NOTIZIE DAL MONDO DEGLI ANIMALI
News
Anno 7 | numero 28 | edizione Dicembre 2010 -Febbraio 2011
Hovawart:
un cane polivalente
Boston terrier:
l’American gentleman
York Chocolat:
un cittadino
di colore bruno
Gli acquari
ri
dei nostri letto
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Zoomark, nell’intento di migliorare ed ottimizzare il sistema di
raccolta dei bollini-fedeltà, ha attivato una “Fidelity Sistem Card”
con carico elettronico dei punti, che potrà essere richiesta da ogni
cliente. Le Card sono gratuite, personali e non cedibili, sono distribuite all’interno di Zoomark di Biella previa compilazione di un
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I suddetti dati saranno trattati esclusivamente da Zoomark a norma di legge e nel rispetto delle normative inerenti alla privacy.
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2
Sommario
PARLIAMO DI...
4
5
6
A
Hovawart:
Un cane polivalente
Boston terrier:
L’American gentleman
York Chocolat:
Un cittadino
di colore bruno
ai servizi Zoomark risposte
8 Ledell’addestratore
7 Guida
Sleddog: lo sport che viene
dal nord
cinofilo
12 LE NOSTRE OFFERTE
ACQUARIOFILIA
14
Gli acquari dei nostri lettori
L’ozonizzatore
ALLA SCOPERTA DI..
18
Imparare a “parlare”
(parte seconda)
RUBRICHE
10 Foto
Gallery
amico
20 Un
chiamato cavallo
16
Risposte
ai lettori
22 Ledelnovità
mercato
17
La rubrica
del veterinario
e
24 Lagli bacheca
appuntamenti
Editoriale
È NATALE! QUA LA ZAMPA!
È di nuovo Natale e anche quest’anno
ci troviamo a guardarlo un po’ con
sorpresa perché pur se può sembrare
un luogo comune, il tempo è passato
davvero in fretta.
In un mondo che da adesso fino
al prossimo 25 dicembre si affannerà per essere ‘più buono’, noi di
Zoomark che…  si sa, siamo buoni
tutto l’anno e non solo a Natale,
stiamo preparando un sacco di novità
per i nostri affezionati clienti: nuovi
servizi, nuove promozioni e alcune
simpatiche occasioni per condividere
con voi il nostro amore per gli amici
animali.
Presto sarà disponibile in negozio la
‘Guida alle Novità 2011’.
Per ora possiamo anticiparvi che
l’anno nuovo vedrà la seconda edizione del concorso fotografico ‘Vita
da cani’, quindi approfittate delle
feste per cominciare a scattare le
vostre fotografie.
Anche quest’anno con il vostro contributo potremo dar vita all’iniziativa
benefica ‘Pranzo di Natale gratis’, un
insieme di piccoli gesti per fare una
grande cosa.
A proposito di piccoli che fanno cose
grandi, conoscete la leggenda della
lucciola? La lucciola è un minuscolo
animale che si dice seguì i pastori fino
alla stalla nella notte di Natale.
Era così piccola che nessuno la vide.
Solo Gesù si accorse di lei, la sfiorò con
un dito e la fece diventare luminosa.
Così la lucciola, anche se minuscola,
fu capace di guidare i viaggiatori nelle
notti d’estate. E che dire del bue e
dell’asinello che solo con il loro alito
riscaldarono Gesù, Giuseppe e Maria
dopo che nessun uomo aveva trovato
per loro un piccolo posto nella sua
casa? Spesso sono proprio gli animali
ad insegnarci il vero, semplice senso
della bontà.
Qua la zampa, amici, e Buon Natale
a tutti!
Lo Staff ZOOMARK
3
A
Parliamo di...
Hovawart
NAZIONALITÀ: Germania
GRUPPO: 2 – Pinscher, Schnauzer,
Molossoidi e Bovari Svizzeri
SEZIONE: 2 – Molossoidi
e cani da montagna
ORIGINI
Questa razza originaria della regione
della Foresta Nera ha origini molto
antiche.
Fu tenuta in grande considerazione
nel Medioevo dove viene menzionata in testi e dipinti e citata in testi
giuridici tanto che, secondo quanto
riportato in Der Schwabenspiegel
(1380), chi avesse attentato alla vita
di un Hovawart veniva condannato a
pagare una forte multa.
Il suo nome, anch’esso di origine
medioevale, significa guardiano della
corte (Hova=corte e Wart=guardiano.
Presente da sempre nella Germania
meridionale come guardiano di fattorie, la razza fu riselezionata in maniera
coerente a partire dal 1922 partendo
da cani ritenuti simili all’Hovawart
medioevale. Per la selezione furono
utilizzati anche dei Terranova, dei
Leonberger, dei Rottweiler, dei Pastori
Tedeschi e perfino dei Sanbernardo.
Dopo aver rischiato l’estinzione nel
periodo successivo alla Prima guerra
mondiale, la razza venne recuperata
dallo scienziato K.F. König.
In Italia la razza è allevata da pochissimi anni e per il momento l’Hovawart
Club Italia non ha ancora ottenuto
il riconoscimento dalla severissima
Federazione Internazionale Hovawart.
La Federazione Internazionale ritiene
infatti che in Italia ancora non si faccia
a sufficienza, in fase di selezione, per
garantire il corretto temperamento
di questo cane. È infatti un cane di
indole buona, molto equilibrato, esigente con sé stesso, affezionato alla
famiglia e affettuoso, ma al tempo
stesso sa essere estremamente protettivo, vigile e coraggioso.
ASPETTO E CARATTERISTICHE
È un cane da utilità, classificato tra i
molossoidi, vigoroso, di taglia media,
di forma leggermente allungata e a
pelo lungo.
