Parassiti esterni del cane: CONOSCERLI, ELIMINARLI E PREVENIRE IL RISCHIO DI MALATTIE 2 I parassiti esterni, o ectoparassiti, sono tra i peggiori nemici del tuo cane. E non pensare solo alle pulci! Soprattutto con l’arrivo della bella stagione, quando si moltiplicano le occasioni per correre e giocare all’aria aperta, ci sono altri parassiti da cui devi proteggerlo: zecche, zanzare e pappataci, che oltre a essere fastidiosi possono causare problemi molto seri. Ciascuno di questi parassiti, infatti, per nutrirsi di sangue penetra nella cute dell’ospite con parti dell’apparato buccale e, iniettando saliva, provoca prurito, stress e non solo. La puntura infatti può essere il veicolo di trasmissione di microrganismi patogeni responsabili di gravi malattie, sia nel cane, sia nell’uomo. Scientificamente, le malattie del cane trasmesse da vettore sono definite con l’acronimo CVBD (Canine Vector Borne Diseases). Questa guida vuole essere uno strumento agile e di semplice consultazione per conoscere da vicino i più comuni parassiti del cane, i problemi che possono causare e, soprattutto, le soluzioni per attuare una strategia preventiva. Le informazioni contenute in questo manuale non vogliono sostituire in alcun modo le indicazioni e i consigli del Medico Veterinario. 3 PULCI La maggior parte delle pulci che si trovano nelle abitazioni appartengono a un solo tipo: la Ctenocephalides felis o pulce del gatto, che si nutre con facilità anche del sangue di altri mammiferi, cane e uomo compresi. Si tratta di un piccolo insetto lungo 1-4 mm e dotato di un paio di zampe estremamente forti con le quali può effettuare dei lunghi salti. Le pulci adulte vivono e si accoppiano sull’animale senza mai abbandonarlo, a meno che non ne siano costrette. Prevalentemente nelle ore notturne, quando la maggior parte degli animali è in casa, avviene la deposizione delle uova che cadono a terra, dove si schiudono liberando le larve. Le larve si nutrono degli escrementi delle pulci adulte e di altri materiali organici che cadono dall’ospite. Il ciclo di vita del parassita dura 2-3 settimane e non si interrompe neanche nei mesi invernali perché gli ambienti domestici riscaldati rappresentano per la pulce un habitat ideale. Uova, larva, pupa e pulce adulta. Pulce adulta Pupa CICLO DI VITA DELLA PULCE Larva 4 Uova upa ta. Nome scientifico Ctenocephalides felis Diffusione nell’ambiente La pulce si trova negli ambienti urbanizzati, e comunque in tutti i luoghi frequentati da cani e gatti, e può resistere a lungo anche in assenza di ospiti. La pulce Ctenocephalides felis è presente in tutta Italia. Le pulci possono saltare da un animale all’altro, tuttavia, i cani e i gatti si infestano più facilmente quando frequentano luoghi in cui le pulci sono presenti al suolo in attesa di un ospite. Moquette e tappeti rappresentano l’ambiente ideale per lo sviluppo delle larve di pulce perché le proteggono dall’azione disseccante dell’aria e dalla luce diretta. 5 PULCI I PROBLEMI CAUSATI DALLE PULCI Le pulci, oltre a rappresentare un fastidio per i cani e per i loro proprietari, in caso di infestazioni massive possono essere all’origine di problemi più seri. • Debilitazione e dimagrimento dell’animale, e nei casi più gravi anemia. • Dermatite allergica da pulci (o DAP), una patologia che si manifesta con arrossamento localizzato, caduta del pelo e un forte prurito che può portare il cane a ferirsi con morsi o graffi. • Teniasi da Dipylidium caninum, una parassitosi intestinale che può creare disturbi all’animale e occasionalmente all’uomo. • Bartonellosi, malattia batterica che colpisce il cane (per ingestione di feci o pulci infette) e che si manifesta con febbre, debolezza, anoressia, dolorabilità ossea, lesioni epatiche e cardiache. Quando il cane si gratta si deve pensare sempre a un’infestazione da pulci. Se le pulci non sono visibili sul pelo è necessario spazzolare l’animale su un foglio di carta così da evidenziarne almeno le feci. Feci di pulce sulla cute di un cane 6 PREVENZIONE Contro le pulci è necessario impostare una corretta prevenzione con l’utilizzo di insetticidi dotati di elevata efficacia e rapida e prolungata attività abbattente. Ecco le principali regole da seguire perché il controllo delle pulci risulti efficace: • Identificare prodotti il cui intervallo di trattamento si armonizzi alle proprie abitudini di vita (spot on, collari ecc.). La garanzia di una protezione adeguata, in