Edizione No. 76 – Ottobre 2014 1 Attualità 7 Il mio primo anno come futura istruttrice di cani 18 Cani sociali: prevenzione contro i morsi 24 Cani d’assistenza secondo gli standard internazionali Fondazione Scuola svizzera per cani guida per ciechi Cani per famiglie Cani sociali con bambini autistici Cani d’assistenza direzione Cari amici della scuola per cani di Allschwil, S N ono molto lieta di potervi presentare oggi la nuova edizione del nostro Bollettino, l’ultima per me, perché manca ormai poco al mio pensionamento. Mi mancheranno molto queste pagine e i giorni di intenso lavoro che hanno sempre preceduto la loro uscita … el corso della mia vita professionale ho avuto la straordinaria fortuna di conoscere persone meravigliose, dotate di grande coraggio e generosità. Persone che sanno affrontare la vita con grande dignità o che sono piene di comprensione e di compassione. Persone capaci di dividere con altri le proprie ricchezze concedendo alla Scuola la loro immensa fiducia. Persone, infine, che con pazienza, costanza e una grande dose di idealismo svolgono ogni giorno i loro compiti. Ho conosciuto centinaia di stupendi cani, ho condiviso con loro con gioia ogni giorno e anche da loro ho imparato molto. Sì, ho ricevuto davvero tantissimo in questi anni ed era giusto quindi che cercassi sempre di fare, da parte mia, il meglio possibile. T ra pochi giorni consegnerò le chiavi di questa casa e lascerò la Scuola. Benché si tratti di una separazione un po’ dolorosa, sento che è anche giusta. Io me ne vado, ma so che tutti i nostri collaboratori, con il loro impegno e le loro competenze, restano. E sono loro la Scuola per cani guida per ciechi. 1 Gentili Signori e Signore, amici della Scuola per cani guida per ciechi, I È l mio successore è arrivato il 1° luglio, lo accompagnerò nel suo lavoro fino alla fine di ottobre. Sono molto felice che sia stato possibile prevedere questo periodo di introduzione perché i campi di attività della Scuola sono molto vari e i processi complicati e interconnessi. bello sentire infine anche la vostra presenza, amici della Scuola, e sapere che continuerete a sostenere, finanziariamente e idealmente, questa meravigliosa istituzione e la sua opera. Per me una porta si chiude e inizia una nuova fase della vita. Ci penso con gioia. Ma so anche che continuerò a seguire il cammino della Scuola per cani guida. E affinché possiate sapere di prima mano qualcosa su chi in futuro guiderà la Scuola insieme agli altri membri della direzione e vi indirizzerà le prossime lettere, lascio la parola al mio successore, Gérard Guye, che si presenterà direttamente. Ringrazio tutti di cuore per i tanti anni di amicizia e di fiducia e per il sostegno accordato in passato e che vorrete accordare in futuro alla Scuola di Allschwil. Silvana Gross 2 S olo un anno fa non pensavo affatto che un giorno avrei lavorato alla Scuola per cani guida per ciechi di Allschwil. Da allora, però, ho avuto l’occasione di cominciare a conoscere meglio e ad apprezzare la Scuola, i membri della direzione, del consiglio di Fondazione e i miei colleghi e colleghe. Il 1o luglio sono stato accolto con grande calore e disponibilità e sono molto felice di poter contare sull’aiuto di Silvana Gross e di tutto il team per familiarizzarmi con i diversi aspetti del mio lavoro e i complessi processi di questa istituzione. ono cresciuto nella casa di una cooperativa di costruzione, sono Silvana Gross e Gérard Guye sempre stato immerso nel modo di pensare basato sull’aiuto e il sostegno reciproco delle organizzazioni non orientate al profitto e ho sempre desiderato poter svolgere un giorno la mia attività professionale al servizio di un’organizzazione di questo tipo. Ho una formazione in economia aziendale e sono un esperto nell’organizzazione con una lunga esperienza nel settore bancario. Nel corso degli ultimi otto anni mi sono occupato dell’amministrazione di una piccola azienda commerciale. Anche con i cani ho da tempo una relazione molto stretta; i miei tentativi di compiere i primi passi sono legati alla sensazione che provavo nell’aggrapparmi al pelo della nostra collie. S 3 Il pensionamento di Silvana Gross T L a Scuola per cani guida la conosco fin dall’infanzia. Per me ha sempre rappresentato l’esempio di una bella e duratura istituzione che con elevata professionalità e competenza fornisce un aiuto a persone disabili. Lo fa con l’amorevole e rispettoso allevamento e addestramento dei suoi cani, per i quali sceglie accuratamente i migliori ambiti di impiego. Ho già potuto vedere con quanta serietà è affrontato il momento dell’assegnazione dei cani ai futuri detentori: affinché sia possibile trovare la migliore combinazione di essere umano, animale e impiego di quest’ultimo. L’attività della nostra Scuola è resa possibile soprattutto dalla