La testa è possente e presenta una
fronte larga e bombata. Lo stop è ben
delineato. Gli occhi sono di forma
ovale, non devono essere né infossati
né sporgenti e hanno colore marrone
scuro. Le orecchie sono attaccate alte
e ben spaziate, triangolari: appoggiano lievemente lungo le guance e
le loro estremità sono leggermente
arrotondate. La lunghezza della coda
supera il garretto, senza tuttavia toccare il suolo. A seconda dell’umore
del cane, pende o può essere portata
inarcata sulla schiena.
Pelo: lungo e forte, fitto, leggermente
ondulato e ben distribuito. Ha poco
sottopelo.
Colore: nero-focato, nero e biondo.
Taglia: maschi 63÷70 cm; femmine
58÷65 cm.
ATTITUDINI
È un cane da utilità polivalente.
Ben equilibrato e buono di natura,
è dotato di un buon istinto di protezione e di lotta, sicuro di sé e con un
carattere ben temprato.
Il suo fiuto è ottimo. Le sue proporzioni sono armoniose e il suo
attaccamento alla casa, alla famiglia
e ai bambini ne fanno un eccellente
cane da compagnia, da guardia, da
protezione, da soccorso e da pista.
Attualmente l’Hovawart è un
grosso cane da famiglia utilizzato
in Germania, Austria, Svizzera e
Danimarca anche come cane da guardia, da difesa, nel servizio civile come
cane da valanga, da catastrofe e da
ricerca di persone disperse, cane da
guida per ciechi, antidroga e per uso
militare.
SALUTE
Non è certo un cane fragile: non presenta particolari problemi.
DOVE TENERLO
È un cane molto resistente ai cambi
di temperatura, nonostante sopporti
meglio il freddo che il forte caldo.
Ama la pioggia, il vento, l’inverno e
adora essere ricoperto di neve.
Il suo pelo lungo e spesso lo protegge
dalle aggressioni atmosferiche.
Allo stesso tempo ama vivere in
famiglia.
4
A
Parliamo di...
Boston terrier
CARATTERE
Il Boston Terrier è molto affettuoso e
dolce con il padrone, per questo soprannominato ‘American gentleman’.
È un cane sensibile e da guardia,
abbaia poco, ma è molto scontroso
con gli altri cani.
SALUTE
È un piccolo cane robustissimo e longevo: teme soltanto il freddo.
Gli occhi vanno tenuti ben puliti per
evitare possibili irritazioni.
DOVE E COME TENERLO
Rigorosamente in casa: oltre a essere
a pelo raso e a patire quindi il freddo,
è un cane totalmente dipendente
dall’uomo e non può stargli lontano.
NAZIONALITÀ: Stati Uniti
GRUPPO: 9 – Cani da compagnia
SEZIONE: 11 – Molossoidi
di piccola taglia
ORIGINI E STORIA
Non si conosce molto sulle sue origini. Pare sia stato ottenuto, a Boston,
dall’incrocio tra Bull Terrier e Bulldog;
sembra però che sia intervenuto
anche il Bouledogue francese, a cui
somiglia moltissimo.
Creato per i combattimenti tra cani, è
diventato poi un cane da compagnia.
CARATTERISTICHE FISICHE
È un simpaticissimo cagnolino che
dimostra doti di forza, resistenza
e agilità. La testa ha cranio piatto,
squadrato, non rugoso, fronte scoscesa, stop ben marcato, muso corto,
ampio, quadrato.
La dentatura è leggermente prognata.
Gli occhi, distanti tra loro, sono molto
grandi rotondi e scuri, con espressione attenta e amabile.
Le orecchie sono piccole e fini, portate ben dritte. Arti diritti e muscolosi,
bene in appiombo. La coda, corta ed
inserita bassa, può essere diritta o
girata; è portata orizzontalmente.
Pelo: corto, brillante, di tessitura fine.
Colore: tigrato (ammesso ma non
preferito il nero), con macchie bianche su fronte e cranio, bianco su
collare, petto, arti anteriori e posteriori dal garretto al piede.
Taglia: proporzionata al peso, che lo
Standard suddivide in tre “categorie”:
pesi leggeri fino a 7 kg; pesi medi da 7
a 9 kg; pesi massimi da 9 a 11 kg.
Il suo corpo è pressoché quadrato,
come la testa, il muso è piatto; i suoi
arti sono molto possenti.
APPUNTI E CONSIGLI
È un cane da compagnia davvero
adatto a tutti, ma è poco diffuso al di
fuori degli Stati Uniti. In Italia ci sono
pochi soggetti di ottima qualità.
Se si desidera un cucciolo bisogna
prenotarlo con ampio anticipo.
CURE
Per la sua golosità ha bisogno di una
dieta; gli serve anche una spazzolata
periodica.
CARATTERISTICHE
E ATTITUDINI
È un cane allegro, di ottimo carattere,
buono con i bambini e tollerante con
gli altri cani. Adora il padrone, da cui
non vorrebbe mai separarsi, e l’unico
difetto che gli si può trovare è quello
di essere un po’ “invadente”: è molto
difficile levarselo dai piedi, poiché
vivrebbe volentieri… in braccio!
Si adatta bene a qualsiasi ambiente
purché ci sia il padrone con lui e ha
una buona attitudine alla guardia, pur
non essendo un indiscriminato “abbaione”. È docile e molto obbediente,
facile da addestrare o, più semplicemente, da educare.
Ama molto i cavalli: è quindi un
ottimo compagno di chi pratica
l’equitazione.
5
A
Parliamo di...
York Chocolat
di crine sulla testa e sulle zampe.
Dato che è privo di sottopelo, sopporta bene il caldo ma teme le basse
temperature.
NAZIONALITÀ: Stati Uniti
Aspetto generale:
Un cittadino di colore bruno
La razza fu selezionata dall’allevatrice
Janet Chiefari, partendo da una femmina a pelo lungo bianco e nero (di
nome Blacky), nata nel 1983 in una
fattoria dello Stato di New York (USA).
