Ufficio stampa
Rassegna stampa
giovedì 1 settembre 2011
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INDICE
Il Domani - L'Informazione di Bologna
Badia in festa
01/09/11
3
Cultura e turismo
Il Resto del Carlino Bologna
Santa Maria compie cent’anni
01/09/11
4
Infrastrutture, viabilità, trasporti
ANZOLA Festa della Badia a Santa Maria in Strada
01/09/11
Cultura e turismo
Qs Serie C e D Calendari Coppa, dieci derby Il 9 apre Vis-Pallavicini
01/09/11
Sport
5
6
Il Sole 24 Ore
CASA: A ravenna Darsena da 800 milioni
01/09/11
7
Pubblica amministrazione
CASA: Dai patrimoni comunali dismissioni per 570 milioni
01/09/11
Infrastrutture, viabilità, trasporti, Pubblica amministrazione
Per i Comuni accesso stretto ai data base
01/09/11
9
Pubblica amministrazione
In vista tagli dimezzati per gli enti locali
01/09/11
10
Pubblica amministrazione
La soluzione? Fornire capacità operativa
01/09/11
11
Pubblica amministrazione
Case rurali senza tariffa
01/09/11
12
Pubblica amministrazione
Dirigenti a tempo, chance di salvezza
01/09/11
13
Pubblica amministrazione
CASA: Investimenti verso i piccoli centri
01/09/11
Infrastrutture, viabilità, trasporti, Pubblica amministrazione
CASA: La scommessa è il welfare urbano
01/09/11
8
14
16
Pubblica amministrazione
Italia Oggi
P.a., niente risarcimento se c'è l'incertezza sulla gara
01/09/11
Pubblica amministrazione
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press unE
01/09/2011
L'INFORMAZIONE
di BOLOGNA
li
Badia ín festa
ARROLA La millenaria Badia di Santa rylaria in Strada in località santa Maria in
Strada, ad Anzola, nel mese di settembre accoglie
parrocchiani, amici e visitatori per la consueta Festa
della Badia, Venerdì, sabato e domenica funzionerà io
stand gastronomico e saranno allestiti il mercato equo e solidale con prodotti
del Terzo Mondo. Tutte le
manifestazioni liturgiche e
relative alla sagra si svolgono o nella chiesa o nella
zona antistante la Badia, in
via Stradellazzo, 25.
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press unE
a Resto del Carlino
Bologna
01/09/2011
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01/09/2011
il Resto del Carlino
Bologna
SOZOLS Festa detta Badia
a Santa Maria in Strada
La millenaria Badia di Santa Maria in
Strada, a Santa Maria in Strada di
Anzola, i primi due week end di
settembre accoglie parrocchiani, amici
e visitatori per la consueta festa. Sarà
in funzione lo stand gastronomico e
saranno allestiti il mercato equo e
solidale con prodotti del Terzo Mondo.
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01/09/2011
il Resto del Carlino
Bologna
C eii Calendari
Coppa, d ed derby
il 9 apre Ms-Paltavkìn
Bologna
ECCO il calendario del primo
turno della Coppa Emilia Romagna 'Trote° Marchetti'
per le serie C e D regionali.
Venerdì 9 settembre sono in
programma Altedo-Saffi (ore
21,30), Veni-Guergino
(21,30), Vis Persiceto-Antal
Palloncini (21. 15), C'vd-Ponteveceltio (21.15)
'
e GuelfoMedicina (20,0 ).
La seconda giornata del tabellone sì svolgeM sabato 10
settembre con i seguenti incontri: Baou Tribe-Audace
(ore 18), Asd GranaroloTrebbo (21), Imola-Gaetano
Scirea (18), Rol
ling Pigs-Granarolo Basket (18), San Mamolo-Pgs Vielcome (20), Colderara-Anzola (19) e Castel
San Pietro-Massa (18). Nella
serata di domenica 11 setrembre un solo match, VoltoneGiardini Margherita (ore
18). Così come nell'ultima
giornata della prima fase, lunedì. 12 settembre, sj cortsun'era l'unica gara Stars-Gliepard (ore 21,15),
a, h.
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Il Sole
PLU
A Ravenna Darsen a
da 800 milion i
L' ITE R
I promotori: c'è interesse
da parte dei privati, entro
fine anno il masterpla n
Riccardo Sandre
0 A poche centinaia di metri dall a
basilica bizantina di San Vitale, ne l
pieno centro di Ravenna, il progetto
Darsena di città è un'iniziativa immobiliare del valore potenziale di
800 milioni di euro . Si tratta della riqualificazione urbana di una vasta
zona di waterfront, proprio alle spalle della stazione ferroviaria, la cu i
area è di circa 136 ettari (l'Expo 2015
a Milano occuperà un'area di no ettari, ndr). La zona è un susseguirsi di
edifici di archeologia industriale, superfici verdi e strutture residenziali
che insistono sullo storico Canale
Candiano a 12 chilometri dal mare e
sul quale si affacciano il nuovo Terminal crociere, il porto turistico di
Marina di Ravenna, il polo chimic o
cittadino e la Cittadella della nautica ,
grande complesso della cantieristica
navale da diporto in costruzione .
Un processo che ha visto negli anni molte iniziative individuali e una
convergenza che a mano a mano si è
fatta più forte tra i molti proprietar i
(sono 48 i privati interessati al progetto) verso un progetto comune di
dimensioni ragguardevoli.
La prima tappa è stata la costituzione (2004) del Consorzio nuova darsena che raggruppa l'8o% delle proprietà immobiliari dell'area i cui soc i
fondatori sono Setramar Spa, Cm c
immobiliare Spa, Dp immobiliare
e Andrea Trombini, attuale presidénte .Ne12009 èlavoltadellafondazione
di Agen .da, un'agenzia pubblica di
controllo e di interfaccia che raggruppa gli enti a vario titolo interessati da l
progetto. Comune di Ravenna e Autorità portuale prevedono per lo sviluppo del programma un esbors o
complessivo di 83 milioni per i lavor i
dibonifica del Canale e di riorganizzazione delle aree demaniali . «Si tratta
di interventi che andranno di pari passo con il procedere dei lavori - spiega
l'assessore all'Urbanistica di Ravenna, Gabrio Maraldi- diluendone cos ì
costi e gli oneri nel tempo».
