20 Sabato, 7 luglio 2012 Como Cultura Cavargna. Domenica 8 luglio, alle ore 14, la presentazione, in loco, della nuova guida monografica dedicata a questa splendida chiesetta. Ad introdurre la presentazione sarà il parroco di Cavargna. La partecipazione è libera e gratuita L’oratorio di S. Lucio D omenica 8 luglio, alle ore 14.00, presso l’oratorio montano di S. Lucio a Cavargna, sarà presentata la nuova guida monografica dedicata alla stessa chiesa, prodotta dall’associazione culturale Iubilantes ed edita con il contributo e il patrocinio del Consiglio Regionale di Lombardia, della Comunità Montana Valli del Lario e del Ceresio, del Comune e della parrocchia di S. Lorenzo martire di Cavargna e dell’Associazione “Amici di Cavargna”. Introdurrà la presentazione don Giuseppe, parroco della Val Cavargna; dopo gli interventi dei rappresentanti del sodalizio, la dottoressa Paola Villa illustrerà il restauro degli affreschi dell’oratorio. La partecipazione è libera e gratuita. Agli intervenuti sarà offerta in omaggio la nuova guida. Il ritrovo per la giornata sarà alle ore 10.30 fuori dall’oratorio (appuntamento a Cavargna in piazza del Municipio alle ore 9.00 e partenza a piedi per l’oratorio – circa 500 metri di dislivello su sentieri di montagna); seguirà alle ore 11.00 una S. Messa in onore di San Lucio. Alla giornata saranno graditi ospiti il coro ANA di Fino Mornasco e gli amici de “El Casel de Melam” di Arsiè (BL); sarà funzionante il Banco Gastronomia degli “Amici di Cavargna” con prelibatezze locali. L’opera presentata fa parte della collana di guide monografiche trilingui (italiano, tedesco, inglese) “Percorsi di arte, fede e storia”, ideata da Iubilantes per far conoscere i piccoli grandi “gioielli” di fede e di arte delle terre lariane. Una collana inaugurata nel 2002 per i monumenti dell’Alto Lario (con ben tredici titoli all’attivo), estesa nel 2008 al territorio Lario Intelvese (sei titoli) e nel 2012 alla Valchiavenna, con la monografia sul Santuario dell’Apparizione di Maria Vergine a Gallivaggio, e all’area tra Lario e Ceresio, con quest’ultimo prodotto editoriale. Un agile formato, una grafica accattivante, un corredo di illustrazioni incentrato su particolari importanti e meno noti, uniti ad un linguaggio semplice, non disgiunto però dal rigore scientifico dei contenuti, sono gli ingredienti del grande successo riscontrato non solo tra la popolazione locale, ma anche e soprattutto tra i numerosi visitatori e turisti che possono conoscere meglio le “perle nascoste” del nostro territorio. Questi opuscoli, messi gratuitamente a disposizione del pubblico, nelle intenzioni di Ambra Garancini, presidente Iubilantes, intendono «rendere vivi chiese e santuari delle nostre terre, inserendoli nel tessuto delle ragioni storiche, Prestito Dalla Pinacoteca di Como ad Ajaccio U n dipinto della Pinacoteca Civica di Como, il ritratto di Michele Marullo, realizzato da Ridolfo del Ghirlandaio, è volato in Corsica per essere esposto ad Ajaccio al Museo Fesch. Dal 28 giugno all’1 ottobre il Musée des Beaux-Arts di Ajaccio presenta, infatti, al pubblico “Vrai? Faux? Le primitif italien était presque parfait”, esposizione che si propone di mostrare il gusto per i primitivi italiani e di come nel XIX secolo l’accanimento dei collezionisti, dopo la loro “scoperta” nel secolo precedente, avesse obbligato il mercato alla produzione di falsi, avvalendosi di pittori tecnicamente molto esperti e preparati. Il ritratto di Michele Marullo fu realizzato da Ridolfo del Ghirlandaio, figlio di Domenico Ghirlandaio, intorno al 1520, per il Museo dei Ritratti, commissionato da Paolo Giovio. L’opera è un olio su tela e raffigura un personaggio a mezzo busto, con capigliatura fluente, che indossa un abito accollato di colore verde scuro con colletto bianco e un berretto sul capo. geografiche e devozionali che ne hanno determinato la nascita» e di guidare il lettore alla riscoperta delle più antiche e sentite tradizioni. E l’oratorio di S. Lucio, che sorge ad un’altitudine di 1542 metri, in posizione panoramica, al valico tra l’italiana Val Cavargna e l’elvetica Val Colla, è un vero e proprio “tesoro”, che costituisce una piacevole sorpresa per chi, arrivando in quota, non si aspetta certo di trovare un edificio sacro di tali dimensioni, e soprattutto non può non rimanere colpito dalla complessa decorazione interna, espressione di un antico e sentito legame con la comunità locale. Legame che continua tutt’ora: durante il secolo scorso l’oratorio di S. Lucio è stato sottoposto a numerosi interventi di manutenzione e ristrutturazione. Gli ultimi lavori di consolidamento statico e di restauro