Via Lugano 11
6500 Bellinzona
Tel. 058 822 12 12
www.fondazionesirio.ch
RENDICONTO ATTIVITÀ ANNO 2014
1
SOMMARIO
1
PREMESSA
pag.
3
2
SERVIZI
pag.
7
pag.
13
pag.
30
2.1
3
CENTRO RICREATIVO WHY NOT?
STRUTTURE LAVORATIVE
3.1
CENTRO AL DRAGONATO
3.2
BAR CENTRO SOCIALE
4
STRUTTURE ABITATIVE
4.1
CASA MISTRAL
4.2
CASA SIRIO
4.3
SPAZIO ABITATIVO NIKAYPA
4.4
SERVIZIO SUPERVISIONE APPARTAMENTI
5
AMMINISTRAZIONE
pag.
42
6
PROSPETTIVE 2015
pag.
43
2
1
PREMESSA
Gentili Signore, egregi Signori,
a conclusione di questo anno particolarmente impegnativo la Fondazione, data l’evoluzione dei bisogni
sociali della collettività, è sempre più convinta dell’importanza del suo mandato a favore delle persone con
disagio psichico/relazionale, siano esse beneficiarie di rendita AI o con domanda in corso. Le attività
sviluppate tramite opportunità lavorative e abitative, l’offerta di sostegno a chi si trova in difficoltà e ai suoi
famigliari e le opportunità d’integrazione tramite il tempo libero, sono il focus della nostra attività. Non meno
importante resta l’impegno nella sensibilizzazione, informazione e formazione che mirano a sviluppare la
sensibilità della collettività rispetto a persone e problematiche di cui ci occupiamo per facilitarne
l’integrazione effettiva.
Al fine di continuare il nostro percorso di miglioramento costante e il raggiungimento degli obiettivi prefissati
riassumiamo quanto fatto in questo anno, la situazione attuale e le strategie ed i cambiamenti che abbiamo
pensato di mettere in atto nel corso dei prossimi due anni.
1.1
VALORI E MISSIONE DELLA FONDAZIONE
Il valore assoluto della Fondazione Sirio è rappresentato dalla centralità dell’utente, definito come persona
nel suo insieme che si trova in un sistema aperto in continua evoluzione. Da ciò deriva che l’attività della
Fondazione è aperta all’ascolto dell’altro, con riferimento all’evoluzione delle problematiche sociali che
ruotano attorno al panorama istituzionale dell’invalido psichico. Per questo motivo, si pone particolare
attenzione e sostegno al sistema familiare e sociale tramite servizi mirati, la cultura del lavoro di rete e la
formazione continua.
La Fondazione è stata costituita con la missione di promuovere il benessere delle persone con disagio
psichico e sociale favorendo il loro reintegro nella società. Gli strumenti per ossequiare i principi costitutivi
sono l’attuazione e la gestione di strutture abitative, lavorative e servizi, destinati alla reintegrazione sociale
e/o professionale di persone beneficiarie o in attesa di una rendita invalidità, proponendosi anche un ruolo,
ove possibile e richiesto, di prevenzione del disagio psichico e sociale.
La Fondazione aderisce al mandato definito dalle linee direttive del Dipartimento della Sanità e della
Socialità del Canton Ticino (DSS) sottoscrivendo un contratto di prestazioni. Nel realizzare il proprio
mandato la Fondazione Sirio si riferisce agli articoli previsti dalla Legge cantonale per l’Integrazione Sociale
e Professionale degli Invalidi (LISPI) dalla Legge federale sull’Assicurazione invalidità (LAI), dalla Legge
federale sulle istituzioni che promuovono l’integrazione degli invalidi (LIPIn) e dalla Legge sull’Assistenza
Sociopsichiatrica (LASP).
Sulla base di questo quadro legale, la Fondazione beneficia del finanziamento di sussidi alla gestione
annuale delle proprie attività, ricorrendo autonomamente al reperimento di risorse finanziarie laddove ve sia
la necessità.
Con riferimento a queste basi legali, e in sintonia con i propri valori la Fondazione adotta una concezione
degli interventi che pongono al centro del proprio agire l’utente, inteso come essere umano nel suo insieme
bio-psico-sociale e spirituale (OMS).
Questa concezione ha come obiettivi:
1. uniformare gli impegni e gli intenti
permettendo di attingere ad una fonte comune per operare in modo coerente nella pratica quotidiana.
2. avere un comune quadro d'orientamento
dal quale poi desumere le varie modalità d'intervento, dapprima generali fino ad arrivare al dettaglio dei
protocolli.
3. avere un riferimento calzante alla realtà
poiché il nostro modello di lavoro viene desunto dalla nostra pratica quotidiana, sviluppatasi e modellatasi a
partire da un contesto socioculturale specifico. Tale concetto di lavoro è pertanto pertinente alla nostra
realtà. Il vantaggio che ne deriva è il poter avere tra le mani uno strumento di lavoro immediatamente
utilizzabile.
3
4. realizzare un legame tra i presupposti legali, politici e sociali che ci governano
per assicurare che nell'attività pratica si risponda ai nostri obblighi in termini di impegno sociale
d'aggiornamento e legali.
5. facilitare l'inserimento di nuovo personale
presentando il modello di lavoro a cui il nuovo personale è chiamato ad aderire, così da assicurare continuità
e comprensione.
Tale concezione intende essere un modello concettuale di riferimento per ogni professionista che opera
presso le strutture della Fondazione Sirio.
Il modello concettuale si definisce attraverso il modo in cui una struttura interpreta i cinque elementi che si
ritengono fondamentali per la nostra attività: l'uomo, la salute e malattia, l'ambiente e le cure. La definizione
di tali elementi costituisce una guida per la pratica professionale ed orienta gli aspetti deontologici e
attitudinali del personale e quindi gli elementi essenziali a cui fare riferimento :
·
l'essere umano
nella nostra concezione, conformemente a quanto indicato dall'OMS, l'essere umano è da considerarsi
nel suo insieme bio-psico-sociale e spirituale, come un sistema aperto in continua evoluzione.
·
la salute
è per noi la capacità dell'individuo di mantenere un equilibrio muovendosi su quattro assi (biologico,
psicologico, sociale, spirituale) e di adattarsi contemporaneamente all'ambiente in cui vive, interagendo
con esso. Tale equilibrio è soggettivo, dinamico e in continuo cambiamento.
·
la malattia
è quella situazione in cui l'equilibrio descritto sopra subisce delle alterazioni che non consentono più
all'individuo di dare adeguata risposta ai propri bisogni e d'interagire in modo efficace con il suo
ambiente.
·
l'ambiente
è un sistema generale all'interno del quale altri sottosistemi quali famiglia, persona, gruppo, società,
lavoro, cultura, ecc. sono in relazione tra di loro. Le interazioni fra questi sistemi comportano un continuo
riadattamento reciproco.
·
L’intervento di rete
che assicura all’utente una presa a carico mirata, condivisa e coordinata fra gli operatori coinvolti, siano
essi professionisti della Fondazione o esterni ma anche altre figure che ruotano attorno all’individuo
(parenti, amici, docenti,…).
In questa concezione, punto centrale della cultura istituzionale è la professionalità, fondata sul concetto di
delega e responsabilizzazione del singolo individuo, a cui vengono riconosciute professionalità, conoscenza
e competenza. Queste doti sono messe al servizio di tutta la comunità istituzionale ed integrate con la
filosofia della Fondazione, al fine di creare un clima compatto e coeso che permette di operare
sinergicamente nella stessa direzione con uno spirito positivo e costruttivo. Il personale della Fondazione si
avvale delle riunioni d’équipe, dello strumento supervisione ed è stimolato ad aggiornare la propria
formazione sia tramite formazioni interne sia tramite opportunità esterne come corsi, seminari, giornate di
studio, tutto questo al fine di consentire una crescita professionale e personale per fornire all’utente le
risposte migliori.
Le strutture ed i servizi gestiti dalla Fondazione offrono possibilità abitative, lavorative e di tempo libero e di
sostegno per rispondere a bisogni molto diversi tra loro, ma che perseguono tutte i seguenti obiettivi :
-
aiutare l’utente ad elaborare un progetto di vita emancipativo in accordo con le persone significative
del suo contesto;
-
promuovere lo sviluppo del potenziale cognitivo, pratico e relazionale dell’utente;
-
promuovere il maggior grado di autonomia possibile per l’utente;
4
-
promuovere un inserimento attivo e responsabile dell’utente nel proprio contesto di vita;
-
aiutare l’utente a gestire i diversi ruoli richiesti dai diversi contesti di vita;
-
promuovere la costruzione di una rete di persone significative funzionale ad un’integrazione sociale;
-
evitare la psichiatrizzazione e la conseguente inabilità lavorativa e sociale dei giovani, con il rischio
di perdita di autonomia, emarginazione e stigmatizzazione. Per questo motivo riteniamo importante
poter erogare le nostre prestazioni anche ad utenti non ancora a beneficio di una rendita AI che nel
corso della loro vita sono stati confrontati con ricoveri o con servizi ambulatoriali del settore.
-
riabilitare e reinserire a livello sociale e professionale le persone con disagio psichico e/o inabili al
lavoro.
La missione, i valori e gli obiettivi della Fondazione ci hanno accompagnato e sostenuto nell’azione compiuta
durante tutto il 2014. Le principali attività svolte sono raccolte e commentante al paragrafo seguente.
1.2
TABELLA RIASSUNTIVA DEGLI INTERVENTI 2014
Sulla base di quanto esposto e tenuto conto della difficile situazione in cui appariva la Fondazione ad inizio
2014 riteniamo utile esporre i principali interventi effettuati così come le principali attività realizzate alfine di
rispondere in maniera efficace ed efficiente agli obiettivi che la Fondazione deve adempiere.
N°
Obiettivo
Tempistica
definita
SI
1
1.1
1.2
Riorganizzazione dell’amministrazione
centralizzazione dell’amministrazione
Bellinzona
diminuzione personale amministrativo (50%)
giugno 2014
X
luglio 2014
X
1.3
acquisto programma informatico ISAWIN
giugno 2014
X
1.4
nuova identità societaria (sito, opuscolo, logo)
autunno 2014
2
2.2
Interventi sulle strutture
Nuova sede Spazio abitativo Nikaypa
giugno 2014
2.3
Presentazione nuovo progetto Nikaypa
aprile 2014
2.4
aprile 2014
X
2.5
Casa Mistral presentazione progetto
appartamento
Realizzazione progetto appartamento
maggio 2014
X
2.6
Casa Sirio riorganizzazione
agosto 2014
2.7
Bar centro sociale diminuzione personale (50%)
giugno 2014
X
luglio 2014
X
2.8
Riorganizzazione Bar centro sociale (orari,
listino prezzi)
Riorganizzazione Laboratori Dragonato
31 dicembre 2014
X
3
3.1
3.2
Condizioni da ottemperare ai fini del rilascio
dell’Autorizzazione d’esercizio
Definire un mansionario per ogni funzione
Definire e applicare una politica al rischio di
abusi e maltrattamenti, e garantire a tutto il
personale appropriati momenti di formazione e
supervisione
Se no
quando
dicembre
2014
X
30 novembre 2014
31 dicembre 2014
NO
X
luglio 2014
X
aprile 2015
X
dicembre
2014
X
5
3.3
3.4
3.5
3.6
Mettere a punto una politica di informazione
trasparente delle proprie attività (sito, opuscolo)
31 dicembre 2014
Bar centro sociale deve definire e applicare una
chiara modalità di comunicazione e
collaborazione interna
31 dicembre 2014
X
Bar centro sociale deve disporre per ogni utente
di un dossier aggiornato e completo con le
informazioni più importanti
31 dicembre 2014
X
Definire, aggiornare e valutare per ogni utente
un piano individualizzato degli interventi
31 dicembre 2014
X
X
gennaio 2015
Come già evidenziato, la tabella è un riassunto di obiettivi specifici, nella fattispecie ognuno di questi obiettivi
rientra nella strategia 2014 sviluppata su tre assi portanti:
Sviluppare la fusione tra fondazioni da un punto di vista concettuale tramite la conoscenza e il confronto tra
modelli di presa a carico dell’utenza, per poter sviluppare un’offerta complementare (riunioni mensili con
coordinatori e gruppi di lavoro, visite alle varie strutture, costruzione di documentazioni e pratiche uniche per
tutte le strutture, lavoro sul sistema Qualità);
Riorganizzazione dell’offerta, adeguamento e ridimensionamento in rapporto alle richieste tramite la
riorganizzazione dei progetti Spazio abitativo Nikaypa e Laboratori Dragonato oltre ad un eventuale
ridimensionamento e la scrittura del progetto Casa Mistral (ex UAE Balerna);
Assestamento della parte finanziaria tramite l’aumento dell’occupazione nelle strutture, il ridimensionamento
delle percentuali lavorative del personale e l’eliminazione di tutte le spese che nell’attuale situazione
risultano non di primaria importanza.
6
2
SERVIZI
2.1
2.1.1
CENTRO RICREATIVO “ WHY NOT ” (WN)
(Spazio per il Tempo libero)
Andamento e descrizione generale dell’attività
Nel corso del 2014, WN ha proposto molteplici momenti per il tempo libero, offrendo varie attività in ambito
ricreativo, artistico, creativo, culturale e sportivo.
In ottemperanza al mandato, l’offerta di attività è stata intesa alla partecipazione sia di persone a beneficio di
una rendita AI (di seguito utenti) sia al resto della popolazione (di seguito esterni). In tal modo si è cercato di
raggiungere l’obiettivo principale di creare occasioni di integrazione sociale in un contesto normalizzante.
È convinzione del servizio che le attività proposte possano sortire effetti positivi, non solo per il benessere
psicofisico dei partecipanti, ma anche per l’instaurazione di un ambiente amichevole che spesso facilita la
nascita di costruttive relazioni sociali fra le persone.
Nel corso dell’anno sono stati programmati in totale 319 momenti di attività. Di questi, 136 sono stati svolti,
183 sono stati invece annullati prevalentemente per insufficienza o mancanza di iscrizioni ma alcuni per le
condizioni meteo sfavorevoli rispetto all’attività proposta. La partecipazione totale è stata di 880 presenze,
336 delle quali sono da considerarsi utenti e 544 esterni. Il bacino di utenza proviene prevalentemente da
servizi e strutture del territorio. Alcuni utenti non fanno riferimento a servizi o strutture.
Per quel che concerne le attività svolte presso l’osteria Zanzibar, sono state organizzate varie esposizioni di
dipinti e 4 relativi vernissage, il 25° anniversario di Why Not, una cena con delitto e una festa d’autunno.
Quest’ultima non si è svolta per insufficienza di iscritti. In quest’ultimo anno WN ha riproposto alcune offerte
di weekend invernali e primaverili che purtroppo non hanno trovato molto riscontro. Sono inoltre stati
organizzate due vacanze: a luglio in Sicilia e a fine anno a Davos e; alla prima hanno partecipato 9 persone
mentre la seconda è stata annullata per insufficienza di iscritti. La media generale dei partecipanti alle attività
è di 6,5; la media degli utenti è 3.
2.1.2
Novità e migliorie
Rispetto al precedente anno vi è stata una diminuzione generale della media di utenti e esterni. Ciò ha
portato all’esplorazione, insieme ai partecipanti e altre persone interessate, di altre attività del tempo libero di
maggiore interesse con l’intento di strutturare l’offerta di attività a partire dai bisogni avvertiti e delle
situazioni contingenti. Relativamente all’offerta di attività in senso generale, si è prestata molta attenzione
alle richieste più o meno esplicite provenienti da tutti i contatti, ponendosi WN, in tal modo, in una condizione
di continua dinamicità ed innovamento, pur mantenendo saldi i principi che ne sottendono il funzionamento
generale.
Il database dei contatti è stato interamente rivisto e sono stati mantenuti solo i nominativi delle persone con
le quali si è avuto contatto negli ultimi tre anni.
La versione cartacea del programma è stata cambiata. Il nome “Programma” ha sostituito il precedente
“News”. Inoltre è stato modificato il formato da A4 in A5 rendendolo più pratico in quanto di dimensione
tascabile. La periodicità di distribuzione è attualmente bimestrale e non più mensile. Quest’ultimo
cambiamento è stato adottato per permettere una più facile programmazione da parte delle persone
interessate.