Accoppiando questa femmina con un
fratellastro a mantello nero, nacque
Brownie, una femmina dal particolare
mantello lungo e castano scuro, detto
appunto cioccolato.
Con altri incroci consanguinei nacquero i capostipiti di questa nuova
razza, caratterizzata da soggetti sia
monocolori che bicolori, tutti color
cioccolato.
Nel corso degli anni ‘90 la razza è
stata riconosciuta da diverse associazioni feline internazionali.
ASPETTO GENERALE
Gatto di notevole mole, presenta un
mantello lungo, lucente e setoso, privo
di sottopelo.
Il mantello può essere marrone scuro,
marrone chiaro o bicolore con macchie bianche. Rustico, forte e sano, ha
un istinto pronunciato e uno spiccato
senso per la caccia; ama giocare.
6
Tipo mediolineo,
ben strutturato,
piuttosto massiccio.
Peso: da 3 a 8,5 Kg.
CARATTERE
Attivo ed energico, ama essere coccolato e richiede costantemente
attenzione e compagnia.
Tipico gatto da appartamento, si
dimostra affettuoso verso tutti i
componenti della famiglia anche se
mostra attenzioni maggiori per la persona che lo cura.
Verso gli estranei si dimostra guardingo. Si adatta senza problemi alla
convivenza con altri animali, sia gatti
che cani.
Non deve stare solo a lungo.
CURA
Il pelo, nonostante la natura morbida
e setosa, non tende ad ingarbugliarsi
e necessita quindi di poche cure.
Bastano due spazzolature alla settimana con pettine a denti larghi dove
il pelo è più lungo e una spazzola
VARIETÀ DI COLORE
Due i colori solidi: chocolate (marrone
scuro) e lavanda (marrone chiaro)
e due bicolori: cioccolato-bianco e
lavanda-bianco.
Se di colori solidi, gli esemplari
mostrano un mantello di un caldo
color cioccolato o di un delicato color
lavanda, con una macchia bianca
su petto o ventre accettata ma non
richiesta.
Nel caso dei bicolori, cioccolatobianco, o lavanda-bianco, il mantello
presenta una combinazione dei due
colori dove il bianco è distribuito su
collaretta, petto, pancia, zampe e
spesso anche sul muso, con la presenza di una striscia sul naso.
Gli occhi sono a mandorla, di colore
oro, verde o nocciola.
STANDARD
Categoria: pelo semi lungo.
Corporatura: medio-grande (maschi
fino a 8 kg, femmine fino a 5 kg);
l’ossatura è robusta e la muscolatura
compatta.
Arti: quelli posteriori sono leggermente più alti di quelli anteriori;
piedini grandi e rotondi, le dita presentano ciuffi di peli.
Testa: media, a forma di cuneo, con
muso moderatamente arrotondato,
come il cranio di profilo; leggera
interruzione del naso; mento leggermente pronunciato.
Orecchie: grandi, a punta, larghe alla
base e inclinate in avanti; presentano
ciuffi di pelo nel padiglione e leggera
peluria all’esterno.
Occhi: medi, a mandorla, obliqui; di
color oro, verde o nocciola.
Coda: da media a lunga, larga alla
base e folta.
Mantello: di media lunghezza, morbido e lucente, soffice e setoso, senza
sottopelo; più corto sul muso, sul ventre e nella parte inferiore delle zampe.
Difetti: corpo tarchiato o angoloso;
orecchie piccole; occhi rotondi o
troppo grandi; presenza di sottopelo
lanoso.
A
Parliamo di...
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Sleddog: lo sport che viene
dal nord ma affascina anche
tra le nostre montagne
Lo Sleddog, ovvero le corse con i cani
nordici da slitta, vanta sempre più appassionati anche in Italia.
In questi mesi il CIS, Club Italiano
Sleddog, organizza il campionato sociale che si svolge sull’arco alpino.
Sei le gare del Campionato Sleddog del
CIS 2010/2011 che si terranno in Italia.
Il Campionato servirà anche ad individuare i musher (termine che indica
chi conduce la slitta) che rappresenteranno il CIS nel Campionato Mondiale F.I.S.T.C. (Federation International de Trainau a Chiens) di Donovaly
in Slovacchia.
Ecco il calendario delle gare:
LOCALITÀ
DATA
TIPO
Vallelunga (BZ)
Riva Valdobbia (VC)
S. Stefano d’Aveto (GE)
Auronzo di Cadore (BL)
Chiomonte – Frais (TO)
Bagnolino-Gaver (BS)
18/19 dicembre 2010
08/09 gennaio 2011
22/23 gennaio 2011
23/30 gennaio 2011
19/20 febbraio 2011
data da definire
Sprint + MD
Sprint
Sprint + MD
Sprint + MD
Sprint
Sprint
7
Parliamo di...
A
LE RISPOSTE DELL’ADDESTRATORE CINOFILO
Il periodo di transizione
del nostro amico a quattro zampe
A CURA DELLA
A.S. CINOFILA
L’UDITO
Nel cucciolo, durante il periodo di
transizione (dalla 2ª alla 3ª settimana)
il condotto uditivo si è aperto, il timpano con tutte le altre parti funziona,
ma non si sono stabilite le connessioni
tra l’orecchio, organo di ricezione delle
informazioni sonore, e la parte del cervello chiamata corteccia temporale:
non è dunque operativa
l a re l a z i o n e
tra l’organo
di senso e la
struttura d’interpretazione.
Solitamente
per verificare la
capacità uditiva
del cucciolo si verifica
l’esistenza del riflesso di
sobbalzo.
Per far questo si appoggia
il piccolo su di una superficie
morbida nella sua posizione
naturale, appoggiato sul ventre, poi l’esaminatore batte
le mani tenendole a 5-10 cm
sopra la testa del cucciolo.