particolare per i soggetti con allergia da pulci, dipende infatti dall’uso regolare in osservanza delle istruzioni riportate sull’etichetta. • Evitare lavaggi frequenti e/o con prodotti non specifici per il cane, che potrebbero alterare il pH cutaneo con dilavamento del sebo. • Trattare contemporaneamente tutti gli animali che condividono lo stesso ambiente. • Utilizzare prodotti attivi sia verso le pulci adulte che verso le larve e, in caso di forti infestazioni, trattare adeguatamente l’ambiente circostante con disinfestanti specifici: solo il 5% delle pulci è presente sull’ospite, mentre il restante 95% (uova, larve e pupe) si trova nell’ambiente. • Programmare i trattamenti per tutta la stagione a rischio anche se le pulci non sono visibili e, in caso di gravi infestazioni, continuare i trattamenti durante tutto l’arco dell’anno. • Preferire prodotti ad ampio spettro che abbiano anche effetto repellente su insetti e altri parassiti per limitare le punture e ridurre i rischi di malattie trasmesse da vettore. Attenzione: non tutti gli antiparassitari in commercio hanno effetto repellente. Verificare attentamente le indicazioni sul foglio illustrativo. L’osservanza di queste regole si aggiunge alla valutazione del proprio Medico Veterinario che suggerirà caso per caso le misure adeguate. 7 ZECCHE La zecca è un artropode che appartiene, insieme a ragni, acari e scorpioni, alla classe degli aracnidi, ed ha distribuzione mondiale. Le sue dimensioni variano, a seconda dello stadio di sviluppo (larva-ninfa-adulto), da 1 a 3-6 mm, ma possono raggiungere anche il centimetro dopo il pasto, quando è piena del sangue dell’ospite. Le zecche si nutrono di sangue dallo stadio di larva a quello adulto e hanno la capacità di attaccare diversi animali domestici e selvatici, oltre che l’uomo. Durante il morso la sostanza anestetizzante secreta con la saliva consente al parassita di rimanere attaccato a lungo così da trasmettere all’animale diversi microrganismi responsabili di malattie. Esistono due famiglie di zecche: gli Ixodidi (zecche dure) e gli Argasidi (zecche molli). Le zecche che parassitano più frequentemente il cane sono Rhipicephalus sanguineus o zecca bruna del cane e Ixodes ricinus o zecca dei boschi, entrambe “zecche dure”. Le zecche si trovano nei prati, nei parchi cittadini, nei boschi e dovunque ci sia vegetazione e il passaggio di animali. 8 Uova, larva, ninfa, zecca adulta e zecca dopo il pasto di sague Zecca piena di sangue che depone le uova Nome scientifico Rhipicephalus sanguineus Ixodes ricinus Quando un cane passa o sosta in un ambiente infestato, alla zecca bastano pochi secondi per agganciarsi al pelo. Una volta sull’ospite, la zecca si muove attivamente alla ricerca di un luogo adatto per attaccarsi e assumere il sangue. Al termine del pasto di sangue, che può durare anche molti giorni e durante il quale moltiplica il proprio peso, la zecca si sgancia e cade sul terreno per deporre le uova. Dettaglio di zecche attaccate all’orecchio di un cane 9 ZECCHE Diffusione nell’ambiente La zecca bruna del cane (Rhipicephalus sanguineus) è la zecca che si riscontra più frequentemente sui cani di tutto il mondo e infesta sia ambienti rurali che urbani (cucce, canili, pavimenti, pareti ecc.). La sua ampia distribuzione è dovuta soprattutto alla sua grande capacità di adattamento e sopravvivenza a diverse condizioni climatiche ed ecologiche. La zecca del cane nidifica in ambienti con condizioni favorevoli come gli ammassi di macerie edili e le cataste di legname, soprattutto nelle zone ombreggiate. Femmina di Rhipicephalus sanguineus Femmina di Ixodes ricinus La zecca dei boschi (Ixodes ricinus) vive nell’erba e nei cespugli, in particolare nel sottobosco e nelle zone umide e ombreggiate con vegetazione bassa. È presente in diverse aree del nostro territorio, soprattutto nelle zone collinari e montane (in genere al di sotto dei 1000 metri di altitudine). Entrambe le specie sono particolarmente attive nel periodo tardo-primaverile ed estivo, anche se in alcuni casi all’aperto possono sopravvivere fino a 7 °C. Queste cosiddette zecche “tardive”, avendo compiuto in stagione diversi pasti di sangue, sono le più pericolose per la trasmissione di malattie. Le zecche possono sopravvivere senza ospite per lunghi periodi ed ibernarsi in inverno. 