Parassiti esterni del cane:
CONOSCERLI, ELIMINARLI
E PREVENIRE
IL RISCHIO DI MALATTIE
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I parassiti esterni, o ectoparassiti, sono tra i peggiori nemici
del tuo cane.
E non pensare solo alle pulci!
Soprattutto con l’arrivo della bella stagione, quando si moltiplicano le
occasioni per correre e giocare all’aria aperta, ci sono altri parassiti
da cui devi proteggerlo: zecche, zanzare e pappataci, che oltre a
essere fastidiosi possono causare problemi molto seri.
Ciascuno di questi parassiti, infatti, per nutrirsi di sangue penetra
nella cute dell’ospite con parti dell’apparato buccale e, iniettando
saliva, provoca prurito, stress e non solo.
La puntura infatti può essere il veicolo di trasmissione di
microrganismi patogeni responsabili di gravi malattie, sia nel cane,
sia nell’uomo.
Scientificamente, le malattie del cane trasmesse
da vettore sono definite con l’acronimo CVBD
(Canine Vector Borne Diseases).
Questa guida vuole essere uno strumento agile e di semplice
consultazione per conoscere da vicino i più comuni parassiti del cane,
i problemi che possono causare e, soprattutto, le soluzioni per attuare
una strategia preventiva.
Le informazioni contenute in questo manuale non vogliono sostituire
in alcun modo le indicazioni e i consigli del Medico Veterinario.
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PULCI
La maggior parte delle pulci che si trovano nelle abitazioni
appartengono a un solo tipo: la Ctenocephalides felis
o pulce del gatto, che si nutre con facilità anche del
sangue di altri mammiferi, cane e uomo compresi.
Si tratta di un piccolo insetto lungo 1-4 mm e dotato di
un paio di zampe estremamente forti con le quali può
effettuare dei lunghi salti.
Le pulci adulte vivono e si accoppiano sull’animale
senza mai abbandonarlo, a meno che non ne siano
costrette. Prevalentemente nelle ore notturne, quando
la maggior parte degli animali è in casa, avviene la
deposizione delle uova che cadono a terra, dove si
schiudono liberando le larve. Le larve si nutrono
degli escrementi delle pulci adulte e di altri materiali
organici che cadono dall’ospite.
Il ciclo di vita del parassita dura 2-3 settimane e non
si interrompe neanche nei mesi invernali perché gli
ambienti domestici riscaldati rappresentano per la
pulce un habitat ideale.
Uova, larva, pupa
e pulce adulta.
Pulce adulta
Pupa
CICLO DI VITA
DELLA PULCE
Larva
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Uova
upa
ta.
Nome scientifico
Ctenocephalides felis
Diffusione nell’ambiente
La pulce si trova negli ambienti
urbanizzati, e comunque in tutti i
luoghi frequentati da cani e gatti,
e può resistere a lungo anche in
assenza di ospiti.
La pulce Ctenocephalides felis è
presente in tutta Italia.
Le pulci possono saltare da un
animale all’altro, tuttavia, i
cani e i gatti si infestano
più facilmente quando
frequentano luoghi
in cui le pulci sono
presenti al suolo in
attesa di un ospite.
Moquette e tappeti
rappresentano
l’ambiente ideale per
lo sviluppo delle larve
di pulce perché le
proteggono dall’azione
disseccante dell’aria e
dalla luce diretta.
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PULCI
I PROBLEMI CAUSATI DALLE PULCI
Le pulci, oltre a rappresentare un fastidio per i cani e per i loro
proprietari, in caso di infestazioni massive possono essere all’origine
di problemi più seri.
• Debilitazione e dimagrimento dell’animale, e nei casi più gravi
anemia.
• Dermatite allergica da pulci (o DAP), una patologia che si
manifesta con arrossamento localizzato, caduta del pelo e un forte
prurito che può portare il cane a ferirsi con morsi o graffi.
• Teniasi da Dipylidium caninum, una parassitosi intestinale che può
creare disturbi all’animale e occasionalmente all’uomo.