Nei casi normali il piccolo si
solleva sulle zampe anteriori
e si lascia ricadere; se il test
risulta positivo l’apparato
uditivo è maturo e il cucciolo termina il periodo di
transizione.
8
Come quello visivo, anche l’isolamento sonoro è estremamente
negativo perché il cucciolo più tardi
si troverà inserito in un ambiente,
quello dell’uomo, ricco di stimoli acustici e si troverà quindi impreparato.
Per creare attorno al cucciolo un
ambiente sonoro stimolante sarebbe
opportuno che partecipasse all’attività umana quotidiana, nella casa del
suo proprietario.
L’adattamento ai suoni è ancora più
facile se anche la madre è cresciuta in
mezzo agli uomini e quindi non teme i
rumori. Il piccolo che ormai è in grado
di vedere e sentire, riceverà nuove
informazioni sonore, potrà percepire
le reazioni della madre e tenderà ad
imitarle. Se la madre è paurosa ed è
sempre vissuta in un box all’aperto,
mal tollerando la presenza umana,
sicuramente il cucciolo considererà
i rumori, come percepiti attraverso il
filtro materno e quindi come fonte di
stress. In questo caso, l’allevatore non
deve separare madre e figlio ma fare
in modo che siano presenti altri cani
senza tali problematiche e deve assumere un atteggiamento rassicurante
alla comparsa delle nuove informazioni sonore.
Parliamo di...
A
Nel cane adulto i cicli assomigliano
decisamente a quelli umani e durano
circa due ore, con circa un’ora e
mezza di sonno profondo e trenta
minuti di sonno paradossale.
Il cucciolo neonato ha periodi di
sonno paradossale molto lunghi; il
cucciolo sogna molto, ma pian piano
il tempo del sonno paradossale si
abbrevia e nel periodo di transizione
la struttura del sonno comincia ad
assomigliare a quella dell’adulto.
IL SISTEMA MOTORIO
Nel periodo di transizione aumentano anche le possibilità del piccolo
sul piano motorio. Il cucciolo riesce a
sollevarsi su quattro zampe contemporaneamente, il suo sistema nervoso
in maturazione gli permette di avanzare in maniera curiosa, cadendo
e rialzandosi e rotolando su di un
fianco.
I VOCALIZZI
I vocalizzi sono tutti i suoni emessi
dal cane grazie alle corde vocali che
nel periodo di transizione cominciano
a strutturarsi. Compaiono così i primi
latrati e ringhi che diventano una
forma di comunicazione.
Alla nascita i gemiti dei cuccioli sembrano tutti uguali, solo dalla seconda
settimana di vita si differenziano
secondo il messaggio che vogliono
inviare: alcuni gemiti vengono usati
per chiedere da mangiare, altri
per manifestare disagio quando la
mamma non c’è.
Sul piano dello sviluppo sensoriale
il periodo della transizione è molto
importante perché proprio in questo
momento si operano varie trasformazioni nell’alternanza sonno-veglia
che permetterà di cambiare il ritmo
di vita dell’animale.
quanto l’attività cerebrale che lo
caratterizza è rapida; anche se l’individuo dorme, il cervello presenta
un’attività elettrica simile a quella
di uno stato di veglia; non è altro
che il momento dei sogni.
Continuate a scriverci,
a farci le domande più curiose….
Siamo a vostra disposizione
[email protected]
IL SONNO
Nei periodi precedenti il periodo di
transizione, il sonno è l’occupazione
principale del cucciolo.
Il sonno normale, anche negli esseri
umani, è costituito da due fasi:
• sonno profondo o lento in quanto
l’attività cerebrale rallenta;
• sonno paradossale o rapido in
9
Foto Gallery
10
Fannie di Sonia e Luciano
Pepe di Lilia e Giorgio (Candelo)
Lemon di Simone e Francesca (Quaregna)
Bobby di Lorenzo (Biella)
Wess e Larissa di Matteo (Biella)
Matis di Marta (Cossato)
Tronky di Marina e Marco (Biella)
Eddi di Giorgio
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13
Acquariofilia
Gli acquari dei
nostri lettori
L’acquario che descriviamo in questo numero di Zoomark News è un
“nano acquario” d’acqua dolce realizzato con cura utilizzando accessori
di qualità. La vaschetta contiene 50
litri d’acqua e misura cm 50 di lunghezza x 40 di altezza; è realizzata in
tutto vetro quindi non presenta nessuna cornice in plastica. È munita
di filtro e riscaldatore esterni che
quindi non occupano spazio interno
all’acquario e sono invisibili alla vista
dell’osservatore.
Il sistema filtrante è il classico
filtro tricomponente: filtraggio meccanico tramite spugna blu, chimico
attraverso carbone attivo usato solo
una settimana al mese e rinnovato ad
ogni cambio dell’acqua, biologico con
cannolicchi di Siporax.
L’illuminazione è costituita da una plafoniera a led della “Ceab” con 2 led da 7
watt che garantisce un’illuminazione
eccellente con una risparmio energetico notevolissimo. L’allestimento è
costituito da ghiaietto in quarzo policromo da 2 mm, una radice, una paio
di rocce e diverse piante provenienti
da molte parti del mondo. Tra queste
sono presenti 2 Myriophyllum tuberculatum provenienti dall’Indonesia,
una Pogostemon stellatus “octopus”
dal Laos, 2 Cryptocoryne crispatula
“balansae” dalla Thailandia, una
Cryptocoryne wendtii dallo Sri Lanka,
una Anubias barteri “nana” dall’Africa
ed altre ancora.
Per quanta riguarda i pesci invece il
nostro cliente ha preferito scegliere
solo una specie decorativa: il Platy
corallo red (Xiphophorus Maculatus).
Sono poi presenti 3 esemplari di
Coridoras sp. e alcuni Otocinclus affinis che si occupano rispettivamente di
pulire il fondo e i vetri dell’acquario.