7
2.1.3
Numero e tipologia delle attività proposte/numero dei partecipanti(persone con AI e senza AI)
ATTIVITÀ ORGANIZZATE E SVOLTE NEL 2014
Totale
uscite
totale ore
totale presenze
esterni
totale presenze utenti
media presenze utenza
136
580:00
544
336
3
totale presenze
880
Gite in montagna
uscite
totale ore
totale presenze
esterni
totale presenze utenti
media presenze utenza
3
27:30
4
8
2.67
totale presenze
12
Gite con le racchette da neve
uscite
totale ore
totale presenze
esterni
totale presenze utenti
media presenze utenza
1
10:00
2
1
1
totale presenze
3
Attività musicali
uscite
totale ore
totale presenze
esterni
totale presenze utenti
media presenze utenza
13
23:00
15
14
1
totale presenze
29
Uscite per concerti
uscite
totale ore
totale presenze
esterni
totale presenze utenti
media presenze utenza
1
4:00
0
2
2
totale presenze
2
8
Attività di fotografia
uscite
totale ore
totale presenze
esterni
totale presenze utenti
media presenze utenza
8
55:00
29
15
2
totale presenze
44
Gite ricreative
uscite
totale ore
totale presenze
esterni
totale presenze utenti
media presenze utenza
5
52:00
15
15
3
totale presenze
30
Cene e feste allo Zanzibar
uscite
totale ore
totale presenze
esterni
totale presenze utenti
media presenze utenza
7
32:00
260
3
3
totale presenze
263
Cene e feste non allo Zanzibar
uscite
totale ore
totale presenze
esterni
totale presenze utenti
media presenze utenza
2
5:00
2
7
4
totale presenze
9
Vacanze e weekend
uscite
totale ore
totale presenze
esterni
totale presenze utenti
media presenze utenza
4
08:00
12
29
3
totale presenze
41
Uscita teatri
uscite
totale ore
totale presenze
esterni
totale presenze utenti
media presenze utenza
1
5:00
0
2
2
totale presenze
2
9
Manifestazioni sportive
uscite
totale ore
totale presenze
esterni
totale presenze utenti
media presenze utenza
5
24:30
3
15
3
totale presenze
18
Calcio
uscite
totale ore
totale presenze
esterni
totale presenze utenti
media presenze utenza
13
26:00
17
32
2
totale presenze
49
Calcetto
uscite
totale ore
totale presenze
esterni
totale presenze utenti
media presenze utenza
13
26:00
58
26
2
totale presenze
84
Bowling
uscite
totale ore
totale presenze
esterni
totale presenze utenti
media presenze utenza
5
10:00
3
5
1
totale presenze
8
Ping pong
uscite
totale ore
totale presenze
esterni
totale presenze utenti
media presenze utenza
12
19:00
36
46
4
totale presenze
82
Tennis
uscite
totale ore
totale presenze
esterni
totale presenze utenti
media presenze utenza
4
4:45
7
3
2
totale presenze
10
10
Unihockey
uscite
totale ore
totale presenze
esterni
totale presenze utenti
media presenze utenza
27
35:15
69
49
2
totale presenze
118
Muoto
uscite
totale ore
totale presenze
esterni
totale presenze utenti
media presenze utenza
11
11:00
0
38
3
totale presenze
38
Minigolf
uscite
totale ore
totale presenze
esterni
totale presenze utenti
media presenze utenza
1
5:30
2
6
6
totale presenze
8
Tornei sportivi
uscite
totale ore
totale presenze
esterni
totale presenze utenti
media presenze utenza
4
32:00
10
20
4
totale presenze
30
2.1.4
Strategie di marketing per farsi conoscere
Gli strumenti adottati per far conoscere il servizio alla cittadinanza e ai servizi sono molteplici. In primo luogo
il contatto diretto e la costruzione di relazioni significative con le persone con cui si entra in contatto.
Nel corso dell’anno, si è continuato a dare molta importanza alla costruzione di relazioni significative e di
fiducia con i partecipanti alle attività, le persone interessate a conoscerle e in particolar modo con gli
operatori delle varie strutture sul territorio. Questi ultimi vengono ritenuti importanti collaboratori in quanto
nel loro contesto lavorativo possono avvalersi delle informazioni di WN e delle attività proposte
considerandole come strumento utile alla costruzione dei percorsi con gli utenti che fanno riferimento al loro
servizio. Gli operatori con cui si ha maggior opportunità di contatto sono i colleghi della Fondazione Sirio.
Con ciascuna struttura ci sono regolari contatti e accordi per incontri a vario titolo. In particolare, all’interno
del Centro al Dragonato c’è l’opportunità di presentare il servizio a stagiaire, nuovi utenti del Centro al
Dragonato e ulteriori persone inviate dal servizio di consulenza.
Tra gli strumenti adottati per pubblicizzare le attività previste o possibili, oltre al “Programma” cartaceo, ci
sono il sito web (continuamente aggiornato) e la pagina facebook. Il programma viene inviato a chi lo
desidera nei rispettivi formati cartaceo e/o informatico.
Con l’obiettivo di conoscere e far conoscere il servizio e costruire collaborazioni significative, nel corso
dell’anno si è potuto presentare il Servizio e le attività proposte o possibili in diverse strutture. Insieme a
ciascun operatore con il quale si è entrati in contatto, si è definita la necessità specifica in modo da poter
adattare le caratteristiche della presentazione del Servizio. Le richieste sono state in alcuni casi di
presentazione del Servizio alle équipe (Antenna Icaro Bellinzona, Centro Formazione Professionale e
Sociale di Gerra Piano), in altri di presentazione delle attività a gruppi di utenti (Gruppo integrato Migros
11
Fondazione Diamante, Centro diurno Ingrado Bellinzona, Scuola Vita Autonoma Pro Infirmis Locarno). Sono
anche state proposte o ricevute richieste di co-operazione sia da parte di persone operanti nei servizi
(Sebastiano Rapisarda Centro diurno Ingrado Bellinzona, Michela Luraschi Atgabbess, Norberto Analberti
Casa Faro), sia da persone operanti in altri ambiti (Eros Biadici Gruppo Teatro Valle Maggia, Roberto Della
Chiesa – Gruppo idromodellistico Ticinese, Marzio Conti – Sport for Peace Scuola professionale Sportivi
d’elite).
In tal senso WN continua a collaborare ed offrire consulenze relativamente al tempo libero a diversi servizi
offrendo e ricercando in ciò sinergie funzionali ai reciproci bisogni professionali.
2.1.5
Utenza
Come già esposto sopra, in ottemperanza all’obiettivo fondamentale del servizio, l’utenza di WN è suddivisa
in due tipologie: persone a beneficio di una rendita AI (definiti utenti) e altre persone senza una rendita AI
(definiti esterni). Se dal punto di vista del raggiungimento dell’obiettivo del servizio si rende necessario e utile
l’afflusso alle attività da parte di entrambe le tipologie, dal punto di vista amministrativo si rende importante
un elevato afflusso di utenti. Dal punto di vista della presa a carico e quindi del buon funzionamento delle
attività non vengono fatte distinzioni tra utenti ed esterni, in quanto entrambi sottostanno al “Regolamento
del Centro Ricreativo Why Not”. La necessità, da parte dell’animatore, di intervenire ai fini del buon
funzionamento delle attività in corso è rinvenibile nei confronti sia di utenti sia di esterni. Dal punto di vista
dei comportamenti sociali, alcuni esterni sono in varie situazioni da rendere attenti tanto quanto alcuni utenti.
Da un punto di vista generale, il ricambio di persone affluenti alle attività è elevato. Pur essendovi persone
che frequentano alcune attività da molto tempo, si assiste a persone nuove che arrivano e altre che non
frequentano più. Questo si riflette infatti anche su alcune attività che pur avendo riscontrato successo in un
determinato momento, pian piano o improvvisamente non sono più oggetto di interesse. Ciò richiede un
continuo e costante monitoraggio degli interessi e una pronta reazione a modificare le proposte.
2.1.6
Commento dei dati sopra esposti.
Dai dati sopra esposti è possibile dedurre un andamento generale e quindi alcune indicazioni fornite dalle
medie. Ciò non permette tuttavia un riscontro sulla frequenza dei singoli individui ne sulla qualità della
soddisfazione di ciascun individuo rispetto ad un eventuale obiettivo ricercato. Inoltre i dati indicano le medie
sul numero totale di tutte le attività svolte o sul totale di eventi riguardanti un tipo di attività. Questo equivale
a dire che alcune attività in alcune date hanno goduto di un buon numero di partecipanti mentre in altre date
di un numero inferiore. Si è ritenuto ciò nonostante importante effettuare le attività che hanno visto
l’iscrizione di un numero inferiore di partecipanti (a parte i week end o le vacanze) affinché le persone
interessate ad effettuarle potessero beneficiare comunque del Servizio. Questo anche in seguito a quanto
avvenuto nel precedente hanno in cui, al susseguirsi di annullamenti di attività dovuti ad un numero
insufficiente di iscritti è corrisposto vieppiù una diminuzione di iscrizioni. In altre parole, alcune persone
hanno smesso di iscriversi o frequentare le attività poiché stanche di veder annullate le attività per le quali si
erano iscritte. Tali dati non tengono inoltre in considerazioni utenti non ancora o mai inseriti quali utenti
poiché hanno frequentato alcune attività a titolo di prova o per curiosità e di conseguenza non sono
annoverati tra la lista di utenti figurando pertanto nei dati in qualità di esterni.
Rispetto all’invio del programma in formato cartaceo, l’aggiornamento del database dei destinatari e il
passaggio ad un edizione bimestrale hanno portato una riduzione di spese postali di oltre il 75%. A queste
sono da aggiungersi la stessa riduzione percentuale per quanto riguarda i costi del materiale e del lavoro di
stampa svolto dall’Atelier “Lavori di serie”.
2.1.7
Eventuali problematiche aperte e prospettive per il futuro.
Alcune attività legate all’ambito creativo e artistico (musica, pittura e lavori creativi) richiedono la possibilità di
lasciare nel luogo dove si praticano alcuni materiali e comunque di godere di uno spazio appositamente
attrezzato o dedicato allo scopo. A titolo di esempio, per le attività musicali o di pittura sarebbe utile uno
spazio dove poter lasciare alcuni materiali da ritrovare ogni volta senza la necessità di dover sgomberare
ogni volta il luogo utilizzato. Anche rispetto ai giorni e agli orari, tale spazio potrebbe essere frequentato
anche durante il giorno e nei giorni infrasettimanali rispetto alla possibilità attuale a carattere serale o del fine
settimana. Per alcune persone, poter frequentare una tale attività durante il giorno e nei giorni
infrasettimanali sarebbe preferibile rispetto all’offerta attuale. Tale luogo potrebbe risultare utile anche per
ulteriori attività quali ad esempio corsi per l’utilizzo del PC o altro.
12
3
STRUTTURE LAVORATIVE
3.1
CENTRO AL DRAGONATO
Il Centro al Dragonato ha iniziato la sua attività nel 1989 e si occupa di persone maggiorenni con disagio
psichico e relazionale, che per varie circostanze della vita si trovano momentaneamente in difficoltà e sono a
beneficio dell’assicurazione invalidità o hanno una richiesta di prestazioni AI in corso.
L’obbiettivo principale del Centro a Dragonato consiste nell’attivare le risorse personali di ogni individuo e
della sua rete significativa, e nel promuovere lo sviluppo del suo potenziale cognitivo, pratico e relazionale,
al fine di favorire la possibilità di cambiamenti qualitativi nei diversi ambiti della vita, come pure
l’emancipazione dalla rete socio-assistenziale.
Il sostegno di un’équipe multidisciplinare garantisce la proposta di un contesto normalizzante, finalizzato a
sostenere i cambiamenti desiderati, considerando le potenzialità e le difficoltà della persona.
La presa in carico che caratterizza il Centro, fa riferimento all’ottica sistemica, costruzionista e cognitivorelazionale, teorie sulle quali è basata la particolarità della sua suddivisione su due livelli:
-
il Servizio di consulenza sociale e il servizio di counselling
la presa in carico lavorativa: i 4 atelier di lavoro (laboratori protetti)
Durante l’anno vi è stato inoltre un importante cambiamento a livello organizzativo, ossia il distacco del foyer
Nikaypa e del servizio Why Not dal Centro al Dragonato, che sono diventati servizi a sé stanti della
Fondazione Sirio.
Questo importante cambiamento è stato oggetto di riflessione e ri-organizzazione da parte dell’équipe nella
gestione dei ruoli e delle modalità di presa in carico.
3.1.1
Servizio di consulenza e progettazione
Il modello di riferimento del CaD sottolinea come l’interazione complessa tra linguaggio e relazione
all’interno dei diversi contesti, definisca sia i ruoli, sia le identità, sia i comportamenti delle persone, e che sia
quindi uno dei fattori che influenzano il percorso dell’individuo.
Per poter raggiungere l’obiettivo generale del Dragonato, ogni contesto viene dunque tenuto ben distinto.
Sin dall’inizio della presa a carico, l’utenza ha la possibilità di sperimentarsi o ri-sperimentarsi nelle diverse
“palestre relazionali”, con l’obbiettivo di imparare ad assumere atteggiamenti adeguati in relazione ai diversi
contesti; ad esempio sul posto di lavoro non si parla di malattia o problemi famigliari, come pure con il
consulente sociale non si entra in merito a problematiche di tipo tecnico-lavorativo.
Allo stesso modo ogni professionista assume un ruolo che è delimitato al suo ambito; ad esempio ai vari
incontri famigliari o con la rete, generalmente non vengono coinvolti gli operatori degli atelier. Questa scelta
aiuta a ricreare un contesto “normalizzante”, e di conseguenza promuove, ad esempio all’interno degli atelier
di lavoro, comportamenti funzionali al contesto. La differenziazione degli interventi, consente di progettare
dei percorsi riabilitativi efficaci e facilita il processo di decostruzione e ricostruzione di un’identità alternativa
a quella di “paziente psichiatrico”, auspicata e fondamentale per rispondere al nostro mandato di
reinserimento socio-professionale.
In un’ottica normalizzante, anche l’uso di un linguaggio coerente con gli obiettivi proposti, oltre all’assunzione
di un ruolo ben definito (sul lavoro è un dipendente e l’operatore sociale è il “datore di lavoro”) aiuta a
ricreare una realtà alternativa a quella clinica.
La figura del consulente sociale ha tra i suoi compiti, quello di fungere da garante di questa suddivisione dei
contesti, assumendo un ruolo di coordinatore “al di sopra delle parti” e al contempo di favorire un scambio
volto a co-costruire rappresentazioni funzionali e strategie utili per raggiungere gli obiettivi concordati.
13
3.1.1.1
Andamento e descrizione generale dell’attività
Il personale impiegato nel servizio di consulenza e progettazione ammonta ad una percentuale del 240%. Vi
lavorano un’assistente sociale al 60% con formazione triennale in counselling ad orientamento cognitivo
sistemico, un’educatrice al 80% con mansioni da assistente sociale e un educatore sociale al 100% con
formazione triennale in counselling e con la funzione di coordinatore delle strutture Dragonato.
Il servizio sociale viene finanziato tramite un contributo fisso dal Cantone e dall’UFAS. L’ATTGABBES funge
da Associazione mantello per l’amministrazione dei finanziamenti attraverso l’articolo 74, dell’UFAS.
A questo livello, dove arrivano le segnalazioni e se del caso avviene il primo colloquio (in seguito alla
valutazione telefonica della richiesta), i consulenti sociali si preoccupano di considerare le aspettative del
richiedente e delle sue persone significative, al fine di verificare se il Centro può offrir loro un aiuto concreto.
Solo se tale premessa è soddisfatta, viene co-progettato un percorso individualizzato.
In tale servizio sono effettuati, in ottica sistemica, i colloqui di sostegno e il coordinamento del progetto con
la rete terapeutica, famigliare e gli operatori di riferimento del Dragonato.
L'attività dei consulenti in relazione all'utenza si è dunque articolata in:
·
“primi colloqui”, quali incontri preliminari informativi, durante i quali il consulente esplora la richiesta e
le aspettative dell'utente e della rete, informa sull'attività del Centro e valuta assieme ai presenti se vi
sono le premesse per la condivisione di una presa a carico.
·
“colloqui di progettazione”, durante i quali vi è la condivisione degli obbiettivi e la co-costruzione di
un percorso di presa a carico, volto a favorire la riattivazione delle risorse e l'acquisizione di nuove
competenze da parte dell'utente, tenendo conto delle peculiarità e unicità di ogni situazione.
·
“colloqui di sostegno e/o di counselling”, volti a garantire una costante verifica degli obbiettivi e un
sostegno relazionale che consenta la co-costruzione di strategie utili alla gestione delle difficoltà e
adeguate al contesto in cui la persona si sta sperimentando, e favorisca la decostruzione di narrative
disfunzionali e la condivisione di nuove narrative possibili.
·
l'attività di “case manager” nella quale il consulente valuta, coordina e verifica i vari aspetti
dell'intervento, collegando e coinvolgendo la rete significativa in un progetto dinamico e flessibile.
Tutto questo nell'ottica di garantire un sostegno evolutivo volto ad affiancare l'utente verso il raggiungimento
della sua maggiore autonomia possibile.
All'interno del Centro inoltre i consulenti hanno portato il loro contributo nei momenti di intervisione,
favorendo, in collaborazione con l'équipe, la co-costruzione e la condivisione di narrative e strategie utili a
garantire, in un clima di non-giudizio, il sostegno ai membri dell'équipe e la condivisione di prese a carico
rispettose della specificità di ogni utente.