• Bartonellosi, malattia batterica che colpisce il cane (per
ingestione di feci o pulci infette) e che si manifesta con febbre,
debolezza, anoressia, dolorabilità ossea, lesioni
epatiche e cardiache.
Quando il cane si gratta si deve pensare
sempre a un’infestazione da pulci.
Se le pulci non sono visibili sul pelo è
necessario spazzolare l’animale su un foglio
di carta così da evidenziarne almeno le feci.
Feci di pulce
sulla cute di un cane
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PREVENZIONE
Contro le pulci è necessario impostare una corretta prevenzione con
l’utilizzo di insetticidi dotati di elevata efficacia e rapida e prolungata
attività abbattente. Ecco le principali regole da seguire perché il
controllo delle pulci risulti efficace:
• Identificare prodotti il cui intervallo di trattamento si armonizzi
alle proprie abitudini di vita (spot on, collari ecc.). La garanzia di
una protezione adeguata, in particolare per i soggetti con allergia
da pulci, dipende infatti dall’uso regolare in osservanza delle
istruzioni riportate sull’etichetta.
• Evitare lavaggi frequenti e/o con prodotti non specifici per il cane,
che potrebbero alterare il pH cutaneo con dilavamento del sebo.
• Trattare contemporaneamente tutti gli animali che condividono
lo stesso ambiente.
• Utilizzare prodotti attivi sia verso le pulci adulte che verso le
larve e, in caso di forti infestazioni, trattare adeguatamente
l’ambiente circostante con disinfestanti specifici: solo il 5% delle
pulci è presente sull’ospite, mentre il restante 95% (uova, larve e
pupe) si trova nell’ambiente.
• Programmare i trattamenti per tutta la stagione a rischio
anche se le pulci non sono visibili e, in caso di gravi infestazioni,
continuare i trattamenti durante tutto l’arco dell’anno.
• Preferire prodotti ad ampio spettro che abbiano anche effetto
repellente su insetti e altri parassiti per limitare le punture e
ridurre i rischi di malattie trasmesse da vettore. Attenzione: non
tutti gli antiparassitari in commercio hanno effetto repellente.
Verificare attentamente le indicazioni sul foglio illustrativo.
L’osservanza di queste regole si aggiunge alla valutazione del proprio
Medico Veterinario che suggerirà caso per caso le misure adeguate.
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ZECCHE
La zecca è un artropode che appartiene, insieme
a ragni, acari e scorpioni, alla classe degli
aracnidi, ed ha distribuzione mondiale.
Le sue dimensioni variano, a seconda dello stadio
di sviluppo (larva-ninfa-adulto), da 1 a 3-6 mm,
ma possono raggiungere anche il centimetro dopo
il pasto, quando è piena del sangue dell’ospite.
Le zecche si nutrono di sangue dallo stadio
di larva a quello adulto e hanno la capacità di
attaccare diversi animali domestici e selvatici,
oltre che l’uomo.
Durante il morso la sostanza anestetizzante secreta
con la saliva consente al parassita di rimanere
attaccato a lungo così da trasmettere all’animale
diversi microrganismi responsabili di malattie.
Esistono due famiglie di zecche: gli Ixodidi (zecche
dure) e gli Argasidi (zecche molli). Le zecche che
parassitano più frequentemente il cane sono
Rhipicephalus sanguineus o zecca bruna del cane
e Ixodes ricinus o zecca dei boschi, entrambe
“zecche dure”.
Le zecche si trovano
nei prati, nei parchi cittadini,
nei boschi e dovunque ci sia
vegetazione e il passaggio di animali.
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Uova, larva, ninfa, zecca
adulta e zecca dopo il
pasto di sague
Zecca piena di sangue
che depone le uova
Nome scientifico
Rhipicephalus sanguineus
Ixodes ricinus
Quando un cane passa o sosta in un ambiente
infestato, alla zecca bastano pochi secondi per
agganciarsi al pelo.
