Via Lugano 11 6500 Bellinzona Tel. 058 822 12 12 www.fondazionesirio.ch RENDICONTO ATTIVITÀ ANNO 2014 1 SOMMARIO 1 PREMESSA pag. 3 2 SERVIZI pag. 7 pag. 13 pag. 30 2.1 3 CENTRO RICREATIVO WHY NOT? STRUTTURE LAVORATIVE 3.1 CENTRO AL DRAGONATO 3.2 BAR CENTRO SOCIALE 4 STRUTTURE ABITATIVE 4.1 CASA MISTRAL 4.2 CASA SIRIO 4.3 SPAZIO ABITATIVO NIKAYPA 4.4 SERVIZIO SUPERVISIONE APPARTAMENTI 5 AMMINISTRAZIONE pag. 42 6 PROSPETTIVE 2015 pag. 43 2 1 PREMESSA Gentili Signore, egregi Signori, a conclusione di questo anno particolarmente impegnativo la Fondazione, data l’evoluzione dei bisogni sociali della collettività, è sempre più convinta dell’importanza del suo mandato a favore delle persone con disagio psichico/relazionale, siano esse beneficiarie di rendita AI o con domanda in corso. Le attività sviluppate tramite opportunità lavorative e abitative, l’offerta di sostegno a chi si trova in difficoltà e ai suoi famigliari e le opportunità d’integrazione tramite il tempo libero, sono il focus della nostra attività. Non meno importante resta l’impegno nella sensibilizzazione, informazione e formazione che mirano a sviluppare la sensibilità della collettività rispetto a persone e problematiche di cui ci occupiamo per facilitarne l’integrazione effettiva. Al fine di continuare il nostro percorso di miglioramento costante e il raggiungimento degli obiettivi prefissati riassumiamo quanto fatto in questo anno, la situazione attuale e le strategie ed i cambiamenti che abbiamo pensato di mettere in atto nel corso dei prossimi due anni. 1.1 VALORI E MISSIONE DELLA FONDAZIONE Il valore assoluto della Fondazione Sirio è rappresentato dalla centralità dell’utente, definito come persona nel suo insieme che si trova in un sistema aperto in continua evoluzione. Da ciò deriva che l’attività della Fondazione è aperta all’ascolto dell’altro, con riferimento all’evoluzione delle problematiche sociali che ruotano attorno al panorama istituzionale dell’invalido psichico. Per questo motivo, si pone particolare attenzione e sostegno al sistema familiare e sociale tramite servizi mirati, la cultura del lavoro di rete e la formazione continua. La Fondazione è stata costituita con la missione di promuovere il benessere delle persone con disagio psichico e sociale favorendo il loro reintegro nella società. Gli strumenti per ossequiare i principi costitutivi sono l’attuazione e la gestione di strutture abitative, lavorative e servizi, destinati alla reintegrazione sociale e/o professionale di persone beneficiarie o in attesa di una rendita invalidità, proponendosi anche un ruolo, ove possibile e richiesto, di prevenzione del disagio psichico e sociale. La Fondazione aderisce al mandato definito dalle linee direttive del Dipartimento della Sanità e della Socialità del Canton Ticino (DSS) sottoscrivendo un contratto di prestazioni. Nel realizzare il proprio mandato la Fondazione Sirio si riferisce agli articoli previsti dalla Legge cantonale per l’Integrazione Sociale e Professionale degli Invalidi (LISPI) dalla Legge federale sull’Assicurazione invalidità (LAI), dalla Legge federale sulle istituzioni che promuovono l’integrazione degli invalidi (LIPIn) e dalla Legge sull’Assistenza Sociopsichiatrica (LASP). Sulla base di questo quadro legale, la Fondazione beneficia del finanziamento di sussidi alla gestione annuale delle proprie attività, ricorrendo autonomamente al reperimento di risorse finanziarie laddove ve sia la necessità. Con riferimento a queste basi legali, e in sintonia con i propri valori la Fondazione adotta una concezione degli interventi che pongono al centro del proprio agire l’utente, inteso come essere umano nel suo insieme bio-psico-sociale e spirituale (OMS). Questa concezione ha come obiettivi: 1. uniformare gli impegni e gli intenti permettendo di attingere ad una fonte comune per operare in modo coerente nella pratica quotidiana. 2. avere un comune quadro d'orientamento dal quale poi desumere le varie modalità d'intervento, dapprima generali fino ad arrivare al dettaglio dei protocolli. 3. avere un riferimento calzante alla realtà poiché il nostro modello di lavoro viene desunto dalla nostra pratica quotidiana, sviluppatasi e modellatasi a partire da un contesto socioculturale specifico. Tale concetto di lavoro è pertanto pertinente alla nostra realtà. Il vantaggio che ne deriva è il poter avere tra le mani uno strumento di lavoro immediatamente utilizzabile. 3 4. realizzare un legame tra i presupposti legali, politici e sociali che ci governano per assicurare che nell'attività pratica si risponda ai nostri obblighi in termini di impegno sociale d'aggiornamento e legali. 5. facilitare l'inserimento di nuovo personale presentando il modello di lavoro a cui il nuovo personale è chiamato ad aderire, così da assicurare continuità e comprensione. Tale concezione intende essere un modello concettuale di riferimento per ogni professionista che opera presso le strutture della Fondazione Sirio. Il modello concettuale si definisce attraverso il modo in cui una struttura interpreta i cinque elementi che si ritengono fondamentali per la nostra attività: l'uomo, la salute e malattia, l'ambiente e le cure. La definizione di tali elementi costituisce una guida per la pratica professionale ed orienta gli aspetti deontologici e attitudinali del personale e quindi gli elementi essenziali a cui fare riferimento : · l'essere umano nella nostra concezione, conformemente a quanto indicato dall'OMS, l'essere umano è da considerarsi nel suo insieme bio-psico-sociale e spirituale, come un sistema aperto in continua evoluzione. · la salute è per noi la capacità dell'individuo di mantenere un equilibrio muovendosi su quattro assi (biologico, psicologico, sociale, spirituale) e di adattarsi contemporaneamente all'ambiente in cui vive, interagendo con esso. Tale equilibrio è soggettivo, dinamico e in continuo cambiamento. · la malattia è quella situazione in cui l'equilibrio descritto sopra subisce delle alterazioni che non consentono più all'individuo di dare adeguata risposta ai propri bisogni e d'interagire in modo efficace con il suo ambiente. · l'ambiente è un sistema generale all'interno del quale altri sottosistemi quali famiglia, persona, gruppo, società, lavoro, cultura, ecc. sono in relazione tra di loro. Le interazioni fra questi sistemi comportano un continuo riadattamento reciproco. · L’intervento di rete che assicura all’utente una presa a carico mirata, condivisa e coordinata fra gli operatori coinvolti, siano essi professionisti della Fondazione o esterni ma anche altre figure che ruotano attorno all’individuo (parenti, amici, docenti,…). In questa concezione, punto centrale della cultura istituzionale è la professionalità, fondata sul concetto di delega e responsabilizzazione del singolo individuo, a cui vengono riconosciute professionalità, conoscenza e competenza. Queste doti sono messe al servizio di tutta la comunità istituzionale ed integrate con la filosofia della Fondazione, al fine di creare un clima compatto e coeso che permette di operare sinergicamente nella stessa direzione con uno spirito positivo e costruttivo. Il personale della Fondazione si avvale delle riunioni d’équipe, dello strumento supervisione ed è stimolato ad aggiornare la propria formazione sia tramite formazioni interne sia tramite opportunità esterne come corsi, seminari, giornate di studio, tutto questo al fine di consentire una crescita professionale e personale per fornire all’utente le risposte migliori. Le strutture ed i servizi gestiti dalla Fondazione offrono possibilità abitative, lavorative e di tempo libero e di sostegno per rispondere a bisogni molto diversi tra loro, ma che perseguono tutte i seguenti obiettivi : - aiutare l’utente ad elaborare un progetto di vita emancipativo in accordo con le persone significative del suo contesto; - promuovere lo sviluppo del potenziale cognitivo, pratico e relazionale dell’utente; - promuovere il maggior grado di autonomia possibile per l’utente; 4 - promuovere un inserimento attivo e responsabile dell’utente nel proprio contesto di vita; - aiutare l’utente a gestire i diversi ruoli richiesti dai diversi contesti di vita; - promuovere la costruzione di una rete di persone significative funzionale ad un’integrazione sociale; - evitare la psichiatrizzazione e la conseguente inabilità lavorativa e sociale dei giovani, con il rischio di perdita di autonomia, emarginazione e stigmatizzazione. Per questo motivo riteniamo importante poter erogare le nostre prestazioni anche ad utenti non ancora a beneficio di una rendita AI che nel corso della loro vita sono stati confrontati con ricoveri o con servizi ambulatoriali del settore. - riabilitare e reinserire a livello sociale e professionale le persone con disagio psichico e/o inabili al lavoro. La missione, i valori e gli obiettivi della Fondazione ci hanno accompagnato e sostenuto nell’azione compiuta durante tutto il 2014. Le principali attività svolte sono raccolte e commentante al paragrafo seguente. 1.2 TABELLA RIASSUNTIVA DEGLI INTERVENTI 2014 Sulla base di quanto esposto e tenuto conto della difficile situazione in cui appariva la Fondazione ad inizio 2014 riteniamo utile esporre i principali interventi effettuati così come le principali attività realizzate alfine di rispondere in maniera efficace ed efficiente agli obiettivi che la Fondazione deve adempiere. N° Obiettivo Tempistica definita SI 1 1.1 1.2 Riorganizzazione dell’amministrazione centralizzazione dell’amministrazione Bellinzona diminuzione personale amministrativo (50%) giugno 2014 X luglio 2014 X 1.3 acquisto programma informatico ISAWIN giugno 2014 X 1.4 nuova identità societaria (sito, opuscolo, logo) autunno 2014 2 2.2 Interventi sulle strutture Nuova sede Spazio abitativo Nikaypa giugno 2014 2.3 Presentazione nuovo progetto Nikaypa aprile 2014 2.4 aprile 2014 X 2.5 Casa Mistral presentazione progetto appartamento Realizzazione progetto appartamento maggio 2014 X 2.6 Casa Sirio riorganizzazione agosto 2014 2.7 Bar centro sociale diminuzione personale (50%) giugno 2014 X luglio 2014 X 2.8 Riorganizzazione Bar centro sociale (orari, listino prezzi) Riorganizzazione Laboratori Dragonato 31 dicembre 2014 X 3 3.1 3.2 Condizioni da ottemperare ai fini del rilascio dell’Autorizzazione d’esercizio Definire un mansionario per ogni funzione Definire e applicare una politica al rischio di abusi e maltrattamenti, e garantire a tutto il personale appropriati momenti di formazione e supervisione Se no quando dicembre 2014 X 30 novembre 2014 31 dicembre 2014 NO X luglio 2014 X aprile 2015 X dicembre 2014 X 5 3.3 3.4 3.5 3.6 Mettere a punto una politica di informazione trasparente delle proprie attività (sito, opuscolo) 31 dicembre 2014 Bar centro sociale deve definire e applicare una chiara modalità di comunicazione e collaborazione interna 31 dicembre 2014 X Bar centro sociale deve disporre per ogni utente di un dossier aggiornato e completo con le informazioni più importanti 31 dicembre 2014 X Definire, aggiornare e valutare per ogni utente un piano individualizzato degli interventi 31 dicembre 2014 X X gennaio 2015 Come già evidenziato, la tabella è un riassunto di obiettivi specifici, nella fattispecie ognuno di questi obiettivi rientra nella strategia 2014 sviluppata su tre assi portanti: Sviluppare la fusione tra fondazioni da un punto di vista concettuale tramite la conoscenza e il confronto tra modelli di presa a carico dell’utenza, per poter sviluppare un’offerta complementare (riunioni mensili con coordinatori e gruppi di lavoro, visite alle varie strutture, costruzione di documentazioni e pratiche uniche per tutte le strutture, lavoro sul sistema Qualità); Riorganizzazione dell’offerta, adeguamento e ridimensionamento in rapporto alle richieste tramite la riorganizzazione dei progetti Spazio abitativo Nikaypa e Laboratori Dragonato oltre ad un eventuale ridimensionamento e la scrittura del progetto Casa Mistral (ex UAE Balerna); Assestamento della parte finanziaria tramite l’aumento dell’occupazione nelle strutture, il ridimensionamento delle percentuali lavorative del personale e l’eliminazione di tutte le spese che nell’attuale situazione risultano non di primaria importanza. 6 2 SERVIZI 2.1 2.1.1 CENTRO RICREATIVO “ WHY NOT ” (WN) (Spazio per il Tempo libero) Andamento e descrizione generale dell’attività Nel corso del 2014, WN ha proposto molteplici momenti per il tempo libero, offrendo varie attività in ambito ricreativo, artistico, creativo, culturale e sportivo. In ottemperanza al mandato, l’offerta di attività è stata intesa alla partecipazione sia di persone a beneficio di una rendita AI (di seguito utenti) sia al resto della popolazione (di seguito esterni). In tal modo si è cercato di raggiungere l’obiettivo principale di creare occasioni di integrazione sociale in un contesto normalizzante. È convinzione del servizio che le attività proposte possano sortire effetti positivi, non solo per il benessere psicofisico dei partecipanti, ma anche per l’instaurazione di un ambiente amichevole che spesso facilita la nascita di costruttive relazioni sociali fra le persone. Nel corso dell’anno sono stati programmati in totale 319 momenti di attività. Di questi, 136 sono stati svolti, 183 sono stati invece annullati prevalentemente per insufficienza o mancanza di iscrizioni ma alcuni per le condizioni meteo sfavorevoli rispetto all’attività proposta. La partecipazione totale è stata di 880 presenze, 336 delle quali sono da considerarsi utenti e 544 esterni. Il bacino di utenza proviene prevalentemente da servizi e strutture del territorio. Alcuni utenti non fanno riferimento a servizi o strutture. Per quel che concerne le attività svolte presso l’osteria Zanzibar, sono state organizzate varie esposizioni di dipinti e 4 relativi vernissage, il 25° anniversario di Why Not, una cena con delitto e una festa d’autunno. Quest’ultima non si è svolta per insufficienza di iscritti. In quest’ultimo anno WN ha riproposto alcune offerte di weekend invernali e primaverili che purtroppo non hanno trovato molto riscontro. Sono inoltre stati organizzate due vacanze: a luglio in Sicilia e a fine anno a Davos e; alla prima hanno partecipato 9 persone mentre la seconda è stata annullata per insufficienza di iscritti. La media generale dei partecipanti alle attività è di 6,5; la media degli utenti è 3. 2.1.2 Novità e migliorie Rispetto al precedente anno vi è stata una diminuzione generale della media di utenti e esterni. Ciò ha portato all’esplorazione, insieme ai partecipanti e altre persone interessate, di altre attività del tempo libero di maggiore interesse con l’intento di strutturare l’offerta di attività a partire dai bisogni avvertiti e delle situazioni contingenti. Relativamente all’offerta di attività in senso generale, si è prestata molta attenzione alle richieste più o meno esplicite provenienti da tutti i contatti, ponendosi WN, in tal modo, in una condizione di continua dinamicità ed innovamento, pur mantenendo saldi i principi che ne sottendono il funzionamento generale. Il database dei contatti è stato interamente rivisto e sono stati mantenuti solo i nominativi delle persone con le quali si è avuto contatto negli ultimi tre anni. La versione cartacea del programma è stata cambiata. Il nome “Programma” ha sostituito il precedente “News”. Inoltre è stato modificato il formato da A4 in A5 rendendolo più pratico in quanto di dimensione tascabile. La periodicità di distribuzione è attualmente bimestrale e non più mensile. Quest’ultimo cambiamento è stato adottato per permettere una più facile programmazione da parte delle persone interessate. 