Il Comune ha lanciato un'iniziativa di partecipazione popolare al processo decisionale che inizierà il 7 settembre con il titolo : «La Darsena ch e
vorrei». Già a partire dal 30 novembre, data di chiusura di questo dibattito, i dirigenti del Consorzio nuova
darsena prevedono l'inizio dello sviluppo del master plan definitivo
dell'opera indipendentemente dall e
difficoltà economiche che stanno
scuotendo il Paese. «Siamo in contatto con investitori privati, con fondi
d'investimento internazionali e co n
istitutibancari di primo piano interessati a partecipare al progetto», conclude Luca Minardi, presidente del consorzio dal 2004 a12oo8 e ora nel consiglio direttivo della società, oltre che
direttore generale di Setramar .
id RIPRODUZIONE RISERVATA
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Il Sole
Dai patrimoni comunali
dismissioni per 570 milioni
IL PIÙ ATTIVO
Dal 2003 al 2010 Torino
ha incassato 350 milioni
dalle cartolarizzazioni
Enrico Bronzo
I Per fare cassa sempre più Comuni vendono gli immobili di proprietà
sfruttando la possibilità di trasformazione della destinazione d'uso.
Un'opzione che può utilizzare lo
strumento della variante urbanistica, così come previsto dalla legge 133
del 2008. In molti casi il passaggio
della destinazione d'uso da terziario
a residenziale rende l'operazione fattibile. Ecco i Comuni più longevi
nell'attività di dismissione.
Il Comune di Torino è quello che
ha fatto più ricorso allo strumento
delle dismissioni immobiliari: dal
2003 a fine 2010 ha incassato 35o
milioni di euro. Le ultime tre aste
del 2011 — gestite da "Cartolarizzazione città di Torino", proprietaria
degli immobili - riguardano n pezzi tra terreni e immobili, in vendita
per un valore totale di circa 90 milioni di euro. La maggior parte è situata in zona Lingotto, non distante dal
Politecnico di Torino: via Bruno, via
Guala-Monte Pasubio, corso Spezia, area Galileo Ferraris, tutte aree
con prevalente destinazione residenziale. Oppure in zona Dora Riparia (Spina 3 e corso Mortara) o, nei
pressi dell'Università, l'area ex Cavallerizza. In questi casi si tratta di
investimenti di lunghissimo periodo, vista la necessità di sviluppare il
progetto di riqualificazione.
Di medio periodo - perché comunque è necessaria una ristrutturazione interna - può essere invece
considerato il fabbricato in via delle
Orfane, che racchiude i resti dell'ex
Convento di Sant'Agostino, palazzo
di architettura settecentesca di cinque piani con una superficie commerciale di 4.50o mq destinato, con
variante, a ospitare appartamenti
A Milano i due terzi
degli immobili presenti
nel primo fondo riguardano
il settore delle abitazioni
(la richiesta è di 7,6 milioni di euro).
Il Comune di Milano nel 2007 ha
creato il fondo Milano i - gestito da
Bnp Paribas Reim Sgr - con beni
apportati per 255 milioni di euro. Immobili di proprietà, liberi e affittati,
ancora in corso di alienazione. Il portafoglio immobiliare trasferito è costituito per i166% del valore complessivo da immobili residenziali. Le attività di valorizzazione e vendita svolta fino ad oggi dalla società di gestione ha portato aduna plusvalenza del
58,88% (valore di vendita contro valore di apporto).
Nel dicembre 2010 il Comune ha
creato un altro fondo, Milano 2, in-
cassando subito 6o milioni - che si
sommano ai precedenti 120 - che ha
inserito nel bilancio. Ci sono alcune
unità immobiliari non ancora in vendita. Una unità commerciale è in zona i, in via del Circo. Oltre ai Fondi
Immobiliari è continuata l'attività di
vendita diretta attraverso aste per
portafogli di minor valore.
Con il Comune di Venezia i numeri si ridimensionano. Il fondo immobiliare - affidato in gestione a
EstCapital e come unico quotista lo
stesso Comune - ha preso il via nel
gennaio 2010 con l'apporto di sette
immobili (di cui mano a mano incasserà i ricavi). Poi sono stati acquistati dal Comune di Venezia altri n immobili per un corrispettivo di 41,5
milioni. In questo caso il portafoglio
immobiliare trasferito al fondo è costituito in prevalenza da edifici situati in centro storico (52%) tra cui alcuni di prestigio o strategici come Palazzo Diedo, Palazzo Gradenigo, Palazzo San Cassiano .
«Un Comune - spiega Guido Inz aghi, socio nello studio legale Dla
Piper di Milano e responsabile del
dipartimento di "town planning" sia che scelga la strada del fondo immobiliare sia quella della cartolariz z azione deve dare evidenza pubblica alla gara tramite pubblicazione a
mezzo stampa e su internet. Per sapere se nel proprio Comune ci sono
opportunità di acquisto l'ufficio
preposto è quello al Demanio e al
Patrimonio».
RIPRODUZIONE RISERV Al A
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FRCATO T}EN DF:N71-:
Residenziale pubblico da 7 miliardi
Vai
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press unE
Il Sole12
01/09/2011
Per i Comuni accesso stretto ai data base
Nessuna «navigazione» su tutti i contenuti dell'anagrafe tributaria ma solo sulle dichiarazioni
Antonio Criscione
MILANO
Un accesso limitato ai dati
dei contribuenti. Il coinvolgimento dei Comuni nell'accertamento non sconvolgerà l'assetto attuale del rapporto tra amministrazione finanziaria e gli
enti locali. Il ruolo di questi ultiIL PROBLEMA
Resta la necessità
di più collaborazione
fra l'amministrazione
finanziaria
e i municipi
mi, a meno di sorprese, resta limitato a quello di "segnalatori"
di situazioni dubbie.
