Susanne Devay
www.bayerdiabetes.ch
Susanne Devay
Giornalista med. e caporedattrice
4
Vivere con diabete
Guardami!
Il diabete colpisce
le persone più svariate.
Eva e Sina sono due
giovani donne che
non potrebbero essere più diverse l’una
dall’altra. La sola cosa
che hanno in comune
sembra il diabete.
Ma il modo in cui
gestiscono questa
malattia è diverso
quanto il loro carattere, i loro sogni e la
loro vita quotidiana.
Ciononostante vanno
perfettamente d’accordo e sorridono
insieme davanti­
allo specchio dal
­parrucchiere.
Tra le tante iscrizioni,
sono loro le vincitrici
di un fotoshooting.
No, non aspirano a
diventare modelle,
ma vogliono vivere
un’esperienza nuova
ed eccitante. E, per
una volta, essere loro
al centro dell’attenzione con un nuovo look
da star. Con le loro
foto vogliono ispirare
tutte le persone che
soffrono di diabete,
mostrando loro che
il diabete colpisce
le personalità più
­svariate. Sina ed Eva
ne sono la prova
­perfetta.
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Sina ha 20 anni ed è solare e spensierata. Le piace parlare di sé. Tutto sembra facile,
naturale, leggero. Nell’arco di mezz’ora questa giovane ragazza mi regala un ampio
sguardo sulla sua vita.
Forse sono troppo «borghese» per Sina?
Sembra proprio divertirsi quando reagisco un
po’ perplessa o persino confusa. Oppure mi
provoca volutamente. Faccio fatica a capire il
suo linguaggio, molto colorito e pieno di anglicismi. E il suo motto di vita «godi e basta»
non mi corrisponde affatto. Eppure Sina mi
affascina subito.
Racconta, come se niente fosse, di aver
fumato la prima canna a 12 anni, di non aver
misurato la glicemia per 5 anni, di farsi ogni
tanto un drink di troppo e di avere una partner. Mentre conclude, mi guarda divertita
sottolineando «una». Proprio perché è una
realtà che non conosco voglio saperne di più
e continuo ad ascoltarla affascinata.
prima
dopo
tia sembra tutt’altro che un handicap. Per via
del diabete è già stata quattro volte in coma,
una volta ben 26 ore. «Poteva essere peggio», dice Sina. Lei fa quello che vuole e vive
come le piace.
Sina è apprendista falegname. La sua attività
­preferita è restaurare vecchi mobili.
Sina soffre di diabete da quando ha 9 anni.
Ma altro che soffire! Di autocompatimento
non se ne parla proprio. La spensieratezza di
Sina convince al 100%. Per lei questa malat-
mente poteva fare qualcosa. Ha passato tre
settimane in ospedale e sin dall’inizio si iniettava l’insulina da sola. La giovane bernese
pratica nuoto, snowboard e flatland bmx e
non si arrende mai, nemmeno di fronte al
diabete.
Difficile periodo prima della diagnosi
Per un intero anno Sina si sentiva debole e
aveva sempre meno forze, non era più in
grado di praticare sport e aveva sempre sete.
Si è fatta visitare da tre medici. Solo il terzo ha
riconosciuto il problema: diabete di tipo 1.
Per Sina la diagnosi è stata un sollievo. Final-
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È lei stessa a doversi attribuire la colpa per i
vari episodi di coma. Una volta ha tralasciato
le iniezioni di insulina per alcuni giorni, dopodiché, mentre prendeva il sole in piscina, non
si è più svegliata. La volta seguente ha partecipato a un festival a Frauenfeld senza dormire per tre giorni consecutivi. Poi è caduta in
6
Vivere con diabete
un sonno così profondo che l’hanno
dovuta svegliare gli
operatori sanitari.
Per Sina la cosa
peggiore del diabete
è che deve sempre
organizzarsi e portarsi appresso l’insulina, sempre e ovun«Facendo errori ho impara­
que. Allo stesso
to. Oggi controllo regolar­
tempo è convinta
mente la glicemia.»
che un po’ di autodisciplina non nuoce e
che così almeno è costretta a organizzarsi
meglio.
Sina è in forma, pratica tanto sport e nel
tempo libero adora le sieste nel parco con i
ragazzi, dove lei e sua sorella 18enne sono le
uniche due ragazze della cricca di amici.
«Da circa 6 anni sono
paziente della dottoressa
Doris De Marco, prima
invece andavo ogni
3 mesi in ospedale. Le
visite erano una vera e
propria tortura e i tempi
d’attesa impossibili. In
confronto, i trattamenti
nello studio medico mi
sembrano delle sedute
wellness. Ora, i prelievi
di sangue per l’HbA1c
sono una passeggiata
con l’assistente medico,
la signora Michel (foto).
È bello poter sempre
confidare sul mio medi­
co, anche quando ne
ho combinata una
delle mie.»
Eva: «allevo i
miei cani se­
condo il libro
di Bloch/Radin­
ger. Si impara
molto, tutto
funziona con
gesti e mimica.
E poi si ap­
prende tanto
sui malintesi
nella comuni­
cazione. Sono
convinta che la
stretta convi­
venza con i
miei cani ha
insegnato loro
il giusto ap­
proccio con me
e la mia malat­
tia …»
Eva (35 anni) ha una figlia 13enne. L’agitazione sul set dello shooting la mette in uno stato di euforia. «Di solito preferisco nascondermi. Essere al centro dell’attenzione è un’esperienza inaspettatamente
bella», afferma con un sorriso.
Sembra un tipo sportivo, ma l’apparenza inganna. Eva non può praticare sport, e nemmeno lavorare. La sua malattia, da 23 anni il diabete di tipo 1, è difficile da controllare. Ecco perché questa giovane
donna, così disciplinata e autoresponsabile, è spesso anche disperata.
Fa di tutto per la sua salute, ma molte volte il diabete prende il controllo. La serietà del problema è evidente: il nome di Eva è sulla lista
d’attesa per il trapianto di cellule pancreatiche.
Ai tempi la malattia non è stata subito diagnosticata. Eva ha consultato un medico per un’infezione, soffriva di stanchezza e sete. Il medico
le ha prescritto degli antibiotici. Il diabete è stato riconosciuto solo
quando è stata ricoverata in ospedale ed è caduta in coma.
«Enya» e «Yorka» avvertono le mie ipoglicemie
Ma non è solo il diabete a renderle la vita difficile. La giovane donna
soffre anche delle conseguenze di un incidente. Da allora risente
costantemente di mal di testa, dolori al bacino e nel piede sinistro.
Solo l’intensità dei dolori varia.
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Di professione Eva fa l’istruttore cinofilo. Ha
un approccio particolare con questi animali.
Purtroppo non può più fare il suo mestiere,
riceve una rendita d’invalidità.
Eva e i suoi cani «Enya» e «Yorka» sono un
team perfetto e vanno spesso a passeggio
insieme. I due amici a quattro zampe riconoscono subito quando la loro padrona ha
un’ipoglicemia, anche mentre dorme! I cani
restano al suo fianco e allarmano subito qualcuno, pur senza essere mai stati istruiti.
«Campagnola» per convinzione
La città la rende nervosa. L’habitat di Eva è la
natura. Nel tempo libero si dedica al giardinaggio. Vive sano, mangia bene, controlla e
gestisce il diabete. Ecco perché ogni volta
che la malattia prende il controllo della sua
vita ne resta particolarmente delusa …
Nonostante tutto, Eva si sente forte. Ha imparato a prendere le cose come sono e a farne
il meglio possibile. Per lei misurare la glicemia significa sicurezza. In caso d’emergenza,
è capace di reagire. Secondo lei non c’è una
vera e propria «ricetta» per convivere con il
diabete, la perfezione non esiste. C’è sempre
qualcosa di imprevisto. E poi ognuno reagisce
in modo individuale e deve scoprire come
aiutarsi da solo. È importante ascoltare i consigli degli altri, ma anche giudicarli in modo
critico. Il diabete ha regalato ad Eva un modo
di vivere sano e consapevole. In un gruppo di
pazienti offre il suo supporto alle persone
nelle quali è appena stato diagnosticato il
diabete, così come ad altri diabetici che
hanno bisogno di informazioni. Eva lotta affinché il diabete venga preso sul serio. Grazie
alla sua malattia ha conosciuto tante persone
interessanti e trovato dei buoni amici.
dopo
prima
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Sapienza
Burnout: quando il fuoco interiore si spegne
Esaurimento o burnout?
A chi non è già capitato di sentirsi spossato,
dopo un’intensa attività fisica o mentale?
È del tutto normale sentirsi stremati, addirittura esauriti. In questi casi bisognerebbe fare un passo indietro, rilassarsi, concedersi qualcosa di piacevole, andare in
vacanza. Ma per le persone colpite da burnout non è più così facile ricaricare le batterie.