generosità di altre persone che con i loro contributi e con il loro concreto impegno quotidiano ci sostengono ogni giorno. E ssere il successore di Silvana Gross non è facile. Cercherò di svolgere i miei compiti continuando per la strada che ha tracciato e aggiungendovi le mie personali esperienze. Naturalmente non sono solo qui, i colleghi e le colleghe mi aiutano con il loro consiglio e il loro lavoro. Insieme a tutti loro e con il vostro sostegno porterò avanti l’opera della Scuola nel segno dell’assistenza alle persone disabili, offrendo loro, attraverso i nostri cani, un amico e un aiuto. Gérard Guye www.blindenhundeschule.ch 4 Roman Meury, Presidente del Consiglio di Fondazione utti sapevamo che il pensionamento di Silvana Gross era imminente, ma lo avevamo un po’ rimosso. Del resto, lei era sempre così attiva, e dal suo comportamento non sembrava affatto che dovesse smettere presto di lavorare. Per molti, anche per me, Silvana era l’incarnazione della nostra Scuola, sia all’interno che all’esterno. Chiunque volesse avere un’informazione si rivolgeva a Silvana Gross, e chiunque si trovi oggi tra le mani del materiale di presentazione della Scuola può essere certo di trovarvi il suo nome. N el marzo 1982, 32 anni fa, quando Silvana assunse la sua funzione di direttrice di un’amministrazione allora ancora piccola nella vecchia sede a Markstallrain erano passati esattamente 10 anni dalla fondazione della Scuola. I primi passi verso un ampliamento erano già stati fatti, si trattava dunque di portare la Scuola all’attenzione di potenziali clienti, donatori e autorità. E in questo le capacità creative ed espressive di Silvana Gross hanno dato un grande contributo. C on la notevole crescita registrata durante gli anni Novanta anche la struttura della direzione è cambiata: i destini della Scuola sono stati presi in mano da un gruppo di tre persone. I rappresentanti del settore allevamento, addestramento e amministrazione hanno da allora guidato la Scuola come partner alla pari. Era scontato che Silvana Gross nell’autunno 1997 diventasse membro di questa nuova direzione, di cui nella primavera 2009 ha anche assunto la presidenza. 5 cani guida per ciechi Il mio primo anno Oltre a guidare l’intera Scuola insieme agli altri due membri della direzione è rimasta inoltre responsabile del settore amministrativo che dal suo ingresso nella nostra istituzione, e poi nella direzione, si è a sua volta notevolmente ingrandito. Da sempre è stata anche responsabile della maggior parte delle pubblicazioni, come il Bollettino, gli opuscoli di presentazione, i libri per grandi e piccini, e di altri articoli pubblicitari e ha preso parte in maniera determinante alla preparazione di tre film: «Guide nell’oscurità», «Avanti. Brava.» e «Uniti cammin facendo». Silvana Gross ha inoltre rappresentato la nostra Scuola in varie occasioni, come fiere, incontri con gli sponsor e manifestazioni internazionali. Anche tutte le questioni amministrative legate alla collaborazione con i nostri partner berlinesi passavano sulla sua scrivania. C ara Silvana, ho avuto il piacere di lavorare al tuo fianco per alcuni anni, prima come membro del comitato, poi come presidente del comitato e della Fondazione. La nostra collaborazione mi ha dato sempre una grande gioia perché percepivo il tuo enorme impegno e sapevo che si poteva contare su di te. Non hai mai cercato di metterti in primo piano, al contrario, eri più felice quando potevi restare sullo sfondo e da lì sentire che tutto procedeva bene. Ti ringrazio quindi di cuore, personalmente e a nome del comitato e di tutto il consiglio di Fondazione, per il lavoro che hai svolto nel corso di 32 anni di vita della Fondazione Scuola svizzera per cani guida per ciechi e ti faccio i miei più sentiti auguri per il futuro. Roman Meury Presidente del Consiglio di Fondazione 6 come futura istruttrice di cani guida per ciechi Di Aline Lienhart Nel giugno 2013 ho iniziato presso la Scuola per cani guida per ciechi la mia formazione triennale per diventare istruttrice. La formazione si compone di nove moduli, ognuno dedicato a uno specifico tema sul quale si sostiene un esame pratico e teorico (scritto od orale). Adesso è già passato più di un anno, ho fatto molte esperienze indimenticabili e ho superato alcuni esami, è dunque arrivato il momento di tirare un bilancio del mio primo anno di tirocinio. 