La soluzione che nella serata
di ieri sembrava la più probabile - ma la "fabbrica della manovra" lasciava uscire poco del ru-
L'ANALISI
Fabio
Carducci
In periferia
sono molti
gli sprechi
da eliminare
D
i manovra in manovra
cambiano gli interpreti
ma il copione resta lo
stesso.Il Governo individua
dove tagliare, include nella lista
le autonomie e, puntuali,
partono le giaculatorie di
sindaci, governatori e
presidenti di Provincia: le
prestazioni sociali sono a
rischio, il federalismo è morto, il
conto lo pagheranno i cittadini.
Era così quando esistevano i
more dell'officina - sembra
dunque poco più di una riedizione più politicamente corretta di quanto fece l'agenzia delle
Entrate ai tempi del viceministro Vincenzo Visco. Gli enti locali dovrebbero infatti avere a
disposizione i dati delle dichiarazioni dei loro concittadini,
ma praticamente non ancora
unvero accesso alle banche dati dell'anagrafe tributaria. Ai
tempi di Visco i dati delle dichiarazioni vennero pubblicati sul sito dell'agenzia delle Entrate. Ora più modestamente
sarebbero gli enti a dover decidere se mettere a disposizione
sul proprio sito i dati delle dichiarazioni dei propri concittadini. Un passo che (come accade spesso in Italia e in particolare accaduto di recente con il
contributo di solidarietà) finirebbe per generare ulteriore
confusione tra chi è ricco e chi
invece semplicemente paga le
trasferimenti statali ed è così
anche ora che la riforma
federale li ha pensionati.
La nuova frontiera di Regioni
ed enti locali si chiama «patto di
stabilità interno»: un
meccanismo che ha i suoi difetti
ma anche il grosso pregio di
imporre un tetto
all'indebitamento netto della
Pa. E invece appena al centro si
decide di stringere la cinghia in
periferia si levano le proteste.
Insieme all'equazione «nuova
stretta uguale meno servizi»
come se non esistessero
alternative. Come se a livello
locale non ci fossero sprechi da
eliminare, ad esempio i vitalizi
dei consiglieri regionali che
spesso superano quelli dei
parlamentari o costi del
personale gonfiati a dismisura,
grazie ad assunzioni
caldeggiate dal primo cittadino
di turno. Auspicare che alle
critiche per una volta si
accompagni un'auto-riduzione
delle inefficienze significa forse
chiedere troppo?
tasse. Altri Paesi (si veda «Il Sole 24 Ore» di ieri) hanno deciso
invece di mettere online chi le
tasse non le paga.
Quella di rendere disponibili
agli enti i dati delle dichiarazioni, non rappresenta un grande
passo, ma certamente è già qualcosa, perché in questo caso gli
enti locali si potranno almeno
rendere conto di se propri concittadini che mostrano capacità
di spesa elevata, possono giustificare il loro tenore di vita sulla
base di quanto denunciato al fisco. In questo modo si potrebbe
almeno avere già la possibilità
di avere una prima scrematura.
L'esempio dell'Emilia Romagna però (si veda l'articolo in
basso) mostra che più che sugli
aspetti reddituali la partecipazione dei Comuni alla lotta
all'evasione è più proficua su altri fronti, come quello delle transazioni immobiliari, delle false
residenze, dell'individuazione
di enti fintamente no profit. E
probabilmente la collaborazione per via amministrativa potrebbe rappresentare una soluzione più adeguata, rispetto a situazioni improvvisate.
Nessun cambiamento al momento si registra invece sulla
questione della destinazione
del gettito. Quindi resta l'idea
di destinare agli enti locali per
intero il gettito derivante dai recuperi effettuati dall'amministrazione finanziaria a seguito
delle segnalazioni effettuate.
L'aumento dal 50% all'intero
importo rappresenta un ulteriore incentivo alla partecipazione dei Comuni. Resta però
la necessità di una collaborazione per via amministrativa promossa dall'amministrazione finanziaria e dall'associazione
dei comuni sull'esempio di
quanto è avvenuto per i Comuni emiliano-romagnoli.
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I numeri
100%
Spetterà ai Comuni l'intero
gettito delle somme
recuperate sulla base delle
segnalazioni effettuate dagli
enti locali. Questi ultimi
avranno, in più rispetto al
passato, a disposizione i dati
delle dichiarazioni fiscali dei
residenti nel loro territorio. E
potranno decidere se
pubblicarli sui siti internet
I Comuni che hanno aderito
in tutta Italia al protocollo
con l'agenzia delle Entrate
per la trasmissione (che
avviene per via telematica)
delle segnalazioni di possibili
casi di evasione. Di questi
ben 242 comuni sono
collocati nella regione Emilia
Romagna
1 ta
Secondo gli ultimi dati
disponibili, aggiornati al 31
marzo, sono circa 15mila le
segnalazioni qualificate che i
Comuni hanno effettuato alle
Entrate da quando è stato
avviato il meccanismo di
scambio di informazioni. Ai
Comuni spettano (per ora le
quote) le somme poi
effettivamente riscosse
.
press unE
Il Sole12
01/09/2011
Governo fermo sul no allo stralcio chiesto dall'Anci delle norme sui piccoli Comuni
In vista tagli dimezzati per gli enti locali
Eugenio Bruno
ROMA
I sempre più attesi emendamenti alla manovra bis dovrebbero portare alle autonomie una
buona e una cattiva notizia. La
prima è che nonostante l'incertezza delle ultime ore su saldi e
coperture il dimezzamento dei
tagli a Regioni ed enti locali dovrebbe sopravvivere. La seconda è che lo stralcio della norma
sui piccoli Comuni probabilmente non ci sarà.