Domande chiave per verificare la
presenza di sindrome da burnout
Il Professor Stefan Büchi, Responsabile del
Centro di competenza sulla Psicosomatica
della Clinica privata Hohenegg raccomanda
di porsi le seguenti domande, se si sospetta
di essere colpiti da burnout.
1. Avvertite in misura maggiore una sensazione di sfinimento? Vi sentite sempre
stanchi?
2. Il vostro lavoro vi piace meno di prima? Vi
capita di arrabbiarvi di più sul posto di
lavoro?
3. Siete meno produttivi di prima? Vi capita
di sbagliare di più?
4. Com’è la vostra autostima?
5. Vi sentite come controllati da altri?
6. Avete nuovi disturbi, anche fisici?
7. Com’è il vostro sonno?
Diabete da burnout o burnout
da diabete?
La risposta è entrambi.
Secondo uno studio israeliano, le persone
colpite da burnout sono esposte a un maggior
rischio di diabete di tipo 2. I ricercatori che
hanno scoperto il legame con il diabete ipotizzano che la causa possa essere l’influsso di
uno stress duraturo sul metabolismo del glucosio. Un’altra possibile causa è il comportamento perlopiù non salutare dei pazienti con
burnout: le persone stressate hanno un’alimentazione spesso non sana e poco tempo
per lo sport e l’attività fisica.
Spesso il burnout è provocato dal diabete.
Una buona gestione del diabete richiede
Come insorge il burnout:
Il burnout non si presenta
dall’oggi al domani, ma
avanza in modo furtivo e
lento. I segni iniziali sono
quelli di una normale situazione di stress: le persone
colpite mostrano persino una
capacità di prestazione esagerata, riescono a fare
molto. Questa è fase più difficile da riconoscere, ma con
il tempo i sintomi si fanno
sempre più chiari.
grande impegno e disciplina. Non è possibile
prendersi una «pausa dal diabete». La posta
in gioco è troppo alta …
Un buon controllo glicemico richiede un
impegno duraturo. Si tratta di tenere in scacco la malattia nel corso degli anni. Ciò comporta uno sforzo continuo, uno sperimentare
con il proprio corpo. Di tanto in tanto si devono accettare anche dei contraccolpi. Anche
l’ambiente dei pazienti non sempre dimostra
il rispetto e la sensibilità necessari. Consigli
dati a fin di bene come «fai così», «fai questo», «questo non puoi farlo» danno ai nervi.
Avvertimenti intimiditori insensati come «se
continui così, diventi cieco» fanno precipitare
nella disperazione.
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Aumento compensa­
torio dell’attività/
impegno esagerato
▼
Mancanza di riposo,
impegno in calo
▼
Insofferenza per il
lavoro, atteggiamento
critico negativo
(«cinismo»)
▼
Depressione/disturbi
fisici/dipendenza
▼
Ritiro dalla vita
sociale, interiore ed
emotiva
▼
Disperazione esisten­
ziale con perdita della
speranza/del senso
della vita
Vivere sulla
propria pelle
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Valori migliori grazie all’autocontrollo
Le persone diabetiche che effettuano l’automisurazione della glicemia sono più motivate
e presentano mediamente un valore di
HbA1c inferiore rispetto a coloro che non lo
fanno. Un più basso valore di HbA1c riduce
il rischio di complicanze. L’autocontrollo della
glicemia è pertanto un elemento determinante di una corretta gestione del diabete. Poiché
promuove l’autogestione attiva, dovrebbe iniziare già dalla diagnosi. L’autocontrollo sostiene la motivazione alla responsabilità personale. Tuttavia, malgrado i chiari vantaggi, molti
pazienti si stancano di effettuarlo.
Il controllo glicemico non è una
ricerca degli errori
Bayer Diabetes Care ha invitato il Professor
William H. Polonsky dell’Università della California, uno dei maggiori esperti mondiali di
etologia applicata al diabete, a un confronto
con diabetologi svizzeri. Polonsky ha sottolineato che l’autocontrollo della glicemia fornisce dati che permettono di stabilire assieme
cosa funziona e cosa no. In particolare ha
raccomandato ai diabetologi di tenere presente che:
• l’autocontrollo della glicemia non ha nulla
a che vedere con la valutazione di un
paziente;
• fornisce dati e risposte. I valori non sono
né buoni né cattivi. Servono da orientamento e mostrano che effetto ha un
determinato comportamento.
Stanchi delle «misurazioni»?
Consigli per aumentare la motivazione
• Le misurazioni della glicemia aiutano ad
andare sul sicuro con il diabete.
• Prestate attenzione ai cambiamenti dei
valori, ad esempio legati all’alimentazione, allo stress, al movimento o alla terapia. Effettuate le misurazioni prima e
dopo.
• Di tanto in tanto compilate un profilo giornaliero effettuando 4–7 misurazioni al
giorno.
• I momenti ideali? Prima e dopo colazione,
dopo pranzo, nel tardo pomeriggio, prima
di coricarsi, prima di un’iniezione di insulina a un pasto e circa 2 ore dopo, prima
di mettersi in auto, ogni tanto anche
di notte, verso le 02:00, per rilevare un’eventuale ipoglicemia
notturna.
• Riflettete su come e perché i
valori cambiano.
• Registrate i valori nel diario
o in un programma soft­
ware.
• Discutete dei risultati con il
vostro diabetologo.
• Siate fieri del fatto che avete
effettuato le misurazioni.
• Non rimproveratevi, se i
valori non corrispondono
alle vostre aspettative. Altrimenti rischiate
un «burnout da diabete» perché non riuscirete mai, come tutti gli altri diabetici, a
ottenere sempre e soltanto valori «buoni».
Piuttosto è importante conoscere i valori e
agire di conseguenza.
9
Uscire dalla spirale del burnout
Tenersi dentro i problemi non aiuta. Cercate
un aiuto professionale. Il
vostro diabetologo può
aiutarvi.
Scopo degli interventi è ridurre lo
stress e fornire il
supporto necessario per uscire dal
proprio guscio e
dalla spirale del
burnout.
Sono due gli interventi principali per la riduzione dello stress e prevedono:
• l’eliminazione dei fattori di stress esterni;
• un cambiamento nel rapporto con lo
stress.
Le strategie di gestione individuale aiutano ad
attenuare la durata e l’intensità della reazione
di stress.
Un po’ di umorismo
10 consigli per sviluppare un burnout sicuro
1. Cercate la perfezione. Non delegate mai un lavoro. Nessuno sa svolgerlo bene quanto voi.
2. Lavorate tanto e quanto a lungo possibile, soprattutto anche nei fine settimana e nei giorni
festivi.
3. Non parlate mai degli aspetti positivi della vostra attività o dei vostri successi professionali. Non
pensate neppure mai a fare carriera o persino ad arricchirvi – è un atteggiamento che si addice
solo alle persone d’affari.
4. Confrontatevi il più spesso possibile con gli altri, troverete sicuramente persone migliori, più in
gamba, più capaci, più svelte, più ricche e più belle.
5. Sacrificatevi il più possibile per gli altri, solo all’ultimo pensate a voi stessi. E ciò solo tempo
permettendo.
6. A proposito di pause: non soffermatevi mai a sfogliare il giornale, fintanto che avete concluso un
lavoro.
7. Concedetevi una vacanza massimo una volta all’anno e soltanto se proprio inevitabile.
8. Non sprecate il vostro tempo libero in attività sportive, andando al cinema, a teatro o a concerti, impegnandovi in divertimenti banali o attività superficiali: costano solo denaro, non vi fanno
andare avanti e non risolvono i problemi.
9. Evitate il contatto con gli amici! Non vi capiscono comunque, non possono neppure aiutarvi e
vi fanno solo perdere tempo.
10. In tutta onestà, una relazione alla fin fine è soltanto un ostacolo alla carriera professionale. Se
siete single, cercate il/la partner ideale, totalmente privo/a di difetti, anche se questa ricerca
dovesse durare tutta la vita. Se per caso avete una famiglia, ignoratela ed educate il/la vostro/a
partner e i vostri figli, a rinunciare il più possibile a voi e coltivare numerosi interessi personali
:-)
Liberamente tratti da Richard Belson, http://diabetes-psychologie.de/burnout.htm
www.bayerdiabetes.ch
10

Opinioni
Professionisti, politici, pazienti,
associazioni di pazienti, produttori
L’equilibrio del diabete migliora grazie agli autocontrolli della glicemia: le opinioni dei diretti interessati e degli esperti
Tutte le parti in causa nel
sistema sanitario dovrebbero
avere un obiettivo: pazienti
felici, ben controllati, curati
in modo efficiente con il
minimo dispendio possibile
in termini di energia, tempo
e denaro.