I rapporti con i famigliari e rappresentanti legali sono inoltre importanti per poter accompagnare la persona in
un percorso di reinserimento socio-professionale. A partire dai primi colloqui di ammissione si cerca di
coinvolgere le persone significative all’utente. Lo scopo della partecipazione dei famigliari e/o rappresentanti
legali, consiste nel cercare di costruire una squadra simbolica attorno alla persona avendo un obiettivo
comune e rinforzando così le possibilità di riuscita o integrazione. Questo aspetto di collaborazione diventa
fondamentale per poter aiutare l’utente nel suo progetto dando uno stesso messaggio da parte di tutte le
persone coinvolte nel suo reinserimento. Per tale motivo ci sono contatti regolari e colloqui di bilancio dove
viene descritto il percorso dell’utente con i vari miglioramenti e/o difficoltà emerse. Durante tutto il percorso, il
coinvolgimento della famiglia deve essere concordato e utile al progetto dell’utente, esistono situazioni dove
inizialmente viene richiesta una certa distanza da parte della famiglia o dell’utente. I rappresentanti legali
invece, devono obbligatoriamente essere coinvolti visto il loro ruolo. In tal senso qualsiasi cambiamento o
modifica del progetto viene condiviso e deve essere accettato dal rappresentante legale.
E' stata inoltre mantenuta la riunione settimanale per i consulenti, reintrodotta nel 2013, durante la quale, in
collaborazione con il coordinatore, si organizza e gestisce la presa in carico delle nuove segnalazioni,
tenendo conto della disponibilità e della peculiarità di ognuno.
14
3.1.1.2
Novità e migliorie
Nell’anno 2014 è stato riproposto il seguito di uno stagiaire SUPSI all’ultimo anno del ciclo di formazione,
nell’opzione assistente sociale, con esito più che positivo da entrambe le parti. Sono inoltre stati seguiti altri
6 stagiaire che erano inseriti all’interno degli atelier di lavoro.
Durante l’ anno ci sono stati dei cambiamenti importanti di logistica, di presa in carico dell’utenza e
amministrativi - burocratici.
Il primo punto, quindi quello logistico, riguarda il trasloco interno degli uffici di consulenza; dall’ultimo piano
sono stati trasferiti al primo piano della casa. Questa modifica ha dato l’opportunità di rimettere dell’ordine in
tutta la documentazione come pure di ripitturare i locali, mansione effettuata dagli utenti in collaborazione
con l’atelier.
A seguito di una riflessione sulle segnalazioni che venivano effettuate dalla rete sul territorio ticinese, la
presa in carico dell’utenza ha subìto delle modifiche, in particolare le condizioni di ammissione; negli anni
precedenti richiedevamo la conferma, attraverso degli screening delle urine, l’astinenza dall’uso di sostanze
stupefacenti, prima e durante il percorso al Dragonato.
Attualmente, anche per motivi finanziari, non viene richiesto tale test, ad eccezione di situazioni dove l’uso di
sostanze risulta essere la problematica primaria. Si interpella quindi l’ente competente per effettuare dei
controlli regolari.
Tale cambiamento ha portato l’équipe a riflettere a più riprese sui vantaggi e i possibili rischi di tale presa in
carico. Al momento risulta essere prematuro stilare un bilancio.
Sempre per l’aspetto delle condizioni di ammissione, nel 2014 c’è stata la possibilità di inserire presso il
centro del Dragonato due persone seguendo un principio di prevenzione che è dettato dall’Art. 18 del
“Regolamento della legge sull’integrazione sociale e professionale degli invalidi”.
Il vantaggio di questa misura è quello di poter inserire delle persone in una situazione dove ancora non è
stata avviata tutta la “trafila di richiesta AI” privilegiando la persona in difficoltà a rimanere in un ruolo attivo
senza avere già un’eventuale etichetta di invalido con il rischio di una maggior chiusura e demotivazione ad
investire in un progetto professionale.
Oltre all’aspetto delle ammissioni è stata aggiunta una nuova tipologia di presa in carico offrendo all’utenza
un percorso in più rispetto al passato, differenziato attraverso un contratto specifico e di conseguenza un
piano di sviluppo individuale che non necessariamente verte sull’obiettivo di un reinserimento professionale
esterno.
Per valutare l’evoluzione del progetto abbiamo definito due tempi di verifica; il primo dopo 3 mesi dalla firma
del contratto, con un bilancio della situazione, il secondo, dopo un totale di 6 mesi, per valutare il passaggio
ad un altro tipo di presa in carico con un contratto di allenamento al lavoro.
Viene quindi stabilita una percentuale minima di presenza, pari ad un 50%, da raggiungere dopo i sei mesi in
ambito protetto. In caso contrario si accompagnerà la persona, con il sostegno della rete significativa, ad una
struttura adeguata alla richiesta del momento (ad. esempio un centro diurno).
Da ultimo, per quanto riguarda l’aspetto più amministrativo-burocratico, abbiamo potenziato e rivisto tutto il
manuale della qualità aggiungendo diverse modifiche nei flussi e nelle procedure. Inoltre sono stati rivisti
diversi formulari e aggiornati. In concomitanza è stato elaborato un progetto descrittivo sul tipo di presa in
carico e soprattutto sulle teorie di supporto utilizzate per gli interventi educativi del Centro: questo lavoro ha
permesso una ridefinizione e un’ulteriore momento di confronto, scambio e crescita in équipe.
Da questo anno è inoltre il servizio di consulenza che si occupa di dare l’informazione della nuova procedura
della Fondazione Sirio relativa alle segnalazioni di reclamo, eventuali abusi o maltrattamenti. Viene infatti
dedicato un colloquio specifico durante il quale, oltre all’aspetto preventivo, si vuole promuovere maggior
consapevolezza rispetto ai propri diritti consegnando inoltre, diverso materiale informativo.
15
3.1.1.3
Numero delle segnalazioni con ente segnalante/ numero degli interventi/ aumento
diminuzione dei numeri in rapporto al 2013
Il numero di utenti che hanno beneficiato del servizio di consulenza e di colloqui specifici di counselling
durante l’anno 2014 sono stati 109 (di cui 67 nuove ammissioni). Nel 2013 erano invece 93, di cui 43 nuove
ammissioni. Vi è stato dunque un notevole incremento di nuove ammissioni.
La maggior parte delle persone hanno beneficiato di consulenza individuale, famigliare e di rete legata
prevalentemente al sostegno del progetto di reinserimento socio-professionale presso il Centro.
Qui di seguito vengono riportati i dati relativi alla tipologia delle prestazioni del Servizio di Consulenza e
Progettazione effettuate in numero di ore:
Ore di intervento terapeutico e riabilitativo a
beneficiari AI
Ore di consulenza e formazione a beneficiari
AI e ai loro famigliari
2012
2013
2014
1842
1712
1862
401
158
200
2000
1800
1600
1400
1200
1000
individuale
800
famigliare
600
400
200
0
2012
2013
2014
Quello che emerge è che nel 2014 il numero di ore di consulenza è aumentato come pure, seppure il lavoro
con la famiglia.
La maggior parte delle segnalazioni sono state effettuate dai Servizi sociali cantonali (17); emerge inoltre
che 12 persone si sono auto-segnalate in base ad informazioni ricevute da conoscenti.
16
18
16
14
12
10
8
6
4
2
0
Infine, delle 67 persone che hanno iniziato un percorso presso il Centro al Dragonato, 40 sono di sesso
maschile, e l’età media risulta essere di 34 anni.
3.1.1.4
Partecipazione ad avvenimenti esterni/organizzazione di avvenimenti (convegni, seminari,
giornate di formazione)
Nel mese di gennaio 2014, un rappresentate del servizio di consulenza ha partecipato alla “Tavola rotonda
sulla prevenzione della violenza sessuale”, organizzata dalla Fondazione svizzera per la salute sessuale e
riproduttiva. Questo momento formativo ha rappresentato un utile complemento di informazioni, in relazione
alla “Procedura di prevenzione contro l’abuso e il maltrattamento”, ridefinita e adottata durante l’anno.
A fine aprile è stato organizzato, con la presenza del direttore, un incontro con la signora Serenella Maida,
responsabile della formazione continua della SUPSI.
Durante l’incontro abbiamo espresso la nostra disponibilità, in qualità di counsellor, di proporre delle
supervisioni agli studenti durante la loro formazione per l’ottenimento del Bachelor in Lavoro sociale.
La signora Maida ha accolto la nostra proposta di collaborazione, che verrà tenuta in considerazione nella
riorganizzazione dell’offerta di supervisione presso la SUPSI, prevista per il 2015.
A inizio ottobre vi è stata la partecipazione alla presentazione del Progetto di adattamento per le persone
portatrici di handicap, del Percorso didattico di prevenzione degli abusi sessuali “Sono unico e prezioso!”.
E’ stato un momento di condivisione e di collaborazione, utile per conoscere questo strumento di
prevenzione, indirizzato inizialmente ai ragazzi di scuola elementare, e valutarne l’adeguatezza in relazione
all’utenza che seguiamo.
In giugno abbiamo ospitato durante una giornata una giornalista, interessata al nostro orientamento teorico e
pratico, presentato poi in un suo articolo apparso sul settimanale Azione.
Durante tutto l’anno il servizio si è inoltre spostato sul territorio al fine di illustrare e presentare l’offerta del
Centro ad esempio creando contatti con la Clinica S. Croce, il SPS di Bellinzona e Lugano, il SMP Lugano,
le scuole speciali e diverse ARP.
3.1.1.5
Formazione, Supervisione e introduzione al modello Dragonato
Anche durante l’anno 2014 è stato offerto a tutti gli stagiaires SUPSI il primo mese di formazione interna,
finalizzato all’introduzione alle teorie di riferimento declinate nell’intervento, in relazione alle specificità dei
diversi contesti, e all’approfondimento delle abilità relazionali utilizzate dai diversi operatori del Dragonato.
Il servizio di consulenza ha in seguito garantito la formazione e la supervisione agli stagiaires inseriti nei
diversi ambiti. Anche ai nuovi dipendenti assunti è stata impartita una formazione mirata.
Durante l’anno si è lavorato alla ridefinizione del progetto del Centro al Dragonato nel suo insieme, dando
particolare attenzione alle teorie di riferimento, e rivedendo la procedura di presa in carico.
17
Questo lavoro è stato argomento di diversi momenti di confronto e di formazione interna all’équipe.
In alcuni momenti puntuali, in relazione a situazioni d’impasse o di difficoltà, singoli membri di altre strutture
della Fondazione hanno richiesto una supervisione ai consulenti sociali.
3.1.1.6
Utenza
Nel 2014 è stata inoltre data la possibilità a due allievi della scuola speciale, di svolgere due settimane di
stage in atelier, con l’obbiettivo di permettere loro di sperimentarsi in un ambito lavorativo al di fuori del
contesto scolastico, e quindi di osservare le loro abilità lavorative e le modalità relazionali messe in atto. In
entrambe le situazioni sono state coinvolte sia la rete che la famiglia, alle quali al termine dello stage è stato
proposto un incontro di sintesi.
Uno dei due ragazzi al termine dello stage è stato inserito in un progetto di presa a carico al Centro.
Durante tutto l’arco dell’anno abbiamo favorito, quando possibile, il coinvolgimento in particolare della rete
dei collaboratori, come pure quello della loro famiglia, mantenendo con loro un regolare scambio di
informazioni, e proponendo degli incontri di condivisione e co-costruzione del progetto e di sintesi.
Poco meno di un terzo delle persone che si sono rivolte al Centro al Dragonato non hanno una rendita AI,
ma una domanda in corso. Questo ci ha permesso in diverse situazioni di lavorare in un’ottica di
prevenzione, quindi di ri-attivare le risorse degli utenti e della loro rete, e di favorire così il loro reinserimento
prima dell’assegnazione di una rendita.
Questionario di Soddisfazione 2014
Anche durante l’anno 2014 il servizio di consulenza si è occupato di raccogliere il grado di soddisfazione
dell’utenza inserita al Centro, attraverso la somministrazione di formulari anonimi che andavano ad indagare
le seguenti domande:
1. A suo avviso come è stata l’accoglienza e la disponibilità nei suoi confronti da parte degli operatori del
Centro al Dragonato?
2. Ritiene di aver ricevuto informazioni complete ed esaurienti in merito ai servizi offerti dal Centro al
Dragonato?
3. Quanto è soddisfatto del suo percorso presso il Dragonato?
4. Ritiene che la sua richiesta iniziale sia stata accolta con tempestività dagli operatori del Centro al
Dragonato?
5. Ritiene di aver potuto discutere in maniera approfondita la sua situazione personale con il consulente
designato del Centro al Dragonato?
6. È soddisfatto della soluzione concordata rispetto alle sue esigenze iniziali?
7. È soddisfatto delle prestazioni del Centro al Dragonato in generale?
8. È soddisfatto delle prestazioni del servizio di consulenza?
9. È soddisfatto delle prestazioni della sede lavorativa?
18
Soddisfazione utenza 2014
12
11
9
6
6
4
3
9
9
7
5
3
4
4
2
1: ottimo
3
4
9
5
4
1
8
7
6
5
1
1
12
11
3
4
3
1
7
1
5
2: molto buono
3: buono
4: sufficiente
5: pessimo
Su 24 formulari consegnati, 20 sono stati ritornati. Da questi emerge un risultato molto positivo.
Segue infine un riassunto relativo a quanto commentato dall’utenza:
Altri suggerimenti o osservazioni:
Ø Trovare uno spazio per dei parcheggi dedicato ai collaboratori che sono automuniti e vorrebbero
venire al lavoro in macchina.
Cose apprezzate e che hanno aiutato maggiormente
Ø
Ø
Ø
Ø
Ø
Ø
Ø
Ø
Ø
La collaborazione tra tutte le parti coinvolte
L’ambiente positivo sul posto di lavoro.
La disponibilità dei datori di lavoro.
L’andamento del progetto.
L’ascolto da parte dei consulenti e dei datori di lavoro e l’aiuto che danno per affrontare un
problema.
Lasciare che la persona si sperimenti nell’ambito lavorativo in base alle conoscenze che ha.
I colloqui.
Rispetto della propria richiesta, dei propri tempi (percentuale lavorativa).
Impegnare il tempo.
Consigli verso il Centro al Dragonato
Ø
Ø
Ø
Ø
Avere uno spazio di lavoro proprio e spazi adeguati per lasciare il proprio materiale e cambiarsi.
Una mensa per i collaboratori.
Un aumento di salario.
Dei lavori di manutenzione per privati (tagliare l’erba…).
19
3.1.1.7
Problematiche aperte e prospettive per il futuro del servizio
Altri progetti prevedono l'ampliamento dell'offerta di incontri di counselling (consulenza psicosociale), gestiti
dai 2 counsellor (consulenti psico-sociali) con titolo riconosciuto a livello federale. Si vorrebbe infatti
promuovere l’offerta di colloqui di counselling, individuali o di gruppo, sia ai professionisti del settore, sia ai
famigliari di utenti a beneficio di prestazioni AI.
Si sta inoltre valutando la possibilità di offrire il servizio di counselling agli operatori delle altre strutture della
Fondazione Sirio.
Durante il 2015 si continuerà il lavoro di presentazione del Centro presso le strutture e gli enti collocanti
presenti sul territorio. L’obiettivo, oltre alla presentazione dei servizi, è quello di indagare quali sono gli
attuali bisogni dell’utenza con disagio psichico, al fine di poter eventualmente modificare le modalità di presa
in carico.
Nel 2014 non abbiamo più ricevuto la richiesta dalla polizia per la giornata di sensibilizzazione agli aspiranti
poliziotti. Vi è quindi l’intenzione di riprendere contatto per dare la nostra disponibilità nel riproporre tale
spazio formativo.
3.1.2
Atelier di lavoro – laboratori protetti
Attualmente i quattro laboratori protetti del Centro al Dragonato, che offrono 26 posti, sono concepiti come
una sorta di “palestra lavorativo-relazionale”. La persona al suo interno ha la possibilità di confrontarsi con le
regole, i ruoli, i ritmi e le relazioni presenti in un qualsiasi posto di lavoro. Viene auspicato un minimo di
impiego lavorativo del 50%, da raggiungere entro i sei mesi dall’ammissione; con l’esperienza abbiamo però
osservato che ciò non è sempre realizzabile. A questo proposito abbiamo creato dei contratti specifici che
tengono conto di questo aspetto.
Sebbene ogni settore svolga attività pratiche specifiche, come pure miri ad obiettivi generali diversi, tutti i
laboratori protetti hanno caratteristiche comuni (definizione di obiettivi specifici, modalità comunicative e di
presa in carico, aspetti contrattuali,…).