7 2.1.3 Numero e tipologia delle attività proposte/numero dei partecipanti(persone con AI e senza AI) ATTIVITÀ ORGANIZZATE E SVOLTE NEL 2014 Totale uscite totale ore totale presenze esterni totale presenze utenti media presenze utenza 136 580:00 544 336 3 totale presenze 880 Gite in montagna uscite totale ore totale presenze esterni totale presenze utenti media presenze utenza 3 27:30 4 8 2.67 totale presenze 12 Gite con le racchette da neve uscite totale ore totale presenze esterni totale presenze utenti media presenze utenza 1 10:00 2 1 1 totale presenze 3 Attività musicali uscite totale ore totale presenze esterni totale presenze utenti media presenze utenza 13 23:00 15 14 1 totale presenze 29 Uscite per concerti uscite totale ore totale presenze esterni totale presenze utenti media presenze utenza 1 4:00 0 2 2 totale presenze 2 8 Attività di fotografia uscite totale ore totale presenze esterni totale presenze utenti media presenze utenza 8 55:00 29 15 2 totale presenze 44 Gite ricreative uscite totale ore totale presenze esterni totale presenze utenti media presenze utenza 5 52:00 15 15 3 totale presenze 30 Cene e feste allo Zanzibar uscite totale ore totale presenze esterni totale presenze utenti media presenze utenza 7 32:00 260 3 3 totale presenze 263 Cene e feste non allo Zanzibar uscite totale ore totale presenze esterni totale presenze utenti media presenze utenza 2 5:00 2 7 4 totale presenze 9 Vacanze e weekend uscite totale ore totale presenze esterni totale presenze utenti media presenze utenza 4 08:00 12 29 3 totale presenze 41 Uscita teatri uscite totale ore totale presenze esterni totale presenze utenti media presenze utenza 1 5:00 0 2 2 totale presenze 2 9 Manifestazioni sportive uscite totale ore totale presenze esterni totale presenze utenti media presenze utenza 5 24:30 3 15 3 totale presenze 18 Calcio uscite totale ore totale presenze esterni totale presenze utenti media presenze utenza 13 26:00 17 32 2 totale presenze 49 Calcetto uscite totale ore totale presenze esterni totale presenze utenti media presenze utenza 13 26:00 58 26 2 totale presenze 84 Bowling uscite totale ore totale presenze esterni totale presenze utenti media presenze utenza 5 10:00 3 5 1 totale presenze 8 Ping pong uscite totale ore totale presenze esterni totale presenze utenti media presenze utenza 12 19:00 36 46 4 totale presenze 82 Tennis uscite totale ore totale presenze esterni totale presenze utenti media presenze utenza 4 4:45 7 3 2 totale presenze 10 10 Unihockey uscite totale ore totale presenze esterni totale presenze utenti media presenze utenza 27 35:15 69 49 2 totale presenze 118 Muoto uscite totale ore totale presenze esterni totale presenze utenti media presenze utenza 11 11:00 0 38 3 totale presenze 38 Minigolf uscite totale ore totale presenze esterni totale presenze utenti media presenze utenza 1 5:30 2 6 6 totale presenze 8 Tornei sportivi uscite totale ore totale presenze esterni totale presenze utenti media presenze utenza 4 32:00 10 20 4 totale presenze 30 2.1.4 Strategie di marketing per farsi conoscere Gli strumenti adottati per far conoscere il servizio alla cittadinanza e ai servizi sono molteplici. In primo luogo il contatto diretto e la costruzione di relazioni significative con le persone con cui si entra in contatto. Nel corso dell’anno, si è continuato a dare molta importanza alla costruzione di relazioni significative e di fiducia con i partecipanti alle attività, le persone interessate a conoscerle e in particolar modo con gli operatori delle varie strutture sul territorio. Questi ultimi vengono ritenuti importanti collaboratori in quanto nel loro contesto lavorativo possono avvalersi delle informazioni di WN e delle attività proposte considerandole come strumento utile alla costruzione dei percorsi con gli utenti che fanno riferimento al loro servizio. Gli operatori con cui si ha maggior opportunità di contatto sono i colleghi della Fondazione Sirio. Con ciascuna struttura ci sono regolari contatti e accordi per incontri a vario titolo. In particolare, all’interno del Centro al Dragonato c’è l’opportunità di presentare il servizio a stagiaire, nuovi utenti del Centro al Dragonato e ulteriori persone inviate dal servizio di consulenza. Tra gli strumenti adottati per pubblicizzare le attività previste o possibili, oltre al “Programma” cartaceo, ci sono il sito web (continuamente aggiornato) e la pagina facebook. Il programma viene inviato a chi lo desidera nei rispettivi formati cartaceo e/o informatico. Con l’obiettivo di conoscere e far conoscere il servizio e costruire collaborazioni significative, nel corso dell’anno si è potuto presentare il Servizio e le attività proposte o possibili in diverse strutture. Insieme a ciascun operatore con il quale si è entrati in contatto, si è definita la necessità specifica in modo da poter adattare le caratteristiche della presentazione del Servizio. Le richieste sono state in alcuni casi di presentazione del Servizio alle équipe (Antenna Icaro Bellinzona, Centro Formazione Professionale e Sociale di Gerra Piano), in altri di presentazione delle attività a gruppi di utenti (Gruppo integrato Migros 11 Fondazione Diamante, Centro diurno Ingrado Bellinzona, Scuola Vita Autonoma Pro Infirmis Locarno). Sono anche state proposte o ricevute richieste di co-operazione sia da parte di persone operanti nei servizi (Sebastiano Rapisarda Centro diurno Ingrado Bellinzona, Michela Luraschi Atgabbess, Norberto Analberti Casa Faro), sia da persone operanti in altri ambiti (Eros Biadici Gruppo Teatro Valle Maggia, Roberto Della Chiesa – Gruppo idromodellistico Ticinese, Marzio Conti – Sport for Peace Scuola professionale Sportivi d’elite). In tal senso WN continua a collaborare ed offrire consulenze relativamente al tempo libero a diversi servizi offrendo e ricercando in ciò sinergie funzionali ai reciproci bisogni professionali. 2.1.5 Utenza Come già esposto sopra, in ottemperanza all’obiettivo fondamentale del servizio, l’utenza di WN è suddivisa in due tipologie: persone a beneficio di una rendita AI (definiti utenti) e altre persone senza una rendita AI (definiti esterni). Se dal punto di vista del raggiungimento dell’obiettivo del servizio si rende necessario e utile l’afflusso alle attività da parte di entrambe le tipologie, dal punto di vista amministrativo si rende importante un elevato afflusso di utenti. Dal punto di vista della presa a carico e quindi del buon funzionamento delle attività non vengono fatte distinzioni tra utenti ed esterni, in quanto entrambi sottostanno al “Regolamento del Centro Ricreativo Why Not”. La necessità, da parte dell’animatore, di intervenire ai fini del buon funzionamento delle attività in corso è rinvenibile nei confronti sia di utenti sia di esterni. Dal punto di vista dei comportamenti sociali, alcuni esterni sono in varie situazioni da rendere attenti tanto quanto alcuni utenti. Da un punto di vista generale, il ricambio di persone affluenti alle attività è elevato. Pur essendovi persone che frequentano alcune attività da molto tempo, si assiste a persone nuove che arrivano e altre che non frequentano più. Questo si riflette infatti anche su alcune attività che pur avendo riscontrato successo in un determinato momento, pian piano o improvvisamente non sono più oggetto di interesse. Ciò richiede un continuo e costante monitoraggio degli interessi e una pronta reazione a modificare le proposte. 2.1.6 Commento dei dati sopra esposti. Dai dati sopra esposti è possibile dedurre un andamento generale e quindi alcune indicazioni fornite dalle medie. Ciò non permette tuttavia un riscontro sulla frequenza dei singoli individui ne sulla qualità della soddisfazione di ciascun individuo rispetto ad un eventuale obiettivo ricercato. Inoltre i dati indicano le medie sul numero totale di tutte le attività svolte o sul totale di eventi riguardanti un tipo di attività. Questo equivale a dire che alcune attività in alcune date hanno goduto di un buon numero di partecipanti mentre in altre date di un numero inferiore. Si è ritenuto ciò nonostante importante effettuare le attività che hanno visto l’iscrizione di un numero inferiore di partecipanti (a parte i week end o le vacanze) affinché le persone interessate ad effettuarle potessero beneficiare comunque del Servizio. Questo anche in seguito a quanto avvenuto nel precedente hanno in cui, al susseguirsi di annullamenti di attività dovuti ad un numero insufficiente di iscritti è corrisposto vieppiù una diminuzione di iscrizioni. In altre parole, alcune persone hanno smesso di iscriversi o frequentare le attività poiché stanche di veder annullate le attività per le quali si erano iscritte. Tali dati non tengono inoltre in considerazioni utenti non ancora o mai inseriti quali utenti poiché hanno frequentato alcune attività a titolo di prova o per curiosità e di conseguenza non sono annoverati tra la lista di utenti figurando pertanto nei dati in qualità di esterni. Rispetto all’invio del programma in formato cartaceo, l’aggiornamento del database dei destinatari e il passaggio ad un edizione bimestrale hanno portato una riduzione di spese postali di oltre il 75%. A queste sono da aggiungersi la stessa riduzione percentuale per quanto riguarda i costi del materiale e del lavoro di stampa svolto dall’Atelier “Lavori di serie”. 2.1.7 Eventuali problematiche aperte e prospettive per il futuro. Alcune attività legate all’ambito creativo e artistico (musica, pittura e lavori creativi) richiedono la possibilità di lasciare nel luogo dove si praticano alcuni materiali e comunque di godere di uno spazio appositamente attrezzato o dedicato allo scopo. A titolo di esempio, per le attività musicali o di pittura sarebbe utile uno spazio dove poter lasciare alcuni materiali da ritrovare ogni volta senza la necessità di dover sgomberare ogni volta il luogo utilizzato. Anche rispetto ai giorni e agli orari, tale spazio potrebbe essere frequentato anche durante il giorno e nei giorni infrasettimanali rispetto alla possibilità attuale a carattere serale o del fine settimana. Per alcune persone, poter frequentare una tale attività durante il giorno e nei giorni infrasettimanali sarebbe preferibile rispetto all’offerta attuale. Tale luogo potrebbe risultare utile anche per ulteriori attività quali ad esempio corsi per l’utilizzo del PC o altro. 12 3 STRUTTURE LAVORATIVE 3.1 CENTRO AL DRAGONATO Il Centro al Dragonato ha iniziato la sua attività nel 1989 e si occupa di persone maggiorenni con disagio psichico e relazionale, che per varie circostanze della vita si trovano momentaneamente in difficoltà e sono a beneficio dell’assicurazione invalidità o hanno una richiesta di prestazioni AI in corso. L’obbiettivo principale del Centro a Dragonato consiste nell’attivare le risorse personali di ogni individuo e della sua rete significativa, e nel promuovere lo sviluppo del suo potenziale cognitivo, pratico e relazionale, al fine di favorire la possibilità di cambiamenti qualitativi nei diversi ambiti della vita, come pure l’emancipazione dalla rete socio-assistenziale. Il sostegno di un’équipe multidisciplinare garantisce la proposta di un contesto normalizzante, finalizzato a sostenere i cambiamenti desiderati, considerando le potenzialità e le difficoltà della persona. La presa in carico che caratterizza il Centro, fa riferimento all’ottica sistemica, costruzionista e cognitivorelazionale, teorie sulle quali è basata la particolarità della sua suddivisione su due livelli: - il Servizio di consulenza sociale e il servizio di counselling la presa in carico lavorativa: i 4 atelier di lavoro (laboratori protetti) Durante l’anno vi è stato inoltre un importante cambiamento a livello organizzativo, ossia il distacco del foyer Nikaypa e del servizio Why Not dal Centro al Dragonato, che sono diventati servizi a sé stanti della Fondazione Sirio. Questo importante cambiamento è stato oggetto di riflessione e ri-organizzazione da parte dell’équipe nella gestione dei ruoli e delle modalità di presa in carico. 3.1.1 Servizio di consulenza e progettazione Il modello di riferimento del CaD sottolinea come l’interazione complessa tra linguaggio e relazione all’interno dei diversi contesti, definisca sia i ruoli, sia le identità, sia i comportamenti delle persone, e che sia quindi uno dei fattori che influenzano il percorso dell’individuo. Per poter raggiungere l’obiettivo generale del Dragonato, ogni contesto viene dunque tenuto ben distinto. Sin dall’inizio della presa a carico, l’utenza ha la possibilità di sperimentarsi o ri-sperimentarsi nelle diverse “palestre relazionali”, con l’obbiettivo di imparare ad assumere atteggiamenti adeguati in relazione ai diversi contesti; ad esempio sul posto di lavoro non si parla di malattia o problemi famigliari, come pure con il consulente sociale non si entra in merito a problematiche di tipo tecnico-lavorativo. Allo stesso modo ogni professionista assume un ruolo che è delimitato al suo ambito; ad esempio ai vari incontri famigliari o con la rete, generalmente non vengono coinvolti gli operatori degli atelier. Questa scelta aiuta a ricreare un contesto “normalizzante”, e di conseguenza promuove, ad esempio all’interno degli atelier di lavoro, comportamenti funzionali al contesto. La differenziazione degli interventi, consente di progettare dei percorsi riabilitativi efficaci e facilita il processo di decostruzione e ricostruzione di un’identità alternativa a quella di “paziente psichiatrico”, auspicata e fondamentale per rispondere al nostro mandato di reinserimento socio-professionale. In un’ottica normalizzante, anche l’uso di un linguaggio coerente con gli obiettivi proposti, oltre all’assunzione di un ruolo ben definito (sul lavoro è un dipendente e l’operatore sociale è il “datore di lavoro”) aiuta a ricreare una realtà alternativa a quella clinica. La figura del consulente sociale ha tra i suoi compiti, quello di fungere da garante di questa suddivisione dei contesti, assumendo un ruolo di coordinatore “al di sopra delle parti” e al contempo di favorire un scambio volto a co-costruire rappresentazioni funzionali e strategie utili per raggiungere gli obiettivi concordati. 13 3.1.1.1 Andamento e descrizione generale dell’attività Il personale impiegato nel servizio di consulenza e progettazione ammonta ad una percentuale del 240%. Vi lavorano un’assistente sociale al 60% con formazione triennale in counselling ad orientamento cognitivo sistemico, un’educatrice al 80% con mansioni da assistente sociale e un educatore sociale al 100% con formazione triennale in counselling e con la funzione di coordinatore delle strutture Dragonato. Il servizio sociale viene finanziato tramite un contributo fisso dal Cantone e dall’UFAS. L’ATTGABBES funge da Associazione mantello per l’amministrazione dei finanziamenti attraverso l’articolo 74, dell’UFAS. A questo livello, dove arrivano le segnalazioni e se del caso avviene il primo colloquio (in seguito alla valutazione telefonica della richiesta), i consulenti sociali si preoccupano di considerare le aspettative del richiedente e delle sue persone significative, al fine di verificare se il Centro può offrir loro un aiuto concreto. Solo se tale premessa è soddisfatta, viene co-progettato un percorso individualizzato. In tale servizio sono effettuati, in ottica sistemica, i colloqui di sostegno e il coordinamento del progetto con la rete terapeutica, famigliare e gli operatori di riferimento del Dragonato. L'attività dei consulenti in relazione all'utenza si è dunque articolata in: · “primi colloqui”, quali incontri preliminari informativi, durante i quali il consulente esplora la richiesta e le aspettative dell'utente e della rete, informa sull'attività del Centro e valuta assieme ai presenti se vi sono le premesse per la condivisione di una presa a carico. · “colloqui di progettazione”, durante i quali vi è la condivisione degli obbiettivi e la co-costruzione di un percorso di presa a carico, volto a favorire la riattivazione delle risorse e l'acquisizione di nuove competenze da parte dell'utente, tenendo conto delle peculiarità e unicità di ogni situazione. · “colloqui di sostegno e/o di counselling”, volti a garantire una costante verifica degli obbiettivi e un sostegno relazionale che consenta la co-costruzione di strategie utili alla gestione delle difficoltà e adeguate al contesto in cui la persona si sta sperimentando, e favorisca la decostruzione di narrative disfunzionali e la condivisione di nuove narrative possibili. · l'attività di “case manager” nella quale il consulente valuta, coordina e verifica i vari aspetti dell'intervento, collegando e coinvolgendo la rete significativa in un progetto dinamico e flessibile. Tutto questo nell'ottica di garantire un sostegno evolutivo volto ad affiancare l'utente verso il raggiungimento della sua maggiore autonomia possibile. All'interno del Centro inoltre i consulenti hanno portato il loro contributo nei momenti di intervisione, favorendo, in collaborazione con l'équipe, la co-costruzione e la condivisione di narrative e strategie utili a garantire, in un clima di non-giudizio, il sostegno ai membri dell'équipe e la condivisione di prese a carico rispettose della specificità di ogni utente. I rapporti con i famigliari e rappresentanti legali sono inoltre importanti per poter accompagnare la persona in un percorso di reinserimento socio-professionale. A partire dai primi colloqui di ammissione si cerca di coinvolgere le persone significative all’utente. Lo scopo della partecipazione dei famigliari e/o rappresentanti legali, consiste nel cercare di costruire una squadra simbolica attorno alla persona avendo un obiettivo comune e rinforzando così le possibilità di riuscita o integrazione. Questo aspetto di collaborazione diventa fondamentale per poter aiutare l’utente nel suo progetto dando uno stesso messaggio da parte di tutte le persone coinvolte nel suo reinserimento. Per tale motivo ci sono contatti regolari e colloqui di bilancio dove viene descritto il percorso dell’utente con i vari miglioramenti e/o difficoltà emerse. Durante tutto il percorso, il coinvolgimento della famiglia deve essere concordato e utile al progetto dell’utente, esistono situazioni dove inizialmente viene richiesta una certa distanza da parte della famiglia o dell’utente. I rappresentanti legali invece, devono obbligatoriamente essere coinvolti visto il loro ruolo. In tal senso qualsiasi cambiamento o modifica del progetto viene condiviso e deve essere accettato dal rappresentante legale. E' stata inoltre mantenuta la riunione settimanale per i consulenti, reintrodotta nel 2013, durante la quale, in collaborazione con il coordinatore, si organizza e gestisce la presa in carico delle nuove segnalazioni, tenendo conto della disponibilità e della peculiarità di ognuno. 