Come possiamo ottenerlo? Vi presentiamo le
opinioni con diversi punti centrali sul tema
«Autocontrollo glicemico nei pazienti diabetici» di medici, politici, produttori e diretti interessati, naturalmente senza la pretesa di
completezza.
Abbiamo anche il piacere di dare la parola a
voi, care lettrici e cari lettori. Registratevi alla
nostra nuova pagina di discussione:
www.bayerdiabetes.ch/discussion
PAZIENTI
Eva Schornegg,
diabetica di tipo 1
«Resto sempre sbalordita dalla negligenza di molti diabetici
negli autocontrolli della glicemia. D’altro canto spesso molta
gente dice solo: ‹Con il diabete si può avere una vita eccellente,
senza alcun problema›. Cosa si dovrebbe credere? Con il diabete si può vivere bene, è un lavoro a tempo pieno senza vacanze
e maggiore è l’autodisciplina minore è il rischio di trovarsi a fare
i conti con spiacevoli conseguenze.
Io misuro la glicemia 5–8 volte al giorno, mi dà una sicurezza
incredibile. È necessario anche prima di ogni viaggio in auto o
in caso di agitazione, prima di mangiare ecc. Come spiegherei
a un poliziotto che un incidente non è accaduto a causa del
diabete se non potessi dimostrarlo con il glucometro? Offre
sicurezza anche alla mia famiglia quando la glicemia è OK.»
PAZIENTI
Kurt Schneider
Diabetico di tipo 2
«L’automisurazione della glicemia è importante per il trattamento della mia malattia. La misurazione mi dà sicurezza, anche la
mia terapia può essere valutata solo tenendo conto dei miei
valori glicemici. Alcune persone mettono in dubbio i controlli
glicemici regolari a causa dei costi. Sta a noi, persone affette da
diabete di tipo 2, utilizzare in modo ragionevole gli strumenti
che ci vengono messi a disposizione come i sensori per i test. È
importante non limitarsi a misurare, ma anche trattare di conseguenza. Così la misurazione vale molto di più del suo costo».
www.bayerdiabetes.ch
11
PROFESSIONISTA
Associazone di pazienti
Prof. Dr. med. Peter Diem
Primario del reparto di endocrinologia e
diabetologia, Inselspital Berna
«L’automisurazione della glicemia è utile per il controllo della
terapia anche nel diabete di tipo 2 non trattato con insulina.
L’HbA1c fornisce sì un’indicazione dell’andamento medio del
diabete, ma i profili quotidiani possono aiutare a individuare
problemi specifici nella regolazione della glicemia e facilitano le
decisioni della terapia. Va osservato, però, che ai diabetici non
trattati con insulina in Svizzera la cassa malattia riconosce solo
400 strisce reattive per la misurazione della glicemia all’anno.
POLITICA
Doris Fischer-Taeschler,
Amministratrice dell’Associazione svizzera
per il diabete
«L’autocontrollo del diabete è la base di una gestione di successo del diabete. Appartiene alla terapia di base di qualsiasi trattamento ragionevole del diabete, una sorta di bussola per un
controllo di successo. Tuttavia, è necessaria un’istruzione alla
misurazione e una formazione sul diabete, in modo che gli
interessati sappiano cosa fare con i risultati. Allora è una guida
per il trattamento. Una terapia per il diabete senza autocontrollo è come guidare nella nebbia, senza bussola né GPS! Non è
fine a se stessa né un’applicazione di uno stile di vita e quindi
deve essere coperta per gli interessati dall’assicurazione di base
(senza pagamenti addizionali)!»
Prof. Felix Gutzwiller
Direttore dell’Istituto di medicina preventiva
e sociale dell’Università di Zurigo e Consiglio degli Stati FDP del cantone di Zurigo. Tra i suoi interessi
principali l’epidemiologia e la prevenzione di malattie croniche,
in particolare di natura cardiocircolatoria, e la ricerca.
La regolazione ottimale dei livelli glicemici con una terapia
moderna comporta un risparmio dei costi: «In Svizzera il numero di pazienti affetti da diabete di tipo 2 è stimato in circa
350 000, ossia circa il 5% della popolazione. Ne conseguono
quindi costi complessivi pari a oltre 1 miliardo di franchi. La
maggioranza dei costi per malattie provocate dal diabete viene
causata dalle complicanze tipiche del diabete.
Fattori decisivi per il successo contro il diabete sono perciò la
prevenzione, la diagnosi precoce e una terapia efficace basata
sulle conoscenze più moderne, che aiuta a ridurre o evitare la
comparsa di complicanze e consente ai diretti interessati una
buona qualità di vita.»
Prof. Gutzwiller:
«Una promozione della misurazione
dei valori glicemici sarebbe utile
anche a Berna.»
PRODUTTORI
Walter Bechtiger
Direttore Bayer Diabetes Care
Le cellule delle isole pancreatiche hanno due capacità: misurano la glicemia e producono insulina. Il diabetico deve intervenire su entrambe. E per entrambe ha bisogno di un supporto.
Riteniamo che sia nostro compito rendere assolutamente naturali i controlli glicemici, il controllo centrale di tutte le misure nel
diabete, semplice come guardare l’orologio.
A tale scopo offriamo la tecnologia più moderna in un design
elegante e adeguato e rendiamo la misurazione un’operazione
naturale come l’uso del cellulare o di un’agenda elettronica.
Lo scopo del nostro lavoro è fornire alle persone affette da diabete e a chi le assiste prodotti e servizi che facilitano la vita e il
lavoro con il diabete e consentono agli interessati di assumersi
la responsabilità della propria salute.
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Attualità
Quanto vi costano le strisce reattive
per il test glicemico?
Qualunque sia il glucometro che adoperate, la cassa malati vi corrisponde non più dell’importo massimo di rimborso, pari a fr 81.– per 100 strisce.
Attenzione: ha senso
cambiare apparecchio?
Riceviamo regolarmente
segnalazioni secondo cui
gli utenti di apparecchi
per la misurazione della
glicemia pagherebbero
supplementi per le strisce
reattive. Malauguratamente questo particolare
si nota solo al momento in
cui la cassa malati invia la
fattura.
Esistono vari tipi di glucometro che si
differenziano per livello di misurazione,
utilizzo e reazione a sostanze contenute
nel sangue; ecco perché i valori possono scostarsi in modo considerevole da
un apparecchio a un altro. Quindi, non
cambiate senza motivo un prodotto con
il quale avete dimestichezza: forse lo
Il punto vendita ha la
facoltà di chiedere un prezzo maggiore, e voi potete
decidere di pagarlo o meno. I
prodotti medicinali sono soggetti a
una definizione libera dei prezzi, ma
adesso la cassa malati vi corrisponde solo
l’importo massimo di rimborso, e siccome
siamo in un mercato libero, nel momento in
cui il prezzo supera tale rimborso voi potete
cercare un altro fornitore. Quasi sempre,
nelle vicinanze trovate un altro punto vendita
il cui prezzo non supera il limite massimo del
rimborso.
Si può evitare di pagare di più!
Soluzione: cercate un altro fornitore. Abbiamo constatato che, nel frattempo, la maggior
parte delle farmacie e dei medici hanno ade-
avete ricevuto da uno specialista che
aveva buoni motivi per raccomandarvelo, oppure lo avete scelto voi. Comunque sia, se desiderate cambiarlo fatelo
in maniera consapevole e premuratevi
di avere istruzioni valide e complete sul
nuovo sistema, oppure chiedete a uno
specialista di fiducia.
guato il prezzo nell’ambito del livello rimborsato dalle casse malati. Se doveste notare il
contrario, quasi sicuramente troverete nelle
vicinanze altri punti vendita che costituiscono
un esempio di trattamento del diabete nella
consapevolezza dei costi, e fanno in modo da
ridurre o eliminare del tutto i supplementi di
prezzo per voi.
Con queste informazioni auspichiamo un
trattamento di successo a prezzi ragionevoli,
e vi auguriamo una buona salute.
Per domande sui prezzi dei glucometri e delle
strisce reattive chiamateci oppure illustrateci
per e-mail la vostra situazione: telefono 044
465 83 55 oppure [email protected].
Saremo lieti di aiutarvi.
Test glicemici e lancette: i prezzi sono definiti dal punto vendita!
Vi preghiamo di tenere presente che i nostri prodotti sono inclusi nell’elenco EMAp, definito e aggiornato dal Dipartimento Federale dell’Interno. L’elenco EMAp fissa i prezzi massimi di rimborso sulla base della legge sull’assicurazione malattie, ovvero l’importo massimo che
una cassa malati deve rimborsare per un prodotto medicinale. I nuovi prezzi di rimborso massimo dal 1° gennaio 2011 ammontano a
fr. 81.– per 100 test e a fr. 25.– per 200 lancette pungidito.