L’acquario in questione è di semplice
mantenimento, ogni 3 settimane si
provvede a effettuare un cambio parziale dell’acqua e si interviene sulla
pulizia del filtro, settimanalmente si
fertilizzano le piante che solo occasionalmente vengono potate.
Un ringraziamento va ad Alberto C.
che ha acquistato questo bell’acquario e che ci ha dato le fotografie per
poterle pubblicare.
Siamo on-line con
il nostro nuovo sito
Lo abbiamo voluto più bello, più ricco, più funzionale.
L’indirizzo non cambia: www.zoomarksrl.it.
Una home di navigazione semplice e piacevole.
Quattro aree di dialogo con i nostri clienti.
La Star della pagina è Inook, il nostro fedele amico.
14
Acquariofilia
L’ozonizzatore
Esistono apparecchiature tecniche di
indubbia efficienza che garantiscono
acqua chimicamente e visivamente
pulita che sono poco conosciuti e
ancora meno diffusi a causa della
poca pubblicità a loro dedicata e della
difficile reperibilità sul mercato, uno
di questi apparecchi è l’ozonizzatore.
L’ozonizzatore è utilizzato prevalentemente dagli addetti ai lavori, vale a
dire dagli importatori di pesci in primis e dai negozianti che conoscono
bene i vantaggi del suo utilizzo, ma
quanti appassionati di acquariologia
lo conoscono veramente?
Innanzi tutto l’ozono è un gas la cui
molecola è composta da tre atomi di
ossigeno (O3), in natura si crea dopo
un effetto “corona” (come un fulmine
durante un temporale) ma l’ozono ha
una forma molto instabile.
Per essere ritrasformato in un composto stabile, l’ozono reagirà con
i componenti organici incontrati
lungo il percorso, per esempio i rifiuti
organici.
Per questo in natura l’ozono possiede un effetto purificante sull’aria e
sull’acqua: trasforma le scorie in componenti innocui.
È a questo processo che si sono ispirati i produttori di ozonizzatori.
Tali batteri hanno il compito di trasformare l’ammonio in nitriti e in
nitrati ( ciclo dell’azoto ).
L’ozonizzatore scinde le scorie in assoluta sicurezza.
Il quantitativo minimo di ozono rilasciato dall’apparecchio:
• scioglie l’ammoniaca (tossica)
2NH3 + 4O3 ≥ NH4 NO3 + 4O2 + H2O
• trasforma i nitriti tossici in nitrati:
NO2 + O3 ≥ NO3 + O2
• trasforma l’urina in innocui nitrati:
NH2 + 2CO + O3 ≥ N2 + CO2 + 2H2O
• scinde i composti di carbonio (che stimolano la proliferazione delle alghe)
C + 2O3 ≥ CO2 +2O2
La limpidezza si misura tramite confronto visivo dei campioni con gli
standard platino-cobalto.
L’Ozonizzatore si presenta come una
scatoletta quasi piatta che funziona
elettricamente, deve essere collegato
all’acquario con un tubicino nero
specifico per l’uso dell’ozono che
viene rilasciato in acquario tramite
il sistema venturi del filtro o con un
ossigenatore.
Quindi ha un sistema di messa in
funzione molto semplice ed è assolutamente silenzioso.
Oltre alla importantissima “pulizia
chimica” dell’acqua l’uso di ozono
migliora anche la sua trasparenza.
Alcuni test sull’uso dell’ozono in
acqua inquinata dimostrano che
quando si attiva l’ozonizzatore dopo
3 settimane la limpidezza è migliorata
del 50%.
Queste misurazioni sono state
effettuate in base al metodo platinocobalto che rappresenta lo standard
per la limpidezza dell’acqua e calcola lo scolorimento provocato dalle
sostanze naturali nell’acqua: residui
vegetali, scorie organiche, ecc.
L’acqua dell’acquario viene costantemente inquinata da residui di cibo,
escrementi e scorie organiche di pesci
e alghe.
Negli acquari non dotati di ozonizzatore, si consiglia di cambiare un terzo
dell’acqua ogni 2 o 3 settimane, per
eliminare le scorie in eccesso, mantenendo al tempo stesso la coltura
batterica.
15
Risposte ai lettori
Riceviamo dai nostri clienti alcuni interessanti quesiti
a cui cercheremo di rispondere in modo esauriente
 Abbiamo una gatta di tre anni; da
quindici giorni abbiamo acquistato
un cucciolo di Jack Russel ed ora ci
troviamo in ‘crisi’ per la difficile convivenza tra loro, infatti la gatta non
accetta il cucciolo che la cerca per
giocare. Come potremmo risolvere il
problema?
Luciana, Gaglianico.
Per alcune settimane dovrà avere
molta pazienza, in quanto la gatta
dovrebbe accettare gradualmente il
cucciolo.
È importante che lei coccoli molto la
gatta, che probabilmente si sente un
po’ trascurata con l’arrivo del cagnolino al quale, d’altra parte, dovrete far
capire di non essere troppo invadente
nei suoi riguardi.
Se non lo fosse, potrebbe far sterilizzare la gatta che dovrebbe così
diventare più tranquilla.
Esiste anche un ottimo prodotto, coadiuvante di queste problematiche,
il Feliway che dovrebbe risolvere i
problemi relativi alla marcatura con
orina, ai danni da graffiamento ed allo
stress di varia origine.
 Vorrei sapere se è possibile somministrare al mio Pastore Tedesco di
18 mesi alimenti di marche diverse,
sempre di ottima qualità, o se è meglio usare sempre la stessa.
Carlo, Biella.
È senz’altro opportuno alimentare
il suo cane con alimenti di ottima
qualità. Invece è sconsigliabile cambiare mangime spesso o addirittura
giorno per giorno.
