Padre, maestro ed amico
L’editoriale
“Ce l’hai un attimo per me?”….è una domanda che
ricorre spesso nei momenti di riflessione, durante i
quali stacchiamo la spina con il mondo per aprire la
comunicazione con Dio Padre che, in fondo, è
l’unico che ci capisce sul serio e ci conosce prima dei
nostri genitori.
La quaresima è il tempo ideale per fermarsi a riflettere, a meditare e a recuperare il proprio rapporto con
Dio, troppo spesso lacerato dalla fretta e dagli impegni della quotidianità. E’ importante non sprecare
questa opportunità e dedicarsi alla preghiera e alla
ricerca di momenti di silenzio e di ricerca
dell’assoluto.
Dentro ogni uomo si nasconde quel bisogno di infinito che spinge ognuno di noi a
cercare un contatto verso chi ci
ha donato la vita.
Il tema della vita risulta sempre
attuale e anche noi vogliamo
rifletterci un po’ su. Lo spunto
ce l’ha dato l’ultimo Festival di
Sanremo il gruppo dei Gemelli
DiVersi.
di guardare in alto
e trovare il
coraggio
d
i
“costruire
giorni migliori”
nell’augurio di una risurrezione nello spirito nel segno di Cristo.
Gessica Borrelli
Qualche consiglio di don Bosco:
Mi accosterò al sacramento della
penitenza ogni otto giorni e procurerò di praticare i proponimenti che ciascuna volta farò in confessione.
Antonio Iacovino
Due sono le ali per volare al cielo:
la confessione e la comunione.
Anche se è il solito rap, i Gemelli DiVersi con “Vivi
per un miracolo” ci parlano di aborto, di baby prostituzione e di violenza domestica. Vuol essere una sorta
di preghiera moderna che possa essere recitata da credenti e non. Uno sfogo personale, scaturito dal bisogno di aiuto di ciascuno di noi.
Le parole che la compongono
sono un grido alla vita e alla
speranza. La stessa vita offerta
da Cristo per noi, la stessa
speranza riposta in un sacrificio non vano e in un desiderio di salvezza. Ci ricordano
che nonostante tutto tutti i
mali che affliggono il mondo
bisogna avere ancora la forza
In confessione grande attenzione per ricordare e praticare gli avvisi del confessore.
Guai a chi trascura la preghiera. Chi non prega si
danna.
Senza penitenza non si
può
conservare
l’innocenza.
Nei nostri tempi nella nostra gioventù é grande il
pericolo di perdere la fede.
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1
Spiritualita’
Con la
del ConciQUARESIMA:UN BEN TORNATO
A riforma
PIAZZA
lio Vaticano II il Triduo
TEMPO DI CONVERSIONE
UMBERTO GIORDANO
Pasquale della passione,
E RITORNO A DIO
La Quaresima è uno dei tempi forti che la Chiesa
Cattolica e altre chiese cristiane, celebra lungo
l’anno liturgico. È il periodo che precede la celebrazione della Pasqua, dura quaranta giorni, ed è caratterizzato dall'invito insistente alla conversione a Dio.
Sono pratiche tipiche della quaresima il digiuno ecclesiastico e altre forme di penitenza, la preghiera più
intensa e la pratica della carità. È
un cammino di preparazione a
celebrare la Pasqua che è il culmine delle festività cristiane.
Ricorda i quaranta giorni trascorsi da Gesù nel deserto dopo il suo
battesimo nel Giordano e prima
del suo ministero pubblico. È anche il periodo in cui i catecumeni
vivono l'ultima preparazione al
loro battesimo.
Significato dei quaranta giorni
Si dice abitualmente che la durata
della Quaresima è di quaranta
giorni; in realtà il calcolo esatto
arriva (nel rito romano) a quarantaquattro giorni.
Alla fine del IV secolo, e ancora oggi nel rito ambrosiano, la Quaresima iniziava di domenica (1 giorno),
durava cinque settimane complete e si concludeva il
giovedì della settimana santa (altri 4 giorni), per un
totale di quaranta giorni esatti. Poi alla fine del V
secolo l'inizio venne anticipato al mercoledì precedente la prima domenica (altri 4 giorni), e furono
inclusi il Venerdì Santo e il
Sabato Santo nel computo
della Quaresima: in tutto
46 giorni. Ciò era dovuto
all'esigenza di computare
esattamente quaranta giorni di digiuno ecclesiastico
prima della Pasqua, dato
che nelle 6 domeniche di
Quaresima non era consentito digiunare.
morte e risurrezione di Cristo ha riacquistato una sua
autonomia liturgica, e il
tempo di Quaresima termina nel rito romano con
l'Ora Nona del Giovedì
Santo. Per questo oggi la
quaresima dura dal Mercoledì delle Ceneri fino al Giovedì Santo, per un totale
di quarantaquattro giorni; i giorni
di penitenza prima della Pasqua
restano però ancora 40.
Nella determinazione della durata
ebbe grande peso il numero quaranta che ricorre nell'Antico Testamento molte volte. Le risonanze
principali che hanno a che fare
con la quaresima sono:i quaranta
giorni del diluvio universale ,i quaranta giorni passati da Mosè sul
monte Sinai ,i quaranta giorni che
impiegarono gli esploratori ebrei
per esplorare la terra in cui sarebbero entrati ,i quaranta giorni camminati dal profeta
Elia per giungere al monte Oreb, i quaranta giorni di
tempo che, nella predicazione di Giona, Dio dà a
Ninive prima di distruggerla.