3.1.2.1
3.1.2.1.1
Take Away
Andamento e descrizione generale dell’attività:
L’atelier Take Away ha continuato il servizio di preparazione pasti per i clienti esterni mantenendo qualità e
attenzione per i cibi sani. Durante tutto l’anno abbiamo fornito dei pasti per adulti, ragazzi e bambini
all’interno di asili, gruppi di formazione, colonie e altre attività come “party”, buffet e catering.
L’anno è stato caratterizzato dall’assenza del responsabile di atelier, dovuta a malattia, quindi sostituito per 5
mesi da un’educatrice e una cuoca.
I nostri clienti hanno risposto al servizio con una continuità nelle loro richieste, infatti, hanno confermato la
collaborazione lavorativa per l’anno a venire. Il nostro intento è che i prodotti offerti possano rispondere alla
necessità di ogni gruppo con le sue caratteristiche, assicurando, per di più, una consegna a domicilio in
tempi reali in modo da preservare un rapporto di fiducia duraturo.
Per quanto riguarda il servizio agli asili nido Gatta ci Cova, Castello dei bimbi e Scuola Steiner possiamo dire
che il numero dei menu sono rimasti nella media aspettata, con un sensibile calo rispetto all’anno
precedente dovuto al numero di bambini presenti in alcuni asili. Tale calo è stato recuperato con la
prestazione di servizi ad altri asili: Polo Sud, Polo Nord e Mondo Bimbi, i quali hanno fatto richiesta durante il
periodo di vacanza e di colonie estive.
Per il gruppo Helsana che richiede i nostri menu nelle giornate di formazione, possiamo rilevare una
continuità nel servizio con una leggera diminuzione dei menù, questo è dovuto dal fatto che Helsana, tramite
20
il suo personale interno ha cominciato a preparare in loco pasti quale la pizza e la pasta. Di conseguenza,
queste pietanze non vengono più richieste al nostro servizio.
Oltre alla costante fornitura di pasti per le mense degli asili nido e l’Helsana, l’atelier Take Away, tenendo
conto delle sue limitazioni di spazio e di apparecchiature, ha saputo gestire diverse richieste da gruppi e
persone che conoscono il nostro servizio di catering, offrendo svariate proposte per la realizzazione di
aperitivi, “party” e/o buffet. Vediamo con soddisfazione, come lo rivela la tabella seguente, che sono
aumentati i numeri di servizi catering prestati durante il 2014.
Clienti
Centro di formazione Helsana
Asili
Steiner
Clienti diversi
Totale
Apero
Party
Buffet
8
8
4
4
5
5
Menu
1427
5821
1857
1502
10607
Catering
16
16
Durante il 2014 si osserva che il Take Away ha aumentato il numero di servizi catering prestati.
3.1.2.1.2
Novità e migliorie
Quest’anno abbiamo conseguito il marchio “Fourchette Verte” per un’alimentazione equilibrata. Questo
marchio ci è stato riconosciuto per gli asili nido: Gatta e Castello dei bimbi.
L’atelier ha dato inoltre la possibilità a 2 giovani di svolgere lo stage pre-formativo SUPSI attraverso
l’accompagnamento dei progetti lavorativi creati con gli utenti presenti in atelier.
3.1.2.1.3
Utenza
Nell’atelier Take Away ci sono state 18 persone che hanno elaborato un progetto lavorativo di reinserimento
socioprofessionale; 9 di loro hanno intrapreso per la prima volta un percorso lavorativo al Centro, mentre le
altre provenivano da un’esperienza presso un altro atelier del Dragonato o ritornavano dopo ricoveri o altre
esperienze.
Una persona ha fatto un percorso di stage di 3 settimane per la scuola speciale, altre 2 si sono spostate a
fare un’esperienza interna nei servizi di Bar e lavanderia del Centro.
Tutti hanno mantenuto una percentuale lavorativa tra il 40% e il 100%.
Stage esterni:
Utente
A.C.
B.B.
D.K.
S.G.
Ditta di stage
Sala Ferramenta
Ristorante Emerenzia
Gastro SoS
Ristorante Montebello
Osteria Rusca
Osteria del Porto
Fondazione Casa Anziani
Ristorante Montebello
Data di inizio
01.01.2014
14.04.2014
12.05.2014
12.05.2014
20.04.2014
05.08.2014
01.10.2014
30.09.2014
Data di fine
22.02.2014
09.05.2014
30.05.2014
31.07.2014
23.05.2014
05.09.2014
31.10.2014
10.10.2014
Inserimenti lavorativi esterni:
Utente
B.B.
Ditta
Casa anziani
Data di inizio
settembre 2014
21
3.1.2.2
Osteria Zanzibar
3.1.2.2.1
Andamento e descrizione generale dell’attività:
La cucina prepara ogni giorno un menù vegetariano e uno tradizionale a base di carne o di pesce. Si lavora
con prodotti freschi. Vengono preparati succhi e centrifugati a base di frutta e verdura di stagione. Inoltre,
quotidianamente, offriamo gratuitamente ai nostri clienti un infuso di erbe, radici o fiori, dando delle
informazioni sulle sue proprietà. I clienti sono per la maggior parte impiegati ed insegnanti e la fascia di età
rappresentativa è quella tra i 25 e i 50 anni.
Una delle scelte attuate è stata quella di curare in modo particolare la qualità della cucina, introducendo
piatti vegetariani di qualità e rispettando sempre la stagionalità e la ciclicità dei cibi, in modo particolare per
quel che riguarda le verdure, la frutta e i cereali.
Abbiamo il riconoscimento del marchio “Fourchette Verte”, dunque, non vengono preparati piatti a base di
fritti. Concretamente, sono utilizzati solo grassi vegetali; l’olio d’oliva extra vergine viene usato solo a crudo e
i menù sono studiati bilanciando le componenti di carboidrati, grassi, proteine e fibre, offrendo pasti sani ed
equilibrati, nel rispetto dell’ambiente. Cerchiamo di acquistare sempre prodotti locali e freschi, rispettosi
dell’ambiente. Il budget limitato di cui disponiamo limita ancora l’ampiamento dell’acquisto di frutta e verdura
biologiche.
Continua la collaborazione con la ditta Soyana, la quale ci riconosce una commissione di vendita per un
preciso prodotto.
In questi anni il costo pranzo per i clienti non ha subito rincari nonostante l’aumento dei prezzi dei prodotti
sul mercato.
Continuiamo a richiedere la prenotazione ai nostri clienti e a motivarli verso questa scelta responsabile.
3.1.2.2.2
Novità e migliorie:
Sono stati sostituiti i 2 forni combinati per la somma di CHF 11'800.-- e un frullatore a immersione. Ci è stata
inoltre donata una centrifuga professionale da parte di un cliente anonimo dell’osteria.
3.1.2.2.3
Utenza:
Per quanto riguarda i collaboratori, durante il 2014 si è evidenziato un netto calo delle richieste di
inserimento in cucina.
Questo aspetto e ricollegabile al fatto che, in base alle segnalazioni ricevute dal servizio di consulenza,
l’utenza chiedeva uno spazio di lavoro “protetto e tranquillo” dove poter lavorare: la cucina essendo infatti
strutturata come open-space non risultava essere il luogo ideale dove venire accolti. Diversi utenti hanno
inoltre chiesto il trasferimento in altri atelier di lavoro.
3.1.2.2.4
Integrazione esterna
Non ci sono stati né stages esterni né integrazioni esterne e questo a causa della scarsa occupazione e/o
discontinuità della presenza di collaboratori.
22
3.1.2.3
Atelier di Serigrafia e lavori esterni
3.1.2.3.1
Attività:
La serigrafia negli ultimi anni é risultata sempre meno produttiva rispetto al passato. Questo è dipeso
dall’attrezzatura a nostra disposizione (non più adeguata) e dalla concorrenza locale. Per questo motivo
durante il 2014 è iniziato un nuovo progetto per rispondere meglio ai bisogni della nostra utenza e della
clientela. Le attività sono soprattutto quelle di giardinaggio e di manutenzione.
La maggioranza delle richieste che riceviamo arrivano dalla Fondazione stessa: in particolare la
manutenzione degli stabili del Centro al Dragonato con la sua rispettiva cura del giardino e lavori di
falegnameria (per esempio: lisciare, tagliare ed imbiancare i bancali in legno per il nuovo atelier d’artigianato
creativo).
Grazie al riconoscimento dei nostri lavori, veniamo contattati sempre di più da clienti esterni che ci chiedono
soprattutto lavori di tinteggiatura, giardinaggio e traslochi.
3.1.2.3.2
Novità e migliorie
E’ stata avviata una nuova attività, che riguarda la preparazione di sedie decorate con fumetti con la tecnica
del decoupage, come pure la creazione di porta tabacco. Questa attività, oltre ad essere creativa, permette
di vendere prodotti originali e unici. Ogni utente contribuisce alla creazione di tali opere. A questo proposito
diversi negozi del Bellinzonese hanno iniziato una collaborazione con il Dragonato, mettendo a disposizione
la propria vetrina per l’esposizione.
Durante il 2015 si intente inoltre proseguire nei lavori di miglioria dell’atelier e rispetto all’acquisizione di
nuovi clienti per lavori esterni e di restauro mobili.
Nel corso dell’anno abbiamo infine separato in maniera ben distinta i luoghi delle consegne e i rispettivi
compiti tra i due atelier (Atelier d’artigianato creativo e Atelier di manutenzione e lavori esterni) mantenendo
comunque una stretta collaborazione.
3.1.2.3.3
Utenza
Ci confrontiamo nuovamente con il fatto che riceviamo svariate richieste di inserimento con una percentuale
lavorativa inferiore al metà tempo. Questo aspetto, crea un carico amministrativo ed educativo (colloqui,
contratti, interventi, documentazione,...) molto importante, come pure crea difficoltà nel raggiungere la
percentuale di occupazione totale, nonostante il numero di persone sia nettamente superiore al numero di
posti a disposizione.
Stage esterni:
Utente
G.S.
D.T.
Ditta
Sala Ferramenta
Fidecont SA
Data di inizio
09.12.2014
02.06.2014
Data di fine
19.12.2014
22.08.2014
Inserimenti esterni
Utente
B.D.
D.T.
Ditta
USTRA
Fidecont SA
Data di inizio
settembre 2014
settembre 2014
23
3.1.2.4
Atelier lavori di serie e artigianato creativo
3.1.2.4.1
Andamento e descrizione generale dell’attività
L’Atelier, per quanto riguarda i Lavori di Serie, offre prestazioni e servizi sia ad Enti pubblici sia a privati.
Vengono confezionati libretti, mappette, vengono svolti lavori di cartonaggio, etichettaggio e di spedizione in
genere.
Grazie ad Enti esterni ed alla struttura del Centro al Dragonato, durante l’anno 2014, è stato possibile
svolgere i seguenti lavori:
-
Compiti relativi all’etichettaggio e al piegamento di materiale per conto del Panificio Jowa e
della tipografia Pedrazzini;
-
Lavori di assemblaggio da parte della tipografia Lepori e Storni di Lugano;
-
Lavori di imbustamento per i comuni di Sementina e Monte Carasso;
-
Stampa e composizione block notes e buste intestate Ditta DNS Agno;
-
Volantinaggio per il Teatro del Gatto di Ascona ed il Jazz Club di Ascona;
-
Lavori interni forniti dal Centro al Dragonato. Molti dei lavori svolti nell’atelier “Lavori di Serie”,
vengono commissionati dalla struttura stessa. In particolare, i collaboratori si occupano di
riciclare del materiale per creare post-it, block notes, scatolette, mappette e separazioni per i
classificatori;
-
Stampe, piegature di fascicoli ed imbustamenti per l’attività Why Not;
-
Modifica, stampa, ritaglio biglietti da visita. Rilegature di fascicoli per gli altri atelier del Centro al
Dragonato;
-
Creazione e stampa di cartelli informativi da esporre nei vari spazi del Centro al Dragonato dopo
la ristrutturazione degli stessi (cambio piani uffici,…).
Per adattare l’offerta dell’atelier alle nuove richieste dettate da cambiamenti strutturali ed organizzativi,
Lavori di serie ha iniziato ad occuparsi anche di artigianato creativo. Questo ha permesso di variare ed
ampliare l’offerta di attività e lavori per i collaboratori ed al contempo di proporre una serie di nuovi servizi
rivolti sia all’esterno sia all’interno della struttura Centro al Dragonato.
Nello specifico durante il 2014 si sono svolte le seguenti attività creative:
-
Creazione di etichette munite di nuovo Logo della Fondazione Sirio;
-
Composizione e decorazione gadget natalizi per i clienti del Centro al Dragonato e della
Fondazione Sirio;
-
Creazione di biglietti per le festività sia da vendere a privati sia per la struttura stessa;
-
Riprogettazione e creazione (in collaborazione con l’Atelier di Manutenzione e Lavori Esterni)
del locale “Atelier Artigianato Creativo” nello spazio precedentemente adibito a “Time Out”:
riciclaggio bancali in legno, creazione mobili (costruzione e pittura),…
-
Creazione di oggetti e/o decorazioni su oggetti e mobili (porta tabacco, sedie, tavoli,
comodini,…) con la tecnica dello stencil con fumetti. Anche questa attività si è svolta in
collaborazione con l’Atelier di Manutenzione e Lavori Esterni.
-
Creazione decorazioni per lo spazio Zanzibar.
24
3.1.2.4.2
Novità e migliorie
Durante l’anno 2014 è stata assunta una nuova operatrice di riferimento dell’atelier. A partire da settembre
del 2014 gli spazi e le attività dei due atelier (Lavori di Serie e Serigrafia che condividono la stessa struttura)
sono stati ristrutturati e riorganizzati. L’obiettivo è stato quello di suddividere in modo più strutturato, chiaro e
funzionale ogni locale degli ateliers, questo ha permesso di diversificare le attività e di rendere ogni spazio
specifico, come anche di suddividere i gruppi di lavoro in diverse zone di attività. L’intento è quello di rendere
il posto di lavoro un luogo funzionale non solo al benessere dei collaboratori ma anche allo svolgimento di
diversi tipi di attività lavorative, questo per poter rispondere alle richieste che si fanno sempre più
diversificate ed articolate.
3.1.2.4.3
Utenza
Nell’ atelier Lavori di Serie ed Artigianato Creativo, sono impiegati collaboratori con difficoltà di tipo psichico
e/o fisico, per cui è funzionale dedicarsi ad attività di manualità fine, attività ripetitive e poco diversificate, ad
attività che non richiedono un particolare impegno fisico. All’interno di questo atelier si vuole privilegiare
l’aspetto di allenamento relazionale ma al contempo anche aspetti come la strutturazione del lavoro, il senso
di responsabilità, l’attitudine all’ordine ed al rispetto dell’esecuzione.
Molti collaboratori operano con una percentuale ridotta, pertanto è necessario avere un maggior numero di
presenze per raggiungere il livello di occupazione richiesto. Come anticipato, dai prossimi mesi, ogni
collaboratore avrà 6 mesi per raggiungere l’obiettivo di un 50% d’impiego all’interno dell’atelier.
All’interno dell’atelier sono inserite anche persone che non hanno l’obiettivo di un reinserimento
professionale esterno, ma che sono impiegate presso il Centro da diversi anni e ciò permette loro di avere
un ruolo socialmente attivo. Durante il 2014 queste figure professionali sono state particolarmente
responsabilizzate nel loro ruolo di operai, proprio perché non avendo l’obiettivo di reinserirsi
professionalmente e lavorando da lungo termine presso il Centro al Dragonato, sono diventate come dei
punti di riferimento per gli altri collaboratori che rimangono presso il Centro per meno tempo. Gli operai sono
quindi una risorsa sia per quanto riguarda lo svolgimento delle attività lavorative, sia per quanto riguarda
l’ambiente relazionale all’interno della struttura.
Durante il 2014, le attività di Artigianato Creativo hanno dato l’opportunità a collaboratori con particolari
difficoltà nello svolgimento di attività di manualità fine o di precisione, di potersi sperimentare a lavori legati a
richieste di clienti esterni (quindi gratificanti ed in ogni caso responsabilizzanti) in modo il più possibile
autonomo e con la possibilità di partecipare con creatività ed inventiva a diversi progetti e gruppi di lavoro.
Questa nuova modalità di lavoro sarà da ampliare e valutare anche durante il prossimo anno.
Inserimenti esterni
Utente
G.L.
3.1.2.5
Ditta
Manor SA
Data di inizio
settembre 2014
Commento dei dati sopra esposti
Durante il 2014 sono stati offerti complessivamente 10 stage e si sono concretizzati 4 inserimenti nel libero
mercato del lavoro di persone beneficiarie di rendita AI.
Nella seguente tabella vengono indicati tutti gli utenti che sono stati ammessi in ogni atelier di lavoro. Questo
dato prende in considerazione anche gli utenti che hanno in seguito cambiato atelier.
25
Laboratorio
2013
2014
Zanzibar
18
24
Take Away
18
19
Lavori di serie – artigianato c.