La conferma ufficiale arriverà
solo oggi alle 15 quando il relatore
Antonio Azzollini (Pdl) presenteràle proposte di modifica partorite dal laborioso e frenetico "cuci e
scuci" dell'Esecutivo. Una di queste dovrebbe abbattere del 50% il
contributo 2012 sui saldi del patto
di stabilità per ogni comparto. Se
così fosse, fermi restando gli importi fissati dal Dl 138 per il 2013,
l'anno prossimo i governatori dei
territori ordinari si troverebbero
a staccare un assegno di 800milioni anziché di 1,6 miliardi mentre i
loro colleghi delle speciali si vedrebbero ridurre l'obolo da 2 a un
miliardo Stessa sorte per sindaci
e presidenti di Provincia: gli uni
IL FRONTE REGIONALE
Errani: la strada scelta
dall'Esecutivo «non regge»
e «non porta da nessuna
parte», serve un confronto
istituzionale rapidissimo
dovrebbero vedere scendere la
stretta da 1,7 miliardi a 85o milioni, i secondi da 700 a 350 milioni.
In realtà la cifre contenute
nell'emendamento che rimodulerà i sacrifici dei vari livelli di
governo potrebbero essere diverse. A ballare sono i 9oo milio-
ni di introiti attesi dalla "Robin
Hood Tax" nel 2012. Gli enti locali vorrebbero ottenerli subito e
lasciare che sia poi lo Stato a recuperarli una volta incassati i
proventi dall'aumento dell'addizionale Ires sulle imprese energetiche previsto dalla manovra
di metà luglio. Ma da questo
orecchio il ministero dell'Economia non sembra sentirci. Anche
perché, accettando, il Tesoro dovrebbe preoccuparsi di reperire
altri 900 milioni e viste le difficoltà delle ultime ore a mantenere fermi i saldi complessivi gli
spazi di intervento sembrano effettivamente limitati.
Un altro emendamento dovrebbe poi rivedere la norma sui
municipi con meno di i.000 abitanti. La proposta dell'Anci di
stralciare la disposizione e affidare a una «bicameralina» il
compito di riscriverla non piace
il ministro della Semplificazio-
Dimezzati i tagli del 2012
ne, Roberto C alderoli, che preferisce trovare subito una soluzione. E l'orientamento della maggioranza sarebbe quello di lasciare invita sindaci e consigli comunali di quattro membri affidando la gestione dei servizi (e le
funzioni di giunta) a unioni di
Comuni da creare entro il 2013.
Ma le modifiche alla manovra
bis restano in cima ai pensieri anche dei governatori. Per il presidente della conferenza delle Regioni, Vasco Errani (Emilia Romagna, Pd), la strada avviata
dall'Esecutivo «non regge» e
«non porta da nessuna parte».
Da qui la sua proposta di mettersi
«attorno a un tavolo» con le istituzioni «rapidissimamente, per
chiarire quali sono effettivamente le esigenze di fmanza pubblica
e, rispetto alle risorse che ci sono,
decidere quali interventi per la
crescita, quali politiche sociali
per tenere la coesione sociale,
l'equità e la giustizia, siamo in grado di fare». Concetti che saranno
con tutta probabilità ribaditi nella conferenza straordinaria delle
Regioni convocata per oggi.
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Come cambia la stretta
sugli enti locali
(dati in milioni di €)
Vecchi saldi
Nuovi
2012
2012*
saldi
Regioni
statuto
ordinario
2013
Unione di Comuni
Regioni
statuto speciale
e Province
autonome
* Le Unioni di Comuni sono enti
locali costituiti da due o più
Comuni, di norma confinanti, per
l'esercizio congiunto di funzioni,
come stabilito dall'articolo 32 del
testo unico sugli enti locali. Alle
Unioni si applicano i principi
previsti per l'ordinamento dei
comuni. Lo Statuto individua gli
organi (Presidente,Giunta e
Consiglio), le modalità di
elezione, le funzioni svolte e le
risorse necessarie. Alle Unioni
spettano gli introiti delle tasse e
dalle tariffe e dai contributi sui
servizi a essa affidati
Province
Comuni
> 5.000
abitanti
Totale
*già al netto dei maggiori introiti della Robin Hood Tax
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press L.IfE
01 /09/2011
Caso Eii itia-Romagna ; att a za stretta Entrate-snodac i
La soluzione? Fornire capacità operativa
na copertura che rispet to al numero degli abitanti della regione corri sponde al 90 per cento. Se si
considerano i numeri dei comu ni si è intorno al 70% e le adesio ni continuano ad aumentare .
Sulla collaborazione dei Comu ni con l'agenzia delle Entrat e
per il contrasto dell'evasione fiscale un caso Emilia Romagn a
esiste, ma è un caso esemplare
in senso positivo . Le ragioni del
successo, secondo Antonino
Gentile, direttore regionale del -
l'agenzia delle Entrate, son o
semplici : «Da noi si è creato afferma - un circolo virtuoso ,
con un costante scambio di informazioni tra Agenzia e Comuni, a cui corrisponde una collaborazione quotidiana che per mette di puntare sulla qualit à
delle informazioni» .
Come afferma Gentile, in
Emilia Romagna l'avvio della
collaborazione è stato preceduto da una fase di confronto tr a
Entrate e Comuni, con una importante partecipazione del
l'Anci. «A seguito di quel confronto - spiega il direttore regio nale delle Entrate- è stata elaborata una guida operativa . Non s i
trattava di un opuscolo teoric o
sull'accertamento, ma di una serie di chiari e ben individuat i
percorsi investigativi» . Il significafodi questa operazione preliminare secondo Gentile : «E
servita a colmare quel gap di co noscenza che soprattutto ne i
Comuni piccoli si sarebbe potu to riscontrare su questo argo mento . Questo spiega come
mai non aderiscono e non fanno segnalazione solo i Comun i
grandi ma anche quelli piccoli,
perché anche questi hanno capito come funziona il meccanismo per individuare casi di evasione e fare segnalazioni qualificate all'Agenzia» .