10 I PROBLEMI CAUSATI DALLE ZECCHE Il fastidio causato dal morso è solo uno dei problemi associati alle zecche. Anche più grave è la capacità delle zecche di veicolare virus, batteri e protozoi responsabili di pericolose malattie sia per il cane che per l’uomo. Ma c’è di più: una singola zecca può trasmettere più malattie simultaneamente. Le più importanti malattie trasmesse dalle zecche • Ehrlichiosi: malattia che colpisce il cane e può essere trasmessa anche all’uomo. Si manifesta con febbre alta, sonnolenza, perdita dell’appetito, dimagrimento e altri sintomi a carico del sistema nervoso e dell’apparato scheletrico. • Piroplasmosi o Babesiosi: grave malattia che nel cane si manifesta con febbre, abbattimento, anemia e ingrossamento della milza. • Anaplasmosi: malattia che colpisce il cane e può essere trasmessa anche all’uomo. Si manifesta con febbre alta, sonnolenza, perdita dell’appetito, dolorabilità muscolare e articolare, sintomi gastroenterici e nervosi. • Borrelliosi o Malattia di Lyme: può colpire il cane e talvolta anche l’uomo. Nel cane, produce sintomi quali febbre, malessere generalizzato, dolori articolari e zoppia. • Rickettsiosi: malattia che colpisce il cane e può essere trasmessa anche all’uomo. Si manifesta con febbre, sonnolenza e talvolta dolore articolare. Poiché la maggior parte delle attività all’aperto sono associate ad una certa esposizione alle zecche, è importante adottare efficaci misure preventive per impedire un contatto diretto. 11 ZECCHE PREVENZIONE Quello che segue è un elenco di semplici regole da seguire perché il controllo delle zecche e delle malattie da esse trasmesse risulti efficace. • I cani dovrebbero essere trattati preventivamente contro le zecche almeno un mese prima dell’inizio della stagione a rischio (fine febbraio-inizio marzo), utilizzando prodotti ben tollerati, a lunga persistenza e dotati di attività repellente contro le zecche oltre che acaricida. Il trattamento dovrebbe essere ripetuto, secondo le scadenze indicate sul prodotto, per tutto il periodo a rischio (fino alla fine di ottobre-novembre), e idealmente tutto l’anno. • In caso di più soggetti tenuti nello stesso ambiente, questi devono essere trattati contemporaneamente. • È importante utilizzare prodotti zecchicidi anche per i ricoveri/ canili. Non solo, è necessaria anche una particolare attenzione alla vegetazione circostante, che deve essere sempre curata e non lasciata incolta. • Bisogna evitare la presenza di detriti e materiali abbandonati che possono fornire un riparo alle zecche. • Dopo aver frequentato le aree a rischio è importante ispezionare se stessi e il proprio cane. Le zone del corpo preferite dalle zecche sono: inguine, ascelle, testa e torace. L’osservanza di queste regole si aggiunge alla valutazione del proprio Medico Veterinario che suggerirà caso per caso le misure adeguate. 12 • Appena si scopre una zecca attaccata al cane è buona norma staccarla il prima possibile. Per far staccare la zecca, evitando che l’apparato buccale resti infisso nella cute, utilizzare una pinzetta ed effettuare un movimento rotatorio senza premere sull’addome del parassita. 13 FLEBOTOMI o PAPPATA I flebotomi, conosciuti anche come “pappataci” per il loro volo silenzioso, sono piccoli insetti di 2-3 mm di lunghezza, dall’aspetto simile ad una zanzara, con ali grandi e corpo ricoperto da una leggera peluria. Mentre i maschi si nutrono di succhi vegetali, le femmine si nutrono di sangue: pungono qualsiasi vertebrato, anche se preferiscono i mammiferi. I flebotomi sono attivi soprattutto durante le ore serali e notturne (dal tramonto all’alba), mentre nelle ore calde del giorno riposano nelle immediate vicinanze dei loro possibili ospiti, mimetizzandosi nell’ambiente circostante. Phlebotomus perniciosus Alle nostre latitudini il flebotomo è attivo nel periodo compreso tra aprile e ottobre; risulta distribuito irregolarmente sul territorio nazionale in una fascia compresa tra il mare e gli 800 metri di altezza. I mutamenti nelle condizioni climatiche e ambientali stanno già modificando il ciclo biologico del parassita, prolungando la sua stagione d’attività ed estendendone la presenza a territori fino a pochi anni fa non colonizzati, come le regioni settentrionali. 