21
36
Serigrafia / manutenzione
18
25
Totale
75
104
Quello che emerge va a confermare l’aumento del lavoro educativo e amministrativo svolto nei 4 atelier e nel
servizio di consulenza, nonostante l’occupazione non soddisfi i parametri stabiliti.
Va inoltre sottolineato che il 2014, sia a livello organizzativo, sia a livello di gestione delle situazioni
segnalate è stato intenso e impegnativo. Come accennato in precedenza vi è stata inoltre una lunga
assenza del responsabile del Take Away, come pure il cambiamento di un altro educatore.
3.1.2.6
Problematiche aperte e prospettive per il futuro
In questo anno come si è potuto osservare in tutti risultati, in generale, una problematica da sempre aperta,
è la sottoccupazione a livello di percentuale nei laboratori. Il numero delle ammissioni delle persone inserite
è rappresentativo ma non copre la percentuale effettiva di occupazione, in quanto questa è determinata dal
numero di ore e non in base alla persona.
Il problema è che dal tipo di accoglienza e di richiesta dell’utenza, sempre più persone necessitano un lavoro
a percentuali ridotte come ad esempio il 20%; di conseguenza possono esserci dei momenti dove vi é un
importante numero di persone ma questo non completa la percentuale di occupazione. Tale possibilità è
molto apprezzata dagli enti segnalanti, ma dovrà essere rivalutata durante il 2015, in quanto le incombenze
e i compiti amministrativi che ogni operatore deve svolgere aumentano sempre di più e sono ovviamente
proporzionate al numero di utenti presi in carico.
Un’altra problematica aperta si collega alla possibilità di ammettere persone a titolo preventivo, come
segnalato nelle pagine precedenti. Abbiamo infatti potuto ammettere due persone durante il 2014: la prima
è riuscita ad inserirsi professionalmente l’altra sta terminando il percorso.
A seguito di altre tre richieste di autorizzazione, sempre a titolo preventivo, l’Ufficio degli Invalidi, ci ha
chiesto d’interessarci presso il segnalante dell’intenzione di effettuare una domanda presso l’assicurazione
invalidità. I segnalanti sono tutt’ora in dubbio se rivolgersi ad un altro ente, poiché vorrebbero evitare
l’eventualità che i giovani si appoggino all’AI senza aver prima potuto ricevere una valutazione pratica.
Resta infine il capitolo relativo agli spazi e all’organizzazione della attività del Centro al Dragonato, che a
causa del trasloco e della ristrutturazione amministrativa, risultano non essere ancora perfettamente
funzionali.
Durante il 2015 continueremo ad offrire una presa in carico dell’utente, sia da parte della consulenza, sia in
atelier, seguendo i principi della suddivisione degli ambiti e quindi quelli del Centro. Questa modalità infatti
risponde alle teorie di riferimento che abbiamo scelto, e permette di svolgere un lavoro di qualità,
considerando la persona nella sua globalità, unicità e complessità.
26
3.2
3.2.1
BAR CENTRO SOCIALE
Andamento e descrizione generale dell’attività
Il Bar Centro Sociale resta un importante punto di riferimento all’interno del Quartiere di Casvegno sia per la
popolazione residente che per quella esterna, svolgendo una funzione di relazione sociale e offrendo spazi
di incontro per utenti e personale o per i visitatori esterni. Il Bar è aperto tutti i giorni dalle 8.30 alle 18.30, ad
eccezione dei fine settimana e festivi, in quei giorni dal mese di luglio di questo anno la parte del Bar resta
chiusa e rimane aperto il negozio dalle 10 alle 18.
Attualmente il Bar occupa 11 posti di lavoro a tempo pieno, ma per arrivare a coprire questa percentuale di
lavoro ed il montante ore previsto devono essere occupati più di 30 utenti, perché molti lavorano con una
percentuale ridotta. Questo comporta un carico di lavoro eccessivo per riuscire a sviluppare e seguire più
progetti educativi.
Il piano di lavoro è stabilito settimanalmente da una griglia oraria dove sono indicati gli orari ed il compito
assegnato. Di regola, durante il periodo di prova, l’utente inizia ad occuparsi dei tavoli (sbarazzo e pulizia), in
seguito, dopo una reciproca conoscenza ed osservazione e a dipendenza della capacità ed obiettivi stabiliti,
se c’è la disponibilità l’utente potrà confrontarsi con altri settori (bancone, caffetteria, cassa, negozio, …). In
questi anni ci siamo chiesti se introdurre come nuovo compito il servizio ai tavoli, ma visto il contesto in cui si
trova inserito il laboratorio, per evitare conflitti, si è deciso di limitare la gestione dei soldi agli utenti.
L’ambiente in cui è inserito il bar porta gli operatori a non occuparsi solo degli utenti inseriti nel laboratorio,
ma anche della clientela che si trova degente in clinica, con tutte le sue difficoltà e problematiche.
3.2.2
Novità e migliorie
L’anno 2014 è stato un anno di cambiamento. Da giugno 2014 è stata ridotta di un 50% una percentuale di
lavoro di un operatore. Questo ha portato a rivalutare la presa in carico degli utenti e l’orario di apertura del
laboratorio.
È stato installato un cancello che divide il bar dal negozio, in modo che durante il fine settimana ed i giorni
festivi, si potesse offrire comunque un servizio alla clinica, ma con uno spazio e orario più ridotto, in modo di
avere un solo operatore in servizio ed avere più presenza di operatori durante l’apertura settimanale,
momento in cui sono presenti più utenti e clienti.
È stata considerata la scelta di mantenere aperto solo il negozio, perché durante il fine settimana è lo spazio
che lavora di più (vendita sigarette, gelati, …), ma cercando di offrire lo stesso un servizio di caffetteria
(macchina a cialde) e di bibite in bottiglia.
Diversi clienti si sono lamentanti per questo cambiamento. Questa situazione ci ha permesso di creare un
foglio reclami, in modo che le lamentele non restassero solo orali, ma che ci fosse una traccia scritta e di
valutare la portata del disagio che si è venuto a creare.
Questa novità ha spaventato anche molti utenti inseriti nel laboratorio, che hanno pensato di perdere il loro
posto di lavoro sentendosi smarriti nel pensare di non avere più un’attività lavorativa al bar. Per questo è
stata fatta una riunione, con tutti gli utenti e con presenza del Direttore della Fondazione Sirio, per
rassicurare gli utenti sul futuro del Bar Centro Sociale, occasione che ha permesso di porre domande sui
motivi che hanno spinto il cambiamento. In quell’occasione, grazie anche alla presenza del Direttore, è stata
ribadita l’importanza di partecipare a queste riunioni, definendo un piano di incontri mensili.
Nel corso di questo anno si sono anche regolamentare e ridefinite le riunioni tra gli operatori, per lo scambio
di informazioni con la presenza della coordinatrice, in modo da rendere partecipe tutta l’équipe della presa in
carico dell’utente. Queste riunioni formali sono svolte mensilmente con la presenza, quando richiesta dalle
tematiche, del Direttore della Fondazione, per tutti questi incontri si è scritto i verbali conservati in ufficio e a
disposizione degli operatori.
Come nuovo strumento di lavoro è stato introdotto un diario accessibile a tutti gli operatori, nel quale
sono annotati passaggi di informazioni riguardo gli utenti.
Si è messa in discussione la qualità dei piani di sviluppo dell’utenza, si è progettato un nuovo dossier per
ogni utente, con una nuova modulistica completa e condivisa.
27
3.2.3
Numero delle segnalazioni e utenza
Nel corso del 2014 hanno lavorato al Bar Centro Sociale 42 utenti (22 uomini e 20 donne).
Ci sono state 18 nuove ammissioni di cui:
·
·
·
·
11 segnalati dalla Clinica Psichiatrica Cantonale (CPC)
5 segnalati dal Servizio Psico Sociale di Mendrisio (SPS)
1 segnalata dal CARL, Mendrisio
1 segnalata dall’antenna Icaro di Bellinzona
Ci sono state 17 dimissioni delle quali:
·
4 CARL
-
·
3 decessi
1 è stato sospeso per il suo comportamento, non accettava le regole che il luogo di
lavoro impone e dopo diverse sospensioni in comune accordo si è deciso di
interrompere l’impiego perché non aderiva ad alcun progetto in ambito lavorativo
7 CPC
-
·
4 sono coincise con la dimissione dalla Clinica e il conseguente ritorno al proprio
domicilio
2 era previsto un continuo dell’impiego dopo la dimissione, ma non si sono presentati più
al lavoro, perché non condividevano un progetto di tipo lavorativo.
1 dopo la dimissione dalla CPC ha continuato a lavorare per un breve periodo, ma aveva
difficoltà nel gestire il tempo di lavoro con il tempo da dedicare alla propria famiglia, in
accordo con il medico si è deciso di sospendere l’impiego
5 SPS
-
·
1 dopo un percorso di un anno all’interno del laboratorio protetto ha iniziato a
riacquistare fiducia nelle proprie capacità, assumendo gradualmente maggiori
responsabilità ha ripreso una nuova attività in ambito non protetto, e si è reinserito nel
mondo del lavoro
- 1 ha cambiato laboratorio protetto perché voleva uscire dal contesto ospedaliero
- 1 durante la sua permanenza nel laboratorio ha iniziato un provvedimento AI (Progetto
Giovani CARL) ed ha iniziato uno stage alla Manor di Balerna e da tale momento è stata
seguita dagli operatori del CARL
- 2 hanno deciso di interrompere l’impiego perché al momento non volevano avere
nessun tipo d’impiego lavorativo
1 Antenna Icaro
-
3.2.4
3.2.5
Ha deciso di sospendere l’impiego perché risultava troppo impegnativo il tragitto tra casa
e lavoro, si era proposto di ridurre i giorni di lavoro, e dopo aver accettato non si è più
presentato. Dopo un colloquio con l’operatore dell’Antenna e l’utente si è deciso di
sospendere l’impiego perché al momento poco motivato nell’affrontare degli obiettivi
lavorativi
Stage esterni
Inserimenti lavorativi esterni
Nessuno
Nessuno
28
3.2.6
Commento dei dati sopra esposti
Anche durante questo anno non siamo riusciti ad avere un’occupazione del 100%, ma rispetto allo scorso
anno che era del 59% siamo arrivati al 88.91%. Se da una parte, rispetto al passato, c’è molta meno
richiesta d’inserimento da parte della CPC, dall’altra gli utenti che iniziano l’impiego restano più a lungo, e
questo permette di poter creare un progetto educativo mirato e condiviso, con il dovuto tempo necessario
per la conoscenza dell’utente.
La stabilità concede al gruppo di lavoro di collaborare e di partecipare attivamente alle attività del bar; questa
unione si è potuta notare dalla maggiore partecipazione alle riunioni, ai momenti informali che si svolgono
fuori dal tempo di lavoro e alla richiesta di poter organizzare uscite nel tempo libero (occasione per la quale
è stato invitato Giuseppe Mosca, coordinatore di Why Not?). Durante questo anno siamo riusciti ad
organizzare fuori dall’orario di lavoro 3 cene, di cui una svolta all’interno del Bar Centro Sociale con polenta
e funghi, un’uscita pizza, e la cena di Natale. Momenti importanti per i quali c’è sempre stato un riscontro
positivo, sia in termini di partecipazione sia di soddisfazione. La richiesta di momenti d’incontro fuori dal
lavoro è stata molto alta purtroppo non è stato possibile rispondere a tutte le richieste, non avendo un fondo
finanziario per il tempo libero. Le cene che abbiamo organizzato sono state finanziate in parte dalla mance e
in parte da un contributo personale di utenti ed operatori. Gli operatori metteno anche a disposizione il
proprio tempo libero.
Per gli utenti è gratificante avere un’occupazione di tipo lavorativo. Da un lato la retribuzione settimanale e
dall’altra avere un’attività che permetta di scandire i ritmi della giornata, assumersi delle responsabilità che
aiutano ad avere un’identità ed un ruolo nel lavoro.
3.2.7
Problematiche aperte e prospettive per il futuro
Uno degli obiettivi per il 2015 è l’aggiornamento di tutti i dossier degli utenti con la nuova modulistica:
valutando l’efficacia dei nuovi contratti, le schede di ammissione e gli altri nuovi strumenti di lavoro costruiti
con l’intento di evidenziare gli interventi educativi effettuati e migliorare il lavoro svolto dall’équipe.
Altro obiettivo è raggiungere la massima occupazione, tra le difficoltà riscontrate per questo obiettivo
segnaliamo: l’alto numero di utenti che bisogna assumere per ogni tempo pieno questo comporta un carico
di lavoro maggiore sdia nella gestione sul piano lavorativo sia rispetto ai progetti educativi da sviluppare;
riuscire a far conoscere maggiormente il lavoro che svolgiamo e le opportunità che offriamo, per fare questo
si sta creando un volantino da poter distribuire nei reparti della CPC e all’esterno ai vari servizi in modo che i
medici e/o i responsabili siano informati sulle procedure di ammissione per lavorare al Bar Centro Sociale,
preso atto che spesso il Bar sia identificato come un laboratorio del CARL. Ci preme sottolineare e ricordare
il contesto in cui il laboratorio è inserito, da cui ne deriva che gli operatori non devono solo occuparsi degli
utenti del laboratorio, ma anche dei pazienti ricoverati che frequentano gli spazi del bar come clienti.
Attualmente una questione ancora aperta (per la quale è stata anche organizzata un’assemblea generale dei
pazienti del OSC) è l’apertura totale del bar durante il fine settimana e nei giorni festivi. Durante l’assemblea
e come si è potuto notare dai fogli di reclamo che ci sono stati consegnati, c’è l’esigenza all’interno di
Casvegno di avere un luogo di incontro aperto durante i fine settimana. Questa funzione storicamente l’ha
sempre svolta in bar, ma da quest’anno con la riduzione della percentuale di lavoro del personale, non è più
possibile. La direzione dell’OSC in collaborazione con la Direzione della Fondazione Sirio, valuterà le
possibili strategie da poter mettere in atto.
29
4
STRUTTURE ABITATIVE
4.1
CASA MISTRAL
4.1.1
Andamento e descrizione generale dell’attività
Casa Mistral è una struttura aperta a novembre 2013 con 6 posti letto. Accoglie persone con una
problematica clinica e sociale complessa. Offre la reale possibilità di vita stabile sul territorio del Comune di
Balerna e si inserisce nella prospettiva di creare una rete di strutture intermedie differenziate ma integrate.
Lo scopo è di occuparsi di persone definite “casi complessi”, sia per l’aspetto psicopatologico importante, sia
per la fragilità della rete sociale e relazionale; dunque persone fragili legate alla clinica psichiatrica e ancora
in cerca di risposte.
In questo primo anno di attività del foyer abbiamo utilizzato strategie e approcci rivolti ai bisogni primari,
tenendo conto nella presa a carico delle situazioni individuali complesse e difficili.
Abbiamo creato un progetto denominato “Casa Mistral” che è il prodotto di riflessioni, confronti,
sperimentazioni di vissuti attraverso strumenti di valutazione punto focale nella realizzazione di tale progetto:
formazione degli operatori, supervisione degli stessi e desiderio di mettersi in gioco.
La fase di inizio è stata caratterizzata dalla conoscenza reciproca e dalla creazione del rapporto di fiducia
con gli utenti attraverso l’accoglienza, la reale presa a carico della persona e del suo entourage affettivo, la
relazione terapeutica, l’elaborazione e verifica del progetto individualizzato, la reale condivisione con ciascun
utente al fine di collocarlo nel ruolo centrale rispetto al proprio progetto.
Trasversalmente abbiamo conosciuto il territorio per comprendere le possibilità di creare una reale rete
socio/relazionale. Ci sono stati diversi passaggi a partire dalla conoscenza del vicinato, degli esercizi
pubblici presenti, fino ad arrivare al Comune di Balerna. Con il Comune abbiamo avviato una collaborazione
per la pulizia e manutenzione di un’area verde.
Percorrendo le vie con gli utenti, abbiamo individuato aree adibite ad orto, abbiamo preso contatti con un
privato che ci ha dato la possibilità di coltivare un piccolo appezzamento di terreno a scopo familiare.
Parecchie conoscenze sono avvenute svolgendo attività individuali e di gruppo con l’utenza, ossia: cene nei
ristoranti, visite a sagre e mercatini del Mendrisiotto, visite a zone e paesi del luganese e Bellinzonese.
Un’attenzione particolare è stata data alla mappatura delle fondazioni e dei laboratori con l’obiettivo di potere
integrare “l’asse lavoro” nei progetti degli utenti.
In realtà 3 utenti lavorano regolarmente e con buona soddisfazione presso i laboratori del CARL a
Mendrisio. 1 utente svolge saltuariamente un’attività di pulizia del giardino del palazzo di un privato. Ci siamo
occupati di piccoli lavori di manutenzione: pittura, restauro, taglio erba, sempre per privati del comune di
Balerna.