In Svizzera, il prezzo di vendita è fissato dal punto vendita, dal medico o dal farmacista. A Bayer non è consentito fissare, raccomandare
o prescrivere i prezzi di vendita, pertanto è possibile che in determinati casi il medico o il farmacista applichi un prezzo diverso da quello
che rimborsa la cassa malati secondo l’elenco EMAp. Se il prezzo di vendita è superiore al prezzo di rimborso massimo EMAp, la cassa
malati vi metterà quindi in conto la rispettiva differenza. È importante che prima di acquistare chiediate quale sarà il prezzo che vi verrà
fatturato.
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Misurare in maniera sensata
L’arca di Noè e la misurazione della glicemia
Ma cosa c’entra questo con
la misurazione della glicemia?
Perché Noè aveva bisogno di
coppie di animali sull’arca?
Per poter assicurare la vita
sulla Terra! Lo stesso vale per
la misurazione della glicemia.
Le misurazioni sono utili solo se effettuate in
coppia: prima e dopo un pasto, prima e dopo
eventi come l’attività sportiva o il lavoro. I
cambiamenti dei valori forniscono indicazioni
sugli effetti del comportamento sul metabolismo. Gli adeguamenti si palesano.
Tutta la verità o la mezza verità …
I valori obiettivi sono solo la mezza verità.
L’importante è riconoscere e comprendere i
cambiamenti della glicemia. Le misurazioni,
se effettuate su più giorni, permettono alle
persone diabetiche di individuare le cause di
tali variazioni.
La misurazione della glicemia aiuta a rispondere a domande rilevanti quali:
• Quando e perché cambia la mia glicemia?
Maren Keller,
sportiva con
diabete di tipo
1, effettua
sempre la mi­
surazione della
glicemia prima
e dopo l’alle­
namento.
«Il test dura
solo un paio di
secondi e le
misurazioni mi
danno sicurez­
za!»
• Come posso influenzare queste variazioni?
• Quali cambiamenti sono più difficili in
assoluto e come posso gestirli al meglio?
• Quali cambiamenti positivi ho introdotto,
e come?
Misurazioni legate agli eventi
Le persone diabetiche dovrebbero poter rapportare la loro glicemia agli eventi quotidiani.
Per evento si intende, ad esempio, l’ora di
yoga, una lunga passeggiata nel bosco, l’ora
Erika Roth,
diabetica di
tipo 2:
«Le doppie
­misurazioni,
p. es. prima e
dopo un pasto,
mi permettono
di tanto in tan­
to di conceder­
mi un dolce
senza sentirmi
con la coscien­
za sporca»
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di palestra o altre attività fisiche. Anche un
giro in auto, un pranzo del tutto normale, una
festa di compleanno con una fetta di torta o
un tour delle birrerie con qualche bicchiere
«in più» del solito, un esame stressante o
altre situazioni che generano agitazione,
sono tutti eventi che si ripercuotono sulla
glicemia. Interrogandosi consapevolmente, si
impara a gestire il proprio corpo e il metabolismo del glucosio. Ciò, a sua volta, sostiene
la terapia, aiuta nel dosaggio dei medicamenti o dell’insulina e fornisce indicazioni
per il comportamento da adottare in futuro.
Permette di raggiungere gli obiettivi o di comprendere perché qualcosa ha funzionato o
meno.
Mantenersi entro un intervallo sicuro!
I valori sono informazioni, non sono né buoni
né cattivi. Sono tutti utili perché dalle informazioni è possibile trarre conclusioni, ad
esempio, quando ci si trova in pericolo.
L’obiettivo di ogni terapia per il diabete è
portare i valori della glicemia entro un intervallo sicuro. Pertanto non si parla di valori
buoni o cattivi, bensì di valori alti o bassi,
come per la rilevazione della temperatura
esterna. Basta uno sguardo al termometro
alla mattina per sapere come dobbiamo
vestirci.
Studi dimostrato che l’analisi informatizzata dei dati può essere molto utile per l’autocontrollo
della glicemia, a condizione che la gestione dei dati, in particolare la documentazione, sia di
facile comprensione e utilizzo per medici e pazienti. Un passo essenziale in questa direzione è
stato compiuto con il nuovo Contour USB che trasmette i dati direttamente al PC tramite
un’interfaccia USB.
Che piaccia o meno, la temperatura non è né
buona né cattiva. È semplicemente un’informazione utile che ci aiuta a uscire di casa
preparati.
Poiché tanto i valori alti della glicemia quanto
quelli bassi sono dannosi, occorre mantenersi entro un intervallo sicuro.
Anche un cieco a volte trova
la strada …
«Generalmente registravo i valori della glicemia. Il mio medico non li guardava. Per lui ciò
che contava era il valore nel lungo periodo.
Era piuttosto un caso se, in seguito a una
misurazione, prendevo delle contromisure»,
racconta Kurt, diabetico di tipo 2. «Certamente, effettuavo misurazioni regolari della glicemia, soprattutto per far piacere a mia moglie,
che si preoccupa. Così, pensavo di aver fatto
il mio dovere. Se un valore era davvero troppo
alto, al pasto successivo mangiavo un po’
meno.
Ali Nawai,
diabetico di
tipo 2, Berna:
«Effettuando le
misurazioni in
modo corretto
e sensato, i ri­
sultati possono
rivelare molto.
Altrimenti sono
solo cifre»
Poi ci siamo trasferiti. Con il mio nuovo medico è cambiato tutto. Si interessa dei miei
valori e legge il mio diario come se fosse un
giallo. I valori catastrofici, per i quali mia
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Misurare in maniera sensata
Glicemia (mmol/L)
14
12
10
8
6
4
2
0
Mattino
Metà
mattinata
Pranzo
Sera
Prima di
coricarsi
Secondo il mio medico avevo una tipica «curva a vasca da bagno». La mattina sempre
valori alti, che diventavano buoni durante la giornata per poi risalire la sera
moglie mi rimproverava sempre, sono diventati informazioni avvincenti. ‹Da qui possiamo
però iniziare a fare qualcosa›, il mio medico
mi ha detto e ha disegnato una ‹vasca da
bagno› sul suo blocco.
L’aggiustamento della dose di insulina, la mia
terapia di fondo alla sera, ha fatto molto. I
miei valori sono migliorati in misura notevole.
Oggi mi sento molto meno stanco e posso
fare di più, anche alla sera, mentre prima
passavo quelle ore a dormire davanti alla
televisione.
Ho iniziato a sperimentare e a trascorrere del
tempo con mia moglie e, nei fine settimana,
con mio nipote Kevin. Insieme portavamo
fuori Pip, il nostro cane. Le passeggiate sono
diventate più lunghe e combinate con i percorsivita. In quelle occasioni misuravo la mia
glicemia prima e dopo. E queste misurazioni
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avevano più di un «effetto aha!» su di me:
l’attività motoria mi aiutava quasi sempre ad
abbassare la glicemia.
Se le passeggiate erano più faticose, l’effetto
era persino più evidente. Oggi non sono più
cieco e ho trovato la strada. Mi sento in
forma, addirittura ho ridotto il numero delle
misurazioni, ma quando controllo la glicemia,
so perché lo faccio.»
Misurare in maniera sensata
I dispositivi intelligenti permettono di effettuare misurazioni sensate: il glucometro CONTOUR® USB di Bayer è dotato di una fun­
zione semplice che permette all’utente di
contrassegnare, premendo alcuni pulsanti, i
valori della glicemia con testo o simboli per
poi interpretare i risultati. Naturalmente è
possibile saltare gli inserimenti aggiuntivi.
Cercate tutta la verità,
effettuate le misurazioni in coppia!
Ecco una tabella che potrà aiutarvi.
1. Annotate la data corrente nella tabella.
!
2. Misurate tutti i giorni, per alcuni giorni consecutivi, la glicemia prima di un pasto o di un’attività,
e registrate il valore nella colonna «Prima».
3. Effettuate nuovamente la misurazione a circa 2 ore dal pasto o dall’attività e registrate il valore
nella colonna «Dopo».
4. Calcolate la variazione.
5. Riflettete sul suo significato.
Effettuo la misurazione della glicemia prima e dopo …
(esempi: pranzo, attività sportiva, giardinaggio, danza, ecc.)
Giorno
Prima
Dopo
Variazione
La presentazione sotto forma di elenco permette di osservare la variazione
dopo ogni misurazione
Quando verificate i valori, vale la pena riflettere su quanto segue:
• Emerge un modello dai valori? (p. es. i valori della colonna «Dopo» sono sempre più alti o più
bassi?)
• Quando e perché cambia la mia glicemia?
• Come posso influenzare positivamente queste variazioni?
• Cosa potrei fare ora?
• Ho bisogno di aiuto? A chi posso rivolgermi? Contattate il vostro medico o il vostro consulente e
discutete con loro dei vostri valori. Queste informazioni possono essere molto utili per ottimizzare
la terapia.