7 È stato davvero impressionante vedere come riusciva a riconoscere i diversi ostacoli e a evitarli. Il bastone lo usava solo per tastare il terreno e individuare eventuali buche o ostacoli simili che non rinviano alcuna eco. L a formazione è cominciata con diverse esperienze pratiche, all’in terno e all’esterno della Scuola. Durante le prime quattro settima ne ho potuto farmi un’idea del lavoro dei sorveglianti; ho imparato molto sul modo di trattare i cani e ho potuto esercitarmi a distinguerli osservando un gruppo di venti cani neri. Poi ho visita to i nostri rampolli nell’area destinata all’allevamento. E qui ho avuto meno problemi con i nomi perché tutti i nostri cuccioli nelle prime settimane di vita vengono chiamati «Wulli»! C on le gambe tutte graffiate dai cuccioli, ma con la testa piena di impressioni ed esperienze nuove, tra cui la possibilità di assistere a una nascita, sono andata subito dopo all’istituto per ciechi di Basilea dove per prima cosa ho fatto le valigie per accompagnare otto residenti in ferie a Charmey. Non vedenti e ferie? Certamente. Un viaggio è molto più di una possibilità di raccogliere impressioni visive, è anche una grande sfida, uno stimolo per tutti i 8 sensi, un allontanamento dall’ambiente quotidiano: ecco quello che mi ha offer to questa settimana. Le persone cieche e videolese sanno apprezzare le ferie in tutti i loro aspetti e si lanciano con gioia in nuove avventure e scoperte. Molti rifioriscono e dimenticano in fretta le iniziali preoccupazioni, la paura di non riuscire a orientarsi o a essere autonomi in uno spazio sconosciuto. H o trascorso infine tre settimane presso la Scuola per ciechi di Zollikofen dove ho incontrato un bambino di sette anni con un lungo bastone bianco, completa mente cieco dalla nascita, che è in grado di muoversi utilizzando esclusiva mente l’ecolocalizzazione. Fa schioccare la lingua e si orienta in base all’eco. Non ha alcun problema a stabilire con questa tecnica la qualità e la dimensio ne di stanze e oggetti ed è addirittura in grado di riconoscere, a diversi metri di distanza, persone, automobili, biciclette, alberi e di capire se una porta è aperta o chiusa. È stato davvero impressionan j Aline Lienhart con Gomez: «Ce l’abbiamo fatta!» te vedere come riusciva a riconoscere i diversi ostacoli e a evitarli. Il bastone lo usava solo per tastare il terreno e indi viduare eventuali buche o ostacoli simili che non rinviano alcun eco. D opo queste prime esperienze pratiche sono tornata alla Scuola per cani guida per ciechi per seguire le lezioni di orientamento e mobilità con Björn e André, due esperti istruttori che han no anche una formazione specifica in questo campo. Con gli occhiali neri abbiamo iniziato a esercitarci nell’uso del bastone. Per tre settimane, io e Christoph, un altro aspirante istruttore in formazione, abbiamo raccolto molte esperienze che ci hanno permesso di affrontare l’esame finale: un percorso da Tellplatz via la stazione e il mercatino natalizio a Barfüsserplatz fino al risto rante del Manor a Basilea, il tutto con gli occhiali neri! Unico ausilio conces so, appunto, il bastone. Per effettuare l’intero tragitto ci ho messo un’ora 9 Sarà di certo un momento emotivamente molto forte, ma anche molto bello: veder camminare per la città, la mia prima coppia cane-detentore. Se non si sa più da che parte andare, neanche il cane può saperlo. e un quarto, inclusa una sosta non programmata da McClean in stazione. Avendo perso l’orientamento ho infatti cominciato a vagare intorno alla toilette per disabili e il personale addetto alle pulizie, preso da compassione, mi ha chiesto se dovevo andare al bagno. In realtà non ne avevo affatto bisogno. Nel caso in cui si perda così l’orienta mento è necessario mantenere la calma per avere la tranquillità indispensabile per ricollocarsi nello spazio. Anche gli alberi di Natale nella città vecchia sem bravano possedere una magica forza di attrazione e hanno messo a dura prova la mia pazienza … U na volta superato l’esame ero pronta per l’introduzione, sempre con gli occhiali neri, al lavoro con un cane guida. Un cane è di grande aiuto per evitare osta coli di varia natura, tuttavia la scelta del percorso e dunque l’orientamento re stano responsabilità dell’essere umano. Se non si sa più da che parte andare, neanche il cane può saperlo. Nelle due settimane successive il mio cane guida è stato Gomez. All’inizio non è stato facile fidarmi completamente di lui e abban 10 donarmi davvero alla sua guida. I miei primi passi sono stati piuttosto pruden ti. Anche Gomez sentiva la mia insi curezza e quindi esitava nel guidarmi. Giorno dopo giorno, tuttavia, il legame è diventato più forte e anche la fiducia reciproca e la sicurezza sono cresciute. Alla fine delle due settimane ho ripetuto lo stesso percorso fatto con il bastone, ma questa volta con Gomez come mio cane guida. Era venerdì pomeriggio e il centro di Basilea brulicava di persone stressate a causa delle vicine feste na talizie. Gomez, con grande attenzione e pazienza, ha cercato per me un pas saggio tra la massa di gente. Abbiamo fatto il tragitto completo in mezz’ora, e con lode! Sono stata orgogliosissima di Gomez, come si può vedere dalla foto fatta all’arrivo. C on il