Da un punto di vista socio-culturale abbiamo constatato che il Comune di Balerna e i Comuni limitrofi sono
un buon terreno per sviluppare le potenzialità e le risorse degli utenti. Un elemento significativo è “il saluto”
che viene rivolto a operatori e utenti e la spontaneità nell’approccio umano tipico dei cittadini.
Il lavoro per la nostra utenza è molto importante, in quanto permette lo sviluppo o il “risveglio” di capacità pre
esistenti, ma che non erano piu allenate. Le attività, qualunque ambito riguardino sono un “buon trampolino”
per l’instaurarsi di relazioni sociali e il rinforzo dell’autonomia degli utenti. Solo un lavoro di tipo progettuale e
individualizzato unito a molteplici tentativi di attivazione delle risorse puo’ portare verso il “vero”
riconoscimento sociale.
Tra gli indicatori da noi scelti per la valutazione risuona in modo importante la soddisfazione dell’utenza.
I “nostri” utenti definiti casi complessi, che non avevano piu’ un riconoscimento sociale, con alle spalle
diversi fallimenti, famigliari, lavorativi e ricoveri ripetuti in clinica psichiatrica riconoscono il foyer come la loro
CASA. E’ dunque a partire “dall’asse casa” che, insieme all’équipe si adoperano per ricostruire “l’asse vita
futura”.
Un dato indicativo e di soddisfazione è legato al numero dei ricoveri e alla motivazione che li ha determinati
e di seguito riportiamo la tabella
Utenti
N. ricoveri
1
1
1
2
3
3
Giornate di
degenza
55
68
94
Motivo
Rivalutazione terapia farmacologica
Cambio progetto e uscita dal Foyer
Uscita dal foyer per incompatibilità al progetto
30
4.1.2
Novità e migliorie
Dopo circa 5 mesi dall’apertura del foyer, abbiamo ritenuto utile prendere in considerazione la possibilità di
un appartamento nelle vicinanze del foyer. In realtà le camere del foyer sono 5 e il sesto utente avrebbe
dovuto condividere la camera con un altro. Per evitare disagi potenzialmente calcolati, a maggio 2014 la
Fondazione Sirio ci ha messo a disposizione un altro appartamento con 2 posti letto. Da ottobre 2014
ospitiamo il 6 utente con una presa a carico differenziata. La giovane utente potrà sperimentare la gestione
del quotidiano in semi autonomia, sempre accompagnata dagli operatori.
Il secondo posto letto nell’appartamento, è pensato per accogliere una tipologia di utenza che ha già
sviluppato un processo di autonomia, ma che necessita di un ulteriore accompagnamento temporaneo.
Attualmente non vediamo la possibilità per gli utenti di Casa Mistral di passare a un grado maggiore di
indipendenza, ma sarà il progetto del 2015/2016
Le migliorie a nostro avviso sono rivolte al consolidamento di cio’ che esiste e nello specifico allo sviluppo di
strategie piu’ puntuali e mirate, all’ottimizzazione delle risorse, allo sviluppo di strategie di supporto differenti,
all’acquisizione di modalità operative peculiari, al consolidamento di strumenti di valutazione in uso e alla
eventuale sperimentazione di qualcosa di nuovo.
4.1.3
Segnalazioni con ente segnalante
Le segnalazioni provengono in maggior parte dalla clinica Psichiatrica Cantonale, utenti definiti complessi e
dal Servizio di coordinamento per le ammissioni in Istituzioni Lispi dell’ufficio Invalidi.
4.1.4
Numero degli inserimenti in foyer
Mesi
Gennaio
Febbraio
Marzo
Aprile
Maggio
Giugno
Luglio
Agosto
Settembre
Ottobre
Novembre
Dicembre
Ingressi
Dimissioni
1
1
1
1
1
N. utenti presenti
4
5
5
5
5
5
5
5
5
6
6
5
La copertura media di Casa Mistral è stata di 5 utenti
4.1.5
Le persone in uscita hanno raggiunti i loro obiettivi:
Data arrivo
Data uscita
09.12.2013
26.06.2014
31.07.2014
30.11.2014
Durata dell’inserimento
in giornate
121
64
Durata ricovero in
giornate
68
94
Nello specifico:
Abbiamo avuto 2 uscite:
1 utente dopo un periodo di benessere psicofisico, con obiettivi parzialmente raggiunti, è stato ricoverato in
clinica per una riacutizzazione di abuso di sostanze. Gli operatori hanno sostenuto e integrato il nuovo
progetto gestito dalla CPC. L’utente è poi stato indirizzato verso un percorso in una struttura per problemi di
dipendenza.
31
1 utente ha avuto importanti difficoltà a vivere in foyer, difficoltà legate a scarsa critica rispetto a costruire e
mantenere gli obiettivi del progetto. Dopo diversi ricoveri in clinica è stato interrotto il contratto. Questo
utente ha potuto riconoscere i propri limiti nella gestione delle emozioni e la difficoltà a condividere una vita
sociale in ambiente meno protetto di un reparto della clinica. Tutt’ora ricoverato in attesa di un nuovo
progetto. Riconoscere i propri limiti da la possibilità all’utente di riflettere e ripartire con un altro progetto.
Per questo utente abbiamo dedicato numerose ore agli incontri di rete, atti a trovare strategie per
permettergli di sfruttare al meglio Casa Mistral.
4.1.6
Gestione personale
La tabella di seguito vuole indicare la progressione nel tempo della dotazione organica fino ad arrivare al
numero previsto per la gestione del foyer
2014
Mese
N. operatori
% Totale
gennaio
maggio
luglio
9 + 1 coordinatore
9 + 1 coordinatore
10+ 1 coordinatore
740 + 100
760 + 100
830 + 100
I nostri utenti usufruiscono della presenza di operatori, con una copertura di 24 ore al giorno con 2 unità al
mattino 2 unità al pomeriggio e un turno notte, questo permette agli utenti di sentirsi accolti e ascoltati in
qualsiasi momento della giornata, solo garantendo queste risorse possiamo parlare di lavoro specialistico,
abbiamo gestito situazioni di grande crisi, abbiamo evitato diversi ricoveri in clinica psichiatrica, grazie alla
presenza costante degli operatori.
L’accompagnamento degli utenti in ogni attività organizzata, lavoro, attività ludiche, permette loro di
acquisire fiducia, con il risultato che ognuno con la propria tempistica, si staccherà da Casa Mistral per
costruire un progetto autonomo.
In questo primo anno di attività il gruppo di operatori, composto da educatori formati, altre figure
professionali considerate dalla Fondazione equipollenti, infermieri professionali con formazione in salute
mentale e psichiatria e altri con competenze in salute mentale acquisite sul campo e operatori socio
assistenziali ha lavorato inizialmente sulla conoscenza personale per potere costituire un’équipe non solo di
fatto. E’ stato dato spazio per permettere la condivisione di conoscenze e competenze e per sviluppare un
linguaggio comune. Il percorso sopra indicato è tutt’ora in evoluzione.
Dopo circa 4 mesi abbiamo convogliato il lavoro quotidiano, gli obiettivi da mandato e quelli personali e le
aspettative in un progetto “Casa Mistral” gettando le basi anche teoriche per favorire un lavoro
qualitativamente completo e ricco.
Diversi strumenti sono stati adottati, qualcuno già in uso come PSI e OLMIS, e altri scelti e introdotti
dall’équipe stessa come il VADO e il case management (versione personalizzata). L’occhio mira si alla
quantificazione che sovente viene richiesta da uffici e direzione ma e soprattutto alla qualità. Il concetto di
qualità, troppo spesso abusato e stereotipato equivale per noi semplicemente a ottimizzare la qualità di vita
degli utenti, giocando ogni carta per potenziarne in modo esponenziali l’esito.
Proprio nell’ottica appena espressa l’équipe ha dedicato molto tempo all’incontro con famigliari, curatori,
medici psichiatri e generalisti, datori di lavoro e persone che in qualche modo intrecciano il cammino nostro
e dell’utenza.
Con il dr. Emmenegger, consulente progetto abbiamo lavorato 2 ore la settimana durante tutto l’anno per la
discussione in gruppo di progetti e gestione di situazioni di crisi.
La supervisione, 12 ore durante l’anno con il dr. Materzanini di Brescia, ha permesso di avere una visione
esterna all’andamento dei percorsi degli utenti. Non da ultimo abbiamo avuto la possibilità di confronto con
realtà diverse seppur con caratteristiche simili alla nostra. Con la supervisione è stato possibile interrogarsi
sull’evoluzione culturali della salute mentale e dell’approccio all’altro.
La dr.ssa Pioli, medico psichiatra con una grande esperienza in riabilitazione psichiatrica, ha dato un
notevole contributo per l’acquisizione e l’uso adeguato dello strumento VADO attraverso la supervisione casi
e progetti
32
4.1.7
Prospettive future
.
Manterremo anche per il 2015 la supervisione d’équipe
.
Due ore settimanali per la consulenza progetti con il dr. Emmenegger psichiatra
.
La dr.ssa Pioli condurrà una formazione della durate di 2-3 giornate per permettere l’ottimizzazione
dell’uso dello strumento VADO
.
I collaboratori avranno la possibilità di partecipare ad una formazione improntata sulla clinica e sulla
psicopatologia per meglio cogliere alcuni aspetti e integrarli nel progetto individuale di ciascun utente
e per contenere la frustrazione che spesso emerge approcciandosi alla sofferenza psichica.
Concretamente gli operatori parteciperanno alla formazione interna FIP della CPC, con giornate
mirate ai nostri bisogni formativi.
.
Manterremo attiva la partecipazione a convegni o giornate formative sia d’interesse psichiatrico che
educativo-riabilitativo
.
Continueremo a collaborare con il centro al Dragonato per il counseling , per eventuali inserimenti
lavorativi nei laboratori.
.
Valuteremo con i nostri utenti le proposte per il tempo libero fatte da “Why Not” invitando il
responsabile a Balerna per incontri con gli utenti e con l’équipe.
4.1.8
Problematiche aperte
La complessità dei casi e la caratteristica “pilota” di questo progetto creano inevitabilmente problematiche
aperte che certamente favoriranno la crescita del gruppo e a cascata avranno un favorevole ritorno
sull’utenza e sulla qualità generale di vita.
Indica di seguito alcune tracce aperte con le quali ci confrontiamo e continueremo a confrontarsi:
.
Mantenere rapporti con la clinica e con tutta la rete sociale territoriale
.
Accogliere e valutare le segnalazioni sia dall’ufficio invalidi che dalla clinica, mirando gli obiettivi che
portano gli utenti a Casa Mistral,
.
Evitare che il foyer diventi un contenitore per situazioni con scarsa via d’uscita, Casa Mistral ha un
compito preciso, sostenere gli utenti con un progetto costruito insieme per una vita autonoma,
sostenuta dalla rete, inserita nel territorio.
4.1.9
Commento
L’anno 2014 è stato un anno molto impegnativo sotto tanti aspetti il gruppo di utenti “nuovi”, l’équipe “nuova”,
il progetto “nuovo”. Tutto questo ha creato conflitti, frustrazioni, discussioni ,ma non abbiamo perso di vista
l’obiettivo principale, “stare con gli utenti” e sostenerli nel loro progetto di vita a Balerna.
Un équipe multidisciplinare arricchente ma impegnativa. Lavorare con visioni diverse comporta un’apertura
mentale e una grossa dose di umiltà da parte di tutti e soprattutto il riconoscimento di competenze diverse
da vivere come ricchezza e non come conflitto.
Continueremo anche per in 2015 a ingaggiarci nelle dinamiche per costruire un gruppo di lavoro che possa
lavorare in un clima disteso .
Da gennaio 2014 ci incontriamo una volta al mese con i coordinatori e il direttore, abbiamo iniziato attraverso
la descrizione delle strutture una conoscenza reciproca, a piccoli gruppi abbiamo lavorato su progetti di
cambiamento con punti di vista diversi che ha portato un arricchimento del gruppo di lavoro.
33
4.2
4.2.1
CASA SIRIO
Andamento e descrizione generale dell’attività
Nel 2014, come per gli anni passati, l’utenza accolta è stata diversificata (persone a beneficio di rendita AI,
persone in assistenza) pertanto anche l’offerta psicoeducativa è stata differente. Non è stato ammesso
nessun nuovo studente.
In generale è stato svolto un lavoro multidisciplinare con lo scopo principale di ottenere un reinserimento
sociale che permetta alle persone di migliorare la qualità di vita.
L’équipe è composta solo da infermieri specializzati in salute mentale, di cui uno è anche coordinatore, e un
medico psichiatra, consulente esterno dell’Sps di Viganello. E’ prevista nell’organico anche una coppia di
custodi che abita nel piano terreno dello stabile: il marito si occupa della cucina e della manutenzione, e la
moglie dell’economia domestica, aiutata da un’inserviente a percentuale ridotta.
Come lavoro multidisciplinare intendiamo:
-
-
-
-
-
Colloqui di rete con: curatore, psichiatra, persone di riferimento (famiglia, parenti, ecc.),
datore di lavoro, assistenti sociali.
Valutazioni lavorative e scolastiche.
Ricerca di attività occupazionali.
Ricerca soluzione abitativa e visione di eventuali appartamenti.
Valutazione periodica dell'autonomia abitativa quindi bucato, cucina, riordino e pulizia
camera, cura degli spazi comuni.
Interventi educativi individualizzati a dipendenza dell'autonomia dell'ospite (per esempio
per il signor R. V. giornalmente si verifica lo stato della camera, si stimola l'ospite a
riordinare e a pulire, lo si aiuta e quando non è in grado di farlo in autonomia o con l'aiuto
dell'operatore, oppure in ultima analisi, l'operatore si sostituisce a lui.).
Organizzazione di attività di socializzazione e reintegrazione sul territorio, come uscite al
cinema, passeggiate, bowling, tombola, gioco di carte ecc..
Frequenti scambi di info e aggiornamenti con le persone della rete via mail,
telefonicamente o di persona.
Aiuto alla gestione economica, volta al raggiungimento della autonomia, nella gestione
dei soldi in accordo con eventuali curatori. (Per esempio, inizialmente con la consegna
dello spillatico giornaliero, poi con la consegna di quello settimanale, poi mensile, sino la
gestione della postcard o dello spillatico in autonomia).
Interventi educativi per aiutare l'ospite nella gestione dei soldi (per esempio fare la lista
della spesa, fare l'acquisto e valutare quanto speso). Insegnare la priorità nelle spese;
per esempio, se ci sono debiti, saldare quelli, e poi fare altri acquisti.
Aiuto alla gestione del bucato e della cucina; il sabato e la domenica si cucina assieme
agli ospiti che partecipano attivamente nella ideazione e nella preparazione del pasto per
se è per gli altri.
Gestione della farmacologia e quindi contatti con i medici curanti e la farmacia, nell’ottica
della maggiore autonomia nella gestione della terapia farmacologica; valutazione degli
effetti collaterali o desiderati. Somministrazione quotidiana della terapia, preparazione
della dosette settimanale fino alla gestione della terapia in autonoma con una nostra
supervisione. Gestione di farmaci in riserva; in caso di bisogno cerchiamo di fornire
anche strategie alternative al farmaco per gestire momenti di crisi (per esempio:
respirazione controllata, passeggiate, visualizzazione creativa.)
Gestione dei contatti con la famiglia.
Non abbiamo notato molta differenza nella presa a carico degli utenti in invalidità o in assistenza, anzi questi
ultimi sono risultati più impegnativi per la mancanza di una rete di sostegno adeguata alla situazione.
4.2.2
Novità e migliorie
A livello strutturale vi è stata la sistemazione del soggiorno che è stato ritinteggiato, posizionata tendoni
colorati e modificata la disposizione del mobilio nell’angolo tv per poter creare più posti a sedere e un angolo
dove posizionare un pc in dotazione agli utenti.
34
Anche l’ingresso e le scale di accesso ai piani sono state tinteggiate.
Nel corso dell’estate, approfittando dei campionati del mondo di calcio, abbiamo lasciato aperto l’ingresso al
soggiorno e alla veranda, che normalmente venivano chiusi dall’operatore a fine turno serale.
Tale esperienza ha accresciuto l’autonomia e il senso di responsabilità del gruppo degli utenti che si sono
impegnati a mantenere ordinato e pulito il soggiorno e a chiudere la porta terminate le partite.
4.2.3
Numero delle segnalazioni con ente segnalante
Nel corso del 2014 sono arrivate 25 segnalazioni, di queste 13 hanno avuto seguito e le persone sono poi
state ammesse presso la nostra struttura.
Possiamo cosi classificare le segnalazioni:
Ente
N. segnalazioni
Clinica Psichiatrica Cantonale
Auto segnalazioni
Foyer Nikaypa
Servizio Educativo Minorile
Ingrado
S.O.S Ticino
UAP
Servizio psicosociale di Mendrisio
Medico psichiatra privato
Servizo di coordinamento per le ammissioni Ist.Lispi
Assistente sociale comune di Curio
Totale
9
3
2
1
1
2
3
1
1
1
1
25
4.2.4
Le persone in uscita hanno raggiunto i loro obiettivi?