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Impressum
Esperienze
«Grazie» al diabete, in missione a favore
di altre persone con il diabete
Esperienza di tirocinio vissuta da Carmen Leuthardt
con il team Bayer Diabetes Care a Zurigo
È cominciato tutto con il
«Traumpreis»
Il mio primo contatto con Bayer Diabetes
Care è avvenuto nel 2008, quando ho vinto il
premio «Traumpreis». Come tesi di diploma
avevo organizzato allora un concerto in beneficenza a favore dei camp per bambini diabetici. Quando, circa 1 anno dopo, ero in cerca
di un’azienda in cui effettuare un tirocinio di
3 mesi, ho tentato la fortuna con Bayer Diabetes Care. Conoscevo già un po’ i dipen­denti
e l’azienda, e loro conoscevano me. È capita-
to così che ho svolto il mio tirocinio presso
Bayer Diabetes Care. Un anno dopo, di
nuovo, ero in cerca di un lavoro temporaneo.
Come si dice «al posto giusto al momento
giusto», in quel periodo il team era proprio
bisognoso di aiuto. Avevo mantenuto i
contatti con i dipendenti e loro erano lieti
di riprendermi fra loro, quindi a partire dal
settembre 2010 ho ripreso ad aiutarli per
altri 4 mesi.
Abbiamo riso tantissimo, fino alle
lacrime
Sono molto soddisfatta del periodo trascorso
presso Bayer Diabetes Care. Ho potuto
collaborare all’organizzazione di eventi,
partecipare e aiutare nello svolgimento di
assemblee, dove avevano bisogno di
persone come me – ragazze soprattutto
;). Ho molto apprezzato l’atmosfera
presente nel team. L’intesa fra di noi
è stata fantastica, abbiamo riso tantissimo, fino alle lacrime, condotto
interessanti discussioni e, ciò
nonostante, lavorato intensamente. Durante il
periodo trascorso
presso Bayer ho
conosciuto persone straordinarie, con cui sono in
parte ancora in contatto. L’atmosfera
piacevole, amichevole e rilassata presente
in ufficio mi ha sempre stimolata, anche
quando non ero così motivata.
www.bayerdiabetes.ch
Carmen (a sinistra) con la collega
Julia Gebhard (a destra)
Vantaggio: il mio diabete
Per me è stato un grande vantaggio il fatto di
essere diabetica. Non ho dovuto infatti imparare molte cose sul tema diabete, essendo già
a conoscenza di cosa parlavano i miei colleghi. Ho potuto trasferire direttamente le mie
conoscenze e le mie esperienze in quello che
facevo. Del team che ho aiutato facevano
parte sia un servizio interno che un servizio
esterno. Ho potuto mostrare loro, che conoscono il diabete solo in teoria, ciò che è
importante per me in qualità di diretta interessata e dare loro un’idea di come io convivo
con questa malattia. In caso di domande o
dubbi, si rivolgevano a me e io davo loro il mio
feedback. Ho inoltre aiutato il responsabile
prodotti, testando e valutando nuovi prodotti.
Ne abbiamo approfittato entrambi – Bayer e
io.
19
lo:
Breve profi
Senza il periodo e le esperienze acquisite
presso Bayer non avrei probabilmente mai
provato una pompa insulinica. Sono venuta in
contatto con alcuni portatori di pompe insuliniche e, alla fine, mi sono convinta a provare
io stessa una pompa. Ero sempre stata un po’
scettica e non avevo mai capito quando fosse
il momento giusto. Alla fine ho provato una
pompa insulinica e ora ne sono soddisfatta.
Non vorrei più restituirla.
In partenza per il Canada
Presto partirò per il Canada e gli Stati Uniti
per un periodo di circa sei mesi. I preparativi
per un viaggio così lungo sono molto importanti per un diabetico, quindi ho raccolto qua
e là numerosi consigli. Per fortuna, in tutto il
mondo si può trovare un team Bayer Diabetes
Care disposto ad aiutare noi diabetici in caso
di problemi o domande.
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Ora lo so: nessuno con il
­diabete è mai solo!
Il periodo trascorso presso Bayer ha
fatto bene sia a me che al mio diabete.
Da quando ho vinto il «Traumpreis»
ho avuto modo di confrontarmi più
spesso con il diabete e stare più attenta ai valori glicemici rispetto a prima.
Forse anche perché sono cresciuta …
Sono rimasta sorpresa di quanto supporto Bayer Diabetes Care offra ai
propri clienti. Tutti hanno apprezzato
la collaborazione: assistenti medici,
medici, consulenti in diabete, farmacisti
e diabetici. Ho avuto modo di sentire tante
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storie ed esperienze commoventi, che
mostrano come non si è soli quando si ha
il diabete e quante persone hanno gli
stessi problemi.
Carmen Leuthardt
20
Nuovo
Novità dal mondo della diabetologia
Risparmiare dalla parte sbagliata!
i parametri clinici così come anche la qualità
di vita.»
La regolare misurazione del livello glicemico apporta un
vantaggio anche ai pazienti diabetici di tipo 2 insulina
­indipendenti? «Sì», secondo gli esperti svizzeri. Dal 2010
le assicurazioni sanitarie rimborsano in definitiva 400 strisce reattive all’anno. Uno sguardo alla Germania mostra
però: Funziona – purtroppo – anche al contrario.
Si spera che in Svizzera ci vengano risparmiati ulteriori tagli dei prezzi e che non vengano
fatti passi indietro nella terapia, così come
minaccia-
Secondo una commissione federale, già a
breve in Germania, a milioni di diabetici di
tipo 2 non verranno più rimborsate le strisce.
Vi saranno delle eccezioni, anche se per molti
diabetici ciò significa: Pagare i test di tasca
propria. Con un ulteriore carico economico diminuisce la motivazione
ad eseguire i test glucidici in modo
sensato e ciò è confermato anche
dall’indipendente Federazione Internazionale per il Diabete (IDF). Tale
decisione sarebbe un importante passo indietro per la gestione del diabete. Di conseguenza vuole intervenire anche l’associazione
tedesca dei diabetici.
In Svizzera i diabetici di tipo 2 insulina indipendenti potevano contare sul rimborso di
400 strisce anche prima del 2010. L’Ente
Federale per la Salute fece dipendere la deci-
sione definitiva da una prova
scientifica che dimostrasse che le
misurazioni dei livelli glucidici apportassero
effettivi benefici. In Svizzera questa condizione è stata ora accertata – le 400 strisce
annue sono assegnate in via definitiva. Anche
l’IDF è convinta da tale benefici. Nelle proprie
linee guida del 2010 scrive: «Complessivamente si deve affermare che … migliorano sia
to in Germania. Si possono sicuramente risparmiare delle spese
con la limitazione delle strisce, in compenso
aumenta il rischio per malattie conseguenti,
che sono causa di costi di gran lunga superiori.
Fonte: Focus online, 3 marzo 2011
Si può eliminare il diabete
con un intervento chirurgico?
Non è un segreto: Molti pazienti con diabete
di tipo 2 sono sovrappeso. Una decisa dimi­
nuzione del peso corporeo porta, nella maggior parte dei casi, ad un importante abbas­
samento del livello glucidico nel sangue,
talvolta fino alla sua normalizzazione. In
­ambito medico si discute ora anche su come
degli interventi chirurgici potrebbero rappresentare una variante terapeutica.
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21
In presenza di pazienti particolarmente obesi,
i medici protendono verso un intervento radicale: una riduzione dello stomaco. Esistono
nel frattempo diversi tipi di operazioni, tutte
portano però il paziente a mangiare e assimilare quantità minori di cibo a causa di uno
stomaco più piccolo o con ridotta efficienza.
Tali interventi, eseguiti su pazienti diabetici di
tipo 2, portano nella maggior parte dei casi ad
una scomparsa del diabete. Ciò non è probabilmente ascrivibile esclusivamente alla perdita del peso. I medici suppongono che la riduzione dello stomaco comporti anche modifiche
dell’equilibrio ormonale nel tratto gastro-intestinale, combattendo così il diabete.
Le riduzioni dello stomaco non possono però
essere considerate una soluzione del problema del diabete in pazienti obesi. I costi sono
troppo elevati ed il rischio di un’operazione è
troppo grande per poter considerare tale
intervento una terapia di routine.
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22
Yoga e Pilates
Passeggiando a fine giornata nel parco cittadino …
… non si incontra solo chi
passeggia o fa corsa, ma
sempre più persone orientate alla salute che eseguono strani movimenti
all’aria aperta – yoga o
pilates. Nel frattempo, questi sport di tendenza hanno
conquistato anche il mondo
delle palestre. Circoli dedicati alla salute e al benessere fanno a gara con
offerte di ogni tipo. Anche
l’industria della moda ha
riconosciuto nuove esigenze: accessori eleganti
quali abbigliamento, tappetini o borse, attirano nuovi
clienti.