nuovo anno di formazio ne è arrivato anche il giorno tanto atteso in cui ho ricevuto il mio primo cane da adde strare come cane guida: Oriana, una piccola, splendida labrador, affidabile, sicura e a volte un po’ sfrontata e piena di fantasia. Oriana è molto diligente e fa letteralmente le capriole dalla gioia quando vede la bardatura. Si è rivelato dunque relativamente facile addestrar la: impara in fretta e ha una grande volontà. I l mio secondo cane, che ha iniziato l’addestramento un mese dopo, ha subito mostrato di avere, invece, un carattere molto diverso. E la cosa particolare è che lo conoscevo bene perché si tratta del cane di cui i miei ge nitori erano stati la famiglia affidataria: Paras, un cane amato da tutti, cocco lone, a volte anche un pochino goffo e imbranato. Purtroppo gli è mancata la necessaria autonomia per diventare un cane guida. L’addestramento è stato interrotto dopo tre mesi. La decisione, che ho preso con la mia tutor, Marian ne, è stata molto difficile per me perché sono stata costretta a fare la mia prima esperienza di questo tipo proprio con Paras che ho visto crescere e che mi è così caro! In realtà ho capito però che è duro con ogni cane - anche con Oriana e Race, che ha preso il posto di Paras, è infatti nato subito un forte legame -, e che le esperienze dolorose sono parte integrante della mia formazione e ap partengono, al pari di quelle più belle, al mio lavoro di istruttrice di cani guida per ciechi. O riana nel frattempo è già mol to avanti nell’addestramento e probabilmente in autunno affronterà l’esame con un esperto dell’AI. Così, durante il mio secondo anno di formazione mi attende anche la fase di assegnazione di Oriana a una persona cieca o videolesa. Sarà di certo un momento emotivamente molto forte, ma anche molto bello: veder cam minare per la città, la mia prima coppia cane-detentore. 11 Cani per famiglie con bambini autistici «Ero così disperata, non sapevo più che cosa fare» Grazie a Uno, un cane d’accompagnamento per bambini autistici, Daniela trova finalmente il modo di entrare in contatto con l’ambiente che la circonda. argot Janz tiene il labrador Di Denise Dollinger, Basler Zeitung 12 M Uno al guinzaglio e cam mina con la figlia Daniela verso il treno. Così facendo però non guida solo il cane, ma anche la figlia. La bambina è unita con una cintura al labrador. Ha dodici anni e soffre di un disturbo dello spettro auti stico (DSA), vive nel proprio mondo, fa fatica ad avere contatti con l’ambiente che la circonda e al minimo stress o alla minima deviazione dalle sue abitudini si mette a gridare. n Daniela è unita a Uno con una c intura. Margot Janz guida la coppia. P rima dell’arrivo di Uno, un anno e mezzo fa, la famiglia, formata da quattro persone, aveva sopporta to questa difficile situazione che chiaramente l’ha molto provata. Grazie al cane d’accompagnamento la sua vita quotidiana sta ora diventando più facile e più rilassata. Daniela è nata nel 2002, un anno dopo la sorella Stefanie. Secondo la ma dre, Margot, era una bambina «strana». «Gridava molto e si fissava ossessiva mente su qualcosa», ricorda. «Se mio marito ed io cercavamo di calmarla non si lasciava toccare e ci respingeva». La piccola si ritirava sempre di più nel suo mondo e aveva uno sviluppo estrema mente lento. La madre, preoccupata, la portò dal medico il quale le disse che non c’era alcun motivo di allarmarsi, la bambina probabilmente era un po’ più lenta degli altri. «Non mi sentii presa sul serio e sentivo che qualcosa non quadrava», dice Margot. Dato che Daniela, a tre anni, non diceva neanche sei parole, il medico prescrisse un 13 n «Mamma, adesso siamo sedute nel tram.» sostegno educativo. A cinque anni, fu inserita in un asilo speciale per bambini con problemi a livello di linguaggio. La madre, sempre più inquieta per la salute della figlia, non fu ascoltata neppure lì. Daniela in quel periodo aveva ormai più volte al giorno attacchi incontrollati, gridava e si rinchiudeva sempre di più nel proprio mondo. Q uando la famiglia Janz, dietro consiglio di un’amica, chiese all’asilo di effettuare gli esami necessari per verificare se la 14 bambina soffriva di autismo, la risposta fu che questo non era assolutamente necessario. «Venni bollata come una madre ipersensibile e isterica, e Danie la come una bambina ritardata», dice Margot Janz con le lacrime agli occhi. Le preoccupazioni della madre non venivano prese sul serio perché Daniela non presentava tutti i classici sintomi dell’autismo. Nessuno sembrava sapere che esistono diverse forme di DSA. «Quando il comportamento di Daniela divenne sempre più difficile, l’asilo inviò un avviso al comune per segnalare che ci occupavamo male dei nostri bambi ni», racconta. Oltre a dover far fronte a una situazione insopportabile, la fami glia si ritrovò anche