Un altro punto che segnal a
Gentile è il fatto che in ogni direzione provinciale della region e
c'è un funzionario addetto al
collegamento con i Comuni . Il
funzionario della Dp segu e
l'iter dei controlli che vengono
dopo le segnalazioni degli enti
locali. Inoltre, quando dei cas i
particolarmente interessant i
vengono rilevati in una situazio ne locale, il caso viene subito illustrato a tutti gli enti, in mod o
da metterli subito al corrente di
fenomeni che potrebbero verifi carsi anche nei loro territori.
Un caso poi particolarmente interessante sono gli accessi congiunti effettuati dai vigili urbani insieme ai funzionari
dell'agenzia delle Entrate . Attraverso questa modalità d i
collaborazione sono stati "scovati" molti enti commerciali
mascherati da non commercia li . Un consuntivo a fine giugno
della collaborazione tra enti lo cali e Dr indicava infatti diversi casi di scuole di musica o d i
danza che erano "vestite" d a
associazioni e invece erano ve re e pYoprie attività commer ciali . Molte collaborazioni che
dai Comuni arrivano all'Agenzia riguardano gli immobili .
Frequente il caso delle cessioni di aree edificabili mascherate da compravendite di immobili . Sugli immobili sono stat i
segnalati anche casi di reddit i
da locazione non dichiarati .
Anche le false residenze
all'estero, per quanto più limitato, trovano il loro spazio nel le segnalazioni degli enti .
An .Cr.
© RIPRODUZIONE RISERVAT A
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press unE
Il Sole12
01/09/2011
Catasto. Il classamento imposto dal Dl Sviluppo rischia il blocco per mancanza degli estimi
Case rurali senza tariffa
I valori della categoria A/6 non vengono aggiornati da decenni
Franco Guazzone
Una rendita per tutte le case rurali. Però mancano le tariffe d'estimo: un intoppo che rischia di bloccare la razionalizzazione disposta dal decreto Sviluppo per i proprietari di fabbricati rurali.
L'articolo 7, comma 2-bis, del
Dl 70/2011, convertito dalla legge 106/2011, ha disposto che tutti i proprietari di fabbricati rurali dotati di rendita, non censiti
nella categoria A/6 (abitazioni)
o D/io (edifici strumentali), o
ancora iscritti al catasto dei terreni ma nel frattempo variati
nell'intestazione (compravendite, successioni, donazioni eccetera), ovvero modificati nello stato (fusioni, frazionamenti,
ampliamenti, cambio d'uso eccetera) possono presentare
all'agenzia del Territorio, entro
il 3o settembre 2011, una denuncia di variazione per accatastarli in quelle categorie.
Tale adempimento prevede
che gli interessati deleghino un
tecnico professionista iscritto
all'albo degli ingegneri, architetti, geometri, dottori agronomi, periti edili e agrario agrotecnici, a presentare la denuncia di
variazione col programma
Docfa, fornito dall'amministrazione catastale, con proposta di
rendita.
Purtroppo, sotto il profilo
tecnico, questo adempimento,
pacifico per i fabbricati strumentali Dio, la cui rendita viene stabilita con stima diretta
(2% del valore), non può essere
assolto per le abitazioni rurali
censite nelle categorie A/2,
A/3, A/7, in quanto nella categoria A/6 mancano le tariffe
d'estimo proporzionali ai valori di mercato del biennio censuario 1988-89, per cui non esistono le unità tipo di riferimen-
IL NODO
Non ci sono i parametri
proporzionali
ai valori di mercato
del biennio
censuario 1988-1989
to per effettuare il classamento
per comparazione. Tale circostanza evidenzia la mancata
collaborazione, in sede di stesura del decreto, fra legislatore e
agenzia del Territorio, notoriamente contraria a tale provvedimento, come dimostrato dalla nota 10.933 del 22 febbraio
2010, che aveva affermato «l'irrilevanza della categoria catastale, qualora fossero presenti i
requisiti oggettivi e soggettivi
per il riconoscimento della ruralità dei fabbricati». Ma il con-
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trasto tra la posizione delle Entrate, in aperto contrasto con la
linea del Territorio (e della Cassazione), ha condotto alla norma del Dl Sviluppo.
Del resto, il ritardo nell'emanazione del decreto della stessa Agenzia per definire le modalità applicative della disposizione, previsto dal comma
2-quater del medesimo articolo 7 potrebbe, in via provvisoria, essere superato, in attesa
che l'amministrazione provveda a integrare le tariffe della categoria A/6, con classi proporzionali ai valori di riferimento
del biennio censuario 1988-89,
in uno dei seguenti modi: a) attribuendo la categoria F/6 (fabbricato in attesa di dichiarazione, senza rendita); b) classare
queste abitazioni, nelle classi
più elevate della categoria
A/6, ancora in qualche caso
presenti nel comune o nella regione ma naturalmente con
estimi bassissimi. Ovviamente, una volta integrate le tariffe,
operazione che potrebbe prendere molti mesi di tempo, il
Territorio potrebbe aggiornare d'ufficio i classamenti, notificando poi ai contribuenti le
nuove rendite. In ogni caso le
soluzioni operative per l'agenzia saranno contenute in atteso Dm dell'Economia.
(D RIPRODUZIONE RISERVATA
press L.IfE
II
Sole
01 /09/2011
. La transizione della riforma Brunett a
Dirigenti a tempo ,
chance di salvezza
Tiziano Grandelli
Mirco Zamberla n
Il decreto correttivo dell a
riforma Brunetta, il decreto legi slativo 141/zon, più che risolve re finalmente il problema dei dirigenti "a contratto" pone il fianco a una serie di difficoltà in me rito alla sua applicazione (si ve da «Il Sole 24 Ore» di martedì).