Ciò che incuriosisce le
persone diabetiche: i valori
glucidici possono essere
influenzati positivamente
dallo yoga o dal pilates?
Il nostro
consiglio:
Centri pilates qualificati:
Pilates Bern
www.pilates-bern.ch
+41 79 864 88 04
Pilates Zürich
www.pilates-zuerich.ch
+41 79 963 20 68
Gli interessati possono trovare su internet
una marea di informazioni che raramente
però sono incentrate su temi specifici quale
il diabete.
La storia:
centrazione e con movimenti mirati una
nuova forza interna, un corpo più flessibile e
resistente, così come favorisce la grazia ed il
benessere. La cosa particolare del pilates è
che l’allenamento è adatto a persone di tutte
le età, per sani e, con precauzioni, può essere utilizzato anche per la riabilitazione in
seguito a malattie e incidenti.
Lo Yoga è nato in India. Le radici della filosofia yoga si trovano nell’induismo e nel buddismo. L’individuo viene qui visto come un
Integrare il movimento nella vita
viaggiatore all’interno del suo corpo-veicolo.
quotidiana
Il veicolo è rappresentato dal corpo, il cocchiere è la mente, i cinque cavalli sono i
Il movimento deve far parte della vita quoticinque organi di senso, l’ospite viaggiatore è
diana. Proprio i diabetici, che a causa della
l’anima e l’ imbrigliatura si chiama «yoga» in
loro malattia devono convivere con pesanti
lingua indiana.
carichi psicologici e fisici, traggono vantaggio
Le tante «asana» (posizioni del corpo e eserdall’aiuto offerto loro dallo yoga e dal pilates.
cizi) si svilupparono nel corso dei tempi. Il
In seguito ad una seduta di allenamento, la
loro scopo principale era quello di rafforzare
freschezza e la lucidità percepita, favoriscoe mobilizzare il corpo, in modo tale da resino l’atteggiamento positivo e, quindi, anche
stere più tempo possibile e senza disturbi
la volontà di seguire uno stile di vita salutare:
nella posizione della meditazione, quale, per
maggior movimento e una dieta adeguata.
esempio, la posizione del loto.
Come ci racconta l’entusiasta istruttrice di
Gli esercizi yoga rincorrono oggigiorno l’idea
pilates Andrea Sebald: «Dopo che le persone
di armonizzare il corpo, la mente e l’anima.
hanno frequentato un corso di pilates, manSi mira a raggiungere una maggiore vitalità
tengono l’intenzione di proseguire uno stile di
ed una stabilità della serenità interiore.
vita salutistico e non riescono certo ad immaIl metodo Pilates è stato sviluppato da Joseginarsi di andare a mangiare presso un fastph Pilates durante il periodo della Prima
food senz’anima.»
Guerra Mondiale. Inizialmente chiamò il suo
metodo Contrology, in quanto si trattava di
un concetto di allenamento generale che
consentiva di controllare i muscoli con l’aiuto
della mente. Durante l’allenamento si cerca
di stimolare soprattutto i gruppi muscolari
profondi, solitamente più piccoli e deboli. In
questo modo si migliora la coordinazione dei
movimenti e la postura, si stimola la circolazione e si lavora per raggiungere una maggiore consapevolezza fisica. L’allenamento
comprende esercizi di rafforzamento,
stretching e respirazione consapevole.
Soprattutto i muscoli della parte basa
del bacino e la muscolatura profonda
del tronco vengono miratamente rafBeatrice Eggimann (a destra), istruttrice specializzata in
forzati.
pilates, durante l’allenamento con anelli pilates: Anche
Il pilates è un metodo di allenamento
dopo 7 anni di lezioni il metodo pilates continua sempre
unico, che ci regala tramite la conad affascinarmi. A parte la sensazione che ho del mio
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corpo, che migliora continuamente, vedo ogni giorno
i miei clienti che arrivano stressati un po’ irrigiditi
agli allenamenti. Dopo un’ora di pilates tornano
alle loro attività quotidiane più soddisfatti e ri­
lassati, meno rigidi e fortificati dall’interno.
23
Christina, 37, con diabete di tipo 1
Purtroppo non mi sono mai appassionata allo sport.
Ogni volta iniziavo a fare jogging o palestra. Perce­
pendo queste attività come un obbligo sgradito, le
abbandonavo ogni volta dopo poco tempo. Sono
consapevole di quanto il movimento sia importante
per la mia salute. Per questo motivo mi sono messa
alla ricerca di un tipo di movimento adeguato. La
mia amica mi ha consigliato lo yoga.
Ora frequento regolarmente due volte alla settima­
na la mia ora di lezione di yoga. Mi sento più equi­
librata, più mobile e molto più flessibile di prima.
Lo yoga mi consente di praticare anche altri tipi di
sport: ho iniziato ad andare con i Rollerblade!
L’influenza positiva sul diabete
Yoga e pilates hanno dimostrato di avere un
effetto positivo su corpo e anima.
Nella prevenzione dell’obesità e del diabete,
yoga e pilates possono rappresentare un aiuto
importante. L’aumento della massa muscolare e della capacità di movimento accrescono
la forza e l’equilibrio. La riduzione dello stress
e una buona sensazione fisica, combinati con
una sana alimentazione, sostengono la volon-
tà a perseguire uno stile di vita salutistico. La
gioia di vivere e la sensazione di avere grandi
capacità sono importanti prerogative per favorire un metabolismo equilibrato. Senso di
afflizione e depressione ottengono invece un
risultato contrario: bloccano la volontà che ci
spinge a superare le sfide e alimentano la
passività e la perdita di speranza.
Pazienti diabetici riportano che pilates e yoga
hanno un effetto positivo sulla regolazione del
metabolismo glucidico. Un esercizio costante
aiuta ad armonizzare corpo e spirito. La consapevolezza nei confronti del proprio corpo
migliora, così come anche la sensibilità per i
livelli glucidici nel sangue.
Ci si allena per accrescere forza, mobilità e
equilibrio. Ciò contribuisce ad un corretto
utilizzo degli zuccheri e ad una migliorata
capacità di immagazzinamento nel muscolo.
Che il movimento fisico migliori le condizioni
del diabete è stato dimostrato in numerosi
studi. Sugli effetti dello yoga sul diabete vi
sono testimonianze provenienti da studi
indiani. Questi studi ci mostrano che i pazienti diabetici, che si applicano con esercizi
mirati e regolari, evidenziano una migliore
efficacia dell’insulina.
Come in tutti gli sport, un sovraccarico o esercizi svolti in maniera errata possono provocare dei danni. Per questo motivo si dovrebbe
imparare a praticare pilates e yoga non solo
seguendo dei libri, ma sotto l’attenta guida di
istruttori qualificati.
Possono lo yoga o il pilates dare nuovi impulsi
alla vostra vita? Lasciatevi convincere – visitate uno degli studi e prenotatevi per una lezione di prova. Potrete solo trarne un vantaggio!
In collaborazione con il Centro di Formazione
Pilates Bodymotion e l’Ambulatorio Osteopatico Wallner.
Yoga, pilates oppure entrambi, con eser­
cizi individuali, in gruppo o con attrezzi;
l’importante è che l’allievo si senta sere­
no e che sviluppi una sensazione fisica
positiva. In entrambi i casi saranno utili
delle istruzioni comprensibili e una buo­
na atmosfera durante gli allenamenti.
Fonti:
•ARTHROSE Notizie per persone in movimento
•Clinica Ortopedica dell’Università di Regensburg
•Wikipedia
•PubMed/NCBI – U.S. National Library of Medicine
•Health Administrator Vol: XXII Number 1 & 2 – 2009:
42–45. 7 – THE EFFECTS OF EXERCISE AND YOGA
ON DIABETES
•CLINICAL RESEARCH ON THE BENEFITS OF YOGA
PRACTICE ON DIABETES
•Health Administrator Vol: XXII Number 1 & 2 – 2009:
40–41. 6 – CAN YOGA CURE DIABETES
www.bayerdiabetes.ch
Andrea Sebald (davanti), istruttrice specia­
lizzata in pilates: «il movimento e lo sport
mi accompagnano da sempre. Da un lato
perchè sono sempre stata appassionata di
sport e dall’altro perchè da bambina soffri­
vo di gravi problemi alla schiena. Molti
anni di fisioterapia ed un allenamento co­
stante mi hanno aiutato a superare il pro­
blema. Il pilates mi entusiasma così tanto
perché i suoi principi si possono applicare
sia alle attività quotidiane, come anche ad
ogni tipo di sport.»
24
Alimentazione
Serie Alimentazione: grassi
Amici o nemici?
Che cosa dice la specialista?