Nel Nuovo Testamento ci sono alcuni passi chiave
nei quali si parla di quaranta giorni:i quaranta giorni
che Gesù passò nel deserto, i quaranta giorni in cui
Gesù ammaestrò i suoi discepoli tra la resurrezione e
l'Ascensione, i quaranta anni trascorsi da Israele nel
deserto.
La redazione
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2
GOCCE DI SANTITA’
si soltanto il 7 ottobre, dopo 52 giorni
di letto. Il forte tralcio della sua vita,
Carissimi lettori anche in questa edizione vi presen- spezzato, tornava a vivere con la fiducia riposta solo
tiamo una figura tutta salesiana che è entrata a far in Dio. Non più le vigne, non più i campi: altra mesparte dell’universo dei Santi:si tratta di Santa Maria se il Signore le aveva preparato. Maria, indebolita
dalla malattia, decise di imparare il lavoro di sarta, in
Domenica Mazzarello.
modo da poter aprire un piccolo
laboratorio per le ragazze di MorneLa Santa nacque il 9 maggio 1837
se. Questo le avrebbe consentito,
a Mornese, nella frazione dei
non solo di insegnare loro un me"Mazzarelli di qua”.in seguito Mastiere, ma anche di avvicinarle a
ria andò a risiedere presso CasciDio.. Intanto, don Pestarino, pastona Valponasca. In questa casa,
re zelante, aveva proposto ad alcuMaria Mazzarello visse gli anni
ne giovani, fra le quali anche Madell’adolescenza e della giovinezria, di consacrarsi a Maria come
za. Era una ragazza come tante:
"Figlie dell’Immacolata". Maria acpiena di energia, vivace, intellicettò !
gente. Qui il ritmo della sua vita
MARIA DOMENICA MAZZARELLO
si modificò. Fino allora era stata
il braccio destro della madre, ma
ora che la sorellina Felicita si era
fatta più grande, lei poteva seguire il padre in campagna.
Non sapeva dove il Signore la stava
conducendo, ma si fidava di Lui; è
certo che sceglieva la via del radicalismo evangelico espresso nel semplice quotidiano e nella gioia del
cuore innamorato di Cristo. Ivi
restarono fino al 23 maggio 1872
per trasferirsi successivamente al collegio di Mornese, destinato loro da Don Bosco. Il 5 agosto dello
stesso anno, Maria Mazzarello e 10 sue compagne
diedero inzio all’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, conscarandosi a Dio con i voti religiosi. Nel
1879 la Casa Madre venne trasferita a Nizza Monferrato, luogo più facilmente accessibile alle linee di
comunicazione di quel tempo.
Il 16 marzo 1858, il padre di Maria decise di lasciare la Valponasca, in seguito ad una rapina avvenuta nella loro casa. La famiglia si trasferì, dunque, in paese, più vicino alla Chiesa, con garnde gioia di Maria. Nel 1860
in Mornese ci fu una grande epidemia di tifo. Don
Pestarino aveva chiesto al padre la presenza di Maria
presso i parenti ammalati, alla frazione dei Mazzarelli. Egli si era opposto, ma senza togliere a Maria la
libertà di fare la sua scelta. E lei l’aveva fatta dicendo
E lei l’aveva fatta dicendo a don Pestarino: "Se lei
vuole, io vado, ma Qui Madre Mazzarello morirà il 14 maggio 1881,
sono sicura di pren- all’età di 44 anni. Alla sua morte, l’Istituto delle Fidermi la malattia". glie di Maria Ausililatrice contava già 165 suore e 65
novizie sparse in 28 case (19 in Italia, 3 in Francia e
Dopo aver assistito 6 in America).A voi lettori lasciamo riflettere sul fatgli zii malati, Maria to che ciascuno di noi in ogni suo istante di vita è
contrasse il tifo. Fu chiamato alla santità anche attraverso piccoli gesti ,
una malattia gravis- attraverso la donazione del proprio tempo agli altri e
sima e lunga. Dio tante altre cose che ci avvicinano passo dopo passo al
aveva i suoi disegni. Signore.
Maria si ammalò il
giorno dell’Assunta
(1860) e potè alzar-
Sara Valente
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3
LA FINESTRA SUL MONDO
PAPA WOJTYLA BEATO NEL 2010
(il riferimento è forse anche a poteri taumaturgici o
agli esorcismi attribuiti a Giovanni Paolo II) rimangono ancora sconosciute ai più.
Joseph Ratzinger si riferisce a
Wojtyla come a un santo in numerose omelie: «Mentre offriamo
per la sua anima eletta il Sacrificio redentore, lo preghiamo di
continuare a intercedere dal Cielo per ciascuno di noi, per me in
modo speciale».
Il processo di beatificazione di
Karol Wojtyla era stato avviato,
proprio per decisione di Ratzinger, senza aspettare i canonici cinque anni dalla morte, e ha già bruciato le prime tappe: si è conclusa la
fase diocesana ed è stato identificato un miracolo (la
guarigione prodigiosa dal Parkinson di una suora
francese), e la raccolta di tutti i documenti e testimonianze, la «positio», è un faldone di migliaia di pagine. «Per me Giovanni Paolo II è un santo», dichiara
l’ex prefetto della congregazione, cardinale Josè Saraiva Martins. Il cardinale Angelo Sodano, decano del
Collegio Cardinalizio ha rivelato di pregare Wojtyla
come se fosse già stato elevato agli onori degli altari. E
la stessa devozione rivelano il cardinale Giovanni Battista Re, prefetto della Congregazione dei vescovi e exsostituto della Segreteria di Stato, l’ex vicario papale
di Roma Camillo Ruini e i due segretari di Wojtyla,
don Stanislao, oggi cardinale di Cracovia, e don Mietek, attuale arcivescovo di Leopoli dei latini.