con una denuncia. Fu troppo per la madre. «Ero disperata, non sapevo più che cosa fare». A Lausen, dove vive la famiglia, la gente cominciò a parlare. Il comportamento estremo, incontrollato, di Daniela non passava inosservato. «La gente parlava alle nostre spalle, Stefanie veniva tor mentata e presa in giro a scuola perché aveva una sorella stupida», dice Margot. La famiglia era sul punto di andare a pezzi a causa della situazione quando n In Febbraio Flynn ha superato con successo l’esame. Adesso è cane d’accompagnamento per bambini autistici. Dal 21 marzo 2014 è in servizio presso una famiglia con un bambino autistico. infine qualcuno diede loro il nome di un medico specializzato nell’autismo. Dopo un consulto, la certezza: Daniela soffriva di un disturbo dello spettro autistico. A seguito della diagnosi la bambina, che aveva ormai sette anni, venne man data in un istituto scolastico speciale (il Therapie Schulzentrum Münchenstein, TSM). Un sollievo sapere che infine Daniela riceveva la giusta assistenza. U scite, spese o visite dal medico insieme alla figlia restavano però per la famiglia un vero e proprio tormento. «La pre senza di molte persone o un ambiente sconosciuto continuavano a scatenare in Daniela delle crisi», dice la madre. La bambina si fermava di colpo gridando e rifiutandosi di andare avanti. «A un 15 certo punto cominciammo a uscire solo quando era strettamente necessario». Gli sguardi cattivi e privi di comprensio ne della gente erano logoranti e peg gioravano una situazione già difficile. C irca due anni fa la famiglia venne a sapere della possibilità di chiedere l’assegnazione di un cane d’accompagnamen to della Fondazione Scuola svizzera per cani guida per ciechi di Allschwil. Prima scuola svizzera a farlo, la Scuola di Allschwil addestra dal 2012 anche cani d’accompagnamento per bambini autistici. «Questi cani svolgono compiti simili a quelli dei cani guida. Trattengo no il bambino prima di attraversare la strada e lo aiutano a tenersi lontano dai pericoli», spiega l’istruttore, Peter Kau fmann. Il cane accompagna e guida il bambino che è legato a lui con una cin tura, ma segue i comandi vocali del suo adulto di riferimento. «I nuovi detentori vengono preparati e formati dai nostri istruttori», dice Kaufmann. Dopo una prima introduzione, il cane si integra Che cos’è l’autismo? Spesso non è possibile capire subito che un bambino soffre di un disturbo dello spettro autistico e quindi non è in grado di cogliere le aspettative che gli altri hanno nei suoi confronti. Quando questi bambini si fanno notare è di solito per il loro comportamento indesiderato, i movimenti stereotipati, l’ostinatezza o il disinte- 16 resse per chi li circonda. Percepiscono le cose in modo diverso e hanno un modo diverso di pensare, sviluppano proprie regole. A volte hanno difficoltà a comunicare in maniera comprensibile con altre persone anche se si tratta dei loro stessi genitori. Sensibilità eccessiva o inferiore alla media alla luce, ai rumori o al fatto di essere toccati sono altri sintomi frequenti dell’autismo. I bambini che soffrono di questa sindrome presentano comportamenti ritualizzati e hanno interessi ossessivi nei quali si immergono completamente. Un DSA è un disturbo congenito e incurabile della percezione e dell’elaborazione delle informazioni da parte del cervello. «A un certo punto cominciammo a uscire solo quando era strettamente necessario.» a poco a poco nella famiglia. Di solito trova rapidamente il suo posto e spesso aiuta a superare molte situazioni difficili diventando il riferimento più stretto per il bambino autistico. E che sia proprio così, lo ha speri mentato la famiglia Janz. Dopo le prime preoccupazioni – ad esempio che il cane potesse rive larsi solo un altro peso – due anni fa gli Janz hanno deciso di fare questo passo. La migliore decisione, dice Margot Janz. «Da quando Uno vive con noi, Daniela è più tranquilla e autonoma. Parla mol to di più con noi e ha una percezione migliore dell’ambiente che la circonda. Uno è una vera benedizione per noi». S ituazioni che in precedenza pro vocavano la ribellione e il rifiuto della bambina, adesso sono più affrontabili. Non ci sono più eterne discussioni che non approdano a nulla. «Se do a Uno un comando, Daniela semplicemente lo segue», dice Margot. E di recente hanno potuto regi strare anche un altro grande successo. «Quando, durante il percorso dal treno al tram, ci siamo trovate in mezzo a molte persone, Daniela ha continuato semplicemente a camminare, senza rea gire negativamente. E quando ci siamo sedute, mi ha detto soltanto: ‹mamma, adesso siamo sedute nel tram›. È stato un momento straordinario». Dopo una lotta durata anni e tante situazioni difficili, la famiglia ha finalmente trovato una nuova strada per organizzare la propria vita quotidiana