14 3.1.1.2 Novità e migliorie Nell’anno 2014 è stato riproposto il seguito di uno stagiaire SUPSI all’ultimo anno del ciclo di formazione, nell’opzione assistente sociale, con esito più che positivo da entrambe le parti. Sono inoltre stati seguiti altri 6 stagiaire che erano inseriti all’interno degli atelier di lavoro. Durante l’ anno ci sono stati dei cambiamenti importanti di logistica, di presa in carico dell’utenza e amministrativi - burocratici. Il primo punto, quindi quello logistico, riguarda il trasloco interno degli uffici di consulenza; dall’ultimo piano sono stati trasferiti al primo piano della casa. Questa modifica ha dato l’opportunità di rimettere dell’ordine in tutta la documentazione come pure di ripitturare i locali, mansione effettuata dagli utenti in collaborazione con l’atelier. A seguito di una riflessione sulle segnalazioni che venivano effettuate dalla rete sul territorio ticinese, la presa in carico dell’utenza ha subìto delle modifiche, in particolare le condizioni di ammissione; negli anni precedenti richiedevamo la conferma, attraverso degli screening delle urine, l’astinenza dall’uso di sostanze stupefacenti, prima e durante il percorso al Dragonato. Attualmente, anche per motivi finanziari, non viene richiesto tale test, ad eccezione di situazioni dove l’uso di sostanze risulta essere la problematica primaria. Si interpella quindi l’ente competente per effettuare dei controlli regolari. Tale cambiamento ha portato l’équipe a riflettere a più riprese sui vantaggi e i possibili rischi di tale presa in carico. Al momento risulta essere prematuro stilare un bilancio. Sempre per l’aspetto delle condizioni di ammissione, nel 2014 c’è stata la possibilità di inserire presso il centro del Dragonato due persone seguendo un principio di prevenzione che è dettato dall’Art. 18 del “Regolamento della legge sull’integrazione sociale e professionale degli invalidi”. Il vantaggio di questa misura è quello di poter inserire delle persone in una situazione dove ancora non è stata avviata tutta la “trafila di richiesta AI” privilegiando la persona in difficoltà a rimanere in un ruolo attivo senza avere già un’eventuale etichetta di invalido con il rischio di una maggior chiusura e demotivazione ad investire in un progetto professionale. Oltre all’aspetto delle ammissioni è stata aggiunta una nuova tipologia di presa in carico offrendo all’utenza un percorso in più rispetto al passato, differenziato attraverso un contratto specifico e di conseguenza un piano di sviluppo individuale che non necessariamente verte sull’obiettivo di un reinserimento professionale esterno. Per valutare l’evoluzione del progetto abbiamo definito due tempi di verifica; il primo dopo 3 mesi dalla firma del contratto, con un bilancio della situazione, il secondo, dopo un totale di 6 mesi, per valutare il passaggio ad un altro tipo di presa in carico con un contratto di allenamento al lavoro. Viene quindi stabilita una percentuale minima di presenza, pari ad un 50%, da raggiungere dopo i sei mesi in ambito protetto. In caso contrario si accompagnerà la persona, con il sostegno della rete significativa, ad una struttura adeguata alla richiesta del momento (ad. esempio un centro diurno). Da ultimo, per quanto riguarda l’aspetto più amministrativo-burocratico, abbiamo potenziato e rivisto tutto il manuale della qualità aggiungendo diverse modifiche nei flussi e nelle procedure. Inoltre sono stati rivisti diversi formulari e aggiornati. In concomitanza è stato elaborato un progetto descrittivo sul tipo di presa in carico e soprattutto sulle teorie di supporto utilizzate per gli interventi educativi del Centro: questo lavoro ha permesso una ridefinizione e un’ulteriore momento di confronto, scambio e crescita in équipe. Da questo anno è inoltre il servizio di consulenza che si occupa di dare l’informazione della nuova procedura della Fondazione Sirio relativa alle segnalazioni di reclamo, eventuali abusi o maltrattamenti. Viene infatti dedicato un colloquio specifico durante il quale, oltre all’aspetto preventivo, si vuole promuovere maggior consapevolezza rispetto ai propri diritti consegnando inoltre, diverso materiale informativo. 15 3.1.1.3 Numero delle segnalazioni con ente segnalante/ numero degli interventi/ aumento diminuzione dei numeri in rapporto al 2013 Il numero di utenti che hanno beneficiato del servizio di consulenza e di colloqui specifici di counselling durante l’anno 2014 sono stati 109 (di cui 67 nuove ammissioni). Nel 2013 erano invece 93, di cui 43 nuove ammissioni. Vi è stato dunque un notevole incremento di nuove ammissioni. La maggior parte delle persone hanno beneficiato di consulenza individuale, famigliare e di rete legata prevalentemente al sostegno del progetto di reinserimento socio-professionale presso il Centro. Qui di seguito vengono riportati i dati relativi alla tipologia delle prestazioni del Servizio di Consulenza e Progettazione effettuate in numero di ore: Ore di intervento terapeutico e riabilitativo a beneficiari AI Ore di consulenza e formazione a beneficiari AI e ai loro famigliari 2012 2013 2014 1842 1712 1862 401 158 200 2000 1800 1600 1400 1200 1000 individuale 800 famigliare 600 400 200 0 2012 2013 2014 Quello che emerge è che nel 2014 il numero di ore di consulenza è aumentato come pure, seppure il lavoro con la famiglia. La maggior parte delle segnalazioni sono state effettuate dai Servizi sociali cantonali (17); emerge inoltre che 12 persone si sono auto-segnalate in base ad informazioni ricevute da conoscenti. 16 18 16 14 12 10 8 6 4 2 0 Infine, delle 67 persone che hanno iniziato un percorso presso il Centro al Dragonato, 40 sono di sesso maschile, e l’età media risulta essere di 34 anni. 3.1.1.4 Partecipazione ad avvenimenti esterni/organizzazione di avvenimenti (convegni, seminari, giornate di formazione) Nel mese di gennaio 2014, un rappresentate del servizio di consulenza ha partecipato alla “Tavola rotonda sulla prevenzione della violenza sessuale”, organizzata dalla Fondazione svizzera per la salute sessuale e riproduttiva. Questo momento formativo ha rappresentato un utile complemento di informazioni, in relazione alla “Procedura di prevenzione contro l’abuso e il maltrattamento”, ridefinita e adottata durante l’anno. A fine aprile è stato organizzato, con la presenza del direttore, un incontro con la signora Serenella Maida, responsabile della formazione continua della SUPSI. Durante l’incontro abbiamo espresso la nostra disponibilità, in qualità di counsellor, di proporre delle supervisioni agli studenti durante la loro formazione per l’ottenimento del Bachelor in Lavoro sociale. La signora Maida ha accolto la nostra proposta di collaborazione, che verrà tenuta in considerazione nella riorganizzazione dell’offerta di supervisione presso la SUPSI, prevista per il 2015. A inizio ottobre vi è stata la partecipazione alla presentazione del Progetto di adattamento per le persone portatrici di handicap, del Percorso didattico di prevenzione degli abusi sessuali “Sono unico e prezioso!”. E’ stato un momento di condivisione e di collaborazione, utile per conoscere questo strumento di prevenzione, indirizzato inizialmente ai ragazzi di scuola elementare, e valutarne l’adeguatezza in relazione all’utenza che seguiamo. In giugno abbiamo ospitato durante una giornata una giornalista, interessata al nostro orientamento teorico e pratico, presentato poi in un suo articolo apparso sul settimanale Azione. Durante tutto l’anno il servizio si è inoltre spostato sul territorio al fine di illustrare e presentare l’offerta del Centro ad esempio creando contatti con la Clinica S. Croce, il SPS di Bellinzona e Lugano, il SMP Lugano, le scuole speciali e diverse ARP. 3.1.1.5 Formazione, Supervisione e introduzione al modello Dragonato Anche durante l’anno 2014 è stato offerto a tutti gli stagiaires SUPSI il primo mese di formazione interna, finalizzato all’introduzione alle teorie di riferimento declinate nell’intervento, in relazione alle specificità dei diversi contesti, e all’approfondimento delle abilità relazionali utilizzate dai diversi operatori del Dragonato. Il servizio di consulenza ha in seguito garantito la formazione e la supervisione agli stagiaires inseriti nei diversi ambiti. Anche ai nuovi dipendenti assunti è stata impartita una formazione mirata. Durante l’anno si è lavorato alla ridefinizione del progetto del Centro al Dragonato nel suo insieme, dando particolare attenzione alle teorie di riferimento, e rivedendo la procedura di presa in carico. 17 Questo lavoro è stato argomento di diversi momenti di confronto e di formazione interna all’équipe. In alcuni momenti puntuali, in relazione a situazioni d’impasse o di difficoltà, singoli membri di altre strutture della Fondazione hanno richiesto una supervisione ai consulenti sociali. 3.1.1.6 Utenza Nel 2014 è stata inoltre data la possibilità a due allievi della scuola speciale, di svolgere due settimane di stage in atelier, con l’obbiettivo di permettere loro di sperimentarsi in un ambito lavorativo al di fuori del contesto scolastico, e quindi di osservare le loro abilità lavorative e le modalità relazionali messe in atto. In entrambe le situazioni sono state coinvolte sia la rete che la famiglia, alle quali al termine dello stage è stato proposto un incontro di sintesi. Uno dei due ragazzi al termine dello stage è stato inserito in un progetto di presa a carico al Centro. Durante tutto l’arco dell’anno abbiamo favorito, quando possibile, il coinvolgimento in particolare della rete dei collaboratori, come pure quello della loro famiglia, mantenendo con loro un regolare scambio di informazioni, e proponendo degli incontri di condivisione e co-costruzione del progetto e di sintesi. Poco meno di un terzo delle persone che si sono rivolte al Centro al Dragonato non hanno una rendita AI, ma una domanda in corso. Questo ci ha permesso in diverse situazioni di lavorare in un’ottica di prevenzione, quindi di ri-attivare le risorse degli utenti e della loro rete, e di favorire così il loro reinserimento prima dell’assegnazione di una rendita. Questionario di Soddisfazione 2014 Anche durante l’anno 2014 il servizio di consulenza si è occupato di raccogliere il grado di soddisfazione dell’utenza inserita al Centro, attraverso la somministrazione di formulari anonimi che andavano ad indagare le seguenti domande: 1. A suo avviso come è stata l’accoglienza e la disponibilità nei suoi confronti da parte degli operatori del Centro al Dragonato? 2. Ritiene di aver ricevuto informazioni complete ed esaurienti in merito ai servizi offerti dal Centro al Dragonato? 3. Quanto è soddisfatto del suo percorso presso il Dragonato? 4. Ritiene che la sua richiesta iniziale sia stata accolta con tempestività dagli operatori del Centro al Dragonato? 5. Ritiene di aver potuto discutere in maniera approfondita la sua situazione personale con il consulente designato del Centro al Dragonato? 6. È soddisfatto della soluzione concordata rispetto alle sue esigenze iniziali? 7. È soddisfatto delle prestazioni del Centro al Dragonato in generale? 8. È soddisfatto delle prestazioni del servizio di consulenza? 9. È soddisfatto delle prestazioni della sede lavorativa? 18 Soddisfazione utenza 2014 12 11 9 6 6 4 3 9 9 7 5 3 4 4 2 1: ottimo 3 4 9 5 4 1 8 7 6 5 1 1 12 11 3 4 3 1 7 1 5 2: molto buono 3: buono 4: sufficiente 5: pessimo Su 24 formulari consegnati, 20 sono stati ritornati. Da questi emerge un risultato molto positivo. Segue infine un riassunto relativo a quanto commentato dall’utenza: Altri suggerimenti o osservazioni: Ø Trovare uno spazio per dei parcheggi dedicato ai collaboratori che sono automuniti e vorrebbero venire al lavoro in macchina. Cose apprezzate e che hanno aiutato maggiormente Ø Ø Ø Ø Ø Ø Ø Ø Ø La collaborazione tra tutte le parti coinvolte L’ambiente positivo sul posto di lavoro. La disponibilità dei datori di lavoro. L’andamento del progetto. L’ascolto da parte dei consulenti e dei datori di lavoro e l’aiuto che danno per affrontare un problema. Lasciare che la persona si sperimenti nell’ambito lavorativo in base alle conoscenze che ha. I colloqui. Rispetto della propria richiesta, dei propri tempi (percentuale lavorativa). Impegnare il tempo. Consigli verso il Centro al Dragonato Ø Ø Ø Ø Avere uno spazio di lavoro proprio e spazi adeguati per lasciare il proprio materiale e cambiarsi. Una mensa per i collaboratori. Un aumento di salario. Dei lavori di manutenzione per privati (tagliare l’erba…). 19 3.1.1.7 Problematiche aperte e prospettive per il futuro del servizio Altri progetti prevedono l'ampliamento dell'offerta di incontri di counselling (consulenza psicosociale), gestiti dai 2 counsellor (consulenti psico-sociali) con titolo riconosciuto a livello federale. Si vorrebbe infatti promuovere l’offerta di colloqui di counselling, individuali o di gruppo, sia ai professionisti del settore, sia ai famigliari di utenti a beneficio di prestazioni AI. Si sta inoltre valutando la possibilità di offrire il servizio di counselling agli operatori delle altre strutture della Fondazione Sirio. Durante il 2015 si continuerà il lavoro di presentazione del Centro presso le strutture e gli enti collocanti presenti sul territorio. L’obiettivo, oltre alla presentazione dei servizi, è quello di indagare quali sono gli attuali bisogni dell’utenza con disagio psichico, al fine di poter eventualmente modificare le modalità di presa in carico. Nel 2014 non abbiamo più ricevuto la richiesta dalla polizia per la giornata di sensibilizzazione agli aspiranti poliziotti. Vi è quindi l’intenzione di riprendere contatto per dare la nostra disponibilità nel riproporre tale spazio formativo. 3.1.2 Atelier di lavoro – laboratori protetti Attualmente i quattro laboratori protetti del Centro al Dragonato, che offrono 26 posti, sono concepiti come una sorta di “palestra lavorativo-relazionale”. La persona al suo interno ha la possibilità di confrontarsi con le regole, i ruoli, i ritmi e le relazioni presenti in un qualsiasi posto di lavoro. Viene auspicato un minimo di impiego lavorativo del 50%, da raggiungere entro i sei mesi dall’ammissione; con l’esperienza abbiamo però osservato che ciò non è sempre realizzabile. A questo proposito abbiamo creato dei contratti specifici che tengono conto di questo aspetto. Sebbene ogni settore svolga attività pratiche specifiche, come pure miri ad obiettivi generali diversi, tutti i laboratori protetti hanno caratteristiche comuni (definizione di obiettivi specifici, modalità comunicative e di presa in carico, aspetti contrattuali,…). 