Giovanni Paolo II beato nel
2010, il 2 aprile, quinto anniversario della sua morte. Grazie
ad una accelerazione nel processo per la beatificazione, l’analisi
della «positio», uno dei passaggi
della causa, è già stata trasmessa
dalla commissione dei teologi a
quella dei cardinali. «Una notizia molto bella», osserva monsignor Tadeusz Pieronek, che si
occupa a Cracovia della fase
diocesana del processo di beatificazione, aperto solamente un mese dopo la morte del Papa polacco avvenuta il 2 aprile 2005. All’inizio di marzo,
l’arcivescovo di Cracovia, Stanislaw Dziwisz, per oltre
trent’anni segretario personale di Karol Wojtyla, aveva riferito che «il processo di beatificazione di Giovanni Paolo II sarebbe potuto terminare tra qualche mese». Secondo Dziwisz, «lo stesso Papa Benedetto XVI
vuole chiudere le pratiche quanto prima. È il mondo
a richiederlo». Sembra infatti che nell’ultima decina
di giorni i lavori della Congregazione delle Cause dei
Santi (il dicastero vaticano che si occupa dei processi
di beatificazione e canonizzazione) abbiano subito
una forte accelerazione, arrivando prima del previsto
ad un responso: Karol Wojtyla sarà presto beato.
La commissione avrebbe concluso i suoi lavori e ora
solo nuovi e imprevedibili elementi potrebbero ritardare ulteriormente la conclusione del processo. Il primo sostenitore della beatificazione di Karol Wojtyla è
Benedetto XVI. «Bastava osservarlo quando pregava:
si immergeva letteralmente in Dio e sembrava che
tutto il resto in quei momenti gli fosse estraneo», ha www.donboscoland.it
più volte dichiarato il successore di Giovanni Paolo
II, non lasciando dubbi sull’eredità spirituale lasciata
dal Papa polacco alla Chiesa e al mondo intero. Una
fede straordinaria, quella di Wojtyla, che con Dio
«intratteneva una conversazione intima, singolare e
ininterrotta», nutrita, secondo papa Ratzinger, da tante qualità umane e «soprannaturali». Una sottolineatura che rivela quanto il Papa tedesco sia convinto
della santità di Karol Wojtyla. Benedetto XVI parla di
queste qualità con naturalezza, anche se alcune doti
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EVENTI
CARNEVALE 2009
LA SFILATA DI CARNEVALE
DEL NOSTRO ORATORIO
Sabato 21/02/2009 la nostra parrocchia ha organizzato una sfilata di carnevale per i ragazzi dell’ oratorio.Tutti i partecipanti erano invitati a vestirsi in maschera,cercando di rappresentare il messaggio trasmesso dal rettor maggiore Don Pascual Chavez durante il Commento
alla
Strenna 2009.
Nel suo messaggio il successore
di don Bosco,
ricorrendo
al
linguaggio della
favola , invita
tutti i giovani ad
unirsi nella Famiglia Salesiana costituendola solida ,capace di resistere a tutte le tempeste e le vicissitudini della vita.Infatti si ricorre all’immagine del
seme (che ricorda la spiritualità salesiana) che una
volta caduto sul terreno feconda e germoglia dando
vita nel tempo ad un’immensa foresta (la famiglia
salesiana ) composta da alberi uniti e robusti che resistono alle perturbazioni esterne. Proprio per rappresentare i protagonisti di questa storia nelle varie tappe della sua evoluzione i catechisti e i ragazzi hanno
composto dei gruppi : i chicchi , i fiori, i frutti , gli
alberi , gli animali ,il sole e il cielo.
soste
animate
da giochi
e danze:
una presso
la
scuola
“G.Catalano” e l’altra presso Parco S.Felice.
In seguito gli animatori hanno invitato i ragazzi ad
assistere ad una scenetta inerente al processo del fantoccio ,atto con cui si spiega ai ragazzi che il carnevale non è una festa cristiana ma pagana ed è ricordata
solo in modo giocoso e allegro senza prenderla troppo sul serio.
Un’esperienza divertente per grandi e piccoli che
speriamo si ripeta con lo stesso entusiasmo l’anno
prossimo.
Sara Valente, Giorgia Laccetti, Fabiana Fatigato
Il corteo, che si è mosso per le vie del quartiere , era
guidato da un furgone addobbato a festa sul quale
erano presenti gli
animatori salesiani che allitavano
il momento con
canti e bans . La
scia festosa nel
suo lungo procedere ha fatto due
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LE CRONACHE DELL’ORATORIO
evangelizzatore
FAMIGLIA SALESIANA:
UN VASTO MOVIMENTO DI PERSONE dei salesiani
per la Chiesa e
PER LA SALVEZZA DEI GIOVANI
Si sono conclusi lo scorso 6 febbraio, in una gremita
sala del Tribunale di Palazzo Dogana, gli intensi festeggiamenti in onore di San Giovanni Bosco con la
conferenza sulla Strenna del Rettor Maggiore per l'anno 2009 dal tema: "Impegniamoci a fare della famiglia salesiana un vasto movimento di persone per la
salvezza dei giovani".
la Città di Foggia.
L'assessore ha
inoltre presentato l'opuscolo
realizzato
dall'amministrazione comunale, attraverso il progetto
Città Educativa, per festeggiare il 40° anniversario per
la
presenza
dei
salesiani
a
Foggia.