Nel corso del 2014 sono stati dimessi 17 utenti di cui 5 hanno raggiunto l’obiettivo di autonomia abitativa e
sono stati ricollocati sul territorio Luganese senza seguito abitativo. 5 sono rientrati in OSC, 5 non hanno
aderito al progetto e sono stati collocati in pensioni, 1 in carcere ed 1 in altra struttura con maggior grado di
protezione.
4.2.5
Utenza
L’utenza accolta arriva prevalentemente dalla CPC, come negli anni precedenti, gli altri enti segnalanti sono
noti alla nostra rete lavorativa.
Le persone accolte, in maggioranza di sesso maschile, hanno avuto un’età media di 27 anni per una
permanenza media di giorni 162.
Si prevede per tutti un piano di sviluppo individuale dove vengono stabiliti obiettivi condivisi con la rete. Sono
previsti incontri di rete regolari dove si valuta l’andamento del progetto.
4.2.6
Commento dei dati sopra esposti
Nel 2014 Casa Sirio ha accolto 13 persone, la metà rispetto all’anno precedente, è stato mantenuto durante
tutto l’arco dell’anno la copertura degli 8 posti destinati a persone beneficiarie di AI. Vi è stato un calo
drastico degli studenti, solo due segnalazioni telefoniche che poi non hanno avuto seguito.
35
4.2.7
Problematiche aperte e prospettive per il futuro
Anche il 2014 ha visto cambiamenti a livello dell’organico e come per l‘anno precedente ci siamo dovuti
concentrare sulle situazioni quotidiane e contingenti. Sono state limitate soprattutto le attività del tempo
libero legate soprattutto alla difficoltà economica in cui gravano i nostri utenti. Non siamo riusciti ad
organizzare nessuna vacanza o gita se non uscite al lago e nei dintorni. Per ovviare a questo e per puntare
sull’indipendenza continueranno gli incontri regolari con il responsabile di “why Not”.
4.3
4.3.1
SPAZIO ABITATIVO NIKAYPA
Andamento e descrizione generale dell’attività
Nei primi mesi del 2014, da gennaio a maggio compresi, il Foyer Nikaypa è inserito fisicamente all’interno
della struttura di Casa Sirio, della stessa Fondazione Sirio. Questa collocazione temporanea, iniziata a
novembre dell’anno precedente, è dovuta all’assenza di una propria struttura idonea e conforme alle
richieste dipartimentali. La dislocazione nel luganese e gli spazi disponibili all’interno dell’edificio ospitante
non permettono di creare in maniera soddisfacente quei contesti di sperimentazione che contraddistinguono
l’offerta del Foyer Nikaypa. Durante questo periodo le segnalazioni da parte del Centro al Dragonato o altri
enti si riducono a 0 perché, malgrado le richieste di un sostegno abitativo ci siano, il trasferimento nel
luganese e il conseguente spostamento giornaliero coi mezzi di trasporto, spaventano i richiedenti, che
preferisco optare per altri istituti in zona oppure rimandano la questione a quando il foyer Nikaypa tornerà nel
Sopraceneri.
4.3.2
Novità e migliorie
Tra maggio e giugno 2014 il Foyer Nikaypa si trasferisce definitivamente in una struttura in centro città a
Bellinzona. Tale trasloco coincide con una rimessa in discussione dell’intero progetto, che sfocia nella
creazione di un testo che espone dettagliatamente il tipo di presa in carico proposto dal Foyer.
Il cambiamento radicale che scaturisce da questa rivisitazione dell’offerta consiste nel distaccamento del
Foyer dal Centro al Dragonato (CaD), diventando una struttura indipendente all’interno della Fondazione
Sirio. Ne consegue quindi una rivisitazione delle procedure (prima filtrate dai consulenti del CaD) e del
coinvolgimento degli educatori nel lavoro in rete (prima gestito interamente dai consulenti CaD).
La nuova struttura permette di creare degli ideali spazi di sperimentazione pratica e relazionale, sia per la
sua strutturazione interna (cucina spaziosa, lavanderia privata,…), sia per l’ubicazione in centro città
(vicinanza dei servizi, mezzi pubblici, spazi di socializzazione, ev. posti di lavoro,…).
Sviluppando le riflessioni avviate l’anno precedente, a partire da giugno 2014 il Foyer Nikaypa accoglie
anche persone che non hanno ancora avviato un progetto occupazionale/lavorativo. Questa scelta nasce
dalla volontà di dare una connotazione ancor più graduale al concetto di progettualità offerto, favorendo
l’inserimento in struttura di persone che vogliono investire in un percorso di autonomia abitativa ma che non
necessariamente sono pronte/in grado di assumersi contemporaneamente l’onere di investire nel lavoro. Si
viene pertanto a creare un primo periodo “di ambientamento”, di “accoglienza”, durante il quale l’utente può
concentrarsi sull’acquisizione di un ritmo giornata che gli sarà utile nel suo percorso abitativo ma anche, nei
mesi a seguire, per sviluppare un progetto professionale.
Per andare incontro alle richieste che sembrano pervenire dal territorio, il Foyer Nikaypa rivaluta anche la
propria posizione rispetto al consumo di cannabis: se in passato la reiterata positività al THC portava
sistematicamente alla chiusura del progetto in corso, a partire ancora una volta dal mese di giugno il
consumo di cannabis diventa fattore di esclusione solo se considerato quale difficoltà primaria, quindi già di
per sé invalidante. Un uso sporadico non necessariamente compromette il progetto abitativo, resta
importante per noi lavorare sulla sensibilizzazione ai danni e ai disturbi dati dall’uso di sostanze.
4.3.3
Numero delle segnalazioni con ente segnalante/numero degli inserimenti/permanenza media
Nei primi 5 mesi del 2014 4 persone hanno usufruito del Foyer Nikaypa, con una permanenza media di 10
settimane circa. Una persona aveva avviato il percorso già nell’anno precedente. Tutti gli utenti portavano
36
avanti un progetto globale presso il Centro al Dragonato, il quale si è quindi occupato di segnalare la
richiesta di una presa in carico da parte del Foyer Nikaypa, attraverso le figure dei consulenti sociali. Tutte le
summenzionate persone hanno deciso di concludere il proprio progetto abitativo prima del trasferimento
della struttura nel Bellinzonese e senza aver raggiunto l’obiettivo generale.
In totale, nell’arco dell’anno le richieste di inserimento sono state 18, delle quali 15 sono da considerarsi
legate al secondo semestre (una persona portava avanti un progetto già dall’anno precedente).
Da giugno a dicembre, quindi, dopo una prima presa di contatto, 4 persone hanno optato per un’altra
struttura che rispondesse maggiormente alle specifiche esigenze, 3 non hanno più preso contatto malgrado
la disponibilità ad un incontro da parte della struttura, mentre le restanti 8 persone hanno iniziato un
progetto. Tra queste, due hanno interrotto dopo poco tempo (una ha trovato lavoro nel paese di domicilio
per cui è rientrato in famiglia dopo meno di due settimane, l’altra ha dovuto interrompere il percorso a causa
del risorgere di una problematica primaria di abuso di sostanze stupefacenti). Le rimanenti sei persone
hanno proseguito il loro progetto abitativo oltre la fine dell’anno 2014.
Riassumendo:
Segnalazioni
Decisione
Situazione
Inviante
Periodo gennaio-maggio 2014
1
Progetto dal 2013
2
Progetto 2014
3
Progetto 2014
4
Progetto 2014
Progetto interrotto senza
raggiungere gli obiettivi
Progetto interrotto senza
raggiungere gli obiettivi
Progetto interrotto per
problematica primaria di
abuso di sostanze
Progetto interrotto senza
raggiungere gli obiettivi
Centro al Dragonato
Centro al Dragonato
Centro al Dragonato
Centro al Dragonato
Periodo giugno-dicembre 2014
5
Progetto non avviato
Inserimento in altra struttura
6
Progetto non avviato
Inserimento in altra struttura
7
Progetto non avviato
Inserimento in altra struttura
8
Progetto non avviato
Inserimento in altra struttura
9
Progetto non avviato
In attesa di una presa di
contatto
10
Progetto non avviato
In attesa di una presa di
contatto
11
Progetto non avviato
In attesa di una presa di
contatto
12
Progetto avviato
Progetto interrotto per
questioni geografiche
13
Progetto avviato
14
Progetto avviato
15
16
17
Progetto avviato
Progetto avviato
Progetto avviato
Progetto interrotto per
problematica primaria di
abuso di sostanze
Progetto concluso a fine
dicembre ’14 – inizio gennaio
’15. Obiettivi raggiunti.
Progetto in corso a fine 2014
Progetto in corso a fine 2014
Progetto in corso a fine 2014
Assistente Sociale Clinica
Servizio di coordinamento
per le ammissioni nelle
Istituzioni LISPI
Centro al Dragonato
Servizio di coordinamento
per le ammissioni nelle
Istituzioni LISPI
Centro al Dragonato
Servizio di coordinamento
per le ammissioni nelle
Istituzioni LISPI
Altra struttura
d’accoglienza
Servizio di coordinamento
per le ammissioni nelle
Istituzioni LISPI
Centro al Dragonato
Servizio di coordinamento
per le ammissioni nelle
Istituzioni LISPI
Autorità giudiziarie
Autorità giudiziarie
Servizio di coordinamento
37
18
Progetto avviato
Progetto in corso a fine 2014
19
Progetto avviato
Progetto in corso a fine 2014
per le ammissioni nelle
Istituzioni LISPI
Servizio Psico Sociale
Servizio di coordinamento
per le ammissioni nelle
Istituzioni LISPI
Considerando l’intero anno, la permanenza media in struttura si aggira tra i 4 e i 5 mesi, anche se nell’anno
preso in considerazione risulta difficile dare un significato al dato appena esposto.
4.3.4
le persone in uscita hanno raggiunto i loro obiettivi?
Come si evince dalla tabella sopra esposta, 12 delle 19 segnalazioni ricevute hanno portato all’allestimento
di un progetto. Di questi, 6 erano ancora in auge al termine dell’anno in esame, anche se una persona era in
procinto di concludere il progetto per entrare in appartamento autonomo nel mese seguente, avendo
raggiunto gli obiettivi.
Le altre 6 persone che hanno iniziato un progetto, lo hanno interrotto prima del raggiungimento dell’obiettivo
generale, a causa di:
- il risorgere di problematiche primarie legate alla dipendenza (2),
- la scelta di dare priorità al lavoro geograficamente troppo distante (1),
- un ricovero che ha portato verso un’altra struttura (1),
- un rientro in famiglia (1),
- la scelta di non “seguire” il foyer nel Sopraceneri.(1).
Indipendentemente dal raggiugimento dell’obiettivo generale, tutti gli utenti che hanno svolto un progetto al
Nikaypa, alla loro dimissione si sono portati via un bagaglio di esperienze dirette sostenute da continui
confronti con le figure educative, che li hanno accompagnati durante tutto il percorso. I contesti di
sperimentazione hanno permesso ai residenti di confrontarsi con difficoltà e risorse personali, raggiungendo
obiettivi specifici funzionali all’obiettivo generale.
Si può forse dire che un maggior grado di autonomia abitativa sia stato raggiunto in ogni caso, malgrado per
le persone sopraccitate non si sia ottenuta l'indipendenza totale.
4.3.5
Utenza
Tutte le persone che hanno iniziato un percorso presso il Foyer Nikaypa soffrono di disagio psichico. Disagio
che ha portato a difficoltà relazionali e sociali. Difficoltà che impediscono alla persona di vivere in autonomia
(competenze pratiche), possono creare problematiche all’interno della famiglia (conflitti/allontanamento) e
sfavoriscono l’esistenza di una rete esterna solida.
Dai dati sopra esposti, emerge che qualora la dipendenza da sostanze diventa/torna ad essere la
problematica primaria, il progetto non è più attuabile poiché la persona necessita di una presa a carico
specifica e prioritaria.
L’utenza che si rivolge alla struttura cerca un sostegno per cambiare la propria situazione, sviluppando le
competenze necessarie a raggiungere un maggior grado di autonomia abitativa, volta al reinserimento
sociale.
4.3.6
Commento dei dati sopra esposti
Il trasferimento della struttura dal Sopraceneri al Sottoceneri (novembre 2013) e viceversa (giugno 2014),
così come il contesto limitante (di cui siamo comunque grati) del primo semestre, hanno notevolmente
influenzato il lavoro svolto presso il Foyer Nikaypa durante l’anno preso in considerazione. I dati mostrano
come le prestazioni del servizio siano spaccate in due parti, un prima e un dopo, definiti dal trasloco in
mezzo, che in esso racchiude anche la rivisitazione dei concetti base proposti. Questo, in termini numerici, si
riassume nel blocco delle segnalazioni durante il primo semestre, così come la graduale e inesorabile
diminuzione degli utenti inseriti fino ad arrivare a zero. Dopo due settimane di trasloco e allestimento della
nuova location, il Foyer Nikaypa riapre e, dati alla mano, si capovolge la parabola sia dell’occupazione, sia
delle segnalazioni.
L’anno 2014, per il Foyer Nikaypa, potrebbe essere considerato come “di transizione e consacrazione”
38
4.3.7
Problematiche aperte e prospettive per il futuro
A fine anno 2014 (e in prospettiva nell’anno seguente), col raggiungimento dell’autonomia da parte della
struttura, sembra far emergere una scarsa conoscenza da parte del territorio: servizi e altre strutture non
conoscono e non hanno mai sentito nominare il Foyer Nikaypa. Per questa ragione la direzione in
collaborazione con l’équipe inizia ad organizzare incontri conoscitivi con alcuni servizi, per dare quelle
informazioni necessarie per valutare l’idoneità di una possibile segnalazione, così come favorire la
costruzione di progetti condivisi attraverso il lavoro di rete. Già a fine 2014 vi sono dei riscontri positivi
rispetto alla presa di conoscenza della struttura per cui si prevede di proseguire in maniera analoga anche
nell’anno che verrà.
L’evolversi dell’offerta fa emergere una discrepanza fra quella che sembra essere la richiesta/le aspettative
della rete e l’offerta strutturale del Foyer Nikaypa: gli utenti segnalati e poi inseriti, malgrado un’iniziale
prospettiva lavorativa, col susseguirsi degli eventi tendono a rallentare il processo di inserimento in un
contesto lavorativo/occupazionale restando quindi interamente “in carico” del Foyer, che però, trattandosi di
una struttura di presa in carico solo notturna, non prevede un’apertura sulle 24 ore 7/7. Il Foyer è chiuso al
mattino nei giorni feriali. Questa situazione, ereditata dalla strutturazione precedente alla primavera Nikaypa,
sembra non più essere ottimale, perché si traduce nell’assenza di una figura educativa durante
un’importante fascia oraria, e questo malgrado gli utenti siano effettivamente in struttura. Inoltre, il tipo di
presa in carico è andata incrementando per andare incontro alle esigenze della casistica, mantenendo la
precedente percentuale operativa che si traduce in un rapporto di 1 operatore per 6 utenti durante la
maggior parte del tempo
Il Foyer Nikaypa ha ampliato la propria offerta favorendo l’inserimento in struttura di persone con un certo
grado di disagio e che quindi non hanno un’effettiva occupazione esterna, proprio in considerazione delle
problematiche sopraccitate.
Per sopperire a questa incongruenza si ipotizza l’eventualità di un aumento della presenza educativa, che
porterebbe al raggiungimento del tempo necessario a garantire una presenza adeguata alle esigenze
dell’utenza e, sembra, del territorio circostante.
4.4
4.4.1
SERVIZIO SUPERVISIONE APPARTAMENTI
Andamento e descrizione generale dell’attività
Nei primi mesi del 2014, da gennaio a maggio compresi, il Foyer Nikaypa è inserito fisicamente all’interno
della struttura di Casa Sirio, della stessa Fondazione Sirio. Questa collocazione temporanea, iniziata a
novembre dell’anno precedente, è dovuta all’assenza di una propria struttura idonea e conforme alle
richieste dipartimentali. Vista la dislocazione nel luganese, il servizio di supervisione appartamento, in
accordo con la direzione della Fondazione, ha attivato la possibilità di un seguito abitativo anche alle
persone residenti nel luganese. Mantenendo comunque attivo il servizio di supervisione in appartamento nei
confronti dei tre utenti del bellinzonese (che avevano avviato un progetto con noi nell’anno 2013).
4.4.2
Novità e migliorie
Tra gennaio e maggio 2014, il servizio di supervisione appartamenti è stato attivo anche nel luganese,
tuttavia le segnalazioni e le richieste si sono limitate a una sola persona per tale area geografica.