3.1.2.1 3.1.2.1.1 Take Away Andamento e descrizione generale dell’attività: L’atelier Take Away ha continuato il servizio di preparazione pasti per i clienti esterni mantenendo qualità e attenzione per i cibi sani. Durante tutto l’anno abbiamo fornito dei pasti per adulti, ragazzi e bambini all’interno di asili, gruppi di formazione, colonie e altre attività come “party”, buffet e catering. L’anno è stato caratterizzato dall’assenza del responsabile di atelier, dovuta a malattia, quindi sostituito per 5 mesi da un’educatrice e una cuoca. I nostri clienti hanno risposto al servizio con una continuità nelle loro richieste, infatti, hanno confermato la collaborazione lavorativa per l’anno a venire. Il nostro intento è che i prodotti offerti possano rispondere alla necessità di ogni gruppo con le sue caratteristiche, assicurando, per di più, una consegna a domicilio in tempi reali in modo da preservare un rapporto di fiducia duraturo. Per quanto riguarda il servizio agli asili nido Gatta ci Cova, Castello dei bimbi e Scuola Steiner possiamo dire che il numero dei menu sono rimasti nella media aspettata, con un sensibile calo rispetto all’anno precedente dovuto al numero di bambini presenti in alcuni asili. Tale calo è stato recuperato con la prestazione di servizi ad altri asili: Polo Sud, Polo Nord e Mondo Bimbi, i quali hanno fatto richiesta durante il periodo di vacanza e di colonie estive. Per il gruppo Helsana che richiede i nostri menu nelle giornate di formazione, possiamo rilevare una continuità nel servizio con una leggera diminuzione dei menù, questo è dovuto dal fatto che Helsana, tramite 20 il suo personale interno ha cominciato a preparare in loco pasti quale la pizza e la pasta. Di conseguenza, queste pietanze non vengono più richieste al nostro servizio. Oltre alla costante fornitura di pasti per le mense degli asili nido e l’Helsana, l’atelier Take Away, tenendo conto delle sue limitazioni di spazio e di apparecchiature, ha saputo gestire diverse richieste da gruppi e persone che conoscono il nostro servizio di catering, offrendo svariate proposte per la realizzazione di aperitivi, “party” e/o buffet. Vediamo con soddisfazione, come lo rivela la tabella seguente, che sono aumentati i numeri di servizi catering prestati durante il 2014. Clienti Centro di formazione Helsana Asili Steiner Clienti diversi Totale Apero Party Buffet 8 8 4 4 5 5 Menu 1427 5821 1857 1502 10607 Catering 16 16 Durante il 2014 si osserva che il Take Away ha aumentato il numero di servizi catering prestati. 3.1.2.1.2 Novità e migliorie Quest’anno abbiamo conseguito il marchio “Fourchette Verte” per un’alimentazione equilibrata. Questo marchio ci è stato riconosciuto per gli asili nido: Gatta e Castello dei bimbi. L’atelier ha dato inoltre la possibilità a 2 giovani di svolgere lo stage pre-formativo SUPSI attraverso l’accompagnamento dei progetti lavorativi creati con gli utenti presenti in atelier. 3.1.2.1.3 Utenza Nell’atelier Take Away ci sono state 18 persone che hanno elaborato un progetto lavorativo di reinserimento socioprofessionale; 9 di loro hanno intrapreso per la prima volta un percorso lavorativo al Centro, mentre le altre provenivano da un’esperienza presso un altro atelier del Dragonato o ritornavano dopo ricoveri o altre esperienze. Una persona ha fatto un percorso di stage di 3 settimane per la scuola speciale, altre 2 si sono spostate a fare un’esperienza interna nei servizi di Bar e lavanderia del Centro. Tutti hanno mantenuto una percentuale lavorativa tra il 40% e il 100%. Stage esterni: Utente A.C. B.B. D.K. S.G. Ditta di stage Sala Ferramenta Ristorante Emerenzia Gastro SoS Ristorante Montebello Osteria Rusca Osteria del Porto Fondazione Casa Anziani Ristorante Montebello Data di inizio 01.01.2014 14.04.2014 12.05.2014 12.05.2014 20.04.2014 05.08.2014 01.10.2014 30.09.2014 Data di fine 22.02.2014 09.05.2014 30.05.2014 31.07.2014 23.05.2014 05.09.2014 31.10.2014 10.10.2014 Inserimenti lavorativi esterni: Utente B.B. Ditta Casa anziani Data di inizio settembre 2014 21 3.1.2.2 Osteria Zanzibar 3.1.2.2.1 Andamento e descrizione generale dell’attività: La cucina prepara ogni giorno un menù vegetariano e uno tradizionale a base di carne o di pesce. Si lavora con prodotti freschi. Vengono preparati succhi e centrifugati a base di frutta e verdura di stagione. Inoltre, quotidianamente, offriamo gratuitamente ai nostri clienti un infuso di erbe, radici o fiori, dando delle informazioni sulle sue proprietà. I clienti sono per la maggior parte impiegati ed insegnanti e la fascia di età rappresentativa è quella tra i 25 e i 50 anni. Una delle scelte attuate è stata quella di curare in modo particolare la qualità della cucina, introducendo piatti vegetariani di qualità e rispettando sempre la stagionalità e la ciclicità dei cibi, in modo particolare per quel che riguarda le verdure, la frutta e i cereali. Abbiamo il riconoscimento del marchio “Fourchette Verte”, dunque, non vengono preparati piatti a base di fritti. Concretamente, sono utilizzati solo grassi vegetali; l’olio d’oliva extra vergine viene usato solo a crudo e i menù sono studiati bilanciando le componenti di carboidrati, grassi, proteine e fibre, offrendo pasti sani ed equilibrati, nel rispetto dell’ambiente. Cerchiamo di acquistare sempre prodotti locali e freschi, rispettosi dell’ambiente. Il budget limitato di cui disponiamo limita ancora l’ampiamento dell’acquisto di frutta e verdura biologiche. Continua la collaborazione con la ditta Soyana, la quale ci riconosce una commissione di vendita per un preciso prodotto. In questi anni il costo pranzo per i clienti non ha subito rincari nonostante l’aumento dei prezzi dei prodotti sul mercato. Continuiamo a richiedere la prenotazione ai nostri clienti e a motivarli verso questa scelta responsabile. 3.1.2.2.2 Novità e migliorie: Sono stati sostituiti i 2 forni combinati per la somma di CHF 11'800.-- e un frullatore a immersione. Ci è stata inoltre donata una centrifuga professionale da parte di un cliente anonimo dell’osteria. 3.1.2.2.3 Utenza: Per quanto riguarda i collaboratori, durante il 2014 si è evidenziato un netto calo delle richieste di inserimento in cucina. Questo aspetto e ricollegabile al fatto che, in base alle segnalazioni ricevute dal servizio di consulenza, l’utenza chiedeva uno spazio di lavoro “protetto e tranquillo” dove poter lavorare: la cucina essendo infatti strutturata come open-space non risultava essere il luogo ideale dove venire accolti. Diversi utenti hanno inoltre chiesto il trasferimento in altri atelier di lavoro. 3.1.2.2.4 Integrazione esterna Non ci sono stati né stages esterni né integrazioni esterne e questo a causa della scarsa occupazione e/o discontinuità della presenza di collaboratori. 22 3.1.2.3 Atelier di Serigrafia e lavori esterni 3.1.2.3.1 Attività: La serigrafia negli ultimi anni é risultata sempre meno produttiva rispetto al passato. Questo è dipeso dall’attrezzatura a nostra disposizione (non più adeguata) e dalla concorrenza locale. Per questo motivo durante il 2014 è iniziato un nuovo progetto per rispondere meglio ai bisogni della nostra utenza e della clientela. Le attività sono soprattutto quelle di giardinaggio e di manutenzione. La maggioranza delle richieste che riceviamo arrivano dalla Fondazione stessa: in particolare la manutenzione degli stabili del Centro al Dragonato con la sua rispettiva cura del giardino e lavori di falegnameria (per esempio: lisciare, tagliare ed imbiancare i bancali in legno per il nuovo atelier d’artigianato creativo). Grazie al riconoscimento dei nostri lavori, veniamo contattati sempre di più da clienti esterni che ci chiedono soprattutto lavori di tinteggiatura, giardinaggio e traslochi. 3.1.2.3.2 Novità e migliorie E’ stata avviata una nuova attività, che riguarda la preparazione di sedie decorate con fumetti con la tecnica del decoupage, come pure la creazione di porta tabacco. Questa attività, oltre ad essere creativa, permette di vendere prodotti originali e unici. Ogni utente contribuisce alla creazione di tali opere. A questo proposito diversi negozi del Bellinzonese hanno iniziato una collaborazione con il Dragonato, mettendo a disposizione la propria vetrina per l’esposizione. Durante il 2015 si intente inoltre proseguire nei lavori di miglioria dell’atelier e rispetto all’acquisizione di nuovi clienti per lavori esterni e di restauro mobili. Nel corso dell’anno abbiamo infine separato in maniera ben distinta i luoghi delle consegne e i rispettivi compiti tra i due atelier (Atelier d’artigianato creativo e Atelier di manutenzione e lavori esterni) mantenendo comunque una stretta collaborazione. 3.1.2.3.3 Utenza Ci confrontiamo nuovamente con il fatto che riceviamo svariate richieste di inserimento con una percentuale lavorativa inferiore al metà tempo. Questo aspetto, crea un carico amministrativo ed educativo (colloqui, contratti, interventi, documentazione,...) molto importante, come pure crea difficoltà nel raggiungere la percentuale di occupazione totale, nonostante il numero di persone sia nettamente superiore al numero di posti a disposizione. Stage esterni: Utente G.S. D.T. Ditta Sala Ferramenta Fidecont SA Data di inizio 09.12.2014 02.06.2014 Data di fine 19.12.2014 22.08.2014 Inserimenti esterni Utente B.D. D.T. Ditta USTRA Fidecont SA Data di inizio settembre 2014 settembre 2014 23 3.1.2.4 Atelier lavori di serie e artigianato creativo 3.1.2.4.1 Andamento e descrizione generale dell’attività L’Atelier, per quanto riguarda i Lavori di Serie, offre prestazioni e servizi sia ad Enti pubblici sia a privati. Vengono confezionati libretti, mappette, vengono svolti lavori di cartonaggio, etichettaggio e di spedizione in genere. Grazie ad Enti esterni ed alla struttura del Centro al Dragonato, durante l’anno 2014, è stato possibile svolgere i seguenti lavori: - Compiti relativi all’etichettaggio e al piegamento di materiale per conto del Panificio Jowa e della tipografia Pedrazzini; - Lavori di assemblaggio da parte della tipografia Lepori e Storni di Lugano; - Lavori di imbustamento per i comuni di Sementina e Monte Carasso; - Stampa e composizione block notes e buste intestate Ditta DNS Agno; - Volantinaggio per il Teatro del Gatto di Ascona ed il Jazz Club di Ascona; - Lavori interni forniti dal Centro al Dragonato. Molti dei lavori svolti nell’atelier “Lavori di Serie”, vengono commissionati dalla struttura stessa. In particolare, i collaboratori si occupano di riciclare del materiale per creare post-it, block notes, scatolette, mappette e separazioni per i classificatori; - Stampe, piegature di fascicoli ed imbustamenti per l’attività Why Not; - Modifica, stampa, ritaglio biglietti da visita. Rilegature di fascicoli per gli altri atelier del Centro al Dragonato; - Creazione e stampa di cartelli informativi da esporre nei vari spazi del Centro al Dragonato dopo la ristrutturazione degli stessi (cambio piani uffici,…). Per adattare l’offerta dell’atelier alle nuove richieste dettate da cambiamenti strutturali ed organizzativi, Lavori di serie ha iniziato ad occuparsi anche di artigianato creativo. Questo ha permesso di variare ed ampliare l’offerta di attività e lavori per i collaboratori ed al contempo di proporre una serie di nuovi servizi rivolti sia all’esterno sia all’interno della struttura Centro al Dragonato. Nello specifico durante il 2014 si sono svolte le seguenti attività creative: - Creazione di etichette munite di nuovo Logo della Fondazione Sirio; - Composizione e decorazione gadget natalizi per i clienti del Centro al Dragonato e della Fondazione Sirio; - Creazione di biglietti per le festività sia da vendere a privati sia per la struttura stessa; - Riprogettazione e creazione (in collaborazione con l’Atelier di Manutenzione e Lavori Esterni) del locale “Atelier Artigianato Creativo” nello spazio precedentemente adibito a “Time Out”: riciclaggio bancali in legno, creazione mobili (costruzione e pittura),… - Creazione di oggetti e/o decorazioni su oggetti e mobili (porta tabacco, sedie, tavoli, comodini,…) con la tecnica dello stencil con fumetti. Anche questa attività si è svolta in collaborazione con l’Atelier di Manutenzione e Lavori Esterni. - Creazione decorazioni per lo spazio Zanzibar. 24 3.1.2.4.2 Novità e migliorie Durante l’anno 2014 è stata assunta una nuova operatrice di riferimento dell’atelier. A partire da settembre del 2014 gli spazi e le attività dei due atelier (Lavori di Serie e Serigrafia che condividono la stessa struttura) sono stati ristrutturati e riorganizzati. L’obiettivo è stato quello di suddividere in modo più strutturato, chiaro e funzionale ogni locale degli ateliers, questo ha permesso di diversificare le attività e di rendere ogni spazio specifico, come anche di suddividere i gruppi di lavoro in diverse zone di attività. L’intento è quello di rendere il posto di lavoro un luogo funzionale non solo al benessere dei collaboratori ma anche allo svolgimento di diversi tipi di attività lavorative, questo per poter rispondere alle richieste che si fanno sempre più diversificate ed articolate. 3.1.2.4.3 Utenza Nell’ atelier Lavori di Serie ed Artigianato Creativo, sono impiegati collaboratori con difficoltà di tipo psichico e/o fisico, per cui è funzionale dedicarsi ad attività di manualità fine, attività ripetitive e poco diversificate, ad attività che non richiedono un particolare impegno fisico. All’interno di questo atelier si vuole privilegiare l’aspetto di allenamento relazionale ma al contempo anche aspetti come la strutturazione del lavoro, il senso di responsabilità, l’attitudine all’ordine ed al rispetto dell’esecuzione. Molti collaboratori operano con una percentuale ridotta, pertanto è necessario avere un maggior numero di presenze per raggiungere il livello di occupazione richiesto. Come anticipato, dai prossimi mesi, ogni collaboratore avrà 6 mesi per raggiungere l’obiettivo di un 50% d’impiego all’interno dell’atelier. All’interno dell’atelier sono inserite anche persone che non hanno l’obiettivo di un reinserimento professionale esterno, ma che sono impiegate presso il Centro da diversi anni e ciò permette loro di avere un ruolo socialmente attivo. Durante il 2014 queste figure professionali sono state particolarmente responsabilizzate nel loro ruolo di operai, proprio perché non avendo l’obiettivo di reinserirsi professionalmente e lavorando da lungo termine presso il Centro al Dragonato, sono diventate come dei punti di riferimento per gli altri collaboratori che rimangono presso il Centro per meno tempo. Gli operai sono quindi una risorsa sia per quanto riguarda lo svolgimento delle attività lavorative, sia per quanto riguarda l’ambiente relazionale all’interno della struttura. Durante il 2014, le attività di Artigianato Creativo hanno dato l’opportunità a collaboratori con particolari difficoltà nello svolgimento di attività di manualità fine o di precisione, di potersi sperimentare a lavori legati a richieste di clienti esterni (quindi gratificanti ed in ogni caso responsabilizzanti) in modo il più possibile autonomo e con la possibilità di partecipare con creatività ed inventiva a diversi progetti e gruppi di lavoro. Questa nuova modalità di lavoro sarà da ampliare e valutare anche durante il prossimo anno. Inserimenti esterni Utente G.L. 3.1.2.5 Ditta Manor SA Data di inizio settembre 2014 Commento dei dati sopra esposti Durante il 2014 sono stati offerti complessivamente 10 stage e si sono concretizzati 4 inserimenti nel libero mercato del lavoro di persone beneficiarie di rendita AI. Nella seguente tabella vengono indicati tutti gli utenti che sono stati ammessi in ogni atelier di lavoro. Questo dato prende in considerazione anche gli utenti che hanno in seguito cambiato atelier. 