La manifestazione, organizzata dalla Famiglia SalesiaI festeggiamenti sono stati un'iniezione di speranza e
na di Foggia è stata l'occasione
di fiducia non solo per le realtà
concreta, per i convenuti, per insalesiane
presenti:
terrogarsi e dialogare sul nostro
le comunità del "Sacro Cuore" e di
futuro:
i
giovani.
"Emmaus", l'associazione Salesiani
Dopo l'introduzione del salesiano
Cooperatori, l'Unione Ex-allievi
cooperatore Massimo Marino, che
don Bosco, l'associazione di Maria
ha sottolineato l'attualità del mesAusiliatrice, l'associazione di prosaggio promosso per quest'anno
mozione sociale "Sacro Cuore", il
da don Pasqual Chavez (IX sucMovimento Giovanile Salesiano,
cessore di don Bosco), è stata la
ma per tutti gli educatori ed i simvolta del relatore don Emidio Lapatizzanti di don Bosco.
terza, Consigliere dell'Ispettoria
Salesiana Meridionale (IME).
Al termine della conferenza le conclusioni del direttore-parroco del Sacro Cuore don
Il relatore salesiano, con concretezza e pro-vocazioni,
Pino Ruppi che ha evidenziato l'impegno in quest'anha accompagnato ed animato l'assemblea a riflettere
ni 40 anni a Foggia della famiglia salesiana sottolinesulla tematica della strenna di quest'anno, nata da
ando il desiderio di continuare insieme e con sacrifidue avvenimenti: il 150^ anniversario di fondazione
cio a mettere in risalto tutte le sue realtà, in particoladella Congregazione salesiana e la preparazione del
re l'oratorio, luogo di vita, luogo educativo, struttura
bicentenario della nascita di Don Bosco. Numerosi
privilegiata per avvicinare i ragazzi e giovani, offrendo
gli attestati di stima e affetto giunti ai salesiani duranloro un'educazione umana e cristiana ricca di valori e
te l'evento, in particolare la presenza e l'interventoaperta all'impegno.
testimonianza di don Filippo Tardio Vicario Generale della diocesi di Foggia-Bovino e del prof. Claudio
Sottile AssesIl responsabile dell'ufficio stampa
sore alle PolitiMassimo Rosario Marino
che Sociali del
Comune
di
Foggia,
che
nel loro saluto
hanno ribadito l'importanza del servizio
educativo ed
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LE CRONACHE DELL’ORATORIO/2
LA MADONNA DEI SETTE VELI
Il culto della Santa Protettrice di Foggia è senza dubbio avvolto dal mistero considerando che, fatto alquanto singolare, nessuno mai tra i fedeli ha potuto
vedere l'immagine della Madonna dipinta sul tavolo
ritrovato dai pastori intorno all'anno mille. In verità,
pare che l'immagine sia stata dipinta addirittura
dall'Evangelista Luca, portata da Costantinopoli a
Siponto nel V secolo d.C. e donata dal vescovo Lorenzo Maiorano alla città di Arpi; successivamente
sarebbe poi stata salvata da un contadino che l'avrebbe avvolta con drappi dal saccheggio della città e ritrovata nel famoso pantano. Il ritrovamento miracoloso
avvenne grazie a pastori che videro un bue inginocchiarsi dinanzi all'acquitrino: a quel volto dipinto sulla tavola fu dato il nome di
Santa Maria in Focis, dove foce significherebbe palude.
ticolarità è che la
Madonna dei Sette
veli ha metà del volto dipinto oltre il
quadro, la Madonna, dunque, "esce"
per metà viso fuori
dal quadro ed infatti
la metà del viso dipinta oltre è ripiegata all'indietro tramite cerniere.
Queste cose le sostengo con l'assoluta certezza di chi
ha avuto la fortuna di vedere una fotografia della Madonna durante il restauro eseguito nel 1980 prima di
essere nuovamente ricoperta".La prima ricognizione
del Sacro Tavolo dell'Iconavetere fu
effettuata nel 1667 ad opera di Mons.
Sebastiano Sorrentino, vescovo di
Troia. Di questo avvenimento vi è
come testimonianza un atto notarile
risalente al 1680 rogato dal notaio
Molto probabilmente il nome della nofoggiano Giuseppe Di Stasio riportanstra città deriva proprio da Focis, quel
ti le ultime volontà del canonico don
pantano su cui Roberto il Guiscardo
Ignazio Fusco, arciprete della chiesa
fondò dapprima un borgo di pastori che
di San Tommaso Apostolo. Tale dointorno al culto del sacro tavolo si orgacumento, custodito presso l'Archivio
nizzarono in una più ampia comunità.Il
di Stato di Lucera, parla proprio della
tavolo ritrovato nel pantano apparve ai
ricognizione fatta di notte dal prelato
pastori grazie anche a tre fiammelle che
accompagnato da due cappuccini per
brillavano sull'acqua: in effetti il fenomevolere del vescovo di Troia. Il canonino poteva non essere necessariamente
miracoloso, considerando la possibilità di sviluppo di co sosteneva che, tolti i veli all'icona, gli apparve una
fuochi fatui generati da gas che si producono su ac- tavola di cedro con l'immagine della Madonna sbiadita.
que putride e stagnanti.
Molti sostengono che la Madonna di Montevergine
sia simile alla protettrice della città di Foggia ma accogliamo invece volentieri la teoria del dott. Antonio
Cataldo Miscioscia che sostiene la non somiglianza
tra le due: "Anzitutto Maria di Montevergine è una
icona di tipo "ODIGHITRIA" avendo infatti essa seduta il bambino Gesù sulle ginocchia ed essendo ritratta di lato.