Se vuole può modificare l’alimento
che usa regolarmente ma lo deve fare
gradualmente, cioè nell’arco di una
settimana, mescolando i due alimenti
gradatamente in quantità diverse in
modo che alla fine della settimana il
cane mangi il nuovo prodotto.
In questo modo avrà dato la possibilità al suo organismo di abituarsi al
nuovo cibo.
 La mia barboncina da alcuni giorni si lecca e mordicchia insistentemente le zampe, come se volesse pulirle, ma così facendo si sta togliendo
il pelo, secondo voi potrebbe essere
un’allergia?
Angelo, Graglia.
Il leccamento delle zampe nel cane
sovente è legato ad un problema di
stress e quindi bisognerebbe cercare
16
la causa per tentare di risolverlo.
Il fatto però che si mordicchi fa pensare ad un’allergia che può essere
dovuta a pulci, all’alimentazione,
all’ambiente in cui vive il cane, ecc.
Sarebbe opportuno scoprire la causa,
pertanto il consiglio più logico è che
lei si rivolga al suo veterinario di fiducia che senz’altro sarà in grado di
risolvere il problema del suo cane.
La rubrica del veterinario
Come somministrare le crocchette?
DOTT.SSA SABRINA DOMINIO, MEDICO VETERINARIO - NUTRIZIONISTA
Molti proprietari di cani spesso mi
domandano quale sia il modo migliore
per somministrare le crocchette al
proprio beniamino, perché il loro
amico peloso fa i capricci e spesso si
rifiuta di mangiarle tal quali.
A questo proposito, occorre fare una
premessa: il fatto che il vostro amico
a 4 zampe si rifiuti di mangiare le
crocchette è dovuto solo a qualche
vizio di troppo.
Mettetevi dal loro punto di vista: se
sanno che il loro padroncino si lascia
prendere dalla pietà e somministra
loro snack golosi e manicaretti vari,
perché dovrebbero sforzarsi di mangiare un cibo secco che, seppure sia il
top dal punto di vista nutrizionale, è
meno saporito degli altri cibi?
LA PAPPA È SERVITA!
Da buon genitore, il comportamento
giusto da adottare è il seguente:
suddividete la razione giornaliera
di crocchette in due pasti uguali e
somministratela mattino e sera in un
luogo tranquillo e privo di distrazioni
d’ogni tipo (anche lontano dai profumini dei vostri fornelli!), lasciandola a
disposizione del cane per 20-30 minuti.
Dopo tale periodo, ritirate la ciotola e svuotatela dell’eventuale cibo
avanzato.
Non date nessun altro cibo al vostro
amico durante il giorno, anche se
quest’ultimo non ha toccato le sue
crocchette.
Al pasto successivo, riproponete la
sua razione di crocchette e proseguite con questo metodo per almeno
un paio di giorni: anche il cane più
viziato si convincerà.
E se il vostro cagnolino inizia lo sciopero della fame?
L’unica cosa che dovrete fare è non
lasciarvi intenerire: badate bene che
nessun cane, a meno che non sia
affetto da qualche patologia che gli
provoca inappetenza, si lascerebbe
mai e poi mai morire di fame e quindi,
dopo un paio di giorni di digiuno
volontario, si convincerà a mangiare
le crocchette.
PICCOLI TRUCCHI ANTI-DIGIUNO
Uno dei trucchi più utilizzati, soprattutto con i soggetti di piccola taglia, è
quello di inumidire le crocchette con
acqua tiepida.
Dopo averle lasciate in ammollo per
una decina di minuti, esse risulteranno più morbide e quindi meno
faticose da masticare ed il calore
dell’acqua libererà alcuni aromi che
stimoleranno l’animale ad assaggiare
la pappa.
Il rovescio della medaglia è che con
questo metodo le crocchette perdono
due dei loro requisiti fondamentali.
Innanzitutto, diventando più morbide, non possono più funzionare
come spazzolino naturale ed essere
efficaci nella rimozione della placca.
In secondo luogo, rendendole umide,
non sarà possibile conservarle per
lungo tempo e gli avanzi dovranno
essere tenuti in frigorifero o gettati via.
Un altro trucco che incoraggia gli
animali più capricciosi a mangiare la
pappa è quello di insaporire le crocchette con un po’ di mangime umido
in scatola.
Scegliete un prodotto completo e
bilanciato, in modo da non rendere
squilibrata la razione del vostro
beniamino.
Al contrario, non vanno bene ingredienti come carne, avanzi di cucina
o prosciutto, perché, non essendo
alimenti completi, renderebbero squilibrato l’apporto di fattori nutritivi del
pasto.
Naturalmente, non dovrete esagerare
con le dosi di scatoletta: un cucchiaio
a pasto sarà sufficiente per stimolare
l’appetito del vostro cagnolino.
Buon appetito a tutti!
17
Alla scoperta di...
Imparare a “parlare” (parte seconda)
DOTT.SSA ROBERTA PICCOLO, MEDICO VETERINARIO
Nel numero precedente abbiamo parlato di quanto sia importante saper
leggere il linguaggio dei nostri animali,
al fine di interpretare in modo corretto i segnali attraverso i quali essi
comunicano.
sua posizione nel branco.Ecco perché
non si deve assolutamente attribuire
minore importanza ad un atteggiamento diffidente/ aggressivo da parte
di un soggetto impaurito rispetto
ad un soggetto dominante. Un altro
aspetto che ci può aiutare a capire
correttamente le intenzioni di un
cane, è la posizione della sua testa.
Quando un cane dominante vuole
minacciare un altro animale, punta
contro di esso il muso, la “sua vera
arma”, al contrario, se la sua intenzione è quella di far diminuire la
paura nel suo avversario e quindi
comunicare la sua non intenzione di
attaccare, girerà leggermente la testa
di lato, così che la bocca risulterà
rivolta altrove.