25 Laboratorio 2013 2014 Zanzibar 18 24 Take Away 18 19 Lavori di serie – artigianato c. 21 36 Serigrafia / manutenzione 18 25 Totale 75 104 Quello che emerge va a confermare l’aumento del lavoro educativo e amministrativo svolto nei 4 atelier e nel servizio di consulenza, nonostante l’occupazione non soddisfi i parametri stabiliti. Va inoltre sottolineato che il 2014, sia a livello organizzativo, sia a livello di gestione delle situazioni segnalate è stato intenso e impegnativo. Come accennato in precedenza vi è stata inoltre una lunga assenza del responsabile del Take Away, come pure il cambiamento di un altro educatore. 3.1.2.6 Problematiche aperte e prospettive per il futuro In questo anno come si è potuto osservare in tutti risultati, in generale, una problematica da sempre aperta, è la sottoccupazione a livello di percentuale nei laboratori. Il numero delle ammissioni delle persone inserite è rappresentativo ma non copre la percentuale effettiva di occupazione, in quanto questa è determinata dal numero di ore e non in base alla persona. Il problema è che dal tipo di accoglienza e di richiesta dell’utenza, sempre più persone necessitano un lavoro a percentuali ridotte come ad esempio il 20%; di conseguenza possono esserci dei momenti dove vi é un importante numero di persone ma questo non completa la percentuale di occupazione. Tale possibilità è molto apprezzata dagli enti segnalanti, ma dovrà essere rivalutata durante il 2015, in quanto le incombenze e i compiti amministrativi che ogni operatore deve svolgere aumentano sempre di più e sono ovviamente proporzionate al numero di utenti presi in carico. Un’altra problematica aperta si collega alla possibilità di ammettere persone a titolo preventivo, come segnalato nelle pagine precedenti. Abbiamo infatti potuto ammettere due persone durante il 2014: la prima è riuscita ad inserirsi professionalmente l’altra sta terminando il percorso. A seguito di altre tre richieste di autorizzazione, sempre a titolo preventivo, l’Ufficio degli Invalidi, ci ha chiesto d’interessarci presso il segnalante dell’intenzione di effettuare una domanda presso l’assicurazione invalidità. I segnalanti sono tutt’ora in dubbio se rivolgersi ad un altro ente, poiché vorrebbero evitare l’eventualità che i giovani si appoggino all’AI senza aver prima potuto ricevere una valutazione pratica. Resta infine il capitolo relativo agli spazi e all’organizzazione della attività del Centro al Dragonato, che a causa del trasloco e della ristrutturazione amministrativa, risultano non essere ancora perfettamente funzionali. Durante il 2015 continueremo ad offrire una presa in carico dell’utente, sia da parte della consulenza, sia in atelier, seguendo i principi della suddivisione degli ambiti e quindi quelli del Centro. Questa modalità infatti risponde alle teorie di riferimento che abbiamo scelto, e permette di svolgere un lavoro di qualità, considerando la persona nella sua globalità, unicità e complessità. 26 3.2 3.2.1 BAR CENTRO SOCIALE Andamento e descrizione generale dell’attività Il Bar Centro Sociale resta un importante punto di riferimento all’interno del Quartiere di Casvegno sia per la popolazione residente che per quella esterna, svolgendo una funzione di relazione sociale e offrendo spazi di incontro per utenti e personale o per i visitatori esterni. Il Bar è aperto tutti i giorni dalle 8.30 alle 18.30, ad eccezione dei fine settimana e festivi, in quei giorni dal mese di luglio di questo anno la parte del Bar resta chiusa e rimane aperto il negozio dalle 10 alle 18. Attualmente il Bar occupa 11 posti di lavoro a tempo pieno, ma per arrivare a coprire questa percentuale di lavoro ed il montante ore previsto devono essere occupati più di 30 utenti, perché molti lavorano con una percentuale ridotta. Questo comporta un carico di lavoro eccessivo per riuscire a sviluppare e seguire più progetti educativi. Il piano di lavoro è stabilito settimanalmente da una griglia oraria dove sono indicati gli orari ed il compito assegnato. Di regola, durante il periodo di prova, l’utente inizia ad occuparsi dei tavoli (sbarazzo e pulizia), in seguito, dopo una reciproca conoscenza ed osservazione e a dipendenza della capacità ed obiettivi stabiliti, se c’è la disponibilità l’utente potrà confrontarsi con altri settori (bancone, caffetteria, cassa, negozio, …). In questi anni ci siamo chiesti se introdurre come nuovo compito il servizio ai tavoli, ma visto il contesto in cui si trova inserito il laboratorio, per evitare conflitti, si è deciso di limitare la gestione dei soldi agli utenti. L’ambiente in cui è inserito il bar porta gli operatori a non occuparsi solo degli utenti inseriti nel laboratorio, ma anche della clientela che si trova degente in clinica, con tutte le sue difficoltà e problematiche. 3.2.2 Novità e migliorie L’anno 2014 è stato un anno di cambiamento. Da giugno 2014 è stata ridotta di un 50% una percentuale di lavoro di un operatore. Questo ha portato a rivalutare la presa in carico degli utenti e l’orario di apertura del laboratorio. È stato installato un cancello che divide il bar dal negozio, in modo che durante il fine settimana ed i giorni festivi, si potesse offrire comunque un servizio alla clinica, ma con uno spazio e orario più ridotto, in modo di avere un solo operatore in servizio ed avere più presenza di operatori durante l’apertura settimanale, momento in cui sono presenti più utenti e clienti. È stata considerata la scelta di mantenere aperto solo il negozio, perché durante il fine settimana è lo spazio che lavora di più (vendita sigarette, gelati, …), ma cercando di offrire lo stesso un servizio di caffetteria (macchina a cialde) e di bibite in bottiglia. Diversi clienti si sono lamentanti per questo cambiamento. Questa situazione ci ha permesso di creare un foglio reclami, in modo che le lamentele non restassero solo orali, ma che ci fosse una traccia scritta e di valutare la portata del disagio che si è venuto a creare. Questa novità ha spaventato anche molti utenti inseriti nel laboratorio, che hanno pensato di perdere il loro posto di lavoro sentendosi smarriti nel pensare di non avere più un’attività lavorativa al bar. Per questo è stata fatta una riunione, con tutti gli utenti e con presenza del Direttore della Fondazione Sirio, per rassicurare gli utenti sul futuro del Bar Centro Sociale, occasione che ha permesso di porre domande sui motivi che hanno spinto il cambiamento. In quell’occasione, grazie anche alla presenza del Direttore, è stata ribadita l’importanza di partecipare a queste riunioni, definendo un piano di incontri mensili. Nel corso di questo anno si sono anche regolamentare e ridefinite le riunioni tra gli operatori, per lo scambio di informazioni con la presenza della coordinatrice, in modo da rendere partecipe tutta l’équipe della presa in carico dell’utente. Queste riunioni formali sono svolte mensilmente con la presenza, quando richiesta dalle tematiche, del Direttore della Fondazione, per tutti questi incontri si è scritto i verbali conservati in ufficio e a disposizione degli operatori. Come nuovo strumento di lavoro è stato introdotto un diario accessibile a tutti gli operatori, nel quale sono annotati passaggi di informazioni riguardo gli utenti. Si è messa in discussione la qualità dei piani di sviluppo dell’utenza, si è progettato un nuovo dossier per ogni utente, con una nuova modulistica completa e condivisa. 27 3.2.3 Numero delle segnalazioni e utenza Nel corso del 2014 hanno lavorato al Bar Centro Sociale 42 utenti (22 uomini e 20 donne). Ci sono state 18 nuove ammissioni di cui: · · · · 11 segnalati dalla Clinica Psichiatrica Cantonale (CPC) 5 segnalati dal Servizio Psico Sociale di Mendrisio (SPS) 1 segnalata dal CARL, Mendrisio 1 segnalata dall’antenna Icaro di Bellinzona Ci sono state 17 dimissioni delle quali: · 4 CARL - · 3 decessi 1 è stato sospeso per il suo comportamento, non accettava le regole che il luogo di lavoro impone e dopo diverse sospensioni in comune accordo si è deciso di interrompere l’impiego perché non aderiva ad alcun progetto in ambito lavorativo 7 CPC - · 4 sono coincise con la dimissione dalla Clinica e il conseguente ritorno al proprio domicilio 2 era previsto un continuo dell’impiego dopo la dimissione, ma non si sono presentati più al lavoro, perché non condividevano un progetto di tipo lavorativo. 1 dopo la dimissione dalla CPC ha continuato a lavorare per un breve periodo, ma aveva difficoltà nel gestire il tempo di lavoro con il tempo da dedicare alla propria famiglia, in accordo con il medico si è deciso di sospendere l’impiego 5 SPS - · 1 dopo un percorso di un anno all’interno del laboratorio protetto ha iniziato a riacquistare fiducia nelle proprie capacità, assumendo gradualmente maggiori responsabilità ha ripreso una nuova attività in ambito non protetto, e si è reinserito nel mondo del lavoro - 1 ha cambiato laboratorio protetto perché voleva uscire dal contesto ospedaliero - 1 durante la sua permanenza nel laboratorio ha iniziato un provvedimento AI (Progetto Giovani CARL) ed ha iniziato uno stage alla Manor di Balerna e da tale momento è stata seguita dagli operatori del CARL - 2 hanno deciso di interrompere l’impiego perché al momento non volevano avere nessun tipo d’impiego lavorativo 1 Antenna Icaro - 3.2.4 3.2.5 Ha deciso di sospendere l’impiego perché risultava troppo impegnativo il tragitto tra casa e lavoro, si era proposto di ridurre i giorni di lavoro, e dopo aver accettato non si è più presentato. Dopo un colloquio con l’operatore dell’Antenna e l’utente si è deciso di sospendere l’impiego perché al momento poco motivato nell’affrontare degli obiettivi lavorativi Stage esterni Inserimenti lavorativi esterni Nessuno Nessuno 28 3.2.6 Commento dei dati sopra esposti Anche durante questo anno non siamo riusciti ad avere un’occupazione del 100%, ma rispetto allo scorso anno che era del 59% siamo arrivati al 88.91%. Se da una parte, rispetto al passato, c’è molta meno richiesta d’inserimento da parte della CPC, dall’altra gli utenti che iniziano l’impiego restano più a lungo, e questo permette di poter creare un progetto educativo mirato e condiviso, con il dovuto tempo necessario per la conoscenza dell’utente. La stabilità concede al gruppo di lavoro di collaborare e di partecipare attivamente alle attività del bar; questa unione si è potuta notare dalla maggiore partecipazione alle riunioni, ai momenti informali che si svolgono fuori dal tempo di lavoro e alla richiesta di poter organizzare uscite nel tempo libero (occasione per la quale è stato invitato Giuseppe Mosca, coordinatore di Why Not?). Durante questo anno siamo riusciti ad organizzare fuori dall’orario di lavoro 3 cene, di cui una svolta all’interno del Bar Centro Sociale con polenta e funghi, un’uscita pizza, e la cena di Natale. Momenti importanti per i quali c’è sempre stato un riscontro positivo, sia in termini di partecipazione sia di soddisfazione. La richiesta di momenti d’incontro fuori dal lavoro è stata molto alta purtroppo non è stato possibile rispondere a tutte le richieste, non avendo un fondo finanziario per il tempo libero. Le cene che abbiamo organizzato sono state finanziate in parte dalla mance e in parte da un contributo personale di utenti ed operatori. Gli operatori metteno anche a disposizione il proprio tempo libero. Per gli utenti è gratificante avere un’occupazione di tipo lavorativo. Da un lato la retribuzione settimanale e dall’altra avere un’attività che permetta di scandire i ritmi della giornata, assumersi delle responsabilità che aiutano ad avere un’identità ed un ruolo nel lavoro. 3.2.7 Problematiche aperte e prospettive per il futuro Uno degli obiettivi per il 2015 è l’aggiornamento di tutti i dossier degli utenti con la nuova modulistica: valutando l’efficacia dei nuovi contratti, le schede di ammissione e gli altri nuovi strumenti di lavoro costruiti con l’intento di evidenziare gli interventi educativi effettuati e migliorare il lavoro svolto dall’équipe. Altro obiettivo è raggiungere la massima occupazione, tra le difficoltà riscontrate per questo obiettivo segnaliamo: l’alto numero di utenti che bisogna assumere per ogni tempo pieno questo comporta un carico di lavoro maggiore sdia nella gestione sul piano lavorativo sia rispetto ai progetti educativi da sviluppare; riuscire a far conoscere maggiormente il lavoro che svolgiamo e le opportunità che offriamo, per fare questo si sta creando un volantino da poter distribuire nei reparti della CPC e all’esterno ai vari servizi in modo che i medici e/o i responsabili siano informati sulle procedure di ammissione per lavorare al Bar Centro Sociale, preso atto che spesso il Bar sia identificato come un laboratorio del CARL. Ci preme sottolineare e ricordare il contesto in cui il laboratorio è inserito, da cui ne deriva che gli operatori non devono solo occuparsi degli utenti del laboratorio, ma anche dei pazienti ricoverati che frequentano gli spazi del bar come clienti. Attualmente una questione ancora aperta (per la quale è stata anche organizzata un’assemblea generale dei pazienti del OSC) è l’apertura totale del bar durante il fine settimana e nei giorni festivi. Durante l’assemblea e come si è potuto notare dai fogli di reclamo che ci sono stati consegnati, c’è l’esigenza all’interno di Casvegno di avere un luogo di incontro aperto durante i fine settimana. Questa funzione storicamente l’ha sempre svolta in bar, ma da quest’anno con la riduzione della percentuale di lavoro del personale, non è più possibile. La direzione dell’OSC in collaborazione con la Direzione della Fondazione Sirio, valuterà le possibili strategie da poter mettere in atto. 29 4 STRUTTURE ABITATIVE 4.1 CASA MISTRAL 4.1.1 Andamento e descrizione generale dell’attività Casa Mistral è una struttura aperta a novembre 2013 con 6 posti letto. Accoglie persone con una problematica clinica e sociale complessa. Offre la reale possibilità di vita stabile sul territorio del Comune di Balerna e si inserisce nella prospettiva di creare una rete di strutture intermedie differenziate ma integrate. Lo scopo è di occuparsi di persone definite “casi complessi”, sia per l’aspetto psicopatologico importante, sia per la fragilità della rete sociale e relazionale; dunque persone fragili legate alla clinica psichiatrica e ancora in cerca di risposte. In questo primo anno di attività del foyer abbiamo utilizzato strategie e approcci rivolti ai bisogni primari, tenendo conto nella presa a carico delle situazioni individuali complesse e difficili. Abbiamo creato un progetto denominato “Casa Mistral” che è il prodotto di riflessioni, confronti, sperimentazioni di vissuti attraverso strumenti di valutazione punto focale nella realizzazione di tale progetto: formazione degli operatori, supervisione degli stessi e desiderio di mettersi in gioco. La fase di inizio è stata caratterizzata dalla conoscenza reciproca e dalla creazione del rapporto di fiducia con gli utenti attraverso l’accoglienza, la reale presa a carico della persona e del suo entourage affettivo, la relazione terapeutica, l’elaborazione e verifica del progetto individualizzato, la reale condivisione con ciascun utente al fine di collocarlo nel ruolo centrale rispetto al proprio progetto. Trasversalmente abbiamo conosciuto il territorio per comprendere le possibilità di creare una reale rete socio/relazionale. Ci sono stati diversi passaggi a partire dalla conoscenza del vicinato, degli esercizi pubblici presenti, fino ad arrivare al Comune di Balerna. Con il Comune abbiamo avviato una collaborazione per la pulizia e manutenzione di un’area verde. Percorrendo le vie con gli utenti, abbiamo individuato aree adibite ad orto, abbiamo preso contatti con un privato che ci ha dato la possibilità di coltivare un piccolo appezzamento di terreno a scopo familiare. Parecchie conoscenze sono avvenute svolgendo attività individuali e di gruppo con l’utenza, ossia: cene nei ristoranti, visite a sagre e mercatini del Mendrisiotto, visite a zone e paesi del luganese e Bellinzonese. Un’attenzione particolare è stata data alla mappatura delle fondazioni e dei laboratori con l’obiettivo di potere integrare “l’asse lavoro” nei progetti degli utenti. In realtà 3 utenti lavorano regolarmente e con buona soddisfazione presso i laboratori del CARL a Mendrisio. 