Nel documento non si fa menzione al numero di veli
che avvolgono la Tavola per cui resta il mistero intorno al numero sette: si è detto dei drappi con i quali il
pastore l'avrebbe protetta e nascosta dalla distruzione
di Arpi, ma il numero sette potrebbe avere più un
significato simbolico legato al numero dei Sacramenti
o delle virtù cardinali o ancora dei vizi capitali.
La redazione
La nostra Madonna, invece, è un'icona di tipo
"NICOPEIA" (colei che mostra la vittoria, dal greco
antico), avendo infatti il bambino tra le braccia, all'altezza del petto ed essendo dipinta di fronte. Altra par-
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LE CRONACHE DELL’ORATORIO/3
LA DOMENICA DELLE PALME
Nel calendario liturgico cattolico la Domenica delle
Palme (o Seconda Domenica di Passione) è celebrata
la domenica precedente alla festività della Pasqua.
Con essa ha inizio la settimana santa ma non termina la Quaresima, che finirà solo con la celebrazione
dell'ora nona del giovedì santo, giorno in cui, con la
celebrazione vespertina si darà inizio al Sacro Triduo
Pasquale. Questa festività è osservata non solo dai
Cattolici, ma anche dagli Ortodossi e dai Protestanti. In questo giorno la Chiesa ricorda il trionfale ingresso di Gesù a Gerusalemme in sella ad un asino,
osannato dalla folla che lo salutava agitando rami di
palma. La folla, radunata dalle voci dell’arrivo di Gesù, stese a terra i mantelli, mentre altri tagliavano
rami dagli alberi di ulivo e di palma, abbondanti nella regione, e agitandoli festosamente gli rendevano
onore. In ricordo di questo, la liturgia della Domenica delle Palme, si svolge iniziando da un luogo al di
fuori della chiesa dove si radunano i fedeli e il sacerdote benedice i rami di ulivo o di palma che sono
portati dai fedeli, quindi si dà inizio alla processione
fin dentro la chiesa. Qui giunti continua la celebrazione della Messa con la lunga lettura della Passione
di Gesù. Il racconto della Passione viene letto da tre
I RITI DELLA SETTIMANA SANTA
IN PUGLIA
I riti della Settimana Santa di Taranto rappresentano uno degli eventi più importanti che si svolgono
nella città a partire dalla Domenica delle Palme. In
quel giorno in cui si ricorda l'entrata di Gesù a Gerusalemme, le due principali Confraternite del Comune di Taranto, quella dell'Addolorata
(appartenete alla Chiesa di San Domenico Maggiore
sita nel Borgo
Antico) e quella
del
Carmine
(appartenente
alla Chiesa del
Carmine sita nel
Borgo Nuovo),
effettuano le gare per l'aggiudicazione delle sta-
persone che rivestono la parte di Cristo (letta dal
sacerdote), dello storico e del popolo o turba. In questa Domenica il sacerdote, al contrario di tutte le
altre di Quaresima è vestito di rosso.Generalmente i
fedeli portano a casa i rametti di ulivo e di palma
benedetti, per conservarli quali simbolo di pace,
scambiandone parte con parenti ed amici. In alcune
regioni, si usa che il capofamiglia utilizzi un rametto,
intinto nell’acqua benedetta durante la veglia pasquale, per benedire la tavola imbandita nel giorno
di Pasqua. In molte zone d’Italia, con le foglie di palma intrecciate vengono realizzate piccole e grandi
confezioni addobbate, che vengono regalate o scambiate fra i fedeli in segno di pace.
Nel Vangelo di Giovanni, si narra che la popolazione abbia usato solo rami di palma che, a detta di
molti commentari, sono simbolo di trionfo, acclamazione e regalità. Sembra che i rami di ulivo siano stati introdotti nella tradizione popolare, a causa della
scarsità di piante di palma presenti, specialmente in
Italia. Nelle zone in cui non cresce l'ulivo (come l'Europa Settentrionale), i rametti sono sostituiti da fiori
e foglie intrecciate.
Benito Bruno, Nicola Buonamico
tue e delle poste delle due processioni, quella
dell'Addolorata e quella dei Misteri. Le due Confraternite convocano delle assemblee straordinarie alle
quali possono partecipare solo i confratelli in regola
con l'amministrazione e che non siano incorsi in
sanzioni disciplinari. All'inizio dell'assemblea, il segretario o uno degli assistenti del priore bandisce
l'asta che prosegue fino a quando l'offerta più alta
non è superata da altre offerte. A questo punto il
simbolo (o statua) viene aggiudicata al confratello
che ha fatto l'offerta più alta. Il ricavato dell'asta viene devoluto nel corso dell'anno, in favore di iniziative benefiche.
Giulio Pio Castriota
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WORK IN PROGRESS
MUSICAL
Siiiiiiiiiiiiiiii!!!!!!!!
In questo mese il laboratorio del giornalino vi vuole
far conoscere gli amici del laboratorio di musical. Durante i nostri incontri siamo andati direttamente da
loro per conoscere la loro esperienza. La nostra intervista è stata divisa in 2 parti ,una dedicata ai ragazzi e
la seconda dedicata agli animatori.
2ª parte
(dedicata agli
animatori):
1ª parte (dedicata ai ragazzi):
Di cosa vi occupate voi ragazzi del laboratorio
Musical?
Noi ci occupiamo di recitazione, canto e ballo.