Si tratta della norma conside rata l'ancora di salvezza dei contratti dirigenziali "a tempo" stipulati dopo i115 novembre 2009 ,
in eccesso rispetto alla percentuale massima consentita dal l'articolo 19, comma 6 del Dlgs
165/zoo1. Il decreto legislativo
141 del 2011, all'articolo 6, prevede, infatti, che tali contratti, fer mo restando la valutazione della congruità degli stessi ad ogn i
altra disposizione normativa ,
possono essere mantenuti fino
alla loro scadenza, se in esser e
al 9 marzo 2011 e se stipulati ne l
rispetto delle regole sul conteni mento della spesa di personale
e sull'utilizzo dei contratti di l avoro a tempo determinato.
La norma concede agli enti la
possibilità di «mantenere» . S i
tratta, quindi, di una facoltà, per
le singole amministrazioni in base a criteri di tipo organizzativo ,
considerando anche che tale situazione è temporanea . A fronte di tale facoltà non vi può essere un diritto del dirigente.
Il verbo «mantenere» usato
dal legislatore deve far presupporre un'altra condizione per ché gli stessi contratti continuino a esplicare la loro efficacia ,
vale a dire che i dirigenti a tem po determinato siano in servizio in tale qualifica anche alla
data di entrata in vigore del de creto legislativo 141 (6 settembre 2011) .
Questo significa che contrat ti individuali oggi non più vigenti non possono essere «mantenuti .» Non solo . Anche il dirigente a tempo determinato il
cui il contratto, pur se in ecces so alla percentuale massim a
consentita, abbia tutti le caratte ristiche necessarie per esser e
mantenuto, non può dormire
sonni tranquilli .
La norma fissa, infatti, u n
termine, rappresentato dall a
data di emanazione dei decret i
di cui all'articolo 19, comm a
6-quater del Dlgs 165/2001, e ,
quindi, si fa riferimento a i
provvedimenti con i quali verranno determinate le classi di
virtuosità degli enti locali.
In altre parole i contratti a
tempo determinato dei dirigenti stipulati in eccesso all a
percentuale massima consentita possono essere mantenut i
fino alla loro scadenza e, comunque, non oltre l'emanazione dei decreti che fissano le
classi di virtuosità .
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O RIPROOU7IONE RISERVATA
press L.IfE
01 /09/2011
Il
Sole
Investimenti verso i piccoli centr i
La saturazione
delle città «sposta »
in provincia i grand i
progetti di svilupp o
Enrico Bronzo
Il settore retail in Italia attira la
maggior parte degli investimenti nazionali, il 49%, e internazionali, il 57%
(primo semestre 2011, fonte Cb Richard Ellis), e cambia volto . E,
dall'analisi del database 2011 di Nomisma sulle riqualificazioni, si evince che tra gli ultimi progetti censiti fi gurano diversi shopping center, sempre più spesso aperti in piccole locali tà come Lallio e Castelli Calepio, in
provincia di Bergamo, Partinico a Palermo e Afragola a Napoli .
«Era ora che si parlasse dei proget ti al di fuori delle grandi città» sbuffa
Lino Iemi, presidente di Policentro,
società milanese che in alcuni proget ti retail sta tentando strade innovati -
ve. Una tendenza generale notata anche da Luca Dondi dell'Orologio, responsabile Ricerche real estate di Nomisma, per il quale «il mercato in parte si sta spostando su piazze secondarie, vista la saturazione di quelle primarie, e mostra una differenziazion e
più complessa del solito nelle tipologie funzionali, sempre più indirizza te verso il tempo libero».
«A Imola - riprende Iemi - il nostro centro commerciale a cielo aperto manda in pensione il concetto de l
tradizionale mali che peraltro altrove, in presenza di altri motivi di richia mo, può funzionare. Avrà un albergo
e un centro sportivo. Lo abbiamo realizzato con grandi arcate attraversat e
da strade ottimizzando al massimo
non solo i costi di costruzione ma an che e soprattutto quelli di gestione» .
Il centro di Parma sarà aperto nella
primavera 2012 e si distingue per l'attenzione nei confronti del tempo libero . Un altro centro innovativo aprir à
in autunno a Partinico (Palermo, ultime news su www.tv7partinico .it)
«dove su32omila metri quadri sorge-
ranno, oltre alla formule commerciali tradizionali, un hard discount, u n
hotel e spazi per il tempo libero».
Gli sviluppatori del settore retai l
cercano di attirare nello stesso shopping center i diversi target di cliente la. «Per questo in provincia di Bergamo - aggiunge lemi - stiamo realizzando una struttura su due piani ,
Per attirare nuovi targe t
il retail scommette su inedit i
centri commerciali
con hard discount e hotel
uno dedicato al commercio tradizionale e l'altro alle griffe». Tra tutti i
progetti inseriti nel 2011 nel data base Nomisma l'iniziativa con i l
maggior investimento è in corso a
Salerno . Qui in sei anni è prevista
la costruzione in project financing, per un valore di oltre cento
milioni, di un porto turistico sviluppato dalla Marina d'Arechi Spa
(controllata dal gruppo Gallozzi) ,
in parte progettato da Santiago Calatrava. In primavera 50 milioni so no stati finanziati da Bnl-gruppo
Bnp Paribas, Mps capital services, UniCredit corporate bankin g
e Banca della Campania-gruppo
Bper. Il 20% delle azioni di Marina
d'Arechi è posseduto da Invitalia ,
società del ministero del Tesoro .
Sono previsti mille posti barca - i
primi 400 con consegna nella primavera 2012 - con 8.700 mq di negozi, potenzialmente utili in ann i
negativi per il diportismo come i l
2010 (dati Assomarinas) quand o
in Italia si è registrato un calo de l
15% delle spese per l'uso e la manutenzione delle barche da diporto .