Il grasso è un tema spesso discusso nell’ambito della politica della salute. Molte volte è
reputato colpevole del sovrappeso, dell’arteriosclerosi e del diabete mellito. Un grammo
di grasso contiene 9 chilocalorie (kcal) ed
è quindi il componente nutrizionale con il
più alto tenore calorico. In confronto, i carboidrati e le proteine contengono soltanto
4 kcal ciascuno. Ecco perché spesso e
volentieri i lipidi sono considerati la prima
causa dell’ingrassamento.
Grassi e salute
Spesso dimentichiamo che i lipidi hanno
anche funzioni e aspetti positivi per la nostra
salute. Nella storia dell’evoluzione, i grassi
erano importanti come riserve energetiche
per i periodi difficili. Durante le lotte, il grasso
serviva a proteggere gli organi (p.es. i reni) e
in condizioni climatiche particolarmente
estreme a immagazzinare il calore nel tessuto
subcutaneo. I lipidi forniscono all’organismo
energia, ma anche la vitamina E, una sostanza indispensabile e soprattutto liposolubile.
Grazie ai grassi, il nostro organismo è inoltre
in grado di assimilare le altre vitamine liposolubili A, D e K.
I grassi sono anche vettori dei gusti e degli
aromi, poiché stimolano il sapore sulla lingua
rendendo così alcuni cibi particolarmente
interessanti al palato.
Quali sono i grassi «buoni»?
I grassi si suddividono fra grassi animali e
grassi vegetali. I grassi vegetali sono presenti
in avocado, olive, noci, oli, semi d’olio e margarina.
Quelli animali, invece, si trovano nel burro,
nei latticini, nel pesce, nelle uova, nella carne
e nei prodotti a base di carne, come p.es. i
salumi.
Nel consumo dei grassi è importante non solo
la quantità, ma anche la qualità. Quest’ultima
dipende dai vari tipi di acidi grassi. A seconda
delle loro caratteristiche, questi acidi hanno
diversi effetti sull’organismo. Un aspetto decisivo, perché alcuni producono precursori
degli ormoni tissutali che regolano numerosi
«Anche per i grassi vale: meglio pochi ma buoni!»
La signora Sabine Ferreira-Haller è nutrizionista HF indipendente e titolare dello studio di
consulenza Nutrisana a Winterthur. Tiene inoltre seminari, corsi e relazioni e consiglia
diverse istituzioni in materia di nutrizione, scrive libri di cucina e pubblica opuscoli.
www.nutri-sana.ch
www.bayerdiabetes.ch
processi del metabolismo, come p.es. i processi infiammatori, il sistema cardiovascolare,
il sistema immunitario e il sistema ormonale.
Consigli per il consumo di grassi
Tra i grassi visibili è importante scegliere
quelli giusti. La medicina nutrizionale moderna consiglia di consumare 3 porzioni di oli o
grassi visibili al giorno, ovvero 10 g di burro
da spalmare (porzione da albergo), 10 g (1
cucchiaio) di olio di colza per condire a freddo, 10 g (1 cucchiaio) di olio d’oliva per
cucinare e ogni 2–3 giorni tra i 20 e 30 g di
noci (noci, nocciole, mandorle).
Questi grassi apportano la giusta dosi di acidi
grassi «buoni» e contengono una quantità di
vitamina E sufficiente per proteggere i sensibili acidi grassi polinsaturi.
Gli acidi grassi omega-3 sono contenuti
anche nei pesci ricchi di grassi come il sal-
25
Consigli per l’apporto di
grassi
Secondo la Società Svizzera di Nutrizione i grassi dovrebbero fornire al massimo il 30% dell’energia totale.
In base al 4° Rapporto sull’alimentazione in Svizzera gli svizzeri consumano a
testa circa 125 g di grasso al giorno,
una cifra che supera di gran lunga il
30% consigliato, ovvero una quantità
media giornaliera di 60–80 g.
no accompagnati da salse e il pasto si conclude con dolci a base di panna.
Dopo un pranzo a base di rösti, salsiccia o
affettati, magari anche con una fetta di torta o
un dolce di pasta sfoglia, è meglio puntare su
una cena leggera.
L’ideale sarebbe, inoltre, mangiare due giorni
alla settimana senza carne. Al suo posto si
possono consumare altri alimenti proteinici,
come p.es. tofu o quorn, che hanno un alto
grado di sazietà e favoriscono nel contempo
la digestione.
Come mangiare bene senza
assumere troppi grassi?
Lo sapevate?
Consigli per ridurre i grassi
mone, l’aringa, lo sgombro e la sardina. Per
questo il pesce andrebbe consumato almeno
1 volta alla settimana. Piccole quantità di
grassi omega-3 sono conenute inoltre nelle
verdure a foglia verde quali alghe, spinaci,
lattuga e crescione, come anche nei semi di
lino.
Mangiare fuori spesso significa
mangiare grasso
A chi mangia spesso fuori per lavoro conviene
studiare bene il menù. Molte volte i cibi nei
ristoranti sono impanati o fritti oppure vengo-
• I trucchi della preparazione
Per ridurre i grassi nel piatto, è già utile
servirsi di un cucchiaio o di un pennello
invece di versare l’olio direttamente dalla
bottiglia. Ma anche le pentole antiaderenti, le casseruole di coccio, i sacchetti da
forno, la pentola a pressione e lo steamer
aiutano ad alleggerire i piatti.
• La spesa «leggera»
Già durante l’acquisto vale la pena confrontare i vari prodotti e fare attenzione
alle tabelle dei valori nutrizionali. I prodotti poveri di grassi contengono da 1 a 15 g
di grasso su 100 grammi di prodotto.
È importante comprare l’olio in piccole
quantità. La luce e il calore accelerano
la decomposizione della vitamina E e
l’ossidazione degli acidi grassi. Per
questo gli oli vanno sempre conservati
in un luogo buio e fresco.
Spesso i prodotti alternativi con meno
grassi hanno un gusto simile a quello del
prodotto originale.
Attenzione però ai prodotti «light». In
questi prodotti solo il 30% della riduzione
I vari acidi grassi
Questi grassi hanno un effetto negativo sul metabolismo e favoriscono le infiammazioni:
• i grassi saturi (SFA), contenuti soprattutto
nei grassi animali;
• gli acidi grassi trans, prodotti durante l’idrogenazione degli oli vegetali (p.es. margarina) e il
lungo riscaldamento del grasso (p.es. frittura) in seguito all’inversione dei doppi legami degli acidi grassi insaturi, come p.
es. nei biscotti.
Questi grassi sono considerati «buoni»:
• gli acidi grassi monoinsaturi (MUFA) che
nell’organismo sono stabili e neutrali (p.es.
olio d’oliva);
• gli acidi grassi polinsaturi (PUFA), suddivisi
a loro volta in due categorie:
– l’acido alfa linolenico (omega-3) nei pesci grassi e
– l’acido linoleico (omega-6) come p.es. nell’olio di colza.
Entrambi rivestono un ruolo particolare nell’alimentazione. Sono
essenziali, ovvero contrariamente agli altri gruppi di acidi grassi
non possono essere prodotti dall’organismo ma devono essere
assunti con il cibo.
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Alimentazione
calorica è ottenuta limitando i grassi o i
carboidrati. Per i diabetici la scelta di
prodotti light ha senso soprattutto nelle
bibite dolci e negli yoghurt.
• No ai dolci per diabetici!
I diabetici non hanno bisogno di dolci
speciali. Spesso contengono molti grassi
e, invece dello zucchero da cucina, altri
tipi di carboidrati che incrementano la
glicemia. È meglio utilizzare i prodotti
normali e imparare invece a controllare il
consumo dei dolci. Nel quadro di un’alimentazione di base, dopo un pasto completo è possibile assumere le seguenti
porzioni di dolci: 1 barretta di cioccolata,
1–3 biscotti o 1 pallina di gelato.
Signora Sabine Ferreira-Haller
e signora Lumi Jusufi
CONSIGLI: meno grassi, più gusto!
Prodotto orginale
Alternativa
Salsiccia, affettati, speck
Arrosto freddo, carne secca/affumicata, prosciutto cotto senza grasso
Tonno sott’olio
Tonno al naturale
Panna intera, quark alla panna
Latte, panna da caffè, mezza panna acidula, M-Dessert, quark magro, blanc battu
Patatine, noccioline
Grissini, pop corn, bastoncini salati
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Tiramisù ai lamponi
12 biscotti savoiardi
½–2 dl di caffè
1 cucchiaino di cognac
ert
distribuirli in due bicchieri da dess
otti
aggiungerlo al caffè e bagnare i bisc
Ricette per due persone della
Signora Sabine Ferreira-Haller
per la
lavarli, tenerne da parte qualcuno
400 g di lamponi
guarnizione
grattugiare poca scorza
1 arancia 1 cucchiaino di succo di limone
nti
ere mischiarlo con i lamponi resta
½–1 cucchiaino di dolcificante in polv
80 g di blanc battu
ata
4-6 cucchiai di acqua minerale gass
6 gocce di succo di limone
amalgamare il tutto per ottenere una
Poca scorza di limone grattugiata
crema
oni messi
ire con la crema e guarnire con i lamp
Disporre i lamponi sui biscotti, copr
da parte.