Quali risultati
pensate di ottenere con i vostri
ragazzi?
Elena e Michele: Ci aspettiamo innanzitutto che si
divertano e che riescano a trasmettere con
gioia ciò che fanno
Che spettacolo state preparando per il Festinsieme?
Come vi trovate con i vostri animatori?
Non ancora cominciamo a lavorare sul nuovo spettaCi troviamo benissimo, sono molto disponibili, a vol- colo , per il momento stiamo rivedendo i due musical
te un po’ esigenti, però ci sanno sopportare.
precedenti “Domenico” e “Dream” che dobbiamo
riproporre in altre occasioni
Come si chiamano i vostri animatori ?
I nostri animatori sono Elena e Michele
Vi trovate bene con i vostri ragazzi?
Si ci troviamo bene nonostante la loro forte vivacità
Quale risultato volete ottenere?
Il risultato che vogliamo ottenere è quello di mettere Tra i ragazzi del laboratorio ci sono ragazzi che sono
in pratica la testimonianza ,affinché possiamo essere migliorati grazie al lavoro svolto?
degni testimoni di Cristo e don Bosco, di evangelizza- Si , i ragazzi si impegnano tutti perché amano il labore diffondendo degli insegnamenti nei nostri musical ratorio e molti stanno crescendo
e di portare il sorriso agli altri .
Rifaresti questa esperienza?
Perché avete scelto questo laboratorio?
Si, certamente .E’ una bellissima esperienza che ci fa
Noemi: mi piace cantare;
crescere tutti. Io la adoro !!
Geremia:è stupendo;
Giulia:ci sono capitata un po’ per caso ma poi dopo
Benito Bruno, Aldo Miccoli, Giulio Pio Castriota
mi è piaciuto tantissimo;
Martina: per curiosità e perché c’è Elena;
Alessio: per preparare il mio futuro;
Sara: per continuare l’esperienza dell’anno scorso.;
Simona: per curiosità;
Chiara: perché
mi piace la musica.
Rifaresti la stessa
esperienza?
Tutti:
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I-POD
NEGRAMARO
I Negramaro sono sei musicisti, nati e
cresciuti in provincia di Lecce. Grazie a
numerose esibizioni dal vivo diventano
ben presto un fenomeno emergente del
circuito alternativo.
Pubblicano il loro primo album, Negramaro, auto-prodotto con Sugar nel 2003,
ma è con 000577 (2004) che cominciano ad affermarsi nel circuito mainstream.
L’ album della conferma è Mentre Tutto Scorre
(2005). Il primo singolo Mentre Tutto Scorre vince il
Premio della Critica Radio & TV alla 55esima edizione
del Festival di Sanremo ed è la title track del film La
febbre di Alessandro D’Alatri, che sceglie otto brani
tratti dal nuovo album dei Negramaro per la colonna
sonora del film.
Il brano Mentre Tutto Scorre rimane per 20 settimane nella classifica dei singoli più venduti in Italia.
Alla 42° edizione del Festivalbar (2005) vincono il
Premio rivelazione italiana con il brano Estate secondo
singolo estratto dall'album.
Il terzo singolo estratto è Solo 3 min che entra nella
classifica dei brani più scaricati nel 2006 in Italia. Alla 43° edizione del Festivalbar vincono il Premio best
performer con il brano Nuvole e lenzuola quarto singolo estratto.
L'album Mentre Tutto Scorre vince il Premio Lunesia
per il suo valore Musical-Letterario e rimane per 89
settimane consecutive nella classifica dei dischi più
venduti in Italia diventando multiplatino.
tautorale italiana, spunti elettronici e
testi visivi, che disegnano immagini, metafore per indagare un disagio sociale e personale in
maniera non esplicita.
Il primo singolo estratto è il brano Parlami d’amore che rimane 28 settimane
consecutive nella classifica dei singoli più
venduti in Italia ed entra nella classifica
dei brani più scaricati nel 2007 in Italia.
L'album La finestra entra direttamente al primo posto
nella classifica dei dischi più venduti in Italia e ci resta per 3 settimane consecutive. L’album, in meno di
quattro mesi, è già disco di platino con oltre 120.000
copie vendute.
Alla 44° edizione del Festivalbar (2007) i Negramaro
diventano i vincitori assoluti con il brano Parlami
d’amore.
A ottobre il nuovo successo radiofonico è
L’immenso, che va ai vertici della classifica dei brani
più trasmessi dalle radio.
Il 18 ottobre parte il nuovo tour La finestra tour a teatro, che vede i Negramaro in una veste musicale completamente inedita, molto intima e densa di emozioni. Un’atmosfera che la band è abituata a vivere solitamente nell’atmosfera protetta della propria cascina,
nel momento creativo, e che per la prima volta arriverà al pubblico in modo così diretto e senza filtri.
Il terzo singolo estratto è il brano Cade la pioggia nato dalla collaborazione tra i Negramaro e Jovanotti.
Il 31 Maggio 2008 i Negramaro si esibiscono in un
concerto-evento allo stadio di San Siro cui assistono
40.000 persone. È la prima volta nella storia della
musica italiana che una band italiana varca la soglia
L’8 giugno 2007 viene pubblicato il nuovo album La della Scala del calcio.