tenendo conto della malattia di Daniela. Grazie a Uno. 17 cani sociali La visita di cani sociali nelle scuole – prevenzione contro i morsi n I bambini possono mettere in Di Monika Schär pratica quello che hanno imparato. In Svizzera vivono circa 500 000 cani. I cani sono amici degli esseri umani, ma non parlano la stessa lingua, così, a volte, sono possibili degli equivoci e si possono creare situazioni pericolose che nei casi peggiori possono finire con un morso. Per prevenirlo, i nostri cani L e visite nelle scuole mirano innanzitutto a ridurre la paura dei cani, a stimolare il rispetto per questi animali e a inse gnare a comportarsi con loro nel modo giusto, oltre che a prevenire gli incidenti. Le visite durano di solito un paio d’ore, vengono illustrati esempi di situazioni quotidiane ed elaborate soluzioni. Il comportamento adeguato viene insegnato attraverso giochi di ruolo e l’incontro diretto con il cane. I bambini possono così familiarizzarsi in maniera giocosa e positiva con questi animali e capire che un atteggiamento sbagliato può suscitare reazioni indesiderate. sociali fanno regolarmente visita, d’accordo con insegnanti e alunni, alle scuole. 18 I genitori sono naturalmente i benvenuti. Sta a loro del resto fare in modo che quanto appreso dai bambini possa consolidarsi giorno dopo giorno. 19 Gli alunni della prima e della seconda classe lavorano con cani sociali Dalla prospettiva dell’insegnante Lotti Ruef I l tema «cane» affascina i bam bini. Gli alunni e le alunne della scuola bhs (la scuola di tre co muni: Brienzwiler, Hofstetten e Schwanden) hanno imparato a cono scere meglio, nel corso di un progetto durato diverse settimane, alcuni aspetti del comportamento di questo animale. A fare da cornice, la storia di «Barry», molto amata dai bambini … Gli alunni hanno scoperto che esisto no diverse razze, quali sono le parti del corpo del cane, come si esprime, quali lavori può svolgere, come può essere di aiuto agli esseri umani, e naturalmente hanno appreso tutto ciò che si deve sapere se si vuole avere un cane. 20 M olto importante però era il tema: «come ci si comporta con un cane?». Quest’anno in classe c’erano anche tre bambini che erano stati morsi, quindi si è discusso molto del modo migliore di reagire in caso di atteggiamento aggressivo. n Moni Schär e Sky hanno accompagnato la classe in gita scolastica. r I bambini hanno disegnato le loro impressioni. L a visita di Moni Schär con tre cani sociali e i loro detentori ha rappresentato il punto culminante del progetto. Moni Schär ha fatto molta attenzione a evitare che i bambini che avevano paura dei cani venissero direttamente a con tatto con loro, poi i bambini sono stati divisi in piccoli gruppi e hanno potuto mettere in pratica quello che avevano imparato. 21 n Il punto culminante del progetto: la presenza dei cani sociali e dei n Che cosa fare quando si è rincorsi da un cane: fermarsi, piegarsi loro detentori. Ecco alcuni esempi di comportamento adeguato per evitare incidenti con i cani, di cui si è parlato e che sono stati messi in pratica con i tre cani sociali. Che cosa fare quando si deve passare accanto a un cane Mettersi sempre dal lato del detentore. 2. Fargli annusare la mano (è un modo per fare conoscenza). 3. Accarezzare il cane solo se si avvicina di sua volontà. Se il cane gira la testa da una parte o si ritrae, significa che non vuole essere accarezzato. E bisogna accettarlo. Un cane vuole la merenda o la palla del bambino Non muoversi, guardare altrove, lasciar cadere la merenda o la palla e aspettare che il cane si allontani. Che cosa fare se si viene rincorsi da un cane Fermarsi, piegarsi sulle ginocchia e proteggersi la faccia con le braccia, aspettare fino a quando il cane perde interesse. Il bambino vuole accarezzare un cane 1. Non andare subito direttamente ver so il cane; chiedere al proprietario. E, consiglio molto importante Non guardare mai il cane direttamente negli occhi, è un atteggiamento che sente come minaccioso. 22 sulle ginocchia e proteggersi la faccia con le braccia, aspettare fino a quando il cane perde interesse. P enso e spero che i bambini in questo modo abbiano impa rato a comportarsi nel modo giusto con un cane. Moni Schär ci ha accompagnato con la sua cagna Sky anche in gita scolas tica. Ho considerato un grande successo vedere un bambino, che in preceden za era stato morso da un cane, tenere orgoglioso Sky al guinzaglio. Ringrazio dunque di cuore Moni Schär, Sky e i team di cani sociali per il loro splendido lavoro. 