A Palermo, nel quartiere Zen, su
un'area di 3oomila mq sorgerà il centro commerciale Conca d'Oro con un
investimento di 70 milioni e apertur a
questo mese. Lo sviluppatore Immobiliare Malù di Maurizio Zamparini,
vulcanico presidente del Palermo calcio, realizzerà no negozi e una food
square con sette ristoranti. A Fano (Pe saro e Urbino) il waterfront (valore 23
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milioni) promosso da Marelift e Fondazione Fano solidale havisto agiugno il team composto da Polistudio
(Riccione), Nicola Lombardi e Fiorenza Matteoni vincere il concorso d i
idee. Infine a Firenze verrà inaugura to il prossimo 21 dicembre il Parco della musica e della cultura con Teatr o
lirico da 2mila posti progettato da Abdr architetti associati nel parco del le Cascine con un costo di 19 milioni .
,o RI PRODUZ IONr RISRVATA
01 /09/2011
DIECI PROGETT I
DI TENDENZA
FUORI DALLE GRANDI CITTÀ
9
SELVA DI VAL GARDENA (BZ )
9
GARDONE (BRESCIA )
9
CAMPOGALLIANO (MODENA )
N .d .
N .d.
Urban Style Area
50 .000 .000 euro
Tra i progetti immobiliari innovativ i
l'hotel di lusso(4.950 mq d i
superficie) promosso dalle Funivi e
Saslong con ristorante e bar integrat i
con la stazione della funivi a
VALORE
70 .000 .000 eur o
Promosso da Signa Holding ,
l'intervento si svilupperà su un'are a
di 75 ettari e prevede l a
realizzazione di un resort di luss o
affacciato sul lago di Gard a
VALORE
VALORE
Cinquantasei progetti nel prim o
semestre 2011 : questo il risultat o
dell'aggiornamento effettuato da l
centro studi Nomisma in cui, rispett o
al passato, si nota una minor e
presenza di progetti nei grandi centri .
Dove le grandi operazioni - com e
Porta Nuova, Citylife e Parco Vittori a
a Milano - sono partite negli ann i
scorsi, quando le banche potevan o
supportare operazioni di queste
dimensioni . Ora i riflettori s i
accendono sulla provincia, dov e
accanto a progetti legati al temp o
libero e al turismo, i centr i
commerciali diventano sempre pi ù
innovativi,
Pw'
Sole
press L.IfE
9
CASTELLI CALEPIO (BERGAMO )
Policentro Castell i
120 .000 .000 eur o
Struttura commerciale e d i
entertainment . Il gruppo Policentro
sta portando avanti Io sviluppo d i
altri quattro centri commerciali tr a
Emilia-Romagna, Sicilia e Campania
VALORE
9
CASAGIOVE (CASERTA )
9
ASCOLI PICEN O
Area ex Nec a
Ascoli2l
60 .000 .000 eur o
A destinazione mista il recuper o
dell'area prevede la creazione di u n
nuovo centro fieristic o
congressuale e di alloggi all'intern o
di un parco pubblico
VALORE
VALORE
9
Conca d'Or o
VALORE
9
70 .000.000 eur o
Struttura commerciale e d i
entertainment situata nel quartier e
Zen composta da 120 negozi .
L'apertura è prevista il prossimo
autunn o
CARLENTINI (SIRACUSA )
Marina d'Arech i
Whyndam Catania golf resor t
100 .000.000 eur o
Il programma di trasformazion e
urbana prevede la realizzazione d i
mille posti barca, 8.700 mq d i
negozi e gallerie commerciali . Fin e
lavori estate 2013
VALORE
VALORE
35 .000 .000 eur o
Riqualificazione dell'area ex Sg l
Carbon Restart con verde ;
polo scientifico, tecnologico e
culturale e are a
residenziale-commercial e
PALERM O
37 .000 .000 eur o
Realizzazione di 170 alloggi "lo w
energy" ad alta efficienz a
energetica, promossi d a
Immobiliare Zi .ni, con ampio spazi o
dedicato al verde e al tempo liber o
. .. . .. .. . .. . .. .. .. . .. . .. .. . .. .. .. . .. .. . .. . .. .. .. . .. .. . .. . .. .. .. . .. .. . .. . .. .. .. . .. ..
SALERN O
9
PAVI A
AmBienTAND O
VALORE
55 .000.000 eur o
Il recupero dell'area ex Bugatt i
prevede la realizzazione di un centr o
con 5 aree tematiche : fashion, spor t
e tempo libero, interni ed esterni ,
servizi e ristorazione . Più un hotel .
70 .000.000 eur o
Promosso da Cb Richard Ellis, i l
resort sarà dotato di 192 fra camere
e suite, 224 unità residenziali, u n
campo da golf a 18 buche . Fine
lavori prevista nel 2012
Pagina 4
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press unE
Il Sole DAUS
01/09/2011
«La scommessa è il welfare urbano»
INTERVISTA
•
Giuseppe De Luca
Segretario generale Inu
Giovanna Mancini
O Attenzione a non creare cattedrali nel deserto: perché una riqualificazione funzioni, dal punto di vista sia economico sia sociale, occorre tenere presente il contesto
su cui si innesta e considerare la
redditività sul lungo termine. Sembra una banalità, ma non sempre
questo avviene, come spiega Giuseppe De Luca, urbanista e segretario generale dell'Inu (Istituto nazionale di urbanistica).
De Luca, in che modo un progetto di riqualificazione può uni-
re redditività e utilità sociale?
Molto dipende dal contesto territoriale: ci sono importanti differenze non solo tra Nord e Sud, ma anche tra zone interne e costiere, o tra
grandi città e piccoli centri urbani. I
progetti polifunzionali, o quelli che
prevedono vasti spazi destinati ad
attività commerciali o all'intrattenimento, funzionano nelle aree storicizzate, in quelle urbanizzate, nelle
grandi città o in centri minori, interessati però da investimenti infrastrutturali come il passaggio dell'Alta velocità ferroviaria. Progetti del
genere in luoghi isolati, invece, sul
lungo periodo perdono redditività.
Per un privato è conveniente investire nelle riqualificazioni o
rende meglio il nuovo?