Da questa esperienza è nato il San Siro Live, prima
finestra.
raccolta ufficiale del gruppo leccese, che contiene anLa finestra è che alcuni inediti, tra i quali Meraviglioso, colonna
un album di sonora del film “Italians”.
quattordici
La redazione
brani tra sonorità rock, melodie ispirate
alla
grande
tradizione can-
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MOVIE TRAILERS
“AMICIZIA: UN DONO PER SE’ E PER GLI ALTRI”
BOOG & ELLIOT:
Boog (Martin Lawrence nella versione originale/ versione italiana Pino InseA CACCIA DI AMICI gno), grizzly domestico non attrezzato per la sopravvivenza, incontra Elliot
(voce originale Ashton Kutcher/ voce italiana Francesco Pezzulli), magrissimo
cervo mulo che parla molto in fretta, e la sua vita viene sconvolta. Convinto
da Elliot a lasciare il suo comodo rifugio nella rimessa di un guardaparco per
esplorare il mondo esterno, ben presto si ritrova in una spirale di eventi che
non riesce a controllare. Immersi nella foresta a soli tre giorni dall’apertura
della caccia e costretti ad ambientarsi alla svelta, Boog e Elliot si associano
con le altre creature selvatiche per uscirne sani e salvi
IL MIO MIGLIORE
AMICO
AMICI PER SEMPRE
François (Daniel Auteuil) è un antiquario, ha una socia nel business, e ha
quindici appuntamenti al giorno. Ha un solo problema: non ha un amico.
Per provare il contrario fa una scommessa: entro dieci giorni dovrà presentare
alla sua socia il suo migliore amico. L’amicizia è un tema spesso affrontato dal
cinema, in modo profondo o superficiale, in quanto valore unico e insostituibile e fondamento delle relazioni che legano gli uomini. Patrice Leconte, sulla
base di un soggetto di Olivier Dazat, non si limita a raffigurare il senso
dell’amicizia, ma parte dall’ipotesi di negarla, dichiarando nella figura di François che sia possibile vivere solo con l’obiettivo di ottenere soddisfazioni dal
lavoro. Il problema del protagonista è quello di non sapere realmente cosa sia
un amico. Tutte le conoscenze, le relazioni d’affari, fredde e fugaci, sono
l’unica sua fonte di vita sia umana che professionale. Anche la sua donna
(incredibile che ne abbia una), è probabilmente presente per questioni sociali,
vittima di una precarietà affettiva. La situazione in cui l’antiquario si trova è
quindi una solitudine mai accettata, che il regista esprime con leggerezza e
ironia, in un parallelo con la vita di Bruno, un tassista (Danny Boon, in
un’ottima interpretazione) che in apparenza è affabile e parla con tutti, ma
che in realtà è solo, come François. La differenza di classe, in alcuni casi non
Nel racconto, Erik (Brad Renfro) è un adolescente solitario e con una madre
fredda e conservatrice (Diana Scarwid), mentre Dexter (Joseph Mazzello) è il
suo nuovo vicino di casa, che ha contratto l'AIDS attraverso una trasfusione
di sangue. All'inizio, Erik non è accettato da Dexter, ma lentamente i due iniziano a diventare buon amici nonostante le differenze reciproche. Erik riconosce una famiglia in Dexter e in sua madre, ma tiene questo fatto nascosto
alla madre, sapendo che ella non avrebbe mai approvato il loro rapporto di
amicizia. Inoltre i due ragazzi sono costretti a sopportare anche i pregiudizi e
gli insulti dei loro coetanei che non capiscono il senso di una amicizia tra due
ragazzi, apostrofandoli apertamente come gay. La madre di Erik scopre ugualmente l'amicizia una notte e intima a Dexter di stare lontano dalla sua famiglia. I ragazzi non danno retta alla donna e quando leggono in un articolo di
giornale che un dottore di New Orleans afferma di aver trovato una cura per
l'AIDS, si mettono in viaggio lungo il Mississipi nella speranza di salvare la
vita di Dexter.
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MAMMA MARGHERITA
LA RICETTA DEL MESE
Carissimi lettori anche in questa edizione abbiamo
riservato un piccolo spazio ai piaceri della tavola!!!
Tra poco sarà Pasqua e non possiamo non suggerirvi
delle ricette che richiamano l’allegria della festa, con
i loro colori e i loro sapori…….
Buona lettura e soprattutto
buon appetito!!!!!!
COLOMBA PASQUALE
Ingredienti:
600 gr di farina bianca;
250 gr di burro;
150 gr di scorze di cedro candite;
160 gr di zucchero semolato;
100 gr di latte;
25 gr di lievito di birra;
50 gr di mandorle;
30 gr di zucchero a grana grossa;
5 uova (1 intero e 4 tuorli);
1 limone;
sale
panetto lievitato e scolato.
Lavorate il tutto, fatene una
palla che metterete a lievitare in una ciotola infarinata. Quando sarà aumentata di un terzo, rovesciatela
sulla spianatoia, amalgamatevi 40 gr di burro ammorbidito e lavoratela per 10 minuti. Rimettete ancora la
pasta a lievitare finché non avrà raddoppiato il volume
Lavoratela di nuovo aggiungendo altro burro e pezzetti di cedro candito, sbattendo energicamente la
pasta per 10 minuti. Dividetela quindi in due parti:
una per il corpo della colomba, l'altra per le ali. Coprite la pasta con un telo infarinato e lasciatela lievitare di nuovo. Una volta pronta e modellata mettetela sulla placca da forno, spennellatela con l'uovo sbattuto, aggiungete le mandorle e lo zucchero in granella. Infornate a 190° ma dopo 10 minuti scendete a
180° coprendo la pasta con un foglio di carta pergamena imburrato. Lasciate cuocere per 20 minuti, togliete dal forno e fate freddare.