Una volta sull’ospite, la zecca si muove attivamente
alla ricerca di un luogo adatto per attaccarsi e
assumere il sangue.
Al termine del pasto di sangue, che può durare anche
molti giorni e durante il quale moltiplica il proprio
peso, la zecca si sgancia e cade sul
terreno per deporre le uova.
Dettaglio di zecche
attaccate all’orecchio
di un cane
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ZECCHE
Diffusione nell’ambiente
La zecca bruna del cane (Rhipicephalus sanguineus)
è la zecca che si riscontra più frequentemente sui
cani di tutto il mondo e infesta sia ambienti rurali che
urbani (cucce, canili, pavimenti, pareti ecc.). La sua
ampia distribuzione è dovuta soprattutto alla sua
grande capacità di adattamento e sopravvivenza a
diverse condizioni climatiche ed ecologiche. La zecca
del cane nidifica in ambienti con condizioni favorevoli
come gli ammassi di macerie edili e le cataste di
legname, soprattutto nelle zone ombreggiate.
Femmina di
Rhipicephalus
sanguineus
Femmina di
Ixodes ricinus
La zecca dei boschi (Ixodes ricinus) vive nell’erba e
nei cespugli, in particolare nel sottobosco e nelle
zone umide e ombreggiate con vegetazione bassa.
È presente in diverse aree del nostro territorio,
soprattutto nelle zone collinari e montane (in genere
al di sotto dei 1000 metri di altitudine).
Entrambe le specie sono particolarmente
attive nel periodo tardo-primaverile ed
estivo, anche se in alcuni casi all’aperto
possono sopravvivere fino a 7 °C. Queste
cosiddette zecche “tardive”, avendo compiuto
in stagione diversi pasti di sangue, sono le più
pericolose per la trasmissione di malattie.
Le zecche possono sopravvivere senza
ospite per lunghi periodi ed ibernarsi
in inverno.
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I PROBLEMI CAUSATI DALLE ZECCHE
Il fastidio causato dal morso è solo uno dei problemi associati alle
zecche. Anche più grave è la capacità delle zecche di veicolare virus,
batteri e protozoi responsabili di pericolose malattie sia per il cane
che per l’uomo. Ma c’è di più: una singola zecca può trasmettere più
malattie simultaneamente.
Le più importanti malattie trasmesse dalle zecche
• Ehrlichiosi: malattia che colpisce il cane e può essere trasmessa
anche all’uomo. Si manifesta con febbre alta, sonnolenza, perdita
dell’appetito, dimagrimento e altri sintomi a carico del sistema
nervoso e dell’apparato scheletrico.
• Piroplasmosi o Babesiosi: grave malattia che nel cane si manifesta
con febbre, abbattimento, anemia e ingrossamento della milza.
• Anaplasmosi: malattia che colpisce il cane e può essere
trasmessa anche all’uomo. Si manifesta con febbre alta,
sonnolenza, perdita dell’appetito, dolorabilità muscolare e
articolare, sintomi gastroenterici e nervosi.
• Borrelliosi o Malattia di Lyme: può colpire il cane e talvolta
anche l’uomo. Nel cane, produce sintomi quali febbre, malessere
generalizzato, dolori articolari e zoppia.
• Rickettsiosi: malattia che colpisce il cane e può essere
trasmessa anche all’uomo. Si manifesta con febbre, sonnolenza e
talvolta dolore articolare.
Poiché la maggior parte delle attività all’aperto sono associate ad
una certa esposizione alle zecche, è importante adottare efficaci
misure preventive per impedire un contatto diretto.
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ZECCHE
PREVENZIONE
Quello che segue è un elenco di semplici regole da seguire perché il
controllo delle zecche e delle malattie da esse trasmesse risulti efficace.