Per persona:
127 kcal
4 g di grassi
5 g di proteine
15 g di carboidrati
13 g di fibre alimentari
Merluzzo con
crosta di forma
ggio
1 piccola cipo
lla
tritarla, dispor
50g di carote
la in una pirofil
a
gr
attugiarle, dist
200g di brocco
ribuirle nella pi
letti
rofila
dividerli, sbolle
50ml di brodo
ntarli, aggiunge
vegetale
rli
alla pirofila
versarlo sulle
200g di filetto
verdure
di merluzzo
disporlo sul le
sale, pepe
tto di verdure
co
ndire
Salsa cremosa
50ml di brodo
vegetale
2 cucchiai di
blanc battu
2 cucchiai di
cantadou
mescolare tutto
3 cucchiaini di
in una ciotola
semi di sesam
o
ag
giungerli alla cr
1 spicchio d’ag
ema
lio
schiacciarlo
40g di formag
gio semigrasso
grattugiarlo, ag
giungerlo alla
crema e versar
tutto sul pesce
e
Gratinare
A metà del forn
o preriscaldato
a 200 gradi pe
r 20 minuti
Per persona:
268 kcal
34 g di proteine
11 g di grassi
+ carboidrati
5 g di fibre ali
mentari
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29
Domande dei lettori
Voi chiedete,
noi rispondiamo
Customer Sevice Team di Bayer Diabetes Care: (da sinistra a destra)
Antonella Maggiore, Marlies Hintermann, Adrian Bechtiger
In questa rubrica rispondiamo alle domande che ci pongono i pazienti e che possono essere
interessanti anche per altri pazienti diabetici.
Buona giornata
Ho fatto un ordine sul vostro e-shop. Ho
ordinato 1 Bayer Starter Contour e 1
pungidito Microlet. Sarebbe vantaggioso se i diabetici non dovessero sempre
pagare i glucometri quando sono danneggiati.
Sig. K.L.
Egregio sig. L.
Grazie per la Sua ordinazione e il Suo
commento. Se è d’accordo,
pensiamo di non inviarle un altro pungidito Microlet, in quanto l’apparecchio
ne include già uno. La preghiamo di
comunicarci se ne ha comunque bisogno.
Rifletta sul fatto che la cassa malati le
rimborsa ogni due anni Fr. 43.– per un
apparecchio e Fr. 22.50 per un pungidito.
Le auguriamo tanta salute.
Hotline: 044 465 83 55
Walter Bechtiger,
Direttore del team
Diabetes Care
Avete domande sul vostro apparecchio?
Cercate una pratica tabella dei valori glicemici oppure siete interessati a dati scientifici, ad
esempio il valore di HbA1c? Per risposte,
ulteriori informazioni o molto altro ancora,
consultate il nostro sito web all’indirizzo www.
bayerdiabetes.ch.
Se avete altre richieste, non esitate a contattarci per e-mail all’indirizzo [email protected], oppure a contattare il nostro team
Hotline al numero 044 465 83 55.
Gentili signore, egregi signori,
Rivista «Diabetes Aktiv» edizione 21, 2011.
A pag. 17 è presente una totale contraddizione: «Fonte di errore: Non lavarsi le mani
prima del test. Alcune righe più sotto si legge: Misura da adottare: Prima della misurazione, lavarsi le mani con acqua calda e sapone.» Cosa è corretto??????? Attendo un
vostro riscontro.
Sig. A.R
Egregio sig. R.
La ringraziamo per la Sua domanda, da cui
anche noi possiamo imparare. Abbiamo
formulato la frase in modo fuorviante. Come
fonte di errore intendevamo le mani sporche. È importante misurare la glicemia con mani
pulite e asciutte. In caso contrario, potrebbero prodursi discrepanze molto rilevanti,
soprattutto se poco prima della misurazione è stata consumata frutta molto acida.
Gentili signore, egregi signori,
Durante i miei controlli glicemici quotidiani noto che nel giro di un minuto vengono visualizzate differenze di misurazione superiori a 1 mmol/L. Suppongo che questo apparecchio
debba essere sottoposto ad un controllo.
Vi prego di comunicarmi cosa devo fare. Vi ringrazio fin d’ora per il vostro supporto.
Sig. A.G.
Egregio sig. G.
La ringraziamo per la Sua informazione. Comprendiamo perfettamente quanto siano
importanti per Lei valori precisi e come eventuali discrepanze possano creare insicurezza.
Acconsentiamo pertanto alla Sua richiesta di un controllo dell’apparecchio:
Ci sono due possibilità per revisionare il Suo apparecchio: può farlo personalmente con
la soluzione di controllo oppure inviarcelo, unitamente a tutto il materiale.
Effettuando la revisione personalmente, avrà il vantaggio
–di vedere subito come funziona il Suo apparecchio, precisamente all’incirca entro lo
stesso tempo necessario per ottenere la misurazione della glicemia
– di poter effettuare un controllo ogni volta che si sente insicuro
Potrà trovare le soluzioni di controllo presso il punto vendita del suo glucometro oppure
nell’e-shop sul sito web www.bayerdiabetes.ch.
Se, invece, preferisce far effettuare i controlli da parte nostra, La preghiamo di inviarci
l’apparecchio con tutti i relativi accessori.
L’indirizzo è: Bayer Diabetes Care
Servizio clienti – Controlli apparecchi
Postfach
8045 Zürich
La ringraziamo fin d’ora
per un Suo riscontro sulla Sua scelta.
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30
SHOPPING
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le persone con diabete!
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facilitare la convivenza
quotidiana con il diabete.
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L’insulina va sempre conservata al fresco.
In caso di corretto utilizzo, il contenitore refrige­
rante per insulina mantiene l’insulina a temperatura
di frigorifero almeno per 10 ore. I flaconcini sono
protetti da un’imbottitura a prova di urti e cadute.
Prima del viaggio inserire la batteria refrigerante
congelata nel previsto scomparto e chiudere la
chiusura lampo.
Il freddo è sufficiente per almeno 10 ore.
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pelle interna asciugata al sole di colore chiaro conferisce ad
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Cruciverba
Risolvere il cruciverba vale la pena!
Risolvete questo cruciverba e potete
vincere un tappetino per lo yoga.
Orizzontali:
2. Bassi livelli di zuccheri, abbreviazione
4.Circa il 90% di tutti i diabetici ha question tipo di
diabete
6. Abbreviazione per la glicemia
7.Apparecchio ausiliario per il dosaggio dell’insulina
9.Prozesso con cui il corpo umano transforma gli
alimenti in energia
11.Collegamento al computer, presente nel piu
moderno apparecchio Bayer
12.Componente degli alimenti
13.Società Svizzera per il Diabete (abbreviazione)
15.Numerosi diabetici di tipo 2 non hanno bisogno
di insulina, ma ssumono
16.Concetto per definire quandi ci si sente esausti,
uno stato di esaurimento emotivo
18.Scienza del diabete
19.Oregano umano in grado di immagazzinare gli
zuccheri
20.Glicemia a lungo termine, indicata in percentuale
21.Glucometro di bayer studiato appositamente per
persone anziane
Verticali
1.Glucofacts … (software per la gestione del
diabete di Bayer)
2.Ormone che regola i livelli di glucosio
3.Nel diabete ce n’è troppo nel sangue
5.Concetto scientifico per la ghiandola che
produce l’insulina
8.Il contrario di medico
10.Grazie a loro ci muoviamo e bruciamo gli
zuccheri
14.Striscia reattiva
16.Body Mass Index (indice di massa corporea),
abbreviazione
17.Attività meditativa
r­
n hinte
ich grü
s
s
u
d
m
e
h t.
n
ort? sie
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Welche das Lösungsw
r
legen fü
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30
tappetini
yoga in
palio!
✁
Coupon di risposta «Cruciverba-22» Soluzione:
Nome e cognome:
Indirizzo:
Sono diabetico/a: sì n no n
Qual è il suo tipo di diabete? Typo 1 n Typo 2 n
Inviare le risposte a:
Bayer (Schweiz) AG, Diabetes Care, Grubenstrasse 6, Postfach, 8045 Zürich.
Via fax: 044 465 82 82 o per e-mail all’indirizzo: [email protected] con l’annotazione «Cruciverba-22»
Data ultima di invio: 30 giugno 2011
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Due donne, un unico tema: il diabete