14 PAPPATACI Nome scientifico Phlebotomus perniciosus Diffusione nell’ambiente Il flebotomo si trova soprattutto negli ambienti rurali collinari, con vegetazione e rocce. È presente quasi in tutta Italia. L’importanza veterinaria e medica dei flebotomi deriva dalla loro capacità di trasmettere la Leishmaniosi. I punti rossi sulla cartina individuano le zone in cui la malattia si manifesta in modo persistente (zone endemiche) 15 LEISHMANIOSI La Leishmaniosi è una grave malattia che può colpire il cane (Leishmaniosi viscerale) e l’uomo (Leishmaniosi cutanea, mucocutanea, viscerale). Il flebotomo è vettore del microrganismo responsabile della malattia e trasmette l’infezione attraverso la puntura. I cani costituiscono il principale serbatoio per l’infezione dell’uomo ma non è possibile il contagio diretto dal cane all’uomo, da uomo a uomo e da cane a cane, perché per veicolare la malattia è sempre necessario il pappatacio. I sintomi La Leishmaniosi può decorrere con sintomatologia grave o in forma quasi inapparente. Nel cane si manifesta per lo più in forma generalizzata. Principali sintomi clinici: • Lesioni cutanee: progressiva rarefazione del pelo (alopecia) con intensa desquamazione secca, ulcere, erosioni e assenza di prurito. • Inappetenza e perdita di peso. • Linfoadenopatia: ingrossamento dei linfonodi. • Epitassi: fuoriuscita di sangue dalle narici determinata da ulcere e lesioni della mucosa nasale. • Lesioni oculari • Zoppie Cane leishmaniotico. Foto gentilmente offerta • Anemia dal Prof. Gaetano Oliva • Insufficienza renale • Diarrea • Onicogrifosi: crescita abnorme e ispessimento delle unghie. Terapia La terapia della Leishmaniosi è piuttosto complessa, ad oggi non esistono farmaci che riescano a debellare l’infezione nel cane. 16 PREVENZIONE Per prevenire la Leishmaniosi è necessario ridurre al minimo la possibilità di puntura da parte dei flebotomi: per questo motivo prima di utilizzare un antiparassitario è importante leggere il foglietto illustrativo e verificare che il prodotto abbia effetto repellente contro i flebotomi e riduca il rischio di trasmissione di Leishmaniosi. Esistono diversi tipi di formulazioni, generalmente a base di permetrina o altri piretroidi che hanno un’efficacia variabile tra l’80 e il 100%. Per una corretta prevenzione della malattia, nelle aree endemiche è utile adottare per quanto possibile la maggior parte delle misure preventive riportate. • Trattare il cane con un prodotto ad azione repellente nei confronti dei flebotomi (in commercio ci sono antiparassitari che proteggono contemporaneamente contro pulci e zecche). • Ridurre l’esposizione notturna del cane al parassita, evitando lunghe passeggiate serali e provvedendo a ricoverarlo durante la notte. • Applicare alle finestre zanzariere dalle maglie fitte (0,4-2 mm). • Impiegare insetticidi ambientali per uso domestico. • A conclusione del programma di prevenzione sottoporre il cane a esami sierologici. Recentemente è stato introdotto sul mercato un vaccino per la prevenzione della Leishmaniosi canina che non assicura una protezione del 100% e che deve perciò essere associato sempre ad antiparassitari con attività repellente. Quando il cane risulta infetto il Medico Veterinario è parte integrante della terapia: è lui, infatti, a stabilire quale farmaco sia più idoneo a controllare sintomi e malattia. 17 CONCLUSIONI Vivere in aree endemiche, la vita all’aperto, l’uso irregolare o il mancato impiego di antiparassitari efficaci aumentano fortemente il rischio di infezione nei cani e nei loro proprietari. Proteggi il tuo cane prevenendo l’attacco degli insetti vettori e il loro pasto di sangue con un antiparassitario che abbia proprietà repellenti e la cui frequenza di somministrazione si armonizzi con il tuo stile di vita. L’uso di antiparassitari è parte integrante della prevenzione, così come i controlli periodici dal Medico Veterinario. Bibliografia • V. Foglia Manzillo, G. Oliva, Principali malattie del cane trasmesse da vettore, Bayer Health Care Animal Health. • Leishvet, Leishmaniosi canina (CanL), Bayer Health Care Animal Health. • Linee guida ESCCAP (5), Controllo delle malattie trasmesse da vettore in cani e gatti , II Edizione Ottobre 2012. • Appunti di scienza, Leishmaniosi canina… come evitarla, come difenderci, IZS delle Venezie. • Appunti di scienza, Brutti, fastidiosi e antipatici… anche se vitali per l’ecosistema, IZS delle Venezie • www.cvbd.org 18 19 Sai che i parassiti esterni possono trasmettere gravi malattie? Sai che la Leishmaniosi si sta diffondendo anche in territori prima indenni? Sai come fare per proteggere il tuo amico a quattro zampe? Queste e altre utili informazioni sono contenute nel presente opuscolo. Leggi con attenzione!