• I cani dovrebbero essere trattati preventivamente contro le
zecche almeno un mese prima dell’inizio della stagione a rischio
(fine febbraio-inizio marzo), utilizzando prodotti ben tollerati,
a lunga persistenza e dotati di attività repellente contro le
zecche oltre che acaricida. Il trattamento dovrebbe essere ripetuto,
secondo le scadenze indicate sul prodotto, per tutto il periodo
a rischio (fino alla fine di ottobre-novembre), e idealmente tutto
l’anno.
• In caso di più soggetti tenuti nello stesso ambiente, questi devono
essere trattati contemporaneamente.
• È importante utilizzare prodotti zecchicidi anche per i ricoveri/
canili. Non solo, è necessaria anche una particolare attenzione
alla vegetazione circostante, che deve essere sempre curata
e non lasciata incolta.
• Bisogna evitare la presenza di detriti e materiali abbandonati che
possono fornire un riparo alle zecche.
• Dopo aver frequentato le aree a rischio è importante ispezionare
se stessi e il proprio cane. Le zone del corpo preferite dalle zecche
sono: inguine, ascelle, testa e torace.
L’osservanza di queste regole si aggiunge alla valutazione
del proprio Medico Veterinario che suggerirà caso per caso
le misure adeguate.
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• Appena si scopre una zecca attaccata
al cane è buona norma staccarla
il prima possibile.
Per far staccare la zecca, evitando
che l’apparato buccale resti infisso
nella cute, utilizzare una pinzetta ed
effettuare un movimento rotatorio senza
premere sull’addome del parassita.
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FLEBOTOMI
o PAPPATA
I flebotomi, conosciuti anche come “pappataci”
per il loro volo silenzioso, sono piccoli insetti
di 2-3 mm di lunghezza, dall’aspetto
simile ad una zanzara, con ali grandi e
corpo ricoperto da una leggera peluria.
Mentre i maschi si nutrono di succhi
vegetali, le femmine si nutrono di
sangue: pungono qualsiasi vertebrato,
anche se preferiscono i mammiferi.
I flebotomi sono attivi soprattutto durante
le ore serali e notturne (dal tramonto all’alba),
mentre nelle ore calde del giorno riposano
nelle immediate vicinanze dei loro possibili ospiti,
mimetizzandosi nell’ambiente circostante.
Phlebotomus
perniciosus
Alle nostre latitudini il flebotomo è attivo nel periodo
compreso tra aprile e ottobre; risulta distribuito irregolarmente sul
territorio nazionale in una fascia compresa tra il mare e gli
800 metri di altezza.
I mutamenti nelle condizioni
climatiche e ambientali stanno
già modificando il ciclo biologico
del parassita, prolungando
la sua stagione d’attività ed
estendendone la presenza a
territori fino a pochi anni fa
non colonizzati, come le
regioni settentrionali.
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PAPPATACI
Nome scientifico
Phlebotomus perniciosus
Diffusione nell’ambiente
Il flebotomo si trova soprattutto negli ambienti rurali collinari, con
vegetazione e rocce. È presente quasi in tutta Italia.
L’importanza veterinaria
e medica dei flebotomi
deriva dalla loro
capacità di trasmettere
la Leishmaniosi.
I punti rossi sulla cartina individuano
le zone in cui la malattia si manifesta
in modo persistente (zone endemiche)
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LEISHMANIOSI
La Leishmaniosi è una grave malattia che può colpire il cane
(Leishmaniosi viscerale) e l’uomo (Leishmaniosi cutanea,
mucocutanea, viscerale).
Il flebotomo è vettore del microrganismo responsabile della
malattia e trasmette l’infezione attraverso la puntura. I cani
costituiscono il principale serbatoio per l’infezione dell’uomo ma non è
possibile il contagio diretto dal cane all’uomo, da uomo a uomo e da cane a
cane, perché per veicolare la malattia è sempre necessario il pappatacio.
I sintomi
La Leishmaniosi può decorrere con sintomatologia grave o in
forma quasi inapparente. Nel cane si manifesta per lo più in forma
generalizzata. Principali sintomi clinici:
• Lesioni cutanee: progressiva rarefazione del
pelo (alopecia) con intensa desquamazione
secca, ulcere, erosioni e assenza di prurito.