Tra maggio e giugno 2014 il Foyer Nikaypa si trasferisce definitivamente in una struttura in centro città a
Bellinzona, pertanto il servizio di supervisione ritorna attivo unicamente nella zona del bellinzonese (il
progetto avviato nel luganese si era concluso in precedenza al trasferimento di rientro nel sopraceneri).
Sviluppando le riflessioni avviate l’anno precedente, come per il foyer, a partire da giugno 2014 il servizio di
supervisione in appartamento del Nikaypa, può attivarsi anche nei confronti di persone che non hanno
ancora avviato un progetto occupazionale/lavorativo. Questa scelta nasce dalla volontà di dare una
connotazione ancor più graduale al concetto di progettualità offerto, favorendo l’inserimento in
appartamento, di persone che non sono ancora pronte/in grado di assumersi contemporaneamente l’onere
di investire nel lavoro. Dando dunque il tempo alle persone di investire nel proprio appartamento, nei mesi a
seguire, si può poi sviluppare l’idea di iniziare un’attività professionale/occupazionale, che riteniamo utile al
raggiungimento e al mantenimento di un’autonomia abitativa intensa nel suo globale.
39
Per andare incontro alle richieste che sembrano pervenire dal territorio, come avvenuto anche per il foyer,
l’équipe educativa del Nikaypa rivaluta anche la propria posizione rispetto al consumo di cannabis: se in
passato la reiterata positività al THC portava sistematicamente alla chiusura del progetto in corso, a partire
ancora una volta dal mese di giugno il consumo di cannabis diventa fattore di esclusione solo se considerato
quale difficoltà primaria, quindi già di per sé invalidante. Un uso sporadico non necessariamente
compromette il progetto di supervisione in appartamento.
4.4.3
Numero degli inserimenti, occupazione/ numero delle segnalazioni con ente segnalante /
permanenza media
Sono 4 le persone che hanno proseguito il percorso dal 2013 al 2014. 2 di questi avevano concluso il
progetto al foyer Nikaypa dopo l’estate del 2013 e iniziato un percorso con il servizio di supervisione in
appartamento nel bellinzonese che si è poi protratto nei primi mesi dell’anni 2014 (un progetto 4 mesi e
mezzo, l’altro 6 mesi). Il terzo utente residente anche lui nel bellinzonase ha proseguito il suo progetto per
tutto l’anno del 2014. Il quarto utente aveva intrapreso il percorso a fine anno del 2013 e si tratta dell’unico
progetto avviato nel luganese che si è concluso in comune accordo a metà del mese di marzo 2014.
Nella primi 6 mesi dell’anno, durante l’attivazione del servizio sia nel bellinzonese che nel luganese, le
segnalazioni sono state 2, una sola delle quali si è poi concretizzata con l’inizio di un seguito abitativo,
mentre l’altra persona è stata indirizzata verso un altro servizio. Nella seconda parte dell’anno, a partire da
giugno 2014, in concomitanza con il rientro dell’équipe nel bellinzonese e la chiusura del servizio nel
luganese, le segnalazione ricevute fino alla fine dell’anno sono state 7, quindi abbiamo riscontrato un
aumento in tal senso. Di questi 7, 2 hanno iniziato un progetto di seguito abitativo mentre 1 lo ha poi
intrapreso all’inizio dell’anno 2015. Riassumendo, in totale, nell’arco dell’anno le richieste di inserimento
sono state 9, delle quali 7 sono da considerarsi legate al secondo semestre; considerando anche le persone
che hanno protratto il progetto a cavallo del 2013-14 sono in totale 7 gli utenti che hanno usufruito di tale
servizio durante l’anno 2014.
Le persone segnalate che non hanno intrapreso un seguito abitativo: 2 sono state indirizzate verso altri
servizi/strutture; 2 si sono detti non interessati al servizio (entrambi avevano ricevuto maggiori informazioni
dalla rete prima del primo colloquio); 1 a fine anno la segnalazione era ancora in corso e in attesa di una
presa di contatto dell’interessato e della rete; 1 in corso a fine anno e avviata nel 2015 con l’inizio del seguito
abitativo. Su 9 segnalazioni 3 hanno iniziato un progetto durante il 2014. A fine anno 2014 sono 2 le persone
che avevano ancora un progetto in corso.
Riassumendo:
Segnalazioni
Decisione
Situazione
Periodo gennaio-giugno 2014
Progetto concluso a inizio
Progetto dal 2013
maggio ’14 – inizio settembra
’13. Obiettivi raggiunti.
Progetto concluso a fine
Progetto dal 2013
giugno ’14 – inizio ottobre ’13.
Obiettivi raggiunti.
Progetto concluso a metà
Progetto dal 2013
marzo ’14 – inizio novembre
’13. Obiettivi raggiunti.
Progetto dal
2013
Progetto in corso tutta l’anno
2014
1
Progetto non avviato
Inserimento in altra struttura
2
Progetto avviato
Progetto interrotto per
problematica primaria di abuso
di sostanze
Inviante
Passaggio dal foyer alla
Supervisione
Passaggio dal foyer alla
Supervisione
Servizio di coordinamento
per le ammissioni nelle
Istituzioni LISPI
Servizio di coordinamento
per le ammissioni nelle
Istituzioni LISPI
Servizio di coordinamento
per le ammissioni nelle
Istituzioni LISPI
Servizio per dipendenze
del territorio
40
Segnalazioni
Decisione
Situazione
3
Periodo giugno-dicembre 2014
Progetto non avviato
Non interessato al servizio
4
Progetto non avviato
Non interessato al servizio
5
Progetto non avviato
Inserimento in altra struttura
6
Progetto non avviato
In attesa di una presa di
contatto
7
Progetto non avviato
8
Progetto avviato
9
Progetto avviato
In attesa di una presa di
contatto/progetto avviato nel
2015
Progetto interrotto, non
coincideva la richiesta con il
servizio offerto.
Progetto in corso a fine 2014
Inviante
Centro al Dragonato
Servizio di coordinamento
per le ammissioni nelle
Istituzioni LISPI
Autorità regionale di
Protezione
Servizio di coordinamento
per le ammissioni nelle
Istituzioni LISPI
Autorità regionale di
Protezione
Servizio di coordinamento
per le ammissioni nelle
Istituzioni LISPI
Autorità regionale di
Protezione
Considerando l’intero anno, la permanenza media del servizio si aggira tra i 4 e i 5 mesi, anche se nell’anno
preso in considerazione risulta difficile dare un significato al dato appena esposto.
4.4.4
Le persone in uscita hanno raggiunto i loro obiettivi?
Come si evince dalla tabella sopra esposta, 3 delle 7 persone che hanno usufruito del servizio hanno
concluso raggiungendo i propri obiettivi generali e specifici nell’arco del percorso, il servizio dunque non era
più necessario e utile, quindi in comune accordi si è andati gradualmente verso la conclusione del percorso.
Altri 2 hanno intrapreso il percorso ma quest’ultimo è poi stato interrotto in comune accordo dopo alcuni
mesi. 1 una situazione la persona aveva delle difficoltà primarie con l’uso di sostanze mentre nell’altra, dopo
il periodo di incontri iniziale è emerso che le aspettative e le richieste non combaciavano con il nostro
servizio.
4.4.5
Utenza (vedi Foyer Nikaypa pag. 37)
4.4.6
Commento dei dati sopra esposti (vedi Foyer Nikaypa pag. 37)
4.4.7
Eventuali problematiche aperte e prospettive per il futuro
Vista l’occupazione riscontrata nelle analisi dei dati si prospetta, per il 2015, un’eventuale diminuzione dei
posti a disposizione, da 6 a 3.
41
5
5.1
AMMINISTRAZIONE
SITUAZIONE FINANZIARIA ATELIER DI LAVORO
Atelier di lavoro
Fatturato
Spese acquisti materiale
Bar Centro Sociale
600'370.05
450'827.64
Osteria Zanzibar
155'278.70
74'575.82
2'907.75
728.25
Take away
88'010.95
29'182.85
Lavori di serie
38'814.85
32'491.15
3'968.95
3'183.60
889'351.25
590'989.31
Lavori esterni
Serigrafia
Acquisti e manutenzioni attrezzature
Durante il 2014 sono stati acquistati:
Osteria Zanzibar
Amministrazione
5.2
2 nuovi forni a vapore
1 nuova fotocopiatrice
Nuovo software ISAWIN
COMMENTO
Il rapporto fatturato – acquisti materiale indica una diminuzione dei ricavi rispetto agli anni precedenti, in
particolare abbiamo individuato alcune cause e per il 2015 stiamo proponendo dei correttivi.
Laboratorio
Bar Centro Sociale
Osteria Zanzibar
Lavori esterni e lavori di serie
Take away
Causa diminuzione fatturato
I clienti hanno meno soldi a
disposizione e la priorità viene
data a generi tipo sigarette
Aumento del costo delle materie
prime.
Diminuzione
di
lavori
di
imbustaggio causa uso di mail,
diminuzione di lavori per ditte
esterne
Perdita di un importante cliente
che ha sviluppato la sua cucina
con suo personale.
Eventuali proposte
Aumento del prezzo al cliente
Trovare nuovi clienti e rivedere il
tipo di lavori.
Trovare nuove proposte di vendita
42
6
PROSPETTIVE 2015
Il lavoro svolto in questo anno oltre alla gestione corrente e al riportare il numero di prestazioni fornite come
da contratto di prestazione con il Cantone è stato quello di creare delle basi solide sulle quali poter lavorare
negli anni futuri. Per basi solide si intende un assetto chiaro e degli strumenti che mettano le persone in
condizione di poter lavorare bene.
La finalità principali dei prossimi due anni è quella di consolidare quanto fatto sino ad ora e intervenire su
specifiche situazioni ritenute non ancora soddisfacenti, sia nell’ambito delle strutture abitative, sia in quello
delle strutture lavorative. In sintesi le azioni proposte per il prossimo futuro sono le seguenti:
6.1 STRUTTURE ABITATIVE
Casa Sirio, la parte non riguardante il contratto di prestazione quindi i posti per studenti e per situazioni
sociali. Dobbiamo ricostruire una rete di contatti e far conoscere le opportunità offerte da Casa Sirio in modo
da poter rispondere al progetto originale d’integrazione e sostegno alle emergenze sociali aumentando
l’occupazione.
Per raggiungere questo obiettivo si rende necessaria una modifica nella composizione del personale in
particolare attraverso l’introduzione di operatori con formazione educativa o sociale, per completare l’équipe
in un’ottica multidisciplinare in quanto l’attuale personale ha esclusivamente una formazione infermieristica.
Spazio abitativo Nikaypa, obiettivi del 2015 sono il rafforzamento e la crescita dell’équipe, che nel 2014 ha
subito importanti cambiamenti con partenze ed arrivi di personale. L’adattamento ed aggiustamento del
progetto alle richieste del territorio sviluppando una importante sinergia e alleanza cin gli enti inviati in
particolare SPS Bellinzona e Locarno.
Appartamenti protetti (Bellinzonese), la richiesta di seguiti educativi in appartamenti protetti è notevolmente
calata negli ultimi anni, dopo attenta riflessione abbiamo proposto per il contratto di prestazione 2015
all’Ufficio invalidi di diminuire il numero di posti da 6 a 3.
6.2 STRUTTURE LAVORATIVE
Bar Centro sociale, mantenere e rinforzare l’occupazione (numero utenti) sviluppando un lavoro di
connessione, tramite presentazioni ed incontri, con gli enti invianti atto a rinforzare e favorire la
comunicazione. Oltre a rinforzare e facilitare gli aspetti amministrativi stiamo lavorando sulla visibilità del
lavoro educativo svolto, tramite incontri con tutta l’équipe, formazione interna ed esterna e la ricostruzione
della documentazione riguardate gli utenti, come PSI, ecc.
Questo lavoro offre un’opportunità per riflettere su quanto e come si sta facendo, per definire meglio l’offerta,
i punti di forza ed i limiti della stessa.
Laboratori Dragonato, mettere in atto il nuovo progetto, sviluppato nel 2014, con lo scopo di ampliare il
numero utenti e di aumentare la produzione di beni e servizi. Coscienti delle nostre capacità e dei limiti
siamo sempre pronti a mettere in discussione sia il modello che i numeri, vedi eventuale riduzione dei posti
riconosciuti in ragione della mancata occupazione.
Con il “nuovo progetto” ci si propone di agire su due fronti, il primo prevede il cambiamento delle modalità di
presa a carico inserendo oltre al percorso educativo sociale di “collaboratore con obiettivi legati al
reinserimento professionale” quella di “collaboratore con obiettivi legati all’occupazione del tempo tramite il
lavoro”, pur mantenendo un modello d’intervento riabilitativo e progettuale in un’ottica normalizzante volta a
favorire il raggiungimento del massimo livello di autonomia. Il secondo fronte è quello del tipo di lavori;
all’atelier lavori di serie si aggiunge una parte creativa legata all’artigianato ( ad esempio lavori con fumetti
rivolti alla vendita esterna o decorazioni a tema per l’osteria Zanzibar o per manifestazioni, feste o mercatini),
all’atelier manutenzione e lavori esterni (ex Serigrafia). Stiamo inoltre valutando la possibilità di aggiungere
una parte di lavori rurali che ci consentano di creare una continuità lavorativa sull’arco di tutto l’anno e
43
sviluppare assieme alle cucine del Centro Dragonato una collaborazione con aziende agricole sociali (ad
esempio Orto a Muzzano o Caritas a Pollegio) dove, con l’intento di favorire lo smercio della produzione di
queste aziende, andiamo a creare una filiera corta a kilometro zero. Questa parte del progetto è in fase di
discussione e sviluppo con la DASF, in particolare con la Signora Sara Grignola Mammoli. Il ruolo dei nostri
laboratori sarà incentrato sulla lavorazione dei prodotti ed eventualmente su una parte della vendita.
Abbiamo dei contatti anche con la SIC (Società impiegati di commercio), in particolare con il settore che si
occupa della formazione, il progetto, abbozzato in questo mese di dicembre, prevede di dare l’opportunità ai
loro studenti di mettersi alla prova non solo con imprese virtuali ma anche con un’impresa sociale aiutandoci
a pubblicizzare i nostri prodotti e servizi. Questo contatto ci consente inoltre di cercare opportunità di lavoro
per i nostri atelier presso le ditte ticinesi. Nel corso del 2015 definiremo nel dettaglio il progetto. Questo tipo
di operazione oltre allo scopo prettamente utilitaristico per i nostri laboratori persegue anche lo scopo di
avvicinare dei giovani alle nostre realtà, creare integrazione e una cultura sociale.
Per tutte le strutture si impone un’attenta e approfondita analisi degli aspetti finanziari (costi/ricavi) per poter
individuare i punti deboli, il limite di fatturato sotto il quale abbiamo una perdita e quali correttivi si possono
immaginare.
6.3
AMMINISTRAZIONE
Completata la fase di accorpamento dell’amministrazione, dopo aver proceduto ad un ridimensionamento
delle % lavorative e aver introdotto il nuovo strumento informatico di gestione, la nostra attenzione si sposta
ora sul “far funzionare il tutto nel migliore dei modi” , tramite formazioni specifiche ai collaboratori e
informazioni a tutto il personale.
Per il 2015 valuteremo l’eventuale ulteriore riduzione di alcune % di lavoro.
Sistema di gestione della Qualità
Per poter rispondere ai requisiti LISPI di riconoscimento la Fondazione sarà certificata, secondo il Sistema
qualità ISO 9001, entro il 2016. I criteri specifici richiesti dall’Ufficio invalidi tramite la relativa direttiva
saranno integrati nel modello citato.
Questo percorso, iniziato gennaio 2015, viene fatto con il supporto della Ditta Exem consulting sa. Il lavoro si
svilupperà attraverso un’attività di analisi, una programmazione delle attività, la creazione del sistema qualità
e l’integrazione con il sistema qualità UFAS per poi passare all’attuazione Norma ISO 9001 attraverso lo
sviluppo dei processi centrali, dei processi socio educativi, dello sviluppo di procedure/istruzioni e dello
sviluppo della modulistica. Una volta ottenuta la certificazione saremo seguiti per tre anni nel mantenimento
della stessa.
Le ragioni di questa scelta si possono riassumere nell’importanza e nella collaudata operatività del sistema
qualità ISO essendo uno strumento internazionale presente e riconosciuto da molti anni.
In conclusione sarà vitale monitorare costantemente l’evolversi delle attività e lavorare sull’informazione,
rimaniamo sempre pronti a mettere in discussione il nostro operato in modo critico sia in termini di tipologia
d’attività sia in termini di quantità. Nostro obiettivo primario è dare una risposta alle richieste che arrivano
dal territorio rispondendo al meglio ai bisogni delle persone, che sono al centro di tutti i nostri progetti,
ribadendo l’importanza di una collaborazione e uno scambio costante con l’Ufficio invalidi al fine di rispettare
le aspettative del mandato attribuitoci.
Bellinzona, il 31 marzo 2015
Maurizio Battiston
Direttore
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