SCARCELLA
Ingredienti: 500 gr. di farina,
100 gr. di zucchero, 70 gr. di
olio extra vergine di oliva, 2 uova, 1/2 bustina di lievito per
dolci, 1 pizzico di ammoniaca, 1
Preparazione:
Impastate 200 gr di farina bustina di vaniglia, glassa.
con il lievito sciolto in
acqua tiepida e formate Preparazione:
un panetto di giusta consi- mettete la farina a corona sul tavolo da lavoro. Nel
stenza. Immergetelo in un centro mettete lo zucchero,le uova e impastate. Agrecipiente di acqua tiepi- giungete la bustina di vaniglia, l'olio, il lievito per
da dopo avervi effettuato due tagli a croce con un dolci, l'ammoniaca e amalgamate il tutto servendosi,
coltello affilato. Coprite con un coperchio finché il se necessario, di un po' di latte. Ungete una teglia
p a n e t t o , l i e v i t a n d o , v e r r à a g a l l a . con olio e spolverartela con la farina. Prendete l'imVersate sulla spianatoia 300 gr di farina , mezzo cuc- pasto con le mani unte d'olio,e posizionatelo nella
chiaio di sale e la scorza grattugiata del limone. Me- teglia dandogli la forma desiderata. Infornate e a cottura ultimata ricoprire il dolce con la
scolate bene, fate la fontana e poglassa.
nete al centro 150 gr di zucchero
semolato , 4 tuorli, 125 gr di burro
ammorbidito. Impastate il tutto
Sara Valente, Benito Bruno, Aldo
aggiungendo latte tiepido. Quando
Miccoli, Giulio Pio Castriota
la pasta sarà soda, amalgamatevi il
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girogiocando
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VIVI PER MIRACOLO
Per ogni madre ancora troppo immatura
che ha avuto troppa paura
Per ogni vita finita in un sacco della
spazzatura
Per chi ha visto un genitore andare via
Per chi il proprio padre non sa nemmeno
chi sia
Per chi cresce a mazzate date da un
alcolizzato
Per il figlio che è scappato
e per quello che l’ha ammazzato
Per chi ha sentito sulla gola un coltello
Per le vergini vendute come carne da
macello
Per il padre schiacciato dal suo lavoro
che per dare il pane ai figli invecchia
lontano da loro
Per ogni madre che si attacca alla bottiglia
Per ogni soldato mai ritornato alla famiglia
Per ogni cuore fatto a pezzi
Per ogni donna che ha un uomo che non
la ascolta
Per la gente onesta che però si sente
sempre dire no
Ce l’hai un attimo per me?
Perchè c’è troppo bisogno di aiuto, di
aiuto, di aiuto..
Ce l’hai un attimo per me?
Perchè c’è troppo bisogno di aiuto, di
aiuto, di aiuto..
Soltanto un attimo per me
Ti prego dimmi mentre il mondo piange Dio dov’è?
Una preghiera va a chi è in carcere senza motivo
Per chi esce ma non cambia e torna in
gabbia recidivo
Per il suo bambino
Per il suo futuro
Per chi è aldilà del muro
Per chi è umiliato e al suo padrone grida
Perchè ogni verità taciuta venga conosciuta
Per l’aria sporca e ogni foresta che viene
abbattuta
Per ogni nonno come il mio che ha disertato il duce
Per chi ogni giorno prega Dio di avere un
po’ di pace
Per ogni bacio non dato
Per ogni amore trovato
Per il barbone affamato morto in un prato
Per quello che si è salvato
Grazie a un euro donato
e per l’uomo che l’ha sfamato al volontariato
Per chi non se ne frega
Ti imploro veglia e prega
su ogni ribelle nel giusto che non si piega
Per chi è sul baratro però
guarda in basso e dice no
Ce l’hai un attimo per me?
Perchè c’è troppo bisogno di aiuto, di
aiuto, di aiuto..
Ce l’hai un attimo per me?
Perchè c’è troppo bisogno di aiuto, di
aiuto, di aiuto..
Soltanto un attimo per me
Ti prego dimmi mentre il mondo piange Dio dov’è?
Oooooh ooooh ooooooooh
oooooh ooooh
ooooooooh
Ce l'hai un attimo per me?
Dove sono cresciuto vieni tenuto
seduto e l’odio viene venduto
da mani lisce come velluto
Per cui c’è troppo bisogno di aiuto, di
aiuto, di aiuto...
Per chi non usa la forza ma usa il dialogo
Per chi non si arrende all’ennesimo ostacolo
Per quelli che sono vivi per un miracolo
Per te se come me vivi per un miracolo
Guarda giù dai speranza ai sognatori
E la forza per costruire giorni migliori
Per chiunque sia tagliato fuori
E guarda il cielo come me
La Redazione de L’Urlo dell’Oratorio
Direttore Responsabile:
don Pino Ruppi
Vice Direttori: Antonio Iacovino,
Nicola Buonamico
“L’Urlo dell’Oratorio”
ringrazia
per la gentile collaborazione
tutti coloro che hanno contribuito
alla buona riuscita del giornalino.
Redazione: Alessandro de Santis,
Mariangela Moscano,
Sara Valente
REDAZIONE DE
“L’URLO DELL’ORATORIO”
DELL’ORATORIO ”
C/o Oratorio Centro Giovanile
Piazza Sacro Cuore, 3
Hanno collaborato: don Emidio Laterza,
71100 F OGGIA
Giulio Pio Buonamico
Redazione junior:
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IL FORUM DE
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IL PROSSIMO NUMERO USCIRA’ MERCOLEDI’ 6 MAGGIO 2009
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