23 cani d’assistenza Esame Per cani d’assistenza secondo gli standard internazionali Di SILVANA GROSS I cani guida per ciechi vengono addestrati tenendo conto A tutela di tutti i potenziali clienti con problemi di mobi lità, la Scuola di Allschwil ha preso alcuni provvedimenti per garantire un determinato livello di addestramento dei suoi cani. I respon sabili della Scuola, basandosi sugli stan dard dell’Assistance Dogs International (ADI), di cui è membro, hanno dunque Il cane d’assistenza trova e riporta il telefono, anche quando non suona. elaborato un programma d’esame interno. I nostri cani vengono sottoposti già prima dell’addestramento a un rigo roso controllo per verificarne lo stato di salute in particolare per quanto riguarda la presenza di possibili displasie dell’anca e del gomito, patologie che colpiscono gli occhi e altre malattie ereditarie. In questo modo evitiamo di addestrare un cane malato. r di standard nazionali e alla fine del periodo di addestramento devono superare un esame la cui forma è stabilita dall’Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS), è identica per tutte le scuole ed è definita in modo preciso da un esperto dell’assicurazione invalidità. Per i cani d’assistenza al contrario non esiste ancora un modello regolamentato d’esame e neppure l’obbligo di effettuarne uno. Sta dunque al giudizio e alla competenza dei singoli centri di formazione decidere se e come valutare l’attitudine e il livello di addestramento dei cani. 24 25 Solo i cani che sono ben socializzati e hanno un atteggiamento assolutamente tranquillo e amichevole nei confronti degli esseri umani, degli altri cani e di altri animali possono essere presi in considerazione. Anche il comportamento del cane viene osservato attentamente già molto prima dell’inizio dell’addestramento, quando l’animale è ancora cucciolo. Solo i cani che sono ben socializzati e hanno un atteggiamento assolutamente tranquillo e amichevole nei confronti degli esseri umani, degli altri cani e di altri animali possono essere presi in considerazione. j Dopo il segnale «Reka», il cane d’assistenza deve camminare all’indietro, per esempio per passare alla cassa. L a sicurezza del cane in caso di rumori (come un forte botto in una strada trafficata, tuoni, petardi) viene verificata quando ha circa un anno con un test specifi co. Se emergono evidenti incertezze a livello acustico o visivo il cane non viene ammesso all’addestramento. I criteri costituiti dalla buona salute e dalla sicurezza non sono quindi più parte integrante degli esami che si focalizzano invece sul lavoro del cane. I l primo esame ha luogo alla fine dell’addestramento ed è effettuato dall’istruttrice stessa, seduta su una sedia a rotelle. Una parte dell’esa me si svolge nell’ambiente noto della Scuola, l’altra fuori, in un luogo pubbli co, come un centro commerciale, pieno 26 r Ignorare la presenza di cibo fa parte dell’esame. di gente e di molte possibili distrazioni. Un istruttore esperto segue il lavoro del cane e lo giudica. In particolare verifica i seguenti aspetti: la capacità di salire e scendere da un veicolo, l’ingresso in un edificio pubblico, il comportamento al suo interno, l’ubbidienza, in particolare sedersi e attendere anche se il detento re si allontana, e la capacità di ignorare l’eventuale presenza di cibo. Durante l’esame il cane deve poi riportare alme 27 Solo dopo che si è svolto anche questo secondo esame la Scuola considera definitiva l’assegnazione del cane. no tre oggetti di diversa grandezza e di materiale vario, per esempio un mazzo di chiavi, una penna o una graffetta. Deve infine saper trovare e riportare il telefono (anche quando non suona), abbaiare a comando e aprire e chiudere le porte. S ei mesi dopo l’assegnazione, quando la fase introduttiva si è ormai conclusa e la coppia già si conosce e lavora insieme, vie ne effettuato un «collaudo». Il nuovo detentore o la nuova detentrice fanno l’esame insieme al loro cane d’assi stenza in presenza di un esaminatore della Scuola. La forma è la stessa del precedente, l’ambiente è quello noto alla coppia. Durante una passeggiata si verifica anche che il cane torni sem pre al richiamo della detentrice o del detentore. 28 S olo dopo che si è svolto anche questo secondo esame la Scuola considera definitiva l’assegnazio ne del cane, che resta, come nel caso dei cani guida, sempre di proprietà della Fondazione. Nel caso in cui l’esame non venisse superato può essere ripetuto due volte. Tra un esame e l’altro devono passare almeno tre settimane. L a Scuola ha cominciato ad addes trare cani d’assistenza due anni e mezzo fa. In questo lasso di tem po ha assegnato 8 cani. Due sono dovuti tornare alla Scuola dopo poco a causa di problemi di salute del detento re, ma hanno potuto essere assegnati ad altre persone. Situazioni di questo tipo sono inevitabili soprattutto perché ci teniamo a dare a ogni richiedente che pensiamo ne abbia l’opportunità, l’occasione di provare concretamente a lavorare con un cane per verificare se può costituire un valido aiuto. All’esame, il nf cane deve anche riportare oggetti di diversa grandezza. 