1 utente svolge saltuariamente un’attività di pulizia del giardino del palazzo di un privato. Ci siamo occupati di piccoli lavori di manutenzione: pittura, restauro, taglio erba, sempre per privati del comune di Balerna. Da un punto di vista socio-culturale abbiamo constatato che il Comune di Balerna e i Comuni limitrofi sono un buon terreno per sviluppare le potenzialità e le risorse degli utenti. Un elemento significativo è “il saluto” che viene rivolto a operatori e utenti e la spontaneità nell’approccio umano tipico dei cittadini. Il lavoro per la nostra utenza è molto importante, in quanto permette lo sviluppo o il “risveglio” di capacità pre esistenti, ma che non erano piu allenate. Le attività, qualunque ambito riguardino sono un “buon trampolino” per l’instaurarsi di relazioni sociali e il rinforzo dell’autonomia degli utenti. Solo un lavoro di tipo progettuale e individualizzato unito a molteplici tentativi di attivazione delle risorse puo’ portare verso il “vero” riconoscimento sociale. Tra gli indicatori da noi scelti per la valutazione risuona in modo importante la soddisfazione dell’utenza. I “nostri” utenti definiti casi complessi, che non avevano piu’ un riconoscimento sociale, con alle spalle diversi fallimenti, famigliari, lavorativi e ricoveri ripetuti in clinica psichiatrica riconoscono il foyer come la loro CASA. E’ dunque a partire “dall’asse casa” che, insieme all’équipe si adoperano per ricostruire “l’asse vita futura”. Un dato indicativo e di soddisfazione è legato al numero dei ricoveri e alla motivazione che li ha determinati e di seguito riportiamo la tabella Utenti N. ricoveri 1 1 1 2 3 3 Giornate di degenza 55 68 94 Motivo Rivalutazione terapia farmacologica Cambio progetto e uscita dal Foyer Uscita dal foyer per incompatibilità al progetto 30 4.1.2 Novità e migliorie Dopo circa 5 mesi dall’apertura del foyer, abbiamo ritenuto utile prendere in considerazione la possibilità di un appartamento nelle vicinanze del foyer. In realtà le camere del foyer sono 5 e il sesto utente avrebbe dovuto condividere la camera con un altro. Per evitare disagi potenzialmente calcolati, a maggio 2014 la Fondazione Sirio ci ha messo a disposizione un altro appartamento con 2 posti letto. Da ottobre 2014 ospitiamo il 6 utente con una presa a carico differenziata. La giovane utente potrà sperimentare la gestione del quotidiano in semi autonomia, sempre accompagnata dagli operatori. Il secondo posto letto nell’appartamento, è pensato per accogliere una tipologia di utenza che ha già sviluppato un processo di autonomia, ma che necessita di un ulteriore accompagnamento temporaneo. Attualmente non vediamo la possibilità per gli utenti di Casa Mistral di passare a un grado maggiore di indipendenza, ma sarà il progetto del 2015/2016 Le migliorie a nostro avviso sono rivolte al consolidamento di cio’ che esiste e nello specifico allo sviluppo di strategie piu’ puntuali e mirate, all’ottimizzazione delle risorse, allo sviluppo di strategie di supporto differenti, all’acquisizione di modalità operative peculiari, al consolidamento di strumenti di valutazione in uso e alla eventuale sperimentazione di qualcosa di nuovo. 4.1.3 Segnalazioni con ente segnalante Le segnalazioni provengono in maggior parte dalla clinica Psichiatrica Cantonale, utenti definiti complessi e dal Servizio di coordinamento per le ammissioni in Istituzioni Lispi dell’ufficio Invalidi. 4.1.4 Numero degli inserimenti in foyer Mesi Gennaio Febbraio Marzo Aprile Maggio Giugno Luglio Agosto Settembre Ottobre Novembre Dicembre Ingressi Dimissioni 1 1 1 1 1 N. utenti presenti 4 5 5 5 5 5 5 5 5 6 6 5 La copertura media di Casa Mistral è stata di 5 utenti 4.1.5 Le persone in uscita hanno raggiunti i loro obiettivi: Data arrivo Data uscita 09.12.2013 26.06.2014 31.07.2014 30.11.2014 Durata dell’inserimento in giornate 121 64 Durata ricovero in giornate 68 94 Nello specifico: Abbiamo avuto 2 uscite: 1 utente dopo un periodo di benessere psicofisico, con obiettivi parzialmente raggiunti, è stato ricoverato in clinica per una riacutizzazione di abuso di sostanze. Gli operatori hanno sostenuto e integrato il nuovo progetto gestito dalla CPC. L’utente è poi stato indirizzato verso un percorso in una struttura per problemi di dipendenza. 31 1 utente ha avuto importanti difficoltà a vivere in foyer, difficoltà legate a scarsa critica rispetto a costruire e mantenere gli obiettivi del progetto. Dopo diversi ricoveri in clinica è stato interrotto il contratto. Questo utente ha potuto riconoscere i propri limiti nella gestione delle emozioni e la difficoltà a condividere una vita sociale in ambiente meno protetto di un reparto della clinica. Tutt’ora ricoverato in attesa di un nuovo progetto. Riconoscere i propri limiti da la possibilità all’utente di riflettere e ripartire con un altro progetto. Per questo utente abbiamo dedicato numerose ore agli incontri di rete, atti a trovare strategie per permettergli di sfruttare al meglio Casa Mistral. 4.1.6 Gestione personale La tabella di seguito vuole indicare la progressione nel tempo della dotazione organica fino ad arrivare al numero previsto per la gestione del foyer 2014 Mese N. operatori % Totale gennaio maggio luglio 9 + 1 coordinatore 9 + 1 coordinatore 10+ 1 coordinatore 740 + 100 760 + 100 830 + 100 I nostri utenti usufruiscono della presenza di operatori, con una copertura di 24 ore al giorno con 2 unità al mattino 2 unità al pomeriggio e un turno notte, questo permette agli utenti di sentirsi accolti e ascoltati in qualsiasi momento della giornata, solo garantendo queste risorse possiamo parlare di lavoro specialistico, abbiamo gestito situazioni di grande crisi, abbiamo evitato diversi ricoveri in clinica psichiatrica, grazie alla presenza costante degli operatori. L’accompagnamento degli utenti in ogni attività organizzata, lavoro, attività ludiche, permette loro di acquisire fiducia, con il risultato che ognuno con la propria tempistica, si staccherà da Casa Mistral per costruire un progetto autonomo. In questo primo anno di attività il gruppo di operatori, composto da educatori formati, altre figure professionali considerate dalla Fondazione equipollenti, infermieri professionali con formazione in salute mentale e psichiatria e altri con competenze in salute mentale acquisite sul campo e operatori socio assistenziali ha lavorato inizialmente sulla conoscenza personale per potere costituire un’équipe non solo di fatto. E’ stato dato spazio per permettere la condivisione di conoscenze e competenze e per sviluppare un linguaggio comune. Il percorso sopra indicato è tutt’ora in evoluzione. Dopo circa 4 mesi abbiamo convogliato il lavoro quotidiano, gli obiettivi da mandato e quelli personali e le aspettative in un progetto “Casa Mistral” gettando le basi anche teoriche per favorire un lavoro qualitativamente completo e ricco. Diversi strumenti sono stati adottati, qualcuno già in uso come PSI e OLMIS, e altri scelti e introdotti dall’équipe stessa come il VADO e il case management (versione personalizzata). L’occhio mira si alla quantificazione che sovente viene richiesta da uffici e direzione ma e soprattutto alla qualità. Il concetto di qualità, troppo spesso abusato e stereotipato equivale per noi semplicemente a ottimizzare la qualità di vita degli utenti, giocando ogni carta per potenziarne in modo esponenziali l’esito. Proprio nell’ottica appena espressa l’équipe ha dedicato molto tempo all’incontro con famigliari, curatori, medici psichiatri e generalisti, datori di lavoro e persone che in qualche modo intrecciano il cammino nostro e dell’utenza. Con il dr. Emmenegger, consulente progetto abbiamo lavorato 2 ore la settimana durante tutto l’anno per la discussione in gruppo di progetti e gestione di situazioni di crisi. La supervisione, 12 ore durante l’anno con il dr. Materzanini di Brescia, ha permesso di avere una visione esterna all’andamento dei percorsi degli utenti. Non da ultimo abbiamo avuto la possibilità di confronto con realtà diverse seppur con caratteristiche simili alla nostra. Con la supervisione è stato possibile interrogarsi sull’evoluzione culturali della salute mentale e dell’approccio all’altro. La dr.ssa Pioli, medico psichiatra con una grande esperienza in riabilitazione psichiatrica, ha dato un notevole contributo per l’acquisizione e l’uso adeguato dello strumento VADO attraverso la supervisione casi e progetti 32 4.1.7 Prospettive future . Manterremo anche per il 2015 la supervisione d’équipe . Due ore settimanali per la consulenza progetti con il dr. Emmenegger psichiatra . La dr.ssa Pioli condurrà una formazione della durate di 2-3 giornate per permettere l’ottimizzazione dell’uso dello strumento VADO . I collaboratori avranno la possibilità di partecipare ad una formazione improntata sulla clinica e sulla psicopatologia per meglio cogliere alcuni aspetti e integrarli nel progetto individuale di ciascun utente e per contenere la frustrazione che spesso emerge approcciandosi alla sofferenza psichica. Concretamente gli operatori parteciperanno alla formazione interna FIP della CPC, con giornate mirate ai nostri bisogni formativi. . Manterremo attiva la partecipazione a convegni o giornate formative sia d’interesse psichiatrico che educativo-riabilitativo . Continueremo a collaborare con il centro al Dragonato per il counseling , per eventuali inserimenti lavorativi nei laboratori. . Valuteremo con i nostri utenti le proposte per il tempo libero fatte da “Why Not” invitando il responsabile a Balerna per incontri con gli utenti e con l’équipe. 4.1.8 Problematiche aperte La complessità dei casi e la caratteristica “pilota” di questo progetto creano inevitabilmente problematiche aperte che certamente favoriranno la crescita del gruppo e a cascata avranno un favorevole ritorno sull’utenza e sulla qualità generale di vita. Indica di seguito alcune tracce aperte con le quali ci confrontiamo e continueremo a confrontarsi: . Mantenere rapporti con la clinica e con tutta la rete sociale territoriale . Accogliere e valutare le segnalazioni sia dall’ufficio invalidi che dalla clinica, mirando gli obiettivi che portano gli utenti a Casa Mistral, . Evitare che il foyer diventi un contenitore per situazioni con scarsa via d’uscita, Casa Mistral ha un compito preciso, sostenere gli utenti con un progetto costruito insieme per una vita autonoma, sostenuta dalla rete, inserita nel territorio. 4.1.9 Commento L’anno 2014 è stato un anno molto impegnativo sotto tanti aspetti il gruppo di utenti “nuovi”, l’équipe “nuova”, il progetto “nuovo”. Tutto questo ha creato conflitti, frustrazioni, discussioni ,ma non abbiamo perso di vista l’obiettivo principale, “stare con gli utenti” e sostenerli nel loro progetto di vita a Balerna. Un équipe multidisciplinare arricchente ma impegnativa. Lavorare con visioni diverse comporta un’apertura mentale e una grossa dose di umiltà da parte di tutti e soprattutto il riconoscimento di competenze diverse da vivere come ricchezza e non come conflitto. Continueremo anche per in 2015 a ingaggiarci nelle dinamiche per costruire un gruppo di lavoro che possa lavorare in un clima disteso . Da gennaio 2014 ci incontriamo una volta al mese con i coordinatori e il direttore, abbiamo iniziato attraverso la descrizione delle strutture una conoscenza reciproca, a piccoli gruppi abbiamo lavorato su progetti di cambiamento con punti di vista diversi che ha portato un arricchimento del gruppo di lavoro. 33 4.2 4.2.1 CASA SIRIO Andamento e descrizione generale dell’attività Nel 2014, come per gli anni passati, l’utenza accolta è stata diversificata (persone a beneficio di rendita AI, persone in assistenza) pertanto anche l’offerta psicoeducativa è stata differente. Non è stato ammesso nessun nuovo studente. In generale è stato svolto un lavoro multidisciplinare con lo scopo principale di ottenere un reinserimento sociale che permetta alle persone di migliorare la qualità di vita. L’équipe è composta solo da infermieri specializzati in salute mentale, di cui uno è anche coordinatore, e un medico psichiatra, consulente esterno dell’Sps di Viganello. E’ prevista nell’organico anche una coppia di custodi che abita nel piano terreno dello stabile: il marito si occupa della cucina e della manutenzione, e la moglie dell’economia domestica, aiutata da un’inserviente a percentuale ridotta. Come lavoro multidisciplinare intendiamo: - - - - - Colloqui di rete con: curatore, psichiatra, persone di riferimento (famiglia, parenti, ecc.), datore di lavoro, assistenti sociali. Valutazioni lavorative e scolastiche. Ricerca di attività occupazionali. Ricerca soluzione abitativa e visione di eventuali appartamenti. Valutazione periodica dell'autonomia abitativa quindi bucato, cucina, riordino e pulizia camera, cura degli spazi comuni. Interventi educativi individualizzati a dipendenza dell'autonomia dell'ospite (per esempio per il signor R. V. giornalmente si verifica lo stato della camera, si stimola l'ospite a riordinare e a pulire, lo si aiuta e quando non è in grado di farlo in autonomia o con l'aiuto dell'operatore, oppure in ultima analisi, l'operatore si sostituisce a lui.). Organizzazione di attività di socializzazione e reintegrazione sul territorio, come uscite al cinema, passeggiate, bowling, tombola, gioco di carte ecc.. Frequenti scambi di info e aggiornamenti con le persone della rete via mail, telefonicamente o di persona. Aiuto alla gestione economica, volta al raggiungimento della autonomia, nella gestione dei soldi in accordo con eventuali curatori. (Per esempio, inizialmente con la consegna dello spillatico giornaliero, poi con la consegna di quello settimanale, poi mensile, sino la gestione della postcard o dello spillatico in autonomia). Interventi educativi per aiutare l'ospite nella gestione dei soldi (per esempio fare la lista della spesa, fare l'acquisto e valutare quanto speso). Insegnare la priorità nelle spese; per esempio, se ci sono debiti, saldare quelli, e poi fare altri acquisti. Aiuto alla gestione del bucato e della cucina; il sabato e la domenica si cucina assieme agli ospiti che partecipano attivamente nella ideazione e nella preparazione del pasto per se è per gli altri. Gestione della farmacologia e quindi contatti con i medici curanti e la farmacia, nell’ottica della maggiore autonomia nella gestione della terapia farmacologica; valutazione degli effetti collaterali o desiderati. Somministrazione quotidiana della terapia, preparazione della dosette settimanale fino alla gestione della terapia in autonoma con una nostra supervisione. Gestione di farmaci in riserva; in caso di bisogno cerchiamo di fornire anche strategie alternative al farmaco per gestire momenti di crisi (per esempio: respirazione controllata, passeggiate, visualizzazione creativa.) Gestione dei contatti con la famiglia. Non abbiamo notato molta differenza nella presa a carico degli utenti in invalidità o in assistenza, anzi questi ultimi sono risultati più impegnativi per la mancanza di una rete di sostegno adeguata alla situazione. 4.2.2 Novità e migliorie A livello strutturale vi è stata la sistemazione del soggiorno che è stato ritinteggiato, posizionata tendoni colorati e modificata la disposizione del mobilio nell’angolo tv per poter creare più posti a sedere e un angolo dove posizionare un pc in dotazione agli utenti. 34 Anche l’ingresso e le scale di accesso ai piani sono state tinteggiate. Nel corso dell’estate, approfittando dei campionati del mondo di calcio, abbiamo lasciato aperto l’ingresso al soggiorno e alla veranda, che normalmente venivano chiusi dall’operatore a fine turno serale. Tale esperienza ha accresciuto l’autonomia e il senso di responsabilità del gruppo degli utenti che si sono impegnati a mantenere ordinato e pulito il soggiorno e a chiudere la porta terminate le partite. 