• Inappetenza e perdita di peso.
• Linfoadenopatia: ingrossamento dei linfonodi.
• Epitassi: fuoriuscita di sangue dalle narici determinata da ulcere e lesioni della mucosa nasale.
• Lesioni oculari
• Zoppie
Cane leishmaniotico.
Foto gentilmente offerta
• Anemia
dal Prof. Gaetano Oliva
• Insufficienza renale
• Diarrea
• Onicogrifosi: crescita abnorme e ispessimento delle unghie.
Terapia
La terapia della Leishmaniosi è piuttosto complessa, ad oggi non
esistono farmaci che riescano a debellare l’infezione nel cane.
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PREVENZIONE
Per prevenire la Leishmaniosi è necessario ridurre al minimo la
possibilità di puntura da parte dei flebotomi: per questo motivo
prima di utilizzare un antiparassitario è importante leggere il
foglietto illustrativo e verificare che il prodotto abbia effetto
repellente contro i flebotomi e riduca il rischio di trasmissione di
Leishmaniosi.
Esistono diversi tipi di formulazioni, generalmente a base di permetrina o
altri piretroidi che hanno un’efficacia variabile tra l’80 e il 100%. Per una
corretta prevenzione della malattia, nelle aree endemiche è utile adottare
per quanto possibile la maggior parte delle misure preventive riportate.
• Trattare il cane con un prodotto ad azione repellente nei confronti
dei flebotomi (in commercio ci sono antiparassitari che proteggono
contemporaneamente contro pulci e zecche).
• Ridurre l’esposizione notturna del cane al parassita, evitando lunghe
passeggiate serali e provvedendo a ricoverarlo durante la notte.
• Applicare alle finestre zanzariere dalle maglie fitte (0,4-2 mm).
• Impiegare insetticidi ambientali per uso domestico.
• A conclusione del programma di prevenzione sottoporre il cane a
esami sierologici.
Recentemente è stato introdotto sul mercato un vaccino per la
prevenzione della Leishmaniosi canina che non assicura una
protezione del 100% e che deve perciò essere associato sempre
ad antiparassitari con attività repellente.
Quando il cane risulta infetto il Medico Veterinario è parte
integrante della terapia: è lui, infatti, a stabilire quale farmaco
sia più idoneo a controllare sintomi e malattia.
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CONCLUSIONI
Vivere in aree endemiche, la vita all’aperto, l’uso irregolare o il mancato
impiego di antiparassitari efficaci aumentano fortemente il rischio di
infezione nei cani e nei loro proprietari.
Proteggi il tuo cane prevenendo l’attacco degli insetti vettori e il
loro pasto di sangue con un antiparassitario che abbia proprietà
repellenti e la cui frequenza di somministrazione si armonizzi
con il tuo stile di vita.
L’uso di antiparassitari è parte integrante della prevenzione, così come
i controlli periodici dal Medico Veterinario.
Bibliografia
• V. Foglia Manzillo, G. Oliva, Principali malattie del cane trasmesse da vettore, Bayer Health Care
Animal Health.
• Leishvet, Leishmaniosi canina (CanL), Bayer Health Care Animal Health.
• Linee guida ESCCAP (5), Controllo delle malattie trasmesse da vettore in cani e gatti , II Edizione
Ottobre 2012.
• Appunti di scienza, Leishmaniosi canina… come evitarla, come difenderci, IZS delle Venezie.
• Appunti di scienza, Brutti, fastidiosi e antipatici… anche se vitali per l’ecosistema, IZS delle Venezie
• www.cvbd.org
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19
Sai che i parassiti esterni possono
trasmettere gravi malattie?
Sai che la Leishmaniosi si sta
diffondendo anche in territori
prima indenni?
Sai come fare per proteggere il
tuo amico a quattro zampe?
Queste e altre utili informazioni sono contenute
nel presente opuscolo. Leggi con attenzione!
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