Come si può quindi distinguere
un segnale di paura, ira da uno
di dominanza?
Per poter interpretare correttamente
tali segnali è necessario soffermarsi
non soltanto sugli elementi maggiormente visibili, come i movimenti
della bocca e la visibilità dei denti,
ma avere anche un quadro completo
di tutto ciò che rappresenta e caratterizza il linguaggio canino.
In un cane arrabbiato l’ira tratteggia una bocca aperta con i contorni
a forma di C, con i denti canini bene
in vista ed i posteriori appena visibili.
Un cane impaurito, invece, presenta
un muso allungato con l’angolo della
commessura labiale protratto verso
l’indietro ed i denti posteriori particolarmente visibili.
Come sopra accennato, è importante
non soffermarsi solo sui movimenti
della bocca; saper interpretare
18
Se il cane sbadiglia
l’espressività delle orecchie e degli
occhi può essere di grande aiuto.
Generalmente in un cane dominante
le orecchie sono rivolte in avanti, leggermente piegate ai lati con occhi
grandi, bene aperti e sguardo intenso.
Un cane impaurito o remissivo avrà,
invece, le orecchie piegate all’indietro ed appiattite contro la nuca, con
occhi meno spalancati.
Sicuramente l’interpretazione di
questi segnali risulterà più facile ed
immediata in un cane con le orecchie
dritte rispetto ad un cane con le orecchie pendenti ma, nonostante che i
segnali in questo secondo caso, siano
meno pronunciati e quindi meno
visibili all’occhio umano inesperto, il
variare della loro posizione comunica
correttamente le relative sensazioni
ed emozioni.
Nonostante queste differenze evidenzino due stati d’animo diversi,
la probabilità di un attacco è pressoché uguale. Un cane impaurito si
difenderà con grande intensità proprio perché dovrà difendere la sua
incolumità e sopravvivenza, come un
cane dominante dovrà difendere la
Un altro segnale che spesso osserviamo nei nostri animali e che
altrettanto facilmente viene frainteso
è lo sbadiglio.
La maggior parte delle persone crede
che se un cane sbadiglia è perché è
stanco ed annoiato.
Il segnale viene perciò considerato di
scarsa importanza. Ma non è così!
Da un punto di vista fisiologico lo sbadiglio canino ha lo stesso significato
di quello umano, serve per portare
una maggiore quantità di ossigeno al
cervello, lo sveglia e lo aiuta a rimanere vigile.
Per questo motivo non è sorprendente pensare che i cani come le
persone sbadiglino per tenere attivo il
cervello quando sono particolarmente
stanchi.
Ci sono però, altri significati da
attribuire a tale gesto, deve essere
considerato, infatti, come uno dei
principali segni di stress.
Mi è capitato di osservare cani che
sbadigliassero durante le lezioni di
obbedienza, in particolare subito dopo
aver ricevuto una punizione molto
severa, questo deve essere interpretato come un chiaro segno di stress.
Alla scoperta di...
Ecco perché anche in questi frangenti
è sempre bene utilizzare toni decisi
ma dolci, al fine di consentire al cane
un corretto approccio all’esercizio
richiesto evitando così manifestazioni
di ansia e in alcuni casi di paura.
Un animale non deve rispondere correttamente ad una nostra richiesta
perché ha paura di noi ma... perché
si fida di noi!
Un uso diverso ed altrettanto interessante dello sbadiglio è l’invio di un
messaggio di pacificazione.
Lo sbadiglio non contiene elementi di
paura, di aggressività o di dominanza,
tutt’altro.
Spesso quando un cane aggressivo
vede il suo ipotetico avversario sbadigliare si acquieta, può rimanere
un attimo incerto sul da farsi ma
poi generalmente da inizio ad atteggiamenti di saluto e di approccio
pacifico. In alcuni casi può anche
essere il cane dominante che per
primo accenna lo sbadiglio al fine di
tranquillizzare l’altro animale particolarmente intimorito.
Sappiate che i cani sono perfettamente in grado di leggere il segnale
dello sbadiglio in noi uomini.
Uno sbadiglio, seguito da atteggiamenti di accoglienza non minacciosa,
fa si che il cane al quale è indirizzato cessi le ostilità o che comunque
smorzi i toni aggressivi. Per cui, se vi
doveste trovare di fronte un cane poco
socievole, piuttosto diffidente, lo sbadiglio può essere una buona arma per
comunicargli la vostra intenzione di
un approccio pacifico.
Secondo il linguaggio umano lo sbadigliare in pubblico è un segno di
maleducazione ma, se è diretto ad un
cane, è un segnale di conversazione e
conciliazione!
Pranzo di Natale
gratis!
Anche quest’anno, Natale ci
vede uniti per dimostrare il
nostro amore per gli animali.
Dal 9 al 24 Dicembre, per ogni acquisto superiore ai 5,00 €, Zoomark offrirà, come tradizione, un pasto gratuito che potrai donare a molti cani
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o affamati, aiutandoli a trascorrere un Natale più felice e sereno.
All’interno del negozio troverai un
grande contenitore dove potrai depositare il buono pasto.
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Unisciti a noi in questa iniziativa
benefica! Insieme renderemo più
sereno il prossimo Natale agli amici
a quattro zampe.
e
19
Un amico chiamato cavallo
Equitazione terapeutica
DI
LUISA COLOMBINO
L’equitazione terapeutica è un metodo
che prevede l’impiego dei cavalli a
scopo curativo e include l’ippoterapia, di cui fa parte la riabilitazione
equestre, e l’equitazione ricreativa:
entrambe queste pratiche sfruttano
l’effetto positivo del rapporto con
il cavallo per stimolare la crescita
personale dell’individuo, specie dei
bambini (dialogo e gioco).