4.2.3 Numero delle segnalazioni con ente segnalante Nel corso del 2014 sono arrivate 25 segnalazioni, di queste 13 hanno avuto seguito e le persone sono poi state ammesse presso la nostra struttura. Possiamo cosi classificare le segnalazioni: Ente N. segnalazioni Clinica Psichiatrica Cantonale Auto segnalazioni Foyer Nikaypa Servizio Educativo Minorile Ingrado S.O.S Ticino UAP Servizio psicosociale di Mendrisio Medico psichiatra privato Servizo di coordinamento per le ammissioni Ist.Lispi Assistente sociale comune di Curio Totale 9 3 2 1 1 2 3 1 1 1 1 25 4.2.4 Le persone in uscita hanno raggiunto i loro obiettivi? Nel corso del 2014 sono stati dimessi 17 utenti di cui 5 hanno raggiunto l’obiettivo di autonomia abitativa e sono stati ricollocati sul territorio Luganese senza seguito abitativo. 5 sono rientrati in OSC, 5 non hanno aderito al progetto e sono stati collocati in pensioni, 1 in carcere ed 1 in altra struttura con maggior grado di protezione. 4.2.5 Utenza L’utenza accolta arriva prevalentemente dalla CPC, come negli anni precedenti, gli altri enti segnalanti sono noti alla nostra rete lavorativa. Le persone accolte, in maggioranza di sesso maschile, hanno avuto un’età media di 27 anni per una permanenza media di giorni 162. Si prevede per tutti un piano di sviluppo individuale dove vengono stabiliti obiettivi condivisi con la rete. Sono previsti incontri di rete regolari dove si valuta l’andamento del progetto. 4.2.6 Commento dei dati sopra esposti Nel 2014 Casa Sirio ha accolto 13 persone, la metà rispetto all’anno precedente, è stato mantenuto durante tutto l’arco dell’anno la copertura degli 8 posti destinati a persone beneficiarie di AI. Vi è stato un calo drastico degli studenti, solo due segnalazioni telefoniche che poi non hanno avuto seguito. 35 4.2.7 Problematiche aperte e prospettive per il futuro Anche il 2014 ha visto cambiamenti a livello dell’organico e come per l‘anno precedente ci siamo dovuti concentrare sulle situazioni quotidiane e contingenti. Sono state limitate soprattutto le attività del tempo libero legate soprattutto alla difficoltà economica in cui gravano i nostri utenti. Non siamo riusciti ad organizzare nessuna vacanza o gita se non uscite al lago e nei dintorni. Per ovviare a questo e per puntare sull’indipendenza continueranno gli incontri regolari con il responsabile di “why Not”. 4.3 4.3.1 SPAZIO ABITATIVO NIKAYPA Andamento e descrizione generale dell’attività Nei primi mesi del 2014, da gennaio a maggio compresi, il Foyer Nikaypa è inserito fisicamente all’interno della struttura di Casa Sirio, della stessa Fondazione Sirio. Questa collocazione temporanea, iniziata a novembre dell’anno precedente, è dovuta all’assenza di una propria struttura idonea e conforme alle richieste dipartimentali. La dislocazione nel luganese e gli spazi disponibili all’interno dell’edificio ospitante non permettono di creare in maniera soddisfacente quei contesti di sperimentazione che contraddistinguono l’offerta del Foyer Nikaypa. Durante questo periodo le segnalazioni da parte del Centro al Dragonato o altri enti si riducono a 0 perché, malgrado le richieste di un sostegno abitativo ci siano, il trasferimento nel luganese e il conseguente spostamento giornaliero coi mezzi di trasporto, spaventano i richiedenti, che preferisco optare per altri istituti in zona oppure rimandano la questione a quando il foyer Nikaypa tornerà nel Sopraceneri. 4.3.2 Novità e migliorie Tra maggio e giugno 2014 il Foyer Nikaypa si trasferisce definitivamente in una struttura in centro città a Bellinzona. Tale trasloco coincide con una rimessa in discussione dell’intero progetto, che sfocia nella creazione di un testo che espone dettagliatamente il tipo di presa in carico proposto dal Foyer. Il cambiamento radicale che scaturisce da questa rivisitazione dell’offerta consiste nel distaccamento del Foyer dal Centro al Dragonato (CaD), diventando una struttura indipendente all’interno della Fondazione Sirio. Ne consegue quindi una rivisitazione delle procedure (prima filtrate dai consulenti del CaD) e del coinvolgimento degli educatori nel lavoro in rete (prima gestito interamente dai consulenti CaD). La nuova struttura permette di creare degli ideali spazi di sperimentazione pratica e relazionale, sia per la sua strutturazione interna (cucina spaziosa, lavanderia privata,…), sia per l’ubicazione in centro città (vicinanza dei servizi, mezzi pubblici, spazi di socializzazione, ev. posti di lavoro,…). Sviluppando le riflessioni avviate l’anno precedente, a partire da giugno 2014 il Foyer Nikaypa accoglie anche persone che non hanno ancora avviato un progetto occupazionale/lavorativo. Questa scelta nasce dalla volontà di dare una connotazione ancor più graduale al concetto di progettualità offerto, favorendo l’inserimento in struttura di persone che vogliono investire in un percorso di autonomia abitativa ma che non necessariamente sono pronte/in grado di assumersi contemporaneamente l’onere di investire nel lavoro. Si viene pertanto a creare un primo periodo “di ambientamento”, di “accoglienza”, durante il quale l’utente può concentrarsi sull’acquisizione di un ritmo giornata che gli sarà utile nel suo percorso abitativo ma anche, nei mesi a seguire, per sviluppare un progetto professionale. Per andare incontro alle richieste che sembrano pervenire dal territorio, il Foyer Nikaypa rivaluta anche la propria posizione rispetto al consumo di cannabis: se in passato la reiterata positività al THC portava sistematicamente alla chiusura del progetto in corso, a partire ancora una volta dal mese di giugno il consumo di cannabis diventa fattore di esclusione solo se considerato quale difficoltà primaria, quindi già di per sé invalidante. Un uso sporadico non necessariamente compromette il progetto abitativo, resta importante per noi lavorare sulla sensibilizzazione ai danni e ai disturbi dati dall’uso di sostanze. 4.3.3 Numero delle segnalazioni con ente segnalante/numero degli inserimenti/permanenza media Nei primi 5 mesi del 2014 4 persone hanno usufruito del Foyer Nikaypa, con una permanenza media di 10 settimane circa. Una persona aveva avviato il percorso già nell’anno precedente. Tutti gli utenti portavano 36 avanti un progetto globale presso il Centro al Dragonato, il quale si è quindi occupato di segnalare la richiesta di una presa in carico da parte del Foyer Nikaypa, attraverso le figure dei consulenti sociali. Tutte le summenzionate persone hanno deciso di concludere il proprio progetto abitativo prima del trasferimento della struttura nel Bellinzonese e senza aver raggiunto l’obiettivo generale. In totale, nell’arco dell’anno le richieste di inserimento sono state 18, delle quali 15 sono da considerarsi legate al secondo semestre (una persona portava avanti un progetto già dall’anno precedente). Da giugno a dicembre, quindi, dopo una prima presa di contatto, 4 persone hanno optato per un’altra struttura che rispondesse maggiormente alle specifiche esigenze, 3 non hanno più preso contatto malgrado la disponibilità ad un incontro da parte della struttura, mentre le restanti 8 persone hanno iniziato un progetto. Tra queste, due hanno interrotto dopo poco tempo (una ha trovato lavoro nel paese di domicilio per cui è rientrato in famiglia dopo meno di due settimane, l’altra ha dovuto interrompere il percorso a causa del risorgere di una problematica primaria di abuso di sostanze stupefacenti). Le rimanenti sei persone hanno proseguito il loro progetto abitativo oltre la fine dell’anno 2014. Riassumendo: Segnalazioni Decisione Situazione Inviante Periodo gennaio-maggio 2014 1 Progetto dal 2013 2 Progetto 2014 3 Progetto 2014 4 Progetto 2014 Progetto interrotto senza raggiungere gli obiettivi Progetto interrotto senza raggiungere gli obiettivi Progetto interrotto per problematica primaria di abuso di sostanze Progetto interrotto senza raggiungere gli obiettivi Centro al Dragonato Centro al Dragonato Centro al Dragonato Centro al Dragonato Periodo giugno-dicembre 2014 5 Progetto non avviato Inserimento in altra struttura 6 Progetto non avviato Inserimento in altra struttura 7 Progetto non avviato Inserimento in altra struttura 8 Progetto non avviato Inserimento in altra struttura 9 Progetto non avviato In attesa di una presa di contatto 10 Progetto non avviato In attesa di una presa di contatto 11 Progetto non avviato In attesa di una presa di contatto 12 Progetto avviato Progetto interrotto per questioni geografiche 13 Progetto avviato 14 Progetto avviato 15 16 17 Progetto avviato Progetto avviato Progetto avviato Progetto interrotto per problematica primaria di abuso di sostanze Progetto concluso a fine dicembre ’14 – inizio gennaio ’15. Obiettivi raggiunti. Progetto in corso a fine 2014 Progetto in corso a fine 2014 Progetto in corso a fine 2014 Assistente Sociale Clinica Servizio di coordinamento per le ammissioni nelle Istituzioni LISPI Centro al Dragonato Servizio di coordinamento per le ammissioni nelle Istituzioni LISPI Centro al Dragonato Servizio di coordinamento per le ammissioni nelle Istituzioni LISPI Altra struttura d’accoglienza Servizio di coordinamento per le ammissioni nelle Istituzioni LISPI Centro al Dragonato Servizio di coordinamento per le ammissioni nelle Istituzioni LISPI Autorità giudiziarie Autorità giudiziarie Servizio di coordinamento 37 18 Progetto avviato Progetto in corso a fine 2014 19 Progetto avviato Progetto in corso a fine 2014 per le ammissioni nelle Istituzioni LISPI Servizio Psico Sociale Servizio di coordinamento per le ammissioni nelle Istituzioni LISPI Considerando l’intero anno, la permanenza media in struttura si aggira tra i 4 e i 5 mesi, anche se nell’anno preso in considerazione risulta difficile dare un significato al dato appena esposto. 4.3.4 le persone in uscita hanno raggiunto i loro obiettivi? Come si evince dalla tabella sopra esposta, 12 delle 19 segnalazioni ricevute hanno portato all’allestimento di un progetto. Di questi, 6 erano ancora in auge al termine dell’anno in esame, anche se una persona era in procinto di concludere il progetto per entrare in appartamento autonomo nel mese seguente, avendo raggiunto gli obiettivi. Le altre 6 persone che hanno iniziato un progetto, lo hanno interrotto prima del raggiungimento dell’obiettivo generale, a causa di: - il risorgere di problematiche primarie legate alla dipendenza (2), - la scelta di dare priorità al lavoro geograficamente troppo distante (1), - un ricovero che ha portato verso un’altra struttura (1), - un rientro in famiglia (1), - la scelta di non “seguire” il foyer nel Sopraceneri.(1). Indipendentemente dal raggiugimento dell’obiettivo generale, tutti gli utenti che hanno svolto un progetto al Nikaypa, alla loro dimissione si sono portati via un bagaglio di esperienze dirette sostenute da continui confronti con le figure educative, che li hanno accompagnati durante tutto il percorso. I contesti di sperimentazione hanno permesso ai residenti di confrontarsi con difficoltà e risorse personali, raggiungendo obiettivi specifici funzionali all’obiettivo generale. Si può forse dire che un maggior grado di autonomia abitativa sia stato raggiunto in ogni caso, malgrado per le persone sopraccitate non si sia ottenuta l'indipendenza totale. 4.3.5 Utenza Tutte le persone che hanno iniziato un percorso presso il Foyer Nikaypa soffrono di disagio psichico. Disagio che ha portato a difficoltà relazionali e sociali. Difficoltà che impediscono alla persona di vivere in autonomia (competenze pratiche), possono creare problematiche all’interno della famiglia (conflitti/allontanamento) e sfavoriscono l’esistenza di una rete esterna solida. Dai dati sopra esposti, emerge che qualora la dipendenza da sostanze diventa/torna ad essere la problematica primaria, il progetto non è più attuabile poiché la persona necessita di una presa a carico specifica e prioritaria. L’utenza che si rivolge alla struttura cerca un sostegno per cambiare la propria situazione, sviluppando le competenze necessarie a raggiungere un maggior grado di autonomia abitativa, volta al reinserimento sociale. 4.3.6 Commento dei dati sopra esposti Il trasferimento della struttura dal Sopraceneri al Sottoceneri (novembre 2013) e viceversa (giugno 2014), così come il contesto limitante (di cui siamo comunque grati) del primo semestre, hanno notevolmente influenzato il lavoro svolto presso il Foyer Nikaypa durante l’anno preso in considerazione. I dati mostrano come le prestazioni del servizio siano spaccate in due parti, un prima e un dopo, definiti dal trasloco in mezzo, che in esso racchiude anche la rivisitazione dei concetti base proposti. Questo, in termini numerici, si riassume nel blocco delle segnalazioni durante il primo semestre, così come la graduale e inesorabile diminuzione degli utenti inseriti fino ad arrivare a zero. Dopo due settimane di trasloco e allestimento della nuova location, il Foyer Nikaypa riapre e, dati alla mano, si capovolge la parabola sia dell’occupazione, sia delle segnalazioni. L’anno 2014, per il Foyer Nikaypa, potrebbe essere considerato come “di transizione e consacrazione” 38 4.3.7 Problematiche aperte e prospettive per il futuro A fine anno 2014 (e in prospettiva nell’anno seguente), col raggiungimento dell’autonomia da parte della struttura, sembra far emergere una scarsa conoscenza da parte del territorio: servizi e altre strutture non conoscono e non hanno mai sentito nominare il Foyer Nikaypa. Per questa ragione la direzione in collaborazione con l’équipe inizia ad organizzare incontri conoscitivi con alcuni servizi, per dare quelle informazioni necessarie per valutare l’idoneità di una possibile segnalazione, così come favorire la costruzione di progetti condivisi attraverso il lavoro di rete. Già a fine 2014 vi sono dei riscontri positivi rispetto alla presa di conoscenza della struttura per cui si prevede di proseguire in maniera analoga anche nell’anno che verrà. L’evolversi dell’offerta fa emergere una discrepanza fra quella che sembra essere la richiesta/le aspettative della rete e l’offerta strutturale del Foyer Nikaypa: gli utenti segnalati e poi inseriti, malgrado un’iniziale prospettiva lavorativa, col susseguirsi degli eventi tendono a rallentare il processo di inserimento in un contesto lavorativo/occupazionale restando quindi interamente “in carico” del Foyer, che però, trattandosi di una struttura di presa in carico solo notturna, non prevede un’apertura sulle 24 ore 7/7. Il Foyer è chiuso al mattino nei giorni feriali. Questa situazione, ereditata dalla strutturazione precedente alla primavera Nikaypa, sembra non più essere ottimale, perché si traduce nell’assenza di una figura educativa durante un’importante fascia oraria, e questo malgrado gli utenti siano effettivamente in struttura. Inoltre, il tipo di presa in carico è andata incrementando per andare incontro alle esigenze della casistica, mantenendo la precedente percentuale operativa che si traduce in un rapporto di 1 operatore per 6 utenti durante la maggior parte del tempo Il Foyer Nikaypa ha ampliato la propria offerta favorendo l’inserimento in struttura di persone con un certo grado di disagio e che quindi non hanno un’effettiva occupazione esterna, proprio in considerazione delle problematiche sopraccitate. Per sopperire a questa incongruenza si ipotizza l’eventualità di un aumento della presenza educativa, che porterebbe al raggiungimento del tempo necessario a garantire una presenza adeguata alle esigenze dell’utenza e, sembra, del territorio circostante. 4.4 4.4.1 SERVIZIO SUPERVISIONE APPARTAMENTI Andamento e descrizione generale dell’attività Nei primi mesi del 2014, da gennaio a maggio compresi, il Foyer Nikaypa è inserito fisicamente all’interno della struttura di Casa Sirio, della stessa Fondazione Sirio. Questa collocazione temporanea, iniziata a novembre dell’anno precedente, è dovuta all’assenza di una propria struttura idonea e conforme alle richieste dipartimentali. Vista la dislocazione nel luganese, il servizio di supervisione appartamento, in accordo con la direzione della Fondazione, ha attivato la possibilità di un seguito abitativo anche alle persone residenti nel luganese. Mantenendo comunque attivo il servizio di supervisione in appartamento nei confronti dei tre utenti del bellinzonese (che avevano avviato un progetto con noi nell’anno 2013). 