Anche qui dipende dal contesto.
Spesso il ricostruito costa più del
nuovo, ma la sua redditività nel
tempo è più alta. Soprattutto quando riguarda realtà economicamente solide: l'Inu ha calcolato che in
questi casi la valorizzazione del ricostruito supera del 2-2,5% quella
del nuovo. Trai progetti in via di realizzazione, è il caso del waterfront
di Fano, che ha un bellissimo lungomare e fa parte di un contesto metropolitano che parte da Pesaro. Ma
anche di Afragola, che beneficerà
dell'inserimento nell'asse dell'Alta
velocità da Salerno a Torino.
Molti progetti, però, restano
sulla carta per anni: perché?
In Italia esistono strumenti giuridici adeguati. Purtroppo scontiamo un'arretratezza degli investitori privati che preferiscono riqualificare le aree dismesse in residenziale, anziché puntare sulle aree verdi
o sul residenziale sociale, delegato
agli enti pubblici.
Nel primo caso l'interesse dei
privati è maggiore...
Solo apparentemente: come Inu
sosteniamo la creazione di un partenariato tra pubblico e privato,
una forma di welfare urbano in cui
i proprietari di terreni e immobili
vicini all'area di riqualificazione diano un contributo, in vista della valorizzazione delle proprietà.
Un'altra tassa?
Non una tassa, ma un contributo. In altri Paesi è stato sperimentato con successo, come nell'interramento di una parte della ferrovia a
Monaco di Baviera.
Ma in Italia è una proposta realistica?
Culturalmente no, ma economicamente sì. E io credo che alla lunga gli interessi economici avranno
la meglio.
RIPRODUZIONE RISERVATA
Vista sul mare.
Un rendering del progetto
di riqualificazione del waterfront
di Fano (Pesaro e Urbino), sviluppato
dalla società Marelift.
Ha un valore di 23 milioni
COVER STO RN
Investimenti verso i piccoli centri
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press L.IfE
ItaliaOggi
01 /09/2011
Tar Lombardia: l 'impresa non risponde di dichiarazioni mendac i
niente risarciment o
se c'è incertezza sulla gara
P.a .,
DI FRANCESCA DE NARDI
eve essere respinta la domanda di risarcimento dei danni proposta da una
p.a. nei confronti dell'impresa aggiudicataria di un appalto pubblico a seguito dell'annullamento dell'aggiudicazione stess a
per dichiarazioni mendaci rese, nel caso in cu i
sussista una situazione di obiettiva incertezz a
circa il contenuto delle dichiarazioni da rendere
in base alla lex specialis della gara . Questo è
quanto hanno precisato i giudici del Tar Lombardia - Brescia, sezione II con la sentenza del
24 agosto 2011 n. 1261 .
La controversia verte intorno alla domanda
risarcitoria presentata da un comune nei con fronti di una ditta aggiudicataria di un appalto del servizio di ristorazione e poi esclusa a i
sensi dell'art . 12 comma 1, lett. b) dlgs 157/95
dal momento che, contrariamente a quanto dichiarato dal procuratore speciale della società, i l
Tribunale di Modena aveva emesso, a suo carico,
sentenza irrevocabile di applicazione della pena
per violazioni in materia fiscale .
Più precisamente l'ente locale aveva proposto la domanda facendo leva su una norma de l
capitolato speciale d'appalto della gara second o
la quale «in caso di non veridicità delle dichiarazioni rilasciate» l'aggiudicazione verrà annullata
«ed il servizio potrà essere affidato al concorrente
che segue in graduatoria, fatti salvi i diritti de l
comune per il risarcimento di tutti i danni che
potranno derivare all'amministrazione anche i n
successivo esperimento della gara o, comunque ,
per il maggior costo del servizio rispetto a quell o
che sarebbe stato sostenuto senza la decadenz a
dell 'aggiudicatario».
Il comune aveva commisurato, pertanto, i
danni subiti ai maggiori esborsi sostenuti per
D
il servizio affidato alla seconda in graduatoria .
La ditta aveva sostenuto, invece, la mancanz a
dell'elemento soggettivo richiesto dall'art . 12
dlgs n . 15711995, poiché la sentenza di patteggiamento in cui era incorso il procuratore speciale era antecedente alla sua assunzione nell a
società e si riferiva a un'attività che non rilevava
e per questo non era tenuto a farne menzion e
in sede di gara .
I giudici amministrativi respingono il ricorso .
Hanno osservato, infatti, come sia la giurisprudenza comunitaria sia quella interna individua no quale «esimente» dell'amministrazione, sotto
il profilo della sua responsabilità per l'attivit à
volta, la sussistenza di una obiettiva situazion e
di incertezza circa le corrette determinazioni d a
assumere . Secondo il Collegio elementari ragion i
di «parità delle parti» impongono, pertanto, d i
riconoscere identica e speculare «esimente» i n
capo al privato, quando sia l'amministrazione a d
agire per pretendere il risarcimento di un danno ,
che ritiene provocato dalla condotta colposa del
medesimo soggetto privato . Facendo applicazione di questo principio a «parti rovesciate» nei
confronti dell'impresa esclusa, è stato riconosciuto che, avendo già una precedente sentenz a
precisato che la pena patteggiata, la quale aveva
dato luogo all'esclusione, non fosse da riferire
all'impresa aggiudicataria, quantomeno il beneficio del dubbio andava accordato in merito all a
mendacità della dichiarazione di non versare
nella condizione di cui all'art. 12 lett . b) dlgs
157/1995: è ravvisabile, nel caso specifico, un a
situazione di obiettiva incertezza circa il conte- '
nuto della dichiarazione da rendere ai sensi del
capitolato speciale d'appalto, tale da escluder e
il necessario requisito della colpa in ordine a
quanto, poi, effettivamente dichiarato .
— eRr,protuzione menata—EI
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Rassegna stampa - Comune di Anzola dell`Emilia