delle pareti, voluti dall’indimenticato don Federico Scanziani, con i parrocchiani e l’aiuto dell’Associazione “Amici di Cavargna”, sono stati curati dall’architetto Luigi Mario Belloni negli anni 1983 - 1985. Dal 1987 al 2000 invece si è provveduto ai restauri delle pareti affrescate, diretti dalla Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici di Milano ed eseguiti dalla dottoressa Paola Villa, che hanno consentito di recuperare e conservare una significativa testimonianza di fede e di devozione delle nostre genti. La guida è disponibile gratuitamente presso le chiese parrocchiali della valle, il “Museo della Valle” di Cavargna, il Museo Casa Pagani di Castello Valsolda, la Casa della Riserva Naturale Lago di Piano e la Biblioteca comunitaria di Gravedona ed Uniti SILVIA FASANA Chi era S. Lucio? L ucio (Luguzzone/Ugucione), secondo la tradizione, era un pastore e casaro della Val Cavargna vissuto presumibilmente tra la fine del XIII e l’inizio del XIV secolo, martirizzato nei pressi dell’antico oratorio. Filippo Ferrari così lo ricorda nel “Catalogus Sanctorum Italiae” del 1613: «Essendo il pastore [Lucio] al servizio di un padrone avaro e dando il suo ai poveri, fu dal padrone cacciato. Messosi al servizio di altro padrone, avvenne che quest’ultimo vide rapidamente moltiplicarsi i suoi greggi e prodotti, mentre il primo andava in miseria. Questi, spinto dall’invidia e dall’odio uccise il servo di Dio». In realtà non è stato ritrovato alcun documento che fornisca prove certe sulla nascita e sulla morte di Lucio; quanto oggi sappiamo della sua vita è legato alle leggende costruite con il trascorrere dei secoli. Si tratta di un santo acclamato come tale per la venerazione secolare e per i miracoli a lui attribuiti, senza alcuna formale canonizzazione da parte dell’autorità ecclesiastica, che peraltro ne ha sempre tollerato, anzi, incoraggiato il culto. La fama di San Lucio e la devozione di cui fu subito oggetto si diffusero in tutta la Lombardia (Milano, Bergamo, Brescia, Lodi, Pavia, Cremona), nelle regioni limitrofe (Piemonte, Emilia Romagna) e anche in Svizzera, come patrono degli alpigiani e dei casari. Anche ai giorni nostri la gente di Cavargna ricorda San Lucio presso l’oratorio montano due volte l’anno: il 12 luglio, il giorno del martirio secondo la tradizione, e il 16 agosto, festa di San Rocco. La ripetizione dell’immagine di San Lucio negli affreschi dell’oratorio echeggia come una corale, perpetua, invocazione al Santo, sentito come una figura vicina, amica, che ha condiviso le fatiche e le gioie di un lavoro duro e difficile sui monti, tra gli animali, affrontato con la saggezza dei montanari semplici, offrendo l’esempio di una vita interamente spesa a favore dei poveri. L’appuntamento è quindi per il prossimo 12 luglio per la grande festa, con S. Messa alle ore 11, alla presenza degli oratori del Decanato di Porlezza e dei presbiteri dello stesso Decanato e della Val Colla. A Palazzo Volpi l’opera di Mussini D allo scorso 29 giugno al 30 settembre, a Palazzo Volpi, a Como, in via Diaz 84, è esposta l’opera di Cesare Mussini (Berlino 1804 - Firenze 1879) “Imelda dei Lambertazzi e Bonifacio dei Geremei”. Il quadro, un olio su tela (cm 264x197) che faceva parte della collezione del marchese Giorgio Raimondi, è stato appena restaurato. La tela illustra la tragica vicenda di due innamorati bolognesi del XV secolo, vittime della rivalità delle rispettive famiglie. I fratelli della ragazza, appostati die- il pittore si sia ispirato ad tro un pilastro, porranno fine all’idillio una delle rappresentaziouccidendo il giovane con un pugnale ni teatrali del testo. Musavvelenato. La vicenda culminerà con sini studiò all’Accademia la morte della ragazza che si getterà di Belle Arti di Firenze e sul corpo dell’innamorato per suc- fu uno dei più tenaci assertori chiare gocce del veleno dalla ferita. del purismo ingriano. Il restauIl dramma, pubblicato dallo scrittore ro, appena concluso nel labopavese Defendente Sacchi nel 1830, ratorio di Laura De Nardi sotto arricchisce la serie illustre delle cop- la direzione di Daniele Pescarpie infelici care alla poesia romantica. mona e Maria Letizia Casati, ha L’ambientazione spaziale del dipinto, messo in piena evidenza la franscandita dagli ampi drappeggi delle chezza degli accordi tonali, sotende in primo piano, suggerisce che prattutto sugli abiti della figura femminile, desunti dalla pittura del Manierismo fiorentino. Orario di apertura martedì-sabato: 9.30-12.30/14-17, domenica: 10-13. Mercoledì orario continuato: 9.30/17 (dal 15 settembre al 15 luglio - sospensione dal 24 dicembre al 7 gennaio). Lunedì chiuso.