4.4.2 Novità e migliorie Tra gennaio e maggio 2014, il servizio di supervisione appartamenti è stato attivo anche nel luganese, tuttavia le segnalazioni e le richieste si sono limitate a una sola persona per tale area geografica. Tra maggio e giugno 2014 il Foyer Nikaypa si trasferisce definitivamente in una struttura in centro città a Bellinzona, pertanto il servizio di supervisione ritorna attivo unicamente nella zona del bellinzonese (il progetto avviato nel luganese si era concluso in precedenza al trasferimento di rientro nel sopraceneri). Sviluppando le riflessioni avviate l’anno precedente, come per il foyer, a partire da giugno 2014 il servizio di supervisione in appartamento del Nikaypa, può attivarsi anche nei confronti di persone che non hanno ancora avviato un progetto occupazionale/lavorativo. Questa scelta nasce dalla volontà di dare una connotazione ancor più graduale al concetto di progettualità offerto, favorendo l’inserimento in appartamento, di persone che non sono ancora pronte/in grado di assumersi contemporaneamente l’onere di investire nel lavoro. Dando dunque il tempo alle persone di investire nel proprio appartamento, nei mesi a seguire, si può poi sviluppare l’idea di iniziare un’attività professionale/occupazionale, che riteniamo utile al raggiungimento e al mantenimento di un’autonomia abitativa intensa nel suo globale. 39 Per andare incontro alle richieste che sembrano pervenire dal territorio, come avvenuto anche per il foyer, l’équipe educativa del Nikaypa rivaluta anche la propria posizione rispetto al consumo di cannabis: se in passato la reiterata positività al THC portava sistematicamente alla chiusura del progetto in corso, a partire ancora una volta dal mese di giugno il consumo di cannabis diventa fattore di esclusione solo se considerato quale difficoltà primaria, quindi già di per sé invalidante. Un uso sporadico non necessariamente compromette il progetto di supervisione in appartamento. 4.4.3 Numero degli inserimenti, occupazione/ numero delle segnalazioni con ente segnalante / permanenza media Sono 4 le persone che hanno proseguito il percorso dal 2013 al 2014. 2 di questi avevano concluso il progetto al foyer Nikaypa dopo l’estate del 2013 e iniziato un percorso con il servizio di supervisione in appartamento nel bellinzonese che si è poi protratto nei primi mesi dell’anni 2014 (un progetto 4 mesi e mezzo, l’altro 6 mesi). Il terzo utente residente anche lui nel bellinzonase ha proseguito il suo progetto per tutto l’anno del 2014. Il quarto utente aveva intrapreso il percorso a fine anno del 2013 e si tratta dell’unico progetto avviato nel luganese che si è concluso in comune accordo a metà del mese di marzo 2014. Nella primi 6 mesi dell’anno, durante l’attivazione del servizio sia nel bellinzonese che nel luganese, le segnalazioni sono state 2, una sola delle quali si è poi concretizzata con l’inizio di un seguito abitativo, mentre l’altra persona è stata indirizzata verso un altro servizio. Nella seconda parte dell’anno, a partire da giugno 2014, in concomitanza con il rientro dell’équipe nel bellinzonese e la chiusura del servizio nel luganese, le segnalazione ricevute fino alla fine dell’anno sono state 7, quindi abbiamo riscontrato un aumento in tal senso. Di questi 7, 2 hanno iniziato un progetto di seguito abitativo mentre 1 lo ha poi intrapreso all’inizio dell’anno 2015. Riassumendo, in totale, nell’arco dell’anno le richieste di inserimento sono state 9, delle quali 7 sono da considerarsi legate al secondo semestre; considerando anche le persone che hanno protratto il progetto a cavallo del 2013-14 sono in totale 7 gli utenti che hanno usufruito di tale servizio durante l’anno 2014. Le persone segnalate che non hanno intrapreso un seguito abitativo: 2 sono state indirizzate verso altri servizi/strutture; 2 si sono detti non interessati al servizio (entrambi avevano ricevuto maggiori informazioni dalla rete prima del primo colloquio); 1 a fine anno la segnalazione era ancora in corso e in attesa di una presa di contatto dell’interessato e della rete; 1 in corso a fine anno e avviata nel 2015 con l’inizio del seguito abitativo. Su 9 segnalazioni 3 hanno iniziato un progetto durante il 2014. A fine anno 2014 sono 2 le persone che avevano ancora un progetto in corso. Riassumendo: Segnalazioni Decisione Situazione Periodo gennaio-giugno 2014 Progetto concluso a inizio Progetto dal 2013 maggio ’14 – inizio settembra ’13. Obiettivi raggiunti. Progetto concluso a fine Progetto dal 2013 giugno ’14 – inizio ottobre ’13. Obiettivi raggiunti. Progetto concluso a metà Progetto dal 2013 marzo ’14 – inizio novembre ’13. Obiettivi raggiunti. Progetto dal 2013 Progetto in corso tutta l’anno 2014 1 Progetto non avviato Inserimento in altra struttura 2 Progetto avviato Progetto interrotto per problematica primaria di abuso di sostanze Inviante Passaggio dal foyer alla Supervisione Passaggio dal foyer alla Supervisione Servizio di coordinamento per le ammissioni nelle Istituzioni LISPI Servizio di coordinamento per le ammissioni nelle Istituzioni LISPI Servizio di coordinamento per le ammissioni nelle Istituzioni LISPI Servizio per dipendenze del territorio 40 Segnalazioni Decisione Situazione 3 Periodo giugno-dicembre 2014 Progetto non avviato Non interessato al servizio 4 Progetto non avviato Non interessato al servizio 5 Progetto non avviato Inserimento in altra struttura 6 Progetto non avviato In attesa di una presa di contatto 7 Progetto non avviato 8 Progetto avviato 9 Progetto avviato In attesa di una presa di contatto/progetto avviato nel 2015 Progetto interrotto, non coincideva la richiesta con il servizio offerto. Progetto in corso a fine 2014 Inviante Centro al Dragonato Servizio di coordinamento per le ammissioni nelle Istituzioni LISPI Autorità regionale di Protezione Servizio di coordinamento per le ammissioni nelle Istituzioni LISPI Autorità regionale di Protezione Servizio di coordinamento per le ammissioni nelle Istituzioni LISPI Autorità regionale di Protezione Considerando l’intero anno, la permanenza media del servizio si aggira tra i 4 e i 5 mesi, anche se nell’anno preso in considerazione risulta difficile dare un significato al dato appena esposto. 4.4.4 Le persone in uscita hanno raggiunto i loro obiettivi? Come si evince dalla tabella sopra esposta, 3 delle 7 persone che hanno usufruito del servizio hanno concluso raggiungendo i propri obiettivi generali e specifici nell’arco del percorso, il servizio dunque non era più necessario e utile, quindi in comune accordi si è andati gradualmente verso la conclusione del percorso. Altri 2 hanno intrapreso il percorso ma quest’ultimo è poi stato interrotto in comune accordo dopo alcuni mesi. 1 una situazione la persona aveva delle difficoltà primarie con l’uso di sostanze mentre nell’altra, dopo il periodo di incontri iniziale è emerso che le aspettative e le richieste non combaciavano con il nostro servizio. 4.4.5 Utenza (vedi Foyer Nikaypa pag. 37) 4.4.6 Commento dei dati sopra esposti (vedi Foyer Nikaypa pag. 37) 4.4.7 Eventuali problematiche aperte e prospettive per il futuro Vista l’occupazione riscontrata nelle analisi dei dati si prospetta, per il 2015, un’eventuale diminuzione dei posti a disposizione, da 6 a 3. 41 5 5.1 AMMINISTRAZIONE SITUAZIONE FINANZIARIA ATELIER DI LAVORO Atelier di lavoro Fatturato Spese acquisti materiale Bar Centro Sociale 600'370.05 450'827.64 Osteria Zanzibar 155'278.70 74'575.82 2'907.75 728.25 Take away 88'010.95 29'182.85 Lavori di serie 38'814.85 32'491.15 3'968.95 3'183.60 889'351.25 590'989.31 Lavori esterni Serigrafia Acquisti e manutenzioni attrezzature Durante il 2014 sono stati acquistati: Osteria Zanzibar Amministrazione 5.2 2 nuovi forni a vapore 1 nuova fotocopiatrice Nuovo software ISAWIN COMMENTO Il rapporto fatturato – acquisti materiale indica una diminuzione dei ricavi rispetto agli anni precedenti, in particolare abbiamo individuato alcune cause e per il 2015 stiamo proponendo dei correttivi. Laboratorio Bar Centro Sociale Osteria Zanzibar Lavori esterni e lavori di serie Take away Causa diminuzione fatturato I clienti hanno meno soldi a disposizione e la priorità viene data a generi tipo sigarette Aumento del costo delle materie prime. Diminuzione di lavori di imbustaggio causa uso di mail, diminuzione di lavori per ditte esterne Perdita di un importante cliente che ha sviluppato la sua cucina con suo personale. Eventuali proposte Aumento del prezzo al cliente Trovare nuovi clienti e rivedere il tipo di lavori. Trovare nuove proposte di vendita 42 6 PROSPETTIVE 2015 Il lavoro svolto in questo anno oltre alla gestione corrente e al riportare il numero di prestazioni fornite come da contratto di prestazione con il Cantone è stato quello di creare delle basi solide sulle quali poter lavorare negli anni futuri. Per basi solide si intende un assetto chiaro e degli strumenti che mettano le persone in condizione di poter lavorare bene. La finalità principali dei prossimi due anni è quella di consolidare quanto fatto sino ad ora e intervenire su specifiche situazioni ritenute non ancora soddisfacenti, sia nell’ambito delle strutture abitative, sia in quello delle strutture lavorative. In sintesi le azioni proposte per il prossimo futuro sono le seguenti: 6.1 STRUTTURE ABITATIVE Casa Sirio, la parte non riguardante il contratto di prestazione quindi i posti per studenti e per situazioni sociali. Dobbiamo ricostruire una rete di contatti e far conoscere le opportunità offerte da Casa Sirio in modo da poter rispondere al progetto originale d’integrazione e sostegno alle emergenze sociali aumentando l’occupazione. Per raggiungere questo obiettivo si rende necessaria una modifica nella composizione del personale in particolare attraverso l’introduzione di operatori con formazione educativa o sociale, per completare l’équipe in un’ottica multidisciplinare in quanto l’attuale personale ha esclusivamente una formazione infermieristica. Spazio abitativo Nikaypa, obiettivi del 2015 sono il rafforzamento e la crescita dell’équipe, che nel 2014 ha subito importanti cambiamenti con partenze ed arrivi di personale. L’adattamento ed aggiustamento del progetto alle richieste del territorio sviluppando una importante sinergia e alleanza cin gli enti inviati in particolare SPS Bellinzona e Locarno. Appartamenti protetti (Bellinzonese), la richiesta di seguiti educativi in appartamenti protetti è notevolmente calata negli ultimi anni, dopo attenta riflessione abbiamo proposto per il contratto di prestazione 2015 all’Ufficio invalidi di diminuire il numero di posti da 6 a 3. 6.2 STRUTTURE LAVORATIVE Bar Centro sociale, mantenere e rinforzare l’occupazione (numero utenti) sviluppando un lavoro di connessione, tramite presentazioni ed incontri, con gli enti invianti atto a rinforzare e favorire la comunicazione. Oltre a rinforzare e facilitare gli aspetti amministrativi stiamo lavorando sulla visibilità del lavoro educativo svolto, tramite incontri con tutta l’équipe, formazione interna ed esterna e la ricostruzione della documentazione riguardate gli utenti, come PSI, ecc. Questo lavoro offre un’opportunità per riflettere su quanto e come si sta facendo, per definire meglio l’offerta, i punti di forza ed i limiti della stessa. Laboratori Dragonato, mettere in atto il nuovo progetto, sviluppato nel 2014, con lo scopo di ampliare il numero utenti e di aumentare la produzione di beni e servizi. Coscienti delle nostre capacità e dei limiti siamo sempre pronti a mettere in discussione sia il modello che i numeri, vedi eventuale riduzione dei posti riconosciuti in ragione della mancata occupazione. Con il “nuovo progetto” ci si propone di agire su due fronti, il primo prevede il cambiamento delle modalità di presa a carico inserendo oltre al percorso educativo sociale di “collaboratore con obiettivi legati al reinserimento professionale” quella di “collaboratore con obiettivi legati all’occupazione del tempo tramite il lavoro”, pur mantenendo un modello d’intervento riabilitativo e progettuale in un’ottica normalizzante volta a favorire il raggiungimento del massimo livello di autonomia. Il secondo fronte è quello del tipo di lavori; all’atelier lavori di serie si aggiunge una parte creativa legata all’artigianato ( ad esempio lavori con fumetti rivolti alla vendita esterna o decorazioni a tema per l’osteria Zanzibar o per manifestazioni, feste o mercatini), all’atelier manutenzione e lavori esterni (ex Serigrafia). Stiamo inoltre valutando la possibilità di aggiungere una parte di lavori rurali che ci consentano di creare una continuità lavorativa sull’arco di tutto l’anno e 43 sviluppare assieme alle cucine del Centro Dragonato una collaborazione con aziende agricole sociali (ad esempio Orto a Muzzano o Caritas a Pollegio) dove, con l’intento di favorire lo smercio della produzione di queste aziende, andiamo a creare una filiera corta a kilometro zero. Questa parte del progetto è in fase di discussione e sviluppo con la DASF, in particolare con la Signora Sara Grignola Mammoli. Il ruolo dei nostri laboratori sarà incentrato sulla lavorazione dei prodotti ed eventualmente su una parte della vendita. Abbiamo dei contatti anche con la SIC (Società impiegati di commercio), in particolare con il settore che si occupa della formazione, il progetto, abbozzato in questo mese di dicembre, prevede di dare l’opportunità ai loro studenti di mettersi alla prova non solo con imprese virtuali ma anche con un’impresa sociale aiutandoci a pubblicizzare i nostri prodotti e servizi. Questo contatto ci consente inoltre di cercare opportunità di lavoro per i nostri atelier presso le ditte ticinesi. Nel corso del 2015 definiremo nel dettaglio il progetto. Questo tipo di operazione oltre allo scopo prettamente utilitaristico per i nostri laboratori persegue anche lo scopo di avvicinare dei giovani alle nostre realtà, creare integrazione e una cultura sociale. Per tutte le strutture si impone un’attenta e approfondita analisi degli aspetti finanziari (costi/ricavi) per poter individuare i punti deboli, il limite di fatturato sotto il quale abbiamo una perdita e quali correttivi si possono immaginare. 6.3 AMMINISTRAZIONE Completata la fase di accorpamento dell’amministrazione, dopo aver proceduto ad un ridimensionamento delle % lavorative e aver introdotto il nuovo strumento informatico di gestione, la nostra attenzione si sposta ora sul “far funzionare il tutto nel migliore dei modi” , tramite formazioni specifiche ai collaboratori e informazioni a tutto il personale. Per il 2015 valuteremo l’eventuale ulteriore riduzione di alcune % di lavoro. Sistema di gestione della Qualità Per poter rispondere ai requisiti LISPI di riconoscimento la Fondazione sarà certificata, secondo il Sistema qualità ISO 9001, entro il 2016. I criteri specifici richiesti dall’Ufficio invalidi tramite la relativa direttiva saranno integrati nel modello citato. Questo percorso, iniziato gennaio 2015, viene fatto con il supporto della Ditta Exem consulting sa. Il lavoro si svilupperà attraverso un’attività di analisi, una programmazione delle attività, la creazione del sistema qualità e l’integrazione con il sistema qualità UFAS per poi passare all’attuazione Norma ISO 9001 attraverso lo sviluppo dei processi centrali, dei processi socio educativi, dello sviluppo di procedure/istruzioni e dello sviluppo della modulistica. Una volta ottenuta la certificazione saremo seguiti per tre anni nel mantenimento della stessa. Le ragioni di questa scelta si possono riassumere nell’importanza e nella collaudata operatività del sistema qualità ISO essendo uno strumento internazionale presente e riconosciuto da molti anni. In conclusione sarà vitale monitorare costantemente l’evolversi delle attività e lavorare sull’informazione, rimaniamo sempre pronti a mettere in discussione il nostro operato in modo critico sia in termini di tipologia d’attività sia in termini di quantità. Nostro obiettivo primario è dare una risposta alle richieste che arrivano dal territorio rispondendo al meglio ai bisogni delle persone, che sono al centro di tutti i nostri progetti, ribadendo l’importanza di una collaborazione e uno scambio costante con l’Ufficio invalidi al fine di rispettare le aspettative del mandato attribuitoci. Bellinzona, il 31 marzo 2015 Maurizio Battiston Direttore 44