L’Equitazione Ricreativa per Disabili
(E.R.D.) è nata dalla necessità di conciliare l’inserimento nella società
della persona disabile o a rischio di
emarginazione sociale, attraverso
opportune metodologie pedagogiche
educative in ambito equestre.
L’operatore, responsabile di tale attività, è appositamente formato per
essere in grado di valutare e prendersi carico dei soggetti per i quali
tale attività produce giovamento
attraverso progetti educativi individualizzati e con chiari obiettivi nel
raggiungimento delle competenze
programmate.
Un metodo analogo di approccio con
una persona disabile è l’ippoterapia
(dal greco Hyppos = cavallo e therapeia = cura), meglio detta terapia con
il mezzo del cavallo (abbreviato TMC),
che corrisponde all’insieme di tecniche mediche che utilizzano il cavallo
per migliorare lo stato di salute di un
soggetto umano.
Da questo punto di vista è da distinguersi dalle semplici pratiche ludiche
che coinvolgono il cavallo senza il
controllo di personale medico specificamente preparato. Benefici effetti
correlabili all’uso del cavallo furono
intuiti già in epoche remote e la prescrizione dell’equitazione a scopo
terapeutico si riscontra già nell’opera
di Ippocrate (460-370 a.C.).
In Italia, l’ippoterapia è stata introdotta da Daniela Nicolas-Citterio negli
scorsi anni ‘70; questa studiosa francese ha fornito un notevole impulso
alla diffusione e al corretto
uso del cavallo in medicina,
20
anche attraverso la benemerita
Associazione Nazionale Italiana per la
Riabilitazione Equestre.
L’ippoterapia consiste nella induzione
di miglioramenti funzionali psichici
e motori attraverso l’attento uso dei
numerosi stimoli che si realizzano nel
corso della interazione uomo-cavallo
e si avvale di soggetti equini adatti
allo scopo.
È necessaria una specifica selleria
mentre per il paziente non è previsto
un particolare abbigliamento, proprio
perché si tratta di sedute di terapia e
non di concorsi di equitazione.
La particolare andatura del cavallo
oltre a rinforzare e a migliorare la
tonicità della muscolatura, rievoca la
cadenza umana, con grande beneficio
per chi non è in grado di camminare.
La posizione assunta dal cavaliere in
sella migliora l’allineamento capotronco-bacino e l’equilibrio e nei
soggetti spastici stimola il rilassamento degli arti.
Oltre a favorire la scioltezza e la
coordinazione dei movimenti, condurre il cavallo costringe il disabile a
migliorare i tempi di attenzione e di
reazione.
L’essere a contatto con un animale,
per sua natura imprevedibile e che
reagisce soprattutto ai segnali inconsci di chi lo sta guidando, stimola
una serie di attività intellettive come
concentrazione, memoria, stabilità
emotiva, tranquillità e fermezza di
carattere; ed è proprio attraverso la
scoperta e lo sviluppo di tali doti che il
portatore di handicap, generalmente
isolato e poco responsabilizzato, riesce a migliorare il rapporto con se
stesso e con gli altri e soprattutto ad
acquistare maggiore autonomia.
Un amico chiamato cavallo
La cura del cavallo dopo la seduta,
parte integrante di questa terapia, sollecita movimenti finalizzati, migliora
la coordinazione delle mani e delle
braccia e permette al disabile, tramite
un costante rapportarsi all’animale,
non solo di acquisire coscienza di se
stesso come realtà individuale, ma
di appropriarsi anche del proprio
schema corporeo. Si distinguono
quattro fasi fondamentali:
“MATERNAGE”,
che può essere considerata una fase
preliminare del paziente che, insieme
al terapista, comincia il suo approccio
al cavallo;
“IPPOTERAPIA PROPRIAMENTE DETTA”,
che consiste nella somministrazione
degli esercizi terapeutici al soggetto
malato che non si occupa direttamente dei movimenti e degli altri
stimoli provenienti dal cavallo ma a
questi risponde automaticamente;
questa fase è tanto più efficace
quanto più attenta è la scelta e la progressione degli esercizi somministrati
dalla equipe medica;
“RIABILITAZIONE EQUESTRE”,
che è una fase avanzata della cura:
in essa il paziente controlla direttamente il cavallo attraverso le proprie
azioni;
“RE-INSERIMENTO SOCIALE”:
punto di arrivo ottimale di tutto il
programma terapeutico, il re-inserimento sociale può essere realizzato
attraverso il mezzo del cavallo in
quella parte dei pazienti che abbiano
superato i deficit psico-motori originari che erano di ostacolo alla piena
affermazione della persona.
In termini moderni, l’ippoterapia
trova la sua indicazione, oltre che
nelle patologie classiche della paralisi cerebrale infantile, dell’autismo o
della sindrome di Down, anche nelle
patologie acquisite in conseguenza
di traumi correlati alla infortunistica
stradale e del lavoro.
Affinché questo metodo di cura risulti
efficace e la sua somministrazione sia
corretta sotto tutti gli aspetti medici,
tecnici e normativi, l’ippoterapia deve
essere esercitata da una equipe integrata da personale specificamente
qualificato e tecnicamente preparato.
Per lo stesso motivo, il luogo destinato a questo tipo di cura necessita di
una sufficiente disponibilità di spazi
chiusi (maneggio coperto, sala per
visite mediche, uffici, sala riunioni,
servizi igienici, scuderia, selleria)
e di spazi aperti (campo recintato,
tondino).
Questa è la dimostrazione di come il
cavallo può essere usato sia per scopi
ludici e quindi fonte di divertimento
e agonismo, sia per scopi terapeutici
ed essere veramente d’aiuto per persone con problemi di salute, sia da un
punto di vista fisico che da un punto
di vista psichico.
Se avete curiosità o domande
potete scrivere a
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21
Le novità del mercato
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usare ogni giorno per la colazione, per un buon
the delle cinque o per una rilassante tisana
della sera.
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Dicembre 2010