29 allevamento Di Manuela Arlati Fotografie Cher Kaufmann Il mio nome è Champ. Sono una piccola e bionda palla di pelo e ho appena nove settimane. Insieme ai miei fratelli e sorelle e alla mia mamma abito in uno speciale box per cuccioli. Con loro mi diverto molto e sono contento di potervi raccontare come passiamo la nostra giornata. Non ci annoiamo mai, perché io e i miei fratelli e sorelle ne inventiamo sempre una. Ma anche le nostre assistenti hanno ogni giorno pronto un programma per noi, che dobbiamo esplorare il mondo e imparare un sacco di cose. E poi nei box accanto al nostro a destra e a sinistra in questo momento ci sono altre cucciolate e quindi le nostre assistenti hanno un bel da fare …! 30 1 Le assistenti arrivano al lavoro alle 7 e durante un breve briefing decidono come si svolgerà la giornata. Dopo, la nostra mamma va con una di loro a fare una passeggiata. A quel punto siamo tutti già molto eccitati perché sap- piamo che al suo ritorno saremo liberi di muoverci per il corridoio tra i box, naturalmente sotto gli occhi della mamma e di un’assistente, e potremo scatenarci, giocare ed essere coccolati. È sempre un bellissimo rituale di saluto al mattino presto. Noi corriamo in giro e siamo molto curiosi. Soprattutto quando notiamo che una delle collaboratrici comincia a occuparsi della pappa. A quel punto può succedere che ci pigiamo tutti intorno a lei per 31 2 passare tra le sue gambe e arrivare al cassetto del cibo. Ci piacerebbe davvero molto metterci il naso dentro! Sì, sì a volte siamo veramente impegnativi per le nostre assistenti. 32 Dopo i primi saluti mattutini e i giochi nel corridoio possiamo rientrare nel nostro box, che nel frattempo è stato tutto pulito, e finalmente mangiare. Ma c’è sempre un po’ di agitazione, specialmente quando sentiamo che il cibo viene dato prima ai cuccioli del box accanto. Alla fine però un’assisten- 3 te arriva anche da noi e ci guarda tenendo in mano l’agognata ciotola. Aspetta che ci siamo tutti calmati osservandoci dalla sua altezza. Io sono già diventato bravissimo, ma i miei fratelli e le mie sorelle hanno ancora qualcosa da imparare. Solo quando siamo tutti tranquilli e la guardiamo da sotto in su, fischia e mette a terra le ciotole. Ora sì che possiamo buttarci sulla pappa. La mamma invece, mangia fuori dal box … così non deve aver paura che le portiamo via la colazione! Solo dopo entra anche lei nel box con noi. Mentre le nostre assistenti lavano le ciotole e fanno qualche altro lavoro di pulizia possiamo goderci un po’ di tempo libero. Dato che siamo già abbastanza grandi possiamo perfino uscire da soli. Anche perché dopo aver mangiato dobbiamo fare qualche bisognino e poi fuori ci sono molte più cose divertenti da annusare e con cui giocare. 4 Per ogni cucciolata c’è un programma di attività. Ad esempio andiamo un po’ a spasso per il bosco, o facciamo una gita in paese o impariamo a camminare al guinzaglio. Noi oggi faremo un giro nel bosco. 33 7 5 Per arrivarci però dobbiamo salire in macchina: non è un percorso lungo ma è bene abituarsi alle automobili fin da piccoli, e noi non vediamo l’ora. Forse ha a che fare con i biscottini e i giocattoli che ci attendono sull’auto? Beh, non vi dirò se è davvero così … in ogni caso quando la mamma sale noi le corriamo tutti dietro spingendoci per non arrivare ultimi. 34 Alle 14 le nostre assistenti tornano dalla loro pausa pranzo e ricominciano le attività. Devo ammettere che possiamo essere molto rumorosi e impazienti. In particolare quando ci accorgiamo di non essere la prima cucciolata prevista nel programma ... I più piccoli adesso, per esempio, possono andare 6 Dopo la gita nel bosco mangiamo ancora qualcosa e infine possiamo fare una pausa e riposarci un po’. A volte sentiamo passare un’altra cucciolata che va a fare una passeggiata, ma siamo così stanchi la maggior parte delle volte che vogliamo solo raggomitolarci uno contro l’altro e dormire. nel giardino con la mamma. Le collaboratrici della Scuola portano i cuccioli all’esterno con un veicolo speciale. E nel giardino fatto apposta per noi ci sono un sacco di giochi interessanti! 8 Mi ricordo ancora benissimo di quando ci sono andato per la prima volta con i miei fratelli e le mie sorelle. All’inizio non 35 9 sapevo bene che cosa fare e sono stato felice che ci fosse la nostra assistente a incoraggiarci. 10 Ma dopo mi sono sentito molto orgoglioso di me stesso e molto felice di aver osato avventurarmi sul prato: nel giardino ci sono così tante 36 cose da scoprire ed è divertentissimo! Nel tardo pomeriggio veniamo pesati dalle assistenti e ceniamo. Siamo così esausti a causa di tutte le impressioni e le esperienze fatte che non vediamo l’ora di dormire insieme alla mamma, già felici al pensiero di quello che ci aspetta il giorno seguente.